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Resoconto d'Aula della Seduta n. 386 di martedì 29 novembre 2016
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   Presidenza del Presidente Ardizzone


                   La seduta è aperta alle ore 16.21

   FIGUCCIA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il  preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli:

   - Barbagallo Alfio dal 25 novembre al 5 dicembre 2016;
   - Zito per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

                               Missione

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Forzese sarà in missione  dal
  29 al 30 novembre 2016.

   L'Assemblea ne prende atto.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.   Comunico   che  è  stata  presentata   la   seguente
  interrogazione con richiesta di risposta orale:

   N.  3668  -  Misure di tutela e protezione ambientale  adottate  a
  seguito dell'incendio sviluppatosi all'interno dell'impianto  della
  raffineria di Milazzo (ME).
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Salute
   Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
  Ciaccio  Giorgio; Ferreri Vanessa; La Rocca Claudia; Zito  Stefano;
  Trizzino  Giampiero;  Ciancio Gianina; Palmeri Valentina;  Siragusa
  Salvatore; Tancredi Sergio; Mangiacavallo Matteo; Foti Angela

   Avverto   che   l'interrogazione  testé  annunziata   sarà   posta
  all'ordine del giorno per essere svolte al proprio turno.
   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N. 3664 - Immediata riassegnazione delle risorse destinate all'ASP
  di Caltanissetta.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Federico Giuseppe
   N.  3665  - Verifica del buon andamento amministrativo e contabile
  della società cooperativa edilizia a.r.l. 'Acquarius89'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Foti   Angela;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello  Francesco;
  Ciaccio  Giorgio; Ferreri Vanessa; La Rocca Claudia;  Mangiacavallo
  Matteo;  Trizzino  Giampiero; Ciancio Gianina;  Palmeri  Valentina;
  Siragusa  Salvatore;  Tancredi  Sergio;  Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano

   N.   3666  -  Chiarimenti  sui  tempi  di  conclusione  del  bando
  denominato 'lavoro in proprio'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello  Francesco;
  Ciaccio  Giorgio; Ferreri Vanessa; La Rocca Claudia;  Mangiacavallo
  Matteo;  Trizzino  Giampiero; Ciancio Gianina;  Palmeri  Valentina;
  Siragusa  Salvatore;  Tancredi  Sergio;  Zafarana  Valentina;  Foti
  Angela

   N.  3667  -  Interventi in ordine alle criticità  del  reparto  di
  anestesia  e  rianimazione dell'ospedale  'Giovanni  Paolo  II'  di
  Sciacca (AG).
   - Assessore Salute
   Mangiacavallo   Matteo;   Cancelleri  Giovanni   Carlo;   Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ferreri Vanessa; La Rocca Claudia; Zito
  Stefano;  Trizzino  Giampiero; Ciancio Gianina; Palmeri  Valentina;
  Siragusa  Salvatore;  Tancredi  Sergio;  Zafarana  Valentina;  Foti
  Angela

   Avverto che le interrogazioni testè annunziate saranno inviate  al
  Governo.

             Comunicazione relativa a Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE.  Comunico che il Gruppo Parlamentare   Lista  Musumeci
  verso  Forza  Italia', già autorizzato in deroga con  delibera  del
  Consiglio  di  Presidenza  n. 34 del  16  giugno  2015,  in  quanto
  sussistenti i presupposti previsti dall'articolo 23, comma  3,  del
  Regolamento interno dell'Assemblea regionale siciliana,  a  seguito
  dell'adesione  dell'on.  Alfio  Barbagallo  -  subentrato   all'on.
  Ioppolo  -  al  medesimo Gruppo parlamentare  Lista Musumeci  verso
  Forza  Italia',  così come comunicato nella seduta  n.  354  del  4
  agosto  2016,  ha  conseguentemente  mantenuto  i  presupposti  per
  l'autorizzazione in deroga che si intende pertanto confermata.
   Infatti,  sulla  base  dell'istruttoria  condotta  dagli   uffici,
  risultano  immutati i requisiti previsti dall'articolo 23, comma 3,
  del  Regolamento interno dell'Assemblea regionale siciliana  ed  in
  particolare  quello della elezione in almeno due circoscrizioni  in
  quanto  il deputato subentrante on. Alfio Barbagallo risulta eletto
  nel  medesimo  collegio circoscrizionale di  Catania  del  deputato
  uscente on. Ioppolo.
   Ricorrono,   altresì,  le  condizioni  individuate  nell'atto   di
  indirizzo adottato dal Consiglio di Presidenza nella seduta  n.  34
  del   16   giugno  2015,  secondo  il  quale  non  viene   concessa
  l'autorizzazione  in  deroga  a Gruppi parlamentari  che  risultino
  composti  da  meno  di  tre  deputati, considerato  che  il  Gruppo
  parlamentare  Lista Musumeci verso Forza Italia', è composto  da  3
  deputati.
   Non sorgendo osservazioni così resta stabilito.

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che ha chiesto congedo per oggi  l'onorevole
  Lo Sciuto.
   L'Assemblea ne prende atto.

   lancio di previsione per l'esercizio finanziario 2016 e per il trien-
   nio 2016/2018. Variazioni al  Bilancio di previsione per l'esercizio
   finanziario 2016 e per il triennio 2016/2018. Disposizioni varie'
   (n. 1264/A)
   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Seguito della discussione del disegno di legge  Assestamento del
   Bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2016 e per il
     triennio 2016/2018. Variazioni al Bilancio di previsione per
       l'esercizio finanziario 2016 e per il triennio 2016/2018.
                   Disposizioni varie . (n. 1264/A)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, si passa al II punto  dell'ordine
  del   giorno,  seguito  della  discussione  del  disegno  di  legge
   Assestamento   del   Bilancio   di  previsione   per   l'esercizio
  finanziario  2016  e  per  il  triennio  2016/2018.  Variazioni  al
  Bilancio  di previsione per l'esercizio finanziario 2016 e  per  il
  triennio 2016/2018. Disposizioni varie ,  (n. 1264/A).
   Invito i componenti della II Commissione a prendere posto. Ricordo
  che   abbiamo  votato  il  passagio  agli  articoli  e  siamo  alla
  discussione generale.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                      Per richiamo al Regolamento

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO   GIOVANNI.   Signor  Presidente,   non   intervengo   sulla
  discussione generale, intervengo per richiamo al Regolamento, sulla
  discussione generale le chiederò successivamente la parola.
   Io  sostengo la tesi che all'Aula non sono state date  le  Tabelle
  del documento finanziario che noi stiamo esaminando. Lo dico perché
  una volta che vengono stralciati 30 articoli, è chiaro che tutte le
  tabelle sono cambiate.
   Stamattina io sono stato corretto, come sempre, e le ho detto  che
  mancavano  le  tabelle,  e  siccome c'è  un  articolo  preciso  del
  Regolamento che dice che, se la norma finanziaria non arriva con le
  tabelle,   non   si  può  iniziare  a  discutere.  Quindi,   Signor
  Presidente, siccome mancano le tabelle le chiedo di rinviare  e  di
  farci avere le tabelle.

   PRESIDENTE.   Onorevole   Greco,   le   ribadisco,   il   richiamo
  all'articolo  che  lei fa è corretto, con un'osservazione:  che  le
  tabelle  sono  state distribuite. Chiaramente,  lei  mi  eccepisce,
  onorevole  Greco, che le tabelle sono state modificate  in  seguito
  allo  stralcio, ma le tabelle verranno ulteriormente  modificate  a
  seguito  dell'intervento dell'Aula. Quindi, prima che noi  passiamo
  alla votazione finale, il Governo procederà a modificare le tabelle
  sulla  base delle decisioni adottate da questa Presidenza  e  sulla
  base  delle  decisioni che adotterà l'Aula. La normale procedura  è
  questa, onorevole Greco.

   GRECO  GIOVANNI. Lei ha ragione dicendo che da qui al voto  finale
  le  tabelle cambieranno, ma cambieranno per la terza volta. No, noi
  vogliamo quelle che sono cambiate con lo stralcio che ha fatto lei.
  Dopo il lavoro che facciamo in Aula, ci saranno le altre tabelle.

   PRESIDENTE.  Onorevole Greco, ho raccolto la sua osservazione,  ma
  non è come dice lei, mi dispiace.

   GRECO GIOVANNI. Mi dicono che lei è un dittatore

   PRESIDENTE.  Così  le  dicono? Se glielo ha suggerito  l'onorevole
  Formica; guardi che è la persona meno indicata per definirmi così.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                1264/A

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi,  do lettura del  contingentamento
  dei tempi  per la discussione generale sul disegno di legge.

  TEMPO TOTALE DISPONIBILE: 2 ORE
  Il  tempo  totale  (120  minuti)  sarà  distribuito  tra  i  Gruppi
  parlamentari   per metà in maniera eguale  e  per metà  in  maniera
  proporzionale alla consistenza numerica di ciascun Gruppo.
  Numero totale Gruppi: 12 (PD, M5S,  CDS, FI, NCD, PDR, PSE, SD, GS-
  PID, PDS-MPA, LM, MISTO)
  RIPARTO IN MANIERA EGUALE  (60 MINUTI)
  60 : 12 = 5
  Ciascun Gruppo  avrà a disposizione  5 minuti
  RIPARTO IN MANIERA PROPORZIONALE  (60 MINUTI)
  PD                           23 : 90 = X : 60 X = 15,3 15 MINUTI 18
  SECONDI
  M5S                          14  : 90 = X : 60 X = 9,39 MINUTI   18
  SECONDI
  CDS                          8 :   90 = X : 60 X = 5,35 MINUTI   18
  SECONDI
  FI                           8 :   90 = X : 60 X = 5,35 MINUTI   18
  SECONDI
  NCD                          7  : 90 = X : 60  X = 4,64 MINUTI   36
  SECONDI
  PDR                          7  : 90 = X : 60  X = 4,64 MINUTI   36
  SECONDI
  PSE                          4  : 90 = X : 60  X = 2,62 MINUTI   36
  SECONDI
  SD                           4  : 90 = X : 60  X = 2,62 MINUTI   36
  SECONDI
  GS-PID                      4  : 90 = X : 60  X = 2,62  MINUTI   36
  SECONDI
  PDS-MPA                     4  : 90 = X : 60  X = 2,62  MINUTI   36
  SECONDI
  LM                          3 : 90 = X : 60  X = 2    2 MINUTI
  MISTO                       4  :  90 = X : 60  X = 2,62 MINUTI   36
  SECONDI

  TEMPO TOTALE SPETTANTE A  CIASCUN  GRUPPO

  PD                          5 min   +  15 min  18 sec =  20 min.  e
  18 sec.
  M5S                         5 min  +  9 min.  18 sec. =  14 min.  e
  18 sec.
  CDS                         5 min  +  5 min.  18 sec. =  10 min.  e
  18 sec.
  FI                          5 min  +  5 min.  18 sec. =  10 min.  e
  18 sec.
  NCD                          5 min +  4 min.  36 sec. =   9 min.  e
  36 sec.
  PDR                          5 min +  4 min.  36 sec. =   9 min.  e
  36 sec.
  PSE                          5 min +  2 min.  36 sec. =   7 min.  e
  36 sec.
  SD       5 min +  2 min.  36 sec. =         7 min. e 36 sec.
  GS-PID                     5 min +  2 min.  36 sec. =   7 min. e 36
  sec.
  PDS-MPA                    5 min +  2 min.  36 sec. =   7 min. e 36
  sec.
  LM                          5 min + 2 min.            =  7 min
  MISTO                      5 min +  2 min.  36 sec. =   7 min. e 36
  sec.

   ALLORO. Chiedo di parlare sulla discussione generale.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALLORO.  Signor  Presidente,  onorevole  colleghi,  assessori.  Io
  impiegherò i 18 secondi, visto che sembriamo in un Gran  premio  di
  Formula 1, dove facciamo le qualificazioni.
   Volevo solo dirle che è una vergogna il modo in cui lei ha gestito
  lo stralcio degli articoli di questa finanziaria.
   Presidente, non sto parlando col muro, vorrei parlare con lei   E'
  una vergogna perché lei ha fatto degli stralci senza alcun criterio
  di  natura  obiettiva,  lei ha stralciato articoli  che  erano  nel
  disegno  di  legge ed erano passati nelle Commissioni di  merito  e
  dalla  Commissione  Bilancio  ed ha mantenuto, viceversa,  articoli
  che erano stati inseriti in Commissione  Bilancio  e, quindi, senza
  nessun tipo di criterio obiettivo.
   Ho  capito che lei ha un problema particolare con il territorio di
  Enna,   perché  la  vicenda  della  Kore  e  la  vicenda  dell'Ente
  autodromo, che si ripete per la terza volta, mi fa pensare che  lei
  ha  un  problema  perché,  con tutto il rispetto  per  Cefalù,  non
  capisco perché stralcia la Kore e l'Ente autodromo e lascia  i  300
  mila  euro per Cefalù, i 400 mila euro per il turismo, eccetera,  e
  tante altre cose.
   Per  cui,  volevo  solo dirle questo. Io le chiedo  di  rispettare
  pedissequamente  il  Regolamento, di fare  votare  emendamento  per
  emendamento,  io mi appello al regolamento. Non consentirò  che  si
  facciano  maxi emendamenti e che, quindi, si stralcino tutte  cose.
  Volevo solo dirle questo.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,  pare
  che,   finalmente,   siamo  arrivati  al  momento   di   affrontare
  concretamente   l'assestamento  di  bilancio  o  quel   che   resta
  dell'assestamento di bilancio.
   Devo  dire,  Presidente e Governo, che la  partenza  non  è  delle
  migliori,  perché  se  il  primo  intervento  è  di  un  autorevole
  rappresentante del Partito Democratico il quale spiega al Governo e
  noi  che siamo, diciamo, opposizione abbiamo solo ascoltato che non
  permetterà, in buona sostanza, io sintetizzo collega, giochini  che
  non siano quelli che sono usciti dalla Commissione  Bilancio .
   Devo  dire, Presidente Ardizzone, che se questa è la partenza,  se
  questo  è l'indirizzo di buon lavoro credo che di strada ne  faremo
  molto  poca. Però, è giusto che i siciliani sappiano, fin  da  ora,
  che  se  strada  ne faremo molto poca, non sarà per l'atteggiamento
  responsabile dell'opposizione in quest'Aula, sarà per  la  condotta
  assolutamente  auto  ed eterolesionista che  questa  maggioranza  e
  questo  Governo  a  trazione ingarbugliata,  perché  ormai  non  si
  capisce  bene da che parte vengano le spinte, se da sinistra  verso
  centro,  se da centro verso sinistra, se da Roma verso Palermo,  se
  da  Palermo  verso  Roma,  dicevo se  questo  Governo  la  gestione
  ingarbugliata  che, a mio parere, sarà quello  che  farà  danno  ai
  siciliani.
   Ed  allora, noi abbiamo sostenuto - come Cantiere Popolare  -  una
  posizione   che  è  di  netta,  chiara,  cristallina,   trasparente
  opposizione  che  resterà  tale anche  in  quest'Aula  con  estrema
  chiarezza e che vedrà il nostro voto favorevole soltanto  a  quelle
  misure,  all'interno di questo disegno di legge, che diano risposte
  di serenità e di pace sociale ai cittadini siciliani.
   Siamo   disposti,   quindi,  a  votare  solo  quelle   norme   che
  stabiliscano   a  ripristinare,  secondo  l'impegno   preso   dalla
  maggioranza e da questo Parlamento, i fondi ai comuni siciliani per
  permettere  agli  stessi di chiudere i bilanci,  i  fondi  alle  ex
  province  siciliane e alle migliaia di lavoratori che aspettano  di
  conoscere quale sarà il loro destino.
   Siamo  disposti a condividere norme che diano risposte concrete  a
  quelle  emergenze  sociali  che vanno dai  disabili  al  mondo  del
  precariato, a quelle emergenze sociali alle quali bisogna dare  una
  risposta   per  evitare  che  in  Sicilia  -  come  forse  qualcuno
  all'interno  della maggioranza auspica - davvero  scorrano  veleni,
  odi, per non dire, il sangue.
   Rispetto a questo al danno di una finanziaria bis, ter, quater che
  altro  non  è  che  questo finto assestamento  di  bilancio,  si  è
  aggiunta - sotto il profilo istituzionale - la notevole azione  del
  Presidente Ardizzone.
   Il Presidente ha eliminato molte di quelle che io - decideranno  i
  posteri  se  più  o  meno impropriamente -   mi  sono  permesso  di
  chiamarle  marchette politiche .
   Presidente  Ardizzone,   però,  sotto  il  profilo  politico,  non
  possiamo  accettare  che rispetto ad una serie  di  situazioni  che
  vedevano un consolidato all'interno di quell'articolo 12   -  ed  è
  inutile stare qui a menarla, ma lo faccio sempre - mi riferisco per
  esempio  al  Brass  Group è chiaro che se alcuni restano  ed  altri
  vengono  cassati  c'è un problema che, sotto il  profilo  politico,
  porremo nel momento in cui si tratterà l'articolo 12.
   E'  chiaro  che  non  lo porremo neanche in questo  caso  in  modo
  strumentale,   ma  lo  faremo  in  maniera  assolutamente   lineare
  agganciata alla normativa.
   Rispetto  a  tutto  il  resto, Presidente - concludo  perché  dopo
  interverrà l'onorevole Grasso - non siamo disposti a compromessi di
  sorta.
   La nostra sarà un'opposizione ferma perché gli inciuci li facciamo
  fare  a voi che siete bravi - quando vi ci mettete - a fare insieme
  maggioranza e opposizione.

   PRESIDENTE.   E'   iscritta  a  parlare  l'onorevole   Grasso,   a
  completamento dei minuti a disposizione del Gruppo. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, è  da  un
  mese che si va avanti con l'assestamento di bilancio.
   Già ieri, e oggi ripetiamo, lo ha già detto il Capogruppo, che  si
  devono  trattare solo ed esclusivamente quelle che sono considerate
  le emergenze.
   Mentre  qui,  in  quest'Aula vuota, solo  con  i  banchi  occupati
  dall'opposizione,  c'è  stato per un  mese  un  richiamo  forte  al
  Governo,  alla Commissione  Bilancio  perché esitasse il testo  che
  fra l'altro era arrivato in Commissione  Bilancio  con 21 articoli.
   Si  trattava, pertanto, più che un assestamento di una  variazione
  al   bilancio.  Non  possiamo  scaricare  le  responsabilità  sulla
  Commissione   Bilancio  in cui, poi, ciascun deputato,  trattandosi
  di una variazione, ha presentato i propri emendamenti.
   Ha fatto bene, Presidente, a stralciare le norme, gli emendamenti.
  Mi  corre,  però, l'obbligo di evidenziare che non  c'è  stato  uno
  stralcio  imparziale  perché ancora sono  rimasti  in  vita  quegli
  emendamenti  presentati  dal Governo che, a  mio  parere,  andavano
  stralciati.
   Questa sera un richiamo forte di responsabilità deve essere quello
  di  completare l'approvazione dell'assestamento di bilancio con  le
  tre  emergenze: comuni e noi con emendamenti che abbiamo presentato
  riteniamo  che  non  è  il  caso di fare ricorso  ad  un  ulteriore
  indebitamento, a un ulteriore mutuo perché le somme, le risorse  si
  possono  ricavare  ancora  all'interno  della  manovra;  dipendenti
  dell'ex  province  ed evitiamo che i comuni che  ancora  non  hanno
  dichiarato  il  dissesto,  ma che sono  pronti  a  dichiararlo,  lo
  facciano  nei prossimi giorni e poi evitiamo, perché abbiamo  visto
  ancora  che vi sono debiti fuori bilancio, più o meno legittimi  ma
  che non possono trovare accoglimento nell'assestamento di bilancio.
  È  impensabile  che  in ogni manovra il Governo puntualmente  porti
  debiti  fuori  bilancio;  i  debiti fuori  bilancio  devono  essere
  analizzati  in  un  apposito  disegno  di  legge  ed  eventualmente
  approvato.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale.  Ne  ha
  facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,  io
  mi   permetto  innanzitutto  di  ringraziare  il  Presidente  della
  Commissione  Bilancio , onorevole Vinciullo e la Commissione in cui
  io  ho  l'onore  di  far  parte per il lavoro  che  ha  svolto  per
  l'assestamento di bilancio. Penso che è stato un lavoro  importante
  grazie  anche  alla collaborazione degli uffici, tutti,  ovviamente
  l'aiuto che ci è stato dato dal Governo, ma penso che alla fine non
  abbiamo fatto nient'altro in Commissione, per questo ho ringraziato
  il  suo Presidente, cercando di accelerare al massimo i lavori  per
  individuare  e  dare, alla fine, ristoro a quelle che  sono  alcune
  delle emergenze che purtroppo la nostra isola ha.
   Questo è uno degli ultimi strumenti finanziari che noi andiamo  ad
  adottare;  abbiamo questo assestamento poi avremo la Finanziaria  e
  poi  l'altro assestamento di bilancio, cioè siamo arrivati  davvero
  verso la fine di questo percorso.
   Ringrazio l'assessore Baccei perché ritengo che di questo  ne  sia
  il  protagonista. Finalmente, siamo usciti da quel tunnel  che  era
  completamente  buio. Noi abbiamo, finalmente,  un  assestamento  di
  bilancio  che  prevede  un  avanzo  con  delle  risorse  che  vanno
  ripartite;  ovviamente, abbiamo una marea di bisogni e di  esigenze
  che  sono  tutte  legittime e che sappiamo che non  siamo  riusciti
  neanche tutte a soddisfare.
   Ovviamente,  le  opposizioni su questo c'è chi ne vuole  fare  una
  battaglia dura, forte e io penso che anche questo è legittimo, però
  nessuno  ci  potrà mai togliere un dato: questo era un bilancio  di
  una  Regione  morta  E questa era una Regione morta non  per  colpa
  nostra
   Io  parlo  in  particolar modo di tutti quei parlamentari  che  ci
  siamo  avvicinati  per la prima volta in questa esperienza:  Questa
  Regione era morta per colpa di molti che sono stati in quest'Aula
   Noi  non  abbiamo assunto nessuno in questi anni, noi non  abbiamo
  aumentato la spesa rispetto al passato, noi siamo stati quelli  che
  anno  dopo  anno hanno cercato di togliere spese, di  abbassare  le
  spese  e  noi siamo stati quelli che anno dopo anno abbiamo cercato
  di  consegnare  ai futuri siciliani, ai nostri figli  e  ai  nostri
  nipoti  una  Sicilia  migliore, una Sicilia che  possa  iniziare  a
  programmare le proprie spese pensando anche agli investimenti.
     Questo è quello che abbiamo fatto in questi anni e questo  è  il
  contributo che abbiamo dato in questa Finanziaria. Abbiamo  cercato
  e  continuiamo  a  mettere le toppe nelle emergenze  che  ci  sono,
  perché purtroppo, io l'ho detto più di una volta, io sono stato  un
  amministratore che non ha lasciato un precario nel proprio  Comune,
  nella  propria provincia e oggi come parlamentare di questa Regione
  mi  sono  dovuto fare carico, in quota parte, di tutti i precari  a
  diverso titolo che sono stati creati in questa Regione siciliana.
   Scusate  se ve lo dico alzando il tono, però credetemi è una  cosa
  che  mi fa una rabbia immensa e la cosa che mi fa più rabbia è che,
  nonostante  questo  lavoro che abbiamo fatto e,  nonostante  questa
  assunzione  di  responsabilità del togliere e sistemare  tutta  una
  serie  di  storture  che  ci provengono dal passato,  noi  dobbiamo
  uscire sempre invece come irresponsabili non so di che cosa  e  non
  so per che cosa.
   Abbiamo  fatto, quindi, la nostra parte, l'abbiamo fatta a  pieno,
  ci  sono  stati degli stralci, capisco il lavoro del Presidente,  è
  sempre un lavoro difficile, lo rispetto, rispetto tutti i ruoli.
   Non   entro  in  merito  a  questo,  capisco  le  difficoltà   dei
  parlamentari che hanno lavorato su questa manovra, mi auguro che ci
  possano essere cose che possano essere riprese.
   Mi  vedo tagliato il rinnovo del Corfilac che tutti voi sapete che
  cos'è,  noi  ci  vediamo  tagliati il Corfilac,  ma  lì  penso  che
  l'assessore  Cracolici ci può aiutare e nonostante  questa  volontà
  espressa dalla Commissione  Bilancio , ne abbiamo parlato più volte
  con  il  mio  collega Pippo Digiacomo, riteniamo che  davvero  così
  com'è fatto lo Statuto, l'Assessore può procedere alla proroga.
   Tolto questo, assessore Cracolici, mi permetto di rilasciarle  una
  riflessione.  Abbiamo  il  problema,   e  ci  sono  una  serie   di
  emendamenti  presentati per questo, il problema serio dei  Consorzi
  di   bonifica  per  quanto  riguarda  le  cartelle  che  i   nostri
  agricoltori,  i nostri allevatori sono chiamati a pagare.  Ci  sono
  una  serie  di emendamenti presentati su quel bloccare le cartelle,
  la  prego e prego il Governo, il Presidente della Regione  è  anche
  stato  attenzionato su questo, ha anche dato la sua  disponibilità,
  di  trovare un momento, prima della chiusura dell'assestamento  per
  vedere  di trovare una soluzione per bloccare le cartelle.  Se  non
  blocchiamo  le cartelle, noi davvero ci ritroveremo in piazza,  per
  la  prima  volta,  gli  agricoltori, gli  allevatori  di  tutta  la
  Sicilia.  Questa è una cosa che volevo dire, sono sicuro che  verrà
  attenzionata prima della chiusura di questo assestamento.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, come precisazione, visto  che  nei
  vari  interventi si fa riferimento agli stralci, prendo spunto  sia
  dall'intervento dell'onorevole Alloro che ha fatto  riferimento  al
  mantenimento  della  norma relativa al comune  di  Cefalù,  tenendo
  presente che comunque si tratta di un comune che ha avuto  danni  a
  seguito dell'incendio che c'è stato

   DI GIACINTO. Non è solo al comune di Cefalù.

   PRESIDENTE. Mi scusi, mi faccia intervenire. Bene, e allora lei in
  Commissione inseriva anche Casteldaccia.

   DI GIACINTO. Infatti, ho presentato l'emendamento.

   PRESIDENTE.  Però,  scusate, proprio  con  riferimento  a  Cefalù,
  perché  poi  si  dicono  delle cose, siccome rimangono  a  verbale,
  quando  questa Presidenza ha proceduto allo stralcio, ha dichiarato
  con riferimento al comma 55 dell'articolo 12, colleghi parlamentari
  seguitemi, il Governo è invitato a riformulare la norma al fine  di
  ricondurre lo stanziamento all'esercizio finanziario 2016, valutata
  la necessità e l'urgenza dell'intervento.
   Aspettiamo,   ancora,   che  il  Governo  intervenga   su   questa
  fattispecie  con riferimento al Corfilac. Il collega Dipasquale  ha
  evidenziato erroneamente ma credo che sia stato un errore materiale
  perché  poi è uscita un'agenzia che sostanzialmente avremmo  tolto,
  avremmo  stralciato  la  norma relativa al Corfilac,  non  è  stata
  stralciata.
   Il  comma 32 dell'articolo 12 è mantenuto sul presupposto  di  una
  norma  che  quest'Aula  ha votato nel mese  di  giugno,  perché  ci
  dobbiamo ricordare di quello che votiamo, dicendo che il Corfilac a
  differenza  di  altri  enti  che  sono  stati  stralciati  non  può
  partecipare al bando  Quindi, c'è una conseguenza logica negli atti
  che questa Assemblea pone in essere.
   Per  cui,  anche  quando si interviene, al  fine  di  evitare  che
  all'esterno vengano messaggi distorti. Io mi rendo conto che ieri è
  uscita  un'agenzia  in cui si faceva riferimento  al  Corfilac.  Il
  Corfilac  non  è  stato stralciato. Ma non è stato  stralciato  non
  perché  questa  Presidenza ha adottato una discrezionalità.  Questa
  Presidenza  può,  per  carità, commettere  errori  ed  è  pronta  a
  rivederli,  ma non c'è stata alcuna discrezionalità, dando  seguito
  ad un deliberato dell'Aula.
   L'Aula  nel mese di giugno ha sottratto il Corfilac e l'Aras  alla
  possibilità  di  partecipare ai bandi proprio perché  non  potevano
  partecipare  ai  bandi, a differenza di altri enti  -  si  è  fatto
  riferimento  alla  Kore,  si è fatto riferimento  all'Autodromo  di
  Pergusa  -  mentre quelli, non essendoci una norma che prevede  che
  non  possono  partecipare ai bandi, devono  partecipare  ai  bandi.
  Cerchiamo  di  essere consequenziali con quello che  quest'Aula,  e
  quindi tutti noi, deliberiamo.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Sudano. Ne ha facoltà.

   SUDANO. Signor Presidente, devo dire che è da ieri che rifletto su
  quello   che   sta   accadendo  sia  da  parte   della   Presidenza
  dell'Assemblea,  sia da parte della Presidenza  della  Regione.  Ci
  troviamo  in  un momento nel quale ognuno di noi riflette  su  cosa
  fare il 4 dicembre, perché in questa riforma costituzionale ci sono
  tutta  una  serie di cavilli. Tutti ci chiediamo  se  votare  sì  o
  votare  no  a questo referendum, proprio perché ci sono  in  questa
  riforma una serie di cavilli che ci fanno stare a pensare se questa
  riforma possa portare a una deriva autoritaria oppure no.
   Mi  rendo  conto che quello che sta accadendo in queste ultime  48
  ore sta nelle regole e nelle leggi del nostro Parlamento e, quindi,
  lei  ha  un potere insindacabile di stralciare e di fare  tutte  le
  valutazioni  che ritiene opportune. Però, io credo  che  ci  stiamo
  trovando  di  fronte a un Governo e a una Giunta che deliberano  un
  assestamento di bilancio, a una Commissione che fa il suo lavoro, a
  un   Presidente  dell'Assemblea  che  stralcia  il   lavoro   della
  Commissione  e ad un Parlamento che, quindi, si trova a  ratificare
  una delibera di Giunta del Governo.
   Anzitutto,  mi  meraviglia il comportamento delle  opposizioni  di
  quest'Aula, che sono quelle che gridano al no dicendo  che  c'è  la
  deriva  autoritaria.  Io, oggi, intravedo una  deriva  autoritaria,
  intravedo un Parlamento non libero di legiferare grazie a un potere
  che  lei ha. E io, ripeto, rispetto il suo potere, perché fa  parte
  delle  regole,  però  ritengo anche che  questa  è  la  fine  della
  politica,  signor Presidente, perché sono convinta che  negli  anni
  passati i Presidenti dell'Assemblea avrebbero fatto sintesi, almeno
  con   i   capigruppo   di  maggioranza,  con  i  capigruppo   delle
  opposizioni.  Avrebbero  fatto  sintesi  sui  temi  importanti  che
  c'erano in questo assestamento.
   E,  tra  l'altro,  non  ritengo che  ci  siano  state  prebende  o
  marchette,  come è stato detto, nel lavoro fatto dalla  Commissione
   Bilancio , perché quella famosa Tabella H di certo non è figlia di
  questo  Parlamento,  ma è figlia di anni in cui  c'era  anche  lei,
  Presidente,  in quest'Aula. Noi non c'eravamo. Se il mondo  oggi  è
  cambiato, di certo fare riferimento al Brass Group o alla Kore come
  marchette mi sembra veramente fuori luogo. E non è che se lei o  il
  Presidente della Regione prendete le distanze vuol dire che voi  vi
  salvate e l'Aula non si salva. La gente guarda a tutti noi con  gli
  stessi occhi, senza distinguere i buoni dai cattivi.
   Quindi,  io le consiglio di fare una riflessione prima  di  andare
  sulla  stampa,  perché  questo  discredito  continuo  che  c'è  nei
  confronti della Commissione  Bilancio , come chissà che cosa si  fa
  in  quella Commissione  Ognuno di noi rappresenta i suoi territori.
  E  se  lei pensa, signor Presidente, pur rispettando il suo  ruolo,
  che  io  mi posso apprestare a votare un mutuo che viene fatto  dal
  Governo per salvare i Comuni siciliani e, però, lei mi stralcia  il
  contributo del trasporto pubblico locale di Catania, del contributo
  del  2016, e mi fa andare in dissesto la partecipata del Comune  di
  Catania, di conseguenza mi fa dichiarare il dissesto del Comune  di
  Catania, io non sono pronta a votare nessun assestamento.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Milazzo Giuseppe. Ne
  ha facoltà.

   MILAZZO  GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  questo
  stralcio ha un peccato che è procedurale. Per due, tre settimane ve
  ne  siete  andati in giro a seguire il vostro riferimento Renzi.  I
  siciliani lo devono sapere perché siamo arrivati a questo punto che
  ogni  Gruppo parlamentare può parlare dei disastri dei siciliani  e
  dei  problemi dei lavoratori e dei disperati per 10 minuti.  Perché
  da  tre  settimane il Parlamento non ha fatto un  tubo   Ora  siete
  venuti qua e avete premura. E cosa fate? Stralciate l'articolo  26,
  comma  9,  riguardante  il bacino unico delle  società  partecipate
  ovvero  il  transito  da una società ad un'altra  prevedeva  questo
  articolo,  in  deroga  al  Patto  di stabilità  non  considerandola
  assunzione. Questi lavoratori devono sapere che non avranno niente,
  rimarranno lì al palo, fermi, bloccati. Perché voi avete deciso  di
  girare la Sicilia per il  sì .
   Ed  ancora, l'articolo 15, riguardante la riclassificazione  delle
  qualifiche  del personale forestale, si deve sapere che  rimarranno
  al  palo  perché voi siete andati in giro con Renzi e ve  ne  siete
  strafregati  e  oggi  abbiamo premura e non  possiamo  trattare  di
  questi argomenti. Perché essendo stati stralciati e non si è  avuto
  il  tempo  di passare alle Commissioni di merito, siamo arrivati  a
  questo punto.
   Ed ancora, la Kore. Io non sono di Enna ma certamente provo sdegno
  quando,  per  la terza volta, una Università non trova collocazione
  nella  strategia dell'Assemblea regionale e del Governo. Perché  il
  Presidente  della Regione è venuto qua a smentire il suo  Assessore
  per  l'economia. Nessuno lo ha ripetuto in tre giorni.  L'Assessore
  per  l'economia  ha partecipato come protagonista ai  lavori  della
  Commissione Bilancio, quindi si doveva alzare e dire al  Presidente
  della  Regione:  cosa dice, signor Presidente? Io ero là e ho  dato
  nulla osta all'approvazione di questi articoli. .
   Ed  ancora, i Comuni, il mutuo. Noi siamo contrari. Noi siamo  per
  l'abrogazione dell'articolo 30. Recuperiamo 41 milioni perché per i
  debiti  fuori bilancio proporremo una commissione speciale  che  li
  analizzi  uno  per  uno,  perché  infilati  così,  noi  non  ce  li
  prenderemo.
   Ed  ancora,  signor Assessore, un taglio del 5  per  cento  per  i
  teatri è un sacrilegio. Noi proponiamo un taglio almeno del 2,5 per
  cento  per attutire il colpo ai teatri. Stiamo parlando dei teatri,
  no  di marchette e marchettine. Di cultura  Vi riempite la bocca di
  questa cultura e tagliate ovunque.
   Quindi  non  avete  alibi.  Voi avete  fatto  gli  stralci,  avete
  consentito  gli  stralci. Prima li avete  proposti,  poi  li  avete
  avallati con l'Assessore per l'economia. Non avete dato il tempo di
  girare per le Commissioni di merito perché siete andati in giro per
  raccattare qualche  sì  e avete rovinato tutti questi lavoratori.
   E  in ultimo, i lavoratori PIP. Vi lamentate sempre, ma perché non
  aumentate  la  posta  per l'incentivo alla  fuoriuscita  di  questo
  bacino  per ridurre la spesa non comprimibile? Diamogli l'incentivo
  ad  uscire dalla Pubblica Amministrazione offrendogli qualche cosa.
  Non con capitoli esigui per raccattare tre, quattro fuoriuscite dal
  bacino.
   Quindi  è  una  vergogna totale. Diciamo che voi siete  tutti  gli
  autori.
   Mi  dispiace  per il Presidente Ardizzone, sotto  il  profilo  del
  ruolo   istituzionale  che  svolge  nulla  quaestio.  Però,  signor
  Presidente, lei poteva evitare di fare l'uscita a favore del   sì .
  Lei  è  il Presidente del Parlamento e poteva astenersi. Non doveva
  mettersi la magliettina dicendo:  come si fa a votare no?  Io  voto
  no con orgoglio, signor Presidente, perché lei rappresenta il  sì ,
  ma   rappresenta  anche  questi  strafalcioni  dei  suoi  amici  di
  maggioranza.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.   Signor   Presidente,  Governo,  onorevoli   colleghi,
  ovviamente  non è una delle più belle giornate di questo Parlamento
  perché  vedo legittime le doglianze, il rammarico dei colleghi  che
  si sono visti stralciare norme importanti per i propri territorio e
  non trovarseli nel testo.
   Ma  come  ho  detto  ieri  considero  il  suo  giudizio  saggio  e
  insindacabile  per cui la domanda che mi pongo adesso  è,  rispetto
  anche  a  ciò  che  diceva prima l'onorevole Cordaro  di  mostrarsi
  bifacciale,  da  un lato, come faceva l'onorevole  Milazzo,  a  cui
  dedicherò qualche secondo alla fine, tutti siamo pronti a difendere
  comuni,  lavoratori, tutte le categorie, province, disabili,  tutto
  quello che sta nel testo stralciato e che oggi è in discussione.
   Bisogna capire poi la prosecuzione nei comportamenti dei singoli e
  dei gruppi parlamentari.
   Credo  - e lo dico anche nel rispetto dei colleghi del PD  che  mi
  hanno  preceduto - che non possiamo, come Partito Democratico,  non
  approvare  questa  manovra,  che è una  manovra  e  aspettiamo  gli
  emendamenti  del  Governo per quanto riguarda l'assegnazione  delle
  risorse  ai  comuni;  senza queste risorse i comuni  andrebbero  in
  dissesto  e vedrebbero certificato il dissesto dei propri strumenti
  finanziari,  con  tutto il rispetto dei miei colleghi  del  Partito
  Democratico,  considero importante il loro racconto  sui  temi,  lo
  faceva   l'onorevole   Sudano  sulle  aziende   municipalizzate   o
  l'onorevole Alloro.
   Però  oggi  c'è  una  necessità, che i singoli  parlamentari  e  i
  singoli  Gruppi  si  assumono  la responsabilità  di  affossare  un
  disegno di legge che tutti abbiamo detto essere importante  per  le
  province,  per  i  disabili, per i comuni in  dissesto  che  devono
  pagare i contrattisti e così via dicendo.
   Si  pone un problema - lo dico anche al Governo, ai Capigruppi  di
  maggioranza   -   che   è   quello   che   certamente,    onorevole
  vicepresidente,  esiste  un  problema  di  raccordo  di  tutta   la
  maggioranza  che  sta  in  questo  Parlamento  con  il  Governo   e
  chiaramente,  avendo visto l'impegno dei singoli  assessori,  credo
  sia necessario ripristinare una coralità maggiore.
   Ho  visto  lei  per  ore e ore stare in Commissione  Bilancio  per
  difendere  norme importanti, non solo di ordinaria amministrazione,
  ma oggi è necessario - chiusa questa fase, e spero che venga chiusa
  nel migliore dei modi - prima di iniziare qualunque discussione sul
  bilancio, sulla legge di stabilità, un momento di verifica perché è
  chiaro che le opposizioni amano accusare il Partito Democratico che
  oggi  è  presente qua dentro con diciannove deputati su ventitré  e
  siamo  tutti presenti; non so se gli altri Gruppi di maggioranza  o
  di  minoranza abbiano gli stessi numeri o abbiano avuto gli  stessi
  numeri.
   Signor  Presidente,  bisogna andare avanti  come  ha  fatto  ieri.
  Ovviamente  mi  auguro  e spero, ma ognuno  risponde  alla  propria
  coscienza  e  al proprio mandato, che non si inizi una guerra,  tra
  virgolette, nel dovere approvare questo testo che è importante.
   L'onorevole  Milazzo, ovviamente, sceglie, come fanno tutti,  come
  obiettivo, come nemico il Partito Democratico, ma voglio  ricordare
  all'onorevole Milazzo che questo Parlamento non ha perduto un  solo
  minuto di attività parlamentare per la visita del presidente Renzi.
   Per  la verità il testo è stato mandato alle Commissioni di merito
  che  hanno  esitato le norme. Le norme sono arrivate in Commissione
  Bilancio,  con  parere e relazione della Commissione Bilancio,  per
  alcune  norme c'è stato voto favorevole, per altre c'è  stato  voto
  contrario del Governo, altre sono state dichiarate inammissibili da
  parte della stessa Presidenza.
   Per cui, onorevole Milazzo, io credo che lei, ovviamente, abbia un
  disordine  dal  carattere cronologico sui tempi, e  mi  auguro  che
  questa  sua,  diciamo,  dolorosa,  non  dico  che  assomigliasse  a
  Vittorio  Emanuele  II quando  fatta l'Italia, bisognava  fare  gli
  italiani  nel  Parlamento  di  Torino ,  ma  la  stessa  forza  nel
  difendere queste categorie che lei citava. Ovviamente, metta questa
  stessa  forza  al servizio per approvare il testo perché,  guai  se
  questo  Parlamento pensasse di dovere stabilire e  dare  pagelle  a
  quelli più bravi che vogliono difendere tutto, a quelli meno  bravi
  che  vogliono  difendere  una parte della  manovra,  e  quelli  che
  voteranno  contro si dichiareranno indignati alla fine.  Ovvero,  a
  quelli che poi non sono in Aula, e diventa complicato pure arrivare
  al  numero  legale, e quando ci si arriva poi magari si  perde  per
  pochi voti il cosiddetto quorum.
   Per  cui,  non  volendo assolutamente, fare una  sollecitazione  a
  nessuno, visto che questo è un Parlamento di novanta persone serie,
  competenti,  e ognuno è arrivato qua con il consenso dei  cittadini
  del  proprio territorio, io ritengo necessario che si chiuda questa
  fase  e  se  ne  avvii  un'altra che veda le forze  di  maggioranza
  coinvolte nel migliore dei modi.
   L'onorevole  Milazzo, ovviamente, di cui apprezziamo l'esuberanza,
  e  non sempre il merito, mi auguro che metta questa sua demenza  di
  poc'anzi assieme al suo Gruppo, assieme a quelli che grideranno,  e
  spero  che  non lo facciano, l'indignazione, magari perché  qualche
  norma  è  saltata in corso d'opera. E alla fine del testo, pur  non
  essendoci  tutto ciò che di importante c'era, diciamoci la  verità,
  ci  sono norme importanti per categorie deboli della Sicilia, e  se
  non dovesse essere approvato o dovessero saltare le norme, le norme
  importanti,  sto pensando a quelle delle Province, sto pensando  ai
  Comuni in dissesto, aspetto le norme sui Comuni che hanno subito il
  nubifragio  o per i comuni per la parte relativa agli investimenti,
  vedremo anche lì chi chiederà voto segreto e chi lo sosterrà.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Alloro.  Dispone  di
  un minuto e quattro secondi. Ha facoltà di parlare.

   ALLORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo solo per
  dirle che, con riferimento a quello che ha detto sul CORFILAC,  che
  è un ente che io condivido, l'ente autonomo nel 2013 ha partecipato
  al  bando,  dopo  che  nell'anno precedente è  stata  eliminata  la
  tabella H, e gli è stato revocato il contributo perché, essendo  un
  ente  pubblico,  non  poteva partecipare al  bando,  quindi  l'ente
  autonomo  può avere un contributo solo diretto, non può partecipare
  al bando.

   PRESIDENTE.  Sono  iscritti  a  parlare  gli  onorevoli:  Formica,
  Lentini,  Alongi,  Di Mauro e Di Giacinto. Ha  facoltà  di  parlare
  l'onorevole Formica.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto debbo dire
  che  non apprezzo affatto il comportamento da lei tenuto ieri sera,
  laddove   non   ha   consentito,  su  richiesta  dei   parlamentari
  dell'opposizione,  di  verificare il numero  per  la  votazione  al
  passaggio   degli  articoli  che  noi  riteniamo  fosse  ampiamente
  superiore,  cioè a favore di coloro i quali non hanno approvato  il
  passaggio agli articoli.
   E detto questo Presidente, io ho detto ieri, e ribadisco oggi, che
  non  si capisce perchè ci sono marchette di serie A e marchette  di
  serie  B,  non si capisce perché lei, Presidente, non ha stralciato
  le  30  marchette  presentate dal Governo, che sono  bellamente  in
  mostra  lì nell'articolo 12 e una serie di altri articoli, e invece
  ha   stralciato   gli  interventi  proposti  dai   deputati   della
  Commissione Bilancio, che forse hanno più titolo rispetto a ciò che
  ha  proposto il Governo, che spesso è composto da persone  che  non
  sono neanche elette, quindi non capisco il perché.
   Non  capisco  perché ha stralciato provvedimenti che sono  passati
  dalle  Commissioni di merito, dalla Commissione Bilancio, che hanno
  avuto  l'approvazione del Governo e che arrivati  qui  sono  caduti
  sotto  la scure sua o dei suoi uffici senza giustificazione alcuna,
  perché  non  si  può dire genericamente:  non erano  passati  dalle
  Commissioni ;  se  un  emendamento  non  era  passato  da   qualche
  Commissione di merito è giusto che quell'emendamento venga cassato,
  ma che si possa discernere e fare un discrimine tra emendamenti che
  hanno   seguito   pedissiquamente   lo   Statuto,   i   Regolamenti
  parlamentari come gli altri, questo certamente non è accettabile.
   Signor Presidente, non ricordo se lo diceva l'onorevole Milazzo  o
  qualche altro che ci sono teatri di serie A e teatri di serie B,  o
  ci  sono  tutti  o  non  c'è  nessuno;  quando  provvedimenti  come
  l'articolo   26   che,   come  tanti  altri  previsti   in   questo
  assestamento,  lei ha lasciato, che addirittura sono  programmatori
  di  interventi  nel 2017, secondo la sua logica cosa c'entrano  con
  questo assestamento di bilancio? Eppure li troviamo là.
   Poi,  riguardo ad alcuni interventi che ho ascoltato, riguardo  ai
  rappresentanti del cosiddetto PD  partito dei defunti  ,  se  viene
  rappresentato  da  soggetti  che hanno  nella  loro  vita  politica
  operato  più  salti, tripli, quadrupli anche mortali,  partecipando
  alle varie stagioni e sempre e comunque di maggioranza, ritengo che
  il  PD  è in una brutta china  - partito dei defunti o partito  già
  defunto   -   e   rispetto  a  qualche  intervento  ho   apprezzato
  l'intervento  dell'esponente  del PD,  in  questo  istante  non  mi
  ricordo  come  si chiama, che sosteneva con quell'intervento  circa
  l'espropriazione  da parte di un uomo solo al  comando,  in  questo
  caso  si  riferiva  a lei, sosteneva proprio le ragioni  del  no  a
  questo  referendum per non avere un uomo solo al comando perché  la
  prova  dell'uomo solo al comando che espropria il Parlamento  della
  propria funzione ce l'abbiamo nel comportamento assunto da lei  nei
  riguardi di questo assestamento di bilancio e variazione.
   Ripeto  quello  che  dicevo ieri, signor Presidente,  lei  avrebbe
  dovuto  stralciare  tutta  la parte che  riguardava  variazione  di
  bilancio  nel momento in cui il Governo l'ha presentata. Allora  in
  quel  caso le Commissioni avrebbero lavorato solo sull'assestamento
  e  non  ci  saremmo trovati nella spiacevole situazione di apparire
  come  quegli utili idioti che stanno lì alla mercé di qualcuno  che
  può   decidere  la  vita  o  la  morte  rispetto  alle  scelte  dei
  parlamentari.
   Ed  allora,  Presidente,  io ritengo  che  noi  l'unica  cosa  che
  possiamo fare questa sera è quella di stralciare tre provvedimenti,
  oltre i primi quattro articoli, l'8, il 9 e il 10 e rimandare tutto
  il resto alla finanziaria.
   Se  noi  affrontiamo  gli articoli 8, 9  e  10  che  riguardano  i
  disabili,  le  Province  e  i Comuni, possiamo  andare  rapidamente
  all'approvazione di questo assestamento, in tempo  utile  perché  i
  Comuni  possano finalmente rifiatare e non rischiare di  andare  in
  default,  fermo restando che il Governo deve provvedere ad inserire
  i  soldi  che  il Governo stesso, per incuria, incapacità  e  beghe
  interne  alla  sua  maggioranza, ha fatto  perdere  ai  Comuni.  Mi
  riferisco ai 65 milioni di euro.
   Detto  questo,  Presidente,  facciamo questi  quattro  articoli  e
  chiudiamola qua, e così stasera ce ne possiamo uscire. Sta  a  lei,
  Presidente, convocare la Conferenza dei Capigruppo veloce,  veloce,
  e  stabilire  quanto  le  sto dicendo. Il  resto,  in  finanziaria,
  Presidente.

   PRESIDENTE. D'accordo con lei.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Lentini. Ne ha facoltà.

   LENTINI.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   Governo,
  intervengo in questa manovra di bilancio e di assestamento  per  il
  triennio  perché  aveva ragione la collega Sudano  poco  fa  quando
  portava  l'esempio dell'APM di Catania. Con tutti  i  debiti  fuori
  bilancio  che  stiamo  votando, io penso che all'articolo  12,  nel
  finanziamento  di spesa per alcuni capitoli, non  c'era  niente  di
  male   se   avessimo   scelto  alcuni  di  questi   come   problemi
  fondamentali, che potevano sicuramente dare lustro alla Sicilia.  E
  quindi di questo mi dispiace.
   Poi,  considerato il taglio che ella ha fatto in questi giorni,  e
  precisamente  ieri, io devo dire alla fine è stato il  male  minore
  che   abbiamo   potuto  fare,  perché  la  manovra   di   bilancio,
  l'assestamento, sono dei movimenti di denaro tecnici che portano  a
  risolvere  da  qua  a fine anno, e per affrontare  una  finanziaria
  degna della Sicilia.
   Penso  che  gli articoli dall'1 all'undicesimo sono  articoli  che
  sono  gli  unici, a mio avviso, con il 24, che parla del fondo  del
  precariato,  sono  gli articoli fondamentali,  più  importanti  che
  questa manovra contiene.
   Su  questi articoli noi abbiamo avuto la possibilità di presentare
  alcuni emendamenti che riguardano, appunto, la manovra, che secondo
  me  sono meritevoli. Se no facciamo come abbiamo sempre fatto,  che
  per  evitare - questo lo ha fatto la Presidenza veramente - che per
  evitare  di  aprire ragionamenti e tergiversare ed andare  oltre  i
  limiti del ragionamento, si taglia tutto e buttiamo il bambino  con
  l'acqua sporca.
   Secondo  me ci sono degli articoli, ci sono degli emendamenti  che
  possono essere valutati e che sono fondamentali per la società. Io,
  ad  esempio,  ho  letto  in questa manovra  che  il  Governo  si  è
  impegnato  sulla talassemia ed si è impegnato pure sulle mamme  che
  partoriscono  nelle  isole  minori, ed  è  una  cosa  spettacolare,
  eccellente.
   Però,  poco  tempo fa, circa una quindicina di giorni  fa,  signor
  Presidente,  abbiamo  fatto una richiesta di audizione  per  quanto
  riguarda  una  malattia  rara. Abbiamo fatto  un'audizione  con  il
  presidente  Digiacomo per quanto riguarda la  sindrome  di  Arnold-
  Chiari. Ho presentato un emendamento e l'ho collegato al contributo
  delle mamme per dare la possibilità a queste 120, 130 famiglie  che
  sono in Sicilia, che soffrono perché non esiste un ospedale che  li
  possa  accogliere per questa malattia. Quindi si  devono  recare  a
  Firenze, a Genova, dove ci sono le uniche strutture che li  possono
  accogliere.  Se non diamo loro aiuto, anche nelle spese,  veramente
  diventa un caso disumano.
   Quindi  per  questo, signor Presidente, le chiedo di  attenzionare
  questo emendamento, non come un fatto personale, ma è una cosa  che
  riguarda la Sicilia.
   PRESIDENTE. Però io gradirei che tra di voi, soprattutto il Gruppo
  Misto,  vi  mettiate d'accordo, perché aveva chiesto di intervenire
  l'onorevole  Fazio e sono rimasti solo 3 minuti e 26  secondi.  Per
  evitare poi problemi a questa Presidenza.

   ALONGI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALONGI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  assessori,  sarò
  molto  breve.  Partendo  dal presupposto  che  condivido  in  pieno
  l'intervento del mio collega Vincenzo Fontana, che ieri è stato qui
  particolarmente chiaro ed essendo d'accordo con le  scelte  che  il
  Governo  sta  facendo, di recuperare le risorse per  i  Comuni,  in
  particolar modo per quelle comunità che hanno subito una  serie  di
  danni in queste ultime settimane.
   Però,  voglio fare anche una considerazione, ne approfitto  se  il
  Vicepresidente  mi può dedicare un attimo di attenzione,  ed  anche
  l'assessore  al  Bilancio. Abbiamo affrontato un tema  e  l'abbiamo
  affrontato l'anno scorso, però mi rendo conto che ci sono categorie
  che,  poi, alla fine non sono difese da nessuno, ed io oggi  voglio
  difendere  queste  categorie, quelle che  non  difende  nessuno  da
  questo pulpito.
   C'è,  in  particolar modo, una categoria che tra l'altro si  porta
  appresso   una  responsabilità  dei  sindaci,  perché  i   disabili
  psichici,   ricoverati  nelle  comunità  alloggio,  ex   ricoverati
  psichici, cioè quelli che vengono dagli ex manicomi, lo so  che  ci
  sono  2 milioni vicepresidente, ne sono a conoscenza, però le posso
  garantire  che, fatta una verifica di approfondimento, è una  cifra
  che non basta.
   Io  sto  dicendo come stanno le cose, e c'è un problema di  fondo:
  questi   disabili   psichici,  che   sono   nelle   comunità,   per
  responsabilità  da  parte  delle cooperative  che  svolgono  questo
  servizio,  e  lo  fanno  a prescindere dalle  risorse  che  vengono
  trasferite,  non riescono a pagare più il personale. Siccome,  come
  voi  sapete, questi disabili vengono assegnati sulla responsabilità
  penale  ai Comuni ed, in particolar modo, ai sindaci, questi  hanno
  l'obbligo  di  garantire l'assistenza nelle comunità della  propria
  residenza di questi disabili, ma se alla fine il Comune non  riceve
  le risorse, chiaramente, non può pagare le cooperative.
   Allora, credo che sia opportuno fermarvi un attimo e verificare se
  ci  sono  le  condizioni per integrare, perché credo, se  non  vado
  errato,  che manchino all'appello, assessore al Bilancio, 4 milioni
  o  5  milioni  di euro. Capisco che sono tanti, però sono  appunto,
  ripeto,  categorie dove da questo pulpito, da questo  scranno,  poi
  nessuno se ne assume la paternità.
   Io  non  voglio  assumermi la paternità di questa categoria,  dico
  soltanto  che  sono uomini e donne che non sono in grado  di  farsi
  difendere  da  nessuno. Mi spiego: un disabile  può  venire  qui  a
  reclamare  la  sua  posizione  e a chiedere  di  difendere  la  sua
  posizione, ma un ex di un manicomio, che non si può allontanare  da
  quel  centro,  chi  lo  difende? Ed io allora  sono  qui  oggi  per
  difendere questa posizione che è particolarmente a rischio e  molto
  importante.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Di  Mauro.  Ne  ha
  facoltà.

   DI   MAURO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori.
  Intervengo  perché,  dopo  4  giorni  di  discussione   accesa   in
  Commissione  Bilancio ed anche, mi permetto di dire, l'accordo  del
  Governo,  perché  veda  tutti  quegli emendamenti  che  sono  stati
  approvati e da lei stralciati sono emendamenti condivisi anche  dal
  Governo.
   Tengo a precisare questo perché è indubbio che la scelta fatta  da
  lei   di   stralciare   alcuni   emendamenti   trova   gran   parte
  dell'opposizione  d'accordo perché si  trattava  di  una  serie  di
  emendamenti  che  nulla  avevano a che fare con  l'argomento  posto
  all'ordine del giorno e cioè l'assestamento di bilancio.
   Come  può  ben  vedere,  Presidente,  qui  c'è  l'indicazione  ben
  precisa, assestamento di bilancio e variazione di bilancio.
   Devo  anche precisare, Presidente, che se lei ha cassato una serie
  di  norme  che  riguardavano commi dell'articolo 12 ci  sono  tanti
  altri commi, sempre dell'articolo 12, dal comma 3 fino al comma 30,
  che  avrebbe  fatto meglio chiunque a trattarli con un  disegno  di
  legge diverso magari collaterale alla variazione di bilancio.
   Un  assestamento tecnico, un assestamento di bilancio non può  che
  essere  una soluzione tecnica e che poteva trattare, al massimo,  i
  debiti  fuori bilancio, la questione dei precari, la questione  del
  fondo  del  precariato  ed  anche il tema  dell'assegnazione  delle
  risorse  ai  comuni  di cui in Commissione non  si  è  mai  parlato
  concretamente, mai si è fatta una discussione seria su questo  tema
  perché mai c'è stata una proposta chiara ed esplicita da parte  del
  Governo.
   Devo  altresì  segnalare, Presidente, che avrebbe  fatto  bene  ad
  eliminare  anche  altri articoli di questo disegno  di  legge.  Se,
  infatti, è stato così solerte su alcuni articoli, credo che avrebbe
  dovuto  fare  la stessa cosa a proposito dell'articolo  che  tratta
  degli  aeroporti  di Birgi e di Comiso laddove  c'è  una  copertura
  finanziaria pari a 5 milioni e 500 mila di euro dove non è indicato
  assolutamente  il  capitolo.  Lei,  Presidente,  ha  indicato   nel
  documento  che  ci  ha fatto avere a proposito dello  stralcio  che
  aspettava   la   relazione  tecnica.  Ma  che  relazione   attende,
  Presidente?
   Presidente, lei deve stralciare un documento, un articolo che  non
  ha una copertura con un capitolo di spesa, perché deve mantenere un
  atteggiamento  univoco  rispetto alle cose trattate  e  stralciate,
  così come, a proposito della pensione integrativa dell'IRSAP, trovo
  disdicevole  che  così  come  viene riconosciuta  all'IRSAP,  viene
  negata  ai  dipendenti  dell'EAS.  Aggiungo,  anzi,  ai  dipendenti
  dell'EAS  viene  tolta  con una norma di legge  ed   ai  dipendenti
  dell'IRSAP viene riconosciuta.
   Sono  d'accordo  che  ai dipendenti dell'IRSAP venga  riconosciuta
  questa  indennità  ma  è giusto che questa cosa  -  mi  rivolgo  al
  Governo,  all'assessore Baccei - venga fatta per tutti i dipendenti
  che  si  trovano  nelle stesse condizioni dell'IRSAP.  Non  ci  può
  essere in questo Parlamento un trattamento diverso a seconda di chi
  propone le norme all'Assemblea.
   Per  essere chiari, Presidente, siamo per un assestamento tecnico,
  siamo  per  un  riconoscimento  di ciò  che  è  necessario  fare  a
  proposito  dei precari, a proposito del fondo del precariato  ed  a
  proposito  dei  debiti fuori bilancio che mi sembra una  questione,
  purtroppo,  urgente,  impellente  da  risolvere.  Siamo   d'accordo
  sull'emendamento che il Governo deve proporre riguardo alle risorse
  da assegnare ai comuni, anzi è in ritardo.
   Così  come  hanno detto diversi colleghi, siamo qui  a  discuterne
  giorno 29, allorquando siamo stati circa quindici giorni, in questo
  Parlamento,  senza poterci riunire per gli impegni  nella  campagna
  elettorale  di  alcuni  colleghi  che  seguendo  Renzi   ed   altre
  personalità  del mondo politico nazionale non hanno  potuto  essere
  presenti in quest'Aula.
   Presidente, come può notare, c'è tutta una lite all'interno  della
  maggioranza fra chi voleva risolvere la questione con colpi di mano
  in   Commissione   Bilancio',  di  notte,  e  chi,  invece,  voleva
  presentare  un  disegno di legge snello e rispondente  soltanto  ad
  alcune  esigenze,  alcune  delle quali di natura  clientelare  come
  quelle proposte all'articolo 12.
   Per quanto ci riguarda, tutto ciò che è l'articolo 12 segna in noi
  delle  perplessità perché c'è un comportamento che non è consono  a
  quanto  fatto  dalla Commissione  Bilancio' e non è  consono  anche
  l'atteggiamento assunto da lei, Presidente, tagliando una serie  di
  commi  che,  a  nostro parere, potevano anche essere  condivisi.  O
  tutti  o  nessuno  Questa è la nostra posizione, Presidente,  e  su
  questo ci atterremo a proposito del voto.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Giacinto.  Ne  ha
  facoltà.

   DI  GIACINTO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Assessori,
  devo  dire  che sono un po' confuso perché stiamo parlando  qui  di
  comuni  come se la Commissione  Bilancio' ad un certo punto  avesse
  tolto i soldi ai comuni ed  avesse fatto qualcos'altro.
   Io  vorrei  ricordare a quest'Aula che, in questo  momento,  nella
  manovra  che  abbiamo in Aula non c'è alcuna norma che  riguarda  i
  comuni,  quindi, è inutile che facciamo passare l'idea fuori,  caro
  Presidente,  che c'è qualcuno che, ad oggi, non ha fatto  fare  gli
  assestamenti ai comuni perché questo sicuramente non  è  né  questo
  Parlamento e neanche la Commissione  Bilancio'.
   Vorrei  ricordarle  una cosa, Presidente: alla ripresa  dell'Aula,
  nel  mese  di  settembre, da questo pulpito ebbi a dire  -  lei  si
  ricorderà perché ne abbiamo parlato l'altro giorno - che  tutte  le
  norme  della finanziaria da parte del Governo regionale  non  erano
  state attivate.
   Ad  oggi,  ci  accorgiamo che quello che ho detto a settembre  sta
  succedendo  perché i 115 milioni che dovevano andare ai comuni  per
  fondi  di  investimento erano nei Fondi PAC. La programmazione  dei
  Fondi  PAC  dopo 8 mesi non è stata fatta. I 115 milioni ai  comuni
  non  si  possono dare perché la programmazione non  ha  inviato  la
  programmazione dei Fondi PAC, per cui oggi i comuni sono in  grosse
  difficoltà non perché il Parlamento regionale non ha dato  i  soldi
  ma  perché  non  è  stata attivata la procedura relativamente  alla
  programmazione dei Fondi PAC.
   Questo  è  bene  dirlo perché se diciamo altre  cose,  Presidente,
  facciamo passare che la colpa è del Parlamento
   Poi, ribadisco ancora non ho nulla rispetto a ciò

   PRESIDENTE. Sta scadendo il tempo a sua disposizione

   DI   GIACINTO.  No,  non  ha  parlato  nessuno  del   mio   Gruppo
  parlamentare,  Presidente, quindi non è possibile  che  restino  20
  secondi  Mi perdoni  Sono il primo che parla del Gruppo, quindi, se
  lei mi vuole togliere tutti i minuti

   PRESIDENTE.  Io  non voglio togliere niente, sono gli  Uffici  che
  tengono conto del tempo a disposizione..

   DI  GIACINTO. No, Presidente, non sto parlando di lei  Siccome  mi
  dice 10 secondi.

   PRESIDENTE.  Ora  non  esageriamo   Perché  ognuno  deve   portare
  qualcosa al proprio territorio.

   DI  GIACINTO. Ma se non ha parlato nessuno del mio Gruppo,  voglio
  dire

   PRESIDENTE. Scusi, però giustifichiamo pure gli Uffici con  questi
  cambi di casacca in Aula, non è che si capisce tanto

   DI GIACINTO. Io non mai cambiato casacca, Presidente

   PRESIDENTE. Verifichiamo

   DI  GIACINTO. Non c'è bisogno che nessuno mi conceda nulla  perché
  sono il primo che parla del mio Gruppo parlamentare e ho 7 minuti e
  30 secondi

   PRESIDENTE. Ha 7 minuti e 30 secondi, va bene

   DI  GIACINTO.  Quindi, dicevo che la colpa per quanto  riguarda  i
  comuni non può essere attribuita all'Assemblea regionale.
   PRESIDENTE. Lei ha parlato per 7 minuti e 30 secondi  Ha consumato
  tutti i minuti a disposizione del suo Gruppo.

   DI  GIACINTO.  Io, Presidente, ho parlato 7 minuti e  30  secondi,
  adesso?

   PRESIDENTE. Sì, certo.

   DI  GIACINTO. Scusi, Presidente, io non ho parlato 7 minuti  e  30
  secondi

   PRESIDENTE. Non ci mettiamo a discutere su queste cose

   DI GIACINTO. Ma siccome ho parlato 2 minuti.

   PRESIDENTE. Allora, per lei hanno accelerato l'orologio, va bene

   DI  GIACINTO.  Io  non ho parlato 7 minuti e 30  secondi.  C'è  la
  registrazione, la possiamo prendere.

   PRESIDENTE.  E  va  bene  No, no, guardi proprio  su  queste  cose
  guardi che perde la scommessa  Ha 10 secondi

   DI  GIACINTO.  Ma  la  possiamo  fare  la  scommessa,  Presidente.
  Presidente  io non ho 10 secondi, io voglio 7 minuti e  30  secondi
  come tutti gli altri. Presidente, il mio Gruppo vuole 7 minuti e 30
  secondi e nessuno mi deve fare favori. Siccome ho parlato un minuto
  e  30 secondi, due minuti massimo; se c'è qualche cosa che non va e
  non  la  posso  attribuire a lei, ma sicuramente non ho  parlato  7
  minuti  e  30 secondi, Presidente  Mi perdoni  Non mi dica  che  ho
  parlato 7 minuti e 30 secondi.

   PRESIDENTE. Va bene. Già sta consumando gli altri 10 secondi

   DI  GIACINTO.  Vorrei  ribadire che la  colpa  non  è  sicuramente
  dell'Assemblea  regionale,  dopodiché,  ieri  sera,  ho  fatto   un
  intervento dicendo che per quanto ci riguarda siamo pronti a votare
  quelle norme che sono necessarie. Presidente, rispetto al comma  50
  dell'articolo  12, 55 dell'articolo 12 dove ci sono 300  mila  euro
  per  il  comune  di Cefalù, non ho nulla in contrario  affinché  si
  diano i 300 mila euro al comune di Cefalù, però le ricordo che,  in
  quel  giorno, i comuni che sono andati in fiamme oltre a quello  di
  Cefalù,  sono  stati  i  comuni  di  Campofelice,  di  Termini,  di
  Altavilla,  di Casteldaccia dove si è bruciato perfino  l'opificio,
  per  cui voglio dire che ho presentato un emendamento dove dico che
  quelle  somme sono aumentate e che non possono essere date soltanto
  al  comune di Cefalù. Questo è quello che ho detto perché condivido
  che  vengano  date le risorse ai comuni per gli incendi,  dopodiché
  ribadisco  la nostra posizione, cioé che siamo pronti a  votare  un
  disegno  di  legge che riguarda esclusivamente le  necessità  e  le
  urgenze  che,  ribadisco, sono i comuni, i  diversamente  abili,  i
  liberi consorzi dei comuni e basta, non ci sono altre necessità.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Fazio.  Ne  ha
  facoltà.

   FAZIO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, grazie  Presidente
  per  avermi dato la parola, mi associo a coloro i quali sicuramente
  hanno  poco  gradito  i provvedimenti di stralcio  che  sono  stati
  assunti  dalla signoria vostra, non tanto, ovviamente,  nel  merito
  quanto nel metodo.
   Mi  sono  fatto  una  domanda: perché tutta questo  attivismo  nel
  predisporre  gli emendamenti? Premetto e rimarco il fatto  che  gli
  emendamenti in questione erano stati apprezzati positivamente dalla
  Commissione  di merito, esaminati dalla Commissione   Bilancio'  ed
  inseriti, ovviamente, nell'ambito, appunto, del testo e, quindi, mi
  faccio  una domanda e non posso non osservare il poco coordinamento
  eventualmente  dalla  Presidenza, unitamente  ai  Presidenti  delle
  Commissioni,  perché se questa era la fine che  dovevano  fare  gli
  emendamenti  proposti dai deputati, non riesco a capire  per  quale
  motivo  non doveva essere palese prima per evitare, obiettivamente,
  la  perdita  di tempo e, soprattutto, lo svilimento  del  ruolo  da
  parte del parlamentare.
   Siccome ho pochissimo tempo, passo subito all'altro argomento  che
  mi sembra ancora molto più importante perché noto che la Presidenza
  con un eccesso di zelo ha assunto un provvedimento che, ovviamente,
  non  solo  non  gradisco ma ovviamente contesto, ma non  posso  non
  osservare  quello che, invece, è stato esaminato e  proposto,  cari
  parlamentari, all'articolo 31, lettera b). Mi riferisco in  maniera
  particolare  al debito fuori bilancio proposto dall'amministrazione
  e dal Governo regionale per quanto riguarda le acquisizioni di beni
  e  servizi in assenza del preventivo impegno di spesa per il valore
  complessivo di euro 21.002.365,50.
   Mi  faccio  questa  domanda  e  vi  pongo  questo  quesito:  com'è
  possibile che si crei un debito fuori bilancio nel momento  in  cui
  si è fatta la spesa senza che sia stato assunto l'impegno di spesa?
  Per  giurisprudenza consolidata, sapete benissimo che  ne  risponde
  colui  il quale fa la spesa, non colui il quale ne assume l'impegno
  di spesa.
   Assessore,  vorrei  ricordarle che,  eventualmente,  non  solo  ne
  risponde  l'autore che ha fatto la spesa senza  che  la  spesa  sia
  stata impegnata nei termini e nei procedimenti previsti dalle norme
  di  contabilità  ma, addirittura, laddove, in qualche  modo,  viene
  promossa  l'azione  esecutiva questa  deve  essere  opposta  e  nel
  momento   in  cui  non  viene  opposta,  ovviamente,  ne   risponde
  direttamente l'autore. Quindi, com'è possibile solo nel caso in cui
  ci  sia una sentenza di illecito arricchimento dell'amministrazione
  può  l'amministrazione inserire nell'ambito della proposta, non nei
  termini così com'è fatta. Eppure questa proposta non è corredata da
  una benché minima relazione per capire l'eventuale responsabilità e
  le  eventuali iniziative che sono state intraprese nei confronti di
  coloro i quali hanno determinato, ovviamente, quest'azione che  non
  è sicuramente conforme a legge.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Cappello.  Ne  ha
  facoltà.

   CAPPELLO.   Signor  Presidente,  Assessori,  onorevoli   colleghi,
  cittadini,  credo  che ci troviamo di fronte ad un  altro  ennesimo
  disastro e questo credo che sia assolutamente incontestabile.
   E' un assestamento di bilancio che ci viene, praticamente, imposto
  dall'articolo  50  del  decreto  legislativo  118.  E',  in   buona
  sostanza, una conseguenza di norme di armonizzazione dei bilanci  e
  della  contabilità di tutti gli enti locali, che derivano da  norme
  dello  Stato  ed  è,  pertanto, una norma alla quale  non  possiamo
  sottrarci.
   Gli  interventi che mi hanno preceduto hanno contestato,  chi  per
  una  chi per altra ragione, l'intervento della Presidenza,  che  ha
  stralciato tutta una serie di norme che rappresentano, per l'una  o
  per  l'altra  parte, degli interventi clientelari che, nella  buona
  sostanza, inquinerebbero questo testo che, pertanto, sarebbe  stato
  depurato  da  questi interventi. Probabilmente, però,  l'intervento
  della Presidenza non è stato sufficientemente coraggioso perché dal
  nostro  punto di vista questo è un testo abbastanza ambiguo, perché
  non  si  capisce  dove finisce l'assestamento di  bilancio  e  dove
  comincia, invece, una vera e propria finanziaria, e viceversa.
   Abbiamo  delle norme importanti, che quest'Aula non  può  esimersi
  dall'affrontare  e,  io  dico,  anche  dall'approvare.  Ieri,   per
  esempio, molto probabilmente, anzi sicuramente, quest'Aula non  era
  nelle  condizioni di affrontare l'approvazione del  passaggio  agli
  articoli,  tanto che l'opposizione era in netta maggioranza,  sotto
  il profilo numerico, rispetto alla maggioranza. Eppure, per amor di
  patria  e  per salvare il salvabile di questa legislatura  -  e  mi
  riferisco  in  particolare ai liberi consorzi, ai  comuni  ed  alle
  altre  spese che quest'Aula riterrà necessarie - si è in  un  certo
  qual modo chiuso un occhio e si è deciso di andare avanti.
   Però,  il nostro Gruppo, il Gruppo al quale appartengo e  cioè  il
  Movimento  Cinque Stelle, è convinto che questa norma, a parte  gli
  articoli  conseguenti  all'articolo 50 del decreto  legislativo  n.
  118, non possa andare oltre l'esame e l'approvazione degli articoli
  8,  9 e 10 e, in particolare - come è già stato detto prima del mio
  intervento - agli interventi di natura economica che riguardano  le
  città  metropolitane  ed  i liberi consorzi,  riguardo  appunto  le
  funzioni   di   assistenza  agli  alunni  disabili,  l'assegnazione
  straordinaria alle città metropolitane ed ai liberi consorzi, e  al
  contributo per i lavoratori dei comuni in dissesto.
   Ora,  in più di una norma di questo disegno di legge leggo che  il
  comma  viene  iniziato  o  concluso con l'espressione   nelle  more
  dell'intesa  con lo Stato, in ordine alla definizione dei  rapporti
  finanziari tra lo Stato e la Regione , e viene citata sia la  legge
  che  abbiamo  fatto noi in termini di province, sia successivamente
  alla  Del Rio .
   Ora,  io mi chiedo una cosa: voi il 20 giugno 2016 avete raggiunto
  un accordo con lo Stato - quindi mi riferisco al governo Renzi e al
  governo Crocetta - che, successivamente, è stato suggellato con  un
  decreto  legislativo da parte del Governo nazionale che  stabilisce
  delle  entrate  certe  per la Regione siciliana  per  tre  anni  di
  seguito.
   Ora, se è vero che ci sono queste entrate certe, la domanda è:  ma
  perché la Regione siciliana deve contrarre un mutuo per potere  far
  fronte  alle obbligazioni, alle spese degli enti locali e,  quindi,
  dei  liberi consorzi e delle città metropolitane? Perché, se questo
  accordo  che  è  stato  definito, nella buona sostanza,  epocale  e
  storico,  perché  dal  1965  non veniva  cambiato  di  una  virgola
  l'accordo economico fra lo Stato e la Regione, la Regione siciliana
  avendo perduto, in maniera definitiva, ogni capacità economica e di
  bilancio, a seguito del recepimento del decreto legislativo n.  118
  continua, comunque, a trovarsi senza risorse?
   Per non parlare, per esempio, della norma - che sicuramente ha  il
  suo  merito  -  che  assegna delle risorse finanziarie  alle  mamme
  siciliane  che  si  trovano  nelle  isole  per  partorire,  ma  che
  rappresenta  indubbiamente  una rinuncia  implicita  nei  confronti
  dello  Stato per quanto concerne i famosi  punti nascita  che  sono
  stati  chiusi  e  quelli che abbiamo ottenuto in deroga  ai  quali,
  approvando questa norma, abbiamo rinunciato definitivamente  e  che
  non vedranno mai più la riapertura.
   Da  questo  punto  di  vista, è ovvio che  se  quest'Aula  non  si
  limiterà  a  discutere e ad approvare solo e unicamente queste  tre
  norme,   per   noi   questo  disegno  di  legge   è   assolutamente
  irricevibili,  anche perché è l'ennesimo schiaffo che  i  siciliani
  ricevono,  siciliani  che  pagano  le  tasse  a  quello  Stato  che
  considera  i  siciliani soltanto una spesa. E  quest'Aula  non  può
  continuare  a  consentire questo se ha un minimo di  dignità  e  di
  orgoglio.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cani. Ne ha facoltà.

   CANI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, signori  Assessori,
  oggi,  certamente è una giornata molto convulsa e  movimentata  per
  questa  Assemblea  ma  l'argomento all'ordine  del  giorno  è  così
  importante  che porta a questi atteggiamenti, anche di  nervosismo,
  da  parte  di tanti colleghi perché si tratta, appunto, di  risorse
  finanziarie e di investimenti, in un momento in cui le risorse sono
  molto precarie.
   Però,  certamente,  non  è accettabile  che  da  parte  di  alcuni
  rappresentanti,   soprattutto  della  maggioranza,   si   venga   a
  contestare  l'operato  del  Presidente  dell'Assemblea,   onorevole
  Ardizzone,  che,  invece, con grande - oserei dire  -  coraggio  ha
  optato  per un atteggiamento, per una posizione di grande  saggezza
  che,  oggi, ci permette di portare a compimento, eventualmente dopo
  la discussione, questa manovra di assestamento.
   Posso  capire  una  lamentela  che arrivi  dalle  opposizioni  ma,
  certamente,  non  me  la sarei aspettata dalla maggioranza  perché,
  anzi, dobbiamo ringraziare il Presidente per quello che ha fatto in
  quanto  si  è  assunto una grande responsabilità,  anche  se  molti
  pensano  che  il Presidente abbia agito per capriccio  o  per  mero
  protagonismo, ma non è assolutamente così. Se oggi siamo  qua  alla
  conclusione quasi di questa discussione generale e pronti a  votare
  alcuni  articoli fondamentali, è proprio grazie al suo  operato  ed
  allo stralcio che ha operato.
   A questo punto, signor Presidente, sarei dell'idea di essere anche
  più  rigidi,  di  stralciare anche altri articoli, di  accettare  i
  consigli  di  alcuni colleghi e di limitarci,  in  questa  fase,  a
  votare  i primi cinque articoli di natura tecnica e poi, per quanto
  riguarda  la  spesa,  solo alcuni articoli  considerati  necessari,
  quali  l'articolo 8 che riguarda appunto i disabili,  l'articolo  9
  per assegnare i fondi alle aree metropolitane ed ai liberi consorzi
  e  l'articolo  10  per il contributo ai lavoratori  dei  comuni  in
  dissesto.  Se vogliamo, possiamo anche inserire l'articolo  24  che
  incrementa  il fondo del precariato e, poi, chiudere la seduta  per
  inserire  tutto  il  resto  che, sicuramente,  sono   articoli  che
  prevedono una spesa interessante ma non urgente e necessaria e  che
  possiamo rinviare anche alla prossima finanziaria.
   Quindi, la proposta, per quanto ci riguarda, è quella di votare  i
  tre,   quattro   articoli  che  richiedono  un'urgenza   per   dare
  possibilità a tanti sindaci, a tanti amministratori, di chiudere  i
  propri  bilanci, evitare il dissesto e, soprattutto,  garantire  ai
  tanti  precari  di  poter  avere  uno  stipendio  e,  quindi,   una
  retribuzione e vivere questo Natale tranquillo e sereno come  tutti
  gli altri.

   PRESIDENTE.  Non avendo alcun altro deputato chiesto  di  parlare,
  dichiaro  chiusa  la discussione generale e pongo in  votazione  il
  passaggio all'esame degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E'approvato)

   Onorevoli colleghi, ci dobbiamo intendere sul percorso dei lavori.
  Ho  avuto  modo di sentire quasi tutti i Capigruppo, se non  li  ho
  sentiti  tutti è stato perché qualcuno non ha risposto al telefono,
  o era occupato, perché ho fatto un giro di telefonato.
   Dall'articolo  1  all'articolo 11 non ci  sono  grosse  difficoltà
  perché  non sono stati presentati tanti emendamenti. Le difficoltà,
  ovviamente, iniziano dall'articolo 12.
   Con  un po' di buona volontà stasera possiamo esitare gli articoli
  da 1 a 11 per riprendere domani mattina con l'articolo 12.
   Vorrei  richiamare a noi stessi, e a me per primo,  l'esito  della
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari nella  quale  un
  Capogruppo di opposizione, precisamente l'onorevole Falcone, lanciò
  l'idea  di avviare, in parallelo, un tavolo tecnico-politico  prima
  che  si  riunisse la Commissione per evidenziare quelle  norme  che
  necessitavano

   MILAZZO. Lo avete bocciato

   PRESIDENTE. Scusate, onorevole Milazzo, se può state qualche volta
  in silenzio.
   Dicevo,  per evidenziare quelle norme che non potevano non  essere
  votate,  diciamo così, nella manovra di assestamento. E' stata  una
  proposta  condivida  da  tutti  i  Gruppi  di  maggioranza   e   di
  opposizione. Mi rendo conto che, purtroppo, questo tavolo  tecnico-
  politico  non c'è stato. Si è andato avanti in II Commissione,  per
  cui,   evidentemente,  questa  Presidenza  è  stata  costretta   ad
  effettuare  lo  stralcio di tantissime norme che non rispondono  ai
  principi   di   generalità  ed  astrattezza  e  che   individuavano
  specificamente alcuni interventi.
   Sono   state  dette,  ma  sicuramente  per  svista  di   carattere
  materiale, una serie di inesattezze nel corso degli interventi.
   Vorrei  evidenziare  che all'articolo 12  non  vi  sono  norme  di
  carattere specifico ben individuato.
   Le norme che resistono sono all'articolo 12:
   -comma 4, servizi SAS;
  -comma 5, IRSAP;
  -comma 6, gestori riserve naturali per spese impianto;
  -comma 7, fuoriuscita PIP;
  -comma 8, indennità vitalizi per talassemici;
  -comma 9, ESA;
  -comma 10, IRAP;
  -comma 11, scuole e servizio sociale;
  -comma 12, cantieri di servizio;
  -comma 13, fondo destinato allo sviluppo della propaganda dei
  prodotti siciliani. Quindi, non c'è una specifica individuazione;
  -comma 14, comandati ufficio legislativo. Rimane, salvo la verifica
  che avrebbe dovuto  effettuare il Governo;
  -comma 15, partecipazione Regione ad associazione consigli comuni
  d'Europa;
  -comma 16, partecipazione Regione organizzazione internazionale
  degli enti locali all'Unione europea;
  -comma 17, commissione autorizzazione ambientale;
  -comma 18, partecipazione Regione CINSERO;
  -comma 19, partecipazione Regione siciliana all'associazione
  italiana per il consiglio dei comuni d'Europa da parte della
  Presidenza della Regione;
  -comma 20, ESA,
  -comma 21, IPAB;
  -comma 22, territori montani, aziende silvo-pastorali;
  -comma 23, movimento turistico;
  -comma 25, istituto zootecnico, perché l'istituto zootecnico è un
  ente strumentale della Regione siciliana;
  -comma 26, incremento ippico Catania, perché è un ente strumentale
  della Regione siciliana;
  -comma 27, accantonamento 1001;
  -comma 28, accademie ed enti, associazioni culturali. Non c'è una
  specifica individuazione di queste accademie ed enti;
  -comma 29, stabilizzazione precari Regione;
  -comma 30, Florio e Salomone. Ente strumentale della Regione
  siciliana;
  -comma 31, consorzi di bonifica;
  -comma 32, CORFILAC, ribadisco CORFILAC e ARAS perché, a differenza
  di altri enti, quest'Assemblea, premunendosi, nel mese di giugno,
  votò una legge evidenziando che questi enti non potevano
  partecipare ai bandi per ovvie ragioni.
   Saltano  tutti i contributi a specifica destinazione. Non sto  qua
  ad  elencarli.  Rimane  il comma 55, con  l'invito  al  Governo  di
  riformularlo, che riguardava gli interventi in favore del comune di
  Cefalù. Mi risulta che il Governo stia provvedendo. Mi dispiace che
  in  II  Commissione non sia stata evidenziata l'esigenza di rendere
  più  astratto  questo intervento, perché ha ragione l'onorevole  Di
  Giacinto. Ma mi risulta che il Comune, anche sulla base, purtroppo,
  delle  questioni che riguardano gli alluvionati, stia  intervenendo
  con forza, con un emendamento che mi auguro si possa distribuire al
  più  presto, e il comma 56  Attrezzature ed arredamenti didattici ,
  quindi non ci sono interventi a specifica destinazione.
   Si è pure fatto riferimento, l'ha fatto l'onorevole Lentini, ad un
  intervento  per  l'Azienda metropolitana trasporti di  Catania.  Io
  rassicuro  l'onorevoli Lentini che all'articolo 18  è  previsto  il
  riconoscimento del debito fuori bilancio per ben 7 milioni di euro,
  anche  in  favore dell'Azienda metropolitana trasporti  di  Catania
  Spa, come è prevista per le aziende trasporti di Agira, di Marsala,
  di Ustica, di Taormina, di Messina etc.
   Lei  non  faccia confusione. Quello era un contributo ad personam,
  questo  è  un riconoscimento del debito fuori bilancio  Per  quanto
  riguarda la provincia di Enna, io evidenzio che avrà fatto  le  sue
  valutazioni  la  II  Commissione, della quale fa parte  l'onorevole
  Alloro, che per quanto riguarda le assegnazioni straordinarie  alle
  città  metropolitane  e  ai  liberi consorzi,  e  mi  riferisco  ai
  precari,  ha  previsto espressamente una norma di 350  migliaia  di
  euro  per  i  lavoratori precari del libero consorzio  comunale  di
  Enna.
   Questo  per  chiarezza  e per rispondere  in  ordine  ai  rilievi.
  Sicuramente  per  sostenere le ragioni in II  Commissione,  per  un
  intervento  specifico ci sarà stata una ragione, non ho dubbi,  per
  sostenere con forza questo ragionamento.
   Detto   questo  se  c'è  un  poco  di  buon  senso,  ripeto,   noi
  dall'articolo 1 all'articolo 11 possiamo andare avanti  celermente;
  rinviamo a domani per quanto riguarda l'articolo 12, però vi invito
  ad  una  certa  riflessione, evitiamo voti  di  pancia,  in  questo
  periodo  è  facile agire con la pancia, evitiamo voti di  pancia  e
  possiamo fare un buon lavoro.
   Mi  auguro  che  il  Governo, che ha predisposto  gli  emendamenti
  preannunciati  direttamente  dal  Presidente  Crocetta,  li   possa
  consegnare  a  questa  Presidenza, perché già  da  stasera  possano
  essere  distribuiti, e mi riferisco all'assegnazione in favore  dei
  Comuni per capire da dove si preleva, si è fatto riferimento ad  un
  mutuo, ma ho solo un comunicato stampa, e soprattutto queste  somme
  in  favore dei Comuni che hanno avuto delle difficoltà che riguarda
  sia i problemi di incendi, sia i problemi delle alluvioni.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                             «Articolo 1.
          Residui attivi e passivi risultanti dal rendiconto
                               generale

   1.  I  dati  presunti  dei  residui  attivi  e  passivi  riportati
  rispettivamente  nello stato di previsione delle  entrate  e  delle
  spese   del   bilancio  per  l'esercizio  finanziario  2016,   sono
  rideterminati  in  conformità  ai  corrispondenti  dati  definitivi
  risultanti dal rendiconto generale per l'esercizio finanziario 2015
  rispettivamente    in   euro   4.162.617.587,24    ed    in    euro
  3.139.250.831,74,   secondo  le  risultanze   rappresentate   negli
  allegati 1 a) e 1 b) alla presente legge.».

   Onorevoli   colleghi  seguitemi  attentamente,   soprattutto   gli
  onorevoli Falcone, Formica e Di Mauro, quali primi firmatari  degli
  emendamenti  presentati  dall'articolo  1  all'articolo  5,   tutti
  soppressivi di questi articoli, o di singoli parti dell'articolo.
   Non  è  possibile tecnicamente sopprimere questi articoli,  perché
  riguardano proprio le somme alle quali si fa riferimento, e poi  la
  natura  stessa dell'assestamento riporta il rendiconto che  abbiamo
  approvato,  per  cui,  al  fine  di  evitare  la  dichiarazione  di
  inammissibilità,  vi invito a ritirare gli emendamenti  soppressivi
  presentati dall'articolo 1 all'articolo 5.

   MILAZZO. No, Presidente

   PRESIDENTE.  Si  tratta,  per chi ci ascolta,  all'articolo  1  di
  residui attivi e passivi risultanti dal rendiconto generale  e  non
  penso che lo possiamo sopprimere.
   Possiamo passare alla votazione dell'articolo 1.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                             «Articolo 2.
       Fondo di cassa all'inizio dell'esercizio finanziario 2016

   1. Il Fondo di cassa all'inizio dell'esercizio finanziario 2016  è
  determinato in euro 838.855.172,43 pari allo stanziamento  iniziale
  del  capitolo 000005 per l'esercizio finanziario 2016 del  Bilancio
  di previsione 2016/2018».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                             «Articolo 3.
              Saldo finanziario dell'esercizio precedente

   1.  Il  saldo  finanziario del Rendiconto generale per l'esercizio
  finanziario   2015   risulta   negativo   per   complessivi    euro
  418.754.461,10. Tale saldo finanziario, composto dal  risultato  di
  amministrazione  negativo  dei  Fondi  regionali   pari   ad   euro
  5.735.075.437,11  e dal risultato di amministrazione  positivo  dei
  Fondi non regionali pari ad euro 5.316.320.976,01, è rideterminato,
  per effetto dei vincoli e degli accantonamenti di cui ai successivi
  articoli 4 e 5, in complessivi euro 6.192.510.889,72».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                             «Articolo 4.
                            Quote vincolate

   1.  L'importo  complessivo delle quote vincolate del risultato  di
  amministrazione  derivanti  dal  riaccertamento  straordinario  dei
  residui  di cui all'articolo 3, comma 7 del decreto legislativo  23
  giugno  2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni,  e  di
  cui  alla  delibera di Giunta regionale n. 204 del 10  agosto  2015
  concernente   il  riaccertamento  straordinario  dei   residui,   è
  definitivamente determinato in euro 5.587.094.934,93, di  cui  euro
  5.316.320.976,01   riferiti   ai   trasferimenti   extra-regionali,
  comprensivi   della   somma   di   euro   2.666.969.000,00    delle
  anticipazioni di liquidità ex decreto legge n. 35/2013 e successive
  modifiche  ed integrazioni, euro 95.552.653,89 relativi  a  vincoli
  attributi dalla Regione, euro 89.888.172,40 relativi alle quote  di
  cofinanziamento  dei  programmi  comunitari  e  di  altri  progetti
  nazionali  e  comunitari  ed  euro  85.333.132,63  destinati   alla
  regolarizzazione delle partite sospese presso la Cassa regionale».

   GRECO  GIOVANNI.  Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  anche  in  questi  casi  stiamo
  votando  un  assestamento di bilancio, per carità si può  esprimere
  voto  segreto, però gradirei l'attenzione del Governo, dell'Aula  e
  della  Commissione; onorevole Milazzo, lei ha fatto  la  battuta  a
  maggioranza  stiamo votando tutti, io sto cercando di  disciplinare
  nel  miglior  modo possibile per venire incontro alle esigenze  che
  lei  stesso ha espresso. Lei ha detto votiamo solo quattro,  cinque
  articoli, perché bocciando la norma fondamentale cade l'impianto  e
  viene meno l'assestamento e non si possono dare quelle risposte che
  lei ha invocato anche a nome del suo Gruppo.
   Lo ricordiamo questo.

   GRECO GIOVANNI. Ritiro la mia richiesta di voto segreto.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'articolo 4.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                             «Articolo 5.
         Quote accantonate e quote destinate agli investimenti

   1.  L'importo complessivo delle quote accantonate del risultato di
  amministrazione  derivanti  dal  riaccertamento  straordinario  dei
  residui  di  cui all'articolo 3 comma 7 del decreto legislativo  23
  giugno  2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni,  e  di
  cui alla delibera di Giunta regionale n. 204 del 10 agosto 2015,  è
  definitivamente  determinato in euro  133.349.613,82  di  cui  euro
  53.949.613,82 per Fondo crediti di dubbia esigibilità,  determinato
  sull'ammontare definitivo dei residui attivi al 31 dicembre 2015 ed
  euro  79.400.000,00  relativi ai fondi per la  riassegnazione,  per
  l'esercizio  finanziario 2016, dei residui passivi eliminati  negli
  esercizi precedenti per perenzione amministrativa di parte corrente
  ed in conto capitale.

   2.  L'importo complessivo delle quote vincolate agli investimenti,
  definitivamente determinato in euro 53.311.879,87, è  destinato  al
  cofinanziamento  dei  Programmi  comunitari  e  di  altri  Progetti
  nazionali  e comunitari, compresi quelli relativi agli investimenti
  nel comparto sanitario, nonché per il finanziamento di progetti  di
  carattere infrastrutturale, ambientale e/o indirizzati alla ricerca
  di  acque  dolci, in attuazione del comma 1 dell'articolo  8  della
  legge  regionale  3  luglio 2000, n. 14,  nei  limiti  delle  somme
  accertate negli esercizi antecedenti al 2016».

   FALCONE. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sull'articolo 5  è
  chiaro che stiamo parlando di due parti; al primo comma abbiamo  le
  somme accantonate, al secondo comma stiamo parlando delle somme per
  investimenti che vengono destinate proprio al coofinanziamento  dei
  programmi comunitari per coofinanziare alcune interventi.
   Io  mi  vorrei  attenere  al secondo comma perché  preannuncio  il
  ritiro  del mio emendamento soppressivo del primo comma, mantenendo
  invece  l emendamento soppressivo del secondo  comma  e  spiego  il
  motivo.  Nella  finanziaria del 2016, la legge 3 del 2016,  abbiamo
  previsto un articolo col quale si disponeva lo stanziamento di  233
  milioni  di  euro  di  cui 173 milioni per il coofinanziamento  dei
  fondi   dei   programmi  comunitari  e  60  milioni   relativi   al
  finanziamento dei forestali.
   I  173  milioni  di  euro sono rimasti tutti là,  non  li  abbiamo
  assolutamente impegnati perché ancora la maggior parte  dei  bandi,
  la  stragrande parte dei bandi, non è stata attivata  per  cui  non
  siamo nelle condizioni di potere impegnare queste somme e questo  è
  un  limite  dell'azione  di Governo che è ancora  ha  discapito  di
  quello che ha promesso e non ha fatto. Per cui noi rimaniamo,  come
  dire, sull'idea che il secondo comma venga soppresso per discuterne
  l'anno   prossimo,  quando  parleremo  di  nuova  finanziaria   nel
  coofinaziamento.
   Sullo  stesso cofinanziamento, fra l'altro, ci sarebbe anche molto
  da  dire e ci sono degli emendamenti soppressivi, per cui,  se  non
  bastasse l'emendamento soppressivo, poi tornerò in merito a  questo
  comma.

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca  mediterranea. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  credo
  che la questione che ha posto l'onorevole Falcone abbia un elemento
  di delicatezza che proverei a sintetizzare così.
   Nella  previsione  finanziaria che  abbiamo  fatto  con  la  legge
  finanziaria  prevedevamo che una parte delle risorse che  sarebbero
  state   assegnate   attraverso   l'FSC,   venivano   destinate   al
  cofinanziamento,  così come i 60 milioni per  i  forestali.  Quelle
  risorse sono state assegnate attraverso il Patto per il Sud e, come
  lei sa, onorevole Falcone, il finanziamento per i forestali, 60 più
  60, trova copertura nel Patto per il Sud che è stato varato qualche
  giorno fa e registrato.
   Il  cofinaziamento previsto da quell'assegnazione FSC non è andato
  a  buon  fine, quindi noi dobbiamo utilizzare le quote  dell'avanzo
  del   bilancio   dell'esercizio  2015   per   dare   copertura   al
  cofinanziamento di cui abbiamo obbligo.
   Non  solo  abbiamo obbligo, come lei sa, perché tutti i  programmi
  comunitari devono essere obbligatoriamente cofinanziati  con  fondi
  regionali  oltre  che con fondi dello Stato, ma  vorrei  ricordarle
  che, ad esempio, per il settore che io seguo, riguardo sia la pesca
  che  l'agricoltura, sono stati già pubblicati bandi per  oltre  250
  milioni  per quanto riguarda l'attività di investimento, oltre  che
  sono  stati  già  pubblicati nel corso del 2015  alcuni  bandi  che
  riguardano le misure a superficie, in particolare il biologico e la
  compensativa.
   Qualora  noi  non  potessimo  dare  copertura  per  la  quota   di
  cofinanziamento,   bloccheremmo  l'erogazione   anche   dei   fondi
  comunitari,  perché se non cofinanziamo questi interventi  non  può
  essere erogata sia la quota comunitaria che la quota nazionale.
   Io  non conosco nel dettaglio la questione del FESR, per il  quale
  c'è  un  programma che andrà tra fine dicembre e i primi  mesi  del
  prossimo  anno,  ma  ci sono già tutta una serie  di  attività  che
  riguardano il mio settore, agricoltura e pesca, per i quali abbiamo
  l'obbligo  di  cofinanziamento per attività di cui sono  stati  già
  pubblicati  bandi,  ci  sono  i creditori  certi,  ad  esempio  per
  l'attivazione dei GAL, per l'attivazione delle misure  sulla  pesca
  che sono state approvate.
   Quindi,  pur  avendo  giustamente fatto rilevare  un  elemento  di
  differenza  rispetto  alla legge finanziaria, chiedo  all'onorevole
  Falcone  di ritirare l'emendamento 5.3 perché questo metterebbe  in
  discussione una parte rilevante.
   Inoltre,  se  non  ricordo male, con l'utilizzo  di  questa  parte
  dell'avanzo diamo copertura anche ad un terzo del fondo  sanitario,
  per  il  quale  c'era una scopertura della quota del 49  per  cento
  rispetto al fondo sanitario dell'esercizio in corso.

   FALCONE. Ritiro l'emendamento 5.3.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si intendo ritirati tutti gli emendamenti all'articolo 5.

   Lo  pongo,  pertanto, in votazione l'articolo 5. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                              «Articolo 6
     Disposizioni relative all'infrazione comunitaria n. 2003/2077

   1.  Al  fine di favorire il recupero delle somme anticipate  dallo
  Stato  in  esecuzione  della  condanna  della  Corte  di  Giustizia
  dell'Unione Europea del 2 dicembre 2014 re-lativa alla procedura di
  infrazione  comunitaria  n. 2003/2077, il  dipartimento  regio-nale
  dell'acqua  e dei rifiuti è autorizzato nell'esercizio  finanziario
  2016  a  concedere  un'anticipazione  ai  Comuni  interessati   per
  l'importo massimo di 5.050 migliaia di euro.

   2.  Le  somme erogate ai sensi del comma 1 sono recuperate a quote
  costanti,  dal  dipartimento  regionale  delle  autonomie   locali,
  secondo  un  piano  finanziario  di mas-simo  cinque  annualità,  a
  decorrere  dall'esercizio finanziario 2017  a  valere  sui  trasfe-
  rimenti  in  favore  dei  Comuni  medesimi  in  base  alle  risorse
  attribuite a qualsiasi titolo».

   PRESIDENTE.  Comunico  che all'articolo 6  sono  stati  presentati
  diversi emendamenti soppressivi.
   Si passa all'emendamento 6.6, degli onorevoli Di Mauro ed altri.

   DI MAURO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  assessori,  mi
  dispiace  che non è presente l'assessore all'energia, ma chiedo  di
  intervenire perché mi sembra di capire che l'articolo in  questione
  fa  ricadere sui Comuni una responsabilità in ordine allo stato  di
  alcune discariche che, da tempo, sono abbandonate.
   E,  in  questo senso, Presidente voglio sottolineare che i Comuni,
  che  sono  6,  di  cui  3 certamente conosco la  realtà,  che  sono
  Cammarata, Racalmuto e Siculiana, hanno da tempo inviato i progetti
  all'Amministrazione  regionale per cercare di avere  finanziato  e,
  quindi, cercare di superare le difficoltà. Addirittura il Comune di
  Siculiana ha contestato la gravità dello stato in cui si  trova  la
  discarica  ed  ha  chiesto, con ricorso al TAR, di vedere  revocata
  l'infrazione.
   Aggiungo  che  il Governo ha partecipato all'accordo di  programma
  con il Ministero dell'Ambiente per una assegnazione alla Sicilia di
  una  quota  parte di circa 30 milioni, un accordo  che  il  Governo
  nazionale  ha  stabilito con le varie Regioni per  l'intervento  in
  circa  218  discariche  di  cui 6 siciliane.  Queste  6  discariche
  siciliane, che hanno presentato i progetti e che a tutt'oggi, e dal
  2014, non hanno ottenuto il finanziamento, si trovano per giunta  a
  dovere  pagare, parlo di questi 6 Comuni, Presidente della Regione,
  una   serie   di  multe  che  corrisponderebbero  ad   importi   di
  2.366.163,35,  a  fronte di un investimento che  è  di  gran  lunga
  inferiore.
   Io  credo  che  i  Comuni colpa non ne abbiano,  anche  perché  ci
  troviamo dinnanzi ad una serie di inadempienze che appartengono  ai
  Governi  della  Regione  che, da tanto tempo,  non  hanno  dato  le
  risorse  ai  Comuni  per  cercare di  superare  il  problema  delle
  discariche  in  disuso,  che costituiscono,  certamente,  un  danno
  ambientale.
   Ed  allora,  signor Presidente, propongo che intanto  ci  sia  una
  priorità del finanziamento da parte del Governo, perché più  stiamo
  qui ad aspettare che venga fatto il finanziamento, più si corre  il
  rischio di avere altre multe.
   La  seconda  questione è quella relativa al  pagamento  di  questa
  multa, perché non può questa colpa ricadere sui Comuni, soprattutto
  alla  luce  del fatto, Presidente dell'Assemblea, che la multa  che
  riguarda  questi 6 Comuni è di circa 2.366.163,35, mentre la  somma
  che  verrebbe chiesta, accantonata ai Comuni interessati  che  sono
  sempre questi 6, è di 5.000.050,00. Questi sono documenti che  sono
  agli atti del Governo della Regione, e credo che ci debba essere un
  approfondimento da parte del Governo.
   Accantoniamo  temporaneamente  questo  articolo,  il  Governo  con
  l'assessore sarà in grado domani di poter relazionare, perché trovo
  quanto  meno  ingiusto che i Comuni debbano pagare per inadempienze
  della  Regione che, nel tempo, non ha finanziato visto le  notevoli
  richieste di finanziamenti. Secondo, che si proceda con urgenza  al
  finanziamento ed, in questa fase, la copertura della spesa relativa
  al pagamento della multa non può ricadere su questi Comuni, ma deve
  ricadere sul sistema complessivo della Regione.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'onorevole Di Mauro ha posto  una
  questione  di  merito  non  secondaria  in  tutta  questa  vicenda,
  chiedendo  l'accantonamento per una riflessione che potrà  fare  il
  Governo anche alla presenza dell'assessore di riferimento.
   Se siamo d'accordo, l'accantoniamo senza necessariamente aprire un
  dibattito.
   Presidente  Crocetta,  c'è  una richiesta  in  tal  senso  per  un
  approfondimento.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA, presidente della Regione. Perché lo accantoniamo? E' una
  norma  in  favore  dei  comuni,  perché  i  comuni  condannati  per
  infrazione  sui  depuratori devono pagare delle multe,  gli  stiamo
  anticipando le risorse.

   DI MAURO. Si tratta di discariche, non di depuratori

   CROCETTA,  presidente  della Regione.  Sono  multe  a  carico  dei
  comuni. Chiameremo il dirigente e verificheremo la cosa.

   PRESIDENTE. L'articolo 6 è accantonato.
   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                             «Articolo 7.
               Pagamento IVA per i servizi di trasporto

   1. Al fine di assumere l'onere dell'IVA sui corrispettivi dovuti a
  Trenitalia  per l'esercizio del servizio ferroviario  regionale,  è
  autorizzata   la   spesa  di  euro  8.366.000,00  per   l'esercizio
  finanziario 2016 (Missione 10 - Programma 2 - Capitolo 273708).».

   GRECO   GIOVANNI.  Chiedo  che  la  votazione  avvenga   per
  scrutinio segreto.

   PRESIDENTE.  Assessore  Baccei, essendoci una  richiesta  di  voto
  segreto, se magari volesse spiegare all'Aula.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati, questo articolo tratta del pagamento dell'IVA al  10  per
  cento sul contratto di servizi con Ferrovie dello Stato, che ha  un
  valore di centodieci milioni.
   Una  parte è stata già pagata, questa rappresenta il completamento
  di  quanto dovuto dell'IVA per l'anno in corso, per l'anno 2016. Di
  fatto  è  spesa obbligatoria perché è l'IVA di un contratto  che  è
  stato firmato, e non penso si possa sopprimere.

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  assessore
  Baccei,  sa bene quanto tempo in Commissione abbiamo perso  proprio
  sull'IVA dei trasporti. Alla fine ci hanno dato notizie che i soldi
  del 2015 non glieli abbiamo mandati, se lei si ricorda bene.
   Proprio  perché  c'è stato questo intervento  e,  secondo  me,  il
  problema  è  che  l'Assessore, invece  di  farsi  rappresentare  in
  Commissione dal Capo di Gabinetto - cosa normale da un po' di tempo
  a  questa  parte  che quando si tratta di un disegno  di  legge  in
  Commissione  venga  mandato  il Capo di Gabinetto,  mentre  sarebbe
  opportuna  la presenza degli Assessori - non ci ho visto giusto,  e
  per questo ho presentato l'emendamento soppressivo.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   credo   che
  sull'articolo  7  non  ci sia bisogno di aggiungere  nulla,  perché
  altro  non è che il contratto di servizio con Trenitalia,  che  non
  può essere pagato perché, nonostante vi sia la sorte capitale manca
  l'IVA, ed è l'IVA sulla trimestralità già trascorsa.
   Pur  tuttavia,  Presidente, se l'onorevole Greco ha  dei  dubbi  e
  ritiene  che sia indispensabile la presenza dell'Assessore al  pari
  di quello che si è fatto per l'articolo 6, credo che si possa anche
  accantonare l'articolo 7 per permettere una relazione esaustiva.
   L'Aula può fare ciò che vuole.
   Possiamo  pure  non  pagare Trenitalia per il servizio  che  viene
  reso,  ma  non  mi  scrivo  a  questo elenco  di  persone  che  non
  rispettano gli impegni.
   Mi  sembra  che  giochiamo su principi di dispetti  che  inficiano
  elementi  essenziali, rispetto del codice o di servizi che  vengono
  resi ai cittadini.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,
  semplicemente per ricordare che su questo articolo, in  Commissione
  Bilancio,  abbiamo  non  solo dibattuto ma chiamato  per  avere  la
  relazione  il  dirigente dell'Assessorato, e debbo  dire  che  sono
  stati  esaurienti  rispetto  alla  ragione  stessa  per  cui  viene
  presentato.  Se  noi oggi bocciamo questo articolo costituiamo  già
  subito  un  debito  fuori  bilancio, per cui  invito  calorosamente
  l'onorevole  Greco  a  ritirare la  richiesta  di  voto  segreto  a
  prescindere  poi  se  sia  venuto o meno il  Capo  di  Gabinetto  a
  relazionare.
   In   Commissione  Bilancio  c'erano  perplessità,   dubbi,   siamo
  intervenuti, abbiamo accantonato l'emendamento, lo abbiamo ripreso,
  lo  abbiamo accantonato di nuovo, ma bocciare oggi questo  articolo
  significa  costituire  da subito un debito  fuori  bilancio  a  cui
  aggiungerei certo liquidi esigibili immediatamente.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,
  vorrei  che  il Governo ci spiegasse meglio la genesi e  l'idea  di
  questo  articolo e le spiego il perché. Quest'anno, nel  2016,  noi
  abbiamo già approvato la legge di stabilità di questa Regione,  che
  è  la  legge 3/2016. Bene, l'articolo 48 - adesso non mi ritrovo  i
  documenti  ma credo di non sbagliare - prevede che per  l'esercizio
  finanziario 2016 noi paghiamo a Trenitalia l'IVA per 8 milioni  366
  mila  euro, stanziamo 11 milioni e 100 per il 2017 e 11  milioni  e
  100  per  il  2018.  Ora, io non ho trovato successivamente  nessun
  articolo  che andasse ad abrogare quella norma, per cui  per  me  i
  soldi  per  il 2016, 2017 e 2018 glieli abbiamo già dati  o  glieli
  stiamo già dando e comunque li abbiamo previsti in una norma.
   Io  non  capisco,  e nessuno in Commissione ci  ha  spiegato  cosa
  questo  articolo intenda fare, perché se il rapporto è che sui  110
  milioni  di euro di contratto con Trenitalia noi paghiamo l'IVA  al
  10%  dobbiamo dare 11 milioni e 100 mila euro; se già glieli stiamo
  dando, perché glieli dobbiamo ridare un'altra volta?
   Ecco, questa domanda così semplice non ha trovato in Commissione -
  e  spero  che  la  trovi magari in Aula - una risposta  altrettanto
  semplice

   MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO   GIUSEPPE.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,
  assessori, Presidente Crocetta lei ci tiene che io intervenga. Dopo
  gli  appelli sugli articoli 1, 2, 3, 4, 5, Presidente,  lei  doveva
  almeno dichiarare e dire all'Aula il grande senso di responsabilità
  delle minoranze. Lei ce lo ha chiesto e noi ci siamo fermati
   Ora noi continuiamo ad avere senso di responsabilità.
   Signor Presidente, il mio in verità non è un intervento nel merito
  perché  in Commissione Bilancio non è stato chiarito l'aspetto,  ed
  allora  io  ho chiesto la parola, visto che qua abbiamo l'assessore
  all'economia,   affinché  prenda  la  parola  e  spieghi   all'Aula
  l'articolo 7.

   BACCEI, assessore per l'economia. Articolo 7 o 8?

   MILAZZO  GIUSEPPE. L'articolo 7, riguardante l'IVA, assessore.  Si
  sintonizzi, frequenza Assemblea regionale siciliana, perché per ora
  non  c'è  campo  là  se  si sposta un po'. Una  battuta  scherzosa,
  assessore, lei lo sa che io sono un suo fan.
   E  allora, se lei prendesse la parola, noi poi ci determiniamo  se
  mantenere gli emendamenti soppressivi oppure ritirarli.

   PRESIDENTE. Gliela do io la parola. Assessore Baccei.
   Ci   sono  altri  interventi?  E,  allora,  così  chiarisco   pure
  all'assessore Baccei che parlava di inammissibilità. Qua non c'è un
  problema di inammissibilità o meno. E' che è stato chiesto il  voto
  segreto  da  parte dell'onorevole Greco ed il voto  segreto  è  una
  richiesta   legittima,   punto.   E'   chiaro   che   per    votare
  consapevolmente occorre conoscere la problematica.
   Abbiamo  il  Governo  nella  sua  massima  espressione  che  è  il
  Presidente   Crocetta   e  l'assessore  Baccei   che   ha   seguito
  l'andamento, credo, in Aula. Se il Governo per bocca dell'assessore
  Baccei  vuole intervenire, noi possiamo pure votare, dico  non  c'è
  difficoltà su questo.
   Prego,  assessore Baccei, se lei vuole. Scusate, forse non  mi  so
  spiegare    sono   spese   obbligatorie   non   stiamo   discutendo
  sull'inammissibilità   dell'emendamento,   stiamo    mettendo    in
  discussione la possibilità di chiedere il voto segreto, ma  di  che
  stiamo parlando? Se mi è stato chiesto il voto segreto posso negare
  la  possibilità?  Non  votiamo il soppressivo,  stiamo  votando  il
  mantenimento dell'articolo, sul mantenimento dell'articolo, votiamo
  il mantenimento dell'articolo. L'onorevole Greco ha chiesto il voto
  segreto sull'articolo 7.
   Allora sono inammissibili gli emendamenti che prevedono una  somma
  inferiore  da  otto  milioni a tre milioni  di  euro,  questi  sono
  inammissibili. I soppressivi, chiaramente, vengono mantenuti perché
  viene  comunque  votato il mantenimento. E'  sul  mantenimento  che
  l'onorevole Greco mi chiede il voto segreto.
   Un momento, gradirei sapere quello che vuole fare il Governo.
   Scusate,   c'è   una  richiesta  che  mi  proviene  dall'onorevole
  Panepinto  di  un  accantonamento, di un  approfondimento.  Mi  sto
  rivolgendo  al  Governo  perché  deve  essere  responsabilità   del
  Governo. Se il Governo mi dice  lo accantoniamo   lo accantoniamo o
  lo approfondiamo; ma non è che proceduralmente posso accantonare se
  si consuma la discussione.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  deputati,
  spiego  solo  come stanno le cose, poi, secondo me  si  può  andare
  avanti  a  votare.  Questa  è l'Iva sul contratto  di  servizi  con
  Trenitalia,  se  non  c'è  l'Iva non si può  neanche  impegnare  il
  contratto di servizi che vale 110 milioni di Euro, per cui  se  già
  il servizio è stato erogato ci sarà un debito fuori bilancio di 110
  milioni  più l'Iva. E' così, è il contratto di servizi del 2016  di
  Trenitalia. La somma che era stata pagata.

   GRECO GIOVANNI. I soldi già ci sono per il 2016

   PRESIDENTE.  Onorevole  Greco,  facciamo  intervenire  l'assessore
  Baccei.

   BACCEI, assessore per l'economia. Se chiedete la spiegazione e poi
  non fate parlare è inutile che spieghiamo.
   La somma già pagata era relativa al 2015, queste sono le somme per
  il 2016. Ogni anno per come è stato firmato l'accordo lo Stato paga
  110  milioni, la Regione siciliana paga l'Iva su quei 110  milioni.
  Onorevole Greco, è così. Questo è come stanno le cose.

   PRESIDENTE.   Onorevole   Greco,   l'assessore   sta   dichiarando
  specificatamente  a  che  cosa è dovuta questa  somma,  peraltro  è
  verbalizzato,  non  è  che  ci  giriamo  intorno  e  rimettiamo  in
  discussione  quello  che  ha  detto,  l'assessore  si   assume   la
  responsabilità  di  quello che ha detto. Lei  ha  chiesto  il  voto
  segreto, vediamo se è appoggiato.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


           Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 7.

    Pongo in votazione l'articolo 7.

   GRECO  GIOVANNI.  Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto dell'articolo
  7.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  70
   Maggioranza         36
   Favorevoli          33
   Contrari            37

                           (Non è approvato)

   Sospendo la seduta per cinque minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 18,35, è ripresa alle ore 18.58)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

   Onorevoli colleghi ci sono stati una serie di incontri informali -
  è  bene  che  lo  sappiano i colleghi parlamentari  che  non  hanno
  partecipato con i Capigruppo -, c'è chi ha partecipato, chi meno.
   Sembrerebbe che c'è una condivisione a passare agli articoli 8,  9
  e  10,   -  non so con quale modalità -, che riguardano proprio  la
  questione  delle province, la questione dei Comuni - il Governo  ha
  già  depositato  il relativo emendamento - e i precari  e  rinviare
  poi,  su  questo  ci sarebbe una sorte di condivisione  però  sulle
  modalità,   investendo   chiaramente   il   Presidente   della   II
  Commissione,  mi sembra opportuno, c'è bisogno che si ragioni,  per
  passarli questa sera stessa.
   Il resto verrebbe rinviato a domani mattina, se c'è la maggioranza
  e  sostiene giustamente, correttamente le questioni in Aula, se non
  c'è  la maggioranza le conseguenze politiche non appartengono  alla
  valutazione di questa Presidenza.

   VINCIULLO,  presidente  della Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO,  presidente  della   Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente, la sua proposta va bene.

   PRESIDENTE. Io ho riferito quello che è successo.
   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Sia chiaro che
  anche  i  Comuni  in dissesto, tutti i Comuni che hanno  difficoltà
  perché  ci  sono  varie  voci per quanto riguarda  i  Comuni  e  li
  dobbiamo coinvolgere tutti.

   PRESIDENTE. Sono d'accordo con lei.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Nei Comuni  in
  dissesto c'è il problema dei precari, nei Comuni non in dissesto ci
  sono i problemi dei lavoratori a tempo determinato; quindi, laddove
  ci sono lavoratori va bene.

   PRESIDENTE.  Allora,  sarò  più  chiaro.  Io  ho  detto,   sembra,
  consentitemi il sembra, che ci sia una condivisione su articoli  8,
  9  e  10.  Sulle modalità specifiche ci può essere una  valutazione
  diversa,  è  chiaro  che  è  stata  fatta  una  valutazione  in  II
  Commissione,  e  penso che sia stato approfondito il  tema.  Vedete
  insieme al Governo se possiamo approvare almeno questi tre articoli
  questa  sera. Domani, se c'è una maggioranza che intende continuare
  ad  esitare le norme, se c'è la maggioranza si votano, se non  c'è,
  l'Aula  nella sua complessità farà le opportune valutazioni.  Però,
  siccome  su questo siamo tutti d'accordo, tutti i Gruppi  che  sono
  intervenuti  sono tutti d'accordo, possiamo ripartire dall'articolo
  8.
   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                              «Articolo 8
    Funzioni di assistenza agli alunni disabili delegate alle Città
                             metropolitane
                     e ai liberi Consorzi comunali

   1.  I  servizi  e  le  attività  di  assistenza  agli  alunni  con
  disabilità fisiche o sensoriali svolte dalle ex Province  regionali
  ai  sensi dell'articolo 27 della legge regionale 4 a-gosto 2015, n.
  15, con particolare riguardo ai servizi di trasporto, di convitto e
  semi convitto e ai servizi relativi agli ambiti igienico-personale,
  comunicazione   extra   sco-lastico,  attività   extra   scolastica
  integrativa  e  autonomia  e  comunicazione,  sono  attrat-ti  alle
  competenze  della  Regione, Assessorato regionale  della  famiglia,
  delle politi-che sociali e del lavoro.

   2. La realizzazione e la gestione delle attività di cui al comma l
  è delegata alle Città metropolitane e ai liberi Consorzi comunali.

   3.  Per  assicurare lo svolgimento fino al 31 dicembre 2016  delle
  attività  di  cui  al  comma 1 per l'anno scolastico  2016-2017,  è
  autorizzata  la  spesa  di 5.000 migliaia di euro  per  l'esercizio
  finanziario  2016,  da iscrivere in un apposito capitolo  di  spesa
  della  rubrica  del dipartimento regionale della famiglia  e  delle
  politiche sociali.

   4.  All'onere per gli esercizi finanziari 2017 e 2018, determinato
  sulla  base dei fabbisogni e dei costi standard in 19.150  migliaia
  di euro annui, si provvede median-te riduzione delle autorizzazioni
  di  spesa  di cui all'articolo 9, comma l, della legge regionale  7
  maggio  2015,  n.  9  e  dell'articolo 26,  comma  1,  della  legge
  regionale  17  marzo  2016,  n.  3,  previo  ripristino,  ai  sensi
  dell'articolo 4, commi 5 e 6, della legge regionale 17 marzo  2016,
  n. 3, delle autorizzazioni di spesa.

   5.  Entro il 31 luglio di ogni anno l'Assessorato regionale  della
  famiglia,  delle  po-litiche  sociali  e  del  lavoro  redige   una
  relazione  sullo stato del servizio di assistenza agli  alunni  con
  disabilità fisiche o sensoriali. La relazione indica in particolare
  le   cri-ticità   riscontrate  nell'erogazione  del   servizio   di
  assistenza,   i   costi  sostenuti,  l'elencazione   dei   soggetti
  materialmente erogatori del servizio di assistenza, le mo-dalità di
  assegnazione da parte degli enti locali del servizio di  assistenza
  in   caso   di   ricorso   a   soggetti  esterni   alle   pubbliche
  amministrazioni,  la  data  di inizio  e  la  data  di  conclusione
  dell'erogazione del servizio di assistenza. La relazione è  inviata
  ed  illu-strata alla competente Commissione legislativa  permanente
  dell'Assemblea   regiona-le  siciliana  e   pubblicata   sul   sito
  istituzione   dell'Assessorato  regionale  della  famiglia,   delle
  politiche sociali e del lavoro».

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, sulla discussione che  è  intervenuta
  come   lei   ha   riferito  informalmente  poco  fa,  ritengo   che
  sull'articolo  8  c'era  un  problema di verificare  una  possibile
  riscrittura,  quindi se passiamo al 9 nel frattempo, e accantoniamo
  un  minuto.  Perché dalla discussione informale, come lei  ben  sa,
  c'era un problema di riscrittura sull'articolo 8.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Di Giacinto, sta  dicendo,  ci  vuole  una
  condivisione.  Lei  che  è autorevole componente,  come  tutti  gli
  altri,  della  II  Commissione, sta proponendo, è  stato  sollevato
  qualche problema, la possibilità di una riscrittura dell'articolo 8
  per poterlo votare tutti assieme.
   L'articolo 8 è accantonato.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Presidente, non per interpretare  il  pensiero  degli
  altri,  ma nel tentativo che lei ha fatto, non formale ma generoso,
  di  trovare, sollecitandoci, una soluzione mi pare di capire che ci
  accomuni, assessore Baccei vorrei la sua attenzione, perché è stato
  posto il problema della riscrittura della norma sulle Province.  Io
  ho  detto manteniamolo così, perché oggi il tema è quello di potere
  consentire  la  pubblicazione giorno 5 e di  permettere  a  Comuni,
  Liberi  Consorzi,  la certezza che ci sono i soldi  e  che  i  loro
  bilanci sono in equilibrio. Quindi, diamo certezza e certificazione
  di tutto ciò.
   Approviamo  queste  norme, stasera andiamo ad approvare  le  norme
  cosiddette condivise urbi et orbi, ci fermiamo, senza però  toccare
  l'impianto,  altrimenti dovremmo volere riprendere una  discussione
  infinita,  altrimenti rischiamo, veramente, di non capirci.  Oppure
  il  Governo,  se  ha pronto l'emendamento per il  finanziamento  ai
  Comuni  per  quanto riguarda la parte degli investimenti  e  per  i
  Comuni  alluvionati, li presenti e stasera chiudiamo  questa  prima
  parte, che è la parte cosiddetta condivisione ex 90 deputati,  però
  dico tiriamola fuori e chiudiamola.

   PRESIDENTE.  Io ho una proposta di accantonamento, volevo  sentire
  l'onorevole  Panepinto.  Quindi, stiamo  intervenendo  sul  merito.
  Quindi, non accantoniamo. Sì, però, l'accantonamento doveva  essere
  finalizzato a trovare la soluzione.

   SORBELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SORBELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,  siamo
  arrivati    al   clou   di   questo   assestamento   di   bilancio,
  sostanzialmente i 3 articoli importanti che c'eravamo  prefissi  di
  approvare,  siamo ormai in dirittura di arrivo. Da  quello  che  mi
  diceva il collega Formica è una modifica non sostanziale, bensì  di
  un  va e vieni di competenze che, prima della Regione, poi passa ai
  Comuni,  e  poi  ritorna  alla  Regione.  Se  modifichiamo   questo
  articolato  in  questo senso, penso che ci sia poi l'unanimità.  Se
  approviamo  il 9 ed il 10, che non ci sono problemi di questo  tipo
  e,  subito dopo, con la riscrittura che è al primo capoverso  penso
  che noi potremmo approvarlo subito dopo il 9 ed il 10.

   PRESIDENTE.  Presidente Vinciullo, gradirei sentire la  sua  sulla
  possibilità di accantonamento momentaneo dell'articolo 8. Onorevole
  Sorbello,  però, non si può andare avanti così. C'è  una  proposta.
  Sembrerebbe  che ci sia una condivisione per approvare questa  sera
  8,  9  e  10.  C'è una proposta di accantonamento, momentaneamente,
  sull'articolo 8 per una questione di modalità.
   L'articolo 8 è, pertanto, accantonato.

   Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                              «Articolo 9
    Assegnazione straordinaria alle Città metropolitane e ai liberi
                           Consorzi comunali

    1. Nelle more dell'intesa con lo Stato in ordine alla definizione
   dei  rapporti  finanziari  tra  lo Stato  e  la  Regione  prevista
   dall'articolo  27,  comma 4, e dall'articolo 28,  comma  2,  della
   legge  regionale 4 agosto 2015, n. 15, e successive  modifiche  ed
   integrazioni,  al  fine  di contribuire a  sostenere  le  funzioni
   essenziali e garantire il pagamento degli emolumenti al  personale
   degli   enti,   è   disposta   per  l'anno   2016   l'assegnazione
   straordinaria  di 23.900 migliaia di euro alle Città metropolitane
   e  ai liberi Consorzi comunali, di cui 350 migliaia di euro per  i
   lavoratori precari del libero Consorzio comunale di Enna (Missione
   18 - Programma 1 - Capitolo 191302).

    2. Con decreto dell'Assessore regionale per le autonomie locali e
   la  funzione  pubblica, di concerto con l'Assessore regionale  per
   l'economia,  le risorse di cui al comma 1 sono ripartite  tra  gli
   enti  di  cui  al comma 1 in funzione degli squilibri di  bilancio
   relativi all'esercizio finanziario 2016, tenendo anche conto delle
   disposizioni  di  cui all'articolo 1, comma 756, lett.  b),  della
   legge 28 dicembre 2015, n. 208».

    All'articolo  9 ci sono emendamenti soppressivi,  se  si  possono
   ritirare, cortesemente.

    FALCONE. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Assessori,  io
   vorrei capire come dobbiamo procedere.
    Noi  abbiamo  fatto  un  piccolo incontro  informale  ed  abbiamo
   stabilito che stasera approviamo gli articoli  8, 9 e 10.
    Secondo  me, come ha detto l'onorevole Formica, dovremmo fermarci
   un attimo e riscrivere gli articoli 8, 9 e 10. Se vogliamo che gli
   stessi  arrivino all'approdo. Se, invece, accantoniamo l'articolo,
   facciamo  dell'altro, ci saranno delle spinte, delle richieste  in
   ogni  articolo,  magari differenziati, che creino,  magari,  delle
   forze  centrifughe, non centripete. Noi dobbiamo, invece, arrivare
   in Aula una sola volta.
    Allora,  cosa abbiamo detto: all'articolo 8 togliamo le  funzioni
   delegate, non diamo

    PRESIDENTE. L'abbiamo accantonato l'articolo 8

    FALCONE.  Presidente, allora era stato detto questo:  per  quanto
   riguarda l'articolo 8 non si parla di funzioni delegate,  diamo  5
   milioni  di  euro alle ex Province per il servizio dei disabili  e
   basta.
   Andiamo  all'articolo 9, se abbiamo fatto questo,  all'articolo  9
  verranno  tutti a cadere i vari emendamenti che danno un milione  e
  mezzo  di  euro  a un ex provincia, 500 mila euro  ad  un'altra  ex
  provincia,  togliamo  la parte degli squilibri  finanziari,  perché
  dobbiamo anche capirci.
   Arriviamo  all'articolo  10  e andiamo  ad  una  condivisione.  Se
  partiamo dall'articolo 9, i miei emendamenti rimangono, Presidente.
  E' giusto che lo dica
   Se  vogliamo  arrivare ad una condivisione, fermiamoci  un  attimo
  perché se siamo frettolosi inciampiamo. Già il Governo è inciampato
  su  una cosa che riteneva importante. Se fosse stata importante  ed
  obbligatoria non necessitava di norma.
   Vorrei  ricordare a tutta l'Assemblea che ci sono alla  Tabella  B
  delle  spese  che  non  sono supportate da  norme,  perché?  Perché
  discendono  da  un'obbligazione.  Se  anche  questa  discendeva  da
  un'obbligazione  non aveva motivo la norma a supporto.  Poiché  non
  discendeva  da  un'obbligazione,  è  chiaro  che  si  è  messa   in
  finanziaria ed è andata votata ed è stata votata come è andata.
   Presidente, la richiesta di Forza Italia è di fermarci un  attimo.
  Facciamo tre articoli, perdiamo cinque minuti ma guadagniamo alcune
  ore.

   PRESIDENTE.  Considerato  che si tratta  di  coinvolgere  tutti  i
  deputati in questo dibattito, non può essere che nel chiuso di  una
  stanza   alcuni   decidano.  Questo  per  massimo  rispetto   della
  Commissione  Bilancio , onorevole Falcone.
   Onorevole Falcone, se mi dice di approvare gli articoli 8, 9 e  10
  non  è  che lei, onorevole Falcone, è detentore della verità e  gli
  altri  no   Non  possono  essere quattro  deputati  a  decidere  in
  corridoio dopo il lavoro fatto dalla Commissione  Bilancio , che  è
  un fatto tecnico.
   Se  mi  dice  che le funzioni debbano essere dirette  dalle  città
  metropolitane   e   dai  liberi  consorzi  o  li  debba   assegnare
  successivamente   la   Regione,   non   glielo   so   dire   perché
  l'approfondimento lo ha fatto la II Commissione.
   Svolgiamo  liberamente il dibattito in Aula, sapendo che  si  deve
  trovare  la  soluzione. Non è che poi - ripeto - per  un  fatto  di
  ripicca si vota contro e bocciamo il trasferimento di queste somme
   Se lei esprime le sue perplessità, onorevole Falcone, in modo tale
  che  qualcun  altro  possa intervenire, ad esempio  l'onorevole  Di
  Giacinto, i componenti la II Commissione - diciamolo chiaro  quanto
  vogliamo dirci.
   L'onorevole  Falcone  mi  ha invitato  a  sospendere  l'Aula  e  a
  proseguire  il lavoro in un'altra stanza. Non è lavoro che  si  può
  fare in un'altra stanza. Se si dovesse procedere in questo modo  la
  sede più opportuna è la II Commissione.
   Si ritorna all'articolo 8, precedentemente accantonato.
   Tengo  a precisare che non è un dibattito con l'onorevole Falcone,
  è un dibattito con tutta l'Aula.

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  GIOVANNI. Signor Presidente, non devo illustrare l'articolo
  8,  voglio  partecipare  per cercare di  trovare  la  quadra  sugli
  articoli 8, 9 e 10, così come abbiamo fatto per gli articoli 1,  2,
  3, 4 e 5.
   Ho  ritirato  un emendamento soppressivo perché se l'avessi  fatto
  votare, saremmo stati tutti a casa.
   Dobbiamo  trovare l'accordo qui dentro sugli articoli 8,  9  e  10
  così per come è scritto nel disegno di legge, non dobbiamo fare  né
  emendamenti né altro.
   Se  andiamo  ad  esaminare tutti gli emendamenti ed  entriamo  nel
  merito non è un accordo.
   Sono  d'accordo su quanto ha detto l'onorevole Panepinto, di farli
  così per come sono altrimenti non ce ne usciamo.

   PRESIDENTE. Onorevole Greco, mi trova in perfetta sintonia, ma  il
  problema è stato sollevato dal Capogruppo di Forza Italia.
   Sto  dicendo di andare avanti con l'articolo 8. Onorevole Falcone,
  ha seguito l'intervento dell'onorevole Greco? Ci dobbiamo intendere
  su cosa stiamo parlando, onorevole Falcone.
   Allora,  c'era  una  proposta di accantonamento.  La  proposta  di
  accantonamento, purtroppo, non può trovare accoglimento,  onorevole
  Falcone.  La  proposta di accantonamento dell'articolo 8  formulata
  dall'onorevole  Formica  non  può  trovare  accoglimento  anche  se
  l'avevamo  fatta, perché sostanzialmente lei ha detto  di  rinviare
  anche  l'articolo 9, quindi di trovare in altra sede la  soluzione.
  Non è così che si può operare, onestamente
   Andiamo   avanti,  noi  sappiamo  responsabilmente  che   dobbiamo
  approvare gli articoli 8, 9 e 10, questo lo sappiamo, questo  è  un
  patto  fra  gentiluomini. Questo si può fare, entriamo  nel  merito
  senza  bisogno di andare nelle segrete stanze a vedere  come  fare
  Andiamo   avanti  e  di  conseguenza  operiamo.  Stiamo  discutendo
  dell'articolo 8 senza fare confusione.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   Assessori,
  l'articolo 8, così come è uscito dalla Commissione, prevede che  da
  un lato dà 5 milioni di euro per i disabili, per quanto riguarda il
  servizio  di  assistenza e di cura nei confronti  delle  disabilità
  fisiche  o  sensoriali, ma dall'altro lato attrae questa competenza
  all'Assessorato    regionale    alla    Famiglia    perché     poi,
  successivamente,  tale  funzione  dovrebbe  essere  ridata   all'ex
  province.
    Noi diciamo una cosa molto più semplicemente, perché siamo a fine
  anno,  perché  è  un assestamento e non è una legge  di  stabilità,
  approviamo  il  mio  emendamento,  l'8.22,  che  dice:   si  dà  un
  contributo di 5 milioni di euro alle ex province per la funzione di
  cui  all'art.  27  che sono l'assistenza, la  cura,  i  servizi  ai
  disabili ,  e poi successivamente in sede di legge di stabilità  si
  fanno  le  norme  di  riforma, le norme di riordino.  Qua  dobbiamo
  capire  una  cosa  e lo dico al Governo, Presidente  Crocetta,  noi
  vogliamo  assistere  i  disabili o vogliamo cambiare  completamente
  aprendo all'Assessorato alla Famiglia?
     Ultimamente ci sono tutti i funzionari con cui parliamo  che  si
  lamentano  del  carico  di  lavoro.  Noi  dobbiamo  alleggerire  la
  Regione,  non  la  dobbiamo sovraccaricare   In  questo  momento  i
  funzionari  e  i  dirigenti  sono  sovraccaricati,  allora   perché
  caricarli di una ulteriore funzione che rischia di non risolvere  i
  problemi dei disabili, ma rischia di aggravarli questi problemi, di
  complicarli
   Ed  allora,  l'appello  che facciamo stasera  è:  approviamo  come
  emendamento  sostitutivo dell'intero testo l'emendamento  8.22  che
  dice, ne do lettura:   per lo svolgimento fino al 31 dicembre  2016
  dei  servizi  e  delle  attività di  assistenza  degli  alunni  con
  disabilità fisica o sensoriali previsti dall'art. 27 della Legge  4
  agosto  2015  n. 15 per l'anno scolastico 2016 e 2017 è autorizzata
  la  spesa di 5 mila migliaia di euro per l'anno finanziario  2016 .
  Abbiamo  risolto  con un comma un intero problema. Perché  dobbiamo
  andarci a rompere la testa e pensare, attraiamo le funzioni, poi le
  deleghiamo, complichiamo.
   Allora,  io lo dico al Presidente Crocetta, noi dobbiamo risolvere
  il  problema  dei disabili, non dobbiamo oggi fare delle  norme  di
  riordino.

   DI GIACINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  GIACINTO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Assessori,
  l'articolo  8 è stato ampiamente discusso in Commissione  Bilancio
  e alla fine si è trovata questa soluzione.
   Per   intanto,  non  è  vero  che  le  competenze,  le  competenze
  economiche  passano all'Assessorato alla Famiglia, ma di  fatto  la
  realizzazione  e la gestione delle attività passano in  capo,  sono
  delegate  ancora  alle  città  metropolitane,  ai  liberi  consorzi
  comunali.
   Perché noi diamo questi soldi e facciamo anche la previsione 2017-
  2018?  Perché  quello che l'onorevole Falcone non dice  è  che  noi
  stiamo  garantendo il servizio di continuità a questi  ragazzi  che
  ancora  oggi  sono  fermi e sono a casa. Lui si dovrebbe  porre  il
  problema  di come iniziare dal 1  gennaio. Siccome questo  problema
  credo  che  non se l'è posto perché vuole semplicemente  dare  i  5
  milioni per il 2016 ma non si pone il problema del 2017 e 2018, con
  questo articolo che cosa facciamo?
   Noi  diamo  le competenze anche per il 2017 ed il 2018 e,  quindi,
  diamo  continuità, a parte che diamo anche tutti gli altri  servizi
  di  convitto, semi convitto, igienico personale, cosa che  lui  non
  prevede  nel  suo articolo per cui molti di questi ragazzi  con  la
  riscrittura Falcone, 8.22, continuerebbero a rimanere a casa,  ecco
  perché  noi  chiediamo, per quanto mi riguarda e come  Commissione
  Bilancio , credo, chiediamo che venga votato l'articolo così  com'è
  perché  di fatto lo abbiamo approfondito in Commissione  Bilancio .
  Non  è  un  piacere quello che stiamo facendo, è  una  cosa  per  i
  ragazzi diversamente abili.

   PRESIDENTE. Grazie, è abbastanza chiaro, entrando nel merito  alla
  fine può essere che ci capiamo meglio.

   CASCIO SALVATORE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO   SALVATORE.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,
  intervengo sull'articolo 8 in quanto Presidente della I Commissione
  per stabilire le regole che questo Parlamento dovrebbe avere.
   Le  regole  sono  che gli emendamenti vanno nelle  Commissioni  di
  merito,  che  entrano  nella sostanza dell'emendamento,  mentre  la
  Commissione   Bilancio   ha il compito di variare  o  ricercare  le
  risorse. Penso che avevo questo compito e l'ho fatto questo compito
  insieme agli altri componenti della Commissione.
   Detto  questo,  come premessa, sono favorevole  al  testo  e  sono
  favorevole  al  testo per un semplice motivo, perché questo  testo,
  così  per come è stato scritto, è anche lungimirante perché noi  ci
  poniamo un problema oggi che è il dissesto delle ex province e  dei
  liberi Consorzi.
   Tutti  ci  dibattiamo  a trovare soldi per le  province  e  questo
  articolo  va incontro a questo perché stiamo togliendo dal bilancio
  delle  province per caricarlo sul bilancio della Regione i soggetti
  disabili, i servizi ai soggetti disabili, ma nello stesso tempo noi
  stiamo  garantendo ai disabili perché al comma 2  la  gestione  del
  servizio è affidato alle province ed alle Città metropolitane.  Per
  l'utente finale non cambia niente  perché l'utente finale avrà  una
  continuità  di servizio: lo faceva la provincia e lo  continuerà  a
  fare  la  provincia. Se non si capisce questo che si  va  incontro,
  caro  onorevole Falcone, proprio alle province, mi arrendo, non  ci
  sono altre cose, è un fatto solo speculativo.

   PRESIDENTE. Onorevole Falcone, lei mantiene il suo emendamento?

   MILAZZO GIUSEPPE. Li manteniamo tutti

   PRESIDENTE.   Dopo  questi  interventi,  lei   mantiene   il   suo
  emendamento.  Ha sentito i colleghi parlamentari quello  che  hanno
  detto?   Hanno   spiegato  il  perché:  garantire   la   continuità
  assistenziale   anche   per  il  2017  ed   il   2018   perché   si
  interromperebbe  il 31 dicembre 2016. Questo è  stato  detto.  Lei,
  onorevole Milazzo, quando vuole fa interventi di buon senso, quando
  vuole. Questo è il suo momento.

   MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, ora guardi come sono di  buon
  senso.  Intanto, per buon senso possiamo leggere il  comma  1,  per
  buon  senso,  visto che l'onorevole Di Giacinto ha  detto  che  noi
  sosteniamo  una  cosa che non esiste:  I servizi e le  attività  di
  assistenza  agli alunni con disabilità fisiche o sensoriali  svolte
  dalle  ex Province regionali ai sensi dell'articolo 27 della  legge
  regionale 4 agosto 2015, n. 15, con particolare riguardo ai servizi
  di  trasporto,  di  convitto e semi convitto e ai servizi  relativi
  agli  ambiti  igienico-personale, comunicazione  extra  scolastico,
  attività  extra scolastica integrativa e autonomia e comunicazione,
  sono  ,  quindi ha elencato tutte queste competenze o funzioni,
  sono  attratti      non a tratti, un poco sì ed un  poco  no   sono
  attratti ,  sono avocati, me li prendo, diventano mie, non sono più
  tue,  te  le  faccio  fare io, ma sono io al  di  sopra  di  questo
  meccanismo   Questa  è  una tipica cultura comunista,  cioè  io  mi
  prendo  tutto,  poi  ti concedo, tipo  Statuto  albertino    Io  mi
  prendo tutto e lo concedo
   Noi  ci stiamo battendo, signor Presidente, su un fatto culturale
  Questo  articolo  rappresenta un fatto  culturale.  Noi  siamo  per
  approvarlo subito, ma che salti questo periodo  Che si esercitino e
  si  trovi  copertura a tutte queste funzioni, ma  che  non  vengano
  attratte  verso la Regione, perché - Presidente - un corpo lasciato
  libero viene attratto verso il basso; l'onorevole Di Giacinto e  il
  Governo hanno smentito la teoria gravitazionale.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati, io volevo spiegare le ragioni di questo articolo.
   Fondamentalmente,  i  motivi  sono  due.  Il  primo  è   garantire
  continuità  del  servizio, quindi, dal punto di vista  finanziario,
  prendendo  la funzione ci assicuriamo che non ci siano più  i  casi
  dei  disabili che devono rimanere a casa, con il rischio di perdere
  l'anno  scolastico.  Così  abbiamo garanzia  che  d'ora  in  avanti
  sosterremo finanziariamente la funzione. Quindi, questo è un  primo
  motivo che ha portato a questo articolo.
   Il  secondo,  non meno importante, è che oggi ci sono  livelli  di
  servizio  molto differenti sul territorio della Regione  siciliana,
  sia in termini di assistente per disabile: chi ha uno a uno, chi ha
  uno a due, chi ha uno a tre; sia in termini di numero di ore per il
  quale viene data l'assistenza. L'obiettivo è dare delle linee guida
  e  dare  a  tutte  le  province  lo  stesso  livello  di  servizio,
  garantendone  il sostegno finanziario. L'operatività  viene  ridata
  alle province, così come oggi.
   E'  soltanto  il  dare  le linee guida in termini  di  livelli  di
  servizio,  per  omogeneizzarlo, e il  sostegno  finanziari  per  la
  continuità. Queste sono le motivazioni.

   VINCIULLO,  presidente  della Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente  dell'Assemblea,  onorevole  Presidente  della  Regione,
  onorevoli colleghi, Assessori, l'articolo 8, che non è frutto  solo
  ed   esclusivamente   dell'azione  del  Governo,   ma   dell'azione
  importante della I Commissione, giunge nella Commissione  Bilancio
  dopo  che  abbiamo ascoltato tutti i rappresentanti  dei  genitori,
  tutti  i  rappresentanti dei docenti, tutti i rappresentanti  delle
  province,  proprio  perché volevamo avere un  quadro  chiaro  della
  situazione.
   Qual  è la situazione drammatica che vivono i ragazzi e le ragazze
  diversamente abili, alcuni dei quali, non bisogna dimenticarlo e mi
  rivolgo  a  tutti  i  colleghi, ancora sono a  casa  e  non  stanno
  frequentando? Perché l'attività fino ad oggi è stata organizzata  e
  gestita  dalle  province, le quali province -  onorevole  assessore
  Lantieri - quando avevano le risorse pagavano e facevano partire il
  servizio,  quando  non avevano le risorse non facevano  partire  il
  servizio. Un dato: Siracusa ancora deve pagare gli operatori per il
  2014,  per  il 2015 e per il 2016, sicché quest'anno gli  operatori
  non  hanno  accettato l'incarico e il servizio è  partito  solo  da
  qualche  giorno. Di conseguenza, si è venuta a creare una disparità
  di  trattamento  odiosa tra i ragazzi diversamente  abili,  che  in
  alcune  province  vanno a scuola e in altre province  non  vanno  a
  scuola.
   Allora la proposta, che noi abbiamo accolto e fatto nostra  e  che
  siamo qui intenzionati a difendere fino alla fine, è di separare  i
  due momenti: l'organizzazione e la gestione del servizio rimane  in
  capo  alle  città  metropolitane e  alle  ex  province;  invece  il
  pagamento  di  quanto dovuto viene attratto verso la Regione.  Cosa
  significa?  Che  dei  tre  momenti  -  organizzazione,  gestione  e
  pagamento - l'organizzazione e la gestione restano in capo alle  ex
  province,  ed il pagamento diventa invece un fatto certo perché  su
  incarico della Regione. Per cui, i ragazzi da Trapani a Messina, da
  Caltanissetta  a Gela, partiranno tutti lo stesso giorno  perché  a
  pagare sarà la Regione.
   Dopo  di  che,  questo articolo dà certezza non  solo  per  quanto
  riguarda l'anno scolastico 2016/2017, ponendo la posta fino  al  31
  dicembre  2016, ma fa un'altra cosa importante. Poco fa l'onorevole
  Greco,  ma  anche  il Presidente Cascio e insieme all'onorevole  Di
  Giacinto,  si  ponevano il problema: e dal 1  gennaio cosa  faranno
  questi  ragazzi?  Ritorneranno  a casa?  Continueranno  ad  evadere
  dall'obbligo  scolastico? Continueranno a non essere  inseriti  nel
  percorso  educativo? La Regione si fa carico di porre 19 milioni  e
  150  mila  per  tutto l'anno 2017. Cosa significa l'anno  2017?  La
  parte  di  anno scolastico 2016/2017 e la parte di anno  scolastico
  2017/2018.  E  dal  momento che poi ci saranno le  elezioni  e  dal
  momento  che non sappiamo cosa succederà nel 2018, per non lasciare
  i  ragazzi  a casa abbiamo pensato anche al 2018. E quindi  abbiamo
  dato  la  possibilità agli Enti di fare partire i corsi. Questo  vi
  chiediamo.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  assessori,  le
  belle  parole incantano tutti ma i fatti - purtroppo -  sono  tante
  volte più ostinati dell'apparenza.
   Siccome  questo  Governo,  e purtroppo  questo  Parlamento,  si  è
  intestata quella famigerata legge di cambiare il nome alle province
  e  con tale nefandezza si è creato questo problema, adesso si cerca
  di  mettere  su lo specchietto delle allodole. Mi sembra l'articolo
  117  della bozza di riforma costituzionale di cui andremo a  votare
  il  4 dicembre, che attribuisce le stesse materie allo Stato e alla
  Regione,  salvo  poi fare lo slogan paravento  abbiamo  abolito  la
  legislazione concorrente , quando invece daranno la stura perché le
  stesse  materie sono per gran parte di competenza sia  dello  Stato
  che della Regione.
   Allora,  mi  spiegate che significa che attraiamo alla Regione  le
  attività  di assistenza e poi la Regione delega la realizzazione  e
  la gestione delle attività?
   Presidente Vinciullo, il problema non è che era della provincia di
  Siracusa  o  della  provincia di Ragusa. Il  problema  era  che  la
  Regione  non dava i fondi alle province. Non trasferiva i  fondi  e
  quindi, automaticamente, il servizio veniva meno.
   Allora,  il  problema  è  assicurare i fondi,  non  togliere  alle
  province  la gestione di questo servizio accentrandolo  a  Palermo,
  dove creeremo ulteriore confusione.
   Signor  Presidente,  sa  qual è il rischio  vero?  Che  i  ragazzi
  disabili  rischieranno  di restare a casa ugualmente,  ma  in  più,
  resteranno  a  casa  1300  operatori che attualmente  curano  nelle
  province  i  servizi.  Altro  che manovra  di  civiltà,  Presidente
  Vinciullo
   Mi  dispiace  che  lei, da professore di lettere, consenta  questa
  contraddizione in termini tra l'articolo 1, dove attrae tutto e  il
  contrario  di tutto alla Regione, e il comma 2 che poi delega  alle
  province.  Che cosa avviene? Questo articolo si doveva  limitare  a
  stanziare  fondi. Opportunamente era previsto per il 2016,  2017  e
  2018. Ma cosa c'entra sottrarre questa competenza alle ex province,
  ai consorzi metropolitani? Me lo spiegate?
   Finiamola con il paravento di portare la difesa dei più deboli per
  mascherare chissà cosa. Per sottrarre ai liberi consorzi quella che
  era una gestione che da anni svolgevano con grande generosità e con
  grande senso del dovere. Certo, se poi non avete trasferito i fondi
  la  colpa era della provincia di Ragusa o di Siracusa? La colpa era
  di questo Governo regionale.
   Ma non stravolgiamo la normativa.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor  Presidente,  Governo,  onorevoli  colleghi,  di
  questa  vicenda ce ne siamo occupati a lungo in Parlamento. Ritengo
  che ci sia una priorità su tutte che è quella di scrivere una norma
  chiara  tale  da  poter  garantire che il servizio  disabili  venga
  effettivamente erogato.
   Certo, spazi e margini di miglioramento ce ne sono sempre. Però mi
  sembra  che,  a  fine anno, nel momento in cui  dobbiamo  andare  a
  garantire la gestione del servizio con tutti i problemi che ci sono
  stati,  quando  sembrava  che  il rischio  dell'interruzione  fosse
  concreto, dopo la vicenda di quest'estate, dove abbiamo finito  con
  il  fare  la  legge elettorale e lasciare il servizio per  disabili
  come   un   servizio  interrotto,  andare  a  prevedere  attraverso
  l'assestamento di bilancio, una modifica sostanziale al modo in cui
  l'attività, seppur con mille difficoltà per gli operatori e  per  i
  disabili è stata gestita in questi anni, risulterebbe assolutamente
  rischioso.
   La  nostra  proposta,  attraverso questo emendamento  è,  ad  oggi
  stanziamo le somme che sono indispensabili per poter continuare  ad
  erogare  il  servizio. Nel frattempo, attraverso  una  riforma  che
  passa  attraverso  un disegno di legge che sia  concordato,  questo
  andiamolo  a  prevedere,  attraverso  la  commissione  di   merito,
  sentendo le parti, e se dovessero venir fuori delle opportunità per
  garantire il servizio in maniera maggiormente efficiente - viva Dio
  -  saremo tutti nelle condizioni di voler e poter approvare  questo
  provvedimento.
   Ma  in  questo momento, secondo noi, il rischio è che  la  Regione
  possa  autonomamente  decidere  cosa  fare  di  quelle  somme,   se
  stanziarle o meno, se garantire l'erogazione del servizio con altri
  operatori, attraverso un riferimento ad altri ambiti, attraverso il
  riferimento  a personale nuovo, perché ora stiamo per  arrivare  in
  una  fase  che è la fase conclusiva della legislatura;  diciamocelo
  chiaro,  non  vorremmo  che gli operatori  che  stanno  facendo  il
  servizio  in  questi  anni  e che si sono specializzati  in  queste
  attività adesso debbano essere messi fuori per fare spazio a  nuove
  clientele.
   Questa è ovviamente l'ultima cosa che vorremmo auspicare e che noi
  vorremmo poter verificare.
   Allora, lasciamo in questo momento la disponibilità finanziaria in
  capo  alle  province che sono gli enti che con  procedura  di  gara
  stanno  gestendo il servizio, che sono gli enti che  attraverso  le
  cooperative, stanno garantendo la continuità di questo servizio per
  disabili  gravi. Non è questo il momento di andare  a  cambiare  la
  riforma  in assestamento di bilancio. L'assestamento di bilancio  è
  stato  il  grande  tema  di  queste  settimane.  Doveva  servire  a
  riequilibrare  e  ad assestare i conti della Regione.  Non  a  fare
  riforme.
   Quindi,  signor  Presidente,  era  già  anomalo  lo  stesso  comma
  dell'articolo 8, perché entrava nel merito di una riforma andando a
  stravolgere il modello di gestione.
   Secondo me, siccome ci stiamo dando delle priorità che sono legate
  ai Comuni, alle Province, all'assistenza per i disabili, manteniamo
  questo  principio: continuiamo ad erogare il servizio, all'indomani
  dello stanziamento e della garanzia delle somme, per i disabili  si
  farà  una legge organica attraverso la quale andare a riequilibrare
  il  sistema,  a migliorarlo e ad efficientarlo, ma oggi  garantiamo
  questo servizio perché non vorrei, questo è credo l'ultima cosa che
  chiunque in questa Aula oggi ci si può auspicare, che passa  questo
  comma  con questo articolo e noi ci ritroviamo fra un mese e  mezzo
  ad interrompere il servizio con una Regione che si è impantanata  e
  che  non  è  più  nelle  condizioni di  garantire  il  servizio  ai
  disabili.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   intervengo
  brevemente   perché  siamo  convinti,  non  è  strumentale,   della
  posizione  che  ha  preso il gruppo di Forza Italia,  ma  anche  il
  gruppo PID, e Grande Sud, rispetto all'articolo 8.
   Qui  c'è  una  preoccupazione, ed era  quella  che  avevano  anche
  rappresentato  in Commissione Bilancio, di garantire la  continuità
  del  servizio. E allora, quando si sono lamentati i genitori  e  si
  sono  lamentati i commissari non perché il servizio partiva in  una
  provincia o città metropolitana e nell'altra no, è perché non erano
  state trasferite le risorse.
   Oggi  la  Regione è senza bilancio. Riesce ad impegnare le  somme?
  No,  perché  i liberi consorzi e alle città metropolitane,  con  il
  trasferimento delle somme, che sono vincolate, non possono  gestire
  il  servizio, ciascuno a modo loro. Quindi anche per il 2017,  2018
  si  da continuità, perché anche le province, le città metropolitane
  e  i liberi consorzi impegneranno le somme con i dodicesimi al pari
  della Regione. Quindi non si capisce la ragione per la quale devono
  essere attratte alla Regione le funzioni, e poi delegate alle città
  metropolitane ed ai liberi consorzi.
   Evidentemente questo articolo nasconde altro
   Ma  siccome  l'obiettivo che tutti noi, che l'Aula, il Parlamento,
  vuole  prefiggersi,  è  quello di dare garanzia  di  continuità  di
  servizio,  non  si  comprende  bene  perché  nell'assestamento   di
  bilancio si vuole fare una norma di riordino, perché questa  è  una
  norma di riordino, tant'é che si deve istituire un nuovo capitolo e
  non  ha alcun senso dal punto di vista pratico, dal punto di  vista
  dell'immediatezza, perché la necessità è garantire un servizio.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, colgo  l'occasione,
  vista  la presenza così copiosa di assessori, proprio per fare  una
  domanda  e capire queste risorse se sono ricompresse nel  piano  di
  riparto  che  ad agosto è stato emanato dal Ministero degli  affari
  regionali.
   Ricostruisco la vicenda. A fine luglio in Conferenza stato-regioni
  è  stato  creato  uno  schema  di decreto  dove  per  dare  risorse
  economiche alle funzioni stabilite dall'articolo 3 della legge  104
  e  dal  decreto legislativo 112 del 1998, che affida  proprio  alle
  province o ai comuni in forma associata, i servizi di assistenza al
  trasporto,  alla  comunicazione per  gli  alunni  che  hanno  varie
  tipologie  di  disabilità. Bene, in questo schema di riparto,  alla
  fine  del riparto che consiste in settanta milioni per il 2016,  le
  Regioni a statuto speciale erano escluse.
   Le  Regioni  a  statuto  speciale erano escluse,  però  non  erano
  escluse nel 2015. Quindi nel 2015 eravamo nel piano di riparto, nel
  2016  non siamo nel piano di riparto. Nonostante le richiesta fatte
  all'assessore Marziano, qui, si ricorderà a luglio che ci disse: ci
  deve  rispondere probabilmente l'Assessore agli enti locali  oppure
  l'Assessore   Micciché  alla  famiglia,  di  certo   non   riguarda
  l'istruzione,  dato  che  ci sono gli altri  due  Assessori  vorrei
  chiedere se e in che modo siamo stati inclusi nel piano di riparto.
   Perché è chiaro che se la nostra Regione è stata esclusa da questa
  ripartizione di somme, noi dobbiamo provvedere con risorse proprie,
  è  chiaro  che  si  proverà in tutti i modi a farlo,  però  non  si
  riuscirà a dare copertura ai servizi che si devono dare e,  proprio
  come  diceva  poc'anzi l'onorevole Figuccia, la prossima  volta  ci
  ritroveremo   a   dovere  racimolare  praticamente  gli   spiccioli
  all'ultimo momento, dopo avere già fatto trascorrere parecchi  mesi
  a  casa  a  questi  ragazzi  e tenuto le  famiglie  ostaggio  delle
  incertezze  economiche, oltre che legislative, e ancora  una  volta
  fanalino di coda nella possibilità di potere dare dei servizi  che,
  ricordo a tutti, e anche a me, sono obbligatori. Quindi Presidente,
  prima  della votazione, se ci può fare dare dei ragguagli su questa
  situazione che è veramente poco chiara ed anomale, perché ripeto da
  quest'anno  siamo stati esclusi e noi vorremmo capire il  perché  e
  che cos'è si è messo in moto per chiarire questo punto.

   ALONGI. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   ALONGI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  onestamente  ho
  ascoltato  con attenzione gli interventi e l'Aula,  sa  che  io  su
  questa vicenda sono intervenuto tante volte anzi più volte.
   Ma  io  vorrei intanto focalizzare un tema che secondo me è  molto
  importante,  che  nessuno da questi microfoni ha sottolineato.  Noi
  stiamo  individuando  una  risorsa di 5 milioni  di  euro,  dico  5
  milioni  di  euro,  per  garantire  il  servizio  fino  alla   fine
  dell'anno,  e questo credo che sia una cosa importante  che  non  è
  stata  detta.  Spieghiamo  perché poi  buttiamo  allarmi,  facciamo
  preoccupare  i  lavoratori,  lanciamo qualche  amo  ai  lavoratori,
  lanciamo  qualche amo alle famiglie, io non lo so che ami  vogliamo
  lanciare.
   A   noi   interessa,  credo  a  quest'Aula  interessa,  due   cose
  fondamentali:  che il servizio venga garantito, che ci  sia  sempre
  alta   professionalità  e  che  i  lavoratori  che  hanno   operato
  continuino  ad operare, assistendo quei disabili che  assistono  da
  decenni.
   Il  comma 2, siccome il collega Milazzo citava il comma 1 avendolo
  letto, non ha letto un pezzo che è il comma 2, lo voglio leggere  e
  vorrei  lanciare una mia proposta se siamo d'accordo, se  l'Aula  è
  d'accordo,  se  il  Governo  è  d'accordo,  Presidente  Crocetta  e
  Assessore Baccei.
   Il  comma  due  dice:  che la realizzazione e  la  gestione  delle
  attività di cui al comma 1 è delegata alle città metropolitane e ai
  Liberi Consorzi , lo dice chiaro.
   Vogliamo  essere più chiari, evitiamo, perché poi ci sono province
  e  province  dove ognuno ha la sua realtà, dove ci sono le  proprie
  cooperative,  dove c'è professionalità, evitiamo che si  possa  poi
  fare  una  gara  unica regionale, individuiamo una integrazione  al
  comma   2,  dopo  Liberi  Consorzi,  Presidente  Crocetta,  virgola
  aggiungerei  io,  che provvedono alle gare, cosa  voglio  dire  con
  questo?  Che  ogni  singola  provincia  ex  provincia,  ogni  città
  metropolitana  provvede  a  fare la propria  gara  nella  provincia
  conoscendo realtà, facendo controllo, verificando atti di gestione,
  non facendo disparità.
   E'  importante che oggi il Governo dall'alto serva, non a togliere
  potere alle province, ma a garantire come sempre ho specificato  al
  Presidente  Vinciullo, a garantire disparità di  trattamento  nelle
  loro province.
   Quindi  aggiungo  e  tagliamo  la  testa  al  toro,  secondo   me,
  aggiungiamo  che le gare devono essere svolte dalle  singole  città
  metropolitane o province, affinché non ci sia la preoccupazione nei
  confronti delle cooperative, dei lavoratori che già hanno operato e
  delle  persone che abbiamo assistito, credo che questo sia un fatto
  importante.
   Se   poi   vogliamo  lanciare  ami,  lanciare  ami  al  lavoratore
  dicendogli  li  stabilizzeremo, lanciare ami alle famiglie  e  fare
  questi ragionamenti, io a questo gioco non ci sto.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, quando le cose non
  sono  chiare,  poi alla fine si discute anche su ciò su  cui  siamo
  tutti d'accordo, ed è il caso di questo articolo.
   Tutta  l'ARS è d'accordo ad approvarlo velocemente questo tipo  di
  intervento,  è  chiaro che una proposizione per  nulla  chiara  sta
  mettendo   gli   uni   contro  gli  altri   e   sta   pregiudicando
  l'approvazione stessa dell'articolo. Sono state dette un  sacco  di
  cose che non corrispondono al vero.
   Primo,  è  stato  detto  che facendo  in  questo  modo  si  dà  la
  continuità anche al 2017 e 2018, ed è una mezza verità, se non  una
  bugia, in quanto nessuno mette in discussione il comma 4, c'è  pure
  un  emendamento di riscrittura del comma 4, ma che dice esattamente
  la stessa cosa, e cioè 2017 e 2018.
   Secondo  punto,  il servizio nelle Province non ha funzionato  dal
  momento  in  cui  il  Governo  non ha trasferito  le  risorse  alle
  Province  stesse. Anzi, per l'esattezza, Presidente  Ardizzone,  il
  servizio non ha funzionato dopo che inopinatamente questa Assemblea
  ha  votato un emendamento della finanziaria che impediva il ricorso
  al  personale  esterno  per l'assistenza  ai  disabili  durante  il
  trasporto,  o  anche per l'assistenza nella classi,  demandando  il
  servizio al personale interno ATA. Cosa che ha provocato il  blocco
  totale di questo servizio.
   Noi   sostanzialmente  chiediamo  solo  che   finalmente   vengano
  trasferiti i 5 milioni, così come era prima per il 2016, poi  i  19
  milioni  e mezzo globali, così come previsto, per gli anni  2017  e
  2018,  che è una cifra, che è assolutamente capiente e tale da  far
  funzionare il servizio anche nel 2017 e anche nel 2018.
   Non   si   capisce   l'intervento  di   tipo   ordinamentale,   di
  programmazione  e  di  rivoluzione in questo  settore  operato  con
  questa  modifica,  che  apporta  la proposta  dell'articolo  8  del
  Governo.
   Basta  ritornare a ciò che dobbiamo fare, i 5 milioni per il 2016,
  e  i 19 milioni e mezzo per il 2017 e 2018, perché, e lo si capisce
  benissimo   dal   quinto  comma  che  è  un  intervento   di   tipo
  programmatorio  che rivoluziona il tutto. Se il  Governo  regionale
  intende attrarre a sé questo servizio lo dica chiaramente, come  lo
  si evince dal combinato disposto dei vari commi che ha proposto, lo
  dica  in maniera chiara senza andare a proporre il comma 1, poi  il
  comma  2  che  dà  le  funzioni, è una complicazione  assolutamente
  inutile,  bisogna aprire un altro capitolo di bilancio  per  quanto
  riguarda l'assessorato alla famiglia.
   E'  tutta una serie che complica la situazione, piano e bene fa il
  Governo a dare 5 milioni per quest'anno e i 19 milioni e mezzo  per
  il  2017  e  2018, ma eliminiamo anche il sospetto che  il  Governo
  regionale voglia espropriare le Province di questo servizio,  e  ce
  ne usciamo subito Presidente.

   CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA.   Presidente   della  Regione.   Onorevole   Presidente,
  onorevoli  deputati.  Io voglio sgombrare subito  un  equivoco  che
  potrebbe  essere  intuito senza qualche specificazione  all'interno
  della norma, cioè che il Governo intenda avocare a se la gara e  la
  gestione del servizio per i disabili.
   Mi  sembra che la proposta dell'onorevole Alongi sia una  proposta
  di  buon  senso che, a questo punto, credo possa fare, se  accolta,
  come  io  ritengo possa essere accolta, cioè il fatto che  le  gare
  rimangano   di  competenza  dei  liberi  consorzi  e  delle   città
  metropolitana,  quindi che evita ogni equivoco  su  questa  cosa  e
  credo  che possa fare venire meno l'esigenza, in qualche  modo,  di
  rinviare alla finanziaria la definizione di questa legge.
   Ve   lo   dico  per  un  semplice  motivo:  dall'analisi  che   io
  personalmente  ho  fatto  sul  costo  del  servizio  dei  disabili,
  emergono  difformità  inaccettabili, laddove per  difformità  viene
  fuori  che,  magari, un servizio in una provincia costa  10  ed  in
  un'altra provincia costa 5 volte tanto, cioè costa 50. E' ovvio che
  i  liberi consorzi e le città metropolitane, in questo modo, non ce
  la riusciranno a fare mai con i costi, tanto è vero che, laddove il
  servizio  è  stato mantenuto, essenzializzato, ai  doveri  previsti
  dalla  legge  e nelle tariffe logiche che bisogna attuare,  si  fa.
  Laddove,  invece,  è  esasperato, ci sono difficoltà  di  copertura
  finanziaria.
   Io  credo che, se noi attuiamo questa legge, fissando standards  e
  parametri  da parte del Dipartimento regionale, facciamo un  favore
  ai  liberi  consorzi, perché li sgraviamo di una  serie  di  costi.
  Quindi  credo  di  fare  un appello a tutti, posto  come  accettato
  dall'assessore  Baccei  e dall'assessore  Miccichè,  il  fatto  che
  l'emendamento Alongi è fatto proprio dal Governo, io credo di  fare
  un  appello all'onorevole Formica e all'onorevole Falcone perché io
  credo  che  questo possa essere una mediazione importante  rispetto
  alle questioni che hanno sollevato.

   PRESIDENTE.  Però  l'emendamento va scritto  e  se  lo  scrive  il
  Governo può essere che...

   CROCETTA.  Presidente  della Regione.  Va  bene  scriviamo  questo
  emendamento, onorevole Alongi.

   PRESIDENTE.   Allora,   possiamo  inserire,    che   provvederanno
  autonomamente ad espletare le procedure di affidamento'.
   Al  comma  2  aggiungere  dopo  liberi  consorzi  comunali,'   che
  provvederanno   autonomamente  ad   espletare   le   procedure   di
  affidamento',  per dire che non è concentrato tutto  nella  Regione
  siciliana. Si tratta di un'ulteriore riaffermazione.

   MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Non può parlare sull'emendamento.
   Onorevole Milazzo, deve essere consequenziale a quanto si è  detto
  fino  ad  ora. Intato, dobbiamo assicurare il servizio,  che  venga
  assicurato dalle province o dalla Regione

   MILAZZO  GIUSEPPE.  Questa è la sua opinione, Presidente,  non  la
  mia

   PRESIDENTE.  Onorevole Milazzo, lei non ha la bontà  di  ascoltare
  gli altri.
   Considerato  che  l'onorevole Milazzo  mi  ha  preannunciato  voto
  segreto  su tutto, non vorrei che preso da questa euforia del  voto
  segreto venga meno agli impegni che ha assunto ossia di portare  un
  risultato che possa garantire il servizio.
   Intanto, la soppressione dell'intero articolo non è possibile.

   FORMICA. Si proceda per commi

   PRESIDENTE.   Bravo.  Esatto.  Intanto,  invito  a  ritirare   gli
  emendamenti soppressivi dell'intero articolo.

   MILAZZO GIUSEPPE. Non ritiro niente.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Milazzo,  lei  ne  fa  una  questione   di
  principio  e  rischia di fare naufragare tutto il ragionamento  fin
  qui fatto.
   Siamo  d'accordo  che  debba  essere  garantito  il  servizio.  La
  questione è nata su chi lo deve garantire.
   La   Regione,   anche  se  non  è  stato  detto,  viene   cambiato
  l'ordinamento, o le province? La questione è aperta. Su  questo  si
  pronunci liberamente il Parlamento.
   Non   possiamo  dire  che,  a  scrutinio  segreto,   portiamo   la
  soppressione dell'intero articolo.

   FALCONE.  Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di ritirare
  l'emendamento 8.1.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Quindi, gli emendamenti 8.1, 8.11, 8.17 sono ritirati. L'Assemblea
  ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 8.18, degli onorevoli Grasso ed altri.

   GRASSO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 8.2, a firma degli onorevoli Falcone  ed
  altri, che prevede la soppressione del comma 1.
   Il parere delle Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   FALCONE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Ardizzone


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 8.2

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 8.2.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  66
   Maggioranza         34
   Favorevoli          30
   Contrari            36
   Astenuti            0

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 8.3, a firma degli onorevoli Falcone  ed
  altri. Onorevole Falcone, lo ritira?

   FALCONE. No.

   PRESIDENTE.  Come  no? Perché se lei mi mantiene  la  soppressione
  della  norma  che prevede l'attribuzione alle province,  lo  fa  la
  Regione direttamente, sto venendo incontro alle sue esigenze.  Come
  no?  Mi  scusi, lei prevede la soppressione del secondo comma,  che
  prevede che la realizzazione e la gestione delle attività del comma
  1 è delegata alle città metropolitana. Se passa questo emendamento,
  quindi,   rimane  tutto  in  capo  alla  Regione.  Allora,   è   in
  contraddizione il suo ragionamento  Io la invito al ritiro.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Assessori,  noi
  intendiamo mantenere l'emendamento 8.22, è l'unico emendamento  che
  riporterà  le  cose  nel  proprio ordine, quindi,  gli  emendamenti
  precedenti all'8.22 sono da intendersi ritirati
   L'emendamento 8.22 lo manteniamo, il resto è nelle cose.

   PRESIDENTE. Scusi, quindi l'emendamento 8.3 è ritirato?
   Ritira tutti tranne l'8.22.

   FALCONE.  No,  ritiro gli emendamenti 8.3, 8.7, 8.4,  8,8.  Rimane
  l'emendamento 8.22.

   PRESIDENTE. Allora, avevamo compreso bene
   Si  passa  all'emendamento  presentato  dal  Governo,  l'8.27  che
  aggiunge  al comma 2  che provvederanno singolarmente ad  espletare
  le procedure di affidamento . Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Onorevole   Falcone,  l'emendamento  8.22  mi   sembra   precluso,
  comunque.  Veda che è precluso, lo legga bene, lei che  è  attento
  Sì, però, la invito alla riflessione, mi sembra precluso per cui la
  invito al ritiro.

   FALCONE.  Un  attimo, avevo detto in premessa,  nella  discussione
  dell'articolo,   che  l'emendamento  8.22  non   intendevasi   come
  emendamento al comma 3, ma era al comma 1. E' un subemendamento che
  ho   preannunciato,   se   oggi   dobbiamo   cambiare   le   regole
  procedimentali è un'altra cosa.

   PRESIDENTE.  Lei riferisce l'emendamento 8.22 al comma  3.  Quello
  che  intendeva rimane nella sua mente, ma quello che ha  scritto  è
  questo, per cui, mi dispiace, è precluso.

   FALCONE. Continuiamo, continuiamo

   PRESIDENTE. Quello che intendeva  E' ritirato.
   Si passa all'emendamento 8.24, a firma degli onorevoli Greco G. ed
  altri. E' inammissibile.

   GRECO  GIOVANNI. Anche a nome degli altri firmatari,  dichiaro  di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea  ne  prende  atto.  Pongo  in   votazione
  l'articolo 8.

   FALCONE. Ma che pone in votazione l'articolo 8

   PRESIDENTE. Ma se lei ha ritirato tutto

   FALCONE. Signor Presidente, lei deve essere super partes. Lei  non
  sa cosa dice

   PRESIDENTE. Onorevole Falcone, lei si deve dare una calmata, lei è
  troppo nervoso.
   La seduta è sospesa per qualche minuto.

     (La seduta, sospesa alle ore 20.11, è ripresa alle ore 20.15)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Si passa agli emendamenti 8.5, 8.19,  8.20,  8.21,  a
  firma  degli  onorevoli  Falcone ed altri. Sono  inammissibili.  Si
  passa  all'emendamento 8.15, a firma degli onorevoli  Greco  G.  ed
  altri. E' inammissibile.
   Si  passa all'emendamento 8.10, a firma degli onorevoli Milazzo G.
  ed altri.

   FALCONE. Perché inammissibili?

   PRESIDENTE. Sono inammissibili per problemi di copertura. Lei  non
  mi può togliere la copertura dopo che abbiamo votato

   FALCONE. La copertura si deve spiegare e vediamo

   PRESIDENTE. Ma che spiega  La copertura la dà il Governo,  non  la
  dà lei

   FALCONE. Lo deve dire il Governo. Lei non sa quello che dice
   PRESIDENTE. Onorevole Falcone, lei può trattare solo l'emendamento
  8.10. Le do la parola sull'8.10. Gli altri emendamenti per problemi
  di  copertura  sono inammissibili. Non la dà lei la copertura,  lei
  non è Assessore al bilancio ancora
   Ha la parola sull'8.10, la soppressione del comma 5.

   FALCONE.   Presidente,  sull'emendamento  8.10,   presentiamo   un
  emendamento soppressivo perché tale emendamento serve, quanto meno,
  per evitare ulteriori complicazioni al servizio.
   Ma  è chiaro che l'emendamento 8.4, su cui lei non vuole trattare,
  non  tratta la copertura finanziaria, ma salverebbe 53 persone, che
  sono  i   doposcuolisti  di Paternò, di  Biancavilla. Sono  persone
  che  sono  state  immeritatamente messe fuori, e anche  l'assessore
  Baccei  mi  ha  detto a quattr'occhi che avevo  ragione  su  questa
  vicenda.
   Io  la  prego presidente Crocetta di guardare questa norma, che  è
  una norma che non tocca niente al servizio, ma che salva e mette in
  garanzia un segmento di persone che non meritano di essere  buttate
  fuori  dopo  vent'anni. Così come è giusto che salviamo  gli  altri
  precari, dobbiamo salvare anche questi.
   Presidente  Crocetta,  è  una norma di buon  senso,  la  prego  di
  guardarla attentamente.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Falcone, quello che  ha  detto  è  di  una
  gravità  unica,  se lei se ne rendesse conto. Mentre  noi  facciamo
  norme   di   carattere  generale,  prendendomi   gli   strali   dei
  sindacalisti  di  Catania,  della  Kore'  di  Enna,  dell'onorevole
  Alloro,  lei mi viene a dire che c'era una norma che dava copertura
  a 53 dipendenti di Paternò che, per carità, pure loro hanno le loro
  ragioni.
   Noi  facciamo norme di carattere generale  Mi dispiace quello  che
  ha  detto  lei e quello che si è detto con l'assessore  Baccei.  Mi
  dispiace,  ma  questo emendamento è inammissibile per  mancanza  di
  copertura  Quindi, votiamo.

   FALCONE. Non lo deve dire lei, lo deve dire il Governo

   PRESIDENTE.  Lei  si  è  fatto prendere dalla  foga.  Si  è  fatto
  prendere dalla foga

   FALCONE. Lei non sa quello che dice

   PRESIDENTE. Si, non so quello che dico io, va bene  Lo  tratti  in
  finanziaria

   FALCONE. No, lo deve dire il Governo  Me lo deve dire il Governo

   PRESIDENTE.  Onorevole  Falcone,  ho  parlato  col  Governo,   c'è
  mancanza  di copertura. Lei andava in II Commissione e si sosteneva
  l'emendamento    E,   probabilmente,   glielo   avrei    dichiarato
  inammissibile

   FALCONE. Lei si vergogni  Si vergogni

   PRESIDENTE. Intanto, vada a prendere posto. Complimenti per i suoi
  interventi

   FALCONE. Lei si vergogni, è uno screanzato

   PRESIDENTE.   Complimenti  per  i  suoi  interventi    Complimenti
  veramente, onorevole Falcone.

   FALCONE.  Svergognato   Mi  dispiace  che  l'ho  votata   E'   uno
  spudorato

   PRESIDENTE.   Siamo   all'emendamento  8.10.   Il   parere   della
  Commissione?

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Su che cosa, stiamo votando.

   CIMINO. Sull'emendamento, se mi consente.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO. Signor Presidente, gradirei porre l'attenzione e chiederei
  all'onorevole  Milazzo  il ritiro di questo emendamento  perché  il
  comma  5  di  questo  testo  si sposa, rispetto  all'iniziativa  di
  coordinamento che vuole fare

   FALCONE. Non siete di parola  Svergognati

   CIMINO.   Chiedo   all'onorevole  Milazzo   di   ritirare   questo
  emendamento soppressivo, perché il comma 5, di fatto, è  importante
  per l'attività di coordinamento e programmazione che dovrebbe poter
  fare  l'Assessorato regionale. E, adesso, rispetto  all'emendamento
  votato,  a  firma  dell'onorevole Alongi, se dovessimo  abrogare  e
  sopprimere  questo articolo 5, di fatto, creeremmo  nuovamente  una
  giungla  fra  le  diverse attività che le singole province  possono
  esperire.
   Sono  d'accordo sull'iniziativa che l'onorevole Alongi  ha  voluto
  sottoporre  all'attenzione dell'Aula. Ma all'Assessorato  regionale
  bisogna  poter garantire un'attività di coordinamento  e  anche  di
  uniformità.  Non  è possibile che un operatore ad  Agrigento  costa
  300,00   euro  ed  a  Palermo  ne  costa  1.000,00.   Quindi,    il
  ragionamento è proprio nel comma 5 che, venendo meno,  secondo  me,
  tanto  varrebbe abrogare totalmente l'articolo e lasciare  le  cose
  così  come sono state, cioé che ogni libero consorzio opera per  le
  proprie determinazioni.

   MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  GIUSEPPE.  Onorevole Cimino, ritengo che le  cose  vadano
  separate.  Signor  Presidente, ritiro l'emendamento,  però,  vorrei
  dire due cose, nel giro di un minuto, sessanta secondi.
   Mi  appello  al  Governo perché non è insolito puntare  a  salvare
  persone,  non  è grave salvare lavoratori. Quindi,  mi  appello  al
  Governo. Ognuno di noi qua, ogni volta, richiama la coscienza.  Io,
  mi sento di richiamare la coscienza del Governo.
   Dopodiché  dico al presidente Ardizzone, con grande rispetto,  che
  in  questo  assestamento  di bilancio non  ci  stiamo  limitando  a
  trasferire,   aumentare  una  risorsa,  ma  stiamo   regolamentando
  rapporti  fra  enti. La Regione con questo articolo sta  rivedendo,
  sta  riscrivendo  rapporti giuridici di  supremazia  con  gli  enti
  minori.  Ed  è  una  norma ordinamentale. Secondo  me,  lei  signor
  Presidente,  doveva stralciare questa norma e farla riproporre  con
  un  solo  trasferimento  alla  città  metropolitana  ed  ai  liberi
  consorzi. Questo era il tema.

   PRESIDENTE.    Credo   che   lei   abbia   sentito    l'intervento
  dell'onorevole Presidente della I Commissione, onorevole Cascio.

   DIGIACOMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole Digiacomo, siccome l'onorevole  Milazzo  ha
  ritirato  l'emendamento soppressivo, l'8.10, c'è proprio  necessità
  di  intervenire? Altrimenti, passiamo alla votazione  dell'articolo
  8.

   DIGIACOMO. Sì.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare.

   DIGIACOMO.  Signor Presidente, intervengo solo per  chiarire  cosa
  dovrebbe  fare  la Commissione dopo questo invio? Nel  comma  viene
  indicata  che  la  relazione viene mandata all'Assemblea  regionale
  nella  figura della Commissione di merito. Cosa la mandano a  fare?
  Vogliono  un  parere?  Oppure  per  presa  visione?  E'  irrituale.
  Relazioni,  norme  e  quant'altro vengono mandate  in  Commissione,
  illustrate,   per   avere  un  parere,  favorevole   o   contrario,
  obbligatorio o non obbligatorio. Se non inseriamo questa cosa credo
  che si possa creare una grande confusione.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Era già intervenuta sull'articolo 8.

   FOTI. Chiedo di parlare per una puntualizzazione.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, ho  chiesto
  di  parlare  perché  poco fa c'era un emendamento  soppressivo  sul
  comma  5 che è stato ritirato ma le avevo chiesto di parlare, anche
  perché   proprio   in   Commissione   Bilancio'   avevo   richiesto
  l'introduzione di questo comma perché è da un anno  che  tutti  noi
  andiamo a caccia di informazioni, sia presso le province, presso  i
  comuni,   presso   l'ufficio  regionale   scolastico,   presso   le
  commissioni e, tra leggende metropolitane, tra drammi a macchia  di
  leopardo, abbiamo capito bene che non abbiamo uno strumento  agile,
  chiaro, ben congegnato che ci permetta di farci un'idea sullo stato
  dell'arte.
   A  proposito di questo, se lei lo giudica necessario, chiederei di
  integrare  una cosa, cioè che il dato dei servizi e dei  costi  non
  sia  aggregato,  ma  sia  disaggregato per  tipologia  di  servizio
  proprio   perchè   i  servizi  resi  agli  alunni   disabili   sono
  praticamente   personalizzati  e,  quindi,  ogni  patologia,   ogni
  condizione, ha bisogno di servizi diversi che hanno anche dei costi
  diversi.
   Le  chiedo  ancora perché siamo in attesa, se è possibile,  magari
  anche a fine seduta, di sapere dagli Assessori cosa ci possono dire
  a  proposito del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri,
  30  agosto  2016, sul fondo di riparto dei disabili per  le  scuole
  superiori.

   PRESIDENTE. Il Governo, in ordine ai rilievi del Presidente  della
  VI Commissione, ha qualcosa da dire o andiamo avanti?

   BACCEI,   assessore  per  l'economia.  Parlavo   con   l'onorevole
  Digiacomo  e  l'intenzione era quella di fare  un'informativa,  per
  questo, c'era la pubblicazione sul sito, per cui direi che va  bene
  così.

   PRESIDENTE. Ai fini informativi.
   Pongo  in  votazione l'articolo 8. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                              «Articolo 9
    Assegnazione straordinaria alle Città metropolitane e ai liberi
                           Consorzi comunali

   1.  Nelle more dell'intesa con lo Stato in ordine alla definizione
  dei  rapporti  finanziari  tra  lo  Stato  e  la  Regione  prevista
  dall'articolo 27, comma 4, e dall'articolo 28, comma 2, della legge
  regionale  4  agosto  2015,  n.  15,  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni,  al  fine  di contribuire  a  sostenere  le  funzioni
  essenziali  e garantire il pagamento degli emolumenti al  personale
  degli enti, è disposta per l'anno 2016 l'assegnazione straordinaria
  di  23.900  migliaia di euro alle Città metropolitane e  ai  liberi
  Consorzi  comunali, di cui 350 migliaia di euro  per  i  lavoratori
  precari  del  libero  Consorzio comunale di  Enna  (Missione  18  -
  Programma 1 - Capitolo 191302).

   2. Con decreto dell'Assessore regionale per le autonomie locali  e
  la  funzione  pubblica, di concerto con l'Assessore  regionale  per
  l'economia,  le  risorse di cui al comma 1 sono ripartite  tra  gli
  enti  di  cui  al comma 1 in funzione degli squilibri  di  bilancio
  relativi all'esercizio finanziario 2016, tenendo anche conto  delle
  disposizioni  di  cui all'articolo 1, comma 756,  lett.  b),  della
  legge 28 dicembre 2015, n. 208».

   Gli   emendamenti  vengono  mantenuti  o  ritirati?   Sono   tutti
  soppressivi.
   Si  passa all'emendamento 8.3, a firma degli onorevoli Di Mauro ed
  altri. Onorevole Di Mauro, lo mantiene o lo ritira?

   DI  MAURO.  Anche  a  nome  degli  altri  firmatari,  dichiaro  di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 9.6, a firma degli onorevoli Milazzo  G.
  ed altri. Onorevole Milazzo, lo mantiene o lo ritira?

   MILAZZO GIUSEPPE. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro  di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 9.7, a firma degli onorevoli Falcone  ed
  altri.  Onorevole Falcone, la invito al ritiro.  Ho  il  dovere  di
  dichiararlo  inammissibile perché lei prevede la destinazione   per
  la   partecipata   Pubbli  Servizi  della  città   metropolitana ',
  eccetera,  eccetera.  Non mi metta in difficoltà,  sono  specifiche
  destinazioni e così anche sull'emendamento 9.8.

   FALCONE.  Signor Presidente, credo che questo emendamento  sia  in
  linea  con l'altro emendamento che riguarda i 350 migliaia di  euro
  al  libero consorzio di Enna. Qua non ci sono precari di seria A  e
  precari di serie B.
   Non ci sono delle destinazioni vincolate ad un libero consorzio  e
  non ad altri.
   Riteniamo che questo emendamento sia stato fatto per dare fiato  a
  tutte le ex province. Sono tutte nella stessa barca. Sono tutte  in
  difficoltà. E' in difficoltà tanto la ex provincia di Enna,  quanto
  quella  di  Caltanissetta.  E' in difficoltà  la  ex  provincia  di
  Agrigento, quanto quella di Palermo e quanto quella di Catania.
   Vorrei  dire  che la provincia di Catania, oggi, è  in  gravissima
  difficoltà, rischia di chiudere e non pagare gli stipendi.
   Abbiamo  una società Pubbli Servizi con 400 dipendenti che  ha  un
  deficit  di circa 2 milioni di euro e se la provincia non riuscisse
  a  sopperire a questa somma, 400 persone rischierebbero il posto di
  lavoro.  A  mio  avviso,  non  ci sono  lavoratori  di  serie  A  e
  lavoratori di serie B.
   Io  chiedo  che  il mio emendamento venga messo  ai  voti,  perché
  questi  23.900  euro li dobbiamo dare indistintamente  a  tutte  le
  province,  ex province, oppure se ci sono, se dobbiamo  fare  delle
  discriminazioni  è  giusto che ci siano gli  emendamenti  e  vadano
  votati, valutati in maniera serena.

   FONTANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FONTANA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi se  si  stabilisce
  questo  principio suggerito dall'onorevole Falcone, per  quanto  mi
  riguarda  chiedo che ci siano delle somme vincolate  anche  per  il
  CUPA,  per  il Consorzio Universitario di Agrigento, dove  ci  sono
  parecchi dipendenti, dove ci sono tanti, tanti, tanti studenti  che
  aspettano di potere studiare nella propria Terra, e credo  che  sia
  una cosa molto più importante.
   Io sono convinto che noi non dobbiamo entrare nel merito, perché è
  giusto  che  le  risorse  siano  trasferite,  ma  se  passa  questo
  principio io lo chiedo, e presenterò anche un sub emendamento.

   PRESIDENTE.   Scusate,  capisco  che  ognuno  ora  proporrà.   Gli
  emendamenti   sono   inammissibili  perché  c'è  una   destinazione
  specifica. Dichiaro inammissibili gli emendamenti 9.7 e 9.8.
   Si  passa all'emendamento 9.2, degli onorevoli Milazzo Giuseppe ed
  altri.

   MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  questo
  articolo  è  un  vestito fatto su misura perché questo  comma,   in
  funzione  degli squilibri di bilancio , sono solo tre gli enti  che
  hanno  squilibri  di  bilancio.  E  allora  il  tema  è:  va  bene,
  aiutiamoli,  questo  in  premessa, però  ci  vuole  una  norma  che
  garantisca  anche le province che si sono impegnate di più,  perché
  sono partite tutte con lo stesso dato.
   Ora,   per  colpa  di  continue,  e  continue,  continue   riforme
  impugnate, riscritte, scopiazzate, sappiamo tutti come è andata,  i
  trasferimenti  dello  Stato non sono arrivati più,  perché  abbiamo
  detto  la  storiella  che le province non ci  sono  più,  e  stiamo
  parlando ancora di province.
   Intanto partiamo da questa, il mio amico Antonello Cracolici saprà
  che  non sto dicendo una sciocchezza. Le province ci sono, non  c'è
  più  la democrazia nelle province. Hanno messo i commissari e  poco
  fa hanno dirottato sui commissari le norme di cui abbiamo parlato.
   Nello  specifico  dobbiamo  trattare allo  stesso  modo  tutte  le
  province.  Io ho parlato con il segretario generale della provincia
  di  Palermo e mi dice che la provincia di Palermo è disastrata. Non
  mi sta bene una corsia preferenziale per alcuni ed altri no  Quindi
  mantengo l'emendamento soppressivo 9.2.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione sull'emendamento 9.2?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo.

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   MILAZZO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Ardizzone


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 9.2.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento soppressivo 9.2 a firma degli onorevoli Milazzo  ed
  altri.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  66
   Maggioranza         34
   Favorevoli          25
   Contrari            41

                        L'Assemblea non approva

   L'emendamento 9.5 è precluso.
   Pongo  in  votazione l'articolo 9. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:

                             «Articolo 10.
          Contributo per i lavoratori dei Comuni in dissesto.
              Disposizioni in materia di autonomie locali

   1.  Per quanto previsto dall'ultimo periodo dell'articolo 4, comma
  9-bis,  del  decreto  legge 31 agosto 2013, n.  101,  e  successive
  modifiche ed integrazioni, ad integrazione dei contributi del Fondo
  straordinario  di  cui  all'articolo  30,  comma  7,  della   legge
  regionale  28 gennaio 2014, n. 5, per la prosecuzione dei  rapporti
  di  lavoro  del  personale  con contratto  a  tempo  determinato  è
  autorizzata  per  l'esercizio finanziario 2016 la  spesa  di  1.300
  migliaia  di euro in favore dei comuni in dissesto (Missione  18  -
  Programma 1- Capitolo 191310).

   2.  Al  comma 8 bis dell'articolo 6 della legge regionale 7 maggio
  2015,  n. 9 e successive modifiche ed integrazioni le parole  1.350
  migliaia  di euro  sono sostituite con le seguenti  2.950  migliaia
  di  euro   e  le  parole  24 luglio 2014  sono  sostituite  con  le
  seguenti    previsto  dall'articolo  263,  comma  2,  del   decreto
  legislativo  18  agosto  2000, n. 267  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni.

   3. Al comma 2 dell'articolo 7 della legge regionale 17 marzo 2016,
  n.  3  e  successive modifiche ed integrazioni, le parole   340.000
  migliaia  di  euro   sono  sostituite  con  le  seguenti:   341.600
  migliaia di euro .

   4. Le risorse da recuperare dai comuni inadempienti in merito alle
  disposizioni  sull'attivazione di forme di democrazia  partecipata,
  previste  dal  comma  1 dell'articolo 6 della  legge  regionale  28
  gennaio  2014,  n.  5 e successive modifiche ed integrazioni,  sono
  assegnate, in sede di riparto dei trasferimenti regionali di  parte
  corrente  per  l'anno successivo, agli enti adempienti  all'obbligo
  previsto dal medesimo comma.

   5.   Nell'anno   2016   le   risorse   recuperate   in   relazione
  all'assegnazione  per l'anno 2015, sono destinate  prioritariamente
  ai  maggiori oneri derivanti dall'attuazione delle disposizioni  di
  cui  alla  lettera  d)  del  comma 1 dell'articolo  6  della  legge
  regionale 29 settembre 2016, n. 20, in favore delle Isole minori.

   6.   Per  compensare  gli  effetti  finanziari  determinati  dalla
  riduzione  dei  proventi  derivanti  dalle  disposizioni   di   cui
  all'articolo 13, comma 4, della legge regionale 15 maggio 2013,  n.
  9,  è concesso ai Comuni beneficiari della medesima disposizione un
  contributo  straordinario,  per l'esercizio  finanziario  2016,  in
  misura  pari a complessivi 1.595 migliaia di euro, da ripartire  in
  proporzione alle riduzioni delle assegnazioni operate nel  medesimo
  anno in attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 27, comma
  6, della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3».

   Onorevoli colleghi, prima dell'articolo 10 che è l'ultimo articolo
  che  dovremmo  approvare  stasera, o  almeno  c'è  l'intenzione  di
  approvarlo, comunico che il Governo ha presentato,così come si  era
  impegnato  ieri,  gli  emendamenti 10.20 e  10.21,  nonché  il  sub
  emendamento  10.20.1  all'emendamento 10.20, che  dà  copertura  ai
  Comuni.
   Se  lo  ritiene,  invito  il Presidente  Crocetta  ad  illustrarli
  brevemente  perché mantiene gli impegni presi ieri e  poi  possiamo
  passare agli altri emendamenti all'articolo 10, e chiaramente se ci
  sono interventi da fare tutti lo possono fare.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  ieri  abbiamo  avuto un incontro  in  Presidenza  cui  è
  seguita  poi  la  Giunta regionale che ha cercato  di  interpretare
  anche  il  sentimento comune che c'è in Aula, possiamo  dire  anche
  perfino  bipartisan, intorno al tema dei Comuni per quanto concerne
  proprio le spese relative agli investimenti.
   E'  evidente che mantenere l'impegno che si era assunto all'inizio
  dell'esercizio finanziario di 115 milioni è un impegno prioritario,
  anche  perché  i  Comuni quelle previsioni le  avevano  scritte  in
  bilancio  e  sarebbe tecnicamente impossibile per  loro  modificare
  anche quelle previsioni, posto che l'assestamento di bilancio debba
  avvenire   entro  la  data  del  30  novembre.  Quindi,   risolvere
  prioritariamente  questa  questione,  è  stata  la   preoccupazione
  principale della Giunta.
   Contrariamente all'ipotesi iniziale di accendere un  mutuo  di  40
  milioni  di  euro,  la  Giunta, anche d'intesa  con  il  Presidente
  dell'Assemblea, ha previsto un emendamento che porta a  65  milioni
  di euro la previsione del mutuo.
   Abbiamo affrontato anche un altro tema, ed io voglio essere chiaro
  perché avevo posto la stessa questione che è stata posta più  volte
  dall'onorevole  Falcone,  perché non  attingere  dai  debiti  fuori
  bilancio  rinviando  il  finanziamento  2017,  e  nell'analisi  che
  abbiamo  fatto  insieme  alla Ragioneria generale  di  quel  debito
  abbiamo verificato che si tratta di debiti in gran parte già pagati
  per  effetto  delle sentenze, per cui si tratterebbe  di  una  mera
  regolamentazione contabile.
   Per  essere chiari, se dovesse essere approvato un emendamento che
  dice di prendere dai debiti fuori bilancio le somme e spostarle  ai
  Comuni,  gli stessi non riceverebbero un centesimo per il  semplice
  motivo  che quelle risorse effettivamente non ci sono, sono risorse
  che  vengono assegnate alla Ragioneria per regolarizzare  i  debiti
  fuori  bilancio  già  pagati come prevede la legge  sulla  base  di
  sentenze esecutive.
   Così  è  onorevole Milazzo perché quando le arriva il pignoramento
  lei paga e poi regolarizza.
   Allora,  l'altra  questione, il rinvio al 2017 dei  debiti  non  è
  tecnicamente  possibile  oggi perché non ci  sarebbe  la  copertura
  finanziaria.  Perché,  non  avendo già  approvato  il  bilancio  di
  previsione 2017, che prevederà un miliardo e 400 milioni in più per
  effetto  dell'accordo  con lo Stato che, ad  oggi,  a  legislazione
  vigente, non è operativo in quanto non incardinato nel bilancio, in
  sostanza dire che dobbiamo trovare altre risorse al posto del mutuo
  significa non finanziare i Comuni.
   L'altro  elemento  importante è questo.  Noi  abbiamo  pensato  di
  conteggiare,  di  dare  il risparmio che si  è  verificato  con  la
  cancellazione, con la mancata ammissibilità degli emendamenti,  con
  lo stralcio degli emendamenti dichiarati inammissibili dal punto di
  vista  costituzionale, abbiamo rivolto tutta questa manovra  non  a
  finanziare   spese   specifiche  di   questo   o   quell'ente,   ma
  semplicemente di indirizzare tale spesa alla Protezione Civile  per
  fare  fronte  alle spese immediate dei Comuni colpiti dagli  eventi
  metereologici.
   Fra l'altro i Comuni stanno facendo somme urgenti così come lo sta
  facendo  la Protezione Civile, l'Agenzia forestale, che ovviamente,
  per  legge, devono essere coperti entro un mese. Quindi, se noi  la
  premiamo,  diamo la possibilità a quel Comune, entro  un  mese,  di
  sanarli senza operare ulteriori debiti fuori bilancio.
   Con  questa  manovra il Governo credo che risponda ad  un'esigenza
  posta dall'intera Aula, e soprattutto da' un segnale forte rispetto
  alla  necessità  di sostenere i Comuni evitando  che  il  possibile
  disequilibrio  di bilancio che si potrebbe verificare  per  mancata
  approvazione e riconoscimento del mutuo porti anche al dissesto  di
  circa cento Comuni.

   PRESIDENTE.  Gli  emendamenti  10.1  e  10.9  sono  ritirati   dai
  rispettivi firmatari.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Si passa all'emendamento 10.16, degli onorevoli Falcone ed altri.

   FALCONE. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  l'emendamento
  10.16  riguarda  i  Comuni  in dissesto.  E'  un  emendamento  che,
  eventualmente, nel caso in cui si recuperassero delle economie  dal
  comma  2, che riguarda i Comuni che hanno personale strutturato  in
  esubero - si è ipotizzato che fossero quattro i Comuni, forse però,
  da  delle verifiche che sta facendo il Dipartimento, pare che siano
  soltanto due - riteniamo che questa economia debba essere data agli
  altri Comuni in dissesto in ragione al numero degli abitanti.
   Con   il   comma  2,  sostanzialmente,  stiamo  incrementando   un
  intervento  per quei Comuni che sono in dissesto e  che  hanno  del
  personale   stabilizzato  in  esubero.  Onde  evitare  che   questo
  personale vada in mobilità, concediamo questo contributo in ragione
  al numero dei dipendenti.

   PRESIDENTE.  Assessore  Baccei,  ha  facoltà  di  intervenire  per
  dichiarare la fattibilità o meno dell'emendamento.
   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  relativamente ai Comuni ci sono  due  possibili  risorse
  disponibili,  una è quella cui accennava l'onorevole  Falcone,  che
  ammonta   a   circa   1   milione   di   euro,   l'altra   verrebbe
  dall'abrogazione del comma 4, relativo a democrazia partecipata. Ve
  lo  dico per come l'ho capito, che quei Comuni, che per il  2%  dei
  trasferimenti  facessero  iniziative  di  democrazia   partecipata,
  avessero rimborsate quelle somme.
   Ora,  i  Comuni  che  hanno rendicontato  ad  evidenza  di  queste
  iniziative sono pochi, per cui quello che succede col comma 4 è che
  sono  avanzati  circa un milione e mezzo di euro,  e  quelle  somme
  avanzate  riandrebbero di nuovo in più ai Comuni  che  hanno  fatto
  quelle  iniziative, per cui, non solo se le vedrebbero  rimborsate,
  ma  si vedrebbero arrivare una premialità di un milione e mezzo che
  mi sembra un po' eccessivo.
   Per  cui,  va  bene che abbiano rimborsate nello spirito  iniziale
  della  legge, ma che addirittura abbiano risorse in più  mi  sembra
  eccessivo.  Di  fatto  queste somme ci  sono.  Ora,  le  richieste,
  ovviamente,   sono  già  diverse:  quella  che  faceva  l'onorevole
  Falcone,  ce  n'era  un'altra relativa al trasporto  per  le  isole
  minori,   un'altra  dell'onorevole  Alongi,  relativa  ai  disabili
  psichici  e  ce  n'è  una  relativa all'IMU agricola  che,  magari,
  l'onorevole Vinciullo può spiegare meglio nel dettaglio.

   PRESIDENTE.  Assessore Baccei, lei è andato  oltre.  Lei  sta  già
  parlando  di emendamenti aggiuntivi che non fanno parte  di  questo
  fascicolo.
   Volevo  sapere  se l'emendamento 10.16, illustrato  dall'onorevole
  Falcone, è tecnicamente ammissibile oppure no.

   BACCEI, assessore per l'economia. E' ammissibile.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CROCETTA, presidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 10.4, dell'onorevole Milazzo Giuseppe.

   MILAZZO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 10.12, dell'onorevole Di Mauro.
   Gli  uffici  mi  fanno notare correttamente che  si  tratta  della
  copertura del comma 2, pertanto invito i firmatari a ritirarlo.

   DI MAURO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento 10.12,  a
  mia firma.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   MAURO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   questo
  emendamento  è in sintonia con un altro emendamento, il  10.6,  per
  cui  c'è un'assegnazione di queste risorse al fondo di cui al comma
  3  della legge che vuol dire assegnato al fondo, quello per  quanto
  riguarda i trasferimenti ai comuni.
   Con l'emendamento, se rimangono questi soldi, viene rimpinguato il
  fondo di 340 milioni ora diventato 341 mila e 600.
   Dichiaro comunque di ritirarlo, ma mantengo l'emendamento  10.6  a
  mia firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 10.5, degli onorevoli Milazzo Giuseppe ed
  altri, soppressivo del comma 4 e condiviso dal Governo.
   Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'emendamento 10.5,  di  identico
  contenuto agli emendamenti 10.13 e al 10.19.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento 10.6 che è precluso.
   Gli   emendamenti  10.7  e  10.14  sono  ritirati  dai  rispettivi
  firmatari.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 10.8, degli onorevoli Milazzo Giuseppe,
  Falcone ed altri.

   FALCONE. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  vorrei  dire  al
  Governo che sul comma 6, l'anno scorso, è stata fatta una norma  in
  virtù della quale si prevedeva un minore trasferimento ai comuni in
  ragione delle proprie royalties.
   Ho  presentato  un  emendamento che sopprime  la  norma  dell'anno
  scorso,  però nel testo non me la trovo. Non possiamo non  dobbiamo
  dire che quest'anno stiamo rimpinguando di un milione e 595 mila il
  capitolo. Dobbiamo dire che la norma che abbiamo fatto qualche mese
  fa è irrazionale o comunque sbagliata, non opportuna.
   Chiedo  alla  Presidenza  che  il mio emendamento  possa  arrivare
  all'Aula,  magari  con un sub emendamento col  quale  si  dice  che
  l'articolo 13, comma 4, della legge 15 maggio 2013, n. 9 così  come
  richiamato  dall'articolo 27 comma 6 della legge n. 3  del  2016  è
  abrogato.

   PRESIDENTE.  Non  capisco,  onorevole  Falcone,  stiamo   parlando
  dell'emendamento soppressivo.

   FALCONE.  Signor  Presidente,  sto  intervenendo  sull'ordine  dei
  lavori,  per  dire  che  c'era un mio emendamento  che  trovo,  che
  abbiamo  trasmesso regolarmente per tagliare la testa  al  toro  ed
  evitare che ogni anno, eventualmente, si debba compensare il minore
  gettito delle royalties nei confronti di questi quattro comuni  tra
  cui Bronte e due comuni dell'ennese.

   TURANO.  Sopprimere la norma non significa far rivivere quella  di
  prima

   FALCONE.  Vorrei sapere se il Governo ritiene di poter  apprezzare
  positivamente questa norma.

   PRESIDENTE.   La   valuterà  in  corso  d'opera.  Intanto   ritira
  l'emendamento soppressivo 10.8?

   FALCONE.   Dichiaro  di  ritirare  sia  l'emendamento   10.8   che
  l'emendamento 10.18.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 10.15, degli onorevoli Di Mauro ed altri.

   DI MAURO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   Si  passa  all'emendamento 10.20 ed al subemendamento  10.21,  del
  Governo.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  assessori,  non
  capisco  questa anticipazione che abbiamo fatto con il  10.20.1  in
  quanto  questo  emendamento,  così come  formulato,  lo  ritroviamo
  all'articolo  12,  comma  12,  che non  è  stato  stralciato  dalla
  Presidenza.  Quindi,  questo subemendamento,  che  riguarda  poi  i
  destinatari  del  reddito  minimo di inserimento,  per  intenderci,
  delle province di Caltanissetta e di Enna, lo ritengo immotivato se
  legato  all'emendamento  10.20, su cui noi  vogliamo  formulare  un
  subemendamento.
   C'è  un  emendamento al testo, all'articolo 30, che consente  alla
  Regione siciliana di non contrarre un ulteriore mutuo per pagare un
  mutuo ma di prendere i soldi dei debiti fuori bilancio che non sono
  stati pagati.
   E  non è vero quello che dice il Presidente Crocetta nel modo  più
  assoluto, i debiti fuori bilancio non sono stati pagati. Noi,  come
  Forza  Italia, abbiamo chiesto una Commissione speciale che vada  a
  verificare  puntualmente tutti i debiti fuori bilancio, perché  chi
  l'ha detto che questi debiti sono i debiti di tutti i Dipartimenti?
  Ce ne sono tanti altri, quindi noi in questo assestamento rischiamo
  di  fare figli e figliastri e poi rimanderemo ad altra sorte  tanti
  altri  debiti fuori bilancio. Ecco perché, all'articolo 30, abbiamo
  presentato un emendamento sostitutivo che dice  prendiamo questi 40
  milioni  di  euro  che sono soldi liquidi, non  con  un  mutuo  che
  dovremmo   contrarre  e  che  arriverebbe  nel  caso  in   cui   lo
  contraessimo soltanto l'anno prossimo, quindi quando i comuni hanno
  già chiuso i loro bilanci, cioè alla data del 30 novembre 2016,  ma
  arriverebbe  comunque  dopo  l'1  dicembre  2016  e  questo  creerà
  problemi di non poco conto ai comuni.
   Allora,  noi  chiediamo  che  la  Presidenza  ammetta  il   nostro
  subemendamento  sostitutivo dell'emendamento 10.20,  col  quale  si
  prevede   che  non  si  fanno  mutui  ma  i  soldi  vengono   presi
  dall'articolo 30.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, ho  da  fare  una  comunicazione
  ufficiale  all'Assemblea.  L'onorevole  Falcone  ha  sollevato  una
  questione  sulla utilizzabilità delle somme destinate a  coprire  i
  debiti  fuori bilancio eventualmente per dare copertura alle  somme
  mancanti  ai  comuni, i famosi 65 milioni che mancano  rispetto  ai
  115.
   Il  Presidente  Crocetta, penso che era  stato  chiaro  su  questo
  argomento, non è utilizzabile lo abbiamo affrontato ieri in lungo e
  in  largo con tutti gli uffici sia dell'Assemblea che, soprattutto,
  del Ragioniere  generale, dottore Sammartano.
   Pertanto, comunico che è da escludere la possibilità di utilizzare
  la  copertura  degli articoli 4, 18, 30 e 31, tutti recanti  debiti
  fuori  bilancio,  per  finalità diverse  rispetto  alla  originaria
  destinazione.
   Infatti,  la  copertura  per tali debiti è,  in  atto,  assicurata
  mediante la quota vincolata del risultato di amministrazione, da un
  lato, e dall'altro, mediante l'utilizzo, in massima parte, di fondi
  di  riserva e di capitoli di spese obbligatorie o vincolate.
   L'eliminazione  di  tali  debiti  risulta,  peraltro,  prioritaria
  rispetto  all'effettuazione  di nuove o maggiori spese, nell'ambito
  di  una  legislazione  contabile che,  al  fine  di  assicurare  il
  rispetto del principio costituzionale del pareggio di bilancio,  ha
  introdotto  attraverso  il decreto legislativo  n.  118  del  2011,
  innovazioni  tendenti  a  conferire  uniformità  e  trasparenza  ai
  bilanci pubblici.
   In  questo  ambito  può ascriversi l'operazione di  riaccertamento
  straordinario  dei residui attivi e passivi ai sensi  dell'articolo
  3,  comma  7,  del  decreto  legislativo  n.  118  del  2011  e  il
  riconoscimento  per  legge  dei debiti  fuori  bilancio,  ai  sensi
  dell'articolo 73 del medesimo decreto.
   Relativamente alle somme occorrenti ai comuni al fine  di  evitare
  la  dichiarazione di dissesto, il Governo presenterà, cosa  che  ha
  fatto  oggi  il  relativo  emendamento,  che  stanzia  risorse  per
  complessivi 65 milioni di euro.
   E'  inutilizzabile  la quota destinata alla copertura  dei  debiti
  fuori  bilancio per altre somme in base al  decreto legislativo  n.
  118.
   Lo  aveva detto, era già stato chiaro il Presidente della Regione,
  se  arriviamo  a  questa conclusione è perché ci sono  stati  ampie
  riflessioni tra gli Uffici dell'Assemblea e la Ragioneria.
   Si  passa al subemendamento 10.20.1, del Governo. Il parere  della
  Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 10.20,  così come emendato. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 10.21, del Governo.  Il  parere
  della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   LENTINI. Lo deve spiegare

   PRESIDENTE.   L'aveva   spiegato  il   Governo,   riguardava   gli
  alluvionati.   Comunque,  se  lo  vuole  ripetuto   lo   ripetiamo.
  Presidente   Crocetta,  riguardava  la  Protezione   civile   senza
  specifica individuazione.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   LENTINI. Lo deve spiegare  Lo voglio sentire

   PRESIDENTE.  L'ha  spiegato   Lei  è  disattento   Entra  ed  esce
  dall'Aula

              (Proteste da parte dell'onorevole Lentini)

   Onorevole Lentini l'ammonisco a tenere un comportamento  degno  di
  quest'Aula  Si accomodi
   Pongo  in  votazione l'articolo 10, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli colleghi,  ringrazio l'Aula tutta, anche coloro  che  si
  sono accompagnati con degli schiamazzi; comunque, abbiamo fatto  un
  buon  lavoro. Abbiamo cercato di rendere quanto più astratta questa
  legge e dare la possibilità a tutti i comuni di concorrere con pari
  dignità. Ringrazio la II Commissione per il lavoro svolto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


  Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 30
  novembre 2016, alle ore 11.00, con il seguente ordine del giorno:
   I  -COMUNICAZIONI

   II  - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

             Assestamento   del   Bilancio   di   previsione    per
              l'esercizio  finanziario  2016  e  per  il   triennio
              2016/2018.  Variazioni al Bilancio di previsione  per
              l'esercizio  finanziario  2016  e  per  il   triennio
              2016/2018. Disposizioni varie . (n. 1264/A) (Seguito)

                Relatore: on. Vinciullo

   III  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 609 -  Applicazione  del  comma 2 bis  dell'articolo  5
                della legge regionale n. 17 del 2016 in materia  di
                enti locali.

         (23 novembre 2015)

                                  CORDARO - FORMICA - DI GIACINTO -
                                                           CLEMENTE

   IV  - VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:

             Riconoscimento   debito  fuori   bilancio   ai   sensi
              dell'art.   73,  comma  1,  lett.  e)   del   decreto
              legislativo  23  giugno 2011,  n.  118  e  successive
              modifiche ed integrazioni . (n. 1244/A)

   V  -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

        1)  -   Revisione della normativa di assegnazione dei lotti nelle
            aree industriali da destinare ad attività commerciali . (n. 1202/A)
            (Seguito)

                Relatore: on. Laccoto

        2)  -  Valorizzazione del demanio trazzerale . (n. 349/A) (Seguito)

                Relatore: on. Laccoto

        3)  -   Variazione di denominazione dei comuni termali . (n. 843/A)
            (Seguito)

                Relatore: on. Mangiacavallo

        4)  -  Disciplina della ricerca e della coltivazione delle acque
            minerali, di sorgente e termali . (n. 1064/A)

                Relatore: on. Maggio

   VI  - SVOLGIMENTO DELL'INTERROGAZIONE:

         N. 3025  -  Chiarimenti sul provvedimento di  scioglimento
              dell'Amministrazione comunale di Scicli in  relazione
              alle   gravi  dichiarazioni  rese  alla  stampa   dal
              Presidente della Regione.

         (8 maggio 2015)

                                                            ASSENZA

   VII  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 496 - Iniziative in ordine al reclutamento di personale
              nelle aziende del Servizio sanitario regionale.

         (4 novembre 2015)

                                  CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
                              CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA -
                               MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
                              TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO

   VIII  -DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

             Codice  etico per gli eletti a cariche pubbliche,  per
              gli  amministratori e per i dipendenti della  Regione
              Siciliana . (n. 854/A) (Seguito)

                Relatore: on. La Rocca Ruvolo

   IX  - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 494 -  Iniziative urgenti finalizzate alla revoca della
                convenzione  sottoscritta  tra  Regione  siciliana,
                Università  degli studi Kore di Enna e Associazione
                Proserpina,  avente ad oggetto  l'apertura  di  una
                nuova facoltà di medicina e chirurgia.

         (3 novembre 2015)

                                 ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO -
                                   MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO -
                             SIRAGUSA - TANCREDI - CIANCIO - FOTI -
                            FERRERI - PALMERI - LA ROCCA - CAPPELLO

   X  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 204 - Verifica della presenza di gas radon indoor negli
              edifici  utilizzati  da enti  pubblici  e  privati  e
              osservanza  dei  criteri  di legge  negli  interventi
              edilizi di nuova edificazione.

         (24 ottobre 2013)

                           FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
                                     CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA -
                               MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
                              TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO

   XI  - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 573  -  Provvedimenti urgenti a favore  dei  pensionati
              dell'Ente acquedotti siciliani.

         (12 maggio 2016)

                                GRECO G. - DI MAURO - CASCIO S.- DI
                                   GIACINTO - CORDARO - PANARELLO -
                           PANEPINTO - RUGGIRELLO - SUDANO -FALCONE
                                                           - TAMAJO

   XII  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 290   -   Chiarimenti  circa  l'incidenza  dei  fattori
              ambientali sull'aumento della percentuale  di  malati
              di  leucemia  e tumori nel territorio di  Siracusa  e
              nomina  di  una Commissione parlamentare speciale  di
              indagine e di studio in argomento.

         (16 aprile 2014)

                           ZITO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
                             CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA  ROCCA -
                               MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
                                     TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA

   XIII  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 531  -  Riduzione  della  tariffa del  servizio  idrico
              integrato  nel  comune di Siracusa nei  casi  in  cui
              l'acqua non sia utilizzabile per fini alimentari.

         (4 febbraio 2016)

                           ZITO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
                              CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA -
                               MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
                                     TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA

   XIV  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 537  -  Accelerazione  dei tempi di  valutazione  delle
              istanze  presentate in ordine al bando sul lavoro  in
              proprio.

         (16 febbraio 2016)

                           ZITO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
                              CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA -
                               MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
                                     TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA

   XV  - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 603  -  Ritiro in autotutela dell'Avviso n.  8/2016  in
              materia di formazione professionale in Sicilia.

         (25 ottobre 2016)

                            TANCREDI - CIACCIO - CIANCIO - TRIZZINO
                                - FOTI - MANGIACAVALLO - CAPPELLO -
                           PALMERI - ZAFARANA - CANCELLERI - ZITO -
                                      SIRAGUSA - LA ROCCA - FERRERI

   XVI  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 599  -  Iniziative per il potenziamento delle redazioni
              giornalistiche RAI in Sicilia.

         (5 ottobre 2016)

                            MUSUMECI - FORMICA - BARBAGALLO ALFIO -
                                                            ASSENZA

                   La seduta è tolta alle ore 21.05

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio