Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
La seduta è aperta alle ore 9.15
MILAZZO ANTONELLA, segretario f.f., dà lettura del processo
verbale della seduta n. 357 che, non sorgendo osservazioni, si
intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo, per oggi, gli
onorevoli Vullo, Cirone, Ciaccio, Zafarana, Mangiacavallo, Raia,
Forzese. L'onorevole Dina dal 10 al 12 agosto 2016.
L'Assemblea ne prende atto.
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Sulle comunicazioni
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare sulle comunicazioni.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIOVANNI GRECO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, lei sa che
sono abituato a fare gli auguri a quelli che lei chiama al ruolo di
segretario di Presidenza e, quindi, è giusto che faccia gli auguri
alla collega che fino ad ora ha fatto il suo lavoro. Le voglio
ricordare che noi, per questo servizio di segreteria del Consiglio
di Presidenza, paghiamo fior di quattrini e vi dovete vergognare
Vi dovete vergognare che nessun componente del Consiglio di
Presidenza con funzioni di segretario è presente per leggere il
verbale della seduta precedente. Vi dovete vergognare Come vi
dovete vergognare che ancora non avete abolito i privilegi dei
Presidenti delle Commissioni, dei Capigruppo e del Consiglio di
Presidenza che sono sempre presenti e, comunque: vergognatevi
Vergognatevi Vergognatevi
favorire l'economia. Disposizioni varie' (n. 1214/A)
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Seguito della discussione del disegno di legge «Disposizioni per
favorire l'economia. Disposizioni varie» (n. 1214/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto all'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della la discussione del disegno
«Disposizioni per favorire l'economia. Disposizioni varie» (n.
1214/A), posto al numero 1).
Invito i componenti a II Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
E' presente in Aula l'assessore per l'economia.
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Sull'ordine dei lavori
FORMICA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, io
capisco la sua abnegazione, capisco il suo tentativo di essere
ligio alle previsioni delle sedute di questa Assemblea, però, veda,
Presidente, così come si parla di accanimento terapeutico quando la
medicina si sforza oltre ogni limite consentito di sostituirsi a
quello che è l'andazzo inevitabile, ineluttabile, di una situazione
di un malato, anche in questo caso, Presidente, ma lei pensa
veramente che noi possiamo fare un vero e proprio bilancio con lo
sguardo a quest'Aula? Anche l'immagine che diamo fuori
Io le consiglio di rinviare, di chiudere questa seduta, anche
perché si chiederà il numero legale e, praticamente, salterà il
tentativo che con malcelata furbizia nel dibattito di ieri sera si
sono portati avanti, avendo la consapevolezza assoluta che ci si
stava prendendo in giro perché i tempi tecnici non ci sono per
poter approvare il bilancio in un giorno.
La cosa è ancora più grave al cospetto di un Aula totalmente
vuota, di un impressione che diamo becera; sarebbe stato meglio, a
mio avviso, chiuderla ieri sera dopo che questo Parlamento ha
dibattuto per cinque giorni una riforma elettorale che a noi non
piaceva, ma che, comunque, ha visto la partecipazione mediamente di
70 e 71 presenze e, quindi, sarebbe stato utile anche all'immagine
complessiva di quest'Aula chiuderla ieri sera.
Tentare ancora oggi di continuare, secondo me, Presidente, è un
errore ed è un danno che si fa all'immagine dell'Assemblea. Se lei
vuole continuare, continuiamo. Io chiederò il numero legale.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, la
variazione di bilancio, così come tenevo a sottolineare l'onorevole
Formica, è uno strumento importante.
Per la verità, questo disegno di legge è andato al di là della
variazione di bilancio, è una sorta di omnibus in cui ci sono
tutta una serie di norme che, senza voler entrare nel merito della
discussione, tuttavia sono di notevole importanza perché impattano
sul bilancio, impattano su una serie di strutture della Regione ed
impattano anche su norme che, in passato, sono state approvate dal
Parlamento e sono state considerate norme di altro significato.
Oggi, avremmo con questo disegno di legge una serie di modifiche a
queste norme.
Ora, senza voler pensare per un momento ad una attività di natura
ostruzionistica né da parte mia né da parte, credo, anche
dell'onorevole Formica, io la inviterei, Presidente, a sospendere
almeno 5 minuti nel tentativo di essere quanto meno in una sorta di
41 presenti per consentire che questo disegno di legge venga
apprezzato adeguatamente e venga tenuto nella giusta
considerazione.
Non siamo dinnanzi ad una norma qualsiasi, siamo dinnanzi ad un
disegno di legge che ha un impatto molto importante su norme
pregresse, sul bilancio e, soprattutto, sul destino di una serie di
soggetti che sono in carico al patrimonio della Regione, come per
esempio la questione delle terme di Sciacca e di Acireale, su cui
non si può votare non prendendo atto che, in questo Parlamento, ci
sono appena 20 persone.
ARANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, ieri
sera ci sono stati più di 20 interventi in cui si è detto che si
doveva procedere per far tutta la legge.
Capisco che ieri sera ce ne siamo andati tardi, forse i colleghi
stanno tardando ad arrivare. Quindi, sarebbe di buonsenso
sospendere mezz'ora per vedere quello che succede.
E' indubbio che questa è una legge importante che richiederebbe
tanto tempo.
Si è fatta anche l'ipotesi di rifare una Conferenza dei Capigruppo
per vedere se si possono stralciare quelle norme che hanno una
refluenza immediata e, quindi, dare una risposta a tutta quella
gente che aspetta che questo atto venga votato.
Teniamo conto, colleghi, che tutti i partiti, dalla maggioranza
alla minoranza, e tutti quanti - e quelli che non si ascrivono né
alla maggioranza né alla minoranza - abbiamo dichiarato ai quattro
venti che oggi saremmo stati tutti presenti.
Ciò non è stato dichiarato soltanto dalla cosiddetta maggioranza,
è stato dichiarato da tutti che saremmo stati presenti come degli
stakanovisti e avremmo votato tutta la legge. Dopo circa quattro
anni che mi trovo qui, votare tutti quegli articoli in una serata
mi sembra elementare che non si possa fare.
Invito il Presidente e i Capigruppo a vedere di ragionare, di
stralciare quelle 3, 4, 5, 6 norme che hanno una refluenza
immediata e dare una risposta - perché qui non c'è maggioranza e
minoranza - ci sono persone che aspettano e non possiamo dare
sempre l'impressione che quando si tratta di risolvere i problemi
degli altri, noi non ci siamo e se dobbiamo invece risolvere i
nostri problemi noi ci siamo.
Mi sembra ovvio che la strada su cui procedere è questa e non ce
ne possono essere altre.
Abbiamo dichiarato il nostro impegno ad essere in quest'Aula, oggi
10 agosto, se dovesse essere necessario fino alle ore 22.00. Penso
da ora, che sono le 10.00 del mattino, a 12 ore saremmo sicuramente
in grado di dare alla Sicilia quello che i siciliani - o almeno
parte dei siciliani - stanno aspettando con ansia. Non possiamo
chiudere questa Assemblea dando l'impressione che dei bisogni e sui
bisogni degli altri non ci siamo. E' un'impressione deprecabile.
Ieri sera ho assistito ad una trasmissione su La 7 , di nuovo si
è parlato di casta, privilegi, indennità, che da deputato di questa
legislatura non ho mai visto. Si continua a giocare sempre sulla
pelle di questa Assemblea come quella più spendacciona, i cui
deputati prendono indennità di migliaia e più euro. E' una cosa
deprecabile E' uscito fuori anche il concetto che noi siamo qui a
gozzovigliare e non a lavorare.
Sentivo i numeri della statistica riferita ieri dal Presidente, da
cui risultava che eravamo il Parlamento che ha lavorato di più fra
tutti i consigli regionali di tutta Italia. Noi eravamo quelli che
pure il 10 agosto saremmo stati in Aula.
Da quella trasmissione, Presidente, questo lo rendo pubblico
perché anche gli altri colleghi possano rivedere la registrazione
della trasmissione, cosa possibile, si renderanno conto che noi
siamo stati raffigurati non come diceva il Presidente
dell'Assemblea regionale, ma come persone che stanno qui per
prendersi l'indennità, che se ne stanno fregando di quello che
succede in Sicilia e dei bisogni degli altri, nuovamente come una
casta il cui interesse è soltanto prendere indennità milionarie. A
questo non ci sto e credo che non ci stanno tutti gli altri
colleghi
Questo è uno dei tanti motivi per cui, oggi, da quest'Aula deve
uscire la legge così com'è stato dichiarato almeno dai 20, dai 70
presenti ieri sera. Così come spero che esca o, a limite, con un
ragionamento di buonsenso, in cui vengono stralciate, come dicevo
prima, le norme indispensabili.
Io faccio voti alla Presidenza e a tutti i miei colleghi che ciò
che sto chiedendo venga ascoltato.
Ringrazio lei, Presidente, e i miei colleghi, per la pazienza.
CAPPELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, è
stato detto ieri da questo scranno che se avessimo superato, come
diceva l'onorevole Musumeci, la sagra dell'ipocrisia,
probabilmente, ed io aggiungo, onorevole Musumeci, ieri si è
consumato un atto di vigliaccheria, perché lei vedrà che i titoli
dei giornali che usciranno tra qualche ora non saranno contro chi è
assente ma contro chi è presente, e questo noi non possiamo
consentirlo.
Signor Presidente, lei è qui, ci siamo anche noi, c'è una parte
della minoranza, la maggioranza è quasi completamente assente,
perché dovreste essere più di 40 già da soli, e noi non possiamo
essere ostaggi di coloro che oggi hanno deciso di andare a mare,
perché questo è il dato
Il Presidente Ardizzone può citare tutte le statistiche che vuole,
il fatto è che stamattina sapevamo tutti che nessuno sarebbe
venuto, soprattutto della maggioranza che ha la responsabilità di
questo disegno di legge e di questo Governo, in Aula, e quindi noi
oggi siamo nelle condizioni che, se chiediamo la verifica del
numero legale, e lo faremo, perché non è possibile assecondare gli
assenti, qua dobbiamo assumerci le nostre responsabilità e noi
siamo minoranza e opposizione. Il vostro Capogruppo chiami tutti
gli assenti e li faccia venire. C'è tutto il Gruppo UDC che manca,
ed è vergognoso Noi siamo qui in Aula il 10 di agosto e non
intendiamo andarcene, a conto di fare sospendere l'Aula e
continuare sine die anche per il ferragosto, ma dovete esserci
anche voi, perché questa è la vostra legge, ed io al gioco degli
assenti non ci sto Vergogna
MUSUMECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, c'è un
antico ed eloquente proverbio siciliano che dice: di jorno nun ne
vogghiu, a sira spardu l'ogghiu . E' significativo perché dimostra
come questo Parlamento, in tempi di normalità, non riesce a
produrre quello che potrebbe e dovrebbe produrre; e invece, nel
momento in cui dovrebbe consentire al personale dipendente
dell'Assemblea regionale siciliana, al personale d'Aula, degli
Uffici e di Segreteria, di potersi consegnare al legittimo riposo
delle proprie famiglie, lo costringiamo a restare qui, continuando
a non produrre.
Noi ieri e l'altro ieri siamo stati assolutamente chiari nel dire
di dar precedenza alla mini manovra finanziaria, perché centinaia e
migliaia di famiglie ne attendono l'esito felice e rinviamo alla
ripresa a settembre la inutile e dannosa legge della cosiddetta
riforma elettorale .
Siccome la maggioranza va avanti con la solita arroganza, convinta
di potere avere sempre i numeri, si sono invertite le tesi e si è
preferito operare in senso contrario.
Ieri sera la sagra delle ipocrisie, che io mi sono permesso di
denunciare da questa tribuna, ha visto tutti - maggioranza e
opposizione - riconsacrare l'impegno a che si continuasse con i
lavori per affrontare e definire l'esame del disegno di legge sulla
mini manovra.
Si è detto ci vediamo alle ore 9.00. Il mio Gruppo è qui presente,
piccolo, ma presente, fa la sua parte. Della maggioranza sono
presenti soltanto 12 deputati su 60. E' bene che i siciliani lo
sappiano E poiché non è l'opposizione a dovere garantire il numero
legale ma è la maggioranza e l'opposizione sono chiamati assieme ad
assumere un atto di responsabilità, signor Presidente, le
preannuncio - ma lo ha già fatto il collega Formica - che noi siamo
contrari ad ogni tentativo di sospensione. Noi chiederemo la
verifica del numero legale in ogni momento, in ogni circostanza,
perché pretendiamo che ognuno si assuma le propri responsabilità
Non facciamo da copertura a nessuno
Se si verifica - e lei ha l'autorevolezza, il diritto e, mi
consenta, il dovere di poterlo fare - la impossibilità, la
impraticabilità di continuare su questo disegno di legge, lei saprà
quale dovrà essere la decisione per evitare di offrire ai siciliani
uno spettacolo davvero indecoroso.
Quindi, siamo contrari alla sospensione e siamo perché si proceda
verificando le condizioni reali perché questo disegno di legge
possa essere esaminato e votato.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
Assessori, in questo Parlamento negli ultimi tempi, oltre alle
parole vergogna e indignazione che ormai sono diventate
ricorrenti, c'è anche uno spessore di ipocrisia. Al collega
Cappello, che conosce qual è la mia stima e la simpatia nei suoi
confronti, non mi pare che le file del Movimento Cinque Stelle,
anche i vostri sono sotto l'ombrellone.
Mentre la collega Foti fa foto all'Aula vuota per dimostrare che
la casta è a mare e loro sono esattamente con le attrezzature
quelle che una volta si trovavano dietro le camionette dei
Carabinieri. Ricordate? C'era una pala e un piccone che venivano
utilizzate. Anche il Gruppo del Movimento Cinque Stelle è
falcidiato dal mese di agosto così come tutti gli altri Gruppi.
Oggettivamente, ci sono Gruppi completamente assenti e altri no.
Il tema qual è? Tutti abbiamo riconosciuto da ieri, ognuno con un
pathos diverso, la necessità di approvare un testo che è composto
da 32 articoli di cui gran parte sono pacifici.
Ho sfogliato la riscrittura del Governo, tranne uno su cui mi
opporrò strenuamente che è quello di penalizzare ancora una volta i
Comuni e la Regione diventa sostituto , tra virgolette, d'imposta
perché fa gli ATO rifiuti anziché fare attività di controllo. Mi
pare che su queste norme sono passate all'unanimità in Commissione
Bilancio , hanno avuto consenso.
Iniziamo la discussione. Quest'Aula è in condizione di farlo, non
mi pare
GRECO GIOVANNI. Sei patetico
PANEPINTO. Onorevole Greco, patetico c'è lei che è prezzolato e
sono sicuro che se le butteranno una ciambella non chiederà il voto
segreto
PRESIDENTE. Evitiamo cose personali. Onorevole Panepinto, si
rivolga alla Presidenza per proseguire il suo intervento.
PICCIOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PICCIOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
Assessori, noi siamo qua. Noi siamo Sicilia Futura e siamo qui
cinque deputati su sette. Quindi, presidente Musumeci, la capisco,
parla della maggioranza. Però, chi ha preso impegno ieri è qui. Chi
ha parlato da questo scranno è qui. Gli assenti hanno sempre torto,
comunque vada ed a qualsiasi forza politica appartengano e
risponderanno alla loro coscienza ed ai siciliani. Noi abbiamo la
coscienza a posto, caro onorevole Greco. Noi abbiamo mantenuto
l'impegno preso e siamo convinti e confido nel buon senso di tutti
i colleghi della maggioranza ed anche quelli dell'opposizione,
onorevole Cappello, che alla fine prevarrà il buon senso. Noi siamo
qui ed aspettiamo perché dietro di noi aspetta la Sicilia, aspetta
la gente che attende risposte da questo Parlamento, aspetta la
Commissione che ha lavorato con pazienza, con onestà e con probità,
ad una norma di buon senso che può dare risposte a questa Terra per
delle esigenze che sono improcrastinabili. E di questo, Presidente
Lupo, la prego di tenere conto nella conduzione dei lavori d'Aula e
chiedo anche all'opposizione visto che, come dice l'onorevole
Panepinto, anche l'opposizione, in questo momento, è ridotta nei
ranghi, per ovvi motivi, anche per scelta politica, non voglio
entrare nel merito delle scelte, l'opposizione fa l'opposizione, la
maggioranza deve fare la maggioranza, di avere un po' di tolleranza
perché alla fine chi ci rimette è la Sicilia. Dice bene l'onorevole
Musumeci la responsabilità è della maggioranza . Sicuramente sì,
ma la responsabilità è responsabilità, senso di responsabilità, di
tutti, io a quello mi appello.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cimino.
CIMINO. Signor Presidente, come ho avuto modo anche di ribadire
ieri a me pare di vedere una scena di tragedia quotidiana, quasi
pirandelliana. Si è voluto, con la regia di qualcuno, nei giorni
scorsi, sulla legge elettorale diluire notevolmente i tempi di
lavoro di questa Assemblea.
E probabilmente, era cosa buona e giusta sospendere la trattazione
della legge elettorale, portare in Aula ed in discussione questi
provvedimenti indifferibili ed urgenti che riguardano le Terme di
Sciacca e di Acireale, che riguardano i consorzi di bonifica, che
riguardano il personale delle società partecipate, che riguardano
la valorizzazione dei beni culturali, che riguardano le province
mentre, ancora oggi, siamo qui a fare tatticismi, per vedere se
trattarle o meno.
Io ritengo che grazie al buon senso, alla maturità dei deputati
presenti, si debba andare avanti. Il testo è stato notevolmente
approfondito dalla Commissione Bilancio'. Bisogna riuscire a
definire questo testo prima della vacanza estiva e sarebbe un
grande torto chiudere i lavori parlamentari di questa sessione con
la sola legge elettorale che, di fatto, interesserà soltanto le
prossime scadenze elettorali e non le emergenze economiche di
questo nostro territorio.
Vorrei ricordare soltanto che deve poter essere per tutti di
interesse fondamentale il titolo di questa legge Disposizioni per
favorire l'economia». Ed allora, caro onorevole Laccoto, caro
onorevole Capogruppo, questo testo che è così importante, deve
maggiormente motivare tutti noi, soprattutto i Capigruppo a
coinvolgere i deputati ad essere presenti ed a far notare come mai
ieri alcuni deputati, anche non Capogruppo, sono intervenuti per le
dichiarazioni di voto, per le dichiarazioni contrarie alla legge
elettorale, facendoci stare qui giorni interi ed oggi, guarda caso,
sono già in vacanza.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fontana. Ne ha
facoltà.
FONTANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che se noi
il 10 di agosto siamo ancora qui, a Palermo, a lavorare per cercare
di approvare delle norme che vanno in direzione del nostro popolo
siciliano, ciò significhi che c'è da parte nostra tutta la buona
volontà di lavorare ed andare avanti. Non credo ad un'opposizione
strumentale perché sono qui presenti ed hanno dimostrato la loro
disponibilità anche con la loro presenza.
Lo hanno dichiarato anche ieri molto chiaramente. Registriamo
ancora qualche assenza, ma credo che non sia perché i colleghi
siano sotto l'ombrellone, magari qualcuno non ci sarà perché ha
avuto impegni presi ed assunti precedentemente, ma la maggior parte
dei colleghi credo che stiano per arrivare, per cui dico che si
possono iniziare i lavori.
Questo è un disegno di legge importantissimo perché vi sono tante
norme che il popolo siciliano e tanti lavoratori aspettano con
ansia e, quindi, non possiamo tradire la fiducia dei nostri
cittadini.
Dobbiamo assolutamente iniziare i lavori e portarli avanti,
certamente, con il rispetto delle opinioni che, in quest'Aula,
verranno fuori da parte della maggioranza, da parte
dell'opposizione, dalla parte magari di chi, individualmente, a
nome personale condivide o non condivide perché questa è la
democrazia, però, l'importante è andare avanti ed approvare queste
norme.
Noi dobbiamo fare di tutto, senza strumentalizzazioni e senza
cercare scuse per non lavorare, per cercare di approvare queste
norme, cominciando proprio da quelle più importanti, per esempio,
il trasferimento - lo chiedeva anche l'assessore Lantieri - delle
risorse alle ex province, i consorzi di bonifica, le norme a favore
dei lavoratori e degli agricoltori che aspettano con ansia
l'abbattimento delle loro bollette che sono diventate, ormai,
insostenibili, le risorse destinate alle terme di Sciacca e di
Acireale, io insisto e non è un problema di campanile perché
Acireale non ricade nella mia provincia, ma è nell'interesse
complessivo della Sicilia e delle terme in Sicilia, quindi, non è
per un problema di appartenenza territoriale che lo ricordo.
Dobbiamo correggere anche un antinomia che è venuta fuori, per
quanto riguarda i beni culturali, altrimenti non potranno spendere
neppure mezzo euro, quindi, dobbiamo anche correggere questa norma
e tante altre norme che è giusto che approviamo e con una certa
sollecitudine.
Del resto sarebbe veramente sgradevole ritrovarci tutti qua a metà
del mese di agosto, a ridosso di ferragosto per non concludere
nulla.
Invece, tesaurizziamo questo tempo ed iniziamo a lavorare
seriamente.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Giacinto. Ne ha
facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ieri sera
avevamo già dichiarato di ritornare qui stamattina alle ore 9.00
per iniziare l'Aula, per chiudere queste variazioni di bilancio.
Credo che le variazioni di bilancio, caro collega Musumeci, non
interessino solo la maggioranza, bensì i siciliani, per cui, ha
ragione nel dire che la maggioranza deve garantire il numero, però,
ritengo che l'ostruzionismo, in questo momento, possa essere
esclusivamente contro i siciliani.
Per cui ritengo sia giusto chiamare i Gruppi di maggioranza e far
in modo che i deputati della maggioranza siano presenti poiché le
opposizioni, giustamente, già sono in Aula e, quindi, noi dobbiamo
chiamare, a tutti i costi, i nostri deputati di riferimento per
farli venire qui.
Io chiedo al Governo, così come ha chiesto, poco fa, l'onorevole
Panepinto, di ritirare la riscrittura dell'emendamento 6.6
GRECO GIOVANNI. Non stiamo trattando articoli
DI GIACINTO. Sto dicendo una cosa, non stiamo trattando articoli e
va bene, che vuole da me?
Faccia parlare le persone, onorevole Greco Giovanni.
Chiedo che venga ritirato perché se non viene ritirato, non so di
chi è l'idea, ma andiamo ad incidere sul bilancio 2015, che è
chiuso, pertanto i Comuni devono fare il conto consuntivo e noi li
andremo, eventualmente, a dissestare.
Per cui chiedo al Governo, e mi auguro che lo faccia, di ritirare
l'emendamento 6.6.
Dopodiché, credo che dobbiamo andare avanti nell'interesse
esclusivo dei nostri concittadini siciliani.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Panarello. Ne ha
facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, naturalmente, ho
ascoltato, con attenzione, le opinioni, soprattutto, dei colleghi
dell'opposizione che, comprensibilmente, sostengono la necessità
che, la maggioranza, sia autosufficiente se vuole portare a casa
questa legge.
E' un argomento rispettabile anche se, se ho capito bene, il testo
uscito dalla Commissione è un testo al quale ha concorso anche
l'opposizione, quindi, tenuto conto delle materie che sono oggetto
della valutazione dell'Aula, chiedo ai colleghi dell'opposizione di
tenere conto di quest'aspetto perché, al di là della condivisione o
meno di qualche norma che pure a me sembra discutibile, ci sono
misure che hanno un impatto sociale ed anche istituzionale molto
forte, mi riferisco alla norma che riguarda il finanziamento dei
liberi consorzi, dell'ex provincia.
Dentro questo contesto possiamo anche affrontare e risolvere un
tema molto delicato che non è stato sufficientemente valutato - mi
rivolgo all'assessore Baccei che, comunque, ha dato atto, a me ed
ai colleghi della Commissione Lavoro' e della Commissione
Bilancio' che hanno sollevato il problema della fondatezza delle
nostre argomentazioni -, cioé il tema dell'assistenza ai ragazzi ed
alle ragazze disabili che, come è noto, era finanziato, in larga
misura, dagli enti locali e, in particolare, dalla province con la
norma che abbiamo votato in finanziaria, in maniera non
sufficientemente approfondita, abbiamo determinato la condizione
per cui, all'inizio dell'anno scolastico, queste persone non
avranno alcuna assistenza perché il sistema scolastico nazionale,
per quanto riguarda la Sicilia, come ci ha detto la dottoressa
Altomonte convocata in Commissione, non è in grado, almeno per
quest'anno e, secondo me, neanche per gli anni successivi, di
assicurare questo servizio.
Quindi, in questo contesto, abbiamo, io ed altri colleghi, anzi
parlo a nome di tutta la Commissione, maggioranza ed opposizione,
formulato degli emendamenti che consentono alle province,
nell'immediato, di bandire le gare per potere assicurare il
servizio con l'impegno assunto dall'assessore Baccei che, in sede
di assestamento di bilancio apposteremmo le somme necessarie per
garantire il servizio tutto l'anno.
L'altro emendamento che abbiamo presentato tende a sopprimere uno
dei due articoli della norma che abbiamo approvato, che sta
creando molti problemi, perché nella norma abbiamo detto che si
possono utilizzare anche i voucher, questa possibilità è stata
ritenuta da molti enti locali che non hanno grandi risorse da
destinare a questo scopo e che potrebbero, quindi, essere
condizionati dalle esigenze di risparmio, come un obbligo; ecco
perché dobbiamo intervenire immediatamente, per evitare che,
all'inizio dell'anno scolastico, non si eroghi un servizio
essenziale a soggetti che ne hanno molto bisogno, senza trascurare
che, in questo servizio, sono impiegati, da anni, numerosi nostri
concittadini, anzi numerosi cittadini siciliani, che hanno
acquisito professionalità preziose, che rischiano di disperdersi e,
soprattutto, facciamo un danno ai disabili, ma anche un danno a
tanti lavoratori che resterebbero senza lavoro e, quindi, senza
salario.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Giacomo. Ne ha
facoltà.
DIGIACOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivido le
ragioni, anche di una certa irritazione che serpeggia questa
mattina. Vero è che gli assenti hanno sempre torto, ma in questo
caso hanno un torto doppio, giacché intenderei focalizzare il mio
intervento ribadendo le ragioni dell'intervento di chi mi ha
preceduto, cioè dell'onorevole Panarello.
Presidente, quando affronto degli argomenti ho un antico e
radicato modo di comportarmi, cioè quello di guardare il
calendario, se decidessimo, oggi, di sospendere i lavori e di
rinviare tutto a settembre, deve essere nella consapevolezza di
questo Parlamento che tutti maggioranza ed opposizione abbiamo
negato il diritto allo studio a ragazzi disabili, lo abbiamo fatto
scientificamente, ci può essere una ragione per tutto, ma abbiamo
negato il diritto allo studio che è uno dei fondamenti diritti su
cui si basa la Costituzione italiana, anzi nella Pubblica
amministrazione negare il diritto allo studio è un reato penale,
non è soltanto una censura di carattere politico, non si fanno
osservazioni politicamente scorrette, ma sono convinto che se tutti
noi avessimo come abbiamo in famiglia, tra amici, conoscenti,
ragazzi che hanno questa diversa abilità ed hanno bisogno di essere
accuditi, avremmo una sensibilità particolare e speciale e non ci
interesserebbe di fare anche qualche mezz'ora o sottrarre qualche
ora a tanta profusione di cinismo che è stato fatto, quindi, signor
Presidente, siccome lei ne ha tutti i poteri, a prescindere dal
fatto che gli articoli della finanziaria 10, 20, 30 quanti sono, si
può decidere di rinviarli, ma nessuno si allontani dall'Aula fino a
quando non si approva quella parte che consente a migliaia di
ragazzi, bambini, studenti disabili di recarsi a scuola come
cittadini di un Paese che si dice essere evoluto.
Assessore, il nostro sistema di istruzione non era l'ultimo
d'Europa, il nostro welfare non era l'ultimo d'Europa ma stiamo
perdendo precipitosamente posizioni. Le cose che allontanano le
persone dalla politica, dalla buona politica, sono queste. La
professione di ignoranza, quando non si sa distinguere
un'iniziativa di carattere legislativo che si potrebbe benissimo
rimandare di qualche settimana e non accade nulla. Ma quando tu sai
che c'è un momento in cui si aprono le scuole, ci sono migliaia di
ragazzi che vogliono andare, come persone normali, a studiare come
i nostri figli, i nostri nipoti, e glielo stiamo negando, questa è
una vergogna
Assessore Baccei, la disturbo dalle sue interlocuzioni illuminate
per fare un'obiezione. Sento qui serpeggiare nell'Aula una cosa
sulla quale sono d'accordo anch'io: se il MIUR, se l'Ufficio
scolastico regionale, non è in condizioni di assicurare questo tipo
di servizio che toccherebbe a loro per legge, credo di capire che
l'Aula non sia contraria al fatto che la Regione siciliana,
generosa, dia un aiuto. Ma non è che questa cosa può passare così
Questa cosa va giocata sui tavoli romani. Non è che possiamo
affrontare questo argomento con la stessa disinvoltura con cui
abbiamo affrontato la quota di compartecipazione al sistema
sanitario regionale, dove lo Stato italiano ci ha alleggerito le
casse di 700 milioni di euro l'anno per 10 anni; 7 miliardi di euro
corrispondono esattamente ai soldi che ci vorrebbero per risanare
il Bilancio regionale. Quindi, questa cosa non è un obbligo e va
giocata sui tavoli che contano attraverso quello che deve fare con
un buon esercizio machiavellico, colui il quale, al di là dei
colori politici, difende l'interesse della propria regione.
Noi siamo qui per questo, prima che per difendere il nostro
partito, le nostre ideologie, le nostre ambizioni, giuste o
sbagliate che siano, dobbiamo difendere gli interessi della regione
per cui ci ha eletto il popolo sovrano. Quindi, signor Presidente,
le consiglio di fare valere tutta la sua autorevolezza e tutto il
suo potere che, in questi aspetti, di calendarizzazione di ordine
del giorno, sono assoluti. Noi non usciamo fuori da qui dentro se
non abbiamo approvato la norma per l'assistenza ai giovani studenti
disabili siciliani.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Alongi. Ne ha
facoltà.
MUSUMECI. Intanto passano le ore
ALONGI. No, presidente Musumeci, credo che qui nessuno voglia fare
passare le ore.
MUSUMECI. No, non era riferito a lei.
ALONGI. No, la prego. Il mio intervento parte dalle ultime parole
espresse dal collega Digiacomo, dal Presidente della Commissione
Sanità', quando dice correttamente: non usciremo da quest'Aula
fino a quando non metteremo ' io aggiungo, una pezza, perché oggi
possiamo mettere soltanto una pezza ad un danno che quest'Aula, per
superficialità o per altro, ha perpetrato.
E mi spiego meglio: sull'articolo 10, assessore Lantieri,
assessore Baccei e Vicepresidente, non ci siamo resi conto, per
troppi mesi, del grave errore e del grave danno che stavamo
facendo, in primis, ai disabili ed ai loro genitori, in secondo
tempo ai lavoratori che, per oltre un ventennio, hanno svolto
questo delicato e particolare servizio.
L'ho urlato e l'abbiamo urlato, e mi rivolgo al collega, ma non è
presente, della V Commissione, perché con la prima finanziaria
avevamo chiesto noi la soppressione dell'articolato in V
Commissione, anzi con la finanziaria bis che avevamo fatto per un
passaggio nei mesi scorsi, dopodiché è stata stralciata e
l'articolo che abbiamo approvato, quell'articolo 10, è passato così
tout court .
Vorrei essere ancora più chiaro. Il Presidente della Commissione
Sanità', ha detto una cosa vera: se il Miur, se il Provveditorato
non riesce ed abbiamo consapevolezza che non ci sono le condizioni
per potere garantire questo servizio attraverso gli operatori
scolastici, che sia chiaro, faccio una nota perché, oggi, lo dico
chiaro, attenzione, anche sopprimendo l'articolo 10 accadrà un
fatto che a molti non deve sfuggire e lo spiego velocemente.
Sopprimiamo l'articolo 10, dobbiamo dare soldi alle province, le
province devono fare i bandi di gara, devono affidarlo alle
cooperative, le cooperative, dopodichè, devono presentare i
documenti e, forse, il servizio a novembre, a dicembre partirà. E
questi ragazzi disabili, gravi, rimarranno a casa fino a dicembre?
Passiamoci una mano sulla coscienza
E, allora, dico con molta schiettezza, il Miur non è in condizione
di potere fare questo servizio. Le province, anzi, le ex province,
oggi liberi consorzi e le città metropolitane facciano insieme alla
Regione un'assunzione di responsabilità e venga prorogato alle
vecchie operative, almeno fino a dicembre, il servizio, nel
frattempo abbiamo il tempo materiale di lavorare sull'articolo 10,
sopprimerlo, non sopprimerlo, trovare le risorse, mettervi nelle
condizioni di capire quello che dobbiamo fare.
Vicepresidente, questo è quello che deve fare, dal mio punto di
vista, la Regione e lo deve fare con autorevolezza e con grande
senso di responsabilità ed non credo che qui ci siano Assessori
irresponsabili, Presidenti irresponsabili, deputati irresponsabili
che, giocando a scarica barile, scarichino sulla pelle di centinaia
di disabili la responsabilità di non fare partire questo servizio.
Abbiate, abbiamo un sussulto di dignità Lo ripetiamo da settimane
e non voglio citare i lavoratori che sono, da mesi, qui sotto che
urlano per fare sentire correttamente qual è il dramma.
Molti lavoratori che ho incontrato nei giorni scorsi mi hanno
detto: Noi, i primi di settembre quando comincerà la scuola anche
gratuitamente faremo quel servizio ai ragazzi perché non siamo
disponibili a lasciarli da soli e ad abbandonarli . Non abbiamo
compreso la gravità di questo tema
Vi prego, vi invito ad incontrare un gruppo di questi genitori con
quei ragazzi e capirete che significa lasciarli a casa.
Commetteremmo un reato gravissimo, ma non un reato penale, un reato
morale, di dignità.
Allora, dico con molta schiettezza: o, oggi, troviamo una
soluzione o da qui non usciamo Non faccio mai interventi così
infuocati, sono sempre moderato, ma se lo faccio è perché mi rendo
conto del grave momento che stiamo affrontando e del grave danno
che stiamo facendo.
A questo aggiungo un altro tema - e mi dispiace che non ne parli
mai nessuno - oggi, lo dico all'onorevole Grasso che è sindaco, c'è
un problema ancora più serio e serio quanto questo. I disabili
psichici dimessi dagli ex ospedali psichiatrici che vengono
assegnati ai giudici tutelari, ai sindaci direttamente per
assegnarli alle case famiglia. Non avvengono i trasferimenti da
parte della Regione, perché non ci sono i soldi, i sindaci non
possono dare le rette. Disabili psichici dimessi dagli ospedali
psichiatrici Per esser chiari, con una responsabilità penale da
parte del sindaco che non è nelle condizioni di garantire la retta
e, oggi, le strutture se li tengono perché non sanno come
assisterli. Ma non possiamo pensare che un disabile psichico sia un
pacco postale Riacquistiamo dignità politica Riacquistiamo senso
di responsabilità
E, poi, mi permetto di dire, se potessi farlo, annullerei la
diretta televisiva e vi spiego perché, perché invito tanti colleghi
che vengono qui a parlare in continuazione che, poi, sono quelli
che si lamentano e sono quelli che bloccano i lavori d'Aula solo
per trasmettere all'esterno messaggi di comunicazione deviata.
Basta Basta Pensiamo al lavoro sodo, a fare leggi, a fare norme e
a parlare meno
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Grasso. Ne ha
facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, non so che
cosa si deciderà, però, vi sono delle priorità che vanno trattate,
oggi, perché c'è gente che aspetta risposte per garantire servizi
essenziali.
Ed, allora, con molta onestà intellettuale, ho sentito gli
interventi appassionati prima, e condivido quanto ha detto il
Presidente della I Commissione, ma io vorrei ricordare al Governo
ed al PD, purtroppo, che oggi noi ci ritroviamo con il problema dei
disabili e con la difficoltà di non garantire il servizio a
persone, a ragazzi, che sono più sfortunati e che hanno lo stesso
diritto di recarsi a scuola perché, durante la finanziaria, il PD e
la maggioranza hanno approvato un emendamento dei Cinque Stelle
che, mi dispiace dire, è stata una sola follia prenderlo in
considerazione, sostenere cioè che il personale Ata potesse
sostituirsi alle cooperative. Senza esperienza, le scuole senza
mezzi, eppure, nonostante gli interventi dell'opposizione,
nonostante gli interventi per andare a dire che cosa state facendo,
state distruggendo un altro servizio, oggi siamo qui a correggere
un altro danno.
Questo dimostra che la questione non è di approvare freneticamente
le leggi, ma o si fanno buone leggi o, altrimenti, ogni sei mesi si
è qui a correggere errori. Caro assessore, i voucher che tutti
pensavano, non possono essere sostitutivi di questo servizio,
perché il voucher si dà alla famiglia quando c'è un disabile, e la
famiglia ha necessità di avere un fisioterapista. Ed, allora,
piuttosto che mandare il fisioterapista che, possibilmente, non è
in grado di eseguire quella terapia, ed allora gli si può dare il
voucher e lo si dà attraverso il distretto socio-sanitario, ma
pensare di utilizzare il voucher, e voi lo sapete benissimo, in
sostituzione di questo servizio è pura follia.
Quindi, torniamo e non distruggiamo almeno quello che di buono
c'era. Questa è una cosa.
Altro discorso: ieri ci siamo affannati per una buona riforma,
qualcuno ha sostenuto, della legge elettorale. Non più tardi di
dieci ore fa dicevo, mentre i Comuni dichiareranno il dissesto voi
vi preoccuperete di come sarà la riorganizzazione degli enti
locali.
La riscrittura dell'articolo 6.6 deve saltare, perché non è
possibile che i Comuni paghino un ritardo ed una inefficienza di
questo Governo. Vi ricordo che da due anni, da tre anni, dal 2013,
questo Governo non ha emanato il piano rifiuti, quindi se ci sono
ritardi oggi
DI MAURO. C'è il piano rifiuti, è stato approvato nel luglio 2012,
ma non è stato attuato
GRASSO. Non è stato attuato il piano rifiuti, dal luglio del 2012
L'onorevole Di Mauro rivendica l'approvazione di un piano rifiuti.
I Comuni non se ne sono accorti Forse oggi non è più neanche
adeguato quel piano rifiuti del 2012 ma, comunque, non è stato
attuato.
I Comuni sono stati nella impossibilità di poter effettuare la
raccolta differenziata, e non è possibile che oggi vengano tolte
risorse ai Comuni per coprire i debiti delle Ato o per coprire le
spese che servono a quel sottobosco della politica. Avete rinnovato
consigli di amministrazione qualche mese fa. Eliminiamo quelle
somme, eliminiamo quei consigli di amministrazione che non servono
e ripristiniamo le somme e le risorse per i servizi essenziali che
i cittadini aspettano.
Noi non ce ne andiamo di qua se non dopo aver saputo quali punti
si tratteranno. Ed, allora, ci sono questioni che possono essere
rimandate a dicembre, a settembre, e contributi che possono essere
erogati a settembre, ma ci sono persone, invece, come i dipendenti
delle Province o quelli delle partecipate, vi ricordo che i
dipendenti di Sviluppo Italia non sono pagati da 15 mesi.
Questa società è stata distrutta, rappresentava il fiore
all'occhiello del piccolo credito, del famoso prestito d'onore'.
Oggi, invece, siamo qui a cercare di salvare i dipendenti, quando
la società, per responsabilità precise di questo Governo, è stata
distrutta soprattutto quanto si è deciso di dare le commesse ad
Invitalia buttando a mare, invece, Sviluppo Italia.
Quindi, Assessore, Commissione, facciamo una scaletta di quello
che serve alla Sicilia e poi andiamo avanti.
MILAZZO Antonella. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO Antonella. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
dopo avere fatto ieri lo sforzo sulla legge elettorale, credo sia
oggi più che mai necessario portare a compimento e all'approvazione
questa legge che contiene norme importantissime per tutta la
Sicilia.
Norme importanti a cominciare da quella, già citata dai colleghi
che mi hanno preceduto, relativa ai fondi per i liberi consorzi dei
comuni.
Fondi dentro i quali troviamo gli stipendi dei lavoratori, ma
troviamo anche servizi importantissimi per la collettività, quali
servizi relativi alla manutenzione, servizi che prestano ancora le
ex province, in particolare - come hanno ricordato alcuni colleghi
prima di me - quello che riguarda l'assistenza agli alunni
disabili, gli assistenti igienico-personali, gli assistenti alla
comunicazione.
Sono servizi indispensabili per garantire il diritto allo studio.
Credo che il diritto allo studio sia imprescindibile per tutti i
nostri ragazzi, e sarebbe un gravissimo errore da parte di questo
Parlamento non riuscire a consegnare, all'inizio dell'anno
scolastico, alle ex province, ai liberi consorzi dei comuni, i
fondi necessari a garantire questi servizi a tutti i nostri alunni.
Ricordo le norme sui consorzi di bonifica, ricordo quanto se ne
sia occupata quest'Aula e quanto siano importanti per la nostra
agricoltura i consorzi per fornire agli agricoltori l'irrigazione,
soprattutto in questo periodo dell'anno.
Sarebbe gravissimo nel mese di agosto non riuscire a garantire
alla nostra agricoltura, alle nostre coltivazioni di qualità e di
eccellenza il servizio fondamentale, l'irrigazione. Ieri qualcuno
mi ricordava che forse i lavoratori possono anche aspettare, ma che
le piante non aspettano.
E' indispensabile pertanto procedere oggi per l'approvazione.
Vorrei fare notare che norme, che nessuno ha citato, sono
altrettanto importanti. Norme che riguardano, per esempio,
l'housing sociale, le cooperative giovanili, norme che spesso sono
a costo zero, ma che ci servono per rilanciare, non solo per
riempirci la bocca di parole, ma per dare un concreto segnale di
rilancio all'economia.
Partiamo dalle cooperative giovanili, dai finanziamenti
sull'housing sociale, dall'attenzione dedicata all'edilizia
convenzionata.
Sono tutte norme fondamentali.
Non vedo perché non dobbiamo oggi parlare delle norme necessarie a
rilanciare la programmazione europea, le norme che servono per dare
il tessuto, la cornice su cui rilanciare quella nuova
programmazione europea in maniera definitiva.
Credo siano tutte ragioni importanti, importantissime, per
chiedere all'Aula uno sforzo ulteriore - nonostante la data e la
stanchezza di queste settimane - per portare avanti, per consegnare
alla Sicilia un lavoro compiuto.
Ripeto, liberi consorzi dei comuni, consorzi di bonifica,
attenzione all'housing sociale, attenzione alla cooperazione
giovanile, attenzione alla programmazione europea.
Sono tutti elementi importantissimi.
Sarebbe gravissimo non dare ai giovani risposte, giovani che sono
alunni in difficoltà, ai quali già dall'inizio dell'anno scolastico
devono essere garantiti i servizi, ai nostri agricoltori che ci
chiedono l'acqua per potere arrivare alla raccolta dei frutti nella
maniera ottimale, alle scuole, ai più deboli.
Credo, pertanto, che con uno sforzo possiamo arrivare
all'approvazione di queste norme che interessano tutti e che, in
gran parte, costituiscono norme a costo zero e possono dare una
spinta alla nostra economia.
Chiedo al Presidente di considerare di continuare i lavori, magari
anche dopo una breve sospensione.
MALAFARINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, io
non prendo la parola per guadagnare qualche minuto di tempo per
proseguire su questa manfrina, che mi sembra sinceramente non
accettabile. Già ieri avevo detto che aver messo in calendario,
pervicacemente, la legge elettorale, che ci ha fatto perdere tre
giorni di tempo, è stato un errore politico. L'ho detto ieri, lo
ribadisco oggi, ritengo che questo Parlamento debba una volta per
tutte avere le idee chiare ed una direzione politica delle cose da
farsi.
Non può essere questo Parlamento tacciato di aver lavorato cento
ore nel corso dei sette mesi precedenti e poi, nell'arco di quattro
giorni, cercare di votare un sacco che necessariamente poi si
ingolfa e non produce buone leggi. Credo che occorra il tempo
necessario per riflettere sulle norme, credo che sia necessario un
accordo tra tutte le forze che, nel fare le leggi, devono avere il
loro momento di compensazione.
Ritengo che questa manovra finanziaria sia fondamentale per dare
ossigeno a enti, comuni, lavoratori e quant'altro, per cui io la
invito a procedere con l'esame dell'articolato, ad andare avanti, a
sbrigarci, a fare il lavoro che questo Parlamento avrebbe dovuto
fare già qualche giorno addietro, senza doversi necessariamente
affrettare e affollare nell'esaminare le norme, assumiamoci le
responsabilità necessarie per portare avanti le cose che sono
indispensabili per la gente che aspetta delle soluzioni.
La legge elettorale non era necessaria, questa finanziaria è
indispensabile. Andiamo avanti e sbrighiamoci.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, dato che
questa mattina un intervento non si nega a nessuno, mi vedo
costretta a dovere intervenire perché, purtroppo, da questo scranno
sono state dette molte imprecisioni e lanciate accuse non sostenute
dai fatti.
Mi riferisco alla vicenda dell'articolo 10. La collega prima ha
detto che si sono commessi errori tremendi, che da qui ci si è
sbracciati, il collega che prima si è infervorato, dovrebbero
andare a vedere il resoconto di quella seduta, di quella giornata.
Proprio le opposizioni che hanno parlato prima, non hanno fatto
neppure un misero intervento, eppure oggi si sbracciano.
Noi avevamo presentato un emendamento soppressivo, sia in
Commissione sia in Aula, e l'Aula ha votato contro, ma non perché
noi vogliamo che si continui, come si è fatto in tutto il passato
decennio, a non utilizzare le somme che il MIUR predispone per
l'adeguata formazione degli operatori scolastici, affinché possano
fornire l'assistenza di base che è dovuta. Noi vogliamo che si
utilizzino le risorse che lo Stato apposta su questo settore così
delicato, ma temevamo proprio quello che sta per succedere, ossia
che un Governo raffazzonato, che pensa solo all'ultimo alle vicende
importanti, ai bisogni dei siciliani, voleva porre questo obbligo a
pochi mesi dalla fine dell'anno scolastico e, di conseguenza,
dell'imminente inizio di anno.
Proprio per questo avevamo introdotto una possibilità. Infatti si
dice possono , e possono non mette alla gogna nessuno. E' un
paracadute per l'inefficienza e i ritardi del Governo e degli
Assessori che sono investiti da queste responsabilità. Quindi zero
interventi e zero emendamenti da chi, da questo scranno, ha
sbraitato, forse sollecitato da altri interessi.
Tornando nel merito della questione, vorrei raccomandare a questo
Governo e, signor Presidente, qui vorrei l'attenzione da parte di
tutti, e mi permetto di leggere perché non ricordo a memoria
esattamente i numeri dei provvedimenti.
Vorrei dire che qualche settimana fa, lo Stato, il
Sottosegretario, ha presentato uno schema di decreto che riguarda
un Fondo di ripartizione - è una bella somma circa 70 milioni - per
tutte le Regioni, affinché si possano espletare i servizi che erano
a carico delle Province proprio sul trasporto, sull'assistenza di
base e l'assistenza specialistica. Parliamo proprio dei servizi che
interessano i ragazzi che frequentano le scuole siciliane e da
questo Fondo, secondo lo schema di riparto, la Sicilia viene
esclusa. La Sicilia viene esclusa da questo Fondo di riparto.
Dai verbali delle riunioni, alle quali erano presenti anche i
rappresentanti della Regione siciliana, non si evince che sia stata
posta alcuna questione nel merito di questa esclusione. Quindi,
noi, per il 2016, per l'anno corrente, non siamo inclusi in questo
Fondo di riparto.
E allora, è forse il caso di parlare di cose serie, perché siamo
tutti bravi a scoprire l'acqua calda, ossia che tutti gli studenti,
compresi quelli con disabilità, hanno diritto a frequentare le
scuole. Ma se da Roma ci tagliano le risorse e noi, di conseguenza,
non possiamo appostare le risorse, tutto quello che è stato detto
precedentemente è populismo. E la cosa gravissima è che a farlo
sono persino i deputati di maggioranza. Prima l'onorevole
Digiacomo, anche lui si è scaldato, anche lui si è battuto il petto
sui diritti degli alunni disabili.
Signor Presidente, tutto questo diventa urticante se a dirlo sono
i deputati della maggioranza. Perché voglio ricordare che questa
simbiosi PD in Sicilia e PD a Roma, per la Sicilia, in questi
ultimi anni, è diventata nefasta. Siamo soggetti continuamente a
vere e proprie esclusioni senza giustificazioni da tutto quello che
sono i riparti per le somme utili, proprio in questo caso, ripeto,
al trasporto, all'assistenza di base e all'assistenza
specialistica. A tale scopo abbiamo presentato un ordine del
giorno.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
noi come avevamo promesso siamo oggi qua in questa Aula semi
deserta. E siamo qua in questa Aula semi deserta, perché avevamo
detto che la nostra volontà non era tanto guardare a norme della
casta, norme elettorali che a poco servono alla Sicilia, ma
guardare invece più alle norme finanziarie, a quelle norme che
riguardano segmenti produttivi della società siciliana, che
riguardano disoccupati, inoccupati, che riguardano gli enti
vigilati, partecipati. Insomma, che riguardano segmenti di
sofferenza di questa Terra.
E Forza Italia, così come aveva annunciato e promesso, è presente
quasi al completo oggi. Ci sono soltanto due assenze ma che sono il
frutto di impegni fuori, è il 10 agosto.
Ciò che rileviamo, però, è che i banchi della maggioranza sono
completamente vuoti. Noi stiamo contribuendo a consentire alla
maggioranza di arrivare. Ma non mi pare che oggi ci sia particolare
clima. Ciò nonostante noi ancora staremo qua, certo dovremmo capire
per quanto.
Ma, entrando nel merito della questione, Forza Italia oggi è qua
perché vuole tentare di fare alcune norme che correggano delle
storture della maggioranza, di questa maggioranza, ad iniziare
dalla soppressione del servizio di assistenti ai disabili, che
questa maggioranza in maniera protorbia ha voluto abolire. E lo ha
fatto - lo voglio dire anche - in un accordo che c'è stato tra
Partito Democratico e Movimento Cinque Stelle. E noi ve lo avevamo
detto che era un errore madornale procedere con quell'articolo 10
della legge 8/2016.
Oggi però, onorevole Cordaro, tutti sono qua a battersi il petto e
dire che è una vergogna. Onorevole Alongi, lei ha gridato tanto da
questo pulpito, ma il suo partito è stato complice della
soppressione di quel servizio, ed abbiamo lasciato a casa duecento
assistenti igienico personali, ma soprattutto - e cosa ancor più
grave - abbiamo interrotto un servizio che riguarda cinquecento
disabili in Sicilia.
Allora, noi lo vogliamo dire con tutta franchezza. Ci sta bene che
dobbiamo dare i soldi ai liberi consorzi, assessore Lantieri, ma
prima di tutto per noi diventa pregiudiziale dare e appostare i
soldi per gli assistenti igienico e personali. E c'è un emendamento
di Forza Italia, di tre milioni di euro, e assieme a
quell'emendamento ci deve essere necessariamente la soppressione
dell'articolo 10.
Se c'è questo noi andiamo avanti, diversamente - ve lo diciamo già
da subito - se voi volete farvi altri ragionamenti, marchette,
prebende a questo deputato, altre prebende all'altro deputato,
togliamo subito le tende ed andiamo a casa, perché Forza Italia non
è disponibile ad accettare ed a sostenere alcun tipo di legge
mancia nei confronti di qualunque e di chiunque dei parlamentari
presenti, o di settori di interessi non produttivi per questa
isola.
Noi lo diciamo con chiarezza, siamo qua, ma siamo qua a difesa, a
sostegno degli interessi reali della gente. Siamo a sostegno
altresì dell'agricoltura. Noi siamo perché ai consorzi di bonifica,
non in quanto tali, ma come strumento positivo dell'agricoltura,
possano essere garantiti quel sostegno economico, perché si riavvii
e continui quel percorso di razionalizzazione degli stessi enti che
da carrozzoni via via stanno diventando strumento proficuo a
sostegno di questa agricoltura che, oggi, rappresenta l'ultimo
baluardo dello sviluppo di quella piccola ricchezza che rimane in
Sicilia. Allora è chiaro, noi siamo altresì convinti che dobbiamo
sostenere quest'altro segmento.
Avevamo detto, altresì, sui Comuni, e sui Comuni dobbiamo
ritornare, perché sui Comuni non possiamo noi scaricare le
inefficienze di un Governo che non è amico sicuramente dei Comuni.
Lo ha dimostrato ieri, lo ha dimostrato l'altro ieri, l'anno scorso
e sino all'approvazione della legge elettorale addirittura. I
Comuni, a cui non viene data la certezza dei trasferimenti sino a
ieri invece li ripaghiamo come? Col ricatto e con la coercizione
nei confronti dei sindaci, avendo inserito un comma che potrebbe
essere interpretato - a mio avviso non viene interpretato
Presidente Musumeci - ma un comma col quale addirittura, nel caso
di mancata approvazione dei bilanci, può essere determinata per i
sindaci anche la decadenza, come conseguenza coercitiva e
ricattatoria della politica con la p minuscola.
Ed allora, sulla scorta di questi ragionamenti, noi possiamo
aspettare. Siamo qua. Aspettiamo un'altra ora. Mi pare che,
comunque, i banchi siano tutti vuoti. Se oggi votassimo per la
mozione di sfiducia e per mandare a casa il Governo, noi oggi
vinceremo.
Mi pare molto chiaro. Forse anche qualcuno della maggioranza
voterebbe contro, però questo è un altro tema, non lo vogliamo
affrontare.
Noi la nostra buona volontà la vogliamo mettere, ma vogliamo anche
capire sino a che punto arriva la tracotanza e la sciatteria di
questo Governo, di questa maggioranza targata PD, che ha anche la
targhetta UDC, e che ha il servilismo dell'NCD.
Diteci cosa volete fare Dopo di che siamo pronti a continuare.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor presidente, onorevoli colleghi, assessori, siamo
qui come forza di opposizione responsabile dalle 9.00 di questa
mattina.
Mi pare di scorgere pochi posti occupati nei banchi della
maggioranza. Presidente Lupo, noi dobbiamo cominciare a votare.
Io le chiedo, quindi, di attenersi al Regolamento, di cominciare a
votare perché, se il numero legale c'è, posto che noi siamo qui,
andiamo avanti. Se il numero legale non c'è, al di là del
ragionamento dell'onorevole Falcone, che condivido pienamente nel
merito, intanto è un problema di metodo. Non possiamo aspettare i
deputati della maggioranza tutto il giorno, senza sapere se
qualcuno di costoro verrà. E' necessario che cominciamo a votare,
dopo di che ciascuno si assuma le sue responsabilità.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, mi sembra che anche il dibattito
di questa mattina ha ripetuto la discussione che c'è stata ieri in
quest'Aula.
Non ci sono elementi di novità. Ieri l'Aula si è determinata, dopo
il confronto che il Presidente dell'Assemblea ha voluto attivare,
ad andare avanti con la seduta di oggi per lo svolgimento dei
lavori relativi al disegno di legge 1214, ha deciso di proseguire
sull'intero testo.
Non credo sia opportuno sospendere la seduta perché se non c'è il
numero legale ora, il numero legale, come sapete, si dà per
presupposto fino a prova contraria, non credo che le cose possano
cambiare da qui ad un'ora, un'ora e mezza, considerato che l'Aula
era convocata per le 9.00 e sono già le 11.00.
Certamente, se nel corso dei lavori, quindi passando all'esame
dell'articolato, dovesse palesarsi che manca il numero legale,
applicheremo il Regolamento, sapete qual è la previsione
regolamentare.
Voglio anche ricordarvi, ovviamente, che non avrebbe senso
proseguire semplicemente con l'approvazione di qualche articolo, in
mancanza del numero legale perché poi, comunque, per approvare la
legge, col voto finale è necessario avere il numero legale.
Per ultimo, e mi sembra che sia un fatto molto importante,
considerati anche alcuni temi che qui sono stati richiamati nel
corso del dibattito, mi corre l'obbligo di ricordarvi che la
Conferenza dei presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi il 13
luglio, ha deciso che la corrente sessione estiva avrebbe avuto
termine il 10 agosto 2016, cioè oggi, e che l'Aula si sarebbe
nuovamente riunita il 13 settembre successivo.
Questo lo dico, anche ai fini, di un eventuale rinvio che dovesse
derivare dalla mancanza del numero legale
GRECO GIOVANNI Signor presidente, per evitare richiediamo subito
il numero legale.
PRESIDENTE. Onorevole, il numero legale lei ha diritto a chiederlo
quando si passerà al voto di un eventuale emendamento, di un testo.
E' un suo diritto.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Seguito della discussione del disegno di legge n. 1214/A
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
<<Articolo 2.
Complessi termali di Sciacca e di Acireale
1. Al fine di portare progressivamente ad unità i complessi
termali di Sciacca e Acireale, la Regione siciliana, per consentire
la programmazione e l'attuazione di interventi speciali di sviluppo
del turismo termale finalizzati alla promozione economica ed alla
coesione sociale e territoriale, è autorizzata all'acquisto di beni
immobili e di diritti reali su beni immobili di proprietà delle
società Terme di Acireale S.p.A. e Terme di Sciacca S.p.A. ,
entrambe in stato di liquidazione.
2. Per le finalità di cui al comma 1, il Ragioniere generale, nel
rispetto delle disposizioni di cui all'articolo 62 del decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118, è autorizzato, nell'esercizio
finanziario 2016, ad effettuare operazioni finanziarie per un
importo non superiore complessivamente a 18.900 migliaia di euro.
3. Agli oneri derivanti dalle disposizioni del presente articolo,
quantificati in 1.296 migliaia di euro per l'esercizio finanziario
2017 ed in 1.184 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2018,
si provvede a valere delle disponibilità della Missione 50,
Programma 2, capitolo 900003, per il rimborso della quota capitale
e della Missione 50, Programma 1, capitolo 214903 per la quota
interessi, così come specificati nella tabella sottostante:
ANNO INTERESSI CAPITALE
2017 euro euro 640.677,96
655.119,92
2018 euro euro 640.677,96
542.974,50
4. Al bilancio della Regione per l'esercizio finanziario 2016 e
per il triennio 2016-2018 sono apportate le seguenti variazioni per
gli importi, in migliaia di euro, di seguito specificati:
Anno 2017 Anno
2018
Missione 50, Programma 2, +641 +641
capitolo 900002
Missione 50, Programma 1, -641 -641
capitolo 214903
5. L'Assessorato regionale dell'economia può concedere in
concessione la coltivazione del giacimento in uno, con tutti o
parte dei beni immobili afferenti il complesso termale facenti
parte del patrimonio indisponibile della Regione siciliana, per
venticinque anni al comune nel cui territorio ricade il complesso
termale per lo sfruttamento diretto o attraverso soggetti con le
caratteristiche di cui al presente articolo, da selezionare con
procedure di evidenza pubblica.>>.
Comunico che all'articolo 2 è stato presentato l'emendamento
soppressivo 2.1, a firma dell'onorevole Greco.
GRECO GIOVANNI. Chiedo la verifica del numero legale.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, capisco che stiamo
passando dalle parole ai fatti.
L'articolo 2 riguarda le iniziative concernenti il complesso
FORMICA. Ma di che parla C'è una richiesta di verifica del numero
legale.
PRESIDENTE. Onorevole Cimino, c'è una richiesta di verifica del
numero legale.
CIMINO. Onorevole presidente Musumeci voglio proprio creare le
condizioni per una maggiore attenzione perché l'onorevole Greco
Giovanni, sta chiedendo il voto segreto in un momento in cui la
maggioranza è assente
PRESIDENTE. Onorevole, scusi, c'è una richiesta di numero legale,
l'intervento non è pertinente.
Verifichiamo se la richiesta di numero legale è sostenuta.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Richiesta di verifica del numero legale
(La richiesta risulta appoggiata)
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, invito gli onorevoli deputati a registrare la loro
presenza con la scheda di votazione.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può pigiare
qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
L'onorevole Turano fa presente che non si attiva la tastiera.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la verifica.
Anche quella dell'onorevole Turano ha funzionato.
Prendiamo atto che manca il tesserino ma, comunque sarebbe
ininfluente.
Risultato della verifica
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 24
L'Assemblea non è in numero legale; pertanto, la seduta è rinviata
di un'ora.
L'Assemblea è aggiornata alle ore 12.00.
(La seduta, sospesa alle ore 11.02, è ripresa alle ore 12.02)
La seduta è ripresa.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo, per oggi, l'onorevole
Lombardo.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
1214/A
LANTIERI, assessore regionale per le autonomie locali e la
funzione pubblica. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica.. Intervengo per dire due cose. Prima di tutto nel voto
elettronico precedente non risultava la mia presenza e
dell'onorevole Correnti, chiedo gentilmente di correggere il
risultato della votazione. Poi, vorrei chiedere gentilmente
all'Aula per le motivazioni dette ieri nella legge stralcio, di
fare il prelievo sulle province perché se l'Aula non riesce a
trovare un accordo - per vari motivi, non voglio discutere le
motivazioni -, però, ripeto, chiedo gentilmente il prelievo per le
ex province perché non hanno la possibilità di mettere una pezza al
bilancio, perché non hanno la possibilità di rinnovare i contratti
ai lavoratori a tempo determinato. Ci sono le province al disastro
sociale. Lo chiedo gentilmente per la responsabilità di tutta
l'Aula.
Ieri si è parlato, insistentemente da parte di tutti i Gruppi
parlamentari, della responsabilità che la Sicilia brucia, dei
disoccupati, del problema delle ex province. Perciò, adesso, mi
appello alla generosità dei deputati che sono in Aula - e li
ringrazio sempre per essere qua e non essere in giro in vacanza -,
invitandoli, almeno a concludere l'argomento province perché qua
adesso, Presidente, si riprenderà con le dichiarazione in Aula
senza produrre nulla.
PICCIOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. C'è una richiesta di stralcio fatta
dall'assessore Lantieri relativa all'articolo 5.
GRECO GIOVANNI. Eravamo in votazione. Dobbiamo vedere se c'è il
numero legale.
PICCIOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PICCIOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per
accettare, come subordinata, per quanto riguarda il nostro Gruppo,
la proposta dell'assessore Lantieri. Mi sembra una proposta
ragionevole, di buon senso, che tutela i lavoratori e che l'Aula
deve tenere in considerazione, anche come subordinata. La
Commissione dovrà esprimersi su questo argomento, secondo me, che è
molto spinoso, ma che potrebbe rappresentare una prospettiva e
possibilità per i lavoratori. Vi prego, quindi, di tenerla in
considerazione, come Gruppo parlamentare.
PRESIDENTE. Siccome è presente anche il vicepresidente della
Regione, l'assessore Lo Bello, nonché l'Assessore per l'economia,
che è competente sul disegno di legge n. 1214/A, vorrei sapere se
la richiesta formulata dall'assessore Lantieri, di stralcio
soltanto dell'articolo 5, è condivisa, ovviamente dall'intero
Governo, cioè se il Presidente della Regione nella persona del
Vicepresidente ritiene di farla propria. Dopodiché, dobbiamo
riprendere dall'emendamento 2.1, però, se c'è una proposta di
stralcio e l'Aula decide per alzata e seduta, se la proposta è
accolta si procede allo stralcio, se è respinta a quel punto
riprendiamo dall'emendamento 2.1. Prima ascoltiamo il Governo.
LO BELLO, vicepresidente della Regione. La proposta è accolta.
FORMICA. Metta ai voti lo stralcio.
MUSUMECI. Siamo in sede di votazione, se dà la parola non andiamo
avanti.
PRESIDENTE. Sulla proposta di stralcio vorrei sentire, se lo
ritenete opportuno, mi sembra utile, almeno i Presidenti dei Gruppi
parlamentari, così poi decidiamo.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi permetto di
fare una proposta un attimo diversa che può arrivare allo stesso
risultato. Piuttosto che di stralcio parlerei di prelievo. Partiamo
dall'articolo 5 relativo alle province, fermo restando che è nostra
volontà, ve lo dico, di andare avanti, quindi iniziamo l'articolo 5
perché è la prima emergenza per quanto riguarda le province ed i
disabili con le cose che ci siamo detti. Questo sarà il primo banco
di prova su cui ci confronteremo. Dopodiché, si continua, possiamo
ritornare all'articolo 1 o continuiamo dall'articolo 6. Decideremo,
poi, insieme cosa fare. Per cui, anziché la proposta di stralcio,
che è pericolosa perché c'è il rischio di creare confusione, perché
sentendo l'Aula, mi pare che ci siano delle difficoltà, preleviamo,
partiamo dall'articolo 5 e continuiamo, se siamo d'accordo, con i
successivi articoli.
PRESIDENTE. Lei, quindi, non è favorevole allo stralcio, propone
di accantonare gli articoli 1, 2, 3 e 4 e di cominciare
dall'articolo 5. Ho capito bene?
Avrete modo di esprimervi. Chi vuole, può esprimersi al microfono.
MUSUMECI. Noi siamo favorevoli solo allo stralcio.
FORMICA. Noi siamo favorevoli solo allo stralcio.
PRESIDENTE. Gli onorevoli Formica e Musumeci dichiarano di
essere favorevoli solo allo stralcio. Grazie.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, mi
auguro che su questa travagliata manovra, già bastonata dai
giornali
Presidente, la prego di aiutarmi: se iniziamo con la trattazione
degli articoli, credo che verificheremo quali articoli vanno
accantonati e quali si approvano. Se c'è una volontà della
Presidenza di fare lo stralcio, assessore Lantieri, del Governo,
direi che rischiamo di perdere un'altra giornata a decidere se
dobbiamo fare lo stralcio, se andiamo a saltare, se andiamo con il
sorteggio, anche perché qualcuno mi dovrebbe dire quali sono le
norme più importanti su cui dovremmo concordare tutti.
Per cui, Presidente, l'onorevole Cimino, nel suo intervento,
precedente ha notato, possibilmente si sbaglia, che in qualche
maniera, ogni qualvolta si prende la velocità per approvare questo
testo, intervengono fattori estranei e ci blocchiamo.
Ora lo stralcio. Il Governo avrebbe potuto farlo stamattina alle
ore 9.00 lo stralcio, seppure c'è stata la proposta dell'Assessore.
Presidente, siccome ieri l'Aula si è pronunciata, non penso che si
possano cambiare le regole del gioco e ricominciare. C'è stata la
verifica del numero legale ed abbiamo superato anche questa, perché
mi pare che l'Aula sia in condizione di reggere con la sola
maggioranza o con i soli che vogliono votare.
Iniziamo dall'articolo 1, dopodiché ci affidiamo a lei, sulla
capacità che non manca alla sua Presidenza , in modo da
velocizzare, senza impedire il dibattito, su articoli che possono
essere di eccessiva conflittualità, però, iniziamo. E' da ieri sera
che avremmo potuto iniziare.
Una cosa deve essere chiara: per quanto mi riguarda, credo che,
alla fine, siamo nelle mani del destino, oggi.Se il destino vorrà
che approviamo questo testo lo si approverà, ma se gli uffici
speciali che intrecciano le fila di questo Parlamento e stanno
nell'Olimpo hanno deciso di non farlo, facciamolo subito, ma
iniziamo. Sono 32 articoli di cui 28 sono, come dire, nemmeno con
emendamenti che modificano o sostitutivi o aggiuntivi. Ci sono
degli emendamenti del Governo di riscrittura, iniziamo a lavorare,
Presidente, altrimenti la rappresentazione che diamo è di un
Parlamento che litiga pure su come iniziare i lavori.
Il Governo ha chiesto lo stralcio. La proposta, dal mio punto di
vita, non è accoglibile. Iniziamo dall'articolo 1 ed andiamo
avanti.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, parlo non a titolo
personale, evidentemente, ma della maggioranza della Commissione.
E' nostro intendimento rispettare l'ordine del giorno. L'ordine
del giorno prevede l'approvazione di tutto il disegno di legge, non
è previsto lo stralcio. Nel caso in cui si volesse procedere
diversamente rispetto a quanto è stato concordato con i Capigruppo
non mancherà a lei, Presidente, di convocare nuovamente la
Conferenza dei Capigruppo perché solo i Capigruppo e la Conferenza
possono mutare l'ordine che è stato deciso.
Presidente, credo che abbiamo superato ampiamente il numero
legale. I problemi che vengono esposti sono tutti seri perché ci
sono i ragazzi diversamente abili, ci sono le province, ci sono i
lavoratori, ci sono i consorzi di bonifica, ci sono delle risorse
che rischiamo di essere definitivamente perse per la Sicilia, ci
sono le cooperative giovanili. Sono tutte cose urgenti.
Per questo, Presidente, abbiamo lungamente discusso, circa 3 ore,
quindi, passiamo a votare, così come è giusto che sia in tutte le
democrazie. Vi sono delle proposte che possono essere approvate o
bocciate ma non possiamo continuare ad avere paura di votare.
Dobbiamo votare
Dobbiamo votare subito a cominciare dal primo articolo fino alla
fine.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Anselmo. Ne ha
facoltà.
ANSELMO. Signor Presidente, stiamo assistendo ad un dibattito
surreale visto e considerato che mi pare che questa domanda su
cosa fare sulle variazioni di bilancio sia stata posta ieri sera,
dopo l'approvazione della legge elettorale, e l'Aula si era già
espressa per andare avanti su tutto il testo delle variazioni.
MUSUMECI. Voi non c'eravate stamattina
ANSELMO. Presidente Musumeci, ieri sera eravamo qui. Non vedo il
motivo, per cui la proposta dell'Assessore di uno stralcio, per
quanto mi riguarda, non è assolutamente contemplabile.
Si deve andare avanti e si deve andare avanti su tutto il disegno
di legge delle variazioni.
Non ripeterò quanto ha detto il presidente Vinciullo sulle
necessità e sulle urgenze che ci sono in tutto il disegno di legge.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Maggio. Ne ha
facoltà.
MAGGIO. Signor Presidente, torno ad esprimere le perplessità che
ho manifestato ieri sera sulla possibilità di portare in porto
tutto il disegno di legge.
Siccome sono molto preoccupata per alcune priorità, per alcune
urgenze, che sono quelle attraverso le quali dobbiamo dare risposte
a coloro che si trovano davvero in grande difficoltà, accetto la
proposta dell'assessore Lantieri.
Dovrebbe riunirsi la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, secondo me, per fare una valutazione sulle cose che
sono davvero più urgenti.
Tutto il resto, all'interno di questo disegno di legge, che non è
così urgente, può andare benissimo a settembre.
MILAZZO GIUSEPPE. L'altra faccia del PD
MAGGIO. La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari può
individuare le priorità che sono i trasferimenti alle province,
alle partecipate e soprattutto la possibilità di dare immediate
risposte ai disabili delle province ed ai lavoratori che lavorano
nel settore.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Turano. Ne ha
facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'Aula dà il meglio
di se verso le ore 12.
Ieri sera, inopinatamente, Presidente, ha rinviato la seduta alle
ore 9.00 ed a quell'ora c'era un clima diverso.
Il problema è capire cosa succeda dalla sera alla mattina e cosa
succeda dalle ore 9.00 alle ore 12.00.
Abbiamo appena finito di chiedere ai colleghi dell'opposizione un
loro aiuto perché si potesse tenere il numero legale in Aula per
fare il disegno di legge.
PRESIDENTE. Onorevole Turano, la invito a pronunciarsi a favore o
contro la proposta di stralcio del Governo. Non apriamo un
dibattito su altri temi.
GRECO GIOVANNI. L'ha già aperto lei, Presidente, il dibattito e
non poteva aprirlo Doveva vedere prima se c'era il numero legale e
poi apriva il dibattito
PRESIDENTE. Sulla proposta di stralcio è mio dovere sentire i
Capigruppo.
TURANO. La legge elettorale ieri è stata superata.
Oggi, abbiamo le variazioni di bilancio.
Ieri abbiamo detto tutto il giorno che la legge elettorale non
andava fatta perché andavano fatte le variazioni. Oggi, dobbiamo
fare le variazioni e diciamo che non dobbiamo farle più, dobbiamo
farne un pezzo.
Diciamo una sola cosa
MUSUMECI. C'è una proposta del Governo Non potete fare finta di
niente
PRESIDENTE. Onorevole Turano, si pronunci a favore o contro la
proposta di stralcio del Governo.
TURANO. Presidente, sono contro la proposta del Governo. Sono a
favore sul fatto che si continui a lavorare sul disegno di legge.
PRESIDENTE. L'onorevole Turano esprime parere negativo alla
proposta di stralcio.
E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha facoltà.
Onorevoli colleghi, vi invito a pronunciarvi a favore o contro la
proposta dell'Assessore, dopodiché verificheremo se il Governo
mantiene o meno la proposta e la mettiamo ai voti per alzata e
seduta, come prevede il Regolamento interno dell'Assemblea.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, mi
pronuncerò alla fine del mio intervento, però, non posso non fare
una breve premessa su quello che è accaduto negli ultimi dieci
minuti in quest'Aula.
Noi abbiamo assistito ad un eminente rappresentante del Governo
regionale che ha fatto una proposta di stralcio, una proposta di
stralcio che riguardava l'articolo sulle province (o ex tali), poi
h intervenuto il Capogruppo del PD ed ha affermato che bisognava
andare avanti ed approvare tutta la legge, dopodiché è intervenuto,
a stretto giro di posta, l'onorevole Maggio del PD ed ha chiesto,
invece, di non fare tutta la legge, ma di fare soltanto quattro
articoli, infine, è intervenuto il Capogruppo dell'UDC ed ha detto,
invece, che bisogna andare avanti e soprattutto lui è contro
l'indicazione del Governo. La cosa più clamorosa, ammesso che ce ne
sia una più clamorosa di un'altra, perché fate semplicemente
piangere, perché i siciliani non ridono, è che il Capogruppo
dell'UDC ha chiesto addirittura l'aiuto all'opposizione, che è qui
responsabilmente dalle nove di questa mattina e che aspetta che vi
mettiate d'accordo all'interno della maggioranza, se fare una legge
in un modo oppure in un altro.
Ma dove eravate quando vi abbiamo chiesto di fare insieme la legge
elettorale? Apro e chiudo parentesi: avevate la maggioranza? Oggi,
che è successo? Oggi, che ci sono norme che riguardano i bisogni
dei siciliani avete bisogno dell'opposizione.
In conclusione, Presidente, è possibile che dopo che interviene il
Capogruppo del PD, interviene un altro deputato del PD a dire il
contrario di quello che ha detto? Ma veramente ritenete che noi,
opposizione responsabile, possiamo continuare ad apprezzare questo
gioco ridicolo di un Gruppo che dovrebbe gestire quest'Aula essendo
il più rappresentativo e si comporta in questo modo? Ma i siciliani
vi guardano e soprattutto ci guardano, per quello che mi riguarda.
Presidente Lupo, non le dirò se sono d'accordo con lo stralcio o
meno, io mi sono già pronunciato ieri sera, dicendo che per me si
deve fare tutta la legge. Non ci sono bisogni di serie A e
bisogni di serie B , però apprezziamo un fatto altrettanto
importante, le vostre crepe, le vostre beghe, le vostre
manciugghie , non ci interessano Risolvetevele, convocatevi una
bella direzione di partito e risolvetele fra di voi I siciliani
non ne possono più Risolvetelo questo problema di Gruppo,
onorevole Sammartino.
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, il suo pensiero è stato chiaro.
CORDARO. Capisco, Presidente, che queste parole le fanno male, lei
che è uno dei pochi politici
PRESIDENTE. Siccome dall'opposizione, giustamente, è stato fatto
presente che non possiamo riaprire un dibattito, ci stiamo
pronunciando a favore o contro la richiesta di stralcio.
GRECO GIOVANNI. Dopo un'ora se n'è accorto
CORDARO. Comunque, ribadisco il concetto di ieri sera, e la
promessa dell'onorevole Sammartino di risolvere il problema del
Gruppo PD.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, come avete
notato noi ieri c'eravamo, ci siamo anche oggi, ci siamo messi un
po' da parte, abbiamo preso atto che se c'erano i numeri era giusto
andare avanti.
Presidente, lei era qui stamattina e c'era il vuoto cosmico. Ieri
mattina c'era il vuoto cosmico, sabato mattina altrettanto, eppure
assistiamo a questo teatrino - perché purtroppo di questo si parla
-, ci sono troppe correnti, chiudetele queste porte nel PD
Come ha detto prima l'onorevole Cordaro: ma è possibile sentire
l'Assessore, che con senso di responsabilità chiede all'Aula,
ringraziando i presenti, di fare qualcosa di inderogabile e, poi,
assistiamo al Capogruppo che vuole fare tutto, la Presidente della
Commissione che dice di fare qualcosa, eccetera? Signori, la botte
piena e la moglie ubriaca non si può avere quando a parlare sono
gli scranni vuoti che parlano di più di quelli che sono occupati.
PRESIDENTE. Onorevole Foti, invito anche lei gentilmente a
pronunciarsi a favore o contro la proposta di stralcio.
FOTI. Dato che c'è questa richiesta che, veramente, arriva da
tutti i Gruppi, comunque questa è l'unica richiesta condivisa. Si
faccia lo stralcio sulle province, si dia un attimo questa risposta
e, poi, gli altri punti che non sono cosa da niente, ci sono dei
passaggi che ci impegnano, li discutiamo a settembre. Mi sembra che
ormai sia palese.
PRESIDENTE. Dagli interventi sono emersi orientamenti favorevoli e
contrari alla proposta di stralcio. L'unico modo che ha questa
Presidenza è di chiedere al Governo se ribadisce la proposta di
stralcio. Se la proposta è confermata la pongo in votazionei, per
alzata e seduta. Chiedo all'assessore Lantieri se mantiene la sua
proposta.
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la richiesta fatta
da me per le province non è una richiesta fatta per motivi
personali e tutti lo avete capito. La drammaticità delle province
perché c'è il bilancio eccetera, eccetera, l'ho spiegato ieri e non
vi vorrei annoiare di nuovo oggi. Non ho detto che la priorità sono
solamente le province, ci sono anche altre priorità per i
siciliani, anch'esse importantissime perché riguardano anche il
personale. Non volevo dare una mia priorità perché sono
l'Assessore agli enti locali e mi occupo solo delle province.
Volevo dare anche priorità ad altre questioni. Pertanto, mi rimetto
all'Aula.
PRESIDENTE. Lei deve formulare una proposta. Se chiede lo stralcio
l'Aula si esprime. Lei chiede lo stralcio o no? La invito a
ribadire la proposta di stralcio o meno.
MUSUMECI. La stanno condizionando
FORMICA. Ma dove stiamo scivolando
PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione. Invito il Governo a dire
se conferma la proposta di stralcio. Assessore Lantieri, chiede lo
stralcio oppure no?
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Signor Presidente, ritiro la proposta di stralcio se
continuiamo i lavori. Per dare priorità a tutto quello che ha
necessità. Se non continuiamo i lavori non ritiro la proposta.
(Subbuglio in Aula)
PRESIDENTE. Se l'assessore Lantieri ritira la proposta di
stralcio, si riprende dalla votazione dell'emendamento 2.1 come
prevede il Regolamento. Quindi, ripeto, il Governo ritira la
proposta di stralcio?
FORMICA. La ritira o no, Assessore?
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Non è una minaccia
PRESIDENTE. La proposta è ritirata. Si riprende dall'emendamento
2.1.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Richiesta di verifica del numero legale
FORMICA. Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, invito gli onorevoli deputati a registrare la loro
presenza con la scheda di votazione.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può pigiare
qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la verifica.
Risultato della verifica
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 38
Richiedenti 5
L'Assemblea è in numero legale.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Sull'ordine dei lavori
CIMINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io desidero
intervenire sull'ordine dei lavori per richiamare la Presidenza.
Per quanto riguarda il testo, trattandosi di materia economica
finanziaria, il responsabile per l'Aula è l'assessore Baccei,
quindi gli altri assessori gli possono fare di compagnia e di
corredo, ma in Aula, l'impegno con l'Aula, lo deve assumere
l'assessore Baccei. Quindi, dell'assessore Lantieri, o degli altri,
quest'Aula non ha che cosa farsene
LENTINI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei capire,
dopo una settimana di lavoro, se l'intenzione è quella di
continuare, bene. Io stamattina ho accompagnato mia moglie in
ospedale e sono ritornato qua. Perché c'è una responsabilità immane
rispetto a questa benedetta Isola, ci sono articoli che dobbiamo
affrontare che sono importanti.
Ora, fare demagogia e fare finta di niente, questa è veramente una
vergogna. Se siamo qua, le strade sono due: io sono venuto per
votare l'intero disegno di legge, così come è stato proposto dal
Governo. Se poi qualcuno ha da fare e vuole andare in ferie, e
vuole chiudere i lavori, sono fatti loro. Il numero legale c'è.
Andiamo avanti e continuiamo a lavorare, Presidente. Chi si stanca,
e chi ha altre cose da fare vada via.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Seguito della discussione del disegno di legge n. 1214/A
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.1.
FORMICA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Scusate onorevoli deputati,
credo ci sia stata la giusta discussione se fare o non fare questo
disegno di legge. Ora però abbiamo deciso di farlo e, come abbiamo
detto finora, ci sono degli articoli molto importanti. L'articolo 2
è uno di questi.
Abbiamo parlato e cercato soluzioni per mesi per quanto riguarda i
complessi termali di Sciacca e di Acireale. Penso che siamo
arrivati ad una soluzione che possa risolvere questi problemi. Io
prendo tre minuti per spiegarvela, ed anche per riportare
l'attenzione su un tema molto importante, cercando di placare gli
animi e di trovare la giusta concentrazione.
Allora, fino ad oggi non si è riusciti a risolvere il problema
delle terme, perché era divisa la proprietà dei beni
dall'usufrutto. Alcuni beni erano di proprietà della Regione,
alcuni erano di proprietà delle Aziende termali. Le aziende sono
società in liquidazione, oberate da parecchi debiti, soprattutto le
terme di Acireale più di quelle di Sciacca.
I creditori stavano cominciando col pignoramento dei beni, per cui
la situazione andava via via peggiorando, oltre ad un peggioramento
degli immobili che, ovviamente, non esercitano più l'attività, per
cui sono soggetti a deterioramento, ma anche a furti interni ed ad
atti di vandalismo.
La situazione è, come tutti sappiamo, complicata.
Con questo emendamento, di fatto, andiamo a contrarre un mutuo
perché, purtroppo come sapete, i soldi per fare investimenti, in
questo momento non ne abbiamo, ma ritorniamo ad un argomento
estremamente importante. Questo mutuo è di un importo tale da
risolvere i problemi con i creditori, quindi, di pagare, attraverso
una transazione che dovranno fare i liquidatori e i creditori, a
questo punto, ricongiungere usufrutto e proprietà.
L'idea principale è quella di dare i beni in concessione ai Comuni
che, a loro volta, potranno effettuare delle gare per la sub
concessione. Là dove i Comuni non accettassero la concessione,
sarebbe la Regione che potrebbe procedere con il bando.
Il fatto di affidare ai Comuni non vuole essere un modo, per la
Regione, di tirarsi indietro e, quindi, ci sarebbe il supporto
della Regione nel fare i bandi, sia con l'attività che è stata
fatta fino ad oggi, su alcuni bandi, in particolare, da sviluppo
Italia Sicilia ed anche dall'assessorato, ma mettendo, poi, a
disposizione tutte le competenze necessarie.
Vogliamo passare dai Comuni perché questa è la modalità che viene
normalmente utilizzata, e perché è giusto che i Comuni vengano
responsabilizzati, da un lato e dall'altro abbiano la possibilità
di fare le migliori scelte per il loro territorio.
Io penso che questa sia una cosa importante per la Sicilia, in
generale, come è stato detto prima, non ricordo da parte di quale
onorevole, e non solo per i territori specifici su cui ricadono le
terme.
Il turismo termale è molto importante, al di là del lato sanitario
delle terme, ma ad oggi le terme consentono di sviluppare del
turismo di livello che può permettere il rilancio dell'economia,
soprattutto sui territori, ma di tutta la Sicilia in generale.
Ricordiamoci che stiamo parlando di questi due complessi termali
perché sono di proprietà della Regione, ma in realtà i complessi
termali della Sicilia sono molti di più, mi pare 16 o 18 - ora non
ricordo il numero esatto - per cui c'è una proposta che ha fatto
l'assessorato al Bilancio e l'ha diffusa presso altri assessorati,
di lavorare su un disegno di legge del termalismo in Sicilia che
ancora manca.
Questo disegno di legge c'è, però abbiamo ritenuto molto
importante anticipare questi due emendamenti che potessero
risolvere la situazione finanziaria e dare il via ai bandi per dare
in concessione le terme per un periodo di tempo abbastanza lungo da
permettere un ritorno dell'investimento.
Dicevo prima che il Governo ha proposto solo emendamenti tecnici,
uno di questo è relativo alle terme.
PRESIDENTE. La posizione del Governo è chiara.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, su questo testo
del disegno di legge io, col mio Gruppo parlamentare abbiamo
presentato degli emendamenti soppressivi, non perché non condivida
l'impostazione generale che riguarda la soluzione al tema terme di
Sciacca e terme di Acireale, ma vorrei ricordare all'assessore che,
quando al primo comma viene indicato il termine al fine di portare
progressivamente all'unità, i complessi di Sciacca ed Acireale ,
guardi che si tratta di due situazioni completamente diverse;
Acireale è sull'orlo del fallimento; Sciacca fino ad ieri è stata
operativa.
Se oggi Sciacca non è più operativa, è perché c'è una questione di
carattere tecnico che impedisce l'operatività, e c'è la società che
è posta in liquidazione.
Quindi, vorrei, Assessore, che il Governo si rendesse conto che
sono due cose che all'unità non perché ad Acireale ci sono debiti
straordinari, Assessore lo chiarisca cosa significa e, quanto meno,
corregga il termine unità .
Poi, all'ultimo comma, il comma 5, è indicata la possibilità che
il complesso termale possa essere affidato allo stesso comune. Ora,
che sia affidato al comune perché questo eserciti le procedure di
gare è una scelta politica che, se il comune se la sente, va bene,
ma qui c'è scritto, Presidente: per lo sfruttamento diretto o .
Ora, non condivido lo sfruttamento diretto da parte del comune di
Sciacca o di Acireale. Se la Regione è stata fallimentare in tutti
questi anni, affidare questo compito così rilevante e tecnicamente
particolare, dove le professionalità che esistono in questi comuni,
certamente, non sono in grado di potere fare questa gestione, non
mi sembra una buona proposta.
Allora, togliamo il termine diretto e diamo mandato al comune,
se il Comune se la sente, di procedere alle gare per l'affidamento
del servizio.
Questo lo chiedo perché è veramente ultroneo pensare che il comune
di Sciacca o il comune di Acireale possono fare questa gestione
diretta.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, onorevole Di Mauro quando parliamo di riportare l'unità
intendiamo la proprietà con l'usufrutto; mai intenderemo, se vuole
lo specifichiamo, Sciacca con Acireale, perché anche la gestione
liquidatoria delle due società è, per legge, separata.
I liquidatori sono, per legge, separati; i creditori sono diversi.
Sarebbe impossibile e contro il codice civile farlo.
Qui, intendiamo riportare unità perché riacquisiamo l'usufrutto o
la proprietà dei beni, e ricongiungiamo tutto il complesso. Dopo di
che, lo diamo in concessione ai comuni.
Va bene togliere diretto .
DI MAURO. Questo l'ho capito Però, dopo, immagino una società che
gestisca le due attività.
BACCEI, assessore per l'Economia. No, se noi lo diamo in
concessione ai due comuni per darlo, poi, su concessione, possiamo
togliere la gestione diretta, sono d'accordo con lei.
Ovviamente, poi, i due comuni, a meno che non si mettano d'accordo
e non facciano un bando unico, sono separati per definizione.
MALAFARINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo qualche
secondo per avere dei chiarimenti da parte dell'Assessore che,
forse, è opportuno intervenisse alla fine degli interventi
richiesti. Ovviamente, facciamo un discorso molto spezzettato.
Assessore, non mi è chiara una cosa, perché noi dobbiamo investire
circa 20 milioni di euro per acquisire l'usufrutto? Questi
usufrutti in capo a chi sono? Sono in capo agli Enti proprietari?
Sono in capo alla Regione siciliana? Sono in capo a soggetti terzi?
E queste somme destinate al pagamento sebbene ho capito, e se
sbaglio mi corregga, queste somme a chi vanno?
Ecco, io vorrei capire, trattandosi di Enti partecipati dalla
Regione, trattandosi di diritti reali su beni immobiliari, perché
la Regione deve capire se stessa o altri Enti e a quale finalità
sono destinate queste somme?
E poi, concordo perfettamente con l'onorevole Di Mauro - non ci
troviamo molto d'accordo ma, in questo caso, si -, se le Terme di
Acireale e le Terme di Sciacca, per anni, sono state un carrozzone
della Regione Sicilia, corriamo il rischio di riaffidare ai comuni
lo stesso identico strumento per realizzare assunzione clientelari
e non mettere a frutto la potenzialità di strumenti invece
assolutamente produttivi. Sono assolutamente contrario
all'affidamento diretto ai comuni, e preannuncio il mio voto
contrario nel caso in cui non dovesse essere presentato un
emendamento che revoca l'affidamento diretto.
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi siamo
favorevoli al mantenimento e all'approvazione di questo articolo,
perché Forza Italia ha incontrato gli amministratori locali,
l'amministrazione comunale di Sciacca, e ovviamente siamo
favorevolissimi affinché la regione acquisisca questo patrimonio,
per poi rimetterlo a bando, con una condizione assessore Baccei,
lei deve vigilare, perché non si commettano più gli errori del
passato.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, volevo
rispondere all'onorevole Malafarina.
Noi andiamo a riacquisire beni che sono di una società, poi che la
società sia del 100% della Regione è un altro film, però è la
società di diritto privato e i beni sono suoi. In questo momento il
problema è che nella società ci sono dei creditori, quindi ad oggi
in realtà quei beni, per quell'importo che lei vede scritto qui, è
come se fosse dei creditori, perché la liquidazione è vendere
l'attivo per pagare il passivo, quindi se io vendessi oggi e
ricavassi 18 milioni di euro, quei soldi servirebbero a pagare i
creditori, per cui se voglio evitare - questo è diritto civile non
lo sto inventando io - come già sta succedendo che Unicredit
pignori i beni e li venda, e si riacquisisca, dobbiamo riacquisirli
noi per poi darli in concessione.
E' l'unico modo per potere uscire da questa empasse che dura da
anni, perché in realtà si è solamente cercato le soluzioni
alternative, ma si va sempre a sbattere contro questo problema.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.1. C'era una
richiesta che è mantenuta di voto segreto.
(La richiesta non risulta appoggiata a termini di
Regolamento)
Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Onorevoli colleghi, comunico che gli emendamenti 2.2, 2.3, 2.4,
2.5 sono assorbiti, perché strettamente correlati con l'emendamento
2.1, che è stato bocciato.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo chiedere, se
mi è permesso, di presentare un sub emendamento, affinché si faccia
più chiarezza. Come sapete in molti, io sono di Acireale, e a
proposito della situazione delle Terme e del termalismo ho
presentato numerose interrogazioni a partire dal 2013, e tengo a
sottolineare a tutte le persone che mi sono venute a chiedere, non
ho mai ricevuto risposta.
Il Presidente Crocetta, nella scorsa finanziaria, disse in Aula,
quando si chiese l'approvazione dell'articolo che contemplava per i
commissari liquidatori la possibilità di fare il bando, che si
sarebbe tenuto un tavolo insieme ai creditori, ai commissari, alla
deputazione che era interessata, ma questo tavolo - e lo dico a chi
me lo chiede - non si è svolto o, quanto meno, la sottoscritta non
è stata mai invitata a partecipare.
Volendo andare alla situazione attuale, io vorrei raccontare al
collega Malafarina che prima chiedeva chiarimenti, che in parte, la
gran parte dei debiti delle terme di Acireale sono riconducibili ad
un mutuo non pagato. Un mutuo che fu contratto dall'azienda delle
Terme e poi passato in eredità alla società, per cui dal 2005 non
si pagano più le rate. Quindi, oggi, si va a dare, diciamo un colpo
di spugna e chiamiamo i siciliani, tutti, a sostenere un nuovo
mutuo, i cui interessi per due volte ricadranno, andranno a vuoto.
Presidente, questo è un vortice che ha ridotto a pezzi il
patrimonio e che ha mortificato il termalismo in Sicilia, dove ad
oggi non si è neanche recepita la legge quadro sul termalismo. E'
stata un'operazione scientifica di smantellamento del patrimonio di
un elemento vitale per l'economia dei nostri territori.
Presidente, assessore, le azioni di responsabilità nei confronti
di chi ha causato questo sfacelo - e noi oggi siamo chiamati a
votare per un nuovo mutuo - li abbiamo trovati? Le avete iniziate
le azioni di responsabilità che più volte ho chiesto attraverso
interrogazioni. L'Ufficio liquidazioni che ha visto avvicendarsi,
diciamo, più persone, che aveva il ruolo di controllore, come era
stato stabilito dalla legge, ha mai controllato? E' bello, chiaro,
si paga, va tutto apposto, insomma le terme domani non riapriranno,
ma le azioni di responsabilità sono un atto dovuto e di questo,
delle responsabilità, non si parla.
E poi in secondo luogo, intorno al 2010 in un accordo quadro tra
l'assessorato all'economia e Sviluppo Italia Sicilia, è stato fatto
un contratto di 120 mila euro affinché Sviluppo Italia Sicilia si
occupasse della redazione dei bandi. Cari colleghi, più dell'80 per
cento di quelle risorse sono state erogate a Sviluppo Italia
Sicilia, ma dei bandi non c'è traccia. Per Sciacca ce ne fu uno che
andò deserto e, a detta degli esperti, perché era scritto con i
piedi'. Mi chiedo, saremo chiamati di nuovo a mettere altre risorse
per la redazione del bando? Grazie.
Vorrei queste risposte e, se mi da il tempo, preparo l'emendamento
sulle azioni di responsabilità che finora non sono state portate
avanti e sul fatto che sia l'assessore che il dirigente regionale -
che noi autorizzeremmo con questo articolo a fare operazioni
finanziarie per 18 milioni e 900 mila euro -vengano a relazionare,
e che vengano a relazionare puntualmente con una relazione scritta,
almeno a cadenza semestrale in Commissione, e qui mi rivolgo
all'onorevole Vinciullo. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Foti, se l'assessore Baccei vuole dare dei
chiarimenti ha facoltà. Per quanto riguarda l'emendamento, i
termini sono scaduti. Può formulare sub-emendamenti nell'ambito
degli emendamenti che sono in discussione. Ricordo che all'articolo
2 ci sono quattro emendamenti, 2.8, 2.6, 2.9 e 2.7.
BACCEI, assessore regionale per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore regionale per l'economia. Signor Presidente,
intervengo soltanto per dire che noi non abbiamo problemi a venire
a relazionare in Commissione. Il dirigente dell'Ufficio speciale
Società e Liquidazione non è mai cambiato da quando io sono qui. Da
quando ci sono qua io, all'Ufficio Società e Liquidazione è sempre
stata la dottoressa Terranova. Da quanto mi risulta cioè da quando
è stato istituito, probabilmente mi sbaglio.
Lei forse fa riferimento all'Ufficio società partecipate. Ma
queste sono società in liquidazione. Quindi da quando c'è l'Ufficio
speciale Società e Liquidazione è sempre stata la dottoressa Grazia
Terranova, che è molto solerte nel fare tutte le azioni del caso, e
che non ha problemi, come sempre, perché tutte le volte che siamo
stati chiamati in Commissione siamo sempre stati presenti, a
relazionare ogni quando vorrete, sulle azioni che sono state
intraprese e che verranno intraprese.
FOTI. E sulle azioni di responsabilità?
BACCEI, assessore regionale per l'economia. Ripeto, chiamiamo la
dottoressa a relazionare in Commissione insieme all'Ufficio legale.
PRESIDENTE. Grazie assessore, è stato chiaro.
MUSUMECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore Baccei,
l'ho seguita, mi sono sforzato di seguirla nel corso dei suoi
interventi questa mattina, su una materia che ritengo non meriti di
essere trattata in questo contesto.
Per la prima volta il tema del termalismo arriva in quest'Aula con
una bozza di proposta risolutiva e credo che questa proposta
meritava d'essere trattata prima in Aula, con un confronto ed in un
confronto aperto e libero.
Ho la paura, signor assessore, che con questo articolo 2 nella sua
articolazione dei commi, dei cinque commi, si voglia coprire una
stagione di gravi responsabilità che sono di ordine politico, e
sono di ordine tecnico ed amministrativo. Responsabilità che
ricadono sul dipartimento bilancio, responsabilità reiterate che
hanno accompagnato questa inesorabile via crucis delle due stazioni
termali, quella di Acireale e quella di Sciacca, abbandonate a se
stesse, senza alcuna attenzione concreta da parte del Governo,
lasciando che il patrimonio, il vasto e solido patrimonio delle due
società potesse essere affidato al vandalismo ed alla incuria del
tempo.
La Regione siciliana non si è mai preoccupata, almeno da quando le
due società, le due aziende autonome sono diventate società per
azioni, di indicare in maniera seria se si voleva perseguire
l'obiettivo dello scioglimento o l'obiettivo della continuità. Non
si è mai dato corso al bando di gara ad evidenza pubblica, decine
di volte assicurato e promesso dal Presidente della Regione durante
le sue visite o in provincia di Catania nell'Acese o in provincia
di Agrigento, nella zona di Sciacca.
E' evidente che questo provvedimento del Governo tende a mettere
una parola fine al passato, ed io sono d'accordo, a patto che le
responsabilità del passato emergano, assessore, emergano per
intero. C'è stata cattiva gestione, è intervenuta la magistratura,
nomine clientelari. Abbiamo bisogno di fare luce ed a lei chiediamo
in questo senso un'assicurazione.
Lei ricorderà le varie tappe di questa via crucis. Prima si è
detto: Eravamo con il Governo Lombardo procediamo ad un advisor
di caratura internazionale. Poi si è detto: Affidiamo il bando e
la sorte delle due società a Sviluppo Italia e Sicilia . Poi, si è
detto affidiamola ai liquidatori. Ricordo che, appena qualche mese
fa, questa Aula ha votato un emendamento della opposizione
finalizzato a questo approdo. Ora il Governo dice affidiamo ai due
Comuni il compito di poter gestire, elaborare e gestire il bando,
per individuare il socio privato.
Tutto questo, signor Assessore, non può assolutamente e non deve
significare che le responsabilità commissive ed omissive almeno
degli ultimi 10 anni possano essere mascherate. Il Dipartimento
bilancio, lo dico con assoluta serenità, non ha mai esercitato in
maniera piena e compiuta le prerogative che gli spettavano in
qualità di azionista unico delle società.
Dal 2006 le perdite di esercizio sono state rinviate di anno in
anno all'esercizio successivo determinando, di fatto, una
progressiva riduzione per i valori corrispondenti del patrimonio
netto.
Acireale ha avuto 4 commissari, assurdo Senza che nessuno
riuscisse in maniera concreta quanto meno a salvaguardare il valore
del patrimonio immobiliare, oggi consegnato ai banditi, ai vandali,
alla mercé del primo passante come se si trattasse di una cosa di
nessuno, come se la res pubblica non avesse un proprietario, come
se fosse del primo che voglia prenderla e conquistarla. Per
Sciacca, addirittura, voglio ricordare a lei assessore, non si è
mai avanzata neppure l'ipotesi di procedere a mini bandi per
affrontare singolarmente alcune unità ed alcuni complessi
dell'articolato patrimonio immobiliare.
Ed, allora, per concludere, signor Assessore, io vorrei chiederle
- e se lei ha già risposto a queste domane le chiedo scusa per la
mia distrazione essendo stato impegnato a confrontarmi con i
colleghi della maggioranza sulla utilità di questa seduta - ai
comuni verrà trasferito l'onere di rimborsare quote capitali o
quote interessi?
I Comuni possono gestire, se volessero rinunciare al bando,
autonomamente se ne avessero le possibilità e la voglia, i
complessi termali? E' certo che i Comuni abbiamo le risorse
finanziarie per affrontare le complesse ed articolate procedure del
bando? Piuttosto che determinare pericolose fasi di stasi? Il mutuo
di cui si parla sarà a totale carico della Regione fino alla
ventinovesima rata? I Comuni hanno la forza per imporre
all'investitore la restante quota del mutuo?
Sono domande per le quale ed alle quali io le sarei grato se
volesse dare una risposta. Certo, se volessimo rispondere
d'istinto, noi diremmo che dovremmo votare contro l'articolo 2 per
l'atteggiamento assolutamente irresponsabile che il Governo finora
ha mantenuto sulle terme di Acireale e di Sciacca.
Per senso di responsabilità noi abbiamo il dovere, fino
all'ultimo, di tentare di salvare questo straordinario patrimonio,
pur nella consapevolezza che il Governo non ha una sola idea della
politica di sviluppo del turismo termale in Sicilia. E' una
occasione sprecata
E' un'occasione che - se coniugata - con la sanità avrebbe potuto
e potrebbe offrire un segmento di sviluppo del turismo termale che
in altre parti d'Italia ha registrato, appena lo scorso anno, una
crescita di oltre il 6 per cento.
Ci possiamo permettere il lusso anche di potere fare a meno della
materia prima aggrovigliati come siamo nella incertezza di un
progetto di sviluppo del Governo, incapace, debole, inetto, imbelle
e aggrovigliato nelle procedure di una burocrazia elefantiaca che
non sa essere responsabile, non sa essere presente alle proprie
elementari responsabilità.
Attendo la risposta del Governo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Giacinto. Ne ha
facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente, Assessore, ponevo qualche domanda.
Continuiamo a mantenere questi beni, Assessore Baccei - sono
domande tecniche - fra beni indisponibili della Regione.
Significa che noi non possiamo vendere. Mi pare di capire che
diamo soltanto per 25 anni le concessioni.
Quindi, sia i beni immobili che tutto il resto rimangono di
proprietà della Regione siciliana.
Faccio una considerazione - così come ha detto prima l'onorevole
Musumeci - è chiaro che il mutuo è in capo alla Regione anche
perché i debiti delle società, mi pare che le società siano al 100
per cento di proprietà della Regione, per cui non può essere altro
se non che i debiti li debba pagare la Regione.
Se noi siamo nelle condizioni di farli pagare ad altri, assieme a
lei, potrei essere solo contento che riusciamo farli pagare ad
altri.
Assessore, considerato che fra qualche anno succederà quello che è
successo oggi, cioè che la Regione dovrà andare a pagare una serie
di debiti ancora per le Terme, sono dell'opinione che se oggi
dobbiamo uscircene, ce ne usciamo definitivamente.
Metterli tra i beni disponibili, a vendere, per fare un bando
pubblico che faccia la Regione per vendere questi due beni in modo
tale - per quanto ci riguarda - in futuro non andremo più a coprire
debiti fatti da amministratori o da altri scelti dalla politica e
che hanno fatto altro rispetto a delle operazioni serie di
bilancio.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Brevemente, per rispondere alle
domande dell'onorevole Musumeci e dell'onorevole Di Giacinto.
Per quanto riguarda il mutuo è a carico della Regione sia la quota
capitale che la quota di interessi.
E' facoltà dei comuni fare il bando. Se non se la sentono, non
sono nelle condizioni, lo fa la Regione.
Se lo fanno i comuni, rimane comunque tutto il supporto della
Regione - come dicevo prima nella mia relazione - sia mettendo a
disposizione il materiale già sviluppato da Sviluppo Italia Sicilia
che aveva comunque lavorato alla cosa.
Gli Assessorati avevano già fatto altro lavoro sia mettendo a
disposizione le competenze della Regione.
Nella concessione che faremo ai comuni per fare poi loro la sub
concessione, metteremo che la Regione verifica il bando fatto - se
rimaniamo noi proprietari dei beni - dobbiamo verificare che la sub
concessione sia fatta secondo gli indirizzi e dettami della
Regione.
Andremo avanti con la verifica di tutte le responsabilità che,
come ricordava lei giustamente, arrivano da lontano.
Questo vuole mettere una pietra sopra nel senso che ripartiamo
perché non possiamo fare senza il termalismo - è troppo importante
per lo sviluppo - una pietra sopra, dunque, alle responsabilità che
ci sono state nelle gestioni passate.
Per quanto riguarda chi sarà l'aggiudicatario della
subconcessione, questi pagheranno un canone, non è che pagheranno
quindi il mutuo. Poi, con quel canone, che secondo le nostre stime
sono molto più alte del valore del mutuo che noi stiamo pagando,
ovviamente i Comuni ne avranno il beneficio o se lo farà la
Regione, direttamente la Regione.
Per quanto riguarda il termine dei 25 anni citato dall'onorevole
Di Giacinto, c'è un subemendamento governativo, perché, a mio modo
di vedere, a naso, 25 anni non sono probabilmente sufficienti per
un investitore per rientrare dall'investimento, per cui togliamo
questo termine, anche perché sono termini differenti a seconda del
tipo di bene, e qui rispondo all'onorevole Di Giacinto, ci sono
beni del patrimonio disponibile, ma ci sono beni demaniali, le
acque termali non sono patrimonio disponibile, per cui comunque
alcune cose andrebbero in concessione.
Noi come scelta politica abbiamo preferito mantenere la proprietà
dei beni e dare in concessione, anche per periodi di tempo
differenziato, perché il codice civile ci dà la possibilità, a
seconda del tipo di bene, di differenziare, fare tutto in
concessione.
Quindi, troverete un subemendamento che toglie il termine dei 25
anni, nel bando di subconcessione andremo a definire, in base alle
indicazioni contenute nel Codice civile, periodi che possono essere
differenziati per tipologia di bene ma sufficientemente lunghi per
garantire a chi investe di rientrare nell'investimento. Questa è
in breve la politica che andremo a seguire.
L'ultima cosa, per rispondere all'onorevole Musumeci, come dicevo
prima c'è già un disegno di legge elaborato dall'Assessorato
dell'economia che è stato mandato per la condivisione
all'Assessorato della salute, all'Assessorato delle attività
produttive ed all'Assessorato del turismo sul termalismo in
Sicilia, che affronta il problema a 360 gradi, proprio per farlo
diventare una leva per lo sviluppo turistico, perché oggi è una
cosa assolutamente indispensabile.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.8. Il parere della
Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
GRECO GIOVANNI. Chiedo che la votazione avvenga per
scrutinio segreto.
(La richiesta non risulta appoggiata a termini di Regolamento)
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.6. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
GRECO GIOVANNI. Chiedo che la votazione avvenga per
scrutinio segreto.
(La richiesta non risulta appoggiata a termini di Regolamento)
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2.9. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Siragusa, La Rocca Ruvolo,
Lo Sciuto, Gennuso, hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
1214/A
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.9, a firma del
Governo.
GRECO GIOVANNI. Chiedo che la votazione avvenga per
scrutinio segreto.
(La richiesta non è appoggiata a termini di Regolamento)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.9. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.10 a firma della Commissione.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, si tratta di sopprimere le parole con le
caratteristiche di cui al presente articolo . Anche perché non è
che emergono in maniera chiara quali sono queste caratteristiche.
Per cui gli uffici chiedevano anche loro di sopprimere queste
parole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
GRECO GIOVANNI. Chiedo che la votazione avvenga per
scrutinio segreto.
(La richiesta non è appoggiata a termini di Regolamento)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.10. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.7 a firma del Governo. Il parere della
Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
chiedere al Governo di darmi una spiegazione e illustrarmi questo
emendamento.
PANEPINTO. Lo ha già spiegato il Governo.
PRESIDENTE. Onorevole, il Governo è intervenuto più volte su
questo.
Pongo in votazione l'emendamento 2.7. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.11, a firma della Commissione che mi
sembra di difficile lettura. Invito l'onorevole Vinciullo ad
illustrare l'emendamento.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, il Ragioniere generale verifica l'esistenza dei
presupposti per eventuali azioni di responsabilità a carico degli
amministratori delle Terme di Acireale e delle Terme di Sciacca. Lo
stesso Ragioniere generale, con cadenza semestrale, riferisce alla
Commissione Bilancio, sull'esito della verifica. E' una norma per
far sì che coloro i quali hanno creato questo buco non la facciano
franca. E in questo rispondendo a quella che è stata una richiesta
che mi sembra sia pervenuta da numerosi colleghi.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, non dovrebbe
essere il Ragioniere generale perché le Terme sono società in
liquidazione dell'Ufficio speciale per le liquidazioni.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, la inviterei al ritiro.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Ma c'è stata
una richiesta in maniera pressante da parte di molti deputati. Come
vede c'è anche la firma della collega Foti. Quindi mi sembra che
sia giusto che questa proposta
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, capisco che siamo al 10 agosto alle
ore 13.20, ma introdurre un emendamento per prevedere quello che è
un obbligo normativo esistente da decenni e previsto dal Codice
civile, a me sembra veramente un follow-up. Se ci sono i
presupposti per l'azione di responsabilità è obbligo degli organi
preposti di avviare l'azione di responsabilità che noi la dobbiamo
andare a prevedere per norma significa farci ridere in faccia da
tutti. Ma siamo veramente alla follia
PRESIDENTE. Ribadisco la richiesta al Presidente della
Commissione, è mantenuto o lo ritirate?
VINCIULLO, Presidente della Commissione e relatore. Lo ritiriamo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 2, nel testo risultante.
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, vede noi abbiamo iniziato a
discutere queste variazioni di Bilancio e voglio ricordare al
Presidente Vinciullo che in precedenza ha fatto l'elenco - da
terrorista - di tutte le esigenze, e di tutte le necessità delle
varie categorie ed in quell'elenco, forse, si è dimenticato dei
lavoratori del Coires. Assessore Baccei, i lavoratori del Coires da
dieci mesi sono messi là nei giardini con una tenda a prendere oggi
il sole - e quindi con tutte le difficoltà, ed in inverno, il
freddo - e noi non abbiamo mai avuto la minima idea di potere fare
una norma per aiutarli. Vero è, onorevole Di Giacinto? Lei conosce
bene i lavoratori del Coinres, e lei sa quanti sono i lavoratori
che hanno perso il diritto del lavoro per una interpretazione
sbagliata?
PRESIDENTE. Onorevole, la invito ad esprimere la sua dichiarazione
di voto sull'articolo 2.
GRECO GIOVANNI. Ho fatto l'introduzione. E' chiaro che alla
maggioranza questo non piacerà, però io lo devo fare, è compito mio
denunciare queste cose Onorevole Cimino, lei ha detto che
l'articolo 2 è fuori tema Non è così Non ci dimentichiamo che
abbiamo pure i lavoratori dell'EAS, che da 12 mesi non prendono la
pensione integrativa, e lo sapete perché? Perché c'è una relazione
della Corte dei conti e manca la norma. Assessore Baccei, ma a chi
(omissis) aspettiamo a fare questa norma?
PRESIDENTE. La invito ad usare una terminologia consona al
dibattito parlamentare, altrimenti mi costringe al richiamo
GRECO GIOVANNI. Le chiedo scusa.
Questi problemi che già da 8 anni ce li portiamo, se non li
facciamo emergere in questi momenti, io penso che non troveremo mai
la possibilità di fare una norma per poterli aiutare. Annunzio il
mio voto contrario a questo articolo 2 e chiedo il voto segreto,
Presidente.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Federico è in congedo per la
seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
1214/A
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 2.
GRECO GIOVANNI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 2
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto dell'articolo
2.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 42
Votanti 34
Maggioranza 18
Favorevoli 26
Contrari 8
Astenuti 0
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3.
Modifiche all'articolo 7 della legge regionale 27 aprile
1999, n. 10
1. L'articolo 7 della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10 e
successive modifiche ed integrazioni è sostituito dal seguente:
Art. 7.
Proventi della vendita dei biglietti di ingresso
1. Gli introiti derivanti dalla vendita dei biglietti di ingresso
dei luoghi della cultura, fino ad una quota massima del trenta per
cento, sono destinati, a decorrere dall'entrata in vigore della
presente legge dall'Assessorato regionale dei beni culturali e
dell'identità siciliana per la realizzazione degli interventi di
sicurezza, di conservazione, di vigilanza o di valorizzazione dei
siti ivi compresa la manutenzione ordinaria e straordinaria, anche
delle strutture di pertinenza.
2. Sono fatte salve, fino alla data di relativa scadenza, le
convenzioni stipulate con i comuni in corso alla data di entrata in
vigore della presente legge.
3. Le obbligazioni assunte per gli anni 2015 e precedenti, nei
confronti dei comuni sulla base delle convenzioni di cui al comma
2, trovano copertura nelle economie realizzate a valere sulle
risorse stanziate, con destinazione vincolata (Missione 5,
Programma 2, cap. 377345) nel rispetto delle disposizioni di cui
all'articolo 3, comma 2, della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3.
4. Le obbligazioni assunte per l'anno 2016 e successivi, sulla
base delle convenzioni di cui al comma 2, trovano copertura nei
limiti delle risorse di cui al comma 1, con priorità rispetto alla
destinazione di cui al medesimo comma 1.».
All'articolo 3 è stato presentato l'emendamento 3.1 soppressivo
dell'intero articolo, a firma Greco Giovanni e altri. Lo pongo in
votazione.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario
GRECO GIOVANNI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 3.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 3.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 47
Votanti 41
Maggioranza 21
Favorevoli 12
Contrari 29
Astenuti 0
(Non é approvato)
Si passa all'emendamento 3.2, sostitutivo dell'articolo, a firma
dell'onorevole Greco Giovanni ed altri.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
GRECO GIOVANNI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 3.2
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 3.2.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 52
Votanti 44
Maggioranza 23
Favorevoli 8
Contrari 35
Astenuti 1
(Non è approvato)
Comunico che è stato presentato, dalla Commissione, l'emendamento
3.3.
VINCIULLO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, si tratta solo ed esclusivamente di
un errore di battitura, anziché dire che le risorse vanno
all'Assessorato regionale ai Beni Culturali, era come se le risorse
fossero distribuite dall'Assessorato.
Quindi, abbiamo cambiato il complemento con quello di termine che
è il soggetto a cui vanno le risorse.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
GRECO GIOVANNI. Chiedo che la votazione avvenga per
scrutinio segreto.
(La richiesta non risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Non c'è quorum.
Pongo in votazione l'emendamento 3.3. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato, dalla Commissione, l'emendamento
3.4.
VINCIULLO presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Inviterei a distribuire all'Aula l'emendamento 3.4.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in pratica
riproduce, nei modi e nelle forme previste dal decreto legislativo
n. 42, del 22 gennaio 2004, commi 4 e 9, dell'articolo 112, quello
che richiedeva l'onorevole Greco, per essere chiari.
E, nello stesso tempo, viene abrogato il comma 2 perché, in atto,
non vi sono convinzioni stipulate fra l'Assessorato ed i comuni.
Per questo motivo, l'Assessorato può sottoscrivere, nel rispetto
della norma e della legge nazionale, accordi con i comuni dove
ricadono i beni culturali per la loro valorizzazione.
Veniamo, per essere chiari, incontro a quella che è stata una
richiesta che, più volte, è stata formulata in Commissione
Bilancio' dai sindaci che sono venuti a chiedere, appunto, di
avere riconosciuto quanto previsto dai commi 4 e 9 del decreto
legislativo 42 dell'articolo 112.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Coltraro e Giuffrida hanno
chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge 1214/A
PRESIDENTE. Il Governo deve chiarire se, in caso di approvazione
dell'emendamento 3.4, intende mantenere i commi 3 e 4 dell'articolo
di cui discutiamo.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, gradisco chiedere
un chiarimento e, secondo me, è necessario anche un approfondimento
per non fare degli errori successivamente perché, rispetto
all'articolo 7, riguardante i proventi della vendita dei biglietti
di ingresso, ritengo riguardi anche la tematica concernente le aree
archeologiche.
Adesso, siccome i parchi archeologici hanno una propria autonomia,
bisogna non confondere ciò che è previsto per i parchi
archeologici, per le aree archeologiche con la loro autonomia
rispetto, invece, all'emendamento dell'onorevole Vinciullo e della
Commissione che, in generale, attiva l'Assessorato ai Beni
Culturali per altre convenzioni perché, rispetto ai parchi
archeologici, già le convenzioni con i comuni ci sono.
PRESIDENTE. Peraltro, così come formulato sottoscrive , è come se
fosse un obbligo, può sottoscrivere , ma sottoscrivere mi sembra
un obbligo generale che non sempre, probabilmente, può essere
attuato.
Quindi, chiedo al Governo il parere sull'emendamento 3.4, e se
intende mantenere anche i commi 3 e 4 in caso di approvazione.
L'emendamento è sostitutivo del comma 2.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiede alla Commissione se
l'emendamento può essere aggiuntivo e non sostitutivo del comma 2.
MUSUMECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo due secondi
per precisare, perché rimanga agli atti, che il voto finale
dell'articolo 2 non è stato registrato con la mia partecipazione,
perché c'era la scheda fuori posto e, quindi, faccio comunico di
avere espresso voto favorevole all'articolo 2, nel voto finale,
perché ne prenda atto la segreteria.
FONTANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FONTANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo aggiungere
per la loro valorizzazione anche territoriale . Possiamo
aggiungere questo anche territoriale ?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Allora, il
Governo Presidente, chiede di far sì che l'emendamento anziché
essere sostitutivo del comma 2, sia aggiuntivo al comma 2; da parte
della Commissione non cambia nulla, quindi, anziché sostitutivo se
è aggiuntivo per noi va bene lo stesso.
PRESIDENTE. Questo lo deve dire lei. E' aggiuntivo o è
sostitutivo?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. E' aggiuntivo.
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
su questo articolo, e sull'emendamento del Presidente Vinciullo per
fare una proposta: veda nei beni culturali, attualmente, gli uffici
del lavoro fanno dei bandi per potere utilizzare i lavoratori
socialmente utili, che non hanno alcun contratto con gli uffici
pubblici. Noi abbiamo 500 ragazzi LSU che paghiamo, e non fanno
alcun lavoro di appoggio se non alle parrocchie ed a qualche altro
ente di beneficenza. E' l'occasione giusta per mettere, se faremo
le convenzioni con questo 30 per cento sulla biglietteria, parte di
questi proventi a disposizione per fare la convenzione e, quindi,
utilizzare a tutti gli effetti questi lavoratori socialmente utili
che sono messi in un bacino a fare niente e che, invece, hanno
tanta buona volontà di lavorare, tanto è vero che quando si fanno i
bandi vanno presso i siti culturali per prestare la loro opera. E'
l'occasione per fare un subemendamento per aiutare queste persone,
tanto li paghiamo lo stesso non c'è aumento, non ci sono soldi in
più, quindi, si può fare.
PRESIDENTE. Onorevole Greco, la invito a formalizzare il
subemendamento, così possiamo chiedere il parere del Governo,
altrimenti devo porre in votazione l'emendamento 3.4 così come è.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho molte
perplessità su questo emendamento della Commissione. Con questo
emendamento, sostanzialmente, cosa si fa: intanto col comma 2
stiamo andando a regolarizzare quei comuni che avevano già
stipulato una convenzione, con dei soldi che sono stati già
introitati nelle casse del Dipartimento Bilancio. Col comma 2,
quindi, stiamo facendo salvi, facendo quindi ritornare in auge i
contratti in essere, cioè le convenzioni in essere.
Noi con questo emendamento che facciamo? Rischiamo di estendere la
platea ad altri territori, cioè rischiamo di estendere la platea di
altri beneficiari. Allora, se già una regolarizzazione o meglio
ancora sanatoria stiamo facendo col comma 2, non dobbiamo fare
l'asse sulla sanatoria, l'estensione dei beneficiari. Per cui
chiediamo che la Commissione ritiri questo emendamento.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo c'è un invito al ritiro
dell'emendamento. Lo mantiene o lo ritira?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Lo mantengo.
FORMICA. Non l'ho capito, Presidente. Lo può leggere?
PRESIDENTE. Lo ha illustrato il Presidente della Commissione.
Presidente Vinciullo lo può leggere di nuovo?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Sì.
L'Assessorato ai Beni culturali, ai sensi dell'articolo 112, commi
4 e 9 del decreto legislativo 21 gennaio 2004, n. 42, sottoscrive
accordi con i comuni del territorio dove ricadono i beni culturali,
per la loro valorizzazione . Onorevole Formica è ciò che hanno
chiesto i sindaci quando sono venuti in Commissione.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, su questa materia direi che non si
possono fare scherzi perché sappiamo bene che abbiamo un blocco di
5 milioni presso l'Assessorato Beni culturali rispetto alle
convenzioni che sono in atto ed abbiamo, chiaramente, delle
esigenze da parte dei comuni, delle esigenze da parte della Regione
sulle quali, rispetto alla valorizzazione, rispetto alla tutela,
rispetto alla conservazione, cioè sono tante le cose da fare,
giusto?
Allora, dobbiamo costruire perché si sblocchi, eventualmente, un
percorso che, in questo momento, è, come dire, incastrato, e ne
abbiamo pure parlato in Commissione Cultura ed abbiamo pure avuto
modo di confrontarci con i sindaci rispetto ai quali ho visto che
vi è stata, comunque, la volontà di entrare in accordo. Perché?
Perché tutti si persegue lo stesso obiettivo che è quello, appunto,
del potere utilizzare le risorse delle sbigliettamento finalizzate
a tutte le attività inerenti una buona fruizione dei luoghi della
cultura siciliana.
Però, dobbiamo stare attenti a non aprire maglie perché
allorquando si parla di valorizzazione territoriale si parla di
questo e c'è tutto e il contrario di tutto. Se si parla, si può
arrivare anche a parlare della sagra della salsiccia. Io non oso
immaginare
E allora, chiedo Presidente, che sulla materia non ci facciano
improvvisate e venga l'Assessore a dare il proprio parere,
l'assessore Vermiglio, ancorché non credo che sia stato ancora
esautorato dal suo partito, giusto? Può venire e dire ciò che
ritiene si debba fare in questo momento rispetto ad una materia che
è grave, che è importante e che è una risorsa fondamentale per i
nostri siti.
PRESIDENTE. Quindi, c'è una richiesta di ritiro dell'emendamento
formulata anche da parte dell'onorevole Zafarana che chiede un
confronto con l'Assessore. Onorevole Zafarana chiede la possibilità
di confronto con l'assessore al ramo che è l'assessore Vermiglio
che, oggi, non è presente.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Ritiro
l'emendamento 3.4.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono d'accordo
sul ritiro perché potrebbe creare equivoci, però vorrei dire a
proposito delle considerazioni che faceva l'onorevole Zafarana, che
nel testo dell'articolato si parla delle obbligazioni contratte dai
comuni nel 2015 e nel 2016 che sono la materia di cui parlava
l'onorevole Zafarana e che dovranno essere riconosciute ai comuni
per gli interventi che già hanno fatto.
Tutta la discussione che si è sviluppata tra l'Assessorato ed i
comuni si è incentrata sul fatto che le procedure precedenti
riconoscevano ai comuni il 30 per cento però non consentivano di
erogarli. Adesso, questa formulazione dovrebbe essere più efficace
e credo anche che il Presidente della Commissione, volesse
sostanzialmente - cosa che secondo me si può fare comunque -
incentivare il rapporto tra i comuni e l'Assessorato per la
fruizione e la valorizzazione dei beni culturali. Cosa che già si
può fare, quindi, l'emendamento, probabilmente, come si dice in
gergo burocratico, è ultroneo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 3. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo 4
Interventi nel settore vitivinicolo
1. Parte dei proventi di cui all'articolo 93 del Regolamento (CE)
n. 479/2008 del Consiglio del 29 aprile 2008 concernenti i diritti
di reimpianto della Riserva regionale della Regione siciliana, nel
rispetto delle disposizioni di cui all'articolo 3, comma 2, della
legge regionale 17 marzo 2016, n. 3, è destinata, nel limite
massimo di 1.900 migliaia di euro, al completamento dell'erogazione
del contributo regionale integrativo, previsto dall'articolo 80,
comma 27, della legge regionale del 12 maggio 2010, n. 11, così
come modificato dall'articolo 12 della legge regionale 24 novembre
2011, n. 25, in favore dei soggetti beneficiari, relativamente a
progetti di promozione per attività riguardanti prodotti a
denominazione di origine non a marchio commerciale, nonché, nel
limite massimo di 1.100 migliaia di euro, al finanziamento delle
attività volte alla diffusione ed alla conoscenza delle eccellenze
nel settore vinicolo, conformemente alla normativa nazionale e
comunitaria».
Comunico che è stato presentato l'emendamento 4.1, a firma degli
onorevoli Falcone ed altri.
FALCONE. Anche a nome degli altri firmatari dichiaro di ritirarlo.
GRECO GIOVANNI. Lo faccio mio.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
GRECO GIOVANNI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Presidente, lei dà la parola all'Assessore, quando
già siamo in sede di votazione
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho
ritenuto corretto spiegare l'articolo per una ragione. L'articolo 4
è un articolo che, sostanzialmente, consente di riparare ad un danno
che, in parte, l'amministrazione ha prodotto nei confronti del
settore vitivinicolo.
Con l'OCM 2015 è stato finanziato un piano di promozione del vino
all'estero. Questo piano prevedeva un coofinanizamento a
quell'intervento dell'80 per cento: il 50 per cento finanziato
dall'Europa attraverso l'OCM ed il 30 per cento che aveva una
copertura di finanziaria da un capitolo che, a seguito
dell'introduzione della 118 nell'ordinamento contabile, faceva parte
dei residui attivi della Regione che sono stati cancellati con la
pulizia dei residui.
Per cui un'obbligazione che prevedeva che il 30 per cento fosse
pagato attraverso quella copertura, di fatto, ha creato un buco di
bilancio. La conseguenza è che questo settore non solo ha già fatto
questo intervento ma, devo dire con grande onestà, alla luce di
quello che ho verificato, il non pagamento di quanto già, in qualche
modo, speso determinerebbe il fallimento della D.o.c. Sicilia con le
conseguenze che tutti hanno chiare perché, in questo momento, il
settore del vino è uno dei settori trainanti della nostra economia,
non solo della nostra agricoltura.
Inoltre, questo riguarda 1 milione e 900 mila euro circa. Gli
ulteriori 1 milione e 100 mila euro sono anch'essi finalizzati a
sostenere la promozione del settore vitivinicolo con l'OCM 2016.
Nessun euro di questi 3 milioni viene preso dal bilancio della
Regione nel senso che: non da capitoli esistenti, ma dalla vendita
dei diritti di reimpianto che sono stati fatti il 31 dicembre 2012 e
che hanno consentito alla Regione di introitare circa 3 milioni di
euro.
Le risorse, quindi, che provengono dalla vendita dei diritti di
reimpianto, sono destinate al settore vitivinicolo, in parte per
riparare quanto è avvenuto nel 2015-2016 ed in parte per finanziare
il nuovo programma di promozione del vino all'estero.
PRESIDENTE. L'onorevole Cracolici è stato molto chiaro. Alla luce
dei chiarimenti forniti dall'onorevole Cracolici la richiesta di
voto segreto è mantenuta o è ritirata, onorevole Greco?
GRECO GIOVANNI. E' mantenuta.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio segreto dell'emendametno 4.1
(La richiesta non risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Non c'è il quorum.
Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi, chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Gli emendamenti 4.5 e 4.2 sono preclusi perché identici
all'emendamento 4.1.
Si passa all'emendamento 4.6, del Governo che è nel fascicolo che
così recita: «al comma 1 dopo le parole è destinata' aggiungere le
parole nell'esercizio finanziario 2016'.
E' un emendamento tecnico. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
GRECO GIOVANNI. Chiedo che il Governo ci illustri l'emendamento
BACCEI, assessore per l'economia. E' un emendamento tecnico,
mancava in quale periodo di riferimento lo utilizzavamo, inserito
nell'esercizio 2016. E' solo tecnico.
GRECO GIOVANNI. Deve parlare italiano, non toscano
PRESIDENTE. E' stato chiaro il Governo, onorevole Greco.
BACCEI, assessore per l'economia. Ho detto che, onorevole Greco, è
un emendamento tecnico perché non era indicato il periodo di
riferimento ed abbiamo scritto che è nell'esercizio 2016.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 4.4, degli onorevoli Falcone ed altri.
FALCONE. Anche a nome degli altri firmatari dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 4.3, degli onorevoli Falcone ed altri.
FALCONE. Anche a nome degli altri firmatari dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 4, così come emendato.
GRECO GIOVANNI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
PRESIDENTE. C'è una richiesta di voto segreto dell'onorevole Greco
sull'articolo 4.
FONTANA. Non è possibile tornare indietro quanto si è in una
votazione.
PRESIDENTE. Onorevole Greco, insiste sulla richiesta di voto
segreto? Eravamo quasi in fase di votazione per alzata e seduta.
Ribadisce la richiesta di voto segreto?
GRECO GIOVANNI. Io avevo chiesto il voto segreto, prima,
Presidente.
(La richiesta non risulta appoggiata a termini di Regolamento)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 4. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Prima che lei si pronunci era
intendimento della Presidenza sospendere alle ore 14.00.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, vorrei
fare una proposta: stiamo iniziando l'articolo 5 che è complicato,
la inviterei a sospendere i lavori.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Articolo 5
Assegnazioni finanziarie in favore dei liberi Consorzi comunali
1. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 9 della legge
regionale 7 maggio 2015, n. 9 è incrementata, per l'esercizio
finanziario 2016, di 9.000 migliaia di euro (Missione 18, Programma
1, capitolo 191302) cui si provvede mediante riduzione
dell'autorizzazione di spesa prevista dal comma 2 dell'articolo 26
della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3 (Missione 18, Programma
1, capitolo 590403). .
Chiederei all'assessore Lantieri di illustrare l'articolo 5,
dopodiché sospendiamo e riprendiamo alle ore 15.00. Assessore
Lantieri può illustrare l'articolo 5?
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Si tratta dell'autorizzazione per le ex province di 9
milioni di euro che, invece, di essere utilizzati per gli
investimenti, sono utilizzati per la parte corrente, per dare una
boccata d'ossigeno, per pagare gli stipendi ai dipendenti.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato, dal Governo,
l'emendamento 5.4. Assessore, lo vuole illustrare?
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. L'emendamento è per garantire i precari perché in alcune
ex province è stato rinnovato il contratto per i lavori a tempo
determinato, giuridico e non economico.
I precari non percepiscono soldi. Una quota si dovrà utilizzare
per i precari - dopo il riparto - e non potranno fare più di 18
ore.
Le 18 ore devono essere garantite dal consorzio non dalla Regione.
PRESIDENTE. L'Assessore ha illustrato anche l'emendamento 5.4. La
seduta è sospesa.
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Ma quale sospesa Votiamo ora.
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, lo spettacolo che rischiamo
di dare alla riapertura, se non dovesse esserci il numero legale e
quindi non potremmo chiudere l'articolo 5, è indegno, dopo quanto
ho sentito.
Dove dovete andare così di premura? Chiudete l'articolo 5
Lasciate stare tutte le stronzate infilate in questa
finanziaria
E, poi, dove si vuole andare, si va
PRESIDENTE. Nulla osta a votare subito l'articolo 5. C'era stata
una richiesta di rinvio alle ore 15.
L'Aula si esprime favorevolmente alla votazione sull'articolo 5.
Passiamo al voto.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, premetto che, personalmente, sono per
continuare ad oltranza, senza interruzione di sorta, perché
altrimenti non ne usciamo più.
Chi ha fame si allontani, ma continuiamo ad oltranza anche perché,
poi, gli impegni erano presi per stasera, per oggi pomeriggio.
MUSUMECI. Senza tregua
ASSENZA. Senza tregua.
Per votare all'articolo 5, Presidente, siccome ci stiamo tutti
riempiendo la bocca, da tre giorni, che si devono assicurare le
somme per gli studenti disabili che non possono essere lasciati a
casa, mi permetto di osservare che, secondo il testo governativo,
sui 9 milioni di trasferimento alle province non c'è alcun vincolo
in tal senso.
Ci sono due emendamenti, il primo dal Gruppo di Forza Italia che
prevede che 3 milioni di questi 9 milioni vengano destinati
esclusivamente all'assistenza ai disabili presso le scuole
superiori, trasporto compreso.
Votate contro ma non venite qui a riempirvi la bocca di politiche
a favore dei disabili Siete solo degli ipocriti
C'è un emendamento successivo, a firma di alcuni deputati del PD,
fra cui l'onorevole Digiacomo della mia provincia, anche in tal
senso, seppure con una cifra ridotta.
Uno di questi due emendamenti deve essere approvato perché,
altrimenti il prosieguo della finanziaria ve lo votate da soli e ve
lo condividete da soli.
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, concordo con le considerazione
dell'onorevole Assenza. L'onorevole Fontana non mi ha ascoltato
stamattina perché non c'era. E allora, noi dobbiamo recuperare un
vulnus che si è determinato sull'assistenza ai disabili perché,
avendo approvato l'articolo 10, abbiamo verificato sulla base di
numerose riunioni di Commissione, che il sistema scolastico
regionale, quindi quello che dipende dal Ministero, dal MIUR, non è
in grado di assicurare l'assistenza.
Abbiamo concordato di inserire una cifra, l'emendamento che avevo
presentato io era di un milione, ritiro il mio Presidente a favore
di quello presentato dall'onorevole Falcone, che è un milione e 500
mila euro, dopodiché c'è un altro mio subemendamento e di colleghi
anche di altri Gruppi parlamentari, per sopprimere il comma 2,
perché la questione dei voucher ha determinato un ulteriore
ostacolo, infatti, le amministrazioni pubbliche che hanno problemi
economici stanno interpretando male, possono utilizzare i
voucher, non significa devono utilizzare i vouchers.
Credo che, collega Falcone, so che il Gruppo di Forza Italia ha
presentato emendamento soppressivo dell'intero articolo 10,
dobbiamo sapere che la soppressione dei vouchers, l'inserimento di
questa somma, impegna il Governo nella figura dell'Assessore Baccei
che adesso lo riproporrà, ad assicurare nella fase
dell'assestamento di bilancio, e acquisita la indisponibilità della
dirigenza regionale scolastica, ad appostare le cifre necessarie
per assicurare il servizio per l'anno 2016
Credo che su questo treno noi possiamo quindi bocciare il secondo
comma, appostare un milione e mezzo, come proposto dall'onorevole
Falcone e chiudere per questa fase la partita, con l'impegno, che
credo l'Assessore Baccei ribadirà, di trovare le ulteriori risorse
in sede di assestamento di bilancio.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente io penso che questo sia forse l'unico
articolo per cui valeva la pena di fare lo sforzo di rimanere qui
in Aula. Perché dico questo. Era l'unico articolo per cui vale la
pena e anche se fosse Ferragosto. Perché noi, purtroppo, con questo
modo di legiferare in Aula, con emendamenti volanti, spesso e
volentieri, più spesso che volentieri, combiniamo dei guai.
Noi avevamo un servizio di assistenza ai disabili che funzionava,
Presidente Lupo, ed era un servizio che costava, per tutte e nove
le province siciliane, intorno ai 9, 10 milioni di euro. Noi
abbiamo avuto la capacità, e ci vuole grande intelligenza, grande
capacità veramente, abbiamo avuto la capacità in un sol colpo di
togliere i finanziamenti e, addirittura, di inserire dei
provvedimenti che di fatto non solo hanno impedito che il servizio
fosse svolto, non solo hanno causato il licenziamento di centinaia
di addetti specializzati, non solo hanno mortificato i disabili
perché, addirittura, anche ove fosse stato possibile sostituire
quegli addetti con altri, la particolarità dei soggetti dei
disabili è tale che spesso, nel momento in cui non viene assistito
dallo stesso assistente che conosce bene, rifiuta l'assistenza di
altri.
In un sol colpo siamo stati capaci - quest'Aula, non me che mi
sono opposto - è stata capace di distruggere ogni cosa.
Presidente, all'interno di questi nove milioni io avevo
presentato, intanto, un emendamento che stanziava nove o dieci
milioni di euro, da distribuire per tutte le province. Se la cosa
non è possibile in questa fase lo sarà, mi auguro, a settembre, ma
intanto dobbiamo abrogare ciò che di sbagliato abbiamo fatto nella
precedente finanziaria e abrogare, quindi, l'articolo 10 della
legge n. 8, abrogare i cosiddetti voucher che si sono rivelati una
speculazione bella e buona e che, in nessun caso, aiutano le
famiglie né i disabili e, quantomeno, stanziare una parte delle
somme - c'è un emendamento in questo senso che è stato presentato
da Forza Italia - da subito, per dedicarla al servizio, in modo
tale da far partire il servizio e poterlo integrare a settembre,
appena ci sarà la disponibilità di ulteriori somme. Su questo noi
annunciamo il nostro voto favorevole.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
spiegare la portata di un sub emendamento e di un emendamento.
L'emendamento 5.2, che riguarda tre milioni di euro, che abbiamo
già illustrato tramite l'onorevole Assenza, riguarda l'assistenza
ai disabili, interamente intesa, cioè intendersi anche il trasporto
degli stessi, non soltanto l'assistenza igienico-personale che
viene svolta.
Qualche collega mi ha sollevato la propria perplessità circa
l'entità della cifra, il 30 per cento sui 9 milioni e, allora,
potremmo trovare una via di mezzo - così come diceva l'onorevole
Panarello - su un milione e mezzo, però faremo un ordine del giorno
impegnando il Governo a trovare, in sede di assestamento di
bilancio, le ulteriori somme per il servizio di assistenza e
trasporto ai disabili.
È stato detto da questo pulpito che il servizio di assistenza
igienico-personale, così come è stato riformulato nella Finanziaria
bis del 2016 con la legge n. 8, l'articolo 10 sopprimeva il
servizio alle cosiddette cooperative, ai cosiddetti operatori
assistenti igienico-personale, nell'idea e nella considerazione che
questo servizio potesse essere gestito ed effettuato dall'ufficio
regionale scolastico.
In effetti, i colleghi che si sono succeduti da questo pulpito, ma
anche in Commissione, hanno tutti chiarito che l'ufficio regionale
scolastico e, per lo stesso, gli uffici provinciali scolastici e,
per gli stessi, i collaboratori in forza agli stessi istituti
scolastici, non sono nelle condizioni di adempiere per questione
numerica, ma anche e soprattutto per capacità professionali.
Immaginate, sei persone che hanno 60 anni, che stanno andando in
pensione, in forza all'ufficio scolastico regionale, possono
diventare assistenti igienico-personale.
E allora, se il Governo e la maggioranza hanno fatto un errore nel
sopprimere quel servizio in capo agli operatori igienico-personale,
che sono circa 1.500, mi dicono, in tutta la Sicilia, ma noi
pensiamo veramente che stiamo facendo un buon servizio a questi
disabili, a questi bambini e a questi ragazzi, che hanno il diritto
di studiare così come gli altri ragazzi.
Nei confronti di questi diversamente abili, alcuni dei quali sono
gravi o gravissimi, per cui il rapporto diventa uno a uno, cioè un
disabile, un operatore; nei casi meno gravi si arriva a un
operatore a quattro o, addirittura, cinque disabili, ma nei casi
meno gravi. Ci sono casi gravissimi per i quali ogni disabile deve
essere assistito da un operatore. E immaginate le piante organiche
degli istituti comprensivi, dove i collaboratori scolastici sono in
numero ridottissimo, esiguo, i cosiddetti bidelli non esistono più,
pensiamo veramente che questo servizio possa essere effettuato?
Alla contestazione, onorevole Fontana, che lei fa, e non so se la
fa a nome del Gruppo o a nome personale, che questo servizio nel
resto d'Italia viene effettuato dall'Ufficio regionale scolastico,
dica ai suoi rappresentanti, al Governo nazionale, di dare maggiore
risorse alla Sicilia, anziché toglierle e creare la mobilità, la
defenestrazione degli insegnanti verso il nord.
Questa cosa dovrebbe creare imbarazzo a lei e al suo partito. Noi
dobbiamo riportare ordine. Assessore alla formazione e
all'istruzione, va a lei la mia considerazione. Noi diciamo:
sopprimiamo questo articolo 10, cercando di trovare poi una
mediazione tra Regione, province ed enti locali. Cerchiamo di
trovare una mediazione, perché il mantenimento di questo articolo,
Assessore Baccei, non aiuta la Regione, crea ulteriore confusione,
mi creda, se poi, come abbiamo avuto modo di confrontarci, la
Regione domani vorrà accentrare tale servizio e lo vorrà gestire,
dovrà iniziare a togliere tutte queste clientele che esistono anche
in questo settore, ed è gravissimo questo fatto.
Noi dobbiamo iniziare a ragionare in prospettiva per garantire,
innanzitutto, un servizio a questi ragazzi che sono meno fortunati
di noi. Non facciamo demagogia e procediamo con ordine, con serietà
e anche con serenità.
PICCIOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PICCIOLO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, questo
articolo rappresenta l'essenza di questa legge, della nostra
presenza qui come Gruppo parlamentare in Aula. E' un articolo di
grande buon senso per i lavoratori delle province, che consente
anche di riporre giustizia nel settore dell'accompagnamento dei
disabili presso gli enti locali. Credo che il Governo debba però
tenere fortemente in considerazione, Assessore Baccei, anche i
riferimenti dell'onorevole Falcone, e quindi farsi valere di più
sul tavolo nazionale, perché noi non possiamo sempre dare al
Governo nazionale, ma dobbiamo anche a volte chiedere.
Questa è anche una mia battaglia, cioè chiedere le risorse che
sono essenziali ed indispensabili. Quindi, l'Ufficio scolastico
regionale non può essere sordo alle nostre istanze e dobbiamo
cercare - e spero che l'intervento dell'Assessore alla formazione e
all'istruzione, Marziano, sia chiarificatore in tale senso - di
chiedere e garantire l'assistenza giusta ai disabili, a carico
dello Stato, e che non sia fatta a spot, come è stata fatta finora,
quasi per un diritto che diventa una concessione.
E' chiaro, onorevole Falcone, è vero quello che dice lei,
probabilmente anche dietro questo sottobosco di gestione, oltre i
fatti buoni, soggiacciono le clientele, ma le clientele in
quest'Aula, credo che non abbiano né padre, né madre, ma siano
ormai orfane da troppi anni di mala gestio di questa Regione.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, finalmente siamo
arrivati a questo articolo, rispetto al quale mi era sembrato di
capire che, già l'assessore aveva posto all'inizio, la
disponibilità e, addirittura, la proposta di uno stralcio, per
trattarlo prioritariamente.
Noi con grande senso di responsabilità, convinti del fatto che la
variazione di bilancio dovesse essere portata avanti sino alla
fine, abbiamo dato disponibilità anche ad iniziare a trattare gli
articoli precedenti. E negli articoli precedenti abbiamo assistito
a qualcosa, mi sembra come 3 milioni di euro sulla promozione per
le attività nel settore vitivinicolo, abbiamo assistito
all'approvazione in ambito, sempre di promozione del territorio,
degli aspetti che riguardano le Terme di Sciacca ed Acireale, e
adesso, finalmente, siamo arrivati al tema delle province, dove di
mezzo ci stanno dipendenti della pubblica amministrazione che
rischiano di essere licenziati e con questi, quei dipendenti delle
strutture convenzionate che si occupano della disabilità.
Lo dico chiaramente, se quest'Aula dovesse mai scegliere di
investire, sulla promozione delle attività e della vendita del vino
nel mondo, penalizzando i propri utenti, le proprie famiglie che
vivono sfortunatamente una condizione di disabilità, credo che
davvero non potremo raccontarla da nessuna parte.
Da parte di Forza Italia sono stati presentati degli emendamenti.
Il primo che, credo essere di buon senso: allineare la situazione
regionale alla questione della territorialità, a quelle che sono le
specificità e le peculiarità del trattamento della disabilità in
Sicilia. Evidentemente, facendo anche a meno, di quelle che sono le
linee di indirizzo nazionale, perché quell'articolo 10, così com'è,
nel contesto siciliano, non ha motivo di poter essere applicato,
perché reggerebbe la propria attività sulle iniziative svolte da un
personale che non è più nelle condizioni di svolgerlo, e che per
essere chiari - così com'è stato detto anche in sede di
Commissione e anche dallo stesso provveditore - non la vuole fare
quell'attività di assistenza ai disabili
Diciamocelo chiaramente. Si parla di personale che non è nelle
condizioni di farlo e che, soprattutto, non lo vuole fare
Dal nostro punto di vista l'articolo 10 andrebbe assolutamente
abolito. C'è un'ulteriore proposta che è quella di stanziare delle
somme, consentendo l'avvio dell'attività fin dalla fase di inizio
delle scuole, perché non possiamo lasciare un giorno, perché
sarebbe una grandissima discriminazione, nei confronti di utenti
speciali con bisogni speciali, di fronte ai quali nessuno può porre
una benché minima opposizione.
Quindi Presidente, con molta serenità, mi sembra che ci sia il
clima, come abbiamo approvato gli altri articoli, mettiamo in
votazione questo articolo e vediamo di dare, finalmente giustizia
ad una vicenda che veramente è centrale nel senso della tutela dei
diritti dei più deboli.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, le chiedo solo cinque minuti di sospensione, così da
potere concordare con tutti i deputati, con tutti i Capi gruppo, la
riscrittura dell'emendamento, solo cinque minuti.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, aveva chiesto di parlare
l'onorevole Alongi, poi sospendiamo cinque minuti.
ALONGI. Signor Presidente preferisco intervenire dopo che il
collega Vinciullo finisce di riscrivere l'emendamento.
MARZIANO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
impropriamente perché la questione, pur riguardando il tema della
scuola, afferisce alle competenze e alle funzioni di altri
Assessorati e di altri Assessori, però ha evidentemente una
ricaduta importante sul diritto allo studio. Ecco perché sto
seguendo la vicenda, anche se - ripeto - non è una delle competenze
che sono attribuite al mio Assessorato, e proprio per questa
competenza di cui mi sono caricato che io condivido la proposta
fatta dall'onorevole Panarello che parte dalla realtà dei fatti.
Noi abbiamo un articolo 10 della legge finanziaria che prevede che
questo tipo di assistenza si faccia, come in Italia, attraverso i
collaboratori scolastici, cioè i cosiddetti bidelli e poi abbiamo
un comma 2, che prevede addirittura la possibilità per gli
interessati di fare ricorso al sistema del voucher. Bene Mi pare
di capire che c'è il consenso generale all'eliminazione del comma
2, e cioè del sistema dei voucher, perché è un sistema devastante
della modalità di esecuzione di questo servizio.
Voglio però ricordare che il sistema del voucher non fu proposto
dal Governo, fu una decisione di quest'Aula proposta da un Gruppo
politico e approvata a voto segreto, evidentemente, in spregio alle
posizioni del Governo.
Allora non si possono giocare due parti, questa proposta non era
una proposta del Governo, fu approvata su proposta di un Gruppo
parlamentare, e fu approvata in odio alla posizione del Governo,
per mettere sotto il Governo.
Adesso ci si rende conto che è un errore clamoroso e si vuole
tornare indietro.
RINALDI.. l'avete votata voi assieme al Movimento Cinque Stelle.
MARZIANO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale.. No, ma che dice onorevole Rinaldi, è una proposta
fatta da un Gruppo politico e votata dall'Aula. Giusto? Siccome è
un errore clamoroso, si deve cercare di porre rimedio ad una
modalità di attuazione che non è immediata perché? Perché noi non
possiamo distaccarci molto dal resto d'Italia, per cui non possiamo
prevedere un sistema completamente diverso.
Io ho partecipato a una riunione in Prefettura assieme ad altri
Assessori del Governo regionale e sindacati e con l'Ufficio
scolastico regionale, nella quale la responsabile dell'Ufficio
scolastico regionale sosteneva che stavano formando 2500
collaboratori scolastici per ottemperare a questo servizio.
Intanto 2500 su 12 mila, però adesso risulta che non sono in grado
di partire subito con questo servizio, per cui mi sembra di buon
senso la proposta fatta dall'onorevole Panarello di abrogare il
comma 2, mettere una posta di bilancio e fare avviare il servizio
con le caratteristiche del passato, nelle more che si possa trovare
un assetto definito.
Io aggiungo, il problema per una parte di questi lavoratori
rimarrà. Anche in questo, nonostante non sia mia diretta
competenza, ho depositato, ormai con tutte le relazioni dei vari
assessorati, un disegno di legge che può consentire, ad una parte
di lavoratori che ne abbiano i titoli, una riconversione da
operatori del servizio igienico-sanitario a operatori dei servizi
Asacom, cioè qualcosa di diverso, e di cui la società ha bisogno.
Questo disegno di legge è stato depositato in V Commissione, con
tutte le relazioni, è chiaro che avrà bisogno del suo tempo, quindi
noi abbiamo bisogno di una fase transitoria per potere formare una
parte di questo personale verso servizi di cui la scuola ha
bisogno, i cosiddetti servizi Asacom, l'assistenza alla
comunicazione.
Il disegno di legge è presentato, prevede la possibilità di
attività di formazione fatte di concerto con il CEFPAS e con
l'assessorato alla Salute, e affronterà un pezzo del problema dei
lavoratori.
Pertanto, condivido il percorso individuato dall'onorevole
Panarello, eliminazione del comma 2, mettere una posta di bilancio
per affrontare i primi mesi, e poi affrontare la questione con
l'assestamento.
Voglio ricordare, però, che c'è il problema del trasporto
sollevato da alcuni colleghi, che rimane tutto in piedi, perché
l'anno scorso al mancato servizio di trasporto ai disabili che le
province non sono state in grado di fare, ha sopperito
l'assessorato all'istruzione, senza averne titolo e senza averne
l'obbligo, con un avviso finanziato con circa 1 milione e 300 mila
euro.
Era un intervento straordinario che non possiamo ripetere
quest'anno. Quindi, va previsto che tra le somme che vengono
erogate agli enti locali, che hanno questo obbligo, ci sia
l'obbligo di garantire il trasporto per i disabili. Perché
altrimenti, se non mettiamo il vincolo, non ci può essere
quest'anno un'azione sostitutiva da parte di altri assessorati.
Quello che voglio dire è di pensare a questo, ma pensiamo anche
all'obbligo per i servizi Asacom e pensiamo all'obbligo per il
trasporto, perché non ci può essere azione sostitutiva, come l'anno
scorso alla luce dell'emergenza.
PRESIDENTE. La seduta è sospesa per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 14.28, è ripresa alle ore 14.48)
La seduta è ripresa.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, così come richiesto da
tutti i Gruppi parlamentari, nessuno escluso, la Commissione ha
riscritto l'emendamento che riguarda l'assegnazione a favore dei
Liberi Consorzi comunali, prevedendo - ripeto, come è stato chiesto
da parte dei deputati - una riserva di un milione e mezzo di euro,
per l'assistenza ed il trasporto degli alunni e delle alunne
diverse abili.
Nello stesso tempo, è stato presentato l'emendamento che sopprime
l'articolo 10, ed è questa la volontà, dal momento che pare
evidente essere la volontà di tutto il Parlamento. Di conseguenza,
cerchiamo un attimino di ricordare tutto.
Noi abbiamo allo stato attuale 19 milioni e 600 mila euro già
stanziati per le Province, e su questi vi è una riserva di 1
milione 150 mila. Oggi, sui 9 milioni stiamo prevedendo
un'ulteriore riserva di un milione e mezzo di euro, di conseguenza
su 28 milioni e 600 mila euro complessive per tutte le Province, vi
è una riserva destinata all'assistenza ed al trasporto dei ragazzi
e delle ragazze diversamente abili, pari a 2 milioni 650 mila che
riteniamo, come Commissione - ma ripeto raccogliendo l'istanza che
proviene da tutti i deputati parlamentari, nessuno escluso - una
risposta sicuramente positiva.
ALONGI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi ho ascoltato con
grande attenzione l'emendamento presentato dalla Commissione a
firma del Presidente Vinciullo e devo dirvi che sono
particolarmente soddisfatto perché questo emendamento rimette
ordine ad un articolato che aveva provocato un minimo di disordine
in quello che era l'assistenza, e aggiungo, ed è importante, perché
questo va spiegato.
Oggi, non si fa soltanto assistenza agli alunni disabili, ma si fa
assistenza agli alunni disabili, c'è il trasporto e c'è anche il
LIS, la comunicazione. Sono tre gli assi di intervento dove bisogna
operare. Evidentemente, io non lo so se con il milione e mezzo di
euro, Assessore Baccei, si riuscirà ad arrivare al 31 dicembre di
quest'anno, ma mi auguro e auspico che ci sia uno sforzo corale da
parte delle città metropolitane, da parte dei Liberi Consorzi
affinché si possa trovare risorse aggiuntive, se ciò dovesse essere
utile da parte dei Liberi Consorzi, delle Città Metropolitane, per
coprire questo servizio fino al 31 dicembre.
E aggiungo a questo, credo che questa esperienza - io mi auguro
che l'emendamento venga approvato dall'Aula - serva anche ad
approfondire meglio e ad analizzare meglio quali sono i risvolti e
come ci si può muovere con una riforma complessiva che guardi due
aspetti, che guardi i disabili da un lato e che guardi personale
che da un ventennio svolge questo specifico servizio.
Se noi riusciamo a guardare e a pensare ad un modo nuovo, diverso
e dove non ci sia, e io condivido quello che diceva il collega
Picciolo, anche il ricatto nei confronti del lavoratore che oggi
opera, credo che questo sia un fatto importante e io quindi,
chiaramente, annuncio fin da adesso il mio voto favorevole
all'emendamento presentato dalla Commissione Bilancio .
ZITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi per capire qual è la
vera situazione delle province forse è meglio citare chi
sicuramente ne capisce più di tutti qua, capire qual è il problema,
come si poteva risolvere e come non si è risolto invece. Perché
nella finanziaria di febbraio, di fine febbraio, questo autorevole
personaggio disse: sappiamo tutti che il problema dei Liberi
Consorzi è un problema veramente serio che vale 150, 180 milioni di
euro. Il problema va affrontato in maniera seria, a partire
dall'approvazione della legge dei Liberi consorzi . Questo è il
primo passaggio.
Poi, va fatto - come già stiamo facendo con l'Assessore Lantieri
- un discorso serio che deve vedere coinvolti i Commissari dei
Liberi Consorzi che devono fare la loro parte, la Regione che deve
fare la sua parte e dare risorse e lo Stato che a questo punto deve
entrare cercando di alleggerire il contributo alla finanza
pubblica, che è quello che sta strozzando i Liberi Consorzi .
Continua questo illustre personaggio dicendo: Va affrontato il
discorso economico con un tavolo, con i Commissari che facciano la
loro parte. La Regione deve trovare risorse serie che non possono
essere 4, 5 milioni di euro e a quel punto porteremo lo Stato a
fare la sua parte, alleggerendo il contributo alla finanza pubblica
perché è diventato insopportabile ed è quello che ha fatto saltare
l'equilibrio dei liberi Consorzi . Dice sarà stato una svista di
questo illustre personaggio, sul discorso della finanza pubblica .
Ma il 22 marzo 2016, quindi circa un mese dopo, ritorna dicendo
sempre che il problema come sappiamo è complesso perché stiamo
parlando del disavanzo che si aggira a 250, 180 milioni. Il mio
punto di vista come sapete è che non si può aspettare un
conciliamento del contributo della finanza pubblica perché si
creerebbe, ovviamente, un problema di 200 milioni di euro sul
bilancio dello Stato, non si può pensare che la Regione si faccia
carico dell'intero problema, ma sicuramente portando allo Stato
l'azione virtuosa, ulteriori azioni che si possono fare io mi
aspetto che lo Stato ci possa venire incontro non soltanto per
cercare di attenuare quantomeno le trattenute alla finanza
pubblica, ma anche su altre cose tipo la mobilità, su altre
amministrazioni dello Stato .
Questo era un altro intervento di colui che è il nostro illustre
Assessore per l'economia. Perché è stato lei a dire e se l'è
negato in Commissione Bilancio dicendo a me personalmente:
vediamo i verbali , questi sono i verbali
Lei aveva detto che avrebbe cercato di fare qualcosa per diminuire
il contributo e la finanza pubblica. Lo sappiamo tutti che quei 9
milioni di euro che stiamo cercando di dividere, un milione e mezzo
per i disabili, altri per gli stipendi, altri per i precari non
basteranno e, quindi, a settembre torneremo ad essere punto e a
capo.
Sappiamo anche che, possibilmente, altre province oltre a quella
di Siracusa andranno in dissesto, visto che, ad esempio, quella di
Siracusa aveva 19 milioni di euro di disavanzo di cui 18 milioni di
euro per la compartecipazione alla finanza pubblica. Ma siccome noi
preferiamo infilare la testa sotto la sabbia ed essere contenti
perché un milione e mezzo riusciamo, forse, a fare chissà che cosa
e a tirare a campare, perché ormai in questa Assemblea si tira a
campare Altre province al grande dissesto, la mobilità non è mai
effettivamente partita, per capire lo Stato quello che può
assorbire, perché sappiamo tutti che i dipendenti della Provincia
non possono andare nei comuni o in altri enti regionali perché
questo impedirebbe poi la stabilizzazione dei precari di cui voi
tanto vi vantate di voler fare.
Noi avevamo proposto qualcosa a livello nazionale, avevamo
proposto degli emendamenti a firma Nesci e Marzana dove si diceva
di diminuire questo contributo del 50 per cento per tutte le
province; avevamo chiesto la sospensione dei mutui per un paio
d'anni, ovviamente il tempo di dare ossigeno e di dare quanto
necessario per cominciare a partire con queste mobilità. Questo
invece non è stato fatto.
Bisogna chiedersi - questo lo dovevano fare i vostri commissari in
questi tre anni - perché prima, quando c'era la politica, si è
arrivato ad accendere mutui, ad utilizzare soldi in maniera
clientelare e quant'altro.
Questo, invece, non è stato fatto e ora ci ritroviamo a cercare
gli spiccioli e non serviranno. Quindi, dovremmo ritornare a
settembre e parlare della stessa cosa, poi ne dovremo parlare di
nuovo a novembre, poi di nuovo a dicembre e andremo così, finchè
poi qualcuno, soprattutto per quei consorzi che andranno in
dissesto, alcuni dei lavoratori si ritroveranno per mesi e mesi
senza stipendio, i disabili si ritroveranno fermi o senza
assistenza. Questo è quello che avete combinato e qua c'è la
dimostrazione che chi si era preso l'impegno a fare qualcosa a Roma
non l'ha fatto.
FONTANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FONTANA. Signor Presidente, sarò telegrafico, soltanto per
confermare il nostro voto favorevole anche a questo emendamento che
è stato riformulato.
È un argomento che noi abbiamo già affrontato in altre sedute e in
altre occasioni. Purtroppo, talvolta abbiamo anche commesso degli
errori come quello dell'approvazione dell'articolo 10 che oggi
abrogheremo, perché in effetti abbiamo commesso un grave errore.
Io ho sentito qua degli interventi sui disabili. Credo che nessuno
possa vantare primati rispetto a questo problema perché ognuno di
noi ha una sensibilità sufficiente a comprendere cosa significhi
essere disabile, cosa significa affrontare una disabilità non solo
per il soggetto che ne è interessato ma anche per la famiglia e per
tutto ciò che ruota attorno, per cui nessuno ci deve insegnare
nulla su questo argomento. Siamo abbastanza vaccinati e pronti per
affrontarlo con una sensibilità assolutamente sufficiente.
Pertanto, siamo assolutamente d'accordo che questo sia un
servizio che va garantito. Il problema è come deve essere garantito
e la Sicilia, purtroppo, non può essere sempre speciale in tutti i
campi e in tutti i settori.
Questo è un problema che è stato già affrontato dal Governo
nazionale, è stato affrontato dal resto di Italia, è un servizio
che viene garantito all'interno delle scuole dai collaboratori
scolastici che sono stati all'uopo formati, non capisco perché noi,
ancora oggi, ci intestardiamo a voler comunque garantire, invece,
una presenza di operatori che, per carità, a loro va il nostro
compiacimento per l'attività che hanno saputo svolgere in passato,
ma è chiaro che, oggi, se questo è un problema che non ha prezzo,
come la salute, ha dei costi che la Regione non può più sostenere.
Se ricordo bene, in passato, credo che il costo complessivo di
questo servizio, per tutta la Sicilia, era di 18 o 20 milioni di
euro.
FORMICA. Undici milioni di euro.
FONTANA. Undici milioni di euro. Oggi, parliamo di un emendamento
che vede una riserva di ulteriori 1 milione e 500 mila euro che si
aggiungono al 1.250 milioni che avevamo già stabilito nei 9
milioni, quindi, complessivamente è 2 milioni e mezzo. Credo che
alla fine siano una risorsa irrisoria rispetto al costo
complessivo. Però, oggi, sono anche soddisfatto di questo
emendamento perché quanto meno garantiremo il trasporto, e questo è
un obbligo di legge che bisogna assolutamente assicurare. Invece,
per quanto riguarda l'assistenza transitoriamente, è chiaro, che
queste risorse, in parte, potranno anche servire per delle forme di
disabilità grave dove sarà necessaria la presenza costante di un
operatore, ma questi sono pochi casi francamente. Invece, per tutto
il resto è giusto che il servizio venga garantito dai collaboratori
scolastici, così come avviene in tutta Italia ed in tutte le
regioni.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Grasso. Ne ha
facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, le ragioni per le
quali è necessario approvare questo articolo le ha già esplicitate
il Capogruppo, io vorrei, semplicemente, dire all'assessore
Marziano, proprio a lui di cui ho una grandissima stima per la sua
onestà intellettuale, che mi dispiace che addebiti, anche alle
opposizioni, l'esito della norma della finanziaria.
Noi in finanziaria abbiamo sostenuto ampiamente e cercato di farvi
desistere. Oggi, ci si è resi conto, sia il Governo ma soprattutto
la maggioranza di quest'Aula che ha votato, che è una stortura che
bisogna correggere. Riguardo al personale ATA: qualcuno prima
sosteneva che verrà formato. E'insufficiente. In qualità di sindaco
vi posso dire che il personale ATA nelle scuole, dove ci sono gravi
disabilità, è veramente insufficiente ed il problema grave è quello
del trasporto.
Noi abbiamo presentato anche un subemendamento che oltre
l'assistenza prevede anche il trasporto perché non può gravare
sugli enti locali.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Maggio. Ne ha
facoltà.
MAGGIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivido la
riscrittura della Commissione che unisce emendamenti e
subemendamenti che avevo sottoscritto con altri colleghi. Sono
d'accordo perché non dobbiamo dimenticare che la nostra priorità è
assicurare l'assistenza ai ragazzi che devono poter continuare a
frequentare le scuole. Nell'assicurare l'assistenza un nodo
cruciale è quello di assicurare i lavoratori che finora li hanno
seguiti perché vorrei ricordarvi che l'assistenza di cui hanno
bisogno che, apparentemente sembrerebbe un supporto esclusivamente
manuale, è riferito a soggetti che hanno anche bisogno di entrare
in empatia con coloro che li accudiscono. Quindi, il fatto che
questi lavoratori possano continuare a svolgere questa attività non
è indifferente, non si tratta solo di un sostegno dato a loro, che
pur ne hanno necessità in quanto lavoratori.
Lo sforzo che chiediamo, quindi, al Governo regionale in questa
fase di transizione di competenze, dalle ex province ai consorzi
dei comuni - che mi pare sia stato accettato - è importante proprio
per garantire, adesso, con questa riserva di 1 milione e mezzo, che
si possa iniziare tranquillamente l'anno scolastico, ma anche con
l'assestamento di poter garantire, senza interruzioni, fino a
quando, con certezza, non sarà stata definita la copertura totale
dell'assistenza, considerato che, contestualizzando abbiamo visto
che, sicuramente i lavoratori che stanno per essere riqualificati,
i collaboratori scolastici, non saranno in un numero sufficiente.
L'altra cosa importante dell'abrogazione dell'articolo 10, che sta
tra l'altro nelle motivazioni che enunciavo prima, è quello
relativa ai voucher. E' davvero impensabile di assicurare un
servizio di questo tipo tramite voucher, che metterebbero in
difficoltà le famiglie, quindi, i soggetti disabili ed i
lavoratori.
In ultimo sosterrò anche il subemendamento che è stato presentato
sulle ore di lavoro. Non si può pensare di intervenire con
modifiche contrattuali sull'orario di lavoro: chi ha 18 ore rimarrà
a 18 ore, chi ne avrà di più rimarrà con le sue ore.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Rinaldi. Ne ha
facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per un
po' di chiarezza perché nel testo non era previsto quello che
adesso stiamo approvando. E' grazie al Gruppo di Forza Italia che
ha presentato l'emendamento e che, subito dopo, l'approvazione
dell'articolo 10 nella finanziaria, aveva fatto notare che
l'articolo 10, approvato dal Gruppo PD, non a voto segreto, a voto
palese, insieme al Movimento Cinque Stelle - per carità, non dico
che quando hanno votato l'articolo, l'hanno fatto in funzione di
creare un disservizio, lo hanno fatto perché volevano adeguarsi a
una normativa nazionale, ma in Sicilia, questo servizio che adesso
viene svolto dalle cooperative non può essere svolto immediatamente
dagli operatori scolastici e questo lo ha dichiarato anche la
responsabile del servizio regionale scolastico, in Commissione
Bilancio', dicendo che, non solo il personale ATA, non aveva mai
fatto una formazione in tal senso, ma non aveva neanche il tempo
materiale di poter effettuare questa formazione per fare svolgere
il servizio per l'anno scolastico che sarebbe arrivato a breve
tempo. Era necessaria, quindi, una revisione dell'approvazione
dell'articolo che era stata fatta - e grazie, ripeto, a Forza
Italia che ha presentato un emendamento, ha costretto la
maggioranza a rivedere l'abolizione dell'articolo 10, approvato in
finanziaria - comunque, noi avevamo detto immediatamente, dopo con
una Conferenza stampa, il giorno dopo dell'approvazione, che era un
articolo sbagliato - ed anche lo stanziamento dei fondi per il
trasporto ed anche per l'assistenza.
Questa formazione deriva da anni di esperienza, deriva da
un'assistenza che è specifica e che non può fare il personale ATA,
non soltanto perchè non ha la formazione, ma perché gli uffici e le
scuole, in questo momento, non hanno il numero da poter destinare a
tale servizio.
Sono contento che, finalmente, questa iniziativa di Forza Italia,
abbia trovato anche l'appoggio del Governo e di tutta l'Aula per
poterlo approvare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ieri il presidente
Ardizzone, ha tenuto a sottolineare, quanto quest'Aula sia
produttiva e quante volte si riunisca.
Vorrei ricordare ai colleghi ed anche al Governo che, quando ci si
riunisce ci deve essere un'utilità, si parla. Allora, come è
possibile che, a distanza di qualche mese l'assessore Marziano si
sia dimenticato della seduta n. 331. In quella seduta, quando si è
trattato questo argomento, iniziamo dal momento del voto: Baccei,
parere favorevole, Commissione, parere favorevole; chi è contrario
si alzi ; glielo dico io, non si è alzato nessuno.
Erano tutti favorevoli
Nel merito dei contenuti: quel giorno fu presentata una
riscrittura, quindi, il soppressivo che avevamo presentato non era
più efficace. Sulla riscrittura abbiamo inserito l'emendamento a
nostro modo di vedere ed a modo di vedere delle associazioni delle
famiglie, con cui abbiamo fatto il giro di vari Assessorati, era un
paracadute, ma durante l'intervento della collega Zafarana è stato
detto, diciamocelo chiaramente il personale ATA è dimezzato,
ridotto, fortemente gravato e noi non possiamo arrivare a settembre
senza che il servizio sia compiutamente espletato da persone
preparate.
Su quello che avviene nel resto della Sicilia, l'onorevole
Vinciullo ha detto: è chiaro che da Reggio Calabria in su quello
che avviene è che è il Ministero dell'istruzione a provvedere
economicamente a formare questo personale proprio perché così le
nostre risorse possono andare all'assistenza specialistica e verso
una completa autonomia ed integrazione di questi ragazzi.
Su una cosa non era d'accordo l'assessore Baccei, disse che non
era vero che non si era fatto nulla ma che alcune province avevano
già avviato per tempo i corsi eppure io, oggi, mi devo sentire
dire, arrivati a questo punto, dato che non siamo, Presidente,
nell'ufficio di Presidenza, vi propongo quando vi riunite, dato che
avete quel bel bilancio, fate il servizio esorcismo per alcuni
deputati perché hanno la personalità che si sdoppia ed un giorno
dicono una cosa ed un giorno l'altra a secondo di chi li tira dalla
giacchetta, ma bisogna essere coerenti su questo argomento perché
non è un argomento per attirare voti ma per garantire il minimo di
dignità.
Allora, l'onorevole Marziano, purtroppo, ha detto delle
imprecisioni perché ha parlato di voti segreti che non ci sono
stati, di imboscate che non ci sono state e di pareri negativi da
parte del Governo che non ci sono stati e sono nel verbale
profumatamente pagato dai contribuenti quando ci si riunisce,
quindi, almeno si abbia il garbo di rispettare quello che è stato
detto.
Detto ciò, siamo d'accordo è chiaro siamo in un last minute, a
settembre la scuola riapre e bisogna, come minimo, senza prendersi
meriti, perché qua non vince nessuno, non vince nessuno, fare
partire il servizio ed attivarsi per tempo.
Detto ciò voglio dire all'onorevole Marziano ed al Governo di fare
attenzione a quello che ho detto all'inizio di seduta: siamo
assenti dal fondo di riparto per le disabilità per coprire i
servizi che prima venivano fatti dalle province in tutta Italia,
cioé trasporto, assistenza di base e specialistica.
A fronte di questo mi verrà detto: ma noi siamo Regione a Statuto
speciale , bene, nel decreto di riparto della stessa legge
dell'anno scorso, del 2015, la Regione siciliana era presente ed
eravamo a Statuto speciale anche l'anno scorso.
Ora, dato che il fondo di riparto è del 2016 vi vedrete in
Conferenza Stato-Regione? Bene, però entro quest'anno perché l'anno
prossimo mi pare che non si possa decidere per l'anno precedente,
quindi, cerchiamo di darci una mossa.
Probabilmente, siamo stati esclusi da questo fondo di riparto,
immagino ma non ne ho certezza, perché abbiamo una legge propria,
perché questa Regione si è dotata di una propria autonomia su
quello che non ha perché il diritto del disabile deve essere
omogeneo su tutto il territorio italiano e non possiamo crearci
l'autonomia speciale quando a qualcuno serve e, poi, sulle cose
sulle quali, invece, avremmo l'autonomia ci facciamo trattare come
degli zerbini.
Presidente, a patirne l'ansia, la disperazione sono quelli che
sono al di fuori di quest'Aula, quindi, il Governo, per piacere, si
attivi e dica le cose come stanno.
MARZIANO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale, Signor Presidente, devo intervenire intanto per
dovere, non ho difficoltà ad ammettere che mentre pensavo che fosse
stato approvato con il voto segreto l'Aula lo ha approvato col voto
palese e col parere di tutti.
Io, personalmente, ho considerato fin dall'inizio il sistema del
voucher una modalità non applicabile immediatamente alla Sicilia,
poi che tutta l'Aula l'abbia ritenuto
da avviare non ho difficoltà ad ammetterlo.
Voglio però, anche in questo caso, non è la Conferenza Stato-
Regione alla quale partecipo io, non è il mio Assessorato di
riferimento, ma la Sicilia è stata esclusa dalla ripartizione dei
fondi per le Regioni a Statuto ordinario e partecipa, come sempre
per tutte le altre forme, quelle che riguardano le infrastrutture o
gli enti locali, alla ripartizione dei fondi delle Regioni a
Statuto speciale.
Sarà mia cura o della collega Lantieri o del collega Micciché
verificare se e quando è stato fatta la ripartizione - io non lo so
perché non partecipo a quella Commissione -, ma è chiaro che la
Sicilia rientrerà nella ripartizione dei fondi per le Regioni a
Statuto speciale.
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per
dichiarare il mio voto favorevole e quello del mio Gruppo su questo
articolo. Vorrei solo puntualizzare una cosa, signor Presidente,
nei vari interventi. Vedete, quando si tratta di questa materia
fare demagogia e pubblicità per i disabili o per i disabili gravi,
secondo me, è una ipocrisia che dovremmo evitare, cercate di
trattare questa materia con la dovuta delicatezza. Invito tutti i
miei colleghi, quando trattiamo questo argomento, ad essere molto
più semplici, molto più veri.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Vorrei intervenire per
rispondere principalmente all'onorevole Zito che ha fatto
l'intervento per dire che non solo l'ho detto due volte, ma se
vuole glielo dico anche la terza volta, che secondo me l'unico modo
per uscire dal problema delle province, e che ribadisco, era di
fare un'azione congiunta da più parti.
Io, a suo tempo, avevo fatto un piano che avevo cominciato ad
implementare e che prevedeva una serie di azioni complesse. Come
Regione ho sempre detto che faremo la nostra parte, cercheremo di
mettere più risorse a favore delle province, avevamo individuato,
insieme ai commissari della provincia una serie di ulteriori azioni
che potevano fare contenimento della spesa ma, poi, ovviamente
quando non si ha la possibilità di gestire direttamente, perché
esce dall'ambito della mia delega, portare avanti queste azioni da
parte di terzi diventa più complicato.
Per quanto riguarda il tavolo con lo Stato, ho accompagnato, in
più di una occasione, l'assessore Lantieri, per intavolare questa
trattativa laddove, ovviamente, bisogna arrivare con un piano
concreto per cercare di avere un aiuto nell'ambito di quel piano da
parte dello Stato.
Avevo fatto cenno alla mobilità, perché è uno dei presupposti, ma
per avere la mobilità bisogna dichiarare gli esuberi così come
hanno fatto le altre regioni, a quel punto si attiva la mobilità
verso le amministrazioni statali o verso le amministrazioni
comunali.
Ovviamente, in Sicilia, il problema è che abbiamo 15 mila precari,
quindi, non è che il problema è solo il contributo alla finanza
pubblica perché quelli in eguale misura ce lo hanno tutte le
regioni. Le altre regioni hanno un numero di precari nell'ordine di
centinaia, qui ne abbiamo 15 mila. Quindi, anche la possibilità di
fare mobilità dalle province ai comuni, ovviamente, è assolutamente
problematica. Per questo era nata l'idea di fare l'agenzia dei
precari, stabilizzare i precari lì, liberare i posti e fare
mobilità delle province.
Come vi rendete conto è un processo complesso, difficile che si
sta cercando di attuare, quindi, non è che ho detto una cosa e non
la sto portando avanti. Stavo cercando di portarla avanti con
l'assessore Lantieri, ma vi rendete conto che ci sono problemi che
vengono dal passato di chi ha assunto questi 15 mila precari, del
personale delle province che rispetto ai parametri è, comunque, in
esubero, di un esubero che non è stato dichiarato nell'ambito della
legge n. 15, quindi ci sarebbe una serie di azioni da fare per
risolvere questo problema.
Venendo all'articolo 10, l'avevo proposto io, dopo che l'anno
scorso si era verificata la situazione che si andrà a riverificare
tra breve, cioè le province non hanno risorse finanziarie, non
possono pagare gli stipendi, non potendo pagare gli stipendi, non
pagano neanche le cooperative o il trasporto ai disabili che,
quindi, non vanno a prendere, non riescono a far partecipare i
disabili all'attività scolastica.
Ovviamente, per l'assistenza igienico-sanitaria, il fatto di poter
formare i bidelli voleva essere un paracadute per disabili, perché
altrimenti la situazione che si verrà di nuovo a verificare è che i
disabili rimarranno a casa e perderanno l'anno scolastico.
Se si comincia a formare il personale ATA, lo dicono alla
direzione regionale, ma è ovvio che non si può passare, dall'oggi
al domani, dalla situazione esistente ad una nuova situazione; si
passerà progressivamente con un piano di formazione che già è
iniziato, lo diceva prima l'assessore Marziano che entro settembre
saranno formati le prime 2.500 persone ed è chiaro che sarà una
cosa progressiva. Però, almeno è un paracadute proprio per
assicurare l'assistenza a questi disabili. Il mio modo di vedere è
che abrogando l'articolo 10 si fa un danno a questi disabili e non
li si aiuta, però, come sempre, mi rimetto al volere dell'Aula su
questo tema.
Praticamente, il fatto che alcune province vanno già in questa
direzione, è vero, lavorando con i commissari, in alcune province
si sono già organizzati in questo modo.
Quindi, l'altro problema che avremo è che c'è una situazione molto
disomogenea sul territorio della Sicilia. Quindi, chi la dà solo
mattina, chi mattina e pomeriggio, chi si è già organizzato con gli
ATA, quindi, è una situazione non equa in partenza. Per cui,
secondo me, era un modo per trovare un'equità, dare un paracadute
ai disabili, nel frattempo che si entrasse a regime.
Secondo me questo articolo non risolve il problema. Quello che ho
chiesto all'assessore Lantieri è che da settembre, rivedendo
l'attribuzione di funzioni, la Regione si faccia carico
dell'assistenza ai disabili nelle scuole provinciali, cioè che
diventi una funzione regionale.
Quindi, se noi diamo dei soldi alle province, stiamo parlando di
circa 20 milioni di euro, si faccia carico di una funzione. A
questo punto siamo sicuri che la possiamo gestire ed evitare tutti
i problemi. Secondo noi potrebbe essere un modo di risolvere almeno
questo che è un problema urgente e spinoso.
Per il momento andiamo avanti con questa legge. Non sono convinto
che risolva il problema e - ripeto - farò in modo di metterci
innanzitutto le risorse in assestamento, più risorse per le
province, e di indirizzarle sulla funzione specifica che è quella
della assistenza ai disabili.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 5.1, a firma degli onorevoli
Greco G. ed altri. Considerato che l'onorevole Greco ha dichiarato
il voto favorevole all'articolo immagino che sia ritirato perché
l'emendamento è soppressivo. L'emendamento è ritirato?
GRECO GIOVANNI. Anche a nome degli altri firmatari dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 5.5, a firma della Commissione. Il parere
del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Ci rimettiamo all'Aula.
PRESIDENTE. L'approvazione dell'emendamento 5.5 assorbirebbe,
precluderebbe l'esame dell'emendamento 5.2 e del subemendamento
5.2.1. Anche l'onorevole Falcone nel suo intervento aveva lasciato
intendere di essere favorevole alle riscritture della Commissione.
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
solo per un chiarimento. Siccome nel passato si è verificato che
abbiamo stanziato soldi a favore dei disabili e, poi, i commissari
delle province non hanno fatto un tubo, chiedo al presidente
Vinciullo se con questo emendamento evitiamo, di nuovo, che gli
diamo i soldi e dopo tutto si fa meno che fare i servizi per i
disabili, per il trasporto dei disabili.
Voglio un chiarimento. Non bisogna avere fretta e fare le cose
così alla carlona .
PRESIDENTE. Invito il presidente Vinciullo a rispondere,
cortesemente.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Così come il
milione 165 anche questa è una riserva e può essere utilizzato solo
ed esclusivamente per i ragazzi e le ragazze diversamente abili,
cioè per l'assistenza di questi ragazzi.
GRECO GIOVANNI. Non ho capito.
PRESIDENTE. Onorevole Greco, non si distragga. Chiarisco io. Il
presidente Vinciullo ha chiarito e garantito che si tratta di
destinazione vincolata.
Pongo in votazione l'emendamento 5.5. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 5.2 ed il subemendamento 5.2.1 sono preclusi.
Si passa all'emendamento 5.4 al quale sono stati presentati due
subemendamenti, il 5.4.1 e il 5.4.2.
Con riferimento all'emendamento 5.4.1, chiedo il parere del
Governo e se comporta maggiori oneri.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, può chiedere ai firmatari di
illustrarlo?
PRESIDENTE. Chiediamo al Governo di illustrare intanto
l'emendamento 5.4, poi, l'onorevole Alloro ha chiesto di
intervenire, credo sul 5.4.1 di cui è proponente.
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come voi sapete i
precari dei comuni delle ex province sono stati considerati allo
stesso modo dei precari dei comuni in dissesto.
Siccome non ci sono più fondi ed i comuni in dissesto sono passati
da 12 a 18 e tra poco ne avremo altri, i fondi sono sempre rimasti
gli stessi ed abbiamo difficoltà economica.
Dopodiché il Governo ha deciso nelle ex province, per garantire a
tutti il contratto e dare continuità contrattuale, di portare tutto
a 18 ore. Anche perché, facevo notare ai colleghi, che alcune
province hanno fatto il contratto giuridico e non economico nel
senso che, in questo momento, non percepiscono un euro.
Quindi, abbiamo ribadito per dare continuità contrattuale meglio
18 ore e non avere un contratto che domani potrebbe causare delle
difficoltà. Pertanto, era la garanzia delle 18 ore. Se aumentiamo a
24 ore non arriviamo con la parte economica e si possono di nuovo
fermare, di conseguenza creare un vulnus legislativo.
ALLORO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALLORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, capisco bene che
l'idea è quella di risolvere il problema della crisi delle province
dando addosso ai contrattisti delle province che, alla fine, sono
450 persone. Però, non è così perché sulle province si stanno
giocando diverse partite.
La settimana scorsa, mi dicevano, che ancora i commissari non sono
stati in condizione di accordarsi su quella che è la divisione dei
fondi del primo stanziamento, quello dei 19 milioni circa, non so
se questa situazione ancora permane, tant'è che era intenzione
dell'Assessorato dare una boccata di ossigeno con 5 milioni e 800
mila euro per metterli nelle condizioni, quanto meno, di pagare gli
stipendi.
E' chiaro che con l'abrogazione della parte di testo
dell'emendamento 5.4, di eliminare le 18 ore, noi oggi stiamo
determinando una riserva. La riserva serve per pagare, non solo gli
assistenti alla disabilità, ma anche per pagare i contrattisti.
Quindi quando mi si dice non ci sono soldi, non è così, perché da
oggi noi i soldi ce li mettiamo. È chiaro che non sono dei soldi
sufficienti per arrivare a fine anno, e io non capisco per quale
motivo noi dobbiamo applicare due pesi e due misure. Avviene, per
esempio, nella provincia di Enna, che i dirigenti si sono pagati il
premio di produttività, ai contrattisti hanno fatto un contratto
che ha valore esclusivamente giuridico, cioè un contratto che tenta
di evitare la soluzione di continuità perché se no se ne vanno
tutti a casa, e non hanno né lavoro e neanche soldi.
Quindi, se è questo il modo con cui intendiamo risolvere i
problemi delle province, a me sembra francamente ridicolo. Per cui,
noi dobbiamo agire consapevoli del fatto che abbiamo un problema
sulle province, perché noi non abbiamo un problema sui
contrattisti. I contrattisti sono soggetti che sono
contrattualizzati, che lavorano lì da vent'anni, da venticinque
anni e che hanno la stessa identica dignità del personale di ruolo.
Allora, se non ci sono soldi, non ci sono soldi per nessuno, non
esiste che noi possiamo pensare che paghiamo ai dipendenti di ruolo
gli stipendi e i premi di produttività, produttività di cosa io mi
chiederei, giusto? Perché le province, che in questo momento non
hanno neanche sostanzialmente funzioni, non vedo quali sono gli
obiettivi che raggiungono. Ai dipendenti contrattualizzati da
vent'anni, che non sono a tempo indeterminato, invece, non gli
paghiamo neanche lo stipendio. Per far sì che la beffa sia completa
li scendiamo a 18 ore.
Attualmente ci sono contrattisti che sono già a 18 ore e
rimarrebbero a 18 ore. Ci sono quelli che sono a 24 ore che
rimarrebbero a 24 ore. Peraltro le 18 ore e le 24 ore attuali
derivano da leggi. Io non capisco per quale motivo dobbiamo fare un
passo indietro, sappiamo che c'è un problema, sappiamo che servono
risorse, che le risorse che servono non sono certamente queste dei
quattro contrattisti, e ci faremo carico poi in fase di
assestamento con i discorsi che, giustamente, ha portato avanti
l'assessore Baccei di aprire un ragionamento serio con lo Stato per
vedere risolvere i problemi delle province, quindi non i problemi
del personale di ruolo delle province, i problemi delle funzioni
delle province, del personale delle province di ruolo e
contrattisti.
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore
Lantieri, dal suo intervento, dall'intervento dell'onorevole Alloro
e dagli altri interventi appare chiaro che le risorse non ci sono.
Ma volevo sottoporle un quesito. Perché invece di fare un part-time
di 18 ore non farlo di 20 ore in modo che quelli che noi
utilizziamo per questo servizio almeno fanno 4 ore giornaliere per
cinque giorni, che normalmente si fa in tutti i posti. Quindi
siccome dobbiamo ricercare i fondi li ricerchiamo dando un
contratto a 20 ore.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo il mio sarà
un intervento telegrafico. Io ho bisogno di essere rassicurato dal
Governo, perché il ragionamento dell'onorevole Alloro è
convincente. Bisogna capire se la copertura finanziaria è
sufficiente per pagare tutti o no, perché da questo chiaramente
deriva la decisione di votare a favore dell'emendamento Alloro, che
io condivido, rispetto alla posizione del Governo sulla copertura
finanziaria.
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo ribadire
che nessuno vuole togliere le ore ai contrattisti. Sono stata io
quella che penso abbia difeso più di tutti i contrattisti.
Purtroppo, i contrattisti, e ribadisco, delle ex province, sono
stati dichiarati come i contrattisti dei Comuni in dissesto, perciò
la Regione mette il 100 percento delle somme. Mentre, per quanto
riguarda gli altri contrattisti, in base agli abitanti, il Comune
mette il 10 o il 20 percento, per i Comuni in dissesto con una
legge regionale fatta da questo Parlamento per consentire la
continuità contrattuale, perché nel momento in cui un Comune
dichiara il dissesto lo Stato, il Ministero degli Interni, prima
cosa dice di sospendere i contratti a tempo determinato, questo è
procedura di Codice Civile, non è una procedura mia.
La Regione ha garantito con un emendamento del deputato nazionale
Capodicasa che tutto l'onere finanziario andava a carico della
Regione siciliana, perciò i contrattisti dei Comuni in dissesto e
delle ex province, li paga al 100 percento la Regione.
La Regione ha previsto alcune somme, purtroppo nel frattempo altri
Comuni sono entrati in dissesto, perciò i contrattisti aumentano di
giorno in giorno. Abbiamo Carini con 100 e passa contrattisti,
Barrafranca con altri 80 contrattisti.
Allora io ho detto che siccome in questo momento i contrattisti
della Provincia di Enna ed Agrigento sono con un contratto
giuridico non economico, nel senso che non vengono pagati, per dare
continuità sia giuridica che economica, facciamo per adesso le 18
ore, appena troviamo altre somme e rimpinguiamo il fondo avranno il
loro contratto naturale. Nessuno vuole togliere niente ai precari,
nessuno vuole fare disparità di trattamento tra personale a tempo
determinato o indeterminato.
Per quanto riguarda quello che ha detto l'onorevole Alloro circa i
dipendenti di ruolo che hanno preso l'indennità di risultato, su
questo sarà il Commissario a rispondere, se l'ha firmato il
Commissario, o il dirigente che ha firmato il risultato che ha
raggiunto. Sicuramente l'assessorato farà delle verifiche.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, la Commissione è favorevole ad accogliere l'emendamento
dell'onorevole Alloro. Noi non possiamo, a chi ha già un contratto
in essere, intervenire ope legis per ridurre le ore, e mi sorprende
assessore, con il rispetto che le devo, quello che lei dice che il
Governo regionale avrebbe già operato in questo senso.
Il Governo regionale non può intervenire laddove vi sono dei
contratti in essere, noi diamo un contributo, diamo un contributo
fino a 18 ore, poi se le due province ritengono di mantenere il
contributo in essere, dovranno andare a trovare, se lo ritengono
opportuno, le risorse per arrivare fino a 24 ore, per chi ha 24
ore, o 19 ore per chi ha 19 ore.
Assessore Lantieri, mi sorprende poi l'altra vicenda relativa ai
Comuni in dissesto. Su questa vicenda non possiamo assolutamente
offrire alibi a nessuno, e non possiamo assolutamente chinare la
testa di fronte a provvedimenti arroganti del Ministero degli
Interni che pensa di mortificare l'autonomia della Regione
siciliana.
Quando lei si riferisce al provvedimento che è stato fatto
approvare da Capodicasa al Senato, cioè di recepimento della norma
che prevedeva che i Comuni che erano in dissesto al 31 dicembre
2015, che avevano dichiarato il dissesto al luglio 2014, se
volevamo tenere i precari ci facevamo carico noi delle somme,
stiamo parlando solo ed esclusivamente di quei Comuni che erano in
dissesto al 31 dicembre 2015, e che avevano dichiarato il dissesto
al luglio 2014.
Mi ascolti assessore Lantieri, perché su questa vicenda già
abbiamo avuto modo di parlare, non è assolutamente ammissibile
l'idea che un funzionario del Ministero degli Interni ordini a
questa Regione di prendere provvedimenti e noi, senza disposizione
legislative in vita, possiamo chinare la testa.
La testa questo Parlamento la china di fronte alle leggi, mai di
fronte a provvedimenti assurdi, illogici e anche illegittimi che
qualche funzionario del Ministero degli Interni pensa di prendere.
Se questo Parlamento vuole estendere anche a coloro i quali hanno
dichiarato il dissesto nel 2016, quelli che sono i benefici
previsti dall'ultima finanziaria, lo dobbiamo fare noi senza
accettare supinamente che altri si sostituiscono a noi.
Ciò posto, ma questo era una precisazione a corredo di quello che
h stato detto dall'Assessore, la Commissione ribadisce il concetto
che sarebbe opportuno che, nei limiti delle 18 ore settimanali,
venisse cassato in maniera tale che ogni provincia autonomamente
scelga il destino dei propri precari, nel rispetto dei contratti in
essere.
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e per la funzione
pubblica. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e per la funzione
pubblica. Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio precisare
che la Regione garantisce le 18 ore. Ogni provincia può fare
l'integrazione che vuole. Chi ha il contratto a 24 ore, e c'è
un'integrazione che fa la Provincia, può continuare a mantenerlo,
l'importante è che ha i fondi. Noi stiamo garantendo i contratti a
18 ore. La somma che mette la Regione. La differenza economica, se
la provincia di Trapani o di Enna vuole portare i contratti a 36
ore che lo faccia, l'importante che la differenza economica la
mettono loro.
Noi stiamo parlando di difficoltà economica, e che non si può
garantire. Giustamente mi sembra il cane che si morde la coda . Al
ché abbiamo detto la Regione garantisce le 18 ore, il contratto è
giuridico ed economico, la Provincia se vuole mettere la differenza
che lo faccia. Trovi i fondi e lo faccia con piacere. Era per
specificare che nessuno vuole togliere niente a nessuno
PRESIDENTE. Pongo in votazione il sub emendamento 5.4.1
all'emendamento 5.4. Il parere del Governo?
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e per la funzione
pubblica. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 5.4.2, a firma della
Commissione.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, stiamo chiarendo che nell'ambito
delle risorse assegnate dopo il riparto si farà la distribuzione
fra le varie province, no con il riparto, dopo, nel senso che prima
se li dividono e poi, all'interno di ogni provincia, c'è la
distribuzione.
Questo per evitare che si faccia disparità di trattamento fra chi
ha stabilizzato i precari e chi invece ha ancora i precari in
essere. E' solo una questione di natura lessicale, linguistica, che
avevamo già chiarito con il Governo.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 5.4 come sub emendato. Il parere
della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 5.3 è assorbito. Pongo in votazione l'articolo 5,
così come è emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, c'è stata una richiesta di andare avanti ad
oltranza. Io posso anche andare avanti, se c'è una richiesta di
sospendere la seduta per un quarto d'ora, sospendiamo. La richiesta
è legittima, se è condivisa sospendiamo.
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
Articolo 6
Modifiche all'articolo 7 della legge regionale 17 marzo 2016, n.
3
in materia di assegnazioni finanziarie ai comuni.
1. Al comma 15 dell'articolo 7 della legge regionale 17 marzo
2016, n. 3 dopo le parole secondo l'ultimo censimento sono
aggiunte le seguenti: e ai comuni delle isole minori. .
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, sull'articolo 6 c'è una riscrittura non tecnica
importante, che ha voluto il Presidente che, mi auguro, venga in
Aula più tardi, per cui vi chiederei di accantonarlo in attesa che
venga il Presidente, perché io non sono neanche in grado di
spiegarlo nel dettaglio.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
(Assume la Presidenza il Vicepresidente on. Venturino)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, accantoniamo l'articolo 6 in
attesa dell'arrivo del Presidente. Si passa all'articolo 7. Ne do
lettura:
Articolo 7
Scuole dell'infanzia paritarie.
1. E' autorizzato, per l'esercizio finanziario 2016, lo
stanziamento di 2.400 migliaia di euro per le scuole dell'infanzia
non statali (Missione 4, Programma 1, capitolo 373701).
2. L'Assessore regionale per l'istruzione e la formazione
professionale definisce, con proprio decreto da emanare entro
trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge,
le modalità di erogazione e rendicontazione del contributo di cui
al comma 1, da erogare al fine di garantire priorità
all'accoglienza gratuita degli alunni in condizioni disagiate per
un massimo di due alunni per sezione. .
Comunico che all'articolo 7 è stato presentato l'emendamento
soppressivo 7.1, a firma dell'onorevole Cancelleri ed altri.
Onorevole Cancelleri, lo mantiene o lo ritira?
CANCELLERI. Non lo ritiro e chiedo che la votazione avvenga per
scrutinio segreto segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 7.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 7.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 49
Votanti 48
Maggioranza 25
Favorevoli 18
Contrari 29
Astenuti 1
(Non è approvato)
Gli emendamenti 7.2 e 7.3 sono assorbiti. Si passa all'emendamento
7.5.
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, ho l'impressione che gli Uffici
le diano qualche consiglio che, secondo me, non funziona. Se noi
abbiamo bocciato l'emendamento soppressivo dell'onorevole
Cancelleri, io non ho capito perché lei non mette ai voti la
soppressione del comma 2, da me presentata. Sono due cose distinte
e separate. Quindi, siccome sono cose diverse io non capisco perché
l'ha dichiarato assorbito.
PRESIDENTE. Onorevole Greco, dal momento che abbiamo votato e
l'articolo non è stato soppresso, l'articolo rimane in vigore e si
passa, quindi, agli emendamenti che possono eventualmente
emendarlo.
GRECO GIOVANNI. Io, con la soppressione del comma 2, elimino il
comma 2 non tutto l'articolo. Quindi lei me lo deve fare votare.
PRESIDENTE. Onorevole Greco, siamo ancora all'emendamento 7.5, lei
sta parlando del suo emendamento 7.4, che è successivo. Io sto
seguendo l'ordine del fascicolo che lei ha e, trattandosi di
fotocopie, lei ha lo stesso ordine che ho io.
GRECO GIOVANNI. L'emendamento 7.2 noi lo dobbiamo votare.
PRESIDENTE. Onorevole Greco, l'emendamento 7.2 è soppressivo.
L'articolo è già stato approvato, quindi stiamo proseguendo in base
alla scaletta che lei ha uguale alla mia e quindi dopo viene
l'emendamento 7.5.
GRECO GIOVANNI. Va bene, mi ha convinto.
PRESIDENTE. Comunico che l'emendamento 7.5 è inammissibile perché
non c'è copertura finanziaria.
CIMINO. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, c'è un errore.
Perché prima di votare l'emendamento 7.4 bisogna votare il 7.3,
perché l'onorevole Greco chiede prima la soppressione del primo
comma, poi la soppressione del secondo comma. Noi abbiamo bocciato
la soppressione dell'intero articolo.
PRESIDENTE. Onorevole Cimino, l'emendamento 7.3, è superato con
l'approvazione dell'intero articolo, stiamo andando quindi al 7.4
che prevede, invece, la soppressione del solo comma 2.
Si passa all'emendamento 7.4. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
GRECO GIOVANNI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 7.4
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 7.4.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 51
Maggioranza 26
Favorevoli 20
Contrari 30
Astenuti 1
(Non è approvato)
CAPPELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, cittadini,
pronuncio il mio voto contrario a questo articolo di legge perché
trovo assolutamente indecente il fatto che questo Parlamento
destini più di due milioni di euro alle scuole private.
Sappiate che in molti comuni, come per esempio quello di Scordìa,
le scuole sono integralmente prive del certificato di agibilità e
sono scuole pubbliche, non private, sono scuole dove mandiamo i
nostri figli, e sono scuole dove i nostri figli non dovrebbero
potere entrare perché lì si rischia la vita
Quindi, se siete disponibili ad assumervi questa responsabilità e
a lasciare al proprio destino le scuole pubbliche bene, fate pure.
Se siete complici, invece, di un sistema che non so quali vantaggi
vi porta, allora sappiate che noi ci troveremo sempre dall'altra
parte della barricata. Ma questo non è possibile perché oggi
deportiamo del Sud al Nord. L'assessore si è reso disponibile la
scorsa volta, quando abbiamo discusso della mozione ad aumentare il
tempo pieno. Si ricorda? Ed è un'ottima idea, per garantire almeno,
una maggiore occupabilità.
Ma dico, questi soldi da dove li prendiamo? Allora delle due,
l'una. Il Gruppo del quale faccio parte, non potrà mai votare
questo articolo e non potrà mai stare a favore di quanto scritto.
Grazie.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, intervengo a titolo personale e non
come Presidente della Commissione, anche perché all'interno della
mia Commissione, vi sono sensibilità diverse che rispetto, e a cui
tengo in maniera particolare.
Speravo che l'onorevole Cappello mi facesse sognare brevemente.
Invece mi ha fatto cadere in un momento di dramma assoluto.
Onorevole Cappello, noi non siamo complici di nulla Complicità
significa, condividere e compartecipare un reato; noi non stiamo né
condividendo né compartecipando a un reato.
Lei ha una concezione assolutamente errata delle scuole Noi non
stiamo finanziando scuole private; noi stiamo finanziando scuole
pubbliche non statali. Perché come Lei sa perfettamente, le scuole
pubbliche si dividono in scuole pubbliche statali e scuole
pubbliche non statali.
Le scuole private si sottraggono a qualsiasi legge, a qualsiasi
ordinamento, perché la scuola privata è quella che tengo a casa
mia, faccio quello che voglio e non concedo e non rilascio alcun
tipo di diploma.
Stiamo parlando quindi di scuole pubbliche non statali. E lei sa,
come l'articolo 33 della Costituzione dà al genitore, e solo al
genitore, la possibilità di scegliere la scuola dove pensa di fare
educare il proprio figlio.
Quando parliamo di scuole pubbliche non statali, parliamo anche e
pure delle scuole pubbliche non statali religiose, che le vorrei
ricordare, essere le uniche presenti in alcuni quartieri siciliani.
Vi sono alcuni quartieri, a cominciare da Catania, dove la scuola
pubblica statale non è presente perché ha rinunciato al proprio
ruolo, perché ha abdicato al proprio ruolo delle classi sociali
meno abbienti. In questo posto svolgono un lavoro straordinario,
unico, insostituibile, le scuole pubbliche non statali
Quindi noi cosa stiamo facendo? Stiamo normando un sistema e,
attraverso questo sistema, stiamo dando un contributo, che mi pare
di ricordare, non potrà mai superare i duemila euro e che, a fronte
di questo contributo stiamo normando il concetto che comunque, le
scuole pubbliche non statali, che desiderano avere il contributo
devono accettare a titolo assolutamente gratuito i bambini che
appartengo a fasce sociali deboli, cioè a fasce sociali fragili,
cioè a nuclei familiari composto da gente povera.
Stiamo rendendo ancora una volta un diritto di eguaglianza ai
bambini delle famiglie povere.
Perché si scandalizza su questo onorevole Cappello? Io l'apprezzo
per la sua intelligenza, le sue competenze, la sua capacità. Da lei
non mi aspettavo questo tipo di intervento. Lei parla di
occupazione, quanto sono i docenti che vengono impiegati in queste
scuole? I docenti che vengono impiegati in queste scuole sono
migliaia.
Nel momento in cui noi: diamo o non diamo a queste scuole il
contributo, decidiamo se questi docenti devono essere licenziati o
devono continuare a lavorare.
Lei ha parlato delle centinaia di docenti siciliani che vanno a
lavorare nel Nord Italia, le ricordo che la maggior parte di questi
si sono formati nelle scuole pubbliche non statali e solo dopo,
vincendo i concorsi, hanno avuto la possibilità di poter avere una
cattedra.
Per cui vede, onorevole Cappello, non ritorniamo indietro. Questo
fu il tema dello scontro che durante l'approvazione della nostra
Costituzione, oppose il grande Giuseppe Dossetti ad alcuni leader
storici del partito comunista. Ma le ricordo che anche la grande
Presidente della Camera, Nilde Iotti, volle ricordare che lei si
era laureata solo perché esistevano le scuole cattoliche che si
erano sottratte all'imposizione del fascismo. Veda ogni genitore
deve scegliere la propria cultura.
MUSUMECI. Il regime non ha mai chiuso le scuole private
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, la invito a completare il suo
intervento.
VINCIULLO, presidente della Commissione. Non ho sentito, onorevole
Musumeci, io tengo tanto al suo parere.
Veda Nilde Iotti si laureò alla scuola cattolica di Milano perché
il fascismo concesse anche alle scuole cattoliche di poter
liberamente continuare ad esistere.
Mi accingo a finire sarà l'intervento che farò in questo senso,
onorevole Cappello, colleghi: credo su questa vicenda ancora una
volta non dobbiamo assolutamente dividerci e votare proprio perché
stiamo riconoscendo un diritto ai figli e alle famiglie povere
della Sicilia.
MARZIANO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Signor Presidente, sarò brevissimo perché molti
degli argomenti sono già stati usati.
Voglio solo chiarire che si tratta appunto di un equivoco, non
stiamo parlando di scuole private ma delle scuole pubbliche non
statali.
Poi con il comma 2 si darà mandato all'Assessore di presentare una
modalità di erogazione che prevede - lo voglio chiarire -,
l'erogazione a fronte della concessione delle rette gratuite ai
bambini delle famiglie non abbienti, cioè non stiamo dando un
contributo alle scuole pubbliche non statali stiamo consentendo
alle famiglie di persone non abbienti che scelgono quel tipo di
scuola dell'infanzia o per scelta, - o perché non c'è altro - , o
per la vicinanza, di potere accedervi senza pagare la retta, cioè
con queste somme e fino ad una certa, e stabiliremo noi
Assessorato le modalità con cui le scuole devono accogliere, e
quindi la graduatoria e quanto altro.
Questo lo voglio dire perché quest'Aula, questo Parlamento nel
tempo aveva una voce di erogazione che poi era stata
progressivamente eliminata.
Voglio chiarire che in tutte le altre regioni d'Italia, chi più
chi meno, adotta questo sistema di erogazione di fondi alle scuole
pubbliche non statali per garantire l'accesso alle famiglie non
abbienti.
Voglio, brevissimamente, riferire visto che non l'ho fatto in
discussione generale, che a seguito della mozione che fu approvata
dall'Aula nell'incontro con il Governo nazionale si è proprio
deciso di andare ad un utilizzo dei fondi PON per incrementare il
tempo pieno in Sicilia, il tempo pieno e il tempo prolungato che è
quello che riguarda le scuole secondarie superiori e che determina,
assieme al tempo pieno, un assorbimento di personale che è l'unica
condizione per evitare l'esodo dei nostri ragazzi.
Infine, sempre a seguito dell'impegno che il Governo aveva assunto
di contattare il Governo nazionale, uno degli impegni che ha
assunto il Governo nazionale nell'incontro che c'è stato e che poi
riguarderà tutte le regioni meridionali è quello di lavorare per
trasformare l'organico di fatto in organico di diritto.
Sembra questione di poco conto, invece, garantirà alcune centinaia
se non qualche migliaio di posti di lavoro in più in Sicilia,
perché tutto quello che oggi avviene attraverso le assegnazioni
provvisorie dovrà diventare organico di diritto e quindi garantire
il posto di lavoro a coloro che l'ottengono solo in assegnazione
provvisoria; cioè, proprio grazie alla mozione approvata da questo
Parlamento si è attivata una interlocuzione col Governo nazionale
che tiene conto delle questioni che sono state sollevate e quindi
della riduzione al minimo del fenomeno di esodo dei nostri
insegnanti verso il Nord, ma se non creiamo le condizioni per avere
i posti di lavoro in Sicilia è chiaro che non eviteremo l'esodo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cancelleri. Ne ha
facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, assessori, colleghi, abbiamo
assistito alle due versioni dello stesso aspetto. Questo articolo
ci è stato spiegato, assessore Cracolici, con una versione di
destra e con una versione di sinistra, o meglio con chi difende gli
interessi da una parte, con chi difende gli interessi dall'altra,
ma entrambi ci hanno detto che se ci sono delle famiglie disagiate
non c'è bisogno di mandarli nelle scuole pubbliche, si mandano
nelle scuole private.
Perché non li mandiamo nelle scuole pubbliche e gliele paghiamo
noi le rette? E le paghiamo allo Stato, alla Regione, in quello che
dovrebbe essere la scuola pubblica, in quello che in tutto il mondo
è la scuola pubblica, e invece noi abbiamo le scuole pubbliche non
statali, ma se sono pubbliche da chi sono fatte se non sono fatte
dallo Stato? Da qualcun altro E se non è lo Stato quel qualcun
altro è un privato, e allora sono delle scuole pubbliche private .
Concetto ambiguo, abbastanza contorto e distorto.
Il problema è uno però, che i soldi per questa copertura li stiamo
prendendo da quello che è il FERS, cioè il Fondo Etico della
Regione Siciliana, che era nato da donazioni di liberi cittadini e
da altre persone e da accantonamenti dello Stato per dare
microcredito alle famiglie e alle imprese familiari. Stiamo
saccheggiando con gli articoli 7, 9, 10 il Fondo che era nato per
gestire il microcredito alle famiglie, ora qualcuno interverrà e
dirà ma erano nove milioni di euro ed erano posteggiati lì, non li
stavamo neanche utilizzando.
(Applausi dai banchi del Movimento Cinque Stelle)
Peggio. Perché se non li stavate utilizzando siete pure degli
incapaci perché avevamo dei soldi posteggiati e non si utilizzano.
Tutto questo è una vergogna, perché continuiamo, ancora una volta,
a dire che le scuole pubbliche non si completano perché non ci sono
i denari, però si continuano a finanziare le scuole private, quelle
della Chiesa, quelle dei privati cittadini, quelle di chiunque
siano, ma non sono pubbliche. Noi dovremmo occuparsi di dare soldi
alla scuola pubblica e non a quella privata.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Falcone. Ne ha
facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io vorrei soltanto
precisare alcune considerazioni in merito alle scuole paritarie,
che ancorché non statali comunque esercitano un servizio pubblico,
non perché lo garantisca soltanto la Costituzione agli articoli 33,
34 ma perché in tutti questi decenni della storia della Repubblica
le scuole paritarie sono state un momento di esaltazione, nel
senso più ampio e più alto del termine culturale, educativo.
Chi vuole che i propri figli facciano dei percorsi, al di là dei
percorsi della normale attività di istruzione, ma anche dei
percorsi formativi, manda i propri figli in questi istituti. Noi
dobbiamo dare una parità di trattamento ai ragazzi che vogliono
frequentare le scuole statali così come ai ragazzi che vogliono
frequentare le scuole che non sono statali. Ma vorrei fare alcune
considerazioni e le considerazioni sono di questo tenore: un
docente che ha sostenuto la propria attività, oggi, nella scuola
pubblica, nella maggior parte dei casi, si è formato nella scuola
paritaria. Un ragazzo che viene educato nella scuola pubblica costa
circa settemila euro l'anno allo Stato, un ragazzo che viene
formato e istruito nella scuola paritaria costa circa tremila euro
e vi posso assicurare che, a fronte di questa differenza di spesa
per lo Stato, vi è un servizio sicuramente non inferiore che le
scuole paritarie garantiscono ai ragazzi che vanno alla scuola
pubblica statale.
E allora dobbiamo garantire una parità di trattamento a tutti i
ragazzi, alle famiglie che vogliono far sì che i propri figli
possano avere anche un percorso differente rispetto alla scuola
statale.
In ultimo, vorrei dire anche che lo Stato italiano, il Governo
italiano, il MIUR che garantisce nel resto d'Italia, per le scuole
dell'infanzia, ben diciannovemila euro a sezione, in Sicilia ne
garantisce appena dodicimila euro. E anche qua vi è una disparità
di trattamento fra la Sicilia e il resto d'Italia, fra la parte del
Sud dello stretto e la parte del Nord dello stretto.
E allora queste disuguaglianze, queste disparità di trattamento,
questo Parlamento aveva il dovere di rimuoverle da quando noi come
forza politica abbiamo voluto accendere con forza i riflettori,
onorevole Savona, ne abbiamo fatto un nostro cavallo di battaglia,
ne abbiamo fatto una questione anche di principio, ma non perché
volevamo fare un interesse di partito, ma perché volevamo garantire
un interesse sacrosanto della istruzione a tutta la Sicilia.
Facemmo un incontro a Catania - e vado verso la conclusione -, a
cui partecipò anche l'onorevole Marziano in cui abbiamo confrontato
i rappresentanti della scuola statale con i rappresentanti della
scuola paritaria. E in quell'incontro di approfondimento abbiamo
dimostrato e si è dimostrato che il percorso alternativo molte
volte integrativo e nella maggior parte dei casi sussidiario della
scuola paritaria, non statale, è assolutamente complementare, ma in
molti casi, anche sostitutivo rispetto alle carenze della scuola
statale pubblica.
Ecco perché, siamo ancor più convinti che questa norma non
soltanto deve essere approvata, in assestamento, assessore Baccei,
ci sarà anche il mio emendamento, di dare la copertura triennale
perché ogni anno questi istituti non li dobbiamo costringere a
venire con il piattino per erogare un servizio sacrosanto, un
servizio che oggi la società, non soltanto, reclama, ma apprezza.
PRESIDENTE. Ricordo agli onorevoli colleghi che siamo ancora
all'articolo 7. Vi sono diversi articoli, vi pregherei di rimanere
all'interno dei cinque minuti previsti.
Onorevole Greco, se fosse per lei resterebbe dalla mattina alla
sera, facciamo parlare anche gli altri.
E' iscritto a parlare l'onorevole Panepinto. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, tedierò
l'Aula un minuto, solitamente materia di cui non tratto, non
intervengo mai, sull'elettorale l'ho fatto, forse, anche tanto, su
questo ho spinto perché venisse approvato il testo nella sua
complessità.
Gli interventi stucchevoli, di cui condivido la rispettabilità che
sono dell'onorevole Vinciullo e del Capogruppo di Forza Italia, mi
spingono ad intervenire per precisare una cosa e chiederla
all'assessore Marziano, anche se assente.
Grande rispetto per le scuole paritarie, ma è un falso storico di
cui l'onorevole Vinciullo, probabilmente non se ne è reso conto. In
Italia, la Costituzione garantisce la libertà di insegnamento, ma
le scuole sono pubbliche. Per cui non esiste il fatto che ci siano
delle scuole private, - poi diventano parificate - , ma lo
diventano dal punto di vista del diritto e non sussiste
necessariamente l'obbligo perché nelle parole del Capogruppo di
Forza Itali, quasi quasi, spingeva ad abolire le pubbliche e tenere
solo le scuole private.
Assessore Marziano, se mi presta solo un secondo di attenzione,
per dire che nelle prossime variazioni di bilancio che saranno
imminenti questo Governo che ancora non è un Governo paritario ma
è un Governo che ha una sua precisa funzione, deve aumentare le
risorse alle scuole primarie pubbliche perché non è possibile che
ci sia la raccolta di fondi per i beni di prima necessità in queste
scuole e oggi, giustamente, pur avendo una opinione probabilmente
mai condivisibile da parte dell'onorevole Vinciullo e
dall'onorevole Falcone, le scuole sono pubbliche come la sanità è
pubblica, ma questa è una mia opinione.
Per cui, personalmente, insieme ad altri parlamentari, così come
rispettiamo questa idea senza che l'onorevole Vinciullo la prossima
volta disturbi Nilde Iotti o Dossetti per difendere due milioni e
quattrocentomila euro, anche con la citazione ai padri della
Patria, perché presenteremo un emendamento perché ci siano risorse
maggiori per le scuole pubbliche.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lentini. Ne ha
facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio ricordare a
questa Aula che nella finanziaria scorsa l'onorevole Lentini e
l'onorevole Falcone hanno votato un emendamento a favore per le
scuole paritarie e scuole elementari e non per l'infanzia. Quindi,
questa era una ingiustizia.
Abbiamo lottato tanto con l'onorevole Falcone, insieme, anche
presentando più volte un emendamento per prevedere appunto questa
spesa e rimpinguare quel capitolo.
Il Governo non aveva le risorse. Oggi, finalmente giustizia è
stata fatta. Ma voglio ricordare una cosa all'Aula, che,
principalmente, nelle grandi città il fabbisogno delle iscrizioni
non riesce a soddisfare, appunto, il bisogno delle famiglie.
Questo è un fatto vero.
Nelle grandi città, - Palermo per diversi motivi - non ci sono le
strutture e non si riescono a soddisfare le iscrizioni.
Tenendo presente che queste risorse, e ringrazio l'assessore
Marziano, con il comma 2 finalmente saranno controllate con la
rendicontazione.
Oggi queste risorse soddisfano e aiutano veramente le famiglie
bisognose dove per bisognose non significa la famiglia con tre o
quattro bambini o meno ma anche con due bambini Siccome si stila
una graduatoria, a volte non riescono ad entrare in lista, quindi
con e scuole paritarie, ai fini del reddito pagano la retta, ma è
una retta sicuramente di pochi denari e ciò è di grande aiuto per
le famiglie bisognose.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sorbello. Ne ha
facoltà.
SORBELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo a
difesa di questo articolo in quanto convintamente riconosco il
ruolo delle scuole paritarie e maggiormente nel Sud.
Il ruolo di queste scuole nel Sud è stato determinate. A maggior
ragione quando si parla oggi di scuola, e quando l'assessore parla
oggi di tempo pieno.
Le scuole paritarie attuano e hanno messo in campo il tempo pieno
molti decenni fa aiutando così l'analfabetismo. E' storia.
Chi rimaneva indietro nel corso degli studi queste scuole hanno
aiutato con il tempo pieno.
Il ruolo poi di queste scuole. Lo dobbiamo dire con molta onestà.
Dove il pubblico non ha saputo dare risposte certe, concrete, nei
quartieri meno abbienti, nei quartieri malfamati, queste scuole
hanno determinato e sono state presenti e hanno determinato un
grado di scolarità non indifferente.
E oggi noi domandiamo un riconoscimento, un riconoscimento con
questo contributo ma io sono convinto anche con dati alla mano che
le scuole, queste scuole, e chi ha retto queste scuole, hanno
portato avanti anche il progetto della solidarietà per i meno
abbienti in tempi remoti.
Questo non è altro che un riconoscimento per il ruolo e il lavoro
che questo tipo di scuola ha svolto nel passato nella nostra
società e per quello che all'orizzonte si prevede per il futuro.
Queste scuole sono presenti, - come qualche altro collega ha
detto -, in ambienti dove il pubblico sicuramente non potrebbe mai
attecchire e mentre loro sono in grado di assicurare un'istruzione
equa e di fare in modo che i figli dei meno abbienti possano
frequentare una scuola a due passi dalla propria abitazione e dalla
propria residenza.
Per cui il voto mio personale, e penso quello del mio Gruppo, è
favorevole a questa, tra l'altro stiamo parlando di una somma
irrisoria rispetto ai costi che ha la pubblica istruzione nella
nostra Regione, stiamo parlando di qualche milione, due milioni e
quattro, somme che sicuramente non sono determinanti e non
appesantiscono più di tanto il bilancio regionale.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Musumeci. Ne ha
facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo io ho un
approccio molto laico a questo tema che rischia di determinare un
conflitto, anche religioso, nel senso che ritengo che in Italia la
scuola pubblica statale e quella pubblica non statale abbiano il
diritto a coesistere, lo prevede la Costituzione.
Se può servire il mio esempio personale io sono figlio di operaio,
eppure al mio paese i miei genitori mi hanno mandato a frequentare
una scuola retta dalle suore, Figlie di Sant'Anna , solo perché a
differenza della scuola pubblica quella garantiva il tempo
prolungato che consentiva a mia mamma di potere badare alla mia
sorella non potendosi permetter il lusso di una baby-sitter.
Dico questo e potrei portare l'esempio di Catania, quartire San
Cristoforo, quartiere a rischio dove da quasi cento anni l'oratorio
dei Salesiani aggrega bambini, altrimenti condannati ad una vita di
criminali.
E però credo che il problema vada esaminato e sono contento che
sia rientrato l'assessore alla pubblica istruzione che so essere
attento ai problemi del territorio per avere guidato, come me, una
provincia e avere quindi avvertito il fiato della gente sulla nuca.
Noi siamo favorevoli allo stanziamento previsto dalla manovra a
favore delle scuole pubbliche non statali, ma come bene mi
suggeriva l'onorevole Barbagallo c'è un aspetto che va valutato.
Nelle scuole pubbliche, in alcune scuole pubbliche non sempre il
personale insegnante viene pagato secondo le norme di legge. È una
prassi nota, è una prassi nota nelle scuole pubbliche paritarie, è
una prassi assai nota e che si tende sempre a nascondere anche
perché è una prassi deplorevole che non lascia traccia. Gli
insegnanti vengono costretti a firmare la busta paga e poi ricevere
in tasca meno del cinquanta percento, e molto spesso questo avviene
per poter consentire il riconoscimento del punteggio nella speranza
di potere accedere poi alla scuola pubblica.
Noi abbiamo il dovere, onorevole assessore, di capire se il
Governo può intervenire per tentare di bonificare questa malaria
che continua ad essere dilagante e che non fa onore al mondo della
scuola in generale e, se mi consente, a quello della Sicilia in
particolare, Regione nella quale questo triste fenomeno è
particolarmente presente e diffuso.
Infine, vorrei chiedere all'assessore Marziano, - e da un lato
riconosciamo, come è giusto che avvenga -, un sostegno alle scuole
pubbliche non statali, dall'altro mi chiedo quali progetti, quali
iniziative il Governo Crocetta ha in cantiere, ad esempio, per
intervenire sull'edilizia pubblica nella nostra Isola?
Lei sa, assessore, che molti edifici scolastici non sono dotati
neppure delle più elementari strutture di sicurezza ed in alcune
aree del Sud-est non sono neppure dotate di norme antisismiche,
eppure si tratta di luoghi nei quali i nostri figli ed i nostri
nipoti trascorrono buona parte delle loro giornate.
Sarei grato al rappresentante del Governo se volesse rassicurarci
in tal senso sulle iniziative che si intendono promuovere, in base
alle disponibilità finanziarie certo, ma attingendo anche ai fondi
comunitari in materia di edilizia scolastica, di arredamento e di
attrezzature.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Sudano. Ne ha
facoltà.
SUDANO. Grazie Presidente, intervengo per dichiarare il mio voto
favorevole a questo articolo. Ringrazio anche l'assessore Marziano
per avere contribuito alla formulazione dell'articolo e rimango
veramente basita che ancora, nel 2016, in quest'Aula si facciano
discussioni sulla differenza tra le scuole statali e le scuole
paritarie.
Mi meraviglia ancora di più il Movimento Cinque Stelle, perché
ieri la collega Foti, spiegando il perché non si doveva introdurre
il voto di genere, e quindi l'eguaglianza delle donne, disse che il
problema era il sistema del Welfare. Il problema è che le donne non
hanno strumenti a supporto per fare politica. Bene, la scuola
dell'infanzia è uno di quegli strumenti a supporto, di cui hanno
bisogno le donne. Le scuole pubbliche non bastano, non bastano, e
noi donne sappiamo quanto è importante la scuola dell'infanzia. Noi
donne sappiamo cosa significa avere un figlio a casa e non sapere a
chi lasciarlo, e quindi io ringrazio il Governo e ringrazio il
Parlamento di avere previsto un contributo per le famiglie
disagiate per poter avere la stessa fortuna che hanno le famiglie
che stanno bene economicamente, di poter fare seguire i loro figli
anche dalle suore, anche in queste forme diverse di fare scuola.
Io sono stata sedici anni dalle suore e sono ben felice di avere
un'altra famiglia oltre la mia famiglia, quindi non accetto chi, in
quest'Aula, parli male delle scuole paritarie.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Foti ha chiesto congedo per
la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
1214/A
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente intervento sul Regolamento e mi
rivolgo, e cerchi di stare molto attento, perché poc'anzi c'è stato
un travisamento, però intervengo perché ciò non avvenga più.
L'articolo 121 bis così recita: qualora siano presentate più
emendamenti ad uno stesso testo e si sono posti ai voti
cominciando da quelli che più si allontanano dal testo originario;
prima quelli interamente soppressivi, poi quelli parzialmente e poi
quelli modificativi ed aggiuntivi .
Questo non è avvenuto, né con il Presidente Lupo, né con lei.
Quindi, la prego dal prossimo articolo deve far valere, altrimenti
perché io presento gli emendamenti soppressivi ai vari commi, così
per divertirmi?
PRESIDENTE. Onorevole Greco, adesso non ricordo, mi informerò con
gli uffici perché c'è un altro articolo che dice che l'Assemblea
non si può esprimere due volte sullo stesso argomento. Ma ne
parleremo tra un po'.
Pongo in votazione l'articolo 7.
GRECO GIOVANNI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 7
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto dell'articolo
7.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 51
Maggioranza 26
Favorevoli 33
Contrari 18
Astenuti 0
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Articolo 8
Disposizioni finanziarie in materia di Consorzi di
bonifica
1. Per far fronte alla crisi idrica del settore agricolo,
l'autorizzazione di spesa di cui al comma 1 dell'articolo 31 della
legge regionale 17 marzo 2016, n. 3, è incrementata, per
l'esercizio finanziario 2016, di 3.700 migliaia di euro, al fine
di contenere, a partire dal 2012, l'aumento delle tariffe per gli
agricoltori, relative all'irrigazione, nonché per assicurare la
prosecuzione dell'erogazione dell'acqua (Missione 16, Programma 1,
capitolo 147303)».
All'articolo 8 è stato presentato l'emendamento di riscrittura
8.5 del Governo, al quale sono stati presentati due
subemendamenti 8.5.1 e 8.5.2.
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, questo è quello dei Consorzi
di bonifica. Assessore Baccei, io mi ero posto il problema di fare
questo intervento perché è una cosa molto delicata. Premetto che
io sono per la garanzia occupazionale di tutti questi lavoratori.
L'Assessore mi diceva che bisogna dare i soldi, e noi l'abbiamo
normato, a quei Consorzi di bonifica che presentano il bilancio
entro il 30 giugno del 2016.
Io le pongo una domanda ben precisa. Lei ha fatto la ricerca, se
tutti gli enti hanno presentato il bilancio entro il 30 giugno
come detto dalla norma?
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. 10 su 11.
GRECO GIOVANNI. Quindi, all'undicesimo non daremo nessun
contributo. Il problema era questo. A chi diamo i finanziamenti?
E lei dice che non riguarda il personale, io so che queste somme
servivano per pagare e per venire incontro agli imprenditori
agricoli per non pagare l'aumento dell'acqua. Se non sono informato
mi smentite.
Io invece vorrei che questi consorzi di bonifica vengano normati e
penso che il compito sia suo. Assessore Cracolici, è possibile che
a Siracusa ci sono 150 amministrativi? È possibile che ad Enna sono
quasi tutti amministrativi?
Io dico che prima o dopo lo scandalo ci sarà. E allora, una volta
che noi stiamo lavorando su questo e lei sta lavorando sul riordino
dei forestali, perché non lavorare pure sul riordino dei consorzi
di bonifica dove ho visto che lei l'ESA l'ha completamente
eliminato e, quindi, troveremo la soluzione perché è chiaro che il
personale lo dobbiamo garantire. Così dovremmo fare e io spero che
col suo intervento mi dia garanzia che i consorzi di bonifica li
andiamo a normare cercando di utilizzare il personale
amministrativo dove ci serve, ne abbiamo bisogno, e trovare operai
per dare la possibilità di avere l'acqua per tutti gli imprenditori
agricoli.
PRESIDENTE. Onorevole Greco, mantiene l'emendamento 8.1?
GRECO GIOVANNI. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 8.1. Il parere del
Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
GRECO GIOVANNI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta non è appoggiata a termini di Regolamento)
Pongo in votazione l'emendamento 8.1. Chi è favorevole si alzi;
chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento di riscrittura 8.5, al quale sono stati
presentati due subemendamenti, l'8.5.1 e l'8.5.2 a firma degli
onorevoli Panepinto ed altri.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, noi lo abbiamo presentato in
Commissione e non ha avuto, purtroppo, grande fortuna. Chiediamo di
ripresentarlo adesso come subemendamento perché a proposito dei
consorzi vi è quella norma che io definisco famigerata che prevede
l'esclusività dei bacini.
Questo Governo che è tenero con i poteri forti, pretende di
effettuare la spending review in Sicilia su 50-60 dipendenti al
massimo in tutta la Sicilia che si trovano a dover essere costretti
in maniera del tutto illegittima. Questo, sia chiaro, assessore
Baccei, che se permane questa norma le azioni giudiziarie, già
avviate, saranno vittoriose e questo sarebbe poco;
l'Amministrazione pubblica siciliana subirà un danno molto maggiore
di cui poi voi dovreste essere chiamati a rispondere di tasca
propria.
Purtroppo, il malessere principale di questa elezione è solo
questa: che è una classe politica irresponsabile anche dal punto di
vista personale, perché questa è una vera e propria vergogna
Pretendere che soggetti che da decenni fanno parte di due bacini,
quello dei consorzi e quello dei forestali siano, sic et
simpliciter, obbligati ad un certo punto ad optare per l'uno o per
l'altra con una comunicazione dell'Inps anch'essa parimenti
illegittima, perché un Istituto nazionale non dovrebbe prestarsi ad
assecondare una cattiva politica di questo senso. E' veramente
vergognoso
Parliamo di una spesa di poche centinaia di migliaia di euro.
Siamo nell'ordine di decine di dipendenti per tutta la Sicilia e vi
ostinate ancora a negare che vi sia la possibilità di una copertura
finanziaria irrisoria per risolvere un problema che è di assoluta
trasparenza, perché credo che nessuno possa negare l'evidenza che
si sta commettendo una grossissima ingiustizia.
Dai dati della mia provincia si evincono meno di 15 unità e voi
pretendete che non si possa trovare la copertura per assicurare il
sacrosanto diritto esercitato, ripeto, da anni da questi lavoratori
di fare 51 giornate alle dipendenze del consorzio e 51, o qualcosa
in più, nell'altro per garantire il minimo vitale? Parliamo di
questo e voi vi ostinate ancora a dare parere negativo e pretendere
che sia inammissibile per carenza di copertura finanziaria.
Credo che su questo tutta l'Aula si pronunci al di là dell'essere
maggioranza o minoranza. Mi appello anche ai colleghi del Movimento
Cinque Stelle, che so essere sensibili su un problema di questo
senso. Qui è l'Aula che deve prendere posizione nel suo complesso,
che vogliano o meno Baccei o Renzi, perché altrimenti andiamocene
tutti a casa
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Non può parlare l'Assessore Cracolici perché prima è
stato impedito di parlare all'Assessore per le autonomie locali e
la funzione pubblica, onorevole Lantieri.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Ricordo all'onorevole Di Mauro che, sino a
prova contraria, sono deputato di questa Assemblea e, come tale,
quando chiedo la parola devo averla al pari suo.
Stiamo parlando di una materia che riguarda l'Assessorato per cui
svolgo la mia mansione e rispetto alla questione che ha sollevato
l'onorevole Assenza devo dire con grande onestà che io condivido le
ragioni giuridiche che ha posto, perché è una norma che fa divieto
ad una stessa persona che ha due diversi datori di lavoro di
scegliere l'uno o l'altro.
Credo che sia una norma che, obiettivamente, presenta profili di
qualche dubbio giuridico. Siccome vogliamo evitare di fare norme
improvvisate io mi impegno - e lo dico all'onorevole Assenza - da
qui a settembre, quando ci sarà la materia dell'assestamento, io
verrò con una relazione nella quale, consorzio per consorzio, ci
sarà uno stato dei fatti nei quali sarà chiaro quante sono le
persone che hanno questa doppia attività, e cioè alla forestale e
al consorzio di bonifica.
Lo dico per una questione di correttezza. Tra l'altro, non credo
che dobbiamo mettere risorse perché, come è noto, i lavoratori
stagionali dei consorzi di bonifica hanno un finanziamento dedicato
che quest'anno è stato di 10 milioni di euro e che è stato al pari
dell'anno precedente.
Quindi, se oggi ci sono lavoratori a cui è stato impedito di poter
svolgere il lavoro presso il consorzio, le risorse per questi
lavoratori, sono state comunque trasferite ai consorzi.
Quindi se, eventualmente, a settembre facciamo la norma, saremo
comunque in tempo di tutelare loro il diritto, perché oggi se
dovessi dire su due piedi - premesso che neanche c'è l'emendamento
- ma se dovessi dire su due piedi quante sono queste fattispecie e
quindi gli effetti, eventuali, finanziari, non sarei in grado di
dare una risposta.
Quindi, da questo punto di vista, la questione che ha posto
l'onorevole Assenza trova la mia sensibilità; chiedo semplicemente
la possibilità di fare un approfondimento con la struttura di
vigilanza al fine di avere un quadro numerico, reale, delle cose di
cui stiamo parlando.
PRESIDENTE. Onorevole Assenza, sulla base delle indicazioni
dell'onorevole Cracolici, ritira questo emendamento? Anche perché
le devo anche preannunciare che sarebbe, anche dichiarato
inammissibile, perché non c'è copertura finanziaria.
ASSENZA. Non lo ritiro. Lo dichiari inammissibile.
PRESIDENTE. E' dichiarato inammissibile.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per il prosieguo
dei lavori e per avere le idee chiare. Questa mattina, durante la
discussione, un intervento dell'onorevole Cimino, di fatto, aveva -
e ovviamente anche condiviso dalla Presidenza dell'Assemblea -
stabilito che questa è una variazione di bilancio e, come tale, a
una variazione di bilancio deve rispondere o il Presidente o
l'Assessore e che, quindi, gli Assessori, tutti gli altri, venivano
chiamati a dare risposte sul piano tecnico ai deputati.
Sono per le regole e sono convinto che questa non sia una
variazione di bilancio, ma un disegno di legge che comprende tante
cose, più importanti e meno importanti, ma dovremmo stabilire le
regole, perché se noi possiamo rivolgerci anche all'Assessore
competente tecnicamente, oltre all'Assessore per l'economia - se
necessita copertura finanziaria - questa regola vale per tutti.
Relativamente all'argomento - e chiedo su questo che lei si
pronunci, Presidente - sulla questione dei lavoratori, credo che
durante la finanziaria, per questioni di spending review, sia stato
approvato da parte di questo Parlamento, su proposta del Governo,
una norma che è estremamente restrittiva e penalizzante nei
confronti delle categorie più deboli.
Quindi, chiedo al Governo, al di là del numero, di quelli che sono
i lavoratori che possono attingere ad entrambi gli elenchi, di fare
in modo che a questo argomento si trovi una soluzione positiva,
perché trattasi di lavoratori che forse, mettendo assieme le
giornate lavorative in un settore e nell'altro, possono raggiungere
una dignitosa compensazione in termini economici.
Questo è un appello che le rivolgiamo, assessore Cracolici, che lo
faccia subito alla ripresa dei lavori. Credo che sia un atto di
giustizia sociale rispetto a questi operatori.
PRESIDENTE. Onorevole Di Mauro, ho sentito che lei ha sollecitato
un mio intervento su questo argomento. Il fatto che l'assessore
Cracolici, che è un onorevole di quest'Assemblea e che quindi può
intervenire, ripeto che nell'ottica di una discussione che tende a
fare chiarezza, su quello che stiamo trattando, avere un contributo
specifico e tecnico da parte dell'assessorato competente, non credo
possa fare male al dibattito e alla chiarezza che viene trattata.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo su
questa materia perché ormai da troppo tempo assisto ad una
confusione di legge e di proposte e di propositi che ha superato
ogni limite di guardia.
Durante le riunioni in occasione delle ultime finanziarie e
segnatamente dell'ultima finanziaria, in Commissione Bilancio,
abbiamo assistito ad una diatriba tra alcuni esponenti della
maggioranza e l'assessore per l'economia, dottore Baccei, che nel
caso specifico rappresenta il Governo, e la diatriba riguardava la
difficoltà esposta più volte perentoriamente dall'Assessore Baccei
di poter erogare fondi ai Consorzi di bonifica perché diversi
Consorzi di bonifica non avevano presentato i bilanci e si
rifiutavano addirittura in alcuni casi rispetto a sollecitazioni
avanzate dal Governo stesso a mandare le carte.
Veniva, altresì, fatto notare dall'Assessore Baccei l'assurda
disparità di conduzione dei vari Consorzi con differenze abissali e
di personale e di risorse impegnate per personale; differenze
abissali che non trovavano e non trovano nessuna giustificazione
da nessun punto di vista, né di carattere tecnico, né di carattere
operativo.
Segnatamente, l'Assessore Baccei si è rifiutato più volte e ha
avuto anche degli alterchi abbastanza pesanti rispetto ad alcuni
emendamenti che sono stati presentati e che vanno in discussione
ora di voler erogare ulteriori somme a Consorzi per la semplice
ragione - ha spiegato lui anche dal punto di vista civilistico - mi
corregga se sbaglio Assessore, che non si può erogare somme
aggiuntive per personale aggiuntivo a delle società, in questo caso
i Consorzi di bonifica che sono di fatto virtualmente come se
fossero virtualmente falliti in quanto non pagano gli stipendi, in
quanto non pagano gli stipendi in atto, cioè se ci sono lavoratori
che non percepiscono gli stipendi, onorevole Cracolici mi ascolti
perché io ho sempre buona memoria e quindi ricordo perfettamente
anche le parole. Perché difficilmente è spiegabile che se c'è un
Consorzio che non paga gli stipendi è difficile che si possa
chiedere di erogare a quel Consorzio somme aggiuntive per ulteriori
giornate lavorative.
Allora, con la finanziaria precedente avevamo stabilito che
l'Assessore per l'agricoltura, in questo caso l'Assessore
Cracolici, si impegnava, credo che era entro maggio, per i
forestali era entro maggio? Entro maggio a presentare la riforma.
Io ritengo che sui Consorzi di bonifica la cosa è molto ma molto
più urgente, Assessore Cracolici, perché a differenza dei
forestali che necessitano di una riforma ma che comunque
beneficiano di una legge organica molto dettagliata molto precisa e
che non presentano ulteriori gravi difficoltà - la questione dei
Consorzi di bonifica è una questione molto ma molto ingarbugliata e
che da ogni punto di vista può causare l'interessamento con la
lente di ingrandimento da parte di una serie di soggetti perché non
è tollerabile che si spendano 87 milioni quant'è che si spende per
i Consorzi di bonifica,
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. La Regione ne spende 36
FORMICA. Ma globalmente credo che la cifra 87 milioni globalmente
e siamo in presenza degli agricoltori che sono senza acqua, delle
tubazioni o comunque dei mezzi tecnici per la distribuzione che
sono un colabrodo, del personale che non viene pagato, di
lavoratori che ne beneficerebbero per legge di un certo numero di
giornate lavorative a cui non possono essere garantite, cioè una
situazione insostenibile.
Io penso che la cosa più urgente che il Governo debba fare è
presentare al più presto una riforma organica rispetto ai Consorzi
di bonifica non solo per dare certezza ma per consentire a
quest'Aula di esprimersi in maniera chiara una volte per tutte
senza più le incertezze e senza più dovere ascoltare risposte del
tipo: abbiamo chiesto i bilanci e non ce li mandano che è una cosa
inascoltabile e insopportabile. E vorrei una risposta anche
dall'assessore Baccei.
FALCONE. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che,
partendo proprio dall'intervento dell'assessore Cracolici, il
subemendamento Assenza non dovrebbe essere dichiarato inammissibile
perché se lo stesso lo subemendiamo aggiungendo una frase, diciamo
che è già stato dichiarato inammissibile, Il ragionamento è questo.
Nel 2014 noi avevamo 10 milioni di euro, nel 2015 10 milioni di
euro e sono stati mantenuti nel 2016. Questo personale è personale
che già era nel bacino del 2014 e nel 2015. Successivamente, questo
bacino non è che si è esteso, anzi è stato compresso perché chi è
andato in pensione - pochissimi - qualcuno ha avuto il contratto
trasformato su cui ora dirò qualcosa a seguito di una sentenza di
prima grado, ancorché la stessa poi è stata annullata in secondo
grado, però il ragionamento è questo, ve lo può dire l'assessore
Baccei.
Questa fascia di lavoratori del Consorzio di bonifica, che poi non
sono così tanti, costerebbe, per una analisi che abbiamo fatto dei
costi, circa 200 mila euro. In considerazione che i 10 milioni di
euro per gli stagionali delle garanzie occupazionali non
esauriscono l'intera somma dei 10 milioni, signor Presidente, ma
siamo intorno ai 9 milioni e 6 cento mila euro, con una economia di
400 milioni di euro, se noi questo subemendamento, lo subemendiamo
ulteriormente dicendo che, a condizione che lo stesso rientri nei
limiti di spesa e a seguito della relazione che l'assessore per
l'agricoltura porterà in Aula o in Commissione a settembre, noi
avremo risolto il problema, cioè noi stiamo dando un parere
condizionato ai limiti di spesa e alla relazione dell'assessore
Cracolici. Se la porterà, bene; se non la porterà, non c'è
possibilità di introdurre o di mandare a lavorare queste persone.
Per cui, se l'onorevole Assenza, che mi ascolta, è d'accordo e mi
ha detto che è d'accordo, noi questo subemendamento lo manteniamo
garantendo una copertura finanziaria condizionata e abbiamo risolto
il problema.
Noi il subemendamento lo possiamo mantenere condizionando lo
stesso avvio di questi lavoratori ai limiti di spesa, la copertura
e alla sua relazione, Assessore. Se ci sarà, dobbiamo soltanto
avviarli solo se vi fosse una relazione, abbiamo la quantificazione
di queste spese, di questo personale, e soltanto se non sforiamo i
10 milioni di euro. E' un subemendamento di buon senso che
garantisce tutti, senza che oggi venga avviato nessuno, cioè
avvieremo queste persone non prima di ottobre, ma se ci fossero i
soldi li potremmo avviare e non li mortifichiamo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Panepinto. Ne ha
facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
sulla questione dei consorzi di bonifica l'intervento
dell'onorevole Formica rappresentava una situazione complessa che
ha tante eredità addosso, eredità senza beneficio di inventario,
cioè con un peso gravoso non quantificabile ad oggi sul futuro del
comparto primario più importante che la Sicilia ha, la produzione
agricola.
Una Sicilia che in questi anni si è specializzata in produzioni
biologiche. Siamo la Regione con la maggiore estensione di aziende
agricole che producono prodotti biologici e li trasformano, in gran
parte. Al nastro di partenza della nuova programmazione, in modo
particolare, il Piano di sviluppo rurale e non solo, si pone una
questione strategica che è quella di sostenere il comparto
agricolo, le aziende agricole, dando loro viabilità rurale, banda
larga, ma anche e soprattutto materia prima per irrigare.
Non possiamo immaginare agricoltura specializzata delle produzioni
Doc, Dop, Igp, e non solo, senza disporre della distribuzione e
degli invasi per uso irriguo.
Negli anni settanta, ottanta, in modo particolare, l'Ente di
sviluppo agricolo fu interessato con risorse pari a duemila
miliardi di lire per realizzare non solo dighe, ma anche adduttori,
condotte di distribuzione.
Poi, arrivò il 1992 che segnò, sostanzialmente, la fine della
prima Repubblica, e direi anche la fine della stagione delle grandi
opere pubbliche in Sicilia, durante la quale si realizzavano
condotte, dighe, impianti di distribuzione per uso irriguo.
Qualcuno dice finì la stagione dei cavalieri di Catania e si
interruppero lavori, lavori che rimasero in sospeso.
Sostanzialmente, da allora ad oggi, dall'inizio degli anni novanta
ad oggi, in Sicilia non si è più discusso di acqua, di
distribuzione di acqua, di ampliamento di comprensori irrigui, e
tutto il tema è stato, solo ed esclusivamente, incentrato sugli
enti strumentali di gestione, cioè vale a dire consorzi che,
democraticamente, dovrebbero essere eletti dai titolari di questa
funzione che sono gli agricoltori ma che, da sempre, sono stati
commissariati.
Detto ciò, da mesi e mesi, e me ne dispiaccio perché è persona dal
punto di vista umano, ma non sempre politicamente, su vicende
legislative ci troviamo d'accordo, con l'assessore Baccei, il
quale, non penso che ne abbia fatto una questione pregiudiziale ma,
certamente, a sentire parlare di consorzi di bonifica non ha una
reazione sempre sorridente.
La questione che pongo e non parlerò più perché ho dovuto anche
litigare in una notte faticosissima con un collega del Movimento
Cinque Stelle per ottenere duemilionisettecentomila euro ad
integrazione di una norma che non contesto, la 47 della finanziaria
2005 che stabilisce la progressiva riduzione di trasferimento di
risorse della cassa regionale ai consorzi di bonifica.
Però, si pone un problema: immaginare, dall'oggi al domani, di
staccare un sistema che è stato caricato sostanzialmente sulle
spalle della Regione, per scaricarlo interamente sulle spalle degli
agricoltori, sic et sempliciter, mi sembra esagerato.
Comunque, abbiamo ad oggi agricoltori che ricevono un bollettino
in cui c'è scritto diciannove centesimi più conguaglio, per il 2012
erano quindici centesimi più conguaglio.
Abbiamo recuperato duemilioniseicentomila su una dotazione che già
nel 2015 non era quella ridotta, cioè quarantatremilioni, ma se non
ricordo male ne sono stati erogati trentacinque. Si pone questo
problema di come rispettare lo stesso articolo 47 della finanziaria
del 2005.
Personalmente, ritengo e lo proporrò agli esperti, agli
agricoltori, all'organizzazione di categoria, un momento in cui
senza parlare solo di consorzi di bonifica si parli di come
aumentare i comprensori irrigui. Vedete, per la realtà che conosco
bene, è assurdo che a Licata finisca l'irrigazione, riprenda sotto
Agrigento, settemilacinquecento ettari di terreno che non hanno
irrigazione, ma hanno gli impianti, non ha senso che i produttori
di cantalupo di Palma di Montechiaro debbano probabilmente cercare
l'acqua in tutti i modi e non dare loro la possibilità di irrigare
le loro produzioni.
Per concludere ritengo che la modifica che abbiamo apportato alla
riscrittura del Governo preveda, sostanzialmente, l'assegnazione di
risorse complessive non di 6 milioni e 700 mila, come si era detto
in finanziaria, ma poco più di 6 milioni e mezzo perché la somma
non c'è complessivamente, dopodiché aggiungiamo che qualora
necessario, nella confusione di mancanza di rotazione organica, di
personale che in alcuni consorzi è in esubero ed in altri è minore
di quello di cui si ha necessità, così come il personale,
possibilmente, amministrativo è maggiore degli operatori che
distribuiscono l'acqua, chiediamo che ci sia per l'anno 2016 una
deroga al blocco previsto con la normativa regionale consentendo ai
lavoratori di arrivare a 71 giornate ma non indiscriminatamente,
ove necessario, secondo le esigenze perché il personale si può
spostare da Enna a Catania o viceversa, da Agrigento a Trapani o
viceversa. Noi riteniamo che non si possa chiudere
pregiudizialmente perché non siamo stati ancora in grado di fare
una riforma che sarà complicata da attuare per cui il senso delle
due norme che modificano la riscrittura del Governo è questo che ho
testé spiegato ma dentro una logica che è quella di tutelare gli
agricoltori e non mi scandalizzo se tuteliamo i lavori stagionali.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Turano. Ne ha
facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sarò
telegrafico. L'onorevole Panepinto quando sente parlare di consorzi
di bonifica diventa come il toro, si imbizzarrisce. Del resto sa
quasi tutto dei consorzi di bonifica e io, invece, vorrei che lui
utilizzasse la sua esperienza anche mettendola al servizio del
Governo perché finalmente si partorisca questa riforma, assessore
Cracolici, su cui si è assunto un impegno nella legge finanziaria
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. L'impegno era sulla forestale. E' pronta. E'
solo che da due anni non viene applicata.
TURANO. Perché faccio questo intervento? Perché diversamente
facendo un torto ai consorzi di bonifica riduciamo l'attenzione al
personale del consorzio di bonifica. E' questo significa fare un
torto a tutti gli agricoltori che irrigano, grazie al personale del
consorzio di bonifica, ma mantengono le imprese agricole che sono
la vera eccellenza su cui l'Assessore per l'agricoltura stamattina
mi diceva che dopo anni di oblio gioca una grande partita che io
condivido.
Perché faccio questo intervento? Perché l'Assessore sa, e io voto
a favore dell'articolo 8 così come riscritto nei suoi due
subemendamenti, perché potere lavorare per qualche giorno in più
non è gridare allo scandalo, ma è giusto permettere agli
agricoltori di contenere le spese di un'azienda agricola.
Se noi trasformiamo il consorzio di bonifica come un'ulteriore
tassa che talvolta non arreca alcun vantaggio all'agricoltore e
determina un aggravio delle spese facciamo una cosa, secondo me,
sbagliata.
E' successo in provincia di Trapani ed in quasi tutta la Sicilia -
e la somma che stiamo indicando non è sufficiente per contenere
tutti gli aumenti - che ai consorzi sono state trasferite meno
risorse e si è determinato un aumento del canone. Ma questo aumento
del canone, ahimè, in alcuni posti è stato spropositato, 300, 400,
500 euro ad ettaro che non sono neppure il guadagno che
l'agricoltore ricava dalla produzione di quell'ettaro al netto,
chiaramente, delle spese.
E, allora, l'invito al Governo è di essere tempestivo e risoluto
nella predisposizione di una analisi profonda ed attenta che faccia
per davvero chiarezza, che garantisca le persone che devono
lavorare ma non dimentichi che il consorzio non è soltanto per fare
lavorare i dipendenti ma è per garantire un servizio
all'agricoltore che talvolta non ce l'ha ed è costretto a pagare lo
stesso.
Detto ciò, annuncio il voto favorevole all'articolo 8 e ritengo
che così continuando a lavorare in serata termineremo l'intera
manovra.
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Poi, c'è l'onorevole Cancelleri.
GRECO GIOVANNI. Tanto il tempo c'è, li inviti a parlare.
PRESIDENTE. Noi ci deliziamo dei suoi interventi, vuole privarci
degli interventi degli altri?
GRECO GIOVANNI. No, io voglio che partecipino, ma che fa scherza?
Voglio che intervengano tutti quelli dell'NCD, il presidente
Cascio, così fa vedere che partecipa.
PRESIDENTE. Onorevole, inizi il suo intervento che già ha sprecato
10 secondi.
GRECO GIOVANNI. Io sono contento che gli altri parlino, capisce
signor Presidente? Più si parla e più ricca è la materia.
Assessore Cracolici, intanto, sono a favore di questo emendamento
perché è chiaro che in questa categoria, quella degli agricoltori,
fare una giornata per loro è sempre importante e raggiungere le 78
giornate, assessore Baccei, mi rivolgo a lei perché lei stringe
sempre la borsa, ma dobbiamo stringerla non dando il contributo a
quelli che suonano la chitarra, al Kore di Enna che abbiamo
bocciato in finanziaria, gli abbiamo dato dei soldi e ora gli
volete dare un altro milione e quattrocentomila o duecentomila
quello che è, non ci possiamo permettere di non dare le giornate
fino a 78 a chi è povero. Questi che sono i settantottisti,
assessore Baccei, non ci andranno mai agli spettacoli, mai,
dobbiamo aiutarli e la finanza deve essere a disposizione del più
povero.
Quindi, la invito ad eliminare tutte le spese inutili come quelle
sull'Università Kore di Enna ed a riversare i soldi sui consorzi di
bonifica. Io sono per la pace, io cerco di mettere pace e quindi
invitare a spendere i soldi per le categorie più deboli e lei è uno
di quelli che, almeno conoscendola fino ad adesso, gli agricoltori
ce li ha in mezzo al cuore. Però, stia attento, non levi il turn-
over, levi quest'articolo che fa parzialmente il turn-over. Guardi
che è una cosa su cui lei si può scottare le mani
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
innanzitutto volevo puntualizzare una cosa: poco fa, secondo me in
maniera errata, l'onorevole Panepinto ricordava un fatto avvenuto
in Commissione, in realtà l'alterco, insomma, lo scontro che c'era
stato non era chiaramente sulla norma che andava a rifinanziare i
consorzi di bonifica, ma era semplicemente dovuto, ovviamente, alla
stanchezza dei lavori di quella serata che aveva visto, poi, ad un
certo punto, l'onorevole Panepinto perdere le staffe. Ora, non
voglio minimamente stare lì a dire se a ragione o a torto, non mi
interessa, ma non c'entrava assolutamente alcun emendamento. Questo
per fare anche chiarezza e lasciarlo al verbale visto che si era
intervenuto mettendo sul piatto quella cosa.
Io vorrei fare un piccolo excursus di quello che è il motivo per
il quale, oggi, stiamo dibattendo sull'articolo 8 che nasce dalla
finanziaria, la legge n. 9 del 2015, che all'articolo 47, al comma
11, stabilisce che la Regione non dà più soldi ai consorzi di
bonifica in maniera scalare, cioè noi diciamo che entro il 2021 non
daremo più soldi ai consorzi di bonifica.
Non abbiamo previsto in alcun modo che daremo delle parti
aggiuntive, cioè gli diamo le dighe da gestire, piuttosto che delle
altre proprietà o comunque delle altre infrastrutture dalle quali
poter tirare fuori dei denari per poter pagare il lavoro e, quindi,
i lavoratori e tutto quanto. Gli diciamo semplicemente che non gli
passiamo più soldi, che glieli cominciamo a scalare: l'85 per
cento, l'80 per cento, il 75 per cento, fino ad arrivare a zero. E
noi, in quella sera, era, credo, sul finire di aprile, proprio da
questo scranno denunciavamo che quello stato di cose avrebbe
portato, inequivocabilmente, ma non ci voleva una sfera di
cristallo per prevederlo, a degli aumenti delle quote consortili
per gli agricoltori, che ci sarebbero stati degli aumenti nelle
quote fisse per l'acqua e che ci sarebbero stati dei problemi per
pagare gli stipendi. Era una cosa talmente ovvia, tant'è che si è
verificata immediatamente.
Le quote consortili sono ovunque aumentate del 400 o del 500 per
cento in tutte le province, le quote fisse per l'erogazione
dell'acqua sono aumentate in maniera pro-capite per tutti gli
agricoltori e, oggi, noi ancora continuiamo a parlare di
agricoltura di qualità, di sostegno all'agricoltura di qualità, di
possibilità di portare i nostri prodotti all'estero, di
internazionalizzazione dei prodotti agricoli, del made in Sicily.
Continuiamo a parlare degli agricoltori come eroi, però, caspita a
questi eroi, Assessore, gli spariamo alle ginocchia ogni volta che
possiamo Continuiamo, ancora una volta, a sparargli nelle
ginocchia, pretendiamo che loro corrano, però, ogni volta che
possiamo mettergli delle palle al piede non perdiamo tempo per
farlo.
Ora, questo articolo 8, al quale abbiamo anche partecipato, al
quale siamo estremamente favorevoli, manca una cosa e questa cosa a
me piacerebbe che fosse la maggioranza, che fosse questo Governo ad
inserirla, la parte finale di questo emendamento, che l'articolo
47, comma 11, della legge regionale 9 del 2015 è abrogato perché
non possiamo lasciare morire entro i 2021 i consorzi di bonifica,
senza fare una riforma.
Ricordo che in una precedente finanziaria l'assessore
Cartabellotta diceva che i consorzi di bonifica dovevano diventare
due, quello occidentale e quello orientale, perché così potevamo
permettere la mobilità all'interno di quei consorzi di bonifica da
una provincia all'altra, cosa che oggi non è ancora permessa. E,
soprattutto, dopo trent'anni, ma che dite le facciamo queste le
elezioni dei consorzi di bonifica o devono ancora rimanere ad
appannaggio del Presidente della Regione di turno che si va
nominando i propri commissari e crea posti di sottogoverno per i
trombati dalla politica? Perché è questo il nodo. E io, siccome
sono convinto che vogliamo affrontare questi temi, direi che adesso
ci muoviamo qui, che se il Governo vuole può aggiungere
l'abrogazione dell'articolo 47, comma 11, della finanziaria 2015 e
subito dopo cominciamo a parlare di riforma dei consorzi di
bonifica su quello che era stato l'intendimento di questo stesso
Governo, come io poc'anzi vi ho raccontato.
Se dobbiamo parlare di agricoltura e dobbiamo difendere gli
agricoltori, dobbiamo essere consequenziali e i nostri atti devono
essere consequenziali, e ad oggi quelli di questo Parlamento e di
questo Governo non lo sono.
MUSUMECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, signori del Governo e colleghi, in un
certo senso desidero porre una domanda al rappresentante del
Governo e lo faccio raccogliendo il grido di protesta che, in ogni
provincia, proviene dal mondo agricolo.
I consorzi di bonifica, lo abbiamo detto e non ci stanchiamo mai
di ripeterlo, da troppo tempo ormai non assolvono più le funzioni
per le quali sono stati immaginati. Da diverso tempo sono diventati
una palla al piede per gli agricoltori.
Le pagine dei quotidiani siciliani nelle settimane scorse hanno
titolato a tutta pagina, con titoli cubitali, lo spettro della
siccità anche nelle colture di qualità, nelle colture che si
caratterizzano per essere irrigue. Arrivano puntuali gli oneri a
carico degli agricoltori e nessuno mai garantisce la puntualità
dell'arrivo del prezioso liquido.
C'è un conflitto interno fra lavoratori da una parte, che
rivendicano giustamente i loro diritti, e gli agricoltori
dall'altra.
Si disse che la mancanza o la scarsa sensibilità degli Assessori
tecnici non aveva consentito di potere raccogliere ed interpretare
appieno la protesta che arrivava dal mondo agricolo.
Da diversi mesi, ormai, la rappresentanza politica è entrata a far
parte del Governo. Lo stesso assessore Cracolici, del quale
apprezzo il dinamismo, ha più volte dichiarato di avere in
cantiere, finalmente, la riforma dei consorzi di bonifica, che noi
da questa tribuna abbiamo, più volte, dichiarato avere ormai
svolto, esaurito, la propria funzione.
Noi abbiamo il dovere di capitalizzare, di esaltare, di tutelare
le competenze, le tante competenze tecniche, amministrative, di
maestranza, maturate all'interno di questi enti, ma il consorzio di
bonifica, così come ancora continua stancamente ad essere portato
avanti, non ha più ragione di esistere.
E, allora, chiedo al Governo quali progetti di riforma l'assessore
Cracolici pensa di potere portare all'attenzione di questa Aula
perché si chiuda definitivamente il capitolo di questi veri e
propri carrozzoni che non bonificano più niente, che non sono
assolutamente di sostegno agli agricoltori, che hanno consentito
nel passato di alimentare una larga ed indecorosa fetta di
clientelismo e che lasciano molti lavoratori ancora sospesi
nell'incertezza del loro futuro.
C'è la riforma in cantiere assessore Cracolici? Questo Governo
della rivoluzione come pensa di trasformarli? Entro quanto tempo?
Con quali procedure? E definitivamente archiviato il progetto di
riforma Cartabellotta che prevedeva i due polmoni nella Sicilia
orientale e nella Sicilia occidentale? Credo che le mie siano
domande lontane da ogni pretestuosa polemica, siano domande
legittime che come me si pone chi, ancora, trova la fantasia ed
il coraggio di potersi addentrare sul terreno dell'agricoltura.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Intanto, ringrazio per davvero i colleghi che
attraverso questo emendamento hanno riproposto il tema complessivo
della riforma o quella che io chiamo, meno enfaticamente, del
riordino di questa materia. Dico riordino per una ragione e vorrei
che fosse chiaro. Io, in Aula ,quando abbiamo fatto la finanziaria
ho assunto un impegno che nei successi novanta giorni avrei
presentato un disegno di legge sulla riforma della materia
forestale. L'ho depositata, è stata approvata in Giunta ed io ho
presentato i primi di luglio la riforma in Giunta, qualche giorno
fa è stata approvata in Giunta, adesso a settembre l'Aula avrà il
testo e ne discuteremo in Commissione.
Io non ho mai parlato di una legge di riforma sui consorzi di
bonifica, ma non perché voglio sottrarmi dalla necessità di
intervenire su questa materia, ma proprio per quello che ha detto
per ultimo l'onorevole Musumeci. Noi abbiamo fatto una legge,
questo Parlamento, in questa legislatura, ha stabilito per legge
che i Consorzi di bonifica, in Sicilia, da una certa data in poi,
2013, dovevano essere due. In questi quasi tre anni i consorzi di
bonifica sono rimasti 11. C'è un dato, una legge che stabilisce, fa
una scelta, una non applicazione della legge.
Allora, siccome credo che di riforme rischiamo di morire, la prima
questione che dobbiamo porre con serietà è applicare le cose che
diciamo. Non l'ho proposta io, non ero io l'Assessore in quel
momento, ma c'è una legge della Regione che dice che i consorzi di
bonifica devono essere due.
Bene Io posso annunciarvi che, pur assicurandovi che la materia è
di una complessità, anche per le questioni del passato che gravano
pesantemente, soprattutto su situazioni debitorie e patrimoniali e
non solo, faccio un esempio per tutti abbiamo un grande problema
urgente che dobbiamo approntare i contatori, i misuratori
dell'acqua in tutti i consorzi di bonifica, perché con le nuove
disposizioni comunitarie abbiamo un obbligo di misurare l'acqua per
arrivare al costo dell'acqua e per arrivare ad un risparmio della
risorsa idrica che è una delle condizionalità ex ante per applicare
il PSR.
GRECO GIOVANNI. Dobbiamo migliorare le reti.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura. A proposito di migliorare
le reti, ora ci arriverò, onorevole Greco, perché purtroppo spesso
si parla solo per fare comunicati stampa e non affrontare le
questioni per la complessità che esse hanno.
In Sicilia, nel passato, non si finanziavano reti, si finanziavano
invasi perché questi, intanto, avevano una complessità più ampia,
erano grandi opere, c'erano grandi progettisti che avevano, poi,
direzione lavori, che avevano collaudi, salvo dimenticare che
spesso avevamo gli invasi ma non c'erano le reti.
Il risultato qual è? Che abbiamo, in questo momento - chiedo scusa
se prendo qualche minuto ma è giusto che l'Aula sappia le cose di
cui parliamo -, situazioni paradossali. Siamo costretti, ad
esempio, a svasare alcune dighe perché non sono nemmeno collaudate
e, quindi - siccome abbiamo i limiti imposti dal Ministero sulle
quantità che devono essere al di sotto di quelle per le quali sono
state realizzate -, buttiamo l'acqua a mare e non la possiamo
distribuire. Ma in alcuni casi non la possiamo distribuire perché
non abbiamo le reti per distribuirla. La storia di questa Sicilia è
una storia di delitti che sono stati commessi sul piano della
gestione e della programmazione.
Non vorrei che qualcuno abbia scoperto tutto questo nell'arco
delle ultime settimane o degli ultimi mesi perché parliamo di una
delle cose più complesse che ho scoperto essere in questo momento
in Sicilia.
Torno alla questione. Io sono impegnato - e con questo anche in
raccordo con l'assessore Baccei, a proposito della norma, quella
famosa - perché entro l'anno si possa dare attuazione alla norma
che prevede i due consorzi di bonifica, senza per questo fare
alcuna legge. Semplicemente attuando ciò che è contenuto nella
legge. Bisogna fare uno Statuto e dei regolamenti di
organizzazione. In questi tre anni non si sono fatti.
Sono impegnato perché questo possa essere realizzato. Per fare
cosa? Per fare i due consorzi di bonifica che mi auguro vengano
anche gestiti attraverso libere elezioni degli agricoltori, siano i
nuovi soggetti che gestiscono l'acqua e che, mi auguro,
soprattutto, realizzino nuove reti di distribuzione. Noi, in atto,
in Sicilia, abbiamo 200 mila ettari circa di superficie irrigua
consortile ma l'acqua che eroghiamo la eroghiamo a 70 mila ettari,
cioè un terzo degli ettari di superficie consortile.
La prima sfida è quella di aumentare le superfici irrigue, cioè la
capacità di portare più acqua e avere più clienti.
La seconda questione è che con la nascita dei due consorzi
proveremo a mettere gli 11 consorzi in una sorta di bad company, su
cui costruire un'ipotesi di liquidazione per pagare i debiti e per
costruire una fuoriuscita dal vecchio sistema.
L'obiettivo è che i due nuovi consorzi nascano senza passato. E
anche il rapporto che la Regione dovrà avere con questi due
consorzi non sarà più quello che io ti pago il 90, l'80, il 60, il
20 per cento del costo del personale, ma quello di comprare servizi
a favore degli agricoltori, cioè costruire un rapporto in cui la
Regione si fa carico dei bisogni degli agricoltori, non partendo
dalla necessità di farsi garante soltanto degli stipendi da pagare
a chi ci lavora. Quindi, come vedete, tutto questo non lo faremo
con una legge proveremo a farlo applicando la legge che il
Parlamento ha voluto fare circa tre anni fa.
Infine, circa l'emendamento, queste risorse compensano un taglio
eccessivo che hanno avuto i consorzi di bonifica in questi anni,
che ha messo a dura prova i consorzi e gli agricoltori.
In tal senso alcuni deputati, tra i quali gli onorevoli Panepinto,
Turano ed altri, hanno presentato un emendamento che toglie la data
2012 perché com'è noto i bilanci sono atti procedurali, previsti
dal codice civile. I bilanci del 2012, 2013 e 2014 sono consuntivi
già depositati, non è che possiamo andare a cambiare i saldi dei
bilanci, quindi queste risorse devono aiutare tutti i consorzi
siciliani, ma li devono aiutare nella direzione di ridurre i costi
e soprattutto di ridurre e contenere gli aumenti che in questi
ultimi mesi ci sono stati, per far fronte ai tagli che hanno avuto
i consorzi del trasferimento regionale.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, torniamo all'emendamento di
riscrittura 8.5 al quale sono stati presentati i sub emendamenti:
8.5.1; 8.5.2 e 8.5.4.
Prima di procedere su questi tre emendamenti sentiamo il parere
del Governo.
Sospendo per un minuto al fine di completare la distribuzione dei
sub emendamenti.
(La seduta, sospesa alle ore 17.32 è ripresa alle ore 17.34)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, avevo chiesto il parere del
Governo sul sub emendamento 8.5.1.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, non c'è
copertura finanziaria.
PRESIDENTE. Lo dichiaro inammissibile. Si passa al sub emendamento
8.5.4.
Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, non c'è
copertura finanziaria.
PRESIDENTE. Lo dichiaro inammissibile. Si passa al sub emendamento
8.5.2.
Onorevoli colleghi, per un chiarimento, l'emendamento 8.5, è
l'emendamento di riscrittura del Governo. All'emendamento 8.5, sono
stati presentati dei sub emendamenti. I sub emendamenti 8.5.1 e
8.5.4, che non hanno copertura finanziaria, pertanto sono
inammissibili..
Siamo adesso al sub emendamento 8.5.2.
ALLORO. Chiedo di parlare sul sub emendamento 8.5.1.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALLORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo emendamento,
è un emendamento a saldi invariati, cioè non necessitano risorse
aggiuntive. Noi stiamo solo dicendo che i consorzi di bonifica,
laddove abbiano risorse per farlo, possono, per assicurare l'acqua,
fare lavorare fino a 78 giorni. E' evidente che se le risorse non
ce li hanno, non potranno fare lavorare fino a 78 giorni.
Non è una deroga, una deroga viene fatta solo quest'anno, perché
come si è avuto modo di illustrare in Commissione, ci sono
cinquantunisti che vengono a scadere in piena campagna irrigua,
quindi se quel consorzio di bonifica, ha la possibilità, al fine di
consentire la prosecuzione della campagna irrigua, li può fare
lavorare.
E' ovvio, però, che per farli lavorare, deve avere la copertura,
perché non stiamo creando delle fasce nuove, stiamo dicendo solo
che se a me il cinquantunista mi scade in piena campagna irrigua,
facendo una valutazione, addirittura noi avevamo detto - anche in
Commissione - che poteva essere una cosa da richiedere
all'assessorato per essere autorizzati, quindi in casi specifici e
motivati.
Ecco perché ribadisco all'assessore che non c'è un motivo di
copertura, c'è una presa di posizione, più di principio, che non di
natura tecnico-contabile.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, stiamo prevedendo un maggiore stanziamento per i consorzi
di bonifica che sono in difficoltà, non riescono a pagare gli
stipendi e riversano i loro costi sugli agricoltori, aumentando le
tariffe dell'acqua, rendendo quindi insostenibile il pagamento
dell'acqua per gli agricoltori.
In questo contesto in cui non si riescono a pagare gli stipendi,
si scaricano i costi sugli agricoltori, diciamo che aumentiamo le
giornate occupazionali aumentando di fatto i costi, perché se
aumento le giornate, aumento i costi.
Abbiamo già detto che, laddove si verificassero delle economie,
nelle giornate occupazionali, si utilizzeranno per pagare gli
stipendi. Perché oggi siamo nella situazione in cui non possiamo
pagare gli stipendi e stiamo riversando i costi sugli agricoltori.
Sono due cose opposte, o non è vero che non riusciamo a pagare gli
stipendi e riversiamo i costi sugli agricoltori, e allora abbiamo i
soldi oppure no. Perché se non si hanno i soldi per pagare gli
stipendi, non si possono aumentare i costi ulteriormente. E non
occorrerebbe, allora mettere ulteriori risorse.
SAMMARTINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAMMARTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rivolgo sia
all'assessore per l'agricoltura che all'assessore per l'economia.
Se oggi al Consorzio di bonifica di Catania con le somme che noi
trasferiamo si fanno le mini gare d'appalto per aggiudicare i
servizi all'esterno, che potrebbero fare i lavoratori stagionali,
con la stessa copertura finanziaria, noi diciamo di usufruire di
quelle risorse per arrivare alle 78 giornate Se no, quel servizio,
comunque lo farà qualcun altro
PRESIDENTE. Sulla base della dichiarazione dell'assessore Baccei,
rimane inammissibile, perché si è parlato di un aumento di costi
che non trovano copertura.
Però, onorevoli colleghi, visto che già abbiamo superato questo
emendamento, cerchiamo di procedere con i lavori.
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole
Sammartino ha fatto delle dichiarazioni, e intervengo per chiedere
delle spiegazioni in merito all'Assessore all'agricoltura.
Sammartino ha detto che nel Consorzio di bonifica di Catania per
fare determinati servizi si fanno delle gare. Io intanto vorrei
sapere dall'Assessore Cracolici se questo è previsto o se queste
gare si possono evitare, e utilizzare invece i lavoratori, e questo
potrebbe essere in parte una soluzione per i problemi di finanza
che ha Baccei.
Assessore Baccei, lei ha sentito le dichiarazioni dell'onorevole
Sammartino, che sono sempre sconvolgenti. Lui non ha mai parlato di
Consorzi di bonifica, ma ha parlato ed è esperto nella sanità,
questo è sicuro, non è che le sto dicendo una parola d'offesa, è un
medico.
Non è che sto offendo nessuno io, ma non si può avere premura su
queste cose delicate, quindi non mi invitate ad avere premura,
signor Presidente, un minuto perché debbo leggere questo
emendamento e devo chiedere una delucidazione a chi l'ha proposto,
che è l'onorevole Falcone.
Onorevole Falcone lei scrive un emendamento come garanzia
occupazionale in possesso a lavoratori che hanno subito una
sentenza -personale a tempo indeterminato parliamo - quindi se
hanno subito una sentenza che gli revocano il contratto a tempo
indeterminato non dobbiamo parlare
PRESIDENTE. Onorevole Greco lo abbiamo dichiarato inammissibile,
non torniamo su questo stiamo perdendo tempo, si fa dare le
spiegazioni dall'onorevole Falcone privatamente.
FALCONE. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà, la pregherei però onorevole Falcone di
non tornare sull'emendamento già dichiarato inammissibile dovremmo
procedere coi lavori.
FALCONE. Signor Presidente io devo ritornare per dire soltanto che
il mio emendamento non è altro che un emendamento interpretativo, e
cosa è successo lo dico anche all'onorevole Greco. Ci sono dei
lavoratori stagionali che hanno fatto ricorso per aver trasformato
il proprio contratto da tempo determinato a tempo indeterminato, e
hanno avuto una sentenza di primo grado favorevole. A seguito della
stessa sentenza i vari Consorzi di bonifica li hanno
contrattualizzati, cioè li hanno stabilizzati.
PRESIDENTE. L'Assessore ha dato delle spiegazioni che hanno
giustificato l'inammissibilità di questo emendamento, pertanto, la
pregherei, onorevole, di proseguire con i lavori.
TURANO. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io so quale è il
ruolo e la funzione del Presidente circa il giudizio di
inammissibilità degli emendamenti, insindacabile peraltro, però mi
permetto fare rilevare una cosa. Il sub emendamento 8.5.1 è una
riscrittura dell'art. 8, e nell'ultimo capoverso contiene la
medesima disposizione. Nell'8.5.1 viene soltanto specificato
PRESIDENTE .è già intervenuto l'assessore su questo, onorevole
Turano, mi dispiace, non vorrei accendere una questione con lei,
lei si trovava fuori, l'assessore è già intervenuto, ha già
spiegato, ha già motivato, la pregherei di non insistere.
Procediamo con i lavori.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non avevo dubbi
sul pregiudizio ideologico e di corrente, e lo dico con
consapevolezza, sul pregiudizio dell'assessore. Voglio ritirare il
sub emendamento 8.5.2 e chiedo che venga verbalizzata la
dichiarazione fatta dal collega Sammartino, che nonostante la
tuttologia dell'onorevole Greco, l'affermazione di Sammartino è
reale.
Io ritiro il sub emendamento 8.5.2, dopo di che preciso che, a
proposito degli operai licenziati in alcuni consorzi, compreso
quello di Catania, la manodopera viene sostituita con affidamento a
imprese. Quindi, la dichiarazione fatta dall'assessore non
coincide, perché le spese comunque ci sono e restano.
PRESIDENTE. Il sub emendamento che è stato ritirato dall'onorevole
Panepinto viene fatto proprio dal Governo.
GRECO GIOVANNI. Lo faccio mio
PRESIDENTE. E' già stato fatto proprio dal Governo, onorevole
Greco.
CRACOLICI, assessore all'agricoltura, allo sviluppo rurale e alla
pesca mediterranea. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, assessore all'agricoltura, allo sviluppo rurale e alla
pesca mediterranea. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho fatto
mio il sub emendamento 8.5.2, mi dispiace questo nervosismo che
posso comprendere, però suggerirei sempre di mantenere la calma.
Mi accingo ad una riscrittura, semplicemente perchè scrivere in
una norma il 2012 è tecnicamente un errore. Quindi, faccio mio
l'emendamento che supera il concetto del 2012, perché i bilanci del
2012 sono già stati approvati, non possiamo riaprirli. I soldi che
daremo ai consorzi serviranno a contenere gli aumenti di consorzi
dell'anno dell'esercizio finanziario.
PRESIDENTE. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 17.48, è ripresa alle ore 17.51)
La seduta è ripresa.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, se l'assessore Cracolici mi ascolta, per essere chiari,
ritorniamo a quella che era la originaria posizione in Commissione
bilancio.
I consorzi di bonifica non possono chiedere integrazione agli
agricoltori per il 2012, 2013, 2014 e 2015, in quanto hanno già
chiuso i bilanci, oppure lei ritiene che possono chiedere questa
integrazione agli agricoltori. Perché se lei ritiene che possono
richiedere l'integrazione, o il 2012, o 2013, o 2014, o 2015 va
indicato, perché le ricordo che ieri mattina sono arrivati gli
altri cinque bilanci dei consorzi, ad oggi manca solo quello della
provincia di Messina. Per essere chiari, quindi in infrazione,
assessore, le ricordo sono sei consorzi, però noi vorremmo capire
da quale anno possono chiedere integrazione agli agricoltori.
Perché se hanno la possibilità di andare prima del 2016, è chiaro
che dobbiamo indicare la data. Se invece passa la proposta
dell'onorevole Panepinto, che è la proposta originaria della
Commissione bilancio, sia chiaro che lei deve chiarire ai consorzi
di bonifica che possono chiedere l'aumento delle tariffe solo a
partire da questo anno.
CRACOLICI, assessore all'agricoltura, allo sviluppo rurale e alla
pesca mediterranea. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, assessore all'agricoltura, allo sviluppo rurale e alla
pesca mediterranea. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
onorevole Vinciullo, avevo già informalmente detto a lei che la
questione di cui ci stiamo occupando riguarda bilanci già
depositati e approvati per i quali, per competenza, gli aumenti
sono già iscritti in bilancio, per cassa, non sono stati riscossi,
tant'è che si stanno riscuotendo gli arretrati con la norma che
abbiamo fatto, ma di una competenza relativa agli anni precedenti.
Con queste risorse possiamo agire nel 2016, per ridurre gli
effetti degli aumenti degli anni precedenti. Ma che oggi diciamo
con legge che non chiediamo i soldi del 2012, non lo posso dire,
non lo può dire la legge, perché esiste il codice civile. Quindi,
semplicemente, ho detto di non scrivere l'anno, perché il bilancio
va gestito per annualità di competenze.
Non posso dire oggi quello che dovevo fare nel 2012. E' un mero
fatto tecnico, sapendo che questi soldi compensano i minori
trasferimenti che avevano determinato un aumento spropositato dei
costi.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho prestato
attenzione alle cose che ha detto l'assessore Cracolici e
rispondono a verità, nel senso che non si può retrodatare un
intervento finanziario a bilanci già regolarmente chiusi.
Quindi, per essere chiari, resta un debito fuori bilancio
nell'ambito del consorzio di bonifica? Nel senso che questa partita
in entrata di residui attivi non si Per capirlo, queste somme che
dovevano entrare nelle casse del consorzio che . No nemmeno per
competenza perché questo aumento non c'è perché dovevano entrare e
gli si è detto non pagate. Agli agricoltori gli si è detto non
pagate. Nel 2012, nel 2013, nel 2014, nel 2015.
Quindi resta questo residuo in bilancio, nel senso che c'è un
debito fuori bilancio alla fine.
Così è assessore. Perché di fatto gli agricoltori hanno il
convincimento che queste somme vanno a finire a copertura
pregressa. Questo non potrà essere per evidenti fatti tecnici.
Resta nell'ambito del bilancio sempre questa appostazione di somme
come residui di bilancio. Residui attivi. Per capirci.
BACCEI, assessore all'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore all'economia. Sarebbe debito fuori bilancio, se
non fosse in bilancio. Ma è in bilancio. E' scritto per competenza.
Il problema è che una parte di questi non vengono riscossi. Non
sono stati ancora o non verranno riscossi, ma rientra nel problema
dei crediti non riscossi. E' un buco, se non c'è un fondo passivo.
Bisogna capire un attimo la situazione, però non è un debito fuori
bilancio.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione del sub emendamento 8.5.2R, in
una riscrittura che leggo perché cambia pochissimo. Praticamente
abbiamo corretto .
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, possiamo avere questa
riscrittura?
PRESIDENTE. Sospendo l'Aula per trenta secondi.
(La seduta, sospesa alle ore 17.57, è ripresa alle ore 17.59)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il sub emendamento 8.5.2R,
presentato dal Governo. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 8.5 così come emendato.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Articolo 9.
Luoghi del lavoro contadino
1. Al fine di assicurare la stabilità e la continuità museografica
dei luoghi del lavoro contadino, è autorizzata, per l'esercizio
finanziario 2016, la spesa di 100 migliaia di euro sul capitolo
776003 (Missione 5, Programma 1).».
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente per capire un momentino quello che
abbiamo fatto. Abbiamo fatto una dichiarazione di carattere
generale di ridurre il costo dell'acqua senza stabilire di quanto e
di come, lo voglio dire, ma per capire quello che abbiamo fatto.
Abbiamo stabilito che i commissari potranno fare decreti
ingiuntivi agli operatori, alle aziende agricole perché debbono
incassare il 2012, 2013, 2014 e 2015 e poi abbiamo messo alcune
risorse per quanto riguarda invece la sistemazione delle questioni
di quest'anno. Cioè i problemi non sono stati per nulla risolti,
sono stati rinviati sine die.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo volevo un
chiarimento sull'articolo 9, se fosse possibile.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Riassume la Presidenza il Vicepresidente Lupo
FIGUCCIA. Presidente Lupo ben tornato.
Volevo chiedere soltanto un chiarimento sull'articolo 9, mi
ascolta signor Presidente? Mi rivolgo a lei, rispetto a questo
capitolo 776003.
L'articolo 9 recita: Al fine di assicurare la stabilità e la
continuità museografica dei luoghi del lavoro contadino, è
autorizzata, per l'esercizio finanziario 2016, la spesa di cento
migliaia di euro . Siccome ho stampato la scheda del capitolo
776003 che fa riferimento a spese per acquisti, e riporta che
dovremmo utilizzare la somma di centomila euro per spese, per
acquisti anche mediante prelazione di immobili di interesse
archeologico e monumentale. Ma con un patrimonio immobiliare della
Regione siciliana che prevede un'infinità di immobili che
potrebbero essere affidati, non dico in comodato d'uso, ma magari
anche prevedendo un piccolo canone di locazione, noi addirittura
abbiamo tempo, spazio, risorse economiche per acquistare con un
importo di cento mila euro un'immobile che non si capisce bene a
cosa dovrà essere destinato?
Solo questa domanda, perché veramente vorrei capire questo museo -
per un importo di centomila euro - a cosa dovrà servire.
Il territorio della Regione siciliana è pieno stracolmo di
immobili che potrebbero essere utilizzati a fini naturalistici, a
fini turistici. E quindi se ci fosse l'assessore alla cultura, che
purtroppo non vedo, potrebbe rispondere a questa cosa o, non lo so,
forse il Presidente della Regione che ha fatto di questo tema una
battaglia per lo sviluppo e il rilancio dell'economia siciliana.
Quindi, signor Presidente, se in assenza dell'assessore al ramo
può rispondere il Presidente della Regione, perché è un
chiarimento che secondo me è utile avere.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore . Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore . Signor
Presidente, onorevoli colleghi, Governo, al di là della facile
ironia con la quale l'onorevole Figuccia ha affrontato l'argomento,
in Sicilia, - come hanno attestato le più importanti associazioni
a livello europeo e nazionale -, esistono dei luoghi, per quanto
riguarda il lavoro contadino, che tutti ci invidiano e che fino ad
oggi non è stato possibile rendere musei a tutti gli effetti.
Questo perché i luoghi dove sono ubicati questi musei sono luoghi
poverissimi, i luoghi che contengono questi beni sono abitazioni di
scarsissimo valore e dove, per essere chiari, la Regione non è
presente. Perché laddove la Regione negli passati è stata presente,
- penso, solo per fare un esempio alla casa museo Paolino Augello
di Palazzolo -, ha dato i luoghi e lì dentro è stato portato un
bene di natura demo-etnoantropologico che è fra le cose più belle e
più importanti al mondo.
Non vorrei scomodare gli storici francesi de Les Annales, come
Febvre, perchè gli stessi storici francesi hanno ricordato un fatto
gravissimo, che l'Italia, a differenza della Francia e della
Germania è la nazione che ha distrutto la propria tradizione
storico-culturale. E' la nazione che ha cercato di dimenticare il
proprio passato per inoltrarsi verso un futuro che, negli anni '60
e '70 era rappresentato dal mondo industrializzato, e che ha
dimostrato di essere assolutamente fallimentare.
Con questa somma verrà fatto un bando, sia chiaro. Parteciperanno
tutti i musei che hanno in Sicilia valenza di natura etno-
antropologica, saranno le amministrazioni comunali, - per essere
chiari -, a partecipare perché non si tratta assolutamente di
distribuzione di risorse a privati o associazioni, ma saranno i
Comuni a partecipare. Verrà data la possibilità ai Comuni,
soprattutto delle zone montane e contadine, cioè quelle lontane dai
centri abitati, dai centri storici, di poter consolidare per sempre
una presenza che è di fondamentale importanza per la nostra storia,
per il nostro passato.
Vedete, in un momento in cui questi centri, ed è il dato ad
esempio di Palazzolo, fanno quasi gli stessi utenti delle case
museo di valenza barocca o medievale, credo che andare ad investire
in quindici o sedici realtà comunali, perché di questo si tratta,
quindici o sedici realtà comunali che sono presenti in tutte le
Province, dai Nebrodi alle Madonie, dagli Iblei a tutte le altre
zone montane della Sicilia, credo che non sia un fatto vergognoso.
Queste somme verranno distribuite attraverso un bando, attraverso
una Commissione che valuterà i progetti, attraverso tutto ciò che è
necessario per far sì che un'operazione culturale importantissima
non si trasformi, come pensava e come era preoccupato l'onorevole
Figuccia, in un fatto clientelare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Falcone. Ne ha
facoltà.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Sull'ordine dei lavori
FALCONE. La ringrazio, ma io chiedo di intervenire sull'ordine dei
lavori. Poco fa abbiamo accantonato l'articolo 6, quello dei
Comuni, in quanto non era presente il Presidente della Regione.
Atteso che è arrivato il Presidente della Regione, a mio avviso
dovremmo ritornare all'esame dell'articolo che si occupa dei Comuni
e procedere per ordine. Non si giustifica, con la presenza del
Presidente della Regione siciliana, continuare su norme che magari
sono molto meno importanti rispetto a quella dei Comuni.
PRESIDENTE. Sino a questo momento non è pervenuta la riscrittura
dell'articolo 6, quindi proseguiamo l'esame dell'articolo 9. E'
pervenuta la riscrittura 6.6. Però visto che siamo all'articolo 9,
concludiamolo, e poi torniamo all'articolo 6.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
1214/A
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Musumeci. Ne ha
facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, mi pare
molto interessante e stimolante l'intervento del presidente
Vinciullo che coglie un nervo scoperto che appartiene alla mia
sensibilità di uomo politico ma anche di uomo innamorato delle
proprie tradizioni e della cultura della propria Terra.
Il presidente Vinciullo sa che io ho avuto il piacere di
realizzare il più grande museo storico d'Europa, dopo quello di
Londra, che si trova alle Ciminiere di Catania, esteso 3.350 metri
quadri e che mi auguro i colleghi vorranno visitare.
GRECO GIOVANNI. Non gliene diamo contributi?
MUSUMECI. No
Confino. Io in linea di principio presidente Vinciullo, - mi
consenta la Presidenza se dialogo direttamente con il collega -,
non posso che apprezzare l'iniziativa. Credo che però il tema vada
affrontato nel contesto di un metodo di governo che si ponga il
tema della rete museale nell'Isola, di tutti i musei, di quelli
religiosi, di quelli regionali, di quelli ecclesiastici, di quelli
che appartengono agli enti locali, di quelli che appartengono alle
fondazioni, di quelli che appartengono ai semplici cittadini
innamorati del bene culturale.
E allora in assenza dell'assessore ai beni culturali e per non
vanificare il significato dell'articolo 9 di questa mini
finanziaria, io vorrei poter chiedere al presidente Vinciullo:
perché riteniamo di dovere privilegiare soltanto una specifica
categoria di piccoli musei, cioè quelli della civiltà contadina e
non anche musei per esempio di scienze naturali, o museo del
costume, o museo della numismatica, o piccole altri luoghi in cui
si raccolgono testimonianze che appartengono alle tradizioni
artigianali dell'Isola? E' una domanda, non è una osservazione.
La seconda domanda: quali sono le località in cui si trovano i
musei di civiltà contadina che dovrebbero beneficiare di questo
intervento finanziario che mi sembra di aver capito verrà
riconosciuto soltanto attraverso un bando di evidenza pubblica? E
se così fosse, quali criteri cui si informa il bando di evidenza
pubblica?
Sono domande che servono ad avere più chiara l'idea del progetto
che si vuole portare avanti, fermo restando, - lo dico al
Presidente della Regione, in assenza dell'Assessore ai beni
culturali -, che si evidenzia l'esigenza di portare in questa Aula,
da parte del Governo, un programma, anche minimo, sulla
valorizzazione, se non sul potenziamento dei musei in Sicilia,
perché si possa allestire, e lo si può fare con ottanta, centomila
euro, al massimo, una guida bilingue dei musei siciliani, da potere
consegnare ai tour operator e da poter far diventare uno strumento
di promozione almeno attraverso i nostri Istituti di cultura nelle
maggiori capitali straniere.
Se il presidente Vinciullo vorrà avere la cortesia di rispondere
alle mie domande io gliene sarò grato, fermo restando che non ho
alcun pregiudizio a sostenere un articolo che mi sembra, però,
assuma il cattivo sapore della discriminazione proprio perché non
sintetizza e non tiene conto della multiforme, varia, articolata
rete museale che caratterizza, per fortuna, i centri della nostra
Isola.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Venturino.
VENTURINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo
perché questo articolo dà l'opportunità, ancora una volta, di
accendere i riflettori sul discorso legato ai beni culturali.
Condivido sia l'intervento iniziale dell'onorevole Vinciullo che
parla della necessità di aprire a queste realtà che, altrimenti,
potrebbero andare perduti anche come patrimonio immateriale della
nostra tradizione, ma condivido anche l'analisi che fa l'onorevole
Musumeci quando dice che un intervento di questo genere, così
improvviso, in un settore specifico può dare l'idea di un vecchio
modo di fare politica.
Ma il problema lo affronta, l'onorevole Musumeci, un po' prima,
quando parla della rete museale. Qui, in Sicilia, abbiamo una rete
museale che va completamente rivisitata, ripensata. Noi abbiamo dei
musei che assomigliano sempre di più, onorevole Musumeci, a dei
depositi, dove il turista non ha nessun motivo di poter essere
attratto e girare con la gioia di scoprire che cosa? Faccio un
esempio: la settimana scorsa sono andato a Lipari, onorevole
Formica, nella provincia di Messina, dove c'è un patrimonio, dal
punto di vista dei reperti, incredibile. Però se lei va a visitare
quel museo - cosa che sicuramente farà, non fosse altro che Lipari
è una bellissima isola - va a vedere semplicemente un deposito, un
insieme di reperti messi lì che non suggeriscono praticamente
niente di particolare al turista, ed è un grandissimo peccato.
L'intervento sui beni culturali va fatto e va pensato non come un
intervento che oggi destina soltanto centomila euro, ma va
ripensata completamente la strategia dell'offerta del patrimonio
che abbiamo nei musei in Sicilia, altrimenti ci troveremo più
avanti a dire, perché no, Piazza Armerina, faccio un esempio, dove
abbiamo il piccolo museo della cultura mineraria, c'è il museo
degli zolfatari.
Non possiamo pensare a piccoli interventi che hanno il sapore di
una conquista del gradimento di un elettorato, perché ha il sapore
di questo. Bisogna invece che sui beni culturali si faccia una
profonda riflessione, perché è veramente lì, e questa volta è la
volta per tutte, che questa Assemblea deve cominciare a capire che
bisogna intervenire per far ripartire l'economia di questa terra.
Nulla contro l'articolo proposto dall'onorevole Vinciullo, nulla
osta anche potere appoggiare un'iniziativa di questo genere, ma si
corre il rischio di andare a foraggiare una piccolissima iniziativa
che non va ad arrecare nessun sollievo ad un reparto, quello
mussale, che andrebbe completamente ripensato, immaginato in
maniera diversa.
Chiudo dicendo che basta fare un giro, senza andare lontano, in
piccoli musei delle altre nazioni dove hanno nemmeno un millesimo
del patrimonio che abbiamo noi e riescono ad attrarre migliaia di
turisti perché hanno una concezione dello spazio espositivo
completamente diversa da quella che ancora oggi caratterizza i
nostri musei.
Questo mi sentivo di dire e ne ho approfittato vista la presenza
anche del governatore.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Grasso. Ne ha
facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 9 pone
un problema serio che riguarda la valorizzazione dei piccoli musei.
Quando parlo della valorizzazione dei piccoli musei mi riferisco a
tutti quei musei che hanno un valore artistico-culturale e, quindi,
potrebbe, in un contesto di questo genere, rientrare anche il museo
contadino, penso alla Fondazione Piccolo di Calanovella - che
qualche settimana fa stava rischiando di chiudere se non fosse
intervenuto il comune di Capo d'Orlando a far sì che restasse
aperto - al museo del costume siciliano e a tanti altri piccoli
musei diffusi in tutta la Sicilia.
Mettere così centomila euro per i piccoli musei contadini che poi
non sono altro che una stanza, senza una rete museale, appunto, di
piccoli musei, che possono partecipare, che cosa bisognerebbe fare?
Prima bisogna procedere a fare una rete di questi piccoli musei,
capire quali sono quelli di valore, poi procedere ad un avviso
pubblico ed ogni museo dovrebbe presentare un bando. Ma anche qui
la Sicilia ha perso una grande opportunità, perché in tutto il
resto d'Italia, in tutte le regioni, con i fondi comunitari, con i
fondi FERS e con i fondi PAC stanno rivalutando quelle che sono le
antiche tradizioni, e cioè il patrimonio artistico-culturare.
La Sicilia, invece, ha perso una grande opportunità perché nel
programma operativo dei fondi FERS ha indicato solo dei grandi
attrattori, prevedendone solo quattro. Cosa significa? Che si può
incidere e si possono valorizzare solo quelle zone attorno alle
quali sono stati previsti gli attrattori. In provincia di Messina
ne abbiamo uno, e poi in provincia di Palermo, Cefalù e Tindari.
Quindi, oggi, andare a distrarre fondi dal bilancio regionale per
finanziare solo il museo contadino mi sembra riduttivo perché non
si arriverà alla fruizione, solo per il mantenimento di attrezzi
poi che non rappresenteranno un'attrattiva per il turista perché
non fanno parte di una rete museale.
La programmazione dei fondi comunitari spetta al Parlamento e non
al Governo, e l'onorevole Vinciullo, nella qualità di presidente
della Commissione Bilancio', potrebbe ben incidere in tutta la
Commissione e poi proporlo all'Aula per la valorizzazione dei beni
culturali.
Ripensiamo quindi, ed è l'occasione questa, alla rete dei piccoli
musei ma in un contesto di valorizzazione e di fruizione degli
antichi mestieri e di recupero delle tradizioni perché, altrimenti,
continuiamo a parlare di turismo come un attrazione astratta perché
non inserita in un contesto di sviluppo, valorizzazione e, ripeto,
di fruizione di tutti questi beni.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore . Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Ringrazio i
colleghi per il contributo importante che ognuno di loro ha voluto
dare per affrontare questo tema.
Innanzitutto l'onorevole Musumeci che aveva posto tanti problemi e
sembrava un pubblico ministero giacobino e si è allontanato e non
ha trovato il tempo per potermi ascoltare.
Quando noi parliamo di rete e di musei contadino-
etnoantropologici, come si vuole dire, vorrei confermare che in
Sicilia ne abbiamo parecchi, e fra questi, proprio perché ne vorrei
prendere uno a provincia, vorrei ricordare ad esempio il museo del
vino e delle civiltà contadina a Palazzo dei Principi di Palagonia
di Palermo, che ogni anno è visitato da centinaia di studenti; a
Resuttana, il cosiddetto casale di Emma; a Nicolosi, la casa del
contentino in via Garibaldi; a Piazza Armerina la casa del
contadino, frequentata anche in questo caso da centinaia di
studenti; ad Agrigento il museo etico-antropologico, anche questo
finanziato.
Veda presidente Musumeci, ho detto sedici, forse in maniera
riduttiva, perché ce ne sono di più in Sicilia, e fanno parte di
una rete che è abbandonata, una rete che non è presa nella dovuta
considerazione e che viene tenuta in vita solo perché ci sono dei
volontari che hanno dedicato la loro vita a queste strutture. Ci
sono degli insegnanti che ogni anno portano i loro studenti e
preparano dei progetti didattici sulla nostra storia e sul nostro
passato. Lei, presidente Musumeci, si poneva un problema: perché
proprio il museo contadino e non altri tipi di musei? . Intanto
perché ricordo che la nostra storia è una storia di contadini, la
nostra non è una storia né di industriali, né di altri soggetti che
hanno alimentato la nostra Terra. La nostra è una storia di
disperati,di pazzi, di poveri, di gente che ha cercato di
sostenersi solo ed esclusivamente attraverso il lavoro dei campi.
Cercare di nascondere questo lavori dei campi, - le vorrei
ricordare che a Catania, oltre la sua struttura, forse la più
importante in Europa -, c'è anche la casa Verga, e anche lì, a
Catania ne avete ben due, e se andiamo a ricercare, ne troveremo
una terza, una quarta, una quinta, una sesta. Ora ciò che è stato
possibile per i grandi centri perché hanno trovato amministratori
illuminati come lei, credo che debba essere possibile, anche per i
piccoli centri sparsi in giro per la Sicilia, come nei Nebrodi, un
mondo che si è fondato per secoli sull'agricoltura. Possiamo noi
fare scomparire la nostra storia, la possiamo cancellare? A ciò
destiniamo una somma misera, perché centomila euro sono una somma
misera, solo a questo settore di nicchia, non perché ci siano
interessi particolari, ma solo ed esclusivamente perché per gli
altri settori interviene l'assessorato per i beni culturali, tanto
è vero che il capitolo esiste, non ce lo stiamo inventando noi, il
capitolo 776003, nel passato è stato utilizzato, e, presidente
Musumeci, anche in maniera eccessiva, anche da qualche suo
compagno di partito, che ha utilizzato questo capitolo per attività
poco chiare spendendo forse anche miliardi di questo capitolo.
MUSUMECI. Di quale partito parla?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Non le sto
dicendo nulla Veda io non faccio nomi, lei si vada a vedere i
capitoli e veda questo capitolo 776003, perché veda presidente
Musumeci, quando venite a fare le pulci, dovete sempre pensare che
la risposta ci può essere e che c'è gente che ha la memoria di
questo territorio. Per cui se oggi voi fate storie per centomila
euro, sarei tentato di fare le pulci, quando nel passato sono stati
utilizzati decine e decine di miliardi di lire per alimentare
questo capitolo.
Poi possiamo fare quello che volete, lo possiamo bocciare, lo
possiamo utilizzare.
GRECO GIOVANNI. Non si può perdere un'ora per un articolo, così.
Non puoi intervenire tre volte
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Vorrei
chiarire che non sono intervenuto tre volte. Ho illustrato, poi
sono state fatte, da parte dell'opposizione, delle considerazioni e
ho voluto chiarire. Vede presidente Musumeci, quindi nulla di
trascendentale, è un capitolo già attivato nel passato, che è stato
utilizzato.
MUSUMECI. Chiedo di parlare.
VINCIULLO, presidente della Commission e relatore.. Nel passato lo
abbiamo utilizzato per le grandi cose, con grandi investimenti e
grandi cifre, oggi pensavamo di utilizzarlo, laddove nel passato
non è stato fatto.
PRESIDENTE. L'onorevole Musumeci ha chiesto di intervenire, credo
per fatto personale. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non intervengo
per fatto personale. Sarò brevissimo. Il presidente Vinciullo ha
avuto l'imprudenza di non cogliere la lealtà del mio intervento, -
peggio per lei, onorevole Vinciullo -, voterò contro questo suo
intervento perché ho capito che lei ha la coda di paglia e quindi
nasconde qualcosa.
Credevo che fosse un intervento improntato alla promozione della
cultura. Il suo riferimento al mio partito è assolutamente
inopportuno, primo perché io non ho un partito da 11 anni;
secondo, perché i personaggi cui lei si riferisce presumibilmente
facevano parte dello stesso partito di cui ha fatto parte lei,
terzo: io non ho mai frequentato questo palazzo e i musei del mio
paese natale sono tutti religiosi ospitati nelle catacombe dove lei
ogni tanto farebbe bene a trascorrere qualche attimo del suo
prezioso tempo libero.
Le catacombe il luogo migliore per il Presidente Vinciullo, detto
questo poiché lei intende nascondere altre cose che prescindono
dalla bontà di una iniziativa culturale io le preannuncio che
voterò a favore soltanto quando assieme a questa iniziativa saranno
comprese altre iniziative di sana e concreta pianificazione museale
in Sicilia.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, lei è già intervenuto sull'articolo
9.
Le assicuro che lei è intervenuto, potrà intervenire su
dichiarazione di voto all'articolo 1, intanto ha la parola
l'onorevole Formica.
Onorevole Falcone, lei è già intervenuto sull'articolo 9, la
invito a rispettare il Regolamento e a favorire lo svolgimento dei
lavori parlamentari.
Faccia parlare l'onorevole Formica che non è intervenuto; se poi
vuole intervenire per dichiarazione di voto sull'emendamento ha la
facoltà di farlo.
Onorevole Formica, ha facoltà di parlare.
FORMICA. Signor Presidente, io non ero intervenuto volevo
intervenire per spezzare una lancia nei confronti, (che dobbiamo
spezzare bastoni manganelli?) io non l'ho mai negato. Ho mai negato
la mia appartenenza?
Presidente Vinciullo io voglio essere solidale con lei questa
storia dei musei contadini che lei giustamente porta avanti non da
ora, il fatto che tutti si dichiarano d'accordo si però mi sembra
una barzelletta si però.
Però lei non mi aspettavo che se ne uscisse con un altro si però
peggio perché in questa caso l'allusione all'appartenenza o meno ad
un partito non credo anche perché per qualche periodo c'erano stati
degli amorosi sensi a livello provinciale poi si è interrotto il
feeling ed è capitato quel che è capitato. Pur tuttavia .
CROCETTA, presidente Regione, cinquecentomila..
FORMICA. ha visto che il Presidente Crocetta è in sintonia con
l'amico suo? Cinquecento mila
Insomma, parliamo di cose serie. Io penso che in effetti le
proposte che sono state avanzate sono delle proposte che secondo me
dovrebbero essere accolte nel senso se dobbiamo intervenire in un
settore per una volta interveniamo unificando la materia e cioè nel
settore e oltre tutto non c'è qui l'Assessore ai beni culturali e
anche questo non mi pare una cosa molto saggia e molto positiva.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
FALCONE. Signor Presidente, la mia insistenza, per cui chiedo
scusa magari del tono, era perché in effetti non avevo parlato non
ero intervenuto soltanto per questo.
Io mi sentivo soddisfatto del ringraziamento che il Presidente
della Commissione Bilancio aveva rivolto a tutti i parlamentari,
quindi ritenevo di non parlare.
Poi, però, c'è un però, e ho cercato di capire, sono andato a
spulciare, come ha fatto il collega Figuccia, il capitolo a cui si
fa riferimento e devo fare un richiamo all'assessore Baccei. E
all'ottimo ragioniere generale Sammartano, che è sempre puntuale
quando deve mettere i puntini sulle i , tranne oggi, perché noi
stiamo creando una variazione di bilancio imputando 100 mila euro
in un capitolo non attinente.
Quel capitolo di cui stiamo parlando riguarda spese per acquisti
di immobili di interesse archeologico, non è archeologico,
monumentale, non è monumentale, cose d'arte antica, moderno-
contemporanee, non sono, per l'incremento delle collezioni
artistiche, non sono
Ecco, allora, perché parliamo di contadino, caro presidente
Musumeci, perché c'è qualcosa di paglia. Se poi è la coda è
attinente Ma alla paglia, non al contadino
E allora, dove sta la coda di paglia? Nel dire nel passato si sono
fatte forzature. Ed allora, se nel passato si sbagliava dobbiamo
continuare a sbagliare anche oggi? Ecco perché c'è qualcosa che
puzza. Di bruciato? E se la paglia prende fuoco non c'è un
incendio? Evitiamo questo.
Su questo invitiamo il presentatore dell'articolo a ritirarlo, ma
chiediamo il parere di conformità all'assessore Baccei, che, forse,
non è stato attento nella indicazione del capitolo, a meno che
l'assessore Baccei dica che questi 100 mila euro, poi volevo capire
che si dovrebbe fare con 100 mila euro, anche qua è una mera
barzelletta, li imputiamo in un altro capitolo, perché questo
capitolo, assessore Baccei, ora le darò il titolo di spesa, si
renderà conto che non è attinente alla materia di cui stiamo
parlando.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. La copertura, come tutti gli
articoli che rientrano nei 6 milioni che prendiamo dal Fondo Etico,
è data dal Fondo Etico. Poi, ci sono quelli che si vanno a prendere
dal 128. Questo è qui dove vanno imputati, sul quale capitolo
vanno, non da dove prendono i soldi. Prendono i soldi dall'articolo
1 e vanno a finanziare anche i consorzi di bonifica, non è che c'è
affinità tra l'etica e i consorzi di bonifica o le scuole
paritarie.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'emendamento
soppressivo 9.1, a firma dell'onorevole Falcone.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Ci rimettiamo all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
MUSUMECI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutino segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 9.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 9.1, a firma degli onorevoli Falcone ed altri che
sopprime l'articolo 9 del disegno di legge.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 50
Maggioranza 26
Favorevoli 33
Contrari 17
Astenuti 0
(E' approvato)
L'articolo 9 è soppresso.
Si riprende l'esame dell'articolo 6, in precedenza accantonato.
GRECO GIOVANNI. Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. La verifica del numero legale non può essere accolta
perchè non stiamo votando. E' in discussione l'articolo 6.
C'è un emendamento di riscrittura del Governo dell'articolo 6. E'
la riscrittura 6.6, con un subemendamento a firma dell'onorevole
Panepinto, 6.6.1.
L'emendamento 6.6 è già stato distribuito, anche il subemendamento
6.6.1. Invito a fare una verifica. C'è anche un subemendamento
dell'onorevole Falcone.
Quello dell'onorevole Panepinto è già stato annunciato, è il
6.6.1.
Invito gli uffici a distribuire gli emendamenti 6.6, 6.6.1 e un
subemendamento che dovrebbe essere a firma dell'onorevole Falcone.
L'emendamento dell'onorevole Falcone credo sia nel fascicolo e
dovrebbe essere il 6.4.
DI GIACINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
sull'emendamento così come è scritto, sono contrario perché
tecnicamente non funziona. Sul principio posso essere d'accordo
perché risolve i problemi dei comuni per pagare gli ATO rifiuti e
quindi non ci ritroveremmo con i rifiuti in mezzo alla strada se i
comuni pagano gli ambiti.
Però, tecnicamente, non funzione perché stiamo incidendo sui
trasferimenti che facciamo ai comuni. Fra l'altro con riferimento
al 20 per cento del 2015, sapendo pure che noi abbiamo tagliato i
trasferimenti di cinquantamilioni nel 2016, quel 20 per cento che
andiamo a togliere oggi di settantaseimilioni dal fondo incidono
per il 23 per cento rispetto al fondo stesso di quest'anno, perché
quest'anno è di trecentotrentamilioni.
Chiedo al Governo di rivedere questo articolo, di ritirarlo perché
tecnicamente poi da bilancio non possiamo andare a dire ai comuni
che paghiamo per conto dei comuni.
Oggi, agiamo in virtù di un bilancio che fa riferimento alla legge
n. 118. Non possiamo prendere i soldi dei comuni e pagare per conto
dei comuni. Così non funziona perché i comuni si troveranno a non
potere scrivere nel bilancio queste partite di cui noi paghiamo gli
ATO rifiuti.
Per cui io la invito, Presidente, a risolvere il problema. Io sono
d'accordo con lei che va risolto il problema. Però, ci sono due
leggi che sono precedenti. Andiamoli a rifinanziare.
C'è la legge del 2009 e c'è la legge n. 9 del 2010, relativamente
alla riforma degli ambiti, che faceva l'anticipazione ai comuni.
Eventualmente, andiamo a mettere dei soldi per l'anticipazione ai
comuni e diamo le anticipazioni, che poi possono essere rimborsate
perché le possono iscrivere in bilancio.
In questo modo il bilancio degli enti locali non funzionerebbe e
non potrebbe essere fatto. Noi stiamo cambiando anche le regole dei
bilanci degli enti locali.
CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, Presidente della Regione. Non stiamo intervenendo per
cambiare nessun bilancio degli enti locali.
Onorevole Di Giacinto, se lei mi ascolta. Se lei si è fatto una
idea incrollabile e quella rimane.
Non si incide sui bilanci del 2015, ma si dice che le
attribuzioni, eventuali, di risorse sono comparate a quelle del
2015 per il semplice motivo che, fra l'altro, quelle del 2015 sono
state già erogate e non .. però vedo che non ascolta ..
Quindi, il 2015 non c'entra niente.
DI GIACINTO. Come non c'entra niente
CROCETTA, Presidente della Regione. Sono comparate alle risorse.
Non vengono sottratte dai bilanci del 2015.
DI GIACINTO. Ho detto un'altra cosa. Se vuole glielo ripeto.
CROCETTA, Presidente della Regione. Se mi fa spiegare. Non sono
sottratte dalle risorse del 2015 e quindi non incidono sui bilanci
dei comuni.
Sul passato non incidono. Possono incidere sull'esercizio
corrente.
Andiamo alla sostanza. Per superare l'emergenza attuale non stiamo
parlando di un prelievo generalizzato. Noi non stiamo dicendo che
bisogna togliere il 20 per cento ai comuni. Nei limiti del 20 per
cento. Per superare l'emergenza.
Dove è l'emergenza? E' nei casi di quei comuni che non possono
neppure fare la raccolta dei rifiuti.
A Barrafranca si sono accumulati 200 tonnellate di rifiuti per le
strade. Il comune non è in grado di gestire il servizio. L'ATO non
può fare il servizio perché non riesce a pagare i dipendenti e i
dipendenti si rifiutano di lavorare.
L'ATO non è in condizione di affidare il servizio a nessuna ditta
esterna per il semplice motivo che qualsiasi somma dovesse avere a
disposizione verrebbe immediatamente prelevata, in alcuni casi,
dagli enti creditori e se non ci sono più ditte che partecipano
alle gare indette dall'ATO. Lasciamo i rifiuti?
Non è un provvedimento generalizzato. E' detto che viene proposto
dall'Assessorato ai rifiuti e valutato dagli enti locali. Non c'è
alcun automatismo.
Le fattispecie che noi individuiamo in atto non sono più di due
o tre in tutta la Sicilia e sono esattamente l'ATO di Enna, l'ATO
di Castelvetrano. Cioè se Castelvetrano e Mazara del Vallo debbono
dare 8 milioni e mezzo all'ATO e noi gli preleviamo 500 mila euro
per attivare l'impianto di biostabilizzazione che rende un servizio
ai comuni e fa risparmiare questi comuni, qual è la cosa?
Quindi, è utilizzata, c'è scritto, se volete fare demagogia fatela
pure, ma c'è scritto
No, per superare l'attuale emergenza dei servizi di raccolta,
l'attuale Non stiamo parlando di un provvedimento a regime che
opera in modo sistemico. Noi stiamo dicendo l'attuale emergenza,
l'attuale, quindi si applica a questa cosa per consentire o di
attivare il servizio dei rifiuti laddove non c'è o realizzare
l'impiantistica, anche provvisoria, laddove non c'è.
È una norma che va a favore dei comuni e dei cittadini che,
finalmente, in alcuni casi si vedono raccolta la spazzatura perché
altrimenti voi mi direte come risolviamo i problemi del Comune di
Barrafranca.
Quindi, se si ritiene specificare l'attuale condizione rafforzando
il concetto riferito all'attuale, l'attuale emergenza, ma c'è
scritto chiaro, quindi non c'è un prelievo generalizzato, perché se
dovessimo fare questo prelievo generalizzato dovremmo togliere ai
comuni tutti i soldi che gli spettano, per essere chiari. Invece
dice: per sopperire alla carenza di impianti .
Per esempio, Sciacca vuole realizzare la biostabilizzazione e
consentire a questi comuni invece di andare a Lentini di potere
conferire nella discarica di Sciacca, gli servono 200 mila euro per
realizzare questo impianto. 200 mila euro glieli possiamo prelevare
o no? Questo è il tema. Quindi non è un intendimento generalizzato,
è specificato per l'impiantistica, è specificato per il servizio, è
specificato persino per ragioni igienico-sanitarie.
Quindi, io voglio rassicurare che non è alcuna intenzione del
Governo intervenire con prelievi generalizzati, ma intervenire
rigidamente alla gestione dell'emergenza. Ci sono da togliere i
rifiuti per strada, l'ATO non ha i soldi? Si interviene in maniera
sostitutiva. Stiamo parlando di cifre che vanno da 200 a 500 mila
euro, massimo un milione a fronte di comuni che debbono dare 10,
15, 20 milioni. Ma un milione non a carico di un singolo comune,
all'interno di tutti i comuni di un ATO. Quindi, stiamo parlando di
qualche centinaia di migliaia di euro però che permettono di
realizzare gli impianti.
Vogliamo questo o vogliamo i rifiuti per strada? Ad un certo punto
è chiaro che qualsiasi provvedimento va fatto né tanto meno è
pensabile che la Regione possa intervenire con risorse proprie a
pagare i servizi che per legge spettano ai comuni e debbono essere,
sempre per legge, pagati con la TARI, perché un'altra norma
verrebbe sicuramente impugnata dallo Stato.
PANEPINTO. Chiedo di parale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo io
voglio esprimere apprezzamento per il lavoro che il presidente
Crocetta sta facendo in questi giorni sul fronte dell'emergenza
rifiuti. L'ho fatto personalmente l'altro giorno, lo faccio oggi e
non a caso citava per esempio la discarica di Sciacca che è una
delle poche discariche pubbliche che hanno resistito all'idea di
privatizzare tutto come è accaduto negli anni scorsi.
Signor Presidente, io intervengo, per come leggo, da sindaco.
Onorevole Greco, la prego, ogni tanto quando c'è una cosa seria si
comporti di conseguenza. È una materia molto delicata, Presidente,
onorevole Greco le chiedo cortesemente di prestarmi attenzione
perché mi interessa anche la sua opinione.
Presidente, come è scritta la norma non c'è nulla
dell'impiantistica. La norma parla sostanzialmente di creare una
riserva
(Interruzione del Presidente della Regione)
PANEPINTO. Presidente, so che lei su questa materia ha raggiunto
un approfondimento straordinario, mi faccia esprimere nella
modestia e nella consapevolezza di un segretario comunale.
Il conferimento c'è perché poi al secondo comma non parliamo più
di ATO, ma parliamo di creditore, giusto, Presidente? Quindi,
capisco che dovremmo pagare direttamente quelli verso cui
conferiamo i rifiuti, se interpreto bene, giusto Presidente?
No, Presidente, io sono contrario e lo dico subito.
(Interruzione del Presidente della Regione)
PANEPINTO. Presidente, posso esprimere la mia opinione? Voglio
dare un contributo a risolvere il problema. Presidente, posso
finire? Io ho difficoltà a organizzare il pensiero dopo ore ed ore
di avere tenuto in questi giorni maggioranze precarie a sostegno.
Potrei fare una battutaccia: al soggetto creditore , poi la mia
mente malvagia mi fa pensare a chi sono i creditori in Sicilia,
sono sempre gli stessi, Presidente.
CROCETTA, Presidente della Regione. Ho spiegato l'intenzione.
PANEPINTO. Io vorrei serenamente contribuire a questa ottima
intenzione del Presidente della Regione. Il suggerimento che mi
permetto di dare qual è? Innanzitutto, la norma stabilisce di
prelevare sull'esercizio corrente 2016, lei ha detto correttamente,
una quota del 20 per cento.
GUCCIARDI, assessore per la salute. Fino al 20 per cento.
CROCETTA, Presidente della Regione. Non superiore al 20 per cento.
PANEPINTO. Non superiore o fino al 20 per cento è la stessa cosa
Un'altra cosa voglio dire Presidente, sono scarso e ho bisogno di
tempo.
Il concetto è un altro, ogni Comune ha un rapporto economico-
finanziario con l'altro, perché gli eroga servizi e i servizi sono
il personale, il noleggio dei mezzi, quelli che sono.
GRECO GIOVANNI. Lei sembra non avere colpe, ma sta rimproverando
ad uno ad uno tutta l'Aula
PANEPINTO. Se l'onorevole Greco smette di fare il guastatore di
professione gratis e capisce ogni tanto che questo è un argomento
serio e non c'è voto che si debba chiedere, io vi faccio una
proposta diversa.
Siccome lei si ritroverà, Presidente, in un'apertura, perché non
sa perché non hanno pagato, possono esserci dei contenziosi in
corso con problemi di dare e avere tra l'ATO e i Comuni, perché non
utilizziamo il fondo che la Regione ha già utilizzato come fondo di
rotazione che ha già anticipato ai Comuni e i Comuni hanno già
restituito le quote e non sappiamo quanto è il plafond attuale.
Perché, probabilmente, lei si ritroverà una partita già esistente,
io solo questo mi permetto di dire.
Un'ultima cosa, sul comma 5. Assessore Lantieri, la pregherei di
ritirare il quinto comma, prima dobbiamo fare esattamente il
recepimento di norme nazionali sull'obbligo del riassorbimento del
personale che è in esubero. Sarebbe opportuno che lei ritirasse
quest'ultimo comma.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.
CROCETTA, presidente della Regione. Il fondo di rotazione è una
prerogativa dei comuni che debbono chiedere l'anticipazione. Ci
troviamo, qui, di fronte al fatto che l'ATO di Enna, siccome non ha
30 mila euro per aggiustare i mezzi per la raccolta, i
compattatori, non raccoglie i rifiuti. Possiamo prelevare questi 30
mila euro e darli agli ATO?
Il tema, quindi, non può essere demandato alla facoltà dei comuni
di ricorrere, laddove questi comuni già lo esercitano, non
effettuano il loro dovere.
Il problema è mettere quelle garanzie, si tratta di emergenziali,
possiamo ridurre la quota anticipabile, fare riferimento,
espressamente, però, si parla di raccolta e di conferimento,
quindi, quando si parla di conferimento si parla
dell'impiantistica, per essere chiari.
Si ritiene di specificare la condizione emergenziale? Ma non è un
via libera per il semplice motivo che non c'è alcun automatismo. Ci
deve essere la dichiarazione di difficoltà accertata, non il
debito. Come condizione ci deve essere la dichiarazione di
difficoltà ad effettuare quei servizi, non il debito. E deve essere
richiesta all'Assessore per l'energia ed approvata dall'Assessore
per gli enti locali.
Possiamo ridurre la quota, portarla al 10 per cento, al 5 per
cento, per eliminare i possibili danni; fare riferimento,
espressamente, al soggetto, dobbiamo dire, più che al soggetto
creditore all'ATO competente, all'ATO creditore, direttamente e
specificare che non c'è un tentativo
Cambierei, quindi, questa riscrittura dicendo: massimo 10 per
cento e dove c'è messo al soggetto creditore, sostituirei la
parola soggetto con le parole ATO creditore .
PRESIDENTE. C'è, dunque, una richiesta di subemendamento del
Presidente della Regione alla riscrittura, che così recita:
«sostituire alla percentuale 20 per cento' di cui al comma 2 della
riscrittura la percentuale 10 per cento' ed al posto di soggetto
creditore' le parole ATO creditore'.». Ho capito bene? Dobbiamo
formalizzare il subemendamento.
Onorevoli colleghi, gli Uffici stanno collazionando la proposta
di subemendamento. La riepilogo: «sostituire al comma 2 alla
percentuale del 20 la percentuale del 10, al comma 3 alle parole
soggetto creditore' le parole Ato creditore' e sopprimere il
comma 5 della riscrittura». Sono questi i tre punti, qualche
minuto. Presidente, se può firmare la riscrittura del
subemendamento.
Onorevole colleghi, il Governo ha presentato il subemendamento, un
attimo di attenzione altrimenti rischiamo di non comprendere bene
cosa mettiamo in votazione. Il Governo, nella persona del
Presidente della Regione, così come annunciato, ha presentato il
subemendamento 6.6.3 che vi leggo: «al comma 2 sostituire '20 per
cento' con '10 per cento'; al comma 3 sostituire soggetto' con
Ato'; il comma 5 è soppresso».
A questo punto pongo in votazione l'emendamento soppressivo, 6.1
degli onorevoli Falcone ed altri, se mantenuto dell'onorevole
Falcone o se ritirato ne prendiamo atto. Onorevole Falcone, lo
mantiene?
GRECO GIOVANNI. Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Vi è una richiesta di numero legale. Intanto vediamo
se lo mantiene, perché se lo ritira non c'è la votazione.
FALCONE. Lo mantengo.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Richiesta di verifica del numero legale
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è stata avanzata una richiesta di
verifica del numero legale dell'onorevole Greco.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Essendo la richiesta appoggiata a termini di Regolamento, invito
gli onorevoli deputati a registrare la loro presenza con la scheda
di votazione.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può pigiare
qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la verifica.
Risultato della verifica
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale.
Presenti 28
L'Assemblea non è in numero legale; pertanto la seduta è rinviata
di un'ora.
GRECO GIOVANNI. Non lo può fare perché già abbiamo rinviato di
un'ora in questa seduta
PRESIDENTE. Si può rinviare di un'ora per ogni votazione, quindi,
la prima volta dopo un'ora, c'è stato il numero legale, la seconda
volta si aggiorna di un'ora, alle 20.10 verificheremo. E' il
Regolamento, è una prassi consolidata da 70 anni, non la stiamo
innovando oggi.
Pertanto, la seduta riprenderà alle ore 20.10.
(La seduta, sospesa alle ore 19.10, è ripresa alle ore 20.10)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 6.1 dell'onorevole Falcone,
soppressivo dell'intero articolo 6.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Sull'ordine dei lavori
MUSUMECI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi, come
opposizione, siamo qui in Aula, abbiamo atteso che passasse l'ora
prevista dal Regolamento per procedere all'esame del disegno di
legge al quale già abbondantemente abbiamo prestato attenzione ed
anche supporto nel corso di questa tormentata giornata.
Però, prendiamo atto che l'assessore per l'economia pare sia stato
costretto ad andare all'aeroporto a prendere l'aereo per tornare
nella città d'origine; il Presidente della Regione, che ci aveva
onorato della sua presenza per qualche minuto, lascia la sua
poltrona vuota, i banchi dell'Aula sono pressoché deserti, la
maggioranza, che conta 60 deputati, ne ha presenti soltanto 11. Noi
ci chiediamo, Presidente, e le chiediamo di verificare se ci sono
le condizioni per poter proseguire nell'esame del disegno di legge,
con molto senso di responsabilità e senza alcun pregiudizio.
Noi siamo qui, sui banchi dell'opposizione, e continueremo a
lavorare soltanto se lei verifica, sono 11 più 2 assessori 13.
Verifichi lei, Presidente.
Avevo solo il dovere di invitarla a considerare la nuova
situazione che si è determinata nello spazio di questa ora di
intervallo.
PRESIDENTE. Intanto, verifichiamo se per caso il Presidente della
Regione è ancora nel suo ufficio, quindi, se ci può raggiungere.
Sospendo la seduta per pochi minuti, dando il tempo di fare questa
verifica, vedere se il Presidente è nel Palazzo, se ci può
raggiungere e vedere quanto prima di sciogliere questa riserva.
La seduta è sospesa per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 20.13, è ripresa alle ore 20.22)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevole Musumeci, il Presidente della Regione ci ha
fatto sapere che può raggiungerci per le ore 21.00. Quindi, se
volete proseguire la seduta, il Presidente alle ore 21.00, ha detto
circa mezz'ora, quindi devo ritenere più o meno alle ore 21.00.
Dopodiché la seduta può essere sospesa e potremmo riprendere alle
ore 21.00. A voi la parola. Se qualcuno vuole intervenire, ne ha
facoltà.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, credo che sia inutile aspettare chi
non viene mai. E' evidente che qui l'Aula è vuota, la maggioranza
non c'è, il Presidente non c'è. L'Aula era stata convocata alle ore
20.00 così come era stato stabilito, credo che debba prendere le
dovute e necessarie decisioni, è inutile aspettare qui chi non c'è.
Anche perché, se arriva, l'Aula comunque è deserta.
Quindi, la prego di prendere una decisione e che sia definitiva.
PRESIDENTE. Onorevole Rinaldi, com'è noto a tutti voi, il numero
legale è presunto.
RINALDI. E allora metta in votazione.
PRESIDENTE. Quindi, fin quando nessuno chiede per metterlo in
votazione, qualcuno lo deve chiedere.
RINALDI. Allora, metta in votazione un articolo e vediamo se è
presunto o se è reale
PRESIDENTE. Se c'è una richiesta di verifica del numero legale,
verificheremo se c'è il numero legale. Se non c'è alcuna richiesta
RINALDI. Presidente, proseguiamo con i lavori.
PRESIDENTE. Se lei mi fa una formale richiesta di verifica del
numero legale
RINALDI. E gliela sto facendo, ma se lei non mette in votazione...
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, purtroppo non si
può andare avanti oltre le ore che ha dato a disposizione .
PRESIDENTE. Onorevole Cimino, si vuole associare alla richiesta di
verifica del numero legale, se non ho capito male?
CIMINO. Mi voglio associare invece ad un altro problema e voglio
spiegare all'Aula questo passaggio che è coerente rispetto a quello
che ho detto poc'anzi. Su questo argomento, che è materia
finanziaria, l'Aula prima di porsi per la verifica del numero
legale deve accertare la presenza della possibilità di continuare
la discussione del disegno di legge.
MUSUMECI. Lo abbiamo detto Lo abbiamo detto
CIMINO. Mancando l'Assessore per l'economia, che è l'assessore che
ha la titolarità di questa materia, può essere sostituito dalla
presenza del Presidente della Regione.
Allora, l'Aula si deve determinare o poter continuare con la
disponibilità del Presidente della Regione, oppure l'Aula, anche se
è in numero legale, non potrà continuare perché non c'è né il
Presidente della Regione né l'Assessore per l'economia.
MUSUMECI. Abbiamo chiesto al Presidente di verificare la
possibilità di continuare.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
1214/A
RINALDI. Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. C'è una richiesta di verifica del numero legale
sull'emendamento 6.1 che era già in votazione.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Verifica del numero legale
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, invito gli onorevoli deputati a registrare la loro
presenza con la scheda di votazione.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può pigiare
qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la verifica.
Risultato della verifica
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 30
L'Assemblea non è in numero legale.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì 13 settembre
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
2016, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
I -COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Disposizioni per favorire l'economia. Disposizioni varie .
(n. 1214/A) (Seguito)
Relatore: on. Vinciullo
2) - Istituzione del Garante regionale della famiglia . (n.
1086/A)
Relatore: on. Rinaldi
III -SVOLGIMENTO DELL'INTERROGAZIONE:
N. 3025 - Chiarimenti sul provvedimento di scioglimento
dell'Amministrazione comunale di Scicli in relazione
alle gravi dichiarazioni rese alla stampa dal
Presidente della Regione.
(8 maggio 2015)
ASSENZA
IV - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 496 - Iniziative in ordine al reclutamento di personale
nelle aziende del Servizio sanitario regionale.
(4 novembre 2015)
CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA -
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO
V -DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
Codice etico per gli eletti a cariche pubbliche, per
gli amministratori e per i dipendenti della Regione
Siciliana . (n. 854/A)
Relatore: on. La Rocca Ruvolo
VI - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 494 - Iniziative urgenti finalizzate alla revoca della
convenzione sottoscritta tra Regione siciliana,
Università degli studi Kore di Enna e Associazione
Proserpina, avente ad oggetto l'apertura di una
nuova facoltà di medicina e chirurgia.
(3 novembre 2015)
ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO -
MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO -
SIRAGUSA - TANCREDI - CIANCIO - FOTI -
FERRERI - PALMERI - LA ROCCA - CAPPELLO
VII -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 524 - Rimodulazione urgente del piano degli interventi
denominato 'Patto per la Sicilia 2015'.
(13 gennaio 2016)
GRASSO - CORDARO - FALCONE - ASSENZA -
PAPALE - FIGUCCIA
VIII -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 204 - Verifica della presenza di gas radon indoor negli
edifici utilizzati da enti pubblici e privati e
osservanza dei criteri di legge negli interventi
edilizi di nuova edificazione.
(24 ottobre 2013)
FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA -
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO
IX - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 573 - Provvedimenti urgenti a favore dei pensionati
dell'Ente acquedotti siciliani.
(12 maggio 2016)
GRECO G. - DI MAURO - CASCIO S.
DI GIACINTO - CORDARO - PANARELLO
PANEPINTO - RUGGIRELLO - SUDANO -
FALCONE - TAMAJO
La seduta è tolta alle ore 20.28
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio