Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 38 di sabato 27 aprile 2013
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   LANTIERI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Gianni,  è  in  congedo  per
  oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

      Comunicazione di costituzione di nuovo Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che,  con  nota  del  27
  aprile  2013,  pervenuta  e  protocollata  in  pari  data   al   n.
  5380/AULAPG,   l'onorevole  Luca  Sammartino,  allegando   relativo
  verbale di riunione, ha comunicato l'avvenuta costituzione, in data
  odierna, del Gruppo parlamentare  Articolo quattro , composto dagli
  onorevoli  Leanza,  Lentini,  Nicotra,  Ruggirello,  Sammartino   e
  Sudano, i quali cessano conseguentemente e contestualmente  di  far
  parte dei rispettivi Gruppi parlamentari di provenienza.
   Nella  stessa giornata, sono stati nominati l'onorevole Sammartino
  Presidente e l'onorevole Sudano Vicepresidente del suddetto Gruppo.
   Invito  pertanto il neocostituito Gruppo parlamentare a  procedere
  alla   nomina  di  un  segretario,  ai  sensi  dell'articolo  25del
  Regolamento interno dell'ARS.
   Circa, poi, la nota dell'onorevole Ruggirello del 27 aprile  2013,
  pervenuta  e  protocollata in pari data al n. 5382/AULAPG,  con  la
  quale  lo  stesso deputato ha comunicato di non far più  parte  del
  Gruppo  parlamentare   Lista Musumeci  a decorrere  dal  26  aprile
  2013, preciso che vale la data di acquisizione della stessa, e cioè
  il  27  aprile  2013,  coincidente con la  costituzione  del  nuovo
  Gruppo.
   A  seguito  della formazione del nuovo Gruppo  Articolo  quattro ,
  testè comunicata, il Gruppo parlamentare  Lista Musumeci , sceso al
  di  sotto  del  numero  minimo di deputati  previsto  dal  comma  2
  dell'art.  23  del Regolamento interno dell'ARS per  costituire  un
  Gruppo  parlamentare, rimane temporaneamente in  vita,  secondo  la
  prassi  di  questa  Assemblea regionale e di  quella  vigente  alla
  Camera dei Deputati, fino a quando il Consiglio di Presidenza  avrà
  deliberato al riguardo, nella prima seduta utile.
   Per  quanto  riguarda,  infine,  il  Gruppo  parlamentare   PID  -
  Cantiere Popolare  (il cui numero di componenti scende da 4  a  3),
  autorizzato  in  deroga  in  data  13  marzo  ultimo  scorso  (come
  comunicato  nella  seduta  d'Aula n. 27  del  13  marzo  2013),  il
  Consiglio di Presidenza, nella prima seduta utile, sarà chiamato  a
  verificare la permanenza dei requisiti per il mantenimento in  vita
  del Gruppo.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli  colleghi,  comunico che la II  Commissione  legislativa
  permanente  ha concluso l'esame del disegno di legge di bilancio  a
  legislazione vigente, definendo altresì l'articolato del disegno di
  legge di stabilità nel suo contenuto tipico, previsto dalla vigente
  legislazione.
   La   stessa  Commissione  è  dunque  invitata  a  concludere   con
  sollecitudine  i  propri lavori, procedendo alla prescritta  nomina
  del  relatore di maggioranza all'Aula e all'eventuale  relatore  di
  minoranza.
   In  considerazione, pertanto, della circostanza che la Commissione
  si  è già espressa sugli adempimenti essenziali previsti, in primis
  dall'articolo  81  della Costituzione, e rilevato  altresì  che  il
  predetto  articolo  pone il limite temporale costituzionale,  ormai
  prossimo,  del  30  aprile quale termine ultimo e invalicabile  per
  l'approvazione dei bilanci, invito la Commissione medesima  a  dare
  seguito, senza ulteriore indugio, a quanto sopra.
   Avverto  sin d'ora che, in mancanza, questa Presidenza  sottoporrà
  alla  discussione in Aula, oggi alle ore 16.00, i testi  così  come
  definiti  dalla Commissione  Bilancio , fino alla loro approvazione
  costituzionalmente necessitata.
   Così resta stabilito.
   Pertanto,  la  seduta è sospesa, avverto che riprenderà  alle  ore
  16.00.

        (La seduta sospesa, alle ore 12.02, è ripresa alle ore
                                17.16)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


    Discussione dei disegni di legge  Bilancio di previsione della
                           Regione siciliana
  per l'anno finanziario 2013 e bilancio pluriennale per il triennio
                              2013-2015
       (nn. 68 - 68bis - 68ter) e  Disposizioni programmatiche e
                              correttive
        per l'anno 2013. Legge di stabilità regionale  (n. 69)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al secondo punto dell'ordine  del  giorno:
  Discussione  dei  disegni di legge  Bilancio  di  previsione  della
  Regione  siciliana  l'anno finanziario 2013 e bilancio  pluriennale
  per  il  triennio 2013-2015  (nn. 68-68 bis-68 ter) e  Disposizioni
  programmatiche  e  correttive per l'anno 2013. Legge  di  stabilità
  regionale  (n. 69).
   Onorevoli  colleghi,  arriva  in  Aula  il  testo  definitivo  del
  Bilancio  e  della  Finanziaria,  così  come  licenziato  dalla  II
  Commissione;  so  che  è  stato un lavoro  molto  complesso,  molto
  difficile, ma è stato fatto un lavoro di sintesi pregevole.
   Invito il Presidente della Commissione, nonché relatore, onorevole
  Dina,  a  svolgere  la  relazione e  poi  a  seguire,  se  intende,
  l'onorevole Vinciullo, quale relatore di minoranza.
   Preannuncio, fin da adesso, che per email è arrivato,  a  ciascuno
  di  voi,  il testo della finanziaria e del bilancio così come  sono
  stati  esitati  pochi  minuti fa dalla II Commissione  e  a  questi
  possono  essere  presentati  gli  emendamenti,  chiaramente  si  fa
  riferimento   a  quelli   che  sono  stati  già  presentati   nelle
  Commissioni  di  merito e, comunque, nella Commissione   Bilancio',
  chiarisco,  anche  quegli emendamenti che  eventualmente  non  sono
  stati  trattati,  per dare la possibilità ad ogni  parlamentare  di
  esercitare  il  ruolo  fino  in fondo,  possono  essere  presentati
  emendamenti per email entro le ore 24.00 di oggi, diventa un lavoro
  molto facilitato.
   E'  chiaro  che  non viene esclusa  la possibilità  di  presentare
  emendamenti  in  via cartacea, però se ci venite  incontro,  perché
  oramai  ci siamo modernizzati tutti per fortuna, e venite incontro,
  soprattutto,  agli Uffici, sarebbe cosa più che  opportuna;  se  ci
  discipliniamo in maniera adeguata potremmo chiudere la  discussione
  generale  entro  le  ore 20.00, dando comunque  la  possibilità  di
  presentare gli emendamenti fino alle ore 24.00.
   Detto  questo,  iniziando con la relazione  del  Presidente  della
  Commissione, onorevole Dina e poi, penso, dell'onorevole  Vinciullo
  -  ancora  non  ha presentato il suo assenso, se vuole intervenire,
  penso   di  si,  come  relatore  di  minoranza,   grazie  onorevole
  Vinciullo -  e del Presidente della Regione, in maniera,  mi  rendo
  conto,   irrituale,    i   lavori  dell'Aula  continueranno   sulla
  discussione  generale e successivamente faremo una  Conferenza  dei
  Presidenti  dei gruppi parlamentari informale, ma brevissima,  alla
  presenza del Presidente Crocetta.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Vullo è in congedo  per  oggi
  per motivi personali.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Riprende la discussione dei disegni di legge nn. 68 -68bis -68ter)
  e n. 69

   PRESIDENTE.  Invito il Presidente, onorevole Dina, a  svolgere  la
  propria relazione.

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Signor   Presidente  dell'Assemblea  Regionale  Siciliana,   signor
  Presidente della Regione, signori assessori, onorevoli colleghi, si
  conclude oggi o meglio si avvia, nella sede naturale dell'Aula,  il
  completamento di un percorso iniziato da tempo.
   Il  Governo  aveva  presentato la propria  proposta  di  documenti
  contabili  e  finanziari già nell'ottobre dell'anno  precedente  e,
  pertanto, una proposta era agli atti fin da allora, successivamente
  si è intervenuti con il disegno di legge di esercizio provvisorio e
  questa  Aula  ha  avuto  modo  di confrontarsi  su  quei  documenti
  contabili, sul bilancio di previsione che la Giunta aveva  operato,
  aveva determinato con una apposita delibera e già fin da allora  si
  era avviato un momento di riflessione su quella che è la situazione
  finanziaria, economica della nostra Regione.
   Una  situazione difficile che tutti abbiamo sotto gli  occhi,  che
  abbiamo avuto modo di analizzare approfonditamente leggendo  dentro
  i documenti, dentro gli atti.
   E' stato iniziato un percorso-verità da parte del Governo Crocetta
  e  della  Giunta di governo che ha imposto - un po' a  tutti  -  un
  momento  di attenzione, di consapevolezza, di contezza, di  ritorno
  alla  realtà nel tentativo di mettere insieme i numeri dei conti  e
  la realtà che viviamo.
   E  questo  momento  di consapevolezza ci ha portati  tutti  ad  un
  confronto che ha avuto nella Commissione Bilancio la naturale  sede
  di  confronto,  di  approfondimento, di arrivo  delle  istanze  che
  legittimamente  ogni deputato di questa Aula, di questa  Assemblea,
  rappresenta  ed in Commissione si è realizzato quel  confronto  tra
  rappresentanti, tra portatori di interessi, di interessi legittimi.
   Ed è stato un lavoro difficile, che ha imposto pazienza, che ci ha
  sottoposto sicuramente a defaticanti e snervanti sedute, ma che  ci
  ha  concesso, un po' a tutti, la possibilità di diventare non  solo
  spettatori  di  quello  che avviene, ma attori  consapevoli  perché
  senza   consapevolezza  non  si  è  attori,  si   è   semplicemente
  spettatori.
   Il  lavoro  che si è svolto in Commissione è stato  un  lavoro  di
  grande preparazione. La Commissione, sulla spinta di quello che  ha
  così  preteso il Governo nella sua impostazione un po' particolare,
  un po' rivoluzionaria, ha avviato un momento di confronto forte con
  la   società,   ha   tentato  di  sentire  direttamente   le   voci
  dell'economia,   le  voci  delle  parti  sociali,   le   voci   dei
  rappresentanti  datoriali e ha tentato così di capire  direttamente
  qual era la voce che proveniva dal territorio, nella consapevolezza
  che lo strumento introdotto, quello di costruire un bilancio quanto
  più  aderente  possibile  alle necessità  del  funzionamento  della
  macchina  e  quanto più aderente possibile a mettere in  ordine  la
  macchina  per  evitare sprechi, per evitare quello che  il  momento
  congiunturale che viviamo non ci consente più.
   Non c'è più spazio per la disattenzione, non c'è più spazio per la
  negligenza  e  il  nuovo  spazio è quello  della  diligenza,  della
  consapevolezza e della puntualità delle proposte.
   Quindi,  si è lavorato nella costruzione di un bilancio essenziale
  che  garantisca il funzionamento della struttura, spostando poi  in
  finanziaria  quelli che sono gli interventi, le  scelte  ed   è  in
  questo  senso  che  quest'ultime   si  sono  concretizzate  con  un
  articolo della finanziaria che ha rimesso dentro al bilancio  tutte
  le  iniziative che si sceglieva di portare avanti e la  Commissione
  ha  scelto,  il Governo ha scelto: si è andati verso l'essenzialità
  delle scelte.
   Abbiamo   cercato  di  salvaguardare  quelli  che   sono   settori
  importanti della nostra Regione, gli Enti locali principalmente. Un
  attenzione forte a quel settore del precariato che vive sicuramente
  una  ulteriore  stagione  di precarizzazione,  di  rischio  di  non
  stabilizzazione.  Si  è  avuto  poi  attenzione  a  quelle   grandi
  categorie  che rappresentano sicuramente una risorsa per la  nostra
  Terra,  molto  spesso sono presentate come fonti  di  spreco  e  di
  disorganizzazione: penso ai forestali, penso alle varie realtà  del
  settore  agricolo,  dalla  bonifica, all'ESA  e,  quindi,  in  quel
  settore  si  è  cercato di razionalizzare, di  riorganizzare  nella
  consapevolezza che bisognava fare diventare risorse positive quelle
  che  nell'immaginario collettivo sono state costruite  come  luoghi
  comuni  deteriori  e  questo  lo si  è  fatto  non  perché  avevamo
  necessità  di costruire una nuova immagine artificiosa,  ma  perché
  c'è   sicuramente  la  consapevolezza  che  alcuni  settori   vanno
  valorizzati,   alcuni  settori  vanno  rimessi  al   centro   della
  iniziativa legislativa.
   E   il  lavoro  che abbiamo tentato di svolgere in  Commissione  è
  stato  sempre  un lavoro che andava nella direzione della  sintesi,
  della  condivisione,  forse  un  po'  farraginoso,  forse  un   po'
  difficile,  ma  la  mia  storia politica mi ha  sempre  imposto  di
  cercare il confronto, il dialogo, le scelte condivise, il punto  di
  sintesi,   il  punto  di   mediazione  che  non  è  il   punto   di
  intermediazione.
   Il  punto  di mediazione è quell'azione intelligente che cerca  di
  trovare le soluzioni, che cerca di trovare i punti di arrivo perché
  funzionali ai problemi che si vanno ad affrontare e a risolvere  ed
  in  questo  senso ci siamo avventurati tutti in questa Commissione.
  Dico  avventurati perché ci è costata molta fatica ed è stata messa
  sicuramente alla prova la nostra resistenza fisica.
   Sono  stati  tanti  gli  errori, ma la  Commissione  non  può  mai
  rimproverarsi  assolutamente di aver derogato  al  Regolamento.  E'
  stata  rispettosa del Regolamento, rispettosa delle parti e abbiamo
  insieme  cercato  di svolgere questo ruolo nel rispetto  reciproco,
  nel rispetto degli altri, nel rispetto delle proposte e si è andato
  avanti sul testo presentato dal Governo.
   Il  testo che ne esce è un testo del Governo dentro cui sono state
  portate   le  scelte,  le  volontà,  le  peculiarità  dei   singoli
  commissari  e  non  solo,  perché è stata data  la  possibilità  di
  intervenire  a  tutti i deputati che hanno voluto farlo,  ma  anche
  perché non è stato negato l'accesso in Commissione a nessuno.
   E' stato un momento di grande confronto e di grande democrazia, si
  è  tentato di preparare in Commissione quello che poi l'Aula  dovrà
  realizzare:  una estrema sintesi, tentando, anche,  di  riparare  a
  quelli che sono stati i limiti di una Commissione.
   L'Aula  avrà il compito, insieme al Governo che è stato diligente,
  aperto, attento, di rimettere insieme quello che in Commissione poi
  alla  fine è venuto a mancare e cioè la possibilità di una  sintesi
  sugli  emendamenti aggiuntivi, dove tante proposte  sono  arrivate,
  tanti  suggerimenti importanti sono stati messi in  campo,  ma  non
  hanno  avuto  la  possibilità di essere tradotti  in  provvedimenti
  formali.
   E,  quindi, all'Aula, al Governo e alla Commissione, che  in  Aula
  sarà presente, è demandato questo ulteriore compito, cioè di tenere
  insieme  le  proposte  e  di finalizzarle in soluzioni  legislative
  definitive.
   E,  quindi,  abbiamo fatto questo grande lavoro e devo ringraziare
  tutti  i  Gruppi presenti in Commissione che hanno mostrato  grande
  serietà,  grande  rispetto, che hanno sempre perseguito  la  logica
  degli  interessi generali, che hanno saputo mettere da parte  anche
  quei  legittimi interessi di parte che fanno sicuramente  il  gioco
  della politica, ma devo dare atto che la politica è volata alta, ha
  cercato  di  confrontarsi  sui  grandi  temi  e  quasi  sempre  c'è
  riuscita.
   E  vorrei così anche sfatare il mito che il confronto, il  dialogo
  non  sia  qualcosa che va sempre perseguito, che viene  considerato
  come  inciucio, che possa essere considerato come inciucio. Bisogna
  avere  la  capacità  di  confrontarsi fino  in  fondo  e  anche  di
  rischiare di sporcarsi le mani nel senso positivo di stare insieme,
  di   mescolarsi.  Questo  mescolamento  c'è  stato  in  Commissione
  Bilancio,  questa  contaminazione  fra  i  vari  rappresentanti   e
  rappresentanti  delle diverse esperienze ed è stato  il  fatto  più
  bello  e positivo che intendo registrare, nella consapevolezza  che
  solo  questo è il metodo della democrazia, quando bisogna costruire
  le  cose  bisogna  confrontarsi, scendere anche nei  particolari  e
  tentare di risolverli.
   E, allora, colleghi, avevo preparato una lunga ed ampia relazione,
  anche  con  l'aiuto degli uffici; vorrei evitare di leggerla  e  mi
  rimetto  alla  stessa  perché abbiamo tutti la  consapevolezza  che
  siamo  stanchissimi;  abbiamo fatto una lunga maratona.  L'auspicio
  personale è che questo momento di confronto serio, sereno, che  c'è
  stato  in  Commissione  possa  proseguire  in  Aula  perché  questa
  Assemblea  possa  così  mettere un primo punto  di   ripartenza   a
  proprio favore, nella convinzione che l'attività legislativa non si
  fermerà  con  la  finanziaria, che avremo modo, anche  mettendo  da
  parte qualcosa di risorse finanziarie, di poter legiferare anche su
  leggi  di  spesa  futura, ma consapevoli che dalla  finanziaria  si
  riparte  perché  la  finanziaria è  la  cornice,  è  il  quadro  di
  riferimento, è il punto di partenza di un Parlamento; è un punto di
  partenza di un Governo che vuole dare alla Sicilia risposte  certe,
  risposte forti, soprattutto a chi ha più bisogno.
   Abbiamo assistito sicuramente a manifestazioni un po' particolari,
  che  sono sicuramente un sintomo della sofferenza, un sintomo della
  rabbia  sociale, che sta diventando invidia sociale, che  non  deve
  portarci  a  dividerci, che deve sicuramente essere  un  segnale  a
  questo  Parlamento  per lavorare insieme per raggiungere  obiettivi
  condivisi e comuni.
   Non  ci sono interessi di parte che possano dare nobiltà al nostro
  Parlamento se non quelli generali di servire la Sicilia, di servire
  i  siciliani,  di tentare di dare risposte a quel  mondo  che  oggi
  soffre e di farlo con l'attenzione anche ai conti in ordine; le due
  cose vanno insieme: conti in ordine, crescita, sviluppo, attenzione
  alle fasce sociali più deboli. E' questa la stella polare che dovrà
  guidarci  in  questi  giorni di votazione dei documenti  contabili.
  Sono convinto che questo sarà fatto e il nostro confronto sui fatti
  specifici dei documenti contabili si svolgerà lungo il binario  che
  abbiamo già tracciato in Commissione: quello della serietà,  quello
  della    pazienza,   quello   della   responsabilità    e    quello
  dell'attenzione sicuramente a chi ha più bisogno.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Dina, sebbene  lei  si  sia  rimesso  alla
  relazione, la sua premessa è stata molto più lunga della  relazione
  stessa. Gliene diamo atto. Se può recuperare l'onorevole Vinciullo,
  quale relatore di minoranza, l'Aula gliene sarà grata.
   Ha   facoltà   di  parlare  l'onorevole  Vinciullo,  relatore   di
  minoranza, per svolgere la relazione.

   VINCIULLO,  relatore  di minoranza. Signor  Presidente,  onorevoli
  colleghi,  ci  proverò,  anche perché,  non  avendo  preparato  una
  relazione,  sicuramente,  sarò  più  breve  del  Presidente   della
  Commissione.
   Signor  Presidente dell'Assemblea regionale, onorevole  Presidente
  della   Regione,  onorevoli  colleghi,  signori  assessori,   oggi,
  staremmo  cercando di fare sapere al Governo, dal  momento  che  la
  maggior  parte  degli assessori sono stati assenti,  quello  che  è
  l'intendimento  della minoranza della Commissione Bilancio e quelle
  che  sono state, ad avviso di questa minoranza, le ragioni  che  ci
  hanno spinto, alla fine, a votare contro il provvedimento che viene
  portato in Aula.
   Come  lei  sa,  signor Presidente, con il disegno di legge  numero
  669,  presentato dal Presidente della Regione, onorevole  Crocetta,
  su  proposta  dell'assessore per l'economia, in  data  29  dicembre
  2012,  veniva assegnato a questa Assemblea il compito di  approvare
  sia lo strumento finanziario sia il bilancio.
   Tuttavia, lei sa che ciò non fu possibile perché vi erano state le
  elezioni, perché il Governo aveva avuto la necessità di predisporre
  uno strumento finanziario che scontava il fatto che quasi tutti gli
  assessori erano o, meglio ancora, tutti gli assessori erano  nuovi,
  tranne   alcuni  dirigenti   regionali,  nel  frattempo   diventati
  assessori   e,   di   conseguenza,  si  è   passato   all'esercizio
  provvisorio.
   In  questi  quattro  mesi,  Presidente Ardizzone,  la  Commissione
  Bilancio,  mi  pare  di  ricordare che  più  volte  ha  cercato  di
  sollecitare  il Governo e ha cercato di sollecitare un  po'  tutti,
  affinché  si  potesse iniziare l'approvazione di questo  importante
  strumento per la vita dell'Assemblea regionale, quindi del Governo,
  quindi  della  Sicilia, proprio per evitare le estenuanti  maratone
  che  avevano  caratterizzato gli ultimi  anni  di  vita  di  questa
  Assemblea.
   Ciò  non  è stato possibile ed io, veda, con l'abituale franchezza
  che  mi caratterizza, non ho gradito l'intervento che è stato fatto
  ieri da lei, signor Presidente, laddove lei richiama la Commissione
  affinché,  senza indugio, possa portare a compimento l'approvazione
  dello strumento finanziario.
   Signor  Presidente, siamo stati giornate intere   in  Commissione;
  siamo  stati  anche  nottate  intere in Commissione.  Certo,  voler
  scaricare  la Commissione nella sua interezza e anche l'opposizione
  della responsabilità di essere arrivati a qualche ora dal 30 aprile
  credo che sia almeno ingeneroso.
   Per non di meno, però, siccome dobbiamo essere franchi, cordiali e
  dirci  le  cose  che  pensiamo,  le  dico  proprio  che  una  parte
  importante  e  consistente  della Commissione  non  ha  gradito  un
  richiamo che credo che non meritiamo assolutamente.
   Signor Presidente, in questi giorni, abbiamo lavorato e lo abbiamo
  fatto  senza avere il conforto del Governo, perché, al di là  della
  presenza   dell'assessore  per  l'economia,  dottor  Bianchi,   che
  ringraziamo,  dell'assessore  per le infrastrutture e la  mobilità,
  dottor  Bartolotta,  dell'assessore  per  le  risorse  agricole  ed
  alimentari, dottor Cartabellotta, tutti gli altri provvedimenti che
  sono  stati esaminati sono stati esaminati senza la presenza  degli
  assessori e, mi sia consentito dire, per la prima volta,  senza  la
  presenza  dei direttori generali e senza la presenza  dei  capi  di
  Gabinetto .
   Talché,   alle  volte, siamo stati costretti, tranne  il  capo  di
  Gabinetto   dell'assessore  per  l'istruzione   e   la   formazione
  professionale,  ad  interrompere i lavori ed  a  chiedere  notizie,
  informarci, a fare un lavoro di scelta che non  aspetta  a  chi  ha
  indennità parlamentare ma spetta, con il diritto che gli è  dovuto,
  a coloro i quali sono funzionari della Regione.
   E,  non  di  meno, abbiamo portato a termine, secondo  quelli  che
  erano  i tempi e le possibilità, i modi che sono consentiti  e  dai
  tempi ristretti,  questo strumento finanziario.
   Tutti  hanno ricordato il ruolo dell'opposizione  e l'opposizione,
  signor  Presidente,  in  questi giorni,  ha  supplito  spesso  alle
  mancanze  della  maggioranza.  L'opposizione  ha  svolto  un  ruolo
  vigile,   ha   svolto  un  ruolo  attento,  ha  svolto   un   ruolo
  particolarmente incisivo, tanto da cambiare spesso quella  che  era
  l'originaria  impostazione  che il  Governo  aveva  dato  sia  alla
  Finanziaria sia  al Bilancio.
   E  l'abbiamo  fatto  non perché ci prepariamo  a  passare  con  la
  maggioranza ma perché abbiamo il senso delle Istituzioni; perché ci
  eravamo proposti, in questo momento difficile, di mettere al  primo
  posto,  nella nostra attività politica e parlamentare, la  Sicilia,
  la nostra Terra.
   E  devo dire che, ieri, insieme ai colleghi, abbiamo gradito molto
  le  parole  usate  dal  Presidente Crocetta,  quando  è  venuto  in
  Commissione e ha ringraziato tutti i deputati della Commissione per
  il lavoro svolto.
   Abbiamo  continuato  così come avevamo iniziato,  per  cercare  di
  portare  a  termine questa fatica e per cercare di  correggere  una
  serie   di   storture  e  di  errori  che  abbiamo  trovato   nella
  Finanziaria.  Ad  esempio,  Presidente  Ardizzone,  si  poteva  mai
  pensare  di  esaminare un Bilancio e la Finanziaria  della  Regione
  senza   prevedere   le   somme  destinate  ai   minori   sottoposti
  all'autorità giudiziaria?
   Cioè  la  fascia più debole dei cittadini siciliani questo Governo
  l'aveva dimenticata. La fascia più difficile da gestire dei bambini
  siciliani  questo  Governo l'aveva dimenticata.  Così  come  questo
  Governo aveva dimenticato di inserire le somme giuste per i  malati
  ed  è  stata  una  battaglia dell'onorevole Di  Mauro  e  di  tutta
  l'opposizione  che ha fatto reintegrare le somme.  Stesso  discorso
  dicasi  per  il  trasporto degli studenti  pendolari  delle  scuole
  secondarie superiori, che dagli istituti che frequentano,  a  causa
  dell'assenza  di  istituti superiori, sono  costretti  a  spostarsi
  nelle grandi città, dove ci sono le scuole. E lo abbiamo fatto.  Lo
  abbiamo  fatto  con  grande  spirito di abnegazione,  sapendo  che,
  proprio perché eletti dal popolo siciliano, avevamo davanti  a  noi
  la  responsabilità  di  portare a casa  uno  strumento  finanziario
  rispondente alla necessità del territorio.
   E  perché  non parlare della polizia municipale, della  difesa  ad
  oltranza  che  è stata fatta delle aspettative dovute  a  coloro  i
  quali vigilano sulla nostra sicurezza e sulla nostra incolumità?
   Abbiamo  parlato dei forestali; stamattina, su  La Repubblica ,  è
  uscito  fuori  un articolo che oggettivamente non è rispondente  al
  vero,  laddove parla di blitz sui fondi per le opere pubbliche  che
  saranno  usati per pagare i forestali. Non è assolutamente così.  E
  qui  confermo  all'onorevole Giorgio Assenza, che è particolarmente
  preoccupato,  perché teme - così come riportato dal giornale  -  la
  scomparsa dei trenta milioni di euro destinati al primo lotto della
  realizzazione  del  tratto  stradale  che  da  Comiso  porta   allo
  svincolo, sulla strada statale 115, che quel finanziamento non si è
  perso,  che  quel  finanziamento continua ad essere  appostato  nel
  posto  giusto,  per essere utilizzato come prima  tranche  dei  140
  milioni di euro che costituiscono tutta l'opera.
   E,    approfittando   della   presenza   dell'assessore   per   le
  infrastrutture  e  del  Presidente della Regione,  vorrei  fare  un
  appello:  qui tutti parlano di fondi che si sono perduti, di  fondi
  che  si stanno per perdere. Presso il suo Gabinetto, presso la  sua
  Segreteria,  è  depositato, da qualche settimana, un  provvedimento
  che  riguarda  l'investimento di 378 milioni di euro  che  sono  le
  somme  necessarie per realizzare i lotti 6-7-8 della Siracusa-Gela,
  per  realizzare il tratto che da Porto Empedocle porta alla  strada
  statale  640 e per realizzare un tratto di strada che da  Agrigento
  porta  a  Palermo.  Dico  ciò  anche per  rispondere  all'onorevole
  Fontana   che  mi  ha  sollecitato  questo  problema.   La   prego,
  predisponga  la delibera, anche perché questi sono  dei  fondi  che
  appartengono al POR-FESR 2007/2013. C'è il rischio di perderli; c'è
  il  rischio di non poterli spenderli. Diamo risposte concrete a chi
  spesso si lamenta, al di là di quelle che sono le reali situazioni,
  e spesso si lamenta al di là di quella che è la verità
   Signor Presidente, la nostra relazione non può che essere negativa
  perché  purtroppo manca la parte più importante, quella  che  avevo
  salutato con grande soddisfazione quando avevamo parlato, in questa
  stessa  sala, dell'articolo 65: quella relativa alle infrastrutture
  sociali  che, a quanto pare, il Governo ha ritirato, così  come  ha
  ritirato  l'articolo  relativo  al fondo  per  il  contrasto  della
  povertà.  Erano questi gli articoli che dovevano caratterizzare  la
  sua  finanziaria;  era questo il motivo per cui mi  ero  più  volte
  alzato  e  avevo plaudito all'azione sua e dell'assessore  Bianchi.
  Questi  punti  salienti,  però,  così  come  quelli  dell'assessore
  Scilabra,  relativi alle misure per migliorare la competenza  delle
  popolazioni   scolastiche  per  ridurre  il  tasso  di  dispersione
  scolastica  formativa  e per il patrimonio edilizio  scolastico  in
  aree a rischio, anche queste sono venute meno.
   Sarebbe  opportuno,  quindi, che il suo  Governo,  così  come  gli
  interventi   nelle   aree  urbane,  che  si   era   caratterizzato,
  all'inizio, per una serie di interventi nel sociale, per una  serie
  di  interventi portati a migliorare le condizioni economiche di chi
  soffre,   di   chi   è   in   difficoltà,   ritornasse   nuovamente
  sull'argomento; lo riaffrontasse con l'attenzione dovuta e cercasse
  di  dare velocemente risposte a fasce sociali fragili, deboli,  che
  hanno bisogno, più di altri, dell'intervento.
   Abbiamo  parlato di forestali. In Commissione, abbiamo cercato  di
  trovare  le  somme  necessarie per poterli avviare  al  lavoro.  Ci
  rendiamo   conto  che  ciò  è  difficile.  Abbiamo  collaborato   a
  realizzare  un  nuovo  modo di approccio per i  forestali.  Abbiamo
  immaginato  per i forestali compiti che, fino ad oggi, erano  stati
  svolti  da  ditte pagate troppo e che facevano male questo  lavoro.
  Abbiamo  voluto  condizionare tutti gli enti  che  lavorano  e  che
  dipendono dalla Regione a fare svolgere lavori per quanto  riguarda
  la  forestale  ai  forestali, proprio perché volevamo  incrementare
  ulteriormente  le  somme destinate a questa  fascia  di  lavoratori
  precari.  Così  come ci siamo sforzati e, ancora adesso,  chiediamo
  con  forza al suo Governo di stanziare le somme giuste e dovute per
  i consultori.
     Signor  Presidente, in questo momento di grande difficoltà,  non
  possiamo  mettere   zero' o avere un capitolo  per  memoria  quando
  parliamo  di  consultori che si rivolgono alle  fasce  sociali  più
  deboli,  così  come  ci pare insensata, priva di  ogni  valore,  la
  diminuzione  delle somme che sono state destinate  al  capitolo  in
  difesa  della  vita nascente, quello che comunemente, barbaramente,
  viene chiamato  bonus bebé , proprio perché, in questo momento,  le
  famiglie  fragili  hanno più bisogno rispetto agli  altri  anni  di
  avere  la  possibilità  di  potere accompagnare  i  primi  anni  di
  crescita  dei  loro figli con un contributo, seppure  limitato,  da
  parte della Regione.
   Per  questo  motivo, siamo qui a lavorare per la Sicilia,  per  la
  nostra  Terra,  senza  avere  preconcetti  di  alcuna  natura   nei
  confronti della finanziaria e del bilancio.
   Siamo  qui  a  rivendicare parità di trattamento ed equità  per  i
  lavoratori socialmente utili e per i lavoratori precari; ci sembra,
  infatti,  che alcune fasce, inspiegabilmente, siano state  lasciate
  fuori  e  altre  fasce, forse, abbiano ottenuto più di  quello  che
  volevano.
   Ma questi giorni, signor Presidente, ci devono servire proprio per
  questo: per cercare di limitare al massimo alcune ingiustizie,  per
  cercare  di  intraprendere la via della  giustizia,  la  via  della
  verità nell'interesse della Sicilia e dei siciliani e noi, a questo
  compito, signor Presidente, siamo pronti.

   PRESIDENTE.  Le  posso assicurare che non c'era  la  necessità  di
  evidenziare  il  ruolo della II Commissione perché nessuno,  quanto
  mai questa Presidenza, l'ha mai messo in discussione. Quello che si
  è voluto puntualizzare, più volte, è che questo è un Parlamento che
  ha  cambiato registro, dove tutte le Commissioni hanno pari titolo,
  sia  le  Commissioni  di  merito sia,  certamente,  la  Commissione
  Bilancio,  che  è  chiamata  a  dare  copertura  finanziaria   agli
  emendamenti che vengono presentati.
   Grazie per il suo pregevole intervento e anche per la larghezza di
  vedute   ed  il  coinvolgimento  che  ha  voluto  fare  per   tutta
  l'Assemblea, per questa collaborazione che è in atto.
   Dichiaro aperta la discussione generale.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  sicuramente, non mi sembra il caso di intervenire  negli
  aspetti  più  dettagliati della finanziaria; lo abbiamo  fatto  più
  volte;  ne  abbiamo  parlato; ne abbiamo  parlato  in  Commissione;
  abbiamo  avuto il confronto con i singoli Gruppi parlamentari,  con
  tutti  i  Gruppi, dal centrosinistra al centrodestra, al  Movimento
  Cinque   Stelle,   ritenendo   che  l'azione   di   Governo   debba
  necessariamente   confrontarsi  con  tutto   l'arco   delle   forze
  parlamentari.
   Ritenendo  questa una forma di rispetto del Parlamento,  ma  anche
  una  forma  di rispetto degli elettori, che hanno eletto  i  propri
  rappresentanti, quindi, la politica del Governo deve sempre sentire
  quelli  che  sono  i rappresentanti di opinioni, di  posizioni  che
  sicuramente non sono uguali e che pongono delle esigenze diverse.
   Tenendo  presente che qualsiasi manovra finanziaria si possa  fare
  non  sarà  mai la più giusta, non lo sarà nelle condizioni  che  ci
  vengono date, nelle condizioni economiche e finanziarie in  cui  ci
  ritroviamo,  nelle  esigenze che abbiamo da  affrontare  e  con  la
  esiguità delle risorse che noi abbiamo a disposizione.
   E'  da questi parametri che noi dobbiamo partire. Partendo proprio
  da   queste   considerazioni,  dobbiamo  cominciare  a  considerare
  indispensabile  la  riduzione della spesa  inutile  e  l'incremento
  invece  di  quelle  spese che servono a creare, a fare  solidarietà
  sociale  e  a  creare progetti di sviluppo e creare possibilità  di
  sviluppo.
   E'  chiaro  che,  oggi,  molta parte delle attività  che  portiamo
  avanti non entrano a far parte della finanziaria perché attengono a
  spesa   europea,   laddove  nel  concreto  si  ha  la   possibilità
  sicuramente  di portare avanti grandi investimenti;  siamo  in  una
  fase avanzata per quanto riguarda il Patto dei sindaci; in una fase
  avanzata  per  quanto  riguarda  la questione  delle  zone  franche
  urbana;  siamo in una fase notevole per quanto riguarda  poi  tutti
  gli investimenti programmati con i Fondi strutturali e con il Fondo
  sociale europeo.
   La  finanziaria,  quindi, in gran parte, riguarda  i  fondi  della
  Regione,  le  entrate  a disposizione della Regione.  Per  un  mero
  errore,  sono  entrati qui i fondi che non dovevano entrare,  come,
  per esempio, quelli relativi al Piano giovane, altre cose che vanno
  trattate in una sede diversa proprio perché sono frutto di attività
  negoziale fra il Governo della Regione e il Governo nazionale e  la
  Commissione  europea  e,  quindi, non  possono  essere  sicuramente
  cristallizzati  dalla decisione del Parlamento perché  rischieremmo
  di  vedere  bloccati  quei  fondi se, ogni  volta  che  dobbiamo  o
  dovessimo  seguire  il  percorso  - legiferazione  del  Parlamento,
  verifica  con  il  Governo nazionale, verifica con  la  Commissione
  europea - e, poi, per ogni modifica, lo stesso tipo di iter.
   Credo  che  su questo si creerebbe una situazione non gestibile  e
  credo  sia  un  errore  -  è  un errore  -  averli  inseriti  nella
  finanziaria.  Credo, pertanto, che vadano stracciati,  proprio  per
  consentire,  poi, di affidare alle dinamiche anche  sociali  -  che
  dovranno  essere affrontate con le organizzazioni  sindacali  -  le
  questioni legate all'utilizzo del Fondo sociale europeo.
   In    questa   finanziaria,introduciamo   dei   concetti    nuovi:
  l'abolizione di partecipate inutili, la riduzione dei  costi  delle
  partecipate   inutili,   l'accorpamento   di   alcune   di    esse;
  l'accorpamento di enti, per consentirci di risparmiare sui Consigli
  di  amministrazione, sull'organizzazione, sulla gestione di  questi
  enti, salvaguardando l'occupazione dei lavoratori, tenendo presente
  e   guardando   anche  con  l'occhio  del  futuro.   Non   dobbiamo
  dimenticare,  infatti, che, entro la fine dell'anno, per  la  legge
  nazionale,  tutte  le partecipate non strategiche  dovranno  essere
  vendute o sciolte, con tutti i problemi che si possono aprire, poi,
  rispetto ai lavoratori.
   Laddove  abbiamo  individuato fenomeni di incorporazioni,  quindi,
  facendo   entrare   partecipate  che,   oggi,   dovrebbero   essere
  praticamente  cancellate  - è questione di  qualche  mese  -  verso
  contenitori  che,  invece, possono essere  strategici,  non  è  che
  abbiamo   voluto  fare  dispetto  a  qualche  ente  o   a   qualche
  partecipata.    Abbiamo   semplicemente    cercato    di    salvare
  l'occupazione. Ci troveremo, infatti, proprio nel tentativo estremo
  di  conservare  il  sistema così com'è, nel paradosso,  invece,  di
  recare  danno  a  quel sistema in modo profondo e, soprattutto,  ai
  lavoratori.
   Vi invito, quindi, a riconsiderare, laddove si è ritenuto, magari,
  che un ente doveva essere utile, che era meglio mantenerlo, perché,
  magari,  siamo  stati sollecitati dai lavoratori, dai  Consigli  di
  amministrazione, rispetto a questo, che, forse, non  individuano  i
  pericoli che ci sono, cioè l'obbligo di eliminare tutto ciò che non
  serve.
   E, invece, laddove inseriamo questi contenitori in contenitori più
  vasti,  che  hanno  la loro giustificazione strategica,  questi  si
  salvano. Domani, non si salveranno.
   Ho  notato anche una certa preoccupazione in relazione a quando si
  dice  trattamenti diversi rispetto al precariato . Onestamente,  se
  ci  sono  stati  trattamenti diversi intorno al precariato,  non  è
  nella nostra finanziaria né nella logica di questo Governo.
   In questa finanziaria, abbiamo inserito misure di salvaguardia per
  tutti  i  lavoratori precari della Regione siciliana, partendo  dai
  forestali che non sono precari ma stagionali, che vengono,  per  la
  prima  volta,  pagati  con  il salario e  vengono  a  costare  meno
  rispetto  al  passato;  le  somme, infatti,   gravano  sulla  spesa
  corrente  e  non sulla spesa di investimento, per cui la  spesa  di
  investimento, ogni anno, chiedeva almeno 30 milioni di euro solo in
  progettazione  inutile, perché era sempre  la  stessa,  ogni  anno,
  anziché fare finire questa in salari dei lavoratori.
   Gran  parte della spesa, quindi, viene utilizzata per pagare  quei
  lavoratori  e  questo  ci consente   non dico  che  le  scelte  nel
  passato  non  siano  state obbligate, perché, quando  si  trovavano
  risorse  e  l'unico sistema per pagarle era quello di accendere  un
  mutuo, non c'era possibilità di fare che quello.
   Quest'anno, abbiamo cercato in qualche modo di modificarlo questo,
  riservando  soltanto alla parte di investimenti una  minima  parte.
  Introduciamo  quindi  per  questi  lavoratori,  come  per  tutti  i
  lavoratori delle partecipate, la possibilità della mobilità,  della
  mobilità  verso  la  Regione attraverso l'utilizzo  della  mobilità
  verso altri enti.
   Qualcuno  ha  ritenuto  anche  qui di presentare  emendamenti  che
  bloccano questa mobilità.
   Io  lo  voglio  dire  con estrema sincerità. Guardate,  ma  quando
  quelle  partecipate le dovremo abolire - perché le dovremo  abolire
  in  quanto  siamo  obbligati da una legge nazionale  -  e  noi  non
  abbiamo previsto il meccanismo dell'utilizzo verso altri enti,  nei
  confronti  di  questi lavoratori si apre una sola  prospettiva:  il
  licenziamento.  Non  pensate  dunque  che  alcuni  emendamenti  che
  sembrano ipergarantisti abbiano la caratteristica di difendere quei
  lavoratori  Essi hanno piuttosto la caratteristica di destinarli al
  macero  perché  l'obbligo  di  legge,  c'è  tutto.  Entro  la  fine
  dell'anno dovranno rimanere soltanto le partecipate strategiche. E'
  per  tale  motivo  che  abbiamo avviato  processi  di  fusione  per
  incorporazione;  è  per  questo che abbiamo  avviato  processi  che
  permetteranno  la possibilità di utilizzare questi  lavoratori  nei
  vari rami dell'Amministrazione e nelle restanti partecipate.
   Perché,  ad  esempio,   se  il  Consorzio  Autostrade  invece   di
  esternalizzare  i  lavori di sorveglianza per 12  milioni  di  euro
  l'anno  o  di verde pubblico per 3 milioni di euro l'anno,  noi  li
  facciamo  fare  ai  lavoratori che vengono da altre  partecipate  o
  vengono   dalla  forestale,  noi  non  renderemo  produttivi   quei
  lavoratori e governeremo gli esuberi?
   Allora, è su questo che dobbiamo cominciare a pensare, a una sfida
  sociale che noi facciamo, pur rispettando le leggi.
   Guardate  che  noi  abbiamo  già  avuto  anche  indicazioni  molto
  restrittive su alcune questioni. Laddove prevedevamo somme che  non
  fossero  solo per l'anno in corso, ma per le quali era previsto  un
  impegno pluriennale con indicazioni molte nette, ci è stato  detto:
  ma se bisogna abolirli questi enti inutili e queste partecipate che
  non servono perché avete previsto la previsione triennale?
   Un  accenno lo voglio fare con particolare rilevanza alla   Social
  Trinacria'.
   La  Social  Trinacria  non  è  né  un'associazione  pubblica,  per
  intenderci,  né  un'associazione  convenzionata  con   la   Regione
  siciliana.  E'  un  contenitore nato per  affrontare  la  questione
  dell'Emergenza  Palermo, che conta circa 3.500  lavoratori.  Questi
  lavoratori  inizialmente  avevano una proiezione  di  costo  di  36
  milioni  di euro l'anno, perché come misura di reddito, di sostegno
  al  reddito  -  misura  che voglio precisare spetta  soltanto  agli
  inoccupati  -,  poiché  licenziati  allora  in  quella  condizione.
  Attraverso    quella   misura   i   lavoratori   hanno   costituito
  l'associazione  Social  Trinacria  e si sono  autoassunti  a  tempo
  indeterminato. E dopo i tre anni, naturalmente nei tre  anni  hanno
  goduto  degli  sgravi fiscali che adesso non ricordano  più.  Bene,
  costoro dicono   dovete aumentare di 36 mila quest'anno, di 45 mila
  e poi ancora di 54 mila
     Ma  io,  onorevoli colleghi, vi pongo qui una questione: possono
  dei  lavoratori che sono occupati a tempo indeterminato  per  legge
  ottenere misure che sono previste soltanto per i disoccupati,  vale
  a dire quelle di sostegno al reddito?
   Quindi  in un gioco paradossale, questi lavoratori  non potrebbero
  ricevere  quei  36  mila  euro  a reddito  che  noi  prevediamo  in
  bilancio.  Quindi,  hanno  poco da protestare,  nel  senso  che  si
  trovano  di  fronte ad un Governo regionale che sta affrontando  la
  questione sociale, dimenticando persino, che bisognerà ripristinare
  le  condizioni iniziali per poterlo fare, per intenderci. Perché se
  sono lavoratori assunti da una associazione, dovrebbero, potrebbero
  reggere  economicamente  questa  cosa,  ma  qualora  ci  fosse  una
  convenzione  con  la  Regione  siciliana   Invece  non  c'è  alcuna
  convenzione  scritta con la Regione siciliana, noi  abbiamo  pagato
  per  3 anni il salario così strutturato con la busta paga di questi
  lavoratori  a tempo indeterminato, al costo uguale  a quello  della
  contribuzione sociale, che oggi aumenterebbe, ma la materia  è  che
  quel capitolo di spesa non poteva essere utilizzato in quel modo
   Allora,   con  responsabilità,  abbiamo  affrontato  la  questione
  sociale, così come l'abbiamo affrontata nella vertenza Gesip  sulla
  questione dei disoccupati.
   E'  chiaro  che  anche per la città di Palermo -  ci  siamo  fatti
  carico infatti dell'emergenza su Bellolampo. E' chiaro però che  la
  città  di Palermo non è che può rivendicare di essere la sola città
  della Sicilia e gravare tutta sul bilancio della Regione
    Noi nei confronti della città di Palermo abbiamo dato tanti segni
  di  attenzione a cominciare da quelli del precariato, a quelli  che
  riguardano l'emergenza rifiuti, a quello che riguarda la  gestione,
  i  costi  che  stiamo  subendo sulla gestione  della  discarica  di
  Bellolampo,  senza  avere  alcuna  risorsa  da  parte  del  Governo
  nazionale.
     Coscienti come siamo che la città di Palermo è il capoluogo, che
  una  città  di  queste proporzioni deve avere sicuramente  maggiore
  attenzione; coscienti come siamo che ci sono una serie di emergenze
  che  riguardano  questi  lavoratori  e che chiedono  interventi  di
  sostegno da parte della Regione.
   Tuttavia,  se  noi  a  questi lavoratori  quando  li  incontreremo
  individualmente  diremo  che faremo l'emendamento,  che  faremo  la
  legge,  che  faremo la proposta di assumerli a tempo  indeterminato
  diremo loro una bugia  Chi pensa di poterlo fare, lo faccia, perché
  tanto  ci  penseranno altri organi a ripristinare poi la  legalità.
  Perché  noi lo sappiamo benissimo che non si può assumere  a  tempo
  indeterminato. Io stesso ho tentato di fare una proposta al Governo
  nazionale  per  cercare di assumere persino a 18 ore  il  personale
  precario che abbiamo da 20 anni  E la risposta che mi è stata  data
  dal  Governo, dal Ministero del Lavoro, dal Ministero dell'Economia
  è stata quella che noi abbiamo bisogno di una legge, come fu allora
  la legge Prodi, che ci permetterebbe di riaprire queste situazioni.
  Sono  questioni  che  affronteremo con  il  Governo  nazionale,  ma
  nessuno ci chieda oggi quello che non possiamo fare
   Ed io lo voglio dire adesso - no a quest'Aula -, lo voglio dire  a
  chi ascolta fuori di quest'Aula  Nessuno ci può chiedere quello che
  non  possiamo  fare   Perché se stanotte, domani,  lunedì,  martedì
  prossimi, approvassimo quello che non si può fare il solo risultato
  sarebbe quello di farsi impugnare quei provvedimenti  E magari quei
  36  milioni di euro che abbiamo previsto che dovrebbero essere dati
  per  il  sostegno  al reddito, non potrebbero essere  utilizzati  a
  nessun  titolo  perché  il  Commissario  dello  Stato,  certamente,
  impugnerebbe  una  norma  che  prevedesse  l'assunzione   a   tempo
  indeterminato  di lavoratori in assenza di leggi che  prevedano  il
  diritto  di  assunzione. E ci troveremmo di fronte alla  situazione
  che  quei lavoratori paradossalmente nel chiedere più di quello che
  spetta loro, si potrebbero trovare senza nulla
   Concludo  ringraziando il Parlamento, ringraziando la  Commissione
  Bilancio,  chiedo scusa perché sono stato io la causa  involontaria
  dell'assenza degli assessori ieri sera. Lo devo dire con sincerità,
  perché  nel  piano  che avevamo concordato originariamente  con  il
  Presidente dell'Assemblea, onorevole Ardizzone, c'era il fatto  che
  la Commissione bilancio lavorasse stamattina e quindi gli Assessori
  si  sono  presentati questa mattina, alle ore 10.00, e  molti  sono
  ritornati  perché  il lavoro la relativa Commissione  ha  preferito
  farlo  a  notte  inoltrata. Essi sapevano che la loro disponibilità
  avrebbero  dovuta  darla per l'intera giornata di  oggi,  ma  anche
  stasera.   Vi   chiedo  quindi  scusa,  ma  credo  che   lo   staff
  assessoriale che operava in collaborazione con l'assessore  Bianchi
  sia stato sufficiente perché conosce le materie oggetto d'esame.
   Onorevoli  colleghi,  noi abbiamo un dovere:  quello  di  fare  un
  bilancio  della  Regione  che  ci  faccia  risparmiare  per   farci
  rientrare  dal  debito;  di salvaguardare le  questioni  sociali  e
  guardare alle misure che riguardano i poveri e le imprese,  tenendo
  presente  che  sui poveri abbiamo anche delle somme specifiche  per
  quanto  riguarda i cantieri di servizio del Fondo sociale  europeo,
  che  non  fa parte della manovra, e quindi sono da ritenere risorse
  aggiuntive. E dobbiamo fare in modo anche di introdurre elementi di
  giustizia ed eliminazione degli sprechi.
   Lo  ribadisco:  certi enti non ci servono, magari serviranno  alla
  politica o a una parte della politica. Però, dobbiamo capire che  è
  arrivato il momento di dare veramente, anche su questo versante, un
  esempio.
   Quell'esempio  che il Paese si attende, in cui il denaro  pubblico
  va  utilizzato  prima  per le questioni più importanti  e,  laddove
  rimanessero risorse, anche per altre cose che diventano  possibili,
  aggiuntive, ma non invertire invece la gerarchia dei valori.
   Su  questo  so di trovare un Parlamento sensibile e sono  convinto
  che  questo  sarà  il  modo - così come è stato  sinora   fatto  in
  Commissione Bilancio - di operare in questa Aula.
   Grazie  a  tutti,  in  modo bipartisan con  il  rispetto  di  ogni
  posizione  culturale e politica, senza che questo significhi  voler
  fare un inciucio, perché diventerebbe offensivo per la politica. Ma
  invece  la nostra deve essere una politica che si misura sui grandi
  temi  e  sui  grandi valori e che non abbia bisogno di  inciuciare'
  perché   mette   in  campo  strategie  di  collaborazione   laddove
  necessario, che servano ai cittadini e servano al popolo siciliano.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Presidente della Regione.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, onorevole Presidente  della  Regione,
  signori  assessori, onorevoli colleghi, la Sicilia vive un  momento
  drammatico,  credo che sia uno dei momenti più difficili  sotto  il
  profilo economico e quindi sociale per la nostra Isola. Quello  che
  accade  per  le  strade, e che è accaduto ieri  sera  sotto  questo
  Palazzo, ci dimostra che ancora tanto questa classe dirigente  deve
  fare  per  chi ha una aspettativa legittima di portare un  reddito,
  anche minimo, per sfamare le proprie famiglie, i propri figli.
   E  rispetto  a  questo  momento e all'appello  che  il  Presidente
  Crocetta  aveva fatto all'inizio di questo percorso degli strumenti
  finanziari dell'Assemblea regionale siciliana l'opposizione, ed  il
  Cantiere popolare per quanto mi riguarda, credo che abbia mantenuto
  un profilo di altissima rilevanza.
   Non  mi piace essere autoreferenziale, onorevole Presidente,  però
  ritengo  che l'opposizione ha fatto più in questi giorni di  quanto
  abbia  fatto  il Governo stesso e di quanto abbia fatto soprattutto
  l'Assessore   per  il  bilancio.  All'Assessore  al   bilancio   ho
  riconosciuto  garbo  e  stile, noi abbiamo lavorato  con  sobrietà,
  senza  alzare  i  toni. E credo che anche in questa  Aula  -  ed  è
  l'augurio  che mi faccio e che faccio - non sia il tempo  dei  toni
  alti,  sia  il  tempo  della  sobrietà,  della  pacatezza  e  della
  concretezza, se ci riusciamo.
   Abbiamo  individuato alcuni vulnus in questo bilancio,  in  questa
  finanziaria. Abbiamo cercato di correggerli. Per alcuni  di  questi
  ci  siamo  riusciti,  parliamo di temi di alto profilo,  Presidente
  della  Regione Crocetta, quelli che ci appartengono e  che  abbiamo
  cercato  di  introdurre  nella  finanziaria  quando  mancanti.   Mi
  riferisco, ad esempio, ai Fondi per i poli universitari  che  siamo
  riusciti  a recuperare grazie alla sensibilità del Governo,  ma  mi
  riferisco anche, ad esempio - e su questo credo si debba aprire una
  discussione  -  ai  Fondi  per  le  spese  di  funzionamento  delle
  Province.
   Le  Province  sono  state abolite, sono stati aboliti  gli  organi
  politici,   epperò,  onorevole  Presidente,   a   fronte   di   uno
  stanziamento nel 2012 di cento milioni di euro, oggi ci vediamo  in
  finanziaria uno stanziamento di quarantaquattro milioni di euro.
   Rispetto  a  questo tema, invito quindi il Governo  a  riflettere,
  perché  non sono soldi, fondi o risorse che riguardano la  politica
  delle  Province, stiamo parlando di viabilità, di manutenzione,  di
  scuole,  di  disabili e di dipendenti delle Province. E su  questo,
  allora, credo debba aprirsi una riflessione ed invito il Governo  a
  farla perché questa dimenticanza non passerebbe inosservata.
   Però,  rispetto  ai 44 milioni, onorevole Dina,  presidente  della
  Commissione Bilancio, non è altro che l'accorpamento dei due fondi,
  vale a dire dei trentaquattro milioni del capitolo che ne prevedeva
  cinquanta  e  dei  dieci  per  i  fondi  delle  autonomie  che   ne
  prevedevano  cinquanta.  Pertanto, il subemendamento  che  è  stato
  approvato   non  è  un  subemendamento  in  aumento  -    onorevole
  Presidente, mi dia un momento in più perché sto interloquendo

   PRESIDENTE. No, neanche un minuto in più, mi dispiace.

   CORDARO dicevo, presidente della Commissione Bilancio Dina, è  una
  cosa molto seria.
     La  compensazione per le accise elettriche di trentasei  milioni
  dell'anno  scorso  è  diventata  di trentaquattro,  i  fondi  delle
  autonomie da cinquanta milioni sono passati a dieci milioni.
   Hanno accorpato i due fondi, ma i fondi non sono stati impinguati,
  attenzione, onorevole Presidente, mi faccia concludere, volevo dire
  alcune cose, ne dirò una soltanto.
     Il  nostro  giudizio  sulla finanziaria  è  sospeso,  il  nostro
  giudizio sul Governo è sospeso. Noi siamo in attesa di comprendere,
  dopo   avere  lavorato  con  grande  senso  di  responsabilità   in
  Commissione  bilancio,  se questo Governo  vuole  dare  risposte  a
  quelle categorie che risposte ancora non hanno avuto.
     Durante  la discussione generale riteniamo che il Governo  debba
  dare  dei  segnali a quest'Aula, perché in questo momento  noi  non
  potremmo   che  atteggiarci  in  maniera  negativa  rispetto   agli
  strumenti  finanziari  finora presentati  e  adoperando  tutti  gli
  strumenti legislativi che ci sono consentiti. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole Cordaro, lei ha sforato di  trentotto
  secondi.
  Ha chiesto di parlare l'onorevole Falcone. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente dell'Assemblea, onorevole  Presidente,
  Governo,  onorevoli colleghi, credo che stasera, così come  abbiamo
  annunciato e detto in Commissione bilancio, saremmo voluti arrivare
  in  quest'Aula con una diversa sensazione, che era quella di vedere
  finalmente un Governo che prendesse quota, che iniziasse,  mutuando
  una  frase,  a  decollare.  E  non  mutuiamo  questa  frase  perché
  riteniamo che

               Presidenza del Vice Presidente Venturino

      purtroppo  si vive ancora di stenti e stenta così  come  stenta
  ancora  l'aeroporto di Comiso, caro onorevole Assenza, ma perché  è
  sotto  gli  occhi di tutti che quella che doveva essere  una  legge
  finanziaria  o dovevano essere delle disposizioni programmatiche  e
  correttive per il 2013, di fatto, abbiamo detto, si sono ridotte  a
  una  mera manovra finanziaria. Uno spostamento di conti, di numeri,
  qualche norma messa là giusto per dire e per dare l'impressione che
  questo Parlamento si stesse muovendo.
   Ma mentre questo Parlamento in effetti si è mosso, e si è mosso in
  Commissione bilancio in tutti questi giorni, in decine e decine  di
  ore,  in  diversissimi  giorni di audizione,  abbiamo  ascoltato  e
  audito  decine e decine di realtà, per avere contezza, per arrivare
  a vagliare prima e a poter adottare ed approvare dopo uno strumento
  finanziario vero, che fosse un momento di nuova partenza, che fosse
  il  momento cardine di quella che doveva essere la rivoluzione  del
  Presidente della Regione.
   E invece questo non c'è stato.
   Ci   siamo  trovati  di  fronte  ad  un  disegno  di  legge  sulla
  finanziaria  che a distanza di tanto tempo ha avuto delle  Note  di
  variazione, ha avuto un primo emendamento che ha corretto il  primo
  disegno  di  legge e successivamente un'altra serie di  emendamenti
  aggiuntivi per arrivare a circa cento norme. Di queste cento  norme
  più  di  trenta  sono state ritirate. Di queste cento  norme  circa
  quindici sono state bocciate, e non bocciate dall'opposizione, caro
  onorevole  Ioppolo, no, esse sono state bocciate soprattutto  dalla
  maggioranza che in molti casi si è sentita addirittura in imbarazzo
  dinanzi  alcune norme assolutamente inopportune, inadeguate  e  che
  consigliavano  e suggerivano il ritiro diversamente così  come  poi
  avveniva l'approvazione di emendamenti soppressivi.
   E  allora  abbiamo visto in che cosa si conclude alla fine  questo
  disegno   di  legge:  si  conclude  in  alcune  norme,  circa   una
  sessantina, che rappresentano soltanto alcune sistemazioni di poste
  contabili, nient'altro. Non c'è una sola norma di sviluppo.
   E  quando dice il Presidente Crocetta che erroneamente erano state
  messe  delle norme al capo due degli emendamenti aggiuntivi, quelle
  norme  sino  a  qualche  settimana fa rappresentavano  e  avrebbero
  dovuto rappresentare la panacea ai mali di questa Sicilia, salvo il
  fatto che poi ad un certo punto ci accorgiamo, giustamente io dico,
  che si è sbagliato, e quindi si ritorna indietro.
    Si ritorna indietro per fare una norma, una norma diversa.
   Io  non  l'ho  attaccata, assessore Scilabra, dinanzi agli  uomini
  della  sua maggioranza  che hanno chiesto le dimissioni e ho  detto
  che è giusto rivedere le posizioni.
   E quando noi abbiamo detto all'articolo 61 che volevamo sostituire
  col   Piano   della   formazione  professionale   l'annualità   due
  dell'avviso  20,  rimodulandolo, rivedendo i criteri   e  rivedendo
  anche  la  platea  a  cui deve essere rivolta, bene,  dinanzi  agli
  attacchi, noi abbiamo detto che è responsabile poter invece trovare
  delle soluzioni.
   Allora,  io  concludo  dicendo che entrerò nel  merito  nel  corso
  dell'articolato.  Noi  auspichiamo  che  questo  Governo,  lo  dico
  all'assessore  Bianchi a cui va il mio personale apprezzamento,  lo
  sa  l'assessore,  che  io ho stima di lei,  abbiamo  avuto  qualche
  confronto   un  po'  teso,  però, vogliamo  stasera  ribadire   che
  l'opposizione,  il  Popolo  della libertà,   su  molti  emendamenti
  assolutamente  mai ha fatto ostruzionismo, addirittura  su  qualche
  norma  ha votato come lo stesso Governo poiché si trattava di norme
  che avevano carattere generale.
     Con  queste  mie considerazioni, e riservandomi  di  intervenire
  sull'articolato,   credo   che   dovremo   prevedere   invece    un
  maxiemendamento  che  possa fare la sintesi con  qualche  norma  di
  sviluppo  che non ci è stata consentita  di trattare perché  legata
  alle  norme  che  successivamente il Governo ha  ritirato   facendo
  decadere anche i nostri emendamenti.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Caputo.  Ne  ha
  facoltà.

   CAPUTO.  Signor Presidente, lei mi richiama prima di  iniziare  il
  mio intervento, quindi mi intimidisce, lei sa che sono estremamente
  timido nel mio comportamento.
   Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori del Governo, questa
  è  la  prima finanziaria del Governo Crocetta, in calendario  è  la
  prima  finanziaria,  e quindi a fronte di una serie  di  interviste
  televisive o di dichiarazioni o di innumerevoli conferenze  stampa,
  ci  saremmo  aspettati che all'attività mediatica  e  dichiaratoria
  sarebbe seguita quella della sostanza  e della programmazione.
   E  la presenza dell'ottimo assessore Bianchi certamente non poteva
  dare  smalto  ad  una  finanziaria che è  nata  grigia,  ed  è  una
  finanziaria   asfittica.  E come direbbe  qualche  poeta  popolare,
  senz'anima.  Perché  io  mi sono sforzato e  sono  stato  fra  quei
  parlamentari  che pur non facendo parte della Commissione  bilancio
  ho  lavorato  giorno  e notte per dare il mio contributo  a  questa
  prima  manovra  del Governo Crocetta che in teoria  avrebbe  dovuto
  essere,  come  quando  arriva  il  nuovo  rispetto  al  precedente,
  straordinaria e innovativa.
   Questa  invece  è asfittica, e sa di vecchio. E'  un  rituale  che
  stiamo  consumando in quest'Aula e stiamo dando  alla  Sicilia  una
  serie  di norme che non daranno, e lo sappiamo tutti cari colleghi,
  nessun vantaggio e nessuna speranza.
   Io  sono  fra   quelli, tanto per dare una risposta   non  c'è  il
  Presidente della Regione,  ma siccome lo ha detto pubblicamente, mi
  posso   permettere  senza  superare  i  limiti  dell'educazione   a
  rispondergli in assenza, ma è così ben rappresentato, anche da  una
  bella  compagine femminile Io sono fra quelli che non  ha  lavorato
  per  la tabella H e pur essendo parlamentare dal 1996, mi onoro  di
  dire  che non ho mai inserito un ente nella tabella H, non  ne  ho,
  non  ho mai avuto, quando me lo hanno chiesto ho rifiutato. Non che
  ci  sia  nulla  di male, ma siccome il Presidente  Crocetta  lo  ha
  adombrato  a mo' di critica e quasi offesa al Parlamento,  io  dico
  che  non ci siamo offesi, ma non ho enti in tabella H. Però  voglio
  dire,  signor Presidente, signori colleghi e signori assessori,  il
  Presidente   Crocetta  parte  male,  non  ha   fantasia,   non   ha
  innovazione, non ha la visione di quello che è il Governo di questa
  Regione. Io amo sempre dirgli, perché gli voglio bene, che lui  non
  è più il sindaco di Gela e che la Sicilia non è una Gela in grande,
  Gela  è Gela, la Sicilia è la Sicilia. E quindi lui deve cominciare
  a  pensare ad essere non più un sindaco ma il sindaco di  tutta  la
  Sicilia.
   E  quindi  deve avere la dimensione della crescita, dell'economia,
  dello  sviluppo, dell'occupazione, della politica  economica  e  di
  quelle che sono le necessità di questa Sicilia.
   Mentre noi al terzo piano lavoravamo, a piano terra si sparava. La
  Polizia  e i Carabinieri hanno sparato contro dei palermitani,  non
  conosco  i  motivi,  qualcuno dice che  hanno  sparato  ad  altezza
  d'uomo, qualcuno dice che hanno sparato in aria. Però il fatto  che
  si  sia  sparato  sotto  il Parlamento è, indubbiamente,  un  fatto
  allarmante,   che  dà  l'idea  di  quello  che  oggi  è  lo   stato
  dell'opinione pubblica palermitana e siciliana nei confronti di  un
  Governo  che  ha  disatteso  - e mi spiace  che  anche  l'assessore
  Scilabra stia andando via - però,  ero convinto

   PRESIDENTE.  Onorevole Caputo le posso dare ancora un minuto,  non
  di più, per correttezza.

   CAPUTO.  Un  minuto mi basta, signor Presidente. Ero convinto  che
  oggi  non  avrei  trovato l'Assessore Scilabra  tra  i  banchi  del
  Governo.  Ma  per  un  problema di coerenza e per  un  problema  di
  rispetto  a  un  Parlamento visto che lei non è  eletta  ma  che  è
  nominata  dal  Governo. Un assessore che si è  contraddistinto  per
  avere devastato la formazione in Sicilia e che è stata smentita  da
  un  gruppo cospicuo e qualificato della sua maggioranza e che tutto
  quello  che  lei  ha  detto  è stata costretta  -  come  dire  -  a
  rimangiarselo, dal punto di vista politico, io mi sarei  aspettato,
  per  coerenza,  oggi, trovare un banco vuoto  o  trovare  un  nuovo
  assessore.
   Però, signor Presidente, l'ha detto il collega, amico Cordaro  che
  ha sospeso il giudizio sul Governo e il giudizio sulla Finanziaria.
  Io  non ho mai sospeso il mio giudizio su questo Governo che, al di
  là delle belle personalità in tutti i sensi, è un Governo mediocre

   PRESIDENTE. La invito a concludere, onorevole Caputo.

   CAPUTO.   e  questa  Finanziaria è quanto di più  lontano  potesse
  essere dalla Sicilia. Noi faremo in modo di cercare di migliorarla,
  ma  se le carte dovessero restare quelle che sono il giudizio  sarà
  impietoso e sarà di bocciatura.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale.  Ne  ha
  facoltà.

   VINCIULLO. E' la prima volta nella storia di questo Parlamento che
  si continui a parlare su una cosa che non c'è

   DIPASQUALE.  Signor  Presidente,  colleghi  parlamentari,  signori
  assessori, è la prima Finanziaria per molti di noi. Magari per  chi
  ha  avuto la possibilità di vivere l'esperienza amministrativa  nei
  comuni e lo ha fatto per tanto tempo, non ha trovato grandi

   VINCIULLO richiedo l'allegato all'articolo 52, senza di questo   è
  impossibile andare avanti

   PRESIDENTE.  Onorevole  Vinciullo,  facciamo  finire  l'intervento
  dell'Onorevole  Dipasquale, dopodiché chiariamo questa  situazione.
  Vada avanti Onorevole Dipasquale.

   DIPASQUALE. Non si preoccupi che a me non disturbano, l'importante
  che casomai mi faccia recuperare il tempo.
   Quindi,  è sicuramente per noi un'occasione nuova anche se  alcuni
  di  noi  hanno già esperienza con i bilanci dei comuni  degli  enti
  locali.
   Devo  dire  che  un  po'  di amarezza e di delusione,  penso,  noi
  giovani  l'abbiamo trovata, l'abbiamo avuta quando  ci  siamo  resi
  conto di trovarci davanti ad una finanziaria che deve recuperare  i
  danni  di malgoverno fatti negli ultimi anni, negli ultimi decenni,
  non solo della regione siciliana, ma anche di qualche comune.
   Dobbiamo  dircelo, perché è questa la finanziaria.  Chi  pensa  di
  scaricare  le  responsabilità del perché si spari,  del  perché  la
  gente  manifesti  sotto l'Aula, a Crocetta,  è  davvero  sciocco  e
  banale perché chi è senza peccato salga qui sopra e scagli la prima
  pietra. Cari amici, tutti noi sappiamo che in questa Sicilia decine
  di  migliaia di precari, non ci sono perché sono stati  assunti  da
  Crocetta,  non  ci sono perché c'è stato Rosario  Crocetta  che  ha
  preso  in  giro  per  decenni tantissimi padri  di  famiglia,  oggi
  Rosario  Crocetta, insieme a tutti noi, perché il peso del bisogno,
  il  peso del disagio poi ce lo sentiamo tutti quanti noi,   e  cari
  amici   non  ce  lo  sentiamo  per  responsabilità  nostra  o   per
  responsabilità di questo Presidente, ma per responsabilità  di  una
  classe  politica fallimentare che ha puntato tutto sul  precariato,
  e  chi  vi  parla  è un ex sindaco che a differenza  dei  ventimila
  precari  che  ci sono negli enti locali, i suoi duecento  ed  oltre
  precari  se  li è assunti con le proprie risorse e con  le  proprie
  forze  e  quindi  evitiamo  qualsiasi choc  e  banale  speculazione
  pensando invece che tutti insieme abbiamo davanti questo mostro  di
  precariato,  fatto  dai  forestali, fatto  dall'Emergenza  Palermo,
  dagli  enti locali, di gente che ha bisogno, che soffre e che  oggi
  trova  una  risposta  in questa finanziaria, nonostante  le  grandi
  difficoltà economiche che ci sono.
   Permettetemi   di  esprimere  il  più  grande  apprezzamento   nei
  confronti dell'assessore per l'economia che ha dimostrato insieme a
  tutto  il  suo  staff  -  che ringrazio  per  il  lavoro  svolto  -
  grandissima     professionalità    e     grandissima     esperienza
  amministrativa.
   Abbiamo   visto  una  squadra  lavorare  bene  che  ha  messo   in
  condizione, maggioranza e minoranza, di confrontarsi in Commissione
  nella  maniera  più civile e costruttiva possibile e quindi  grazie
  all'assessore, grazie a tutto lo staff che lo ha aiutato.
   Abbiamo,  quindi,  una finanziaria che non è la  finanziaria   del
  fallimento  della Sicilia così come eravamo pronti  ad  affrontare.
  Abbiamo  la  finanziaria  che dà risposte  a  quelle  che  sono  le
  emergenze  sociali; è la finanziaria che prende atto  che  esistono
  delle  classi  deboli  che hanno bisogno  di  aiuto  e  lo  fa  con
  interventi  specifici;  è la finanziaria  che  dà  la  possibilità,
  attraverso  i  cantieri  di lavoro ed altri  interventi,  di  avere
  piccole  risposte, ma importanti, di chi oggi si  trova  in  grande
  difficoltà.
   Ma  è la finanziaria che rilancia l'edilizia attraverso l'edilizia
  economica  e popolare, l'edilizia agevolata, prevedendo  tantissime
  risorse,  è  la finanziaria dei comuni perché è cambiato  il  trend
  negativo dei tagli continui nei confronti degli enti locali,  è  la
  finanziaria  che  non  rappresenta e che non  ha  rappresentato  il
  fallimento della Sicilia ma con le poche risorse che ha rappresenta
  la  possibilità  di  superare  un momento  di  difficoltà  e,  dove
  possibile, di avviare un rilancio.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Grasso.  Ne  ha
  facoltà.

   GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi è approdata in
  Aula   la  finanziaria  in  un  momento  in  cui  la  Sicilia   sta
  attraversando uno dei periodi peggiori. C'è un disagio sociale  che
  riaffiora,  più  che  il disagio, una ingiustizia  sociale.  Io  mi
  chiedo se questa finanziaria risponda veramente alle attese e  alle
  esigenze e alle aspettative dei siciliani.
   Dobbiamo  dircelo  con  franchezza e  chiarezza,  sicuramente  no,
  perché  non riesce a dare quelle risposte che la Sicilia in  questo
  momento  si  aspetta. Risposte in termini di sviluppo, risposte  in
  termine di rilancio economico. Una finanziaria scarna, quindi si  è
  cercato   in  qualche  modo,  e  devo  dire  anche  con  senso   di
  responsabilità   e   di  collaborazione  anche   da   parte   delle
  opposizioni,  di prendere atto e di contribuire, perché  in  questo
  momento nessuno può sottrarsi alle proprie responsabilità.
   L'assunzione  di  responsabilità  ci  ha  portato  a   contribuire
  affinché  questa  finanziaria arrivasse in Aula, però  non  si  può
  sottacere che alcune categorie sociali sono rimaste escluse  e  non
  attenzionate.
   Non  si  può  non  sottacere che alcuni tagli alla spesa  andavano
  fatti  nei  mesi  precedenti  e già qui avrebbero  dovuto  incidere
  positivamente sul rilancio e sullo sviluppo.
   Non  si può non sottacere che la finanziaria dà delle indicazioni,
  il  Presidente parlava del micro credito, un emendamento presentato
  dal Movimento Cinque stelle, ma non ci sono ancora i 36 milioni  di
  euro  previsti,  per  cui il 5, il 6 e il  7  maggio  tutte  quelle
  persone  e  tutte  quelle  categorie sociali  che  aspettavano  una
  risposta concreta, questo microcredito non  lo avranno.
   Una finanziaria che ci consente di intraprendere un cammino, ma il
  5   maggio  il  Governo  è  chiamato  ad  un  ulteriore   atto   di
  responsabilità, perché bisogna intervenire su tutti i settori della
  spesa,  basta poco, il taglio delle macchine blu, sono segnali  che
  dimostrano  che  c'è  un atteggiamento diverso della  politica,  un
  atteggiamento diverso dei funzionari.
   Ho  firmato  e  sottoscritto e condiviso con il  Movimento  Cinque
  Stelle,  l'emendamento  sulle royalty, perché  giusto  che  chi  in
  Sicilia estrae petrolio debba pagare e non solo lo debba pagare sul
  petrolio  estratto  sulla terra ferma ma  anche  quello  che  viene
  estratto  al  largo del mare, mi riferisco a Gela e  anche  qui  il
  Governo deve vigilare.
   Poi  abbiamo  tutto  il problema del precariato.  Noi  lo  abbiamo
  rinviato,  ma  il  problema  del  precariato  va  risolto,   perché
  costituisce  un problema sia per la Regione, sia per  i  siciliani,
  sia per gli stessi lavoratori, perché gente che da vent'anni presta
  la  propria  opera, il proprio servizio nei confronti di  Comuni  e
  degli  Enti  locali, non può ogni anno alla scadenza dei  contratti
  pensare di trovarsi in mezzo a una strada.
   Le  soluzioni ci sarebbero potute essere in passato, ma  purtroppo
  non sono state trovare, ma ci possono essere oggi. Quindi,  qui  il
  Governo  è chiamato ad un atto di responsabilità perché si  proceda
  alla stabilizzazione dei precari, perché le condizioni - presenterò
  domani un emendamento in Aula - per la stabilizzazione ci sono.
   La  nostra  finanziaria purtroppo è,  per una parte,  blindata  da
  risorse  che devono essere destinate a categorie sociali che  oggi,
  secondo una parte della collettività, rappresentano un peso, ma che
  sono  invece una vera risorsa per la nostra Sicilia e per la nostra
  terra se, coerentemente e correttamente impiegati, mi riferisco  ai
  precari ed ai forestali.
   Noi  potremmo  risparmiare soldi immensi, per quanto  riguarda  le
  somme  destinate ai dissesti idrogeologici, se solo sapessimo  bene
  utilizzare  e  finanziare,  noi potremmo  rilanciare  il  nostro  e
  potremmo parlare di sviluppo sostenibile se solo potessimo  fare  e
  solo  se  saremmo  in  grado di fare una  riforma  che  preveda  la
  stabilizzazione    dei   forestali   facendoli    lavorare    nella
  riperimetrazione  dei parchi e, finalmente, riuscendo  a  coniugare
  ambiente  ed  economia,  facendo rivivere questi  territori,   e  i
  forestali  si potrebbero pagare da soli perché potrebbero  produrre
  un  indotto anche attraverso tutte le attrezzature sportive che  si
  possono  collegare  all'interno dei  parchi  e  che  diventerebbero
  fruibili.
   Ecco,  io  sarei  stata oggi ben felice, di  potere  dare  un  mio
  contributo  ad una finanziaria così come io nei giorni  precedenti,
  nei   mesi  precedenti,  mi  riferisco  ai  primi  giorni  del  mio
  insediamento, mi sarei aspettata.
   Noi  abbiamo parlato di tagli agli  Enti, ma di fatto  ancora  non
  abbiamo  tagliato  nessun Ente perché li stiamo rifinanziando,  noi
  abbiamo  parlato di tagli a diversi settori, ma ancora non è  stato
  tagliato nessun settore.
   Ecco,  oggi, noi saremmo dovuti essere in grado di venire qui  con
  un aumento delle entrate che avrebbero potuto avere delle ricadute,
  invece  ahimè, siamo riusciti, in Commissione  Sanità',  a emendare
  il  provvedimento del Governo che imponeva il pagamento del  ticket
  per  alcune  categorie di persone, cioè le persone con  reddito  di
  cinquantamila  euro. Ricordiamo che le persone che  oggi  hanno  un
  reddito  di  cinquantamila  euro  sono  quelle  famiglie  con   due
  impiegati,  che  hanno dei figli da mandare  a  scuola  e  che  non
  possono  pagare  dieci giorni di ricovero a dieci euro  al  giorno,
  rispetto a un servizio sanitario inefficiente.
   Ecco sulla sanità, assessore Borsellino, c'è molto da dire.
   E  poi  un'altra  cosa. Io ritengo che gli Enti  locali  andassero
  maggiormente attenzionati, e invece non lo sono stati. Per il resto
  mi riservo, perché il Presidente mi dice di stringere e chiudere.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ferrandelli.  Ne  ha
  facoltà.

   VINCIULLO. Presidente noi vogliamo avere gli allegati all'articolo
  53,  anche  perché  non possiamo continuare, stiamo  parlando,  per
  essere chiari, dei trecentocinque milioni .

   PRESIDENTE.   Onorevole  Vinciullo,  così   come   è   stato   già
  informalmente  informato,   e lei è già  stato  informato,  ma  sta
  portando  avanti più volte questo concetto, ma lei  era  stato  già
  informalmente informato che ne avremmo parlato, successivamente, in
  Aula. Quindi non capisco perché continua ripetutamente

   VINCIULLO.  Ma  lei  pensa che su uno strumento di  trecentocinque
  milioni  di  euro, che noi non possediamo, si possa   continuare  a
  parlare di finanziaria e bilancio? Se tutta la manovra è in  questo
  allegato all'articolo 53, di che cosa stiamo parlando?

   PRESIDENTE. Lei è stato abbastanza chiaro. Proseguiamo intanto con
  l'onorevole Ferrandelli e poi torneremo a discutere con l'onorevole
  Vinciullo.

   FERRANDELLI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,   devo  dire,
  con  molta  sincerità, che è davvero difficile essere un  esponente
  della  maggioranza  che  sostiene il Governo  e,  chiaramente,  non
  trovarsi su alcune misure anche d'accordo con lo stesso Governo col
  quale si sostiene.
   E'  vero  che  noi  siamo  di fronte a una manovra  finanziaria  e
  davanti  a un bilancio che impone più che altro - come commentavamo
  con  altri  colleghi, anche durante le giornate  della  Commissione
   bilancio'  - più un piano di rientro, che in realtà  un  piano  di
  sviluppo  per la Regione Sicilia, a causa dei guasti e anche  degli
  sprechi  che precedentemente le gestioni - anche quella Lombardo  -
  hanno consegnato alla Sicilia.
   Ma  dobbiamo  anche  tener conto di quanto  affermato  durante  il
  periodo  della  campagna elettorale, soprattutto  dalla  coalizione
  alla quale appartengo.
   Noi apparteniamo a una coalizione che non può guardare il pareggio
  di  bilancio  soltanto  come valore al  quale  tendere,  ma  a  una
  coalizione   che   deve   guardare   alla   lotta   alle   povertà,
  all'esclusione sociale,  che deve guardare chiaramente a quelle che
  sono le fasce e le categorie più deboli.
   Ebbene,  è vero che io mi sento vincolato affettivamente, ma anche
  politicamente,  alla  mia  stessa  maggioranza,  però   essere   un
  componente della maggioranza non significa negare la propria storia
  e  non  potere  ritornare a guardare le stesse facce e  gli  stessi
  volti  delle  persone che mi hanno sostenuto e alle  quali  abbiamo
  dato  - anche durante il periodo della campagna elettorale -  ampie
  rassicurazioni sulla propria condizione, sulla propria vita.
   Perché  noi siamo davvero stati convinti da un progetto, che  deve
  essere un progetto rivoluzionario che non può assolutamente tendere
  alla macelleria sociale.
   E  allora  perché  faccio questo intervento? Perché  voglio  porre
  l'attenzione, a tutto il gruppo che sostiene il Governo, a tutta la
  maggioranza,   affinché  nelle  prossime  ore   che   ci   vedranno
  protagonisti,  noi ci ricorderemo delle promesse che abbiamo  fatto
  in campagna elettorale e degli impegni che abbiamo assunto.
   E, soprattutto, che sapremo guardare i singoli emendamenti con gli
  occhi  di  quegli  uomini e di quelle donne  che  hanno  incrociato
  altrettanti  occhi di altri uomini e di altre donne,  proponendogli
  una fuoriuscita dalla propria situazione di difficoltà.
   E allora è un invito e uno stimolo alla mia stessa maggioranza, ma
  anche a tutta l'Aula, a guardare veramente al bene della Sicilia  e
  a  guardare  a  tutti  quegli interessi,  che  non  possono  essere
  interessi  soltanto  di  una  parte  politica,  ma  che  riguardino
  anzitutto i più deboli.
   Guardate,   noi  ci  apprestiamo ad approvare,  probabilmente,  un
  bilancio  e una finanziaria che non lasciano davvero molti margini,
  ma  all'interno di quei pochi margini che abbiamo noi non  possiamo
  dimenticarci  delle questioni spinose e anche delle  questioni  che
  riguardano  la  condizione difficile di centinaia  e  centinaia  di
  famiglie.
     E  io mi riferisco allo sconforto al quale stiamo assistendo  in
  queste  giornate,  sul mondo della formazione  professionale,  allo
  sconforto  al quale stiamo assistendo sul mondo del sociale  che  è
  preoccupato  dai  tanti tagli, e devo dire che se forse  un  errore
  devo  riconoscere alla mia maggioranza e al Governo è quello  forse
  di  essersi  confrontato poco, di essersi confrontato  poco  con  i
  sindacati, di essersi confrontato poco con le parti sociali, con le
  associazioni datoriali, con le categorie,  perché è chiaro  che  in
  un  momento di difficoltà come questo,  arriva il momento in cui tu
  devi  condividere  insieme  a  tutti  quelli  che  sono  le  misure
  drastiche che dovrai assumere.
     E  un  ultimo appello lo voglio fare proprio per quei lavoratori
  precari  dei  quali si parla, quei famosi lavoratori  della  Social
  Trinacria, e questo è un appello che faccio non soltanto  alla  mia
  maggioranza  ma  che  faccio a tutta l'Aula e a  tutti  i  deputati
  palermitani, indipendentemente dall'appartenenza politica perché un
  dramma  di  3.100  persone non può essere  sottovalutato.  Non  può
  essere  sottovalutato e soprattutto non possiamo ritornare indietro
  rispetto ad una condizione.
   Guardate,   si  parla di carte, si parla di incartamenti,  io  non
  vorrei che la discussione finisse fra  azzeccagarbugli' all'interno
  di  questa Aula, però qua ci sono delle delibere, anche io leggo le
  carte,  anche io ho seguito da palermitano, da consigliere comunale
  prima  e  da  parlamentare oggi, la vicenda di questi lavoratori  e
  abbiamo delle chiare delibere.
   Abbiamo una delibera di Giunta che è la n. 227 del 23 giugno  2010
  in  cui  la Giunta regionale fa predisporre alla Regione siciliana,
  al  dottore Emanuele, nella fattispecie, e a Sicilia Lavoro  Spa  e
  all'Assessorato   alla  Famiglia  la  soluzione  tecnica   prevista
  all'articolo 52 della Legge regionale e questo lo fa al comma 5.
     Abbiamo  un'altra  delibera che è stata  fatta  tra  la  Regione
  siciliana  e  Sviluppo  Italia per dare proprio  seguito  a  quella
  delibera,  che  è appunto la delibera protocollo   41156  ed  è  la
  delibera n. 301, del 4 agosto 2010, per citarne alcune. Vedo qui la
  bozza  di  convenzione-quadro per l'affittamento di attività  della
  Regione  siciliana alla società Lavoro Sicilia Spa e questa  è  una
  bozza che in realtà è disponibile a tutti.
   Abbiamo ancora altri riferimenti, fra cui la seduta n. 156 del  14
  ottobre  2010  nella quale la stessa dottoressa Di Liberti  parlava
  dei  36  milioni  di  euro ed espone che:   l'individuazione  della
  società  necessaria al fine della contrattualizzazione dei soggetti
  appartenenti al bacino ha lavorato il dipartimento Bilancio  e  che
  al  fine  di  detto percorso è stata individuata la  formula  della
  società  onlus   come  la più appropriata per  la  stabilizzazione,
  anche  al  fine di potere godere degli sgravi contributivi previsti
  dalla  legge ,  quindi un chiaro passaggio nel  quale  si  vede  la
  chiara volontà della Regione.  E su questo potremmo dire anche  che
  lo  stesso notaio Maccarrone è stato pagato con somme erogate dalla
  Regione  siciliana e che fossero presenti all'interno dello statuto
  della  onlus  tre dipendenti della Regione siciliana che,  poi,  si
  sono dimessi, e che la costituzione dice  con l'alto patrocinio del
  Presidente  della Regione . Esistono addirittura video su  blog  in
  cui c'è la firma, appunto, del contratto.
   Abbiamo  qui le carte di Sviluppo Italia Sicilia, c'è  una  seduta
  pubblica  in  cui Sviluppo Italia Sicilia conferma di essere  stata
  incaricata  dalla Regione siciliana e abbiamo addirittura  l'avviso
  pubblico  in  cui  l'Assessorato  alla  Famiglia  tramite   Decreto
  dirigenziale invita tutti quanti gli enti a partecipare, a dare una
  manifestazione  di  interesse per potere  usufruire  del  personale
  della  Social Trinacria e inoltre avvisa anche il personale dell'ex
  bacino  Emergenza  Palermo a recarsi alla  contrattualizzazione  in
  determinati  giorni. E qui abbiamo questo avviso,  ed   abbiamo  le
  lettere con i giorni in cui si avvisano i lavoratori.
   Noi  dobbiamo stare attenti a non fare retrocedere dei  lavoratori
  alla  propria  condizione  pregressa e soprattutto  a  liberali  da
  quelle   formule   cooperativistiche  che  in   generale   facevano
  controllare  anche quel voto. C'è un rapporto per  cui  la  Regione
  siciliana eroga direttamente le somme.
   E allora invito tutti quanti a fermarsi e a guardare all'interesse
  della   Sicilia,   dei   siciliani  e   soprattutto   a   rivedere,
  attentamente, all'interno della manovra finanziaria tutto quanto il
  bilancio  e tutto quanto la finanziaria,  a partire da noi  stessi,
  cominciamo a rivedere non soltanto al taglio degli sprechi,  ma  le
  indennità  aggiuntive di carica, a rivedere del 50% il taglio  alle
  spese degli assessorati, a fare dei centri di costo, a fare sì  una
  manovra  finanziaria  e  un bilancio  che  combatta  la  macelleria
  sociale ma che tagli veramente gli sprechi e che possa dare respiro
  alla  Sicilia  non  soltanto ai più deboli ma anche  alle  attività
  produttive.

   PRESIDENTE. Onorevole, la invito a  concludere. Ha preso  già  più
  tempo del previsto.

   FERRANDELLI.  Concludo,  la  ringrazio  per  questi   tre   minuti
  aggiuntivi,  però  mi si deve riconoscere che  io  intervengo  solo
  quando è necessario.

   PRESIDENTE.  Si  lo  so, m ci siamo dati una  regola  e  per  oggi
  cerchiamo di rispettarla.

   FERRANDELLI.  Allora,  invito tutti quanti e  soprattutto  la  mia
  stessa  maggioranza a non dare un voto che sia un atto di  fede  ma
  che  sia un atto di coscienza entrando nel merito dei provvedimenti
  che noi dobbiamo andare ad approvare.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Assenza.  Ne  ha
  facoltà.

   ASSENZA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,   prima  di  far
  partire  il  tempo, io vorrei ribadire la richiesta  dell'onorevole
  Vinciullo.  C'è  stato assegnato il termine fino a  mezzanotte  per
  proporre  gli  emendamenti dicendoci che già erano sulle  email  di
  ciascun   deputato,  la  finanziaria  riscritta  secondo   l'ultima
  approvazione della Commissione  bilancio' con tutti gli allegati. A
  tutt'ora  e,  sono le ore 19.00, degli allegati non vi  è  traccia.
  Questo è un problema procedurale importantissimo, la Presidenza  si
  deve  fare  carico di questo, perché altrimenti i termini  per  gli
  emendamenti, chiaramente, devono slittare a domani mattina.
     Detto questo, signro Presidente, io inizio rivangando quello che
  è  successo in data 29 dicembre 2012,  quando è approdato  in  Aula
  l'esercizio provvisorio.
   Esercizio   provvisorio,  noi  dell'opposizione  dicevamo    bella
  novità',  è  partito bene il Governo Crocetta,  è  partito  con  le
  proroghe,   proroghe   degli  ATO  e  proroghe   dell'ATO   idrico,
  dell'ambiente e esercizio provvisorio.
   C'è stato detto dal buon Presidente Crocetta:   attenzione, noi lo
  approviamo fino al 30 aprile, il termine massimo che ci consente la
  legge,  ma  state  sicuri  che da qui ad  un  mese,  massimo  entro
  febbraio,  noi avremo un bilancio vero, il bilancio che  costituirà
  la chiave di volta per lo sviluppo siciliano'.
   Caro  Presidente,  siamo al 27 aprile e con grande  sforzo  stiamo
  approdando  in  Aula rispetto ad un bilancio e ad  una  finanziaria
  che a tutt'oggi non sappiamo quale sarà, perché il testo definitivo
  è ancora nelle chiuse stanze di qualcuno che deve limare quello che
  non  può  essere limato,  che deve conciliare quello  che  non  può
  essere  conciliato, che deve trovare i fondi che non possono essere
  trovati,   con buona pace dell'onorevole Ferrandelli e di  tutti  i
   malpancisti'  come lui che però poi alla fine  predicano  bene  ma
  razzoleranno  male votando a scatola chiusa quelli  che  saranno  i
  risultati di questo pessimo bilancio, perché di questo si tratta.
   Allora,  signor  Presidente, noi siamo stati costretti a  slittare
  di  settimana in settimana le riunioni delle Commissioni di  merito
  perché  questo  bilancio e questa finanziaria non  arrivavano  mai,
  quando sono arrivate abbiamo avuto i tempi contingentati perché  in
  poche  ore,  o massimo in un giorno abbiamo dovuto predisporre  gli
  emendamenti, discuterli ed approvarli e poi siamo si  è  giunti  in
  Commissione Bilancio.
   Mi ricordo un altro discorso di insediamento, quello dell'illustre
  signor  Presidente di questa Assemblea, che anche io ho  contributo
  ad  eleggere, il Presidente Ardizzone che facendo un discorso alto,
  ma  veramente  alto,  ha  detto:   devono considerarsi  finiti  per
  sempre  i  tempi in cui in una nottata si discuteva e si  approvava
  con improvvisi  blitz, sono finiti per sempre i tempi degli assalti
  alla diligenza, il bilancio deve essere approfondito e discusso per
  giorni,  per settimane, se occorre per mesi, per approdare  ad  uno
  strumento valido quanto più possibile condiviso e soprattutto  alto
  nell'interesse della Regione'.
   Le  abbiamo  viste anche queste promesse come si sono  realizzate,
  signor   Presidente,  ed io da neofita di questo  Parlamento,  devo
  dire  di  essere  stato completamente disilluso.  Se  questa  è  la
  Sicilia  che  cambia,  nonostante  i  60  deputati  nuovi,  o   55,
  veramente questa Sicilia è destinata a non cambiare assolutamente e
  lo dico con profonda amarezza.
   Io  ho  partecipato,  pur  non essendo  membro  della  Commissione
  Bilancio,  ma  spinto dalla volontà di dare il mio contributo,  sia
  pure  modestissimo,   ai lavori, alla prima  notte  dei  lavori  in
  Commissione  Bilancio. Me ne sono andato e non  sono  più  tornato,
  perché mi rendevo conto della inutilità di quei lavori e sono stato
  un  buon profeta se è vero come è vero che alla fine è stato  tutto
  rimesso in discussione, tutto ritirato e partiamo oggi praticamente
  da zero.
   C'è  da dire che mentre noi continuiamo a giocare con le alchimie,
  la  disperazione  è  tanta perché pur essendo rientrato  nella  mia
  provincia, Ragusa, che dovrebbe essere la realtà più favorevole  di
  questa  Isola,  o  almeno così fino a poco  tempo  fa  lo  era,  la
  disperazione  è  altrettanta di quella  che  abbiamo  nei  piazzali
  antistanti  il nostro Parlamento e noi continuiamo a baloccarci  su
  riforme  impossibili e meno male, ripeto,  meno male che il Governo
  ha  avuto  il  buon  senso  di  ritirare  tutta  quella  parte  che
  costituiva una intrusione a forza nella finanziari e con  la  quale
  si  pretendeva di modificare in maniera maldestra dobbiamo dire, ad
  esempio  l'articolo 44 che era un obbrobrio delle realtà importanti
  come i consorzi industriali, caro Presidente
   E   che   dire  poi  delle  promesse  per  le  singole   province.
  Personalmente vengo dalla provincia di Ragusa, e voglio vedere -  e
  lo  dico  senza presunzione - con quale faccia i conterranei  della
  nostra  provincia approveranno questa finanziaria se, come  temo  e
  come  spero  che  non avvenga, verranno completamente  neglette  le
  esigenze  di  quella provincia a partire dalla legge su  Ibla,  per
  passare  alla  norma  che  prevedeva, dopo  un  ordine  del  giorno
  approvato  all'unanimità da questa Assemblea, la messa in bilancio,
  nel  bilancio  pluriennale, dei fondi necessari per assicurare  non
  solo  l'apertura, ma il mantenimento per gli anni  a  venire  della
  possibilità per l'aeroporto di Comiso di effettivamente  decollare;
  un  emendamento  che porta la firma dell'Assessore  Bianchi  che  è
  stato battuto in Commissione Bilancio

   MUSUMECI.   A  proposito  dell'Assessore  Bianchi:  dov'è?   Senza
  l'Assessore in Aula non si può parlare di bilancio.
   E'  assurdo  che l'Assessore non sia in Aula quando  si  parla  di
  bilancio   Non è mai accaduta una cosa del genere.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, vista  la  richiesta  più  volte
  effettuata    dall'onorevole   Vinciullo,   stanno    predisponendo
  l'allegato cui l'onorevole Vinciullo faceva riferimento, ovviamente
  non  avendo il dono dell'ubiquità, abbiate un attimo di pazienza  e
  l'Assessore  sarà  di  nuovo presente in  Aula.  La  Presidenza  la
  ringrazia per aver sottolineato questo.
   La prego onorevole Assenza di completare il suo intervento.

   ASSENZA.  Mi riservo di intervenire sulle singole voci, non  posso
  che  sperare  che  con  un atto di reminescenza   finale  si  cambi
  completamente  l'anima  di  questa finanziaria  che  attualmente  è
  assolutamente  inesistente  e  si  dia  veramente  una  speranza  a
  quest'Isola che ne ha tanto bisogno.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Digiacomo.  Ne  ha
  facoltà.

   DIGIACOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che chi mi
  ha preceduto ha toccato degli argomenti importanti.
   Deve sapere, signor Presidente, che la Sicilia sud-orientale negli
  ultimi trent'anni si è caratterizzata per tre momenti fondamentali:
  il   primo, la nascita di una università; il  secondo, la legge  su
  Ibla; il terzo, l'aeroporto di Comiso.
   Ahimè  Noi non abbiamo da presentare, in finanziaria, problemi che
  riguardano  l'emergenza Palermo, problemi che riguardano  argomenti
  che  prosciugano,  ingessano il 95 per cento del bilancio;  noi  ci
  siamo caratterizzati per queste tre virtualità che sono state o c'è
  stato un tentativo di emulazione nel corso di questi trent'anni,  a
  volte con risultati brillanti, a volte con risultati mediocri.
   Lei  ricorderà, a proposito dell'aeroporto di Comiso,  che  doveva
  nascere l'aeroporto di Agrigento, e poi l'aeroporto di Enna, e  poi
  l'aeroporto delle Eolie. Non è nato proprio un bel nulla.
   E'   nato   a   Comiso  il  terzo  aeroporto  civile  di   valenza
  internazionale.

   TURANO. Il quarto

   DIGIACOMO.   Il terzo, perché Birgi è un aeroporto militare  usato
  per  fini  civili  e  infatti quando ci sono stati  accensioni  nel
  mediterraneo  l'aeroporto di Birgi ha avuto una  contrazione  delle
  possibilità di volo civile, ma il terzo aeroporto civile che  nasce
  in  Sicilia è l'aeroporto di Comiso, nulla togliendo all'esperienza
  straordinaria che Birgi ha rappresentato e che è diventato  ora  un
  modello  emulativo  rispetto allo spazio  che  dobbiamo  dare  alle
  compagnie low cost.
   Ora   capisco,  signor  assessore,  che  siamo  in  un  clima   di
  ristrettezze e  che far quadrare un bilancio di questo genere è una
  mission  impossibile, ma signor Presidente le pare che  quei  pochi
  elementi emulativi siano stati completamente dimenticati?
   Insieme all'onorevole Di Pasquale - e da sindaco le assicuro che a
  proposito  di  questi  argomenti siamo venuti  quasi  alle  mani  -
  abbiamo  proposto, in questi anni, una realtà senza la  quale,  per
  esempio, non ci sarebbe lo sceneggiato di Montalbano.
   Stiamo  parlando di questo. Un aeroporto che con volo diretto  può
  raggiungere  tutta l'Europa e buona parte dell'Africa e  dell'Asia.
  Un'università di lingue che è tra le più apprezzate del mezzogiorno
  d'Italia.  Si  tratta  di pochi spiccioli, anzi,  addirittura,  per
  quanto riguarda l'aeroporto di Comiso, a costo zero.
   Noi abbiamo chiesto, assessore per l'economia Bianchi, soltanto di
  appostare  sul bilancio una voce che dicesse che,  alla fine  della
  fiera,  se  non  si riesce a fare rientrare Comiso nell'accordo  di
  programma, per quanto riguarda i controllori di volo, provvederà la
  Regione siciliana dal 2015 in poi. Quindi, una somma che può essere
  senz'altro  recuperata  se  si riesce,  tutti  insieme,  in  questa
  battaglia giusta.
   Ma non inserire questa cosa è un atto di distrazione che anche per
  un  vecchio comunista come me, abituato a sostenere il Governo  che
  lo  rappresenta,  mi pone in una condizione di  imbarazzo,  ma  con
  quale  faccia noi inseriamo la possibilità di recuperare il  centro
  storico,  attraverso dei contributi a fondo perduto ed ha reso  dei
  contributi   in   conto  capitale,  quando  contemporaneamente   ci
  dimentichiamo di Ibla, sono delle dimenticanze imperdonabili.
   Prego  l'assessore per l'economia Bianchi di dare questo  segnale,
  perché è un segnale importante, uno di quei fiori all'occhiello  di
  cui  la  Sicilia ha bisogno, uno di quei pochi risultati  di  buona
  politica  del quale dovremmo essere fieri tutti, perché  altrimenti
  questa  finanziaria così difficile avrà raggiunto,  per  noi  della
  Sicilia  sud  orientale, un doppio risultato: il primo risultato  è
  quello di essere una finanziaria difficile,  lacrime e sangue ,   e
  di  avere  disperso  quel patrimonio di cui tutti  potevamo  essere
  orgogliosi,   l'aeroporto di Comiso e legge su Ibla, e  confermiamo
  venticinque  milioni  di  euro per la   tabella  H   dimenticandoci
  dell'uno e dell'altro.
   Diamoci  una  pausa di riflessione e rimediamo a questa  cosa  che
  offende  i siciliani, li offende perché è l'indistinto della  notte
  hegeliana in cui tutte le vacche diventano, le bianche e le nere, e
  quando  accade questo in una civiltà siamo nella sottocultura.  Una
  civiltà che si rispetti, come la nostra, non deve dimenticare.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Di  Mauro.  Ne  ha
  facoltà.

   DI  MAURO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ci  siamo  resi
  conto,  sin dalle prime battute, che approntare il tema bilancio  e
  finanziaria fosse un tema difficile, complicato e lo avevamo notato
  sin dalla presentazione del documento di programmazione finanziaria
  dove  lei  aveva,  di fatto, rinviato al prossimo anno  quello  che
  doveva  essere  una sorta di progetto di sviluppo di questo  nostro
  territorio. E però, immaginavamo che la finanziaria fosse  qualcosa
  di  più  forte,  di più consistente, di più significativo,  sia  in
  termini  di  equità,  sia  in termini di sviluppo  e,  soprattutto,
  trovasse, nell'ambito di quello che lei ha evidenziato con forza  e
  cioè   l'intervento   dello   Stato  in   ordine   all'applicazione
  dell'articolo  37 del nostro Statuto, una sorta di opportunità  che
  consentisse alla Sicilia di andare avanti, di guardare con  fiducia
  al  futuro  e, soprattutto, mettere in condizione questo territorio
  di  affrontare una volta per tutte il tema dell'occupazione  e  del
  lavoro.
   E  invece,  credo che abbiamo soltanto concluso  da  un  lato  una
  operazione di trasformare le risorse finanziarie dello sviluppo  in
  risorse  destinate al pagamento delle spese correnti e,  purtroppo,
  ahimè, alla scomparsa della copertura finanziaria, a cominciare dal
  2015,   di  quello che è l'articolo 38 dello Statuto che per  tanti
  anni era stato una risorsa aggiuntiva di quelle che sono le risorse
  ordinarie del bilancio della Regione.

            Riassume la Presidenza il Presidente Ardizzone

   In  più  abbiamo anche dovuto utilizzare le risorse che  lo  Stato
  stabilisce  a proposito del Piano casa per la Regione siciliana  in
  risorse  che  attengono al pagamento delle competenze in  ordine  a
  quelle  che  sono  i  compiti istituzionali di  questa  Regione  e,
  soprattutto, abbiamo notato nell'ambito della finanziaria, con  una
  norma,  la scomparsa di ben 151 milioni di euro che sono  a  valere
  sulla legge regionale a proposito dell'edilizia convenzionata.
   Abbiamo  posto rimedio a questo cercando di applicare  una  norma,
  per  quanto  riguarda il tema dello sviluppo e il tema  della  casa
  attraverso  il recupero di una vecchia norma e, quindi,  consentire
  un'attivazione  reale di quelle che possono essere risorse  di  cui
  alla  457  del  1978, ma non credo di avere scorso, nell'ambito  di
  questa finanziaria, norme che vadano al di là della riduzione della
  spesa,  norme che riguardano le proroghe dei precari, l'istituzione
  di  un  ulteriore microcredito, che mi sembra una misura aggiuntiva
  ai  due microcrediti già esistenti, sarebbe stato forse il caso  di
  correggere  quelli che sono esistenti, ed infine - mi  permetto  di
  sottolineare  - il provvedimento legislativo, che è indicato  credo
  all'articolo  3, a proposito della ristrutturazione del  debito  in
  cui  avevamo  con  forza  segnalato in  Commissione   Bilancio   la
  necessità   di  una  programmazione  di  cui  fosse  informata   la
  Commissione  Bilancio  e anche un bando di evidenza pubblica.
   Non  abbiamo ben compreso quali sono le ragioni per cui il Governo
  si   ostina  ad  un  atteggiamento  negativo  rispetto   a   questo
  emendamento che ripresenteremo nuovamente in Aula perché credo  che
  sia   una  norma  improntata  al  buon  senso  e  soprattutto  alla
  trasparenza assoluta.
   Per  il  resto,  il giudizio su questa finanziaria,  mi  creda,  è
  soltanto  di  contenimento, è soltanto  riferito  alla  tenuta  dei
  conti, non c'è una norma che possa dare coraggio ai siciliani,  che
  possa  consentire ai siciliani di guardare al futuro con un  minimo
  di attenzione e di speranza.
   C'è  soltanto una norma di contenimento in genere della spesa, per
  alcuni  versi di riduzione e, mi permetto di dire,  mi auguro  che,
  attraverso  gli  emendamenti che saranno presentati,  potrà  questa
  finanziaria essere migliorata e dare una speranza ai siciliani.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Lentini.  Ne  ha
  facoltà.

   LENTINI. Accolgo con tanto piacere che un amico siciliano da  oggi
  investirà   un  grande  incarico  come   Ministro  della   funzione
  pubblica,  ma vede Presidente la politica purtroppo ci divide  come
  ha  diviso me, a casa, con un mio carissimo fratello, ognuno ha  le
  sue   ambizioni,  le  sue  idee  politiche  ed  è  giusto  che   le
  rispettiamo, quindi gli auguro un buon lavoro.
   Oggi, caro Presidente, è nato un movimento, il movimento si chiama
   articolo  4  e nasce  per attenuare la preoccupante situazione  di
  crisi  che attraversa la regione siciliana, sicuramente dedicheremo
  il   nostro   tempo  oltre  che  alle  attività   del  lavoro   che
  attanagliano l'intera Sicilia, anche al problema delle famiglie.
   Vogliamo  essere  una  forza  politica  che  attenziona  e  voterà
  favorevolmente  tutti quei provvedimenti che il Governo  metterà  a
  disposizione della società, tutti quelli che noi accetteremo perché
  sarà un contributo favorevole per la società, per la crescita della
  società, per tutto  quello che riguarda il mondo del lavoro.
   Sicuramente  diremo no a quelle proposte  di tutt'altro  indirizzo
  perché molte proposte, nell'arco di questa legislatura, arriveranno
  non  condivisibili, ma sicuramente si spenderemo affinché  possiamo
  anche  condizionarle, questo è un contributo fattivo  che  vogliamo
  portare  avanti  e  in particolare per i siciliani  che  in  questo
  momento  attraversano  un periodo brutto e, quindi,  dobbiamo  dare
  loro una giusta risposta.
   Noi  politici  abbiamo  la  responsabilità  di  portare  avanti  i
  problemi  che  ad  esempio questo bilancio, questa  finanziaria  in
  questi  giorni  ha  attenzionato, il problema  del  precariato,  il
  problema  dei  forestali,  dove  urge  una  immediata  riforma,  il
  problema   della  formazione  professionale,  dove   non   possiamo
  sicuramente interrompere l'avviso 20 e possibilmente rimodulare  il
  secondo  ann,o  perché è giusto che l'indirizzo del  Governo,  così
  come  è  stato dato, parla di rimodulazione perché è giusto che  ci
  siano  nuovi progetti innovativi, che possa nascere una  formazione
  professionale  fra un ente e una qualche experience nelle  aziende.
  Queste sono alcune delle cose che noi vogliamo attenzionare.
   Un plauso all'assessore Bianchi, il nostro assessore all'economia,
  che  tanto ha lavorato e che si è messo a disposizione dei problemi
  che  attanagliano  l'intera Sicilia  perché  i  rappresentanti  del
  popolo, i deputati di questa Regione siciliana hanno attenzionato e
  lui  con grande disinvoltura li ha affrontati, a volte dicendo  no,
  quando non è possibile spendere.
   Una finanziaria, un bilancio in cui abbiamo cercato di risparmiare
  nelle  spese, dove il quinto d'obbligo ha chiuso tutte le  rubriche
  dell'intera amministrazione pubblica.
   Abbiamo   lavorato  sulle  entrate,  abbiamo  portato  un   grosso
  contributo affinché le entrate possano  rimpinguare le casse   dopo
  trent'anni di mal governi a cui la  Sicilia è stata abbandonata.
   Noi  vogliamo  dare  questo  input  e vogliamo  assieme  ai  tanti
  amici, ai tanti deputati, sia dell'opposizione che della minoranza,
  perché  vedete  quello  che attraversa in questo  momento  l'intero
  Paese, ma la Sicilia in particolare, ha bisogno di un aiuto, di  un
  rapporto,  di  una collaborazione bipartisan dove tutti  i  partiti
  politici devono collaborare per il bene di questa Sicilia.
   Caro  Presidente, signori del Governo, l'ultima  cosa  che  vorrei
  attenzionare riguarda il  problema della disoccupazione. Prima  che
  nasca   lo   sviluppo  -  perché  ce  ne  vorrà  tempo  -  dobbiamo
  interessarci per cercare di portare alle famiglie, dove ci sono due
  disoccupati, marito e moglie con prole,  un piccolo aiuto che possa
  permettere loro di mandare  i figli a scuola.
   Questi  sono  problemi che sicuramente non sono  solo  i  problemi
  dell'onorevole  Lentini, ma sono i problemi di  responsabilità  che
  ognuno  di  noi,  eletto dal popolo, ha e che sicuramente  non  può
  mancare.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Panepinto.  Ne  ha
  facoltà.

   VINCIULLO. Pongo da un'ora il problema della Tabella 53, ex  52  e
  non la trattiamo.

   PANEPINTO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessore
  Bianchi, Governo, è chiaro che questa Finanziaria - io ne ho  viste
  alcune  - non è certamente quella che doveva essere, cioè un  punto
  di partenza per affrontare i troppi e tanti problemi della Sicilia,
  ma  probabilmente non poteva che essere costruita in questo modo  e
  debbo  dire  che, tranne alcune situazioni - e dirò  quali  -   che
  creeranno   dei  problemi  che  bisogna  capire  come   affrontare,
  creeranno  dei problemi in una situazione che vede tante  categorie
  sociali  e  produttive  in  grande  difficoltà,  alla   fine  si  è
  elaborato un testo sobrio, come diceva l'Assessore e come ho  detto
  in Commissione Bilancio.
   Mi  auguro, assessore, che lei sarà quello che è stato  in  questi
  giorni:  forte con i forti e disponibile con i deboli,  perché  non
  vorrei, assessore, che poi su quella Tabella, la Tabella H  di  cui
  parlava   l'onorevole   Digiacomo,  si  giocasse   anche   la   sua
  credibilità,  perché  lei, assessore, se vuol essere  credibile  lo
  deve  essere  con  la coerenza, fino all'ultimo  minuto  di  questa
  Finanziaria.
   Credo  che,  chiusa  la  parentesi importante  della  Finanziaria,
  resterà aperto un problema - io lo dico ai colleghi che già  sanno,
  ma  è giusto che ne lasci traccia - poiché avere il 10 per cento in
  meno  nel  fondo  per  l'occupazione  creerà,  sostanzialmente,  la
  riduzione del monte orario per i lavoratori contrattisti.
   Lo  dico  all'assessore Lo Bello che per anni  si  è  occupata  di
  questo  mondo,  non sarà una questione semplice  dover  spiegare  a
  persone  di 50, 60 anni che dovranno passare dalle 24 alle 20  ore,
  alle  18 ore. Potremmo, per giorni, indagare sulle ragioni per  cui
  c'è  tutta questa grande quantità di precari, ma è così,  assessore
  Bianchi,  se lei vuole continuare al Governo, lo dico all'assessore
  Lo Bello.
   Siamo  ancora  senza un piano energetico,  non abbiamo  un  piano,
  l'assessore Marino non c'è.
   La   riforma sul mondo della forestale, sui duecentomila ettari di
  bosco  che in quella norma l'articolo 20, se non ricordo  male,  si
  costruisce una nuova idea del lavoro dei forestali, ma assessore Lo
  Bello,  non c'è un piano per utilizzare nel migliore dei  modi,  so
  che  lei ci sta lavorando e la ringrazio, però, ad oggi, oltre alla
  mancanza  di un piano energetico non abbiamo un piano di intervento
  per   uniformare  il  sistema  di  salvaguardia  idraulica  e   del
  territorio.
   E, lo dico all'assessore Bartolotta, non c'è traccia di quello che
  possa  essere  un  piano  delle grandi opere,  dobbiamo  ripensarlo
  perché  lei  giustamente,  non avendo responsabilità  del  passato,
  candidamente affermava in Commissione Bilancio che siamo  privi  di
  un  parco progetti esecutivo immediatamente cantierabile per alcune
  opere  e,  quindi,  capire cosa si vuole  fare dal punto  di  vista
  infrastrutturale di queste opere.
   Al   nuovo   assessore  che  metterà  tutta  sé  stessa,  avendola
  conosciuta  in altre vesti, dico che dobbiamo avere un piano  sullo
  sviluppo turistico e  so che state lavorando su questo.
   E  credo  che serva allo stesso Partito Democratico disegnare  una
  stagione  in  cui i problemi, dopo averli analizzati,  diventeranno
  oggetto di intervento.
   Credo che si debba aprire una nuova stagione, assessore Bianchi, e
  non la stagione in cui si guardano  i problemi e magari si danno le
  soluzioni teoriche perché in una prima fase non possono che  essere
  teoriche.
   E  poi   abbiamo  una necessità assessore Scilabra di  non  creare
  allarme  sociale, noi non possiamo litigare con tutto il  mondo  in
  una  sola  giornata, almeno scegliamoci un nemico al giorno  perché
  averne troppi significa non essere credibili su tutti i fronti.
   Personalmente sono fiducioso che il Governo passerà ora alla  fase
  dell'analisi dei problemi, a questa finanziaria di contenimento,  a
  una  serie  di interventi che servano a dare una idea di  che  cosa
  facciamo  della  Sicilia, che ancora non c'è,  perché  se  non  c'è
  un'idea di cosa farne della Sicilia, e la dobbiamo costruire  tutti
  assieme,  è  faticoso, il rischio è che sia  un  grande  sogno  che
  svanisca alle prime luci dell'alba.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Formica.  Ne  ha
  facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Governo,  dopo
  l'intervento  del  collega  Panepinto potrei  anche  astenermi  dal
  parlare  perché l'intervento del collega del Partito Democratico  è
  stato  puntuale, preciso, dettagliato nell'elencare le  carenze  di
  uno   strumento   finanziario  che  è  partito  sulle   ali   delle
  dichiarazioni  roboanti e sulle ali dell'entusiasmo per  atterrare,
  invece,  nella  realtà  dura  di cifre  e  di  proposte  che  nulla
  aggiungono  al  sollievo, quanto meno, tentato dei  tanti  mali  di
  questa  terra,  nulla propongono per risolvere  uno  qualsiasi  dei
  tanti  problemi  che  affliggono  la  Sicilia,  è  soprattutto  uno
  strumento  che  è  muto di fronte ai bisogni  di  tanta  gente  che
  terribilmente non sa come andare avanti giorno dopo giorno.
   Io  potrei,  in  questo intervento, elencare quali erano  stati  i
  propositi di questo Governo e di questo Presidente all'inizio della
  legislatura:  non  ci  sarebbe stata  macelleria  sociale,  non  si
  sarebbero  toccati i capitoli che interessavano  i  lavoratori,  ci
  sarebbero state le risorse per lo sviluppo, si sarebbero recuperati
  tutti  i  fondi europei, si sarebbe risolta la problematica  annosa
  del  sistema dei rifiuti, si sarebbe finalmente data una  soluzione
  al  problema  della  formazione professionale,  in  una  parola  si
  sarebbero  affrontate tutte le note dolenti che  affliggono  questa
  Terra.
   Oggi  noi  siamo  al  punto che sono state  ritirate  dal  Governo
  perfino   quelle  poche  norme  che  tentavano  di  dare  risposta,
  attraverso   l'utilizzo   dei  pochi  fondi   disponibili,   quelli
  soprattutto  del PAC, che erano 750 milioni di euro circa,  persino
  quelle risorse. Le uniche disponibili per tentare di risollevare le
  sorti della nostra economia sono state ritirate dalla finanziaria e
  dal  Governo  e, quindi, abbiamo davanti uno strumento  finanziario
  che non ha nulla per lo sviluppo, nulla per vedere di alleviare, di
  evitare la macelleria sociale che tanto si è evocata.
     Non  ci sono, quindi, le risposte per il precariato; non ci sono
  le risposte per la formazione professionale; non ci sono neppure le
  risposte  minime  per l'Università e le borse  di  studio  per  gli
  specializzandi.
   Soprattutto,  però,  si continua con il proporre  delle  norme  di
  entrate  che  non  hanno  copertura,  quindi,  ad  imbellettare  un
  bilancio con somme che non ci sono e, per giunta, penalizzando  una
  categoria, quella dei laboratori di analisi, dei piccoli laboratori
  di analisi, ai quali viene richiesto di pagare 140 milioni di euro,
  in un anno, di arretrati.
   Pensando  e dovendo sapere che l'intero comparto della sanità  che
  riguarda  i  laboratori di analisi sarà intorno ai 250  milioni  di
  euro, si chiede, in un anno, di rientrare di 140 milioni di euro, a
  fronte di un comparto che è di 250 milioni di euro.
   Quindi,  due  considerazioni: la prima è che queste somme  non  ci
  sono, né ci saranno mai, quindi, una entrata fittizia i 140 milioni
  di  euro; la seconda è che non solo non si è tutelata tutta  quella
  parte  di  precariato esistente ma se ne vogliono creare  altri  20
  mila.  L'unica  conseguenza di questa norma  posta  in  entrata  di
  bilancio,   infatti,   è   che  ci  saranno   ulteriori   20   mila
  licenziamenti.
   Allora  -  e  concludo, signor Presidente -  a  fronte  di  questo
  deserto,  che rappresenta questa finanziaria e questo  bilancio  o,
  come diceva il collega Panepinto, dell'anno zero di questo Governo,
  abbiamo portato avanti una opposizione che tiene conto dei problemi
  veri,  dei  problemi esistenti che ci sono. Ma non è  così  che  si
  possono affrontare.
   Avevamo  proposto e proponiamo al Governo di darci la  possibilità
  di  intervenire sulle risorse e sul modo di utilizzo delle  risorse
  del  PAC  perché  potevamo  dare  e  possiamo  dare  un  contributo
  sostanziale  per  cercare  di avere un ottimo  utilizzo  di  questi
  fondi.  In  un primo tempo sì ma poi questa disponibilità  è  stata
  ritirata.
   Penso  che le condizioni di questa Terra non consentano  a  questo
  Governo,  per  i  propositi che ha manifestato,  di  dare  risposte
  sufficienti.
   Prego il Governo di prestare attenzione alle proposte responsabili
  che  dall'opposizione e da questo Parlamento  sono  state  fatte  e
  verranno ulteriormente poste.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Panarello.  Ne  ha
  facoltà.

   PANARELLO   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   signori
  assessori,  credo  che  il  testo  che  è  stato  approvato   dalla
  Commissione  Bilancio  risponda ad una esigenza,  che  credo  fosse
  oggettiva, di fronteggiare una situazione finanziaria drammatica da
  parte  della  Regione  e,  in questo contesto,  salvaguardare  quei
  settori che sono considerati ad alto rischio.
   Penso  ai forestali; penso ai contrattisti; penso agli Enti locali
  che  fronteggiamo una situazione drammatica per quanto riguarda  la
  condizione sociale di gran parte della nostra Regione.
   Quindi,  dire  che,  in  qualche  maniera,  l'operazione  proposta
  dall'assessore Bianchi sia un'operazione - come dire - realistica e
  in  grado  di fronteggiare le emergenze più drammatiche, credo  che
  sia un riconoscimento giusto.
   Dopodiché  -  ed  è  questa la ragione del mio  intervento  -  non
  discuto della volontà del Presidente della Regione e del Governo di
  interloquire  proficuamente con il Parlamento e  con  i  territori,
  attraverso le loro rappresentanze parlamentari. Credo, però, che su
  questo   si  sarebbe  potuto  fare  di  più  -  già,  per  esempio,
  nell'impianto della finanziaria - e credo che bisognerà fare di più
  anche per il futuro.
   Abbiamo verificato che se, per esempio, sulla formazione, ci fosse
  stato  un  confronto più ordinato e più efficace con le Commissioni
  di  merito, si sarebbe potuti arrivare alla soluzione che adesso si
  profila  con i sindacati,  evitando inutili tensioni, partendo  dal
  presupposto  che  il settore della formazione - così  com'è  andato
  configurandosi  nel  corso degli anni - è una mostruosità,  che  va
  certamente  e  anche  radicalmente  corretta,  naturalmente,  però,
  tenuto  conto  anche  degli  effetti  sociali  che  questa  manovra
  comporta.
   Cito,  però,  due piccoli esempi e lo dico all'assessore  Bianchi,
  così  lo  riferirà, poi, al Presidente Crocetta. Ho  presentato  un
  emendamento  che  tende  a  sopprimere  l'Ente  autonomo  Porto  di
  Messina,  che  è  un ente assolutamente, non dico inutile,  proprio
  insensato.  Le  segnalo, assessore Bianchi, che non ha  dipendenti;
  che   c'è   un   pronunciamento  da  parte  dei  sindacati,   degli
  imprenditori, della Camera di Commercio di Messina, etc., che  dice
   guardate,  toglietelo  perché  altrimenti  interferisce   con   la
  progettualità  dell'Autorità portuale e  degli  enti  territoriali,
  senza alcun vantaggio per la Regione .
   Se,  infatti, la Regione dovesse essere, per ipotesi, titolare dei
  terreni  del  Porto,  perché  c'è un  contenzioso,  nessuno  gliela
  toglierebbe questa eventuale titolarità.
   Chiedo  all'assessore Bianchi di riconsiderare -  diciamo  così  -
  questa  ipotesi:  c'è  un emendamento; lo può  migliorare,  lo  può
  completare,  ma  diventa  un  atto  che  risponde  all'esigenza  di
  superare quello che è superfluo, non solo inutile, ma, addirittura,
  superfluo.
   C'è un piccolo emendamento presentato da me e dalla collega Maggio
  - e lo cito non perché sia fondamentale ma per dire che, attraverso
  il confronto, forse, si potrebbero fare cose piccole ma utili.
   L'Ente  Parco  dei  Nebrodi - voglio dirlo  all'assessore  Bianchi
  perchè  l'assessore Lo Bello lo sa - ha, a suo  tempo,  bandito  un
  concorso, che ha espletato, ed ha delle guardie parco che hanno gli
  stessi requisiti delle guardie forestali. Parliamo, infatti, di una
  fase nella quale, attraverso la spesa pubblica, si pensava di poter
  fare  tutto,  quindi,   i  parchi ma anche  le  guardie  parco  che
  operavano all'interno del Parco.
   L'emendamento  tende a dire  guardate, siccome  hanno  gli  stessi
  requisiti,  hanno vinto un concorso, costano alla  stessa  maniera,
  invece  di  utilizzarli  solo nei confini del  Parco  dei  Nebrodi,
  utilizziamoli nei confini della provincia di Messina .
   Visto,  peraltro,  in una Regione dove ci sono  molti  esuberi  di
  personale,    gli   agenti   forestali   che   hanno    determinate
  caratteristiche, le guardie forestali sono in numero ridotto.
   Ho  citato questi due esempi - e concludo, signor Presidente - per
  dire  che,  attraverso  un confronto di merito,  si  possono  anche
  migliorare  le cose e rendere più corposa l'idea di un Governo  che
  vuole   operare  in  termini  di  rigore  ma  anche  di   efficacia
  dell'utilizzo delle proprie risorse.
   Questo  lo dico anche per il CAF. Ho visto che in finanziaria  c'è
  una norma, perché si pensa che dal CAF, giustamente, possano venire
  delle risorse alla Regione.
   So  che si è riaperto il contenzioso con l'ANAS a proposito  della
  manutenzione, della concessione e l'assessore Valenti conosce molto
  bene  la materia ma anche l'assessore Bartolotta, visto che è  pure
  messinese.
   Chiedo al Presidente della Regione e all'assessore al ramo di fare
  una  discussione  di merito su queste cose perché  penso  che,  dal
  confronto  con  gli  operatori, con i sindacati,  ma  anche  con  i
  parlamentari,  possa venire un'idea che renda quella struttura  più
  efficiente, che serva meglio agli automobilisti siciliani ma  possa
  essere anche gestita in maniera più trasparente e più efficace.

   PRESIDENTE.   Grazie, onorevole Panarello, anche per il  contenuto
  del suo intervento, a riprova di quello che si è affermato anche in
  conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, che è necessario
  che i singoli parlamentari presentino gli emendamenti.
   Lei  ha  fatto  riferimento all'Ente Porto di Messina  e  sa  come
  condivido fortemente questa posizione perché effettivamente sarebbe
  una  norma  che  attendiamo da tantissimi anni per un  ente  che  è
  assolutamente inutile e significherebbe contenimento della spesa.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Pogliese. Ne ha facoltà.

   POGLIESE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  mi  limiterò  a
  pronunziare  un breve intervento, attenendomi rigidamente  entro  i
  termini  e  i  tempi stabiliti dalla sua Presidenza  ma  mi  sembra
  assolutamente doveroso esternare alcune riflessioni  in  merito  ai
  due  documenti economici finanziari più importanti che  annualmente
  l'Assemblea regionale siciliana affronta, quali certamente sono  il
  bilancio e la legge finanziaria.
   Un  bilancio  lacrime e sangue  che si colloca all'interno  di  un
  contesto  di  gravissima  crisi  economica  finanziaria   che   sta
  attraversando  tutti  gli enti pubblici, anche  e  soprattutto,  la
  Regione   siciliana  e  laddove,  devo  dare  atto  al  Governo   e
  all'assessore  Bianchi, come ha detto anche il presidente  Dina,  è
  stata  attuata una operazione verità, in riferimento sopratutto  ai
  residui  attivi,  in riferimento soprattutto alle entrate  virtuali
  che  puntualmente  venivano inserite per coprire  le  spese  reali,
  determinando quindi  puntuali buchi di bilancio.
   Ma  lo stesso non posso dire - e lo esterno con grande amarezza  -
  in  riferimento a quello che è stato l'atteggiamento, da parte  del
  Governo, nella fase finale dei lavori della Commissione Bilancio.
   Ho  partecipato, pur non essendo componente della II  Commissione,
  ai  lavori di questi ultimi giorni: due notti insonni e due  giorni
  che  hanno  visto la partecipazione di circa sessanta parlamentari,
  cosa che non si è mai registrata, Presidente Ardizzone, e credo che
  questo  Parlamento debba essere orgoglioso di quello che è accaduto
  all'interno  della  II Commissione, dove vi è  stato  un  confronto
  costante  e  un  contributo esternato da tutti  i  parlamentari,  a
  prescindere dall'appartenenza alla II Commissione.
   Si  era  iniziato  un percorso con grande equilibrio,  con  grande
  ragionevolezza  ma, alla fine, credo che si sia concluso  nel  modo
  peggiore.  E  mi  dispiace  dirlo  perché  l'assessore  Bianchi  ha
  dimostrato, e gliel'ho detto a microfoni spenti, ma lo voglio  dire
  a   microfoni   accessi,  grandi  competenze   specifiche,   grande
  equilibrio.  In  pochi  mesi,  ha  assimilato  tutte   le   nozioni
  fondamentali  per potere affrontare le problematiche della  Regione
  siciliana  ma, alla fine, dicevo, non si è raggiunto  un  obiettivo
  che  nel  passato puntualmente è stato conseguito, quello  cioè  di
  recepire  con grande equilibrio le istanze qualificanti provenienti
  da parlamentari dell'opposizione o della maggioranza.
   Mai,  negli ultimi sei anni, da quando ho avuto l'onore e  l'onere
  di   fare  il  parlamentare  all'interno  dell'Assemblea  regionale
  siciliana,  l'opposizione, per esempio, ha assunto un atteggiamento
  così responsabile permettendo l'approvazione del bilancio in cinque
  ore, permettendo un confronto assolutamente equilibrato sulla legge
  finanziaria.
   Questa  mattina,  quando, poi, alle ore 7.00,  ci  siamo  lasciati
  aspettando  un'operazione di pulizia sugli  emendamenti  aggiuntivi
  presentati  da  tutti  i  parlamentari,  alle  15.00,  ci   saremmo
  aspettati  una  cosa diversa, ovvero una scelta anche  radicale  da
  parte  del  Governo  ma,  certamente,  non  la  bocciatura  sic  et
  simpliciter di tutti gli emendamenti  presentati dall'opposizione.
   Ma  mi auguro e sono convinto che questo si registrerà all'interno
  di  quest'Aula,  che  cambi l'atteggiamento da parte  del  Governo,
  soprattutto in relazione ad alcuni emendamenti qualificanti di  cui
  ha   parlato,   per  esempio,  il  collega  Vinciullo,   autorevole
  vicepresidente  della II Commissione, quando andava ad  individuare
  alcuni  capitoli che meritano di essere rimpinguati. Penso a quello
  della  tutela della maternità e della vita nascente che, nel  2011,
  registrava  uno  stanziamento di 1.800 migliaia di euro,  ovvero  1
  milione  e 800 mila euro; nel 2012, 1.210 mila euro; nel 2013,  nel
  bilancio di previsione, 500 mila euro. Stessa cosa si registra  con
  problematiche  aggiuntive  per quanto riguarda  il  capitolo  degli
  oratori  e  dei consultori. Si passa ad uno stanziamento  di  1.182
  mila  euro  del   2011,  ad 1 milione nel 2012,  e  all'azzeramento
  totale nel 2013.
   Per  non  parlare  poi,  caro Assessore -  credo  questa  sia  una
  problematica,  onorevole Musumeci, che è stata  poco  attenzionata,
  anche  all'interno della II Commissione - mi riferisco ai  capitoli
  sullo  sport,  che  svolge una funzione sociale  fondamentale,  non
  soltanto  per la valenza agonistica che si registra all'interno  di
  alcuni capitoli miranti a finanziare le società di vertice. Ebbene,
  è  opportuno che si sappia, assessore Bianchi, che gli stanziamenti
  per i 3 capitoli più importanti allo sport passano da 9 milioni 621
  mila  euro  -  e lo dico all'assessore Stancheris, nel  2011,  a  4
  milioni  464 del 2012, e nel 2013, noi stiamo massacrando lo  sport
  di  vertice di base della nostra Regione. Per non parlare  poi  del
  Teatro  Bellini, del Teatro Stabile di Catania, che necessitano  di
  stanziamenti  aggiuntivi.  Per  non  parlare  poi,  mi  avvio  alla
  conclusione, di alcuni emendamenti aggiuntivi qualificanti. Penso a
  quello sulla ricomposizione fondiaria. L'assessore Cartabellotta sa
  perfettamente  a  cosa mi riferisco, all'articolo  60  della  legge
  regionale  2 del 2002, che ha determinato una funzione fondamentale
  come antidoto alla frammentazione che rappresenta una criticità del
  nostro sistema agricolo. Da quando è stata applicata la legge sulla
  ricomposizione fondiaria, la dimensione media delle nostre  aziende
  è passata da 3,67 ettari a 6,32. Ecco perché è opportuno prorogarla
  fino al 31 dicembre 2013.
   Per  non  parlare poi dell'emendamento salva imprese, sulla  falsa
  riga  dell'articolo  29 del  decreto sullo sviluppo,  che  potrebbe
  salvare   migliaia  di  imprese  e  potrebbe  soprattutto   salvare
  stanziamenti che altrimenti andrebbero a confluire nelle  casse  di
  Bruxelles, non certamente della nostra Regione. Per non parlare poi
  -  e  concludo - della proroga della legge regionale numero 11  del
  2011,  che  sancisce  l'esenzione Irap per le imprese  giovanili  e
  femminili.
   Ecco  perché - e concludo davvero - assessore Bianchi,  mi  auguro
  che  il  Governo sia assolutamente consequenziale e  recepisca  gli
  emendamenti   qualificanti   che  l'opposizione,   così   come   la
  maggioranza, hanno presentato in II Commissione. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Pogliese. E'  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Laccoto. Ne ha facoltà.

   LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo di fronte ad
  una  finanziaria e ad un bilancio che viene definito  di lacrime  e
  sangue . E' chiaro che la coperta è corta e bisogna tenere conto di
  questo. Certo, forse bisognava non arrivare agli ultimi giorni,  al
  fotofinish,  ma  bisognava cercare di trovare una  impostazione  di
  selezione.   Di  questa  finanziaria  apprezziamo  sicuramente   lo
  sforzo,  per esempio, per gli enti locali, per avere dato anche  la
  possibilità e il ripristino del trasporto degli alunni; apprezziamo
  alcuni  sforzi  fatti nei riguardi anche degli enti  locali  e  dei
  precari,  pur  rendendoci  conto  che  questa  vicenda,  oramai,  è
  diventata  una vicenda umana, nel senso che dobbiamo, ad  ogni  piè
  sospinto,  tentare di arrivare a proroghe di qualche  mese,  perché
  così  ci  impone il Governo nazionale e speriamo che si possa  fare
  questa modifica.
   E'  chiaro,  però,  che  alcune cose  forse  bisognava  avere  più
  coraggio per farle. Mi riferisco al riordino e alla soppressione di
  alcune  partecipate,  di  enti partecipati  che  sicuramente  hanno
  debiti  e  continuano a macinare debiti che poi  la  Regione  dovrà
  ripianare. Non si comprende perché in questo non via sia  stato  il
  coraggio di sopprimere e di tagliare alcuni enti.
   Ma  quello  che voglio lamentare, signor Presidente, è che  alcune
  norme  approvate all'unanimità nelle Commissioni di merito, con  il
  parere  favorevole del Governo, non sono state previste  nel  testo
  definitivo della finanziaria. Norme che non prevedevano impegni  di
  spesa,  quale,  ad esempio, l'articolo 6 che prevede  di  nuovo  la
  soppressione della lettera f) dell'articolo 25, della legge  n.  5,
  che, in Commissione, è stata approvata all'unanimità, riscritta con
  il  parere favorevole dell'Assessore e che qui ritorniamo al parere
  prima della Commissione.
   Ed  è questo un fatto da valutare. Ho riproposto e credo che anche
  l'Assessore  voglia riproporre lo stesso emendamento presentato  in
  Commissione   e  spero  che  sia  apprezzato  dal  Governo   perché
  altrimenti  avremmo  fatto  ore ed ore  di  Commissione  di  merito
  inutilmente.
   Vorrei,  poi,  segnalare all'Assessore una questione,  che  è  una
  questione molto grave. Abbiamo affrontato in Commissione Sanità  il
  problema delle borse di studio universitarie; non parlo delle nuove
  ma  parlo dei debiti accumulati già e sanciti dalla Regione con  le
  borse di studio passate. Mi riferisco al primo anno di quattro anni
  fa,  al secondo, al terzo, al quarto anno. E' stata tolta la  somma
  di  10 milioni di euro dal bilancio nel capitolo destinato e questo
  fa  sì  che,  già  da  un  anno,  gli specializzandi  non  prendono
  praticamente le somme e, così facendo, sicuramente, non prenderanno
  queste somme.
   Ma  quello  che  voglio  sottoporre, così  come  l'ho  sottoposto,
  personalmente, è la questione degli sfollati, degli alluvionati  di
  Saponara, Villafranca, Rometta, Barcellona, laddove, per una  legge
  di  protezione  civile nazionale, gli sfollati stessi  non  possono
  avere più una copertura.
   Il  Governo,  attraverso  il  Presidente  della  Regione,  si  era
  impegnato ad inserire nella finanziaria un milione e mezzo di  euro
  per coprire solo le spese per gli sfollati. E' una zona che già  ha
  avuto  la disgrazia che ha avuto, attraverso morti, che vede anche,
  in  questo  momento, le imprese fallire. Ma che almeno  si  dia  la
  consolazione di avere la possibilità di poter avere le  spese  vive
  per quanto riguarda l'alloggio. E' una questione che l'Assessore ha
  apprezzato   e   che  spero  venga  apprezzata  attraverso   questo
  emendamento.
   Abbiamo visto che sono stati tagliati i fondi per gli investimenti
  per  dare  copertura  ai  forestali. E' un fatto  giusto  ma,  caro
  Assessore,  caro Presidente della Regione, se qui  non  si  da  una
  svolta  attraverso  l'attivazione immediata dei Fondi  europei,  la
  Sicilia  morirà. Capisco che siamo con un bilancio  deficitario  di
  miliardi  di euro ma dobbiamo pur attivare quelle uniche somme  che
  abbiamo a disposizione. Se non l'attiveremo, non vi sarà ripresa  e
  non  è  che  attraverso  l'aumento anche obbligato  dell'Irpef   ai
  massimi  livelli  risolveremo  il  problema  perché  non  vi   sarà
  produttività, non ci saranno le imprese che possono ripartire,  non
  vi  saranno quelle somme di investimento che possono fare ripartire
  l'economia.
   Lì  bisogna  fare  lo  sforzo, al di là  di  questo  momento.  Qui
  capiamo,  infatti, che c'è un attimo anche di un bilancio che  deve
  quadrare.  Ma lì ci sono le possibilità; sfruttiamole  al  massimo,
  così  anche  come  la  vicenda  del Consorzio  autostrada  Messina-
  Palermo.  E'  vergognoso - ed io viaggio ogni giorno - assistere  a
  quelle che sono le condizioni di un'autostrada che non ha niente  a
  che  vedere e che non si può chiamare più autostrada. Bisogna  pure
  affrontare queste problematiche perché sono un segno di  civiltà  e
  di progresso.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Ragusa.  Ne  ha
  facoltà.

   RAGUSA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, fino a pochi  mesi
  fa,  si  parlava della nostra Terra, della nostra Sicilia come  una
  Regione  che  andava in default, una Regione che stava fallendo  ed
  erano momenti, per chi opera nel mondo della politica, molto tristi
  perché  portare  una Regione verso il fallimento non  è  certamente
  giustificabile  politicamente parlando, ma anche  da  un  punto  di
  vista economico.
   Affrontiamo il bilancio e la finanziaria con un piglio diverso - e
  devo  dire  che qui l'Assessore per l'economia, dottor  Bianchi,  è
  stato  abbastanza  bravo  a cavarsela e a  cercare  di  mettere  in
  equilibrio  tutto  quel contesto del bilancio regionale  -  per  un
  lavoro attento e giudizioso e, al di là dei complimenti, penso che,
  in  modo  leale,  lei abbia detto le cose che si  potevano  fare  e
  quelle che non si potevano fare ed è passata la notizia - che a  me
  piace  riprendere  - che, siccome, in quest'Aula, sono  intervenuti
  quasi  tutti,  ma  devo  dire che quasi tutti abbiamo  partecipato,
  negli  anni,  al  Governo  di  questa  Regione  e,  quindi,  taluni
  interventi sono, secondo me, fuori luogo, perché è come  se  questo
  cambiamento lo volessimo quasi riciclare per riprendere un  cammino
  che è poi anche vecchio per certi aspetti.
   Lei,  Assessore,  ha  detto:  sono disponibile  a  prendere  tutto
  quello  che  voi mi sollecitate ma trovatemi i soldi . Ed  è  stato
  molto  leale  e  corretto e, allora, ci siamo un po'  calati  nella
  realtà  siciliana del bilancio, della finanziaria e abbiamo  capito
  che,  finalmente, è passata l'idea del cambiamento, quella idea  di
  cui, oggi, la Sicilia ha bisogno.
   Certo,  una  finanziaria che, forse, non pone molta attenzione  al
  precariato, ma questo è l'impegno che questa nuova classe  politica
  siciliana  deve  assumersi  perché se,  per  tanti  anni,  è  stato
  mantenuto  un  precariato, oggi, è arrivato il  momento  di  sanare
  questa  vicenda, anche perché, come diceva qualcuno  prima  di  me,
  oggi,  c'è  gente  che ha cinquanta anni, sessant'anni  e  non  può
  certamente   raccontare  più  ai  suoi  figli   che,   magari,   da
  ventiquattro  se  ne  va a diciotto ore. E'  questo  l'impegno  che
  dobbiamo  mettere  al  primo  posto  nell'agenda  per  cercare   di
  risolvere questa vicenda.
   Il  Governo  regionale, nella figura del Presidente  Crocetta,  in
  questa campagna elettorale, quando venne a Ragusa, prese un impegno
  solenne. E qui - mi rivolgo all'Assessore per le  infrastrutture  e
  la   mobilità  -  ha  parlato  dell'aeroporto  di  Comiso  come  di
  un'infrastruttura importante ed indispensabile.
   Noi,  nella passata legislatura, con tutte le difficoltà del caso,
  abbiamo  preso una posizione forte - tutti i colleghi  ragusani  -,
  abbiamo    lavorato   senza   differenziarci;   abbiamo    lavorato
  nell'interesse  della  nostra Terra e, oggi,  le  chiediamo  tutti:
  continui  a  pensare all'aeroporto di Comiso come  un'apertura  che
  serve  alla  Sicilia. Le dico questo perché abbiamo presentato  già
  emendamenti  su questa storia ma, per essere coerenti  rispetto  al
  cambiamento,  rispetto  alla  politica  nuova  che  deve   passare,
  l'emendamento lo farà il Governo - spero lo faccia  lei  che  è  il
  nostro  Governo  -  perché, se dovesse passare,  le  dirò  di  più,
  sarebbe  anche più soddisfacente per noi della provincia di  Ragusa
  che  passasse sotto la nostra firma e, invece, chiedo di  farlo  al
  Governo.
   Diamo  un  segnale; facciamo capire che questa Terra è unica;  che
  questa Terra può risolvere la questione siciliana. Non possiamo più
  presentarci come coloro che hanno bisogno di essere alimentati  col
  precariato.  Tra  l'altro,  questa è una  provincia  che  ha  poche
  infrastrutture,   eppure  ha  un  prodotto  interno   lordo   molto
  importante rispetto al Mezzogiorno d'Italia.
   Aspettiamo di tornare in Aula e troviamo questo appunto, perché se
  ad  alcuni  miei colleghi comunisti - come loro amano  affermare  -
  parlare  di questo argomento gli fa drizzare un po' il pelo,  pensi
  cosa può accadere a noi moderati.
   Io  dico - e non è un invito, ma è sicuramente una certezza -  che
  noi possiamo farcela.
   Il  cambiamento passa anche attraverso i forestali, le convenzioni
  fatte  con  i  beni culturali, con il CAS. E' un'idea  geniale  che
  servirà a far fare più giornate lavorative nel mondo dei forestali.
   Soprattutto,  bisogna  puntare sui Fondi  europei,  attraverso  lo
  sviluppo rurale perché se non alimentiamo il nostro bilancio con  i
  Fondi  europei sono convinto che avremo poca possibilità  di  poter
  effettuare il nostro disegno politico e quindi leggi.
   Volevo   ricordare  all'assessore  per  le  risorse   agricole   e
  alimentari  che il fotovoltaico in agricoltura è importante  perché
  potremmo   dare  la  possibilità  a  queste  aziende  agricole   di
  alimentarsi  attraverso  il fotovoltaico e  sarebbe  per  loro  una
  grande opportunità.
   Chiudo   dicendo  e  ricordando  al  mio  Governo  che  la   nuova
  interpretazione della politica siciliana passa attraverso la vostra
  emanazione, attraverso un binomio quasi perfetto tra beni culturali
  e  turismo, ad un bilancio rigido - se si vuole - ma che  pensi  un
  po' a tutti, perché è giusto che sia così per riprendere il cammino
  e iniziare un percorso nuovo.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,. Sono  iscritti  a  parlare  gli
  onorevoli   Fazio,  Figuccia,  Turano,  Milazzo,  Lupo,  Cracolici,
  D'Asero, Ioppolo, Cancelleri e Gucciardi.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Fazio.

   FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io conterrò  il
  mio intervento nei limiti dei cinque minuti.
   Per  me,  come  per tanti altri, questa è la prima finanziaria  e,
  devo essere sincero, è stato un approccio totalmente deludente, sia
  per  i  procedimenti utilizzati, le modalità utilizzate, sia  anche
  nel merito della proposta che il Governo ha formulato.
   Non  posso non evidenziare in questa sede l'enorme ritardo con  la
  quale  il  Governo  ha presentato, a scanso di  equivoci,  uno  dei
  fondamentali documenti più importanti che è chiamato a  redigere  e
  l'Assemblea, ovviamente, è chiamata ad approvare.
   Non possiamo dimenticarci che da questo documento, da questo atto,
  ne  derivano  alcune  conseguenze nel  campo  del  territorio,  nei
  confronti dei cittadini, nei confronti delle imprese, nei confronti
  degli   enti,  nei  confronti  di  tutti  coloro  che  si   trovano
  nell'ambito del territorio siciliano.
   Non  posso non esprimere la mia totale delusione, tenuto conto che
  immaginavo  che  un documento di così valenza, di  così  importanza
  forse  dovesse essere attenzionato in termini completamente diversi
  da  come  lo  è  stato.  Ed invece sono state  utilizzate  modalità
  confusionarie e caotiche che non hanno, a mio avviso, consentito ai
  parlamentari, anche quelli che hanno maggiore esperienza, di  poter
  scindere, di poter comprendere quali sono le iniziative che avevano
  la  valenza  e  l'importanza strategica da  quelle  che  invece  si
  nascondevano  dietro  iniziative  importanti  e  che  invece  erano
  esclusivamente e prettamente clientelari.
   Mi  complimento  con l'assessore Bianchi per la  fermezza  che  ha
  dimostrato, ma mi è sembrato di assistere ad una partita di  calcio
  dove  alla fine il risultato è stato un pareggio. Ed alla  fine  di
  questa  partita si attribuiscono i punteggi ai calciatori e non  si
  può  non  evidenziare  che,  per quanto riguarda  il  Governo,  non
  raggiunge la sufficienza necessaria.
   Se  è vero come è vero, come qualcuno ha detto, che della proposta
  originariamente formulata il 30 per cento è stato oggetto di ritiro
  o,  addirittura, di bocciatura da parte della Commissione  -  e  su
  questo inviterei l'assessore Bianchi a fare una riflessione  -,  io
  non credo che sia solo una motivazione di carattere politico che ha
  determinato il ritiro delle proposte. Ma questo dovrebbe in qualche
  modo  far  riflettere  sulle finalità che le  iniziative  contenute
  nella proposta intendevano in qualche modo raggiungere.
   Al  fine  di contenere il mio intervento non posso non evidenziare
  che  non  è vero che questa è una finanziaria di lacrime e  sangue,
  forse per alcuni, per molti, per alcuni non lo è.
   Si  continuano  a  finanziare enti che, a mio  avviso,  dovrebbero
  essere  scomparsi  da tempo, e mi riferisco in maniera  particolare
  all'EAS,  mi  riferisco  a  tutte quelle  comunicazioni  fatte  dal
  Presidente  della Regione per cercare in qualche modo di  contenere
  la   spesa   e  di  eliminare  gli  sprechi.  Ma  non  mi   sembra,
  effettivamente, che questa sia una iniziativa che  si  appresta  ad
  eliminare lo spreco.
   Comprendo  che  è  una  situazione ereditata,  ed  è  estremamente
  difficile  e  complicata, ma mi faccio una  domanda,  continuare  a
  finanziare il precariato in questo modo, giova alla Sicilia? Non si
  pensa  in  qualche modo di utilizzare delle risorse per  effettuare
  investimenti,  per  creare servizi, per migliorare  le  condizioni,
  piuttosto che utilizzarli nel modo in cui sono stati utilizzati?
   Comprendo  che non è facile. Ho toccato con mano la  pressione  di
  carattere  psicologico  che  viene determinata  nei  confronti  dei
  parlamentari, ma non possiamo ignorare quelle persone che invece di
  reclamare, di protestare, stanno in silenzio e purtroppo soffrono.
   Non  mi  pare che questa finanziaria dedichi loro attenzione,  non
  c'è  nessun  intervento per quanto riguarda, ovviamente,  coloro  i
  quali rientrano nelle cosiddette fasce deboli. Invece di pensare  a
  finanziare la cosiddetta tabella H, perché il Governo non ha  avuto
  il  coraggio di finanziare tutte quelle associazioni a tutela delle
  fasce  deboli,  mi riferisco ai ciechi, ai sordi, ai  portatori  di
  handicap.  Ma non c'è nulla in questa finanziaria, non c'è  proprio
  un bel niente
   Non  posso  non evidenziare che anche il precariato è attenzionato
  in termini completamente diversi, alcuni precari sono esclusi dalla
  proroga  e  gli  viene  quindi preclusa la  possibilità  di  potere
  ottenere una stabilizzazione che ad altri invece viene garantita.
   Inoltre,  secondo me, in questa manovra manca uno  degli  elementi
  essenziali,   non   c'è  nessun  intervento  sulla   gestione   del
  patrimonio, l'alienazione dei beni di cui la Regione è proprietaria
  e  che dovrebbero costituire veramente il patrimonio produttivo,  e
  che  invece  sono  un  peso, ma se rimessi in  circuito  potrebbero
  determinare occupazione. E invece ho visto un prelievo  per  quanto
  riguarda  le  imprese che già soffrono una situazione  estremamente
  difficoltosa.
   Assessore Lo Bello, ho qui con me a adesso la consegno,  una  nota
  di  una  impresa  che  già  dal 12 settembre  2012  ha  chiesto  la
  collocazione   via   vas  per  quanto  riguarda   la   prosecuzione
  dell'attività  dell'impresa per quanto  riguarda  l'attivazione  di
  estrazione.  È  passato  tanto tempo,  eppure  si  chiede  loro  un
  prelievo sulla quantità del prodotto che viene estratto, e non solo
  su quello che effettivamente viene venduto.
   Come si fa ad effettuare questo intervento e poi non si garantisce
  il  diritto  sacrosanto  di  ottenere  una  risposta  alla  propria
  istanza,  laddove  in  qualche modo non si ha invece  alcun  minimo
  riscontro.  Abbiamo assistito al trasferimento di molto  personale,
  ma  questo  non  è  accettabile, non può giustificare  la  pubblica
  amministrazione  che non è in grado di trovare al  proprio  interno
  delle  risorse umane per svolgere quell'attività istruttoria e  per
  definire,  entro  termini che la legge in qualche  modo  impone,  e
  prevede che sino decenti.
   Anch'io sospendo il giudizio in attesa di verificare e toccare con
  mano quello che è stato annunziato in Commissione, cioè che non  ci
  siano gli sprechi degli anni precedenti. Mi sembra che qui qualcosa
  si tenta di cambiare, ma alla fine nulla cambia.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Turano.  Ne  ha
  facoltà.

   TURANO.    Signor   Presidente,   Governo,   onorevoli   colleghi,
  pazientemente  rimanete  in  Aula  ad  ascoltare  gli   interventi.
  Onorevole  Cracolici,  mi  conforta la sua  presenza  perché  tanti
  colleghi  di  prima nomina hanno appena finito di  dire  che  si  è
  trattato  della  loro prima finanziaria. Ed  io  non  mi  sento  di
  dissentire  da  questa valutazione, nonostante  di  finanziarie  ne
  abbia approvate tante. Però, mai come questa volta, mi era capitato
  di  arrivare  in  Aula  con una valutazione così  variopinta,  così
  variegata, per certi versi addirittura incontrollabile.
   A  me fa piacere dire le cose che penso ed anche fare un'analisi e
  sono un convinto sostenitore del Governo. Noi abbiamo assistito, in
  questi  due  mesi, ad una finanziaria del Governo, una  finanziaria
  della  maggioranza,  una finanziaria di un pezzo  dell'opposizione,
  un'altra finanziaria dell'opposizione. Diciamoci la verità: ma  c'è
  stato  un  confronto? E' stata anche per me la  prima  finanziaria,
  perché  mai mi era successo - onorevole Cracolici -che si arrivasse
  senza una strategia condivisa.
   Signor  Presidente,  avevo anche sperato  che  lei  desse  un  po'
  d'aiuto   a  questi  parlamentari  che  hanno  studiato  il   nuovo
  Regolamento  perché  - diciamoci tutta la verità  -  per  due  mesi
  abbiamo  lavorato invano. Se io fossi una persona poco responsabile
  potrei  dire che abbiamo giocato, ma non metto benzina sul fuoco  e
  dico che abbiamo lavorato invano. Però, visto che sono positivo per
  natura,  sono  certo  che  questi due giorni  di  intensa  attività
  parlamentare cercheranno di colmare questa lacuna.
   Allora  andiamo ai nodi strutturali, su cui vorrei  un  attimo  di
  attenzione,  perché ci sono dei temi sensibili su cui non  possiamo
  giocare. Se non avessi ascoltato gli interventi dei colleghi che mi
  hanno  preceduto, oggi mi apparirebbe come il pianto della  vedova,
  una voce disperata, isolata, di un lupo solitario che non riesce  a
  costruire una sintesi all'interno di un gruppo.
   Non  è così  La Sicilia ha bisogno di una strategia condivisa  per
  affrontare  certi problemi. E se la strategia condivisa è  azzerare
  il lavoro degli altri, assessore Bartolotta, stia tranquillo che io
  non   do  un  giudizio  di  sospensiva,  ma  voglio  votare  questa
  finanziaria dopo avere sentito il Governo. Ed il Governo, per bocca
  sua  e per bocca dell'assessore Bianchi, deve indicare, in fase  di
  discussione dell'articolo 6, quali sono le risorse che si  liberano
  per  pagare  forestali, che non permettono di realizzare  le  opere
  strategiche per questo territorio.
   Con la delibera CIPE dell'agosto 2011 sono stati impegnati più  di
  un  miliardo  di  euro,  e questi soldi sono stati  utilizzati  per
  realizzare opere strategiche, tra cui la bretella autostradale  che
  collega  Trapani  con Mazara Del Vallo. Se lei, assessore,  ritiene
  che  queste  risorse,  pari a centocinquanta milioni,  li  possiamo
  levare  per  pagare i forestali non avrà il mio voto,  senza  se  e
  senza ma.
   Io  voglio sostenere il Governo, ma voglio essere rassicurato  del
  fatto  che, entro il 31 dicembre 2013, quest'opera, che ha  già  il
  progetto  esecutivo,  vada  in appalto  e  lei  deve  indicare  con
  precisione  il crono-programma, perché qua non possiamo pensare  di
  azzerare  lo  sviluppo di un territorio per pagare le  giornate  di
  alcuni  lavoratori. L'argomento mi vede sensibile, ma  lo  sviluppo
  del  territorio  crea una ricchezza che vale per tutti,  così  come
  l'assessore  alle  autonomie locali deve  ripensare  la  riserva  a
  favore  degli aeroporti di Comiso e di Trapani a valere  sul  fondo
  per  le  autonomie locali ed il Governo deve indicare  quale  è  la
  linea strategica per lo sviluppo aeroportuale di questo territorio.
   Stiamo attenti  Io non chiedo prebende, non chiedo contributi, non
  chiedo  sostegno ed aiuto, chiedo di indicare a chiare  lettere  lo
  sviluppo  di  argomenti che sono nevralgici per la  crescita  della
  Sicilia.  E state tranquilli che su questo sono pronto a  sostenere
  il  Governo senza se e senza ma, ma le parole che si devono dire in
  quest'Aula  sono  pietre  che  devono  rimanere  per  costruire  la
  prospettiva di questo territorio.
   Ho  firmato  un emendamento che è stato sottoscritto  da  tutti  i
  deputati della provincia di Trapani per l'aeroporto di Trapani e da
  tutti  i  deputati della provincia di Ragusa per  la  provincia  di
  Ragusa.  Su  questo,  assessore Valenti, si  vesta  d'imperio,  sia
  categorica nell'individuare quelle riserve che non sono un aiuto ad
  un comune, ma sono necessarie per garantire la politica di sviluppo
  aeroportuale perché, se dovesse succedere, così come un funzionario
  della Regione già aveva fatto, che qualcuno pensa di poter svendere
  un  aeroporto  che  vale centinaia di milioni  di  euro  per  pochi
  spiccioli, per fare una cortesia a qualcuno, sappia questo  Governo
  che io non ne intendo fare sconti.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Figuccia.  Ne  ha
  facoltà.

   FIGUCCIA.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   l'ultimo
  intervento faceva riferimenti a  senza se e senza ma'. Ma è proprio
  mancata  la svolta a questo Governo, è proprio mancata la svolta  a
  questa  finanziaria, è proprio mancato quell'aspetto di cambiamento
  che ci attendevamo e che - ahimè - non è arrivato.
   E  non  è  arrivato  per troppe incertezze, troppi  tentennamenti,
  troppi  momenti  di silenzio, troppe assenze, a partire  da  quella
  notte  che  ci  ha visti impegnati fino a alle otto  di  stamattina
  quando  in Commissione soltanto pochi erano gli assessori presenti.
  Rispetto a questo Governo, ne abbiamo fatto più volte una questione
  dell'assenza  degli assessori in Aula e in Commissione,  ma  non  è
  solo  un  fatto  numerico. Siamo partiti con Battiato  e  Zichichi,
  assessori  a  distanza e part-time, ma lo dicevamo allora  che  gli
  assessori  dovrebbero  essere più presenti e  continuiamo  a  dirlo
  anche adesso. Non è solo un fatto di numeri, ripeto, non è solo  un
  fatto di presenza fisica, non è solo una questione di esigenza e di
  arricchimento  del  dibattito, è per dare  esattamente  quello  che
  manca  alla  finanziaria, una omogeneità al testo,  omogeneità  che
  evidentemente è venuta a mancare.
   E' venuta a mancare in un momento in cui la città, il territorio e
  la  Sicilia non si poteva permettere questo genere di assenze,  non
  si  poteva  permettere questo genere di assenze in  una  fase  come
  quella  di  questa  notte, in cui in piazza c'erano  oltre  tremila
  appartenenti alle categorie deboli, alle categorie disagiate,  alle
  categorie fragili.
   In   piazza  c'erano  oltre  tremila  PIP  e,  purtroppo,  abbiamo
  rischiato una situazione difficile, abbiamo rischiato che accadesse
  qualche  cosa  di  insostenibile, di incontrollabile.  Ma  dovevamo
  aspettarci  che  andavamo in questa direzione. Però, probabilmente,
  se non ci fossero stati tentennamenti nell'affrontare la questione,
  non  ci saremmo ritrovati a gestire la piazza in quel modo. È  vero
  che  oggi parliamo di un fondo di trentaseimilioni di euro a favore
  di questa categoria dei precari, ma è altrettanto vero che anche io
  mi sono ritrovato a fare delle dichiarazioni forti, quando il tetto
  della norma del Governo andava in tutta altra direzione, ed era  un
  tetto  che prevedeva lo spacchettamento di questo bacino  in  tante
  piccole organizzazioni, associazioni e cooperative.
   In  quel  caso ebbi a dire che il rischio era forte rispetto  alla
  nascita  di  un  caporalato  che  riportava  indietro,  di   almeno
  vent'anni, questa gente, che si ritrovava a dover pagare  anche  il
  pizzo rispetto all'atteggiamento di chi andava chiedendo. Purtroppo
  è  una categoria difficile, una categoria che va accompagnata,  una
  categoria che - qualcuno ha detto prima - è stata creata con  tanti
  errori, e portata avanti negli anni, nei decenni, ma rispetto  alla
  quale dobbiamo trovare a creare delle soluzioni.
   Dobbiamo  creare delle soluzioni, non certamente con la  scrittura
  di  quell'articolo 16, che parlava ad esempio di un  assegno  INPS.
  Non  certamente con una soluzione che vedeva fino a ieri  notte  un
  fondo  di  ventiquattro  milioni  di  euro,  ma  andava  affrontata
  progressivamente con una soluzione che, mi sembra  che  adesso  sia
  stata trovata, che è quella di trentasei milioni di euro.
   Probabilmente oggi una buona soluzione, ma che se fossimo  partiti
  così dall'inizio, non ci saremmo ritrovati con molta probabilità  a
  gestire la piazza così come stato.
   Noi come opposizione, ovviamente, queste cose le avevamo dette. Le
  abbiamo  dette  rispetto  a  tante  altre  fasce  di  disagio   che
  appartengono  alle  categorie  dei  precari,  alle  categorie   dei
  forestali,  rispetto ai quali per esempio c'era la  possibilità  di
  inserire altre somme in bilancio, e purtroppo non è stato possibile
  farlo.
   Avremmo  voluto semplicemente giocare a carte scoperte, ma  questo
  non è stato possibile.
   Ma  non  è stato possibile e lo dimostrano i fatti, perché  su  80
  articoli,  ben  33  sono  stati ritirati. Ritirare  33  articoli  è
  significato far ritirare tutti gli emendamenti, e mi dispiace.
   Diceva  bene  il  Movimento Cinque Stelle,  nell'atteggiamento  di
  voler  interpretare la volontà del legislatore,  ma  anche  questo,
  cari  colleghi, non è stato possibile farlo, perché la volontà  del
  legislatore  l'avremmo  potuta interpretare mettendoci  davanti  la
  norma ma anche questo, purtroppo, il Governo lo ha negato.
   Allora  alcune  battaglie  siamo  riusciti  a  farle,  in  maniera
  trasversale  con  il  coinvolgimento  di  tanti  parlamentari,   di
  maggioranza  ed opposizione, e ricordo ad esempio il risultato  dei
  20  milioni sulle comunità alloggio per minori. Ma vi prego signori
  Assessori,  Governo, da questo momento in poi, basta tentennamenti.
  Sicuramente  questi  temi andranno affrontati  con  decisione,  con
  determinazione a partire dall'Avviso 20, a partire da una serie  di
  misure  che vengono ancorate allo sviluppo, tra gli emendamenti  ad
  esempio  uno che riguarda i giovani NET, giovani che non  lavorano,
  fuorusciti   dal   ciclo  di  formazione  ed  istruzione,   e   che
  probabilmente un lavoro non lo troveranno mai, in questa bellissima
  e  maledetta  terra  di  Sicilia, perché rimangono  inevitabilmente
  fuori  dal mercato del lavoro. Quindi, purtroppo, senza se e  senza
  ma, torno a ripetere che questa svolta non c'è stata e pertanto  vi
  invito,  ancora  una  volta, ad affrontare i prossimi  passaggi  in
  maniera più chiara, in maniera più limpida, se davvero non vogliamo
  continuare, e per sempre, a perdere la fiducia dei Siciliani.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Milazzo.  Ne  ha
  facoltà.

   MILAZZO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  volevo   fare
  riferimento  alle  preoccupazione dell'onorevole Vinciullo,  quando
  ancora  le  carte non erano arrivate in Aula. Lui si aspettava  che
  l'arrivo  dei documenti avrebbe significato, in qualche  modo,  una
  rivisitazione da parte del Governo alle enormi lacune che  presenta
  questa manovra.
   Ed  io  posso  dire  oggi,  ed  ora in questo  momento,  onorevole
  Vinciullo,  le  sue  preoccupazioni  sono  finite,  le  carte  sono
  arrivate   e   questa   manovra  si  presenta  ancora,   purtroppo,
  deficitaria. Deficitaria perché, signor Presidente, i  principi  di
  un contratto sono i principi soprattutto della buonafede.
   Il  nostro  Presidente della Regione, in campagna  elettorale,  ha
  siglato   un   contratto  con  gli  elettori,  con   i   Siciliani;
  rassicurandoli soprattutto sul tema più importante, più sentito, in
  questo   particolare  momento  per  la  nostra   Regione,   che   è
  l'occupazione.  Ha  disseminato impegni rispetto alla  salvaguardia
  dei posti di lavoro.
   I  Siciliani  sicuramente  non  erano  tutti  in  II  Commissione,
  altrimenti  avrebbero  già potuto notare come  questa  finanziaria,
  forse  farà altro, forse si occuperà di altro ma, di certo  non  si
  batte,  non  fissa  i principi di difesa a salvaguardia  dei  tanti
  posti  di  lavoro  che  oggi,  questa  stessa  manovra,  mette   in
  discussione.
   Un  esempio  emblematico  - a cui faceva  riferimento  l'onorevole
  Caputo  -  sono  i  tanti precari lavoratori di  Social  Trinacria,
  presenti  da  giorni  con  cortei  e  sotto  la  piazza  di  questo
  Parlamento,  che fanno nottate insieme a noi, con la speranza,  col
  cappello in mano, che qualche deputato si inventi come porre fine a
  questa  illusione  che si perpetua ormai da anni,  con  una  classe
  politica  che  sta al gioco e li rinvia di data in data,  tenendoli
  sempre sospesi, ricattati dalla politica in generale.
   Signor Presidente, la prima riflessione da fare sarebbe quella che
  il  Governo ha ritirato ben due emendamenti in Commissione, e si  è
  riservato  in  Aula  di  presentare la  proposta  risolutiva  della
  questione,  comprensiva della relativa copertura  finanziaria,  per
  risolvere questo problema.
   Vorrei  segnalare che ben otto milioni circa mancano alla proposta
  che il Governo vuole mettere in piedi, e non possiamo accettare che
  questi  lavoratori, questi cittadini siciliani, ritornino  indietro
  con  un  sussidio. Ecco, io spero e auspico che il Governo rifletta
  su questo.
   Ma  vorrei telegraficamente ripercorrere alcuni errori che  questo
  Governo ha commesso.
   Ha  proposto un canone alle cave, che comporterà l'aumento per  la
  realizzazione delle abitazioni di nuova costruzione,  aumentando  i
  costi di costruzione.
   Quindi  chi oggi, con sacrifici, sperava di costruirsi una propria
  casa,  pur  rispettando e giustamente rispettando le  normative  in
  vigore,  saprà che dovrà spendere ancora di più perché questo  avrà
  ripercussioni non sui proprietari delle cave, ma su  chi  andrà  ad
  acquistare  il  materiale per costruire la casa. Inevitabilmente  a
  cascata   ci  sarà  un  effetto  moltiplicatore  regressivo   sulle
  politiche  del  comparto  e,  quindi, danneggerà  ulteriormente  un
  settore che è totalmente bloccato.
   Continuo  dicendo  che questo Governo aveva  proposto  un  ticket,
  sconfessato  dalla maggioranza, fissato da un reddito  di  50  mila
  euro  e  voleva portarlo avanti, noi abbiamo proposto di applicarlo
  ai  ricchi, quindi  chi almeno guadagnava 100 mila euro; il Governo
  lo  ha  ritirato.  E  poi che facciamo, signor Presidente?  Poi  ci
  rimettiamo  alla  II Commissione, che è un vanto per  i  componenti
  delle  minoranze, ha apportato un autorevole contributo alle tante,
  tantissime  dimenticanze di questa maggioranza, una  per  tutte  le
  spese  di  funzionamento  per  le  province,  sarebbe  arrivata  la
  manovra, avete abolito le province  Mantenete i commissari a vostra
  disposizione per un anno e mezzo e non avevate nemmeno  pensato  su
  come  traghettarle verso queste nuove, non si capisce  cosa  ancora
  partorirete,  questi  nuovi organismi  che  avete  pensato  così  a
  casaccio, nei territori.
   Cosa fate, inoltre? Sempre grazie al lavoro delle opposizioni  non
  avevate  previsto le premialità per i comuni più virtuosi.  Avevate
  presentato  in  Commissione Affari Istituzionali il  capitolo  alle
  autonomie  locali  molto, molto, ridimensionato; grazie  ai  nostri
  interventi,   alle  nostre  segnalazioni  li  avete   ulteriormente
  aumentato.
   Ecco, signor Presidente lo spirito deve essere questa parte finale
  del  mio intervento. Attenzione  Un Governo così come ha fatto  per
  la  doppia preferenza di genere in quella occasione, un Governo che
  faccia  un bagno di umiltà e ascolti i consigli di chi ogni  giorno
  sul  territorio si confronta con i problemi e con i  siciliani  che
  sperano e auspicano che questo Parlamento pensi soprattutto ai loro
  problemi reali.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà

   LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io credo che
  bisogna  dare  atto  al  Governo  Crocetta  ed  in  particolare  al
  Presidente  e  all'Assessore Bianchi  di  essere  riusciti  in  una
  impresa quasi impossibile.
   E' stato detto da qualcuno che mi ha preceduto: qualche mese fa si
  temeva  che  la  Sicilia  potesse scivolare  rapidamente  verso  un
  drammatico  default, io credo che l'azione del Governo  Crocetta  e
  l'impegno   dell'Assessore   Bianchi,   in   particolare,   abbiano
  scongiurato questo pericolo e ci consegnano oggi un bilancio e  una
  finanziaria che, intanto, avviano un percorso di risanamento  vero,
  con  un  bilancio vero, con un'operazione trasparenza e  tutto  ciò
  rappresenta,  io credo, il pre requisito necessario per  una  nuova
  fase di sviluppo economico della nostra Regione.
   Una nuova stagione di sviluppo, di lavoro si può costruire solo su
  un  bilancio  vero,  con entrate certe ed io credo  che  questo  il
  Governo regionale sia riuscito a fare.
     Certamente,  siamo  riusciti  anche  con  l'impegno  dei  Gruppi
  parlamentari  di  maggioranza ed anche con  la  collaborazione  dei
  Gruppi  parlamentari  tutti,  anche di  minoranza,  a  fronteggiare
  alcune   emergenze  che  rischiavano  di  esplodere,   quelle   che
  riguardano i lavoratori precari, l'emergenza degli enti  locali,  i
  lavoratori  forestali,  altri servizi  assolutamente  necessari  in
  questa nostra Regione.
   Certamente, avremmo voluto fare anche molto, molto, molto di  più;
  ma  è  ovvio  che  abbiamo  anche scelto  di  non  fare  di  questa
  finanziaria una sorta di legge omnibus che pensava di rispondere  a
  qualsiasi   richiesta  legittima  ed  importante  che   viene   dal
  territorio.
   La  finanziaria  ha  uno  scopo ben preciso.  Io  penso  che  dopo
  l'approvazione   della   finanziaria  e   del   bilancio   dobbiamo
  concentrarci con tutte le nostre forze per sviluppare politiche  di
  settore, guardando ai diversi settori della nostra economia:  penso
  alle   infrastrutture,  penso  al  turismo,  penso  alla   cultura,
  all'agricoltura, a tutti i settori produttivi nella nostra Sicilia.
   Io credo che questo è il nostro obiettivo. Approvato il bilancio e
  la  finanziaria,  noi continueremo a lavorare con  grande  impegno,
  soprattutto per rispondere alla gravissima crisi occupazionale  che
  la  nostra Regione sta vivendo ed io credo che il Governo regionale
  sia riuscito anche a coniugare una esigenza vera di risanamento, di
  trasparenza con l'equità.
   C'è  stata  una  attenzione particolare  alle  fasce  sociali  più
  deboli.  E'  giusto  che continui ad esserci la massima  attenzione
  alle  categorie svantaggiate, certamente io credo il nostro impegno
  debba   essere  quello  di  far  sì  che  i  soggetti  deboli,   in
  particolare, possano progressivamente migliorare la loro condizione
  di  vita.  Questo  è l'impegno politico che noi intendiamo  portare
  avanti coerentemente con il programma del Presidente della Regione.
   Il  Presidente Crocetta è riuscito, insieme all'Assessore Bianchi,
  in questi mesi ad aprire una interlocuzione positiva con il Governo
  nazionale.  Questo  ci  ha  consentito di utilizzare  proficuamente
  fondi  FAS  che  prima non erano disponibili; ci ha  consentito  di
  accendere  un mutuo che in parte è servito a ripianare  il  deficit
  del  2012,  che  era  ben superiore rispetto a  quanto  si  potesse
  immaginare.
   Siamo  riusciti  a  realizzare una manovra che tiene  i  conti  in
  equilibrio  e che apre la nuova stagione - io credo - di interventi
  positivi  per lo sviluppo e per la crescita guardando a quelle  che
  sono le vere potenzialità del nostro territorio.
   E'  bene,  però, anche ricordarci perché la Sicilia si ritrova  in
  queste drammatiche condizioni. Credo che non sia stato detto, ma  è
  bene  ricordarci  che l'ultima manovra Tremonti ha  sottratto  alle
  casse  e  al bilancio della Regione siciliana oltre 800 milioni  di
  euro.
   Io  credo  che lo sforzo che qui è stato fatto sia davvero  molto,
  molto  importante,  perché non era facile riuscire  a  sopperire  a
  questi  tagli drammatici che per effetto della manovra Tremonti  si
  sono  abbattuti  in  particolare sul Mezzogiorno e  drammaticamente
  sulla nostra Regione.
   Ho  apprezzato  molto  il  senso di responsabilità,  il  confronto
  costruttivo  che  tutte le forze parlamentari in Commissioni  hanno
  dimostrato di volere portare avanti, dando anche un contributo  che
  io   ritengo  utile  per  la  definizione  della  manovra,  per  la
  finanziaria stessa.
   Io  penso che noi dobbiamo continuare a coltivare questo clima  di
  collaborazione  positiva nell'interesse della  Sicilia,  perché  di
  questo la Sicilia ha bisogno, certamente distinguendo il ruolo  del
  Governo e della maggioranza da quello delle opposizioni, dei Gruppi
  parlamentari di opposizione, ma ricercando comunque quella  sintesi
  che  possa essere largamente condivisa almeno sui problemi veri  di
  carattere  generale che coinvolgono milioni e milioni di  cittadini
  della nostra Regione. Così è stato in Commissione. Io mi auguro che
  così  possa  essere  anche  in  quest'Aula  e  possa  ulteriormente
  ricercarsi  un  clima  di  condivisione  e  di  confronto  positivo
  nell'interesse della nostra Sicilia.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Ioppolo.  Ne  ha
  facoltà.

   IOPPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del
  Governo rimasti in Aula, adesso che siamo davvero in pochi,  più  o
  meno intimi, vorrà consentirmi, signor Presidente, una confessione.
   In  me  non c'è alcuna sorpresa, alcuna meraviglia per lo sviluppo
  del  dibattito di stasera. Un dibattito nel quale sono  intervenuti
  molti colleghi della maggioranza, molti colleghi che sostengono  il
  Governo  e  che  hanno  mostrato tutta la loro  amarezza,  la  loro
  delusione,  anche  il  loro disappunto per una manovra  finanziaria
  che,  assessore  Bianchi, non è qui il problema  di  giudicare  dal
  punto  di  vista ragionieristico - in fin dei conti lei 26 miliardi
  circa  in entrata doveva prevedere, 26 miliardi circa in uscita  ha
  il dovere di prevedere - ma che andava giudicata e che va giudicata
  dal  punto  di  vista politico, dal punto di vista delle  linee  di
  governo, dal punto di vista anche di una operazione trasparenza che
  è stata invano e solo lessicalmente richiamata ma che non c'è.
   Perché ci sono almeno tre canali attraverso cui la finanziaria, la
  legge  di  stabilità,  il  bilancio alla fine  saranno  varati:  un
  dibattito d'Aula che è quello che si è snodato, sviluppato  stasera
  senza  grandi  accenti  né  in  un  senso,  né  in  un  altro.:  la
  finanziaria televisiva o giornalistica, quella che viene annunciata
  sulla  stampa: la finanziaria delle sale di questo Palazzo, laddove
  il  Presidente  si  incontra con quasi tutti  quelli  che  vogliono
  incontrarlo,  non  certamente il sottoscritto e chi  è  rimasto  in
  quest'Aula  dal primo all'ultimo momento senza inseguire Presidente
  e  Assessori  e  che  si mostra assolutamente uguale,  quanto  alle
  prassi concrete, ai suoi immediati predecessori ed anche quelli che
  sono venuti molti anni prima.
   Quindi,  un Governo assolutamente avulso dalla realtà. Un  Governo
  distratto  tra gli studi televisivi e le riunioni interne  che  non
  ascolta  una Sicilia che geme, una Sicilia che piange.  Un  Governo
  piuttosto portato a rinviare tutti i problemi.
   Ricordate alla fine del mese di dicembre? Che cosa ha prodotto  il
  Governo  in questi mesi? Alla fine del mese di dicembre  si  disse:
   dovremmo fare il bilancio, ma è troppo presto, non possiamo farlo,
  rinviamolo  di  quattro  mesi e vedrete la  qualità  della  manovra
  finanziaria  . Era ancora troppo presto e abbiamo rinviato il Piano
  dei  rifiuti  e la legge sui rifiuti al mese di settembre:  vedremo
  quello  che arriverà a settembre se mai arriverà qualcosa   Abbiamo
  rinviato la soppressione delle province, abbiamo soppresso soltanto
  la  democrazia,  non  sappiamo se saranno  soppresse  le  province.
  Abbiamo preso tempo fino a dicembre.
   E'  il  Governo dei continui rinvii, è il Governo che non  discute
  con  la  sua  maggioranza, è stato detto stasera, che  non  discute
  forse  nemmeno al proprio interno e che ha reso inutile,  onorevole
  Digiacomo,  il lavoro delle Commissioni. E questo è, da parte  mia,
  un atto di denuncia senza sconti e senza esitazioni. In questi mesi
  nulla è stato fatto

   MUSUMECI. Ma il Governo non ascolta

   IOPPOLO.  Che il Governo ascolti o non ascolti, che ci sia  o  che
  non  ci  sia,  ha  poca  importanza caro  onorevole  Musumeci.  Gli
  studiosi  dicono  che l'attività, almeno per  l'85  per  cento  dei
  governi, è una attività dannosa per i popoli che vengono governati.
  Quindi,  meno  si vede il Governo, più si distrae a parlare  con  i
  deputati  della  sua maggioranza, i quali rimangono  offensivamente
  assolutamente indifferenti, ma questo attiene allo stile di ognuno.
   E  quindi  le dicevo signor Presidente dell'Assemblea come  questo
  Governo  ha  reso inutile il lavoro delle Commissioni,  soprattutto
  della  Commissione della quale il sottoscritto fa parte, importante
  al  pari delle altre, la VI Commissione, che aveva dato indicazioni
  precise, segnali precisi e che invece si vede azzerati gli  assegni
  per i giovani laureati in medicina per i corsi di specializzazione,
  condannando   i   giovani   medici  alla   inoccupazione   e   alla
  disoccupazione.  Che si vede azzerati i fondi che andrebbero  tutti
  in  direzione della spesa sociale e una sanità che diventa -  udite
  udite - persino una macchina per fare soldi, se è vero come è  vero
  - e mi avvio alla conclusione, signor Presidente abbia un attimo di
  pazienza   -  che  l'eventuale eccedenza di  risorse  che  è  stata
  stimata in 110 milioni nel mondo della sanità e dell'organizzazione
  della  sanità  in  Sicilia,  sarà  utilizzata  per  finanziare  gli
  interventi di cui all'articolo 53, leggi di spesa.
   Quindi,  le  eventuali  economie,  anzi  quello  che  saranno   le
  eccedenze non saranno reinvestite per una sanità che in Sicilia  ha
  fortemente  bisogno  di  essere sostenuta e  rifinanziata,  ma  per
  sostenere leggi di spesa, come se non ci fosse da curare  i  pronto
  soccorsi,  come se non fosse necessario sventare quello  sciagurato
  programma  di  dismissione degli ospedali  nei  cosiddetti   Centri
  minori  e persino dei  Punti nascita .
   Quindi, non si tratta - come dicevo prima - di giudicare solo  una
  Qmanovretta' ragionieristica e finanziaria ma, senza se e senza ma,
  sospendere il giudizio di dire assolutamente no, con fermezza e con
  decisione,  ad  un  manovra  che  è  assolutamente  dannosa  per  i
  siciliani.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Cracolici.  Ne  ha
  facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho  chiesto  di
  parlare  non  per  commentare o discutere la  finanziaria  nel  suo
  insieme, nel suo complesso perché rischiamo tutti di partecipare ad
  un  esercizio  di retorica collettiva, sapevamo da dove  partivamo,
  credo  che abbiamo fatto un semimiracolo a chiudere un bilancio  e,
  forse,  dovremmo dire per una volta ai siciliani la  verità,  visto
  che  per  anni  il bilancio è stato costruito su presupposti  anche
  contabili  abbastanza pomposi, ma che, in realtà, nascondevano  una
  povertà strutturale del bilancio della Regione.
   Ancora  una volta, giustamente, ho sentito parlare di un  bilancio
  di 26 miliardi di euro circa che è il bilancio della Regione. Però,
  diciamo con onestà ai siciliani che il bilancio della Regione reale
  non è oltre i 3 miliardi di euro, perché se si considerano le spese
  obbligatorie  come  la  sanità,  il  personale  della  Regione,   i
  pensionati  della Regione, cioè il passato che grava sul  presente,
  le risorse effettive del bilancio di questa Regione rimangono circa
  3  miliardi,  ed  è  quello su cui negli anni si è  consolidato  un
  sistema  che  ha  finito per far pensare ai siciliani  che  avevamo
  tante risorse.
   In  realtà,  quelle tante risorse erano fondate alcune su  entrate
  che  erano  presupposti di desideri. Questo  è  il  primo  anno,  e
  nessuno  dice  la  verità,  che  noi  facciamo  un  bilancio   dove
  prevediamo  già  nel  bilancio  di  previsione  una  copertura  del
  disavanzo che sappiamo esserci dell'anno prima. Forse, se  avessimo
  fatto  il bilancio a novembre, dicembre, secondo i termini di legge
  non ci saremmo ritrovati nel bilancio di previsione la copertura di
  un  terzo  circa, grazie ad un accordo con lo Stato,  di  un  terzo
  circa del debito che sarà acclarato in sede di giudizio di parifica
  a  giugno,  ma  certamente oggi ci troveremmo a  discutere  di  una
  variazione di bilancio per coprire il disavanzo di cui siamo venuti
  a conoscenza.
   E  quel  disavanzo  arriva per due ragioni: perché  lo  Stato,  lo
  ricordava  l'onorevole Lupo a proposito della manovra Tremonti  che
  ci  ha  consegnato  una partecipazione al debito e  al  risanamento
  dello Stato sulle Regioni a statuto speciale pari a due miliardi di
  euro  - la nostra regione incide per circa 800 milioni l'anno,  già
  l'anno  scorso  e quest'anno invece pure - oltre che  per  presunte
  entrate  che  poi non si sono manifestate a partire  dalla  vicenda
  storica della valorizzazione degli immobili.
   Quindi, tutto l'esercizio di retorica che si fa sullo sviluppo  Ho
  fatto troppe finanziere per ricordarmi che tutte le finanziarie del
  passato venivano definite con due aggettivi: finanziaria di  rigore
  e  di  sviluppo.  Nessuno  dei  due aggettivi  è  stato  in  realtà
  perseguito:  né il rigore, né lo sviluppo. Perché la  Sicilia  vive
  una  crisi  forse senza precedenti e se oggi non c'è lo sviluppo  è
  anche  figlio di uno sviluppo che non abbiamo promosso  negli  anni
  precedenti,  il  rigore  non  c'è stato,  tant'è  che  siamo  a  un
  disavanzo di un miliardo di euro nel bilancio di competenza.
   Per  essere  chiari: in un bilancio di tre miliardi di  spesa,  un
  miliardo di euro significa che l'effettivo deficit strutturale  del
  bilancio  della Regione è di circa il 25 per cento delle uscite  di
  questa Regione.
   Questa  è  la realtà; poi tutto il resto è un esercizio accademico
  di  belle  parole  che  si  raccontano,  forse,  per  confondere  i
  giornalisti  che raccontano, spesso non approfondendo,  i  dati  di
  questa Regione. Chiudo la parentesi.
   Volevo  parlare solo di una cosa, perché anche qui c'è il  rischio
  che  prevalga una disinformazione che finirebbe per penalizzare una
  norma  che  è  contenuta  in  questa  manovra  di  bilancio  e   di
  finanziaria,  ovvero  la  norma contenuta all'articolo  8,  secondo
  comma,  della  manovra  finanziaria che prevede  che  nella  nostra
  regione  gli  immobili realizzati prima del 1980  e  utilizzati  in
  rapporto  di  regolare  locazione o di conduzione  da  parte  degli
  inquilini  da oltre vent'anni possano essere dismessi  a  richiesta
  degli interessati.
   Dico  questo  perché  questa  norma è stata  raccontata  come  una
  sanatoria. Non c'è nessuna sanatoria. La sanatoria c'è già:  è  una
  legge che vige dal 2001 che prevede che gli inquilini fino all'anno
  2000,  che  avevano  occupato gli immobili entro  una  certa  data,
  potevano regolarizzare il loro rapporto di locazione. Cosa  che  in
  Sicilia, nei meandri di una pubblica amministrazione che fa  spesso
  impazzire tutti, siamo riusciti a inventarci un sistema in  cui  la
  sanatoria,  piuttosto che regolarizzare i rapporti, ha  finito  per
  essere   trasformata  in  un  rapporto  di  conduzione  d'uso:   la
  cosiddetta  custodia  degli  immobili  da  parte  degli   inquilini
  ancorché  avevano  diritto  a  un regolare  rapporto  di  locazione
  secondo i meccanismi della sanatoria.
   Quindi,   la  norma  di  cui  parliamo  non  incide  sui  rapporti
  cosiddetti di regolare locazione o meno degli immobili.
   E' una norma che prova a fare una grande opera di riqualificazione
  urbana. In che senso?  L'obiettivo è di trasformare tanti inquilini
  che  vivono in quartieri abbandonati dalle istituzioni, lo  Zen  di
  Palermo,  Librino a Catania, tanti quartieri popolari  sviluppatisi
  lungo l'asse delle occupazioni abusive in cui si è sviluppato negli
  anni  una sorta di patto tacito: l'inquilino occupava la casa,  poi
  magari   aveva  pure  diritto  a  regolarizzare  il  rapporto,   le
  istituzioni  si  giravano  la  faccia.  Perché?  Perché   conveniva
  lasciare  degradare quel patrimonio, lasciare degradare socialmente
  quei  quartieri  finendo per dare un'idea di  zone  franche  spesso
  dell'illegalità che si sono consolidate nei nostri quartieri  delle
  nostre città.
   Questa norma dice semplicemente a questi inquilini:  compratevi la
  casa,  diventate  proprietari, provate attraverso  la  proprietà  a
  riqualificare la vostra condizione di residenza e di vita .
   E'  una norma che consentirà entrate a Comuni e IACP; è una  norma
  che,  secondo  me,  consentirà  di  migliorare  la  qualità  urbana
  complessiva dei nostri quartieri.
   Ho voluto ripeterlo qui in Aula perché - ripeto - non è sanatoria,
  perché  la parola sanatoria inevitabilmente produce un rischio:  il
  rischio dell'impugnativa.
   Ripeto,  nessuna volontà di sanatoria ma, semplicemente,  dare  un
  diritto  all'abitazione in maniera ordinata, in maniera normale  e,
  soprattutto, garantendo un diritto di proprietà a chi fino ad  oggi
  non ne ha potuto godere.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  ci  sono  gli  ultimi   quattro
  iscritti  a parlare. Nell'ordine l'onorevole Vinciullo, l'onorevole
  D'Asero, l'onorevole Cancelleri e l'onorevole Gucciardi.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Vinciullo. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,
  intanto  mi  corre l'obbligo di chiedere scusa al dottor  Francesco
  Nicosia, capo di gabinetto dell'Assessorato della famiglia,  perché
  non  ho citato fra le persone che, in questi giorni, sono stati con
  noi  in  Commissione e di conseguenza mi sembra  giusto  dare  atto
  della  presenza  di  questo validissimo e  capacissimo  funzionario
  della Regione.
   Ciò  posto,   lo  ritenevo un fatto dovuto e io le spiego  perché,
  signor  Presidente,  con  tanta insistenza  le  chiedevo  di  avere
  l'allegato  1 e le tabelle. Perché, vede, tutti i deputati che sono
  intervenuti prima della consegna materiale di questa tabella  hanno
  detto  cose  inutili,  cose  non vere, cose  che  chiunque  di  noi
  potrebbe smentire immediatamente.
   Ci  sono  stati  qui deputati che hanno parlato  della  Protezione
  civile   che  non aveva somme assegnate e invece le  troviamo;  c'è
  gente  che ha parlato dei poveri studenti delle università  con  le
  borse  di  studio e invece abbiamo visto che ci sono 18 milioni  di
  euro;  c'è  gente che è venuta a parlare dei teatri che stanno  per
  fallire e invece i teatri hanno avuto somme importanti da parte del
  Governo.  Quindi, se mi consente, il dibattito è stato falsato  dal
  fatto che non tutti  documenti sono stati nelle mani dei deputati.
   Io  però, siccome tutti hanno parlato di lacrime, di sangue,  devo
  dire  che  così non è per tutti i capitoli. Ad esempio,  le  voglio
  parlare di uno che è pagina 17.
   Questo  capitolo  si  chiama   Spese dirette  ad  incrementare  il
  movimento  turistico verso la Regione ed il turismo interno ,  cioè
  nel senso che coloro i quali da Cassaro si voglio spostare a Ferla,
  oppure  da  Monreale forse vogliono venire a Siracusa o da  Messina
  vogliono andare a Giampilieri.
   Ma  lo  sapete la somma che è stata impegnata quant'è? Non  stiamo
  parlando  di  qualche  decina di euro,  stiamo  parlando  di  3.500
  migliaia  di euro, una somma importantissima e qualcuno mi dovrebbe
  spiegare  a cosa serve questa somma  Perché quando tutti cominciano
  a dire che c'è lacrime e sangue, disperazione, allora dico è giusto
  che  si  siano lacrime e sangue, ma cerchiamo un attimo di tagliare
  su  quegli  interventi che secondo me  non servono a  nulla.  3.500
  migliaia di euro per favorire e incrementare il movimento turistico
  verso  la  Regione  e  il  turismo  interno  mi  sembra  una  somma
  eccessiva.
   Se  poi questa somma la andiamo a rapportare, ad esempio, al buono
  scuola,  ma lo sapete quanto è stato previsto per il buono  scuola?
  Lo  ricordo a memoria perché è così ridicola la somma assegnata che
  sarebbe  stato  preferibile  non  indicarla  assolutamente,  stiamo
  parlando di 100 migliaia di euro; cioè, forse, riusciamo a fare 100
  famiglie, non più di questo, quando voi sapete che il buono  scuola
  non  viene  dato alle famiglie dal 2008, 2009, 2010, 2011,  2012  e
  2013.
   Così  come,  assessore,  accanto a  cose  importanti  che  lei  ha
  inserito per cui guai a rinnegare  l'onorevole Cracolici ha  questa
  caratteristica appena parlo io si presenta davanti al Governo.
   Capisco,  onorevole Cracolici, che con la sua mole vuole  fare  da
  scudo  al  Governo,  però  quello  che  volevo  dire  è  che,   pur
  condividendo  tante cose che abbiamo fatto insieme con l'assessore,
  come  ad  esempio l'incremento delle somme che sono state destinate
  per  tutte  le associazioni antiracket, penso alle cose  importanti
  che sono state fatte ad esempio per l'ARPA, però alcune mi lasciano
  stupefatto:,  11 milioni e 500 mila euro per AZASI,  ESPI  ed  Ente
  minerario Siciliano.
   Credo  che questi enti siano ormai non solo decotti, ma chiusi  da
  anni. Parliamo di 23 miliardi delle vecchie lire che servono in  un
  bilancio  in cui abbiamo detto ci sono lacrime e sangue, così  come
  servono  700 mila euro per strumenti musicali antichi o  di  valore
  artistico. Poi però se andiamo a vedere quant'è la somma che  viene
  assegnata in favore .

   PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, la invito a concludere.

   VINCIULLO. Presidente, lei non è equo.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Vinciullo  questo  non  glielo   consento
  Possiamo fare battute, ma qua non stiamo scherzando qua, non è  una
  questione  di  equità, lei già è intervenuto pur  sapendo  che  non
  poteva  intervenire, se dobbiamo scherzare l'ora è tarda,  è  tardi
  per tutti per cui la invito a concludere.

   VINCIULLO. Siccome, ad esempio, alle famiglie meno abbienti per la
  tutela  della maternità e alla vita nascente è stata data la stessa
  somma,  oppure  ai  consultori ancora di meno,  sarebbe  forse  più
  opportuno  e giusto che quest'anno si aggiustasse qualche strumento
  musicale  in  meno e si desse invece, la possibilità alle  famiglie
  povere e indigenti di queste province, di questa Regione di potersi
  occupare dei propri figli.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  D'Asero.  Ne  ha
  facoltà.

   D'ASERO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,   il
  dibattito  che  vede  questa Assemblea impegnata  nell'analisi  dei
  documenti  contabili, il Bilancio e la finanziaria, è a mio  avviso
  un'occasione per avviare una fase di grande confronto.
   L'opposizione e il Gruppo parlamentare che mi onoro di presiedere,
  ha  dimostrato grande senso di responsabilità in Commissione, oltre
  anche  in  Aula, pensando al momento particolarmente difficile,  in
  cui  si  evidenzia anche una tensione sociale che nasce da problemi
  che  diventano sempre più incalzanti, e che meritano un  confronto,
  affinché   questi  problemi  possano  essere  affrontati   con   un
  contributo da parte di tutti.
   E   in  questo  senso  noi  abbiamo  voluto  dimostrare,  sia  nel
  ragionamento che abbiamo portato avanti per il Bilancio,  ma  anche
  per  la  finanziaria, che c'è una condizione a cui tutti  dobbiamo,
  con  grande  ossequio, fare riferimento, ed è la condizione  di  un
  confronto   nel   reciproco  rispetto  e  anche   nella   reciproca
  distinzione di ruoli.
   Rispetto, perché la maggioranza o il Governo non possono avere  la
  presunzione  di  dare indicazioni unilaterali, ma devono  avere  la
  consapevolezza che il confronto diventa anche un momento in  cui  è
  possibile  esprimere  miglioramenti  delle  condizioni  in  cui  ci
  troviamo.   Però  devo  dire  che  questo  Governo  ha   dimostrato
  incertezza  durante il percorso che noi abbiamo visto  sia  per  il
  Bilancio  che  per  la  finanziaria,  perché  ci  troviamo  in  una
  condizione in cui il Bilancio per la sua parte di spesa  rigida  ha
  una serie, come è stato detto già da chi mi ha preceduto, una serie
  di voci vincolate per quella che è appunto la spesa rigida, restano
  poche risorse, che comunque vanno anche viste nella direzione di un
  cambiamento di tendenza. Il problema della spesa rigida, dei  costi
  che  riguardano  il  personale,  i precari,  gli  enti  locali,  la
  formazione,   rappresentano   anche   una   opportunità.   Dobbiamo
  cominciare  a  pensare ad un ragionamento che veda come  dal  costo
  bisogna avere una opportunità.
   Durante il dibattito sono stato fortemente colpito da una serie di
  considerazioni  di chi si ritrova nella maggioranza,  perché  si  è
  parlato  di  giudizio sospeso davanti al dibattito che  sicuramente
  servirà  e  chiarirà  alcuni aspetti. Ma  si  è  parlato  anche  di
  giudizio condizionato da alcuni momenti in cui, probabilmente,  gli
  investimenti  o  le risorse per investimenti, non  possono  trovare
  destinazione nella spesa corrente, perché non è questo  lo  spirito
  di un bilancio che vuole essere produttivo e propositivo.
   Io  ritengo che abbiamo usato senso di responsabilità e, per usare
  un  termine  del  Presidente, anche toni distesi, ma  noi  vogliamo
  inaugurare  una  stagione  che sia di  opposizione  costruttiva  su
  alcune voci in particolare. E mi riferisco essenzialmente agli enti
  locali,  in cui si comincia ad avere una grande preoccupazione  per
  quello  che  deve essere il carico di responsabilità per  le  nuove
  fasi a cui dobbiamo guardare.
   Noi   abbiamo  presentato  una  mozione  sull'ipotesi  di  accordo
  sull'articolo  37,  dove noi contestiamo al Governo  quella  che  è
  stata  - come dire - la volontà unilaterale in cui recepisce  delle
  iniziative e delle risorse che di fatto rappresentano una  finzione
  contabile.
   Io  ritengo  che  anche  su questi argomenti  vada  affrontato  un
  dibattito  parlamentare, c'è bisogno di chiarire alcuni  aspetti  e
  c'è  bisogno  anche di evidenziare che il tema della  fiscalità,  e
  quindi  del  decentramento, aprono una nuova fase.  In  questo  noi
  dobbiamo capire che c'è bisogno di nuovi modelli anche nel  pensare
  in  parte ad un ulteriore carico di costi. La stabilizzazione è uno
  dei  problemi  che  sicuramente questa Assemblea dovrà  affrontare,
  visto  che il 31 luglio è il termine in cui dovrà essere  -  a  mio
  avviso - avviata una fase che determini la capacità di capire  come
  risolvere  il  problema.  Se gli enti locali  devono  avere  questo
  ulteriore  peso,  devono  sapere  come  sopportarlo,  come   essere
  accompagnati  in  questo nuovo percorso, e quindi una  capacità  di
  nuovo  orientamento che veda modelli nuovi che questo  Governo,  ma
  anche l'Assemblea, dovranno contribuire a costruire.
   Concludo dicendo che la finanziaria vuole vedere anche momenti  di
  azione,  di miglioramento di contesto, il miglioramento del  quadro
  complessivo in cui la nostra realtà socio-economica si trova, e noi
  abbiamo avuto modo, nel DPF prima ed anche in questa finanziaria di
  dire  che dobbiamo fare attenzione ad alcuni momenti importanti,  a
  prescindere  dalle  posizioni che ognuno di noi rappresenta  e  che
  vanno comunque evidenziate.
   Se  oggi parliamo di impresa a cui dobbiamo dedicare attenzione  e
  parliamo  di sostegno ad un contesto aziendale, dobbiamo  avere  la
  capacità  e  la condizione di vedere come utilizzare  strumenti  di
  ammortizzatori sociali, non per alimentare sostegno a dipendenti in
  crisi, ma per alimentare sostegno ad aziende che possono continuare
  a  tenere  in essere la propria produzione, la propria attività,  e
  quindi   un   incentivo  ed  un  intervento  diverso  sugli   oneri
  previdenziali.  Anche  qua  va aperto un  ragionamento  nuovo,  che
  ritengo vada affrontato in condizioni diverse.
   Spero   che  questo  dibattito  possa  portare  il  Governo  dalla
  incertezza,  dalla condizione altalenante, a trovare la possibilità
  di  dirci  come  intende  affrontare questi  problemi  e  come  noi
  possiamo contribuire ad un confronto propositivo.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Cancelleri.  Ne  ha
  facoltà.

   CANCELLERI.  Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi,  la
  Commissione Bilancio che si è riunita in questi giorni  -  come  ho
  detto già in Commissione ringraziando sia il Presidente Dina che  i
  componenti  e tutti i colleghi che sono intervenuti - ha  avuto  un
  clima   disteso   di  dibattito  ma  purtroppo  si   è   registrata
  l'impossibilità di vagliare gli emendamenti aggiuntivi.  Questo  ha
  generato, tutto sommato, un lavoro che sarà portato in Aula e  sarà
  discusso.
   Adesso  mi  voglio fermare in questa discussione dicendo  come  ha
  agito  il  Movimento di cui sono portavoce, proprio per  confermare
  che  noi  non  abbiamo  mai  voluto nessun  emendamento  che  fosse
  soppressivo   di  nessuna  norma.  Questo  perché  abbiamo   voluto
  interpretare  la volontà del legislatore, chiaramente nella  nostra
  ottica, e cercando di migliorarla con le nostre intuizioni, con  le
  nostre idee, con delle proposte che fossero anche nel merito  delle
  entrate. Abbiamo visto che in Commissione c'è stato terreno fertile
  per  discussioni,  come  per esempio l'innalzamento  delle  royalty
  sull'acqua,  sul  petrolio,  che  porterebbero  nelle  casse  della
  Regione svariati milioni di euro, questo per portarci semplicemente
  in  linea  con  quelli  che  sono  i  parametri  nazionali,  perché
  attualmente in Sicilia sono più bassi.
   Anche  l'emendamento  sulle  auto  blu,  le  cosiddette  auto   di
  servizio,  rimodulato in Commissione con l'aiuto di altri colleghi,
  è  riuscito  a  portare  qualche cosa  di  positivo.  Ed  anche  lì
  registriamo  un passo in avanti verso quella che deve  essere,  più
  che  altro,  non  un contenimento della spesa, ma probabilmente  un
  restyling dell'eticità di un Parlamento che si deve affiancare  nei
  confronti  dei cittadini, di chi vuole dimostrare che  è  possibile
  anche  rinunciare a qualcosa in un momento di crisi, e  lo  fa  per
  prima l'Amministrazione.
   Circa  il  taglio  agli  stipendi dei dirigenti  regionali,  si  è
  confermata  anche questa una idea ovviamente del Governo,  che  non
  abbiamo appoggiato, probabilmente rincarata un po' troppo, tanto  è
  che  in Commissione non è passata la nostra idea, però già va  bene
  anche quella proposta dal Governo.
   E  poi,  infine,  l'innalzamento delle royalty  sulle  cave,  dove
  andava  già bene quella proposta dal Governo, ma noi abbiamo voluto
  semplicemente allinearci a parametri che fossero italiani, più  che
  altro  europei,  come  standard di spesa. Anche  questo  porterebbe
  all'interno delle casse regionali parecchi soldi.
   E, ovviamente, abbiamo anche proposto delle misure per lo sviluppo
  della   nostra   Sicilia.   Come   ben   sapete   abbiamo   chiesto
  l'applicazione - e sostanzialmente in Commissione abbiamo  ottenuto
  certezze,  poi  verificheremo in Aula, ma non credo  che  ci  siano
  problemi  -  per  l'istituzione  del  fondo  del  microcredito.  Mi
  dispiace  che  l'onorevole Di Mauro lo battezzi come  un  duplicato
  dell'esistente  fondo  microcredito -  gliel'ho  detto  più  volte,
  glielo ripeto in questa pubblica Aula - che chiaramente è un  fondo
  di microcredito rivolto alle micro imprese, mentre quello esistente
  è  rivolto alle famiglie, sono due ambiti completamente diversi che
  normano due aspetti diversi della nostra vita.
   Mi  dispiace  semplicemente  registrare  che,in  questo  fondo  di
  microcredito, a Regione sta credendo poco, sta credendo poco perché
  nella  finanziaria ha inserito soltanto 500 mila euro, a fronte  di
  una  nostra  richiesta  che  andava ben  oltre.  Probabilmente  noi
  eravamo  partiti  troppo in alto, avevamo richiesto  3  milioni  di
  euro,proprio  per far partire insieme alle somme della restituzione
  dei   nostri  stipendi  qualcosa  di  veramente  importante,   però
  sarebbero  bastati  anche 2, o un milione e mezzo.  Sostanzialmente
  l'idea era che un'Amministrazione regionale credeva in qualcuno che
  vuole  far  partire  l'economia, e  che  non  è  più  semplicemente
  qualcuno che chiede un posto pubblico, ma che si inventa un lavoro,
  allora  se dobbiamo ripartire da questa logica dobbiamo metterci  i
  soldi in una legge del genere.
   Il  reddito  minimo di dignità che purtroppo non ha trovato  alcun
  finanziamento,  momento probabilmente storico  sbagliato,  infelice
  dal  punto  di vista delle casse regionali, ci ritorneremo,  stiamo
  cercando  di studiare qualcosa che sia simile a questo,  attraverso
  dei  fondi europei, le fattorie sociali, grazie all'interfaccia con
  l'assessore  all'economia  e  l'assessore  all'agricoltura   stiamo
  cercando,attraverso  i  terreni  dell'ESA  di  creare  quelle   che
  potrebbero essere delle nuove attività date in gestione a  famiglie
  che hanno redditi molto bassi o che addirittura non hanno redditi.
   Abbiamo chiesto ed ottenuto il finanziamento di ulteriori 500 mila
  euro, fino ad arrivare fino ad 800 mila euro, per la legge n. 3 del
  2012   sulla  violenza  di  genere,  per  l'istituzione  di  centri
  antiviolenza in ogni città capoluogo di provincia. Questo  è  molto
  interessante e molto importante perché questo è un fenomeno che  si
  allarga a macchia d'olio e che spesso non è figlio di violenze  che
  avvengono  per  strada  ma che avvengono all'interno  delle  nostre
  case.  Le  donne, sempre più spesso, sono messe al bando da  questo
  problema e troppo poco ne parlano.
   Io   in  questa  fase,  chiaramente,  sono  conciliante  nel   mio
  intervento,  però  con durezza, anche se non nei toni,  voglio  che
  venga inteso in questo modo, voglio invece esprimermi su quelli che
  sono i fondi destinati alla ex Tabella H.
   Io  chiedo a questa Presidenza, ma al Governo di fare di tutto per
  portare in Aula la lista degli enti che verranno finanziati  perché
  vorrei   che  questo  Parlamento  si  esprimesse  sui  nomi   delle
  associazioni che avranno il diritto ad accedere a questi fondi, per
  fare  uno  studio e capire se sono soltanto figli  di  una  volontà
  campanilistica  - per portare a casa il risultato  e  poi  vantarsi
  nella   propria  città  -  o  ancora  peggio,  e   mi   assumo   la
  responsabilità  di quello che dico, se sono invece  figlie  di  una
  logica  clientelare  che  vuole andare a  finanziare  qualcosa  che
  chiaramente fa storcere il naso a chi a queste logiche invece non è
  avvezzo.
   E'  importante che questo messaggio passi. Lo chiedo veramente con
  grandissimo  rispetto  dei  ruoli a  questo  Governo,  affinché  si
  impegni  a  fare  questo, perché sarebbe veramente  un  grandissimo
  passaggio ed un grandissimo risultato per i cittadini che da fuori,
  quando  sentono parlare di Tabella H, gridano sempre allo  scandalo
  ed al finanziamento troppo facile.
   Ci  sono  chiaramente  associazioni ed  enti  meritori,  e  quelli
  ovviamente avranno e dovranno avere un finanziamento dalla Regione,
  perché  crediamo nella cultura, crediamo nello sport ed in generale
  crediamo  nelle  cose che hanno le proprie gambe  per  camminare  e
  fanno  della  Sicilia un posto bello in cui vivere.  Però  ci  sono
  anche tante storture e vorrei che questo Parlamento si assumesse le
  responsabilità di dover dire quello che è buono e quello che non lo
  è.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi.  Ne  ha
  facoltà.

   GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che al  di
  là  del  dato  contabile ciò che di questa finanziaria  merita  una
  sottolineatura  è  uno stile nuovo che si è inaugurato  con  questo
  passaggio  che  l'Assemblea regionale siciliana sta  facendo  sugli
  strumenti finanziari.
   Ed  è  lo  stile, al di là del meritorio stile sobrio del Governo,
  dell'assessore Bianchi in particolare, nel trattare una  materia  -
  come  dicevo  stamattina  in  Commissione  Bilancio  -  fin  troppo
  enfatizzata, come se il momento legislativo di un intero anno possa
  essere realizzato soltanto in quei pochi giorni in cui si svolge il
  rito   di   bilancio  e  finanziaria.  E  questo   merito   intendo
  sottolinearlo perché, da questo metodo, ed è appunto il merito  che
  riconosco,  credo  che  si debba ripartire per  caratterizzare  una
  intera legislatura.
   Non  ricordo negli anni scorsi di avere fatto riunioni e  riunioni
  di  maggioranza,  e  sicuramente non sulle  entrate.  Era  un  tema
  scartato  da  tutti.  Di entrate nessuno aveva voglia  di  parlare.
  Bisognava  andare  subito alla spesa. E probabilmente  quel  metodo
  sbagliato ha prodotto il mostro finanziario che oggi ha portato  la
  Sicilia  in  una condizione davvero complicata, quasi al  disastro,
  come ricordava l'onorevole Lupo.
   Un metodo meritorio, quindi, che può diventare prezioso se sapremo
  partire  da questo momento di estrema difficoltà, da questo momento
  che era stato affrontato qualche mese fa come un momento drammatico
  nel  quale,  probabilmente, questo Parlamento  ed  il  Governo  non
  avrebbero  saputo dare risposte adeguate ai problemi  della  nostra
  gente.   Ed,   invece,   oggi  troviamo  in   questa   finanziaria,
  retoricamente  bistrattata da alcuni, le garanzie  per  i  precari,
  anche  se  ci  tengo  a sottolineare in questo intervento,  pur  in
  discussione generale, che non possiamo consentire, il Governo se ne
  dovrà  fare  carico,  come ha chiesto unanimemente  la  Commissione
  Bilancio, che si dimentichi qualche categoria, trasformando  questa
  vicenda in una guerra misera tra poveri.
   Abbiamo  garantito  le  garanzie occupazionali  per  i  lavoratori
  forestali, provando anche a riformare il sistema. Abbiamo garantito
  i  comuni,  il  fondo per l'autonomia, assessore  Valenti,  che  ci
  preoccupava tanto proprio perché i comuni rappresentano  i  presidi
  istituzionali  pubblici  di prossimità nei territori  della  nostra
  Regione.  Abbiamo  garantito il trasporto  pubblico  locale  ed  il
  trasporto per le isole minori.
   Tutto  questo non è avvenuto per caso. Non è avvenuto perché tutto
  era scontato. E' avvenuto perché dietro c'è tanto lavoro, c'è tanto
  approfondimento,  c'è  tanta novità e tanti interventi  riformatori
  che  hanno  portato  a  soddisfare  davvero  queste  criticità  che
  rischiavano di travolgere la nostra Sicilia.
   Ed  allora,  siccome in tutto questo, purtroppo troppo sottaciuto,
  c'è  uno  spirito  riformatore che ha  animato  il  Governo  ed  il
  Parlamento  ci  tengo  a  ringraziare  tutti  i  componenti   della
  Commissione  Bilancio, i deputati non componenti della  Commissione
  Bilancio che hanno partecipato ai lavori della Commissione,  perché
  in  quella  sede,  con  spirito  assolutamente  costruttivo,  hanno
  contribuito  a  migliorare  lo strumento finanziario  proposto  dal
  Governo, pensando prioritariamente ai problemi della nostra gente e
  dei Siciliani.
   Ed  allora,  ciò  che  serve è continuare su  questo  percorso  di
  riforme.  Non  possiamo immaginare - anche questo,  stamattina,  ho
  provato  a  sottolineare in Commissione Bilancio -  che  in  questo
  esercizio  quasi liturgico che riguarda bilancio e finanziaria,  si
  sia  concluso  il  senso  di  questa  annata  di  legislatura.   La
  legislatura  va  avanti e noi abbiamo il dovere di fare  funzionare
  questo   Parlamento,   di   consentirgli   di   svolgere   attività
  legislativa.
   Per   questo   credo  che  l'Aula,  in  questi  giorni,   da   qui
  all'approvazione di bilancio e finanziaria, debba fare in modo  che
  si   accantonino  dei  fondi  che  servano  per  poter   consentire
  all'Assemblea regionale siciliana di svolgere attività legislativa.
  E,  soprattutto,  non  possiamo immaginare il prosieguo  di  questa
  legislatura  senza  un'azione  riformatrice  davvero  coraggiosa  e
  davvero  senza tentennamenti. La Regione siciliana è  diventata  un
  apparato  troppo  pesante, elefantiaco, e questo elefante  che  non
  riesce  più a muoversi. In tutto questo si vanifica e si  mortifica
  la  professionalità di tantissimi dirigenti e funzionari di  questa
  Regione,  e  non  si raggiunge efficacia ed efficienza  nell'azione
  della  pubblica  Amministrazione. Non si  riesce  più  a  mantenere
  questo  apparato costosissimo ed inutile che rischia,  davvero,  di
  soffocare la Sicilia.
   Dobbiamo avere il coraggio delle riforme, continuando, esattamente
  come  abbiamo  cominciato,  pur  nella  differenza  di  ruoli,   di
  posizioni  e  di  idee che esiste tra maggioranza e  minoranza,  ma
  sapendo che ognuno agisce per il bene di questa Regione.
   Noi come Gruppo parlamentare avevamo presentato delle riforme,  ad
  esempio la soppressione di tanti enti - se ne parla da troppo tempo
  -,  abbiamo presentato le norme e le proposte che ripresenteremo in
  Aula,  proprio  per porre il problema, assolutamente indifferibile,
  di  alleggerire e di fare di questo apparato una macchina efficace,
  efficiente,  una  macchina che dia davvero  risposte  ai  cittadini
  siciliani, invertendo questo trend recessivo che ci opprime.
   Il  Governo  aveva  messo  nella  finanziaria  delle  norme  molto
  importanti che riguardavano i fondi extra regionali, ma sono  state
  stralciate  per ragioni di competenza. Io l'ho già  chiesto,  e  lo
  chiedo  ancora una volta al Governo, di farsi parte attiva  momento
  per  momento affinché queste risorse, tantissime risorse, che  sono
  dei  siciliani, vengano spese per poter invertire, appunto,  questo
  trand  recessivo. Il tema delle riforme sarà il tema che il  gruppo
  del Partito Democratico porterà avanti nelle settimane e nei mesi a
  venire.
   Noi  non  crediamo che ci possa essere una via diversa  da  quella
  delle  riforme.  Riteniamo che tutti insieme  possiamo  trasformare
  questa  legislatura,  in  questo momento tentennante,  la  possiamo
  trasformare in una legislatura costituente, in una legislatura  che
  deve  caratterizzarsi per un percorso di riforme unico ed originale
  nella storia della autonomia siciliana.
   Io  credo che tutti e novanta parlamentari, l'ho detto e lo ripeto
  da questa tribuna, ancora una volta, abbiamo spessore, intelligenza
  e capacità per contribuire, tutti insieme, a questo importantissimo
  risultato.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  esprimo   il   mio   personale
  compiacimento per i toni pacati, misurati, per la concretezza degli
  interventi, anche nella diversità di vedute.
   L'apprezzamento  al  lavoro  svolto da  tutte  le  Commissioni  di
  merito, alla II Commissione per il tentativo di fare sintesi  delle
  diverse  esigenze che maturavano e che maturano sul territorio,  ma
  al   Parlamento  tutto,  anche  per  le  esigenze  che  sono  state
  riscontrate con gli interventi che abbiamo ascoltato stasera, e che
  verranno  messe in evidenza anche negli emendamenti che sono  stati
  presentati e che verranno presentati entro le ore 24.00 di oggi.
   Abbiamo  tenuto una Conferenza dei Capigruppo ed abbiamo stabilito
  un  percorso, anche al fine di dare la possibilità agli  Uffici  di
  fare  un esame attento di tutti gli emendamenti che perverranno,  è
  necessario utilizzare la giornata di domani, domenica, proprio  per
  questo approfondimento, per questa selezione che dovrà avvenire nel
  massimo   del  rigore,  per  utilizzare  un  termine   molto   caro
  all'onorevole Cracolici.
   Dichiaro  chiusa  la  discussione generale  e  pongo  ai  voti  il
  passaggio degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi, esprimo anche l'apprezzamento per  la  nomina
  del Governo, per i tre ministri siciliani che sono stati nominati e
  che  penso  daranno  un impulso in più nella nostra  azione,  nella
  separatezza, comunque, delle istituzioni.
   Comunico  che  lunedì 29 aprile, alle ore 9.00,  è  convocata  una
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi Parlamentari,  alla  presenza
  del  Governo e del Presidente della II Commissione, per  darci  dei
  tempi  certi e per arrivare nel tempo costituzionalmente possibile,
  e   soprattutto  nel  migliore  dei  modi,  all'approvazione  degli
  strumenti finanziari.
   Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a lunedì, 29 aprile 2013,
  alle ore 12.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


       I   - Comunicazioni
  II   - Progetto di bilancio interno dell'Assemblea regionale
  siciliana per l'anno finanziario 2013 (Doc. n. 141)

               Relatori: i deputati Questori

       III   -  Discussione di disegni di legge:

        1)  -  Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
            finanziario 2013 e bilancio pluriennale per il triennio 2013-2015.
            (nn. 68 - 68bis - 68ter/A) (Seguito)

               Relatore di maggioranza: on. Dina

               Relatore di minoranza: on. Vinciullo

        2)  -  Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2013.
            Legge di stabilità regionale.  (n. 69/A)  (Seguito)

               Relatore di maggioranza: on. Dina

               Relatore di minoranza: on. Vinciullo

                   La seduta è tolta alle ore 21.31

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli