Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
La seduta è aperta alle ore 16.31
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, avverto che del verbale della
seduta precedente sarà data lettura nella seduta successiva.
Sull'ordine dei lavori
LACCOTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo solo
per comunicare che per quanto riguarda il disegno di legge sulla
panificazione, noi come Commissione abbiamo ottemperato a tutte le
richieste fatte dall'Assemblea, abbiamo esaminato i subemendamenti
alcuni dei quali sono stati apprezzati nella subcommissione,
quindi, il disegno di legge è pronto.
Purtroppo, oggi, manca l'Assessore per le attività produttive,
quindi, credo che saremo pronti per discuterlo e portarlo a termine
martedì, previa convocazione dell'Assessore.
PANEPINTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, l'andamento dei lavori di questo
Parlamento impone una riflessione a lei nella qualità di Presidente
di questa seduta ma anche come Vicepresidente vicario insieme al
Presidente ed all'Ufficio di Presidenza.
Credo sia necessario, in attesa di iniziare la sessione
sull'assestamento del bilancio, sollecitare nelle Commissioni i
disegni di legge già approvati o a cui manca poco per essere
approvati, per via delle relazioni tecniche che gli Assessorati
tardano ad inviare.
Con molta franchezza, Presidente, essere rappresentati come un
Parlamento che lavora così poco quando, in realtà, c'è tanto lavoro
nelle Commissioni, c'è tanto lavoro propedeutico alle Commissioni
perché non è la frequentazione di un corso di formazione
Credo che uno sforzo in tal senso sarebbe necessario.
Le chiedo, pertanto, la convocazione di una Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari straordinaria insieme ai
Presidenti delle Commissioni per verificare tutto ciò che
legislativamente è possibile portare in Aula.
Credo sia necessario ed indispensabile fare ciò perché rischiamo
di avere un Parlamento che viene rappresentato all'esterno come un
Parlamento di fannulloni, tutti compresi, nessuno escluso, perché
non ci sarà chi potrà presentare la giustificazione.
D'altro canto so, guardando gli ordini del giorno delle
Commissioni, che c'è tanto dibattito, tanta discussione sui disegni
di legge presentati dal Governo, presentati dai colleghi,
presentati dai Gruppi parlamentari.
Le chiedo, Presidente, di chiedere al presidente Ardizzone una
Conferenza straordinaria dei Capigruppo con i Presidenti delle
Commissioni per vedere quali disegni di legge sono pronti, quali
disegni di legge potrebbero essere approvati, con un impegno
ulteriore del Governo che magari manca, in modo tale da avere un
calendario di attività che ci permetta di potere avere una
produttività in termini parlamentari per le leggi che sono
necessarie - non dobbiamo fare leggi a tutti i costi -, così come
ritengo che bisognerebbe provare a far diventare l'attività
ispettiva non l'argomento quando mancano leggi da approvare.
L'attività ispettiva non può essere un punto all'ordine del giorno
quando non c'è materia legislativa perché credo che diventi
avvilente presentare un'interrogazione nel 2012 ed aspettare la
successiva legislatura per avere risposte.
Una calendarizzazione riguardante la presenza del Governo per
rispondere ad interrogazioni ed interpellanze che sia più pregnante
rispetto a quello che si è avuto fino ad ora.
Io credo che sia importante, Presidente, perché la proiezione
nell'immaginario collettivo, in un mondo che vive male, è quella di
un Parlamento che, oltre ad essere solitamente a ranghi ridotti, è
come se non facesse nulla e noi sappiamo, lei per primo, che non è
così.
Per cui, se è possibile, una maggiore attenzione sulla
calendarizzazione dei disegni di leggi già pronti o la
sollecitazione al Governo per quelli che possono essere approvati
ed a cui manca la relazione tecnica o l'approvazione finale del
testo o altro e, al tempo stesso, sull'attività ispettiva affinché
diventi parte dell'attività parlamentare in modo tale che possa
esserci non solo la rappresentazione all'esterno di un lavoro
concreto e proficuo di questo Parlamento, ma anche per l'attività
ispettiva mettere in condizione il Parlamento di capire che questa
funzione non è una funzione scritta ma non praticata.
PRESIDENTE. Onorevole Panepinto, ovviamente mi farò carico di
riferire quanto da lei esposto, adesso, al Consiglio di Presidenza,
ma ricordo che soltanto un paio di settimane fa c'è stato una
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, probabilmente,
ne convocheremo subito un'altra per potere dare maggior forza alle
iniziative d'Aula.
GRASSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, mi associo
all'intervento che ha fatto poc'anzi il collega e dico che non è
possibile e non ci stiamo più davvero perché all'esterno
mediaticamente si dà la rappresentazione di un Parlamento che è
meglio che non esista. Non voglio qui sottolineare il mio impegno
personale però, ripeto, non è più tollerabile l'atteggiamento del
Governo che non riesce a fornire le relazioni tecniche a disegni di
leggi che sono già stati esitati nelle varie Commissioni, ne cito
solo uno il sistema educativo integrato della prima infanzia , da
tempo esitato dalla VI Commissione è da circa sei mesi, forse più,
in Commissione Bilancio' che non riesce a dare il parere perché
manca la relazione tecnica del Governo. Assieme a questo ci sono
una serie di disegni di legge, per esempio il diritto alla studio,
esitato in V Commissione.
Allora, il Parlamento non viene qui perché magari i parlamentari
non hanno voglia di fare nulla, o non si fanno più sedute,
altrimenti ciascuno, per le proprie competenze, da un lato la
Presidenza, dall'altro i Presidenti delle Commissioni, laddove è
possibile, ma i Presidenti delle Commissioni hanno esitato tutti i
disegni di legge ma, soprattutto, il Governo che, ancora una volta,
ha dato solo dimostrazione di incapacità, inefficienza, che un
Governo fallimentare così non si è mai visto in tutti i settori; è
impossibile, è veramente mortificante per il lavoro dei deputati
che veniamo qui, non siamo assenti, veniamo qui due, tre, quattro
anche cinque volte a settimana se è necessario, ed oggi ci
ritroviamo con l'assessore Pistorio che deve rispondere ad
un'interrogazione.
Assessore, nel 2013 ho presentato una mozione sul CAS, dal 2013
sono cambiati tre Assessori, ancora si aspetta, ancora aspetto
perché è stato rinviato, è stato chiesto un approfondimento perché
chiedevo proprio che il CAS venisse sciolto e che si facesse un
approfondimento perché il CAS veniva considerato un gioiello a cui
nessuno dal 2013 ha dato risposta. È inconcepibile, le dico che ho
presentato un disegno di legge che prevede la trasformazione del
CAS in una società per azioni, e dal 2013 mai nessuno, né in
Commissione, né il Governo ha consentito a questo parlamentare di
potere far sì che questo disegno di legge trovasse luce.
Oggi, invece, di continuare a vivere di soli annunci, credo che il
Governo debba rispettare il lavoro dei parlamentari stanchi di
essere continuamente mortificati perchè ciascuno di noi, credo,
indipendentemente da quale Gruppo lavora, rispetta e fa il proprio
dovere, giorno dopo giorno, quindi, sarebbe il caso di additare
come vero colpevole di questo disastro - e credo che non ce ne
siano altri - il Governo regionale. Quindi, che venga qui in Aula
perché anche oggi dovevamo trattare il disegno di legge sulla
panificazione e sono quattro sedute che ce lo portiamo dietro ed è
veramente mortificante, non solo per i siciliani, ma per il
rispetto per un'etica istituzionale che si deve ai parlamentari.
CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, devo
dire che guardare quest'Aula così, desolantemente vuota è, in
qualche modo, qualcosa che desta, non soltanto perplessità ma che,
certamente, fa comprendere come spesso le dinamiche della politica
siano diverse rispetto a come le si vuole rappresentare.
Ho assistito ad un intervento corretto del collega Panepinto,
però, mi limito a guardare i banchi del PD ed a non vedervi neanche
un deputato. E questo è un fatto.
So bene che i giornalisti fanno il loro lavoro, ho sempre avuto
con tutti costoro, soprattutto con quelli che si occupano di
politica parlamentare un rapporto cordiale, però, in questo mio
intervento, voglio anche affrontare, in maniera assolutamente
incidentale, un tema che è quello delle presenze in Aula,
Presidente, perché si è creato un paradosso che è legato alla
rappresentazione giornalistica, appunto, secondo il quale ci
sarebbero dei deputati bravi perché sempre presenti e dei deputati
- e mi riferisco soprattutto ai Capigruppo - che non possono
entrare nel novero di coloro che sono quotidianamente in Aula per
il semplice fatto che, essendo la loro presenza di diritto, anche
se assenti, allora, non viene valutato il loro stare o meno in
Aula.
Non ho mai pensato di fare il primo della classe per la semplice
ragione che non lo sono, però, vorrei visto che si fa un'inchiesta
giornalistica sulle presenze e sulle assenze in Aula - non mi
appassiona però, se si fa ogni settimana un articolo su questo
punto, un motivo deve esserci -, che si apprezzasse realmente
quelli che sono i deputati presenti e quelli che sono i deputati
assenti, perché mi capita, come dire, la ventura, di essere
presente sempre in Aula, nonostante sia Capogruppo e quando non
sono Capogruppo, invito i colleghi a mettermi in congedo, ed è
questa la ragione per la quale, se si vanno a vedere le presenze,
non sono sempre presente, perché quando non sono presente mi faccio
mettere assente. Quindi, a me non serve il tema della surrettizia o
supposta presenza ed invito questi valorosi giornalisti ad
approfondire meglio la notizia, se si vuole fare, come sono certo
che vogliano fare tutti costoro, giornalismo di verità.
Il tema però è un altro ed è quello legato alla produttività di
questo Parlamento. Vede Presidente questa storia dei panificatori è
emblematica, come lo sono tanti disegni di legge che aspettano di
venire in Aula. Chiaramente da me non può venire un attacco
all'assessore Lo Bello, visto che parliamo di uno degli assessori
più presenti in Aula, di una donna, di un rappresentante politico
che fra tanti che spesso latitano, colto il senso, a mio modesto
parere, di quello che è il suo ruolo, né d'altro canto posso
avercela con l'unico Assessore presente, perché sarebbe paradossale
attribuire responsabilità delle assenze a chi, invece, oggi è
presente.
Però, il tema è che questo Parlamento non produce per la semplice
ragione che questo Parlamento ha una guida - e non mi riferisco
all'aspetto istituzionale ma mi riferisco all'aspetto politico -
che è assolutamente inesistente. Ha una guida inesistente nelle
presidenze di Commissione, ha una guida inesistente nei Capigruppo
della maggioranza, ha una guida assolutamente impalpabile in tutti
coloro che, poi, addirittura, hanno l'ardire di salire su questo
pulpito e di venirci a spiegare che cosa si dovrebbe fare e che
cosa, invece, non si fa, non si capisce bene per chi, cioè, non si
capisce bene per chi o per che cosa tutte queste decine di disegni
di legge che questi eccezionali Presidenti di Commissione esitano
in continuazione, poi, non arrivano in Aula e non vengono esitati
dall'Aula.
Allora, credo che il buon senso ad un anno scarso dal voto,
dovrebbe indurre tutti a non guardare al consenso a tutti i costi
perché la gente è più intelligente di quanto pensi il più
intelligente dei deputati presenti in questo Parlamento.
Allora, per quanto mi riguarda non mi sottraggo al confronto
politico, non l'ho mai fatto e non lo farò da oggi, però, vorrei
che ci fosse da parte di tutti e, soprattutto, da parte di coloro
che hanno la responsabilità della guida di un processo politico ed
amministrativo che è assolutamente deficitario, il senso di
responsabilità di chiamare le cose col loro nome.
Abbiamo subito, come opposizione responsabile, un rinnovo delle
Commissioni parlamentari, con riferimento alle presidenze, bulgaro.
Lo abbiamo subito democraticamente, ne abbiamo preso atto, le
opposizioni al di là della conoscenza, dell'esperienza, della
cultura amministrativa, sono state assolutamente reiette e questo è
il risultato, il paradosso dei paradossi è che tutte le volte che
l'opposizione, o meglio che quelle rare volte in cui questo
Governo, che è sì il peggiore della storia però di solito si dice
fatta eccezione per i presenti', assessore Pistorio, quindi,
voglio dire, non è una captatio benevolentiae, però, voglio dire,
il fatto che lei oggi sia qua, non le può caricare tutte le colpe
dell'umanità.
E, allora, questo Governo, che è il peggiore storia, alla fine,
finisce per riverberare i suoi atti su una maggioranza altrettanto
inesistente e finisce, in buona sostanza, per determinare uno
stallo, che è quello nel quale ci troviamo, di settimana in
settimana, salvo il fatto che, se approviamo delle leggi, lo
facciamo perché da quando c'è il governo Crocetta, invece che fare
una finanziaria all'anno, come si è sempre fatto, se ne fanno
quattro, cinque, ma questo non determina, e ho finito Presidente,
una diversa o una migliore utilizzazione del tempo a nostra
disposizione e, soprattutto, un miglior risultato nei confronti dei
siciliani, questo determina, semmai, un ulteriore disdoro di questo
Parlamento che ha la necessità, e continuo a dirlo, di esitare
delle leggi.
Tutte le rare volte, dicevo, e finisco Presidente, in cui
l'opposizione ha ritenuto che si presentassero disegni di legge che
andavano nell'esclusivo interesse dei siciliani, questi disegni di
legge sono stati approvati, solo questi sono stati approvati,
Presidente, quelli in cui e quelli relativi ad un procedimento che
ha visto questa opposizione responsabile consapevole della bontà di
quei disegni di legge; tutte le volte che la maggioranza ha cercato
il colpo di mano ha fallito perché non esiste; tutte le volte che
il Governo ci ha detto dalle Province, alle unioni civili, a
qualsiasi altra cosa, che era arrivato il momento di fare delle
leggi a tutti i costi, ha fallito perché quando sono state
approvate, raramente, sono state impugnate dal Consiglio dei
Ministri.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, nel condividere gli interventi dei
colleghi che hanno parlato prima di me, mi sembra di capire che,
purtroppo, oggi, sarà all'unisono, sarà monocolore, monotematico,
il dibattito che si sta sviluppando e, francamente, questo, in un
modo o nell'altro, caro Presidente, non dico che ci deprime, ma
sicuramente non ci lascia allegri perché ci sarebbe piaciuto
sentire interventi dall'altra parte e, invece, abbiamo visto, al di
là di un primo intervento molto debole da parte dell'onorevole
Panepinto, per il resto abbiamo sentito una serie di interventi,
tutti dai banchi dell'opposizione che, evidentemente, come lei vede
oggi in Aula, è l'unica parte del Parlamento presente insieme
all'Assessore. Si dice: chi è assente ha sempre torto e, quindi, in
questo caso, almeno, l'Assessore è presente.
Certamente, sulle procedure, Presidente, abbiamo assistito,
proprio nell'ultima seduta d'Aula, ad un rinvio in Commissione di
un disegno di legge che veniva inserito all'ordine del giorno
almeno da quattro, cinque sedute. Era il disegno di legge
sull'istituzione del garante della famiglia. Bene, l'idea di alcuni
colleghi che chiedevano di fare alcune modifiche, accogliamo questo
suggerimento, lo farò confrontandomi anche con gli altri
parlamentari ma è chiaro che un disegno di legge che viene inserito
all'ordine del giorno ormai da mesi, ritengo debba, finalmente, un
volta che è stato rinviato in Commissione, essere esitato.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del Presidente Ardizzone
E credo che così debba essere, senza entrare nel merito, perché,
altrimenti, ragione avrebbe la stampa a dare questa
rappresentazione di un Parlamento che non è esattamente come la
gente si aspetta. Ma non è come la gente si aspetta perché manca
una governance, manca chi deve tenere le fila e dare un indirizzo
politico ad una maggioranza che non esiste e lo è perché quella
maggioranza, ed in modo particolare alcuni componenti di questa
Giunta che guidano i deputati di quella maggioranza, sono in
tutt'altro impegnati. Ed in che cosa sono impegnati? Sono impegnati
ad andare in giro nel territorio in vista di un assestamento di
bilancio, andando a fare una serie di promesse sulla Sicilia che
verrà, dicendo che ci saranno impegni, ad esempio per l'Istituto
zootecnico per 650 mila euro per, poi, vedere una bozza dove
abbiamo 100 mila euro per l'Istituto zootecnico dove non solo i
dipendenti non prendono lo stipendio da tre mesi, ma gli animali
che sono ospitati all'interno di quel sito rischiano di ritrovarsi
tutti morti perché questo è quello che sta accadendo all'interno di
quell'area, di questo territorio sotto Baida per un terreno esteso
per ettari che potrebbe davvero rappresentare un'occasione di
rilancio, di valorizzazione della zootecnia siciliana e che,
invece, vede costretto l'assessore Cracolici da una sua convinzione
a prendere degli impegni che, evidentemente, non vengono mantenuti,
insieme agli impegni presi per le politiche attive del lavoro, per
gli operatori che sono stati licenziati insieme agli operatori
della formazione per un'innovazione che dovrà avvenire e che non è
avvenuta attraverso un avviso, adesso l'ennesimo, l'Avviso 8, i cui
criteri di valutazione, evidentemente, sono assolutamente
discutibili, a tal punto che, adesso, sembrerebbe paventarsi
l'ipotesi di dovere revocare quell'avviso.
Ma nell'ipotesi in cui si dovesse revocare quell'avviso, gli
Assessori che non ci sono, quali soluzioni, a partire
dall'onorevole assessore Marziano, pensano di porre in essere?
Questo, purtroppo, a questo Parlamento o a questi pochi che siamo
rimasti in Aula, tutti deputati dell'opposizione, l'onorevole
Grasso, l'onorevole Cordaro, l'onorevole Rinaldi, l'onorevole
Greco, i deputati del Movimento Cinque Stelle, non c'è un
parlamentare della maggioranza. Ci sono due colleghi del Gruppo
NCD, sempre presenti e che stanno immaginando di venire in
maggioranza. Nell'attesa che i deputati di NCD passino, finalmente,
all'opposizione rassegniamo a lei, Presidente, questa
considerazione perché, evidentemente, questo trend non è più
sopportabile perché non ci stiamo a questa rappresentazione di
essere tutti uguali; non siamo tutti uguali, chi è presente sta
lavorando, chi oggi non c'è è a fare altro e, sicuramente, si sta
impegnando in contesti che nulla hanno a che fare con la
nobilissima arte della politica che dovrebbe avere una sua
rappresentazione attraverso atti legislativi, attraverso disegni di
legge, attraverso interrogazioni rispetto alle quali - Presidente,
un'ultima annotazione - gradiremmo che avessero risposta in tempi
ragionevoli. Non è immaginabile che adesso, a fine 2016, arrivino
risposte ad interrogazioni presentate ad inizio legislatura perché
questo mi lascia intendere che qualsiasi interrogazione presentata
adesso, probabilmente, potrà rileggerla un Presidente della Regione
che sarà di centro-destra, rispetto al quale sarà inutile perché
proveremo, ovviamente, a fare un'azione di governo incisiva,
decisamente più incisiva di quella che questo Governo fallimentare
sta facendo da cinque anni.
CAPPELLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,
cittadini, il conto è presto fatto. Siamo, lei compreso, 20
deputati su 90 presenti in Aula di cui 11 del Movimento Cinque
Stelle. Ho sentito diversi interventi che, pure condivido, da parte
di coloro che mi hanno preceduto e che fanno parte, appunto, della
minoranza, quindi, dell'opposizione e, devo dire che condivido
anche l'intervento dell'onorevole Panepinto, quantomeno per la sua
onestà intellettuale essendo lui l'ultimo superstite del suo
partito, oggi, integralmente o quasi integralmente assente, che ha
avuto molto coraggio a salire su questo scranno per fare quella che
definisco un'auto denuncia.
Però, Presidente, così non va perché desideriamo sapere, anche da
lei che ha la responsabilità di questo Parlamento, qual è
l'orientamento, qual è l'indirizzo che questo Parlamento vuole
assumere per tutto il corso di questa legislatura, al cui termine
manca veramente poco.
Se dobbiamo continuare a percepire 8.100 euro, che voi prendete
per intero ed a cui noi una buona parte rinunciamo, per non essere
neanche in Aula, mi sembra che non solo i giornali abbiano ragione
ma mi sembra un vero e proprio schiaffo a quanti, oggi in Sicilia,
non riescono a mettere insieme il pranzo con la cena. E questo,
colleghi, non è né populismo né demagogia, però se, oggi, non
votiamo, a coloro che sono assenti non verrà tolto un euro dalla
diaria, quindi, vorrà dire che colui che è stato assente, come
dire, si è auto giustificato e non ha subito alcuna sanzione.
Allora, da questo punto di vista, Presidente, o si rimette mano al
Regolamento e lo si rende efficace al fine di indurre i deputati a
fare, semplicemente, il proprio dovere e cioè quello di essere
presente almeno due volte a settimana in Parlamento, oppure davvero
così non va e ci stiamo prendendo in giro e stiamo prendendo in
giro i siciliani
Se, poi, guardo, signor Presidente, l'allegato all'ordine del
giorno, ci sono dieci atti di cui ben sette a firma del Movimento
Cinque Stelle: una mozione a firma dell'onorevole Cancelleri e del
resto del Gruppo, una dell'onorevole Zafarana e del resto del
Gruppo, una dell'onorevole Foti e del resto del Gruppo, tre
dell'onorevole Zito e del resto del Gruppo, una dell'onorevole
Tancredi.
Noi, oggi, Presidente che cosa siamo venuti a fare? Per carità,
non è sua la responsabilità. Lei c'è, come ci sono io, come c'è la
stragrande maggioranza del mio Gruppo, ma mi chiedo: adesso che
cosa vogliamo fare?
Finalmente che abbiamo, e siamo onorati, la presenza
dell'assessore Pistorio, che non vedevamo da mesi, mi chiedo se è
possibile, a questo punto, andare avanti ed essere concreti e
portare a compimento almeno uno di questi atti.
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vi do una
notizia in anticipo. Hanno fatto pervenire - in via indiretta,
perché ufficialmente ancora non sappiamo niente - un assestamento
di bilancio di 35 articoli. Dentro questo assestamento di bilancio,
Presidente Ardizzone, vi sono articoli e finanziamenti che abbiamo
bocciato per tre volte.
Io chiedo alla Presidenza di fare un esame rigoroso di questi
articoli sull'assestamento di bilancio per evitare brutte figure e
fare ancor di più lamentare la gente sui lavori che svolgiamo in
Assemblea. Quindi, se lo legga, e per il suo potere di eliminare
tutto quello che si può eliminare, perché guardi io sono convinto
che quelle cose che abbiamo bocciato per tre volte l'Aula le
boccerà per la quarta volta, per evitare questa brutta figura,
cerchiamo di portare una norma e ogni tanto fare una norma in modo
tale che quanto meno fuori, da questa Aula, ci dicono: avete fatto
bene Per ora prendiamo solo legnate .
Veda onorevole Cordaro, lei sa quanto la stimo e seguo il lavoro
che svolgiamo in quest'Aula, le presenze e così via, ma dia una
mano a tutti i suoi colleghi e cerchi di levare quei privilegi di
cui lei non si serve.
Leviamo le assenze giustificate per i capi gruppo, per i
presidenti di commissione, per tutto il Consiglio di Presidenza,
dimostriamo tutti, diamo un segnale che vogliamo cambiare almeno su
questo privilegio Non è difficile Diamo un segnale Fra meno di
un anno, come ha detto lei, facciamo la campagna elettorale. Ma
cosa dobbiamo dire? Che oggi prende la parola il capogruppo del PD
e ci dice che vuole altri disegni di legge all'ordine del giorno?
Onorevole Panepinto andiamo ad approvare quelli che ci sono
all'ordine del giorno di disegni di legge, non c'è bisogno di una
nuova Conferenza dei Capigruppo per fare una cernita e portare
disegni di legge
Dica ai suoi colleghi di venire in Aula, lei è vergognosamente
solo, e questo sicuramente non ci aiuta.
Onorevole Panepinto, un po' di umiltà, faccia una dichiarazione di
auto censura ai suoi colleghi deputati ma non ci venga a dire di
fare una Conferenza dei Capigruppo per mettere altri disegni di
legge all'ordine del giorno.
Signor Presidente, imponga che questi disegni di legge che sono
ora all'ordine del giorno vengano discussi ed esitati.
FOTI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, occasione più unica
che rara vedere l'assessore qui presente in Aula ed io gli rivolgo
una richiesta, dato che per quanto riguarda gli atti parlamentari
riceviamo una risposta su 10 dopo circa un anno, a volte con
piacevole sorpresa vediamo che il Governo viene, in qualche modo, a
conoscenza delle nostre segnalazioni e cambia un po' le cose senza
darci soddisfazione ma almeno sistema delle cose che non vanno,
chiamiamoli dei buchi nel sistema. A volte vediamo che scopiazzano
qualche articolo dai nostri disegni di legge, e questo ci può fare
solo piacere, però ci sono questioni urgenti che mi sento di
sottoporre all'Assessore.
Assessore, da circa quattro anni le gallerie che collegano Catania
con Augusta - e lei sa bene quale transito c'è su quella strada e
che tipologie di mezzi di trasporto fino a poco tempo fa ci
passavano - lei sa che sono praticamente al buio?
Più volte mi sono sentita con il Responsabile della Sicilia
orientale dell'Anas che ha rassicurato: Stanno arrivando i soldi.
Ora arrivano i soldi. e purtroppo sono passati tre anni. Lei avrà
saputo che questo fine settimana c'è stato un gravissimo incidente
e che le gallerie sono ancora al buio.
Lei dovrebbe sapere che già da quest'estate, perché quelle
gallerie - cari colleghi - sono così belle, così moderne proprio
perché furono concepite per il passaggio di camion che trasportano
idrocarburi, o comunque materiale infiammabile, e quindi erano
dotate di sistemi di sicurezza per le persone che le percorrono,
bene, da quest'estate i camion dovevano deviare sulla strada per
Vaccarizzo, una strada trafficatissima di villeggianti e turisti
con un disagio enorme e dei rischi. Nonostante questi disagi, i
camion poi rientravano da Passo Martino per proseguire nelle
gallerie di Taormina, nelle gallerie sulla Catania-Palermo che non
godono di nessun dispositivo di sicurezza, quindi questa
precauzione lascia il tempo che trova, perché anche quelle sono al
buio e senza corsie.
Ora, giustamente, lei mi dirà: Quelle sono di competenza
dell'Anas, io ho poco che potere fare . Però Assessore lei ha e
tutti noi abbiamo delle responsabilità, perché di fronte a un
Governo nazionale che dispone per un decimo di quello che ci
spetterebbe di manutenzione sulle nostre strade, rispetto a quello
che va a fare nel nord Italia, io penso che lei abbia il dovere di
puntare i piedi e pretendere, dato che i vari Delrio, Renzi, sono
venuti a fare le inaugurazione del nulla: lei ricorderà la
riapertura della corsia che non era crollata sull'autostrada, però
per i siciliani diventa un pochino antipatico dopo il teatrino che
gli hanno concesso, sono venuti probabilmente in elicottero, in
aereo quindi loro sulle nostre strade, Assessore - e lei le conosce
perché viaggia da Catania - loro non ci passano.
Faccia presente queste cose perché qui non è solo un disagio, qui
si parla di morire per la strada anche se si cammina piano, anche
se si rispettano i limiti e questo è profondamente ingiusto
Altra segnalazione, una curiosità: ma nella galleria quella tra
Enna e Caltanissetta, quella da dove da più di un anno andiamo a
doppio senso, in curva, con una forte pendenza, al buio, senza
aeratori, mi spiega che lavori si dovrebbero fare? Perché mi
aspettavo che dopo qualche mese fosse riaperta, eppure ogni
settimana quando passo da li non vedo l'ombra di un operaio,
l'ombra di un automezzo e vedo quell'antiquata galleria,
ovviamente, ingolfatissima di macchine, camion in doppio senso al
buio, in curva, in discesa.
Io penso che siamo arrivati, non posso sopportare più che vengano
qui in Sicilia a fare campagna elettorale per ogni svariato motivo
e che i nostri siciliani siano trattati così.
Lei ha questo incarico, per piacere si faccia valere.
ZITO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, visto che già la
collega ha parlato di questo tema, io volevo consegnare a lei,
assessore, alcune e-mail che mi sono pervenute dove, appunto, c'è
un rimpallo per la galleria Siracusa-Catania, dove dice è
competenza dell'ANAS', è competenza del CAS'. Il problema è che lì
continuano ad esserci incidenti e piangiamo morti, feriti, e
quant'altro. Avevo chiesto anche un'audizione in Commissione
Ambiente, ma zero assoluto, non si muove nulla in quella
Commissione per cose molto gravi.
La collega Vanessa Ferreri aveva scritto direttamente all'ANAS, se
non mi sbaglio, per avere una risposta su questa situazione e le
era stato detto che era stata stanziata una cifra intorno al
milione di euro; ma che fine ha fatto questa cifra non si capisce,
e per giunta per somma urgenza doveva essere. Il problema, però,
rimane ed è lì.
Fatta questa piccola premessa, invece, volevo parlare di un altro
fatto. Lunedì 31 ottobre ho avuto modo di andare presso
l'ispettorato del lavoro di Siracusa. È paradossale che
l'ispettorato del lavoro ha delle stanze chiuse perché sta cadendo
parte del soffitto e c'è la muffa. L'ispettorato del lavoro, che va
a fare ispezioni per queste cose, paradossalmente, se le ritrova a
casa.
Ma la cosa più bella e interessante sa qual è? Non è ovviamente
competenza sua, guardo lei assessore, non me ne voglia, che io
avevo mandato una PEC per una richiesta di accesso agli atti per
avere delle informazioni che ora vi leggerò. Bene, loro non hanno
la PEC. E quindi spendono un sacco di soldi anche per mandare
raccomandate perché non possono mandare una PEC. Siamo al ridicolo
Ovviamente non è colpa del dirigente, non è colpa dei lavoratori,
che poverini sono lì, dirigenti e funzionari, ormai chiusi in una
stanza, non escono più come prima, messi all'angolino, a cui va
tutta la mia solidarietà e non sono dati che mi sto inventando.
Dalle richieste di accesso agli atti, ad esempio, si vede che
nell'anno 2011 le ispezioni totali erano 1190, nel 2015 per
completare tutto l'anno, ancora quelli del 2016 sono parziali, sono
441. Più che dimezzati. Anzi, sono un terzo. La cosa più bella è
che sono diminuite le sanzioni, faccio un esempio, lavoratori
intervistati si è passati da 2771 a 168; lavoratori regolari, si è
passati all'accertamento da 1038 a 1.
Che questo Governo non vuole fare controlli ormai è chiaro. Alcune
unità operative di vigilanza a quanto pare sono state soppresse, e
l'ispettorato del lavoro non si vuole mettere nelle condizioni di
lavorare. Che poi portano introiti anche alla Regione Siciliana e,
comunque sia, portano sicurezza, perché se evitano che un
lavoratore possibilmente cada da un'impalcatura o succeda qualche
cosa, è anche grazie al loro controllo e alla loro vigilanza.
Quindi, perché si continua ancora a depotenziare questi uffici che
sono importantissimi?
Si era detto che si doveva fare il polo del lavoro, assieme a CPI,
ispettorati del lavoro, uffici provinciali del lavoro, ancora si
sta aspettando, però intanto si pagano tre edifici, anzi uno di
proprietà regionale ma gli altri, se non sbaglio, sono privati, e
quindi vengono pagati. Abbiamo due segreterie per quanto riguarda i
CPI e gli uffici provinciali del lavoro, tutte cose che non
funzionano e basterebbe mettere tutte assieme e creare questo polo
del lavoro che potrebbe portare quantomeno efficienza, spostando
anche personale che serve da un ufficio all'altro per potere
rimettere in moto la macchina.
Ripeto, queste persone che ormai stanno lì senza potere
intervenire, senza potere sfruttare al meglio le proprie
competenze, sono purtroppo chiuse dentro le stanze, stanze che,
come ho detto prima, cadono a pezzi e le chiedo, assessore Pistorio
che a quanto pare la dirigente, tramite un accordo con il Genio
civile, dovrebbero fare loro i lavori, non so in che modo, le
chiedo, come rappresentante del Governo, di intervenire quanto
prima per fare questi interventi che sono anche di manutenzione a
Siracusa, di semplice manutenzione, proprio per non farci dire
anche dalla gente che non siamo credibili, che si trova poi ad
avere dei locali all'interno dell'ispettorato chiusi perché sono
inagibili per muffa o perché sta cadendo l'intonaco.
Vorrei ricordare una cosa: gli uffici regionali sono lo specchio
della Regione siciliana, i lavoratori tenuti là, così, in queste
condizioni, rendono deprimente agli occhi della gente anche quegli
uffici che invece dovrebbero essere il fiore all'occhiello di
questa Regione, quindi chiedo un intervento immediato.
Anas e Cas
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Comunicazioni del Governo in ordine all'ipotesi di fusione tra
ANAS e CAS
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al punto primo
dell'ordine del giorno: Comunicazioni del Governo in ordine
all'ipotesi di fusione tra ANAS e CAS .
Questa è una richiesta che è stata formulata durante la scorsa
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari da parte
dell'onorevole Cancelleri per cui, prima che intervenga il Governo
per dare comunicazioni in merito - non c'è una mozione sul tema,
era un accordo fatto proprio in Conferenza - se l'onorevole
Cancelleri ritiene opportuno intervenire per spiegare il senso
della richiesta, ne ha facoltà.
L'Assessore è comunque qui presente per rendere la comunicazione e
magari decidiamo poi come proseguire in ordine alle comunicazioni
che l'Assessore per le infrastrutture e la mobilità ci darà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, io
ho letto qualche giorno fa un articolo sul quotidiano Giornale di
Sicilia , dove il giornalista raccontava che all'indomani di
quell'articolo sarebbe avvenuta una sorta di firma di un
preliminare d'intesa fra la Regione siciliana e il Ministero? in
rappresentanza del CAS e dell'ANAS. L'oggetto era la fusione delle
due società, sostanzialmente, che in Sicilia avrebbero dato vita ad
un nuovo soggetto che avrebbe gestito, a quel punto, tutti i circa
600 chilometri di autostrada che abbiamo in Sicilia, sia quelli a
pagamento, che in questo momento sono gestiti dal CAS, sia quelli
gestiti dall'ANAS, che invece non prevedono pagamento di pedaggio.
A questo punto mi sono incuriosito dopo che c'è stata la Conferenza
dei Capigruppo, anzi io la devo ringraziare perché è stato molto
solerte a convocare l'Assessore competente, e ringrazio l'Assessore
per essere immediatamente venuto a darci le dovute delucidazioni.
Lo ringrazio, qualcuno di voi potrebbe osservare che sta
semplicemente svolgendo il proprio dovere, ma visti i chiari di
luna dei suoi colleghi, mi sento di ringraziarlo perché è stato
davvero molto veloce.
Presidente, disserto un attimino per dare quantomeno una
possibilità ai colleghi di capire al meglio, ma sarò molto veloce.
Ho preso in esame la delibera della Giunta regionale n. 281 del 4
agosto 2016, ve ne leggerò soltanto alcuni passaggi, solo per farvi
capire quella che è l'entità dell'accordo che scaturisce, da una
nota protocollo, la 4671 del 25 luglio del 2016, con la quale
l'Assessore comunica al Presidente della Regione quello che sta
cercando di fare, e scrive.
Con questa nota l'Assessore regionale per le infrastrutture e la
mobilità rappresenta in particolare che in Sicilia, nel settore
della costruzione e gestione delle autostrade agiscono diversi
soggetti. L'ANAS, che si occupa di gestire appunto le tratte
Palermo-Catania, Palermo-Mazara del Vallo e la diramazione fino a
Trapani, il passaggio da Catania a Siracusa, e poi c'è il CAS che
invece si occupa della gestione della Palermo-Messina fino a
Buonfornello, della Messina-Catania e della Siracusa-Gela, nei
tratti chiaramente che sono in questo momento ancora costruiti.
Passaggio fondamentale di questa delibera, nel quale ovviamente
l'Assessore si soffermerà maggiormente, uno a questo punto si
chiede: Se le due società si fondono, che succede nel momento in
cui il CAS, insieme con l'ANAS, cominciano a mettere piedi in
quelle che sono delle autostrade costruite con una legge speciale
dello Stato e ci hanno dato la possibilità di averle gratuite e
senza pedaggio? Perché noi siamo una terra che, purtroppo dobbiamo
dirlo, è terra di frontiera. La nostra è una terra che ha quattro
autostrade per circa 600 chilometri di percorrenza, neanche tanto
buone ma alcune sono comunque gratuite. Perché qui proprio nella
delibera, è molto bello perché si devono leggere anche i passaggi,
E ci sono alcuni articoli di giornale del 12 agosto dove il
Giornale di Sicilia scrive: Attenzione che si corre il rischio che
diventino a pagamento, che la fusione generi il pagamento di un
pedaggio in quelle autostrade
L'Assessore, giustamente, chiarisce che il pagamento avverrà solo
dopo che, nella fusione, l'ANAS avrà portato 800 milioni di euro
per ammodernare la Palermo-Catania.
Lo stesso pomeriggio il Presidente Crocetta mette il carico
dicendo che neanche dopo gli 800 milioni, prima si completi la
Siracusa-Gela e addirittura la Gela-Mazara del Vallo, quindi con i
tempi siciliani queste autostrade non si pagheranno mai.
Gli 800 milioni ai quali si riferisce l'Assessore erano già
destinati alla Palermo-Catania e lo dichiara Delrio il 6 ottobre
2015 a Repubblica quando dice che sono pronti 842 milioni appunto
per riammodernare.
Vi ricorderete quel bellissimo video col quale si poteva
percorrere da Palermo a Catania l'autostrada in un'automobile
virtuale che ti accompagnava per fare capire come sarebbe diventata
bella e percorribile quell'autostrada, con nuovi ponti, con nuovi
guard rail, con nuovo manto stradale, con tutta una serie di cose
incredibili.
Sta di fatto che nella delibera viene messo nero su bianco questo
ossia che l'ANAS come referente si rende disponibile a portare in
dote tra l'altro la propria struttura organizzativa, l'equivalente
finanziario del valore delle concessioni in atto al titolo di
titolarità al CAS, oltre le proprie concessioni relative
all'autostrada Palermo-Catania e Palermo-Mazara del Vallo sulle
quali è ipotizzabile l'istituzione di un pedaggio dopo la concreta
realizzazione da parte dell'ANAS del piano straordinario di
ammodernamento della Palermo-Catania , lo troviamo quindi scritto
su un documento ufficiale.
Sempre nella stessa intervista, caro Presidente Ardizzone, quella
di qualche settimana fa che mi generò l'idea di chiedere in
Conferenza dei Capigruppo questo confronto in Aula, veniva
richiamata come motivazione della fusione fra CAS e ANAS un'altra
fusione famosa in Italia, cioè quella fra il CAV (Concessionario
autostrade venete) e l'ANAS.
Si fondono la partecipata totale della Regione Veneto con l'ANAS
per andare a realizzare il passante di Mestre.
L'ANAS non aveva soldi, il CAV rappresentava una gallina dalle
uova d'oro, più di un miliardo di euro l'anno di pedaggi
autostradali, quindi i soldi c'erano, si mettono assieme per
costruire il passante di Mestre. Però non trovo in quell'articolo
traccia di quello che è avvenuto nella fusione tra CAV e ANAS.
Perché l'ANAS dà 700 milioni di euro per comprarsi il 50 per cento
delle quote di CAV alla Regione Veneto.
Qui si sta parlando che l'ANAS in dote ci porta 842 milioni di
euro per l'ammodernamento della Palermo-Catania. Ma il 6 ottobre
2015, senza che si parlasse di fusione, già Delrio ci voleva dare
quei soldi. Perché ci stiamo facendo prendere in giro?
Adesso l'Assessore ci racconterà che avevamo capito male e che va
molto meglio.
In sostanza, Presidente, volevo chiedere all'Assessore, cosa ci
guadagniamo, visto che nella sua nota scrive in calce questo
passaggio la nuova società dovrà essere mantenuta separata dalle
attività e dalle passività del CAS che non saranno oggetto di
cessione, immobili e beni non strumentali, contenzioso in essere
alla data di trasferimento. In tal modo si costituirà una sorta di
gestione stralcio per il pregresso per la quale è necessario un
intervento legislativo statale che consente in tale separazione con
l'evidente scopo di consentire al nuovo soggetto un avvio libero da
freni derivanti dalle pregresse gestioni .
Stiamo facendo la good company e la bad company . La good company
parte, nuova società mista CAS e ANAS, partiamo alla grande,
facciamo investimenti, non abbiamo debiti ecc..
La vecchia rimane CAS quindi rimane Consorzio Autostrade
Siciliane, quindi rimane una partecipata al 100 per cento della
Regione che ha degli immobili strumentali ma che ha una montagna di
debiti che ad oggi non sono neanche quantificati, anzi se
l'Assessore li sa ce lo potrà dire.
Il rischio è che stiamo dando, senza che nessuno ci dia nulla in
cambio, allo Stato la metà dei nostri pedaggi della ME-PA e della
ME-CT e di quella che sarà la SR-GELA e in cambio non abbiamo
praticamente niente, e dall'altro lato ci stiamo tenendo i debiti e
li stiamo regalando ai cittadini come fine legislatura di
quest'anno.
A fronte di questo, Presidente Ardizzone, io gli ho chiesto questo
confronto perché credo che siamo molto importante capire,
soprattutto per questo Parlamento, visto che poi dovrà essere
chiamato in fase di finanziare a votarlo un articolo che deve dare
il là a questo accordo, e quindi ci dobbiamo rendere conto di
quello che dobbiamo fare.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore Pistorio.
PISTORIO, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, onorevoli deputati, ringrazio l'onorevole Cancelleri,
la sua introduzione è stata stimolante e perfettamente coerente con
l'impostazione di opposizione che deve cercare di individuare i
punti di criticità di qualsiasi iniziativa del Governo. E quindi, è
una lettura che io non condivido, ma perfettamente legittima per la
sua impostazione. Lei un pezzo delle cose che ho scritto nella
relazione le ha già dette, quindi, vorrei evitare ripeterle.
Partiamo da un presupposto, perché io ho una relazione articolata
per rispetto al Parlamento, visto che non parliamo di questione
eteree ma affrontiamo una questione concreta, piena di interessi
economici, scripta manent verba volant, quindi è giusto che le cose
siano documentate
Ma l'elemento di partenza di questa discussione lo ha già offerto
lei, onorevole Cancelleri, e in qualche modo mi ha aiutato anche
l'onorevole Foti per la questione delle gallerie di Siracusa, ma io
spero che quello che stiamo costruendo potrà ridurre al massimo
questo momento di difficoltà.
Lì c'è anche un tema che sembra eccezionale ma non lo è, i ritardi
dell'ANAS sull'illuminazione dipendono anche dai furti di rame
dell'impianto c'è una perspicace reiterazione di questi furti che
creano anche questa difficoltà oggettiva. Però il problema esiste e
la competenza non è incerta; perché è questo un segno della
irrazionalità del sistema, la ME-CT è CAS, la tangenziale di CT è
ANAS, e là cominciano i problemi, la SR-CC è ANAS, la SR-Gela è
CAS. Sulla dorsale ionica abbiamo due gestori che si alternano con
modelli di intervento manutentivo diversi, con standard di
sicurezza diversi, con manti stradali diversi, con elementi quindi
che hanno un effetto immediatamente percepibili di inefficienza per
gli utenti. Ma fosse questo il problema della disomogeneità della
gestione delle nostre tratte autostradali sarebbe ben poca cosa
anche se noi ovviamente abbiamo la necessità di un modello omogeneo
di standard di sicurezza assolutamente adeguati e di una capacità
manutentiva assolutamente efficace.
Io parto da un presupposto: il CAS non funziona a prescindere
dalla buona volontà di questo management, o governance, o Consiglio
di Amministrazione che è fatto da persone per bene o da un
Direttore generale, dott. Pirrone, che si sta impegnando in modo
assolutamente straordinario in una attività in condizione di
estrema difficoltà.
Il CAS non funziona per una serie di ragioni che vi spiegherò e
quindi la differenza, caro onorevole Cancelleri, con la vicenda che
lei ha richiamato perché è una vicenda virtuosa e corretta che era
quella veneta, che io ricordo allora come modello virtuoso,
quell'operazione la fece Di Pietro, io ero componente della
Commissione ottava del Senato, Governo Prodi, e il ministro Di
Pietro costruì questa operazione con la Regione Veneto. E fu un
modello che metteva insieme una sinergia tra la forza economica di
un sistema delle autostrade venete con l'ANAS, un modello che io
considero utilizzabile a vantaggio di chi? Dei siciliani Dei
cittadini siciliani Perché oggi, per esempio, noi abbiamo il CAS,
il tema del pedaggiamento ci arriveremo, ma noi oggi pedaggiamo la
Messina-Palermo e la Messina-Buonfornello, con standard di
efficienza, con qualità manutentive assolutamente inadeguate,
eppure le pedaggiamo.
Mentre non sono pedaggiate le autostrade dell'ANAS che, è vero,
sono finanziate con fondi pubblici e teoricamente, ci vorrà
ovviamente la norma dello Stato prima di quella regionale, e su
questo ci muoveremo, perché deve essere una volontà dello Stato in
questo senso.
Noi il pedaggio, non soltanto lo consentiremo, visto che della
società pretendiamo di avere la governance, soltanto alla
conclusione di un programma di ammodernamento di manutenzione, che
non riguarderà soltanto la Catania-Palermo, di 850 milioni, ma
anche le altre autostrade in dotazione all'ANAS, per un modello
omogeneo, ma dovrà essere un pedaggio socialmente sostenibile e su
questo la governance della società sarà in capo alla Regione e deve
essere finalizzata una sola cosa, nuovi investimenti per la
realizzazione di nuove targhe autostradali, oltre che per garantire
gli standard di manutenzione; perché vedete, potrà non piacere ma
le autostrade sono autostrade se garantiscono un certo tipo di
servizi, se hanno un certo tipo di capacità e per far questo le
autostrade sono pedaggiate.
Il pedaggio deve essere economicamente sostenibile ma deve essere
riversato, ovviamente, nelle attività manutentive e di sicurezza e
noi pretendiamo per le nuove attività di investimento. Perché
investimento? Perché come voi sapete bene il programma europeo 2014-
2020 non prevede più finanziamenti per le infrastrutture stradali.
Quindi, fondi europei per fare infrastrutture stradali non ce ne
sono più. Abbiamo una sola fonte di accesso che è l'FSC, ma che non
può bastare a tutto e, per esempio, rispetto il CAS che è un
soggetto che ha come mission sia quello della gestione delle tratte
in esercizio, che della costituzione di nuove tratte. Il Governo
nazionale non intende più finanziare interventi del CAS.
Quindi, per esempio cominciamo dal problema fondamentale, sto
affrontando il merito delle questioni, definito conclusa la
realizzazione, faticosamente del tratto di Siracusa-Gela sino a
Modica, per i quali avremo problemi molto molto seri, perché fino a
oggi il CAS ha lavorato con i fondi della Regione siciliana, la cui
provvista finanziaria si è esaurita, adesso entra in campo la quota
di finanziamento ministeriale che è molto complicata, perché
prevede che il CAS debba anticipare, lo Stato verifica la
correttezza del procedimento, controlla la regolarità della
rendicontazione e autorizza l'ANAS che, in capo alla convenzione e
trae delle somme del Ministero di procedere a pagare al CAS, con
una discrasia temporale incredibile che determina il fatto, che
adesso le imprese che stanno lavorando sono già preoccupate che il
flusso di cassa si interrompa e si debbano chiudere i cantieri
perché finita la provvista regionale c'è questo tipo di problema,
tanto che nell'accordo che stiamo stipulando, ma non abbiamo
stipulato e fra l'altro il giornalista a cui lei fa riferimento
confondeva.
L'accordo che stiamo sottoscrivendo riguarda la sottoscrizione di
una APQ rafforzata con l'Anas, mi pare 5.501 milioni per i quali
con l'ANAS è in corso una discussione molto seria, perché accanto a
questa sottoscrizione di un nuovo APQ, che vale 550 milioni,
importanti, da mettere immediatamente in movimento, c'è da chiudere
un contenzioso sul passato, perché dal 2008 la Regione siciliana
non sottoscrive una convenzione con l'ANAS, per una serie di
conflitti legati alla vicenda del CAS, alla revoca della
concessione ministeriale, poi ovviamente in sede di giurisdizione,
per un difetto di forma che fu conservato in capo alla Regione. Dal
2008 a oggi la Regione siciliana con l'ANAS non ha stipulato una
sola convenzione.
Quindi, tutti i lavori sono stati fatti, mancano dei fondamenti
contrattuali e siamo quindi in grado di chiudere un contenzioso con
il passato molto serio e, ovviamente, aprire un nuovo accordo che
non riguarda, perché questa è una cosa diversa, che è rafforzato
per mettere in circuito 550 milioni di progetti esecutivi, tra
tanti, dagli interventi del trapanese alla Adrano-Bronte in
provincia di Catania, per comprenderci.
Quindi, era quella la sottoscrizione dell'accordo che stavano
predisponendo perché l'ipotesi dell'intesa del nuovo, chiamiamolo
così, Concessionario unico delle Autostrade Siciliane pretende un
intervento normativo del Parlamento nazionale, non di quello
regionale, che deve autorizzare in capo a questo soggetto il
trasferimento delle concessioni, oggi in capo ad ANAS e al CAS,
metterli insieme in un unico soggetto.
E' evidente che questo è un atto politicamente molto rilevante, ma
io vorrei che voi percepiste, intanto, qual è la prima scelta che
il Governo ha fatto.
L'onorevole Grasso suggeriva di sciogliere il CAS o di fare una
Società per Azioni. Ovviamente, la Società per Azioni è una formula
giuridica che supererebbe alcune delle difficoltà ma non
cambierebbe la sostanza della forza economica del CAS che non è
nelle condizioni di procedere, di assolvere alla sua funzione e ve
lo spiegherò in modo analitico.
Il tema poteva essere quello di una privatizzazione del CAS, tema
sul quale ce ne sono stati anche in passato dibattiti e ipotesi di
lavoro. Noi non abbiamo scelto la privatizzazione cioè fare una
gara per avere un contraente, un soggetto privato, che ovviamente
avrebbe dovuto massimizzare il profitto, cosa che è diffusa nel
resto del Paese perché ci sono molti concessionari che sono dei
privati che hanno acquisito le concessioni, ma abbiamo scelto una
cosa diversa proprio per garantire, come si vuole dire, la funzione
sociale di questa società, scusate la cacofonia.
E per fare in modo che non vi sia un profitto di impresa ma che le
risorse debbano essere tutte reinvestite in manutenzione e in nuovi
investimento, abbiamo scelto di fare un'operazione con un partner
pubblico mettendo insieme le capacità imprenditoriali e tecniche
dell'ANAS, della nuova ANAS, onorevole Cancelleri, non dell'ANAS di
Ciucci, ma dell'ANAS della nuova gestione con la quale alcune cose
sono evidentemente cambiate in termini anche di trasparenza delle
procedure e abbiamo potuto apprezzare.
Per esempio, non è un fatto secondario quello che lei ha citato
che l'ANAS per la prima volta impegna, dopo tanti anni, risorse del
suo contratto di programma, 840 milioni, sono sulla Palermo-
Catania, un miliardo e mezzo complessivamente, del codice di
programma in Sicilia perché in passato l'ANAS lavorava in Sicilia
con i soldi della Sicilia, lavorava con i soldi dei Fondi FAS e dei
Fondi europei (non utilizzando) mentre i soldi dell'accordo di
programma, per avere un dato più veloce, quelli che lo Stato dà
all'ANAS per svolgere la sua mission, li spendeva al nord, nella
logica, che io tante volte ho contestato nel Parlamento nazionale,
che l'intervento del Fondo dei FAS e dei Fondi europei, non era un
intervento aggiuntivo rispetto ad un intervento ordinario, ma
diventava sostitutivo. Cioè, noi invece di avere quello dello Stato
da dare alla Sicilia e in più i Fondi europei, i Fondi europei e
quelli dei Fondi FAS erano sostitutivi dei Fondi ordinari dello
Stato.
In questa occasione, finalmente, noi abbiamo che l'ANAS per un
mandato politico del Governo del Ministro Delrio, decide di
spendere una parte della sua dotazione sull'accordo di programma,
in Sicilia. Questo, in aggiunta alle risorse, ovviamente, di cui
noi siamo titolari attraverso i Fondi europei della vecchia
programmazione e i Fondi FAS e oggi i Fondi potenzialmente dell'FSC
che si chiama ormai così, il vecchio Fondo FAS.
Ricordatevi che vi ho detto prima che non vi sono più fondi
europei della 14/20 utilizzati per le infrastrutture stradale e,
quindi, abbiamo una carenza di fondo sulla capacità di spesa.
Il CAS non funziona. Perché non funziona il CAS? Potrei chiamare
l'onorevole Grasso, ma lo devo fare io. Allora, intanto perché è
un Consorzio di enti pubblici, con un meccanismo, una governance,
assolutamente che prevede che la Regione siciliana ha il 91 per
cento e poi ci sono altri azionisti, le Città metropolitane di
Catania e Messina, i Liberi Consorzi di Siracusa e Ragusa, la
formulano le Province, le Camere di Commercio di Catania, Messina e
Siracusa, il Consorzio ASI di Messina, i comuni di Barcellona Pozzo
di Gotto, Catania, Messina, Patti, Siracusa, Rosolini, Modica e
Gela, questa è la composizione del CAS.
Il CAS rappresenta un'anomalia nel panorama nazionale della
gestione delle autostrade, sia per la duplice missione ad esso
affidata, gestione delle strade esistenti e costruzione di strade
ancora mancanti, sia perché gli altri gestori sono enti di diritto
pubblico organizzati in forma societaria mentre il consorzio è un
ente pubblico non economico.
Tale differenza nei modelli organizzativi ha continuato in passato
e continuerà sempre di più a determinare una serie di criticità
operative connesse da un lato all'organizzazione interna della
gestione del personale e del relativo reperimento di figure
professionali necessarie allo svolgimento dei compiti assegnati,
dall'altro risultano notevoli difficoltà di accesso al credito
indispensabile per mantenere il livello dei pagamenti delle ditte
esecutrici dei lavori di manutenzione straordinaria e dei lavori di
completamente, per esempio, della Siracusa-Gela i lotti 6, 7 e 8.
Notevolissime, l'ho detto prima, sono le difficoltà del Consorzio
per far fronte ai pagamenti dovuti alle ditte appaltatrici connesse
al fatto che i decreti di trasferimento finanziati dal Ministero,
ente finanziatore al CAS, ente realizzatore, prevede che
quest'ultimo anticipi le somme, rendiconti la spesa a cui provvede
il Ministero solo dopo il precipuo riscontro ad autorizzare l'ANAS,
titolare delle risorse, ad effettuare i pagamenti al CAS.
Questa farraginosa procedura comporta inefficienze nonché
l'iscrizione di riserve molto consistenti di contabilità, preludio
di possibili contenziosi. Peraltro, la natura di ente pubblico non
economico fa sì che al CAS non possa essere ricapitalizzata dalla
Regione siciliana che tra l'altro non avrebbe neanche le risorse
per ricapitalizzare il CAS, rispetto alla mission del CAS.
Dal punto di vista del personale, la natura di ente pubblico non
economico fa sì che al personale del CAS dovrebbe essere applicato
il contratto dei dipendenti della Regione, tema ancora non
definito, c'è in corso ancora all'ARAN una vertenza rispetto al
fatto che si debba applicare il contratto dei regionali o quello
autostradale perché alcune specificità dell'organizzazione non sono
contabili con il contratto dei regionali.
Ulteriormente, bisogna considerare che la natura di ente pubblico
non economico, sottoposta alla vigilanza della Regione per il CAS
si applica tutta la normativa regionale che limita la possibilità
di procedere a nuove assunzioni ed impedisce il reperimento delle
risorse umane di profilo tecnico per l'esperimento di
progettazione, direzione lavori e dell'elevatissimo numero di
opere necessarie per la manutenzione ordinaria, straordinaria e
nuove opere da realizzare.
Per comprendere, talmente il meccanismo era perverso che il CAS
aveva un rapporto di fatto con una società che si chiamava
Tecnital, una convenzione scaduta da moltissimi anni che provvedeva
in conto del CAS a gestire progettazione e direzione lavori,
rapporto correttamente interrotto, questo solo dal CAS, perché era
un rapporto che durava da quarant'anni ed era stato rinnovato di
fatto per la mancanza all'interno del CAS delle competenze per la
progettazione e la direzione dei lavori.
Aggiungo, anzi non aggiungo, perché non mi voglio soffermare su
tutte le questioni di mala gestio del passato, però è evidente che
l'impossibilità di procedere direttamente alla direzione dei lavori
ed i meccanismi di urgenza che si determinano nella gestione di
un'autostrada faceva abusare dello strumento delle somme urgenze e
di un meccanismo perverso di affidamento dei lavori che è stato
elemento di notevoli indagini giudiziarie.
Le società concessionarie, altre agiscono in house, hanno una
fisionomia giuridica, essendo S.p.A. e concessionarie di un
servizio pubblico per le quali possono agire direttamente. Il CAS
procede con le gare, le gare hanno una loro lentezza. Abbiamo
imposto quest'anno, come atto di vigilanza, che ci fosse una gara
complessiva delle manutenzioni ma, ovviamente, ha un meccanismo di
risposta che non è solo più efficace. La condizione giuridica,
organizzativa e le risorse umane del CAS non è adeguato alla sua
mission.
Lei ha accennato al contenzioso. Il contenzioso è, oggettivamente,
smisurato; ma prima del contenzioso noi abbiamo un altro problema:
la carenza di personale determina una serie di carenze operative, e
mi dicono in modo analitico che questa circostanza ha concorso in
passato nell'attività di manutenzione della rete autostradale
esistente affidata al CAS, tale da provocare più volte la
attivazione, da parte del Ministero dell'avvio delle procedure di
decadenza dalla concessione con la contestazione di circa 600 punti
di non conformità al codice della strada, riscontrate attraverso
apposite ispezioni ministeriali sui tratti autostradali in
concessione.
Nonostante l'impegno profuso in questi anni, non tutte le
contestazioni sono state, ancora, definitivamente risolte sia per
complessità dei lavori necessari, sia per il notevole impegno
finanziario necessario alla copertura di queste spese, delle spese
relative a queste attività di manutenzione straordinaria richiesta
per superare tutta la non conformità evidenziata dalle ispezioni
ministeriali.
Che vuol dire? Vuol dire che tali spese, oggi, a totale carico
dell'ente, del bilancio dell'ente, sono state quantificate in 130
milioni di euro all'interno di un piano straordinario integrativo
per la messa in sicurezza dei tratti autostradali, che è stato
redatto dal consorzio, piano che prevede, in aggiunta alle suddette
opere di manutenzione straordinaria, anche i lavori relativi alla
messa in sicurezza del viadotto Ritiro, già appaltato, e delle
gallerie di Tindari e di Capo d'Orlando che, invece, hanno dato
copertura finanziaria attraverso apposite leggi dello Stato e della
Regione. A proposito di questo, noi abbiamo, nell'ambito del Patto
per il Sud, destinato al CAS circa 90 milioni per tutti gli
interventi che sono dotati di progettazione esecutiva.
Nella logica della cantierabilità 2017 l'Assessorato ha - dopo la
scelta di principio della viabilità secondaria che sconta una serie
di ritardi legati, anche, alla vicenda delle ex province e alle
loro difficoltà finanziarie - destinato 136 milioni di euro per la
viabilità secondaria delle ex province, tutti i progetti esecutivi,
solo esecutivi, e abbiamo - se poi c'è qualche errore, onorevole
Grasso, si può correggere ma noi abbiamo preso gli esecutivi
trasmessi, non abbiamo fatto nessun intervento di merito, tutti gli
esecutivi erano tutti trasmessi.
Poi, abbiamo preso gli esecutivi del CAS, e gli esecutivi
dell'ANAS sulle grandi direttrici 113,114 e 115, per avere tanti
interventi di manutenzione straordinaria immediatamente
cantierabili e che dessero risposte sul piano della sicurezza e
della piena fruizione di questa infrastruttura.
Qui parliamo, quindi, di un piano da 130 milioni. Il CAS dovrebbe
provvedere a questo piano in aggiunta all'attività ordinaria di
manutenzione a cui dovrebbe essere destinato il 34 per cento,
secondo la convenzione, degli introiti a pedaggio - gli introiti
del CAS assommano a circa 70 milioni l'anno - il personale, le
manutenzioni ordinarie, il piano straordinario, il contenzioso che,
ovviamente, grava sul bilancio del CAS.
Il contenzioso è di dimensioni molto consistenti. Noi abbiamo
un'analisi del contenzioso dal 2014 in poi, e poi c'è quello
pregresso che grava, soprattutto, sulla Messina-Palermo che ha
effetti molto rilevanti anche sulla quotidianità, perché in
Assessorato abbiamo dovuto subire pignoramenti presso l'Assessorato
delle somme destinate al CAS, che erano destinate al pagamento
delle attività sulla Siracusa-Gela e, ovviamente, i creditori si
sono avvalsi della figura del pignoramento per cui - siccome la
legge, dura lex sed lex - il Direttore dell'Assessorato ha
provveduto a pagare i creditori lasciando scoperto il pagamento
degli esecutori dei lavori sulla Siracusa-Gela, determinando quindi
un problema di tensione in quella attività che stiamo tentando di
contenere con un minimo di flessibilità perché non si interrompano
i lavori sulla Siracusa-Gela, o meglio sulla Siracusa-Modica perché
Gela è ancora lontana da venire, i lotti 6, 7 e 8 dovrebbero
raggiungere Modica.
La norma del contenzioso rende problematica anche l'adozione dei
bilanci di previsione alla luce della previsione del decreto
legislativo 118 del 2011 che prevede l'istituzione di un fondo
rischi sul contenzioso commisurato sull'ammontare del contributo
esistente che nel caso in specie pur rendendo spalmabile negli
esercizi di bilancio non può incidere meno di 50 milioni l'anno
rendendo problematico il pareggio del bilancio nel quale le uniche
poste sono quelle dei pedaggi che assommano a 75 milioni.
Quindi, noi abbiamo il personale, le manutenzioni ordinarie, il
piano strade di manutenzione di 130 milioni e il contenzioso che
valutiamo in modo ponderato in questo ordine.
E' chiaro che il CAS non ha prospettiva. E' chiaro che il CAS non
è una struttura imprenditorialmente soddisfacente, perché intanto
non è concepito come una struttura imprenditoriale ed è un'anomalia
in un panorama, ovviamente, in cui il modello delle concessioni
autostradali è di tipo imprenditoriale e noi teniamo in piedi un
modello antiquato, un modello inefficiente gravato da questi
handicap strutturali.
Quindi, il tema che si è posto è come affrontare la questione non
ci sono soluzioni, come si può dire, abbozzate la soluzione deve
essere radicale.
Se si guardano gli atti dei governi, io ho guardato, ho osservato
il percorso dei governi precedenti e ho visto che all'inizio i
governi che si insediano non affrontano il tema del CAS, lo
affrontano alla fine del mandato ipotizzando o la privatizzazione o
ipotizzando l'accordo con ANAS. E' accaduto nel 2005 e non si
concluse, è accaduto nel 2011, era l'assessore Russo che io stimo
molto, che aveva immaginato l'accordo con ANAS, poi i governi
finiscono e si ricomincia da capo.
Io sto provando, questa volta, a chiudere la vicenda portandola a
conclusione.
GRECO GIOVANNI. Speriamo che ci riesca
PISTORIO, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Lei è
l'opposizione, io il Governo. Io lavoro e lei si oppone.
Quindi, qual è la soluzione? La soluzione è che non avendo scelto
la linea della privatizzazione, molto complicata e che avrebbe
dovuto attrarre un investitore del sistema delle concessioni in
Sicilia, abbiamo scelto di costruire un accordo con ANAS.
Perché un accordo con ANAS? Intanto, per eliminare questa
duplicità di soggetti che esistono sul nostro territorio ed avere
un soggetto unico, con un modello unico di gestione che elimini le
diseconomie, che garantisca standard assolutamente omogenei e che
abbia la forza economica e la affidabilità di un partner pubblico
dotato finanziariamente.
L'ANAS, nell'ipotesi che stiamo prefigurando, remunera la
valorizzazione delle concessioni in capo al CAS al di là degli 800
che lei ha detto correttamente, che sono destinati alla Sicilia e
sono un miliardo e 450 e non 850; 850 sono soltanto sulla Catania-
Palermo, perché l'indicazione politica del Ministro per le
infrastrutture ha fatto impegnare ANAS in Sicilia con quelle
risorse. Questo è un contributo sul territorio, ma l'operazione
finanziaria che deve scaturire da una norma nazionale in legge di
stabilità che preveda l'autorizzazione a trasferire a un nuovo
soggetto giuridico appositamente costituito la concessione in capo
ad ANAS e quelle in capo al CAS, quel soggetto va costituito sulla
base di questa norma e, ovviamente, la remunerazione delle
concessione in capo al CAS sarà fatta da ANAS per il subentro della
quota di capitale di questa Società.
La valorizzazione è un'operazione che si sta svolgendo è in corso
ed è legata chiaramente alla consistenza di queste concessioni che
sono gravate da questi pesi e da questo contenzioso.
Sul tema del contenzioso, quella è un'ipotesi fatta alla Giunta,
ci sono ipotesi diverse: il contenzioso può pure affluire in capo
alla nuova società che gestirà complessivamente anche i rapporti
attivi e passivi anche in capo ai precedenti, però questo potrebbe
non essere nell'interesse dei siciliani.
La Società sarà siciliana con sede legale in Sicilia pagherà le
tasse in Sicilia e sarà il più grande operatore economico in
Sicilia. La nuova società non sarà dell'ANAS a Roma, si chiamerà
CAS, Concessionario autostrade siciliane, vedrà la partecipazione
di ANAS e della Regione o del CAS - dobbiamo ancora decidere qual è
la soluzione migliore, come quella veneta e sarà un operatore
siciliano, sarà un soggetto industriale siciliano che avrà come
compito di gestire al meglio la rete esistente e di procedere al
completamento della ulteriore rete autostradale, intanto
completando la Siracusa fino a Gela e immaginando anche la chiusura
dell'anello.
Quindi, se noi questo soggetto giuridico, economico,
imprenditoriale lo graviamo di un contenzioso insostenibile ne
depotenziamo le capacità di sviluppo e, ovviamente, priviamo il
territorio di una capacità di intervento molto seria. Ricordo, come
ho detto all'inizio, che non abbiamo più i fondi europei sulle
infrastrutture stradali e, quindi, il mercato comunque è un
interlocutore. Finalmente, è stata firmata la concessione per la
Catania-Ragusa.
La Catania-Ragusa è un'autostrada che è stata realizzata in
concetto di finanza: 400 di intervento sono in quota pubblica, 200
Regione e 200 lo Stato, 450 sono del Concessionario privato che,
ovviamente, ha fatto un piano economico finanziario che prevede il
pedaggiamento.
Il pedaggiamento non è un elemento astruso o una gabella ingiusta,
serve a garantire da una parte la qualità della sicurezza e della
manutenzione di una strada che ha degli standard come quella
autostradale, ma soprattutto noi pensiamo dentro questo piano
economico finanziario della nuova società per procedere al
completamento della nostra rete autostradale.
Ad oggi, se nel 2020 l'ANAS completa l'intervento manutentivo
sull'autostrada Catania-Palermo e la rende un'autostrada moderna ed
efficiente e si applica un pedaggio, onorevole Cancelleri, non vedo
perché il pedaggio lo pagano i catanesi e i messinesi sulla
Messina-Catania e se lo paghiamo sulla Catania-Palermo, se è un
pedaggio equilibrato, ponderato. Forse, lei è di Caltanissetta, ma
non credo che si lamenterà di pagare un piccolo pedaggio quando
verrà da Caltanissetta a Palermo, forse a fare cose ancora più
importanti, se avrà un'autostrada efficiente, soprattutto se con
quel pedaggio noi siamo in condizione ed è una discussione tutta
quanta ipotetica, correttamente ipotetica, perché dobbiamo avere
allo studio in piano economico finanziario credibile perché oggi a
questa società, - le prime analisi economiche che noi stiamo
verificando -, danno una capacità di autofinanziamento sul mercato,
di quattro miliardi di euro.
Questa è una società che può, sul mercato dei capitali, investire
quattro miliardi di euro attraverso le concessioni trentennali, che
noi abbiamo chiesto diventino cinquantennali, tanto parliamo di un
soggetto pubblico, quindi nella norma nazionale deve essere il
prolungamento della concessione in capo al CAS, da trent'anni a
cinquant'anni, perché se la concessione è cinquantennale è chiaro
che la capacità di finanziamento è maggiore e il costo della
tariffazione è più basso. È un'operazione socialmente e
politicamente molto avveduta, perché ci consentirebbe anche, - se
riusciamo a procedere in autofinanziamento per il completamento
della rete autostradale e per la sua gestione -, di usare i fondi
FSC per i tratti non autostradali per esempio la Palermo-Agrigento,
per la quale abbiamo chiesto già il finanziamento per quattrocento
milioni del primo lotto Palermo-Bolognetta' e la Nord-Sud che non
è, ovviamente, una strada indispensabile a quel comprensorio, ma
che ha indici trasportistici bassissimi perché la densità di
popolazione che gravita nell'area nebroidea è molto limitata, ma
non possiamo non garantire a quei cittadini il diritto alla
mobilità, ma è evidente che la Nord-Sud non può essere fatta in
progetto di finanza e con la tariffazione. È chiaro che per la Nord-
Sud occorra liberare le risorse del Fondo Sviluppo e Coesione. Se
noi abbiamo, quindi, la capacità di autofinanziare interventi
autostradali con meccanismo del concessionario unico, riusciamo ad
avere le risorse per finire la Nord-Sud e la Palermo-Agrigento, ad
adiuvandum, perché poi vi sono tante altre strade che devono essere
ulteriormente realizzate.
Questa costruzione ci darebbe, sostanzialmente e in un tempo
ragionevole, la possibilità di chiudere l'anello autostradale della
provincia di Trapani, perché c'è un intervento previsto nell'ambito
dell'APQ e c'è un intervento previsto nel Fondo Sviluppo Coesione,
l'ammodernamento della Catania-Palermo, il completamento della
Siracusa-Gela e, ovviamente, noi abbiamo in programma altri due
interventi, di cui uno molto significativo, la terza corsia sulla
tangenziale di Catania che è la strada che ha i più alti indici
trasportistici da Napoli in giù; obiettivamente ormai è
insufficiente e, rispetto al quale, abbiamo già finanziato la
progettazione esecutiva.
La tangenziale di Catania è un classico esempio di una scelta che
va compiuta. Ha tutti gli elementi per essere autofinanziata per il
suo traffico, è evidente che non pensiamo mai di tariffare la
tangenziale di Catania per uso urbano, ma l'uso extraurbano, quello
autostradale, è un uso assolutamente compatibile col metro di
tariffazione, visto che fino al casello si paga e sarebbe
legittimo, ci sono gli interventi di manutenzione adeguati, poter
tariffare anche la Palermo-Catania.
La scelta è questa: noi vogliamo infrastrutture efficienti,
vogliamo che si rispettino le misure di sicurezza e la qualità
delle manutenzioni? O vogliamo, invece, un meccanismo come quello
che c'è attualmente per cui l'onorevole Foti si lamenta del mancato
intervento dell'ANAS per quanto riguarda le gallerie? Perché quando
hai una società di gestione di cui sei responsabile, hai le entrate
dei pedaggi e gestisci in house le attività manutentive e i servizi
in una logica imprenditoriale, è chiaro che tu acquisisci uno
stadio di efficienza molto diverso. Noi possiamo continuare a
tenerci il CAS che non funziona, per cui ho le telefonate, ma lì
ci sono i buchi' e la galleria è spenta' e io poi chiamo il CAS e
mi si dice non ho i soldi', non ho fatto la gara, non posso fare
l'intervento, mi mancano i dipendenti, mi mancano i tecnici ;
quante volte chiamo l'Anas, l'avete fatta questa cosa? Sì
Assessore, ora la facciamo . Ma io non ho in capo all'Anas un
potere di intervento. Cosa diversa è una società di gestione in
cui la maggioranza della governance è in capo alla Regione che
garantisce l'indirizzo e le scelte strategiche, la gestione tecnica
è in capo all'Anas, le risorse sono in capo a quella società che le
impegna tutte sul mercato siciliano e che ha come compito di
garantire questo tipo di interventi sulla rete esistente che le
nuove costruzioni. Io credo che sia una scelta oculata, se volgiamo
tenerci quello che abbiamo, qui siamo.
Potremmo chiedere ad Anas sempre di più in una logica, onorevole
Foti, puramente politica, come sto facendo, perché le posso
garantire che se per esempio, hanno messo quattrocento milioni
sulla Palermo-Agrigento nella cabina di regia di FSC è perché
abbiamo detto, come assessorato, che rilanciare il tratto Palermo-
Bolognetta, bloccato per un difetto progettuale, perché c'è un
impatto ambientale, lo abbiamo ottenuto. Ma se vogliamo un soggetto
su un modello nazionale-internazionale di cui siamo titolari, e che
ha sede legale in Sicilia, paga le tasse in Sicilia non le paga
Roma, e di cui siamo pienamente responsabili, imprenditorialmente
forte per la nostra realtà strutturale, questa è la soluzione.
C'è un tema sul quale devo dire l'onorevole Cancelleri ha posto
l'accento, e stiamo ragionando, che è il rapporto col passato. Si
dice: Evitiamo che il morto uccida il vivo . Come facciamo ad
evitare che i contenziosi e i gravami del CAS si possano
riverberare sul nuovo soggetto? Ci sono delle ipotesi. Noi
possiamo, - siccome poi i contenziosi vanno gestiti, la gestione
stralcio o quella liquidatoria o quella bad company che citava
l'onorevole Cancelleri, prevede un mandato per chiudere il
contenzioso secondo una logica pochi, maledetti e subito , perché
spesso il contenzioso e le riserve sono sopradimensionate,
mediamente si chiude al 10%. Questo può essere fatto sia garantendo
al vecchio CAS una quota limitata e definita, una provvista sulle
entrate del nuovo CAS per chiudere il contenzioso, i meccanismi si
possono trovare in cui decidiamo di chiudere il vecchio Cas, noi
abbiamo la possibilità di chiudere anche questo contenzioso. La
logica negoziale, perché tanto il contenzioso è sovradimensionato.
Però, questo tema è aperto, e siccome questo intervento, anche
questo, non è di competenza dell'Assemblea regionale siciliana,
perché l'intervento sui rapporti giuridici privatistici l'Ars non
ha titolo, anche questo dovrà essere regolato dal legislatore
nazionale, per cui abbiamo, come in questi casi, correttamente, io
ho aperto una discussione, una trattativa, un confronto con il
Ministero e con l'ANAS, in Giunta ho avuto il via libera per
procedere su questo percorso, stiamo acquisendo tutti gli elementi
necessari per la decisione, il dato essenziale è la norma
nazionale, una che deve autorizzare, perché non possiamo farlo se
no interveniamo nelle concessioni in capo a questo costituendo
soggetto, e secondo, la decisione sui rapporti giuridici
preesistenti. Dopo di che bisognerà compiere gli atti gestionali.
Io non ho avuto nessuna difficoltà ad intervenire in Assemblea e a
darvi gli elementi di fondo di questa vicenda non semplice, ma
credo di potervi dire con grande onestà intellettuale che non vi
sono molte alternative. Se qualcuno pensa, l'accordo possiamo
farlo al meglio'. Facciamo l'accordo nella condizione migliore e
questo è legato alla trattativa che è ovviamente impegnativa. Ma
avere scelto l'ANAS, avere scelto un soggetto pubblico, è una
questione non di poco conto.
Avere evitato - per esempio - che in Sicilia per le condizioni
sociali economiche della Sicilia ci fosse un modello tipo
privatistico che facesse del profitto l'obiettivo fondamentale ed
invece cercare un soggetto che avesse una missione pubblica mi pare
una scelta che possa essere condivisa.
L'onorevole Greco ha detto prima mi auguro che lei non ce la
faccia . A me dispiacerà perché sono convinto della bontà di questa
scelta. Vorrà dire che si sarà ritenuto migliore mantenere in vita
il CAS con le sue debolezze strutturali e mantenere un rapporto di
sudditanza rispetto al Governo nazionale per i nostri investimenti
infrastrutturali perché anche la quota europea - ho detto prima -
oggi non è più utilizzabile. L'unica quota con cui potremmo
avanzare sul piano delle infrastrutture stradali sarebbe quella dei
fondi FSC del tutto insufficienti per gli obiettivi programmatici
di una Regione che deve crescere e che ha bisogno di colmare il suo
divario infrastrutturale.
PRESIDENTE. Assessore, il suo intervento si è protratto per
quarantacinque minuti.
Onorevoli colleghi, mi riferisco in particolar modo agli
onorevoli Grasso, Greco e Panarello.
Il dibattito si sarebbe dovuto svolgere sotto forma di
comunicazione per rinviare successivamente ad un'analisi ancora più
approfondita perché sono in corso le procedure.
L'Assessore correttamente ha evidenziato che è tutto in itinere.
Credo che l'Assessore ci onori ancora della sua presenza,
concluderei il dibattito questa sera, considerato che ha stimolato
ulteriori interventi da parte degli onorevoli Grasso, Greco e
Panarello, senza nulla togliere se ci sono altri colleghi che
vogliono intervenire.
Onorevole Foti, lei è già intervenuta prima, ai fini della
disciplina e per essere consequenziali sul lavoro dell'Assemblea,
le darò comunque la parola, avevo convenuto con l'onorevole
Cancelleri, lo ha ricordato prima, c'era una richiesta formalizzata
in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari affinché
l'Assessore riferisse in Aula in ordine al percorso che si stava
attuando, del quale si era a conoscenza solo attraverso la stampa.
L'Assessore, correttamente, - ho voluto sottolineare per
quarantacinque minuti - poi si può essere d'accordo o meno sul
contenuto delle sue parole - ha spiegato dinamicamente quello che
sta succedendo, c'è un lavoro in corso. Formalmente l'attività
legislativa si dovrebbe svolgere anche sulla base o di un ordine
del giorno o di una mozione. Questo è il senso del mio intervento.
Non voglio però dare l'impressione di strozzare il dibattito -
tutt'altro - c'è la disponibilità anche dell'Assessore. E' chiaro
che oggi non ci sia nessun ordine del giorno e nessuna mozione.
Andiamo avanti per sentire gli interventi di tutti,
successivamente l'Assessore darà disponibilità per riferire
ulteriormente in Aula anche sulla base di determinati atti che
l'Aula stessa attraverso o ordine del giorno o mozione intenderà
portare avanti.
GRECO GIOVANNI. E' possibile avere la relazione? L'Assessore ha
detto durante il suo intervento di avere una relazione.
PRESIDENTE. Onorevole Greco, considerato che l'Assessore ha detto
tantissime cose, occorrerebbe un momento di approfondimento. Gli
interventi dovevano essere preventivi, non voglio dare
l'impressione di chiudere il dibattito.
Interveniamo, successivamente, se verrà formalizzato un atto
ritorneremo in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari e
vedremo come procedere.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, si parlava
prima di mozione. Ho presentato nel 2013 la mozione n. 178 che
riguardava proprio la verifica dei rapporti che intercorre tra il
Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti e la concessionaria
che si occupa della gestione autostrade siciliane.
Ponevo in quella mozione una serie di questioni che sono del tutto
attuali oggi, la prima riguarda la gestione fallimentare del CAS,
sappiamo caro assessore, notizie di cronaca, sempre più frequenti,
danno, ahimé, una immagine del CAS per quella che è stata per anni
Io da sindaco, e poi da deputato, ho sentito e avuto la
sensibilità e anche la necessità di dire, finalmente una volta
arrivata al Parlamento, che il CAS non aveva più ragione di
esistere perché era fuori dalle logiche di mercato, perché
soprattutto vi erano una serie di contenziosi che facevano sì che
tutto l'introito, che è pari a novanta milioni di euro, lei parla
di settantacinque milioni, lei ha più contezza di me, io sapevo
ottanta-novanta milioni di euro, ma poco cambia, ma che tutti i
proventi derivanti appunto dagli incassi, dagli introiti del
pedaggio anziché essere utilizzati come la legge prevedeva per la
manutenzione ordinaria o straordinaria, venivano assorbiti e
utilizzati per soddisfare i creditori del CAS, e quindi, abbiamo
visto come il CAS è ridotto, le gallerie sequestrate, queste sono
state frutto di battaglie del territorio, la manutenzione non
effettuata, e allora si era posto il problema, quando arrivai qui,
che il CAS era un ente pubblico economico, nonostante mi sforzassi
di fare capire ai suoi colleghi, ai colleghi che l'hanno preceduta,
ma anche alla dirigenza, alla Direzione Generale, che era errata
quella interpretazione di ente pubblico non economico perché il CAS
se voi vi fate una ricerca giurisprudenziale non limitata a quella
fattispecie del parere del CGA in sede consultiva ad un quesito e
quindi arenata a quel parere, il CAS riveste tutte le
caratteristiche di un ente pubblico economico.
Quindi mi è stato chiesto, che poi chiedevo approfondimenti sulla
gestione, mi è stato chiesto dai due assessori che l'hanno
preceduta un rinvio perché mi dessero una risposta e si tornasse
sull'argomento, e prendo atto che a distanza di tre anni stiamo
ritornando sull'argomento perché la sottoscritta ha presentato un
disegno di legge.
Che cosa prevedeva il disegno di legge nonostante allora fui
attaccata dal Presidente della Regione e sono ben felice che oggi
il Presidente della Regione ha cambiato opinione perché allora si
disse che il CAS era un gioiellino Che il CAS fosse un gioiellino,
mi creda, assolutamente no e penso che lei sia arrivata a questa
decisione ne ha avuto contezza E' il cane che si morde la coda,
quindi, partiamo dal presupposto che il CAS non funziona, che il
CAS così com'è non può più andare avanti, che il CAS non può essere
definito un ente pubblico non economico ma riveste tutte le
caratteristiche, dico io sono presuntuosa, un avvocato, ma dico che
e sono state sbagliate, errate le interpretazioni e dico che
quell'interpretazioni erano legate al fatto che si aveva una certa
convenienza politica a dire che il CAS fosse un ente pubblico non
economico.
Che cosa io chiedevo? È vero, nel mio disegno di legge io chiedevo
la trasformazione del CAS, ed ero arrivata a chiedere la
trasformazione del CAS perché dovevo superare quella stortura o
quella problematica legata ad un ente pubblico non economico che il
Governo non voleva assolutamente fare, abbiamo fatto audizioni, lei
ancora non c'era. Quindi io che cosa dico? Trasformiamo il CAS in
una Spa e quindi diamo una natura pubblicistica al CAS secondo le
regole e le norme del Codice Civile e naturalmente delle norme di
diritto privato. Per arrivare a che cosa? Ad una fusione con un
altro ente pubblico che non poteva altro che essere ANAS.
Perché ero arrivata al discorso della trasformazione? Era un
percorso inverso, per arrivare alla soluzione che oggi sta seguendo
lei. Perché mi ero posta quel problema? Mi ero posta quel problema
semplicemente perché mi ponevo un discorso di non perdere, - un
po' com'è successo in Lombardia e in altre regioni - , in modo che
la Regione siciliana dettasse tempi e condizioni e non svendesse
la società ad ANAS, cioè non facesse giocare una partita al Governo
nazionale e non avesse quella sudditanza con il governo nazionale
che, con una norma lo inserisce in finanziaria e dice si trasforma
e la Regione siciliana resta come uno spettatore, ma che stabilisse
tempi e modi per la trasformazione che se lei legge il mio disegno
di legge, - non so se l'ha letto suppongo di no , ma la invito a
leggerlo -, quando ho fatto tutto l'excursus storico del CAS di
come si è arrivati alla concessione, della decadenza, perché oggi
questo percorso è obbligato, perché lei sa che c'è una decadenza su
una concessione sub judice da parte del Ministero e c'è un
contenzioso che non si risolve e che il CAS oggi sta perdendo la
concessione, quindi non ci sono altri percorsi o altre strade o
altre soluzioni, quello che cerco di fare comprendere dal 2013.
Dicevo, un percorso inverso, che a mio avviso avrebbe dato alla
Regione la possibilità di avere un potere decisionale sui tempi e
sui modi più incisivo rispetto alle decisioni di questa società e
che poi gestisce ANAS. Nel momento in cui subentrerà Anas che cosa
farà del personale? C'è la garanzia, in che modo, nel momento in
cui viene stabilito con legge nazionale, la Regione siciliana,
questo governo può incidere, nei tempi, nei modi e nel percorso?
Perché alla fine il percorso era diverso. Chiedevo di trasformare
in una S.p.A. e nello stesso tempo, seguendo appunto le norme che
vorrei che fosse chiaro, le norme del Codice Civile e di diritto
privato, facciamo in modo che altri soggetti entrino. Quali altri
soggetti potevano entrare se non l'ANAS? Solo ANAS quindi
mantenendo però il controllo, addirittura avevo anche dato la
denominazione che si chiamava Autostrade siciliane S.p.A.
Prendo atto di quello che sta facendo, ed era un po' il percorso
che avevo tracciato superando le mille difficoltà e sapendo le
difficoltà e constatando le difficoltà e soprattutto oggi è
necessario investire sulla sicurezza perché quelle autostrade sono
impercorribili,
Naturalmente, resta la questione dell'utilizzo del pedaggio che
deve essere sicuramente un pedaggio sociale e non così esoso come
lo paghiamo oggi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Panarello. Ne ha
facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, considero giusta
la scelta fatta dal Governo della Regione e apprezzo molto
l'impegno che ci sta mettendo l'assessore Pistorio.
Il tema non è nato oggi, lo voglio dire in particolare al collega
Cancelleri, perché noi siamo in presenza di un'apparente potere in
mano alla Regione che però è subordinato, - per noi come in tutta
Italia -, dal fatto che il concessore è lo Stato, noi, la Regione,
il CAS e tutti gli altri operatori che ci sono in Italia, operano
su concessione da parte dello Stato.
Quindi, il problema diventò di particolare evidenza nella scorsa
legislatura perché a fronte delle difficoltà del CAS che non
richiamo, e non ricordo, - l'assessore ha fatto accenni, che credo
siano esaurienti -, ci fu la proposta di revoca della concessione
al Consorzio per le Autostrade Siciliane, se fosse andata in porto
la revoca il risultato sarebbe stato che lo Stato senza la Regione
avrebbe messo a bando la gestione dell'autostrada sul mercato e
quindi bypassando la regione avrebbe utilizzato un gestore privato.
A meno che la Regione non faceva un'altra società per concorrere
alle condizioni previste dallo Stato.
Quindi, questo è il tema e il CAS, per come è fatto oggi, non può
funzionare perché, - lo diceva l'assessore, lo voglio ribadire io
-, a seguito di una sentenza del CGA che è la massima Autorità
giudiziaria amministrativa in Sicilia, è considerato un Ente della
Regione ed è gestito come se fosse un dipartimento; Giancarlo
ascoltami, la vicenda del personale del Consorzio, dura da tre
anni, l'omologazione al contratto dei regionali e non se ne viene a
capo perché il contratto dei regionali, come tutti i contratti,
diciamo così, della Pubblica Amministrazione, non prevede il lavoro
notturno e lì invece c'è il lavoro notturno, non prevede la figura
dell'esattore perché solo lì c'è ed è una figura specialistica,
professionalizzata, tant'è che ogni tanto si sente dire mandiamo
gli LSU'; gli LSU se non hanno il patentino di esattore non possono
esercitare quell'attività. Potrei citare tante altre incongruenze
ma, soprattutto, la gestione da parte di un'azienda, com'è il CAS,
come un dipartimento della Regione, non può mai funzionare e non ci
puoi porre rimedio perché c'è il limite insuperabile della sentenza
del CGA che, partendo dal presupposto che la proprietà della
Regione al netto poi della, diciamo così, degli altri enti
pubblici, ma è della Regione, deve essere considerato un Ente
pubblico non economico, un Ente regionale.
Quindi, noi dobbiamo affrontare questo passaggio, diciamo così,
contestualizzandolo. Noi non siamo in presenza della, - come
giustamente citava il collega Cancelleri -, autostrada del Veneto
che era, diciamo, ricca, ricca anche perché si paga il pedaggio,
ovviamente, etc. etc., no? E' gestita bene, per carità, anche
perché quel tipo di autostrade sono un poco meno costose delle
nostre perché se noi consideriamo lo sviluppo di gallerie che c'è
nella Messina-Palermo o nella Messina-Catania, non ha paragoni con
l'autostrada del Veneto che si fa tutta in pianura sostanzialmente,
quindi, per carità, quindi anche i costi, gli sprechi, la mala
gestio, come dire, che tante volte c'è, va comunque, come dire,
commisurata anche al contesto diverso.
Ma io non mi voglio soffermare su questo, dico che è una scelta
inevitabile, naturalmente è giusto che il Parlamento controlli e
credo che l'assessore Pistorio e il Governo siano disponibili,
diciamo così, a interloquire col Parlamento affinché si abbia,
diciamo così, un'intesa che sia la migliore possibile. Ma la
migliore possibile non è un tema, il tema, di quanto ci guadagniamo
perché noi in mano, collega Cancelleri, non abbiamo niente, non
abbiamo niente, perché tutto quello che si è realizzato si è
realizzato con fondi pubblici, tutto quello, diciamo così, che
possiamo rivendicare è frutto di un rapporto che dev'essere di
collaborazione con l'ente concessore che è lo Stato che ha poteri e
obblighi di vigilanza sul concessionario a partire dall'incolumità
pubblica che è un tema preliminare.
Ecco perché io penso che bisogna affrontare questo passaggio,
bisogna incoraggiare il Governo a portare a termine questo progetto
che è l'unico modo per avere una gestione autostradale che sia più
efficiente e, come dire, che tuteli i lavoratori perché,
ovviamente, non ci può non essere una tutela dei lavoratori, e li
metta nelle condizioni di operare meglio di quanto non operino
oggi. Faccio un esempio che potrebbe andare sui giornali nelle
prossime settimane, oggi il CAS che ha un problema di personale,
essendo un ente della Regione, non può assumere perché c'è il
blocco delle assunzioni, non può chiudere però i caselli perché è
un servizio pubblico e non si può, chiudere i caselli, ovviamente,
bisogna presidiarli, si ricorre al lavoro straordinario, talvolta
in maniera eccessiva e l'Ispettorato del lavoro ha avviato una
procedura per sanzionare il CAS per cifre consistenti perché, dal
suo punto di vista, c'è una violazione delle regole sul lavoro che
riguardano anche il consorzio delle autostrade.
Il paradosso è, quindi, che un Ufficio della Regione, un
Dipartimento della Regione, praticamente, sanziona un altro
Dipartimento della Regione con un CAS che è costretto - al di là,
per carità, di eventuali atteggiamenti sbagliati, gestione
scorretta -, sulla base della carenza di personale e
dell'impossibilità di assumere a tempo indeterminato o a tempo
determinato, a ricorrere al lavoro straordinario. Quindi è una
situazione che non può durare, alla quale bisogna porre rimedio.
Il tema non può essere il pedaggio. Suggerisco all'Assessore ed al
Governo di non anteporre il tema del pedaggio a tutto il resto
perché appariremmo come quelli che vogliono fare pagare il pedaggio
a chi frequenta o utilizza la Catania-Palermo, però, dobbiamo
sapere che il tema del pedaggio autostradale, in Italia, è
considerato alla stregua del biglietto ferroviario o del biglietto
aereo perché il diritto alla mobilità, sancito dalla Costituzione,
prevede che ci sia una compartecipazione da parte dei cittadini; in
termini di fiscalità generale, noi paghiamo tutti le tasse e
concorriamo, ma anche facendo compartecipare chi utilizza il mezzo
di trasporto o la strada di comunicazione. Non ci trovo, quindi,
niente di scandaloso nell'immaginare, con i tempi necessari, se
vengono superate le ragioni che hanno determinato il fatto che la
Catania-Palermo è senza pedaggio, cioè che era considerata l'unica
strada di collegamento, allora, per raggiungere Catania da Palermo,
l'unico mezzo di comunicazione. Non so se ancora quella legge è
valida, non sono, ovviamente, per accelerare i tempi per pagare,
però, siccome noi guardiamo, io e l'onorevole Cancelleri sicuro, a
tutti i siciliani, vogliamo che tutti abbiano gli stessi diritti e
gli stessi doveri, non ci possiamo fermare di fronte ad una
proposta di ammodernamento del sistema autostradale siciliano, di
fronte al fatto che ci possa essere qualcuno che debba concorrere
con il pedaggio, sapendo che dal lato della Sicilia orientale, la
Catania-Messina-Palermo, ha un pedaggio analogo a quello che si
paga nel resto d'Italia; forse, se si ammodernasse tutto e si
concorresse tutti, potremmo avere anche una riduzione delle tariffe
esose che ci sono sulla Messina-Catania.Palermo e salvaguardare,
fino a quando è possibile, la gratuità dell'utilizzazione della
Catania-Palermo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Greco Giovanni. Ne
ha facoltà.
TURANO. Chiedo il voto segreto, signor Presidente
GRECO GIOVANNI. Quando voteremo sul provvedimento ti farò votare
nominale
Signor Presidente, intervengo per pochi minuti anche perché non
ero preparato a questo tema, però, m'incuriosisce sempre quando
arrivano delle cose a lampo e, quindi, cercherò di fare un
intervento e chiederle, intanto, perché lei come rappresentante
dell'amministrazione parla così male di un ente dove lei ha la
vigilanza. Ma che cosa ha fatto lei affinché il CAS non arrivasse a
questo punto?
Poi, non lo so, il sensale mi ha detto che quando si deve vendere
una cosa la abbelliscono, la impupano e, poi, si cerca di mettere
sul mercato, e lei, invece, questa sera ha parlato tantissimo male
del CAS e sembra come se andando a fare questo atto andiamo ad
aiutare tutto il personale, personale che, noi come V Commissione,
abbiamo audito, presidente Ardizzone, e non ce n'era uno che
parlava bene dell'Assessore o del Consiglio di Amministrazione del
CAS., ne parlavano tutti male perché in quel periodo, o giù di lì,
c'era una condizione, presidente Ardizzone, che il Presidente
dell'ARAN che era il dottor Alongi, l'avvocato Alongi, era pure il
consulente del CAS.
Ve la immaginate una trattativa su dei diritti dei lavoratori
fatta dal Presidente dell'ARAN e dal consulente del CAS? Quindi,
c'è qualche cosa che non funziona e quando ci sono tutti questi
argomenti che si aggrovigliano, a me non è mai piaciuto. Quindi,
ringrazio l'Assessore che è stato prodigo a venire a discutere un
problema che, a questo punto le dico, le interessa. Andrò a vedere
perché le interessa e se ci sono degli argomenti che non mi
convincono glielo dirò qua in Aula anche perché - come dice il
presidente Ardizzone - si farà una mozione o un ordine del giorno
ai quali parteciperemo.
Quindi, resto del parere, assessore Pistorio, che lei, in questo
problema, non riesca a portare questa nuova società, innanzitutto,
perché la stiamo presentando malissimo e, quindi, l'ANAS non
pagherà neanche una lira in più rispetto a tutti i problemi che gli
andremo a mettere. Tutti, tutti
Che, poi, non ho capito il contenzioso. Benissimo, i contenziosi
sono un problema presente in tutti i Dipartimenti e se ne stanno
facendo i bagni tutti gli avvocati compreso il dottor Alongi che,
in tutti i dipartimenti e, in tutte le società partecipate o è
consulente o gli danno le cause da espletare.
Quindi, c'è un po' di nebbia su questo argomento e cerco di
diradarla. Dopodiché, darò il mio contributo.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, cercherò di essere rapida. C'è stato un
passaggio in cui mi è sembrato di capire che lei volesse
predisporre, poi, un'altra seduta per approfondire
PRESIDENTE. Come concordato con l'onorevole Cancelleri, onorevole
Foti. Almeno tra di voi, parlate
FOTI. Sì, non ho capito. Ecco, faremo un'altra seduta.
Predisporremo un atto.
L'Assessore ha parlato per un bel po', io lo ringrazio ed ho
apprezzato la dovizia di particolari, ma ci sono stati dei passaggi
che mi sono rimasti poco chiari. Poi, magari, andrò a leggere il
resoconto.
Lei, ad un certo punto, ha parlato di un debito immenso - un po'
poetica come parola, immenso - del CAS, quindi, un debito. Ma,
vorrei capire, se state pianificando una fusione, una nuova società
dovreste avere un piano preciso Poi, magari, se la prossima volta
c'è la possibilità fateci sapere un po' più precisamente questo
immenso , perché sa è un po' relativo come termine.
Purtroppo, lei ha detto anche che tanti governi hanno provato
sempre alla fine e non vorrei che, visto che siamo a novembre del
2016, non è che le sia rimasto molto tempo, ma vedremo
Ho provato anche ad immaginare se noi, se lei riuscisse a fare
tutte queste belle cose perché è chiaro che, prima di far pagare il
biglietto sull'autostrada, bisognerà rimetterle a nuovo, e mi
immagino anche la proliferazione di caselli. Mi auguro che lei non
si rivolgerà ai progettisti dei caselli di Cassibile, perché se
dovessimo avere, poi, quei caselli in mezzo alla strada dove,
addirittura, il Presidente della Regione, ebbe un bruttissimo
incidente, direi che bisognerà guardare.
E, soprattutto, mi auguro che quando e se ci sarà questa cosa, si
faccia una seria campagna per il pagamento automatico dei pedaggi
perché, Presidente, sarà un po' dura la mia espressione, però è
chiaro che la politica degli esattori ha pesato moltissimo sul CAS
perché si è creata sì occupazione da una parte, ma dall'altra si è
strozzata ogni possibilità, per questo ente, di potere provvedere
non dico a fare autostrade nuove per i siciliani ma, almeno, a fare
la manutenzione delle famose buche di cui lei parlava, o la
segnaletica orizzontale e altre piccolezze, cose che scontiamo noi
stessi quando circoliamo per le strade ed i nostri ragazzi quando
vanno in giro.
E, poi, Presidente, in generale, un bilancio sui trasporti.
Ebbene, Assessore, le chiedo se è possibile e chiedo anche al
presidente Ardizzone di metterci di buona lena la prossima volta,
magari di mattina perché, Assessore, fra un mese mi pare che scada
il contratto ponte, quello sui treni. Ebbene, come è andata a
finire? Noi lo vorremmo sapere.
Poi, vorremmo sapere, Assessore, se lei è disponibile, se ci sono
i margini per una continuità territoriale, non parlo del ponte,
ovviamente, le esagerazioni le lasciamo al presidente Renzi, parlo
di una politica più accessibile dei prezzi per i trasporti aerei.
Lei saprà, perfettamente, che ci sono tantissimi madri e padri che
lavorano fuori dalla Regione e che hanno difficoltà a raggiungere
i propri figli proprio nel periodo natalizio perché già i
biglietti per Catania da Milano e dal resto d'Italia costano oltre
300 euro.
Assessore, le chiedo un impegno serio almeno per informarci e
portare a conoscenza i siciliani, non attraverso i giornali che
romanzano e fanno un po' il loro lavoro, ma un'informazione
puntuale e leale all'interno del Parlamento ci vuole.
L'ultima domanda a cui vorrei che lei rispondesse la prossima
volta è questa: ma di tutti quei signori che hanno fatto i
dirigenti al CAS e, ovviamente, lei non c'entra niente, lei non li
ha nominati, che hanno creato un buco immenso, poi, ci dirà quanto,
qualche testa è rotolata? Ovviamente, in senso figurato Oppure
questi signori hanno avuto nel loro curriculum una nota di favore
proprio per i danni che hanno causato e che pagheremo, perché
ricordiamoci che se la liquidazione del CAS avverrà in maniera
separata, i soldi dovranno uscire sempre dalle tasche dei
siciliani.
E' chiaro che con quell'espressione pochi, maledetti e subito lei
si riferiva ad una liquidazione dove le procedure di questi
liquidatori tenderanno ad accontentare chi aspetta dei soldi - vedo
che lei annuisce -, ma, poi, dovranno pagare sempre le casse della
Regione, non arriverà qualcuno da fuori.
Ecco, questi signori possono avere delle cariche, gestiscono
incarichi importanti, hanno avuto dei premi per questo bel
servizietto che ci hanno fatto? Perché, oggi, lei e noi ci
ritroviamo a dovere affrontare queste cose, però, Assessore, siamo
stanchi di vedere un nome che viene tolto da un ente e messo in un
altro e non si sa mai di chi è la responsabilità, perché se
chiamiamo i siciliani a sostenere uno sforzo ed a tirare la
cinghia, è anche giusto, responsabilmente, che chi ha sbagliato
paghi o quanto meno si sappia da dove sono nati questi immensi
buchi che, poi, lei ci dirà a quanto ammontano.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Turano. Ne ha
facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, cercherò
di essere telegrafico seppur voglio ribadire che se non ricordo
male è la ventisettesima seduta di questa legislatura in cui
l'Assemblea si occupa di CAS e si occupa di sistemi autostradali,
lo dico chiaramente come provocazione perché so bene che non ce ne
siamo mai occupati, o per meglio dire, che non ne abbiamo mai
parlato e mi intriga il modo di introdurre i lavori dell'onorevole
Cancelleri che allarmato da articoli di stampa si preoccupa di
informare subito l'Assemblea.
Ben venga quello che fa l'onorevole Cancelleri dopo quello che ha
fatto l'assessore Pistorio. Non lo voglio difendere perché
l'assessore Pistorio non ha bisogno di alcuna difesa, però, siamo
dinanzi, per la prima volta nella storia di questa legislatura, ad
un piano organico di sistemazione del sistema viario principale
della Regione siciliana, con un'operazione importante che può
servire a rimettere il sistema in funzione. Assessore, dico in
funzione, non faccio mai dietrologia cerco di guardare le cose
concrete e di capire come stiamo al passo con i tempi.
L'altra settimana sono stato, per un fatto mio personale, in
Polonia e pensavo di visitare un Paese con un'infrastrutturazione
ancora in fase di start up, un Paese che solo fino al 1992 stava
nel blocco sovietico, un Paese che ha dovuto conquistare con il
sangue e con il sindacato Solidarnosc una grande operazione di
libertà che ha dato dignità a quel popolo, io le posso garantire,
Assessore, che mentre camminavo sulle autostrade della Polonia -
l'ho attraversata tutta in lungo e in largo - mi sentivo lontano
mille miglia dalla mia Terra perché avevano realizzato delle
autostrade spettacolari.
E' vero, ha ragione l'onorevole Panarello, che lì era tutto
pianeggiante, sarebbe stato pure facile ed è pur vero che noi con
la manutenzione, forse, non siamo stati all'avanguardia con i
tempi, però credo che l'operazione che ha messo in campo il Governo
e l'assessore Pistorio sia un'operazione meritevole di
apprezzamento ed abbiamo fatto bene a parlarne così rapidamente,
non ci occupiamo né di casellanti, né di caselli autostradali,
dobbiamo prendere atto di quello che si sta facendo.
Ammodernare il sistema, introdurre anche, lo dico con franchezza
perché non è un'operazione che sarà sempre gratis, perché vorrei
ricordare a me stesso che se su alcune autostrade non si paga il
pedaggio e non sono autostrade del CAS e sono autostrade dell'ANAS
è perché il Governo nazionale non ha mai introdotto il pedaggio.
Allora, cercare di fare una collaborazione con un ente nazionale
come l'ANAS dove non penso, al netto di vicende spiacevoli, che
nessuno possa dubitare della competenza, per realizzare un sistema
nuovo in Sicilia che possa eliminare gli sprechi del passato ed
ammodernare il Paese a me sembra una cosa assolutamente seria.
Ecco perché vorrei che, signor Presidente dell'Assemblea, mi
seguisse, siccome l'onorevole Foti ha ribadito che si ritornerà a
parlare dell'argomento, vorrei che, ai fini regolamentari, non si
creasse un precedente, perché è chiaro che, oggi, abbiamo dedicato
questa seduta avente come oggetto quest'argomento, ma ritornare a
parlare di nuovo soltanto di questo argomento perché qualcuno
presenta un ordine del giorno, una mozione secondo me significa
perdere tempo.
Io credo che la relazione sia stata esaustiva, puntuale,
dettagliata, se poi questa relazione che ha fatto l'Assessore -
leggiamo bene il resoconto perché qualcosa può sfuggire a tutti -
non dovesse essere così per davvero, allora interrogheremo
l'Assessore sul perché si è discostato da quella valutazione e sul
perché il Governo ha ritenuto di fare una cosa diversa ma con la
saggezza di un atto ispettivo quando viene chiesto.
E, allora, vorrei chiedere all'Assessore una cosa diversa: vorrei
che l'Assessore si impegnasse, oggi, con l'Assemblea regionale a
portare immediatamente come atto del Governo nella Commissione di
merito e se è necessario il Piano generale dei trasporti, cioè il
contesto generale. Lo dico perché serve, perché parlare soltanto
dei debiti che ha fatto qualcuno al CAS, ci sarà qualcuno che,
prima o poi, avrà una responsabilità, un organo che accerterà
quello che è successo; a me non interessa, a me interessa capire
come, oggi, un Governo, con una scelta importante, decida di
mettere ordine in una maniera che, per vent'anni, non ha avuto
alcuna attenzione.
Io dico che parlare soltanto del sistema autostradale può essere
limitativo, parlare in generale del sistema dei trasporti, diceva
bene questa volta l'onorevole Foti nel ribadire che è
insopportabile che un biglietto d'aereo costi così tanto da
impedire alle persone una mobilità normale.
Allora, signor Presidente, penso che a partire dalla prossima
finanziaria o dai prossimi atti del Governo sul piano dei trasporti
e sul sistema dei trasporti in Sicilia l'Assemblea si debba
interrogare e credo che l'assessore Pistorio - che apprezzo per
quello che sta facendo - dovrebbe incastonare questo ragionamento
in un ragionamento più ampio per farci capire come risolviamo per
davvero, una volta per tutte, per esempio, il problema della
contiguità territoriale, cosa che la Sardegna ha appena finito di
fare.
Io ho questo auspicio. Vedo il dibattito di oggi con occhio sereno
e mi è sembrato pure un dibattito propositivo dove forse ci sono
state delle sbavature perché chi legge il giornale magari si può
allarmare, ma allarmare di che? Di qualcuno che vuole mettere mano
ad un sistema per ammodernarlo, per sistemarlo, che si rivolge ad
un ente pubblico come l'ANAS per cercare di farlo funzionare?
Io credo che il dibattito sia stato utile, serio, lo considero già
superato, aspetto il Governo, la prova dei fatti, quando
materialmente vedremo questi atti amministrativi e chiedo al
Governo di introdurre questo contesto della viabilità su ruota, per
il sistema autostradale, nel contesto del piano generale dei
trasporti. Non è più possibile continuare a tenere un sistema
aeroportuale che non funziona, dove gli aeroporti, che sono quattro
non quarantaquattro, si fanno concorrenza tra di loro sulle
compagnie aeree, con aggravio di costi da parte dei cittadini. Non
mi sembra difficile - e, peraltro, le norme europee e nazionali lo
impongono - pensare di mettere a regime il sistema degli aeroporti.
Io l'ho detto tante volte di costruire un sistema aeroportuale per
la Sicilia occidentale e per la Sicilia orientale.
Io credo che la grande sfida che l'assessore Pistorio dovrebbe
raccogliere sia proprio questa. Pensare di avere lavorato bene sul
sistema autostradale è un punto di partenza che risolve un pezzo
del problema, interpretare la volontà anche dell'Assemblea - se i
colleghi mi consentono questa sbavatura, perché penso che il
sistema dei trasporti, in generale, anche quello aeroportuale,
riguardi tutto, anche quello marittimo - ma, per la prima volta,
posso dire che finalmente abbiamo fatto delle gare che hanno
valenza quinquennale e non delle gare che avevano valenza
semestrale. Credo che sia una grande sfida. Io vorrei riparlare
dell'argomento quando l'Assessore avrà pronto il piano dei
trasporti e mi ritengo soddisfatto per la relazione che ha fatto e
ritengo il dibattito di oggi utile ed assolutamente esaustivo.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. È tutto propositivo questa sera.
CANCELLERI. Signor Presidente, rispondo direttamente
all'onorevole Turano ma in realtà mi rivolgo, ovviamente,
all'Assessore che, comunque, ringrazio, anzi spero che con le
dovute modifiche al Regolamento questa possa diventare una prassi
perché credo che dibattiti come questo, anche se l'Aula è
sguarnita, alla fine rendano merito anche di un lavoro di
approfondimento che non viene fatto all'interno dell'Aula ma che
viene fatto a casa, quando siamo considerati liberi ma, in realtà,
stiamo studiando degli atti.
Io non mi ritengo, ovviamente, soddisfatto, mi sarei aspettato
nella relazione dell'Assessore numeri. Quanto è il debito del CAS e
perché stiamo facendo questa cosa e tutto quanto. Però, c'è stata
una precisazione a margine. Siamo ancora in itinere, non ci sono le
carte, ancora è un accordo ballerino, mi pare di avere capito, che
si deve comunque formalizzare ancora nella sua concretezza. Quindi,
aspettiamo e, a quel punto, valuteremo quello che sta avvenendo.
È certo che siamo preoccupati quando ad un anno dalla scadenza
elettorale ci sono degli appuntamenti importanti come la firma del
contratto con Trenitalia che dovrebbe avvenire entro il 31 dicembre
2016. Io mi aspetterei da un'Amministrazione oculata che non lo
firmasse, invece, di prorogare ancora per un altro anno ponte e
lasciare all'amministrazione che verrà, qualunque essa sia, la
possibilità di potere aumentare. Poi, ognuno è libero di fare
quello che vuole. E, quindi, grazie per questo.
Presidente, a margine vorrei introdurre un nuovo argomento. Vorrei
chiederle una cortesia istituzionale, non so come definirla. Un
cittadino mi ha scritto una mail, e devo dire che sono rimasto
perplesso e la volevo condividere con lei e, soprattutto, con i
suoi uffici e credo che vada approfondita con l'Assessorato enti
locali.
L'articolo 3, comma 7, dello Statuto speciale della Regione
siciliana cita testualmente che: l'ufficio di deputato regionale è
incompatibile con quello di membro di una delle Camere o di un
altro Consiglio regionale, o del Parlamento europeo . Questo
cittadino mi dice: se il nostro Statuto siciliano è inserito
all'interno della Carta costituzionale ha lo stesso rango
dell'articolo 57 che, in questo momento, viene portato nella
riforma Renzi.
Che significa questo ragionamento, cosa vuole dirmi questa
persona? Che se i consiglieri regionali vanno a fare i senatori, se
dovesse passare il sì, per effetto dell'articolo 3, questa persona
mi dice: è possibile che noi in Sicilia, a quel punto, avremmo solo
un senatore, cioè il sindaco? Perché nessuno dei consiglieri
regionali, per effetto dell'articolo 3 dello Statuto, che non viene
cambiato dalla riforma Renzi, non potrebbe andarlo a fare.
Qualcuno dice che l'articolo 122 della Costituzione, che tra
l'altro viene modificato dalla riforma, prevede già
l'incompatibilità ed è per questo che nella riforma Renzi questo
articolo viene cambiato, ma è anche vero che la Corte
costituzionale, con sentenza n. 143 del 2010, motiva esplicitamente
che l'articolo 122 riguarda solo le Regioni a Statuto ordinario e,
quindi, non quelle a Statuto speciale.
Presidente, le chiedo questa cortesia istituzionale, si faccia
carico di porre questo quesito all'Assessorato enti locali o in
questo caso al Ministero, poi, non so se si possa chiedere un
quesito su una riforma che ancora deve essere applicata, realmente
non lo so, ma credo non sia un quesito da sottovalutare. Io non ho
saputo dare una risposta a questa persona e mi piacerebbe, invece,
potergli rispondere, perché mi preoccupa questo ragionamento.
PISTORIO, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PISTORIO, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, vorrei ringraziare l'Assemblea per questa possibilità e
per i toni interessati ad un argomento così pregnante, però, devo
esporre due precisazioni a cui tengo molto.
Onorevole Foti ed onorevole Cancelleri, io non ho parlato di
debiti immensi del CAS, ma del contenzioso, che è un'altra cosa. Ad
oggi, non abbiamo - ed è un argomento complicato, la gestione dei
rapporti passivi passati è una delle questioni aperte - un quadro
chiaro del contenzioso.
Il CAS non ha comunicato dati certi sul contenzioso, perché c'è
una grande confusione che deriva anche dalla Palermo-Messina, ed è
un tema tra i più preoccupanti in questa costruzione che stiamo
realizzando.
In questo senso, onorevole Greco Giovanni - legittimi i suoi dubbi
-, io non ho parlato male del CAS, ho spiegato, e dettagliatamente,
le condizioni strutturali in cui versa. Ho reso onore all'attuale
gestione che, nonostante, le difficoltà giuridiche, economiche ed
organizzative sta facendo il meglio, sia il Consiglio di
Amministrazione ed il Presidente, sia il Direttore generale, ma le
condizioni giuridiche, finanziarie ed organizzative non consentono
al CAS di svolgere la propria missione. Per questo il CAS non può
che essere superato, e non c'è soluzione.
Ringrazio moltissimo sia l'onorevole Grasso, per l'acutezza del
suo intervento, di cui terrò molto conto, sia l'onorevole
Panarello, che conosce benissimo questo ente, sia il Presidente del
Gruppo UDC , onorevole Turano, per l'apprezzamento, perché mi
conforta.
Nessuno ritiene, oggi, che il CAS sia uno strumento con cui
garantire ai siciliani un sistema autostradale efficiente. Noi
stiamo superando il modo; può darsi e spero sia una soluzione
all'altezza dei diritti dei siciliani. Speriamo che sia la scelta
giusta e speriamo di portarla a termine.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, credo che l'Aula questa sera abbia
fatto il proprio dovere così come era stato stabilito in Conferenza
dei Capigruppo.
C'è stato un dibattito articolato e credo propositivo. Mi auguro
che ci possa essere un approfondimento nelle sedi opportune.
Si è allargato il ragionamento alla questione del sistema dei
trasporti in generale, un approfondimento in Commissione. Ciò non
toglie che in seguito si possa ritornare in Aula indipendentemente
dalla disponibilità dell'Assessore, perché è giusto su temi
importanti quali quelli evidenziati come i trasporti in generale,
la continuità territoriale. Prendiamo atto oggi positivamente che
Ryanair ha stabilito cinque nuove tratte con la Sicilia
orientale, con l'aeroporto di Catania. Prendiamo atto che
Ryanair , per bocca del numero due della stessa compagnia, ha
dichiarato che è interessato al mercato siciliano e calabrese.
Sono queste le cose che dovrebbero fare intercettare,
indipendentemente dai monopoli che in atto ci sono e dalle
normative - l'onorevole Turano ne ha fatto cenno - che possono
essere superate.
Spesso si è parlato anche a sproposito di aiuti di Stato, ci siamo
paragonati alla Sardegna, abbiamo parlato del perché alla Sardegna
venga garantita la continuità territoriale con agevolazioni per i
residenti, cosa che non accade in Sicilia. Il costo del biglietto -
ahimè - spesso supera anche gli 800 euro, questo perché da parte di
Alitalia, soprattutto, è inutile nascondersi, non ha la
condivisione dei problemi reali dei siciliani.
Questo sta ad una classe dirigente degna di questo nome e credo
che noi lo siamo e stasera lo abbiamo dimostrato nel far valere le
nostre ragioni.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì 8 novembre
2016, alle ore 16.00 con il seguente ordine del giorno:
I -COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A) (Seguito)
Relatore: on. Laccoto
2) - Revisione della normativa di assegnazione dei lotti nelle
aree industriali da destinare ad attività commerciali . (n. 1202/A)
Relatore: on. Laccoto
3) - Valorizzazione del demanio trazzerale . (n. 349/A)
Relatore: on. Laccoto
III -SVOLGIMENTO DELL'INTERROGAZIONE:
N. 3025 - Chiarimenti sul provvedimento di scioglimento
dell'Amministrazione comunale di Scicli in relazione
alle gravi dichiarazioni rese alla stampa dal
Presidente della Regione.
(8 maggio 2015)
ASSENZA
IV - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 496 - Iniziative in ordine al reclutamento di personale
nelle aziende del Servizio sanitario regionale.
(4 novembre 2015)
CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA -
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO
V -DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
Codice etico per gli eletti a cariche pubbliche, per
gli amministratori e per i dipendenti della Regione
Siciliana . (n. 854/A) (Seguito)
Relatore: on. La Rocca Ruvolo
VI - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 494 - Iniziative urgenti finalizzate alla revoca della
convenzione sottoscritta tra Regione siciliana,
Università degli studi Kore di Enna e Associazione
Proserpina, avente ad oggetto l'apertura di una
nuova facoltà di medicina e chirurgia.
(3 novembre 2015)
ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO -
MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO -
SIRAGUSA - TANCREDI - CIANCIO - FOTI -
FERRERI - PALMERI - LA ROCCA - CAPPELLO
VII -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 204 - Verifica della presenza di gas radon indoor negli
edifici utilizzati da enti pubblici e privati e
osservanza dei criteri di legge negli interventi
edilizi di nuova edificazione.
(24 ottobre 2013)
FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA -
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO
VIII -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 573 - Provvedimenti urgenti a favore dei pensionati
dell'Ente acquedotti siciliani.
(12 maggio 2016)
GRECO G. - DI MAURO - CASCIO S.- DI
GIACINTO - CORDARO - PANARELLO -
PANEPINTO - RUGGIRELLO - SUDANO -FALCONE
- TAMAJO
IX - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 290 - Chiarimenti circa l'incidenza dei fattori
ambientali sull'aumento della percentuale di malati
di leucemia e tumori nel territorio di Siracusa e
nomina di una Commissione parlamentare speciale di
indagine e di studio in argomento.
(16 aprile 2014)
ZITO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA -
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA
X -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 531 - Riduzione della tariffa del servizio idrico
integrato nel comune di Siracusa nei casi in cui
l'acqua non sia utilizzabile per fini alimentari.
(4 febbraio 2016)
ZITO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA -
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA
XI - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 537 - Accelerazione dei tempi di valutazione delle
istanze presentate in ordine al bando sul lavoro in
proprio.
(16 febbraio 2016)
ZITO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA -
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA
XII -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 603 - Ritiro in autotutela dell'Avviso n. 8/2016 in
materia di formazione professionale in Sicilia.
(25 ottobre 2016)
TANCREDI - CIACCIO - CIANCIO - TRIZZINO
- FOTI - MANGIACAVALLO - CAPPELLO -
PALMERI - ZAFARANA - CANCELLERI - ZITO -
SIRAGUSA - LA ROCCA - FERRERI
XIII -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 600 - Iniziative a livello nazionale per la modifica
del decreto di individuazione delle piante organiche
del distretto giudiziario di Messina.
(11 ottobre 2016)
PANARELLO - LACCOTO - PICCIOLO - GRECO
M. CURRENTI - COLTRARO - GERMANA' -
GRASSO -
La seduta è tolta alle ore 19.03
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio