Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
La seduta è aperta alle ore 16.06
FIGUCCIA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE.Comunico che hanno chiesto congedo, per oggi, gli
onorevoli Riggio e Lombardo.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta in Commissione:
N. 3626 - Iniziative per il perseguimento del progetto LIFE -
LEOPOLDIA.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Foti Angela; Zafarana Valentina; Cappello Francesco; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; La Rocca Claudia;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Cancelleri Giovanni Carlo;
Zito Stefano
N. 3627 - Notizie in merito alla dotazione organica dell'UOS di
radioterapia presso il P.O. 'Abele Ajello' di Mazara del Vallo.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Lombardo Salvatore Federico; Di Mauro Giovanni; Fiorenza Dino;
Greco Giovanni
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo ed alle competenti Commissioni.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 3622 - Iniziative urgenti per l'inserimento del Porto di
Pozzallo nell'autorità di sistema portuale del mare di Sicilia
orientale.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Lombardo Salvatore Federico; Di Mauro Giovanni; Fiorenza Dino;
Greco Giovanni
N. 3624 - Notizie in merito al dossier dell'Autorità nazionale
anticorruzione in materia di smaltimento dei rifiuti in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Lombardo Salvatore Federico; Di Mauro Giovanni; Fiorenza Dino;
Greco Giovanni
N. 3625 - Verifica dell'attuazione del D.A. 15 aprile 2010, in
materia di comitati consultivi aziendali.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Economia
Fiorenza Dino
Avverto che le interrogazioni testè annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente mozione:
N. 605 - Sospensione delle richieste di pagamento retroattivo
delle quote per i consorziati dei Consorzi di bonifica.
Assenza Giorgio; Savona Riccardo; Falcone Marco; Papale Alfio
Presentata il 4/11/16
Avverto che la mozione testé annunziata sarà demandata, a norma
dell'articolo 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dovremmo incardinare i disegni di
legge esitati, almeno uno, dalla Commissione Bilancio . Pertanto,
in attesa che il Governo arrivi in Aula, sospendo la seduta,
avvertendo che la stessa riprenderà alle ore 16.45.
(La seduta, sospesa alle ore 16.12, è ripresa alle ore 16.45)
La seduta è ripresa.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo, per oggi, gli
onorevoli D'Agostino e La Rocca.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Sull'ordine dei lavori
RAGUSA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente la ringrazio per avermi dato la parola e
approfitto anche della presenza dell'assessore Cracolici, perché
l'argomento riguarda proprio l'agricoltura.
Noi sappiamo che questo è un comparto in crisi e vive oggi
grossissime difficoltà per i costi di produzione, per quello che
oggi comporta portare i nostri prodotti verso l'Europa e quindi
essere competitivi sui mercati. Questa è una forzatura legata ai
mercati ma è anche condizione geografica e, certamente, il Governo
nazionale e penso anche quello regionale, potrebbero occuparsi
della tematica aiutando e sostenendo le imprese agricole e anche le
imprese di trasporto.
Non ultimo, in provincia di Ragusa viene sollevato un caso che
riguarda il Consorzio di bonifica. Sono state presentate agli
imprenditori agricoli, che utilizzano l'acqua del Consorzio, delle
bollette aumentate del quattrocento per cento. Vista la crisi che
vive l'agricoltura, vista la grande difficoltà, mi pare esagerato,
improprio, presentare una esorbitante bolletta per chi oggi
utilizza quest'acqua. Ed è un aggravio che gli imprenditori
agricoli non possono sostenere e chiedono a gran voce di rivedere
questa esorbitante bolletta. L'Assessore potrebbe intervenire
chiamando a Palermo, presso il suo assessorato, il responsabile
direttore del Consorzio di bonifica di Ragusa per cercare di vedere
e, soprattutto, risolvere questa tematica che per noi rappresenta
una grande difficoltà.
Volevo anche ricordare che, all'interno del Consorzio di bonifica
di Ragusa ci sono dei dipendenti che non percepiscono lo stipendio
da almeno sei mesi, anche questo rappresenta una grande difficoltà
sociale ed economica. Dalle critiche avute in questi ultimi giorni
e dibattute tra me e il responsabile del Consorzio di bonifica di
Ragusa scopriamo che la responsabilità è della politica.
Io chiedo a quest'Aula, chiedo all'assessore dove è scritto, da
dove hanno dedotto che le bollette vanno quadruplicate, come si può
aumentare del quattrocento per cento una bolletta agli agricoltori
che usufruiscono dell'acqua? Tutto questo diventa un problema per
chi opera in agricoltura, per chi vuole produrre. E noi sappiamo
quanto è difficile produrre oggi. Io chiedo ufficialmente
all'assessore Cracolici che chiami e che organizzi un tavolo
tecnico per cercare di superare questo grave problema che riguarda
l'agricoltura siciliana e, in particolare, quella ragusana.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, assessore, colleghi parlamentari,
io intervengo condividendo riflessioni sulle difficoltà che stiamo
vivendo in merito ai consorzi di bonifica. Mi permetto di dire che
già in quest'Aula, quando abbiamo fatto la finanziaria, avevo detto
con chiarezza che il rischio di trovarci le bollette dell'acqua
triplicate, quadruplicate e così via, ci sarebbe stato. I fatti ci
hanno dato ragione e sono fatti che non riguardano il consorzio di
Ragusa o il direttore di Ragusa, o perché è la volontà del
direttore. No, purtroppo, in maniera automatica, quando esiste, ci
troviamo davanti ad un costo, poi il costo maggiore va a ricadere
sugli agricoltori.
Se riprendiamo, davvero, l'intervento di quando abbiamo approvato
la finanziaria, erano delle cose che avevo detto e che avevo già
evidenziato.
Qualche giorno fa, ho fatto una lettura pubblica al Presidente
della Regione ed all'assessore Cracolici, che si sta interessando
della vicenda e che la sta seguendo con attenzione, insieme alle
mille emergenze che lui sta portando avanti. Ed io di questo la
ringrazio assessore, ci perdoni anzi quando ci soffermiamo su delle
piccole cose, che per lei, possibilmente, sono piccole cose e lo
sono rispetto agli immensi problemi della Sicilia che riguardano i
singoli territori. Questa, però, che riguarda i consorzi è una
problematica, grande, immensa ed io penso che, davvero, serva
mettere su questo tavolo di crisi, così come io mi sono permesso di
richiedere con quella nota perché rischia questa vicenda di
scoppiarci e rischiamo di non avere qui, a Palermo, i dipendenti
dei consorzi ed il direttore.
Attenzione, se noi cerchiamo l'occasione per avere il mondo
dell'agricoltura e della zootecnia davanti il Palazzo
dell'Assemblea, signor Presidente, davvero questa è l'occasione
buona, perché l'aumento che tocca oggi Ragusa, e non so quale altra
provincia, ma toccherà tutta la Sicilia, porterà il comparto
agricolo e zootecnico a mobilitarsi sotto l'Assemblea e sotto
Palazzo d'0rleans.
ASSENZA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, grazie per avermi dato la parola. Sono
costretto ad intervenire anch'io sul problema dei consorzi di
bonifica ed in particolare su quello di Ragusa. Mi permetta, però,
signor Presidente, a me non piace fare polemica, però, mi sembrano
le lacrime del coccodrillo quelle di alcuni miei colleghi che,
prima votano in Parlamento il provvedimento e poi vengono qui a
lamentarsi ed a chiedere gli interventi.
Vi deve essere un po' di coerenza, allora, se vogliamo essere seri
tutti e fino in fondo.
Detto questo, signor Presidente, quello che sta accadendo al
consorzio di Ragusa è veramente grave, perché il consorzio di
Ragusa pretende di applicare retroattivamente questa norma, cioè
gli aumenti a dismisura li sta richiedendo per il 2014, avvalendosi
della previsione normativa introdotta nella finanziaria del 2015.
Questo è assolutamente illegittimo.
Il problema è ancora più generale, signor Presidente, perché al
consorzio di Ragusa si accavallano due ulteriori problemi: quello
del doppio bacino, anche questo introdotto improvvidamente dalla
norma per cui ci sono 16 dipendenti che non hanno potuto completare
il numero delle giornate perché applicando, solo per il consorzio
di Ragusa, questa norma, mentre gli altri consorzi l'hanno
allegramente aggirata, questi signori sono stati esclusi dalla
possibilità di completare le giornate di spettanza. Ricordo
all'onorevole Cracolici, assessore per l'agricoltura, che in
quest'Aula, dopo il mio intervento, ha espressamente dichiarato che
questa problematica era assolutamente condivisa dall'assessore e
che si doveva intervenire al più presto. Questo, purtroppo, ancora
non è stato fatto.
L'ulteriore problema, quindi, quello delle cartelle, quello del
doppio bacino, è un altro in cui il consorzio non sta applicando le
sentenze che la Magistratura, per una ventina di dipendenti, ha già
riconosciuto in via definitiva, cioè quello dell'assunzione a tempo
indeterminato perché si trattava di contratto antecedente il 2004.
Sono tre gravi illegittimità di cui si sta macchiando il consorzio
di bonifica di Ragusa e questo Governo ha la necessità e l'obbligo
di intervenire, mi dispiace che non c'è l'assessore Baccei, però
signor Presidente io quest'appello lo rivolgo anche a lei: quando
abbiamo parlato di riconoscimento di debiti fuori bilancio per
molte realtà, ma secondo voi questi dei consorzi di bonifica che
cosa sono? E vogliamo far pagare i debiti fuori bilancio di questi
consorzi ai proprietari terrieri, ai consorziati, agli utenti? Ma
non possiamo fare figli e figliastri Qua s'impone una vera e
propria ricognizione di tutti i debiti fuori bilancio, non possiamo
cercare le società o i consorzi vicini al Governo e tralasciare
tutta la marea di enti che purtroppo si trovano nelle stesse se non
ancora peggiori condizioni
Io chiedo che la Presidenza si faccia carico anche di questo, ho
visto che in questo assestamento di bilancio c'è un ulteriore
riconoscimento di debiti fuori bilancio, io non mi permetto qui di
dare giudizi sugli stessi però è chiaro che non si può per enti
importanti, per enti che poi alla fine gravano sulla nostra già
derelitta agricoltura pretendere di far pesare i costi che una mala
politica negli anni passati ha addossato a questi consorzi
aumentando a dismisura le assunzioni, e farla pagare agli utenti
che già si trovano in ginocchio.
ZITO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io
ovviamente non intervengo sulla questione ragusana, ma volevo fare
una proposta: so che c'è l'assessore Lantieri, volevo parlare anche
col presidente della Commissione perché, siccome lei sa benissimo
la variazione di bilancio è all'inizio del suo iter, però sappiamo
anche bene che su tutto dovesse andare nella normalità o comunque
sia che ci siano degli accordi in modo che abbia un iter veloce,
possibilmente questa legge verrà approvata a fine novembre, più i
quindici giorni dalla pubblicazione vuol dire che arriviamo a metà
dicembre.
Considerando che c'è una situazione emergenziale per quanto
riguarda alcuni liberi consorzi, fra cui Siracusa, Ragusa, Enna,
per il discorso dei precari ad esempio, Enna per il discorso dei
disabili, Ragusa, invece per gli stipendi Siracusa, io vorrei
proporre, se è d'accordo l'assessore, se è d'accordo il presidente
della Commissione Bilancio , lo stralcio degli artt. 8, 9 e 10 per
avere un iter più veloce, in modo poi da poterlo approvare
nell'immediato e poter garantire così anche, avendo tempi certi, la
tesorerie, di poter sicuramente erogare queste somme prima della
fine dell'anno, questa era la mia proposta.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Comunicazione di nuova denominazione di Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Comunico che è giunta nota da parte dell'onorevole
Turano, il quale comunica che in data odierna il Gruppo
parlamentare Unione di Centro assume la nuova denominazione
Centristi per la Sicilia'.
L'Assemblea ne prende atto.
cio ai sensi dell'art. 73, comma 1, lett. e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni'.
(n. 1244/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Discussione del disegno di legge Riconoscimento debito fuori
bilancio ai sensi dell'art. 73, comma 1, lett. e) del decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed
integrazioni . (n. 1244/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al II punto dell'ordine
del giorno: Discussione dei disegni di legge. Si procede con il
prelievo del disegno di legge Riconoscimento debito fuori bilancio
ai sensi dell'art. 73, comma 1, lett. e) del decreto legislativo 23
giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni . (n.
1244/A), posto al numero 3).
Invito i componenti la II Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Ha facoltà di parlare il Presidente della Commissione e relatore,
onorevole Vinciullo, per svolgere la relazione.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, in data 27 luglio 2016
il Governo ha fatto pervenire alla Commissione Bilancio un
disegno di legge avente titolo Riconoscimento debiti fuori
bilancio ai sensi dell'art. 73, comma 1, lett. e del decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche e
integrazioni .
Sto cercando di fissare anche i tempi attraverso i quali la
Commissione ha esaminato, discusso, approfonditamente poi approvato
questo disegno di legge perché da parte di qualche collega è già
pervenuta la richiesta di rinviarlo nuovamente in Commissione, cosa
che io fin da adesso dico non essere assolutamente possibile. Il
disegno di legge che si pone all'attenzione dell'Aula, mira a
riconoscere i debiti fuori bilancio contratti, a seguito della
sottoscrizione della convenzione tra EXPO 2015 SpA e la Regione
siciliana - Assessorato regionale dell'agricoltura, dello sviluppo
rurale e della pesca mediterranea, per la partecipazione alle
Esposizione universale di EXPO Milano 2015 ed in particolare in
relazione alla gestione dello spazio espositivo denominato Cluster
Biomediterraneo .
In particolare, nel disegno di legge di iniziativa governativa
sono riconosciuti i debiti derivanti da acquisizione di beni e
servizi, ossia da obbligazioni formatesi secondo un iter non
conforme ai principi gius-contabili, che presuppongono l'assunzione
dell'impegno di spesa preventivamente alla correlata fornitura.
Cioè nel senso che non c'è stato l'impegno di spesa.
Dette acquisizioni di beni e servizi vanno ricondotte all'interno
dell'attività svolta per il Cluster Biomediterraneo in quanto
l'articolo 3.4.4 della citata convenzione prevede, leggo: Che il
prezzo delle bevande, dei cibi e di tutti i prodotti venduti
dall'Assessorato regionale durante EXPO Milano 2015 sarà
corrisposto dal pubblico e dagli avventori direttamente
all'Assessorato regionale : da tale previsione discende che le
parti hanno adottato e condiviso un modello organizzativo di natura
commerciale, che prefigurasse un finanziamento delle attività in
virtù dei ricavi derivanti sia dalle quote versate dagli aderenti e
dagli sponsor del Cluster, sia dai frequentatori e dai visitatori
che usufruissero dei servizi erogati per tutta la durata della
manifestazione.
Quindi, signor Presidente vero è che non c'era un impegno di
spesa preventiva, ma era verro pure che era stato fatto un accordo,
in virtù del quale, tutte le somme che sarebbero state versate a
qualsiasi titolo all'Assessorato regionale per l'agricoltura,
sarebbero poi state utilizzate per pagare i debiti contratti.
Inoltre, l'articolo 16 della Convenzione, introducendo specifiche
penali, ha previsto in caso di mancato avvio del servizio di
ristorazione e di somministrazione di alimenti e bevande al
pubblico, a far data dalla cerimonia di apertura al pubblico di
EXPO Milano 2015, per cause estranee a EXPO 2015, per ogni giorno
di ritardo, nell'avvio dopo detto termine, una penale da parte
dell'Assessorato regionale nei confronti di EXPO 2015 pari ad euro
500,00.
Ricorrendo, pertanto, le condizioni di cui all'articolo 73, comma
1, lett. e) del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e
successive modifiche ed integrazioni, il disegno di legge prevede
il riconoscimento dei debiti fuori bilancio prodottisi nei
confronti dei soggetti che, per espressa attestazione del citato
responsabile del Cluster, si riferiscono a crediti maturati, che
sono certi, liquidi ed esigibili e non ancora prescritti, nonché ad
obbligazioni puntualmente eseguite correlate alla fornitura di beni
e servizi indispensabili alla partecipazione alla manifestazione
internazionale ed in virtù dei quali si è generato un flusso di
entrate sufficiente ad adempiere alle obbligazioni assunte, per un
importo pari ad Euro 2.652.656,47 e ad euro 16.394,29 accertate sul
pertinente capitolo di entrata 3695, rispettivamente negli esercizi
finanziari 2015 e 2016.
A fronte dei predetti accertamenti risultano riscosse somme pari
ad euro 2.596.703,97 e ad euro 9.964,73 rispettivamente per gli
esercizi finanziari 2015 e 2016.
La quantificazione della spesa, sulla base dei dati aggiornati al
22 luglio 2016, sulla base dei dati aggiornati al 22 luglio 2016, è
pari ad euro 2.664.410,48 secondo l'elenco dei creditori
individuati nei prospetti allegati A , A.1 , B e C del
presente disegno di legge.
Nel corso dell'approfondita istruttoria in Commissione,
nell'ambito della quale sono stati, fra l'altro, audit, il
responsabile ed il commissario ad acta del Cluster del
Biomediterraneo, è stato approvato un emendamento di riscrittura
che ha unificato gli originari commi 1, 2 e 3 in un'unica
previsione complessiva.
Il comma 2 dell'articolo 1 pone la copertura finanziaria
dell'onere complessivo, quantificato in euro 2.664.410,48,
rispettivamente quanto ad euro 781.227,42 sulle somme già impegnate
nell'esercizio finanziario 2015 e mantenute fra i residui passivi
vigenti del menzionato capitolo di spesa e per l'importo di euro
1.883.183,06 sulle disponibilità già riprodotte in bilancio per
l'esercizio finanziario 2016, e la cui integrale copertura
finanziaria è garantita - come abbiamo detto poco fa - dalle somme
accertate e che sono state riscosse sul correlato capitolo di
entrata 3.695. Questa è la relazione della Commissione.
Volevo aggiungere che nel frattempo, rispetto a quando è stato
presentato il disegno di legge, alcune società che sono portatori
di interessi hanno presentato ulteriori atti presso il Tribunale e
con ciò, evidentemente, corriamo il rischio di un aumento delle
spese da sostenere.
Nel frattempo, mi rendo conto che è la prima volta - oltre alla
volta scorsa - che viene applicato l'articolo 73, comma 1, lettera
e) del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118. Questo spiega il
motivo per il quale la Commissione, con tanta lentezza ma nello
stesso tempo con tanta voglia di approfondire i contenuti di questo
disegno di legge, oggi lo sottopone alla vostra approvazione.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
l'assegnazione alla II Commissione porta la data del 27 luglio
2016; arriva in Aula il 9 novembre 2016, dopo tre mesi.
La domanda che vi pongo subito è se la Commissione nel procedere
all'esame di questo debito fuori bilancio si sia cullata
beatamente e nel frattempo non si siano prodotti debiti fuori
bilancio.
Io penso di sì, perché - come ha riferito nella relazione - alcuni
utenti hanno nel frattempo chiesto al Tribunale di vedere
riconosciute le loro spettanze e quindi questi sono già debiti
fuori bilancio e sono danni erariali.
Io oggi, con questo debito fuori bilancio, vado a votare pure il
danno erariale che provoca questo debito fuori bilancio all'ordine
del giorno? Se è così, vi chiedo scusa, ma non lo voterò mai
E quindi, per dissipare un po' di dubbi, chiedo l'intervento
dell'Assessore al ramo che deve spiegare come noi che abbiamo la
somma - e l'abbiamo avuta già da tanto tempo - con addirittura un
provvedimento del Ragioniere generale della Regione, che aveva
fatto due capitoli, uno di entrata e uno per pagare le spese, io
non ho capito perché siamo arrivati a questo punto.
Devo dirvi che l'ho letto e, se il Presidente me lo consente, gli
do tutta la trafila da quando è partita questa manifestazione ad
oggi, e ci propongo di andare ad approvare un debito fuori
bilancio.
Io, per natura mia, i debiti fuori bilancio non li approvo, perché
c'è qualcuno che li ha provocati. Non solo, ma ancora peggio, sono
per non approvarli quando provocano danni erariali.
Quindi, aspetto sicuramente la relazione dell'assessore competente
e poi interverrò non appena - e lei Presidente ci darà i tempi
tecnici per gli emendamenti, giusto? Siccome di questi tempi, è
un po' che i regolamenti vengono passati un poco con la premura.
Glielo sto chiedendo per evitare che accada una cosa di queste.
Per essere ancora più tranquillo, prevengo quello che ha detto il
presidente della II Commissione, perché già lui lo sa che alcuni
deputati vorrebbero che questo disegno di elgge tornasse in
Commissione, per noi avere la possibilità di avere i documenti di
tutte le audizioni che ha fatto il presidente della II Commissione.
Quindi, signor Presidente faccio la proposta, e lei la metta ai
voti, di rinviare il disegno di legge in Commissione.
PRESIDENTE. La proposta la deve formulare un capogruppo, però, per
formalizzarla. Mi fa questa richiesta? Così, per seguire l'ordine,
se no dovrei dare la parola all'onorevole Fazio.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, grazie, ma io credo che l'Aula doveva
in questi giorni riunirsi per una esigenza finanziaria che era
quella dell'assestamento di bilancio. Assestamento di bilancio che
doveva arrivare in quest'Aula già alcune settimane addietro, e per
varie ragioni, che non sto qua a dire, ma che sono sotto gli occhi
di tutti, questo assestamento di bilancio, a causa, tra le altre
cose, di alcuni conflitti, contrasti o ritardi imputabili
esclusivamente alla Giunta di Governo, ma io direi più estesamente
alla maggioranza di Governo, è arrivato in Commissione soltanto
qualche giorno addietro.
Al contempo, e quindi creando dei ritardi e delle preoccupazioni
su degli interventi che dovrebbero già essere fatti, non ultimo,
vedo qua l'assessore alla formazione e a lui voglio lanciare questo
assist, gli interventi relativi all'obbligo formativo, per evitare
la dispersione scolastica, perché ogni giorno che passa si lavora
contro i ragazzi in obbligo scolastico e si incentiva una
dispersione che non fa onore alla Sicilia e ai siciliani.
Noi siamo stati, tra l'altro, considerati ultimi per quanto
riguarda le mense scolastiche, il prolungamento dell'orario
scolastico, e questo determina, è una delle cause perché migliaia
di docenti sono state vittime anche di questa scuola che non è
buona, secondo una definizione renziana.
Detto questo, ma soltanto per fare una premessa, lo voglio dire al
Governo, ai rappresentanti del Governo qua presenti, a me fa specie
il fatto che, anziché affrontare le vere emergenze che sono quelle
di rivedere e di rimpinguare, di riassettare e di riassestare il
bilancio della Regione, interveniamo perché all'articolo 1,
l'Assemblea deve prendersi la responsabilità di riconoscere
legittimi quei debiti che questo Governo, che quel Governo che
diceva, che imputava la volta scorsa, quelli delle vecchie
amministrazioni, voi del vecchio Governo, voi del centrodestra che
avete creato il debito in questa Regione, onorevole Malafarina,
dov'è lei? Perché non dice che questo debito dovrebbe essere
ascritto alla responsabilità politica e amministrativa del
centrosinistra che governa questa Isola da ben otto anni e mezzo?
Perché non lo diciamo in maniera molto chiara? Perché non lo
diciamo che qua ci sono delle responsabilità inaudite, con una
pessima figura che ha reso la Sicilia barbina nell'intera Italia,
dinanzi a un quadro, un palcoscenico internazionale in occasione
dell'Expo, che ha messo non in risalto la vetrina siciliana, questo
Cluster biomediterraneo , si riempivano la bocca, di questa grande
manifestazione, che doveva rappresentare le eccellenze della nostra
Isola, e invece oggi cosa ci ritroviamo? Ci ritroviamo a dover
mettere delle pezze, ci ritroviamo a dover sanare gli errori che
questo Governo cerca di nascondere, come la polvere, sotto il
tappeto. Non si pulisce così una casa.
Allora, poiché non ci sono soltanto questi debiti, che sono stati
creati in questi quattro anni ma ce ne sono, Presidente Musumeci,
tanti altri, noi prima vogliamo fare una ricognizione generale. E
allora che arrivino in Aula anche gli altri debiti fuori bilancio,
che questo disegno di legge torni in Commissione, e in questo senso
è la proposta del Gruppo Forza Italia, che io formalizzo in questo
istante, e assieme agli altri si faccia un solo disegno di legge,
in cui mettiamo tutti i debiti fuori bilancio, che vanno dalla
lettera A , che raggruppa le sentenze passate in giudicato o
comunque un provvedimento giurisdizionale, alle lettere B , C ,
D , E , e così via. Che sono, per arrivare qua, dei debiti che
non hanno un provvedimento; ma sono forniture, servizi,
obbligazioni comunque che non sono stati preceduti da un regolare
impegno di spesa.
Allora, io non vado a guardare, ma perché non è competenza nostra,
c'è un organo di magistratura contabile che è delegato ed è
deputato al controllo della responsabilità, eventualmente,
contabile. Però noi riteniamo che in maniera omogenea la materia
vada trattata E allora, lo voglio dire al Presidente
dell'Assemblea, poiché noi abbiamo dei disegni di legge, il 1262,
il 1263, abbiamo il 1244, ma abbiamo anche il 1264, che è
l'assestamento che all'articolo 12 fa anche dei debiti fuori
bilancio. Delle due l'una. O facciamo assestamento, facciamo debiti
fuori bilancio, macedonie, Presidente Ardizzone, sono
insopportabili, l'ha capito? Sono insopportabili Stasera, non
soltanto l'Assessore Cracolici doveva essere in Aula, noi
chiedevamo la presenza dell'Assessore Baccei, che deve dire come
stanno le cose, perché l'Assessore Cracolici può dire, alla fine,
è arrivato adesso , anche se la responsabilità politica è del suo
partito e del suo Governo, di quel Governo che ha trattato molto
bene quando non era in Giunta, per il quale ha avuto sempre parole
delicate, sempre fiori e rose nei confronti del Presidente Crocetta
e di questo ci fa immensamente piacere. Però, oggi noi chiediamo
che questo disegno di legge ritorni in Commissione. Qui c'è la
Commissione al completo, dal Presidente a tutti i componenti, è
giusto che dai tre disegni di legge, il 1262, il 1263, il 1244 e
l'articolo 12 del disegno di legge 1264, venga estrapolato e si
faccia un unico disegno di legge.
Prima trattiamo l'assestamento, poi trattiamo i debiti fuori
bilancio. Diversamente, l'Assessore ci dica di trattare prima i
debiti fuori bilancio, ma con tutte le ricadute negative che
deriverebbero per settori importanti della nostra economia e l'Aula
poi potrebbe eventualmente valutare.
Stasera, la nostra richiesta - che confermo - è quella di
rimandare in Commissione questo disegno di legge.
PRESIDENTE. Ho una formale richiesta, proveniente da un
Capogruppo, di rinvio del disegno di legge n. 1244 in Commissione.
Hanno facoltà di intervenire su questa proposta di rinvio un
deputato a favore ed uno contro.
Contro la proposta interverrà l'onorevole Panepinto, a favore
l'onorevole Cancelleri.
Sto tenendo in considerazione i numeri di ciascun Gruppo.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Signor Presidente, chiedo la parola perché mi
corre l'obbligo di informare l'Aula - come giustamente ha ricordato
l'onorevole Vinciullo - che su questo provvedimento, o su una parte
rilevante di quanto contenuto in questo provvedimento, sono in
essere attività di pignoramento presso l'Amministrazione regionale
e presso il conto dell'Amministrazione regionale.
Con un paradosso - lo dico all'onorevole Falcone - in questo caso
parliamo di debito fuori bilancio, dal punto di vista tecnico, ma
sostanzialmente abbiamo le spese qui previste da autorizzare a
liquidare non c'è una copertura. La copertura era già nel bilancio
della Regione con le entrate accertate.
Si parla di debito fuori bilancio dal punto di vista tecnico
perchè si è dovuto fortunatamente utilizzare la lettera e)
dell'articolo 73 decreto legislativo 118 che consente di
riconoscere debiti fuori bilancio anche quei provvedimenti per i
quali non sussistono i formali atti a contrarre o a impegno di
spesa, così come prevedevano le norme di contabilità.
E' inutile che io ripercorra la storia di questa vicenda
complicata dell'EXPO di cui, come tutti sanno, sono divenuto
Assessore solo dopo la chiusura dell'EXPO.
Il paradosso di questa storia è questo: sono state fatte delle
spese, ci sono delle entrate, sulla base di un parere
dell'Avvocatura dello Stato che, poiché non esistevano gli atti di
impegno formali perché non potevano esistere in quanto non esisteva
il capitolo di bilancio su cui impegnare le spese, ha dichiarato
nulla tutta la procedura.
I servizi comunque sono stati comprati dall'Amministrazione.
L'Amministrazione li ha comprati nelle mille attività svolte
presso l'EXPO durante il periodo.
Si è determinato, in ogni caso, un arricchimento per
l'Amministrazione e quindi in ogni caso l'Amministrazione deve
pagare le prestazioni per le quali ha svolto le attività e per le
quali si è avvalsa godendo di un arricchimento, ai sensi del Codice
civile ecc.
La lettera e) dell'articolo 73 del decreto legislativo n. 118 ci
consente di sanare, dal punto di vista formale, questo
provvedimento perché sulla base di una valutazione fatta dal
commissario, nominato al momento del mio insediamento, nella
persona del dottore Tozzo, dirigente dell'Ispettorato sanitario,
con le disposizioni vigenti, ancorché non vi sia un formale decreto
di impegno, provvedimento di impegno di spesa, però vi erano tutti
gli elementi necessari per la determina a contrarre che possano far
sussistere il decreto di impegno.
Ecco perché, con la formalizzazione di questo disegno di legge
all'Aula, che serve sostanzialmente a consentire la liquidazione
dei debiti senza ulteriori costi ed oneri connessi alla lite
giudiziaria, ed utilizzando la lettera e) senza gravare di
ulteriori oneri il bilancio della Regione, ripeto per il quale già
nel bilancio della Regione sono previste le somme perché sono
entrate dedicate esclusivamente a questa attività, noi
consentiremmo di chiudere la partita e di evitare di avere
provvedimenti di pignoramento, spese giudiziari, liti.
Aggiungo, onorevoli colleghi, come si sa, quando c'è un decreto di
pignoramento, il decreto di pignoramento il giudice lo autorizza
per una volta e mezza la posta, la quota capitaria del debito,
oltre gli oneri connessi alle spese legali, alle spese di giudizio.
Quindi, noi per ogni debito rischiamo di avere un pignoramento pari
ad 1,6-1,7; quindi, altro che 2 milioni e 6, ma rischiamo di
arrivare ad oltre 4 milioni di euro con tutte le conseguenze che
tutti devono valutare.
Dopodiché l'Aula è sovrana, può decidere quello che vuole; ma -
ripeto - nel caso in cui le cose che ha detto l'onorevole Falcone
in riferimento all'assestamento dove sono contenuti in quel
provvedimento altri debiti fuori bilancio, la differenza, mi
consenta di dire all'onorevole Falcone, che mentre quelli devono
trovare copertura attraverso l'avanzo che proviene
dall'approvazione del rendiconto, in questo caso non c'è una
copertura che proviene dall'utilizzo di avanzo ma la copertura è
già prevista dal bilancio 2016.
Quindi, se l'Aula intende, in qualche modo, chiudere questa
partita evitando ulteriori diciamo problematiche di cui,
chiaramente per essere del tutto evidente, le responsabilità se
qualcuno ha prodotto atti determinando danno erariale, la legge
tutela l'Assemblea Regionale, la Regione siciliana, perché
l'eventuale danno erariale è in capo soggettivo di chi l'ha
prodotto.
Ma nel caso in specie io credo che sarebbe, non so se danno
erariale, ma danno sociale, impedire a centinaia di aziende che
hanno svolto attività in nome e per conto della Regione, che non
sono solo quelle di Milano, sono quelle siciliane che hanno svolto
attività presso Milano durante l'Expo, noi rinviando una decisione
che è attesa da mesi facciamo un danno ad un pezzo dell'economia
siciliana, a gente che ha svolto lì attività di somministrazione
dei prodotti tipici, a gente che ha garantito servizi, a gente che
è andata a Milano per rappresentare la Sicilia.
Io credo che sia un gesto di responsabilità da parte di tutti
evitare che le beghe della politica, che ci possono stare, possano
essere riversate a danno delle persone fisiche, che hanno avuto il
solo torto di credere alla Regione, partecipando ad una
manifestazione internazionale e rappresentando la Regione in quei
giorni.
Quindi, io chiedo al Parlamento, laddove si dovesse determinare,
anzi chiedo al collega Falcone se non ritiene che possano esserci
le condizioni, capisco non oggi, si può solo incardinare oggi il
testo di legge, in maniera tale che il Presidente possa dare il
termine eventuale per gli emendamenti, se ci saranno - non capirei
bene su cosa ma, in ogni caso, fermo restando le procedure - e
consentire di approvare il testo all'inizio della prossima
settimana e mettere un punto finale in questa vicenda che è
diventata incresciosa ed anche un po' pericolosa per l'erario
regionale.
PRESIDENTE. Contro la richiesta di rinvio in Commissione,
formulata dal Capogruppo di Forza Italia, ha facoltà di parlare
l'onorevole Panepinto.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io
nelle parole dell'Assessore ho ritrovato esattamente quello che è
stato detto già in Commissione Bilancio , vale a dire che noi non
ci troviamo di fronte a un debito fuori bilancio, vale a dire
un'acquisizione di beni e servizi senza una copertura finanziaria
perché, di fatto, potremmo chiamarla la presa d'atto delle entrate
e delle uscite che pareggiano esattamente come viene indicato anche
nelle tabelle allegate.
Ovviamente, lo abbiamo detto anche in Commissione, ritardare
ulteriormente l'approvazione di questo disegno di legge presuppone
certamente il sorgere di contenziosi davanti al giudice con la
richiesta di decreti ingiuntivi e, quindi, con l'aumento non solo
della sorte principale, ma degli interessi, della rivalutazione
monetaria e delle spese legali.
Per cui, onestamente, io ho tanto rispetto per i colleghi che sono
intervenuti. Ritengo che queste mie considerazioni, come poc'anzi
quelle dell'Assessore, siano ragioni di superfetazione di
ragionamento, perché sostanzialmente è chiaro e palese a tutti
com'è l'origine del debito fuori bilancio e, soprattutto, del fatto
che proprio non trattasi di debito fuori bilancio.
Ovviamente, signor Presidente, io ritengo che sia necessario, mi
dispiace che il Capogruppo di Forza Italia sia andato via, ma ci
saranno altri colleghi del Gruppo di Forza Italia, si pone una
questione complessiva, lo dico a chi parlerà dopo di me a favore
del rinvio in Commissione.
Il Parlamento per la prima volta da quando nasce è chiamato
sostanzialmente con delibere legislativa, che una volta pubblicate
e approvate diventano legge, di occuparsi di una questione che è
meramente amministrativa ed è tipica dei consigli comunali: quello
del riconoscimento dei debiti fuori bilancio o per pignoramento o
per sentenze passate in giudicato o per altri atti amministrativi e
giudiziari che diventano riconoscibili e lo deve fare il Parlamento
come sino adesso hanno fatto ai sensi del Testo unico degli enti
locali e prima del 1977 i Comuni.
Se noi dobbiamo immaginare che apriamo una stagione introdotta dal
decreto n. 118 che ogni qual volta arrivano debiti fuori bilancio
assumiamo i comportamenti tipici dei consigli comunali che i debiti
sono della maggioranza e la minoranza prova a sottrarsi, rischiamo
di aprire una stagione incresciosa per questo Parlamento con danni
erariali di cui certamente il Parlamento non sarà chiamato a
risponderne, ma le casse della Regione sì con aumento della spesa.
Per cui, io invito i colleghi, a cominciare dall'onorevole
Cancelleri al Capogruppo di Forza Italia a quanti pensano che il
rinvio in Commissione e il mettere insieme tutti i debiti fuori
bilancio sia risolutivo per rimuovere il problema e non per
affrontarlo, io credo che oggi serva uno scatto di dignità
complessiva, ripeto, nell'interesse del Parlamento. Perché è chiaro
a tutti, il professore Fazio aveva chiesto di intervenire, gli ho
chiesto l'intervento per ragioni politiche, ma debbo dire che
giuridicamente e normativamente questa vicenda è così chiara, di
una chiarezza e di contezza di tutti.
Per cui, io invito i colleghi che sono per il no a rivedere la
posizione, a incardinare il testo, a immaginare una discussione di
carattere più complessiva sugli altri debiti fuori bilancio che non
hanno questa tipologia, non sono sorti come sorge questo e che in
qualche maniera questa è ancora una ferita aperta anche
nell'immagine della stessa Regione.
Per cui, un invito a rivedere queste posizione e a incardinare il
testo e successivamente, con la Presidenza della II Commissione e
con la Ragioneria generale della Regione, verificare quanti debiti
fuori bilancio ci sono, di cui alcuni sono la previsione di
copertura e nell'assestamento di bilancio e chiudere una partita e
non utilizzare questo argomento, in qualche maniera, per ragioni
politiche perché di fatto è l'unico atto di una chiarezza tale per
cui, purtroppo, si chiama debito fuori bilancio, ma in realtà è
altro: è il riconoscimento delle entrate e delle uscite a pareggio.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Cancelleri a favore
della proposta di rinvio in Commissione del disegno di legge.
CANCELLERI. Signor Presidente, Assessore, colleghi, intanto mi
volevo complimentare con lei perché evidentemente quest'Aula fa
bene all'assessore Cracolici, lo vedo più rilassato, più calmo,
oggi ci ha regalato un suo intervento che è stato anche, in qualche
modo, chiaro, semplice, ma dai toni pacati.
Ricordo, non più tardi di ieri, invece, rispondere a un nostro
collega europarlamentare prendendolo praticamente per uno che si
eccita alla parola crisi', che non è esattamente quello che
vorremmo leggere sui giornali da una delle massime istituzioni
della nostra Regione. È poco gratificante esprimersi in quei modi,
visto che, comunque, il tema che si portava era un tema serio e
fatto con rispetto delle parti.
Però, devo dire che questa calma l'ho vista anche nell'intervento,
invece, dell'onorevole Panepinto che da questo scranno ha
richiamato alla responsabilità; è certo che quando non si hanno i
numeri per votarsi le norme ci si ricama sempre alla responsabilità
delle opposizioni. Queste sante opposizioni, Presidente, che
affollano i banchi quando la maggioranza latita, come latitava ieri
in Commissione, dove i deputati della maggioranza volevano tenermi
lì a reggergli il numero legale.
Questa cosa, Presidente, non può continuare ancora. Non è una
mancanza di responsabilità da parte delle opposizioni. Noi siamo
stati eletti dal popolo per cercare di mettere in guardia i
cittadini di quello che fa la maggioranza e il nostro ruolo di cani
da guardia, di opposizione, di controllori di quello che, in
qualche modo, la maggioranza sta facendo, lo dobbiamo espletare
fino in fondo.
Sentirsi, invece, spogliati di quella che è anche la prerogativa
parlamentare del poter dire no , del poter mettere in atto anche
il rinvio in Commissione, che è una delle possibilità che questo
Parlamento e che il Regolamento di questo Parlamento ci dà, a me
sembra davvero incredibile, soprattutto quando veniamo richiamati
dal senso di responsabilità.
Ma la maggioranza, Presidente, dov'è? La maggioranza che dovrebbe
votare questi atti, la maggioranza che dovrebbe supportare queste
azioni, dov'è? Dov'è? Perché a me sembra che ci sia qualcuno che se
la sia scampata, perché queste cose non le vuole votare e lasci il
cerino acceso in mano alle opposizioni. E noi ci dovremmo sentire
responsabilizzati dal discorso dell'assessore Cracolici che se non
votiamo queste aziende non avranno i soldi?
Allora, ripercorriamo quelli che sono stati i tempi di questa
storia che, intanto, per dirne una Presidente, era l'allora
assessore Cartabellotta, poi sostituito dall'assessore Reale, poi
sostituito dall'assessore Caleca, poi sostituito dall'assessore
Barresi ed infine sostituito dall'assessore Cracolici, cinque ne
sono passati, cinque Dall'Expo del 2015, cinque persone si sono
sedute su quella sedia e ancora non abbiamo pagato le aziende E la
ricordo solo io, in quest'Aula, la diatriba che c'è stata tra l'ex
assessore Cartabellotta, oggi dottore e dirigente della Regione,
che al tempo era anche responsabile del cluster biomediterraneo,
quando ritrovato il 30 aprile con una scopa in mano - che immagine
della nostra Regione che abbiamo dato, un dirigente della Regione,
ex assessore con la scopa in mano che ramazzava il cluster
biomediterraneo
PRESIDENTE. Era una paletta, non era una scopa. Mi ha fatto avere
le foto, onorevole Giovanni Greco, con la scopa c'è un altro
signore.
CANCELLERI. Stava, per carità, anche facendo un'azione nobile;
stava pulendo per terra che è un'azione nobile che tutti noi penso
che facciamo quotidianamente anche nelle nostre case. Ma il
ragionamento qual è? Che noi abbiamo portato all'interno di questa
discussione, per 8 lunghi mesi, anzi a giudicare dal periodo è un
anno ormai, perché è passato un anno dalla fine di quell'Expo del
2015, dove abbiamo raccolto i soldi attraverso delle donazioni.
Io lo ricordo: l'assessore Reale in Commissione, c'era il
Presidente Marziano all'epoca, anche quegli uomini lì sono passati.
C'era presidente l'onorevole Marziano che durante, e lo ricorderà
bene, l'assessore Reale dell'epoca diceva: No, noi non
utilizzeremo i fondi pubblici come stanno facendo all'Assessorato
delle attività produttive perché , ci ricordiamo anche la storia
dei 6 miliardi di euro dell'assessore Vancheri e tutto quanto. Noi
utilizzeremo dei fondi di natura privata. Raccoglieremo i fondi .
Bene, sono stati raccolti i soldi, erano pronti per il pagamento e
tutto quanto. Quei soldi non sono stati messi. E' stato creato un
apposito capitolo di bilancio nel quale quei soldi sono entrati
per pagare le aziende e, guarda caso, erano 2.664.000,00.
Ieri, in Commissione, ho chiesto a Cartabellotta: Dottore ma,
quei 2.664.000,00 raccolti, sono gli stessi che servono per pagare
questi soldi? . Sì , la risposta è ovviamente sì. Ed allora,
perché non sono stati pagati? Perché mancavano, come diceva bene
l'assessore Cracolici, le disposizioni, le delibere a contrarre,
praticamente, le possibilità di pagare. Ed allora, quei contratti
sono nulli. Ed allora, si perde un anno di tempo. Ed allora,
arrivano i decreti di ingiunzione.
Oggi, quei 2.600.000,00 che stiamo mettendo qui non servono più a
pagare completamente, a chiudere la partita, perché, ovviamente, ci
saranno anche delle ingiunzioni di pagamento, dei pignoramenti e,
quindi, degli aggravi di spesa che stiamo, ovviamente, in seguito,
daremo a pagare ai cittadini.
Ora, la situazione è questa. Ma tutto questo ragionamento non si
poteva portare prima in quest'Aula? Ma tutto questo ragionamento
non si poteva concludere molto prima? Perché a me è sembrato, caro
signor Presidente, ma io lo voglio dire, veramente, con rispetto
per tutte le parti, però, mi è sembrato un regolamento di conti. Un
regolamento di conti all'interno di figure politiche di questo
Parlamento che si sono, in qualche modo, presi la briga di, sulle
spalle dei siciliani ed oggi sulle spalle dell'opposizione che,
ovviamente, non ritira la pretesa di poter rimandare in Commissione
questo atto
MUSUMECI. Non è una pretesa, è una soluzione ragionevole
CANCELLERI. Sì, una legittima richiesta. Si sono voluti fare
questo regolamento di conti. Credo che non possiamo continuare
ancora a poter parlare di questi argomenti, di debiti fuori
bilancio, di Expo 2015, delle figuracce che abbiamo fatto con
quello che è avvenuto.
Credo che questo Parlamento, e soprattutto questa maggioranza,
debba fare una seria riflessione su quelli che sono gli atti che
vengono portati in Aula.
Spero che, non solo la nostra opposizione, quella del Movimento
Cinque Stelle ma, a questo punto, tutta, quella anche degli altri
partiti che sono all'opposizione, di non garantire mai più alcun
numero legale, a meno che non sia davvero una norma di buon senso,
di non garantire più il numero legale all'interno né dell'Aula né
delle Commissioni, perché se questa maggioranza ha un senso, lo
deve avere fino ad ottobre del 2017, altrimenti è giusto ridare la
parola ai cittadini, non ad ottobre 2017, ora
PRESIDENTE. Se, onorevoli colleghi, cortesemente, prendete posto
perché il voto è per alzata e seduta, ma per evitare confusione
votiamo col sistema elettronico, chiaramente senza registrazione.
Chi vota a favore del rinvio in Commissione vota verde, chi vota
contro vota rosso, chi si astiene vota bianco.
(Non è approvata)
Si riprende la discussione generale.
E' iscritto a parlare l'onorevole Fazio. Ne ha facoltà.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Vicepresidente Lupo
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, grazie
intanto per avermi dato la parola, io credo che siamo di fronte ad
una proposta, sì il debito fuori bilancio, ma a mio avviso era un
debito fuori bilancio dal punto di vista prettamente formale,
perché dal punto di vista prettamente sostanziale non ha i
caratteri del debito fuori bilancio.
Vorrei ricordare ai colleghi eventualmente che per debito fuori
bilancio sta a significare che l'Assemblea deve verificare se ci
sono i presupposti previsti dalla legge.
Quali sono i presupposti previsti dalla legge perché possa
procedersi al riconoscimento del debito fuori bilancio? Primo,
l'utilità dell'amministrazione e secondo che non c'era copertura
finanziaria, tanto è vero che con il procedimento del debito fuori
bilancio l'Assemblea procede a darne copertura finanziaria.
Nella fattispecie, non siamo di fronte ad un debito fuori bilancio
che, appunto, ha questi caratteri, perché, così come è stato
evidenziato negli interventi che mi hanno preceduto, non sono somme
che sono in qualche modo provenienti da avanzi di amministrazione o
comunque da altri capitoli che, sostanzialmente, erano stati
sovrabbondanti ma, a mio avviso, ci sono stati una serie di errori,
alcuni dei quali sicuramente evidenziati, ma molti altri che
possono essere benissimo contestati, alcuni dei quali hanno
utilizzato il procedimento in questione e mi riferisco in maniera
particolare alla famosa convenzione che era stata stipulata e
sottoscritta dall'Assessore pro tempore.
Ebbene, cercando di ricordare qualcosa per quanto riguarda la
contabilità di Stato, non posso non ricordare che la convenzione
equivale ad un contratto il che significa una obbligazione, con una
differenza sostanziale però, che l'Assessore in questione non era
legittimato a sottoscrivere la convenzione ma doveva essere
sottoscritta dal Dirigente dopo apposita delibera di Giunta.
Ma non voglio soffermarmi sugli errori procedimentali che
risalgono nel tempo che hanno determinato questo effetto; per
quello che mi preme qui rimarcare è il fatto che trattasi di un
debito fuori bilancio del tutto anomalo.
Convengo con l'onorevole Cancelleri che, sostanzialmente, mi
sembra una cosa assurda che si sia arrivati addirittura ad
utilizzare il procedimento del debito fuori bilancio perché, a mio
avviso, c'erano i criteri perché questo potesse essere in qualche
modo utilizzato precedentemente con altri sistemi perché, continuo
a ripetere, manca uno degli elementi fondamentali cioè l'Assemblea
non dà copertura finanziaria in quanto la copertura finanziaria è
già insita nel provvedimento, ed era peraltro esistente al momento
in cui sono sorti le obbligazioni.
Quello che mi preme in qualche modo evidenziare è il perché ho
votato no contro il rinvio in Aula. Mi preme ricordare ai colleghi,
a scanso di equivoci, che laddove la Corte dei conti dovesse in
qualche modo procedere ad una verifica in ordine all'eventuale
responsabilità di coloro i quali hanno determinato un maggiore
onere economico, ebbene, in questo caso dovrebbe essere valutata
anche il ritardo con cui l'Assemblea ha preso atto della proposta
di delibera e vi abbia provveduto in maniera consequenziale.
In termini molto più pratici non possiamo non nascondere il fatto
che, poiché la motivazione addotta per il rinvio in Commissione era
per un esame complessivo dei debiti fuori bilancio, non ritengo che
potesse essere una motivazione tale e sufficiente da esonerare da
eventuale responsabilità dalla medesima Corte dei conti laddove la
stessa avesse voluto procedere ad una verifica in ordine
all'eventuale accertamento di responsabilità.
Ecco perché ho votato no, perché dal punto di vista politico
convengo che ci sono degli errori così macroscopici, anche
pacchiani ma, a mio avviso, questo non può giustificare un maggior
danno a carico della collettività solo perché dal punto di vista
prettamente politico o qualcuno dal punto di vista prettamente
amministrativo abbia commesso degli errori, non è tutto e non solo
non è condivisibile ma contrario ad alcuni principi fondamentali,
motivo per cui, dichiaro ed è una mia dichiarazione di voto, di
approvare favorevolmente, tenuto conto che trattasi di un debito
fuori bilancio anomalo, non ha i criteri di debito fuori bilancio.
Per quanto mi riguarda la chiamerei una ratifica laboratoria. Ho
compreso che il Governo ha fatto questa proposta per dargli i
crismi di una norma perché sotto l'aspetto prettamente
amministrativo poteva, in qualche modo, essere eventualmente
contestata in ordine ai procedimenti come lo è stato.
Vorrei anche dare una risposta all'onorevole Cancelleri, non
voglio ostruzionismi al Governo, perché siamo lontani mille luci.
Qui si arriva a questo atto dopo che è nata e continua ad esserci
una diatriba tra il dirigente di Ragioneria, il dirigente del
settore, l'Ufficio legislativo e legale, fino a quando ovviamente
si è arrivati, forse, all'ultima impressione, che era meglio
utilizzare l'articolo 73 del decreto legislativo e, forse, in
qualche modo si poteva sanare una situazione diventata non solo
insostenibile, ma del tutto ingiustificabile.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Malafarina. Ne ha
facoltà.
MALAFARINA, Signor Presidente, onorevoli colleghi, non mi
sottraggo mai alle polemiche, quando necessario. Onorevole Falcone,
non occorre che lei mi dica onorevole Malafarina, perché
l'onorevole Malafarina da questi microfoni ha più volte esternato
il proprio pensiero critico sulle cose che non vanno. Quindi, non
accetto le sue sollecitazioni.
Semmai, mi sembra che nel caso specifico si stia facendo una
grande confusione con una grande demagogia politica sulla pelle dei
siciliani, perchè una cosa è un debito fuori bilancio, realizzato
negli anni passati, quando al di fuori dei capitoli di spesa e
oltre i capitoli di spesa si affrontavano delle spese da andare a
giustificare che tanti Assessorati, parlo del '94- 95, non sono
stati in grado di ricostruire; altra cosa è una vicenda che
riguarda, non la politica, ma la dirigenza della Regione. Perché la
dirigenza della Regione sta ricorrendo a quest'Aula, anzi mi
correggo: per uscirsene da una diatriba fra i dirigenti della
Regione che non sono in grado di trovare una soluzione di
assumersene la responsabilità, è stata chiamata in soccorso la
politica con una legge che faccia chiarezza.
Le somme già ci sono, era stato già deciso che queste somme
fossero destinate al pagamento dei fornitori, andatevi a vedere
l'albo dei fornitori, gente che vanta un credito di ben 14 euro Di
che stiamo parlando, onorevole Cancelleri
Questa è una norma di buon senso a cui l'opposizione e il
Movimento Cinque Stelle, non si deve sottrarre, non può venire in
questo scranno a fare populismo facile su un qualcosa che invece ha
riguardato solo ed esclusivamente l'incapacità della dirigenza
dell'andare a risolvere i problemi che si dovevano andare a
risolvere.
Presidente, è chiaro che in tutto questo dobbiamo anche avere il
buon senso di evitare che un aggravio di spese per la Regione,
perché cosa è un procedimento civile in itinere che si può anche
andare a risolvere anche con una transazione nel momento in cui si
pagano le somme dovute, altra cosa è arrivare ai pignoramenti e
quant'altro.
Quindi, bene ha fatto quest'Aula a respingere la richiesta di
rinvio in Commissione, immotivata e dannosa per la Sicilia.
Colgo, invece, l'occasione e l'avrei voluto fare dall'inizio, per
sollevare un altro tipo di problema e qua onorevole Falcone, la
prego di prestare la necessaria attenzione.
Nel documento di programmazione economico finanziaria si dice che
l'anno 2015 è stato un anno fantastico, nel quale la Sicilia ha
recuperato Pil, occupazione, investimenti, eccetera.
Al di là dell'oggettiva situazione di disagio che si vive
quotidianamente per le note vicende che riguardano i consorzi di
bonifica, le ex province, i precari e quant'altro, oggi, sono stato
colpito da una notizia: Banca d'Italia ha redatto un documento
Andamento dei Pil nelle Regioni tra cui anche la Sicilia dove si
dice che il 2015 è stato un anno non di progresso ma di stagnazione
se non di arretratezza, tranne forse l'agricoltura,
l'agroalimentare.
Questo è un qualcosa che, forse, meriterebbe più attenzione del
riconoscimento del debito fuori bilancio perché riguarda tutta
l'economia della Regione, l'occupazione giovanile ed è un qualcosa
su cui questa Assemblea dovrebbe chiedere e fare chiarezza e,
soprattutto, dovrebbe poi chiedere quei provvedimenti necessari per
incrementare, effettivamente, il prodotto interno lordo e
l'occupazione.
Io non mi stancherò mai di ribadire da questi microfoni il
concetto che la sola semplificazione amministrativa comporterebbe
un incremento dell'1 per cento del prodotto interno lordo e non
sono io a dirlo ma intere schiere di economisti, di giuristi e di
istituti di analisi.
Affrontiamo i temi seri, è indispensabile per la crescita della
Sicilia, semplificando le procedure e questo debito fuori bilancio
- che fuori bilancio non è -; è l'esempio classico di come una
burocrazia farraginosa e forse, a volte, anche inetta crea le
condizioni per disperdere preziose risorse della Sicilia e dove la
politica, alla fine, è chiamata a delle responsabilità che non ha
perché, in questo caso, la politica non ha responsabilità.
Nel caso del debito per l'EXPO è una burocrazia che non è riuscita
a creare gli strumenti necessari per una corretta amministrazione
dei soldi che sono entrati in Sicilia.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo nella
discussione generale di questo disegno di legge perché a me piace
ricordare non la storia di questo disegno di legge o di un presunto
pasticcio amministrativo che qualcuno vuole fare passare per debito
fuori bilancio, ma la storia dell'evento che è quella di un fatto
che riguardava l'EXPO che noi tutti abbiamo ritenuto essere
indispensabile come vetrina per la Sicilia.
Diciamoci la verità: è inutile che, poi, cerchiamo di dipingere o
di ammantare questa vicenda come un pericolo amministrativo, come
un debito fuori bilancio.
Lo ha detto benissimo poco fa l'onorevole Fazio nella
classificazione dei fatti qual è la natura del debito fuori
bilancio e qual è la natura di questo provvedimento legislativo che
è ricognitivo, perché la copertura finanziaria c'è, si tratta di
una ratifica. Bene, se serve ratificare questo provvedimento con
una legge sono disposto a farlo perché so cosa fece l'Assemblea
quando si doveva organizzare l'evento dell'EXPO e come si decise di
delegare il dottor Cartabellotta - che ritengo un funzionario
corretto, una persona per bene e l'ho considerato per bene e
corretto anche quando facevo l'assessore all'agricoltura - per
evitare che quella manifestazione che era una vetrina per il mondo
intero, era una vetrina alla quale la Sicilia non doveva essere
assente, si trasformasse in un boomerang.
Se noi prendiamo i fatti dell'evento, possiamo dire soltanto che
c'è stato e che è stato gestito bene e che abbiamo fatto bene a
partecipare.
Bene, se oggi la procedura conclusiva è quella di votare questa
legge, ed io colgo anche questa occasione, non ho difficoltà a dire
che il Gruppo parlamentare che rappresento, che da oggi ha assunto
una denominazione diversa, si chiama Centristi per la Sicilia ,
perché è collegato ad un fatto politico rilevante che sta per ora
vivendo il Paese, ma di questo ne parleremo con calma, non c'è
dubbio, onorevole Falcone, quando ci chiameranno a parlare dei
fatti politici, quando ci chiameranno a dire qual è la nostra linea
politica, saremo coerenti perché lo sappiamo fare e lo facciamo a
testa alta.
Allora, vorrei cogliere l'occasione per ribadire quello che ho
appena finito di dire, cioé che era indispensabile partecipare
all'Expo, che è stata affidata nelle mani di una persona che ho
conosciuto e che conosco essere corretto, puntuale, serio, che si è
assunto delle responsabilità per evitare che la Regione facesse
brutta figura e, oggi, ci poniamo il problema di come
classificarlo, cioé se è un debito fuori bilancio sapendo che non
lo è o se è soltanto una mera ricognizione amministrativa.
Bene, nell'uno e nell'altro caso il Gruppo dei Centristi per la
Sicilia vota sì a questo provvedimento, perché considera lodevole
l'operato del dottor Cartabellotta e considera puntuale la via
legislativa che il Governo ha scelto.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Milazzo Giuseppe. Ne
ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, è con grande emozione che
voglio commentare l'intervento dei Centristi per la Sicilia,
proprio per fare l'in bocca al lupo all'onorevole Turano. Certo si
è scelto l'atto peggiore per inaugurare la costituzione di questo
gruppo parlamentare, però, gli auguriamo che il percorso gli porti
più successi rispetto ad un debito fuori bilancio, che forse non lo
è.
Allora, Presidente conosco Dario Cartabellotta e, certamente, il
dibattito non è sul dottore Cartabellotta, sulla cui serietà non
metto né ombre né dubbi. Vorrei commentare, se mi è consentito, le
cose che ho ascoltato, a partire dalla difesa dell'abilissimo
assessore Cracolici che, onestà per onestà, scommetterei tutto, se
fosse stato là, oggi, non avrebbe fatto sconti ad alcuno, per un
ordine di motivi.
Io vorrei proporre ai Capigruppo delle minoranze - ma ormai siamo
fuori tempo massimo da un punto di vista di strategia d'Aula, non
certamente sotto il profilo regolamentare perché l'articolo 101
consente di presentare sospensive o pregiudiziali prima che si
trattino emendamenti -, volevo dire che avrei presentato la
sospensiva per un ordine di carattere politico, ma visto che sono
cambiati cinque assessori e l'onorevole Cracolici ha parlato per
sentito dire, perché ci mancava solo che dicesse: mi ricordo, un
giorno incontrai Bartolotta , oppure mi ricordo che mi disse
l'altro assessore Reale , mi ricordo .
Questo è un debito che è passato a più mani e vorrei ricordare
agli esperti di ragioneria che, proprio per i consigli comunali,
diverse ordinanze e dispositivi della Corte dei Conti, mettono in
guardia le amministrazioni che: si produce un debito fuori
bilancio per impedire un grave danno e irreparabile . La Giunta
aveva tutto il tempo di proporre una variazione di bilancio e
garantire quella somma per l'iniziativa.
Dice ancora la Corte dei Conti: il debito fuori bilancio ha due
passaggi: viene prodotto, dopodiché deve essere riconosciuto . Io
oggi qua mi riunisco mediante l'ordine del giorno che mi viene
notificato e qua c'è scritto debito fuori bilancio , e io sono
chiamato a riconoscerlo e io non lo riconosco, perché non c'è una
sentenza, perché non devo evitare un danno grave ed irreparabile,
perché non viene il Presidente della Regione e mi dice qual era la
strategia per quel debito fuori bilancio, che ricordo a me stesso,
ho visto il percorso ragionieristico ed amministrativo per pagare
quel debito fuori bilancio e mi sento di poter sostenere che
quella somma, così come prevede la Corte dei Conti nelle ultime
ordinanze, come si faceva col vecchio modello, produco il debito
fuori bilancio, poi, lo mando in Aula, e l'Assemblea decide di
riconoscerlo. E' un fatto formale, poi, li deve riconoscere.
Nelle ultime sedute deliberative la Corte dei Conti dice ai
consigli comunali - e non vi elevate ad organismi superiori
rispetto ai consigli comunali, perché non lo siamo né per
preparazione, né per moralità, e questo ve lo dico senza timore di
smentita alcuna -, che possono deliberare sui debiti fuori bilancio
che hanno preventivamente coperto espressamente nel bilancio di
previsione, niente di tutto quello che ho detto.
Certo, ora voi, siccome siete arroganti - politicamente, ma
arroganti siete - andate avanti con la forza dei numeri. Allora,
dico al mio Presidente di Gruppo, al quale va la mia fiducia, c'è
un proverbio siciliano che dice: finennu stu volo, nun ci amo
cchiù a festa in cielo ; appena loro non hanno i numeri noi non
dobbiamo avere alcuna esitazione, così come hanno fatto con la
legge elettorale, quando hanno i numeri vanno avanti con
l'arroganza dei numeri, non con la consapevolezza e la
ragionevolezza della politica. Questa è la distinzione tra noi e
loro. Per cui io voto no.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ragusa. Ne ha
facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, la
politica ha dei virtuosismi particolari. Quando partì l'Expo 2015 a
Milano, opposizione e maggioranza erano tutti allegri, felici e
contenti perché finalmente le nostre aziende, le migliori aziende
siciliane, esponevano i propri prodotti in una vetrina eccezionale,
mondiale, dove sono passati più di 25 milioni di persone.
Oggi, la politica, in modo schizofrenico, non sa come portare
avanti questa legge che è importante, perché ci ha permesso di dare
vetrina, alloggio ad espositori, ad aziende che con tanti sacrifici
hanno e producono prodotti importanti, salubri, sani, il vino,
l'ortofrutta e tanti altri prodotti.
Nel 2015 c'è stata una sorta di esaltazione del prezzo di mercato,
perché l'Expo 2015 ci ha aiutato a vendere i nostri prodotti, tanto
è che il settore agroalimentare ha avuto un balzo in avanti, e vi
posso garantire che tantissimi cittadini, produttori agricoli,
oggi, cosa chiedono? Rifacciamo l'Expo 2015, perché questo ci ha
aiutato e ci aiuta ad andare avanti.
Allora, se volete, cara opposizione, potete anche non votare
questo debito fuori bilancio, ma ricordatevi che non potreste dire
a nessuno e non potrete dire a nessuno che avete partecipato a
questa grande manifestazione, anche toccando atteggiamenti
particolari, perché mi ricordo il dottore Cartabellotta, quando in
quel momento fu ritratto mentre puliva la sede del Cluster
siciliano, con umiltà, con amore per la propria Terra, con amore
per quello che rappresentava un funzionario a servizio della
collettività siciliana.
Ma è di questo che volete parlare? Perché un funzionario si è
calato nel ruolo di difensore dei prodotti siciliani, di difensore
della Sicilia, che con grande orgoglio ha difeso in quel momento.
E, allora, se qualcuno vuole fare delle battaglie interne tra
dirigenti ed assessori, che si scegliesse un altro campo, che
scegliesse il campo del produrre e non della retorica.
Ed è anche assurdo e strano sentire qua dentro la parola
arroganza . Ma di cosa stiamo parlando? Di un grande successo, di
una manifestazione che ci ha esaltato e che ci ha portato in giro
per il mondo. Provate a chiedere quanta gente era messa in fila per
assaggiare i prodotti siciliani, chiedetelo, e dopo che avrete
saputo la risposta proverete anche un po' di imbarazzo per la
nostra Terra, la nostra Sicilia, e soprattutto per quei coltivatori
e produttori siciliani che hanno portato lì i nostri prodotti, che
hanno dato orgoglio, fiducia e speranza perché di questo bisogna
parlare, speranza e non mortificare, invece, queste circostanze
legate ad una politica strana ed assurda perché devo dirvi che
abbiamo il dovere morale di andare avanti anche attraverso l'EXPO
2015, come abbiamo già fatto.
Se qualcuno si interroga su alcune vicende o faccende, sappiate
che il dottor Cartabellotta ha raccolto la nostra fiducia prima
come Assessore regionale e poi da dirigente e, oggi, in modo
appropriato ed intelligente porta avanti, con grande fiducia e
tenacia, il suo ruolo non modificando per niente l'amore per la sua
Terra, per questa dirigenza, per questa maggioranza, per questo
Governo.
Cari amici, i Centristi per la Sicilia, cari onorevoli di
opposizione e maggioranza, voteranno a favore di questa norma
perché è giusto, perché è normale, perché le aziende possano
riavere il denaro speso per questa manifestazione.
PRESIDENTE. Ricordo che il termine per la presentazione degli
emendamenti è fissato per venerdì 11 novembre 2016, alle ore 12.00
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
ZITO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, vorrei ricordare che ho fatto una
proposta per lo stralcio degli articoli 8, 9 e 10 sia al Presidente
della Commissione che all'assessore Lantieri per quanto riguarda la
legge finanziaria, ma non ho avuto risposta.
Colgo l'occasione per fare un intervento su quanto sta succedendo,
da circa tre anni, nel comune di Francofonte.
Il comune di Francofonte dal 2013 in poi ha avuto degli
avvenimenti particolari, dei fenomeni di autocombustione.
E' andato in fiamme l'ufficio tecnico del comune, mi rivolgo al
presidente Musumeci, nel giugno 2013; nel settembre 2014 brucia il
comando dei vigili urbani, una serie di autovetture, atti vandalici
in alcune scuole, atti che hanno riguardato dei cani randagi messi
in una struttura in cui c'è stata una mattanza, proprio da parte
di questi cani e, poi, dei fenomeni ancora più particolari.
Oltre a rapine all'ordine del giorno, per ben due volte, una volta
a maggio ed una volta ad ottobre, alcuni ladri sono entrati dentro
la città con degli escavatori per prendere gli sportelli bancomat e
caricarli sui furgoni.
Sappiamo che Francofonte assieme a Lentini e Carlentini è una zona
molto calda, Presidente, perché è un ambiente con un alto tasso di
criminalità organizzata che contraddistingue proprio quella zona.
Le chiedo, Presidente, e mi rivolgo soprattutto al Presidente
della Commissione Antimafia, di fare una visita in quei luoghi -
ove possibile - o convocare il sindaco per capire cosa sta
succedendo in quella città, in modo tale che, nel nostro piccolo,
si possa dare aiuti di qualsiasi genere, per quanto riguarda
soprattutto gli incendi agli uffici pubblici quali il comando dei
vigili urbani e l'ufficio tecnico, capendo anche per quale motivo
sono stati incendiati.
Ad oggi non si hanno notizie se questi fatti siano stati
strumentali, voluti per occultare chissà quali documenti o chissà
che cosa.
Il mio intervento è per far capire che la situazione è abbastanza
grave e quello che può fare quest'Assemblea è accendere i
riflettori.
MUSUMECI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, non voglio lasciare cadere nel vuoto
e nel silenzio l'appello dell'onorevole Zito sulla grave situazione
del comune di Francofonte, in provincia di Siracusa, città che
credo di conoscere bene per avervi esercitato, per diversi anni, la
mia attività di bancario, e debbo dire che la realtà descritta dal
collega Zito mi era già nota non solo per le costanti informazioni
che mi vengono dal consigliere del luogo, dal mio amico Carmelo
Pisano, ma anche perché alcuni vigili urbani hanno avuto la
sensibilità di informare il sottoscritto, nella qualità di
Presidente della Commissione Antimafia.
Io tengo sempre a distinguere il ruolo politico di parte da quello
istituzionale e credo che la realtà della città di Francofonte, per
quanto grave ed allarmante, non sia diversa da quella di molti
altri comuni dell'Isola.
In Sicilia c'è una forte delegittimazione dei corpi di polizia
municipale, oltre ad una paurosa carenza degli organici dei singoli
comuni. C'è un'evidente insufficienza numerica e di mezzi delle
forze dell'ordine e c'è una recrudescenza del fenomeno criminale,
criminalità comune e mafiosa per certi versi in alcune zone, che ha
creato un diffuso senso di insicurezza individuale e collettiva in
molti centri dell'Isola.
Ritengo, quindi, anche nella mia qualità di Presidente di una
Commissione che si occupa di indagini sui fenomeni della
criminalità, almeno nella parte in cui sono contigui alla Pubblica
amministrazione ed al ceto politico, signor Presidente, che questo
problema vada portato in Prefettura perché il prefetto di Siracusa
non può non essere il nostro, e quindi anche del sindaco di
Francofonte, primo interlocutore con il quale confrontarsi su
questa realtà, più volte, denunciata anche dalla stampa locale e,
di fronte alla quale, debbo dire, finora i mezzi risolutivi sono
apparsi assenti o, comunque, assai inadeguati.
Il collega Zito proponeva di invitare il sindaco in Commissione
Antimafia, non ho alcuna difficoltà a farlo ma creeremo un
precedente che non solo potrà essere emulato da altre decine di
sindaci ma rischierebbe di creare attese che, poi, finirebbero col
tradursi in cocenti delusioni ed una istituzione parlamentare, un
organismo parlamentare, come la Commissione Antimafia questo non
può assolutamente permetterlo.
Io ritengo, invece, signor Presidente, ed approfitto anche della
sua presenza, in questo momento, alla Presidenza dell'Aula - ma con
lo stesso stato d'animo lo avrei detto al presidente Ardizzone -,
dicevo approfitto della sua presenza nella duplice veste di
componente la Commissione Antimafia per chiederle, alla prossima
occasione di Conferenza dei Capigruppo, di porre l'esigenza di
dedicare una seduta di questo Parlamento alla situazione
dell'ordine pubblico nei comuni dell'Isola in relazione anche ai
costanti pericoli cui sono esposti i sindaci ed ai reiterati atti
di vandalismo, di teppismo e di vera e propria intimidazione di cui
sono stati destinatari le istituzioni locali e le loro
articolazioni.
Se questa mia proposta, che io le formalizzo dalla tribuna, ma la
formalizzo da Presidente della Commissione, dovesse essere
condivisa dai signori Capigruppo io credo che prima della pausa
breve del Natale si possa, in quest'Aula, dedicare la necessaria
attenzione ad un tema che inevitabilmente poi vedrà coinvolte le
nove Prefetture e, soprattutto, il Governo centrale per le
competenze specifiche che riconducono al Ministro dell'Interno.
E siccome il Ministro dell'Interno, per nostra fortuna, è anche un
siciliano, un uomo attento ai problemi e alle vicende di questa
Terra, in quella occasione, signor Presidente, verrà facile a
questa Assemblea ricordare al Ministro dell'Interno che già 32 mesi
fa questo Parlamento ha votato una mozione con la quale si chiedeva
ai due Presidenti dei rispettivi rami del Parlamento di esaminare
l'opportunità di rimettere in discussione con un provvedimento di
legge l'esigenza avvertita da quest'isola, da questa Regione e da
questo Governo di istituire anche in Sicilia alcune case da gioco
che possano consentire, mi dispiace l'assenza dell'Assessore per il
turismo, lo sport e lo spettacolo, un traino a quel segmento di
attività particolarmente utile all'economia siciliana.
Da 32 mesi né il Presidente della Camera né il Presidente del
Senato hanno ritenuto di dovere rispondere a questo Parlamento.
Io ritengo - e, signor Presidente, non ho bisogno di sollecitare
la sua sensibilità - che noi abbiamo il dovere di capire qual è la
posizione del Governo su una richiesta che diventa specifica e
legittima, perché se la casa da gioco nel nord Italia è una normale
attività e impresa economica non si capisce perché se dovesse
essere istituita in Sicilia debba diventare una lavanderia per il
denaro sporco della mafia. E se così fosse paradossalmente, ma non
lo è perché non c'è denaro meglio controllato di quello che entra
in una casa da gioco, sarebbe una resa incondizionata da parte
dello Stato perché, proprio per neutralizzare il pericolo e
l'intervento delle organizzazioni mafiose, lo Stato non può
continuare a privare la Sicilia e il centro sud di un'attività che,
le ricordo, in Europa è presente in ben 340 città e che fra le
città europee vanta di averne due nella vicina terra di Malta dove,
secondo attendibili indagini di mercato, circa 25 mila siciliani
ogni anno si recano per potersi avvicinare ai tavoli verdi.
Chi le parla non sa neanche giocare a briscola, quindi lei può
immaginare quanto interesse personale io abbia, ma è innegabile che
un legislatore, un uomo politico abbia il dovere di capire che
nell'attività multiforme del turismo c'è un segmento occupato da
questa fascia di pubblico medio-alto e noi non possiamo non
intercettarla.
Quindi, è un fatto economico, ma è soprattutto un fatto di
giustizia. Lo Stato non può nelle sue manifestazioni più
autorevoli, quindi il Governo e per esso il Ministro dell'Interno,
lasciare cadere nel vuoto un documento che questa Assemblea,
seppure non all'unanimità ma a larga maggioranza, ha votato 32 mesi
fa senza ottenerne una risposta.
Quindi, dedicarci a una seduta per l'ordine pubblico e in quella
sede affrontare, con l'auspicabile presenza del Ministro, anche il
tema legato alle case da gioco in Sicilia e nel Mezzogiorno, io
credo possa essere una iniziativa che affido alla Presidenza
dell'Assemblea e, soprattutto, alla valutazione dei colleghi
Capigruppo nella occasione che lei riterrà prossima utilizzare.
VINCIULLO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, l'intervento che desidero fare è
come Presidente della Commissione Bilancio , dal momento che la
problematica che le vorrei porre riguarda la Finanziaria che di qui
a qualche settimana dovremmo andare ad affrontare.
Intanto, desideravo rispondere all'onorevole Zito, il quale,
giustamente, ha posto il tema di accorciare i tempi per quanto
riguarda l'approvazione del disegno di legge sull'assestamento di
bilancio.
Purtroppo, l'articolo 74 del Regolamento interno dell'Assemblea
non ce lo consente, in quanto l'articolo 74 prevede che in caso di
arrivo dello strumento finanziario - e questa è una manovra
finanziaria a tutti gli effetti - deve essere inviato alle
Commissioni di merito, in questo caso a tutte le altre cinque
Commissioni. Cosa che abbiamo fatto.
Queste Commissioni, dal giorno in cui lo ricevono hanno otto
giorni di tempo; questi otto giorni di tempo scadranno giorno 15,
di conseguenza noi abbiamo posto per giorno 16 il termine ultimo
per la presentazione degli emendamento in Commissione Bilancio .
Prima del 16 non è possibile iniziare la discussione in Commissione
Bilancio . È anche vero che, con la sua autorizzazione,
Presidente, abbiamo immaginato di lavorare anche sabato e domenica
in maniera tale da portare il lunedì successivo il disegno di legge
all'approvazione di questa Assemblea. La Commissione Bilancio ha
ottenuto l'autorizzazione anche notturna, se lo riterrete opportuno
di lavorare, cercherà di velocizzare quanto più possibile
l'approvazione dello strumento finanziario.
Noi, però, Presidente, abbiamo due problemi che le volevo
sottoporre, in maniera tale che lei si faccia interprete con il
Governo nazionale della necessità di convocare tutti i deputati
siciliani perché, di qui a qualche settimana, comincerà anche alla
Camera dei Deputati e al Senato la discussione della Finanziaria.
Oggi, noi abbiamo finito di audire i commissari delle province. Il
dato che emerge da questa audizione, un dato documentale che
abbiamo preteso venisse giustificato da tutti i commissari, è
quello di una drammaticità unica che è dovuta al prelievo forzoso
che lo Stato sta attivando nei confronti delle province. Un dato:
64 milioni in meno alla provincia di Catania, 52 milioni in meno
alla provincia di Palermo, 21 milioni in meno alla provincia di
Siracusa e tutti lì a scendere.
Il prelievo che quest'anno lo Stato farà sulle province siciliane
è di oltre 200 milioni di euro. Signor Presidente, anche se noi
dessimo 200 milioni di euro alle province siciliane questo
contributo che daremmo alle province non servirebbe per mantenerle
in vita, ma servirebbe per pagare le tasse o, comunque, questo
prelievo forzoso che lo Stato ha imposto alle province siciliane.
Fino a ora questo prelievo era anche giustificato dal fatto che non
c'era stato da parte di questo Parlamento l'adeguamento a quella
che era la norma nazionale. Credo che adesso ci siamo appiattiti su
quella che è la riforma, la legge Delrio, di conseguenza questi
provvedimenti vessatori che erano stati assunti nei confronti delle
province siciliano credo che debbano venire meno.
L'altro tema che dobbiamo sottoporre ai deputati e ai senatori
siciliani riguarda l'ex articolo 20 della legge 67/88. Com'è a
tutti noto, lo Stato al 31 dicembre 2010, deve alla Regione
siciliana 805 milioni di euro in virtù, appunto, dell'articolo 20
della legge 67/88. Queste somme, fino ad oggi, non sono state
assegnate alla Sicilia perché, oggettivamente, in maniera
colpevole, la Regione Sicilia fu inserita nell'elenco delle regioni
canaglie insieme alla Puglia, per cui queste risorse non sono state
assegnate alla Sicilia.
A completare questo quadro fosco della situazione è stato anche
l'impegno di alcuni comuni, non ultimo quello della mia città, che,
ad esempio, non hanno nemmeno scelto l'area in cui costruire un
nuovo ospedale.
Ciò ha consentito allo Stato di ritardare l'assegnazione di queste
risorse alla Regione siciliana, ma è anche vero che quest'anno,
signor Presidente, sono decorsi 10 anni da quando, nel dicembre del
2006, e poi questo accordo ratificato il 15 novembre 2007, sono
state assegnate all'ex articolo 20 queste somme importanti, oltre
1.000 miliardi, allora, di lire. E, di conseguenza, oggi, o i
parlamentari siciliani si impegnano in fase di approvazione della
Finanziaria a fare reinserire queste risorse nell'ambito del
bilancio triennale, a partire dal 2017, oppure, per essere chiari,
la Sicilia sarà costretta a rinunciare ad 805 milioni di euro, che
sono somme che ci sono dovute.
Ricordo che su queste somme vi è una compartecipazione del 5 per
cento da parte della Regione, che in parte abbiamo già accantonato,
ma c'è anche una compartecipazione da parte delle ASP. Questo cosa
comporta? Comporterebbe che nei prossimi 5 anni, circa 1 miliardo
di euro potrebbe essere stanziato nell'ambito dell'edilizia
sanitaria e, di conseguenza, insieme al Patto per il Sud,
contribuire a far decollare l'economia siciliana, perché è a tutti
noto che se parte l'edilizia parte anche l'economia.
Per questo motivo, signor Presidente, così come ha fatto qualche
anno fa il Presidente Ardizzone, sarebbe giunto il momento di
convocare, nei modi e nelle forme che riterrete più giuste ed
opportune, chiamare i deputati nazionali ed i senatori, in maniera
tale da consegnare loro questo promemoria che è legato, appunto, a
dei diritti che la Sicilia ha, nei confronti del Governo nazionale
e che, per essere chiari, noi deputati regionali non siamo nelle
condizioni di potere assolutamente assolvere.
Io le volevo dare un dato. Se noi nel 2017 ponessimo una posta di
208 milioni di euro a favore delle province, questi 208 milioni di
euro andrebbero tutti interamente nel bilancio dello Stato. E' come
se lo Stato prima ci ha dato 1.685.000,00 e, poi, noi glielo
restituiamo attraverso questa finzione perché andiamo a finanziare
le province che, altrimenti, sarebbero,a partire dal primo gennaio,
costrette a chiudere perché in default, tutte le province nessuna
esclusa. E' chiaro che ce ne sono alcune che sono in condizioni
disastrose, forse nemmeno più salvabili, altre che, invece, sono
nelle condizioni di potere ancora salvare.
Però, colleghi, signor Presidente e gli uffici, soprattutto, che
invito poi a predisporre, anche con la collaborazione della
commissione bilancio, tutti gli atti da sottoporre ai deputati ed
ai senatori, se non c'è questo intervento da parte dei nostri
sulla deputazione nazionale e li invitiamo a prendere atto e
coscienza di quella che è la situazione, noi da soli, non siamo
nelle condizioni di salvare le province. Per salvare le province,
nel prossimo bilancio dovremmo mettere qualcosa come 400 milioni di
euro, che capirà non essere, assolutamente, nelle condizioni di
potere essere messe da parte di questo Parlamento e di tutti noi
deputati, anche se lo volessimo fare.
Per questo motivo, signor Presidente, proprio perché
l'approvazione della Finanziaria potrebbe essere un atto che
potrebbe arrivare in Commissione Bilancio fra una quindicina di
giorni, sarebbe opportuno che entro il mese di novembre si facesse
questo incontro, proprio per sottoporre alla nostra deputazione
isolana questo atteggiamento.
Ricordo che il Friuli Venezia Giulia ha già fatto un'operazione di
questa natura ed i risultati per quella Regione sono arrivati, se
si pensa che tutta la Regione, che è in assoluto quella che versa
meno di tutti allo Stato, è riuscita ad ottenere un prelievo
forzoso, tutta la Regione, pari solo a quella della provincia di
Siracusa.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 15
novembre 2016, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
I -COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Revisione della normativa di assegnazione dei lotti nelle
aree industriali da destinare ad attività commerciali . (n. 1202/A)
(Seguito)
Relatore: on. Laccoto
2) - Valorizzazione del demanio trazzerale . (n. 349/A) (Seguito)
Relatore: on. Laccoto
3) - Riconoscimento debito fuori bilancio ai sensi dell'art. 73,
comma 1, lett. e) del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e
successive modifiche ed integrazioni . (n. 1244/A) (Seguito)
Relatore: on. Vinciullo
4) - Variazione di denominazione dei comuni termali . (n. 843/A)
Relatore: on. Mangiacavallo
III -SVOLGIMENTO DELL'INTERROGAZIONE:
N. 3025 - Chiarimenti sul provvedimento di scioglimento
dell'Amministrazione comunale di Scicli in relazione
alle gravi dichiarazioni rese alla stampa dal
Presidente della Regione.
(8 maggio 2015)
ASSENZA
IV - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 496 - Iniziative in ordine al reclutamento di personale
nelle aziende del Servizio sanitario regionale.
(4 novembre 2015)
CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA -
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO
V -DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
Codice etico per gli eletti a cariche pubbliche, per
gli amministratori e per i dipendenti della Regione
Siciliana . (n. 854/A) (Seguito)
Relatore: on. La Rocca Ruvolo
VI - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 494 - Iniziative urgenti finalizzate alla revoca della
convenzione sottoscritta tra Regione siciliana,
Università degli studi Kore di Enna e Associazione
Proserpina, avente ad oggetto l'apertura di una
nuova facoltà di medicina e chirurgia.
(3 novembre 2015)
ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO -
MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO -
SIRAGUSA - TANCREDI - CIANCIO - FOTI -
FERRERI - PALMERI - LA ROCCA - CAPPELLO
VII -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 204 - Verifica della presenza di gas radon indoor negli
edifici utilizzati da enti pubblici e privati e
osservanza dei criteri di legge negli interventi
edilizi di nuova edificazione.
(24 ottobre 2013)
FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA -
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO
VIII -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 573 - Provvedimenti urgenti a favore dei pensionati
dell'Ente acquedotti siciliani.
(12 maggio 2016)
GRECO G. - DI MAURO - CASCIO S.- DI
GIACINTO - CORDARO - PANARELLO -
PANEPINTO - RUGGIRELLO - SUDANO -FALCONE
- TAMAJO
IX - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 290 - Chiarimenti circa l'incidenza dei fattori
ambientali sull'aumento della percentuale di malati
di leucemia e tumori nel territorio di Siracusa e
nomina di una Commissione parlamentare speciale di
indagine e di studio in argomento.
(16 aprile 2014)
ZITO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA -
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA
X -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 531 - Riduzione della tariffa del servizio idrico
integrato nel comune di Siracusa nei casi in cui
l'acqua non sia utilizzabile per fini alimentari.
(4 febbraio 2016)
ZITO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA -
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA
XI - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 537 - Accelerazione dei tempi di valutazione delle
istanze presentate in ordine al bando sul lavoro in
proprio.
(16 febbraio 2016)
ZITO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA -
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA
XII -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 603 - Ritiro in autotutela dell'Avviso n. 8/2016 in
materia di formazione professionale in Sicilia.
(25 ottobre 2016)
TANCREDI - CIACCIO - CIANCIO - TRIZZINO
- FOTI - MANGIACAVALLO - CAPPELLO -
PALMERI - ZAFARANA - CANCELLERI - ZITO -
SIRAGUSA - LA ROCCA - FERRERI
La seduta è tolta alle ore 18.35
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio