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Resoconto d'Aula della Seduta n. 359 di mercoledì 10 agosto 2016
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   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo
                   La seduta è aperta alle ore 9.15

   MILAZZO  ANTONELLA,  segretario  f.f.,  dà  lettura  del  processo
  verbale  della  seduta  n. 357 che, non sorgendo  osservazioni,  si
  intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il  preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto congedo,  per  oggi,  gli
  onorevoli  Vullo,  Cirone, Ciaccio, Zafarana, Mangiacavallo,  Raia,
  Forzese. L'onorevole Dina dal 10 al 12 agosto 2016.

    L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo
                          Sulle comunicazioni

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare sulle comunicazioni.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIOVANNI GRECO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, lei sa  che
  sono abituato a fare gli auguri a quelli che lei chiama al ruolo di
  segretario di Presidenza e, quindi, è giusto che faccia gli  auguri
  alla  collega  che  fino ad ora ha fatto il suo lavoro.  Le  voglio
  ricordare  che noi, per questo servizio di segreteria del Consiglio
  di Presidenza, paghiamo fior di quattrini e vi dovete vergognare
   Vi  dovete  vergognare  che  nessun componente  del  Consiglio  di
  Presidenza  con  funzioni di segretario è presente per  leggere  il
  verbale  della  seduta precedente. Vi dovete  vergognare   Come  vi
  dovete  vergognare  che ancora non avete abolito  i  privilegi  dei
  Presidenti  delle  Commissioni, dei Capigruppo e del  Consiglio  di
  Presidenza  che  sono  sempre presenti e,  comunque:  vergognatevi
  Vergognatevi  Vergognatevi

   favorire l'economia. Disposizioni varie' (n. 1214/A)
   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo
   Seguito della discussione del disegno di legge «Disposizioni per
         favorire l'economia. Disposizioni varie» (n. 1214/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  all'ordine   del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede  con  il  seguito  della la  discussione  del  disegno
  «Disposizioni  per  favorire l'economia.  Disposizioni  varie»  (n.
  1214/A), posto al numero 1).
   Invito   i   componenti  a  II  Commissione   a   prendere   posto
  nell'apposito banco.
   E' presente in Aula l'assessore per l'economia.


   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo
                        Sull'ordine dei  lavori

   FORMICA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Assessori,  io
  capisco  la  sua  abnegazione, capisco il suo tentativo  di  essere
  ligio alle previsioni delle sedute di questa Assemblea, però, veda,
  Presidente, così come si parla di accanimento terapeutico quando la
  medicina  si  sforza oltre ogni limite consentito di sostituirsi  a
  quello che è l'andazzo inevitabile, ineluttabile, di una situazione
  di  un  malato,  anche  in questo caso, Presidente,  ma  lei  pensa
  veramente che noi possiamo fare un vero e proprio bilancio  con  lo
  sguardo a quest'Aula? Anche l'immagine che diamo fuori
   Io  le  consiglio  di rinviare, di chiudere questa  seduta,  anche
  perché  si  chiederà il numero legale e, praticamente,  salterà  il
  tentativo che con malcelata furbizia nel dibattito di ieri sera  si
  sono  portati avanti, avendo la consapevolezza assoluta che  ci  si
  stava  prendendo  in giro perché i tempi tecnici non  ci  sono  per
  poter approvare il bilancio in un giorno.
   La  cosa  è  ancora  più grave al cospetto di un  Aula  totalmente
  vuota, di un impressione che diamo becera; sarebbe stato meglio,  a
  mio  avviso,  chiuderla  ieri sera dopo che  questo  Parlamento  ha
  dibattuto  per cinque giorni una riforma elettorale che a  noi  non
  piaceva, ma che, comunque, ha visto la partecipazione mediamente di
  70  e 71 presenze e, quindi, sarebbe stato utile anche all'immagine
  complessiva di quest'Aula chiuderla ieri sera.
   Tentare  ancora oggi di continuare, secondo me, Presidente,  è  un
  errore ed è un danno che si fa all'immagine dell'Assemblea. Se  lei
  vuole continuare, continuiamo. Io chiederò il numero legale.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  Assessori,  la
  variazione di bilancio, così come tenevo a sottolineare l'onorevole
  Formica, è uno strumento importante.
   Per  la  verità, questo disegno di legge è andato al di  là  della
  variazione  di bilancio, è una sorta di  omnibus  in  cui  ci  sono
  tutta  una serie di norme che, senza voler entrare nel merito della
  discussione, tuttavia sono di notevole importanza perché  impattano
  sul bilancio, impattano su una serie di strutture della Regione  ed
  impattano anche su norme che, in passato, sono state approvate  dal
  Parlamento  e  sono  state considerate norme di altro  significato.
  Oggi, avremmo con questo disegno di legge una serie di modifiche  a
  queste norme.
   Ora,  senza voler pensare per un momento ad una attività di natura
  ostruzionistica  né  da  parte  mia  né  da  parte,  credo,   anche
  dell'onorevole Formica, io la inviterei, Presidente,  a  sospendere
  almeno 5 minuti nel tentativo di essere quanto meno in una sorta di
  41  presenti  per  consentire che questo  disegno  di  legge  venga
  apprezzato    adeguatamente   e   venga   tenuto    nella    giusta
  considerazione.
   Non  siamo dinnanzi ad una norma qualsiasi, siamo dinnanzi  ad  un
  disegno  di  legge  che  ha un impatto molto  importante  su  norme
  pregresse, sul bilancio e, soprattutto, sul destino di una serie di
  soggetti  che sono in carico al patrimonio della Regione, come  per
  esempio la questione delle terme di Sciacca e di Acireale,  su  cui
  non si può votare non prendendo atto che, in questo Parlamento,  ci
  sono appena 20 persone.

   ARANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARANCIO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,  ieri
  sera  ci sono stati più di 20 interventi in cui si è detto  che  si
  doveva procedere per far tutta la legge.
   Capisco  che ieri sera ce ne siamo andati tardi, forse i  colleghi
  stanno   tardando  ad  arrivare.  Quindi,  sarebbe   di   buonsenso
  sospendere mezz'ora per vedere quello che succede.
   E'  indubbio  che questa è una legge importante che  richiederebbe
  tanto tempo.
   Si è fatta anche l'ipotesi di rifare una Conferenza dei Capigruppo
  per  vedere  se  si possono stralciare quelle norme che  hanno  una
  refluenza  immediata e, quindi, dare una risposta  a  tutta  quella
  gente che aspetta che questo atto venga votato.
   Teniamo  conto,  colleghi, che tutti i partiti, dalla  maggioranza
  alla  minoranza, e tutti quanti - e quelli che non si ascrivono  né
  alla  maggioranza né alla minoranza - abbiamo dichiarato ai quattro
  venti che oggi saremmo stati tutti presenti.
   Ciò  non è stato dichiarato soltanto dalla cosiddetta maggioranza,
  è  stato dichiarato da tutti che saremmo stati presenti come  degli
  stakanovisti  e avremmo votato tutta la legge. Dopo  circa  quattro
  anni  che mi trovo qui, votare tutti quegli articoli in una  serata
  mi sembra elementare che non si possa fare.
   Invito  il  Presidente e i Capigruppo a vedere  di  ragionare,  di
  stralciare  quelle  3,  4,  5,  6 norme  che  hanno  una  refluenza
  immediata  e  dare una risposta - perché qui non c'è maggioranza  e
  minoranza  -  ci  sono persone che aspettano e  non  possiamo  dare
  sempre  l'impressione che quando si tratta di risolvere i  problemi
  degli  altri,  noi  non ci siamo e se dobbiamo invece  risolvere  i
  nostri problemi noi ci siamo.
   Mi  sembra ovvio che la strada su cui procedere è questa e non  ce
  ne possono essere altre.
   Abbiamo dichiarato il nostro impegno ad essere in quest'Aula, oggi
  10  agosto, se dovesse essere necessario fino alle ore 22.00. Penso
  da ora, che sono le 10.00 del mattino, a 12 ore saremmo sicuramente
  in  grado  di dare alla Sicilia quello che i siciliani -  o  almeno
  parte  dei  siciliani - stanno aspettando con ansia.  Non  possiamo
  chiudere questa Assemblea dando l'impressione che dei bisogni e sui
  bisogni degli altri non ci siamo. E' un'impressione deprecabile.
   Ieri sera ho assistito ad una trasmissione su  La 7 , di nuovo  si
  è parlato di casta, privilegi, indennità, che da deputato di questa
  legislatura  non ho mai visto. Si continua a giocare  sempre  sulla
  pelle  di  questa  Assemblea come quella più  spendacciona,  i  cui
  deputati  prendono indennità di migliaia e più euro.  E'  una  cosa
  deprecabile  E' uscito fuori anche il concetto che noi siamo qui  a
  gozzovigliare e non a lavorare.
   Sentivo i numeri della statistica riferita ieri dal Presidente, da
  cui  risultava che eravamo il Parlamento che ha lavorato di più fra
  tutti i consigli regionali di tutta Italia. Noi eravamo quelli  che
  pure il 10 agosto saremmo stati in Aula.
   Da  quella  trasmissione,  Presidente, questo  lo  rendo  pubblico
  perché  anche  gli altri colleghi possano rivedere la registrazione
  della  trasmissione, cosa possibile, si renderanno  conto  che  noi
  siamo   stati   raffigurati   non   come   diceva   il   Presidente
  dell'Assemblea  regionale,  ma come  persone  che  stanno  qui  per
  prendersi  l'indennità,  che se ne stanno fregando  di  quello  che
  succede  in Sicilia e dei bisogni degli altri, nuovamente come  una
  casta il cui interesse è soltanto prendere indennità  milionarie. A
  questo  non  ci  sto  e  credo che non ci stanno  tutti  gli  altri
  colleghi
   Questo  è  uno dei tanti motivi per cui, oggi, da quest'Aula  deve
  uscire  la legge così com'è stato dichiarato almeno dai 20, dai  70
  presenti  ieri sera. Così come spero che esca o, a limite,  con  un
  ragionamento di buonsenso, in cui vengono stralciate,  come  dicevo
  prima, le norme indispensabili.
   Io  faccio voti alla Presidenza e a tutti i miei colleghi che  ciò
  che sto chiedendo venga ascoltato.
   Ringrazio lei, Presidente, e i miei colleghi, per la pazienza.

   CAPPELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Assessori,  è
  stato  detto ieri da questo scranno che se avessimo superato,  come
  diceva    l'onorevole    Musumeci,   la    sagra    dell'ipocrisia,
  probabilmente,  ed  io  aggiungo, onorevole  Musumeci,  ieri  si  è
  consumato un atto di vigliaccheria, perché lei vedrà che  i  titoli
  dei giornali che usciranno tra qualche ora non saranno contro chi è
  assente  ma  contro  chi  è  presente, e questo  noi  non  possiamo
  consentirlo.
   Signor  Presidente, lei è qui, ci siamo anche noi, c'è  una  parte
  della  minoranza,  la  maggioranza è quasi  completamente  assente,
  perché  dovreste essere più di 40 già da soli, e noi  non  possiamo
  essere  ostaggi di coloro che oggi hanno deciso di andare  a  mare,
  perché questo è il dato
   Il Presidente Ardizzone può citare tutte le statistiche che vuole,
  il  fatto  è  che  stamattina sapevamo tutti  che  nessuno  sarebbe
  venuto,  soprattutto della maggioranza che ha la responsabilità  di
  questo disegno di legge e di questo Governo, in Aula, e quindi  noi
  oggi  siamo  nelle  condizioni che, se chiediamo  la  verifica  del
  numero legale,  e lo faremo, perché non è possibile assecondare gli
  assenti,  qua  dobbiamo assumerci le nostre  responsabilità  e  noi
  siamo  minoranza e opposizione. Il vostro Capogruppo  chiami  tutti
  gli  assenti e li faccia venire. C'è tutto il Gruppo UDC che manca,
  ed  è  vergognoso   Noi siamo qui in Aula il 10  di  agosto  e  non
  intendiamo  andarcene,  a  conto  di  fare  sospendere   l'Aula   e
  continuare  sine  die anche per il ferragosto,  ma  dovete  esserci
  anche  voi,  perché questa è la vostra legge, ed io al gioco  degli
  assenti non ci sto  Vergogna

   MUSUMECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, c'è un
  antico ed eloquente proverbio siciliano che dice:  di jorno nun  ne
  vogghiu,  a sira spardu l'ogghiu . E' significativo perché dimostra
  come  questo  Parlamento,  in  tempi di  normalità,  non  riesce  a
  produrre  quello che potrebbe e dovrebbe produrre;  e  invece,  nel
  momento   in   cui  dovrebbe  consentire  al  personale  dipendente
  dell'Assemblea  regionale  siciliana, al  personale  d'Aula,  degli
  Uffici  e di Segreteria, di potersi consegnare al legittimo  riposo
  delle  proprie famiglie, lo costringiamo a restare qui, continuando
  a non produrre.
   Noi  ieri e l'altro ieri siamo stati assolutamente chiari nel dire
  di dar precedenza alla mini manovra finanziaria, perché centinaia e
  migliaia  di  famiglie ne attendono l'esito felice e rinviamo  alla
  ripresa  a  settembre la inutile e dannosa legge  della  cosiddetta
   riforma elettorale .
   Siccome la maggioranza va avanti con la solita arroganza, convinta
  di  potere avere sempre i numeri, si sono invertite le tesi e si  è
  preferito operare in senso contrario.
   Ieri  sera  la sagra delle ipocrisie, che io mi sono  permesso  di
  denunciare  da  questa  tribuna, ha visto  tutti  -  maggioranza  e
  opposizione  -  riconsacrare l'impegno a che si continuasse  con  i
  lavori per affrontare e definire l'esame del disegno di legge sulla
  mini manovra.
   Si è detto ci vediamo alle ore 9.00. Il mio Gruppo è qui presente,
  piccolo,  ma  presente,  fa la sua parte.  Della  maggioranza  sono
  presenti  soltanto 12 deputati su 60. E' bene che  i  siciliani  lo
  sappiano  E poiché non è l'opposizione a dovere garantire il numero
  legale ma è la maggioranza e l'opposizione sono chiamati assieme ad
  assumere   un   atto  di  responsabilità,  signor  Presidente,   le
  preannuncio - ma lo ha già fatto il collega Formica - che noi siamo
  contrari  ad  ogni  tentativo  di sospensione.  Noi  chiederemo  la
  verifica  del  numero legale in ogni momento, in ogni  circostanza,
  perché  pretendiamo che ognuno si assuma le propri  responsabilità
  Non facciamo da copertura a nessuno
   Se  si  verifica  -  e lei ha l'autorevolezza, il  diritto  e,  mi
  consenta,  il  dovere  di  poterlo  fare  -  la  impossibilità,  la
  impraticabilità di continuare su questo disegno di legge, lei saprà
  quale dovrà essere la decisione per evitare di offrire ai siciliani
  uno spettacolo davvero indecoroso.
   Quindi,  siamo contrari alla sospensione e siamo perché si proceda
  verificando  le  condizioni reali perché questo  disegno  di  legge
  possa essere esaminato e votato.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   signori
  Assessori,  in  questo Parlamento negli ultimi  tempi,  oltre  alle
  parole    vergogna   e   indignazione   che  ormai  sono  diventate
  ricorrenti,  c'è  anche  uno  spessore  di  ipocrisia.  Al  collega
  Cappello,  che conosce qual è la mia stima e la simpatia  nei  suoi
  confronti,  non  mi pare che le file del Movimento  Cinque  Stelle,
  anche i vostri sono sotto l'ombrellone.
   Mentre  la collega Foti fa foto all'Aula vuota per dimostrare  che
  la  casta  è  a  mare e loro sono esattamente con  le  attrezzature
  quelle  che  una  volta  si  trovavano  dietro  le  camionette  dei
  Carabinieri.  Ricordate? C'era una pala e un piccone  che  venivano
  utilizzate.  Anche  il  Gruppo  del  Movimento  Cinque   Stelle   è
  falcidiato  dal  mese di agosto così come tutti gli  altri  Gruppi.
  Oggettivamente, ci sono Gruppi completamente assenti e altri no.
   Il  tema qual è? Tutti abbiamo riconosciuto da ieri, ognuno con un
  pathos  diverso, la necessità di approvare un testo che è  composto
  da 32 articoli di cui gran parte sono pacifici.
   Ho  sfogliato  la riscrittura del Governo, tranne uno  su  cui  mi
  opporrò strenuamente che è quello di penalizzare ancora una volta i
  Comuni  e la Regione diventa  sostituto , tra virgolette, d'imposta
  perché  fa  gli ATO rifiuti anziché fare attività di controllo.  Mi
  pare  che su queste norme sono passate all'unanimità in Commissione
   Bilancio ,  hanno avuto consenso.
   Iniziamo la discussione. Quest'Aula è in condizione di farlo,  non
  mi pare

   GRECO GIOVANNI. Sei patetico

   PANEPINTO.  Onorevole Greco, patetico c'è lei che è  prezzolato  e
  sono sicuro che se le butteranno una ciambella non chiederà il voto
  segreto

   PRESIDENTE.  Evitiamo  cose  personali.  Onorevole  Panepinto,  si
  rivolga alla Presidenza per proseguire il suo intervento.

   PICCIOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PICCIOLO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   signori
  Assessori,  noi  siamo qua. Noi siamo Sicilia Futura  e  siamo  qui
  cinque  deputati su sette. Quindi, presidente Musumeci, la capisco,
  parla della maggioranza. Però, chi ha preso impegno ieri è qui. Chi
  ha parlato da questo scranno è qui. Gli assenti hanno sempre torto,
  comunque  vada  ed  a  qualsiasi  forza  politica  appartengano   e
  risponderanno alla loro coscienza ed ai siciliani. Noi  abbiamo  la
  coscienza  a  posto,  caro onorevole Greco. Noi  abbiamo  mantenuto
  l'impegno preso e siamo convinti e confido nel buon senso di  tutti
  i  colleghi  della  maggioranza ed anche  quelli  dell'opposizione,
  onorevole Cappello, che alla fine prevarrà il buon senso. Noi siamo
  qui  ed aspettiamo perché dietro di noi aspetta la Sicilia, aspetta
  la  gente  che  attende risposte da questo Parlamento,  aspetta  la
  Commissione che ha lavorato con pazienza, con onestà e con probità,
  ad una norma di buon senso che può dare risposte a questa Terra per
  delle  esigenze che sono improcrastinabili. E di questo, Presidente
  Lupo, la prego di tenere conto nella conduzione dei lavori d'Aula e
  chiedo  anche  all'opposizione visto  che,  come  dice  l'onorevole
  Panepinto,  anche l'opposizione, in questo momento, è  ridotta  nei
  ranghi,  per  ovvi  motivi, anche per scelta politica,  non  voglio
  entrare nel merito delle scelte, l'opposizione fa l'opposizione, la
  maggioranza deve fare la maggioranza, di avere un po' di tolleranza
  perché alla fine chi ci rimette è la Sicilia. Dice bene l'onorevole
  Musumeci   la responsabilità è della maggioranza . Sicuramente  sì,
  ma  la responsabilità è responsabilità, senso di responsabilità, di
  tutti, io a quello mi appello.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cimino.

   CIMINO.  Signor Presidente, come ho avuto modo anche  di  ribadire
  ieri  a  me pare di vedere una scena di tragedia quotidiana,  quasi
  pirandelliana.  Si è voluto, con la regia di qualcuno,  nei  giorni
  scorsi,  sulla  legge elettorale diluire notevolmente  i  tempi  di
  lavoro di questa Assemblea.
   E probabilmente, era cosa buona e giusta sospendere la trattazione
  della  legge  elettorale, portare in Aula ed in discussione  questi
  provvedimenti indifferibili ed urgenti che riguardano le  Terme  di
  Sciacca  e di Acireale, che riguardano i consorzi di bonifica,  che
  riguardano  il personale delle società partecipate, che  riguardano
  la  valorizzazione dei beni culturali, che riguardano  le  province
  mentre,  ancora oggi, siamo qui a fare tatticismi,  per  vedere  se
  trattarle o meno.
   Io  ritengo  che grazie al buon senso, alla maturità dei  deputati
  presenti,  si  debba  andare avanti. Il testo è stato  notevolmente
  approfondito  dalla  Commissione   Bilancio'.  Bisogna  riuscire  a
  definire  questo  testo prima della vacanza  estiva  e  sarebbe  un
  grande torto chiudere i lavori parlamentari di questa sessione  con
  la  sola  legge elettorale che, di fatto, interesserà  soltanto  le
  prossime  scadenze  elettorali e non  le  emergenze  economiche  di
  questo nostro territorio.
   Vorrei  ricordare  soltanto che deve poter  essere  per  tutti  di
  interesse fondamentale il titolo di questa legge  Disposizioni  per
  favorire  l'economia».  Ed  allora, caro  onorevole  Laccoto,  caro
  onorevole  Capogruppo,  questo testo che è  così  importante,  deve
  maggiormente  motivare  tutti  noi,  soprattutto  i  Capigruppo   a
  coinvolgere i deputati ad essere presenti ed a far notare come  mai
  ieri alcuni deputati, anche non Capogruppo, sono intervenuti per le
  dichiarazioni  di voto, per le dichiarazioni contrarie  alla  legge
  elettorale, facendoci stare qui giorni interi ed oggi, guarda caso,
  sono già in vacanza.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Fontana.  Ne  ha
  facoltà.

   FONTANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che  se  noi
  il 10 di agosto siamo ancora qui, a Palermo, a lavorare per cercare
  di  approvare delle norme che vanno in direzione del nostro  popolo
  siciliano,  ciò significhi che c'è da parte nostra tutta  la  buona
  volontà  di  lavorare ed andare avanti. Non credo ad un'opposizione
  strumentale  perché sono qui presenti ed hanno dimostrato  la  loro
  disponibilità anche con la loro presenza.
   Lo  hanno  dichiarato  anche ieri molto  chiaramente.  Registriamo
  ancora  qualche  assenza, ma credo che non sia  perché  i  colleghi
  siano  sotto  l'ombrellone, magari qualcuno non ci sarà  perché  ha
  avuto impegni presi ed assunti precedentemente, ma la maggior parte
  dei  colleghi credo che stiano per arrivare, per cui  dico  che  si
  possono iniziare i lavori.
   Questo è un disegno di legge importantissimo perché vi sono  tante
  norme  che  il  popolo siciliano e tanti lavoratori  aspettano  con
  ansia  e,  quindi,  non  possiamo tradire  la  fiducia  dei  nostri
  cittadini.
   Dobbiamo  assolutamente  iniziare  i  lavori  e  portarli  avanti,
  certamente,  con  il  rispetto delle opinioni che,  in  quest'Aula,
  verranno    fuori   da   parte   della   maggioranza,   da    parte
  dell'opposizione,  dalla  parte magari di chi,  individualmente,  a
  nome  personale  condivide  o  non condivide  perché  questa  è  la
  democrazia, però, l'importante è andare avanti ed approvare  queste
  norme.
   Noi  dobbiamo  fare  di tutto, senza strumentalizzazioni  e  senza
  cercare  scuse  per non lavorare, per cercare di  approvare  queste
  norme,  cominciando proprio da quelle più importanti, per  esempio,
  il  trasferimento - lo chiedeva anche l'assessore Lantieri -  delle
  risorse alle ex province, i consorzi di bonifica, le norme a favore
  dei   lavoratori  e  degli  agricoltori  che  aspettano  con  ansia
  l'abbattimento  delle  loro  bollette che  sono  diventate,  ormai,
  insostenibili,  le risorse destinate alle terme  di  Sciacca  e  di
  Acireale,  io  insisto  e  non è un problema  di  campanile  perché
  Acireale  non  ricade  nella  mia provincia,  ma  è  nell'interesse
  complessivo della Sicilia e delle terme in Sicilia, quindi,  non  è
  per un problema di appartenenza territoriale che lo ricordo.
   Dobbiamo  correggere anche un antinomia che è  venuta  fuori,  per
  quanto  riguarda i beni culturali, altrimenti non potranno spendere
  neppure mezzo euro, quindi, dobbiamo anche correggere questa  norma
  e  tante  altre norme che è giusto che approviamo e con  una  certa
  sollecitudine.
   Del resto sarebbe veramente sgradevole ritrovarci tutti qua a metà
  del  mese  di  agosto, a ridosso di ferragosto per  non  concludere
  nulla.
   Invece,   tesaurizziamo  questo  tempo  ed  iniziamo  a   lavorare
  seriamente.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Giacinto.  Ne  ha
  facoltà.

   DI  GIACINTO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ieri  sera
  avevamo  già dichiarato di ritornare qui stamattina alle  ore  9.00
  per iniziare l'Aula, per chiudere queste variazioni di bilancio.
   Credo  che  le variazioni di bilancio, caro collega Musumeci,  non
  interessino  solo la maggioranza, bensì i siciliani,  per  cui,  ha
  ragione nel dire che la maggioranza deve garantire il numero, però,
  ritengo  che  l'ostruzionismo,  in  questo  momento,  possa  essere
  esclusivamente contro i siciliani.
   Per  cui ritengo sia giusto chiamare i Gruppi di maggioranza e far
  in  modo che i deputati della maggioranza siano presenti poiché  le
  opposizioni, giustamente, già sono in Aula e, quindi, noi  dobbiamo
  chiamare,  a  tutti i costi, i nostri deputati di  riferimento  per
  farli venire qui.
   Io  chiedo  al Governo, così come ha chiesto, poco fa, l'onorevole
  Panepinto, di ritirare la riscrittura dell'emendamento 6.6

   GRECO GIOVANNI. Non stiamo trattando articoli

   DI GIACINTO. Sto dicendo una cosa, non stiamo trattando articoli e
  va bene, che vuole da me?
   Faccia parlare le persone, onorevole Greco Giovanni.
   Chiedo che venga ritirato perché se non viene ritirato, non so  di
  chi  è  l'idea,  ma andiamo ad incidere sul bilancio  2015,  che  è
  chiuso, pertanto i Comuni devono fare il conto consuntivo e noi  li
  andremo, eventualmente, a dissestare.
   Per  cui chiedo al Governo, e mi auguro che lo faccia, di ritirare
  l'emendamento 6.6.
   Dopodiché,   credo  che  dobbiamo  andare  avanti   nell'interesse
  esclusivo dei nostri concittadini siciliani.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Panarello.  Ne  ha
  facoltà.

   PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, naturalmente, ho
  ascoltato,  con attenzione, le opinioni, soprattutto, dei  colleghi
  dell'opposizione  che, comprensibilmente, sostengono  la  necessità
  che,  la maggioranza, sia autosufficiente se vuole portare  a  casa
  questa legge.
   E' un argomento rispettabile anche se, se ho capito bene, il testo
  uscito  dalla  Commissione è un testo al quale  ha  concorso  anche
  l'opposizione, quindi, tenuto conto delle materie che sono  oggetto
  della valutazione dell'Aula, chiedo ai colleghi dell'opposizione di
  tenere conto di quest'aspetto perché, al di là della condivisione o
  meno  di  qualche norma che pure a me sembra discutibile,  ci  sono
  misure  che  hanno un impatto sociale ed anche istituzionale  molto
  forte,  mi  riferisco alla norma che riguarda il finanziamento  dei
  liberi consorzi, dell'ex provincia.
   Dentro  questo contesto possiamo anche affrontare e  risolvere  un
  tema molto delicato che non è stato sufficientemente valutato -  mi
  rivolgo all'assessore Baccei che, comunque, ha dato atto, a  me  ed
  ai   colleghi   della  Commissione   Lavoro'  e  della  Commissione
   Bilancio'  che hanno sollevato il problema della fondatezza  delle
  nostre argomentazioni -, cioé il tema dell'assistenza ai ragazzi ed
  alle  ragazze disabili che, come è noto, era finanziato,  in  larga
  misura, dagli enti locali e, in particolare, dalla province con  la
  norma   che   abbiamo  votato  in  finanziaria,  in   maniera   non
  sufficientemente  approfondita, abbiamo determinato  la  condizione
  per  cui,  all'inizio  dell'anno  scolastico,  queste  persone  non
  avranno  alcuna assistenza perché il sistema scolastico  nazionale,
  per  quanto  riguarda  la Sicilia, come ci ha detto  la  dottoressa
  Altomonte  convocata  in Commissione, non è in  grado,  almeno  per
  quest'anno  e,  secondo  me, neanche per gli  anni  successivi,  di
  assicurare questo servizio.
   Quindi,  in  questo contesto, abbiamo, io ed altri colleghi,  anzi
  parlo  a  nome di tutta la Commissione, maggioranza ed opposizione,
  formulato   degli   emendamenti  che  consentono   alle   province,
  nell'immediato,  di  bandire  le  gare  per  potere  assicurare  il
  servizio con l'impegno assunto dall'assessore Baccei che,  in  sede
  di  assestamento di bilancio apposteremmo le somme  necessarie  per
  garantire il servizio tutto l'anno.
   L'altro emendamento che abbiamo presentato tende a sopprimere  uno
  dei  due  articoli  della   norma che abbiamo  approvato,  che  sta
  creando  molti problemi, perché nella norma abbiamo  detto  che  si
  possono  utilizzare  anche i voucher, questa  possibilità  è  stata
  ritenuta  da  molti  enti locali che non hanno  grandi  risorse  da
  destinare   a  questo  scopo  e  che  potrebbero,  quindi,   essere
  condizionati  dalle esigenze di risparmio, come  un  obbligo;  ecco
  perché  dobbiamo  intervenire  immediatamente,  per  evitare   che,
  all'inizio   dell'anno  scolastico,  non  si  eroghi  un   servizio
  essenziale  a soggetti che ne hanno molto bisogno, senza trascurare
  che,  in questo servizio, sono impiegati, da anni, numerosi  nostri
  concittadini,   anzi  numerosi  cittadini  siciliani,   che   hanno
  acquisito professionalità preziose, che rischiano di disperdersi e,
  soprattutto,  facciamo un danno ai disabili, ma anche  un  danno  a
  tanti  lavoratori  che resterebbero senza lavoro e,  quindi,  senza
  salario.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Di Giacomo.  Ne  ha
  facoltà.

   DIGIACOMO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  condivido  le
  ragioni,  anche  di  una  certa irritazione  che  serpeggia  questa
  mattina.  Vero è che gli assenti hanno sempre torto, ma  in  questo
  caso  hanno un torto doppio, giacché intenderei focalizzare il  mio
  intervento  ribadendo  le  ragioni dell'intervento  di  chi  mi  ha
  preceduto, cioè dell'onorevole Panarello.
   Presidente,  quando  affronto  degli  argomenti  ho  un  antico  e
  radicato   modo  di  comportarmi,  cioè  quello  di   guardare   il
  calendario,  se  decidessimo, oggi, di sospendere  i  lavori  e  di
  rinviare  tutto  a  settembre, deve essere nella consapevolezza  di
  questo  Parlamento  che  tutti maggioranza ed  opposizione  abbiamo
  negato il diritto allo studio a ragazzi disabili, lo abbiamo  fatto
  scientificamente, ci può essere una ragione per tutto,  ma  abbiamo
  negato  il diritto allo studio che è uno dei fondamenti diritti  su
  cui   si   basa  la  Costituzione  italiana,  anzi  nella  Pubblica
  amministrazione  negare il diritto allo studio è un  reato  penale,
  non  è  soltanto una censura di carattere politico,  non  si  fanno
  osservazioni politicamente scorrette, ma sono convinto che se tutti
  noi  avessimo  come  abbiamo in famiglia,  tra  amici,  conoscenti,
  ragazzi che hanno questa diversa abilità ed hanno bisogno di essere
  accuditi, avremmo una sensibilità particolare e speciale e  non  ci
  interesserebbe  di fare anche qualche mezz'ora o sottrarre  qualche
  ora a tanta profusione di cinismo che è stato fatto, quindi, signor
  Presidente,  siccome lei ne ha tutti i poteri,  a  prescindere  dal
  fatto che gli articoli della finanziaria 10, 20, 30 quanti sono, si
  può decidere di rinviarli, ma nessuno si allontani dall'Aula fino a
  quando  non  si  approva quella parte che consente  a  migliaia  di
  ragazzi,  bambini,  studenti disabili  di  recarsi  a  scuola  come
  cittadini di un Paese che si dice essere evoluto.
   Assessore,  il  nostro  sistema di  istruzione  non  era  l'ultimo
  d'Europa,  il  nostro welfare non era l'ultimo d'Europa  ma  stiamo
  perdendo  precipitosamente posizioni. Le cose  che  allontanano  le
  persone  dalla  politica,  dalla buona politica,  sono  queste.  La
  professione   di   ignoranza,  quando   non   si   sa   distinguere
  un'iniziativa  di  carattere legislativo che si potrebbe  benissimo
  rimandare di qualche settimana e non accade nulla. Ma quando tu sai
  che c'è un momento in cui si aprono le scuole, ci sono migliaia  di
  ragazzi che vogliono andare, come persone normali, a studiare  come
  i  nostri figli, i nostri nipoti, e glielo stiamo negando, questa è
  una vergogna
   Assessore  Baccei, la disturbo dalle sue interlocuzioni illuminate
  per  fare  un'obiezione. Sento qui serpeggiare nell'Aula  una  cosa
  sulla  quale  sono  d'accordo anch'io: se  il  MIUR,  se  l'Ufficio
  scolastico regionale, non è in condizioni di assicurare questo tipo
  di  servizio che toccherebbe a loro per legge, credo di capire  che
  l'Aula  non  sia  contraria  al fatto  che  la  Regione  siciliana,
  generosa, dia un aiuto. Ma non è che questa cosa può passare  così
  Questa  cosa  va  giocata sui tavoli romani.  Non  è  che  possiamo
  affrontare  questo  argomento con la stessa  disinvoltura  con  cui
  abbiamo   affrontato  la  quota  di  compartecipazione  al  sistema
  sanitario  regionale, dove lo Stato italiano ci ha  alleggerito  le
  casse di 700 milioni di euro l'anno per 10 anni; 7 miliardi di euro
  corrispondono esattamente ai soldi che ci vorrebbero  per  risanare
  il  Bilancio regionale. Quindi, questa cosa non è un obbligo  e  va
  giocata sui tavoli che contano attraverso quello che deve fare  con
  un  buon  esercizio machiavellico, colui il quale,  al  di  là  dei
  colori politici, difende l'interesse della propria regione.
   Noi  siamo  qui  per  questo, prima che per  difendere  il  nostro
  partito,  le  nostre  ideologie,  le  nostre  ambizioni,  giuste  o
  sbagliate che siano, dobbiamo difendere gli interessi della regione
  per  cui ci ha eletto il popolo sovrano. Quindi, signor Presidente,
  le  consiglio di fare valere tutta la sua autorevolezza e tutto  il
  suo  potere che, in questi aspetti, di calendarizzazione di  ordine
  del  giorno, sono assoluti. Noi non usciamo fuori da qui dentro  se
  non abbiamo approvato la norma per l'assistenza ai giovani studenti
  disabili siciliani.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Alongi.  Ne  ha
  facoltà.

   MUSUMECI. Intanto passano le ore

   ALONGI. No, presidente Musumeci, credo che qui nessuno voglia fare
  passare le ore.

   MUSUMECI. No, non era riferito a lei.

   ALONGI. No, la prego. Il mio intervento parte dalle ultime  parole
  espresse  dal  collega Digiacomo, dal Presidente della  Commissione
   Sanità',  quando dice correttamente:  non usciremo  da  quest'Aula
  fino  a quando non metteremo ' io aggiungo, una pezza, perché  oggi
  possiamo mettere soltanto una pezza ad un danno che quest'Aula, per
  superficialità o per altro, ha perpetrato.
   E   mi   spiego  meglio:  sull'articolo  10,  assessore  Lantieri,
  assessore  Baccei e Vicepresidente, non ci siamo  resi  conto,  per
  troppi  mesi,  del  grave  errore e del  grave  danno  che  stavamo
  facendo,  in  primis, ai disabili ed ai loro genitori,  in  secondo
  tempo  ai  lavoratori  che, per oltre un  ventennio,  hanno  svolto
  questo delicato e particolare servizio.
   L'ho urlato e l'abbiamo urlato, e mi rivolgo al collega, ma non  è
  presente,  della  V  Commissione, perché con la  prima  finanziaria
  avevamo   chiesto   noi  la  soppressione  dell'articolato   in   V
  Commissione, anzi con la finanziaria bis che avevamo fatto  per  un
  passaggio   nei  mesi  scorsi,  dopodiché  è  stata  stralciata   e
  l'articolo che abbiamo approvato, quell'articolo 10, è passato così
  tout court .
   Vorrei  essere ancora più chiaro. Il Presidente della  Commissione
   Sanità',  ha detto una cosa vera: se il Miur, se il Provveditorato
  non  riesce ed abbiamo consapevolezza che non ci sono le condizioni
  per  potere  garantire  questo servizio  attraverso  gli  operatori
  scolastici, che sia chiaro, faccio una nota perché, oggi,  lo  dico
  chiaro,  attenzione,  anche sopprimendo l'articolo  10  accadrà  un
  fatto  che  a  molti  non  deve sfuggire e lo  spiego  velocemente.
  Sopprimiamo  l'articolo 10, dobbiamo dare soldi alle  province,  le
  province  devono  fare  i  bandi di  gara,  devono  affidarlo  alle
  cooperative,   le  cooperative,  dopodichè,  devono  presentare   i
  documenti  e, forse, il servizio a novembre, a dicembre partirà.  E
  questi  ragazzi disabili, gravi, rimarranno a casa fino a dicembre?
  Passiamoci una mano sulla coscienza
   E, allora, dico con molta schiettezza, il Miur non è in condizione
  di  potere fare questo servizio. Le province, anzi, le ex province,
  oggi liberi consorzi e le città metropolitane facciano insieme alla
  Regione  un'assunzione  di responsabilità e  venga  prorogato  alle
  vecchie  operative,  almeno  fino  a  dicembre,  il  servizio,  nel
  frattempo abbiamo il tempo materiale di lavorare sull'articolo  10,
  sopprimerlo,  non sopprimerlo, trovare le risorse,  mettervi  nelle
  condizioni di capire quello che dobbiamo fare.
   Vicepresidente, questo è quello che deve fare, dal  mio  punto  di
  vista,   la  Regione e lo deve fare con autorevolezza e con  grande
  senso  di  responsabilità ed non credo che qui ci  siano  Assessori
  irresponsabili, Presidenti irresponsabili, deputati  irresponsabili
  che, giocando a scarica barile, scarichino sulla pelle di centinaia
  di  disabili la responsabilità di non fare partire questo servizio.
  Abbiate,  abbiamo un sussulto di dignità  Lo ripetiamo da settimane
  e  non voglio citare i lavoratori che sono, da mesi, qui sotto  che
  urlano per fare sentire correttamente qual è il dramma.
   Molti  lavoratori  che ho incontrato nei giorni  scorsi  mi  hanno
  detto:  Noi, i primi di settembre quando comincerà la scuola  anche
  gratuitamente  faremo  quel servizio ai ragazzi  perché  non  siamo
  disponibili  a  lasciarli da soli e ad abbandonarli .  Non  abbiamo
  compreso la gravità di questo tema
   Vi prego, vi invito ad incontrare un gruppo di questi genitori con
  quei   ragazzi   e  capirete  che  significa  lasciarli   a   casa.
  Commetteremmo un reato gravissimo, ma non un reato penale, un reato
  morale, di dignità.
   Allora,  dico  con  molta  schiettezza:  o,  oggi,  troviamo   una
  soluzione  o  da  qui non usciamo  Non faccio mai  interventi  così
  infuocati, sono sempre moderato, ma se lo faccio è perché mi  rendo
  conto  del  grave momento che stiamo affrontando e del grave  danno
  che stiamo facendo.
   A  questo aggiungo un altro tema - e mi dispiace che non ne  parli
  mai nessuno - oggi, lo dico all'onorevole Grasso che è sindaco, c'è
  un  problema  ancora  più serio e serio quanto questo.  I  disabili
  psichici  dimessi  dagli  ex  ospedali  psichiatrici  che   vengono
  assegnati   ai  giudici  tutelari,  ai  sindaci  direttamente   per
  assegnarli  alle  case famiglia. Non avvengono i  trasferimenti  da
  parte  della  Regione, perché non ci sono i soldi,  i  sindaci  non
  possono  dare  le rette. Disabili psichici dimessi  dagli  ospedali
  psichiatrici   Per esser chiari, con una responsabilità  penale  da
  parte  del sindaco che non è nelle condizioni di garantire la retta
  e,  oggi,  le  strutture  se  li  tengono  perché  non  sanno  come
  assisterli. Ma non possiamo pensare che un disabile psichico sia un
  pacco  postale  Riacquistiamo dignità politica  Riacquistiamo senso
  di responsabilità
   E,  poi,  mi  permetto  di dire, se potessi farlo,  annullerei  la
  diretta televisiva e vi spiego perché, perché invito tanti colleghi
  che  vengono  qui a parlare in continuazione che, poi, sono  quelli
  che  si  lamentano e sono quelli che bloccano i lavori d'Aula  solo
  per  trasmettere  all'esterno messaggi  di  comunicazione  deviata.
  Basta  Basta  Pensiamo al lavoro sodo, a fare leggi, a fare norme e
  a parlare meno

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare l'onorevole  Grasso.  Ne  ha
  facoltà.

   GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, non so che
  cosa  si deciderà, però, vi sono delle priorità che vanno trattate,
  oggi,  perché c'è gente che aspetta risposte per garantire  servizi
  essenziali.
   Ed,  allora,  con  molta  onestà  intellettuale,  ho  sentito  gli
  interventi  appassionati  prima, e condivido  quanto  ha  detto  il
  Presidente  della I Commissione, ma io vorrei ricordare al  Governo
  ed al PD, purtroppo, che oggi noi ci ritroviamo con il problema dei
  disabili  e  con  la  difficoltà di non  garantire  il  servizio  a
  persone,  a ragazzi, che sono più sfortunati e che hanno lo  stesso
  diritto di recarsi a scuola perché, durante la finanziaria, il PD e
  la  maggioranza  hanno approvato un emendamento dei  Cinque  Stelle
  che,  mi  dispiace  dire,  è  stata una sola  follia  prenderlo  in
  considerazione,  sostenere  cioè  che  il  personale  Ata   potesse
  sostituirsi  alle cooperative. Senza esperienza,  le  scuole  senza
  mezzi,   eppure,   nonostante   gli  interventi   dell'opposizione,
  nonostante gli interventi per andare a dire che cosa state facendo,
  state  distruggendo un altro servizio, oggi siamo qui a  correggere
  un altro danno.
   Questo dimostra che la questione non è di approvare freneticamente
  le leggi, ma o si fanno buone leggi o, altrimenti, ogni sei mesi si
  è  qui  a  correggere errori. Caro assessore, i voucher  che  tutti
  pensavano,  non  possono  essere sostitutivi  di  questo  servizio,
  perché il voucher si dà alla famiglia quando c'è un disabile, e  la
  famiglia  ha  necessità  di  avere un fisioterapista.  Ed,  allora,
  piuttosto che mandare il fisioterapista che, possibilmente,  non  è
  in  grado di eseguire quella terapia, ed allora gli si può dare  il
  voucher  e  lo  si  dà attraverso il distretto socio-sanitario,  ma
  pensare  di  utilizzare il voucher, e voi lo sapete  benissimo,  in
  sostituzione di questo servizio è pura follia.
   Quindi,  torniamo e non distruggiamo almeno quello  che  di  buono
  c'era. Questa è una cosa.
   Altro  discorso:  ieri ci siamo affannati per una  buona  riforma,
  qualcuno  ha  sostenuto, della legge elettorale. Non più  tardi  di
  dieci ore fa dicevo, mentre i Comuni dichiareranno il dissesto  voi
  vi  preoccuperete  di  come  sarà la  riorganizzazione  degli  enti
  locali.
   La  riscrittura  dell'articolo 6.6  deve  saltare,  perché  non  è
  possibile  che  i Comuni paghino un ritardo ed una inefficienza  di
  questo Governo. Vi ricordo che da due anni, da tre anni, dal  2013,
  questo  Governo non ha emanato il piano rifiuti, quindi se ci  sono
  ritardi oggi

   DI MAURO. C'è il piano rifiuti, è stato approvato nel luglio 2012,
  ma non è stato attuato

   GRASSO. Non è stato attuato il piano rifiuti, dal luglio del 2012
  L'onorevole Di Mauro rivendica l'approvazione di un piano  rifiuti.
  I  Comuni  non  se ne sono accorti  Forse oggi non  è  più  neanche
  adeguato  quel  piano rifiuti del 2012 ma, comunque,  non  è  stato
  attuato.
   I  Comuni  sono  stati nella impossibilità di poter effettuare  la
  raccolta  differenziata, e non è possibile che oggi  vengano  tolte
  risorse  ai Comuni per coprire i debiti delle Ato o per coprire  le
  spese che servono a quel sottobosco della politica. Avete rinnovato
  consigli  di  amministrazione qualche mese  fa.  Eliminiamo  quelle
  somme,  eliminiamo quei consigli di amministrazione che non servono
  e ripristiniamo le somme  e le risorse per i servizi essenziali che
  i cittadini aspettano.
   Noi  non ce ne andiamo di qua se non dopo aver saputo quali  punti
  si  tratteranno. Ed, allora, ci sono questioni che  possono  essere
  rimandate a dicembre, a settembre, e contributi che possono  essere
  erogati  a settembre, ma ci sono persone, invece, come i dipendenti
  delle  Province  o  quelli  delle partecipate,  vi  ricordo  che  i
  dipendenti di Sviluppo Italia non sono pagati da 15 mesi.
   Questa   società  è  stata  distrutta,  rappresentava   il   fiore
  all'occhiello  del piccolo credito, del famoso  prestito  d'onore'.
  Oggi,  invece, siamo qui a cercare di salvare i dipendenti,  quando
  la  società, per responsabilità precise di questo Governo, è  stata
  distrutta  soprattutto quanto si è deciso di dare  le  commesse  ad
  Invitalia buttando a mare, invece, Sviluppo Italia.
   Quindi,  Assessore, Commissione, facciamo una scaletta  di  quello
  che serve alla Sicilia e poi andiamo avanti.

   MILAZZO Antonella. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO Antonella. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
  dopo  avere fatto ieri lo sforzo sulla legge elettorale, credo  sia
  oggi più che mai necessario portare a compimento e all'approvazione
  questa  legge  che  contiene  norme importantissime  per  tutta  la
  Sicilia.
   Norme  importanti a cominciare da quella, già citata dai  colleghi
  che mi hanno preceduto, relativa ai fondi per i liberi consorzi dei
  comuni.
   Fondi  dentro  i  quali troviamo gli stipendi dei  lavoratori,  ma
  troviamo  anche servizi importantissimi per la collettività,  quali
  servizi relativi alla manutenzione, servizi che prestano ancora  le
  ex  province, in particolare - come hanno ricordato alcuni colleghi
  prima  di  me  -  quello  che  riguarda  l'assistenza  agli  alunni
  disabili,  gli  assistenti igienico-personali, gli assistenti  alla
  comunicazione.
   Sono servizi indispensabili per garantire il diritto allo studio.
   Credo  che il diritto allo studio sia imprescindibile per tutti  i
  nostri  ragazzi, e sarebbe un gravissimo errore da parte di  questo
  Parlamento   non   riuscire  a  consegnare,  all'inizio   dell'anno
  scolastico,  alle  ex province, ai liberi consorzi  dei  comuni,  i
  fondi necessari a garantire questi servizi a tutti i nostri alunni.
   Ricordo  le norme sui consorzi di bonifica, ricordo quanto  se  ne
  sia  occupata  quest'Aula e quanto siano importanti per  la  nostra
  agricoltura  i consorzi per fornire agli agricoltori l'irrigazione,
  soprattutto in questo periodo dell'anno.
   Sarebbe  gravissimo  nel mese di agosto non riuscire  a  garantire
  alla  nostra agricoltura, alle nostre coltivazioni di qualità e  di
  eccellenza  il servizio fondamentale, l'irrigazione. Ieri  qualcuno
  mi ricordava che forse i lavoratori possono anche aspettare, ma che
  le piante non aspettano.
   E' indispensabile pertanto procedere oggi per l'approvazione.
   Vorrei  fare  notare  che  norme,  che  nessuno  ha  citato,  sono
  altrettanto   importanti.  Norme  che  riguardano,   per   esempio,
  l'housing sociale, le cooperative giovanili, norme che spesso  sono
  a  costo  zero,  ma  che ci servono per rilanciare,  non  solo  per
  riempirci  la bocca di parole, ma per dare un concreto  segnale  di
  rilancio all'economia.
   Partiamo    dalle   cooperative   giovanili,   dai   finanziamenti
  sull'housing   sociale,   dall'attenzione   dedicata   all'edilizia
  convenzionata.
   Sono tutte norme fondamentali.
   Non vedo perché non dobbiamo oggi parlare delle norme necessarie a
  rilanciare la programmazione europea, le norme che servono per dare
  il   tessuto,   la   cornice   su  cui  rilanciare   quella   nuova
  programmazione europea in maniera definitiva.
   Credo   siano  tutte  ragioni  importanti,  importantissime,   per
  chiedere  all'Aula uno sforzo ulteriore - nonostante la data  e  la
  stanchezza di queste settimane - per portare avanti, per consegnare
  alla Sicilia un lavoro compiuto.
   Ripeto,   liberi  consorzi  dei  comuni,  consorzi  di   bonifica,
  attenzione   all'housing  sociale,  attenzione  alla   cooperazione
  giovanile, attenzione alla programmazione europea.
   Sono tutti elementi importantissimi.
   Sarebbe gravissimo non dare ai giovani risposte, giovani che  sono
  alunni in difficoltà, ai quali già dall'inizio dell'anno scolastico
  devono  essere  garantiti i servizi, ai nostri agricoltori  che  ci
  chiedono l'acqua per potere arrivare alla raccolta dei frutti nella
  maniera ottimale, alle scuole, ai più deboli.
   Credo,   pertanto,   che   con   uno  sforzo   possiamo   arrivare
  all'approvazione di queste norme che interessano tutti  e  che,  in
  gran  parte,  costituiscono norme a costo zero e possono  dare  una
  spinta alla nostra economia.
   Chiedo al Presidente di considerare di continuare i lavori, magari
  anche dopo una breve sospensione.

   MALAFARINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MALAFARINA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,  io
  non  prendo  la parola per guadagnare qualche minuto di  tempo  per
  proseguire  su  questa  manfrina, che mi  sembra  sinceramente  non
  accettabile.  Già  ieri avevo detto che aver messo  in  calendario,
  pervicacemente,  la legge elettorale, che ci ha fatto  perdere  tre
  giorni  di tempo, è stato un errore politico. L'ho detto  ieri,  lo
  ribadisco  oggi, ritengo che questo Parlamento debba una volta  per
  tutte avere le idee chiare ed una direzione politica delle cose  da
  farsi.
   Non  può essere questo Parlamento tacciato di aver lavorato  cento
  ore nel corso dei sette mesi precedenti e poi, nell'arco di quattro
  giorni,  cercare  di  votare un sacco che  necessariamente  poi  si
  ingolfa  e  non  produce buone leggi. Credo che  occorra  il  tempo
  necessario per riflettere sulle norme, credo che sia necessario  un
  accordo tra tutte le forze che, nel fare le leggi, devono avere  il
  loro momento di compensazione.
   Ritengo  che questa manovra finanziaria sia fondamentale per  dare
  ossigeno  a enti, comuni, lavoratori e quant'altro, per cui  io  la
  invito a procedere con l'esame dell'articolato, ad andare avanti, a
  sbrigarci,  a  fare il lavoro che questo Parlamento avrebbe  dovuto
  fare  già  qualche  giorno addietro, senza doversi  necessariamente
  affrettare  e  affollare nell'esaminare le  norme,  assumiamoci  le
  responsabilità  necessarie per portare  avanti  le  cose  che  sono
  indispensabili per la gente che aspetta delle soluzioni.
   La  legge  elettorale  non era necessaria,  questa  finanziaria  è
  indispensabile. Andiamo avanti e sbrighiamoci.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, dato  che
  questa  mattina  un  intervento non si  nega  a  nessuno,  mi  vedo
  costretta a dovere intervenire perché, purtroppo, da questo scranno
  sono state dette molte imprecisioni e lanciate accuse non sostenute
  dai fatti.
   Mi  riferisco alla vicenda dell'articolo 10. La collega  prima  ha
  detto  che  si sono commessi errori tremendi, che da qui  ci  si  è
  sbracciati,  il  collega  che prima si  è  infervorato,  dovrebbero
  andare  a vedere il resoconto di quella seduta, di quella giornata.
  Proprio  le  opposizioni che hanno parlato prima, non  hanno  fatto
  neppure un misero intervento, eppure oggi si sbracciano.
   Noi   avevamo  presentato  un  emendamento  soppressivo,  sia   in
  Commissione sia in Aula, e l'Aula ha votato contro, ma  non  perché
  noi  vogliamo che si continui, come si è fatto in tutto il  passato
  decennio,  a  non  utilizzare le somme che il MIUR  predispone  per
  l'adeguata formazione degli operatori scolastici, affinché  possano
  fornire  l'assistenza di base che è dovuta.  Noi  vogliamo  che  si
  utilizzino  le risorse che lo Stato apposta su questo settore  così
  delicato,  ma temevamo proprio quello che sta per succedere,  ossia
  che un Governo raffazzonato, che pensa solo all'ultimo alle vicende
  importanti, ai bisogni dei siciliani, voleva porre questo obbligo a
  pochi  mesi  dalla  fine dell'anno scolastico  e,  di  conseguenza,
  dell'imminente inizio di anno.
   Proprio per questo avevamo introdotto una possibilità. Infatti  si
  dice   possono ,  e  possono non mette alla gogna  nessuno.  E'  un
  paracadute  per  l'inefficienza e i ritardi  del  Governo  e  degli
  Assessori che sono investiti da queste responsabilità. Quindi  zero
  interventi  e  zero  emendamenti da  chi,  da  questo  scranno,  ha
  sbraitato, forse sollecitato da altri interessi.
   Tornando nel merito della questione, vorrei raccomandare a  questo
  Governo  e, signor Presidente, qui vorrei l'attenzione da parte  di
  tutti,  e  mi  permetto  di leggere perché non  ricordo  a  memoria
  esattamente i numeri dei provvedimenti.
   Vorrei   dire   che   qualche   settimana   fa,   lo   Stato,   il
  Sottosegretario, ha presentato uno schema di decreto  che  riguarda
  un Fondo di ripartizione - è una bella somma circa 70 milioni - per
  tutte le Regioni, affinché si possano espletare i servizi che erano
  a  carico delle Province proprio sul trasporto, sull'assistenza  di
  base e l'assistenza specialistica. Parliamo proprio dei servizi che
  interessano  i  ragazzi che frequentano le scuole  siciliane  e  da
  questo  Fondo,  secondo  lo  schema di riparto,  la  Sicilia  viene
  esclusa. La Sicilia viene esclusa da questo Fondo di riparto.
   Dai  verbali  delle riunioni, alle quali erano  presenti  anche  i
  rappresentanti della Regione siciliana, non si evince che sia stata
  posta  alcuna  questione nel merito di questa  esclusione.  Quindi,
  noi,  per il 2016, per l'anno corrente, non siamo inclusi in questo
  Fondo di riparto.
   E  allora, è forse il caso di parlare di cose serie, perché  siamo
  tutti bravi a scoprire l'acqua calda, ossia che tutti gli studenti,
  compresi  quelli  con disabilità, hanno diritto  a  frequentare  le
  scuole. Ma se da Roma ci tagliano le risorse e noi, di conseguenza,
  non  possiamo appostare le risorse, tutto quello che è stato  detto
  precedentemente è populismo. E la cosa gravissima  è  che  a  farlo
  sono   persino   i  deputati  di  maggioranza.  Prima   l'onorevole
  Digiacomo, anche lui si è scaldato, anche lui si è battuto il petto
  sui diritti degli alunni disabili.
   Signor Presidente, tutto questo diventa urticante se a dirlo  sono
  i  deputati  della maggioranza. Perché voglio ricordare che  questa
  simbiosi  PD  in  Sicilia e PD a Roma, per la  Sicilia,  in  questi
  ultimi  anni,  è diventata nefasta. Siamo soggetti continuamente  a
  vere e proprie esclusioni senza giustificazioni da tutto quello che
  sono  i riparti per le somme utili, proprio in questo caso, ripeto,
  al    trasporto,    all'assistenza   di   base   e   all'assistenza
  specialistica.  A  tale  scopo abbiamo  presentato  un  ordine  del
  giorno.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
  noi  come  avevamo  promesso siamo oggi qua  in  questa  Aula  semi
  deserta.  E  siamo qua in questa Aula semi deserta, perché  avevamo
  detto  che  la nostra volontà non era tanto guardare a norme  della
  casta,  norme  elettorali  che  a poco  servono  alla  Sicilia,  ma
  guardare  invece  più alle norme finanziarie, a  quelle  norme  che
  riguardano   segmenti  produttivi  della  società  siciliana,   che
  riguardano  disoccupati,  inoccupati,  che  riguardano   gli   enti
  vigilati,   partecipati.  Insomma,  che  riguardano   segmenti   di
  sofferenza di questa Terra.
   E  Forza Italia, così come aveva annunciato e promesso, è presente
  quasi al completo oggi. Ci sono soltanto due assenze ma che sono il
  frutto di impegni fuori, è il 10 agosto.
   Ciò  che  rileviamo, però, è che i banchi della  maggioranza  sono
  completamente  vuoti.  Noi stiamo contribuendo  a  consentire  alla
  maggioranza di arrivare. Ma non mi pare che oggi ci sia particolare
  clima. Ciò nonostante noi ancora staremo qua, certo dovremmo capire
  per quanto.
   Ma,  entrando nel merito della questione, Forza Italia oggi è  qua
  perché  vuole  tentare  di fare alcune norme che  correggano  delle
  storture  della  maggioranza, di questa  maggioranza,  ad  iniziare
  dalla  soppressione  del servizio di assistenti  ai  disabili,  che
  questa maggioranza in maniera protorbia ha voluto abolire. E lo  ha
  fatto  -  lo  voglio dire anche - in un accordo che c'è  stato  tra
  Partito  Democratico e Movimento Cinque Stelle. E noi ve lo avevamo
  detto  che era un errore madornale procedere con quell'articolo  10
  della legge 8/2016.
   Oggi però, onorevole Cordaro, tutti sono qua a battersi il petto e
  dire che è una vergogna. Onorevole Alongi, lei ha gridato tanto  da
  questo   pulpito,  ma  il  suo  partito  è  stato  complice   della
  soppressione di quel servizio, ed abbiamo lasciato a casa  duecento
  assistenti  igienico personali, ma soprattutto - e cosa  ancor  più
  grave  -  abbiamo  interrotto un servizio che riguarda  cinquecento
  disabili in Sicilia.
   Allora, noi lo vogliamo dire con tutta franchezza. Ci sta bene che
  dobbiamo  dare i soldi ai liberi consorzi, assessore  Lantieri,  ma
  prima  di  tutto per noi diventa pregiudiziale dare e  appostare  i
  soldi per gli assistenti igienico e personali. E c'è un emendamento
  di   Forza   Italia,  di  tre  milioni  di  euro,   e   assieme   a
  quell'emendamento  ci deve essere necessariamente  la  soppressione
  dell'articolo 10.
   Se c'è questo noi andiamo avanti, diversamente - ve lo diciamo già
  da  subito  -  se  voi volete farvi altri ragionamenti,  marchette,
  prebende  a  questo  deputato, altre prebende  all'altro  deputato,
  togliamo subito le tende ed andiamo a casa, perché Forza Italia non
  è  disponibile  ad  accettare ed a sostenere alcun  tipo  di  legge
  mancia  nei  confronti di qualunque e di chiunque dei  parlamentari
  presenti,  o  di  settori di interessi non  produttivi  per  questa
  isola.
   Noi lo diciamo con chiarezza, siamo qua, ma siamo qua a difesa,  a
  sostegno  degli  interessi  reali della  gente.  Siamo  a  sostegno
  altresì dell'agricoltura. Noi siamo perché ai consorzi di bonifica,
  non  in  quanto  tali, ma come strumento positivo dell'agricoltura,
  possano essere garantiti quel sostegno economico, perché si riavvii
  e continui quel percorso di razionalizzazione degli stessi enti che
  da  carrozzoni  via  via  stanno diventando  strumento  proficuo  a
  sostegno  di  questa  agricoltura che, oggi,  rappresenta  l'ultimo
  baluardo  dello sviluppo di quella piccola ricchezza che rimane  in
  Sicilia.  Allora è chiaro, noi siamo altresì convinti che  dobbiamo
  sostenere quest'altro segmento.
   Avevamo   detto,  altresì,  sui  Comuni,  e  sui  Comuni  dobbiamo
  ritornare,  perché  sui  Comuni  non  possiamo  noi  scaricare   le
  inefficienze di un Governo che non è amico sicuramente dei  Comuni.
  Lo ha dimostrato ieri, lo ha dimostrato l'altro ieri, l'anno scorso
  e  sino  all'approvazione  della legge  elettorale  addirittura.  I
  Comuni, a cui non viene data la certezza dei trasferimenti  sino  a
  ieri  invece  li ripaghiamo come? Col ricatto e con la  coercizione
  nei  confronti dei sindaci, avendo inserito un comma  che  potrebbe
  essere   interpretato  -  a  mio  avviso  non  viene   interpretato
  Presidente Musumeci - ma un comma col quale addirittura,  nel  caso
  di  mancata approvazione dei bilanci, può essere determinata per  i
  sindaci   anche  la  decadenza,  come  conseguenza   coercitiva   e
  ricattatoria della politica con la  p  minuscola.
   Ed  allora,  sulla  scorta  di questi ragionamenti,  noi  possiamo
  aspettare.  Siamo  qua.  Aspettiamo  un'altra  ora.  Mi  pare  che,
  comunque,  i  banchi siano tutti vuoti. Se oggi  votassimo  per  la
  mozione  di  sfiducia  e per mandare a casa il  Governo,  noi  oggi
  vinceremo.
   Mi  pare  molto  chiaro.  Forse anche qualcuno  della  maggioranza
  voterebbe  contro,  però questo è un altro tema,  non  lo  vogliamo
  affrontare.
   Noi la nostra buona volontà la vogliamo mettere, ma vogliamo anche
  capire  sino  a  che punto arriva la tracotanza e la sciatteria  di
  questo  Governo, di questa maggioranza targata PD, che ha anche  la
  targhetta UDC, e che ha il servilismo dell'NCD.
   Diteci cosa volete fare  Dopo di che siamo pronti a continuare.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor presidente, onorevoli colleghi, assessori,  siamo
  qui  come  forza di opposizione responsabile dalle 9.00  di  questa
  mattina.
   Mi  pare  di  scorgere  pochi  posti  occupati  nei  banchi  della
  maggioranza. Presidente Lupo, noi dobbiamo cominciare a votare.
   Io le chiedo, quindi, di attenersi al Regolamento, di cominciare a
  votare  perché, se il numero legale c'è, posto che noi  siamo  qui,
  andiamo  avanti.  Se  il  numero legale  non  c'è,  al  di  là  del
  ragionamento  dell'onorevole Falcone, che condivido pienamente  nel
  merito,  intanto è un problema di metodo. Non possiamo aspettare  i
  deputati  della  maggioranza  tutto  il  giorno,  senza  sapere  se
  qualcuno  di costoro verrà. E' necessario che cominciamo a  votare,
  dopo di che ciascuno si assuma le sue responsabilità.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, mi sembra che anche il  dibattito
  di  questa mattina ha ripetuto la discussione che c'è stata ieri in
  quest'Aula.
   Non ci sono elementi di novità. Ieri l'Aula si è determinata, dopo
  il  confronto che il Presidente dell'Assemblea ha voluto  attivare,
  ad  andare  avanti  con la seduta di oggi per  lo  svolgimento  dei
  lavori  relativi al disegno di legge 1214, ha deciso di  proseguire
  sull'intero testo.
   Non credo sia opportuno sospendere la seduta perché se non c'è  il
  numero  legale  ora,  il  numero legale, come  sapete,  si  dà  per
  presupposto  fino a prova contraria, non credo che le cose  possano
  cambiare  da qui ad un'ora, un'ora e mezza, considerato che  l'Aula
  era convocata per le 9.00 e sono già le 11.00.
   Certamente,  se  nel  corso dei lavori, quindi passando  all'esame
  dell'articolato,  dovesse palesarsi che  manca  il  numero  legale,
  applicheremo   il   Regolamento,  sapete  qual  è   la   previsione
  regolamentare.
   Voglio  anche  ricordarvi,  ovviamente,  che  non  avrebbe   senso
  proseguire semplicemente con l'approvazione di qualche articolo, in
  mancanza  del numero legale perché poi, comunque, per approvare  la
  legge, col voto finale è necessario avere il numero legale.
   Per  ultimo,  e  mi  sembra  che sia un  fatto  molto  importante,
  considerati  anche  alcuni temi che qui sono stati  richiamati  nel
  corso  del  dibattito,  mi corre l'obbligo  di  ricordarvi  che  la
  Conferenza dei presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi il  13
  luglio,  ha  deciso che la corrente sessione estiva  avrebbe  avuto
  termine  il  10  agosto 2016, cioè oggi, e che  l'Aula  si  sarebbe
  nuovamente riunita il 13 settembre successivo.
   Questo  lo dico, anche ai fini, di un eventuale rinvio che dovesse
  derivare dalla mancanza del numero legale

   GRECO GIOVANNI   Signor presidente, per evitare richiediamo subito
  il numero legale.

   PRESIDENTE. Onorevole, il numero legale lei ha diritto a chiederlo
  quando si passerà al voto di un eventuale emendamento, di un testo.
  E' un suo diritto.


   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo
       Seguito della discussione del disegno di legge n. 1214/A

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                             <<Articolo 2.
              Complessi termali di Sciacca e di Acireale

   1.  Al  fine  di  portare progressivamente ad  unità  i  complessi
  termali di Sciacca e Acireale, la Regione siciliana, per consentire
  la programmazione e l'attuazione di interventi speciali di sviluppo
  del  turismo termale finalizzati alla promozione economica ed  alla
  coesione sociale e territoriale, è autorizzata all'acquisto di beni
  immobili  e  di  diritti reali su beni immobili di proprietà  delle
  società   Terme  di Acireale S.p.A.  e  Terme di  Sciacca  S.p.A. ,
  entrambe in stato di liquidazione.

   2.  Per le finalità di cui al comma 1, il Ragioniere generale, nel
  rispetto  delle  disposizioni di cui all'articolo  62  del  decreto
  legislativo  23  giugno 2011, n. 118, è autorizzato, nell'esercizio
  finanziario  2016,  ad  effettuare operazioni  finanziarie  per  un
  importo non superiore complessivamente a 18.900 migliaia di euro.

   3.  Agli oneri derivanti dalle disposizioni del presente articolo,
  quantificati in 1.296 migliaia di euro per l'esercizio  finanziario
  2017 ed in 1.184 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2018,
  si  provvede  a  valere  delle  disponibilità  della  Missione  50,
  Programma 2, capitolo 900003, per il rimborso della quota  capitale
  e  della  Missione 50, Programma 1, capitolo 214903  per  la  quota
  interessi, così come specificati nella tabella sottostante:

         ANNO      INTERESSI      CAPITALE
         2017      euro           euro 640.677,96
                 655.119,92
         2018      euro           euro 640.677,96
                 542.974,50

   4.  Al  bilancio della Regione per l'esercizio finanziario 2016  e
  per il triennio 2016-2018 sono apportate le seguenti variazioni per
  gli importi, in migliaia di euro, di seguito specificati:

                                         Anno 2017   Anno
                                                    2018
        Missione   50,  Programma   2,   +641        +641
      capitolo 900002
        Missione   50,  Programma   1,   -641        -641
      capitolo 214903

   5.   L'Assessorato  regionale  dell'economia  può   concedere   in
  concessione  la  coltivazione del giacimento in uno,  con  tutti  o
  parte  dei  beni  immobili afferenti il complesso  termale  facenti
  parte  del  patrimonio indisponibile della Regione  siciliana,  per
  venticinque  anni al comune nel cui territorio ricade il  complesso
  termale  per lo sfruttamento diretto o attraverso soggetti  con  le
  caratteristiche  di  cui al presente articolo, da  selezionare  con
  procedure di evidenza pubblica.>>.

   Comunico  che  all'articolo  2  è stato  presentato  l'emendamento
  soppressivo 2.1, a firma dell'onorevole Greco.

   GRECO GIOVANNI. Chiedo la verifica del numero legale.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, capisco che  stiamo
  passando dalle parole ai fatti.
   L'articolo 2 riguarda le iniziative concernenti il complesso

   FORMICA. Ma di che parla  C'è una richiesta di verifica del numero
  legale.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cimino, c'è una richiesta di  verifica  del
  numero legale.

   CIMINO.  Onorevole  presidente Musumeci voglio proprio  creare  le
  condizioni  per  una maggiore attenzione perché  l'onorevole  Greco
  Giovanni,  sta chiedendo il voto segreto in un momento  in  cui  la
  maggioranza è assente

   PRESIDENTE. Onorevole, scusi, c'è una richiesta di numero  legale,
  l'intervento non è pertinente.
   Verifichiamo se la richiesta di numero legale è sostenuta.


   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo
                Richiesta di verifica del numero legale

                   (La richiesta risulta appoggiata)

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,  invito  gli onorevoli deputati a  registrare  la  loro
  presenza con la scheda di votazione.
   Chiarisco  le  modalità di registrazione: il deputato  può  pigiare
  qualunque tasto.
   Dichiaro aperta la verifica.
   L'onorevole Turano fa presente che non si attiva la tastiera.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la verifica.
   Anche quella dell'onorevole Turano ha funzionato.
   Prendiamo  atto  che  manca  il  tesserino  ma,  comunque  sarebbe
  ininfluente.

                       Risultato della verifica

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti      24

   L'Assemblea non è in numero legale; pertanto, la seduta è rinviata
  di un'ora.
   L'Assemblea è aggiornata alle ore 12.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 11.02, è ripresa alle ore 12.02)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo
                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo, per oggi, l'onorevole
  Lombardo.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo
     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                1214/A

   LANTIERI,  assessore  regionale  per  le  autonomie  locali  e  la
  funzione pubblica. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica..  Intervengo per dire due cose. Prima di tutto  nel  voto
  elettronico   precedente   non  risultava   la   mia   presenza   e
  dell'onorevole  Correnti,  chiedo  gentilmente  di  correggere   il
  risultato   della  votazione.  Poi,  vorrei  chiedere   gentilmente
  all'Aula  per  le motivazioni dette ieri nella legge  stralcio,  di
  fare  il  prelievo  sulle province perché se l'Aula  non  riesce  a
  trovare  un  accordo  - per vari motivi, non  voglio  discutere  le
  motivazioni -, però, ripeto, chiedo gentilmente il prelievo per  le
  ex province perché non hanno la possibilità di mettere una pezza al
  bilancio,  perché non hanno la possibilità di rinnovare i contratti
  ai  lavoratori a tempo determinato. Ci sono le province al disastro
  sociale.  Lo  chiedo  gentilmente per la  responsabilità  di  tutta
  l'Aula.
   Ieri  si  è  parlato, insistentemente da parte di tutti  i  Gruppi
  parlamentari,  della  responsabilità che  la  Sicilia  brucia,  dei
  disoccupati,  del  problema delle ex province. Perciò,  adesso,  mi
  appello  alla  generosità dei deputati che sono  in  Aula  -  e  li
  ringrazio sempre per essere qua e non essere in giro in vacanza  -,
  invitandoli,  almeno a concludere l'argomento province  perché  qua
  adesso,  Presidente,  si riprenderà con le  dichiarazione  in  Aula
  senza produrre nulla.

   PICCIOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha facoltà. C'è una richiesta di  stralcio  fatta
  dall'assessore Lantieri relativa all'articolo 5.

   GRECO  GIOVANNI. Eravamo in votazione. Dobbiamo vedere se  c'è  il
  numero legale.

   PICCIOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PICCIOLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   solo   per
  accettare, come subordinata, per quanto riguarda il nostro  Gruppo,
  la   proposta  dell'assessore  Lantieri.  Mi  sembra  una  proposta
  ragionevole,  di buon senso, che tutela i lavoratori e  che  l'Aula
  deve   tenere   in  considerazione,  anche  come  subordinata.   La
  Commissione dovrà esprimersi su questo argomento, secondo me, che è
  molto  spinoso,  ma  che potrebbe rappresentare una  prospettiva  e
  possibilità  per  i  lavoratori. Vi prego, quindi,  di  tenerla  in
  considerazione, come Gruppo parlamentare.

   PRESIDENTE.  Siccome  è  presente anche  il  vicepresidente  della
  Regione,  l'assessore Lo Bello, nonché l'Assessore per  l'economia,
  che  è competente sul disegno di legge n. 1214/A, vorrei sapere  se
  la   richiesta  formulata  dall'assessore  Lantieri,  di   stralcio
  soltanto  dell'articolo  5,  è  condivisa,  ovviamente  dall'intero
  Governo,  cioè  se  il Presidente della Regione nella  persona  del
  Vicepresidente  ritiene  di  farla  propria.  Dopodiché,   dobbiamo
  riprendere  dall'emendamento 2.1, però,  se  c'è  una  proposta  di
  stralcio  e  l'Aula decide per alzata e seduta, se  la  proposta  è
  accolta  si  procede  allo stralcio, se è  respinta  a  quel  punto
  riprendiamo dall'emendamento 2.1.  Prima ascoltiamo il Governo.

   LO BELLO, vicepresidente della Regione. La proposta è accolta.

   FORMICA. Metta ai voti lo stralcio.

   MUSUMECI. Siamo in sede di votazione, se dà la parola non  andiamo
  avanti.

   PRESIDENTE.  Sulla  proposta di stralcio  vorrei  sentire,  se  lo
  ritenete opportuno, mi sembra utile, almeno i Presidenti dei Gruppi
  parlamentari, così poi decidiamo.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  mi  permetto  di
  fare  una  proposta un attimo diversa che può arrivare allo  stesso
  risultato. Piuttosto che di stralcio parlerei di prelievo. Partiamo
  dall'articolo 5 relativo alle province, fermo restando che è nostra
  volontà, ve lo dico, di andare avanti, quindi iniziamo l'articolo 5
  perché  è la prima emergenza per quanto riguarda le province  ed  i
  disabili con le cose che ci siamo detti. Questo sarà il primo banco
  di  prova su cui ci confronteremo. Dopodiché, si continua, possiamo
  ritornare all'articolo 1 o continuiamo dall'articolo 6. Decideremo,
  poi,  insieme cosa fare. Per cui, anziché la proposta di  stralcio,
  che è pericolosa perché c'è il rischio di creare confusione, perché
  sentendo l'Aula, mi pare che ci siano delle difficoltà, preleviamo,
  partiamo dall'articolo 5 e continuiamo, se siamo d'accordo,  con  i
  successivi  articoli.

   PRESIDENTE.  Lei, quindi, non è favorevole allo stralcio,  propone
  di   accantonare  gli  articoli  1,  2,  3  e  4  e  di  cominciare
  dall'articolo 5. Ho capito bene?
   Avrete modo di esprimervi. Chi vuole, può esprimersi al microfono.

   MUSUMECI. Noi siamo favorevoli solo allo stralcio.

   FORMICA. Noi siamo favorevoli solo allo stralcio.

   PRESIDENTE.  Gli  onorevoli  Formica   e  Musumeci  dichiarano  di
  essere  favorevoli solo allo stralcio. Grazie.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  Assessori,  mi
  auguro  che  su  questa  travagliata  manovra,  già  bastonata  dai
  giornali
   Presidente,  la prego di aiutarmi: se iniziamo con la  trattazione
  degli  articoli,  credo  che  verificheremo  quali  articoli  vanno
  accantonati  e  quali  si  approvano.  Se  c'è  una  volontà  della
  Presidenza  di fare lo stralcio, assessore Lantieri,  del  Governo,
  direi  che  rischiamo di perdere un'altra giornata  a  decidere  se
  dobbiamo fare lo stralcio, se andiamo a saltare, se andiamo con  il
  sorteggio,  anche perché qualcuno mi dovrebbe dire  quali  sono  le
  norme più importanti su cui dovremmo concordare tutti.
   Per  cui,  Presidente,  l'onorevole Cimino,  nel  suo  intervento,
  precedente  ha  notato, possibilmente si sbaglia,  che  in  qualche
  maniera, ogni qualvolta si prende la velocità per approvare  questo
  testo, intervengono fattori estranei e ci blocchiamo.
   Ora  lo stralcio. Il Governo avrebbe potuto farlo stamattina  alle
  ore 9.00 lo stralcio, seppure c'è stata la proposta dell'Assessore.
   Presidente, siccome ieri l'Aula si è pronunciata, non penso che si
  possano  cambiare le regole del gioco e ricominciare. C'è stata  la
  verifica del numero legale ed abbiamo superato anche questa, perché
  mi  pare  che  l'Aula  sia in condizione di  reggere  con  la  sola
  maggioranza o con i soli che vogliono votare.
   Iniziamo  dall'articolo  1, dopodiché ci affidiamo  a  lei,  sulla
  capacità  che  non  manca  alla  sua  Presidenza  ,  in   modo   da
  velocizzare, senza impedire il dibattito, su articoli  che  possono
  essere di eccessiva conflittualità, però, iniziamo. E' da ieri sera
  che avremmo potuto iniziare.
   Una  cosa  deve essere chiara: per quanto mi riguarda, credo  che,
  alla  fine, siamo nelle mani del destino, oggi.Se il destino  vorrà
  che  approviamo  questo testo lo si approverà,  ma  se  gli  uffici
  speciali  che  intrecciano le fila di questo  Parlamento  e  stanno
  nell'Olimpo  hanno  deciso  di  non farlo,  facciamolo  subito,  ma
  iniziamo.  Sono 32 articoli di cui 28 sono, come dire, nemmeno  con
  emendamenti  che  modificano o sostitutivi o  aggiuntivi.  Ci  sono
  degli  emendamenti del Governo di riscrittura, iniziamo a lavorare,
  Presidente,  altrimenti  la rappresentazione  che  diamo  è  di  un
  Parlamento che litiga pure su come iniziare i lavori.
   Il  Governo ha chiesto lo stralcio. La proposta, dal mio punto  di
  vita,  non  è  accoglibile.  Iniziamo dall'articolo  1  ed  andiamo
  avanti.

   VINCIULLO,  presidente  della Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi, Assessori,  parlo  non  a  titolo
  personale, evidentemente, ma della maggioranza della Commissione.
   E'  nostro  intendimento rispettare l'ordine del giorno.  L'ordine
  del giorno prevede l'approvazione di tutto il disegno di legge, non
  è  previsto  lo  stralcio.  Nel caso in cui  si  volesse  procedere
  diversamente rispetto a quanto è stato concordato con i  Capigruppo
  non  mancherà  a  lei,  Presidente,  di  convocare  nuovamente   la
  Conferenza  dei Capigruppo perché solo i Capigruppo e la Conferenza
  possono mutare l'ordine che è stato deciso.
   Presidente,  credo  che  abbiamo  superato  ampiamente  il  numero
  legale.  I  problemi che vengono esposti sono tutti seri perché  ci
  sono  i ragazzi diversamente abili, ci sono le province, ci sono  i
  lavoratori,  ci sono i consorzi di bonifica, ci sono delle  risorse
  che  rischiamo di essere definitivamente perse per la  Sicilia,  ci
  sono le cooperative giovanili. Sono tutte cose urgenti.
   Per  questo, Presidente, abbiamo lungamente discusso, circa 3 ore,
  quindi,  passiamo a votare, così come è giusto che sia in tutte  le
  democrazie.  Vi sono delle proposte che possono essere approvate  o
  bocciate ma non possiamo continuare ad avere paura di votare.
   Dobbiamo votare
   Dobbiamo  votare subito a cominciare dal primo articolo fino  alla
  fine.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a parlare l'onorevole  Anselmo.  Ne  ha
  facoltà.

   ANSELMO.  Signor  Presidente, stiamo assistendo  ad  un  dibattito
  surreale  visto  e considerato che  mi pare che questa  domanda  su
  cosa  fare sulle variazioni di bilancio sia stata posta ieri  sera,
  dopo  l'approvazione della legge elettorale, e l'Aula  si  era  già
  espressa per andare avanti su tutto il testo delle variazioni.

   MUSUMECI. Voi non c'eravate stamattina

   ANSELMO. Presidente Musumeci, ieri sera eravamo qui. Non  vedo  il
  motivo,  per  cui la proposta dell'Assessore di uno  stralcio,  per
  quanto mi riguarda, non è assolutamente contemplabile.
   Si  deve andare avanti e si deve andare avanti su tutto il disegno
  di legge delle variazioni.
   Non  ripeterò  quanto  ha  detto  il  presidente  Vinciullo  sulle
  necessità e sulle urgenze che ci sono in tutto il disegno di legge.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare l'onorevole  Maggio.  Ne  ha
  facoltà.

   MAGGIO.  Signor Presidente, torno ad esprimere le perplessità  che
  ho  manifestato  ieri sera sulla possibilità di  portare  in  porto
  tutto il disegno di legge.
   Siccome  sono  molto preoccupata per alcune priorità,  per  alcune
  urgenze, che sono quelle attraverso le quali dobbiamo dare risposte
  a  coloro  che si trovano davvero in grande difficoltà, accetto  la
  proposta dell'assessore Lantieri.
   Dovrebbe   riunirsi  la  Conferenza  dei  Presidenti  dei   Gruppi
  parlamentari, secondo me, per fare una valutazione sulle  cose  che
  sono davvero più urgenti.
   Tutto il resto, all'interno di questo disegno di legge, che non  è
  così urgente, può andare benissimo a settembre.

   MILAZZO GIUSEPPE. L'altra faccia del PD

   MAGGIO.  La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari  può
  individuare  le  priorità che sono i trasferimenti  alle  province,
  alle  partecipate  e soprattutto la possibilità di  dare  immediate
  risposte  ai disabili delle province ed ai lavoratori che  lavorano
  nel settore.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Turano.  Ne  ha
  facoltà.

   TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'Aula dà il meglio
  di se verso le ore 12.
   Ieri  sera, inopinatamente, Presidente, ha rinviato la seduta alle
  ore 9.00 ed a quell'ora c'era un clima diverso.
   Il  problema è capire cosa succeda dalla sera alla mattina e  cosa
  succeda dalle ore 9.00 alle ore 12.00.
   Abbiamo appena finito di chiedere ai colleghi dell'opposizione  un
  loro  aiuto perché si potesse tenere il numero legale in  Aula  per
  fare il disegno di legge.

   PRESIDENTE. Onorevole Turano, la invito a pronunciarsi a favore  o
  contro  la  proposta  di  stralcio  del  Governo.  Non  apriamo  un
  dibattito su altri temi.

   GRECO  GIOVANNI. L'ha già aperto lei, Presidente, il  dibattito  e
  non poteva aprirlo  Doveva vedere prima se c'era il numero legale e
  poi apriva il dibattito

   PRESIDENTE.  Sulla  proposta di stralcio è mio  dovere  sentire  i
  Capigruppo.

   TURANO. La legge elettorale ieri è stata superata.
   Oggi, abbiamo le variazioni di bilancio.
   Ieri  abbiamo  detto tutto il giorno che la legge  elettorale  non
  andava  fatta  perché andavano fatte le variazioni. Oggi,  dobbiamo
  fare  le  variazioni e diciamo che non dobbiamo farle più, dobbiamo
  farne un pezzo.
   Diciamo una sola cosa

   MUSUMECI. C'è una proposta del Governo  Non potete fare  finta  di
  niente

   PRESIDENTE.  Onorevole Turano, si pronunci a favore  o  contro  la
  proposta di stralcio del Governo.

   TURANO.  Presidente, sono contro la proposta del Governo.  Sono  a
  favore sul fatto che si continui a lavorare sul disegno di legge.

   PRESIDENTE.  L'onorevole  Turano  esprime  parere  negativo   alla
  proposta di stralcio.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha facoltà.
   Onorevoli colleghi, vi invito a pronunciarvi a favore o contro  la
  proposta  dell'Assessore,  dopodiché verificheremo  se  il  Governo
  mantiene  o  meno la proposta e la mettiamo ai voti  per  alzata  e
  seduta, come prevede il Regolamento interno dell'Assemblea.

   CORDARO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Assessori,  mi
  pronuncerò  alla fine del mio intervento, però, non posso non  fare
  una  breve  premessa  su quello che è accaduto negli  ultimi  dieci
  minuti in quest'Aula.
   Noi  abbiamo  assistito ad un eminente rappresentante del  Governo
  regionale  che ha fatto una proposta di stralcio, una  proposta  di
  stralcio che riguardava l'articolo sulle province (o ex tali),  poi
  h  intervenuto  il Capogruppo del PD ed ha affermato che  bisognava
  andare avanti ed approvare tutta la legge, dopodiché è intervenuto,
  a  stretto giro di posta, l'onorevole Maggio del PD ed ha  chiesto,
  invece,  di  non  fare tutta la legge, ma di fare soltanto  quattro
  articoli, infine, è intervenuto il Capogruppo dell'UDC ed ha detto,
  invece,  che  bisogna  andare avanti e  soprattutto  lui  è  contro
  l'indicazione del Governo. La cosa più clamorosa, ammesso che ce ne
  sia  una  più  clamorosa  di  un'altra, perché  fate  semplicemente
  piangere,  perché  i  siciliani non ridono,  è  che  il  Capogruppo
  dell'UDC ha chiesto addirittura l'aiuto all'opposizione, che è  qui
  responsabilmente dalle nove di questa mattina e che aspetta che  vi
  mettiate d'accordo all'interno della maggioranza, se fare una legge
  in un modo oppure in un altro.
   Ma dove eravate quando vi abbiamo chiesto di fare insieme la legge
  elettorale? Apro e chiudo parentesi: avevate la maggioranza?  Oggi,
  che  è  successo? Oggi, che ci sono norme che riguardano i  bisogni
  dei siciliani avete bisogno dell'opposizione.
   In conclusione, Presidente, è possibile che dopo che interviene il
  Capogruppo del PD, interviene un altro deputato del PD  a  dire  il
  contrario  di quello che ha detto? Ma veramente ritenete  che  noi,
  opposizione responsabile, possiamo continuare ad apprezzare  questo
  gioco ridicolo di un Gruppo che dovrebbe gestire quest'Aula essendo
  il più rappresentativo e si comporta in questo modo? Ma i siciliani
  vi guardano e soprattutto ci guardano, per quello che mi riguarda.
   Presidente  Lupo, non le dirò se sono d'accordo con lo stralcio  o
  meno,  io mi sono già pronunciato ieri sera, dicendo che per me  si
  deve  fare  tutta  la legge. Non ci sono bisogni  di  serie   A   e
  bisogni  di  serie   B ,  però  apprezziamo  un  fatto  altrettanto
  importante,   le   vostre  crepe,  le  vostre  beghe,   le   vostre
   manciugghie ,  non ci interessano  Risolvetevele, convocatevi  una
  bella  direzione di partito e risolvetele fra di voi   I  siciliani
  non   ne  possono  più   Risolvetelo  questo  problema  di  Gruppo,
  onorevole Sammartino.

   PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, il suo pensiero è stato chiaro.

   CORDARO. Capisco, Presidente, che queste parole le fanno male, lei
  che è uno dei pochi politici

   PRESIDENTE.  Siccome dall'opposizione, giustamente, è stato  fatto
  presente  che  non  possiamo  riaprire  un  dibattito,  ci   stiamo
  pronunciando a favore o contro la richiesta di stralcio.

   GRECO GIOVANNI. Dopo un'ora se n'è accorto

   CORDARO.  Comunque,  ribadisco il concetto  di  ieri  sera,  e  la
  promessa  dell'onorevole Sammartino di risolvere  il  problema  del
  Gruppo PD.

   PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.

   FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, come avete
  notato  noi ieri c'eravamo, ci siamo anche oggi, ci siamo messi  un
  po' da parte, abbiamo preso atto che se c'erano i numeri era giusto
  andare avanti.
   Presidente, lei era qui stamattina e c'era il vuoto cosmico.  Ieri
  mattina c'era il vuoto cosmico, sabato mattina altrettanto,  eppure
  assistiamo a questo teatrino - perché purtroppo di questo si  parla
  -, ci sono troppe correnti, chiudetele queste porte nel PD
   Come  ha  detto prima l'onorevole Cordaro: ma è possibile  sentire
  l'Assessore,  che  con  senso  di responsabilità  chiede  all'Aula,
  ringraziando i presenti, di fare qualcosa di inderogabile  e,  poi,
  assistiamo al Capogruppo che vuole fare tutto, la Presidente  della
  Commissione che dice di fare qualcosa, eccetera? Signori, la  botte
  piena  e  la moglie ubriaca non si può avere quando a parlare  sono
  gli scranni vuoti che parlano di più di quelli che sono occupati.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Foti,  invito  anche  lei  gentilmente   a
  pronunciarsi a favore o contro la proposta di stralcio.

   FOTI.  Dato  che  c'è questa richiesta che, veramente,  arriva  da
  tutti  i Gruppi, comunque questa è l'unica richiesta condivisa.  Si
  faccia lo stralcio sulle province, si dia un attimo questa risposta
  e,  poi,  gli altri punti che non sono cosa da niente, ci sono  dei
  passaggi che ci impegnano, li discutiamo a settembre. Mi sembra che
  ormai sia palese.

   PRESIDENTE. Dagli interventi sono emersi orientamenti favorevoli e
  contrari  alla  proposta di stralcio. L'unico modo  che  ha  questa
  Presidenza  è  di chiedere al Governo se ribadisce la  proposta  di
  stralcio.  Se la proposta è confermata la pongo in votazionei,  per
  alzata  e seduta. Chiedo all'assessore Lantieri se mantiene la  sua
  proposta.

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la richiesta fatta
  da  me  per  le  province  non  è una richiesta  fatta  per  motivi
  personali  e tutti lo avete capito. La drammaticità delle  province
  perché c'è il bilancio eccetera, eccetera, l'ho spiegato ieri e non
  vi vorrei annoiare di nuovo oggi. Non ho detto che la priorità sono
  solamente  le  province,  ci  sono  anche  altre  priorità  per   i
  siciliani,  anch'esse importantissime perché  riguardano  anche  il
  personale.   Non  volevo  dare  una  mia  priorità   perché    sono
  l'Assessore  agli  enti  locali e mi occupo  solo  delle  province.
  Volevo dare anche priorità ad altre questioni. Pertanto, mi rimetto
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Lei deve formulare una proposta. Se chiede lo stralcio
  l'Aula  si  esprime.  Lei chiede lo stralcio  o  no?  La  invito  a
  ribadire la proposta di stralcio o meno.

   MUSUMECI. La stanno condizionando

   FORMICA. Ma dove stiamo scivolando

   PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione. Invito il Governo  a  dire
  se  conferma la proposta di stralcio. Assessore Lantieri, chiede lo
  stralcio oppure no?

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica.  Signor  Presidente, ritiro la proposta  di  stralcio  se
  continuiamo  i  lavori. Per dare priorità a  tutto  quello  che  ha
  necessità. Se non continuiamo i lavori non ritiro la proposta.

                          (Subbuglio in Aula)

   PRESIDENTE.   Se  l'assessore  Lantieri  ritira  la  proposta   di
  stralcio,  si  riprende dalla votazione dell'emendamento  2.1  come
  prevede  il  Regolamento.  Quindi, ripeto,  il  Governo  ritira  la
  proposta di stralcio?

   FORMICA. La ritira o no, Assessore?

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Non è una minaccia

   PRESIDENTE.  La  proposta è ritirata. Si riprende dall'emendamento
  2.1.


   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo
                Richiesta di verifica del numero legale

   FORMICA. Chiedo la verifica del numero legale.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,  invito  gli onorevoli deputati a  registrare  la  loro
  presenza con la scheda di votazione.
   Chiarisco  le  modalità di registrazione: il deputato  può  pigiare
  qualunque tasto.
   Dichiaro aperta la verifica.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la verifica.
                       Risultato della verifica

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti            38
   Richiedenti            5

   L'Assemblea è in numero legale.


   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo
                        Sull'ordine dei lavori

   CIMINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io   desidero
  intervenire  sull'ordine dei lavori per richiamare  la  Presidenza.
  Per  quanto  riguarda  il testo, trattandosi di  materia  economica
  finanziaria,  il  responsabile  per l'Aula  è  l'assessore  Baccei,
  quindi  gli  altri  assessori gli possono fare di  compagnia  e  di
  corredo,  ma  in  Aula,  l'impegno con  l'Aula,  lo  deve  assumere
  l'assessore Baccei. Quindi, dell'assessore Lantieri, o degli altri,
  quest'Aula non ha che cosa farsene

   LENTINI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  vorrei  capire,
  dopo  una  settimana  di  lavoro,  se  l'intenzione  è  quella   di
  continuare,  bene.  Io  stamattina ho accompagnato  mia  moglie  in
  ospedale e sono ritornato qua. Perché c'è una responsabilità immane
  rispetto  a questa  benedetta  Isola, ci sono articoli che dobbiamo
  affrontare che sono importanti.
   Ora, fare demagogia e fare finta di niente, questa è veramente una
  vergogna.  Se  siamo qua, le strade sono due: io  sono  venuto  per
  votare  l'intero disegno di legge, così come è stato  proposto  dal
  Governo.  Se  poi qualcuno ha da fare e vuole andare  in  ferie,  e
  vuole  chiudere  i lavori, sono fatti loro. Il numero  legale  c'è.
  Andiamo avanti e continuiamo a lavorare, Presidente. Chi si stanca,
  e chi ha altre cose da fare vada via.


   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo
       Seguito della discussione del disegno di legge n. 1214/A

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.1.

   FORMICA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Scusate  onorevoli  deputati,
  credo  ci sia stata la giusta discussione se fare o non fare questo
  disegno  di legge. Ora però abbiamo deciso di farlo e, come abbiamo
  detto finora, ci sono degli articoli molto importanti. L'articolo 2
  è uno di questi.
   Abbiamo parlato e cercato soluzioni per mesi per quanto riguarda i
  complessi  termali  di  Sciacca  e di  Acireale.  Penso  che  siamo
  arrivati  ad una soluzione che possa risolvere questi problemi.  Io
  prendo   tre  minuti  per  spiegarvela,  ed  anche  per   riportare
  l'attenzione su un tema molto importante, cercando di  placare  gli
  animi e di trovare la giusta concentrazione.
   Allora,  fino  ad oggi non si è riusciti a risolvere  il  problema
  delle   terme,   perché   era  divisa   la   proprietà   dei   beni
  dall'usufrutto.  Alcuni  beni  erano di  proprietà  della  Regione,
  alcuni  erano  di proprietà delle Aziende termali. Le aziende  sono
  società in liquidazione, oberate da parecchi debiti, soprattutto le
  terme di Acireale più di quelle di Sciacca.
   I creditori stavano cominciando col pignoramento dei beni, per cui
  la situazione andava via via peggiorando, oltre ad un peggioramento
  degli immobili che, ovviamente, non esercitano più l'attività,  per
  cui sono soggetti a deterioramento, ma anche a furti interni ed  ad
  atti di vandalismo.
   La situazione è, come tutti sappiamo, complicata.
   Con  questo  emendamento, di fatto, andiamo a contrarre  un  mutuo
  perché,  purtroppo come sapete, i soldi per fare  investimenti,  in
  questo  momento  non  ne  abbiamo, ma ritorniamo  ad  un  argomento
  estremamente  importante. Questo mutuo è  di  un  importo  tale  da
  risolvere i problemi con i creditori, quindi, di pagare, attraverso
  una  transazione che dovranno fare i liquidatori e i  creditori,  a
  questo punto, ricongiungere usufrutto e proprietà.
   L'idea principale è quella di dare i beni in concessione ai Comuni
  che,  a  loro  volta, potranno effettuare delle  gare  per  la  sub
  concessione.  Là  dove  i Comuni non accettassero  la  concessione,
  sarebbe la Regione che potrebbe procedere con il bando.
   Il  fatto di affidare ai Comuni non vuole essere un modo,  per  la
  Regione,  di  tirarsi  indietro e, quindi, ci sarebbe  il  supporto
  della  Regione  nel fare i bandi, sia con l'attività  che  è  stata
  fatta  fino ad oggi, su alcuni bandi, in particolare, da   sviluppo
  Italia  Sicilia   ed anche dall'assessorato, ma  mettendo,  poi,  a
  disposizione tutte le competenze necessarie.
   Vogliamo passare dai Comuni perché questa è la modalità che  viene
  normalmente  utilizzata, e perché è giusto  che  i  Comuni  vengano
  responsabilizzati, da un lato e dall'altro abbiano  la  possibilità
  di fare le migliori scelte per il loro territorio.
   Io  penso  che questa sia una cosa importante per la  Sicilia,  in
  generale, come è stato detto prima, non ricordo da parte  di  quale
  onorevole, e non solo per i territori specifici su cui ricadono  le
  terme.
   Il turismo termale è molto importante, al di là del lato sanitario
  delle  terme,  ma  ad oggi le terme consentono  di  sviluppare  del
  turismo  di  livello che può permettere il rilancio  dell'economia,
  soprattutto sui territori, ma di tutta la Sicilia in generale.
   Ricordiamoci  che stiamo parlando di questi due complessi  termali
  perché  sono  di proprietà della Regione, ma in realtà i  complessi
  termali della Sicilia sono molti di più, mi pare 16 o 18 - ora  non
  ricordo  il numero esatto - per cui c'è una proposta che  ha  fatto
  l'assessorato al Bilancio e l'ha diffusa presso altri  assessorati,
  di  lavorare  su un disegno di legge del termalismo in Sicilia  che
  ancora manca.
   Questo   disegno  di  legge  c'è,  però  abbiamo  ritenuto   molto
  importante   anticipare  questi  due  emendamenti   che   potessero
  risolvere la situazione finanziaria e dare il via ai bandi per dare
  in concessione le terme per un periodo di tempo abbastanza lungo da
  permettere un ritorno dell'investimento.
   Dicevo  prima che il Governo ha proposto solo emendamenti tecnici,
  uno di questo è relativo alle terme.

   PRESIDENTE. La posizione del Governo è chiara.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, su questo  testo
  del  disegno  di  legge  io,  col mio Gruppo  parlamentare  abbiamo
  presentato degli emendamenti soppressivi, non perché non  condivida
  l'impostazione generale che riguarda la soluzione al tema terme  di
  Sciacca e terme di Acireale, ma vorrei ricordare all'assessore che,
  quando al primo comma viene indicato il termine  al fine di portare
  progressivamente  all'unità, i complessi di Sciacca  ed  Acireale ,
  guardi  che  si  tratta  di due situazioni  completamente  diverse;
  Acireale è sull'orlo del fallimento; Sciacca fino ad ieri  è  stata
  operativa.
   Se oggi Sciacca non è più operativa, è perché c'è una questione di
  carattere tecnico che impedisce l'operatività, e c'è la società che
  è posta in liquidazione.
   Quindi,  vorrei, Assessore, che il Governo si rendesse  conto  che
  sono  due cose che all'unità non perché ad Acireale ci sono  debiti
  straordinari, Assessore lo chiarisca cosa significa e, quanto meno,
  corregga il termine  unità .
   Poi,  all'ultimo comma, il comma 5, è indicata la possibilità  che
  il complesso termale possa essere affidato allo stesso comune. Ora,
  che  sia affidato al comune perché questo eserciti le procedure  di
  gare  è una scelta politica che, se il comune se la sente, va bene,
  ma qui c'è scritto, Presidente:  per lo sfruttamento diretto o  .
   Ora, non condivido lo sfruttamento diretto da parte del comune  di
  Sciacca o di Acireale. Se la Regione è stata fallimentare in  tutti
  questi  anni, affidare questo compito così rilevante e tecnicamente
  particolare, dove le professionalità che esistono in questi comuni,
  certamente,  non sono in grado di potere fare questa gestione,  non
  mi sembra una buona proposta.
   Allora,  togliamo il termine  diretto  e diamo mandato al  comune,
  se  il Comune se la sente, di procedere alle gare per l'affidamento
  del servizio.
   Questo lo chiedo perché è veramente ultroneo pensare che il comune
  di  Sciacca  o  il comune di Acireale possono fare questa  gestione
  diretta.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  onorevole Di Mauro quando parliamo di riportare  l'unità
  intendiamo la proprietà con l'usufrutto; mai intenderemo, se  vuole
  lo  specifichiamo, Sciacca con Acireale, perché anche  la  gestione
  liquidatoria delle due società è, per legge, separata.
   I liquidatori sono, per legge, separati; i creditori sono diversi.
  Sarebbe impossibile e contro il codice civile farlo.
   Qui, intendiamo riportare unità perché riacquisiamo l'usufrutto  o
  la proprietà dei beni, e ricongiungiamo tutto il complesso. Dopo di
  che, lo diamo in concessione ai comuni.
   Va bene togliere  diretto .

   DI MAURO. Questo l'ho capito  Però, dopo, immagino una società che
  gestisca le due attività.

   BACCEI,  assessore  per  l'Economia.  No,  se  noi  lo  diamo   in
  concessione ai due comuni per darlo, poi, su concessione,  possiamo
  togliere la gestione diretta, sono d'accordo con lei.
   Ovviamente, poi, i due comuni, a meno che non si mettano d'accordo
  e non facciano un bando unico, sono separati per definizione.

   MALAFARINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MALAFARINA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  solo  qualche
  secondo  per  avere  dei chiarimenti da parte  dell'Assessore  che,
  forse,   è   opportuno  intervenisse  alla  fine  degli  interventi
  richiesti. Ovviamente, facciamo un discorso molto spezzettato.
   Assessore, non mi è chiara una cosa, perché noi dobbiamo investire
  circa   20  milioni  di  euro  per  acquisire  l'usufrutto?  Questi
  usufrutti  in  capo a chi sono? Sono in capo agli Enti proprietari?
  Sono in capo alla Regione siciliana? Sono in capo a soggetti terzi?
  E  queste  somme  destinate al pagamento sebbene ho  capito,  e  se
  sbaglio mi corregga, queste somme a chi vanno?
   Ecco,  io  vorrei  capire, trattandosi di Enti  partecipati  dalla
  Regione,  trattandosi di diritti reali su beni immobiliari,  perché
  la  Regione  deve capire se stessa o altri Enti e a quale  finalità
  sono destinate queste somme?
   E  poi,  concordo perfettamente con l'onorevole Di Mauro - non  ci
  troviamo  molto d'accordo ma, in questo caso, si -, se le Terme  di
  Acireale  e le Terme di Sciacca, per anni, sono state un carrozzone
  della  Regione Sicilia, corriamo il rischio di riaffidare ai comuni
  lo  stesso identico strumento per realizzare assunzione clientelari
  e  non  mettere  a  frutto  la  potenzialità  di  strumenti  invece
  assolutamente    produttivi.    Sono    assolutamente     contrario
  all'affidamento  diretto  ai comuni,  e  preannuncio  il  mio  voto
  contrario  nel  caso  in  cui  non  dovesse  essere  presentato  un
  emendamento che revoca l'affidamento diretto.

   MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi siamo
  favorevoli  al mantenimento e all'approvazione di questo  articolo,
  perché  Forza  Italia  ha  incontrato  gli  amministratori  locali,
  l'amministrazione   comunale  di  Sciacca,   e   ovviamente   siamo
  favorevolissimi  affinché la regione acquisisca questo  patrimonio,
  per  poi  rimetterlo a bando, con una condizione assessore  Baccei,
  lei  deve  vigilare, perché non si commettano più  gli  errori  del
  passato.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia.  Signor  Presidente,   volevo
  rispondere all'onorevole Malafarina.
   Noi andiamo a riacquisire beni che sono di una società, poi che la
  società  sia  del  100% della Regione è un altro film,  però  è  la
  società di diritto privato e i beni sono suoi. In questo momento il
  problema è che nella società ci sono dei creditori, quindi ad  oggi
  in realtà quei beni, per quell'importo che lei vede scritto qui,  è
  come  se  fosse  dei  creditori, perché la liquidazione  è  vendere
  l'attivo  per  pagare  il passivo, quindi se  io  vendessi  oggi  e
  ricavassi  18 milioni di euro, quei soldi servirebbero a  pagare  i
  creditori, per cui se voglio evitare - questo è diritto civile  non
  lo  sto  inventando  io  -  come già sta succedendo  che  Unicredit
  pignori i beni e li venda, e si riacquisisca, dobbiamo riacquisirli
  noi per poi darli in concessione.
   E'  l'unico modo per potere uscire da questa empasse che  dura  da
  anni,  perché  in  realtà  si  è  solamente  cercato  le  soluzioni
  alternative, ma si va sempre a sbattere contro questo problema.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  2.1.  C'era  una
  richiesta che è mantenuta di voto segreto.

           (La richiesta non risulta appoggiata a termini di
                             Regolamento)

   Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è contrario resti seduto; chi  è  favorevole  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

   Onorevoli  colleghi, comunico che gli emendamenti 2.2,  2.3,  2.4,
  2.5 sono assorbiti, perché strettamente correlati con l'emendamento
  2.1, che è stato bocciato.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo chiedere,  se
  mi è permesso, di presentare un sub emendamento, affinché si faccia
  più  chiarezza.  Come sapete in molti, io sono  di  Acireale,  e  a
  proposito  della  situazione  delle  Terme  e  del  termalismo   ho
  presentato numerose interrogazioni a partire dal 2013,  e  tengo  a
  sottolineare a tutte le persone che mi sono venute a chiedere,  non
  ho mai ricevuto risposta.
   Il  Presidente Crocetta, nella scorsa finanziaria, disse in  Aula,
  quando si chiese l'approvazione dell'articolo che contemplava per i
  commissari  liquidatori la possibilità di fare  il  bando,  che  si
  sarebbe tenuto un tavolo insieme ai creditori, ai commissari,  alla
  deputazione che era interessata, ma questo tavolo - e lo dico a chi
  me  lo chiede - non si è svolto o, quanto meno, la sottoscritta non
  è stata mai invitata a partecipare.
   Volendo  andare alla situazione attuale, io vorrei  raccontare  al
  collega Malafarina che prima chiedeva chiarimenti, che in parte, la
  gran parte dei debiti delle terme di Acireale sono riconducibili ad
  un  mutuo non pagato. Un mutuo che fu contratto dall'azienda  delle
  Terme  e poi passato in eredità alla società, per cui dal 2005  non
  si pagano più le rate. Quindi, oggi, si va a dare, diciamo un colpo
  di  spugna  e  chiamiamo i siciliani, tutti, a sostenere  un  nuovo
  mutuo,  i cui interessi per due volte ricadranno, andranno a vuoto.
  Presidente,  questo  è  un  vortice  che  ha  ridotto  a  pezzi  il
  patrimonio e che ha mortificato il termalismo in Sicilia,  dove  ad
  oggi  non si è neanche recepita la legge quadro sul termalismo.  E'
  stata un'operazione scientifica di smantellamento del patrimonio di
  un elemento vitale per l'economia dei nostri territori.
   Presidente,  assessore, le azioni di responsabilità nei  confronti
  di  chi  ha  causato questo sfacelo - e noi oggi siamo  chiamati  a
  votare  per un nuovo mutuo - li abbiamo trovati? Le avete  iniziate
  le  azioni  di  responsabilità che più volte ho chiesto  attraverso
  interrogazioni.  L'Ufficio liquidazioni che ha visto  avvicendarsi,
  diciamo,  più persone, che aveva il ruolo di controllore, come  era
  stato  stabilito dalla legge, ha mai controllato? E' bello, chiaro,
  si paga, va tutto apposto, insomma le terme domani non riapriranno,
  ma  le  azioni di responsabilità sono un atto dovuto e  di  questo,
  delle responsabilità, non si parla.
   E  poi in secondo luogo, intorno al 2010 in un accordo quadro  tra
  l'assessorato all'economia e Sviluppo Italia Sicilia, è stato fatto
  un  contratto di 120 mila euro affinché Sviluppo Italia Sicilia  si
  occupasse della redazione dei bandi. Cari colleghi, più dell'80 per
  cento  di  quelle  risorse  sono state erogate  a  Sviluppo  Italia
  Sicilia, ma dei bandi non c'è traccia. Per Sciacca ce ne fu uno che
  andò  deserto e, a detta degli esperti, perché era scritto   con  i
  piedi'. Mi chiedo, saremo chiamati di nuovo a mettere altre risorse
  per la redazione del bando? Grazie.
   Vorrei queste risposte e, se mi da il tempo, preparo l'emendamento
  sulle  azioni  di responsabilità che finora non sono state  portate
  avanti e sul fatto che sia l'assessore che il dirigente regionale -
  che  noi  autorizzeremmo  con  questo articolo  a  fare  operazioni
  finanziarie  per 18 milioni e 900 mila euro -vengano a relazionare,
  e che vengano a relazionare puntualmente con una relazione scritta,
  almeno  a  cadenza  semestrale in Commissione,  e  qui  mi  rivolgo
  all'onorevole Vinciullo. Grazie.

   PRESIDENTE. Onorevole Foti, se l'assessore Baccei vuole  dare  dei
  chiarimenti  ha  facoltà.  Per  quanto  riguarda  l'emendamento,  i
  termini  sono  scaduti.  Può formulare sub-emendamenti  nell'ambito
  degli emendamenti che sono in discussione. Ricordo che all'articolo
  2 ci sono quattro emendamenti, 2.8, 2.6, 2.9 e 2.7.

   BACCEI, assessore regionale per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore  regionale per l'economia.  Signor  Presidente,
  intervengo soltanto per dire che noi non abbiamo problemi a  venire
  a  relazionare  in Commissione. Il dirigente dell'Ufficio  speciale
  Società e Liquidazione non è mai cambiato da quando io sono qui. Da
  quando  ci sono qua io, all'Ufficio Società e Liquidazione è sempre
  stata  la dottoressa Terranova. Da quanto mi risulta cioè da quando
  è stato istituito, probabilmente mi sbaglio.
   Lei  forse  fa  riferimento all'Ufficio  società  partecipate.  Ma
  queste sono società in liquidazione. Quindi da quando c'è l'Ufficio
  speciale Società e Liquidazione è sempre stata la dottoressa Grazia
  Terranova, che è molto solerte nel fare tutte le azioni del caso, e
  che  non ha problemi, come sempre, perché tutte le volte che  siamo
  stati  chiamati  in  Commissione siamo  sempre  stati  presenti,  a
  relazionare  ogni  quando  vorrete, sulle  azioni  che  sono  state
  intraprese e che verranno intraprese.

   FOTI. E sulle azioni di responsabilità?

   BACCEI,  assessore regionale per l'economia. Ripeto, chiamiamo  la
  dottoressa a relazionare in Commissione insieme all'Ufficio legale.

   PRESIDENTE. Grazie assessore, è stato chiaro.

   MUSUMECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore Baccei,
  l'ho  seguita,  mi  sono sforzato di seguirla nel  corso  dei  suoi
  interventi questa mattina, su una materia che ritengo non meriti di
  essere trattata in questo contesto.
   Per la prima volta il tema del termalismo arriva in quest'Aula con
  una  bozza  di  proposta  risolutiva e credo  che  questa  proposta
  meritava d'essere trattata prima in Aula, con un confronto ed in un
  confronto aperto e libero.
   Ho la paura, signor assessore, che con questo articolo 2 nella sua
  articolazione  dei commi, dei cinque commi, si voglia  coprire  una
  stagione  di  gravi responsabilità che sono di ordine  politico,  e
  sono  di  ordine  tecnico  ed  amministrativo.  Responsabilità  che
  ricadono  sul  dipartimento bilancio, responsabilità reiterate  che
  hanno accompagnato questa inesorabile via crucis delle due stazioni
  termali, quella di Acireale e quella di Sciacca, abbandonate  a  se
  stesse,  senza  alcuna attenzione concreta da  parte  del  Governo,
  lasciando che il patrimonio, il vasto e solido patrimonio delle due
  società  potesse essere affidato al vandalismo ed alla incuria  del
  tempo.
   La Regione siciliana non si è mai preoccupata, almeno da quando le
  due  società,  le due aziende autonome sono diventate  società  per
  azioni,  di  indicare  in  maniera seria se  si  voleva  perseguire
  l'obiettivo dello scioglimento o l'obiettivo della continuità.  Non
  si  è  mai dato corso al bando di gara ad evidenza pubblica, decine
  di volte assicurato e promesso dal Presidente della Regione durante
  le  sue  visite o in provincia di Catania nell'Acese o in provincia
  di Agrigento, nella zona di Sciacca.
   E'  evidente che questo provvedimento del Governo tende a  mettere
  una  parola fine al passato, ed io sono d'accordo, a patto  che  le
  responsabilità  del  passato  emergano,  assessore,  emergano   per
  intero.  C'è stata cattiva gestione, è intervenuta la magistratura,
  nomine clientelari. Abbiamo bisogno di fare luce ed a lei chiediamo
  in questo senso un'assicurazione.
   Lei  ricorderà  le varie tappe di questa via crucis.  Prima  si  è
  detto:   Eravamo con il Governo Lombardo  procediamo ad un  advisor
  di  caratura internazionale. Poi si è detto:  Affidiamo il bando  e
  la sorte delle due società a Sviluppo Italia e Sicilia . Poi, si  è
  detto affidiamola ai liquidatori. Ricordo che, appena qualche  mese
  fa,   questa  Aula  ha  votato  un  emendamento  della  opposizione
  finalizzato a questo approdo. Ora il Governo dice affidiamo ai  due
  Comuni  il compito di poter gestire, elaborare e gestire il  bando,
  per individuare il socio privato.
   Tutto  questo, signor Assessore, non può assolutamente e non  deve
  significare  che  le responsabilità commissive ed  omissive  almeno
  degli  ultimi  10  anni possano essere mascherate. Il  Dipartimento
  bilancio,  lo dico con assoluta serenità, non ha mai esercitato  in
  maniera  piena  e  compiuta le prerogative che  gli  spettavano  in
  qualità di azionista unico delle società.
   Dal  2006 le perdite di esercizio sono state rinviate di  anno  in
  anno   all'esercizio  successivo  determinando,   di   fatto,   una
  progressiva  riduzione per i valori corrispondenti  del  patrimonio
  netto.
   Acireale  ha  avuto  4  commissari,  assurdo   Senza  che  nessuno
  riuscisse in maniera concreta quanto meno a salvaguardare il valore
  del patrimonio immobiliare, oggi consegnato ai banditi, ai vandali,
  alla  mercé del primo passante come se si trattasse di una cosa  di
  nessuno,  come se la res pubblica non avesse un proprietario,  come
  se  fosse  del  primo  che  voglia prenderla  e  conquistarla.  Per
  Sciacca,  addirittura, voglio ricordare a lei assessore, non  si  è
  mai  avanzata  neppure  l'ipotesi di procedere  a  mini  bandi  per
  affrontare   singolarmente  alcune  unità   ed   alcuni   complessi
  dell'articolato patrimonio immobiliare.
   Ed,  allora, per concludere, signor Assessore, io vorrei chiederle
  -  e se lei ha già risposto a queste domane le chiedo scusa per  la
  mia  distrazione  essendo  stato impegnato  a  confrontarmi  con  i
  colleghi  della  maggioranza sulla utilità di questa  seduta  -  ai
  comuni  verrà  trasferito l'onere di rimborsare  quote  capitali  o
  quote interessi?
   I  Comuni  possono  gestire,  se volessero  rinunciare  al  bando,
  autonomamente  se  ne  avessero  le  possibilità  e  la  voglia,  i
  complessi  termali?  E'  certo  che i  Comuni  abbiamo  le  risorse
  finanziarie per affrontare le complesse ed articolate procedure del
  bando? Piuttosto che determinare pericolose fasi di stasi? Il mutuo
  di  cui  si  parla  sarà a totale carico della  Regione  fino  alla
  ventinovesima   rata?  I  Comuni  hanno  la   forza   per   imporre
  all'investitore la restante quota del mutuo?
   Sono  domande  per  le quale ed alle quali io le  sarei  grato  se
  volesse   dare   una  risposta.  Certo,  se  volessimo   rispondere
  d'istinto, noi diremmo che dovremmo votare contro l'articolo 2  per
  l'atteggiamento assolutamente irresponsabile che il Governo  finora
  ha mantenuto sulle terme di Acireale e di Sciacca.
   Per   senso   di  responsabilità  noi  abbiamo  il  dovere,   fino
  all'ultimo,  di tentare di salvare questo straordinario patrimonio,
  pur  nella consapevolezza che il Governo non ha una sola idea della
  politica  di  sviluppo  del  turismo termale  in  Sicilia.  E'  una
  occasione sprecata
   E'  un'occasione che - se coniugata - con la sanità avrebbe potuto
  e  potrebbe offrire un segmento di sviluppo del turismo termale che
  in  altre parti d'Italia ha registrato, appena lo scorso anno,  una
  crescita di oltre il 6 per cento.
   Ci  possiamo permettere il lusso anche di potere fare a meno della
  materia  prima  aggrovigliati come siamo  nella  incertezza  di  un
  progetto di sviluppo del Governo, incapace, debole, inetto, imbelle
  e  aggrovigliato nelle procedure di una burocrazia elefantiaca  che
  non  sa  essere responsabile, non sa essere presente  alle  proprie
  elementari responsabilità.
   Attendo la risposta del Governo.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Giacinto.  Ne  ha
  facoltà.

   DI GIACINTO. Signor Presidente, Assessore, ponevo qualche domanda.
   Continuiamo  a  mantenere  questi beni, Assessore  Baccei  -  sono
  domande tecniche - fra beni indisponibili della Regione.
   Significa  che  noi non possiamo vendere. Mi pare  di  capire  che
  diamo soltanto per 25 anni le concessioni.
   Quindi,   sia  i  beni  immobili che tutto il resto  rimangono  di
  proprietà della Regione siciliana.
   Faccio  una  considerazione - così come ha detto prima l'onorevole
  Musumeci  -  è  chiaro che il mutuo è in capo  alla  Regione  anche
  perché i debiti delle società, mi pare che le società siano al  100
  per  cento di proprietà della Regione, per cui non può essere altro
  se non che i debiti li debba pagare la Regione.
   Se noi siamo nelle condizioni di farli pagare ad altri, assieme  a
  lei,  potrei  essere solo contento che riusciamo  farli  pagare  ad
  altri.
   Assessore, considerato che fra qualche anno succederà quello che è
  successo oggi, cioè che la Regione dovrà andare a pagare una  serie
  di  debiti  ancora  per le Terme, sono dell'opinione  che  se  oggi
  dobbiamo uscircene, ce ne usciamo definitivamente.
   Metterli  tra  i beni disponibili, a vendere, per  fare  un  bando
  pubblico che faccia la Regione per vendere questi due beni in  modo
  tale - per quanto ci riguarda - in futuro non andremo più a coprire
  debiti  fatti da amministratori o da altri scelti dalla politica  e
  che  hanno  fatto  altro  rispetto  a  delle  operazioni  serie  di
  bilancio.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI, assessore per l'economia. Brevemente, per rispondere  alle
  domande dell'onorevole Musumeci e dell'onorevole Di Giacinto.
   Per quanto riguarda il mutuo è a carico della Regione sia la quota
  capitale che la quota di interessi.
   E'  facoltà  dei comuni fare il bando. Se non se la  sentono,  non
  sono nelle condizioni, lo fa la Regione.
   Se  lo  fanno  i  comuni, rimane comunque tutto il supporto  della
  Regione  -  come dicevo prima nella mia relazione - sia mettendo  a
  disposizione il materiale già sviluppato da Sviluppo Italia Sicilia
  che aveva comunque lavorato alla cosa.
   Gli  Assessorati  avevano già fatto altro lavoro  sia  mettendo  a
  disposizione le competenze della Regione.
   Nella  concessione che faremo ai comuni per fare poi loro  la  sub
  concessione, metteremo che la Regione verifica il bando fatto -  se
  rimaniamo noi proprietari dei beni - dobbiamo verificare che la sub
  concessione  sia  fatta  secondo  gli  indirizzi  e  dettami  della
  Regione.
   Andremo  avanti  con  la verifica di tutte le responsabilità  che,
  come ricordava lei giustamente, arrivano da lontano.
   Questo  vuole  mettere una pietra sopra nel senso  che  ripartiamo
  perché  non possiamo fare senza il termalismo - è troppo importante
  per lo sviluppo - una pietra sopra, dunque, alle responsabilità che
  ci sono state nelle gestioni passate.
   Per    quanto    riguarda   chi   sarà   l'aggiudicatario    della
  subconcessione, questi pagheranno un canone, non è  che  pagheranno
  quindi il mutuo. Poi, con quel canone, che secondo le nostre  stime
  sono  molto  più alte del valore del mutuo che noi stiamo  pagando,
  ovviamente  i  Comuni  ne avranno il beneficio  o  se  lo  farà  la
  Regione, direttamente la Regione.
   Per  quanto  riguarda il termine dei 25 anni citato dall'onorevole
  Di  Giacinto, c'è un subemendamento governativo, perché, a mio modo
  di  vedere, a naso, 25 anni non sono probabilmente sufficienti  per
  un  investitore per rientrare dall'investimento, per  cui  togliamo
  questo termine, anche perché sono termini differenti a seconda  del
  tipo  di  bene, e qui rispondo all'onorevole Di Giacinto,  ci  sono
  beni  del  patrimonio disponibile, ma ci sono  beni  demaniali,  le
  acque  termali  non sono patrimonio disponibile, per  cui  comunque
  alcune cose andrebbero in concessione.
   Noi  come scelta politica abbiamo preferito mantenere la proprietà
  dei  beni  e  dare  in  concessione, anche  per  periodi  di  tempo
  differenziato,  perché il codice civile ci  dà  la  possibilità,  a
  seconda  del  tipo  di  bene,   di  differenziare,  fare  tutto  in
  concessione.
   Quindi, troverete un subemendamento che toglie il termine  dei  25
  anni, nel bando di subconcessione andremo a definire, in base  alle
  indicazioni contenute nel Codice civile, periodi che possono essere
  differenziati per tipologia di bene ma sufficientemente lunghi  per
  garantire a chi investe di  rientrare nell'investimento.  Questa  è
  in breve la politica che andremo a seguire.
   L'ultima cosa, per rispondere all'onorevole Musumeci, come  dicevo
  prima  c'è  già  un  disegno  di legge  elaborato  dall'Assessorato
  dell'economia   che   è   stato   mandato   per   la   condivisione
  all'Assessorato  della  salute,  all'Assessorato   delle   attività
  produttive  ed  all'Assessorato  del  turismo  sul  termalismo   in
  Sicilia,  che affronta il problema a 360 gradi, proprio  per  farlo
  diventare  una leva per lo sviluppo turistico, perché  oggi  è  una
  cosa assolutamente indispensabile.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.8. Il parere  della
  Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   GRECO   GIOVANNI.  Chiedo  che  la  votazione  avvenga   per
  scrutinio segreto.

    (La richiesta non risulta appoggiata a termini di Regolamento)

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Si passa all'emendamento 2.6. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

    PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   GRECO   GIOVANNI.  Chiedo  che  la  votazione  avvenga   per
  scrutinio segreto.

    (La richiesta non risulta appoggiata a termini di Regolamento)

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 2.9. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.


   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo
                                Congedo

    PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Siragusa, La Rocca Ruvolo,
  Lo Sciuto, Gennuso, hanno chiesto congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo
     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                1214/A

    PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.9,  a  firma  del
  Governo.

   GRECO  GIOVANNI. Chiedo che la  votazione  avvenga  per
  scrutinio segreto.

       (La richiesta non è  appoggiata a termini di Regolamento)

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.9. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 2.10 a firma della Commissione.

   VINCIULLO,  presidente  della Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente,   si   tratta  di  sopprimere   le   parole    con   le
  caratteristiche di cui al presente articolo . Anche  perché  non  è
  che  emergono  in maniera chiara quali sono queste caratteristiche.
  Per  cui  gli  uffici  chiedevano anche loro di  sopprimere  queste
  parole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

   GRECO  GIOVANNI. Chiedo che la  votazione  avvenga  per
  scrutinio segreto.

       (La richiesta non è  appoggiata a termini di Regolamento)

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento  2.10.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 2.7 a firma del Governo. Il parere della
  Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  GIOVANNI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  volevo
  chiedere  al Governo di darmi una spiegazione e illustrarmi  questo
  emendamento.

   PANEPINTO. Lo ha già spiegato il Governo.

   PRESIDENTE.  Onorevole,  il Governo è  intervenuto  più  volte  su
  questo.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento 2.7. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 2.11, a firma della Commissione  che  mi
  sembra  di  difficile  lettura.  Invito  l'onorevole  Vinciullo  ad
  illustrare l'emendamento.

   VINCIULLO,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente,   il  Ragioniere  generale  verifica  l'esistenza   dei
  presupposti  per eventuali azioni di responsabilità a carico  degli
  amministratori delle Terme di Acireale e delle Terme di Sciacca. Lo
  stesso Ragioniere generale, con cadenza semestrale, riferisce  alla
  Commissione Bilancio, sull'esito della verifica. E' una  norma  per
  far  sì che coloro i quali hanno creato questo buco non la facciano
  franca.  E in questo rispondendo a quella che è stata una richiesta
  che mi sembra sia pervenuta da numerosi colleghi.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore per l'economia. Signor Presidente, non dovrebbe
  essere  il  Ragioniere  generale perché le Terme  sono  società  in
  liquidazione dell'Ufficio speciale per le liquidazioni.

   PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, la inviterei al ritiro.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Ma  c'è  stata
  una richiesta in maniera pressante da parte di molti deputati. Come
  vede  c'è  anche la firma della collega Foti. Quindi mi sembra  che
  sia giusto che questa proposta

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Signor Presidente, capisco che siamo al 10  agosto  alle
  ore 13.20, ma introdurre un emendamento per prevedere quello che  è
  un  obbligo  normativo esistente da decenni e previsto  dal  Codice
  civile,  a  me  sembra  veramente  un  follow-up.  Se  ci  sono   i
  presupposti  per l'azione di responsabilità è obbligo degli  organi
  preposti  di avviare l'azione di responsabilità che noi la dobbiamo
  andare  a  prevedere per norma significa farci ridere in faccia  da
  tutti. Ma siamo veramente alla follia

   PRESIDENTE.   Ribadisco   la   richiesta   al   Presidente   della
  Commissione, è mantenuto o lo ritirate?

   VINCIULLO, Presidente della Commissione e relatore. Lo ritiriamo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo in votazione l'articolo 2, nel testo risultante.

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  GIOVANNI.  Signor Presidente, vede noi abbiamo  iniziato  a
  discutere  queste  variazioni di Bilancio  e  voglio  ricordare  al
  Presidente  Vinciullo  che in precedenza ha  fatto  l'elenco  -  da
  terrorista  -  di tutte le esigenze, e di tutte le necessità  delle
  varie  categorie  ed in quell'elenco, forse, si è  dimenticato  dei
  lavoratori del Coires. Assessore Baccei, i lavoratori del Coires da
  dieci mesi sono messi là nei giardini con una tenda a prendere oggi
  il  sole  -  e  quindi con tutte le difficoltà, ed in  inverno,  il
  freddo - e noi non abbiamo mai avuto la minima idea di potere  fare
  una  norma per aiutarli. Vero è, onorevole Di Giacinto? Lei conosce
  bene  i  lavoratori del Coinres, e lei sa quanti sono i  lavoratori
  che  hanno  perso  il  diritto del lavoro per  una  interpretazione
  sbagliata?

   PRESIDENTE. Onorevole, la invito ad esprimere la sua dichiarazione
  di voto sull'articolo 2.

   GRECO  GIOVANNI.  Ho  fatto l'introduzione.  E'  chiaro  che  alla
  maggioranza questo non piacerà, però io lo devo fare, è compito mio
  denunciare  queste  cose   Onorevole  Cimino,  lei  ha  detto   che
  l'articolo  2  è  fuori tema  Non è così  Non ci dimentichiamo  che
  abbiamo pure i lavoratori dell'EAS, che da 12 mesi non prendono  la
  pensione  integrativa, e lo sapete perché? Perché c'è una relazione
  della Corte dei conti e manca la norma. Assessore Baccei, ma a  chi
  (omissis) aspettiamo a fare questa norma?

   PRESIDENTE.  La  invito  ad  usare  una  terminologia  consona  al
  dibattito parlamentare, altrimenti mi costringe al richiamo

   GRECO GIOVANNI. Le chiedo scusa.
   Questi  problemi  che  già da 8 anni ce li  portiamo,  se  non  li
  facciamo emergere in questi momenti, io penso che non troveremo mai
  la  possibilità di fare una norma per poterli aiutare. Annunzio  il
  mio  voto  contrario a questo articolo 2 e chiedo il voto  segreto,
  Presidente.


   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo
                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Federico è in congedo per  la
  seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo
     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                1214/A

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 2.

   GRECO  GIOVANNI.  Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.


   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo
            Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 2

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto dell'articolo
  2.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            42
   Votanti             34
   Maggioranza         18
   Favorevoli          26
   Contrari             8
   Astenuti             0

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                             «Articolo 3.
       Modifiche all'articolo 7 della legge regionale 27 aprile
                              1999, n. 10

   1.  L'articolo  7 della legge regionale 27 aprile 1999,  n.  10  e
  successive modifiche ed integrazioni è sostituito dal seguente:

    Art. 7.
   Proventi della vendita dei biglietti di ingresso

   1.  Gli introiti derivanti dalla vendita dei biglietti di ingresso
  dei  luoghi della cultura, fino ad una quota massima del trenta per
  cento,  sono  destinati, a decorrere dall'entrata in  vigore  della
  presente  legge  dall'Assessorato regionale dei  beni  culturali  e
  dell'identità  siciliana per la realizzazione degli  interventi  di
  sicurezza,  di conservazione, di vigilanza o di valorizzazione  dei
  siti  ivi compresa la manutenzione ordinaria e straordinaria, anche
  delle strutture di pertinenza.

   2.  Sono  fatte  salve,  fino alla data di relativa  scadenza,  le
  convenzioni stipulate con i comuni in corso alla data di entrata in
  vigore della presente legge.

   3.  Le  obbligazioni assunte per gli anni 2015 e  precedenti,  nei
  confronti dei comuni sulla base delle convenzioni di cui  al  comma
  2,  trovano  copertura  nelle economie realizzate  a  valere  sulle
  risorse   stanziate,  con  destinazione  vincolata   (Missione   5,
  Programma  2, cap. 377345) nel rispetto delle disposizioni  di  cui
  all'articolo 3, comma 2, della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3.

   4.  Le  obbligazioni assunte per l'anno 2016 e  successivi,  sulla
  base  delle  convenzioni di cui al comma 2, trovano  copertura  nei
  limiti delle risorse di cui al comma 1, con priorità rispetto  alla
  destinazione di cui al medesimo comma 1.».

   All'articolo  3  è stato presentato l'emendamento 3.1  soppressivo
  dell'intero articolo, a firma Greco Giovanni e altri. Lo  pongo  in
  votazione.

    PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia.  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario

   GRECO  GIOVANNI.  Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.


   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo
         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 3.1

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 3.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            47
   Votanti             41
   Maggioranza         21
   Favorevoli          12
   Contrari            29
   Astenuti             0

                           (Non é approvato)

   Si  passa all'emendamento 3.2, sostitutivo dell'articolo,  a  firma
  dell'onorevole Greco Giovanni ed altri.

    PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia.  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   GRECO  GIOVANNI.  Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.


   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo
         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 3.2

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 3.2.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            52
   Votanti             44
   Maggioranza         23
   Favorevoli          8
   Contrari            35
   Astenuti            1

                           (Non è approvato)

   Comunico  che è stato presentato, dalla Commissione, l'emendamento
  3.3.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, si tratta solo ed esclusivamente di
  un   errore  di  battitura,  anziché  dire  che  le  risorse  vanno
  all'Assessorato regionale ai Beni Culturali, era come se le risorse
  fossero distribuite dall'Assessorato.
   Quindi, abbiamo cambiato il complemento con quello di termine  che
  è il soggetto a cui vanno le risorse.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.

   GRECO  GIOVANNI. Chiedo che la votazione  avvenga  per
  scrutinio segreto.

    (La richiesta non risulta appoggiata a termini di Regolamento)

   Non c'è quorum.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento 3.3. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico  che è stato presentato, dalla Commissione, l'emendamento
  3.4.

   VINCIULLO  presidente  della Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Inviterei a distribuire all'Aula l'emendamento 3.4.

   VINCIULLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  in  pratica
  riproduce,  nei modi e nelle forme previste dal decreto legislativo
  n.  42, del 22 gennaio 2004, commi 4 e 9, dell'articolo 112, quello
  che richiedeva l'onorevole Greco, per essere chiari.
   E,  nello stesso tempo, viene abrogato il comma 2 perché, in atto,
  non vi sono convinzioni stipulate fra l'Assessorato ed i comuni.
   Per  questo motivo, l'Assessorato può sottoscrivere, nel  rispetto
  della  norma  e  della legge nazionale, accordi con i  comuni  dove
  ricadono i beni culturali per la loro valorizzazione.
   Veniamo,  per  essere chiari, incontro a quella che  è  stata  una
  richiesta   che,  più  volte,  è  stata  formulata  in  Commissione
   Bilancio'  dai  sindaci che sono venuti a  chiedere,  appunto,  di
  avere  riconosciuto quanto previsto dai commi 4  e  9  del  decreto
  legislativo 42 dell'articolo 112.


   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo
                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Coltraro e Giuffrida  hanno
  chiesto congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo
   Riprende il seguito della discussione del disegno di legge 1214/A

   PRESIDENTE.  Il Governo deve chiarire se, in caso di  approvazione
  dell'emendamento 3.4, intende mantenere i commi 3 e 4 dell'articolo
  di cui discutiamo.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, gradisco  chiedere
  un chiarimento e, secondo me, è necessario anche un approfondimento
  per   non   fare  degli  errori  successivamente  perché,  rispetto
  all'articolo 7, riguardante  i proventi della vendita dei biglietti
  di ingresso, ritengo riguardi anche la tematica concernente le aree
  archeologiche.
   Adesso, siccome i parchi archeologici hanno una propria autonomia,
  bisogna   non   confondere  ciò  che  è  previsto  per   i   parchi
  archeologici,  per  le  aree archeologiche con  la  loro  autonomia
  rispetto, invece, all'emendamento dell'onorevole Vinciullo e  della
  Commissione  che,  in  generale,  attiva  l'Assessorato   ai   Beni
  Culturali   per  altre  convenzioni  perché,  rispetto  ai   parchi
  archeologici, già le convenzioni con i comuni ci sono.

   PRESIDENTE. Peraltro, così come formulato  sottoscrive , è come se
  fosse un obbligo,  può sottoscrivere , ma  sottoscrivere  mi sembra
  un  obbligo  generale  che  non sempre, probabilmente,  può  essere
  attuato.
   Quindi,  chiedo al Governo il parere sull'emendamento  3.4,  e  se
  intende  mantenere  anche i commi 3 e 4 in  caso  di  approvazione.
  L'emendamento è sostitutivo del comma 2.

   BACCEI,  assessore  per l'economia.  Chiede  alla  Commissione  se
  l'emendamento può essere aggiuntivo e non sostitutivo del comma 2.

   MUSUMECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo due  secondi
  per  precisare,  perché  rimanga agli  atti,  che  il  voto  finale
  dell'articolo  2  non è stato registrato con la mia partecipazione,
  perché  c'era la scheda fuori posto e, quindi, faccio  comunico  di
  avere  espresso  voto favorevole all'articolo 2, nel  voto  finale,
  perché ne prenda atto la segreteria.

   FONTANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FONTANA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo aggiungere
   per   la   loro   valorizzazione  anche  territoriale .   Possiamo
  aggiungere questo  anche territoriale ?

   VINCIULLO,  presidente della Commissione e  relatore.  Allora,  il
  Governo  Presidente,  chiede di far sì  che  l'emendamento  anziché
  essere sostitutivo del comma 2, sia aggiuntivo al comma 2; da parte
  della Commissione non cambia nulla, quindi, anziché sostitutivo  se
  è aggiuntivo per noi va bene lo stesso.

   PRESIDENTE.   Questo  lo  deve  dire  lei.  E'  aggiuntivo   o   è
  sostitutivo?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. E' aggiuntivo.

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
  su questo articolo, e sull'emendamento del Presidente Vinciullo per
  fare una proposta: veda nei beni culturali, attualmente, gli uffici
  del  lavoro  fanno  dei  bandi per potere utilizzare  i  lavoratori
  socialmente  utili, che non hanno alcun contratto  con  gli  uffici
  pubblici.  Noi abbiamo 500 ragazzi LSU che paghiamo,  e  non  fanno
  alcun  lavoro di appoggio se non alle parrocchie ed a qualche altro
  ente  di beneficenza. E' l'occasione giusta per mettere, se  faremo
  le convenzioni con questo 30 per cento sulla biglietteria, parte di
  questi  proventi a disposizione per fare la convenzione e,  quindi,
  utilizzare a tutti gli effetti questi lavoratori socialmente  utili
  che  sono  messi  in un bacino a fare niente e che,  invece,  hanno
  tanta buona volontà di lavorare, tanto è vero che quando si fanno i
  bandi vanno presso i siti culturali per prestare la loro opera.  E'
  l'occasione per fare un subemendamento per aiutare queste  persone,
  tanto  li paghiamo lo stesso non c'è aumento, non ci sono soldi  in
  più, quindi, si può fare.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Greco,  la  invito  a   formalizzare   il
  subemendamento,  così  possiamo  chiedere il  parere  del  Governo,
  altrimenti devo porre in votazione l'emendamento 3.4 così come è.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   ho   molte
  perplessità  su  questo emendamento della Commissione.  Con  questo
  emendamento,  sostanzialmente, cosa si  fa:  intanto  col  comma  2
  stiamo  andando  a  regolarizzare  quei  comuni  che  avevano   già
  stipulato  una  convenzione,  con dei  soldi  che  sono  stati  già
  introitati  nelle  casse del Dipartimento Bilancio.  Col  comma  2,
  quindi,  stiamo facendo salvi, facendo quindi ritornare in  auge  i
  contratti in essere, cioè le convenzioni in essere.
   Noi con questo emendamento che facciamo? Rischiamo di estendere la
  platea ad altri territori, cioè rischiamo di estendere la platea di
  altri  beneficiari.  Allora, se già una regolarizzazione  o  meglio
  ancora  sanatoria  stiamo facendo col comma 2,  non  dobbiamo  fare
  l'asse  sulla  sanatoria,  l'estensione dei  beneficiari.  Per  cui
  chiediamo che la Commissione ritiri questo emendamento.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Vinciullo  c'è  un   invito   al   ritiro
  dell'emendamento. Lo mantiene o lo ritira?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Lo mantengo.

   FORMICA. Non l'ho capito, Presidente. Lo può leggere?

   PRESIDENTE.  Lo  ha  illustrato il Presidente  della  Commissione.
  Presidente Vinciullo lo può leggere di nuovo?

   VINCIULLO,   presidente   della  Commissione   e   relatore.   Sì.
   L'Assessorato ai Beni culturali, ai sensi dell'articolo 112, commi
  4  e  9 del decreto legislativo 21 gennaio 2004, n. 42, sottoscrive
  accordi con i comuni del territorio dove ricadono i beni culturali,
  per  la  loro  valorizzazione . Onorevole Formica è ciò  che  hanno
  chiesto i sindaci quando sono venuti in Commissione.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.  Signor Presidente, su questa materia direi che  non  si
  possono fare scherzi perché sappiamo bene che abbiamo un blocco  di
  5   milioni  presso  l'Assessorato  Beni  culturali  rispetto  alle
  convenzioni  che  sono  in  atto  ed  abbiamo,  chiaramente,  delle
  esigenze da parte dei comuni, delle esigenze da parte della Regione
  sulle  quali,  rispetto alla valorizzazione, rispetto alla  tutela,
  rispetto  alla  conservazione, cioè sono tante  le  cose  da  fare,
  giusto?
   Allora,  dobbiamo costruire perché si sblocchi, eventualmente,  un
  percorso  che,  in questo momento, è, come dire, incastrato,  e  ne
  abbiamo  pure parlato in Commissione Cultura ed abbiamo pure  avuto
  modo  di confrontarci con i sindaci rispetto ai quali ho visto  che
  vi  è  stata,  comunque, la volontà di entrare in accordo.  Perché?
  Perché tutti si persegue lo stesso obiettivo che è quello, appunto,
  del  potere utilizzare le risorse delle sbigliettamento finalizzate
  a  tutte le attività inerenti una buona fruizione dei luoghi  della
  cultura siciliana.
   Però,   dobbiamo  stare  attenti  a  non  aprire   maglie   perché
  allorquando  si parla di valorizzazione territoriale  si  parla  di
  questo  e  c'è tutto e il contrario di tutto. Se si parla,  si  può
  arrivare  anche a parlare della sagra della salsiccia. Io  non  oso
  immaginare
   E  allora,  chiedo Presidente,  che sulla materia non ci  facciano
  improvvisate  e  venga  l'Assessore  a  dare  il  proprio   parere,
  l'assessore  Vermiglio, ancorché non credo  che  sia  stato  ancora
  esautorato  dal  suo partito, giusto? Può venire  e  dire  ciò  che
  ritiene si debba fare in questo momento rispetto ad una materia che
  è  grave, che è importante e che è una risorsa fondamentale  per  i
  nostri siti.

   PRESIDENTE.  Quindi, c'è una richiesta di ritiro  dell'emendamento
  formulata  anche  da parte dell'onorevole Zafarana  che  chiede  un
  confronto con l'Assessore. Onorevole Zafarana chiede la possibilità
  di  confronto  con l'assessore al ramo che è l'assessore  Vermiglio
  che, oggi, non è presente.

   VINCIULLO,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Ritiro
  l'emendamento 3.4.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   PANARELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono  d'accordo
  sul  ritiro  perché potrebbe creare equivoci, però  vorrei  dire  a
  proposito delle considerazioni che faceva l'onorevole Zafarana, che
  nel testo dell'articolato si parla delle obbligazioni contratte dai
  comuni  nel  2015  e nel 2016 che sono la materia  di  cui  parlava
  l'onorevole Zafarana e che dovranno essere riconosciute  ai  comuni
  per gli interventi che già hanno fatto.
   Tutta  la discussione che si è sviluppata tra l'Assessorato  ed  i
  comuni  si  è  incentrata  sul fatto che  le  procedure  precedenti
  riconoscevano  ai comuni il 30 per cento però non  consentivano  di
  erogarli. Adesso, questa formulazione dovrebbe essere più  efficace
  e   credo  anche  che  il  Presidente  della  Commissione,  volesse
  sostanzialmente  -  cosa  che secondo me si  può  fare  comunque  -
  incentivare  il  rapporto  tra  i comuni  e  l'Assessorato  per  la
  fruizione e la valorizzazione dei beni culturali. Cosa che  già  si
  può  fare,  quindi, l'emendamento, probabilmente, come si  dice  in
  gergo burocratico, è ultroneo.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'articolo 3.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                              «Articolo 4
                  Interventi nel settore vitivinicolo

   1.  Parte dei proventi di cui all'articolo 93 del Regolamento (CE)
  n.  479/2008 del Consiglio del 29 aprile 2008 concernenti i diritti
  di  reimpianto della Riserva regionale della Regione siciliana, nel
  rispetto  delle disposizioni di cui all'articolo 3, comma 2,  della
  legge  regionale  17  marzo 2016, n. 3,  è  destinata,  nel  limite
  massimo di 1.900 migliaia di euro, al completamento dell'erogazione
  del  contributo  regionale integrativo, previsto dall'articolo  80,
  comma  27,  della legge regionale del 12 maggio 2010, n.  11,  così
  come  modificato dall'articolo 12 della legge regionale 24 novembre
  2011,  n.  25, in favore dei soggetti beneficiari, relativamente  a
  progetti   di  promozione  per  attività  riguardanti  prodotti   a
  denominazione  di  origine non a marchio commerciale,  nonché,  nel
  limite  massimo  di 1.100 migliaia di euro, al finanziamento  delle
  attività  volte alla diffusione ed alla conoscenza delle eccellenze
  nel  settore  vinicolo,  conformemente alla normativa  nazionale  e
  comunitaria».

   Comunico  che è stato presentato l'emendamento 4.1, a firma  degli
  onorevoli Falcone ed altri.

   FALCONE. Anche a nome degli altri firmatari dichiaro di ritirarlo.

   GRECO GIOVANNI. Lo faccio mio.

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   GRECO  GIOVANNI.  Chiedo che la votazione avvenga  per  scrutinio
  segreto.

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo  rurale  e  la
  pesca mediterranea. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  GIOVANNI. Presidente, lei dà la parola all'Assessore, quando
  già siamo in sede di votazione

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo  rurale  e  la
  pesca  mediterranea.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   ho
  ritenuto corretto spiegare l'articolo per una ragione. L'articolo  4
  è un articolo che, sostanzialmente, consente di riparare ad un danno
  che,  in  parte,  l'amministrazione ha prodotto  nei  confronti  del
  settore vitivinicolo.
   Con  l'OCM 2015 è stato finanziato un piano di promozione del  vino
  all'estero.   Questo   piano   prevedeva   un   coofinanizamento   a
  quell'intervento  dell'80  per cento: il  50  per  cento  finanziato
  dall'Europa  attraverso  l'OCM ed il 30  per  cento  che  aveva  una
  copertura   di   finanziaria  da  un   capitolo   che,   a   seguito
  dell'introduzione della 118 nell'ordinamento contabile, faceva parte
  dei  residui attivi della Regione che sono stati cancellati  con  la
  pulizia dei residui.
   Per  cui  un'obbligazione che prevedeva che il 30 per  cento  fosse
  pagato  attraverso quella copertura, di fatto, ha creato un buco  di
  bilancio. La conseguenza è che questo settore non solo ha già  fatto
  questo  intervento  ma, devo dire con grande onestà,  alla  luce  di
  quello che ho verificato, il non pagamento di quanto già, in qualche
  modo, speso determinerebbe il fallimento della D.o.c. Sicilia con le
  conseguenze  che  tutti hanno chiare perché, in questo  momento,  il
  settore  del vino è uno dei settori trainanti della nostra economia,
  non solo della nostra agricoltura.
   Inoltre,  questo  riguarda 1 milione e 900  mila  euro  circa.  Gli
  ulteriori  1  milione e 100 mila euro sono anch'essi  finalizzati  a
  sostenere  la  promozione del settore vitivinicolo con  l'OCM  2016.
  Nessun  euro  di  questi 3 milioni viene preso  dal  bilancio  della
  Regione  nel senso che: non da capitoli esistenti, ma dalla  vendita
  dei diritti di reimpianto che sono stati fatti il 31 dicembre 2012 e
  che  hanno consentito alla Regione di introitare circa 3 milioni  di
  euro.
   Le  risorse,  quindi, che provengono dalla vendita dei  diritti  di
  reimpianto,  sono destinate al settore vitivinicolo,  in  parte  per
  riparare  quanto è avvenuto nel 2015-2016 ed in parte per finanziare
  il nuovo programma di promozione del vino all'estero.

   PRESIDENTE. L'onorevole Cracolici è stato molto chiaro. Alla  luce
  dei  chiarimenti forniti dall'onorevole Cracolici la  richiesta  di
  voto segreto è mantenuta o è ritirata, onorevole Greco?

   GRECO GIOVANNI. E' mantenuta.


   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo
         Votazione per scrutinio segreto dell'emendametno 4.1

    (La richiesta non risulta appoggiata a termini di Regolamento)

   Non c'è il quorum.
   Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi, chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Gli   emendamenti   4.5  e  4.2  sono  preclusi  perché   identici
  all'emendamento 4.1.
   Si  passa all'emendamento 4.6, del Governo che è nel fascicolo che
  così recita: «al comma 1 dopo le parole  è destinata' aggiungere le
  parole  nell'esercizio finanziario 2016'.
   E' un emendamento tecnico. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   GRECO GIOVANNI. Chiedo che il Governo ci illustri l'emendamento

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. E'  un  emendamento  tecnico,
  mancava  in quale periodo di riferimento lo utilizzavamo,  inserito
  nell'esercizio 2016. E' solo tecnico.

   GRECO GIOVANNI. Deve parlare italiano, non toscano

   PRESIDENTE. E' stato chiaro il Governo, onorevole Greco.

   BACCEI, assessore per l'economia. Ho detto che, onorevole Greco, è
  un  emendamento  tecnico  perché non era  indicato  il  periodo  di
  riferimento ed abbiamo scritto  che è nell'esercizio 2016.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 4.4, degli onorevoli Falcone ed altri.

   FALCONE. Anche a nome degli altri firmatari dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 4.3, degli onorevoli Falcone ed altri.

   FALCONE. Anche a nome degli altri firmatari dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo in votazione l'articolo 4, così come emendato.

   GRECO  GIOVANNI.  Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

   PRESIDENTE. C'è una richiesta di voto segreto dell'onorevole Greco
  sull'articolo 4.

   FONTANA.  Non  è possibile tornare indietro quanto  si  è  in  una
  votazione.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Greco, insiste  sulla  richiesta  di  voto
  segreto?  Eravamo quasi in fase di votazione per alzata  e  seduta.
  Ribadisce la richiesta di voto segreto?

   GRECO   GIOVANNI.  Io  avevo  chiesto  il  voto  segreto,   prima,
  Presidente.

    (La richiesta non risulta appoggiata a termini di Regolamento)

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'articolo 4.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà.  Prima  che  lei  si  pronunci   era
  intendimento della Presidenza sospendere alle ore 14.00.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,  vorrei
  fare  una proposta: stiamo iniziando l'articolo 5 che è complicato,
  la inviterei a sospendere i lavori.

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                              «Articolo 5
    Assegnazioni finanziarie in favore dei liberi Consorzi comunali

   1.  L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo  9  della  legge
  regionale  7  maggio  2015,  n. 9 è incrementata,  per  l'esercizio
  finanziario 2016, di 9.000 migliaia di euro (Missione 18, Programma
  1,   capitolo   191302)   cui   si  provvede   mediante   riduzione
  dell'autorizzazione di spesa prevista dal comma 2 dell'articolo  26
  della  legge regionale 17 marzo 2016, n. 3 (Missione 18,  Programma
  1, capitolo 590403). .

   Chiederei  all'assessore  Lantieri  di  illustrare  l'articolo  5,
  dopodiché  sospendiamo  e  riprendiamo alle  ore  15.00.  Assessore
  Lantieri può illustrare l'articolo 5?

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica.  Si  tratta dell'autorizzazione per le ex province  di  9
  milioni  di  euro  che,  invece,  di  essere  utilizzati  per   gli
  investimenti, sono utilizzati per la parte corrente, per  dare  una
  boccata d'ossigeno, per pagare gli stipendi ai dipendenti.

   PRESIDENTE.   Comunico  che  è  stato  presentato,  dal   Governo,
  l'emendamento 5.4. Assessore, lo vuole illustrare?

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. L'emendamento è per garantire i precari perché in  alcune
  ex  province  è stato rinnovato il contratto per i lavori  a  tempo
  determinato, giuridico e non economico.
   I  precari  non percepiscono soldi. Una quota si dovrà  utilizzare
  per  i  precari - dopo il riparto - e non potranno fare più  di  18
  ore.
   Le 18 ore devono essere garantite dal consorzio non dalla Regione.

   PRESIDENTE. L'Assessore ha illustrato anche l'emendamento 5.4.  La
  seduta è sospesa.

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Ma quale sospesa  Votiamo ora.

   MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  GIUSEPPE. Signor Presidente, lo spettacolo che  rischiamo
  di dare alla riapertura, se non dovesse esserci il numero legale  e
  quindi  non potremmo chiudere l'articolo 5, è indegno, dopo  quanto
  ho sentito.
   Dove dovete andare così di premura? Chiudete l'articolo 5
   Lasciate   stare   tutte  le   stronzate    infilate   in   questa
  finanziaria
   E, poi, dove si vuole andare, si va

   PRESIDENTE.  Nulla osta a votare subito l'articolo 5. C'era  stata
  una richiesta di rinvio alle ore 15.
   L'Aula  si esprime favorevolmente alla votazione sull'articolo  5.
  Passiamo al voto.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA. Signor Presidente, premetto che, personalmente, sono  per
  continuare  ad  oltranza,  senza  interruzione  di  sorta,   perché
  altrimenti non ne usciamo più.
   Chi ha fame si allontani, ma continuiamo ad oltranza anche perché,
  poi, gli impegni erano presi per stasera, per oggi pomeriggio.

   MUSUMECI. Senza tregua

   ASSENZA. Senza tregua.
   Per  votare  all'articolo 5, Presidente, siccome ci  stiamo  tutti
  riempiendo  la  bocca, da tre giorni, che si devono  assicurare  le
  somme  per gli studenti disabili che non possono essere lasciati  a
  casa,  mi  permetto di osservare che, secondo il testo governativo,
  sui  9 milioni di trasferimento alle province non c'è alcun vincolo
  in tal senso.
   Ci  sono due emendamenti, il primo dal Gruppo di Forza Italia  che
  prevede  che  3  milioni  di  questi 9  milioni  vengano  destinati
  esclusivamente   all'assistenza  ai  disabili  presso   le   scuole
  superiori, trasporto compreso.
   Votate  contro ma non venite qui a riempirvi la bocca di politiche
  a favore dei disabili  Siete solo degli ipocriti
   C'è  un emendamento successivo, a firma di alcuni deputati del PD,
  fra  cui  l'onorevole Digiacomo della mia provincia, anche  in  tal
  senso, seppure con una cifra ridotta.
   Uno  di  questi  due  emendamenti deve  essere  approvato  perché,
  altrimenti il prosieguo della finanziaria ve lo votate da soli e ve
  lo condividete da soli.

   PANARELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO.  Signor  Presidente,  concordo  con  le  considerazione
  dell'onorevole  Assenza. L'onorevole Fontana non  mi  ha  ascoltato
  stamattina  perché non c'era. E allora, noi dobbiamo recuperare  un
  vulnus  che  si  è determinato sull'assistenza ai disabili  perché,
  avendo  approvato l'articolo 10, abbiamo verificato sulla  base  di
  numerose   riunioni  di  Commissione,  che  il  sistema  scolastico
  regionale, quindi quello che dipende dal Ministero, dal MIUR, non è
  in grado di assicurare l'assistenza.
   Abbiamo concordato di inserire una cifra, l'emendamento che  avevo
  presentato io era di un milione, ritiro il mio Presidente a  favore
  di quello presentato dall'onorevole Falcone, che è un milione e 500
  mila  euro, dopodiché c'è un altro mio subemendamento e di colleghi
  anche  di  altri Gruppi parlamentari, per sopprimere  il  comma  2,
  perché  la  questione  dei  voucher  ha  determinato  un  ulteriore
  ostacolo, infatti, le amministrazioni pubbliche che hanno  problemi
  economici   stanno  interpretando  male,   possono   utilizzare   i
  voucher, non significa  devono  utilizzare i vouchers.
   Credo  che, collega Falcone, so che il Gruppo di Forza  Italia  ha
  presentato   emendamento  soppressivo  dell'intero   articolo   10,
  dobbiamo sapere che la soppressione dei vouchers, l'inserimento  di
  questa somma, impegna il Governo nella figura dell'Assessore Baccei
  che    adesso    lo   riproporrà,   ad   assicurare   nella    fase
  dell'assestamento di bilancio, e acquisita la indisponibilità della
  dirigenza  regionale scolastica, ad appostare le  cifre  necessarie
  per assicurare il servizio per l'anno 2016
   Credo  che su questo treno noi possiamo quindi bocciare il secondo
  comma,  appostare un milione e mezzo, come proposto  dall'onorevole
  Falcone  e chiudere per questa fase la partita, con l'impegno,  che
  credo  l'Assessore Baccei ribadirà, di trovare le ulteriori risorse
  in sede di assestamento di bilancio.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente io penso che questo sia forse  l'unico
  articolo  per cui valeva la pena di fare lo sforzo di rimanere  qui
  in  Aula. Perché dico questo. Era l'unico articolo per cui vale  la
  pena e anche se fosse Ferragosto. Perché noi, purtroppo, con questo
  modo  di  legiferare  in Aula, con emendamenti  volanti,  spesso  e
  volentieri, più spesso che volentieri, combiniamo dei guai.
   Noi  avevamo un servizio di assistenza ai disabili che funzionava,
  Presidente  Lupo, ed era un servizio che costava, per tutte e  nove
  le  province  siciliane,  intorno ai 9, 10  milioni  di  euro.  Noi
  abbiamo  avuto la capacità, e ci vuole grande intelligenza,  grande
  capacità  veramente, abbiamo avuto la capacità in un sol  colpo  di
  togliere   i   finanziamenti  e,  addirittura,  di   inserire   dei
  provvedimenti che di fatto non solo hanno impedito che il  servizio
  fosse  svolto, non solo hanno causato il licenziamento di centinaia
  di  addetti  specializzati, non solo hanno mortificato  i  disabili
  perché,  addirittura,  anche ove fosse stato  possibile  sostituire
  quegli  addetti  con  altri,  la  particolarità  dei  soggetti  dei
  disabili  è tale che spesso, nel momento in cui non viene assistito
  dallo  stesso assistente che conosce bene, rifiuta l'assistenza  di
  altri.
   In  un  sol colpo siamo stati capaci - quest'Aula, non me  che  mi
  sono opposto - è stata capace di distruggere ogni cosa.
   Presidente,   all'interno  di  questi  nove   milioni   io   avevo
  presentato,  intanto,  un emendamento che stanziava  nove  o  dieci
  milioni  di euro, da distribuire per tutte le province. Se la  cosa
  non è possibile in questa fase lo sarà, mi auguro, a settembre,  ma
  intanto dobbiamo abrogare ciò che di sbagliato abbiamo fatto  nella
  precedente  finanziaria  e abrogare, quindi,  l'articolo  10  della
  legge n. 8, abrogare i cosiddetti voucher che si sono rivelati  una
  speculazione  bella  e  buona e che, in  nessun  caso,  aiutano  le
  famiglie  né  i disabili e, quantomeno, stanziare una  parte  delle
  somme  -  c'è un emendamento in questo senso che è stato presentato
  da  Forza  Italia - da subito, per dedicarla al servizio,  in  modo
  tale  da  far partire il servizio e poterlo integrare a  settembre,
  appena  ci sarà la disponibilità di ulteriori somme. Su questo  noi
  annunciamo il nostro voto favorevole.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  per
  spiegare  la  portata di un sub emendamento e  di  un  emendamento.
  L'emendamento  5.2, che riguarda tre milioni di euro,  che  abbiamo
  già  illustrato tramite l'onorevole Assenza, riguarda  l'assistenza
  ai disabili, interamente intesa, cioè intendersi anche il trasporto
  degli  stessi,  non  soltanto l'assistenza  igienico-personale  che
  viene svolta.
   Qualche  collega  mi  ha  sollevato la propria  perplessità  circa
  l'entità  della  cifra, il 30 per cento sui 9  milioni  e,  allora,
  potremmo  trovare  una via di mezzo - così come diceva  l'onorevole
  Panarello - su un milione e mezzo, però faremo un ordine del giorno
  impegnando  il  Governo  a  trovare, in  sede  di  assestamento  di
  bilancio,  le  ulteriori  somme per il  servizio  di  assistenza  e
  trasporto ai disabili.
   È  stato  detto  da questo pulpito che il servizio  di  assistenza
  igienico-personale, così come è stato riformulato nella Finanziaria
  bis  del  2016  con  la  legge n. 8, l'articolo  10  sopprimeva  il
  servizio  alle  cosiddette  cooperative,  ai  cosiddetti  operatori
  assistenti igienico-personale, nell'idea e nella considerazione che
  questo  servizio potesse essere gestito ed effettuato  dall'ufficio
  regionale scolastico.
   In effetti, i colleghi che si sono succeduti da questo pulpito, ma
  anche  in Commissione, hanno tutti chiarito che l'ufficio regionale
  scolastico  e, per lo stesso, gli uffici provinciali scolastici  e,
  per  gli  stessi,  i  collaboratori in forza agli  stessi  istituti
  scolastici,  non sono nelle condizioni di adempiere  per  questione
  numerica,  ma  anche  e  soprattutto  per  capacità  professionali.
  Immaginate,  sei persone che hanno 60 anni, che stanno  andando  in
  pensione,  in  forza  all'ufficio  scolastico  regionale,   possono
  diventare assistenti igienico-personale.
   E allora, se il Governo e la maggioranza hanno fatto un errore nel
  sopprimere quel servizio in capo agli operatori igienico-personale,
  che  sono  circa  1.500, mi dicono, in tutta  la  Sicilia,  ma  noi
  pensiamo  veramente che stiamo facendo un buon  servizio  a  questi
  disabili, a questi bambini e a questi ragazzi, che hanno il diritto
  di studiare così come gli altri ragazzi.
   Nei  confronti di questi diversamente abili, alcuni dei quali sono
  gravi o gravissimi, per cui il rapporto diventa uno a uno, cioè  un
  disabile,  un  operatore;  nei casi  meno  gravi  si  arriva  a  un
  operatore  a quattro o, addirittura, cinque disabili, ma  nei  casi
  meno  gravi. Ci sono casi gravissimi per i quali ogni disabile deve
  essere  assistito da un operatore. E immaginate le piante organiche
  degli istituti comprensivi, dove i collaboratori scolastici sono in
  numero ridottissimo, esiguo, i cosiddetti bidelli non esistono più,
  pensiamo veramente che questo servizio possa essere effettuato?
   Alla contestazione, onorevole Fontana, che lei fa, e non so se  la
  fa  a  nome del Gruppo o a nome personale, che questo servizio  nel
  resto  d'Italia viene effettuato dall'Ufficio regionale scolastico,
  dica ai suoi rappresentanti, al Governo nazionale, di dare maggiore
  risorse  alla  Sicilia, anziché toglierle e creare la mobilità,  la
  defenestrazione degli insegnanti verso il nord.
   Questa cosa dovrebbe creare imbarazzo a lei e al suo partito.  Noi
  dobbiamo   riportare   ordine.   Assessore   alla   formazione    e
  all'istruzione,  va  a  lei  la  mia considerazione.  Noi  diciamo:
  sopprimiamo  questo  articolo  10,  cercando  di  trovare  poi  una
  mediazione  tra  Regione,  province ed enti  locali.  Cerchiamo  di
  trovare  una mediazione, perché il mantenimento di questo articolo,
  Assessore  Baccei, non aiuta la Regione, crea ulteriore confusione,
  mi  creda,  se  poi,  come abbiamo avuto modo di  confrontarci,  la
  Regione  domani vorrà accentrare tale servizio e lo vorrà  gestire,
  dovrà iniziare a togliere tutte queste clientele che esistono anche
  in questo settore, ed è gravissimo questo fatto.
   Noi  dobbiamo  iniziare a ragionare in prospettiva per  garantire,
  innanzitutto, un servizio a questi ragazzi che sono meno  fortunati
  di noi. Non facciamo demagogia e procediamo con ordine, con serietà
  e anche con serenità.

   PICCIOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PICCIOLO.  Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,  questo
  articolo  rappresenta  l'essenza  di  questa  legge,  della  nostra
  presenza  qui come Gruppo parlamentare in Aula. E' un  articolo  di
  grande  buon  senso per i lavoratori delle province,  che  consente
  anche  di  riporre  giustizia nel settore dell'accompagnamento  dei
  disabili  presso gli enti locali. Credo che il Governo  debba  però
  tenere  fortemente  in considerazione, Assessore  Baccei,  anche  i
  riferimenti  dell'onorevole Falcone, e quindi farsi valere  di  più
  sul  tavolo  nazionale,  perché noi non  possiamo  sempre  dare  al
  Governo nazionale, ma dobbiamo anche a volte chiedere.
   Questa  è  anche una mia battaglia, cioè chiedere le  risorse  che
  sono  essenziali  ed  indispensabili. Quindi, l'Ufficio  scolastico
  regionale  non  può  essere sordo alle nostre  istanze  e  dobbiamo
  cercare - e spero che l'intervento dell'Assessore alla formazione e
  all'istruzione,  Marziano, sia chiarificatore in tale  senso  -  di
  chiedere  e  garantire l'assistenza giusta ai  disabili,  a  carico
  dello Stato, e che non sia fatta a spot, come è stata fatta finora,
  quasi per un diritto che diventa una concessione.
   E'  chiaro,  onorevole  Falcone,  è  vero  quello  che  dice  lei,
  probabilmente anche dietro questo sottobosco di gestione,  oltre  i
  fatti  buoni,  soggiacciono  le  clientele,  ma  le  clientele   in
  quest'Aula,  credo  che non abbiano né padre, né  madre,  ma  siano
  ormai orfane da troppi anni di  mala gestio  di questa Regione.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, finalmente  siamo
  arrivati  a  questo articolo, rispetto al quale mi era sembrato  di
  capire   che,   già   l'assessore  aveva   posto   all'inizio,   la
  disponibilità  e,  addirittura, la proposta di  uno  stralcio,  per
  trattarlo prioritariamente.
   Noi con grande senso di responsabilità, convinti del fatto che  la
  variazione  di  bilancio dovesse essere portata  avanti  sino  alla
  fine,  abbiamo dato disponibilità anche ad iniziare a trattare  gli
  articoli  precedenti. E negli articoli precedenti abbiamo assistito
  a  qualcosa, mi sembra come 3 milioni di euro sulla promozione  per
  le   attività   nel   settore   vitivinicolo,   abbiamo   assistito
  all'approvazione  in ambito, sempre di promozione  del  territorio,
  degli  aspetti  che riguardano le Terme di Sciacca ed  Acireale,  e
  adesso, finalmente, siamo arrivati al tema delle province, dove  di
  mezzo  ci  stanno  dipendenti  della pubblica  amministrazione  che
  rischiano di essere licenziati e con questi, quei dipendenti  delle
  strutture convenzionate che si occupano della disabilità.
   Lo  dico  chiaramente,  se  quest'Aula dovesse  mai  scegliere  di
  investire, sulla promozione delle attività e della vendita del vino
  nel  mondo,  penalizzando i propri utenti, le proprie famiglie  che
  vivono  sfortunatamente  una condizione di  disabilità,  credo  che
  davvero non potremo raccontarla da nessuna parte.
   Da  parte di Forza Italia sono stati presentati degli emendamenti.
  Il  primo  che, credo essere di buon senso: allineare la situazione
  regionale alla questione della territorialità, a quelle che sono le
  specificità  e  le peculiarità del trattamento della disabilità  in
  Sicilia. Evidentemente, facendo anche a meno, di quelle che sono le
  linee di indirizzo nazionale, perché quell'articolo 10, così com'è,
  nel  contesto  siciliano, non ha motivo di poter essere  applicato,
  perché reggerebbe la propria attività sulle iniziative svolte da un
  personale  che non è più nelle condizioni di svolgerlo, e  che  per
  essere  chiari  -   così  com'è  stato  detto  anche  in  sede   di
  Commissione e anche dallo stesso provveditore - non la  vuole  fare
  quell'attività di assistenza ai disabili
   Diciamocelo  chiaramente. Si parla di personale che  non  è  nelle
  condizioni di farlo e che, soprattutto, non lo vuole fare
   Dal  nostro  punto  di vista l'articolo 10 andrebbe  assolutamente
  abolito. C'è un'ulteriore proposta che è quella di stanziare  delle
  somme,  consentendo l'avvio dell'attività fin dalla fase di  inizio
  delle  scuole,  perché  non  possiamo lasciare  un  giorno,  perché
  sarebbe  una grandissima discriminazione, nei confronti  di  utenti
  speciali con bisogni speciali, di fronte ai quali nessuno può porre
  una benché minima opposizione.
   Quindi  Presidente, con molta serenità, mi sembra che  ci  sia  il
  clima,  come  abbiamo  approvato gli altri  articoli,  mettiamo  in
  votazione  questo articolo e vediamo di dare, finalmente  giustizia
  ad  una vicenda che veramente è centrale nel senso della tutela dei
  diritti dei più deboli.

   VINCIULLO,  presidente  della Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   VINCIULLO,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente,  le chiedo solo cinque minuti di sospensione,  così  da
  potere concordare con tutti i deputati, con tutti i Capi gruppo, la
  riscrittura dell'emendamento, solo cinque minuti.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  aveva   chiesto   di   parlare
  l'onorevole Alongi, poi sospendiamo cinque minuti.

   ALONGI.  Signor  Presidente preferisco  intervenire  dopo  che  il
  collega Vinciullo finisce di riscrivere l'emendamento.

   MARZIANO,    assessore   per   l'istruzione   e   la    formazione
  professionale. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO,    assessore   per   l'istruzione   e   la    formazione
  professionale.  Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  intervengo
  impropriamente perché la questione, pur riguardando il  tema  della
  scuola,  afferisce  alle  competenze  e  alle  funzioni  di   altri
  Assessorati  e  di  altri  Assessori,  però  ha  evidentemente  una
  ricaduta  importante  sul  diritto allo  studio.  Ecco  perché  sto
  seguendo la vicenda, anche se - ripeto - non è una delle competenze
  che  sono  attribuite  al mio Assessorato,  e  proprio  per  questa
  competenza  di  cui mi sono caricato che io condivido  la  proposta
  fatta dall'onorevole Panarello che parte dalla realtà dei fatti.
   Noi abbiamo un articolo 10 della legge finanziaria che prevede che
  questo  tipo di assistenza si faccia, come in Italia, attraverso  i
  collaboratori scolastici, cioè i cosiddetti bidelli e  poi  abbiamo
  un  comma  2,  che  prevede  addirittura  la  possibilità  per  gli
  interessati di fare ricorso al sistema del voucher. Bene   Mi  pare
  di  capire che c'è il consenso generale all'eliminazione del  comma
  2,  e  cioè del sistema dei voucher, perché è un sistema devastante
  della modalità di esecuzione di questo servizio.
   Voglio  però ricordare che il sistema del voucher non fu  proposto
  dal  Governo, fu una decisione di quest'Aula proposta da un  Gruppo
  politico e approvata a voto segreto, evidentemente, in spregio alle
  posizioni del Governo.
   Allora  non si possono giocare due parti, questa proposta non  era
  una  proposta  del Governo, fu approvata su proposta di  un  Gruppo
  parlamentare,  e fu approvata in odio alla posizione  del  Governo,
  per mettere sotto il Governo.
   Adesso  ci  si rende conto che è un errore clamoroso  e  si  vuole
  tornare indietro.

   RINALDI.. l'avete votata voi assieme al Movimento Cinque Stelle.

   MARZIANO,    assessore   per   l'istruzione   e   la    formazione
  professionale.. No, ma che dice onorevole Rinaldi, è  una  proposta
  fatta  da un Gruppo politico e votata dall'Aula. Giusto? Siccome  è
  un  errore  clamoroso,  si deve cercare di  porre  rimedio  ad  una
  modalità di attuazione che non è immediata perché? Perché  noi  non
  possiamo distaccarci molto dal resto d'Italia, per cui non possiamo
  prevedere un sistema completamente diverso.
   Io  ho  partecipato a una riunione in Prefettura assieme ad  altri
  Assessori  del  Governo  regionale  e  sindacati  e  con  l'Ufficio
  scolastico  regionale,  nella  quale la  responsabile  dell'Ufficio
  scolastico   regionale   sosteneva  che   stavano   formando   2500
  collaboratori scolastici per ottemperare a questo servizio.
   Intanto 2500 su 12 mila, però adesso risulta che non sono in grado
  di  partire subito con questo servizio, per cui mi sembra  di  buon
  senso  la  proposta fatta dall'onorevole Panarello di  abrogare  il
  comma  2,  mettere una posta di bilancio e fare avviare il servizio
  con le caratteristiche del passato, nelle more che si possa trovare
  un assetto definito.
   Io  aggiungo,  il  problema  per una parte  di  questi  lavoratori
  rimarrà.   Anche  in  questo,  nonostante  non  sia   mia   diretta
  competenza,  ho depositato, ormai con tutte le relazioni  dei  vari
  assessorati, un disegno di legge che può consentire, ad  una  parte
  di  lavoratori  che  ne  abbiano  i titoli,  una  riconversione  da
  operatori  del servizio igienico-sanitario a operatori dei  servizi
  Asacom, cioè qualcosa di diverso, e di cui la società ha bisogno.
   Questo  disegno di legge è stato depositato in V Commissione,  con
  tutte le relazioni, è chiaro che avrà bisogno del suo tempo, quindi
  noi  abbiamo bisogno di una fase transitoria per potere formare una
  parte  di  questo  personale verso servizi  di  cui  la  scuola  ha
  bisogno,   i   cosiddetti   servizi   Asacom,   l'assistenza   alla
  comunicazione.
   Il  disegno  di  legge  è presentato, prevede  la  possibilità  di
  attività  di  formazione fatte di concerto  con  il  CEFPAS  e  con
  l'assessorato alla Salute, e affronterà un pezzo del  problema  dei
  lavoratori.
   Pertanto,   condivido   il  percorso  individuato   dall'onorevole
  Panarello, eliminazione del comma 2, mettere una posta di  bilancio
  per  affrontare  i  primi mesi, e poi affrontare la  questione  con
  l'assestamento.
   Voglio   ricordare,  però,  che  c'è  il  problema  del  trasporto
  sollevato  da  alcuni colleghi, che rimane tutto in  piedi,  perché
  l'anno  scorso al mancato servizio di trasporto ai disabili che  le
  province   non   sono  state  in  grado  di  fare,   ha   sopperito
  l'assessorato  all'istruzione, senza averne titolo e  senza  averne
  l'obbligo, con un avviso finanziato con circa 1 milione e 300  mila
  euro.
   Era   un   intervento  straordinario  che  non  possiamo  ripetere
  quest'anno.  Quindi,  va  previsto che tra  le  somme  che  vengono
  erogate  agli  enti  locali,  che  hanno  questo  obbligo,  ci  sia
  l'obbligo  di  garantire  il  trasporto  per  i  disabili.   Perché
  altrimenti,  se  non  mettiamo  il  vincolo,  non  ci  può   essere
  quest'anno un'azione sostitutiva da parte di altri assessorati.
   Quello  che  voglio dire è di pensare a questo, ma pensiamo  anche
  all'obbligo  per  i  servizi Asacom e pensiamo all'obbligo  per  il
  trasporto, perché non ci può essere azione sostitutiva, come l'anno
  scorso alla luce dell'emergenza.

   PRESIDENTE. La seduta è sospesa per cinque minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 14.28, è ripresa alle ore 14.48)

   La seduta è ripresa.

   VINCIULLO,  presidente  della Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, Assessori, così come richiesto  da
  tutti  i  Gruppi  parlamentari, nessuno escluso, la Commissione  ha
  riscritto  l'emendamento che riguarda l'assegnazione a  favore  dei
  Liberi Consorzi comunali, prevedendo - ripeto, come è stato chiesto
  da  parte dei deputati - una riserva di un milione e mezzo di euro,
  per  l'assistenza  ed  il trasporto degli  alunni  e  delle  alunne
  diverse abili.
   Nello  stesso tempo, è stato presentato l'emendamento che sopprime
  l'articolo  10,  ed  è  questa la volontà,  dal  momento  che  pare
  evidente  essere la volontà di tutto il Parlamento. Di conseguenza,
  cerchiamo un attimino di ricordare tutto.
   Noi  abbiamo  allo stato attuale 19 milioni e 600  mila  euro  già
  stanziati  per  le  Province, e su questi vi è  una  riserva  di  1
  milione   150   mila.   Oggi,  sui  9  milioni  stiamo   prevedendo
  un'ulteriore riserva di un milione e mezzo di euro, di  conseguenza
  su 28 milioni e 600 mila euro complessive per tutte le Province, vi
  è  una riserva destinata all'assistenza ed al trasporto dei ragazzi
  e  delle ragazze diversamente abili, pari a 2 milioni 650 mila  che
  riteniamo, come Commissione - ma ripeto raccogliendo l'istanza  che
  proviene  da tutti i deputati parlamentari, nessuno escluso  -  una
  risposta sicuramente positiva.

   ALONGI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALONGI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi ho  ascoltato  con
  grande  attenzione  l'emendamento presentato  dalla  Commissione  a
  firma   del   Presidente   Vinciullo  e   devo   dirvi   che   sono
  particolarmente  soddisfatto  perché  questo  emendamento   rimette
  ordine  ad un articolato che aveva provocato un minimo di disordine
  in quello che era l'assistenza, e aggiungo, ed è importante, perché
  questo va spiegato.
   Oggi, non si fa soltanto assistenza agli alunni disabili, ma si fa
  assistenza  agli alunni disabili, c'è il trasporto e c'è  anche  il
  LIS, la comunicazione. Sono tre gli assi di intervento dove bisogna
  operare.  Evidentemente, io non lo so se con il milione e mezzo  di
  euro,  Assessore Baccei, si riuscirà ad arrivare al 31 dicembre  di
  quest'anno, ma mi auguro e auspico che ci sia uno sforzo corale  da
  parte  delle  città  metropolitane, da parte  dei  Liberi  Consorzi
  affinché si possa trovare risorse aggiuntive, se ciò dovesse essere
  utile da parte dei Liberi Consorzi, delle Città Metropolitane,  per
  coprire questo servizio fino al 31 dicembre.
   E  aggiungo a questo, credo che questa esperienza - io  mi  auguro
  che  l'emendamento  venga  approvato dall'Aula  -  serva  anche  ad
  approfondire meglio e ad analizzare meglio quali sono i risvolti  e
  come  ci si può muovere con una riforma complessiva che guardi  due
  aspetti,  che  guardi i disabili da un lato e che guardi  personale
  che da un ventennio svolge questo specifico servizio.
   Se  noi riusciamo a guardare e a pensare ad un modo nuovo, diverso
  e  dove  non  ci sia, e io condivido quello che diceva  il  collega
  Picciolo,  anche il ricatto nei confronti del lavoratore  che  oggi
  opera,  credo  che  questo  sia un fatto importante  e  io  quindi,
  chiaramente,  annuncio  fin  da  adesso  il  mio  voto   favorevole
  all'emendamento presentato dalla Commissione  Bilancio .

   ZITO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi per capire qual  è  la
  vera   situazione  delle  province  forse  è  meglio   citare   chi
  sicuramente ne capisce più di tutti qua, capire qual è il problema,
  come  si  poteva  risolvere e come non si è risolto invece.  Perché
  nella  finanziaria di febbraio, di fine febbraio, questo autorevole
  personaggio  disse:   sappiamo tutti che  il  problema  dei  Liberi
  Consorzi è un problema veramente serio che vale 150, 180 milioni di
  euro.  Il  problema  va  affrontato in  maniera  seria,  a  partire
  dall'approvazione  della legge dei Liberi consorzi .  Questo  è  il
  primo passaggio.
    Poi,  va fatto - come già stiamo facendo con l'Assessore Lantieri
  -  un  discorso  serio che deve vedere coinvolti i  Commissari  dei
  Liberi Consorzi che devono fare la loro parte, la Regione che  deve
  fare la sua parte e dare risorse e lo Stato che a questo punto deve
  entrare   cercando  di  alleggerire  il  contributo  alla   finanza
  pubblica, che è quello che sta strozzando i Liberi Consorzi .
   Continua  questo illustre personaggio dicendo:  Va  affrontato  il
  discorso economico con un tavolo, con i Commissari che facciano  la
  loro  parte. La Regione deve trovare risorse serie che non  possono
  essere  4,  5 milioni di euro e a quel punto porteremo lo  Stato  a
  fare la sua parte, alleggerendo il contributo alla finanza pubblica
  perché  è diventato insopportabile ed è quello che ha fatto saltare
  l'equilibrio dei liberi Consorzi .  Dice  sarà stato una svista  di
  questo illustre personaggio,  sul discorso della finanza pubblica .
   Ma  il  22 marzo 2016, quindi circa un mese dopo, ritorna  dicendo
  sempre  che   il problema come sappiamo è complesso  perché  stiamo
  parlando  del  disavanzo che si aggira a 250, 180 milioni.  Il  mio
  punto  di  vista  come  sapete  è  che  non  si  può  aspettare  un
  conciliamento  del  contributo della  finanza  pubblica  perché  si
  creerebbe,  ovviamente,  un problema di 200  milioni  di  euro  sul
  bilancio  dello Stato, non si può pensare che la Regione si  faccia
  carico  dell'intero  problema, ma sicuramente portando  allo  Stato
  l'azione  virtuosa,  ulteriori azioni che si  possono  fare  io  mi
  aspetto  che  lo  Stato ci possa venire incontro non  soltanto  per
  cercare   di  attenuare  quantomeno  le  trattenute  alla   finanza
  pubblica,  ma  anche  su  altre cose tipo  la  mobilità,  su  altre
  amministrazioni dello Stato .
     Questo era un altro intervento di colui che è il nostro illustre
  Assessore  per  l'economia. Perché  è stato lei a  dire  e  se  l'è
  negato  in  Commissione   Bilancio   dicendo  a  me  personalmente:
   vediamo i verbali , questi sono i verbali
   Lei aveva detto che avrebbe cercato di fare qualcosa per diminuire
  il  contributo e la finanza pubblica. Lo sappiamo tutti che quei  9
  milioni di euro che stiamo cercando di dividere, un milione e mezzo
  per  i  disabili, altri per gli stipendi, altri per i  precari  non
  basteranno  e, quindi, a settembre torneremo ad essere  punto  e  a
  capo.
   Sappiamo  anche che, possibilmente, altre province oltre a  quella
  di  Siracusa andranno in dissesto, visto che, ad esempio, quella di
  Siracusa aveva 19 milioni di euro di disavanzo di cui 18 milioni di
  euro per la compartecipazione alla finanza pubblica. Ma siccome noi
  preferiamo  infilare la testa sotto la sabbia  ed  essere  contenti
  perché un milione e mezzo riusciamo, forse, a fare chissà che  cosa
  e  a  tirare a campare, perché ormai in questa Assemblea si tira  a
  campare  Altre province al grande dissesto, la mobilità non  è  mai
  effettivamente  partita,  per  capire  lo  Stato  quello  che   può
  assorbire,  perché sappiamo tutti che i dipendenti della  Provincia
  non  possono  andare  nei comuni o in altri enti  regionali  perché
  questo  impedirebbe poi la stabilizzazione dei precari di  cui  voi
  tanto vi vantate di voler fare.
   Noi   avevamo  proposto  qualcosa  a  livello  nazionale,  avevamo
  proposto  degli emendamenti a firma Nesci e Marzana dove si  diceva
  di  diminuire  questo  contributo del 50 per  cento  per  tutte  le
  province;  avevamo  chiesto la sospensione dei mutui  per  un  paio
  d'anni,  ovviamente  il tempo di dare ossigeno  e  di  dare  quanto
  necessario  per  cominciare a partire con queste  mobilità.  Questo
  invece non è stato fatto.
   Bisogna chiedersi - questo lo dovevano fare i vostri commissari in
  questi  tre  anni - perché prima, quando c'era la  politica,  si  è
  arrivato  ad  accendere  mutui,  ad  utilizzare  soldi  in  maniera
  clientelare e quant'altro.
   Questo,  invece, non è stato fatto e ora ci ritroviamo  a  cercare
  gli  spiccioli  e  non  serviranno. Quindi,  dovremmo  ritornare  a
  settembre  e parlare della stessa cosa, poi ne dovremo  parlare  di
  nuovo  a  novembre, poi di nuovo a dicembre e andremo così,  finchè
  poi  qualcuno,  soprattutto  per  quei  consorzi  che  andranno  in
  dissesto,  alcuni dei lavoratori si ritroveranno per  mesi  e  mesi
  senza   stipendio,  i  disabili  si  ritroveranno  fermi  o   senza
  assistenza.  Questo  è  quello che avete combinato  e  qua  c'è  la
  dimostrazione che chi si era preso l'impegno a fare qualcosa a Roma
  non l'ha fatto.

   FONTANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FONTANA.   Signor  Presidente,  sarò  telegrafico,  soltanto   per
  confermare il nostro voto favorevole anche a questo emendamento che
  è stato riformulato.
   È un argomento che noi abbiamo già affrontato in altre sedute e in
  altre  occasioni. Purtroppo, talvolta abbiamo anche commesso  degli
  errori  come  quello dell'approvazione dell'articolo  10  che  oggi
  abrogheremo, perché in effetti abbiamo commesso un grave errore.
   Io ho sentito qua degli interventi sui disabili. Credo che nessuno
  possa  vantare primati rispetto a questo problema perché ognuno  di
  noi  ha  una  sensibilità sufficiente a comprendere cosa significhi
  essere disabile, cosa significa affrontare una disabilità non  solo
  per il soggetto che ne è interessato ma anche per la famiglia e per
  tutto  ciò  che  ruota attorno, per cui nessuno ci  deve  insegnare
  nulla su questo argomento. Siamo abbastanza vaccinati e pronti  per
  affrontarlo con una sensibilità assolutamente sufficiente.
     Pertanto,  siamo  assolutamente  d'accordo  che  questo  sia  un
  servizio che va garantito. Il problema è come deve essere garantito
  e  la Sicilia, purtroppo, non può essere sempre speciale in tutti i
  campi e in tutti i settori.
   Questo  è  un  problema  che è stato già  affrontato  dal  Governo
  nazionale,  è stato affrontato dal resto di Italia, è  un  servizio
  che  viene  garantito  all'interno delle scuole  dai  collaboratori
  scolastici che sono stati all'uopo formati, non capisco perché noi,
  ancora  oggi, ci intestardiamo a voler comunque garantire,  invece,
  una  presenza  di operatori che, per carità, a loro  va  il  nostro
  compiacimento per l'attività che hanno saputo svolgere in  passato,
  ma  è  chiaro che, oggi, se questo è un problema che non ha prezzo,
  come  la salute, ha dei costi che la Regione non può più sostenere.
  Se  ricordo  bene,  in passato, credo che il costo  complessivo  di
  questo  servizio, per tutta la Sicilia, era di 18 o 20  milioni  di
  euro.

   FORMICA. Undici milioni di euro.

   FONTANA.  Undici milioni di euro. Oggi, parliamo di un emendamento
  che vede una riserva di ulteriori 1 milione e 500 mila euro che  si
  aggiungono  al  1.250  milioni  che avevamo  già  stabilito  nei  9
  milioni,  quindi, complessivamente è 2 milioni e mezzo.  Credo  che
  alla   fine   siano  una  risorsa  irrisoria  rispetto   al   costo
  complessivo.   Però,  oggi,  sono  anche  soddisfatto   di   questo
  emendamento perché quanto meno garantiremo il trasporto, e questo è
  un  obbligo di legge che bisogna assolutamente assicurare.  Invece,
  per  quanto  riguarda l'assistenza transitoriamente, è chiaro,  che
  queste risorse, in parte, potranno anche servire per delle forme di
  disabilità  grave dove sarà necessaria la presenza costante  di  un
  operatore, ma questi sono pochi casi francamente. Invece, per tutto
  il resto è giusto che il servizio venga garantito dai collaboratori
  scolastici,  così  come  avviene in tutta Italia  ed  in  tutte  le
  regioni.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare l'onorevole  Grasso.  Ne  ha
  facoltà.

   GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, le ragioni  per  le
  quali  è necessario approvare questo articolo le ha già esplicitate
  il   Capogruppo,  io  vorrei,  semplicemente,  dire   all'assessore
  Marziano, proprio a lui di cui ho una grandissima stima per la  sua
  onestà  intellettuale,  che mi dispiace che  addebiti,  anche  alle
  opposizioni, l'esito della norma della finanziaria.
   Noi in finanziaria abbiamo sostenuto ampiamente e cercato di farvi
  desistere.  Oggi, ci si è resi conto, sia il Governo ma soprattutto
  la  maggioranza di quest'Aula che ha votato, che è una stortura che
  bisogna  correggere.  Riguardo  al personale  ATA:  qualcuno  prima
  sosteneva che verrà formato. E'insufficiente. In qualità di sindaco
  vi posso dire che il personale ATA nelle scuole, dove ci sono gravi
  disabilità, è veramente insufficiente ed il problema grave è quello
  del trasporto.
   Noi   abbiamo  presentato  anche  un  subemendamento   che   oltre
  l'assistenza  prevede  anche il trasporto perché  non  può  gravare
  sugli enti locali.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare l'onorevole  Maggio.  Ne  ha
  facoltà.

   MAGGIO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  condivido   la
  riscrittura   della   Commissione   che   unisce   emendamenti    e
  subemendamenti  che  avevo sottoscritto con  altri  colleghi.  Sono
  d'accordo perché non dobbiamo dimenticare che la nostra priorità  è
  assicurare  l'assistenza ai ragazzi che devono poter  continuare  a
  frequentare  le  scuole.  Nell'assicurare  l'assistenza   un   nodo
  cruciale  è quello di assicurare i lavoratori che finora  li  hanno
  seguiti  perché  vorrei ricordarvi che l'assistenza  di  cui  hanno
  bisogno  che, apparentemente sembrerebbe un supporto esclusivamente
  manuale,  è riferito a soggetti che hanno anche bisogno di  entrare
  in  empatia  con coloro che li accudiscono. Quindi,  il  fatto  che
  questi lavoratori possano continuare a svolgere questa attività non
  è  indifferente, non si tratta solo di un sostegno dato a loro, che
  pur ne hanno necessità in quanto lavoratori.
   Lo  sforzo  che chiediamo, quindi, al Governo regionale in  questa
  fase  di  transizione di competenze, dalle ex province ai  consorzi
  dei comuni - che mi pare sia stato accettato - è importante proprio
  per garantire, adesso, con questa riserva di 1 milione e mezzo, che
  si  possa iniziare tranquillamente l'anno scolastico, ma anche  con
  l'assestamento  di  poter  garantire, senza  interruzioni,  fino  a
  quando,  con certezza, non sarà stata definita la copertura  totale
  dell'assistenza, considerato che, contestualizzando  abbiamo  visto
  che,  sicuramente i lavoratori che stanno per essere riqualificati,
  i collaboratori scolastici, non saranno in un numero sufficiente.
   L'altra cosa importante dell'abrogazione dell'articolo 10, che sta
  tra  l'altro  nelle  motivazioni  che  enunciavo  prima,  è  quello
  relativa  ai  voucher.  E'  davvero impensabile  di  assicurare  un
  servizio  di  questo  tipo  tramite voucher,  che  metterebbero  in
  difficoltà   le  famiglie,  quindi,  i  soggetti  disabili   ed   i
  lavoratori.
   In  ultimo sosterrò anche il subemendamento che è stato presentato
  sulle  ore  di  lavoro.  Non  si può  pensare  di  intervenire  con
  modifiche contrattuali sull'orario di lavoro: chi ha 18 ore rimarrà
  a 18 ore, chi ne avrà di più rimarrà con le sue ore.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Rinaldi.  Ne  ha
  facoltà.

   RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per  un
  po'  di  chiarezza  perché nel testo non era  previsto  quello  che
  adesso stiamo approvando. E' grazie al Gruppo di  Forza Italia  che
  ha  presentato  l'emendamento  e che, subito  dopo,  l'approvazione
  dell'articolo  10  nella  finanziaria,  aveva  fatto   notare   che
  l'articolo 10, approvato dal Gruppo  PD, non a voto segreto, a voto
  palese,  insieme al Movimento Cinque Stelle - per carità, non  dico
  che  quando  hanno votato l'articolo, l'hanno fatto in funzione  di
  creare  un disservizio, lo hanno fatto perché volevano adeguarsi  a
  una  normativa nazionale, ma in Sicilia, questo servizio che adesso
  viene svolto dalle cooperative non può essere svolto immediatamente
  dagli  operatori  scolastici e questo lo  ha  dichiarato  anche  la
  responsabile  del  servizio  regionale scolastico,  in  Commissione
   Bilancio', dicendo che, non solo il personale ATA, non  aveva  mai
  fatto  una formazione in tal senso, ma non aveva neanche  il  tempo
  materiale  di poter effettuare questa formazione per fare  svolgere
  il  servizio  per  l'anno scolastico che sarebbe arrivato  a  breve
  tempo.  Era  necessaria,  quindi, una  revisione  dell'approvazione
  dell'articolo  che  era stata fatta  - e grazie,  ripeto,  a  Forza
  Italia   che   ha  presentato  un  emendamento,  ha  costretto   la
  maggioranza a rivedere l'abolizione dell'articolo 10, approvato  in
  finanziaria - comunque, noi avevamo detto immediatamente, dopo  con
  una Conferenza stampa, il giorno dopo dell'approvazione, che era un
  articolo  sbagliato - ed anche lo stanziamento  dei  fondi  per  il
  trasporto ed anche per l'assistenza.
   Questa  formazione  deriva  da  anni  di  esperienza,  deriva   da
  un'assistenza che è specifica e che non può fare il personale  ATA,
  non soltanto perchè non ha la formazione, ma perché gli uffici e le
  scuole, in questo momento, non hanno il numero da poter destinare a
  tale servizio.
   Sono  contento che, finalmente, questa iniziativa di Forza Italia,
  abbia  trovato anche l'appoggio del Governo e di tutta  l'Aula  per
  poterlo approvare.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, ieri il  presidente
  Ardizzone,   ha  tenuto  a  sottolineare,  quanto  quest'Aula   sia
  produttiva e quante volte si riunisca.
   Vorrei ricordare ai colleghi ed anche al Governo che, quando ci si
  riunisce  ci  deve  essere un'utilità, si  parla.  Allora,  come  è
  possibile  che, a distanza di qualche mese l'assessore Marziano  si
  sia dimenticato della seduta n. 331. In quella seduta, quando si  è
  trattato  questo argomento, iniziamo dal momento del voto:  Baccei,
  parere  favorevole, Commissione, parere favorevole; chi è contrario
  si alzi  ; glielo dico io, non si è alzato nessuno.
   Erano tutti favorevoli
   Nel   merito   dei  contenuti:  quel  giorno  fu  presentata   una
  riscrittura, quindi,  il soppressivo che avevamo presentato non era
  più  efficace.  Sulla riscrittura abbiamo inserito l'emendamento  a
  nostro modo di vedere ed a modo di vedere delle associazioni  delle
  famiglie, con cui abbiamo fatto il giro di vari Assessorati, era un
  paracadute, ma durante l'intervento della collega Zafarana è  stato
  detto,  diciamocelo  chiaramente  il  personale  ATA  è  dimezzato,
  ridotto, fortemente gravato e noi non possiamo arrivare a settembre
  senza  che  il  servizio  sia compiutamente  espletato  da  persone
  preparate.
   Su  quello  che  avviene  nel  resto  della  Sicilia,  l'onorevole
  Vinciullo  ha detto: è chiaro che da Reggio Calabria in  su  quello
  che  avviene  è  che  è il Ministero dell'istruzione  a  provvedere
  economicamente  a formare questo personale proprio perché  così  le
  nostre risorse possono andare all'assistenza specialistica e  verso
  una completa autonomia ed integrazione di questi ragazzi.
   Su  una  cosa non era d'accordo l'assessore Baccei, disse che  non
  era  vero che non si era fatto nulla ma che alcune province avevano
  già  avviato  per  tempo i corsi eppure io, oggi, mi  devo  sentire
  dire,  arrivati  a  questo punto, dato che non  siamo,  Presidente,
  nell'ufficio di Presidenza, vi propongo quando vi riunite, dato che
  avete  quel  bel  bilancio, fate il servizio esorcismo  per  alcuni
  deputati  perché hanno la personalità che si sdoppia ed  un  giorno
  dicono una cosa ed un giorno l'altra a secondo di chi li tira dalla
  giacchetta,  ma bisogna essere coerenti su questo argomento  perché
  non è un argomento per attirare voti ma per garantire il minimo  di
  dignità.
   Allora,   l'onorevole   Marziano,  purtroppo,   ha   detto   delle
  imprecisioni  perché ha parlato di voti segreti  che  non  ci  sono
  stati,  di imboscate che non ci sono state e di pareri negativi  da
  parte  del  Governo  che  non ci sono  stati  e  sono  nel  verbale
  profumatamente  pagato  dai contribuenti  quando  ci  si  riunisce,
  quindi,  almeno si abbia il garbo di rispettare quello che è  stato
  detto.
   Detto  ciò,  siamo d'accordo è chiaro siamo in un last  minute,  a
  settembre  la scuola riapre e bisogna, come minimo, senza prendersi
  meriti,  perché  qua  non vince nessuno, non  vince  nessuno,  fare
  partire il servizio ed attivarsi per tempo.
   Detto ciò voglio dire all'onorevole Marziano ed al Governo di fare
  attenzione  a  quello  che  ho detto all'inizio  di  seduta:  siamo
  assenti  dal  fondo  di  riparto per le disabilità  per  coprire  i
  servizi  che  prima venivano fatti dalle province in tutta  Italia,
  cioé trasporto, assistenza di base e specialistica.
   A fronte di questo mi verrà detto:  ma noi siamo Regione a Statuto
  speciale ,  bene,  nel  decreto  di  riparto  della  stessa   legge
  dell'anno  scorso, del 2015, la Regione siciliana era  presente  ed
  eravamo a Statuto speciale anche l'anno scorso.
   Ora,  dato  che  il  fondo di riparto è del  2016  vi  vedrete  in
  Conferenza Stato-Regione? Bene, però entro quest'anno perché l'anno
  prossimo  mi  pare che non si possa decidere per l'anno precedente,
  quindi, cerchiamo di darci una mossa.
   Probabilmente,  siamo stati esclusi da questo  fondo  di  riparto,
  immagino  ma non ne ho certezza, perché abbiamo una legge  propria,
  perché  questa  Regione  si è dotata di una  propria  autonomia  su
  quello  che  non  ha  perché il diritto del  disabile  deve  essere
  omogeneo  su  tutto il territorio italiano e non  possiamo  crearci
  l'autonomia  speciale quando a qualcuno serve e,  poi,  sulle  cose
  sulle quali, invece, avremmo l'autonomia ci facciamo trattare  come
  degli zerbini.
   Presidente,  a  patirne l'ansia, la disperazione sono  quelli  che
  sono al di fuori di quest'Aula, quindi, il Governo, per piacere, si
  attivi e dica le cose come stanno.

   MARZIANO,    assessore   per   l'istruzione   e   la    formazione
  professionale. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO,    assessore   per   l'istruzione   e   la    formazione
  professionale,  Signor  Presidente, devo  intervenire  intanto  per
  dovere, non ho difficoltà ad ammettere che mentre pensavo che fosse
  stato approvato con il voto segreto l'Aula lo ha approvato col voto
  palese e col parere di tutti.
   Io,  personalmente, ho considerato fin dall'inizio il sistema  del
  voucher  una modalità non applicabile immediatamente alla  Sicilia,
  poi che tutta l'Aula l'abbia ritenuto
  da avviare non ho difficoltà ad ammetterlo.
   Voglio  però,  anche  in questo caso, non è la  Conferenza  Stato-
  Regione  alla  quale  partecipo io, non è  il  mio  Assessorato  di
  riferimento,  ma la Sicilia è stata esclusa dalla ripartizione  dei
  fondi  per le Regioni a Statuto ordinario e partecipa, come  sempre
  per tutte le altre forme, quelle che riguardano le infrastrutture o
  gli  enti  locali,  alla  ripartizione dei fondi  delle  Regioni  a
  Statuto speciale.
   Sarà  mia  cura  o  della collega Lantieri o del collega  Micciché
  verificare se e quando è stato fatta la ripartizione - io non lo so
  perché  non  partecipo a quella Commissione -, ma è chiaro  che  la
  Sicilia  rientrerà nella ripartizione dei fondi per  le  Regioni  a
  Statuto speciale.

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  solo  per
  dichiarare il mio voto favorevole e quello del mio Gruppo su questo
  articolo.  Vorrei  solo puntualizzare una cosa, signor  Presidente,
  nei  vari  interventi. Vedete, quando si tratta di  questa  materia
  fare  demagogia e pubblicità per i disabili o per i disabili gravi,
  secondo  me,  è  una  ipocrisia che dovremmo  evitare,  cercate  di
  trattare questa materia con la dovuta delicatezza. Invito  tutti  i
  miei  colleghi, quando trattiamo questo argomento, ad essere  molto
  più semplici, molto più veri.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,   assessore   per  l'economia.  Vorrei   intervenire   per
  rispondere   principalmente  all'onorevole  Zito   che   ha   fatto
  l'intervento  per  dire che non solo l'ho detto due  volte,  ma  se
  vuole glielo dico anche la terza volta, che secondo me l'unico modo
  per  uscire  dal problema delle province, e che ribadisco,  era  di
  fare un'azione congiunta da più parti.
   Io,  a  suo  tempo, avevo fatto un piano che  avevo cominciato  ad
  implementare  e  che prevedeva una serie di azioni complesse.  Come
  Regione  ho sempre detto che faremo la nostra parte, cercheremo  di
  mettere  più  risorse a favore delle province, avevamo individuato,
  insieme ai commissari della provincia una serie di ulteriori azioni
  che  potevano  fare  contenimento della spesa ma,  poi,  ovviamente
  quando  non  si  ha la possibilità di gestire direttamente,  perché
  esce dall'ambito della mia delega, portare avanti queste azioni  da
  parte di terzi diventa più complicato.
   Per  quanto  riguarda il tavolo con lo Stato, ho accompagnato,  in
  più  di  una occasione, l'assessore Lantieri, per intavolare questa
  trattativa  laddove,  ovviamente, bisogna  arrivare  con  un  piano
  concreto per cercare di avere un aiuto nell'ambito di quel piano da
  parte dello Stato.
   Avevo fatto cenno alla mobilità, perché è uno dei presupposti,  ma
  per  avere  la  mobilità bisogna dichiarare gli esuberi  così  come
  hanno  fatto  le altre regioni, a quel punto si attiva la  mobilità
  verso   le  amministrazioni  statali  o  verso  le  amministrazioni
  comunali.
   Ovviamente, in Sicilia, il problema è che abbiamo 15 mila precari,
  quindi,  non  è che il problema è solo il contributo  alla  finanza
  pubblica  perché  quelli in eguale misura  ce  lo  hanno  tutte  le
  regioni. Le altre regioni hanno un numero di precari nell'ordine di
  centinaia, qui ne abbiamo 15 mila. Quindi, anche la possibilità  di
  fare mobilità dalle province ai comuni, ovviamente, è assolutamente
  problematica.  Per  questo era nata l'idea di  fare  l'agenzia  dei
  precari,  stabilizzare  i  precari lì,  liberare  i  posti  e  fare
  mobilità delle province.
   Come  vi rendete conto è un processo complesso, difficile  che  si
  sta  cercando di attuare, quindi, non è che ho detto una cosa e non
  la  sto  portando  avanti. Stavo cercando di  portarla  avanti  con
  l'assessore Lantieri, ma vi rendete conto che ci sono problemi  che
  vengono  dal passato di chi ha assunto questi 15 mila precari,  del
  personale delle province che rispetto ai parametri è, comunque,  in
  esubero, di un esubero che non è stato dichiarato nell'ambito della
  legge  n.  15, quindi ci sarebbe una serie di azioni  da  fare  per
  risolvere questo problema.
   Venendo  all'articolo 10, l'avevo proposto  io,  dopo  che  l'anno
  scorso  si era verificata la situazione che si andrà a riverificare
  tra  breve,  cioè  le province non hanno risorse  finanziarie,  non
  possono  pagare gli stipendi, non potendo pagare gli stipendi,  non
  pagano  neanche  le  cooperative o il trasporto  ai  disabili  che,
  quindi,  non  vanno  a prendere, non riescono a far  partecipare  i
  disabili all'attività scolastica.
   Ovviamente, per l'assistenza igienico-sanitaria, il fatto di poter
  formare i bidelli voleva essere un paracadute per disabili,  perché
  altrimenti la situazione che si verrà di nuovo a verificare è che i
  disabili rimarranno a casa e perderanno l'anno scolastico.
   Se  si  comincia  a  formare  il personale  ATA,  lo  dicono  alla
  direzione  regionale, ma è ovvio che non si può passare,  dall'oggi
  al  domani, dalla situazione esistente ad una nuova situazione;  si
  passerà  progressivamente con un piano  di  formazione  che  già  è
  iniziato,  lo diceva prima l'assessore Marziano che entro settembre
  saranno  formati le prime 2.500 persone ed è chiaro  che  sarà  una
  cosa  progressiva.  Però,  almeno  è  un  paracadute  proprio   per
  assicurare l'assistenza a questi disabili. Il mio modo di vedere  è
  che  abrogando l'articolo 10 si fa un danno a questi disabili e non
  li  si aiuta, però, come sempre, mi rimetto al volere dell'Aula  su
  questo tema.
   Praticamente,  il fatto che alcune province vanno  già  in  questa
  direzione,  è vero, lavorando con i commissari, in alcune  province
  si sono già organizzati in questo modo.
   Quindi, l'altro problema che avremo è che c'è una situazione molto
  disomogenea sul territorio della Sicilia. Quindi, chi  la  dà  solo
  mattina, chi mattina e pomeriggio, chi si è già organizzato con gli
  ATA,  quindi,  è  una  situazione non equa in  partenza.  Per  cui,
  secondo  me, era un modo per trovare un'equità, dare un  paracadute
  ai disabili, nel frattempo che si entrasse a regime.
   Secondo me questo articolo non risolve il problema. Quello che  ho
  chiesto  all'assessore  Lantieri  è  che  da  settembre,  rivedendo
  l'attribuzione   di   funzioni,  la  Regione   si   faccia   carico
  dell'assistenza  ai  disabili nelle scuole  provinciali,  cioè  che
  diventi una funzione regionale.
   Quindi,  se noi diamo dei soldi alle province, stiamo parlando  di
  circa  20  milioni  di euro, si faccia carico di  una  funzione.  A
  questo punto siamo sicuri che la possiamo gestire ed evitare  tutti
  i problemi. Secondo noi potrebbe essere un modo di risolvere almeno
  questo che è un problema urgente e spinoso.
   Per  il momento andiamo avanti con questa legge. Non sono convinto
  che  risolva  il  problema e - ripeto - farò in  modo  di  metterci
  innanzitutto  le  risorse  in  assestamento,  più  risorse  per  le
  province, e di indirizzarle sulla funzione specifica  che è  quella
  della assistenza ai disabili.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 5.1, a firma degli  onorevoli
  Greco  G. ed altri. Considerato che l'onorevole Greco ha dichiarato
  il  voto  favorevole all'articolo immagino che sia ritirato  perché
  l'emendamento è soppressivo. L'emendamento è ritirato?

   GRECO  GIOVANNI.  Anche a nome degli altri firmatari  dichiaro  di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 5.5, a firma della Commissione. Il parere
  del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Ci rimettiamo all'Aula.

   PRESIDENTE.   L'approvazione  dell'emendamento  5.5  assorbirebbe,
  precluderebbe  l'esame dell'emendamento 5.2  e  del  subemendamento
  5.2.1.  Anche l'onorevole Falcone nel suo intervento aveva lasciato
  intendere di essere favorevole alle riscritture della Commissione.

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
  solo  per  un chiarimento. Siccome nel passato si è verificato  che
  abbiamo  stanziato soldi a favore dei disabili e, poi, i commissari
  delle  province  non  hanno  fatto un tubo,  chiedo  al  presidente
  Vinciullo  se  con questo emendamento evitiamo, di nuovo,  che  gli
  diamo  i  soldi  e dopo tutto si fa meno che fare i servizi  per  i
  disabili, per il trasporto dei disabili.
   Voglio  un  chiarimento. Non bisogna avere fretta e fare  le  cose
  così alla  carlona .

   PRESIDENTE.   Invito   il  presidente  Vinciullo   a   rispondere,
  cortesemente.

   VINCIULLO,  presidente della Commissione e relatore. Così come  il
  milione 165 anche questa è una riserva e può essere utilizzato solo
  ed  esclusivamente  per i ragazzi e le ragazze diversamente  abili,
  cioè per l'assistenza di questi ragazzi.

   GRECO GIOVANNI. Non ho capito.

   PRESIDENTE.  Onorevole Greco, non si distragga. Chiarisco  io.  Il
  presidente  Vinciullo  ha chiarito e garantito  che  si  tratta  di
  destinazione vincolata.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento 5.5. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento 5.2 ed il subemendamento 5.2.1 sono preclusi.
   Si  passa  all'emendamento 5.4 al quale sono stati presentati  due
  subemendamenti, il 5.4.1 e il 5.4.2.
   Con  riferimento  all'emendamento  5.4.1,  chiedo  il  parere  del
  Governo e se comporta maggiori oneri.

   GRECO  GIOVANNI. Signor Presidente, può chiedere ai  firmatari  di
  illustrarlo?

   PRESIDENTE.   Chiediamo   al   Governo   di   illustrare   intanto
  l'emendamento   5.4,  poi,  l'onorevole  Alloro   ha   chiesto   di
  intervenire, credo sul 5.4.1 di cui è proponente.

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come voi sapete  i
  precari  dei  comuni delle ex province sono stati considerati  allo
  stesso modo dei precari dei comuni in dissesto.
   Siccome non ci sono più fondi ed i comuni in dissesto sono passati
  da  12 a 18 e tra poco ne avremo altri, i fondi sono sempre rimasti
  gli stessi ed abbiamo difficoltà economica.
   Dopodiché il Governo ha deciso nelle ex province, per garantire  a
  tutti il contratto e dare continuità contrattuale, di portare tutto
  a  18  ore.  Anche  perché, facevo notare ai colleghi,  che  alcune
  province  hanno  fatto il contratto giuridico e non  economico  nel
  senso che, in questo momento, non percepiscono un euro.
   Quindi,  abbiamo ribadito per dare continuità contrattuale  meglio
  18  ore e non avere un contratto che domani potrebbe causare  delle
  difficoltà. Pertanto, era la garanzia delle 18 ore. Se aumentiamo a
  24  ore non arriviamo con la parte economica e si possono di  nuovo
  fermare, di conseguenza creare un vulnus legislativo.

   ALLORO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALLORO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, capisco  bene  che
  l'idea è quella di risolvere il problema della crisi delle province
  dando  addosso ai contrattisti delle province che, alla fine,  sono
  450  persone.  Però,  non è così perché sulle  province  si  stanno
  giocando diverse partite.
   La settimana scorsa, mi dicevano, che ancora i commissari non sono
  stati in condizione di accordarsi su quella che è la divisione  dei
  fondi  del primo stanziamento, quello dei 19 milioni circa, non  so
  se  questa  situazione ancora permane, tant'è  che  era  intenzione
  dell'Assessorato dare una boccata di ossigeno con 5 milioni  e  800
  mila euro per metterli nelle condizioni, quanto meno, di pagare gli
  stipendi.
   E'   chiaro   che   con  l'abrogazione  della   parte   di   testo
  dell'emendamento  5.4,  di eliminare le 18  ore,  noi  oggi  stiamo
  determinando una riserva. La riserva serve per pagare, non solo gli
  assistenti  alla  disabilità, ma anche per pagare  i  contrattisti.
  Quindi  quando mi si dice non ci sono soldi, non è così, perché  da
  oggi  noi  i soldi ce li mettiamo. È chiaro che non sono dei  soldi
  sufficienti  per arrivare a fine anno, e io non capisco  per  quale
  motivo  noi dobbiamo applicare due pesi e due misure. Avviene,  per
  esempio, nella provincia di Enna, che i dirigenti si sono pagati il
  premio  di  produttività, ai contrattisti hanno fatto un  contratto
  che ha valore esclusivamente giuridico, cioè un contratto che tenta
  di  evitare  la soluzione di continuità perché se no  se  ne  vanno
  tutti a casa, e non hanno né lavoro e neanche soldi.
   Quindi,  se  è  questo  il  modo con cui  intendiamo  risolvere  i
  problemi delle province, a me sembra francamente ridicolo. Per cui,
  noi  dobbiamo agire consapevoli del fatto che abbiamo  un  problema
  sulle   province,   perché  noi  non  abbiamo   un   problema   sui
  contrattisti.    I    contrattisti   sono   soggetti    che    sono
  contrattualizzati,  che  lavorano lì da vent'anni,  da  venticinque
  anni e che hanno la stessa identica dignità del personale di ruolo.
   Allora,  se non ci sono soldi, non ci sono soldi per nessuno,  non
  esiste che noi possiamo pensare che paghiamo ai dipendenti di ruolo
  gli stipendi e i premi di produttività, produttività di cosa io  mi
  chiederei,  giusto? Perché le province, che in questo  momento  non
  hanno  neanche  sostanzialmente funzioni, non vedo quali  sono  gli
  obiettivi  che  raggiungono.  Ai  dipendenti  contrattualizzati  da
  vent'anni,  che  non sono a tempo indeterminato,  invece,  non  gli
  paghiamo neanche lo stipendio. Per far sì che la beffa sia completa
  li scendiamo a 18 ore.
   Attualmente  ci  sono  contrattisti  che  sono  già  a  18  ore  e
  rimarrebbero  a  18  ore. Ci sono quelli che  sono  a  24  ore  che
  rimarrebbero  a  24  ore. Peraltro le 18 ore e le  24  ore  attuali
  derivano da leggi. Io non capisco per quale motivo dobbiamo fare un
  passo  indietro, sappiamo che c'è un problema, sappiamo che servono
  risorse, che le risorse che servono non sono certamente queste  dei
  quattro   contrattisti,  e  ci  faremo  carico  poi  in   fase   di
  assestamento  con  i discorsi che, giustamente, ha  portato  avanti
  l'assessore Baccei di aprire un ragionamento serio con lo Stato per
  vedere  risolvere i problemi delle province, quindi non i  problemi
  del  personale  di ruolo delle province, i problemi delle  funzioni
  delle   province,  del  personale  delle  province   di   ruolo   e
  contrattisti.

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  assessore
  Lantieri, dal suo intervento, dall'intervento dell'onorevole Alloro
  e  dagli altri interventi appare chiaro che le risorse non ci sono.
  Ma volevo sottoporle un quesito. Perché invece di fare un part-time
  di  18  ore  non  farlo  di  20 ore in  modo  che  quelli  che  noi
  utilizziamo per questo servizio almeno fanno 4 ore giornaliere  per
  cinque  giorni,  che  normalmente si fa in tutti  i  posti.  Quindi
  siccome  dobbiamo  ricercare  i  fondi  li  ricerchiamo  dando   un
  contratto a 20 ore.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo il mio sarà
  un  intervento telegrafico. Io ho bisogno di essere rassicurato dal
  Governo,   perché   il   ragionamento   dell'onorevole   Alloro   è
  convincente.   Bisogna  capire  se  la  copertura   finanziaria   è
  sufficiente  per  pagare tutti o no, perché da  questo  chiaramente
  deriva la decisione di votare a favore dell'emendamento Alloro, che
  io  condivido, rispetto alla posizione del Governo sulla  copertura
  finanziaria.

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  volevo  ribadire
  che  nessuno vuole togliere le ore ai contrattisti. Sono  stata  io
  quella che penso abbia difeso più di tutti i contrattisti.
   Purtroppo,  i  contrattisti, e ribadisco, delle ex province,  sono
  stati dichiarati come i contrattisti dei Comuni in dissesto, perciò
  la  Regione  mette il 100 percento delle somme. Mentre, per  quanto
  riguarda  gli altri contrattisti, in base agli abitanti, il  Comune
  mette  il  10  o il 20 percento, per i Comuni in dissesto  con  una
  legge  regionale  fatta  da  questo Parlamento  per  consentire  la
  continuità  contrattuale,  perché nel  momento  in  cui  un  Comune
  dichiara  il  dissesto lo Stato, il Ministero degli Interni,  prima
  cosa  dice di sospendere i contratti a tempo determinato, questo  è
  procedura di Codice Civile, non è una procedura mia.
   La  Regione ha garantito con un emendamento del deputato nazionale
  Capodicasa  che  tutto l'onere finanziario andava  a  carico  della
  Regione  siciliana, perciò i contrattisti dei Comuni in dissesto  e
  delle ex province, li paga al 100 percento la Regione.
   La Regione ha previsto alcune somme, purtroppo nel frattempo altri
  Comuni sono entrati in dissesto, perciò i contrattisti aumentano di
  giorno  in  giorno.  Abbiamo Carini con 100 e  passa  contrattisti,
  Barrafranca con altri 80 contrattisti.
   Allora  io  ho  detto che siccome in questo momento i contrattisti
  della  Provincia  di  Enna  ed  Agrigento  sono  con  un  contratto
  giuridico non economico, nel senso che non vengono pagati, per dare
  continuità sia giuridica che economica, facciamo per adesso  le  18
  ore, appena troviamo altre somme e rimpinguiamo il fondo avranno il
  loro  contratto naturale. Nessuno vuole togliere niente ai precari,
  nessuno  vuole fare disparità di trattamento tra personale a  tempo
  determinato o indeterminato.
   Per quanto riguarda quello che ha detto l'onorevole Alloro circa i
  dipendenti  di  ruolo che hanno preso l'indennità di risultato,  su
  questo  sarà  il  Commissario  a rispondere,  se  l'ha  firmato  il
  Commissario,  o  il dirigente che ha firmato il  risultato  che  ha
  raggiunto. Sicuramente l'assessorato farà delle verifiche.

   VINCIULLO,  presidente  della Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente, la Commissione è favorevole ad accogliere l'emendamento
  dell'onorevole Alloro. Noi non possiamo, a chi ha già un  contratto
  in essere, intervenire ope legis per ridurre le ore, e mi sorprende
  assessore, con il rispetto che le devo, quello che lei dice che  il
  Governo regionale avrebbe già operato in questo senso.
   Il  Governo  regionale non può intervenire  laddove  vi  sono  dei
  contratti  in essere, noi diamo un contributo, diamo un  contributo
  fino  a  18  ore, poi se le due province ritengono di mantenere  il
  contributo  in essere, dovranno andare a trovare, se  lo  ritengono
  opportuno,  le risorse per arrivare fino a 24 ore, per  chi  ha  24
  ore, o 19 ore per chi ha 19 ore.
   Assessore  Lantieri, mi sorprende poi l'altra vicenda relativa  ai
  Comuni  in  dissesto. Su questa vicenda non possiamo  assolutamente
  offrire  alibi a nessuno, e non possiamo assolutamente  chinare  la
  testa  di  fronte  a  provvedimenti arroganti del  Ministero  degli
  Interni   che  pensa  di  mortificare  l'autonomia  della   Regione
  siciliana.
   Quando  lei  si  riferisce  al provvedimento  che  è  stato  fatto
  approvare da Capodicasa al Senato, cioè di recepimento della  norma
  che  prevedeva  che i Comuni che erano in dissesto al  31  dicembre
  2015,  che  avevano  dichiarato il  dissesto  al  luglio  2014,  se
  volevamo  tenere  i  precari ci facevamo carico  noi  delle  somme,
  stiamo parlando solo ed esclusivamente di quei Comuni che erano  in
  dissesto  al 31 dicembre 2015, e che avevano dichiarato il dissesto
  al luglio 2014.
   Mi  ascolti  assessore  Lantieri, perché  su  questa  vicenda  già
  abbiamo  avuto  modo  di  parlare, non è assolutamente  ammissibile
  l'idea  che  un  funzionario del Ministero degli Interni  ordini  a
  questa  Regione di prendere provvedimenti e noi, senza disposizione
  legislative in vita, possiamo chinare la testa.
   La  testa questo Parlamento la china di fronte alle leggi, mai  di
  fronte  a  provvedimenti assurdi, illogici e anche illegittimi  che
  qualche funzionario del Ministero degli Interni pensa di prendere.
   Se  questo Parlamento vuole estendere anche a coloro i quali hanno
  dichiarato  il  dissesto  nel  2016, quelli  che  sono  i  benefici
  previsti  dall'ultima  finanziaria,  lo  dobbiamo  fare  noi  senza
  accettare supinamente che altri si sostituiscono a noi.
   Ciò  posto, ma questo era una precisazione a corredo di quello che
  h  stato detto dall'Assessore, la Commissione ribadisce il concetto
  che  sarebbe  opportuno che, nei limiti delle 18  ore  settimanali,
  venisse  cassato  in maniera tale che ogni provincia  autonomamente
  scelga il destino dei propri precari, nel rispetto dei contratti in
  essere.

   LANTIERI,  assessore per le autonomie locali  e  per  la  funzione
  pubblica. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LANTIERI,  assessore per le autonomie locali  e  per  la  funzione
  pubblica.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio  precisare
  che  la  Regione  garantisce le 18 ore.  Ogni  provincia  può  fare
  l'integrazione  che vuole. Chi ha il contratto  a  24  ore,  e  c'è
  un'integrazione che fa la Provincia, può continuare  a  mantenerlo,
  l'importante è che ha i fondi. Noi stiamo garantendo i contratti  a
  18  ore. La somma che mette la Regione. La differenza economica, se
  la  provincia di Trapani o di Enna vuole portare i contratti  a  36
  ore  che  lo  faccia, l'importante che la differenza  economica  la
  mettono loro.
   Noi  stiamo  parlando di difficoltà economica, e che  non  si  può
  garantire. Giustamente mi sembra il  cane che si morde la coda . Al
  ché  abbiamo detto la Regione garantisce le 18 ore, il contratto  è
  giuridico ed economico, la Provincia se vuole mettere la differenza
  che  lo  faccia.  Trovi i fondi e lo faccia con  piacere.  Era  per
  specificare che nessuno vuole togliere niente a nessuno

   PRESIDENTE.   Pongo   in  votazione  il  sub   emendamento   5.4.1
  all'emendamento 5.4. Il parere del Governo?

   LANTIERI,  assessore per le autonomie locali  e  per  la  funzione
  pubblica. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.   Si  passa  all'emendamento  5.4.2,  a  firma   della
  Commissione.

   VINCIULLO,  presidente della Commissione e  relatore.   Chiedo  di
  parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, stiamo chiarendo  che  nell'ambito
  delle  risorse  assegnate dopo il riparto si farà la  distribuzione
  fra le varie province, no con il riparto, dopo, nel senso che prima
  se  li  dividono  e  poi,  all'interno di ogni  provincia,  c'è  la
  distribuzione.
   Questo per evitare che si faccia disparità di trattamento fra  chi
  ha  stabilizzato  i  precari e chi invece ha ancora  i  precari  in
  essere. E' solo una questione di natura lessicale, linguistica, che
  avevamo già chiarito con il Governo.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'emendamento 5.4 come sub emendato. Il parere
  della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento  5.3 è assorbito. Pongo in votazione  l'articolo  5,
  così come è emendato.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi, c'è stata una richiesta di andare  avanti  ad
  oltranza.  Io  posso anche andare avanti, se c'è una  richiesta  di
  sospendere la seduta per un quarto d'ora, sospendiamo. La richiesta
  è legittima, se è condivisa sospendiamo.
   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                              Articolo 6
    Modifiche all'articolo 7 della legge regionale 17 marzo 2016, n.
                                   3
           in materia di assegnazioni finanziarie ai comuni.

   1.  Al  comma  15 dell'articolo 7 della legge regionale  17  marzo
  2016,  n.  3  dopo  le  parole  secondo l'ultimo  censimento   sono
  aggiunte le seguenti:  e ai comuni delle isole minori. .

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,   sull'articolo  6  c'è  una  riscrittura   non   tecnica
  importante,  che ha voluto il Presidente che, mi auguro,  venga  in
  Aula più tardi, per cui vi chiederei di accantonarlo in attesa  che
  venga  il  Presidente,  perché io non  sono  neanche  in  grado  di
  spiegarlo nel dettaglio.


   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo

        (Assume la Presidenza il Vicepresidente on. Venturino)

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  accantoniamo  l'articolo  6  in
  attesa dell'arrivo del Presidente. Si passa all'articolo 7.  Ne  do
  lettura:

                              Articolo 7
                    Scuole dell'infanzia paritarie.

   1.   E'   autorizzato,  per  l'esercizio  finanziario   2016,   lo
  stanziamento  di 2.400 migliaia di euro per le scuole dell'infanzia
  non statali (Missione 4, Programma 1, capitolo 373701).

   2.   L'Assessore  regionale  per  l'istruzione  e  la   formazione
  professionale  definisce,  con proprio  decreto  da  emanare  entro
  trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge,
  le  modalità di erogazione e rendicontazione del contributo di  cui
  al   comma   1,   da   erogare  al  fine  di   garantire   priorità
  all'accoglienza gratuita degli alunni in condizioni  disagiate  per
  un massimo di due alunni per sezione. .

   Comunico  che  all'articolo  7  è stato  presentato  l'emendamento
  soppressivo  7.1,  a  firma  dell'onorevole  Cancelleri  ed  altri.
  Onorevole Cancelleri, lo mantiene o lo ritira?

   CANCELLERI.  Non lo ritiro e chiedo che la votazione  avvenga  per
  scrutinio segreto segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo
         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 7.1

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 7.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            49
   Votanti             48
   Maggioranza         25
   Favorevoli          18
   Contrari            29
   Astenuti             1

                           (Non è approvato)

   Gli emendamenti 7.2 e 7.3 sono assorbiti. Si passa all'emendamento
  7.5.

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, ho l'impressione che gli Uffici
  le  diano qualche consiglio che, secondo me, non funziona.  Se  noi
  abbiamo    bocciato   l'emendamento   soppressivo    dell'onorevole
  Cancelleri,  io  non  ho capito perché lei non  mette  ai  voti  la
  soppressione del comma 2, da me presentata. Sono due cose  distinte
  e separate. Quindi, siccome sono cose diverse io non capisco perché
  l'ha dichiarato assorbito.

   PRESIDENTE.  Onorevole Greco, dal momento  che  abbiamo  votato  e
  l'articolo non è stato soppresso, l'articolo rimane in vigore e  si
  passa,   quindi,   agli   emendamenti  che  possono   eventualmente
  emendarlo.

   GRECO  GIOVANNI. Io, con la soppressione del comma 2,  elimino  il
  comma 2 non tutto l'articolo. Quindi lei me lo deve fare votare.

   PRESIDENTE. Onorevole Greco, siamo ancora all'emendamento 7.5, lei
  sta  parlando  del  suo emendamento 7.4, che è successivo.  Io  sto
  seguendo  l'ordine  del  fascicolo che lei  ha  e,  trattandosi  di
  fotocopie, lei ha lo stesso ordine che ho io.

   GRECO GIOVANNI. L'emendamento 7.2 noi lo dobbiamo votare.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Greco, l'emendamento  7.2  è  soppressivo.
  L'articolo è già stato approvato, quindi stiamo proseguendo in base
  alla  scaletta  che  lei ha uguale alla mia  e  quindi  dopo  viene
  l'emendamento 7.5.

   GRECO GIOVANNI. Va bene, mi ha convinto.

   PRESIDENTE. Comunico che l'emendamento 7.5 è inammissibile  perché
  non c'è copertura finanziaria.

   CIMINO. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  c'è  un  errore.
  Perché  prima  di votare l'emendamento 7.4 bisogna votare  il  7.3,
  perché  l'onorevole  Greco chiede prima la soppressione  del  primo
  comma,  poi la soppressione del secondo comma. Noi abbiamo bocciato
  la soppressione dell'intero articolo.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cimino, l'emendamento 7.3, è  superato  con
  l'approvazione dell'intero articolo, stiamo andando quindi  al  7.4
  che prevede, invece, la soppressione del solo comma 2.
   Si passa all'emendamento 7.4. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   GRECO  GIOVANNI.  Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.
      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo
         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 7.4

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 7.4.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  51
   Maggioranza         26
   Favorevoli          20
   Contrari            30
   Astenuti            1

                           (Non è approvato)

   CAPPELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   cittadini,
  pronuncio  il mio voto contrario a questo articolo di legge  perché
  trovo  assolutamente  indecente  il  fatto  che  questo  Parlamento
  destini più di due milioni di euro alle scuole private.
   Sappiate  che in molti comuni, come per esempio quello di Scordìa,
  le  scuole sono integralmente prive del certificato di agibilità  e
  sono  scuole  pubbliche, non private, sono scuole dove  mandiamo  i
  nostri  figli,  e  sono scuole dove i nostri figli  non  dovrebbero
  potere entrare perché lì si rischia la vita
   Quindi, se siete disponibili ad assumervi questa responsabilità  e
  a  lasciare al proprio destino le scuole pubbliche bene, fate pure.
  Se  siete complici, invece, di un sistema che non so quali vantaggi
  vi  porta,  allora sappiate che noi ci troveremo sempre  dall'altra
  parte  della  barricata.  Ma questo non  è  possibile  perché  oggi
  deportiamo  del  Sud al Nord. L'assessore si è reso disponibile  la
  scorsa volta, quando abbiamo discusso della mozione ad aumentare il
  tempo pieno. Si ricorda? Ed è un'ottima idea, per garantire almeno,
  una maggiore occupabilità.
   Ma  dico,  questi  soldi da dove li prendiamo? Allora  delle  due,
  l'una.  Il  Gruppo  del quale faccio parte, non  potrà  mai  votare
  questo  articolo e non potrà mai stare a favore di quanto  scritto.
  Grazie.

   VINCIULLO,  presidente  della Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, intervengo a titolo personale e non
  come  Presidente della Commissione, anche perché all'interno  della
  mia  Commissione, vi sono sensibilità diverse che rispetto, e a cui
  tengo in maniera particolare.
   Speravo  che  l'onorevole Cappello mi facesse sognare  brevemente.
  Invece mi ha fatto cadere in un momento di dramma assoluto.
   Onorevole  Cappello, noi non siamo complici di  nulla   Complicità
  significa, condividere e compartecipare un reato; noi non stiamo né
  condividendo né compartecipando a un reato.
   Lei  ha una concezione assolutamente errata delle scuole  Noi  non
  stiamo  finanziando  scuole private; noi stiamo finanziando  scuole
  pubbliche non statali. Perché come Lei sa perfettamente, le  scuole
  pubbliche  si  dividono  in  scuole  pubbliche  statali  e   scuole
  pubbliche non statali.
   Le  scuole  private si sottraggono a qualsiasi legge, a  qualsiasi
  ordinamento,  perché la scuola privata è quella che  tengo  a  casa
  mia,  faccio  quello che voglio e non concedo e non rilascio  alcun
  tipo di diploma.
   Stiamo parlando quindi di scuole pubbliche non statali. E lei  sa,
  come  l'articolo 33 della Costituzione dà al genitore,  e  solo  al
  genitore, la possibilità di scegliere la scuola dove pensa di  fare
  educare il proprio figlio.
   Quando parliamo di scuole pubbliche non statali, parliamo anche  e
  pure  delle scuole pubbliche non statali religiose, che  le  vorrei
  ricordare, essere le uniche presenti in alcuni quartieri siciliani.
   Vi  sono alcuni quartieri, a cominciare da Catania, dove la scuola
  pubblica  statale  non è presente perché ha rinunciato  al  proprio
  ruolo,  perché  ha abdicato al proprio ruolo delle  classi  sociali
  meno  abbienti.  In questo posto svolgono un lavoro  straordinario,
  unico, insostituibile, le scuole pubbliche non statali
   Quindi  noi  cosa stiamo facendo? Stiamo normando  un  sistema  e,
  attraverso questo sistema, stiamo dando un contributo, che mi  pare
  di ricordare, non potrà mai superare i duemila euro e che, a fronte
  di  questo contributo stiamo normando il concetto che comunque,  le
  scuole  pubbliche non statali, che desiderano avere  il  contributo
  devono  accettare  a titolo assolutamente gratuito  i  bambini  che
  appartengo  a  fasce sociali deboli, cioè a fasce sociali  fragili,
  cioè a nuclei familiari composto da gente povera.
   Stiamo  rendendo  ancora una volta un diritto  di  eguaglianza  ai
  bambini delle famiglie povere.
   Perché  si scandalizza su questo onorevole Cappello? Io l'apprezzo
  per la sua intelligenza, le sue competenze, la sua capacità. Da lei
  non   mi  aspettavo  questo  tipo  di  intervento.  Lei  parla   di
  occupazione, quanto sono i docenti che vengono impiegati in  queste
  scuole?  I  docenti  che vengono impiegati in  queste  scuole  sono
  migliaia.
   Nel  momento  in  cui noi: diamo o non diamo a  queste  scuole  il
  contributo, decidiamo se questi docenti devono essere licenziati  o
  devono continuare a lavorare.
   Lei  ha  parlato delle centinaia di docenti siciliani che vanno  a
  lavorare nel Nord Italia, le ricordo che la maggior parte di questi
  si  sono  formati nelle scuole pubbliche non statali e  solo  dopo,
  vincendo i concorsi, hanno avuto la possibilità di poter avere  una
  cattedra.
   Per  cui vede, onorevole Cappello, non ritorniamo indietro. Questo
  fu  il  tema dello scontro che durante l'approvazione della  nostra
  Costituzione,  oppose il grande Giuseppe Dossetti ad alcuni  leader
  storici  del partito comunista. Ma le ricordo che anche  la  grande
  Presidente  della Camera, Nilde Iotti, volle ricordare che  lei  si
  era  laureata  solo perché esistevano le scuole cattoliche  che  si
  erano  sottratte all'imposizione del fascismo. Veda  ogni  genitore
  deve scegliere la propria cultura.

   MUSUMECI. Il regime non ha mai chiuso le scuole private

   PRESIDENTE.  Onorevole Vinciullo, la invito a  completare  il  suo
  intervento.

   VINCIULLO, presidente della Commissione. Non ho sentito, onorevole
  Musumeci, io tengo tanto al suo parere.
   Veda  Nilde Iotti si laureò alla scuola cattolica di Milano perché
  il   fascismo  concesse  anche  alle  scuole  cattoliche  di  poter
  liberamente continuare ad esistere.
   Mi  accingo  a finire sarà l'intervento che farò in questo  senso,
  onorevole  Cappello, colleghi: credo su questa vicenda  ancora  una
  volta  non dobbiamo assolutamente dividerci e votare proprio perché
  stiamo  riconoscendo  un diritto ai figli e  alle  famiglie  povere
  della Sicilia.

   MARZIANO,    assessore   per   l'istruzione   e   la    formazione
  professionale. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO,    assessore   per   l'istruzione   e   la    formazione
  professionale.  Signor  Presidente, sarò  brevissimo  perché  molti
  degli argomenti sono già stati usati.
   Voglio  solo  chiarire che si tratta appunto di un  equivoco,  non
  stiamo  parlando  di scuole private ma delle scuole  pubbliche  non
  statali.
   Poi con il comma 2 si darà mandato all'Assessore di presentare una
  modalità  di  erogazione  che prevede  -   lo  voglio  chiarire  -,
  l'erogazione  a  fronte della concessione delle rette  gratuite  ai
  bambini  delle  famiglie non abbienti, cioè  non  stiamo  dando  un
  contributo  alle  scuole pubbliche non statali  stiamo  consentendo
  alle  famiglie di persone non abbienti che scelgono  quel  tipo  di
  scuola dell'infanzia o per scelta,  - o perché non c'è altro - ,  o
  per  la vicinanza, di potere accedervi senza pagare la retta,  cioè
  con   queste  somme  e  fino  ad  una  certa,   e  stabiliremo  noi
  Assessorato  le  modalità con cui le scuole  devono  accogliere,  e
  quindi la graduatoria e quanto altro.
   Questo  lo  voglio dire perché quest'Aula, questo  Parlamento  nel
  tempo   aveva    una  voce  di  erogazione  che   poi   era   stata
  progressivamente eliminata.
   Voglio  chiarire che in tutte le altre regioni d'Italia,  chi  più
  chi  meno, adotta questo sistema di erogazione di fondi alle scuole
  pubbliche  non  statali per garantire l'accesso alle  famiglie  non
  abbienti.
   Voglio,  brevissimamente, riferire visto che  non  l'ho  fatto  in
  discussione  generale, che a seguito della mozione che fu approvata
  dall'Aula  nell'incontro  con il Governo  nazionale  si  è  proprio
  deciso  di andare ad un utilizzo dei fondi PON per incrementare  il
  tempo pieno in Sicilia, il tempo pieno e il tempo prolungato che  è
  quello che riguarda le scuole secondarie superiori e che determina,
  assieme al tempo pieno, un assorbimento di personale che  è l'unica
  condizione per evitare l'esodo dei nostri ragazzi.
   Infine, sempre a seguito dell'impegno che il Governo aveva assunto
  di  contattare  il  Governo nazionale, uno  degli  impegni  che  ha
  assunto il Governo nazionale nell'incontro che c'è stato e che  poi
  riguarderà  tutte le regioni meridionali è quello di  lavorare  per
  trasformare l'organico di fatto in organico di diritto.
   Sembra questione di poco conto, invece, garantirà alcune centinaia
  se  non  qualche  migliaio di posti di lavoro in  più  in  Sicilia,
  perché  tutto  quello che oggi avviene attraverso  le  assegnazioni
  provvisorie dovrà diventare organico di diritto e quindi  garantire
  il  posto  di  lavoro a coloro che l'ottengono solo in assegnazione
  provvisoria; cioè, proprio grazie alla mozione approvata da  questo
  Parlamento  si è attivata una interlocuzione col Governo  nazionale
  che  tiene conto delle questioni che sono state sollevate e  quindi
  della  riduzione  al  minimo  del  fenomeno  di  esodo  dei  nostri
  insegnanti verso il Nord, ma se non creiamo le condizioni per avere
  i posti di lavoro in Sicilia è chiaro che non eviteremo l'esodo.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Cancelleri.  Ne  ha
  facoltà.

   CANCELLERI.   Signor  Presidente,  assessori,  colleghi,   abbiamo
  assistito  alle due versioni dello stesso aspetto. Questo  articolo
  ci  è  stato  spiegato, assessore Cracolici, con  una  versione  di
  destra e con una versione di sinistra, o meglio con chi difende gli
  interessi  da una parte, con chi difende gli interessi  dall'altra,
  ma  entrambi ci hanno detto che se ci sono delle famiglie disagiate
  non  c'è  bisogno  di mandarli nelle scuole pubbliche,  si  mandano
  nelle scuole private.
   Perché  non  li mandiamo nelle scuole pubbliche e gliele  paghiamo
  noi le rette? E le paghiamo allo Stato, alla Regione, in quello che
  dovrebbe essere la scuola pubblica, in quello che in tutto il mondo
  è  la scuola pubblica, e invece noi abbiamo le scuole pubbliche non
  statali,  ma se sono pubbliche da chi sono fatte se non sono  fatte
  dallo  Stato?  Da qualcun altro  E se non è lo Stato  quel  qualcun
  altro  è un privato, e allora sono delle scuole pubbliche private .
  Concetto ambiguo, abbastanza contorto e distorto.
   Il problema è uno però, che i soldi per questa copertura li stiamo
  prendendo  da  quello  che è il FERS, cioè  il  Fondo  Etico  della
  Regione Siciliana, che era nato da donazioni di liberi cittadini  e
  da  altre  persone  e   da  accantonamenti  dello  Stato  per  dare
  microcredito  alle  famiglie  e  alle  imprese  familiari.   Stiamo
  saccheggiando con gli articoli 7, 9, 10 il Fondo che era  nato  per
  gestire  il  microcredito alle famiglie, ora qualcuno interverrà  e
  dirà ma erano nove milioni di euro ed erano posteggiati lì, non  li
  stavamo neanche utilizzando.

           (Applausi dai banchi del Movimento Cinque Stelle)

     Peggio.  Perché se non li stavate utilizzando siete  pure  degli
  incapaci  perché avevamo dei soldi posteggiati e non si utilizzano.
  Tutto  questo è una vergogna, perché continuiamo, ancora una volta,
  a dire che le scuole pubbliche non si completano perché non ci sono
  i denari, però si continuano a finanziare le scuole private, quelle
  della  Chiesa,  quelle dei privati cittadini,  quelle  di  chiunque
  siano, ma non sono pubbliche. Noi dovremmo occuparsi di dare  soldi
  alla scuola pubblica e non a quella privata.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Falcone.  Ne  ha
  facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io vorrei soltanto
  precisare  alcune  considerazioni in merito alle scuole  paritarie,
  che  ancorché non statali comunque esercitano un servizio pubblico,
  non perché lo garantisca soltanto la Costituzione agli articoli 33,
  34  ma perché in tutti questi decenni della storia della Repubblica
  le  scuole  paritarie  sono state un momento  di  esaltazione,  nel
  senso più ampio e più alto del termine culturale, educativo.
   Chi  vuole che i propri figli facciano dei percorsi, al di là  dei
  percorsi  della  normale  attività  di  istruzione,  ma  anche  dei
  percorsi  formativi, manda i propri figli in questi  istituti.  Noi
  dobbiamo  dare  una parità di trattamento ai ragazzi  che  vogliono
  frequentare  le  scuole statali così come ai ragazzi  che  vogliono
  frequentare  le scuole che non sono statali. Ma vorrei fare  alcune
  considerazioni  e  le  considerazioni sono  di  questo  tenore:  un
  docente  che  ha sostenuto la propria attività, oggi, nella  scuola
  pubblica,  nella maggior parte dei casi, si è formato nella  scuola
  paritaria. Un ragazzo che viene educato nella scuola pubblica costa
  circa  settemila  euro  l'anno allo Stato,  un  ragazzo  che  viene
  formato e istruito nella scuola paritaria costa circa tremila  euro
  e  vi  posso assicurare che, a fronte di questa differenza di spesa
  per  lo  Stato, vi è un servizio sicuramente non inferiore  che  le
  scuole  paritarie  garantiscono ai ragazzi che  vanno  alla  scuola
  pubblica statale.
   E  allora dobbiamo garantire una parità di trattamento a  tutti  i
  ragazzi,  alle  famiglie che vogliono far sì  che  i  propri  figli
  possano  avere  anche un percorso differente rispetto  alla  scuola
  statale.
   In  ultimo,  vorrei dire anche che lo Stato italiano,  il  Governo
  italiano, il MIUR che garantisce nel resto d'Italia, per le  scuole
  dell'infanzia,  ben diciannovemila euro a sezione,  in  Sicilia  ne
  garantisce  appena dodicimila euro. E anche qua vi è una  disparità
  di trattamento fra la Sicilia e il resto d'Italia, fra la parte del
  Sud dello stretto e la parte del Nord dello stretto.
   E  allora  queste disuguaglianze, queste disparità di trattamento,
  questo Parlamento aveva il dovere di rimuoverle da quando noi  come
  forza  politica  abbiamo voluto accendere con forza  i  riflettori,
  onorevole  Savona, ne abbiamo fatto un nostro cavallo di battaglia,
  ne  abbiamo  fatto una questione anche di principio, ma non  perché
  volevamo fare un interesse di partito, ma perché volevamo garantire
  un interesse sacrosanto della istruzione a tutta la Sicilia.
   Facemmo un incontro a Catania -  e vado verso la conclusione -,  a
  cui partecipò anche l'onorevole Marziano in cui abbiamo confrontato
  i  rappresentanti  della scuola statale con i rappresentanti  della
  scuola  paritaria.  E in quell'incontro di approfondimento  abbiamo
  dimostrato  e  si  è  dimostrato che il percorso alternativo  molte
  volte  integrativo e nella maggior parte dei casi sussidiario della
  scuola paritaria, non statale, è assolutamente complementare, ma in
  molti  casi,  anche sostitutivo rispetto alle carenze della  scuola
  statale pubblica.
   Ecco  perché,  siamo  ancor  più convinti  che  questa  norma  non
  soltanto deve essere approvata, in assestamento, assessore  Baccei,
  ci  sarà  anche il mio emendamento, di dare la copertura  triennale
  perché  ogni  anno  questi istituti non li dobbiamo  costringere  a
  venire  con  il  piattino per erogare un servizio  sacrosanto,   un
  servizio che oggi la società, non soltanto, reclama, ma apprezza.

   PRESIDENTE.  Ricordo  agli  onorevoli colleghi  che  siamo  ancora
  all'articolo 7. Vi sono diversi articoli, vi pregherei di  rimanere
  all'interno dei cinque minuti previsti.
   Onorevole  Greco, se fosse per lei resterebbe dalla  mattina  alla
  sera, facciamo parlare anche gli altri.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Panepinto. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, tedierò
  l'Aula  un  minuto,  solitamente materia di  cui  non  tratto,  non
  intervengo mai, sull'elettorale l'ho fatto, forse, anche tanto,  su
  questo  ho  spinto  perché venisse approvato  il  testo  nella  sua
  complessità.
   Gli interventi stucchevoli, di cui condivido la rispettabilità che
  sono dell'onorevole  Vinciullo e del Capogruppo di Forza Italia, mi
  spingono   ad  intervenire  per  precisare  una  cosa  e  chiederla
  all'assessore Marziano, anche se assente.
   Grande rispetto per le scuole paritarie, ma è un falso storico  di
  cui l'onorevole Vinciullo, probabilmente non se ne è reso conto. In
  Italia,  la Costituzione garantisce la libertà di insegnamento,  ma
  le  scuole sono pubbliche. Per cui non esiste il fatto che ci siano
  delle  scuole  private,   - poi diventano  parificate  -  ,  ma  lo
  diventano   dal  punto  di  vista  del  diritto  e   non   sussiste
  necessariamente  l'obbligo perché nelle parole  del  Capogruppo  di
  Forza Itali, quasi quasi, spingeva ad abolire le pubbliche e tenere
  solo le scuole private.
   Assessore  Marziano, se mi presta solo un secondo  di  attenzione,
  per  dire  che  nelle prossime variazioni di bilancio  che  saranno
  imminenti questo Governo che ancora non  è un Governo paritario  ma
  è  un  Governo  che ha una sua precisa funzione, deve aumentare  le
  risorse  alle scuole primarie pubbliche perché non è possibile  che
  ci sia la raccolta di fondi per i beni di prima necessità in queste
  scuole  e  oggi, giustamente, pur avendo una opinione probabilmente
  mai    condivisibile   da   parte   dell'onorevole   Vinciullo    e
  dall'onorevole Falcone, le scuole sono pubbliche come la  sanità  è
  pubblica, ma questa è una mia opinione.
   Per  cui, personalmente, insieme ad altri parlamentari, così  come
  rispettiamo questa idea senza che l'onorevole Vinciullo la prossima
  volta  disturbi Nilde Iotti o Dossetti per difendere due milioni  e
  quattrocentomila  euro,  anche con  la  citazione  ai  padri  della
  Patria,  perché presenteremo un emendamento perché ci siano risorse
  maggiori per le scuole pubbliche.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Lentini.  Ne  ha
  facoltà.

   LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio ricordare a
  questa  Aula  che  nella finanziaria scorsa l'onorevole  Lentini  e
  l'onorevole  Falcone hanno votato un emendamento a  favore  per  le
  scuole  paritarie e scuole elementari e non per l'infanzia. Quindi,
  questa era una ingiustizia.
   Abbiamo  lottato  tanto  con l'onorevole Falcone,  insieme,  anche
  presentando  più volte un emendamento per prevedere appunto  questa
  spesa e rimpinguare quel capitolo.
   Il  Governo  non  aveva le risorse. Oggi, finalmente  giustizia  è
  stata   fatta.   Ma  voglio  ricordare  una  cosa  all'Aula,   che,
  principalmente,  nelle grandi città il fabbisogno delle  iscrizioni
  non  riesce  a  soddisfare,  appunto, il  bisogno  delle  famiglie.
  Questo è un fatto vero.
   Nelle grandi città,  - Palermo per diversi motivi - non ci sono le
  strutture e non si riescono a soddisfare le iscrizioni.
   Tenendo  presente  che  queste risorse,  e  ringrazio  l'assessore
  Marziano,   con  il comma 2 finalmente saranno controllate  con  la
  rendicontazione.
   Oggi  queste  risorse soddisfano e aiutano veramente  le  famiglie
  bisognose  dove per bisognose non significa la famiglia con  tre  o
  quattro bambini o meno ma  anche con due bambini  Siccome si  stila
  una  graduatoria, a volte non riescono ad entrare in lista,  quindi
  con  e scuole paritarie, ai fini del reddito pagano la retta, ma  è
  una  retta sicuramente di pochi denari e ciò è di grande aiuto  per
  le famiglie bisognose.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Sorbello.  Ne  ha
  facoltà.

   SORBELLO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  intervengo  a
  difesa  di  questo  articolo in quanto convintamente  riconosco  il
  ruolo delle scuole paritarie e maggiormente nel Sud.
   Il  ruolo di queste scuole nel Sud è stato determinate. A  maggior
  ragione quando si parla oggi di scuola, e  quando l'assessore parla
  oggi di tempo pieno.
   Le  scuole paritarie attuano e hanno messo in campo il tempo pieno
  molti decenni fa aiutando così l'analfabetismo. E' storia.
   Chi  rimaneva  indietro nel corso degli studi queste scuole  hanno
  aiutato con il tempo pieno.
   Il  ruolo poi di queste scuole. Lo dobbiamo dire con molta onestà.
  Dove  il pubblico non ha saputo dare risposte certe, concrete,  nei
  quartieri  meno  abbienti, nei quartieri malfamati,  queste  scuole
  hanno  determinato  e  sono state presenti e hanno  determinato  un
  grado di scolarità non indifferente.
   E  oggi  noi  domandiamo un riconoscimento, un riconoscimento  con
  questo contributo ma io sono convinto anche con dati alla mano  che
  le  scuole,  queste  scuole, e chi ha retto  queste  scuole,  hanno
  portato  avanti  anche  il progetto della solidarietà  per  i  meno
  abbienti in tempi remoti.
   Questo  non è altro che un riconoscimento per il ruolo e il lavoro
  che  questo  tipo  di  scuola ha svolto nel  passato  nella  nostra
  società e per quello che all'orizzonte si prevede per il futuro.
   Queste  scuole  sono presenti,  - come qualche  altro  collega  ha
  detto -, in ambienti dove il pubblico sicuramente non potrebbe  mai
  attecchire  e mentre loro sono in grado di assicurare un'istruzione
  equa  e  di  fare  in  modo che i figli dei meno  abbienti  possano
  frequentare una scuola a due passi dalla propria abitazione e dalla
  propria residenza.
   Per  cui  il voto mio personale, e penso quello del mio Gruppo,  è
  favorevole  a  questa,  tra l'altro stiamo parlando  di  una  somma
  irrisoria  rispetto  ai costi che ha la pubblica  istruzione  nella
  nostra  Regione, stiamo parlando di qualche milione, due milioni  e
  quattro,  somme  che  sicuramente  non  sono  determinanti  e   non
  appesantiscono più di tanto il bilancio regionale.

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole  Musumeci.   Ne  ha
  facoltà.

   MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo io ho  un
  approccio  molto laico a questo tema che rischia di determinare  un
  conflitto, anche religioso, nel senso che ritengo che in Italia  la
  scuola  pubblica statale e quella pubblica non statale  abbiano  il
  diritto a coesistere, lo prevede la Costituzione.
   Se può servire il mio esempio personale io sono figlio di operaio,
  eppure  al mio paese i miei genitori mi hanno mandato a frequentare
  una scuola retta dalle suore,  Figlie di Sant'Anna , solo perché  a
  differenza  della  scuola  pubblica  quella  garantiva   il   tempo
  prolungato  che  consentiva a mia mamma di potere badare  alla  mia
  sorella non potendosi permetter il lusso di una baby-sitter.
   Dico  questo  e potrei portare l'esempio di Catania, quartire  San
  Cristoforo, quartiere a rischio dove da quasi cento anni l'oratorio
  dei Salesiani aggrega bambini, altrimenti condannati ad una vita di
  criminali.
   E  però  credo che il problema vada esaminato e sono contento  che
  sia  rientrato l'assessore alla pubblica istruzione che  so  essere
  attento ai problemi del territorio per avere guidato, come me,  una
  provincia e avere quindi avvertito il fiato della gente sulla nuca.
   Noi  siamo  favorevoli allo stanziamento previsto dalla manovra  a
  favore  delle  scuole  pubbliche  non  statali,  ma  come  bene  mi
  suggeriva  l'onorevole Barbagallo c'è un aspetto che  va  valutato.
  Nelle  scuole pubbliche, in alcune scuole pubbliche non  sempre  il
  personale insegnante viene pagato secondo le norme di legge. È  una
  prassi nota, è una prassi nota nelle scuole pubbliche paritarie,  è
  una  prassi  assai  nota e che si tende sempre a  nascondere  anche
  perché  è  una  prassi  deplorevole che  non  lascia  traccia.  Gli
  insegnanti vengono costretti a firmare la busta paga e poi ricevere
  in tasca meno del cinquanta percento, e molto spesso questo avviene
  per poter consentire il riconoscimento del punteggio nella speranza
  di potere accedere poi alla scuola pubblica.
   Noi  abbiamo  il  dovere, onorevole assessore,  di  capire  se  il
  Governo  può  intervenire per tentare di bonificare questa  malaria
  che  continua ad essere dilagante e che non fa onore al mondo della
  scuola  in  generale e, se mi consente, a quello della  Sicilia  in
  particolare,   Regione  nella  quale  questo  triste   fenomeno   è
  particolarmente presente e diffuso.
   Infine,  vorrei chiedere all'assessore Marziano,  - e da  un  lato
  riconosciamo, come è giusto che avvenga -, un sostegno alle  scuole
  pubbliche  non statali, dall'altro mi chiedo quali progetti,  quali
  iniziative  il  Governo Crocetta ha in cantiere,  ad  esempio,  per
  intervenire sull'edilizia pubblica nella nostra Isola?
   Lei  sa,  assessore, che molti edifici scolastici non sono  dotati
  neppure  delle più elementari strutture di sicurezza ed  in  alcune
  aree  del  Sud-est  non sono neppure dotate di norme  antisismiche,
  eppure  si  tratta di luoghi nei quali i nostri figli ed  i  nostri
  nipoti trascorrono buona parte delle loro giornate.
   Sarei  grato al rappresentante del Governo se volesse rassicurarci
  in  tal senso sulle iniziative che si intendono promuovere, in base
  alle  disponibilità finanziarie certo, ma attingendo anche ai fondi
  comunitari in materia di edilizia scolastica, di arredamento  e  di
  attrezzature.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare l'onorevole  Sudano.  Ne  ha
  facoltà.

   SUDANO.  Grazie Presidente, intervengo per dichiarare il mio  voto
  favorevole a questo articolo. Ringrazio anche l'assessore  Marziano
  per  avere  contribuito alla formulazione dell'articolo  e  rimango
  veramente  basita che ancora, nel 2016, in quest'Aula  si  facciano
  discussioni  sulla  differenza tra le scuole statali  e  le  scuole
  paritarie.
   Mi  meraviglia  ancora di più il Movimento Cinque  Stelle,  perché
  ieri  la collega Foti, spiegando il perché non si doveva introdurre
  il voto di genere, e quindi l'eguaglianza delle donne, disse che il
  problema era il sistema del Welfare. Il problema è che le donne non
  hanno  strumenti  a  supporto per fare politica.  Bene,  la  scuola
  dell'infanzia è uno di quegli strumenti a supporto,  di  cui  hanno
  bisogno  le donne. Le scuole pubbliche non bastano, non bastano,  e
  noi donne sappiamo quanto è importante la scuola dell'infanzia. Noi
  donne sappiamo cosa significa avere un figlio a casa e non sapere a
  chi  lasciarlo,  e quindi io ringrazio il Governo  e  ringrazio  il
  Parlamento  di  avere  previsto  un  contributo  per  le   famiglie
  disagiate  per poter avere la stessa fortuna che hanno le  famiglie
  che  stanno bene economicamente, di poter fare seguire i loro figli
  anche dalle suore, anche in queste forme diverse di fare scuola.
   Io  sono stata sedici anni dalle suore e sono ben felice di  avere
  un'altra famiglia oltre la mia famiglia, quindi non accetto chi, in
  quest'Aula, parli male delle scuole paritarie.


   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo
                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Foti ha chiesto congedo  per
  la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo
     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                1214/A

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO GIOVANNI. Signor Presidente intervento sul Regolamento e  mi
  rivolgo, e cerchi di stare molto attento, perché poc'anzi c'è stato
  un travisamento, però intervengo perché ciò non avvenga più.
   L'articolo  121  bis  così recita:  qualora siano  presentate  più
  emendamenti  ad  uno  stesso  testo  e  si  sono  posti   ai   voti
  cominciando  da quelli che più si allontanano dal testo originario;
  prima quelli interamente soppressivi, poi quelli parzialmente e poi
  quelli modificativi ed aggiuntivi .
   Questo  non  è avvenuto, né con il Presidente Lupo,  né  con  lei.
  Quindi,  la prego dal prossimo articolo deve far valere, altrimenti
  perché io presento gli emendamenti soppressivi ai vari commi,  così
  per divertirmi?

   PRESIDENTE. Onorevole Greco, adesso non ricordo, mi informerò  con
  gli  uffici  perché c'è un altro articolo che dice che  l'Assemblea
  non  si  può  esprimere  due volte sullo stesso  argomento.  Ma  ne
  parleremo tra un po'.
   Pongo in votazione l'articolo 7.

   GRECO  GIOVANNI.  Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

       (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo
            Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 7

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto dell'articolo
  7.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  51
   Maggioranza         26
   Favorevoli          33
   Contrari            18
   Astenuti            0

                            (E' approvato)

    Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                              «Articolo 8
          Disposizioni finanziarie in materia di Consorzi di
                               bonifica

    1.  Per  far  fronte  alla  crisi idrica  del  settore  agricolo,
   l'autorizzazione di spesa di cui al comma 1 dell'articolo 31 della
   legge  regionale  17  marzo  2016,  n.  3,  è  incrementata,   per
   l'esercizio finanziario 2016, di 3.700 migliaia di euro,  al  fine
   di  contenere, a partire dal 2012, l'aumento delle tariffe per gli
   agricoltori,  relative all'irrigazione, nonché per  assicurare  la
   prosecuzione dell'erogazione dell'acqua (Missione 16, Programma 1,
   capitolo 147303)».

    All'articolo  8  è stato presentato l'emendamento di  riscrittura
   8.5   del   Governo,    al   quale  sono  stati   presentati   due
   subemendamenti 8.5.1 e 8.5.2.

    GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    GRECO  GIOVANNI. Signor Presidente,  questo è quello dei Consorzi
   di bonifica. Assessore Baccei, io mi ero posto il problema di fare
   questo  intervento perché è una cosa molto delicata. Premetto  che
   io sono per la garanzia occupazionale di tutti questi lavoratori.
    L'Assessore  mi diceva che bisogna dare i soldi, e noi  l'abbiamo
   normato,  a  quei Consorzi di bonifica che presentano il  bilancio
   entro il 30 giugno del 2016.
    Io  le pongo una domanda ben precisa. Lei ha fatto la ricerca, se
   tutti  gli  enti hanno presentato il bilancio entro il  30  giugno
   come detto dalla norma?

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. 10 su 11.

   GRECO   GIOVANNI.   Quindi,  all'undicesimo  non   daremo   nessun
  contributo. Il problema era questo. A chi diamo i finanziamenti?
   E  lei  dice che non riguarda il personale, io so che queste somme
  servivano  per  pagare  e  per  venire incontro  agli  imprenditori
  agricoli per non pagare l'aumento dell'acqua. Se non sono informato
  mi smentite.
   Io invece vorrei che questi consorzi di bonifica vengano normati e
  penso che il compito sia suo. Assessore Cracolici, è possibile  che
  a Siracusa ci sono 150 amministrativi? È possibile che ad Enna sono
  quasi tutti amministrativi?
   Io  dico che prima o dopo lo scandalo ci sarà. E allora, una volta
  che noi stiamo lavorando su questo e lei sta lavorando sul riordino
  dei  forestali, perché non lavorare pure sul riordino dei  consorzi
  di  bonifica  dove  ho  visto  che  lei  l'ESA  l'ha  completamente
  eliminato e, quindi, troveremo la soluzione perché è chiaro che  il
  personale lo dobbiamo garantire. Così dovremmo fare e io spero  che
  col  suo  intervento mi dia garanzia che i consorzi di bonifica  li
  andiamo   a   normare   cercando   di   utilizzare   il   personale
  amministrativo dove ci serve, ne abbiamo bisogno, e trovare  operai
  per dare la possibilità di avere l'acqua per tutti gli imprenditori
  agricoli.

   PRESIDENTE. Onorevole Greco, mantiene l'emendamento 8.1?

   GRECO GIOVANNI. Lo mantengo.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento 8.1. Il  parere  del
  Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   GRECO  GIOVANNI.  Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

       (La richiesta non è appoggiata a termini di Regolamento)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 8.1. Chi è favorevole si  alzi;
  chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento di riscrittura 8.5, al quale sono  stati
  presentati  due  subemendamenti, l'8.5.1 e l'8.5.2  a  firma  degli
  onorevoli Panepinto ed altri.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.   Signor  Presidente,  noi  lo  abbiamo   presentato   in
  Commissione e non ha avuto, purtroppo, grande fortuna. Chiediamo di
  ripresentarlo  adesso come subemendamento perché  a  proposito  dei
  consorzi vi è quella norma che io definisco famigerata che  prevede
  l'esclusività dei bacini.
   Questo  Governo  che  è  tenero con i poteri  forti,  pretende  di
  effettuare  la  spending review in Sicilia su 50-60  dipendenti  al
  massimo in tutta la Sicilia che si trovano a dover essere costretti
  in  maniera  del  tutto illegittima. Questo, sia chiaro,  assessore
  Baccei,  che  se  permane questa norma le azioni  giudiziarie,  già
  avviate,    saranno    vittoriose   e    questo    sarebbe    poco;
  l'Amministrazione pubblica siciliana subirà un danno molto maggiore
  di  cui  poi  voi  dovreste essere chiamati a rispondere  di  tasca
  propria.
   Purtroppo,  il  malessere principale di  questa  elezione  è  solo
  questa: che è una classe politica irresponsabile anche dal punto di
  vista personale, perché questa è una vera e propria vergogna
   Pretendere che soggetti che da decenni fanno parte di due  bacini,
  quello   dei  consorzi  e  quello  dei  forestali  siano,  sic   et
  simpliciter, obbligati ad un certo punto ad optare per l'uno o  per
  l'altra   con  una  comunicazione  dell'Inps  anch'essa   parimenti
  illegittima, perché un Istituto nazionale non dovrebbe prestarsi ad
  assecondare  una  cattiva politica di questo  senso.  E'  veramente
  vergognoso
   Parliamo  di  una  spesa di poche centinaia di migliaia  di  euro.
  Siamo nell'ordine di decine di dipendenti per tutta la Sicilia e vi
  ostinate ancora a negare che vi sia la possibilità di una copertura
  finanziaria  irrisoria per risolvere un problema che è di  assoluta
  trasparenza,  perché credo che nessuno possa negare l'evidenza  che
  si sta commettendo una grossissima ingiustizia.
   Dai  dati della mia provincia si evincono meno di 15 unità  e  voi
  pretendete che non si possa trovare la copertura per assicurare  il
  sacrosanto diritto esercitato, ripeto, da anni da questi lavoratori
  di  fare 51 giornate alle dipendenze del consorzio e 51, o qualcosa
  in  più,  nell'altro  per garantire il minimo vitale?  Parliamo  di
  questo e voi vi ostinate ancora a dare parere negativo e pretendere
  che sia inammissibile per carenza di copertura finanziaria.
   Credo  che su questo tutta l'Aula si pronunci al di là dell'essere
  maggioranza o minoranza. Mi appello anche ai colleghi del Movimento
  Cinque  Stelle,  che so essere sensibili su un problema  di  questo
  senso.  Qui è l'Aula che deve prendere posizione nel suo complesso,
  che  vogliano o meno Baccei o Renzi, perché altrimenti  andiamocene
  tutti a casa

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Non può parlare l'Assessore Cracolici perché  prima  è
  stato  impedito di parlare all'Assessore per le autonomie locali  e
  la funzione pubblica, onorevole Lantieri.

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca  mediterranea. Ricordo all'onorevole Di  Mauro  che,  sino  a
  prova  contraria, sono deputato di questa Assemblea e,  come  tale,
  quando chiedo la parola devo averla al pari suo.
   Stiamo parlando di una materia che riguarda l'Assessorato per  cui
  svolgo  la  mia mansione e rispetto alla questione che ha sollevato
  l'onorevole Assenza devo dire con grande onestà che io condivido le
  ragioni  giuridiche che ha posto, perché è una norma che fa divieto
  ad  una  stessa  persona che ha due diversi  datori  di  lavoro  di
  scegliere l'uno o l'altro.
   Credo  che sia una norma che, obiettivamente, presenta profili  di
  qualche  dubbio giuridico. Siccome vogliamo evitare di  fare  norme
  improvvisate io mi impegno - e lo dico all'onorevole Assenza  -  da
  qui  a  settembre, quando ci sarà la materia dell'assestamento,  io
  verrò  con  una relazione nella quale, consorzio per consorzio,  ci
  sarà  uno  stato  dei fatti nei quali sarà chiaro  quante  sono  le
  persone  che hanno questa doppia attività, e cioè alla forestale  e
  al consorzio di bonifica.
   Lo  dico per una questione di correttezza. Tra l'altro, non  credo
  che  dobbiamo  mettere risorse perché, come è  noto,  i  lavoratori
  stagionali dei consorzi di bonifica hanno un finanziamento dedicato
  che  quest'anno è stato di 10 milioni di euro e che è stato al pari
  dell'anno precedente.
   Quindi, se oggi ci sono lavoratori a cui è stato impedito di poter
  svolgere  il  lavoro  presso il consorzio, le  risorse  per  questi
  lavoratori, sono state comunque trasferite ai consorzi.
   Quindi  se,  eventualmente, a settembre facciamo la norma,  saremo
  comunque  in  tempo  di tutelare loro il diritto,  perché  oggi  se
  dovessi  dire su due piedi - premesso che neanche c'è l'emendamento
  -  ma se dovessi dire su due piedi quante sono queste fattispecie e
  quindi  gli effetti, eventuali, finanziari, non sarei in  grado  di
  dare una risposta.
   Quindi,  da  questo  punto di vista, la  questione  che  ha  posto
  l'onorevole  Assenza trova la mia sensibilità; chiedo semplicemente
  la  possibilità  di  fare un approfondimento con  la  struttura  di
  vigilanza al fine di avere un quadro numerico, reale, delle cose di
  cui stiamo parlando.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Assenza,  sulla  base  delle  indicazioni
  dell'onorevole Cracolici, ritira questo emendamento?  Anche  perché
  le   devo   anche  preannunciare  che  sarebbe,  anche   dichiarato
  inammissibile, perché non c'è copertura finanziaria.

   ASSENZA. Non lo ritiro. Lo dichiari inammissibile.

   PRESIDENTE. E' dichiarato inammissibile.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per il prosieguo
  dei  lavori e per avere le idee chiare. Questa mattina, durante  la
  discussione, un intervento dell'onorevole Cimino, di fatto, aveva -
  e  ovviamente  anche  condiviso dalla Presidenza  dell'Assemblea  -
  stabilito che questa è una variazione di bilancio e, come  tale,  a
  una  variazione  di  bilancio deve rispondere  o  il  Presidente  o
  l'Assessore e che, quindi, gli Assessori, tutti gli altri, venivano
  chiamati a dare risposte sul piano tecnico ai deputati.
   Sono  per  le  regole  e  sono convinto che  questa  non  sia  una
  variazione di bilancio, ma un disegno di legge che comprende  tante
  cose,  più  importanti e meno importanti, ma dovremmo stabilire  le
  regole,  perché  se  noi  possiamo rivolgerci  anche  all'Assessore
  competente  tecnicamente, oltre all'Assessore per l'economia  -  se
  necessita copertura finanziaria - questa regola vale per tutti.
   Relativamente  all'argomento  - e chiedo  su  questo  che  lei  si
  pronunci,  Presidente - sulla questione dei lavoratori,  credo  che
  durante la finanziaria, per questioni di spending review, sia stato
  approvato  da parte di questo Parlamento, su proposta del  Governo,
  una  norma  che  è  estremamente  restrittiva  e  penalizzante  nei
  confronti delle categorie più deboli.
   Quindi, chiedo al Governo, al di là del numero, di quelli che sono
  i lavoratori che possono attingere ad entrambi gli elenchi, di fare
  in  modo  che  a questo argomento si trovi una soluzione  positiva,
  perché  trattasi  di  lavoratori che  forse,  mettendo  assieme  le
  giornate lavorative in un settore e nell'altro, possono raggiungere
  una dignitosa compensazione in termini economici.
   Questo è un appello che le rivolgiamo, assessore Cracolici, che lo
  faccia  subito alla ripresa dei lavori. Credo che sia  un  atto  di
  giustizia sociale rispetto a questi operatori.

   PRESIDENTE.  Onorevole Di Mauro, ho sentito che lei ha sollecitato
  un  mio  intervento su questo argomento. Il fatto  che  l'assessore
  Cracolici,  che è un onorevole di quest'Assemblea e che quindi  può
  intervenire, ripeto che nell'ottica di una discussione che tende  a
  fare chiarezza, su quello che stiamo trattando, avere un contributo
  specifico e tecnico da parte dell'assessorato competente, non credo
  possa fare male al dibattito e alla chiarezza che viene trattata.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  intervengo  su
  questa  materia  perché  ormai  da  troppo  tempo  assisto  ad  una
  confusione  di legge e di proposte  e di propositi che ha  superato
  ogni limite di guardia.
   Durante  le  riunioni  in  occasione delle  ultime  finanziarie  e
  segnatamente  dell'ultima  finanziaria, in  Commissione   Bilancio,
  abbiamo  assistito  ad  una  diatriba tra  alcuni  esponenti  della
  maggioranza e l'assessore per l'economia, dottore Baccei,  che  nel
  caso specifico rappresenta il Governo, e la diatriba riguardava  la
  difficoltà esposta più volte perentoriamente dall'Assessore  Baccei
  di  poter  erogare  fondi  ai Consorzi di bonifica  perché  diversi
  Consorzi  di  bonifica  non  avevano  presentato  i  bilanci  e  si
  rifiutavano  addirittura in alcuni casi rispetto  a  sollecitazioni
  avanzate dal Governo stesso a mandare le carte.
   Veniva,  altresì,  fatto  notare dall'Assessore  Baccei  l'assurda
  disparità di conduzione dei vari Consorzi con differenze abissali e
  di  personale  e  di  risorse impegnate per  personale;  differenze
  abissali  che  non trovavano e  non trovano nessuna giustificazione
  da  nessun punto di vista, né di carattere tecnico, né di carattere
  operativo.
   Segnatamente,  l'Assessore Baccei si è rifiutato più  volte  e  ha
  avuto  anche degli alterchi abbastanza pesanti rispetto  ad  alcuni
  emendamenti  che sono stati presentati e che vanno  in  discussione
  ora  di  voler erogare ulteriori somme a Consorzi per  la  semplice
  ragione - ha spiegato lui anche dal punto di vista civilistico - mi
  corregga  se  sbaglio  Assessore, che  non  si  può  erogare  somme
  aggiuntive per personale aggiuntivo a delle società, in questo caso
  i  Consorzi  di  bonifica che sono di fatto  virtualmente  come  se
  fossero virtualmente falliti in quanto non pagano gli stipendi,  in
  quanto  non pagano gli stipendi in atto, cioè se ci sono lavoratori
  che  non  percepiscono gli stipendi, onorevole Cracolici mi ascolti
  perché  io  ho sempre buona memoria  e quindi ricordo perfettamente
  anche  le parole. Perché difficilmente è spiegabile che se  c'è  un
  Consorzio  che  non  paga  gli stipendi è difficile  che  si  possa
  chiedere di erogare a quel Consorzio somme aggiuntive per ulteriori
  giornate lavorative.
   Allora,  con  la  finanziaria  precedente  avevamo  stabilito  che
  l'Assessore   per   l'agricoltura,  in  questo   caso   l'Assessore
  Cracolici,  si  impegnava,  credo  che  era  entro  maggio,  per  i
  forestali era entro maggio? Entro maggio a presentare la riforma.
   Io  ritengo che sui Consorzi di bonifica la cosa è molto ma  molto
  più   urgente,   Assessore  Cracolici,  perché  a  differenza   dei
  forestali   che  necessitano  di  una  riforma  ma   che   comunque
  beneficiano di una legge organica molto dettagliata molto precisa e
  che  non  presentano ulteriori gravi difficoltà - la questione  dei
  Consorzi di bonifica è una questione molto ma molto ingarbugliata e
  che  da  ogni  punto di vista può causare l'interessamento  con  la
  lente di ingrandimento da parte di una serie di soggetti perché non
  è  tollerabile che si spendano 87 milioni quant'è che si spende per
  i Consorzi di bonifica,

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. La Regione ne spende 36

   FORMICA.  Ma globalmente credo che la cifra 87 milioni globalmente
  e  siamo in presenza degli agricoltori che sono senza  acqua, delle
  tubazioni  o  comunque dei mezzi tecnici per la  distribuzione  che
  sono  un  colabrodo,  del  personale  che  non  viene  pagato,   di
  lavoratori che ne beneficerebbero per legge di un certo  numero  di
  giornate  lavorative a cui non possono essere garantite, cioè   una
  situazione insostenibile.
   Io  penso  che  la cosa più urgente che  il Governo debba  fare  è
  presentare al più presto una riforma organica rispetto ai  Consorzi
  di  bonifica  non  solo  per  dare certezza  ma  per  consentire  a
  quest'Aula  di  esprimersi in maniera chiara una  volte  per  tutte
  senza  più le incertezze e senza più dovere ascoltare risposte  del
  tipo: abbiamo chiesto i bilanci e non ce li mandano che è una  cosa
  inascoltabile  e  insopportabile.  E  vorrei  una  risposta   anche
  dall'assessore Baccei.

   FALCONE. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  io  credo  che,
  partendo  proprio  dall'intervento  dell'assessore  Cracolici,   il
  subemendamento Assenza non dovrebbe essere dichiarato inammissibile
  perché  se lo stesso lo subemendiamo aggiungendo una frase, diciamo
  che è già stato dichiarato inammissibile, Il ragionamento è questo.
   Nel  2014  noi avevamo 10 milioni di euro, nel 2015 10 milioni  di
  euro  e sono stati mantenuti nel 2016. Questo personale è personale
  che già era nel bacino del 2014 e nel 2015. Successivamente, questo
  bacino non è che si è esteso, anzi è stato compresso perché  chi  è
  andato  in  pensione - pochissimi - qualcuno ha avuto il  contratto
  trasformato  su cui ora dirò qualcosa a seguito di una sentenza  di
  prima  grado, ancorché la stessa poi è stata annullata  in  secondo
  grado,  però  il ragionamento è questo, ve lo può dire  l'assessore
  Baccei.
   Questa fascia di lavoratori del Consorzio di bonifica, che poi non
  sono così tanti, costerebbe, per una analisi che abbiamo fatto  dei
  costi,  circa 200 mila euro. In considerazione che i 10 milioni  di
  euro   per   gli   stagionali  delle  garanzie  occupazionali   non
  esauriscono  l'intera somma dei 10 milioni, signor  Presidente,  ma
  siamo intorno ai 9 milioni e 6 cento mila euro, con una economia di
  400  milioni di euro, se noi questo subemendamento, lo subemendiamo
  ulteriormente dicendo che, a condizione che lo stesso  rientri  nei
  limiti  di  spesa  e a seguito della relazione che l'assessore  per
  l'agricoltura  porterà in Aula o in Commissione  a  settembre,  noi
  avremo  risolto  il  problema, cioè  noi  stiamo  dando  un  parere
  condizionato  ai  limiti  di spesa e alla relazione  dell'assessore
  Cracolici.  Se  la  porterà,  bene; se  non  la  porterà,  non  c'è
  possibilità di introdurre o di mandare a lavorare queste persone.
   Per cui, se l'onorevole Assenza, che mi ascolta, è d'accordo e  mi
  ha  detto  che è d'accordo, noi questo subemendamento lo manteniamo
  garantendo una copertura finanziaria condizionata e abbiamo risolto
  il problema.
   Noi  il  subemendamento  lo  possiamo mantenere  condizionando  lo
  stesso  avvio di questi lavoratori ai limiti di spesa, la copertura
  e  alla  sua  relazione, Assessore. Se ci sarà,  dobbiamo  soltanto
  avviarli solo se vi fosse una relazione, abbiamo la quantificazione
  di queste spese, di questo personale, e soltanto se non sforiamo  i
  10  milioni  di  euro.  E'  un subemendamento  di  buon  senso  che
  garantisce  tutti,  senza  che  oggi venga  avviato  nessuno,  cioè
  avvieremo  queste persone non prima di ottobre, ma se ci fossero  i
  soldi li potremmo avviare e non li mortifichiamo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Panepinto.  Ne  ha
  facoltà.

   PANEPINTO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Assessori,
  sulla    questione   dei   consorzi   di   bonifica    l'intervento
  dell'onorevole Formica rappresentava una situazione  complessa  che
  ha  tante  eredità addosso, eredità senza beneficio di  inventario,
  cioè con un peso gravoso non quantificabile ad oggi sul futuro  del
  comparto  primario più importante che la Sicilia ha, la  produzione
  agricola.
     Una  Sicilia che in questi anni si è specializzata in produzioni
  biologiche. Siamo la Regione con la maggiore estensione di  aziende
  agricole che producono prodotti biologici e li trasformano, in gran
  parte.  Al nastro di partenza della nuova programmazione,  in  modo
  particolare, il Piano di sviluppo rurale e non solo,  si  pone  una
  questione  strategica  che  è  quella  di  sostenere  il   comparto
  agricolo,  le aziende agricole, dando loro viabilità rurale,  banda
  larga, ma anche e soprattutto materia prima per irrigare.
   Non possiamo immaginare agricoltura specializzata delle produzioni
  Doc,  Dop,  Igp,  e non solo, senza disporre della distribuzione  e
  degli invasi per uso irriguo.
   Negli  anni  settanta,  ottanta, in modo  particolare,  l'Ente  di
  sviluppo  agricolo  fu  interessato  con  risorse  pari  a  duemila
  miliardi di lire per realizzare non solo dighe, ma anche adduttori,
  condotte di distribuzione.
   Poi,  arrivò  il 1992 che segnò, sostanzialmente,  la  fine  della
  prima Repubblica, e direi anche la fine della stagione delle grandi
  opere  pubbliche  in  Sicilia, durante  la  quale  si  realizzavano
  condotte, dighe, impianti di distribuzione per uso irriguo.
   Qualcuno  dice  finì la stagione dei cavalieri  di  Catania  e  si
  interruppero    lavori,   lavori   che   rimasero    in    sospeso.
  Sostanzialmente, da allora ad oggi, dall'inizio degli anni  novanta
  ad   oggi,  in  Sicilia  non  si  è  più  discusso  di  acqua,   di
  distribuzione  di acqua, di ampliamento di comprensori  irrigui,  e
  tutto  il  tema  è stato, solo ed esclusivamente, incentrato  sugli
  enti  strumentali  di  gestione, cioè vale  a  dire  consorzi  che,
  democraticamente, dovrebbero essere eletti dai titolari  di  questa
  funzione  che  sono gli agricoltori ma che, da sempre,  sono  stati
  commissariati.
   Detto ciò, da mesi e mesi, e me ne dispiaccio perché è persona dal
  punto  di  vista  umano,  ma non sempre politicamente,  su  vicende
  legislative  ci  troviamo  d'accordo, con  l'assessore  Baccei,  il
  quale, non penso che ne abbia fatto una questione pregiudiziale ma,
  certamente, a sentire parlare di consorzi di bonifica  non  ha  una
  reazione sempre sorridente.
   La  questione  che pongo e non parlerò più perché ho dovuto  anche
  litigare  in  una notte faticosissima con un collega del  Movimento
  Cinque   Stelle  per  ottenere  duemilionisettecentomila  euro   ad
  integrazione di una norma che non contesto, la 47 della finanziaria
  2005  che  stabilisce la progressiva riduzione di trasferimento  di
  risorse della cassa regionale ai consorzi di bonifica.
   Però,  si  pone un problema: immaginare, dall'oggi al  domani,  di
  staccare  un  sistema  che è stato caricato  sostanzialmente  sulle
  spalle della Regione, per scaricarlo interamente sulle spalle degli
  agricoltori, sic et sempliciter, mi sembra esagerato.
   Comunque,  abbiamo ad oggi agricoltori che ricevono un  bollettino
  in cui c'è scritto diciannove centesimi più conguaglio, per il 2012
  erano quindici centesimi più conguaglio.
   Abbiamo recuperato duemilioniseicentomila su una dotazione che già
  nel 2015 non era quella ridotta, cioè quarantatremilioni, ma se non
  ricordo  male  ne sono stati erogati trentacinque. Si  pone  questo
  problema di come rispettare lo stesso articolo 47 della finanziaria
  del 2005.
   Personalmente,   ritengo  e  lo  proporrò   agli   esperti,   agli
  agricoltori,  all'organizzazione di categoria, un  momento  in  cui
  senza  parlare  solo  di  consorzi di bonifica  si  parli  di  come
  aumentare i comprensori irrigui. Vedete, per la realtà che  conosco
  bene,  è assurdo che a Licata finisca l'irrigazione, riprenda sotto
  Agrigento,  settemilacinquecento ettari di terreno  che  non  hanno
  irrigazione,  ma hanno gli impianti, non ha senso che i  produttori
  di  cantalupo di Palma di Montechiaro debbano probabilmente cercare
  l'acqua  in tutti i modi e non dare loro la possibilità di irrigare
  le loro produzioni.
   Per  concludere ritengo che la modifica che abbiamo apportato alla
  riscrittura del Governo preveda, sostanzialmente, l'assegnazione di
  risorse complessive non di 6 milioni e 700 mila, come si era  detto
  in  finanziaria, ma poco più di 6 milioni e mezzo perché  la  somma
  non   c'è   complessivamente,  dopodiché  aggiungiamo  che  qualora
  necessario, nella confusione di mancanza di rotazione organica,  di
  personale che in alcuni consorzi è in esubero ed in altri è  minore
  di  quello  di  cui  si  ha  necessità,  così  come  il  personale,
  possibilmente,  amministrativo  è  maggiore  degli  operatori   che
  distribuiscono  l'acqua, chiediamo che ci sia per l'anno  2016  una
  deroga al blocco previsto con la normativa regionale consentendo ai
  lavoratori  di  arrivare a 71 giornate ma non  indiscriminatamente,
  ove  necessario,  secondo le esigenze perché il  personale  si  può
  spostare  da Enna a Catania o viceversa, da  Agrigento a Trapani  o
  viceversa.    Noi    riteniamo   che   non   si   possa    chiudere
  pregiudizialmente perché non siamo stati ancora in  grado  di  fare
  una  riforma che sarà complicata da attuare per cui il senso  delle
  due norme che modificano la riscrittura del Governo è questo che ho
  testé  spiegato ma dentro una logica che è quella di  tutelare  gli
  agricoltori e non mi scandalizzo se tuteliamo i lavori stagionali.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Turano.  Ne  ha
  facoltà.

   TURANO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   io   sarò
  telegrafico. L'onorevole Panepinto quando sente parlare di consorzi
  di  bonifica diventa come il toro, si imbizzarrisce. Del  resto  sa
  quasi  tutto dei consorzi di bonifica e io, invece, vorrei che  lui
  utilizzasse  la  sua esperienza anche mettendola  al  servizio  del
  Governo  perché finalmente si partorisca questa riforma,  assessore
  Cracolici, su cui si è assunto un impegno nella legge finanziaria

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca  mediterranea. L'impegno era sulla forestale. E'  pronta.  E'
  solo che da due anni non viene applicata.

   TURANO.  Perché  faccio  questo  intervento?  Perché  diversamente
  facendo un torto ai consorzi di bonifica riduciamo l'attenzione  al
  personale  del consorzio di bonifica. E' questo significa  fare  un
  torto a tutti gli agricoltori che irrigano, grazie al personale del
  consorzio di bonifica, ma mantengono le imprese agricole  che  sono
  la  vera eccellenza su cui l'Assessore per l'agricoltura stamattina
  mi  diceva che dopo anni di oblio gioca una grande partita  che  io
  condivido.
   Perché faccio questo intervento? Perché l'Assessore sa, e io  voto
  a   favore  dell'articolo  8  così  come  riscritto  nei  suoi  due
  subemendamenti, perché potere lavorare per qualche  giorno  in  più
  non   è  gridare  allo  scandalo,  ma  è  giusto  permettere   agli
  agricoltori di contenere le spese di un'azienda agricola.
   Se  noi  trasformiamo il consorzio di bonifica  come  un'ulteriore
  tassa  che  talvolta non arreca alcun vantaggio  all'agricoltore  e
  determina  un aggravio delle spese facciamo una cosa,  secondo  me,
  sbagliata.
   E' successo in provincia di Trapani ed in quasi tutta la Sicilia -
  e  la  somma  che stiamo indicando non è sufficiente per  contenere
  tutti  gli  aumenti  - che ai consorzi sono state  trasferite  meno
  risorse e si è determinato un aumento del canone. Ma questo aumento
  del  canone, ahimè, in alcuni posti è stato spropositato, 300, 400,
  500   euro  ad  ettaro  che  non  sono  neppure  il  guadagno   che
  l'agricoltore  ricava  dalla produzione di quell'ettaro  al  netto,
  chiaramente, delle spese.
   E,  allora, l'invito al Governo è di essere tempestivo e  risoluto
  nella predisposizione di una analisi profonda ed attenta che faccia
  per  davvero  chiarezza,  che  garantisca  le  persone  che  devono
  lavorare ma non dimentichi che il consorzio non è soltanto per fare
  lavorare   i   dipendenti   ma   è  per   garantire   un   servizio
  all'agricoltore che talvolta non ce l'ha ed è costretto a pagare lo
  stesso.
   Detto  ciò, annuncio il voto favorevole all'articolo 8  e  ritengo
  che  così  continuando  a lavorare in serata  termineremo  l'intera
  manovra.

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Poi, c'è l'onorevole Cancelleri.

   GRECO GIOVANNI. Tanto il tempo c'è, li inviti a parlare.

   PRESIDENTE.  Noi ci deliziamo dei suoi interventi, vuole  privarci
  degli interventi degli altri?

    GRECO GIOVANNI. No, io voglio che partecipino, ma che fa scherza?
  Voglio  che  intervengano  tutti  quelli  dell'NCD,  il  presidente
  Cascio, così fa vedere che partecipa.

   PRESIDENTE. Onorevole, inizi il suo intervento che già ha sprecato
  10 secondi.

   GRECO  GIOVANNI.  Io sono contento che gli altri parlino,  capisce
  signor Presidente? Più si parla e più ricca è la materia.
   Assessore  Cracolici, intanto, sono a favore di questo emendamento
  perché  è chiaro che in questa categoria, quella degli agricoltori,
  fare una giornata per loro è sempre importante e raggiungere le  78
  giornate,  assessore Baccei, mi rivolgo a lei  perché  lei  stringe
  sempre  la borsa, ma dobbiamo stringerla non dando il contributo  a
  quelli  che  suonano  la  chitarra, al Kore  di  Enna  che  abbiamo
  bocciato  in  finanziaria, gli abbiamo dato dei  soldi  e  ora  gli
  volete  dare  un  altro milione e quattrocentomila  o  duecentomila
  quello  che  è, non ci possiamo permettere di non dare le  giornate
  fino  a  78  a  chi  è  povero. Questi che sono  i  settantottisti,
  assessore  Baccei,  non  ci  andranno  mai  agli  spettacoli,  mai,
  dobbiamo aiutarli e la finanza deve essere a disposizione  del  più
  povero.
   Quindi, la invito ad eliminare tutte le spese inutili come  quelle
  sull'Università Kore di Enna ed a riversare i soldi sui consorzi di
  bonifica.  Io sono per la pace, io cerco di mettere pace  e  quindi
  invitare a spendere i soldi per le categorie più deboli e lei è uno
  di  quelli che, almeno conoscendola fino ad adesso, gli agricoltori
  ce  li  ha in mezzo al cuore. Però, stia attento, non levi il turn-
  over,  levi quest'articolo che fa parzialmente il turn-over. Guardi
  che è una cosa su cui lei si può scottare le mani

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Governo,
  innanzitutto volevo puntualizzare una cosa: poco fa, secondo me  in
  maniera  errata, l'onorevole Panepinto ricordava un fatto  avvenuto
  in  Commissione, in realtà l'alterco, insomma, lo scontro che c'era
  stato  non era chiaramente sulla norma che andava a rifinanziare  i
  consorzi di bonifica, ma era semplicemente dovuto, ovviamente, alla
  stanchezza dei lavori di quella serata che aveva visto, poi, ad  un
  certo  punto,  l'onorevole Panepinto perdere le  staffe.  Ora,  non
  voglio  minimamente stare lì a dire se a ragione o a torto, non  mi
  interessa, ma non c'entrava assolutamente alcun emendamento. Questo
  per  fare anche chiarezza e lasciarlo al verbale visto che  si  era
  intervenuto mettendo sul piatto quella cosa.
   Io  vorrei fare un piccolo excursus di quello che è il motivo  per
  il  quale, oggi, stiamo dibattendo sull'articolo 8 che nasce  dalla
  finanziaria, la legge n. 9 del 2015, che all'articolo 47, al  comma
  11,  stabilisce  che  la Regione non dà più soldi  ai  consorzi  di
  bonifica in maniera scalare, cioè noi diciamo che entro il 2021 non
  daremo più soldi ai consorzi di bonifica.
   Non  abbiamo  previsto  in  alcun  modo  che  daremo  delle  parti
  aggiuntive, cioè gli diamo le dighe da gestire, piuttosto che delle
  altre  proprietà o comunque delle altre infrastrutture dalle  quali
  poter tirare fuori dei denari per poter pagare il lavoro e, quindi,
  i  lavoratori e tutto quanto. Gli diciamo semplicemente che non gli
  passiamo  più  soldi,  che glieli cominciamo a  scalare:  l'85  per
  cento, l'80 per cento, il 75 per cento, fino ad arrivare a zero.  E
  noi,  in quella sera, era, credo, sul finire di aprile, proprio  da
  questo  scranno  denunciavamo  che quello  stato  di  cose  avrebbe
  portato,  inequivocabilmente,  ma  non  ci  voleva  una  sfera   di
  cristallo  per  prevederlo, a degli aumenti delle quote  consortili
  per  gli  agricoltori, che ci sarebbero stati degli  aumenti  nelle
  quote  fisse per l'acqua e che ci sarebbero stati dei problemi  per
  pagare gli stipendi. Era una cosa talmente ovvia, tant'è che  si  è
  verificata immediatamente.
   Le  quote consortili sono ovunque aumentate del 400 o del 500  per
  cento  in  tutte  le  province,  le quote  fisse  per  l'erogazione
  dell'acqua  sono  aumentate in maniera  pro-capite  per  tutti  gli
  agricoltori   e,  oggi,  noi  ancora  continuiamo  a   parlare   di
  agricoltura di qualità, di sostegno all'agricoltura di qualità,  di
  possibilità   di   portare   i  nostri  prodotti   all'estero,   di
  internazionalizzazione dei prodotti agricoli, del made  in  Sicily.
  Continuiamo a parlare degli agricoltori come eroi, però, caspita  a
  questi eroi, Assessore, gli spariamo alle ginocchia ogni volta  che
  possiamo    Continuiamo,  ancora  una  volta,  a  sparargli   nelle
  ginocchia,  pretendiamo  che loro corrano,  però,  ogni  volta  che
  possiamo  mettergli  delle palle al piede non  perdiamo  tempo  per
  farlo.
   Ora,  questo  articolo 8, al quale abbiamo anche  partecipato,  al
  quale siamo estremamente favorevoli, manca una cosa e questa cosa a
  me piacerebbe che fosse la maggioranza, che fosse questo Governo ad
  inserirla,  la  parte finale di questo emendamento, che  l'articolo
  47,  comma  11, della legge regionale 9 del 2015 è abrogato  perché
  non  possiamo lasciare morire entro i 2021 i consorzi di  bonifica,
  senza fare una riforma.
   Ricordo    che   in   una   precedente   finanziaria   l'assessore
  Cartabellotta diceva che i consorzi di bonifica dovevano  diventare
  due,  quello  occidentale e quello orientale, perché così  potevamo
  permettere la mobilità all'interno di quei consorzi di bonifica  da
  una  provincia all'altra, cosa che oggi non è ancora  permessa.  E,
  soprattutto,  dopo  trent'anni, ma che dite le facciamo  queste  le
  elezioni  dei  consorzi  di bonifica o devono  ancora  rimanere  ad
  appannaggio  del  Presidente  della Regione  di  turno  che  si  va
  nominando  i propri commissari e crea posti di sottogoverno  per  i
   trombati   dalla politica? Perché è questo il nodo. E io,  siccome
  sono convinto che vogliamo affrontare questi temi, direi che adesso
  ci   muoviamo   qui,  che  se  il  Governo  vuole  può   aggiungere
  l'abrogazione dell'articolo 47, comma 11, della finanziaria 2015  e
  subito  dopo  cominciamo  a  parlare di  riforma  dei  consorzi  di
  bonifica  su  quello che era stato l'intendimento di questo  stesso
  Governo, come io poc'anzi vi ho raccontato.
   Se  dobbiamo  parlare  di  agricoltura e  dobbiamo  difendere  gli
  agricoltori, dobbiamo essere consequenziali e i nostri atti  devono
  essere consequenziali, e ad oggi quelli di questo Parlamento  e  di
  questo Governo non lo sono.

   MUSUMECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI. Signor Presidente, signori del Governo e colleghi, in un
  certo  senso  desidero  porre  una domanda  al  rappresentante  del
  Governo e lo faccio raccogliendo il grido di protesta che, in  ogni
  provincia, proviene dal mondo agricolo.
   I  consorzi di bonifica, lo abbiamo detto e non ci stanchiamo  mai
  di  ripeterlo, da troppo tempo ormai non assolvono più le  funzioni
  per le quali sono stati immaginati. Da diverso tempo sono diventati
  una palla al piede per gli agricoltori.
   Le  pagine  dei quotidiani siciliani nelle settimane scorse  hanno
  titolato  a  tutta  pagina, con titoli cubitali, lo  spettro  della
  siccità  anche  nelle  colture di qualità,  nelle  colture  che  si
  caratterizzano per essere irrigue. Arrivano puntuali  gli  oneri  a
  carico  degli  agricoltori e nessuno mai garantisce  la  puntualità
  dell'arrivo del prezioso liquido.
   C'è  un  conflitto  interno  fra  lavoratori  da  una  parte,  che
  rivendicano   giustamente  i  loro  diritti,  e   gli   agricoltori
  dall'altra.
   Si  disse  che la mancanza o la scarsa sensibilità degli Assessori
  tecnici  non aveva consentito di potere raccogliere ed interpretare
  appieno la protesta che arrivava dal mondo agricolo.
   Da diversi mesi, ormai, la rappresentanza politica è entrata a far
  parte  del  Governo.  Lo  stesso  assessore  Cracolici,  del  quale
  apprezzo  il  dinamismo,  ha  più  volte  dichiarato  di  avere  in
  cantiere, finalmente, la riforma dei consorzi di bonifica, che  noi
  da  questa  tribuna  abbiamo,  più volte,  dichiarato  avere  ormai
  svolto, esaurito, la propria funzione.
   Noi  abbiamo il dovere di capitalizzare, di esaltare, di  tutelare
  le  competenze,  le  tante competenze tecniche, amministrative,  di
  maestranza, maturate all'interno di questi enti, ma il consorzio di
  bonifica,  così come ancora continua stancamente ad essere  portato
  avanti, non ha più ragione di esistere.
   E, allora, chiedo al Governo quali progetti di riforma l'assessore
  Cracolici  pensa di potere portare all'attenzione  di  questa  Aula
  perché  si  chiuda  definitivamente il capitolo di  questi  veri  e
  propri  carrozzoni  che non bonificano più  niente,  che  non  sono
  assolutamente  di  sostegno agli agricoltori, che hanno  consentito
  nel  passato  di  alimentare  una  larga  ed  indecorosa  fetta  di
  clientelismo  e  che  lasciano  molti  lavoratori  ancora   sospesi
  nell'incertezza del loro futuro.
   C'è  la  riforma  in cantiere assessore Cracolici? Questo  Governo
  della  rivoluzione come pensa di trasformarli? Entro quanto  tempo?
  Con  quali  procedure? E definitivamente archiviato il progetto  di
  riforma  Cartabellotta  che prevedeva i due polmoni  nella  Sicilia
  orientale  e  nella Sicilia occidentale? Credo  che  le  mie  siano
  domande   lontane  da  ogni  pretestuosa  polemica,  siano  domande
  legittime  che come me si  pone chi, ancora,  trova la fantasia  ed
  il coraggio di potersi addentrare sul terreno dell'agricoltura.

   CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo  sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca  mediterranea. Intanto, ringrazio per davvero i colleghi  che
  attraverso  questo emendamento hanno riproposto il tema complessivo
  della  riforma  o  quella  che io chiamo, meno  enfaticamente,  del
  riordino di questa materia. Dico riordino per una ragione e  vorrei
  che  fosse chiaro. Io, in Aula ,quando abbiamo fatto la finanziaria
  ho  assunto  un  impegno  che  nei successi  novanta  giorni  avrei
  presentato  un  disegno  di  legge  sulla  riforma  della   materia
  forestale. L'ho depositata, è stata approvata in Giunta  ed  io  ho
  presentato  i primi di luglio la riforma in Giunta, qualche  giorno
  fa  è stata approvata in Giunta, adesso a settembre l'Aula avrà  il
  testo e ne discuteremo in Commissione.
   Io  non  ho  mai parlato di una legge di riforma sui  consorzi  di
  bonifica,  ma  non  perché  voglio  sottrarmi  dalla  necessità  di
  intervenire su questa materia, ma proprio per quello che  ha  detto
  per  ultimo  l'onorevole  Musumeci. Noi abbiamo  fatto  una  legge,
  questo  Parlamento, in questa legislatura, ha stabilito  per  legge
  che  i Consorzi di bonifica, in Sicilia, da una certa data in  poi,
  2013,  dovevano essere due. In questi quasi tre anni i consorzi  di
  bonifica sono rimasti 11. C'è un dato, una legge che stabilisce, fa
  una scelta, una non applicazione della legge.
   Allora, siccome credo che di riforme rischiamo di morire, la prima
  questione  che dobbiamo porre con serietà è applicare le  cose  che
  diciamo.  Non  l'ho  proposta io, non ero io  l'Assessore  in  quel
  momento, ma c'è una legge della Regione che dice che i consorzi  di
  bonifica devono essere due.
   Bene  Io posso annunciarvi che, pur assicurandovi che la materia è
  di  una complessità, anche per le questioni del passato che gravano
  pesantemente, soprattutto su situazioni debitorie e patrimoniali  e
  non  solo,  faccio un esempio per tutti abbiamo un grande  problema
  urgente   che   dobbiamo  approntare  i  contatori,  i   misuratori
  dell'acqua  in tutti i consorzi di bonifica, perché  con  le  nuove
  disposizioni comunitarie abbiamo un obbligo di misurare l'acqua per
  arrivare  al costo dell'acqua e per arrivare ad un risparmio  della
  risorsa idrica che è una delle condizionalità ex ante per applicare
  il PSR.

   GRECO GIOVANNI. Dobbiamo migliorare le reti.

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura. A proposito di migliorare
  le  reti, ora ci arriverò, onorevole Greco, perché purtroppo spesso
  si  parla  solo  per  fare comunicati stampa e  non  affrontare  le
  questioni per la complessità che esse hanno.
   In Sicilia, nel passato, non si finanziavano reti, si finanziavano
  invasi  perché questi, intanto, avevano una complessità più  ampia,
  erano  grandi  opere, c'erano grandi progettisti che avevano,  poi,
  direzione  lavori,  che  avevano collaudi,  salvo  dimenticare  che
  spesso avevamo gli invasi ma non c'erano le reti.
   Il risultato qual è? Che abbiamo, in questo momento - chiedo scusa
  se  prendo qualche minuto ma è giusto che l'Aula sappia le cose  di
  cui  parliamo  -,  situazioni  paradossali.  Siamo  costretti,   ad
  esempio,  a svasare alcune dighe perché non sono nemmeno collaudate
  e,  quindi  - siccome abbiamo i limiti imposti dal Ministero  sulle
  quantità che devono essere al di sotto di quelle per le quali  sono
  state  realizzate  -, buttiamo l'acqua a mare  e  non  la  possiamo
  distribuire.  Ma in alcuni casi non la possiamo distribuire  perché
  non abbiamo le reti per distribuirla. La storia di questa Sicilia è
  una  storia  di  delitti che sono stati commessi  sul  piano  della
  gestione e della programmazione.
   Non  vorrei  che  qualcuno abbia scoperto tutto  questo  nell'arco
  delle  ultime settimane o degli ultimi mesi perché parliamo di  una
  delle  cose più complesse che ho scoperto essere in questo  momento
  in Sicilia.
   Torno  alla questione. Io sono impegnato - e con questo anche   in
  raccordo  con  l'assessore Baccei, a proposito della norma,  quella
  famosa  -  perché entro l'anno si possa dare attuazione alla  norma
  che  prevede  i  due consorzi di bonifica, senza  per  questo  fare
  alcuna  legge.  Semplicemente attuando ciò che  è  contenuto  nella
  legge.   Bisogna   fare   uno  Statuto   e   dei   regolamenti   di
  organizzazione. In questi tre anni non si sono fatti.
   Sono  impegnato  perché questo possa essere realizzato.  Per  fare
  cosa?  Per  fare  i due consorzi di bonifica che mi auguro  vengano
  anche gestiti attraverso libere elezioni degli agricoltori, siano i
  nuovi   soggetti   che  gestiscono  l'acqua  e  che,   mi   auguro,
  soprattutto, realizzino nuove reti di distribuzione. Noi, in  atto,
  in  Sicilia,  abbiamo 200 mila ettari circa di  superficie  irrigua
  consortile ma l'acqua che eroghiamo la eroghiamo a 70 mila  ettari,
  cioè un terzo degli ettari di superficie consortile.
   La prima sfida è quella di aumentare le superfici irrigue, cioè la
  capacità di portare più acqua e avere più clienti.
   La  seconda  questione  è  che con la  nascita  dei  due  consorzi
  proveremo a mettere gli 11 consorzi in una sorta di bad company, su
  cui  costruire un'ipotesi di liquidazione per pagare i debiti e per
  costruire una fuoriuscita dal vecchio sistema.
   L'obiettivo  è che i due nuovi consorzi nascano senza  passato.  E
  anche  il  rapporto  che  la Regione dovrà  avere  con  questi  due
  consorzi non sarà più quello che io ti pago il 90, l'80, il 60,  il
  20 per cento del costo del personale, ma quello di comprare servizi
  a  favore degli agricoltori, cioè costruire un rapporto in  cui  la
  Regione  si  fa carico dei bisogni degli agricoltori, non  partendo
  dalla  necessità di farsi garante soltanto degli stipendi da pagare
  a  chi  ci lavora. Quindi, come vedete, tutto questo non lo  faremo
  con  una  legge  proveremo  a  farlo applicando  la  legge  che  il
  Parlamento ha voluto fare circa tre anni fa.
   Infine,  circa l'emendamento, queste risorse compensano un  taglio
  eccessivo  che hanno avuto i consorzi di bonifica in  questi  anni,
  che ha messo a dura prova i consorzi e gli agricoltori.
   In tal senso alcuni deputati, tra i quali gli onorevoli Panepinto,
  Turano ed altri, hanno presentato un emendamento che toglie la data
   2012   perché com'è noto i bilanci sono atti procedurali, previsti
  dal  codice civile. I bilanci del 2012, 2013 e 2014 sono consuntivi
  già  depositati, non è che possiamo andare a cambiare i  saldi  dei
  bilanci,  quindi  queste risorse devono aiutare  tutti  i  consorzi
  siciliani, ma li devono aiutare nella direzione di ridurre i  costi
  e  soprattutto  di ridurre e contenere gli aumenti  che  in  questi
  ultimi mesi ci sono stati, per far fronte ai tagli che hanno  avuto
  i consorzi del trasferimento regionale.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  torniamo  all'emendamento   di
  riscrittura  8.5 al quale sono stati presentati i sub  emendamenti:
  8.5.1; 8.5.2 e 8.5.4.
   Prima  di  procedere su questi tre emendamenti sentiamo il  parere
  del Governo.
   Sospendo per un minuto al fine di completare la distribuzione  dei
  sub emendamenti.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.32 è ripresa alle ore 17.34)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  avevo  chiesto  il  parere  del
  Governo sul sub emendamento 8.5.1.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  non  c'è
  copertura finanziaria.

   PRESIDENTE. Lo dichiaro inammissibile. Si passa al sub emendamento
  8.5.4.
   Il parere del Governo?

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  non  c'è
  copertura finanziaria.

   PRESIDENTE. Lo dichiaro inammissibile. Si passa al sub emendamento
  8.5.2.
   Onorevoli  colleghi,  per  un chiarimento,  l'emendamento  8.5,  è
  l'emendamento di riscrittura del Governo. All'emendamento 8.5, sono
  stati  presentati  dei sub emendamenti. I sub emendamenti  8.5.1  e
  8.5.4,   che   non  hanno  copertura  finanziaria,  pertanto   sono
  inammissibili..
   Siamo adesso al sub emendamento 8.5.2.

   ALLORO. Chiedo di parlare sul sub emendamento 8.5.1.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALLORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo emendamento,
  è  un  emendamento a saldi invariati, cioè non necessitano  risorse
  aggiuntive.  Noi  stiamo solo dicendo che i consorzi  di  bonifica,
  laddove abbiano risorse per farlo, possono, per assicurare l'acqua,
  fare  lavorare fino a 78 giorni. E' evidente che se le risorse  non
  ce li hanno, non potranno fare lavorare fino a 78 giorni.
   Non  è  una deroga, una deroga viene fatta solo quest'anno, perché
  come  si  è  avuto  modo  di  illustrare in  Commissione,  ci  sono
  cinquantunisti  che  vengono a scadere in piena  campagna  irrigua,
  quindi se quel consorzio di bonifica, ha la possibilità, al fine di
  consentire  la  prosecuzione della campagna irrigua,  li  può  fare
  lavorare.
   E'  ovvio,  però, che per farli lavorare, deve avere la copertura,
  perché  non  stiamo creando delle fasce nuove, stiamo dicendo  solo
  che  se  a me il cinquantunista mi scade in piena campagna irrigua,
  facendo  una valutazione, addirittura noi avevamo detto - anche  in
  Commissione   -   che   poteva  essere  una  cosa   da   richiedere
  all'assessorato per essere autorizzati, quindi in casi specifici  e
  motivati.
   Ecco  perché  ribadisco all'assessore che non  c'è  un  motivo  di
  copertura, c'è una presa di posizione, più di principio, che non di
  natura tecnico-contabile.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, stiamo prevedendo un maggiore stanziamento per i consorzi
  di  bonifica  che  sono in difficoltà, non riescono  a  pagare  gli
  stipendi e riversano i loro costi sugli agricoltori, aumentando  le
  tariffe  dell'acqua,  rendendo quindi  insostenibile  il  pagamento
  dell'acqua per gli agricoltori.
   In  questo  contesto in cui non si riescono a pagare gli stipendi,
  si  scaricano i costi sugli agricoltori, diciamo che aumentiamo  le
  giornate  occupazionali  aumentando di fatto  i  costi,  perché  se
  aumento le giornate, aumento i costi.
   Abbiamo  già  detto che, laddove si verificassero delle  economie,
  nelle  giornate  occupazionali, si  utilizzeranno  per  pagare  gli
  stipendi.  Perché oggi siamo nella situazione in cui  non  possiamo
  pagare gli stipendi e stiamo riversando i costi sugli agricoltori.
   Sono due cose opposte, o non è vero che non riusciamo a pagare gli
  stipendi e riversiamo i costi sugli agricoltori, e allora abbiamo i
  soldi  oppure  no. Perché se non si hanno i soldi  per  pagare  gli
  stipendi,  non  si possono aumentare i costi ulteriormente.  E  non
  occorrerebbe, allora mettere ulteriori risorse.

   SAMMARTINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAMMARTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rivolgo  sia
  all'assessore  per l'agricoltura che all'assessore per  l'economia.
  Se  oggi  al Consorzio di bonifica di Catania con le somme che  noi
  trasferiamo  si  fanno  le mini gare d'appalto  per  aggiudicare  i
  servizi  all'esterno, che potrebbero fare i lavoratori  stagionali,
  con  la  stessa copertura finanziaria, noi diciamo di usufruire  di
  quelle risorse per arrivare alle 78 giornate  Se no, quel servizio,
  comunque lo farà qualcun altro

   PRESIDENTE. Sulla base della dichiarazione dell'assessore  Baccei,
  rimane  inammissibile, perché si è parlato di un aumento  di  costi
  che non trovano copertura.
   Però,  onorevoli  colleghi, visto che già abbiamo superato  questo
  emendamento, cerchiamo di procedere con i lavori.

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole
  Sammartino ha fatto delle dichiarazioni, e intervengo per  chiedere
  delle spiegazioni in merito all'Assessore all'agricoltura.
   Sammartino  ha detto che nel Consorzio di bonifica di Catania  per
  fare  determinati  servizi si fanno delle gare. Io  intanto  vorrei
  sapere  dall'Assessore Cracolici se questo è previsto o  se  queste
  gare si possono evitare, e utilizzare invece i lavoratori, e questo
  potrebbe  essere in parte una soluzione per i problemi  di  finanza
  che ha Baccei.
   Assessore  Baccei, lei ha sentito le dichiarazioni  dell'onorevole
  Sammartino, che sono sempre sconvolgenti. Lui non ha mai parlato di
  Consorzi  di  bonifica,  ma ha parlato ed è esperto  nella  sanità,
  questo è sicuro, non è che le sto dicendo una parola d'offesa, è un
  medico.
   Non  è che sto offendo nessuno io, ma non si può avere premura  su
  queste  cose  delicate, quindi non mi invitate  ad  avere  premura,
  signor   Presidente,   un  minuto  perché  debbo   leggere   questo
  emendamento e devo chiedere una delucidazione a chi l'ha  proposto,
  che è l'onorevole Falcone.
   Onorevole   Falcone  lei  scrive  un  emendamento  come   garanzia
  occupazionale  in  possesso  a  lavoratori  che  hanno  subito  una
  sentenza  -personale  a tempo indeterminato parliamo  -  quindi  se
  hanno  subito  una sentenza che gli revocano il contratto  a  tempo
  indeterminato non dobbiamo parlare

   PRESIDENTE.  Onorevole Greco lo abbiamo dichiarato  inammissibile,
  non  torniamo  su  questo stiamo perdendo  tempo,  si  fa  dare  le
  spiegazioni dall'onorevole Falcone privatamente.

   FALCONE. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà, la pregherei però onorevole Falcone  di
  non  tornare sull'emendamento già dichiarato inammissibile dovremmo
  procedere coi lavori.

   FALCONE. Signor Presidente io devo ritornare per dire soltanto che
  il mio emendamento non è altro che un emendamento interpretativo, e
  cosa  è  successo lo dico anche all'onorevole Greco.  Ci  sono  dei
  lavoratori  stagionali che hanno fatto ricorso per aver trasformato
  il proprio contratto da tempo determinato a tempo indeterminato,  e
  hanno avuto una sentenza di primo grado favorevole. A seguito della
  stessa   sentenza   i   vari  Consorzi   di   bonifica   li   hanno
  contrattualizzati, cioè li hanno stabilizzati.

   PRESIDENTE.  L'Assessore  ha  dato  delle  spiegazioni  che  hanno
  giustificato l'inammissibilità di questo emendamento, pertanto,  la
  pregherei, onorevole, di proseguire con i lavori.

   TURANO. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   TURANO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io so quale  è  il
  ruolo   e   la  funzione  del  Presidente  circa  il  giudizio   di
  inammissibilità degli emendamenti, insindacabile peraltro, però  mi
  permetto  fare rilevare una cosa. Il sub emendamento  8.5.1  è  una
  riscrittura  dell'art.  8,  e  nell'ultimo  capoverso  contiene  la
  medesima disposizione. Nell'8.5.1 viene soltanto specificato

   PRESIDENTE .è  già  intervenuto l'assessore su  questo,  onorevole
  Turano,  mi dispiace, non vorrei accendere una questione  con  lei,
  lei  si  trovava  fuori,  l'assessore è  già  intervenuto,  ha  già
  spiegato,   ha  già  motivato,  la  pregherei  di  non   insistere.
  Procediamo con i lavori.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non avevo  dubbi
  sul   pregiudizio  ideologico  e  di  corrente,  e  lo   dico   con
  consapevolezza, sul pregiudizio dell'assessore. Voglio ritirare  il
  sub   emendamento   8.5.2  e  chiedo  che  venga  verbalizzata   la
  dichiarazione  fatta  dal  collega Sammartino,  che  nonostante  la
  tuttologia  dell'onorevole Greco, l'affermazione  di  Sammartino  è
  reale.
   Io  ritiro  il sub emendamento 8.5.2, dopo di che preciso  che,  a
  proposito  degli  operai  licenziati in alcuni  consorzi,  compreso
  quello di Catania, la manodopera viene sostituita con affidamento a
  imprese.   Quindi,   la  dichiarazione  fatta  dall'assessore   non
  coincide, perché le spese comunque ci sono e restano.

   PRESIDENTE. Il sub emendamento che è stato ritirato dall'onorevole
  Panepinto viene fatto proprio dal Governo.

   GRECO GIOVANNI. Lo faccio mio

   PRESIDENTE.  E'  già  stato fatto proprio dal  Governo,  onorevole
  Greco.

   CRACOLICI, assessore all'agricoltura, allo sviluppo rurale e  alla
  pesca mediterranea. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI, assessore all'agricoltura, allo sviluppo rurale e  alla
  pesca mediterranea. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho fatto
  mio  il  sub  emendamento 8.5.2, mi dispiace questo nervosismo  che
  posso comprendere, però suggerirei sempre di mantenere la calma.
   Mi  accingo  ad una riscrittura, semplicemente perchè scrivere  in
  una  norma  il  2012 è tecnicamente un errore. Quindi,  faccio  mio
  l'emendamento che supera il concetto del 2012, perché i bilanci del
  2012 sono già stati approvati, non possiamo riaprirli. I soldi  che
  daremo  ai consorzi serviranno a contenere gli aumenti di  consorzi
  dell'anno dell'esercizio finanziario.

   PRESIDENTE. La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.48, è ripresa alle ore 17.51)

   La seduta è ripresa.

   VINCIULLO,  presidente  della Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente, se l'assessore Cracolici mi ascolta, per essere chiari,
  ritorniamo  a quella che era la originaria posizione in Commissione
  bilancio.
   I  consorzi  di  bonifica non possono chiedere  integrazione  agli
  agricoltori  per  il 2012, 2013, 2014 e 2015, in quanto  hanno  già
  chiuso  i  bilanci, oppure lei ritiene che possono chiedere  questa
  integrazione  agli agricoltori. Perché se lei ritiene  che  possono
  richiedere  l'integrazione, o il 2012, o 2013, o 2014,  o  2015  va
  indicato,  perché  le ricordo che ieri mattina  sono  arrivati  gli
  altri  cinque bilanci dei consorzi, ad oggi manca solo quello della
  provincia  di  Messina.  Per essere chiari, quindi  in  infrazione,
  assessore,  le ricordo sono sei consorzi, però noi vorremmo  capire
  da quale anno possono chiedere integrazione agli agricoltori.
   Perché  se hanno la possibilità di andare prima del 2016, è chiaro
  che  dobbiamo  indicare  la  data.  Se  invece  passa  la  proposta
  dell'onorevole  Panepinto,  che  è  la  proposta  originaria  della
  Commissione bilancio, sia chiaro che lei deve chiarire ai  consorzi
  di  bonifica  che possono chiedere l'aumento delle tariffe  solo  a
  partire da questo anno.

   CRACOLICI, assessore all'agricoltura, allo sviluppo rurale e  alla
  pesca mediterranea. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI, assessore all'agricoltura, allo sviluppo rurale e  alla
  pesca   mediterranea.   Signor  Presidente,   onorevoli   colleghi,
  onorevole  Vinciullo, avevo già informalmente detto a  lei  che  la
  questione   di  cui  ci  stiamo  occupando  riguarda  bilanci   già
  depositati  e  approvati per i quali, per competenza,  gli  aumenti
  sono  già iscritti in bilancio, per cassa, non sono stati riscossi,
  tant'è  che  si stanno riscuotendo gli arretrati con la  norma  che
  abbiamo fatto, ma di una competenza relativa agli anni precedenti.
   Con  queste  risorse  possiamo agire nel  2016,  per  ridurre  gli
  effetti  degli aumenti degli anni precedenti. Ma che  oggi  diciamo
  con  legge  che non chiediamo i soldi del 2012, non lo posso  dire,
  non  lo  può dire la legge, perché esiste il codice civile. Quindi,
  semplicemente, ho detto di non scrivere l'anno, perché il  bilancio
  va gestito per annualità di competenze.
   Non  posso dire oggi quello che dovevo fare nel 2012. E'  un  mero
  fatto  tecnico,  sapendo  che  questi  soldi  compensano  i  minori
  trasferimenti  che avevano determinato un aumento spropositato  dei
  costi.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  ho  prestato
  attenzione   alle  cose  che  ha  detto  l'assessore  Cracolici   e
  rispondono  a  verità,  nel senso che non  si  può  retrodatare  un
  intervento finanziario a bilanci già regolarmente chiusi.
   Quindi,   per  essere  chiari,  resta  un  debito  fuori  bilancio
  nell'ambito del consorzio di bonifica? Nel senso che questa partita
  in entrata di residui attivi non si   Per capirlo, queste somme che
  dovevano  entrare nelle casse del consorzio che  . No  nemmeno  per
  competenza perché questo aumento non c'è perché dovevano entrare  e
  gli  si  è  detto non pagate. Agli agricoltori gli si è  detto  non
  pagate. Nel 2012, nel 2013, nel 2014, nel 2015.
   Quindi  resta  questo residuo in bilancio, nel senso  che  c'è  un
  debito fuori bilancio alla fine.
   Così  è  assessore.  Perché  di fatto  gli  agricoltori  hanno  il
  convincimento  che  queste  somme  vanno  a  finire   a   copertura
  pregressa.  Questo  non  potrà essere per evidenti  fatti  tecnici.
  Resta  nell'ambito del bilancio sempre questa appostazione di somme
  come residui di bilancio. Residui attivi. Per capirci.

   BACCEI, assessore all'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI, assessore all'economia. Sarebbe debito fuori bilancio,  se
  non fosse in bilancio. Ma è in bilancio. E' scritto per competenza.
   Il  problema  è che una parte di questi non vengono riscossi.  Non
  sono  stati ancora o non verranno riscossi, ma rientra nel problema
  dei  crediti non riscossi. E' un buco, se non c'è un fondo passivo.
  Bisogna capire un attimo la situazione, però non è un debito  fuori
  bilancio.

   PRESIDENTE. Passiamo alla votazione del sub emendamento 8.5.2R, in
  una  riscrittura  che leggo perché cambia pochissimo.  Praticamente
  abbiamo corretto .

   GRECO   GIOVANNI.   Signor  Presidente,  possiamo   avere   questa
  riscrittura?

   PRESIDENTE. Sospendo l'Aula per trenta secondi.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.57, è ripresa alle ore 17.59)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  il  sub  emendamento   8.5.2R,
  presentato dal Governo. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 8.5 così come emendato.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                             «Articolo 9.
                      Luoghi del lavoro contadino

   1. Al fine di assicurare la stabilità e la continuità museografica
  dei  luoghi  del  lavoro contadino, è autorizzata, per  l'esercizio
  finanziario  2016,  la spesa di 100 migliaia di euro  sul  capitolo
  776003 (Missione 5, Programma 1).».

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor Presidente per capire un momentino  quello  che
  abbiamo   fatto.  Abbiamo  fatto  una  dichiarazione  di  carattere
  generale di ridurre il costo dell'acqua senza stabilire di quanto e
  di come, lo voglio dire, ma per capire quello che abbiamo fatto.
   Abbiamo   stabilito  che  i  commissari  potranno   fare   decreti
  ingiuntivi  agli  operatori, alle aziende agricole  perché  debbono
  incassare  il  2012, 2013, 2014 e 2015 e poi abbiamo  messo  alcune
  risorse  per quanto riguarda invece la sistemazione delle questioni
  di  quest'anno.  Cioè i problemi non sono stati per nulla  risolti,
  sono stati rinviati sine die.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo volevo un
  chiarimento sull'articolo 9, se fosse possibile.


   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo
             Riassume la Presidenza il Vicepresidente Lupo

   FIGUCCIA. Presidente Lupo ben tornato.
   Volevo  chiedere  soltanto  un  chiarimento  sull'articolo  9,  mi
  ascolta  signor  Presidente? Mi rivolgo a lei,  rispetto  a  questo
  capitolo 776003.
   L'articolo  9  recita:  Al fine di assicurare la  stabilità  e  la
  continuità   museografica  dei  luoghi  del  lavoro  contadino,   è
  autorizzata,  per l'esercizio finanziario 2016, la spesa  di  cento
  migliaia  di  euro .  Siccome ho stampato la  scheda  del  capitolo
  776003  che  fa  riferimento a spese per acquisti,  e  riporta  che
  dovremmo  utilizzare  la somma di centomila  euro  per  spese,  per
  acquisti   anche  mediante  prelazione  di  immobili  di  interesse
  archeologico e monumentale. Ma con un patrimonio immobiliare  della
  Regione   siciliana  che  prevede  un'infinità  di   immobili   che
  potrebbero essere affidati, non dico in comodato d'uso,  ma  magari
  anche  prevedendo un piccolo canone di locazione,  noi  addirittura
  abbiamo  tempo,  spazio, risorse economiche per acquistare  con  un
  importo  di cento mila euro un'immobile che non si capisce  bene  a
  cosa dovrà essere destinato?
   Solo questa domanda, perché veramente vorrei capire questo museo -
  per un importo di centomila euro -  a cosa dovrà servire.
   Il  territorio  della  Regione  siciliana  è  pieno  stracolmo  di
  immobili  che potrebbero essere utilizzati a fini naturalistici,  a
  fini turistici. E quindi se ci fosse l'assessore alla cultura,  che
  purtroppo non vedo, potrebbe rispondere a questa cosa o, non lo so,
  forse  il Presidente della Regione che ha fatto di questo tema  una
  battaglia per lo sviluppo e il rilancio dell'economia siciliana.
   Quindi,  signor Presidente, se in assenza dell'assessore  al  ramo
  può   rispondere  il  Presidente  della  Regione,   perché   è   un
  chiarimento che secondo me è utile avere.

   VINCIULLO,  presidente della Commissione e relatore  .  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO,  presidente  della  Commissione  e  relatore  .  Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, Governo, al  di  là  della  facile
  ironia con la quale l'onorevole Figuccia ha affrontato l'argomento,
  in  Sicilia,  - come hanno attestato le più importanti associazioni
  a  livello  europeo e nazionale -, esistono dei luoghi, per  quanto
  riguarda il lavoro contadino, che tutti ci invidiano e che fino  ad
  oggi non è stato possibile rendere musei a tutti gli effetti.
   Questo  perché i luoghi dove sono ubicati questi musei sono luoghi
  poverissimi, i luoghi che contengono questi beni sono abitazioni di
  scarsissimo  valore e dove, per essere chiari,  la  Regione  non  è
  presente. Perché laddove la Regione negli passati è stata presente,
  -  penso, solo per fare un esempio alla casa museo Paolino  Augello
  di  Palazzolo  -, ha dato i luoghi e lì dentro è stato  portato  un
  bene di natura demo-etnoantropologico che è fra le cose più belle e
  più importanti al mondo.
   Non  vorrei  scomodare gli storici francesi de Les  Annales,  come
  Febvre, perchè gli stessi storici francesi hanno ricordato un fatto
  gravissimo,  che  l'Italia,  a differenza  della  Francia  e  della
  Germania  è  la  nazione  che ha distrutto  la  propria  tradizione
  storico-culturale. E' la nazione che ha cercato di  dimenticare  il
  proprio passato per inoltrarsi verso un futuro che, negli anni  '60
  e  '70  era  rappresentato  dal mondo industrializzato,  e  che  ha
  dimostrato di essere assolutamente fallimentare.
   Con  questa somma verrà fatto un bando, sia chiaro. Parteciperanno
  tutti  i  musei  che  hanno  in Sicilia  valenza  di  natura  etno-
  antropologica, saranno le amministrazioni comunali,  -  per  essere
  chiari  -,  a  partecipare  perché non si tratta  assolutamente  di
  distribuzione  di risorse a privati o associazioni,  ma  saranno  i
  Comuni   a  partecipare.  Verrà  data  la  possibilità  ai  Comuni,
  soprattutto delle zone montane e contadine, cioè quelle lontane dai
  centri abitati, dai centri storici, di poter consolidare per sempre
  una presenza che è di fondamentale importanza per la nostra storia,
  per il nostro passato.
   Vedete,  in  un  momento in cui questi centri, ed  è  il  dato  ad
  esempio  di  Palazzolo, fanno quasi gli stessi  utenti  delle  case
  museo di valenza barocca o medievale, credo che andare ad investire
  in  quindici o sedici realtà comunali, perché di questo si  tratta,
  quindici  o  sedici realtà comunali che sono presenti in  tutte  le
  Province,  dai Nebrodi alle Madonie, dagli Iblei a tutte  le  altre
  zone montane della Sicilia, credo che non sia un fatto vergognoso.
   Queste  somme verranno distribuite attraverso un bando, attraverso
  una Commissione che valuterà i progetti, attraverso tutto ciò che è
  necessario  per  far sì che un'operazione culturale importantissima
  non  si  trasformi, come pensava e come era preoccupato l'onorevole
  Figuccia, in un fatto clientelare.

   PRESIDENTE.   E'  iscritto a parlare l'onorevole  Falcone.  Ne  ha
  facoltà.


   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo
                        Sull'ordine dei lavori

   FALCONE. La ringrazio, ma io chiedo di intervenire sull'ordine dei
  lavori.  Poco  fa  abbiamo  accantonato l'articolo  6,  quello  dei
  Comuni,  in  quanto non era presente il Presidente  della  Regione.
  Atteso  che  è arrivato il Presidente della Regione, a  mio  avviso
  dovremmo ritornare all'esame dell'articolo che si occupa dei Comuni
  e  procedere  per  ordine. Non si giustifica, con la  presenza  del
  Presidente della Regione siciliana, continuare su norme che  magari
  sono molto meno importanti rispetto a quella dei Comuni.

   PRESIDENTE.  Sino a questo momento non è pervenuta la  riscrittura
  dell'articolo  6,  quindi proseguiamo l'esame dell'articolo  9.  E'
  pervenuta la riscrittura 6.6. Però visto che siamo all'articolo  9,
  concludiamolo, e poi torniamo all'articolo 6.


   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo
     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                1214/A

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Musumeci.  Ne  ha
  facoltà.

   MUSUMECI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, mi pare
  molto   interessante  e  stimolante  l'intervento  del   presidente
  Vinciullo  che  coglie un nervo scoperto che  appartiene  alla  mia
  sensibilità  di   uomo politico ma anche di uomo  innamorato  delle
  proprie tradizioni e della cultura della propria Terra.
   Il  presidente  Vinciullo  sa  che  io  ho  avuto  il  piacere  di
  realizzare  il  più grande museo storico d'Europa, dopo  quello  di
  Londra, che si trova alle Ciminiere di Catania, esteso 3.350  metri
  quadri e che mi auguro i colleghi  vorranno visitare.

   GRECO GIOVANNI. Non gliene diamo contributi?

   MUSUMECI. No

  Confino.  Io  in  linea di principio presidente  Vinciullo,   -  mi
  consenta  la Presidenza se dialogo direttamente con il  collega  -,
  non  posso che apprezzare l'iniziativa. Credo che però il tema vada
  affrontato  nel contesto di un metodo di governo che  si  ponga  il
  tema  della  rete museale nell'Isola, di tutti i musei,  di  quelli
  religiosi, di quelli regionali, di quelli ecclesiastici, di  quelli
  che  appartengono agli enti locali, di quelli che appartengono alle
  fondazioni,  di  quelli  che  appartengono  ai  semplici  cittadini
  innamorati del bene culturale.
   E  allora  in assenza dell'assessore ai beni culturali e  per  non
  vanificare   il   significato  dell'articolo  9  di   questa   mini
  finanziaria,  io  vorrei  poter chiedere al  presidente  Vinciullo:
  perché  riteniamo  di  dovere privilegiare soltanto  una  specifica
  categoria  di piccoli musei, cioè quelli della civiltà contadina  e
  non  anche  musei  per  esempio di scienze naturali,  o  museo  del
  costume, o museo della numismatica, o piccole altri luoghi  in  cui
  si   raccolgono  testimonianze  che  appartengono  alle  tradizioni
  artigianali dell'Isola?  E' una domanda, non è una osservazione.
   La  seconda  domanda: quali sono le località in cui si  trovano  i
  musei  di  civiltà contadina che dovrebbero beneficiare  di  questo
  intervento   finanziario  che  mi  sembra  di  aver  capito   verrà
  riconosciuto soltanto attraverso un bando di evidenza  pubblica?  E
  se  così  fosse, quali criteri cui si informa il bando di  evidenza
  pubblica?
   Sono  domande che servono ad avere più chiara l'idea del  progetto
  che  si  vuole  portare  avanti, fermo  restando,   -  lo  dico  al
  Presidente  della  Regione,  in  assenza  dell'Assessore  ai   beni
  culturali -, che si evidenzia l'esigenza di portare in questa Aula,
  da   parte   del   Governo,  un  programma,  anche  minimo,   sulla
  valorizzazione,  se  non sul potenziamento dei  musei  in  Sicilia,
  perché  si possa allestire, e lo si può fare con ottanta, centomila
  euro, al massimo, una guida bilingue dei musei siciliani, da potere
  consegnare ai tour operator e da poter far diventare uno  strumento
  di  promozione almeno attraverso i nostri Istituti di cultura nelle
  maggiori capitali straniere.
   Se  il  presidente Vinciullo vorrà avere la cortesia di rispondere
  alle  mie domande io gliene sarò grato, fermo restando che  non  ho
  alcun  pregiudizio  a sostenere un articolo che  mi  sembra,  però,
  assuma  il cattivo sapore della discriminazione proprio perché  non
  sintetizza  e  non tiene conto della multiforme, varia,  articolata
  rete  museale che caratterizza, per fortuna, i centri della  nostra
  Isola.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Venturino.

   VENTURINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  io  intervengo
  perché  questo  articolo dà l'opportunità,  ancora  una  volta,  di
  accendere  i  riflettori  sul discorso legato  ai  beni  culturali.
  Condivido  sia  l'intervento iniziale dell'onorevole Vinciullo  che
  parla  della  necessità di aprire a queste realtà che,  altrimenti,
  potrebbero  andare perduti anche come patrimonio immateriale  della
  nostra tradizione,  ma condivido anche l'analisi che fa l'onorevole
  Musumeci  quando  dice  che un intervento di  questo  genere,  così
  improvviso, in un settore specifico può dare l'idea di  un  vecchio
  modo di fare politica.
   Ma  il  problema lo affronta, l'onorevole Musumeci, un po'  prima,
  quando parla della rete museale. Qui, in Sicilia, abbiamo una  rete
  museale che va completamente rivisitata, ripensata. Noi abbiamo dei
  musei  che  assomigliano sempre di più, onorevole Musumeci,  a  dei
  depositi,  dove  il turista non ha nessun motivo  di  poter  essere
  attratto  e  girare con la gioia di scoprire che  cosa?  Faccio  un
  esempio:  la  settimana  scorsa sono  andato  a  Lipari,  onorevole
  Formica,  nella  provincia di Messina, dove c'è un patrimonio,  dal
  punto  di vista dei reperti, incredibile. Però se lei va a visitare
  quel  museo - cosa che sicuramente farà, non fosse altro che Lipari
  è  una bellissima isola - va a vedere semplicemente un deposito, un
  insieme  di  reperti  messi  lì che non  suggeriscono  praticamente
  niente di particolare al turista, ed è un grandissimo peccato.
   L'intervento sui beni culturali va fatto e va pensato non come  un
  intervento  che  oggi  destina  soltanto  centomila  euro,  ma   va
  ripensata  completamente la strategia dell'offerta  del  patrimonio
  che  abbiamo  nei  musei in Sicilia, altrimenti  ci  troveremo  più
  avanti a dire, perché no, Piazza Armerina, faccio un esempio,  dove
  abbiamo  il  piccolo museo della cultura mineraria,  c'è  il  museo
  degli zolfatari.
   Non  possiamo pensare a piccoli interventi che hanno il sapore  di
  una  conquista del gradimento di un elettorato, perché ha il sapore
  di  questo.  Bisogna invece che sui beni culturali  si  faccia  una
  profonda  riflessione, perché è veramente lì, e questa volta  è  la
  volta per tutte, che questa Assemblea deve cominciare a capire  che
  bisogna intervenire per far ripartire l'economia di questa terra.
   Nulla  contro l'articolo proposto dall'onorevole Vinciullo,  nulla
  osta anche potere appoggiare un'iniziativa di questo genere, ma  si
  corre il rischio di andare a foraggiare una piccolissima iniziativa
  che  non  va  ad  arrecare nessun sollievo ad  un  reparto,  quello
  mussale,  che  andrebbe  completamente  ripensato,  immaginato   in
  maniera diversa.
   Chiudo  dicendo che basta fare un giro, senza andare  lontano,  in
  piccoli  musei delle altre nazioni dove hanno nemmeno un  millesimo
  del  patrimonio che abbiamo noi e riescono ad attrarre migliaia  di
  turisti   perché  hanno  una  concezione  dello  spazio  espositivo
  completamente  diversa  da quella che ancora  oggi  caratterizza  i
  nostri musei.
   Questo  mi sentivo di dire e ne ho approfittato vista la  presenza
  anche del governatore.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare l'onorevole  Grasso.  Ne  ha
  facoltà.

   GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo  9  pone
  un problema serio che riguarda la valorizzazione dei piccoli musei.
  Quando parlo della valorizzazione dei piccoli musei mi riferisco  a
  tutti quei musei che hanno un valore artistico-culturale e, quindi,
  potrebbe, in un contesto di questo genere, rientrare anche il museo
  contadino,  penso  alla Fondazione Piccolo  di  Calanovella  -  che
  qualche  settimana  fa stava rischiando di chiudere  se  non  fosse
  intervenuto  il  comune di Capo d'Orlando a  far  sì  che  restasse
  aperto  -  al  museo del costume siciliano e a tanti altri  piccoli
  musei diffusi in tutta la Sicilia.
   Mettere così centomila euro per i piccoli musei contadini che  poi
  non sono altro che una stanza, senza una rete museale, appunto,  di
  piccoli musei, che possono partecipare, che cosa bisognerebbe fare?
  Prima  bisogna  procedere a fare una rete di questi piccoli  musei,
  capire  quali  sono quelli di valore, poi procedere  ad  un  avviso
  pubblico  ed ogni museo dovrebbe presentare un bando. Ma anche  qui
  la  Sicilia  ha perso una grande opportunità, perché  in  tutto  il
  resto d'Italia, in tutte le regioni, con i fondi comunitari, con  i
  fondi FERS e con i fondi PAC stanno rivalutando quelle che sono  le
  antiche tradizioni, e cioè il patrimonio artistico-culturare.
   La  Sicilia,  invece, ha perso una grande opportunità  perché  nel
  programma  operativo  dei fondi FERS ha indicato  solo  dei  grandi
  attrattori, prevedendone solo quattro. Cosa significa? Che  si  può
  incidere  e  si possono valorizzare solo quelle zone  attorno  alle
  quali  sono stati previsti gli attrattori. In provincia di  Messina
  ne abbiamo uno, e poi in provincia di Palermo, Cefalù e Tindari.
   Quindi, oggi, andare a distrarre fondi dal bilancio regionale  per
  finanziare  solo il museo contadino mi sembra riduttivo perché  non
  si  arriverà  alla fruizione, solo per il mantenimento di  attrezzi
  poi  che  non rappresenteranno un'attrattiva per il turista  perché
  non fanno parte di una rete museale.
   La  programmazione dei fondi comunitari spetta al Parlamento e non
  al   Governo, e l'onorevole Vinciullo, nella qualità di  presidente
  della  Commissione  Bilancio', potrebbe ben incidere  in  tutta  la
  Commissione e poi proporlo all'Aula per la valorizzazione dei  beni
  culturali.
   Ripensiamo quindi, ed è l'occasione questa, alla rete dei  piccoli
  musei  ma  in  un  contesto di valorizzazione e di fruizione  degli
  antichi mestieri e di recupero delle tradizioni perché, altrimenti,
  continuiamo a parlare di turismo come un attrazione astratta perché
  non  inserita in un contesto di sviluppo, valorizzazione e, ripeto,
  di fruizione di tutti questi beni.

   VINCIULLO,  presidente della Commissione e relatore  .  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO,  presidente della Commissione e relatore.  Ringrazio  i
  colleghi per il contributo importante che ognuno di loro ha  voluto
  dare per affrontare questo tema.
   Innanzitutto l'onorevole Musumeci che aveva posto tanti problemi e
  sembrava un pubblico ministero giacobino e si è allontanato  e  non
  ha trovato il tempo per potermi ascoltare.
   Quando    noi   parliamo   di   rete   e   di   musei   contadino-
  etnoantropologici,  come si vuole dire, vorrei  confermare  che  in
  Sicilia ne abbiamo parecchi, e fra questi, proprio perché ne vorrei
  prendere uno a provincia, vorrei ricordare ad esempio il museo  del
  vino  e delle civiltà contadina a Palazzo dei Principi di Palagonia
  di  Palermo,  che ogni anno è visitato da centinaia di studenti;  a
  Resuttana,  il cosiddetto casale di Emma; a Nicolosi, la  casa  del
  contentino  in  via  Garibaldi;  a  Piazza  Armerina  la  casa  del
  contadino,  frequentata  anche  in  questo  caso  da  centinaia  di
  studenti;  ad Agrigento il museo etico-antropologico, anche  questo
  finanziato.
   Veda  presidente  Musumeci,  ho detto  sedici,  forse  in  maniera
  riduttiva,  perché ce ne sono di più in Sicilia, e fanno  parte  di
  una  rete che è abbandonata, una rete che non è presa nella  dovuta
  considerazione e che viene tenuta in vita solo perché ci  sono  dei
  volontari  che  hanno dedicato la loro vita a queste strutture.  Ci
  sono  degli  insegnanti che ogni anno portano  i  loro  studenti  e
  preparano  dei progetti didattici sulla nostra storia e sul  nostro
  passato.  Lei, presidente Musumeci, si poneva un problema:   perché
  proprio  il museo contadino e non altri tipi di musei?   .  Intanto
  perché  ricordo che la nostra storia è una storia di contadini,  la
  nostra non è una storia né di industriali, né di altri soggetti che
  hanno  alimentato  la  nostra Terra. La  nostra  è  una  storia  di
  disperati,di  pazzi,  di  poveri,  di  gente  che  ha  cercato   di
  sostenersi solo ed esclusivamente attraverso il lavoro dei campi.
   Cercare  di  nascondere  questo lavori dei  campi,   -  le  vorrei
  ricordare  che  a  Catania, oltre la sua struttura,  forse  la  più
  importante  in Europa -, c'è anche la casa Verga,  e  anche  lì,  a
  Catania  ne  avete ben due, e se andiamo a ricercare, ne  troveremo
  una  terza, una quarta, una quinta, una sesta. Ora ciò che è  stato
  possibile  per  i grandi centri perché hanno trovato amministratori
  illuminati come lei, credo che debba essere possibile, anche per  i
  piccoli centri sparsi in giro per la Sicilia, come nei Nebrodi,  un
  mondo  che  si è fondato per secoli sull'agricoltura. Possiamo  noi
  fare  scomparire  la nostra storia, la possiamo cancellare?  A  ciò
  destiniamo una somma misera, perché centomila euro sono  una  somma
  misera,  solo  a  questo settore di nicchia, non  perché  ci  siano
  interessi  particolari, ma solo ed esclusivamente  perché  per  gli
  altri  settori interviene l'assessorato per i beni culturali, tanto
  è  vero che il capitolo esiste, non ce lo stiamo inventando noi, il
  capitolo  776003,  nel  passato è stato utilizzato,  e,  presidente
  Musumeci,   anche  in  maniera  eccessiva,  anche  da  qualche  suo
  compagno di partito, che ha utilizzato questo capitolo per attività
  poco chiare spendendo forse anche miliardi di questo capitolo.

   MUSUMECI. Di quale partito parla?

   VINCIULLO,  presidente della Commissione e relatore.  Non  le  sto
  dicendo  nulla   Veda io non faccio nomi, lei si vada  a  vedere  i
  capitoli  e  veda  questo capitolo 776003, perché  veda  presidente
  Musumeci, quando venite a fare le pulci, dovete sempre pensare  che
  la  risposta  ci può essere e che c'è gente che ha  la  memoria  di
  questo  territorio. Per cui se oggi voi fate storie  per  centomila
  euro, sarei tentato di fare le pulci, quando nel passato sono stati
  utilizzati  decine  e  decine di miliardi di  lire  per  alimentare
  questo capitolo.
   Poi  possiamo  fare  quello che volete, lo possiamo  bocciare,  lo
  possiamo utilizzare.

   GRECO  GIOVANNI. Non si può perdere un'ora per un articolo,  così.
  Non puoi intervenire tre volte

   VINCIULLO,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Vorrei
  chiarire  che  non sono intervenuto tre volte. Ho  illustrato,  poi
  sono state fatte, da parte dell'opposizione, delle considerazioni e
  ho  voluto  chiarire.  Vede presidente Musumeci,  quindi  nulla  di
  trascendentale, è un capitolo già attivato nel passato, che è stato
  utilizzato.

   MUSUMECI. Chiedo di parlare.

   VINCIULLO, presidente della Commission e relatore.. Nel passato lo
  abbiamo  utilizzato per le grandi cose, con grandi  investimenti  e
  grandi  cifre, oggi pensavamo di utilizzarlo, laddove  nel  passato
  non è stato fatto.

   PRESIDENTE. L'onorevole Musumeci ha chiesto di intervenire,  credo
  per fatto personale. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  non  intervengo
  per  fatto  personale. Sarò brevissimo. Il presidente Vinciullo  ha
  avuto l'imprudenza di non cogliere la lealtà del mio intervento,  -
  peggio  per  lei, onorevole Vinciullo -, voterò contro  questo  suo
  intervento perché ho capito che lei ha la coda di paglia  e  quindi
  nasconde qualcosa.
   Credevo  che fosse un intervento improntato alla promozione  della
  cultura.  Il  suo  riferimento   al  mio  partito  è  assolutamente
  inopportuno,  primo  perché  io non ho  un  partito   da  11  anni;
  secondo,   perché i personaggi cui lei si riferisce presumibilmente
  facevano  parte  dello stesso partito di cui ha  fatto  parte  lei,
  terzo:  io non ho mai frequentato questo palazzo e i musei del  mio
  paese natale sono tutti religiosi ospitati nelle catacombe dove lei
  ogni  tanto  farebbe  bene a trascorrere  qualche  attimo  del  suo
  prezioso tempo libero.
   Le  catacombe il luogo migliore per il Presidente Vinciullo, detto
  questo  poiché  lei intende nascondere altre cose  che  prescindono
  dalla  bontà  di  una  iniziativa culturale io le  preannuncio  che
  voterò a favore soltanto quando assieme a questa iniziativa saranno
  comprese altre iniziative di sana e concreta pianificazione museale
  in Sicilia.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole Falcone, lei è già intervenuto sull'articolo
  9.
   Le   assicuro   che  lei  è  intervenuto,  potrà  intervenire   su
  dichiarazione  di  voto  all'articolo  1,  intanto  ha  la   parola
  l'onorevole Formica.
   Onorevole  Falcone,  lei  è già intervenuto  sull'articolo  9,  la
  invito a rispettare il Regolamento e a favorire lo svolgimento  dei
  lavori parlamentari.
   Faccia  parlare l'onorevole Formica che non è intervenuto; se  poi
  vuole intervenire per dichiarazione di voto sull'emendamento ha  la
  facoltà di farlo.
   Onorevole Formica, ha facoltà di parlare.

   FORMICA.   Signor  Presidente,  io  non  ero  intervenuto   volevo
  intervenire  per spezzare una lancia nei confronti,  (che  dobbiamo
  spezzare bastoni manganelli?) io non l'ho mai negato. Ho mai negato
  la mia appartenenza?
   Presidente  Vinciullo  io voglio essere solidale  con  lei  questa
  storia dei musei contadini che lei giustamente porta avanti non  da
  ora,  il fatto che tutti si dichiarano d'accordo si però mi  sembra
  una barzelletta si però.
     Però lei non mi aspettavo che se ne uscisse con un altro si però
  peggio perché in questa caso l'allusione all'appartenenza o meno ad
  un partito non credo anche perché per qualche periodo c'erano stati
  degli  amorosi  sensi a livello provinciale poi si è interrotto  il
  feeling ed è capitato quel che è capitato. Pur tuttavia  .

   CROCETTA, presidente Regione, cinquecentomila..

   FORMICA.  ha  visto che il Presidente Crocetta  è in sintonia  con
  l'amico suo? Cinquecento mila
     Insomma,  parliamo di cose serie. Io penso  che  in  effetti  le
  proposte che sono state avanzate sono delle proposte che secondo me
  dovrebbero essere accolte nel senso se dobbiamo intervenire  in  un
  settore per una volta interveniamo unificando la materia e cioè nel
  settore  e oltre tutto non c'è qui l'Assessore ai beni culturali  e
  anche questo non mi pare una cosa molto saggia e molto positiva.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   FALCONE.  Signor  Presidente, la mia insistenza,  per  cui  chiedo
  scusa magari del tono, era perché in effetti non avevo parlato  non
  ero intervenuto soltanto per questo.
   Io  mi  sentivo  soddisfatto del ringraziamento che il  Presidente
  della  Commissione  Bilancio  aveva rivolto a tutti i parlamentari,
  quindi ritenevo di non parlare.
   Poi,  però,  c'è un però, e ho cercato di capire,  sono  andato  a
  spulciare, come ha fatto il collega Figuccia, il capitolo a cui  si
  fa  riferimento  e  devo fare un richiamo all'assessore  Baccei.  E
  all'ottimo  ragioniere generale Sammartano, che è  sempre  puntuale
  quando  deve mettere i puntini sulle  i , tranne oggi,  perché  noi
  stiamo  creando una variazione di bilancio imputando 100 mila  euro
  in un capitolo non attinente.
   Quel  capitolo di cui stiamo parlando riguarda spese per  acquisti
  di   immobili   di  interesse  archeologico,  non  è  archeologico,
  monumentale,  non  è  monumentale,  cose  d'arte  antica,  moderno-
  contemporanee,   non  sono,  per  l'incremento   delle   collezioni
  artistiche, non sono
   Ecco,  allora,  perché  parliamo  di  contadino,  caro  presidente
  Musumeci,  perché  c'è qualcosa di paglia.  Se  poi  è  la  coda  è
  attinente  Ma alla paglia, non al contadino
   E allora, dove sta la coda di paglia? Nel dire nel passato si sono
  fatte  forzature.  Ed allora, se nel passato si sbagliava  dobbiamo
  continuare  a  sbagliare anche oggi? Ecco perché c'è  qualcosa  che
  puzza.  Di  bruciato?  E  se la paglia  prende  fuoco  non  c'è  un
  incendio? Evitiamo questo.
   Su  questo invitiamo il presentatore dell'articolo a ritirarlo, ma
  chiediamo il parere di conformità all'assessore Baccei, che, forse,
  non  è  stato attento nella indicazione del capitolo,  a  meno  che
  l'assessore Baccei dica che questi 100 mila euro, poi volevo capire
  che  si  dovrebbe  fare con 100 mila euro, anche  qua  è  una  mera
  barzelletta,  li  imputiamo  in un altro  capitolo,  perché  questo
  capitolo,  assessore  Baccei, ora le darò il titolo  di  spesa,  si
  renderà  conto  che  non  è attinente alla materia  di  cui  stiamo
  parlando.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore per l'economia. La copertura,  come  tutti  gli
  articoli che rientrano nei 6 milioni che prendiamo dal Fondo Etico,
  è data dal Fondo Etico. Poi, ci sono quelli che si vanno a prendere
  dal  128.  Questo  è  qui dove vanno imputati, sul  quale  capitolo
  vanno, non da dove prendono i soldi. Prendono i soldi dall'articolo
  1  e vanno a finanziare anche i consorzi di bonifica, non è che c'è
  affinità  tra  l'etica  e  i  consorzi  di  bonifica  o  le  scuole
  paritarie.

   PRESIDENTE.   Comunico   che  è  stato  presentato   l'emendamento
  soppressivo 9.1, a firma dell'onorevole Falcone.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

      BACCEI, assessore per l'economia. Ci rimettiamo all'Aula.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     VINCIULLO,  presidente della Commissione e relatore. Contrario.

     MUSUMECI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutino segreto.

        (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo
         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 9.1

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 9.1, a firma degli onorevoli Falcone ed  altri  che
  sopprime l'articolo 9 del disegno di legge.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  50
   Maggioranza         26
   Favorevoli          33
   Contrari            17
   Astenuti             0

                            (E' approvato)

   L'articolo 9 è soppresso.
   Si riprende l'esame dell'articolo 6, in precedenza accantonato.

   GRECO GIOVANNI. Chiedo la verifica del numero legale.

   PRESIDENTE.  La verifica del numero legale non può essere  accolta
  perchè non stiamo votando. E' in discussione l'articolo 6.
   C'è un emendamento di riscrittura del Governo dell'articolo 6.  E'
  la  riscrittura  6.6, con un subemendamento a firma  dell'onorevole
  Panepinto, 6.6.1.
   L'emendamento 6.6 è già stato distribuito, anche il subemendamento
  6.6.1.  Invito  a  fare una verifica. C'è anche  un  subemendamento
  dell'onorevole Falcone.
   Quello  dell'onorevole  Panepinto è già  stato  annunciato,  è  il
  6.6.1.
   Invito  gli uffici a distribuire gli emendamenti 6.6, 6.6.1  e  un
  subemendamento che dovrebbe essere a firma dell'onorevole Falcone.
   L'emendamento  dell'onorevole Falcone credo sia  nel  fascicolo  e
  dovrebbe essere il 6.4.

   DI GIACINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  GIACINTO.  Signor  Presidente,  Governo,  onorevoli  colleghi,
  sull'emendamento  così  come  è  scritto,  sono  contrario   perché
  tecnicamente  non  funziona. Sul principio posso  essere  d'accordo
  perché  risolve i problemi dei comuni per pagare gli ATO rifiuti  e
  quindi non ci ritroveremmo con i rifiuti in mezzo alla strada se  i
  comuni pagano gli ambiti.
   Però,  tecnicamente,  non  funzione perché  stiamo  incidendo  sui
  trasferimenti  che facciamo ai comuni. Fra l'altro con  riferimento
  al  20 per cento del 2015, sapendo pure che noi abbiamo tagliato  i
  trasferimenti di cinquantamilioni nel 2016, quel 20 per  cento  che
  andiamo  a  togliere oggi di settantaseimilioni dal fondo  incidono
  per  il 23 per cento rispetto al fondo stesso di quest'anno, perché
  quest'anno è di trecentotrentamilioni.
   Chiedo al Governo di rivedere questo articolo, di ritirarlo perché
  tecnicamente poi da bilancio non possiamo andare a dire  ai  comuni
  che paghiamo per conto dei comuni.
   Oggi, agiamo in virtù di un bilancio che fa riferimento alla legge
  n. 118. Non possiamo prendere i soldi dei comuni e pagare per conto
  dei  comuni. Così non funziona perché i comuni si troveranno a  non
  potere scrivere nel bilancio queste partite di cui noi paghiamo gli
  ATO rifiuti.
   Per cui io la invito, Presidente, a risolvere il problema. Io sono
  d'accordo  con lei che va risolto il problema. Però,  ci  sono  due
  leggi che sono precedenti. Andiamoli a rifinanziare.
   C'è  la legge del 2009 e c'è la legge n. 9 del 2010, relativamente
  alla  riforma degli ambiti, che faceva l'anticipazione  ai  comuni.
  Eventualmente,  andiamo a mettere dei soldi per l'anticipazione  ai
  comuni  e diamo le anticipazioni, che poi possono essere rimborsate
  perché le possono iscrivere in bilancio.
   In  questo modo il bilancio degli enti locali non funzionerebbe  e
  non potrebbe essere fatto. Noi stiamo cambiando anche le regole dei
  bilanci degli enti locali.

   CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CROCETTA, Presidente della Regione. Non stiamo intervenendo  per
  cambiare nessun bilancio degli enti locali.
   Onorevole  Di Giacinto, se lei mi ascolta. Se lei si è  fatto  una
  idea incrollabile e quella rimane.
   Non   si  incide  sui  bilanci  del  2015,  ma  si  dice  che   le
  attribuzioni,  eventuali, di risorse sono comparate  a  quelle  del
  2015  per il semplice motivo che, fra l'altro, quelle del 2015 sono
  state già erogate e non  .. però vedo che non ascolta ..
   Quindi, il 2015 non c'entra niente.

   DI GIACINTO. Come non c'entra niente

   CROCETTA,  Presidente della Regione. Sono comparate alle  risorse.
  Non vengono sottratte dai bilanci del 2015.

   DI GIACINTO. Ho detto un'altra cosa. Se vuole glielo ripeto.

   CROCETTA,  Presidente della Regione. Se mi fa spiegare.  Non  sono
  sottratte dalle risorse del 2015 e quindi non incidono sui  bilanci
  dei comuni.
   Sul   passato   non  incidono.  Possono  incidere   sull'esercizio
  corrente.
   Andiamo alla sostanza. Per superare l'emergenza attuale non stiamo
  parlando  di un prelievo generalizzato. Noi non stiamo dicendo  che
  bisogna togliere il 20 per cento ai comuni. Nei limiti del  20  per
  cento. Per superare l'emergenza.
   Dove  è  l'emergenza? E' nei casi di quei comuni che  non  possono
  neppure fare la raccolta dei rifiuti.
   A  Barrafranca si sono accumulati 200 tonnellate di rifiuti per le
  strade. Il comune non è in grado di gestire il servizio. L'ATO  non
  può  fare il servizio perché non riesce a pagare i dipendenti  e  i
  dipendenti si rifiutano di lavorare.
   L'ATO  non è in condizione di affidare il servizio a nessuna ditta
  esterna per il semplice motivo che qualsiasi somma dovesse avere  a
  disposizione  verrebbe immediatamente prelevata,  in  alcuni  casi,
  dagli  enti  creditori e se  non ci sono più ditte che  partecipano
  alle gare indette dall'ATO. Lasciamo i rifiuti?
   Non  è un provvedimento generalizzato. E' detto che viene proposto
  dall'Assessorato ai rifiuti e valutato dagli enti locali.  Non  c'è
  alcun automatismo.
   Le  fattispecie che noi   individuiamo in atto non sono più di due
  o  tre  in tutta la Sicilia e sono esattamente l'ATO di Enna, l'ATO
  di  Castelvetrano. Cioè se Castelvetrano e Mazara del Vallo debbono
  dare  8 milioni e mezzo all'ATO e noi gli preleviamo 500 mila  euro
  per attivare l'impianto di biostabilizzazione che rende un servizio
  ai comuni e fa risparmiare questi comuni, qual è la cosa?
   Quindi, è utilizzata, c'è scritto, se volete fare demagogia fatela
  pure, ma c'è scritto
   No,  per  superare  l'attuale emergenza dei servizi  di  raccolta,
  l'attuale   Non stiamo parlando di un provvedimento  a  regime  che
  opera  in  modo sistemico. Noi stiamo dicendo l'attuale  emergenza,
  l'attuale,  quindi  si applica a questa cosa per  consentire  o  di
  attivare  il  servizio  dei rifiuti laddove non  c'è  o  realizzare
  l'impiantistica, anche provvisoria, laddove non c'è.
   È  una  norma  che  va  a favore dei comuni e dei  cittadini  che,
  finalmente, in alcuni casi si vedono raccolta la spazzatura  perché
  altrimenti voi mi direte come risolviamo i problemi del  Comune  di
  Barrafranca.
   Quindi, se si ritiene specificare l'attuale condizione rafforzando
  il  concetto  riferito  all'attuale, l'attuale  emergenza,  ma  c'è
  scritto chiaro, quindi non c'è un prelievo generalizzato, perché se
  dovessimo  fare questo prelievo generalizzato dovremmo togliere  ai
  comuni  tutti  i soldi che gli spettano, per essere chiari.  Invece
  dice:  per sopperire alla carenza di impianti  .
     Per  esempio,  Sciacca vuole realizzare la biostabilizzazione  e
  consentire  a  questi comuni invece di andare a Lentini  di  potere
  conferire nella discarica di Sciacca, gli servono 200 mila euro per
  realizzare questo impianto. 200 mila euro glieli possiamo prelevare
  o no? Questo è il tema. Quindi non è un intendimento generalizzato,
  è specificato per l'impiantistica, è specificato per il servizio, è
  specificato persino per ragioni igienico-sanitarie.
   Quindi,  io  voglio  rassicurare che non è alcuna  intenzione  del
  Governo  intervenire  con  prelievi generalizzati,  ma  intervenire
  rigidamente  alla gestione dell'emergenza. Ci sono  da  togliere  i
  rifiuti  per strada, l'ATO non ha i soldi? Si interviene in maniera
  sostitutiva. Stiamo parlando di cifre che vanno da 200 a  500  mila
  euro,  massimo un milione a fronte di comuni che debbono  dare  10,
  15,  20  milioni. Ma un milione non a carico di un singolo  comune,
  all'interno di tutti i comuni di un ATO. Quindi, stiamo parlando di
  qualche  centinaia  di  migliaia di euro  però  che  permettono  di
  realizzare gli impianti.
   Vogliamo questo o vogliamo i rifiuti per strada? Ad un certo punto
  è  chiaro  che  qualsiasi provvedimento va fatto né  tanto  meno  è
  pensabile  che la Regione possa intervenire con risorse  proprie  a
  pagare i servizi che per legge spettano ai comuni e debbono essere,
  sempre  per  legge,  pagati  con la  TARI,  perché  un'altra  norma
  verrebbe sicuramente impugnata dallo Stato.

   PANEPINTO. Chiedo di parale.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo  io
  voglio  esprimere  apprezzamento per il lavoro  che  il  presidente
  Crocetta  sta  facendo  in questi giorni sul fronte  dell'emergenza
  rifiuti. L'ho fatto personalmente l'altro giorno, lo faccio oggi  e
  non  a  caso citava per esempio la discarica di Sciacca che  è  una
  delle  poche  discariche pubbliche che hanno resistito all'idea  di
  privatizzare tutto come è accaduto negli anni scorsi.
   Signor Presidente, io intervengo, per come leggo, da sindaco.
   Onorevole Greco, la prego, ogni tanto quando c'è una cosa seria si
  comporti  di conseguenza. È una materia molto delicata, Presidente,
  onorevole  Greco  le  chiedo cortesemente di  prestarmi  attenzione
  perché mi interessa anche la sua opinione.
   Presidente,   come   è   scritta   la   norma   non   c'è    nulla
  dell'impiantistica. La norma parla sostanzialmente  di  creare  una
  riserva

              (Interruzione del Presidente della Regione)

   PANEPINTO.  Presidente, so che lei su questa materia ha  raggiunto
  un   approfondimento  straordinario,  mi  faccia  esprimere   nella
  modestia e nella consapevolezza di un segretario comunale.
   Il  conferimento c'è perché poi al secondo comma non parliamo  più
  di  ATO,  ma  parliamo  di creditore, giusto,  Presidente?  Quindi,
  capisco   che  dovremmo  pagare  direttamente  quelli   verso   cui
  conferiamo i rifiuti, se interpreto bene, giusto Presidente?
   No, Presidente, io sono contrario e lo dico subito.

              (Interruzione del Presidente della Regione)

   PANEPINTO.  Presidente, posso esprimere la  mia  opinione?  Voglio
  dare  un  contributo  a  risolvere il problema.  Presidente,  posso
  finire? Io ho difficoltà a organizzare il pensiero dopo ore ed  ore
  di avere tenuto in questi giorni maggioranze precarie a sostegno.
   Potrei  fare una battutaccia: al  soggetto creditore , poi la  mia
  mente  malvagia  mi fa pensare a chi sono i creditori  in  Sicilia,
  sono sempre gli stessi, Presidente.

   CROCETTA, Presidente della Regione. Ho spiegato l'intenzione.

   PANEPINTO.  Io  vorrei  serenamente contribuire  a  questa  ottima
  intenzione  del  Presidente della Regione. Il suggerimento  che  mi
  permetto  di  dare  qual è? Innanzitutto, la  norma  stabilisce  di
  prelevare sull'esercizio corrente 2016, lei ha detto correttamente,
  una quota del 20 per cento.

   GUCCIARDI, assessore per la salute. Fino al 20 per cento.

   CROCETTA, Presidente della Regione. Non superiore al 20 per cento.

   PANEPINTO. Non superiore o fino al 20 per cento è la stessa  cosa
  Un'altra  cosa voglio dire Presidente, sono scarso e ho bisogno  di
  tempo.
   Il  concetto  è  un  altro, ogni Comune ha un rapporto  economico-
  finanziario con l'altro, perché gli eroga servizi e i servizi  sono
  il personale, il noleggio dei mezzi, quelli che sono.

   GRECO  GIOVANNI. Lei sembra non avere colpe, ma sta  rimproverando
  ad uno ad uno tutta l'Aula

   PANEPINTO.  Se  l'onorevole Greco smette di fare il guastatore  di
  professione  gratis e capisce ogni tanto che questo è un  argomento
  serio  e  non  c'è  voto che si debba chiedere, io  vi  faccio  una
  proposta diversa.
   Siccome  lei si ritroverà, Presidente, in un'apertura, perché  non
  sa  perché  non  hanno pagato, possono esserci dei  contenziosi  in
  corso con problemi di dare e avere tra l'ATO e i Comuni, perché non
  utilizziamo il fondo che la Regione ha già utilizzato come fondo di
  rotazione  che  ha  già anticipato ai Comuni e i Comuni  hanno  già
  restituito  le  quote e non sappiamo quanto è il  plafond  attuale.
  Perché,  probabilmente, lei si ritroverà una partita già esistente,
  io solo questo mi permetto di dire.
   Un'ultima  cosa, sul comma 5. Assessore Lantieri, la pregherei  di
  ritirare  il  quinto  comma,  prima dobbiamo  fare  esattamente  il
  recepimento di norme nazionali sull'obbligo del riassorbimento  del
  personale  che  è in esubero. Sarebbe opportuno che  lei  ritirasse
  quest'ultimo comma.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Il fondo di rotazione  è  una
  prerogativa  dei  comuni che debbono chiedere  l'anticipazione.  Ci
  troviamo, qui, di fronte al fatto che l'ATO di Enna, siccome non ha
  30   mila   euro  per  aggiustare  i  mezzi  per  la  raccolta,   i
  compattatori, non raccoglie i rifiuti. Possiamo prelevare questi 30
  mila euro e darli agli ATO?
   Il  tema, quindi, non può essere demandato alla facoltà dei comuni
  di   ricorrere,  laddove  questi  comuni  già  lo  esercitano,  non
  effettuano il loro dovere.
   Il  problema è mettere quelle garanzie, si tratta di emergenziali,
  possiamo   ridurre   la  quota  anticipabile,   fare   riferimento,
  espressamente,  però,  si  parla di  raccolta  e  di  conferimento,
  quindi,    quando    si    parla   di   conferimento    si    parla
  dell'impiantistica, per essere chiari.
   Si ritiene  di specificare la condizione emergenziale? Ma non è un
  via libera per il semplice motivo che non c'è alcun automatismo. Ci
  deve  essere  la  dichiarazione  di difficoltà  accertata,  non  il
  debito.  Come  condizione  ci  deve  essere  la  dichiarazione   di
  difficoltà ad effettuare quei servizi, non il debito. E deve essere
  richiesta  all'Assessore per l'energia ed approvata  dall'Assessore
  per gli enti locali.
   Possiamo  ridurre la quota, portarla al 10 per  cento,  al  5  per
  cento,   per   eliminare  i  possibili  danni;  fare   riferimento,
  espressamente,  al  soggetto, dobbiamo dire, più  che  al  soggetto
  creditore  all'ATO  competente, all'ATO creditore,  direttamente  e
  specificare che non c'è un tentativo
   Cambierei,  quindi, questa riscrittura dicendo:   massimo  10  per
  cento   e  dove  c'è  messo al soggetto creditore,  sostituirei  la
  parola  soggetto  con le parole  ATO creditore .

     PRESIDENTE.  C'è,  dunque, una richiesta di  subemendamento  del
  Presidente  della  Regione  alla  riscrittura,  che  così   recita:
  «sostituire alla percentuale  20 per cento' di cui al comma 2 della
  riscrittura la percentuale  10 per cento' ed al posto di   soggetto
  creditore'  le  parole  ATO creditore'.». Ho capito bene?  Dobbiamo
  formalizzare il subemendamento.
      Onorevoli colleghi, gli Uffici stanno collazionando la proposta
  di  subemendamento.  La  riepilogo: «sostituire  al  comma  2  alla
  percentuale  del 20 la percentuale del 10, al comma 3  alle  parole
   soggetto  creditore'  le parole  Ato creditore'  e  sopprimere  il
  comma  5  della  riscrittura». Sono questi  i  tre  punti,  qualche
  minuto.   Presidente,   se   può   firmare   la   riscrittura   del
  subemendamento.
   Onorevole colleghi, il Governo ha presentato il subemendamento, un
  attimo  di attenzione altrimenti rischiamo di non comprendere  bene
  cosa   mettiamo  in  votazione.  Il  Governo,  nella  persona   del
  Presidente  della Regione, così come annunciato, ha  presentato  il
  subemendamento 6.6.3 che vi leggo: «al comma 2 sostituire  '20  per
  cento'  con  '10  per cento'; al comma 3 sostituire  soggetto'  con
   Ato'; il comma 5 è soppresso».
   A  questo punto pongo in votazione l'emendamento soppressivo,  6.1
  degli  onorevoli  Falcone  ed  altri, se  mantenuto  dell'onorevole
  Falcone  o  se  ritirato ne prendiamo atto. Onorevole  Falcone,  lo
  mantiene?

   GRECO GIOVANNI. Chiedo la verifica del numero legale.

   PRESIDENTE.  Vi è una richiesta di numero legale. Intanto  vediamo
  se lo mantiene, perché se lo ritira non c'è la votazione.

   FALCONE. Lo mantengo.


   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo
                Richiesta di verifica del numero legale

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è stata avanzata una richiesta  di
  verifica del numero legale dell'onorevole Greco.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

   Essendo  la richiesta appoggiata a termini di Regolamento,  invito
  gli  onorevoli deputati a registrare la loro presenza con la scheda
  di votazione.
   Chiarisco  le modalità di registrazione: il deputato  può  pigiare
  qualunque tasto.
   Dichiaro aperta la verifica.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la verifica.

                       Risultato della verifica

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale.

   Presenti   28

   L'Assemblea non è in numero legale; pertanto la seduta è  rinviata
  di un'ora.

   GRECO  GIOVANNI.  Non lo può fare perché già abbiamo  rinviato  di
  un'ora in questa seduta

   PRESIDENTE. Si può rinviare di un'ora per ogni votazione,  quindi,
  la  prima volta dopo un'ora, c'è stato il numero legale, la seconda
  volta  si  aggiorna  di  un'ora, alle 20.10  verificheremo.  E'  il
  Regolamento,  è una prassi consolidata da 70 anni,  non  la  stiamo
  innovando oggi.
   Pertanto, la seduta riprenderà alle ore 20.10.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.10, è ripresa alle ore 20.10)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento 6.1 dell'onorevole  Falcone,
  soppressivo dell'intero articolo 6.


   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo
                        Sull'ordine dei lavori

   MUSUMECI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  noi,   come
  opposizione,  siamo qui in Aula, abbiamo atteso che passasse  l'ora
  prevista  dal  Regolamento per procedere all'esame del  disegno  di
  legge  al quale già abbondantemente abbiamo prestato attenzione  ed
  anche supporto nel corso di questa tormentata giornata.
   Però, prendiamo atto che l'assessore per l'economia pare sia stato
  costretto  ad andare all'aeroporto a prendere l'aereo  per  tornare
  nella  città d'origine; il Presidente della Regione, che  ci  aveva
  onorato  della  sua  presenza per qualche  minuto,  lascia  la  sua
  poltrona  vuota,  i  banchi dell'Aula sono  pressoché  deserti,  la
  maggioranza, che conta 60 deputati, ne ha presenti soltanto 11. Noi
  ci  chiediamo, Presidente, e le chiediamo di verificare se ci  sono
  le condizioni per poter proseguire nell'esame del disegno di legge,
  con molto senso di responsabilità e senza alcun pregiudizio.
   Noi  siamo  qui,  sui banchi dell'opposizione,  e  continueremo  a
  lavorare  soltanto  se lei verifica, sono 11 più  2  assessori  13.
  Verifichi lei, Presidente.
   Avevo   solo  il  dovere  di  invitarla  a  considerare  la  nuova
  situazione  che  si è determinata nello spazio  di  questa  ora  di
  intervallo.

   PRESIDENTE. Intanto, verifichiamo se per caso il Presidente  della
  Regione è ancora nel suo ufficio, quindi, se ci può raggiungere.
   Sospendo la seduta per pochi minuti, dando il tempo di fare questa
  verifica,  vedere  se  il  Presidente è  nel  Palazzo,  se  ci  può
  raggiungere e vedere quanto prima di sciogliere questa riserva.
   La seduta è sospesa per cinque minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 20.13, è ripresa alle ore 20.22)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevole Musumeci, il Presidente della Regione ci  ha
  fatto  sapere  che  può raggiungerci per le ore 21.00.  Quindi,  se
  volete proseguire la seduta, il Presidente alle ore 21.00, ha detto
  circa  mezz'ora,  quindi devo ritenere più o meno alle  ore  21.00.
  Dopodiché  la seduta può essere sospesa e potremmo riprendere  alle
  ore  21.00. A voi la parola. Se qualcuno vuole intervenire,  ne  ha
  facoltà.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor Presidente, credo che sia inutile  aspettare  chi
  non  viene  mai. E' evidente che qui l'Aula è vuota, la maggioranza
  non c'è, il Presidente non c'è. L'Aula era stata convocata alle ore
  20.00  così  come era stato stabilito, credo che debba prendere  le
  dovute e necessarie decisioni, è inutile aspettare qui chi non c'è.
  Anche perché, se arriva, l'Aula comunque è deserta.
   Quindi, la prego di prendere una decisione e che sia definitiva.

   PRESIDENTE. Onorevole Rinaldi, com'è noto a tutti voi,  il  numero
  legale è presunto.

   RINALDI. E allora metta in votazione.

   PRESIDENTE.  Quindi, fin quando nessuno chiede   per  metterlo  in
  votazione, qualcuno lo deve chiedere.

   RINALDI.  Allora, metta in votazione un articolo e  vediamo  se  è
  presunto o se è reale

   PRESIDENTE.  Se  c'è una richiesta di verifica del numero  legale,
  verificheremo se c'è il numero legale. Se non c'è alcuna richiesta

   RINALDI. Presidente, proseguiamo con i lavori.

   PRESIDENTE.  Se  lei mi fa una formale richiesta di  verifica  del
  numero legale

   RINALDI. E gliela sto facendo, ma se lei non mette in votazione...

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, purtroppo  non  si
  può andare avanti oltre le ore che ha dato a disposizione .

   PRESIDENTE. Onorevole Cimino, si vuole associare alla richiesta di
  verifica del numero legale, se non ho capito male?

   CIMINO.  Mi voglio associare invece ad un altro problema e  voglio
  spiegare all'Aula questo passaggio che è coerente rispetto a quello
  che   ho  detto  poc'anzi.  Su  questo  argomento,  che  è  materia
  finanziaria,  l'Aula  prima di porsi per  la  verifica  del  numero
  legale  deve accertare la presenza della possibilità di  continuare
  la discussione del disegno di legge.

   MUSUMECI. Lo abbiamo detto  Lo abbiamo detto

   CIMINO. Mancando l'Assessore per l'economia, che è l'assessore che
  ha  la  titolarità  di questa materia, può essere sostituito  dalla
  presenza del Presidente della Regione.
   Allora,  l'Aula  si  deve determinare o poter  continuare  con  la
  disponibilità del Presidente della Regione, oppure l'Aula, anche se
  è  in  numero  legale, non potrà continuare perché non  c'è  né  il
  Presidente della Regione né l'Assessore per l'economia.

   MUSUMECI.   Abbiamo  chiesto  al  Presidente  di   verificare   la
  possibilità di continuare.


   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo
     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                1214/A

   RINALDI. Chiedo la verifica del numero legale.

   PRESIDENTE.  C'è  una  richiesta di  verifica  del  numero  legale
  sull'emendamento 6.1 che era già in votazione.


   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo
                      Verifica del numero legale

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  invito  gli onorevoli deputati a  registrare  la  loro
  presenza con la scheda di votazione.
   Chiarisco  le  modalità di registrazione: il deputato  può  pigiare
  qualunque tasto.
   Dichiaro aperta la verifica.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la verifica.
                       Risultato della verifica

    PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti            30

   L'Assemblea non è in numero legale.
   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a martedì  13  settembre


   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo
  2016, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:

   I  -COMUNICAZIONI
  II  - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

        1)  -   Disposizioni per favorire l'economia. Disposizioni varie .
            (n. 1214/A) (Seguito)

                Relatore: on. Vinciullo

        2)  -   Istituzione del Garante regionale della famiglia . (n.
            1086/A)

                Relatore: on. Rinaldi

   III  -SVOLGIMENTO DELL'INTERROGAZIONE:

         N. 3025  -  Chiarimenti sul provvedimento di  scioglimento
              dell'Amministrazione comunale di Scicli in  relazione
              alle   gravi  dichiarazioni  rese  alla  stampa   dal
              Presidente della Regione.

         (8 maggio 2015)

                                                            ASSENZA

   IV  - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 496 - Iniziative in ordine al reclutamento di personale
              nelle aziende del Servizio sanitario regionale.

         (4 novembre 2015)

                                  CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
                              CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA -
                               MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
                              TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO

   V  -DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

             Codice  etico per gli eletti a cariche pubbliche,  per
              gli  amministratori e per i dipendenti della  Regione
              Siciliana . (n. 854/A)

                Relatore: on. La Rocca Ruvolo

   VI  - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 494 -  Iniziative urgenti finalizzate alla revoca della
                convenzione  sottoscritta  tra  Regione  siciliana,
                Università  degli studi Kore di Enna e Associazione
                Proserpina,  avente ad oggetto  l'apertura  di  una
                nuova facoltà di medicina e chirurgia.

         (3 novembre 2015)

                                 ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO -
                                   MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO -
                             SIRAGUSA - TANCREDI - CIANCIO - FOTI -
                            FERRERI - PALMERI - LA ROCCA - CAPPELLO

   VII  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 524  - Rimodulazione urgente del piano degli interventi
              denominato 'Patto per la Sicilia 2015'.

         (13 gennaio 2016)

                             GRASSO - CORDARO - FALCONE - ASSENZA -
                                                  PAPALE - FIGUCCIA

   VIII  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 204 - Verifica della presenza di gas radon indoor negli
              edifici  utilizzati  da enti  pubblici  e  privati  e
              osservanza  dei  criteri  di legge  negli  interventi
              edilizi di nuova edificazione.

         (24 ottobre 2013)

                           FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
                                     CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA -
                               MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
                              TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO

   IX  - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 573  -  Provvedimenti urgenti a favore  dei  pensionati
              dell'Ente acquedotti siciliani.

         (12 maggio 2016)

                                    GRECO G. - DI MAURO - CASCIO S.
                                  DI GIACINTO - CORDARO - PANARELLO
                                  PANEPINTO - RUGGIRELLO - SUDANO -
                                                   FALCONE - TAMAJO

                   La seduta è tolta alle ore 20.28

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio