Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
La seduta è aperta alle ore 11.04
FIGUCCIA, segretario, dà lettura dei processi verbali delle sedute
n. 383 e n. 384 del 25 novembre 2016 che, non sorgendo
osservazioni, si intendono approvati.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo, per oggi, gli
onorevoli Forzese, Digiacomo, Alloro, Riggio.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Sull'ordine dei lavori
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, cerchiamo di procedere così come
ci eravamo lasciati venerdì pomeriggio, con l'incardinamento di
questo disegno di legge visto che le Tabelle sono state nel
frattempo consegnate.
Ha facoltà di parlare sull'ordine dei lavori l'onorevole Milazzo
Giuseppe.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
sposare in toto il suo appello. Riprendiamo da dove ci eravamo
lasciati. Ma non eravamo sull'incardinamento, eravamo su una
pregiudiziale.
Signor Presidente, ci eravamo lasciati su una pregiudiziale e lei,
secondo una regola non scritta ma alla quale noi abbiamo aderito,
ha detto che una pregiudiziale non è che si può votare con cinque,
dieci persone in Aula. E noi siamo d'accordo. Siccome la
pregiudiziale permane, e questo è il mio pensiero e del Gruppo
parlamentare che in questo momento rappresento perché l'onorevole
Falcone è assente, il vicepresidente onorevole Figuccia nella, sua
doppia veste di Segretario, in questo momento svolge un ruolo di
terzietà, noi siamo eventualmente disponibili se lei volesse
incardinare il testo, se lei darà seguito agli impegni presi del
Presidente Ardizzone attraverso il mezzo stampa, che si vuole
determinare nello stralciare una serie di norme per fare ritornare
questa finanziaria mascherata da assestamento, e farla ritornare ad
assestamento puro e tecnico. Questa è la posizione che noi
esprimiamo. Se lei ora vuole mettere ordine, e mi dirà che si sta
procedendo allo stralcio, allora possiamo andare avanti in modo
sereno. Se invece mi dice no , oppure le faremo sapere come e in
che termini e quando faremo lo stralcio le dico di porre in
votazione la pregiudiziale, ovvero rimandare il testo il
Commissione e rimodularlo perché vorrei ricordare a me stesso che
l'urgenza che avete dato a questo testo per dare risposte ai Comuni
non esiste perché sui Comuni non c'è niente. Cioè i Comuni non
hanno un quattrino in questo momento. La nostra proposta era di
trasferire le somme, i 40 milioni dei debiti fuori bilancio con
Sentenza, ai Comuni e subito dopo occuparci delle altre materie,
mettendoli nelle condizioni di chiudere i bilanci.
Quindi, signor Presidente, noi non abbiamo condiviso il metodo
adottato, cioè fare una finanziaria bis, ter, quater, quinquies,
introducendo norme che non hanno nulla a che vedere con
l'assestamento.
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, lei ha
preso la decisione di sospendere la seduta perché ha guardato
l'Aula e ha visto che c'erano il doppio dei colleghi oggi presenti.
Pertanto, oggi la invito a proseguire su quella decisione. Con metà
dei deputati rispetto a quando lei ha preso la decisione, lei deve
chiudere la seduta. E non glielo dico io, ma glielo dice il
Regolamento.
Siccome Lei ha preso quella decisione, io le ho detto che stava
provocando un precedente, e lei ha acconsentito, me ne deve dare
atto.
Signor Presidente, siccome ci hanno dato le Tabelle e allora noi
abbiamo chiesto il rinvio in Commissione proprio perché non avevamo
le Tabelle e l'atto era incompleto e non si poteva neanche parlare
di quell'atto, e l'atto non esiste fino a quando non lo
incardiniamo, faccio di nuovo la proposta di rinviare tutto in
Commissione.
E glielo dico perché, avendo oggi le Tabelle, dovremmo avere il
tempo di leggerle un po' e abbiamo fatto un altro errore gravissimo
perché le stesse dovevano essere portate in Commissione Bilancio'
per tempo. Si è detto che gli uffici dovevano lavorare. Bene, ma
prima di approvare quegli articoli che riguardavano le Tabelle, ci
dovevano dare la possibilità di visionarle già in Commissione.
Invece, questo in Commissione non è avvenuto, così come non è
avvenuta la discussione di centinaia e centinaia di emendamenti.
Non lo so come ha funzionato questa Commissione, in cui tra
l'altro ero pure presente.
Quindi, la prego, signor Presidente, di mettere ai voti la
proposta di rinvio in Commissione.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, la
maglietta andava messa, Presidente. Dice bene il collega. E andava
messa per sostenere le tesi che già dal Gruppo di Forza Italia e
con l'intervento dell'onorevole Milazzo sono state poste.
Sono state poste a partire da un riferimento certo, che è legato
al fatto che dobbiamo capire, caro Presidente, se questo stralcio
va posto in essere o meno.
Oggettivamente, non abbiamo ancora capito se possono decadere o
meno, e questo lo valuteremo come Gruppo parlamentare, rispetto
alla condizione della pregiudiziale, ma dipende chiaramente, questo
è l'appello che veniva dal collega, dal fatto che effettivamente lo
stralcio ci sia o meno. Fino a quel momento le ragioni della
pregiudiziale rimangono, con il richiamo quindi all'articolo 101
del Regolamento interno, perché siamo convinti del fatto che in
questo assestamento di bilancio debbano andare soltanto le
questioni prioritarie.
Le questioni prioritarie attengono la questione dei comuni,
attengono le province, attengono le attività di assistenza nei
confronti dei disabili, attengono quella materia che fa riferimento
ai livelli essenziali di assistenza e che fa riferimento a quella
spesa che non è più rinviabile perché dietro questo volere
inseguire a tutti i costi una serie di prebende a vantaggio di un
territorio ad un altro con la piccola associazione, con la piccola
realtà che deve attingere a questo bacino, mentre ci sono le spese
certe che devono essere garantite, al nostro gruppo non va bene.
Quindi noi siamo perché la pregiudiziale, in questo momento,
rimanga e così è e lei non può in questo caso, signor Presidente,
non tenerne conto, perché questo prevede il Regolamento.
Nell'ipotesi in cui dovesse arrivare lo stralcio valuteremo e ci
darà cinque minuti di sospensione per capire cosa dobbiamo fare in
seno a quest'Assemblea, che purtroppo vede ancora buona parte dei
deputati di Forza Italia, quasi tutti, perché siamo presente io,
l'onorevole Savona, l'onorevole Milazzo, l'onorevole Rinaldi, buona
parte dei deputati dell'opposizione, ma che continua a non vedere
in Aula una maggioranza, una maggioranza che è assente e che si fa
vedere soltanto in Commissione, dove pensa di volere distribuire
delle cose.
E allora, è chiaro che questo atteggiamento a noi non piace, ma
non piace non solo a noi, non piace ai siciliani che si sono
stancati di continuare a vedere questo meccanismo di divisione.
Ma dove vi sentite? Dentro una partecipata? Qua siamo
all'Assemblea regionale e pretendiamo che vi siano delle risposte
certe.
Quindi, signor Presidente, procediamo come è giusto fare da
Regolamento, valutiamo le condizioni della pregiudiziale, si
esprima sulla questione dello stralcio e andiamo avanti.
RINALDI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io devo
chiedere una cosa molta semplice.
Leggo alcuni articoli di stampa del Presidente Ardizzone che
sostiene che dovrà eliminare non so quanti articoli che non sono
attinenti al testo, e poi, con grande meraviglia, leggo che il
Presidente della Regione dice che questa manovra è inaccettabile ed
indifendibile.
Si dovrebbe mettere d'accordo con chi la presenta, con i suoi
assessori, perchè credo che il Presidente risponda pienamente della
presentazione, quindi non può un minuto dopo la presentazione
dell'approvazione in Commissione Bilancio' di una riforma
dichiarare che una manovra che presenta lo stesso Governo è
inaccettabile e indifendibile. Siamo al ridicolo, è la cosa più
assurda a cui assistiamo in questa legislatura.
Ma, al di là di questo, le volevo chiedere, se fosse come ha
dichiarato il Presidente della Regione ed anche il Presidente
dell'Assemblea, che alcuni articoli verranno dichiarati non
attinenti al testo e quindi saranno soppressi, si libereranno una
serie di risorse. Ora, su queste risorse che si libereranno e che
sicuramente saranno destinate ad altri articoli, ad altre esigenze,
a cominciare da quelli dei comuni, è necessario che venga fatta una
valutazione e una valutazione di merito. Quindi, se così è, mi pare
che il passaggio obbligatorio tecnicamente previsto è quello che
debba ritornare in Commissione per esaminare queste risorse
liberate e capire esattamente dove andranno a finire.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di dare la parola
all'onorevole Cimino, mi permetterei di sottolineare una cosa.
La natura di tutti gli interventi che abbiamo ascoltato fa sempre
riferimento agli eventuali stralci. La Presidenza, come giustamente
ricordava l'onorevole Rinaldi, si è già espressa in questo senso,
si sta determinando per una serie di stralci; ed allora, siccome
più volte sento dire dagli scranni che questo Parlamento deve
procedere in base al buon senso perché ci sono tanti cittadini che
ci guardano all'esterno e che aspettano da questo assestamento
delle risposte, io direi, ferme restando le giuste istanze avanzate
dall'onorevole Milazzo, dall'onorevole Greco, dall'onorevole
Rinaldi, di procedere con l'incardinamento e poi, nel pomeriggio,
una volta conosciuta la natura degli stralci, con un'Aula
sicuramente più presente, valuteremo se rimandare in Commissione,
se andare a votare la pregiudiziale o altro.
Sto cercando di trovare qualcosa che abbia a che fare con il buon
senso per non prolungare i tempi di un'attesa molto lunga per i
nostri concittadini.
RINALDI. Signor Presidente, a norma del Regolamento, lei deve
votare prima la pregiudiziale.
CIMINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi capisco le ragioni
del buon senso però il percorso normativo non può subire
variazioni. Ed il percorso normativo prevede delle regole
procedimentali che questa Assemblea deve obbligatoriamente
rispettare per il buon esito del processo legislativo e quindi di
questa legge.
Signor Presidente, nel momento in cui viene presentato all'Aula
questo testo, e nel momento in cui lo stesso viene incardinato,
l'Assemblea si regolamenta sulla tempistica per la presentazione
degli emendamenti. Per poter presentare gli emendamenti, gli
onorevoli colleghi devono sapere su quale articolo e su quale testo
presentare gli emendamenti.
Bene, nel momento in cui viene incardinato un testo, viene dato un
tempo per gli emendamenti, e poi il Presidente dell'Assemblea
stralcia parte di quel testo, su cui un deputato magari ha
presentato qualche emendamento. Decadendo l'articolo, perché il
Presidente dell'Assemblea lo ritiene incompatibile, decade anche
l'emendamento del collega parlamentare, che probabilmente, invece,
nel testo poteva stare e poteva renderlo anche più confacente
rispetto alle ragioni proprie di una variazione di bilancio.
Quindi, io proporrei al Governo di raccordarsi con la Presidenza
dell'Assemblea, magari ricontrarci nel pomeriggio con un testo con
le parti che, giustamente, la Presidenza dell'Assemblea ritiene da
stralciare, quindi votare, con l'interesse di tutta l'Aula,
l'incardinamento del testo con le parti stralciate, dare ai
parlamentari il tempo per presentare gli emendamenti e da lì
cominciare un lavoro sereno, secondo le regole che quest'Aula si è
sempre data.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, mi sembra di capire che anche
l'onorevole Cimino sia d'accordo nel rinviare il tutto, anche
l'incardinamento, nel pomeriggio, dopo che conosceremo la natura
degli stralci sui quali si sta determinando la Presidenza
dell'Assemblea.
Sto ascoltando le varie proposte, onorevoli colleghi, sto cercando
di trovare una soluzione che sia per tutti soddisfacente.
CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, oggi
scopro con piacere che quello che io sostengo da oltre un mese sul
disegno di legge relativo all'assestamento viene sposato, non so se
a ragion veduta o meno, lo scopriremo se il Presidente della
Regione dovesse venire in Aula, addirittura da Crocetta.
Il Presidente della Regione dice che il prodotto normativo che è
stato realizzato in Commissione Bilancio' è indifendibile.
Evidentemente, non lo dice a me, lo dice al Presidente della
Commissione Bilancio', onorevole Vinciullo e alla sua maggioranza,
perché io non posso pensare che il Presidente Crocetta si rivolga e
si riferisca all'opposizione, che, in quanto tale, è minoranza in
Commissione Bilancio' come in Aula.
Sono altrettanto lieto che anche sotto il profilo istituzionale il
Presidente Ardizzone si è reso conto di quello che io sostengo da
parecchie settimane, e cioè che in un tempo di emergenza sociale,
qual è quello che stiamo attraversando, non è lontanamente
ipotizzabile la possibilità che si diano mance, manciugghie -
qualcuno le chiama marchette, il termine lo lascio decidere a voi -
quando invece si scopre che mancano addirittura i soldi per fare
chiudere i bilanci a tutti i Comuni della Sicilia. Abbiamo da tempo
sostenuto, come opposizione responsabile, signor Presidente,
colleghi, assessore Baccei, che questa finanziaria, o meglio questo
assestamento che preludeva alla finanziaria, doveva essere un
assestamento di rigore, che doveva mettere in sicurezza la pace
sociale in Sicilia e che doveva delegare tutto il resto, a torto o
a ragione poi lo vedremo in Aula, perché mi pare fin troppo
evidente che noi, seppur ci approcciamo in maniera saggia, non
faremo sconti a nessuno. Nessuno pensi di fare un assalto alla
diligenza in vista delle elezioni, perché questo certamente non
potrà accadere in quest'Aula.
Quello che, stamattina, notiamo, e me ne dispiaccio, è ancora una
volta, soprattutto l'arroganza della maggioranza che si sostanzia,
in buona sostanza, nella totale assenza dei deputati del PD, del
Nuovo Centro Cestra, dell'UDC, eccetera.
La loro assenza è una provocazione perché qui dovete decidere se
c'è una corsia preferenziale per la quale si comunica ai deputati
del PD: non c'è bisogno che venite, tanto stamattina non si fa
niente Ci sono i soliti quattro volenterosi che cercano, in
qualche modo, di portare avanti la baracca e fra questi,
ovviamente, mi ci metto io, insieme ai colleghi che sono
intervenuti, oppure se c'è un modo istituzionale che permetta a
tutti di fare, in maniera corretta, in maniera trasparente, in
maniera, su questo dubito, competente, la propria parte.
E' stata presentata una pregiudiziale. Io sulla pregiudiziale non
mi impicco, però Presidente, le voglio dire pure che l'Aula deve
esitare il prodotto della Commissione e siccome questo prodotto è
indifendibile secondo le parole del presidente Crocetta e va
stralciato, va sminuzzato, va distrutto, va rifatto, ripeto,
secondo le parole del presidente dell'Assemblea, qua ci dobbiamo
mettere d'accordo.
Noi, qualche settimana fa, avevamo fatto una proposta. L'avevo
anche scritta personalmente. Siamo pronti a sederci ad un tavolo
istituzionale per varare un assestamento di bilancio che tenga in
considerazione, esclusivamente, le norme che hanno senso, le norme
che riguardano quei soggetti che aspettano di sapere se
continueranno ad avere un lavoro, oppure saranno buttati da questa
Regione, da questo Governo, da questo Presidente della Regione e da
questa maggioranza, in mezzo alla strada.
Rispetto a queste cose, siccome ci pare di capire che anche i
presidenti Crocetta ed Ardizzone siano d'accordo con noi,
presidente Venturino non si intesti battaglie indifendibili perché
noi abbiamo la volontà di collaborare sulle cose giuste. Non è un
assestamento della manciugghia , ce lo spiega stamattina, e non
può esserlo, il presidente della Regione e, allora, io vado a
concludere, il capogruppo del PD che, oggi, è fra i volenterosi
presenti in Aula, inviti il suo Gruppo ad essere presente. Non vedo
il collega Turano né il collega D'Asero. Non vedo i deputati della
maggioranza. Vedo soltanto presenti in Aula, oltre a qualche unità
della maggioranza, solo i deputati dell'opposizione.
Rispetto a questo, signor Presidente, non potete chiederci di fare
gli utili idioti, considerato che in Commissione Bilancio' si è
fatto tutto ed il contrario di tutto.
Immagino che interverranno alcuni colleghi che, magari nel
frattempo, arriveranno perché chiamati di corsa dal Capogruppo del
PD per dire bene non so che cosa.
La realtà resta una ed una sola. Il buon senso impone alla
Presidenza dell'Assemblea di fermarsi perché così come ha spiegato,
in maniera tecnicamente ineccepibile, l'onorevole Cimino, guardate
che accelerare significherebbe fare un danno ai siciliani, non un
bene, non soltanto perché finiremo per fare un percorso sbagliato,
sotto il profilo procedimentale, ma soprattutto perché sotto il
profilo politico qui, ancora una volta, si sta manifestando
un'arroganza che la maggioranza non può permettersi perché non ha i
numeri e lei se ne renderà ben conto, presidente Venturino, e io la
invito a mettere ai voti la pregiudiziale, nel momento in cui lei,
mettendo ai voti la pregiudiziale per il ritorno in Commissione, si
renderà conto che la pregiudiziale passerà.
Lo stralcio delle norme che sono state surrettiziamente introdotte
in Commissione Bilancio' deve farlo il presidente Ardizzone? E' un
tema. Lo deve fare il voto dell'Aula? Ma non sarebbe più coerente,
sotto il profilo sia procedurale che politico, che questo percorso
fosse concordato dalla Commissione Bilancio' con la Presidenza
dell'Assemblea in maniera che, poi, oggi pomeriggio, posto che
nessuno ha volontà strumentali e dilatorie, si potesse davvero
cominciare in Aula un percorso sulle norme sulle quale dobbiamo
confrontarci? Questo è il tema.
Non è un dramma se ritorna in Commissione e se ritorna in Aula
questo pomeriggio o questa sera. Credo che, invece, sia un percorso
netto che dobbiamo, vivaddio, creare i presupposti per fare,
altrimenti, presidente Venturino, con tutta la buona volontà ed al
netto di quelle istanze che per me restano le uniche accoglibili e
che riguardano comuni, province, disabili, precari e tutto quanto
metta in sicurezza la pace sociale in Sicilia, tutto il resto, per
me, non ci sarà perché non c'è.
Questo il nostro punto di vista, faccia votare la pregiudiziale,
non sarà un disdoro, non sarà un errore, sarà partire col passo
giusto, sarà dare la possibilità ai deputati che, oggi, sono in
Aula, di spiegare a chi oggi non c'è che la politica si fa di
presenza, in questa Aula, non al telefono o non come i raccomandati
che sanno che oggi devono venire e domani non c'è bisogno.
CANCELLERI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Speriamo che, nel frattempo, arrivino i deputati
MILAZZO GIUSEPPE. Ma tanto il Presidente rinvierà la seduta perché
prevarrà il buon senso
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, è la
prosecuzione di venerdì; venerdì mattina, quando c'eravamo
incontrati in quest'Aula, ed eravamo 12 deputati di cui 11
dell'opposizione ed uno della maggioranza. C'era l'onorevole Cimino
che teneva la bandiera del Governo, ve lo ricordiamo, era l'ultimo
baluardo a difesa di quel fortino, un po' di cartone, però lei era
lì da bravo soldato. Ma noi non abbiamo fatto, però, le truppe
cattive; ci siamo asserragliati di fronte.
Solo che, Presidente, stamattina sta continuando ancora,
stamattina la vergogna dei banchi vuoti della maggioranza sta
continuando ancora, e questa non è un'offesa soltanto
all'opposizione, questa è un'offesa al Governo, ai cittadini
siciliani, a questa istituzione, il Parlamento più antico, che sta
vedendo, così, piano piano, alla spicciolata, arrivano nel tempo
libero che si ritrovano come se stessimo analizzando - com'era quel
disegno di legge, l'igiene del cavo orale, una cosa del genere, un
disegno di legge che forse non è diventato neanche legge, poi, una
cosa quasi inutile -, quindi, come se stessimo analizzando questo,
invece, stiamo parlando di misure importanti, dell'assestamento di
bilancio, stiamo parlando di finanziare leggi di spesa, stiamo
parlando dello stipendio delle persone, stiamo parlando del
trasporto dei disabili, stiamo parlando di cose assolutamente
importanti, certo contornate da una serie di manciugghie che sono
state infilate nella notte nella Commissione Bilancio' che è
diventato il mercatino dell'emendamento, perché è questa la verità,
è questa la verità
Però, oggi, non potete chiedere e nessuna maggioranza e nessuna
Presidenza di questa Assemblea può chiedere all'opposizione di
rendersi, diceva bene l'onorevole Cordaro, utili idioti. Utili
idioti di persone che non neanche il coraggio di metterci la faccia
e difendere quelle porcate che hanno infilato articolo dopo
articolo in quell'assestamento di bilancio. Ci devono venire a
metter la faccia Devono dire ai siciliani a chi appartengono quei
soldi stanziati ad enti ed associazioni a discapito, invece, delle
piccole e medie imprese, dell'agricoltura che non riceve neanche un
euro.
Noi, fino a quando loro non ci saranno, sosterremo la
pregiudiziale. Se la maggioranza non viene in Aula rispediremo il
disegno di legge in Commissione e ci assumeremo la responsabilità
della perdita di tempo, perché qui la responsabilità, Presidente,
basta fare una foto a quei banchi ed i cittadini siciliani
capiranno di chi è la responsabilità di una legge che non viene
approvata, lo capiranno guardando solo quei banchi che sono vuoti,
incredibilmente e vergognosamente vuoti
PANEPINTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, Assessori, Capogruppo, onorevole
Anselmo, lei ha un problema, onorevole Cancelleri: è una specie di
attore per tutte le parti, cambia i personaggi per poi presentarsi
sempre come Capogruppo. Una volta è Mangiacavallo, una volta è un
altro, un'altra volta un altro ancora Si decida chi è lei perché
non lo sappiamo Oltre ad essere un aspirante, ormai spasmodico,
della Presidenza della Regione, mi sembrerà complicato che diventi
Presidente della Regione. Glielo auguro con tutto il cuore perché
credo che questa Sicilia abbia bisogno di conoscervi oltre che dal
punto di vista grafologico anche dal punto di vista della capacità
di governo.
Onorevole Cancelleri, non può pensare di provocare ed avere una
sorta di immunità permanente perché lei è figlio di un Dio maggiore
e tutti noi siamo deputati che arrivano in ritardo in Aula.
Sono arrivato in ritardo, onorevole Cordaro, perché ho il Paese
completamente distrutto dall'alluvione di venerdì. L'ho lasciato,
come è giusto che facessi, per arrivare qui, quindi, chiedo scusa
per essere arrivato con mezz'ora di ritardo.
Credo che dovremmo chiuderla, onorevole Cordaro, con questa
pantomima perché sappiamo benissimo che il testo è arrivato in Aula
venerdì e le procedure di quest'Aula sono l'incardinamento, la
discussione generale e la presentazione degli emendamenti.
Sappiamo che c'è una fase che - se priva di imboscate come
richiedere il rinvio in Commissione -, normalmente vede l'Aula
procedere a ranghi ridotti.
Non sto giustificando i deputati che hanno il dovere di venire
tutti, a prescindere se si tratti di una fase procedurale, mancando
anche il dibattito, mancando tutta una serie di attività connesse
all'attività parlamentare. Non intendo smentire l'assenza della
maggioranza ma anche dell'opposizione.
Ha ragione l'onorevole Cancelleri quando dice che questo non è
luogo per trascorrere un po' di tempo.
E' chiaro, onorevole Cordaro, che il testo che è oggi in Aula è il
testo che ha avuto anche il riconoscimento di un tavolo politico-
istituzionale che ha visto partecipare anche il suo Gruppo
parlamentare in Commissione Bilancio'. Non possiamo giocare a
tante parti in commedia.
La Commissione Bilancio' ha svolto una funzione di compensazione
non tra maggioranza e opposizione, ma ha tenuto conto -
nell'approvazione e nell'introduzione della norma nel testo - di
quelle che erano non le esigenze ma norme considerate importanti
che sono state messe nel testo.
Nel testo, poi, c'è di tutto e di più perché è chiaro che se, ad
un certo punto, su proposta dell'onorevole Giovanni Greco vengono
inseriti nel testo due debiti fuori bilancio è un atto di buon
senso avere accelerato la procedura e, quindi, approvare
complessivamente le due proposte.
Se sono arrivate altre norme di colleghi dell'opposizione che
avevano una logica ed un senso e sono state introdotte nel testo
tale da farlo diventare un testo anche corposo, non è perché ha
deciso la Presidenza della Commissione o ha deciso la maggioranza
in Commissione. Devo dire, alla fine, che nella votazione finale si
è composto un quadro che ha visto sei favorevoli e cinque astenuti,
quindi nessun contrario.
Detto ciò, credo che anche rispetto ad alcune norme che ha citato
l'onorevole Cordaro - che io riprendo - quali necessarie alla pace
sociale in Sicilia. Io aggiungo - consentitemi questa
considerazione - rispetto anche all'alluvione di venerdì scorso ed
in attesa che il Governo regionale dichiari lo stato di calamità,
in attesa che si censiscano i danni, c'è un'urgenza di avere a
disposizione personale dei consorzi di bonifica, dell'ESA,
dell'Azienda forestale e può essere fatto per mettere a
disposizione soprattutto del comparto agricolo, del sistema viario
che è completamente distrutto a Sciacca come a Caltabellotta, come
a Lucca Sicula, a Bivona, a Ribera, di approvare questo testo.
Presidente, abbiamo appreso dai titoli di giornale che la
Presidenza della Regione vuole un approfondimento sul testo e
anziché strapparci sempre le vesti - giustamente ognuno ha un ruolo
in questo Parlamento e rispetto quello dell'onorevole Cancelleri
così come quello dell'onorevole Cordaro - mi parrebbe opportuno che
la Presidenza sospendesse l'Aula, verificasse quali sono le norme
che intende stralciare ed aggiornasse la seduta all'ora che riterrà
opportuna evitando così di accusarci reciprocamente su chi c'è o
chi non c'è. Mi sembra una procedura ovvia, avendo letto sui
giornali, fra l'altro un importante giornale siciliano
RINALDI. Questa è la mia proposta, lei come maggioranza non può
sostenere la proposta dell'opposizione
PRESIDENTE. Onorevole Panepinto, la invito a concludere.
PANEPINTO che siamo d'accordo, sono preoccupato, però, ogni tanto
può capitare. Detto questo, Presidente, vorrei pregarla di valutare
questo.
GRASSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di dare la parola
all'onorevole Grasso, devo dire all'onorevole Cordaro che questa
Presidenza non si intesta alcuna battaglia, c'è il tentativo di
dare, a questa Assemblea, il ruolo che, giustamente, merita, cioè
quello di portare avanti iniziative che, poi, hanno delle ricadute
importantissime su chi ci guarda, i nostri cittadini.
Per cui, sulla base degli interventi fatti dall'onorevole Rinaldi,
dall'onorevole Panepinto, dall'onorevole Cimino, dallo stesso
onorevole Cordaro, un po' tutti insomma, mi sembra di capire che la
cosa migliore, proprio per capire anche la natura degli stralci che
verranno apportati a questo disegno di legge, è di rinviare alla
ore 18.00 e, poi, sulla base di quello che avverrà in Aula, ci
determineremo, anche perché bisogna fare chiarezza. Onorevole
Cordaro, lei mi insegna che una cosa è la pregiudiziale, altra cosa
è il rinvio in Commissione ed anche su questo bisogna essere molto
chiari.
In questo momento mi sento di accogliere l'istanza che arriva da
più parti, cioè quella di vedere la natura degli stralci, rimandare
tutto alle ore 18.00 e sulla base del testo che arriverà in Aula
determinarci.
Do la parola all'onorevole Grasso e, dopodiché, se siete d'accordo
rinviamo alle ore 18.00, così come era stato stabilito anche in
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, sono
stata costretta, spinta a parlare dall'intervento dell'onorevole
Panepinto, perché è come se qui fossimo tutti amici che vengono a
discutere e parlare. Vorrei ricordare a tutti che da un mese circa
l'opposizione è presente in Aula ed i banchi della maggioranza sono
vuoti. Mentre la Commissione Bilancio' avrebbe già dovuto, non
ora, ma già dieci giorni fa portare in Aula l'assestamento di
bilancio, perché si devono trattare problemi che riguardano la vita
dei siciliani. L'assestamento di bilancio serviva proprio a questo,
non era una finanziaria, serviva a dare quelle risorse necessarie,
a rimpinguare quelle risorse. Oggi, invece, Presidente mi ascolti
Abbia la bontà, perché vengo qui e se vengo qui ho pure diritto di
parlare
PRESIDENTE. Onorevole Grasso, la sto ascoltando, non si preoccupi.
GRASSO. Pensavo che si fosse spazientito.
A beneficio di tutti, vorrei ricordare che il testo - onorevole
Panepinto, lei lo sa bene - è arrivato venerdì in Aula ma senza le
tabelle, cioè senza quelle schede che stabilivano quei soldi
stanziati in Commissione Bilancio durante la notte, dalla
maggioranza naturalmente, a chi andavano ed a quanto andavano. Se
la maggioranza dei colleghi del PD o chi appoggia questo Governo
pensa che ci sono gli idioti dell'opposizione che vengono in Aula a
ratificare le prebende e le manciugghie e questa politica
clientelare, la più becera, la peggiore che questa maggioranza, con
arroganza, sta mettendo in atto, si sbaglia. Noi siamo qui e
responsabilmente siamo stati qui, in quest'Aula, per difendere
prerogative, esigenze e diritti che sono dei siciliani ed è questo
che l'assestamento di bilancio deve contenere e produrre.
D'altra parte, lo stesso presidente Crocetta ha affermato che
questo assestamento è indecente e il presidente dell'Assemblea ha
ribadito la stessa questione. Allora, la Commissione Bilancio si
riunisca di nuovo, tratti quei temi che sono essenziali, di vitale
importanza, mi riferisco ai precari, mi riferisco agli ex
dipendenti delle province, ai disabili, ai comuni soprattutto,
perché proprio con il presidente Ardizzone l'altro giorno - c'era
anche lei, c'era la sottoscritta, insieme all'ANCI, ad una
rappresentanza dei comuni - si è ribadita la necessità e l'urgenza
che i comuni debbano avere quei fondi necessari per chiudere i
bilanci.
Con riferimento anche alle alluvioni che ci sono state, in questi
giorni il Governo, il Presidente della Regione, gli Assessori
girano per i comuni dicendo: non vi preoccupate, provvederemo.
Bene, ricordo a tutti che i Fondi Cipe della delibera 95/2013 che
avrebbero dovuto risolvere moltissimi problemi che già si erano
evidenziati di cui, oggi, ancora la Sicilia piange le conseguenze
del precedente Governo Lombardo, cioè nel 2009 per cui erano state
emanate quelle famose ordinanze, bene, a distanza di nove anni la
Protezione civile non ha impegnato le somme con il risultato che il
Governo nazionale si è ripreso quelle somme ed i lavori non sono
stati fatti.
Oggi, quando girano per dire che sono arrivati nuovi fondi sono
sempre quegli stessi del 2009, del 2010, del 2011, del 2012, del
2013 che non sono stati spesi, che il Governo nazionale si è
ripreso e che, oggi, ci sta restituendo sotto altra forma e non si
saprà quando verranno spesi.
Quindi, è il tempo di dire e di parlare con la verità. A me
dispiace, comprendo che l'onorevole Panepinto debba difendere il
Governo, però non si possono più raccontare bugie, assolutamente,
perché è indecoroso e perché non è giusto e perché i siciliani non
lo meritano.
Quindi, cominciamo, oggi, per questi giorni che ci spettano, a
dare effettivamente i soldi a chi servono, a quegli enti, ai
comuni, ai precari, ai dipendenti delle ex province e lasciamo
tutte le prebende. La campagna elettorale non si fa con le miserie,
con il clientelismo e con le briciole che sono rimaste. Vi ricordo
i cantieri di servizio, finanziati due anni fa. Vergogna, non sono
ancora partiti
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Dipasquale ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Per richiamo al Regolamento
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare per un richiamo al
Regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non è nel
merito della decisione, però vorrei ricordare a me stesso sulla
pregiudiziale - ora arrivo, non si preoccupi che anche io mi
uniformerò a quello che lei ha preannunciato -, però dobbiamo
mettere ordine, perché se entra un big del Partito Democratico,
prende la parola e noi smarriamo, diciamo, quella che è
l'applicazione del Regolamento, io non ci posso stare.
Venerdì abbiamo chiesto di porre ai voti una questione
pregiudiziale. Stamattina ho ripreso la parola e motivatamente ho
detto: se noi sappiamo qual è lo stralcio, non siamo per la
pregiudiziale.
Ora, signor Presidente, lei doveva usarmi la cortesia di
interpellare i proponenti della pregiudiziale chiedendo se la
ritirano. Quindi, mi sono permesso di abusare delle sue
prerogative. Se lei rinvia l'Aula nel pomeriggio in attesa dello
stralcio, noi momentaneamente ritiriamo la questione pregiudiziale
con la riserva di ripresentarla se non dovessimo essere
soddisfatti.
PRESIDENTE. È giusto che sia così.
Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa e riprenderà alle ore
18.00.
(La seduta, sospesa alle ore 11.53, è ripresa alle ore 18.08)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del Presidente Ardizzone
La seduta è ripresa.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo, per oggi, l'onorevole
Tamajo.
L'Assemblea ne prende atto.
sione per l'esercizio finanziario 2016 e per il triennio 2016/2018.
Variazioni al Bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2016
e per il triennio 2016/2018. Disposizioni varie. (n. 1264/A)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Discussione del disegno di legge Assestamento del Bilancio di
previsione per l'esercizio finanziario 2016 e per Il triennio
2016/2018. Variazioni al Bilancio di previsione per
l'esercizio finanziario 2016 e per il triennio 2016/2018.
Disposizioni varie . (n. 1264/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi si passa al II punto dell'ordine
del giorno, discussione del disegno di legge Assestamento del
Bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2016 e per il
triennio 2016/2018. Variazioni al Bilancio di previsione per
l'esercizio finanziario 2016 e per il triennio 2016/2018.
Disposizioni varie , (n. 1264/A).
Invito i componenti della II Commissione a prendere posto.
Comunico che, ai sensi dell'articolo 7 del Regolamento interno e
di analoghe precedenti decisioni assunte dalla Presidenza, questa
Presidenza ha deliberato di stralciare dal disegno di legge n.
1264/A Assestamento del Bilancio di previsione per l'esercizio
finanziario 2016 e per il triennio 2016/2018. Variazioni al
Bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2016 e per il
triennio 2016/2018. Disposizioni varie le seguenti disposizioni,
in quanto esse presentano profili di incompatibilità costituzionale
ovvero recano norme di settore o ordinamentali da esaminarsi in
appositi disegni di legge ovvero si tratta di norme non inviate
alle Commissioni di merito.
Invito gli assistenti a distribuire l'elenco delle norme
stralciate.
-Articolo 12, limitatamente ai commi 1, 2, 3, 24, 34, 35, 36, 37,
38, 40, 41, 42, 43, 44, 45, 46, 47, 48, 49, 50, 51, 52, 53 e 54.
- Articolo 13;
- Articolo 15;
- Articolo 17;
- Articolo 22;
- Articolo 26, limitatamente ai commi 1, 2, 4, 5, 6 e 9;
-Articoli da 32 a 54.
Con riferimento al comma 14 dell'articolo 12, il Governo è
invitato a motivare con adeguata relazione tecnica la necessità
dell'intervento, nell'ambito della presente manovra, per gli anni
2017 e 2018.
Con riferimento al comma 55 dell'articolo 12, il Governo è
invitato a riformulare la norma al fine di ricondurre lo
stanziamento all'esercizio finanziario 2016 valutata la necessità
ed urgenza dell'intervento.
Con riferimento all'articolo 16, il Governo è invitato a motivare
con adeguata relazione tecnica la necessità dell'intervento,
nell'ambito della presente manovra, per l'anno 2017.
Le disposizioni stralciate sono inviate alle competenti
Commissioni per essere esaminate in autonomi disegni di legge.
Questa è la decisione della Presidenza.
Il Presidente Crocetta che è in Aula, mi ha chiesto di
intervenire. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
deputati, naturalmente il Governo apprezza l'esercizio di garante
della costituzionalità delle leggi che l'Assemblea deve varare e
quindi accetta le indicazioni che vengono dalla sua proposta,
dichiarando sin da adesso, che noi faremo una Giunta subito dopo,
anche per chiarire quelle parti carenti di documentazione.
Per quanto riguarda le necessità che sono venute fuori anche dalle
questioni degli ultimi giorni, ravvisa di dare la priorità alla
questione della copertura dei comuni per evitare che tali enti si
debbano trovare in una questione di disequilibrio di bilancio, in
relazione al mancato rispetto alle previsioni dell'esercizio
finanziario 2016.
Ritiene che ci sia una questione di emergenza Protezione civile'
in atto, per cui già oggi abbiamo fatto una delibera che impegna
sul P.O.C. alcuni interventi strutturali da fare nelle città che
hanno avuto i problemi causati dagli eventi meteorologici degli
ultimi giorni, tutte le città ribadisco. Però, individua anche la
necessità di un prontissimo intervento per individuare il capitolo
della Protezione civile che, in relazione agli eventi calamitosi
accaduti già quest'anno, si trovino senza copertura finanziaria,
per evitare che i comuni si trovino nell'impossibilità, anche, di
intervenire per assenza di risorse.
Considera prioritaria anche una vicenda che riguarda i consorzi di
bonifica, laddove tali enti hanno provveduto ad emettere cartelle
esattoriali elevatissime - addirittura portando a cinque, sei volte
tanto gli importi che normalmente gli agricoltori pagano -
penalizzando un settore come quello dell'agricoltura che, in questo
momento anche di situazione emergenziale derivata dagli eventi
calamitosi, ha bisogno proprio di non essere sottoposto ad
ulteriori pressioni fiscali'.
Quindi, su questo pensiamo di fare una proposta perché ci sarà una
Giunta subito dopo l'incardinamento della legge di bilancio in
Assemblea, pensando che questo vada incontro alle posizioni
espresse dai vari Gruppi parlamentari che hanno, proprio, ravvisato
la necessità che ci siano interventi in questa direzione.
PRESIDENTE. Comunico che è intenzione di questa Presidenza
rinviare la discussione generale all'articolo 1, e quindi a domani
pomeriggio.
Diamo termine fino a domani alle ore 12.00, di presentare
emendamenti così si dà la possibilità a tutti
GRECO GIOVANNI. Ci dia qualche ora in più
PRESIDENTE. No, onorevole Greco. Siamo in fase di assestamento di
bilancio. Mi faccia fare il mio lavoro. Se vuole dodici ore,
giustamente, mi dicono gli Uffici, lo fissiamo a domani mattina
alle ore sei Scusate - vi sto dando la parola - vi sto
comunicando, siccome c'è da approvare una manovra di assestamento
che riguarda, soprattutto, i Comuni abbiamo stralciato tantissime
norme, per cui si dà la possibilità di verificare le norme
stralciate.
Chiaramente, gli emendamenti non potranno essere presentati,
ovviamente, alle norme stralciate limitatamente, peraltro, a quegli
emendamenti che già sono stati presentati in Commissione per le
norme rimanenti. Quindi, mi sembra più che sufficiente il termine
di presentazione fissato per domani alle ore 12.00. La Presidenza
ha così stabilito, onorevole Greco, mi dispiace.
Addirittura c'era un'ipotesi di andare avanti con i lavori questa
sera, sto, invece, dicendo che rinviamo la discussione generale a
domani.
MILAZZO GIUSEPPE. Possiamo pure fare la votazione finale Chiedo
di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi si poteva
anche fissare domani alle ore 16.00 e non sarebbe stato, come
dire, un approfittarsi
PRESIDENTE. Domani è il 29 novembre. Gli Uffici devono avere il
tempo di esaminare gli emendamenti, di darmi la possibilità di
dichiararli ammissibili o inammissibili. Anzi, con un po' di buona
volontà, visto che lei vuole approvare l'assestamento, domani
pomeriggio rimaniamo qua e approviamo l'assestamento
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, è vero. Io penso che, in un
clima di leale collaborazione, ci sono questi Uffici di cui io ho
grande rispetto e penso di essere uno dei pochi che ha sempre
sostenuto, come dire, il grande lavoro e la professionalità degli
Uffici dell'Assemblea e mi fermo qua.
Vorrei anche pensare al personale dei Gruppi, che deve redigere
gli emendamenti per spedirli qua. Io mi facevo carico di un clima
di collaborazione perché volevo approfittare di due ore per
sabotare chissà chi. Ma le mie considerazioni sono di carattere
politico.
Leggo alcune testate giornalistiche e mi sento, diciamo, in un
Paese sottoposto a dittatura perché è un clima surreale. E' come
se noi, dell'opposizione, da cinque giorni non fossimo mai stati in
Aula, non fossimo mai esistiti in questa Regione. Da cinque giorni
siamo qua a fare opposizione, a chiedere di stralciare le norme, di
rimandarle in Commissione.
Il Presidente della Regione candidamente, lo vedo pure che esce
stamattina, sapendo, Presidente della Regione, che si andava
incontro allo stralcio, ma sotto il profilo cronologico della
tempistica è arrivato tardi perché siamo stati noi, venerdì, quando
il disegno di legge sarebbe stato incardinato, se noi non fossimo
stati qui attenti e vigili, avreste incardinato questa finanziaria
mascherata da assestamento. Questa è la verità.
Il Presidente dell'Assemblea è stato saggio perché crea un clima
distensivo, però, io ritengo che ora dobbiamo andare avanti tutti
con grande onestà intellettuale. Ora lei si riunirà con la Giunta.
Ho sentito che dovete produrre qualche relazione. Io vi invito a
non prestare il fianco a pressioni e che si faccia un assestamento
credibile, che non si cerchi di salvare qualcuno in corso d'opera
perché il clima diventerebbe incandescente. Questo è quello che
raccomando a lei che rappresenta il Governo. Grazie.
PRESIDENTE. Solo per verità dei fatti, onorevole Milazzo, il
Presidente Venturino che presiedeva venerdì, ha dichiarato che si
sarebbe incardinato, così come concordato in Conferenza dei
Capigruppo, e che la Presidenza si riservava la dichiarazione di
inammissibilità a lunedì, così come avevamo deciso in Conferenza
dei Capigruppo. Questo per dovere di verità.
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, forse lei
non può immaginare il lavoro che noi avevamo fatto per questo
assestamento di bilancio e quando lei ci ha chiamato al senso di
responsabilità, perché nel frattempo si è venuto a sapere che
mancavano sessantasei milioni di euro e i Comuni non avevano la
possibilità di presentare il bilancio, ci ha chiesto di dare questo
contributo - come già abbiamo fatto in passato -, perché se
qualcosa si è fatto, si è fatto per il nostro senso di
responsabilità.
Però, Presidente Ardizzone, si immagini un deputato che lavora su
un disegno di legge di stabilità e dopo neanche si vede discussi
gli emendamenti che hanno presentato nelle Commissioni di merito e
in Commissione Bilancio , di cui io facevo parte, dietro sua
autorizzazione. Se lo immagina che cosa significa? Significa che
noi, di due blocchi così di emendamenti, quelli che la maggioranza
ha deciso di approvare, mentre noi per senso di responsabilità
abbiamo fatto gli utili idioti, vede questi possono essere trenta o
quaranta emendamenti, se lei va a prendere i due tomi degli
emendamenti che avevamo presentato si accorge quale è stato il
senso di responsabilità di questi componenti della minoranza.
Ora che io gli ho chiesto più tempo, perché io devo andare a
vedere gli stralci che ha fatto lei e quelli che sono rimasti e
vedere quali emendamenti devo levare. Quali discutere con la
serietà dovuta perché lei deve sapere che in questo assestamento di
bilancio ci sono società partecipate che stanno chiedendo un mare
di milioni che secondo me non ci vogliono e quindi ci deve essere
uno studio molto oculato e pieno di responsabilità.
Se lei, signor Presidente, ha preso questa decisione io starò agli
ordini per senso di responsabilità, però non stiamo partendo con il
piede giusto, perché non credo che lei ammazzerà il dibattito,
non credo che staremo qui fino alle 8.30 del mattino lavorando
tutta la notte per fare cosa? Zero Ancora non mi sono ripreso
dalle ventiquattro ore di lavoro della notte tra il 23 e il 24
novembre scorsi, una nottata però senza far nulla Presidente,
credo lei abbia avuto coraggio nel fare questo primo stralcio, noi
le daremo qualche consiglio per fare altri stralci, ci dorma
stanotte Presidente, poi ne parleremo.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, nel
considerare lo stralcio, - che più che uno stralcio è una
macelleria e ne prendiamo atto -, e considerando il suo giudizio,
ancor prima che insindacabile e saggio, io mi auguro che la manovra
venga approvata inserendo i soldi per i comuni subito e lunedì
prossimo venga pubblicato il testo.
Pongo una questione, a prescindere poi dal suo giudizio
insindacabile e saggio su tutte le norme, anche se ci sono alcune
cose che ci lasciano perplessi, però ci rimettiamo alla sua
saggezza e insindacabilità; la questione la pongo al Governo, al
Presidente della Regione Crocetta ed al Parlamento. Il Presidente
della Regione sabato scorso è stato a Ribera e a Sciacca per
costatare i danni dell'alluvione, danni che sono drammatici in
termini di distruzione soprattutto del sistema viario agricolo,
hanno bisogno di interventi immediati che non possono essere
recuperati finanziariamente dopo lo stato di dichiarazione di
calamità naturale. Io sono un sindaco di quei comuni che ha visto,
nel giro di poche ore, danneggiare anni ed anni di costruzione di
un sistema viario, interpoderale, fatto di cantieri scuola, fatto
di interventi e di strade interpoderali ed oggi assolutamente
distrutti. I titolari delle aziende non possono aspettare per
raggiungere aziende zootecniche e agricole per eseguire i lavori
normali relativi alla conduzione agricola e alla conduzione di
azienda zootecnica.
Per cui in queste ore, grazie al direttore dell'ESA, grazie ai
consorzi di bonifica, grazie all'azienda forestale che con i loro
mezzi, a prescindere dal formalismo, sono stati in grado di fornire
subito gli aiuti, faccio un esempio banale: abbiamo avuto bisogno
di un autobotte per rifornire un centro dialisi che grazie alla
forestale è arrivata; abbiamo avuto bisogno di alcuni mezzi che ci
ha dato il consorzio di bonifica per l'intervento presso una
famiglia intrappolata in una frana, e lo stesso dicasi per tutto
il resto.
Ora l'unica maniera per intervenire subito è quello di consentire
ad ESA, assessore Cracolici, aziende forestali e consorzio di
bonifica, con operai e mezzi e intervenire subito. Per fare questo
servono risorse, credo un po' aggiuntive per l'ESA, risorse
aggiuntive non servono perché nell'articolo 12 è rimasto mi pare
il milione di euro per gli operai dei Consorzi di bonifica, però
viene stralciata la norma che consente l'utilizzo per i comuni.
Presidente Ardizzone, so che lei è molto attento e sensibile a
questi ragionamenti, o noi siamo in grado, noi Sicilia, Governo,
Parlamento, Dipartimenti di singoli Assessorati, in modo
particolare quello dell'agricoltura, di intervenire con operai e
mezzi e con risorse che stiamo sostanzialmente finanziando, e con
norme che consentono di potere subito ripulire detriti, sistemare
valloni, torrenti, consentire l'accesso alle aziende agricole
oppure, presidente Crocetta, nonostante lei si sia precipitato
nelle zone, e lo abbia fatto immediatamente, oggetto del nubifragio
del 25 mattina, rischiamo di non dare quel segnale di prontezza e
di pronto intervento.
Per cui, Presidente, io non ho nulla da recriminare sui suoi
stralci.
In una parentesi mi verrebbe anche da chiedermi se non è il caso
di fissare paletti prima alla Commissione Bilancio' quanto meno
per risparmiare il costo della luce ed il sacrificio del personale.
Pertanto, pongo all'attenzione della Presidenza della Regione la
possibilità di utilizzare i lavoratori dell'ESA, i lavoratori
dell'Azienda forestale, i lavoratori dei Consorzi di bonifica ma
servono delle norme che sono state stralciate e non sono norme di
carattere finanziario.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Rinaldi. Ne ha
facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
Governo, vorrei chiedere al mio amico, onorevole Vinciullo, come è
finita? Tutto il lavoro fatto in Commissione, con nottate comprese,
stralciate da questa pseudo maggioranza Ma come si fa
Io, a volte, non riesco a capire se è lo stesso Governo che ha
presentato un assestamento di bilancio che dovrebbe essere una
norma tecnica che dovrebbe riguardare soltanto le spese che sono
state fatte durante l'anno senza nuove norme di spesa, a
ripresentare un prospetto, esaminarlo in Commissione Bilancio',
con due nottate comprese e, poi, dichiarare il giorno dopo - lo
stesso Governo che ha presentato questo prospetto approvato da
questa maggioranza - che è inaccettabile, che non si può
sostenere.
E, anche il presidente Ardizzone che aveva visto le norme, con la
premura di incardinarlo venerdì, anche se con una clausola, ma io
che devo incardinare un disegno di legge ho prima l'obbligo di
stralciare le norme che, secondo me, devono essere dichiarate
inammissibili.
Abbiamo lavorato venerdì, sabato, domenica e lunedì siamo stati
qui pronti a presentare tutti gli emendamenti, arriviamo in Aula e
qual è la sorpresa? Viene stralciato letteralmente tutto il lavoro
fatto in questi giorni.
Ma come si fa?
Voi non avete dignità, voi non avete rispetto per i parlamentari.
Voi siete una maggioranza a convenienza solo per le cose che
servono ad ognuno di voi e ve ne state fregando dei siciliani ma,
soprattutto, ve ne state fregando dei deputati che sono qui a
vostra disposizione a servire i siciliani e, invece, voi pensate
solo a voi stessi.
Vergognatevi
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cancelleri. Ne ha
facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
venerdì sono intervenuto e la Presidenza era dell'onorevole
Venturino al quale raccontavo un fatto che era accaduto durante i
lavori di Commissione, perché durante quei lavori, a quello che
abbiamo politicamente definito il mercatino dell'emendamento ,
avevamo semplicemente portato una proposta.
La proposta nel merito era quella della gratuità del ticket
sanitario anche per gli inoccupati con la copertura finanziaria
entro il limite di una riduzione di parte degli stipendi dei
deputati.
Ebbene, la Commissione, ovviamente, ha ritenuto in maniera, io
sostengo furba, di convenienza, di non volerlo valutare perché era
controproducente che una parte politica bocciasse una proposta del
genere ed hanno chiamato, purtroppo il Segretario Generale, il
dottore Scimé - io mi sono scusato a nome di questa parte politica
dell'Assemblea, con il dottore Scimé, anche se non ero io quello
che si doveva scusare, ma l'ho fatto perché lo ritenevo giusto,
perché lo hanno messo in imbarazzo -, al quale hanno dato la
responsabilità di comunicarci che proceduralmente non poteva essere
accolta perché non era passata dalla Commissione di merito, che nel
caso era la Commissione Speciale che si occupava del ricevimento
delle norme nazionali.
A quel punto ho comunicato alla Commissione che avrei voluto
vedere i verbali di tutte le Commissioni di merito, per vedere se
tutti quegli emendamenti aggiuntivi erano passati dalle Commissioni
di merito perché, proceduralmente, doveva avvenire proprio quello.
Onorevole Turano, lei c'era quando ho fatto questo ragionamento in
Commissione e tutta la Commissione ed il Presidente della
Commissione, mi hanno detto che loro avevano inviato quegli
emendamenti alle Commissioni di merito.
Oggi, Presidente, giustamente, arriva lo stralcio di tutte quelle
norme che erano state inserite nel testo e che, proceduralmente,
come la nostra proposta non poteva essere accolta, non potevano
essere accolte neanche quelle.
Ora, quando qui un deputato del Partito Democratico mi viene a
raccontare che dovrebbero dirgli come stanno le cose per evitare di
farci spendere dei soldi, facendo le Commissioni di notte e pagare
le bollette della corrente elettrica e quant'altro, forse ci
dovremmo ricordare che le regole erano già scritte e che le
dovevamo semplicemente rispettare, e sapevamo benissimo che tutte
le Commissioni di merito esitano i provvedimenti e che solo quelli
che arrivano dalle Commissioni di merito possono essere inseriti.
La verità, presidente Ardizzone è che lei - glielo dico, non come
rimprovero ma come consiglio, perché so che lei è molto attento a
questo -, ogni tanto, dovrebbe farsi un giro all'interno della
Commissione Bilancio' quando si esitano i provvedimenti
finanziari, per vedere realmente come funzionano, perché - l'ho
detto all'onorevole Venturino e lo dico anche a lei in veste di
Presidente - a questi non li sta fermando neanche la diretta
streaming, perché continuano a fare quello che facevano prima,
continuano a fare quello che facevano prima ed è un'immagine
vergognosa della politica siciliana che stiamo dando ai cittadini e
questa cosa non può più andare avanti.
Oggi, che ben venga lo stralcio perché libera questo testo da
tutte quelle che erano state definite delle porcherie , perché
tali erano, delle prebende, delle marchette, delle mance, non so
come le vogliono definire. Mi assumo la responsabilità di questi
termini, ma finalmente l'abbiamo depurato.
Ora, possiamo partire incardinandolo, possiamo partire facendo
opposizione, presentando i nostri emendamenti, e concordando col
Governo quella che può essere un'azione sul merito del testo perché
qua, ogni volta, arriva un testo, esitato dalla Giunta regionale,
di venti articoli e, poi, diventa di cinquanta, di ottanta
articoli. Cioè dai territori, arrivano richieste che sono inaudite
e questa cosa non può più andare avanti.
Allora, o ci mettiamo di nuovo a regime, o ricordiamo a qualcuno
che dovrebbe già saperlo, visto che è deputato di lungo corso, che
le regole non gliele dovevate comunicare ora, già esistevano, ci
sono sempre state quelle regole, vanno solo rispettate.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Formica. Ne ha
facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, rimango sempre di più allibito nel
constatare come peggiora, di anno in anno, l'attività istituzionale
di Governo e Parlamento. E non capisco
CROCETTA, presidente della Regione. Non c'entra niente il Governo.
FORMICA. Che non c'entra niente, ora lo vediamo. Che non c'entra
nulla, ora lo vediamo
CROCETTA, presidente della Regione. Il Governo ha fatto una
proposta che è stata modificata in Commissione.
FORMICA. Ognuno ha i suoi punti di vista e cerca di argomentare.
Ci è stato detto che dovevamo velocemente approvare l'assestamento
di bilancio. Il Parlamento si è messo a disposizione con le
Commissioni di merito, lavorando alacremente e con la Commissione
Bilancio'.
L'assestamento di bilancio è diventato assestamento di bilancio e
di previsione dell'esercizio finanziario 2016 e per il triennio
2016/2018 e variazioni al bilancio di previsione per l'esercizio
finanziario 2016 e per il triennio 2016/2018.
Ora, se il Governo, voleva che questo provvedimento venisse
approvato velocemente, si doveva limitare a presentare
l'assestamento di bilancio, demandando alla prossima legge
finanziaria tutto ciò che riteneva doveva essere demandato alla
legge finanziaria: gli atti di programmazione, gli interventi di
spesa, poteva benissimo mandarli alla finanziaria.
Ed il Presidente dell'Assemblea, quando si è visto arrivare questo
testo, doveva espungere, se questo era l'indirizzo che voleva
avere, che voleva prendere, verso cui si voleva incardinare, tutte
quelle norme che non avevano nulla a che vedere con l'assestamento
di bilancio ma che, invece, abbracciavano i più svariati temi, da
nuovi contributi, da nuove autorizzazioni di spesa a delle norme di
programmazione.
Tutto ciò non è avvenuto ed il fatto che si è lasciato lavorare le
Commissioni, con grande impegno e dedizione, pensando che il
Parlamento, al pari del Governo, abbia la medesima dignità di
approntare ed emendare i provvedimenti che sono proposti, sulla
base di come sono stati introitati, con le caratteristiche con le
quali sono stati introitati, signor Presidente, non mi pare una
scelta corretta, non mi pare, per nulla, una scelta corretta.
Lei, deve difendere le prerogative di questo Parlamento e non può
lasciare che questo Parlamento, con indubbi aggravi di spesa,
perché se tutti fossimo stati messi a conoscenza del fatto che si
trattava di un semplice assestamento di bilancio e che la
Presidenza avrebbe avuto intenzione di stralciare, come poteva fare
fin da subito, tutte le norme diverse da quelle di un assestamento
di bilancio, non ci sarebbe stato alcun bisogno di impegnare né le
Commissioni di merito né tanto meno la Commissione Bilancio'.
Altrimenti, non è ammissibile che le cosiddette manciugghie
presentate dal Governo possono passare e gli interventi presentati
dai deputati, dai parlamentari non possono passare perché,
altrimenti, caro Presidente, abbiamo stabilito che il Parlamento
non ha più alcuna funzione e non ha più motivo neppure di esistere.
Lei doveva stralciare l'interno articolo 12 nel momento in cui il
Governo l'ha presentato, demandando all'approvazione della
finanziaria l'inserimento di questi articoli perché, oggi,
assistiamo al fatto che una serie di variazioni al bilancio della
Regione, presentate dal Governo sono passate e, invece, il lavoro
che è stato fatto dal Parlamento è stato ghigliottinato. Tutto ciò
non è accettabile e non è, secondo me, neppure giusto nei confronti
del Parlamento.
Vorrei, poi, aggiungere un'ultima cosa. Si è diffuso, in alcuni
organi di stampa, il concetto che è stato il lavoro della
Commissione Bilancio' che ha tolto i soldi ai comuni. Niente di
più falso Come lei ben sa, come è emerso anche dalla Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari che abbiamo fatto prima di
iniziare la sessione di bilancio, il Governo, e solo il Governo,
per colpa sua, per le beghe interne, non è riuscito a mandare a
Roma un atto di programmazione dal mese di maggio sino ad oggi,
causando la gravissima crisi a cui oggi assistiamo nei confronti
dei comuni in quanto, pur avendo messo in finanziaria 115 milioni
di euro per gli investimenti dei comuni e, quindi, avendo
autorizzato, di fatto, i comuni ad iscriverli nei loro bilanci, non
ha conseguentemente fatto ciò che doveva fare e cioè mandare a Roma
la delibera di utilizzo e di programmazione dei 65 milioni di euro
che erano sottoposti a programmazione, autorizzazione da parte di
Roma in quanto Fondi PAC e, quindi, per colpa esclusiva del Governo
ci siamo trovati nella situazione di mandare a picco i comuni. Non
c'entra nulla il lavoro della Commissione Bilancio' che si è
limitata, al pari di ciò che ha fatto il Governo, ad autorizzare
alcuni impegni di spesa che ammontano a circa 2 milioni e 700 mila
euro, non 45 milioni di euro, quelli che mancano per colpa del
Governo. Tutto ciò a difesa delle prerogative parlamentari che
anche lei, Presidente, dovrebbe in qualche modo difendere.
PRESIDENTE. Bene. Difendiamo intanto le prerogative dei siciliani
che forse facciamo cosa buona e giusta.
Sono state stralciate norme che sono state presentate pure dal
Governo, quindi, si metta d'accordo con se stesso, onorevole
Formica.
FORMICA. No, no, ci sono 28 norme del Governo che sono passate.
PRESIDENTE. Va bene, onorevole Formica. Lei era in Commissione e,
quindi, passano le norme che riguardano le riforme elettorali, che
riguardano i permessi sindacali, ecco lei aderisce a questa
FORMICA. Avrebbe dovuto stralciare tutto l'assestamento di
bilancio, e lei sa che ho ragione.
DI GIACINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente, credo che l'errore iniziale sia
chiamare il disegno di legge assestamento di bilancio e variazioni
di bilancio , perché se predisponiamo l'assestamento di bilancio e
basta, è chiaro che non si aprono maglie per particolari, per tutti
rispetto alle variazioni. Siccome abbiamo chiamato questo disegno
di legge assestamento di bilancio e variazioni di bilancio , e
caro Presidente io non sto qui a contestare quello che lei ha
fatto, è legittimo quello che lei ha fatto, però credo che non si
possa fare lavorare una settimana intera la Commissione Bilancio',
notte e giorno, e dopodiché si arriva in Aula e viene bocciato
tutto, perché ciò significa - questo lo dico per me ma lo dico
anche per la Commissione Bilancio' - la fine della Commissione
Bilancio'. Noi stasera possiamo anche decidere con un decreto
presidenziale di sciogliere la Commissione Bilancio' perché, di
fatto, si tratta di questo, Presidente. Stasera, infatti, ci è
arrivato in Aula un taglio di tutto ciò che ha fatto la Commissione
Bilancio'.
FORMICA. Cioè il Parlamento.
DI GIACINTO. Cioè il Parlamento. Io non entro nel merito,
Presidente.
Io credo che molte delle norme che sono state scritte in
finanziaria siano passate dalle Commissioni di merito, molte
meritavano un'attenzione diversa. Credo che stasera si sia messo
fine, ripeto, fine all'attività parlamentare perché non capisco che
cosa continuo a fare in Commissione Bilancio' se non sono nelle
condizioni di portare un emendamento, un comma o un articolo in una
legge di variazione di bilancio, non di assestamento di bilancio,
Presidente, tecnicamente sono due cose distinte e separate. Ma
questo non è un errore che ha fatto la Commissione Bilancio', è il
testo di legge che è stato presentato dalla Commissione Bilancio',
poi, dopodiché mi adeguo a quello che ha fatto la Presidenza, la
rispetto, è una sua prerogativa legittima e, quindi, è stata fatta,
però, le chiedo una cosa, Presidente: abbiamo tre emergenze che
riguardano i comuni, i liberi consorzi e le attività dei
diversamente abili. Siccome credo che non ci sia il clima, perché
questa manovra è passata dalla Commissione Bilancio' semplicemente
perché il sottoscritto ha deciso di votare a favore ed è passata
con 6 voti a favore e 5 astenuti per cui se io decidevo di no
votare a favore, questa manovra non sarebbe neanche arrivata in
Aula. Ci siamo?
Per cui, le chiedo stasera, Presidente, di fare tre norme
obbligatorie, che sono quelle dei comuni, dei liberi consorzi e dei
diversamente abili delle province e di approvarle subito, anche
domani, non credo che ci sia difficoltà, credo che l'Aula non abbia
difficoltà, da questo punto di vista, dopodiché possiamo stare qui
in Aula con questa norma altri due mesi; io dichiaro sin da adesso
che se non vengono messe soltanto operazioni obbligatorie in questa
norma, ripeto non ho nulla da difendere, ho già bocciato, ho fatto
bocciare con il mio voto contrario alcune norme che già erano
inserite in questa norma, Presidente, per quanto mi riguarda
dichiaro sin da adesso il voto contrario mio e del mio Gruppo, se
non vengono stralciate soltanto tre norme obbligatorie.
PRESIDENTE. E, allora, come lei potrà constatare, proprio queste
tre norme sono inserite, mi fa piacere che siamo tutti sulla stessa
linea, onorevole Di Giacinto, però siccome si chiama alla
prerogativa della II Commissione, vorrei dire che sono garante non
solo del lavoro della II Commissione, quando è ben fatto, ma di
tutte le Commissioni e trattare in Commissione Bilancio' una norma
ordinamentale o una norma elettorale, obiettivamente non è onesto
intellettualmente per rispetto della I Commissione. Le ho fatto
solo un esempio, ma ne potrei citare tanti e tanti altri casi, e
sappiamo tutti
DI GIACINTO. Le posso dire come ho votato in quella Commissione.
PRESIDENTE. No, non mi interessa come vota il singolo, è il
risultato quello che conta, e anche il richiamo alle regole voi
sapete che, fin dall'inizio, inviavo circolari e, probabilmente,
pochissimi hanno letto quale era il criterio al quale attenersi.
E' iscritto a parlare l'onorevole Laccoto. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che il clima
che si sta creando in Aula, sicuramente non consenta di approvare
serenamente una norma che è una norma di storno. Credo che in fondo
ci sono delle responsabilità dell'una e dall'altra parte,
certamente non è che facciamo demagogia, perché se continuiamo sui
giornali, sui mass media, a fare demagogia non ce ne usciamo, e non
è che facendo demagogia si riesca, poi, a risolvere i problemi
urgenti che ci sono.
Credo che una proposta ecco che possa essere accettabile sia di
fare quelle norme indispensabili per i comuni. C'era qui
l'Assessore agli enti locali; ebbene, ci sono in questo momento i
comuni che entro il 30 novembre devono chiudere i bilanci. In
questa situazione ed in questo clima io credo che non riusciremo a
chiudere entro il 30 novembre questo storno di fondi..
GRECO GIOVANNI. Entro il 30 dicembre.
LACCOTO. No, no, entro il 30 novembre ci sono i commissari che
sono in tutti i comuni ed in questa situazione se non troviamo
delle soluzioni valide praticamente molti comuni andranno in
dissesto, perché non riusciranno a coprire quella parte dei 50
milioni che erano praticamente previsti nel bilancio di previsione
della Regione siciliana e che, comunque, i comuni avevano bisogno
di fare.
Ora, le soluzioni sono due: o si fanno delle norme specifiche
entro il 30 novembre - 30 novembre significa farle almeno il 29
novembre -, dare per i comuni i 50 milioni, per le province e
c'era anche un problema riguardante le Isole minori perché,
altrimenti, anche i comuni andranno in dissesto, e cercare in
questa fase di limitarsi a questo.
Per quanto riguarda il problema del dissesto idrogeologico, è
chiaro che non possa essere affrontato in una fase di storno di
fondi, se non con somme esigue rispetto a quelle che sono le
necessità che vengono praticamente dai danni che vi sono stati
causati nella Sicilia occidentale, nella Sicilia orientale, quindi,
là bisognerà trovare una soluzione immediata - anche in raccordo
col Governo nazionale - non aspettando sicuramente i tempi della
dichiarazione di calamità.
Altro problema: il presidente Crocetta ha parlato dei consorzi, ma
i consorzi agrari non possono essere in questa fase messi in uno
storno di fondo che va per il 2016, perché i consorzi hanno il
problema per l'anno 2015, dove non vi è stata la copertura per il
bilancio. Quindi, invito il Governo a trovare soluzioni per
tamponare, in questo momento, il discorso delle cartelle, ma
affrontare la questione compiutamente nella finanziaria del 2017,
nel bilancio di previsione perché, altrimenti, non ne usciamo più.
Signor Presidente, dico che sicuramente ci sono stati dei
malintesi fra quella che era la questione di storno e quella che,
poi, è uscita come manovra, però, a questo punto, dobbiamo tentare
di risolvere i problemi, almeno quelli più urgenti.
Per cui ritengo che sia anche giusto, con un atto di
responsabilità da parte di tutti i Gruppi, fare in questa fase solo
le norme urgenti che riguardano le questioni che ho citato e
rimandare, anche con l'impegno alla finanziaria quelle che sono le
altre questioni che non hanno l'urgenza impellente per l'anno 2016.
Questa è la proposta che ritengo debba essere accettata. Se come
Governo si inseriranno altre questioni arriveremo in quest'Aula
con norme nuove che vorranno essere poi riviste, esaminate che
potranno creare altre problematiche.
Bisogna trovare, anche da parte del Governo, soluzioni a risolvere
senza aggravare la manovra di assestamento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, non le nascondo che ho apprezzato
tantissimo il fatto che lei abbia preso una posizione chiara contro
questa abbondanza di articoli che, notte tempo, sono spuntati fuori
in Commissione Bilancio'.
Lo confesso, Presidente, mercoledì scorso non mi sono trattenuta
in Commissione Bilancio' quando è finita l'Aula - Aula che era
deserta - vorrei ricordare ai colleghi del PD che se siamo arrivati
a questo scorcio di novembre con l'assestamento ancora da discutere
è proprio per colpa del PD, in particolare, che in questi mesi si è
assentato abbondantemente dall'Aula e dalle Commissioni.
Detto ciò, quella sera me ne sono andata perché i membri della
Commissione si sono chiusi nella stanza accanto per oltre tre ore
e, ogni tanto, mentre aspettavamo che la Commissione riprendesse
all'ora x, vedevamo uscire fogli e foglietti dalla stanza della
Presidenza.
Io me ne sono andata, solo che l'indomani ho appreso dai giornali
e dai miei colleghi che la seduta era durata tutta la notte,
proprio old style come ai vecchi tempi, tutta la notte. E,
quindi, appare evidente che la Commissione Bilancio' non sia stata
governata nella maniera giusta e qui vorrei fare un piccolo focus
sulla Presidenza che di mattina era così precisa, talmente tanto da
non permettere ai deputati che non erano membri della Commissione
di intervenire nel merito dei punti e, poi, di notte - una sorte di
dottor Jekyll e mister Hyde - la Commissione si è trasformata in
un'orgia totale dove questi emendamenti sono venuti fuori.
Io ho apprezzato il suo gesto, non ho apprezzato l'intervento
dell'onorevole Di Giacinto che era quasi rammaricato che tutto quel
ben di Dio fosse finito nel cestino, perché lì di ben di Dio ce ne
era tanto, infatti, ci sono precisi nomi e cognomi o meglio dire
comuni, festival, associazioni, fondazioni, associazioni musicali,
un po' di tutto, in giro per la Sicilia che, purtroppo, onorevole,
non ci andranno, non potrete ottenere queste situazioni che nulla
hanno a che vedere con l'assestamento di bilancio.
La tabella H ancora non si può ripristinare, purtroppo, brutta
notizia per qualcuno
Ma la cosa orribile che ho visto, un altro sfregio al lavoro delle
Commissioni, è stata l'introduzione dell'articolo 51 che, mentre la
Commissione Bilancio, da oltre tre mesi o forse più, da luglio, ha
iscritto nel proprio ordine del giorno la legge di riforma delle
IPAB, la stessa Commissione introduce un articolo per andare a
fregare ancora una volta di più e mettere ancora più in ginocchio
le vite dei lavoratori delle IPAB.
Bene, signor Presidente, qui l'offesa è nei riguardi della prima
Commissione e nei riguardi di tutti Gruppi parlamentari che, almeno
dal 2013, avevano presentato precisi e specifici disegni di legge.
Cosa hanno ben pensato di fare i membri della Commissione, notte
tempo? Di dire che i Comuni non devono farsi carico del patrimonio
degli eventuali buchi di bilancio e del personale, come la legge
prescrive, ma si devono fare carico di tutta la parte buona, ma dei
lavoratori possono farsi carico.
Quindi, una vera e propria presa in giro per tutti noi e una
ferita ancora inferta a quel personale che, nonostante gli enormi
ritardi nel pagamento degli stipendi, continua a lavorare e ad
accudire gli anziani e gli inabili sparsi in giro per la Regione.
Ora è chiaro, mi chiedo quale vantaggio loro potrebbero avere nel
prevedere il licenziamento dei lavoratori, non penso siano così
sadici. A meno che non vogliano mettere riparo alle operazioni
temerarie e nefaste operate dall'Assessore Miccichè che,
bellamente, tra una nomina di un commissario - ne ha nominati una
trentina - ovviamente a carico degli enti che non ricevono soldi,
c'è un bel elenco, un bel albo in Assessorato dove ci sono delle
persone che vanno a fare il commissario e vengono pagati dagli
enti, mentre l'Assessore si guarda bene dall'avviare la procedura
per mettere a punto i consigli di amministrazione, che sarebbero a
titolo gratuito.
Un postificio, sapete, un favore ad un commissario non si nega
mai Il decreto scade e si rinnova, gli enti rimangono senza una
governance legata al territorio e chiaramente un in più sullo
stipendio degli iscritti all'albo non guasta a nessuno.
E quindi dicevo, l'Assessore, da una parte nomina i commissari, e
dall'altro sta facendo delle estinzioni a go-go. Estingue gli enti
senza alcun criterio e spesso su molti comuni vanno a gravare delle
situazioni debitorie enormi, nonché dei dipendenti che, avendo un
contratto a tempo indeterminato, dovrebbero essere inseriti nelle
piante organiche dei comuni.
Signor Presidente, sono contenta che lei abbia stralciato questo
articolo, ma le chiedo se in qualche modo può imporre,
letteralmente - dato che sono passati sei mesi - alla Commissione
Bilancio di affrontare seriamente questa riforma che dovrebbe stare
a cuore anche al Governo che, il 30 novembre del 2012, deliberò in
Giunta - non si erano ancora insediati - che bisognava fare la
riforma.
So che è una promessa che è stata fatta anche dai precedenti
governi, però almeno cerchiamo di portare a termine una riforma
attesa da quindici anni.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, lei stasera sta
conquistando i favori di questa Assemblea, perché tutti eravamo
convinti della bontà di questo provvedimento, eravamo convinti
dell'idea che bisognava rimanere dentro i binari di un assestamento
di bilancio, che non poteva essere una finanziaria
Quello che, oggettivamente, esce con le ossa rotte è il Presidente
della Regione. Un Presidente della Regione con un atteggiamento, mi
scusi Presidente, ma davvero border-line, perché non è ipotizzabile
immaginare che il Governo sostiene questi provvedimenti e poi, dopo
una settimana di lavoro di commissione di Bilancio, dopo una
settimana che i deputati della maggioranza sono andati in giro
sulle ragioni del NO e sulle ragioni del SI' dicendo ai cittadini
non vi preoccupate, risolveremo tutto , perché è chiaro che questo
assestamento di bilancio era diventata una finanziaria perché
dentro ci stavano tutta una serie di impegni legati alle ragioni
del SI'
E ora, che cosa gli andate a dire nei territori? Che cosa gli
andate a dire all'articolo 12, comma 1, al Polo universitario di
Enna? Che cosa gli andate a dire all'articolo 12, comma 2, al Brass-
Group? Che cosa gli andate a dire all'articolo 12, comma 3, ai
consorzi agrari? Che cosa gli andate a dire all'articolo 12, comma
35, legato al COPPEM? Che cosa gli andate a dire all'articolo 12,
comma 24, Autodromo di Pergusa?
Allora, la verità è che gli impegni si prendono in maniera chiara
La verità è che bisogna essere leali con i siciliani e prendere
solo gli impegni che si possono mantenere, evitando di sbandierare
a destra e a manca cose che non si possono fare Evitando di
prendere impegni con la municipalizzata di Catania che doveva
incassare cinquecentottantaduemila euro. Perché, la municipalizzata
di Palermo, AMAT, aveva qualcosa in meno rispetto alla
municipalizzata di Catania?
E così via, con il comma 24, con il comma 34, con l'articolo 13,
con gli articoli 32 e 54, e così di seguito rispetto ai quindici
milioni in più alle aziende per la promozione industriale, e così
giocando con numeri, con i cinquanta milioni in meno nelle entrate
IRPEF.
E allora, Presidente Ardizzone, io mi complimento con lei perché
ha riportato il dibattito al suo ruolo istituzionale però,
ovviamente Presidente Ardizzone, le chiedo, per il futuro laddove
questo Governo dovesse continuare ad avere un atteggiamento di chi
si vuole prendere beffa del Parlamento ci può pure stare - tanto
ormai gli equilibri istituzionali, in questa Regione, sono saltati
- e con il Parlamento può anche, forse, pensare di farlo ma con i
siciliani no Questo non è giusto e di questo, a loro, rendere
conto, Presidente
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Per fatto personale
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, vorrei ricordare all'onorevole Figuccia che lui può fare
tutte le considerazioni politiche che vuole - è inutile che si
mette a ridere -ma non quella di accusare me di questioni che
attengono ad emendamenti e questioni che attengono la campagna
referendaria. Uno, per lo stile con cui questo Presidente conduce
questa campagna elettorale che è molto rispettosa anche delle
ragioni di coloro che la pensano diversamente da me. Due, perché
non rientra nello stile di Rosario Crocetta fare queste cose. Tre,
perché questo Presidente non ha proposto, in nessun modo e in
nessuna circostanza, né pubblica, né privata, né in Giunta, né in
Parlamento provvedimenti ad personam che potessero, minimamente,
caratterizzarlo
Quindi, onorevole, queste cose le riservi al passato politico
della sua coalizione, ma lei è abituato a straparlare. Onorevole
Figuccia, ritiri quelle cose perché io la querelo.
MILAZZO GIUSEPPE. Sono considerazioni politiche
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Riprende la discussione del disegno di legge n. 1264/A
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Cirone, che è nota
per la calma e la saggezza che devono primeggiare in quest'Aula. Ne
ha facoltà.
CIRONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, grazie per avermi
dato la parola ma la tratterrò per pochissimi minuti solo per fare
alcune osservazioni. Se siamo a questo punto, un punto di snodo
molto importante per la vita dei siciliani, io credo che dobbiamo
interrogarci sulla tempistica con cui affrontiamo questioni
cruciali come sono certamente quelle legate all'assestamento di
bilancio. Siamo oramai alla fine del mese di novembre, incalza
dicembre, tra qualche giorno non sarà più possibile effettuare
pagamenti e molti di quelli che attendono da questa manovra di
vedere risolti questioni annose che si trascinano da mesi, stanno a
seguire i nostri lavori con ansia e con grande patema d'animo.
L'assestamento quindi è stato, come dire, affrontato e si è anche
dilungato nel tempo, eccessivamente. Io credo, che se oggi ha senso
quest'Aula, oltre a prendere atto, io dico con soddisfazione, degli
stralci che lei sta proponendo e che spero appunto ci consentano di
procedere velocemente, oltre a prendere atto della posizione anche
rappresentata dal Presidente Crocetta che su questa stessa strada
ci invita a precedere, noi dobbiamo avere momento di chiarezza
circa la tempistica con cui concludiamo questo percorso. Perché se
questa tempistica dovesse allungarsi, prolungarsi oltre misura,
perché legittimamente vi sono aspettative da parte dei deputati ma
che potranno essere risolte in chiave di legge finanziaria, noi
frusteremo questa operazione di assestamento, noi non daremo conto
a tutti coloro i quali aspettano da questa Assemblea una risposta.
Signor Presidente, affidandomi al senso etico della sua
rappresentatività, le chiedo di darci un crono-programma per
concludere questa vicenda. Possiamo darci una tempistica? Perché mi
pare che se non lo facciamo in quest'Aula autorevolmente con la
necessaria assunzione di responsabilità, noi rischiamo di superare
questa settimana, di andare alla prossima, quando davvero diventerà
difficile dare contezza ai Comuni dello sforzo che questo Governo e
questa Assemblea vogliono fare per consentire ai Comuni di chiudere
il loro bilancio perché non faremo in tempo a dare risposte ai
lavoratori dei liberi consorzi che attendono di essere pagati da
mesi e per i quali incalza il Natale per il quale dovranno portare,
penso, un panettone a casa. Ed io penso, altresì, alle disabilità
che in questa manovra di assestamento sono state curate. Vi sono
certo molti altri aspetti di questo assestamento che potevano
essere presi in considerazione ma credo che queste tre colonne
fondamentali non possono essere trascurate e meritano da parte
dell'Assemblea, meritano da parte della Presidenza una tempistica
certa. Io quindi invito i colleghi, oltre che a pensare agli
obiettivi da raggiungere, pensiamo anche ai tempi con i quali
assolvere questa nostra funzione, perché altrimenti se andiamo alla
prossima settimana davvero noi avremo offeso i siciliani con i
nostri comportamenti difficilmente inspiegabili.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fontana. Ne ha
facoltà.
FONTANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
desideravo anch'io fare qualche breve riflessione circa
l'approvazione di questo disegno di legge, l'assestamento di
bilancio, e dare atto anche ai colleghi che si sono cimentati in
Commissione lavorando parecchie ore e dando il meglio di loro
stessi e quindi noi dobbiamo certamente rispetto a coloro i quali
hanno lavorato giorno e notte per elaborare un disegno di legge con
parecchi emendamenti.
Però, oggi ci ritroviamo qui con uno stralcio, tra l'altro
cospicuo - e di questo gliene do atto, Presidente - lei ha
utilizzato una prerogativa che le appartiene e che io condivido
fino in fondo, perché, se anche il lavoro fatto merita rispetto,
penso che si sia andato troppo al di là di quello che è un
assestamento di bilancio. Poi c'è da dire che hanno fatto quasi una
mini finanziaria con tentativi - anche nostalgici - di inserire una
nuova tabella H nell'articolo 12; basti guardare i numerosi commi,
ben 53, all'interno dell'articolo e credo già questo la dica lunga
sulla vicenda del disegno di legge. Pertanto io plaudo a questo
stralcio e credo che noi abbiamo il dovere di esitare in tempi
piuttosto rapidi questo stesso disegno di legge perché vi sono
alcune cose importanti, inderogabili e indifferibili che dobbiamo
approvare nel più breve tempo possibile e mi riferisco soprattutto
su alcuni articoli cardini, quali quello dell'assistenza ai
disabili negli istituti scolastici, quello dell'obbligo scolastico,
le risorse da trasferire alle ex province dove ci sono dipendenti
che non prendono lo stipendio da circa dieci mesi; abbiamo anche il
dovere di garantire i 115 milioni promessi ai comuni, altrimenti li
manderemo tutti in dissesto.
Fa bene lei, Presidente, ad insistere su questi articoli perché
sono gli articoli cardine di questo assestamento e non possiamo
assolutamente perdere tempo nel derogare. Credo che il Governo, in
particolare l'Assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica, onorevole Lantieri, avrà già trovato i 65 milioni di euro
che sono venuti meno, ahimè, probabilmente anche per un
atteggiamento un po' superficiale da parte del Governo perché i
fondi POC purtroppo, essendo in notevole ritardo, arriveranno fra
parecchi mesi, e quindi fa bene il Governo a pensare eventualmente
ad un prestito attraverso la cassa depositi e prestiti per
garantire appunto queste risorse e consentire ai comuni
l'approvazione dei relativi bilanci.
Signor Presidente, le ricordo che già nella mia provincia, e credo
anche con un po'di leggerezza, due comuni hanno dichiarato il
dissesto: il comune di Favara, di 35 mila abitanti, ed il comune di
Porto Empedocle. Non voglio entrare nel merito perché non è di mia
competenza né il mio compito, ma credo l'abbiano fatto anche con un
po' di leggerezza, perché nel comune di Favara vi era già un
riequilibrio di bilancio che era stato esaminato dal Ministero i
cui incartamenti sono stati già trasmessi alla Corte di Conti.
Pertanto, ritengo ci sia stata troppa premura nel dichiarare il
dissesto di questi comuni e quindi, per non far perdere e per non
mandare a casa i precari vi è anche una previsione di spesa per
sostenere gli stessi precari nei comuni in dissesto e quindi tutta
un serie di articoli che, a mio parere, sono assolutamente
prioritari e indifferibili.
Mi consenta un'ultima riflessione e concludo.
Mi riferisco alle recenti alluvioni che hanno colpito la provincia
di Agrigento, esattamente Licata prima e la zona di Ribera e
Sciacca e tutto l'entroterra saccente, dopo.
Ho anche notato la presenza immediata del Governo, la presenza del
Presidente Crocetta.
So anche delle promesse che sono già state fatte - e credo che
siano delle promesse concrete - e questo mi pare che possa essere
anche di buon auspicio, mi dispiace che non c'è l'assessore
all'agricoltura, ma ritengo che ci sia e quindi bisogna pensare
immediatamente al sostegno alle imprese agricole che in questo
momento sono in ginocchio.
I nostri imprenditorim che sono in fase di raccolta delle arance,
che hanno conquistato i mercati internazionali, non possono in
questo momento fare la raccolta per distribuire i loro prodotti.
Credo, quindi, che veramente sia necessario l'intervento
autorevole del Governo che dia speranza a tutti questi.
E, riprendendo l'intervento dell'onorevole Panepinto, perché non
utilizzare al meglio anche i lavoratori dell'ESA, i lavoratori del
consorzio di bonifica? Facciamolo perché ne abbiamo assoluta
necessità.
PRESIDENTE. Prima di dare la parola conclusiva al Presidente della
Commissione, onorevole Vinciullo, ha chiedo di intervenire per un
chiarimento breve l'onorevole Figuccia.
Gli è dovuta perché mi ha già preannunciato le sue intenzioni.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo solo
chiarire che, ovviamente, le mie erano e sono valutazioni di merito
politico che non posso rimangiarmi. Quello è un aspetto sul merito
della politica che vanno mantenute.
Poi, ovviamente, non spetta a me né rinviare, né fare valutazioni
di altro tipo perché non attiene a questa sede. Sono certo da
questo punto di vista anche della sua buona fede.
A parte la parola mal compresa anche ora dell'onorevole Fontana
che voleva dire qualcos'altro. Non voleva dire promesse,
sicuramente, perché così non sarà.
ARANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, condivido
il metodo introdotto dalla Presidenza, perché è indubbio che non si
può votare un libro, piuttosto quello che era stato presentato dal
Governo.
Tra le cose stralciate c'è una misura di sostegno al reddito,
l'articolo 42. Io la pregherei di rivedere aggiungendo tutte le
norme di questo tipo a cui è necessario dare copertura finanziaria
trattandosi di situazioni proprio estreme. Praticamente è la legge
n. 5 del 2015 a cui dobbiamo obbligatoriamente dare copertura fino
alla fine dell'anno.
Quindi, signor Presidente, trattandosi di una norma generale e non
di una norma aggiuntiva la pregherei di riconsiderare i cantieri di
servizio, altrimenti detti RNI, che sono usciti fuori dal criterio
generale, ma mi sembra che possano a pieno titolo rappresentare una
delle specificità a cui lei si riferiva come principio generale
trattandosi di moltitudine e non di un principio specifico.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il presidente della Commissione
e relatore, onorevole Vinciullo.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, ho ascoltato con la dovuta attenzione gli interventi di
tutti i colleghi che mi hanno preceduto e l'intervento del Governo.
Credo di potere affermare con assoluto convincimento e con l'avallo
di tutta la Commissione, quindi un provvedimento assunto
all'unanimità, che l'idea di trattare in un solo disegno di legge
le problematiche dei ragazzi e delle ragazze diversamente abili,
che hanno le necessità di cominciare l'integrazione scolastica, il
pagamento delle spettanze ai lavoratori delle ed Province, ed i
sessantacinque milioni di euro da destinare ai Comuni, in maniera
tale che con la velocità dovuta in questo caso si possa procedere
ad assegnare le risorse ai Comuni, alle Province, prima che chiuda
la cassa regionale, può essere un risultato condiviso da parte
della Commissione.
Quindi, ci affidiamo a lei, Presidente, per avere indicazioni sul
percorso che lei ritiene opportuno assumere. Per noi sarebbe bello
poter chiudere domani sera in maniera tale che diamo certezza a
tutti di quelle che sono le entità delle risorse che entreranno
nelle rispettive Province, nei rispettivi Comuni, o di quello che
verrà destinato ai ragazzi ed alle ragazze diversamente abili,
proprio perché in questo modo cominciano questo percorso di
inserimento scolastico che in alcune Province ancora non è
iniziato.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, la ringrazio per l'intervento di
buon senso. Ringrazio tutti gli intervenuti. Speriamo domani di
trovare un momento di sintesi perché, sulla base degli interventi
che ci sono stati, sono tutti d'accordo a dare priorità ad alcune
norme, se non ci dovessero essere divisioni. Questo è un appello
che faccio a tutti i capogruppo di maggioranza e di opposizione,
per votare le leggi è necessario essere presenti in Aula. Il
Governo si è impegnato a portare una norma risolutiva per quanto
riguarda il finanziamento ai Comuni, ha preannunciato una norma
relativa ai Comuni alluvionati, che non era obiettivamente
prevedibile. Quindi, confidiamo nel buon senso da parte di tutti.
Però, ripeto, un appello che faccio a tutti i capigruppo
maggioranza ed opposizione, ad essere presenti e ad approvare nel
più breve tempo possibile le norme che possono dare serenità, e
chiaramente alle ex Province, che facevano parte chiaramente del
disegno di legge che è passato alla II Commissione, quello dei
disabili ed, a maggior ragione, quello dei Comuni. Quindi la seduta
è rinviata a domani alle ore 16,00.
FORMICA. Signor Presidente, dobbiamo votare il passaggio all'esame
degli articoli.
PRESIDENTE. Possiamo votarlo domani, qual è il suo problema?
(Voci dai banchi dell'opposizione)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, che io lo posso votare domani, lo
posso votare domani. Però andrebbe fatta la relazione. Se lo
dobbiamo incardinare, allora invito il Presidente della Commissione
a svolgere la relazione o a rimettersi al testo della relazione
scritta.
Ho capito che avete una bella intenzione. Tutte le parole di
approvare, approvare e approvare. Prego, onorevole Vinciullo, lei
si rimette al testo della relazione scritta?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Si, signor
Presidente.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, siccome abbiamo fatto distribuire
a tutti i parlamentari il disegno di legge senza le norme che sono
state stralciate per una pronta visione, domani si può rinviare la
discussione di carattere generale. Si è dato il termine per gli
emendamenti fino alle ore 12,00 di domani. Se l'Aula è d'accordo,
possiamo fare questo e passare agli articoli domani stesso, ma non
capisco cosa vi cambia.
RINALDI. Domani si proroga la discussione generale?
PRESIDENTE. Si proroga? Che vuol dire si proroga? La discussione
generale è rinviata all'articolo 1. Questo è servito a chiarirci le
idee, il dibattito di questa sera, sui passaggi di carattere
procedurale.
Allora, ho capito, volete il passaggio all'esame degli articoli;
il disegno di legge vi è arrivato nelle vostre e-mail e dà contezza
delle norme stralciate.
Onorevole Formica, per esser chiari, il Governo, per bocca del
Presidente, si è impegnato a presentare domani un emendamento che
dà copertura alla questione dei Comuni ed ai Comuni alluvionati.
Non vorrei che domani ci fossero impedimenti, sollevati da uno dei
90, che riguardano l'aggancio a quale articolo fare; su questo
dobbiamo essere consequenziali visto che tutti ci siamo pronunciati
concordemente Quindi, il discorso di votare il passaggio all'esame
degli articoli nulla osta, perché l'Aula prende atto che domani il
Governo presenterà un emendamento di copertura per i Comuni, per le
somme che mancano e per venire incontro agli alluvionati.
Onorevole Vinciullo, lei vuole dare per letta la relazione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Sì, certo.
PRESIDENTE. Viene, quindi, data per letta la relazione ed il
disegno di legge è incardinato.
Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli.
(Vivaci proteste da parte dell'opposizione)
Chi è favorevole seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
(Vivaci proteste da parte dell'opposizione)
Onorevole Figuccia, tutta la sua buona volontà viene meno Il
Parlamento approva il passaggio all'esame degli articoli. Sia
consequenziale, onorevole Figuccia
La discussione generale è rinviata all'articolo 1.
(Vivaci proteste da parte dell'opposizione)
Onorevole Questore, lei deve tenere l'ordine Non si deve mettere
a gridare
Onorevole Questore, si accomodi al suo posto
Complimenti, siete consequenziali ad approvare la norma sui
comuni Complimenti Complimenti
FORMICA. Rispetti la legge Rispetti la legge
PRESIDENTE. La discussione generale è rinviata all'articolo 1.
Abbiamo incardinato il disegno di legge sull'assestamento di
bilancio.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
La seduta è rinviata a domani, martedì 29 novembre 2016, alle ore
16.00, con il seguente ordine del giorno:
I -COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
Assestamento del Bilancio di previsione per
l'esercizio finanziario 2016 e per il triennio
2016/2018. Variazioni al Bilancio di previsione per
l'esercizio finanziario 2016 e per il triennio
2016/2018. Disposizioni varie . (n. 1264/A)
(Seguito)
Relatore: on. Vinciullo
III -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 609 - Applicazione del comma 2 bis dell'articolo 5
della legge regionale n. 17 del 2016 in materia di
enti locali.
(23 novembre 2015)
CORDARO - FORMICA - DI GIACINTO -
CLEMENTE
IV - VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:
Riconoscimento debito fuori bilancio ai sensi
dell'art. 73, comma 1, lett. e) del decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive
modifiche ed integrazioni . (n. 1244/A)
V -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Revisione della normativa di assegnazione dei lotti nelle
aree industriali da destinare ad attività commerciali . (n. 1202/A)
(Seguito)
Relatore: on. Laccoto
2) - Valorizzazione del demanio trazzerale . (n. 349/A) (Seguito)
Relatore: on. Laccoto
3) - Variazione di denominazione dei comuni termali . (n. 843/A)
(Seguito)
Relatore: on. Mangiacavallo
4) - Disciplina della ricerca e della coltivazione delle acque
minerali, di sorgente e termali . (n. 1064/A)
Relatore: on. Maggio
VI - SVOLGIMENTO DELL'INTERROGAZIONE:
N. 3025 - Chiarimenti sul provvedimento di scioglimento
dell'Amministrazione comunale di Scicli in relazione
alle gravi dichiarazioni rese alla stampa dal
Presidente della Regione.
(8 maggio 2015)
ASSENZA
VII -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 496 - Iniziative in ordine al reclutamento di personale
nelle aziende del Servizio sanitario regionale.
(4 novembre 2015)
CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA -
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO
VIII -DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
Codice etico per gli eletti a cariche pubbliche, per
gli amministratori e per i dipendenti della Regione
Siciliana . (n. 854/A) (Seguito)
Relatore: on. La Rocca Ruvolo
IX - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 494 - Iniziative urgenti finalizzate alla revoca della
convenzione sottoscritta tra Regione siciliana,
Università degli studi Kore di Enna e Associazione
Proserpina, avente ad oggetto l'apertura di una
nuova facoltà di medicina e chirurgia.
(3 novembre 2015)
ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO -
MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO -
SIRAGUSA - TANCREDI - CIANCIO - FOTI -
FERRERI - PALMERI - LA ROCCA - CAPPELLO
X -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 204 - Verifica della presenza di gas radon indoor negli
edifici utilizzati da enti pubblici e privati e
osservanza dei criteri di legge negli interventi
edilizi di nuova edificazione.
(24 ottobre 2013)
FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA -
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO
XI - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 573 - Provvedimenti urgenti a favore dei pensionati
dell'Ente acquedotti siciliani.
(12 maggio 2016)
GRECO G. - DI MAURO - CASCIO S.- DI
GIACINTO - CORDARO - PANARELLO -
PANEPINTO - RUGGIRELLO - SUDANO -FALCONE
- TAMAJO
XII -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 290 - Chiarimenti circa l'incidenza dei fattori
ambientali sull'aumento della percentuale di malati
di leucemia e tumori nel territorio di Siracusa e
nomina di una Commissione parlamentare speciale di
indagine e di studio in argomento.
(16 aprile 2014)
ZITO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA -
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA
XIII -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 531 - Riduzione della tariffa del servizio idrico
integrato nel comune di Siracusa nei casi in cui
l'acqua non sia utilizzabile per fini alimentari.
(4 febbraio 2016)
ZITO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA -
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA
XIV -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 537 - Accelerazione dei tempi di valutazione delle
istanze presentate in ordine al bando sul lavoro in
proprio.
(16 febbraio 2016)
ZITO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA -
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA
XV - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 603 - Ritiro in autotutela dell'Avviso n. 8/2016 in
materia di formazione professionale in Sicilia.
(25 ottobre 2016)
TANCREDI - CIACCIO - CIANCIO - TRIZZINO
- FOTI - MANGIACAVALLO - CAPPELLO -
PALMERI - ZAFARANA - CANCELLERI - ZITO -
SIRAGUSA - LA ROCCA - FERRERI
XVI -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 599 - Iniziative per il potenziamento delle redazioni
giornalistiche RAI in Sicilia.
(5 ottobre 2016)
MUSUMECI - FORMICA - BARBAGALLO ALFIO -
ASSENZA
La seduta è tolta alle ore 19.32
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio