Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
La seduta è aperta alle ore 16.04
FIGUCCIA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interrogazione con richiesta di risposta orale:
N. 3441 - Chiarimenti sul commissariamento del responsabile
unico del Cluster BioMediterraneo di Expo 2015.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Ruggirello Paolo
Avverto che l'interrogazione testé annunziata sarà posta
all'ordine del giorno per essere svolta al proprio turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 3442 - Interventi sulla viabilità della S.P. 18 Piana degli
Albanesi - Palermo.
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
La Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Zafarana
Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Palmeri Valentina; Foti Angela; Trizzino Giampiero; Zito
Stefano
N. 3443 - Chiarimenti circa un bando per il reclutamento di
personale esterno da parte dell'Istituto dei ciechi Florio e
Salamone.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Savona Riccardo; Falcone Marco
N. 3444 - Ammodernamento delle apparecchiature delle aziende del
Servizio sanitario regionale.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Formica Santi; Musumeci Nello
Avverto che le interrogazioni testè annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interpellanza:
N. 450 - Pronta applicazione della normativa regionale in materia
di trasparenza.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Musumeci Nello; Formica Santi
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza si
intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere
svolta al proprio turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
N. 593 - Provvedimenti a tutela del grano duro siciliano.
Vinciullo Vincenzo; D'Asero Antonino; Alongi Pietro; Cascio
Francesco; Fontana Vincenzo; Germanà Antonino Salvatore; Lo Sciuto
Giovanni
Presentata il 1/08/16
N. 594 - Iniziative per l'inclusione della Regione siciliana al
riparto dei contributi per l'anno 2016 per l'assistenza agli
alunni disabili.
Foti Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
Presentata il 3/08/16
Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
dell'articolo 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Comunicazione di decadenza di interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito della nomina dell'onorevole
Cracolici ad Assessore regionale, è decaduta l'interrogazione n.
3445, a sua firma.
L'Assemblea ne prende atto.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo, per oggi, gli
onorevoli Mangiacavallo, Lo Sciuto, Lombardo, Zafarana e Siracusa.
L'Assemblea ne prende atto.
materia di elezione del sindaco e del consiglio comunale e di ces-
sazione degli organi comunali. Modifica di norme in materia di orga-
no di revisione economico-finanziaria degli enti locali e di status
degli amministratori locali' (nn. 1153-15-845-860-922-1003-1126
1138-1224/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Seguito della discussione del disegno di legge «Disposizioni in
materia di elezione del sindaco e del consiglio comunale e di
cessazione degli organi comunali. Modifica di norme in materia di
organo di revisone economico-finanziaria degli enti local i e
di status degli amministratori locali» (nn. 1153-15-845-860-922-
1003-1126-1138-1224/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
«Disposizioni in materia di elezione del sindaco e del consiglio
comunale e di cessazione degli organi comunali. Modifica di norme
in materia di organo di revisone economico-finanziaria degli
enti local i e di status degli amministratori locali» (nn. 1153-
15-845-860-922-1003-1126-1138-1224/A), posto al n. 1).
Invito i componenti la I Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Onorevoli colleghi, ricordo che nella precedente seduta avevamo
sospeso l'esame all'emendamento 4.4 per passare all'articolo 5.
Preannuncio che all'articolo 5 è stato presentato dalla
Commissione un emendamento di riscrittura.
Comunque si torna all'esame dell'articolo 4.
L'emendamento 4. 4 dell'onorevole Alloro, Riggio, Rinaldi,
Sorbello.
SORBELLO. Ritirato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 4.5, dell'onorevole Riggio. già ritirato.
MILAZZO GIUSEPPE. Lo facciamo nostro, signor Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, stiamo facendo una legge che è una
cosa seria, lei sa di che cosa stiamo parlando? Perché capisco
l'ostruzionismo e quant'altro, per carità.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Sull'ordine dei lavori
MILAZZO GIUSEPPE.Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, lei mi dice che approvare una
legge sia una cosa seria ed io ho rispetto per la sua figura e per
gli onorevoli deputati. Avevo già chiesto di parlare sull'ordine
dei lavori e lei mi aveva promesso che avrebbe fatto il riassunto
della puntata precedente per poi concedermi la parola, ed allora
io comunico che la posizione del Gruppo Forza Italia' è questo:
noi chiediamo la cortesia, ovviamente previo parere dell'Aula, di
accantonare il punto concernente il disegno di legge n. 1153
recante Disposizioni in materia di elezione del sindaco e del
consiglio comunale e di cessazione degli organi comunali. Modifica
di norme in materia di organo di revisione economico-finanziaria
degli enti locali e di status degli amministratori locali per
passare alla trattazione del disegno di legge n. 1214 Disposizioni
finanziarie varie . Ecco perché ho fatto mia la proposta
dell'onorevole Riggio per il non luogo a procedere' sul primo
punto dell'ordine del giorno.
SORBELLO. Ridicoli Ridicoli Ridicoli Ridicoli Vergogna
Vergogna
MILAZZO GIUSEPPE. La ringrazio, e vorrei ricordare all'onorevole
Sorbello che non mi impressiona il fatto che lei venga qui e poi
vorrei ricordarle lo spettacolo che ha dato lei venerdì scorso,
quando non l'hanno accontentata su qualche emendamento.
Quindi adesso le chiedo la cortesia, mi dica di tutto, però,
abbia un atteggiamento corretto nei confronti dei colleghi Le
chiedo di far esprimere l'Aula.
PRESIDENTE. Ho compreso la sua richiesta. Va bene.
La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari era stata
chiara. Siamo in fase, quasi, di approvazione della legge
elettorale senza infingimenti. Poi avremo davanti trentanove
articoli. Se riusciamo ad esitare questo disegno di legge, andremo
avanti con le variazioni di bilancio. L'aveva deciso la Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari ed è una data ultima, che è
quella di giorno dieci, di dopodomani.
SORBELLO. Ma c'è un accordo
PRESIDENTE. Ma l'accordo, su che? Quale accordo? L'accordo, sì, in
Aula Stiamo andando avanti, onorevole Sorbello. Onorevole Riggio,
lei insiste nel mantenere quest'articolo? Insiste? Va bene. Vuole
spiegare di che cosa si tratta, onorevole Riggio?
FORMICA. Verifica del numero legale
GRECO GIOVANNI. Voto palese
PRESIDENTE. E' stato spiegato. Il parere della Commissione?
CASCIO SALVATORE, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Dobbiamo sospendere, perché non è passata la mezz'ora.
Non è passata la mezz'ora Il numero legale come lo verifico,
onorevole Formica? Aspettiamo mezz'ora, siamo col sistema
elettronico, tranquilli.
GRECO GIOVANNI. Non aspettiamo
PRESIDENTE. Come non aspettiamo? Se voi insistete, io debbo
aspettare Sospendo la seduta fino alle ore 16.45.
(La seduta, sospesa alle 16,22, è ripresa alle ore 16.45)
La seduta è ripresa.
Sull'ordine dei lavori
FIGUCCIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, facendo seguito
anche all'intervento dell'onorevole Milazzo, mi sembra che ci sia
stata una richiesta esplicita e credo, sia anche di buon senso, per
una ragione che spiego molto rapidamente.
Noi abbiamo almeno quattro priorità, per quanto mi riguarda. Ma
facendo seguito alla sensibilità dei singoli parlamentari, credo,
che queste priorità saranno molto più di quattro e queste
decisamente attengono la variazione di bilancio. Credo che i
deputati saranno tutti d'accordo sul fatto che noi non possiamo
superare la fase estiva dei lavori d'Aula e andare a casa, senza
prima avere approvato la variazione di bilancio.
Per quanto mi riguarda c'è sicuramente la questione dei dipendenti
delle province, ci sono i 75 licenziati di Sviluppo Italia, ci sono
i consorzi di bonifica rispetto ai quali parte la stagione irrigua,
ci sono i dipendenti dell'ex cooperativa in convenzione. Quale era
la richiesta? La richiesta era quella - che io formalizzo come
Capogruppo - di mettere ai voti dell'Aula una inversione dei punti
all'ordine del giorno, per cui la proposta è di accantonare per un
attimo la legge elettorale che, oggettivamente, non mi sembra
prioritaria rispetto alla questione di tanta gente che aspetta
delle risposte.
Votiamo le variazioni di bilancio e, se c'è tempo e senso di
responsabilità, come sicuramente ci sarà, subito dopo faremo la
legge elettorale. Ma Presidente, almeno facciamo riferimento alla
sensibilità del Parlamento e votiamo se effettivamente ci sono le
condizioni o meno.
PRESIDENTE. Io pensavo di essere stato chiaro prima. La Conferenza
dei Capigruppo si è determinata in modo molto, ma molto, chiaro. I
lavori vengono organizzati dalla Presidenza. Noi dobbiamo approvare
solo due norme. L'Aula ha la possibilità, se non è d'accordo, di
bocciarle. E' inutile che giriamo intorno, ritorniamo indietro e
incardiniamo. Il lavoro deve essere omogeneo e ben disciplinato.
Non lo metto ai voti, non fa parte delle mie prerogative.
FORMICA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ognuno di noi può
ragionare per convinzioni, per convenienza, in politica certamente
siamo in presenza del fatto che le forze politiche, a volte,
tatticamente, possono ragionare per convenienza. Ma un dato è
certo, caro Presidente, che il Regolamento non può essere ne
aggirato ne scartato, ne messo da parte, ne violentato.
Se un Presidente di Gruppo parlamentare chiede l'inversione
dell'ordine del giorno lei semplicemente deve dare la possibilità a
due deputati a favore, e a due deputati contro, di intervenire, e
poi si vota per alzata e seduta. Non c'è altra alternativa, non c'è
via d'uscita.
Pertanto, signor Presidente, la invito nel rispetto del
Regolamento, e onde evitare che qui oggi finisca a occupazione
dell'Aula o altro, visto la porcheria che sta uscendo come legge
elettorale, rispettiamo il Regolamento.
PRESIDENTE. Allora, lei è già entrato nel merito. Io le riconosco,
onorevole Formica, onestà intellettuale, perché lei ha motivato nel
merito la questione dal suo punto di vista, definendo con un
termine eccessivo probabilmente l'esito della riforma elettorale.
Lei sta dicendo, praticamente, andiamo alle variazioni di bilancio,
prima, ma perché c'è una legge che non ci convince, per questo le
riconosco l'onestà intellettuale.
Però, la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari si è
determinata, ed ha deciso in maniera inequivocabile.
MILAZZO GIUSEPPE. Siamo incartati sulla legge elettorale.
PRESIDENTE. No, scusate, onorevole Milazzo, se effettivamente si
vogliono trattare gli argomenti che interessano, come dite voi ai
siciliani, e tutti siamo d'accordo è come ribadire le vostre
ragioni.
Noi, guardi, in mezz'ora possiamo approvare la legge elettorale,
quindi, non facciamo appello alle variazioni di bilancio per non
approvare la legge elettorale, perché è chiaro che dobbiamo operare
in maniera disciplinata, quindi, non diciamo di passare ad un altro
disegno di legge per poi non approvare niente, per essere chiari.
Quindi, noi andiamo
MILAZZO GIUSEPPE. Presidente faccia decidere l'Aula.
PRESIDENTE. Ha deciso la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, andiamo avanti.
Allora, abbiamo un calendario fissato dalla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, noi dobbiamo chiudere entro
giorno 10 agosto, mancano all'appello solo due articoli, tre
articoli, dobbiamo sapere se dobbiamo approvare la Riforma
elettorale o meno, questo è il dato fondamentale.
MILAZZO GIUSEPPE. Faccia decidere l'Aula.
PRESIDENTE. Su questo decide inappellabilmente il Presidente,
sulla base di un deliberato della Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari.
FORMICA. Abbiamo chiesto l'inversione dell'ordine del giorno, a
termini di Regolamento.
ALLORO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALLORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sull'ordine dei
lavori noi abbiamo sospeso la seduta d'Aula, l'altro giorno, perché
c'era una votazione sull'emendamento soppressivo all'articolo 5,
dell'onorevole Panepinto, rispetto al quale non c'era il numero
legale.
Ora, io chiederei di ripartire dall'articolo 5 e non dal 4 perché
se noi facciamo il 5, rispetto al quale c'è una riscrittura,
probabilmente l'articolo 4 ci viene molto più agevole e andiamo
avanti.
PRESIDENTE. Va bene, questa mi sembra una proposta di buon senso,
ma perché siamo nell'ambito della legge.
RINALDI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il calendario
dettato dai Presidenti dei Gruppi parlamentari è quando,
chiaramente, successivamente c'è una condivisione generale e c'è
una condivisione di tutti i Presidenti dei Gruppi parlamentari, ma
se ci sono due Presidenti dei Gruppi parlamentari, di due Gruppi
diversi che, nonostante abbiano partecipato alla riunione, adesso,
le chiedono ufficialmente che venga votata in Aula, cioè che l'Aula
si esprima se invertire l'ordine del giorno, io non credo che lei
possa non tenere conto di questa richiesta, anche se successiva al
calendario dettato dalla precedente Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari.
Quindi, io le chiedo ufficialmente, a nome di Forza Italia, di
invertire l'ordine del giorno e di fare prima le norme finanziaria
a norma di Regolamento.
PRESIDENTE. Va bene, grazie. Intanto, la Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari ha deciso.
Considerato che tutti noi dovremmo conoscere il Regolamento, vi
leggo l'articolo 98 quater del Regolamento, V comma: Il programma
è approvato con il consenso dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
che rappresentano almeno i due terzi dei componenti
dell'Assemblea .
E questo è successo: il programma diventa definitivo con la
comunicazione all'Assemblea, da effettuarsi immediatamente dopo la
conclusione della conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, se all'atto della comunicazione - che è avvenuta
giorni fa - un Presidente di Gruppo parlamentare si oppone,
l'Assemblea decide in quella fase, per alzata e seduta, dopo
l'intervento di non più di un oratore per Gruppo, del tempo massimo
di cinque minuti ciascuno .
Quindi noi andiamo avanti con la decisione assunta in Conferenza
dei Capigruppo. Scusate però non si può andare avanti così, se voi
volete
FORMICA. Blocchiamo i lavori.
PRESIDENTE e lo so che lei vuole bloccare i lavori onorevole
Formica, si è compreso questo, io lo so che lei vuole bloccare i
lavori, lei ha una possibilità, bocciare la legge elettorale se non
le va bene, ma non può bloccare i lavori di quest'Aula, perché
bloccando i lavori di quest'Aula lei impedisce l'approvazione delle
variazioni di bilancio.
Sto applicando il Regolamento onorevole Formica, lo sto
applicando.
PANEPINTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, sono
qua da dieci anni, ma non avevo mai visto l'onorevole Formica così
nervoso, ed è una persona che ha la saggezza e non solo l'età, ma
dalla sua storia personale, e onestamente lui mi permetterà, mi
sembra quel genere di partite che una volta che rischiano di essere
perse, qualcuno taglia il pallone, mi pare di capire.
Per cui, come dire, accompagnato dalla simpatia dell'onorevole
Milazzo, che certamente mi vorrà ascoltare riposando la sua
improvvisa vocazione protestataria, accompagnato in maniera meno
convinta dall'onorevole Figuccia, nella qualità di segretario
d'Aula, penso che proverà, assieme ai Questori, a sedare questo
momento di insofferenza per il rispetto dei lavori dell'Aula.
Signor Presidente, riprendendo quanto dichiarato dall'onorevole
Alloro, lei aveva sospeso l'Aula per mancanza di numero legale
all'articolo 5, c'è un mio emendamento soppressivo su una parte
dell'articolo, per cui è opportuno, e lo dico anche a tutti i
colleghi che certamente sono in grado di capire meglio di me, la
rappresentazione che si sta manipolando all'esterno di questo
dibattito, è un tentativo di dimostrare un Parlamento, che non
avendo altro da fare, si occupa di legge elettorale, per cui
facendo appello all'intelligenza e alla sensibilità, e al grande
senso di responsabilità dei parlamentari, giochiamoci la partita al
momento del voto, segreto, per appello nominale, ma non
interrompiamo i lavori considerato che siamo al rush finale, a
prescindere dall'esito che si avrà con gli articoli 4 e 5, e gli
altri due articoli che sono nel testo, quindi Presidente
considerato che la sua interpretazione dello Statuto, per
insindacabilità, procediamo con i lavori.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
odierna gli onorevoli Ragusa, Marcello Greco e Dipasquale.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Sull'ordine dei lavori
FOTI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, apprezzo la pacatezza
con cui lei ha risposto ai colleghi, che magari si sono
infervorati, ma tengo a dire, a nome del mio Gruppo - errare è
umano, perseverare è diabolico - è stato un errore volere portare
questa legge oggi in Aula, a nostro modo di vedere, tant'è che
quella Conferenza dei Capigruppo non si determinò assolutamente
all'unanimità, lo ricorderà bene.
La dura legge dei numeri, gli onorevoli colleghi della
maggioranza, dovrebbero ricordare che sabato il dibattito non si è
interrotto perché c'era un nodo da sciogliere, una questione da
dirimere, ma perché lor signori sabato mattina non erano presenti
in Aula e per quella seduta i siciliani hanno pagato, perché ogni
volta che qui si accende, qui ci vogliono danari, cash, soldi,
perché tutto questo apparato costa. I signori sabato erano a farsi
gli affaracci loro Tanto tenevano a questa legge che tanto ai
siciliani preme avere
Ed allora, con senso di responsabilità è ovvio che ce la
giocheremo al voto, faremo tutto quello che diranno loro, siamo qui
presenti ed eravamo presenti anche alla prima chiamata e mezz'ora
fa non c'era il numero legale come lei ha detto. Però, riteniamo,
Presidente, che la discussione del disegno di legge n. 1214 sia
molto più importante, perché è vero che è lungo, il percorso in
Commissione si è arricchito di articoli ultronei che sono le varie
marchette che ognuno prima dell'estate si vorrà portare a casa,
però dentro ci sono, Presidente, cose importanti, Consorzi di
bonifica e roba varia.
Non vorrei che perdendoci in questa discussione, che loro hanno
dimostrato con la loro assenza quanto gli interessava, andremo a
finire a non approvare quella più importante, quella che qualcuno
sta aspettando. Quind,i votiamola questa inversione.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo, per oggi, gli
onorevoli Lombardo e Venturino.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Sull'ordine dei lavori
GRASSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, sicuramente sarà lei a decidere, però
io mi permetto di ricordare a me stessa ed anche all'Aula
l'articolo 110 del Regolamento. Cioè, qui c'è stata una esplicita
richiesta e ritengo che, possibilmente non verrà accettata
dall'Aula, ma è stata formulata da più deputati.
Quando il richiamo, e questo è un richiamo all'ordine del giorno,
il Regolamento hanno la priorità delle votazioni, hanno la
precedenza sulle questioni principali. Quindi, hanno la priorità
sulle questioni principali, la priorità in questo momento credo che
sia quella di trattare le variazioni di bilancio perché se l'Aula
chiude così come lei ha detto giorno 10, si ha la preoccupazione
che sulle variazioni di bilancio che poi sono quelle che a mio
avviso, in questo momento, interessano ai siciliani, e mi riferisco
ai dipendenti delle partecipate e mi riferisco ai Consorzi di
bonifica e quant'altro, mi riferisco a quelle che effettivamente
possono dare una risposta.
Poi, nel merito, io non mi pronuncio perché mi pronuncerò con la
dichiarazione di voto sulla legge. Però, in questo momento, non c'è
condivisione e, in ogni caso, il rispetto del Regolamento impone
che comunque si passi alla votazione; poi, sarà bocciata la
proposta però l'articolo 110 impone questo. Io lo pongo alla sua
valutazione Presidente.
PRESIDENTE. I suo Gruppo era presente in Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari e il suo Gruppo non si è opposto nel
momento in cui è stata data comunicazione all'Aula.
Andiamo avanti. Allora, c'è una richiesta dell'onorevole Alloro di
ripartire dall'articolo 5 rispetto alla mia proposta dell'articolo
4, per me nulla osta. Se l'Aula è d'accordo ripartiamo
dall'articolo 5.
FORMICA. Deve farla votare la proposta di Alloro
PRESIDENTE. No, intanto onorevole Formica, qua siamo in un
Parlamento la invito a non gridare Allora, lei chiede di parlare
perché dice di ripartire dall'articolo 4.
RINALDI. Chiedo di parlare perché devo farle una domanda.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, le voglio fare una domanda sul
Regolamento. Se un capogruppo, dopo la Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari che ha determinato un calendario, non è
d'accordo, non uno ma due Capigruppo, anzi sono quattro capigruppo
che non sono più d'accordo con quel calendario dettato, hanno la
possibilità e la facoltà di chiedere a quest'Aula di pronunciarsi
su un'inversione dell'ordine del giorno, sì o no?
PRESIDENTE. Hanno la precedenza perché l'ordine è stato stabilito
dalla Conferenza dei Capigruppo. Questo, onorevole Rinaldi, si
chiama ostruzionismo. Fate l'ostruzionismo che volete, ma c'entra
niente il richiamo al Regolamento interno dell'ARS.
RINALDI. Per me un richiamo al Regolamento interno non è
ostruzionismo.
SORBELLO. L'ostruzionismo fatelo con il voto in Aula
PRESIDENTE. Noi abbiamo un termine che è il 10 agosto, non
possiamo andare oltre il 10 agosto. Per cui, sta poi alla
Presidenza stabilire. Io potrei in questo momento anche
contingentare i tempi, come se fossimo in finanziaria, proprio
perché abbiamo il termine del 10 agosto.
La Conferenza dei Capigruppo - e qui ha ragione l'onorevole Foti -
ha votato più del 2 per cento. Non ha votato il Movimento Cinque
Stelle e non so quale altro Gruppo non ha votato, l'abbiamo portato
in Aula e l'Aula ha deciso, ha deciso quale era il percorso. Ora
l'Aula se non è d'accordo sulla legge elettorale voti contro. Può
farlo. Richiede lo scrutinio segreto e decide su ciò che vuole
portare avanti; ma questo è il percorso che ci siamo dati.
MILAZZO GIUSEPPE. Sui liberi consorzi ci ha fatto votare due
volte
PRESIDENTE. Dovete avere rispetto Onorevole Milazzo, lei deve
sedersi sennò và fuori
RINALDI. Ci sono quattro Capigruppo che le chiedono di fare
l'inversione dell'ordine del giorno ai sensi dell'articolo 110 del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. L'articolo 110 del Regolamento interno dell'ARS dice:
ove l'Assemblea sia chiamata a decidere sui richiami. Il
richiamo viene fatto alla Presidenza, questa Presidenza non ritiene
che ci sia un richiamo all'ordine del giorno e le spiego perché
onorevole Rinaldi.
L'articolo 98 del medesimo Regolamento dice che il programma
diventa definitivo con comunicazione all'Assemblea da effettuarsi
immediatamente dopo la conclusione della Conferenza dei Capigruppo.
Se all'atto della comunicazione un Presidente di Gruppo
parlamentare si oppone, l'Assemblea decide per alzata e seduta,
anche sull'ordine dei lavori.
Le dico di più. L'onorevole Figuccia, intervenendo, parlava di un
quarto disegno di legge e abbiamo evidenziato che quel disegno di
legge non poteva essere trattato perché non l'aveva deciso la
Conferenza dei Capigruppo. Andiamo avanti.
RINALDI. Signor Presidente, le sto chiedendo: oggi, se alcuni
Presidenti di Gruppi non sono d'accordo a quel calendario, possono
chiedere l'inversione? Non mi dica che un mese fa avete deciso con
la Conferenza dei Capigruppo Oggi, quattro Capigruppo non
condividono più quel calendario e le chiedono di invertire
l'ordine. E' possibile farlo sì o no? Non c'è più una condivisione
di quattro Capigruppo dei due terzi che l'hanno votato l'altra
volta. Il Regolamento prevede la possibilità di rimetterlo in
discussione, oppure si deve necessariamente attenere ad un dettato
e ad un calendario stabilito 20 giorni fa? Se c'è una nuova
richiesta ed una nuova esigenza chiedo che il buonsenso vada per
metterlo ai voti e l'Aula si determinerà se procedere con la legge
elettorale oppure con la legge finanziaria. Non stiamo chiedendo
qualcosa di straordinario.
PRESIDENTE. In maniera legittima, l'onorevole Formica,
correttamente richiama l'articolo 101 e pone una questione
sospensiva. La questione sospensiva, onorevole Formica, non può
essere con riferimento al singolo emendamento. La questione
sospensiva può essere riferita all'intera legge, questo per essere
chiari. Sulla questione sospensiva decide l'Aula.
Sulla questione sospensiva hanno facoltà di parlare due oratori a
favore e due contro. A favore hanno chiesto di parlare gli
onorevoli Formica e Milazzo Giuseppe, contro la sospensiva hanno
chiesto di parlare gli onorevoli Turano e Panepinto.
Allora, ribadisco, siamo in un passaggio, e si decide per alzata
e seduta, fondamentale di quest'Aula. E' stata posta,
legittimamente, una questione sospensiva - questo sì, non era
inversione dell'ordine dei lavori - significa che, praticamente,
bloccheremmo la trattazione di questa legge. Ha facoltà di parlare
l'onorevole Formica.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi abbiamo presentato
la questione sospensiva, semplicemente per evitare che questo
Parlamento, in preda alla voglia di vacanze da un lato, da parte
dei deputati, ed alla presenza di evidenti, in quest'Aula,
pressioni che nulla hanno a che vedere con l'ordinato svolgimento
di un dibattito, per evitare, dicevo, che usciamo fuori dal binario
che ci eravamo proposti, caro Presidente.
Quando abbiamo affrontato la riforma elettorale sui comuni,
l'abbiamo fatto partendo da un assunto: correggere una norma che
era stata, inopinatamente, introdotta nel 2011 e riportare
(Brusio in Aula)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ascoltiamo l'onorevole Formica.
FORMICA. Onorevoli colleghi, se volete ascoltare siccome non
parliamo tanto per fare rumore ma cerchiamo di offrire soluzioni ed
impedire che accadano delle prese di posizione o, peggio ancora,
delle decisioni delle quali ci dobbiamo pentire amaramente come è
già accaduto.
Dicevo, si era partiti dall'assunto che dovevamo correggere la
modifica intervenuta nel 2011 e null'altro Via via, questa legge
elettorale, si è caricata di altri tentativi, di altri
provvedimenti che sono assolutamente in contrasto fra loro e che
vanno tutti nella direzione di sfasciare l'ordinamento elettorale,
perché siamo in presenza di una legge che, da un lato, vuol passare
al turno unico, e però inserisce una misura, diciamo, di
salvaguardia costituzionale rappresentata dal 40 per cento.
Dall'altro lato, invece, si vuole allargare a tutti i comuni, anche
a quelli con 15 mila abitanti, la norma del maggioritario secco che
è l'esatto contrario, cioè si vuol consentire ad un sindaco di
essere eletto col 10, col 12, con l'8, con qualsiasi percentuale e
senza nessun limite il che è totalmente in contrasto.
Stiamo ancora parlando del fatto che, i sindaci eletti
direttamente non possono essere ricattati dai consiglieri comunali
e, invece, qui si sta tentando di portare dal 70 al 50 + 1, il
numero dei consiglieri comunali che possono sfiduciarlo. Altra cosa
in netto contrasto con l'elezione diretta del sindaco. In più ci
sono altri provvedimenti, più o meno giusti, che vanno tutti nella
direzione dell'ingovernabilità.
Allora, Presidente, io ritengo che se si fosse ritornati alla
previsione originaria, quella cioè di correggere l'errore rispetto
al voto confermativo che ha determinato la impossibilità, quasi,
per buona parte dei cittadini di votare per il sindaco, i risultati
sono lì a dimostrarlo, e non si introduce null'altro o si rinvia la
discussione delle altre norme in autunno dove, con più calma e con
più moderazione e riflessione si può procedere ad affrontare altri
provvedimenti, nulla quaestio, ma dal momento in cui, invece, si
vuole approfittare della correzione giusta per correggere un
aspetto sbagliato delle norme vigenti per inserire delle norme che
sono assolutamente irricevibili, noi riteniamo che sia giusto
sospendere assolutamente questa norma.
L'altra cosa che le vorrei chiedere, Presidente, vorremmo sapere,
io ho presentato un emendamento, i Cinque Stelle pure, sugli
emendamenti aggiuntivi quello che riguarda, per esempio, la
preferenza unica, l'intenzione della Presidenza.
PRESIDENTE. E' ammissibile, su questo non c'è dubbio. E'
ammissibile l'emendamento, non ci sono profili di
incostituzionalità. La volta precedente era stato dichiarato
inammissibile per un fatto procedurale perché non era passata dalla
Commissione.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, è la prima
volta che sono costretto a fare un intervento a viso aperto contro
l'onorevole Formica ed a me dispiace.
Il problema è che, se l'onorevole Formica rappresenta lo stato dei
fatti in maniera opposta a come si è svolta o lo presenta
politicamente dicendo che ci sono delle correzioni giuste che
andavano fatte e delle correzioni sbagliate che non andavano
approvate, io sull'unità di misura dell'onorevole Formica non mi
riconosco. Non mi riconosco perché non c'è un'intesa per la quale
si è detto come si doveva modificare la legge elettorale. Si è
detto che si doveva modificare la legge elettorale, su alcuni punti
eravamo tutti d'accordo, su altri punti non eravamo d'accordo.
Ora, l'insoddisfazione dell'onorevole Formica nasce dal fatto che
lui ritiene che questi punti sui quali non eravamo d'accordo non lo
vedono maggioranza, ma non è questo il criterio per chiedere la
sospensione della legge elettorale.
Detto questo, signor Presidente, per onestà intellettuale, in
Conferenza dei Capigruppo, quasi quasi vi fu un consenso unanime,
di tutti, nell'affidare alla Presidenza la definizione dell'ordine
del giorno, al netto dell'onorevole Formica che, invece, pretese
che nell'ordine del giorno fosse al primo punto il rinvio
dell'elezione dei liberi consorzi, il secondo quello della legge
elettorale e poi a seguire le variazioni di bilancio.
Cosa è successo in questi due giorni che portano l'onorevole
Formica dapprima a motivare l'inversione dell'ordine del giorno e,
successivamente, a chiedere la sospensiva? E' successo che qualcosa
non gli quadra; e se è così prenda atto della volontà
dell'Assemblea.
Per questo motivo insisto perché si continuino i lavori, venga
respinta la questione sospensiva sollevata e si continui, così come
saggiamente ha indicato l'onorevole Alloro, dall'articolo 5.
L'approvazione dell'articolo 5 permette di risolvere anche l'ultimo
problema sull'articolo 4 e, quindi, dare il voto finale.
Resta inteso che, una volta approvata nella sua interezza la legge
elettorale, noi dell'UDC riteniamo che sia indispensabile
proseguire i lavori entro i termini stabiliti per approvare anche
le Variazioni di bilancio.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. L'onorevole Milazzo ha, chiaramente,
rinunciato a favore dell'onorevole Foti.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, insieme al
mio Gruppo abbiamo convintamente sottoscritto la richiesta di
sospensiva.
Presidente e colleghi, più volte si è detto che le regole vanno
scritte insieme; ma le regole su questa legge non sono state
assolutamente scritte insieme. E' vero, anche noi eravamo d'accordo
ed abbiamo attivamente partecipato ai lavori della Commissione in
tutte le sue fasi proprio per apportare delle modifiche, dei
correttivi alla legge elettorale attualmente vigente. Però,
Presidente, non è un segreto che questa norma, durante il suo
combattuto iter, si è sempre più aggrovigliata e di democratico è
rimasto ben poco, parecchie situazioni in cui in questi giorni
l'Aula si è incartata, si è bloccata. Addirittura, proviene da
emendamenti presentati dalla stessa maggioranza. Ciò significa che
non c'è assolutamente unità di intenti.
L'Aula si è bloccata per emendamenti presentati dalla maggioranza.
Significa che l'elaborazione del testo non ha avuto una sintesi
armoniosa, bensì un'accozzaglia di articoli che a via di fare,
cucire e ritagliare qualcosa su misura di qualcuno, oggi sta
stretto ad altri, e questo è molto pericoloso.
Mi rivolgo anche alla maggioranza dicendo di fare attenzione,
perché rimaneggiando questo disegno di legge andremo incontro al
voto sull'articolo che riguarda la differenza di genere, tanto cara
a qualcuno, ma su cui noi non abbiamo assolutamente cambiato
posizione. La nostra posizione è chiara. L'Aula è molto ambigua
Chiediamo di invertire, per dare qualche attimo in più di
riflessione a tutti gli indecisi presenti in Aula - noi siamo
decisi - la maggioranza si determinerà. Attenzione, state correndo
un rischio Il boccone avvelenato potrebbe arrivare in qualsiasi
momento.
Presidente, questa legge, la discussione imposta in Conferenza dei
Capigruppo, con tutti gli ostacoli in cui si è inceppata in questi
giorni, dimostra sempre più che questa non è una legge volta ai
cittadini affinché si possano esprimere in modo democratico e
sentirsi rappresentati. Per noi somiglia sempre più ad un
regolamento di conti e non è questo lo spirito giusto per
affrontare un argomento così delicato.
Chiedo a tutti di fare una riflessione, prendersi una pausa e
passare speditamente al voto dell'articolato dello Stralcio che
contiene delle cose ben più inderogabili, ben più urgenti, per cui
i siciliani stanno aspettando e non utilizzare, quindi, questa
legge elettorale come pegno di una prova d'amore da parte di
qualcuno all'interno della maggioranza. Questo pegno potrebbe
ritorcersi contro chi sta insistendo in modo cieco e non vuole
ascoltare il buon senso.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, non
tedio tanto l'Aula perché l'intervento del Capogruppo del Movimento
Cinque Stelle mi sembra stucchevole perché se chiedi a qualcuno se
voglia una legge elettorale o un posto di lavoro, risponderà un
posto di lavoro, mi pare normale Questa è la cosa più ovvia che si
possa avere.
Così come tentare di trasformare che questo Parlamento anziché
occuparsi di pane si occupi di brioches - come disse una regina a
Versailles - in un momento di deperimento della stessa
responsabilità verso le istituzioni, ci può stare
A me pare che, onorevole Foti, onorevole Formica, al dibattito
propedeutico che inizia nel febbraio di questo anno, a questo
testo, abbiamo partecipato tutti i parlamentari e tutti i Gruppi
parlamentari.
Il testo è arrivato in Aula, è ritornato in Commissione, è
arrivato in Aula e restituito alla Commissione. Ritengo che il
principio fondamentale di una legge elettorale, le regole e il
coinvolgimento di tutti c'è stato.
Mi chiedo, onorevole Formica, se fosse passata la sua norma - che
ho chiesto di cassare e l'Aula ha cassato - cioè quella di
introdurre nel sistema elettorale, senza ballottaggio e vittoria a
prescindere dai voti raggiunti
FORMICA. Il 35 per cento Non dica fesserie
PANEPINTO. Il suo emendamento cassato, onorevole Formica, diceva
esattamente un'altra cosa. Nella subordinata c'era il 35 che è
stato pure bocciato.
Detto ciò, io ritengo che rinviare la trattazione di questo
disegno di legge - a prescindere dalla materia che certamente è una
materia importante e fondamentale per tutti i 400 comuni siciliani
e per tutti i 5 milioni di siciliani - sarebbe la dimostrazione
forzata, stucchevole, di un Parlamento che alla fine si incarta e
non sa decidere.
Proprio quello che diceva l'onorevole Foti, che non ci sono parti
costituite, che hanno visto le maggioranze costituirsi articolo su
articolo, comma su comma, è la dimostrazione che non è un testo che
appartiene ad alcuni contro altri, ma è un testo frutto di una
difficile elaborazione, di un passo difficile, di un Parlamento che
già dal primo momento di trattare questa riforma elettorale si sta
confrontando sulle regole e lo fa anche aspramente.
Quindi, signor Presidente, è opportuno proseguire nei lavori.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi invito a prendere posto. L'Aula
vota per alzata e seduta. Per evitare equivoci, votiamo - senza
registrazione dei votanti- con il sistema elettronico.
Chi vota a favore del rinvio vota verde; chi vota contro vota
rosso.
(Non è approvata)
15-845-860-922-1003-1126-1138-1224/A
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Riprende il seguito del disegno di legge nn. 1153-15-845-860-922-
1003-1126-1138-1224/A
PRESIDENTE. Si prosegue con l'esame del disegno di legge.
Riprendiamo dall'articolo 5. All'articolo 5 è stato presentato
l'emendamento 5.3 a firma degli onorevoli Panepinto ed altri.
Onorevole Panepinto, lo mantiene?
PANEPINTO. Sì, lo mantengo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 5.3. Il parere della
Commissione?
CASCIO SALVATORE, presidente della Commissione. Favorevole a
maggioranza.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Favorevole.
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 5.3
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 5.3.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 71
Maggioranza 36
Favorevoli 35
Contrari 16
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 5.4, a firma dell'onorevole Greco
Giovanni. Lo mantiene o lo ritira?
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, grazie per avermi dato la
parola. L'emendamento 5.4 è un emendamento di buon senso. Si va ad
allineare alla pratica che si fa in tutta Italia, cioè le
dimissioni del sindaco.
PRESIDENTE. Allora, scusate. La Commissione sull'emendamento, che
si spiega da se, il 5.4 dell'onorevole Greco, praticamente prevede
che le dimissioni del sindaco diventano irrevocabili decorsi i 20
giorni, come avviene nel resto d'Italia.
Il parere della Commissione?
CASCIO SALVATORE, presidente della Commissione. Lo può ripetere
non abbiamo capito di qua.
PRESIDENTE. E' il 5.4, basta leggerlo e si vede. E' un
allineamento, spiega l'onorevole Giovanni Greco, alla normativa
nazionale, che le dimissioni del sindaco diventano irrevocabili
decorsi 20 giorni dalle dimissioni.
CASCIO SALVATORE, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funziona
pubblica. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, abbiamo l'emendamento 5.10 presentato dalla
Commissione ed un subemendamento, primo firmatario onorevole
Rinaldi. C'è un altro subemendamento, un capo gruppo lo deve
firmare o quattro deputati.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, il mio emendamento 5.10.1, rispetto
all'emendamento 5.10, mette una data certa dell'entrata in vigore
della norma che riguarda la decadenza nel caso in cui non viene
approvato il bilancio. Si vuole inserire dall'1 gennaio 2017 in
modo che ci sia un riallineamento anche per i comuni che sono stati
rinnovati da poco, e per i quali, rispetto alla norma, entrerebbe
in vigore dopo 5 anni, e non mi sembra una cosa logica rispetto a
chi invece verrà rinnovato il prossimo anno. Inserendo la data
dell'1 gennaio 2017, è chiaro che avranno tutto il tempo dell'anno
2017, quindi la norma varrà per l'anno successivo perché il
bilancio è quello relativo al 2017.
Quindi, con questa norma, mettiamo una data certa ed evitiamo che
i consigli comunali che si sono rinnovati da poco hanno tempo 5
anni e invece chi viene subentra a giugno successivo, la norma se
la trova già applicata. E' una forma di buon senso e di
riallineamento tra tutti i comuni, fermo restando, ripeto, che
mettendo dall'1 gennaio 2017, varrà per il 2018 perché il bilancio
2017 si chiude a dicembre.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa è una
Assemblea che deve legiferare norme che non possono creare
disparità tra i diversi enti e fra coloro che vengono rinnovati.
Fissare la data all'1 gennaio 2017 è una disparità di trattamento.
Le nuove regole possono valere solamente dai rinnovi dei rispettivi
consigli comunali, non c'è dubbio che se viene eletto un consiglio
comunale ed un sindaco con una regola, la stessa non può essere
cambiata nel corso dell'anno. Quindi, queste norme che noi stiamo
modificando valgono e devono valere, anche a norma di
costituzionalità, con il rinnovo dei consigli comunali. Non
facciamo ancora una volta degli errori per essere poi di nuovo
bocciati da una norma nazionale. E' chiaro che dobbiamo arrivare ad
un rinnovo dei consigli comunali, e lì si applicano le nuove
regole.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non si riescono a seguire i lavori
per i colleghi che parlano. Io non credo che questo sia un modo per
andare avanti.
Presidente Cascio, siccome sono stati presentati diversi sub
emendamenti all'emendamento 5.10 della Commissione, chiedo di
verificare la linearità del testo anche in ordine alla questione
sollevata dall'onorevole Rinaldi.
Guardateli con attenzione perché quando poi chiederò il parere,
che ci sia un parere dato con la massima consapevolezza.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per oggi l'onorevole
Coltraro.
L'Assemblea ne prende atto.
15-845-860-922-1003-1126-1138-1224/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
nn. 1153-15-845-860-922-1003-1126-1138-1224/A
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il tema è
che in questa legge- a mio avviso - la norma transitoria dovrebbe
essere una ed unica, e cioè l'elettore, quando ha eletto un
Amministratore che sia un Sindaco o un Consiglio comunale, ha
scelto non solo il suo rappresentante ma ne ha determinato anche
gli equilibri in base alla normativa vigente.
Se l'elettore chiamato ad eleggere un Sindaco e a scegliere il
rappresentante o la lista in Consiglio comunale, sapeva di
determinare che quel rappresentante poteva essere sfiduciato con il
60%, poteva essere sciolto il Consiglio solo per mancata
approvazione del bilancio, oggi noi diciamo questa regola vale
anche per loro, non colpiamo solo direttamente Sindaci, singoli
Consiglieri comunali, equilibrio generale di quella istituzione ma
colpiamo anche l'elettore perché stravolgiamo il senso del voto che
lui ha espresso, quindi, ci sono principi certamente di
incostituzionalità perché viene colpita anche la volontà
dell'elettore.
Allora, il tema è la norma transitoria. Se volete fare una norma
non strafalcione, assessore Baccei - ho fatto due ore di
ostruzionismo, per la prima volta sto entrando nel merito della
legge per dimostrare al Presidente che anche io qualche cosa l'ho
letta - allora la norma transitoria deve essere una ed una
soltanto.
La norma va applicata via via dai rinnovi, perché non ci può
essere altra norma transitoria. L'Assemblea non può applicare una
norma ad un Sindaco che si è candidato con uno schema giuridico che
era completamente l'opposto di quello che noi oggi stiamo
determinando.
Invito gli Uffici dell'Assemblea ad approfondire questo tema
perché via via nei Consigli comunali si sono creati equilibri
diversi e gli equilibri politici, Presidente, si determinano anche
sulle regole che ci sono.
In alcuni Consigli comunali non si può più tornare indietro perché
un Sindaco, anziché farsi ricattare non dà quel peso ad un gruppo
consiliare sapendo che comunque detiene la maggioranza in Consiglio
comunale. Se oggi si accorge che in virtù del fatto che non si è
fatto ricattare da quel gruppo perché comunque aveva il 60% alla
maggioranza e oggi noi gli diciamo è il 50%, oppure non solo per il
bilancio ma per altre motivazioni quel Sindaco si trova spiazzato,
ecco perché la norma transitoria può essere via via dal rinnovo dei
Consigli comunali per tutte le fattispecie.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritorno a far
notare e a puntualizzare, anche vedendo il tenore degli emendamenti
che vengono presentati, quanto ho sostenuto all'inizio Presidente e
ce n'è ora uno anche qui della Commissione.
Vedo che c'è il tentativo, senza poi nessuna coerenza che
risponde, magari, alle singole esigenze di singoli deputati, di
inficiare l'elezione diretta.
Signor Presidente, quando autorevoli esponenti politici o intere
forze politiche cominciano ad intervenire pesantemente su questa
legge, non possiamo dare tutti i torti perché, man mano che si va
avanti, si è passati dal tentativo che c'è stato venerdì, di
introdurre, a legislazione in corso, la questione dell'approvazione
dei bilanci che si applicava non al rinnovo ma alle Amministrazioni
che ci sono attualmente in carica, ad oggi, ancora una volta, con
il medesimo tentativo. Non si può snaturare totalmente in una
leggina che si prefiggeva di correggere semplicemente qualche
aspetto della carente che era stato modificato solo qualche anno
fa, e quello è un fatto giusto; non si può, attraverso questo
veicolo, stravolgere l'intero impianto con il rischio, peraltro,
che la norma venga, giustamente, impugnata.
Ora, io, ancora una volta, invito la Presidenza a cercare in tutti
i modi di porre fine a quest'assalto alla diligenza, e di vedere di
tardare la legge elettorale nel momento in cui c'è più calma,
perché oggi come oggi stiamo assistendo al tentativo di snaturare
totalmente l'impianto dell'elezione diretta, e non credo che fosse
questo l'obiettivo che ci si era prefissati, e non credo che questa
sia un'azione giusta da portare avanti, oppure di abbia il coraggio
di dire siamo contro l'elezione diretta e vogliamo ritornare
all'elezione indiretta in consiglio comunale.
Ma presentare provvedimenti che rendono prigionieri i sindaci e li
rendono ricattabili da un singolo consigliere comunale, perché con
la diminuzione della composizione dei consigli comunali, e spesso
negli stessi consigli, si è in presenza del fatto che, soprattutto
nei comuni più piccoli, basta un passaggio di un consigliere da una
parte all'altra dello schieramento, e già non ha più la
maggioranza.
Pertanto, signor Presidente, io la invito, prima che si proceda
ancora una volta a smantellare il sistema elettorale in vigore, o
si ha il coraggio di dire siamo contro l'elezione diretta, oppure
si fermi questa legge, perché è una legge che renderà i sindaci non
più eletti direttamente, ma li renderà ricattabili su ogni
argomento, su ogni contributo anche di cento euro, su ogni
approvazione di piano regolatore, sulle scelte fondamentali che
riguardano i cittadini, uno sparato gruppo anche due soli
consiglieri comunali per chi ha esperienza di consiglio comunale,
metterà i sindaci di essere nella condizione di essere ricattati,
anche per pochi spiccioli, e questo Parlamento non può tollerare
che si vada avanti allo stravolgimento del sistema elettorale, con
accorpi di emendamenti nel mese di agosto, questo è assurdo e
inaccettabile Presidente, e più avanti andiamo in questa legge, più
ci accorgiamo che è stato un errore non fermarci alla semplice
correzione di ciò che non andava, è stato un errore grave
introdurre altri argomenti che veramente ci mettono alla berlina e
renderanno questa norma non solo criticabile, ma abbastanza
esplicitamente bocciabile da parte della Corte Costituzionale.
Quindi, signor Presidente, evitiamo strafalcioni, già ne abbiamo
fatti troppi.
D'AGOSTINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'AGOSTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sono
perfettamente d'accordo con l'onorevole Formica, e per questo ho
presentato un subemendamento all'emendamento 5.10, perché,
coerentemente col voto d'Aula di pochi minuti fa sull'emendamento
dell'onorevole Panepinto, col quale abbiamo detto con chiarezza che
quest'Aula non ritiene essere causa di decadenza dei sindaci la
mancata approvazione di bilanci da parte del consiglio comunale,
per lo stesso motivo quella parolina che c'è al comma 2
dell'emendamento 5.10 cioè o per altra causa , che sicuramente
nella riscrittura non intendeva riferirsi ai bilanci, ma proprio
per essere repetita iuvant, è bene precisarlo e quindi metterei una
parentesi ove dice ad esclusione della mancata approvazione dei
bilanci da parte del consiglio comunale .
Se stiamo facendo una norma che rafforza gli esecutivi, e quindi
abbassiamo addirittura la soglia al 40%, mettiamo il voto di
trascinamento, cerchiamo di rafforzare gli esecutivi,
improvvisamente li vogliamo indebolire con l'atteggiamento
ricattatorio e minaccioso che un consigliere comunale potrà avere
nei confronti di una qualunque amministrazione. Mi sembra una
incoerenza e una follia totale, di cui forse l'Aula non si stava
accorgendo, e dico questo perché paradossalmente forse non abbiamo
pensato che il bilancio, in seconda convocazione, non si approva
con la maggioranza assoluta ma con una maggioranza di una minoranza
assoluta.
Quindi, stiamo dicendo che pochi consiglieri comunali possono,
dopo pochi mesi, affossare una Amministrazione comunale e
indebolire un sindaco. Chiaramente, nessuna intenzione immagino ci
sia da parte dell'Aula di voler venire incontro a questo
ragionamento e credo che questa piccola postilla possa solo servire
a rafforzare il concetto.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, la ringrazio per le stesse motivazioni
che hanno testé esposto gli onorevoli Formica e D'Agostino. Io ho
presentato un subemendamento di soppressione del comma 2 bis, l'ho
anche rappresentato al Presidente Cascio perché ritengo che la
decadenza del sindaco debba basarsi su una tipicità di atti o una
tipicità di fatti, di fatti che possono far decadere il sindaco,
che possono comportare la cessazione del sindaco o della Giunta.
Per cui, ritengo che noi abbiamo già al primo comma stabilito
quando vi è quell'effetto di trascinamento negativo che coinvolge
anche il sindaco. Quando invece al 2 bis introduciamo ogni altra
causa che comporta la decadenza del sindaco stiamo allargando la
possibilità che un sindaco possa decadere in caso di cessazione del
Consiglio comunale. Ecco perché la proposta che noi facciamo è
quella di cassare questo comma. Altra questione che ritengo altresì
importante, noi abbiamo diversificato la mozione, o meglio, le
dimissioni in questo caso contestuali del 60 per cento dei
consiglieri e dei due terzi, abbiamo detto, le dimissione dei due
terzi sino a 5 mila abitanti comportino anche la decadenza, la
cessazione del sindaco. Però, noi abbiamo votato una norma in virtù
della quale abbiamo esteso il maggioritario dai 10 mila ai 15 mila.
Allora, onorevoli colleghi, noi dobbiamo essere consequenziali,
dobbiamo estendere il limite dei due terzi fino a 15 mila abitanti,
perché se il maggioritario si estende fino a 15 mila abitanti,
dobbiamo altresì estendere che la cessazione dei sindaci avviene
per dimissioni dei due terzi, e lo voglio dire anche all'assessore
Lantieri, che oggi dobbiamo armonizzare, non dobbiamo creare una
norma a macchia di leopardo, dobbiamo dire che con la cessazione
dei due terzi decadono i sindaci sino ai 15 mila abitanti, dopo i
15 mila abitanti invece basta il 60 per cento.
Ecco la ragione per cui ho presentato il subemendamento, col quale
si prevede che sino a 15 mila abitanti per cessare il sindaco,
debbono esserci almeno i due terzi e non il 60 per cento. Noi
dobbiamo garantire stabilità ma dobbiamo garantire la governabilità
con la omogeneità normativa.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io, per una
questione di etica, visto che sono anche sindaco, ho evitato di
intervenire e di esprimere il mio giudizio su questa legge
elettorale, però voglio porre una riflessione a lei e alla
Commissione.
Questa legge elettorale aveva un preciso scopo, quello di
correggere un'anomalia che si era verificata nel 2011. Bastava
tornare indietro anche alla legge 7 del 1992, quella che prevedeva
la doppia scheda, l'elezione diretta del Sindaco, che via via si è
modificata, stravolgendo completamente il sistema elettorale,
cambiando le regole del gioco in corso d'opera e vi assicuro che
all'esterno, senza avere sentito lanci, senza avere sentito neanche
costituzionalisti, quella che verrà fuori credetemi è un aberratio.
Lo dico a livello di riflessione: andate avanti perché voterò
contro, lo preannuncio e vi darò le motivazioni.
Come si fa oggi a dire che la cessazione del consiglio comunale
per dimissioni dei comuni fino a 5.000 abitanti avviene con i due
terzi dei consiglieri comunali? Significa che se in un piccolo
comune fino a 5.000 abitanti tre consiglieri comunali si dimettono
crolla il Consiglio. Faccio presente che i due terzi corrispondono
a 4 consiglieri in virtù del fatto che la totalità dei consiglieri
di un comune fino a 5.000 abitanti è di nove. Pensate che basta una
lite. Oggi fare il sindaco in un piccolo comune è un gesto di amore
nei confronti della comunità, significa sacrificarsi dalla mattina
alla sera. O diciamo che non c'è più l'elezione diretta, quindi non
c'è più il rafforzamento dell'esecutivo o rivediamo questo articolo
5, perché così come è approvato mettete i sindaci in balia dei
consigli comunali o del capriccio di qualche consigliere comunale.
CAPPELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, cittadini, non
torno indietro rispetto a quello che la settimana scorsa noi del
Movimento Cinque Stelle abbiamo sostenuto. Noi riteniamo che non
avere reintrodotto quella norma della legge n. 7 del 1992, quella
che demandava ai cittadini la possibilità di sfiduciare un sindaco,
sia oggi un grandissimo errore e l'articolo 5 rappresenta, del
resto, seguendo il vostro ragionamento logico-giuridico, la
chiusura di un cerchio che abbiamo definito e continuiamo a
definire come l'espropriazione della volontà popolare rispetto alle
determinazioni che vengono assunte durante le competizioni
elettorali, durante la scelta di un sindaco, durante la scelta di
un assise popolare qual è appunto un consiglio comunale. Perché si
chiude il cerchio? Perché nella misura in cui abbiamo escluso
definitivamente la volontà dei cittadini della possibilità di
sfiduciare un sindaco e consegniamo integralmente ad una quota
percentuale di consiglieri comunali la possibilità di sfiduciare un
sindaco ecco che chiudiamo il cerchio e consegniamo - come se fosse
un ostaggio il sindaco, e quindi ciò che egli rappresenta, e cioè
migliaia e migliaia e migliaia di voti da parte di cittadini che,
senza trascinamento perché anche quella è un'altra fonte di
espropriazione della volontà popolare - in mano al 60 per cento o
ai due terzi, poco importa in termini percentuali, ma chiediamo ai
consiglieri comunali di determinare la vita e la morte di un
amministrazione comunale. Questo è profondamente ingiusto, questo è
assolutamente contrario ai princìpi ispiratori del 1992, quando a
quel sistema politico si contrappose quello dell'elezione diretta
del sindaco e, pertanto, ciò non può essere, nel modo più assoluto,
condiviso dal gruppo del Movimento Cinque Stelle ma, secondo me, da
tutti i deputati che sono presenti in quest'Aula e che abbiano un
minimo di buon senso e che siano coerenti con un impianto normativo
che va in tutt'altra direzione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Assenza. Ne ha
facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi la mia contrarietà
assoluta a questa legge o, quantomeno, al testo che sta venendo
fuori è stata già annunziata nel corso dell'intervento dell'altro
giorno, ove mi sono permesso di definirla una porcata e lo
ribadisco a caratteri cubitali.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Vicepresidente LUPO
Questa legge, così come sta venendo fuori, è una vera e propria
porcata.
Noi stiamo, di fatto, svuotando il principio dell'elezione diretta
del sindaco. Stiamo riportando il sindaco ad essere il burattino
nelle mani dei partiti, che non si stanno rendendo conto che, in
questa maniera, stanno aggravando lo scollamento tra queste
organizzazioni e quella che si chiama e si definisce società
civile.
Noi stiamo approfondendo questo solco illudendoci, attraverso
delle manovre a tavolino, di ritrovare la centralità che i partiti
hanno perso per loro esclusiva responsabilità per la mancanza di
autorevolezza, per la mancanza di propositi chiari, per i continui
voltagabbana che saltano da uno schieramento all'altro senza porsi
alcuna remora di rispetto della volontà popolare e di coloro che lo
hanno mandato all'interno delle varie assemblee elettive in un
determinato schieramento.
Io volevo, provocatoriamente, proporre un emendamento a questo
articolo 5, ossia quello di stabilire, per legge, il colore delle
fila che dovevano tenere il sindaco legato ai burattinai delle
varie organizzazioni partitocratriche
Sarebbe stata una provocazione, ma una provocazione che ci sta
appieno in questa vergogna in cui abbiamo reintrodotto il voto di
trascinamento, e quindi i partiti hanno aumentato il loro potere,
abbiamo camuffato, abbiamo effettuato una vera e propria truffa in
danno dei principi del sistema maggioritario dicendo che la
maggioranza, da oggi in poi, non è il 50,1 - come insegnano anche
ai bambini dell'asilo - ma è diventata il 40,1 e c'era qualcuno che
la voleva anche al venti o al ventuno, o al ventidue dimenticando
che qua, poi, semmai c'era da fare una scelta di fondo: o il
maggioritario a turno unico, oppure il maggioritario sic et
simpliciter che significa 50 più uno
Non vi possono essere altri infingimenti
Adesso, al bilancio che con grandi difficoltà i vari comuni hanno
difficoltà sempre ad approvarli, per responsabilità non sempre
proprie anzi, il più delle volte, per responsabilità proprio di
quest'ente regionale che sta entrando a gamba tesa sui bilanci
comunali dimenticandosi che, al novanta per cento, i comuni
siciliani non possono chiudere i bilanci proprio per l'incertezza
dei trasferimenti da parte della Regione e, in alcuni casi, anche
dello Stato
E noi provochiamo lo scioglimento, non solo dei consigli, ma
addirittura stiamo introducendo quella del sindaco per colpe che
non sono, assolutamente, delle Amministrazioni locali.
Volere introdurre tutte queste penalizzazioni, con in più il voto
di sfiducia o le cause di decadenza lasciandolo alla mercé e
addirittura qua c'è qualche emendamento che parla del 50,1 o del 60
per cento. La legge che prevedeva il voto dei due terzi è
sacrosanta, e non deve essere toccata o ridotta per nulla, allora
ritorniamo al proporzionale, abbiamo il coraggio di farlo
I partiti eleggono i loro consiglieri e, poi, i consiglieri
eleggono la giunta ed eleggono il sindaco, ma è un altro sistema
Qui stiamo costruendo un ibrido vergognoso
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Musumeci. Ne ha
facoltà.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente ARDIZZONE
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo.
Intervengo per sottolineare, dal mio punto di vista, ma lo ha già
fatto il collega Formica, il collega Assenza, altri colleghi, come
l'allucinante dibattito su questo articolo 5 sia la testimonianza
più vera della contraddizione che caratterizza questo disegno di
legge, per le ragioni che abbiamo più volte ribadito da questa
tribuna. Ancora una volta non si capisce qual è la linea di
coerenza alla quale obbedisce questo articolato. Si vuole
consolidare il ruolo del sindaco? Si tende a consolidare il ruolo
del Consiglio comunale? Si tende a consolidare il ruolo dei
partiti? A quale logica obbedisce questo disegno di legge ed, in
particolare, l'articolo 5? Perché l'uno è in contrasto con l'altro,
dal primo articolo in poi. E' una accozzaglia di norme proposte
sotto la spinta emotiva di questo o di quell'altro gruppo, di
questo o di quell'altro deputato, soltanto per fare contente alcune
congreghe, quelle che maggiormente spingono, quelle che ottengono
una maggiore efficacia nell'esercitare lobby e pressioni.
Il sindaco deve rispondere soltanto alla logica per la quale ha
chiesto ed ottenuto il consenso dal corpo elettorale. Non mi
appassionano i due terzi, il 60%, il 40%. La soluzione riposa nel
ritorno alla legge regionale n. 7 del '92, fra le migliori leggi
che questo Parlamento abbia mai varato Il ritorno alle due schede
Il sindaco, e la valutazione del corpo elettorale sul candidato
sindaco, prescinde dalla logica di appartenenza al partito. E'
quello lo spirito al quale si è informato il legislatore, a
cominciare dal partito democratico della sinistra di allora, del
1992, per renderlo responsabile soltanto di fronte al corpo
elettorale. Che senso è inventare un sindaco che rimanga ostaggio
delle segreterie dei partiti? Che senso ha inventare un sindaco che
rimanga ricattabile dal primo consigliere delinquente, ricattatore
- e non ne mancano, fra le migliaia di consiglieri comunali onesti
in Sicilia -, le assicuro Presidente, che non mancano né i
familiari mafiosi, né i delinquenti, né ricattatori per mestiere.
Quelli che passano dalla maggioranza alla minoranza perché si sono
sentiti dire no' dal sindaco, per richieste che non potevano
essere accettate. E' così che noi vogliamo la stabilità degli enti
locali? Oggi ai sindaci dovremmo fare tappeti rossi Perché, dopo
quello di genitore, il mestiere più difficile è certamente quello
di sindaco. Senza denaro, a rischio ; 87 sindaci sono stati
vittime di attentati e di intimidazioni negli ultimi due anni in
Sicilia, alcuni anche gravi.
Con la ostilità della burocrazia, senza partiti di riferimento che
possano tutelarli, con una pubblica opinione che ragiona, ormai,
sempre più con la pancia e sempre meno col cuore e col cervello,
noi condanniamo i sindaci a diventare carne da macello? E' questo
l'obiettivo?
Lo si dica con chiarezza
Io sono intervenuto rare volte in questo allucinante dibattito ma,
davvero, si è superato ogni limite. Signor Presidente: la
ricomposizione della partitocrazia non può essere affidata a questo
disegno di legge, i partiti, se hanno la capacità, si
riorganizzano, rinunciando alla autoreferenzialità e dandosi delle
regole improntate ad eticità, ma non si può pretendere che il
sindaco torni ad essere ostaggio di qualche camarilla o di qualche
personaggio che lo utilizzi soltanto per portare qualche risultato
all'incasso.
Per queste ragioni, Presidente, mi auguro che i colleghi abbiano
un sussulto su questo articolo e sugli emendamenti proposti.
Inutile dire che io e il mio Gruppo voteremo contro.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Tancredi. Ne ha
facoltà.
TANCREDI. Signor Presidente, colleghi, cittadini, desideravo fare
una domanda all'Assessore Lantieri a proposito del comma 4. Nel
caso di mancata adozione dei bilanci nei termini previsti , vorrei
che si facesse un esercizio - in questo momento puramente ipotetico
- e vorrei chiedere all'Assessore, se noi dovessimo adottarlo
all'annata in corso, quanti consigli comunali decadrebbero in
questo momento?
CASCIO SALVATORE, presidente della Commissione. È stato già
cassato con emendamento.
TANCREDI. Per fortuna Perché mi era sfuggito, perdonatemi.
Inoltre, credo che quello che hanno detto i colleghi intervenuti
prima sia assolutamente esaustivo.
Stiamo mettendo nelle mani del consiglio i sindaci che, in questo
momento, non invidio. Non invidio nessuno dei sindaci che in questo
momento stanno operando. Già, per me, rappresentano degli eroi a
sostenere questo peso, noi li stiamo ulteriormente mettendo nelle
mani anche del singolo consigliere. Siamo certi di volere fare
questo passaggio? Siamo realmente certi?
Credo che i risvolti sotto il profilo della governabilità
sarebbero assolutamente imprevedibili.
Invito la maggioranza a fare un ragionamento complessivo in
prospettiva. Chiedo che ognuno di loro si cali nella parte del
sindaco che deve andare ad operare per la propria collettività in
un atteggiamento che sarà del consiglio che lo avrà in mano che
potrebbe essere sistematicamente ostile. Questo non possiamo
permetterlo perché potrebbe diventare estremamente pericoloso per
la democrazia e per la governabilità di questa Regione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, abbiamo gli emendamenti 5.10 a
firma della Commissione, il subemendamento 5.10.4, a firma
dell'onorevole Falcone, che prevede di portare il termine da 5.000
a 15.000 per rendere omogenea la legge, il 5.10.3, a firma
dell'onorevole Falcone, che prevede la soppressione del 2 bis - la
cessazione del consiglio comunale per qualunque altra causa - le
cause in effetti dovrebbero essere specificate, il 5.10.2 a firma
dell'onorevole D'Agostino che prevede ad esclusione di mancata
approvazione dei bilanci, e il 5.10.1 a firma dell'onorevole
Rinaldi.
Si passa all'emendamento 5.10.4, a firma dell'onorevole Falcone
che recita al comma 2 sostituire la parola cinquemila' con la
parola quindicimila' .
L'onorevole Falcone ha spiegato la ratio di questo emendamento per
rendere omogenea la legge.
Il parere della Commissione?
CASCIO SALVATORE, presidente della Commissione. Signor Presidente,
ci ha chiesto di esaminare tutti gli emendamenti. La Commissione,
esaminandoli tutti, ha ritenuto di dare parere negativo al 5.10.1,
5.10.2 e 5.10.3 a maggioranza e di accogliere 5.10.4 dell'onorevole
Falcone. Pertanto il voto è favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 5.10.3, a firma
dell'onorevole Falcone che prevede la soppressione del 2bis.
La Commissione si è già pronunciata contro.
Il parere del Governo?
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Contrario.
PRESIDENTE. Pongo il votazione l'emendamento 5.10.3
FORMICA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 5.10.3.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 5.10.3.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 70
Maggioranza 36
Favorevoli 24
Contrari 45
Astenuti 1
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 5.10.2 a firma degli onorevoli D'Agostino
ed altri che recita ad esclusione della mancata approvazione dei
bilanci .
Il parere della Commissione?
CASCIO SALVATORE, presidente della Commissione. Contrario a
maggioranza.
PRESIDENTE. Parere del Governo?
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 5.10.2
FORMICA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 5.10.2.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 5.10.2.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 70
Maggioranza 36
Favorevoli 22
Contrari 48
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 5.10.1 a firma degli onorevoli Rinaldi ed
altri, che prevede l'entrata in vigore dal 1 gennaio 2017, e
riguarda il comma 2.
Il parere della Commissione?
CASCIO SALVATORE, presidente della Commissione. Contrario a
maggioranza.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 5.10.1
RINALDI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 5.10.1.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 5.10.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 71
Maggioranza 36
Favorevoli 30
Contrari 41
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 5.10 presentato dalla
Commissione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Invito gli Uffici a prendere nota che l'onorevole Panarello ha
espresso voto contrario all'emendamento 5.10.
Pongo in votazione l'articolo 5, nel testo emendato.
FORMICA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, noi con l'approvazione di questo
articolo, stiamo procedendo, ancora più speditamente nel tentativo
di smantellare una legge elettorale che era impiantata sulla scelta
diretta del sindaco da parte del corpo elettorale e, quindi, nel
momento in cui si discute di dare una maggiore trasparenza ed una
maggiore libertà ed una maggiore forza alla scelta del cittadino,
noi diamo l'impressione - nel chiuso di una stanza - di tentare a
tutti i costi di introdurre dei meccanismi di legge che la gente
non capisce, ma di cui ne subisce, assolutamente, gli effetti per
cercare di sminuire, di eliminare, di rendere inutile, il voto dei
cittadini.
Si sta in tutti i modi tornando indietro per cercare - contro il
popolo stavolta - di legare le mani ai sindaci eletti dai
cittadini ed impedire che questi possano governare liberamente. Ed
è veramente paradossale che in un momento di antipolitica diffusa,
il Palazzo non comprenda che provvedimenti di questo tipo non fanno
altro che convincere ancora di più i cittadini che la politica
opera contro di loro e non per risolvere i problemi ma per cercare
di condizionare in tutti i modi possibili l'attività dei sindaci
eletti direttamente.
Non ha senso, non ha alcun senso legare le mani ai sindaci che
sono eletti direttamente e che, in un periodo di vacche molto
magre, ed in un periodo in cui c'è una grande difficoltà nella
società, con la gente che veramente non sa come mettere assieme il
pranzo con la cena, noi mettiamo i sindaci, ancora, in una
condizione di ricatto costante e continuo.
Qui non si fa l'attacco ai consiglieri comunali, perché anche i
consiglieri comunali sono eletti direttamente. Ma noi dobbiamo
stare attenti a non dare la possibilità a quanti deviano dalla loro
attività istituzionale e portano avanti invece dei progetti uti
singulo, uti personam, ad personam, o per malaffare o, peggio
ancora, perché espressione di gruppi malavitosi, gli stiamo dando
lo strumento per operare all'interno delle Amministrazioni
comunali, perché a quel punto i sindaci hanno un'alternativa. O
cedono al ricatto, oppure si dimettono, oppure se ne vanno a casa.
E questo non è tollerabile. Io ritengo che questo Parlamento non è
in condizione, oggi, di affrontare serenamente questa norma, e
sarebbe molto igienico dal punto di vista della correttezza
politica sospendere la trattazione e rinviarla.
Dai commenti che mi fanno alcuni colleghi, non posso fare altro
che trarre maggiore convincimento sul fatto che l'interesse per
alcune norme, o perché c'è qualcuno che si deve candidare e vuole
le mani libere, o perché c'è qualcuno che pensa di assoggettare le
istituzioni ai propri desiderata, questi atteggiamenti mi
convincono ancora di più che è giusta la battaglia che stiamo
cercando di portare avanti in difesa della legalità.
Pertanto, noi continueremo la nostra battaglia, voi sarete
imperterriti a portare avanti il malaffare, alla fine penso che la
vincerete voi ma perderete, - e mi sto limitando -, perderete di
fronte al corpo elettorale.
PRESIDENTE. Non ci sono altri interventi. Pongo in votazione
l'articolo 5.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrari si alzi.
(E' approvato)
Si torna all'articolo 4.
Riprendiamo dall'emendamento 4.4, a firma dell'onorevole Alloro.
ALLORO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 4.5 dell'onorevole Greco Giovanni.
GRECO GIOVANNI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 4.11 dell'onorevole Fazio.
PRESIDENTE. Lo ritira?
FAZIO. Non lo ritiro e chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, io lo trovo del tutto ingiustificato
con i comuni inferiori che ovviamente è prevista una percentuale di
gran lunga superiore. Mentre per i comuni che superano un certo
numero di abitanti è previsto il 60%.
Non riesco assolutamente a spiegarmelo e credo sia del tutto
incostituzionale. Il problema della materia del contendere è
sicuramente la sfiducia, quindi per me la disparità di trattamento
è fin troppo evidente, ecco perché lo ripristino quanto la legge
precedente prevedeva che sarebbero appunto i due terzi.
Nient'altro.
PRESIDENTE. Voleva intervenire su questo onorevole Falcone o a
seguire, perché c'è bisogno probabilmente di un subemendamento.
Interviene dopo.
Il parere della Commissione?
CASCIO SALVATORE, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Contrario.
PRESIDENTE. Con il parere contrario della Commissione e del
Governo - la Commissione a maggioranza - lo pongo in votazione.
Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 4.6 dell'onorevole Di Giacinto. Lo
mantiene o lo ritira?
DI GIACINTO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, il mio è un subemendamento tecnico che
sto preannunciando, perché se abbiamo esteso fino a 15 mila la
cessazione del sindaco a seguito di dimissione dei due terzi dei
consiglieri, la dobbiamo estendere anche per la mozione di
sfiducia. Infatti sto presentando un subemendamento che porta da 5
a 15 mila gli abitanti per cui si applica la disciplina dei due
terzi dei consiglieri comunali.
PRESIDENTE. Si vota il subemendamento della Commissione. Il
Governo è favorevole.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 4.10 così come subemendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 4.2. Onorevole Panepinto, è stato
presentato un suo emendamento, questo già è previsto nella legge.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel testo noi
diciamo ordinamentale.
L'unica cosa che ricordo alla Commissione e che dobbiamo inserire,
che manca però nelle norme, che non può essere presentato sei mesi
prima della scadenza. Questo non c'è scritto nella parte
ordinamentale.
Signor Presidente, mantengo solo che negli ultimi 180 giorni del
mandato medesimo, perché i 24 mesi ci sono.
PRESIDENTE. Onorevole Panepinto, la norma è chiara. Nella norma
vigente c'è già.
PANEPINTO. Dichiaro di ritirare l'emendamento 4.2.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 4.13, della Commissione. Il
parere del Governo?
LANTIERI, assessore per le Autonomie locali e la Funzione
pubblica. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 4 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Articolo 6.
Modifiche all'articolo 5 della legge regionale 26
giugno 2015, n. 11
in materia di circoscrizioni di decentramento
comunale
1. All'articolo 5 della legge regionale 26 giugno 2015, n. 11,
sono apportate le seguenti modifiche:
dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:
1 bis. In deroga a quanto previsto dal comma 1, possono prevedere
circoscrizioni di decentramento comunale gli statuti dei comuni con
popolazione superiore a 30.000 abitanti, in cui siano presenti
frazioni o nuclei abitati che abbiano una popolazione superiore a
2.000 abitanti e che siano fisicamente e sufficientemente
distaccati dal centro abitato principale. Tali comuni possono
prevedere esclusivamente circoscrizioni coincidenti con le suddette
frazioni, senza oneri a carico del bilancio comunale. ;
b) dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:
2 bis. Non sono ammesse all'assegnazione dei seggi nei consigli
circoscrizionali le liste non abbiano conseguito almeno il cinque
per cento del totale dei voti validi espressi».
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
Assessori, oggi ritorna in Aula nell'articolo 4 il problema
riguardante le circoscrizioni dei Comuni che non sono città
metropolitane.
Attualmente sono le città di Catania, Messina, di Palermo, hanno i
Consigli di circoscrizione, gli altri Capoluoghi di provincia e le
città che superano ampliamente gli 80 mila abitanti non hanno i
cosiddetti Consigli di quartiere.
Con questo articolo 6, la Commissione correttamente ha recepito
l'istanza che più volte è stata proposta in questa Aula e cioè che
tutti i Comuni della Sicilia superiori a 30 mila abitanti e che
abbiano frazioni o nuovi abitanti di popolazione superiore a 2000
abitanti che possono autonomamente scegliere di avere i Consigli
circoscrizionali ad una condizione senza oneri a carico del
bilancio comunale.
Vorrei ricordare a tutti che all'inizio quando furono istituite le
circoscrizioni era svolta questa attività a titolo assolutamente
gratuito.
Poi negli anni si è introdotto più il gettone di presenza, poi
anche lo stipendio per il Presidente e, di conseguenza, i Consigli
circoscrizionali di decentramento comunale hanno appesantito i
bilanci comunali.
Con questa norma - ripeto - un tema tante volte affrontato viene
riportato in Aula.
Vi sono una serie di articoli, però, di emendamenti che sopprimono
l'articolo 6.
Io chiederei ai colleghi di ritirare questi emendamenti anche
perché ricordo a cominciare dal PD, che c'era questo accordo di
introdurre, di rintrodurre nuovamente i Consigli di quartiere che
era un ragionamento che era stato fatto anche con Forza Italia per
cui mi sembra inopportuno che oggi vi siano questi articoli che
sopprimono le circoscrizioni di decentramento comunale e, quindi,
Presidente, ancor prima che lei li metta in votazione chiedo ai
colleghi di ritirare gli emendamenti soppressivi.
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
ricostruire il percorso che il Parlamento si è dato in questa
legislatura.
Vorrei ricordare che sono state soppresse le province. Vorrei
ricordare che giorni addietro sono stato richiamato almeno 20
volte, le vorrei ricordare che mentre lei è impegnato a dare
disposizioni, io non sono messo nelle condizioni di rivolgermi alla
Commissione, sicuramente l'onorevole Panepinto starà facendo le
ultime propostine. Onorevole Anselmo le vorrei ricordare, mi
rivolgo al Presidente Cascio, ma mi rivolgo anche all'ex Presidente
Cracolici, all'ex Presidente Forzese, io li ho avuti tutti in I
Commissione, e il percorso che si è dato il Parlamento ricordavo
pocanzi, è che le province sono state soppresse.
Pochi giorni fa abbiamo detto no al terzo mandato, tutto in nome
di risparmio no di sprechi, oggi prevediamo le circoscrizioni
secondo quanto previsto dall'articolo 2, mi rivolgo al collega
Sammartino, ma cosa devono fare queste circoscrizioni in questi
comuni? C'è un articolo che spiega cosa dovranno fare questi
comuni?
Questa legge che sta uscendo da questo Parlamento si occupa solo
dei sindaci, cioè come rendere inamovibile il podestà, perché
abbiamo istituito introdotto di nuovo la figura del podestà. Non si
può toccare, prima dei due anni non si può presentare la sfiducia,
l'ultimo anno prima non gliela puoi fare, nel corso d'opera e cioè
un sindaco viene eletto e non lo puoi più toccare, non si è
occupato nessuno di dare competenze al di la dei piani regolatori e
dei bilanci ai consigli comunali, consigli comunali che si vedono
sbeffeggiati con atti di Giunta o dei singoli assessori, senza che
il consiglio possa intervenire, secondo diciamo le prerogative di
organismo che fa pianificazione e programmazione, può intervenire
pari a zero.
Ma ritorniamo a questo norma, norma a cui è tanto affezionato
l'onorevole Vinciullo, ma cosa faranno questi consigli di
circoscrizione? Nei comuni vorrei leggere la norma in deroga
quindi noi approviamo oggi una deroga a quanto previsto dal comma
1, possono prevedere le circoscrizioni il licenziamento comunale,
gli statuti e comuni con popolazioni superiori a 30 mila abitanti ,
ma siamo impazziti?
Rimettiamo i consigli provinciali, che ci sono comuni
dell'entroterra abbandonati con questi soldi, diamo la possibilità
ai comuni di eleggere un sindaco per il terzo mandato, ma che sarà
nominato questo signore che dovrebbe andare a fare il sindaco per
la terza volta no, avrebbe un investitura popolare eppure avete
detto no, cioè vi spaventate che qualche comunità a maggioranza
dovesse decidere che uno ha amministrato bene e fa fare di nuovo il
sindaco. Secondo me, o è un pazzo scatenato, perché oggi solo un
atto di amore tipo l'onorevole Ioppolo può fare candidare una
persona a sindaco della propria comunità, e dopo avere dettato
questa linea spunta l'articolo 6 nelle circoscrizioni ed i comuni
al di sotto dei 30 mila abitanti .
E fra poco, non appena ci sarà la finanziaria bis cosa vedremo,
parere contrario, non c'è copertura, e abbiamo mantenuto i
ballottaggi da 20 a 30 milioni di euro - assessore Baccei -, io
glieli avrei dati per spegnere quel mutuo, avremmo fatto due cose
avremmo detto ai partiti coalizzati prima, organizzati prima,
perché turno secco si vedrà chi farà il sindaco, e invece poi si fa
dal risparmio, si passa allo sperpero, ma ci può essere sperpero
con la consapevolezza di dire queste circoscrizioni si occuperanno
di sociale.
Mettiamo per esempio i comuni che istituiranno circoscrizioni
dovranno destinare il dieci percento del bilancio a spesa sociale
,che sarà programmata nelle circoscrizioni, no sono galoppini,
eleggeremo solo dei grandi elettori per qualche politico, perché
questa è la finalità, e poi ci lamentiamo, demandiamo invece poteri
alle circoscrizioni, e allora ha un senso istituirle, con un voto
normativo e istituzionale che abbiamo creato se facciamo
circoscrizioni, onorevole Vinciullo, se proprio le dobbiamo fare,
faccia un sub-emendamento e dovete ingessare una parte del bilancio
a risorse per queste circoscrizioni, e cioè il presidente del
Consiglio è chiamato ad assumersi responsabilità.
VULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io qualche volta
ascolto tanto tutti questi interventi, e mi viene da ridere perché
il 96,4 per cento degli interventi sono contro la politica; il 96,4
per cento di questi interventi di stasera, manca il 3,6 per cento,
dimenticandosi che questi 89 deputati, io mi ci tolgo perché non ne
faccio io interventi contro la politica, spero che non sia solo io
che non faccio interventi contro la politica, dimenticandosi che
molti colleghi sono qui perché fanno politica, non è che sono qui
in virtù dello spirito santo o perché il medico gli ha ordinato di
stare qui con noi.
E allora, che cosa voglio dire? A proposito dei consigli di
quartiere che mi sembrano degli organi, se sono organi che non
costano ai comuni, mi sembrano anche degli organi che potrebbero
essere degli organi democratici che possono sicuramente dare una
mano ai sindaci, a coloro i quali amministrano le città, però non
vorrei, ecco il punto mio, che con la istituzione dei consigli di
quartiere creiamo quello che ho detto io l'altro giorno. Perché,
quando si parla di indennità ai consiglieri comunali, molti
dimenticano che le indennità sono la spesa meno influente perché
forse la spesa più influente e la spesa più costosa che i comuni
hanno sono gli stipendi di coloro i quali, utilizzando giustamente
la loro carica, non vanno a lavorare.
E allora, se noi vogliamo votare questo emendamento, è chiaro che
dobbiamo dire chiaramente che non solo non si danno indennità di
carica ma, sicuramente, non possiamo pagare gli stipendi alle
aziende, ai comuni, alle province, allo Stato, dove questi
lavorano.
TAMAJO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TAMAJO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la mia è una
dichiarazione di voto. Io ho ascoltato con molta attenzione
l'intervento del consigliere Milazzo e per la prima volta direi,
forse raramente, mi trovo completamente in disaccordo perché sono
convinto che questi consigli di circoscrizione che verrebbero
realizzati nei comuni con popolazione superiore a 30 mila abitanti
sono necessari.
Io vengo da una esperienza della frazione di Aspra, che è una
frazione che appartiene al comune di Bagheria, e devo dire che
questi consigli di circoscrizione operano sul territorio,
raccolgono le istanze che provengono dal territorio, e svolgono un
ruolo secondo me essenziale, alcune volte anche in antitesi a
quello che è il compito o l'Amministrazione o l'andamento
dell'Amministrazione comunale che in quel momento governa quel
comune.
Io sono pienamente d'accordo che nei comuni con popolazione
superiore a 30 mila abitanti vengano istituiti i consigli
circoscrizionali, che sono degli organismi importanti perché
riescono a fungere da cassa di risonanza delle popolazioni, e
soprattutto a raccogliere le prime istanze che provengono dal
territorio.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siccome vedo che
l'articolo in sé già reintroduce le circoscrizioni per i comuni
fino a 30.000 abitanti, e vedo che c'è un emendamento che
addirittura ne prevede la costituzione anche per i comuni di 20.000
abitanti, penso che sia una profonda ingiustizia.
Quindi, Presidente, per un fatto meramente di giustizia, penso che
a questo punto se dobbiamo reintrodurli, introduciamoli per tutti i
comuni, perché ci sono comuni di 2.000, 3.000 abitanti che hanno
frazioni a molta distanza e, per lo stesso principio, per le stesse
ragioni, e per un fatto di giustizia, visto che si sta restaurando
di tutto e di più, si sta reintroducendo di tutto e di più, chiedo
che le circoscrizioni vengano estese a tutti i comuni.
Non vedo perché si debba fare questa ingiustizia, che prevede che
per alcuni comuni ci sia e per altri no. Quindi presenterò un
subemendamento che chiede l'introduzione delle circoscrizioni per
tutti i comuni.
CASCIO SALVATORE, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO SALVATORE, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, l'intendimento della Commissione è quello di
dare parere positivo agli emendamenti soppressivi. Quindi, se si
deve intervenire in questo senso, comunico che la Commissione è già
favorevole alla soppressione.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Gruppo di Forza
Italia è chiaramente contrario alla modifica della legge 11/2015.
Quando decidemmo di sopprimere i consigli di circoscrizione,
eccezione fatta per quanto riguarda le tre città metropolitane:
Catania, Palermo e Messina .
Signor Presidente rinuncio a parlare. Prima facciamo chiarire la
maggioranza e dopo intervengo.
MUSUMECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, interverrò solo
per pochi minuti, al di là della volontà anticipata dal Presidente
della I Commissione, la volontà soppressiva manifestata e
formalizzata da alcuni colleghi, io credo che il tema sia serio
perché comporta una riflessione sul tema della partecipazione
democratica dei cittadini.
Qui, al di là della capienza delle città, della grandezza delle
città nelle quali sia possibile ammettere la circoscrizione, credo
che dobbiamo porci la domanda: Ma, finora, qual è il bilancio dei
consigli circoscrizionali? Qual è stato? Qual è il fatturato
amministrativo? .
Io conosco l'esperienza della città di Catania. Debbo dire che, i
consigli circoscrizionali hanno lavorato spesso con grande
entusiasmo, con impegno, stanno sul territorio i consiglieri, si
rendono interpreti di esigenze, di istanze.
Ma il tutto, poi, si risolve in un nulla di fatto perché, non
disponendo di deleghe, non disponendo di poteri specifici, non
disponendo di autonomia finanziaria o di trasferimenti finanziari,
i consigli di quartieri, di fatto nella stragrande maggioranza dei
casi, non riescono a dare risposte alle domande di cui si rendono
portavoci.
Allora, io credo che il legislatore debba interrogarsi intanto
sulla opportunità di ampliare la presenza dei consigli
circoscrizionali, al di là delle tre città metropolitane come
invece vincola la legge n. 11 del 2015. Pensare a comuni al di
sopra dei trentamila abitanti mi sembra, davvero, molto riduttivo.
Io penserei a comuni un po' più popolosi, un po' più grossi almeno
con quaranta, cinquanta mila abitanti ma, soprattutto, mi pongo il
tema delle competenze. E non sempre le competenze gravano sul
bilancio della Regione. Sarebbe sufficiente consentire di
decentrare le risorse, la spesa storica consolidata per le
manutenzioni direttamente ai consigli circoscrizionali, i quali
avrebbero, poi, l'autonomia di poterla gestire negli interventi
prioritari sul loro quartiere, sulla loro circoscrizione.
E, però, la provocazione del collega Formica mi suggerisce la
opportunità di sollevare, anche, un altro aspetto, e concludo. I
consigli circoscrizionali hanno una funzione solo se, in una città
popolosa, il Consigliere comunale non riesce ad interpretare le
istanze del quartiere o di farle arrivare con autorevolezza e con
convinzione nella sede decisionale, cioè al Consiglio comunale e
alla giunta del governo cittadino.
Ma esistono realtà, in Sicilia, nelle quali alcuni quartieri,
alcune frazioni distano dal centro o capoluogo anche oltre dieci
chilometri. Porto l'esempio del Comune di Castel di Judica, che mi
h particolarmente noto per avere lì svolto per qualche anno
l'attività di consigliere comunale, Castel di Judica ha quattromila
e settecento abitanti, ma le sue frazioni sono distanti anche otto,
dieci, diciotto chilometri dalla sede del municipio Mi
sembrerebbe, davvero, un'ingiustizia quella di pensare alle
circoscrizioni in comuni di trentamila abitanti e non, piuttosto,
a, pur piccole, circoscrizioni ma che siano luogo di analisi, luogo
di elaborazione di proposte in frazioni che operano e sono
costrette ad operare a distanza di decine di chilometri dalla sede
municipale.
Ecco perché il problema è articolato, si presenta sotto molteplici
aspetti e non credo che la spinta e la premura, con cui questa Aula
sta esaminando il disegno di legge, possa essere buona consigliera
per varare una legge qualitativamente accettabile.
Per queste ragioni io chiedo di ritirare l'emendamento ai colleghi
che l'hanno proposto e di lasciare invariata la condizione posta
dalla legge n. 11, riproponendoci tutti assieme, naturalmente il
diritto ed il dovere di affrontare il tema delle circoscrizioni, ma
in un contesto assai più sereno e con una convergenza che mi auguro
più ampia di quella assai sfilacciata che il dibattito di questi
giorni sta evidenziando.
VINCIULLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori.
Vedete qui oggi è stato per la prima volta elaborato un concetto
secondo cui le città metropolitane possono avere i consigli di
circoscrizione, perché sono adulti politicamente e, quindi, in
grado di gestire il territorio, tanto è vero che dobbiamo pagare
anche i consiglieri di circoscrizione e poi, invece, gli abitanti
delle città che non sono metropolitane che non sono adulti, che
hanno ancora l'anello al naso e, di conseguenza, hanno bisogno di
qualcuno che li guidi dal centro perché, attraverso le
circoscrizioni, ancorché senza gettone di presenza, non è possibile
tenere questi consigli di circoscrizione.
Veda, onorevole Figuccia, io mi ricordo una Commissione da lei
presieduta in cui sono venuti i rappresentanti dei quartieri di
Siracusa e lei era sperticato sostenitore dei consigli di
circoscrizione di Siracusa e di tutti i comuni della Sicilia. Non
comprendo questa doppiezza di atteggiamento del Partito che lei
rappresenta, poco fa abbiamo avuto un pubblico ministero che è
venuto qui a spiegarci che gli abitanti delle città metropolitane
non siamo adulti e, quindi, non possiamo tenere i consigli di
circoscrizione, questo veramente mi lascia inorridito.
Al presidente Cascio vorrei ricordare che, prima che si insediasse
lui, la Commissione ha operato, la Commissione ha discusso e la
Commissione era giunta alla conclusione che i Comuni potevano
liberamente scegliere se tenere o meno i consigli di
circoscrizione. Una sola era la condizione, onorevole Cascio, che
non bisognava che vi fosse gettone di presenza per coloro i quali
venivano eletti dal popolo. E, del resto, ricordo che qualche mese
fa, quando durante la discussione della finanziaria, si parlò
nuovamente di introdurre i consigli di circoscrizione nelle città
inferiore ai 250.000 abitanti, cioè nelle città non metropolitane,
in questo Parlamento, molti deputati ebbero a dire di essere
favorevoli perché tanto i consigli di circoscrizione erano una
palestra di democrazia, un luogo dove la gente si esercitava, per
potersi poi sedere in maniera più matura nei consigli comunali.
Vedete io sono d'accordo con la proposta dell'onorevole Formica e
dell'onorevole Musumeci, tanto è vero che la volta scorsa avevo
detto togliamo i 30 mila abitanti. Perché, vedete, noi abbiamo
circoscrizioni che sono anche a 22 chilometri dal centro abitato: è
il caso di Pedagaggi, in provincia di Siracusa, oltre 20 mila
abitanti la città di Carlentini ed il centro di Pedagaggi si trova
esattamente a 23 chilometri, a 35 minuti dal centro di Carlentini,
anche perché non ci sono strade per raggiungere questo luogo che è
superiore a 2 mila abitanti.
Allora, secondo voi, è un criterio oggettivo il fatto che chi sta
a 23 chilometri da Carlentini, dal centro di Carlentini, che ha una
sua autonomia amministrativa da decenni, ha anche una
caratteristica che i Pedagaggi non sono gente dello stesso paese ma
provengono da Ferla, sto facendo un esempio però poco fa ricordava
l'onorevole Tamajo il caso di Aspra, nel comune di Bagheria.
Ma perché Siracusa che ha due circoscrizioni, Belvedere e
Cassabile: Cassabile a 18 chilometri da Siracusa, Belvedere 10,
hanno oltre 5 mila abitanti ciascuno, chi potrebbe impedire a
queste due entità lontane dal centro cittadino, senza alcun costo
per la collettività, di potersi amministrare? Qualche collega di
Palermo che invece riconosce che questo diritto a Palermo o a
Messina o a Catania si può esercitare?
Quando si fanno le leggi, le leggi devono essere universali,
astratte, non possono avere nome e cognome e sui quartieri - pare
di capire - vogliamo dare alla legge nome e cognome, cosa che non
consentiamo.
Per questo motivo, se gli onorevoli Formica e Musumeci
presenteranno questo emendamento tendente a sopprimere totalmente
la parola '30 mila' appongo la mia firma perché mi sembra che sia
un fatto di giustizia, di astrattezza della legge e di democrazia.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, volevo chiarire una posizione
condivisa all'interno del Gruppo.
Noi semplicemente eravamo per una teoria che è quella di mantenere
quegli avamposto che si sono, nel tempo, radicati nei territori che
sono peraltro a titolo gratuito e che in una logica di generalità e
astrattezza, che è quella a cui la norma fa riferimento,
rappresentano spesso gli unici punti di riferimento dei territori.
Dopodiché è chiaro - e il tenore dell'intervento dell'onorevole
Tamajo era uguale - nell'ipotesi in cui vogliamo andare ad
estendere questo principio a tutti i comuni della Sicilia, alla
possibilità di andare a fare delle frazioni, subfrazioni che
diventano un modo per andare a regalare a personale che deve
imboscarsi in una sede che nulla ha a che fare con i parametri
della politica, è chiaro che quella è un'altra cosa.
Il principio è questo. Esistevano, prima della norma intervenuta
nel 2015, una serie di antenne sensibili nel territorio capaci di
portare la politica e gli interventi a favore del decentramento,
dei servizi sociali-territoriali, degli interventi nell'ambito dei
rifiuti, nei luoghi preposti a questo.
Quei luoghi erano e sono le circoscrizioni, dove per decenni quei
territori - e parlo a titolo esemplificativo visto che sono stati
citati - come Aspra, Portella di Mare, così in giro per la Sicilia,
quei territori stanno vivendo la caratterizzazione di quegli
interventi che è legata alla vocazione produttiva del territorio,
all'agricoltura, alla pesca, quei profili devono rimanere.
Diverso è l'atteggiamento sempre lo stesso, demagogico. A questo
punto, visto che l'onorevole Vinciullo mi tira in ballo dicendo
che Forza Italia ha avuto una posizione ambigua, la posizione di
Forza Italia è stata sempre la stessa; ovviamente, i parametri
devono rinviare a quel principio di generalità e astrattezza; per
il resto, Presidente, tutta questa discussione ripercorre
esattamente i parametri del ragionamento che avevamo fatto
all'inizio.
All'inizio, infatti, avevamo chiesto di invertire l'ordine dei
lavori facendo sì che si potesse trattare finalmente, in quella
variazione di bilancio. Noi invece stiamo continuando ad
arrovellarci su tutta una serie di questioni che riguardano i
presidi elettorali che, chiaramente, ai siciliani non interessano.
Nel frattempo le priorità, come avevo detto nel mio precedente
intervento, ruotavano e ruotano attorno ai temi contenuti dentro le
variazioni di bilancio.
I dipendenti delle province, quelli che oggi sono stati
licenziati, i 75 dipendenti di Sicilia e-Servizi, i consorzi di
bonifica che attendono la dimensione e l'irrigazione e con questi i
dipendenti delle ex cooperative in convenzione che si occupano di
assistenza a disabili che volete far scivolare - secondo la logica
del Governo - in una dimensione in cui quel lavoro nobilissimo e
specializzato dovrebbe essere sostituito da un personale ATA che,
ahimè, oggi è specializzato per fare cose, ma senz'altro non
quelle.
Quindi, a questo emendamento, signor Presidente, noi abbiamo
presentato un emendamento sostitutivo, che è stato già consegnato
alla Presidenza, che fa riferimento al parametro dei 25 mila.
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, tempo
addietro leggevo un comunicato del veterano dell'Ufficio Stampa che
ci accusava di essere un'Assemblea di deputati mediocri.
Volevo chiedere al Presidente della I Commissione, onorevole
Cascio, l'articolo 6 penso che è stato ampliamente dibattuto in
Commissione e, quindi, per lei scriverlo nel testo della legge
penso che erano tutti d'accordo. Io qua legge: l'articolo è
soppresso e ci sono le firme di tutti i membri del PD.
All'emendamento 6.4 ci sono le firme di tutto il Centrodestra.
L'emendamento 6.7 è presentato dal Movimento Cinque Stelle i quali,
con un emendamento, avevano chiesto di istituire queste
circoscrizioni di almeno 2 mila abitanti.
Decidiamoci, signor Presidente, un articolo così com'è composto -
anche se io ho presentato un emendamento di buonsenso - non deve
neanche per un minuto essere discusso. Perché è vergognoso, questo
articolo è vergognoso E più vergognosi sono coloro che hanno
firmato gli emendamenti soppressivi
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, volevo analizzare con il suo
ausilio, e mi rivolgo agli Uffici, cosa può significare il termine
senza onere aggiuntivo . Avranno una sede questi? Ci andranno dei
dipendenti comunali a vedere cosa fanno queste circoscrizioni?
Lo status già di consiglio di circoscrizione obbliga - secondo la
legge regionale - le circoscrizioni esprimono pareri obbligatori e
non vincolanti, dovranno esprimersi sugli atti deliberativi in base
al territorio di appartenenza. . Quindi i consigli comunali si
incarteranno pure in queste cose. Ma finiamola Finiamola di aprire
comitati elettorali Va respinta la norma
PRESIDENTE. Il parere della Commissione sull'emendamento
soppressivo 6.2?
CASCIO SALVATORE, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 6.2.
FORMICA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(Si procede alla verifica dei richiedenti)
FORMICA. Rinuncio alla votazione per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo votazione l'emendamento 6.2. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pertanto, l'articolo 6 è soppresso.
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«TITOLO II
Modifica di norme in materia di organo di revisione
economico-finanziaria
degli enti locali e di status degli amministratori locali
Articolo 7.
Modifiche all'articolo 10 della legge regionale 17 marzo
2016, n. 3
in materia di revisione economico-finanziaria negli enti
locali
1.L'articolo 10 della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3,
è sostituito dal seguente:
Art. 10
Organo di revisione economico-finanziaria degli enti locali
1.Negli enti locali della Regione la revisione economico-
finanziaria è svolta da un collegio di revisori dei conti, composto
da tre membri, scelto con le modalità del presente articolo. Nei
comuni con popolazione fino a 15.000 abitanti e nelle unioni di
comuni la revisione economico-finanziaria è svolta da un solo
revisore dei conti.
2. In conformità alle disposizioni di cui all'articolo 16, comma
25, del decreto legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con
modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, i revisori
dei conti degli enti locali sono scelti mediante estrazione a sorte
tra i professionisti residenti in Sicilia, iscritti nel registro
dei revisori legali di cui al decreto legislativo 27 gennaio 2010,
n. 39, nonché tra gli iscritti all'ordine dei dottori
commercialisti e degli esperti contabili, in possesso dei requisiti
previsti dall'articolo 3, commi 3 e 4, del decreto del Ministero
dell'Interno 15 febbraio 2012, n. 23, che abbiano richiesto di
partecipare alla procedura di scelta dell'organo di revisione
dell'ente locale e siano in possesso dei seguenti requisiti:
a) fascia 1 comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti:
1) iscrizione da almeno 2 anni nel registro dei revisori legali o
all'ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili;
2) conseguimento, nell'anno precedente, di almeno 10 crediti
formativi per avere partecipato a corsi e/o seminari formativi in
materia di contabilità pubblica e gestione economica e finanziaria
degli enti territoriali i cui programmi di approfondimento ed i
relativi test di verifica siano stati preventivamente condivisi con
l'Assessorato regionale delle autonomie locali e della funzione
pubblica;
b) fascia 2 comuni con popolazione da 5.001 fino a 15.000
abitanti:
1) iscrizione da almeno 5 anni nel registro dei revisori legali o
all'ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili;
2) avere svolto almeno un incarico di revisore dei conti presso
enti locali della durata di tre anni;
3) conseguimento, nell'anno precedente, di almeno 10 crediti
formativi per aver partecipato a corsi e/o seminari formativi in
materia di contabilità pubblica e gestione economica e finanziaria
degli enti territoriali i cui programmi di approfondimento ed i
relativi test di verifica siano stati preventivamente condivisi con
l'Assessorato regionale delle autonomie locali e della funzione
pubblica;
c)fascia 3 comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti:
1) iscrizione da almeno 10 anni nel registro dei revisori legali o
all'ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili;
2) avere svolto almeno due incarichi di revisore dei conti presso
enti locali, ciascuno per la durata di tre anni;
3) conseguimento, nell'anno precedente, di almeno 10 crediti
formativi per aver partecipato a corsi e/o seminari formativi in
materia di contabilità pubblica e gestione economica e finanziaria
degli enti territoriali i cui programmi di approfondimento ed i
relativi test di verifica siano stati preventivamente condivisi con
l'Assessorato regionale delle autonomie locali e della funzione
pubblica.
3. Al fine della scelta del revisore o del collegio dei revisori,
ciascun comune, entro il termine di due mesi anteriori alla
scadenza dell'organo di revisione contabile, emana un avviso da
pubblicare nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana, nel
sito istituzionale dell'ente locale e in quello del dipartimento
regionale delle autonomie locali. Nel caso di rinuncia o
cessazione, per qualsiasi causa, dall'incarico di un componente del
collegio, il comune emana l'avviso di cui al presente comma entro
15 giorni dalla cessazione dall'incarico medesimo.
4. L'estrazione a sorte è effettuata pubblicamente, alla presenza
del segretario comunale, in una seduta del consiglio comunale da
svolgersi entro 45 giorni dalla data di scadenza dell'organo di
revisione.
5. L'inosservanza dei termini di cui ai commi 3 e 4 comporta,
previa diffida con termine ad adempiere, la nomina di un
commissario ad acta ai sensi dell'articolo 24 della legge regionale
3 dicembre 1991, n. 44.
6. Nei collegi dei revisori le funzioni di Presidente sono
esercitate dal componente che ha svolto il maggior numero di
incarichi di revisore presso gli enti locali e, a parità di
incarichi, tali funzioni sono assunte da colui che le ha esercitate
nell'ente di maggiore dimensione demografica.
7. L'incarico di revisore dei conti o componente del collegio dei
revisori dei conti di un ente locale è incompatibile con quello di
revisore dei conti o componente del collegio dei revisori dei conti
di un altro ente locale. Qualora, a seguito dell'estrazione a
sorte, sia scelto un soggetto che ricopre l'incarico di revisore
dei conti o di componente del collegio dei revisori dei conti di un
altro ente locale, si procede alla scelta di altro soggetto
iscritto nell'elenco.
8. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano a
decorrere dal primo rinnovo degli organi di revisione dei conti
degli enti locali successivo alla data di entrata in vigore della
presente legge e dopo l'emanazione di un decreto applicativo
dell'Assessore regionale per le autonomie locali e la funzione
pubblica.
9. In sede di prima applicazione, nelle more dell'effettivo avvio
del procedimento di cui al presente articolo, in luogo dei crediti
formativi di cui alle lettere a), b) e c) del comma 2 per tutte le
fasce di comuni, i richiedenti devono avere conseguito almeno 15
crediti formativi riconosciuti dai competenti ordini professionali
o associazioni rappresentative degli stessi, per aver partecipato a
corsi e/o seminari formativi in materia di contabilità pubblica e
gestione economica e finanziaria degli enti territoriali.
10. All'articolo 57 della legge 8 giugno 1990, n. 142, come
introdotto dall'articolo 1, comma 1, lettera i), della legge
regionale 11 dicembre 1991, n. 48, e successive modifiche ed
integrazioni, sono apportate le seguenti modifiche:
i commi 1, 2 e 8 sono soppressi;
al comma 3 le parole , e sono rieleggibili per una sola volta
sono soppresse».
Si passa all'emendamento 7.11, a firma degli onorevoli Zito ed
altri.
ZITO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 7.13, a firma degli onorevoli Musumeci ed
altri.
Il parere della Commissione?
CASCIO SALVATORE, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 7.12, a firma degli onorevoli Ciancio ed
altri.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, colleghi, cittadini, questo articolo
ha visto un percorso molto discusso in Commissione, infatti vorrei
che mi ascoltassero in particolare il Presidente Cascio e
l'onorevole Di Giacinto.
La normativa di riferimento risale al 2011, ci siamo adeguati come
Regione siciliana solo cinque anni dopo, nel 2016. Questa normativa
prevedeva l'estrazione dell'organo di revisione all'interno degli
enti locali, cosa giustissima, principio assolutamente trasparente
secondo cui il controllore non può avere alcun tipo di legame col
controllato.
Abbiamo fatto una norma che era uscita - mi riferisco alla
precedente finanziaria - dalla Commissione Bilancio in un
determinato modo - che ora io qui ripresento - che era una norma
che tra l'altro era stata condivisa con la I Commissione Affari
istituzionali , aveva visto il coinvolgimento dei professionisti e
degli operatori e del settore. Fatto sta che quella norma è stata
stravolta in Aula con l'emendamento Falcone.
Io ebbi a dire in quell'occasione che più ci discostavamo dalla
normativa nazionale, più avremmo creato dei problemi, ed infatti
così è stato. Ma in questo modo, con l'articolo che la Commissione
pone all'attenzione dell'Aula, secondo me non stiamo facendo altro
che incartarci ulteriormente, e mi spiego.
Io, intanto, preannuncio il ritiro degli emendamenti 7.6, 7.1. Il
7.6 perché, è vero che la normativa nazionale prevede che nei
comuni al di sotto dei 15 mila abitanti ci sia un solo revisore,
però mi permetto di portare all'attenzione della Commissione la
deliberazione n. 40 del 10 giugno 2012, della Corte dei conti, che
dice: infine la Corte dei conti ritiene che la complessa e
delicata attività svolta dall'organo di revisione richiede una
struttura forte e solida che solo una composizione collegiale può
garantire, assicurando benefici superiori ai costi che ne possono
derivare .
Quindi, questo non lo dico io, noi siamo i primi che siamo per il
risparmio. Però, se la Corte dei conti si espone in maniera così
chiara su questo tema, io prego la Commissione di fare un
approfondimento ed eventualmente, visto che possiamo farlo come
Regione a Statuto speciale, prevedere una via di mezzo che sia ai
10 mila e non sotto i 15 mila. Insomma, è una riflessione che
sottopongo alla Commissione.
Altra cosa. Tutti gli emendamenti sono incentrati sul riportare il
tema quanto più possibile vicino all'impostazione nazionale anche
quando noi parliamo di sorteggio fatto dal consiglio comunale; io
propongo, invece, di farlo fare alle Prefetture, e dal Prefetto, o
da un suo delegato, così come previsto a livello nazionale. Non
vedo la difficoltà, tanto si tratta di sorteggio, che la faccia un
consiglio comunale o che la faccia - così come prevede il decreto
legislativo 138, il Prefetto - tanto vale, insomma, adeguarsi.
Poi, sui requisiti noi richiamiamo il D.M. 23/2012 ma - a parte
che c'è un problema proprio linguistico, secondo me - perché
chiediamo in possesso dei requisiti previsti dall'articolo 3, commi
3 e 4, del decreto che abbiano richiesto di partecipare alla
procedura dell'organo di revisione e siano in possesso dei seguenti
requisiti. Cioè ripetiamo due volte.
Allora, noi stiamo disciplinando dei criteri regionali che
prevedono questa aggiunta di test di verifica che sono stati
preventivamente condivisi con l'Assessorato e cose varie.
Allora io propongo, su un approfondimento fatto anche con
professionisti, di attenerci così come ci dice il decreto al D.M.
23 e di evitare di complicare ulteriormente la situazione e di
aggiungere dei requisiti e dei criteri che abbiamo o avremmo
soltanto in Sicilia.
Sul comma 7 - da questo dipende il ritiro o meno del 7.5 - vorrei
capire se un revisore fa domanda per partecipare all'estrazione in
un Comune grosso essendo già revisore in un comune piccolo, cosa
succede? Magari, su questo se ci può rassicurare, non è molto
chiaro. Forse, andrebbe specificato. Quindi, ovviamente, deve
essere chiaro che un comune non può perdere un revisore perché
passa ad un comune più grosso perché ha fatto, magari, richiesta in
un comune più grosso e viene estratto e mettiamo in grave
difficoltà il comune più piccolo che magari si ritrova senza organo
di revisione.
In ultimo, io chiedo così come ho fatto l'altra volta, non faccio
altro che riprendere il testo che era uscito dalla I Commissione,
la prima stesura del testo che prevede la stesura di un elenco
regionale, così come previsto dal decreto, quindi di attenerci per
quanto possibile e in maniera quanto più simile e vicina alla
normativa nazionale.
Quindi chiedo che venga approvato il 7.12 eventualmente con un
subemendamento, una modifica che riguarda i famosi crediti
formativi di cui si è discusso nei mesi passati.
PRESIDENTE. Allora, ha fatto un lungo intervento l'onorevole
Ciancio. Non ci sono altri interventi.
Io vorrei chiarire che se passa l'emendamento 7.12 decadono tutti
gli altri; se dovesse passare il 7.12 dell'onorevole Ciancio
decadono quindi tutti gli altri. Correttamente ha fatto un discorso
unico su tutti gli emendamenti preannunciando pure tutti quelli che
ritira. Per completezza, sul 7.14, onorevole Ciancio, sono
costretta a dichiararlo inammissibile perché non possiamo dare
attribuzioni e competenze al Prefetto.
DI GIACINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente, siccome ho seguito l'articolo e
conosco abbastanza l'articolo, noi non possiamo - così come ha
detto il Presidente - dare competenza al Prefetto. Per cui, noi
abbiamo fatto una scelta che ogni ente locale fa il bando, lo
pubblica in Gazzetta Ufficiale 60 giorni prima della scadenza e
credo che questa sia una norma corretta perché cosicché partecipano
quei revisori dei conti che in effetti vogliono fare i revisori dei
conti in quel comune, perché può succedere che, tramite sorteggio
della Prefettura o di altro o degli enti locali, può succedere che
uno di Catania non vuole andare a Trapani a fare il revisore per
cui io decido di partecipare alla selezione per il sorteggio; per
cui, è una scelta mia. Quindi, se poi vengo estratto è sicuro che
partecipo e faccio il revisore dei conti , perché ho scelto a
monte.
Per quanto riguarda l'altro aspetto che lei sollevava rispetto
agli incarichi, io sono dell'opinione che gli incarichi devono
essere liberi, nel senso che è inutile che noi facciamo il limite
di un incarico anche per un comune di 5 mila abitanti perché un
revisore che guadagna 400 euro al mese se viene sorteggiato in un
comune fino a 5 mila abitanti se poi ottiene l'incarico in un altro
comune superiore rinuncerà a quello di 5 mila per cui noi ci
troveremo continuamente e costantemente ad andare a nominare
revisori dei conti.
Per quanto riguarda la sentenza di cui lei parlava della Corte dei
conti, onorevole Ciancio, lei ha dimenticato, però, una cosa e cioè
che vero è che la Corte dei conti ha parlato di comuni fino a 15
mila abitanti dove è corretto che ci sia da 10 a 15 mila, ci sia
l'organo di revisore e non il revisore unico, però, in Sicilia, c'è
stata una sentenza del CGA che definisce fino da 10 mila a 15 mila,
da 10 mila abitanti in su, fino a 15 mila abitanti l'organo
monocratico. E questa è la sentenza del CGA che, purtroppo, è in
contrasto con quello che dice la Corte dei conti.
Poi, rispetto a quello che diceva sul comma 2, noi abbiamo, come
Commissione, fatto l'emendamento correttivo perché, in effetti, è
in contrasto con la norma regionale perché, mentre il Ministero
dice che ci vogliono 5 anni, noi abbiamo fatto le fasce per comuni
fino a 5 mila abitanti 2 anni, da 5 mila a 15 mila abbiamo fatto le
fasce di 10 anni e poi 15 anni per tutti gli altri comuni per cui
la Commissione ha giù scritto l'emendamento correttivo del comma 2
perché in contrasto con la norma nazionale.
Per cui, poi, ripeto, su tutto il resto, politicamente, ne
possiamo parlare, però, adesso, è un qualcosa che funziona mentre,
prima, lo avevano approvato in finanziaria, qualche cosa non
funzionava perché - ricordo - che i revisori dovevano avere i
crediti formativi registrati al Ministero degli Interni dove la
Sicilia non aveva convenzione per cui nessun siciliano poteva
partecipare ai bandi pubblici per le selezioni dei revisori dei
conti in Sicilia per cui credo che sia una norma, con le dovute
correzioni che già ci sono da parte della Commissione, che può
funzionare.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
sottolineare e chiedere all'Assessore, eventualmente, di fare un
approfondimento dell'articolo 6 a proposito del fatto che, tra i
requisiti di nomina dei revisori dei conti, oltre alla giusta
opportunità che si sia iscritti nell'albo dei revisori legali vi è
qui un requisito che è un requisito che limita la libertà di
professione, ovvero, per essere nominati in un ente locale sopra i
5 mila abitanti e sotto i 15 mila abitanti devi averlo già fatto in
un ente locale.
Scusate, è una cosa che non sta né in cielo, né in terra Quindi,
o il requisito è essere iscritto all'albo dei revisori e, poi,
esserlo iscritto da due anni, da cinque anni o da dieci anni ma non
che per nominare un ente locale devi nominare uno che è già stato
in un ente locale.
Questa è una norma fotografica, cioè, come dire, che rischia di
costruire una casta chiusa di revisori legali cioè esclusivamente
quelli degli enti locali.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, su questo articolo
vi esorto veramente a fare una riflessione perché la norma, così
come era stata approvata in finanziaria, era quasi inapplicabile
perché vi sono state difficoltà in tanti comuni che hanno fatto il
bando e si sono ritrovati senza un revisore perché nessun siciliano
ha partecipato.
Ritengo che l'articolo, così com'è uscito dalla Commissione e così
com'è formulato, non debba essere modificato perché anche il
requisito di avere fatto il revisore in un ente locale non è
limitativo, perché fino a 5 mila abitanti possono partecipare
revisori dei conti, è come l'avvocato che poi può fare il
cassazioni sta. Oggi, il ruolo del revisore dei conti è un ruolo
così importante ma di tanta responsabilità, che per essere revisore
in un comune di 10 o di 15 mila abitanti, è necessario avere
acquisito un esperienza. Per cui, l'iscrizione da almeno due anni
nell'albo dei revisori dei conti o nell'albo degli ordini
commercialisti è un esperienza minima, ma che è a garanzia, perché
è un organo terzo, anche delle amministrazioni comunali, nei
confronti dei quali il revisore dei conti esplica il proprio
mandato.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Vicepresidente LUPO
SUDANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUDANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo dire
all'assessore Cracolici che abbiamo già approfondito questo
articolo, e proprio perché si passa dalla elezione in consiglio al
sorteggio, occorrono maggiori requisiti proprio sulla preparazione
nei bilancio pubblici e, quindi, sono divisi a fasce: prima
iniziano un esperienza nei piccolo comuni, e lì non è richiesta la
preparazione in bilancio pubblico, perché comunque è un bilancio
più semplice, e mano a mano che le fasce di popolazione aumentano
l'esperienza richiesta è maggiore, e questo serve a garanzia
comunque del fatto che analizzare dei bilanci pubblici non è
semplice.
CORDARO, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo
che l'assessore Cracolici non si è consigliato con la sua collega
Lantieri e ha preso, come si dice dalle nostre parti, una
cantoniera di petto ; l'assessore Baccei non capirà ma i siciliani
mi capiranno. Assessore Baccei, cantoniera è la casa, c'è tutto un
ragionamento che in Toscana non so se ci sia.
Al di là della battuta, se un revisore dei conti deve partecipare
al bando di Lucca Sicula, per fare un esempio caro al Presidente
Salvatore Cascio, non ha bisogno di nessun requisito, basta che sia
iscritto nel registro dei revisori da due anni; ma immaginare che
in ragione del sorteggio, il giovane revisore dei conti possa
capitare ed essere scelto al comune di Palermo o all'azienda
Civico, che è diciamo sotto tanti profili più importante di un
Ministero, è chiaro che non si può fare.
Ed è questo lo spirito della legge, assessore Cracolici, c'è un
range, ci sono parecchi range che vanno a graduare la competenza e
la possibilità di svolgere con competenza, dopo avere svolto un
lavoro di esperienza in enti che vanno, di volta in volta, sempre
più crescendo, di importanza e quindi di complessità e di
delicatezza nel ruolo che devono andare a svolgere i revisori dei
conti.
Questo è il senso della legge, colleghi, io vi prego di non andare
oltre. Ne abbiamo parlato lungamente in Commissione rispetto ad una
norma non applicabile, quale era quella venuta fuori, come bene ha
detto la collega Grasso durante la finanziaria.
Questa è una norma che spiega e che soprattutto rende, finalmente,
applicabile un principio che in diritto è giusto, e che così
rendiamo anche concretamente fruibile.
Per cui, io vi chiedo, e chiedo alla Presidenza, di mettere ai
voti così come è stato esitato dalla Commissione, peraltro
all'unanimità, e di andare avanti perché mi pare che continuare a
trovare cavilli per restare in Aula, quando siamo pronti per
affrontare fin da subito le variazioni di bilancio, almeno per
quanto mi riguarda, per quanto riguarda me e i colleghi del mio
gruppo parlamentare, significherebbe non rendere un buon servizio
ai siciliani.
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, era già
stato spiegato bene dall'onorevole Cordaro, però vorrei fare
riflettere l'Aula sul rischio e la ricaduta negativa che questo
articolo, così approvato, potrebbe avere sul settore Agricoltura e
foreste, tanto che ha spinto l'Assessore ad assumere posizione.
Assessore Cracolici, ho notato ora che manca l'onorevole Panepinto
per cui diciamo che lei ha subito questa solitudine, ed è uscito
alla scoperto.
In Commissione si è riflettuto su questa cosa ed è il cosiddetto
corso di formazione, non c'è altro. Già secondo me sorteggiare tre,
seppur revisori, seppur tutto quello che vogliamo, ma sa la
politica è anche sentimento, emozione e convincimento personale che
si fonda sulla formazione di una persona, sui valori, ed io non mi
stancherò mai di pensare che mandare tre persone sorteggiate in un
comune e vedere quel sindaco come un nemico, vi dico cosa avete
creato con la norma che ha proposto anche il mio partito. Ma
siccome non è una caserma io non l'ho mai condivisa. Tre persone in
un comune, con un sindaco che ritengono un nemico, perché così può
capitare, cominciano a produrre relazioni e paralizzare un sindaco
perché impaurito, penso lo sappiamo tutti. Costantemente c'è
corrispondenza fra collegio dei revisori e Corte dei Conti.
E' delicata la materia su cui l'Assemblea ha legiferato. E dalla
prossima volta, un amministratore non ha tutela davanti la Corte
dei Conti se si trova un collegio che dovrebbe essere di sua
fiducia, del consiglio comunale, perché il Bilancio l'approva il
consiglio comunale ed i revisori sono gli avvocati del consiglio
comunale, si ritroverà tre persone che, se è il caso, non avranno
alcun dialogo con quel consiglio comunale.
E, allora, abbiamo messo una piccola norma di salvaguardia,
ovvero, se proprio ci tieni a farlo nel grande comune, almeno deve
avere dimostrato che nel piccolo comune hai fatto il tuo dovere,
come dire, nel pieno rispetto delle norme.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'onorevole Maggio rinuncia al suo
intervento.
Io vorrei chiedere un chiarimento all'onorevole Ciancio. In ordine
all'emendamento 7.12, lei lo intende interamente sostitutivo
dell'articolo 7? Lo vuole gentilmente precisare?
CIANCIO. Signor Presidente, è da intendersi ovviamente mantenuto
il titolo dell'articolo quindi modifiche all'articolo 10 della
legge regionale 3/2016 etc..'. E' interamente sostitutivo dalle
parole articolo 10 in poi.
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Signor Presidente, volevo specificare che in questi anni,
specialmente nell'ultimo periodo, i sindaci hanno avuto moltissima
difficoltà a nominare i revisori dei conti. Infatti, si ritrovavano
con revisori dei conti venuti dal nord e si sono trovati costretti
a pagare le missioni ed il soggiorno, con una triplicazione dei
costi.
Questa norma serviva per semplificare quello che doveva venire
all'interno dei comuni. Abbiamo creato tre step all'interno degli
ordini dei commercialisti, per dare un'esperienza. Per i comuni
fino ai 5 mila abitanti, si possono iscrivere i giovani che sono
iscritti all'ordine poi, giustamente, più si aumentano gli abitanti
più ci vuole un'esperienza specifica. Verranno fatti anche con
sorteggio e quindi garantiamo la trasparenza all'interno dei comuni
e, come diceva qualche deputato, si limita a quello che poteva
essere un contraccolpo nei confronti dei sindaci.
Questa norma è stata discussa in Commissione, è stata accettata
anche perché è una norma che, per tantissimi punti, si rifà alla
norma a livello regionale, l'unica cosa che ci discosta è che
l'elenco, invece di essere fatto presso le prefetture, viene fatto
a livello regionale. Poi, i sorteggi vengono fatti a livello dei
comuni alla presenza dei consiglieri comunali, anziché all'interno
delle prefetture. La norma si discosta pochissimo dalla norma
nazionale, pertanto io vi chiedo di votare la legge così com'è.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione sull'emendamento 7.12?
CASCIO SALVATORE, presidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE. Con il parere contrario del Governo e della
Commissione, pongo in votazione l'emendamento 7.12. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 7.6.
CIANCIO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 7.4, della Commissione. Il parere del
Governo?
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e della funzione
pubblica. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 7.7 è precluso.
Si passa all'emendamento 7.8, degli onorevoli Falcone ed altri.
FALCONE. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo emendamento
tende a semplificare l'impegno burocratico ed a evitare che
possiamo aggravare l'assessorato della funzione pubblica.
Se passasse il testo così come è stato scritto, l'assessorato per
le autonomie locale e la funzione pubblica dovrebbe verificare
anzitempo gli approfondimenti, dovrebbe verificare i crediti
formativi, cioè dovrebbe quasi sostituirsi, assessore Lantieri,
all'attività degli ordini professionali, e noi questo non lo
possiamo e non lo dobbiamo fare.
Noi dobbiamo semplificare, snellire, alleggerire l'attività
dell'assessorato.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 7.8. Il parere della
Commissione?
CASCIO SALVATORE, presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e della funzione
pubblica. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 7.9, degli onorevoli Falcone ed altri.
FALCONE. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per lo stesso
motivo dell'emendamento 7.8, dobbiamo approvare anche gli
emendamenti 7.9 e 7.10, perché il 7.8 riguarda una fascia di comuni
e l'altro riguarda la fascia successiva. Sono tre emendamenti
sostanzialmente tecnici.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, gli emendamenti 7.9 e 7.10 sono
assorbiti dall'approvazione dell'emendamento 7.8.
L'emendamento 7.14 è inammissibile.
Si passa all'emendamento 7.1.
CIANCIO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 7.3, dell'onorevole Di Giacinto.
DI GIACINTO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il comma 7
mette un limite agli incarichi, cioè se uno ha un incarico non può
averne un altro. Per cui, siccome si va a sorteggio, e già ci vuole
una fortuna stratosferica ad essere sorteggiato una volta,
immaginatevi due volte, chiedo di sopprimere il comma 7, perché non
ci sono limiti di incarico.
CORDARO, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la
filosofia del collega Di Giacinto, col quale abbiamo ben lavorato
nella formazione e nella redazione di questo disegno di legge, mi
vede sul punto all'opposto, nel senso che è proprio il principio
del sorteggio che non esclude che vengano sorteggiati sempre gli
stessi.
Allora, possiamo semmai trovare una soluzione mediana che dica non
più di due, non più di tre. L'emendamento 7.5 dell'onorevole
Ciancio parla di tre incarichi. Potremmo, per esempio, approvare
quello.
Però, eliminare una regola, un numero che in qualche modo metta un
limite, io credo che non si possa fare.
Signor Presidente, se sospende un minuto la seduta, potremmo fare
una sintesi fra l'emendamento Ciancio e le indicazioni della
Commissione e quindi approvare l'articolo 7.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sto intervenendo
solo per aderire all'impostazione dell'onorevole Cordaro. Perché, è
vero che i revisori si eleggono per sorteggio, ma è pur vero che al
sorteggio possono partecipare sempre gli stessi.
Io proporrei, anche per aiutare una platea numerosa di revisori,
di fermare a due gli incarichi, che è un modo per mettere a
rotazione tutti quelli iscritti come revisori.
E' una norma, come si dice in quest'Aula, tanto cara all'onorevole
Di Giacinto, di buon senso.
DI GIACINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per quanto mi
riguarda o due o tre non cambia nulla. Ricordo che in questo
momento gli incarichi sono al massimo tre, per cui se andiamo a due
va bene ma l'importante è che non lo limitiamo ad un solo incarico.
L'ho spiegato poco fa, perché un revisore che viene nominato in un
comune fino a cinquemila abitanti guardate che prende quattrocento
euro al mese Non stiamo parlando di chissà quali numeri.
PRESIDENTE. L'onorevole Cordaro ha proposto un minuto di
sospensione. Se la proposta è condivisa dal Presidente della
Commissione Cascio, dopo l'intervento degli onorevoli Laccoto ed
Assenza possiamo anche sospendere. Diversamente, metto in votazione
gli emendamenti così come sono.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi io ritengo che il
limite di due può essere messo nella fascia più alta, fino a
quindicimila abitanti, chiaramente, si possono fare tre. Oggi siamo
a tre, se capita superiore a quindicimila. Questa può essere una
mediazione.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, forse questo è
l'unico articolo positivo di questa legge perché, finalmente, dà
attuazione ad una norma già prevista da anni nella legislazione
nazionale che svincola l'organo di controllo contabile dalle
simpatie della maggioranza che governa i Comuni e, quindi, rende i
controllori effettivamente autonomi.
PRESIDENTE. Inviterei la Commissione ad ascoltare l'intervento
dell'onorevole Assenza.
ASSENZA. Allora, Presidente, dicevo che questo articolo, così come
è, regolamenta meglio un principio che avevamo già introdotto nella
precedente finanziaria un po' a forza che alcuni Comuni avevano
già, di fatto, applicato mentre per altri si erano trovati in
difficoltà per le ragioni che già sono state espresse dai colleghi.
Quindi, saluto con grande soddisfazione che questo articolo
incontri il favore quasi unanime dell'Aula.
Mi permetto fare, però, due osservazioni in ordine al comma 8
dell'articolo 7, che erano state oggetto di due miei subemendamenti
che gli uffici hanno agli atti ma che non trovo distribuiti.
Il comma 8 demanda l'entrata in vigore, e quindi l'efficacia delle
disposizioni di questo articolo, all'emanazione di un decreto
applicativo dell'assessorato regionale. Io, obiettivamente, non
capisco che cosa debba attuare questo decreto assessoriale che non
sia già stato analiticamente previsto nell'articolo. Così rischiamo
di introdurre un cavillo che rinvia sine die l'applicazione di
questa norma, che invece dovrebbe essere immediatamente in vigore,
con una precisazione che era l'oggetto del mio secondo
subemendamento. Poiché non mi pare corretto che, a danno
finanziario già ampiamente quasi non dico concluso ma ampiamente
arrivato ad oltre la metà, vi sia una sostituzione immediata
dell'organo di controllo. Per cui arriveremmo all'assurdo che
l'esercizio finanziario 2016 venga controllato per metà da un
organo di revisione e per l'altra metà da un organo di revisione
che si deve ancora nominare. Quindi, l'entrata in vigore, piuttosto
che a questo evanescente decreto assessoriale, che lascerà il tempo
che trova, perché non vedo che cosa dovrà attuare rispetto ad una
norma già chiarissima, dovrà essere demandata all'esercizio
finanziario successivo alla scadenza dell'organo di controllo.
Voglio dire che se l'organo di controllo scade a settembre 2016,
completerà il suo iter fino a dicembre e da gennaio si procederà al
rinnovo dell'organo con l'estrazione a sorte, secondo le modalità
previste da questo ordinamento.
Dopodiché, l'osservazione di qualcuno, non mi ricordo il nome, che
prevede che vi sia un limite per le città più grandi, questo è
assolutamente necessario, perché fare l'organo di revisione a
Palermo o a Catania, credo sia un impegno non indifferente, che non
consente il contemporaneo svolgimento di incarichi in altri comuni.
Ma per i Comuni fino a 30 mila abitanti o fino a 10 mila abitanti o
fino a 15 mila abitanti, introdurre il limite di un solo incarico
credo che sia veramente, assolutamente, riduttivo.
Quindi, inviterei gli Uffici, siccome questi sono stati oggetti di
due subemendamenti miei, a distribuirli.
PRESIDENTE. Onorevole Assenza, uno dei suoi emendamenti è
sostanzialmente identico all'emendamento 7.5, perché si riferisce a
tre incarichi.
L'altro emendamento è un emendamento presentato fuori termine.
Quindi, o lo ripresenta come sub emendamento a qualche emendamento
o non può essere ammesso.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che quanto
ha sostenuto l'onorevole Assenza non solo è corretto ma addirittura
abbiamo dei precedenti, possiamo mutuare ciò che è avvenuto
allorquando, con la legge di riforma delle aziende sanitarie,
abbiamo provveduto a rinnovare tutti i manager, in quella legge
scorrettamente si è inserito - proprio per questione di bilancio -
che la chiusura dell'anno coincideva con il 31 dicembre mentre i
manager venivano rinnovati ad ottobre.
Per evitare che ci fossero due sessioni di bilancio che fossero
organizzate e che prevedessero, nel corso dello stesso anno, che un
bilancio fosse diviso in due, penso che sia giusto introdurre il
correttivo proposto dall'onorevole Assenza e cioè che il bilancio
arrivi a completare l'anno solare e quindi che il sorteggio del
nuovo revisore avvenga col nuovo anno - questo per facilitare il
compito.
Ritengo che sia facile o con un emendamento ai sensi dell'articolo
117 del Regolamento interno, si possa coordinare, oppure sospendere
qualche minuto e consentire la trasformazione con il sub
emendamento.
PRESIDENTE. Onorevole Di Giacinto, mantiene l'emendamento 7.3 o lo
ritira?
DI GIACINTO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 7.5, degli onorevole Ciancio, Zito, La
Rocca, Cancelleri, Foti.
Comunico che è stato presentato un sub emendamento della
Commissione che recita: sostituire le parole tre incarichi' con
le parole due incarichi' .
Il parere del Governo sul subemendamento della Commissione?
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 7.5, così come subemendato.
Il parere del Governo?
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CASCIO SALVATORE, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, comunico che la Commissione ha presentato
l'emendamento 7.16, soppressivo del comma 8 dell'articolo 7.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 7.15, del Governo, che propone di
sostituire al comma 9 dell'articolo 7, le parole 15 crediti con
le parole 10 crediti . Il parere della Commissione?
CASCIO SALVATORE, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 7.2, degli onorevoli Falcone ed altri.
Comunico che l'onorevole Falcone ha presentato un subemendamento
interamente sostitutivo dell'emendamento 7.2.
FALCONE. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sostanzialmente al
comma 10, alla lettera b) si stanno sopprimendo i commi 1, 2 e 8.
Ora,il comma 1 riguarda le modalità di votazione per la scelta dei
componenti. E' chiaro che, nel momento in cui vengono scelti a
sorteggio, vanno tutti soppressi.
Allora, ho presentato un emendamento sostitutivo che riguarda
invece la lettera c) del comma 3, che dice che le parole sono
rieleggibili per una sola volta vengono invece sostituiti non
sono revocabili . Cioè, noi dobbiamo introdurre il concetto che,
per gravi inadempienze, anche i revisori dei conti possono essere
revocati. Perché, vi posso assicurare, ci sono dei Comuni che hanno
proceduto alla revoca, ci sono stati dei contenziosi al TAR ed i
Comuni hanno vinto. In altri Comuni, invece, il TAR sulla scorta di
questa norma che non prevede la revocabilità dei revisori dei conti
ha dato un provvedimento di rigetto.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone la invito a formulare un unico
subemendamento.
FALCONE. Dichiaro di ritirare subemendamento 7.2.1.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
DI GIACINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
sulla proposta del collega Falcone ci sia una incongruità, nel
senso che i revisori non possono essere revocati. Lo prevede una
norma nazionale e noi non possiamo cambiare le norme nazionali per
dire che si possono revocare i revisori dei conti. Stiamo attenti
perché apriamo un meccanismo un poco particolare.
I revisori dei conti non si possono revocare ed i collegi
sindacali non si possono revocare fino a scadenza. Stiamo attenti a
quello che scriviamo.
Per questo motivo la Commissione è contraria.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, rischiamo di fare una norma poco
chiara, la inviterei a ritirarlo, o quanto meno a formularlo in
maniera più chiara.
FALCONE. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Il subemendamento 7.2 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 7.17. Inviterei il Presidente della
Commissione a spiegare meglio l'emendamento 7.17 della Commissione,
che dice al comma 1 sostituire la parola quindicimila con
cinquemila .
DI GIACINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, praticamente
si dice che i revisori dei conti fino a cinquemila abitanti sono un
organo monocratico, da cinquemila in su sono un organo collegiale,
cioè i componenti sono tre.
PRESIDENTE. Quindi c'è questa riscrittura della Commissione che
propone di sostituire quindicimila con cinquemila .
Il parere del Governo?
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Favorevole.
MILAZZO GIUSEPPE. E' inammissibile
PRESIDENTE. Mi rivolgo alla Commissione. Sono stati preannunciati
dei subemendamenti. Presidente Cascio, vorrei fare notare che se
dovesse essere approvato l'emendamento bisogna coordinare il testo
con la lettera b dell'articolo 10, perché entra in contraddizione
con la soppressione dei commi 1 e del comma 8, che non abbiamo
ancora votato, quindi non è inammissibile, però è una precisazione
per aiutare gli onorevoli a valutare meglio il contenuto
dell'emendamento.
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in
Commissione ci siamo dati un metodo. Andare a modificare, diciamo,
l'articolo, la norma che è in vigore è come se io ora presentassi
un emendamento o un subemendamento che reintroducesse la nomina da
parte dei consiglieri comunali.
Ora, andiamo alla soglia della popolazione. Caricare i comuni di
ulteriori oneri, perché non è che cadono dal cielo le risorse, li
dovranno pagare i comuni. Questo è il tema, ma l'impatto sulle
casse dei comuni l'avete valutato? No, il tema non è tanto
sorteggeremo due revisori in più'. Il tema è carichiamo il comune
di due revisori in più, di due compensi in più, questo è gravare
sulle casse dei comuni.
L'Assessore Lantieri dov'è? La quantificazione dell'impatto me la
date? Ma di cosa state parlando? Ma i commercialisti mi voteranno
perché l'elemosina di un incarichino nel comune di Blufi non gli
interessa. Proponetegli un incarico serio, facciamo invece le
nomine in base alla bravura, no i sorteggi.
Poco fa l'assessore Lantieri ha detto che ha proposto una norma
perché i costi si erano triplicati, perché ci vedevamo revisori a
pagare le missioni. E ora ci ritroviamo due revisori in più in
comuni dove abbassiamo la soglia ulteriormente. E' una follia
questa
PRESIDENTE. Quindi lei preannuncia il suo voto contrario.
MILAZZO. Certo. Sì.
PRESIDENTE. Sono stati formalizzati dei sub emendamenti. Vi invito
a presentarli alla Presidenza per essere distribuiti.
CASCIO SALVATORE, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO SALVATORE presidente della Commissione. Signor Presidente,
questo emendamento presentato dalla Commissione ha una sua logica.
Non è un emendamento per aggravare le spese. E' un emendamento che
non fa altro che ricalcare la legge attuale che i comuni al di
sotto di 5 mila abitanti hanno un revisore, gli altri comuni hanno
un collegio dei revisori.
Siccome l'emendamento non fa altro che ricalcare la norma attuale,
noi abbiamo ritenuto opportuno che questa parte di legge non vada
modificata. Non è un discorso di aggravio, perché già i comuni
sopportano questi costi, già ci sono 3 revisori nei comuni al di
sopra dei 5 mila abitanti. C'è un collegio.
PRESIDENTE. Il presidente della Commissione è stato chiaro.
Comunico che è stato presentato all'emendamento 7.17, il sub
emendamento 7.17.1, la parola '15 mila' è sostituita da '10 mila'
ed è a firma dell'onorevole Foti.
Il parere del Governo?
LANTIERI. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CASCIO SALVATORE, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. C'è una richiesta di voto segreto sul sub emendamento
7.17.1.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 7.17.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del
subemendamento 7.17.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 65
Maggioranza 33
Favorevoli 32
Contrari 33
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 7.17, della Commissione. Il parere del
Governo?
LANTIERI, assessore per le Autonomie locali e la funzione
pubblica. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, come avevo preannunciato, per una esigenza di
coerenza di coordinamento del testo la lettera b del comma 10
recita il comma 2 è soppresso .
Onorevole Falcone, l'emendamento 7.12 è inammissibile, pertanto la
invito a ritirarlo.
FALCONE. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 7, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Sull'ordine dei lavori
FORMICA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente,onorevoli colleghi, la Presidenza si
deve dare un metro di conduzione che è univoco. Non è possibile che
la Presidenza ha statuito che si lavora fino alle 20, che ci ha
fatto lavorare fino alle 20 8 di sera durante la finanziaria, che
era ben più importante e ben più pesante, ed invece, questa sera,
non si capisce perché, ancora la Presidenza vuole continuare senza
aver dato un orario.
Noi chiediamo che venga rispettato l'indirizzo di carattere
generale che la Presidenza si è dato per tutte le leggi, a partire
dalla finanziaria.
nn. 1153-15-845-860-922-1003-1126-1138-1224/A
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
nn. 1153-15-845-860-922-1003-1126-1138-1224/A
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Articolo 8.
Modifiche all'articolo 20 della legge regionale 23
dicembre 2000, n. 30
in materia di permessi degli amministratori locali
1. All'articolo 20 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 30 e
successive modifiche ed integrazioni sono apportate le seguenti
modifiche:
a) al comma 1 le parole si protraggano oltre le due sono
sostituite dalle parole si protraggano oltre l'una ;
il comma 2 è sostituito dal seguente:
2. I componenti delle commissioni consiliari previsti dai
regolamenti e dagli statuti dei comuni hanno diritto di assentarsi
dal servizio per partecipare a ciascuna seduta. Il diritto di
assentarsi di cui al presente comma comprende un tempo massimo di
due ore prima dello svolgimento della seduta ed il tempo
strettamente necessario per rientrare al posto di lavoro. ;
c) al comma 3 le parole o provinciali sono soppresse ed il
secondo periodo è sostituito dal seguente: Il diritto di
assentarsi di cui al presente comma comprende un tempo massimo di
due ore prima dello svolgimento della riunione ed il tempo
strettamente necessario per rientrare al posto di lavoro».
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
l'articolo 8 nasce e c'era il consenso unanime dell'Aula, parliamo
della normativa che è in vigore in questo momento, in un piccolo
comune il Consigliere comunale ha consentito e ha autorizzato
un'ora prima ed un'ora dopo per recarsi, prima in Commissione, poi
sul posto di lavoro, nonché lo studio degli atti.
Nei comuni capoluogo, recita l'articolo successivo, è consentito
ai Consiglieri comunali un'ora per recarsi in Commissione ed un'ora
per ritornare.
Pongo io la domanda all'Assemblea ed agli Uffici che mi hanno dato
ragione, come può un Consigliere comunale di un grande comune che è
chiamato a descriversi su piani regolatori, delibere di testo,
bilancio, non avere consentito lo studio degli atti?
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che all'articolo 8 sono
stati presentati gli emendamenti 8.1, 8.8, 8.17 e 8.16, interamente
soppressivi dell'articolo. Li pongo in votazione.
Il parere del Governo?
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CASCIO SALVATORE, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non sono approvati)
Onorevoli colleghi, l'emendamento 8.16, è assorbito.
Si passa all'emendamento 8.15, che recita il comma 1 è soppresso,
degli onorevoli Zito ed altri. Il parere del Governo?
LANTIERI, assessore regionale autonomie locali e funzione
pubblica. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CASCIO SALVATORE, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto;
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 8.2, degli onorevoli Cappello ed altri.
Il parere del Governo?
LANTIERI, assessore regionale autonomie locali e funzione
pubblica. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CASCIO SALVATORE, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto;
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Onorevoli colleghi, l'emendamento 8.9 è precluso perché identico
all'emendamento 8.2.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a me dispiace che
lei ritenga precluso il mio emendamento col quale viene mantenuto
l'orario delle due di notte per poter beneficiare del secondo
gettone, è chiaro che il Partito Democratico è contro una spending
review, è chiaro che qua abbiamo una maggioranza che potremmo dire
ormai alla mercè della politica chiacchierona, che da un lato .
PRESIDENTE. Scusi onorevole è già stato votato, quindi è stato
votato l'8.2 che ha contenuto identico al comma 1 la lettera a è
soppressa , quindi il suo intervento è tardivo, cioè non è neanche
una dichiarazione di voto.
FALCONE. Io avevo chiesto di parlare, e lei non mi ha fatto
parlare, io prendo atto che la maggioranza ha votato in maniera
difforme a come noi abbiamo chiesto di votare, è chiaro io volevo
rappresentare a questa Presidenza e ai colleghi il mio personale, e
del partito, disappunto.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 8.13, degli onorevoli Zito ed
altri. Il parere del Governo?
LANTIERI, assessore regionale autonomie locali e funzione
pubblica. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CASCIO SALVATORE, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, c'è una richiesta di votazione per
appello nominale.
Essendo la richiesta appoggiata a termini di Regolamento, indìco
la votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 8.13.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 61
Votanti 60
Maggioranza 31
Favorevoli 15
Contrari 41
Astenuti 4
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Onorevole Rinaldi, l'emendamento 8.5 era precluso in
caso di approvazione dell'emendamento 8.13, che però non è stato
approvato. Quindi è ammissibile.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, non credo che l'emendamento abbia
bisogno di spiegazioni. La lettera a) del comma 2 è abrogata.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
LANTIERI, assessore regionale per le autonomie locali e la
funzione pubblica. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CASCIO SALVATORE, presidente della Commissione. Contrario.
RINALDI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 8.5.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 59
Maggioranza 30
Favorevoli 15
Contrari 44
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 8.3, degli onorevoli Cappello ed altri.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la norma che
quell'articolo vuole andare a modificare l'aveva proposta il
Governo quando, a seguito degli scandali di Gettonopoli, il
Presidente Crocetta venne in Aula con la soluzione delle soluzioni
e fu una sua idea, fu una loro idea. Ed oggi, quando noi cerchiamo
di difendere quella loro idea proponendo l'abrogazione
dell'articolo, l'assessore Lantieri, all'emendamento che mantiene
le cose come stanno, è allucinante il fatto che dia parere
contrario a quest'emendamento che mantiene quello che lo stesso
Governo, qualche mese fa, lo stesso Partito Democratico qualche
mese fa, aveva deciso di fare.
Oggi, invece, cambiano le strategie, oggi cambiano gli assetti ed
evidentemente qualche consigliere comunale ha tirato le orecchie al
deputato di riferimento dicendo vidi ca d'accussì non funziona' e
allora le cose cambiano.
Era semplicemente per sottolineare questo, non devo spiegare
l'emendamento perché è fin troppo ovvio e fin troppo semplice
comprenderlo.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa
rappresentazione postuma dell'idea che tutti i consiglieri comunali
siano banditi non mi pare il caso che si realizzi. Scoprirete anche
voi come man mano va succedendo come per esempio con l'Assessore di
Roma che qualche consulenza l'aveva avuta per la stessa materia per
la quale è stato nominato. Quando inizierete a camminare - vi
capiterà - sulla via del Governo, delle città piccole e grandi,
scoprirete che ci sono persone per bene, oneste, che fanno i
consiglieri comunali rinunciando al gettone di presenza, che hanno
bisogno di conoscere gli altri. Mi pare che la norma che si
introduce, rispetto a quella che è stata bocciata solamente
poc'anzi, che chiedeva sostanzialmente di ritornare alla mezzanotte
ed un minuto, riporta ordine e capacità di conoscenza degli atti
dei consiglieri comunali. Non accetto questa criminalizzazione in
nome che tutti quelli che svolgono funzioni istituzionali come
consigliere di una città grande o di un comune piccolo, debbano
essere ascritti a banditi, a delinquenti a quelli ripresi dalle tv
per le quali quelli firmavano e le commissioni andavano via. Questa
rappresentazione, onorevole Cancelleri mi rivolgo a lei, è una
rappresentazione che non sta bene, perché le posso dire che ci sono
consiglieri comunali che rinunciano ai gettoni di presenza, che
finiscono di lavorare così come Giunte che non prendono anch'esse
alcun gettone.
PRESIDENTE. Onorevole Panepinto, la invito a tornare al contenuto
della norma. Eviti discorsi che possano portare a interventi.
PANEPINTO. Con questa rappresentazione fa un torto anche ai suoi
consiglieri comunali. Non mi sta bene
PRESIDENTE. L'onorevole Cancelleri dall'Aula afferma di non avere
mai asserito quanto ripreso dall'onorevole Panepinto.
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo precisare
all'onorevole Cancellieri che l'onorevole Lantieri, l'Assessore,
non ha cambiato idea. Parlando con i consiglieri ci si rende conto
che per fare l'attività di consigliere comunale ci vuole un po' di
tempo, qualche ora per studiarsi le carte. Non abbiamo dato giorni,
ma solamente qualche ora di possibilità in più per stare sempre al
servizio dei cittadini, senza polemiche o commenti del tipo che
sono stata costretta a ritrattare da qualche consigliere comunale.
Perché i consiglieri comunali, come appunto diceva l'onorevole
Panepinto, non sono persone stanno legate al gettone proprio perché
molti di loro, quasi la maggior parte ormai rinunciano anche a
quello.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 8.3, degli onorevoli Cappello
ed altri. Il parere della Commissione?
CASCIO SALVATORE, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 8.3.
CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 8.3
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 8.3.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 61
Maggioranza 31
Favorevoli 14
Contrari 43
Astenuti 4
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 8.11 a firma degli onorevoli Zito ed
altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Contrario.
ZITO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 8.11
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 8.11.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 62
Votanti 61
Maggioranza 31
Favorevoli 13
Contrari 45
Astenuti 3
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 8.6 a firma dell'onorevole Rinaldi ed
altri. Il parere del Governo?
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CASCIO SALVATORE, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto;
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 8.7, a firma degli onorevoli Greco
Giovanni ed altri.
GRECO GIOVANNI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 8.4, a firma degli onorevoli Cappello ed
altri. Il parere del Governo?
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CASCIO SALVATORE, presidente della Commissione. Contrario.
CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 8.4.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 8.4.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 64
Votanti 62
Maggioranza 32
Favorevoli 13
Contrari 47
Astenuti 2
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 8, nel testo risultante.
ASSENZA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
dichiarazione di voto sull'articolo 8 ed intervengo a titolo
personale, è bene chiarirlo; poi, per la dichiarazione di voto del
Gruppo ci penserà qualcun altro.
Il mio voto è assolutamente contrario a questo articolo 8 e lo
considero una delle vergogne maggiori di questa legge.
Premetto che sono consigliere comunale da 20 anni e, quindi, dire
che io sono sempre consigliere comunale è la solita assurdità.
Però, signori cari, il principio è uno: la seduta del consiglio
comunale si può protrarre ininterrottamente anche per 24 ore, ma
rimane una e non c'è verso che allo scadere delle ore 11.00 o di
mezzanotte o dell'una dobbiamo dare il secondo gettone, perché
stiamo introducendo di nuovo un favore all'antipolitica, cioè
stiamo
MILAZZO GIUSEPPE. E' il permesso
ASSENZA. Ma allora di che cosa stiamo parlando? Allora, l'una o le
2.00 me lo spiegate che cosa significa? Il principio è che la
seduta comunale va in prosecuzione ed è
(Brusio in Aula)
ASSENZA. Presidente, se mi fanno parlare.
Dicevo, siccome io so queste cose che, poi, magari, certo
(Brusio in Aula)
FORMICA. Si può parlare in quest'Aula o no?
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ascoltiamo l'onorevole Assenza che
ha il diritto di esprimere la sua opinione e noi il dovere di
ascoltare. Prego, onorevole Assenza. Io ho posto in votazione
l'articolo 8, quindi, le dichiarazioni di voto sono relative
all'articolo 8.
ASSENZA. E sto parlando dell'articolo 8
PRESIDENTE. Sto precisando per i colleghi.
ASSENZA. Siccome l'articolo introduce al comma a) il discorso di
(Brusio in Aula)
ASSENZA. Ma sono tutti impazienti perché questa legge è diventata
l'ombelico del mondo Se non si approva questa legge chissà cosa
succede questa sera, quali disastri si verificheranno I colleghi
della maggioranza non hanno altro pensiero che arrivare al voto
finale su questa benedetta legge per andare poi al loro paesello e
dire: Noi vi abbiamo rafforzato consiglieri comunali .
Ed allora, io dico, da consigliere comunale, che la seduta può
durare 48 ore, è in prosecuzione ed è unica e, quindi, tutti gli
atti relativi e consequenziali sono assolutamente illegittimi.
Volere forzare nuovamente questa fissazione dell'introdurre chissà
cosa, poi magari mi si dirà il gettone non è previsto però è
previsto magari il rimborso spese, è prevista la giustificazione
per prendersi altri 2 giorni di vacanze sul posto di lavoro, questo
non è corretto.
Io faccio la libera professione e vado al Consiglio comunale
cercando di non assentarmi mai e quando ci vado chiudo lo studio e,
non solo non ho diritto a niente, ma ho anche, evidentemente, un
cospicuo mancato guadagno, ma di questo non mi lamento. Ma chi
sceglie di fare il consigliere comunale deve accettare oneri ed
onori e non può, attraverso questa funzione, cercare di lucrare
degli indebiti vantaggi.
VULLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, io
veramente sono in grave difficoltà per un semplice motivo: primo
perché, onestamente, si è fatta una riunione di Gruppo e vorrei
attenermi alle decisioni del Gruppo, però il punto più importante
di questa legge secondo me è questo articolo 8.
Io questo articolo 8, Presidente, non lo posso votare, perché se
io votassi questo articolo tradirei tutti i miei principi.
Ci sono alcune cose, una delle ultime che ho fatto notare
all'Assessore Cracolici e al Presidente Cascio, quando si parla del
ritorno negli uffici nel proprio lavoro e si parla di un tempo
ragionevole, che significa? Volevo dire al consigliere Milazzo, che
si accalora così tanto, che significa questo?
Sono contro questo articolo perché ho notato in questi anni di
deputato, di consigliere comunale e quant'altro, la penso come
l'onorevole Assenza, quando ho fatto il consigliere comunale,
svolgendo la libera professione, non c'era nessun comune, nessun
ente che mi pagava.
Ci sono consiglieri comunali, carissimo onorevole Panepinto,
sicuramente persone perbene, il 99,9 per cento sono persone
perbene, però sa bene che se facessimo una statistica, ci sono
consiglieri comunali che dal 1970 non vanno a lavorare e questo non
possiamo permetterlo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 8. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
VINCIULLO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
vorrei soprattutto che gli Assessori mi ascoltassero. Sotto, da
oggi pomeriggio, vi sono i lavoratori dell'assistenza igienico-
sanitaria.
Assessore, il 10 maggio c'è stata un'audizione in Commissione
Bilancio . In quella audizione venne sollevato il problema e tutte
le difficoltà poste, abbiamo approvato anche una risoluzione, la n.
6, con la quale le chiedevamo di procedere a istituire un tavolo
anche in considerazione della riserva di 1 milione 150 migliaia di
euro.
In questa Conferenza Regione-autonomie locali che si è tenuta non
siamo riusciti a dividere queste risorse.
E' anche vero, Presidente, che la Commissione Bilancio non può
diventare
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, invito ad ascoltare l'intervento
dell'onorevole Vinciullo. La seduta, vi ricordo, non è ancora
finita. Vi sono interventi ex articolo 83 del Regolamento e gli
Assessori stanno rimanendo per potere ascoltare.
VINCIULLO. Abbiamo tre problemi e le dicevo la Commissione
Bilancio non può diventare la Commissione che si fa carico di
tutti i problemi del Governo e delle altre Commissioni, anche
perché - mi pare di capire - questa invadenza della Commissione
Bilancio non è gradita dalle altre Commissioni.
E' stata approvata questa risoluzione. Lei, entro il mese scorso,
doveva convocare questa Conferenza. Non è stato fatto. La invito a
farlo entro domani mattina anche perché, adesso noi due scendiamo
sotto, e troviamo la gente che da giorni è messa qua sotto e
rivendica il diritto ad avere questa riunione.
Seconda cosa, onorevole Assessore. Noi abbiamo a disposizione 19
milioni e 650. Se i Commissari dell'ex province non si mettono
d'accordo lei distribuisca queste risorse. Perché ci sono di
dipendenti delle ex province che non prendono i soldi. E mentre i
Commissari continuano a litigare come distribuire queste risorse,
noi siamo ostaggio di questa Conferenza. I quali sindaci, per
essere chiari, quando poi abbandonano il tavolo vanno nelle
province a dire che la responsabilità è nostra, che non siamo noi
che gli distribuiamo le risorse. Questo alibi deve cadere. Lei
scelga un criterio. Qualsiasi criterio lei sceglie a noi va bene,
ma questi 19 milioni e 600 mila domani li deve distribuire.
E infine, c'è un altro problema che riguarda i lavoratori ex
Pirelli di Siracusa. Da otto mesi non ricevono lo stipendio
nonostante questo Parlamento ha fatto la legge perché i suoi Uffici
non si mettono d'accordo con gli Uffici dell'Assessore Miccichè.
Questo non è consentito Perché se non vi fossero state le risorse
stanziate da questo Parlamento, noi potremmo dire che non ci sono i
soldi, non sappiamo cosa fare. Ma una letterina che deve arrivare
da un Assessorato all'altro, da me richiesta decine di volte, non
può diventare motivo per cui 15 padri di famiglia hanno le somme
accantonate nel suo Assessorato e non li possono prendere perché
dall'Assessorato Famiglia non arriva una lettera.
Ho sollecitato decine di volte questa lettera. Cosa dobbiamo fare?
Vedo che l'Assessore Miccichè è andato via. Cosa dobbiamo fare per
costringervi a fare una cosa dovuta? C'è la legge, ci sono le somme
accantonate. Non si riesce a capire perché non si dà l'input al
Comune di Siracusa. A meno che l'Amministrazione che governa
Siracusa - che è la stessa che governa a Palermo - non vi abbia
dato l'input di bloccare questa pratica e di tenere 15 padri di
famiglia senza soldi. E' una cosa vergognosa Io con lei ne parlo
da marzo; da marzo ad oggi, oggi è l'8 agosto e ancora non
riusciamo ad avere una interlocuzione tra due Assessorati che, vi
ricordo, siete nello stesso Palazzo, nella stessa strada, nello
stesso numero civico.
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Signor Presidente, onorevole Vinciullo, volevo
risponderle. Per quanto riguarda i lavoratori che sono giù ho dato
la mia disponibilità ad incontrarli subito. Anche perché nella
legge stralcio hanno chiesto la sospensione del comma 2, la
soppressione e poi hanno chiesto la soppressione di tutto
l'articolato e qualche collega ha già fatto l'emendamento e ho
detto che darò parere favorevole.
Per quanto riguarda il tavolo tecnico, abbiamo detto che fare un
tavolo domani mattina dove non c'è la presenza dell'Assessore
perché sono impegnata in Aula, mi sembra quasi una presa solamente
per accantonarli. Perciò verrà fatto subito dopo le vacanze, in
questi giorni, perché ancora nessuno almeno io e molti di voi che
siete qui in Aula, ancora non sono in vacanza.
Seconda problematica per le Province. Lei sa meglio di me che la
suddivisione e la ripartizione deve essere fatta con dei criteri,
criteri che ancora non sono stati raggiunti. Al più presto si farà.
Intanto cerchiamo di sbloccare con molta umiltà i 9 milioni domani
nella legge stralcio.
Per quanto riguarda i lavoratori della Pirelli, per quanto
riguarda queste somme che debbono essere ripartite non lo so.
Domani chiamerò il direttore Morale, mi farò spiegare perché ancora
questi lavoratori non sono stati pagati. Ma, sicuramente questo
Assessorato e questo Governo non accetta input da parte di sindaci,
a parte che non ha telefonato nessun sindaco di Siracusa per dire
di bloccare le somme, assolutamente no. Questo Governo è con i
lavoratori e domani io chiederò lumi al direttore generale.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, sempre approfittando della presenza
dell'Assessore, onorevole Lantieri. In realtà, la prima parte del
quesito posto dal collega prima faceva riferimento ai dipendenti
delle strutture convenzionate con l'ex Provincia, oggi liberi
consorzi di comuni, che dovrebbero ovviamente riattivare questo
servizio.
Questo servizio che andrebbe attivato, ovviamente, già dalla fase
di riavvio dell'anno scolastico, mi riferisco quindi agli operatori
che svolgono l'attività di assistenza ai disabili. E' una questione
della quale abbiamo discusso in più sedi, da qui i toni
particolarmente, non dico sereni - perché sereno su questa vicenda
non sono - ma sicuramente morbidi nell'interlocuzione con
l'assessore Lantieri che ha già dimostrato più volte sensibilità
rispetto a questo tema.
Ora, siccome però non vedo né l'Assessore per il lavoro, né
l'assessore Baccei, che chiaramente è quello che deve anche
disporre della dimensione finanziaria, io non vorrei che dietro
questo atteggiamento del Governo si nascondesse una sorpresa
dell'ultimo momento rispetto a questi lavoratori che da giorni sono
in presidio permanente. Perché chiaramente la dimensione riguarda
loro, Assessore, ma riguarda - come più volte ci siamo detti -
anche quelle tante famiglie che questo servizio attendono, perché
alla disabilità si arriva attraverso i percorsi più inaspettati.
Può essere l'ecografia di una mamma che incontra per la prima volta
il proprio figlio e scopre che non è tutto come sperava, ma da quel
momento comunque quella creatura sarà la più bella, la più
magnifica, con la quale poter convivere. Si può arrivare alla
disabilità attraverso la telefonata delle forze dell'ordine a
seguito di un incidente.
Ed allora, noi abbiamo la responsabilità, Assessore, di dare
seguito alle istanze ed alle richieste di questi due mondi che si
incontrano: quello dei lavoratori da una parte, quello delle
famiglie che aspettano l'assistenza dall'altra.
Quindi, se su questo, Assessore, potesse fare un altro riferimento
per comprendere e definire la possibilità che effettivamente
domani, in Variazione di Bilancio, su questa vicenda si possa
andare tutti via tranquilli. Noi avevamo chiesto che non si
parlasse della legge elettorale e si parlasse della variazione di
bilancio proprio per questo. Il Presidente dell'Assemblea non ha
voluto che andasse così, però vediamo in che modo poter recuperare
a questa vicenda.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Figuccia, vuole aggiungere qualcosa?
FIGUCCIA. No, volevo sentire l'Assessore, se possibile, su questo.
PRESIDENTE. C'è l'onorevole Alongi che deve intervenire, non è un
question time, domanda e risposta.
FIGUCCIA. Presidente, su questa cosa
PRESIDENTE. Guardi che l'articolo 83, lei è deputato segretario,
quindi lo saprà certamente, non è che sono interrogazioni
parlamentari.
Darò la parola all'onorevole Alongi, poi se l'assessore vorrà
replicare, a tutti, a conclusione del dibattito, ne ha facoltà.
ALONGI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALONGI. Signor Presidente, prendo spunto e condivido totalmente
l'intervento del collega Vinciullo ed anche del collega che mi ha
preceduto, Figuccia, ed io, Assessore, di una cosa sono certo, io
sono sicuro che domani questo articolo che abbiamo più volte
sollecitato nella sua abrogazione abbia un risultato favorevole. Ed
io di questo ne sono fortemente convinto, perché se domani
l'emendamento, anche se aggiuntivo, sarà votato sono sicuro che
l'Aula lo voterà favorevolmente. Però, mi pongo un quesito e un
problema e le chiedo, fin da subito, di attivarsi in questa
direzione. Lei comprende che a seguito di questo articolo
PRESIDENTE. Onorevole Alongi, mi scusi, non stiamo anticipando il
dibattito di domani. L'articolo e la legge di cui lei parla è
all'ordine del giorno per domani. Lei può parlare ai sensi
dell'articolo 83 per gli argomenti che non sono iscritti all'ordine
del giorno. Quindi, la pregherei, gentilmente, di attenersi al
rispetto del Regolamento. Grazie.
ALONGI. Signor Presidente, va bene. Domani, poi, nel mio
intervento che farò avanzerò una proposta, perché credo si corra il
rischio che a novembre il servizio non sarà ancora attivato.
Semplicemente questo.
PRESIDENTE. Assessore, vuole rispondere oggi oppure, visto che
l'argomento è uno dei temi delle Variazioni di domani, vuole
riservarsi di farlo domani? Scelga lei. Se vuole rispondere
brevemente ai colleghi ne ha facoltà.
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Signor Presidente, volevo rispondere e tranquillizzare i
colleghi deputati, anche perché abbiamo incontrato più volte sia io
come Assessore, che anche il Presidente Crocetta, i lavoratori.
Loro in un primo momento, ripeto, avevano chiesto la soppressione
del comma 2 e poi, valutando bene tutto l'articolo, hanno chiesto
la soppressione.
Alcuni colleghi d'Aula hanno presentato un emendamento di
soppressione di tutto l'articolo, non solo del comma 2. Noi siamo
vicini a questi lavoratori e abbiamo capito la necessità, anche
l'urgenza perché tra poco inizieranno le scuole. E' inutile avviare
un tavolo tecnico domani dove i dirigenti stanno facendo la
ripartizione delle somme per i Comuni, sono impegnati. Significava
dire: ci rivediamo dopo le vacanze di ferragosto , e non è utile.
Noi dobbiamo dare risposte certe ai lavoratori, non rinviarli
domani e farli stare un altro giorno.
Per quanto riguarda la mia posizione, io domani darò parere
favorevole poi sarà compito dell'Aula giustamente abrogare
l'articolo.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani,
martedì 9 agosto 2016, alle ore 11.00, con il seguente ordine del
giorno:
I -COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Disposizioni in materia di elezione del sindaco e del
consiglio comunale e di cessazione degli organi comunali. Modifica
di norme in materia di organo di revisione economico-finanziaria
degli enti locali e di status degli amministratori locali . (nn.
1153-15-845-860-922-1003-1126-1138-1224/A) (Seguito)
Relatore: on. Cordaro
2) - Disposizioni per favorire l'economia. Disposizioni varie .
(n. 1214/A) (Seguito)
Relatore: on. Vinciullo
3) - Istituzione del Garante regionale della famiglia . (n.
1086/A)
Relatore: on. Rinaldi
III -SVOLGIMENTO DELL'INTERROGAZIONE:
N. 3025 - Chiarimenti sul provvedimento di scioglimento
dell'Amministrazione comunale di Scicli in relazione
alle gravi dichiarazioni rese alla stampa dal
Presidente della Regione.
(8 maggio 2015)
ASSENZA
IV - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 496 - Iniziative in ordine al reclutamento di personale
nelle aziende del Servizio sanitario regionale.
(4 novembre 2015)
CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA -
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO
V -DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
Codice etico per gli eletti a cariche pubbliche, per
gli amministratori e per i dipendenti della Regione
Siciliana . (n. 854/A)
Relatore: on. La Rocca Ruvolo
VI - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 494 - Iniziative urgenti finalizzate alla revoca della
convenzione sottoscritta tra Regione siciliana,
Università degli studi Kore di Enna e Associazione
Proserpina, avente ad oggetto l'apertura di una
nuova facoltà di medicina e chirurgia.
(3 novembre 2015)
ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO -
MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO -
SIRAGUSA - TANCREDI - CIANCIO - FOTI -
FERRERI - PALMERI - LA ROCCA - CAPPELLO
VII -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 524 - Rimodulazione urgente del piano degli interventi
denominato 'Patto per la Sicilia 2015'.
(13 gennaio 2016)
GRASSO - CORDARO - FALCONE - ASSENZA -
PAPALE - FIGUCCIA
VIII -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 204 - Verifica della presenza di gas radon indoor negli
edifici utilizzati da enti pubblici e privati e
osservanza dei criteri di legge negli interventi
edilizi di nuova edificazione.
(24 ottobre 2013)
FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA -
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO
IX - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 573 - Provvedimenti urgenti a favore dei pensionati
dell'Ente acquedotti siciliani.
(12 maggio 2016)
GRECO G. - DI MAURO - CASCIO S.
DI GIACINTO - CORDARO - PANARELLO
PANEPINTO - RUGGIRELLO - SUDANO -
FALCONE - TAMAJO
La seduta è tolta alle ore 20.58
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio