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Resoconto d'Aula della Seduta n. 385 di lunedì 28 novembre 2016
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   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone


                   La seduta è aperta alle ore 11.04

   FIGUCCIA, segretario, dà lettura dei processi verbali delle sedute
  n.   383   e  n.  384  del  25  novembre  2016  che,  non  sorgendo
  osservazioni, si intendono approvati.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il  preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto congedo,  per  oggi,  gli
  onorevoli Forzese, Digiacomo, Alloro, Riggio.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone


                        Sull'ordine dei lavori

   MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, cerchiamo di procedere  così  come
  ci  eravamo  lasciati  venerdì pomeriggio, con l'incardinamento  di
  questo  disegno  di  legge  visto che le  Tabelle  sono  state  nel
  frattempo consegnate.
   Ha  facoltà di parlare sull'ordine dei lavori l'onorevole  Milazzo
  Giuseppe.

   MILAZZO  GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  vorrei
  sposare  in  toto  il suo appello. Riprendiamo da dove  ci  eravamo
  lasciati.  Ma  non  eravamo  sull'incardinamento,  eravamo  su  una
  pregiudiziale.
   Signor Presidente, ci eravamo lasciati su una pregiudiziale e lei,
  secondo  una regola non scritta ma alla quale noi abbiamo  aderito,
  ha  detto che una pregiudiziale non è che si può votare con cinque,
  dieci   persone  in  Aula.  E  noi  siamo  d'accordo.  Siccome   la
  pregiudiziale  permane, e questo è il mio  pensiero  e  del  Gruppo
  parlamentare  che in questo momento rappresento perché  l'onorevole
  Falcone è assente, il vicepresidente onorevole Figuccia nella,  sua
  doppia  veste di Segretario, in questo momento svolge un  ruolo  di
  terzietà,  noi  siamo  eventualmente  disponibili  se  lei  volesse
  incardinare  il testo, se lei darà seguito agli impegni  presi  del
  Presidente  Ardizzone  attraverso il mezzo  stampa,  che  si  vuole
  determinare nello stralciare una serie di norme per fare  ritornare
  questa finanziaria mascherata da assestamento, e farla ritornare ad
  assestamento  puro  e  tecnico.  Questa  è  la  posizione  che  noi
  esprimiamo. Se lei ora vuole mettere ordine, e mi dirà che  si  sta
  procedendo  allo stralcio, allora possiamo andare  avanti  in  modo
  sereno. Se invece mi dice  no , oppure  le faremo sapere come e  in
  che  termini  e  quando faremo lo stralcio  le  dico  di  porre  in
  votazione   la  pregiudiziale,  ovvero  rimandare   il   testo   il
  Commissione e rimodularlo perché vorrei ricordare a me  stesso  che
  l'urgenza che avete dato a questo testo per dare risposte ai Comuni
  non  esiste  perché sui Comuni non c'è niente. Cioè  i  Comuni  non
  hanno  un  quattrino in questo momento. La nostra proposta  era  di
  trasferire  le  somme, i 40 milioni dei debiti fuori  bilancio  con
  Sentenza,  ai  Comuni e subito dopo occuparci delle altre  materie,
  mettendoli nelle condizioni di chiudere i bilanci.
   Quindi,  signor  Presidente, noi non abbiamo condiviso  il  metodo
  adottato,  cioè  fare una finanziaria bis, ter, quater,  quinquies,
  introducendo   norme  che  non  hanno  nulla  a  che   vedere   con
  l'assestamento.

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  GIOVANNI.  Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  lei  ha
  preso  la  decisione  di sospendere la seduta  perché  ha  guardato
  l'Aula e ha visto che c'erano il doppio dei colleghi oggi presenti.
  Pertanto, oggi la invito a proseguire su quella decisione. Con metà
  dei  deputati rispetto a quando lei ha preso la decisione, lei deve
  chiudere  la  seduta.  E  non glielo dico io,  ma  glielo  dice  il
  Regolamento.
   Siccome  Lei ha preso quella decisione, io le ho detto  che  stava
  provocando  un precedente, e lei ha acconsentito, me ne  deve  dare
  atto.
   Signor  Presidente, siccome ci hanno dato le Tabelle e allora  noi
  abbiamo chiesto il rinvio in Commissione proprio perché non avevamo
  le  Tabelle e l'atto era incompleto e non si poteva neanche parlare
  di   quell'atto,  e  l'atto  non  esiste  fino  a  quando  non   lo
  incardiniamo,  faccio  di nuovo la proposta di  rinviare  tutto  in
  Commissione.
   E  glielo  dico perché, avendo oggi le Tabelle, dovremmo avere  il
  tempo di leggerle un po' e abbiamo fatto un altro errore gravissimo
  perché  le stesse dovevano essere portate in Commissione  Bilancio'
  per  tempo. Si è detto che gli uffici dovevano lavorare.  Bene,  ma
  prima di approvare quegli articoli che riguardavano le Tabelle,  ci
  dovevano  dare  la  possibilità di visionarle già  in  Commissione.
  Invece,  questo  in Commissione non è avvenuto,  così  come  non  è
  avvenuta la discussione di centinaia e centinaia di emendamenti.
   Non  lo  so  come  ha funzionato questa Commissione,  in  cui  tra
  l'altro ero pure presente.
   Quindi,  la  prego,  signor Presidente,  di  mettere  ai  voti  la
  proposta di rinvio in Commissione.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,  la
  maglietta andava messa, Presidente. Dice bene il collega. E  andava
  messa  per sostenere le tesi che già dal Gruppo di Forza  Italia  e
  con l'intervento dell'onorevole Milazzo sono state poste.
   Sono  state poste a partire da un riferimento certo, che è  legato
  al  fatto  che dobbiamo capire, caro Presidente, se questo stralcio
  va posto in essere o meno.
   Oggettivamente,  non abbiamo ancora capito se possono  decadere  o
  meno,  e  questo  lo valuteremo come Gruppo parlamentare,  rispetto
  alla condizione della pregiudiziale, ma dipende chiaramente, questo
  è l'appello che veniva dal collega, dal fatto che effettivamente lo
  stralcio  ci  sia  o  meno. Fino a quel momento  le  ragioni  della
  pregiudiziale  rimangono, con il richiamo quindi  all'articolo  101
  del  Regolamento interno, perché siamo convinti del  fatto  che  in
  questo   assestamento  di  bilancio  debbano  andare  soltanto   le
  questioni prioritarie.
   Le  questioni  prioritarie  attengono  la  questione  dei  comuni,
  attengono  le  province, attengono le attività  di  assistenza  nei
  confronti dei disabili, attengono quella materia che fa riferimento
  ai  livelli essenziali di assistenza e che fa riferimento a  quella
  spesa  che  non  è  più  rinviabile  perché  dietro  questo  volere
  inseguire a tutti i costi una serie di prebende a vantaggio  di  un
  territorio ad un altro con la piccola associazione, con la  piccola
  realtà che deve attingere a questo bacino, mentre ci sono le  spese
  certe che devono essere garantite, al nostro gruppo non va bene.
   Quindi  noi  siamo  perché la pregiudiziale,  in  questo  momento,
  rimanga  e  così è e lei non può in questo caso, signor Presidente,
  non tenerne conto, perché questo prevede il Regolamento.
   Nell'ipotesi in cui dovesse arrivare lo stralcio valuteremo  e  ci
  darà cinque minuti di sospensione per capire cosa dobbiamo fare  in
  seno  a quest'Assemblea, che purtroppo vede ancora buona parte  dei
  deputati  di  Forza Italia, quasi tutti, perché siamo presente  io,
  l'onorevole Savona, l'onorevole Milazzo, l'onorevole Rinaldi, buona
  parte  dei deputati dell'opposizione, ma che continua a non  vedere
  in  Aula una maggioranza, una maggioranza che è assente e che si fa
  vedere  soltanto  in Commissione, dove pensa di volere  distribuire
  delle cose.
   E  allora,  è chiaro che questo atteggiamento a noi non piace,  ma
  non  piace  non  solo  a noi, non piace ai siciliani  che  si  sono
  stancati di continuare a vedere questo meccanismo di divisione.
   Ma   dove   vi   sentite?  Dentro  una  partecipata?   Qua   siamo
  all'Assemblea  regionale e pretendiamo che vi siano delle  risposte
  certe.
   Quindi,  signor  Presidente, procediamo  come  è  giusto  fare  da
  Regolamento,  valutiamo  le  condizioni  della  pregiudiziale,   si
  esprima sulla questione dello stralcio e andiamo avanti.

   RINALDI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io devo
  chiedere una cosa molta semplice.
   Leggo  alcuni  articoli  di  stampa del Presidente  Ardizzone  che
  sostiene  che dovrà eliminare non so quanti articoli che  non  sono
  attinenti  al  testo, e poi, con grande meraviglia,  leggo  che  il
  Presidente della Regione dice che questa manovra è inaccettabile ed
  indifendibile.
   Si  dovrebbe  mettere d'accordo con chi la presenta,  con  i  suoi
  assessori, perchè credo che il Presidente risponda pienamente della
  presentazione,  quindi  non  può un minuto  dopo  la  presentazione
  dell'approvazione  in  Commissione   Bilancio'   di   una   riforma
  dichiarare  che  una  manovra  che presenta  lo  stesso  Governo  è
  inaccettabile  e indifendibile. Siamo al ridicolo, è  la  cosa  più
  assurda a cui assistiamo in questa legislatura.
   Ma,  al  di  là  di questo, le volevo chiedere, se fosse  come  ha
  dichiarato  il  Presidente della Regione  ed  anche  il  Presidente
  dell'Assemblea,  che  alcuni  articoli  verranno   dichiarati   non
  attinenti  al testo e quindi saranno soppressi, si libereranno  una
  serie  di risorse. Ora, su queste risorse che si libereranno e  che
  sicuramente saranno destinate ad altri articoli, ad altre esigenze,
  a cominciare da quelli dei comuni, è necessario che venga fatta una
  valutazione e una valutazione di merito. Quindi, se così è, mi pare
  che  il  passaggio obbligatorio tecnicamente previsto è quello  che
  debba   ritornare  in  Commissione  per  esaminare  queste  risorse
  liberate e capire esattamente dove andranno a finire.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  prima  di   dare   la   parola
  all'onorevole Cimino, mi permetterei di sottolineare una cosa.
   La  natura di tutti gli interventi che abbiamo ascoltato fa sempre
  riferimento agli eventuali stralci. La Presidenza, come giustamente
  ricordava  l'onorevole Rinaldi, si è già espressa in questo  senso,
  si  sta  determinando per una serie di stralci; ed allora,  siccome
  più  volte  sento  dire  dagli scranni che questo  Parlamento  deve
  procedere in base al buon senso perché ci sono tanti cittadini  che
  ci  guardano  all'esterno e che aspettano  da  questo  assestamento
  delle risposte, io direi, ferme restando le giuste istanze avanzate
  dall'onorevole   Milazzo,  dall'onorevole   Greco,   dall'onorevole
  Rinaldi,  di  procedere con l'incardinamento e poi, nel pomeriggio,
  una   volta  conosciuta  la  natura  degli  stralci,  con   un'Aula
  sicuramente  più presente, valuteremo se rimandare in  Commissione,
  se andare a votare la pregiudiziale o altro.
   Sto  cercando di trovare qualcosa che abbia a che fare con il buon
  senso  per  non prolungare i tempi di un'attesa molto lunga  per  i
  nostri concittadini.

   RINALDI.  Signor  Presidente, a norma del  Regolamento,  lei  deve
  votare prima la pregiudiziale.

   CIMINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi capisco le  ragioni
  del   buon  senso  però  il  percorso  normativo  non  può   subire
  variazioni.   Ed  il  percorso  normativo  prevede   delle   regole
  procedimentali   che   questa  Assemblea   deve   obbligatoriamente
  rispettare per il buon esito del processo legislativo e  quindi  di
  questa legge.
   Signor  Presidente,  nel momento in cui viene presentato  all'Aula
  questo  testo,  e  nel momento in cui lo stesso viene  incardinato,
  l'Assemblea  si  regolamenta sulla tempistica per la  presentazione
  degli  emendamenti.  Per  poter  presentare  gli  emendamenti,  gli
  onorevoli colleghi devono sapere su quale articolo e su quale testo
  presentare gli emendamenti.
   Bene, nel momento in cui viene incardinato un testo, viene dato un
  tempo  per  gli  emendamenti,  e poi il  Presidente  dell'Assemblea
  stralcia  parte  di  quel  testo, su  cui  un  deputato  magari  ha
  presentato  qualche  emendamento. Decadendo l'articolo,  perché  il
  Presidente  dell'Assemblea lo ritiene incompatibile,  decade  anche
  l'emendamento del collega parlamentare, che probabilmente,  invece,
  nel  testo  poteva  stare e poteva renderlo  anche  più  confacente
  rispetto alle ragioni proprie di una variazione di bilancio.
   Quindi,  io  proporrei al Governo di raccordarsi con la Presidenza
  dell'Assemblea, magari ricontrarci nel pomeriggio con un testo  con
  le  parti che, giustamente, la Presidenza dell'Assemblea ritiene da
  stralciare,  quindi  votare,  con  l'interesse  di  tutta   l'Aula,
  l'incardinamento  del  testo  con  le  parti  stralciate,  dare  ai
  parlamentari  il  tempo  per presentare gli  emendamenti  e  da  lì
  cominciare un lavoro sereno, secondo le regole che quest'Aula si  è
  sempre data.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, mi sembra  di  capire  che  anche
  l'onorevole  Cimino  sia  d'accordo nel rinviare  il  tutto,  anche
  l'incardinamento,  nel pomeriggio, dopo che conosceremo  la  natura
  degli   stralci  sui  quali  si  sta  determinando  la   Presidenza
  dell'Assemblea.
   Sto ascoltando le varie proposte, onorevoli colleghi, sto cercando
  di trovare una soluzione che sia per tutti soddisfacente.

   CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,  oggi
  scopro con piacere che quello che io sostengo da oltre un mese  sul
  disegno di legge relativo all'assestamento viene sposato, non so se
  a  ragion  veduta  o  meno, lo scopriremo se  il  Presidente  della
  Regione dovesse venire in Aula, addirittura da Crocetta.
   Il  Presidente della Regione dice che il prodotto normativo che  è
  stato   realizzato  in  Commissione   Bilancio'  è   indifendibile.
  Evidentemente,  non  lo  dice a me, lo  dice  al  Presidente  della
  Commissione  Bilancio', onorevole Vinciullo e alla sua maggioranza,
  perché io non posso pensare che il Presidente Crocetta si rivolga e
  si  riferisca all'opposizione, che, in quanto tale, è minoranza  in
  Commissione  Bilancio' come in Aula.
   Sono altrettanto lieto che anche sotto il profilo istituzionale il
  Presidente  Ardizzone si è reso conto di quello che io sostengo  da
  parecchie  settimane, e cioè che in un tempo di emergenza  sociale,
  qual   è  quello  che  stiamo  attraversando,  non  è  lontanamente
  ipotizzabile  la  possibilità che si diano mance,   manciugghie   -
  qualcuno le chiama marchette, il termine lo lascio decidere a voi -
  quando  invece si scopre che mancano addirittura i soldi  per  fare
  chiudere i bilanci a tutti i Comuni della Sicilia. Abbiamo da tempo
  sostenuto,   come  opposizione  responsabile,  signor   Presidente,
  colleghi, assessore Baccei, che questa finanziaria, o meglio questo
  assestamento  che  preludeva  alla finanziaria,  doveva  essere  un
  assestamento  di  rigore, che doveva mettere in sicurezza  la  pace
  sociale in Sicilia e che doveva delegare tutto il resto, a torto  o
  a  ragione  poi  lo  vedremo in Aula, perché  mi  pare  fin  troppo
  evidente  che  noi,  seppur ci approcciamo in maniera  saggia,  non
  faremo  sconti  a nessuno. Nessuno pensi di fare un   assalto  alla
  diligenza   in  vista delle elezioni, perché questo certamente  non
  potrà accadere in quest'Aula.
   Quello che, stamattina, notiamo, e me ne dispiaccio, è ancora  una
  volta,  soprattutto l'arroganza della maggioranza che si sostanzia,
  in  buona sostanza, nella totale assenza dei deputati del  PD,  del
  Nuovo Centro Cestra, dell'UDC, eccetera.
   La  loro assenza è una provocazione perché qui dovete decidere  se
  c'è  una  corsia preferenziale per la quale si comunica ai deputati
  del  PD:   non c'è bisogno che venite, tanto stamattina non  si  fa
  niente   Ci  sono  i  soliti quattro volenterosi  che  cercano,  in
  qualche   modo,  di  portare  avanti  la  baracca   e  fra  questi,
  ovviamente,  mi  ci  metto  io,  insieme  ai  colleghi   che   sono
  intervenuti,  oppure se c'è un modo istituzionale  che  permetta  a
  tutti  di  fare,  in maniera corretta, in maniera  trasparente,  in
  maniera, su questo dubito, competente, la propria parte.
   E'  stata presentata una pregiudiziale. Io sulla pregiudiziale non
  mi  impicco,  però Presidente, le voglio dire pure che l'Aula  deve
  esitare  il prodotto della Commissione e siccome questo prodotto  è
  indifendibile  secondo  le  parole del  presidente  Crocetta  e  va
  stralciato,  va  sminuzzato,  va  distrutto,  va  rifatto,  ripeto,
  secondo  le  parole del presidente dell'Assemblea, qua ci  dobbiamo
  mettere d'accordo.
   Noi,  qualche  settimana fa, avevamo fatto una  proposta.  L'avevo
  anche  scritta personalmente. Siamo pronti a sederci ad  un  tavolo
  istituzionale per varare un assestamento di bilancio che  tenga  in
  considerazione, esclusivamente, le norme che hanno senso, le  norme
  che   riguardano  quei  soggetti  che  aspettano   di   sapere   se
  continueranno ad avere un lavoro, oppure saranno buttati da  questa
  Regione, da questo Governo, da questo Presidente della Regione e da
  questa maggioranza, in mezzo alla strada.
   Rispetto  a  queste cose, siccome ci pare di capire  che  anche  i
  presidenti   Crocetta  ed  Ardizzone  siano  d'accordo   con   noi,
  presidente Venturino non si intesti battaglie indifendibili  perché
  noi  abbiamo la volontà di collaborare sulle cose giuste. Non è  un
  assestamento  della  manciugghia , ce lo spiega stamattina,  e  non
  può  esserlo,  il  presidente della Regione e, allora,  io  vado  a
  concludere,  il  capogruppo del PD che, oggi, è fra  i  volenterosi
  presenti in Aula, inviti il suo Gruppo ad essere presente. Non vedo
  il  collega Turano né il collega D'Asero. Non vedo i deputati della
  maggioranza. Vedo soltanto presenti in Aula, oltre a qualche  unità
  della maggioranza, solo i deputati dell'opposizione.
   Rispetto a questo, signor Presidente, non potete chiederci di fare
  gli  utili idioti, considerato che in Commissione  Bilancio'  si  è
  fatto tutto ed il contrario di tutto.
   Immagino  che  interverranno  alcuni  colleghi  che,  magari   nel
  frattempo, arriveranno perché chiamati di corsa dal Capogruppo  del
  PD per dire bene non so che cosa.
   La  realtà  resta  una  ed  una sola. Il buon  senso  impone  alla
  Presidenza dell'Assemblea di fermarsi perché così come ha spiegato,
  in  maniera tecnicamente ineccepibile, l'onorevole Cimino, guardate
  che  accelerare significherebbe fare un danno ai siciliani, non  un
  bene,  non soltanto perché finiremo per fare un percorso sbagliato,
  sotto  il  profilo procedimentale, ma soprattutto perché  sotto  il
  profilo  politico  qui,  ancora  una  volta,  si  sta  manifestando
  un'arroganza che la maggioranza non può permettersi perché non ha i
  numeri e lei se ne renderà ben conto, presidente Venturino, e io la
  invito a mettere ai voti la pregiudiziale, nel momento in cui  lei,
  mettendo ai voti la pregiudiziale per il ritorno in Commissione, si
  renderà conto che la pregiudiziale passerà.
   Lo stralcio delle norme che sono state surrettiziamente introdotte
  in Commissione  Bilancio' deve farlo il presidente Ardizzone? E' un
  tema.  Lo deve fare il voto dell'Aula? Ma non sarebbe più coerente,
  sotto  il profilo sia procedurale che politico, che questo percorso
  fosse  concordato  dalla Commissione  Bilancio' con  la  Presidenza
  dell'Assemblea  in  maniera che, poi, oggi  pomeriggio,  posto  che
  nessuno  ha  volontà  strumentali e dilatorie, si  potesse  davvero
  cominciare  in  Aula un percorso sulle norme sulle  quale  dobbiamo
  confrontarci? Questo è il tema.
   Non  è  un dramma se ritorna in Commissione e se ritorna  in  Aula
  questo pomeriggio o questa sera. Credo che, invece, sia un percorso
  netto  che  dobbiamo,  vivaddio, creare  i  presupposti  per  fare,
  altrimenti, presidente Venturino, con tutta la buona volontà ed  al
  netto di quelle istanze che per me restano le uniche accoglibili  e
  che  riguardano comuni, province, disabili, precari e tutto  quanto
  metta in sicurezza la pace sociale in Sicilia, tutto il resto,  per
  me, non ci sarà perché non c'è.
   Questo  il  nostro punto di vista, faccia votare la pregiudiziale,
  non  sarà  un disdoro, non sarà un errore, sarà partire  col  passo
  giusto,  sarà  dare la possibilità ai deputati che, oggi,  sono  in
  Aula,  di  spiegare  a chi oggi non c'è che la politica  si  fa  di
  presenza, in questa Aula, non al telefono o non come i raccomandati
  che sanno che oggi devono venire e domani non c'è bisogno.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO GIOVANNI. Speriamo che, nel frattempo, arrivino i deputati

   MILAZZO GIUSEPPE. Ma tanto il Presidente rinvierà la seduta perché
  prevarrà il buon senso

   CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, è la
  prosecuzione   di   venerdì;  venerdì  mattina,  quando   c'eravamo
  incontrati  in  quest'Aula,  ed  eravamo  12  deputati  di  cui  11
  dell'opposizione ed uno della maggioranza. C'era l'onorevole Cimino
  che  teneva la bandiera del Governo, ve lo ricordiamo, era l'ultimo
  baluardo a difesa di quel fortino, un po' di cartone, però lei  era
  lì  da  bravo  soldato. Ma noi non abbiamo fatto, però,  le  truppe
  cattive; ci siamo asserragliati di fronte.
   Solo   che,   Presidente,  stamattina  sta   continuando   ancora,
  stamattina  la  vergogna  dei banchi vuoti  della  maggioranza  sta
  continuando   ancora,   e   questa   non   è   un'offesa   soltanto
  all'opposizione,  questa  è  un'offesa  al  Governo,  ai  cittadini
  siciliani, a questa istituzione, il Parlamento più antico, che  sta
  vedendo,  così, piano piano, alla spicciolata, arrivano  nel  tempo
  libero che si ritrovano come se stessimo analizzando - com'era quel
  disegno di legge, l'igiene del cavo orale, una cosa del genere,  un
  disegno di legge che forse non è diventato neanche legge, poi,  una
  cosa  quasi inutile -, quindi, come se stessimo analizzando questo,
  invece, stiamo parlando di misure importanti, dell'assestamento  di
  bilancio,  stiamo  parlando di finanziare leggi  di  spesa,  stiamo
  parlando  dello  stipendio  delle  persone,  stiamo  parlando   del
  trasporto  dei  disabili,  stiamo parlando  di  cose  assolutamente
  importanti, certo contornate da una serie di  manciugghie  che sono
  state  infilate  nella  notte nella Commissione   Bilancio'  che  è
  diventato il mercatino dell'emendamento, perché è questa la verità,
  è questa la verità
   Però,  oggi, non potete chiedere e nessuna maggioranza  e  nessuna
  Presidenza  di  questa  Assemblea può chiedere  all'opposizione  di
  rendersi,  diceva  bene l'onorevole Cordaro,  utili  idioti.  Utili
  idioti di persone che non neanche il coraggio di metterci la faccia
  e  difendere  quelle  porcate  che  hanno  infilato  articolo  dopo
  articolo  in  quell'assestamento di bilancio. Ci  devono  venire  a
  metter la faccia  Devono dire ai siciliani a chi appartengono  quei
  soldi  stanziati ad enti ed associazioni a discapito, invece, delle
  piccole e medie imprese, dell'agricoltura che non riceve neanche un
  euro.
   Noi,   fino   a   quando  loro  non  ci  saranno,  sosterremo   la
  pregiudiziale.  Se la maggioranza non viene in Aula rispediremo  il
  disegno  di  legge in Commissione e ci assumeremo la responsabilità
  della  perdita di tempo, perché qui la responsabilità,  Presidente,
  basta  fare  una  foto  a  quei banchi  ed  i  cittadini  siciliani
  capiranno  di  chi è la responsabilità di una legge che  non  viene
  approvata, lo capiranno guardando solo quei banchi che sono  vuoti,
  incredibilmente e vergognosamente vuoti

   PANEPINTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor  Presidente, Assessori,  Capogruppo,  onorevole
  Anselmo, lei ha un problema, onorevole Cancelleri: è una specie  di
  attore  per tutte le parti, cambia i personaggi per poi presentarsi
  sempre come Capogruppo. Una volta è Mangiacavallo, una volta  è  un
  altro,  un'altra volta un altro ancora  Si decida chi è lei  perché
  non  lo  sappiamo  Oltre ad essere un aspirante, ormai  spasmodico,
  della  Presidenza della Regione, mi sembrerà complicato che diventi
  Presidente  della Regione. Glielo auguro con tutto il cuore  perché
  credo che questa Sicilia abbia bisogno di conoscervi oltre che  dal
  punto  di vista grafologico anche dal punto di vista della capacità
  di governo.
   Onorevole  Cancelleri, non può pensare di provocare ed  avere  una
  sorta di immunità permanente perché lei è figlio di un Dio maggiore
  e tutti noi siamo deputati che arrivano in ritardo in Aula.
   Sono  arrivato in ritardo, onorevole Cordaro, perché ho  il  Paese
  completamente  distrutto dall'alluvione di venerdì. L'ho  lasciato,
  come  è giusto che facessi, per arrivare qui, quindi, chiedo  scusa
  per essere arrivato con mezz'ora di ritardo.
   Credo  che  dovremmo  chiuderla,  onorevole  Cordaro,  con  questa
  pantomima perché sappiamo benissimo che il testo è arrivato in Aula
  venerdì  e  le  procedure di quest'Aula sono  l'incardinamento,  la
  discussione generale e la presentazione degli emendamenti.
   Sappiamo  che  c'è  una  fase che - se  priva  di  imboscate  come
  richiedere  il  rinvio  in Commissione -, normalmente  vede  l'Aula
  procedere a ranghi ridotti.
   Non  sto  giustificando i deputati che hanno il dovere  di  venire
  tutti, a prescindere se si tratti di una fase procedurale, mancando
  anche  il  dibattito, mancando tutta una serie di attività connesse
  all'attività  parlamentare. Non intendo  smentire  l'assenza  della
  maggioranza ma anche dell'opposizione.
   Ha  ragione l'onorevole Cancelleri quando dice  che questo  non  è
  luogo per trascorrere un po' di tempo.
   E' chiaro, onorevole Cordaro, che il testo che è oggi in Aula è il
  testo  che  ha avuto anche il riconoscimento di un tavolo politico-
  istituzionale  che  ha  visto  partecipare  anche  il  suo   Gruppo
  parlamentare  in  Commissione  Bilancio'. Non  possiamo  giocare  a
  tante parti in commedia.
   La  Commissione  Bilancio' ha svolto una funzione di compensazione
  non   tra   maggioranza  e  opposizione,  ma  ha  tenuto  conto   -
  nell'approvazione e nell'introduzione della norma nel  testo  -  di
  quelle  che  erano non le esigenze ma norme considerate  importanti
  che sono state messe nel testo.
   Nel  testo, poi, c'è di tutto e di più perché è chiaro che se,  ad
  un  certo punto, su proposta dell'onorevole Giovanni Greco  vengono
  inseriti  nel  testo due debiti fuori bilancio è un  atto  di  buon
  senso   avere   accelerato  la  procedura  e,   quindi,   approvare
  complessivamente le due proposte.
   Se  sono  arrivate  altre norme di colleghi  dell'opposizione  che
  avevano  una logica ed un senso e sono state introdotte  nel  testo
  tale  da  farlo diventare un testo anche corposo, non è  perché  ha
  deciso  la  Presidenza della Commissione o ha deciso la maggioranza
  in Commissione. Devo dire, alla fine, che nella votazione finale si
  è composto un quadro che ha visto sei favorevoli e cinque astenuti,
  quindi nessun contrario.
   Detto  ciò, credo che anche rispetto ad alcune norme che ha citato
  l'onorevole Cordaro - che io riprendo - quali necessarie alla  pace
  sociale   in   Sicilia.   Io   aggiungo   -   consentitemi   questa
  considerazione - rispetto anche all'alluvione di venerdì scorso  ed
  in  attesa  che il Governo regionale dichiari lo stato di calamità,
  in  attesa  che si censiscano i danni, c'è un'urgenza  di  avere  a
  disposizione   personale  dei  consorzi  di   bonifica,   dell'ESA,
  dell'Azienda   forestale  e  può  essere  fatto   per   mettere   a
  disposizione soprattutto del comparto agricolo, del sistema  viario
  che  è completamente distrutto a Sciacca come a Caltabellotta, come
  a Lucca Sicula, a Bivona, a Ribera, di approvare questo testo.
   Presidente,  abbiamo  appreso  dai  titoli  di  giornale  che   la
  Presidenza  della  Regione  vuole un approfondimento  sul  testo  e
  anziché strapparci sempre le vesti - giustamente ognuno ha un ruolo
  in  questo  Parlamento e rispetto quello dell'onorevole  Cancelleri
  così come quello dell'onorevole Cordaro - mi parrebbe opportuno che
  la  Presidenza sospendesse l'Aula, verificasse quali sono le  norme
  che intende stralciare ed aggiornasse la seduta all'ora che riterrà
  opportuna  evitando così di accusarci reciprocamente su chi  c'è  o
  chi  non  c'è.  Mi  sembra una procedura ovvia,  avendo  letto  sui
  giornali, fra l'altro un importante giornale siciliano

   RINALDI.  Questa è la mia proposta, lei come maggioranza  non  può
  sostenere la proposta dell'opposizione

   PRESIDENTE. Onorevole Panepinto, la invito a concludere.

   PANEPINTO  che siamo d'accordo, sono preoccupato, però, ogni tanto
  può capitare. Detto questo, Presidente, vorrei pregarla di valutare
  questo.

   GRASSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  prima  di   dare   la   parola
  all'onorevole  Grasso, devo dire all'onorevole Cordaro  che  questa
  Presidenza  non  si intesta alcuna battaglia, c'è il  tentativo  di
  dare,  a questa Assemblea, il ruolo che, giustamente, merita,  cioè
  quello  di portare avanti iniziative che, poi, hanno delle ricadute
  importantissime su chi ci guarda, i nostri cittadini.
   Per cui, sulla base degli interventi fatti dall'onorevole Rinaldi,
  dall'onorevole  Panepinto,  dall'onorevole  Cimino,  dallo   stesso
  onorevole Cordaro, un po' tutti insomma, mi sembra di capire che la
  cosa migliore, proprio per capire anche la natura degli stralci che
  verranno  apportati a questo disegno di legge, è di  rinviare  alla
  ore  18.00  e, poi, sulla base di quello che avverrà  in  Aula,  ci
  determineremo,  anche  perché  bisogna  fare  chiarezza.  Onorevole
  Cordaro, lei mi insegna che una cosa è la pregiudiziale, altra cosa
  è  il rinvio in Commissione ed anche su questo bisogna essere molto
  chiari.
   In  questo momento mi sento di accogliere l'istanza che arriva  da
  più parti, cioè quella di vedere la natura degli stralci, rimandare
  tutto  alle ore 18.00 e sulla base del testo che arriverà  in  Aula
  determinarci.
   Do la parola all'onorevole Grasso e, dopodiché, se siete d'accordo
  rinviamo  alle  ore 18.00, così come era stato stabilito  anche  in
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.

   GRASSO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Assessori,  sono
  stata  costretta,  spinta a parlare dall'intervento  dell'onorevole
  Panepinto, perché è come se qui fossimo tutti amici che  vengono  a
  discutere e parlare. Vorrei ricordare a tutti che da un mese  circa
  l'opposizione è presente in Aula ed i banchi della maggioranza sono
  vuoti.  Mentre  la Commissione  Bilancio' avrebbe già  dovuto,  non
  ora,  ma  già  dieci  giorni fa portare in Aula  l'assestamento  di
  bilancio, perché si devono trattare problemi che riguardano la vita
  dei siciliani. L'assestamento di bilancio serviva proprio a questo,
  non  era una finanziaria, serviva a dare quelle risorse necessarie,
  a  rimpinguare quelle risorse. Oggi, invece, Presidente mi ascolti
  Abbia la bontà, perché vengo qui e se vengo qui ho pure diritto  di
  parlare

   PRESIDENTE. Onorevole Grasso, la sto ascoltando, non si preoccupi.

   GRASSO. Pensavo che si fosse spazientito.
   A  beneficio  di tutti, vorrei ricordare che il testo -  onorevole
  Panepinto, lei lo sa bene -  è arrivato venerdì in Aula ma senza le
  tabelle,  cioè  senza  quelle  schede che  stabilivano  quei  soldi
  stanziati  in  Commissione   Bilancio   durante  la  notte,   dalla
  maggioranza  naturalmente, a chi andavano ed a quanto andavano.  Se
  la  maggioranza  dei colleghi del PD o chi appoggia questo  Governo
  pensa che ci sono gli idioti dell'opposizione che vengono in Aula a
  ratificare  le  prebende  e  le   manciugghie   e  questa  politica
  clientelare, la più becera, la peggiore che questa maggioranza, con
  arroganza,  sta  mettendo  in atto, si sbaglia.  Noi  siamo  qui  e
  responsabilmente  siamo  stati qui, in  quest'Aula,  per  difendere
  prerogative, esigenze e diritti che sono dei siciliani ed è  questo
  che l'assestamento di bilancio deve contenere e produrre.
   D'altra  parte,  lo stesso presidente Crocetta  ha  affermato  che
  questo  assestamento è indecente e il presidente dell'Assemblea  ha
  ribadito la stessa questione. Allora, la Commissione  Bilancio   si
  riunisca di nuovo, tratti quei temi che sono essenziali, di  vitale
  importanza,  mi  riferisco  ai  precari,  mi  riferisco   agli   ex
  dipendenti  delle  province, ai disabili,  ai  comuni  soprattutto,
  perché  proprio con il presidente Ardizzone l'altro giorno -  c'era
  anche  lei,  c'era  la  sottoscritta,  insieme  all'ANCI,  ad   una
  rappresentanza dei comuni - si è ribadita la necessità e  l'urgenza
  che  i  comuni  debbano avere quei fondi necessari per  chiudere  i
  bilanci.
   Con  riferimento anche alle alluvioni che ci sono state, in questi
  giorni  il  Governo,  il  Presidente della Regione,  gli  Assessori
  girano per i comuni dicendo: non vi preoccupate, provvederemo.
   Bene, ricordo a tutti che i Fondi Cipe della delibera 95/2013  che
  avrebbero  dovuto risolvere moltissimi problemi che  già  si  erano
  evidenziati  di cui, oggi, ancora la Sicilia piange le  conseguenze
  del  precedente Governo Lombardo, cioè nel 2009 per cui erano state
  emanate  quelle famose ordinanze, bene, a distanza di nove anni  la
  Protezione civile non ha impegnato le somme con il risultato che il
  Governo  nazionale si è ripreso quelle somme ed i lavori  non  sono
  stati fatti.
   Oggi,  quando girano per dire che sono arrivati nuovi  fondi  sono
  sempre  quegli stessi del 2009, del 2010, del 2011, del  2012,  del
  2013  che  non  sono  stati spesi, che il Governo  nazionale  si  è
  ripreso e che, oggi, ci sta restituendo sotto altra forma e non  si
  saprà quando verranno spesi.
   Quindi,  è  il  tempo di dire e di parlare con  la  verità.  A  me
  dispiace,  comprendo che l'onorevole Panepinto debba  difendere  il
  Governo,  però  non si possono più raccontare bugie, assolutamente,
  perché è indecoroso e perché non è giusto e perché i siciliani  non
  lo meritano.
   Quindi,  cominciamo, oggi, per questi giorni che  ci  spettano,  a
  dare  effettivamente  i  soldi a chi servono,  a  quegli  enti,  ai
  comuni,  ai  precari,  ai dipendenti delle ex province  e  lasciamo
  tutte le prebende. La campagna elettorale non si fa con le miserie,
  con  il clientelismo e con le briciole che sono rimaste. Vi ricordo
  i  cantieri di servizio, finanziati due anni fa. Vergogna, non sono
  ancora partiti


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone


                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Dipasquale ha chiesto congedo
  per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone


                      Per richiamo al Regolamento

   MILAZZO   GIUSEPPE.  Chiedo  di  parlare  per   un   richiamo   al
  Regolamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non è nel
  merito  della  decisione, però vorrei ricordare a me  stesso  sulla
  pregiudiziale  -  ora  arrivo, non si preoccupi  che  anche  io  mi
  uniformerò  a  quello  che lei ha preannunciato  -,  però  dobbiamo
  mettere  ordine,  perché se entra un big del  Partito  Democratico,
  prende   la  parola  e  noi  smarriamo,  diciamo,  quella   che   è
  l'applicazione del Regolamento, io non ci posso stare.
   Venerdì   abbiamo   chiesto  di  porre  ai  voti   una   questione
  pregiudiziale.  Stamattina ho ripreso la parola e motivatamente  ho
  detto:  se  noi  sappiamo  qual è lo stralcio,  non  siamo  per  la
  pregiudiziale.
   Ora,   signor  Presidente,  lei  doveva  usarmi  la  cortesia   di
  interpellare  i  proponenti  della pregiudiziale  chiedendo  se  la
  ritirano.   Quindi,   mi  sono  permesso  di  abusare   delle   sue
  prerogative.  Se lei rinvia l'Aula nel pomeriggio in  attesa  dello
  stralcio,  noi momentaneamente ritiriamo la questione pregiudiziale
  con   la   riserva   di  ripresentarla  se  non  dovessimo   essere
  soddisfatti.

   PRESIDENTE.  È giusto che sia così.
   Onorevoli  colleghi,  la seduta è sospesa e  riprenderà  alle  ore
  18.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 11.53, è ripresa alle ore 18.08)


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone


                  Presidenza del Presidente Ardizzone

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone


                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo, per oggi, l'onorevole
  Tamajo.

   L'Assemblea ne prende atto.

   sione per l'esercizio finanziario 2016 e per il triennio 2016/2018.
   Variazioni al Bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2016
   e per il triennio 2016/2018. Disposizioni varie. (n. 1264/A)
   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone


    Discussione del disegno di legge  Assestamento del Bilancio di
   previsione per l'esercizio finanziario 2016 e per   Il  triennio
       2016/2018. Variazioni  al  Bilancio  di  previsione  per
      l'esercizio  finanziario 2016  e per il triennio 2016/2018.
                   Disposizioni varie . (n. 1264/A)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi si passa al II  punto  dell'ordine
  del  giorno,  discussione  del disegno di legge   Assestamento  del
  Bilancio  di previsione per l'esercizio finanziario 2016 e  per  il
  triennio  2016/2018.  Variazioni  al  Bilancio  di  previsione  per
  l'esercizio   finanziario  2016  e  per  il   triennio   2016/2018.
  Disposizioni varie ,  (n. 1264/A).
   Invito i componenti della II Commissione a prendere posto.
   Comunico  che, ai sensi dell'articolo 7 del Regolamento interno  e
  di  analoghe precedenti decisioni assunte dalla Presidenza,  questa
  Presidenza  ha  deliberato di stralciare dal disegno  di  legge  n.
  1264/A   Assestamento  del Bilancio di previsione  per  l'esercizio
  finanziario  2016  e  per  il  triennio  2016/2018.  Variazioni  al
  Bilancio di previsione  per l'esercizio finanziario 2016 e  per  il
  triennio  2016/2018. Disposizioni varie  le seguenti  disposizioni,
  in quanto esse presentano profili di incompatibilità costituzionale
  ovvero  recano  norme di settore o ordinamentali da  esaminarsi  in
  appositi  disegni  di legge ovvero si tratta di norme  non  inviate
  alle Commissioni di merito.
   Invito   gli   assistenti  a  distribuire  l'elenco  delle   norme
  stralciate.

    -Articolo 12, limitatamente ai commi 1, 2, 3, 24, 34, 35, 36, 37,
      38, 40, 41, 42, 43, 44, 45, 46, 47, 48, 49, 50, 51, 52, 53 e 54.

    - Articolo 13;

    - Articolo 15;

    - Articolo 17;

    - Articolo 22;

    - Articolo 26, limitatamente ai commi 1, 2, 4, 5, 6 e 9;

    -Articoli da 32 a 54.

   Con  riferimento  al  comma  14 dell'articolo  12,  il  Governo  è
  invitato  a  motivare con adeguata relazione tecnica  la  necessità
  dell'intervento, nell'ambito della presente manovra, per  gli  anni
  2017 e 2018.
   Con  riferimento  al  comma  55 dell'articolo  12,  il  Governo  è
  invitato   a  riformulare  la  norma  al  fine  di  ricondurre   lo
  stanziamento  all'esercizio finanziario 2016 valutata la  necessità
  ed urgenza dell'intervento.
   Con  riferimento all'articolo 16, il Governo è invitato a motivare
  con   adeguata  relazione  tecnica  la  necessità  dell'intervento,
  nell'ambito della presente manovra, per l'anno 2017.
   Le   disposizioni   stralciate  sono   inviate   alle   competenti
  Commissioni per essere esaminate in autonomi disegni di legge.
   Questa è la decisione della Presidenza.
   Il   Presidente  Crocetta  che  è  in  Aula,  mi  ha  chiesto   di
  intervenire. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  naturalmente il Governo apprezza l'esercizio di  garante
  della  costituzionalità delle leggi che l'Assemblea deve  varare  e
  quindi  accetta  le  indicazioni che vengono  dalla  sua  proposta,
  dichiarando  sin da adesso, che noi faremo una Giunta subito  dopo,
  anche per chiarire quelle parti carenti di documentazione.
   Per quanto riguarda le necessità che sono venute fuori anche dalle
  questioni  degli  ultimi giorni, ravvisa di dare la  priorità  alla
  questione della copertura dei comuni per evitare che tali  enti  si
  debbano  trovare in una questione di disequilibrio di bilancio,  in
  relazione   al  mancato  rispetto  alle  previsioni  dell'esercizio
  finanziario 2016.
   Ritiene  che ci sia una questione di emergenza  Protezione civile'
  in  atto,  per cui già oggi abbiamo fatto una delibera che  impegna
  sul  P.O.C. alcuni interventi strutturali da fare nelle  città  che
  hanno  avuto  i  problemi causati dagli eventi meteorologici  degli
  ultimi  giorni, tutte le città ribadisco. Però, individua anche  la
  necessità di un prontissimo intervento per individuare il  capitolo
  della  Protezione  civile che, in relazione agli eventi  calamitosi
  accaduti  già  quest'anno, si trovino senza copertura  finanziaria,
  per  evitare che i comuni si trovino nell'impossibilità, anche,  di
  intervenire per assenza di risorse.
   Considera prioritaria anche una vicenda che riguarda i consorzi di
  bonifica,  laddove tali enti hanno provveduto ad emettere  cartelle
  esattoriali elevatissime - addirittura portando a cinque, sei volte
  tanto  gli  importi  che  normalmente  gli  agricoltori  pagano   -
  penalizzando un settore come quello dell'agricoltura che, in questo
  momento  anche  di  situazione emergenziale derivata  dagli  eventi
  calamitosi,  ha  bisogno  proprio  di  non  essere  sottoposto   ad
  ulteriori pressioni  fiscali'.
   Quindi, su questo pensiamo di fare una proposta perché ci sarà una
  Giunta  subito  dopo l'incardinamento della legge  di  bilancio  in
  Assemblea,  pensando  che  questo  vada  incontro  alle   posizioni
  espresse dai vari Gruppi parlamentari che hanno, proprio, ravvisato
  la necessità che ci siano interventi in questa direzione.

   PRESIDENTE.  Comunico  che  è  intenzione  di  questa   Presidenza
  rinviare la discussione generale all'articolo 1, e quindi a  domani
  pomeriggio.
   Diamo  termine  fino  a  domani  alle  ore  12.00,  di  presentare
  emendamenti così si dà la possibilità a tutti

   GRECO GIOVANNI. Ci dia qualche ora in più

   PRESIDENTE. No, onorevole Greco.  Siamo in fase di assestamento di
  bilancio.  Mi  faccia  fare il mio lavoro.  Se  vuole  dodici  ore,
  giustamente,  mi  dicono gli Uffici, lo fissiamo a  domani  mattina
  alle  ore  sei   Scusate  -  vi  sto  dando  la  parola  -  vi  sto
  comunicando,  siccome c'è da approvare una manovra di  assestamento
  che  riguarda, soprattutto, i Comuni abbiamo stralciato  tantissime
  norme,  per  cui  si  dà  la possibilità  di  verificare  le  norme
  stralciate.
   Chiaramente,  gli  emendamenti  non  potranno  essere  presentati,
  ovviamente, alle norme stralciate limitatamente, peraltro, a quegli
  emendamenti  che  già sono stati presentati in Commissione  per  le
  norme  rimanenti.  Quindi, mi sembra più che sufficiente il termine
  di  presentazione fissato per domani alle ore 12.00.  La Presidenza
  ha  così stabilito, onorevole Greco, mi dispiace.
   Addirittura c'era un'ipotesi di andare avanti con i lavori  questa
  sera,  sto, invece, dicendo che rinviamo la discussione generale  a
  domani.

   MILAZZO  GIUSEPPE. Possiamo pure fare la votazione finale   Chiedo
  di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi si  poteva
  anche  fissare  domani alle ore 16.00 e  non  sarebbe  stato,  come
  dire, un approfittarsi

   PRESIDENTE.  Domani è il 29 novembre. Gli Uffici devono  avere  il
  tempo  di  esaminare gli emendamenti, di darmi  la  possibilità  di
  dichiararli ammissibili o inammissibili. Anzi, con un po' di  buona
  volontà,  visto  che  lei  vuole approvare  l'assestamento,  domani
  pomeriggio rimaniamo qua e approviamo l'assestamento

   MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, è vero. Io penso che,  in  un
  clima  di leale collaborazione, ci sono questi Uffici di cui io  ho
  grande  rispetto  e  penso di essere uno dei pochi  che  ha  sempre
  sostenuto,  come dire, il grande lavoro e la professionalità  degli
  Uffici dell'Assemblea e mi fermo qua.
   Vorrei  anche  pensare al personale dei Gruppi, che deve  redigere
  gli  emendamenti  per spedirli qua. Io mi facevo carico di un clima
  di  collaborazione  perché  volevo  approfittare  di  due  ore  per
  sabotare  chissà  chi. Ma le mie considerazioni sono  di  carattere
  politico.
   Leggo  alcune  testate giornalistiche e mi sento, diciamo,  in  un
  Paese  sottoposto a dittatura perché  è un clima surreale. E'  come
  se noi, dell'opposizione, da cinque giorni non fossimo mai stati in
  Aula,  non fossimo mai esistiti in questa Regione. Da cinque giorni
  siamo qua a fare opposizione, a chiedere di stralciare le norme, di
  rimandarle in Commissione.
   Il  Presidente della Regione candidamente, lo vedo pure  che  esce
  stamattina,  sapendo,  Presidente  della  Regione,  che  si  andava
  incontro  allo  stralcio,  ma sotto il  profilo  cronologico  della
  tempistica è arrivato tardi perché siamo stati noi, venerdì, quando
  il  disegno di legge sarebbe stato incardinato, se noi non  fossimo
  stati  qui attenti e vigili, avreste incardinato questa finanziaria
  mascherata da assestamento. Questa è la verità.
   Il  Presidente dell'Assemblea è stato saggio perché crea un  clima
  distensivo, però,  io ritengo che ora dobbiamo andare avanti  tutti
  con  grande onestà intellettuale. Ora lei si riunirà con la Giunta.
  Ho  sentito che dovete produrre qualche relazione. Io vi  invito  a
  non  prestare il fianco a pressioni e che si faccia un assestamento
  credibile,  che non si cerchi di salvare qualcuno in corso  d'opera
  perché  il  clima diventerebbe incandescente. Questo è  quello  che
  raccomando a lei che rappresenta il Governo. Grazie.

   PRESIDENTE.  Solo  per  verità dei fatti,  onorevole  Milazzo,  il
  Presidente Venturino che presiedeva venerdì, ha dichiarato  che  si
  sarebbe  incardinato,  così  come  concordato  in  Conferenza   dei
  Capigruppo,  e  che la Presidenza si riservava la dichiarazione  di
  inammissibilità  a lunedì, così come avevamo deciso  in  Conferenza
  dei Capigruppo. Questo per dovere di verità.

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   GRECO  GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, forse  lei
  non  può  immaginare  il lavoro che noi avevamo  fatto  per  questo
  assestamento di bilancio e quando lei ci ha chiamato  al  senso  di
  responsabilità,  perché nel frattempo si  è  venuto  a  sapere  che
  mancavano  sessantasei milioni di euro e i Comuni  non  avevano  la
  possibilità di presentare il bilancio, ci ha chiesto di dare questo
  contributo  -   come  già abbiamo fatto in  passato  -,  perché  se
  qualcosa   si  è  fatto,  si  è  fatto  per  il  nostro  senso   di
  responsabilità.
   Però, Presidente Ardizzone, si immagini un deputato che lavora  su
  un  disegno  di legge di stabilità e dopo neanche si vede  discussi
  gli emendamenti che hanno presentato nelle Commissioni di merito  e
  in  Commissione   Bilancio , di cui io  facevo  parte,  dietro  sua
  autorizzazione.  Se lo immagina che cosa significa?  Significa  che
  noi,  di due blocchi così di emendamenti, quelli che la maggioranza
  ha  deciso  di  approvare,  mentre noi per senso di  responsabilità
  abbiamo fatto gli utili idioti, vede questi possono essere trenta o
  quaranta  emendamenti,  se  lei va a  prendere  i  due  tomi  degli
  emendamenti  che  avevamo presentato si accorge quale  è  stato  il
  senso di responsabilità di questi componenti della minoranza.
   Ora  che  io  gli ho chiesto più tempo, perché io  devo  andare  a
  vedere  gli  stralci che ha fatto lei e quelli che sono  rimasti  e
  vedere  quali  emendamenti  devo levare.  Quali  discutere  con  la
  serietà dovuta perché lei deve sapere che in questo assestamento di
  bilancio ci sono società partecipate che stanno chiedendo  un  mare
  di  milioni che secondo me non ci vogliono e quindi ci deve  essere
  uno studio molto oculato e pieno di responsabilità.
   Se lei, signor Presidente, ha preso questa decisione io starò agli
  ordini per senso di responsabilità, però non stiamo partendo con il
  piede  giusto,  perché non credo che lei  ammazzerà  il  dibattito,
  non  credo  che  staremo qui fino alle 8.30 del  mattino  lavorando
  tutta  la  notte  per fare cosa? Zero  Ancora non mi  sono  ripreso
  dalle  ventiquattro ore di lavoro della notte tra il  23  e  il  24
  novembre  scorsi,  una  nottata però senza far  nulla   Presidente,
  credo lei abbia avuto coraggio nel fare questo primo stralcio,  noi
  le  daremo  qualche  consiglio per fare  altri  stralci,  ci  dorma
  stanotte Presidente, poi ne parleremo.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Governo,  nel
  considerare  lo  stralcio,  -   che più  che  uno  stralcio  è  una
   macelleria  e ne prendiamo atto -, e considerando il suo giudizio,
  ancor prima che insindacabile e saggio, io mi auguro che la manovra
  venga  approvata  inserendo i soldi per i comuni  subito  e  lunedì
  prossimo venga pubblicato il testo.
   Pongo   una   questione,  a  prescindere  poi  dal  suo   giudizio
  insindacabile e saggio su tutte le norme, anche se ci  sono  alcune
  cose  che  ci  lasciano  perplessi, però  ci  rimettiamo  alla  sua
  saggezza  e  insindacabilità; la questione la pongo al Governo,  al
  Presidente  della Regione Crocetta ed al Parlamento. Il  Presidente
  della  Regione  sabato  scorso è stato a Ribera  e  a  Sciacca  per
  costatare  i  danni  dell'alluvione, danni che sono  drammatici  in
  termini  di  distruzione soprattutto del sistema  viario  agricolo,
  hanno  bisogno  di  interventi immediati  che  non  possono  essere
  recuperati  finanziariamente  dopo lo  stato  di  dichiarazione  di
  calamità naturale. Io sono un  sindaco di quei comuni che ha visto,
  nel  giro di poche ore, danneggiare anni ed anni di costruzione  di
  un  sistema viario, interpoderale, fatto di cantieri scuola,  fatto
  di  interventi  e  di  strade interpoderali ed  oggi  assolutamente
  distrutti.  I  titolari  delle aziende non  possono  aspettare  per
  raggiungere  aziende zootecniche e agricole per eseguire  i  lavori
  normali  relativi  alla conduzione agricola e  alla  conduzione  di
  azienda zootecnica.
   Per  cui  in queste ore, grazie al direttore dell'ESA,  grazie  ai
  consorzi di bonifica, grazie all'azienda forestale che con  i  loro
  mezzi, a prescindere dal formalismo, sono stati in grado di fornire
  subito  gli aiuti, faccio un esempio banale: abbiamo avuto  bisogno
  di   un  autobotte per rifornire un centro dialisi che grazie  alla
  forestale è arrivata; abbiamo avuto bisogno di alcuni mezzi che  ci
  ha  dato  il  consorzio  di  bonifica per l'intervento  presso  una
  famiglia  intrappolata in una frana,  e lo stesso dicasi per  tutto
  il resto.
   Ora  l'unica maniera per intervenire subito è quello di consentire
  ad  ESA,  assessore  Cracolici, aziende forestali  e  consorzio  di
  bonifica, con operai e mezzi e  intervenire subito. Per fare questo
  servono  risorse,  credo  un  po'  aggiuntive  per  l'ESA,  risorse
  aggiuntive non servono perché nell'articolo 12  è rimasto  mi  pare
  il  milione  di euro per gli operai dei Consorzi di bonifica,  però
  viene stralciata la norma che consente l'utilizzo per i comuni.
   Presidente  Ardizzone, so che  lei  è molto attento e sensibile  a
  questi  ragionamenti, o noi siamo in grado, noi  Sicilia,  Governo,
  Parlamento,   Dipartimenti   di  singoli   Assessorati,   in   modo
  particolare  quello dell'agricoltura, di intervenire con  operai  e
  mezzi  e con risorse che stiamo sostanzialmente finanziando, e  con
  norme  che  consentono di potere subito ripulire detriti, sistemare
  valloni,  torrenti,  consentire  l'accesso  alle  aziende  agricole
  oppure,  presidente  Crocetta, nonostante lei  si  sia  precipitato
  nelle zone, e lo abbia fatto immediatamente, oggetto del nubifragio
  del  25 mattina, rischiamo di non dare quel segnale di prontezza  e
  di pronto intervento.
   Per  cui,  Presidente,  io non ho nulla da  recriminare  sui  suoi
  stralci.
   In  una parentesi mi verrebbe anche da chiedermi se non è il  caso
  di  fissare  paletti prima alla Commissione  Bilancio' quanto  meno
  per risparmiare il costo della luce ed il sacrificio del personale.
   Pertanto,  pongo all'attenzione della Presidenza della Regione  la
  possibilità  di  utilizzare  i lavoratori  dell'ESA,  i  lavoratori
  dell'Azienda  forestale, i lavoratori dei Consorzi di  bonifica  ma
  servono  delle norme che sono state stralciate e non sono norme  di
  carattere finanziario.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Rinaldi.  Ne  ha
  facoltà.

   RINALDI.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   Assessori,
  Governo, vorrei chiedere al mio amico, onorevole Vinciullo, come  è
  finita? Tutto il lavoro fatto in Commissione, con nottate comprese,
  stralciate da questa pseudo maggioranza  Ma come si fa
   Io,   a  volte, non riesco a capire se è lo stesso Governo che  ha
  presentato  un  assestamento di bilancio che  dovrebbe  essere  una
  norma  tecnica che dovrebbe riguardare soltanto le spese  che  sono
  state   fatte  durante  l'anno  senza  nuove  norme  di  spesa,   a
  ripresentare  un  prospetto, esaminarlo in Commissione   Bilancio',
  con  due  nottate comprese e, poi, dichiarare il giorno dopo  -  lo
  stesso  Governo  che  ha presentato questo prospetto  approvato  da
  questa  maggioranza  -   che  è  inaccettabile,  che  non  si   può
  sostenere.
   E,  anche il presidente Ardizzone che aveva visto le norme, con la
  premura di incardinarlo venerdì, anche se con una clausola,  ma  io
  che  devo  incardinare un disegno di legge ho  prima  l'obbligo  di
  stralciare  le  norme  che,  secondo me, devono  essere  dichiarate
  inammissibili.
   Abbiamo  lavorato venerdì, sabato, domenica e lunedì  siamo  stati
  qui pronti a presentare tutti gli emendamenti, arriviamo in Aula  e
  qual  è la sorpresa? Viene stralciato letteralmente tutto il lavoro
  fatto in questi giorni.
   Ma come si fa?
   Voi  non avete dignità, voi non avete rispetto per i parlamentari.
  Voi  siete  una  maggioranza a convenienza solo  per  le  cose  che
  servono  ad ognuno di voi e ve ne state fregando dei siciliani  ma,
  soprattutto,  ve  ne state fregando dei deputati  che  sono  qui  a
  vostra  disposizione a servire i siciliani e, invece,  voi  pensate
  solo a voi stessi.
   Vergognatevi

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Cancelleri.  Ne  ha
  facoltà.

   CANCELLERI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Governo,
  venerdì   sono  intervenuto  e  la  Presidenza  era  dell'onorevole
  Venturino  al quale raccontavo un fatto che era accaduto durante  i
  lavori  di  Commissione, perché durante quei lavori, a  quello  che
  abbiamo  politicamente  definito il   mercatino  dell'emendamento ,
  avevamo semplicemente portato una proposta.
   La  proposta  nel  merito  era quella della  gratuità  del  ticket
  sanitario  anche  per  gli inoccupati con la copertura  finanziaria
  entro  il  limite  di  una riduzione di parte degli  stipendi   dei
  deputati.
   Ebbene,  la  Commissione, ovviamente, ha ritenuto in  maniera,  io
  sostengo furba, di convenienza, di non volerlo valutare perché  era
  controproducente che una parte politica bocciasse una proposta  del
  genere  ed  hanno chiamato, purtroppo il  Segretario  Generale,  il
  dottore  Scimé - io mi sono scusato a nome di questa parte politica
  dell'Assemblea, con il dottore Scimé, anche se non  ero  io  quello
  che  si  doveva  scusare, ma l'ho fatto perché lo ritenevo  giusto,
  perché  lo  hanno  messo in imbarazzo -, al  quale  hanno  dato  la
  responsabilità di comunicarci che proceduralmente non poteva essere
  accolta perché non era passata dalla Commissione di merito, che nel
  caso  era  la  Commissione Speciale che si occupava del ricevimento
  delle norme nazionali.
   A  quel  punto  ho  comunicato alla Commissione che  avrei  voluto
  vedere  i verbali di tutte le Commissioni di merito, per vedere  se
  tutti quegli emendamenti aggiuntivi erano passati dalle Commissioni
  di merito perché, proceduralmente, doveva avvenire proprio quello.
   Onorevole Turano, lei c'era quando ho fatto questo ragionamento in
  Commissione   e  tutta  la  Commissione  ed  il  Presidente   della
  Commissione,  mi  hanno  detto  che  loro  avevano  inviato  quegli
  emendamenti alle Commissioni di merito.
   Oggi,  Presidente, giustamente, arriva lo stralcio di tutte quelle
  norme  che  erano  state inserite nel testo e che, proceduralmente,
  come  la  nostra proposta non poteva essere accolta,  non  potevano
  essere accolte neanche quelle.
   Ora,  quando qui un deputato del Partito Democratico  mi  viene  a
  raccontare che dovrebbero dirgli come stanno le cose per evitare di
  farci  spendere dei soldi, facendo le Commissioni di notte e pagare
  le  bollette  della  corrente elettrica  e  quant'altro,  forse  ci
  dovremmo  ricordare  che  le regole erano  già  scritte  e  che  le
  dovevamo  semplicemente rispettare, e sapevamo benissimo che  tutte
  le  Commissioni di merito esitano i provvedimenti e che solo quelli
  che arrivano dalle Commissioni di merito possono essere inseriti.
   La  verità, presidente Ardizzone è che lei - glielo dico, non come
  rimprovero ma come consiglio, perché so che lei è molto  attento  a
  questo  -,  ogni  tanto, dovrebbe farsi un giro  all'interno  della
  Commissione    Bilancio'   quando  si   esitano   i   provvedimenti
  finanziari,  per vedere realmente come funzionano,  perché  -  l'ho
  detto  all'onorevole Venturino e lo dico anche a lei  in  veste  di
  Presidente  -  a  questi  non li sta fermando  neanche  la  diretta
  streaming,  perché  continuano a fare quello  che  facevano  prima,
  continuano  a  fare  quello che facevano  prima  ed  è  un'immagine
  vergognosa della politica siciliana che stiamo dando ai cittadini e
  questa cosa non può più andare avanti.
   Oggi,  che  ben  venga lo stralcio perché libera questo  testo  da
  tutte  quelle  che  erano state definite delle  porcherie ,  perché
  tali  erano, delle prebende, delle marchette, delle mance,  non  so
  come  le  vogliono definire. Mi assumo la responsabilità di  questi
  termini, ma finalmente l'abbiamo depurato.
   Ora,  possiamo  partire incardinandolo, possiamo  partire  facendo
  opposizione,  presentando i nostri emendamenti, e  concordando  col
  Governo quella che può essere un'azione sul merito del testo perché
  qua,  ogni  volta, arriva un testo, esitato dalla Giunta regionale,
  di  venti  articoli  e,  poi,  diventa  di  cinquanta,  di  ottanta
  articoli. Cioè dai territori, arrivano richieste che sono  inaudite
  e questa cosa non può più andare avanti.
   Allora,  o ci mettiamo di nuovo a regime, o ricordiamo a  qualcuno
  che  dovrebbe già saperlo, visto che è deputato di lungo corso, che
  le  regole  non gliele dovevate comunicare ora, già esistevano,  ci
  sono sempre state quelle regole, vanno solo rispettate.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Formica.  Ne  ha
  facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente, rimango sempre di più  allibito  nel
  constatare come peggiora, di anno in anno, l'attività istituzionale
  di Governo e Parlamento. E non capisco

   CROCETTA, presidente della Regione. Non c'entra niente il Governo.

   FORMICA.  Che non c'entra niente, ora lo vediamo. Che non  c'entra
  nulla, ora lo vediamo

   CROCETTA,  presidente  della Regione.  Il  Governo  ha  fatto  una
  proposta che è stata modificata in Commissione.

   FORMICA.  Ognuno ha i suoi punti di vista e cerca di  argomentare.
  Ci  è stato detto che dovevamo velocemente approvare l'assestamento
  di  bilancio.  Il  Parlamento  si è messo  a  disposizione  con  le
  Commissioni  di merito, lavorando alacremente e con la  Commissione
   Bilancio'.
   L'assestamento di bilancio è diventato assestamento di bilancio  e
  di  previsione  dell'esercizio finanziario 2016 e per  il  triennio
  2016/2018  e  variazioni al bilancio di previsione per  l'esercizio
  finanziario 2016 e per il triennio 2016/2018.
   Ora,  se  il  Governo,  voleva  che questo  provvedimento  venisse
  approvato    velocemente,   si   doveva   limitare   a   presentare
  l'assestamento   di  bilancio,  demandando  alla   prossima   legge
  finanziaria  tutto  ciò che riteneva doveva essere  demandato  alla
  legge  finanziaria: gli atti di programmazione, gli  interventi  di
  spesa, poteva benissimo mandarli alla finanziaria.
   Ed il Presidente dell'Assemblea, quando si è visto arrivare questo
  testo,  doveva  espungere,  se questo era  l'indirizzo  che  voleva
  avere, che voleva prendere, verso cui si voleva incardinare,  tutte
  quelle  norme che non avevano nulla a che vedere con l'assestamento
  di  bilancio ma che, invece, abbracciavano i più svariati temi,  da
  nuovi contributi, da nuove autorizzazioni di spesa a delle norme di
  programmazione.
   Tutto ciò non è avvenuto ed il fatto che si è lasciato lavorare le
  Commissioni,  con  grande  impegno e  dedizione,  pensando  che  il
  Parlamento,  al  pari  del Governo, abbia la  medesima  dignità  di
  approntare  ed  emendare i provvedimenti che sono  proposti,  sulla
  base  di come sono stati introitati, con le caratteristiche con  le
  quali  sono  stati introitati, signor Presidente, non mi  pare  una
  scelta corretta, non mi pare, per nulla, una scelta corretta.
   Lei, deve difendere le prerogative di questo Parlamento e non  può
  lasciare  che  questo  Parlamento, con indubbi  aggravi  di  spesa,
  perché  se tutti fossimo stati messi a conoscenza del fatto che  si
  trattava  di  un  semplice  assestamento  di  bilancio  e  che   la
  Presidenza avrebbe avuto intenzione di stralciare, come poteva fare
  fin  da subito, tutte le norme diverse da quelle di un assestamento
  di  bilancio, non ci sarebbe stato alcun bisogno di impegnare né le
  Commissioni di merito né tanto meno  la Commissione  Bilancio'.
   Altrimenti,  non  è  ammissibile che le  cosiddette   manciugghie
  presentate  dal Governo possono passare e gli interventi presentati
  dai   deputati,  dai  parlamentari  non  possono  passare   perché,
  altrimenti,  caro Presidente, abbiamo stabilito che  il  Parlamento
  non ha più alcuna funzione e non ha più motivo neppure di esistere.
   Lei doveva stralciare l'interno articolo 12 nel momento in cui  il
  Governo   l'ha   presentato,   demandando  all'approvazione   della
  finanziaria   l'inserimento  di  questi  articoli   perché,   oggi,
  assistiamo  al fatto che una serie di variazioni al bilancio  della
  Regione,  presentate dal Governo sono passate e, invece, il  lavoro
  che  è stato fatto dal Parlamento è stato ghigliottinato. Tutto ciò
  non è accettabile e non è, secondo me, neppure giusto nei confronti
  del Parlamento.
   Vorrei,  poi, aggiungere un'ultima cosa. Si è diffuso,  in  alcuni
  organi  di  stampa,  il  concetto  che  è  stato  il  lavoro  della
  Commissione   Bilancio' che ha tolto i soldi ai comuni.  Niente  di
  più  falso   Come lei ben sa, come è emerso anche dalla  Conferenza
  dei  Presidenti dei Gruppi parlamentari che abbiamo fatto prima  di
  iniziare  la  sessione di bilancio, il Governo, e solo il  Governo,
  per  colpa  sua, per le beghe interne, non è riuscito a  mandare  a
  Roma  un  atto di programmazione dal mese di maggio sino  ad  oggi,
  causando  la  gravissima crisi a cui oggi assistiamo nei  confronti
  dei  comuni in quanto, pur avendo messo in finanziaria 115  milioni
  di   euro  per  gli  investimenti  dei  comuni  e,  quindi,  avendo
  autorizzato, di fatto, i comuni ad iscriverli nei loro bilanci, non
  ha conseguentemente fatto ciò che doveva fare e cioè mandare a Roma
  la  delibera di utilizzo e di programmazione dei 65 milioni di euro
  che  erano sottoposti a programmazione, autorizzazione da parte  di
  Roma in quanto Fondi PAC e, quindi, per colpa esclusiva del Governo
  ci  siamo trovati nella situazione di mandare a picco i comuni. Non
  c'entra  nulla  il  lavoro della Commissione  Bilancio'  che  si  è
  limitata,  al  pari di ciò che ha fatto il Governo, ad  autorizzare
  alcuni impegni di spesa che ammontano a circa 2 milioni e 700  mila
  euro,  non  45  milioni di euro, quelli che mancano per  colpa  del
  Governo.  Tutto  ciò  a difesa delle prerogative  parlamentari  che
  anche lei, Presidente, dovrebbe in qualche modo difendere.

   PRESIDENTE. Bene. Difendiamo intanto le prerogative dei  siciliani
  che forse facciamo cosa buona e giusta.
   Sono  state  stralciate norme che sono state presentate  pure  dal
  Governo,  quindi,  si  metta d'accordo  con  se  stesso,  onorevole
  Formica.

   FORMICA. No, no, ci sono 28 norme del Governo che sono passate.

   PRESIDENTE. Va bene, onorevole Formica. Lei era in Commissione  e,
  quindi, passano le norme che riguardano le riforme elettorali,  che
  riguardano i permessi sindacali, ecco lei aderisce a questa

   FORMICA.   Avrebbe  dovuto  stralciare  tutto  l'assestamento   di
  bilancio, e lei sa che ho ragione.

   DI GIACINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  GIACINTO.  Signor Presidente, credo che l'errore iniziale  sia
  chiamare il disegno di legge  assestamento di bilancio e variazioni
  di bilancio , perché se predisponiamo l'assestamento di bilancio  e
  basta, è chiaro che non si aprono maglie per particolari, per tutti
  rispetto  alle variazioni. Siccome abbiamo chiamato questo  disegno
  di  legge   assestamento di bilancio e variazioni di  bilancio ,  e
  caro  Presidente  io non sto qui a contestare  quello  che  lei  ha
  fatto,  è legittimo quello che lei ha fatto, però credo che non  si
  possa fare lavorare una settimana intera la Commissione  Bilancio',
  notte  e  giorno,  e dopodiché si arriva in Aula e  viene  bocciato
  tutto,  perché  ciò significa - questo lo dico per me  ma  lo  dico
  anche  per  la  Commissione  Bilancio' - la fine della  Commissione
   Bilancio'.  Noi  stasera possiamo anche decidere  con  un  decreto
  presidenziale  di sciogliere la Commissione  Bilancio'  perché,  di
  fatto,  si  tratta di questo, Presidente. Stasera,  infatti,  ci  è
  arrivato in Aula un taglio di tutto ciò che ha fatto la Commissione
   Bilancio'.

   FORMICA. Cioè il Parlamento.

   DI  GIACINTO.  Cioè  il  Parlamento.  Io  non  entro  nel  merito,
  Presidente.
   Io  credo  che  molte  delle  norme  che  sono  state  scritte  in
  finanziaria  siano  passate  dalle  Commissioni  di  merito,  molte
  meritavano  un'attenzione diversa. Credo che stasera si  sia  messo
  fine, ripeto, fine all'attività parlamentare perché non capisco che
  cosa  continuo a fare in Commissione  Bilancio' se non  sono  nelle
  condizioni di portare un emendamento, un comma o un articolo in una
  legge  di  variazione di bilancio, non di assestamento di bilancio,
  Presidente,  tecnicamente sono due cose  distinte  e  separate.  Ma
  questo non è un errore che ha fatto la Commissione  Bilancio', è il
  testo di legge che è stato presentato dalla Commissione  Bilancio',
  poi,  dopodiché  mi adeguo a quello che ha fatto la Presidenza,  la
  rispetto, è una sua prerogativa legittima e, quindi, è stata fatta,
  però,  le  chiedo una cosa, Presidente: abbiamo tre  emergenze  che
  riguardano   i  comuni,  i  liberi  consorzi  e  le  attività   dei
  diversamente  abili. Siccome credo che non ci sia il clima,  perché
  questa manovra è passata dalla Commissione  Bilancio' semplicemente
  perché  il  sottoscritto ha deciso di votare a favore ed è  passata
  con  6  voti  a  favore e 5 astenuti per cui se io decidevo  di  no
  votare  a  favore, questa manovra non sarebbe neanche  arrivata  in
  Aula. Ci siamo?
   Per  cui,  le  chiedo  stasera,  Presidente,  di  fare  tre  norme
  obbligatorie, che sono quelle dei comuni, dei liberi consorzi e dei
  diversamente  abili  delle province e di approvarle  subito,  anche
  domani, non credo che ci sia difficoltà, credo che l'Aula non abbia
  difficoltà, da questo punto di vista, dopodiché possiamo stare  qui
  in  Aula con questa norma altri due mesi; io dichiaro sin da adesso
  che se non vengono messe soltanto operazioni obbligatorie in questa
  norma, ripeto non ho nulla da difendere, ho già bocciato, ho  fatto
  bocciare  con  il  mio voto contrario alcune norme  che  già  erano
  inserite  in  questa  norma, Presidente,  per  quanto  mi  riguarda
  dichiaro  sin da adesso il voto contrario mio e del mio Gruppo,  se
  non vengono stralciate soltanto tre norme obbligatorie.

   PRESIDENTE.  E, allora, come lei potrà constatare, proprio  queste
  tre norme sono inserite, mi fa piacere che siamo tutti sulla stessa
  linea,   onorevole  Di  Giacinto,  però  siccome  si  chiama   alla
  prerogativa della II Commissione, vorrei dire che sono garante  non
  solo  del  lavoro della II Commissione, quando è ben fatto,  ma  di
  tutte le Commissioni e trattare in Commissione  Bilancio' una norma
  ordinamentale o una norma elettorale, obiettivamente non  è  onesto
  intellettualmente  per rispetto della I Commissione.  Le  ho  fatto
  solo  un  esempio, ma ne potrei citare tanti e tanti altri casi,  e
  sappiamo tutti

   DI GIACINTO. Le posso dire come ho votato in quella Commissione.

   PRESIDENTE.  No,  non  mi interessa come vota  il  singolo,  è  il
  risultato  quello che conta, e anche il richiamo  alle  regole  voi
  sapete  che,  fin dall'inizio, inviavo circolari e,  probabilmente,
  pochissimi hanno letto quale era il criterio al quale attenersi.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Laccoto. Ne ha facoltà.

   LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che il clima
  che  si  sta creando in Aula, sicuramente non consenta di approvare
  serenamente una norma che è una norma di storno. Credo che in fondo
  ci   sono   delle  responsabilità  dell'una  e  dall'altra   parte,
  certamente non è che facciamo demagogia, perché se continuiamo  sui
  giornali, sui mass media, a fare demagogia non ce ne usciamo, e non
  è  che  facendo  demagogia si riesca, poi, a risolvere  i  problemi
  urgenti che ci sono.
   Credo  che una proposta ecco che possa essere accettabile  sia  di
  fare   quelle  norme  indispensabili  per  i  comuni.   C'era   qui
  l'Assessore agli enti locali; ebbene, ci sono in questo  momento  i
  comuni  che  entro  il 30 novembre devono chiudere  i  bilanci.  In
  questa situazione ed in questo clima io credo che non riusciremo  a
  chiudere entro il 30 novembre questo storno di fondi..

   GRECO GIOVANNI. Entro il 30 dicembre.

   LACCOTO.  No,  no, entro il 30 novembre ci sono i  commissari  che
  sono  in  tutti  i comuni ed in questa situazione se  non  troviamo
  delle  soluzioni  valide  praticamente  molti  comuni  andranno  in
  dissesto,  perché  non riusciranno a coprire quella  parte  dei  50
  milioni  che erano praticamente previsti nel bilancio di previsione
  della  Regione siciliana e che, comunque, i comuni avevano  bisogno
  di fare.
   Ora,  le  soluzioni  sono due: o si fanno delle  norme  specifiche
  entro  il  30 novembre - 30 novembre significa farle almeno  il  29
  novembre  -,  dare  per i comuni i 50 milioni, per  le  province  e
  c'era  anche  un  problema  riguardante  le  Isole  minori  perché,
  altrimenti,  anche  i  comuni andranno in dissesto,  e  cercare  in
  questa fase di limitarsi a questo.
   Per  quanto  riguarda  il problema del dissesto  idrogeologico,  è
  chiaro  che  non possa essere affrontato in una fase di  storno  di
  fondi,  se  non  con  somme esigue rispetto a quelle  che  sono  le
  necessità  che  vengono praticamente dai danni che  vi  sono  stati
  causati nella Sicilia occidentale, nella Sicilia orientale, quindi,
  là  bisognerà trovare una soluzione immediata - anche  in  raccordo
  col  Governo  nazionale - non aspettando sicuramente i tempi  della
  dichiarazione di calamità.
   Altro problema: il presidente Crocetta ha parlato dei consorzi, ma
  i  consorzi agrari non possono essere in questa fase messi  in  uno
  storno  di  fondo  che va per il 2016, perché i consorzi  hanno  il
  problema per l'anno 2015, dove non vi è stata la copertura  per  il
  bilancio.  Quindi,   invito  il Governo  a  trovare  soluzioni  per
  tamponare,  in  questo  momento, il  discorso  delle  cartelle,  ma
  affrontare la questione compiutamente nella finanziaria  del  2017,
  nel bilancio di previsione perché, altrimenti, non ne usciamo più.
   Signor  Presidente,  dico  che  sicuramente  ci  sono  stati   dei
  malintesi  fra quella che era la questione di storno e quella  che,
  poi,  è uscita come manovra, però, a questo punto, dobbiamo tentare
  di risolvere i problemi, almeno quelli più urgenti.
   Per   cui   ritengo  che  sia  anche  giusto,  con  un   atto   di
  responsabilità da parte di tutti i Gruppi, fare in questa fase solo
  le  norme  urgenti  che riguardano le questioni  che  ho  citato  e
  rimandare, anche con l'impegno alla finanziaria quelle che sono  le
  altre questioni che non hanno l'urgenza impellente per l'anno 2016.
   Questa  è la proposta che ritengo debba essere accettata. Se  come
  Governo  si  inseriranno altre questioni  arriveremo in  quest'Aula
  con  norme  nuove  che vorranno essere poi riviste,  esaminate  che
  potranno creare altre problematiche.
   Bisogna trovare, anche da parte del Governo, soluzioni a risolvere
  senza aggravare la manovra di assestamento.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente,  non  le  nascondo  che  ho  apprezzato
  tantissimo il fatto che lei abbia preso una posizione chiara contro
  questa abbondanza di articoli che, notte tempo, sono spuntati fuori
  in Commissione  Bilancio'.
   Lo  confesso, Presidente, mercoledì scorso non mi sono  trattenuta
  in  Commissione  Bilancio' quando è finita l'Aula -  Aula  che  era
  deserta - vorrei ricordare ai colleghi del PD che se siamo arrivati
  a questo scorcio di novembre con l'assestamento ancora da discutere
  è proprio per colpa del PD, in particolare, che in questi mesi si è
  assentato abbondantemente dall'Aula e dalle Commissioni.
   Detto  ciò,  quella sera me ne sono andata perché i  membri  della
  Commissione si sono chiusi nella stanza accanto per oltre  tre  ore
  e,  ogni  tanto, mentre aspettavamo che la Commissione  riprendesse
  all'ora  x,  vedevamo uscire fogli e foglietti dalla  stanza  della
  Presidenza.
   Io  me ne sono andata, solo che l'indomani ho appreso dai giornali
  e  dai  miei  colleghi  che la seduta era durata  tutta  la  notte,
  proprio   old  style   come ai vecchi tempi,  tutta  la  notte.  E,
  quindi, appare evidente che la Commissione  Bilancio' non sia stata
  governata  nella maniera giusta e qui vorrei fare un piccolo  focus
  sulla Presidenza che di mattina era così precisa, talmente tanto da
  non  permettere ai deputati che non erano membri della  Commissione
  di intervenire nel merito dei punti e, poi, di notte - una sorte di
  dottor  Jekyll  e mister Hyde - la Commissione si è trasformata  in
  un'orgia totale dove questi emendamenti sono venuti fuori.
   Io  ho  apprezzato  il  suo gesto, non ho apprezzato  l'intervento
  dell'onorevole Di Giacinto che era quasi rammaricato che tutto quel
  ben di Dio fosse finito nel cestino, perché lì di ben di Dio ce  ne
  era  tanto,  infatti, ci sono precisi nomi e cognomi o meglio  dire
  comuni,  festival, associazioni, fondazioni, associazioni musicali,
  un  po' di tutto, in giro per la Sicilia che, purtroppo, onorevole,
  non  ci andranno, non potrete ottenere queste situazioni che  nulla
  hanno a che vedere con l'assestamento di bilancio.
   La  tabella  H  ancora non si può ripristinare, purtroppo,  brutta
  notizia per qualcuno
   Ma la cosa orribile che ho visto, un altro sfregio al lavoro delle
  Commissioni, è stata l'introduzione dell'articolo 51 che, mentre la
  Commissione Bilancio, da oltre tre mesi o forse più, da luglio,  ha
  iscritto  nel  proprio ordine del giorno la legge di riforma  delle
  IPAB,  la  stessa Commissione introduce un articolo  per  andare  a
  fregare  ancora una volta di più e mettere ancora più in  ginocchio
  le vite dei lavoratori delle IPAB.
   Bene,  signor Presidente, qui l'offesa è nei riguardi della  prima
  Commissione e nei riguardi di tutti Gruppi parlamentari che, almeno
  dal 2013, avevano presentato precisi e specifici disegni di legge.
   Cosa  hanno ben pensato di fare i membri della Commissione,  notte
  tempo?  Di dire che i Comuni non devono farsi carico del patrimonio
  degli  eventuali buchi di bilancio e del personale, come  la  legge
  prescrive, ma si devono fare carico di tutta la parte buona, ma dei
  lavoratori possono farsi carico.
   Quindi,  una  vera e propria presa in giro per  tutti  noi  e  una
  ferita  ancora inferta a quel personale che, nonostante gli  enormi
  ritardi  nel  pagamento degli stipendi, continua a  lavorare  e  ad
  accudire gli anziani e gli inabili sparsi in giro per la Regione.
   Ora  è chiaro, mi chiedo quale vantaggio loro potrebbero avere nel
  prevedere  il  licenziamento dei lavoratori, non penso  siano  così
  sadici.  A  meno  che non vogliano mettere riparo  alle  operazioni
  temerarie   e   nefaste   operate  dall'Assessore   Miccichè   che,
  bellamente,  tra una nomina di un commissario - ne ha nominati  una
  trentina  - ovviamente a carico degli enti che non ricevono  soldi,
  c'è  un  bel elenco, un bel albo in Assessorato dove ci sono  delle
  persone  che  vanno  a fare il commissario e vengono  pagati  dagli
  enti,  mentre l'Assessore si guarda bene dall'avviare la  procedura
  per mettere a punto i consigli di amministrazione, che sarebbero  a
  titolo gratuito.
   Un  postificio, sapete, un favore ad un commissario  non  si  nega
  mai   Il  decreto scade e si rinnova, gli enti rimangono senza  una
  governance  legata  al territorio e chiaramente  un  in  più  sullo
  stipendio degli iscritti all'albo non guasta a nessuno.
   E  quindi dicevo, l'Assessore, da una parte nomina i commissari, e
  dall'altro sta facendo delle estinzioni a go-go. Estingue gli  enti
  senza alcun criterio e spesso su molti comuni vanno a gravare delle
  situazioni debitorie enormi, nonché dei dipendenti che,  avendo  un
  contratto  a tempo indeterminato, dovrebbero essere inseriti  nelle
  piante organiche dei comuni.
   Signor  Presidente, sono contenta che lei abbia stralciato  questo
  articolo,   ma   le  chiedo  se  in  qualche  modo   può   imporre,
  letteralmente  - dato che sono passati sei mesi - alla  Commissione
  Bilancio di affrontare seriamente questa riforma che dovrebbe stare
  a  cuore anche al Governo che, il 30 novembre del 2012, deliberò in
  Giunta  -  non  si erano ancora insediati - che bisognava  fare  la
  riforma.
   So  che  è  una  promessa che è stata fatta anche  dai  precedenti
  governi,  però  almeno cerchiamo di portare a termine  una  riforma
  attesa da quindici anni.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, lei stasera  sta
  conquistando  i  favori di questa Assemblea, perché  tutti  eravamo
  convinti  della  bontà  di questo provvedimento,  eravamo  convinti
  dell'idea che bisognava rimanere dentro i binari di un assestamento
  di bilancio, che non poteva essere una finanziaria
   Quello che, oggettivamente, esce con le ossa rotte è il Presidente
  della Regione. Un Presidente della Regione con un atteggiamento, mi
  scusi Presidente, ma davvero border-line, perché non è ipotizzabile
  immaginare che il Governo sostiene questi provvedimenti e poi, dopo
  una  settimana  di  lavoro di commissione  di  Bilancio,  dopo  una
  settimana  che  i deputati della maggioranza sono  andati  in  giro
  sulle  ragioni del NO e sulle ragioni del SI' dicendo ai  cittadini
   non vi preoccupate, risolveremo tutto , perché è chiaro che questo
  assestamento  di  bilancio  era diventata  una  finanziaria  perché
  dentro  ci  stavano tutta una serie di impegni legati alle  ragioni
  del SI'
   E  ora,  che  cosa gli andate a dire nei territori? Che  cosa  gli
  andate  a  dire all'articolo 12, comma 1, al Polo universitario  di
  Enna? Che cosa gli andate a dire all'articolo 12, comma 2, al Brass-
  Group?  Che  cosa gli andate a dire all'articolo 12,  comma  3,  ai
  consorzi agrari? Che cosa gli andate a dire all'articolo 12,  comma
  35,  legato al COPPEM? Che cosa gli andate a dire all'articolo  12,
  comma 24, Autodromo di Pergusa?
   Allora, la verità è che gli impegni si prendono in maniera chiara
  La  verità  è che bisogna essere leali con i siciliani  e  prendere
  solo  gli impegni che si possono mantenere, evitando di sbandierare
  a  destra  e  a  manca cose che non si possono  fare   Evitando  di
  prendere  impegni  con  la municipalizzata di  Catania  che  doveva
  incassare cinquecentottantaduemila euro. Perché, la municipalizzata
  di   Palermo,   AMAT,   aveva  qualcosa  in  meno   rispetto   alla
  municipalizzata di Catania?
   E  così via, con il comma 24, con il comma 34, con l'articolo  13,
  con  gli  articoli 32 e 54, e così di seguito rispetto ai  quindici
  milioni in più alle aziende per la promozione industriale,  e  così
  giocando con numeri, con i cinquanta milioni in meno nelle  entrate
  IRPEF.
   E  allora, Presidente Ardizzone, io mi complimento con lei  perché
  ha   riportato  il  dibattito  al  suo  ruolo  istituzionale  però,
  ovviamente  Presidente Ardizzone, le chiedo, per il futuro  laddove
  questo Governo dovesse continuare ad avere un atteggiamento di  chi
  si  vuole prendere beffa del Parlamento ci può pure stare  -  tanto
  ormai  gli equilibri istituzionali, in questa Regione, sono saltati
  -  e con il Parlamento può anche, forse, pensare di farlo ma con  i
  siciliani  no   Questo non è giusto e di questo,  a  loro,  rendere
  conto, Presidente


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone


                          Per fatto personale

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, vorrei ricordare all'onorevole Figuccia che lui può  fare
  tutte  le  considerazioni politiche che vuole - è  inutile  che  si
  mette  a  ridere  -ma non quella di accusare me  di  questioni  che
  attengono  ad  emendamenti e questioni che  attengono  la  campagna
  referendaria.  Uno, per lo stile con cui questo Presidente  conduce
  questa  campagna  elettorale  che è molto  rispettosa  anche  delle
  ragioni  di  coloro che la pensano diversamente da me. Due,  perché
  non  rientra nello stile di Rosario Crocetta fare queste cose. Tre,
  perché  questo  Presidente non ha proposto, in  nessun  modo  e  in
  nessuna circostanza, né pubblica, né privata, né in Giunta,  né  in
  Parlamento  provvedimenti ad personam che  potessero,  minimamente,
  caratterizzarlo
   Quindi,  onorevole,  queste cose le riservi  al  passato  politico
  della  sua  coalizione, ma lei è abituato a straparlare.  Onorevole
  Figuccia, ritiri quelle cose perché io la querelo.

   MILAZZO GIUSEPPE. Sono considerazioni politiche


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone


        Riprende la discussione del disegno di legge n. 1264/A

   PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Cirone, che  è  nota
  per la calma e la saggezza che devono primeggiare in quest'Aula. Ne
  ha facoltà.

   CIRONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, grazie per  avermi
  dato  la parola ma la tratterrò per pochissimi minuti solo per fare
  alcune  osservazioni. Se siamo a questo punto, un  punto  di  snodo
  molto  importante per la vita dei siciliani, io credo che  dobbiamo
  interrogarci   sulla  tempistica  con  cui  affrontiamo   questioni
  cruciali  come  sono  certamente quelle legate all'assestamento  di
  bilancio.  Siamo  oramai alla fine del mese  di  novembre,  incalza
  dicembre,  tra  qualche  giorno non sarà più  possibile  effettuare
  pagamenti  e  molti  di quelli che attendono da questa  manovra  di
  vedere risolti questioni annose che si trascinano da mesi, stanno a
  seguire  i  nostri  lavori con ansia e con grande  patema  d'animo.
  L'assestamento quindi è stato, come dire, affrontato e si  è  anche
  dilungato nel tempo, eccessivamente. Io credo, che se oggi ha senso
  quest'Aula, oltre a prendere atto, io dico con soddisfazione, degli
  stralci che lei sta proponendo e che spero appunto ci consentano di
  procedere velocemente, oltre a prendere atto della posizione  anche
  rappresentata  dal Presidente Crocetta che su questa stessa  strada
  ci  invita  a  precedere, noi dobbiamo avere momento  di  chiarezza
  circa la tempistica con cui concludiamo questo percorso. Perché  se
  questa  tempistica  dovesse allungarsi, prolungarsi  oltre  misura,
  perché legittimamente vi sono aspettative da parte dei deputati  ma
  che  potranno  essere risolte in chiave di legge  finanziaria,  noi
  frusteremo questa operazione di assestamento, noi non daremo  conto
  a tutti coloro i quali aspettano da questa Assemblea una risposta.
   Signor   Presidente,  affidandomi  al  senso   etico   della   sua
  rappresentatività,  le  chiedo  di  darci  un  crono-programma  per
  concludere questa vicenda. Possiamo darci una tempistica? Perché mi
  pare  che  se non lo facciamo in quest'Aula autorevolmente  con  la
  necessaria assunzione di responsabilità, noi rischiamo di  superare
  questa settimana, di andare alla prossima, quando davvero diventerà
  difficile dare contezza ai Comuni dello sforzo che questo Governo e
  questa Assemblea vogliono fare per consentire ai Comuni di chiudere
  il  loro  bilancio  perché non faremo in tempo a dare  risposte  ai
  lavoratori  dei liberi consorzi che attendono di essere  pagati  da
  mesi e per i quali incalza il Natale per il quale dovranno portare,
  penso,  un  panettone a casa. Ed io penso, altresì, alle disabilità
  che  in  questa manovra di assestamento sono state curate. Vi  sono
  certo  molti  altri  aspetti  di questo assestamento  che  potevano
  essere  presi  in  considerazione ma credo che queste  tre  colonne
  fondamentali  non  possono essere trascurate e  meritano  da  parte
  dell'Assemblea, meritano da parte della Presidenza  una  tempistica
  certa.  Io  quindi  invito i colleghi, oltre  che  a  pensare  agli
  obiettivi  da  raggiungere, pensiamo anche ai  tempi  con  i  quali
  assolvere questa nostra funzione, perché altrimenti se andiamo alla
  prossima  settimana davvero noi avremo offeso  i  siciliani  con  i
  nostri comportamenti difficilmente inspiegabili.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Fontana.  Ne  ha
  facoltà.

   FONTANA.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   Governo,
  desideravo   anch'io   fare   qualche   breve   riflessione   circa
  l'approvazione  di  questo  disegno  di  legge,  l'assestamento  di
  bilancio,  e  dare atto anche ai colleghi che si sono cimentati  in
  Commissione  lavorando  parecchie ore e dando  il  meglio  di  loro
  stessi  e quindi noi dobbiamo certamente rispetto a coloro i  quali
  hanno lavorato giorno e notte per elaborare un disegno di legge con
  parecchi emendamenti.
   Però,  oggi  ci  ritroviamo  qui con  uno  stralcio,  tra  l'altro
  cospicuo  -  e  di  questo  gliene do atto,  Presidente  -  lei  ha
  utilizzato  una  prerogativa che le appartiene e che  io  condivido
  fino  in  fondo, perché, se anche il lavoro fatto merita  rispetto,
  penso  che  si  sia  andato troppo al di là  di  quello  che  è  un
  assestamento di bilancio. Poi c'è da dire che hanno fatto quasi una
  mini finanziaria con tentativi - anche nostalgici - di inserire una
  nuova  tabella H nell'articolo 12; basti guardare i numerosi commi,
  ben  53, all'interno dell'articolo e credo già questo la dica lunga
  sulla  vicenda  del disegno di legge. Pertanto io plaudo  a  questo
  stralcio  e  credo  che noi abbiamo il dovere di esitare  in  tempi
  piuttosto  rapidi  questo stesso disegno di legge  perché  vi  sono
  alcune  cose importanti, inderogabili e indifferibili che  dobbiamo
  approvare  nel più breve tempo possibile e mi riferisco soprattutto
  su   alcuni  articoli  cardini,  quali  quello  dell'assistenza  ai
  disabili negli istituti scolastici, quello dell'obbligo scolastico,
  le  risorse  da trasferire alle ex province dove ci sono dipendenti
  che non prendono lo stipendio da circa dieci mesi; abbiamo anche il
  dovere di garantire i 115 milioni promessi ai comuni, altrimenti li
  manderemo tutti in dissesto.
   Fa  bene  lei, Presidente, ad insistere su questi articoli  perché
  sono  gli  articoli cardine di questo assestamento e  non  possiamo
  assolutamente perdere tempo nel derogare. Credo che il Governo,  in
  particolare  l'Assessore  per le autonomie  locali  e  la  funzione
  pubblica, onorevole Lantieri, avrà già trovato i 65 milioni di euro
  che   sono   venuti  meno,  ahimè,  probabilmente  anche   per   un
  atteggiamento  un  po' superficiale da parte del Governo  perché  i
  fondi  POC purtroppo, essendo in notevole ritardo, arriveranno  fra
  parecchi  mesi, e quindi fa bene il Governo a pensare eventualmente
  ad  un  prestito  attraverso  la  cassa  depositi  e  prestiti  per
  garantire   appunto   queste  risorse  e   consentire   ai   comuni
  l'approvazione dei relativi bilanci.
   Signor Presidente, le ricordo che già nella mia provincia, e credo
  anche  con  un  po'di  leggerezza, due comuni hanno  dichiarato  il
  dissesto: il comune di Favara, di 35 mila abitanti, ed il comune di
  Porto Empedocle. Non voglio entrare nel merito perché non è di  mia
  competenza né il mio compito, ma credo l'abbiano fatto anche con un
  po'  di  leggerezza,  perché nel comune di Favara  vi  era  già  un
  riequilibrio  di bilancio che era stato esaminato dal  Ministero  i
  cui  incartamenti  sono stati già trasmessi alla  Corte  di  Conti.
  Pertanto,  ritengo  ci sia stata troppa premura nel  dichiarare  il
  dissesto di questi comuni e quindi, per non far perdere e  per  non
  mandare  a  casa i precari vi è anche una previsione di  spesa  per
  sostenere gli stessi precari nei comuni in dissesto e quindi  tutta
  un  serie  di  articoli  che,  a  mio  parere,  sono  assolutamente
  prioritari e indifferibili.
   Mi consenta un'ultima riflessione e concludo.
   Mi riferisco alle recenti alluvioni che hanno colpito la provincia
  di  Agrigento,  esattamente Licata prima e  la  zona  di  Ribera  e
  Sciacca e tutto l'entroterra saccente, dopo.
   Ho anche notato la presenza immediata del Governo, la presenza del
  Presidente Crocetta.
   So  anche  delle promesse che sono già state fatte - e  credo  che
  siano  delle promesse concrete - e questo mi pare che possa  essere
  anche  di  buon  auspicio,  mi dispiace  che  non  c'è  l'assessore
  all'agricoltura,  ma  ritengo che ci sia e quindi  bisogna  pensare
  immediatamente  al  sostegno alle imprese agricole  che  in  questo
  momento sono in ginocchio.
   I  nostri imprenditorim che sono in fase di raccolta delle arance,
  che  hanno  conquistato i mercati internazionali,  non  possono  in
  questo momento fare la raccolta per distribuire i loro prodotti.
   Credo,   quindi,   che   veramente  sia  necessario   l'intervento
  autorevole del Governo che dia speranza a tutti questi.
   E,  riprendendo l'intervento dell'onorevole Panepinto, perché  non
  utilizzare al meglio anche i lavoratori dell'ESA, i lavoratori  del
  consorzio  di  bonifica?  Facciamolo  perché  ne  abbiamo  assoluta
  necessità.

   PRESIDENTE. Prima di dare la parola conclusiva al Presidente della
  Commissione, onorevole Vinciullo, ha chiedo di intervenire  per  un
  chiarimento breve l'onorevole Figuccia.
   Gli è dovuta perché mi ha già preannunciato le sue intenzioni.

   FIGUCCIA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  volevo  solo
  chiarire che, ovviamente, le mie erano e sono valutazioni di merito
  politico che non posso rimangiarmi. Quello è un aspetto sul  merito
  della politica che vanno mantenute.
   Poi,  ovviamente, non spetta a me né rinviare, né fare valutazioni
  di  altro  tipo  perché non attiene a questa sede.  Sono  certo  da
  questo punto di vista anche della sua buona fede.
   A  parte  la parola mal compresa anche ora dell'onorevole  Fontana
  che   voleva   dire  qualcos'altro.  Non  voleva   dire   promesse,
  sicuramente, perché così non sarà.

   ARANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, condivido
  il metodo introdotto dalla Presidenza, perché è indubbio che non si
  può  votare un libro, piuttosto quello che era stato presentato dal
  Governo.
   Tra  le  cose  stralciate c'è una misura di sostegno  al  reddito,
  l'articolo  42.  Io la pregherei di rivedere aggiungendo  tutte  le
  norme  di questo tipo a cui è necessario dare copertura finanziaria
  trattandosi di situazioni proprio estreme. Praticamente è la  legge
  n.  5 del 2015 a cui dobbiamo obbligatoriamente dare copertura fino
  alla fine dell'anno.
   Quindi, signor Presidente, trattandosi di una norma generale e non
  di una norma aggiuntiva la pregherei di riconsiderare i cantieri di
  servizio, altrimenti detti RNI, che sono usciti fuori dal  criterio
  generale, ma mi sembra che possano a pieno titolo rappresentare una
  delle  specificità  a cui lei si riferiva come  principio  generale
  trattandosi di moltitudine e non di un principio specifico.

   PRESIDENTE.  Ha facoltà di parlare il presidente della Commissione
  e relatore, onorevole Vinciullo.

   VINCIULLO,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente, ho ascoltato con la dovuta attenzione gli interventi di
  tutti i colleghi che mi hanno preceduto e l'intervento del Governo.
  Credo di potere affermare con assoluto convincimento e con l'avallo
  di   tutta   la   Commissione,  quindi  un  provvedimento   assunto
  all'unanimità, che l'idea di trattare in un solo disegno  di  legge
  le  problematiche  dei ragazzi e delle ragazze diversamente  abili,
  che hanno le necessità di cominciare l'integrazione scolastica,  il
  pagamento  delle spettanze ai lavoratori delle ed  Province,  ed  i
  sessantacinque milioni di euro da destinare ai Comuni,  in  maniera
  tale  che  con la velocità dovuta in questo caso si possa procedere
  ad  assegnare le risorse ai Comuni, alle Province, prima che chiuda
  la  cassa  regionale, può essere un risultato  condiviso  da  parte
  della Commissione.
   Quindi, ci affidiamo a lei, Presidente, per avere indicazioni  sul
  percorso che lei ritiene opportuno assumere. Per noi sarebbe  bello
  poter  chiudere  domani sera in maniera tale che diamo  certezza  a
  tutti  di  quelle che sono le entità delle risorse  che  entreranno
  nelle  rispettive Province, nei rispettivi Comuni, o di quello  che
  verrà  destinato  ai  ragazzi ed alle ragazze  diversamente  abili,
  proprio  perché  in  questo  modo  cominciano  questo  percorso  di
  inserimento  scolastico  che  in  alcune  Province  ancora  non   è
  iniziato.

   PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, la ringrazio per l'intervento  di
  buon  senso.  Ringrazio tutti gli intervenuti. Speriamo  domani  di
  trovare  un  momento di sintesi perché, sulla base degli interventi
  che  ci  sono stati, sono tutti d'accordo a dare priorità ad alcune
  norme,  se  non ci dovessero essere divisioni. Questo è un  appello
  che  faccio  a  tutti i capogruppo di maggioranza e di opposizione,
  per  votare  le  leggi  è necessario essere presenti  in  Aula.  Il
  Governo  si  è impegnato a portare una norma risolutiva per  quanto
  riguarda  il  finanziamento ai Comuni, ha preannunciato  una  norma
  relativa   ai   Comuni  alluvionati,  che  non  era  obiettivamente
  prevedibile. Quindi, confidiamo nel buon senso da parte  di  tutti.
  Però,   ripeto,  un  appello  che  faccio  a  tutti  i   capigruppo
  maggioranza  ed opposizione, ad essere presenti e ad approvare  nel
  più  breve  tempo possibile le norme che possono dare  serenità,  e
  chiaramente  alle ex Province, che facevano parte  chiaramente  del
  disegno  di  legge  che è passato alla II Commissione,  quello  dei
  disabili ed, a maggior ragione, quello dei Comuni. Quindi la seduta
  è rinviata a domani alle ore 16,00.

   FORMICA. Signor Presidente, dobbiamo votare il passaggio all'esame
  degli articoli.

   PRESIDENTE. Possiamo votarlo domani, qual è il suo problema?

                  (Voci dai banchi dell'opposizione)

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, che io lo posso votare domani,  lo
  posso  votare  domani.  Però andrebbe fatta  la  relazione.  Se  lo
  dobbiamo incardinare, allora invito il Presidente della Commissione
  a  svolgere  la  relazione o a rimettersi al testo della  relazione
  scritta.
   Ho  capito  che  avete una bella intenzione. Tutte  le  parole  di
  approvare,  approvare e approvare. Prego, onorevole Vinciullo,  lei
  si rimette al testo della relazione scritta?

   VINCIULLO,  presidente della Commissione e  relatore.  Si,  signor
  Presidente.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, siccome abbiamo fatto distribuire
  a  tutti i parlamentari il disegno di legge senza le norme che sono
  state stralciate per una pronta visione, domani si può rinviare  la
  discussione  di  carattere generale. Si è dato il termine  per  gli
  emendamenti  fino alle ore 12,00 di domani. Se l'Aula è  d'accordo,
  possiamo fare questo e passare agli articoli domani stesso, ma  non
  capisco cosa vi cambia.

   RINALDI. Domani si proroga la discussione generale?

   PRESIDENTE.  Si proroga? Che vuol dire si proroga? La  discussione
  generale è rinviata all'articolo 1. Questo è servito a chiarirci le
  idee,  il  dibattito  di  questa sera, sui  passaggi  di  carattere
  procedurale.
   Allora,  ho capito, volete il passaggio all'esame degli  articoli;
  il disegno di legge vi è arrivato nelle vostre e-mail e dà contezza
  delle norme stralciate.
   Onorevole  Formica, per esser chiari, il Governo,  per  bocca  del
  Presidente,  si è impegnato a presentare domani un emendamento  che
  dà  copertura  alla questione dei Comuni ed ai Comuni  alluvionati.
  Non  vorrei che domani ci fossero impedimenti, sollevati da uno dei
  90,  che  riguardano l'aggancio a quale articolo  fare;  su  questo
  dobbiamo essere consequenziali visto che tutti ci siamo pronunciati
  concordemente  Quindi, il discorso di votare il passaggio all'esame
  degli articoli nulla osta, perché l'Aula prende atto che domani  il
  Governo presenterà un emendamento di copertura per i Comuni, per le
  somme che mancano e per venire incontro agli alluvionati.
   Onorevole Vinciullo, lei vuole dare per letta la relazione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Sì, certo.

   PRESIDENTE.  Viene,  quindi, data per letta  la  relazione  ed  il
  disegno di legge è incardinato.
   Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli.

              (Vivaci proteste da parte dell'opposizione)

   Chi è favorevole seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

              (Vivaci proteste da parte dell'opposizione)

   Onorevole  Figuccia,  tutta la sua buona volontà  viene  meno   Il
  Parlamento  approva  il  passaggio all'esame  degli  articoli.  Sia
  consequenziale, onorevole Figuccia
   La discussione generale è rinviata all'articolo 1.

              (Vivaci proteste da parte dell'opposizione)

   Onorevole Questore, lei deve tenere l'ordine  Non si deve  mettere
  a gridare
   Onorevole Questore, si accomodi al suo posto
   Complimenti,  siete  consequenziali  ad  approvare  la  norma  sui
  comuni  Complimenti  Complimenti

   FORMICA. Rispetti la legge  Rispetti la legge

   PRESIDENTE. La discussione generale è rinviata all'articolo 1.
   Abbiamo  incardinato  il  disegno di  legge  sull'assestamento  di
  bilancio.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del Presidente Ardizzone


   La  seduta è rinviata a domani, martedì 29 novembre 2016, alle ore
  16.00, con il seguente ordine del giorno:

   I  -COMUNICAZIONI
  II  - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

             Assestamento   del   Bilancio   di   previsione    per
              l'esercizio  finanziario  2016  e  per  il   triennio
              2016/2018.  Variazioni al Bilancio di previsione  per
              l'esercizio  finanziario  2016  e  per  il   triennio
              2016/2018.    Disposizioni   varie .   (n.    1264/A)
              (Seguito)

                Relatore: on. Vinciullo

   III  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 609 -  Applicazione  del  comma 2 bis  dell'articolo  5
                della legge regionale n. 17 del 2016 in materia  di
                enti locali.

         (23 novembre 2015)

                                  CORDARO - FORMICA - DI GIACINTO -
                                                           CLEMENTE

   IV  - VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:

             Riconoscimento   debito  fuori   bilancio   ai   sensi
              dell'art.   73,  comma  1,  lett.  e)   del   decreto
              legislativo  23  giugno 2011,  n.  118  e  successive
              modifiche ed integrazioni . (n. 1244/A)

   V  -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

        1)  -   Revisione della normativa di assegnazione dei lotti nelle
            aree industriali da destinare ad attività commerciali . (n. 1202/A)
            (Seguito)

                Relatore: on. Laccoto

        2)  -  Valorizzazione del demanio trazzerale . (n. 349/A) (Seguito)

                Relatore: on. Laccoto

        3)  -   Variazione di denominazione dei comuni termali . (n. 843/A)
            (Seguito)

                Relatore: on. Mangiacavallo

        4)  -  Disciplina della ricerca e della coltivazione delle acque
            minerali, di sorgente e termali . (n. 1064/A)

                Relatore: on. Maggio

   VI  - SVOLGIMENTO DELL'INTERROGAZIONE:

         N. 3025  -  Chiarimenti sul provvedimento di  scioglimento
              dell'Amministrazione comunale di Scicli in  relazione
              alle   gravi  dichiarazioni  rese  alla  stampa   dal
              Presidente della Regione.

         (8 maggio 2015)

                                                            ASSENZA

   VII  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 496 - Iniziative in ordine al reclutamento di personale
              nelle aziende del Servizio sanitario regionale.

         (4 novembre 2015)

                                  CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
                              CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA -
                               MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
                              TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO

   VIII  -DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

             Codice  etico per gli eletti a cariche pubbliche,  per
              gli  amministratori e per i dipendenti della  Regione
              Siciliana . (n. 854/A) (Seguito)

                Relatore: on. La Rocca Ruvolo

   IX  - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 494 -  Iniziative urgenti finalizzate alla revoca della
                convenzione  sottoscritta  tra  Regione  siciliana,
                Università  degli studi Kore di Enna e Associazione
                Proserpina,  avente ad oggetto  l'apertura  di  una
                nuova facoltà di medicina e chirurgia.

         (3 novembre 2015)

                                 ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO -
                                   MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO -
                             SIRAGUSA - TANCREDI - CIANCIO - FOTI -
                            FERRERI - PALMERI - LA ROCCA - CAPPELLO

   X  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 204 - Verifica della presenza di gas radon indoor negli
              edifici  utilizzati  da enti  pubblici  e  privati  e
              osservanza  dei  criteri  di legge  negli  interventi
              edilizi di nuova edificazione.

         (24 ottobre 2013)

                           FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
                                     CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA -
                               MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
                              TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO

   XI  - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 573  -  Provvedimenti urgenti a favore  dei  pensionati
              dell'Ente acquedotti siciliani.

         (12 maggio 2016)

                                GRECO G. - DI MAURO - CASCIO S.- DI
                                   GIACINTO - CORDARO - PANARELLO -
                           PANEPINTO - RUGGIRELLO - SUDANO -FALCONE
                                                           - TAMAJO

   XII  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 290   -   Chiarimenti  circa  l'incidenza  dei  fattori
              ambientali sull'aumento della percentuale  di  malati
              di  leucemia  e tumori nel territorio di  Siracusa  e
              nomina  di  una Commissione parlamentare speciale  di
              indagine e di studio in argomento.

         (16 aprile 2014)

                           ZITO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
                             CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA  ROCCA -
                               MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
                                     TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA

   XIII  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 531  -  Riduzione  della  tariffa del  servizio  idrico
              integrato  nel  comune di Siracusa nei  casi  in  cui
              l'acqua non sia utilizzabile per fini alimentari.

         (4 febbraio 2016)

                           ZITO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
                              CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA -
                               MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
                                     TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA

   XIV  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 537  -  Accelerazione  dei tempi di  valutazione  delle
              istanze  presentate in ordine al bando sul lavoro  in
              proprio.

         (16 febbraio 2016)

                           ZITO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
                              CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA -
                               MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
                                     TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA

   XV  - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 603  -  Ritiro in autotutela dell'Avviso n.  8/2016  in
              materia di formazione professionale in Sicilia.

         (25 ottobre 2016)

                            TANCREDI - CIACCIO - CIANCIO - TRIZZINO
                                - FOTI - MANGIACAVALLO - CAPPELLO -
                           PALMERI - ZAFARANA - CANCELLERI - ZITO -
                                      SIRAGUSA - LA ROCCA - FERRERI

   XVI  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 599  -  Iniziative per il potenziamento delle redazioni
              giornalistiche RAI in Sicilia.

         (5 ottobre 2016)

                            MUSUMECI - FORMICA - BARBAGALLO ALFIO -
                                                            ASSENZA

                   La seduta è tolta alle ore 19.32

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio