Presidenza del Presidente Ardizzone
La seduta è aperta alle ore 16.21
FIGUCCIA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli:
- Barbagallo Alfio dal 25 novembre al 5 dicembre 2016;
- Zito per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Missione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Forzese sarà in missione dal
29 al 30 novembre 2016.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interrogazione con richiesta di risposta orale:
N. 3668 - Misure di tutela e protezione ambientale adottate a
seguito dell'incendio sviluppatosi all'interno dell'impianto della
raffineria di Milazzo (ME).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Salute
Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciaccio Giorgio; Ferreri Vanessa; La Rocca Claudia; Zito Stefano;
Trizzino Giampiero; Ciancio Gianina; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Tancredi Sergio; Mangiacavallo Matteo; Foti Angela
Avverto che l'interrogazione testé annunziata sarà posta
all'ordine del giorno per essere svolte al proprio turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 3664 - Immediata riassegnazione delle risorse destinate all'ASP
di Caltanissetta.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Federico Giuseppe
N. 3665 - Verifica del buon andamento amministrativo e contabile
della società cooperativa edilizia a.r.l. 'Acquarius89'.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Foti Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciaccio Giorgio; Ferreri Vanessa; La Rocca Claudia; Mangiacavallo
Matteo; Trizzino Giampiero; Ciancio Gianina; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina; Zito
Stefano
N. 3666 - Chiarimenti sui tempi di conclusione del bando
denominato 'lavoro in proprio'.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciaccio Giorgio; Ferreri Vanessa; La Rocca Claudia; Mangiacavallo
Matteo; Trizzino Giampiero; Ciancio Gianina; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina; Foti
Angela
N. 3667 - Interventi in ordine alle criticità del reparto di
anestesia e rianimazione dell'ospedale 'Giovanni Paolo II' di
Sciacca (AG).
- Assessore Salute
Mangiacavallo Matteo; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ferreri Vanessa; La Rocca Claudia; Zito
Stefano; Trizzino Giampiero; Ciancio Gianina; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina; Foti
Angela
Avverto che le interrogazioni testè annunziate saranno inviate al
Governo.
Comunicazione relativa a Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Comunico che il Gruppo Parlamentare Lista Musumeci
verso Forza Italia', già autorizzato in deroga con delibera del
Consiglio di Presidenza n. 34 del 16 giugno 2015, in quanto
sussistenti i presupposti previsti dall'articolo 23, comma 3, del
Regolamento interno dell'Assemblea regionale siciliana, a seguito
dell'adesione dell'on. Alfio Barbagallo - subentrato all'on.
Ioppolo - al medesimo Gruppo parlamentare Lista Musumeci verso
Forza Italia', così come comunicato nella seduta n. 354 del 4
agosto 2016, ha conseguentemente mantenuto i presupposti per
l'autorizzazione in deroga che si intende pertanto confermata.
Infatti, sulla base dell'istruttoria condotta dagli uffici,
risultano immutati i requisiti previsti dall'articolo 23, comma 3,
del Regolamento interno dell'Assemblea regionale siciliana ed in
particolare quello della elezione in almeno due circoscrizioni in
quanto il deputato subentrante on. Alfio Barbagallo risulta eletto
nel medesimo collegio circoscrizionale di Catania del deputato
uscente on. Ioppolo.
Ricorrono, altresì, le condizioni individuate nell'atto di
indirizzo adottato dal Consiglio di Presidenza nella seduta n. 34
del 16 giugno 2015, secondo il quale non viene concessa
l'autorizzazione in deroga a Gruppi parlamentari che risultino
composti da meno di tre deputati, considerato che il Gruppo
parlamentare Lista Musumeci verso Forza Italia', è composto da 3
deputati.
Non sorgendo osservazioni così resta stabilito.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per oggi l'onorevole
Lo Sciuto.
L'Assemblea ne prende atto.
lancio di previsione per l'esercizio finanziario 2016 e per il trien-
nio 2016/2018. Variazioni al Bilancio di previsione per l'esercizio
finanziario 2016 e per il triennio 2016/2018. Disposizioni varie'
(n. 1264/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Seguito della discussione del disegno di legge Assestamento del
Bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2016 e per il
triennio 2016/2018. Variazioni al Bilancio di previsione per
l'esercizio finanziario 2016 e per il triennio 2016/2018.
Disposizioni varie . (n. 1264/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al II punto dell'ordine
del giorno, seguito della discussione del disegno di legge
Assestamento del Bilancio di previsione per l'esercizio
finanziario 2016 e per il triennio 2016/2018. Variazioni al
Bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2016 e per il
triennio 2016/2018. Disposizioni varie , (n. 1264/A).
Invito i componenti della II Commissione a prendere posto. Ricordo
che abbiamo votato il passagio agli articoli e siamo alla
discussione generale.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Per richiamo al Regolamento
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, non intervengo sulla
discussione generale, intervengo per richiamo al Regolamento, sulla
discussione generale le chiederò successivamente la parola.
Io sostengo la tesi che all'Aula non sono state date le Tabelle
del documento finanziario che noi stiamo esaminando. Lo dico perché
una volta che vengono stralciati 30 articoli, è chiaro che tutte le
tabelle sono cambiate.
Stamattina io sono stato corretto, come sempre, e le ho detto che
mancavano le tabelle, e siccome c'è un articolo preciso del
Regolamento che dice che, se la norma finanziaria non arriva con le
tabelle, non si può iniziare a discutere. Quindi, Signor
Presidente, siccome mancano le tabelle le chiedo di rinviare e di
farci avere le tabelle.
PRESIDENTE. Onorevole Greco, le ribadisco, il richiamo
all'articolo che lei fa è corretto, con un'osservazione: che le
tabelle sono state distribuite. Chiaramente, lei mi eccepisce,
onorevole Greco, che le tabelle sono state modificate in seguito
allo stralcio, ma le tabelle verranno ulteriormente modificate a
seguito dell'intervento dell'Aula. Quindi, prima che noi passiamo
alla votazione finale, il Governo procederà a modificare le tabelle
sulla base delle decisioni adottate da questa Presidenza e sulla
base delle decisioni che adotterà l'Aula. La normale procedura è
questa, onorevole Greco.
GRECO GIOVANNI. Lei ha ragione dicendo che da qui al voto finale
le tabelle cambieranno, ma cambieranno per la terza volta. No, noi
vogliamo quelle che sono cambiate con lo stralcio che ha fatto lei.
Dopo il lavoro che facciamo in Aula, ci saranno le altre tabelle.
PRESIDENTE. Onorevole Greco, ho raccolto la sua osservazione, ma
non è come dice lei, mi dispiace.
GRECO GIOVANNI. Mi dicono che lei è un dittatore
PRESIDENTE. Così le dicono? Se glielo ha suggerito l'onorevole
Formica; guardi che è la persona meno indicata per definirmi così.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
1264/A
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, do lettura del contingentamento
dei tempi per la discussione generale sul disegno di legge.
TEMPO TOTALE DISPONIBILE: 2 ORE
Il tempo totale (120 minuti) sarà distribuito tra i Gruppi
parlamentari per metà in maniera eguale e per metà in maniera
proporzionale alla consistenza numerica di ciascun Gruppo.
Numero totale Gruppi: 12 (PD, M5S, CDS, FI, NCD, PDR, PSE, SD, GS-
PID, PDS-MPA, LM, MISTO)
RIPARTO IN MANIERA EGUALE (60 MINUTI)
60 : 12 = 5
Ciascun Gruppo avrà a disposizione 5 minuti
RIPARTO IN MANIERA PROPORZIONALE (60 MINUTI)
PD 23 : 90 = X : 60 X = 15,3 15 MINUTI 18
SECONDI
M5S 14 : 90 = X : 60 X = 9,39 MINUTI 18
SECONDI
CDS 8 : 90 = X : 60 X = 5,35 MINUTI 18
SECONDI
FI 8 : 90 = X : 60 X = 5,35 MINUTI 18
SECONDI
NCD 7 : 90 = X : 60 X = 4,64 MINUTI 36
SECONDI
PDR 7 : 90 = X : 60 X = 4,64 MINUTI 36
SECONDI
PSE 4 : 90 = X : 60 X = 2,62 MINUTI 36
SECONDI
SD 4 : 90 = X : 60 X = 2,62 MINUTI 36
SECONDI
GS-PID 4 : 90 = X : 60 X = 2,62 MINUTI 36
SECONDI
PDS-MPA 4 : 90 = X : 60 X = 2,62 MINUTI 36
SECONDI
LM 3 : 90 = X : 60 X = 2 2 MINUTI
MISTO 4 : 90 = X : 60 X = 2,62 MINUTI 36
SECONDI
TEMPO TOTALE SPETTANTE A CIASCUN GRUPPO
PD 5 min + 15 min 18 sec = 20 min. e
18 sec.
M5S 5 min + 9 min. 18 sec. = 14 min. e
18 sec.
CDS 5 min + 5 min. 18 sec. = 10 min. e
18 sec.
FI 5 min + 5 min. 18 sec. = 10 min. e
18 sec.
NCD 5 min + 4 min. 36 sec. = 9 min. e
36 sec.
PDR 5 min + 4 min. 36 sec. = 9 min. e
36 sec.
PSE 5 min + 2 min. 36 sec. = 7 min. e
36 sec.
SD 5 min + 2 min. 36 sec. = 7 min. e 36 sec.
GS-PID 5 min + 2 min. 36 sec. = 7 min. e 36
sec.
PDS-MPA 5 min + 2 min. 36 sec. = 7 min. e 36
sec.
LM 5 min + 2 min. = 7 min
MISTO 5 min + 2 min. 36 sec. = 7 min. e 36
sec.
ALLORO. Chiedo di parlare sulla discussione generale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALLORO. Signor Presidente, onorevole colleghi, assessori. Io
impiegherò i 18 secondi, visto che sembriamo in un Gran premio di
Formula 1, dove facciamo le qualificazioni.
Volevo solo dirle che è una vergogna il modo in cui lei ha gestito
lo stralcio degli articoli di questa finanziaria.
Presidente, non sto parlando col muro, vorrei parlare con lei E'
una vergogna perché lei ha fatto degli stralci senza alcun criterio
di natura obiettiva, lei ha stralciato articoli che erano nel
disegno di legge ed erano passati nelle Commissioni di merito e
dalla Commissione Bilancio ed ha mantenuto, viceversa, articoli
che erano stati inseriti in Commissione Bilancio e, quindi, senza
nessun tipo di criterio obiettivo.
Ho capito che lei ha un problema particolare con il territorio di
Enna, perché la vicenda della Kore e la vicenda dell'Ente
autodromo, che si ripete per la terza volta, mi fa pensare che lei
ha un problema perché, con tutto il rispetto per Cefalù, non
capisco perché stralcia la Kore e l'Ente autodromo e lascia i 300
mila euro per Cefalù, i 400 mila euro per il turismo, eccetera, e
tante altre cose.
Per cui, volevo solo dirle questo. Io le chiedo di rispettare
pedissequamente il Regolamento, di fare votare emendamento per
emendamento, io mi appello al regolamento. Non consentirò che si
facciano maxi emendamenti e che, quindi, si stralcino tutte cose.
Volevo solo dirle questo.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, pare
che, finalmente, siamo arrivati al momento di affrontare
concretamente l'assestamento di bilancio o quel che resta
dell'assestamento di bilancio.
Devo dire, Presidente e Governo, che la partenza non è delle
migliori, perché se il primo intervento è di un autorevole
rappresentante del Partito Democratico il quale spiega al Governo e
noi che siamo, diciamo, opposizione abbiamo solo ascoltato che non
permetterà, in buona sostanza, io sintetizzo collega, giochini che
non siano quelli che sono usciti dalla Commissione Bilancio .
Devo dire, Presidente Ardizzone, che se questa è la partenza, se
questo è l'indirizzo di buon lavoro credo che di strada ne faremo
molto poca. Però, è giusto che i siciliani sappiano, fin da ora,
che se strada ne faremo molto poca, non sarà per l'atteggiamento
responsabile dell'opposizione in quest'Aula, sarà per la condotta
assolutamente auto ed eterolesionista che questa maggioranza e
questo Governo a trazione ingarbugliata, perché ormai non si
capisce bene da che parte vengano le spinte, se da sinistra verso
centro, se da centro verso sinistra, se da Roma verso Palermo, se
da Palermo verso Roma, dicevo se questo Governo la gestione
ingarbugliata che, a mio parere, sarà quello che farà danno ai
siciliani.
Ed allora, noi abbiamo sostenuto - come Cantiere Popolare - una
posizione che è di netta, chiara, cristallina, trasparente
opposizione che resterà tale anche in quest'Aula con estrema
chiarezza e che vedrà il nostro voto favorevole soltanto a quelle
misure, all'interno di questo disegno di legge, che diano risposte
di serenità e di pace sociale ai cittadini siciliani.
Siamo disposti, quindi, a votare solo quelle norme che
stabiliscano a ripristinare, secondo l'impegno preso dalla
maggioranza e da questo Parlamento, i fondi ai comuni siciliani per
permettere agli stessi di chiudere i bilanci, i fondi alle ex
province siciliane e alle migliaia di lavoratori che aspettano di
conoscere quale sarà il loro destino.
Siamo disposti a condividere norme che diano risposte concrete a
quelle emergenze sociali che vanno dai disabili al mondo del
precariato, a quelle emergenze sociali alle quali bisogna dare una
risposta per evitare che in Sicilia - come forse qualcuno
all'interno della maggioranza auspica - davvero scorrano veleni,
odi, per non dire, il sangue.
Rispetto a questo al danno di una finanziaria bis, ter, quater che
altro non è che questo finto assestamento di bilancio, si è
aggiunta - sotto il profilo istituzionale - la notevole azione del
Presidente Ardizzone.
Il Presidente ha eliminato molte di quelle che io - decideranno i
posteri se più o meno impropriamente - mi sono permesso di
chiamarle marchette politiche .
Presidente Ardizzone, però, sotto il profilo politico, non
possiamo accettare che rispetto ad una serie di situazioni che
vedevano un consolidato all'interno di quell'articolo 12 - ed è
inutile stare qui a menarla, ma lo faccio sempre - mi riferisco per
esempio al Brass Group è chiaro che se alcuni restano ed altri
vengono cassati c'è un problema che, sotto il profilo politico,
porremo nel momento in cui si tratterà l'articolo 12.
E' chiaro che non lo porremo neanche in questo caso in modo
strumentale, ma lo faremo in maniera assolutamente lineare
agganciata alla normativa.
Rispetto a tutto il resto, Presidente - concludo perché dopo
interverrà l'onorevole Grasso - non siamo disposti a compromessi di
sorta.
La nostra sarà un'opposizione ferma perché gli inciuci li facciamo
fare a voi che siete bravi - quando vi ci mettete - a fare insieme
maggioranza e opposizione.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Grasso, a
completamento dei minuti a disposizione del Gruppo. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, è da un
mese che si va avanti con l'assestamento di bilancio.
Già ieri, e oggi ripetiamo, lo ha già detto il Capogruppo, che si
devono trattare solo ed esclusivamente quelle che sono considerate
le emergenze.
Mentre qui, in quest'Aula vuota, solo con i banchi occupati
dall'opposizione, c'è stato per un mese un richiamo forte al
Governo, alla Commissione Bilancio perché esitasse il testo che
fra l'altro era arrivato in Commissione Bilancio con 21 articoli.
Si trattava, pertanto, più che un assestamento di una variazione
al bilancio. Non possiamo scaricare le responsabilità sulla
Commissione Bilancio in cui, poi, ciascun deputato, trattandosi
di una variazione, ha presentato i propri emendamenti.
Ha fatto bene, Presidente, a stralciare le norme, gli emendamenti.
Mi corre, però, l'obbligo di evidenziare che non c'è stato uno
stralcio imparziale perché ancora sono rimasti in vita quegli
emendamenti presentati dal Governo che, a mio parere, andavano
stralciati.
Questa sera un richiamo forte di responsabilità deve essere quello
di completare l'approvazione dell'assestamento di bilancio con le
tre emergenze: comuni e noi con emendamenti che abbiamo presentato
riteniamo che non è il caso di fare ricorso ad un ulteriore
indebitamento, a un ulteriore mutuo perché le somme, le risorse si
possono ricavare ancora all'interno della manovra; dipendenti
dell'ex province ed evitiamo che i comuni che ancora non hanno
dichiarato il dissesto, ma che sono pronti a dichiararlo, lo
facciano nei prossimi giorni e poi evitiamo, perché abbiamo visto
ancora che vi sono debiti fuori bilancio, più o meno legittimi ma
che non possono trovare accoglimento nell'assestamento di bilancio.
È impensabile che in ogni manovra il Governo puntualmente porti
debiti fuori bilancio; i debiti fuori bilancio devono essere
analizzati in un apposito disegno di legge ed eventualmente
approvato.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha
facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, io
mi permetto innanzitutto di ringraziare il Presidente della
Commissione Bilancio , onorevole Vinciullo e la Commissione in cui
io ho l'onore di far parte per il lavoro che ha svolto per
l'assestamento di bilancio. Penso che è stato un lavoro importante
grazie anche alla collaborazione degli uffici, tutti, ovviamente
l'aiuto che ci è stato dato dal Governo, ma penso che alla fine non
abbiamo fatto nient'altro in Commissione, per questo ho ringraziato
il suo Presidente, cercando di accelerare al massimo i lavori per
individuare e dare, alla fine, ristoro a quelle che sono alcune
delle emergenze che purtroppo la nostra isola ha.
Questo è uno degli ultimi strumenti finanziari che noi andiamo ad
adottare; abbiamo questo assestamento poi avremo la Finanziaria e
poi l'altro assestamento di bilancio, cioè siamo arrivati davvero
verso la fine di questo percorso.
Ringrazio l'assessore Baccei perché ritengo che di questo ne sia
il protagonista. Finalmente, siamo usciti da quel tunnel che era
completamente buio. Noi abbiamo, finalmente, un assestamento di
bilancio che prevede un avanzo con delle risorse che vanno
ripartite; ovviamente, abbiamo una marea di bisogni e di esigenze
che sono tutte legittime e che sappiamo che non siamo riusciti
neanche tutte a soddisfare.
Ovviamente, le opposizioni su questo c'è chi ne vuole fare una
battaglia dura, forte e io penso che anche questo è legittimo, però
nessuno ci potrà mai togliere un dato: questo era un bilancio di
una Regione morta E questa era una Regione morta non per colpa
nostra
Io parlo in particolar modo di tutti quei parlamentari che ci
siamo avvicinati per la prima volta in questa esperienza: Questa
Regione era morta per colpa di molti che sono stati in quest'Aula
Noi non abbiamo assunto nessuno in questi anni, noi non abbiamo
aumentato la spesa rispetto al passato, noi siamo stati quelli che
anno dopo anno hanno cercato di togliere spese, di abbassare le
spese e noi siamo stati quelli che anno dopo anno abbiamo cercato
di consegnare ai futuri siciliani, ai nostri figli e ai nostri
nipoti una Sicilia migliore, una Sicilia che possa iniziare a
programmare le proprie spese pensando anche agli investimenti.
Questo è quello che abbiamo fatto in questi anni e questo è il
contributo che abbiamo dato in questa Finanziaria. Abbiamo cercato
e continuiamo a mettere le toppe nelle emergenze che ci sono,
perché purtroppo, io l'ho detto più di una volta, io sono stato un
amministratore che non ha lasciato un precario nel proprio Comune,
nella propria provincia e oggi come parlamentare di questa Regione
mi sono dovuto fare carico, in quota parte, di tutti i precari a
diverso titolo che sono stati creati in questa Regione siciliana.
Scusate se ve lo dico alzando il tono, però credetemi è una cosa
che mi fa una rabbia immensa e la cosa che mi fa più rabbia è che,
nonostante questo lavoro che abbiamo fatto e, nonostante questa
assunzione di responsabilità del togliere e sistemare tutta una
serie di storture che ci provengono dal passato, noi dobbiamo
uscire sempre invece come irresponsabili non so di che cosa e non
so per che cosa.
Abbiamo fatto, quindi, la nostra parte, l'abbiamo fatta a pieno,
ci sono stati degli stralci, capisco il lavoro del Presidente, è
sempre un lavoro difficile, lo rispetto, rispetto tutti i ruoli.
Non entro in merito a questo, capisco le difficoltà dei
parlamentari che hanno lavorato su questa manovra, mi auguro che ci
possano essere cose che possano essere riprese.
Mi vedo tagliato il rinnovo del Corfilac che tutti voi sapete che
cos'è, noi ci vediamo tagliati il Corfilac, ma lì penso che
l'assessore Cracolici ci può aiutare e nonostante questa volontà
espressa dalla Commissione Bilancio , ne abbiamo parlato più volte
con il mio collega Pippo Digiacomo, riteniamo che davvero così
com'è fatto lo Statuto, l'Assessore può procedere alla proroga.
Tolto questo, assessore Cracolici, mi permetto di rilasciarle una
riflessione. Abbiamo il problema, e ci sono una serie di
emendamenti presentati per questo, il problema serio dei Consorzi
di bonifica per quanto riguarda le cartelle che i nostri
agricoltori, i nostri allevatori sono chiamati a pagare. Ci sono
una serie di emendamenti presentati su quel bloccare le cartelle,
la prego e prego il Governo, il Presidente della Regione è anche
stato attenzionato su questo, ha anche dato la sua disponibilità,
di trovare un momento, prima della chiusura dell'assestamento per
vedere di trovare una soluzione per bloccare le cartelle. Se non
blocchiamo le cartelle, noi davvero ci ritroveremo in piazza, per
la prima volta, gli agricoltori, gli allevatori di tutta la
Sicilia. Questa è una cosa che volevo dire, sono sicuro che verrà
attenzionata prima della chiusura di questo assestamento.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, come precisazione, visto che nei
vari interventi si fa riferimento agli stralci, prendo spunto sia
dall'intervento dell'onorevole Alloro che ha fatto riferimento al
mantenimento della norma relativa al comune di Cefalù, tenendo
presente che comunque si tratta di un comune che ha avuto danni a
seguito dell'incendio che c'è stato
DI GIACINTO. Non è solo al comune di Cefalù.
PRESIDENTE. Mi scusi, mi faccia intervenire. Bene, e allora lei in
Commissione inseriva anche Casteldaccia.
DI GIACINTO. Infatti, ho presentato l'emendamento.
PRESIDENTE. Però, scusate, proprio con riferimento a Cefalù,
perché poi si dicono delle cose, siccome rimangono a verbale,
quando questa Presidenza ha proceduto allo stralcio, ha dichiarato
con riferimento al comma 55 dell'articolo 12, colleghi parlamentari
seguitemi, il Governo è invitato a riformulare la norma al fine di
ricondurre lo stanziamento all'esercizio finanziario 2016, valutata
la necessità e l'urgenza dell'intervento.
Aspettiamo, ancora, che il Governo intervenga su questa
fattispecie con riferimento al Corfilac. Il collega Dipasquale ha
evidenziato erroneamente ma credo che sia stato un errore materiale
perché poi è uscita un'agenzia che sostanzialmente avremmo tolto,
avremmo stralciato la norma relativa al Corfilac, non è stata
stralciata.
Il comma 32 dell'articolo 12 è mantenuto sul presupposto di una
norma che quest'Aula ha votato nel mese di giugno, perché ci
dobbiamo ricordare di quello che votiamo, dicendo che il Corfilac a
differenza di altri enti che sono stati stralciati non può
partecipare al bando Quindi, c'è una conseguenza logica negli atti
che questa Assemblea pone in essere.
Per cui, anche quando si interviene, al fine di evitare che
all'esterno vengano messaggi distorti. Io mi rendo conto che ieri è
uscita un'agenzia in cui si faceva riferimento al Corfilac. Il
Corfilac non è stato stralciato. Ma non è stato stralciato non
perché questa Presidenza ha adottato una discrezionalità. Questa
Presidenza può, per carità, commettere errori ed è pronta a
rivederli, ma non c'è stata alcuna discrezionalità, dando seguito
ad un deliberato dell'Aula.
L'Aula nel mese di giugno ha sottratto il Corfilac e l'Aras alla
possibilità di partecipare ai bandi proprio perché non potevano
partecipare ai bandi, a differenza di altri enti - si è fatto
riferimento alla Kore, si è fatto riferimento all'Autodromo di
Pergusa - mentre quelli, non essendoci una norma che prevede che
non possono partecipare ai bandi, devono partecipare ai bandi.
Cerchiamo di essere consequenziali con quello che quest'Aula, e
quindi tutti noi, deliberiamo.
E' iscritta a parlare l'onorevole Sudano. Ne ha facoltà.
SUDANO. Signor Presidente, devo dire che è da ieri che rifletto su
quello che sta accadendo sia da parte della Presidenza
dell'Assemblea, sia da parte della Presidenza della Regione. Ci
troviamo in un momento nel quale ognuno di noi riflette su cosa
fare il 4 dicembre, perché in questa riforma costituzionale ci sono
tutta una serie di cavilli. Tutti ci chiediamo se votare sì o
votare no a questo referendum, proprio perché ci sono in questa
riforma una serie di cavilli che ci fanno stare a pensare se questa
riforma possa portare a una deriva autoritaria oppure no.
Mi rendo conto che quello che sta accadendo in queste ultime 48
ore sta nelle regole e nelle leggi del nostro Parlamento e, quindi,
lei ha un potere insindacabile di stralciare e di fare tutte le
valutazioni che ritiene opportune. Però, io credo che ci stiamo
trovando di fronte a un Governo e a una Giunta che deliberano un
assestamento di bilancio, a una Commissione che fa il suo lavoro, a
un Presidente dell'Assemblea che stralcia il lavoro della
Commissione e ad un Parlamento che, quindi, si trova a ratificare
una delibera di Giunta del Governo.
Anzitutto, mi meraviglia il comportamento delle opposizioni di
quest'Aula, che sono quelle che gridano al no dicendo che c'è la
deriva autoritaria. Io, oggi, intravedo una deriva autoritaria,
intravedo un Parlamento non libero di legiferare grazie a un potere
che lei ha. E io, ripeto, rispetto il suo potere, perché fa parte
delle regole, però ritengo anche che questa è la fine della
politica, signor Presidente, perché sono convinta che negli anni
passati i Presidenti dell'Assemblea avrebbero fatto sintesi, almeno
con i capigruppo di maggioranza, con i capigruppo delle
opposizioni. Avrebbero fatto sintesi sui temi importanti che
c'erano in questo assestamento.
E, tra l'altro, non ritengo che ci siano state prebende o
marchette, come è stato detto, nel lavoro fatto dalla Commissione
Bilancio , perché quella famosa Tabella H di certo non è figlia di
questo Parlamento, ma è figlia di anni in cui c'era anche lei,
Presidente, in quest'Aula. Noi non c'eravamo. Se il mondo oggi è
cambiato, di certo fare riferimento al Brass Group o alla Kore come
marchette mi sembra veramente fuori luogo. E non è che se lei o il
Presidente della Regione prendete le distanze vuol dire che voi vi
salvate e l'Aula non si salva. La gente guarda a tutti noi con gli
stessi occhi, senza distinguere i buoni dai cattivi.
Quindi, io le consiglio di fare una riflessione prima di andare
sulla stampa, perché questo discredito continuo che c'è nei
confronti della Commissione Bilancio , come chissà che cosa si fa
in quella Commissione Ognuno di noi rappresenta i suoi territori.
E se lei pensa, signor Presidente, pur rispettando il suo ruolo,
che io mi posso apprestare a votare un mutuo che viene fatto dal
Governo per salvare i Comuni siciliani e, però, lei mi stralcia il
contributo del trasporto pubblico locale di Catania, del contributo
del 2016, e mi fa andare in dissesto la partecipata del Comune di
Catania, di conseguenza mi fa dichiarare il dissesto del Comune di
Catania, io non sono pronta a votare nessun assestamento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Milazzo Giuseppe. Ne
ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo
stralcio ha un peccato che è procedurale. Per due, tre settimane ve
ne siete andati in giro a seguire il vostro riferimento Renzi. I
siciliani lo devono sapere perché siamo arrivati a questo punto che
ogni Gruppo parlamentare può parlare dei disastri dei siciliani e
dei problemi dei lavoratori e dei disperati per 10 minuti. Perché
da tre settimane il Parlamento non ha fatto un tubo Ora siete
venuti qua e avete premura. E cosa fate? Stralciate l'articolo 26,
comma 9, riguardante il bacino unico delle società partecipate
ovvero il transito da una società ad un'altra prevedeva questo
articolo, in deroga al Patto di stabilità non considerandola
assunzione. Questi lavoratori devono sapere che non avranno niente,
rimarranno lì al palo, fermi, bloccati. Perché voi avete deciso di
girare la Sicilia per il sì .
Ed ancora, l'articolo 15, riguardante la riclassificazione delle
qualifiche del personale forestale, si deve sapere che rimarranno
al palo perché voi siete andati in giro con Renzi e ve ne siete
strafregati e oggi abbiamo premura e non possiamo trattare di
questi argomenti. Perché essendo stati stralciati e non si è avuto
il tempo di passare alle Commissioni di merito, siamo arrivati a
questo punto.
Ed ancora, la Kore. Io non sono di Enna ma certamente provo sdegno
quando, per la terza volta, una Università non trova collocazione
nella strategia dell'Assemblea regionale e del Governo. Perché il
Presidente della Regione è venuto qua a smentire il suo Assessore
per l'economia. Nessuno lo ha ripetuto in tre giorni. L'Assessore
per l'economia ha partecipato come protagonista ai lavori della
Commissione Bilancio, quindi si doveva alzare e dire al Presidente
della Regione: cosa dice, signor Presidente? Io ero là e ho dato
nulla osta all'approvazione di questi articoli. .
Ed ancora, i Comuni, il mutuo. Noi siamo contrari. Noi siamo per
l'abrogazione dell'articolo 30. Recuperiamo 41 milioni perché per i
debiti fuori bilancio proporremo una commissione speciale che li
analizzi uno per uno, perché infilati così, noi non ce li
prenderemo.
Ed ancora, signor Assessore, un taglio del 5 per cento per i
teatri è un sacrilegio. Noi proponiamo un taglio almeno del 2,5 per
cento per attutire il colpo ai teatri. Stiamo parlando dei teatri,
no di marchette e marchettine. Di cultura Vi riempite la bocca di
questa cultura e tagliate ovunque.
Quindi non avete alibi. Voi avete fatto gli stralci, avete
consentito gli stralci. Prima li avete proposti, poi li avete
avallati con l'Assessore per l'economia. Non avete dato il tempo di
girare per le Commissioni di merito perché siete andati in giro per
raccattare qualche sì e avete rovinato tutti questi lavoratori.
E in ultimo, i lavoratori PIP. Vi lamentate sempre, ma perché non
aumentate la posta per l'incentivo alla fuoriuscita di questo
bacino per ridurre la spesa non comprimibile? Diamogli l'incentivo
ad uscire dalla Pubblica Amministrazione offrendogli qualche cosa.
Non con capitoli esigui per raccattare tre, quattro fuoriuscite dal
bacino.
Quindi è una vergogna totale. Diciamo che voi siete tutti gli
autori.
Mi dispiace per il Presidente Ardizzone, sotto il profilo del
ruolo istituzionale che svolge nulla quaestio. Però, signor
Presidente, lei poteva evitare di fare l'uscita a favore del sì .
Lei è il Presidente del Parlamento e poteva astenersi. Non doveva
mettersi la magliettina dicendo: come si fa a votare no? Io voto
no con orgoglio, signor Presidente, perché lei rappresenta il sì ,
ma rappresenta anche questi strafalcioni dei suoi amici di
maggioranza.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
ovviamente non è una delle più belle giornate di questo Parlamento
perché vedo legittime le doglianze, il rammarico dei colleghi che
si sono visti stralciare norme importanti per i propri territorio e
non trovarseli nel testo.
Ma come ho detto ieri considero il suo giudizio saggio e
insindacabile per cui la domanda che mi pongo adesso è, rispetto
anche a ciò che diceva prima l'onorevole Cordaro di mostrarsi
bifacciale, da un lato, come faceva l'onorevole Milazzo, a cui
dedicherò qualche secondo alla fine, tutti siamo pronti a difendere
comuni, lavoratori, tutte le categorie, province, disabili, tutto
quello che sta nel testo stralciato e che oggi è in discussione.
Bisogna capire poi la prosecuzione nei comportamenti dei singoli e
dei gruppi parlamentari.
Credo - e lo dico anche nel rispetto dei colleghi del PD che mi
hanno preceduto - che non possiamo, come Partito Democratico, non
approvare questa manovra, che è una manovra e aspettiamo gli
emendamenti del Governo per quanto riguarda l'assegnazione delle
risorse ai comuni; senza queste risorse i comuni andrebbero in
dissesto e vedrebbero certificato il dissesto dei propri strumenti
finanziari, con tutto il rispetto dei miei colleghi del Partito
Democratico, considero importante il loro racconto sui temi, lo
faceva l'onorevole Sudano sulle aziende municipalizzate o
l'onorevole Alloro.
Però oggi c'è una necessità, che i singoli parlamentari e i
singoli Gruppi si assumono la responsabilità di affossare un
disegno di legge che tutti abbiamo detto essere importante per le
province, per i disabili, per i comuni in dissesto che devono
pagare i contrattisti e così via dicendo.
Si pone un problema - lo dico anche al Governo, ai Capigruppi di
maggioranza - che è quello che certamente, onorevole
vicepresidente, esiste un problema di raccordo di tutta la
maggioranza che sta in questo Parlamento con il Governo e
chiaramente, avendo visto l'impegno dei singoli assessori, credo
sia necessario ripristinare una coralità maggiore.
Ho visto lei per ore e ore stare in Commissione Bilancio per
difendere norme importanti, non solo di ordinaria amministrazione,
ma oggi è necessario - chiusa questa fase, e spero che venga chiusa
nel migliore dei modi - prima di iniziare qualunque discussione sul
bilancio, sulla legge di stabilità, un momento di verifica perché è
chiaro che le opposizioni amano accusare il Partito Democratico che
oggi è presente qua dentro con diciannove deputati su ventitré e
siamo tutti presenti; non so se gli altri Gruppi di maggioranza o
di minoranza abbiano gli stessi numeri o abbiano avuto gli stessi
numeri.
Signor Presidente, bisogna andare avanti come ha fatto ieri.
Ovviamente mi auguro e spero, ma ognuno risponde alla propria
coscienza e al proprio mandato, che non si inizi una guerra, tra
virgolette, nel dovere approvare questo testo che è importante.
L'onorevole Milazzo, ovviamente, sceglie, come fanno tutti, come
obiettivo, come nemico il Partito Democratico, ma voglio ricordare
all'onorevole Milazzo che questo Parlamento non ha perduto un solo
minuto di attività parlamentare per la visita del presidente Renzi.
Per la verità il testo è stato mandato alle Commissioni di merito
che hanno esitato le norme. Le norme sono arrivate in Commissione
Bilancio, con parere e relazione della Commissione Bilancio, per
alcune norme c'è stato voto favorevole, per altre c'è stato voto
contrario del Governo, altre sono state dichiarate inammissibili da
parte della stessa Presidenza.
Per cui, onorevole Milazzo, io credo che lei, ovviamente, abbia un
disordine dal carattere cronologico sui tempi, e mi auguro che
questa sua, diciamo, dolorosa, non dico che assomigliasse a
Vittorio Emanuele II quando fatta l'Italia, bisognava fare gli
italiani nel Parlamento di Torino , ma la stessa forza nel
difendere queste categorie che lei citava. Ovviamente, metta questa
stessa forza al servizio per approvare il testo perché, guai se
questo Parlamento pensasse di dovere stabilire e dare pagelle a
quelli più bravi che vogliono difendere tutto, a quelli meno bravi
che vogliono difendere una parte della manovra, e quelli che
voteranno contro si dichiareranno indignati alla fine. Ovvero, a
quelli che poi non sono in Aula, e diventa complicato pure arrivare
al numero legale, e quando ci si arriva poi magari si perde per
pochi voti il cosiddetto quorum.
Per cui, non volendo assolutamente, fare una sollecitazione a
nessuno, visto che questo è un Parlamento di novanta persone serie,
competenti, e ognuno è arrivato qua con il consenso dei cittadini
del proprio territorio, io ritengo necessario che si chiuda questa
fase e se ne avvii un'altra che veda le forze di maggioranza
coinvolte nel migliore dei modi.
L'onorevole Milazzo, ovviamente, di cui apprezziamo l'esuberanza,
e non sempre il merito, mi auguro che metta questa sua demenza di
poc'anzi assieme al suo Gruppo, assieme a quelli che grideranno, e
spero che non lo facciano, l'indignazione, magari perché qualche
norma è saltata in corso d'opera. E alla fine del testo, pur non
essendoci tutto ciò che di importante c'era, diciamoci la verità,
ci sono norme importanti per categorie deboli della Sicilia, e se
non dovesse essere approvato o dovessero saltare le norme, le norme
importanti, sto pensando a quelle delle Province, sto pensando ai
Comuni in dissesto, aspetto le norme sui Comuni che hanno subito il
nubifragio o per i comuni per la parte relativa agli investimenti,
vedremo anche lì chi chiederà voto segreto e chi lo sosterrà.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Alloro. Dispone di
un minuto e quattro secondi. Ha facoltà di parlare.
ALLORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo solo per
dirle che, con riferimento a quello che ha detto sul CORFILAC, che
è un ente che io condivido, l'ente autonomo nel 2013 ha partecipato
al bando, dopo che nell'anno precedente è stata eliminata la
tabella H, e gli è stato revocato il contributo perché, essendo un
ente pubblico, non poteva partecipare al bando, quindi l'ente
autonomo può avere un contributo solo diretto, non può partecipare
al bando.
PRESIDENTE. Sono iscritti a parlare gli onorevoli: Formica,
Lentini, Alongi, Di Mauro e Di Giacinto. Ha facoltà di parlare
l'onorevole Formica.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto debbo dire
che non apprezzo affatto il comportamento da lei tenuto ieri sera,
laddove non ha consentito, su richiesta dei parlamentari
dell'opposizione, di verificare il numero per la votazione al
passaggio degli articoli che noi riteniamo fosse ampiamente
superiore, cioè a favore di coloro i quali non hanno approvato il
passaggio agli articoli.
E detto questo Presidente, io ho detto ieri, e ribadisco oggi, che
non si capisce perchè ci sono marchette di serie A e marchette di
serie B, non si capisce perché lei, Presidente, non ha stralciato
le 30 marchette presentate dal Governo, che sono bellamente in
mostra lì nell'articolo 12 e una serie di altri articoli, e invece
ha stralciato gli interventi proposti dai deputati della
Commissione Bilancio, che forse hanno più titolo rispetto a ciò che
ha proposto il Governo, che spesso è composto da persone che non
sono neanche elette, quindi non capisco il perché.
Non capisco perché ha stralciato provvedimenti che sono passati
dalle Commissioni di merito, dalla Commissione Bilancio, che hanno
avuto l'approvazione del Governo e che arrivati qui sono caduti
sotto la scure sua o dei suoi uffici senza giustificazione alcuna,
perché non si può dire genericamente: non erano passati dalle
Commissioni ; se un emendamento non era passato da qualche
Commissione di merito è giusto che quell'emendamento venga cassato,
ma che si possa discernere e fare un discrimine tra emendamenti che
hanno seguito pedissiquamente lo Statuto, i Regolamenti
parlamentari come gli altri, questo certamente non è accettabile.
Signor Presidente, non ricordo se lo diceva l'onorevole Milazzo o
qualche altro che ci sono teatri di serie A e teatri di serie B, o
ci sono tutti o non c'è nessuno; quando provvedimenti come
l'articolo 26 che, come tanti altri previsti in questo
assestamento, lei ha lasciato, che addirittura sono programmatori
di interventi nel 2017, secondo la sua logica cosa c'entrano con
questo assestamento di bilancio? Eppure li troviamo là.
Poi, riguardo ad alcuni interventi che ho ascoltato, riguardo ai
rappresentanti del cosiddetto PD partito dei defunti , se viene
rappresentato da soggetti che hanno nella loro vita politica
operato più salti, tripli, quadrupli anche mortali, partecipando
alle varie stagioni e sempre e comunque di maggioranza, ritengo che
il PD è in una brutta china - partito dei defunti o partito già
defunto - e rispetto a qualche intervento ho apprezzato
l'intervento dell'esponente del PD, in questo istante non mi
ricordo come si chiama, che sosteneva con quell'intervento circa
l'espropriazione da parte di un uomo solo al comando, in questo
caso si riferiva a lei, sosteneva proprio le ragioni del no a
questo referendum per non avere un uomo solo al comando perché la
prova dell'uomo solo al comando che espropria il Parlamento della
propria funzione ce l'abbiamo nel comportamento assunto da lei nei
riguardi di questo assestamento di bilancio e variazione.
Ripeto quello che dicevo ieri, signor Presidente, lei avrebbe
dovuto stralciare tutta la parte che riguardava variazione di
bilancio nel momento in cui il Governo l'ha presentata. Allora in
quel caso le Commissioni avrebbero lavorato solo sull'assestamento
e non ci saremmo trovati nella spiacevole situazione di apparire
come quegli utili idioti che stanno lì alla mercé di qualcuno che
può decidere la vita o la morte rispetto alle scelte dei
parlamentari.
Ed allora, Presidente, io ritengo che noi l'unica cosa che
possiamo fare questa sera è quella di stralciare tre provvedimenti,
oltre i primi quattro articoli, l'8, il 9 e il 10 e rimandare tutto
il resto alla finanziaria.
Se noi affrontiamo gli articoli 8, 9 e 10 che riguardano i
disabili, le Province e i Comuni, possiamo andare rapidamente
all'approvazione di questo assestamento, in tempo utile perché i
Comuni possano finalmente rifiatare e non rischiare di andare in
default, fermo restando che il Governo deve provvedere ad inserire
i soldi che il Governo stesso, per incuria, incapacità e beghe
interne alla sua maggioranza, ha fatto perdere ai Comuni. Mi
riferisco ai 65 milioni di euro.
Detto questo, Presidente, facciamo questi quattro articoli e
chiudiamola qua, e così stasera ce ne possiamo uscire. Sta a lei,
Presidente, convocare la Conferenza dei Capigruppo veloce, veloce,
e stabilire quanto le sto dicendo. Il resto, in finanziaria,
Presidente.
PRESIDENTE. D'accordo con lei.
E' iscritto a parlare l'onorevole Lentini. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
intervengo in questa manovra di bilancio e di assestamento per il
triennio perché aveva ragione la collega Sudano poco fa quando
portava l'esempio dell'APM di Catania. Con tutti i debiti fuori
bilancio che stiamo votando, io penso che all'articolo 12, nel
finanziamento di spesa per alcuni capitoli, non c'era niente di
male se avessimo scelto alcuni di questi come problemi
fondamentali, che potevano sicuramente dare lustro alla Sicilia. E
quindi di questo mi dispiace.
Poi, considerato il taglio che ella ha fatto in questi giorni, e
precisamente ieri, io devo dire alla fine è stato il male minore
che abbiamo potuto fare, perché la manovra di bilancio,
l'assestamento, sono dei movimenti di denaro tecnici che portano a
risolvere da qua a fine anno, e per affrontare una finanziaria
degna della Sicilia.
Penso che gli articoli dall'1 all'undicesimo sono articoli che
sono gli unici, a mio avviso, con il 24, che parla del fondo del
precariato, sono gli articoli fondamentali, più importanti che
questa manovra contiene.
Su questi articoli noi abbiamo avuto la possibilità di presentare
alcuni emendamenti che riguardano, appunto, la manovra, che secondo
me sono meritevoli. Se no facciamo come abbiamo sempre fatto, che
per evitare - questo lo ha fatto la Presidenza veramente - che per
evitare di aprire ragionamenti e tergiversare ed andare oltre i
limiti del ragionamento, si taglia tutto e buttiamo il bambino con
l'acqua sporca.
Secondo me ci sono degli articoli, ci sono degli emendamenti che
possono essere valutati e che sono fondamentali per la società. Io,
ad esempio, ho letto in questa manovra che il Governo si è
impegnato sulla talassemia ed si è impegnato pure sulle mamme che
partoriscono nelle isole minori, ed è una cosa spettacolare,
eccellente.
Però, poco tempo fa, circa una quindicina di giorni fa, signor
Presidente, abbiamo fatto una richiesta di audizione per quanto
riguarda una malattia rara. Abbiamo fatto un'audizione con il
presidente Digiacomo per quanto riguarda la sindrome di Arnold-
Chiari. Ho presentato un emendamento e l'ho collegato al contributo
delle mamme per dare la possibilità a queste 120, 130 famiglie che
sono in Sicilia, che soffrono perché non esiste un ospedale che li
possa accogliere per questa malattia. Quindi si devono recare a
Firenze, a Genova, dove ci sono le uniche strutture che li possono
accogliere. Se non diamo loro aiuto, anche nelle spese, veramente
diventa un caso disumano.
Quindi per questo, signor Presidente, le chiedo di attenzionare
questo emendamento, non come un fatto personale, ma è una cosa che
riguarda la Sicilia.
PRESIDENTE. Però io gradirei che tra di voi, soprattutto il Gruppo
Misto, vi mettiate d'accordo, perché aveva chiesto di intervenire
l'onorevole Fazio e sono rimasti solo 3 minuti e 26 secondi. Per
evitare poi problemi a questa Presidenza.
ALONGI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, sarò
molto breve. Partendo dal presupposto che condivido in pieno
l'intervento del mio collega Vincenzo Fontana, che ieri è stato qui
particolarmente chiaro ed essendo d'accordo con le scelte che il
Governo sta facendo, di recuperare le risorse per i Comuni, in
particolar modo per quelle comunità che hanno subito una serie di
danni in queste ultime settimane.
Però, voglio fare anche una considerazione, ne approfitto se il
Vicepresidente mi può dedicare un attimo di attenzione, ed anche
l'assessore al Bilancio. Abbiamo affrontato un tema e l'abbiamo
affrontato l'anno scorso, però mi rendo conto che ci sono categorie
che, poi, alla fine non sono difese da nessuno, ed io oggi voglio
difendere queste categorie, quelle che non difende nessuno da
questo pulpito.
C'è, in particolar modo, una categoria che tra l'altro si porta
appresso una responsabilità dei sindaci, perché i disabili
psichici, ricoverati nelle comunità alloggio, ex ricoverati
psichici, cioè quelli che vengono dagli ex manicomi, lo so che ci
sono 2 milioni vicepresidente, ne sono a conoscenza, però le posso
garantire che, fatta una verifica di approfondimento, è una cifra
che non basta.
Io sto dicendo come stanno le cose, e c'è un problema di fondo:
questi disabili psichici, che sono nelle comunità, per
responsabilità da parte delle cooperative che svolgono questo
servizio, e lo fanno a prescindere dalle risorse che vengono
trasferite, non riescono a pagare più il personale. Siccome, come
voi sapete, questi disabili vengono assegnati sulla responsabilità
penale ai Comuni ed, in particolar modo, ai sindaci, questi hanno
l'obbligo di garantire l'assistenza nelle comunità della propria
residenza di questi disabili, ma se alla fine il Comune non riceve
le risorse, chiaramente, non può pagare le cooperative.
Allora, credo che sia opportuno fermarvi un attimo e verificare se
ci sono le condizioni per integrare, perché credo, se non vado
errato, che manchino all'appello, assessore al Bilancio, 4 milioni
o 5 milioni di euro. Capisco che sono tanti, però sono appunto,
ripeto, categorie dove da questo pulpito, da questo scranno, poi
nessuno se ne assume la paternità.
Io non voglio assumermi la paternità di questa categoria, dico
soltanto che sono uomini e donne che non sono in grado di farsi
difendere da nessuno. Mi spiego: un disabile può venire qui a
reclamare la sua posizione e a chiedere di difendere la sua
posizione, ma un ex di un manicomio, che non si può allontanare da
quel centro, chi lo difende? Ed io allora sono qui oggi per
difendere questa posizione che è particolarmente a rischio e molto
importante.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha
facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori.
Intervengo perché, dopo 4 giorni di discussione accesa in
Commissione Bilancio ed anche, mi permetto di dire, l'accordo del
Governo, perché veda tutti quegli emendamenti che sono stati
approvati e da lei stralciati sono emendamenti condivisi anche dal
Governo.
Tengo a precisare questo perché è indubbio che la scelta fatta da
lei di stralciare alcuni emendamenti trova gran parte
dell'opposizione d'accordo perché si trattava di una serie di
emendamenti che nulla avevano a che fare con l'argomento posto
all'ordine del giorno e cioè l'assestamento di bilancio.
Come può ben vedere, Presidente, qui c'è l'indicazione ben
precisa, assestamento di bilancio e variazione di bilancio.
Devo anche precisare, Presidente, che se lei ha cassato una serie
di norme che riguardavano commi dell'articolo 12 ci sono tanti
altri commi, sempre dell'articolo 12, dal comma 3 fino al comma 30,
che avrebbe fatto meglio chiunque a trattarli con un disegno di
legge diverso magari collaterale alla variazione di bilancio.
Un assestamento tecnico, un assestamento di bilancio non può che
essere una soluzione tecnica e che poteva trattare, al massimo, i
debiti fuori bilancio, la questione dei precari, la questione del
fondo del precariato ed anche il tema dell'assegnazione delle
risorse ai comuni di cui in Commissione non si è mai parlato
concretamente, mai si è fatta una discussione seria su questo tema
perché mai c'è stata una proposta chiara ed esplicita da parte del
Governo.
Devo altresì segnalare, Presidente, che avrebbe fatto bene ad
eliminare anche altri articoli di questo disegno di legge. Se,
infatti, è stato così solerte su alcuni articoli, credo che avrebbe
dovuto fare la stessa cosa a proposito dell'articolo che tratta
degli aeroporti di Birgi e di Comiso laddove c'è una copertura
finanziaria pari a 5 milioni e 500 mila di euro dove non è indicato
assolutamente il capitolo. Lei, Presidente, ha indicato nel
documento che ci ha fatto avere a proposito dello stralcio che
aspettava la relazione tecnica. Ma che relazione attende,
Presidente?
Presidente, lei deve stralciare un documento, un articolo che non
ha una copertura con un capitolo di spesa, perché deve mantenere un
atteggiamento univoco rispetto alle cose trattate e stralciate,
così come, a proposito della pensione integrativa dell'IRSAP, trovo
disdicevole che così come viene riconosciuta all'IRSAP, viene
negata ai dipendenti dell'EAS. Aggiungo, anzi, ai dipendenti
dell'EAS viene tolta con una norma di legge ed ai dipendenti
dell'IRSAP viene riconosciuta.
Sono d'accordo che ai dipendenti dell'IRSAP venga riconosciuta
questa indennità ma è giusto che questa cosa - mi rivolgo al
Governo, all'assessore Baccei - venga fatta per tutti i dipendenti
che si trovano nelle stesse condizioni dell'IRSAP. Non ci può
essere in questo Parlamento un trattamento diverso a seconda di chi
propone le norme all'Assemblea.
Per essere chiari, Presidente, siamo per un assestamento tecnico,
siamo per un riconoscimento di ciò che è necessario fare a
proposito dei precari, a proposito del fondo del precariato ed a
proposito dei debiti fuori bilancio che mi sembra una questione,
purtroppo, urgente, impellente da risolvere. Siamo d'accordo
sull'emendamento che il Governo deve proporre riguardo alle risorse
da assegnare ai comuni, anzi è in ritardo.
Così come hanno detto diversi colleghi, siamo qui a discuterne
giorno 29, allorquando siamo stati circa quindici giorni, in questo
Parlamento, senza poterci riunire per gli impegni nella campagna
elettorale di alcuni colleghi che seguendo Renzi ed altre
personalità del mondo politico nazionale non hanno potuto essere
presenti in quest'Aula.
Presidente, come può notare, c'è tutta una lite all'interno della
maggioranza fra chi voleva risolvere la questione con colpi di mano
in Commissione Bilancio', di notte, e chi, invece, voleva
presentare un disegno di legge snello e rispondente soltanto ad
alcune esigenze, alcune delle quali di natura clientelare come
quelle proposte all'articolo 12.
Per quanto ci riguarda, tutto ciò che è l'articolo 12 segna in noi
delle perplessità perché c'è un comportamento che non è consono a
quanto fatto dalla Commissione Bilancio' e non è consono anche
l'atteggiamento assunto da lei, Presidente, tagliando una serie di
commi che, a nostro parere, potevano anche essere condivisi. O
tutti o nessuno Questa è la nostra posizione, Presidente, e su
questo ci atterremo a proposito del voto.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Giacinto. Ne ha
facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
devo dire che sono un po' confuso perché stiamo parlando qui di
comuni come se la Commissione Bilancio' ad un certo punto avesse
tolto i soldi ai comuni ed avesse fatto qualcos'altro.
Io vorrei ricordare a quest'Aula che, in questo momento, nella
manovra che abbiamo in Aula non c'è alcuna norma che riguarda i
comuni, quindi, è inutile che facciamo passare l'idea fuori, caro
Presidente, che c'è qualcuno che, ad oggi, non ha fatto fare gli
assestamenti ai comuni perché questo sicuramente non è né questo
Parlamento e neanche la Commissione Bilancio'.
Vorrei ricordarle una cosa, Presidente: alla ripresa dell'Aula,
nel mese di settembre, da questo pulpito ebbi a dire - lei si
ricorderà perché ne abbiamo parlato l'altro giorno - che tutte le
norme della finanziaria da parte del Governo regionale non erano
state attivate.
Ad oggi, ci accorgiamo che quello che ho detto a settembre sta
succedendo perché i 115 milioni che dovevano andare ai comuni per
fondi di investimento erano nei Fondi PAC. La programmazione dei
Fondi PAC dopo 8 mesi non è stata fatta. I 115 milioni ai comuni
non si possono dare perché la programmazione non ha inviato la
programmazione dei Fondi PAC, per cui oggi i comuni sono in grosse
difficoltà non perché il Parlamento regionale non ha dato i soldi
ma perché non è stata attivata la procedura relativamente alla
programmazione dei Fondi PAC.
Questo è bene dirlo perché se diciamo altre cose, Presidente,
facciamo passare che la colpa è del Parlamento
Poi, ribadisco ancora non ho nulla rispetto a ciò
PRESIDENTE. Sta scadendo il tempo a sua disposizione
DI GIACINTO. No, non ha parlato nessuno del mio Gruppo
parlamentare, Presidente, quindi non è possibile che restino 20
secondi Mi perdoni Sono il primo che parla del Gruppo, quindi, se
lei mi vuole togliere tutti i minuti
PRESIDENTE. Io non voglio togliere niente, sono gli Uffici che
tengono conto del tempo a disposizione..
DI GIACINTO. No, Presidente, non sto parlando di lei Siccome mi
dice 10 secondi.
PRESIDENTE. Ora non esageriamo Perché ognuno deve portare
qualcosa al proprio territorio.
DI GIACINTO. Ma se non ha parlato nessuno del mio Gruppo, voglio
dire
PRESIDENTE. Scusi, però giustifichiamo pure gli Uffici con questi
cambi di casacca in Aula, non è che si capisce tanto
DI GIACINTO. Io non mai cambiato casacca, Presidente
PRESIDENTE. Verifichiamo
DI GIACINTO. Non c'è bisogno che nessuno mi conceda nulla perché
sono il primo che parla del mio Gruppo parlamentare e ho 7 minuti e
30 secondi
PRESIDENTE. Ha 7 minuti e 30 secondi, va bene
DI GIACINTO. Quindi, dicevo che la colpa per quanto riguarda i
comuni non può essere attribuita all'Assemblea regionale.
PRESIDENTE. Lei ha parlato per 7 minuti e 30 secondi Ha consumato
tutti i minuti a disposizione del suo Gruppo.
DI GIACINTO. Io, Presidente, ho parlato 7 minuti e 30 secondi,
adesso?
PRESIDENTE. Sì, certo.
DI GIACINTO. Scusi, Presidente, io non ho parlato 7 minuti e 30
secondi
PRESIDENTE. Non ci mettiamo a discutere su queste cose
DI GIACINTO. Ma siccome ho parlato 2 minuti.
PRESIDENTE. Allora, per lei hanno accelerato l'orologio, va bene
DI GIACINTO. Io non ho parlato 7 minuti e 30 secondi. C'è la
registrazione, la possiamo prendere.
PRESIDENTE. E va bene No, no, guardi proprio su queste cose
guardi che perde la scommessa Ha 10 secondi
DI GIACINTO. Ma la possiamo fare la scommessa, Presidente.
Presidente io non ho 10 secondi, io voglio 7 minuti e 30 secondi
come tutti gli altri. Presidente, il mio Gruppo vuole 7 minuti e 30
secondi e nessuno mi deve fare favori. Siccome ho parlato un minuto
e 30 secondi, due minuti massimo; se c'è qualche cosa che non va e
non la posso attribuire a lei, ma sicuramente non ho parlato 7
minuti e 30 secondi, Presidente Mi perdoni Non mi dica che ho
parlato 7 minuti e 30 secondi.
PRESIDENTE. Va bene. Già sta consumando gli altri 10 secondi
DI GIACINTO. Vorrei ribadire che la colpa non è sicuramente
dell'Assemblea regionale, dopodiché, ieri sera, ho fatto un
intervento dicendo che per quanto ci riguarda siamo pronti a votare
quelle norme che sono necessarie. Presidente, rispetto al comma 50
dell'articolo 12, 55 dell'articolo 12 dove ci sono 300 mila euro
per il comune di Cefalù, non ho nulla in contrario affinché si
diano i 300 mila euro al comune di Cefalù, però le ricordo che, in
quel giorno, i comuni che sono andati in fiamme oltre a quello di
Cefalù, sono stati i comuni di Campofelice, di Termini, di
Altavilla, di Casteldaccia dove si è bruciato perfino l'opificio,
per cui voglio dire che ho presentato un emendamento dove dico che
quelle somme sono aumentate e che non possono essere date soltanto
al comune di Cefalù. Questo è quello che ho detto perché condivido
che vengano date le risorse ai comuni per gli incendi, dopodiché
ribadisco la nostra posizione, cioé che siamo pronti a votare un
disegno di legge che riguarda esclusivamente le necessità e le
urgenze che, ribadisco, sono i comuni, i diversamente abili, i
liberi consorzi dei comuni e basta, non ci sono altre necessità.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fazio. Ne ha
facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, grazie Presidente
per avermi dato la parola, mi associo a coloro i quali sicuramente
hanno poco gradito i provvedimenti di stralcio che sono stati
assunti dalla signoria vostra, non tanto, ovviamente, nel merito
quanto nel metodo.
Mi sono fatto una domanda: perché tutta questo attivismo nel
predisporre gli emendamenti? Premetto e rimarco il fatto che gli
emendamenti in questione erano stati apprezzati positivamente dalla
Commissione di merito, esaminati dalla Commissione Bilancio' ed
inseriti, ovviamente, nell'ambito, appunto, del testo e, quindi, mi
faccio una domanda e non posso non osservare il poco coordinamento
eventualmente dalla Presidenza, unitamente ai Presidenti delle
Commissioni, perché se questa era la fine che dovevano fare gli
emendamenti proposti dai deputati, non riesco a capire per quale
motivo non doveva essere palese prima per evitare, obiettivamente,
la perdita di tempo e, soprattutto, lo svilimento del ruolo da
parte del parlamentare.
Siccome ho pochissimo tempo, passo subito all'altro argomento che
mi sembra ancora molto più importante perché noto che la Presidenza
con un eccesso di zelo ha assunto un provvedimento che, ovviamente,
non solo non gradisco ma ovviamente contesto, ma non posso non
osservare quello che, invece, è stato esaminato e proposto, cari
parlamentari, all'articolo 31, lettera b). Mi riferisco in maniera
particolare al debito fuori bilancio proposto dall'amministrazione
e dal Governo regionale per quanto riguarda le acquisizioni di beni
e servizi in assenza del preventivo impegno di spesa per il valore
complessivo di euro 21.002.365,50.
Mi faccio questa domanda e vi pongo questo quesito: com'è
possibile che si crei un debito fuori bilancio nel momento in cui
si è fatta la spesa senza che sia stato assunto l'impegno di spesa?
Per giurisprudenza consolidata, sapete benissimo che ne risponde
colui il quale fa la spesa, non colui il quale ne assume l'impegno
di spesa.
Assessore, vorrei ricordarle che, eventualmente, non solo ne
risponde l'autore che ha fatto la spesa senza che la spesa sia
stata impegnata nei termini e nei procedimenti previsti dalle norme
di contabilità ma, addirittura, laddove, in qualche modo, viene
promossa l'azione esecutiva questa deve essere opposta e nel
momento in cui non viene opposta, ovviamente, ne risponde
direttamente l'autore. Quindi, com'è possibile solo nel caso in cui
ci sia una sentenza di illecito arricchimento dell'amministrazione
può l'amministrazione inserire nell'ambito della proposta, non nei
termini così com'è fatta. Eppure questa proposta non è corredata da
una benché minima relazione per capire l'eventuale responsabilità e
le eventuali iniziative che sono state intraprese nei confronti di
coloro i quali hanno determinato, ovviamente, quest'azione che non
è sicuramente conforme a legge.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cappello. Ne ha
facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi,
cittadini, credo che ci troviamo di fronte ad un altro ennesimo
disastro e questo credo che sia assolutamente incontestabile.
E' un assestamento di bilancio che ci viene, praticamente, imposto
dall'articolo 50 del decreto legislativo 118. E', in buona
sostanza, una conseguenza di norme di armonizzazione dei bilanci e
della contabilità di tutti gli enti locali, che derivano da norme
dello Stato ed è, pertanto, una norma alla quale non possiamo
sottrarci.
Gli interventi che mi hanno preceduto hanno contestato, chi per
una chi per altra ragione, l'intervento della Presidenza, che ha
stralciato tutta una serie di norme che rappresentano, per l'una o
per l'altra parte, degli interventi clientelari che, nella buona
sostanza, inquinerebbero questo testo che, pertanto, sarebbe stato
depurato da questi interventi. Probabilmente, però, l'intervento
della Presidenza non è stato sufficientemente coraggioso perché dal
nostro punto di vista questo è un testo abbastanza ambiguo, perché
non si capisce dove finisce l'assestamento di bilancio e dove
comincia, invece, una vera e propria finanziaria, e viceversa.
Abbiamo delle norme importanti, che quest'Aula non può esimersi
dall'affrontare e, io dico, anche dall'approvare. Ieri, per
esempio, molto probabilmente, anzi sicuramente, quest'Aula non era
nelle condizioni di affrontare l'approvazione del passaggio agli
articoli, tanto che l'opposizione era in netta maggioranza, sotto
il profilo numerico, rispetto alla maggioranza. Eppure, per amor di
patria e per salvare il salvabile di questa legislatura - e mi
riferisco in particolare ai liberi consorzi, ai comuni ed alle
altre spese che quest'Aula riterrà necessarie - si è in un certo
qual modo chiuso un occhio e si è deciso di andare avanti.
Però, il nostro Gruppo, il Gruppo al quale appartengo e cioè il
Movimento Cinque Stelle, è convinto che questa norma, a parte gli
articoli conseguenti all'articolo 50 del decreto legislativo n.
118, non possa andare oltre l'esame e l'approvazione degli articoli
8, 9 e 10 e, in particolare - come è già stato detto prima del mio
intervento - agli interventi di natura economica che riguardano le
città metropolitane ed i liberi consorzi, riguardo appunto le
funzioni di assistenza agli alunni disabili, l'assegnazione
straordinaria alle città metropolitane ed ai liberi consorzi, e al
contributo per i lavoratori dei comuni in dissesto.
Ora, in più di una norma di questo disegno di legge leggo che il
comma viene iniziato o concluso con l'espressione nelle more
dell'intesa con lo Stato, in ordine alla definizione dei rapporti
finanziari tra lo Stato e la Regione , e viene citata sia la legge
che abbiamo fatto noi in termini di province, sia successivamente
alla Del Rio .
Ora, io mi chiedo una cosa: voi il 20 giugno 2016 avete raggiunto
un accordo con lo Stato - quindi mi riferisco al governo Renzi e al
governo Crocetta - che, successivamente, è stato suggellato con un
decreto legislativo da parte del Governo nazionale che stabilisce
delle entrate certe per la Regione siciliana per tre anni di
seguito.
Ora, se è vero che ci sono queste entrate certe, la domanda è: ma
perché la Regione siciliana deve contrarre un mutuo per potere far
fronte alle obbligazioni, alle spese degli enti locali e, quindi,
dei liberi consorzi e delle città metropolitane? Perché, se questo
accordo che è stato definito, nella buona sostanza, epocale e
storico, perché dal 1965 non veniva cambiato di una virgola
l'accordo economico fra lo Stato e la Regione, la Regione siciliana
avendo perduto, in maniera definitiva, ogni capacità economica e di
bilancio, a seguito del recepimento del decreto legislativo n. 118
continua, comunque, a trovarsi senza risorse?
Per non parlare, per esempio, della norma - che sicuramente ha il
suo merito - che assegna delle risorse finanziarie alle mamme
siciliane che si trovano nelle isole per partorire, ma che
rappresenta indubbiamente una rinuncia implicita nei confronti
dello Stato per quanto concerne i famosi punti nascita che sono
stati chiusi e quelli che abbiamo ottenuto in deroga ai quali,
approvando questa norma, abbiamo rinunciato definitivamente e che
non vedranno mai più la riapertura.
Da questo punto di vista, è ovvio che se quest'Aula non si
limiterà a discutere e ad approvare solo e unicamente queste tre
norme, per noi questo disegno di legge è assolutamente
irricevibili, anche perché è l'ennesimo schiaffo che i siciliani
ricevono, siciliani che pagano le tasse a quello Stato che
considera i siciliani soltanto una spesa. E quest'Aula non può
continuare a consentire questo se ha un minimo di dignità e di
orgoglio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cani. Ne ha facoltà.
CANI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori Assessori,
oggi, certamente è una giornata molto convulsa e movimentata per
questa Assemblea ma l'argomento all'ordine del giorno è così
importante che porta a questi atteggiamenti, anche di nervosismo,
da parte di tanti colleghi perché si tratta, appunto, di risorse
finanziarie e di investimenti, in un momento in cui le risorse sono
molto precarie.
Però, certamente, non è accettabile che da parte di alcuni
rappresentanti, soprattutto della maggioranza, si venga a
contestare l'operato del Presidente dell'Assemblea, onorevole
Ardizzone, che, invece, con grande - oserei dire - coraggio ha
optato per un atteggiamento, per una posizione di grande saggezza
che, oggi, ci permette di portare a compimento, eventualmente dopo
la discussione, questa manovra di assestamento.
Posso capire una lamentela che arrivi dalle opposizioni ma,
certamente, non me la sarei aspettata dalla maggioranza perché,
anzi, dobbiamo ringraziare il Presidente per quello che ha fatto in
quanto si è assunto una grande responsabilità, anche se molti
pensano che il Presidente abbia agito per capriccio o per mero
protagonismo, ma non è assolutamente così. Se oggi siamo qua alla
conclusione quasi di questa discussione generale e pronti a votare
alcuni articoli fondamentali, è proprio grazie al suo operato ed
allo stralcio che ha operato.
A questo punto, signor Presidente, sarei dell'idea di essere anche
più rigidi, di stralciare anche altri articoli, di accettare i
consigli di alcuni colleghi e di limitarci, in questa fase, a
votare i primi cinque articoli di natura tecnica e poi, per quanto
riguarda la spesa, solo alcuni articoli considerati necessari,
quali l'articolo 8 che riguarda appunto i disabili, l'articolo 9
per assegnare i fondi alle aree metropolitane ed ai liberi consorzi
e l'articolo 10 per il contributo ai lavoratori dei comuni in
dissesto. Se vogliamo, possiamo anche inserire l'articolo 24 che
incrementa il fondo del precariato e, poi, chiudere la seduta per
inserire tutto il resto che, sicuramente, sono articoli che
prevedono una spesa interessante ma non urgente e necessaria e che
possiamo rinviare anche alla prossima finanziaria.
Quindi, la proposta, per quanto ci riguarda, è quella di votare i
tre, quattro articoli che richiedono un'urgenza per dare
possibilità a tanti sindaci, a tanti amministratori, di chiudere i
propri bilanci, evitare il dissesto e, soprattutto, garantire ai
tanti precari di poter avere uno stipendio e, quindi, una
retribuzione e vivere questo Natale tranquillo e sereno come tutti
gli altri.
PRESIDENTE. Non avendo alcun altro deputato chiesto di parlare,
dichiaro chiusa la discussione generale e pongo in votazione il
passaggio all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E'approvato)
Onorevoli colleghi, ci dobbiamo intendere sul percorso dei lavori.
Ho avuto modo di sentire quasi tutti i Capigruppo, se non li ho
sentiti tutti è stato perché qualcuno non ha risposto al telefono,
o era occupato, perché ho fatto un giro di telefonato.
Dall'articolo 1 all'articolo 11 non ci sono grosse difficoltà
perché non sono stati presentati tanti emendamenti. Le difficoltà,
ovviamente, iniziano dall'articolo 12.
Con un po' di buona volontà stasera possiamo esitare gli articoli
da 1 a 11 per riprendere domani mattina con l'articolo 12.
Vorrei richiamare a noi stessi, e a me per primo, l'esito della
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari nella quale un
Capogruppo di opposizione, precisamente l'onorevole Falcone, lanciò
l'idea di avviare, in parallelo, un tavolo tecnico-politico prima
che si riunisse la Commissione per evidenziare quelle norme che
necessitavano
MILAZZO. Lo avete bocciato
PRESIDENTE. Scusate, onorevole Milazzo, se può state qualche volta
in silenzio.
Dicevo, per evidenziare quelle norme che non potevano non essere
votate, diciamo così, nella manovra di assestamento. E' stata una
proposta condivida da tutti i Gruppi di maggioranza e di
opposizione. Mi rendo conto che, purtroppo, questo tavolo tecnico-
politico non c'è stato. Si è andato avanti in II Commissione, per
cui, evidentemente, questa Presidenza è stata costretta ad
effettuare lo stralcio di tantissime norme che non rispondono ai
principi di generalità ed astrattezza e che individuavano
specificamente alcuni interventi.
Sono state dette, ma sicuramente per svista di carattere
materiale, una serie di inesattezze nel corso degli interventi.
Vorrei evidenziare che all'articolo 12 non vi sono norme di
carattere specifico ben individuato.
Le norme che resistono sono all'articolo 12:
-comma 4, servizi SAS;
-comma 5, IRSAP;
-comma 6, gestori riserve naturali per spese impianto;
-comma 7, fuoriuscita PIP;
-comma 8, indennità vitalizi per talassemici;
-comma 9, ESA;
-comma 10, IRAP;
-comma 11, scuole e servizio sociale;
-comma 12, cantieri di servizio;
-comma 13, fondo destinato allo sviluppo della propaganda dei
prodotti siciliani. Quindi, non c'è una specifica individuazione;
-comma 14, comandati ufficio legislativo. Rimane, salvo la verifica
che avrebbe dovuto effettuare il Governo;
-comma 15, partecipazione Regione ad associazione consigli comuni
d'Europa;
-comma 16, partecipazione Regione organizzazione internazionale
degli enti locali all'Unione europea;
-comma 17, commissione autorizzazione ambientale;
-comma 18, partecipazione Regione CINSERO;
-comma 19, partecipazione Regione siciliana all'associazione
italiana per il consiglio dei comuni d'Europa da parte della
Presidenza della Regione;
-comma 20, ESA,
-comma 21, IPAB;
-comma 22, territori montani, aziende silvo-pastorali;
-comma 23, movimento turistico;
-comma 25, istituto zootecnico, perché l'istituto zootecnico è un
ente strumentale della Regione siciliana;
-comma 26, incremento ippico Catania, perché è un ente strumentale
della Regione siciliana;
-comma 27, accantonamento 1001;
-comma 28, accademie ed enti, associazioni culturali. Non c'è una
specifica individuazione di queste accademie ed enti;
-comma 29, stabilizzazione precari Regione;
-comma 30, Florio e Salomone. Ente strumentale della Regione
siciliana;
-comma 31, consorzi di bonifica;
-comma 32, CORFILAC, ribadisco CORFILAC e ARAS perché, a differenza
di altri enti, quest'Assemblea, premunendosi, nel mese di giugno,
votò una legge evidenziando che questi enti non potevano
partecipare ai bandi per ovvie ragioni.
Saltano tutti i contributi a specifica destinazione. Non sto qua
ad elencarli. Rimane il comma 55, con l'invito al Governo di
riformularlo, che riguardava gli interventi in favore del comune di
Cefalù. Mi risulta che il Governo stia provvedendo. Mi dispiace che
in II Commissione non sia stata evidenziata l'esigenza di rendere
più astratto questo intervento, perché ha ragione l'onorevole Di
Giacinto. Ma mi risulta che il Comune, anche sulla base, purtroppo,
delle questioni che riguardano gli alluvionati, stia intervenendo
con forza, con un emendamento che mi auguro si possa distribuire al
più presto, e il comma 56 Attrezzature ed arredamenti didattici ,
quindi non ci sono interventi a specifica destinazione.
Si è pure fatto riferimento, l'ha fatto l'onorevole Lentini, ad un
intervento per l'Azienda metropolitana trasporti di Catania. Io
rassicuro l'onorevoli Lentini che all'articolo 18 è previsto il
riconoscimento del debito fuori bilancio per ben 7 milioni di euro,
anche in favore dell'Azienda metropolitana trasporti di Catania
Spa, come è prevista per le aziende trasporti di Agira, di Marsala,
di Ustica, di Taormina, di Messina etc.
Lei non faccia confusione. Quello era un contributo ad personam,
questo è un riconoscimento del debito fuori bilancio Per quanto
riguarda la provincia di Enna, io evidenzio che avrà fatto le sue
valutazioni la II Commissione, della quale fa parte l'onorevole
Alloro, che per quanto riguarda le assegnazioni straordinarie alle
città metropolitane e ai liberi consorzi, e mi riferisco ai
precari, ha previsto espressamente una norma di 350 migliaia di
euro per i lavoratori precari del libero consorzio comunale di
Enna.
Questo per chiarezza e per rispondere in ordine ai rilievi.
Sicuramente per sostenere le ragioni in II Commissione, per un
intervento specifico ci sarà stata una ragione, non ho dubbi, per
sostenere con forza questo ragionamento.
Detto questo se c'è un poco di buon senso, ripeto, noi
dall'articolo 1 all'articolo 11 possiamo andare avanti celermente;
rinviamo a domani per quanto riguarda l'articolo 12, però vi invito
ad una certa riflessione, evitiamo voti di pancia, in questo
periodo è facile agire con la pancia, evitiamo voti di pancia e
possiamo fare un buon lavoro.
Mi auguro che il Governo, che ha predisposto gli emendamenti
preannunciati direttamente dal Presidente Crocetta, li possa
consegnare a questa Presidenza, perché già da stasera possano
essere distribuiti, e mi riferisco all'assegnazione in favore dei
Comuni per capire da dove si preleva, si è fatto riferimento ad un
mutuo, ma ho solo un comunicato stampa, e soprattutto queste somme
in favore dei Comuni che hanno avuto delle difficoltà che riguarda
sia i problemi di incendi, sia i problemi delle alluvioni.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1.
Residui attivi e passivi risultanti dal rendiconto
generale
1. I dati presunti dei residui attivi e passivi riportati
rispettivamente nello stato di previsione delle entrate e delle
spese del bilancio per l'esercizio finanziario 2016, sono
rideterminati in conformità ai corrispondenti dati definitivi
risultanti dal rendiconto generale per l'esercizio finanziario 2015
rispettivamente in euro 4.162.617.587,24 ed in euro
3.139.250.831,74, secondo le risultanze rappresentate negli
allegati 1 a) e 1 b) alla presente legge.».
Onorevoli colleghi seguitemi attentamente, soprattutto gli
onorevoli Falcone, Formica e Di Mauro, quali primi firmatari degli
emendamenti presentati dall'articolo 1 all'articolo 5, tutti
soppressivi di questi articoli, o di singoli parti dell'articolo.
Non è possibile tecnicamente sopprimere questi articoli, perché
riguardano proprio le somme alle quali si fa riferimento, e poi la
natura stessa dell'assestamento riporta il rendiconto che abbiamo
approvato, per cui, al fine di evitare la dichiarazione di
inammissibilità, vi invito a ritirare gli emendamenti soppressivi
presentati dall'articolo 1 all'articolo 5.
MILAZZO. No, Presidente
PRESIDENTE. Si tratta, per chi ci ascolta, all'articolo 1 di
residui attivi e passivi risultanti dal rendiconto generale e non
penso che lo possiamo sopprimere.
Possiamo passare alla votazione dell'articolo 1.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2.
Fondo di cassa all'inizio dell'esercizio finanziario 2016
1. Il Fondo di cassa all'inizio dell'esercizio finanziario 2016 è
determinato in euro 838.855.172,43 pari allo stanziamento iniziale
del capitolo 000005 per l'esercizio finanziario 2016 del Bilancio
di previsione 2016/2018».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3.
Saldo finanziario dell'esercizio precedente
1. Il saldo finanziario del Rendiconto generale per l'esercizio
finanziario 2015 risulta negativo per complessivi euro
418.754.461,10. Tale saldo finanziario, composto dal risultato di
amministrazione negativo dei Fondi regionali pari ad euro
5.735.075.437,11 e dal risultato di amministrazione positivo dei
Fondi non regionali pari ad euro 5.316.320.976,01, è rideterminato,
per effetto dei vincoli e degli accantonamenti di cui ai successivi
articoli 4 e 5, in complessivi euro 6.192.510.889,72».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo 4.
Quote vincolate
1. L'importo complessivo delle quote vincolate del risultato di
amministrazione derivanti dal riaccertamento straordinario dei
residui di cui all'articolo 3, comma 7 del decreto legislativo 23
giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni, e di
cui alla delibera di Giunta regionale n. 204 del 10 agosto 2015
concernente il riaccertamento straordinario dei residui, è
definitivamente determinato in euro 5.587.094.934,93, di cui euro
5.316.320.976,01 riferiti ai trasferimenti extra-regionali,
comprensivi della somma di euro 2.666.969.000,00 delle
anticipazioni di liquidità ex decreto legge n. 35/2013 e successive
modifiche ed integrazioni, euro 95.552.653,89 relativi a vincoli
attributi dalla Regione, euro 89.888.172,40 relativi alle quote di
cofinanziamento dei programmi comunitari e di altri progetti
nazionali e comunitari ed euro 85.333.132,63 destinati alla
regolarizzazione delle partite sospese presso la Cassa regionale».
GRECO GIOVANNI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, anche in questi casi stiamo
votando un assestamento di bilancio, per carità si può esprimere
voto segreto, però gradirei l'attenzione del Governo, dell'Aula e
della Commissione; onorevole Milazzo, lei ha fatto la battuta a
maggioranza stiamo votando tutti, io sto cercando di disciplinare
nel miglior modo possibile per venire incontro alle esigenze che
lei stesso ha espresso. Lei ha detto votiamo solo quattro, cinque
articoli, perché bocciando la norma fondamentale cade l'impianto e
viene meno l'assestamento e non si possono dare quelle risposte che
lei ha invocato anche a nome del suo Gruppo.
Lo ricordiamo questo.
GRECO GIOVANNI. Ritiro la mia richiesta di voto segreto.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 4. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Articolo 5.
Quote accantonate e quote destinate agli investimenti
1. L'importo complessivo delle quote accantonate del risultato di
amministrazione derivanti dal riaccertamento straordinario dei
residui di cui all'articolo 3 comma 7 del decreto legislativo 23
giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni, e di
cui alla delibera di Giunta regionale n. 204 del 10 agosto 2015, è
definitivamente determinato in euro 133.349.613,82 di cui euro
53.949.613,82 per Fondo crediti di dubbia esigibilità, determinato
sull'ammontare definitivo dei residui attivi al 31 dicembre 2015 ed
euro 79.400.000,00 relativi ai fondi per la riassegnazione, per
l'esercizio finanziario 2016, dei residui passivi eliminati negli
esercizi precedenti per perenzione amministrativa di parte corrente
ed in conto capitale.
2. L'importo complessivo delle quote vincolate agli investimenti,
definitivamente determinato in euro 53.311.879,87, è destinato al
cofinanziamento dei Programmi comunitari e di altri Progetti
nazionali e comunitari, compresi quelli relativi agli investimenti
nel comparto sanitario, nonché per il finanziamento di progetti di
carattere infrastrutturale, ambientale e/o indirizzati alla ricerca
di acque dolci, in attuazione del comma 1 dell'articolo 8 della
legge regionale 3 luglio 2000, n. 14, nei limiti delle somme
accertate negli esercizi antecedenti al 2016».
FALCONE. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sull'articolo 5 è
chiaro che stiamo parlando di due parti; al primo comma abbiamo le
somme accantonate, al secondo comma stiamo parlando delle somme per
investimenti che vengono destinate proprio al coofinanziamento dei
programmi comunitari per coofinanziare alcune interventi.
Io mi vorrei attenere al secondo comma perché preannuncio il
ritiro del mio emendamento soppressivo del primo comma, mantenendo
invece l emendamento soppressivo del secondo comma e spiego il
motivo. Nella finanziaria del 2016, la legge 3 del 2016, abbiamo
previsto un articolo col quale si disponeva lo stanziamento di 233
milioni di euro di cui 173 milioni per il coofinanziamento dei
fondi dei programmi comunitari e 60 milioni relativi al
finanziamento dei forestali.
I 173 milioni di euro sono rimasti tutti là, non li abbiamo
assolutamente impegnati perché ancora la maggior parte dei bandi,
la stragrande parte dei bandi, non è stata attivata per cui non
siamo nelle condizioni di potere impegnare queste somme e questo è
un limite dell'azione di Governo che è ancora ha discapito di
quello che ha promesso e non ha fatto. Per cui noi rimaniamo, come
dire, sull'idea che il secondo comma venga soppresso per discuterne
l'anno prossimo, quando parleremo di nuova finanziaria nel
coofinaziamento.
Sullo stesso cofinanziamento, fra l'altro, ci sarebbe anche molto
da dire e ci sono degli emendamenti soppressivi, per cui, se non
bastasse l'emendamento soppressivo, poi tornerò in merito a questo
comma.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo
che la questione che ha posto l'onorevole Falcone abbia un elemento
di delicatezza che proverei a sintetizzare così.
Nella previsione finanziaria che abbiamo fatto con la legge
finanziaria prevedevamo che una parte delle risorse che sarebbero
state assegnate attraverso l'FSC, venivano destinate al
cofinanziamento, così come i 60 milioni per i forestali. Quelle
risorse sono state assegnate attraverso il Patto per il Sud e, come
lei sa, onorevole Falcone, il finanziamento per i forestali, 60 più
60, trova copertura nel Patto per il Sud che è stato varato qualche
giorno fa e registrato.
Il cofinaziamento previsto da quell'assegnazione FSC non è andato
a buon fine, quindi noi dobbiamo utilizzare le quote dell'avanzo
del bilancio dell'esercizio 2015 per dare copertura al
cofinanziamento di cui abbiamo obbligo.
Non solo abbiamo obbligo, come lei sa, perché tutti i programmi
comunitari devono essere obbligatoriamente cofinanziati con fondi
regionali oltre che con fondi dello Stato, ma vorrei ricordarle
che, ad esempio, per il settore che io seguo, riguardo sia la pesca
che l'agricoltura, sono stati già pubblicati bandi per oltre 250
milioni per quanto riguarda l'attività di investimento, oltre che
sono stati già pubblicati nel corso del 2015 alcuni bandi che
riguardano le misure a superficie, in particolare il biologico e la
compensativa.
Qualora noi non potessimo dare copertura per la quota di
cofinanziamento, bloccheremmo l'erogazione anche dei fondi
comunitari, perché se non cofinanziamo questi interventi non può
essere erogata sia la quota comunitaria che la quota nazionale.
Io non conosco nel dettaglio la questione del FESR, per il quale
c'è un programma che andrà tra fine dicembre e i primi mesi del
prossimo anno, ma ci sono già tutta una serie di attività che
riguardano il mio settore, agricoltura e pesca, per i quali abbiamo
l'obbligo di cofinanziamento per attività di cui sono stati già
pubblicati bandi, ci sono i creditori certi, ad esempio per
l'attivazione dei GAL, per l'attivazione delle misure sulla pesca
che sono state approvate.
Quindi, pur avendo giustamente fatto rilevare un elemento di
differenza rispetto alla legge finanziaria, chiedo all'onorevole
Falcone di ritirare l'emendamento 5.3 perché questo metterebbe in
discussione una parte rilevante.
Inoltre, se non ricordo male, con l'utilizzo di questa parte
dell'avanzo diamo copertura anche ad un terzo del fondo sanitario,
per il quale c'era una scopertura della quota del 49 per cento
rispetto al fondo sanitario dell'esercizio in corso.
FALCONE. Ritiro l'emendamento 5.3.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si intendo ritirati tutti gli emendamenti all'articolo 5.
Lo pongo, pertanto, in votazione l'articolo 5. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Articolo 6
Disposizioni relative all'infrazione comunitaria n. 2003/2077
1. Al fine di favorire il recupero delle somme anticipate dallo
Stato in esecuzione della condanna della Corte di Giustizia
dell'Unione Europea del 2 dicembre 2014 re-lativa alla procedura di
infrazione comunitaria n. 2003/2077, il dipartimento regio-nale
dell'acqua e dei rifiuti è autorizzato nell'esercizio finanziario
2016 a concedere un'anticipazione ai Comuni interessati per
l'importo massimo di 5.050 migliaia di euro.
2. Le somme erogate ai sensi del comma 1 sono recuperate a quote
costanti, dal dipartimento regionale delle autonomie locali,
secondo un piano finanziario di mas-simo cinque annualità, a
decorrere dall'esercizio finanziario 2017 a valere sui trasfe-
rimenti in favore dei Comuni medesimi in base alle risorse
attribuite a qualsiasi titolo».
PRESIDENTE. Comunico che all'articolo 6 sono stati presentati
diversi emendamenti soppressivi.
Si passa all'emendamento 6.6, degli onorevoli Di Mauro ed altri.
DI MAURO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, mi
dispiace che non è presente l'assessore all'energia, ma chiedo di
intervenire perché mi sembra di capire che l'articolo in questione
fa ricadere sui Comuni una responsabilità in ordine allo stato di
alcune discariche che, da tempo, sono abbandonate.
E, in questo senso, Presidente voglio sottolineare che i Comuni,
che sono 6, di cui 3 certamente conosco la realtà, che sono
Cammarata, Racalmuto e Siculiana, hanno da tempo inviato i progetti
all'Amministrazione regionale per cercare di avere finanziato e,
quindi, cercare di superare le difficoltà. Addirittura il Comune di
Siculiana ha contestato la gravità dello stato in cui si trova la
discarica ed ha chiesto, con ricorso al TAR, di vedere revocata
l'infrazione.
Aggiungo che il Governo ha partecipato all'accordo di programma
con il Ministero dell'Ambiente per una assegnazione alla Sicilia di
una quota parte di circa 30 milioni, un accordo che il Governo
nazionale ha stabilito con le varie Regioni per l'intervento in
circa 218 discariche di cui 6 siciliane. Queste 6 discariche
siciliane, che hanno presentato i progetti e che a tutt'oggi, e dal
2014, non hanno ottenuto il finanziamento, si trovano per giunta a
dovere pagare, parlo di questi 6 Comuni, Presidente della Regione,
una serie di multe che corrisponderebbero ad importi di
2.366.163,35, a fronte di un investimento che è di gran lunga
inferiore.
Io credo che i Comuni colpa non ne abbiano, anche perché ci
troviamo dinnanzi ad una serie di inadempienze che appartengono ai
Governi della Regione che, da tanto tempo, non hanno dato le
risorse ai Comuni per cercare di superare il problema delle
discariche in disuso, che costituiscono, certamente, un danno
ambientale.
Ed allora, signor Presidente, propongo che intanto ci sia una
priorità del finanziamento da parte del Governo, perché più stiamo
qui ad aspettare che venga fatto il finanziamento, più si corre il
rischio di avere altre multe.
La seconda questione è quella relativa al pagamento di questa
multa, perché non può questa colpa ricadere sui Comuni, soprattutto
alla luce del fatto, Presidente dell'Assemblea, che la multa che
riguarda questi 6 Comuni è di circa 2.366.163,35, mentre la somma
che verrebbe chiesta, accantonata ai Comuni interessati che sono
sempre questi 6, è di 5.000.050,00. Questi sono documenti che sono
agli atti del Governo della Regione, e credo che ci debba essere un
approfondimento da parte del Governo.
Accantoniamo temporaneamente questo articolo, il Governo con
l'assessore sarà in grado domani di poter relazionare, perché trovo
quanto meno ingiusto che i Comuni debbano pagare per inadempienze
della Regione che, nel tempo, non ha finanziato visto le notevoli
richieste di finanziamenti. Secondo, che si proceda con urgenza al
finanziamento ed, in questa fase, la copertura della spesa relativa
al pagamento della multa non può ricadere su questi Comuni, ma deve
ricadere sul sistema complessivo della Regione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'onorevole Di Mauro ha posto una
questione di merito non secondaria in tutta questa vicenda,
chiedendo l'accantonamento per una riflessione che potrà fare il
Governo anche alla presenza dell'assessore di riferimento.
Se siamo d'accordo, l'accantoniamo senza necessariamente aprire un
dibattito.
Presidente Crocetta, c'è una richiesta in tal senso per un
approfondimento.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Perché lo accantoniamo? E' una
norma in favore dei comuni, perché i comuni condannati per
infrazione sui depuratori devono pagare delle multe, gli stiamo
anticipando le risorse.
DI MAURO. Si tratta di discariche, non di depuratori
CROCETTA, presidente della Regione. Sono multe a carico dei
comuni. Chiameremo il dirigente e verificheremo la cosa.
PRESIDENTE. L'articolo 6 è accantonato.
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Articolo 7.
Pagamento IVA per i servizi di trasporto
1. Al fine di assumere l'onere dell'IVA sui corrispettivi dovuti a
Trenitalia per l'esercizio del servizio ferroviario regionale, è
autorizzata la spesa di euro 8.366.000,00 per l'esercizio
finanziario 2016 (Missione 10 - Programma 2 - Capitolo 273708).».
GRECO GIOVANNI. Chiedo che la votazione avvenga per
scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Assessore Baccei, essendoci una richiesta di voto
segreto, se magari volesse spiegare all'Aula.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, questo articolo tratta del pagamento dell'IVA al 10 per
cento sul contratto di servizi con Ferrovie dello Stato, che ha un
valore di centodieci milioni.
Una parte è stata già pagata, questa rappresenta il completamento
di quanto dovuto dell'IVA per l'anno in corso, per l'anno 2016. Di
fatto è spesa obbligatoria perché è l'IVA di un contratto che è
stato firmato, e non penso si possa sopprimere.
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore
Baccei, sa bene quanto tempo in Commissione abbiamo perso proprio
sull'IVA dei trasporti. Alla fine ci hanno dato notizie che i soldi
del 2015 non glieli abbiamo mandati, se lei si ricorda bene.
Proprio perché c'è stato questo intervento e, secondo me, il
problema è che l'Assessore, invece di farsi rappresentare in
Commissione dal Capo di Gabinetto - cosa normale da un po' di tempo
a questa parte che quando si tratta di un disegno di legge in
Commissione venga mandato il Capo di Gabinetto, mentre sarebbe
opportuna la presenza degli Assessori - non ci ho visto giusto, e
per questo ho presentato l'emendamento soppressivo.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
sull'articolo 7 non ci sia bisogno di aggiungere nulla, perché
altro non è che il contratto di servizio con Trenitalia, che non
può essere pagato perché, nonostante vi sia la sorte capitale manca
l'IVA, ed è l'IVA sulla trimestralità già trascorsa.
Pur tuttavia, Presidente, se l'onorevole Greco ha dei dubbi e
ritiene che sia indispensabile la presenza dell'Assessore al pari
di quello che si è fatto per l'articolo 6, credo che si possa anche
accantonare l'articolo 7 per permettere una relazione esaustiva.
L'Aula può fare ciò che vuole.
Possiamo pure non pagare Trenitalia per il servizio che viene
reso, ma non mi scrivo a questo elenco di persone che non
rispettano gli impegni.
Mi sembra che giochiamo su principi di dispetti che inficiano
elementi essenziali, rispetto del codice o di servizi che vengono
resi ai cittadini.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
semplicemente per ricordare che su questo articolo, in Commissione
Bilancio, abbiamo non solo dibattuto ma chiamato per avere la
relazione il dirigente dell'Assessorato, e debbo dire che sono
stati esaurienti rispetto alla ragione stessa per cui viene
presentato. Se noi oggi bocciamo questo articolo costituiamo già
subito un debito fuori bilancio, per cui invito calorosamente
l'onorevole Greco a ritirare la richiesta di voto segreto a
prescindere poi se sia venuto o meno il Capo di Gabinetto a
relazionare.
In Commissione Bilancio c'erano perplessità, dubbi, siamo
intervenuti, abbiamo accantonato l'emendamento, lo abbiamo ripreso,
lo abbiamo accantonato di nuovo, ma bocciare oggi questo articolo
significa costituire da subito un debito fuori bilancio a cui
aggiungerei certo liquidi esigibili immediatamente.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
vorrei che il Governo ci spiegasse meglio la genesi e l'idea di
questo articolo e le spiego il perché. Quest'anno, nel 2016, noi
abbiamo già approvato la legge di stabilità di questa Regione, che
è la legge 3/2016. Bene, l'articolo 48 - adesso non mi ritrovo i
documenti ma credo di non sbagliare - prevede che per l'esercizio
finanziario 2016 noi paghiamo a Trenitalia l'IVA per 8 milioni 366
mila euro, stanziamo 11 milioni e 100 per il 2017 e 11 milioni e
100 per il 2018. Ora, io non ho trovato successivamente nessun
articolo che andasse ad abrogare quella norma, per cui per me i
soldi per il 2016, 2017 e 2018 glieli abbiamo già dati o glieli
stiamo già dando e comunque li abbiamo previsti in una norma.
Io non capisco, e nessuno in Commissione ci ha spiegato cosa
questo articolo intenda fare, perché se il rapporto è che sui 110
milioni di euro di contratto con Trenitalia noi paghiamo l'IVA al
10% dobbiamo dare 11 milioni e 100 mila euro; se già glieli stiamo
dando, perché glieli dobbiamo ridare un'altra volta?
Ecco, questa domanda così semplice non ha trovato in Commissione -
e spero che la trovi magari in Aula - una risposta altrettanto
semplice
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
assessori, Presidente Crocetta lei ci tiene che io intervenga. Dopo
gli appelli sugli articoli 1, 2, 3, 4, 5, Presidente, lei doveva
almeno dichiarare e dire all'Aula il grande senso di responsabilità
delle minoranze. Lei ce lo ha chiesto e noi ci siamo fermati
Ora noi continuiamo ad avere senso di responsabilità.
Signor Presidente, il mio in verità non è un intervento nel merito
perché in Commissione Bilancio non è stato chiarito l'aspetto, ed
allora io ho chiesto la parola, visto che qua abbiamo l'assessore
all'economia, affinché prenda la parola e spieghi all'Aula
l'articolo 7.
BACCEI, assessore per l'economia. Articolo 7 o 8?
MILAZZO GIUSEPPE. L'articolo 7, riguardante l'IVA, assessore. Si
sintonizzi, frequenza Assemblea regionale siciliana, perché per ora
non c'è campo là se si sposta un po'. Una battuta scherzosa,
assessore, lei lo sa che io sono un suo fan.
E allora, se lei prendesse la parola, noi poi ci determiniamo se
mantenere gli emendamenti soppressivi oppure ritirarli.
PRESIDENTE. Gliela do io la parola. Assessore Baccei.
Ci sono altri interventi? E, allora, così chiarisco pure
all'assessore Baccei che parlava di inammissibilità. Qua non c'è un
problema di inammissibilità o meno. E' che è stato chiesto il voto
segreto da parte dell'onorevole Greco ed il voto segreto è una
richiesta legittima, punto. E' chiaro che per votare
consapevolmente occorre conoscere la problematica.
Abbiamo il Governo nella sua massima espressione che è il
Presidente Crocetta e l'assessore Baccei che ha seguito
l'andamento, credo, in Aula. Se il Governo per bocca dell'assessore
Baccei vuole intervenire, noi possiamo pure votare, dico non c'è
difficoltà su questo.
Prego, assessore Baccei, se lei vuole. Scusate, forse non mi so
spiegare sono spese obbligatorie non stiamo discutendo
sull'inammissibilità dell'emendamento, stiamo mettendo in
discussione la possibilità di chiedere il voto segreto, ma di che
stiamo parlando? Se mi è stato chiesto il voto segreto posso negare
la possibilità? Non votiamo il soppressivo, stiamo votando il
mantenimento dell'articolo, sul mantenimento dell'articolo, votiamo
il mantenimento dell'articolo. L'onorevole Greco ha chiesto il voto
segreto sull'articolo 7.
Allora sono inammissibili gli emendamenti che prevedono una somma
inferiore da otto milioni a tre milioni di euro, questi sono
inammissibili. I soppressivi, chiaramente, vengono mantenuti perché
viene comunque votato il mantenimento. E' sul mantenimento che
l'onorevole Greco mi chiede il voto segreto.
Un momento, gradirei sapere quello che vuole fare il Governo.
Scusate, c'è una richiesta che mi proviene dall'onorevole
Panepinto di un accantonamento, di un approfondimento. Mi sto
rivolgendo al Governo perché deve essere responsabilità del
Governo. Se il Governo mi dice lo accantoniamo lo accantoniamo o
lo approfondiamo; ma non è che proceduralmente posso accantonare se
si consuma la discussione.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, deputati,
spiego solo come stanno le cose, poi, secondo me si può andare
avanti a votare. Questa è l'Iva sul contratto di servizi con
Trenitalia, se non c'è l'Iva non si può neanche impegnare il
contratto di servizi che vale 110 milioni di Euro, per cui se già
il servizio è stato erogato ci sarà un debito fuori bilancio di 110
milioni più l'Iva. E' così, è il contratto di servizi del 2016 di
Trenitalia. La somma che era stata pagata.
GRECO GIOVANNI. I soldi già ci sono per il 2016
PRESIDENTE. Onorevole Greco, facciamo intervenire l'assessore
Baccei.
BACCEI, assessore per l'economia. Se chiedete la spiegazione e poi
non fate parlare è inutile che spieghiamo.
La somma già pagata era relativa al 2015, queste sono le somme per
il 2016. Ogni anno per come è stato firmato l'accordo lo Stato paga
110 milioni, la Regione siciliana paga l'Iva su quei 110 milioni.
Onorevole Greco, è così. Questo è come stanno le cose.
PRESIDENTE. Onorevole Greco, l'assessore sta dichiarando
specificatamente a che cosa è dovuta questa somma, peraltro è
verbalizzato, non è che ci giriamo intorno e rimettiamo in
discussione quello che ha detto, l'assessore si assume la
responsabilità di quello che ha detto. Lei ha chiesto il voto
segreto, vediamo se è appoggiato.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 7.
Pongo in votazione l'articolo 7.
GRECO GIOVANNI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto dell'articolo
7.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 70
Maggioranza 36
Favorevoli 33
Contrari 37
(Non è approvato)
Sospendo la seduta per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18,35, è ripresa alle ore 18.58)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi ci sono stati una serie di incontri informali -
è bene che lo sappiano i colleghi parlamentari che non hanno
partecipato con i Capigruppo -, c'è chi ha partecipato, chi meno.
Sembrerebbe che c'è una condivisione a passare agli articoli 8, 9
e 10, - non so con quale modalità -, che riguardano proprio la
questione delle province, la questione dei Comuni - il Governo ha
già depositato il relativo emendamento - e i precari e rinviare
poi, su questo ci sarebbe una sorte di condivisione però sulle
modalità, investendo chiaramente il Presidente della II
Commissione, mi sembra opportuno, c'è bisogno che si ragioni, per
passarli questa sera stessa.
Il resto verrebbe rinviato a domani mattina, se c'è la maggioranza
e sostiene giustamente, correttamente le questioni in Aula, se non
c'è la maggioranza le conseguenze politiche non appartengono alla
valutazione di questa Presidenza.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, la sua proposta va bene.
PRESIDENTE. Io ho riferito quello che è successo.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Sia chiaro che
anche i Comuni in dissesto, tutti i Comuni che hanno difficoltà
perché ci sono varie voci per quanto riguarda i Comuni e li
dobbiamo coinvolgere tutti.
PRESIDENTE. Sono d'accordo con lei.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Nei Comuni in
dissesto c'è il problema dei precari, nei Comuni non in dissesto ci
sono i problemi dei lavoratori a tempo determinato; quindi, laddove
ci sono lavoratori va bene.
PRESIDENTE. Allora, sarò più chiaro. Io ho detto, sembra,
consentitemi il sembra, che ci sia una condivisione su articoli 8,
9 e 10. Sulle modalità specifiche ci può essere una valutazione
diversa, è chiaro che è stata fatta una valutazione in II
Commissione, e penso che sia stato approfondito il tema. Vedete
insieme al Governo se possiamo approvare almeno questi tre articoli
questa sera. Domani, se c'è una maggioranza che intende continuare
ad esitare le norme, se c'è la maggioranza si votano, se non c'è,
l'Aula nella sua complessità farà le opportune valutazioni. Però,
siccome su questo siamo tutti d'accordo, tutti i Gruppi che sono
intervenuti sono tutti d'accordo, possiamo ripartire dall'articolo
8.
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Articolo 8
Funzioni di assistenza agli alunni disabili delegate alle Città
metropolitane
e ai liberi Consorzi comunali
1. I servizi e le attività di assistenza agli alunni con
disabilità fisiche o sensoriali svolte dalle ex Province regionali
ai sensi dell'articolo 27 della legge regionale 4 a-gosto 2015, n.
15, con particolare riguardo ai servizi di trasporto, di convitto e
semi convitto e ai servizi relativi agli ambiti igienico-personale,
comunicazione extra sco-lastico, attività extra scolastica
integrativa e autonomia e comunicazione, sono attrat-ti alle
competenze della Regione, Assessorato regionale della famiglia,
delle politi-che sociali e del lavoro.
2. La realizzazione e la gestione delle attività di cui al comma l
è delegata alle Città metropolitane e ai liberi Consorzi comunali.
3. Per assicurare lo svolgimento fino al 31 dicembre 2016 delle
attività di cui al comma 1 per l'anno scolastico 2016-2017, è
autorizzata la spesa di 5.000 migliaia di euro per l'esercizio
finanziario 2016, da iscrivere in un apposito capitolo di spesa
della rubrica del dipartimento regionale della famiglia e delle
politiche sociali.
4. All'onere per gli esercizi finanziari 2017 e 2018, determinato
sulla base dei fabbisogni e dei costi standard in 19.150 migliaia
di euro annui, si provvede median-te riduzione delle autorizzazioni
di spesa di cui all'articolo 9, comma l, della legge regionale 7
maggio 2015, n. 9 e dell'articolo 26, comma 1, della legge
regionale 17 marzo 2016, n. 3, previo ripristino, ai sensi
dell'articolo 4, commi 5 e 6, della legge regionale 17 marzo 2016,
n. 3, delle autorizzazioni di spesa.
5. Entro il 31 luglio di ogni anno l'Assessorato regionale della
famiglia, delle po-litiche sociali e del lavoro redige una
relazione sullo stato del servizio di assistenza agli alunni con
disabilità fisiche o sensoriali. La relazione indica in particolare
le cri-ticità riscontrate nell'erogazione del servizio di
assistenza, i costi sostenuti, l'elencazione dei soggetti
materialmente erogatori del servizio di assistenza, le mo-dalità di
assegnazione da parte degli enti locali del servizio di assistenza
in caso di ricorso a soggetti esterni alle pubbliche
amministrazioni, la data di inizio e la data di conclusione
dell'erogazione del servizio di assistenza. La relazione è inviata
ed illu-strata alla competente Commissione legislativa permanente
dell'Assemblea regiona-le siciliana e pubblicata sul sito
istituzione dell'Assessorato regionale della famiglia, delle
politiche sociali e del lavoro».
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, sulla discussione che è intervenuta
come lei ha riferito informalmente poco fa, ritengo che
sull'articolo 8 c'era un problema di verificare una possibile
riscrittura, quindi se passiamo al 9 nel frattempo, e accantoniamo
un minuto. Perché dalla discussione informale, come lei ben sa,
c'era un problema di riscrittura sull'articolo 8.
PRESIDENTE. Onorevole Di Giacinto, sta dicendo, ci vuole una
condivisione. Lei che è autorevole componente, come tutti gli
altri, della II Commissione, sta proponendo, è stato sollevato
qualche problema, la possibilità di una riscrittura dell'articolo 8
per poterlo votare tutti assieme.
L'articolo 8 è accantonato.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Presidente, non per interpretare il pensiero degli
altri, ma nel tentativo che lei ha fatto, non formale ma generoso,
di trovare, sollecitandoci, una soluzione mi pare di capire che ci
accomuni, assessore Baccei vorrei la sua attenzione, perché è stato
posto il problema della riscrittura della norma sulle Province. Io
ho detto manteniamolo così, perché oggi il tema è quello di potere
consentire la pubblicazione giorno 5 e di permettere a Comuni,
Liberi Consorzi, la certezza che ci sono i soldi e che i loro
bilanci sono in equilibrio. Quindi, diamo certezza e certificazione
di tutto ciò.
Approviamo queste norme, stasera andiamo ad approvare le norme
cosiddette condivise urbi et orbi, ci fermiamo, senza però toccare
l'impianto, altrimenti dovremmo volere riprendere una discussione
infinita, altrimenti rischiamo, veramente, di non capirci. Oppure
il Governo, se ha pronto l'emendamento per il finanziamento ai
Comuni per quanto riguarda la parte degli investimenti e per i
Comuni alluvionati, li presenti e stasera chiudiamo questa prima
parte, che è la parte cosiddetta condivisione ex 90 deputati, però
dico tiriamola fuori e chiudiamola.
PRESIDENTE. Io ho una proposta di accantonamento, volevo sentire
l'onorevole Panepinto. Quindi, stiamo intervenendo sul merito.
Quindi, non accantoniamo. Sì, però, l'accantonamento doveva essere
finalizzato a trovare la soluzione.
SORBELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SORBELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, siamo
arrivati al clou di questo assestamento di bilancio,
sostanzialmente i 3 articoli importanti che c'eravamo prefissi di
approvare, siamo ormai in dirittura di arrivo. Da quello che mi
diceva il collega Formica è una modifica non sostanziale, bensì di
un va e vieni di competenze che, prima della Regione, poi passa ai
Comuni, e poi ritorna alla Regione. Se modifichiamo questo
articolato in questo senso, penso che ci sia poi l'unanimità. Se
approviamo il 9 ed il 10, che non ci sono problemi di questo tipo
e, subito dopo, con la riscrittura che è al primo capoverso penso
che noi potremmo approvarlo subito dopo il 9 ed il 10.
PRESIDENTE. Presidente Vinciullo, gradirei sentire la sua sulla
possibilità di accantonamento momentaneo dell'articolo 8. Onorevole
Sorbello, però, non si può andare avanti così. C'è una proposta.
Sembrerebbe che ci sia una condivisione per approvare questa sera
8, 9 e 10. C'è una proposta di accantonamento, momentaneamente,
sull'articolo 8 per una questione di modalità.
L'articolo 8 è, pertanto, accantonato.
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Articolo 9
Assegnazione straordinaria alle Città metropolitane e ai liberi
Consorzi comunali
1. Nelle more dell'intesa con lo Stato in ordine alla definizione
dei rapporti finanziari tra lo Stato e la Regione prevista
dall'articolo 27, comma 4, e dall'articolo 28, comma 2, della
legge regionale 4 agosto 2015, n. 15, e successive modifiche ed
integrazioni, al fine di contribuire a sostenere le funzioni
essenziali e garantire il pagamento degli emolumenti al personale
degli enti, è disposta per l'anno 2016 l'assegnazione
straordinaria di 23.900 migliaia di euro alle Città metropolitane
e ai liberi Consorzi comunali, di cui 350 migliaia di euro per i
lavoratori precari del libero Consorzio comunale di Enna (Missione
18 - Programma 1 - Capitolo 191302).
2. Con decreto dell'Assessore regionale per le autonomie locali e
la funzione pubblica, di concerto con l'Assessore regionale per
l'economia, le risorse di cui al comma 1 sono ripartite tra gli
enti di cui al comma 1 in funzione degli squilibri di bilancio
relativi all'esercizio finanziario 2016, tenendo anche conto delle
disposizioni di cui all'articolo 1, comma 756, lett. b), della
legge 28 dicembre 2015, n. 208».
All'articolo 9 ci sono emendamenti soppressivi, se si possono
ritirare, cortesemente.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, io
vorrei capire come dobbiamo procedere.
Noi abbiamo fatto un piccolo incontro informale ed abbiamo
stabilito che stasera approviamo gli articoli 8, 9 e 10.
Secondo me, come ha detto l'onorevole Formica, dovremmo fermarci
un attimo e riscrivere gli articoli 8, 9 e 10. Se vogliamo che gli
stessi arrivino all'approdo. Se, invece, accantoniamo l'articolo,
facciamo dell'altro, ci saranno delle spinte, delle richieste in
ogni articolo, magari differenziati, che creino, magari, delle
forze centrifughe, non centripete. Noi dobbiamo, invece, arrivare
in Aula una sola volta.
Allora, cosa abbiamo detto: all'articolo 8 togliamo le funzioni
delegate, non diamo
PRESIDENTE. L'abbiamo accantonato l'articolo 8
FALCONE. Presidente, allora era stato detto questo: per quanto
riguarda l'articolo 8 non si parla di funzioni delegate, diamo 5
milioni di euro alle ex Province per il servizio dei disabili e
basta.
Andiamo all'articolo 9, se abbiamo fatto questo, all'articolo 9
verranno tutti a cadere i vari emendamenti che danno un milione e
mezzo di euro a un ex provincia, 500 mila euro ad un'altra ex
provincia, togliamo la parte degli squilibri finanziari, perché
dobbiamo anche capirci.
Arriviamo all'articolo 10 e andiamo ad una condivisione. Se
partiamo dall'articolo 9, i miei emendamenti rimangono, Presidente.
E' giusto che lo dica
Se vogliamo arrivare ad una condivisione, fermiamoci un attimo
perché se siamo frettolosi inciampiamo. Già il Governo è inciampato
su una cosa che riteneva importante. Se fosse stata importante ed
obbligatoria non necessitava di norma.
Vorrei ricordare a tutta l'Assemblea che ci sono alla Tabella B
delle spese che non sono supportate da norme, perché? Perché
discendono da un'obbligazione. Se anche questa discendeva da
un'obbligazione non aveva motivo la norma a supporto. Poiché non
discendeva da un'obbligazione, è chiaro che si è messa in
finanziaria ed è andata votata ed è stata votata come è andata.
Presidente, la richiesta di Forza Italia è di fermarci un attimo.
Facciamo tre articoli, perdiamo cinque minuti ma guadagniamo alcune
ore.
PRESIDENTE. Considerato che si tratta di coinvolgere tutti i
deputati in questo dibattito, non può essere che nel chiuso di una
stanza alcuni decidano. Questo per massimo rispetto della
Commissione Bilancio , onorevole Falcone.
Onorevole Falcone, se mi dice di approvare gli articoli 8, 9 e 10
non è che lei, onorevole Falcone, è detentore della verità e gli
altri no Non possono essere quattro deputati a decidere in
corridoio dopo il lavoro fatto dalla Commissione Bilancio , che è
un fatto tecnico.
Se mi dice che le funzioni debbano essere dirette dalle città
metropolitane e dai liberi consorzi o li debba assegnare
successivamente la Regione, non glielo so dire perché
l'approfondimento lo ha fatto la II Commissione.
Svolgiamo liberamente il dibattito in Aula, sapendo che si deve
trovare la soluzione. Non è che poi - ripeto - per un fatto di
ripicca si vota contro e bocciamo il trasferimento di queste somme
Se lei esprime le sue perplessità, onorevole Falcone, in modo tale
che qualcun altro possa intervenire, ad esempio l'onorevole Di
Giacinto, i componenti la II Commissione - diciamolo chiaro quanto
vogliamo dirci.
L'onorevole Falcone mi ha invitato a sospendere l'Aula e a
proseguire il lavoro in un'altra stanza. Non è lavoro che si può
fare in un'altra stanza. Se si dovesse procedere in questo modo la
sede più opportuna è la II Commissione.
Si ritorna all'articolo 8, precedentemente accantonato.
Tengo a precisare che non è un dibattito con l'onorevole Falcone,
è un dibattito con tutta l'Aula.
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, non devo illustrare l'articolo
8, voglio partecipare per cercare di trovare la quadra sugli
articoli 8, 9 e 10, così come abbiamo fatto per gli articoli 1, 2,
3, 4 e 5.
Ho ritirato un emendamento soppressivo perché se l'avessi fatto
votare, saremmo stati tutti a casa.
Dobbiamo trovare l'accordo qui dentro sugli articoli 8, 9 e 10
così per come è scritto nel disegno di legge, non dobbiamo fare né
emendamenti né altro.
Se andiamo ad esaminare tutti gli emendamenti ed entriamo nel
merito non è un accordo.
Sono d'accordo su quanto ha detto l'onorevole Panepinto, di farli
così per come sono altrimenti non ce ne usciamo.
PRESIDENTE. Onorevole Greco, mi trova in perfetta sintonia, ma il
problema è stato sollevato dal Capogruppo di Forza Italia.
Sto dicendo di andare avanti con l'articolo 8. Onorevole Falcone,
ha seguito l'intervento dell'onorevole Greco? Ci dobbiamo intendere
su cosa stiamo parlando, onorevole Falcone.
Allora, c'era una proposta di accantonamento. La proposta di
accantonamento, purtroppo, non può trovare accoglimento, onorevole
Falcone. La proposta di accantonamento dell'articolo 8 formulata
dall'onorevole Formica non può trovare accoglimento anche se
l'avevamo fatta, perché sostanzialmente lei ha detto di rinviare
anche l'articolo 9, quindi di trovare in altra sede la soluzione.
Non è così che si può operare, onestamente
Andiamo avanti, noi sappiamo responsabilmente che dobbiamo
approvare gli articoli 8, 9 e 10, questo lo sappiamo, questo è un
patto fra gentiluomini. Questo si può fare, entriamo nel merito
senza bisogno di andare nelle segrete stanze a vedere come fare
Andiamo avanti e di conseguenza operiamo. Stiamo discutendo
dell'articolo 8 senza fare confusione.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
l'articolo 8, così come è uscito dalla Commissione, prevede che da
un lato dà 5 milioni di euro per i disabili, per quanto riguarda il
servizio di assistenza e di cura nei confronti delle disabilità
fisiche o sensoriali, ma dall'altro lato attrae questa competenza
all'Assessorato regionale alla Famiglia perché poi,
successivamente, tale funzione dovrebbe essere ridata all'ex
province.
Noi diciamo una cosa molto più semplicemente, perché siamo a fine
anno, perché è un assestamento e non è una legge di stabilità,
approviamo il mio emendamento, l'8.22, che dice: si dà un
contributo di 5 milioni di euro alle ex province per la funzione di
cui all'art. 27 che sono l'assistenza, la cura, i servizi ai
disabili , e poi successivamente in sede di legge di stabilità si
fanno le norme di riforma, le norme di riordino. Qua dobbiamo
capire una cosa e lo dico al Governo, Presidente Crocetta, noi
vogliamo assistere i disabili o vogliamo cambiare completamente
aprendo all'Assessorato alla Famiglia?
Ultimamente ci sono tutti i funzionari con cui parliamo che si
lamentano del carico di lavoro. Noi dobbiamo alleggerire la
Regione, non la dobbiamo sovraccaricare In questo momento i
funzionari e i dirigenti sono sovraccaricati, allora perché
caricarli di una ulteriore funzione che rischia di non risolvere i
problemi dei disabili, ma rischia di aggravarli questi problemi, di
complicarli
Ed allora, l'appello che facciamo stasera è: approviamo come
emendamento sostitutivo dell'intero testo l'emendamento 8.22 che
dice, ne do lettura: per lo svolgimento fino al 31 dicembre 2016
dei servizi e delle attività di assistenza degli alunni con
disabilità fisica o sensoriali previsti dall'art. 27 della Legge 4
agosto 2015 n. 15 per l'anno scolastico 2016 e 2017 è autorizzata
la spesa di 5 mila migliaia di euro per l'anno finanziario 2016 .
Abbiamo risolto con un comma un intero problema. Perché dobbiamo
andarci a rompere la testa e pensare, attraiamo le funzioni, poi le
deleghiamo, complichiamo.
Allora, io lo dico al Presidente Crocetta, noi dobbiamo risolvere
il problema dei disabili, non dobbiamo oggi fare delle norme di
riordino.
DI GIACINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
l'articolo 8 è stato ampiamente discusso in Commissione Bilancio
e alla fine si è trovata questa soluzione.
Per intanto, non è vero che le competenze, le competenze
economiche passano all'Assessorato alla Famiglia, ma di fatto la
realizzazione e la gestione delle attività passano in capo, sono
delegate ancora alle città metropolitane, ai liberi consorzi
comunali.
Perché noi diamo questi soldi e facciamo anche la previsione 2017-
2018? Perché quello che l'onorevole Falcone non dice è che noi
stiamo garantendo il servizio di continuità a questi ragazzi che
ancora oggi sono fermi e sono a casa. Lui si dovrebbe porre il
problema di come iniziare dal 1 gennaio. Siccome questo problema
credo che non se l'è posto perché vuole semplicemente dare i 5
milioni per il 2016 ma non si pone il problema del 2017 e 2018, con
questo articolo che cosa facciamo?
Noi diamo le competenze anche per il 2017 ed il 2018 e, quindi,
diamo continuità, a parte che diamo anche tutti gli altri servizi
di convitto, semi convitto, igienico personale, cosa che lui non
prevede nel suo articolo per cui molti di questi ragazzi con la
riscrittura Falcone, 8.22, continuerebbero a rimanere a casa, ecco
perché noi chiediamo, per quanto mi riguarda e come Commissione
Bilancio , credo, chiediamo che venga votato l'articolo così com'è
perché di fatto lo abbiamo approfondito in Commissione Bilancio .
Non è un piacere quello che stiamo facendo, è una cosa per i
ragazzi diversamente abili.
PRESIDENTE. Grazie, è abbastanza chiaro, entrando nel merito alla
fine può essere che ci capiamo meglio.
CASCIO SALVATORE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO SALVATORE. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
intervengo sull'articolo 8 in quanto Presidente della I Commissione
per stabilire le regole che questo Parlamento dovrebbe avere.
Le regole sono che gli emendamenti vanno nelle Commissioni di
merito, che entrano nella sostanza dell'emendamento, mentre la
Commissione Bilancio ha il compito di variare o ricercare le
risorse. Penso che avevo questo compito e l'ho fatto questo compito
insieme agli altri componenti della Commissione.
Detto questo, come premessa, sono favorevole al testo e sono
favorevole al testo per un semplice motivo, perché questo testo,
così per come è stato scritto, è anche lungimirante perché noi ci
poniamo un problema oggi che è il dissesto delle ex province e dei
liberi Consorzi.
Tutti ci dibattiamo a trovare soldi per le province e questo
articolo va incontro a questo perché stiamo togliendo dal bilancio
delle province per caricarlo sul bilancio della Regione i soggetti
disabili, i servizi ai soggetti disabili, ma nello stesso tempo noi
stiamo garantendo ai disabili perché al comma 2 la gestione del
servizio è affidato alle province ed alle Città metropolitane. Per
l'utente finale non cambia niente perché l'utente finale avrà una
continuità di servizio: lo faceva la provincia e lo continuerà a
fare la provincia. Se non si capisce questo che si va incontro,
caro onorevole Falcone, proprio alle province, mi arrendo, non ci
sono altre cose, è un fatto solo speculativo.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, lei mantiene il suo emendamento?
MILAZZO GIUSEPPE. Li manteniamo tutti
PRESIDENTE. Dopo questi interventi, lei mantiene il suo
emendamento. Ha sentito i colleghi parlamentari quello che hanno
detto? Hanno spiegato il perché: garantire la continuità
assistenziale anche per il 2017 ed il 2018 perché si
interromperebbe il 31 dicembre 2016. Questo è stato detto. Lei,
onorevole Milazzo, quando vuole fa interventi di buon senso, quando
vuole. Questo è il suo momento.
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, ora guardi come sono di buon
senso. Intanto, per buon senso possiamo leggere il comma 1, per
buon senso, visto che l'onorevole Di Giacinto ha detto che noi
sosteniamo una cosa che non esiste: I servizi e le attività di
assistenza agli alunni con disabilità fisiche o sensoriali svolte
dalle ex Province regionali ai sensi dell'articolo 27 della legge
regionale 4 agosto 2015, n. 15, con particolare riguardo ai servizi
di trasporto, di convitto e semi convitto e ai servizi relativi
agli ambiti igienico-personale, comunicazione extra scolastico,
attività extra scolastica integrativa e autonomia e comunicazione,
sono , quindi ha elencato tutte queste competenze o funzioni,
sono attratti non a tratti, un poco sì ed un poco no sono
attratti , sono avocati, me li prendo, diventano mie, non sono più
tue, te le faccio fare io, ma sono io al di sopra di questo
meccanismo Questa è una tipica cultura comunista, cioè io mi
prendo tutto, poi ti concedo, tipo Statuto albertino Io mi
prendo tutto e lo concedo
Noi ci stiamo battendo, signor Presidente, su un fatto culturale
Questo articolo rappresenta un fatto culturale. Noi siamo per
approvarlo subito, ma che salti questo periodo Che si esercitino e
si trovi copertura a tutte queste funzioni, ma che non vengano
attratte verso la Regione, perché - Presidente - un corpo lasciato
libero viene attratto verso il basso; l'onorevole Di Giacinto e il
Governo hanno smentito la teoria gravitazionale.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, io volevo spiegare le ragioni di questo articolo.
Fondamentalmente, i motivi sono due. Il primo è garantire
continuità del servizio, quindi, dal punto di vista finanziario,
prendendo la funzione ci assicuriamo che non ci siano più i casi
dei disabili che devono rimanere a casa, con il rischio di perdere
l'anno scolastico. Così abbiamo garanzia che d'ora in avanti
sosterremo finanziariamente la funzione. Quindi, questo è un primo
motivo che ha portato a questo articolo.
Il secondo, non meno importante, è che oggi ci sono livelli di
servizio molto differenti sul territorio della Regione siciliana,
sia in termini di assistente per disabile: chi ha uno a uno, chi ha
uno a due, chi ha uno a tre; sia in termini di numero di ore per il
quale viene data l'assistenza. L'obiettivo è dare delle linee guida
e dare a tutte le province lo stesso livello di servizio,
garantendone il sostegno finanziario. L'operatività viene ridata
alle province, così come oggi.
E' soltanto il dare le linee guida in termini di livelli di
servizio, per omogeneizzarlo, e il sostegno finanziari per la
continuità. Queste sono le motivazioni.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente dell'Assemblea, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, Assessori, l'articolo 8, che non è frutto solo
ed esclusivamente dell'azione del Governo, ma dell'azione
importante della I Commissione, giunge nella Commissione Bilancio
dopo che abbiamo ascoltato tutti i rappresentanti dei genitori,
tutti i rappresentanti dei docenti, tutti i rappresentanti delle
province, proprio perché volevamo avere un quadro chiaro della
situazione.
Qual è la situazione drammatica che vivono i ragazzi e le ragazze
diversamente abili, alcuni dei quali, non bisogna dimenticarlo e mi
rivolgo a tutti i colleghi, ancora sono a casa e non stanno
frequentando? Perché l'attività fino ad oggi è stata organizzata e
gestita dalle province, le quali province - onorevole assessore
Lantieri - quando avevano le risorse pagavano e facevano partire il
servizio, quando non avevano le risorse non facevano partire il
servizio. Un dato: Siracusa ancora deve pagare gli operatori per il
2014, per il 2015 e per il 2016, sicché quest'anno gli operatori
non hanno accettato l'incarico e il servizio è partito solo da
qualche giorno. Di conseguenza, si è venuta a creare una disparità
di trattamento odiosa tra i ragazzi diversamente abili, che in
alcune province vanno a scuola e in altre province non vanno a
scuola.
Allora la proposta, che noi abbiamo accolto e fatto nostra e che
siamo qui intenzionati a difendere fino alla fine, è di separare i
due momenti: l'organizzazione e la gestione del servizio rimane in
capo alle città metropolitane e alle ex province; invece il
pagamento di quanto dovuto viene attratto verso la Regione. Cosa
significa? Che dei tre momenti - organizzazione, gestione e
pagamento - l'organizzazione e la gestione restano in capo alle ex
province, ed il pagamento diventa invece un fatto certo perché su
incarico della Regione. Per cui, i ragazzi da Trapani a Messina, da
Caltanissetta a Gela, partiranno tutti lo stesso giorno perché a
pagare sarà la Regione.
Dopo di che, questo articolo dà certezza non solo per quanto
riguarda l'anno scolastico 2016/2017, ponendo la posta fino al 31
dicembre 2016, ma fa un'altra cosa importante. Poco fa l'onorevole
Greco, ma anche il Presidente Cascio e insieme all'onorevole Di
Giacinto, si ponevano il problema: e dal 1 gennaio cosa faranno
questi ragazzi? Ritorneranno a casa? Continueranno ad evadere
dall'obbligo scolastico? Continueranno a non essere inseriti nel
percorso educativo? La Regione si fa carico di porre 19 milioni e
150 mila per tutto l'anno 2017. Cosa significa l'anno 2017? La
parte di anno scolastico 2016/2017 e la parte di anno scolastico
2017/2018. E dal momento che poi ci saranno le elezioni e dal
momento che non sappiamo cosa succederà nel 2018, per non lasciare
i ragazzi a casa abbiamo pensato anche al 2018. E quindi abbiamo
dato la possibilità agli Enti di fare partire i corsi. Questo vi
chiediamo.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, le
belle parole incantano tutti ma i fatti - purtroppo - sono tante
volte più ostinati dell'apparenza.
Siccome questo Governo, e purtroppo questo Parlamento, si è
intestata quella famigerata legge di cambiare il nome alle province
e con tale nefandezza si è creato questo problema, adesso si cerca
di mettere su lo specchietto delle allodole. Mi sembra l'articolo
117 della bozza di riforma costituzionale di cui andremo a votare
il 4 dicembre, che attribuisce le stesse materie allo Stato e alla
Regione, salvo poi fare lo slogan paravento abbiamo abolito la
legislazione concorrente , quando invece daranno la stura perché le
stesse materie sono per gran parte di competenza sia dello Stato
che della Regione.
Allora, mi spiegate che significa che attraiamo alla Regione le
attività di assistenza e poi la Regione delega la realizzazione e
la gestione delle attività?
Presidente Vinciullo, il problema non è che era della provincia di
Siracusa o della provincia di Ragusa. Il problema era che la
Regione non dava i fondi alle province. Non trasferiva i fondi e
quindi, automaticamente, il servizio veniva meno.
Allora, il problema è assicurare i fondi, non togliere alle
province la gestione di questo servizio accentrandolo a Palermo,
dove creeremo ulteriore confusione.
Signor Presidente, sa qual è il rischio vero? Che i ragazzi
disabili rischieranno di restare a casa ugualmente, ma in più,
resteranno a casa 1300 operatori che attualmente curano nelle
province i servizi. Altro che manovra di civiltà, Presidente
Vinciullo
Mi dispiace che lei, da professore di lettere, consenta questa
contraddizione in termini tra l'articolo 1, dove attrae tutto e il
contrario di tutto alla Regione, e il comma 2 che poi delega alle
province. Che cosa avviene? Questo articolo si doveva limitare a
stanziare fondi. Opportunamente era previsto per il 2016, 2017 e
2018. Ma cosa c'entra sottrarre questa competenza alle ex province,
ai consorzi metropolitani? Me lo spiegate?
Finiamola con il paravento di portare la difesa dei più deboli per
mascherare chissà cosa. Per sottrarre ai liberi consorzi quella che
era una gestione che da anni svolgevano con grande generosità e con
grande senso del dovere. Certo, se poi non avete trasferito i fondi
la colpa era della provincia di Ragusa o di Siracusa? La colpa era
di questo Governo regionale.
Ma non stravolgiamo la normativa.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, di
questa vicenda ce ne siamo occupati a lungo in Parlamento. Ritengo
che ci sia una priorità su tutte che è quella di scrivere una norma
chiara tale da poter garantire che il servizio disabili venga
effettivamente erogato.
Certo, spazi e margini di miglioramento ce ne sono sempre. Però mi
sembra che, a fine anno, nel momento in cui dobbiamo andare a
garantire la gestione del servizio con tutti i problemi che ci sono
stati, quando sembrava che il rischio dell'interruzione fosse
concreto, dopo la vicenda di quest'estate, dove abbiamo finito con
il fare la legge elettorale e lasciare il servizio per disabili
come un servizio interrotto, andare a prevedere attraverso
l'assestamento di bilancio, una modifica sostanziale al modo in cui
l'attività, seppur con mille difficoltà per gli operatori e per i
disabili è stata gestita in questi anni, risulterebbe assolutamente
rischioso.
La nostra proposta, attraverso questo emendamento è, ad oggi
stanziamo le somme che sono indispensabili per poter continuare ad
erogare il servizio. Nel frattempo, attraverso una riforma che
passa attraverso un disegno di legge che sia concordato, questo
andiamolo a prevedere, attraverso la commissione di merito,
sentendo le parti, e se dovessero venir fuori delle opportunità per
garantire il servizio in maniera maggiormente efficiente - viva Dio
- saremo tutti nelle condizioni di voler e poter approvare questo
provvedimento.
Ma in questo momento, secondo noi, il rischio è che la Regione
possa autonomamente decidere cosa fare di quelle somme, se
stanziarle o meno, se garantire l'erogazione del servizio con altri
operatori, attraverso un riferimento ad altri ambiti, attraverso il
riferimento a personale nuovo, perché ora stiamo per arrivare in
una fase che è la fase conclusiva della legislatura; diciamocelo
chiaro, non vorremmo che gli operatori che stanno facendo il
servizio in questi anni e che si sono specializzati in queste
attività adesso debbano essere messi fuori per fare spazio a nuove
clientele.
Questa è ovviamente l'ultima cosa che vorremmo auspicare e che noi
vorremmo poter verificare.
Allora, lasciamo in questo momento la disponibilità finanziaria in
capo alle province che sono gli enti che con procedura di gara
stanno gestendo il servizio, che sono gli enti che attraverso le
cooperative, stanno garantendo la continuità di questo servizio per
disabili gravi. Non è questo il momento di andare a cambiare la
riforma in assestamento di bilancio. L'assestamento di bilancio è
stato il grande tema di queste settimane. Doveva servire a
riequilibrare e ad assestare i conti della Regione. Non a fare
riforme.
Quindi, signor Presidente, era già anomalo lo stesso comma
dell'articolo 8, perché entrava nel merito di una riforma andando a
stravolgere il modello di gestione.
Secondo me, siccome ci stiamo dando delle priorità che sono legate
ai Comuni, alle Province, all'assistenza per i disabili, manteniamo
questo principio: continuiamo ad erogare il servizio, all'indomani
dello stanziamento e della garanzia delle somme, per i disabili si
farà una legge organica attraverso la quale andare a riequilibrare
il sistema, a migliorarlo e ad efficientarlo, ma oggi garantiamo
questo servizio perché non vorrei, questo è credo l'ultima cosa che
chiunque in questa Aula oggi ci si può auspicare, che passa questo
comma con questo articolo e noi ci ritroviamo fra un mese e mezzo
ad interrompere il servizio con una Regione che si è impantanata e
che non è più nelle condizioni di garantire il servizio ai
disabili.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
brevemente perché siamo convinti, non è strumentale, della
posizione che ha preso il gruppo di Forza Italia, ma anche il
gruppo PID, e Grande Sud, rispetto all'articolo 8.
Qui c'è una preoccupazione, ed era quella che avevano anche
rappresentato in Commissione Bilancio, di garantire la continuità
del servizio. E allora, quando si sono lamentati i genitori e si
sono lamentati i commissari non perché il servizio partiva in una
provincia o città metropolitana e nell'altra no, è perché non erano
state trasferite le risorse.
Oggi la Regione è senza bilancio. Riesce ad impegnare le somme?
No, perché i liberi consorzi e alle città metropolitane, con il
trasferimento delle somme, che sono vincolate, non possono gestire
il servizio, ciascuno a modo loro. Quindi anche per il 2017, 2018
si da continuità, perché anche le province, le città metropolitane
e i liberi consorzi impegneranno le somme con i dodicesimi al pari
della Regione. Quindi non si capisce la ragione per la quale devono
essere attratte alla Regione le funzioni, e poi delegate alle città
metropolitane ed ai liberi consorzi.
Evidentemente questo articolo nasconde altro
Ma siccome l'obiettivo che tutti noi, che l'Aula, il Parlamento,
vuole prefiggersi, è quello di dare garanzia di continuità di
servizio, non si comprende bene perché nell'assestamento di
bilancio si vuole fare una norma di riordino, perché questa è una
norma di riordino, tant'é che si deve istituire un nuovo capitolo e
non ha alcun senso dal punto di vista pratico, dal punto di vista
dell'immediatezza, perché la necessità è garantire un servizio.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, colgo l'occasione,
vista la presenza così copiosa di assessori, proprio per fare una
domanda e capire queste risorse se sono ricompresse nel piano di
riparto che ad agosto è stato emanato dal Ministero degli affari
regionali.
Ricostruisco la vicenda. A fine luglio in Conferenza stato-regioni
è stato creato uno schema di decreto dove per dare risorse
economiche alle funzioni stabilite dall'articolo 3 della legge 104
e dal decreto legislativo 112 del 1998, che affida proprio alle
province o ai comuni in forma associata, i servizi di assistenza al
trasporto, alla comunicazione per gli alunni che hanno varie
tipologie di disabilità. Bene, in questo schema di riparto, alla
fine del riparto che consiste in settanta milioni per il 2016, le
Regioni a statuto speciale erano escluse.
Le Regioni a statuto speciale erano escluse, però non erano
escluse nel 2015. Quindi nel 2015 eravamo nel piano di riparto, nel
2016 non siamo nel piano di riparto. Nonostante le richiesta fatte
all'assessore Marziano, qui, si ricorderà a luglio che ci disse: ci
deve rispondere probabilmente l'Assessore agli enti locali oppure
l'Assessore Micciché alla famiglia, di certo non riguarda
l'istruzione, dato che ci sono gli altri due Assessori vorrei
chiedere se e in che modo siamo stati inclusi nel piano di riparto.
Perché è chiaro che se la nostra Regione è stata esclusa da questa
ripartizione di somme, noi dobbiamo provvedere con risorse proprie,
è chiaro che si proverà in tutti i modi a farlo, però non si
riuscirà a dare copertura ai servizi che si devono dare e, proprio
come diceva poc'anzi l'onorevole Figuccia, la prossima volta ci
ritroveremo a dovere racimolare praticamente gli spiccioli
all'ultimo momento, dopo avere già fatto trascorrere parecchi mesi
a casa a questi ragazzi e tenuto le famiglie ostaggio delle
incertezze economiche, oltre che legislative, e ancora una volta
fanalino di coda nella possibilità di potere dare dei servizi che,
ricordo a tutti, e anche a me, sono obbligatori. Quindi Presidente,
prima della votazione, se ci può fare dare dei ragguagli su questa
situazione che è veramente poco chiara ed anomale, perché ripeto da
quest'anno siamo stati esclusi e noi vorremmo capire il perché e
che cos'è si è messo in moto per chiarire questo punto.
ALONGI. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onestamente ho
ascoltato con attenzione gli interventi e l'Aula, sa che io su
questa vicenda sono intervenuto tante volte anzi più volte.
Ma io vorrei intanto focalizzare un tema che secondo me è molto
importante, che nessuno da questi microfoni ha sottolineato. Noi
stiamo individuando una risorsa di 5 milioni di euro, dico 5
milioni di euro, per garantire il servizio fino alla fine
dell'anno, e questo credo che sia una cosa importante che non è
stata detta. Spieghiamo perché poi buttiamo allarmi, facciamo
preoccupare i lavoratori, lanciamo qualche amo ai lavoratori,
lanciamo qualche amo alle famiglie, io non lo so che ami vogliamo
lanciare.
A noi interessa, credo a quest'Aula interessa, due cose
fondamentali: che il servizio venga garantito, che ci sia sempre
alta professionalità e che i lavoratori che hanno operato
continuino ad operare, assistendo quei disabili che assistono da
decenni.
Il comma 2, siccome il collega Milazzo citava il comma 1 avendolo
letto, non ha letto un pezzo che è il comma 2, lo voglio leggere e
vorrei lanciare una mia proposta se siamo d'accordo, se l'Aula è
d'accordo, se il Governo è d'accordo, Presidente Crocetta e
Assessore Baccei.
Il comma due dice: che la realizzazione e la gestione delle
attività di cui al comma 1 è delegata alle città metropolitane e ai
Liberi Consorzi , lo dice chiaro.
Vogliamo essere più chiari, evitiamo, perché poi ci sono province
e province dove ognuno ha la sua realtà, dove ci sono le proprie
cooperative, dove c'è professionalità, evitiamo che si possa poi
fare una gara unica regionale, individuiamo una integrazione al
comma 2, dopo Liberi Consorzi, Presidente Crocetta, virgola
aggiungerei io, che provvedono alle gare, cosa voglio dire con
questo? Che ogni singola provincia ex provincia, ogni città
metropolitana provvede a fare la propria gara nella provincia
conoscendo realtà, facendo controllo, verificando atti di gestione,
non facendo disparità.
E' importante che oggi il Governo dall'alto serva, non a togliere
potere alle province, ma a garantire come sempre ho specificato al
Presidente Vinciullo, a garantire disparità di trattamento nelle
loro province.
Quindi aggiungo e tagliamo la testa al toro, secondo me,
aggiungiamo che le gare devono essere svolte dalle singole città
metropolitane o province, affinché non ci sia la preoccupazione nei
confronti delle cooperative, dei lavoratori che già hanno operato e
delle persone che abbiamo assistito, credo che questo sia un fatto
importante.
Se poi vogliamo lanciare ami, lanciare ami al lavoratore
dicendogli li stabilizzeremo, lanciare ami alle famiglie e fare
questi ragionamenti, io a questo gioco non ci sto.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, quando le cose non
sono chiare, poi alla fine si discute anche su ciò su cui siamo
tutti d'accordo, ed è il caso di questo articolo.
Tutta l'ARS è d'accordo ad approvarlo velocemente questo tipo di
intervento, è chiaro che una proposizione per nulla chiara sta
mettendo gli uni contro gli altri e sta pregiudicando
l'approvazione stessa dell'articolo. Sono state dette un sacco di
cose che non corrispondono al vero.
Primo, è stato detto che facendo in questo modo si dà la
continuità anche al 2017 e 2018, ed è una mezza verità, se non una
bugia, in quanto nessuno mette in discussione il comma 4, c'è pure
un emendamento di riscrittura del comma 4, ma che dice esattamente
la stessa cosa, e cioè 2017 e 2018.
Secondo punto, il servizio nelle Province non ha funzionato dal
momento in cui il Governo non ha trasferito le risorse alle
Province stesse. Anzi, per l'esattezza, Presidente Ardizzone, il
servizio non ha funzionato dopo che inopinatamente questa Assemblea
ha votato un emendamento della finanziaria che impediva il ricorso
al personale esterno per l'assistenza ai disabili durante il
trasporto, o anche per l'assistenza nella classi, demandando il
servizio al personale interno ATA. Cosa che ha provocato il blocco
totale di questo servizio.
Noi sostanzialmente chiediamo solo che finalmente vengano
trasferiti i 5 milioni, così come era prima per il 2016, poi i 19
milioni e mezzo globali, così come previsto, per gli anni 2017 e
2018, che è una cifra, che è assolutamente capiente e tale da far
funzionare il servizio anche nel 2017 e anche nel 2018.
Non si capisce l'intervento di tipo ordinamentale, di
programmazione e di rivoluzione in questo settore operato con
questa modifica, che apporta la proposta dell'articolo 8 del
Governo.
Basta ritornare a ciò che dobbiamo fare, i 5 milioni per il 2016,
e i 19 milioni e mezzo per il 2017 e 2018, perché, e lo si capisce
benissimo dal quinto comma che è un intervento di tipo
programmatorio che rivoluziona il tutto. Se il Governo regionale
intende attrarre a sé questo servizio lo dica chiaramente, come lo
si evince dal combinato disposto dei vari commi che ha proposto, lo
dica in maniera chiara senza andare a proporre il comma 1, poi il
comma 2 che dà le funzioni, è una complicazione assolutamente
inutile, bisogna aprire un altro capitolo di bilancio per quanto
riguarda l'assessorato alla famiglia.
E' tutta una serie che complica la situazione, piano e bene fa il
Governo a dare 5 milioni per quest'anno e i 19 milioni e mezzo per
il 2017 e 2018, ma eliminiamo anche il sospetto che il Governo
regionale voglia espropriare le Province di questo servizio, e ce
ne usciamo subito Presidente.
CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA. Presidente della Regione. Onorevole Presidente,
onorevoli deputati. Io voglio sgombrare subito un equivoco che
potrebbe essere intuito senza qualche specificazione all'interno
della norma, cioè che il Governo intenda avocare a se la gara e la
gestione del servizio per i disabili.
Mi sembra che la proposta dell'onorevole Alongi sia una proposta
di buon senso che, a questo punto, credo possa fare, se accolta,
come io ritengo possa essere accolta, cioè il fatto che le gare
rimangano di competenza dei liberi consorzi e delle città
metropolitana, quindi che evita ogni equivoco su questa cosa e
credo che possa fare venire meno l'esigenza, in qualche modo, di
rinviare alla finanziaria la definizione di questa legge.
Ve lo dico per un semplice motivo: dall'analisi che io
personalmente ho fatto sul costo del servizio dei disabili,
emergono difformità inaccettabili, laddove per difformità viene
fuori che, magari, un servizio in una provincia costa 10 ed in
un'altra provincia costa 5 volte tanto, cioè costa 50. E' ovvio che
i liberi consorzi e le città metropolitane, in questo modo, non ce
la riusciranno a fare mai con i costi, tanto è vero che, laddove il
servizio è stato mantenuto, essenzializzato, ai doveri previsti
dalla legge e nelle tariffe logiche che bisogna attuare, si fa.
Laddove, invece, è esasperato, ci sono difficoltà di copertura
finanziaria.
Io credo che, se noi attuiamo questa legge, fissando standards e
parametri da parte del Dipartimento regionale, facciamo un favore
ai liberi consorzi, perché li sgraviamo di una serie di costi.
Quindi credo di fare un appello a tutti, posto come accettato
dall'assessore Baccei e dall'assessore Miccichè, il fatto che
l'emendamento Alongi è fatto proprio dal Governo, io credo di fare
un appello all'onorevole Formica e all'onorevole Falcone perché io
credo che questo possa essere una mediazione importante rispetto
alle questioni che hanno sollevato.
PRESIDENTE. Però l'emendamento va scritto e se lo scrive il
Governo può essere che...
CROCETTA. Presidente della Regione. Va bene scriviamo questo
emendamento, onorevole Alongi.
PRESIDENTE. Allora, possiamo inserire, che provvederanno
autonomamente ad espletare le procedure di affidamento'.
Al comma 2 aggiungere dopo liberi consorzi comunali,' che
provvederanno autonomamente ad espletare le procedure di
affidamento', per dire che non è concentrato tutto nella Regione
siciliana. Si tratta di un'ulteriore riaffermazione.
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Non può parlare sull'emendamento.
Onorevole Milazzo, deve essere consequenziale a quanto si è detto
fino ad ora. Intato, dobbiamo assicurare il servizio, che venga
assicurato dalle province o dalla Regione
MILAZZO GIUSEPPE. Questa è la sua opinione, Presidente, non la
mia
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, lei non ha la bontà di ascoltare
gli altri.
Considerato che l'onorevole Milazzo mi ha preannunciato voto
segreto su tutto, non vorrei che preso da questa euforia del voto
segreto venga meno agli impegni che ha assunto ossia di portare un
risultato che possa garantire il servizio.
Intanto, la soppressione dell'intero articolo non è possibile.
FORMICA. Si proceda per commi
PRESIDENTE. Bravo. Esatto. Intanto, invito a ritirare gli
emendamenti soppressivi dell'intero articolo.
MILAZZO GIUSEPPE. Non ritiro niente.
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, lei ne fa una questione di
principio e rischia di fare naufragare tutto il ragionamento fin
qui fatto.
Siamo d'accordo che debba essere garantito il servizio. La
questione è nata su chi lo deve garantire.
La Regione, anche se non è stato detto, viene cambiato
l'ordinamento, o le province? La questione è aperta. Su questo si
pronunci liberamente il Parlamento.
Non possiamo dire che, a scrutinio segreto, portiamo la
soppressione dell'intero articolo.
FALCONE. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di ritirare
l'emendamento 8.1.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Quindi, gli emendamenti 8.1, 8.11, 8.17 sono ritirati. L'Assemblea
ne prende atto.
Si passa all'emendamento 8.18, degli onorevoli Grasso ed altri.
GRASSO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 8.2, a firma degli onorevoli Falcone ed
altri, che prevede la soppressione del comma 1.
Il parere delle Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
FALCONE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 8.2
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 8.2.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 66
Maggioranza 34
Favorevoli 30
Contrari 36
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 8.3, a firma degli onorevoli Falcone ed
altri. Onorevole Falcone, lo ritira?
FALCONE. No.
PRESIDENTE. Come no? Perché se lei mi mantiene la soppressione
della norma che prevede l'attribuzione alle province, lo fa la
Regione direttamente, sto venendo incontro alle sue esigenze. Come
no? Mi scusi, lei prevede la soppressione del secondo comma, che
prevede che la realizzazione e la gestione delle attività del comma
1 è delegata alle città metropolitana. Se passa questo emendamento,
quindi, rimane tutto in capo alla Regione. Allora, è in
contraddizione il suo ragionamento Io la invito al ritiro.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, noi
intendiamo mantenere l'emendamento 8.22, è l'unico emendamento che
riporterà le cose nel proprio ordine, quindi, gli emendamenti
precedenti all'8.22 sono da intendersi ritirati
L'emendamento 8.22 lo manteniamo, il resto è nelle cose.
PRESIDENTE. Scusi, quindi l'emendamento 8.3 è ritirato?
Ritira tutti tranne l'8.22.
FALCONE. No, ritiro gli emendamenti 8.3, 8.7, 8.4, 8,8. Rimane
l'emendamento 8.22.
PRESIDENTE. Allora, avevamo compreso bene
Si passa all'emendamento presentato dal Governo, l'8.27 che
aggiunge al comma 2 che provvederanno singolarmente ad espletare
le procedure di affidamento . Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Onorevole Falcone, l'emendamento 8.22 mi sembra precluso,
comunque. Veda che è precluso, lo legga bene, lei che è attento
Sì, però, la invito alla riflessione, mi sembra precluso per cui la
invito al ritiro.
FALCONE. Un attimo, avevo detto in premessa, nella discussione
dell'articolo, che l'emendamento 8.22 non intendevasi come
emendamento al comma 3, ma era al comma 1. E' un subemendamento che
ho preannunciato, se oggi dobbiamo cambiare le regole
procedimentali è un'altra cosa.
PRESIDENTE. Lei riferisce l'emendamento 8.22 al comma 3. Quello
che intendeva rimane nella sua mente, ma quello che ha scritto è
questo, per cui, mi dispiace, è precluso.
FALCONE. Continuiamo, continuiamo
PRESIDENTE. Quello che intendeva E' ritirato.
Si passa all'emendamento 8.24, a firma degli onorevoli Greco G. ed
altri. E' inammissibile.
GRECO GIOVANNI. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Pongo in votazione
l'articolo 8.
FALCONE. Ma che pone in votazione l'articolo 8
PRESIDENTE. Ma se lei ha ritirato tutto
FALCONE. Signor Presidente, lei deve essere super partes. Lei non
sa cosa dice
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, lei si deve dare una calmata, lei è
troppo nervoso.
La seduta è sospesa per qualche minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 20.11, è ripresa alle ore 20.15)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Si passa agli emendamenti 8.5, 8.19, 8.20, 8.21, a
firma degli onorevoli Falcone ed altri. Sono inammissibili. Si
passa all'emendamento 8.15, a firma degli onorevoli Greco G. ed
altri. E' inammissibile.
Si passa all'emendamento 8.10, a firma degli onorevoli Milazzo G.
ed altri.
FALCONE. Perché inammissibili?
PRESIDENTE. Sono inammissibili per problemi di copertura. Lei non
mi può togliere la copertura dopo che abbiamo votato
FALCONE. La copertura si deve spiegare e vediamo
PRESIDENTE. Ma che spiega La copertura la dà il Governo, non la
dà lei
FALCONE. Lo deve dire il Governo. Lei non sa quello che dice
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, lei può trattare solo l'emendamento
8.10. Le do la parola sull'8.10. Gli altri emendamenti per problemi
di copertura sono inammissibili. Non la dà lei la copertura, lei
non è Assessore al bilancio ancora
Ha la parola sull'8.10, la soppressione del comma 5.
FALCONE. Presidente, sull'emendamento 8.10, presentiamo un
emendamento soppressivo perché tale emendamento serve, quanto meno,
per evitare ulteriori complicazioni al servizio.
Ma è chiaro che l'emendamento 8.4, su cui lei non vuole trattare,
non tratta la copertura finanziaria, ma salverebbe 53 persone, che
sono i doposcuolisti di Paternò, di Biancavilla. Sono persone
che sono state immeritatamente messe fuori, e anche l'assessore
Baccei mi ha detto a quattr'occhi che avevo ragione su questa
vicenda.
Io la prego presidente Crocetta di guardare questa norma, che è
una norma che non tocca niente al servizio, ma che salva e mette in
garanzia un segmento di persone che non meritano di essere buttate
fuori dopo vent'anni. Così come è giusto che salviamo gli altri
precari, dobbiamo salvare anche questi.
Presidente Crocetta, è una norma di buon senso, la prego di
guardarla attentamente.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, quello che ha detto è di una
gravità unica, se lei se ne rendesse conto. Mentre noi facciamo
norme di carattere generale, prendendomi gli strali dei
sindacalisti di Catania, della Kore' di Enna, dell'onorevole
Alloro, lei mi viene a dire che c'era una norma che dava copertura
a 53 dipendenti di Paternò che, per carità, pure loro hanno le loro
ragioni.
Noi facciamo norme di carattere generale Mi dispiace quello che
ha detto lei e quello che si è detto con l'assessore Baccei. Mi
dispiace, ma questo emendamento è inammissibile per mancanza di
copertura Quindi, votiamo.
FALCONE. Non lo deve dire lei, lo deve dire il Governo
PRESIDENTE. Lei si è fatto prendere dalla foga. Si è fatto
prendere dalla foga
FALCONE. Lei non sa quello che dice
PRESIDENTE. Si, non so quello che dico io, va bene Lo tratti in
finanziaria
FALCONE. No, lo deve dire il Governo Me lo deve dire il Governo
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, ho parlato col Governo, c'è
mancanza di copertura. Lei andava in II Commissione e si sosteneva
l'emendamento E, probabilmente, glielo avrei dichiarato
inammissibile
FALCONE. Lei si vergogni Si vergogni
PRESIDENTE. Intanto, vada a prendere posto. Complimenti per i suoi
interventi
FALCONE. Lei si vergogni, è uno screanzato
PRESIDENTE. Complimenti per i suoi interventi Complimenti
veramente, onorevole Falcone.
FALCONE. Svergognato Mi dispiace che l'ho votata E' uno
spudorato
PRESIDENTE. Siamo all'emendamento 8.10. Il parere della
Commissione?
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Su che cosa, stiamo votando.
CIMINO. Sull'emendamento, se mi consente.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, gradirei porre l'attenzione e chiederei
all'onorevole Milazzo il ritiro di questo emendamento perché il
comma 5 di questo testo si sposa, rispetto all'iniziativa di
coordinamento che vuole fare
FALCONE. Non siete di parola Svergognati
CIMINO. Chiedo all'onorevole Milazzo di ritirare questo
emendamento soppressivo, perché il comma 5, di fatto, è importante
per l'attività di coordinamento e programmazione che dovrebbe poter
fare l'Assessorato regionale. E, adesso, rispetto all'emendamento
votato, a firma dell'onorevole Alongi, se dovessimo abrogare e
sopprimere questo articolo 5, di fatto, creeremmo nuovamente una
giungla fra le diverse attività che le singole province possono
esperire.
Sono d'accordo sull'iniziativa che l'onorevole Alongi ha voluto
sottoporre all'attenzione dell'Aula. Ma all'Assessorato regionale
bisogna poter garantire un'attività di coordinamento e anche di
uniformità. Non è possibile che un operatore ad Agrigento costa
300,00 euro ed a Palermo ne costa 1.000,00. Quindi, il
ragionamento è proprio nel comma 5 che, venendo meno, secondo me,
tanto varrebbe abrogare totalmente l'articolo e lasciare le cose
così come sono state, cioé che ogni libero consorzio opera per le
proprie determinazioni.
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Onorevole Cimino, ritengo che le cose vadano
separate. Signor Presidente, ritiro l'emendamento, però, vorrei
dire due cose, nel giro di un minuto, sessanta secondi.
Mi appello al Governo perché non è insolito puntare a salvare
persone, non è grave salvare lavoratori. Quindi, mi appello al
Governo. Ognuno di noi qua, ogni volta, richiama la coscienza. Io,
mi sento di richiamare la coscienza del Governo.
Dopodiché dico al presidente Ardizzone, con grande rispetto, che
in questo assestamento di bilancio non ci stiamo limitando a
trasferire, aumentare una risorsa, ma stiamo regolamentando
rapporti fra enti. La Regione con questo articolo sta rivedendo,
sta riscrivendo rapporti giuridici di supremazia con gli enti
minori. Ed è una norma ordinamentale. Secondo me, lei signor
Presidente, doveva stralciare questa norma e farla riproporre con
un solo trasferimento alla città metropolitana ed ai liberi
consorzi. Questo era il tema.
PRESIDENTE. Credo che lei abbia sentito l'intervento
dell'onorevole Presidente della I Commissione, onorevole Cascio.
DIGIACOMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Digiacomo, siccome l'onorevole Milazzo ha
ritirato l'emendamento soppressivo, l'8.10, c'è proprio necessità
di intervenire? Altrimenti, passiamo alla votazione dell'articolo
8.
DIGIACOMO. Sì.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare.
DIGIACOMO. Signor Presidente, intervengo solo per chiarire cosa
dovrebbe fare la Commissione dopo questo invio? Nel comma viene
indicata che la relazione viene mandata all'Assemblea regionale
nella figura della Commissione di merito. Cosa la mandano a fare?
Vogliono un parere? Oppure per presa visione? E' irrituale.
Relazioni, norme e quant'altro vengono mandate in Commissione,
illustrate, per avere un parere, favorevole o contrario,
obbligatorio o non obbligatorio. Se non inseriamo questa cosa credo
che si possa creare una grande confusione.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Era già intervenuta sull'articolo 8.
FOTI. Chiedo di parlare per una puntualizzazione.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, ho chiesto
di parlare perché poco fa c'era un emendamento soppressivo sul
comma 5 che è stato ritirato ma le avevo chiesto di parlare, anche
perché proprio in Commissione Bilancio' avevo richiesto
l'introduzione di questo comma perché è da un anno che tutti noi
andiamo a caccia di informazioni, sia presso le province, presso i
comuni, presso l'ufficio regionale scolastico, presso le
commissioni e, tra leggende metropolitane, tra drammi a macchia di
leopardo, abbiamo capito bene che non abbiamo uno strumento agile,
chiaro, ben congegnato che ci permetta di farci un'idea sullo stato
dell'arte.
A proposito di questo, se lei lo giudica necessario, chiederei di
integrare una cosa, cioè che il dato dei servizi e dei costi non
sia aggregato, ma sia disaggregato per tipologia di servizio
proprio perchè i servizi resi agli alunni disabili sono
praticamente personalizzati e, quindi, ogni patologia, ogni
condizione, ha bisogno di servizi diversi che hanno anche dei costi
diversi.
Le chiedo ancora perché siamo in attesa, se è possibile, magari
anche a fine seduta, di sapere dagli Assessori cosa ci possono dire
a proposito del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri,
30 agosto 2016, sul fondo di riparto dei disabili per le scuole
superiori.
PRESIDENTE. Il Governo, in ordine ai rilievi del Presidente della
VI Commissione, ha qualcosa da dire o andiamo avanti?
BACCEI, assessore per l'economia. Parlavo con l'onorevole
Digiacomo e l'intenzione era quella di fare un'informativa, per
questo, c'era la pubblicazione sul sito, per cui direi che va bene
così.
PRESIDENTE. Ai fini informativi.
Pongo in votazione l'articolo 8. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Articolo 9
Assegnazione straordinaria alle Città metropolitane e ai liberi
Consorzi comunali
1. Nelle more dell'intesa con lo Stato in ordine alla definizione
dei rapporti finanziari tra lo Stato e la Regione prevista
dall'articolo 27, comma 4, e dall'articolo 28, comma 2, della legge
regionale 4 agosto 2015, n. 15, e successive modifiche ed
integrazioni, al fine di contribuire a sostenere le funzioni
essenziali e garantire il pagamento degli emolumenti al personale
degli enti, è disposta per l'anno 2016 l'assegnazione straordinaria
di 23.900 migliaia di euro alle Città metropolitane e ai liberi
Consorzi comunali, di cui 350 migliaia di euro per i lavoratori
precari del libero Consorzio comunale di Enna (Missione 18 -
Programma 1 - Capitolo 191302).
2. Con decreto dell'Assessore regionale per le autonomie locali e
la funzione pubblica, di concerto con l'Assessore regionale per
l'economia, le risorse di cui al comma 1 sono ripartite tra gli
enti di cui al comma 1 in funzione degli squilibri di bilancio
relativi all'esercizio finanziario 2016, tenendo anche conto delle
disposizioni di cui all'articolo 1, comma 756, lett. b), della
legge 28 dicembre 2015, n. 208».
Gli emendamenti vengono mantenuti o ritirati? Sono tutti
soppressivi.
Si passa all'emendamento 8.3, a firma degli onorevoli Di Mauro ed
altri. Onorevole Di Mauro, lo mantiene o lo ritira?
DI MAURO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 9.6, a firma degli onorevoli Milazzo G.
ed altri. Onorevole Milazzo, lo mantiene o lo ritira?
MILAZZO GIUSEPPE. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 9.7, a firma degli onorevoli Falcone ed
altri. Onorevole Falcone, la invito al ritiro. Ho il dovere di
dichiararlo inammissibile perché lei prevede la destinazione per
la partecipata Pubbli Servizi della città metropolitana ',
eccetera, eccetera. Non mi metta in difficoltà, sono specifiche
destinazioni e così anche sull'emendamento 9.8.
FALCONE. Signor Presidente, credo che questo emendamento sia in
linea con l'altro emendamento che riguarda i 350 migliaia di euro
al libero consorzio di Enna. Qua non ci sono precari di seria A e
precari di serie B.
Non ci sono delle destinazioni vincolate ad un libero consorzio e
non ad altri.
Riteniamo che questo emendamento sia stato fatto per dare fiato a
tutte le ex province. Sono tutte nella stessa barca. Sono tutte in
difficoltà. E' in difficoltà tanto la ex provincia di Enna, quanto
quella di Caltanissetta. E' in difficoltà la ex provincia di
Agrigento, quanto quella di Palermo e quanto quella di Catania.
Vorrei dire che la provincia di Catania, oggi, è in gravissima
difficoltà, rischia di chiudere e non pagare gli stipendi.
Abbiamo una società Pubbli Servizi con 400 dipendenti che ha un
deficit di circa 2 milioni di euro e se la provincia non riuscisse
a sopperire a questa somma, 400 persone rischierebbero il posto di
lavoro. A mio avviso, non ci sono lavoratori di serie A e
lavoratori di serie B.
Io chiedo che il mio emendamento venga messo ai voti, perché
questi 23.900 euro li dobbiamo dare indistintamente a tutte le
province, ex province, oppure se ci sono, se dobbiamo fare delle
discriminazioni è giusto che ci siano gli emendamenti e vadano
votati, valutati in maniera serena.
FONTANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FONTANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi se si stabilisce
questo principio suggerito dall'onorevole Falcone, per quanto mi
riguarda chiedo che ci siano delle somme vincolate anche per il
CUPA, per il Consorzio Universitario di Agrigento, dove ci sono
parecchi dipendenti, dove ci sono tanti, tanti, tanti studenti che
aspettano di potere studiare nella propria Terra, e credo che sia
una cosa molto più importante.
Io sono convinto che noi non dobbiamo entrare nel merito, perché è
giusto che le risorse siano trasferite, ma se passa questo
principio io lo chiedo, e presenterò anche un sub emendamento.
PRESIDENTE. Scusate, capisco che ognuno ora proporrà. Gli
emendamenti sono inammissibili perché c'è una destinazione
specifica. Dichiaro inammissibili gli emendamenti 9.7 e 9.8.
Si passa all'emendamento 9.2, degli onorevoli Milazzo Giuseppe ed
altri.
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo
articolo è un vestito fatto su misura perché questo comma, in
funzione degli squilibri di bilancio , sono solo tre gli enti che
hanno squilibri di bilancio. E allora il tema è: va bene,
aiutiamoli, questo in premessa, però ci vuole una norma che
garantisca anche le province che si sono impegnate di più, perché
sono partite tutte con lo stesso dato.
Ora, per colpa di continue, e continue, continue riforme
impugnate, riscritte, scopiazzate, sappiamo tutti come è andata, i
trasferimenti dello Stato non sono arrivati più, perché abbiamo
detto la storiella che le province non ci sono più, e stiamo
parlando ancora di province.
Intanto partiamo da questa, il mio amico Antonello Cracolici saprà
che non sto dicendo una sciocchezza. Le province ci sono, non c'è
più la democrazia nelle province. Hanno messo i commissari e poco
fa hanno dirottato sui commissari le norme di cui abbiamo parlato.
Nello specifico dobbiamo trattare allo stesso modo tutte le
province. Io ho parlato con il segretario generale della provincia
di Palermo e mi dice che la provincia di Palermo è disastrata. Non
mi sta bene una corsia preferenziale per alcuni ed altri no Quindi
mantengo l'emendamento soppressivo 9.2.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione sull'emendamento 9.2?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo.
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
MILAZZO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 9.2.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento soppressivo 9.2 a firma degli onorevoli Milazzo ed
altri.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 66
Maggioranza 34
Favorevoli 25
Contrari 41
L'Assemblea non approva
L'emendamento 9.5 è precluso.
Pongo in votazione l'articolo 9. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
«Articolo 10.
Contributo per i lavoratori dei Comuni in dissesto.
Disposizioni in materia di autonomie locali
1. Per quanto previsto dall'ultimo periodo dell'articolo 4, comma
9-bis, del decreto legge 31 agosto 2013, n. 101, e successive
modifiche ed integrazioni, ad integrazione dei contributi del Fondo
straordinario di cui all'articolo 30, comma 7, della legge
regionale 28 gennaio 2014, n. 5, per la prosecuzione dei rapporti
di lavoro del personale con contratto a tempo determinato è
autorizzata per l'esercizio finanziario 2016 la spesa di 1.300
migliaia di euro in favore dei comuni in dissesto (Missione 18 -
Programma 1- Capitolo 191310).
2. Al comma 8 bis dell'articolo 6 della legge regionale 7 maggio
2015, n. 9 e successive modifiche ed integrazioni le parole 1.350
migliaia di euro sono sostituite con le seguenti 2.950 migliaia
di euro e le parole 24 luglio 2014 sono sostituite con le
seguenti previsto dall'articolo 263, comma 2, del decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e successive modifiche ed
integrazioni.
3. Al comma 2 dell'articolo 7 della legge regionale 17 marzo 2016,
n. 3 e successive modifiche ed integrazioni, le parole 340.000
migliaia di euro sono sostituite con le seguenti: 341.600
migliaia di euro .
4. Le risorse da recuperare dai comuni inadempienti in merito alle
disposizioni sull'attivazione di forme di democrazia partecipata,
previste dal comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale 28
gennaio 2014, n. 5 e successive modifiche ed integrazioni, sono
assegnate, in sede di riparto dei trasferimenti regionali di parte
corrente per l'anno successivo, agli enti adempienti all'obbligo
previsto dal medesimo comma.
5. Nell'anno 2016 le risorse recuperate in relazione
all'assegnazione per l'anno 2015, sono destinate prioritariamente
ai maggiori oneri derivanti dall'attuazione delle disposizioni di
cui alla lettera d) del comma 1 dell'articolo 6 della legge
regionale 29 settembre 2016, n. 20, in favore delle Isole minori.
6. Per compensare gli effetti finanziari determinati dalla
riduzione dei proventi derivanti dalle disposizioni di cui
all'articolo 13, comma 4, della legge regionale 15 maggio 2013, n.
9, è concesso ai Comuni beneficiari della medesima disposizione un
contributo straordinario, per l'esercizio finanziario 2016, in
misura pari a complessivi 1.595 migliaia di euro, da ripartire in
proporzione alle riduzioni delle assegnazioni operate nel medesimo
anno in attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 27, comma
6, della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3».
Onorevoli colleghi, prima dell'articolo 10 che è l'ultimo articolo
che dovremmo approvare stasera, o almeno c'è l'intenzione di
approvarlo, comunico che il Governo ha presentato,così come si era
impegnato ieri, gli emendamenti 10.20 e 10.21, nonché il sub
emendamento 10.20.1 all'emendamento 10.20, che dà copertura ai
Comuni.
Se lo ritiene, invito il Presidente Crocetta ad illustrarli
brevemente perché mantiene gli impegni presi ieri e poi possiamo
passare agli altri emendamenti all'articolo 10, e chiaramente se ci
sono interventi da fare tutti lo possono fare.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
deputati, ieri abbiamo avuto un incontro in Presidenza cui è
seguita poi la Giunta regionale che ha cercato di interpretare
anche il sentimento comune che c'è in Aula, possiamo dire anche
perfino bipartisan, intorno al tema dei Comuni per quanto concerne
proprio le spese relative agli investimenti.
E' evidente che mantenere l'impegno che si era assunto all'inizio
dell'esercizio finanziario di 115 milioni è un impegno prioritario,
anche perché i Comuni quelle previsioni le avevano scritte in
bilancio e sarebbe tecnicamente impossibile per loro modificare
anche quelle previsioni, posto che l'assestamento di bilancio debba
avvenire entro la data del 30 novembre. Quindi, risolvere
prioritariamente questa questione, è stata la preoccupazione
principale della Giunta.
Contrariamente all'ipotesi iniziale di accendere un mutuo di 40
milioni di euro, la Giunta, anche d'intesa con il Presidente
dell'Assemblea, ha previsto un emendamento che porta a 65 milioni
di euro la previsione del mutuo.
Abbiamo affrontato anche un altro tema, ed io voglio essere chiaro
perché avevo posto la stessa questione che è stata posta più volte
dall'onorevole Falcone, perché non attingere dai debiti fuori
bilancio rinviando il finanziamento 2017, e nell'analisi che
abbiamo fatto insieme alla Ragioneria generale di quel debito
abbiamo verificato che si tratta di debiti in gran parte già pagati
per effetto delle sentenze, per cui si tratterebbe di una mera
regolamentazione contabile.
Per essere chiari, se dovesse essere approvato un emendamento che
dice di prendere dai debiti fuori bilancio le somme e spostarle ai
Comuni, gli stessi non riceverebbero un centesimo per il semplice
motivo che quelle risorse effettivamente non ci sono, sono risorse
che vengono assegnate alla Ragioneria per regolarizzare i debiti
fuori bilancio già pagati come prevede la legge sulla base di
sentenze esecutive.
Così è onorevole Milazzo perché quando le arriva il pignoramento
lei paga e poi regolarizza.
Allora, l'altra questione, il rinvio al 2017 dei debiti non è
tecnicamente possibile oggi perché non ci sarebbe la copertura
finanziaria. Perché, non avendo già approvato il bilancio di
previsione 2017, che prevederà un miliardo e 400 milioni in più per
effetto dell'accordo con lo Stato che, ad oggi, a legislazione
vigente, non è operativo in quanto non incardinato nel bilancio, in
sostanza dire che dobbiamo trovare altre risorse al posto del mutuo
significa non finanziare i Comuni.
L'altro elemento importante è questo. Noi abbiamo pensato di
conteggiare, di dare il risparmio che si è verificato con la
cancellazione, con la mancata ammissibilità degli emendamenti, con
lo stralcio degli emendamenti dichiarati inammissibili dal punto di
vista costituzionale, abbiamo rivolto tutta questa manovra non a
finanziare spese specifiche di questo o quell'ente, ma
semplicemente di indirizzare tale spesa alla Protezione Civile per
fare fronte alle spese immediate dei Comuni colpiti dagli eventi
metereologici.
Fra l'altro i Comuni stanno facendo somme urgenti così come lo sta
facendo la Protezione Civile, l'Agenzia forestale, che ovviamente,
per legge, devono essere coperti entro un mese. Quindi, se noi la
premiamo, diamo la possibilità a quel Comune, entro un mese, di
sanarli senza operare ulteriori debiti fuori bilancio.
Con questa manovra il Governo credo che risponda ad un'esigenza
posta dall'intera Aula, e soprattutto da' un segnale forte rispetto
alla necessità di sostenere i Comuni evitando che il possibile
disequilibrio di bilancio che si potrebbe verificare per mancata
approvazione e riconoscimento del mutuo porti anche al dissesto di
circa cento Comuni.
PRESIDENTE. Gli emendamenti 10.1 e 10.9 sono ritirati dai
rispettivi firmatari.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 10.16, degli onorevoli Falcone ed altri.
FALCONE. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento
10.16 riguarda i Comuni in dissesto. E' un emendamento che,
eventualmente, nel caso in cui si recuperassero delle economie dal
comma 2, che riguarda i Comuni che hanno personale strutturato in
esubero - si è ipotizzato che fossero quattro i Comuni, forse però,
da delle verifiche che sta facendo il Dipartimento, pare che siano
soltanto due - riteniamo che questa economia debba essere data agli
altri Comuni in dissesto in ragione al numero degli abitanti.
Con il comma 2, sostanzialmente, stiamo incrementando un
intervento per quei Comuni che sono in dissesto e che hanno del
personale stabilizzato in esubero. Onde evitare che questo
personale vada in mobilità, concediamo questo contributo in ragione
al numero dei dipendenti.
PRESIDENTE. Assessore Baccei, ha facoltà di intervenire per
dichiarare la fattibilità o meno dell'emendamento.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, relativamente ai Comuni ci sono due possibili risorse
disponibili, una è quella cui accennava l'onorevole Falcone, che
ammonta a circa 1 milione di euro, l'altra verrebbe
dall'abrogazione del comma 4, relativo a democrazia partecipata. Ve
lo dico per come l'ho capito, che quei Comuni, che per il 2% dei
trasferimenti facessero iniziative di democrazia partecipata,
avessero rimborsate quelle somme.
Ora, i Comuni che hanno rendicontato ad evidenza di queste
iniziative sono pochi, per cui quello che succede col comma 4 è che
sono avanzati circa un milione e mezzo di euro, e quelle somme
avanzate riandrebbero di nuovo in più ai Comuni che hanno fatto
quelle iniziative, per cui, non solo se le vedrebbero rimborsate,
ma si vedrebbero arrivare una premialità di un milione e mezzo che
mi sembra un po' eccessivo.
Per cui, va bene che abbiano rimborsate nello spirito iniziale
della legge, ma che addirittura abbiano risorse in più mi sembra
eccessivo. Di fatto queste somme ci sono. Ora, le richieste,
ovviamente, sono già diverse: quella che faceva l'onorevole
Falcone, ce n'era un'altra relativa al trasporto per le isole
minori, un'altra dell'onorevole Alongi, relativa ai disabili
psichici e ce n'è una relativa all'IMU agricola che, magari,
l'onorevole Vinciullo può spiegare meglio nel dettaglio.
PRESIDENTE. Assessore Baccei, lei è andato oltre. Lei sta già
parlando di emendamenti aggiuntivi che non fanno parte di questo
fascicolo.
Volevo sapere se l'emendamento 10.16, illustrato dall'onorevole
Falcone, è tecnicamente ammissibile oppure no.
BACCEI, assessore per l'economia. E' ammissibile.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CROCETTA, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 10.4, dell'onorevole Milazzo Giuseppe.
MILAZZO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 10.12, dell'onorevole Di Mauro.
Gli uffici mi fanno notare correttamente che si tratta della
copertura del comma 2, pertanto invito i firmatari a ritirarlo.
DI MAURO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento 10.12, a
mia firma.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo
emendamento è in sintonia con un altro emendamento, il 10.6, per
cui c'è un'assegnazione di queste risorse al fondo di cui al comma
3 della legge che vuol dire assegnato al fondo, quello per quanto
riguarda i trasferimenti ai comuni.
Con l'emendamento, se rimangono questi soldi, viene rimpinguato il
fondo di 340 milioni ora diventato 341 mila e 600.
Dichiaro comunque di ritirarlo, ma mantengo l'emendamento 10.6 a
mia firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 10.5, degli onorevoli Milazzo Giuseppe ed
altri, soppressivo del comma 4 e condiviso dal Governo.
Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 10.5, di identico
contenuto agli emendamenti 10.13 e al 10.19.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 10.6 che è precluso.
Gli emendamenti 10.7 e 10.14 sono ritirati dai rispettivi
firmatari.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 10.8, degli onorevoli Milazzo Giuseppe,
Falcone ed altri.
FALCONE. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei dire al
Governo che sul comma 6, l'anno scorso, è stata fatta una norma in
virtù della quale si prevedeva un minore trasferimento ai comuni in
ragione delle proprie royalties.
Ho presentato un emendamento che sopprime la norma dell'anno
scorso, però nel testo non me la trovo. Non possiamo non dobbiamo
dire che quest'anno stiamo rimpinguando di un milione e 595 mila il
capitolo. Dobbiamo dire che la norma che abbiamo fatto qualche mese
fa è irrazionale o comunque sbagliata, non opportuna.
Chiedo alla Presidenza che il mio emendamento possa arrivare
all'Aula, magari con un sub emendamento col quale si dice che
l'articolo 13, comma 4, della legge 15 maggio 2013, n. 9 così come
richiamato dall'articolo 27 comma 6 della legge n. 3 del 2016 è
abrogato.
PRESIDENTE. Non capisco, onorevole Falcone, stiamo parlando
dell'emendamento soppressivo.
FALCONE. Signor Presidente, sto intervenendo sull'ordine dei
lavori, per dire che c'era un mio emendamento che trovo, che
abbiamo trasmesso regolarmente per tagliare la testa al toro ed
evitare che ogni anno, eventualmente, si debba compensare il minore
gettito delle royalties nei confronti di questi quattro comuni tra
cui Bronte e due comuni dell'ennese.
TURANO. Sopprimere la norma non significa far rivivere quella di
prima
FALCONE. Vorrei sapere se il Governo ritiene di poter apprezzare
positivamente questa norma.
PRESIDENTE. La valuterà in corso d'opera. Intanto ritira
l'emendamento soppressivo 10.8?
FALCONE. Dichiaro di ritirare sia l'emendamento 10.8 che
l'emendamento 10.18.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 10.15, degli onorevoli Di Mauro ed altri.
DI MAURO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 10.20 ed al subemendamento 10.21, del
Governo.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, non
capisco questa anticipazione che abbiamo fatto con il 10.20.1 in
quanto questo emendamento, così come formulato, lo ritroviamo
all'articolo 12, comma 12, che non è stato stralciato dalla
Presidenza. Quindi, questo subemendamento, che riguarda poi i
destinatari del reddito minimo di inserimento, per intenderci,
delle province di Caltanissetta e di Enna, lo ritengo immotivato se
legato all'emendamento 10.20, su cui noi vogliamo formulare un
subemendamento.
C'è un emendamento al testo, all'articolo 30, che consente alla
Regione siciliana di non contrarre un ulteriore mutuo per pagare un
mutuo ma di prendere i soldi dei debiti fuori bilancio che non sono
stati pagati.
E non è vero quello che dice il Presidente Crocetta nel modo più
assoluto, i debiti fuori bilancio non sono stati pagati. Noi, come
Forza Italia, abbiamo chiesto una Commissione speciale che vada a
verificare puntualmente tutti i debiti fuori bilancio, perché chi
l'ha detto che questi debiti sono i debiti di tutti i Dipartimenti?
Ce ne sono tanti altri, quindi noi in questo assestamento rischiamo
di fare figli e figliastri e poi rimanderemo ad altra sorte tanti
altri debiti fuori bilancio. Ecco perché, all'articolo 30, abbiamo
presentato un emendamento sostitutivo che dice prendiamo questi 40
milioni di euro che sono soldi liquidi, non con un mutuo che
dovremmo contrarre e che arriverebbe nel caso in cui lo
contraessimo soltanto l'anno prossimo, quindi quando i comuni hanno
già chiuso i loro bilanci, cioè alla data del 30 novembre 2016, ma
arriverebbe comunque dopo l'1 dicembre 2016 e questo creerà
problemi di non poco conto ai comuni.
Allora, noi chiediamo che la Presidenza ammetta il nostro
subemendamento sostitutivo dell'emendamento 10.20, col quale si
prevede che non si fanno mutui ma i soldi vengono presi
dall'articolo 30.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ho da fare una comunicazione
ufficiale all'Assemblea. L'onorevole Falcone ha sollevato una
questione sulla utilizzabilità delle somme destinate a coprire i
debiti fuori bilancio eventualmente per dare copertura alle somme
mancanti ai comuni, i famosi 65 milioni che mancano rispetto ai
115.
Il Presidente Crocetta, penso che era stato chiaro su questo
argomento, non è utilizzabile lo abbiamo affrontato ieri in lungo e
in largo con tutti gli uffici sia dell'Assemblea che, soprattutto,
del Ragioniere generale, dottore Sammartano.
Pertanto, comunico che è da escludere la possibilità di utilizzare
la copertura degli articoli 4, 18, 30 e 31, tutti recanti debiti
fuori bilancio, per finalità diverse rispetto alla originaria
destinazione.
Infatti, la copertura per tali debiti è, in atto, assicurata
mediante la quota vincolata del risultato di amministrazione, da un
lato, e dall'altro, mediante l'utilizzo, in massima parte, di fondi
di riserva e di capitoli di spese obbligatorie o vincolate.
L'eliminazione di tali debiti risulta, peraltro, prioritaria
rispetto all'effettuazione di nuove o maggiori spese, nell'ambito
di una legislazione contabile che, al fine di assicurare il
rispetto del principio costituzionale del pareggio di bilancio, ha
introdotto attraverso il decreto legislativo n. 118 del 2011,
innovazioni tendenti a conferire uniformità e trasparenza ai
bilanci pubblici.
In questo ambito può ascriversi l'operazione di riaccertamento
straordinario dei residui attivi e passivi ai sensi dell'articolo
3, comma 7, del decreto legislativo n. 118 del 2011 e il
riconoscimento per legge dei debiti fuori bilancio, ai sensi
dell'articolo 73 del medesimo decreto.
Relativamente alle somme occorrenti ai comuni al fine di evitare
la dichiarazione di dissesto, il Governo presenterà, cosa che ha
fatto oggi il relativo emendamento, che stanzia risorse per
complessivi 65 milioni di euro.
E' inutilizzabile la quota destinata alla copertura dei debiti
fuori bilancio per altre somme in base al decreto legislativo n.
118.
Lo aveva detto, era già stato chiaro il Presidente della Regione,
se arriviamo a questa conclusione è perché ci sono stati ampie
riflessioni tra gli Uffici dell'Assemblea e la Ragioneria.
Si passa al subemendamento 10.20.1, del Governo. Il parere della
Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 10.20, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 10.21, del Governo. Il parere
della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
LENTINI. Lo deve spiegare
PRESIDENTE. L'aveva spiegato il Governo, riguardava gli
alluvionati. Comunque, se lo vuole ripetuto lo ripetiamo.
Presidente Crocetta, riguardava la Protezione civile senza
specifica individuazione.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
LENTINI. Lo deve spiegare Lo voglio sentire
PRESIDENTE. L'ha spiegato Lei è disattento Entra ed esce
dall'Aula
(Proteste da parte dell'onorevole Lentini)
Onorevole Lentini l'ammonisco a tenere un comportamento degno di
quest'Aula Si accomodi
Pongo in votazione l'articolo 10, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, ringrazio l'Aula tutta, anche coloro che si
sono accompagnati con degli schiamazzi; comunque, abbiamo fatto un
buon lavoro. Abbiamo cercato di rendere quanto più astratta questa
legge e dare la possibilità a tutti i comuni di concorrere con pari
dignità. Ringrazio la II Commissione per il lavoro svolto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 30
novembre 2016, alle ore 11.00, con il seguente ordine del giorno:
I -COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
Assestamento del Bilancio di previsione per
l'esercizio finanziario 2016 e per il triennio
2016/2018. Variazioni al Bilancio di previsione per
l'esercizio finanziario 2016 e per il triennio
2016/2018. Disposizioni varie . (n. 1264/A) (Seguito)
Relatore: on. Vinciullo
III -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 609 - Applicazione del comma 2 bis dell'articolo 5
della legge regionale n. 17 del 2016 in materia di
enti locali.
(23 novembre 2015)
CORDARO - FORMICA - DI GIACINTO -
CLEMENTE
IV - VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:
Riconoscimento debito fuori bilancio ai sensi
dell'art. 73, comma 1, lett. e) del decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive
modifiche ed integrazioni . (n. 1244/A)
V -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Revisione della normativa di assegnazione dei lotti nelle
aree industriali da destinare ad attività commerciali . (n. 1202/A)
(Seguito)
Relatore: on. Laccoto
2) - Valorizzazione del demanio trazzerale . (n. 349/A) (Seguito)
Relatore: on. Laccoto
3) - Variazione di denominazione dei comuni termali . (n. 843/A)
(Seguito)
Relatore: on. Mangiacavallo
4) - Disciplina della ricerca e della coltivazione delle acque
minerali, di sorgente e termali . (n. 1064/A)
Relatore: on. Maggio
VI - SVOLGIMENTO DELL'INTERROGAZIONE:
N. 3025 - Chiarimenti sul provvedimento di scioglimento
dell'Amministrazione comunale di Scicli in relazione
alle gravi dichiarazioni rese alla stampa dal
Presidente della Regione.
(8 maggio 2015)
ASSENZA
VII -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 496 - Iniziative in ordine al reclutamento di personale
nelle aziende del Servizio sanitario regionale.
(4 novembre 2015)
CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA -
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO
VIII -DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
Codice etico per gli eletti a cariche pubbliche, per
gli amministratori e per i dipendenti della Regione
Siciliana . (n. 854/A) (Seguito)
Relatore: on. La Rocca Ruvolo
IX - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 494 - Iniziative urgenti finalizzate alla revoca della
convenzione sottoscritta tra Regione siciliana,
Università degli studi Kore di Enna e Associazione
Proserpina, avente ad oggetto l'apertura di una
nuova facoltà di medicina e chirurgia.
(3 novembre 2015)
ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO -
MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO -
SIRAGUSA - TANCREDI - CIANCIO - FOTI -
FERRERI - PALMERI - LA ROCCA - CAPPELLO
X -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 204 - Verifica della presenza di gas radon indoor negli
edifici utilizzati da enti pubblici e privati e
osservanza dei criteri di legge negli interventi
edilizi di nuova edificazione.
(24 ottobre 2013)
FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA -
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO
XI - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 573 - Provvedimenti urgenti a favore dei pensionati
dell'Ente acquedotti siciliani.
(12 maggio 2016)
GRECO G. - DI MAURO - CASCIO S.- DI
GIACINTO - CORDARO - PANARELLO -
PANEPINTO - RUGGIRELLO - SUDANO -FALCONE
- TAMAJO
XII -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 290 - Chiarimenti circa l'incidenza dei fattori
ambientali sull'aumento della percentuale di malati
di leucemia e tumori nel territorio di Siracusa e
nomina di una Commissione parlamentare speciale di
indagine e di studio in argomento.
(16 aprile 2014)
ZITO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA -
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA
XIII -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 531 - Riduzione della tariffa del servizio idrico
integrato nel comune di Siracusa nei casi in cui
l'acqua non sia utilizzabile per fini alimentari.
(4 febbraio 2016)
ZITO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA -
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA
XIV -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 537 - Accelerazione dei tempi di valutazione delle
istanze presentate in ordine al bando sul lavoro in
proprio.
(16 febbraio 2016)
ZITO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA -
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA
XV - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 603 - Ritiro in autotutela dell'Avviso n. 8/2016 in
materia di formazione professionale in Sicilia.
(25 ottobre 2016)
TANCREDI - CIACCIO - CIANCIO - TRIZZINO
- FOTI - MANGIACAVALLO - CAPPELLO -
PALMERI - ZAFARANA - CANCELLERI - ZITO -
SIRAGUSA - LA ROCCA - FERRERI
XVI -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 599 - Iniziative per il potenziamento delle redazioni
giornalistiche RAI in Sicilia.
(5 ottobre 2016)
MUSUMECI - FORMICA - BARBAGALLO ALFIO -
ASSENZA
La seduta è tolta alle ore 21.05
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio