Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 376 di giovedì 03 novembre 2016
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone


                   La seduta è aperta alle ore 16.31

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, avverto che  del  verbale  della
  seduta precedente sarà data lettura nella seduta successiva.

                        Sull'ordine dei lavori

   LACCOTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  solo
  per  comunicare che per quanto riguarda il disegno di  legge  sulla
  panificazione, noi come Commissione abbiamo ottemperato a tutte  le
  richieste  fatte dall'Assemblea, abbiamo esaminato i subemendamenti
  alcuni  dei  quali  sono  stati  apprezzati  nella  subcommissione,
  quindi, il disegno di legge è pronto.
   Purtroppo,  oggi,  manca l'Assessore per le  attività  produttive,
  quindi, credo che saremo pronti per discuterlo e portarlo a termine
  martedì, previa convocazione dell'Assessore.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor Presidente, l'andamento dei  lavori  di  questo
  Parlamento impone una riflessione a lei nella qualità di Presidente
  di  questa  seduta ma anche come Vicepresidente vicario insieme  al
  Presidente ed all'Ufficio di Presidenza.
   Credo   sia   necessario,  in  attesa  di  iniziare  la   sessione
  sull'assestamento  del bilancio, sollecitare  nelle  Commissioni  i
  disegni  di  legge  già  approvati o a cui manca  poco  per  essere
  approvati,  per  via delle relazioni tecniche che  gli  Assessorati
  tardano ad inviare.
   Con  molta  franchezza, Presidente, essere rappresentati  come  un
  Parlamento che lavora così poco quando, in realtà, c'è tanto lavoro
  nelle  Commissioni, c'è tanto lavoro propedeutico alle  Commissioni
  perché non è la frequentazione di un corso di formazione
   Credo che uno sforzo in tal senso sarebbe necessario.
   Le  chiedo,  pertanto,  la  convocazione  di  una  Conferenza  dei
  Presidenti   dei  Gruppi  parlamentari  straordinaria  insieme   ai
  Presidenti   delle  Commissioni  per  verificare  tutto   ciò   che
  legislativamente è possibile portare in Aula.
   Credo  sia  necessario ed indispensabile fare ciò perché rischiamo
  di  avere un Parlamento che viene rappresentato all'esterno come un
  Parlamento  di fannulloni, tutti compresi, nessuno escluso,  perché
  non ci sarà chi potrà presentare la giustificazione.
   D'altro   canto  so,  guardando  gli  ordini  del   giorno   delle
  Commissioni, che c'è tanto dibattito, tanta discussione sui disegni
  di   legge   presentati  dal  Governo,  presentati  dai   colleghi,
  presentati dai Gruppi parlamentari.
   Le  chiedo,  Presidente, di chiedere al presidente  Ardizzone  una
  Conferenza  straordinaria dei Capigruppo  con  i  Presidenti  delle
  Commissioni  per vedere quali disegni di legge sono  pronti,  quali
  disegni  di  legge  potrebbero essere  approvati,  con  un  impegno
  ulteriore  del Governo che magari manca, in modo tale da  avere  un
  calendario  di  attività  che  ci  permetta  di  potere  avere  una
  produttività  in  termini  parlamentari   per  le  leggi  che  sono
  necessarie - non dobbiamo fare leggi a tutti i costi -,  così  come
  ritengo   che  bisognerebbe  provare  a  far  diventare  l'attività
  ispettiva non l'argomento quando mancano leggi da approvare.
   L'attività ispettiva non può essere un punto all'ordine del giorno
  quando  non  c'è  materia  legislativa  perché  credo  che  diventi
  avvilente  presentare un'interrogazione nel 2012  ed  aspettare  la
  successiva legislatura per avere risposte.
   Una  calendarizzazione  riguardante la presenza  del  Governo  per
  rispondere ad interrogazioni ed interpellanze che sia più pregnante
  rispetto a quello che si è avuto fino ad ora.
   Io  credo  che  sia importante, Presidente, perché  la  proiezione
  nell'immaginario collettivo, in un mondo che vive male, è quella di
  un Parlamento che, oltre ad essere solitamente a ranghi ridotti,  è
  come se non facesse nulla e noi sappiamo, lei per primo, che non  è
  così.
   Per   cui,   se   è  possibile,  una  maggiore  attenzione   sulla
  calendarizzazione   dei  disegni  di  leggi   già   pronti   o   la
  sollecitazione  al Governo per quelli che possono essere  approvati
  ed  a  cui  manca la relazione tecnica o l'approvazione finale  del
  testo  o altro e, al tempo stesso, sull'attività ispettiva affinché
  diventi  parte  dell'attività parlamentare in modo tale  che  possa
  esserci  non  solo  la rappresentazione all'esterno  di  un  lavoro
  concreto  e  proficuo di questo Parlamento, ma anche per l'attività
  ispettiva mettere in condizione il Parlamento di capire che  questa
  funzione non è una funzione scritta ma non praticata.

   PRESIDENTE.  Onorevole Panepinto, ovviamente  mi  farò  carico  di
  riferire quanto da lei esposto, adesso, al Consiglio di Presidenza,
  ma  ricordo  che  soltanto un paio di settimane fa  c'è  stato  una
  Conferenza  dei  Presidenti dei Gruppi parlamentari, probabilmente,
  ne  convocheremo subito un'altra per potere dare maggior forza alle
  iniziative d'Aula.

   GRASSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, mi associo
  all'intervento che ha fatto poc'anzi il collega e dico  che  non  è
  possibile   e   non  ci  stiamo  più  davvero  perché   all'esterno
  mediaticamente  si dà la rappresentazione di un  Parlamento  che  è
  meglio  che non esista. Non voglio qui sottolineare il mio  impegno
  personale  però, ripeto, non è più tollerabile l'atteggiamento  del
  Governo che non riesce a fornire le relazioni tecniche a disegni di
  leggi  che sono già stati esitati nelle varie Commissioni, ne  cito
  solo uno  il sistema educativo integrato della prima infanzia ,  da
  tempo esitato dalla VI Commissione è da circa sei mesi, forse  più,
  in  Commissione  Bilancio' che non riesce a dare il  parere  perché
  manca  la relazione tecnica del Governo. Assieme a questo  ci  sono
  una  serie di disegni di legge, per esempio il diritto alla studio,
  esitato in V Commissione.
   Allora,  il  Parlamento non viene qui perché magari i parlamentari
  non  hanno  voglia  di  fare  nulla, o non  si  fanno  più  sedute,
  altrimenti  ciascuno,  per le proprie competenze,  da  un  lato  la
  Presidenza,  dall'altro i Presidenti delle Commissioni,  laddove  è
  possibile, ma i Presidenti delle Commissioni hanno esitato tutti  i
  disegni di legge ma, soprattutto, il Governo che, ancora una volta,
  ha  dato  solo  dimostrazione di incapacità, inefficienza,  che  un
  Governo fallimentare così non si è mai visto in tutti i settori;  è
  impossibile,  è veramente mortificante per il lavoro  dei  deputati
  che  veniamo qui, non siamo assenti, veniamo qui due, tre,  quattro
  anche  cinque  volte  a  settimana se  è  necessario,  ed  oggi  ci
  ritroviamo   con  l'assessore  Pistorio  che  deve  rispondere   ad
  un'interrogazione.
   Assessore,  nel 2013 ho presentato una mozione sul CAS,  dal  2013
  sono  cambiati  tre  Assessori, ancora si aspetta,  ancora  aspetto
  perché  è stato rinviato, è stato chiesto un approfondimento perché
  chiedevo  proprio che il CAS venisse sciolto e che  si  facesse  un
  approfondimento perché il CAS veniva considerato un gioiello a  cui
  nessuno dal 2013 ha dato risposta. È inconcepibile, le dico che  ho
  presentato  un  disegno di legge che prevede la trasformazione  del
  CAS  in  una  società  per azioni, e dal 2013 mai  nessuno,  né  in
  Commissione,  né il Governo ha consentito a questo parlamentare  di
  potere far sì che questo disegno di legge trovasse luce.
   Oggi, invece, di continuare a vivere di soli annunci, credo che il
  Governo  debba  rispettare il lavoro dei  parlamentari  stanchi  di
  essere  continuamente mortificati perchè ciascuno  di  noi,  credo,
  indipendentemente da quale Gruppo lavora, rispetta e fa il  proprio
  dovere,  giorno  dopo giorno, quindi, sarebbe il caso  di  additare
  come  vero  colpevole di questo disastro - e credo che  non  ce  ne
  siano altri - il Governo regionale. Quindi, che venga qui  in  Aula
  perché  anche  oggi  dovevamo trattare il disegno  di  legge  sulla
  panificazione e sono quattro sedute che ce lo portiamo dietro ed  è
  veramente  mortificante,  non solo  per  i  siciliani,  ma  per  il
  rispetto per un'etica istituzionale che si deve ai parlamentari.

   CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,  devo
  dire  che  guardare  quest'Aula così, desolantemente  vuota  è,  in
  qualche modo, qualcosa che desta, non soltanto perplessità ma  che,
  certamente, fa comprendere come spesso le dinamiche della  politica
  siano diverse rispetto a come le si vuole rappresentare.
   Ho  assistito  ad  un  intervento corretto del collega  Panepinto,
  però, mi limito a guardare i banchi del PD ed a non vedervi neanche
  un deputato. E questo è un fatto.
   So  bene  che i giornalisti fanno il loro lavoro, ho sempre  avuto
  con  tutti  costoro,  soprattutto con quelli  che  si  occupano  di
  politica  parlamentare un rapporto cordiale, però,  in  questo  mio
  intervento,  voglio  anche  affrontare,  in  maniera  assolutamente
  incidentale,  un  tema  che  è  quello  delle  presenze  in   Aula,
  Presidente,  perché  si è creato un paradosso  che  è  legato  alla
  rappresentazione  giornalistica,  appunto,  secondo  il  quale   ci
  sarebbero dei deputati bravi perché sempre presenti e dei  deputati
  -  e  mi  riferisco soprattutto ai Capigruppo -   che  non  possono
  entrare  nel novero di coloro che sono quotidianamente in Aula  per
  il  semplice fatto che, essendo la loro presenza di diritto,  anche
  se  assenti,  allora, non viene valutato il loro stare  o  meno  in
  Aula.
   Non  ho  mai pensato di fare il primo della classe per la semplice
  ragione  che non lo sono, però, vorrei visto che si fa un'inchiesta
  giornalistica  sulle presenze e sulle assenze  in  Aula  -  non  mi
  appassiona  però,  se si fa ogni settimana un  articolo  su  questo
  punto,  un  motivo  deve  esserci -, che si  apprezzasse  realmente
  quelli  che  sono i deputati presenti e quelli che sono i  deputati
  assenti,  perché  mi  capita,  come dire,  la  ventura,  di  essere
  presente  sempre in Aula, nonostante sia Capogruppo  e  quando  non
  sono  Capogruppo,  invito i colleghi a mettermi in  congedo,  ed  è
  questa  la  ragione per la quale, se si vanno a vedere le presenze,
  non sono sempre presente, perché quando non sono presente mi faccio
  mettere assente. Quindi, a me non serve il tema della surrettizia o
  supposta   presenza  ed  invito  questi  valorosi  giornalisti   ad
  approfondire meglio la notizia, se si vuole fare, come  sono  certo
  che vogliano fare tutti costoro, giornalismo di verità.
   Il  tema  però è un altro ed è quello legato alla produttività  di
  questo Parlamento. Vede Presidente questa storia dei panificatori è
  emblematica,  come lo sono tanti disegni di legge che aspettano  di
  venire  in  Aula.  Chiaramente da me  non  può  venire  un  attacco
  all'assessore  Lo Bello, visto che parliamo di uno degli  assessori
  più  presenti in Aula, di una donna, di un rappresentante  politico
  che  fra  tanti che spesso latitano, colto il senso, a mio  modesto
  parere,  di  quello  che  è il suo ruolo, né  d'altro  canto  posso
  avercela con l'unico Assessore presente, perché sarebbe paradossale
  attribuire  responsabilità delle assenze  a  chi,  invece,  oggi  è
  presente.
   Però, il tema è che questo Parlamento non produce  per la semplice
  ragione  che  questo Parlamento ha una guida - e non  mi  riferisco
  all'aspetto  istituzionale ma mi riferisco all'aspetto  politico  -
  che  è  assolutamente inesistente. Ha una guida  inesistente  nelle
  presidenze  di Commissione, ha una guida inesistente nei Capigruppo
  della  maggioranza, ha una guida assolutamente impalpabile in tutti
  coloro  che, poi, addirittura, hanno l'ardire di salire  su  questo
  pulpito  e  di venirci a spiegare che cosa si dovrebbe fare  e  che
  cosa, invece, non si fa, non si capisce bene per chi, cioè, non  si
  capisce  bene per chi o per che cosa tutte queste decine di disegni
  di  legge che questi eccezionali Presidenti di Commissione  esitano
  in  continuazione, poi, non arrivano in Aula e non vengono  esitati
  dall'Aula.
   Allora,  credo  che  il  buon senso ad un anno  scarso  dal  voto,
  dovrebbe indurre tutti a non guardare al consenso a tutti  i  costi
  perché  la  gente  è  più  intelligente  di  quanto  pensi  il  più
  intelligente dei deputati presenti in questo Parlamento.
   Allora,  per  quanto  mi  riguarda non mi sottraggo  al  confronto
  politico,  non l'ho mai fatto e non lo farò da oggi,  però,  vorrei
  che  ci  fosse da parte di tutti e, soprattutto, da parte di coloro
  che hanno la responsabilità della guida di un processo politico  ed
  amministrativo  che  è  assolutamente  deficitario,  il  senso   di
  responsabilità di chiamare le cose col loro nome.
   Abbiamo  subito, come opposizione responsabile, un  rinnovo  delle
  Commissioni parlamentari, con riferimento alle presidenze, bulgaro.
  Lo  abbiamo  subito  democraticamente, ne abbiamo  preso  atto,  le
  opposizioni  al  di  là  della conoscenza,  dell'esperienza,  della
  cultura amministrativa, sono state assolutamente reiette e questo è
  il  risultato, il paradosso dei paradossi è che tutte le volte  che
  l'opposizione,  o  meglio  che quelle  rare  volte  in  cui  questo
  Governo, che è sì il peggiore della storia però di solito  si  dice
   fatta  eccezione  per  i  presenti', assessore  Pistorio,  quindi,
  voglio  dire, non è una captatio benevolentiae, però, voglio  dire,
  il  fatto che lei oggi sia qua, non le può caricare tutte le  colpe
  dell'umanità.
   E,  allora,  questo Governo, che è il peggiore storia, alla  fine,
  finisce  per riverberare i suoi atti su una maggioranza altrettanto
  inesistente  e  finisce,  in buona sostanza,  per  determinare  uno
  stallo,  che  è  quello  nel  quale ci troviamo,  di  settimana  in
  settimana,  salvo  il  fatto  che, se approviamo  delle  leggi,  lo
  facciamo perché da quando c'è il governo Crocetta, invece che  fare
  una  finanziaria  all'anno, come si è sempre  fatto,  se  ne  fanno
  quattro,  cinque, ma questo non determina, e ho finito  Presidente,
  una  diversa  o  una  migliore utilizzazione  del  tempo  a  nostra
  disposizione e, soprattutto, un miglior risultato nei confronti dei
  siciliani, questo determina, semmai, un ulteriore disdoro di questo
  Parlamento  che  ha  la necessità, e continuo a dirlo,  di  esitare
  delle leggi.
   Tutte  le  rare  volte,  dicevo,  e  finisco  Presidente,  in  cui
  l'opposizione ha ritenuto che si presentassero disegni di legge che
  andavano nell'esclusivo interesse dei siciliani, questi disegni  di
  legge  sono  stati  approvati, solo questi  sono  stati  approvati,
  Presidente, quelli in cui e quelli relativi ad un procedimento  che
  ha visto questa opposizione responsabile consapevole della bontà di
  quei disegni di legge; tutte le volte che la maggioranza ha cercato
  il  colpo di mano ha fallito perché non esiste; tutte le volte  che
  il  Governo  ci  ha  detto dalle Province, alle  unioni  civili,  a
  qualsiasi  altra cosa, che era arrivato il momento  di  fare  delle
  leggi  a  tutti  i  costi,  ha fallito  perché  quando  sono  state
  approvate,  raramente,  sono  state  impugnate  dal  Consiglio  dei
  Ministri.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente,  nel condividere gli interventi  dei
  colleghi  che hanno parlato prima di me, mi sembra di  capire  che,
  purtroppo,  oggi, sarà all'unisono, sarà monocolore,  monotematico,
  il  dibattito che si sta sviluppando e, francamente, questo, in  un
  modo  o  nell'altro, caro Presidente, non dico che ci  deprime,  ma
  sicuramente  non  ci  lascia  allegri perché  ci  sarebbe  piaciuto
  sentire interventi dall'altra parte e, invece, abbiamo visto, al di
  là  di  un  primo  intervento molto debole da parte  dell'onorevole
  Panepinto,  per  il resto abbiamo sentito una serie di  interventi,
  tutti dai banchi dell'opposizione che, evidentemente, come lei vede
  oggi  in  Aula,  è  l'unica parte del Parlamento  presente  insieme
  all'Assessore. Si dice: chi è assente ha sempre torto e, quindi, in
  questo caso, almeno, l'Assessore è presente.
   Certamente,   sulle  procedure,  Presidente,  abbiamo   assistito,
  proprio  nell'ultima seduta d'Aula, ad un rinvio in Commissione  di
  un  disegno  di  legge  che veniva inserito all'ordine  del  giorno
  almeno  da  quattro,  cinque  sedute.  Era  il  disegno  di   legge
  sull'istituzione del garante della famiglia. Bene, l'idea di alcuni
  colleghi che chiedevano di fare alcune modifiche, accogliamo questo
  suggerimento,   lo  farò  confrontandomi  anche   con   gli   altri
  parlamentari ma è chiaro che un disegno di legge che viene inserito
  all'ordine del giorno ormai da mesi, ritengo debba, finalmente,  un
  volta che è stato rinviato in Commissione, essere esitato.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone


                  Presidenza del Presidente Ardizzone

   E  credo  che così debba essere, senza entrare nel merito, perché,
  altrimenti,    ragione   avrebbe   la   stampa   a   dare    questa
  rappresentazione  di  un Parlamento che non è esattamente  come  la
  gente  si aspetta. Ma non è come la gente si aspetta  perché  manca
  una  governance, manca chi deve tenere le fila e dare un  indirizzo
  politico  ad  una maggioranza che non esiste e lo è  perché  quella
  maggioranza,  ed  in modo particolare alcuni componenti  di  questa
  Giunta  che  guidano  i  deputati di quella  maggioranza,  sono  in
  tutt'altro impegnati. Ed in che cosa sono impegnati? Sono impegnati
  ad  andare  in  giro nel territorio in vista di un assestamento  di
  bilancio,  andando a fare una serie di promesse sulla  Sicilia  che
  verrà,  dicendo  che ci saranno impegni, ad esempio per  l'Istituto
  zootecnico  per  650  mila euro per, poi,  vedere  una  bozza  dove
  abbiamo  100 mila euro per l'Istituto zootecnico dove  non  solo  i
  dipendenti  non prendono lo stipendio da tre mesi, ma  gli  animali
  che  sono ospitati all'interno di quel sito rischiano di ritrovarsi
  tutti morti perché questo è quello che sta accadendo all'interno di
  quell'area, di questo territorio sotto Baida per un terreno  esteso
  per  ettari  che  potrebbe  davvero rappresentare  un'occasione  di
  rilancio,  di  valorizzazione  della  zootecnia  siciliana  e  che,
  invece, vede costretto l'assessore Cracolici da una sua convinzione
  a prendere degli impegni che, evidentemente, non vengono mantenuti,
  insieme agli impegni presi per le politiche attive del lavoro,  per
  gli  operatori  che  sono stati licenziati insieme  agli  operatori
  della formazione per un'innovazione che dovrà avvenire e che non  è
  avvenuta attraverso un avviso, adesso l'ennesimo, l'Avviso 8, i cui
  criteri   di   valutazione,   evidentemente,   sono   assolutamente
  discutibili,  a  tal  punto  che,  adesso,  sembrerebbe  paventarsi
  l'ipotesi di dovere revocare quell'avviso.
   Ma  nell'ipotesi  in  cui  si dovesse revocare  quell'avviso,  gli
  Assessori   che   non   ci   sono,  quali  soluzioni,   a   partire
  dall'onorevole  assessore Marziano, pensano  di  porre  in  essere?
  Questo,  purtroppo, a questo Parlamento o a questi pochi che  siamo
  rimasti  in  Aula,  tutti  deputati  dell'opposizione,  l'onorevole
  Grasso,   l'onorevole  Cordaro,  l'onorevole  Rinaldi,  l'onorevole
  Greco,  i  deputati  del  Movimento  Cinque  Stelle,  non  c'è   un
  parlamentare  della  maggioranza. Ci sono due colleghi  del  Gruppo
  NCD,  sempre  presenti  e  che  stanno  immaginando  di  venire  in
  maggioranza. Nell'attesa che i deputati di NCD passino, finalmente,
  all'opposizione    rassegniamo   a    lei,    Presidente,    questa
  considerazione  perché,  evidentemente,  questo  trend  non  è  più
  sopportabile  perché  non  ci stiamo a questa  rappresentazione  di
  essere  tutti  uguali; non siamo tutti uguali, chi è  presente  sta
  lavorando, chi oggi non c'è è a fare altro e, sicuramente,  si  sta
  impegnando  in  contesti  che  nulla  hanno  a  che  fare  con   la
  nobilissima  arte  della  politica  che  dovrebbe  avere  una   sua
  rappresentazione attraverso atti legislativi, attraverso disegni di
  legge,  attraverso interrogazioni rispetto alle quali - Presidente,
  un'ultima annotazione - gradiremmo che avessero risposta  in  tempi
  ragionevoli.  Non è immaginabile che adesso, a fine 2016,  arrivino
  risposte ad interrogazioni presentate ad inizio legislatura  perché
  questo  mi lascia intendere che qualsiasi interrogazione presentata
  adesso, probabilmente, potrà rileggerla un Presidente della Regione
  che  sarà  di centro-destra, rispetto al quale sarà inutile  perché
  proveremo,  ovviamente,  a  fare  un'azione  di  governo  incisiva,
  decisamente  più incisiva di quella che questo Governo fallimentare
  sta facendo da cinque anni.

   CAPPELLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Assessore,
  cittadini,  il  conto  è  presto fatto.  Siamo,  lei  compreso,  20
  deputati  su  90  presenti in Aula di cui 11 del  Movimento  Cinque
  Stelle. Ho sentito diversi interventi che, pure condivido, da parte
  di  coloro che mi hanno preceduto e che fanno parte, appunto, della
  minoranza,  quindi,  dell'opposizione e, devo  dire  che  condivido
  anche l'intervento dell'onorevole Panepinto, quantomeno per la  sua
  onestà  intellettuale  essendo  lui  l'ultimo  superstite  del  suo
  partito, oggi, integralmente o quasi integralmente assente, che  ha
  avuto molto coraggio a salire su questo scranno per fare quella che
  definisco un'auto denuncia.
   Però, Presidente, così non va perché desideriamo sapere, anche  da
  lei  che  ha  la  responsabilità  di  questo  Parlamento,  qual   è
  l'orientamento,  qual  è  l'indirizzo che questo  Parlamento  vuole
  assumere  per tutto il corso di questa legislatura, al cui  termine
  manca veramente poco.
   Se  dobbiamo  continuare a percepire 8.100 euro, che voi  prendete
  per  intero ed a cui noi una buona parte rinunciamo, per non essere
  neanche  in Aula, mi sembra che non solo i giornali abbiano ragione
  ma  mi sembra un vero e proprio schiaffo a quanti, oggi in Sicilia,
  non  riescono  a mettere insieme il pranzo con la cena.  E  questo,
  colleghi,  non  è  né populismo né demagogia, però  se,  oggi,  non
  votiamo,  a  coloro che sono assenti non verrà tolto un euro  dalla
  diaria,  quindi,  vorrà dire che colui che è  stato  assente,  come
  dire, si è auto giustificato e non ha subito alcuna sanzione.
   Allora, da questo punto di vista, Presidente, o si rimette mano al
  Regolamento e lo si rende efficace al fine di indurre i deputati  a
  fare,  semplicemente, il proprio dovere  e cioè  quello  di  essere
  presente almeno due volte a settimana in Parlamento, oppure davvero
  così  non  va  e ci stiamo prendendo in giro e stiamo prendendo  in
  giro i siciliani
   Se,  poi,  guardo,  signor Presidente, l'allegato  all'ordine  del
  giorno,  ci sono dieci atti di cui ben sette a firma del  Movimento
  Cinque Stelle: una mozione a firma dell'onorevole Cancelleri e  del
  resto  del  Gruppo, una dell'onorevole Zafarana  e  del  resto  del
  Gruppo,  una  dell'onorevole  Foti e  del  resto  del  Gruppo,  tre
  dell'onorevole  Zito  e  del resto del Gruppo,  una  dell'onorevole
  Tancredi.
   Noi,  oggi,  Presidente che cosa siamo venuti a fare? Per  carità,
  non è sua la responsabilità. Lei c'è, come ci sono io, come c'è  la
  stragrande  maggioranza del mio Gruppo, ma mi  chiedo:  adesso  che
  cosa vogliamo fare?
   Finalmente   che   abbiamo,   e   siamo   onorati,   la   presenza
  dell'assessore Pistorio, che non vedevamo da mesi, mi chiedo  se  è
  possibile,  a  questo  punto, andare avanti ed  essere  concreti  e
  portare a compimento almeno uno di questi atti.

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vi do  una
  notizia  in  anticipo. Hanno fatto pervenire -  in  via  indiretta,
  perché  ufficialmente ancora non sappiamo niente - un  assestamento
  di bilancio di 35 articoli. Dentro questo assestamento di bilancio,
  Presidente Ardizzone, vi sono articoli e finanziamenti che  abbiamo
  bocciato per tre volte.
   Io  chiedo  alla  Presidenza di fare un esame rigoroso  di  questi
  articoli sull'assestamento di bilancio per evitare brutte figure  e
  fare  ancor  di più lamentare la gente sui lavori che svolgiamo  in
  Assemblea.  Quindi, se lo legga, e per il suo potere  di  eliminare
  tutto  quello che si può eliminare, perché guardi io sono  convinto
  che  quelle  cose  che  abbiamo bocciato per tre  volte  l'Aula  le
  boccerà  per  la  quarta volta, per evitare questa  brutta  figura,
  cerchiamo di portare una norma e ogni tanto fare una norma in  modo
  tale  che quanto meno fuori, da questa Aula, ci dicono: avete fatto
  bene  Per ora prendiamo solo  legnate .
   Veda  onorevole Cordaro, lei sa quanto la stimo e seguo il  lavoro
  che  svolgiamo in quest'Aula, le presenze e così via,  ma  dia  una
  mano  a tutti i suoi colleghi e cerchi di levare quei privilegi  di
  cui lei non si serve.
   Leviamo  le  assenze  giustificate  per  i  capi  gruppo,  per   i
  presidenti  di  commissione, per tutto il Consiglio di  Presidenza,
  dimostriamo tutti, diamo un segnale che vogliamo cambiare almeno su
  questo  privilegio  Non è difficile  Diamo un segnale  Fra meno  di
  un  anno,  come  ha detto lei, facciamo la campagna elettorale.  Ma
  cosa dobbiamo dire? Che oggi prende la parola il capogruppo del  PD
  e  ci  dice che vuole altri disegni di legge all'ordine del giorno?
  Onorevole  Panepinto  andiamo  ad  approvare  quelli  che  ci  sono
  all'ordine del giorno di disegni di legge, non c'è bisogno  di  una
  nuova  Conferenza  dei Capigruppo per fare una  cernita  e  portare
  disegni di legge
   Dica  ai  suoi  colleghi di venire in Aula, lei  è vergognosamente
  solo, e questo sicuramente non ci aiuta.
   Onorevole Panepinto, un po' di umiltà, faccia una dichiarazione di
  auto  censura ai suoi colleghi deputati ma non ci venga a  dire  di
  fare  una  Conferenza dei Capigruppo per mettere altri  disegni  di
  legge all'ordine del giorno.
   Signor  Presidente, imponga che questi disegni di legge  che  sono
  ora all'ordine del giorno vengano discussi ed esitati.

   FOTI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, occasione più  unica
  che  rara vedere l'assessore qui presente in Aula ed io gli rivolgo
  una  richiesta, dato che per quanto riguarda gli atti  parlamentari
  riceviamo  una  risposta su 10 dopo circa  un  anno,  a  volte  con
  piacevole sorpresa vediamo che il Governo viene, in qualche modo, a
  conoscenza delle nostre segnalazioni e cambia un po' le cose  senza
  darci  soddisfazione ma almeno sistema delle cose  che  non  vanno,
  chiamiamoli  dei buchi nel sistema. A volte vediamo che scopiazzano
  qualche articolo dai nostri disegni di legge, e questo ci può  fare
  solo  piacere,  però  ci sono questioni urgenti  che  mi  sento  di
  sottoporre all'Assessore.
   Assessore, da circa quattro anni le gallerie che collegano Catania
  con  Augusta - e lei sa bene quale transito c'è su quella strada  e
  che  tipologie  di  mezzi di trasporto fino  a  poco  tempo  fa  ci
  passavano - lei sa che sono praticamente al buio?
   Più  volte  mi  sono  sentita  con il Responsabile  della  Sicilia
  orientale dell'Anas che ha rassicurato:  Stanno arrivando i  soldi.
  Ora  arrivano i soldi.  e purtroppo sono passati tre anni. Lei avrà
  saputo  che questo fine settimana c'è stato un gravissimo incidente
  e che le gallerie sono ancora al buio.
   Lei  dovrebbe  sapere  che  già  da  quest'estate,  perché  quelle
  gallerie  -  cari colleghi - sono così belle, così moderne  proprio
  perché  furono concepite per il passaggio di camion che trasportano
  idrocarburi,  o  comunque materiale infiammabile,  e  quindi  erano
  dotate  di  sistemi di sicurezza per le persone che le  percorrono,
  bene,  da  quest'estate i camion dovevano deviare sulla strada  per
  Vaccarizzo,  una strada trafficatissima di villeggianti  e  turisti
  con  un  disagio enorme e dei rischi. Nonostante questi  disagi,  i
  camion  poi  rientravano  da  Passo Martino  per  proseguire  nelle
  gallerie di Taormina, nelle gallerie sulla Catania-Palermo che  non
  godono   di   nessun  dispositivo  di  sicurezza,   quindi   questa
  precauzione lascia il tempo che trova, perché anche quelle sono  al
  buio e senza corsie.
   Ora,   giustamente,  lei  mi  dirà:   Quelle  sono  di  competenza
  dell'Anas,  io ho poco che potere fare . Però Assessore  lei  ha  e
  tutti  noi  abbiamo delle responsabilità, perché  di  fronte  a  un
  Governo  nazionale  che  dispone per un decimo  di  quello  che  ci
  spetterebbe di manutenzione sulle nostre strade, rispetto a  quello
  che va a fare nel nord Italia, io penso che lei abbia il dovere  di
  puntare  i piedi e pretendere, dato che i vari Delrio, Renzi,  sono
  venuti  a  fare  le  inaugurazione  del  nulla:  lei  ricorderà  la
  riapertura della corsia che non era crollata sull'autostrada,  però
  per  i siciliani diventa un pochino antipatico dopo il teatrino che
  gli  hanno  concesso, sono venuti probabilmente in  elicottero,  in
  aereo quindi loro sulle nostre strade, Assessore - e lei le conosce
  perché viaggia da Catania - loro non ci passano.
   Faccia presente queste cose perché qui non è solo un disagio,  qui
  si  parla di morire per la strada anche se si cammina piano,  anche
  se si rispettano i limiti e questo è profondamente ingiusto
   Altra  segnalazione, una curiosità: ma nella galleria  quella  tra
  Enna  e  Caltanissetta, quella da dove da più di un anno andiamo  a
  doppio  senso,  in curva, con una forte pendenza,  al  buio,  senza
  aeratori,  mi  spiega  che  lavori si dovrebbero  fare?  Perché  mi
  aspettavo  che  dopo  qualche  mese  fosse  riaperta,  eppure  ogni
  settimana  quando  passo  da li non vedo  l'ombra  di  un  operaio,
  l'ombra   di   un   automezzo  e  vedo  quell'antiquata   galleria,
  ovviamente, ingolfatissima di macchine, camion in doppio  senso  al
  buio, in curva, in discesa.
   Io  penso che siamo arrivati, non posso sopportare più che vengano
  qui  in Sicilia a fare campagna elettorale per ogni svariato motivo
  e che i nostri siciliani siano trattati così.
   Lei ha questo incarico, per piacere si faccia valere.

   ZITO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, visto  che  già  la
  collega  ha  parlato di questo tema, io volevo  consegnare  a  lei,
  assessore,  alcune e-mail che mi sono pervenute dove, appunto,  c'è
  un   rimpallo  per  la  galleria  Siracusa-Catania,  dove  dice   è
  competenza dell'ANAS',  è competenza del CAS'. Il problema è che lì
  continuano  ad  esserci  incidenti e  piangiamo  morti,  feriti,  e
  quant'altro.  Avevo  chiesto  anche  un'audizione  in   Commissione
  Ambiente,   ma  zero  assoluto,  non  si  muove  nulla  in   quella
  Commissione per cose molto gravi.
   La collega Vanessa Ferreri aveva scritto direttamente all'ANAS, se
  non  mi sbaglio, per avere una risposta su questa situazione  e  le
  era  stato  detto  che  era stata stanziata una  cifra  intorno  al
  milione  di euro; ma che fine ha fatto questa cifra non si capisce,
  e  per  giunta per somma urgenza doveva essere. Il problema,  però,
  rimane ed è lì.
   Fatta  questa piccola premessa, invece, volevo parlare di un altro
  fatto.   Lunedì   31  ottobre  ho  avuto  modo  di  andare   presso
  l'ispettorato   del   lavoro  di  Siracusa.   È   paradossale   che
  l'ispettorato del lavoro ha delle stanze chiuse perché sta  cadendo
  parte del soffitto e c'è la muffa. L'ispettorato del lavoro, che va
  a  fare ispezioni per queste cose, paradossalmente, se le ritrova a
  casa.
   Ma  la  cosa  più bella e interessante sa qual è? Non è ovviamente
  competenza  sua,  guardo lei assessore, non me ne  voglia,  che  io
  avevo  mandato una PEC per una richiesta di accesso agli  atti  per
  avere  delle informazioni che ora vi leggerò. Bene, loro non  hanno
  la  PEC.  E  quindi  spendono un sacco di soldi anche  per  mandare
  raccomandate perché non possono mandare una PEC. Siamo al ridicolo
   Ovviamente  non è colpa del dirigente, non è colpa dei lavoratori,
  che  poverini sono lì, dirigenti e funzionari, ormai chiusi in  una
  stanza,  non escono più come prima, messi all'angolino,  a  cui  va
  tutta  la  mia  solidarietà e non sono dati che mi sto  inventando.
  Dalle  richieste  di  accesso agli atti, ad esempio,  si  vede  che
  nell'anno  2011  le  ispezioni totali  erano  1190,  nel  2015  per
  completare tutto l'anno, ancora quelli del 2016 sono parziali, sono
  441.  Più che dimezzati. Anzi, sono un terzo. La cosa più  bella  è
  che  sono  diminuite  le  sanzioni, faccio un  esempio,  lavoratori
  intervistati si è passati da 2771 a 168; lavoratori regolari, si  è
  passati all'accertamento da 1038 a 1.
   Che questo Governo non vuole fare controlli ormai è chiaro. Alcune
  unità operative di vigilanza a quanto pare sono state soppresse,  e
  l'ispettorato  del lavoro non si vuole mettere nelle condizioni  di
  lavorare. Che poi portano introiti anche alla Regione Siciliana  e,
  comunque  sia,  portano  sicurezza,  perché  se  evitano   che   un
  lavoratore  possibilmente cada da un'impalcatura o succeda  qualche
  cosa,  è  anche  grazie  al loro controllo e alla  loro  vigilanza.
  Quindi, perché si continua ancora a depotenziare questi uffici  che
  sono importantissimi?
   Si era detto che si doveva fare il polo del lavoro, assieme a CPI,
  ispettorati  del lavoro, uffici provinciali del lavoro,  ancora  si
  sta  aspettando, però intanto si pagano tre edifici,  anzi  uno  di
  proprietà  regionale ma gli altri, se non sbaglio, sono privati,  e
  quindi vengono pagati. Abbiamo due segreterie per quanto riguarda i
  CPI  e  gli  uffici  provinciali del lavoro,  tutte  cose  che  non
  funzionano e basterebbe mettere tutte assieme e creare questo  polo
  del  lavoro  che potrebbe portare quantomeno efficienza,  spostando
  anche  personale  che  serve  da un ufficio  all'altro  per  potere
  rimettere in moto la macchina.
   Ripeto,   queste  persone  che  ormai  stanno  lì   senza   potere
  intervenire,   senza  potere  sfruttare  al   meglio   le   proprie
  competenze,  sono  purtroppo chiuse dentro le stanze,  stanze  che,
  come ho detto prima, cadono a pezzi e le chiedo, assessore Pistorio
  che  a  quanto pare la dirigente, tramite un accordo con  il  Genio
  civile,  dovrebbero  fare loro i lavori, non so  in  che  modo,  le
  chiedo,  come  rappresentante del Governo,  di  intervenire  quanto
  prima  per fare questi interventi che sono anche di manutenzione  a
  Siracusa,  di  semplice manutenzione, proprio per  non  farci  dire
  anche  dalla  gente che non siamo credibili, che si  trova  poi  ad
  avere  dei  locali all'interno dell'ispettorato chiusi perché  sono
  inagibili per muffa o perché sta cadendo l'intonaco.
   Vorrei  ricordare una cosa: gli uffici regionali sono lo  specchio
  della  Regione siciliana, i lavoratori tenuti là, così,  in  queste
  condizioni, rendono deprimente agli occhi della gente anche  quegli
  uffici  che  invece  dovrebbero essere il  fiore  all'occhiello  di
  questa Regione, quindi chiedo un intervento immediato.

   Anas e Cas
   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone


    Comunicazioni del Governo in ordine all'ipotesi di fusione tra
                              ANAS e CAS

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  si  passa   al   punto   primo
  dell'ordine  del  giorno:   Comunicazioni  del  Governo  in  ordine
  all'ipotesi di fusione tra ANAS e CAS .
   Questa  è  una richiesta che è stata formulata durante  la  scorsa
  Conferenza  dei  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari   da   parte
  dell'onorevole Cancelleri per cui, prima che intervenga il  Governo
  per  dare  comunicazioni in merito - non c'è una mozione sul  tema,
  era  un  accordo  fatto  proprio in  Conferenza  -  se  l'onorevole
  Cancelleri  ritiene  opportuno intervenire per  spiegare  il  senso
  della richiesta, ne ha facoltà.
   L'Assessore è comunque qui presente per rendere la comunicazione e
  magari  decidiamo poi come proseguire in ordine alle  comunicazioni
  che l'Assessore per le infrastrutture e la mobilità ci darà.

   CANCELLERI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,  io
  ho  letto qualche giorno fa un articolo sul quotidiano  Giornale di
  Sicilia ,  dove  il  giornalista  raccontava  che  all'indomani  di
  quell'articolo  sarebbe  avvenuta  una  sorta  di   firma   di   un
  preliminare  d'intesa fra la Regione siciliana e il  Ministero?  in
  rappresentanza del CAS e dell'ANAS. L'oggetto era la fusione  delle
  due società, sostanzialmente, che in Sicilia avrebbero dato vita ad
  un  nuovo soggetto che avrebbe gestito, a quel punto, tutti i circa
  600  chilometri di autostrada che abbiamo in Sicilia, sia quelli  a
  pagamento,  che in questo momento sono gestiti dal CAS, sia  quelli
  gestiti  dall'ANAS, che invece non prevedono pagamento di pedaggio.
  A questo punto mi sono incuriosito dopo che c'è stata la Conferenza
  dei  Capigruppo, anzi io la devo ringraziare perché è  stato  molto
  solerte a convocare l'Assessore competente, e ringrazio l'Assessore
  per  essere  immediatamente venuto a darci le dovute delucidazioni.
  Lo   ringrazio,  qualcuno  di  voi  potrebbe  osservare   che   sta
  semplicemente  svolgendo il proprio dovere, ma visti  i  chiari  di
  luna  dei  suoi colleghi, mi sento di ringraziarlo perché  è  stato
  davvero molto veloce.
   Presidente,   disserto  un  attimino  per  dare   quantomeno   una
  possibilità ai colleghi di capire al meglio, ma sarò molto  veloce.
  Ho preso in esame la delibera  della Giunta regionale n. 281 del  4
  agosto 2016, ve ne leggerò soltanto alcuni passaggi, solo per farvi
  capire  quella che è l'entità dell'accordo che scaturisce,  da  una
  nota  protocollo,  la 4671 del 25 luglio del  2016,  con  la  quale
  l'Assessore  comunica al Presidente della Regione  quello  che  sta
  cercando di fare, e scrive.
   Con questa  nota l'Assessore regionale per le infrastrutture e  la
  mobilità  rappresenta  in particolare che in Sicilia,  nel  settore
  della  costruzione  e  gestione delle autostrade  agiscono  diversi
  soggetti.  L'ANAS,  che  si  occupa di gestire  appunto  le  tratte
  Palermo-Catania, Palermo-Mazara del Vallo e la diramazione  fino  a
  Trapani, il passaggio da Catania a Siracusa, e poi c'è il  CAS  che
  invece  si  occupa  della  gestione della  Palermo-Messina  fino  a
  Buonfornello,  della  Messina-Catania e  della  Siracusa-Gela,  nei
  tratti  chiaramente  che sono in questo momento  ancora  costruiti.
  Passaggio  fondamentale di questa delibera,  nel  quale  ovviamente
  l'Assessore  si  soffermerà maggiormente, uno  a  questo  punto  si
  chiede:   Se le due società si fondono, che succede nel momento  in
  cui  il  CAS,  insieme con l'ANAS, cominciano a  mettere  piedi  in
  quelle  che sono delle autostrade costruite con una legge  speciale
  dello  Stato  e ci hanno dato la possibilità di averle  gratuite  e
  senza pedaggio?  Perché noi siamo una terra che, purtroppo dobbiamo
  dirlo,  è terra di frontiera. La nostra è una terra che ha  quattro
  autostrade  per circa 600 chilometri di percorrenza, neanche  tanto
  buone  ma  alcune sono comunque gratuite. Perché qui proprio  nella
  delibera,  è molto bello perché si devono leggere anche i passaggi,
  E  ci  sono  alcuni  articoli di giornale del  12  agosto  dove  il
  Giornale di Sicilia scrive:  Attenzione che si corre il rischio che
  diventino  a  pagamento, che la fusione generi il pagamento  di  un
  pedaggio in quelle autostrade
   L'Assessore, giustamente, chiarisce che il pagamento avverrà  solo
  dopo  che, nella fusione, l'ANAS avrà portato 800 milioni  di  euro
  per ammodernare la Palermo-Catania.
   Lo  stesso  pomeriggio  il  Presidente Crocetta  mette  il  carico
  dicendo  che  neanche dopo gli 800 milioni, prima  si  completi  la
  Siracusa-Gela e addirittura la Gela-Mazara del Vallo, quindi con  i
  tempi siciliani queste autostrade non si pagheranno mai.
   Gli  800  milioni  ai  quali si riferisce  l'Assessore  erano  già
  destinati  alla Palermo-Catania e lo dichiara Delrio il  6  ottobre
  2015 a  Repubblica  quando dice che sono pronti 842 milioni appunto
  per riammodernare.
   Vi   ricorderete  quel  bellissimo  video  col  quale  si   poteva
  percorrere  da  Palermo  a  Catania l'autostrada  in  un'automobile
  virtuale che ti accompagnava per fare capire come sarebbe diventata
  bella  e percorribile quell'autostrada, con nuovi ponti, con  nuovi
  guard  rail, con nuovo manto stradale, con tutta una serie di  cose
  incredibili.
   Sta  di fatto che nella delibera viene messo nero su bianco questo
  ossia che  l'ANAS come referente si rende disponibile a portare  in
  dote  tra l'altro la propria struttura organizzativa, l'equivalente
  finanziario  del  valore delle concessioni in  atto  al  titolo  di
  titolarità   al   CAS,   oltre  le  proprie  concessioni   relative
  all'autostrada  Palermo-Catania e Palermo-Mazara  del  Vallo  sulle
  quali  è ipotizzabile l'istituzione di un pedaggio dopo la concreta
  realizzazione  da  parte  dell'ANAS  del  piano  straordinario   di
  ammodernamento  della Palermo-Catania , lo troviamo quindi  scritto
  su un documento ufficiale.
   Sempre  nella stessa intervista, caro Presidente Ardizzone, quella
  di  qualche  settimana  fa  che mi generò  l'idea  di  chiedere  in
  Conferenza   dei  Capigruppo  questo  confronto  in  Aula,   veniva
  richiamata  come motivazione della fusione fra CAS e ANAS  un'altra
  fusione  famosa  in Italia, cioè quella fra il CAV  (Concessionario
  autostrade venete) e l'ANAS.
   Si  fondono la partecipata totale della Regione Veneto con  l'ANAS
  per andare a realizzare il passante di Mestre.
   L'ANAS  non  aveva soldi, il CAV rappresentava una  gallina  dalle
  uova   d'oro,  più  di  un  miliardo  di  euro  l'anno  di  pedaggi
  autostradali,  quindi  i  soldi c'erano,  si  mettono  assieme  per
  costruire  il  passante di Mestre. Però non trovo in quell'articolo
  traccia  di  quello che è avvenuto nella fusione tra  CAV  e  ANAS.
  Perché l'ANAS dà 700 milioni di euro per comprarsi il 50 per  cento
  delle quote di CAV alla Regione Veneto.
   Qui  si  sta  parlando che l'ANAS in dote ci porta 842 milioni  di
  euro  per  l'ammodernamento della Palermo-Catania. Ma il 6  ottobre
  2015,  senza che si parlasse di fusione, già Delrio ci voleva  dare
  quei soldi. Perché ci stiamo facendo prendere in giro?
   Adesso l'Assessore ci racconterà che avevamo capito male e che  va
  molto meglio.
   In  sostanza, Presidente, volevo chiedere all'Assessore,  cosa  ci
  guadagniamo,  visto  che  nella sua nota  scrive  in  calce  questo
  passaggio   la nuova società dovrà essere mantenuta separata  dalle
  attività  e  dalle  passività del CAS che non  saranno  oggetto  di
  cessione,  immobili e beni non strumentali, contenzioso  in  essere
  alla data di trasferimento. In tal modo si costituirà una sorta  di
  gestione  stralcio per il pregresso per la quale  è  necessario  un
  intervento legislativo statale che consente in tale separazione con
  l'evidente scopo di consentire al nuovo soggetto un avvio libero da
  freni derivanti dalle pregresse gestioni .
   Stiamo  facendo la good company e la bad company . La good company
  parte,  nuova  società  mista  CAS e ANAS,  partiamo  alla  grande,
  facciamo investimenti, non abbiamo debiti ecc..
   La   vecchia   rimane  CAS  quindi  rimane  Consorzio   Autostrade
  Siciliane,  quindi rimane una partecipata al 100  per  cento  della
  Regione che ha degli immobili strumentali ma che ha una montagna di
  debiti  che  ad  oggi  non  sono  neanche  quantificati,  anzi   se
  l'Assessore li sa ce lo potrà dire.
   Il  rischio è che stiamo dando, senza che nessuno ci dia nulla  in
  cambio,  allo Stato la metà dei nostri pedaggi della ME-PA e  della
  ME-CT  e  di  quella  che sarà la SR-GELA e in cambio  non  abbiamo
  praticamente niente, e dall'altro lato ci stiamo tenendo i debiti e
  li   stiamo  regalando  ai  cittadini  come  fine  legislatura   di
  quest'anno.
   A fronte di questo, Presidente Ardizzone, io gli ho chiesto questo
  confronto   perché   credo  che  siamo  molto  importante   capire,
  soprattutto  per  questo Parlamento, visto  che  poi  dovrà  essere
  chiamato in fase di finanziare a votarlo un articolo che deve  dare
  il  là  a  questo  accordo, e quindi ci dobbiamo rendere  conto  di
  quello che dobbiamo fare.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore Pistorio.

   PISTORIO,  assessore per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente,  onorevoli deputati, ringrazio l'onorevole  Cancelleri,
  la sua introduzione è stata stimolante e perfettamente coerente con
  l'impostazione  di opposizione che deve cercare  di  individuare  i
  punti di criticità di qualsiasi iniziativa del Governo. E quindi, è
  una lettura che io non condivido, ma perfettamente legittima per la
  sua  impostazione.  Lei un pezzo delle cose che  ho  scritto  nella
  relazione le ha già dette, quindi, vorrei evitare ripeterle.
   Partiamo  da un presupposto, perché io ho una relazione articolata
  per  rispetto  al Parlamento, visto che non parliamo  di  questione
  eteree  ma  affrontiamo una questione concreta, piena di  interessi
  economici, scripta manent verba volant, quindi è giusto che le cose
  siano documentate
   Ma  l'elemento di partenza di questa discussione lo ha già offerto
  lei,  onorevole Cancelleri, e in qualche modo mi ha  aiutato  anche
  l'onorevole Foti per la questione delle gallerie di Siracusa, ma io
  spero  che  quello che stiamo costruendo potrà ridurre  al  massimo
  questo momento di difficoltà.
   Lì c'è anche un tema che sembra eccezionale ma non lo è, i ritardi
  dell'ANAS  sull'illuminazione dipendono anche  dai  furti  di  rame
  dell'impianto c'è una perspicace reiterazione di questi  furti  che
  creano anche questa difficoltà oggettiva. Però il problema esiste e
  la  competenza  non  è  incerta; perché è  questo  un  segno  della
  irrazionalità del sistema, la ME-CT è CAS, la tangenziale di  CT  è
  ANAS,  e  là cominciano i problemi, la SR-CC è ANAS, la  SR-Gela  è
  CAS. Sulla dorsale ionica abbiamo due gestori che si alternano  con
  modelli   di  intervento  manutentivo  diversi,  con  standard   di
  sicurezza diversi, con manti stradali diversi, con elementi  quindi
  che hanno un effetto immediatamente percepibili di inefficienza per
  gli  utenti. Ma fosse questo il problema della disomogeneità  della
  gestione  delle nostre tratte autostradali sarebbe  ben  poca  cosa
  anche se noi ovviamente abbiamo la necessità di un modello omogeneo
  di  standard di sicurezza assolutamente adeguati e di una  capacità
  manutentiva assolutamente efficace.
   Io  parto  da  un presupposto: il CAS non funziona  a  prescindere
  dalla buona volontà di questo management, o governance, o Consiglio
  di  Amministrazione  che  è  fatto da persone  per  bene  o  da  un
  Direttore  generale, dott. Pirrone, che si sta impegnando  in  modo
  assolutamente  straordinario  in  una  attività  in  condizione  di
  estrema difficoltà.
   Il  CAS  non funziona per una serie di ragioni che vi spiegherò  e
  quindi la differenza, caro onorevole Cancelleri, con la vicenda che
  lei  ha richiamato perché è una vicenda virtuosa e corretta che era
  quella  veneta,  che  io  ricordo  allora  come  modello  virtuoso,
  quell'operazione  la  fece  Di  Pietro,  io  ero  componente  della
  Commissione  ottava del Senato, Governo Prodi,  e  il  ministro  Di
  Pietro  costruì questa operazione con la Regione Veneto.  E  fu  un
  modello che metteva insieme una sinergia tra la forza economica  di
  un  sistema delle autostrade venete con l'ANAS, un modello  che  io
  considero  utilizzabile  a vantaggio di  chi?  Dei  siciliani   Dei
  cittadini siciliani  Perché oggi, per esempio, noi abbiamo il  CAS,
  il  tema del pedaggiamento ci arriveremo, ma noi oggi pedaggiamo la
  Messina-Palermo   e  la  Messina-Buonfornello,  con   standard   di
  efficienza,   con  qualità  manutentive  assolutamente  inadeguate,
  eppure le pedaggiamo.
   Mentre  non sono pedaggiate le autostrade dell'ANAS che,  è  vero,
  sono  finanziate  con  fondi  pubblici  e  teoricamente,  ci  vorrà
  ovviamente  la  norma dello Stato prima di quella regionale,  e  su
  questo ci muoveremo,  perché deve essere una volontà dello Stato in
  questo senso.
   Noi  il  pedaggio, non soltanto lo consentiremo, visto  che  della
  società   pretendiamo  di  avere  la  governance,   soltanto   alla
  conclusione di un programma di ammodernamento di manutenzione,  che
  non  riguarderà  soltanto la Catania-Palermo, di  850  milioni,  ma
  anche  le  altre autostrade in dotazione all'ANAS, per  un  modello
  omogeneo, ma dovrà essere un pedaggio socialmente sostenibile e  su
  questo la governance della società sarà in capo alla Regione e deve
  essere  finalizzata  una  sola  cosa,  nuovi  investimenti  per  la
  realizzazione di nuove targhe autostradali, oltre che per garantire
  gli  standard di manutenzione; perché vedete, potrà non piacere  ma
  le  autostrade  sono autostrade se garantiscono un  certo  tipo  di
  servizi,  se  hanno un certo tipo di capacità e per far  questo  le
  autostrade sono pedaggiate.
   Il  pedaggio deve essere economicamente sostenibile ma deve essere
  riversato, ovviamente, nelle attività manutentive e di sicurezza  e
  noi  pretendiamo  per  le  nuove attività di  investimento.  Perché
  investimento? Perché come voi sapete bene il programma europeo 2014-
  2020  non prevede più finanziamenti per le infrastrutture stradali.
  Quindi,  fondi europei per fare infrastrutture stradali non  ce  ne
  sono più. Abbiamo una sola fonte di accesso che è l'FSC, ma che non
  può  bastare  a  tutto e, per esempio, rispetto il  CAS  che  è  un
  soggetto che ha come mission sia quello della gestione delle tratte
  in  esercizio, che della costituzione di nuove tratte.  Il  Governo
  nazionale non intende più finanziare interventi del CAS.
   Quindi,  per  esempio  cominciamo dal problema  fondamentale,  sto
  affrontando  il  merito  delle  questioni,  definito  conclusa   la
  realizzazione,  faticosamente del tratto di  Siracusa-Gela  sino  a
  Modica, per i quali avremo problemi molto molto seri, perché fino a
  oggi il CAS ha lavorato con i fondi della Regione siciliana, la cui
  provvista finanziaria si è esaurita, adesso entra in campo la quota
  di  finanziamento  ministeriale  che  è  molto  complicata,  perché
  prevede  che  il  CAS  debba  anticipare,  lo  Stato  verifica   la
  correttezza   del  procedimento,  controlla  la  regolarità   della
  rendicontazione e autorizza l'ANAS che, in capo alla convenzione  e
  trae  delle somme del Ministero di procedere a pagare al  CAS,  con
  una  discrasia  temporale incredibile che determina il  fatto,  che
  adesso le imprese che stanno lavorando sono già preoccupate che  il
  flusso  di  cassa  si interrompa e si debbano chiudere  i  cantieri
  perché  finita la provvista regionale c'è questo tipo di  problema,
  tanto  che  nell'accordo  che  stiamo stipulando,  ma  non  abbiamo
  stipulato  e  fra l'altro il giornalista a cui lei  fa  riferimento
  confondeva.
   L'accordo che stiamo sottoscrivendo riguarda la sottoscrizione  di
  una  APQ  rafforzata con l'Anas, mi pare 5.501 milioni per i  quali
  con l'ANAS è in corso una discussione molto seria, perché accanto a
  questa  sottoscrizione  di  un nuovo APQ,  che  vale  550  milioni,
  importanti, da mettere immediatamente in movimento, c'è da chiudere
  un  contenzioso  sul passato, perché dal 2008 la Regione  siciliana
  non  sottoscrive  una  convenzione con l'ANAS,  per  una  serie  di
  conflitti   legati  alla  vicenda  del  CAS,  alla   revoca   della
  concessione  ministeriale, poi ovviamente in sede di giurisdizione,
  per un difetto di forma che fu conservato in capo alla Regione. Dal
  2008  a  oggi la Regione siciliana con l'ANAS non ha stipulato  una
  sola convenzione.
   Quindi,   tutti i lavori sono stati fatti, mancano dei  fondamenti
  contrattuali e siamo quindi in grado di chiudere un contenzioso con
  il  passato molto serio e, ovviamente, aprire un nuovo accordo  che
  non  riguarda, perché questa è una cosa diversa, che  è  rafforzato
  per  mettere  in  circuito 550 milioni di progetti  esecutivi,  tra
  tanti,  dagli  interventi  del  trapanese  alla  Adrano-Bronte   in
  provincia di Catania, per comprenderci.
   Quindi,  era  quella  la sottoscrizione dell'accordo  che  stavano
  predisponendo  perché l'ipotesi dell'intesa del nuovo,  chiamiamolo
  così,  Concessionario unico delle Autostrade Siciliane pretende  un
  intervento  normativo  del  Parlamento  nazionale,  non  di  quello
  regionale,  che  deve  autorizzare in capo  a  questo  soggetto  il
  trasferimento  delle concessioni, oggi in capo ad ANAS  e  al  CAS,
  metterli insieme in un unico soggetto.
   E' evidente che questo è un atto politicamente molto rilevante, ma
  io  vorrei che voi percepiste, intanto, qual è la prima scelta  che
  il Governo ha fatto.
   L'onorevole  Grasso suggeriva di sciogliere il CAS o di  fare  una
  Società per Azioni. Ovviamente, la Società per Azioni è una formula
  giuridica   che   supererebbe  alcune  delle  difficoltà   ma   non
  cambierebbe  la sostanza della forza economica del CAS  che  non  è
  nelle condizioni di procedere, di assolvere alla sua funzione e  ve
  lo spiegherò in modo analitico.
   Il  tema poteva essere quello di una privatizzazione del CAS, tema
  sul quale ce ne sono stati anche in passato dibattiti e ipotesi  di
  lavoro.  Noi  non abbiamo scelto la privatizzazione cioè  fare  una
  gara  per  avere un contraente, un soggetto privato, che ovviamente
  avrebbe  dovuto massimizzare il profitto, cosa che  è  diffusa  nel
  resto  del  Paese perché ci sono molti concessionari che  sono  dei
  privati  che hanno acquisito le concessioni, ma abbiamo scelto  una
  cosa diversa proprio per garantire, come si vuole dire, la funzione
  sociale di questa società, scusate la cacofonia.
   E per fare in modo che non vi sia un profitto di impresa ma che le
  risorse debbano essere tutte reinvestite in manutenzione e in nuovi
  investimento, abbiamo scelto di fare un'operazione con  un  partner
  pubblico  mettendo insieme le capacità imprenditoriali  e  tecniche
  dell'ANAS, della nuova ANAS, onorevole Cancelleri, non dell'ANAS di
  Ciucci, ma dell'ANAS della nuova gestione con la quale alcune  cose
  sono  evidentemente cambiate in termini anche di trasparenza  delle
  procedure e abbiamo potuto apprezzare.
   Per  esempio, non è un fatto secondario quello che lei  ha  citato
  che l'ANAS per la prima volta impegna, dopo tanti anni, risorse del
  suo  contratto  di  programma,  840 milioni,  sono  sulla  Palermo-
  Catania,  un  miliardo  e  mezzo complessivamente,  del  codice  di
  programma  in Sicilia perché in passato l'ANAS lavorava in  Sicilia
  con i soldi della Sicilia, lavorava con i soldi dei Fondi FAS e dei
  Fondi  europei  (non  utilizzando) mentre i soldi  dell'accordo  di
  programma,  per avere un dato più veloce, quelli che  lo  Stato  dà
  all'ANAS  per svolgere la sua mission, li spendeva al  nord,  nella
  logica,  che io tante volte ho contestato nel Parlamento nazionale,
  che l'intervento del Fondo dei FAS e dei Fondi europei, non era  un
  intervento  aggiuntivo  rispetto ad  un  intervento  ordinario,  ma
  diventava sostitutivo. Cioè, noi invece di avere quello dello Stato
  da  dare  alla Sicilia e in più i Fondi europei, i Fondi europei  e
  quelli  dei  Fondi FAS erano sostitutivi dei Fondi  ordinari  dello
  Stato.
   In  questa  occasione, finalmente, noi abbiamo che l'ANAS  per  un
  mandato  politico  del  Governo  del  Ministro  Delrio,  decide  di
  spendere  una parte della sua dotazione sull'accordo di  programma,
  in  Sicilia. Questo, in aggiunta alle risorse, ovviamente,  di  cui
  noi  siamo  titolari  attraverso  i  Fondi  europei  della  vecchia
  programmazione e i Fondi FAS e oggi i Fondi potenzialmente dell'FSC
  che si chiama ormai così, il vecchio Fondo FAS.
   Ricordatevi  che  vi  ho detto prima che non  vi  sono  più  fondi
  europei  della 14/20 utilizzati per le infrastrutture  stradale  e,
  quindi, abbiamo una carenza di fondo sulla capacità di spesa.
   Il  CAS  non funziona. Perché non funziona il CAS? Potrei chiamare
  l'onorevole Grasso, ma  lo devo fare io. Allora, intanto  perché  è
  un  Consorzio di enti pubblici, con un meccanismo, una  governance,
  assolutamente che prevede che la Regione siciliana  ha  il  91  per
  cento  e  poi  ci  sono altri azionisti, le Città metropolitane  di
  Catania  e  Messina,  i Liberi Consorzi di Siracusa  e  Ragusa,  la
  formulano le Province, le Camere di Commercio di Catania, Messina e
  Siracusa, il Consorzio ASI di Messina, i comuni di Barcellona Pozzo
  di  Gotto,  Catania, Messina, Patti, Siracusa, Rosolini,  Modica  e
  Gela, questa è la composizione del CAS.
   Il  CAS  rappresenta  un'anomalia  nel  panorama  nazionale  della
  gestione  delle  autostrade, sia per la duplice  missione  ad  esso
  affidata,  gestione delle strade esistenti e costruzione di  strade
  ancora  mancanti, sia perché gli altri gestori sono enti di diritto
  pubblico organizzati in forma societaria mentre il consorzio  è  un
  ente pubblico non economico.
   Tale differenza nei modelli organizzativi ha continuato in passato
  e  continuerà  sempre di più a determinare una serie  di  criticità
  operative  connesse  da  un lato all'organizzazione  interna  della
  gestione  del  personale  e  del  relativo  reperimento  di  figure
  professionali  necessarie allo svolgimento dei  compiti  assegnati,
  dall'altro  risultano  notevoli difficoltà di  accesso  al  credito
  indispensabile per mantenere il livello dei pagamenti  delle  ditte
  esecutrici dei lavori di manutenzione straordinaria e dei lavori di
  completamente, per esempio, della Siracusa-Gela i lotti 6, 7 e 8.
   Notevolissime, l'ho detto prima, sono le difficoltà del  Consorzio
  per far fronte ai pagamenti dovuti alle ditte appaltatrici connesse
  al  fatto  che i decreti di trasferimento finanziati dal Ministero,
  ente   finanziatore   al  CAS,  ente  realizzatore,   prevede   che
  quest'ultimo anticipi le somme, rendiconti la spesa a cui  provvede
  il Ministero solo dopo il precipuo riscontro ad autorizzare l'ANAS,
  titolare delle risorse, ad effettuare i pagamenti al CAS.
   Questa   farraginosa   procedura  comporta   inefficienze   nonché
  l'iscrizione di riserve molto consistenti di contabilità,  preludio
  di  possibili contenziosi. Peraltro, la natura di ente pubblico non
  economico  fa sì che al CAS non possa essere ricapitalizzata  dalla
  Regione  siciliana che tra l'altro non avrebbe neanche  le  risorse
  per ricapitalizzare il CAS, rispetto alla mission del CAS.
   Dal  punto di vista del personale, la natura di ente pubblico  non
  economico  fa sì che al personale del CAS dovrebbe essere applicato
  il   contratto  dei  dipendenti  della  Regione,  tema  ancora  non
  definito,  c'è  in corso ancora all'ARAN una vertenza  rispetto  al
  fatto  che si debba applicare il contratto dei regionali  o  quello
  autostradale perché alcune specificità dell'organizzazione non sono
  contabili con il contratto dei regionali.
   Ulteriormente, bisogna considerare che la natura di ente  pubblico
  non  economico, sottoposta alla vigilanza della Regione per il  CAS
  si  applica  tutta la normativa regionale che limita la possibilità
  di  procedere a nuove assunzioni ed impedisce il reperimento  delle
  risorse   umane   di   profilo   tecnico   per   l'esperimento   di
  progettazione,  direzione  lavori  e  dell'elevatissimo  numero  di
  opere  necessarie  per la manutenzione ordinaria,  straordinaria  e
  nuove opere da realizzare.
   Per  comprendere, talmente il meccanismo era perverso che  il  CAS
  aveva  un  rapporto  di  fatto  con una  società  che  si  chiamava
  Tecnital, una convenzione scaduta da moltissimi anni che provvedeva
  in  conto  del  CAS  a  gestire progettazione e  direzione  lavori,
  rapporto correttamente interrotto, questo solo dal CAS, perché  era
  un  rapporto  che durava da quarant'anni ed era stato rinnovato  di
  fatto  per la mancanza all'interno del CAS delle competenze per  la
  progettazione e la direzione dei lavori.
   Aggiungo,  anzi non aggiungo, perché non mi voglio  soffermare  su
  tutte le questioni di mala gestio del passato, però è evidente  che
  l'impossibilità di procedere direttamente alla direzione dei lavori
  ed  i  meccanismi di urgenza che si determinano nella  gestione  di
  un'autostrada faceva abusare dello strumento delle somme urgenze  e
  di  un  meccanismo perverso di affidamento dei lavori che  è  stato
  elemento di notevoli indagini giudiziarie.
   Le  società  concessionarie, altre agiscono in  house,  hanno  una
  fisionomia  giuridica,  essendo  S.p.A.  e  concessionarie  di   un
  servizio pubblico per le quali possono agire direttamente.  Il  CAS
  procede  con  le  gare,  le gare hanno una loro  lentezza.  Abbiamo
  imposto  quest'anno, come atto di vigilanza, che ci fosse una  gara
  complessiva delle manutenzioni ma, ovviamente, ha un meccanismo  di
  risposta  che  non  è  solo più efficace. La condizione  giuridica,
  organizzativa  e le risorse umane del CAS non è adeguato  alla  sua
  mission.
   Lei ha accennato al contenzioso. Il contenzioso è, oggettivamente,
  smisurato; ma prima del contenzioso noi abbiamo un altro  problema:
  la carenza di personale determina una serie di carenze operative, e
  mi  dicono in modo analitico che questa circostanza ha concorso  in
  passato  nell'attività  di  manutenzione  della  rete  autostradale
  esistente  affidata  al  CAS,  tale  da  provocare  più  volte   la
  attivazione,  da parte del Ministero dell'avvio delle procedure  di
  decadenza dalla concessione con la contestazione di circa 600 punti
  di  non  conformità al codice della strada, riscontrate  attraverso
  apposite   ispezioni  ministeriali  sui  tratti   autostradali   in
  concessione.
   Nonostante  l'impegno  profuso  in  questi  anni,  non  tutte   le
  contestazioni sono state, ancora, definitivamente risolte  sia  per
  complessità  dei  lavori  necessari, sia per  il  notevole  impegno
  finanziario necessario alla copertura di queste spese, delle  spese
  relative  a queste attività di manutenzione straordinaria richiesta
  per  superare  tutta la non conformità evidenziata dalle  ispezioni
  ministeriali.
   Che  vuol  dire? Vuol dire che tali spese, oggi, a  totale  carico
  dell'ente, del bilancio dell'ente, sono state quantificate  in  130
  milioni  di  euro all'interno di un piano straordinario integrativo
  per  la  messa in sicurezza dei tratti autostradali,  che  è  stato
  redatto dal consorzio, piano che prevede, in aggiunta alle suddette
  opere  di manutenzione straordinaria, anche i lavori relativi  alla
  messa  in  sicurezza  del viadotto Ritiro, già appaltato,  e  delle
  gallerie  di  Tindari e di Capo d'Orlando che, invece,  hanno  dato
  copertura finanziaria attraverso apposite leggi dello Stato e della
  Regione. A proposito di questo, noi abbiamo, nell'ambito del  Patto
  per  il  Sud,  destinato  al CAS circa 90  milioni  per  tutti  gli
  interventi che sono dotati di progettazione esecutiva.
    Nella logica della cantierabilità 2017 l'Assessorato ha - dopo la
  scelta di principio della viabilità secondaria che sconta una serie
  di  ritardi  legati, anche, alla vicenda delle ex province  e  alle
  loro difficoltà finanziarie -  destinato 136 milioni di euro per la
  viabilità secondaria delle ex province, tutti i progetti esecutivi,
  solo  esecutivi,  e abbiamo - se poi c'è qualche errore,  onorevole
  Grasso,  si  può  correggere  ma noi abbiamo  preso  gli  esecutivi
  trasmessi, non abbiamo fatto nessun intervento di merito, tutti gli
  esecutivi erano tutti trasmessi.
   Poi,  abbiamo  preso  gli  esecutivi  del  CAS,  e  gli  esecutivi
  dell'ANAS  sulle grandi direttrici 113,114 e 115, per  avere  tanti
  interventi    di    manutenzione    straordinaria    immediatamente
  cantierabili  e  che dessero risposte sul piano della  sicurezza  e
  della piena fruizione di questa infrastruttura.
   Qui  parliamo, quindi, di un piano da 130 milioni. Il CAS dovrebbe
  provvedere  a  questo piano in aggiunta all'attività  ordinaria  di
  manutenzione  a  cui dovrebbe essere destinato  il  34  per  cento,
  secondo  la  convenzione, degli introiti a pedaggio - gli  introiti
  del  CAS  assommano a circa 70 milioni l'anno -  il  personale,  le
  manutenzioni ordinarie, il piano straordinario, il contenzioso che,
  ovviamente, grava sul bilancio del CAS.
   Il  contenzioso  è  di dimensioni molto consistenti.  Noi  abbiamo
  un'analisi  del  contenzioso dal 2014 in  poi,  e  poi  c'è  quello
  pregresso  che  grava,  soprattutto, sulla Messina-Palermo  che  ha
  effetti  molto  rilevanti  anche  sulla  quotidianità,  perché   in
  Assessorato abbiamo dovuto subire pignoramenti presso l'Assessorato
  delle  somme  destinate  al CAS, che erano destinate  al  pagamento
  delle  attività sulla Siracusa-Gela e, ovviamente, i  creditori  si
  sono  avvalsi della figura del pignoramento per cui -   siccome  la
  legge,  dura  lex  sed  lex  -  il  Direttore  dell'Assessorato  ha
  provveduto  a  pagare i creditori lasciando scoperto  il  pagamento
  degli esecutori dei lavori sulla Siracusa-Gela, determinando quindi
  un  problema di tensione in quella attività che stiamo tentando  di
  contenere  con un minimo di flessibilità perché non si interrompano
  i lavori sulla Siracusa-Gela, o meglio sulla Siracusa-Modica perché
  Gela  è  ancora  lontana da venire, i lotti 6,  7  e  8  dovrebbero
  raggiungere Modica.
   La norma del  contenzioso rende problematica anche  l'adozione dei
  bilanci  di  previsione  alla  luce della  previsione  del  decreto
  legislativo  118 del 2011  che prevede l'istituzione  di  un  fondo
   rischi  sul contenzioso  commisurato sull'ammontare del contributo
  esistente  che  nel caso  in specie pur rendendo  spalmabile  negli
  esercizi  di  bilancio non può incidere  meno di 50 milioni  l'anno
  rendendo problematico il pareggio del bilancio nel quale le  uniche
  poste sono quelle dei pedaggi che assommano a 75 milioni.
   Quindi,  noi  abbiamo il personale, le manutenzioni ordinarie,  il
  piano  strade  di manutenzione di 130 milioni e il contenzioso  che
  valutiamo in modo ponderato in questo ordine.
   E'  chiaro che il CAS non ha prospettiva. E' chiaro che il CAS non
  è  una  struttura imprenditorialmente soddisfacente, perché intanto
  non è concepito come una struttura imprenditoriale ed è un'anomalia
  in  un  panorama, ovviamente, in cui il  modello  delle concessioni
  autostradali è di tipo imprenditoriale e noi teniamo  in  piedi  un
  modello  antiquato,  un  modello  inefficiente  gravato  da  questi
  handicap strutturali.
   Quindi, il tema che si è posto è come affrontare la questione  non
  ci  sono  soluzioni, come si può dire, abbozzate la soluzione  deve
  essere radicale.
   Se  si guardano gli atti dei governi, io ho guardato, ho osservato
  il  percorso  dei  governi precedenti e ho visto che  all'inizio  i
  governi  che  si  insediano non affrontano  il  tema  del  CAS,  lo
  affrontano alla fine del mandato ipotizzando o la privatizzazione o
  ipotizzando  l'accordo con ANAS. E' accaduto  nel  2005  e  non  si
  concluse, è accaduto nel 2011, era l'assessore Russo che  io  stimo
  molto,  che  aveva  immaginato l'accordo con ANAS,  poi  i  governi
  finiscono e si ricomincia da capo.
   Io sto provando, questa volta, a chiudere la vicenda portandola  a
  conclusione.

   GRECO GIOVANNI. Speriamo che ci riesca

   PISTORIO,  assessore per le infrastrutture e la  mobilità.  Lei  è
  l'opposizione, io il Governo. Io lavoro e lei si oppone.
   Quindi, qual è la soluzione? La soluzione è che non avendo  scelto
  la  linea  della privatizzazione, molto complicata  e  che  avrebbe
  dovuto  attrarre  un investitore del sistema delle  concessioni  in
  Sicilia, abbiamo scelto di costruire un accordo con ANAS.
   Perché   un  accordo  con  ANAS?  Intanto,  per  eliminare  questa
  duplicità di soggetti che esistono sul nostro territorio  ed  avere
  un  soggetto unico, con un modello unico di gestione che elimini le
  diseconomie, che garantisca standard assolutamente omogenei  e  che
  abbia  la  forza economica e la affidabilità di un partner pubblico
  dotato finanziariamente.
   L'ANAS,   nell'ipotesi  che  stiamo  prefigurando,   remunera   la
  valorizzazione delle concessioni in capo al CAS al di là  degli 800
  che  lei ha detto correttamente, che sono destinati alla Sicilia  e
  sono  un miliardo e 450 e non 850; 850 sono soltanto sulla Catania-
  Palermo,  perché  l'indicazione  politica  del  Ministro   per   le
  infrastrutture  ha  fatto  impegnare ANAS  in  Sicilia  con  quelle
  risorse.  Questo  è un contributo sul territorio,  ma  l'operazione
  finanziaria che deve scaturire da una norma nazionale in  legge  di
  stabilità  che  preveda l'autorizzazione a trasferire  a  un  nuovo
  soggetto giuridico appositamente costituito la concessione in  capo
  ad  ANAS e quelle in capo al CAS, quel soggetto va costituito sulla
  base   di  questa  norma  e,  ovviamente,  la  remunerazione  delle
  concessione in capo al CAS sarà fatta da ANAS per il subentro della
  quota  di capitale di questa Società.
   La  valorizzazione è un'operazione che si sta svolgendo è in corso
  ed  è legata chiaramente alla consistenza di queste concessioni che
  sono gravate da questi pesi e da questo contenzioso.
   Sul  tema del contenzioso, quella è un'ipotesi fatta alla  Giunta,
  ci  sono ipotesi diverse: il contenzioso può pure  affluire in capo
  alla  nuova  società che gestirà complessivamente anche i  rapporti
  attivi  e passivi anche in capo ai precedenti, però questo potrebbe
  non essere nell'interesse dei siciliani.
   La  Società  sarà siciliana con sede legale in Sicilia pagherà  le
  tasse  in  Sicilia  e  sarà il più grande  operatore  economico  in
  Sicilia.  La  nuova società non sarà dell'ANAS a Roma, si  chiamerà
  CAS,  Concessionario autostrade siciliane, vedrà la  partecipazione
  di ANAS e della Regione o del CAS - dobbiamo ancora decidere qual è
  la  soluzione  migliore, come quella veneta  e  sarà  un  operatore
  siciliano,  sarà un soggetto industriale siciliano  che  avrà  come
  compito  di  gestire al meglio la rete esistente e di procedere  al
  completamento   della   ulteriore   rete   autostradale,    intanto
  completando la Siracusa fino a Gela e immaginando anche la chiusura
  dell'anello.
   Quindi,    se    noi   questo   soggetto   giuridico,   economico,
  imprenditoriale  lo  graviamo  di un contenzioso  insostenibile  ne
  depotenziamo  le  capacità di sviluppo e, ovviamente,  priviamo  il
  territorio di una capacità di intervento molto seria. Ricordo, come
  ho  detto  all'inizio,  che non abbiamo più i fondi  europei  sulle
  infrastrutture  stradali  e,  quindi,  il  mercato  comunque  è  un
  interlocutore.  Finalmente, è stata firmata la concessione  per  la
  Catania-Ragusa.
   La  Catania-Ragusa  è  un'autostrada che  è  stata  realizzata  in
  concetto di finanza: 400 di intervento sono in quota pubblica,  200
  Regione  e  200 lo Stato, 450 sono del Concessionario privato  che,
  ovviamente, ha fatto un piano economico finanziario che prevede  il
  pedaggiamento.
   Il pedaggiamento non è un elemento astruso o una gabella ingiusta,
  serve  a garantire  da una parte la qualità della sicurezza e della
  manutenzione  di  una  strada che ha degli  standard   come  quella
  autostradale,  ma  soprattutto  noi pensiamo  dentro  questo  piano
  economico   finanziario  della  nuova  società  per  procedere   al
  completamento della  nostra rete autostradale.
   Ad  oggi,  se  nel  2020 l'ANAS completa l'intervento  manutentivo
  sull'autostrada Catania-Palermo e la rende un'autostrada moderna ed
  efficiente e si applica un pedaggio, onorevole Cancelleri, non vedo
  perché  il  pedaggio  lo pagano i catanesi  e  i  messinesi   sulla
  Messina-Catania  e se lo paghiamo sulla Catania-Palermo,  se  è  un
  pedaggio equilibrato, ponderato. Forse, lei è di Caltanissetta,  ma
  non  credo  che  si lamenterà di pagare un piccolo pedaggio  quando
  verrà  da  Caltanissetta a Palermo, forse a fare  cose  ancora  più
  importanti,  se avrà un'autostrada efficiente, soprattutto  se  con
  quel  pedaggio noi siamo in condizione  ed è una discussione  tutta
  quanta  ipotetica, correttamente ipotetica, perché  dobbiamo  avere
  allo studio in piano economico finanziario credibile perché oggi  a
  questa  società,  -   le prime analisi economiche  che  noi  stiamo
  verificando -, danno una capacità di autofinanziamento sul mercato,
  di  quattro miliardi di euro.
   Questa  è una società che può, sul mercato dei capitali, investire
  quattro miliardi di euro attraverso le concessioni trentennali, che
  noi abbiamo chiesto diventino cinquantennali, tanto parliamo di  un
  soggetto  pubblico,  quindi nella norma nazionale  deve  essere  il
  prolungamento  della concessione in capo al CAS,  da  trent'anni  a
  cinquant'anni, perché se la concessione è cinquantennale  è  chiaro
  che  la  capacità  di finanziamento è maggiore  e  il  costo  della
  tariffazione   è   più   basso.  È  un'operazione   socialmente   e
  politicamente molto avveduta, perché ci consentirebbe anche,  -  se
  riusciamo  a  procedere in autofinanziamento per  il  completamento
  della  rete autostradale e per la sua gestione -, di usare i  fondi
  FSC per i tratti non autostradali per esempio la Palermo-Agrigento,
  per  la quale abbiamo chiesto già il finanziamento per quattrocento
  milioni del primo lotto  Palermo-Bolognetta' e la Nord-Sud che  non
  è,  ovviamente,  una strada indispensabile a quel comprensorio,  ma
  che  ha  indici  trasportistici bassissimi  perché  la  densità  di
  popolazione  che gravita nell'area nebroidea è molto  limitata,  ma
  non  possiamo  non  garantire  a quei  cittadini  il  diritto  alla
  mobilità,  ma  è evidente che la Nord-Sud non può essere  fatta  in
  progetto di finanza e con la tariffazione. È chiaro che per la Nord-
  Sud  occorra liberare le risorse del Fondo Sviluppo e Coesione.  Se
  noi  abbiamo,  quindi,  la  capacità di  autofinanziare  interventi
  autostradali con meccanismo del concessionario unico, riusciamo  ad
  avere le risorse per finire la Nord-Sud e la Palermo-Agrigento,  ad
  adiuvandum, perché poi vi sono tante altre strade che devono essere
  ulteriormente realizzate.
   Questa  costruzione  ci darebbe, sostanzialmente  e  in  un  tempo
  ragionevole, la possibilità di chiudere l'anello autostradale della
  provincia di Trapani, perché c'è un intervento previsto nell'ambito
  dell'APQ  e c'è un intervento previsto nel Fondo Sviluppo Coesione,
  l'ammodernamento  della  Catania-Palermo,  il  completamento  della
  Siracusa-Gela  e,  ovviamente, noi abbiamo in programma  altri  due
  interventi,  di cui uno molto significativo, la terza corsia  sulla
  tangenziale  di  Catania che è la strada che ha i più  alti  indici
  trasportistici   da   Napoli  in  giù;   obiettivamente   ormai   è
  insufficiente  e,  rispetto  al quale, abbiamo  già  finanziato  la
  progettazione esecutiva.
   La  tangenziale di Catania è un classico esempio di una scelta che
  va compiuta. Ha tutti gli elementi per essere autofinanziata per il
  suo  traffico,  è  evidente che non pensiamo mai  di  tariffare  la
  tangenziale di Catania per uso urbano, ma l'uso extraurbano, quello
  autostradale,  è  un  uso assolutamente compatibile  col  metro  di
  tariffazione,  visto  che  fino  al  casello  si  paga  e   sarebbe
  legittimo,  ci sono gli interventi di manutenzione adeguati,  poter
  tariffare anche la Palermo-Catania.
   La  scelta  è  questa:  noi  vogliamo  infrastrutture  efficienti,
  vogliamo  che  si rispettino le misure di sicurezza  e  la  qualità
  delle  manutenzioni? O vogliamo, invece, un meccanismo come  quello
  che c'è attualmente per cui l'onorevole Foti si lamenta del mancato
  intervento dell'ANAS per quanto riguarda le gallerie? Perché quando
  hai una società di gestione di cui sei responsabile, hai le entrate
  dei pedaggi e gestisci in house le attività manutentive e i servizi
  in  una  logica  imprenditoriale, è chiaro che  tu  acquisisci  uno
  stadio  di  efficienza  molto diverso. Noi  possiamo  continuare  a
  tenerci il CAS che non funziona, per cui ho le telefonate,   ma  lì
  ci sono i buchi' e  la galleria è spenta' e io poi chiamo il CAS  e
  mi  si dice  non ho i soldi',  non ho fatto la gara, non posso fare
  l'intervento,  mi  mancano i dipendenti,  mi  mancano  i  tecnici ;
  quante  volte  chiamo  l'Anas,   l'avete  fatta  questa  cosa?   Sì
  Assessore,  ora  la  facciamo . Ma io non ho in  capo  all'Anas  un
  potere  di  intervento.  Cosa diversa è una società di gestione  in
  cui  la  maggioranza della governance è in capo alla  Regione   che
  garantisce l'indirizzo e le scelte strategiche, la gestione tecnica
  è in capo all'Anas, le risorse sono in capo a quella società che le
  impegna  tutte  sul  mercato siciliano e che  ha  come  compito  di
  garantire  questo  tipo di interventi sulla rete esistente  che  le
  nuove costruzioni. Io credo che sia una scelta oculata, se volgiamo
  tenerci quello che abbiamo, qui siamo.
   Potremmo  chiedere ad Anas sempre di più in una logica,  onorevole
  Foti,  puramente  politica,  come  sto  facendo,  perché  le  posso
  garantire  che  se  per  esempio, hanno messo quattrocento  milioni
  sulla  Palermo-Agrigento nella cabina di  regia  di  FSC  è  perché
  abbiamo  detto, come assessorato, che rilanciare il tratto Palermo-
  Bolognetta,  bloccato  per un difetto progettuale,  perché  c'è  un
  impatto ambientale, lo abbiamo ottenuto. Ma se vogliamo un soggetto
  su un modello nazionale-internazionale di cui siamo titolari, e che
  ha  sede  legale in Sicilia, paga le tasse in Sicilia non  le  paga
  Roma,  e  di cui siamo pienamente responsabili, imprenditorialmente
  forte per la nostra realtà strutturale, questa è la soluzione.
   C'è  un tema sul quale devo dire l'onorevole Cancelleri  ha  posto
  l'accento,  e stiamo ragionando, che è il rapporto col passato.  Si
  dice:   Evitiamo  che il morto uccida il vivo .  Come  facciamo  ad
  evitare   che  i  contenziosi  e  i  gravami  del  CAS  si  possano
  riverberare  sul  nuovo  soggetto?  Ci  sono  delle  ipotesi.   Noi
  possiamo,  -  siccome poi i contenziosi vanno gestiti, la  gestione
  stralcio  o  quella  liquidatoria o quella bad company  che  citava
  l'onorevole   Cancelleri,  prevede  un  mandato  per  chiudere   il
  contenzioso secondo una logica  pochi, maledetti e subito ,  perché
  spesso   il  contenzioso  e   le  riserve  sono  sopradimensionate,
  mediamente si chiude al 10%. Questo può essere fatto sia garantendo
  al  vecchio CAS una quota limitata e definita, una provvista  sulle
  entrate del nuovo CAS per chiudere il contenzioso, i meccanismi  si
  possono   trovare in cui decidiamo di chiudere il vecchio Cas,  noi
  abbiamo  la  possibilità di chiudere anche questo  contenzioso.  La
  logica negoziale, perché tanto il contenzioso è sovradimensionato.
   Però,  questo  tema  è aperto, e siccome questo intervento,  anche
  questo,  non  è  di competenza dell'Assemblea regionale  siciliana,
  perché  l'intervento sui rapporti giuridici privatistici l'Ars  non
  ha  titolo,  anche  questo  dovrà essere regolato  dal  legislatore
  nazionale, per cui abbiamo, come in questi casi, correttamente,  io
  ho  aperto  una  discussione, una trattativa, un confronto  con  il
  Ministero  e  con  l'ANAS, in Giunta ho avuto  il  via  libera  per
  procedere su questo percorso, stiamo acquisendo tutti gli  elementi
  necessari  per  la  decisione,  il  dato  essenziale  è  la   norma
  nazionale, una che deve autorizzare, perché non possiamo  farlo  se
  no  interveniamo  nelle concessioni in capo  a  questo  costituendo
  soggetto,   e   secondo,  la  decisione  sui   rapporti   giuridici
  preesistenti. Dopo di che bisognerà compiere gli atti gestionali.
   Io non ho avuto nessuna difficoltà ad intervenire in Assemblea e a
  darvi  gli  elementi di fondo di questa vicenda  non  semplice,  ma
  credo  di potervi dire con grande onestà intellettuale che  non  vi
  sono  molte  alternative.  Se qualcuno pensa,   l'accordo  possiamo
  farlo  al meglio'. Facciamo l'accordo nella condizione migliore   e
  questo  è  legato alla trattativa che è ovviamente impegnativa.  Ma
  avere  scelto  l'ANAS,  avere scelto un soggetto  pubblico,  è  una
  questione non di poco conto.
   Avere  evitato  - per esempio - che in Sicilia per  le  condizioni
  sociali   economiche  della  Sicilia  ci  fosse  un  modello   tipo
  privatistico  che facesse del profitto l'obiettivo fondamentale  ed
  invece cercare un soggetto che avesse una missione pubblica mi pare
  una scelta che possa essere condivisa.
   L'onorevole  Greco ha detto prima  mi auguro che  lei  non  ce  la
  faccia . A me dispiacerà perché sono convinto della bontà di questa
  scelta. Vorrà dire che si sarà ritenuto migliore mantenere in  vita
  il  CAS con le sue debolezze strutturali e mantenere un rapporto di
  sudditanza  rispetto al Governo nazionale per i nostri investimenti
  infrastrutturali perché anche la quota europea - ho detto  prima  -
  oggi  non  è  più  utilizzabile. L'unica  quota  con  cui  potremmo
  avanzare sul piano delle infrastrutture stradali sarebbe quella dei
  fondi  FSC  del tutto insufficienti per gli obiettivi programmatici
  di una Regione che deve crescere e che ha bisogno di colmare il suo
  divario infrastrutturale.

   PRESIDENTE.  Assessore,  il  suo intervento  si  è  protratto  per
  quarantacinque minuti.
      Onorevoli  colleghi,  mi  riferisco  in  particolar  modo  agli
  onorevoli Grasso, Greco e Panarello.
   Il   dibattito   si  sarebbe  dovuto  svolgere  sotto   forma   di
  comunicazione per rinviare successivamente ad un'analisi ancora più
  approfondita perché sono in corso le procedure.
   L'Assessore  correttamente ha evidenziato che è tutto in  itinere.
  Credo   che   l'Assessore  ci  onori  ancora  della  sua  presenza,
  concluderei il dibattito questa sera, considerato che ha  stimolato
  ulteriori  interventi  da  parte degli onorevoli  Grasso,  Greco  e
  Panarello,  senza  nulla  togliere se ci sono  altri  colleghi  che
  vogliono intervenire.
   Onorevole  Foti,  lei  è  già intervenuta  prima,  ai  fini  della
  disciplina  e  per essere consequenziali sul lavoro dell'Assemblea,
  le  darò  comunque  la  parola,  avevo  convenuto  con  l'onorevole
  Cancelleri, lo ha ricordato prima, c'era una richiesta formalizzata
  in  Conferenza  dei  Presidenti  dei Gruppi  parlamentari  affinché
  l'Assessore  riferisse in Aula in ordine al percorso che  si  stava
  attuando, del quale si era a conoscenza solo attraverso la stampa.
   L'Assessore,   correttamente,  -   ho  voluto   sottolineare   per
  quarantacinque  minuti - poi si può essere  d'accordo  o  meno  sul
  contenuto  delle sue parole - ha spiegato dinamicamente quello  che
  sta  succedendo,  c'è  un  lavoro in corso. Formalmente  l'attività
  legislativa  si dovrebbe svolgere anche sulla base o di  un  ordine
  del giorno o di una mozione. Questo è il senso del mio intervento.
   Non  voglio  però dare l'impressione di strozzare il  dibattito  -
  tutt'altro - c'è la disponibilità anche dell'Assessore.  E'  chiaro
  che oggi non ci sia nessun ordine del giorno e nessuna mozione.
   Andiamo   avanti   per   sentire   gli   interventi   di    tutti,
  successivamente   l'Assessore  darà  disponibilità   per   riferire
  ulteriormente  in  Aula anche sulla base di  determinati  atti  che
  l'Aula  stessa  attraverso o ordine del giorno o mozione  intenderà
  portare avanti.

   GRECO  GIOVANNI. E' possibile avere la relazione?  L'Assessore  ha
  detto durante il suo intervento di avere una relazione.

   PRESIDENTE. Onorevole Greco, considerato che l'Assessore ha  detto
  tantissime  cose, occorrerebbe un momento di approfondimento.   Gli
  interventi   dovevano   essere   preventivi,   non   voglio    dare
  l'impressione di chiudere il dibattito.
   Interveniamo,  successivamente,  se  verrà  formalizzato  un  atto
  ritorneremo in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari  e
  vedremo come procedere.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, si parlava
  prima  di  mozione. Ho presentato nel 2013 la mozione  n.  178  che
  riguardava proprio la verifica dei rapporti che intercorre  tra  il
  Ministero  delle Infrastrutture e dei trasporti e la concessionaria
  che si occupa della gestione autostrade siciliane.
   Ponevo in quella mozione una serie di questioni che sono del tutto
  attuali  oggi, la prima riguarda la gestione fallimentare del  CAS,
  sappiamo  caro assessore, notizie di cronaca, sempre più frequenti,
  danno, ahimé, una immagine del CAS per quella che è stata per anni
   Io  da  sindaco,  e  poi  da  deputato,  ho  sentito  e  avuto  la
  sensibilità  e  anche  la necessità di dire, finalmente  una  volta
  arrivata  al  Parlamento,  che il CAS  non  aveva  più  ragione  di
  esistere  perché  era  fuori  dalle  logiche  di  mercato,   perché
  soprattutto vi erano una serie di contenziosi che facevano  sì  che
  tutto  l'introito, che è pari a novanta milioni di euro, lei  parla
  di  settantacinque milioni, lei ha più contezza di  me,  io  sapevo
  ottanta-novanta milioni di euro, ma poco cambia,  ma  che  tutti  i
  proventi  derivanti  appunto  dagli  incassi,  dagli  introiti  del
  pedaggio anziché essere utilizzati come la legge prevedeva  per  la
  manutenzione  ordinaria  o  straordinaria,  venivano  assorbiti   e
  utilizzati  per  soddisfare i creditori del CAS, e quindi,  abbiamo
  visto  come il CAS è ridotto, le gallerie sequestrate, queste  sono
  state  frutto  di  battaglie del territorio,  la  manutenzione  non
  effettuata, e allora si era posto il problema, quando arrivai  qui,
  che  il CAS era un ente pubblico economico, nonostante mi sforzassi
  di fare capire ai suoi colleghi, ai colleghi che l'hanno preceduta,
  ma  anche  alla dirigenza, alla Direzione Generale, che era  errata
  quella interpretazione di ente pubblico non economico perché il CAS
  se  voi vi fate una ricerca giurisprudenziale non limitata a quella
  fattispecie del parere del CGA in sede consultiva ad un  quesito  e
  quindi   arenata   a   quel  parere,  il  CAS  riveste   tutte   le
  caratteristiche di un ente pubblico economico.
   Quindi mi è stato chiesto, che poi chiedevo approfondimenti  sulla
  gestione,  mi  è  stato  chiesto  dai  due  assessori  che  l'hanno
  preceduta  un rinvio perché mi dessero una risposta e  si  tornasse
  sull'argomento,  e prendo atto che a distanza di  tre  anni  stiamo
  ritornando  sull'argomento perché la sottoscritta ha presentato  un
  disegno di legge.
   Che  cosa  prevedeva  il  disegno di legge nonostante  allora  fui
  attaccata dal Presidente della Regione e sono ben felice  che  oggi
  il  Presidente della Regione ha cambiato opinione perché allora  si
  disse che il CAS era un gioiellino  Che il CAS fosse un gioiellino,
  mi  creda, assolutamente no e penso che lei sia arrivata  a  questa
  decisione  ne ha avuto contezza  E' il cane che si morde  la  coda,
  quindi,  partiamo dal presupposto che il CAS non funziona,  che  il
  CAS così com'è non può più andare avanti, che il CAS non può essere
  definito  un  ente  pubblico  non economico  ma  riveste  tutte  le
  caratteristiche, dico io sono presuntuosa, un avvocato, ma dico che
  e  sono  state  sbagliate,  errate le interpretazioni  e  dico  che
  quell'interpretazioni erano legate al fatto che si aveva una  certa
  convenienza  politica a dire che il CAS fosse un ente pubblico  non
  economico.
   Che cosa io chiedevo? È vero, nel mio disegno di legge io chiedevo
  la   trasformazione  del  CAS,  ed  ero  arrivata  a  chiedere   la
  trasformazione  del CAS perché dovevo superare  quella  stortura  o
  quella problematica legata ad un ente pubblico non economico che il
  Governo non voleva assolutamente fare, abbiamo fatto audizioni, lei
  ancora  non c'era. Quindi io che cosa dico? Trasformiamo il CAS  in
  una  Spa e quindi diamo una natura pubblicistica al CAS secondo  le
  regole  e le norme del Codice Civile e naturalmente delle norme  di
  diritto  privato. Per arrivare a che cosa? Ad una  fusione  con  un
  altro ente pubblico che non poteva altro che essere ANAS.
   Perché  ero  arrivata  al  discorso della trasformazione?  Era  un
  percorso inverso, per arrivare alla soluzione che oggi sta seguendo
  lei.  Perché mi ero posta quel problema? Mi ero posta quel problema
  semplicemente  perché mi ponevo un discorso di non perdere,   -  un
  po'  com'è successo in Lombardia e in altre regioni - , in modo che
  la  Regione siciliana  dettasse tempi e condizioni e non  svendesse
  la società ad ANAS, cioè non facesse giocare una partita al Governo
  nazionale  e non avesse quella sudditanza con il  governo nazionale
  che, con una norma lo  inserisce in finanziaria e dice si trasforma
  e la Regione siciliana resta come uno spettatore, ma che stabilisse
  tempi e modi per la trasformazione che  se lei legge il mio disegno
  di  legge,  - non so se l'ha letto suppongo di no , ma la invito  a
  leggerlo  -, quando ho fatto tutto l'excursus storico  del  CAS  di
  come  si è arrivati alla concessione, della decadenza, perché  oggi
  questo percorso è obbligato, perché lei sa che c'è una decadenza su
  una  concessione  sub  judice  da parte  del  Ministero  e  c'è  un
  contenzioso  che non si risolve e che il CAS oggi sta  perdendo  la
  concessione,  quindi non ci sono altri percorsi o  altre  strade  o
  altre soluzioni, quello che cerco di fare comprendere dal 2013.
   Dicevo,  un percorso inverso, che a mio avviso avrebbe  dato  alla
  Regione  la possibilità di avere un potere decisionale sui tempi  e
  sui  modi più incisivo rispetto alle decisioni di questa società  e
  che  poi gestisce ANAS. Nel momento in cui subentrerà Anas che cosa
  farà  del  personale? C'è la garanzia, in che modo, nel momento  in
  cui  viene  stabilito  con legge nazionale, la  Regione  siciliana,
  questo  governo può incidere, nei tempi, nei modi e  nel  percorso?
  Perché  alla fine il percorso era diverso.  Chiedevo di trasformare
  in  una S.p.A. e nello stesso tempo, seguendo appunto le norme  che
  vorrei  che  fosse chiaro, le norme del Codice Civile e di  diritto
  privato,  facciamo in modo che altri soggetti entrino. Quali  altri
  soggetti   potevano  entrare  se  non  l'ANAS?  Solo  ANAS   quindi
  mantenendo  però  il  controllo, addirittura avevo  anche  dato  la
  denominazione che si chiamava Autostrade siciliane S.p.A.
   Prendo  atto di quello che sta facendo,  ed era un po' il percorso
  che  avevo  tracciato superando le mille difficoltà  e  sapendo  le
  difficoltà  e  constatando  le  difficoltà  e  soprattutto  oggi  è
  necessario investire sulla sicurezza perché quelle autostrade  sono
  impercorribili,
   Naturalmente,  resta la questione dell'utilizzo del  pedaggio  che
  deve  essere sicuramente un pedaggio sociale e non così esoso  come
  lo paghiamo oggi.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Panarello.  Ne  ha
  facoltà.

   PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, considero giusta
  la  scelta  fatta  dal  Governo  della  Regione  e  apprezzo  molto
  l'impegno che ci sta mettendo l'assessore Pistorio.
   Il  tema non è nato oggi, lo voglio dire in particolare al collega
  Cancelleri, perché noi siamo in presenza di un'apparente potere  in
  mano  alla Regione che però è subordinato,  - per noi come in tutta
  Italia  -, dal fatto che il concessore è lo Stato, noi, la Regione,
  il  CAS  e tutti gli altri operatori che ci sono in Italia, operano
  su concessione da parte dello Stato.
   Quindi,  il problema diventò di particolare evidenza nella  scorsa
  legislatura  perché  a  fronte delle difficoltà  del  CAS  che  non
  richiamo, e non ricordo, -  l'assessore ha fatto accenni, che credo
  siano  esaurienti -, ci fu la proposta di revoca della  concessione
  al  Consorzio per le Autostrade Siciliane, se fosse andata in porto
  la  revoca il risultato sarebbe stato che lo Stato senza la Regione
  avrebbe  messo  a bando la gestione dell'autostrada sul  mercato  e
  quindi bypassando la regione avrebbe utilizzato un gestore privato.
  A  meno  che  la Regione non faceva un'altra società per concorrere
  alle condizioni previste dallo Stato.
   Quindi, questo è il tema e il CAS, per come è fatto oggi, non  può
  funzionare perché,  - lo diceva l'assessore, lo voglio ribadire  io
  -,  a  seguito  di  una sentenza del CGA che è la massima  Autorità
  giudiziaria amministrativa in Sicilia, è considerato un Ente  della
  Regione  ed  è  gestito  come se fosse un  dipartimento;  Giancarlo
  ascoltami,  la  vicenda del personale del Consorzio,  dura  da  tre
  anni, l'omologazione al contratto dei regionali e non se ne viene a
  capo  perché  il contratto dei regionali, come tutti  i  contratti,
  diciamo così, della Pubblica Amministrazione, non prevede il lavoro
  notturno e lì invece c'è il lavoro notturno, non prevede la  figura
  dell'esattore  perché  solo lì c'è ed è una  figura  specialistica,
  professionalizzata, tant'è che ogni tanto si sente  dire   mandiamo
  gli LSU'; gli LSU se non hanno il patentino di esattore non possono
  esercitare  quell'attività. Potrei citare tante altre  incongruenze
  ma,  soprattutto, la gestione da parte di un'azienda, com'è il CAS,
  come un dipartimento della Regione, non può mai funzionare e non ci
  puoi porre rimedio perché c'è il limite insuperabile della sentenza
  del  CGA  che,  partendo  dal presupposto che  la  proprietà  della
  Regione  al  netto  poi  della,  diciamo  così,  degli  altri  enti
  pubblici,  ma  è  della Regione, deve essere  considerato  un  Ente
  pubblico non economico, un Ente regionale.
   Quindi,  noi  dobbiamo affrontare questo passaggio, diciamo  così,
  contestualizzandolo.  Noi  non siamo in  presenza  della,   -  come
  giustamente citava il collega Cancelleri -, autostrada  del  Veneto
  che  era,  diciamo, ricca, ricca anche perché si paga il  pedaggio,
  ovviamente,  etc.  etc.,  no? E' gestita bene,  per  carità,  anche
  perché  quel  tipo di autostrade sono  un poco meno  costose  delle
  nostre  perché se noi consideriamo lo sviluppo di gallerie che  c'è
  nella Messina-Palermo o nella Messina-Catania, non ha paragoni  con
  l'autostrada del Veneto che si fa tutta in pianura sostanzialmente,
  quindi,  per  carità, quindi anche i costi, gli  sprechi,  la  mala
  gestio,  come  dire, che tante volte c'è, va comunque,  come  dire,
  commisurata anche al contesto diverso.
   Ma  io  non mi voglio soffermare su questo, dico che è una  scelta
  inevitabile,  naturalmente è giusto che il Parlamento  controlli  e
  credo  che  l'assessore  Pistorio e il Governo  siano  disponibili,
  diciamo  così,  a  interloquire col Parlamento affinché  si  abbia,
  diciamo  così,  un'intesa  che sia la  migliore  possibile.  Ma  la
  migliore possibile non è un tema, il tema, di quanto ci guadagniamo
  perché   noi  in mano, collega Cancelleri, non abbiamo niente,  non
  abbiamo  niente,  perché tutto quello che  si  è  realizzato  si  è
  realizzato  con  fondi pubblici, tutto quello,  diciamo  così,  che
  possiamo  rivendicare  è frutto di un rapporto  che  dev'essere  di
  collaborazione con l'ente concessore che è lo Stato che ha poteri e
  obblighi  di vigilanza sul concessionario a partire dall'incolumità
  pubblica che è un tema preliminare.
   Ecco  perché  io  penso che bisogna affrontare  questo  passaggio,
  bisogna incoraggiare il Governo a portare a termine questo progetto
  che  è l'unico modo per avere una gestione autostradale che sia più
  efficiente   e,   come  dire,  che  tuteli  i  lavoratori   perché,
  ovviamente, non ci può non essere una tutela dei lavoratori,  e  li
  metta  nelle  condizioni di operare meglio di  quanto  non  operino
  oggi.  Faccio  un  esempio che potrebbe andare sui  giornali  nelle
  prossime  settimane, oggi il CAS che ha un problema  di  personale,
  essendo  un  ente  della Regione, non può assumere  perché  c'è  il
  blocco  delle assunzioni, non può chiudere però i caselli perché  è
  un  servizio pubblico e non si può, chiudere i caselli, ovviamente,
  bisogna  presidiarli, si ricorre al lavoro straordinario,  talvolta
  in  maniera  eccessiva e l'Ispettorato del lavoro  ha  avviato  una
  procedura  per sanzionare il CAS per cifre consistenti perché,  dal
  suo  punto di vista, c'è una violazione delle regole sul lavoro che
  riguardano anche il consorzio delle autostrade.
   Il   paradosso  è,  quindi,  che  un  Ufficio  della  Regione,  un
  Dipartimento  della  Regione,  praticamente,  sanziona   un   altro
  Dipartimento della Regione con un CAS che è costretto - al  di  là,
  per   carità,   di  eventuali  atteggiamenti  sbagliati,   gestione
  scorretta   -,   sulla   base  della   carenza   di   personale   e
  dell'impossibilità  di  assumere a tempo indeterminato  o  a  tempo
  determinato,  a  ricorrere al lavoro straordinario.  Quindi  è  una
  situazione che non può durare, alla quale bisogna porre rimedio.
   Il tema non può essere il pedaggio. Suggerisco all'Assessore ed al
  Governo  di  non  anteporre il tema del pedaggio a tutto  il  resto
  perché appariremmo come quelli che vogliono fare pagare il pedaggio
  a  chi  frequenta  o  utilizza la Catania-Palermo,  però,  dobbiamo
  sapere  che  il  tema  del  pedaggio  autostradale,  in  Italia,  è
  considerato alla stregua del biglietto ferroviario o del  biglietto
  aereo  perché il diritto alla mobilità, sancito dalla Costituzione,
  prevede che ci sia una compartecipazione da parte dei cittadini; in
  termini  di  fiscalità  generale, noi paghiamo  tutti  le  tasse  e
  concorriamo, ma anche facendo compartecipare chi utilizza il  mezzo
  di  trasporto  o la strada di comunicazione. Non ci trovo,  quindi,
  niente  di  scandaloso nell'immaginare, con i tempi  necessari,  se
  vengono superate le ragioni che hanno determinato il fatto  che  la
  Catania-Palermo è senza pedaggio, cioè  che era considerata l'unica
  strada di collegamento, allora, per raggiungere Catania da Palermo,
  l'unico  mezzo  di comunicazione. Non so se ancora quella  legge  è
  valida,  non  sono, ovviamente, per accelerare i tempi per  pagare,
  però, siccome noi guardiamo, io e l'onorevole Cancelleri sicuro,  a
  tutti i siciliani, vogliamo che tutti abbiano gli stessi diritti  e
  gli  stessi  doveri,  non  ci possiamo fermare  di  fronte  ad  una
  proposta  di ammodernamento del sistema autostradale siciliano,  di
  fronte  al  fatto che ci possa essere qualcuno che debba concorrere
  con  il pedaggio, sapendo che dal lato della Sicilia orientale,  la
  Catania-Messina-Palermo, ha un pedaggio analogo  a  quello  che  si
  paga  nel  resto  d'Italia; forse, se si ammodernasse  tutto  e  si
  concorresse tutti, potremmo avere anche una riduzione delle tariffe
  esose  che  ci  sono sulla Messina-Catania.Palermo e salvaguardare,
  fino  a  quando  è possibile, la gratuità dell'utilizzazione  della
  Catania-Palermo.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Greco Giovanni.  Ne
  ha facoltà.

   TURANO. Chiedo il voto segreto, signor Presidente

   GRECO  GIOVANNI. Quando voteremo sul provvedimento ti farò  votare
  nominale
   Signor  Presidente, intervengo per pochi minuti anche  perché  non
  ero  preparato  a questo tema, però, m'incuriosisce  sempre  quando
  arrivano  delle  cose  a  lampo  e, quindi,  cercherò  di  fare  un
  intervento  e  chiederle, intanto, perché lei  come  rappresentante
  dell'amministrazione parla così male di un  ente  dove  lei  ha  la
  vigilanza. Ma che cosa ha fatto lei affinché il CAS non arrivasse a
  questo punto?
   Poi,  non lo so, il sensale mi ha detto che quando si deve vendere
  una  cosa la abbelliscono, la impupano e, poi, si cerca di  mettere
  sul  mercato, e lei, invece, questa sera ha parlato tantissimo male
  del  CAS  e  sembra come se andando a fare questo atto  andiamo  ad
  aiutare  tutto il personale, personale che, noi come V Commissione,
  abbiamo  audito,  presidente Ardizzone, e  non  ce  n'era  uno  che
  parlava bene dell'Assessore o del Consiglio di Amministrazione  del
  CAS., ne parlavano tutti male perché in quel periodo, o giù di  lì,
  c'era  una  condizione,  presidente Ardizzone,  che  il  Presidente
  dell'ARAN  che era il dottor Alongi, l'avvocato Alongi, era pure il
  consulente del CAS.
   Ve  la  immaginate  una trattativa su dei diritti  dei  lavoratori
  fatta  dal  Presidente dell'ARAN e dal consulente del CAS?  Quindi,
  c'è  qualche  cosa che non funziona e quando ci sono  tutti  questi
  argomenti  che  si aggrovigliano, a me non è mai piaciuto.  Quindi,
  ringrazio  l'Assessore che è stato prodigo a venire a discutere  un
  problema che, a questo punto le dico, le interessa. Andrò a  vedere
  perché  le  interessa  e  se ci sono degli  argomenti  che  non  mi
  convincono  glielo dirò qua in Aula anche perché  -  come  dice  il
  presidente  Ardizzone - si farà una mozione o un ordine del  giorno
  ai quali parteciperemo.
   Quindi,  resto del parere, assessore Pistorio, che lei, in  questo
  problema,  non riesca a portare questa nuova società, innanzitutto,
  perché  la  stiamo  presentando malissimo  e,  quindi,  l'ANAS  non
  pagherà neanche una lira in più rispetto a tutti i problemi che gli
  andremo a mettere. Tutti, tutti
   Che,  poi,  non ho capito il contenzioso. Benissimo, i contenziosi
  sono  un  problema presente in tutti i Dipartimenti e se ne  stanno
  facendo  i bagni tutti gli avvocati compreso il dottor Alongi  che,
  in  tutti  i  dipartimenti e, in tutte le società partecipate  o  è
  consulente o gli danno le cause da espletare.
   Quindi,  c'è  un  po'  di nebbia su questo argomento  e  cerco  di
  diradarla. Dopodiché, darò il mio contributo.

   PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor Presidente, cercherò di essere rapida. C'è stato  un
  passaggio  in  cui  mi  è  sembrato  di  capire  che  lei   volesse
  predisporre, poi, un'altra seduta per approfondire

   PRESIDENTE. Come concordato con l'onorevole Cancelleri,  onorevole
  Foti. Almeno tra di voi, parlate

   FOTI.   Sì,   non   ho  capito.  Ecco,  faremo  un'altra   seduta.
  Predisporremo un atto.
   L'Assessore  ha  parlato per un bel po', io  lo  ringrazio  ed  ho
  apprezzato la dovizia di particolari, ma ci sono stati dei passaggi
  che  mi  sono rimasti poco chiari. Poi, magari, andrò a leggere  il
  resoconto.
   Lei,  ad un certo punto, ha parlato di un debito immenso - un  po'
  poetica  come  parola, immenso - del CAS, quindi,  un  debito.  Ma,
  vorrei capire, se state pianificando una fusione, una nuova società
  dovreste avere un piano preciso  Poi, magari, se la prossima  volta
  c'è  la  possibilità  fateci sapere un po' più precisamente  questo
   immenso , perché sa è un po' relativo come termine.
   Purtroppo,  lei  ha  detto anche che tanti governi  hanno  provato
  sempre  alla fine e non vorrei che, visto che siamo a novembre  del
  2016, non è che le sia rimasto molto tempo, ma vedremo
   Ho  provato  anche ad immaginare se noi, se lei riuscisse  a  fare
  tutte queste belle cose perché è chiaro che, prima di far pagare il
  biglietto  sull'autostrada, bisognerà  rimetterle  a  nuovo,  e  mi
  immagino anche la proliferazione di caselli. Mi auguro che lei  non
  si  rivolgerà  ai progettisti dei caselli di Cassibile,  perché  se
  dovessimo  avere,  poi,  quei caselli in mezzo  alla  strada  dove,
  addirittura,  il  Presidente  della Regione,  ebbe  un  bruttissimo
  incidente, direi che bisognerà guardare.
   E,  soprattutto, mi auguro che quando e se ci sarà questa cosa, si
  faccia  una seria campagna per il pagamento automatico dei  pedaggi
  perché,  Presidente,  sarà un po' dura la mia espressione,  però  è
  chiaro che la politica degli esattori ha pesato moltissimo sul  CAS
  perché si  è creata sì occupazione da una parte, ma dall'altra si è
  strozzata  ogni possibilità, per questo ente, di potere  provvedere
  non dico a fare autostrade nuove per i siciliani ma, almeno, a fare
  la  manutenzione  delle  famose buche di  cui  lei  parlava,  o  la
  segnaletica orizzontale e altre piccolezze, cose che scontiamo  noi
  stessi  quando circoliamo per le strade ed i nostri ragazzi  quando
  vanno in giro.
   E,  poi,  Presidente,  in  generale, un  bilancio  sui  trasporti.
  Ebbene,  Assessore,  le chiedo se è possibile  e  chiedo  anche  al
  presidente  Ardizzone di metterci di buona lena la prossima  volta,
  magari di mattina perché, Assessore, fra un mese mi pare che  scada
  il  contratto  ponte, quello sui treni. Ebbene,  come  è  andata  a
  finire? Noi lo vorremmo sapere.
   Poi,  vorremmo sapere, Assessore, se lei è disponibile, se ci sono
  i  margini  per una continuità territoriale, non parlo  del  ponte,
  ovviamente, le esagerazioni le lasciamo al presidente Renzi,  parlo
  di una politica più accessibile dei prezzi per i trasporti  aerei.
   Lei saprà, perfettamente, che ci sono tantissimi madri e padri che
  lavorano   fuori dalla Regione e che hanno difficoltà a raggiungere
  i  propri  figli  proprio   nel  periodo  natalizio  perché  già  i
  biglietti per Catania da Milano e dal resto d'Italia costano  oltre
  300 euro.
   Assessore,  le  chiedo un impegno serio  almeno per  informarci  e
  portare  a  conoscenza i siciliani, non attraverso i  giornali  che
  romanzano  e  fanno  un  po'  il loro  lavoro,  ma  un'informazione
  puntuale e leale all'interno del Parlamento ci vuole.
   L'ultima  domanda  a cui vorrei  che lei rispondesse  la  prossima
  volta  è  questa:  ma  di  tutti quei signori  che  hanno  fatto  i
  dirigenti al CAS e, ovviamente, lei non c'entra niente, lei non  li
  ha nominati, che hanno creato un buco immenso, poi, ci dirà quanto,
  qualche  testa  è  rotolata? Ovviamente, in senso figurato   Oppure
  questi  signori hanno avuto nel loro curriculum una nota di  favore
  proprio  per  i  danni  che hanno causato e che  pagheremo,  perché
  ricordiamoci  che  se la liquidazione del CAS  avverrà  in  maniera
  separata,  i  soldi  dovranno  uscire  sempre  dalle   tasche   dei
  siciliani.
   E' chiaro  che con quell'espressione pochi, maledetti e subito lei
  si  riferiva  ad  una  liquidazione dove  le  procedure  di  questi
  liquidatori tenderanno ad accontentare chi aspetta dei soldi - vedo
  che lei annuisce -, ma, poi,  dovranno pagare sempre le casse della
  Regione, non arriverà qualcuno da fuori.
   Ecco,  questi  signori  possono avere  delle  cariche,  gestiscono
  incarichi  importanti,  hanno  avuto  dei  premi  per  questo   bel
  servizietto  che  ci  hanno  fatto? Perché,  oggi,  lei  e  noi  ci
  ritroviamo a dovere affrontare queste cose, però, Assessore,  siamo
  stanchi di vedere un nome che viene tolto da un ente e messo in  un
  altro  e  non  si  sa  mai  di chi è la responsabilità,  perché  se
  chiamiamo  i  siciliani  a sostenere uno  sforzo  ed  a  tirare  la
  cinghia,  è  anche giusto, responsabilmente, che chi  ha  sbagliato
  paghi  o  quanto  meno si sappia da dove sono nati  questi  immensi
  buchi che, poi, lei ci dirà a quanto ammontano.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Turano.  Ne  ha
  facoltà.

   TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, cercherò
  di  essere  telegrafico seppur voglio ribadire che se  non  ricordo
  male  è  la  ventisettesima seduta di questa   legislatura  in  cui
  l'Assemblea  si occupa di CAS e si occupa di sistemi  autostradali,
  lo  dico chiaramente come provocazione perché so bene che non ce ne
  siamo  mai  occupati, o per meglio dire, che  non  ne  abbiamo  mai
  parlato  e mi intriga il modo di introdurre i lavori dell'onorevole
  Cancelleri  che  allarmato da articoli di stampa  si  preoccupa  di
  informare subito l'Assemblea.
   Ben venga quello che fa  l'onorevole Cancelleri dopo quello che ha
  fatto    l'assessore  Pistorio.  Non  lo  voglio  difendere  perché
  l'assessore  Pistorio non ha bisogno di alcuna difesa, però,  siamo
  dinanzi, per la prima volta nella storia di questa legislatura,  ad
  un  piano  organico  di sistemazione del sistema viario  principale
  della  Regione  siciliana,  con un'operazione  importante  che  può
  servire  a  rimettere il sistema in funzione.  Assessore,  dico  in
  funzione,  non  faccio mai dietrologia cerco di  guardare  le  cose
  concrete e di capire come stiamo al passo con i tempi.
   L'altra  settimana  sono  stato, per un fatto  mio  personale,  in
  Polonia  e  pensavo di visitare un Paese con un'infrastrutturazione
  ancora  in  fase di start up, un Paese che solo fino al 1992  stava
  nel  blocco  sovietico, un Paese che ha dovuto conquistare  con  il
  sangue  e  con  il sindacato Solidarnosc una grande  operazione  di
  libertà  che ha dato dignità a quel popolo, io le posso  garantire,
  Assessore,  che mentre camminavo sulle autostrade della  Polonia  -
  l'ho  attraversata tutta in lungo e in largo - mi  sentivo  lontano
  mille  miglia  dalla  mia  Terra perché  avevano  realizzato  delle
  autostrade spettacolari.
   E'  vero,  ha  ragione l'onorevole Panarello,  che  lì  era  tutto
  pianeggiante, sarebbe stato pure facile ed è pur vero che  noi  con
  la  manutenzione,  forse,  non siamo stati  all'avanguardia  con  i
  tempi, però credo che l'operazione che ha messo in campo il Governo
  e    l'assessore   Pistorio   sia   un'operazione   meritevole   di
  apprezzamento  ed  abbiamo fatto bene a parlarne così  rapidamente,
  non  ci  occupiamo  né  di casellanti, né di caselli  autostradali,
  dobbiamo prendere atto di quello che si sta facendo.
   Ammodernare  il sistema, introdurre anche, lo dico con  franchezza
  perché  non  è un'operazione che sarà sempre gratis, perché  vorrei
  ricordare  a me stesso che se su alcune autostrade non si  paga  il
  pedaggio  e non sono autostrade del CAS e sono autostrade dell'ANAS
  è  perché  il Governo nazionale non ha mai introdotto il  pedaggio.
  Allora,  cercare di fare  una collaborazione con un ente  nazionale
  come  l'ANAS  dove non penso, al netto di vicende  spiacevoli,  che
  nessuno  possa dubitare della competenza, per realizzare un sistema
  nuovo  in  Sicilia che possa eliminare gli sprechi del  passato  ed
  ammodernare il Paese a me sembra una cosa assolutamente seria.
   Ecco  perché  vorrei  che,  signor Presidente  dell'Assemblea,  mi
  seguisse,  siccome l'onorevole Foti ha ribadito che si ritornerà  a
  parlare dell'argomento, vorrei che, ai fini regolamentari,  non  si
  creasse un precedente, perché è chiaro  che, oggi, abbiamo dedicato
  questa  seduta avente come oggetto quest'argomento, ma ritornare  a
  parlare  di  nuovo  soltanto  di questo argomento  perché  qualcuno
  presenta  un  ordine del giorno, una mozione secondo  me  significa
  perdere tempo.
   Io   credo   che  la  relazione  sia  stata  esaustiva,  puntuale,
  dettagliata,  se  poi questa relazione che ha fatto  l'Assessore  -
  leggiamo bene il resoconto perché qualcosa può sfuggire a  tutti  -
  non   dovesse   essere  così  per  davvero,  allora  interrogheremo
  l'Assessore sul perché si è discostato da quella valutazione e  sul
  perché  il Governo ha ritenuto di fare una cosa diversa ma  con  la
  saggezza di un atto ispettivo quando viene chiesto.
   E,  allora, vorrei chiedere all'Assessore una cosa diversa: vorrei
  che  l'Assessore si impegnasse, oggi, con l'Assemblea  regionale  a
  portare  immediatamente come atto del Governo nella Commissione  di
  merito  e se è necessario il Piano generale dei trasporti, cioè  il
  contesto  generale. Lo dico perché serve, perché  parlare  soltanto
  dei  debiti  che ha fatto qualcuno al CAS, ci sarà  qualcuno   che,
  prima  o  poi,  avrà  una responsabilità, un organo  che  accerterà
  quello  che  è successo; a me non interessa, a me interessa  capire
  come,  oggi,  un  Governo,  con una scelta  importante,  decida  di
  mettere  ordine  in una maniera che, per vent'anni,  non  ha  avuto
  alcuna attenzione.
   Io  dico che parlare soltanto del sistema autostradale può  essere
  limitativo,  parlare in generale del sistema dei trasporti,  diceva
  bene   questa   volta   l'onorevole  Foti  nel   ribadire   che   è
  insopportabile  che  un  biglietto  d'aereo  costi  così  tanto  da
  impedire alle persone una mobilità normale.
   Allora,  signor  Presidente, penso che a  partire  dalla  prossima
  finanziaria o dai prossimi atti del Governo sul piano dei trasporti
  e  sul  sistema  dei  trasporti  in Sicilia  l'Assemblea  si  debba
  interrogare  e  credo che l'assessore Pistorio - che  apprezzo  per
  quello  che  sta facendo - dovrebbe incastonare questo ragionamento
  in  un ragionamento più ampio per farci capire come risolviamo  per
  davvero,  una  volta  per  tutte, per esempio,  il  problema  della
  contiguità territoriale, cosa che la Sardegna ha appena  finito  di
  fare.
   Io ho questo auspicio. Vedo il dibattito di oggi con occhio sereno
  e  mi  è sembrato pure un dibattito propositivo dove forse ci  sono
  state  delle sbavature perché chi legge il giornale magari  si  può
  allarmare, ma allarmare di che? Di qualcuno che vuole mettere  mano
  ad  un sistema per ammodernarlo, per sistemarlo, che si rivolge  ad
  un ente pubblico come l'ANAS per cercare di farlo funzionare?
   Io credo che il dibattito sia stato utile, serio, lo considero già
  superato,   aspetto  il  Governo,  la  prova  dei   fatti,   quando
  materialmente  vedremo  questi  atti  amministrativi  e  chiedo  al
  Governo di introdurre questo contesto della viabilità su ruota, per
  il  sistema  autostradale,  nel contesto  del  piano  generale  dei
  trasporti.  Non  è  più possibile continuare a  tenere  un  sistema
  aeroportuale che non funziona, dove gli aeroporti, che sono quattro
  non  quarantaquattro,  si  fanno  concorrenza  tra  di  loro  sulle
  compagnie aeree, con aggravio di costi da parte dei cittadini.  Non
  mi  sembra difficile - e, peraltro, le norme europee e nazionali lo
  impongono - pensare di mettere a regime il sistema degli aeroporti.
  Io  l'ho detto tante volte di costruire un sistema aeroportuale per
  la Sicilia occidentale e per la Sicilia orientale.
   Io  credo  che  la grande sfida che l'assessore Pistorio  dovrebbe
  raccogliere sia proprio questa. Pensare di avere lavorato bene  sul
  sistema  autostradale è un punto di partenza che risolve  un  pezzo
  del  problema, interpretare la volontà anche dell'Assemblea - se  i
  colleghi  mi  consentono  questa sbavatura,  perché  penso  che  il
  sistema  dei  trasporti,  in generale, anche  quello  aeroportuale,
  riguardi  tutto, anche quello marittimo - ma, per la  prima  volta,
  posso  dire  che  finalmente abbiamo fatto  delle  gare  che  hanno
  valenza   quinquennale  e  non  delle  gare  che  avevano   valenza
  semestrale.  Credo  che sia una grande sfida. Io  vorrei  riparlare
  dell'argomento  quando  l'Assessore  avrà  pronto  il   piano   dei
  trasporti e mi ritengo soddisfatto per la relazione che ha fatto  e
  ritengo il dibattito di oggi utile ed assolutamente esaustivo.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. È tutto propositivo questa sera.

   CANCELLERI.     Signor    Presidente,     rispondo    direttamente
  all'onorevole   Turano   ma  in  realtà  mi  rivolgo,   ovviamente,
  all'Assessore  che,  comunque, ringrazio, anzi  spero  che  con  le
  dovute  modifiche al Regolamento questa possa diventare una  prassi
  perché  credo  che  dibattiti  come  questo,  anche  se  l'Aula   è
  sguarnita,  alla  fine  rendano  merito  anche  di  un  lavoro   di
  approfondimento  che non viene fatto all'interno dell'Aula  ma  che
  viene  fatto a casa, quando siamo considerati liberi ma, in realtà,
  stiamo studiando degli atti.
   Io  non  mi  ritengo, ovviamente, soddisfatto, mi sarei  aspettato
  nella relazione dell'Assessore numeri. Quanto è il debito del CAS e
  perché  stiamo facendo questa cosa e tutto quanto. Però, c'è  stata
  una precisazione a margine. Siamo ancora in itinere, non ci sono le
  carte, ancora è un accordo ballerino, mi pare di avere capito,  che
  si deve comunque formalizzare ancora nella sua concretezza. Quindi,
  aspettiamo e, a quel punto, valuteremo quello che sta avvenendo.
   È  certo  che  siamo preoccupati quando ad un anno dalla  scadenza
  elettorale ci sono degli appuntamenti importanti come la firma  del
  contratto con Trenitalia che dovrebbe avvenire entro il 31 dicembre
  2016.  Io  mi aspetterei da un'Amministrazione oculata che  non  lo
  firmasse,  invece, di prorogare ancora per un altro  anno  ponte  e
  lasciare  all'amministrazione che verrà,  qualunque  essa  sia,  la
  possibilità  di  potere aumentare. Poi, ognuno  è  libero  di  fare
  quello che vuole. E, quindi, grazie per questo.
   Presidente, a margine vorrei introdurre un nuovo argomento. Vorrei
  chiederle  una  cortesia istituzionale, non so come  definirla.  Un
  cittadino  mi  ha  scritto una mail, e devo dire che  sono  rimasto
  perplesso  e  la volevo condividere con lei e, soprattutto,  con  i
  suoi  uffici  e credo che vada approfondita con l'Assessorato  enti
  locali.
   L'articolo  3,  comma  7,  dello Statuto  speciale  della  Regione
  siciliana cita testualmente che:  l'ufficio di deputato regionale è
  incompatibile  con quello di membro di una delle  Camere  o  di  un
  altro  Consiglio  regionale,  o  del  Parlamento  europeo .  Questo
  cittadino  mi  dice:  se  il nostro Statuto  siciliano  è  inserito
  all'interno   della  Carta  costituzionale  ha  lo   stesso   rango
  dell'articolo  57  che,  in  questo momento,  viene  portato  nella
  riforma Renzi.
   Che   significa  questo  ragionamento,  cosa  vuole  dirmi  questa
  persona? Che se i consiglieri regionali vanno a fare i senatori, se
  dovesse  passare il sì, per effetto dell'articolo 3, questa persona
  mi dice: è possibile che noi in Sicilia, a quel punto, avremmo solo
  un  senatore,  cioè  il  sindaco? Perché  nessuno  dei  consiglieri
  regionali, per effetto dell'articolo 3 dello Statuto, che non viene
  cambiato dalla riforma Renzi, non potrebbe andarlo a fare.
   Qualcuno  dice  che  l'articolo 122 della  Costituzione,  che  tra
  l'altro    viene    modificato   dalla   riforma,    prevede    già
  l'incompatibilità  ed è per questo che nella riforma  Renzi  questo
  articolo   viene   cambiato,  ma  è  anche  vero   che   la   Corte
  costituzionale, con sentenza n. 143 del 2010, motiva esplicitamente
  che l'articolo 122 riguarda solo le Regioni a Statuto ordinario  e,
  quindi, non quelle a Statuto speciale.
   Presidente,  le  chiedo questa cortesia istituzionale,  si  faccia
  carico  di  porre questo quesito all'Assessorato enti locali  o  in
  questo  caso  al  Ministero, poi, non so se si  possa  chiedere  un
  quesito  su una riforma che ancora deve essere applicata, realmente
  non lo so, ma credo non sia un quesito da sottovalutare. Io non  ho
  saputo  dare una risposta a questa persona e mi piacerebbe, invece,
  potergli rispondere, perché mi preoccupa questo ragionamento.

   PISTORIO, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PISTORIO,  assessore per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente, vorrei ringraziare l'Assemblea per questa possibilità e
  per  i toni interessati ad un argomento così  pregnante, però, devo
  esporre due precisazioni a cui tengo molto.
   Onorevole  Foti  ed  onorevole Cancelleri, io non  ho  parlato  di
  debiti immensi del CAS, ma del contenzioso, che è un'altra cosa. Ad
  oggi,  non abbiamo - ed è un argomento complicato, la gestione  dei
  rapporti  passivi passati è una delle questioni aperte - un  quadro
  chiaro del contenzioso.
   Il  CAS  non ha comunicato dati certi sul contenzioso, perché  c'è
  una grande confusione che deriva anche dalla Palermo-Messina, ed  è
  un  tema  tra i più preoccupanti in questa costruzione  che  stiamo
  realizzando.
   In questo senso, onorevole Greco Giovanni - legittimi i suoi dubbi
  -, io non ho parlato male del CAS, ho spiegato, e dettagliatamente,
  le  condizioni strutturali in cui versa. Ho reso onore  all'attuale
  gestione  che, nonostante, le difficoltà giuridiche, economiche  ed
  organizzative   sta  facendo  il  meglio,  sia  il   Consiglio   di
  Amministrazione ed il Presidente, sia il Direttore generale, ma  le
  condizioni  giuridiche, finanziarie ed organizzative non consentono
  al  CAS di svolgere la propria missione. Per questo il CAS non  può
  che essere superato, e non c'è soluzione.
   Ringrazio  moltissimo sia l'onorevole Grasso, per  l'acutezza  del
  suo   intervento,  di  cui  terrò  molto  conto,  sia   l'onorevole
  Panarello, che conosce benissimo questo ente, sia il Presidente del
  Gruppo   UDC ,  onorevole  Turano, per l'apprezzamento,  perché  mi
  conforta.
   Nessuno  ritiene,  oggi,  che il CAS sia  uno  strumento  con  cui
  garantire  ai  siciliani  un sistema autostradale  efficiente.  Noi
  stiamo  superando  il  modo; può darsi e spero  sia  una  soluzione
  all'altezza dei diritti dei siciliani. Speriamo che sia  la  scelta
  giusta e speriamo di portarla a termine.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, credo che l'Aula questa sera abbia
  fatto il proprio dovere così come era stato stabilito in Conferenza
  dei Capigruppo.
   C'è  stato un dibattito articolato e credo propositivo. Mi  auguro
  che ci possa essere un approfondimento nelle sedi opportune.
   Si  è  allargato  il ragionamento alla questione del  sistema  dei
  trasporti in generale, un approfondimento in Commissione.  Ciò  non
  toglie  che in seguito si possa ritornare in Aula indipendentemente
  dalla  disponibilità  dell'Assessore,  perché  è  giusto  su   temi
  importanti  quali quelli evidenziati come i trasporti in  generale,
  la  continuità territoriale. Prendiamo atto oggi positivamente  che
   Ryanair    ha  stabilito  cinque  nuove  tratte  con  la   Sicilia
  orientale,   con  l'aeroporto  di  Catania.  Prendiamo   atto   che
   Ryanair ,  per  bocca  del numero due della stessa  compagnia,  ha
  dichiarato che è interessato al mercato siciliano e calabrese.
   Sono   queste   le   cose   che  dovrebbero   fare   intercettare,
  indipendentemente  dai  monopoli  che  in  atto  ci  sono  e  dalle
  normative  -  l'onorevole Turano ne ha fatto cenno  -  che  possono
  essere superate.
   Spesso si è parlato anche a sproposito di aiuti di Stato, ci siamo
  paragonati alla Sardegna, abbiamo parlato del perché alla  Sardegna
  venga  garantita la continuità territoriale con agevolazioni per  i
  residenti, cosa che non accade in Sicilia. Il costo del biglietto -
  ahimè - spesso supera anche gli 800 euro, questo perché da parte di
  Alitalia,   soprattutto,   è  inutile  nascondersi,   non   ha   la
  condivisione dei problemi reali dei siciliani.
   Questo  sta ad una classe dirigente degna di questo nome  e  credo
  che noi lo siamo e stasera lo abbiamo dimostrato nel far valere  le
  nostre ragioni.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a  martedì  8  novembre
  2016, alle ore 16.00 con il seguente ordine del giorno:

   I  -COMUNICAZIONI
  II  - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

        1)  -  Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A) (Seguito)

                Relatore: on. Laccoto

        2)  -  Revisione della normativa di assegnazione dei lotti nelle
            aree industriali da destinare ad attività commerciali . (n. 1202/A)

                Relatore: on. Laccoto

        3)  -  Valorizzazione del demanio trazzerale . (n. 349/A)

                Relatore: on. Laccoto

   III  -SVOLGIMENTO DELL'INTERROGAZIONE:

         N. 3025  -  Chiarimenti sul provvedimento di  scioglimento
              dell'Amministrazione comunale di Scicli in  relazione
              alle   gravi  dichiarazioni  rese  alla  stampa   dal
              Presidente della Regione.

         (8 maggio 2015)

                                                            ASSENZA

   IV  - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 496 - Iniziative in ordine al reclutamento di personale
              nelle aziende del Servizio sanitario regionale.

         (4 novembre 2015)

                                  CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
                              CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA -
                               MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
                              TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO

   V  -DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

             Codice  etico per gli eletti a cariche pubbliche,  per
              gli  amministratori e per i dipendenti della  Regione
              Siciliana . (n. 854/A) (Seguito)

                Relatore: on. La Rocca Ruvolo

   VI  - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 494 -  Iniziative urgenti finalizzate alla revoca della
                convenzione  sottoscritta  tra  Regione  siciliana,
                Università  degli studi Kore di Enna e Associazione
                Proserpina,  avente ad oggetto  l'apertura  di  una
                nuova facoltà di medicina e chirurgia.

         (3 novembre 2015)

                                 ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO -
                                   MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO -
                             SIRAGUSA - TANCREDI - CIANCIO - FOTI -
                            FERRERI - PALMERI - LA ROCCA - CAPPELLO

   VII  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 204 - Verifica della presenza di gas radon indoor negli
              edifici  utilizzati  da enti  pubblici  e  privati  e
              osservanza  dei  criteri  di legge  negli  interventi
              edilizi di nuova edificazione.

         (24 ottobre 2013)

                           FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
                                     CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA -
                               MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
                              TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO

   VIII  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 573  -  Provvedimenti urgenti a favore  dei  pensionati
              dell'Ente acquedotti siciliani.

         (12 maggio 2016)

                                GRECO G. - DI MAURO - CASCIO S.- DI
                                   GIACINTO - CORDARO - PANARELLO -
                           PANEPINTO - RUGGIRELLO - SUDANO -FALCONE
                                                           - TAMAJO

   IX  - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 290   -   Chiarimenti  circa  l'incidenza  dei  fattori
              ambientali sull'aumento della percentuale  di  malati
              di  leucemia  e tumori nel territorio di  Siracusa  e
              nomina  di  una Commissione parlamentare speciale  di
              indagine e di studio in argomento.

         (16 aprile 2014)

                           ZITO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
                             CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA  ROCCA -
                               MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
                                     TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA

   X  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 531  -  Riduzione  della  tariffa del  servizio  idrico
              integrato  nel  comune di Siracusa nei  casi  in  cui
              l'acqua non sia utilizzabile per fini alimentari.

         (4 febbraio 2016)

                           ZITO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
                              CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA -
                               MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
                                     TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA

   XI  - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 537  -  Accelerazione  dei tempi di  valutazione  delle
              istanze  presentate in ordine al bando sul lavoro  in
              proprio.

         (16 febbraio 2016)

                           ZITO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
                              CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA -
                               MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
                                     TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA

   XII  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 603  -  Ritiro in autotutela dell'Avviso n.  8/2016  in
              materia di formazione professionale in Sicilia.

         (25 ottobre 2016)

                            TANCREDI - CIACCIO - CIANCIO - TRIZZINO
                                - FOTI - MANGIACAVALLO - CAPPELLO -
                           PALMERI - ZAFARANA - CANCELLERI - ZITO -
                                      SIRAGUSA - LA ROCCA - FERRERI

   XIII  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 600  -  Iniziative a livello nazionale per la  modifica
              del  decreto di individuazione delle piante organiche
              del distretto giudiziario di Messina.

         (11 ottobre 2016)

                             PANARELLO - LACCOTO - PICCIOLO - GRECO
                                M. CURRENTI - COLTRARO - GERMANA' -
                                                           GRASSO -

                   La seduta è tolta alle ore 19.03

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio