Presidenza del presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
LANTIERI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Gianni, è in congedo per
oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di costituzione di nuovo Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che, con nota del 27
aprile 2013, pervenuta e protocollata in pari data al n.
5380/AULAPG, l'onorevole Luca Sammartino, allegando relativo
verbale di riunione, ha comunicato l'avvenuta costituzione, in data
odierna, del Gruppo parlamentare Articolo quattro , composto dagli
onorevoli Leanza, Lentini, Nicotra, Ruggirello, Sammartino e
Sudano, i quali cessano conseguentemente e contestualmente di far
parte dei rispettivi Gruppi parlamentari di provenienza.
Nella stessa giornata, sono stati nominati l'onorevole Sammartino
Presidente e l'onorevole Sudano Vicepresidente del suddetto Gruppo.
Invito pertanto il neocostituito Gruppo parlamentare a procedere
alla nomina di un segretario, ai sensi dell'articolo 25del
Regolamento interno dell'ARS.
Circa, poi, la nota dell'onorevole Ruggirello del 27 aprile 2013,
pervenuta e protocollata in pari data al n. 5382/AULAPG, con la
quale lo stesso deputato ha comunicato di non far più parte del
Gruppo parlamentare Lista Musumeci a decorrere dal 26 aprile
2013, preciso che vale la data di acquisizione della stessa, e cioè
il 27 aprile 2013, coincidente con la costituzione del nuovo
Gruppo.
A seguito della formazione del nuovo Gruppo Articolo quattro ,
testè comunicata, il Gruppo parlamentare Lista Musumeci , sceso al
di sotto del numero minimo di deputati previsto dal comma 2
dell'art. 23 del Regolamento interno dell'ARS per costituire un
Gruppo parlamentare, rimane temporaneamente in vita, secondo la
prassi di questa Assemblea regionale e di quella vigente alla
Camera dei Deputati, fino a quando il Consiglio di Presidenza avrà
deliberato al riguardo, nella prima seduta utile.
Per quanto riguarda, infine, il Gruppo parlamentare PID -
Cantiere Popolare (il cui numero di componenti scende da 4 a 3),
autorizzato in deroga in data 13 marzo ultimo scorso (come
comunicato nella seduta d'Aula n. 27 del 13 marzo 2013), il
Consiglio di Presidenza, nella prima seduta utile, sarà chiamato a
verificare la permanenza dei requisiti per il mantenimento in vita
del Gruppo.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, comunico che la II Commissione legislativa
permanente ha concluso l'esame del disegno di legge di bilancio a
legislazione vigente, definendo altresì l'articolato del disegno di
legge di stabilità nel suo contenuto tipico, previsto dalla vigente
legislazione.
La stessa Commissione è dunque invitata a concludere con
sollecitudine i propri lavori, procedendo alla prescritta nomina
del relatore di maggioranza all'Aula e all'eventuale relatore di
minoranza.
In considerazione, pertanto, della circostanza che la Commissione
si è già espressa sugli adempimenti essenziali previsti, in primis
dall'articolo 81 della Costituzione, e rilevato altresì che il
predetto articolo pone il limite temporale costituzionale, ormai
prossimo, del 30 aprile quale termine ultimo e invalicabile per
l'approvazione dei bilanci, invito la Commissione medesima a dare
seguito, senza ulteriore indugio, a quanto sopra.
Avverto sin d'ora che, in mancanza, questa Presidenza sottoporrà
alla discussione in Aula, oggi alle ore 16.00, i testi così come
definiti dalla Commissione Bilancio , fino alla loro approvazione
costituzionalmente necessitata.
Così resta stabilito.
Pertanto, la seduta è sospesa, avverto che riprenderà alle ore
16.00.
(La seduta sospesa, alle ore 12.02, è ripresa alle ore
17.16)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Discussione dei disegni di legge Bilancio di previsione della
Regione siciliana
per l'anno finanziario 2013 e bilancio pluriennale per il triennio
2013-2015
(nn. 68 - 68bis - 68ter) e Disposizioni programmatiche e
correttive
per l'anno 2013. Legge di stabilità regionale (n. 69)
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
Discussione dei disegni di legge Bilancio di previsione della
Regione siciliana l'anno finanziario 2013 e bilancio pluriennale
per il triennio 2013-2015 (nn. 68-68 bis-68 ter) e Disposizioni
programmatiche e correttive per l'anno 2013. Legge di stabilità
regionale (n. 69).
Onorevoli colleghi, arriva in Aula il testo definitivo del
Bilancio e della Finanziaria, così come licenziato dalla II
Commissione; so che è stato un lavoro molto complesso, molto
difficile, ma è stato fatto un lavoro di sintesi pregevole.
Invito il Presidente della Commissione, nonché relatore, onorevole
Dina, a svolgere la relazione e poi a seguire, se intende,
l'onorevole Vinciullo, quale relatore di minoranza.
Preannuncio, fin da adesso, che per email è arrivato, a ciascuno
di voi, il testo della finanziaria e del bilancio così come sono
stati esitati pochi minuti fa dalla II Commissione e a questi
possono essere presentati gli emendamenti, chiaramente si fa
riferimento a quelli che sono stati già presentati nelle
Commissioni di merito e, comunque, nella Commissione Bilancio',
chiarisco, anche quegli emendamenti che eventualmente non sono
stati trattati, per dare la possibilità ad ogni parlamentare di
esercitare il ruolo fino in fondo, possono essere presentati
emendamenti per email entro le ore 24.00 di oggi, diventa un lavoro
molto facilitato.
E' chiaro che non viene esclusa la possibilità di presentare
emendamenti in via cartacea, però se ci venite incontro, perché
oramai ci siamo modernizzati tutti per fortuna, e venite incontro,
soprattutto, agli Uffici, sarebbe cosa più che opportuna; se ci
discipliniamo in maniera adeguata potremmo chiudere la discussione
generale entro le ore 20.00, dando comunque la possibilità di
presentare gli emendamenti fino alle ore 24.00.
Detto questo, iniziando con la relazione del Presidente della
Commissione, onorevole Dina e poi, penso, dell'onorevole Vinciullo
- ancora non ha presentato il suo assenso, se vuole intervenire,
penso di si, come relatore di minoranza, grazie onorevole
Vinciullo - e del Presidente della Regione, in maniera, mi rendo
conto, irrituale, i lavori dell'Aula continueranno sulla
discussione generale e successivamente faremo una Conferenza dei
Presidenti dei gruppi parlamentari informale, ma brevissima, alla
presenza del Presidente Crocetta.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Vullo è in congedo per oggi
per motivi personali.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende la discussione dei disegni di legge nn. 68 -68bis -68ter)
e n. 69
PRESIDENTE. Invito il Presidente, onorevole Dina, a svolgere la
propria relazione.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana, signor
Presidente della Regione, signori assessori, onorevoli colleghi, si
conclude oggi o meglio si avvia, nella sede naturale dell'Aula, il
completamento di un percorso iniziato da tempo.
Il Governo aveva presentato la propria proposta di documenti
contabili e finanziari già nell'ottobre dell'anno precedente e,
pertanto, una proposta era agli atti fin da allora, successivamente
si è intervenuti con il disegno di legge di esercizio provvisorio e
questa Aula ha avuto modo di confrontarsi su quei documenti
contabili, sul bilancio di previsione che la Giunta aveva operato,
aveva determinato con una apposita delibera e già fin da allora si
era avviato un momento di riflessione su quella che è la situazione
finanziaria, economica della nostra Regione.
Una situazione difficile che tutti abbiamo sotto gli occhi, che
abbiamo avuto modo di analizzare approfonditamente leggendo dentro
i documenti, dentro gli atti.
E' stato iniziato un percorso-verità da parte del Governo Crocetta
e della Giunta di governo che ha imposto - un po' a tutti - un
momento di attenzione, di consapevolezza, di contezza, di ritorno
alla realtà nel tentativo di mettere insieme i numeri dei conti e
la realtà che viviamo.
E questo momento di consapevolezza ci ha portati tutti ad un
confronto che ha avuto nella Commissione Bilancio la naturale sede
di confronto, di approfondimento, di arrivo delle istanze che
legittimamente ogni deputato di questa Aula, di questa Assemblea,
rappresenta ed in Commissione si è realizzato quel confronto tra
rappresentanti, tra portatori di interessi, di interessi legittimi.
Ed è stato un lavoro difficile, che ha imposto pazienza, che ci ha
sottoposto sicuramente a defaticanti e snervanti sedute, ma che ci
ha concesso, un po' a tutti, la possibilità di diventare non solo
spettatori di quello che avviene, ma attori consapevoli perché
senza consapevolezza non si è attori, si è semplicemente
spettatori.
Il lavoro che si è svolto in Commissione è stato un lavoro di
grande preparazione. La Commissione, sulla spinta di quello che ha
così preteso il Governo nella sua impostazione un po' particolare,
un po' rivoluzionaria, ha avviato un momento di confronto forte con
la società, ha tentato di sentire direttamente le voci
dell'economia, le voci delle parti sociali, le voci dei
rappresentanti datoriali e ha tentato così di capire direttamente
qual era la voce che proveniva dal territorio, nella consapevolezza
che lo strumento introdotto, quello di costruire un bilancio quanto
più aderente possibile alle necessità del funzionamento della
macchina e quanto più aderente possibile a mettere in ordine la
macchina per evitare sprechi, per evitare quello che il momento
congiunturale che viviamo non ci consente più.
Non c'è più spazio per la disattenzione, non c'è più spazio per la
negligenza e il nuovo spazio è quello della diligenza, della
consapevolezza e della puntualità delle proposte.
Quindi, si è lavorato nella costruzione di un bilancio essenziale
che garantisca il funzionamento della struttura, spostando poi in
finanziaria quelli che sono gli interventi, le scelte ed è in
questo senso che quest'ultime si sono concretizzate con un
articolo della finanziaria che ha rimesso dentro al bilancio tutte
le iniziative che si sceglieva di portare avanti e la Commissione
ha scelto, il Governo ha scelto: si è andati verso l'essenzialità
delle scelte.
Abbiamo cercato di salvaguardare quelli che sono settori
importanti della nostra Regione, gli Enti locali principalmente. Un
attenzione forte a quel settore del precariato che vive sicuramente
una ulteriore stagione di precarizzazione, di rischio di non
stabilizzazione. Si è avuto poi attenzione a quelle grandi
categorie che rappresentano sicuramente una risorsa per la nostra
Terra, molto spesso sono presentate come fonti di spreco e di
disorganizzazione: penso ai forestali, penso alle varie realtà del
settore agricolo, dalla bonifica, all'ESA e, quindi, in quel
settore si è cercato di razionalizzare, di riorganizzare nella
consapevolezza che bisognava fare diventare risorse positive quelle
che nell'immaginario collettivo sono state costruite come luoghi
comuni deteriori e questo lo si è fatto non perché avevamo
necessità di costruire una nuova immagine artificiosa, ma perché
c'è sicuramente la consapevolezza che alcuni settori vanno
valorizzati, alcuni settori vanno rimessi al centro della
iniziativa legislativa.
E il lavoro che abbiamo tentato di svolgere in Commissione è
stato sempre un lavoro che andava nella direzione della sintesi,
della condivisione, forse un po' farraginoso, forse un po'
difficile, ma la mia storia politica mi ha sempre imposto di
cercare il confronto, il dialogo, le scelte condivise, il punto di
sintesi, il punto di mediazione che non è il punto di
intermediazione.
Il punto di mediazione è quell'azione intelligente che cerca di
trovare le soluzioni, che cerca di trovare i punti di arrivo perché
funzionali ai problemi che si vanno ad affrontare e a risolvere ed
in questo senso ci siamo avventurati tutti in questa Commissione.
Dico avventurati perché ci è costata molta fatica ed è stata messa
sicuramente alla prova la nostra resistenza fisica.
Sono stati tanti gli errori, ma la Commissione non può mai
rimproverarsi assolutamente di aver derogato al Regolamento. E'
stata rispettosa del Regolamento, rispettosa delle parti e abbiamo
insieme cercato di svolgere questo ruolo nel rispetto reciproco,
nel rispetto degli altri, nel rispetto delle proposte e si è andato
avanti sul testo presentato dal Governo.
Il testo che ne esce è un testo del Governo dentro cui sono state
portate le scelte, le volontà, le peculiarità dei singoli
commissari e non solo, perché è stata data la possibilità di
intervenire a tutti i deputati che hanno voluto farlo, ma anche
perché non è stato negato l'accesso in Commissione a nessuno.
E' stato un momento di grande confronto e di grande democrazia, si
è tentato di preparare in Commissione quello che poi l'Aula dovrà
realizzare: una estrema sintesi, tentando, anche, di riparare a
quelli che sono stati i limiti di una Commissione.
L'Aula avrà il compito, insieme al Governo che è stato diligente,
aperto, attento, di rimettere insieme quello che in Commissione poi
alla fine è venuto a mancare e cioè la possibilità di una sintesi
sugli emendamenti aggiuntivi, dove tante proposte sono arrivate,
tanti suggerimenti importanti sono stati messi in campo, ma non
hanno avuto la possibilità di essere tradotti in provvedimenti
formali.
E, quindi, all'Aula, al Governo e alla Commissione, che in Aula
sarà presente, è demandato questo ulteriore compito, cioè di tenere
insieme le proposte e di finalizzarle in soluzioni legislative
definitive.
E, quindi, abbiamo fatto questo grande lavoro e devo ringraziare
tutti i Gruppi presenti in Commissione che hanno mostrato grande
serietà, grande rispetto, che hanno sempre perseguito la logica
degli interessi generali, che hanno saputo mettere da parte anche
quei legittimi interessi di parte che fanno sicuramente il gioco
della politica, ma devo dare atto che la politica è volata alta, ha
cercato di confrontarsi sui grandi temi e quasi sempre c'è
riuscita.
E vorrei così anche sfatare il mito che il confronto, il dialogo
non sia qualcosa che va sempre perseguito, che viene considerato
come inciucio, che possa essere considerato come inciucio. Bisogna
avere la capacità di confrontarsi fino in fondo e anche di
rischiare di sporcarsi le mani nel senso positivo di stare insieme,
di mescolarsi. Questo mescolamento c'è stato in Commissione
Bilancio, questa contaminazione fra i vari rappresentanti e
rappresentanti delle diverse esperienze ed è stato il fatto più
bello e positivo che intendo registrare, nella consapevolezza che
solo questo è il metodo della democrazia, quando bisogna costruire
le cose bisogna confrontarsi, scendere anche nei particolari e
tentare di risolverli.
E, allora, colleghi, avevo preparato una lunga ed ampia relazione,
anche con l'aiuto degli uffici; vorrei evitare di leggerla e mi
rimetto alla stessa perché abbiamo tutti la consapevolezza che
siamo stanchissimi; abbiamo fatto una lunga maratona. L'auspicio
personale è che questo momento di confronto serio, sereno, che c'è
stato in Commissione possa proseguire in Aula perché questa
Assemblea possa così mettere un primo punto di ripartenza a
proprio favore, nella convinzione che l'attività legislativa non si
fermerà con la finanziaria, che avremo modo, anche mettendo da
parte qualcosa di risorse finanziarie, di poter legiferare anche su
leggi di spesa futura, ma consapevoli che dalla finanziaria si
riparte perché la finanziaria è la cornice, è il quadro di
riferimento, è il punto di partenza di un Parlamento; è un punto di
partenza di un Governo che vuole dare alla Sicilia risposte certe,
risposte forti, soprattutto a chi ha più bisogno.
Abbiamo assistito sicuramente a manifestazioni un po' particolari,
che sono sicuramente un sintomo della sofferenza, un sintomo della
rabbia sociale, che sta diventando invidia sociale, che non deve
portarci a dividerci, che deve sicuramente essere un segnale a
questo Parlamento per lavorare insieme per raggiungere obiettivi
condivisi e comuni.
Non ci sono interessi di parte che possano dare nobiltà al nostro
Parlamento se non quelli generali di servire la Sicilia, di servire
i siciliani, di tentare di dare risposte a quel mondo che oggi
soffre e di farlo con l'attenzione anche ai conti in ordine; le due
cose vanno insieme: conti in ordine, crescita, sviluppo, attenzione
alle fasce sociali più deboli. E' questa la stella polare che dovrà
guidarci in questi giorni di votazione dei documenti contabili.
Sono convinto che questo sarà fatto e il nostro confronto sui fatti
specifici dei documenti contabili si svolgerà lungo il binario che
abbiamo già tracciato in Commissione: quello della serietà, quello
della pazienza, quello della responsabilità e quello
dell'attenzione sicuramente a chi ha più bisogno.
PRESIDENTE. Onorevole Dina, sebbene lei si sia rimesso alla
relazione, la sua premessa è stata molto più lunga della relazione
stessa. Gliene diamo atto. Se può recuperare l'onorevole Vinciullo,
quale relatore di minoranza, l'Aula gliene sarà grata.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Vinciullo, relatore di
minoranza, per svolgere la relazione.
VINCIULLO, relatore di minoranza. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, ci proverò, anche perché, non avendo preparato una
relazione, sicuramente, sarò più breve del Presidente della
Commissione.
Signor Presidente dell'Assemblea regionale, onorevole Presidente
della Regione, onorevoli colleghi, signori assessori, oggi,
staremmo cercando di fare sapere al Governo, dal momento che la
maggior parte degli assessori sono stati assenti, quello che è
l'intendimento della minoranza della Commissione Bilancio e quelle
che sono state, ad avviso di questa minoranza, le ragioni che ci
hanno spinto, alla fine, a votare contro il provvedimento che viene
portato in Aula.
Come lei sa, signor Presidente, con il disegno di legge numero
669, presentato dal Presidente della Regione, onorevole Crocetta,
su proposta dell'assessore per l'economia, in data 29 dicembre
2012, veniva assegnato a questa Assemblea il compito di approvare
sia lo strumento finanziario sia il bilancio.
Tuttavia, lei sa che ciò non fu possibile perché vi erano state le
elezioni, perché il Governo aveva avuto la necessità di predisporre
uno strumento finanziario che scontava il fatto che quasi tutti gli
assessori erano o, meglio ancora, tutti gli assessori erano nuovi,
tranne alcuni dirigenti regionali, nel frattempo diventati
assessori e, di conseguenza, si è passato all'esercizio
provvisorio.
In questi quattro mesi, Presidente Ardizzone, la Commissione
Bilancio, mi pare di ricordare che più volte ha cercato di
sollecitare il Governo e ha cercato di sollecitare un po' tutti,
affinché si potesse iniziare l'approvazione di questo importante
strumento per la vita dell'Assemblea regionale, quindi del Governo,
quindi della Sicilia, proprio per evitare le estenuanti maratone
che avevano caratterizzato gli ultimi anni di vita di questa
Assemblea.
Ciò non è stato possibile ed io, veda, con l'abituale franchezza
che mi caratterizza, non ho gradito l'intervento che è stato fatto
ieri da lei, signor Presidente, laddove lei richiama la Commissione
affinché, senza indugio, possa portare a compimento l'approvazione
dello strumento finanziario.
Signor Presidente, siamo stati giornate intere in Commissione;
siamo stati anche nottate intere in Commissione. Certo, voler
scaricare la Commissione nella sua interezza e anche l'opposizione
della responsabilità di essere arrivati a qualche ora dal 30 aprile
credo che sia almeno ingeneroso.
Per non di meno, però, siccome dobbiamo essere franchi, cordiali e
dirci le cose che pensiamo, le dico proprio che una parte
importante e consistente della Commissione non ha gradito un
richiamo che credo che non meritiamo assolutamente.
Signor Presidente, in questi giorni, abbiamo lavorato e lo abbiamo
fatto senza avere il conforto del Governo, perché, al di là della
presenza dell'assessore per l'economia, dottor Bianchi, che
ringraziamo, dell'assessore per le infrastrutture e la mobilità,
dottor Bartolotta, dell'assessore per le risorse agricole ed
alimentari, dottor Cartabellotta, tutti gli altri provvedimenti che
sono stati esaminati sono stati esaminati senza la presenza degli
assessori e, mi sia consentito dire, per la prima volta, senza la
presenza dei direttori generali e senza la presenza dei capi di
Gabinetto .
Talché, alle volte, siamo stati costretti, tranne il capo di
Gabinetto dell'assessore per l'istruzione e la formazione
professionale, ad interrompere i lavori ed a chiedere notizie,
informarci, a fare un lavoro di scelta che non aspetta a chi ha
indennità parlamentare ma spetta, con il diritto che gli è dovuto,
a coloro i quali sono funzionari della Regione.
E, non di meno, abbiamo portato a termine, secondo quelli che
erano i tempi e le possibilità, i modi che sono consentiti e dai
tempi ristretti, questo strumento finanziario.
Tutti hanno ricordato il ruolo dell'opposizione e l'opposizione,
signor Presidente, in questi giorni, ha supplito spesso alle
mancanze della maggioranza. L'opposizione ha svolto un ruolo
vigile, ha svolto un ruolo attento, ha svolto un ruolo
particolarmente incisivo, tanto da cambiare spesso quella che era
l'originaria impostazione che il Governo aveva dato sia alla
Finanziaria sia al Bilancio.
E l'abbiamo fatto non perché ci prepariamo a passare con la
maggioranza ma perché abbiamo il senso delle Istituzioni; perché ci
eravamo proposti, in questo momento difficile, di mettere al primo
posto, nella nostra attività politica e parlamentare, la Sicilia,
la nostra Terra.
E devo dire che, ieri, insieme ai colleghi, abbiamo gradito molto
le parole usate dal Presidente Crocetta, quando è venuto in
Commissione e ha ringraziato tutti i deputati della Commissione per
il lavoro svolto.
Abbiamo continuato così come avevamo iniziato, per cercare di
portare a termine questa fatica e per cercare di correggere una
serie di storture e di errori che abbiamo trovato nella
Finanziaria. Ad esempio, Presidente Ardizzone, si poteva mai
pensare di esaminare un Bilancio e la Finanziaria della Regione
senza prevedere le somme destinate ai minori sottoposti
all'autorità giudiziaria?
Cioè la fascia più debole dei cittadini siciliani questo Governo
l'aveva dimenticata. La fascia più difficile da gestire dei bambini
siciliani questo Governo l'aveva dimenticata. Così come questo
Governo aveva dimenticato di inserire le somme giuste per i malati
ed è stata una battaglia dell'onorevole Di Mauro e di tutta
l'opposizione che ha fatto reintegrare le somme. Stesso discorso
dicasi per il trasporto degli studenti pendolari delle scuole
secondarie superiori, che dagli istituti che frequentano, a causa
dell'assenza di istituti superiori, sono costretti a spostarsi
nelle grandi città, dove ci sono le scuole. E lo abbiamo fatto. Lo
abbiamo fatto con grande spirito di abnegazione, sapendo che,
proprio perché eletti dal popolo siciliano, avevamo davanti a noi
la responsabilità di portare a casa uno strumento finanziario
rispondente alla necessità del territorio.
E perché non parlare della polizia municipale, della difesa ad
oltranza che è stata fatta delle aspettative dovute a coloro i
quali vigilano sulla nostra sicurezza e sulla nostra incolumità?
Abbiamo parlato dei forestali; stamattina, su La Repubblica , è
uscito fuori un articolo che oggettivamente non è rispondente al
vero, laddove parla di blitz sui fondi per le opere pubbliche che
saranno usati per pagare i forestali. Non è assolutamente così. E
qui confermo all'onorevole Giorgio Assenza, che è particolarmente
preoccupato, perché teme - così come riportato dal giornale - la
scomparsa dei trenta milioni di euro destinati al primo lotto della
realizzazione del tratto stradale che da Comiso porta allo
svincolo, sulla strada statale 115, che quel finanziamento non si è
perso, che quel finanziamento continua ad essere appostato nel
posto giusto, per essere utilizzato come prima tranche dei 140
milioni di euro che costituiscono tutta l'opera.
E, approfittando della presenza dell'assessore per le
infrastrutture e del Presidente della Regione, vorrei fare un
appello: qui tutti parlano di fondi che si sono perduti, di fondi
che si stanno per perdere. Presso il suo Gabinetto, presso la sua
Segreteria, è depositato, da qualche settimana, un provvedimento
che riguarda l'investimento di 378 milioni di euro che sono le
somme necessarie per realizzare i lotti 6-7-8 della Siracusa-Gela,
per realizzare il tratto che da Porto Empedocle porta alla strada
statale 640 e per realizzare un tratto di strada che da Agrigento
porta a Palermo. Dico ciò anche per rispondere all'onorevole
Fontana che mi ha sollecitato questo problema. La prego,
predisponga la delibera, anche perché questi sono dei fondi che
appartengono al POR-FESR 2007/2013. C'è il rischio di perderli; c'è
il rischio di non poterli spenderli. Diamo risposte concrete a chi
spesso si lamenta, al di là di quelle che sono le reali situazioni,
e spesso si lamenta al di là di quella che è la verità
Signor Presidente, la nostra relazione non può che essere negativa
perché purtroppo manca la parte più importante, quella che avevo
salutato con grande soddisfazione quando avevamo parlato, in questa
stessa sala, dell'articolo 65: quella relativa alle infrastrutture
sociali che, a quanto pare, il Governo ha ritirato, così come ha
ritirato l'articolo relativo al fondo per il contrasto della
povertà. Erano questi gli articoli che dovevano caratterizzare la
sua finanziaria; era questo il motivo per cui mi ero più volte
alzato e avevo plaudito all'azione sua e dell'assessore Bianchi.
Questi punti salienti, però, così come quelli dell'assessore
Scilabra, relativi alle misure per migliorare la competenza delle
popolazioni scolastiche per ridurre il tasso di dispersione
scolastica formativa e per il patrimonio edilizio scolastico in
aree a rischio, anche queste sono venute meno.
Sarebbe opportuno, quindi, che il suo Governo, così come gli
interventi nelle aree urbane, che si era caratterizzato,
all'inizio, per una serie di interventi nel sociale, per una serie
di interventi portati a migliorare le condizioni economiche di chi
soffre, di chi è in difficoltà, ritornasse nuovamente
sull'argomento; lo riaffrontasse con l'attenzione dovuta e cercasse
di dare velocemente risposte a fasce sociali fragili, deboli, che
hanno bisogno, più di altri, dell'intervento.
Abbiamo parlato di forestali. In Commissione, abbiamo cercato di
trovare le somme necessarie per poterli avviare al lavoro. Ci
rendiamo conto che ciò è difficile. Abbiamo collaborato a
realizzare un nuovo modo di approccio per i forestali. Abbiamo
immaginato per i forestali compiti che, fino ad oggi, erano stati
svolti da ditte pagate troppo e che facevano male questo lavoro.
Abbiamo voluto condizionare tutti gli enti che lavorano e che
dipendono dalla Regione a fare svolgere lavori per quanto riguarda
la forestale ai forestali, proprio perché volevamo incrementare
ulteriormente le somme destinate a questa fascia di lavoratori
precari. Così come ci siamo sforzati e, ancora adesso, chiediamo
con forza al suo Governo di stanziare le somme giuste e dovute per
i consultori.
Signor Presidente, in questo momento di grande difficoltà, non
possiamo mettere zero' o avere un capitolo per memoria quando
parliamo di consultori che si rivolgono alle fasce sociali più
deboli, così come ci pare insensata, priva di ogni valore, la
diminuzione delle somme che sono state destinate al capitolo in
difesa della vita nascente, quello che comunemente, barbaramente,
viene chiamato bonus bebé , proprio perché, in questo momento, le
famiglie fragili hanno più bisogno rispetto agli altri anni di
avere la possibilità di potere accompagnare i primi anni di
crescita dei loro figli con un contributo, seppure limitato, da
parte della Regione.
Per questo motivo, siamo qui a lavorare per la Sicilia, per la
nostra Terra, senza avere preconcetti di alcuna natura nei
confronti della finanziaria e del bilancio.
Siamo qui a rivendicare parità di trattamento ed equità per i
lavoratori socialmente utili e per i lavoratori precari; ci sembra,
infatti, che alcune fasce, inspiegabilmente, siano state lasciate
fuori e altre fasce, forse, abbiano ottenuto più di quello che
volevano.
Ma questi giorni, signor Presidente, ci devono servire proprio per
questo: per cercare di limitare al massimo alcune ingiustizie, per
cercare di intraprendere la via della giustizia, la via della
verità nell'interesse della Sicilia e dei siciliani e noi, a questo
compito, signor Presidente, siamo pronti.
PRESIDENTE. Le posso assicurare che non c'era la necessità di
evidenziare il ruolo della II Commissione perché nessuno, quanto
mai questa Presidenza, l'ha mai messo in discussione. Quello che si
è voluto puntualizzare, più volte, è che questo è un Parlamento che
ha cambiato registro, dove tutte le Commissioni hanno pari titolo,
sia le Commissioni di merito sia, certamente, la Commissione
Bilancio, che è chiamata a dare copertura finanziaria agli
emendamenti che vengono presentati.
Grazie per il suo pregevole intervento e anche per la larghezza di
vedute ed il coinvolgimento che ha voluto fare per tutta
l'Assemblea, per questa collaborazione che è in atto.
Dichiaro aperta la discussione generale.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, sicuramente, non mi sembra il caso di intervenire negli
aspetti più dettagliati della finanziaria; lo abbiamo fatto più
volte; ne abbiamo parlato; ne abbiamo parlato in Commissione;
abbiamo avuto il confronto con i singoli Gruppi parlamentari, con
tutti i Gruppi, dal centrosinistra al centrodestra, al Movimento
Cinque Stelle, ritenendo che l'azione di Governo debba
necessariamente confrontarsi con tutto l'arco delle forze
parlamentari.
Ritenendo questa una forma di rispetto del Parlamento, ma anche
una forma di rispetto degli elettori, che hanno eletto i propri
rappresentanti, quindi, la politica del Governo deve sempre sentire
quelli che sono i rappresentanti di opinioni, di posizioni che
sicuramente non sono uguali e che pongono delle esigenze diverse.
Tenendo presente che qualsiasi manovra finanziaria si possa fare
non sarà mai la più giusta, non lo sarà nelle condizioni che ci
vengono date, nelle condizioni economiche e finanziarie in cui ci
ritroviamo, nelle esigenze che abbiamo da affrontare e con la
esiguità delle risorse che noi abbiamo a disposizione.
E' da questi parametri che noi dobbiamo partire. Partendo proprio
da queste considerazioni, dobbiamo cominciare a considerare
indispensabile la riduzione della spesa inutile e l'incremento
invece di quelle spese che servono a creare, a fare solidarietà
sociale e a creare progetti di sviluppo e creare possibilità di
sviluppo.
E' chiaro che, oggi, molta parte delle attività che portiamo
avanti non entrano a far parte della finanziaria perché attengono a
spesa europea, laddove nel concreto si ha la possibilità
sicuramente di portare avanti grandi investimenti; siamo in una
fase avanzata per quanto riguarda il Patto dei sindaci; in una fase
avanzata per quanto riguarda la questione delle zone franche
urbana; siamo in una fase notevole per quanto riguarda poi tutti
gli investimenti programmati con i Fondi strutturali e con il Fondo
sociale europeo.
La finanziaria, quindi, in gran parte, riguarda i fondi della
Regione, le entrate a disposizione della Regione. Per un mero
errore, sono entrati qui i fondi che non dovevano entrare, come,
per esempio, quelli relativi al Piano giovane, altre cose che vanno
trattate in una sede diversa proprio perché sono frutto di attività
negoziale fra il Governo della Regione e il Governo nazionale e la
Commissione europea e, quindi, non possono essere sicuramente
cristallizzati dalla decisione del Parlamento perché rischieremmo
di vedere bloccati quei fondi se, ogni volta che dobbiamo o
dovessimo seguire il percorso - legiferazione del Parlamento,
verifica con il Governo nazionale, verifica con la Commissione
europea - e, poi, per ogni modifica, lo stesso tipo di iter.
Credo che su questo si creerebbe una situazione non gestibile e
credo sia un errore - è un errore - averli inseriti nella
finanziaria. Credo, pertanto, che vadano stracciati, proprio per
consentire, poi, di affidare alle dinamiche anche sociali - che
dovranno essere affrontate con le organizzazioni sindacali - le
questioni legate all'utilizzo del Fondo sociale europeo.
In questa finanziaria,introduciamo dei concetti nuovi:
l'abolizione di partecipate inutili, la riduzione dei costi delle
partecipate inutili, l'accorpamento di alcune di esse;
l'accorpamento di enti, per consentirci di risparmiare sui Consigli
di amministrazione, sull'organizzazione, sulla gestione di questi
enti, salvaguardando l'occupazione dei lavoratori, tenendo presente
e guardando anche con l'occhio del futuro. Non dobbiamo
dimenticare, infatti, che, entro la fine dell'anno, per la legge
nazionale, tutte le partecipate non strategiche dovranno essere
vendute o sciolte, con tutti i problemi che si possono aprire, poi,
rispetto ai lavoratori.
Laddove abbiamo individuato fenomeni di incorporazioni, quindi,
facendo entrare partecipate che, oggi, dovrebbero essere
praticamente cancellate - è questione di qualche mese - verso
contenitori che, invece, possono essere strategici, non è che
abbiamo voluto fare dispetto a qualche ente o a qualche
partecipata. Abbiamo semplicemente cercato di salvare
l'occupazione. Ci troveremo, infatti, proprio nel tentativo estremo
di conservare il sistema così com'è, nel paradosso, invece, di
recare danno a quel sistema in modo profondo e, soprattutto, ai
lavoratori.
Vi invito, quindi, a riconsiderare, laddove si è ritenuto, magari,
che un ente doveva essere utile, che era meglio mantenerlo, perché,
magari, siamo stati sollecitati dai lavoratori, dai Consigli di
amministrazione, rispetto a questo, che, forse, non individuano i
pericoli che ci sono, cioè l'obbligo di eliminare tutto ciò che non
serve.
E, invece, laddove inseriamo questi contenitori in contenitori più
vasti, che hanno la loro giustificazione strategica, questi si
salvano. Domani, non si salveranno.
Ho notato anche una certa preoccupazione in relazione a quando si
dice trattamenti diversi rispetto al precariato . Onestamente, se
ci sono stati trattamenti diversi intorno al precariato, non è
nella nostra finanziaria né nella logica di questo Governo.
In questa finanziaria, abbiamo inserito misure di salvaguardia per
tutti i lavoratori precari della Regione siciliana, partendo dai
forestali che non sono precari ma stagionali, che vengono, per la
prima volta, pagati con il salario e vengono a costare meno
rispetto al passato; le somme, infatti, gravano sulla spesa
corrente e non sulla spesa di investimento, per cui la spesa di
investimento, ogni anno, chiedeva almeno 30 milioni di euro solo in
progettazione inutile, perché era sempre la stessa, ogni anno,
anziché fare finire questa in salari dei lavoratori.
Gran parte della spesa, quindi, viene utilizzata per pagare quei
lavoratori e questo ci consente non dico che le scelte nel
passato non siano state obbligate, perché, quando si trovavano
risorse e l'unico sistema per pagarle era quello di accendere un
mutuo, non c'era possibilità di fare che quello.
Quest'anno, abbiamo cercato in qualche modo di modificarlo questo,
riservando soltanto alla parte di investimenti una minima parte.
Introduciamo quindi per questi lavoratori, come per tutti i
lavoratori delle partecipate, la possibilità della mobilità, della
mobilità verso la Regione attraverso l'utilizzo della mobilità
verso altri enti.
Qualcuno ha ritenuto anche qui di presentare emendamenti che
bloccano questa mobilità.
Io lo voglio dire con estrema sincerità. Guardate, ma quando
quelle partecipate le dovremo abolire - perché le dovremo abolire
in quanto siamo obbligati da una legge nazionale - e noi non
abbiamo previsto il meccanismo dell'utilizzo verso altri enti, nei
confronti di questi lavoratori si apre una sola prospettiva: il
licenziamento. Non pensate dunque che alcuni emendamenti che
sembrano ipergarantisti abbiano la caratteristica di difendere quei
lavoratori Essi hanno piuttosto la caratteristica di destinarli al
macero perché l'obbligo di legge, c'è tutto. Entro la fine
dell'anno dovranno rimanere soltanto le partecipate strategiche. E'
per tale motivo che abbiamo avviato processi di fusione per
incorporazione; è per questo che abbiamo avviato processi che
permetteranno la possibilità di utilizzare questi lavoratori nei
vari rami dell'Amministrazione e nelle restanti partecipate.
Perché, ad esempio, se il Consorzio Autostrade invece di
esternalizzare i lavori di sorveglianza per 12 milioni di euro
l'anno o di verde pubblico per 3 milioni di euro l'anno, noi li
facciamo fare ai lavoratori che vengono da altre partecipate o
vengono dalla forestale, noi non renderemo produttivi quei
lavoratori e governeremo gli esuberi?
Allora, è su questo che dobbiamo cominciare a pensare, a una sfida
sociale che noi facciamo, pur rispettando le leggi.
Guardate che noi abbiamo già avuto anche indicazioni molto
restrittive su alcune questioni. Laddove prevedevamo somme che non
fossero solo per l'anno in corso, ma per le quali era previsto un
impegno pluriennale con indicazioni molte nette, ci è stato detto:
ma se bisogna abolirli questi enti inutili e queste partecipate che
non servono perché avete previsto la previsione triennale?
Un accenno lo voglio fare con particolare rilevanza alla Social
Trinacria'.
La Social Trinacria non è né un'associazione pubblica, per
intenderci, né un'associazione convenzionata con la Regione
siciliana. E' un contenitore nato per affrontare la questione
dell'Emergenza Palermo, che conta circa 3.500 lavoratori. Questi
lavoratori inizialmente avevano una proiezione di costo di 36
milioni di euro l'anno, perché come misura di reddito, di sostegno
al reddito - misura che voglio precisare spetta soltanto agli
inoccupati -, poiché licenziati allora in quella condizione.
Attraverso quella misura i lavoratori hanno costituito
l'associazione Social Trinacria e si sono autoassunti a tempo
indeterminato. E dopo i tre anni, naturalmente nei tre anni hanno
goduto degli sgravi fiscali che adesso non ricordano più. Bene,
costoro dicono dovete aumentare di 36 mila quest'anno, di 45 mila
e poi ancora di 54 mila
Ma io, onorevoli colleghi, vi pongo qui una questione: possono
dei lavoratori che sono occupati a tempo indeterminato per legge
ottenere misure che sono previste soltanto per i disoccupati, vale
a dire quelle di sostegno al reddito?
Quindi in un gioco paradossale, questi lavoratori non potrebbero
ricevere quei 36 mila euro a reddito che noi prevediamo in
bilancio. Quindi, hanno poco da protestare, nel senso che si
trovano di fronte ad un Governo regionale che sta affrontando la
questione sociale, dimenticando persino, che bisognerà ripristinare
le condizioni iniziali per poterlo fare, per intenderci. Perché se
sono lavoratori assunti da una associazione, dovrebbero, potrebbero
reggere economicamente questa cosa, ma qualora ci fosse una
convenzione con la Regione siciliana Invece non c'è alcuna
convenzione scritta con la Regione siciliana, noi abbiamo pagato
per 3 anni il salario così strutturato con la busta paga di questi
lavoratori a tempo indeterminato, al costo uguale a quello della
contribuzione sociale, che oggi aumenterebbe, ma la materia è che
quel capitolo di spesa non poteva essere utilizzato in quel modo
Allora, con responsabilità, abbiamo affrontato la questione
sociale, così come l'abbiamo affrontata nella vertenza Gesip sulla
questione dei disoccupati.
E' chiaro che anche per la città di Palermo - ci siamo fatti
carico infatti dell'emergenza su Bellolampo. E' chiaro però che la
città di Palermo non è che può rivendicare di essere la sola città
della Sicilia e gravare tutta sul bilancio della Regione
Noi nei confronti della città di Palermo abbiamo dato tanti segni
di attenzione a cominciare da quelli del precariato, a quelli che
riguardano l'emergenza rifiuti, a quello che riguarda la gestione,
i costi che stiamo subendo sulla gestione della discarica di
Bellolampo, senza avere alcuna risorsa da parte del Governo
nazionale.
Coscienti come siamo che la città di Palermo è il capoluogo, che
una città di queste proporzioni deve avere sicuramente maggiore
attenzione; coscienti come siamo che ci sono una serie di emergenze
che riguardano questi lavoratori e che chiedono interventi di
sostegno da parte della Regione.
Tuttavia, se noi a questi lavoratori quando li incontreremo
individualmente diremo che faremo l'emendamento, che faremo la
legge, che faremo la proposta di assumerli a tempo indeterminato
diremo loro una bugia Chi pensa di poterlo fare, lo faccia, perché
tanto ci penseranno altri organi a ripristinare poi la legalità.
Perché noi lo sappiamo benissimo che non si può assumere a tempo
indeterminato. Io stesso ho tentato di fare una proposta al Governo
nazionale per cercare di assumere persino a 18 ore il personale
precario che abbiamo da 20 anni E la risposta che mi è stata data
dal Governo, dal Ministero del Lavoro, dal Ministero dell'Economia
è stata quella che noi abbiamo bisogno di una legge, come fu allora
la legge Prodi, che ci permetterebbe di riaprire queste situazioni.
Sono questioni che affronteremo con il Governo nazionale, ma
nessuno ci chieda oggi quello che non possiamo fare
Ed io lo voglio dire adesso - no a quest'Aula -, lo voglio dire a
chi ascolta fuori di quest'Aula Nessuno ci può chiedere quello che
non possiamo fare Perché se stanotte, domani, lunedì, martedì
prossimi, approvassimo quello che non si può fare il solo risultato
sarebbe quello di farsi impugnare quei provvedimenti E magari quei
36 milioni di euro che abbiamo previsto che dovrebbero essere dati
per il sostegno al reddito, non potrebbero essere utilizzati a
nessun titolo perché il Commissario dello Stato, certamente,
impugnerebbe una norma che prevedesse l'assunzione a tempo
indeterminato di lavoratori in assenza di leggi che prevedano il
diritto di assunzione. E ci troveremmo di fronte alla situazione
che quei lavoratori paradossalmente nel chiedere più di quello che
spetta loro, si potrebbero trovare senza nulla
Concludo ringraziando il Parlamento, ringraziando la Commissione
Bilancio, chiedo scusa perché sono stato io la causa involontaria
dell'assenza degli assessori ieri sera. Lo devo dire con sincerità,
perché nel piano che avevamo concordato originariamente con il
Presidente dell'Assemblea, onorevole Ardizzone, c'era il fatto che
la Commissione bilancio lavorasse stamattina e quindi gli Assessori
si sono presentati questa mattina, alle ore 10.00, e molti sono
ritornati perché il lavoro la relativa Commissione ha preferito
farlo a notte inoltrata. Essi sapevano che la loro disponibilità
avrebbero dovuta darla per l'intera giornata di oggi, ma anche
stasera. Vi chiedo quindi scusa, ma credo che lo staff
assessoriale che operava in collaborazione con l'assessore Bianchi
sia stato sufficiente perché conosce le materie oggetto d'esame.
Onorevoli colleghi, noi abbiamo un dovere: quello di fare un
bilancio della Regione che ci faccia risparmiare per farci
rientrare dal debito; di salvaguardare le questioni sociali e
guardare alle misure che riguardano i poveri e le imprese, tenendo
presente che sui poveri abbiamo anche delle somme specifiche per
quanto riguarda i cantieri di servizio del Fondo sociale europeo,
che non fa parte della manovra, e quindi sono da ritenere risorse
aggiuntive. E dobbiamo fare in modo anche di introdurre elementi di
giustizia ed eliminazione degli sprechi.
Lo ribadisco: certi enti non ci servono, magari serviranno alla
politica o a una parte della politica. Però, dobbiamo capire che è
arrivato il momento di dare veramente, anche su questo versante, un
esempio.
Quell'esempio che il Paese si attende, in cui il denaro pubblico
va utilizzato prima per le questioni più importanti e, laddove
rimanessero risorse, anche per altre cose che diventano possibili,
aggiuntive, ma non invertire invece la gerarchia dei valori.
Su questo so di trovare un Parlamento sensibile e sono convinto
che questo sarà il modo - così come è stato sinora fatto in
Commissione Bilancio - di operare in questa Aula.
Grazie a tutti, in modo bipartisan con il rispetto di ogni
posizione culturale e politica, senza che questo significhi voler
fare un inciucio, perché diventerebbe offensivo per la politica. Ma
invece la nostra deve essere una politica che si misura sui grandi
temi e sui grandi valori e che non abbia bisogno di inciuciare'
perché mette in campo strategie di collaborazione laddove
necessario, che servano ai cittadini e servano al popolo siciliano.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Presidente della Regione.
E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
signori assessori, onorevoli colleghi, la Sicilia vive un momento
drammatico, credo che sia uno dei momenti più difficili sotto il
profilo economico e quindi sociale per la nostra Isola. Quello che
accade per le strade, e che è accaduto ieri sera sotto questo
Palazzo, ci dimostra che ancora tanto questa classe dirigente deve
fare per chi ha una aspettativa legittima di portare un reddito,
anche minimo, per sfamare le proprie famiglie, i propri figli.
E rispetto a questo momento e all'appello che il Presidente
Crocetta aveva fatto all'inizio di questo percorso degli strumenti
finanziari dell'Assemblea regionale siciliana l'opposizione, ed il
Cantiere popolare per quanto mi riguarda, credo che abbia mantenuto
un profilo di altissima rilevanza.
Non mi piace essere autoreferenziale, onorevole Presidente, però
ritengo che l'opposizione ha fatto più in questi giorni di quanto
abbia fatto il Governo stesso e di quanto abbia fatto soprattutto
l'Assessore per il bilancio. All'Assessore al bilancio ho
riconosciuto garbo e stile, noi abbiamo lavorato con sobrietà,
senza alzare i toni. E credo che anche in questa Aula - ed è
l'augurio che mi faccio e che faccio - non sia il tempo dei toni
alti, sia il tempo della sobrietà, della pacatezza e della
concretezza, se ci riusciamo.
Abbiamo individuato alcuni vulnus in questo bilancio, in questa
finanziaria. Abbiamo cercato di correggerli. Per alcuni di questi
ci siamo riusciti, parliamo di temi di alto profilo, Presidente
della Regione Crocetta, quelli che ci appartengono e che abbiamo
cercato di introdurre nella finanziaria quando mancanti. Mi
riferisco, ad esempio, ai Fondi per i poli universitari che siamo
riusciti a recuperare grazie alla sensibilità del Governo, ma mi
riferisco anche, ad esempio - e su questo credo si debba aprire una
discussione - ai Fondi per le spese di funzionamento delle
Province.
Le Province sono state abolite, sono stati aboliti gli organi
politici, epperò, onorevole Presidente, a fronte di uno
stanziamento nel 2012 di cento milioni di euro, oggi ci vediamo in
finanziaria uno stanziamento di quarantaquattro milioni di euro.
Rispetto a questo tema, invito quindi il Governo a riflettere,
perché non sono soldi, fondi o risorse che riguardano la politica
delle Province, stiamo parlando di viabilità, di manutenzione, di
scuole, di disabili e di dipendenti delle Province. E su questo,
allora, credo debba aprirsi una riflessione ed invito il Governo a
farla perché questa dimenticanza non passerebbe inosservata.
Però, rispetto ai 44 milioni, onorevole Dina, presidente della
Commissione Bilancio, non è altro che l'accorpamento dei due fondi,
vale a dire dei trentaquattro milioni del capitolo che ne prevedeva
cinquanta e dei dieci per i fondi delle autonomie che ne
prevedevano cinquanta. Pertanto, il subemendamento che è stato
approvato non è un subemendamento in aumento - onorevole
Presidente, mi dia un momento in più perché sto interloquendo
PRESIDENTE. No, neanche un minuto in più, mi dispiace.
CORDARO dicevo, presidente della Commissione Bilancio Dina, è una
cosa molto seria.
La compensazione per le accise elettriche di trentasei milioni
dell'anno scorso è diventata di trentaquattro, i fondi delle
autonomie da cinquanta milioni sono passati a dieci milioni.
Hanno accorpato i due fondi, ma i fondi non sono stati impinguati,
attenzione, onorevole Presidente, mi faccia concludere, volevo dire
alcune cose, ne dirò una soltanto.
Il nostro giudizio sulla finanziaria è sospeso, il nostro
giudizio sul Governo è sospeso. Noi siamo in attesa di comprendere,
dopo avere lavorato con grande senso di responsabilità in
Commissione bilancio, se questo Governo vuole dare risposte a
quelle categorie che risposte ancora non hanno avuto.
Durante la discussione generale riteniamo che il Governo debba
dare dei segnali a quest'Aula, perché in questo momento noi non
potremmo che atteggiarci in maniera negativa rispetto agli
strumenti finanziari finora presentati e adoperando tutti gli
strumenti legislativi che ci sono consentiti. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Cordaro, lei ha sforato di trentotto
secondi.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Falcone. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente dell'Assemblea, onorevole Presidente,
Governo, onorevoli colleghi, credo che stasera, così come abbiamo
annunciato e detto in Commissione bilancio, saremmo voluti arrivare
in quest'Aula con una diversa sensazione, che era quella di vedere
finalmente un Governo che prendesse quota, che iniziasse, mutuando
una frase, a decollare. E non mutuiamo questa frase perché
riteniamo che
Presidenza del Vice Presidente Venturino
purtroppo si vive ancora di stenti e stenta così come stenta
ancora l'aeroporto di Comiso, caro onorevole Assenza, ma perché è
sotto gli occhi di tutti che quella che doveva essere una legge
finanziaria o dovevano essere delle disposizioni programmatiche e
correttive per il 2013, di fatto, abbiamo detto, si sono ridotte a
una mera manovra finanziaria. Uno spostamento di conti, di numeri,
qualche norma messa là giusto per dire e per dare l'impressione che
questo Parlamento si stesse muovendo.
Ma mentre questo Parlamento in effetti si è mosso, e si è mosso in
Commissione bilancio in tutti questi giorni, in decine e decine di
ore, in diversissimi giorni di audizione, abbiamo ascoltato e
audito decine e decine di realtà, per avere contezza, per arrivare
a vagliare prima e a poter adottare ed approvare dopo uno strumento
finanziario vero, che fosse un momento di nuova partenza, che fosse
il momento cardine di quella che doveva essere la rivoluzione del
Presidente della Regione.
E invece questo non c'è stato.
Ci siamo trovati di fronte ad un disegno di legge sulla
finanziaria che a distanza di tanto tempo ha avuto delle Note di
variazione, ha avuto un primo emendamento che ha corretto il primo
disegno di legge e successivamente un'altra serie di emendamenti
aggiuntivi per arrivare a circa cento norme. Di queste cento norme
più di trenta sono state ritirate. Di queste cento norme circa
quindici sono state bocciate, e non bocciate dall'opposizione, caro
onorevole Ioppolo, no, esse sono state bocciate soprattutto dalla
maggioranza che in molti casi si è sentita addirittura in imbarazzo
dinanzi alcune norme assolutamente inopportune, inadeguate e che
consigliavano e suggerivano il ritiro diversamente così come poi
avveniva l'approvazione di emendamenti soppressivi.
E allora abbiamo visto in che cosa si conclude alla fine questo
disegno di legge: si conclude in alcune norme, circa una
sessantina, che rappresentano soltanto alcune sistemazioni di poste
contabili, nient'altro. Non c'è una sola norma di sviluppo.
E quando dice il Presidente Crocetta che erroneamente erano state
messe delle norme al capo due degli emendamenti aggiuntivi, quelle
norme sino a qualche settimana fa rappresentavano e avrebbero
dovuto rappresentare la panacea ai mali di questa Sicilia, salvo il
fatto che poi ad un certo punto ci accorgiamo, giustamente io dico,
che si è sbagliato, e quindi si ritorna indietro.
Si ritorna indietro per fare una norma, una norma diversa.
Io non l'ho attaccata, assessore Scilabra, dinanzi agli uomini
della sua maggioranza che hanno chiesto le dimissioni e ho detto
che è giusto rivedere le posizioni.
E quando noi abbiamo detto all'articolo 61 che volevamo sostituire
col Piano della formazione professionale l'annualità due
dell'avviso 20, rimodulandolo, rivedendo i criteri e rivedendo
anche la platea a cui deve essere rivolta, bene, dinanzi agli
attacchi, noi abbiamo detto che è responsabile poter invece trovare
delle soluzioni.
Allora, io concludo dicendo che entrerò nel merito nel corso
dell'articolato. Noi auspichiamo che questo Governo, lo dico
all'assessore Bianchi a cui va il mio personale apprezzamento, lo
sa l'assessore, che io ho stima di lei, abbiamo avuto qualche
confronto un po' teso, però, vogliamo stasera ribadire che
l'opposizione, il Popolo della libertà, su molti emendamenti
assolutamente mai ha fatto ostruzionismo, addirittura su qualche
norma ha votato come lo stesso Governo poiché si trattava di norme
che avevano carattere generale.
Con queste mie considerazioni, e riservandomi di intervenire
sull'articolato, credo che dovremo prevedere invece un
maxiemendamento che possa fare la sintesi con qualche norma di
sviluppo che non ci è stata consentita di trattare perché legata
alle norme che successivamente il Governo ha ritirato facendo
decadere anche i nostri emendamenti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Caputo. Ne ha
facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, lei mi richiama prima di iniziare il
mio intervento, quindi mi intimidisce, lei sa che sono estremamente
timido nel mio comportamento.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori del Governo, questa
è la prima finanziaria del Governo Crocetta, in calendario è la
prima finanziaria, e quindi a fronte di una serie di interviste
televisive o di dichiarazioni o di innumerevoli conferenze stampa,
ci saremmo aspettati che all'attività mediatica e dichiaratoria
sarebbe seguita quella della sostanza e della programmazione.
E la presenza dell'ottimo assessore Bianchi certamente non poteva
dare smalto ad una finanziaria che è nata grigia, ed è una
finanziaria asfittica. E come direbbe qualche poeta popolare,
senz'anima. Perché io mi sono sforzato e sono stato fra quei
parlamentari che pur non facendo parte della Commissione bilancio
ho lavorato giorno e notte per dare il mio contributo a questa
prima manovra del Governo Crocetta che in teoria avrebbe dovuto
essere, come quando arriva il nuovo rispetto al precedente,
straordinaria e innovativa.
Questa invece è asfittica, e sa di vecchio. E' un rituale che
stiamo consumando in quest'Aula e stiamo dando alla Sicilia una
serie di norme che non daranno, e lo sappiamo tutti cari colleghi,
nessun vantaggio e nessuna speranza.
Io sono fra quelli, tanto per dare una risposta non c'è il
Presidente della Regione, ma siccome lo ha detto pubblicamente, mi
posso permettere senza superare i limiti dell'educazione a
rispondergli in assenza, ma è così ben rappresentato, anche da una
bella compagine femminile Io sono fra quelli che non ha lavorato
per la tabella H e pur essendo parlamentare dal 1996, mi onoro di
dire che non ho mai inserito un ente nella tabella H, non ne ho,
non ho mai avuto, quando me lo hanno chiesto ho rifiutato. Non che
ci sia nulla di male, ma siccome il Presidente Crocetta lo ha
adombrato a mo' di critica e quasi offesa al Parlamento, io dico
che non ci siamo offesi, ma non ho enti in tabella H. Però voglio
dire, signor Presidente, signori colleghi e signori assessori, il
Presidente Crocetta parte male, non ha fantasia, non ha
innovazione, non ha la visione di quello che è il Governo di questa
Regione. Io amo sempre dirgli, perché gli voglio bene, che lui non
è più il sindaco di Gela e che la Sicilia non è una Gela in grande,
Gela è Gela, la Sicilia è la Sicilia. E quindi lui deve cominciare
a pensare ad essere non più un sindaco ma il sindaco di tutta la
Sicilia.
E quindi deve avere la dimensione della crescita, dell'economia,
dello sviluppo, dell'occupazione, della politica economica e di
quelle che sono le necessità di questa Sicilia.
Mentre noi al terzo piano lavoravamo, a piano terra si sparava. La
Polizia e i Carabinieri hanno sparato contro dei palermitani, non
conosco i motivi, qualcuno dice che hanno sparato ad altezza
d'uomo, qualcuno dice che hanno sparato in aria. Però il fatto che
si sia sparato sotto il Parlamento è, indubbiamente, un fatto
allarmante, che dà l'idea di quello che oggi è lo stato
dell'opinione pubblica palermitana e siciliana nei confronti di un
Governo che ha disatteso - e mi spiace che anche l'assessore
Scilabra stia andando via - però, ero convinto
PRESIDENTE. Onorevole Caputo le posso dare ancora un minuto, non
di più, per correttezza.
CAPUTO. Un minuto mi basta, signor Presidente. Ero convinto che
oggi non avrei trovato l'Assessore Scilabra tra i banchi del
Governo. Ma per un problema di coerenza e per un problema di
rispetto a un Parlamento visto che lei non è eletta ma che è
nominata dal Governo. Un assessore che si è contraddistinto per
avere devastato la formazione in Sicilia e che è stata smentita da
un gruppo cospicuo e qualificato della sua maggioranza e che tutto
quello che lei ha detto è stata costretta - come dire - a
rimangiarselo, dal punto di vista politico, io mi sarei aspettato,
per coerenza, oggi, trovare un banco vuoto o trovare un nuovo
assessore.
Però, signor Presidente, l'ha detto il collega, amico Cordaro che
ha sospeso il giudizio sul Governo e il giudizio sulla Finanziaria.
Io non ho mai sospeso il mio giudizio su questo Governo che, al di
là delle belle personalità in tutti i sensi, è un Governo mediocre
PRESIDENTE. La invito a concludere, onorevole Caputo.
CAPUTO. e questa Finanziaria è quanto di più lontano potesse
essere dalla Sicilia. Noi faremo in modo di cercare di migliorarla,
ma se le carte dovessero restare quelle che sono il giudizio sarà
impietoso e sarà di bocciatura.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha
facoltà.
VINCIULLO. E' la prima volta nella storia di questo Parlamento che
si continui a parlare su una cosa che non c'è
DIPASQUALE. Signor Presidente, colleghi parlamentari, signori
assessori, è la prima Finanziaria per molti di noi. Magari per chi
ha avuto la possibilità di vivere l'esperienza amministrativa nei
comuni e lo ha fatto per tanto tempo, non ha trovato grandi
VINCIULLO richiedo l'allegato all'articolo 52, senza di questo è
impossibile andare avanti
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, facciamo finire l'intervento
dell'Onorevole Dipasquale, dopodiché chiariamo questa situazione.
Vada avanti Onorevole Dipasquale.
DIPASQUALE. Non si preoccupi che a me non disturbano, l'importante
che casomai mi faccia recuperare il tempo.
Quindi, è sicuramente per noi un'occasione nuova anche se alcuni
di noi hanno già esperienza con i bilanci dei comuni degli enti
locali.
Devo dire che un po' di amarezza e di delusione, penso, noi
giovani l'abbiamo trovata, l'abbiamo avuta quando ci siamo resi
conto di trovarci davanti ad una finanziaria che deve recuperare i
danni di malgoverno fatti negli ultimi anni, negli ultimi decenni,
non solo della regione siciliana, ma anche di qualche comune.
Dobbiamo dircelo, perché è questa la finanziaria. Chi pensa di
scaricare le responsabilità del perché si spari, del perché la
gente manifesti sotto l'Aula, a Crocetta, è davvero sciocco e
banale perché chi è senza peccato salga qui sopra e scagli la prima
pietra. Cari amici, tutti noi sappiamo che in questa Sicilia decine
di migliaia di precari, non ci sono perché sono stati assunti da
Crocetta, non ci sono perché c'è stato Rosario Crocetta che ha
preso in giro per decenni tantissimi padri di famiglia, oggi
Rosario Crocetta, insieme a tutti noi, perché il peso del bisogno,
il peso del disagio poi ce lo sentiamo tutti quanti noi, e cari
amici non ce lo sentiamo per responsabilità nostra o per
responsabilità di questo Presidente, ma per responsabilità di una
classe politica fallimentare che ha puntato tutto sul precariato,
e chi vi parla è un ex sindaco che a differenza dei ventimila
precari che ci sono negli enti locali, i suoi duecento ed oltre
precari se li è assunti con le proprie risorse e con le proprie
forze e quindi evitiamo qualsiasi choc e banale speculazione
pensando invece che tutti insieme abbiamo davanti questo mostro di
precariato, fatto dai forestali, fatto dall'Emergenza Palermo,
dagli enti locali, di gente che ha bisogno, che soffre e che oggi
trova una risposta in questa finanziaria, nonostante le grandi
difficoltà economiche che ci sono.
Permettetemi di esprimere il più grande apprezzamento nei
confronti dell'assessore per l'economia che ha dimostrato insieme a
tutto il suo staff - che ringrazio per il lavoro svolto -
grandissima professionalità e grandissima esperienza
amministrativa.
Abbiamo visto una squadra lavorare bene che ha messo in
condizione, maggioranza e minoranza, di confrontarsi in Commissione
nella maniera più civile e costruttiva possibile e quindi grazie
all'assessore, grazie a tutto lo staff che lo ha aiutato.
Abbiamo, quindi, una finanziaria che non è la finanziaria del
fallimento della Sicilia così come eravamo pronti ad affrontare.
Abbiamo la finanziaria che dà risposte a quelle che sono le
emergenze sociali; è la finanziaria che prende atto che esistono
delle classi deboli che hanno bisogno di aiuto e lo fa con
interventi specifici; è la finanziaria che dà la possibilità,
attraverso i cantieri di lavoro ed altri interventi, di avere
piccole risposte, ma importanti, di chi oggi si trova in grande
difficoltà.
Ma è la finanziaria che rilancia l'edilizia attraverso l'edilizia
economica e popolare, l'edilizia agevolata, prevedendo tantissime
risorse, è la finanziaria dei comuni perché è cambiato il trend
negativo dei tagli continui nei confronti degli enti locali, è la
finanziaria che non rappresenta e che non ha rappresentato il
fallimento della Sicilia ma con le poche risorse che ha rappresenta
la possibilità di superare un momento di difficoltà e, dove
possibile, di avviare un rilancio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Grasso. Ne ha
facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi è approdata in
Aula la finanziaria in un momento in cui la Sicilia sta
attraversando uno dei periodi peggiori. C'è un disagio sociale che
riaffiora, più che il disagio, una ingiustizia sociale. Io mi
chiedo se questa finanziaria risponda veramente alle attese e alle
esigenze e alle aspettative dei siciliani.
Dobbiamo dircelo con franchezza e chiarezza, sicuramente no,
perché non riesce a dare quelle risposte che la Sicilia in questo
momento si aspetta. Risposte in termini di sviluppo, risposte in
termine di rilancio economico. Una finanziaria scarna, quindi si è
cercato in qualche modo, e devo dire anche con senso di
responsabilità e di collaborazione anche da parte delle
opposizioni, di prendere atto e di contribuire, perché in questo
momento nessuno può sottrarsi alle proprie responsabilità.
L'assunzione di responsabilità ci ha portato a contribuire
affinché questa finanziaria arrivasse in Aula, però non si può
sottacere che alcune categorie sociali sono rimaste escluse e non
attenzionate.
Non si può non sottacere che alcuni tagli alla spesa andavano
fatti nei mesi precedenti e già qui avrebbero dovuto incidere
positivamente sul rilancio e sullo sviluppo.
Non si può non sottacere che la finanziaria dà delle indicazioni,
il Presidente parlava del micro credito, un emendamento presentato
dal Movimento Cinque stelle, ma non ci sono ancora i 36 milioni di
euro previsti, per cui il 5, il 6 e il 7 maggio tutte quelle
persone e tutte quelle categorie sociali che aspettavano una
risposta concreta, questo microcredito non lo avranno.
Una finanziaria che ci consente di intraprendere un cammino, ma il
5 maggio il Governo è chiamato ad un ulteriore atto di
responsabilità, perché bisogna intervenire su tutti i settori della
spesa, basta poco, il taglio delle macchine blu, sono segnali che
dimostrano che c'è un atteggiamento diverso della politica, un
atteggiamento diverso dei funzionari.
Ho firmato e sottoscritto e condiviso con il Movimento Cinque
Stelle, l'emendamento sulle royalty, perché giusto che chi in
Sicilia estrae petrolio debba pagare e non solo lo debba pagare sul
petrolio estratto sulla terra ferma ma anche quello che viene
estratto al largo del mare, mi riferisco a Gela e anche qui il
Governo deve vigilare.
Poi abbiamo tutto il problema del precariato. Noi lo abbiamo
rinviato, ma il problema del precariato va risolto, perché
costituisce un problema sia per la Regione, sia per i siciliani,
sia per gli stessi lavoratori, perché gente che da vent'anni presta
la propria opera, il proprio servizio nei confronti di Comuni e
degli Enti locali, non può ogni anno alla scadenza dei contratti
pensare di trovarsi in mezzo a una strada.
Le soluzioni ci sarebbero potute essere in passato, ma purtroppo
non sono state trovare, ma ci possono essere oggi. Quindi, qui il
Governo è chiamato ad un atto di responsabilità perché si proceda
alla stabilizzazione dei precari, perché le condizioni - presenterò
domani un emendamento in Aula - per la stabilizzazione ci sono.
La nostra finanziaria purtroppo è, per una parte, blindata da
risorse che devono essere destinate a categorie sociali che oggi,
secondo una parte della collettività, rappresentano un peso, ma che
sono invece una vera risorsa per la nostra Sicilia e per la nostra
terra se, coerentemente e correttamente impiegati, mi riferisco ai
precari ed ai forestali.
Noi potremmo risparmiare soldi immensi, per quanto riguarda le
somme destinate ai dissesti idrogeologici, se solo sapessimo bene
utilizzare e finanziare, noi potremmo rilanciare il nostro e
potremmo parlare di sviluppo sostenibile se solo potessimo fare e
solo se saremmo in grado di fare una riforma che preveda la
stabilizzazione dei forestali facendoli lavorare nella
riperimetrazione dei parchi e, finalmente, riuscendo a coniugare
ambiente ed economia, facendo rivivere questi territori, e i
forestali si potrebbero pagare da soli perché potrebbero produrre
un indotto anche attraverso tutte le attrezzature sportive che si
possono collegare all'interno dei parchi e che diventerebbero
fruibili.
Ecco, io sarei stata oggi ben felice, di potere dare un mio
contributo ad una finanziaria così come io nei giorni precedenti,
nei mesi precedenti, mi riferisco ai primi giorni del mio
insediamento, mi sarei aspettata.
Noi abbiamo parlato di tagli agli Enti, ma di fatto ancora non
abbiamo tagliato nessun Ente perché li stiamo rifinanziando, noi
abbiamo parlato di tagli a diversi settori, ma ancora non è stato
tagliato nessun settore.
Ecco, oggi, noi saremmo dovuti essere in grado di venire qui con
un aumento delle entrate che avrebbero potuto avere delle ricadute,
invece ahimè, siamo riusciti, in Commissione Sanità', a emendare
il provvedimento del Governo che imponeva il pagamento del ticket
per alcune categorie di persone, cioè le persone con reddito di
cinquantamila euro. Ricordiamo che le persone che oggi hanno un
reddito di cinquantamila euro sono quelle famiglie con due
impiegati, che hanno dei figli da mandare a scuola e che non
possono pagare dieci giorni di ricovero a dieci euro al giorno,
rispetto a un servizio sanitario inefficiente.
Ecco sulla sanità, assessore Borsellino, c'è molto da dire.
E poi un'altra cosa. Io ritengo che gli Enti locali andassero
maggiormente attenzionati, e invece non lo sono stati. Per il resto
mi riservo, perché il Presidente mi dice di stringere e chiudere.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ferrandelli. Ne ha
facoltà.
VINCIULLO. Presidente noi vogliamo avere gli allegati all'articolo
53, anche perché non possiamo continuare, stiamo parlando, per
essere chiari, dei trecentocinque milioni .
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, così come è stato già
informalmente informato, e lei è già stato informato, ma sta
portando avanti più volte questo concetto, ma lei era stato già
informalmente informato che ne avremmo parlato, successivamente, in
Aula. Quindi non capisco perché continua ripetutamente
VINCIULLO. Ma lei pensa che su uno strumento di trecentocinque
milioni di euro, che noi non possediamo, si possa continuare a
parlare di finanziaria e bilancio? Se tutta la manovra è in questo
allegato all'articolo 53, di che cosa stiamo parlando?
PRESIDENTE. Lei è stato abbastanza chiaro. Proseguiamo intanto con
l'onorevole Ferrandelli e poi torneremo a discutere con l'onorevole
Vinciullo.
FERRANDELLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire,
con molta sincerità, che è davvero difficile essere un esponente
della maggioranza che sostiene il Governo e, chiaramente, non
trovarsi su alcune misure anche d'accordo con lo stesso Governo col
quale si sostiene.
E' vero che noi siamo di fronte a una manovra finanziaria e
davanti a un bilancio che impone più che altro - come commentavamo
con altri colleghi, anche durante le giornate della Commissione
bilancio' - più un piano di rientro, che in realtà un piano di
sviluppo per la Regione Sicilia, a causa dei guasti e anche degli
sprechi che precedentemente le gestioni - anche quella Lombardo -
hanno consegnato alla Sicilia.
Ma dobbiamo anche tener conto di quanto affermato durante il
periodo della campagna elettorale, soprattutto dalla coalizione
alla quale appartengo.
Noi apparteniamo a una coalizione che non può guardare il pareggio
di bilancio soltanto come valore al quale tendere, ma a una
coalizione che deve guardare alla lotta alle povertà,
all'esclusione sociale, che deve guardare chiaramente a quelle che
sono le fasce e le categorie più deboli.
Ebbene, è vero che io mi sento vincolato affettivamente, ma anche
politicamente, alla mia stessa maggioranza, però essere un
componente della maggioranza non significa negare la propria storia
e non potere ritornare a guardare le stesse facce e gli stessi
volti delle persone che mi hanno sostenuto e alle quali abbiamo
dato - anche durante il periodo della campagna elettorale - ampie
rassicurazioni sulla propria condizione, sulla propria vita.
Perché noi siamo davvero stati convinti da un progetto, che deve
essere un progetto rivoluzionario che non può assolutamente tendere
alla macelleria sociale.
E allora perché faccio questo intervento? Perché voglio porre
l'attenzione, a tutto il gruppo che sostiene il Governo, a tutta la
maggioranza, affinché nelle prossime ore che ci vedranno
protagonisti, noi ci ricorderemo delle promesse che abbiamo fatto
in campagna elettorale e degli impegni che abbiamo assunto.
E, soprattutto, che sapremo guardare i singoli emendamenti con gli
occhi di quegli uomini e di quelle donne che hanno incrociato
altrettanti occhi di altri uomini e di altre donne, proponendogli
una fuoriuscita dalla propria situazione di difficoltà.
E allora è un invito e uno stimolo alla mia stessa maggioranza, ma
anche a tutta l'Aula, a guardare veramente al bene della Sicilia e
a guardare a tutti quegli interessi, che non possono essere
interessi soltanto di una parte politica, ma che riguardino
anzitutto i più deboli.
Guardate, noi ci apprestiamo ad approvare, probabilmente, un
bilancio e una finanziaria che non lasciano davvero molti margini,
ma all'interno di quei pochi margini che abbiamo noi non possiamo
dimenticarci delle questioni spinose e anche delle questioni che
riguardano la condizione difficile di centinaia e centinaia di
famiglie.
E io mi riferisco allo sconforto al quale stiamo assistendo in
queste giornate, sul mondo della formazione professionale, allo
sconforto al quale stiamo assistendo sul mondo del sociale che è
preoccupato dai tanti tagli, e devo dire che se forse un errore
devo riconoscere alla mia maggioranza e al Governo è quello forse
di essersi confrontato poco, di essersi confrontato poco con i
sindacati, di essersi confrontato poco con le parti sociali, con le
associazioni datoriali, con le categorie, perché è chiaro che in
un momento di difficoltà come questo, arriva il momento in cui tu
devi condividere insieme a tutti quelli che sono le misure
drastiche che dovrai assumere.
E un ultimo appello lo voglio fare proprio per quei lavoratori
precari dei quali si parla, quei famosi lavoratori della Social
Trinacria, e questo è un appello che faccio non soltanto alla mia
maggioranza ma che faccio a tutta l'Aula e a tutti i deputati
palermitani, indipendentemente dall'appartenenza politica perché un
dramma di 3.100 persone non può essere sottovalutato. Non può
essere sottovalutato e soprattutto non possiamo ritornare indietro
rispetto ad una condizione.
Guardate, si parla di carte, si parla di incartamenti, io non
vorrei che la discussione finisse fra azzeccagarbugli' all'interno
di questa Aula, però qua ci sono delle delibere, anche io leggo le
carte, anche io ho seguito da palermitano, da consigliere comunale
prima e da parlamentare oggi, la vicenda di questi lavoratori e
abbiamo delle chiare delibere.
Abbiamo una delibera di Giunta che è la n. 227 del 23 giugno 2010
in cui la Giunta regionale fa predisporre alla Regione siciliana,
al dottore Emanuele, nella fattispecie, e a Sicilia Lavoro Spa e
all'Assessorato alla Famiglia la soluzione tecnica prevista
all'articolo 52 della Legge regionale e questo lo fa al comma 5.
Abbiamo un'altra delibera che è stata fatta tra la Regione
siciliana e Sviluppo Italia per dare proprio seguito a quella
delibera, che è appunto la delibera protocollo 41156 ed è la
delibera n. 301, del 4 agosto 2010, per citarne alcune. Vedo qui la
bozza di convenzione-quadro per l'affittamento di attività della
Regione siciliana alla società Lavoro Sicilia Spa e questa è una
bozza che in realtà è disponibile a tutti.
Abbiamo ancora altri riferimenti, fra cui la seduta n. 156 del 14
ottobre 2010 nella quale la stessa dottoressa Di Liberti parlava
dei 36 milioni di euro ed espone che: l'individuazione della
società necessaria al fine della contrattualizzazione dei soggetti
appartenenti al bacino ha lavorato il dipartimento Bilancio e che
al fine di detto percorso è stata individuata la formula della
società onlus come la più appropriata per la stabilizzazione,
anche al fine di potere godere degli sgravi contributivi previsti
dalla legge , quindi un chiaro passaggio nel quale si vede la
chiara volontà della Regione. E su questo potremmo dire anche che
lo stesso notaio Maccarrone è stato pagato con somme erogate dalla
Regione siciliana e che fossero presenti all'interno dello statuto
della onlus tre dipendenti della Regione siciliana che, poi, si
sono dimessi, e che la costituzione dice con l'alto patrocinio del
Presidente della Regione . Esistono addirittura video su blog in
cui c'è la firma, appunto, del contratto.
Abbiamo qui le carte di Sviluppo Italia Sicilia, c'è una seduta
pubblica in cui Sviluppo Italia Sicilia conferma di essere stata
incaricata dalla Regione siciliana e abbiamo addirittura l'avviso
pubblico in cui l'Assessorato alla Famiglia tramite Decreto
dirigenziale invita tutti quanti gli enti a partecipare, a dare una
manifestazione di interesse per potere usufruire del personale
della Social Trinacria e inoltre avvisa anche il personale dell'ex
bacino Emergenza Palermo a recarsi alla contrattualizzazione in
determinati giorni. E qui abbiamo questo avviso, ed abbiamo le
lettere con i giorni in cui si avvisano i lavoratori.
Noi dobbiamo stare attenti a non fare retrocedere dei lavoratori
alla propria condizione pregressa e soprattutto a liberali da
quelle formule cooperativistiche che in generale facevano
controllare anche quel voto. C'è un rapporto per cui la Regione
siciliana eroga direttamente le somme.
E allora invito tutti quanti a fermarsi e a guardare all'interesse
della Sicilia, dei siciliani e soprattutto a rivedere,
attentamente, all'interno della manovra finanziaria tutto quanto il
bilancio e tutto quanto la finanziaria, a partire da noi stessi,
cominciamo a rivedere non soltanto al taglio degli sprechi, ma le
indennità aggiuntive di carica, a rivedere del 50% il taglio alle
spese degli assessorati, a fare dei centri di costo, a fare sì una
manovra finanziaria e un bilancio che combatta la macelleria
sociale ma che tagli veramente gli sprechi e che possa dare respiro
alla Sicilia non soltanto ai più deboli ma anche alle attività
produttive.
PRESIDENTE. Onorevole, la invito a concludere. Ha preso già più
tempo del previsto.
FERRANDELLI. Concludo, la ringrazio per questi tre minuti
aggiuntivi, però mi si deve riconoscere che io intervengo solo
quando è necessario.
PRESIDENTE. Si lo so, m ci siamo dati una regola e per oggi
cerchiamo di rispettarla.
FERRANDELLI. Allora, invito tutti quanti e soprattutto la mia
stessa maggioranza a non dare un voto che sia un atto di fede ma
che sia un atto di coscienza entrando nel merito dei provvedimenti
che noi dobbiamo andare ad approvare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Assenza. Ne ha
facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima di far
partire il tempo, io vorrei ribadire la richiesta dell'onorevole
Vinciullo. C'è stato assegnato il termine fino a mezzanotte per
proporre gli emendamenti dicendoci che già erano sulle email di
ciascun deputato, la finanziaria riscritta secondo l'ultima
approvazione della Commissione bilancio' con tutti gli allegati. A
tutt'ora e, sono le ore 19.00, degli allegati non vi è traccia.
Questo è un problema procedurale importantissimo, la Presidenza si
deve fare carico di questo, perché altrimenti i termini per gli
emendamenti, chiaramente, devono slittare a domani mattina.
Detto questo, signro Presidente, io inizio rivangando quello che
è successo in data 29 dicembre 2012, quando è approdato in Aula
l'esercizio provvisorio.
Esercizio provvisorio, noi dell'opposizione dicevamo bella
novità', è partito bene il Governo Crocetta, è partito con le
proroghe, proroghe degli ATO e proroghe dell'ATO idrico,
dell'ambiente e esercizio provvisorio.
C'è stato detto dal buon Presidente Crocetta: attenzione, noi lo
approviamo fino al 30 aprile, il termine massimo che ci consente la
legge, ma state sicuri che da qui ad un mese, massimo entro
febbraio, noi avremo un bilancio vero, il bilancio che costituirà
la chiave di volta per lo sviluppo siciliano'.
Caro Presidente, siamo al 27 aprile e con grande sforzo stiamo
approdando in Aula rispetto ad un bilancio e ad una finanziaria
che a tutt'oggi non sappiamo quale sarà, perché il testo definitivo
è ancora nelle chiuse stanze di qualcuno che deve limare quello che
non può essere limato, che deve conciliare quello che non può
essere conciliato, che deve trovare i fondi che non possono essere
trovati, con buona pace dell'onorevole Ferrandelli e di tutti i
malpancisti' come lui che però poi alla fine predicano bene ma
razzoleranno male votando a scatola chiusa quelli che saranno i
risultati di questo pessimo bilancio, perché di questo si tratta.
Allora, signor Presidente, noi siamo stati costretti a slittare
di settimana in settimana le riunioni delle Commissioni di merito
perché questo bilancio e questa finanziaria non arrivavano mai,
quando sono arrivate abbiamo avuto i tempi contingentati perché in
poche ore, o massimo in un giorno abbiamo dovuto predisporre gli
emendamenti, discuterli ed approvarli e poi siamo si è giunti in
Commissione Bilancio.
Mi ricordo un altro discorso di insediamento, quello dell'illustre
signor Presidente di questa Assemblea, che anche io ho contributo
ad eleggere, il Presidente Ardizzone che facendo un discorso alto,
ma veramente alto, ha detto: devono considerarsi finiti per
sempre i tempi in cui in una nottata si discuteva e si approvava
con improvvisi blitz, sono finiti per sempre i tempi degli assalti
alla diligenza, il bilancio deve essere approfondito e discusso per
giorni, per settimane, se occorre per mesi, per approdare ad uno
strumento valido quanto più possibile condiviso e soprattutto alto
nell'interesse della Regione'.
Le abbiamo viste anche queste promesse come si sono realizzate,
signor Presidente, ed io da neofita di questo Parlamento, devo
dire di essere stato completamente disilluso. Se questa è la
Sicilia che cambia, nonostante i 60 deputati nuovi, o 55,
veramente questa Sicilia è destinata a non cambiare assolutamente e
lo dico con profonda amarezza.
Io ho partecipato, pur non essendo membro della Commissione
Bilancio, ma spinto dalla volontà di dare il mio contributo, sia
pure modestissimo, ai lavori, alla prima notte dei lavori in
Commissione Bilancio. Me ne sono andato e non sono più tornato,
perché mi rendevo conto della inutilità di quei lavori e sono stato
un buon profeta se è vero come è vero che alla fine è stato tutto
rimesso in discussione, tutto ritirato e partiamo oggi praticamente
da zero.
C'è da dire che mentre noi continuiamo a giocare con le alchimie,
la disperazione è tanta perché pur essendo rientrato nella mia
provincia, Ragusa, che dovrebbe essere la realtà più favorevole di
questa Isola, o almeno così fino a poco tempo fa lo era, la
disperazione è altrettanta di quella che abbiamo nei piazzali
antistanti il nostro Parlamento e noi continuiamo a baloccarci su
riforme impossibili e meno male, ripeto, meno male che il Governo
ha avuto il buon senso di ritirare tutta quella parte che
costituiva una intrusione a forza nella finanziari e con la quale
si pretendeva di modificare in maniera maldestra dobbiamo dire, ad
esempio l'articolo 44 che era un obbrobrio delle realtà importanti
come i consorzi industriali, caro Presidente
E che dire poi delle promesse per le singole province.
Personalmente vengo dalla provincia di Ragusa, e voglio vedere - e
lo dico senza presunzione - con quale faccia i conterranei della
nostra provincia approveranno questa finanziaria se, come temo e
come spero che non avvenga, verranno completamente neglette le
esigenze di quella provincia a partire dalla legge su Ibla, per
passare alla norma che prevedeva, dopo un ordine del giorno
approvato all'unanimità da questa Assemblea, la messa in bilancio,
nel bilancio pluriennale, dei fondi necessari per assicurare non
solo l'apertura, ma il mantenimento per gli anni a venire della
possibilità per l'aeroporto di Comiso di effettivamente decollare;
un emendamento che porta la firma dell'Assessore Bianchi che è
stato battuto in Commissione Bilancio
MUSUMECI. A proposito dell'Assessore Bianchi: dov'è? Senza
l'Assessore in Aula non si può parlare di bilancio.
E' assurdo che l'Assessore non sia in Aula quando si parla di
bilancio Non è mai accaduta una cosa del genere.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vista la richiesta più volte
effettuata dall'onorevole Vinciullo, stanno predisponendo
l'allegato cui l'onorevole Vinciullo faceva riferimento, ovviamente
non avendo il dono dell'ubiquità, abbiate un attimo di pazienza e
l'Assessore sarà di nuovo presente in Aula. La Presidenza la
ringrazia per aver sottolineato questo.
La prego onorevole Assenza di completare il suo intervento.
ASSENZA. Mi riservo di intervenire sulle singole voci, non posso
che sperare che con un atto di reminescenza finale si cambi
completamente l'anima di questa finanziaria che attualmente è
assolutamente inesistente e si dia veramente una speranza a
quest'Isola che ne ha tanto bisogno.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Digiacomo. Ne ha
facoltà.
DIGIACOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che chi mi
ha preceduto ha toccato degli argomenti importanti.
Deve sapere, signor Presidente, che la Sicilia sud-orientale negli
ultimi trent'anni si è caratterizzata per tre momenti fondamentali:
il primo, la nascita di una università; il secondo, la legge su
Ibla; il terzo, l'aeroporto di Comiso.
Ahimè Noi non abbiamo da presentare, in finanziaria, problemi che
riguardano l'emergenza Palermo, problemi che riguardano argomenti
che prosciugano, ingessano il 95 per cento del bilancio; noi ci
siamo caratterizzati per queste tre virtualità che sono state o c'è
stato un tentativo di emulazione nel corso di questi trent'anni, a
volte con risultati brillanti, a volte con risultati mediocri.
Lei ricorderà, a proposito dell'aeroporto di Comiso, che doveva
nascere l'aeroporto di Agrigento, e poi l'aeroporto di Enna, e poi
l'aeroporto delle Eolie. Non è nato proprio un bel nulla.
E' nato a Comiso il terzo aeroporto civile di valenza
internazionale.
TURANO. Il quarto
DIGIACOMO. Il terzo, perché Birgi è un aeroporto militare usato
per fini civili e infatti quando ci sono stati accensioni nel
mediterraneo l'aeroporto di Birgi ha avuto una contrazione delle
possibilità di volo civile, ma il terzo aeroporto civile che nasce
in Sicilia è l'aeroporto di Comiso, nulla togliendo all'esperienza
straordinaria che Birgi ha rappresentato e che è diventato ora un
modello emulativo rispetto allo spazio che dobbiamo dare alle
compagnie low cost.
Ora capisco, signor assessore, che siamo in un clima di
ristrettezze e che far quadrare un bilancio di questo genere è una
mission impossibile, ma signor Presidente le pare che quei pochi
elementi emulativi siano stati completamente dimenticati?
Insieme all'onorevole Di Pasquale - e da sindaco le assicuro che a
proposito di questi argomenti siamo venuti quasi alle mani -
abbiamo proposto, in questi anni, una realtà senza la quale, per
esempio, non ci sarebbe lo sceneggiato di Montalbano.
Stiamo parlando di questo. Un aeroporto che con volo diretto può
raggiungere tutta l'Europa e buona parte dell'Africa e dell'Asia.
Un'università di lingue che è tra le più apprezzate del mezzogiorno
d'Italia. Si tratta di pochi spiccioli, anzi, addirittura, per
quanto riguarda l'aeroporto di Comiso, a costo zero.
Noi abbiamo chiesto, assessore per l'economia Bianchi, soltanto di
appostare sul bilancio una voce che dicesse che, alla fine della
fiera, se non si riesce a fare rientrare Comiso nell'accordo di
programma, per quanto riguarda i controllori di volo, provvederà la
Regione siciliana dal 2015 in poi. Quindi, una somma che può essere
senz'altro recuperata se si riesce, tutti insieme, in questa
battaglia giusta.
Ma non inserire questa cosa è un atto di distrazione che anche per
un vecchio comunista come me, abituato a sostenere il Governo che
lo rappresenta, mi pone in una condizione di imbarazzo, ma con
quale faccia noi inseriamo la possibilità di recuperare il centro
storico, attraverso dei contributi a fondo perduto ed ha reso dei
contributi in conto capitale, quando contemporaneamente ci
dimentichiamo di Ibla, sono delle dimenticanze imperdonabili.
Prego l'assessore per l'economia Bianchi di dare questo segnale,
perché è un segnale importante, uno di quei fiori all'occhiello di
cui la Sicilia ha bisogno, uno di quei pochi risultati di buona
politica del quale dovremmo essere fieri tutti, perché altrimenti
questa finanziaria così difficile avrà raggiunto, per noi della
Sicilia sud orientale, un doppio risultato: il primo risultato è
quello di essere una finanziaria difficile, lacrime e sangue , e
di avere disperso quel patrimonio di cui tutti potevamo essere
orgogliosi, l'aeroporto di Comiso e legge su Ibla, e confermiamo
venticinque milioni di euro per la tabella H dimenticandoci
dell'uno e dell'altro.
Diamoci una pausa di riflessione e rimediamo a questa cosa che
offende i siciliani, li offende perché è l'indistinto della notte
hegeliana in cui tutte le vacche diventano, le bianche e le nere, e
quando accade questo in una civiltà siamo nella sottocultura. Una
civiltà che si rispetti, come la nostra, non deve dimenticare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha
facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ci siamo resi
conto, sin dalle prime battute, che approntare il tema bilancio e
finanziaria fosse un tema difficile, complicato e lo avevamo notato
sin dalla presentazione del documento di programmazione finanziaria
dove lei aveva, di fatto, rinviato al prossimo anno quello che
doveva essere una sorta di progetto di sviluppo di questo nostro
territorio. E però, immaginavamo che la finanziaria fosse qualcosa
di più forte, di più consistente, di più significativo, sia in
termini di equità, sia in termini di sviluppo e, soprattutto,
trovasse, nell'ambito di quello che lei ha evidenziato con forza e
cioè l'intervento dello Stato in ordine all'applicazione
dell'articolo 37 del nostro Statuto, una sorta di opportunità che
consentisse alla Sicilia di andare avanti, di guardare con fiducia
al futuro e, soprattutto, mettere in condizione questo territorio
di affrontare una volta per tutte il tema dell'occupazione e del
lavoro.
E invece, credo che abbiamo soltanto concluso da un lato una
operazione di trasformare le risorse finanziarie dello sviluppo in
risorse destinate al pagamento delle spese correnti e, purtroppo,
ahimè, alla scomparsa della copertura finanziaria, a cominciare dal
2015, di quello che è l'articolo 38 dello Statuto che per tanti
anni era stato una risorsa aggiuntiva di quelle che sono le risorse
ordinarie del bilancio della Regione.
Riassume la Presidenza il Presidente Ardizzone
In più abbiamo anche dovuto utilizzare le risorse che lo Stato
stabilisce a proposito del Piano casa per la Regione siciliana in
risorse che attengono al pagamento delle competenze in ordine a
quelle che sono i compiti istituzionali di questa Regione e,
soprattutto, abbiamo notato nell'ambito della finanziaria, con una
norma, la scomparsa di ben 151 milioni di euro che sono a valere
sulla legge regionale a proposito dell'edilizia convenzionata.
Abbiamo posto rimedio a questo cercando di applicare una norma,
per quanto riguarda il tema dello sviluppo e il tema della casa
attraverso il recupero di una vecchia norma e, quindi, consentire
un'attivazione reale di quelle che possono essere risorse di cui
alla 457 del 1978, ma non credo di avere scorso, nell'ambito di
questa finanziaria, norme che vadano al di là della riduzione della
spesa, norme che riguardano le proroghe dei precari, l'istituzione
di un ulteriore microcredito, che mi sembra una misura aggiuntiva
ai due microcrediti già esistenti, sarebbe stato forse il caso di
correggere quelli che sono esistenti, ed infine - mi permetto di
sottolineare - il provvedimento legislativo, che è indicato credo
all'articolo 3, a proposito della ristrutturazione del debito in
cui avevamo con forza segnalato in Commissione Bilancio la
necessità di una programmazione di cui fosse informata la
Commissione Bilancio e anche un bando di evidenza pubblica.
Non abbiamo ben compreso quali sono le ragioni per cui il Governo
si ostina ad un atteggiamento negativo rispetto a questo
emendamento che ripresenteremo nuovamente in Aula perché credo che
sia una norma improntata al buon senso e soprattutto alla
trasparenza assoluta.
Per il resto, il giudizio su questa finanziaria, mi creda, è
soltanto di contenimento, è soltanto riferito alla tenuta dei
conti, non c'è una norma che possa dare coraggio ai siciliani, che
possa consentire ai siciliani di guardare al futuro con un minimo
di attenzione e di speranza.
C'è soltanto una norma di contenimento in genere della spesa, per
alcuni versi di riduzione e, mi permetto di dire, mi auguro che,
attraverso gli emendamenti che saranno presentati, potrà questa
finanziaria essere migliorata e dare una speranza ai siciliani.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lentini. Ne ha
facoltà.
LENTINI. Accolgo con tanto piacere che un amico siciliano da oggi
investirà un grande incarico come Ministro della funzione
pubblica, ma vede Presidente la politica purtroppo ci divide come
ha diviso me, a casa, con un mio carissimo fratello, ognuno ha le
sue ambizioni, le sue idee politiche ed è giusto che le
rispettiamo, quindi gli auguro un buon lavoro.
Oggi, caro Presidente, è nato un movimento, il movimento si chiama
articolo 4 e nasce per attenuare la preoccupante situazione di
crisi che attraversa la regione siciliana, sicuramente dedicheremo
il nostro tempo oltre che alle attività del lavoro che
attanagliano l'intera Sicilia, anche al problema delle famiglie.
Vogliamo essere una forza politica che attenziona e voterà
favorevolmente tutti quei provvedimenti che il Governo metterà a
disposizione della società, tutti quelli che noi accetteremo perché
sarà un contributo favorevole per la società, per la crescita della
società, per tutto quello che riguarda il mondo del lavoro.
Sicuramente diremo no a quelle proposte di tutt'altro indirizzo
perché molte proposte, nell'arco di questa legislatura, arriveranno
non condivisibili, ma sicuramente si spenderemo affinché possiamo
anche condizionarle, questo è un contributo fattivo che vogliamo
portare avanti e in particolare per i siciliani che in questo
momento attraversano un periodo brutto e, quindi, dobbiamo dare
loro una giusta risposta.
Noi politici abbiamo la responsabilità di portare avanti i
problemi che ad esempio questo bilancio, questa finanziaria in
questi giorni ha attenzionato, il problema del precariato, il
problema dei forestali, dove urge una immediata riforma, il
problema della formazione professionale, dove non possiamo
sicuramente interrompere l'avviso 20 e possibilmente rimodulare il
secondo ann,o perché è giusto che l'indirizzo del Governo, così
come è stato dato, parla di rimodulazione perché è giusto che ci
siano nuovi progetti innovativi, che possa nascere una formazione
professionale fra un ente e una qualche experience nelle aziende.
Queste sono alcune delle cose che noi vogliamo attenzionare.
Un plauso all'assessore Bianchi, il nostro assessore all'economia,
che tanto ha lavorato e che si è messo a disposizione dei problemi
che attanagliano l'intera Sicilia perché i rappresentanti del
popolo, i deputati di questa Regione siciliana hanno attenzionato e
lui con grande disinvoltura li ha affrontati, a volte dicendo no,
quando non è possibile spendere.
Una finanziaria, un bilancio in cui abbiamo cercato di risparmiare
nelle spese, dove il quinto d'obbligo ha chiuso tutte le rubriche
dell'intera amministrazione pubblica.
Abbiamo lavorato sulle entrate, abbiamo portato un grosso
contributo affinché le entrate possano rimpinguare le casse dopo
trent'anni di mal governi a cui la Sicilia è stata abbandonata.
Noi vogliamo dare questo input e vogliamo assieme ai tanti
amici, ai tanti deputati, sia dell'opposizione che della minoranza,
perché vedete quello che attraversa in questo momento l'intero
Paese, ma la Sicilia in particolare, ha bisogno di un aiuto, di un
rapporto, di una collaborazione bipartisan dove tutti i partiti
politici devono collaborare per il bene di questa Sicilia.
Caro Presidente, signori del Governo, l'ultima cosa che vorrei
attenzionare riguarda il problema della disoccupazione. Prima che
nasca lo sviluppo - perché ce ne vorrà tempo - dobbiamo
interessarci per cercare di portare alle famiglie, dove ci sono due
disoccupati, marito e moglie con prole, un piccolo aiuto che possa
permettere loro di mandare i figli a scuola.
Questi sono problemi che sicuramente non sono solo i problemi
dell'onorevole Lentini, ma sono i problemi di responsabilità che
ognuno di noi, eletto dal popolo, ha e che sicuramente non può
mancare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Panepinto. Ne ha
facoltà.
VINCIULLO. Pongo da un'ora il problema della Tabella 53, ex 52 e
non la trattiamo.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore
Bianchi, Governo, è chiaro che questa Finanziaria - io ne ho viste
alcune - non è certamente quella che doveva essere, cioè un punto
di partenza per affrontare i troppi e tanti problemi della Sicilia,
ma probabilmente non poteva che essere costruita in questo modo e
debbo dire che, tranne alcune situazioni - e dirò quali - che
creeranno dei problemi che bisogna capire come affrontare,
creeranno dei problemi in una situazione che vede tante categorie
sociali e produttive in grande difficoltà, alla fine si è
elaborato un testo sobrio, come diceva l'Assessore e come ho detto
in Commissione Bilancio.
Mi auguro, assessore, che lei sarà quello che è stato in questi
giorni: forte con i forti e disponibile con i deboli, perché non
vorrei, assessore, che poi su quella Tabella, la Tabella H di cui
parlava l'onorevole Digiacomo, si giocasse anche la sua
credibilità, perché lei, assessore, se vuol essere credibile lo
deve essere con la coerenza, fino all'ultimo minuto di questa
Finanziaria.
Credo che, chiusa la parentesi importante della Finanziaria,
resterà aperto un problema - io lo dico ai colleghi che già sanno,
ma è giusto che ne lasci traccia - poiché avere il 10 per cento in
meno nel fondo per l'occupazione creerà, sostanzialmente, la
riduzione del monte orario per i lavoratori contrattisti.
Lo dico all'assessore Lo Bello che per anni si è occupata di
questo mondo, non sarà una questione semplice dover spiegare a
persone di 50, 60 anni che dovranno passare dalle 24 alle 20 ore,
alle 18 ore. Potremmo, per giorni, indagare sulle ragioni per cui
c'è tutta questa grande quantità di precari, ma è così, assessore
Bianchi, se lei vuole continuare al Governo, lo dico all'assessore
Lo Bello.
Siamo ancora senza un piano energetico, non abbiamo un piano,
l'assessore Marino non c'è.
La riforma sul mondo della forestale, sui duecentomila ettari di
bosco che in quella norma l'articolo 20, se non ricordo male, si
costruisce una nuova idea del lavoro dei forestali, ma assessore Lo
Bello, non c'è un piano per utilizzare nel migliore dei modi, so
che lei ci sta lavorando e la ringrazio, però, ad oggi, oltre alla
mancanza di un piano energetico non abbiamo un piano di intervento
per uniformare il sistema di salvaguardia idraulica e del
territorio.
E, lo dico all'assessore Bartolotta, non c'è traccia di quello che
possa essere un piano delle grandi opere, dobbiamo ripensarlo
perché lei giustamente, non avendo responsabilità del passato,
candidamente affermava in Commissione Bilancio che siamo privi di
un parco progetti esecutivo immediatamente cantierabile per alcune
opere e, quindi, capire cosa si vuole fare dal punto di vista
infrastrutturale di queste opere.
Al nuovo assessore che metterà tutta sé stessa, avendola
conosciuta in altre vesti, dico che dobbiamo avere un piano sullo
sviluppo turistico e so che state lavorando su questo.
E credo che serva allo stesso Partito Democratico disegnare una
stagione in cui i problemi, dopo averli analizzati, diventeranno
oggetto di intervento.
Credo che si debba aprire una nuova stagione, assessore Bianchi, e
non la stagione in cui si guardano i problemi e magari si danno le
soluzioni teoriche perché in una prima fase non possono che essere
teoriche.
E poi abbiamo una necessità assessore Scilabra di non creare
allarme sociale, noi non possiamo litigare con tutto il mondo in
una sola giornata, almeno scegliamoci un nemico al giorno perché
averne troppi significa non essere credibili su tutti i fronti.
Personalmente sono fiducioso che il Governo passerà ora alla fase
dell'analisi dei problemi, a questa finanziaria di contenimento, a
una serie di interventi che servano a dare una idea di che cosa
facciamo della Sicilia, che ancora non c'è, perché se non c'è
un'idea di cosa farne della Sicilia, e la dobbiamo costruire tutti
assieme, è faticoso, il rischio è che sia un grande sogno che
svanisca alle prime luci dell'alba.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Formica. Ne ha
facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, dopo
l'intervento del collega Panepinto potrei anche astenermi dal
parlare perché l'intervento del collega del Partito Democratico è
stato puntuale, preciso, dettagliato nell'elencare le carenze di
uno strumento finanziario che è partito sulle ali delle
dichiarazioni roboanti e sulle ali dell'entusiasmo per atterrare,
invece, nella realtà dura di cifre e di proposte che nulla
aggiungono al sollievo, quanto meno, tentato dei tanti mali di
questa terra, nulla propongono per risolvere uno qualsiasi dei
tanti problemi che affliggono la Sicilia, è soprattutto uno
strumento che è muto di fronte ai bisogni di tanta gente che
terribilmente non sa come andare avanti giorno dopo giorno.
Io potrei, in questo intervento, elencare quali erano stati i
propositi di questo Governo e di questo Presidente all'inizio della
legislatura: non ci sarebbe stata macelleria sociale, non si
sarebbero toccati i capitoli che interessavano i lavoratori, ci
sarebbero state le risorse per lo sviluppo, si sarebbero recuperati
tutti i fondi europei, si sarebbe risolta la problematica annosa
del sistema dei rifiuti, si sarebbe finalmente data una soluzione
al problema della formazione professionale, in una parola si
sarebbero affrontate tutte le note dolenti che affliggono questa
Terra.
Oggi noi siamo al punto che sono state ritirate dal Governo
perfino quelle poche norme che tentavano di dare risposta,
attraverso l'utilizzo dei pochi fondi disponibili, quelli
soprattutto del PAC, che erano 750 milioni di euro circa, persino
quelle risorse. Le uniche disponibili per tentare di risollevare le
sorti della nostra economia sono state ritirate dalla finanziaria e
dal Governo e, quindi, abbiamo davanti uno strumento finanziario
che non ha nulla per lo sviluppo, nulla per vedere di alleviare, di
evitare la macelleria sociale che tanto si è evocata.
Non ci sono, quindi, le risposte per il precariato; non ci sono
le risposte per la formazione professionale; non ci sono neppure le
risposte minime per l'Università e le borse di studio per gli
specializzandi.
Soprattutto, però, si continua con il proporre delle norme di
entrate che non hanno copertura, quindi, ad imbellettare un
bilancio con somme che non ci sono e, per giunta, penalizzando una
categoria, quella dei laboratori di analisi, dei piccoli laboratori
di analisi, ai quali viene richiesto di pagare 140 milioni di euro,
in un anno, di arretrati.
Pensando e dovendo sapere che l'intero comparto della sanità che
riguarda i laboratori di analisi sarà intorno ai 250 milioni di
euro, si chiede, in un anno, di rientrare di 140 milioni di euro, a
fronte di un comparto che è di 250 milioni di euro.
Quindi, due considerazioni: la prima è che queste somme non ci
sono, né ci saranno mai, quindi, una entrata fittizia i 140 milioni
di euro; la seconda è che non solo non si è tutelata tutta quella
parte di precariato esistente ma se ne vogliono creare altri 20
mila. L'unica conseguenza di questa norma posta in entrata di
bilancio, infatti, è che ci saranno ulteriori 20 mila
licenziamenti.
Allora - e concludo, signor Presidente - a fronte di questo
deserto, che rappresenta questa finanziaria e questo bilancio o,
come diceva il collega Panepinto, dell'anno zero di questo Governo,
abbiamo portato avanti una opposizione che tiene conto dei problemi
veri, dei problemi esistenti che ci sono. Ma non è così che si
possono affrontare.
Avevamo proposto e proponiamo al Governo di darci la possibilità
di intervenire sulle risorse e sul modo di utilizzo delle risorse
del PAC perché potevamo dare e possiamo dare un contributo
sostanziale per cercare di avere un ottimo utilizzo di questi
fondi. In un primo tempo sì ma poi questa disponibilità è stata
ritirata.
Penso che le condizioni di questa Terra non consentano a questo
Governo, per i propositi che ha manifestato, di dare risposte
sufficienti.
Prego il Governo di prestare attenzione alle proposte responsabili
che dall'opposizione e da questo Parlamento sono state fatte e
verranno ulteriormente poste.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Panarello. Ne ha
facoltà.
PANARELLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
assessori, credo che il testo che è stato approvato dalla
Commissione Bilancio risponda ad una esigenza, che credo fosse
oggettiva, di fronteggiare una situazione finanziaria drammatica da
parte della Regione e, in questo contesto, salvaguardare quei
settori che sono considerati ad alto rischio.
Penso ai forestali; penso ai contrattisti; penso agli Enti locali
che fronteggiamo una situazione drammatica per quanto riguarda la
condizione sociale di gran parte della nostra Regione.
Quindi, dire che, in qualche maniera, l'operazione proposta
dall'assessore Bianchi sia un'operazione - come dire - realistica e
in grado di fronteggiare le emergenze più drammatiche, credo che
sia un riconoscimento giusto.
Dopodiché - ed è questa la ragione del mio intervento - non
discuto della volontà del Presidente della Regione e del Governo di
interloquire proficuamente con il Parlamento e con i territori,
attraverso le loro rappresentanze parlamentari. Credo, però, che su
questo si sarebbe potuto fare di più - già, per esempio,
nell'impianto della finanziaria - e credo che bisognerà fare di più
anche per il futuro.
Abbiamo verificato che se, per esempio, sulla formazione, ci fosse
stato un confronto più ordinato e più efficace con le Commissioni
di merito, si sarebbe potuti arrivare alla soluzione che adesso si
profila con i sindacati, evitando inutili tensioni, partendo dal
presupposto che il settore della formazione - così com'è andato
configurandosi nel corso degli anni - è una mostruosità, che va
certamente e anche radicalmente corretta, naturalmente, però,
tenuto conto anche degli effetti sociali che questa manovra
comporta.
Cito, però, due piccoli esempi e lo dico all'assessore Bianchi,
così lo riferirà, poi, al Presidente Crocetta. Ho presentato un
emendamento che tende a sopprimere l'Ente autonomo Porto di
Messina, che è un ente assolutamente, non dico inutile, proprio
insensato. Le segnalo, assessore Bianchi, che non ha dipendenti;
che c'è un pronunciamento da parte dei sindacati, degli
imprenditori, della Camera di Commercio di Messina, etc., che dice
guardate, toglietelo perché altrimenti interferisce con la
progettualità dell'Autorità portuale e degli enti territoriali,
senza alcun vantaggio per la Regione .
Se, infatti, la Regione dovesse essere, per ipotesi, titolare dei
terreni del Porto, perché c'è un contenzioso, nessuno gliela
toglierebbe questa eventuale titolarità.
Chiedo all'assessore Bianchi di riconsiderare - diciamo così -
questa ipotesi: c'è un emendamento; lo può migliorare, lo può
completare, ma diventa un atto che risponde all'esigenza di
superare quello che è superfluo, non solo inutile, ma, addirittura,
superfluo.
C'è un piccolo emendamento presentato da me e dalla collega Maggio
- e lo cito non perché sia fondamentale ma per dire che, attraverso
il confronto, forse, si potrebbero fare cose piccole ma utili.
L'Ente Parco dei Nebrodi - voglio dirlo all'assessore Bianchi
perchè l'assessore Lo Bello lo sa - ha, a suo tempo, bandito un
concorso, che ha espletato, ed ha delle guardie parco che hanno gli
stessi requisiti delle guardie forestali. Parliamo, infatti, di una
fase nella quale, attraverso la spesa pubblica, si pensava di poter
fare tutto, quindi, i parchi ma anche le guardie parco che
operavano all'interno del Parco.
L'emendamento tende a dire guardate, siccome hanno gli stessi
requisiti, hanno vinto un concorso, costano alla stessa maniera,
invece di utilizzarli solo nei confini del Parco dei Nebrodi,
utilizziamoli nei confini della provincia di Messina .
Visto, peraltro, in una Regione dove ci sono molti esuberi di
personale, gli agenti forestali che hanno determinate
caratteristiche, le guardie forestali sono in numero ridotto.
Ho citato questi due esempi - e concludo, signor Presidente - per
dire che, attraverso un confronto di merito, si possono anche
migliorare le cose e rendere più corposa l'idea di un Governo che
vuole operare in termini di rigore ma anche di efficacia
dell'utilizzo delle proprie risorse.
Questo lo dico anche per il CAF. Ho visto che in finanziaria c'è
una norma, perché si pensa che dal CAF, giustamente, possano venire
delle risorse alla Regione.
So che si è riaperto il contenzioso con l'ANAS a proposito della
manutenzione, della concessione e l'assessore Valenti conosce molto
bene la materia ma anche l'assessore Bartolotta, visto che è pure
messinese.
Chiedo al Presidente della Regione e all'assessore al ramo di fare
una discussione di merito su queste cose perché penso che, dal
confronto con gli operatori, con i sindacati, ma anche con i
parlamentari, possa venire un'idea che renda quella struttura più
efficiente, che serva meglio agli automobilisti siciliani ma possa
essere anche gestita in maniera più trasparente e più efficace.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Panarello, anche per il contenuto
del suo intervento, a riprova di quello che si è affermato anche in
conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, che è necessario
che i singoli parlamentari presentino gli emendamenti.
Lei ha fatto riferimento all'Ente Porto di Messina e sa come
condivido fortemente questa posizione perché effettivamente sarebbe
una norma che attendiamo da tantissimi anni per un ente che è
assolutamente inutile e significherebbe contenimento della spesa.
E' iscritto a parlare l'onorevole Pogliese. Ne ha facoltà.
POGLIESE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi limiterò a
pronunziare un breve intervento, attenendomi rigidamente entro i
termini e i tempi stabiliti dalla sua Presidenza ma mi sembra
assolutamente doveroso esternare alcune riflessioni in merito ai
due documenti economici finanziari più importanti che annualmente
l'Assemblea regionale siciliana affronta, quali certamente sono il
bilancio e la legge finanziaria.
Un bilancio lacrime e sangue che si colloca all'interno di un
contesto di gravissima crisi economica finanziaria che sta
attraversando tutti gli enti pubblici, anche e soprattutto, la
Regione siciliana e laddove, devo dare atto al Governo e
all'assessore Bianchi, come ha detto anche il presidente Dina, è
stata attuata una operazione verità, in riferimento sopratutto ai
residui attivi, in riferimento soprattutto alle entrate virtuali
che puntualmente venivano inserite per coprire le spese reali,
determinando quindi puntuali buchi di bilancio.
Ma lo stesso non posso dire - e lo esterno con grande amarezza -
in riferimento a quello che è stato l'atteggiamento, da parte del
Governo, nella fase finale dei lavori della Commissione Bilancio.
Ho partecipato, pur non essendo componente della II Commissione,
ai lavori di questi ultimi giorni: due notti insonni e due giorni
che hanno visto la partecipazione di circa sessanta parlamentari,
cosa che non si è mai registrata, Presidente Ardizzone, e credo che
questo Parlamento debba essere orgoglioso di quello che è accaduto
all'interno della II Commissione, dove vi è stato un confronto
costante e un contributo esternato da tutti i parlamentari, a
prescindere dall'appartenenza alla II Commissione.
Si era iniziato un percorso con grande equilibrio, con grande
ragionevolezza ma, alla fine, credo che si sia concluso nel modo
peggiore. E mi dispiace dirlo perché l'assessore Bianchi ha
dimostrato, e gliel'ho detto a microfoni spenti, ma lo voglio dire
a microfoni accessi, grandi competenze specifiche, grande
equilibrio. In pochi mesi, ha assimilato tutte le nozioni
fondamentali per potere affrontare le problematiche della Regione
siciliana ma, alla fine, dicevo, non si è raggiunto un obiettivo
che nel passato puntualmente è stato conseguito, quello cioè di
recepire con grande equilibrio le istanze qualificanti provenienti
da parlamentari dell'opposizione o della maggioranza.
Mai, negli ultimi sei anni, da quando ho avuto l'onore e l'onere
di fare il parlamentare all'interno dell'Assemblea regionale
siciliana, l'opposizione, per esempio, ha assunto un atteggiamento
così responsabile permettendo l'approvazione del bilancio in cinque
ore, permettendo un confronto assolutamente equilibrato sulla legge
finanziaria.
Questa mattina, quando, poi, alle ore 7.00, ci siamo lasciati
aspettando un'operazione di pulizia sugli emendamenti aggiuntivi
presentati da tutti i parlamentari, alle 15.00, ci saremmo
aspettati una cosa diversa, ovvero una scelta anche radicale da
parte del Governo ma, certamente, non la bocciatura sic et
simpliciter di tutti gli emendamenti presentati dall'opposizione.
Ma mi auguro e sono convinto che questo si registrerà all'interno
di quest'Aula, che cambi l'atteggiamento da parte del Governo,
soprattutto in relazione ad alcuni emendamenti qualificanti di cui
ha parlato, per esempio, il collega Vinciullo, autorevole
vicepresidente della II Commissione, quando andava ad individuare
alcuni capitoli che meritano di essere rimpinguati. Penso a quello
della tutela della maternità e della vita nascente che, nel 2011,
registrava uno stanziamento di 1.800 migliaia di euro, ovvero 1
milione e 800 mila euro; nel 2012, 1.210 mila euro; nel 2013, nel
bilancio di previsione, 500 mila euro. Stessa cosa si registra con
problematiche aggiuntive per quanto riguarda il capitolo degli
oratori e dei consultori. Si passa ad uno stanziamento di 1.182
mila euro del 2011, ad 1 milione nel 2012, e all'azzeramento
totale nel 2013.
Per non parlare poi, caro Assessore - credo questa sia una
problematica, onorevole Musumeci, che è stata poco attenzionata,
anche all'interno della II Commissione - mi riferisco ai capitoli
sullo sport, che svolge una funzione sociale fondamentale, non
soltanto per la valenza agonistica che si registra all'interno di
alcuni capitoli miranti a finanziare le società di vertice. Ebbene,
è opportuno che si sappia, assessore Bianchi, che gli stanziamenti
per i 3 capitoli più importanti allo sport passano da 9 milioni 621
mila euro - e lo dico all'assessore Stancheris, nel 2011, a 4
milioni 464 del 2012, e nel 2013, noi stiamo massacrando lo sport
di vertice di base della nostra Regione. Per non parlare poi del
Teatro Bellini, del Teatro Stabile di Catania, che necessitano di
stanziamenti aggiuntivi. Per non parlare poi, mi avvio alla
conclusione, di alcuni emendamenti aggiuntivi qualificanti. Penso a
quello sulla ricomposizione fondiaria. L'assessore Cartabellotta sa
perfettamente a cosa mi riferisco, all'articolo 60 della legge
regionale 2 del 2002, che ha determinato una funzione fondamentale
come antidoto alla frammentazione che rappresenta una criticità del
nostro sistema agricolo. Da quando è stata applicata la legge sulla
ricomposizione fondiaria, la dimensione media delle nostre aziende
è passata da 3,67 ettari a 6,32. Ecco perché è opportuno prorogarla
fino al 31 dicembre 2013.
Per non parlare poi dell'emendamento salva imprese, sulla falsa
riga dell'articolo 29 del decreto sullo sviluppo, che potrebbe
salvare migliaia di imprese e potrebbe soprattutto salvare
stanziamenti che altrimenti andrebbero a confluire nelle casse di
Bruxelles, non certamente della nostra Regione. Per non parlare poi
- e concludo - della proroga della legge regionale numero 11 del
2011, che sancisce l'esenzione Irap per le imprese giovanili e
femminili.
Ecco perché - e concludo davvero - assessore Bianchi, mi auguro
che il Governo sia assolutamente consequenziale e recepisca gli
emendamenti qualificanti che l'opposizione, così come la
maggioranza, hanno presentato in II Commissione. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pogliese. E' iscritto a parlare
l'onorevole Laccoto. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo di fronte ad
una finanziaria e ad un bilancio che viene definito di lacrime e
sangue . E' chiaro che la coperta è corta e bisogna tenere conto di
questo. Certo, forse bisognava non arrivare agli ultimi giorni, al
fotofinish, ma bisognava cercare di trovare una impostazione di
selezione. Di questa finanziaria apprezziamo sicuramente lo
sforzo, per esempio, per gli enti locali, per avere dato anche la
possibilità e il ripristino del trasporto degli alunni; apprezziamo
alcuni sforzi fatti nei riguardi anche degli enti locali e dei
precari, pur rendendoci conto che questa vicenda, oramai, è
diventata una vicenda umana, nel senso che dobbiamo, ad ogni piè
sospinto, tentare di arrivare a proroghe di qualche mese, perché
così ci impone il Governo nazionale e speriamo che si possa fare
questa modifica.
E' chiaro, però, che alcune cose forse bisognava avere più
coraggio per farle. Mi riferisco al riordino e alla soppressione di
alcune partecipate, di enti partecipati che sicuramente hanno
debiti e continuano a macinare debiti che poi la Regione dovrà
ripianare. Non si comprende perché in questo non via sia stato il
coraggio di sopprimere e di tagliare alcuni enti.
Ma quello che voglio lamentare, signor Presidente, è che alcune
norme approvate all'unanimità nelle Commissioni di merito, con il
parere favorevole del Governo, non sono state previste nel testo
definitivo della finanziaria. Norme che non prevedevano impegni di
spesa, quale, ad esempio, l'articolo 6 che prevede di nuovo la
soppressione della lettera f) dell'articolo 25, della legge n. 5,
che, in Commissione, è stata approvata all'unanimità, riscritta con
il parere favorevole dell'Assessore e che qui ritorniamo al parere
prima della Commissione.
Ed è questo un fatto da valutare. Ho riproposto e credo che anche
l'Assessore voglia riproporre lo stesso emendamento presentato in
Commissione e spero che sia apprezzato dal Governo perché
altrimenti avremmo fatto ore ed ore di Commissione di merito
inutilmente.
Vorrei, poi, segnalare all'Assessore una questione, che è una
questione molto grave. Abbiamo affrontato in Commissione Sanità il
problema delle borse di studio universitarie; non parlo delle nuove
ma parlo dei debiti accumulati già e sanciti dalla Regione con le
borse di studio passate. Mi riferisco al primo anno di quattro anni
fa, al secondo, al terzo, al quarto anno. E' stata tolta la somma
di 10 milioni di euro dal bilancio nel capitolo destinato e questo
fa sì che, già da un anno, gli specializzandi non prendono
praticamente le somme e, così facendo, sicuramente, non prenderanno
queste somme.
Ma quello che voglio sottoporre, così come l'ho sottoposto,
personalmente, è la questione degli sfollati, degli alluvionati di
Saponara, Villafranca, Rometta, Barcellona, laddove, per una legge
di protezione civile nazionale, gli sfollati stessi non possono
avere più una copertura.
Il Governo, attraverso il Presidente della Regione, si era
impegnato ad inserire nella finanziaria un milione e mezzo di euro
per coprire solo le spese per gli sfollati. E' una zona che già ha
avuto la disgrazia che ha avuto, attraverso morti, che vede anche,
in questo momento, le imprese fallire. Ma che almeno si dia la
consolazione di avere la possibilità di poter avere le spese vive
per quanto riguarda l'alloggio. E' una questione che l'Assessore ha
apprezzato e che spero venga apprezzata attraverso questo
emendamento.
Abbiamo visto che sono stati tagliati i fondi per gli investimenti
per dare copertura ai forestali. E' un fatto giusto ma, caro
Assessore, caro Presidente della Regione, se qui non si da una
svolta attraverso l'attivazione immediata dei Fondi europei, la
Sicilia morirà. Capisco che siamo con un bilancio deficitario di
miliardi di euro ma dobbiamo pur attivare quelle uniche somme che
abbiamo a disposizione. Se non l'attiveremo, non vi sarà ripresa e
non è che attraverso l'aumento anche obbligato dell'Irpef ai
massimi livelli risolveremo il problema perché non vi sarà
produttività, non ci saranno le imprese che possono ripartire, non
vi saranno quelle somme di investimento che possono fare ripartire
l'economia.
Lì bisogna fare lo sforzo, al di là di questo momento. Qui
capiamo, infatti, che c'è un attimo anche di un bilancio che deve
quadrare. Ma lì ci sono le possibilità; sfruttiamole al massimo,
così anche come la vicenda del Consorzio autostrada Messina-
Palermo. E' vergognoso - ed io viaggio ogni giorno - assistere a
quelle che sono le condizioni di un'autostrada che non ha niente a
che vedere e che non si può chiamare più autostrada. Bisogna pure
affrontare queste problematiche perché sono un segno di civiltà e
di progresso.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ragusa. Ne ha
facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, fino a pochi mesi
fa, si parlava della nostra Terra, della nostra Sicilia come una
Regione che andava in default, una Regione che stava fallendo ed
erano momenti, per chi opera nel mondo della politica, molto tristi
perché portare una Regione verso il fallimento non è certamente
giustificabile politicamente parlando, ma anche da un punto di
vista economico.
Affrontiamo il bilancio e la finanziaria con un piglio diverso - e
devo dire che qui l'Assessore per l'economia, dottor Bianchi, è
stato abbastanza bravo a cavarsela e a cercare di mettere in
equilibrio tutto quel contesto del bilancio regionale - per un
lavoro attento e giudizioso e, al di là dei complimenti, penso che,
in modo leale, lei abbia detto le cose che si potevano fare e
quelle che non si potevano fare ed è passata la notizia - che a me
piace riprendere - che, siccome, in quest'Aula, sono intervenuti
quasi tutti, ma devo dire che quasi tutti abbiamo partecipato,
negli anni, al Governo di questa Regione e, quindi, taluni
interventi sono, secondo me, fuori luogo, perché è come se questo
cambiamento lo volessimo quasi riciclare per riprendere un cammino
che è poi anche vecchio per certi aspetti.
Lei, Assessore, ha detto: sono disponibile a prendere tutto
quello che voi mi sollecitate ma trovatemi i soldi . Ed è stato
molto leale e corretto e, allora, ci siamo un po' calati nella
realtà siciliana del bilancio, della finanziaria e abbiamo capito
che, finalmente, è passata l'idea del cambiamento, quella idea di
cui, oggi, la Sicilia ha bisogno.
Certo, una finanziaria che, forse, non pone molta attenzione al
precariato, ma questo è l'impegno che questa nuova classe politica
siciliana deve assumersi perché se, per tanti anni, è stato
mantenuto un precariato, oggi, è arrivato il momento di sanare
questa vicenda, anche perché, come diceva qualcuno prima di me,
oggi, c'è gente che ha cinquanta anni, sessant'anni e non può
certamente raccontare più ai suoi figli che, magari, da
ventiquattro se ne va a diciotto ore. E' questo l'impegno che
dobbiamo mettere al primo posto nell'agenda per cercare di
risolvere questa vicenda.
Il Governo regionale, nella figura del Presidente Crocetta, in
questa campagna elettorale, quando venne a Ragusa, prese un impegno
solenne. E qui - mi rivolgo all'Assessore per le infrastrutture e
la mobilità - ha parlato dell'aeroporto di Comiso come di
un'infrastruttura importante ed indispensabile.
Noi, nella passata legislatura, con tutte le difficoltà del caso,
abbiamo preso una posizione forte - tutti i colleghi ragusani -,
abbiamo lavorato senza differenziarci; abbiamo lavorato
nell'interesse della nostra Terra e, oggi, le chiediamo tutti:
continui a pensare all'aeroporto di Comiso come un'apertura che
serve alla Sicilia. Le dico questo perché abbiamo presentato già
emendamenti su questa storia ma, per essere coerenti rispetto al
cambiamento, rispetto alla politica nuova che deve passare,
l'emendamento lo farà il Governo - spero lo faccia lei che è il
nostro Governo - perché, se dovesse passare, le dirò di più,
sarebbe anche più soddisfacente per noi della provincia di Ragusa
che passasse sotto la nostra firma e, invece, chiedo di farlo al
Governo.
Diamo un segnale; facciamo capire che questa Terra è unica; che
questa Terra può risolvere la questione siciliana. Non possiamo più
presentarci come coloro che hanno bisogno di essere alimentati col
precariato. Tra l'altro, questa è una provincia che ha poche
infrastrutture, eppure ha un prodotto interno lordo molto
importante rispetto al Mezzogiorno d'Italia.
Aspettiamo di tornare in Aula e troviamo questo appunto, perché se
ad alcuni miei colleghi comunisti - come loro amano affermare -
parlare di questo argomento gli fa drizzare un po' il pelo, pensi
cosa può accadere a noi moderati.
Io dico - e non è un invito, ma è sicuramente una certezza - che
noi possiamo farcela.
Il cambiamento passa anche attraverso i forestali, le convenzioni
fatte con i beni culturali, con il CAS. E' un'idea geniale che
servirà a far fare più giornate lavorative nel mondo dei forestali.
Soprattutto, bisogna puntare sui Fondi europei, attraverso lo
sviluppo rurale perché se non alimentiamo il nostro bilancio con i
Fondi europei sono convinto che avremo poca possibilità di poter
effettuare il nostro disegno politico e quindi leggi.
Volevo ricordare all'assessore per le risorse agricole e
alimentari che il fotovoltaico in agricoltura è importante perché
potremmo dare la possibilità a queste aziende agricole di
alimentarsi attraverso il fotovoltaico e sarebbe per loro una
grande opportunità.
Chiudo dicendo e ricordando al mio Governo che la nuova
interpretazione della politica siciliana passa attraverso la vostra
emanazione, attraverso un binomio quasi perfetto tra beni culturali
e turismo, ad un bilancio rigido - se si vuole - ma che pensi un
po' a tutti, perché è giusto che sia così per riprendere il cammino
e iniziare un percorso nuovo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi,. Sono iscritti a parlare gli
onorevoli Fazio, Figuccia, Turano, Milazzo, Lupo, Cracolici,
D'Asero, Ioppolo, Cancelleri e Gucciardi.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Fazio.
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io conterrò il
mio intervento nei limiti dei cinque minuti.
Per me, come per tanti altri, questa è la prima finanziaria e,
devo essere sincero, è stato un approccio totalmente deludente, sia
per i procedimenti utilizzati, le modalità utilizzate, sia anche
nel merito della proposta che il Governo ha formulato.
Non posso non evidenziare in questa sede l'enorme ritardo con la
quale il Governo ha presentato, a scanso di equivoci, uno dei
fondamentali documenti più importanti che è chiamato a redigere e
l'Assemblea, ovviamente, è chiamata ad approvare.
Non possiamo dimenticarci che da questo documento, da questo atto,
ne derivano alcune conseguenze nel campo del territorio, nei
confronti dei cittadini, nei confronti delle imprese, nei confronti
degli enti, nei confronti di tutti coloro che si trovano
nell'ambito del territorio siciliano.
Non posso non esprimere la mia totale delusione, tenuto conto che
immaginavo che un documento di così valenza, di così importanza
forse dovesse essere attenzionato in termini completamente diversi
da come lo è stato. Ed invece sono state utilizzate modalità
confusionarie e caotiche che non hanno, a mio avviso, consentito ai
parlamentari, anche quelli che hanno maggiore esperienza, di poter
scindere, di poter comprendere quali sono le iniziative che avevano
la valenza e l'importanza strategica da quelle che invece si
nascondevano dietro iniziative importanti e che invece erano
esclusivamente e prettamente clientelari.
Mi complimento con l'assessore Bianchi per la fermezza che ha
dimostrato, ma mi è sembrato di assistere ad una partita di calcio
dove alla fine il risultato è stato un pareggio. Ed alla fine di
questa partita si attribuiscono i punteggi ai calciatori e non si
può non evidenziare che, per quanto riguarda il Governo, non
raggiunge la sufficienza necessaria.
Se è vero come è vero, come qualcuno ha detto, che della proposta
originariamente formulata il 30 per cento è stato oggetto di ritiro
o, addirittura, di bocciatura da parte della Commissione - e su
questo inviterei l'assessore Bianchi a fare una riflessione -, io
non credo che sia solo una motivazione di carattere politico che ha
determinato il ritiro delle proposte. Ma questo dovrebbe in qualche
modo far riflettere sulle finalità che le iniziative contenute
nella proposta intendevano in qualche modo raggiungere.
Al fine di contenere il mio intervento non posso non evidenziare
che non è vero che questa è una finanziaria di lacrime e sangue,
forse per alcuni, per molti, per alcuni non lo è.
Si continuano a finanziare enti che, a mio avviso, dovrebbero
essere scomparsi da tempo, e mi riferisco in maniera particolare
all'EAS, mi riferisco a tutte quelle comunicazioni fatte dal
Presidente della Regione per cercare in qualche modo di contenere
la spesa e di eliminare gli sprechi. Ma non mi sembra,
effettivamente, che questa sia una iniziativa che si appresta ad
eliminare lo spreco.
Comprendo che è una situazione ereditata, ed è estremamente
difficile e complicata, ma mi faccio una domanda, continuare a
finanziare il precariato in questo modo, giova alla Sicilia? Non si
pensa in qualche modo di utilizzare delle risorse per effettuare
investimenti, per creare servizi, per migliorare le condizioni,
piuttosto che utilizzarli nel modo in cui sono stati utilizzati?
Comprendo che non è facile. Ho toccato con mano la pressione di
carattere psicologico che viene determinata nei confronti dei
parlamentari, ma non possiamo ignorare quelle persone che invece di
reclamare, di protestare, stanno in silenzio e purtroppo soffrono.
Non mi pare che questa finanziaria dedichi loro attenzione, non
c'è nessun intervento per quanto riguarda, ovviamente, coloro i
quali rientrano nelle cosiddette fasce deboli. Invece di pensare a
finanziare la cosiddetta tabella H, perché il Governo non ha avuto
il coraggio di finanziare tutte quelle associazioni a tutela delle
fasce deboli, mi riferisco ai ciechi, ai sordi, ai portatori di
handicap. Ma non c'è nulla in questa finanziaria, non c'è proprio
un bel niente
Non posso non evidenziare che anche il precariato è attenzionato
in termini completamente diversi, alcuni precari sono esclusi dalla
proroga e gli viene quindi preclusa la possibilità di potere
ottenere una stabilizzazione che ad altri invece viene garantita.
Inoltre, secondo me, in questa manovra manca uno degli elementi
essenziali, non c'è nessun intervento sulla gestione del
patrimonio, l'alienazione dei beni di cui la Regione è proprietaria
e che dovrebbero costituire veramente il patrimonio produttivo, e
che invece sono un peso, ma se rimessi in circuito potrebbero
determinare occupazione. E invece ho visto un prelievo per quanto
riguarda le imprese che già soffrono una situazione estremamente
difficoltosa.
Assessore Lo Bello, ho qui con me a adesso la consegno, una nota
di una impresa che già dal 12 settembre 2012 ha chiesto la
collocazione via vas per quanto riguarda la prosecuzione
dell'attività dell'impresa per quanto riguarda l'attivazione di
estrazione. È passato tanto tempo, eppure si chiede loro un
prelievo sulla quantità del prodotto che viene estratto, e non solo
su quello che effettivamente viene venduto.
Come si fa ad effettuare questo intervento e poi non si garantisce
il diritto sacrosanto di ottenere una risposta alla propria
istanza, laddove in qualche modo non si ha invece alcun minimo
riscontro. Abbiamo assistito al trasferimento di molto personale,
ma questo non è accettabile, non può giustificare la pubblica
amministrazione che non è in grado di trovare al proprio interno
delle risorse umane per svolgere quell'attività istruttoria e per
definire, entro termini che la legge in qualche modo impone, e
prevede che sino decenti.
Anch'io sospendo il giudizio in attesa di verificare e toccare con
mano quello che è stato annunziato in Commissione, cioè che non ci
siano gli sprechi degli anni precedenti. Mi sembra che qui qualcosa
si tenta di cambiare, ma alla fine nulla cambia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Turano. Ne ha
facoltà.
TURANO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
pazientemente rimanete in Aula ad ascoltare gli interventi.
Onorevole Cracolici, mi conforta la sua presenza perché tanti
colleghi di prima nomina hanno appena finito di dire che si è
trattato della loro prima finanziaria. Ed io non mi sento di
dissentire da questa valutazione, nonostante di finanziarie ne
abbia approvate tante. Però, mai come questa volta, mi era capitato
di arrivare in Aula con una valutazione così variopinta, così
variegata, per certi versi addirittura incontrollabile.
A me fa piacere dire le cose che penso ed anche fare un'analisi e
sono un convinto sostenitore del Governo. Noi abbiamo assistito, in
questi due mesi, ad una finanziaria del Governo, una finanziaria
della maggioranza, una finanziaria di un pezzo dell'opposizione,
un'altra finanziaria dell'opposizione. Diciamoci la verità: ma c'è
stato un confronto? E' stata anche per me la prima finanziaria,
perché mai mi era successo - onorevole Cracolici -che si arrivasse
senza una strategia condivisa.
Signor Presidente, avevo anche sperato che lei desse un po'
d'aiuto a questi parlamentari che hanno studiato il nuovo
Regolamento perché - diciamoci tutta la verità - per due mesi
abbiamo lavorato invano. Se io fossi una persona poco responsabile
potrei dire che abbiamo giocato, ma non metto benzina sul fuoco e
dico che abbiamo lavorato invano. Però, visto che sono positivo per
natura, sono certo che questi due giorni di intensa attività
parlamentare cercheranno di colmare questa lacuna.
Allora andiamo ai nodi strutturali, su cui vorrei un attimo di
attenzione, perché ci sono dei temi sensibili su cui non possiamo
giocare. Se non avessi ascoltato gli interventi dei colleghi che mi
hanno preceduto, oggi mi apparirebbe come il pianto della vedova,
una voce disperata, isolata, di un lupo solitario che non riesce a
costruire una sintesi all'interno di un gruppo.
Non è così La Sicilia ha bisogno di una strategia condivisa per
affrontare certi problemi. E se la strategia condivisa è azzerare
il lavoro degli altri, assessore Bartolotta, stia tranquillo che io
non do un giudizio di sospensiva, ma voglio votare questa
finanziaria dopo avere sentito il Governo. Ed il Governo, per bocca
sua e per bocca dell'assessore Bianchi, deve indicare, in fase di
discussione dell'articolo 6, quali sono le risorse che si liberano
per pagare forestali, che non permettono di realizzare le opere
strategiche per questo territorio.
Con la delibera CIPE dell'agosto 2011 sono stati impegnati più di
un miliardo di euro, e questi soldi sono stati utilizzati per
realizzare opere strategiche, tra cui la bretella autostradale che
collega Trapani con Mazara Del Vallo. Se lei, assessore, ritiene
che queste risorse, pari a centocinquanta milioni, li possiamo
levare per pagare i forestali non avrà il mio voto, senza se e
senza ma.
Io voglio sostenere il Governo, ma voglio essere rassicurato del
fatto che, entro il 31 dicembre 2013, quest'opera, che ha già il
progetto esecutivo, vada in appalto e lei deve indicare con
precisione il crono-programma, perché qua non possiamo pensare di
azzerare lo sviluppo di un territorio per pagare le giornate di
alcuni lavoratori. L'argomento mi vede sensibile, ma lo sviluppo
del territorio crea una ricchezza che vale per tutti, così come
l'assessore alle autonomie locali deve ripensare la riserva a
favore degli aeroporti di Comiso e di Trapani a valere sul fondo
per le autonomie locali ed il Governo deve indicare quale è la
linea strategica per lo sviluppo aeroportuale di questo territorio.
Stiamo attenti Io non chiedo prebende, non chiedo contributi, non
chiedo sostegno ed aiuto, chiedo di indicare a chiare lettere lo
sviluppo di argomenti che sono nevralgici per la crescita della
Sicilia. E state tranquilli che su questo sono pronto a sostenere
il Governo senza se e senza ma, ma le parole che si devono dire in
quest'Aula sono pietre che devono rimanere per costruire la
prospettiva di questo territorio.
Ho firmato un emendamento che è stato sottoscritto da tutti i
deputati della provincia di Trapani per l'aeroporto di Trapani e da
tutti i deputati della provincia di Ragusa per la provincia di
Ragusa. Su questo, assessore Valenti, si vesta d'imperio, sia
categorica nell'individuare quelle riserve che non sono un aiuto ad
un comune, ma sono necessarie per garantire la politica di sviluppo
aeroportuale perché, se dovesse succedere, così come un funzionario
della Regione già aveva fatto, che qualcuno pensa di poter svendere
un aeroporto che vale centinaia di milioni di euro per pochi
spiccioli, per fare una cortesia a qualcuno, sappia questo Governo
che io non ne intendo fare sconti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha
facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'ultimo
intervento faceva riferimenti a senza se e senza ma'. Ma è proprio
mancata la svolta a questo Governo, è proprio mancata la svolta a
questa finanziaria, è proprio mancato quell'aspetto di cambiamento
che ci attendevamo e che - ahimè - non è arrivato.
E non è arrivato per troppe incertezze, troppi tentennamenti,
troppi momenti di silenzio, troppe assenze, a partire da quella
notte che ci ha visti impegnati fino a alle otto di stamattina
quando in Commissione soltanto pochi erano gli assessori presenti.
Rispetto a questo Governo, ne abbiamo fatto più volte una questione
dell'assenza degli assessori in Aula e in Commissione, ma non è
solo un fatto numerico. Siamo partiti con Battiato e Zichichi,
assessori a distanza e part-time, ma lo dicevamo allora che gli
assessori dovrebbero essere più presenti e continuiamo a dirlo
anche adesso. Non è solo un fatto di numeri, ripeto, non è solo un
fatto di presenza fisica, non è solo una questione di esigenza e di
arricchimento del dibattito, è per dare esattamente quello che
manca alla finanziaria, una omogeneità al testo, omogeneità che
evidentemente è venuta a mancare.
E' venuta a mancare in un momento in cui la città, il territorio e
la Sicilia non si poteva permettere questo genere di assenze, non
si poteva permettere questo genere di assenze in una fase come
quella di questa notte, in cui in piazza c'erano oltre tremila
appartenenti alle categorie deboli, alle categorie disagiate, alle
categorie fragili.
In piazza c'erano oltre tremila PIP e, purtroppo, abbiamo
rischiato una situazione difficile, abbiamo rischiato che accadesse
qualche cosa di insostenibile, di incontrollabile. Ma dovevamo
aspettarci che andavamo in questa direzione. Però, probabilmente,
se non ci fossero stati tentennamenti nell'affrontare la questione,
non ci saremmo ritrovati a gestire la piazza in quel modo. È vero
che oggi parliamo di un fondo di trentaseimilioni di euro a favore
di questa categoria dei precari, ma è altrettanto vero che anche io
mi sono ritrovato a fare delle dichiarazioni forti, quando il tetto
della norma del Governo andava in tutta altra direzione, ed era un
tetto che prevedeva lo spacchettamento di questo bacino in tante
piccole organizzazioni, associazioni e cooperative.
In quel caso ebbi a dire che il rischio era forte rispetto alla
nascita di un caporalato che riportava indietro, di almeno
vent'anni, questa gente, che si ritrovava a dover pagare anche il
pizzo rispetto all'atteggiamento di chi andava chiedendo. Purtroppo
è una categoria difficile, una categoria che va accompagnata, una
categoria che - qualcuno ha detto prima - è stata creata con tanti
errori, e portata avanti negli anni, nei decenni, ma rispetto alla
quale dobbiamo trovare a creare delle soluzioni.
Dobbiamo creare delle soluzioni, non certamente con la scrittura
di quell'articolo 16, che parlava ad esempio di un assegno INPS.
Non certamente con una soluzione che vedeva fino a ieri notte un
fondo di ventiquattro milioni di euro, ma andava affrontata
progressivamente con una soluzione che, mi sembra che adesso sia
stata trovata, che è quella di trentasei milioni di euro.
Probabilmente oggi una buona soluzione, ma che se fossimo partiti
così dall'inizio, non ci saremmo ritrovati con molta probabilità a
gestire la piazza così come stato.
Noi come opposizione, ovviamente, queste cose le avevamo dette. Le
abbiamo dette rispetto a tante altre fasce di disagio che
appartengono alle categorie dei precari, alle categorie dei
forestali, rispetto ai quali per esempio c'era la possibilità di
inserire altre somme in bilancio, e purtroppo non è stato possibile
farlo.
Avremmo voluto semplicemente giocare a carte scoperte, ma questo
non è stato possibile.
Ma non è stato possibile e lo dimostrano i fatti, perché su 80
articoli, ben 33 sono stati ritirati. Ritirare 33 articoli è
significato far ritirare tutti gli emendamenti, e mi dispiace.
Diceva bene il Movimento Cinque Stelle, nell'atteggiamento di
voler interpretare la volontà del legislatore, ma anche questo,
cari colleghi, non è stato possibile farlo, perché la volontà del
legislatore l'avremmo potuta interpretare mettendoci davanti la
norma ma anche questo, purtroppo, il Governo lo ha negato.
Allora alcune battaglie siamo riusciti a farle, in maniera
trasversale con il coinvolgimento di tanti parlamentari, di
maggioranza ed opposizione, e ricordo ad esempio il risultato dei
20 milioni sulle comunità alloggio per minori. Ma vi prego signori
Assessori, Governo, da questo momento in poi, basta tentennamenti.
Sicuramente questi temi andranno affrontati con decisione, con
determinazione a partire dall'Avviso 20, a partire da una serie di
misure che vengono ancorate allo sviluppo, tra gli emendamenti ad
esempio uno che riguarda i giovani NET, giovani che non lavorano,
fuorusciti dal ciclo di formazione ed istruzione, e che
probabilmente un lavoro non lo troveranno mai, in questa bellissima
e maledetta terra di Sicilia, perché rimangono inevitabilmente
fuori dal mercato del lavoro. Quindi, purtroppo, senza se e senza
ma, torno a ripetere che questa svolta non c'è stata e pertanto vi
invito, ancora una volta, ad affrontare i prossimi passaggi in
maniera più chiara, in maniera più limpida, se davvero non vogliamo
continuare, e per sempre, a perdere la fiducia dei Siciliani.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Milazzo. Ne ha
facoltà.
MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo fare
riferimento alle preoccupazione dell'onorevole Vinciullo, quando
ancora le carte non erano arrivate in Aula. Lui si aspettava che
l'arrivo dei documenti avrebbe significato, in qualche modo, una
rivisitazione da parte del Governo alle enormi lacune che presenta
questa manovra.
Ed io posso dire oggi, ed ora in questo momento, onorevole
Vinciullo, le sue preoccupazioni sono finite, le carte sono
arrivate e questa manovra si presenta ancora, purtroppo,
deficitaria. Deficitaria perché, signor Presidente, i principi di
un contratto sono i principi soprattutto della buonafede.
Il nostro Presidente della Regione, in campagna elettorale, ha
siglato un contratto con gli elettori, con i Siciliani;
rassicurandoli soprattutto sul tema più importante, più sentito, in
questo particolare momento per la nostra Regione, che è
l'occupazione. Ha disseminato impegni rispetto alla salvaguardia
dei posti di lavoro.
I Siciliani sicuramente non erano tutti in II Commissione,
altrimenti avrebbero già potuto notare come questa finanziaria,
forse farà altro, forse si occuperà di altro ma, di certo non si
batte, non fissa i principi di difesa a salvaguardia dei tanti
posti di lavoro che oggi, questa stessa manovra, mette in
discussione.
Un esempio emblematico - a cui faceva riferimento l'onorevole
Caputo - sono i tanti precari lavoratori di Social Trinacria,
presenti da giorni con cortei e sotto la piazza di questo
Parlamento, che fanno nottate insieme a noi, con la speranza, col
cappello in mano, che qualche deputato si inventi come porre fine a
questa illusione che si perpetua ormai da anni, con una classe
politica che sta al gioco e li rinvia di data in data, tenendoli
sempre sospesi, ricattati dalla politica in generale.
Signor Presidente, la prima riflessione da fare sarebbe quella che
il Governo ha ritirato ben due emendamenti in Commissione, e si è
riservato in Aula di presentare la proposta risolutiva della
questione, comprensiva della relativa copertura finanziaria, per
risolvere questo problema.
Vorrei segnalare che ben otto milioni circa mancano alla proposta
che il Governo vuole mettere in piedi, e non possiamo accettare che
questi lavoratori, questi cittadini siciliani, ritornino indietro
con un sussidio. Ecco, io spero e auspico che il Governo rifletta
su questo.
Ma vorrei telegraficamente ripercorrere alcuni errori che questo
Governo ha commesso.
Ha proposto un canone alle cave, che comporterà l'aumento per la
realizzazione delle abitazioni di nuova costruzione, aumentando i
costi di costruzione.
Quindi chi oggi, con sacrifici, sperava di costruirsi una propria
casa, pur rispettando e giustamente rispettando le normative in
vigore, saprà che dovrà spendere ancora di più perché questo avrà
ripercussioni non sui proprietari delle cave, ma su chi andrà ad
acquistare il materiale per costruire la casa. Inevitabilmente a
cascata ci sarà un effetto moltiplicatore regressivo sulle
politiche del comparto e, quindi, danneggerà ulteriormente un
settore che è totalmente bloccato.
Continuo dicendo che questo Governo aveva proposto un ticket,
sconfessato dalla maggioranza, fissato da un reddito di 50 mila
euro e voleva portarlo avanti, noi abbiamo proposto di applicarlo
ai ricchi, quindi chi almeno guadagnava 100 mila euro; il Governo
lo ha ritirato. E poi che facciamo, signor Presidente? Poi ci
rimettiamo alla II Commissione, che è un vanto per i componenti
delle minoranze, ha apportato un autorevole contributo alle tante,
tantissime dimenticanze di questa maggioranza, una per tutte le
spese di funzionamento per le province, sarebbe arrivata la
manovra, avete abolito le province Mantenete i commissari a vostra
disposizione per un anno e mezzo e non avevate nemmeno pensato su
come traghettarle verso queste nuove, non si capisce cosa ancora
partorirete, questi nuovi organismi che avete pensato così a
casaccio, nei territori.
Cosa fate, inoltre? Sempre grazie al lavoro delle opposizioni non
avevate previsto le premialità per i comuni più virtuosi. Avevate
presentato in Commissione Affari Istituzionali il capitolo alle
autonomie locali molto, molto, ridimensionato; grazie ai nostri
interventi, alle nostre segnalazioni li avete ulteriormente
aumentato.
Ecco, signor Presidente lo spirito deve essere questa parte finale
del mio intervento. Attenzione Un Governo così come ha fatto per
la doppia preferenza di genere in quella occasione, un Governo che
faccia un bagno di umiltà e ascolti i consigli di chi ogni giorno
sul territorio si confronta con i problemi e con i siciliani che
sperano e auspicano che questo Parlamento pensi soprattutto ai loro
problemi reali.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io credo che
bisogna dare atto al Governo Crocetta ed in particolare al
Presidente e all'Assessore Bianchi di essere riusciti in una
impresa quasi impossibile.
E' stato detto da qualcuno che mi ha preceduto: qualche mese fa si
temeva che la Sicilia potesse scivolare rapidamente verso un
drammatico default, io credo che l'azione del Governo Crocetta e
l'impegno dell'Assessore Bianchi, in particolare, abbiano
scongiurato questo pericolo e ci consegnano oggi un bilancio e una
finanziaria che, intanto, avviano un percorso di risanamento vero,
con un bilancio vero, con un'operazione trasparenza e tutto ciò
rappresenta, io credo, il pre requisito necessario per una nuova
fase di sviluppo economico della nostra Regione.
Una nuova stagione di sviluppo, di lavoro si può costruire solo su
un bilancio vero, con entrate certe ed io credo che questo il
Governo regionale sia riuscito a fare.
Certamente, siamo riusciti anche con l'impegno dei Gruppi
parlamentari di maggioranza ed anche con la collaborazione dei
Gruppi parlamentari tutti, anche di minoranza, a fronteggiare
alcune emergenze che rischiavano di esplodere, quelle che
riguardano i lavoratori precari, l'emergenza degli enti locali, i
lavoratori forestali, altri servizi assolutamente necessari in
questa nostra Regione.
Certamente, avremmo voluto fare anche molto, molto, molto di più;
ma è ovvio che abbiamo anche scelto di non fare di questa
finanziaria una sorta di legge omnibus che pensava di rispondere a
qualsiasi richiesta legittima ed importante che viene dal
territorio.
La finanziaria ha uno scopo ben preciso. Io penso che dopo
l'approvazione della finanziaria e del bilancio dobbiamo
concentrarci con tutte le nostre forze per sviluppare politiche di
settore, guardando ai diversi settori della nostra economia: penso
alle infrastrutture, penso al turismo, penso alla cultura,
all'agricoltura, a tutti i settori produttivi nella nostra Sicilia.
Io credo che questo è il nostro obiettivo. Approvato il bilancio e
la finanziaria, noi continueremo a lavorare con grande impegno,
soprattutto per rispondere alla gravissima crisi occupazionale che
la nostra Regione sta vivendo ed io credo che il Governo regionale
sia riuscito anche a coniugare una esigenza vera di risanamento, di
trasparenza con l'equità.
C'è stata una attenzione particolare alle fasce sociali più
deboli. E' giusto che continui ad esserci la massima attenzione
alle categorie svantaggiate, certamente io credo il nostro impegno
debba essere quello di far sì che i soggetti deboli, in
particolare, possano progressivamente migliorare la loro condizione
di vita. Questo è l'impegno politico che noi intendiamo portare
avanti coerentemente con il programma del Presidente della Regione.
Il Presidente Crocetta è riuscito, insieme all'Assessore Bianchi,
in questi mesi ad aprire una interlocuzione positiva con il Governo
nazionale. Questo ci ha consentito di utilizzare proficuamente
fondi FAS che prima non erano disponibili; ci ha consentito di
accendere un mutuo che in parte è servito a ripianare il deficit
del 2012, che era ben superiore rispetto a quanto si potesse
immaginare.
Siamo riusciti a realizzare una manovra che tiene i conti in
equilibrio e che apre la nuova stagione - io credo - di interventi
positivi per lo sviluppo e per la crescita guardando a quelle che
sono le vere potenzialità del nostro territorio.
E' bene, però, anche ricordarci perché la Sicilia si ritrova in
queste drammatiche condizioni. Credo che non sia stato detto, ma è
bene ricordarci che l'ultima manovra Tremonti ha sottratto alle
casse e al bilancio della Regione siciliana oltre 800 milioni di
euro.
Io credo che lo sforzo che qui è stato fatto sia davvero molto,
molto importante, perché non era facile riuscire a sopperire a
questi tagli drammatici che per effetto della manovra Tremonti si
sono abbattuti in particolare sul Mezzogiorno e drammaticamente
sulla nostra Regione.
Ho apprezzato molto il senso di responsabilità, il confronto
costruttivo che tutte le forze parlamentari in Commissioni hanno
dimostrato di volere portare avanti, dando anche un contributo che
io ritengo utile per la definizione della manovra, per la
finanziaria stessa.
Io penso che noi dobbiamo continuare a coltivare questo clima di
collaborazione positiva nell'interesse della Sicilia, perché di
questo la Sicilia ha bisogno, certamente distinguendo il ruolo del
Governo e della maggioranza da quello delle opposizioni, dei Gruppi
parlamentari di opposizione, ma ricercando comunque quella sintesi
che possa essere largamente condivisa almeno sui problemi veri di
carattere generale che coinvolgono milioni e milioni di cittadini
della nostra Regione. Così è stato in Commissione. Io mi auguro che
così possa essere anche in quest'Aula e possa ulteriormente
ricercarsi un clima di condivisione e di confronto positivo
nell'interesse della nostra Sicilia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ioppolo. Ne ha
facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del
Governo rimasti in Aula, adesso che siamo davvero in pochi, più o
meno intimi, vorrà consentirmi, signor Presidente, una confessione.
In me non c'è alcuna sorpresa, alcuna meraviglia per lo sviluppo
del dibattito di stasera. Un dibattito nel quale sono intervenuti
molti colleghi della maggioranza, molti colleghi che sostengono il
Governo e che hanno mostrato tutta la loro amarezza, la loro
delusione, anche il loro disappunto per una manovra finanziaria
che, assessore Bianchi, non è qui il problema di giudicare dal
punto di vista ragionieristico - in fin dei conti lei 26 miliardi
circa in entrata doveva prevedere, 26 miliardi circa in uscita ha
il dovere di prevedere - ma che andava giudicata e che va giudicata
dal punto di vista politico, dal punto di vista delle linee di
governo, dal punto di vista anche di una operazione trasparenza che
è stata invano e solo lessicalmente richiamata ma che non c'è.
Perché ci sono almeno tre canali attraverso cui la finanziaria, la
legge di stabilità, il bilancio alla fine saranno varati: un
dibattito d'Aula che è quello che si è snodato, sviluppato stasera
senza grandi accenti né in un senso, né in un altro.: la
finanziaria televisiva o giornalistica, quella che viene annunciata
sulla stampa: la finanziaria delle sale di questo Palazzo, laddove
il Presidente si incontra con quasi tutti quelli che vogliono
incontrarlo, non certamente il sottoscritto e chi è rimasto in
quest'Aula dal primo all'ultimo momento senza inseguire Presidente
e Assessori e che si mostra assolutamente uguale, quanto alle
prassi concrete, ai suoi immediati predecessori ed anche quelli che
sono venuti molti anni prima.
Quindi, un Governo assolutamente avulso dalla realtà. Un Governo
distratto tra gli studi televisivi e le riunioni interne che non
ascolta una Sicilia che geme, una Sicilia che piange. Un Governo
piuttosto portato a rinviare tutti i problemi.
Ricordate alla fine del mese di dicembre? Che cosa ha prodotto il
Governo in questi mesi? Alla fine del mese di dicembre si disse:
dovremmo fare il bilancio, ma è troppo presto, non possiamo farlo,
rinviamolo di quattro mesi e vedrete la qualità della manovra
finanziaria . Era ancora troppo presto e abbiamo rinviato il Piano
dei rifiuti e la legge sui rifiuti al mese di settembre: vedremo
quello che arriverà a settembre se mai arriverà qualcosa Abbiamo
rinviato la soppressione delle province, abbiamo soppresso soltanto
la democrazia, non sappiamo se saranno soppresse le province.
Abbiamo preso tempo fino a dicembre.
E' il Governo dei continui rinvii, è il Governo che non discute
con la sua maggioranza, è stato detto stasera, che non discute
forse nemmeno al proprio interno e che ha reso inutile, onorevole
Digiacomo, il lavoro delle Commissioni. E questo è, da parte mia,
un atto di denuncia senza sconti e senza esitazioni. In questi mesi
nulla è stato fatto
MUSUMECI. Ma il Governo non ascolta
IOPPOLO. Che il Governo ascolti o non ascolti, che ci sia o che
non ci sia, ha poca importanza caro onorevole Musumeci. Gli
studiosi dicono che l'attività, almeno per l'85 per cento dei
governi, è una attività dannosa per i popoli che vengono governati.
Quindi, meno si vede il Governo, più si distrae a parlare con i
deputati della sua maggioranza, i quali rimangono offensivamente
assolutamente indifferenti, ma questo attiene allo stile di ognuno.
E quindi le dicevo signor Presidente dell'Assemblea come questo
Governo ha reso inutile il lavoro delle Commissioni, soprattutto
della Commissione della quale il sottoscritto fa parte, importante
al pari delle altre, la VI Commissione, che aveva dato indicazioni
precise, segnali precisi e che invece si vede azzerati gli assegni
per i giovani laureati in medicina per i corsi di specializzazione,
condannando i giovani medici alla inoccupazione e alla
disoccupazione. Che si vede azzerati i fondi che andrebbero tutti
in direzione della spesa sociale e una sanità che diventa - udite
udite - persino una macchina per fare soldi, se è vero come è vero
- e mi avvio alla conclusione, signor Presidente abbia un attimo di
pazienza - che l'eventuale eccedenza di risorse che è stata
stimata in 110 milioni nel mondo della sanità e dell'organizzazione
della sanità in Sicilia, sarà utilizzata per finanziare gli
interventi di cui all'articolo 53, leggi di spesa.
Quindi, le eventuali economie, anzi quello che saranno le
eccedenze non saranno reinvestite per una sanità che in Sicilia ha
fortemente bisogno di essere sostenuta e rifinanziata, ma per
sostenere leggi di spesa, come se non ci fosse da curare i pronto
soccorsi, come se non fosse necessario sventare quello sciagurato
programma di dismissione degli ospedali nei cosiddetti Centri
minori e persino dei Punti nascita .
Quindi, non si tratta - come dicevo prima - di giudicare solo una
Qmanovretta' ragionieristica e finanziaria ma, senza se e senza ma,
sospendere il giudizio di dire assolutamente no, con fermezza e con
decisione, ad un manovra che è assolutamente dannosa per i
siciliani.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
parlare non per commentare o discutere la finanziaria nel suo
insieme, nel suo complesso perché rischiamo tutti di partecipare ad
un esercizio di retorica collettiva, sapevamo da dove partivamo,
credo che abbiamo fatto un semimiracolo a chiudere un bilancio e,
forse, dovremmo dire per una volta ai siciliani la verità, visto
che per anni il bilancio è stato costruito su presupposti anche
contabili abbastanza pomposi, ma che, in realtà, nascondevano una
povertà strutturale del bilancio della Regione.
Ancora una volta, giustamente, ho sentito parlare di un bilancio
di 26 miliardi di euro circa che è il bilancio della Regione. Però,
diciamo con onestà ai siciliani che il bilancio della Regione reale
non è oltre i 3 miliardi di euro, perché se si considerano le spese
obbligatorie come la sanità, il personale della Regione, i
pensionati della Regione, cioè il passato che grava sul presente,
le risorse effettive del bilancio di questa Regione rimangono circa
3 miliardi, ed è quello su cui negli anni si è consolidato un
sistema che ha finito per far pensare ai siciliani che avevamo
tante risorse.
In realtà, quelle tante risorse erano fondate alcune su entrate
che erano presupposti di desideri. Questo è il primo anno, e
nessuno dice la verità, che noi facciamo un bilancio dove
prevediamo già nel bilancio di previsione una copertura del
disavanzo che sappiamo esserci dell'anno prima. Forse, se avessimo
fatto il bilancio a novembre, dicembre, secondo i termini di legge
non ci saremmo ritrovati nel bilancio di previsione la copertura di
un terzo circa, grazie ad un accordo con lo Stato, di un terzo
circa del debito che sarà acclarato in sede di giudizio di parifica
a giugno, ma certamente oggi ci troveremmo a discutere di una
variazione di bilancio per coprire il disavanzo di cui siamo venuti
a conoscenza.
E quel disavanzo arriva per due ragioni: perché lo Stato, lo
ricordava l'onorevole Lupo a proposito della manovra Tremonti che
ci ha consegnato una partecipazione al debito e al risanamento
dello Stato sulle Regioni a statuto speciale pari a due miliardi di
euro - la nostra regione incide per circa 800 milioni l'anno, già
l'anno scorso e quest'anno invece pure - oltre che per presunte
entrate che poi non si sono manifestate a partire dalla vicenda
storica della valorizzazione degli immobili.
Quindi, tutto l'esercizio di retorica che si fa sullo sviluppo Ho
fatto troppe finanziere per ricordarmi che tutte le finanziarie del
passato venivano definite con due aggettivi: finanziaria di rigore
e di sviluppo. Nessuno dei due aggettivi è stato in realtà
perseguito: né il rigore, né lo sviluppo. Perché la Sicilia vive
una crisi forse senza precedenti e se oggi non c'è lo sviluppo è
anche figlio di uno sviluppo che non abbiamo promosso negli anni
precedenti, il rigore non c'è stato, tant'è che siamo a un
disavanzo di un miliardo di euro nel bilancio di competenza.
Per essere chiari: in un bilancio di tre miliardi di spesa, un
miliardo di euro significa che l'effettivo deficit strutturale del
bilancio della Regione è di circa il 25 per cento delle uscite di
questa Regione.
Questa è la realtà; poi tutto il resto è un esercizio accademico
di belle parole che si raccontano, forse, per confondere i
giornalisti che raccontano, spesso non approfondendo, i dati di
questa Regione. Chiudo la parentesi.
Volevo parlare solo di una cosa, perché anche qui c'è il rischio
che prevalga una disinformazione che finirebbe per penalizzare una
norma che è contenuta in questa manovra di bilancio e di
finanziaria, ovvero la norma contenuta all'articolo 8, secondo
comma, della manovra finanziaria che prevede che nella nostra
regione gli immobili realizzati prima del 1980 e utilizzati in
rapporto di regolare locazione o di conduzione da parte degli
inquilini da oltre vent'anni possano essere dismessi a richiesta
degli interessati.
Dico questo perché questa norma è stata raccontata come una
sanatoria. Non c'è nessuna sanatoria. La sanatoria c'è già: è una
legge che vige dal 2001 che prevede che gli inquilini fino all'anno
2000, che avevano occupato gli immobili entro una certa data,
potevano regolarizzare il loro rapporto di locazione. Cosa che in
Sicilia, nei meandri di una pubblica amministrazione che fa spesso
impazzire tutti, siamo riusciti a inventarci un sistema in cui la
sanatoria, piuttosto che regolarizzare i rapporti, ha finito per
essere trasformata in un rapporto di conduzione d'uso: la
cosiddetta custodia degli immobili da parte degli inquilini
ancorché avevano diritto a un regolare rapporto di locazione
secondo i meccanismi della sanatoria.
Quindi, la norma di cui parliamo non incide sui rapporti
cosiddetti di regolare locazione o meno degli immobili.
E' una norma che prova a fare una grande opera di riqualificazione
urbana. In che senso? L'obiettivo è di trasformare tanti inquilini
che vivono in quartieri abbandonati dalle istituzioni, lo Zen di
Palermo, Librino a Catania, tanti quartieri popolari sviluppatisi
lungo l'asse delle occupazioni abusive in cui si è sviluppato negli
anni una sorta di patto tacito: l'inquilino occupava la casa, poi
magari aveva pure diritto a regolarizzare il rapporto, le
istituzioni si giravano la faccia. Perché? Perché conveniva
lasciare degradare quel patrimonio, lasciare degradare socialmente
quei quartieri finendo per dare un'idea di zone franche spesso
dell'illegalità che si sono consolidate nei nostri quartieri delle
nostre città.
Questa norma dice semplicemente a questi inquilini: compratevi la
casa, diventate proprietari, provate attraverso la proprietà a
riqualificare la vostra condizione di residenza e di vita .
E' una norma che consentirà entrate a Comuni e IACP; è una norma
che, secondo me, consentirà di migliorare la qualità urbana
complessiva dei nostri quartieri.
Ho voluto ripeterlo qui in Aula perché - ripeto - non è sanatoria,
perché la parola sanatoria inevitabilmente produce un rischio: il
rischio dell'impugnativa.
Ripeto, nessuna volontà di sanatoria ma, semplicemente, dare un
diritto all'abitazione in maniera ordinata, in maniera normale e,
soprattutto, garantendo un diritto di proprietà a chi fino ad oggi
non ne ha potuto godere.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ci sono gli ultimi quattro
iscritti a parlare. Nell'ordine l'onorevole Vinciullo, l'onorevole
D'Asero, l'onorevole Cancelleri e l'onorevole Gucciardi.
E' iscritto a parlare l'onorevole Vinciullo. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
intanto mi corre l'obbligo di chiedere scusa al dottor Francesco
Nicosia, capo di gabinetto dell'Assessorato della famiglia, perché
non ho citato fra le persone che, in questi giorni, sono stati con
noi in Commissione e di conseguenza mi sembra giusto dare atto
della presenza di questo validissimo e capacissimo funzionario
della Regione.
Ciò posto, lo ritenevo un fatto dovuto e io le spiego perché,
signor Presidente, con tanta insistenza le chiedevo di avere
l'allegato 1 e le tabelle. Perché, vede, tutti i deputati che sono
intervenuti prima della consegna materiale di questa tabella hanno
detto cose inutili, cose non vere, cose che chiunque di noi
potrebbe smentire immediatamente.
Ci sono stati qui deputati che hanno parlato della Protezione
civile che non aveva somme assegnate e invece le troviamo; c'è
gente che ha parlato dei poveri studenti delle università con le
borse di studio e invece abbiamo visto che ci sono 18 milioni di
euro; c'è gente che è venuta a parlare dei teatri che stanno per
fallire e invece i teatri hanno avuto somme importanti da parte del
Governo. Quindi, se mi consente, il dibattito è stato falsato dal
fatto che non tutti documenti sono stati nelle mani dei deputati.
Io però, siccome tutti hanno parlato di lacrime, di sangue, devo
dire che così non è per tutti i capitoli. Ad esempio, le voglio
parlare di uno che è pagina 17.
Questo capitolo si chiama Spese dirette ad incrementare il
movimento turistico verso la Regione ed il turismo interno , cioè
nel senso che coloro i quali da Cassaro si voglio spostare a Ferla,
oppure da Monreale forse vogliono venire a Siracusa o da Messina
vogliono andare a Giampilieri.
Ma lo sapete la somma che è stata impegnata quant'è? Non stiamo
parlando di qualche decina di euro, stiamo parlando di 3.500
migliaia di euro, una somma importantissima e qualcuno mi dovrebbe
spiegare a cosa serve questa somma Perché quando tutti cominciano
a dire che c'è lacrime e sangue, disperazione, allora dico è giusto
che si siano lacrime e sangue, ma cerchiamo un attimo di tagliare
su quegli interventi che secondo me non servono a nulla. 3.500
migliaia di euro per favorire e incrementare il movimento turistico
verso la Regione e il turismo interno mi sembra una somma
eccessiva.
Se poi questa somma la andiamo a rapportare, ad esempio, al buono
scuola, ma lo sapete quanto è stato previsto per il buono scuola?
Lo ricordo a memoria perché è così ridicola la somma assegnata che
sarebbe stato preferibile non indicarla assolutamente, stiamo
parlando di 100 migliaia di euro; cioè, forse, riusciamo a fare 100
famiglie, non più di questo, quando voi sapete che il buono scuola
non viene dato alle famiglie dal 2008, 2009, 2010, 2011, 2012 e
2013.
Così come, assessore, accanto a cose importanti che lei ha
inserito per cui guai a rinnegare l'onorevole Cracolici ha questa
caratteristica appena parlo io si presenta davanti al Governo.
Capisco, onorevole Cracolici, che con la sua mole vuole fare da
scudo al Governo, però quello che volevo dire è che, pur
condividendo tante cose che abbiamo fatto insieme con l'assessore,
come ad esempio l'incremento delle somme che sono state destinate
per tutte le associazioni antiracket, penso alle cose importanti
che sono state fatte ad esempio per l'ARPA, però alcune mi lasciano
stupefatto:, 11 milioni e 500 mila euro per AZASI, ESPI ed Ente
minerario Siciliano.
Credo che questi enti siano ormai non solo decotti, ma chiusi da
anni. Parliamo di 23 miliardi delle vecchie lire che servono in un
bilancio in cui abbiamo detto ci sono lacrime e sangue, così come
servono 700 mila euro per strumenti musicali antichi o di valore
artistico. Poi però se andiamo a vedere quant'è la somma che viene
assegnata in favore .
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, la invito a concludere.
VINCIULLO. Presidente, lei non è equo.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo questo non glielo consento
Possiamo fare battute, ma qua non stiamo scherzando qua, non è una
questione di equità, lei già è intervenuto pur sapendo che non
poteva intervenire, se dobbiamo scherzare l'ora è tarda, è tardi
per tutti per cui la invito a concludere.
VINCIULLO. Siccome, ad esempio, alle famiglie meno abbienti per la
tutela della maternità e alla vita nascente è stata data la stessa
somma, oppure ai consultori ancora di meno, sarebbe forse più
opportuno e giusto che quest'anno si aggiustasse qualche strumento
musicale in meno e si desse invece, la possibilità alle famiglie
povere e indigenti di queste province, di questa Regione di potersi
occupare dei propri figli.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole D'Asero. Ne ha
facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, il
dibattito che vede questa Assemblea impegnata nell'analisi dei
documenti contabili, il Bilancio e la finanziaria, è a mio avviso
un'occasione per avviare una fase di grande confronto.
L'opposizione e il Gruppo parlamentare che mi onoro di presiedere,
ha dimostrato grande senso di responsabilità in Commissione, oltre
anche in Aula, pensando al momento particolarmente difficile, in
cui si evidenzia anche una tensione sociale che nasce da problemi
che diventano sempre più incalzanti, e che meritano un confronto,
affinché questi problemi possano essere affrontati con un
contributo da parte di tutti.
E in questo senso noi abbiamo voluto dimostrare, sia nel
ragionamento che abbiamo portato avanti per il Bilancio, ma anche
per la finanziaria, che c'è una condizione a cui tutti dobbiamo,
con grande ossequio, fare riferimento, ed è la condizione di un
confronto nel reciproco rispetto e anche nella reciproca
distinzione di ruoli.
Rispetto, perché la maggioranza o il Governo non possono avere la
presunzione di dare indicazioni unilaterali, ma devono avere la
consapevolezza che il confronto diventa anche un momento in cui è
possibile esprimere miglioramenti delle condizioni in cui ci
troviamo. Però devo dire che questo Governo ha dimostrato
incertezza durante il percorso che noi abbiamo visto sia per il
Bilancio che per la finanziaria, perché ci troviamo in una
condizione in cui il Bilancio per la sua parte di spesa rigida ha
una serie, come è stato detto già da chi mi ha preceduto, una serie
di voci vincolate per quella che è appunto la spesa rigida, restano
poche risorse, che comunque vanno anche viste nella direzione di un
cambiamento di tendenza. Il problema della spesa rigida, dei costi
che riguardano il personale, i precari, gli enti locali, la
formazione, rappresentano anche una opportunità. Dobbiamo
cominciare a pensare ad un ragionamento che veda come dal costo
bisogna avere una opportunità.
Durante il dibattito sono stato fortemente colpito da una serie di
considerazioni di chi si ritrova nella maggioranza, perché si è
parlato di giudizio sospeso davanti al dibattito che sicuramente
servirà e chiarirà alcuni aspetti. Ma si è parlato anche di
giudizio condizionato da alcuni momenti in cui, probabilmente, gli
investimenti o le risorse per investimenti, non possono trovare
destinazione nella spesa corrente, perché non è questo lo spirito
di un bilancio che vuole essere produttivo e propositivo.
Io ritengo che abbiamo usato senso di responsabilità e, per usare
un termine del Presidente, anche toni distesi, ma noi vogliamo
inaugurare una stagione che sia di opposizione costruttiva su
alcune voci in particolare. E mi riferisco essenzialmente agli enti
locali, in cui si comincia ad avere una grande preoccupazione per
quello che deve essere il carico di responsabilità per le nuove
fasi a cui dobbiamo guardare.
Noi abbiamo presentato una mozione sull'ipotesi di accordo
sull'articolo 37, dove noi contestiamo al Governo quella che è
stata - come dire - la volontà unilaterale in cui recepisce delle
iniziative e delle risorse che di fatto rappresentano una finzione
contabile.
Io ritengo che anche su questi argomenti vada affrontato un
dibattito parlamentare, c'è bisogno di chiarire alcuni aspetti e
c'è bisogno anche di evidenziare che il tema della fiscalità, e
quindi del decentramento, aprono una nuova fase. In questo noi
dobbiamo capire che c'è bisogno di nuovi modelli anche nel pensare
in parte ad un ulteriore carico di costi. La stabilizzazione è uno
dei problemi che sicuramente questa Assemblea dovrà affrontare,
visto che il 31 luglio è il termine in cui dovrà essere - a mio
avviso - avviata una fase che determini la capacità di capire come
risolvere il problema. Se gli enti locali devono avere questo
ulteriore peso, devono sapere come sopportarlo, come essere
accompagnati in questo nuovo percorso, e quindi una capacità di
nuovo orientamento che veda modelli nuovi che questo Governo, ma
anche l'Assemblea, dovranno contribuire a costruire.
Concludo dicendo che la finanziaria vuole vedere anche momenti di
azione, di miglioramento di contesto, il miglioramento del quadro
complessivo in cui la nostra realtà socio-economica si trova, e noi
abbiamo avuto modo, nel DPF prima ed anche in questa finanziaria di
dire che dobbiamo fare attenzione ad alcuni momenti importanti, a
prescindere dalle posizioni che ognuno di noi rappresenta e che
vanno comunque evidenziate.
Se oggi parliamo di impresa a cui dobbiamo dedicare attenzione e
parliamo di sostegno ad un contesto aziendale, dobbiamo avere la
capacità e la condizione di vedere come utilizzare strumenti di
ammortizzatori sociali, non per alimentare sostegno a dipendenti in
crisi, ma per alimentare sostegno ad aziende che possono continuare
a tenere in essere la propria produzione, la propria attività, e
quindi un incentivo ed un intervento diverso sugli oneri
previdenziali. Anche qua va aperto un ragionamento nuovo, che
ritengo vada affrontato in condizioni diverse.
Spero che questo dibattito possa portare il Governo dalla
incertezza, dalla condizione altalenante, a trovare la possibilità
di dirci come intende affrontare questi problemi e come noi
possiamo contribuire ad un confronto propositivo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cancelleri. Ne ha
facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, la
Commissione Bilancio che si è riunita in questi giorni - come ho
detto già in Commissione ringraziando sia il Presidente Dina che i
componenti e tutti i colleghi che sono intervenuti - ha avuto un
clima disteso di dibattito ma purtroppo si è registrata
l'impossibilità di vagliare gli emendamenti aggiuntivi. Questo ha
generato, tutto sommato, un lavoro che sarà portato in Aula e sarà
discusso.
Adesso mi voglio fermare in questa discussione dicendo come ha
agito il Movimento di cui sono portavoce, proprio per confermare
che noi non abbiamo mai voluto nessun emendamento che fosse
soppressivo di nessuna norma. Questo perché abbiamo voluto
interpretare la volontà del legislatore, chiaramente nella nostra
ottica, e cercando di migliorarla con le nostre intuizioni, con le
nostre idee, con delle proposte che fossero anche nel merito delle
entrate. Abbiamo visto che in Commissione c'è stato terreno fertile
per discussioni, come per esempio l'innalzamento delle royalty
sull'acqua, sul petrolio, che porterebbero nelle casse della
Regione svariati milioni di euro, questo per portarci semplicemente
in linea con quelli che sono i parametri nazionali, perché
attualmente in Sicilia sono più bassi.
Anche l'emendamento sulle auto blu, le cosiddette auto di
servizio, rimodulato in Commissione con l'aiuto di altri colleghi,
è riuscito a portare qualche cosa di positivo. Ed anche lì
registriamo un passo in avanti verso quella che deve essere, più
che altro, non un contenimento della spesa, ma probabilmente un
restyling dell'eticità di un Parlamento che si deve affiancare nei
confronti dei cittadini, di chi vuole dimostrare che è possibile
anche rinunciare a qualcosa in un momento di crisi, e lo fa per
prima l'Amministrazione.
Circa il taglio agli stipendi dei dirigenti regionali, si è
confermata anche questa una idea ovviamente del Governo, che non
abbiamo appoggiato, probabilmente rincarata un po' troppo, tanto è
che in Commissione non è passata la nostra idea, però già va bene
anche quella proposta dal Governo.
E poi, infine, l'innalzamento delle royalty sulle cave, dove
andava già bene quella proposta dal Governo, ma noi abbiamo voluto
semplicemente allinearci a parametri che fossero italiani, più che
altro europei, come standard di spesa. Anche questo porterebbe
all'interno delle casse regionali parecchi soldi.
E, ovviamente, abbiamo anche proposto delle misure per lo sviluppo
della nostra Sicilia. Come ben sapete abbiamo chiesto
l'applicazione - e sostanzialmente in Commissione abbiamo ottenuto
certezze, poi verificheremo in Aula, ma non credo che ci siano
problemi - per l'istituzione del fondo del microcredito. Mi
dispiace che l'onorevole Di Mauro lo battezzi come un duplicato
dell'esistente fondo microcredito - gliel'ho detto più volte,
glielo ripeto in questa pubblica Aula - che chiaramente è un fondo
di microcredito rivolto alle micro imprese, mentre quello esistente
è rivolto alle famiglie, sono due ambiti completamente diversi che
normano due aspetti diversi della nostra vita.
Mi dispiace semplicemente registrare che,in questo fondo di
microcredito, a Regione sta credendo poco, sta credendo poco perché
nella finanziaria ha inserito soltanto 500 mila euro, a fronte di
una nostra richiesta che andava ben oltre. Probabilmente noi
eravamo partiti troppo in alto, avevamo richiesto 3 milioni di
euro,proprio per far partire insieme alle somme della restituzione
dei nostri stipendi qualcosa di veramente importante, però
sarebbero bastati anche 2, o un milione e mezzo. Sostanzialmente
l'idea era che un'Amministrazione regionale credeva in qualcuno che
vuole far partire l'economia, e che non è più semplicemente
qualcuno che chiede un posto pubblico, ma che si inventa un lavoro,
allora se dobbiamo ripartire da questa logica dobbiamo metterci i
soldi in una legge del genere.
Il reddito minimo di dignità che purtroppo non ha trovato alcun
finanziamento, momento probabilmente storico sbagliato, infelice
dal punto di vista delle casse regionali, ci ritorneremo, stiamo
cercando di studiare qualcosa che sia simile a questo, attraverso
dei fondi europei, le fattorie sociali, grazie all'interfaccia con
l'assessore all'economia e l'assessore all'agricoltura stiamo
cercando,attraverso i terreni dell'ESA di creare quelle che
potrebbero essere delle nuove attività date in gestione a famiglie
che hanno redditi molto bassi o che addirittura non hanno redditi.
Abbiamo chiesto ed ottenuto il finanziamento di ulteriori 500 mila
euro, fino ad arrivare fino ad 800 mila euro, per la legge n. 3 del
2012 sulla violenza di genere, per l'istituzione di centri
antiviolenza in ogni città capoluogo di provincia. Questo è molto
interessante e molto importante perché questo è un fenomeno che si
allarga a macchia d'olio e che spesso non è figlio di violenze che
avvengono per strada ma che avvengono all'interno delle nostre
case. Le donne, sempre più spesso, sono messe al bando da questo
problema e troppo poco ne parlano.
Io in questa fase, chiaramente, sono conciliante nel mio
intervento, però con durezza, anche se non nei toni, voglio che
venga inteso in questo modo, voglio invece esprimermi su quelli che
sono i fondi destinati alla ex Tabella H.
Io chiedo a questa Presidenza, ma al Governo di fare di tutto per
portare in Aula la lista degli enti che verranno finanziati perché
vorrei che questo Parlamento si esprimesse sui nomi delle
associazioni che avranno il diritto ad accedere a questi fondi, per
fare uno studio e capire se sono soltanto figli di una volontà
campanilistica - per portare a casa il risultato e poi vantarsi
nella propria città - o ancora peggio, e mi assumo la
responsabilità di quello che dico, se sono invece figlie di una
logica clientelare che vuole andare a finanziare qualcosa che
chiaramente fa storcere il naso a chi a queste logiche invece non è
avvezzo.
E' importante che questo messaggio passi. Lo chiedo veramente con
grandissimo rispetto dei ruoli a questo Governo, affinché si
impegni a fare questo, perché sarebbe veramente un grandissimo
passaggio ed un grandissimo risultato per i cittadini che da fuori,
quando sentono parlare di Tabella H, gridano sempre allo scandalo
ed al finanziamento troppo facile.
Ci sono chiaramente associazioni ed enti meritori, e quelli
ovviamente avranno e dovranno avere un finanziamento dalla Regione,
perché crediamo nella cultura, crediamo nello sport ed in generale
crediamo nelle cose che hanno le proprie gambe per camminare e
fanno della Sicilia un posto bello in cui vivere. Però ci sono
anche tante storture e vorrei che questo Parlamento si assumesse le
responsabilità di dover dire quello che è buono e quello che non lo
è.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi. Ne ha
facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che al di
là del dato contabile ciò che di questa finanziaria merita una
sottolineatura è uno stile nuovo che si è inaugurato con questo
passaggio che l'Assemblea regionale siciliana sta facendo sugli
strumenti finanziari.
Ed è lo stile, al di là del meritorio stile sobrio del Governo,
dell'assessore Bianchi in particolare, nel trattare una materia -
come dicevo stamattina in Commissione Bilancio - fin troppo
enfatizzata, come se il momento legislativo di un intero anno possa
essere realizzato soltanto in quei pochi giorni in cui si svolge il
rito di bilancio e finanziaria. E questo merito intendo
sottolinearlo perché, da questo metodo, ed è appunto il merito che
riconosco, credo che si debba ripartire per caratterizzare una
intera legislatura.
Non ricordo negli anni scorsi di avere fatto riunioni e riunioni
di maggioranza, e sicuramente non sulle entrate. Era un tema
scartato da tutti. Di entrate nessuno aveva voglia di parlare.
Bisognava andare subito alla spesa. E probabilmente quel metodo
sbagliato ha prodotto il mostro finanziario che oggi ha portato la
Sicilia in una condizione davvero complicata, quasi al disastro,
come ricordava l'onorevole Lupo.
Un metodo meritorio, quindi, che può diventare prezioso se sapremo
partire da questo momento di estrema difficoltà, da questo momento
che era stato affrontato qualche mese fa come un momento drammatico
nel quale, probabilmente, questo Parlamento ed il Governo non
avrebbero saputo dare risposte adeguate ai problemi della nostra
gente. Ed, invece, oggi troviamo in questa finanziaria,
retoricamente bistrattata da alcuni, le garanzie per i precari,
anche se ci tengo a sottolineare in questo intervento, pur in
discussione generale, che non possiamo consentire, il Governo se ne
dovrà fare carico, come ha chiesto unanimemente la Commissione
Bilancio, che si dimentichi qualche categoria, trasformando questa
vicenda in una guerra misera tra poveri.
Abbiamo garantito le garanzie occupazionali per i lavoratori
forestali, provando anche a riformare il sistema. Abbiamo garantito
i comuni, il fondo per l'autonomia, assessore Valenti, che ci
preoccupava tanto proprio perché i comuni rappresentano i presidi
istituzionali pubblici di prossimità nei territori della nostra
Regione. Abbiamo garantito il trasporto pubblico locale ed il
trasporto per le isole minori.
Tutto questo non è avvenuto per caso. Non è avvenuto perché tutto
era scontato. E' avvenuto perché dietro c'è tanto lavoro, c'è tanto
approfondimento, c'è tanta novità e tanti interventi riformatori
che hanno portato a soddisfare davvero queste criticità che
rischiavano di travolgere la nostra Sicilia.
Ed allora, siccome in tutto questo, purtroppo troppo sottaciuto,
c'è uno spirito riformatore che ha animato il Governo ed il
Parlamento ci tengo a ringraziare tutti i componenti della
Commissione Bilancio, i deputati non componenti della Commissione
Bilancio che hanno partecipato ai lavori della Commissione, perché
in quella sede, con spirito assolutamente costruttivo, hanno
contribuito a migliorare lo strumento finanziario proposto dal
Governo, pensando prioritariamente ai problemi della nostra gente e
dei Siciliani.
Ed allora, ciò che serve è continuare su questo percorso di
riforme. Non possiamo immaginare - anche questo, stamattina, ho
provato a sottolineare in Commissione Bilancio - che in questo
esercizio quasi liturgico che riguarda bilancio e finanziaria, si
sia concluso il senso di questa annata di legislatura. La
legislatura va avanti e noi abbiamo il dovere di fare funzionare
questo Parlamento, di consentirgli di svolgere attività
legislativa.
Per questo credo che l'Aula, in questi giorni, da qui
all'approvazione di bilancio e finanziaria, debba fare in modo che
si accantonino dei fondi che servano per poter consentire
all'Assemblea regionale siciliana di svolgere attività legislativa.
E, soprattutto, non possiamo immaginare il prosieguo di questa
legislatura senza un'azione riformatrice davvero coraggiosa e
davvero senza tentennamenti. La Regione siciliana è diventata un
apparato troppo pesante, elefantiaco, e questo elefante che non
riesce più a muoversi. In tutto questo si vanifica e si mortifica
la professionalità di tantissimi dirigenti e funzionari di questa
Regione, e non si raggiunge efficacia ed efficienza nell'azione
della pubblica Amministrazione. Non si riesce più a mantenere
questo apparato costosissimo ed inutile che rischia, davvero, di
soffocare la Sicilia.
Dobbiamo avere il coraggio delle riforme, continuando, esattamente
come abbiamo cominciato, pur nella differenza di ruoli, di
posizioni e di idee che esiste tra maggioranza e minoranza, ma
sapendo che ognuno agisce per il bene di questa Regione.
Noi come Gruppo parlamentare avevamo presentato delle riforme, ad
esempio la soppressione di tanti enti - se ne parla da troppo tempo
-, abbiamo presentato le norme e le proposte che ripresenteremo in
Aula, proprio per porre il problema, assolutamente indifferibile,
di alleggerire e di fare di questo apparato una macchina efficace,
efficiente, una macchina che dia davvero risposte ai cittadini
siciliani, invertendo questo trend recessivo che ci opprime.
Il Governo aveva messo nella finanziaria delle norme molto
importanti che riguardavano i fondi extra regionali, ma sono state
stralciate per ragioni di competenza. Io l'ho già chiesto, e lo
chiedo ancora una volta al Governo, di farsi parte attiva momento
per momento affinché queste risorse, tantissime risorse, che sono
dei siciliani, vengano spese per poter invertire, appunto, questo
trand recessivo. Il tema delle riforme sarà il tema che il gruppo
del Partito Democratico porterà avanti nelle settimane e nei mesi a
venire.
Noi non crediamo che ci possa essere una via diversa da quella
delle riforme. Riteniamo che tutti insieme possiamo trasformare
questa legislatura, in questo momento tentennante, la possiamo
trasformare in una legislatura costituente, in una legislatura che
deve caratterizzarsi per un percorso di riforme unico ed originale
nella storia della autonomia siciliana.
Io credo che tutti e novanta parlamentari, l'ho detto e lo ripeto
da questa tribuna, ancora una volta, abbiamo spessore, intelligenza
e capacità per contribuire, tutti insieme, a questo importantissimo
risultato.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, esprimo il mio personale
compiacimento per i toni pacati, misurati, per la concretezza degli
interventi, anche nella diversità di vedute.
L'apprezzamento al lavoro svolto da tutte le Commissioni di
merito, alla II Commissione per il tentativo di fare sintesi delle
diverse esigenze che maturavano e che maturano sul territorio, ma
al Parlamento tutto, anche per le esigenze che sono state
riscontrate con gli interventi che abbiamo ascoltato stasera, e che
verranno messe in evidenza anche negli emendamenti che sono stati
presentati e che verranno presentati entro le ore 24.00 di oggi.
Abbiamo tenuto una Conferenza dei Capigruppo ed abbiamo stabilito
un percorso, anche al fine di dare la possibilità agli Uffici di
fare un esame attento di tutti gli emendamenti che perverranno, è
necessario utilizzare la giornata di domani, domenica, proprio per
questo approfondimento, per questa selezione che dovrà avvenire nel
massimo del rigore, per utilizzare un termine molto caro
all'onorevole Cracolici.
Dichiaro chiusa la discussione generale e pongo ai voti il
passaggio degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, esprimo anche l'apprezzamento per la nomina
del Governo, per i tre ministri siciliani che sono stati nominati e
che penso daranno un impulso in più nella nostra azione, nella
separatezza, comunque, delle istituzioni.
Comunico che lunedì 29 aprile, alle ore 9.00, è convocata una
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi Parlamentari, alla presenza
del Governo e del Presidente della II Commissione, per darci dei
tempi certi e per arrivare nel tempo costituzionalmente possibile,
e soprattutto nel migliore dei modi, all'approvazione degli
strumenti finanziari.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a lunedì, 29 aprile 2013,
alle ore 12.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
I - Comunicazioni
II - Progetto di bilancio interno dell'Assemblea regionale
siciliana per l'anno finanziario 2013 (Doc. n. 141)
Relatori: i deputati Questori
III - Discussione di disegni di legge:
1) - Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2013 e bilancio pluriennale per il triennio 2013-2015.
(nn. 68 - 68bis - 68ter/A) (Seguito)
Relatore di maggioranza: on. Dina
Relatore di minoranza: on. Vinciullo
2) - Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2013.
Legge di stabilità regionale. (n. 69/A) (Seguito)
Relatore di maggioranza: on. Dina
Relatore di minoranza: on. Vinciullo
La seduta è tolta alle ore 21.31
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli