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Resoconto d'Aula della Seduta n. 377 di martedì 08 novembre 2016
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   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                   La seduta è aperta alle ore 16.05

   FIORENZA, segretario, dà lettura dei processi verbale delle sedute
  nn.  375 e 376 del 3 novembre 2016, che, non sorgendo osservazioni,
  si intendono approvati.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il  preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli:

    -Tamajo, La Rocca Claudia, Vullo, Giuffrida per oggi;
    -Trizzino, dall'8 al 9 novembre.

   L'Assemblea ne prende atto.

                               Missione

   PRESIDENTE  Comunico che l'onorevole  Vullo sarà in missione dal 9
  al 10 novembre 2016.

   L'Assemblea ne prende atto.

            Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore per la Salute:

   N. 3461 - Verifiche in ordine al possesso dei requisiti di legge e
  delle  adeguate esperienze gestionali per rivestire  l'incarico  di
  direttore sanitario dell'ASP 6 di Palermo.
   Firmatari: Greco Giovanni

   N. 3463 - Verifiche in ordine al possesso dei requisiti di legge e
  delle  adeguate esperienze gestionali per rivestire  l'incarico  di
  direttore amministrativo dell'ASP 6 di Palermo.
   Firmatari: Greco Giovanni

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alla competente
                              Commissione

   PRESIDENTE.  Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  inviati alla competente Commissione:

                             BILANCIO (II)

   -  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori  bilancio  ai
  sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo
  23 giugno 2011, n. 118 e s.m.i.. (n. 1262).
   Di iniziativa governativa.
   Inviato il 7 novembre 2016.

   -  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori  bilancio  ai
  sensi  dell'articolo  73, comma 1, lettere b)  ed  e)  del  decreto
  legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e s.m.i.. (n. 1263).
   Di iniziativa governativa.
   Inviato il 7 novembre 2016.

   -   Assestamento  del  bilancio  di  previsione  per   l'esercizio
  finanziario  2016  e  per  il triennio 2016/2018  -  Variazioni  al
  bilancio  di previsione per l'esercizio finanziario 2016 e  per  il
  triennio 2016/2018. (n. 1264).
   Di iniziativa governativa.
   Inviato il 7 novembre 2016.
   PARERE I, III, IV, V e VI.

                 Comunicazione di richiesta di parere

   PRESIDENTE.  Comunico  che è pervenuta ed è stata  assegnata  alla
  competente Commissione la seguente richiesta di parere:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   - Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana -
  Sezione giurisdizionale. Designazione componente. (n. 87/I).
   Pervenuto in data 3 novembre 2016.
   Inviato in data 4 novembre 2016.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  3613  - Chiarimenti in merito alla decisione di Poste italiane
  di  tagliare i collegamenti aerei con Palermo per il recapito della
  corrispondenza.
   - Presidente Regione
   Fontana Vincenzo

   N.  3617  -  Interventi  urgenti per il  settore  dei  rifiuti  in
  Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Assenza Giorgio

   Avverto  che  le  interrogazioni testé  annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Comunico  che  è  stata presentata la seguente interrogazione  con
  richiesta di risposta in Commissione:

   N.  3614  -  Chiarimenti in merito alla richiesta di trasferimento
  degli   infermieri   dell'U.O.  di  medicina   interna   del   P.O.
  'P.Borsellino' di Marsala (TP).
   - Assessore Salute
   Ruggirello Paolo

   Avverto  che  l'interrogazione testé annunziata  sarà  inviata  al
  Governo ed alla competente Commissione.
   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N. 3612 - Interventi per rimediare al mancato utilizzo delle acque
  della diga Olivo (EN).
   - Presidente Regione
   - Assessore  Agricoltura  sviluppo  rurale  e  pesca mediterranea
   Musumeci Nello; Formica Santi

   N. 3615 - Chiarimenti sulla cessione del CE.FO.P. alla Cerf.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Cancelleri  Giovanni Carlo; Cappello Francesco;  Ciaccio  Giorgio;
  Ciancio  Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La  Rocca  Claudia;
  Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri  Valentina;  Siragusa   Salvatore;
  Trizzino  Giampiero;  Tancredi  Sergio;  Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano

   N.  3616 - Mantenimento in deroga del punto nascita dell'isola  di
  Lipari (ME).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Laccoto Giuseppe

   N. 3618 - Interventi conseguenti all'entrata in vigore del decreto
  ministeriale  del 9 dicembre 2015, in materia di erogabilità  delle
  prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Musumeci Nello; Formica Santi

   N.  3619 - Chiarimenti urgenti circa la posizione professionale di
  soggetti che ricoprono più incarichi apicali presso diversi Enti di
  formazione professionale in Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Figuccia Vincenzo

   N.  3620  -  Chiarimenti in merito alla valutazione negativa,  con
  relativa  perdita  di  posizione  in  classifica,  sul  livello  di
  performance  del  sistema sanitario regionale  secondo  uno  studio
  dell'Università Tor Vergata di Roma.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Lombardo  Salvatore  Federico; Di Mauro Giovanni;  Fiorenza  Dino;
  Greco Giovanni

   N.  3621  - Notizie in merito alla piena funzionalità del REMS  di
  Caltagirone (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Lombardo  Salvatore  Federico; Di Mauro Giovanni;  Fiorenza  Dino;
  Greco Giovanni

   N.  3943  -  Notizie  in merito alla richiesta  di  rimozione  del
  sindaco di Casteldaccia (PA).
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Di Giacinto Giovanni

   Avverto che le interrogazioni testè annunziate saranno inviate  al
  Governo.

                       Annunzio di interpellanze

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interpellanze:

   N.   466   -  Notizie  sul  blocco  dei  cantieri  di  costruzione
  dell'autostrada Siracusa-Gela.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Musumeci Nello; Formica Santi; Barbagallo Alfio

   N. 467 - Iniziative  per  garantire  la  sicurezza dell'autostrada
  Catania-Siracusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Foti   Angela;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello  Francesco;
  Ciaccio    Giorgio;    Ferreri    Vanessa;    La   Rocca   Claudia;
  Mangiacavallo Matteo; Trizzino Giampiero; Ciancio Gianina;  Palmeri
  Valentina; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze  si
  intendono  accettate e saranno iscritte all'ordine del  giorno  per
  essere svolta al loro turno.

                          Annunzio di mozione

   PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente mozione:

   N. 604 - Salvaguardia del patrimonio del CAS.
   Vinciullo  Vincenzo;  D'Asero  Antonino;  Alongi  Pietro;  Fontana
  Vincenzo
   Presentata il 3/11/16

   Avverto  che la mozione testé annunziata sarà demandata,  a  norma
  dell'articolo  153  del Regolamento interno,  alla  Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


        Comunicazione di stralcio del disegno di legge n. 1264

    PRESIDENTE.   In  riferimento  al  disegno  di  legge   n.   1264
   Assestamento   del   Bilancio   di  previsione   per   l'esercizio
  finanziario  2016  e  per  il  triennio  2016/2018.  Variazioni  al
  Bilancio  di previsione per l'esercizio finanziario 2016 e  per  il
  triennio  2016/2018   comunico che, ai sensi  dell'articolo  7  del
  Regolamento  interno  e  di analoghe determinazioni  assunte  dalla
  Presidenza,   è   stato   stralciato   l'articolo   23    Modifiche
  all'articolo  9  della  legge regionale 12 luglio  2011,  n.  12  e
  all'articolo 24 della legge regionale 17 maggio 2016, n. 8 , che  è
  stato  contestualmente  inviato  alla  IV  Commissione  per  essere
  esaminato in un autonomo disegno di legge.

                            Armerina  (EN)
   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   Indirizzo di saluto agli studenti del Liceo Scientifico di Piazza
                            Armerina  (EN)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, vorrei formulare un indirizzo  di
  saluto  agli studenti ed al corpo docente del Liceo scientifico  di
  Piazza Armerina che vedo qui presenti.
   Vi  ringrazio per essere venuti a visitare Sala d'Ercole e  questo
  Parlamento.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                        Sull'ordine dei lavori

   MALAFARINA Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, lei sa che  non
  è mia abitudine intervenire sull'ordine dei lavori e men che mai su
  argomenti  che  non  siano  strettamente attinenti  all'ordine  del
  giorno dei lavori d'Aula. Però io, da questo palco, devo denunciare
  un fatto per me molto increscioso ed antipatico.
   Alcuni  giorni fa, esattamente il 26 ottobre, in IV Commissione  è
  proseguita la discussione sul disegno di legge n. 1243 che riguarda
   Il  riordino  del sistema di gestione dei rifiuti in Sicilia .  Un
  disegno  di  legge che, tutto sommato, ha una sua modesta  valenza,
  devo  dire,  e  prevede  semplicemente delle società  d'ambito  che
  passano  da  diciotto a nove, nulla quaestio che sia un disegno  di
  legge legittimo.
   Ma  in quel disegno di legge si sta perdendo una grande occasione,
  quella  di  far chiarezza su quella che è la raccolta differenziata
  dei rifiuti in Sicilia che viene rinviata, in quello stesso disegno
  di  legge,  ad  un prossimo eventuale e futuro, non si  sa  quando,
  approvato piano dei rifiuti.
   Siamo   tutti  quanti  consapevoli  dell'enorme  disastro  a   cui
  assistiamo con città sporche, ingestibili, con costi per i  rifiuti
  assolutamente abnormi, con enormi difficoltà dei sindaci  che  sono
  chiamati  a  rispondere del disservizio, e  cosa  succede?  Che  un
  deputato   dell'Assemblea,  il  sottoscritto,   chiede   di   poter
  illustrare  in  sede di Commissione alcuni propri emendamenti  che,
  sicuramente non hanno la pretesa di essere il toccasana  miracoloso
  né  altro, ma che danno una apertura ad una possibile soluzione che
  è la raccolta differenziata.
   Mi  dispiace che non ci sia la collega deputato, onorevole Maggio,
  che  presiede la IV Commissione ma avevo chiesto esplicitamente,  a
  più  riprese, sia al presidente della Commissione sia ai funzionari
  della  stessa  Commissione di essere avvertito nel momento  in  cui
  sarebbe andato in discussione l'articolo 5 del disegno di legge  su
  cui erano stati presentati gli emendamenti.
   Io  credo  che ci sia una qual certa supponenza sia da  parte  del
  presidente della Commissione sia da parte dell'Assessore che, molto
  probabilmente,  si  ritengono tanto bravi ed unti  dal  Signore  da
  proporre soluzioni che forse solo loro intravedono ma nessun altro.
   Il risultato di tutto questo è che quegli emendamenti proposti non
  sono stati neanche discussi per assenza dei proponenti.
   Io  credo che questo sia un vulnus alla legittima attività di ogni
  deputato e credo che la presidenza della Commissione debba,  quanto
  meno  illustrare  i  motivi - è il minimo  che  possa  fare  -,  ma
  soprattutto  che  offra  le  sue  dimissioni  da  presidente  della
  Commissione perché quando un presidente di Commissione ignora a più
  riprese una richiesta di un deputato impedendogli di partecipare ai
  lavori, perché non avvertito, credo che abbia realizzato il massimo
  della assenza dalla propria funzione.
   Il  presidente di Commissione non può essere colui il quale decide
  in  nome  e per conto di tutti, deve essere anche il garante  della
  libertà dei deputati  di illustrare le proprie idee, ma soprattutto
  in una situazione gravemente deficitaria come quella della gestione
  dei  rifiuti in Sicilia, dove c'è un Assessore che purtroppo brilla
  per  assenza  -  perché  al di là di semplici  proposte  non  si  è
  riuscito  ancora oggi ad individuare una soluzione al problema  dei
  rifiuti, e credo che farebbe bene a lasciare spazio a qualcuno  più
  competente -, non si degnano neanche di chiedere:  Scusi, ma lei ha
  fatto  una proposta  e la proposta domani salterà fuori sicuramente
  in  maniera  molto più decisa rispetto a quello che sto  affermando
  qua, perché c'è la supponenza, c'è l'arroganza da parte di coloro i
  quali  si  ritengono depositari di un potere ma che non riescono  a
  risolvere neanche un centimetro di un problema.
   E  allora  signor  Presidente io mi rivolgo alla  sua  sensibilità
  perché  venga  fatto  un  richiamo  ufficiale,  quanto  meno,  alla
  presidente della IV Commissione e venga data la possibilità  a  chi
  non  è  presente,  non per volontà propria ma per  omissione  della
  presidente o dei propri Uffici, nel presentare emendamenti.  E'  un
  fatto grave, è un fatto inaccettabile, è un fatto che io rifiuto, è
  un  fatto  che crea un vulnus alla possibilità per i  deputati   di
  partecipare  al  dibattito  politico e  di  trovare  soluzioni  per
  problemi  che  sono veramente drammatici, problemi  che  poi,  alla
  fine,  si  ripercuotono  su  un giudizio  totalmente  negativo  nei
  confronti della politica, giudizio negativo nel quale io non voglio
  essere  coinvolto  perché  ho  espresso  delle  possibilità,  delle
  soluzioni che oggi non vengono neanche esaminate.
   Questa  è  la situazione di fatto e tanto le rassegno  perché  lei
  voglia intervenire.

   LENTINI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI. Signor Presidente,  solo qualche minuto per ricordare  al
  Parlamento ma anche alla Presidenza che è, praticamente,  dal  mese
  di  giugno  che ho fatto richiesta di accesso agli atti per  quanto
  riguarda   Riscossione Sicilia' e sono in attesa  di  ricevere  una
  nota.
   Lo voglio dire perché nella nota io ho richiamato l'articolo 7 del
  Regolamento  interno,  ma  anche  per  rispetto  della   nota   del
  Presidente di questa Assemblea, l'onorevole Ardizzone, nel  2013  è
  stata richiamata questa nota: il rispetto dei deputati quando fanno
  richiesta di accesso agli atti.
   E  poi, in aggiunta anche la nota numero 26 del 1966, della  Corte
  Costituzionale  che dà la possibilità ai deputati  di  svolgere  il
  proprio lavoro presso gli enti che appartengono alla Regione.
   Quindi,  signor  Presidente,  questo accesso  agli  atti  riguarda
   Riscossione  Sicilia', e precisamente ho  mandato  una  nota  alla
  Presidenza,  all'avvocato Antonio Fiumefreddo, fra  le  altre  cose
  rinviato a giudizio, e metto a conoscenza anche il Parlamento e  la
  Presidenza per ricordare che solleciterò questo Parlamento affinché
  in Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari venga messa in
  discussione,  e  quindi  all'ordine  del  giorno,  la  mozione  che
  riguarda la rimozione dell'avvocato Fiumefreddo.
   Grazie   signor  Presidente.  Le  faccio  questo  sollecito,   per
  rispettare le inadempienze da parte di alcuni presidenti di società
  partecipate  della Regione, a essere più celeri,  perché  l'accesso
  agli atti è del mese di giugno e l'articolo 10 prescrive 30 giorni.
  Siamo a più di tre mesi e ancora aspetto una nota.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                  Presidenza del Presidente Ardizzone

   dall'on. Cancelleri inerente le Regioni a Statuto speciale
   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


         Comunicazione di parere reso in ordine alla questione
  sollevata dall'onorevole Cancelleri inerente  le Regioni a Statuto
                               speciale

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, prima di procedere  con  l'ordine
  del  giorno leggerò un parere reso dal professore Giacomo  D'Amico,
  Professore associato di diritto Costituzionale del Dipartimento  di
  Giurisprudenza  dell'Università di  Messina,  da  me  richiesto  in
  ordine alla questione sollevata dall'on. Giancarlo Cancelleri e che
  riguarda le Regioni a Statuto speciale.
   Questo  problema  è  stato sollevato in  ogni  regione  a  Statuto
  speciale.  Da  parte  delle Regioni a Statuto speciale,  almeno  da
  parte dei Consigli, c'è uniformità di interpretazione.
   Leggo questo parere perché rimanga agli atti. Riguarda la presunta
  incompatibilità tra le cariche di senatore e di deputato  regionale
  nelle Regioni a Statuto speciale, dopo eventuale approvazione della
  legge costituzionale sottoposta a referendum:

   «1. Premessa: le disposizioni degli statuti speciali in materia.
   Com'è  noto,  l'art. 3, ult. co., Statuto Sicilia  stabilisce  che
  «L'ufficio  di  Deputato regionale è incompatibile  con  quello  di
  membro  di  una delle Camere, di un Consiglio regionale ovvero  del
  Parlamento europeo».
   In  realtà,  una formula analoga si rinviene in tutti gli  Statuti
  speciali:
   -  art.  15,  co.  2,  Statuto Friuli: «L'ufficio  di  consigliere
  regionale è incompatibile con quello di membro di una delle Camere,
  di  un altro Consiglio regionale, di un Consiglio provinciale, o di
  sindaco  di un Comune con popolazione superiore a 10 mila abitanti,
  ovvero di membro del Parlamento europeo»;
   -  art.  17,  co.  2, Statuto Sardegna: «L'ufficio di  consigliere
  regionale è incompatibile con quello di membro di una delle  Camere
  o  di un altro Consiglio regionale o di un sindaco di un Comune con
  popolazione  superiore a diecimila abitanti, ovvero di  membro  del
  Parlamento europeo»;
   -  art.  28,  co.  3, Statuto Trentino: «L'ufficio di  consigliere
  provinciale e regionale è incompatibile con quello di membro di una
  delle   Camere,  di  un  altro  Consiglio  regionale,  ovvero   del
  Parlamento europeo»;
   -  art.  17  Statuto  Valle  d'Aosta:  «L'ufficio  di  consigliere
  regionale è incompatibile con quello di membro di una delle  Camere
  o di un altro Consiglio regionale, ovvero del Parlamento europeo».
   La  questione sulla asserita perdurante incompatibilità  si  pone,
  quindi, per tutte le Regioni speciali (non a caso, per la Sardegna,
  l'on. Pili ha sollevato analoga questione).

   2. Sull'applicabilità della legge di revisione costituzionale alle
  Regioni speciali
   Prima  di  affrontare  il  merito della  questione,  è  necessario
  soffermarsi  sul  problema  dell'inapplicabilità  della  legge   di
  revisione costituzionale alle Regioni speciali.
   In proposito, vale la pena di ricordare che l'art. 39, co. 13, del
  testo  di  riforma  non  prevede un'assoluta inapplicabilità,  alle
  Regioni  speciali,  delle nuove disposizioni costituzionali;  esso,
  piuttosto, stabilisce che «Le disposizioni di cui al capo IV  della
  presente  legge  costituzionale non si  applicano  alle  regioni  a
  statuto  speciale e alle province autonome di Trento e  di  Bolzano
  fino  alla  revisione dei rispettivi statuti sulla base  di  intese
  [ ]».
   Dunque,  discutere di una radicale inapplicabilità  del  testo  di
  riforma alle Regioni speciali è del tutto fuorviante; al contrario,
  le  uniche parti della riforma escluse dall'applicabilità immediata
  (e la cui applicabilità è subordinata alla revisione degli statuti)
  sono  le  disposizioni di cui al capo IV, cioè gli artt. che  vanno
  dal 29 al 36 della legge di revisione costituzionale.
   Le  disposizioni indicate sono quelle che modificano, tra l'altro,
  gli artt. 114, 117, 118, 119 e 120.
   In  sostanza,  il  legislatore costituzionale ha subordinato  alla
  condizione  (incerta  sia nell'an sia nel quando)  della  revisione
  degli statuti speciali, l'entrata in vigore dei soli articoli sopra
  citati.

   3.  I criteri per la risoluzione delle antinomie tra le fonti  del
  diritto e la loro applicazione al caso di specie
       Se,  quindi,  non v'è dubbio che il legislatore  di  revisione
  costituzionale ha inteso prevedere l'applicazione immediata,  anche
  alle  Regioni speciali, delle altre disposizioni recate dalla legge
  costituzionale,  occorre  capire in che modo  possa  risolversi  il
  contrasto tra le norme statutarie richiamate in premessa e il nuovo
  assetto del Senato della Repubblica.
       Muovendo dalla considerazione banale che lo Statuto speciale è
  approvato con legge costituzionale, non pare esservi dubbio che  in
  questo  caso  debba trovare applicazione il principio per  cui  lex
  posterior  derogat  legi priori. Dunque, la disposizione  contenuta
  nella  nuova  (eventuale)  legge costituzionale  dovrebbe  abrogare
  quella  recata dalla precedente legge costituzionale  (gli  statuti
  speciali),  trovando applicazione in questi casi  l'art.  15  delle
  c.d. Preleggi, secondo cui «Le leggi non sono abrogate che da leggi
  posteriori  per  dichiarazione  espressa  del  legislatore,  o  per
  incompatibilità tra le nuove disposizioni e le precedenti o  perché
  la  nuova  legge regola l'intera materia già regolata  dalla  legge
  anteriore».
       In  sostanza, il contrasto implicito tra la previsione  di  un
  Senato  composto  anche da consiglieri regionali e la  disposizione
  che  prevede  l'incompatibilità  tra  le  cariche  di  senatore   e
  consigliere   regionali,   dovrebbe  risolversi   con   il   canone
  dell'abrogazione implicita.
       Questa  soluzione, apparentemente piana, sembra incontrare  un
  ostacolo   nella   previsione  dell'art.  41-ter  Statuto   Sicilia
  (introdotto  dall'art. 1 della legge cost. n. 2  del  2001)  che  -
  analogamente  a quanto previsto negli altri Statuti speciali  dalla
  legge cost. n. 2 del 2001 - prevede:
       «Per  le  modificazioni  del presente Statuto  si  applica  il
  procedimento   stabilito   dalla   Costituzione   per   le    leggi
  costituzionali.
       L'iniziativa appartiene anche all'Assemblea regionale.
       I progetti di modificazione del presente Statuto di iniziativa
  governativa  o  parlamentare  sono  comunicati  dal  Governo  della
  Repubblica all'Assemblea regionale, che esprime il suo parere entro
  due mesi.
       Le  modificazioni  allo Statuto approvate  non  sono  comunque
  sottoposte a referendum nazionale».
       La  legge  cost. n. 2 del 2001 ha, quindi, previsto  che,  nel
  caso  di  iniziativa  legislativa  governativa  o  parlamentare,  i
  progetti  di  modificazione dello Statuto siciliano (e degli  altri
  Statuti   speciali)  siano  comunicati  dal  Governo  all'Assemblea
  Regionale,  che  è  chiamata a esprimere il suo  parere  entro  due
  mesi».
       Siffatta  disposizione prevede, in sostanza,  un  aggravamento
  procedurale  (il  parere  dell'ARS),  al  fine  di  assicurare   il
  coinvolgimento  dell'Assemblea nel caso di progetti  di  iniziativa
  del Governo nazionale o di uno o più parlamentari nazionali1.
       La questione da dirimere è, dunque, quella relativa alla forza
  della  legge  costituzionale di revisione dello  Statuto  speciale,
  approvata  previo  parere  dell'ARS. In  altre  parole,  una  legge
  costituzionale approvata senza aver acquisito il detto  parere  può
  modificare lo Statuto speciale? Se si ragiona in questi termini, la
  risposta  sembrerebbe essere negativa; ammettere  infatti  che  una
  legge  costituzionale (di iniziativa governativa o  parlamentare  e
  non  preceduta  dal  parere dell'ARS) possa modificare  lo  Statuto
  significa vanificare la previsione statutaria dell'art. 41-ter.
       In  realtà,  però,  il problema in esame  risulta  essere  mal
  posto;  infatti,  l'art.  41-ter richiede  il  parere  solo  per  i
  progetti  di modificazione dello Statuto speciale e non  anche  per
  l'ipotesi,   minima   (come   quella   attuale),   di   una    mera
  incompatibilità tra due disposizioni (quella contenuta nella  legge
  di  riforma e quella statutaria). Nel caso di specie, non si tratta
  di  un progetto di modificazione dello Statuto ma, al contrario, di
  un  progetto  di  riforma della Costituzione, che  incidendo  sulla
  composizione  del futuro Senato, determina, di riflesso  (e  quindi
  indirettamente),  degli  effetti  su  alcune  norme  degli  statuti
  speciali.
       Deve pertanto concludersi nel senso che il contrasto implicito
  tra  il  nuovo  (eventuale) art. 57 Cost. e  l'art.  3,  ult.  co.,
  Statuto  Sicilia debba risolversi secondo il consueto criterio  che
  regola  la successione nel tempo delle leggi di pari rango e quindi
  nel senso dell'abrogazione implicita della seconda disposizione.

                        Prof. Giacomo D'Amico»

   Onorevoli  colleghi, faccio distribuire copia di questo parere  ed
  eventualmente,  siccome è una sede di richieste e d'interventi,  se
  si vuole dibattere, dibatteremo.
   C'era la richiesta esplicita da parte dell'onorevole Cancelleri  e
  siccome,  correttamente, quello che ha detto l'onorevole Cancelleri
  è  verbalizzato,  era giusto e doveroso - perché  la  questione  ha
  riguardato praticamente le cinque Regioni a Statuto speciale - dare
  una risposta da parte di questa Presidenza.
   Se  è necessario aprire un dibattito lo concorderemo in Conferenza
  dei Capi Gruppo.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                        Sull'ordine dei lavori

   VENTURINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VENTURINO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo
  sull'ordine  dei  lavori  approfittando  della  presenza  in   Aula
  dell'assessore Marziano al quale mi rivolgo e gradirei,  assessore,
  giusto un secondo della sua attenzione.
   Io l'ho invitata a venire in Commissione domani per relazionare su
  un   punto   dell'Avviso  8.  In  particolar  modo   mi   riferisco
  all'articolo 11.2, che sembra quasi un ossimoro, perché  l'articolo
   inizia con la dicitura  controlli  e poi all'11.2 questi controlli
  svaniscono  nel  nulla. Siccome, mi sembra di fare un  grossissimo,
  clamoroso autogoal nel processo di riformazione della formazione  -
  scusi il bisticcio di parole - io la invito formalmente, visto  che
  è  presente in Aula, non dico a riferire oggi, perché immagino  tra
  un  po' arriverà l'assessore Lo Bello, quindi parleremo della legge
  che  era oggi in esame, ma la invito a darci la certezza della  sua
  presenza,  domani, in Commissione. Perché credo, che  questo  punto
  necessiti  di chiarimenti e di approfondimenti, che sono  a  questo
  punto improcrastinabili.

   MARZIANO,    assessore   per   l'istruzione   e   la    formazione
  professionale. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO,    assessore   per   l'istruzione   e   la    formazione
  professionale.  Signor Presidente, ho chiesto  di  intervenire  per
  confermare  la  mia presenza domani in Commissione,  ma  anche  per
  manifestare il fatto che sarebbe stato più opportuno che,  come  in
  altri  casi, la richiesta fosse stata fatta non sulla stampa,  cosa
  che  mi  costringeva quasi a rispondere alle inesattezze ed alle  -
  diciamo  -  imprecisioni della richiesta, ma  direttamente  con  le
  procedure normali che prevedono che ogni deputato ha il diritto  di
  chiedere  che l'assessore riferisca in Commissione. Io peraltro  ho
  partecipato  a  tutte le riunioni di Commissione  alle  quali  sono
  stato  invitato per riferire sui problemi della formazione e domani
  riferirò   con   una   relazione   preparata   negli   uffici   che
  tranquillizzerà   l'onorevole   Venturino   rispetto    alle    sue
  preoccupazioni.

   PRESIDENTE. Sospendo l'Aula per cinque minuti in attesa che arrivi
  l'assessore Lo Bello.

     (La seduta sospesa alle ore 16,37, è ripresa alle ore 16.46)

   La seduta è ripresa.

               'Nuove norme in materia di panificazione'
   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


         Seguito della discussione del disegno di legge n. 1/A
               «Nuove norme in materia di panificazione»

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  si  passa  al  punto   secondo
  all'ordine del giorno.
   Si  procede con il seguito della discussione del disegno di  legge
  n.  1/A   Nuove norme in materia di panificazione , posto al numero
  1).
   Invito  la  competente Commissione a prendere  posto  al  relativo
  banco.
   Onorevoli  colleghi, la Commissione ha provveduto alla riscrittura
  di  alcuni articoli, iniziando dall'articolo 1, al quale sono stati
  presentanti alcuni subemendamenti.
   Si  passa  al subemendamento 1.1.3, degli onorevoli Greco Giovanni
  ed  altri,  che  è  dichiarato decaduto per assenza  dall'Aula  dei
  firmatari.
   Si  passa  al subemendamento 1.1.4, degli onorevoli Greco Giovanni
  ed  altri  ,  che è dichiarato decaduto per assenza  dall'Aula  dei
  firmatari.

   LACCOTO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, credo che in linea di massima i sub
  emendamenti sono stati apprezzati e discussi in Commissione per cui
  molti  di questi emendamenti si intendono ritirati. Quindi  fino  a
  prova  contraria di qualcuno che voglia sostenere, io credo che  il
  testo  che  è  scritto,  che posso leggere  articolo  per  articolo
  comprenda questi sub emendamenti.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, formalmente e correttamente  come
  l'onorevole  Laccoto  ha anticipato, su alcuni  subemendamento  c'è
  l'apprezzamento positivo della Commissione.ù
   Si  passa  al subemendamento 1.1.5, degli onorevoli Greco Giovanni
  ed altri.
   Il parere della Commissione?

   LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LO BELLO, assessore per le Attività produttive. Favorevole.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 1.1.5.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa al subemendamento 1.1.9, degli onorevoli Greco Giovanni
  ed altri.
   Il parere della Commissione?

   LACCOTO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Onorevole Laccoto, il subemendamento è dell'onorevole
  Greco, non può essere la Commissione a ritirarlo. A me risulta  che
  la Commissione ha dato parere favorevole.

   GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
  per fare sapere all'Aula che c'è stata una riunione tra l'onorevole
  Lombardo,  anch'esso firmatario del submendamento e la  Commissione
  ed è stato trovato un accordo su tutti gli emendamenti. Quindi dove
  non  hanno trovato l'accordo, ritiro l'emendamento, per quello  che
  si è trovata una soluzione in comune, sono d'accordo.

   PRESIDENTE. Quindi io mi riferisco direttamente alla Commissione.

   GRECO Giovanni. Sì.

   PRESIDENTE.   Quindi   il   subemendamento   1.1.9   è    ritirato
  indipendentemente dal parere che era stato dato dalla Commissione.

   PANARELLO.  Signor  Presidente,  siccome  mi  dice  il  Presidente
  Laccoto  che c'è una riscrittura, la potremmo avere così discutiamo
  sulla riscrittura.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, sospendo  la  seduta  per  cinque
  minuti.

     (la seduta, sospesa alle ore 16.50, è ripresa alle ore 16.55)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la Commissione  ha  già  espresso
  parere  sui  subemendamenti 1.1.5, che abbiamo già  votato,  1.1.9,
  1.1.1, 2.1.8, 2.1.9, 2.1.6, 4.1.1 e 5.1.1.
   L'emendamento  6.1 è stato considerato ridondante  atteso  che  la
  definizione del pane tipico siciliano è sovrapponibile a quella  di
   pane   siciliano   tradizionale   già  presente   nell'ordinamento
  regionale,  segnatamente all'articolo 9 della  legge  regionale  n.
  25/2011.
   Poi  ho compreso la Commissione è andata oltre già riscrivendo gli
  articoli sulla base degli apprezzamenti positivi che ci sono  stati
  con  i  presentatori  dei  sub  emendamenti.  Però  ai  fini  della
  regolarità  procedurale  andiamo avanti velocemente  invitando,  di
  volta in volta, la Commissione ad esprimere parere.
   L'emendamento   1.1.5   lo   abbiamo   già   votato.   Si    passa
  all'emendamento 1.1.9. Il parere della Commissione?

   LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LO BELLO, assessore per le Attività produttive. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo  pongo  in  votazione. Chi  è  favorevole  rimanga
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 1.1.1. Il parere della Commissione?

   LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LO BELLO, assessore per le Attività produttive. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo  pongo  in  votazione. Chi  è  favorevole  rimanga
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 1 così come subemendato.
   Chi è favorevole rimanga seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura.
                               «Art. 2.
                       Attività di panificazione

   1.  Ai  fini della presente legge e ai sensi dell'articolo  4  del
  decreto  legge  4 luglio 2006, n. 223, convertito con modificazioni
  dalla  legge  4  agosto  2006 n. 248, l'attività  di  panificazione
  consiste   nell'intero  ciclo  di  produzione   del   pane,   dalla
  lavorazione   delle   materie  prime  alla  cottura   finale,   con
  l'esclusione della mera doratura, rifinitura o solo cottura  di  un
  prodotto surgelato o semilavorato da altre imprese».

   Onorevoli   colleghi,  è  stato  presentato  un   emendamento   di
  riscrittura,  il  subemendamento 2.1.8,  apprezzato  favorevolmente
  dalla Commissione. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole rimanga seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 2.1.9. Il parere della Commissione?

   LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LO BELLO, assessore per le Attività produttive. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo  pongo  in  votazione. Chi  è  favorevole  rimanga
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 2.1.6. Il parere della Commissione?

   LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LO BELLO, assessore per le Attività produttive. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo  pongo  in  votazione. Chi  è  favorevole  rimanga
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 2 così come sub  emendato.  Chi  è
  favorevole rimanga seduto; chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                               «Art. 3.
            Divieto di panificazione e regime di turnazione

   1.  Salvo quanto previsto nei successivi commi 2 e 4, al  fine  di
  garantire il riposo, la salute ed il godimento dei diritti civili e
  religiosi  degli  operatori  del  settore,  la  sola  attività   di
  panificazione,  come  definita  all'articolo  2,  è  vietata  nelle
  giornate domenicali e festive.

   2.  In  deroga  a  quanto previsto al comma  1,  in  caso  di  due
  festività in giorni consecutivi, il divieto di panificazione non si
  applica  al  secondo giorno di festività; in caso di una  festività
  nel  giorno di sabato o lunedì, il divieto di panificazione non  si
  applica  alla domenica; in caso di tre o più giornate di  festività
  consecutive,  incluse  le  giornate  domenicali,  il   divieto   di
  panificazione  non  si  applica alla prima ed  all'ultima  giornata
  festiva o domenicale.

   3.  Ai  sensi  e  per  gli  effetti  dei  principi  comunitari   e
  costituzionali  di  tutela della concorrenza e nel  rispetto  degli
  altri  obblighi in materia di commercio di prodotti alimentari,  le
  previsioni  di  cui  al presente articolo non  pregiudicano  e  non
  limitano  l'apertura  al  pubblico  degli  esercizi  commerciali  e
  l'attività  di  vendita e somministrazione  del  pane  prodotto  in
  giornate  diverse da quelle domenicali o festive, salvo le  deroghe
  di cui ai commi 2 e 4 del presente articolo.

   4. Il sindaco, sentite le organizzazioni di categoria provinciali,
  firmatarie  di  contratti  collettivi nazionali  di  lavoro,  e  le
  associazioni  dei  consumatori,  garantisce  la  turnazione   delle
  aperture  delle  attività di panificazione  nelle domeniche  e  nei
  giorni  festivi,  anche  in  base alle esigenze  e  alle  peculiari
  caratteristiche del territorio».

   Pongo in votazione l'emendamento di riscrittura 3.1.

   SUDANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUDANO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  perché
  sinceramente  ho grandi perplessità su questo disegno  di  legge  e
  volevo,  comunque,  dirlo  al  microfono  perché  sinceramente  non
  comprendo come mai noi andiamo a fare una norma così stringente  su
  un settore, quello artigianale dei panificatori, mentre per esempio
  nella  mia  provincia, a Catania, abbiamo i centri commerciali  che
  restano aperti anche la domenica che non hanno nessuna regola e che
  sappiamo  benissimo  che tipo di concorrenza  possono  portare  nei
  confronti degli artigiani.
   Quindi,  io volevo dire il mio dissenso al microfono e lasciare  a
  verbale questa dichiarazione.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 3.1. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                               «Art. 4.
           Requisiti  morali e professionali per l'esercizio
                    dell'attività di panificazione
                 e disciplina dei corsi professionali

   1.  L'accesso  e  l'esercizio dell'attività di panificazione  sono
  subordinati   al   raggiungimento  della  maggiore   età   e/o   di
  emancipazione nel caso di minorenne, nonché alle condizioni  morali
  previste  dall'articolo 71, comma 1,   3,   4  e  5,   del  decreto
  legislativo n. 59 del 26 marzo 2010.

   2.  L'esercizio, in qualsiasi forma e modalità, dell'attività di
  panificazione,  è  consentito a chi sia in possesso  di  uno  dei
  seguenti requisiti professionali:

   a)  aver  frequentato con esito positivo un corso di  formazione
  professionale relativo al settore della panificazione;

   b)   aver  prestato  la  propria  opera  per  almeno  due   anni
  nell'ultimo  quinquennio presso imprese esercenti l'attività  del
  settore della panificazione, in qualità di dipendente qualificato
  o  apprendista addetto alla panificazione, o in qualità di  socio
  lavoratore,  o in qualità di collaboratore familiare,  comprovata
  dall'iscrizione all'INPS.

   3.    L'Assessorato   regionale   delle   attività    produttive
  predispone, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore  della
  presente  legge, sentite le organizzazioni datoriali di categoria
  firmatarie  del  contratto collettivo  nazionale  del  lavoro,  i
  programmi per lo svolgimento dei corsi di qualificazione  di  cui
  alla lettera a) del comma 2.

   4.  I titolari di aziende della panificazione, che alla data  di
  entrata  in  vigore della presente legge siano iscritti  all'albo
  delle  imprese  artigiane  presso le Camere  di  commercio,  sono
  esclusi dall'obbligo della formazione professionale.

   5.  In  caso di società il possesso di uno dei requisiti di  cui
  al comma 2 è richiesto con riferimento al legale rappresentante o
  ad altra persona specificamente delegata all'attività».

   All'articolo  4  è  stato presentato un sub emendamento  4.1.1  Il
  parere della Commissione?

   LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LO BELLO, assessore per le Attività produttive. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 4.1 così come sub emendato. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                               «Art. 5.
              Abusivismo nel settore della panificazione

   1.  Salvo quanto previsto dall'articolo 8, chiunque panifichi  e/o
  venda  pane in violazione della normativa comunitaria, nazionale  o
  regionale è soggetto al sequestro della merce, oltre alla  sanzione
  amministrativa prevista per l'esercizio abusivo dell'attività.

   2.  L'accertamento  della recidiva comporta,  oltre  al  sequestro
  della merce e dei mezzi, anche l'aumento della sanzione pecuniaria,
  pari a tre volte la sanzione minima edittale».

   Pongo  in  votazione  l'articolo 5  nel  testo  originale.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                              Articolo 6.
       Divieto di commercializzazione del pane su area pubblica.
              Vendita del pane a domicilio del consumatore

   1. E' vietata la commercializzazione del pane su area pubblica.

   2.  Il  pane  da consegnare la domicilio del cliente  deve  essere
  chiuso  in  un  sacchetto  di  carta  con  all'esterno  esposto  lo
  scontrino nonché il cognome e l'indirizzo del destinatario.'

   Pongo,  in  votazione  l'articolo 6 nel testo  originario.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

   LACCOTO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente, sull'articolo 6, siccome esiste una legge della Regione
  del  2011,  in Commissione abbiamo scritto così:  Per  pane  tipico
  siciliano si intende quello definito ai sensi dell'articolo 9 della
  legge regionale n. 25 del 2011', per evitare sovrapposizioni di una
  norma con un'altra e quindi si va a scrivere l'articolo 9.
   Lo  rileggo.  Per pane tipico siciliano si intende quello definito
  ai  sensi  dell'articolo 9 della legge regionale n. 25  del  2011'.
  Quindi il nuovo testo è questo.

   PRESIDENTE. No, noi stiamo andando a votare formalmente l'articolo
  6 del testo originario dove non c'era la definizione.

   LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Lo bocciamo.

   PRESIDENTE. Quindi è ritirato l'emendamento 6.1.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 6 del  testo  originario.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 7 del testo originario. Ne do lettura:

                              Articolo 7.
              Disposizioni in materia di confezionamento

   1.  I  singoli  pezzi  di  pane debbono  essere  confezionati  con
  pellicola microforata per alimenti sigillata sulla quale è  apposta
  l'etichetta con la denominazione della ditta produttrice,  la  data
  di   confezionamento  e  ogni  altra  indicazione  prevista   dalla
  normativa  vigente  in  materia  di  confezionamento  dei  prodotti
  alimentari.

   2.   I  panificatori  che  vendono  al  dettaglio  nei  locali  di
  produzione  e  nelle  unità  locali sono  esenti  dall'obbligo  del
  confezionamento.'

   Onorevoli colleghi, comunico che all'articolo 7 è stato presentato
  l'emendamento 7.1.

   LACCOTO,  presidente della Commissione e relatore. Se lo fate  nel
  testo originario è una sovrapposizione in dissenso con quello che è
  la legge.

   PRESIDENTE. Sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.02, è ripresa alle ore 17.08)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, l'articolo 6 è stato già  votato.
  Non sorgendo osservazioni, se ne riprende l'esame.
   Il   Presidente   della  Commissione  intende  intervenire   sulla
  questione dell'area pubblica.
   Se l'Aula è favorevole si può procedere ad una riscrittura.
   Ha facoltà di Parlare l'onorevole Laccoto.

   LACCOTO,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, la Commissione aveva già cassato la
  parte  in  cui veniva vietata la vendita del pane in area pubblica,
  ed  aveva  detto che sarebbe stata possibile solo su area  pubblica
  con la presenza di sacchetti dove contenere il pane.
   Il  concetto  è  questo, non è che è vietato,  sarà  possibile  la
  vendita al minuto solo su aree pubbliche, per favorire il controllo
  da parte dei comuni.

   MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  io  non
  voglio  fare  il  cattivo in un momento di gioia e di  condivisione
  generale.
   Penso, avendo letto questi articoli in modo approfondito, che  non
  stiamo  facendo un buon servizio ai commercianti, ai  panificatori.
  Cioè,  stiamo approvando delle norme molto restrittive che di certo
  non  li  andranno ad agevolare. Questa norma non li agevola, questa
  norma li avversa.
   Signor   Presidente,   per   carità,  un'Assemblea   si   dovrebbe
  distinguere dalle leggi che approva. Io oggi vi chiedo di invertire
  questa  teoria. Ci dobbiamo distinguere per bocciare  questa  norma
  perché i panificatori, gli esercizi commerciali, impazziranno.
   Chi deve aprire un esercizio commerciale deve avere titoli, non lo
  so  che  cosa,  ma  nemmeno più l'artigiano si  deve  fare?  E'  un
  mestiere che si può tramandare di generazione, da padre in  figlio.
  Noi  così  andiamo ad approvare una norma che li colpisce,  non  li
  agevola.
   Almeno  introduciamo una norma che li agevola dal punto  di  vista
  fiscale,  diamogli  soldi, introduciamo una norma  che  li  agevola
  quando  assumono apprendisti. Ma che fa scherziamo? Approviamo  una
  norma  che da domani mattina li farà impazzire, perché è una  norma
  farraginosa.
   Io  mi sento, signor Presidente, di fare un appello. Bocciamola  o
  accantonatela  e vedete cosa dovete riscrivere. Ogni singolo  pezzo
  di  pane  deve, c'è scritto qua  ogni singolo pezzo  di  pane  deve
  essere  impachettato singolarmente, etichettato  singolarmente,  si
  deve scrivere la provenienza .
   Ma  voi immaginate i panifici che abbiamo noi, devono avere questo
  altro    costo,    non    solo   di   materiale    per    procedere
  all'impacchettamento,  ma  anche  il  costo   del   personale   per
  impacchettare. E quanto deve costare il pane?
   Signor   Presidente,   questa  norma  è  da   bocciare    E'   uno
  strafalcione

   LO BELLO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO BELLO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
  onorevoli  deputati, questa norma, che come tutti  sapete  era  una
  delle  norme  contenute nel testo unico delle attività  produttive,
  che  abbiamo  stralciata, così come abbiamo fatto con i carburanti,
  era  necessaria,  ma sembra che l'Aula, piuttosto  che  legiferare,
  cercando  di  andare incontro a quelle che oramai sono  l'esigenze,
  voglia  fare  altro, e voglio collegarmi, mi permetterà l'onorevole
  Milazzo, di volere utilizzare le ultime cose che ha detto.
   La  prima questione: chi può fare il panificatore. I requisiti  di
  accesso  sono  quattro:  o  l'avere frequentato  un  corso  (fa  il
  panificatore, non vende abbigliamento), oppure avere per  due  anni
  fatto  questo lavoro, o essere in possesso di un diploma  o  essere
  scritto nel registro esercenti per il commercio presso le Camere di
  commercio.
   Io  non  credo  che  siano  chissà quali  titoli  o  chissà  quali
  prerogative.  Sull'apertura o meno, tutti noi sappiano  che  da  un
  lato  la  libera concorrenza prevista dalla Bolkestein dice  aperti
  tutti  ed aperti sempre. Abbiamo voluto, in un certo senso, offrire
  alle   comunità  e  ai  comuni  la  possibilità  di  volere   anche
  organizzare  quella  che è l'apertura di attività  come  quello  di
  panificatore, lasciando ai comuni una certa discrezionalità.
   Non  possiamo da un lato dire:  guardate che i lavori  addetti  in
  alcuni  settori vengono super sfruttati dai centri commerciali  che
  sono  sempre aperti e poi, invece, quando noi decidiamo di affidare
  ai  comuni  la possibilità di non concedere l'apertura  domenicale,
  diciamo che i centri commerciali fanno concorrenza
   Insomma,  crediamo  delle due l'una, che non possiamo  intervenire
  sull'orario di chiusura perché c'è lo vieta la Bolkestein, ma nello
  stesso  tempo  possiamo  affidare  ai  comuni  la  possibilità   di
  intervenire con regolamenti all'interno del proprio territorio.

   LACCOTO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente, volevo dire che non c'è tutta la preoccupazione  che  è
  stata   manifestata   dall'Aula,  anche   perché,   rispetto   agli
  emendamenti  approvati  in Commissione,  resta  l'unico  punto  che
  discuteremo   assieme,  quello  delle  sanzioni.  Il   pane   viene
  impacchettato  solo  per la vendita nelle aree libere,  nelle  aree
  pubbliche,  non nei panifici. Quindi è una preoccupazione  che  non
  esiste.
   Per quanto riguarda l'orario di apertura, una volta che vi era  la
  richiesta di tutti i sindacati di limitare l'orario di apertura, la
  Commissione  ha dato un'apertura, anche perché c'è  una  legge  che
  prevede  l'anticostituzionalità delle limitazioni alla  vendita.  E
  allora  noi abbiamo cercato di regolare in maniera molto  semplice,
  dicendo che le organizzazioni sindacali di categoria propongono  al
  sindaco  l'orario delle festività, che non sono solo le  domeniche,
  ma  sono tutte le festività, compresi Natale e Capodanno. Dopodiché
  se  non c'è l'accordo ogni panificio è libero, con esposizione  del
  suo  orario,  di vendere, secondo la sua libertà, nei giorni  anche
  festivi.
   Questo è il succo di quello che è venuto fuori dalla Commissione.
   D'altronde io penso che, rinviando anche il voto finale a martedì,
  gli  Uffici  possono  fare  un  coordinamento  del  testo  con  gli
  emendamenti   apprezzati  in  Commissione  e  con  una  riscrittura
  organica.
   Quindi,   per   quanto  riguarda  la  vendita,  io   presento   un
  subemendamento  che supera la non vendita nelle aree  pubblica.  E'
  quello apprezzato in Commissione:  E' consentita la vendita di pane
  sfuso  in  aree pubbliche nelle costruzioni stabili  e  nei  negozi
  mobili,  purché  l'esercente  sia  dotato  di  appositi  banchi  di
  esposizione  con  idoneo carattere risultante. In assenza  di  tali
  banchi   è   consentita  solo  la  vendita  all'origine   di   pane
  preconfezionato dell'impresa produttrice. .
   E'  quello  che  dà  la  possibilità anche nelle  aree  pubbliche.
  D'altronde  la  riscrittura fatta dalla Commissione  va  in  questo
  senso,   quindi   se  siamo  tutti  d'accordo  questo   sostituisce
  l'articolo 6 e va incontro a tutte le questioni.

   PRESIDENTE. Se lei cortesemente lo deposita, gli Uffici lo  devono
  vedere.

   PANARELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   onorevole
  Laccoto,   io   ritengo   che  noi  dobbiamo  legiferare   evitando
  ipertrofie.  Io  immagino che il tema del confezionamento  in  aree
  pubbliche risponda a norme igienico sanitarie che, secondo me,  noi
  non dobbiamo richiamare.
   Perché  tu puoi fare una legge che stabilisce una certa  cosa,  se
  poi  contraddice le norme? Rispettando le norme igienico sanitarie
  Punto  Credo che il tema sia questo il tema, perché se tu vendi  il
  pane  in  un'area pubblica è di tutta evidenza che  ci  sono  norme
  igienico  sanitarie che non hanno la stessa consistenza del  locale
  al chiuso.

   ANSELMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ANSELMO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che  questa
  legge,  che  a  mio avviso è una legge importante - ma  è  una  mia
  personalissima idea - non doveva essere estrapolata dal Testo unico
  sulle  attività  produttive. Perché  se  l'ottica  è  di  andare  a
  disciplinare il settore del commercio allora ha un senso farlo  per
  tutti,  perché  in questa maniera stiamo andando a disciplinare  in
  maniera  giusta, corretta - sono d'accordo con le osservazioni  che
  ha  fatto  l'assessore Lo Bello - ma non posso non essere d'accordo
  con le altre osservazioni che hanno fatto i miei colleghi. Io credo
  che  sia  il caso che questa legge, e lo chiedo a questo  punto  in
  maniera  formale,  ritorni in Commissione  perché  ancora  ci  sono
  troppi  dettagli  che  devono  essere  discussi  e  affrontati   in
  Commissione e non in Aula.

   PRESIDENTE.  C'è  una  richiesta  del  Capo  gruppo  del   Partito
  Democratico   per  un  ritorno  in  Commissione.   Qualcuno   vuole
  intervenire contro questa proposta?
   Onorevoli colleghi, chi è favorevole per il ritorno in Commissione
  resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   La  Commissione ha ampio mandato di riformulare questo disegno  di
  legge anche sulla base degli articoli che ha apprezzato l'Aula  con
  il voto.

   LACCOTO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente, vorrei solo ricordare che questa legge io  me  la  sono
  trovata  scritta in maniera ancora più restrittiva, e  noi  abbiamo
  cercato  di  fare  un  lavoro rispetto al  testo  che  mi  è  stato
  consegnato.


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                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che ha chiesto congedo per oggi  l'onorevole
  Alfio Barbagallo per motivi di salute.

   L'Assemblea ne prende atto.

   gnazione dei lotti nelle aree industriali da destinare  ad  attività
   commerciali' (n. 1202/A)
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        Discussione   del   disegno  di  legge  «Revisione   della
        normativa di assegnazione dei lotti nelle aree industriali
        da destinare ad attività commerciali». (n. 1202/A)

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, si passa  alla  discussione  del
  disegno   di   legge  n.  1202/A   Revisione  della  normativa   di
  assegnazione  dei  lotti nelle aree industriali da  destinare  alle
  attività commerciali , posto al punto 2).
   Ha facoltà di parlare il relatore, onorevole Laccoto, per svolgere
  la relazione.

   LACCOTO,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, questa è una norma di legge  che  è
  stata  più volte discussa in Commissione, io credo comunque che  ci
  sia dato un ampio margine per quanto riguarda eventuali emendamenti
  in  modo  da  poterla  poi  discutere ed  emendare  la  discussione
  generale e l'art. 1, se voi siete d'accordo.

   PRESIDENTE.  L'onorevole  Laccoto si  è  rimesso  al  testo  della
  relazione   scritta  ed  ha  chiesto  un  ampio  termine   per   la
  presentazione degli emendamenti.
   Diamo  termine  fino  a  martedì  prossimo  alle  ore  12.00   per
  presentare  emendamenti  a  questo disegno  di  legge,  e  LACCOTO,
  presidente   della  Commissione  e  relatore.  Signor   Presidente,
  onorevoli colleghi,

   rale' (n. 349/A)

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     Discussione del disegno di legge «Valorizzazione del demanio
                        trazzerale» (n. 349/A)

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, si passa  alla  discussione  del
  disegno  di legge n. 349/A  Valorizzazione del demanio trazzerale ,
  posto al punto 3).
   Ha facoltà di parlare il relatore, onorevole Laccoto, per svolgere
  la relazione.

   LACCOTO,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, mi rimetto al testo della relazione
  scritta anche perché questo è già stato oggetto di approfondimenti,
  era  già venuto in Aula e ritornato in Commissione Bilancio; poi  è
  ritornato  di nuovo in Commissione di merito, quindi è stato  molto
  approfondito. Su questo si può dare il termine per gli  emendamenti
  e si può procedere.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, il termine per  la  presentazione
  degli  emendamenti relativamente al disegno di  legge  n.  349/A  è
  fissato  a  giovedì  alle  ore 12.00,  e  rinviamo  la  discussione
  generale in sede di discussione dell'articolo 1.
   Abbiamo  rinviato in Commissione il disegno di legge 1/A, dato  il
  termine per gli emendamenti sul disegno di legge n. 1202/A  fino  a
  martedì  prossimo alle ore 12.00, dato termine per gli  emendamenti
  al disegno di legge n. 349/A fino a giovedì alle ore 12.00.
   E allora, andiamo avanti con lo svolgimento dell'interrogazione.


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       Rinvio dello svolgimento dell'interrogazione numero 3025

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  III  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Svolgimento   dell'interrogazione   n.   3025    Chiarimenti    sul
  provvedimento  di  scioglimento  dell'Amministrazione  comunale  di
  Scicli  in relazione alle gravi dichiarazioni rese alla stampa  dal
  Presidente della Regione. (8 maggio 2015).
   L'assessore Lantieri non è presente.


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             Rinvio della discussione della mozione n. 496

   Si   passa,   pertanto,  al  IV  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione  della  mozione  n.  496   Iniziative  in   ordine   al
  reclutamento  di  personale nelle aziende  del  Servizio  sanitario
  regionale   (4  novembre  2015). Non è  presente  l'assessore  alla
  salute.

    cariche pubbliche, per gli amministratori e per i dipendenti della
    Regione Siciliana' (n. 854/A)
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    Discussione del disegno di legge «Codice etico per gli eletti a
  cariche pubbliche, per gli amministratori e per i dipendenti della
                      Regione Siciliana» (854/A)

   PRESIDENTE.   Si passa al V punto dell'ordine del giorno:  Seguito
  della  discussione  del  disegno di legge:  Codice  etico  per  gli
  eletti  a  cariche  pubbliche,  per  gli  amministratori  e  per  i
  dipendenti della Regione Siciliana . (n. 854/A).
   Onorevole    Musumeci,   sono   stati   presentati   numerosissimi
  emendamenti,  circa 250 emendamenti. Vuole magari prendere  visioni
  degli  emendamenti?  Io sto confidando in lei,  siccome  lei  aveva
  chiesto proprio di rinviare la discussione generale, una volta  che
  erano  presentati gli emendamenti e comunque l'articolo 1,  se  lei
  vuole possiamo iniziare la discussione generale questa sera.
   Onorevole   Musumeci,  allora,  nelle  more  che  gli   assistenti
  distribuiscano gli emendamenti, l'onorevole Panarello sollecita  la
  trattazione  - peraltro veloce - della mozione n. 600, che  abbiamo
  già  iscritto all'ordine del giorno  Iniziativa a livello nazionale
  per   la  modifica  del  decreto  di  individuazione  delle  piante
  organiche nel distretto giudiziale di Messina . Potrebbe essere una
  trattazione veloce. Intanto invito gli assistenti a distribuire gli
  emendamenti con riferimento al disegno di legge  Codice  etico  per
  gli  eletti  a cariche pubbliche, per gli amministratori  e  per  i
  dipendenti della Regione Siciliana , e stasera stesso svolgeremo la
  discussione generale.

    per la modifica del decreto di individuazione delle piante organi-
    che del distretto giudiziario di Messina'
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   Discussione  della mozione n. 600  Iniziative a livello  nazionale
  per   la  modifica  del  decreto  di  individuazione  delle  piante
  organiche del distretto giudiziario di Messina

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  XIII  punto  all'ordine  del   giorno:
  Discussione  della  mozione n. 600  Iniziative a livello  nazionale
  per   la  modifica  del  decreto  di  individuazione  delle  piante
  organiche del distretto giudiziario di Messina .
   Invito  l'onorevole  Panarello ad illustrare  il  contenuto  della
  mozione.

   PANARELLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, la mozione  che
  ho   presentato  assieme  ad  altri  colleghi  parlamentari   della
  Provincia di Messina, si riferisce ad uno schema di proposta  sugli
  organici,  predisposta dal Ministero di Giustizia, che ridimensiona
  la   pianta  organica  del  tribunale  di  Messina,  del  distretto
  giudiziario  di Messina. Quindi si parla del tribunale di  Messina,
  di quello di Barcellona e di quello di Patti.
   E'  una  misura  contraddittoria che ha dato luogo, ovviamente,  a
  documenti contrari da parte dell'Associazione Nazionale Magistrati,
  da  parte della Corte d'Appello di Messina, da parte del Presidente
  del  Tribunale e da parte - diciamo così - anche dell'Ordine  degli
  Avvocati di Messina.
   Perché   appare   contraddittorio  ed  andrebbe  sollecitata   una
  modifica? Perché siamo in presenza di un distretto giudiziario  che
  ha  un  fortissimo  arretrato per quanto  riguarda  il  contenzioso
  civile,   pur   essendo   i  giudici  applicati   a   questo   ramo
  dell'amministrazione, ritenuti, sulla base delle tabelle, tra i più
  produttivi   d'Italia.   In  sostanza,   siccome   il   contenzioso
  sopravveniente,  sostanzialmente, pareggia  il  lavoro  svolto  per
  l'arretrato, c'è una perdurante arretratezza in questo campo.
   Per  quanto  riguarda  la giustizia penale,  più  volte,  è  stata
  segnalata  la carenza di magistrati, soprattutto nella  procura  di
  Barcellona, ma anche nella procura di Messina ed in quella di Patti
  e, in rapporto alla particolarità della provincia di Messina, che è
  molto  estesa - ci sono 105 comuni, ci sono i distretti sanitari  e
  le  aziende sanitarie - c'è un forte carico che deriva dai processi
  migratori,  che  danno luogo anche ad iniziative di natura  penale,
  c'è il perdurare di una presenza della criminalità organizzata che,
  anche  di recente, ha dato segni molto preoccupanti, dall'attentato
  al  Presidente  del Parco dei Nebrodi, alle minacce, al  progettato
  attentato  nei confronti di un giudice del tribunale di Barcellona,
  che  danno  il  senso  di  una realtà che  merita  una  particolare
  attenzione anche dal punto di vista della giustizia penale.
   Per  tutte  queste ragioni abbiamo presentato questa  mozione  che
  spero  abbia,  anzi sono certo, accoglienza positiva da  parte  dei
  colleghi  parlamentari,  che impegna  il  Governo  regionale  e  la
  Presidenza  dell'Assemblea, ciascuno per la propria competenza,  ad
  intervenire sui parlamentari siciliani e sul Governo nazionale  per
  evitare che si proceda in questa direzione e, anzi al contrario, si
  facciano  interventi  che  tendano a potenziare  le  strutture  del
  distretto  giudiziario della provincia di Messina ed a  rendere  un
  servizio adeguato alla comunità messinese.

   PRESIDENTE.  Non avendo nessun altro deputato chiesto di  parlare,
  pongo  in  votazione  la  mozione n. 600. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)


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     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                 854/A

   PRESIDENTE.  Riprendiamo il seguito della discussione del  disegno
  di legge n. 854/A «Codice etico per gli eletti a cariche pubbliche,
  per gli amministratori e per i dipendenti della Regione Siciliana».

   MUSUMECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI. Signor Presidente, signora Vicepresidente della Regione,
  onorevoli colleghi, saluto con piacere l'avvio della trattazione di
  questo  testo  del  disegno di legge che la  Commissione  regionale
  antimafia  ha  esitato  lo scorso anno e che  soltanto  da  qualche
  settimana  è stato inserito all'ordine del giorno, dopo un  attento
  esame  da  parte  della Commissione competente,  la  I  Commissione
   Affari Istituzionali'.
   La collega La Rocca Ruvolo nella seduta di qualche giorno addietro
  ha  illustrato  il  significato di  questo  disegno  di  legge  che
  consente  all'Assemblea regionale siciliana  di  potersi  intestare
  primo  Parlamento in Italia, primo Consiglio regionale  in  Italia,
  un'iniziativa finalizzata a coniugare i doveri della  politica  con
  l'etica pubblica.
   In  verità, non è nuova questa Regione siciliana quanto  a  codici
  improntati  al rispetto dell'etica per i dipendenti e per  il  ceto
  politico; ricordo che sotto il governo Lombardo venne dato incarico
  all'ex  noto ed apprezzato magistrato Vigna di redigere  un  codice
  etico che venne consegnato nei tempi previsti dal contratto e  che,
  però,  non è stato mai applicato perché quel contratto, quel codice
  non  ha  mai  ricevuto  la legittimazione,  il  consenso  manifesto
  condiviso, partecipato da parte del Parlamento. Era ed è rimasto un
  atto amministrativo disposto dall'organo di Governo.
   Questo disegno di legge, invece, serve a dare piena legittimazione
  ad  un'iniziativa  che passa dal Parlamento,  che  è  promossa  dal
  Parlamento e sono contento di potere ribadire, in questa sede,  che
  la  Commissione  regionale antimafia lo ha votato,  dopo  un  esame
  protrattosi  per  diversi  mesi,   all'unanimità.  Il  che,  signor
  Presidente,  mi fa sorgere qualche dubbio, qualche perplessità.  Io
  non  ho  assolutamente nulla da ridire sulle  buone  intenzioni  di
  alcuni  colleghi in quest'Aula, ma mi chiedo: è fisiologico che  un
  disegno  di legge votato all'unanimità dalla Commissione proponente
  e   votato  all'unanimità,  con  soli  due  emendamenti,  dalla   I
  Commissione  debba,  poi,  richiamare  l'ira  di  ben   oltre   200
  emendamenti, prima della trattazione in Aula?
   Non  ho dubbi sulla buona volontà di alcuni colleghi e sono sicuro
  che  è  stato  un  eccesso di cooperazione, di  collaborazione,  lo
  vedremo  nel corso del dibattito e del confronto sugli emendamenti,
  però, ho il timore che qualcuno abbia scambiato il codice etico con
  il  codice penale e, invece, come è fin troppo noto, sono due  cose
  assolutamente diverse. La politica obbedisce al codice penale  come
  ogni  altro  essere  umano in una società  civile  ed  organizzata.
  L'uomo  politico,  oltre  che al codice  penale  ha  il  dovere  di
  obbedire  al  codice  etico. Questo Parlamento  ha  il  diritto  di
  potersi  dare  delle  norme  che  possono  prescindere  da   quelle
  contemplate  dalle  leggi codificate. Forse è  la  prima  occasione
  utile  per dimostrare fuori da questo Palazzo che i 90 deputati  di
  Sala d'Ercole non temono di ridurre agibilità politica laddove essa
  può dare spazio alla cosiddetta  zona grigia'.
   Signor Presidente, non le nascondo il mio disagio nell'avere preso
  visione  delle  centinaia  di emendamenti  presentati,  però,  sono
  sereno  perché sono convinto che, alla fine, riusciremo  a  trovare
  una   soluzione  concordata  perché  questo  codice  possa   essere
  finalmente votato e consegnato ai suoi fruitori, a coloro che  sono
  chiamati ad osservarlo, cioè i dipendenti dell'Assemblea regionale,
  i  dipendenti della Regione siciliana, i parlamentari, i membri del
  Governo,  il  Presidente  della Regione, gli  amministratori  ed  i
  dipendenti degli enti regionali e degli enti comunque sottoposti al
  controllo della Regione.
   Non  c'è nulla di nuovo in questo codice. Esso è soltanto un testo
  coordinato  di  norme già previste e vigenti. Due sole  norme  sono
  state  introdotte nell'autonomia che l'Assemblea può e  deve  darsi
  anche  in  termini  restrittivi del proprio  operato;  non  sarebbe
  consentito al contrario, ma un'Assemblea può benissimo darsi  delle
  norme  restrittive. Due sole norme sono state consentite alle quali
  è   stato   proposto  e  votato  un  emendamento  da  parte   della
  Commissione. La prima norma è quella che i componenti l'Ufficio  di
  Presidenza dell'Assemblea regionale siciliana non possono far parte
  di  quell'organismo  se rinviati a giudizio per  particolari  reati
  infamanti.  La seconda norma è quella che consente al  deputato  di
  potere legittimamente cambiare gruppo, come la norma costituzionale
  peraltro consacra, ma senza portare con sé il contributo minimo, ma
  significativo, che, oggi, le norme regolamentari e non comunitarie,
  e  non derivanti da una norma nazionale, consentono di portare  con
  sé ogni volta che cambia gruppo.
   Per  carità,  il fenomeno è presente in tutte le Assemblee,  anche
  nella  nostra  qualche  deputato ha  cambiato  gruppo,  un  gruppo,
  qualcuno  anche  due,  tre,  ma  si tratta  di  scelte  sofferte  e
  meditate, frutto di crisi ideali verso le quali ognuno di noi  deve
  avere grande rispetto.
   La  Commissione Antimafia ritiene che si possa cambiare gruppo  ma
  senza  portare con sé il contributo dei 500,00 euro  che  la  norma
  regolamentare  finora  ha consentito. Si impoverisce  il  deputato?
  Assolutamente  no   Ma è un grande, forte, significativo  messaggio
  affinché   quest'Assemblea,  più  volte  sotto  il  torchio   della
  diffamazione  e della cattiva stampa, possa finalmente testimoniare
  di  sapere  offrire  un esempio di autoregolamentazione  sul  piano
  dell'etica  e  della  moralità, visto che al  di  fuori  di  questo
  Palazzo  si  è convinti che molti di quei passaggi di gruppo  o  di
  schieramento  non siano dettati da crisi ideali ma  soltanto  dalla
  necessità,  dalla  esigenza di riposizionare la propria  condizione
  nei rapporti con la maggioranza e con il Governo.
   Noi  siamo qui, signor Presidente, pronti a rispondere a tutte  le
  richieste  di osservazioni che sono certo arriveranno dai colleghi;
  sappiamo  che  tutti  gli  organi  di  stampa  seguono  con  grande
  attenzione  l'esame  di  questo  disegno  di  legge,  anche  organi
  nazionali. Proprio l'altro ieri mi hanno telefonato dal Sole 24 ore
  e siccome quest'Assemblea non ha nulla da nascondere procederà alla
  luce  del  sole  e  nella sua assoluta ed incondizionata  autonomia
  perché,  alla fine, si possa arrivare ad una definizione del  testo
  concordata,  mi auguro, da tutta l'Assemblea e non da  un  voto  di
  maggioranza.
   Naturalmente, signor Presidente, anche per il ruolo che occupo  mi
  riserverò  di intervenire, di volta in volta, nel corso  dell'esame
  degli emendamenti.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


      Assume la Presidenza il Vicepresidente onorevole Venturino

   PANARELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE: Ne ha facoltà.

   PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato  il
  presidente  Musumeci, ho letto il testo ed ho  visto  che  ci  sono
  numerosi emendamenti anche su materie delicate. Pertanto, anche  al
  fine  di  evitare  di ripetere il problema che  abbiamo  visto  con
  l'attuale disegno di legge e tenuto conto che è materia importante,
  delicata  e, credo, unanimemente condivisa, suggerirei di  fare  un
  ulteriore  approfondimento sulla base degli  emendamenti  che  sono
  stati  presentati  anche  per evitare che l'aspirazione  a  rendere
  fortemente  etici  i  comportamenti  pubblici  non  contraddica  la
  normativa vigente dal punto di vista delle garanzie.
   Quindi,  eviterei che si apra una discussione anche antipatica  su
  questo  tema e farei una norma che possa essere condivisa da  tutti
  come credo che, nell'ispirazione, lo sia.
   Quindi,  suggerirei  un  supplemento di  valutazione  rispetto  ai
  numerosi  emendamenti che ci sono per avere un testo, in Aula,  che
  sia sufficientemente approfondito e non si presti a discussioni non
  sulla  bontà  dell'ispirazione  ma sulla  praticabilità  di  alcune
  misure previste nel codice etico.

   PRESIDENTE. Invito i componenti la I Commissione a prendere  posto
  nell'apposito banco.

   MUSUMECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole Musumeci, le do subito la parola,  però  mi
  era  sembrato di capire, poco fa, dal suo intervento, che  già  c'è
  stato un approfondimento durato per mesi in Commissione.
   Ha facoltà di parlare.

   MUSUMECI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  solo
  per  esprimere  il mio parere rispetto alla richiesta  del  collega
  Panarello.
   Io  credo  che  se  c'è  un  tema  sul  quale  bisogna  discutere,
  pubblicamente  ed  apertamente, quello è  l'articolato  del  codice
  etico,  altrimenti,  smentiremmo la ragione  stessa  per  la  quale
  abbiamo avanzato quella proposta.
   Peraltro, le forze politiche, i colleghi deputati, hanno già avuto
  ampio  margine  di tempo per potere analizzare i  38  articoli  che
  compongono il disegno di legge.
   In  I  Commissione  Affari Istituzionali' questa proposta è  stata
  trattata  in  ben 9 sedute, quindi, credo che ci siano  ragionevoli
  motivi perché possa chiedere che si proceda nella trattazione.
   Ripeto,   è   stata  votata  all'unanimità  tanto  in  Commissione
  Antimafia quanto in I Commissione ed in quest'ultima con l'aggiunta
  di  due  emendamenti modificativi sui quali peraltro c'era  già  il
  preventivo parere favorevole della Commissione Antimafia.
   Apprezzo la buona volontà del collega Panarello, ma credo che  mai
  come in questa occasione quest'Assemblea debba provare un minimo di
  orgoglio e di sussulto.
   Evitiamo    i   giochetti,   naturalmente   non   sono    riferiti
  all'intervento   responsabile   del   collega   Panarello,    però,
  Presidente, siamo sufficientemente vaccinati, sento mugugni,  sento
  mal  di  pancia, qualcuno che si spinge a dire:  ma che vogliono? ,
   ma che vogliono fare? .
   Ecco,  vorrei  che  rimanesse  presente  in  ciascuno  di  noi  il
  necessario  senso di responsabilità per evitare di  dovere  offrire
  anche  su  questo tema, al di là di tutti gli attacchi  che  questo
  Parlamento ha dovuto subire in questi tre anni, credo che almeno su
  questo tema ci sia sufficiente maturità per potere capire che non è
  il  caso  di tergiversare e che dobbiamo andare avanti. Non  stiamo
  facendo niente di straordinario e niente di nuovo, ma quel poco che
  stiamo   tentando  di  fare  credo  che  possa  essere  utile   per
  testimoniare  all'esterno  una  qualità  della  politica   diversa,
  migliore e più alta rispetto a quella di cui il comune cittadino si
  è fatta scarsa considerazione.

   PRESIDENTE.  Invito, nuovamente, i componenti della I  Commissione
  di prendere posto nell'apposito banco.

   ZITO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO.  Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi,  nei  due
  interventi  il Presidente della Commissione ha illustrato  bene  le
  parti  importanti di questo codice etico. E' un inizio, è  qualcosa
  che  mette  in una luce diversa l'Assemblea regionale  siciliana  e
  questo è importante in un momento storico così particolare.
   Secondo me, però, una parte importantissima di questo codice etico
  la  troviamo nel combinato disposto dell'articolo 1 e dell'articolo
  4.  Nell'articolo 1, soprattutto dalle lettere d) in poi,  troviamo
  inserito  qualcosa  di veramente innovativo e  cioè  questo  codice
  etico  non va applicato solo, ovviamente ai deputati, al Presidente
  della  Regione  ed  ai  componenti  della  Giunta  ma,  finalmente,
  puntiamo  i  riflettori anche su quelli che sono  i  dirigenti,  il
  personale  che  non  è dirigente, ma è personale all'interno  della
  Pubblica amministrazione regionale, agli amministratori degli enti,
  dei consorzi, delle partecipate, ai consulenti e collaboratori che,
  a  vario  titolo,  partecipano, o comunque sia, ricevono  somme  da
  questa Regione.
   Il  combinato disposto, con l'articolo 4, che parla di trasparenza
  accende i riflettori anche sui redditi, sugli incarichi, sui  molti
  incarichi   che  possibilmente  qualcuno  di  loro   può   prendere
  sicuramente  per meriti, però, ripeto, accendiamo i  riflettori  su
  quello  che  è  un  comparto che spesso è stato  nell'ombra.  Molte
  volte, compresi noi, abbiamo puntato il dito contro la politica, ma
  forse  quando  sono  successi dei disastri, quando  ci  sono  stati
  rinvii  a  giudizio,  quando ci sono stati, a vario  titolo,  molti
  problemi  all'interno della Regione, spesso non  è  stata  solo  la
  politica,  ma spesso c'è la complicità forse di alcuni  uffici,  di
  alcuni dirigenti, ovviamente, parlo nel passato.
   Questo,  secondo me, è un tema importantissimo. La cosa principale
  di  questo codice etico, che sono felice sia arrivato ora  e  spero
  che  esca  velocemente  da quest'Aula, è  quella  di  far  rivedere
  l'Assemblea  regionale  siciliana  e,  comunque  sia,  gli   uffici
  regionali  sotto  un'altra  luce e non  nell'ombra  che  spesso  ha
  attorniato questa Regione.

   CORDARO, vicepresidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO, vicepresidente della Commissione. Signor Presidente,  noi
  componenti della I Commissione ci siamo confrontati con il  collega
  Panarello che ha fatto un intervento.
   Mi  rivolgo,  fondamentalmente nella  funzione  di  vicepresidente
  della  I  Commissione  Affari Istituzionali' al presidente Musumeci
  perché  potrebbe  venire fuori un'ipotesi sulla quale  ci  vogliamo
  confrontare.  Credo  che  non sia il caso neanche  di  proporre  un
  formale ritorno in Commissione della legge, così come in realtà non
  ha richiesto il collega Panarello.
   Io  credo,  però,  per  il  bene del  disegno  di  legge,  che  la
  Presidenza  dell'Assemblea di concerto, perché  no,  con  il  primo
  firmatario e con la I Commissione possa valutare - ed è  questa  la
  proposta  che  facciamo  unanimemente - la possibilità  di  inviare
  informalmente, per la prossima settimana, il disegno di legge in  I
  Commissione,  perché questi 250 emendamenti possano essere  ridotti
  ad   un   numero  congruo  tale  da  poter  permettere  una   reale
  applicazione della legge perché, Presidente ed onorevoli  colleghi,
  trattare  in  Aula  un disegno di legge di tale rilevanza  con  250
  emendamenti,  caro Presidente Musumeci, significa -  ed  in  questo
  concordo con lei - avere poca voglia di approvarla.
   Siccome noi vogliamo approvare questo disegno di legge - e  quando
  dico  noi intendo i componenti della I Commissione che siamo seduti
  a  questo banco -, credo che sia un atto di buon senso, non  avendo
  valutato nel merito molti emendamenti che abbiamo visto essere  non
  soltanto soppressivi ma anche modificativi sostanzialmente di  temi
  concreti legati allo spirito stesso, all'essenza stessa del  codice
  etico,  Presidente pro tempore Venturino, mettere  in  atto  questa
  soluzione, però, vorremmo che su un tema del genere, in quest'Aula,
  non  si  verificassero  divisioni e, quindi,  vorremmo  che  questa
  soluzione  di buon senso sotto il profilo del metodo ma  anche  del
  merito fosse condivisa da tutti.
   E'  evidente  che  questo preveda, Presidente dell'Assemblea,  una
  tempistica, cioè che la settimana prossima questo disegno di  legge
  con  i  250  emendamenti venga in Commissione per essere affrontata
  nelle  giornate di riunione della I Commissione, quindi, da martedì
  prossima  in  poi, che venga esitata la settimana  prossima  stessa
  nella  maniera  che ho detto e che dalla prossima  settimana  possa
  essere  trattata, tornare in Aula, posto che dall'ordine del giorno
  questo disegno di legge non verrà mai cancellato.

   GRECO MARCELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  MARCELLO. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi,
  intervengo  perché  il mio partito ed io, tra  l'altro,  siamo  gli
  autori principali, presidente Musumeci lei ha visto gli emendamenti
  presentati e sono in gran numero del Gruppo Sicilia Futura e  miei,
  in particolare.
   Non  si  tratta - ci mancherebbe altro, presidente Musumeci  -  di
  qualcosa contro il codice etico, anzi siamo perfettamente d'accordo
  che  vada  fatto il codice etico, che vada fatto questo disegno  di
  legge.   Abbiamo   predisposto   degli   emendamenti   costruttivi,
  integrativi  o  modificativi,  ma in  meglio  non  in  peggio,  per
  chiarire alcuni aspetti fondamentali del disegno di legge  che,  in
  effetti,  erano poco chiari, a nostro avviso, nel disegno di  legge
  stesso.
   Quindi, soltanto degli interventi e degli emendamenti che vanno  a
  chiarire  ed a migliorare il contesto del disegno di legge  non  ad
  abbattere o distruggere.
   Pertanto, sono dell'opinione che quello che ha proposto il collega
  Cordaro, vicepresidente della I Commissione, sia essenziale.
   Io stesso sarò presente in quest'incontro per chiarire gli aspetti
  fondamenti di questo disegno di legge sul quale, ripeto, il  Gruppo
  Sicilia  Futura  ed io stesso non abbiamo nulla in contrario,  anzi
  siamo  favorevoli  ma  con  queste modifiche  ed  integrazioni  che
  servono a chiarire meglio i concetti del disegno di legge.

   PRESIDENTE. Onorevole Musumeci, do ovviamente la parola anche agli
  altri colleghi perché è giusto ascoltare la loro opinione, però, mi
  sento, proprio per le cose da lei espresse precedentemente ed anche
  dall'onorevole  Zito,  vista l'importanza  del  disegno  di  legge,
  temendo che 250 emendamenti possano, di fatto, dilatare i tempi  di
  approvazione di una norma assolutamente importante, di  condividere
  la proposta dell'onorevole Cordaro.

   FAZIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAZIO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, non  possiamo  non
  prendere  atto  della  proposta  che  è  stata  formulata  dalla  I
  Commissione  e la ritengo, in qualche modo, fondata alla  luce  dei
  numerosissimi emendamenti che sono stati depositati.
   E però, credo sia opportuno che questo rinvio informale, così come
  effettivamente  è  stato chiamato, come è  stato  in  qualche  modo
  individuato,  sia del tutto costruttivo e non sia  semplicemente  e
  solamente una perdita di tempo.
   Allora, ho immaginato, laddove fosse possibile, ad un incontro, sì
  della  I  Commissione,  ma  anche della  Commissione  Antimafia  in
  maniera  tale  da  svolgere attività istruttoria nell'ambito  degli
  emendamenti ed esitare o apprezzare quelle su cui, sostanzialmente,
  c'è  la  condivisione sia della I Commissione e quindi  si  presume
  eventualmente  e  solo  potenzialmente  dell'Aula  e  così   andare
  speditamente,  molto veloce, la prossima volta laddove  in  qualche
  modo la stessa possa essere sottoposta.
   Ora,  appunto, vorrei riformulare la proposta della I Commissione,
  mi   piacerebbe   ovviamente  confrontarmi  nell'ambito   della   I
  Commissione,  discutere  gli  emendamenti  e,  perché  no,  laddove
  condivisi, introdurli  o integrare il testo che è stato esitato  la
  Commissione Antimafia, ma credo che sia opportuno che venga  fatta,
  forse  in  maniera  del  tutto  informale,  tra  I  Commissione   e
  Commissione Antimafia, che è quella che ha elaborato ovviamente  il
  testo che si intende in qualche modo integrare o modificare.

   PRESIDENTE. Invito i colleghi ad interventi brevi perché credo che
  ormai  ci  sia una  condivisione nel rimandare, seppure in  maniera
  informale, il disegno di legge ad un approfondimento anche in  sede
  congiunta delle due Commissioni.

   FORMICA Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevole colleghi, io ritengo che  il
  miglior  modo  per  dimostrare la volontà di questo  Parlamento  di
  approvare questo disegno di legge è proprio quello che viene  fuori
  dalla  proposta che è stata fatta. Anzi, per accelerare i  tempi  e
  per  evitare che si possa passare da una Commissione all'altra,  il
  Presidente  come ha sottolineato, potrebbe dare mandato  dell'esame
  informale  al  fine di scremare tutti gli emendamenti  che  possono
  essere scremati da questo lavoro della Commissione e consentire una
  agevole approvazione da parte di questo Parlamento.
   Sarebbe utile questo rinvio informale con l'indicazione di riunire
  assieme sia la I Commissione che la Commissione Antimafia e ritengo
  che  sia il miglior modo per dare una risposta a chi pensa da fuori
  che  ci sia un Parlamento che vuole sempre inseguire privilegi,  ed
  invece  questo  Parlamento sottraendosi alla  volontà  di  iniziare
  l'esame  di  un malloppo aggravato ed appesantito da questo  numero
  enorme di emendamenti che ne pregiudicherebbe l'approvazione  anche
  in  tempi  rapidi,  oppure  peggio, lo  snaturerebbe  completamente
  perché  un qualsiasi emendamento approvato potrebbe avere l'effetto
  di  snaturarlo totalmente e completamente, ritengo che sia utile ai
  fini  di  approvare una buona legge e di operare questa  scrematura
  tra le due Commissioni congiunte.

   MALAFARINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MALAFARINA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  su  questo
  disegno  di  legge  già  è  trascorso fin troppo  tempo  perché  in
  Commissione Antimafia ne abbiamo discusso a lungo, in I Commissione
  se   ne  è  discusso  a  lungo,  mi  rendo  conto  che  emendamenti
  presentati, 250 sono eccessivi, per il lavoro d'Aula per consentire
  un rapido esame.
   Mi associo alle parole del Presidente Musumeci nel dire che questa
  legge  ha  un  valore morale che serve anche, se mi  consentite,  a
  riscattare  l'attività  di  questo   Parlamento,  riconoscendo   la
  necessità  di  comportamenti sanzionati, ma  eticamente  necessari,
  perché  non  ci  possiamo richiamare all'etica senza applicare  una
  sanzione.
   La  mia  proposta è sicuramente quella di rimandare  la  legge  in
  Commissione congiunta, ma dandoci un calendario estremamente  breve
  in  modo  tale che, scremato il testo degli emendamenti,  si  possa
  procedere speditamente in Aula.
   E  a  questo  proposito io vorrei invitare i  colleghi  che  hanno
  presentato emendamenti soppressivi di articoli, e sono numerosi, al
  ritiro.  Non  è  una  legge che divide la politica  su  concetti  e
  situazioni  politiche; è una legge di cui si avverte  la  necessità
  per   assicurare   comportamenti  necessari,   neanche   eticamente
  compatibili,  ma  assolutamente necessari visto  e  considerato  lo
  stato  in  cui,  purtroppo, versa la Pubblica Amministrazione,  con
  episodi di corruttela a piè sospinto.
   Io  colgo  l'occasione  per ricordare che in  I  Commissione  deve
  cominciare  l'esame  del  disegno di  legge  sulla  semplificazione
  amministrativa.  Il  Codice  etico non  può  non  far  parte  della
  semplificazione amministrativa, anzi è un pilastro  essenziale  per
  dare  ai  comportamenti  dei dipendenti  pubblici  solide  basi  di
  chiarezza, di trasparenza e, direi, di onestà.
   Quindi, sono due leggi che, sicuramente, devono camminare di  pari
  passo.  E  sono  due legge, soprattutto questa che verrà  approvata
  sicuramente prima, che ci daranno la possibilità di dire, una buona
  volta per tutte  questo si può fare, questo non si può fare, se fai
  questo  sei penalmente, anzi disciplinarmente perseguibile ,  visto
  che noi di penale non possiamo occuparci.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Signor  Presidente, io volevo intervenire  perché  quale
  componente   della  Commissione  ho  partecipato  ai   lavori   per
  l'approvazione  di  questo  Codice  e  ho  apprezzato   con   quale
  puntualità  il  Presidente  Musumeci ha portato  la  Commissione  a
  discutere   approfonditamente  di  questo  Codice  e  ad  approvare
  all'unanimità un testo condiviso.
   Alcuni   articoli  sono  stati  lungamente  discussi,   in   parte
  modificati, tra l'altro anche con l'apporto di sensibilità diverse,
  perché,  evidentemente io, esercitando la professione di  avvocato,
  in  molti  casi sono tendenzialmente più garantista di  quanto  non
  possano  essere altri, così come l'onorevole avvocato Cordaro.  Per
  cui,  abbiamo cercato di smussare alcune impuntature che sembravano
  veramente eccessive in questo Codice.
   Però,  io  vorrei  appellarmi  ai  colleghi.  Sostanzialmente  gli
  emendamenti,  sui  quali non mi permetto di discutere  nel  merito,
  appartengono  a  due gruppi politici. Io non vorrei  che  si  desse
  l'impressione  che  alcuni Gruppi si ponessero  di  ostacolo  o  di
  inciampo per l'approvazione di questo Codice. Non sarebbe bello  né
  per  il  Parlamento,  né  per  i  Gruppi  da  cui  gli  emendamenti
  provengono. E non mi si venga a dire - mi perdoni l'onorevole Greco
  -  che  tutti gli emendamenti sono caratterizzati dalla volontà  di
  migliorare,  perché  io  ho  dato una lettura  agli  emendamenti  e
  alcuni,   per   non  dire  la  maggioranza,  sono  solo   di   puro
  ostruzionismo.
   Faccio  un esempio per tutti: quando mi si aggiunge al Codice  che
  si  impone  un  comportamento anche nella  tenuta  dei  dipendenti,
  nell'abbigliamento, nella serietà che si deve assumere sul posto di
  lavoro, la specificazione a capo scoperto - faccio un esempio tanto
  per  dire  -  ma veramente vogliamo affossare questa legge?  Se  il
  tentativo è questo è veramente pericoloso.
   Ed allora, io capisco che con tutto il rispetto e con l'importanza
  che  merita  l'attività  dei panificatori  si  possa  rimandare  in
  Commissione,  non  dovrebbe  avvenire  perché  significa   che   in
  Commissione si è lavorato male. Certo, se avevamo un articolo 7 che
  prevedeva  anche  l'introduzione di sanzioni come se  la  normativa
  siciliana, se l'Assemblea regionale siciliana avesse la potestà  di
  comminare sanzioni la dice tutta sul tipo di approfondimento che vi
  era stato in quella legge.
   Ma,  detto  questo,  che si rinvii in Commissione  una  norma  del
  genere, per carità ci può stare, ma che si rinvii in Commissione il
  codice  etico  è  come  se  la politica, l'Assemblea  regionale  si
  volesse sottrarre al suo dovere morale di dare l'esempio in momenti
  come  questi  e, siccome sono sicuro che non è questa  l'intenzione
  nemmeno  dei  firmatari della gran massa di  emendamenti  che  sono
  stati  presentati, io non posso che concordare  con  quello  che  è
  emerso  dagli  interventi precedenti perché si eviti  comunque  una
  remissione  formale in Commissione perché questa sarebbe  veramente
  una sconfitta del Parlamento siciliano, senza distinzioni di sorta,
  senza bandiere, sarebbe una sconfitta tout court della politica ed,
  in particolare, dell'Assemblea regionale siciliana, e che si faccia
  questo  rinvio  informale  però evitando  che  si  crei  un  doppio
  passaggio tra Commissione Antimafia e Commissione I. Quindi, questo
  approfondimento si faccia in seduta congiunta da convocare  al  più
  presto,  in  tempi  brevissimi per riportare, a  questo  punto,  il
  codice  all'approvazione dell'Assemblea, augurando che veramente  a
  quel  punto gli emendamenti siano ridotti all'osso o, se possibile,
  attraverso un discorso condiviso siano del tutto eliminati, per cui
  poi  si  proceda veramente in Parlamento all'approvazione di questo
  codice con assoluta solerzia.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, credo che ormai la  natura  degli
  interventi  sia stata abbastanza chiara. C'è la volontà  di  questa
  Assemblea di dare seguito a quanto espresso in maniera molto chiara
  anche   dall'onorevole  Musumeci,  Presidente   della   Commissione
  Antimafia,  cioè quella di non arrivare in Aula con 250 emendamenti
  che   potrebbero,  contrariamente  a  quello  che  si  vuole  fare,
  procedere in maniera spedita, andare in maniera informale di  nuovo
  in Commissione e magari con una Commissione congiunta.
   Ci  siamo  dati  anche una scadenza di tempi.  Abbiamo  detto,  su
  indicazione  dell'onorevole  Cordaro,  condivisa  credo  da   tutta
  l'Assemblea, di arrivare alla prossima settimana di nuovo  in  Aula
  con  un  disegno  di legge sicuramente più snello, privo  di  tutti
  questi emendamenti, quindi procedere nei tempi e nei modi per  dare
  la  giusta  risposta ai cittadini che guardano a questa  legge  con
  molta attenzione.

   SUDANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUDANO.  Signor Presidente, io sinceramente intervengo perché  non
  sto  molto  apprezzando il susseguirsi degli  interventi  dei  miei
  colleghi,  perché  con  il  sorriso o  comunque  tra  le  righe  si
  insinuano atteggiamenti e comportamenti, non so di quale tipo,  nei
  confronti di questa Assemblea.
   Io credo che il Codice etico è giusto che venga trattato, però non
  trovo  nulla di male se il mio collega Panarello chieda  un  rinvio
  alla trattazione, perché nel momento in cui noi trattiamo un Codice
  etico  che  va  a  toccare anche i diritti e  le  garanzie  di  noi
  deputati  eletti, è giusto che si faccia un'attenta valutazione  su
  38  articoli,  perché non stiamo parlando di  2,3  articoli  di  un
  disegno di legge, ma di 38 articoli.
   Quindi,  io  mi  auguro che ci possa essere la serenità  di  poter
  valutare  ogni  articolo di questo disegno di  legge  senza  essere
  additati  da  qualcuno che si mette sul piedistallo dicendo  che  è
  buono  e bravo perché vuole fare il Codice etico e dall'altro lato,
  invece, ci sono i cattivi e i delinquenti perché non vogliono  fare
  qualche  articolo del Codice etico. Siccome sono sempre abituata  a
  dire quello che penso, lo continuerò a fare sempre in quest'Aula, e
  mi auguro che anche i miei colleghi lo facciano.

   PRESIDENTE. Onorevole Sudano, credo che l'unanimità con cui questo
  disegno  di  legge  sia stato esitato dalla Commissione  Antimafia,
  dimostra  che non ci sia questo tipo di atteggiamento da  parte  di
  chicchessia; quindi, mi sento di poter rassicurare chi  ci  ascolta
  che  questa  Assemblea  vuole  procedere,  semplicemente  si  vuole
  trovare una procedura che ci porti all'approvazione in tempi brevi.

   GRECO MARCELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    GRECO MARCELLO. Signor Presidente, io volevo riferire all'Aula e,
  quindi,  al  Presidente Musumeci che io ed il mio Gruppo  ritiriamo
  tutti  gli  emendamenti soppressivi che abbiamo posto in essere  in
  questa  legge,  lasciando gli altri - ripeto  -  proprio  a  titolo
  costruttivo e non altro.

   ZITO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO.  Signor  Presidente,   volevo solo  suggerire  all'onorevole
  Cordaro  che  aveva  fatto questa proposta ed appunto,  in  maniera
  congiunta, anche con la Commissione Antimafia, si possono  invitare
  anche  due  primi  firmatari  di tutti  gli  emendamenti  che  sono
  Giovanni Greco e l'onorevole Marcello Greco, in modo così da  avere
  un iter anche più veloce, perché entrambi sono i primi firmatari di
  tutti i 250 emendamenti. Dico ciò, soltanto per accelerare i tempi.

   MUSUMECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI.  Signor Presidente, io sono contento che i  colleghi  si
  siano  alternati  dalla  tribuna per esprimere  ognuno  la  propria
  valutazione,  che  poi concorda e riconduce alla proposta  avanzata
  dal  Presidente della I Commissione pro tempore, onorevole Cordaro,
  che  è  anche  il  vicario - e questo facilita il  lavoro  -  della
  Commissione Antimafia.
   Io  sono convinto che prevarrà davvero la serenità ed il senso  di
  responsabilità. In quest'Aula non ci sono diavoli  e  non  ci  sono
  santi.  Siamo  tutti peccatori, chi più e chi meno,  e  nessuno  fa
  l'eroe civile. Ma proprio per questa consapevolezza di essere tutti
  peccatori,  abbiamo  il dovere di renderci  conto  che  il  momento
  storico che viviamo è particolare e richiede a ciascuno di noi  uno
  sforzo maggiore.
   Ci  sono norme sulle quali sono convinto troveremo l'accordo senza
  neppure  discutere e ci sono norme che richiederanno  un  confronto
  anche appassionato. L'importante è che l'approccio al confronto non
  sia  accompagnato da pregiudizio, né da chi ritiene di promuoverlo,
  né da chi ritiene di subirlo.
   Con  questa premessa, signor Presidente, io non posso che  aderire
  alla  proposta del collega Cordaro, a condizione che - mi  permetto
  di  dirlo, naturalmente è solo la mia opinione - i tempi non  siano
  diversi da quelli immaginati, e  cioè una seduta congiunta,  magari
  in Sala Rossa - non sarebbe la prima volta - fra la I Commissione e
  la Commissione Antimafia, possibilmente se non ne fanno parte con i
  colleghi   che  hanno  proposto  gli  emendamenti  modificativi   o
  aggiuntivi,  perché  nello  spazio  ragionevolmente  di  due,  tre,
  quattro  ore,  si  possa finalmente licenziare  questo  disegno  di
  legge, la cui approvazione - se si arriverà all'approvazione - sarà
  merito di tutto il Parlamento che, per la prima volta in Italia, si
  sarà  dotato di un codice comportamentale, alla faccia di  tutti  i
  Giletti, alla faccia di tutti i denigratori, giornalisti del  nord,
  a qualunque testata appartengano, perché siamo davvero stanchi
   Mi  consenta infine, Presidente, di rivolgere un apprezzamento  al
  collega,  Presidente Marcello Greco, per avere, d'accordo  col  suo
  Gruppo,  voluto ritirare tutti gli emendamenti soppressivi.  E'  un
  ulteriore  segnale che questa Assemblea, al di là delle  polemiche,
  al di là delle dimissioni, si trova sulla strada giusta, almeno una
  volta tanto.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, giusto per fare  il  punto  della
  situazione: il testo ritorna in maniera informale in I Commissione,
  per  essere  discusso  poi  in sede congiunta  con  la  Commissione
  Antimafia;  rimane  ovviamente iscritto  all'ordine  del  giorno  e
  ritornerà in Aula martedì prossimo.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2 del Regolamento interno

   ZITO.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO.   Signor  Presidente,  volevo  approfittare  della  presenza
  dell'assessore  Lo Bello  perché ieri c'è stato  uno  sciopero  dei
  lavoratori  dell'IAS.  Come sa è scaduto il  contratto,  non  sanno
  ancora  di che morte moriranno o quale sarà più che altro  il  loro
  destino.
   Non  so  se  lei ha mai visitato gli impianti, perché è importante
  anche  visitare  una  struttura prima di capire effettivamente  che
  cosa  fare di determinati beni appartenenti alla Regione siciliana.
  La  struttura ancora serve, a parte la zona industriale,   anche  i
  comuni come Melilli, Priolo, e la zona nord di Siracusa, anche  per
  quanto  riguarda lo smaltimento appunto dei reflui, potrebbe essere
  un  impianto che potrebbe smaltire il nostro percolato  e,  quindi,
  fare  risparmiare  un  sacco  di soldi  ai  comuni,  bastano  delle
  modifiche  che  si potrebbero concordare anche con  fondi  non  per
  forza regionali, ma anche con fondi europei.
   C'è  una situazione un po' particolare per quanto riguarda  alcuni
  compressori,  alcuni  chiarificatori   con  l'investimento  di  1-2
  milioni di euro al massimo potrebbero risparmiare un sacco di soldi
  per  quanto  riguarda l'energia, l'efficienza e quant'altro.  Però,
  invece  quello  che  io noto è una totale assenza  da  parte  della
  Regione   siciliana.  I  soldi,  ad  esempio,  per  questi  piccoli
  investimenti che le ho detto, senza parlare anche dei lavori  edili
  della  vasca,  si potrebbe attingere ad esempio dai soldi  previsti
  per  la depurazione, quindi parlando con la sua collega Contrafatto
  potremmo  trovare i soldi lì. Ed invece, non succede nulla.  Questi
  lavoratori non sanno cosa fare, l'impianto non sa cosa fare, quando
  invece questo impianto ha un potenziale altissimo.
   Io le chiedo di visitare questi impianti e le chiedo, soprattutto,
  di trovare una soluzione nel breve termine, perché già siamo a fine
  2016 e quindi che cosa si è deciso di fare, un ulteriore proroga  o
  no.
   Questo  è  il  primo  argomento. Per il secondo argomento  invece,
  Presidente,  volevo leggere una mozione, che è la mozione  n.  452,
  che  abbiamo presentato col Gruppo parlamentare il 18 maggio  2015.
  Questa   mozione  parlava  della  riqualificazione  delle   riserve
  orientate del fiume Ciane e Saline.
   Io  leggo  solo la parte conclusiva, perché in questa  mozione  si
  parlava  di  intervenire con urgenza per la messa in sicurezza  del
  magazzino  delle  saline, in quanto l'acqua  del  mare  ne  ha  già
  gravemente  pregiudicato la parte della struttura e può  mettere  a
  rischio la stessa.
   Benissimo,  quel  magazzino che c'era stato un  finanziamento  nel
  2002 di un milione di euro, non si è capito per quale motivo, forse
  contenziosi con la ditta, è stato sospeso, quindi i lavori non sono
  andati avanti.
   C'era  questo  finanziamento per quello che era  l'eco  museo  del
  Mediterraneo.  Bene, i lavori non sono andati avanti  e  parte  del
  magazzino  la  settimana scorsa è crollato. E'  una  grave  perdita
  perché  se  noi  dobbiamo  vivere di turismo,  così  come  diciamo,
  dobbiamo  valorizzare  quello che è il  nostro  patrimonio  storico
  artistico, ed invece gradualmente e forse neanche tanto lentamente,
  continuiamo a perderlo, continuiamo ad avere crolli, continuiamo ad
  avere  parte  di  questi  beni che vengono totalmente  abbandonati,
  senza avere una vera sensibilità da parte di questa Regione.
   Lei  è  anche  Vicepresidente, quindi io le chiedo di  intervenire
  tempestivamente contattando anche l'ex provincia, per vedere  quali
  sono  i  motivi  e  salvare quello che è rimasto in  piedi,  perché
  altrimenti  continueremo a perdere sempre il  nostro  patrimonio  e
  questo non ce lo possiamo permettere.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole  che
  mi  ha  preceduto ha posto il problema della società IAS, ma lo  ha
  posto,  mi  sembra  di  capire,  in  maniera  molto  semplicistica,
  sposando  le ragioni di coloro i quali in questi anni hanno  sempre
  utilizzato  e  sfruttato la struttura che appartiene alla  Regione,
  senza che i cittadini ne abbiano nessun beneficio.
   Veda,  onorevole Zito, le macchine, l'edificio, le vasche sono  di
  proprietà  della Regione. L'utilizzo di questi beni  strumentali  è
  stato  fatto ad uso e consumo degli industriali che hanno fatto  di
  questa  società quello che hanno voluto, senza dare  mai  un  soldo
  alla Regione per il fatto che hanno utilizzato i nostri strumenti.
   Quindi,  la  prima cosa che bisogna chiarire è che gli  interventi
  non  li  può  fare la Regione perché è come se noi  dessimo  ad  un
  signore  una  abitazione,  quest'ultimo la  utilizza  senza  pagare
  l'affitto   e   dopodichè  ci  chiede,  di  tanto  in   tanto,   di
  ristrutturare l'immobile.
   E  così come per quanto riguarda la vicenda della depurazione,  io
  ritengo che ci siano dei profili di illecito arricchimento che  gli
  IAS  ha  consentito ad alcune società, perché  quelli che scaricano
  le acque reflue all'interno degli IAS non hanno mai pagato gli IAS.
  La cosa strana è che il Consiglio di Amministrazione ad oggi non ha
  mai chiesto a queste società di rientrare e di pagare.
   Veda,  onorevole  Zito,  qui ci sono gli  illeciti,  ci  sono  gli
  estremi  per un illecito arricchimento. I cittadini della città  di
  Siracusa  hanno  sempre pagato per la depurazione  delle  acque  ma
  queste  risorse  non  sono  andate  mai  agli  IAS  e  gli  IAS  di
  conseguenza  non ha mai pagato la Regione. Mi chiedo  questi  soldi
  che   fine  hanno  fatto.  Ma  questo  è  un  tema  che  tratteremo
  diversamente perché adesso io presenterò una mozione per discuterla
  qui dentro.
   La vicenda degli IAS, onorevole  Zito, merita molta più attenzione
  e merita molto di più di quello che dicono gli industriali - ripeto
  -   che  da  decenni  utilizzano da 50 anni questa  struttura.  Una
  struttura   che  ricordo  a  tutti  i  colleghi  si   è   sottratta
  all'attività  ispettiva  di  questo  Parlamento,  rifiutandosi   di
  produrre  i  bilanci  che la Commissione  Bilancio   ha  chiesto  e
  rifiutandosi,  la  Presidente, per ben  due  volte,  di  venire  in
  Commissione   Bilancio .  Fino  a  che  siamo  stati  costretti  ad
  attivare una serie di attività ispettive che, spero adesso, con  la
  Presidente Brandara, possono finalmente giungere a conclusione  nel
  giusto solco previsto dalla legge. Un ente che ancora oggi continua
  ad  avere  9 componenti del Consiglio di Amministrazione nonostante
  la  legge  prevedeva  che  entro il  15  luglio  i  componenti  del
  Consiglio di Amministrazione scendessero a 5.
   Perché,  veda, la legge si applica, non è possibile che  le  leggi
  non vengono applicate da parte degli IAS.
   Di  conseguenza,  su questo argomento che deve  avere  intanto  un
  Presidente, un Presidente autorevole, che deve purtroppo per  altri
  6   mesi   avere  un'ulteriore  proroga  perché  il  Consiglio   di
  Amministrazione scadente, è scaduto, in questi 4 anni non ha  fatto
  nulla pur sapendo che la convenzione scadeva.
   Ci  sono  3 cose da tenere in considerazione: 1) bisogna garantire
  la  proprietà, i beni della Regione; 2) bisogna garantire l'habitat
  perché   i   lavoratori   degli   IAS   hanno   fatto   un   lavoro
  importantissimo, disinquinando una zona di livelli di  inquinamento
  assurdo; 3) bisogna garantire il posto di lavoro.
   Ma,  devo dire la verità, non era questo il motivo per cui  volevo
  intervenire.   Signor  Presidente,  il  motivo   per   cui   volevo
  intervenire  riguarda  sempre la vicenda  legata  al  CAS.  Abbiamo
  appreso,  finalmente, che l'Assessore è orientato a  sciogliere  il
  CAS. Ne siamo tutti felici.
   Ci sono delle mozioni dove dovremmo discutere di questo argomento.
  Però,  volevo ancora una colta riportare l'attenzione sulla vicenda
  legata  all'autostrada che da Avola, in questo caso, porta  fino  a
  Rosolini,  un'autostrada che è stata fatta solo qualche anno  fa  e
  che  si  trova  in  condizioni terribili, come se  fossero  passati
  decenni   e  come  se  in  alcune  parti  fosse  stata  addirittura
  bombardata talmente sono le buche che ci sono nell'autostrada.
   Questa  autostrada  è  stata  realizzata  dal  Consorzio  per   le
  autostrade  siciliane. A suo tempo ho fatto  anche  un  esposto  in
  Procura.  La Procura è giunta alla conclusione che era stata  fatta
  in  maniera  perfetta, tanto è vero che tutti sono  stati  assolti,
  però  il  problema  è uno solo, questa strada non  è  percorribile,
  questa  strada non è transitabile, in questa strada qualche  giorno
  ci scapperà il morto.
   Pertanto,  torno  nuovamente a sollecitare  il  Consorzio  per  le
  Autostrade  Siciliane  affinché  mantenga  gli  impegni  che  aveva
  assunto,  era  quello  che  sarebbe stato rifatto  interamente,  il
  tappetino   della   Avola-Noto-Rosolini  per  renderlo   finalmente
  praticabile e percorribile.

   CAPPELLO.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io  sono  qui  a
  rappresentare   una  gravissima  preoccupazione   che   il   gruppo
  parlamentare del Movimento Cinque Stelle intende rassegnare oggi  e
  che riguarda il mondo della sanità.
   E' passato settembre, è passato ottobre, siamo al mese di novembre
  e ad oggi non abbiamo alcuna rete ospedaliera; durante il corso del
  2016  decine  di medici e di infermieri assunti con la formula  del
  CO.CO.PRO  ,  a seguito dell'introduzione del Jobs Act  sono  stati
  licenziati,  medici  ed infermieri che ad oggi sono  stati  assunti
  attraverso dei contratti a tempo determinato, a scadenza questi non
  potranno  più  essere rinnovati nella medesima formula  e  così  la
  stessa  cosa  vale per la graduatoria concorsuale, perché  come  ci
  siamo detti diverso tempo fa sulla Regione siciliana pende la spada
  di  Damocle  della data del 31 dicembre del 2016, che  come  questo
  Governo  conosce,  come quest'Aula sa, è la data  ultima  entro  la
  quale  o  questi contratti da tempo determinato diventano  a  tempo
  indeterminato  -   e  quindi l'assessorato ed il  Governo  iniziano
  tutte quelle procedure che definiranno la sorte di uno-due migliaia
  di operatori del settore sanitario -, oppure queste persone saranno
  definitivamente a casa, con il paradosso che vincitori di concorsi,
  e  quindi  persone che stanno già in graduatoria da anni,  dovranno
  successivamente, quando e se questo Governo riuscirà  a  completare
  tutte le procedure relative alla rete ospedaliera, ripartecipare ad
  un concorso che già hanno vinto diversi anni fa.
   Noi,  pertanto,  con questo intervento intendiamo  sollecitare  il
  Governo  affinché si adoperi tempestivamente, perché da qui  al  31
  dicembre  ci  sono veramente pochissimi giorni e il tempo  sta  per
  scadere.
   Questo  non vale soltanto per queste migliaia di persone che  oggi
  portano avanti la sanità siciliana, ma vale soprattutto anche per i
  pazienti,  per i siciliani, per tutti gli utenti della  sanità  che
  senza   queste  persone  verrebbe  messa  a  dura  prova  e   forse
  addirittura  cadrebbe  in ginocchio e non  potrebbe  più  garantire
  alcun  livello  di assistenza essenziale, ponendo la Sicilia  altro
  che  al  nono  posto  come  dice  sistematicamente  Gucciardi,   ma
  definitivamente all'ultimo posto.
   Se  è  vero  quello che ha detto da sempre il Governo  nell'ultimo
  anno e mezzo cioè che la Regione siciliana ha sanato i propri conti
  con  il  passato, ha finito di pagare i propri conti  e  quindi  ha
  concluso  questo  piano di rientro, io chiedo a  lei  assessore  Lo
  Bello, che è anche il Vice governatore, di battere i pugni a Roma e
  di  finirla  con  questo  scarica  barile  tra  ministro  Lorenzin,
  l'assessore Gucciardi, il presidente Crocetta e definire una  volta
  per  tutte  la  situazione  di queste persone  e  della  sanità  in
  Sicilia.

   MALAFARINA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MALAFARINA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  approfitto
  della  quiete  dell'Aula  per sottoporre  al  Vicepresidente  della
  Regione due argomenti assolutamente importanti che hanno un rilievo
  locale ma che sicuramente hanno delle refluenze sull'occupazione.
   Il  primo  dei due problemi, assessore, è qualcosa che la riguarda
  direttamente  in  quanto di competenza delle  attività  produttive:
  zona industriale di Catania.
   La  zona industriale di Catania, purtroppo, versa in uno stato  di
  completo  e  totale  abbandono  non solo  per  quanto  riguarda  la
  viabilità, le strade e l'illuminazione ma, addirittura, per  quanto
  riguarda la fornitura di acqua.
   Notizie  di  stampa di qualche giorno fa riportano  il  fatto  che
  attualmente  le  forniture di acqua non sono state  pagate  e  sono
  state  tagliate.  Il  che significa che le industrie  ricadenti  in
  quella   zona   sono  costrette  ad  approvvigionarsi   con   cifre
  esorbitanti   della  necessaria  fornitura  di   acqua,   strumento
  assolutamente indispensabile per garantire la produzione  ma  anche
  lo stesso benessere di coloro che vi lavorano.
   Io   la  prego  di  attenzionare  il  problema  e  di  intervenire
  rapidamente  per  risolverlo. So che Lei  ha  le  competenze  e  la
  bravura  necessaria. Probabilmente non le è stato  segnalato  e  mi
  permetto di farlo in questa sede.
   Secondo  problema,  che riguarda sempre la zona  del  catanese,  e
  anche qua da una notizia di stampa, sono il continuo sversamento in
  mare di liquami. Argomento su cui questa Regione è intervenuta  più
  di   una  volta  per  avviare  definitivamente  la  creazione,   la
  fornitura,  l'operatività dei depuratori fognari che  a  tutt'oggi,
  purtroppo, non funzionano.
   Nella  zona  di Acicastello, Acitrezza e, per quanto mi  riguarda,
  anche  Letojanni i depuratori non funzionano. O non ci sono  o  non
  funzionano  il  che  sversa in mare liquami  senza  alcun  tipo  di
  trattamento  creando vulnerabilità alla salute, vulnus alla  salute
  dei bagnanti.
   Mi  dicono,  non ho dati specifici, che quest'anno  il  numero  di
  dermatiti  e  di irritazioni alla pelle con qualche caso  anche  di
  intossicazione è stato assolutamente rilevante.
   E'  una situazione inaccettabile. Nel 2016 la Regione deve munirsi
  indispensabilmente dei depuratori. Se ci sono delle inadempienze  e
  se  ci sono i commissari straordinari per risolvere questo tipo  di
  problematiche  è  giusto  che si attivino tutte  le  procedure  per
  giungere  ad una rapidissima soluzione di una situazione  sanitaria
  assolutamente precaria.

   CIRONE. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIRONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,  prendo
  la  parola associandomi ai colleghi della provincia di Siracusa che
  sono   già   intervenuti   sul  tema  del   depuratore   consortile
  dell'Industria Acque Siracusane.
   Un  tema sul quale ci si arrovella ormai da più di un anno, che ha
  consentito  a forze politiche, deputazioni, sindaci, organizzazioni
  sindacali  di  confrontarsi su una vicenda che  ha  una  centralità
  strategica  per il mio territorio e che ad essa viene affidata  una
  difesa  dell'ambiente,  una  tutela dell'ambiente  di  cui  il  mio
  territorio ha bisogno come il pane.
   Devo dire che a questa vicenda, però, per ovvie difficoltà è stato
  dedicato  non  l'attenzione,  la  vigilanza  necessaria  perché  si
  mettesse un punto e si desse una soluzione.
   A  tutt'oggi siamo in presenza di uno sciopero, il primo sciopero,
  che  è  stato  fatto  dai  lavoratori della  IAS,  lo  sciopero  di
  ventiquattro ore, al quale ho personalmente portato solidarietà non
  solo  perché è sacrosanto e giusto che ciascuno difenda il  proprio
  posto  di lavoro, ma perché essi difendendo il loro posto di lavoro
  stanno  difendendo una struttura di cui il mio territorio,  ripeto,
  ha bisogno come il pane.
   Quindi  sono  molto  grata  e riconoscente  a  questo  sciopero  e
  soprattutto   sono  anche  grata  ai  colleghi   che   stasera,   -
  l'onorevole  Zito  , per primo -, hanno portato  in  quest'Aula  la
  vicenda.
   Ed è importante che questa vicenda venga riproposta all'attenzione
  dell'Assessore e vicepresidente, la quale ha in cura il tema e alla
  quale  in una riunione di forse due mesi fa, o forse anche  un  po'
  più  di  due  mesi  fa,  la deputazione regionale,  i  sindaci  del
  territorio,   le   organizzazioni   dei   lavoratori   illustrarono
  attentamente il problema ricevendone risposte ed attenzione.
   In quell'incontro al quale ho avuto la possibilità di partecipare,
  quindi  ne  riferisco  come testimone, a seguito  degli  interventi
  precisi,  puntuali che furono fatti, l'Assessore, vi era  anche  la
  presidente dell'IRSAP, l'Assessore prese l'impegno di occuparsi  in
  maniera  diretta della vicenda affrontando il tema della  governace
  pubblico - privata che aveva retto benissimo, magnificamente quella
  struttura e della tutela dei lavoratori.
   Dopo  due  mesi e mezzo abbiamo avuto la sensazione che  vi  fosse
  incertezza  da  parte del Governo, non vi fossero le determinazioni
  necessarie,  e  comunque nel territorio si è sparsa la  convinzione
  che  da  parte della Regione non era lecito aspettarsi la  celerità
  che  invece  la  vicenda merita perché noi, entro il  31  dicembre,
  andremo  a  scadenza  dell'ennesima proroga. Sono  state  date  due
  proroghe in quest'anno di sei mesi in sei mesi, l'ennesima  proroga
  significherebbe  un  ulteriore  indebolimento  della  struttura.  I
  colleghi  hanno  legittimamente ricordato che quella  struttura  ha
  apparecchiature importanti che hanno bisogno di essere revisionate,
  di   essere  messe  a  punto,  in  alcuni  casi  hanno  bisogno  di
  investimenti.   Non  si  tratta  di  investimenti   particolarmente
  gravosi,  ma  si  tratta  di  investimenti  che  potrebbero  e  che
  consentiranno  la  struttura di servire  un'ampia  faccia  del  mio
  territorio,  non  solo  e  se  si  volesse  su  di  essa  avere  un
  atteggiamento  aperto, quella struttura potrebbe  assolvere  a  ben
  altri compiti che al momento sono destinati ad altri.
   In  materia di liquidi di rifiuti quella struttura è una struttura
  di  prima  frontiera e quindi in grado di affrontare  problematiche
  che  non  solo la mia provincia, ma persino la Regione  Sicilia  ha
  davanti e che potrebbero essere quindi smaltiti in quella sede.
   Sono qui non per ribadire le cose che i miei colleghi hanno detto,
  ma  per  fare notare che nel momento nel quale ancora non riceviamo
  risposte si è di fronte ad una sorte di delegittimazione dei tavoli
  che  si creano nel senso che se ci sono tavoli che si fanno con  la
  volontà  di  costruire risposte e a quei tavoli si  assumono  degli
  impegni da una parte e dall'altra, è lecito aspettarsi che si  vada
  avanti sulla strada intrapresa.
   Se  questo  non  accade, accade che vi è una  delegittimazione  di
  coloro  i  quali  ai quei tavoli hanno partecipato, siano  Governo,
  siano parlamentari, siano sindaci, siano organizzazioni sindacali e
  vi è quindi una caduta di credibilità rispetto al territorio e alle
  popolazioni interessate.
   E' un tema della qualità della democrazia. Si possono rifiutare  i
  tavoli.  Si  possono  benissimo  non  fare,  si  possono  benissimo
  rifiutare i temi posti ai tavoli, ma nel momento nel quale  vengono
  accolti perché essi appaiono legittimi e importanti, ad essi, credo
  che bisogna dare consequenzialmente risposta.

   MANGIACAVALLO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma
  2, del Regolamento interno.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   MANGIACAVALLO.  Signor Presidente, deputati, visto  che  la  prima
  commissione ha esitato favorevolmente il disegno di legge n. 843 e,
  quindi,  è pronto per l'Aula, mentre erroneamente lo stesso disegno
  di  legge è stato inserito, nell'ultimo resoconto, come disegno  di
  legge  da  affidare in commissione per la discussione,  siccome  in
  Conferenza  dei capigruppo avevamo stabilito che questo disegno  di
  legge  doveva  andare  in Aula, chiedo di verificare  ed  inserirlo
  nell'ordine del giorno della prossima seduta.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Mangiacavallo,  le  comunico  che  abbiamo
  accertato con gli uffici che, in effetti, era stato già individuato
  dalla   Conferenza  dei  capigruppo  ed  era  stato  già  accertato
  l'errore.
   Quindi,  le  comunico che l'abbiamo già inserito  nell'ordine  del
  giorno  di domani congiuntamente con un altro disegno di legge  che
  era stato individuato dalla Conferenza dei capigruppo.
   Esattamente  il  disegno di legge in questione è il  n.  1244  sui
  debiti fuori bilancio classe biomediterranea.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Sorbello.
   Ne ha facoltà.
   Credo  che  l'intervento dell'onorevole Sorbello sia della  stessa
  natura, parliamo di Siracusa, immagino.
   Concludiamo,  poi,  dando  la  parola  al  vice  Presidente  della
  Regione, assessore Lo Bello.

   SORBELLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi  rincuora  il
  fatto della presenza dell'assessore, vice Presidente della Regione,
  per  caldeggiare  quello che è l'iter della nomina alla  presidenza
  dell'IAS  perché parliamo di un ente che, contrariamente a  qualche
  mio  collega  che ha criticato l'operato di quest'azienda,  io  che
  conosco  quest'azienda e so per certo qual  è  stato  l'operato  di
  quella  realtà,  posso assicurare che forse in  Sicilia  è  l'unico
  impianto  di  depurazione  che  ha funzionato  da  quando  è  stato
  inaugurato  e  funziona  tutt'oggi,  a  differenza  del  depuratore
  dell'IAS di Siracusa, a differenza di tutte le realtà della Sicilia
  e  solo  perché  quell'impianto è un impianto complesso,  misto  di
  acque  reflue ed acque industriali che accelerano ed aiutano quello
  che è il processo di depurazione.
   Signor  assessore, noi abbiamo l'esigenza in quella  provincia  di
  pianificare quella che è la depurazione della zona industriale  che
  già  è in forte sofferenza per tutto quello che è successo fino  ad
  oggi.
   Non  ce  lo dobbiamo nascondere. In quella realtà aveva  messo  le
  mani, e c'erano obiettivi ben precisi, Confindustria Sicilia.
   Io  non porto rancore ma la critica a quell'operato di quella gara
  universale,  europea per cui si volevano attivare le procedure  era
  solo  per  portare  nelle mani e consegnare definitivamente  quella
  realtà  a  certi esponenti di Confindustria e di quella  provincia.
  Non  so  se c'era il benestare del Governo ma, sostanzialmente,  in
  quella  realtà avevano intravisto quello che era il business  della
  depurazione ed il business delle bonifiche che sono la parte grossa
  di  quella zona, parliamo della più grossa realtà industriale della
  Sicilia, come area, come superficie e come importi dei progetti per
  le bonifiche.
   Assessore,  io ho visto che lei, con molta solerzia, ha calamitato
  quella  che  era  l'iniziativa e l'ipotesi di una  proroga,  perché
  parliamo  di  una realtà, di una onlus che potrebbe tranquillamente
  andare  verso  la  proroga, fermo restando che si  devono  rivedere
  quelle  che  sono i contenuti dello statuto, perché quello  statuto
  ormai  è obsoleto, superato e molto dispendioso e non fissa  quelli
  che sono gli obiettivi reali.
   Io  mi augurerei che, poi, che in quella realtà si addivenisse  ad
  un  accordo generale che potrebbe essere anche quello di  innestare
  la  depurazione di Augusta ed anche la depurazione, i reflui  della
  città di Siracusa, non solo la parte nord.
   Per  cui, assessore, il mio invito è quello di accelerare, lo dico
  perché  si  è  creato un malumore  generale su questa  vicenda  che
  sicuramente  non giova all'immagine del Governo e all'immagine  dei
  deputati  che rappresentano oggi quella provincia, per  cui  io  ho
  visto la sua estrema buona volontà a risolvere questo problema,  mi
  auguro  e  sono  sicuro, anzi certissimo, che questo problema  sarà
  risolto  nel più breve tempo possibile in maniera tale da  attivare
  quelle  che  sono  le  procedure della  nomina  imminente  e  della
  rivisitazione dello Statuto.

   LO BELLO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO BELLO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
  onorevoli colleghi vi ringrazio per l'occasione che mi date di dare
  una  serie  di  informazioni anche se nella data dell'incontro  che
  richiamava  l'onorevole Cirona, ma che, vorrei dire  che  forse  la
  memoria,  quell'incontro è stato il 6 di ottobre, ed  oggi  per  la
  verità  siamo  a  che giorno?. Insomma credo che  non  sia  passato
  davvero tanto tempo. A quell'incontro del 6 ottobre, la mattina  ho
  incontrato  i  privati,  ad esclusione della  Esso  che  non  si  è
  presentata, e poi nel pomeriggio abbiamo avuto un incontro  con  la
  parte  essenziale dal punto di vista della condivisione di percorsi
  ed  obiettivi che proprio anche il gruppo parlamentare,  sopratutto
  il gruppo parlamentare di quella zona.
   Ma  andiamo  un po' per ordine. La storia dell'I.A.S. è certamente
  una  storia  molto  nota ai deputati di quel luogo  e  che  anch'io
  definisco così come voi avete fatto di definirlo davvero una  sorte
  di  buona  pratica,  nel  senso che trenta anni  fa  quando  questo
  depuratore è stato costruito, il prefetto di allora, quasi con  una
  lungimiranza che mi è parso di capire addirittura essere  stato  un
  precursore  della stessa normative in temi ambientali,  ha  un  po'
  visto  in  un percorso che poteva, e così come ha voluto,  affidare
  alla parte privata anche il costo della depurazione.
   E'  un  po'  che chi inquina paga, insomma, per cui per trent'anni
  dentro  questo  depuratore i costi di gestione sono  affidati  alla
  parte  privata  e alla parte pubblica che è quello che  detiene  la
  maggioranza di quel depuratore, finisce con l'essere affidato a una
  sorte di governance.
   E'   vero,   in   questi  anni  abbiamo  avuto  un  consiglio   di
  amministrazione   di   ben  9  componenti,   uno   di   questi   in
  rappresentanza del territorio, allora trent'anni fa  non  esisteva,
  esisteva  solo  il  comune  di  Melilli,  e  quindi  insomma  c'era
  semplicemente un rappresentante di parte territoriale e  poi  c'era
  la  rappresentanza di parte privata ed infine la rappresentanza  di
  parte regionale, o meglio legata all'IRSIF.
   Abbiamo, così come voi avete riportato anche alla memoria di tutti
  noi,  abbiamo visto nel corso degli ultimi dodici mesi, sono  state
  fatte   due   proroghe,   abbiamo  la   necessità   di   ridefinire
  numericamente  la  governance dell'I.A.S. e  voglio  dire,  che  lo
  sapete tutti, che per giorno undici, quindi venerdì mattina è stata
  convocata l'assemblea di soci per la nomina del presidente che come
  a tutti è noto, si è dimesso.
   E'   chiaro  che  le  modifiche  statutarie  che  attengono   alla
  rivisitazione   non   solo   numerica  ma   anche   riferita   alla
  rappresentata  del consiglio di amministrazione, può  essere  fatta
  questa  da  un  presidente ed ecco perché  giorno  undici  ci  sarà
  l'individuazione da parte del socio di maggioranza,  di  chi  dovrà
  svolgere il compito del traghettamento rispetto intanto alla  nuova
  governance.
   Rispetto  invece alle questioni che avevano a che  vedere  con  lo
  sciopero  fatto  dai  lavoratori. Oggi  è  stata  una  giornata  di
  sciopero  per  quei  lavoratori, io  credo  che  cos'  come  veniva
  richiamato,  io non l'ho inteso come uno sciopero che segnasse  una
  sfiducia nei confronti della regione, io per la verità l'ho  inteso
  invece  come  una  richiesta  di attenzione  perché  credo  che  se
  qualcuno ha trasferito a quei lavoratori un senso di incertezza  ed
  insicurezza  abbia fatto male perché il Governo ha in tutto  questo
  percorso di questi dodici mesi o meglio di questi dieci mesi invece
  ha  attenzionato la struttura, abbiamo la necessità di  comprendere
  come a partire dalle rappresentanze
  dalle funzioni, dagli utili, dal mancato coinvolgimento rispetto  a
  quella parte di  chi inquina paga  da parte della Esso,   - e anche
  la sua assenza giorno 6, e stiamo facendo in modo che possa esserci
  un  incontro tra la Esso, il Governo e l'Irsap - , perché riteniamo
  che  non  possa esserci in alcun modo né una sorta di disinteresse,
  né  dall'altra una sottovalutazione. Ho ricevuto una nota, a  firma
  del  responsabile  della Esso, che indicava nel  poco  tempo  della
  convocazione  all'incontro di giorno 6  la  motivazione  di  quella
  mancata presenza, ma che successivamente a giorno 11 faremo in modo
  che possa organizzarsi nel più breve tempo possibile.
   Quindi,  per  quanto  riguarda  le questioni  che  riguardano  IAS
  ringrazio l'onorevole Zito per l'occasione che mi ha dato di  poter
  trovare questa risposta. I lavoratori che oggi hanno scioperato,  e
  quindi hanno contribuito con il loro salario a porre un'attenzione,
  troveranno,  a  partire dal prossimo venerdì 11, una  risposta  con
  l'indicazione intanto della Presidenza.
   Voglio  rispondere anche alle questioni che venivano poste, sempre
  dall'onorevole Zito, rispetto alla mozione n. 352 che riguardava la
  Riserva  orientata e il magazzino delle saline,  così  come  veniva
  detto,   crollato  nei  giorni  scorsi.  E'  chiaro  che   dovremmo
  riproporci  una questione che riguarda le riserve che,  come  tutti
  voi  sapete,  sono affidate alcune al Corpo forestale, alcune  alle
  Province  e  alcune alle associazioni ambientaliste. Probabilmente,
  in  questo momento di riordino delle Province, venute meno  un  po'
  quelle    risorse,   dovremo   capire   se   dobbiamo   coinvolgere
  nell'affidamento  delle nostre riserve anche i  Comuni,  o  andare,
  invece,  con  una  rivisitazione  che  possa  prevedere  o   essere
  direttamente  l'Azienda  forestale, e non il  Corpo  forestale,  mi
  correggo, affidataria di queste riserve, o invece affidarle,  anche
  in questo caso, alle associazioni ambientaliste.
   Per  quanto  riguarda,  invece, la questione posta  dall'onorevole
  Vinciullo rispetto al ripristino dell'Avola-Noto-Rosolini, farò  in
  modo che questa sollecitazione sia risottoposta all'attenzione  del
  CAS, perché credo che non debba non trovare risposta un impegno che
  deve  vedere  un'autostrada come quella al più presto  ripristinata
  una corretta percorribilità.
   Per  quanto  riguarda, invece, le questioni  della  sanità  vorrei
  ricordare  che  non  lo  dice  questo  Governo,  non  lo  dice   il
  Presidente,  non  lo dice l'Assessore, ma cinquantadue  milioni  di
  attivo  rispetto  alla  sanità  dell'anno  scorso,  noi  ci   siamo
  ritrovati  ad  un confronto con il Governo a dovere decidere  -  lo
  avevamo  già  fatto  - a cosa destinare queste risorse.  E  avevamo
  pensato  di destinarle proprio a tutti quei lavoratori che, vivendo
  in  una condizione di precarietà finivano col non potere vedere  un
  approdo   che  sia  quello,  finalmente,  del  contratto  a   tempo
  indeterminato.
   Voglio  anche  ricordare che molti dei primari o dei  responsabili
  dei  presidi  territoriali  hanno visto  l'espletamento  di  questi
  concorsi  e  non, invece, il conferimento del titolo,  continuando,
  con  quella  sorta  di attribuzione di funzioni  superiori,  questa
  pratica del conferimento dell'incarico.
   Noi  abbiamo  voluto  dare,  invece, ai cinquantadue  milioni  una
  destinazione  ben  definita, che era proprio quella  di  vedere  il
  personale  non  ricorrere ancora ai CO.CO.PRO che  scadranno,  così
  come  veniva  giustamente  detto  dall'onorevole  Cappello,  il  31
  dicembre   2016.   L'idea   nostra,   così   come   avevamo   fatto
  nell'approvazione   delle   dinamiche,   non   legate   alla   rete
  territoriale,  ma  legate  al personale applicato  dentro  la  rete
  ospedaliera,   mentre invece, come tutti sapete,  una  norma  dello
  Stato dice che le eventuali economie devono essere investite non in
  assunzioni e in personale, ma reinvestite in sanità. Noi riteniamo,
  invece,  che quelle risorse debbano essere investite nel  garantire
  il  personale alla rete ospedaliera, tenuto conto che i nostri LEA,
  i nostri livelli essenziali di assistenza, insomma sono dei livelli
  che garantiscono qualità alla nostra stessa rete ospedaliera. Sulla
  rete  ospedaliera  non voglio dire più di quanto  ci  siamo  detti.
  Secondo  noi, insomma, la rete ospedaliera non può essere un  fatto
  di  numeri e di ragionieri, insomma la rete ha a che fare molto  di
  più  con il bisogno della gente, delle comunità per cui alcuni nomi
  da   Mistretta  alle  Petralie,  ad  altre  cose,  necessitano   di
  interventi  che devono vedere, invece, il presidio ospedaliero  più
  vicino  a  quelle  che  sono  le comunità  che  hanno  un  maggiore
  disaggio.
   Concludo  con le questioni che ha segnalato l'onorevole Malafarina
  quando  parla  dell'ex ASI, della zona dell'ex  ASI  di  Catania  e
  vorrei  ricordare  che  al di là delle questioni  che  attengono  a
  tutte,  alle  cattedrali nel deserto che abbiamo e  che  conosciamo
  tutti  appartenere  all'ex ASI, credo però  che  questo  Parlamento
  debba  dare  riconoscimento a questo Governo  che  ha,  finalmente,
  realizzato  attraverso una norma che il Parlamento  ha  votato,  la
  netta  separazione tra quelli che sono i commissari  liquidatori  e
  quelli che sono, invece, l'ex IRSAP. La separazione vera, concreta,
  cosa che non era avvenuta prima.
   La legge 8/2012 voglio ricordarla a me prima, ancora che a voi, ha
  finito  col  determinare una buona legge, ma una  buona  legge  dal
  punto di vista della teoria ma, in realtà, una pessima legge perché
  ne  impediva  la reale applicazione. Noi lo abbiamo  fatto  con  la
  norma, guarda caso, sempre della legge 8 dove, invece, abbiamo, nel
  ripristinare  una regola che vuole la liquidazione  separata  dallo
  sviluppo, proprio per questo, intrapreso una vera gestione IRSAP ed
  identificato i veri liquidatori.
   Siamo  nella  fase dell'accettazione dell'incarico  da  parte  dei
  liquidatori  che  stiamo definendo con un ultimo  passaggio  che  è
  quello  che  si  realizzerà - credo forse si sia  realizzato  nella
  giornata di oggi - con un confronto con le organizzazioni sindacali
  per la definizione della pianta organica.
   Non  dobbiamo  dimenticare che questa è una  delle  questioni  che
  riguardano  l'IRSAP  perché  la questione  della  pianta  organica,
  un'altra  delle grandi incompiute, oggi, nel suo confronto  con  le
  organizzazioni sindacali ne deve definire, proprio in questo senso,
  la propria vita.
   Ma voglio tornare alla richiesta fatta perché apparentemente ci si
  potrebbe chiedere che cosa c'entrano le questioni dell'IRSAP e  del
  suo  personale con le condizioni e lo stato di salute delle ex  ASI
  di  Catania? C'entra molto perché i commissari liquidatori,  tenuto
  conto  che  risultano essere dipendenti, oggi ex  ASI,  che  devono
  passare all'IRSAP non possono essere, in quanto dipendenti ex  ASI,
  liquidatori  del  loro stesso posto di lavoro,  della  loro  stessa
  dipendenza  e,  quindi,  come tale, deve esserci  il  transito  dei
  lavoratori nell'IRSAP.
   Tuttavia voglio fornire i dati. Noi abbiamo previsto nel Patto per
  il Sud, per l'ex area ASI, un totale di 52.538.574 euro e di questi
  2.303.716 euro destinati alla riqualificazione della rete viaria di
  relativa  pertinenza  orientata alla sicurezza  territoriale  della
  zona  industriale di Catania. Abbiamo concordato con il sindaco  di
  Catania una serie di interventi - anche il patto di Catania prevede
  degli  interventi  in quell'area -, stiamo predisponendo  ulteriori
  2.000.000  di  euro  per  la  sicurezza  in  quella  zona,  quindi,
  l'illuminazione,  ma anche per un intervento che possa  vedere,  in
  occasione  delle piogge, non più l'allagamento di quelle zone  come
  tutti conoscono, soprattutto quelli di Catania - più volte ho fatto
  dei  sopralluoghi proprio in quella zona - dobbiamo, in ogni  caso,
  garantire che non accada mai più.
   Mi  pare  di  avere risposto a tutte le domande, anche all'ultima.
  Per quanto riguarda la costa di Catania visiteremo, revisioneremo i
  dati forniti dall'ARPA rispetto alla necessità di depuratori per lo
  sversamento  in  mare  di liquami, trasferirò all'Assessorato  alla
  sanità  ed insieme al territorio ed ambiente, naturalmente passando
  per  l'energia, acqua e rifiuti, le segnalazioni che qui sono state
  fatte ed in una delle prossime occasioni riferirò a quest'Aula.
   Nel  ringraziarvi,  spero che presto si  possa  tornare  qui  come
  Governo  portando a voi l'informazione della definitiva  scelta  da
  parte  del  Governo, rispetto alla famosa questione  che  interessa
  proprio  lo  IAS:  il bando o una nuova e forse  anche  trentennale
  rivisitazione  con l'affidamento a questa società o,  ripercorrere,
  invece,  la  questione del bando. Insomma, noi  abbiamo  affrontato
  queste  questioni in quella riunione del 6 ottobre che, mi  auguro,
  si  possa definire con la governance che lo IAS avrà nelle prossime
  settimane.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, La seduta è  rinviata  a  domani,
  mercoledì  9 novembre 2016, alle ore 16.00, con il seguente  ordine
  del giorno:

     I  -Comunicazioni
  II  - Discussione dei disegni di legge:

       1)  -   Revisione della normativa di assegnazione dei lotti nelle
          aree industriali da destinare ad attività commerciali . (n. 1202/A)
          (Seguito)

          Relatore: on. Laccoto

       2)  -  Valorizzazione del demanio trazzerale . (n. 349/A) (Seguito)

          Relatore: on. Laccoto

       3)  -  Riconoscimento debito fuori bilancio ai sensi dell'art. 73,
          comma 1, lett. e) del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e
          successive modifiche ed integrazioni . (n. 1244/A)

          Relatore: on. Vinciullo

       4)  -  Variazione di denominazione dei comuni termali . (n. 843/A)

          Relatore: on. Mangiacavallo

     III  -Svolgimento dell'interrogazione:

       N. 3025   -  Chiarimenti  sul  provvedimento  di  scioglimento
              dell'Amministrazione comunale di  Scicli  in  relazione
              alle   gravi   dichiarazioni  rese  alla   stampa   dal
              Presidente della Regione.

              (8 maggio 2015)

                                                              ASSENZA

     IV  - Discussione della mozione:

       N. 496 -  Iniziative  in ordine al reclutamento  di  personale
              nelle aziende del Servizio sanitario regionale.

              (4 novembre 2015)

                            CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO
                            FERRERI - FOTI - LA ROCCA - MANGIACAVALLO
                             PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI
                                                      ZAFARANA - ZITO

     V  -Discussione del disegno di legge:

        Codice  etico  per  gli eletti a cariche pubbliche,  per  gli
       amministratori  e  per i dipendenti della Regione  Siciliana .
       (n. 854/A) (Seguito)

       Relatore: on. La Rocca Ruvolo

     VI  - Discussione della mozione:

       N. 494  -  Iniziative  urgenti finalizzate alla  revoca  della
             convenzione   sottoscritta   tra   Regione    siciliana,
             Università  degli  studi  Kore di  Enna  e  Associazione
             Proserpina,  avente ad oggetto l'apertura di  una  nuova
             facoltà di medicina e chirurgia.

             (3 novembre 2015)

                                     ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO
                            MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO - SIRAGUSA
                                TANCREDI - CIANCIO - FOTI - FERRERI -
                                         PALMERI  LA ROCCA - CAPPELLO

     VII  -Discussione della mozione:

       N. 204  -  Verifica  della presenza di gas radon indoor  negli
             edifici   utilizzati  da  enti  pubblici  e  privati   e
             osservanza dei criteri di legge negli interventi edilizi
             di nuova edificazione.

             (24 ottobre 2013)

                               FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO
                                         CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA
                                   MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA
                                TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO

     VIII  -Discussione della mozione:

       N. 573   -  Provvedimenti  urgenti  a  favore  dei  pensionati
             dell'Ente acquedotti siciliani.

             (12 maggio 2016)

                                  GRECO G. - DI MAURO - CASCIO S.- DI
                            GIACINTO  CORDARO - PANARELLO - PANEPINTO
                                RUGGIRELLO - SUDANO -FALCONE - TAMAJO

     IX  - Discussione della mozione:

       N. 290  - Chiarimenti circa l'incidenza dei fattori ambientali
             sull'aumento della percentuale di malati di  leucemia  e
             tumori  nel  territorio  di Siracusa  e  nomina  di  una
             Commissione  parlamentare  speciale  di  indagine  e  di
             studio in argomento.

             (16 aprile 2014)

                               ZITO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO
                                 CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA  ROCCA
                                   MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA
                                       TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA

     X  -Discussione della mozione:

       N. 531 - Riduzione della tariffa del servizio idrico integrato
             nel  comune di Siracusa nei casi in cui l'acqua non  sia
             utilizzabile per fini alimentari.

             (4 febbraio 2016)

                               ZITO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO
                                  CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA
                                   MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA
                                       TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA

     XI  - Discussione della mozione:

       N. 537  - Accelerazione dei tempi di valutazione delle istanze
             presentate in ordine al bando sul lavoro in proprio.

             (16 febbraio 2016)

                               ZITO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO
                                  CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA
                                   MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA
                                       TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA

     XII  -Discussione della mozione:

       N. 603 - Ritiro in autotutela dell'Avviso n. 8/2016 in materia
             di formazione professionale in Sicilia.

             (25 ottobre 2016)

                            TANCREDI - CIACCIO - CIANCIO - TRIZZINO -
                             FOTI  MANGIACAVALLO - CAPPELLO - PALMERI
                             ZAFARANA - CANCELLERI -  ZITO - SIRAGUSA
                                                   LA ROCCA - FERRERI

                   La seduta è tolta alle ore 19.06

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio

  1   In  proposito,  occorre  precisare  che  il  testo  di  riforma
  costituzionale  prevede  l'intesa con la relativa  Regione  per  la
  modifica  degli  Statuti speciali; dunque, se e fino  a  quando  il
  testo  di riforma non entrerà in vigore la modifica statutaria  non
  dovrà essere preceduta dall'intesa.