Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
La seduta è aperta alle ore 16.05
FIORENZA, segretario, dà lettura dei processi verbale delle sedute
nn. 375 e 376 del 3 novembre 2016, che, non sorgendo osservazioni,
si intendono approvati.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE.Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli:
-Tamajo, La Rocca Claudia, Vullo, Giuffrida per oggi;
-Trizzino, dall'8 al 9 novembre.
L'Assemblea ne prende atto.
Missione
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Vullo sarà in missione dal 9
al 10 novembre 2016.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per la Salute:
N. 3461 - Verifiche in ordine al possesso dei requisiti di legge e
delle adeguate esperienze gestionali per rivestire l'incarico di
direttore sanitario dell'ASP 6 di Palermo.
Firmatari: Greco Giovanni
N. 3463 - Verifiche in ordine al possesso dei requisiti di legge e
delle adeguate esperienze gestionali per rivestire l'incarico di
direttore amministrativo dell'ASP 6 di Palermo.
Firmatari: Greco Giovanni
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Comunicazione di invio di disegni di legge alla competente
Commissione
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alla competente Commissione:
BILANCIO (II)
- Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e s.m.i.. (n. 1262).
Di iniziativa governativa.
Inviato il 7 novembre 2016.
- Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettere b) ed e) del decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e s.m.i.. (n. 1263).
Di iniziativa governativa.
Inviato il 7 novembre 2016.
- Assestamento del bilancio di previsione per l'esercizio
finanziario 2016 e per il triennio 2016/2018 - Variazioni al
bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2016 e per il
triennio 2016/2018. (n. 1264).
Di iniziativa governativa.
Inviato il 7 novembre 2016.
PARERE I, III, IV, V e VI.
Comunicazione di richiesta di parere
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta ed è stata assegnata alla
competente Commissione la seguente richiesta di parere:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana -
Sezione giurisdizionale. Designazione componente. (n. 87/I).
Pervenuto in data 3 novembre 2016.
Inviato in data 4 novembre 2016.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 3613 - Chiarimenti in merito alla decisione di Poste italiane
di tagliare i collegamenti aerei con Palermo per il recapito della
corrispondenza.
- Presidente Regione
Fontana Vincenzo
N. 3617 - Interventi urgenti per il settore dei rifiuti in
Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Assenza Giorgio
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che è stata presentata la seguente interrogazione con
richiesta di risposta in Commissione:
N. 3614 - Chiarimenti in merito alla richiesta di trasferimento
degli infermieri dell'U.O. di medicina interna del P.O.
'P.Borsellino' di Marsala (TP).
- Assessore Salute
Ruggirello Paolo
Avverto che l'interrogazione testé annunziata sarà inviata al
Governo ed alla competente Commissione.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 3612 - Interventi per rimediare al mancato utilizzo delle acque
della diga Olivo (EN).
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Musumeci Nello; Formica Santi
N. 3615 - Chiarimenti sulla cessione del CE.FO.P. alla Cerf.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio;
Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina; Zito
Stefano
N. 3616 - Mantenimento in deroga del punto nascita dell'isola di
Lipari (ME).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Laccoto Giuseppe
N. 3618 - Interventi conseguenti all'entrata in vigore del decreto
ministeriale del 9 dicembre 2015, in materia di erogabilità delle
prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Musumeci Nello; Formica Santi
N. 3619 - Chiarimenti urgenti circa la posizione professionale di
soggetti che ricoprono più incarichi apicali presso diversi Enti di
formazione professionale in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Figuccia Vincenzo
N. 3620 - Chiarimenti in merito alla valutazione negativa, con
relativa perdita di posizione in classifica, sul livello di
performance del sistema sanitario regionale secondo uno studio
dell'Università Tor Vergata di Roma.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Lombardo Salvatore Federico; Di Mauro Giovanni; Fiorenza Dino;
Greco Giovanni
N. 3621 - Notizie in merito alla piena funzionalità del REMS di
Caltagirone (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Lombardo Salvatore Federico; Di Mauro Giovanni; Fiorenza Dino;
Greco Giovanni
N. 3943 - Notizie in merito alla richiesta di rimozione del
sindaco di Casteldaccia (PA).
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Di Giacinto Giovanni
Avverto che le interrogazioni testè annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
N. 466 - Notizie sul blocco dei cantieri di costruzione
dell'autostrada Siracusa-Gela.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Musumeci Nello; Formica Santi; Barbagallo Alfio
N. 467 - Iniziative per garantire la sicurezza dell'autostrada
Catania-Siracusa.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Foti Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciaccio Giorgio; Ferreri Vanessa; La Rocca Claudia;
Mangiacavallo Matteo; Trizzino Giampiero; Ciancio Gianina; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si
intendono accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per
essere svolta al loro turno.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente mozione:
N. 604 - Salvaguardia del patrimonio del CAS.
Vinciullo Vincenzo; D'Asero Antonino; Alongi Pietro; Fontana
Vincenzo
Presentata il 3/11/16
Avverto che la mozione testé annunziata sarà demandata, a norma
dell'articolo 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
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Comunicazione di stralcio del disegno di legge n. 1264
PRESIDENTE. In riferimento al disegno di legge n. 1264
Assestamento del Bilancio di previsione per l'esercizio
finanziario 2016 e per il triennio 2016/2018. Variazioni al
Bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2016 e per il
triennio 2016/2018 comunico che, ai sensi dell'articolo 7 del
Regolamento interno e di analoghe determinazioni assunte dalla
Presidenza, è stato stralciato l'articolo 23 Modifiche
all'articolo 9 della legge regionale 12 luglio 2011, n. 12 e
all'articolo 24 della legge regionale 17 maggio 2016, n. 8 , che è
stato contestualmente inviato alla IV Commissione per essere
esaminato in un autonomo disegno di legge.
Armerina (EN)
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Indirizzo di saluto agli studenti del Liceo Scientifico di Piazza
Armerina (EN)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vorrei formulare un indirizzo di
saluto agli studenti ed al corpo docente del Liceo scientifico di
Piazza Armerina che vedo qui presenti.
Vi ringrazio per essere venuti a visitare Sala d'Ercole e questo
Parlamento.
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Sull'ordine dei lavori
MALAFARINA Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, lei sa che non
è mia abitudine intervenire sull'ordine dei lavori e men che mai su
argomenti che non siano strettamente attinenti all'ordine del
giorno dei lavori d'Aula. Però io, da questo palco, devo denunciare
un fatto per me molto increscioso ed antipatico.
Alcuni giorni fa, esattamente il 26 ottobre, in IV Commissione è
proseguita la discussione sul disegno di legge n. 1243 che riguarda
Il riordino del sistema di gestione dei rifiuti in Sicilia . Un
disegno di legge che, tutto sommato, ha una sua modesta valenza,
devo dire, e prevede semplicemente delle società d'ambito che
passano da diciotto a nove, nulla quaestio che sia un disegno di
legge legittimo.
Ma in quel disegno di legge si sta perdendo una grande occasione,
quella di far chiarezza su quella che è la raccolta differenziata
dei rifiuti in Sicilia che viene rinviata, in quello stesso disegno
di legge, ad un prossimo eventuale e futuro, non si sa quando,
approvato piano dei rifiuti.
Siamo tutti quanti consapevoli dell'enorme disastro a cui
assistiamo con città sporche, ingestibili, con costi per i rifiuti
assolutamente abnormi, con enormi difficoltà dei sindaci che sono
chiamati a rispondere del disservizio, e cosa succede? Che un
deputato dell'Assemblea, il sottoscritto, chiede di poter
illustrare in sede di Commissione alcuni propri emendamenti che,
sicuramente non hanno la pretesa di essere il toccasana miracoloso
né altro, ma che danno una apertura ad una possibile soluzione che
è la raccolta differenziata.
Mi dispiace che non ci sia la collega deputato, onorevole Maggio,
che presiede la IV Commissione ma avevo chiesto esplicitamente, a
più riprese, sia al presidente della Commissione sia ai funzionari
della stessa Commissione di essere avvertito nel momento in cui
sarebbe andato in discussione l'articolo 5 del disegno di legge su
cui erano stati presentati gli emendamenti.
Io credo che ci sia una qual certa supponenza sia da parte del
presidente della Commissione sia da parte dell'Assessore che, molto
probabilmente, si ritengono tanto bravi ed unti dal Signore da
proporre soluzioni che forse solo loro intravedono ma nessun altro.
Il risultato di tutto questo è che quegli emendamenti proposti non
sono stati neanche discussi per assenza dei proponenti.
Io credo che questo sia un vulnus alla legittima attività di ogni
deputato e credo che la presidenza della Commissione debba, quanto
meno illustrare i motivi - è il minimo che possa fare -, ma
soprattutto che offra le sue dimissioni da presidente della
Commissione perché quando un presidente di Commissione ignora a più
riprese una richiesta di un deputato impedendogli di partecipare ai
lavori, perché non avvertito, credo che abbia realizzato il massimo
della assenza dalla propria funzione.
Il presidente di Commissione non può essere colui il quale decide
in nome e per conto di tutti, deve essere anche il garante della
libertà dei deputati di illustrare le proprie idee, ma soprattutto
in una situazione gravemente deficitaria come quella della gestione
dei rifiuti in Sicilia, dove c'è un Assessore che purtroppo brilla
per assenza - perché al di là di semplici proposte non si è
riuscito ancora oggi ad individuare una soluzione al problema dei
rifiuti, e credo che farebbe bene a lasciare spazio a qualcuno più
competente -, non si degnano neanche di chiedere: Scusi, ma lei ha
fatto una proposta e la proposta domani salterà fuori sicuramente
in maniera molto più decisa rispetto a quello che sto affermando
qua, perché c'è la supponenza, c'è l'arroganza da parte di coloro i
quali si ritengono depositari di un potere ma che non riescono a
risolvere neanche un centimetro di un problema.
E allora signor Presidente io mi rivolgo alla sua sensibilità
perché venga fatto un richiamo ufficiale, quanto meno, alla
presidente della IV Commissione e venga data la possibilità a chi
non è presente, non per volontà propria ma per omissione della
presidente o dei propri Uffici, nel presentare emendamenti. E' un
fatto grave, è un fatto inaccettabile, è un fatto che io rifiuto, è
un fatto che crea un vulnus alla possibilità per i deputati di
partecipare al dibattito politico e di trovare soluzioni per
problemi che sono veramente drammatici, problemi che poi, alla
fine, si ripercuotono su un giudizio totalmente negativo nei
confronti della politica, giudizio negativo nel quale io non voglio
essere coinvolto perché ho espresso delle possibilità, delle
soluzioni che oggi non vengono neanche esaminate.
Questa è la situazione di fatto e tanto le rassegno perché lei
voglia intervenire.
LENTINI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, solo qualche minuto per ricordare al
Parlamento ma anche alla Presidenza che è, praticamente, dal mese
di giugno che ho fatto richiesta di accesso agli atti per quanto
riguarda Riscossione Sicilia' e sono in attesa di ricevere una
nota.
Lo voglio dire perché nella nota io ho richiamato l'articolo 7 del
Regolamento interno, ma anche per rispetto della nota del
Presidente di questa Assemblea, l'onorevole Ardizzone, nel 2013 è
stata richiamata questa nota: il rispetto dei deputati quando fanno
richiesta di accesso agli atti.
E poi, in aggiunta anche la nota numero 26 del 1966, della Corte
Costituzionale che dà la possibilità ai deputati di svolgere il
proprio lavoro presso gli enti che appartengono alla Regione.
Quindi, signor Presidente, questo accesso agli atti riguarda
Riscossione Sicilia', e precisamente ho mandato una nota alla
Presidenza, all'avvocato Antonio Fiumefreddo, fra le altre cose
rinviato a giudizio, e metto a conoscenza anche il Parlamento e la
Presidenza per ricordare che solleciterò questo Parlamento affinché
in Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari venga messa in
discussione, e quindi all'ordine del giorno, la mozione che
riguarda la rimozione dell'avvocato Fiumefreddo.
Grazie signor Presidente. Le faccio questo sollecito, per
rispettare le inadempienze da parte di alcuni presidenti di società
partecipate della Regione, a essere più celeri, perché l'accesso
agli atti è del mese di giugno e l'articolo 10 prescrive 30 giorni.
Siamo a più di tre mesi e ancora aspetto una nota.
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dall'on. Cancelleri inerente le Regioni a Statuto speciale
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Comunicazione di parere reso in ordine alla questione
sollevata dall'onorevole Cancelleri inerente le Regioni a Statuto
speciale
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di procedere con l'ordine
del giorno leggerò un parere reso dal professore Giacomo D'Amico,
Professore associato di diritto Costituzionale del Dipartimento di
Giurisprudenza dell'Università di Messina, da me richiesto in
ordine alla questione sollevata dall'on. Giancarlo Cancelleri e che
riguarda le Regioni a Statuto speciale.
Questo problema è stato sollevato in ogni regione a Statuto
speciale. Da parte delle Regioni a Statuto speciale, almeno da
parte dei Consigli, c'è uniformità di interpretazione.
Leggo questo parere perché rimanga agli atti. Riguarda la presunta
incompatibilità tra le cariche di senatore e di deputato regionale
nelle Regioni a Statuto speciale, dopo eventuale approvazione della
legge costituzionale sottoposta a referendum:
«1. Premessa: le disposizioni degli statuti speciali in materia.
Com'è noto, l'art. 3, ult. co., Statuto Sicilia stabilisce che
«L'ufficio di Deputato regionale è incompatibile con quello di
membro di una delle Camere, di un Consiglio regionale ovvero del
Parlamento europeo».
In realtà, una formula analoga si rinviene in tutti gli Statuti
speciali:
- art. 15, co. 2, Statuto Friuli: «L'ufficio di consigliere
regionale è incompatibile con quello di membro di una delle Camere,
di un altro Consiglio regionale, di un Consiglio provinciale, o di
sindaco di un Comune con popolazione superiore a 10 mila abitanti,
ovvero di membro del Parlamento europeo»;
- art. 17, co. 2, Statuto Sardegna: «L'ufficio di consigliere
regionale è incompatibile con quello di membro di una delle Camere
o di un altro Consiglio regionale o di un sindaco di un Comune con
popolazione superiore a diecimila abitanti, ovvero di membro del
Parlamento europeo»;
- art. 28, co. 3, Statuto Trentino: «L'ufficio di consigliere
provinciale e regionale è incompatibile con quello di membro di una
delle Camere, di un altro Consiglio regionale, ovvero del
Parlamento europeo»;
- art. 17 Statuto Valle d'Aosta: «L'ufficio di consigliere
regionale è incompatibile con quello di membro di una delle Camere
o di un altro Consiglio regionale, ovvero del Parlamento europeo».
La questione sulla asserita perdurante incompatibilità si pone,
quindi, per tutte le Regioni speciali (non a caso, per la Sardegna,
l'on. Pili ha sollevato analoga questione).
2. Sull'applicabilità della legge di revisione costituzionale alle
Regioni speciali
Prima di affrontare il merito della questione, è necessario
soffermarsi sul problema dell'inapplicabilità della legge di
revisione costituzionale alle Regioni speciali.
In proposito, vale la pena di ricordare che l'art. 39, co. 13, del
testo di riforma non prevede un'assoluta inapplicabilità, alle
Regioni speciali, delle nuove disposizioni costituzionali; esso,
piuttosto, stabilisce che «Le disposizioni di cui al capo IV della
presente legge costituzionale non si applicano alle regioni a
statuto speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano
fino alla revisione dei rispettivi statuti sulla base di intese
[ ]».
Dunque, discutere di una radicale inapplicabilità del testo di
riforma alle Regioni speciali è del tutto fuorviante; al contrario,
le uniche parti della riforma escluse dall'applicabilità immediata
(e la cui applicabilità è subordinata alla revisione degli statuti)
sono le disposizioni di cui al capo IV, cioè gli artt. che vanno
dal 29 al 36 della legge di revisione costituzionale.
Le disposizioni indicate sono quelle che modificano, tra l'altro,
gli artt. 114, 117, 118, 119 e 120.
In sostanza, il legislatore costituzionale ha subordinato alla
condizione (incerta sia nell'an sia nel quando) della revisione
degli statuti speciali, l'entrata in vigore dei soli articoli sopra
citati.
3. I criteri per la risoluzione delle antinomie tra le fonti del
diritto e la loro applicazione al caso di specie
Se, quindi, non v'è dubbio che il legislatore di revisione
costituzionale ha inteso prevedere l'applicazione immediata, anche
alle Regioni speciali, delle altre disposizioni recate dalla legge
costituzionale, occorre capire in che modo possa risolversi il
contrasto tra le norme statutarie richiamate in premessa e il nuovo
assetto del Senato della Repubblica.
Muovendo dalla considerazione banale che lo Statuto speciale è
approvato con legge costituzionale, non pare esservi dubbio che in
questo caso debba trovare applicazione il principio per cui lex
posterior derogat legi priori. Dunque, la disposizione contenuta
nella nuova (eventuale) legge costituzionale dovrebbe abrogare
quella recata dalla precedente legge costituzionale (gli statuti
speciali), trovando applicazione in questi casi l'art. 15 delle
c.d. Preleggi, secondo cui «Le leggi non sono abrogate che da leggi
posteriori per dichiarazione espressa del legislatore, o per
incompatibilità tra le nuove disposizioni e le precedenti o perché
la nuova legge regola l'intera materia già regolata dalla legge
anteriore».
In sostanza, il contrasto implicito tra la previsione di un
Senato composto anche da consiglieri regionali e la disposizione
che prevede l'incompatibilità tra le cariche di senatore e
consigliere regionali, dovrebbe risolversi con il canone
dell'abrogazione implicita.
Questa soluzione, apparentemente piana, sembra incontrare un
ostacolo nella previsione dell'art. 41-ter Statuto Sicilia
(introdotto dall'art. 1 della legge cost. n. 2 del 2001) che -
analogamente a quanto previsto negli altri Statuti speciali dalla
legge cost. n. 2 del 2001 - prevede:
«Per le modificazioni del presente Statuto si applica il
procedimento stabilito dalla Costituzione per le leggi
costituzionali.
L'iniziativa appartiene anche all'Assemblea regionale.
I progetti di modificazione del presente Statuto di iniziativa
governativa o parlamentare sono comunicati dal Governo della
Repubblica all'Assemblea regionale, che esprime il suo parere entro
due mesi.
Le modificazioni allo Statuto approvate non sono comunque
sottoposte a referendum nazionale».
La legge cost. n. 2 del 2001 ha, quindi, previsto che, nel
caso di iniziativa legislativa governativa o parlamentare, i
progetti di modificazione dello Statuto siciliano (e degli altri
Statuti speciali) siano comunicati dal Governo all'Assemblea
Regionale, che è chiamata a esprimere il suo parere entro due
mesi».
Siffatta disposizione prevede, in sostanza, un aggravamento
procedurale (il parere dell'ARS), al fine di assicurare il
coinvolgimento dell'Assemblea nel caso di progetti di iniziativa
del Governo nazionale o di uno o più parlamentari nazionali1.
La questione da dirimere è, dunque, quella relativa alla forza
della legge costituzionale di revisione dello Statuto speciale,
approvata previo parere dell'ARS. In altre parole, una legge
costituzionale approvata senza aver acquisito il detto parere può
modificare lo Statuto speciale? Se si ragiona in questi termini, la
risposta sembrerebbe essere negativa; ammettere infatti che una
legge costituzionale (di iniziativa governativa o parlamentare e
non preceduta dal parere dell'ARS) possa modificare lo Statuto
significa vanificare la previsione statutaria dell'art. 41-ter.
In realtà, però, il problema in esame risulta essere mal
posto; infatti, l'art. 41-ter richiede il parere solo per i
progetti di modificazione dello Statuto speciale e non anche per
l'ipotesi, minima (come quella attuale), di una mera
incompatibilità tra due disposizioni (quella contenuta nella legge
di riforma e quella statutaria). Nel caso di specie, non si tratta
di un progetto di modificazione dello Statuto ma, al contrario, di
un progetto di riforma della Costituzione, che incidendo sulla
composizione del futuro Senato, determina, di riflesso (e quindi
indirettamente), degli effetti su alcune norme degli statuti
speciali.
Deve pertanto concludersi nel senso che il contrasto implicito
tra il nuovo (eventuale) art. 57 Cost. e l'art. 3, ult. co.,
Statuto Sicilia debba risolversi secondo il consueto criterio che
regola la successione nel tempo delle leggi di pari rango e quindi
nel senso dell'abrogazione implicita della seconda disposizione.
Prof. Giacomo D'Amico»
Onorevoli colleghi, faccio distribuire copia di questo parere ed
eventualmente, siccome è una sede di richieste e d'interventi, se
si vuole dibattere, dibatteremo.
C'era la richiesta esplicita da parte dell'onorevole Cancelleri e
siccome, correttamente, quello che ha detto l'onorevole Cancelleri
è verbalizzato, era giusto e doveroso - perché la questione ha
riguardato praticamente le cinque Regioni a Statuto speciale - dare
una risposta da parte di questa Presidenza.
Se è necessario aprire un dibattito lo concorderemo in Conferenza
dei Capi Gruppo.
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Sull'ordine dei lavori
VENTURINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VENTURINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
sull'ordine dei lavori approfittando della presenza in Aula
dell'assessore Marziano al quale mi rivolgo e gradirei, assessore,
giusto un secondo della sua attenzione.
Io l'ho invitata a venire in Commissione domani per relazionare su
un punto dell'Avviso 8. In particolar modo mi riferisco
all'articolo 11.2, che sembra quasi un ossimoro, perché l'articolo
inizia con la dicitura controlli e poi all'11.2 questi controlli
svaniscono nel nulla. Siccome, mi sembra di fare un grossissimo,
clamoroso autogoal nel processo di riformazione della formazione -
scusi il bisticcio di parole - io la invito formalmente, visto che
è presente in Aula, non dico a riferire oggi, perché immagino tra
un po' arriverà l'assessore Lo Bello, quindi parleremo della legge
che era oggi in esame, ma la invito a darci la certezza della sua
presenza, domani, in Commissione. Perché credo, che questo punto
necessiti di chiarimenti e di approfondimenti, che sono a questo
punto improcrastinabili.
MARZIANO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Signor Presidente, ho chiesto di intervenire per
confermare la mia presenza domani in Commissione, ma anche per
manifestare il fatto che sarebbe stato più opportuno che, come in
altri casi, la richiesta fosse stata fatta non sulla stampa, cosa
che mi costringeva quasi a rispondere alle inesattezze ed alle -
diciamo - imprecisioni della richiesta, ma direttamente con le
procedure normali che prevedono che ogni deputato ha il diritto di
chiedere che l'assessore riferisca in Commissione. Io peraltro ho
partecipato a tutte le riunioni di Commissione alle quali sono
stato invitato per riferire sui problemi della formazione e domani
riferirò con una relazione preparata negli uffici che
tranquillizzerà l'onorevole Venturino rispetto alle sue
preoccupazioni.
PRESIDENTE. Sospendo l'Aula per cinque minuti in attesa che arrivi
l'assessore Lo Bello.
(La seduta sospesa alle ore 16,37, è ripresa alle ore 16.46)
La seduta è ripresa.
'Nuove norme in materia di panificazione'
Presidenza del vicepresidente Venturino
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Seguito della discussione del disegno di legge n. 1/A
«Nuove norme in materia di panificazione»
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al punto secondo
all'ordine del giorno.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
n. 1/A Nuove norme in materia di panificazione , posto al numero
1).
Invito la competente Commissione a prendere posto al relativo
banco.
Onorevoli colleghi, la Commissione ha provveduto alla riscrittura
di alcuni articoli, iniziando dall'articolo 1, al quale sono stati
presentanti alcuni subemendamenti.
Si passa al subemendamento 1.1.3, degli onorevoli Greco Giovanni
ed altri, che è dichiarato decaduto per assenza dall'Aula dei
firmatari.
Si passa al subemendamento 1.1.4, degli onorevoli Greco Giovanni
ed altri , che è dichiarato decaduto per assenza dall'Aula dei
firmatari.
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, credo che in linea di massima i sub
emendamenti sono stati apprezzati e discussi in Commissione per cui
molti di questi emendamenti si intendono ritirati. Quindi fino a
prova contraria di qualcuno che voglia sostenere, io credo che il
testo che è scritto, che posso leggere articolo per articolo
comprenda questi sub emendamenti.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, formalmente e correttamente come
l'onorevole Laccoto ha anticipato, su alcuni subemendamento c'è
l'apprezzamento positivo della Commissione.ù
Si passa al subemendamento 1.1.5, degli onorevoli Greco Giovanni
ed altri.
Il parere della Commissione?
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LO BELLO, assessore per le Attività produttive. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 1.1.5.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al subemendamento 1.1.9, degli onorevoli Greco Giovanni
ed altri.
Il parere della Commissione?
LACCOTO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, il subemendamento è dell'onorevole
Greco, non può essere la Commissione a ritirarlo. A me risulta che
la Commissione ha dato parere favorevole.
GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
per fare sapere all'Aula che c'è stata una riunione tra l'onorevole
Lombardo, anch'esso firmatario del submendamento e la Commissione
ed è stato trovato un accordo su tutti gli emendamenti. Quindi dove
non hanno trovato l'accordo, ritiro l'emendamento, per quello che
si è trovata una soluzione in comune, sono d'accordo.
PRESIDENTE. Quindi io mi riferisco direttamente alla Commissione.
GRECO Giovanni. Sì.
PRESIDENTE. Quindi il subemendamento 1.1.9 è ritirato
indipendentemente dal parere che era stato dato dalla Commissione.
PANARELLO. Signor Presidente, siccome mi dice il Presidente
Laccoto che c'è una riscrittura, la potremmo avere così discutiamo
sulla riscrittura.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per cinque
minuti.
(la seduta, sospesa alle ore 16.50, è ripresa alle ore 16.55)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la Commissione ha già espresso
parere sui subemendamenti 1.1.5, che abbiamo già votato, 1.1.9,
1.1.1, 2.1.8, 2.1.9, 2.1.6, 4.1.1 e 5.1.1.
L'emendamento 6.1 è stato considerato ridondante atteso che la
definizione del pane tipico siciliano è sovrapponibile a quella di
pane siciliano tradizionale già presente nell'ordinamento
regionale, segnatamente all'articolo 9 della legge regionale n.
25/2011.
Poi ho compreso la Commissione è andata oltre già riscrivendo gli
articoli sulla base degli apprezzamenti positivi che ci sono stati
con i presentatori dei sub emendamenti. Però ai fini della
regolarità procedurale andiamo avanti velocemente invitando, di
volta in volta, la Commissione ad esprimere parere.
L'emendamento 1.1.5 lo abbiamo già votato. Si passa
all'emendamento 1.1.9. Il parere della Commissione?
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LO BELLO, assessore per le Attività produttive. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole rimanga
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.1.1. Il parere della Commissione?
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LO BELLO, assessore per le Attività produttive. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole rimanga
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 1 così come subemendato.
Chi è favorevole rimanga seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura.
«Art. 2.
Attività di panificazione
1. Ai fini della presente legge e ai sensi dell'articolo 4 del
decreto legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito con modificazioni
dalla legge 4 agosto 2006 n. 248, l'attività di panificazione
consiste nell'intero ciclo di produzione del pane, dalla
lavorazione delle materie prime alla cottura finale, con
l'esclusione della mera doratura, rifinitura o solo cottura di un
prodotto surgelato o semilavorato da altre imprese».
Onorevoli colleghi, è stato presentato un emendamento di
riscrittura, il subemendamento 2.1.8, apprezzato favorevolmente
dalla Commissione. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole rimanga seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.1.9. Il parere della Commissione?
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LO BELLO, assessore per le Attività produttive. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole rimanga
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.1.6. Il parere della Commissione?
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LO BELLO, assessore per le Attività produttive. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole rimanga
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 2 così come sub emendato. Chi è
favorevole rimanga seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Divieto di panificazione e regime di turnazione
1. Salvo quanto previsto nei successivi commi 2 e 4, al fine di
garantire il riposo, la salute ed il godimento dei diritti civili e
religiosi degli operatori del settore, la sola attività di
panificazione, come definita all'articolo 2, è vietata nelle
giornate domenicali e festive.
2. In deroga a quanto previsto al comma 1, in caso di due
festività in giorni consecutivi, il divieto di panificazione non si
applica al secondo giorno di festività; in caso di una festività
nel giorno di sabato o lunedì, il divieto di panificazione non si
applica alla domenica; in caso di tre o più giornate di festività
consecutive, incluse le giornate domenicali, il divieto di
panificazione non si applica alla prima ed all'ultima giornata
festiva o domenicale.
3. Ai sensi e per gli effetti dei principi comunitari e
costituzionali di tutela della concorrenza e nel rispetto degli
altri obblighi in materia di commercio di prodotti alimentari, le
previsioni di cui al presente articolo non pregiudicano e non
limitano l'apertura al pubblico degli esercizi commerciali e
l'attività di vendita e somministrazione del pane prodotto in
giornate diverse da quelle domenicali o festive, salvo le deroghe
di cui ai commi 2 e 4 del presente articolo.
4. Il sindaco, sentite le organizzazioni di categoria provinciali,
firmatarie di contratti collettivi nazionali di lavoro, e le
associazioni dei consumatori, garantisce la turnazione delle
aperture delle attività di panificazione nelle domeniche e nei
giorni festivi, anche in base alle esigenze e alle peculiari
caratteristiche del territorio».
Pongo in votazione l'emendamento di riscrittura 3.1.
SUDANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUDANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo perché
sinceramente ho grandi perplessità su questo disegno di legge e
volevo, comunque, dirlo al microfono perché sinceramente non
comprendo come mai noi andiamo a fare una norma così stringente su
un settore, quello artigianale dei panificatori, mentre per esempio
nella mia provincia, a Catania, abbiamo i centri commerciali che
restano aperti anche la domenica che non hanno nessuna regola e che
sappiamo benissimo che tipo di concorrenza possono portare nei
confronti degli artigiani.
Quindi, io volevo dire il mio dissenso al microfono e lasciare a
verbale questa dichiarazione.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 3.1. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4.
Requisiti morali e professionali per l'esercizio
dell'attività di panificazione
e disciplina dei corsi professionali
1. L'accesso e l'esercizio dell'attività di panificazione sono
subordinati al raggiungimento della maggiore età e/o di
emancipazione nel caso di minorenne, nonché alle condizioni morali
previste dall'articolo 71, comma 1, 3, 4 e 5, del decreto
legislativo n. 59 del 26 marzo 2010.
2. L'esercizio, in qualsiasi forma e modalità, dell'attività di
panificazione, è consentito a chi sia in possesso di uno dei
seguenti requisiti professionali:
a) aver frequentato con esito positivo un corso di formazione
professionale relativo al settore della panificazione;
b) aver prestato la propria opera per almeno due anni
nell'ultimo quinquennio presso imprese esercenti l'attività del
settore della panificazione, in qualità di dipendente qualificato
o apprendista addetto alla panificazione, o in qualità di socio
lavoratore, o in qualità di collaboratore familiare, comprovata
dall'iscrizione all'INPS.
3. L'Assessorato regionale delle attività produttive
predispone, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della
presente legge, sentite le organizzazioni datoriali di categoria
firmatarie del contratto collettivo nazionale del lavoro, i
programmi per lo svolgimento dei corsi di qualificazione di cui
alla lettera a) del comma 2.
4. I titolari di aziende della panificazione, che alla data di
entrata in vigore della presente legge siano iscritti all'albo
delle imprese artigiane presso le Camere di commercio, sono
esclusi dall'obbligo della formazione professionale.
5. In caso di società il possesso di uno dei requisiti di cui
al comma 2 è richiesto con riferimento al legale rappresentante o
ad altra persona specificamente delegata all'attività».
All'articolo 4 è stato presentato un sub emendamento 4.1.1 Il
parere della Commissione?
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LO BELLO, assessore per le Attività produttive. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 4.1 così come sub emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5.
Abusivismo nel settore della panificazione
1. Salvo quanto previsto dall'articolo 8, chiunque panifichi e/o
venda pane in violazione della normativa comunitaria, nazionale o
regionale è soggetto al sequestro della merce, oltre alla sanzione
amministrativa prevista per l'esercizio abusivo dell'attività.
2. L'accertamento della recidiva comporta, oltre al sequestro
della merce e dei mezzi, anche l'aumento della sanzione pecuniaria,
pari a tre volte la sanzione minima edittale».
Pongo in votazione l'articolo 5 nel testo originale. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
Articolo 6.
Divieto di commercializzazione del pane su area pubblica.
Vendita del pane a domicilio del consumatore
1. E' vietata la commercializzazione del pane su area pubblica.
2. Il pane da consegnare la domicilio del cliente deve essere
chiuso in un sacchetto di carta con all'esterno esposto lo
scontrino nonché il cognome e l'indirizzo del destinatario.'
Pongo, in votazione l'articolo 6 nel testo originario. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, sull'articolo 6, siccome esiste una legge della Regione
del 2011, in Commissione abbiamo scritto così: Per pane tipico
siciliano si intende quello definito ai sensi dell'articolo 9 della
legge regionale n. 25 del 2011', per evitare sovrapposizioni di una
norma con un'altra e quindi si va a scrivere l'articolo 9.
Lo rileggo. Per pane tipico siciliano si intende quello definito
ai sensi dell'articolo 9 della legge regionale n. 25 del 2011'.
Quindi il nuovo testo è questo.
PRESIDENTE. No, noi stiamo andando a votare formalmente l'articolo
6 del testo originario dove non c'era la definizione.
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Lo bocciamo.
PRESIDENTE. Quindi è ritirato l'emendamento 6.1.
Pongo in votazione l'articolo 6 del testo originario. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7 del testo originario. Ne do lettura:
Articolo 7.
Disposizioni in materia di confezionamento
1. I singoli pezzi di pane debbono essere confezionati con
pellicola microforata per alimenti sigillata sulla quale è apposta
l'etichetta con la denominazione della ditta produttrice, la data
di confezionamento e ogni altra indicazione prevista dalla
normativa vigente in materia di confezionamento dei prodotti
alimentari.
2. I panificatori che vendono al dettaglio nei locali di
produzione e nelle unità locali sono esenti dall'obbligo del
confezionamento.'
Onorevoli colleghi, comunico che all'articolo 7 è stato presentato
l'emendamento 7.1.
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Se lo fate nel
testo originario è una sovrapposizione in dissenso con quello che è
la legge.
PRESIDENTE. Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 17.02, è ripresa alle ore 17.08)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'articolo 6 è stato già votato.
Non sorgendo osservazioni, se ne riprende l'esame.
Il Presidente della Commissione intende intervenire sulla
questione dell'area pubblica.
Se l'Aula è favorevole si può procedere ad una riscrittura.
Ha facoltà di Parlare l'onorevole Laccoto.
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, la Commissione aveva già cassato la
parte in cui veniva vietata la vendita del pane in area pubblica,
ed aveva detto che sarebbe stata possibile solo su area pubblica
con la presenza di sacchetti dove contenere il pane.
Il concetto è questo, non è che è vietato, sarà possibile la
vendita al minuto solo su aree pubbliche, per favorire il controllo
da parte dei comuni.
MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non
voglio fare il cattivo in un momento di gioia e di condivisione
generale.
Penso, avendo letto questi articoli in modo approfondito, che non
stiamo facendo un buon servizio ai commercianti, ai panificatori.
Cioè, stiamo approvando delle norme molto restrittive che di certo
non li andranno ad agevolare. Questa norma non li agevola, questa
norma li avversa.
Signor Presidente, per carità, un'Assemblea si dovrebbe
distinguere dalle leggi che approva. Io oggi vi chiedo di invertire
questa teoria. Ci dobbiamo distinguere per bocciare questa norma
perché i panificatori, gli esercizi commerciali, impazziranno.
Chi deve aprire un esercizio commerciale deve avere titoli, non lo
so che cosa, ma nemmeno più l'artigiano si deve fare? E' un
mestiere che si può tramandare di generazione, da padre in figlio.
Noi così andiamo ad approvare una norma che li colpisce, non li
agevola.
Almeno introduciamo una norma che li agevola dal punto di vista
fiscale, diamogli soldi, introduciamo una norma che li agevola
quando assumono apprendisti. Ma che fa scherziamo? Approviamo una
norma che da domani mattina li farà impazzire, perché è una norma
farraginosa.
Io mi sento, signor Presidente, di fare un appello. Bocciamola o
accantonatela e vedete cosa dovete riscrivere. Ogni singolo pezzo
di pane deve, c'è scritto qua ogni singolo pezzo di pane deve
essere impachettato singolarmente, etichettato singolarmente, si
deve scrivere la provenienza .
Ma voi immaginate i panifici che abbiamo noi, devono avere questo
altro costo, non solo di materiale per procedere
all'impacchettamento, ma anche il costo del personale per
impacchettare. E quanto deve costare il pane?
Signor Presidente, questa norma è da bocciare E' uno
strafalcione
LO BELLO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO BELLO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
onorevoli deputati, questa norma, che come tutti sapete era una
delle norme contenute nel testo unico delle attività produttive,
che abbiamo stralciata, così come abbiamo fatto con i carburanti,
era necessaria, ma sembra che l'Aula, piuttosto che legiferare,
cercando di andare incontro a quelle che oramai sono l'esigenze,
voglia fare altro, e voglio collegarmi, mi permetterà l'onorevole
Milazzo, di volere utilizzare le ultime cose che ha detto.
La prima questione: chi può fare il panificatore. I requisiti di
accesso sono quattro: o l'avere frequentato un corso (fa il
panificatore, non vende abbigliamento), oppure avere per due anni
fatto questo lavoro, o essere in possesso di un diploma o essere
scritto nel registro esercenti per il commercio presso le Camere di
commercio.
Io non credo che siano chissà quali titoli o chissà quali
prerogative. Sull'apertura o meno, tutti noi sappiano che da un
lato la libera concorrenza prevista dalla Bolkestein dice aperti
tutti ed aperti sempre. Abbiamo voluto, in un certo senso, offrire
alle comunità e ai comuni la possibilità di volere anche
organizzare quella che è l'apertura di attività come quello di
panificatore, lasciando ai comuni una certa discrezionalità.
Non possiamo da un lato dire: guardate che i lavori addetti in
alcuni settori vengono super sfruttati dai centri commerciali che
sono sempre aperti e poi, invece, quando noi decidiamo di affidare
ai comuni la possibilità di non concedere l'apertura domenicale,
diciamo che i centri commerciali fanno concorrenza
Insomma, crediamo delle due l'una, che non possiamo intervenire
sull'orario di chiusura perché c'è lo vieta la Bolkestein, ma nello
stesso tempo possiamo affidare ai comuni la possibilità di
intervenire con regolamenti all'interno del proprio territorio.
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, volevo dire che non c'è tutta la preoccupazione che è
stata manifestata dall'Aula, anche perché, rispetto agli
emendamenti approvati in Commissione, resta l'unico punto che
discuteremo assieme, quello delle sanzioni. Il pane viene
impacchettato solo per la vendita nelle aree libere, nelle aree
pubbliche, non nei panifici. Quindi è una preoccupazione che non
esiste.
Per quanto riguarda l'orario di apertura, una volta che vi era la
richiesta di tutti i sindacati di limitare l'orario di apertura, la
Commissione ha dato un'apertura, anche perché c'è una legge che
prevede l'anticostituzionalità delle limitazioni alla vendita. E
allora noi abbiamo cercato di regolare in maniera molto semplice,
dicendo che le organizzazioni sindacali di categoria propongono al
sindaco l'orario delle festività, che non sono solo le domeniche,
ma sono tutte le festività, compresi Natale e Capodanno. Dopodiché
se non c'è l'accordo ogni panificio è libero, con esposizione del
suo orario, di vendere, secondo la sua libertà, nei giorni anche
festivi.
Questo è il succo di quello che è venuto fuori dalla Commissione.
D'altronde io penso che, rinviando anche il voto finale a martedì,
gli Uffici possono fare un coordinamento del testo con gli
emendamenti apprezzati in Commissione e con una riscrittura
organica.
Quindi, per quanto riguarda la vendita, io presento un
subemendamento che supera la non vendita nelle aree pubblica. E'
quello apprezzato in Commissione: E' consentita la vendita di pane
sfuso in aree pubbliche nelle costruzioni stabili e nei negozi
mobili, purché l'esercente sia dotato di appositi banchi di
esposizione con idoneo carattere risultante. In assenza di tali
banchi è consentita solo la vendita all'origine di pane
preconfezionato dell'impresa produttrice. .
E' quello che dà la possibilità anche nelle aree pubbliche.
D'altronde la riscrittura fatta dalla Commissione va in questo
senso, quindi se siamo tutti d'accordo questo sostituisce
l'articolo 6 e va incontro a tutte le questioni.
PRESIDENTE. Se lei cortesemente lo deposita, gli Uffici lo devono
vedere.
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Laccoto, io ritengo che noi dobbiamo legiferare evitando
ipertrofie. Io immagino che il tema del confezionamento in aree
pubbliche risponda a norme igienico sanitarie che, secondo me, noi
non dobbiamo richiamare.
Perché tu puoi fare una legge che stabilisce una certa cosa, se
poi contraddice le norme? Rispettando le norme igienico sanitarie
Punto Credo che il tema sia questo il tema, perché se tu vendi il
pane in un'area pubblica è di tutta evidenza che ci sono norme
igienico sanitarie che non hanno la stessa consistenza del locale
al chiuso.
ANSELMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANSELMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che questa
legge, che a mio avviso è una legge importante - ma è una mia
personalissima idea - non doveva essere estrapolata dal Testo unico
sulle attività produttive. Perché se l'ottica è di andare a
disciplinare il settore del commercio allora ha un senso farlo per
tutti, perché in questa maniera stiamo andando a disciplinare in
maniera giusta, corretta - sono d'accordo con le osservazioni che
ha fatto l'assessore Lo Bello - ma non posso non essere d'accordo
con le altre osservazioni che hanno fatto i miei colleghi. Io credo
che sia il caso che questa legge, e lo chiedo a questo punto in
maniera formale, ritorni in Commissione perché ancora ci sono
troppi dettagli che devono essere discussi e affrontati in
Commissione e non in Aula.
PRESIDENTE. C'è una richiesta del Capo gruppo del Partito
Democratico per un ritorno in Commissione. Qualcuno vuole
intervenire contro questa proposta?
Onorevoli colleghi, chi è favorevole per il ritorno in Commissione
resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
La Commissione ha ampio mandato di riformulare questo disegno di
legge anche sulla base degli articoli che ha apprezzato l'Aula con
il voto.
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, vorrei solo ricordare che questa legge io me la sono
trovata scritta in maniera ancora più restrittiva, e noi abbiamo
cercato di fare un lavoro rispetto al testo che mi è stato
consegnato.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per oggi l'onorevole
Alfio Barbagallo per motivi di salute.
L'Assemblea ne prende atto.
gnazione dei lotti nelle aree industriali da destinare ad attività
commerciali' (n. 1202/A)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Discussione del disegno di legge «Revisione della
normativa di assegnazione dei lotti nelle aree industriali
da destinare ad attività commerciali». (n. 1202/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa alla discussione del
disegno di legge n. 1202/A Revisione della normativa di
assegnazione dei lotti nelle aree industriali da destinare alle
attività commerciali , posto al punto 2).
Ha facoltà di parlare il relatore, onorevole Laccoto, per svolgere
la relazione.
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, questa è una norma di legge che è
stata più volte discussa in Commissione, io credo comunque che ci
sia dato un ampio margine per quanto riguarda eventuali emendamenti
in modo da poterla poi discutere ed emendare la discussione
generale e l'art. 1, se voi siete d'accordo.
PRESIDENTE. L'onorevole Laccoto si è rimesso al testo della
relazione scritta ed ha chiesto un ampio termine per la
presentazione degli emendamenti.
Diamo termine fino a martedì prossimo alle ore 12.00 per
presentare emendamenti a questo disegno di legge, e LACCOTO,
presidente della Commissione e relatore. Signor Presidente,
onorevoli colleghi,
rale' (n. 349/A)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Discussione del disegno di legge «Valorizzazione del demanio
trazzerale» (n. 349/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa alla discussione del
disegno di legge n. 349/A Valorizzazione del demanio trazzerale ,
posto al punto 3).
Ha facoltà di parlare il relatore, onorevole Laccoto, per svolgere
la relazione.
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, mi rimetto al testo della relazione
scritta anche perché questo è già stato oggetto di approfondimenti,
era già venuto in Aula e ritornato in Commissione Bilancio; poi è
ritornato di nuovo in Commissione di merito, quindi è stato molto
approfondito. Su questo si può dare il termine per gli emendamenti
e si può procedere.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il termine per la presentazione
degli emendamenti relativamente al disegno di legge n. 349/A è
fissato a giovedì alle ore 12.00, e rinviamo la discussione
generale in sede di discussione dell'articolo 1.
Abbiamo rinviato in Commissione il disegno di legge 1/A, dato il
termine per gli emendamenti sul disegno di legge n. 1202/A fino a
martedì prossimo alle ore 12.00, dato termine per gli emendamenti
al disegno di legge n. 349/A fino a giovedì alle ore 12.00.
E allora, andiamo avanti con lo svolgimento dell'interrogazione.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Rinvio dello svolgimento dell'interrogazione numero 3025
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Svolgimento dell'interrogazione n. 3025 Chiarimenti sul
provvedimento di scioglimento dell'Amministrazione comunale di
Scicli in relazione alle gravi dichiarazioni rese alla stampa dal
Presidente della Regione. (8 maggio 2015).
L'assessore Lantieri non è presente.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Rinvio della discussione della mozione n. 496
Si passa, pertanto, al IV punto dell'ordine del giorno:
Discussione della mozione n. 496 Iniziative in ordine al
reclutamento di personale nelle aziende del Servizio sanitario
regionale (4 novembre 2015). Non è presente l'assessore alla
salute.
cariche pubbliche, per gli amministratori e per i dipendenti della
Regione Siciliana' (n. 854/A)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Discussione del disegno di legge «Codice etico per gli eletti a
cariche pubbliche, per gli amministratori e per i dipendenti della
Regione Siciliana» (854/A)
PRESIDENTE. Si passa al V punto dell'ordine del giorno: Seguito
della discussione del disegno di legge: Codice etico per gli
eletti a cariche pubbliche, per gli amministratori e per i
dipendenti della Regione Siciliana . (n. 854/A).
Onorevole Musumeci, sono stati presentati numerosissimi
emendamenti, circa 250 emendamenti. Vuole magari prendere visioni
degli emendamenti? Io sto confidando in lei, siccome lei aveva
chiesto proprio di rinviare la discussione generale, una volta che
erano presentati gli emendamenti e comunque l'articolo 1, se lei
vuole possiamo iniziare la discussione generale questa sera.
Onorevole Musumeci, allora, nelle more che gli assistenti
distribuiscano gli emendamenti, l'onorevole Panarello sollecita la
trattazione - peraltro veloce - della mozione n. 600, che abbiamo
già iscritto all'ordine del giorno Iniziativa a livello nazionale
per la modifica del decreto di individuazione delle piante
organiche nel distretto giudiziale di Messina . Potrebbe essere una
trattazione veloce. Intanto invito gli assistenti a distribuire gli
emendamenti con riferimento al disegno di legge Codice etico per
gli eletti a cariche pubbliche, per gli amministratori e per i
dipendenti della Regione Siciliana , e stasera stesso svolgeremo la
discussione generale.
per la modifica del decreto di individuazione delle piante organi-
che del distretto giudiziario di Messina'
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Discussione della mozione n. 600 Iniziative a livello nazionale
per la modifica del decreto di individuazione delle piante
organiche del distretto giudiziario di Messina
PRESIDENTE. Si passa al XIII punto all'ordine del giorno:
Discussione della mozione n. 600 Iniziative a livello nazionale
per la modifica del decreto di individuazione delle piante
organiche del distretto giudiziario di Messina .
Invito l'onorevole Panarello ad illustrare il contenuto della
mozione.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la mozione che
ho presentato assieme ad altri colleghi parlamentari della
Provincia di Messina, si riferisce ad uno schema di proposta sugli
organici, predisposta dal Ministero di Giustizia, che ridimensiona
la pianta organica del tribunale di Messina, del distretto
giudiziario di Messina. Quindi si parla del tribunale di Messina,
di quello di Barcellona e di quello di Patti.
E' una misura contraddittoria che ha dato luogo, ovviamente, a
documenti contrari da parte dell'Associazione Nazionale Magistrati,
da parte della Corte d'Appello di Messina, da parte del Presidente
del Tribunale e da parte - diciamo così - anche dell'Ordine degli
Avvocati di Messina.
Perché appare contraddittorio ed andrebbe sollecitata una
modifica? Perché siamo in presenza di un distretto giudiziario che
ha un fortissimo arretrato per quanto riguarda il contenzioso
civile, pur essendo i giudici applicati a questo ramo
dell'amministrazione, ritenuti, sulla base delle tabelle, tra i più
produttivi d'Italia. In sostanza, siccome il contenzioso
sopravveniente, sostanzialmente, pareggia il lavoro svolto per
l'arretrato, c'è una perdurante arretratezza in questo campo.
Per quanto riguarda la giustizia penale, più volte, è stata
segnalata la carenza di magistrati, soprattutto nella procura di
Barcellona, ma anche nella procura di Messina ed in quella di Patti
e, in rapporto alla particolarità della provincia di Messina, che è
molto estesa - ci sono 105 comuni, ci sono i distretti sanitari e
le aziende sanitarie - c'è un forte carico che deriva dai processi
migratori, che danno luogo anche ad iniziative di natura penale,
c'è il perdurare di una presenza della criminalità organizzata che,
anche di recente, ha dato segni molto preoccupanti, dall'attentato
al Presidente del Parco dei Nebrodi, alle minacce, al progettato
attentato nei confronti di un giudice del tribunale di Barcellona,
che danno il senso di una realtà che merita una particolare
attenzione anche dal punto di vista della giustizia penale.
Per tutte queste ragioni abbiamo presentato questa mozione che
spero abbia, anzi sono certo, accoglienza positiva da parte dei
colleghi parlamentari, che impegna il Governo regionale e la
Presidenza dell'Assemblea, ciascuno per la propria competenza, ad
intervenire sui parlamentari siciliani e sul Governo nazionale per
evitare che si proceda in questa direzione e, anzi al contrario, si
facciano interventi che tendano a potenziare le strutture del
distretto giudiziario della provincia di Messina ed a rendere un
servizio adeguato alla comunità messinese.
PRESIDENTE. Non avendo nessun altro deputato chiesto di parlare,
pongo in votazione la mozione n. 600. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
854/A
PRESIDENTE. Riprendiamo il seguito della discussione del disegno
di legge n. 854/A «Codice etico per gli eletti a cariche pubbliche,
per gli amministratori e per i dipendenti della Regione Siciliana».
MUSUMECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, signora Vicepresidente della Regione,
onorevoli colleghi, saluto con piacere l'avvio della trattazione di
questo testo del disegno di legge che la Commissione regionale
antimafia ha esitato lo scorso anno e che soltanto da qualche
settimana è stato inserito all'ordine del giorno, dopo un attento
esame da parte della Commissione competente, la I Commissione
Affari Istituzionali'.
La collega La Rocca Ruvolo nella seduta di qualche giorno addietro
ha illustrato il significato di questo disegno di legge che
consente all'Assemblea regionale siciliana di potersi intestare
primo Parlamento in Italia, primo Consiglio regionale in Italia,
un'iniziativa finalizzata a coniugare i doveri della politica con
l'etica pubblica.
In verità, non è nuova questa Regione siciliana quanto a codici
improntati al rispetto dell'etica per i dipendenti e per il ceto
politico; ricordo che sotto il governo Lombardo venne dato incarico
all'ex noto ed apprezzato magistrato Vigna di redigere un codice
etico che venne consegnato nei tempi previsti dal contratto e che,
però, non è stato mai applicato perché quel contratto, quel codice
non ha mai ricevuto la legittimazione, il consenso manifesto
condiviso, partecipato da parte del Parlamento. Era ed è rimasto un
atto amministrativo disposto dall'organo di Governo.
Questo disegno di legge, invece, serve a dare piena legittimazione
ad un'iniziativa che passa dal Parlamento, che è promossa dal
Parlamento e sono contento di potere ribadire, in questa sede, che
la Commissione regionale antimafia lo ha votato, dopo un esame
protrattosi per diversi mesi, all'unanimità. Il che, signor
Presidente, mi fa sorgere qualche dubbio, qualche perplessità. Io
non ho assolutamente nulla da ridire sulle buone intenzioni di
alcuni colleghi in quest'Aula, ma mi chiedo: è fisiologico che un
disegno di legge votato all'unanimità dalla Commissione proponente
e votato all'unanimità, con soli due emendamenti, dalla I
Commissione debba, poi, richiamare l'ira di ben oltre 200
emendamenti, prima della trattazione in Aula?
Non ho dubbi sulla buona volontà di alcuni colleghi e sono sicuro
che è stato un eccesso di cooperazione, di collaborazione, lo
vedremo nel corso del dibattito e del confronto sugli emendamenti,
però, ho il timore che qualcuno abbia scambiato il codice etico con
il codice penale e, invece, come è fin troppo noto, sono due cose
assolutamente diverse. La politica obbedisce al codice penale come
ogni altro essere umano in una società civile ed organizzata.
L'uomo politico, oltre che al codice penale ha il dovere di
obbedire al codice etico. Questo Parlamento ha il diritto di
potersi dare delle norme che possono prescindere da quelle
contemplate dalle leggi codificate. Forse è la prima occasione
utile per dimostrare fuori da questo Palazzo che i 90 deputati di
Sala d'Ercole non temono di ridurre agibilità politica laddove essa
può dare spazio alla cosiddetta zona grigia'.
Signor Presidente, non le nascondo il mio disagio nell'avere preso
visione delle centinaia di emendamenti presentati, però, sono
sereno perché sono convinto che, alla fine, riusciremo a trovare
una soluzione concordata perché questo codice possa essere
finalmente votato e consegnato ai suoi fruitori, a coloro che sono
chiamati ad osservarlo, cioè i dipendenti dell'Assemblea regionale,
i dipendenti della Regione siciliana, i parlamentari, i membri del
Governo, il Presidente della Regione, gli amministratori ed i
dipendenti degli enti regionali e degli enti comunque sottoposti al
controllo della Regione.
Non c'è nulla di nuovo in questo codice. Esso è soltanto un testo
coordinato di norme già previste e vigenti. Due sole norme sono
state introdotte nell'autonomia che l'Assemblea può e deve darsi
anche in termini restrittivi del proprio operato; non sarebbe
consentito al contrario, ma un'Assemblea può benissimo darsi delle
norme restrittive. Due sole norme sono state consentite alle quali
è stato proposto e votato un emendamento da parte della
Commissione. La prima norma è quella che i componenti l'Ufficio di
Presidenza dell'Assemblea regionale siciliana non possono far parte
di quell'organismo se rinviati a giudizio per particolari reati
infamanti. La seconda norma è quella che consente al deputato di
potere legittimamente cambiare gruppo, come la norma costituzionale
peraltro consacra, ma senza portare con sé il contributo minimo, ma
significativo, che, oggi, le norme regolamentari e non comunitarie,
e non derivanti da una norma nazionale, consentono di portare con
sé ogni volta che cambia gruppo.
Per carità, il fenomeno è presente in tutte le Assemblee, anche
nella nostra qualche deputato ha cambiato gruppo, un gruppo,
qualcuno anche due, tre, ma si tratta di scelte sofferte e
meditate, frutto di crisi ideali verso le quali ognuno di noi deve
avere grande rispetto.
La Commissione Antimafia ritiene che si possa cambiare gruppo ma
senza portare con sé il contributo dei 500,00 euro che la norma
regolamentare finora ha consentito. Si impoverisce il deputato?
Assolutamente no Ma è un grande, forte, significativo messaggio
affinché quest'Assemblea, più volte sotto il torchio della
diffamazione e della cattiva stampa, possa finalmente testimoniare
di sapere offrire un esempio di autoregolamentazione sul piano
dell'etica e della moralità, visto che al di fuori di questo
Palazzo si è convinti che molti di quei passaggi di gruppo o di
schieramento non siano dettati da crisi ideali ma soltanto dalla
necessità, dalla esigenza di riposizionare la propria condizione
nei rapporti con la maggioranza e con il Governo.
Noi siamo qui, signor Presidente, pronti a rispondere a tutte le
richieste di osservazioni che sono certo arriveranno dai colleghi;
sappiamo che tutti gli organi di stampa seguono con grande
attenzione l'esame di questo disegno di legge, anche organi
nazionali. Proprio l'altro ieri mi hanno telefonato dal Sole 24 ore
e siccome quest'Assemblea non ha nulla da nascondere procederà alla
luce del sole e nella sua assoluta ed incondizionata autonomia
perché, alla fine, si possa arrivare ad una definizione del testo
concordata, mi auguro, da tutta l'Assemblea e non da un voto di
maggioranza.
Naturalmente, signor Presidente, anche per il ruolo che occupo mi
riserverò di intervenire, di volta in volta, nel corso dell'esame
degli emendamenti.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Assume la Presidenza il Vicepresidente onorevole Venturino
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE: Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato il
presidente Musumeci, ho letto il testo ed ho visto che ci sono
numerosi emendamenti anche su materie delicate. Pertanto, anche al
fine di evitare di ripetere il problema che abbiamo visto con
l'attuale disegno di legge e tenuto conto che è materia importante,
delicata e, credo, unanimemente condivisa, suggerirei di fare un
ulteriore approfondimento sulla base degli emendamenti che sono
stati presentati anche per evitare che l'aspirazione a rendere
fortemente etici i comportamenti pubblici non contraddica la
normativa vigente dal punto di vista delle garanzie.
Quindi, eviterei che si apra una discussione anche antipatica su
questo tema e farei una norma che possa essere condivisa da tutti
come credo che, nell'ispirazione, lo sia.
Quindi, suggerirei un supplemento di valutazione rispetto ai
numerosi emendamenti che ci sono per avere un testo, in Aula, che
sia sufficientemente approfondito e non si presti a discussioni non
sulla bontà dell'ispirazione ma sulla praticabilità di alcune
misure previste nel codice etico.
PRESIDENTE. Invito i componenti la I Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
MUSUMECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Musumeci, le do subito la parola, però mi
era sembrato di capire, poco fa, dal suo intervento, che già c'è
stato un approfondimento durato per mesi in Commissione.
Ha facoltà di parlare.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo solo
per esprimere il mio parere rispetto alla richiesta del collega
Panarello.
Io credo che se c'è un tema sul quale bisogna discutere,
pubblicamente ed apertamente, quello è l'articolato del codice
etico, altrimenti, smentiremmo la ragione stessa per la quale
abbiamo avanzato quella proposta.
Peraltro, le forze politiche, i colleghi deputati, hanno già avuto
ampio margine di tempo per potere analizzare i 38 articoli che
compongono il disegno di legge.
In I Commissione Affari Istituzionali' questa proposta è stata
trattata in ben 9 sedute, quindi, credo che ci siano ragionevoli
motivi perché possa chiedere che si proceda nella trattazione.
Ripeto, è stata votata all'unanimità tanto in Commissione
Antimafia quanto in I Commissione ed in quest'ultima con l'aggiunta
di due emendamenti modificativi sui quali peraltro c'era già il
preventivo parere favorevole della Commissione Antimafia.
Apprezzo la buona volontà del collega Panarello, ma credo che mai
come in questa occasione quest'Assemblea debba provare un minimo di
orgoglio e di sussulto.
Evitiamo i giochetti, naturalmente non sono riferiti
all'intervento responsabile del collega Panarello, però,
Presidente, siamo sufficientemente vaccinati, sento mugugni, sento
mal di pancia, qualcuno che si spinge a dire: ma che vogliono? ,
ma che vogliono fare? .
Ecco, vorrei che rimanesse presente in ciascuno di noi il
necessario senso di responsabilità per evitare di dovere offrire
anche su questo tema, al di là di tutti gli attacchi che questo
Parlamento ha dovuto subire in questi tre anni, credo che almeno su
questo tema ci sia sufficiente maturità per potere capire che non è
il caso di tergiversare e che dobbiamo andare avanti. Non stiamo
facendo niente di straordinario e niente di nuovo, ma quel poco che
stiamo tentando di fare credo che possa essere utile per
testimoniare all'esterno una qualità della politica diversa,
migliore e più alta rispetto a quella di cui il comune cittadino si
è fatta scarsa considerazione.
PRESIDENTE. Invito, nuovamente, i componenti della I Commissione
di prendere posto nell'apposito banco.
ZITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi, nei due
interventi il Presidente della Commissione ha illustrato bene le
parti importanti di questo codice etico. E' un inizio, è qualcosa
che mette in una luce diversa l'Assemblea regionale siciliana e
questo è importante in un momento storico così particolare.
Secondo me, però, una parte importantissima di questo codice etico
la troviamo nel combinato disposto dell'articolo 1 e dell'articolo
4. Nell'articolo 1, soprattutto dalle lettere d) in poi, troviamo
inserito qualcosa di veramente innovativo e cioè questo codice
etico non va applicato solo, ovviamente ai deputati, al Presidente
della Regione ed ai componenti della Giunta ma, finalmente,
puntiamo i riflettori anche su quelli che sono i dirigenti, il
personale che non è dirigente, ma è personale all'interno della
Pubblica amministrazione regionale, agli amministratori degli enti,
dei consorzi, delle partecipate, ai consulenti e collaboratori che,
a vario titolo, partecipano, o comunque sia, ricevono somme da
questa Regione.
Il combinato disposto, con l'articolo 4, che parla di trasparenza
accende i riflettori anche sui redditi, sugli incarichi, sui molti
incarichi che possibilmente qualcuno di loro può prendere
sicuramente per meriti, però, ripeto, accendiamo i riflettori su
quello che è un comparto che spesso è stato nell'ombra. Molte
volte, compresi noi, abbiamo puntato il dito contro la politica, ma
forse quando sono successi dei disastri, quando ci sono stati
rinvii a giudizio, quando ci sono stati, a vario titolo, molti
problemi all'interno della Regione, spesso non è stata solo la
politica, ma spesso c'è la complicità forse di alcuni uffici, di
alcuni dirigenti, ovviamente, parlo nel passato.
Questo, secondo me, è un tema importantissimo. La cosa principale
di questo codice etico, che sono felice sia arrivato ora e spero
che esca velocemente da quest'Aula, è quella di far rivedere
l'Assemblea regionale siciliana e, comunque sia, gli uffici
regionali sotto un'altra luce e non nell'ombra che spesso ha
attorniato questa Regione.
CORDARO, vicepresidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, vicepresidente della Commissione. Signor Presidente, noi
componenti della I Commissione ci siamo confrontati con il collega
Panarello che ha fatto un intervento.
Mi rivolgo, fondamentalmente nella funzione di vicepresidente
della I Commissione Affari Istituzionali' al presidente Musumeci
perché potrebbe venire fuori un'ipotesi sulla quale ci vogliamo
confrontare. Credo che non sia il caso neanche di proporre un
formale ritorno in Commissione della legge, così come in realtà non
ha richiesto il collega Panarello.
Io credo, però, per il bene del disegno di legge, che la
Presidenza dell'Assemblea di concerto, perché no, con il primo
firmatario e con la I Commissione possa valutare - ed è questa la
proposta che facciamo unanimemente - la possibilità di inviare
informalmente, per la prossima settimana, il disegno di legge in I
Commissione, perché questi 250 emendamenti possano essere ridotti
ad un numero congruo tale da poter permettere una reale
applicazione della legge perché, Presidente ed onorevoli colleghi,
trattare in Aula un disegno di legge di tale rilevanza con 250
emendamenti, caro Presidente Musumeci, significa - ed in questo
concordo con lei - avere poca voglia di approvarla.
Siccome noi vogliamo approvare questo disegno di legge - e quando
dico noi intendo i componenti della I Commissione che siamo seduti
a questo banco -, credo che sia un atto di buon senso, non avendo
valutato nel merito molti emendamenti che abbiamo visto essere non
soltanto soppressivi ma anche modificativi sostanzialmente di temi
concreti legati allo spirito stesso, all'essenza stessa del codice
etico, Presidente pro tempore Venturino, mettere in atto questa
soluzione, però, vorremmo che su un tema del genere, in quest'Aula,
non si verificassero divisioni e, quindi, vorremmo che questa
soluzione di buon senso sotto il profilo del metodo ma anche del
merito fosse condivisa da tutti.
E' evidente che questo preveda, Presidente dell'Assemblea, una
tempistica, cioè che la settimana prossima questo disegno di legge
con i 250 emendamenti venga in Commissione per essere affrontata
nelle giornate di riunione della I Commissione, quindi, da martedì
prossima in poi, che venga esitata la settimana prossima stessa
nella maniera che ho detto e che dalla prossima settimana possa
essere trattata, tornare in Aula, posto che dall'ordine del giorno
questo disegno di legge non verrà mai cancellato.
GRECO MARCELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO MARCELLO. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi,
intervengo perché il mio partito ed io, tra l'altro, siamo gli
autori principali, presidente Musumeci lei ha visto gli emendamenti
presentati e sono in gran numero del Gruppo Sicilia Futura e miei,
in particolare.
Non si tratta - ci mancherebbe altro, presidente Musumeci - di
qualcosa contro il codice etico, anzi siamo perfettamente d'accordo
che vada fatto il codice etico, che vada fatto questo disegno di
legge. Abbiamo predisposto degli emendamenti costruttivi,
integrativi o modificativi, ma in meglio non in peggio, per
chiarire alcuni aspetti fondamentali del disegno di legge che, in
effetti, erano poco chiari, a nostro avviso, nel disegno di legge
stesso.
Quindi, soltanto degli interventi e degli emendamenti che vanno a
chiarire ed a migliorare il contesto del disegno di legge non ad
abbattere o distruggere.
Pertanto, sono dell'opinione che quello che ha proposto il collega
Cordaro, vicepresidente della I Commissione, sia essenziale.
Io stesso sarò presente in quest'incontro per chiarire gli aspetti
fondamenti di questo disegno di legge sul quale, ripeto, il Gruppo
Sicilia Futura ed io stesso non abbiamo nulla in contrario, anzi
siamo favorevoli ma con queste modifiche ed integrazioni che
servono a chiarire meglio i concetti del disegno di legge.
PRESIDENTE. Onorevole Musumeci, do ovviamente la parola anche agli
altri colleghi perché è giusto ascoltare la loro opinione, però, mi
sento, proprio per le cose da lei espresse precedentemente ed anche
dall'onorevole Zito, vista l'importanza del disegno di legge,
temendo che 250 emendamenti possano, di fatto, dilatare i tempi di
approvazione di una norma assolutamente importante, di condividere
la proposta dell'onorevole Cordaro.
FAZIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non possiamo non
prendere atto della proposta che è stata formulata dalla I
Commissione e la ritengo, in qualche modo, fondata alla luce dei
numerosissimi emendamenti che sono stati depositati.
E però, credo sia opportuno che questo rinvio informale, così come
effettivamente è stato chiamato, come è stato in qualche modo
individuato, sia del tutto costruttivo e non sia semplicemente e
solamente una perdita di tempo.
Allora, ho immaginato, laddove fosse possibile, ad un incontro, sì
della I Commissione, ma anche della Commissione Antimafia in
maniera tale da svolgere attività istruttoria nell'ambito degli
emendamenti ed esitare o apprezzare quelle su cui, sostanzialmente,
c'è la condivisione sia della I Commissione e quindi si presume
eventualmente e solo potenzialmente dell'Aula e così andare
speditamente, molto veloce, la prossima volta laddove in qualche
modo la stessa possa essere sottoposta.
Ora, appunto, vorrei riformulare la proposta della I Commissione,
mi piacerebbe ovviamente confrontarmi nell'ambito della I
Commissione, discutere gli emendamenti e, perché no, laddove
condivisi, introdurli o integrare il testo che è stato esitato la
Commissione Antimafia, ma credo che sia opportuno che venga fatta,
forse in maniera del tutto informale, tra I Commissione e
Commissione Antimafia, che è quella che ha elaborato ovviamente il
testo che si intende in qualche modo integrare o modificare.
PRESIDENTE. Invito i colleghi ad interventi brevi perché credo che
ormai ci sia una condivisione nel rimandare, seppure in maniera
informale, il disegno di legge ad un approfondimento anche in sede
congiunta delle due Commissioni.
FORMICA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevole colleghi, io ritengo che il
miglior modo per dimostrare la volontà di questo Parlamento di
approvare questo disegno di legge è proprio quello che viene fuori
dalla proposta che è stata fatta. Anzi, per accelerare i tempi e
per evitare che si possa passare da una Commissione all'altra, il
Presidente come ha sottolineato, potrebbe dare mandato dell'esame
informale al fine di scremare tutti gli emendamenti che possono
essere scremati da questo lavoro della Commissione e consentire una
agevole approvazione da parte di questo Parlamento.
Sarebbe utile questo rinvio informale con l'indicazione di riunire
assieme sia la I Commissione che la Commissione Antimafia e ritengo
che sia il miglior modo per dare una risposta a chi pensa da fuori
che ci sia un Parlamento che vuole sempre inseguire privilegi, ed
invece questo Parlamento sottraendosi alla volontà di iniziare
l'esame di un malloppo aggravato ed appesantito da questo numero
enorme di emendamenti che ne pregiudicherebbe l'approvazione anche
in tempi rapidi, oppure peggio, lo snaturerebbe completamente
perché un qualsiasi emendamento approvato potrebbe avere l'effetto
di snaturarlo totalmente e completamente, ritengo che sia utile ai
fini di approvare una buona legge e di operare questa scrematura
tra le due Commissioni congiunte.
MALAFARINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, su questo
disegno di legge già è trascorso fin troppo tempo perché in
Commissione Antimafia ne abbiamo discusso a lungo, in I Commissione
se ne è discusso a lungo, mi rendo conto che emendamenti
presentati, 250 sono eccessivi, per il lavoro d'Aula per consentire
un rapido esame.
Mi associo alle parole del Presidente Musumeci nel dire che questa
legge ha un valore morale che serve anche, se mi consentite, a
riscattare l'attività di questo Parlamento, riconoscendo la
necessità di comportamenti sanzionati, ma eticamente necessari,
perché non ci possiamo richiamare all'etica senza applicare una
sanzione.
La mia proposta è sicuramente quella di rimandare la legge in
Commissione congiunta, ma dandoci un calendario estremamente breve
in modo tale che, scremato il testo degli emendamenti, si possa
procedere speditamente in Aula.
E a questo proposito io vorrei invitare i colleghi che hanno
presentato emendamenti soppressivi di articoli, e sono numerosi, al
ritiro. Non è una legge che divide la politica su concetti e
situazioni politiche; è una legge di cui si avverte la necessità
per assicurare comportamenti necessari, neanche eticamente
compatibili, ma assolutamente necessari visto e considerato lo
stato in cui, purtroppo, versa la Pubblica Amministrazione, con
episodi di corruttela a piè sospinto.
Io colgo l'occasione per ricordare che in I Commissione deve
cominciare l'esame del disegno di legge sulla semplificazione
amministrativa. Il Codice etico non può non far parte della
semplificazione amministrativa, anzi è un pilastro essenziale per
dare ai comportamenti dei dipendenti pubblici solide basi di
chiarezza, di trasparenza e, direi, di onestà.
Quindi, sono due leggi che, sicuramente, devono camminare di pari
passo. E sono due legge, soprattutto questa che verrà approvata
sicuramente prima, che ci daranno la possibilità di dire, una buona
volta per tutte questo si può fare, questo non si può fare, se fai
questo sei penalmente, anzi disciplinarmente perseguibile , visto
che noi di penale non possiamo occuparci.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, io volevo intervenire perché quale
componente della Commissione ho partecipato ai lavori per
l'approvazione di questo Codice e ho apprezzato con quale
puntualità il Presidente Musumeci ha portato la Commissione a
discutere approfonditamente di questo Codice e ad approvare
all'unanimità un testo condiviso.
Alcuni articoli sono stati lungamente discussi, in parte
modificati, tra l'altro anche con l'apporto di sensibilità diverse,
perché, evidentemente io, esercitando la professione di avvocato,
in molti casi sono tendenzialmente più garantista di quanto non
possano essere altri, così come l'onorevole avvocato Cordaro. Per
cui, abbiamo cercato di smussare alcune impuntature che sembravano
veramente eccessive in questo Codice.
Però, io vorrei appellarmi ai colleghi. Sostanzialmente gli
emendamenti, sui quali non mi permetto di discutere nel merito,
appartengono a due gruppi politici. Io non vorrei che si desse
l'impressione che alcuni Gruppi si ponessero di ostacolo o di
inciampo per l'approvazione di questo Codice. Non sarebbe bello né
per il Parlamento, né per i Gruppi da cui gli emendamenti
provengono. E non mi si venga a dire - mi perdoni l'onorevole Greco
- che tutti gli emendamenti sono caratterizzati dalla volontà di
migliorare, perché io ho dato una lettura agli emendamenti e
alcuni, per non dire la maggioranza, sono solo di puro
ostruzionismo.
Faccio un esempio per tutti: quando mi si aggiunge al Codice che
si impone un comportamento anche nella tenuta dei dipendenti,
nell'abbigliamento, nella serietà che si deve assumere sul posto di
lavoro, la specificazione a capo scoperto - faccio un esempio tanto
per dire - ma veramente vogliamo affossare questa legge? Se il
tentativo è questo è veramente pericoloso.
Ed allora, io capisco che con tutto il rispetto e con l'importanza
che merita l'attività dei panificatori si possa rimandare in
Commissione, non dovrebbe avvenire perché significa che in
Commissione si è lavorato male. Certo, se avevamo un articolo 7 che
prevedeva anche l'introduzione di sanzioni come se la normativa
siciliana, se l'Assemblea regionale siciliana avesse la potestà di
comminare sanzioni la dice tutta sul tipo di approfondimento che vi
era stato in quella legge.
Ma, detto questo, che si rinvii in Commissione una norma del
genere, per carità ci può stare, ma che si rinvii in Commissione il
codice etico è come se la politica, l'Assemblea regionale si
volesse sottrarre al suo dovere morale di dare l'esempio in momenti
come questi e, siccome sono sicuro che non è questa l'intenzione
nemmeno dei firmatari della gran massa di emendamenti che sono
stati presentati, io non posso che concordare con quello che è
emerso dagli interventi precedenti perché si eviti comunque una
remissione formale in Commissione perché questa sarebbe veramente
una sconfitta del Parlamento siciliano, senza distinzioni di sorta,
senza bandiere, sarebbe una sconfitta tout court della politica ed,
in particolare, dell'Assemblea regionale siciliana, e che si faccia
questo rinvio informale però evitando che si crei un doppio
passaggio tra Commissione Antimafia e Commissione I. Quindi, questo
approfondimento si faccia in seduta congiunta da convocare al più
presto, in tempi brevissimi per riportare, a questo punto, il
codice all'approvazione dell'Assemblea, augurando che veramente a
quel punto gli emendamenti siano ridotti all'osso o, se possibile,
attraverso un discorso condiviso siano del tutto eliminati, per cui
poi si proceda veramente in Parlamento all'approvazione di questo
codice con assoluta solerzia.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, credo che ormai la natura degli
interventi sia stata abbastanza chiara. C'è la volontà di questa
Assemblea di dare seguito a quanto espresso in maniera molto chiara
anche dall'onorevole Musumeci, Presidente della Commissione
Antimafia, cioè quella di non arrivare in Aula con 250 emendamenti
che potrebbero, contrariamente a quello che si vuole fare,
procedere in maniera spedita, andare in maniera informale di nuovo
in Commissione e magari con una Commissione congiunta.
Ci siamo dati anche una scadenza di tempi. Abbiamo detto, su
indicazione dell'onorevole Cordaro, condivisa credo da tutta
l'Assemblea, di arrivare alla prossima settimana di nuovo in Aula
con un disegno di legge sicuramente più snello, privo di tutti
questi emendamenti, quindi procedere nei tempi e nei modi per dare
la giusta risposta ai cittadini che guardano a questa legge con
molta attenzione.
SUDANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUDANO. Signor Presidente, io sinceramente intervengo perché non
sto molto apprezzando il susseguirsi degli interventi dei miei
colleghi, perché con il sorriso o comunque tra le righe si
insinuano atteggiamenti e comportamenti, non so di quale tipo, nei
confronti di questa Assemblea.
Io credo che il Codice etico è giusto che venga trattato, però non
trovo nulla di male se il mio collega Panarello chieda un rinvio
alla trattazione, perché nel momento in cui noi trattiamo un Codice
etico che va a toccare anche i diritti e le garanzie di noi
deputati eletti, è giusto che si faccia un'attenta valutazione su
38 articoli, perché non stiamo parlando di 2,3 articoli di un
disegno di legge, ma di 38 articoli.
Quindi, io mi auguro che ci possa essere la serenità di poter
valutare ogni articolo di questo disegno di legge senza essere
additati da qualcuno che si mette sul piedistallo dicendo che è
buono e bravo perché vuole fare il Codice etico e dall'altro lato,
invece, ci sono i cattivi e i delinquenti perché non vogliono fare
qualche articolo del Codice etico. Siccome sono sempre abituata a
dire quello che penso, lo continuerò a fare sempre in quest'Aula, e
mi auguro che anche i miei colleghi lo facciano.
PRESIDENTE. Onorevole Sudano, credo che l'unanimità con cui questo
disegno di legge sia stato esitato dalla Commissione Antimafia,
dimostra che non ci sia questo tipo di atteggiamento da parte di
chicchessia; quindi, mi sento di poter rassicurare chi ci ascolta
che questa Assemblea vuole procedere, semplicemente si vuole
trovare una procedura che ci porti all'approvazione in tempi brevi.
GRECO MARCELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO MARCELLO. Signor Presidente, io volevo riferire all'Aula e,
quindi, al Presidente Musumeci che io ed il mio Gruppo ritiriamo
tutti gli emendamenti soppressivi che abbiamo posto in essere in
questa legge, lasciando gli altri - ripeto - proprio a titolo
costruttivo e non altro.
ZITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, volevo solo suggerire all'onorevole
Cordaro che aveva fatto questa proposta ed appunto, in maniera
congiunta, anche con la Commissione Antimafia, si possono invitare
anche due primi firmatari di tutti gli emendamenti che sono
Giovanni Greco e l'onorevole Marcello Greco, in modo così da avere
un iter anche più veloce, perché entrambi sono i primi firmatari di
tutti i 250 emendamenti. Dico ciò, soltanto per accelerare i tempi.
MUSUMECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, io sono contento che i colleghi si
siano alternati dalla tribuna per esprimere ognuno la propria
valutazione, che poi concorda e riconduce alla proposta avanzata
dal Presidente della I Commissione pro tempore, onorevole Cordaro,
che è anche il vicario - e questo facilita il lavoro - della
Commissione Antimafia.
Io sono convinto che prevarrà davvero la serenità ed il senso di
responsabilità. In quest'Aula non ci sono diavoli e non ci sono
santi. Siamo tutti peccatori, chi più e chi meno, e nessuno fa
l'eroe civile. Ma proprio per questa consapevolezza di essere tutti
peccatori, abbiamo il dovere di renderci conto che il momento
storico che viviamo è particolare e richiede a ciascuno di noi uno
sforzo maggiore.
Ci sono norme sulle quali sono convinto troveremo l'accordo senza
neppure discutere e ci sono norme che richiederanno un confronto
anche appassionato. L'importante è che l'approccio al confronto non
sia accompagnato da pregiudizio, né da chi ritiene di promuoverlo,
né da chi ritiene di subirlo.
Con questa premessa, signor Presidente, io non posso che aderire
alla proposta del collega Cordaro, a condizione che - mi permetto
di dirlo, naturalmente è solo la mia opinione - i tempi non siano
diversi da quelli immaginati, e cioè una seduta congiunta, magari
in Sala Rossa - non sarebbe la prima volta - fra la I Commissione e
la Commissione Antimafia, possibilmente se non ne fanno parte con i
colleghi che hanno proposto gli emendamenti modificativi o
aggiuntivi, perché nello spazio ragionevolmente di due, tre,
quattro ore, si possa finalmente licenziare questo disegno di
legge, la cui approvazione - se si arriverà all'approvazione - sarà
merito di tutto il Parlamento che, per la prima volta in Italia, si
sarà dotato di un codice comportamentale, alla faccia di tutti i
Giletti, alla faccia di tutti i denigratori, giornalisti del nord,
a qualunque testata appartengano, perché siamo davvero stanchi
Mi consenta infine, Presidente, di rivolgere un apprezzamento al
collega, Presidente Marcello Greco, per avere, d'accordo col suo
Gruppo, voluto ritirare tutti gli emendamenti soppressivi. E' un
ulteriore segnale che questa Assemblea, al di là delle polemiche,
al di là delle dimissioni, si trova sulla strada giusta, almeno una
volta tanto.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, giusto per fare il punto della
situazione: il testo ritorna in maniera informale in I Commissione,
per essere discusso poi in sede congiunta con la Commissione
Antimafia; rimane ovviamente iscritto all'ordine del giorno e
ritornerà in Aula martedì prossimo.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2 del Regolamento interno
ZITO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2 del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, volevo approfittare della presenza
dell'assessore Lo Bello perché ieri c'è stato uno sciopero dei
lavoratori dell'IAS. Come sa è scaduto il contratto, non sanno
ancora di che morte moriranno o quale sarà più che altro il loro
destino.
Non so se lei ha mai visitato gli impianti, perché è importante
anche visitare una struttura prima di capire effettivamente che
cosa fare di determinati beni appartenenti alla Regione siciliana.
La struttura ancora serve, a parte la zona industriale, anche i
comuni come Melilli, Priolo, e la zona nord di Siracusa, anche per
quanto riguarda lo smaltimento appunto dei reflui, potrebbe essere
un impianto che potrebbe smaltire il nostro percolato e, quindi,
fare risparmiare un sacco di soldi ai comuni, bastano delle
modifiche che si potrebbero concordare anche con fondi non per
forza regionali, ma anche con fondi europei.
C'è una situazione un po' particolare per quanto riguarda alcuni
compressori, alcuni chiarificatori con l'investimento di 1-2
milioni di euro al massimo potrebbero risparmiare un sacco di soldi
per quanto riguarda l'energia, l'efficienza e quant'altro. Però,
invece quello che io noto è una totale assenza da parte della
Regione siciliana. I soldi, ad esempio, per questi piccoli
investimenti che le ho detto, senza parlare anche dei lavori edili
della vasca, si potrebbe attingere ad esempio dai soldi previsti
per la depurazione, quindi parlando con la sua collega Contrafatto
potremmo trovare i soldi lì. Ed invece, non succede nulla. Questi
lavoratori non sanno cosa fare, l'impianto non sa cosa fare, quando
invece questo impianto ha un potenziale altissimo.
Io le chiedo di visitare questi impianti e le chiedo, soprattutto,
di trovare una soluzione nel breve termine, perché già siamo a fine
2016 e quindi che cosa si è deciso di fare, un ulteriore proroga o
no.
Questo è il primo argomento. Per il secondo argomento invece,
Presidente, volevo leggere una mozione, che è la mozione n. 452,
che abbiamo presentato col Gruppo parlamentare il 18 maggio 2015.
Questa mozione parlava della riqualificazione delle riserve
orientate del fiume Ciane e Saline.
Io leggo solo la parte conclusiva, perché in questa mozione si
parlava di intervenire con urgenza per la messa in sicurezza del
magazzino delle saline, in quanto l'acqua del mare ne ha già
gravemente pregiudicato la parte della struttura e può mettere a
rischio la stessa.
Benissimo, quel magazzino che c'era stato un finanziamento nel
2002 di un milione di euro, non si è capito per quale motivo, forse
contenziosi con la ditta, è stato sospeso, quindi i lavori non sono
andati avanti.
C'era questo finanziamento per quello che era l'eco museo del
Mediterraneo. Bene, i lavori non sono andati avanti e parte del
magazzino la settimana scorsa è crollato. E' una grave perdita
perché se noi dobbiamo vivere di turismo, così come diciamo,
dobbiamo valorizzare quello che è il nostro patrimonio storico
artistico, ed invece gradualmente e forse neanche tanto lentamente,
continuiamo a perderlo, continuiamo ad avere crolli, continuiamo ad
avere parte di questi beni che vengono totalmente abbandonati,
senza avere una vera sensibilità da parte di questa Regione.
Lei è anche Vicepresidente, quindi io le chiedo di intervenire
tempestivamente contattando anche l'ex provincia, per vedere quali
sono i motivi e salvare quello che è rimasto in piedi, perché
altrimenti continueremo a perdere sempre il nostro patrimonio e
questo non ce lo possiamo permettere.
VINCIULLO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole che
mi ha preceduto ha posto il problema della società IAS, ma lo ha
posto, mi sembra di capire, in maniera molto semplicistica,
sposando le ragioni di coloro i quali in questi anni hanno sempre
utilizzato e sfruttato la struttura che appartiene alla Regione,
senza che i cittadini ne abbiano nessun beneficio.
Veda, onorevole Zito, le macchine, l'edificio, le vasche sono di
proprietà della Regione. L'utilizzo di questi beni strumentali è
stato fatto ad uso e consumo degli industriali che hanno fatto di
questa società quello che hanno voluto, senza dare mai un soldo
alla Regione per il fatto che hanno utilizzato i nostri strumenti.
Quindi, la prima cosa che bisogna chiarire è che gli interventi
non li può fare la Regione perché è come se noi dessimo ad un
signore una abitazione, quest'ultimo la utilizza senza pagare
l'affitto e dopodichè ci chiede, di tanto in tanto, di
ristrutturare l'immobile.
E così come per quanto riguarda la vicenda della depurazione, io
ritengo che ci siano dei profili di illecito arricchimento che gli
IAS ha consentito ad alcune società, perché quelli che scaricano
le acque reflue all'interno degli IAS non hanno mai pagato gli IAS.
La cosa strana è che il Consiglio di Amministrazione ad oggi non ha
mai chiesto a queste società di rientrare e di pagare.
Veda, onorevole Zito, qui ci sono gli illeciti, ci sono gli
estremi per un illecito arricchimento. I cittadini della città di
Siracusa hanno sempre pagato per la depurazione delle acque ma
queste risorse non sono andate mai agli IAS e gli IAS di
conseguenza non ha mai pagato la Regione. Mi chiedo questi soldi
che fine hanno fatto. Ma questo è un tema che tratteremo
diversamente perché adesso io presenterò una mozione per discuterla
qui dentro.
La vicenda degli IAS, onorevole Zito, merita molta più attenzione
e merita molto di più di quello che dicono gli industriali - ripeto
- che da decenni utilizzano da 50 anni questa struttura. Una
struttura che ricordo a tutti i colleghi si è sottratta
all'attività ispettiva di questo Parlamento, rifiutandosi di
produrre i bilanci che la Commissione Bilancio ha chiesto e
rifiutandosi, la Presidente, per ben due volte, di venire in
Commissione Bilancio . Fino a che siamo stati costretti ad
attivare una serie di attività ispettive che, spero adesso, con la
Presidente Brandara, possono finalmente giungere a conclusione nel
giusto solco previsto dalla legge. Un ente che ancora oggi continua
ad avere 9 componenti del Consiglio di Amministrazione nonostante
la legge prevedeva che entro il 15 luglio i componenti del
Consiglio di Amministrazione scendessero a 5.
Perché, veda, la legge si applica, non è possibile che le leggi
non vengono applicate da parte degli IAS.
Di conseguenza, su questo argomento che deve avere intanto un
Presidente, un Presidente autorevole, che deve purtroppo per altri
6 mesi avere un'ulteriore proroga perché il Consiglio di
Amministrazione scadente, è scaduto, in questi 4 anni non ha fatto
nulla pur sapendo che la convenzione scadeva.
Ci sono 3 cose da tenere in considerazione: 1) bisogna garantire
la proprietà, i beni della Regione; 2) bisogna garantire l'habitat
perché i lavoratori degli IAS hanno fatto un lavoro
importantissimo, disinquinando una zona di livelli di inquinamento
assurdo; 3) bisogna garantire il posto di lavoro.
Ma, devo dire la verità, non era questo il motivo per cui volevo
intervenire. Signor Presidente, il motivo per cui volevo
intervenire riguarda sempre la vicenda legata al CAS. Abbiamo
appreso, finalmente, che l'Assessore è orientato a sciogliere il
CAS. Ne siamo tutti felici.
Ci sono delle mozioni dove dovremmo discutere di questo argomento.
Però, volevo ancora una colta riportare l'attenzione sulla vicenda
legata all'autostrada che da Avola, in questo caso, porta fino a
Rosolini, un'autostrada che è stata fatta solo qualche anno fa e
che si trova in condizioni terribili, come se fossero passati
decenni e come se in alcune parti fosse stata addirittura
bombardata talmente sono le buche che ci sono nell'autostrada.
Questa autostrada è stata realizzata dal Consorzio per le
autostrade siciliane. A suo tempo ho fatto anche un esposto in
Procura. La Procura è giunta alla conclusione che era stata fatta
in maniera perfetta, tanto è vero che tutti sono stati assolti,
però il problema è uno solo, questa strada non è percorribile,
questa strada non è transitabile, in questa strada qualche giorno
ci scapperà il morto.
Pertanto, torno nuovamente a sollecitare il Consorzio per le
Autostrade Siciliane affinché mantenga gli impegni che aveva
assunto, era quello che sarebbe stato rifatto interamente, il
tappetino della Avola-Noto-Rosolini per renderlo finalmente
praticabile e percorribile.
CAPPELLO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sono qui a
rappresentare una gravissima preoccupazione che il gruppo
parlamentare del Movimento Cinque Stelle intende rassegnare oggi e
che riguarda il mondo della sanità.
E' passato settembre, è passato ottobre, siamo al mese di novembre
e ad oggi non abbiamo alcuna rete ospedaliera; durante il corso del
2016 decine di medici e di infermieri assunti con la formula del
CO.CO.PRO , a seguito dell'introduzione del Jobs Act sono stati
licenziati, medici ed infermieri che ad oggi sono stati assunti
attraverso dei contratti a tempo determinato, a scadenza questi non
potranno più essere rinnovati nella medesima formula e così la
stessa cosa vale per la graduatoria concorsuale, perché come ci
siamo detti diverso tempo fa sulla Regione siciliana pende la spada
di Damocle della data del 31 dicembre del 2016, che come questo
Governo conosce, come quest'Aula sa, è la data ultima entro la
quale o questi contratti da tempo determinato diventano a tempo
indeterminato - e quindi l'assessorato ed il Governo iniziano
tutte quelle procedure che definiranno la sorte di uno-due migliaia
di operatori del settore sanitario -, oppure queste persone saranno
definitivamente a casa, con il paradosso che vincitori di concorsi,
e quindi persone che stanno già in graduatoria da anni, dovranno
successivamente, quando e se questo Governo riuscirà a completare
tutte le procedure relative alla rete ospedaliera, ripartecipare ad
un concorso che già hanno vinto diversi anni fa.
Noi, pertanto, con questo intervento intendiamo sollecitare il
Governo affinché si adoperi tempestivamente, perché da qui al 31
dicembre ci sono veramente pochissimi giorni e il tempo sta per
scadere.
Questo non vale soltanto per queste migliaia di persone che oggi
portano avanti la sanità siciliana, ma vale soprattutto anche per i
pazienti, per i siciliani, per tutti gli utenti della sanità che
senza queste persone verrebbe messa a dura prova e forse
addirittura cadrebbe in ginocchio e non potrebbe più garantire
alcun livello di assistenza essenziale, ponendo la Sicilia altro
che al nono posto come dice sistematicamente Gucciardi, ma
definitivamente all'ultimo posto.
Se è vero quello che ha detto da sempre il Governo nell'ultimo
anno e mezzo cioè che la Regione siciliana ha sanato i propri conti
con il passato, ha finito di pagare i propri conti e quindi ha
concluso questo piano di rientro, io chiedo a lei assessore Lo
Bello, che è anche il Vice governatore, di battere i pugni a Roma e
di finirla con questo scarica barile tra ministro Lorenzin,
l'assessore Gucciardi, il presidente Crocetta e definire una volta
per tutte la situazione di queste persone e della sanità in
Sicilia.
MALAFARINA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, approfitto
della quiete dell'Aula per sottoporre al Vicepresidente della
Regione due argomenti assolutamente importanti che hanno un rilievo
locale ma che sicuramente hanno delle refluenze sull'occupazione.
Il primo dei due problemi, assessore, è qualcosa che la riguarda
direttamente in quanto di competenza delle attività produttive:
zona industriale di Catania.
La zona industriale di Catania, purtroppo, versa in uno stato di
completo e totale abbandono non solo per quanto riguarda la
viabilità, le strade e l'illuminazione ma, addirittura, per quanto
riguarda la fornitura di acqua.
Notizie di stampa di qualche giorno fa riportano il fatto che
attualmente le forniture di acqua non sono state pagate e sono
state tagliate. Il che significa che le industrie ricadenti in
quella zona sono costrette ad approvvigionarsi con cifre
esorbitanti della necessaria fornitura di acqua, strumento
assolutamente indispensabile per garantire la produzione ma anche
lo stesso benessere di coloro che vi lavorano.
Io la prego di attenzionare il problema e di intervenire
rapidamente per risolverlo. So che Lei ha le competenze e la
bravura necessaria. Probabilmente non le è stato segnalato e mi
permetto di farlo in questa sede.
Secondo problema, che riguarda sempre la zona del catanese, e
anche qua da una notizia di stampa, sono il continuo sversamento in
mare di liquami. Argomento su cui questa Regione è intervenuta più
di una volta per avviare definitivamente la creazione, la
fornitura, l'operatività dei depuratori fognari che a tutt'oggi,
purtroppo, non funzionano.
Nella zona di Acicastello, Acitrezza e, per quanto mi riguarda,
anche Letojanni i depuratori non funzionano. O non ci sono o non
funzionano il che sversa in mare liquami senza alcun tipo di
trattamento creando vulnerabilità alla salute, vulnus alla salute
dei bagnanti.
Mi dicono, non ho dati specifici, che quest'anno il numero di
dermatiti e di irritazioni alla pelle con qualche caso anche di
intossicazione è stato assolutamente rilevante.
E' una situazione inaccettabile. Nel 2016 la Regione deve munirsi
indispensabilmente dei depuratori. Se ci sono delle inadempienze e
se ci sono i commissari straordinari per risolvere questo tipo di
problematiche è giusto che si attivino tutte le procedure per
giungere ad una rapidissima soluzione di una situazione sanitaria
assolutamente precaria.
CIRONE. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIRONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, prendo
la parola associandomi ai colleghi della provincia di Siracusa che
sono già intervenuti sul tema del depuratore consortile
dell'Industria Acque Siracusane.
Un tema sul quale ci si arrovella ormai da più di un anno, che ha
consentito a forze politiche, deputazioni, sindaci, organizzazioni
sindacali di confrontarsi su una vicenda che ha una centralità
strategica per il mio territorio e che ad essa viene affidata una
difesa dell'ambiente, una tutela dell'ambiente di cui il mio
territorio ha bisogno come il pane.
Devo dire che a questa vicenda, però, per ovvie difficoltà è stato
dedicato non l'attenzione, la vigilanza necessaria perché si
mettesse un punto e si desse una soluzione.
A tutt'oggi siamo in presenza di uno sciopero, il primo sciopero,
che è stato fatto dai lavoratori della IAS, lo sciopero di
ventiquattro ore, al quale ho personalmente portato solidarietà non
solo perché è sacrosanto e giusto che ciascuno difenda il proprio
posto di lavoro, ma perché essi difendendo il loro posto di lavoro
stanno difendendo una struttura di cui il mio territorio, ripeto,
ha bisogno come il pane.
Quindi sono molto grata e riconoscente a questo sciopero e
soprattutto sono anche grata ai colleghi che stasera, -
l'onorevole Zito , per primo -, hanno portato in quest'Aula la
vicenda.
Ed è importante che questa vicenda venga riproposta all'attenzione
dell'Assessore e vicepresidente, la quale ha in cura il tema e alla
quale in una riunione di forse due mesi fa, o forse anche un po'
più di due mesi fa, la deputazione regionale, i sindaci del
territorio, le organizzazioni dei lavoratori illustrarono
attentamente il problema ricevendone risposte ed attenzione.
In quell'incontro al quale ho avuto la possibilità di partecipare,
quindi ne riferisco come testimone, a seguito degli interventi
precisi, puntuali che furono fatti, l'Assessore, vi era anche la
presidente dell'IRSAP, l'Assessore prese l'impegno di occuparsi in
maniera diretta della vicenda affrontando il tema della governace
pubblico - privata che aveva retto benissimo, magnificamente quella
struttura e della tutela dei lavoratori.
Dopo due mesi e mezzo abbiamo avuto la sensazione che vi fosse
incertezza da parte del Governo, non vi fossero le determinazioni
necessarie, e comunque nel territorio si è sparsa la convinzione
che da parte della Regione non era lecito aspettarsi la celerità
che invece la vicenda merita perché noi, entro il 31 dicembre,
andremo a scadenza dell'ennesima proroga. Sono state date due
proroghe in quest'anno di sei mesi in sei mesi, l'ennesima proroga
significherebbe un ulteriore indebolimento della struttura. I
colleghi hanno legittimamente ricordato che quella struttura ha
apparecchiature importanti che hanno bisogno di essere revisionate,
di essere messe a punto, in alcuni casi hanno bisogno di
investimenti. Non si tratta di investimenti particolarmente
gravosi, ma si tratta di investimenti che potrebbero e che
consentiranno la struttura di servire un'ampia faccia del mio
territorio, non solo e se si volesse su di essa avere un
atteggiamento aperto, quella struttura potrebbe assolvere a ben
altri compiti che al momento sono destinati ad altri.
In materia di liquidi di rifiuti quella struttura è una struttura
di prima frontiera e quindi in grado di affrontare problematiche
che non solo la mia provincia, ma persino la Regione Sicilia ha
davanti e che potrebbero essere quindi smaltiti in quella sede.
Sono qui non per ribadire le cose che i miei colleghi hanno detto,
ma per fare notare che nel momento nel quale ancora non riceviamo
risposte si è di fronte ad una sorte di delegittimazione dei tavoli
che si creano nel senso che se ci sono tavoli che si fanno con la
volontà di costruire risposte e a quei tavoli si assumono degli
impegni da una parte e dall'altra, è lecito aspettarsi che si vada
avanti sulla strada intrapresa.
Se questo non accade, accade che vi è una delegittimazione di
coloro i quali ai quei tavoli hanno partecipato, siano Governo,
siano parlamentari, siano sindaci, siano organizzazioni sindacali e
vi è quindi una caduta di credibilità rispetto al territorio e alle
popolazioni interessate.
E' un tema della qualità della democrazia. Si possono rifiutare i
tavoli. Si possono benissimo non fare, si possono benissimo
rifiutare i temi posti ai tavoli, ma nel momento nel quale vengono
accolti perché essi appaiono legittimi e importanti, ad essi, credo
che bisogna dare consequenzialmente risposta.
MANGIACAVALLO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma
2, del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANGIACAVALLO. Signor Presidente, deputati, visto che la prima
commissione ha esitato favorevolmente il disegno di legge n. 843 e,
quindi, è pronto per l'Aula, mentre erroneamente lo stesso disegno
di legge è stato inserito, nell'ultimo resoconto, come disegno di
legge da affidare in commissione per la discussione, siccome in
Conferenza dei capigruppo avevamo stabilito che questo disegno di
legge doveva andare in Aula, chiedo di verificare ed inserirlo
nell'ordine del giorno della prossima seduta.
PRESIDENTE. Onorevole Mangiacavallo, le comunico che abbiamo
accertato con gli uffici che, in effetti, era stato già individuato
dalla Conferenza dei capigruppo ed era stato già accertato
l'errore.
Quindi, le comunico che l'abbiamo già inserito nell'ordine del
giorno di domani congiuntamente con un altro disegno di legge che
era stato individuato dalla Conferenza dei capigruppo.
Esattamente il disegno di legge in questione è il n. 1244 sui
debiti fuori bilancio classe biomediterranea.
E' iscritto a parlare l'onorevole Sorbello.
Ne ha facoltà.
Credo che l'intervento dell'onorevole Sorbello sia della stessa
natura, parliamo di Siracusa, immagino.
Concludiamo, poi, dando la parola al vice Presidente della
Regione, assessore Lo Bello.
SORBELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rincuora il
fatto della presenza dell'assessore, vice Presidente della Regione,
per caldeggiare quello che è l'iter della nomina alla presidenza
dell'IAS perché parliamo di un ente che, contrariamente a qualche
mio collega che ha criticato l'operato di quest'azienda, io che
conosco quest'azienda e so per certo qual è stato l'operato di
quella realtà, posso assicurare che forse in Sicilia è l'unico
impianto di depurazione che ha funzionato da quando è stato
inaugurato e funziona tutt'oggi, a differenza del depuratore
dell'IAS di Siracusa, a differenza di tutte le realtà della Sicilia
e solo perché quell'impianto è un impianto complesso, misto di
acque reflue ed acque industriali che accelerano ed aiutano quello
che è il processo di depurazione.
Signor assessore, noi abbiamo l'esigenza in quella provincia di
pianificare quella che è la depurazione della zona industriale che
già è in forte sofferenza per tutto quello che è successo fino ad
oggi.
Non ce lo dobbiamo nascondere. In quella realtà aveva messo le
mani, e c'erano obiettivi ben precisi, Confindustria Sicilia.
Io non porto rancore ma la critica a quell'operato di quella gara
universale, europea per cui si volevano attivare le procedure era
solo per portare nelle mani e consegnare definitivamente quella
realtà a certi esponenti di Confindustria e di quella provincia.
Non so se c'era il benestare del Governo ma, sostanzialmente, in
quella realtà avevano intravisto quello che era il business della
depurazione ed il business delle bonifiche che sono la parte grossa
di quella zona, parliamo della più grossa realtà industriale della
Sicilia, come area, come superficie e come importi dei progetti per
le bonifiche.
Assessore, io ho visto che lei, con molta solerzia, ha calamitato
quella che era l'iniziativa e l'ipotesi di una proroga, perché
parliamo di una realtà, di una onlus che potrebbe tranquillamente
andare verso la proroga, fermo restando che si devono rivedere
quelle che sono i contenuti dello statuto, perché quello statuto
ormai è obsoleto, superato e molto dispendioso e non fissa quelli
che sono gli obiettivi reali.
Io mi augurerei che, poi, che in quella realtà si addivenisse ad
un accordo generale che potrebbe essere anche quello di innestare
la depurazione di Augusta ed anche la depurazione, i reflui della
città di Siracusa, non solo la parte nord.
Per cui, assessore, il mio invito è quello di accelerare, lo dico
perché si è creato un malumore generale su questa vicenda che
sicuramente non giova all'immagine del Governo e all'immagine dei
deputati che rappresentano oggi quella provincia, per cui io ho
visto la sua estrema buona volontà a risolvere questo problema, mi
auguro e sono sicuro, anzi certissimo, che questo problema sarà
risolto nel più breve tempo possibile in maniera tale da attivare
quelle che sono le procedure della nomina imminente e della
rivisitazione dello Statuto.
LO BELLO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO BELLO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
onorevoli colleghi vi ringrazio per l'occasione che mi date di dare
una serie di informazioni anche se nella data dell'incontro che
richiamava l'onorevole Cirona, ma che, vorrei dire che forse la
memoria, quell'incontro è stato il 6 di ottobre, ed oggi per la
verità siamo a che giorno?. Insomma credo che non sia passato
davvero tanto tempo. A quell'incontro del 6 ottobre, la mattina ho
incontrato i privati, ad esclusione della Esso che non si è
presentata, e poi nel pomeriggio abbiamo avuto un incontro con la
parte essenziale dal punto di vista della condivisione di percorsi
ed obiettivi che proprio anche il gruppo parlamentare, sopratutto
il gruppo parlamentare di quella zona.
Ma andiamo un po' per ordine. La storia dell'I.A.S. è certamente
una storia molto nota ai deputati di quel luogo e che anch'io
definisco così come voi avete fatto di definirlo davvero una sorte
di buona pratica, nel senso che trenta anni fa quando questo
depuratore è stato costruito, il prefetto di allora, quasi con una
lungimiranza che mi è parso di capire addirittura essere stato un
precursore della stessa normative in temi ambientali, ha un po'
visto in un percorso che poteva, e così come ha voluto, affidare
alla parte privata anche il costo della depurazione.
E' un po' che chi inquina paga, insomma, per cui per trent'anni
dentro questo depuratore i costi di gestione sono affidati alla
parte privata e alla parte pubblica che è quello che detiene la
maggioranza di quel depuratore, finisce con l'essere affidato a una
sorte di governance.
E' vero, in questi anni abbiamo avuto un consiglio di
amministrazione di ben 9 componenti, uno di questi in
rappresentanza del territorio, allora trent'anni fa non esisteva,
esisteva solo il comune di Melilli, e quindi insomma c'era
semplicemente un rappresentante di parte territoriale e poi c'era
la rappresentanza di parte privata ed infine la rappresentanza di
parte regionale, o meglio legata all'IRSIF.
Abbiamo, così come voi avete riportato anche alla memoria di tutti
noi, abbiamo visto nel corso degli ultimi dodici mesi, sono state
fatte due proroghe, abbiamo la necessità di ridefinire
numericamente la governance dell'I.A.S. e voglio dire, che lo
sapete tutti, che per giorno undici, quindi venerdì mattina è stata
convocata l'assemblea di soci per la nomina del presidente che come
a tutti è noto, si è dimesso.
E' chiaro che le modifiche statutarie che attengono alla
rivisitazione non solo numerica ma anche riferita alla
rappresentata del consiglio di amministrazione, può essere fatta
questa da un presidente ed ecco perché giorno undici ci sarà
l'individuazione da parte del socio di maggioranza, di chi dovrà
svolgere il compito del traghettamento rispetto intanto alla nuova
governance.
Rispetto invece alle questioni che avevano a che vedere con lo
sciopero fatto dai lavoratori. Oggi è stata una giornata di
sciopero per quei lavoratori, io credo che cos' come veniva
richiamato, io non l'ho inteso come uno sciopero che segnasse una
sfiducia nei confronti della regione, io per la verità l'ho inteso
invece come una richiesta di attenzione perché credo che se
qualcuno ha trasferito a quei lavoratori un senso di incertezza ed
insicurezza abbia fatto male perché il Governo ha in tutto questo
percorso di questi dodici mesi o meglio di questi dieci mesi invece
ha attenzionato la struttura, abbiamo la necessità di comprendere
come a partire dalle rappresentanze
dalle funzioni, dagli utili, dal mancato coinvolgimento rispetto a
quella parte di chi inquina paga da parte della Esso, - e anche
la sua assenza giorno 6, e stiamo facendo in modo che possa esserci
un incontro tra la Esso, il Governo e l'Irsap - , perché riteniamo
che non possa esserci in alcun modo né una sorta di disinteresse,
né dall'altra una sottovalutazione. Ho ricevuto una nota, a firma
del responsabile della Esso, che indicava nel poco tempo della
convocazione all'incontro di giorno 6 la motivazione di quella
mancata presenza, ma che successivamente a giorno 11 faremo in modo
che possa organizzarsi nel più breve tempo possibile.
Quindi, per quanto riguarda le questioni che riguardano IAS
ringrazio l'onorevole Zito per l'occasione che mi ha dato di poter
trovare questa risposta. I lavoratori che oggi hanno scioperato, e
quindi hanno contribuito con il loro salario a porre un'attenzione,
troveranno, a partire dal prossimo venerdì 11, una risposta con
l'indicazione intanto della Presidenza.
Voglio rispondere anche alle questioni che venivano poste, sempre
dall'onorevole Zito, rispetto alla mozione n. 352 che riguardava la
Riserva orientata e il magazzino delle saline, così come veniva
detto, crollato nei giorni scorsi. E' chiaro che dovremmo
riproporci una questione che riguarda le riserve che, come tutti
voi sapete, sono affidate alcune al Corpo forestale, alcune alle
Province e alcune alle associazioni ambientaliste. Probabilmente,
in questo momento di riordino delle Province, venute meno un po'
quelle risorse, dovremo capire se dobbiamo coinvolgere
nell'affidamento delle nostre riserve anche i Comuni, o andare,
invece, con una rivisitazione che possa prevedere o essere
direttamente l'Azienda forestale, e non il Corpo forestale, mi
correggo, affidataria di queste riserve, o invece affidarle, anche
in questo caso, alle associazioni ambientaliste.
Per quanto riguarda, invece, la questione posta dall'onorevole
Vinciullo rispetto al ripristino dell'Avola-Noto-Rosolini, farò in
modo che questa sollecitazione sia risottoposta all'attenzione del
CAS, perché credo che non debba non trovare risposta un impegno che
deve vedere un'autostrada come quella al più presto ripristinata
una corretta percorribilità.
Per quanto riguarda, invece, le questioni della sanità vorrei
ricordare che non lo dice questo Governo, non lo dice il
Presidente, non lo dice l'Assessore, ma cinquantadue milioni di
attivo rispetto alla sanità dell'anno scorso, noi ci siamo
ritrovati ad un confronto con il Governo a dovere decidere - lo
avevamo già fatto - a cosa destinare queste risorse. E avevamo
pensato di destinarle proprio a tutti quei lavoratori che, vivendo
in una condizione di precarietà finivano col non potere vedere un
approdo che sia quello, finalmente, del contratto a tempo
indeterminato.
Voglio anche ricordare che molti dei primari o dei responsabili
dei presidi territoriali hanno visto l'espletamento di questi
concorsi e non, invece, il conferimento del titolo, continuando,
con quella sorta di attribuzione di funzioni superiori, questa
pratica del conferimento dell'incarico.
Noi abbiamo voluto dare, invece, ai cinquantadue milioni una
destinazione ben definita, che era proprio quella di vedere il
personale non ricorrere ancora ai CO.CO.PRO che scadranno, così
come veniva giustamente detto dall'onorevole Cappello, il 31
dicembre 2016. L'idea nostra, così come avevamo fatto
nell'approvazione delle dinamiche, non legate alla rete
territoriale, ma legate al personale applicato dentro la rete
ospedaliera, mentre invece, come tutti sapete, una norma dello
Stato dice che le eventuali economie devono essere investite non in
assunzioni e in personale, ma reinvestite in sanità. Noi riteniamo,
invece, che quelle risorse debbano essere investite nel garantire
il personale alla rete ospedaliera, tenuto conto che i nostri LEA,
i nostri livelli essenziali di assistenza, insomma sono dei livelli
che garantiscono qualità alla nostra stessa rete ospedaliera. Sulla
rete ospedaliera non voglio dire più di quanto ci siamo detti.
Secondo noi, insomma, la rete ospedaliera non può essere un fatto
di numeri e di ragionieri, insomma la rete ha a che fare molto di
più con il bisogno della gente, delle comunità per cui alcuni nomi
da Mistretta alle Petralie, ad altre cose, necessitano di
interventi che devono vedere, invece, il presidio ospedaliero più
vicino a quelle che sono le comunità che hanno un maggiore
disaggio.
Concludo con le questioni che ha segnalato l'onorevole Malafarina
quando parla dell'ex ASI, della zona dell'ex ASI di Catania e
vorrei ricordare che al di là delle questioni che attengono a
tutte, alle cattedrali nel deserto che abbiamo e che conosciamo
tutti appartenere all'ex ASI, credo però che questo Parlamento
debba dare riconoscimento a questo Governo che ha, finalmente,
realizzato attraverso una norma che il Parlamento ha votato, la
netta separazione tra quelli che sono i commissari liquidatori e
quelli che sono, invece, l'ex IRSAP. La separazione vera, concreta,
cosa che non era avvenuta prima.
La legge 8/2012 voglio ricordarla a me prima, ancora che a voi, ha
finito col determinare una buona legge, ma una buona legge dal
punto di vista della teoria ma, in realtà, una pessima legge perché
ne impediva la reale applicazione. Noi lo abbiamo fatto con la
norma, guarda caso, sempre della legge 8 dove, invece, abbiamo, nel
ripristinare una regola che vuole la liquidazione separata dallo
sviluppo, proprio per questo, intrapreso una vera gestione IRSAP ed
identificato i veri liquidatori.
Siamo nella fase dell'accettazione dell'incarico da parte dei
liquidatori che stiamo definendo con un ultimo passaggio che è
quello che si realizzerà - credo forse si sia realizzato nella
giornata di oggi - con un confronto con le organizzazioni sindacali
per la definizione della pianta organica.
Non dobbiamo dimenticare che questa è una delle questioni che
riguardano l'IRSAP perché la questione della pianta organica,
un'altra delle grandi incompiute, oggi, nel suo confronto con le
organizzazioni sindacali ne deve definire, proprio in questo senso,
la propria vita.
Ma voglio tornare alla richiesta fatta perché apparentemente ci si
potrebbe chiedere che cosa c'entrano le questioni dell'IRSAP e del
suo personale con le condizioni e lo stato di salute delle ex ASI
di Catania? C'entra molto perché i commissari liquidatori, tenuto
conto che risultano essere dipendenti, oggi ex ASI, che devono
passare all'IRSAP non possono essere, in quanto dipendenti ex ASI,
liquidatori del loro stesso posto di lavoro, della loro stessa
dipendenza e, quindi, come tale, deve esserci il transito dei
lavoratori nell'IRSAP.
Tuttavia voglio fornire i dati. Noi abbiamo previsto nel Patto per
il Sud, per l'ex area ASI, un totale di 52.538.574 euro e di questi
2.303.716 euro destinati alla riqualificazione della rete viaria di
relativa pertinenza orientata alla sicurezza territoriale della
zona industriale di Catania. Abbiamo concordato con il sindaco di
Catania una serie di interventi - anche il patto di Catania prevede
degli interventi in quell'area -, stiamo predisponendo ulteriori
2.000.000 di euro per la sicurezza in quella zona, quindi,
l'illuminazione, ma anche per un intervento che possa vedere, in
occasione delle piogge, non più l'allagamento di quelle zone come
tutti conoscono, soprattutto quelli di Catania - più volte ho fatto
dei sopralluoghi proprio in quella zona - dobbiamo, in ogni caso,
garantire che non accada mai più.
Mi pare di avere risposto a tutte le domande, anche all'ultima.
Per quanto riguarda la costa di Catania visiteremo, revisioneremo i
dati forniti dall'ARPA rispetto alla necessità di depuratori per lo
sversamento in mare di liquami, trasferirò all'Assessorato alla
sanità ed insieme al territorio ed ambiente, naturalmente passando
per l'energia, acqua e rifiuti, le segnalazioni che qui sono state
fatte ed in una delle prossime occasioni riferirò a quest'Aula.
Nel ringraziarvi, spero che presto si possa tornare qui come
Governo portando a voi l'informazione della definitiva scelta da
parte del Governo, rispetto alla famosa questione che interessa
proprio lo IAS: il bando o una nuova e forse anche trentennale
rivisitazione con l'affidamento a questa società o, ripercorrere,
invece, la questione del bando. Insomma, noi abbiamo affrontato
queste questioni in quella riunione del 6 ottobre che, mi auguro,
si possa definire con la governance che lo IAS avrà nelle prossime
settimane.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, La seduta è rinviata a domani,
mercoledì 9 novembre 2016, alle ore 16.00, con il seguente ordine
del giorno:
I -Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - Revisione della normativa di assegnazione dei lotti nelle
aree industriali da destinare ad attività commerciali . (n. 1202/A)
(Seguito)
Relatore: on. Laccoto
2) - Valorizzazione del demanio trazzerale . (n. 349/A) (Seguito)
Relatore: on. Laccoto
3) - Riconoscimento debito fuori bilancio ai sensi dell'art. 73,
comma 1, lett. e) del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e
successive modifiche ed integrazioni . (n. 1244/A)
Relatore: on. Vinciullo
4) - Variazione di denominazione dei comuni termali . (n. 843/A)
Relatore: on. Mangiacavallo
III -Svolgimento dell'interrogazione:
N. 3025 - Chiarimenti sul provvedimento di scioglimento
dell'Amministrazione comunale di Scicli in relazione
alle gravi dichiarazioni rese alla stampa dal
Presidente della Regione.
(8 maggio 2015)
ASSENZA
IV - Discussione della mozione:
N. 496 - Iniziative in ordine al reclutamento di personale
nelle aziende del Servizio sanitario regionale.
(4 novembre 2015)
CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO
FERRERI - FOTI - LA ROCCA - MANGIACAVALLO
PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI
ZAFARANA - ZITO
V -Discussione del disegno di legge:
Codice etico per gli eletti a cariche pubbliche, per gli
amministratori e per i dipendenti della Regione Siciliana .
(n. 854/A) (Seguito)
Relatore: on. La Rocca Ruvolo
VI - Discussione della mozione:
N. 494 - Iniziative urgenti finalizzate alla revoca della
convenzione sottoscritta tra Regione siciliana,
Università degli studi Kore di Enna e Associazione
Proserpina, avente ad oggetto l'apertura di una nuova
facoltà di medicina e chirurgia.
(3 novembre 2015)
ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO
MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO - SIRAGUSA
TANCREDI - CIANCIO - FOTI - FERRERI -
PALMERI LA ROCCA - CAPPELLO
VII -Discussione della mozione:
N. 204 - Verifica della presenza di gas radon indoor negli
edifici utilizzati da enti pubblici e privati e
osservanza dei criteri di legge negli interventi edilizi
di nuova edificazione.
(24 ottobre 2013)
FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO
CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA
TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO
VIII -Discussione della mozione:
N. 573 - Provvedimenti urgenti a favore dei pensionati
dell'Ente acquedotti siciliani.
(12 maggio 2016)
GRECO G. - DI MAURO - CASCIO S.- DI
GIACINTO CORDARO - PANARELLO - PANEPINTO
RUGGIRELLO - SUDANO -FALCONE - TAMAJO
IX - Discussione della mozione:
N. 290 - Chiarimenti circa l'incidenza dei fattori ambientali
sull'aumento della percentuale di malati di leucemia e
tumori nel territorio di Siracusa e nomina di una
Commissione parlamentare speciale di indagine e di
studio in argomento.
(16 aprile 2014)
ZITO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO
CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA
TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA
X -Discussione della mozione:
N. 531 - Riduzione della tariffa del servizio idrico integrato
nel comune di Siracusa nei casi in cui l'acqua non sia
utilizzabile per fini alimentari.
(4 febbraio 2016)
ZITO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO
CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA
TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA
XI - Discussione della mozione:
N. 537 - Accelerazione dei tempi di valutazione delle istanze
presentate in ordine al bando sul lavoro in proprio.
(16 febbraio 2016)
ZITO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO
CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA
TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA
XII -Discussione della mozione:
N. 603 - Ritiro in autotutela dell'Avviso n. 8/2016 in materia
di formazione professionale in Sicilia.
(25 ottobre 2016)
TANCREDI - CIACCIO - CIANCIO - TRIZZINO -
FOTI MANGIACAVALLO - CAPPELLO - PALMERI
ZAFARANA - CANCELLERI - ZITO - SIRAGUSA
LA ROCCA - FERRERI
La seduta è tolta alle ore 19.06
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
1 In proposito, occorre precisare che il testo di riforma
costituzionale prevede l'intesa con la relativa Regione per la
modifica degli Statuti speciali; dunque, se e fino a quando il
testo di riforma non entrerà in vigore la modifica statutaria non
dovrà essere preceduta dall'intesa.