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Resoconto d'Aula della Seduta n. 378 di mercoledì 09 novembre 2016
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   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                   La seduta è aperta alle ore 16.06

   FIGUCCIA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il  preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.Comunico  che  hanno chiesto  congedo,  per  oggi,  gli
  onorevoli Riggio e Lombardo.

   L'Assemblea ne prende atto.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta in Commissione:

   N.  3626  -  Iniziative per il perseguimento del progetto  LIFE  -
  LEOPOLDIA.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Foti  Angela;  Zafarana  Valentina;  Cappello  Francesco;  Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Ferreri  Vanessa;  La  Rocca  Claudia;
  Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri  Valentina;  Siragusa   Salvatore;
  Trizzino  Giampiero;  Tancredi Sergio; Cancelleri  Giovanni  Carlo;
  Zito Stefano

   N.  3627  - Notizie in merito alla dotazione organica dell'UOS  di
  radioterapia presso il P.O. 'Abele Ajello' di Mazara del Vallo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Lombardo  Salvatore  Federico; Di Mauro Giovanni;  Fiorenza  Dino;
  Greco Giovanni

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo ed alle competenti Commissioni.
   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N.  3622  -  Iniziative  urgenti per l'inserimento  del  Porto  di
  Pozzallo  nell'autorità di sistema portuale  del  mare  di  Sicilia
  orientale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Lombardo  Salvatore  Federico; Di Mauro Giovanni;  Fiorenza  Dino;
  Greco Giovanni

   N.  3624  -  Notizie in merito al dossier dell'Autorità  nazionale
  anticorruzione in materia di smaltimento dei rifiuti in Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Lombardo  Salvatore  Federico; Di Mauro Giovanni;  Fiorenza  Dino;
  Greco Giovanni

   N.  3625  - Verifica dell'attuazione del D.A. 15 aprile  2010,  in
  materia di comitati consultivi aziendali.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Economia
   Fiorenza Dino

   Avverto che le interrogazioni testè annunziate saranno inviate  al
  Governo.

                          Annunzio di mozione

   PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente mozione:

   N.  605  -  Sospensione  delle richieste di pagamento  retroattivo
  delle quote per i consorziati dei Consorzi di bonifica.
   Assenza Giorgio; Savona Riccardo; Falcone Marco; Papale Alfio
   Presentata il 4/11/16

   Avverto  che la mozione testé annunziata sarà demandata,  a  norma
  dell'articolo  153  del Regolamento interno,  alla  Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dovremmo incardinare i disegni  di
  legge  esitati, almeno uno, dalla Commissione  Bilancio . Pertanto,
  in  attesa  che  il  Governo arrivi in Aula,  sospendo  la  seduta,
  avvertendo che la stessa riprenderà alle ore 16.45.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.12, è ripresa alle ore 16.45)

   La seduta è ripresa.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che hanno chiesto congedo,  per  oggi,   gli
  onorevoli D'Agostino e La Rocca.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                        Sull'ordine dei lavori

   RAGUSA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA. Signor Presidente la ringrazio per avermi dato la parola e
  approfitto  anche  della presenza dell'assessore Cracolici,  perché
  l'argomento riguarda proprio l'agricoltura.
   Noi  sappiamo  che  questo è un comparto  in  crisi  e  vive  oggi
  grossissime  difficoltà per i costi di produzione, per  quello  che
  oggi  comporta  portare i nostri prodotti verso l'Europa  e  quindi
  essere  competitivi sui mercati. Questa è una forzatura  legata  ai
  mercati  ma è anche condizione geografica e, certamente, il Governo
  nazionale  e  penso  anche quello regionale,  potrebbero  occuparsi
  della tematica aiutando e sostenendo le imprese agricole e anche le
  imprese di trasporto.
   Non  ultimo,  in provincia di Ragusa viene sollevato un  caso  che
  riguarda  il  Consorzio  di bonifica. Sono  state  presentate  agli
  imprenditori agricoli, che utilizzano l'acqua del Consorzio,  delle
  bollette  aumentate del quattrocento per cento. Vista la crisi  che
  vive  l'agricoltura, vista la grande difficoltà, mi pare esagerato,
  improprio,  presentare  una  esorbitante  bolletta  per  chi   oggi
  utilizza  quest'acqua.  Ed  è  un  aggravio  che  gli  imprenditori
  agricoli  non possono sostenere e chiedono a gran voce di  rivedere
  questa   esorbitante  bolletta.  L'Assessore  potrebbe  intervenire
  chiamando  a  Palermo, presso il suo assessorato,  il  responsabile
  direttore del Consorzio di bonifica di Ragusa per cercare di vedere
  e,  soprattutto, risolvere questa tematica che per noi  rappresenta
  una grande difficoltà.
   Volevo  anche ricordare che, all'interno del Consorzio di bonifica
  di  Ragusa ci sono dei dipendenti che non percepiscono lo stipendio
  da  almeno sei mesi, anche questo rappresenta una grande difficoltà
  sociale ed economica.  Dalle critiche avute in questi ultimi giorni
  e  dibattute tra me e il responsabile del Consorzio di bonifica  di
  Ragusa scopriamo che la responsabilità è della politica.
   Io  chiedo  a quest'Aula, chiedo all'assessore dove è scritto,  da
  dove hanno dedotto che le bollette vanno quadruplicate, come si può
  aumentare  del quattrocento per cento una bolletta agli agricoltori
  che  usufruiscono dell'acqua? Tutto questo diventa un problema  per
  chi  opera  in agricoltura, per chi vuole produrre. E noi  sappiamo
  quanto   è   difficile  produrre  oggi.  Io  chiedo   ufficialmente
  all'assessore  Cracolici  che chiami  e  che  organizzi  un  tavolo
  tecnico  per cercare di superare questo grave problema che riguarda
  l'agricoltura siciliana e, in particolare, quella ragusana.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor Presidente, assessore, colleghi  parlamentari,
  io  intervengo condividendo riflessioni sulle difficoltà che stiamo
  vivendo in merito ai consorzi di bonifica. Mi permetto di dire  che
  già in quest'Aula, quando abbiamo fatto la finanziaria, avevo detto
  con  chiarezza  che  il rischio di trovarci le bollette  dell'acqua
  triplicate, quadruplicate e così via, ci sarebbe stato. I fatti  ci
  hanno dato ragione e sono fatti che non riguardano il consorzio  di
  Ragusa  o  il  direttore  di Ragusa,  o perché  è  la  volontà  del
  direttore. No, purtroppo, in maniera automatica, quando esiste,  ci
  troviamo  davanti ad un costo, poi il costo maggiore va a  ricadere
  sugli agricoltori.
   Se  riprendiamo, davvero, l'intervento di quando abbiamo approvato
  la  finanziaria, erano delle cose che avevo detto e che  avevo  già
  evidenziato.
   Qualche  giorno  fa, ho fatto una lettura pubblica  al  Presidente
  della  Regione ed all'assessore Cracolici, che si sta  interessando
  della  vicenda e che la sta seguendo con attenzione,  insieme  alle
  mille  emergenze che lui sta portando avanti. Ed io  di  questo  la
  ringrazio assessore, ci perdoni anzi quando ci soffermiamo su delle
  piccole  cose, che per lei, possibilmente, sono piccole cose  e  lo
  sono rispetto agli immensi problemi della Sicilia che riguardano  i
  singoli  territori. Questa, però, che riguarda  i  consorzi  è  una
  problematica,  grande,  immensa ed io  penso  che,  davvero,  serva
  mettere su questo tavolo di crisi, così come io mi sono permesso di
  richiedere  con  quella  nota  perché  rischia  questa  vicenda  di
  scoppiarci  e  rischiamo di non avere qui, a Palermo, i  dipendenti
  dei consorzi ed il direttore.
   Attenzione,  se  noi  cerchiamo l'occasione  per  avere  il  mondo
  dell'agricoltura   e   della   zootecnia   davanti    il    Palazzo
  dell'Assemblea,  signor Presidente, davvero  questa  è  l'occasione
  buona, perché l'aumento che tocca oggi Ragusa, e non so quale altra
  provincia,  ma  toccherà  tutta  la Sicilia,  porterà  il  comparto
  agricolo  e  zootecnico  a mobilitarsi sotto  l'Assemblea  e  sotto
  Palazzo d'0rleans.

   ASSENZA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA. Signor Presidente, grazie per avermi dato la parola. Sono
  costretto   ad  intervenire anch'io sul problema  dei  consorzi  di
  bonifica ed in particolare su quello di Ragusa. Mi permetta,  però,
  signor  Presidente, a me non piace fare polemica, però, mi sembrano
  le  lacrime  del  coccodrillo quelle di alcuni miei  colleghi  che,
  prima  votano  in Parlamento il provvedimento e poi vengono  qui  a
  lamentarsi ed a chiedere gli interventi.
   Vi deve essere un po' di coerenza, allora, se vogliamo essere seri
  tutti e fino in fondo.
   Detto  questo,  signor  Presidente, quello che  sta  accadendo  al
  consorzio  di  Ragusa  è veramente grave, perché  il  consorzio  di
  Ragusa  pretende di applicare retroattivamente questa  norma,  cioè
  gli aumenti a dismisura li sta richiedendo per il 2014, avvalendosi
  della  previsione normativa introdotta nella finanziaria del  2015.
  Questo è assolutamente illegittimo.
   Il  problema è ancora più generale, signor Presidente,  perché  al
  consorzio  di Ragusa si accavallano due ulteriori problemi:  quello
  del  doppio  bacino, anche questo introdotto improvvidamente  dalla
  norma per cui ci sono 16 dipendenti che non hanno potuto completare
  il  numero  delle giornate perché applicando, solo per il consorzio
  di   Ragusa,  questa  norma,  mentre  gli  altri  consorzi  l'hanno
  allegramente  aggirata,  questi signori sono  stati  esclusi  dalla
  possibilità  di  completare  le  giornate  di  spettanza.   Ricordo
  all'onorevole  Cracolici,  assessore  per  l'agricoltura,  che   in
  quest'Aula, dopo il mio intervento, ha espressamente dichiarato che
  questa  problematica era assolutamente condivisa  dall'assessore  e
  che  si doveva intervenire al più presto. Questo, purtroppo, ancora
  non è stato fatto.
   L'ulteriore  problema, quindi, quello delle cartelle,  quello  del
  doppio bacino, è un altro in cui il consorzio non sta applicando le
  sentenze che la Magistratura, per una ventina di dipendenti, ha già
  riconosciuto in via definitiva, cioè quello dell'assunzione a tempo
  indeterminato perché si trattava di contratto antecedente il 2004.
   Sono tre gravi illegittimità di cui si sta macchiando il consorzio
  di  bonifica di Ragusa e questo Governo ha la necessità e l'obbligo
  di  intervenire, mi dispiace che non c'è l'assessore  Baccei,  però
  signor  Presidente io quest'appello lo rivolgo anche a lei:  quando
  abbiamo  parlato  di  riconoscimento di debiti fuori  bilancio  per
  molte  realtà, ma secondo voi questi dei consorzi di  bonifica  che
  cosa  sono? E vogliamo far pagare i debiti fuori bilancio di questi
  consorzi  ai proprietari terrieri, ai consorziati, agli utenti?  Ma
  non  possiamo  fare  figli e figliastri  Qua s'impone  una  vera  e
  propria ricognizione di tutti i debiti fuori bilancio, non possiamo
  cercare  le  società o i consorzi vicini al Governo  e  tralasciare
  tutta la marea di enti che purtroppo si trovano nelle stesse se non
  ancora peggiori condizioni
   Io  chiedo che la Presidenza si faccia carico anche di questo,  ho
  visto  che  in  questo assestamento di bilancio  c'è  un  ulteriore
  riconoscimento di debiti fuori bilancio, io non mi permetto qui  di
  dare  giudizi  sugli stessi però è chiaro che non si può  per  enti
  importanti,  per  enti che poi alla fine gravano sulla  nostra  già
  derelitta agricoltura pretendere di far pesare i costi che una mala
  politica   negli  anni  passati  ha  addossato  a  questi  consorzi
  aumentando  a dismisura le assunzioni, e farla pagare  agli  utenti
  che già si trovano in ginocchio.

   ZITO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,   io
  ovviamente non intervengo sulla questione ragusana, ma volevo  fare
  una proposta: so che c'è l'assessore Lantieri, volevo parlare anche
  col  presidente della Commissione perché, siccome lei sa  benissimo
  la  variazione di bilancio è all'inizio del suo iter, però sappiamo
  anche  bene che su tutto dovesse andare nella normalità o  comunque
  sia  che  ci siano degli accordi in modo che abbia un iter  veloce,
  possibilmente questa legge verrà approvata a fine novembre,  più  i
  quindici giorni dalla pubblicazione vuol dire che arriviamo a  metà
  dicembre.
   Considerando  che  c'è  una  situazione  emergenziale  per  quanto
  riguarda  alcuni liberi consorzi, fra cui Siracusa,  Ragusa,  Enna,
  per  il  discorso dei precari ad esempio, Enna per il discorso  dei
  disabili,  Ragusa,   invece per gli stipendi  Siracusa,  io  vorrei
  proporre,  se è d'accordo l'assessore, se è d'accordo il presidente
  della Commissione  Bilancio , lo stralcio degli artt. 8, 9 e 10 per
  avere  un  iter  più  veloce,  in modo  poi  da  poterlo  approvare
  nell'immediato e poter garantire così anche, avendo tempi certi, la
  tesorerie,  di poter sicuramente erogare queste somme  prima  della
  fine dell'anno, questa era la mia proposta.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


      Comunicazione di nuova denominazione di Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE.  Comunico  che è giunta nota da  parte  dell'onorevole
  Turano,   il  quale  comunica  che  in  data  odierna   il   Gruppo
  parlamentare   Unione  di  Centro  assume  la  nuova  denominazione
   Centristi per la Sicilia'.

   L'Assemblea ne prende atto.

   cio ai sensi dell'art. 73, comma 1, lett. e) del decreto legislativo
   23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni'.
   (n. 1244/A)
   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


   Discussione  del  disegno  di legge  Riconoscimento  debito  fuori
  bilancio  ai  sensi  dell'art. 73, comma 1, lett.  e)  del  decreto
  legislativo  23  giugno  2011, n. 118  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni . (n. 1244/A)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, si passa al II punto  dell'ordine
  del  giorno: Discussione dei disegni di legge.  Si procede  con  il
  prelievo del disegno di legge  Riconoscimento debito fuori bilancio
  ai sensi dell'art. 73, comma 1, lett. e) del decreto legislativo 23
  giugno  2011,  n. 118 e successive modifiche ed integrazioni .  (n.
  1244/A), posto al numero 3).
   Invito   i   componenti  la  II  Commissione  a   prendere   posto
  nell'apposito banco.
   Ha facoltà di parlare il Presidente della Commissione e  relatore,
  onorevole Vinciullo,  per  svolgere la relazione.

   VINCIULLO,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, Assessori, in data 27 luglio  2016
  il  Governo  ha  fatto  pervenire alla  Commissione   Bilancio   un
  disegno  di  legge  avente  titolo   Riconoscimento  debiti   fuori
  bilancio  ai  sensi  dell'art. 73, comma 1,  lett.  e  del  decreto
  legislativo  23  giugno  2011,  n. 118  e  successive  modifiche  e
  integrazioni .
   Sto  cercando  di  fissare anche i tempi  attraverso  i  quali  la
  Commissione ha esaminato, discusso, approfonditamente poi approvato
  questo  disegno di legge perché da parte di qualche collega  è  già
  pervenuta la richiesta di rinviarlo nuovamente in Commissione, cosa
  che  io  fin da adesso dico non essere assolutamente possibile.  Il
  disegno  di  legge  che si pone all'attenzione  dell'Aula,  mira  a
  riconoscere  i  debiti fuori bilancio contratti,  a  seguito  della
  sottoscrizione  della convenzione tra EXPO 2015 SpA  e  la  Regione
  siciliana - Assessorato regionale dell'agricoltura, dello  sviluppo
  rurale  e  della  pesca  mediterranea, per la  partecipazione  alle
  Esposizione  universale di EXPO Milano 2015 ed  in  particolare  in
  relazione alla gestione dello spazio espositivo denominato  Cluster
  Biomediterraneo .
   In  particolare,  nel  disegno di legge di iniziativa  governativa
  sono  riconosciuti  i debiti derivanti da acquisizione  di  beni  e
  servizi,  ossia  da  obbligazioni formatesi  secondo  un  iter  non
  conforme ai principi gius-contabili, che presuppongono l'assunzione
  dell'impegno  di  spesa preventivamente alla  correlata  fornitura.
  Cioè nel senso che non c'è stato l'impegno di spesa.
   Dette  acquisizioni di beni e servizi vanno ricondotte all'interno
  dell'attività  svolta  per  il Cluster  Biomediterraneo  in  quanto
  l'articolo 3.4.4 della citata convenzione prevede, leggo:   Che  il
  prezzo  delle  bevande,  dei cibi e di  tutti  i  prodotti  venduti
  dall'Assessorato   regionale  durante   EXPO   Milano   2015   sarà
  corrisposto   dal   pubblico   e   dagli   avventori   direttamente
  all'Assessorato  regionale : da tale  previsione  discende  che  le
  parti hanno adottato e condiviso un modello organizzativo di natura
  commerciale,  che prefigurasse un finanziamento delle  attività  in
  virtù dei ricavi derivanti sia dalle quote versate dagli aderenti e
  dagli  sponsor del Cluster, sia dai frequentatori e dai  visitatori
  che  usufruissero  dei servizi erogati per tutta  la  durata  della
  manifestazione.
   Quindi,  signor   Presidente vero è che non c'era  un  impegno  di
  spesa preventiva, ma era verro pure che era stato fatto un accordo,
  in  virtù  del quale, tutte le somme che sarebbero state versate  a
  qualsiasi   titolo  all'Assessorato  regionale  per  l'agricoltura,
  sarebbero poi state utilizzate per pagare i debiti contratti.
   Inoltre,  l'articolo 16 della Convenzione, introducendo specifiche
  penali,  ha  previsto  in caso di mancato  avvio  del  servizio  di
  ristorazione  e  di  somministrazione  di  alimenti  e  bevande  al
  pubblico,  a  far data dalla cerimonia di apertura al  pubblico  di
  EXPO  Milano 2015, per cause estranee a EXPO 2015, per ogni  giorno
  di  ritardo,  nell'avvio dopo detto termine, una  penale  da  parte
  dell'Assessorato regionale nei confronti di EXPO 2015 pari ad  euro
  500,00.
   Ricorrendo, pertanto, le condizioni di cui all'articolo 73,  comma
  1,  lett.  e)  del decreto legislativo 23 giugno  2011,  n.  118  e
  successive  modifiche ed integrazioni, il disegno di legge  prevede
  il   riconoscimento  dei  debiti  fuori  bilancio  prodottisi   nei
  confronti  dei soggetti che, per espressa attestazione  del  citato
  responsabile  del Cluster, si riferiscono a crediti  maturati,  che
  sono certi, liquidi ed esigibili e non ancora prescritti, nonché ad
  obbligazioni puntualmente eseguite correlate alla fornitura di beni
  e  servizi  indispensabili alla partecipazione alla  manifestazione
  internazionale  ed in virtù dei quali si è generato  un  flusso  di
  entrate sufficiente ad adempiere alle obbligazioni assunte, per  un
  importo pari ad Euro 2.652.656,47 e ad euro 16.394,29 accertate sul
  pertinente capitolo di entrata 3695, rispettivamente negli esercizi
  finanziari 2015 e 2016.
   A  fronte dei predetti accertamenti risultano riscosse somme  pari
  ad  euro  2.596.703,97 e ad euro 9.964,73 rispettivamente  per  gli
  esercizi finanziari 2015 e 2016.
   La  quantificazione della spesa, sulla base dei dati aggiornati al
  22 luglio 2016, sulla base dei dati aggiornati al 22 luglio 2016, è
  pari   ad   euro   2.664.410,48  secondo  l'elenco  dei   creditori
  individuati  nei  prospetti allegati   A ,  A.1 ,   B   e   C   del
  presente disegno di legge.
   Nel    corso   dell'approfondita   istruttoria   in   Commissione,
  nell'ambito  della  quale  sono  stati,  fra  l'altro,  audit,   il
  responsabile   ed   il  commissario  ad  acta   del   Cluster   del
  Biomediterraneo,  è stato approvato un emendamento  di  riscrittura
  che  ha  unificato  gli  originari commi  1,  2  e  3  in  un'unica
  previsione complessiva.
   Il   comma   2  dell'articolo  1  pone  la  copertura  finanziaria
  dell'onere   complessivo,  quantificato   in   euro   2.664.410,48,
  rispettivamente quanto ad euro 781.227,42 sulle somme già impegnate
  nell'esercizio  finanziario 2015 e mantenute fra i residui  passivi
  vigenti  del menzionato capitolo di spesa e per l'importo  di  euro
  1.883.183,06  sulle disponibilità già riprodotte  in  bilancio  per
  l'esercizio   finanziario  2016,  e  la  cui  integrale   copertura
  finanziaria è garantita - come abbiamo detto poco fa - dalle  somme
  accertate  e  che  sono  state riscosse sul correlato  capitolo  di
  entrata 3.695. Questa è la relazione della Commissione.
   Volevo  aggiungere che nel frattempo, rispetto a  quando  è  stato
  presentato  il disegno di legge, alcune società che sono  portatori
  di interessi hanno presentato ulteriori atti presso il Tribunale  e
  con   ciò,  evidentemente, corriamo il rischio di un aumento  delle
  spese da sostenere.
   Nel  frattempo, mi rendo conto che è la prima volta -  oltre  alla
  volta  scorsa - che viene applicato l'articolo 73, comma 1, lettera
  e) del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118. Questo spiega il
  motivo  per  il quale la Commissione, con tanta lentezza  ma  nello
  stesso tempo con tanta voglia di approfondire i contenuti di questo
  disegno di legge, oggi lo sottopone alla vostra approvazione.

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO    GIOVANNI.   Signor   Presidente,   onorevoli    colleghi,
  l'assegnazione  alla II Commissione porta la  data  del  27  luglio
  2016; arriva in Aula il 9 novembre 2016, dopo tre mesi.
   La  domanda che vi pongo subito è se la Commissione nel  procedere
  all'esame   di  questo  debito  fuori  bilancio   si  sia   cullata
  beatamente  e  nel  frattempo non si siano  prodotti  debiti  fuori
  bilancio.
   Io penso di sì, perché - come ha riferito nella relazione - alcuni
  utenti   hanno  nel  frattempo  chiesto  al  Tribunale  di   vedere
  riconosciute  le  loro spettanze e quindi questi  sono  già  debiti
  fuori bilancio e sono danni erariali.
   Io  oggi, con questo debito fuori bilancio, vado a votare pure  il
  danno erariale che provoca  questo debito fuori bilancio all'ordine
  del giorno? Se è così, vi chiedo scusa, ma non lo voterò mai
   E  quindi,  per  dissipare  un po' di dubbi,  chiedo  l'intervento
  dell'Assessore al ramo che  deve spiegare  come noi che abbiamo  la
  somma - e l'abbiamo avuta già da tanto tempo -  con addirittura  un
  provvedimento  del  Ragioniere generale della  Regione,  che  aveva
  fatto  due  capitoli, uno di entrata e uno per pagare le spese,  io
  non ho capito perché siamo arrivati a questo punto.
   Devo dirvi che l'ho letto e, se il Presidente me lo consente,  gli
  do  tutta  la trafila da quando è partita questa manifestazione  ad
  oggi,  e  ci  propongo  di  andare ad  approvare  un  debito  fuori
  bilancio.
   Io, per natura mia, i debiti fuori bilancio non li approvo, perché
  c'è  qualcuno che li ha provocati. Non solo, ma ancora peggio, sono
  per non approvarli quando provocano danni erariali.
   Quindi, aspetto sicuramente la relazione dell'assessore competente
  e  poi  interverrò non appena - e lei  Presidente ci darà  i  tempi
  tecnici  per gli emendamenti, giusto?  Siccome di questi tempi,   è
  un  po'  che i regolamenti vengono passati un poco con la  premura.
  Glielo sto chiedendo per evitare che accada  una cosa di queste.
   Per essere ancora più tranquillo, prevengo quello che ha detto  il
  presidente  della II Commissione, perché già lui lo sa  che  alcuni
  deputati  vorrebbero  che  questo  disegno  di  elgge  tornasse  in
  Commissione,  per noi avere la possibilità di avere i documenti  di
  tutte le audizioni che ha fatto il presidente della II Commissione.
   Quindi,  signor Presidente faccio la proposta, e lei la  metta  ai
  voti, di rinviare il disegno di legge in Commissione.

   PRESIDENTE. La proposta la deve formulare un capogruppo, però, per
  formalizzarla. Mi fa questa richiesta? Così, per seguire  l'ordine,
  se no dovrei dare la parola all'onorevole Fazio.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, grazie, ma io credo che l'Aula  doveva
  in  questi  giorni  riunirsi per una esigenza finanziaria  che  era
  quella dell'assestamento di bilancio. Assestamento di bilancio  che
  doveva arrivare in quest'Aula già alcune settimane addietro, e  per
  varie  ragioni, che non sto qua a dire, ma che sono sotto gli occhi
  di  tutti, questo assestamento di bilancio, a causa, tra  le  altre
  cose,   di   alcuni  conflitti,  contrasti  o  ritardi   imputabili
  esclusivamente alla Giunta di Governo, ma io direi più  estesamente
  alla  maggioranza  di  Governo, è arrivato in Commissione  soltanto
  qualche giorno addietro.
   Al  contempo,  e quindi creando dei ritardi e delle preoccupazioni
  su  degli  interventi che dovrebbero già essere fatti, non  ultimo,
  vedo qua l'assessore alla formazione e a lui voglio lanciare questo
  assist,  gli interventi relativi all'obbligo formativo, per evitare
  la  dispersione scolastica, perché ogni giorno che passa si  lavora
  contro  i  ragazzi  in  obbligo  scolastico  e  si  incentiva   una
  dispersione che non fa onore alla Sicilia e ai siciliani.
   Noi  siamo  stati,  tra  l'altro, considerati  ultimi  per  quanto
  riguarda   le   mense  scolastiche,  il  prolungamento  dell'orario
  scolastico,  e questo determina, è una delle cause perché  migliaia
  di  docenti  sono state vittime anche di questa scuola  che  non  è
  buona, secondo una definizione renziana.
   Detto questo, ma soltanto per fare una premessa, lo voglio dire al
  Governo, ai rappresentanti del Governo qua presenti, a me fa specie
  il  fatto che, anziché affrontare le vere emergenze che sono quelle
  di  rivedere  e di rimpinguare, di riassettare e di riassestare  il
  bilancio   della  Regione,  interveniamo  perché  all'articolo   1,
  l'Assemblea   deve  prendersi  la  responsabilità  di   riconoscere
  legittimi  quei  debiti che questo Governo, che  quel  Governo  che
  diceva,   che  imputava  la  volta  scorsa,  quelli  delle  vecchie
  amministrazioni, voi del vecchio Governo, voi del centrodestra  che
  avete  creato  il  debito in questa Regione, onorevole  Malafarina,
  dov'è  lei?  Perché  non  dice che questo  debito  dovrebbe  essere
  ascritto   alla   responsabilità  politica  e  amministrativa   del
  centrosinistra che governa questa Isola da ben otto anni  e  mezzo?
  Perché  non  lo  diciamo  in maniera molto chiara?  Perché  non  lo
  diciamo  che  qua  ci sono delle responsabilità inaudite,  con  una
  pessima  figura che ha reso la Sicilia barbina nell'intera  Italia,
  dinanzi  a  un quadro, un palcoscenico internazionale in  occasione
  dell'Expo, che ha messo non in risalto la vetrina siciliana, questo
   Cluster biomediterraneo , si riempivano la bocca, di questa grande
  manifestazione, che doveva rappresentare le eccellenze della nostra
  Isola,  e  invece  oggi cosa ci ritroviamo? Ci ritroviamo  a  dover
  mettere  delle pezze, ci ritroviamo a dover sanare  gli errori  che
  questo  Governo  cerca  di nascondere, come la  polvere,  sotto  il
  tappeto.  Non si pulisce così una casa.
   Allora, poiché non ci sono soltanto questi debiti, che sono  stati
  creati  in  questi quattro anni ma ce ne sono, Presidente Musumeci,
  tanti  altri, noi prima vogliamo fare una ricognizione generale.  E
  allora  che arrivino in Aula anche gli altri debiti fuori bilancio,
  che questo disegno di legge torni in Commissione, e in questo senso
  è  la proposta del Gruppo Forza Italia, che io formalizzo in questo
  istante, e assieme agli altri si faccia  un solo disegno di  legge,
  in  cui  mettiamo  tutti i debiti fuori bilancio, che  vanno  dalla
  lettera   A ,  che  raggruppa le sentenze passate  in  giudicato  o
  comunque  un provvedimento giurisdizionale, alle lettere  B ,   C ,
   D ,   E ,  e così via. Che sono, per arrivare qua, dei debiti  che
  non   hanno   un   provvedimento;  ma  sono   forniture,   servizi,
  obbligazioni comunque che non sono stati preceduti da  un  regolare
  impegno di spesa.
   Allora, io non vado a guardare, ma perché non è competenza nostra,
  c'è  un  organo  di  magistratura contabile che  è  delegato  ed  è
  deputato   al   controllo   della  responsabilità,   eventualmente,
  contabile.  Però noi riteniamo che in maniera omogenea  la  materia
  vada   trattata   E   allora,   lo  voglio   dire   al   Presidente
  dell'Assemblea, poiché noi abbiamo dei disegni di legge,  il  1262,
  il  1263,  abbiamo  il  1244,  ma abbiamo  anche  il  1264,  che  è
  l'assestamento  che  all'articolo 12  fa  anche  dei  debiti  fuori
  bilancio. Delle due l'una. O facciamo assestamento, facciamo debiti
  fuori    bilancio,    macedonie,   Presidente    Ardizzone,    sono
  insopportabili,  l'ha  capito?  Sono insopportabili   Stasera,  non
  soltanto   l'Assessore  Cracolici  doveva  essere  in   Aula,   noi
  chiedevamo  la presenza dell'Assessore Baccei, che deve  dire  come
  stanno  le cose, perché l'Assessore Cracolici può dire, alla  fine,
   è  arrivato adesso , anche se la responsabilità politica è del suo
  partito  e  del suo Governo, di quel Governo che ha trattato  molto
  bene  quando non era in Giunta, per il quale ha avuto sempre parole
  delicate, sempre fiori e rose nei confronti del Presidente Crocetta
  e  di  questo ci fa immensamente piacere. Però, oggi noi  chiediamo
  che  questo  disegno di legge ritorni in Commissione.  Qui  c'è  la
  Commissione  al  completo, dal Presidente a tutti i  componenti,  è
  giusto  che dai tre disegni di legge, il 1262, il 1263, il  1244  e
  l'articolo  12  del disegno di legge 1264, venga estrapolato  e  si
  faccia un unico disegno di legge.
   Prima  trattiamo  l'assestamento, poi  trattiamo  i  debiti  fuori
  bilancio.  Diversamente, l'Assessore ci dica di  trattare  prima  i
  debiti  fuori  bilancio,  ma con tutte  le  ricadute  negative  che
  deriverebbero per settori importanti della nostra economia e l'Aula
  poi potrebbe eventualmente valutare.
   Stasera,  la  nostra  richiesta -  che  confermo  -  è  quella  di
  rimandare in Commissione questo disegno di legge.

   PRESIDENTE.   Ho   una  formale  richiesta,  proveniente   da   un
  Capogruppo, di rinvio del disegno di legge n. 1244 in Commissione.
   Hanno  facoltà  di  intervenire su questa proposta  di  rinvio  un
  deputato a favore ed uno contro.
   Contro  la  proposta  interverrà l'onorevole Panepinto,  a  favore
  l'onorevole Cancelleri.
   Sto tenendo in considerazione i numeri di ciascun Gruppo.

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca  mediterranea. Signor Presidente, chiedo la parola perché  mi
  corre l'obbligo di informare l'Aula - come giustamente ha ricordato
  l'onorevole Vinciullo - che su questo provvedimento, o su una parte
  rilevante  di  quanto  contenuto in questo provvedimento,  sono  in
  essere  attività di pignoramento presso l'Amministrazione regionale
  e presso il conto dell'Amministrazione regionale.
   Con  un paradosso - lo dico all'onorevole Falcone - in questo caso
  parliamo  di debito fuori bilancio, dal punto di vista tecnico,  ma
  sostanzialmente  abbiamo  le spese qui previste  da  autorizzare  a
  liquidare non c'è una copertura. La copertura era già nel  bilancio
  della Regione con le entrate accertate.
   Si  parla  di  debito fuori bilancio dal punto  di  vista  tecnico
  perchè  si  è  dovuto  fortunatamente  utilizzare  la  lettera   e)
  dell'articolo   73  decreto  legislativo  118   che   consente   di
  riconoscere  debiti fuori bilancio anche quei provvedimenti  per  i
  quali  non  sussistono i formali atti a contrarre o  a  impegno  di
  spesa, così come prevedevano le norme di contabilità.
   E'   inutile  che  io  ripercorra  la  storia  di  questa  vicenda
  complicata  dell'EXPO  di  cui, come  tutti  sanno,  sono  divenuto
  Assessore solo dopo la chiusura dell'EXPO.
   Il  paradosso  di questa storia è questo: sono state  fatte  delle
  spese,   ci   sono  delle  entrate,  sulla  base   di   un   parere
  dell'Avvocatura dello Stato che, poiché non esistevano gli atti  di
  impegno formali perché non potevano esistere in quanto non esisteva
  il  capitolo  di bilancio su cui impegnare le spese, ha  dichiarato
  nulla tutta la procedura.
   I servizi comunque sono stati comprati dall'Amministrazione.
   L'Amministrazione  li  ha  comprati nelle  mille  attività  svolte
  presso l'EXPO durante il periodo.
   Si   è   determinato,   in   ogni  caso,  un   arricchimento   per
  l'Amministrazione  e  quindi  in ogni caso  l'Amministrazione  deve
  pagare  le prestazioni per le quali ha svolto le attività e per  le
  quali si è avvalsa godendo di un arricchimento, ai sensi del Codice
  civile ecc.
   La  lettera e) dell'articolo 73 del decreto legislativo n. 118  ci
  consente   di   sanare,   dal  punto  di  vista   formale,   questo
  provvedimento  perché  sulla  base di  una  valutazione  fatta  dal
  commissario,  nominato  al  momento del  mio  insediamento,   nella
  persona  del  dottore Tozzo, dirigente dell'Ispettorato  sanitario,
  con le disposizioni vigenti, ancorché non vi sia un formale decreto
  di  impegno, provvedimento di impegno di spesa, però vi erano tutti
  gli elementi necessari per la determina a contrarre che possano far
  sussistere il decreto di impegno.
   Ecco  perché,  con la formalizzazione di questo disegno  di  legge
  all'Aula,  che  serve sostanzialmente a consentire la  liquidazione
  dei  debiti  senza  ulteriori costi ed  oneri  connessi  alla  lite
  giudiziaria,  ed  utilizzando  la  lettera  e)  senza  gravare   di
  ulteriori oneri il bilancio della Regione, ripeto per il quale  già
  nel  bilancio  della  Regione sono previste le  somme  perché  sono
  entrate   dedicate   esclusivamente   a   questa   attività,    noi
  consentiremmo  di  chiudere  la  partita  e  di  evitare  di  avere
  provvedimenti di pignoramento, spese giudiziari, liti.
   Aggiungo, onorevoli colleghi, come si sa, quando c'è un decreto di
  pignoramento,  il decreto di pignoramento il giudice  lo  autorizza
  per  una  volta  e mezza la posta, la quota capitaria  del  debito,
  oltre gli oneri connessi alle spese legali, alle spese di giudizio.
  Quindi, noi per ogni debito rischiamo di avere un pignoramento pari
  ad  1,6-1,7;  quindi,  altro che 2 milioni e  6,  ma  rischiamo  di
  arrivare  ad  oltre 4 milioni di euro con tutte le conseguenze  che
  tutti devono valutare.
   Dopodiché  l'Aula è sovrana, può decidere quello che vuole;  ma  -
  ripeto  - nel caso in cui le cose che ha detto l'onorevole  Falcone
  in   riferimento  all'assestamento  dove  sono  contenuti  in  quel
  provvedimento  altri  debiti  fuori  bilancio,  la  differenza,  mi
  consenta  di  dire all'onorevole Falcone, che mentre quelli  devono
  trovare     copertura    attraverso    l'avanzo    che     proviene
  dall'approvazione  del  rendiconto, in  questo  caso  non  c'è  una
  copertura  che proviene dall'utilizzo di avanzo ma la  copertura  è
  già prevista dal bilancio 2016.
   Quindi,  se  l'Aula  intende,  in qualche  modo,  chiudere  questa
  partita   evitando   ulteriori  diciamo   problematiche   di   cui,
  chiaramente  per  essere del tutto evidente, le  responsabilità  se
  qualcuno  ha  prodotto atti determinando danno erariale,  la  legge
  tutela   l'Assemblea  Regionale,  la  Regione   siciliana,   perché
  l'eventuale  danno  erariale  è in  capo  soggettivo  di  chi  l'ha
  prodotto.
   Ma  nel  caso  in  specie io credo che sarebbe, non  so  se  danno
  erariale,  ma  danno sociale, impedire a centinaia di  aziende  che
  hanno  svolto attività in nome  e per conto della Regione, che  non
  sono  solo quelle di Milano, sono quelle siciliane che hanno svolto
  attività  presso Milano durante l'Expo, noi rinviando una decisione
  che  è  attesa da mesi facciamo un  danno ad un pezzo dell'economia
  siciliana,  a  gente che ha svolto lì attività di  somministrazione
  dei  prodotti tipici, a gente che ha garantito servizi, a gente che
  è andata a Milano per rappresentare la Sicilia.
   Io  credo  che  sia un gesto di responsabilità da parte  di  tutti
  evitare  che le beghe della politica, che ci possono stare, possano
  essere riversate a danno delle persone fisiche, che hanno avuto  il
  solo   torto   di  credere  alla  Regione,  partecipando   ad   una
  manifestazione internazionale e rappresentando la Regione  in  quei
  giorni.
   Quindi,  io  chiedo al Parlamento, laddove si dovesse determinare,
  anzi  chiedo al collega Falcone se non ritiene che possano  esserci
  le  condizioni, capisco non oggi, si può solo incardinare  oggi  il
  testo  di  legge, in maniera tale che il Presidente possa  dare  il
  termine  eventuale per gli emendamenti, se ci saranno - non capirei
  bene  su  cosa  ma, in ogni caso, fermo restando le procedure  -  e
  consentire   di  approvare  il  testo  all'inizio  della   prossima
  settimana  e  mettere  un  punto finale in  questa  vicenda  che  è
  diventata  incresciosa  ed  anche un po'  pericolosa  per  l'erario
  regionale.

   PRESIDENTE.   Contro  la  richiesta  di  rinvio  in   Commissione,
  formulata  dal  Capogruppo di Forza Italia, ha facoltà  di  parlare
  l'onorevole Panepinto.

   PANEPINTO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Governo,  io
  nelle  parole dell'Assessore ho ritrovato esattamente quello che  è
  stato detto già in Commissione  Bilancio , vale a dire che noi  non
  ci  troviamo  di  fronte a un debito fuori bilancio,  vale  a  dire
  un'acquisizione  di beni e servizi senza una copertura  finanziaria
  perché,  di fatto, potremmo chiamarla la presa d'atto delle entrate
  e delle uscite che pareggiano esattamente come viene indicato anche
  nelle tabelle allegate.
   Ovviamente,  lo  abbiamo  detto anche  in  Commissione,  ritardare
  ulteriormente l'approvazione di questo disegno di legge  presuppone
  certamente  il  sorgere di contenziosi davanti al  giudice  con  la
  richiesta di decreti ingiuntivi e, quindi, con l'aumento  non  solo
  della  sorte  principale, ma degli interessi,  della  rivalutazione
  monetaria e delle spese legali.
   Per cui, onestamente, io ho tanto rispetto per i colleghi che sono
  intervenuti.  Ritengo che queste mie considerazioni, come  poc'anzi
  quelle   dell'Assessore,  siano  ragioni   di   superfetazione   di
  ragionamento,  perché sostanzialmente è chiaro  e  palese  a  tutti
  com'è l'origine del debito fuori bilancio e, soprattutto, del fatto
  che proprio non trattasi di debito fuori bilancio.
   Ovviamente,  signor Presidente, io ritengo che sia necessario,  mi
  dispiace  che il Capogruppo di Forza Italia sia andato via,  ma  ci
  saranno  altri  colleghi del Gruppo di Forza Italia,  si  pone  una
  questione  complessiva, lo dico a chi parlerà dopo di me  a  favore
  del rinvio in Commissione.
   Il  Parlamento  per  la  prima volta da quando  nasce  è  chiamato
  sostanzialmente con delibere legislativa, che una volta  pubblicate
  e  approvate diventano legge, di occuparsi di una questione  che  è
  meramente amministrativa ed è tipica dei consigli comunali:  quello
  del  riconoscimento dei debiti fuori bilancio o per pignoramento  o
  per sentenze passate in giudicato o per altri atti amministrativi e
  giudiziari che diventano riconoscibili e lo deve fare il Parlamento
  come  sino  adesso hanno fatto ai sensi del Testo unico degli  enti
  locali e prima del 1977 i Comuni.
   Se noi dobbiamo immaginare che apriamo una stagione introdotta dal
  decreto  n. 118 che ogni qual volta arrivano debiti fuori  bilancio
  assumiamo i comportamenti tipici dei consigli comunali che i debiti
  sono  della maggioranza e la minoranza prova a sottrarsi, rischiamo
  di  aprire una stagione incresciosa per questo Parlamento con danni
  erariali  di  cui  certamente il Parlamento  non  sarà  chiamato  a
  risponderne, ma le casse della Regione sì con aumento della spesa.
   Per  cui,  io  invito  i  colleghi,  a  cominciare  dall'onorevole
  Cancelleri  al Capogruppo di Forza Italia a quanti pensano  che  il
  rinvio  in  Commissione e il mettere insieme tutti i  debiti  fuori
  bilancio  sia  risolutivo  per rimuovere  il  problema  e  non  per
  affrontarlo,  io  credo  che  oggi  serva  uno  scatto  di  dignità
  complessiva, ripeto, nell'interesse del Parlamento. Perché è chiaro
  a  tutti, il professore Fazio aveva chiesto di intervenire, gli  ho
  chiesto  l'intervento  per ragioni politiche,  ma  debbo  dire  che
  giuridicamente  e normativamente questa vicenda è così  chiara,  di
  una chiarezza e di contezza di tutti.
   Per  cui,  io  invito i colleghi che sono per il no a rivedere  la
  posizione, a incardinare il testo, a immaginare una discussione  di
  carattere più complessiva sugli altri debiti fuori bilancio che non
  hanno  questa tipologia, non sono sorti come sorge questo e che  in
  qualche   maniera   questa  è  ancora  una  ferita   aperta   anche
  nell'immagine della stessa Regione.
   Per cui, un invito a rivedere queste posizione e a incardinare  il
  testo  e successivamente, con la Presidenza della II Commissione  e
  con  la Ragioneria generale della Regione, verificare quanti debiti
  fuori  bilancio  ci  sono,  di cui alcuni  sono  la  previsione  di
  copertura e nell'assestamento di bilancio e chiudere una partita  e
  non  utilizzare questo argomento, in qualche maniera,  per  ragioni
  politiche perché di fatto è l'unico atto di una chiarezza tale  per
  cui,  purtroppo, si chiama debito fuori bilancio, ma  in  realtà  è
  altro: è il riconoscimento delle entrate e delle uscite a pareggio.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Cancelleri a  favore
  della proposta di rinvio in Commissione del disegno di legge.

   CANCELLERI.  Signor  Presidente, Assessore, colleghi,  intanto  mi
  volevo  complimentare  con lei perché evidentemente  quest'Aula  fa
  bene  all'assessore  Cracolici, lo vedo più rilassato,  più  calmo,
  oggi ci ha regalato un suo intervento che è stato anche, in qualche
  modo, chiaro, semplice, ma dai toni pacati.
   Ricordo,  non più tardi di ieri, invece, rispondere  a  un  nostro
  collega  europarlamentare prendendolo praticamente per uno  che  si
  eccita  alla  parola   crisi', che non  è  esattamente  quello  che
  vorremmo  leggere  sui  giornali da una delle  massime  istituzioni
  della  nostra Regione. È poco gratificante esprimersi in quei modi,
  visto  che,  comunque, il tema che si portava era un tema  serio  e
  fatto con rispetto delle parti.
   Però, devo dire che questa calma l'ho vista anche nell'intervento,
  invece,   dell'onorevole  Panepinto  che  da  questo   scranno   ha
  richiamato alla responsabilità; è certo che quando non si  hanno  i
  numeri per votarsi le norme ci si ricama sempre alla responsabilità
  delle  opposizioni.  Queste  sante  opposizioni,  Presidente,   che
  affollano i banchi quando la maggioranza latita, come latitava ieri
  in  Commissione, dove i deputati della maggioranza volevano tenermi
  lì a reggergli il numero legale.
   Questa  cosa,  Presidente, non può continuare ancora.  Non  è  una
  mancanza  di responsabilità da parte delle opposizioni.  Noi  siamo
  stati  eletti  dal  popolo  per cercare di  mettere  in  guardia  i
  cittadini di quello che fa la maggioranza e il nostro ruolo di cani
  da  guardia,  di  opposizione, di controllori  di  quello  che,  in
  qualche  modo,  la  maggioranza sta facendo, lo dobbiamo  espletare
  fino in fondo.
   Sentirsi,  invece, spogliati di quella che è anche la  prerogativa
  parlamentare del poter dire  no , del poter mettere in  atto  anche
  il  rinvio  in Commissione, che è una delle possibilità che  questo
  Parlamento e che il Regolamento di questo Parlamento ci  dà,  a  me
  sembra  davvero incredibile, soprattutto quando veniamo  richiamati
  dal senso di responsabilità.
   Ma  la maggioranza, Presidente, dov'è? La maggioranza che dovrebbe
  votare  questi atti, la maggioranza che dovrebbe supportare  queste
  azioni, dov'è? Dov'è? Perché a me sembra che ci sia qualcuno che se
  la  sia scampata, perché queste cose non le vuole votare e lasci il
  cerino  acceso in mano alle opposizioni. E noi ci dovremmo  sentire
  responsabilizzati dal discorso dell'assessore Cracolici che se  non
  votiamo queste aziende non avranno i soldi?
   Allora,  ripercorriamo quelli che sono stati  i  tempi  di  questa
  storia  che,  intanto,  per  dirne  una  Presidente,  era  l'allora
  assessore  Cartabellotta, poi sostituito dall'assessore Reale,  poi
  sostituito  dall'assessore  Caleca, poi  sostituito  dall'assessore
  Barresi  ed infine sostituito dall'assessore Cracolici,  cinque  ne
  sono  passati, cinque  Dall'Expo del 2015, cinque persone  si  sono
  sedute su quella sedia e ancora non abbiamo pagato le aziende  E la
  ricordo solo io, in quest'Aula, la diatriba che c'è stata tra  l'ex
  assessore  Cartabellotta, oggi dottore e dirigente  della  Regione,
  che  al  tempo  era anche responsabile del cluster biomediterraneo,
  quando  ritrovato il 30 aprile con una scopa in mano - che immagine
  della  nostra Regione che abbiamo dato, un dirigente della Regione,
  ex  assessore  con  la  scopa  in mano  che  ramazzava  il  cluster
  biomediterraneo

   PRESIDENTE. Era una paletta, non era una scopa. Mi ha fatto  avere
  le  foto,  onorevole  Giovanni Greco, con la  scopa  c'è  un  altro
  signore.

   CANCELLERI.  Stava,  per carità, anche facendo  un'azione  nobile;
  stava  pulendo per terra che è un'azione nobile che tutti noi penso
  che  facciamo  quotidianamente  anche  nelle  nostre  case.  Ma  il
  ragionamento qual è? Che noi abbiamo portato all'interno di  questa
  discussione, per 8 lunghi mesi, anzi a giudicare dal periodo  è  un
  anno  ormai, perché è passato un anno dalla fine di quell'Expo  del
  2015, dove abbiamo raccolto i soldi attraverso delle donazioni.
   Io   lo  ricordo:  l'assessore  Reale  in  Commissione,  c'era  il
  Presidente Marziano all'epoca, anche quegli uomini lì sono passati.
  C'era  presidente l'onorevole Marziano che durante, e lo  ricorderà
  bene,   l'assessore   Reale  dell'epoca  diceva:    No,   noi   non
  utilizzeremo  i  fondi pubblici come stanno facendo all'Assessorato
  delle  attività produttive perché  ,  ci ricordiamo anche la storia
  dei 6 miliardi di euro dell'assessore Vancheri e tutto quanto.  Noi
  utilizzeremo dei fondi di natura privata. Raccoglieremo i fondi .
   Bene, sono stati raccolti i soldi, erano pronti per il pagamento e
  tutto  quanto. Quei soldi non sono stati messi. E' stato creato  un
  apposito  capitolo di bilancio nel quale quei  soldi  sono  entrati
  per pagare le aziende e, guarda caso, erano 2.664.000,00.
   Ieri,  in  Commissione, ho chiesto a Cartabellotta:   Dottore  ma,
  quei  2.664.000,00 raccolti, sono gli stessi che servono per pagare
  questi  soldi? .   Sì ,  la risposta è ovviamente  sì.  Ed  allora,
  perché  non  sono stati pagati? Perché mancavano, come diceva  bene
  l'assessore  Cracolici, le disposizioni, le delibere  a  contrarre,
  praticamente,  le possibilità di pagare. Ed allora, quei  contratti
  sono  nulli.  Ed  allora, si perde un anno  di  tempo.  Ed  allora,
  arrivano i decreti di ingiunzione.
   Oggi, quei 2.600.000,00 che stiamo mettendo qui non servono più  a
  pagare completamente, a chiudere la partita, perché, ovviamente, ci
  saranno  anche delle ingiunzioni di pagamento, dei pignoramenti  e,
  quindi,  degli aggravi di spesa che stiamo, ovviamente, in seguito,
  daremo a pagare ai cittadini.
   Ora,  la situazione è questa. Ma tutto questo ragionamento non  si
  poteva  portare  prima in quest'Aula? Ma tutto questo  ragionamento
  non  si poteva concludere molto prima? Perché a me è sembrato, caro
  signor  Presidente, ma io lo voglio dire, veramente,  con  rispetto
  per tutte le parti, però, mi è sembrato un regolamento di conti. Un
  regolamento  di  conti all'interno di figure  politiche  di  questo
  Parlamento che si sono, in qualche modo, presi  la briga di,  sulle
  spalle  dei  siciliani  ed oggi sulle spalle dell'opposizione  che,
  ovviamente, non ritira la pretesa di poter rimandare in Commissione
  questo atto

   MUSUMECI. Non è una pretesa, è una soluzione ragionevole

   CANCELLERI.  Sì,  una  legittima richiesta. Si  sono  voluti  fare
  questo  regolamento  di  conti. Credo che non  possiamo  continuare
  ancora  a  poter  parlare  di  questi argomenti,  di  debiti  fuori
  bilancio,  di  Expo  2015, delle figuracce che  abbiamo  fatto  con
  quello che è avvenuto.
   Credo  che  questo  Parlamento, e soprattutto questa  maggioranza,
  debba  fare una seria riflessione su quelli che sono gli  atti  che
  vengono portati in Aula.
   Spero  che,  non solo la nostra opposizione, quella del  Movimento
  Cinque  Stelle ma, a questo punto, tutta, quella anche degli  altri
  partiti  che sono all'opposizione, di non garantire mai  più  alcun
  numero  legale, a meno che non sia davvero una norma di buon senso,
  di  non garantire più il numero legale all'interno né dell'Aula  né
  delle  Commissioni, perché se questa maggioranza ha  un  senso,  lo
  deve avere  fino ad ottobre del 2017, altrimenti è giusto ridare la
  parola ai cittadini, non ad ottobre 2017, ora

   PRESIDENTE.  Se, onorevoli colleghi, cortesemente, prendete  posto
  perché  il  voto  è per alzata e seduta, ma per evitare  confusione
  votiamo  col  sistema elettronico, chiaramente senza registrazione.
  Chi  vota  a favore del rinvio in Commissione vota verde, chi  vota
  contro vota rosso, chi si astiene vota bianco.

                           (Non è approvata)

   Si riprende la discussione generale.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Fazio. Ne ha facoltà.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                  Presidenza del Vicepresidente Lupo

   FAZIO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,  grazie
  intanto per avermi dato la parola, io credo che siamo di fronte  ad
  una  proposta, sì il debito fuori bilancio, ma a mio avviso era  un
  debito  fuori  bilancio  dal  punto di vista  prettamente  formale,
  perché  dal  punto  di  vista  prettamente  sostanziale  non  ha  i
  caratteri del debito fuori bilancio.
   Vorrei  ricordare ai colleghi eventualmente che per  debito  fuori
  bilancio  sta a significare che l'Assemblea deve verificare  se  ci
  sono i presupposti previsti dalla legge.
   Quali  sono  i  presupposti  previsti  dalla  legge  perché  possa
  procedersi  al  riconoscimento del debito  fuori  bilancio?  Primo,
  l'utilità  dell'amministrazione e secondo che non  c'era  copertura
  finanziaria, tanto è vero che con il procedimento del debito  fuori
  bilancio l'Assemblea procede a darne copertura finanziaria.
   Nella fattispecie, non siamo di fronte ad un debito fuori bilancio
  che,  appunto,  ha  questi caratteri, perché,  così  come  è  stato
  evidenziato negli interventi che mi hanno preceduto, non sono somme
  che sono in qualche modo provenienti da avanzi di amministrazione o
  comunque  da  altri  capitoli  che,  sostanzialmente,  erano  stati
  sovrabbondanti ma, a mio avviso, ci sono stati una serie di errori,
  alcuni  dei  quali  sicuramente evidenziati,  ma  molti  altri  che
  possono  essere  benissimo  contestati,  alcuni  dei  quali   hanno
  utilizzato  il procedimento in questione e mi riferisco in  maniera
  particolare  alla  famosa convenzione che  era  stata  stipulata  e
  sottoscritta dall'Assessore pro tempore.
   Ebbene,  cercando  di ricordare qualcosa per  quanto  riguarda  la
  contabilità  di  Stato, non posso non ricordare che la  convenzione
  equivale ad un contratto il che significa una obbligazione, con una
  differenza sostanziale però, che l'Assessore in questione  non  era
  legittimato  a  sottoscrivere  la  convenzione  ma  doveva   essere
  sottoscritta dal Dirigente dopo apposita delibera di Giunta.
   Ma   non  voglio  soffermarmi  sugli  errori  procedimentali   che
  risalgono  nel  tempo  che hanno determinato  questo  effetto;  per
  quello  che  mi preme qui rimarcare è il fatto che trattasi  di  un
  debito fuori bilancio del tutto anomalo.
   Convengo  con  l'onorevole  Cancelleri  che,  sostanzialmente,  mi
  sembra  una  cosa  assurda  che  si  sia  arrivati  addirittura  ad
  utilizzare il procedimento del debito fuori bilancio perché, a  mio
  avviso,  c'erano i criteri perché questo potesse essere in  qualche
  modo  utilizzato precedentemente con altri sistemi perché, continuo
  a  ripetere, manca uno degli elementi fondamentali cioè l'Assemblea
  non  dà copertura finanziaria in quanto la copertura finanziaria  è
  già  insita nel provvedimento, ed era peraltro esistente al momento
  in cui sono sorti le obbligazioni.
   Quello  che  mi preme in qualche modo evidenziare è il  perché  ho
  votato no contro il rinvio in Aula. Mi preme ricordare ai colleghi,
  a  scanso  di equivoci, che laddove la Corte dei conti  dovesse  in
  qualche  modo  procedere  ad una verifica in  ordine  all'eventuale
  responsabilità  di  coloro i quali hanno  determinato  un  maggiore
  onere  economico, ebbene, in questo caso dovrebbe  essere  valutata
  anche  il  ritardo con cui l'Assemblea ha preso atto della proposta
  di delibera e vi abbia provveduto in maniera consequenziale.
   In  termini molto più pratici non possiamo non nascondere il fatto
  che, poiché la motivazione addotta per il rinvio in Commissione era
  per un esame complessivo dei debiti fuori bilancio, non ritengo che
  potesse  essere una motivazione tale e sufficiente da esonerare  da
  eventuale responsabilità dalla medesima Corte dei conti laddove  la
  stessa   avesse  voluto  procedere  ad  una  verifica   in   ordine
  all'eventuale accertamento di responsabilità.
   Ecco  perché  ho  votato no, perché dal punto  di  vista  politico
  convengo  che  ci  sono  degli  errori  così  macroscopici,   anche
  pacchiani ma, a mio avviso, questo non può giustificare un  maggior
  danno  a  carico della collettività solo perché dal punto di  vista
  prettamente  politico  o qualcuno dal punto  di  vista  prettamente
  amministrativo abbia commesso degli errori, non è tutto  e non solo
  non  è  condivisibile ma contrario ad alcuni principi fondamentali,
  motivo  per  cui, dichiaro ed è una mia dichiarazione di  voto,  di
  approvare  favorevolmente, tenuto conto che trattasi di  un  debito
  fuori bilancio anomalo, non ha i criteri di debito fuori bilancio.
   Per  quanto mi riguarda la chiamerei una ratifica laboratoria.  Ho
  compreso  che  il  Governo ha fatto questa proposta  per  dargli  i
  crismi   di   una   norma   perché  sotto   l'aspetto   prettamente
  amministrativo  poteva,  in  qualche  modo,  essere   eventualmente
  contestata in ordine ai procedimenti come lo è stato.
   Vorrei  anche  dare  una  risposta all'onorevole  Cancelleri,  non
  voglio  ostruzionismi al Governo, perché siamo lontani mille  luci.
  Qui  si  arriva a questo atto dopo che è nata e continua ad esserci
  una  diatriba  tra  il dirigente di Ragioneria,  il  dirigente  del
  settore,  l'Ufficio legislativo e legale, fino a quando  ovviamente
  si  è  arrivati,  forse,  all'ultima impressione,  che  era  meglio
  utilizzare  l'articolo  73  del decreto legislativo  e,  forse,  in
  qualche  modo  si poteva sanare una situazione diventata  non  solo
  insostenibile, ma del tutto ingiustificabile.
   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Malafarina.  Ne  ha
  facoltà.

   MALAFARINA,   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   non   mi
  sottraggo mai alle polemiche, quando necessario. Onorevole Falcone,
  non   occorre   che  lei  mi  dica  onorevole  Malafarina,   perché
  l'onorevole  Malafarina da questi microfoni ha più volte  esternato
  il  proprio pensiero critico sulle cose che non vanno. Quindi,  non
  accetto le sue sollecitazioni.
   Semmai,  mi  sembra  che nel caso specifico si  stia  facendo  una
  grande confusione con una grande demagogia politica sulla pelle dei
  siciliani,  perchè una cosa è un debito fuori bilancio,  realizzato
  negli  anni  passati, quando al di fuori  dei capitoli di  spesa  e
  oltre  i capitoli di spesa si affrontavano delle spese da andare  a
  giustificare  che  tanti Assessorati, parlo del '94- 95,  non  sono
  stati  in  grado  di  ricostruire; altra cosa  è  una  vicenda  che
  riguarda, non la politica, ma la dirigenza della Regione. Perché la
  dirigenza  della  Regione  sta ricorrendo  a  quest'Aula,  anzi  mi
  correggo:  per  uscirsene da una diatriba  fra  i  dirigenti  della
  Regione  che  non  sono  in  grado  di  trovare  una  soluzione  di
  assumersene  la  responsabilità, è stata chiamata  in  soccorso  la
  politica con una legge che faccia chiarezza.
   Le  somme  già  ci  sono, era stato già deciso  che  queste  somme
  fossero  destinate  al pagamento dei fornitori, andatevi  a  vedere
  l'albo dei fornitori, gente che vanta un credito di ben 14 euro  Di
  che stiamo parlando, onorevole Cancelleri
   Questa  è  una  norma  di  buon  senso a cui  l'opposizione  e  il
  Movimento  Cinque Stelle, non si deve sottrarre, non può venire  in
  questo scranno a fare populismo facile su un qualcosa che invece ha
  riguardato  solo  ed  esclusivamente l'incapacità  della  dirigenza
  dell'andare  a  risolvere  i problemi  che  si  dovevano  andare  a
  risolvere.
   Presidente, è chiaro che in tutto questo dobbiamo anche  avere  il
  buon  senso  di  evitare che un aggravio di spese per  la  Regione,
  perché  cosa è un procedimento civile in itinere che si  può  anche
  andare a risolvere anche con una transazione nel momento in cui  si
  pagano  le  somme dovute, altra cosa è arrivare ai  pignoramenti  e
  quant'altro.
   Quindi,  bene  ha  fatto quest'Aula a respingere la  richiesta  di
  rinvio in Commissione, immotivata e dannosa per la Sicilia.
   Colgo, invece, l'occasione e l'avrei voluto fare dall'inizio,  per
  sollevare  un  altro tipo di problema e qua onorevole  Falcone,  la
  prego di prestare la necessaria attenzione.
   Nel  documento di programmazione economico finanziaria si dice che
  l'anno  2015  è stato un anno fantastico, nel quale la  Sicilia  ha
  recuperato Pil, occupazione, investimenti, eccetera.
   Al  di  là  dell'oggettiva  situazione  di  disagio  che  si  vive
  quotidianamente per le note vicende che riguardano  i  consorzi  di
  bonifica, le ex province, i precari e quant'altro, oggi, sono stato
  colpito  da  una  notizia: Banca d'Italia ha redatto  un  documento
   Andamento dei Pil nelle Regioni  tra cui anche la Sicilia dove  si
  dice che il 2015 è stato un anno non di progresso ma di stagnazione
  se    non    di    arretratezza,   tranne   forse    l'agricoltura,
  l'agroalimentare.
   Questo  è  un qualcosa che, forse, meriterebbe più attenzione  del
  riconoscimento  del  debito fuori bilancio  perché  riguarda  tutta
  l'economia della Regione, l'occupazione giovanile ed è un  qualcosa
  su  cui  questa  Assemblea dovrebbe chiedere e  fare  chiarezza  e,
  soprattutto, dovrebbe poi chiedere quei provvedimenti necessari per
  incrementare,   effettivamente,  il  prodotto   interno   lordo   e
  l'occupazione.
   Io  non  mi  stancherò  mai di ribadire  da  questi  microfoni  il
  concetto  che  la sola semplificazione amministrativa comporterebbe
  un  incremento dell'1 per cento del prodotto interno  lordo  e  non
  sono  io a dirlo ma intere schiere di economisti, di giuristi e  di
  istituti di analisi.
   Affrontiamo  i  temi seri, è indispensabile per la crescita  della
  Sicilia,  semplificando le procedure e questo debito fuori bilancio
  -  che  fuori  bilancio non è -; è l'esempio classico di  come  una
  burocrazia  farraginosa  e forse, a volte,  anche  inetta  crea  le
  condizioni per disperdere preziose risorse della Sicilia e dove  la
  politica, alla fine, è chiamata a delle responsabilità che  non  ha
  perché, in questo caso, la politica non ha responsabilità.
   Nel caso del debito per l'EXPO è una burocrazia che non è riuscita
  a  creare  gli strumenti necessari per una corretta amministrazione
  dei soldi che sono entrati in Sicilia.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  nella
  discussione generale di questo disegno di legge perché a  me  piace
  ricordare non la storia di questo disegno di legge o di un presunto
  pasticcio amministrativo che qualcuno vuole fare passare per debito
  fuori  bilancio, ma la storia dell'evento che è quella di un  fatto
  che  riguardava  l'EXPO  che  noi  tutti  abbiamo  ritenuto  essere
  indispensabile come vetrina  per la Sicilia.
   Diciamoci la verità: è inutile che, poi, cerchiamo di dipingere  o
  di  ammantare questa vicenda come un pericolo amministrativo,  come
  un debito fuori bilancio.
   Lo   ha   detto   benissimo  poco  fa  l'onorevole   Fazio   nella
  classificazione  dei  fatti  qual è  la  natura  del  debito  fuori
  bilancio e qual è la natura di questo provvedimento legislativo che
  è  ricognitivo, perché la copertura finanziaria c'è, si  tratta  di
  una  ratifica.  Bene, se serve ratificare questo provvedimento  con
  una  legge  sono  disposto a farlo perché so cosa fece  l'Assemblea
  quando si doveva organizzare l'evento dell'EXPO e come si decise di
  delegare  il  dottor  Cartabellotta - che  ritengo  un  funzionario
  corretto,  una  persona  per bene e l'ho  considerato  per  bene  e
  corretto  anche  quando facevo l'assessore all'agricoltura   -  per
  evitare che quella manifestazione  che era una vetrina per il mondo
  intero,  era  una vetrina alla quale la Sicilia non  doveva  essere
  assente, si trasformasse in un boomerang.
   Se  noi prendiamo i fatti dell'evento, possiamo dire soltanto  che
  c'è  stato  e che è stato gestito bene e che abbiamo fatto  bene  a
  partecipare.
   Bene,  se  oggi la procedura conclusiva è quella di votare  questa
  legge, ed io colgo anche questa occasione, non ho difficoltà a dire
  che  il Gruppo parlamentare che rappresento, che da oggi ha assunto
  una  denominazione diversa, si chiama  Centristi per  la  Sicilia ,
  perché  è collegato ad un fatto politico rilevante che sta per  ora
  vivendo  il  Paese, ma di questo ne parleremo con  calma,  non  c'è
  dubbio,  onorevole  Falcone, quando ci chiameranno  a  parlare  dei
  fatti politici, quando ci chiameranno a dire qual è la nostra linea
  politica,  saremo coerenti perché lo sappiamo fare e lo facciamo  a
  testa alta.
   Allora,  vorrei cogliere l'occasione per ribadire  quello  che  ho
  appena  finito  di  dire,  cioé che era indispensabile  partecipare
  all'Expo,  che  è stata affidata nelle mani di una persona  che  ho
  conosciuto e che conosco essere corretto, puntuale, serio, che si è
  assunto  delle  responsabilità per evitare che la  Regione  facesse
  brutta   figura   e,   oggi,  ci  poniamo  il  problema   di   come
  classificarlo, cioé se è un debito fuori bilancio sapendo  che  non
  lo è o se è soltanto una mera ricognizione amministrativa.
   Bene,  nell'uno e nell'altro caso il Gruppo dei Centristi  per  la
  Sicilia  vota sì a questo provvedimento, perché considera  lodevole
  l'operato  del  dottor Cartabellotta e considera  puntuale  la  via
  legislativa che il Governo ha scelto.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Milazzo Giuseppe. Ne
  ha facoltà.

   MILAZZO  GIUSEPPE.  Signor Presidente, è con grande  emozione  che
  voglio  commentare  l'intervento  dei  Centristi  per  la  Sicilia,
  proprio per fare l'in bocca al lupo all'onorevole Turano. Certo  si
  è  scelto l'atto peggiore per inaugurare la costituzione di  questo
  gruppo parlamentare, però, gli auguriamo che il percorso gli  porti
  più successi rispetto ad un debito fuori bilancio, che forse non lo
  è.
   Allora,  Presidente conosco Dario Cartabellotta e, certamente,  il
  dibattito  non è sul dottore Cartabellotta, sulla cui  serietà  non
  metto né ombre né dubbi. Vorrei commentare, se mi è consentito,  le
  cose  che  ho  ascoltato,  a partire dalla  difesa  dell'abilissimo
  assessore Cracolici che, onestà per onestà, scommetterei tutto,  se
  fosse  stato là, oggi, non avrebbe fatto sconti ad alcuno,  per  un
  ordine di motivi.
   Io  vorrei proporre ai Capigruppo delle minoranze - ma ormai siamo
  fuori  tempo massimo da un punto di vista di strategia d'Aula,  non
  certamente  sotto  il profilo regolamentare perché  l'articolo  101
  consente  di  presentare sospensive o pregiudiziali  prima  che  si
  trattino  emendamenti  -,  volevo  dire  che  avrei  presentato  la
  sospensiva per un ordine di carattere politico, ma visto  che  sono
  cambiati  cinque assessori e l'onorevole  Cracolici ha parlato  per
  sentito  dire, perché ci mancava solo che dicesse:  mi ricordo,  un
  giorno  incontrai  Bartolotta , oppure  mi  ricordo  che  mi  disse
  l'altro assessore Reale ,  mi ricordo .
   Questo  è  un  debito che è passato a più mani e vorrei  ricordare
  agli  esperti  di ragioneria che, proprio per i consigli  comunali,
  diverse  ordinanze e dispositivi della Corte dei Conti, mettono  in
  guardia  le  amministrazioni  che:   si  produce  un  debito  fuori
  bilancio  per  impedire un grave danno e irreparabile .  La  Giunta
  aveva  tutto  il  tempo di proporre una variazione  di  bilancio  e
  garantire quella somma per l'iniziativa.
   Dice  ancora la Corte dei Conti:  il debito fuori bilancio ha  due
  passaggi:  viene prodotto, dopodiché deve essere riconosciuto .  Io
  oggi  qua  mi  riunisco mediante l'ordine del giorno che  mi  viene
  notificato  e qua c'è scritto  debito fuori bilancio ,  e  io  sono
  chiamato a riconoscerlo e io non lo riconosco, perché non  c'è  una
  sentenza,  perché non devo evitare un danno grave ed  irreparabile,
  perché non viene il Presidente della Regione e mi dice  qual era la
  strategia per quel debito fuori bilancio, che ricordo a me  stesso,
  ho  visto il percorso ragionieristico ed amministrativo per  pagare
  quel  debito  fuori  bilancio  e mi sento di  poter  sostenere  che
  quella  somma,  così come prevede la Corte dei Conti  nelle  ultime
  ordinanze,  come si faceva col vecchio modello, produco  il  debito
  fuori  bilancio,  poi,  lo mando in Aula, e l'Assemblea  decide  di
  riconoscerlo. E' un fatto formale, poi, li deve riconoscere.
   Nelle  ultime  sedute  deliberative la Corte  dei  Conti  dice  ai
  consigli  comunali  -  e  non  vi elevate  ad  organismi  superiori
  rispetto  ai  consigli  comunali,  perché  non  lo  siamo  né   per
  preparazione, né per moralità, e questo ve lo dico senza timore  di
  smentita alcuna -, che possono deliberare sui debiti fuori bilancio
  che  hanno  preventivamente coperto espressamente nel  bilancio  di
  previsione, niente di tutto quello che ho detto.
   Certo,  ora  voi,  siccome siete arroganti  -   politicamente,  ma
  arroganti  siete -  andate avanti con la forza dei numeri.  Allora,
  dico  al mio Presidente di Gruppo, al quale va la mia fiducia,  c'è
  un  proverbio  siciliano che dice:  finennu stu volo,  nun  ci  amo
  cchiù  a  festa in cielo ; appena loro non hanno i numeri  noi  non
  dobbiamo  avere  alcuna esitazione, così come hanno  fatto  con  la
  legge   elettorale,  quando  hanno  i  numeri  vanno   avanti   con
  l'arroganza   dei   numeri,  non  con  la   consapevolezza   e   la
  ragionevolezza della politica. Questa è la distinzione  tra  noi  e
  loro. Per cui io voto no.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Ragusa.  Ne  ha
  facoltà.

   RAGUSA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Assessori,  la
  politica ha dei virtuosismi particolari. Quando partì l'Expo 2015 a
  Milano,  opposizione e maggioranza erano tutti  allegri,  felici  e
  contenti  perché finalmente le nostre aziende, le migliori  aziende
  siciliane, esponevano i propri prodotti in una vetrina eccezionale,
  mondiale, dove sono passati più di 25 milioni di persone.
   Oggi,  la  politica, in modo schizofrenico, non  sa  come  portare
  avanti questa legge che è importante, perché ci ha permesso di dare
  vetrina, alloggio ad espositori, ad aziende che con tanti sacrifici
  hanno  e  producono prodotti importanti, salubri,  sani,  il  vino,
  l'ortofrutta e tanti altri prodotti.
   Nel 2015 c'è stata una sorta di esaltazione del prezzo di mercato,
  perché l'Expo 2015 ci ha aiutato a vendere i nostri prodotti, tanto
  è  che il settore agroalimentare ha avuto un balzo in avanti, e  vi
  posso  garantire  che  tantissimi cittadini,  produttori  agricoli,
  oggi,  cosa chiedono? Rifacciamo l'Expo 2015, perché questo  ci  ha
  aiutato e ci aiuta ad andare avanti.
   Allora,  se  volete,  cara opposizione, potete  anche  non  votare
  questo debito fuori bilancio, ma ricordatevi che non potreste  dire
  a  nessuno  e  non potrete dire a nessuno che avete  partecipato  a
  questa   grande   manifestazione,  anche   toccando   atteggiamenti
  particolari, perché mi ricordo il dottore Cartabellotta, quando  in
  quel  momento  fu  ritratto mentre puliva  la  sede  del   Cluster
  siciliano,  con umiltà, con amore per la propria Terra,  con  amore
  per  quello  che  rappresentava  un funzionario  a  servizio  della
  collettività siciliana.
   Ma  è  di  questo che volete parlare? Perché un funzionario  si  è
  calato  nel ruolo di difensore dei prodotti siciliani, di difensore
  della  Sicilia, che con grande orgoglio ha difeso in quel  momento.
  E,  allora,  se  qualcuno vuole fare delle  battaglie  interne  tra
  dirigenti  ed  assessori, che si scegliesse  un  altro  campo,  che
  scegliesse il campo del produrre e non della retorica.
   Ed  è  anche  assurdo  e  strano  sentire  qua  dentro  la  parola
   arroganza . Ma di cosa stiamo parlando? Di un grande successo,  di
  una  manifestazione che ci ha esaltato e che ci ha portato in  giro
  per il mondo. Provate a chiedere quanta gente era messa in fila per
  assaggiare  i  prodotti siciliani, chiedetelo, e  dopo  che  avrete
  saputo  la  risposta  proverete anche un po' di  imbarazzo  per  la
  nostra Terra, la nostra Sicilia, e soprattutto per quei coltivatori
  e  produttori siciliani che hanno portato lì i nostri prodotti, che
  hanno  dato  orgoglio, fiducia e speranza perché di questo  bisogna
  parlare,  speranza  e non mortificare, invece,  queste  circostanze
  legate  ad  una  politica strana ed assurda perché devo  dirvi  che
  abbiamo  il dovere morale di andare avanti anche attraverso  l'EXPO
  2015, come abbiamo già fatto.
   Se  qualcuno  si interroga su alcune vicende o faccende,  sappiate
  che  il  dottor  Cartabellotta ha raccolto la nostra fiducia  prima
  come  Assessore  regionale  e poi da dirigente  e,  oggi,  in  modo
  appropriato  ed  intelligente porta avanti, con  grande  fiducia  e
  tenacia, il suo ruolo non modificando per niente l'amore per la sua
  Terra,  per  questa dirigenza, per questa maggioranza,  per  questo
  Governo.
   Cari  amici,  i  Centristi  per  la  Sicilia,  cari  onorevoli  di
  opposizione  e  maggioranza, voteranno a  favore  di  questa  norma
  perché  è  giusto,  perché  è normale, perché  le  aziende  possano
  riavere il denaro speso per questa manifestazione.

   PRESIDENTE.  Ricordo  che il termine per  la  presentazione  degli
  emendamenti è fissato per venerdì 11 novembre 2016, alle ore 12.00


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   ZITO.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma  2,  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO.  Signor  Presidente,  vorrei  ricordare  che  ho  fatto  una
  proposta per lo stralcio degli articoli 8, 9 e 10 sia al Presidente
  della Commissione che all'assessore Lantieri per quanto riguarda la
  legge finanziaria, ma non ho avuto risposta.
   Colgo l'occasione per fare un intervento su quanto sta succedendo,
  da circa tre anni, nel comune di Francofonte.
   Il   comune  di  Francofonte  dal  2013  in  poi  ha  avuto  degli
  avvenimenti particolari, dei fenomeni di autocombustione.
   E'  andato  in fiamme l'ufficio tecnico del comune, mi rivolgo  al
  presidente Musumeci, nel giugno 2013; nel settembre 2014 brucia  il
  comando dei vigili urbani, una serie di autovetture, atti vandalici
  in  alcune scuole, atti che hanno riguardato dei cani randagi messi
  in  una struttura in cui  c'è stata una mattanza, proprio da  parte
  di questi cani e, poi, dei fenomeni ancora più particolari.
   Oltre a rapine all'ordine del giorno, per ben due volte, una volta
  a  maggio ed una volta ad ottobre, alcuni ladri sono entrati dentro
  la città con degli escavatori per prendere gli sportelli bancomat e
  caricarli sui furgoni.
   Sappiamo che Francofonte assieme a Lentini e Carlentini è una zona
  molto calda, Presidente, perché è un ambiente con un alto tasso  di
  criminalità organizzata che contraddistingue proprio quella zona.
   Le  chiedo,  Presidente,  e mi rivolgo soprattutto  al  Presidente
  della  Commissione Antimafia, di fare una visita in quei  luoghi  -
  ove  possibile  -  o  convocare  il sindaco  per  capire  cosa  sta
  succedendo  in quella città, in modo tale che, nel nostro  piccolo,
  si  possa  dare  aiuti  di qualsiasi genere,  per  quanto  riguarda
  soprattutto  gli incendi agli uffici pubblici quali il comando  dei
  vigili  urbani e l'ufficio tecnico, capendo anche per quale  motivo
  sono stati incendiati.
   Ad  oggi  non  si  hanno  notizie  se  questi  fatti  siano  stati
  strumentali, voluti per occultare chissà quali documenti  o  chissà
  che cosa.
   Il  mio intervento è per far capire che la situazione è abbastanza
  grave  e  quello  che  può  fare  quest'Assemblea  è  accendere   i
  riflettori.

   MUSUMECI.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI. Signor Presidente, non voglio lasciare cadere nel  vuoto
  e nel silenzio l'appello dell'onorevole Zito sulla grave situazione
  del  comune  di  Francofonte, in provincia di Siracusa,  città  che
  credo di conoscere bene per avervi esercitato, per diversi anni, la
  mia  attività di bancario, e debbo dire che la realtà descritta dal
  collega  Zito mi era già nota non solo per le costanti informazioni
  che  mi  vengono dal consigliere del luogo, dal mio  amico  Carmelo
  Pisano,  ma  anche  perché  alcuni vigili  urbani  hanno  avuto  la
  sensibilità  di  informare  il  sottoscritto,  nella   qualità   di
  Presidente della Commissione Antimafia.
   Io tengo sempre a distinguere il ruolo politico di parte da quello
  istituzionale e credo che la realtà della città di Francofonte, per
  quanto  grave  ed  allarmante, non sia diversa da quella  di  molti
  altri comuni dell'Isola.
   In  Sicilia  c'è una forte delegittimazione dei corpi  di  polizia
  municipale, oltre ad una paurosa carenza degli organici dei singoli
  comuni.  C'è  un'evidente insufficienza numerica e di  mezzi  delle
  forze  dell'ordine e c'è una recrudescenza del fenomeno  criminale,
  criminalità comune e mafiosa per certi versi in alcune zone, che ha
  creato un diffuso senso di insicurezza individuale e collettiva  in
  molti centri dell'Isola.
   Ritengo,  quindi,  anche nella mia qualità di  Presidente  di  una
  Commissione   che  si  occupa  di  indagini  sui   fenomeni   della
  criminalità, almeno nella parte in cui sono contigui alla  Pubblica
  amministrazione ed al ceto politico, signor Presidente, che  questo
  problema  vada portato in Prefettura perché il prefetto di Siracusa
  non  può  non  essere  il nostro, e quindi  anche  del  sindaco  di
  Francofonte,  primo  interlocutore con  il  quale  confrontarsi  su
  questa  realtà, più volte, denunciata anche dalla stampa locale  e,
  di  fronte  alla quale, debbo dire, finora i mezzi risolutivi  sono
  apparsi assenti o, comunque, assai inadeguati.
   Il  collega  Zito proponeva di invitare il sindaco in  Commissione
  Antimafia,  non  ho  alcuna  difficoltà  a  farlo  ma  creeremo  un
  precedente  che  non solo potrà essere emulato da altre  decine  di
  sindaci ma rischierebbe di creare attese che, poi, finirebbero  col
  tradursi  in cocenti delusioni ed una istituzione parlamentare,  un
  organismo  parlamentare, come la Commissione Antimafia  questo  non
  può assolutamente permetterlo.
   Io  ritengo, invece, signor Presidente, ed approfitto anche  della
  sua presenza, in questo momento, alla Presidenza dell'Aula - ma con
  lo  stesso stato d'animo lo avrei detto al presidente Ardizzone  -,
  dicevo  approfitto  della  sua  presenza  nella  duplice  veste  di
  componente  la  Commissione Antimafia per chiederle, alla  prossima
  occasione  di  Conferenza dei Capigruppo, di  porre  l'esigenza  di
  dedicare   una   seduta  di  questo  Parlamento   alla   situazione
  dell'ordine  pubblico nei comuni dell'Isola in relazione  anche  ai
  costanti  pericoli cui sono esposti i sindaci ed ai reiterati  atti
  di vandalismo, di teppismo e di vera e propria intimidazione di cui
  sono   stati   destinatari  le  istituzioni  locali   e   le   loro
  articolazioni.
   Se  questa mia proposta, che io le formalizzo dalla tribuna, ma la
  formalizzo   da   Presidente  della  Commissione,  dovesse   essere
  condivisa  dai  signori Capigruppo io credo che prima  della  pausa
  breve  del  Natale si possa, in quest'Aula, dedicare la  necessaria
  attenzione  ad un tema che inevitabilmente poi vedrà  coinvolte  le
  nove  Prefetture  e,  soprattutto,  il  Governo  centrale  per   le
  competenze specifiche che riconducono al Ministro dell'Interno.
   E siccome il Ministro dell'Interno, per nostra fortuna, è anche un
  siciliano,  un  uomo attento ai problemi e alle vicende  di  questa
  Terra,  in  quella  occasione, signor Presidente,  verrà  facile  a
  questa Assemblea ricordare al Ministro dell'Interno che già 32 mesi
  fa questo Parlamento ha votato una mozione con la quale si chiedeva
  ai  due  Presidenti dei rispettivi rami del Parlamento di esaminare
  l'opportunità  di rimettere in discussione con un provvedimento  di
  legge l'esigenza avvertita da quest'isola, da questa Regione  e  da
  questo  Governo di istituire anche in Sicilia alcune case da  gioco
  che possano consentire, mi dispiace l'assenza dell'Assessore per il
  turismo,  lo  sport e lo spettacolo, un traino a quel  segmento  di
  attività particolarmente utile all'economia siciliana.
   Da  32  mesi  né  il Presidente della Camera né il Presidente  del
  Senato hanno ritenuto di dovere rispondere a questo Parlamento.
   Io  ritengo  - e, signor Presidente, non ho bisogno di sollecitare
  la  sua sensibilità - che noi abbiamo il dovere di capire qual è la
  posizione  del  Governo su una richiesta che  diventa  specifica  e
  legittima, perché se la casa da gioco nel nord Italia è una normale
  attività  e  impresa  economica non si capisce  perché  se  dovesse
  essere  istituita in Sicilia debba diventare una lavanderia per  il
  denaro sporco della mafia. E se così fosse paradossalmente, ma  non
  lo  è  perché non c'è denaro meglio controllato di quello che entra
  in  una  casa  da gioco, sarebbe una resa incondizionata  da  parte
  dello  Stato  perché,  proprio  per  neutralizzare  il  pericolo  e
  l'intervento  delle  organizzazioni  mafiose,  lo  Stato  non   può
  continuare a privare la Sicilia e il centro sud di un'attività che,
  le  ricordo,  in Europa è presente in ben 340 città e  che  fra  le
  città europee vanta di averne due nella vicina terra di Malta dove,
  secondo  attendibili indagini di mercato, circa 25  mila  siciliani
  ogni anno si recano per potersi avvicinare ai tavoli verdi.
   Chi  le  parla non sa neanche giocare a briscola, quindi  lei  può
  immaginare quanto interesse personale io abbia, ma è innegabile che
  un  legislatore,  un uomo politico abbia il dovere  di  capire  che
  nell'attività  multiforme del turismo c'è un segmento  occupato  da
  questa  fascia  di  pubblico medio-alto  e  noi  non  possiamo  non
  intercettarla.
   Quindi,  è  un  fatto  economico, ma è  soprattutto  un  fatto  di
  giustizia.   Lo   Stato  non  può  nelle  sue  manifestazioni   più
  autorevoli,  quindi il Governo e per esso il Ministro dell'Interno,
  lasciare  cadere  nel  vuoto  un documento  che  questa  Assemblea,
  seppure non all'unanimità ma a larga maggioranza, ha votato 32 mesi
  fa senza ottenerne una risposta.
   Quindi,  dedicarci a una seduta per l'ordine pubblico e in  quella
  sede affrontare, con l'auspicabile presenza del Ministro, anche  il
  tema  legato  alle case da gioco in Sicilia e nel  Mezzogiorno,  io
  credo  possa  essere  una  iniziativa che  affido  alla  Presidenza
  dell'Assemblea  e,  soprattutto,  alla  valutazione  dei   colleghi
  Capigruppo nella occasione che lei riterrà prossima utilizzare.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Signor Presidente, l'intervento che  desidero  fare  è
  come  Presidente della Commissione  Bilancio , dal momento  che  la
  problematica che le vorrei porre riguarda la Finanziaria che di qui
  a qualche settimana dovremmo andare ad affrontare.
   Intanto,  desideravo  rispondere  all'onorevole  Zito,  il  quale,
  giustamente,  ha  posto il tema di accorciare i  tempi  per  quanto
  riguarda  l'approvazione del disegno di legge sull'assestamento  di
  bilancio.
   Purtroppo,  l'articolo  74 del Regolamento interno  dell'Assemblea
  non ce lo consente, in quanto l'articolo 74 prevede che in caso  di
  arrivo  dello  strumento  finanziario -  e  questa  è  una  manovra
  finanziaria  a  tutti  gli  effetti  -  deve  essere  inviato  alle
  Commissioni  di  merito, in questo caso a  tutte  le  altre  cinque
  Commissioni. Cosa che abbiamo fatto.
   Queste  Commissioni,  dal giorno in cui  lo  ricevono  hanno  otto
  giorni  di tempo; questi otto giorni di tempo scadranno giorno  15,
  di  conseguenza  noi abbiamo posto per giorno 16 il termine  ultimo
  per  la  presentazione degli emendamento in Commissione  Bilancio .
  Prima del 16 non è possibile iniziare la discussione in Commissione
   Bilancio .   È   anche  vero  che,  con  la  sua   autorizzazione,
  Presidente, abbiamo immaginato di lavorare anche sabato e  domenica
  in maniera tale da portare il lunedì successivo il disegno di legge
  all'approvazione di questa Assemblea. La Commissione  Bilancio   ha
  ottenuto l'autorizzazione anche notturna, se lo riterrete opportuno
  di   lavorare,   cercherà  di  velocizzare  quanto  più   possibile
  l'approvazione dello strumento finanziario.
   Noi,   però,  Presidente,  abbiamo  due  problemi  che  le  volevo
  sottoporre,  in  maniera tale che lei si faccia interprete  con  il
  Governo  nazionale della necessità di convocare  tutti  i  deputati
  siciliani perché, di qui a qualche settimana, comincerà anche  alla
  Camera dei Deputati e al Senato la discussione della Finanziaria.
   Oggi, noi abbiamo finito di audire i commissari delle province. Il
  dato  che  emerge  da  questa audizione, un  dato  documentale  che
  abbiamo  preteso  venisse giustificato da  tutti  i  commissari,  è
  quello  di una drammaticità unica che è dovuta al prelievo  forzoso
  che  lo Stato sta attivando nei confronti delle province. Un  dato:
  64  milioni in meno alla provincia di Catania, 52 milioni  in  meno
  alla  provincia  di Palermo, 21 milioni in meno alla  provincia  di
  Siracusa e tutti lì a scendere.
   Il  prelievo che quest'anno lo Stato farà sulle province siciliane
  è  di  oltre 200 milioni di euro. Signor Presidente, anche  se  noi
  dessimo  200  milioni  di  euro  alle  province  siciliane   questo
  contributo  che daremmo alle province non servirebbe per mantenerle
  in  vita,  ma  servirebbe per pagare le tasse o,  comunque,  questo
  prelievo  forzoso che lo Stato ha imposto alle province  siciliane.
  Fino a ora questo prelievo era anche giustificato dal fatto che non
  c'era  stato da parte di questo Parlamento l'adeguamento  a  quella
  che era la norma nazionale. Credo che adesso ci siamo appiattiti su
  quella  che  è  la riforma, la legge Delrio, di conseguenza  questi
  provvedimenti vessatori che erano stati assunti nei confronti delle
  province siciliano credo che debbano venire meno.
   L'altro  tema  che dobbiamo sottoporre ai deputati e  ai  senatori
  siciliani  riguarda  l'ex articolo 20 della legge  67/88.  Com'è  a
  tutti  noto,  lo  Stato  al  31 dicembre 2010,  deve  alla  Regione
  siciliana  805 milioni di euro in virtù, appunto, dell'articolo  20
  della  legge  67/88.  Queste somme, fino ad oggi,  non  sono  state
  assegnate   alla   Sicilia  perché,  oggettivamente,   in   maniera
  colpevole, la Regione Sicilia fu inserita nell'elenco delle regioni
  canaglie insieme alla Puglia, per cui queste risorse non sono state
  assegnate alla Sicilia.
   A  completare questo quadro fosco della situazione è  stato  anche
  l'impegno di alcuni comuni, non ultimo quello della mia città, che,
  ad  esempio,  non hanno nemmeno scelto l'area in cui  costruire  un
  nuovo ospedale.
   Ciò ha consentito allo Stato di ritardare l'assegnazione di queste
  risorse  alla  Regione siciliana, ma è anche vero  che  quest'anno,
  signor Presidente, sono decorsi 10 anni da quando, nel dicembre del
  2006,  e  poi questo accordo ratificato il 15 novembre  2007,  sono
  state  assegnate all'ex articolo 20 queste somme importanti,  oltre
  1.000  miliardi,  allora, di lire. E, di  conseguenza,  oggi,  o  i
  parlamentari  siciliani si impegnano in fase di approvazione  della
  Finanziaria  a  fare  reinserire  queste  risorse  nell'ambito  del
  bilancio triennale, a partire dal 2017, oppure, per essere  chiari,
  la  Sicilia sarà costretta a rinunciare ad 805 milioni di euro, che
  sono somme che ci sono dovute.
   Ricordo che su queste somme vi è una compartecipazione del  5  per
  cento da parte della Regione, che in parte abbiamo già accantonato,
  ma  c'è anche una compartecipazione da parte delle ASP. Questo cosa
  comporta?  Comporterebbe che nei prossimi 5 anni, circa 1  miliardo
  di   euro   potrebbe  essere  stanziato  nell'ambito  dell'edilizia
  sanitaria  e,  di  conseguenza,  insieme  al  Patto  per  il   Sud,
  contribuire a far decollare l'economia siciliana, perché è a  tutti
  noto che se parte l'edilizia parte anche l'economia.
   Per  questo motivo, signor Presidente, così come ha fatto  qualche
  anno  fa  il  Presidente Ardizzone, sarebbe giunto  il  momento  di
  convocare,  nei  modi  e nelle forme che riterrete  più  giuste  ed
  opportune, chiamare i deputati nazionali ed i senatori, in  maniera
  tale da consegnare loro questo promemoria che è legato, appunto,  a
  dei  diritti che la Sicilia ha, nei confronti del Governo nazionale
  e  che,  per essere chiari, noi deputati regionali non siamo  nelle
  condizioni di potere assolutamente assolvere.
   Io  le volevo dare un dato. Se noi nel 2017 ponessimo una posta di
  208 milioni di euro a favore delle province, questi 208 milioni  di
  euro andrebbero tutti interamente nel bilancio dello Stato. E' come
  se  lo  Stato  prima  ci ha dato 1.685.000,00 e,  poi,  noi  glielo
  restituiamo attraverso questa finzione perché andiamo a  finanziare
  le  province che, altrimenti, sarebbero,a partire dal primo gennaio,
  costrette  a chiudere perché in default, tutte le province  nessuna
  esclusa.  E'  chiaro che ce ne sono alcune che sono  in  condizioni
  disastrose,  forse nemmeno più salvabili, altre che,  invece,  sono
  nelle condizioni di potere ancora salvare.
   Però,  colleghi, signor Presidente e gli uffici, soprattutto,  che
  invito  poi  a  predisporre,  anche  con  la  collaborazione  della
  commissione  bilancio, tutti gli atti da sottoporre ai deputati  ed
  ai  senatori,   se  non c'è questo intervento da parte  dei  nostri
  sulla  deputazione  nazionale  e li invitiamo  a  prendere  atto  e
  coscienza  di  quella che è la situazione, noi da soli,  non  siamo
  nelle  condizioni  di salvare le province. Per salvare le province,
  nel prossimo bilancio dovremmo mettere qualcosa come 400 milioni di
  euro,  che  capirà non essere, assolutamente, nelle  condizioni  di
  potere  essere messe da parte di questo Parlamento e di  tutti  noi
  deputati, anche se lo volessimo fare.
   Per    questo   motivo,   signor   Presidente,    proprio   perché
  l'approvazione  della  Finanziaria  potrebbe  essere  un  atto  che
  potrebbe  arrivare in Commissione  Bilancio  fra una quindicina  di
  giorni,  sarebbe opportuno che entro il mese di novembre si facesse
  questo  incontro,  proprio per sottoporre alla  nostra  deputazione
  isolana questo atteggiamento.
   Ricordo che il Friuli Venezia Giulia ha già fatto un'operazione di
  questa  natura ed i risultati per quella Regione sono arrivati,  se
  si  pensa che tutta la Regione, che è in assoluto quella che  versa
  meno  di  tutti  allo  Stato, è riuscita ad  ottenere  un  prelievo
  forzoso,  tutta la Regione, pari solo a quella della  provincia  di
  Siracusa.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 15
  novembre 2016, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:

   I  -COMUNICAZIONI
  II  - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

        1)  -   Revisione della normativa di assegnazione dei lotti nelle
            aree industriali da destinare ad attività commerciali . (n. 1202/A)
            (Seguito)

                Relatore: on. Laccoto

        2)  -  Valorizzazione del demanio trazzerale . (n. 349/A) (Seguito)

                Relatore: on. Laccoto

        3)  -  Riconoscimento debito fuori bilancio ai sensi dell'art. 73,
            comma 1, lett. e) del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e
            successive modifiche ed integrazioni . (n. 1244/A) (Seguito)

                Relatore: on. Vinciullo

        4)  -  Variazione di denominazione dei comuni termali . (n. 843/A)

                Relatore: on. Mangiacavallo

   III  -SVOLGIMENTO DELL'INTERROGAZIONE:

         N. 3025  -  Chiarimenti sul provvedimento di  scioglimento
              dell'Amministrazione comunale di Scicli in  relazione
              alle   gravi  dichiarazioni  rese  alla  stampa   dal
              Presidente della Regione.

         (8 maggio 2015)

                                                            ASSENZA

   IV  - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 496 - Iniziative in ordine al reclutamento di personale
              nelle aziende del Servizio sanitario regionale.

         (4 novembre 2015)

                                  CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
                              CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA -
                               MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
                              TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO

   V  -DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

             Codice  etico per gli eletti a cariche pubbliche,  per
              gli  amministratori e per i dipendenti della  Regione
              Siciliana . (n. 854/A) (Seguito)

                Relatore: on. La Rocca Ruvolo

   VI  - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 494 -  Iniziative urgenti finalizzate alla revoca della
                convenzione  sottoscritta  tra  Regione  siciliana,
                Università  degli studi Kore di Enna e Associazione
                Proserpina,  avente ad oggetto  l'apertura  di  una
                nuova facoltà di medicina e chirurgia.

         (3 novembre 2015)

                                 ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO -
                                   MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO -
                             SIRAGUSA - TANCREDI - CIANCIO - FOTI -
                            FERRERI - PALMERI - LA ROCCA - CAPPELLO

   VII  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 204 - Verifica della presenza di gas radon indoor negli
              edifici  utilizzati  da enti  pubblici  e  privati  e
              osservanza  dei  criteri  di legge  negli  interventi
              edilizi di nuova edificazione.

         (24 ottobre 2013)

                           FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
                                     CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA -
                               MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
                              TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO

   VIII  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 573  -  Provvedimenti urgenti a favore  dei  pensionati
              dell'Ente acquedotti siciliani.

         (12 maggio 2016)

                                GRECO G. - DI MAURO - CASCIO S.- DI
                                   GIACINTO - CORDARO - PANARELLO -
                           PANEPINTO - RUGGIRELLO - SUDANO -FALCONE
                                                           - TAMAJO

   IX  - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 290   -   Chiarimenti  circa  l'incidenza  dei  fattori
              ambientali sull'aumento della percentuale  di  malati
              di  leucemia  e tumori nel territorio di  Siracusa  e
              nomina  di  una Commissione parlamentare speciale  di
              indagine e di studio in argomento.

         (16 aprile 2014)

                           ZITO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
                             CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA  ROCCA -
                               MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
                                     TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA

   X  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 531  -  Riduzione  della  tariffa del  servizio  idrico
              integrato  nel  comune di Siracusa nei  casi  in  cui
              l'acqua non sia utilizzabile per fini alimentari.

         (4 febbraio 2016)

                           ZITO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
                              CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA -
                               MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
                                     TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA

   XI  - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 537  -  Accelerazione  dei tempi di  valutazione  delle
              istanze  presentate in ordine al bando sul lavoro  in
              proprio.

         (16 febbraio 2016)

                           ZITO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
                              CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA -
                               MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
                                     TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA

   XII  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 603  -  Ritiro in autotutela dell'Avviso n.  8/2016  in
              materia di formazione professionale in Sicilia.

         (25 ottobre 2016)

                            TANCREDI - CIACCIO - CIANCIO - TRIZZINO
                                - FOTI - MANGIACAVALLO - CAPPELLO -
                           PALMERI - ZAFARANA - CANCELLERI - ZITO -
                                      SIRAGUSA - LA ROCCA - FERRERI

                   La seduta è tolta alle ore 18.35

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio