Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
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La seduta è aperta alle ore 11.22
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, avverto che del verbale della
seduta precedente sarà data lettura in altra seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Onorevoli colleghi, poiché è in corso una riunione della
Commissione Antimafia, era un incontro già programmato da tempo,
abbiamo concordato con il Presidente Musumeci che possiamo
riprendere i lavori già alle ore 12,00, perché entro quell'ora la
Commissione, mi auguro, avrà dià finito.
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Sull'ordine dei lavori
FIGUCCIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, comprendo le
ragioni legate all'attività nobilissima ed importantissima della
Commissione Antimafia. Tuttavia, forse sarebbe stato opportuno,
considerato che dovremmo accelerare nelle attività d'Aula,
sospendere per questi giorni le attività delle Commissioni. Così mi
era stato indicato rispetto, ad esempio, alla Commissione della
quale faccio parte, la Commissione Lavoro. Qui c'è il presidente
Greco Marcello, al quale tra l'altro avevo chiesto una serie di
riscontri rispetti a dei temi che riguardano le questioni del
lavoro, una serie di audizioni che attendono, così come continuano
ad attendere le attività del Parlamento.
Se fosse possibile, chiedo di condividere un percorso che sospenda
in questi giorni di priorità le attività delle Commissioni.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa e riprenderà
alle ore 12.00.
(La seduta, sospesa alle ore 11.25, è ripresa alle ore 12.18)
La seduta è ripresa.
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Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo, per oggi, gli
onorevoli Dina e Lo Sciuto.
L'Assemblea ne prende atto.
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Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il Governo non è presente in Aula,
mi risulta che sia in corso una riunione, non so se formale o meno,
in Giunta.
Ho sentito i rappresentanti dei Gruppi presenti in Aula e si è
concordato un rinvio alle ore 15.00.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, condividendo il garbo del suo
intervento, lei è il Presidente dell'Assemblea e non può certamente
essere in capo a lei la responsabilità di una maggioranza che prima
ci ha
MILAZZO GIUSEPPE. Il Governo è qua.
FIGUCCIA. E' arrivato l'assessore Baccei. Possiamo continuare.
Sono contento.
Siccome non ci potete fare ingoriare l'idea di andare avanti in
questo modo: prima era la Commissione, ora finalmente è entrato
l'assessore per l'economia, quindi, visto che vedo accanto a lei
il presidente Crocetta, che saluto e sono contento di vedere
finalmente in Aula, inviterei oltre che la Presidenza
dell'Assemblea, approfittando della presenza della Regione, di
proseguire nei lavori perché aspettiamo risposte, perché non
possiamo aspettare tentennamenti, perché fuori dal Palazzo c'è la
gente che attende, perché l'assestamento di bilancio possa avere
corso, perché ci sono i Comuni che aspettano, i disabili, le
Province. Quindi, riprendiamo subito i lavori, signor Presidente.
PRESIDENTE. Ha convinto tutti, onorevole Figuccia e, considerato
che il il Presidente Crocetta è presente in Aula, mi ha chiesto un
rinvio di 30 o 40 minuti; è più che sufficiente.
La seduta, pertanto, è sospesa e riprenderà alle ore 13.00.
(La seduta, sospesa alle ore 12.20, è ripresa alle ore 13.29)
La seduta è ripresa.
dente sul lavoro avvenuto ieri sulla nave Sansovino nel porto di
Messina
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Cordoglio ai familiari dei tre operai deceduti a seguito
dell'incidente sul lavoro
avvenuto ieri sulla nave Sansovino nel porto di Messina
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di iniziare la seduta,
desidero esprimere il cordoglio di quest'Assemblea ai familiari di
Gaetano D'Ambra, Christian Micalizzi e Santo Parisi, i tre operai
morti ieri pomeriggio in un tragico incidente sul lavoro nel porto
di Messina. Il pensiero va anche ai diversi feriti, di cui alcuni
gravi, affinché possano, quanto prima, fare ritorno a casa.
In queste occasioni è veramente difficile trovare parole di
conforto per chi è colpito da tragedie, che causano ferite
irreparabili. Rivolgiamo, quindi, il nostro omaggio alla memoria
dei caduti, alcuni giovanissimi, ed esprimiamo la nostra vicinanza
a quanti ancora lottano tra la vita e la morte, ferma restando la
necessità di controlli sempre più stringenti per il rispetto delle
normative in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, mi auguro e
ci auguriamo che le diverse inchieste avviate possano fare luce, il
prima possibile, sulle cause dell'incidente.
Prima, quindi, di iniziare i nostri lavori, interpretando i
sentimenti di tutta l'Assemblea, vi invito ad osservare un minuto
di silenzio in segno di cordoglio.
(L'Aula osserva un minuto di silenzio)
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Per fatto personale
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo la parola
per potere serenamente affrontare questa seduta d'Aula.
Ieri è accaduto l'ennesimo fatto increscioso. In qualità di
deputato mi è stata negata da parte sua di ricevere una spiegazione
da parte del Governo riguardo alcuni argomenti sulla Protezione
civile. Possibilmente, è anche un po' colpa mia, perché ero un po'
distratto, ma lei mi ha negato questo ripetutamente ed offendendomi
e mi sembra che questo non sia un fatto positivo, considerato che,
in quest'Aula, vi è una diretta televisiva e, quindi, ritengo,
signor Presidente, che questo suo atteggiamento che, devo dire, non
è stato solo nei miei confronti ma anche, a volte, nei confronti di
altri deputati, non sia corretto.
Noi l'abbiamo voluta fortemente perché l'abbiamo votata, perché
noi l'abbiamo voluto in quest'Aula, l'abbiamo votata ad iniziare da
me, l'abbiamo votata affinché lei potesse svolgere la funzione di
Presidente di questo Parlamento. Lei non ha ottenuto solo i nostri
voti della maggioranza ma ha avuto anche una decina di voti
dall'opposizione e questo è anche un bel risultato. Quindi,
Presidente, lei deve avere rispetto nei riguardi di
quest'Assemblea, quando un deputato avanza una richiesta, perché è
nelle nostre prerogative; noi non siamo tuttologi ma siamo persone
che, a volte, hanno bisogno di avere spiegate le cose e spiegate
bene.
Mi sono soffermato al discorso della Protezione civile;
sicuramente non è stata così creata a caso quella domanda e a
tutt'oggi ancora non trova risposta
Spero che l'assessore Baccei o l'assessore Cracolici che, in
questo momento, siedono al banco del Governo mi diano una risposta
perché ho fatto una domanda precisa sulla Protezione civile, anche
perché, caro Presidente, non so se lei è a conoscenza, l'assessore
Croce è stato nominato per il dissesto idrogeologico in Sicilia.
Penso ci sia un'incompatibilità nel fatto che un assessore diriga
questa attività molto importante. Mi sarei aspettato dal Governo
che, in quel posto, viste le tante malefatte di questa Regione, si
nominasse quanto meno un magistrato.
Questo è un mio pensiero, anche perché abbiamo un direttore
generale della Protezione civile, dottor Foti, che paghiamo
abbastanza bene, quindi, poteva svolgere benissimo questa attività.
Su questo, Presidente, ci tengo tanto e lei sa benissimo quanto
sono preciso in queste cose, sono un deputato che ascolta, che
frequenta, che agisce in qualsiasi emendamento, in qualsiasi
disegno di legge, in qualsiasi proposta da parte dell'opposizione o
della maggioranza ed esigo rispetto. Volevo dirglielo per trovare
la serenità in me stesso e continuare un lavoro importante che, in
questo momento, si sta svolgendo in Aula che è l'assestamento, la
variazione di bilancio per il prossimo triennio e consideri il
fatto che affronteremo, da qua ad un mese, anche la finanziaria che
deve portare beneficio alla società, sicuramente non deve portare
litigi.
DI GIACINTO. Chiedo di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, ieri
sera sono stato richiamato da questo pulpito e sono stato chiamato
anche cambio casacca', cosa che non ho fatto mai in questi anni,
perché è cambiato il nome del mio Gruppo, ma io, insieme
all'onorevole Malafarina e all'onorevole Oddo, siamo stati sempre
nello stesso Gruppo.
Sono stato richiamato perché è stato detto che avevo superato i
sette minuti e 30 secondi e di questo me ne duole per lei e per gli
uffici, perché sono andato, così come le ho detto ieri sera, a
verificare le registrazioni, ed effettivamente sono stato
interrotto dopo due minuti dal mio intervento.
L'intervento complessivo che ho fatto, alla fine, comprese le
interruzioni che mi sono state fatte, è di cinque minuti. Questo è
quello che ho verificato e mi dispiace, Presidente, che abbia
potuto chiamarmi cambio casacca' perché non ho mai cambiato
casacca. Chi ha cambiato casacca sono altri, non io.
Quindi, la invito, signor Presidente, a far rivedere agli uffici
chi sono i deputati del nostro Gruppo. I nostri quattro deputati
sono sempre lì e sono rimasti sempre lì, non hanno cambiato né
casacca, né altro.
Quindi, la invito, un'altra volta, quanto meno ad avere rispetto
di quello che le ho detto e sul tempo che spetta al mio Gruppo
parlamentare, così come sono sempre stato rispettoso della sua
Presidenza.
PRESIDENTE. Diamo atto che lei è ancora a credito di due minuti e
trenta secondi.
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Sull'ordine dei lavori
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, non ho rimproveri da farle,
non mi permetterei mai.
Vorrei l'attenzione dell'assessore Baccei perché durante la
trattazione dell'articolo 8, Presidente Ardizzone, mi aiuti, nella
scorsa finanziaria è stato abrogato l'articolo 10 della legge 8,
ovvero l'assistenza ai disabili, per portatori di handicap.
In verità ieri, nella norma, presidente Ardizzone, vorrei una mano
da parte sua, non abbiamo inserito la tutela e la salvaguardia di
genere, ovvero, mi spiego meglio: relativamente a quando
l'operatore accompagna il disabile non abbiamo inserito la dicitura
della tutela del genere.
Mi spiego meglio: quando l'operatore accompagnerà la disabile in
bagno, con la vecchia legge era garantita la figura femminile.
Nella norma che abbiamo inserito si è perso questo principio.
A tutela di minori che sono accompagnati e che senza questa
figura non potrebbero certamente autonomamente svolgere questa
funzione fisica, chiedo al Governo di impegnarsi formalmente, visto
che la competenza è stata attratta all'Assessorato, in quest'Aula
che in fase di redazione del decreto verrà garantita la
salvaguardia di genere ai disabili.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, concordo assolutamente con l'onorevole Giuseppe Milazzo,
ovviamente, non mettendolo nel testo non era assolutamente
intenzione di non salvaguardare questo sacrosanto principio; per
cui nel decreto dell'Assessore, laddove si stabiliranno i livelli
di servizio, si terrà conto di questo problema. La ringrazio per
averlo ricordato.
Bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2016 e per il
triennio 2016/2018. Variazioni al Bilancio di previsione per l'eser-
cizio finanziario 2016 e per il triennio 2016/2018. Disposizioni va-
rie. (n. 1264/A)
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Seguito della discussione del disegno di legge Assestamento del
Bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2016 e per il
triennio 2016/2018. Variazioni al Bilancio di previsione per
l'esercizio finanziario 2016 e per il triennio 2016/2018.
Disposizioni varie. (n. 1264/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al II punto dell'ordine
del giorno: Discussione del disegno di legge Assestamento del
Bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2016 e per il
triennio 2016/2018. Variazioni al Bilancio di previsione per
l'esercizio finanziario 2016 e per il triennio 2016/2018.
Disposizioni varie (n. 1264/A) (Seguito).
Invito i componenti la II Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Si riprende dall'esame dell'articolo 6, in precedenza accantonato.
Erano stati ritirati, se non erro, gli emendamenti soppressivi.
Anche se non vedo l'onorevole Di Mauro in Aula, era stata sollevata
una questione di carattere tecnico e c'era quasi una sintonia di
visione. Era stata sollevata una questione di carattere tecnico,
onorevole Cordaro, quindi, avevamo accantonato proprio per questo,
perché forse c'era una convergenza di idee.
CORDARO. Manca l'Assessore.
PRESIDENTE. L'Assessore è presente.
CORDARO. L'onorevole Di Mauro, aveva chiesto l'intervento
dell'Assessore per l'energia ed i servizi di pubblica utilità che è
nel Palazzo, signor Presidente.
PRESIDENTE. Ho capito, va bene. Invito l'Assessore per l'energia a
presentarsi in Aula.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, la
determinazione della cifra relativa all'articolo 6 di 5 milioni e
42 mila euro non è casuale, ma scaturisce da un'indicazione, con
relativa tabella, che il Ministero aveva inoltrato alla Regione
siciliana. C'è però un problema; che a seguito di un'interrogazione
parlamentare a firma dell'eurodeputato Ignazio Corrao, nella quale
si è chiesto alla Commissione Europea di verificare quelle che
erano due delle voci inserite alla tabella che riguardano proprio
la città di Augusta, cioè la rada di Augusta e il campo sportivo,
la Commissione Europea ha risposto che queste non rientrano
all'interno delle discariche abusive, proprio perché c'è stata, nel
frattempo, una dichiarazione, una nota da parte della Regione
siciliana, che scriveva al Ministero, dicendo di toglierle perché
erano erroneamente state inserite all'interno dell'elenco.
Quindi, il comune di Augusta cosa fa, dopo aver incassato questa
risposta tramite l'eurodeputato Corrao? Scrive di nuovo al
Ministero ed il Ministero risponde al comune di Augusta che è vero,
è così e non devono essere considerate. Quindi, se andiamo a
togliere i finanziamenti relativi a quelle che erano le voci
inserite nel comune di Augusta, caro Presidente, che sono 388 mila
euro per ogni intervento, e sono due gli interventi, non abbiamo
più bisogno di 5 milioni e 42 mila euro ma abbiamo semplicemente
bisogno di togliere oltre 700 mila euro da questo che è un
intervento.
Lo avevamo già specificato in Commissione, avevamo anche portato i
documenti che sono stati acquisiti dalla Commissione però,
purtroppo, l'articolo è e rimane ancora con 5 milioni e 42 mila
euro, come da prima comunicazione del Ministero alla Regione.
Chiedo al Governo di intervenire, quantomeno per armonizzare,
sulla base di queste indicazioni, anche la somma.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, ho
qui, tra le mie carte, la notifica dell'ingiunzione di pagamento a
seguito della sentenza della Corte di Giustizia del 2 dicembre
2014, la causa è 193/13.
In questo provvedimento, di cui ho la notifica dell'ingiunzione,
ci sono un po' tutte le somme che sono necessarie pagare per dare
una risposta a questa sollecitazione della Commissione europea.
Per il primo semestre successivo alla sentenza da pagare ci sono
42 milioni ed 800 mila - parlo sul tema complessivo dell'Italia -
con la riduzione di 400 mila euro per ciascuna discarica contenente
rifiuti pericolosi e messa a norma conformemente a detta sentenza
ed euro 200 mila per ogni altra discarica messa conformemente a
norma.
Rispetto a questa riduzione per gli interventi che si sono fatti
la somma complessivamente quantificata è di circa 33 milioni e 400
mila euro che corrispondono a 155 discariche.
Per ogni volta che scade il semestre c'è un ritardo e bisogna
pagare ulteriori penalità. Si parla di 27 milioni ed 800 mila euro
ogni sei mesi e, per giunta, con una sanzione per interessi di mora
di circa 3,5 punti di percentuale.
Relativamente alla questione siciliana, invece, abbiamo
l'individuazione di una delibera di Giunta del febbraio 2015 in cui
è allegato l'accordo di programma.
Questo accordo di programma, lo ricordo all'Assessore che oggi è
presente, riguarda in buona sostanza sei discariche siciliane. Per
una di queste, addirittura, è stato presentato anche un ricorso al
TAR perché, sosterrebbe il comune interessato, nello specifico
Siculiana, non esserci le condizioni della dichiarazione che è
prevista come sanzione da parte della Corte d'appello.
Ma questo sarà un problema che sarà deciso dal TAR.
Il ripristino di queste sei discariche prevede dei progetti per
complessivi 2.376.163,00 euro.
Caricare la somma di 5 milioni e passa, come è indicato nel
disegno di legge, tutti sui comuni, come se fosse soltanto un tema
riguardante la discarica e non come quello che diceva ieri il
Presidente per il quale aveva avuto notizie di fognatura, credo sia
una cosa sbagliata, perché se l'intervento di ripristino è
complessivamente di 2 milioni 376 mila, dopo che i comuni,
Assessore, hanno trasmesso i progetti nel tempo, come è possibile
che la sanzione sia pari a 5 milioni e passa quando l'intervento è
appena 2 milioni e 300 mila, circa?
Noi ci troviamo, in questo caso, in una sorta di dimostrata
inefficienza del Governo regionale che nel tempo non ha provveduto
a dare copertura finanziaria ai progetti presentati dalle relative
amministrazioni comunali.
Per la verità mi sembra sin troppo ovvio che i comuni versino in
una condizione economica difficile e, nonostante le ripetute
sollecitazioni, in questo senso, ci siamo trovati in una condizione
per cui è passato del tempo, le sanzioni, ovviamente, sono andate
avanti e chissà ancora per quanto tempo andranno avanti perché
nonostante i comuni hanno presentato i progetti, ancora ci troviamo
nella indisponibilità dei relativi finanziamenti e delle gare di
appalto che dovranno essere espletate per risolvere il problema.
Quindi, siamo dinnanzi ad una prospettazione di almeno diciotto
mesi per la realizzazione delle cose.
Allora, signor Presidente, mi dispiace che non ci sia il
presidente Crocetta, credo che questa inadempienza della Regione,
intanto, vada certificata per capire qual è la reale somma che
bisogna mettere da parte per pagare la sanzione rispetto a questi
sei comuni.
Secondo, vorrei capire qual è, in buona sostanza, anche l'attività
che il Governo regionale sta compiendo per rimuovere, nel più breve
tempo possibile, queste difficoltà che ci sono affinché i comuni
possano avere il relativo finanziamento e ci si possa trovare nelle
condizioni di superare i danni ambientali che si arrecano.
Dico ciò, Presidente, perché è giusto che la Regione si assuma le
sue responsabilità e non a cascata l'incapacità, dei governi
regionali, di trovare, e lo ripeto, nel tempo le soluzioni al
problema delle discariche siciliane che ha determinato una penalità
così grave nei confronti dei piccoli comuni che non sono
assolutamente in condizione di supportare la trattenuta pari al 20
per cento dei trasferimenti che la Regione esercita, ogni anno,
rispetto ai comuni e nei confronti di quello che è l'importo della
penale da versare.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, signori Assessori, perché è stato
approvato questo articolo da parte della Commissione? Perché il
ragioniere generale dello Stato con la nota 31526 del 1 aprile
2016 ha scritto al Presidente della Regione siciliana ed al sindaco
del comune di San Filippo del Mela, Cammarata, Racalmuto,
Siculiana, Leonforte, Augusta, Paternò, Monreale, Mistretta, Cerda
e Priolo Gargallo chiedendo a questi comuni la restituzione di
cinquemilioniquarantasei.
E' una nota del ragioniere generale che così si conclude: decorso
il termine di 90 giorni dalla data di ricezione della presente,
senza alcuna indicazione in merito alle predette modalità di
reintegro, si procederà al recupero delle risorse in questione a
carico dei singoli enti interessati, ai sensi della normativa
vigente . Dopodiché i comuni sono venuti a dire che non avevano le
risorse disponibili per potere fare fronte a questa necessità ed
hanno chiesto alla Regione, momentaneamente, di anticipare le somme
che avrebbero restituite.
In particolare, gli interventi sono dodici, uno di 776 sul comune
di Priolo, tutti gli altri sono di 388.
Vero è, pure, quello che dice l'onorevole Cancelleri, però, vorrei
ricordare che la lettera del Ministero delle Finanze del 19 ottobre
2016, dove il ragioniere generale dello Stato dichiara che una
delle due somme non è dovuta da parte del comune di Augusta, non è
stata mai notificata alla Regione per cui, ad oggi, l'unica
notifica che ha avuto la Regione, attraverso PEC, è quella relativa
all'intera somma di cinquemilioniquarantasei. Dopodiché siccome
abbiamo detto che c'erano anche gli interessi e c'erano eventuali
altre somme, abbiamo detto rimaniamo fermi a
cinquemilionicinquanta, in maniera tale che l'eventuale somma in
più che sarebbe arrivata a questo punto, cioé 395 mila euro possa
essere utilizzata per fare fronte agli interessi o ulteriori
obbligazioni sulla norma.
Questo è quello che abbiamo in possesso da parte della
Commissione, tant'è vero che la somma originaria di 6 milioni dopo
la nota fattaci pervenire dall'onorevole Cancelleri, che ringrazio
ancora una volta, è stata abbassata a cinque, però la Commissione
non ritiene di potere andare sotto i cinque, anche perché,
altrimenti, dobbiamo togliere l'intero articolo. E' chiaro che
tutti i comuni hanno fatto presente di avere questa necessità.
Era questo il chiarimento che intendevo fare a nome della
Commissione.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente affrontiamo la questione con un poco
di superficialità. Da un lato c'è una comunicazione di undici,
dodici comuni, dall'altro lato il Governo a proposito del fatto che
i comuni non hanno i soldi, nell'accordo di programma che ha
sottoscritto, con delibera del 2014, ha previsto finanziamenti
perché c'è un accordo quadro dello Stato pari ad un valore di 30
milioni, soltanto per sei comuni.
I comuni sono già 11. Continuano a scattare le sanzioni anche per
quei comuni che non hanno avuto copertura di finanziamento.
Continuando così, noi pagheremo sempre perché i comuni che per ora
sono previsti sono soltanto Cammarata, Racalmuto, Siculiana,
Leonforte, Paternò e Monreale.
Il Presidente della Commissione parla di Augusta, di San Filippo
del Mela. Parla di altre cose rispetto a questo accordo di
programma.
Noi non la finiremo mai di pagare sanzioni.
CONTRAFATTO, assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CONTRAFATTO, assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità. Signor Presidente, onorevoli colleghi, purtroppo sembra
che le ultime finanziarie siano sempre caratterizzate dal fatto che
io perda la voce.
Allora, con riferimento all'appunto che ha fatto l'onorevole, da
ultimo, sono due questioni distinte e separate.
Quello che vengono all'attenzione dell'articolo 6 del disegno di
legge di cui stiamo discutendo oggi è stata perfettamente riassunta
e spiegata dall'onorevole Vinciullo, quindi, nulla potrei dire in
più per giustificare la ratio di questa norma.
L'accordo di programma quadro cui fa riferimento, invece,
l'onorevole cha da ultimo è intervenuto e che riguarda delle somme
che sono state previste in Giunta per le discariche, non riguarda
il pagamento della sanzione ma riguarda la linea di finanziamento
per la messa in sicurezza. Vale a dire per eliminare il problema di
inquinamento, di potenziale inquinamento che, in questo momento,
queste discariche hanno e, quindi, quella linea di finanziamento è
un aiuto per portare avanti progetti di messa in sicurezza.
Questa, invece, è una partita contabile per aiutare il pagamento
delle sanzioni.
DI MAURO. Indichiamo i comuni che vanno incontro a queste
sanzioni.
PRESIDENTE. L'onorevole di Mauro dice di indicare i comuni che
vanno incontro a queste sanzioni.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Cosa vuole
indicati? I comuni?
PRESIDENTE. Sì.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Certo. Glieli
ho letti e glieli rileggo.
DI MAURO. Indichiamoli nella norma, per essere precisi.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, non ho problemi. Adesso prendo la ripartizione degli
oneri, così come stabilito dal ragioniere dello Stato, faccio un
subemendamento e glielo consegno immediatamente.
SUDANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUDANO. Signor Presidente, avevo capito dalle parole
dell'onorevole Di Mauro che, invece, siccome alcuni comuni sono
stati tolti dall'infrazione che ci sono delle somme in più che
servono a coprire infrazioni successive che devono arrivare.
Non è così? Allora, si devono indicare.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ho capito che siamo tutti
d'accordo di venire incontro ai comuni, però la soluzione non
risulta ancora chiara.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, mi scusi, lei dice che siamo tutti
d'accordo, a me non sembra chiaro e lineare il ragionamento perché
da una parte l'onorevole Vinciullo dice che è vero che i soldi sono
in più ma che li anticipiamo per delle sanzioni che stanno per
arrivare.
L'Assessore, da quello che ho capito, dice che all'interno di
questa norma sono previste delle somme per delle azioni da fare
direttamente per rimuovere le criticità che ci hanno visto subire
le sanzioni.
Se possono un attimo chiarire e mettersi d'accordo perché le
informazioni che sono arrivate non sono per niente chiare, né
lineari.
Signor Presidente, questo è un argomento di massima serietà. Noi
abbiamo dei comuni che, tra l'altro, si sono opposti, scrivendo
alla Regione ed al Ministero, perché si vedono soccombere di fronte
a somme che, non solo non potevano pagare tout court, ma che
probabilmente non potranno neanche restituire se questo non
comportasse aumentare le tasse, andare in dissesto, eccetera
eccetera. Quindi, è un argomento di massima delicatezza, su cui
vogliamo chiarezza.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Milazzo Giuseppe. Ne
ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, l'articolo è chiaro. In
verità, io ho presentato un soppressivo al comma 2, assessore
Baccei. Noi dobbiamo aiutare i Comuni, non gli dobbiamo prestare i
soldi, perché al comma 2 è scritto: "le somme erogate ai sensi del
comma 1 sono recuperate a quote costanti".
Io non sono d'accordo, non mi sembra un periodo facile per i
Comuni per cui gli chiediamo che poi li devono restituire. Oggi noi
dobbiamo, secondo me, approvare una norma e approvarla con lo
spirito di cui all'articolo precedente, quando abbiamo detto che li
aiutiamo. Non penso che la Regione fallirà perché noi diamo 5
milioni ai Comuni e li aiutiamo.
Allora, il comma 2 va soppresso e aiuteremo i Comuni a prevedere
nei loro bilanci, in base alle somme che devono restituire, a fare
qualche altra cosa, e poi a discrezionalità dei Comuni perché hanno
l'autonomia nella redazione ed approvazione dei bilanci di
previsione.
Quindi, io proporrei, Presidente, di chiudere la questione qua,
nel senso, il principio che i Comuni si devono aiutare va bene.
Onorevole Vinciullo, questa è la mia opinione; io non penso di
convincerla, penso di vincere però in questo concetto, perché sul
soppressivo che ho presentato al comma 2 chiederò il voto segreto.
Anzi, vorrei chiedere il voto palese, veramente, perché voglio
vedere dei deputati chi sarà, che poi i Comuni, che sono disastrati
devono restituire questi quattro soldi, che se li distribuissimo e
se elencassimo i Comuni vedremmo che parliamo di somme irrisorie
Comune per Comune.
Quindi, si può fare questo ulteriore atto di aiuto a sostegno dei
Comuni.
CIRONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIRONE. Io credo, Presidente, che stiamo facendo diventare
complicata una questione che invece complicata non è. Anzi, io
plaudo all'azione del Governo e della Commissione per essere
intervenuti in maniera appropriata su questa vicenda che è stata
all'attenzione della IV Commissione, della Commissione Territorio
e Ambiente , nel momento nel quale 11 Comuni della Regione Sicilia
furono praticamente interloquiti dal Ministero dell'Economia e
invitati ad erogare somme per procedure di infrazione, la cui
storia, peraltro, era abbastanza particolare e diversa.
Si scoprì in quella Commissione, in quella seduta di Commissione,
che la storia degli 11 Comuni, appunto, era diversa e particolare.
In alcuni casi, addirittura, erano arrivate richieste di notifiche
di procedura di infrazione per vicende che non attenevano alla
questione di mancata bonifica. Per esempio, la questione della rada
di Augusta era in maniera errata stata inserita. Altri Comuni,
invece, poterono dimostrare in Commissione che avevano avviato
procedure di caratterizzazione, per esempio, o altro.
Oggi, veniamo in quest'Aula, da una parte, con l'articolo
dell'assestamento, veniamo incontro ad esigenze che quei Comuni
hanno notificato, e c'è appunto che il pagamento della procedura di
infrazione avrebbe portato alcuni di loro a condizioni di pre-
dissesto, se non di dissesto e, quindi, ben venga quell'articolo
che aiuta e fa fronte a somme che devono essere erogate.
Dall'altra, con l'accordo di programma-quadro si avvia una
procedura di fuoriuscita dall'entrazione perché i Comuni che sono
stati inseriti hanno già avviato, appunto, i processi di
caratterizzazione che sono propedeutici alla bonifica tout court.
Io chiedo all'Aula di procedere, invece, serenamente
all'approvazione dell'articolo perché il fatto che si consenta di
avere un minimo di larghezza in più nell'articolo significa che
possiamo fare fronte all'eventuale notifica di nuove, non
procedure, ma anche di implementazione della spesa a quegli 11
Comuni, la maggior parte sono tutti piccoli Comuni, non potrebbero
certo far fronte.
LOMBARDO. Chiedo di parlare.
LOMBARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, a me
sembra davvero che la questione sia molto semplice, molto chiara,
quella posta dal collega Di Mauro e da alcuni deputati che mi hanno
preceduto. Forse, il Governo fa finta di non capire o non vuol
capire.
Allora, noi abbiamo una sentenza della Corte di Giustizia europea
che ha, come dire, condannato l'Italia a pagare 42 milioni da
ripartire nelle discariche italiane. All'interno di questo
discariche devono essere effettuati degli interventi di bonifica e
dei lavori che ne qualificano alcuni criteri ambientali e, sulla
base di queste esigenze, il Governo nazionale ha predisposto un
accordo di programma-quadro che la Regione ha adottato nel 2015.
Ora, nell'ultima nota inviata dal Commissario europeo per
l'Ambiente, Caleca, è stato evidenziato che le Regioni, lo Stato
italiano in questo caso, e le Regioni inadempienti, quindi la
Regione siciliana, dovranno continuare a pagare ulteriori somme
oltre i 5 milioni che il Parlamento si appresterà ad approvare.
Quindi, cosa ci dice il Commissario europeo per l'Ambiente? Ci
dice: bene, pagate i 5 milioni ; questo ce l'ha detto il
Ragioniere dello Stato, ma le discariche inadempienti, e sono il
100 per cento in Sicilia, dovranno continuare a pagare ulteriori
penalità.
Quindi, qual è il tema che è stato posto e mi sembra chiaro: i 5
milioni li approveremo ora, per i ritardi che sono stati causati in
questi anni, ma, a causa del mancato avvio dei lavori di bonifica,
che - ripeto - sono stati deliberati nel febbraio 2015 da questa
Giunta regionale, noi e questo Parlamento tra 6 mesi, tra 1 anno,
tra 3 settimane dovrà pagare ulteriori somme e dare ulteriori
anticipi ai Comuni, sarà 1 milione tra 6 mesi, saranno 2 milioni
tra 1 anno, saranno 3 milioni tra 3 anni e così via. Quindi, noi
continueremo a pagare oneri per una inadempienza di questa Giunta
regionale.
Quindi la domanda, qualora non fosse pervenuta chiara
all'Assessore da ultimo intervenuto, mi riferisco all'assessore
Baccei che certamente ha compreso bene l'argomento, è: come mai, ad
oggi, dato che sono trascorsi quasi 2 anni dalla delibera di
accoglimento di questa APQ ancora questi due milioni e 400 mila
euro non sono stati distribuiti agli 11 Comuni? molti dei quali
hanno già presentato i progetti di bonifica? Perché, veda,
Presidente Ardizzone, magari qualche assessore tra un anno non ci
sarà, magari anche qualche deputato, però ci sarà ancora il popolo
siciliano ed il suo Parlamento che, temo, chi vorrà ancora, come
dire, non rispondere a questa questione, dovrà nuovamente con un
articolo di assestamento o di variazione o quello che sarà,
continuare a pagare le inadempienze di qualche assessore.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati. Per l'onorevole Foti, proviamo a rispiegare, non so se è
in Aula l'onorevole Foti. Sono due questioni distinte, come
spiegava l'assessore Contraffatto, una attiene al pagamento di una
sanzione che è stata pagata dallo Stato. Il Ragioniere generale
dello Stato, con la nota che ha letto il Presidente Vinciullo,
chiede alla Regione di farsene carico per poi, a sua volta,
richiederla ai comuni.
Se la Regione non se ne fa carico, presidente Vinciullo mi dica se
sbaglio, entro 90 giorni andrà direttamente sui Comuni, per cui
noi, con questa norma, stiamo tutelando i Comuni.
Stiamo parlando della sanzione su quei comuni sanzionati, di cui
alla lettera del Ragioniere dello Stato.
Lo Stato ha già pagato, richiede i soldi alla Regione che, se con
questo articolo che passerà se ne farà carico e poi, col comma 2,
li va a richiedere ai comuni.
Questo è un primo aspetto. Il secondo aspetto è quello dell' APQ
che è stato deliberato in giunta a febbraio del 2015 che prevede lo
stanziamento di somme per far mettere in sicurezza le discariche
per i comuni.
Sono due aspetti, quindi, uno è la sanzione, uno sono i soldi per
fare lavori, a partire dalla progettazione che molti comuni non
avevano neanche fatto. Sono due aspetti completamente diversi. Uno
è la sanzione, l'altro sono i lavori.
Per rispondere all'onorevole Milazzo sul tema di far pagare i
comuni, non è un problema finanziario. Noi possiamo pensare di
farlo in 10 anni, di partire nel 2018, però il tema è: la sanzione
deve avere un carattere sanzionatorio. Se paga sempre la Regione,
si va avanti a non fare le cose perché, tanto, paga la Regione.
Parlo in generale, non so di questa fattispecie.
Secondo me, per aiutare ulteriormente i comuni possiamo pensare di
diluire ancora di più nel tempo, di posticipare un altro anno,
però, secondo me non sarebbe giusto, in generale verso chi è
virtuoso. Continuiamo ad aiutare chi non è virtuoso, a danno di chi
è virtuoso.
Mi riferisco, nella fattispecie, anche a delle cose che stiamo
facendo sui comuni in dissesto. Sembra quasi che aiutiamo, diamo
incentivi sempre ai comuni in dissesto e ai comuni che sono
virtuosi è come se li penalizzassimo.
Secondo me questo non è l'atteggiamento corretto. Io capisco che
bisogna aiutare, ma capisco anche che bisognerebbe premiare chi è
virtuoso, non punirlo ulteriormente.
Io sono contrario al fatto di sopprimere il comma 2, se poi
vogliamo attenuarne gli effetti, facciamolo, tanto non è un
problema di incassare i soldi, è un problema di affermare un
principio che è quello che chi ha trasgredito, in qualche modo,
paghi una sanzione. Poi, se ha un problema finanziario lo aiuteremo
e diluiremo i termini di pagamento.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dopo questo dibattito, credo
proficuo, si passa all'emendamento 6.4 dell'onorevole Di Mauro.
E' chiaro che se passa l'emendamento, di conseguenza, dobbiamo
rimodulare
CANCELLERI. Signor presidente, io non ho ritirato l'emendamento
6.10.
PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri, siccome all'inizio, forse, per
mia responsabilità, c'era un po' di distrazione, avevo detto di
ripartire dal 6.4 perché, proprio ieri quando discutevamo
dell'articolo 6, se non erro perché c'era molta confusione, i
soppressivi erano ritirato, probabilmente non il suo.
Si passa all'emendamento 6.10. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
GRECO GIOVANNI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(la richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 6.10
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indico la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento soppressivo 6.10.
Chiarisco il significato del voto: chi vota si preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso, chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 51
Votanti 50
Maggioranza 26
Favorevoli 28
Contrari 22
(E' approvato)
Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:
«Articolo 11.
Obbligo Scolastico
1. Per assicurare ai giovani l'attuazione del diritto-dovere
all'istruzione attraverso il Sistema Istruzione e Formazione
Professionale della Regione Siciliana parallelo al Sistema
Istruzione, in coerenza con quanto previsto dalle disposizioni di
cui al decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226 è autorizzata,
per l'esercizio finanziario 2016, la spesa di 16.100 migliaia di
euro da destinare al finanziamento delle spese relative all'anno
scolastico 2016/2017 (Missione 4 - Programma 6 - Capitolo 372522)».
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, io vorrei invitare un
attimo i colleghi andare a sedere. Presidente, sono le ore 14.20,
io a nome della Commissione le chiedo di sospendere i lavori e,
nello stesso tempo, sospendendo i lavori di riflettere sulla
richiesta che aveva fatto ieri sera l'onorevole Di Giacinto, cioè
(Brusio in Aula)
PRESIDENTE. Scusate, colleghi, ascoltiamo il Presidente della
Commissione.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Ma perché
gridano in continuazione, quando parlano loro nessuno grida,
nessuno dice nulla Pensate che gridando avete ragione No
Signor Presidente, io l'unica cosa che le chiedevo, anche perché a
differenza di colleghi che sono arrivati adesso e gridano, io sono
qui da stamattina alle 11.00, seduto a questo tavolo. Allora, le
dicevo se era possibile solo 40 minuti di sospensione, il tempo che
chi deve andare a mangiare va a mangiare, altri possono riflettere
e poi alle 15.00 quando ritorniamo decidiamo definitivamente cosa
fare.
Veda, all'onorevole Falcone, che grida, gli vorrei ricordare che è
arrivato 10 minuti fa in Aula, quindi proprio lei non può gridare,
doveva essere qui alle 11.00
Quindi, quello che le chiedo, Presidente, è di avere .
(Brusio in Aula)
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Ma dove
pensano di essere Pensate di essere in un Parlamento oppure
pensate , ognuno fa le sue proposte legittime, legittime anche
quando come poco fa fate proposte di portare al disastro il
bilancio della Regione, nessuno ha detto nulla
Quindi, Presidente, dato anche il clima da stadio che stanno
alimentando, io sarei dell'idea di continuare a insistere nella
richiesta di sospendere momentaneamente i lavori.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
un problema di sistema di voto che non metto in discussione perché
h perfetto, ma siccome sono rimasto con il dito pigiato, per cui,
signor Presidente, la richiesta
(Proteste da parte dei deputati dell'opposizione)
PANEPINTO. Chiedo scusa, però, mi pare che le grida alle ore 14.30
per una sospensione di mezz'ora mi sembrano fuori luogo
Quindi, signor Presidente, la prego di sospendere la seduta e
riprendere alle ore 15.00 per il tempo materiale di pranzare.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, noi abbiamo un'esigenza: dare il
voto finale all'assestamento di bilancio entro questa sera. Il
dottore Sammartano, Ragioniere generale della Regione, ha riferito
che non è in grado di attivare il mutuo nei confronti dei comuni se
non si approva la manovra entro questa sera.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, stralci tutto, passiamo al
voto finale
PRESIDENTE. Man mano che si parla incominciamo a comprenderci, se,
però, c'è meno chiasso in Aula si dà la possibilità al Governo ed
alla Commissione di fare le attente riflessioni.
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come lei
sta vivendo in questi ultimi mesi ogni volta il Governo ha sempre
un problema di grave urgenza.
PRESIDENTE. No, questo non è un problema del Governo, è previsto
dalla legge.
GRECO GIOVANNI. Noi siamo d'accordo, però, stralciamo tutti gli
altri articoli e votiamo quello che già è stato approvato fino
adesso di questa manovra finanziaria e, così, ci togliamo tutte le
scuse perché altrimenti guardi che stasera non ci si arriva ad
approvarla
ARANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se ci sono
(Brusio in Aula)
PRESIDENTE. Però, scusate, gradirei che i colleghi che
intervengono siano ascoltati dal Governo altrimenti non ha senso,
non è un dialogo.
Per rispetto dei colleghi che intervengono, l'onorevole Arancio di
sicuro si rivolgerà al Governo.
ARANCIO. Signor Presidente, considerato il fatto che ci sono
motivi d'urgenza, penso che non possiamo fermarci a quello che
abbiamo votato fino ad ieri sera, quindi, mi sembra legittimo fare
una sospensione di mezz'ora in modo di fare una cernita di tutto
quello che resta, di tutto quello che per legge in cui ci sono dei
dispositivi di legge che devono essere finanziati.
Signor Presidente, parlare tutti contemporaneamente dal microfono,
fuori microfono, non si capisce quale potrebbe essere la mia
proposta.
Allora, la mia proposta è questa, signori consiglieri comunali, di
sospendere per 20 minuti, signori consiglieri comunali. Chiedo
scusa ai signori deputati per il lapsus. Sono abituato a parlare
nei consigli comunali, quindi ho avuto questo lapsus.
Pregherei i deputati di sospendere per mezz'ora per fare una
ricognizione di tutto ciò che resta e vedere quello che è
necessario completare entro questa sera.
Dopodiché condividiamo questo passaggio e penso che saremo in
grado di produrre in modo sicuramente proficuo entro questa sera i
lavori ed in modo condiviso perché dobbiamo promuovere tutto ciò
che serve ai siciliani e questo se utilizziamo questo criterio,
penso che possiamo chiudere in modo condiviso e sicuramente in
tempo utile.
Grazie, signor Presidente, per la sua attenzione. Grazie ai
colleghi deputati che vedo che seguono con meno attenzione e mi
piacerebbe che seguissero con più attenzione.
PRESIDENTE. L'onorevole Arancio è intervenuto chiedendo una
sospensione, però, su una questione di carattere politico-
istituzionale. Ha chiesto come dobbiamo procedere.
C'è la possibilità di una cernita di alcuni articoli, chiaramente
quelli evidenziati, o no?
Ringrazio l'onorevole Arancio, ma onorevoli colleghi, però
l'onorevole Arancio ha posto una questione più politica, non sono
le esigenze alimentari di qualcuno, per carità, ci stanno pure
queste, però ha posto una questione più politica. Ha detto di
sospendere per mezz'ora. Ma qua c'è il Governo. Gradirei sapere
come il Governo intende procedere su questa proposta. Se è
opportuno sospendere o meno una mezz'ora per vedere di fare una
cernita degli articoli rimasti.
Ho capito che ci sono posizioni molto diverse.
BACCEI, assessore per l'economia. Sospendiamo.
PRESIDENTE. Ringrazio l'assessore Baccei.
La seduta, pertanto, è sospesa. Sono le ore 14.28, i lavori
riprenderanno alle ore 15.00; quindi, poco più di mezz'ora.
MILAZZO GIUSEPPE. La stiamo subendo questa sospensione
PRESIDENTE. Certo che la sta subendo, onorevole Milazzo.
L'onorevole Milazzo e l'onorevole Figuccia stanno subendo questa
sospensione. Ai fini del verbale, lo dichiaro io, state subendo
questa decisione.
Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa e riprenderà alle ore
15.00.
(La seduta, sospesa alle ore 14.28, è ripresa alle ore15.27
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa all'articolo 11. Ne do
lettura:
Articolo 11.
Obbligo Scolastico
1. Per assicurare ai giovani l'attuazione del diritto-dovere
all'istruzione attraverso il Sistema Istruzione e Formazione
Professionale della Regione Siciliana parallelo al Sistema
Istruzione, in coerenza con quanto previsto dalle disposizioni di
cui al decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226 è autorizzata,
per l'esercizio finanziario 2016, la spesa di 16.100 migliaia di
euro da destinare al finanziamento delle spese relative all'anno
scolastico 2016/2017 (Missione 4 - Programma 6 - Capitolo 372522).
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
intervengo per dire che ritiro tutti gli emendamenti soppressivi
all'articolo 11, il mio Gruppo mantiene solo l'emendamento che
aumenta - non ho qui la rubrica - lo stanziamento da 16 a 17
milioni circa.
PRESIDENTE. Il primo firmatario è l'onorevole Falcone.
Onorevole Di Mauro, mantiene o ritira il suo emendamento
soppressivo all'articolo 11?
DI MAURO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non è un
piacere quando si chiama il voto segreto e si cassa un articolo.
Né ho intenzione di chiedere il voto segreto su quest'articolo.
Però, l'assessore mi deve spiegare perché, durante la trattazione
di questo in Commissione bilancio, ha dato parere favorevole sulla
proposta di riduzione di un milione di euro.
Siccome io la conosco e la stimo, non ci voglio credere.
Quindi, se lei risponde a questa mia domanda io dopo sarò
consequenziale.
MARZIANO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Signor Presidente, onorevoli colleghi, personalmente
non credo di aver dato, in Commissione bilancio, parere favorevole
sulla riduzione di un milione di euro, perché non ero presente la
sera in cui si è trattato l'articolo 11.
Quello che posso spiegare è che, con la somma attualmente
prevista, noi riusciremmo a fare esattamente il numero dei corsi
richiesti fino ad oggi.
La scadenza nella presentazione delle domande, è fissata per il 5
dicembre, quindi è chiaro che tutte le domande ulteriori che
dovessero arrivare potrebbero non avere copertura.
Vorrei utilizzare pochissimi minuti per illustrare all'Aula che
con lo stanziamento previsto noi ottemperiamo a tutte le richieste
di obbligo formativo che sono state avanzate finora, che sono 772
corsi già finanziati, 28 corsi da finanziare dei primi anni, 54 da
finanziare dell'alternanza scuola-lavoro il sistema duale, e circa
100, 101, 102 corsi - a seconda di quelli che arriveranno dei
secondi e quarti anni -, senza il finanziamento dei quali rischiamo
di perdere anche il finanziamento statale dei primi anni. Ecco
perché è necessario questo stanziamento di bilancio.
PRESIDENTE. Si ritiene soddisfatto della risposta dell'Assessore,
onorevole Greco?
GRECO GIOVANNI. No, non ha risposto a quello che ho chiesto io.
PRESIDENTE. Voleva sapere perché ha dato parere negativo.
MARZIANO, assessore per l'istruzione e la formazione professione.
Presidente non ho partecipato alla riunione di Commissione
Bilancio in cui si è trattato l'articolo 11, quindi non ho
contezza di questa cosa che mi si chiede. Non ero presente quando
in Commissione Bilancio è stato trattato l'articolo 11.
GRECO GIOVANNI. E vediamo cosa ha da dire il presidente della
Commissione Vinciullo.
PRESIDENTE. Vedremo i verbali della Commissione.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. L'argomento è
stato affrontato quasi alla fine della nottata, quando era stato
presentato un emendamento per sottrarre 400 mila euro
all'assessorato al turismo e per destinarli ad altri finalità.
In quel caso l'onorevole Panepinto dichiarò di aver parlato con il
presidente Marziano ed il presidente Marziano aveva dato
disponibilità a prendere i soldi dal capitolo 11. Ma è un fatto che
è avvenuto dopo.
PRESIDENTE. L'ha riferito l'onorevole Panepinto, questo. Evitiamo
la prova, se è vero o non è vero.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. La prova è
certa perché è verbalizzato.
PRESIDENTE. Credo che la risposta l'abbia avuta l'onorevole Greco.
Può pure ritirare l'emendamento soppressivo.
GRECO GIOVANNI. Non lo ritiro e chiedo che la votazione avvenga
per scrutinio segreto.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente non altro se non per testimoniare che
ci sono delle fattispecie in cui non ci si può arroccare in
atteggiamenti e prese di posizione a tutti i costi.
Noi ci siamo confrontati con il gruppo parlamentare ed abbiamo
preso una decisione che i termini che attendono l'obbligo formativo
non possono essere temi che attengono una parte o un'altra parte
politica.
Ci sono questioni sulle quali bisogna che tutti siamo d'accordo e
certamente non garantire una opportunità non solo di
scolarizzazione ma, soprattutto, un percorso di inclusione socio-
lavorativo serio per tutti quei ragazzi che rischiano di poter
perdere delle opportunità. E allora rispetto a questo tema Forza
Italia è dalla parte dei ragazzi, Forza Italia è per la
spendibilità dei percorsi e noi ovviamente siamo a favore, e mi
sembra strumentale qualsiasi altra posizione differente da questa.
ARANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARANCIO. Signor Presidente, mi rivolgo, con il suo consenso,
all'onorevole Greco chiedendogli pubblicamente di ritirare la sua
proposta di voto segreto perché su tutto possiamo votare ma proprio
sui ragazzi, onorevole Greco, penso che non si debba fare.
Questo è un articolo che deve essere votato da tutto il Parlamento
perché l'obbligo formativo riguarda i ragazzi che non proseguono
l'iter normale, vengono tolti dalla strada e, quindi, penso che
bisogna votarlo e anzi votarlo speditamente, come dice il collega
nonostante l'assessore, che è un ottimo assessore.
PRESIDENTE. Onorevole Greco, lo ritira?
GRECO GIOVANNI. No, ed insisto sulla richiesta di voto segreto.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento soppressivo 11.2
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento indìco la votazione. Chiarisco il significato del voto:
chi vota sì preme il pulsante verde; chi vota no preme il pulsante
rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 52
Votanti 50
Maggioranza 26
Favorevoli 20
Contrari 30
(Non è approvato)
Gli emendamenti 11.7 e 11.8 sono assorbiti.
Si passa all'emendamento 11.5, a firma dell'onorevole Di Giacinto.
DI GIACINTO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 11.3. Il significato di questo
emendamento è già stato spiegato dall'onorevole Milazzo.
Chiedo al Governo se c'è la copertura finanziaria, visto chè c'è
un aumento.
BACCEI, assessore per l'economia. Il comma 1 dell'articolo 12 non
è stato soppresso. Dalle economie la soppressione del comma 1
dell'articolo 12, non è stato soppresso.
PRESIDENTE. E' inammissibile.
MILAZZO GIUSEPPE. Come inammissibile?
BACCEI, assessore per l'economia. Comunque le economie sono state
utilizzate per la Protezione civile, non tutte?
PRESIDENTE. Assessore, Lei espressamente ci deve dire se c'è o non
c'è la copertura.
La copertura c'è o non c'è?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Uno, perché le
abbiamo tolte e non sappiamo dove le abbiamo tolte in maniera
indistinta. Seconda cosa, vorrei ricordare all'onorevole Falcone e
all'onorevole Milazzo che nel mese di luglio quando venne
presentato l'articolo sui musei del contadino pur non essendo
indicato nessun museo che veniva finanziato, hanno fatto la guerra
civile dicendo che c'era nome e cognome su chi veniva finanziato.
Se noi ampliamo di novecento mila euro la dotazione di questo
capitolo, fin da oggi, da questo momento, sappiamo chi sono coloro
i quali usufruiranno di questo finanziamento.
Quindi, la norma non è astratta e generale come pensano e fanno
credere, ma è una norma particolare perché già c'è...
MILAZZO GIUSEPPE. No, è astratta, è una norma discriminatoria
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Ma perché
gridate? Dovete essere coerenti nella vita, quando vi vendete alla
maggioranza dovete avere il coraggio di fare sempre silenzio,
chiaro?
(Proteste dai banchi dell'opposizione)
Dopodiché, signor Presidente io le ribadisco, non c'è la
copertura, ma c'è un problema che hanno sollevato a suo tempo
quando hanno detto che quando ci sono...
Chi le ha dato la parola? Si vada a sedere
PRESIDENTE. Presidente Vinciullo
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Questo siete,
dei cialtroni venduti Ciò posto, Presidente, è lo stesso problema
che è stato posto a luglio, e lo stesso problema va affrontato come
allora.
(Vibranti proteste dai banchi dell'opposizione)
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Si vergogni,
Falcone
PRESIDENTE. Presidente Vinciullo, per cortesia Ma che modo di
fare è?
Sospendo la seduta per due minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 15.42, è ripresa alle ore 15.44)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. L'emendamento è ritirato. Si passa alla votazione
dell'articolo 11.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
GRECO GIOVANNI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'articolo 11.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco. Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 68
Maggioranza 35
Favorevoli 41
Contrari 27
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'esame dell'articolo 12. Ne do lettura:
«Articolo 12.
Finanziamento leggi di spesa
1. Disposizione stralciata dalla Presidenza nella seduta
d'Aula n. 385 del 28 novembre 2016.
2. Disposizione stralciata dalla Presidenza nella seduta
d'Aula n. 385 del 28 novembre 2016.
3. Disposizione stralciata dalla Presidenza nella seduta
d'Aula n. 385 del 28 novembre 2016.
4. Per le finalità di cui all'articolo 11 della legge
regionale 28 gennaio 2014, n. 5 e successive modifiche ed
integrazioni, è autorizzata, per l'esercizio finanziario
2016, l'ulteriore spesa di 900 migliaia di euro (Missione
1, Programma 11, Capitolo 212533). L'autorizzazione di
spesa di cui al presente comma è destinata ai lavoratori
utilizzati per le aperture dei siti museali e/o
archeologici nei giorni festivi, senza incremento delle
ore contrattualmente in atto previste e fermi restando i
divieti di cui all'articolo 1, comma 10, della legge
regionale 29 dicembre 2008, n. 25 ed all'articolo 20,
comma 6, della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11.
5. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 20,
comma 1, Allegato 1 - Parte A della legge regionale 17
marzo 2016, n. 3 per le finalità dell'articolo 29 della
legge regionale 4 gennaio 1984, n. 1 è incrementata, per
l'esercizio finanziario 2016, dell'importo di 8.400
migliaia di euro (Missione 14, Programma 1, Capitolo
243301).
6. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 20,
comma 1, Allegato 1 - Parte A della legge regionale 17
marzo 2016, n. 3 per le finalità dell'articolo 20 della
legge regionale 6 maggio 1981, n. 98 è incrementata, per
l'esercizio finanziario 2016, dell'importo di 2.000
migliaia di euro (Missione 9, Programma 5, Capitolo
443302).
7. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 24
della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3 è incrementata,
per l'esercizio finanziario 2016, dell'importo di 1.512
migliaia di euro (Missione 12, Programma 4, Capitolo
183799).
8. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 20,
comma 2, Allegato 1 - Parte B della legge regionale 17
marzo 2016, n. 3 per le finalità dell'articolo 7, comma
1, della legge regionale 1 agosto 1990, n. 20 è
incrementata, per l'esercizio finanziario 2016,
dell'importo di 1.215 migliaia di euro (Missione 13,
Programma 7, Capitolo 413706).
9. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 23,
comma 2, della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3 è
incrementata, per l'esercizio finanziario 2016,
dell'importo di 1.760 migliaia di euro (Missione 16,
Programma 3, Capitolo 147326).
10. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 23,
comma 3, della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3 è
incrementata, per l'esercizio finanziario 2016,
dell'importo di 8.000 migliaia di euro per il pagamento
dell'Imposta regionale sulle attività produttive
(Missione 16, Programma 1, Capitolo 155802).
11. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 21,
comma 1, della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3 per le
finalità dell'articolo 18, comma 1 della legge regionale
26 novembre 2000, n. 24 è incrementata, per l'esercizio
finanziario 2016, dell'importo di 1.074 migliaia di euro
(Missione 15, Programma 2, capitolo 317708).
12. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 73,
comma 6, Tabella G della legge regionale 17 marzo 2016,
n. 3 è incrementata, per l'esercizio finanziario 2016,
dell'importo di 1.674 migliaia di euro per le finalità
dell'articolo 35 della legge regionale 28 gennaio 2014,
n. 5 e dell'importo di 1.014 migliaia di euro per le
finalità dell'articolo 1 della legge regionale 19 maggio
2005, n. 5 (Missione 15, Programma 1, Capitolo 712402).
13. All'Allegato 1 di cui al comma 2 dell'articolo 20
della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3 sono apportate
le seguenti variazioni.
Norm A Miss Ca Denominazione Autorizzazi
a di mm. ione, pito one di spesa
riferi Progra lo
mento mma
2 2 2
016 017 018
L.R. 2 4-2 34 FONDO DESTINATO +
75/199 2525 ALLO SVILUPPO DELLA 544
0 Art. PROPAGANDA DI
1 PRODOTTI SICILIANI
14. Al comma 1 dell'articolo 21 della legge regionale 17
maggio 2016, n. 8 le parole e, per il solo esercizio
finanziario 2016 sono soppresse. Per le finalità di cui
al comma 1 dell'articolo 21 della legge regionale 17
maggio 2016, n. 8 e successive modifiche ed integrazioni
è autorizzata, per ciascuno degli esercizi finanziari
2017 e 2018, la spesa annua di 250 migliaia di euro
(Missione 1, Programma 10, Capitolo 120012).
15. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 20,
comma 1, Allegato 1 - Parte B della legge regionale 17
marzo 2016, n. 3 è incrementata, per l'esercizio
finanziario 2016, dell'importo di 5 migliaia di euro per
le finalità dell'articolo 22 della legge regionale 20
marzo 1972, n. 11 (Missione 19, Programma 1, Capitolo
104519).
16. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 20,
comma 1, Allegato 1 - Parte B della legge regionale 17
marzo 2016, n. 3 è incrementata, per l'esercizio
finanziario 2016, dell'importo di 5 migliaia di euro per
le finalità dell'articolo 1 della legge regionale 5
novembre 1979, n. 224 (Missione 19, Programma, Capitolo
104520).
17. Per le finalità di cui al comma 3 bis dell'articolo
91 della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9 come
aggiunto dall'articolo 44 della legge regionale 17 marzo
2016, n. 3, è autorizzata per l'esercizio finanziario
2016 l'ulteriore spesa di 50 migliaia di euro (Missione
9, Programma 2, Capitolo 442545).
18. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 20,
comma 1, Allegato 1 - Parte B della legge regionale 17
marzo 2016, n. 3 è incrementata dell'importo di euro
69.140,00 ed è destinata al pagamento delle quote annuali
2013 e 2014 relative alla partecipazione della Regione
siciliana al Centro interregionale di studi e
documentazione (CINSEDO) con sede in Roma, da parte della
Presidenza della Regione (Missione 1, Programma 2,
Capitolo 105701).
19. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 20,
comma 1, Allegato 1 - Parte B della legge regionale 17
marzo 2016, n. 3 è incrementata dell'importo di euro
19.907,88 ed è destinata al pagamento della quota annuale
2014 relativa alla partecipazione della Regione Siciliana
all'Associazione Italiana per il Consiglio dei Comuni
d'Europa da parte della Presidenza della Regione
(Missione 19, Programma 1, Capitolo 104519).
20. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 20,
comma 1, Allegato 1 - Parte A della legge regionale 17
marzo 2016, n. 3 è incrementata, per l'esercizio
finanziario 2016, dell'importo di 1.576 migliaia di euro
per le finalità dell'articolo 33 della legge regionale 10
agosto 1963, n. 21 (Missione 16, Programma 1, Capitolo
546401).
21. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 20,
comma 2, Allegato 1 - Parte B della legge regionale 17
marzo 2016, n. 3, per le finalità dell'articolo 1 della
legge regionale 16 luglio 1982, n. 71, è incrementata,
per l'esercizio finanziario 2016, dell'importo di 2.000
migliaia di euro ed è destinata alle strutture operative
che alla data di entrata in vigore della presente legge
eroghino servizi socio assistenziali. (Missione 12,
Programma 7, Capitolo 183307).
22. Per le finalità della legge regionale 3 maggio 2001,
n. 6, articolo 102, l'autorizzazione di spesa di cui alla
tabella del comma 1 dell'articolo 21 della legge
regionale 17 marzo 2016, n. 3 è incrementata, per
l'esercizio finanziario 2016, dell'importo di 75 migliaia
di euro (Missione 9, Programma 5, Capitolo 550801).
23. Per le finalità della legge regionale 24 dicembre
1997, n. 46, articoli 30 e 31, l'autorizzazione di spesa
di cui alla tabella del comma 1 dell'articolo 21 della
legge regionale 17 marzo 2016, n. 3 è incrementata, per
l'esercizio finanziario 2016, dell'importo di 400
migliaia di euro (Missione 7, Programma 1, Capitolo
472514).
24. Disposizione stralciata dalla Presidenza nella
seduta d'Aula n. 385 del 28 novembre 2016.
25. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 20,
comma 1, Allegato 1 - Parte A della legge regionale 17
marzo 2016, n. 3 è incrementata, per l'esercizio
finanziario 2016, dell'importo di 200 migliaia di euro
per le finalità dell'articolo 11 della legge regionale 6
giugno 1968, n. 14 (Missione 16, Programma 1, capitolo
147704).
26. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 20,
comma 1, Allegato 1 - Parte A della legge regionale 17
marzo 2016, n. 3 è incrementata, per l'esercizio
finanziario 2016, dell'importo di 200 migliaia di euro
per le finalità dell'articolo 11 della legge regionale 6
giugno 1968, n. 14 (Missione 16, Programma 1, Capitolo
147701).
27. L'autorizzazione di spesa di cui alla Tabella A
Importi da iscrivere nel fondo globale di parte
corrente - Attività e interventi conformi agli indirizzi
del DPEF e per il rifinanziamento di interventi
legislativi - Accantonamento 1001 - della legge regionale
17 marzo 2016, n. 3 è incrementata, per l'esercizio
finanziario 2017, dell'importo di euro 9.753.712,79.
28. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 21,
comma 1, della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3 per le
finalità dell'articolo 1 della legge regionale 16 agosto
1975, n. 66 è incrementata, per l'esercizio finanziario
2016, dell'importo di 35 migliaia di euro (Missione 5,
Programma 2, Capitolo 377703).
29. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 32
della legge regionale 28 gennaio 2014 n. 5 è ridotta per
l'esercizio finanziario 2016 dell'importo di 500 migliaia
di euro (Missione 9, Programma 1, Capitolo 108169).
30. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 21,
comma 1, della legge regionale 17 marzo 2016 n. 3 per le
finalità dell'articolo 1 della legge regionale 30
dicembre 1980, n. 152 , è incrementata per l'esercizio
finanziario 2016 dell'importo di 210 migliaia di euro
(Missione 4, Programma 2, Capitolo 373304).
31. Per le finalità dell'articolo 8 della legge
regionale 29 settembre 2016, n. 20 l'autorizzazione di
spesa di cui all'articolo 31, comma 1, della legge
regionale 17 marzo 2016 n. 3 è incrementata per
l'esercizio finanziario 2016 dell'importo di 1.000
migliaia di euro (Missione 16, Programma 1, Capitolo
155817).
32. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1,
comma 1, della legge regionale 30 giugno 2016, n. 13 è
incrementata, per l'esercizio finanziario 2016,
dell'importo di 300 migliaia di euro (Missione 16,
Programma 1, Capitolo 147315).
33. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1 ,
comma 2, della legge regionale 30 giugno 2016, n. 13 è
incrementata, per l'esercizio finanziario 2016,
dell'importo di 100 migliaia di euro (Missione 16,
Programma 1, Capitolo 144111).
34. Disposizione stralciata dalla Presidenza nella
seduta d'Aula n. 385 del 28 novembre 2016.
35. Disposizione stralciata dalla Presidenza nella
seduta d'Aula n. 385 del 28 novembre 2016.
36. Disposizione stralciata dalla Presidenza nella
seduta d'Aula n. 385 del 28 novembre 2016.
37. Disposizione stralciata dalla Presidenza nella
seduta d'Aula n. 385 del 28 novembre 2016.
38. Disposizione stralciata dalla Presidenza nella
seduta d'Aula n. 385 del 28 novembre 2016.
39. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 20,
comma 1, allegato 1 Parte A della legge regionale 17
marzo 1016, n. 3 per le finalità dell'articolo 11, comma
99, della legge regionale n. 26/2012 è incrementata, per
l'esercizio finanziario 2016, dell'importo di 73 migliaia
di euro (Missione 14, Programma 1, Capitolo 342534)
40. Disposizione stralciata dalla Presidenza nella
seduta d'Aula n. 385 del 28 novembre 2016.
41. Disposizione stralciata dalla Presidenza nella
seduta d'Aula n. 385 del 28 novembre 2016.
42. Disposizione stralciata dalla Presidenza nella
seduta d'Aula n. 385 del 28 novembre 2016.
43. Disposizione stralciata dalla Presidenza nella
seduta d'Aula n. 385 del 28 novembre 2016.
44. Disposizione stralciata dalla Presidenza nella
seduta d'Aula n. 385 del 28 novembre 2016.
45. Disposizione stralciata dalla Presidenza nella
seduta d'Aula n. 385 del 28 novembre 2016.
46. Disposizione stralciata dalla Presidenza nella
seduta d'Aula n. 385 del 28 novembre 2016.
47. Disposizione stralciata dalla Presidenza nella
seduta d'Aula n. 385 del 28 novembre 2016.
48. Disposizione stralciata dalla Presidenza nella
seduta d'Aula n. 385 del 28 novembre 2016.
49. Disposizione stralciata dalla Presidenza nella
seduta d'Aula n. 385 del 28 novembre 2016.
50. Disposizione stralciata dalla Presidenza nella
seduta d'Aula n. 385 del 28 novembre 2016.
51. Disposizione stralciata dalla Presidenza nella
seduta d'Aula n. 385 del 28 novembre 2016.
52. Disposizione stralciata dalla Presidenza nella
seduta d'Aula n. 385 del 28 novembre 2016.
53. Disposizione stralciata dalla Presidenza nella
seduta d'Aula n. 385 del 28 novembre 2016.
54. Disposizione stralciata dalla Presidenza nella
seduta d'Aula n. 385 del 28 novembre 2016.
55. Al fine di garantire i servizi essenziali alla
popolazione e la messa in sicurezza del territorio del
comune di Cefalù per i danni causati dall'incendio del 16
giugno 2016 l'Assessorato regionale delle autonomie
locali e della funzione pubblica è autorizzato ad
assegnare in favore del comune di Cefalù, per l'esercizio
finanziario 2017, la somma di 300 migliaia di euro.
56. Le risorse ex articolo 38 dello Statuto della
Regione siciliana destinate con delibera della Giunta
regionale agli interventi di edilizia scolastica ed alle
infrastrutture necessarie allo svolgimento di attività
integrative della scuola, ivi comprese le attrezzature e
gli arredamenti didattici ed amministrativi, non
utilizzate alla data di entrata in vigore della presente
legge (Missione 4, Programma 3, Capitolo 772023), sono
destinate al finanziamento dell'acquisto di attrezzature
ed arredamenti didattici ed amministrativi degli istituti
e delle scuole di istruzione secondaria superiore, di
competenza dei liberi Consorzi comunali ai sensi
dell'articolo 3 della legge 11 gennaio 1996, n. 23, nelle
more della definizione del riordino degli stessi ai sensi
della legge regionale 4 agosto 2015, n. 15 e della
conseguente possibilità di attivare i mutui ventennali di
cui all'articolo 4 della medesima legge 11 gennaio 1996,
n. 23.»
Onorevoli colleghi, per intenderci, per capire come proseguire,
all'articolo 12 ci sono ben duecento emendamenti. Lo accantoniamo?
Onorevole Milazzo, lei si deve rivolge con garbo a tutta l'Aula,
questo è un Parlamento Siccome ci sono duecento emendamenti, io ho
chiesto cosa dobbiamo fare. Alcuni hanno detto di accantonare, lei
dice di andare avanti. Con calma Le cose si possono pure dire con
calma. L'onorevole Milazzo intende andare avanti.
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
assessori. Siamo reduci da un intervento autorevole del Presidente
Vinciullo che ha invitato il Parlamento a trattare solo norme
generali ed astratte, siccome l'articolo 12 è pieno di norme
generali ed astratte, per dare uno spettacolo a cui lei ci ha
abituato, Presidente Vinciullo, lo dobbiamo trattare ora l'articolo
12, dobbiamo fare vedere alle persone che muoiono di fame e che
vede lei protagonista quando convoca audizioni a non finire per
promettere a tutti e per poi lasciare in asso tutti
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, evitiamo Lasci stare l'onorevole
Vinciullo.
MILAZZO GIUSEPPE. Me ne assumo la responsabilità Lei ora deve
portare avanti lo spettacolo. Deve continuare lo spettacolo
Dobbiamo continuare con l'articolo 12. Sei lei ha attributi
politici deve ora metterci la faccia, come faccio io nelle mie
battaglie Altrimenti se ne va a casa, visto che lì è stato messo
dal Centrodestra non certo dal Partito democratico.
PRESIDENTE. Onorevole Anselmo, lei ritiene che dobbiamo
accantonare o andare avanti? Onorevole Cancelleri, lei ritiene di
accantonare o andare avanti? Onorevole Turano, accantonare o andare
avanti? Onorevole Cordaro, accantonare o andare avanti? So che lei
vuole andare avanti. Onorevole Fontana?
L'articolo 12 viene accantonato.
L'articolo 13 è stralciato.
Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:
«Articolo 14.
Modifiche alla legge regionale 24 novembre 2011, n. 25
in materia di contributi alle imprese del comparto della
peschicoltura
1. All'articolo 13 della legge regionale 24 novembre 2011, n. 25 e
successive modifiche ed integrazioni sono apportate le seguenti
modifiche:
a) al comma 1 sono soppresse le parole per l'esercizio
finanziario 2017
b) al comma 3, le parole al Regolamento (CE) 20 dicembre 2007, n.
1535/2007, della Commissione, pubblicato nella G.U.U.E. 21 dicembre
2007, n. L 337 , sono sostituite dalle parole al Regolamento (UE)
n. 1408/2013 della Commissione, pubblicato sulla G.U.U.E. del 24
dicembre 2013, n. L352 .
2. Per le finalità dell'articolo 13 della legge regionale 24
novembre 2011, n. 25 e successive modifiche ed integrazioni è
autorizzata, per l'esercizio finanziario 2016, la spesa di 100
migliaia di euro.».
PRESIDENTE. Se prendete posto. Onorevole Panepinto Allora
all'articolo 14 abbiamo diversi emendamenti soppressivi
dell'intero articolo.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel 2011 venne
approvata una norma con uno stanziamento pari a cinquecentomila
euro per risarcire dalla crisi di mercato il settore della
peschicoltura di Caltanissetta, Enna, Messina ed Agrigento.
Dopo di che vennero istruite le pratiche, e sono state istruite
domande per 100 mila euro.
I funzionari dell'assessorato hanno dimenticato a liquidare la
somma e non hanno riaccertato l'importo in bilancio.
Con il riaccertamento del famoso 118, la somma è stata cancellata.
Già ci sono creditori, aziende agricole in provincia di Messina ed
in provincia di Agrigento. E' solo questo il tema, poi l'Aula è più
che sovrana.
C'è stata una défaillance da parte dei funzionari dell'assessorato
nel riaccertare questa somma che doveva essere mantenuta dopo che
gli ispettorati agrari avevano fatto l'istruttoria ed avevano
convalidato le richieste.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 14.
GRECO GIOVANNI. Chiedo che la votazione avvenga a scrutinio
segreto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 14
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto dell'articolo
14. Chiarisco che l'anno di riferimento è il 2011 non il 2017. Da
leggere 2011'.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 65
Maggioranza 33
Favorevoli 26
Contrari 39
(Non è approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 16. Ne do lettura:
«Articolo 16.
Disposizioni per favorire l'incremento delle presenze
turistiche negli ambiti territoriali afferenti gli
aeroporti di Trapani Birgi e di Comiso
1. Al fine di favorire l'incremento delle presenze turistiche nel
territorio regionale, tenuto conto della potenzialità di sviluppo
turistico degli ambiti territoriali in cui sono ricompresi gli
aeroporti di Trapani Birgi e di Comiso, l'Assessorato regionale del
turismo, dello sport e dello spettacolo, sentiti l'Assessorato
regionale delle infrastrutture e della mobilità e l'Assessorato
regionale dell'economia, è autorizzato a finanziare interventi a
sostegno delle attività di promozione del territorio svolte dai
comuni siciliani, con esclusione di quelli ricadenti negli ambiti
territoriali delle Città metropolitane.
2. Per le finalità di cui al comma 1, è autorizzata la spesa di
5.500 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2017.
3. Con decreto dell'Assessore regionale per il turismo, lo sport e
lo spettacolo, sentiti l'Assessore regionale per le infrastrutture
e la mobilità e l'Assessore regionale per l'economia, da adottarsi
entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, si provvede alla ripartizione delle somme autorizzate ai
sensi del comma 2, da destinare all'ambito territoriale afferente
l'aeroporto di Trapani Birgi ed all'ambito territoriale afferente
l'aeroporto di Comiso, proporzionalmente ai volumi di traffico
passeggeri complessivi, consolidati da ciascuno nell'ultimo
quadriennio. L'ambito territoriale di riferimento è costituito dal
comprensorio dei comuni sottoscrittori della convenzione di cui al
comma 5.
4. Con il decreto di cui al comma 3 sono definiti, in base ai
parametri caratteristici dei flussi turistici del territorio, i
criteri, prioritariamente proporzionali alle presenze turistiche
attestate nell'anno 2015, per l'attribuzione del finanziamento, a
valere sull'ammontare delle somme ripartite per ciascun ambito
territoriale di cui al comma 3, ai singoli comuni sottoscrittori
dell'apposita convenzione di cui al comma 5 con le società di
gestione aeroportuale del proprio ambito territoriale.
5. L'erogazione dei finanziamenti di cui al comma 3, a valere
sull'ammontare delle somme ripartite per ciascun ambito
territoriale di cui al medesimo comma, è subordinata alla
sottoscrizione di apposita convenzione dei singoli comuni
interessati con le società di gestione aeroportuale del proprio
ambito territoriale. La convenzione riporta il programma
pluriennale, gli obiettivi di incremento dei flussi turistici
attesi e le modalità di contrattualizzazione di eventuali
prestazioni di servizi di promozione.».
Onorevoli colleghi, nel dichiarare l'ammissibilità degli articoli
avevo fatto presente all'Aula che con riferimento all'articolo 16
questo necessitava di una relazione da parte del Governo - che è
pervenuta -, che motivava l'esigenza di approvare in fase di
assestamento quest'articolo considerato che lo stanziamento era
riferito all'esercizio 2017.
La relazione si accompagna ad un emendamento del Governo, recante
numerazione 16.34, che spiega i motivi per cui è necessario
approvare la norma nell' esercizio 2016.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare per illustrare
l'emendamento 16.34.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, questo è un articolo estremamente importante per tutto il
territorio siciliano e riguarda gli aeroporti cosiddetti minori di
Trapani e di Comiso che stanno vedendo - scusate un po' di
attenzione perché è estremamente importante -, per cui prima di
votare è bene che abbiamo chiaro cosa stiamo votando.
Gli aeroporti minori stanno consentendo, sia Comiso che Birgi, un
importantissimo sviluppo del territorio e abbiamo visto i dati di
un forte incremento del turismo, sicuramente in parte dovuto ai
fatti della parte meridionale del bacino del Mediterraneo ma, anche
al fatto che questi aeroporti, insieme agli aeroporti maggiori
dell'Isola consentono di fare arrivare un numero di turisti
importante.
L'intenzione del Governo è di dare massimo supporto allo sviluppo
dei due aeroporti, il sistema aeroportuale minore, incrementando il
numero dei viaggiatori dei flussi turistici.
Lo stiamo facendo ora - scusate se mi date un attimo di
attenzione, è importantissimo - perché sull'aeroporto di Birgi
scadrà a marzo del 2017 il contratto che l'Aeroporto ha con
Ryanair. Attualmente tale contratto garantisce un milione e mezzo
di viaggiatori l'anno, abbiamo incontrato nei giorni scorsi il
numero due di Ryanair che è venuto appositamente da Dublino e
l'intenzione del Governo è quello di chiedere un aumento dei flussi
turistici sia su Birgi che su Comiso proprio per alimentare
l'economia del territorio, quindi turismo vuol dire tutto, vuol
dire imprese artigianali, vuol dire commercio, vuol dire negozi,
vuol dire alberghi, vuol dire ristoranti, vuol dire dare vita
all'economia sull'Isola non soltanto su Trapani o Comiso, per la
zona di Ragusa, perché non è che da Agrigento i turisti ci arrivino
dalla luna, comunque sugli aeroporti arrivano, i turisti
normalmente girano per tutto il territorio siciliano portando,
ovviamente, soldi e la possibilità di sviluppo. Non era possibile
farlo in Finanziaria perché c'era il rischio di arrivare troppo
tardi e Ryanair, sotto impegno del Governo, ha ripreso la vendita
dei biglietti che aveva interrotto, perché loro vendono i biglietti
con otto, dieci, mesi di anticipo.
Quindi, stanno vendendo biglietti in questo momento senza avere
una copertura contrattuale. Se noi non approviamo questo articolo
Ryanair smetterà di vendere biglietti decretando la fine
dell'aeroporto di Trapani, con un impatto devastante sull'economia
dell'Isola.
Ovviamente, l'articolo deve poi fare i conti con quelli che sono
gli aiuti di mercato, per cui deve essere formulato in una maniera
tale che sia poi in linea con le indicazioni della Commissione
Europea, però la finalità ultima è quella non solo conservare, ma
già in Finanziaria ci sarà un aumento di questi valori proprio
perché vogliamo aumentare il numero di passeggeri, a Ryanair
abbiamo chiesto di portarli fino a 2 milioni e ovviamente 500 mila
passeggeri in più vogliono dire parecchi soldi per tutta l'economia
del territorio.
Abbiamo anche chiesto di avere un incremento di turisti
internazionali, quindi non solo di avere un aumento di turisti ma
anche della qualità dei turisti e di avere una
destagionalizzazione, cioè di garantire flussi turistici per tutto
l'anno.
È chiaro che poi questo lavoro andrà combinato con un lavoro che
si sta facendo di definizione di calendari-eventi e di quant'altro,
ma se non portiamo i turisti, tutto il resto del lavoro sarebbe
assolutamente inutile. Ormai, più volte mi sono appellato al senso
di responsabilità dell'Aula, qui stiamo parlando di economia della
Regione Siciliana e non di favorire un territorio piuttosto che un
altro, favorire un colore politico piuttosto che un altro.
Parliamo spesso di sviluppo, ma probabilmente questo qui è il
primo vero articolo, il pilastro dello sviluppo, visto che la
Sicilia ha questa possibilità di attrarre turisti, questo è il
primo passo per aumentare questi turisti. Non stiamo dicendo che la
Sicilia vivrà di turismo perché portare turisti vuol dire
sviluppare tutta l'economia dell'Isola, a partire dalle
infrastrutture, dalle strade e quant'altro.
Prima di votare vi chiederei di fermarvi un attimo, di pensare a
quale può essere l'impatto di non far passare questo articolo. Sono
a disposizione per chiarimenti tecnici, ovviamente, di cui potreste
aver bisogno.
VENTURINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VENTURINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rivolgo
subito all'assessore Baccei, perché, fermo restando che condivido
pienamente quella che è la ratio di questo articolo, cioè noi
dobbiamo fare di tutto per aumentare quelli che sono i flussi
turistici nel nostro territorio, però mi rivolgo anche agli Uffici.
Io avevo presentato un emendamento all'articolo 16 che non trovo
qua, perché, nella fattispecie, contesto il metodo della
distribuzione di questi 5 milioni e mezzo.
Mi riferisco, in particolar modo, al comma 4. Perché, se noi
andiamo a distribuire queste somme sulla base dei flussi turistici
nel quadriennio, è chiaro che l'aeroporto di Birgi, che esiste da
molto più tempo rispetto a quello di Comiso, potrà usufruire di una
quota parte maggiore rispetto all'area di Comiso che è un aeroporto
che nasce da poco. E, quindi, ancora una volta si vedrebbe
penalizzata una parte dell'Isola, soprattutto perché non abbiamo
ancora capito qual è questo comprensorio dei comuni.
Lei diceva, ad esempio, ad Agrigento non è che arrivano dalla
luna, ma io avrei fatto - proprio sulla base del ragionamento che
faceva lei - un discorso casomai inverso, distribuire le somme
sulla base di depotenziamento di flussi turistici. Comiso ne ha,
ovviamente, di meno perché è un aeroporto molto più giovane
rispetto a Birgi.
Ancora una volta, se la dobbiamo dire tutta, vedo che nell'azione
del Governo c'è una sorta di mettere in secondo piano quelle che
sono le aree che vanno da Comiso all'interno dell'Isola che già,
ampiamente, sono state penalizzate, anche con altre misure da parte
di questo Governo.
Io non dico che bisogna fare un ragionamento chissà di che natura,
basterebbe dire che le somme vengono ripartite equamente, per dare
la stessa possibilità anche all'aeroporto di Comiso, di potenziare
i flussi turistici e poi far ricadere in quel comprensorio, magari
andando a specificare che si vanno ad aiutare quelle città che sono
forti attrattori turistici, come per esempio Piazza Armerina con la
Villa Romana del Casale. Se si fa un discorso del genere, io sono
d'accordo ad appoggiare questo tipo di articolo, ma se dobbiamo
farlo sulla base di come è stato formulato, esteso, il comma 4,
chiaramente non posso essere d'accordo, Assessore Baccei. Vorrei
capire che fine ha fatto l'emendamento.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, mi fa piacere che l'assessore Baccei,
finalmente, si sia reso conto dell'importanza degli aeroporti
cosiddetti minori per lo sviluppo turistico della Sicilia.
Magari, se nelle precedenti Finanziarie, quando siamo stati
costretti a ricorrere proprio in limine litis, come si suol dire, a
cercare di garantire quelle somme che erano necessarie per
garantire il servizio a terra dell'aeroporto di Comiso, quando
unico aeroporto d'Italia non era considerato nel contratto di
gestione col Ministero, forse sarebbe stato più credibile allora di
quanto lo sia ora.
Però, Assessore, mi perdoni, se lei la mette sul discorso che noi
dobbiamo salvare il rapporto con Ryanair, allora non ci siamo
proprio.
Non ci siamo proprio perché, evidentemente, noi stiamo
indirizzando in un senso specifico una norma che dovrebbe essere
assolutamente di carattere generale. Perché se vuole sapere fino in
fondo come la penso io, più noi finanziamo Ryanair e la
possibilità che Ryanair porti turisti nell'isola, più noi
condanniamo al fallimento le società di gestione degli aeroporti.
Perché quando si promuovono i biglietti a 9 euro o a 19 euro, è
chiaro che non è che si apporta un contributo all'attività di
gestione degli aeroporti, si provoca negli anni il loro fallimento.
Lo prova il bilancio della società di gestione dell'aeroporto di
Comiso che, a tre anni dall'apertura, è riuscito a racimolare più
di 12 milioni di debiti. Mi dirà lei, da esperto economista, qual
è, come possibile sia che una società di gestione possa sopportare
questo trend assolutamente negativo.
Allora, sarebbe per altro opportuno che, finalmente, si desse una
svolta alla gestione di questa società. E siccome la sua ATO, che è
la società che gestisce l'aeroporto di Comiso, ha il capitale, è
una società mista, il cui capitale preponderante è in mano alla
S.A.C., che gestisce contemporaneamente l'aeroporto di Catania,
attraverso una controllata all'Intersac gestisce il 65 per cento ed
oltre, del patrimonio della SO.A.CO., l'altro è di titolarità del
Comune di Comiso, se ancora non diamo soluzioni alla gestione della
S.A.C. e quindi dell'Intersac, e procedere in tempi brevissimi alla
nomina del nuovo consiglio di amministrazione che ha brillato per
la verità, per quanto riguarda la sua ATO, nell'attribuirsi un
premio di gestione, forse per festeggiare l'aumento delle perdite a
cui erano pervenuti - dicevo - se non si risolve questo problema
noi buttiamo soldi a fondo perduto.
Dopo di che, mi spiegherà l'assessore ed anche gli estensori di
quest'articolo, che senso ha fare riferimento ad una ripartizione
nel quadriennio quando l'aeroporto di Comiso ha aperto tre anni fa.
Se all'aeroporto di Comiso di questa cifra vogliamo dare solo le
briciole lo scriviamo chiaramente, è inutile che andiamo a
formulare un articolo che dovrebbe garantire tutti e poi alla fine
finisce per garantire quasi esclusivamente l'aeroporto di Trapani.
Però, quello che ancora più mi stupisce è che questo finanziamento
- ma sarà limite mio - non è che va alle società di gestione per
incentivare l'emanazione dei bandi che dovrebbero attivare le
compagnie che portano veramente sul territorio non solo la Ryanair,
che ha solo lo scopo di usufruire di questa politica a bassissimo
costo per accaparrarsi il mercato e buttare fuori mercato gli
altri, ma li diamo al comune che deve stipulare la convenzione con
la società di gestione. Mi spiegherete che cosa significa questo e
come, attraverso questo, si possa garantire alla Ryanair di
continuare a volare su Trapani.
Io vi faccio l'esempio che la Ryanair, prima che aprisse Comiso,
non volava su Catania. Qua ci sono tanti deputati di Catania, non
ditemi che sto dicendo fesserie. Fino al 2012 la Ryanair su Catania
non volava. Nel momento in cui ha cominciato a volare su Comiso, ha
fatto una concorrenza sleale alle altre compagnie a Catania ed è
stata costretta ad aprire le rotte.
Siccome là c'è questo connubio vergognoso per cui la SAC, per una
fetta fuori mercato su cui è in corso un'indagine da parte
dell'autorità centrale, si è aggiudicata l'appalto della gestione
anche per Comiso, ora la Ryanair sta spostando tutti i voli che
erano di Comiso su Catania, ampliando l'offerta su Catania e
penalizzando Comiso che aveva un volo giornaliero per Roma e
ritorno che adesso è stato ridotto a tre o quattro volte a
settimane, così come quello per Milano e quant'altro.
Quindi, Assessore, andiamoci piano a targare questa norma come
norma pro Ryanair, perché non andiamo da nessuna parte, neppure
nell'interesse che, a parole, vogliamo garantire di salvaguardare
questi aeroporti.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io avevo fatto,
nel corso dell'intervento sulla discussione generale, una
considerazione in ordine all'impegno di spesa ed avevo rivolto al
Governo ed al Presidente della Regione la constatazione che
nell'articolo manca il capitolo di riferimento. E' indicata la
somma per il 2017, ma non è indicato il capitolo al quale
riferirsi.
Quindi, credo che questo cosa debba essere corretta se vogliamo
raggiungere l'obiettivo che l'Assessore ha illustrato e che ha, per
quanto mi riguarda, risolto il dubbio che avevo.
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
per comunicare agli uffici che avevo presentato un emendamento a
questo articolo che estendeva questo beneficio alle due città
metropolitane. Però, debbo dire che mi hanno convinto che già le
città metropolitane godono di altri finanziamenti.
Preannunzio, per evitare qualche imboscata da parte della
maggioranza a chi interessa questo articolo, che ritiro tutti i
miei emendamenti soppressivi.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo perché
ha parlato il collega del mio Gruppo, il Presidente Venturino, non
vorrei che si innescasse qualche equivoco.
L'intervento dell'onorevole Venturino è legittimo nella misura in
cui rivendica giustamente che anche altre parti del territorio
regionale godano dei benefici che un aeroporto può fornire. E guai
se noi cadessimo nell'errore di fare la guerra dei poveri del
campanile
Comiso è una bella realtà assolutamente importante per la Sicilia
orientale. Il bacino di riferimento è un bacino interessante, ma
Trapani è legatissima a questi fondi. L'assessore Baccei,
raccogliendo l'invito in tal senso dell'intera deputazione, ha
recepito queste istanze.
Trapani ha un aeroporto che ha un milione e mezzo di passeggeri in
questo momento. In questa fase di difficoltà economica che vive la
Sicilia e la nostra provincia in particolare, qualora noi
bocciassimo questo articolo, sarebbe a rischio il mantenimento di
questo livello di affluenze di turisti a Trapani e avrebbe delle
conseguenze e delle ricadute spaventose sulla realtà economica
della provincia.
Il nostro Gruppo parlamentare è assolutamente consapevole di
questo e, quindi, volevo spiegare il senso dell'intervento
dell'onorevole Venturino che è assolutamente legittimo, nel senso
che auspica ulteriori energie anche a favore di altri aeroporti, ma
questo non deve venire a detrimento dei flussi turistici in atto.
Dobbiamo aumentarli i flussi turistici a favore anche di altre
strutture aeroportuali e che, ripeto, la Sicilia ha questa
vocazione e deve diventare, come spesso qualcuno dice, la Florida
dell'Europa.
Non facciamo la guerra dei poveri, ma cerchiamo assolutamente di
allargare questi spazi di afflusso turisti dalle nostra parti.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
penso che poche sono le regioni che hanno avuto la possibilità di
vedersi aprire un nuovo aeroporto e penso che l'aeroporto di Comiso
che questa regione ha avuto la capacità di fare aprire, perché non
era scontato, e se abbiamo un aeroporto aperto, che funziona, parlo
di Comiso, ovviamente, è grazie ad una classe politica che si è
impegnata nel territorio della provincia di Ragusa e grazie anche
ad una Regione che non si è ricordata e non si ricorda oggi
dell'aeroporto di Comiso.
Così come i colleghi sanno, ho avuto modo di apprezzare l'impegno
del Presidente Crocetta, ma anche del Governo, che già ha
attenzionato altre volte l'aeroporto di Comiso.
Qualcuno si è soffermato sul criterio di ripartizione delle
risorse. E' vero, da questo criterio di ripartizione Comiso esce
come una minore entrata di questo plafond, questo lo abbiamo
valutato in Commissione, ma ovviamente un criterio oggettivo doveva
essere inserito, oltretutto non posso passare come colui che
svende il proprio aeroporto rispetto a quello di Birgi e siccome
c'è stata una riflessione in Commissione e la riflessione è stata
individuando un criterio oggettivo che è quello del numero dei
passeggeri che ci sono stati negli anni, mi pare che sia
comprensibile e da ragusano, ovviamente, sono contento che una
parte di queste risorse andranno al nostro aeroporto.
Mi permetto di dire soltanto una cosa: noi abbiamo messo
quadriennio; ovviamente, il riferimento si riporta all'effettivo
periodo di apertura dell'aeroporto, che non è il quadriennio ma si
tratta di 3 anni e alcuni mesi.
Queste sono risorse importanti che metteranno l'aeroporto di
Comiso in condizione di continuare a lavorare e di rappresentare un
punto di riferimento, non solo per Ragusa ma per tutta questa area.
PALMERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa
convenzione vincola la ricezione dei finanziamenti alla
sottoscrizione di una nuova convenzione tra i comuni e la società
di gestione aeroportuale, quindi in particolare con l'Ages che è
costituita da circa il 62 per cento di soci pubblici e, quindi, lo
scopo è appunto quello di incrementare i flussi turistici.
Orbene, io vorrei fare presente, appunto, come sicuramente
l'Assessore già sa, che esiste una preesistente convenzione tra le
società aeroportuali e appunto i comuni, si chiede di sottoscrivere
una nuova convenzione.
Io mi chiedo se, ad esempio, questa nuova convenzione prevede
l'esborso di nuovi soldi ai comuni, questa cosa è da capire, perché
secondo me c'è la necessità della massima trasparenza, visto che
io, ad esempio, ho fatto diverse richiesta di accesso agli atti e
alcune convenzioni non mi sono state date perché c'è il segreto
industriale, quindi non siamo potuti venire appunto in possesso, in
particolare della convenzione tra le società di gestione con
l'Airgest.
Quindi, visto che non c'è trasparenza ad oggi su questo, le
chiediamo di fare chiarezza su questi passaggi, anche perché non
vorremmo che i comuni, in forza di questa nuova convenzione,
devono venire ad avere ad esempio altri costi, altri oneri. Quindi,
io ho presentato in particolare un subemendamento che cerca di
fugare ogni dubbio su questa cosa, in particolare che vincola
questo nuovo passaggio di finanziamenti dalla Regione alle società
aeroportuali, vincolandoli praticamente al pagamento innanzitutto
dei debiti pregressi delle preesistenti convenzioni che già
esistono, visto che si vuole finalizzare questo trasferimento
appunto alla promozione turistica e visto che le preesistenti
convenzioni sono legate proprio alla promozione turistica.
Alcuni comuni si sono indebitati per questo motivo, in particolare
il mio subemendamento quindi dice che nell'eventualità sussistano
debiti dei comuni derivanti da contratti stipulati con le società
aeree o con società ad esse collegate e tese allo sviluppo e alla
promozione turistica del territorio, la convenzione di cui al
presente comma vincola i comuni e le società di gestione
aeroportuali a compensare fino all'ammontare del finanziamento
erogato con la presente norma detti debiti .
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io volevo fare
semplicemente una domanda all'Assessore. Volevo chiedergli la ratio
dell'articolo, cioè le motivazioni che lo hanno spinto ad
inserirlo.
E' chiaro che questo non è un articolo governativo, Presidente, ma
questo è figlio di quella notte in Commissione di cui tanto si è
parlato e ha, ovviamente, dei nomi e dei cognomi.
Ma, per carità, noi possiamo anche essere d'accordo, però io
vorrei capire come intende il Governo affrontare questa cosa. E le
spiego subito, la domanda la faccio chiaramente all'assessore
Baccei perché voglio una risposta spero ad una domanda molto
semplice e chiara, una risposta altrettanto semplice e chiara.
Noi abbiamo visto questo Governo negli anni aumentare del 600 per
cento canoni demaniali ai possessori di concessioni per i lidi
balneari e quant'altro e gridare, praticamente, allo scandalo delle
concessioni bloccate e dire che dovevamo affrettarci a poter fare
immediatamente i bandi di gara perché dovevamo adire a quelle che
erano le direttive comunitarie, la cosiddetta Bolkestein, lo stesso
ragionamento viene fatto per il TPL, il trasporto pubblico locale,
che per le compagnie di autotrasporti extra urbane richiede pure lì
di fare il piano integrato dei trasporti e, quindi, di fare una
gara e quindi di fare tutto questo, quindi ci si sta aprendo al
libero mercato.
Qui, invece, l'articolo di che parla? Parla di un aiuto di Stato;
cioè, stiamo dicendo ad una sola compagnia: Ti prego, rimani. Noi
ti daremo dei soldi , solo ad una compagnia non alle altre, non a
nessuna delle altre Quindi, da un lato ci muoviamo sul mercato
della libera concorrenza, dall'altro lato no. Allora, la domanda è:
la differenza di vedute fra una situazione ed un'altra, Assessore
Baccei, a cosa è dovuta?
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sono
assolutamente favorevole a questa misura, perché ritengo che tutto
ciò che serve ai Comuni, in termini di promozione per incrementare
i flussi turistici, sia una cosa buona perché a cascata si sviluppa
tutta l'economia.
Sono d'accordo a fare una ripartizione tra Comiso e Trapani,
vorrei pregare - e a tal fine ho presentato un emendamento in
questo senso - di inserire anche l'aeroporto dello Stretto di
Messina, che è quello Tito Minniti di Reggio Calabria, di cui è
socia l'ex Provincia regionale di Messina.
Ho presentato un emendamento per destinare un milione di euro
all'ambito territoriale della Provincia regionale di Messina,
interessato all'aeroporto dello Stretto di Tito Minniti, perché se
dobbiamo incrementare il turismo è ovvio e giusto che si incrementi
anche il turismo dell'Area metropolitana di Messina che ne ha tanto
bisogno, se non di più come l'aeroporto di Trapani e quello di
Comiso. Ho presentato un subemendamento in tal senso.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, quando poi
l'Assessore Baccei risponderà, vorrei che lo facesse sulle
considerazioni su quello che io penso.
Sappiamo che durante il mese di agosto ci fu già un accordo a
livello nazionale in cui si volle dare, anche in quel caso, un
aiuto di Stato camuffato, ossia non si è prevista la tassa sul volo
di 2,50 euro a biglietto proprio perché la Ryanair era uno dei
vettori che considerava questa tassa - che è stata messa dal
Ministero - come un freno alla possibilità di potere intervenire
con nuovi voli in Italia.
Alla fine questa tassa non è applicabile; ed allora, Ryanair ha
aperto dieci nuove tratte su tutto il territorio italiano con
l'estero e due di queste tratte riguardano la Sicilia, in
particolare Palermo-Bucarest e, mi pare, Trapani-Praga, ma quello
che interessa è che riguardano questi due aeroporti.
Durante questa trattativa tra il Ministero dei trasporti e la
Ryanair sarà stato il caso, la fortuna ad essere interessati da
questo vantaggio sono stati due aeroporti della Sicilia
occidentale, infatti sono stati escluse da nuove tratte sia
l'aeroporto di Catania che quello di Comiso.
In questo caso, con questa misura, e poi l'Assemblea deciderà cosa
fare, anche se sarei curiosa di sapere in cosa consisterà questa
promozione del territorio, perché una delle principali
preoccupazioni su questa promozione del territorio, Assessore per
il turismo, è quella che anziché avere una promozione del
territorio, assessore per il Turismo, è quella che, anziché avere
una promozione pianificata nell'ambito di un disegno organico, ci
siano poi delle azioni spot affidate alle clientele locali, ecco
glielo dico chiaramente
Tornando a questa tipologia di aiuto che poi sarà lo Stato a dire
se è un aiuto di Stato o meno, o forse sarà l'Europa a dirlo,
vorrei capire se non si possano trovare i margini per dare un
maggiore aiuto all'Aeroporto di Comiso, perché già l'Aeroporto di
Birgi è stato baciato dalla fortuna dall'avere una nuova tratta,
invece per Comiso e Catania la nuova tratta non c'è stata.
Quindi, se si può avere un maggiore peso nella ripartizione,
soprattutto che non sia unicamente regolamentata dai flussi
turistici dell'anno scorso, perché è chiaro che, se il criterio è
questo, avrà maggiore peso l'aeroporto e le zone della Sicilia
Orientale, chiaramente non si tratta solamente di Trapani, ma di
tutta la Sicilia Occidentale.
Quindi, Comiso e comunque il distretto del turismo del Sud-Est,
esce un po' malconcio da questo impegno che eventualmente
l'Assemblea poi deciderà di accordare, anche perché, Assessore, noi
parliamo di sviluppo turistico, però non dimentichiamoci che ci
sono state delle azioni che sono molto ambigue: ad esempio a Comiso
sono stati smantellati i binari della stazione e questo limita
fortemente il passaggio alla fermata dei treni.
Ma come? Vogliamo migliorare i trasporti, facciamo quelli aerei e
poi non abbiamo quelli del treno? Lo smantellamento risale a pochi
mesi fa, smantellamento a cui anche le popolazioni locali, anche
Vittoria, si sono opposti, però di fatto è avvenuto.
Allora, vorremmo che anziché azioni spot che favoriscono tizio
piuttosto che caio, ci fosse una pianificazione un pochino più
armoniosa e non in contrasto.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, provo a rispondere alle vostre osservazioni.
Innanzitutto più deputati hanno parlato della divisione fra l'area
di Comiso e l'area di Birgi.
L'idea era quella di andare in proporzione ai flussi turistici
degli aeroporti, attualmente Birgi è intorno a un milione e mezzo,
Comiso intorno al mezzo milione di passeggeri, per cui una
proporzione del genere vedrebbe all'incirca 4 milioni per Birgi e
un milione e mezzo per Comiso, questa è la ripartizione che
verrebbe a monte.
Poi, questi soldi andrebbero sulle aree esclusive delle città
metropolitane, ma ovviamente ci sarebbe un ritorno sui sistemi
aeroportuali in eguale misura, quindi alla fine la ripartizione fra
i due sarebbe fatta con un criterio che a me sembrava oggettivo,
che è quello del traffico passeggeri.
ASSENZA. L'ultimo è questo
BACCEI, assessore per l'economia. Inizialmente era cinque anni
poi, si è ridotta a quattro, bisogna fare gli ultimi tre, per non
prendere proprio l'ultimo anno. Se Comiso ha tre anni, prendiamo
tre anni, possiamo fare un emendamento in questo senso, non so
quello che ritenete giusto. Per me la ripartizione deve essere in
base al numero dei passeggeri, non volente mettere l'ultimo anno,
mettiamo gli ultimi due, gli ultimi tre, io non ho come ben sapete
territorio da difendere, per cui sono stato io a proporre di
mettere i due aeroporti proprio per evitare le giuste discussioni e
ho cercato un criterio che fosse oggettivo.
Il criterio più oggettivo mi sembrava il numero dei passeggeri,
per cui mi prendo in toto la responsabilità di questo criterio e
non ho avuto pressioni, non più del solito né da una parte né
dall'altra, quindi abbiamo deciso in Assessorato in base a quello
che ci sembrava essere un criterio oggettivo.
Per quanto riguarda il capitolo, onorevole Di Mauro, ha ragione, è
un capitolo di nuova istituzione, stiamo inserendo il sub
emendamento, era stata una dimenticanza e la ringrazio.
Per quanto riguarda le richieste dei deputati del Movimento 5
Stelle, relativamente ai debiti, allora, queste azioni di co-
marketing - a totale carico della Regione che le distribuisce ai
comuni - si aggiungono alle convenzioni già in essere; convenzioni
già in essere, che hanno fatto maturare dei debiti dei comuni verso
la società di gestione aeroportuale. Quindi non si possono portare
in compensazione, perché sono in aggiunta, non possono andarsi a
compensare.
Questi soldi devono aggiungersi alle azioni di co-marketing già in
essere sul territorio, proprio per avere più efficacia come
obiettivo di aumentare i flussi turistici.
Relativamente all'osservazione dell'onorevole Foti, ci sono due
emendamenti presentati che prevedevano il passaggio in commissione.
Secondo me, così, possono essere due emendamenti che danno
trasparenza di come vengono gestite queste risorse del co-marketing
in quanto passa dalla Commissione di merito proprio per evitare che
questi soldi non vadano a vantaggio dei territori, aumentare i
flussi turistici, ma vengono spesi in maniera poco opportuna.
Per cui, concordo con l'osservazione e penso che questi due
emendamenti, tra l'altro proposti da forze dell'opposizione,
possano trovare accoglimento sicuramente da parte del Governo, ma
anche da parte dell'Aula, e in qualche modo indirizzino
l'osservazione dell'onorevole Foti.
Per quanto riguarda l'osservazione dell'onorevole Cancelleri, ho
detto che l'urgenza era dovuta alla scadenza del contratto con
Ryanair, ma non ho detto che deve esserci solo il contratto con
Ryanair. Ho spiegato, semplicemente, perché, su richiesta del
Presidente Ardizzone, al contrario di altri emendamenti che sono
stati stralciati, questo qui veniva mantenuto, pur prevedendo
risorse non sul 2016 ma sul 2017. Perché c'era una tempistica
legata a questo contratto con Ryanair, di cui bisognava tener
conto, ma non ho mai detto che bisogna fare affidamento su una sola
compagnia. Oltretutto ricordo che non è che solo Ryanair segue
determinate politiche di mercato, ma ormai tutte le compagnie.
Per quanto riguarda le osservazioni dell'onorevole Assenza, non
c'è un collegamento - se ho capito l'intervento - fra quello che è
il costo dei biglietti e quella che è la perdita della società
aeroportuale. Per cui, evidentemente, sono due cose completamente
separate che non hanno nessun collegamento. Io conosco meglio la
situazione di Birgi, non perché sono più interessato alla zona del
trapanese, ma perché è una società di proprietà della Regione, per
questo ho conoscenza dei conti economici di Birgi e non di quelli
della società di gestione di Comiso.
Il punto era che la società si è fatta carico di spese di co-
marketing in misura rilevante e questo ha messo in difficoltà il
bilancio della società di gestione. Quindi, questa è la motivazione
e non perché i prezzi dei biglietti sono più o meno alti.
Ovviamente, questo non va alle società di gestione ma alle
compagnie aeree.
Penso di aver risposto a tutte le osservazioni. Se c'è qualcuno
che ha ancora dei dubbi, di nuovo prima di votare, chiariamoci bene
tutti i dubbi.
PRESIDENTE. Gli onorevoli Greco Giovanni, Milazzo Giuseppe,
Falcone, Formica, Clemente, Di Mauro, Cancelleri hanno
preannunciato il ritiro degli emendamenti soppressivi.
L'assemblea ne prende atto.
FOTI. Signor Presidente, stiamo scrivendo un sub-emendamento.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 16.9, degli onorevoli Greco
Giovanni ed altri, sul quale il Governo ha già espresso parere
favorevole.
Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 16.40, è ripresa alle ore 17.18)
La seduta è ripresa.
ALLORO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALLORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo solo per
dichiarare che: dall'estratto d'Aula risulta che io sono assente,
insieme all'onorevole Di Giacinto, in sede di votazione
dell'articolo 11.
Io non solo ero presente ma ho votato favorevolmente, quindi ci
sarà stato un problema.
La stessa cosa per l'onorevole Di Giacinto che mi ha incaricato di
dichiararlo.
SORBELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SORBELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avrei una
proposta da formalizzare a tutta l'Aula: siamo in una fase di
assestamento di bilancio e, dopo questo tour de force dei due
giorni che abbiamo trascorso in Aula, siamo arrivati
all'approvazione dell'articolo 11, che era il pezzo forte di questo
Assestamento.
Sostanzialmente ci rimangono pochi articoli, e la stragrande
maggioranza sono debiti fuori bilancio. Se ci fosse il consenso di
tutta l'Aula, la mia proposta è quella di andare avanti per la
votazione finale, stralciando tutto quello approvato fino a questo
momento e proseguire poi, dalla prossima settimana.
Presidente, Assessore, stralciare la proposta mi pare sia una
proposta di buon senso per il lavoro che abbiamo fatto fino a
questo momento, potremmo quindi fare la votazione finale fino
all'articolo 11, che è quello che abbiamo approvato fino a questo
momento, e rinviare il resto dell'articolato ad una sessione nuova,
dove poi l'Aula si impegna, entro il 31 dicembre, a portare avanti
il riconoscimento dei debiti fuori bilancio degli articoli che sono
a seguire.
Per cui, ritengo che questa proposta sia una proposta di buon
senso, e noi chiuderemmo tutta la fase del lavoro che abbiamo fatto
fino ad oggi con un risultato ottimo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, capisco il senso della proposta,
intento andiamo avanti con l'articolo 16.
Gli emendamenti soppressivi all'articolo 16 sono tutti ritirati.
Comunico che l'emendamento 16.9 l'avevamo sospeso perché previo
parere obbligatorio saltava, è quello dell'onorevole Greco, senza
la parola obbligatorio , sto riassumendo ai fini del verbale.
Gli emendamenti 16.10, 16.4, 16.11, 16.32 e 16.28 sono ritirati
dai rispettivi firmatari.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa al sub emendamento tecnico 16.34.3 del Governo che, sulla
base del rilievo dell'onorevole Di Mauro, individua il capitolo:
Missione 7, programma 1, Capitolo 1 .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al sub emendamento 16.34.1 all'emendamento 16.34,
dell'onorevole Formica ed altri.
FORMICA. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho già dichiarato
che sono pienamente d'accordo con la filosofia di questo articolo
16, perché ritengo convintamene che l'incremento degli scali
minori, l'aiuto ai cosiddetti scali minori, potrà dare un valido
contributo all'economia siciliana.
Ho presentato questo sub emendamento proprio in quest'ottica, e
vorrei dal Governo un impegno - se il Governo mi ascolta un attimo
- a Reggio Calabria di fronte Messina, c'è un Aeroporto che
attualmente, al pari degli altri che stiamo aiutando, è in
gravissime difficoltà, addirittura la società è commissariata.
Questo Aeroporto rappresenta per l'area del messinese, un
importante contributo per lo sviluppo turistico dei flussi
turistici che dovrebbero arrivare.
Ora, io espongo il problema e sono disposto anche a ritirare il
sub emendamento, però voglio rappresentare il problema per
interessare il Governo su come fare, tenuto conto che c'era l'ex
provincia di Messina che era socia di questa società, tenuto conto
di tutto questo chiedo al Governo di poterlo inserire nella
prossima finanziaria, previa una istruttoria da fare magari assieme
alla Regione Calabria perché il Tito Minniti di Reggio Calabria
rappresenta, per un'area metropolitana come quella di Messina, un
aeroporto veramente importante ed essenziale.
Quindi, essendo pienamente d'accordo con la logica di questo
disegno di legge, per coerenza chiedo che possa essere approvata
una norma analoga, magari in finanziaria, che possa dare la
possibilità al Tito Minniti di Reggio Calabria di avere gli aiuti
tali da poter stare in piedi e, quindi, rappresentare un volano per
l'area metropolitana di Messina.
PRESIDENTE. Credo che sia un invito che l'assessore può accogliere
in considerazione dell'approfondimento che necessita l'intera
materia. Quindi, il sub emendamento 16.34.2 si intende ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento 16.34, così come sub emendato,
abbiamo inserito il capitolo apposito. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli emendamento 16.5, 16.12, 16.29 e 16.23 sono ritirati dai
rispettivi firmatari.
L'emendamento 16.9 II parte è superato.
Si passa all'emendamento 16.33, del Governo.
FERRERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FERRERI. Signor Presidente, mi scusi, ma il subemendamento
16.34.4?
PRESIDENTE. Lo stiamo trattando adesso: 16.34.4, 16.16 bis e
16.35.
E' stato ritirato il sub emendamento 16.34.2, dell'onorevole
Palmeri.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi coerentemente con
la richiesta che ho fatto, dovremmo abolire dal primo comma
espungere l'area metropolitana di Messina perché non ha un
aeroporto al pari di Catania e di Palermo, e non ha senso che la
includiamo anche alla luce della richiesta che ho fatto, Presidente
Ardizzone.
Cioè, escludere sempre le due aree metropolitane di Catania e
Palermo, ma espungere quella di Messina da quel divieto. E'
l'ultimo rigo del comma 1.
PRESIDENTE. Andrebbe fatto un subemendamento ad eccezione di
Messina.
FORMICA. Lo presento subito.
PRESIDENTE. Se si vuole presentare, si presenta, ma siccome
abbiamo rinviato noi alla finanziaria l'intera problematica, non è
detto che non si possa aggiungere.
FORMICA. Sì, d'accordo, è per evitare che poi bisogna cassare,
comunque, questo articolo se si vuole trovare una soluzione. Penso
che non ci sia nulla in contrario, non ci sono aeroporti.
PRESIDENTE. Va bene, presenti il subemendamento. Allora,
l'onorevole Formica stà presentando un subemendamento al 16.33.
Si passa al subemendamento 16.34.4, primo firmatario l'onorevole
Ferreri: Al comma 2 aggiungere . Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Scusate, vi chiedo di non presentare più subemendamenti. Assessore
Baccei, il Governo mantiene l'emendamento 16.33?
BACCEI, assessore per l'economia. E' ritirato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 16.6, primo firmatario l'onorevole Di Mauro, è
ritirato?
DI MAURO. E' ritirato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 16.17, primo firmatario l'onorevole Milazzo Giuseppe
è ritirato?
MILAZZO GIUSEPPE. E' ritirato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 16.16 bis, primo firmatario l'onorevole
Venturino.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. E' assorbito, con l'emendamento
approvato sono state definite le somme che vanno, 4 milioni di euro
a Trapani e 1,5 milioni a Comiso, per cui poi mettere un criterio
di ripartizione, quando sono state già definite le somme in maniera
fissa va in contrasto.
PRESIDENTE. Assorbito l'emendamento 16.16 bis. E' assorbito anche
l'emendamento 16.35.
BACCEI, assessore per l'economia. E' la stessa logica di prima. Ad
oggi stiamo dando solo le somme per il 2017, poi in finanziaria
interverremo. Ora sono attribuite solo le somme relative all'anno
2017.
ASSENZA. Assessore Baccei legga il comma 2.
BACCEI, assessore per l'economia. Il comma 2 dice è autorizzata
la spesa di 5,5 milioni di euro per l'esercizio finanziario 2017,
di cui 4 milioni e 1,5 milioni di euro , e poi quando metteremo
2018 ci penseremo, ora non c'è.
PRESIDENTE. Non ci sono altri emendamenti perché i soppressivi si
intendono ritirati.
Scusate c'è quello dell'onorevole Formica che recita, «all'ultimo
rigo del comma 1 aggiungere di Palermo e Catania », lo pongo in
votazione chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi;
(E' approvato)
L'aveva già reso il Governo prima, onorevole Fazio, aveva detto
che non c'era nessuna difficoltà.
Pongo in votazione l'articolo 16. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi,
(E' approvato)
Si passa all'articolo 17. Ne do lettura:
«Articolo 17.
Disposizioni per favorire le attività di comunicazione
istituzionale
Disposizione stralciata dalla Presidenza nella seduta d'Aula n.
385 del 28 novembre 2016.
L'articolo 17 è superato.
L'articolo 18 è accantonato.
Si passa all'articolo 19. Ne do lettura:
«Articolo 19.
Fabbisogni e costi standard
1. Per le finalità dell'articolo 8, comma 1, della legge regionale
15 maggio 2015, n. 9, è autorizzata la spesa di 50 migliaia di euro
da destinare alla erogazione di un contributo all'ANCI Sicilia,
destinato ad assicurare il supporto e l'assistenza di IFEL nella
rilevazione dei dati rilevanti per la determinazione dei fabbisogni
e dei costi standard presso i comuni e gli enti di area vasta della
Regione.
2. La mancata compilazione del questionario predisposto ai fini
della rilevazione di cui al comma 1, entro il termine previsto con
il decreto interassessoriale di cui all'articolo 8, comma 1, della
legge regionale 15 maggio 2015, n. 9, determina, fino
all'adempimento dell'obbligo, il blocco dei trasferimenti
regionali, da erogare a qualunque titolo, e la segnalazione al
Ministero dell'Interno e al Ministero dell'Economia dell'ente
inadempiente, in armonia con la disciplina statale in materia.
3. L'articolo 42, comma 1, della legge regionale 4 agosto 2015, n.
15, è abrogato.».
Vi sono una serie di soppressivi, si possono intendere ritirati?
Ricordo che l'articolo 19 è un intervento in favore dell'ANCI.
Onorevole Milazzo ritira gli emendamenti soppressivi? Vuole
intervenire?
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, questo
articolo cerca, fra l'altro, di dare attuazione a quanto avevamo
previsto già nella legge 9 del 2015 e in particolare riguarda la
definizione dei fabbisogni standard - se mi prestate attenzione -
questo è collegato poi con la stabilizzazione dei precari che
andremo a fare in finanziaria che penso che sia l'argomento che
interessa a tutti.
Allora, la definizione dei fabbisogni standard che è fatta già in
tutto il resto d'Italia da parte dell'IFEL e di SOSE, che è una
società di SOGEI, che gestisce la parte informatica serve a
definire anche le dotazioni organiche che poi serviranno per la
stabilizzazione dei precari a piante organiche omogeneizzate, nel
senso che oggi per comuni con lo stesso numero di abitanti e gli
stessi chilometri ci sono delle piante organiche molto differenti.
Il primo passaggio per la stabilizzazione dei precari è avere le
piante organiche definite perché poi l'articolo che dovrebbe essere
inserito al Senato, nella legge di bilancio nazionale, ha questo
riferimento, in modo da aumentare le risorse occupazionali tenendo
conto di quelle che sono le piante organiche omogeneizzate in base
ai fabbisogni standard.
Quindi questa rilevazione già importante di per sé perché poi va
in qualche modo a indirizzare criteri di assegnazione dei
trasferimenti ai Comuni diventa ancora più importante alla luce del
processo che inizierà con la finanziaria, che è già depositata
presso la Giunta, di stabilizzazione dei precari laddove lavorano
oggi, per cui non è che stiamo regalando cinquantamila euro
all'ANCI, stiamo avviando il processo di rilevazione dei fabbisogni
standard attraverso questo articolo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 19.1.
GRECO GIOVANNI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 19.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 19.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì, cioè a favore
dell'emendamento soppressivo preme il pulsante verde; chi vota no
preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco. Il
Governo è contrario.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 60
votanti 58
Maggioranza 30
Favorevoli 35
Contrari 23
(E' approvato)
SORBELLO. Bocciate tutto, non vi approveranno niente Continuate
così.
(Vive proteste dell'onorevole Sorbello)
PRESIDENTE. Onorevole Sorbello si calmi. Stasera lei è impreciso.
La seduta è sospesa per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 17.42, è ripresa alle ore 17.53)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Comunico che il Governo ha dichiarato che non intende
presentare alcun emendamento. Andiamo, quindi, avanti. Gradirei,
però, che il Governo lo dichiarasse. Ha facoltà di parlare
l'assessore Baccei.
BACCEI, assessore per l'economia. Prendo atto della maggioranza
che c'è in Aula. Per me, si vota il testo così com'è. Fino alla
fine, non ci si ferma.
GRECO GIOVANNI. Non è possibile fino alla fine
FORMICA. No, non è possibile fino alla fine
SORBELLO. Io me ne vado.
PRESIDENTE. Onorevole Sorbello, lei non se ne può andare.
La seduta è sospesa per tre minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 17.54, è ripresa alle ore 17.57)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli Colleghi, considerato che l'Assessore Baccei
dice andiamo avanti e si bocci quello che si deve bocciare, ed è
una regola. C'è chi dice di stralciare, chi fare alcuni articoli.
Assessore Baccei abbiamo diversi articoli come quello del Fondo
per il precariato all'art. 24. Io gradirei che l'Assessore, - al di
là degli stati umorali che non sono dell'Assessore -, si facesse
interprete per capire cosa fare, perché questa avversione da parte
dell'Aula su alcune norme francamente non la sto registrando.
Parliamoci chiaramente c'è la vicenda dei debiti fuori bilancio.
Ho cercato di spiegarlo in tutti modi e su questo non c'è
condivisione di carattere generale è chiaro che i debiti fuori
bilancio devono essere approvati.
Assessore, capisco che dopo la bocciatura dell'articolo sull'ANCI
lei è diventato più nervoso.
Ci sono molte norme inserite pure all'art. 12 che riguardano il
personale, e l'art. 24 sul Fondo del precariato. Il problema è
relativo ai debiti fuori bilancio. Questo è il dato fondamentale e
mi spiego meglio assessore. Se non c'è una condivisione d'Aula noi
rischiamo, al momento dell'approvazione finale dell'Assestamento,
di non essere nel numero minimo di 41 deputati.
Devo essere più chiaro? Per cui, o si fa carico lei in questo
momento - che è il Governo - anche di queste problematiche, non
posso essere io Allora, dico: vada avanti, sono io a dire: vada
avanti, il dato fondamentale è questo Siccome io voglio sentire
singolarmente i singoli Capigruppo su ciò che ne pensano, perché
per me possiamo pure fermarci qua, significa però che molte norme
relative al precariato, alcune norme inserite nell'articolo 12 che
riguardano personale, noi le abbiamo bloccate, questo è il dato
fondamentale. Però, la sintesi politica non la posso fare io Deve
essere il Governo, perché altrimenti andiamo avanti e succeda quel
che succeda
Sospendo la seduta per due minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18.01, è ripresa alle ore 18.03)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, convoco una brevissima conferenza
dei Capigruppo; però, gradirei solo i Capigruppo, per evitare che
ognuno poi dica la sua. Pertanto, la seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 18.04, è ripresa alle ore 18.43)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che c'è stata una
Conferenza dei Capigruppo dove non c'è stata, alla fine, una scelta
condivisa. Pertanto, ripartiamo dall'esame dell'articolo 18,
riguardante i debiti fuori bilancio. Ne do lettura:
«Articolo 18.
Riconoscimento debito fuori bilancio ai sensi
dell'articolo 73,
comma 1, lettere a) ed e) del decreto legislativo 23
giugno 2011, n. 118
e successive modifiche ed integrazioni
1. In relazione alle obbligazioni assunte dalla Regione nei
confronti degli esercenti il trasporto pubblico locale e dai Comuni
per i contratti con gli stessi stipulati, nonché per il contributo
di esercizio dovuto ai Comuni di Agira, Marsala e Ustica nonché
all'Azienda Servizi Municipalizzati di Taormina (A.S.M.) e
all'Azienda Trasporti di Messina (A.T.M.) ai sensi della legge
regionale 14 giugno 1983, n. 68, per le quali non è stato assunto
il relativo impegno di spesa, ai sensi e per gli effetti
dell'articolo 73, comma 1, lett. e) del decreto legislativo 23
giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni, è
riconosciuta la legittimità del debito fuori bilancio pari a
complessivi 27.413.442,00 di euro di cui agli allegati 6a e 6b alla
presente legge, il cui pagamento è regolato in ragione di
18.275.628,00 di euro nell'anno 2017 e di 9.137.814,00 di euro
nell'anno 2018.
2. In relazione alle obbligazioni assunte dalla Regione nei
confronti dell'Azienda Metropolitana Trasporti Catania S.p.A. per i
servizi di trasporto pubblico locale di competenza comunale, per le
quali non è stato assunto il relativo impegno di spesa, ai sensi e
per gli effetti dell'articolo 73, comma 1, lett. e) del decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed
integrazioni, è riconosciuta la legittimità del debito fuori
bilancio pari a complessivi 7.795.086,07 di euro il cui pagamento è
regolato in ragione di 2.598.362,02 di euro per ciascun degli anni
2016, 2017 e 2018.
3. Alla Tabella A Importi da iscrivere nel Fondo globale di parte
corrente - (capitolo 215704) della legge regionale 17 marzo 2016,
n. 3 sono apportate le seguenti modifiche:
a) l'accantonamento positivo Interventi per la gestione del
servizio di dissalazione isole minori, in attuazione dell'Ordine
del giorno n. 567 del primo marzo 2016 - Acc 1006. per l'anno 2016
è ridotto di 1.237 migliaia di euro;
b) l'accantonamento positivo Adempimenti sentenze passate in
giudicato - Cooperativa Le Muse - Acc. 1004 per l'anno 2016 è
incrementato di 1.237 migliaia di euro.
4. Per far fronte agli oneri per il completamento dei lavori
rientranti fra gli interventi di cui alla legge regionale 31
ottobre 1978, n. 37 riconosciuti alla Cooperativa Le Muse di
Vittoria con sentenza esecutiva, è riconosciuta la legittimità del
debito fuori bilancio pari a 7.621.053,39 di euro ai sensi e per
gli effetti dell'articolo 73, comma 1, lett. a) del decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed
integrazioni.
5. Agli oneri di cui al comma 4 si provvede, per l'importo di
3.237.000,00 di euro mediante utilizzo dell'accantonamento 1004 -
Capitolo 215704 - Tabella A della legge regionale 17 marzo 2016,
n. 3, come modificato dal comma 3 del presente articolo e per
l'importo di 4.384.053,39 di euro mediante riduzione della Missione
20 - Programma 1, Capitolo 215744».
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Dopo che abbiamo fatto la Conferenza dei Capigruppo?
MILAZZO GIUSEPPE. La Conferenza è ancora in corso. Io sono uscito
un attimo.
PRESIDENTE. Mi scusi, ma io ho visto l'onorevole Giovanni Greco
qua, il Presidente del Movimento 5 Stelle qua. Lei si riunisce con
se stesso e con l'onorevole Figuccia?
FIGUCCIA. La Conferenza è ancora in corso. L'onorevole Milazzo si
è allontanato per entrare in Aula.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, vorrei che l'onorevole
Anselmo mi ascoltasse, perché, di qui a poco, ognuno di noi si
assumerà responsabilità gravi. Ve lo dico perché ho capito che non
c'è peggior sordo di chi non vuol sentire .
Quando un Governo costruisce una finanziaria, un assestamento, lo
propone e se lo deve votare.
C'è un fatto. Non ci sono i numeri Noi ancora non ce ne siamo
andati a casa perché ci sono i comuni, ci sono i disabili, ci sono
le scuole, ci sono i PIP, ci sono le isole minori , ci sono gli
aeroporti di Trapani e Comiso, ed io sono una persona di parola e
seria.
Però il tema è: se siete arroganti e non avete i numeri e volete
farci votare le cose vostre per forza, dovrete farci trovare un
punto di equilibrio, perché noi porcate non ne possiamo votare.
Appena voi andate avanti, signor Presidente, noi toglieremo i
tesserini e ve la fate voi, ripeto, noi porcate non ne votiamo
Questo deve essere chiaro. Le ho chiesto la cortesia di farmi
parlare perché Lei giustamente ha portato avanti uno stralcio di
compatibilità costituzionale e regolamentare rispetto ad un
assestamento, ed ho avuto rispetto perché è stato fatto - non che
il mio giudizio sia vincolante - in modo corretto.
A questo punto, però, ci sono valutazioni di carattere politico, e
su questo non possiamo essere censurati. Noi riteniamo che tutto
quello che c'è ora, per quanto ci riguarda, debba essere discusso,
perché ci sono all'interno degli articoli che rimangono delle vere
e proprie cose che non condividiamo e, per quanto riguarda il
Gruppo Forza Italia, anticipo che non ne bocciamo debiti fuori
bilancio, non bocciamo l'articolo 12, perché poi, voi direte che
noi abbiamo bocciato.
Noi toglieremo il tesserino, perché è pure una nostra arma, perché
voi dovete dimostrare ai siciliani che voi gli dovete garantire le
vostre cose, non noi
DI GIACINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIACINTO, Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima sono
andato via dalla Conferenza dei Capigruppo,perché, se è per i
Capigruppo, non può partecipare un intero Gruppo parlamentare e
parla soltanto un intero Gruppo parlamentare, però è una scelta e
dirò in quest'Aula ciò che devo dire.
Per quanto ci riguarda, come Gruppo parlamentare del PSE, è da due
giorni che lo dico e lo ribadisco anche stasera, noi siamo pronti a
votare tutte quelle norme che erano di emergenza, tra cui i comuni
e fra queste norme metto anche i debiti fuori bilancio.
E metto pure i debiti fuori bilancio per un semplice motivo,
perché se stasera non si votano, si rischia di non avere la
parifica della Corte dei Conti e sarebbe la prima volta nella
storia che la Corte dei Conti non da la parifica al bilancio della
Regione siciliana.
Il mio senso di responsabilità e del mio Gruppo parlamentare, i
deputati del PSE, siamo pronti a votare anche i debiti fuori
bilancio.
Però, voglio porre una questione politica. Come Gruppo
parlamentare sono fuori da questo Governo, continuo a sostenere
questa maggioranza che non c'è, ma pongo la questione alla
maggioranza. Se la maggioranza non c'è, prendetene atto. Per quanto
mi riguarda continuo a ribadire che rimarrò in Aula, pur facendo il
quarantunesimo per votare la manovra, ma chiedo, da domani mattina
in poi, di verificare i numeri della maggioranza che ha il Governo,
perché questo Governo, da quello che succede ogni giorno in
quest'Aula, non ha più maggioranza. E questo non perché rivendico
qualcosa all'interno della Giunta, ho detto che sono felicemente
fuori da questa Giunta, per cui non mi riguarda il problema della
Giunta né a me né al mio Gruppo parlamentare, però ponetevi la
questione della maggioranza
Noi continueremo in Aula a votare, in quattro, per mantenere il
numero legale e poi ripeto, sui debiti fuori bilancio ho una
posizione chiara, perché siccome faccio questo mestiere, so che i
debiti fuori bilancio vanno votati perché non sono altro che
regolamentazioni contabili.
Non ci sono più i soldi I soldi già se li sono presi, che
qualcuno non pensi di non fare questa manovra, perché ci possono
essere quaranta, cinquanta milioni di euro per utilizzarli in altro
modo, questi soldi sono già presi con le sentenze definitive, con i
pignoramenti, per cui diventano regolamentazioni contabili, ed io
esprimo il mio voto favorevole a tutto ciò che riguarda
l'obbligatorietà.
Non mi dite di fare altro, perché per quanto ci riguarda non
voteremo altro.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si riprende l'esame dell'articolo
18, precedentemente accantonato.
Si passa all'emendamento soppressivo 18.1, degli onorevoli Milazzo
Giuseppe ed altri.
MILAZZO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
SAVONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per quanto concerne
i debiti fuori bilancio, in Commissione Bilancio c'è stata una
diaspora accesa all'interno della Commissione per chiarire la
questione dei debiti fuori bilancio, e il mio Capogruppo mi ha
detto, sia privatamente che ufficialmente, che bisognava inserire
alla manovra l'articolo 30 e 31, dei debiti che erano considerati
come disegni di legge a se stanti. Li abbiamo accorpati all'interno
della manovra per creare unico ragionamento sui debiti fuori
bilancio, e in questo momento siamo in questa fattispecie, quindi
da li dobbiamo ripartire; io non ho avuto indicazioni particolari,
e se ci sono indicazioni che hanno avuto altri io non sono a
conoscenza, sono solo a conoscenza di quello che mi ha detto il
Capogruppo in Commissione Bilancio.
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
palese.
PANEPINTO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 18.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 18.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 44
Maggioranza 23
Favorevoli 5
Contrari 39
(Non è approvato)
Tutti gli altri emendamenti soppressivi si intendono assorbiti.
L'emendamento 18.11 è inammissibile.
Dichiaro, altresì, inammissibili gli emendamenti 18.4, 18.09,
18.26, 18.27, soppressivi del comma 1.
RINALDI. Signor Presidente, perché gli emendamenti soppressivi al
comma 1 sono inammissibili?
PRESIDENTE. Perché il comma 1 non è autonomo rispetto alla
soppressione. Sono autonomi soltanto i commi 2 e 4. Se si boccia il
comma 1, è come se si ritornasse a votare di nuovo sulla
soppressione dell'intero articolo.
Si passa all'emendamento 18.5, degli onorevoli Di Mauro e altri.
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione per scrutinio segreto all'emendamento 18.5.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 18.5
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 63
Maggioranza 32
Favorevoli 21
Contrari 42
(Non è approvato)
Gli emendamenti 18.10, 18.11 e 18.25 sono preclusi.
Si passa all'emendamento 18.6, degli onorevoli Di Mauro ed altri.
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione per scrutinio segreto all'emendamento 18.6.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 18.6.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 67
Maggioranza 34
Favorevoli 25
Contrari 42
Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 18, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Tenuto conto che il Governo ritiene di fare i debiti fuori
bilancio tutti in una volta, si passa all'esame dell'articolo 30.
Ne do lettura:
«Articolo 30.
Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori
bilancio ai sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a)
del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e
successive modifiche ed integrazioni.
1. Ai sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed
integrazioni è riconosciuta la legittimità dei debiti fuori
bilancio della Regione derivanti da sentenze esecutive e/o
provvedimenti giudiziari esecutivi per il valore complessivo di
euro 40.206.827,08 di cui all'Allegato 7 alla presente legge.
2. All'onere di cui al comma 1, di euro 40.206.827,08, si provvede
nell'esercizio finanziario 2016:
a) quanto a euro 12.797.037,75 mediante riduzione, della Missione
20 - Programma 3, capitolo 215740;
b) quanto a euro 10.480.710,51 mediante riduzione della Missione
20 - Programma 1, capitolo 215701;
c) quanto a euro 12.000.000,00 mediante riduzione della Missione
20 - Programma 1, capitolo 215744;
d) quanto a euro 1.200.000,00 mediante riduzione della Missione 1
- Programma 5 - capitolo 108521;
e) quanto a euro 1.300.000,00 mediante riduzione della Missione 1
- Programma 5 capitolo 508006;
f) quanto a euro 2.007.359,33 mediante riduzione della Missione 20
- Programma 1, capitolo 613951;
g) quanto a euro 121.719,49 mediante riduzione della Missione 20 -
Programma 1 capitolo 215745;
h) quanto a euro 300.000,00 con parte delle disponibilità della
Missione 1 - Programma 3 capitolo 214102.
3. Parte delle riduzioni di spesa di cui al comma 2, per
l'ammontare complessivo di euro 37.427.137,30, sono iscritte, per
l'esercizio finanziario 2016 nella Missione 20 - Programma 3 in
apposito fondo per il pagamento dei debiti fuori bilancio derivanti
da spese di parte corrente.
4. La restante parte delle riduzioni di spesa di cui al comma 2,
per l'ammontare complessivo di euro 2.779.689,78, sono iscritte per
l'esercizio finanziario 2016 nei seguenti capitoli di parte
capitale:
Missio Programma Capito Importo
ne lo
5 1 776003 288.358,49
10 3 672008 161.726,39
1 10 108164 71.719,50
11 2 516032 10.742,18
16 1 147311 49.999,99
14 5 742856 1.979.008,15
14 1 642843 17.609,00
14 1 N.I. 179.927,91
8 1 N.I. 9.964,19
1 5 N.I. 10.633,98
TOTALE 2.779.689,78
5. All'adozione dei provvedimenti di spesa per il pagamento dei
debiti fuori bilancio di cui al comma 3 le strutture regionali
competenti provvedono nell'ambito delle specifiche dotazioni
finanziarie da iscriversi, a valere sull'esercizio finanziario
2016, nelle rispettive missioni e programmi di spesa, a seguito
delle variazioni di bilancio da effettuarsi ai sensi dell'articolo
36 della legge regionale 17 marzo 2000, n. 8 e successive modifiche
ed integrazioni, dell'articolo 11 della legge regionale 13 gennaio
2015, n. 3 e dell'articolo 2 della legge regionale 31 dicembre
2015, n. 32.
6. All'adozione dei provvedimenti di spesa per il pagamento dei
debiti fuori bilancio di cui al comma 4 le strutture regionali
competenti provvedono nell'ambito delle specifiche dotazioni
finanziarie iscritte con la presente legge, per l'esercizio
finanziario 2016, nelle rispettive missioni e programmi di spesa».
Onorevoli colleghi, all'articolo 30 gli emendamenti sono tutti
soppressivi, collegati alla soppressione dell'intero articolo con i
singoli commi, quindi noi votiamo l'emendamento 30.1
Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
RINALDI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
PANEPINTO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 30.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto dell'articolo
30. Si vota per il mantenimento dell'articolo 30.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 64
Maggioranza 33
Favorevoli 41
Contrari 23
Astenuti 0
(E' approvato)
Si passa all'articolo 31. Ne do lettura:
Articolo 31.
Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori
bilancio ai sensi
dell'articolo 73, comma 1, lettere b) ed e) del decreto
legislativo 23
giugno 2011, n. 118
1. Ai sensi dell'articolo 73, comma 1, lettere b) ed e) del
decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed
integrazioni è riconosciuta la legittimità dei debiti fuori bilancio
della Regione per il valore complessivo di euro 25.412.725,00
derivanti da:
a) disavanzi di enti, società ed organismi controllati derivanti
da fatti di gestione per il valore complessivo di euro 4.410.359,50
di cui all'Allegato 8 alla presente legge, ai sensi dell'articolo
73, comma 1, lettera b) del decreto legislativo 23 giugno 2011, n.
118 e successive modifiche ed integrazioni;
b) acquisizioni di beni e servizi in assenza del preventivo
impegno di spesa per il valore complessivo di euro 21.002.365,50 di
cui all'Allegato 9 alla presente legge, ai sensi ai sensi
dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del d.lgs. n.118/2011 e
s.m.i..
2. All'onere complessivo, di euro 25.412.725,00, di cui al comma 1
si provvede nell'esercizio finanziario 2016 mediante la riduzione di
pari importo della Missione 20 - Programma 1 - capitolo 215701.
3. La riduzione di spesa di cui al comma 2, di euro 25.412.725,00,
è iscritta per l'esercizio finanziario 2016, nella Missione 20 -
Programma 3 in appositi fondi per il pagamento dei debiti fuori
bilancio derivanti da spese di parte corrente.
4. All'adozione dei provvedimenti di spesa dei debiti fuori
bilancio di cui al comma 3 riconosciuti con la presente legge
provvedono le strutture regionali competenti nell'ambito delle
specifiche dotazioni finanziarie da iscriversi, a valere
sull'esercizio finanziario 2016, nelle rispettive missioni e
programmi di spesa, a seguito delle variazioni di bilancio da
effettuarsi ai sensi dell'articolo 36 della legge regionale 17 marzo
2000, n. 8 e successive modifiche ed integrazioni, dell'articolo 11
della legge regionale 13 gennaio 2015, n. 3 e dell'articolo 2 della
legge regionale 31 dicembre 2015, n. 32.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, anche all'articolo 31 gli
emendamenti sono tutti soppressivi, collegati alla soppressione
dell'intero articolo con i singoli commi, quindi noi votiamo
l'emendamento 31.1
Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
RINALDI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
PANEPINTO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 31.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 31.1. Si vota per il mantenimento dell'articolo 31.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 66
Maggioranza 34
Favorevoli 43
Contrari 22
Astenuti 1
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, capisco che dobbiamo accelerare. Ricordo
all'Aula che, prima di esprimere il voto finale su questo disegno
di legge, dobbiamo votare il disegno di legge precedente
riguardante sempre il riconoscimento di debiti fuori bilancio.
Si passa all'articolo 20. Ne do lettura:
«Articolo 20.
Contributo alle partorienti delle isole minori della
Regione siciliana
1. La Regione riconosce e valorizza i diritti delle partorienti e
assicura parità di condizioni alle gestanti residenti nelle isole
minori del territorio della Regione siciliana che, per mancanza di
un punto nascita nella propria isola o in altra del relativo
arcipelago, partoriscono in Sicilia, a decorrere dalla data di
entrata in vigore della presente legge, in un punto nascita del
Servizio sanitario regionale.
2. Per le finalità di cui al comma 1, la Regione Siciliana
riconosce a ciascuna partoriente un contributo nel limite massimo
di 3.000 euro.
3. Con successivo decreto dell'Assessore regionale per la salute,
da emanarsi entro trenta giorni dall'entrata in vigore della
presente legge, sono stabilite le modalità e le procedure per
l'erogazione del contributo di cui al comma 2.
4. Per le finalità di cui al presente articolo, è autorizzata per
l'esercizio finanziario 2016, la spesa di 100 migliaia dì euro e di
900 migliaia di euro per ciascuno degli esercizi finanziari 2017 e
2018».
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, intervengo
per esprimere la mia condivisione rispetto alla formulazione
dell'articolo 20, ma anche per proporre un integrazione dello
stesso esplicitato con l'emendamento 20.12, che al comma 2 e ai
commi 3 e 5 prevede anche la possibilità di intervenire con un
rimborso parziale delle spese di viaggio nei confronti dei
soggetti, cioè dei cittadini affetti da neoplasie maligne,
ovviamente riconosciute dal sistema sanitario, residenti nelle
isole minori in quanto, purtroppo, sono sovente costretti a
sostenere oneri impegnativi anche di spese di viaggio per potere
accedere alle cure di cui non è possibile fruire purtroppo nelle
isole minori.
Faccio un esempio: chi avesse bisogno di fare chemioterapia e
fosse residente in una delle isole minori, è costretto purtroppo a
viaggiare per potere fruire delle cure, spesso a Palermo,
soprattutto chi è residente a Lampedusa, o in un ospedale del
territorio messinese per chi è residente nelle isole Eolie, e così
via.
Si prevede, anche al comma 5, la possibilità di riconoscere un
contributo alle spese di viaggio sostenute da un accompagnatore del
minore di età affetto da neoplasia maligna riconosciuta. Credo che
sia una norma di solidarietà, anzi, direi che esprime il principio
di uguaglianza di tutti i cittadini ad avere diritto alle cure a
prescindere dalla capacità reddituale che hanno, perché non
intervenendo in alcun modo la Regione nei confronti di questi
soggetti deboli si mette persino a rischio la possibilità per gli
stessi di curarsi rispetto a malattie che purtroppo sono letali.
Per quanto riguarda la copertura, ovviamente per l'anno 2016 è
minimale, è una spesa aggiuntiva teorica di circa dieci mila euro
rispetto a quanto già previsto dal Governo al comma 4, e credo che
si possa anche indicare il capitolo 215704. Immagino ci sia un
minimo di disponibilità residua sui fondi globali e una copertura
aggiuntiva di circa duecento mila euro invece per gli esercizi
finanziari 2017-2018. Credo che nell'ambito della manovra,
considerato che sono stati effettuati diversi stralci, sia
possibile trovare la copertura che il Governo vorrà indicare per
garantire appunto il diritto alle cure mediche per questi soggetti.
Se fosse utile un suggerimento, proporrei la copertura a valere
sul capito 21.57.40 che è un fondo rischi per contenzioso-spese
legali, quindi che ha una copertura, una capienza piuttosto
significativa, ed essendo un fondo rischi penso possa avere una
previsione di massima, e quindi potrebbe anche garantire questa
minimale copertura di ulteriori 200 mila euro.
Sul punto, ovviamente, credo che ci si possa aspettare la
solidarietà e il riscontro di sensibilità da parte di tutti i
Gruppi parlamentari, e mi auguro che la proposta possa essere
accettata anche da parte del Governo.
GRASSO. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
sull'articolo 20 per annunciare il voto favorevole. Condivido
l'emendamento che ha presentato il Presidente Lupo, e vorrei anche
precisare che in Commissione sanità si era, per quanto riguarda il
contributo alle gestanti, esaminato anche un altro aspetto che
riguardava il contributo da erogare alle gestanti per tutte le zone
disagiate, là dove non c'era un punto nascita.
Emendamento che poi è stato bocciato in Commissione bilancio,
perché la platea si era allargata, così dicono i componenti della
Commissione bilancio, ma anche il Governo si era allargato oltre
modo, e c'era difficoltà a quantificare.
Però sicuramente andare incontro alle esigenze delle Isole minori,
alle difficoltà delle Isole minori, proprio in questo momento, che
siamo qui per approvare quegli articoli che riguardano categorie di
soggetti: Comuni, Comuni in dissesto, disabili e persone
svantaggiate, credo che sia un dovere di tutti.
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi voglio
rivolgere all'Assessore Baccei, che in questo momento sta
telefonando sicuramente anche lui per fare venire qualche altro
supporter per chiudere l'assestamento.
Allora, io mi sento di sposare l'intervento dell'onorevole Lupo,
colgo l'occasione, Presidente, se lei me lo consente, di ricordare
una comunicazione che l'Assessore ha voluto fare solennemente
all'Assemblea, a questo Parlamento, e cioè l'Assessore ha garantito
- lei lo ha ripetuto - prima della sospensione: il Governo non
presenterà alcun emendamento, la manovra è questa e ci
confronteremo con questi emendamenti .
Per la serietà del Parlamento, Presidente, spero che non arrivino
come dire charter, last minute, non lo so ditemi voi come li
possiamo chiamare, altre emergenze, l'articolo 12 è pieno di
emergenze.
E siete stati bravi perché nell'articolo 12 si sono infilate cose,
ma non posso parlare dell'articolo 12, per cui su questa proposta
dell'onorevole Lupo io sono d'accordissimo. Spero e auspico che il
Governo si confronti con le regole che Lui (lui Governo) ha,
diciamo, solennemente ribadito al Parlamento.
Niente più emendamenti solo quello che c'è.
PRESIDENTE. In effetti ha detto così l'Assessore Baccei, poi se
cambia idea sono fatti dell'Assessore.
LENTINI. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo illustrare
un sub emendamento che ho presentato all'emendamento 20.12, che è
un emendamento di riscrittura dove parla, oltre che delle gestanti,
delle mamme che partoriscono nelle Isole, giusta scelta.
Questo subemendamento si inserisce in quel che riguarda la
sindrome di Arnold Chiari. È una malattia rarissima che mette
insieme pochissime famiglie che hanno questi disturbi. Queste
famiglie, signor Presidente, colleghi deputati, hanno bisogno di
essere aiutate. In Commissione VI circa 15 giorni fa, alla presenza
dell'onorevole Digiacomo, sono state ascoltate un paio di famiglia,
la Presidente di questa associazione è un medico, ed hanno
illustrato i problemi che crea questa malattia, in particolare nei
bambini. Parliamo di pochissimi bambini, casi rari in Sicilia.
Signor Presidente, questo è un problema che attanaglia l'intera
Isola, perché queste famiglie sono costrette ad andare negli
ospedali fuori dalla Sicilia, precisamente a Firenze e a Genova,
dove ci sono le uniche due strutture, e pensate che questi bambini
hanno bisogno da 30 a 45 giorni di visite periodiche per alleviare
i dolori che crea questa malattia, con le spese che devono
affrontare le famiglie, circa duemilacinquecento, tremila euro ogni
volta che si spostano con i bambini per alleviare questo dolore.
Considerato il fatto che nell'arco di un anno sono otto, nove
visite, è una grossa cifra che le famiglie non possono affrontare,
neanche chi ha un reddito, perché spendono dai venti ai venticinque
mila euro l'anno solo per stare in questi ospedali e soggiornare
nelle città per almeno una settimana, dieci giorni.
Il contributo che offre la Regione Siciliana per tante malattie è
circa il 20 per cento. Questo 20 per cento non soddisfa il bisogno
reale di queste famiglie. Considerate che queste famiglie, ogni
volta che i bambini devono andare a fare le visite e soggiornare
nelle città, chiedono aiuto oltre che ai familiari, ai tanti amici
per racimolare questi soldi.
Mi sembra una cosa sacrosanta e giusta, oltre che un diritto
dell'uomo, soddisfare questo bisogno. Oltre al problema che c'è
nella famiglia, non possiamo creare pure il problema della vergogna
che provano questi ragazzi, questi bambini, queste famiglie,
nell'andare a ricercare le somme, le risorse per potersi trasferire
per le visite, ogni volta che hanno bisogno. Secondo me è un'opera
di bene, una giustizia che bisogna dare in questi casi alle
famiglie.
PRESIDENTE. Il suo intervento è più che nobile, onorevole Lentini.
Per competenza lo mandiamo all'articolo 12, dove è prevista una
indennità vitalizia per talassemici. Non può essere inserito nel
corpo dell'articolo 20 perché non è quantificato il costo e deve
essere quantificato nell'emendamento. Siccome è stata prevista
un'indennità vitalizia per talassemici all'articolo 12, avrà modo
l'assessore per la salute di verificare.
ALONGI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivido in pieno
questo articolo 20 che prevede un contributo alle partorienti delle
isole minori della Regione siciliana.
Chiedo cortesemente all'assessore alla sanità ed anche
all'assessore al bilancio un attimo di attenzione a questa
proposta, che mi accingo a fare. Questo significa che, in quelle
isole in cui non ci sono punti nascite, per le difficoltà,
assessore alla sanità, le chiedo soltanto - nei limiti del
possibile - di ascoltare questo mio intervento.
Nelle isole dove non esistono punti nascite, o sono stati chiusi,
stiamo prevedendo un contributo fino ad un massimo di tremila euro
per rimborsare le spese, nel momento in cui si avvicina il momento
del parto ed anche postumo.
Vorrei porre all'attenzione dell'Aula, di potere ampliare questo
articolato, e mi spiego meglio. In Sicilia, in quattro realtà - e
le cito perché non vorrei sbagliare - che sono il comune di
Petralia, l'ospedale di Petralia, l'ospedale di Mistretta,
l'ospedale Santo Stefano di Quisquina e l'ospedale di Mussomeli, in
queste quattro realtà sono stati chiusi i punti nascita. In
particolar modo mi rivolgo a quelle realtà montane, io cito quella
di Petralia ed extra - attenzione - dove, chiaramente, voi capite
che nel periodo invernale con la neve a mezzo metro, spostarsi
diventa complicato a settanta chilometri, al di là della distanza
chilometrica, della distanza tortuosa delle strade, frane eccetera,
eccetera.
Credo che non sarebbe inopportuno e fuori luogo pensare ad una
equiparazione. Non parliamo di isole, ma parliamo di isole di aree
impervie, nelle montagne, con grandi difficoltà di spostamenti. Ed
allora chiedo all'assessore al Bilancio, all'assessore alla Sanità,
di accogliere questa mia proposta - se possibile con un
subemendamento che predisporrei, se ce n'è la volontà anche da
parte dell'Aula - affinché si guardi con attenzione anche a queste
quattro realtà, individuando poi un raggio di azione, nell'arco di
trenta chilometri attorno, vediamo di capire.
Qui non dobbiamo allargare la borsa, per carità, o creare
strumentalizzazioni, ma creare sicuramente assistenza vera e
sostegno psicologico a quelle famiglie che vivono in grande
difficoltà, e che non si possono permettere di andare a partorire a
Palermo, o in un comune come quello di Cefalù, perché non hanno i
soldi dell'albergo. Ci tengo a questa proposta, affinché venga
valutata positivamente.
CAPPELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, assessori, colleghi, cittadini, è
ovvio che il Movimento Cinque Stelle, il Gruppo del quale io faccio
parte, non può non accogliere con favore la proposta avanzata
nell'emendamento del Vicepresidente Lupo.
Fermo restando che siamo convinti che, certamente, non è questa la
risposta che le mamme e le partorienti siciliane attendono. Questo
non è, e non può essere, signor assessore, una misura, diciamo,
sufficiente. La salute non può ridursi semplicemente ad un rimborso
spese.
Noi attendiamo da tempo, ed attendiamo con ansia questa benedetta
rete ospedaliera, la definizione della rete emergenza-urgenza. Noi
desidereremo che tutto questo fosse incastonato in un contesto più
ampio, complessivo e definitivo.
Inoltre, assessore, io mi sarei aspettato da parte sua - leggendo
un articolo di cui ovviamente prendo il titolo, diciamo, ed il
contenuto del 27 novembre su Repubblica - in cui lei ed il ministro
Lorenzin, secondo questo articolo, mettereste le assunzioni,
diciamo in Sanità, sul piatto del referendum, e le posticipaste al
4 dicembre. Nel titolo di questo articolo di Repubblica.
GUCCIARDI, assessore per la Sanità. L'ho detto io tra virgolette?
CAPPELLO. No, il titolo di Repubblica dice questo, ed io mi
aspetterei da parte sua, signor assessore, una smentita, perché
sono convinto che questa volgarità, diciamo, non le appartenga. Sul
titolo di Repubblica poi, sono inserite tutte quelle sacche di
precarietà, praticamente, che fino a questo momento, purtroppo,
sono in stand-by ed attendono la risposta anche da questo Governo.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del Vicepresidente Lupo
CAPPELLO. In ogni caso, le ricordo che stiamo aspettando queste
assunzioni, che il sistema sanitario è nella buona sostanza al
tracollo, e che certamente questa situazione non può continuare ad
esistere. Questo, pertanto, è un palliativo che ha un valore per 3
anni, che quantifica, semplicemente, attraverso la somma, una
risposta che non può essere, da sola, sufficiente a soddisfare le
esigenze dei siciliani.
In ogni caso, certamente, il Movimento Cinque Stelle non è,
assolutamente, disponibile a rinunciare, in maniera implicita, a
quelle richieste che provengono dai territori, soprattutto in
termini di punti nascita, da cui attendiamo una risposta dal
ministero della salute e dall'assessorato siciliano.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, mi rivolgo più che all'Assessore per
il bilancio, che già ha indicato la posta in bilancio,
all'Assessore per la sanità.
Credo che sia l'emendamento a firma dell'onorevole Lupo ed il
subemendamento, a sua volta, che ha presentato l'onorevole Lentini,
vanno nella direzione del sostegno finanziario alle famiglie che
già sono colpite da malattie abbastanza significative. E, spesso,
l'assistenza medica non è prestata nel luogo ospedaliero più
vicino, ma è prestata a distanza. E, chi vi parla, nel tempo, ha
avuto necessità di una solidarietà sanitaria che è costata,
nonostante lo Stato anticipi tutti i costi al 100 per cento di chi
sta male, spesso, vi sono anche delle spese che non sono
rendicontabili secondo il nostro sistema sanitario.
E, mi dispiace che il collega Cappello faccia cenno che queste
sono cose banali. Sono cose importanti, perché, spesso, assistiamo
a famiglie, che hanno un reddito modestissimo, che hanno bisogno
anche di questo tipo di sostegno.
Considerato che siamo a fine anno, signor Presidente, la volevo
invitare a valutare l'opportunità, rispetto al subemendamento
proposto dall'onorevole Lentini, di indicare una percentuale molto
bassa, rispetto al capitolo che è indicato nell'articolo, pari per
esempio al 5 per cento, in maniera tale che sappiamo che inizia la
posta in bilancio e l'anno successivo potrebbe, certamente,
indicare altre risorse per far fronte a questo tipo di sostegno
sanitario.
Questo lo dico perché considerato il tempo in cui la legge sarà
pubblicata, cioè circa almeno 10 giorni, non avremo grandi domande
e, soprattutto, queste domande potranno essere esitate anche l'anno
prossimo.
E' una mia sollecitazione e vorrei che l'assessore per la sanità,
su questo punto, potesse esprimere la sua valutazione di ordine
tecnico, tenendo conto, ripeto, che l'assessore per il bilancio ha
già indicato le poste nella manovra finanziaria e, quindi, mi pare
che è d'accordo; se l'assessore per la sanità vuole anche darci il
suo parere per potere affrontare un tema importante che, ripeto,
rispetto al sistema della salute vede il sistema delle famiglie che
vivono una condizione, in questo momento, disagiata e che un
sostegno economico, soprattutto a fronte di redditi di un certo
tipo, è vitale.
FAZIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per manifestare
la mia condivisione, ovviamente, all'emendamento che è stato
presentato e, soprattutto, all'iniziativa del Governo che vede,
sicuramente, un'attenzione particolare nei confronti di coloro i
quali sono isolani, abitano nelle isole e che, è risaputo,
sicuramente, che soffrono un disagio non indifferente. Credo che le
iniziative che vengono promosse a loro sostegno siano sempre e
comunque insufficienti.
Per quanto riguarda l'aspetto prettamente sanitario, credo che si
sia fatto nell'ultimo periodo molto, ma ancora moltissimo c'è e
rimane, sicuramente, da fare.
Anticipo, quindi, non solo il sostegno e la condivisione delle
proposte ma, addirittura, il mio voto favorevole sia
all'emendamento sia al testo della proposta del Governo.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se il Governo e i
colleghi mi vogliono ascoltare un attimo, onorevole Lentini, sto
lavorando per lei, se lei mi lascia lavorare.
Assessore per la salute, onorevole Gucciardi, la sindrome di
chiari a cui si riferisce l'onorevole Lentini e, aggiungo, la
retinoschisi giovanile, fanno parte di un emendamento -questo ai
fini della Presidenza - che è stato trattato in VI Commissione e
approvato.
Andiamo all'aspetto quantificazione, Assessore; sia l'una che
l'altra attengono a poche decine di persone in Sicilia. L'una, la
sindrome di chiari, che ha bisogno di un intervento chirurgico in
strutture specializzate per correggere questa piccola malformazione
cerebellare, l'altra, la retinoschisi giovanile, ancora più grave
che comporta per questi piccoli pazienti fino all'età adulta, un
intervento costante sulla retina ogni tre mesi, perché è una
retinopatia particolare, una malattia genetica particolare.
Assessore, si tratta di pochissimi casi, siccome siamo a fine
anno, ritengo che la copertura il Governo la può benissimo dare; in
effetti l'emendamento l'avevo presentato al comma che riguarda la
talassemia, perché ritengo che lo stesso trattamento che c'è per i
talassemici gravi, bisogna che sia riservato a questi pazienti che,
ripeto hanno bisogno ogni due, tre mesi, soprattutto quelli affetti
dalla retinoschisi giovanile di un intervento a laser sulla retina
che si buca costantemente ogni tre mesi.
Pertanto, ritengo che essendo a fine anno e quindi in assestamento
di bilancio, la somma è talmente ridicola per quest'anno che, serve
solo per aprire il capitolo e inserire poche decine di migliaia di
euro in modo tale che con la finanziaria dell'anno prossimo si
possa calcolare esattamente il numero e rimpinguare adeguatamente
il capitolo.
PRESIDENTE. Anche questo evidentemente va all'articolo 12, così
come l'altro proposto dall'onorevole Lentini.
L'emendamento soppressivo 20.1, è ritirato onorevole Di Mauro,
considerato che si è espresso a favore dell'articolo?
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi come
posizioni politica siamo d'accordo con l'emendamento presentato, di
cui Lei è primo firmatario e con il subemendamento dell'onorevole
Lentini se si riesce a trovare la quadra. Quindi questo lo
ritiriamo.
PRESIDENTE. L'emendamento dell'onorevole Lentini è trasferito
all'articolo 12, dove c'è anche la vicenda che riguarda gli
ammalati talassemici e, quindi, in analogia lo tratteremmo.
L'articolo 20 riguarda solo i residenti nelle isole minori, invece
le problematiche di cui voi trattavate riguardano tutto il
territorio regionale.
Pertanto, l'emendamento 20.1 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 20.6, dell'onorevole Milazzo, che si è espresso a
favore, è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 20.13, del Movimento Cinque Stelle, che si è
espresso a favore, è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento di riscrittura dell'articolo
20.12. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. L'onorevole Alongi ha annunciato un subemendamento;
chiediamo di formalizzarlo e di distribuirlo.
Sospendo la seduta per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 19.44, è ripresa alle ore 19.50)
La seduta è ripresa.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, all'emendamento 20.12, concordiamo sul principio.
Sul tema delle partorienti è stata fatta un'analisi specifica,
cioè abbiamo capito quanto erano storicamente le partorienti delle
Isole minori, abbiamo calcolato il tempo, che era - mi pare - dal
settimo mese, non ricordo, che dovevano stare fuori, non sull'Isola
Minore, ma in Sicilia e abbiamo calcolato questa copertura, lo
stesso lavoro non è stato fatto per le neoplasie.
Quindi, riconosciamo il principio, ci impegniamo a fare lo stesso
lavoro di analisi e a riproporre la relazione tecnica con la
relativa copertura in finanziaria, quindi la proposta di andare
avanti con il testo originario, perché se infiliamo altre cose,
validissime, però rischiamo di far perdere efficacia all'intento
iniziale che era quello di dare supporto alle partorienti.
Quindi, le altre cose che sono emerse, facciamo un analisi insieme
all'Assessorato per la Salute, per fare una quantificazione e ci
impegniamo ad inserirle nella finanziaria.
ALONGI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato con
attenzione le parole dell'Assessore Baccei. Assessore, penso di
avere capito, di avere compreso che questa mia proposta che era
scaturita oggi, lei ritiene che possa essere valutata in
finanziaria che andremo ad approvare. Già per me questo e per noi
questo emendamento che avevamo firmato come Centro Destra, già è un
fatto importante e un passo avanti.
Ne prendiamo atto ed chiaro che noi ci muoveremo in finanziaria
affinché questo suo impegno diventi concretamente un atto compiuto
per quelle aree complessive.
ANSELMO. Chiedo di parlare.
PRESIENTE. Ne ha facoltà.
ANSELMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sono una dei
firmatari dell'emendamento. Ho ascoltato attentamente l'Assessore
Baccei, accogliamo ovviamente l'invito dell'Assessore e
trasformeremo questo emendamento in ordine del giorno da
presentarsi a fine seduta. Quindi, anche a nome degli altri
firmatari, dichiaro di ritirare l'emendamento.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
GUCCIARDI, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.
PRESIENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI, assessore per la sanità. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, l'impegno assunto dall'Assessore Baccei è ovviamente
anche il mio impegno; in via di principio non ci sono problemi, ma
è chiaro che ogni norma va accompagnata da una relazione tecnica
esaustiva che tratti anche della sostenibilità finanziaria.
Con l'occasione, approfitto per dire che tutti questi aspetti che
riguardano non soltanto il trasporto per tante patologie a partire
dalle malattie rare, sono state inserite nel Piano di integrazione
socio-sanitaria e chi vi parla è l'Assessore regionale per la
Salute, abbiamo già inviato alla VI Commissione legislativa
permanente per la trattazione nella quale, molto presto,
trasferiremo quelli che sono i dati per la copertura finanziaria.
Per cui, nel contesto della legge di stabilità potremo certamente
valutare ancora meglio il contributo che si potrà dare a questa
tipologia di patologie e con la precisazione, ovviamente, che
quando si costituisce un diritto poi bisogna che questo diritto sia
sostenuto anche finanziariamente.
Pertanto sono meritevoli, certamente, della nostra attenzione le
proposte fatte tanto dal Presidente Lupo, quanto dall'onorevole
Alongi, quanto dagli altri parlamentari che sono intervenuti e la
problematica per la malattia rara di cui si è parlato stasera, sarà
trattata in altra sede e con altra norma, fermo restando,
ribadisco, che per quanto riguarda le malattie rare che, come
sapete, sono un numero davvero considerevole abbiamo per la prima
volta ritenuto di inserirle nel contesto di integrazione socio-
sanitaria.
PRESIDENTE. Quindi, con l'impegno del Governo assunto sia
dall'Assessore Baccei che dall'Assessore Gucciardi, l'emendamento
20.12 è ritirato per essere considerato in sede di finanziaria,
così come gli emendamenti annunciati dagli onorevoli Alongi,
Formica e Lentini.
Quindi, il 20.12, come annunciava l'onorevole Anselmo - che ha
anche annunciato la presentazione di un ordine del giorno - è
ritirato.
Gli emendamenti 20.2, 20.9, 20.3, 20.10, 20.4 e 20.11 sono
assorbiti dal ritiro degli emendamenti soppressivi dell'articolo.
Si passa all'emendamento 20.7, degli onorevoli Greco Giovanni ed
altri.
GRECO GIOVANNI. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 20.8 è inammissibile.
Pongo in votazione l'articolo 20. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del Presidente ARDIZZONE
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 21. Ne do lettura:
«Articolo 21.
Disposizioni in materia di associazioni regionali degli
allevatori
1. Per l'espletamento dei compiti relativi all'assistenza tecnica
negli allevamenti, con l'obiettivo di favorire il miglioramento
della qualità delle produzioni di filiera, l'innovazione ed il
rafforzamento e la competitività delle imprese zootecniche
siciliane, l'Assessorato regionale dell'Agricoltura, dello sviluppo
rurale e della pesca mediterranea è autorizzato a concedere aiuti
alle Associazioni regionali degli allevatori giuridicamente
riconosciute ed aderenti alla Associazione Italiana Allevatori di
cui all'articolo 3, comma 2, della Legge 15 gennaio 1991, n. 30.
2. Gli aiuti di cui al comma 1 sono concessi nel rispetto delle
condizioni di cui al Capo I ed al Capo III (artt. 20, 21, 22, 23 e
24) del regolamento (UE) n. 702/2014 della Commissione del 25
giugno 2014, che dichiara compatibili con il mercato interno, in
applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul
funzionamento dell'Unione europea, alcune categorie di aiuti nei
settori agricolo e forestale e nelle zone rurali e che abroga il
regolamento della Commissione (CE) n. 1857/2006, pubblicato nella
GUUE L 193 dell'1 luglio 2014.
3. Possono essere concessi, nei limiti stabiliti dalla normativa
comunitaria e nazionale in materia, aiuti fino al 100 per cento dei
costi ammissibili.
4. Gli aiuti sono versati a favore delle Associazioni regionali
degli Allevatori, in qualità di soggetti attuatori del servizio,
con requisiti specifici relativi al sistema di consulenza aziendale
secondo l'articolo 13 del regolamento (UE) n. 1306/2013 e non
comportano pagamenti diretti agli allevatori.
5. La spesa per la finalità di cui ai precedenti commi è
sostenuta, per l'esercizio finanziario 2016, nell'ambito
dell'autorizzazione dì spesa di cui all'articolo 44 della legge
regionale 7 maggio 2015, n. 9, nel limite massimo di 1.300 migliaia
di euro (Missione 16, Programma 1, Capitolo 144111)».
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo
emendamento vorrei illustrarlo, brevemente, all'Aula. Noi, con la
legge di stabilità, abbiamo previsto per l'ARAS, nel nostro
bilancio 2016, un contributo di duemilioni e mezzo pari a quello
che abbiamo fatto negli anni precedenti. Già l'anno scorso, il
contributo all'ARAS non è stato erogato per intero perché è stato
modificato il sistema di rimborso da parte del Ministero
dell'Agricoltura alle associazioni di allevatori in tutta Italia.
Come voi sapete, il rimborso delle attività che svolgono le
associazioni allevatori per la tenuta del registro genealogico e
per le visite fatte negli impianti di zootecnia nei confronti degli
allevatori viene rimborsato con un sistema forfetario.
Il sistema, quindi, prevede che la Regione compartecipi rispetto
alla quota che trasferisce lo Stato. L'ARAS, penso che tutti
conoscete la situazione in cui si trova in questo momento di grande
difficoltà. Noi abbiamo delle risorse, nel nostro bilancio, che non
riusciamo a dare perché le somme aggiuntive al rimborso forfetario
costituiscono aiuti di stato. Questa norma si limita a prevedere
che, il milione e trecentomila che noi abbiamo nel nostro bilancio
e che dovremmo dare in aggiunta al milione e duecentomila del
rimborso forfetario venga erogato dopo il regime di notifica, che
deve essere autorizzato dalla Commissione europea.
Quindi, questa norma serve a chiedere alla Commissione europea ad
autorizzarci a fare attività aggiuntive, da parte dell'ARAS, per
conto della Regione siciliana finalizzati agli allevamenti ed agli
allevatori per la tenuta della attività dei nostri allevatori e
quindi per, come dire, avere maggiore sicurezza e maggiori
controlli sul sistema bovino ed ovino. Quindi, è una norma che non
ha impatto finanziario di manovra, in senso di variazione, ma è una
norma che consente di erogare questo contributo dopo che sia stato
autorizzato il regime di aiuto da parte della Commissione europea.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi, io
ringrazio l'Assessore innanzitutto per il tempo che ha dedicato, e
che sta dedicando, su questa questione dell'ARAS che è una
questione ingarbugliata, delicata, difficile in cui, secondo me, ci
sono responsabilità anche dell'Aia perché ci ha lasciati soli sulla
gestione di tutta questa vicenda.
Purtroppo, però, se noi non ce ne interessiamo rischiamo di
arrecare un ulteriore danno al comparto zootecnico, perché gli
togliamo dei servizi che sono servizi essenziali e fondamentali. Io
so tutto quello che ha fatto, gli incontri che ci sono stati con i
sindacati e devo dire che anche in Commissione Bilancio, insieme al
collega onorevole Alloro, più volte l'abbiamo ripreso e abbiamo
cercato di fare la nostra parte.
Ci sono, mi permetto di dire, alcune emergenze veloci. Abbiamo
questo problema dei licenziamenti e ci sono delle risorse che sono
state emesse. Capisco la difficoltà che è enorme, l'ho detto in
premessa: non è un problema che possiamo risolvere noi, ma ci deve
aiutare anche l'Associazione Italiana Allevatori. Vediamo se
riusciamo a bloccare questo meccanismo, considerato anche quello
che c'è, così come per quanto riguarda gli arretrati mi dicono che
da diversi mesi, ancora, sulle risorse che abbiamo appostato
mancano mensilità. Chiedo se possiamo sbloccare anche questo, dopo
di ché il giudizio sull'operato, per quello che vale, ovviamente è
positivo.
Vediamo se non la perdiamo completamente quest'A.R.E.S., perché
davvero si rischia che si perda e in quel caso perderemmo dei
servizi essenziali.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che questo
articolo 21, riguardante la materia delle Associazioni regionali
degli Allevatori, ponga ogni anno sempre lo stesso problema. Mi
sarei immaginato dall'Assessore Cracolici, che ha una certa
esperienza in materia, una proposta che possa dare una soluzione
definitiva rispetto ad un tema così conosciuto dall'Assemblea
regionale, dalle Commissioni di merito e dalla Commissione Bilancio
concernente proprio le Associazioni regionali degli Allevatori, con
tutti i problemi che negli anni questa associazione ha avuto, sia
nell'ambito della propria gestione ordinaria, ma anche poi con
l'attività di commissariamento.
Io, in Commissione Bilancio, avevo proposto all'Assessore per
l'economia, Baccei, di attenzionare una soluzione che possa essere
risolutiva per la competenza delle Associazioni regionali degli
Allevatori che è quella concernente l'assistenza tecnica negli
allevamenti con l'obiettivo di favorire la qualità delle produzioni
della filiera e il rafforzamento delle imprese zootecniche
siciliane. Quindi immagino che magari in finanziaria vi sia una
proposta che possa essere di riforma e che ponga una soluzione a
questo problema.
Una idea su cui ragionare ed approfondire, secondo me, potrebbe
essere quella che di fatto già ha visto l'Assessorato al bilancio
attivare alcune soluzioni per i dipendenti di alcune società
partecipate in liquidazione ed anche per alcune associazioni già
finanziate di cui alla Tabella H. Ad esempio, per il mondo dei
veterinari, ed anche dei dipendenti delle Associazioni regionali
degli Allevatori, che negli anni hanno acquisito esperienza
nell'ambito dell'assistenza tecnica per l'attività degli
allevamenti nelle produzioni della filiera della zootecnia, una
ipotesi potrebbe essere quella di dare queste risorse alla società
regionale per i servizi ausiliari, fare in modo che questa società
abbia anche le competenze proprie da statuto di questo tipo di
assistenza tecnica e quindi dare queste nuove professionalità alle
aziende sanitarie locali o all'Istituto zooprofilattico.
Ritengo che in questo modo noi possiamo alleggerire le
Associazioni regionali degli Allevatori, nello stesso tempo
continuare la valorizzazione del personale dell'associazione
allevatori che oggi, purtroppo, rischia il licenziamento e poter
potenziare l'Istituto zooprofilattico potrebbe avere una competenza
in materia di assistenza tecnica di valorizzazione e di
rafforzamento delle imprese zootecniche.
Ritengo che questa possa essere una soluzione buona che va nella
linea delle attività già svolte dall'Assessore al bilancio sia per
il CERISDI, per Sviluppo Italia e per la società del Patrimonio.
ALLORO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
ALLORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ovviamente non ho
nulla contro la proposta dell'onorevole Cimino, che anzi mi sembra
sia una proposta che, se potesse avere la necessaria accessibilità
da un punto di vista normativo, atteso che l'associazione
allevatori è una associazione che ha profili di natura
privatistica, risolverebbe finalmente e definitivamente il
problema.
Io sono d'accordissimo ed infatti, se andiamo a verificare nella
prossima finanziaria la possibilità di intraprendere questa strada,
sarei la persona più felice, perché finalmente potremmo definire un
problema che noi ci tiriamo avanti da troppo tempo che riguarda il
commissariamento da sette anni dell'Associazione regionale
allevatori e le problematiche connesse anche con la normativa
comunitaria che non consente ormai tutta una serie di cose che
venivano consentite in passato.
Questo ha determinato nel tempo una difficoltà dell'associazione
allevatori che è quest'anno ha interrotto l'assistenza tecnica
nelle aziende e sappiamo bene che interrompendo l'assistenza
tecnica interrompendo la tenuta dei libri genealogici si fa un
danno enorme alle aziende zootecniche che non possono neanche
accedere se non hanno i capi certificati alla contribuzione
europea.
L'anno scorso per alleggerire il bilancio del personale si era
fatto un accordo e sono fuoriuscite 36 unità e quindi una
fuoriuscita importante purtroppo quest'anno e lo abbiamo fatto
presente al commissario in Commissione bilancio sono stati
preannunciati 56 licenziamenti. Ora è importante dare questi soldi
all'associazione perché con questi soldi riparte l'assistenza
tecnica, ma è parimenti importante che noi pressiamo perché
l'associazione allevatori venga restituita agli allevatori cioè
venga restituita agli allevatori attraverso la normalizzazione di
quella che è l'associazione.
Questo consentirà finalmente di ridare agli allevatori lo
strumento che per legge gli appartiene e io però in questa sede
volevo sollecitare l'Assessore al bilancio e l'Assessore
all'agricoltura, ma soprattutto ovviamente l'Assessore
all'agricoltura per fare un tavolo tecnico con l'associazione
allevatori per bloccare questi licenziamenti perché i 56 dipendenti
a cui è stato preannunciato il licenziamento più i 36 che sono
andati l'anno scorso rappresentano quasi il 50 per cento di quella
che è la dotazione organica dell'associazione.
Questo non è consentito ovviamente anche perché si tratta di
risorse che una volta venute meno avrebbero una ricaduta negativa
in quella che è l'assistenza tecnica del nostro patrimonio
zootecnico.
PANEPINTO. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei solo
reiterare, senza ripeterlo, quello che ha dichiarato l'onorevole
Alloro e per riprendere il ragionamento dell'onorevole Cimino al
quale chiedo di preparare un ordine del giorno che possa diventare
oggetto di questa seduta, perché è chiaro che è un tema
approfondito in Commissione Bilancio.
Ma oggi il nostro patrimonio zootecnico ha bisogno di essere
tutelato mantenendo in vita l'ARAS che oggi ha serie difficoltà,
per cui stasera, augurandomi che non venga messa in discussione
l'Associazione regionale allevatori e non si proceda al
licenziamento di 54 unità, onorevole Cimino, se presentiamo un
ordine del giorno per impegnare il Governo e l'assessore ad
approfondire la materia.
PAPALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAPALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vi voglio dire che
sono favorevole a questo tipo di proposta perché da tempo seguo
parecchi allevatori e capisco lo stato e il grave momento di crisi.
L'unica cosa che auspicherei - e faccio la proposta all'assessore -
se possiamo eliminare il fatto del Commissario da sette anni.
I Commissari non servono ad altro che a spillare soldi alle casse
della Regione Siciliana, ma di fatto non fanno, sicuramente, gli
interessi degli allevatori perché non la sentono come un'attività
primaria. E' un posto che ricoprono a modo loro solo per alcuni
mesi, non hanno la capacità di portare avanti determinati progetti
risolutivi. L'unica cosa che io faccio è, se si può intervenire,
per risolvere questo annoso problema. La politica, secondo me,
dovrebbe uscire al di fuori di certe istituzioni che appartengono
più al privato che alla politica.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Signor Presidente, onorevoli deputati, rispetto
agli interventi, parto da quest'ultimo.
Vorrei ricordare che il commissariamento dell'associazione
allevatori non è una competenza in capo alla Regione, ma lo fa
l'AIA, che è l'organo che ha la concessione, da parte dello Stato,
per i controlli funzionali nell'ambito della zootecnia.
L'ARAS è un'associazione che è parte dell'AIA nel territorio
siciliano. Quindi, nel territorio siciliano opera l'ARAS per conto
dell'AIA. Il Commissario l'ha fatto l'AIA. Io condivido, e devo
dire che in questi mesi ho fatto anche un'azione di pressione
politica, ma nulla di più, affinché l'ARAS venga, in qualche modo,
rimessa in funzione, perché se noi non eroghiamo malgrado abbiamo
nel bilancio le risorse, le risorse che abbiamo, e non possiamo
farlo perché se operiamo al di fuori del sistema forfettario dello
Stato ,agiamo in un sistema in cui sono aiuti di Stato, pertanto
abbiamo bisogno di una norma che ci consenta di riconoscere questo
regime di aiuto specifico per la zootecnia e per l'ARAS che fa i
controlli da parte di Bruxelles.
La scelta di fare questa norma ha questa funzionalità.
Per quanto riguarda la questione dei dipendenti, voglio ricordare
che l'ARAS è stata posta in un sistema di contratto di solidarietà
a partire dall'anno scorso. Il 31 ottobre sono scaduti i termini
per i contratti di solidarietà, l'ARAS nel frattempo non ha
ricevuto le risorse che, probabilmente, si aspettava di ricevere
perché è cambiato anche il sistema di riconoscimento del contributo
e questo ha determinato la scelta che, personalmente e come
Governo, stiamo seguendo relativamente all'annunciata decisione di
licenziare una parte del personale dell'ARAS. È chiaro che è
intendimento di questo Governo salvaguardare i posti di lavoro,
consentire però, innanzitutto, di portare l'ARAS nelle aziende,
perché se l'ARAS rimane un sistema di conflitto interno, senza che
vengono garantiti i servizi agli allevatori, per cui servizi se non
c'è la certificazione degli allevamenti, gli allevatori non possono
neanche partecipare alle premialità previste dai fondi comunitari
per la zootecnia. Quindi, abbiamo in questo momento allevatori
preoccupati di non avere le certificazioni per poter accedere al
sistema dei contributi comunitari.
È mio intendimento affrontare subito la possibilità che l'ARAS
riparta. Dopodiché, se ci possono essere soluzioni per i
lavoratori, per una parte dei lavoratori, che possano trovare
modalità di utilizzo in altra maniera, le vedremo perché è una cosa
complessa, inutile che io dica domani si farà', ma essendo una
cosa complessa dobbiamo trovare forme e regole che possano
consentire tutto questo.
Credo che l'obiettivo che noi dobbiamo avere, innanzitutto, è
rimettere in funzione l'ARAS, sia per l'ARAS che per gli
allevatori. Credo che, se riusciamo con questa norma ad avere
autorizzato un regime di aiuto specifico per l'assistenza tecnica,
noi consentiamo all'ARAS di ricevere più soldi, ridurre gli effetti
sull'occupazione, quindi ridurre gli effetti sul rischio di
licenziamento, in maniera tale che salviamo capre e cavoli.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento soppressivo 21.1, degli
onorevoli Di Mauro ed altri.
GRECO GIOVANNI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 21.1.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 21.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 64
Maggioranza 33
Favorevoli 24
Contrari 40
(Non è approvato)
Gli emendamenti 21.1, 21.12, 21.20, 21.15, 21.2, 21.6, 21.3 e
21.19 sono assorbiti.
Si passa all'emendamento 21.7, degli onorevoli Greco Giovanni ed
altri.
GRECO GIOVANNI. Lo ritiro insieme agli emendamenti 21.8 e 21.11.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 21.
GRECO GIOVANNI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 21
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto dell'articolo
21
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 63
Maggioranza 32
Favorevoli 43
Contrari 20
(E' approvato)
Si passa all'articolo 23. Ne do lettura:
«Articolo 23.
Finanziamento regionale per la demolizione di opere ed
immobili abusivi
1. Nello stato di previsione della spesa dell'Assessorato
regionale del territorio e dell'ambiente, dipartimento
dell'urbanistica, è istituito un capitolo per il finanziamento di
interventi di rimozione o di demolizione, da parte dei comuni, di
opere ed immobili realizzati in assenza o in totale difformità del
permesso di costruire, anche disposti dall'autorità giudiziaria e
per le spese giudiziarie, tecniche e amministrative connesse.
2. Per le finalità previste dal comma 1 è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2016, la spesa di 300 migliaia di euro.
3. I comuni beneficiari dei finanziamenti di cui al comma 1 sono
tenuti ad agire nei confronti dei destinatari di provvedimenti
esecutivi di rimozione o di demolizione non eseguiti nei termini
stabiliti, per la ripetizione delle relative spese, comprensive di
rivalutazione e interessi.
4. Il comune, entro il termine inderogabile di trenta giorni dalla
riscossione, provvede al versamento delle somme di cui al comma 3
in entrata del bilancio della Regione.
5. I finanziamenti concessi ai sensi del comma 1 sono aggiuntivi
rispetto alle somme eventualmente percepite ai sensi dell'articolo
32, comma 12, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n.
326; viceversa è vietato il cumulo con i finanziamenti
eventualmente erogati ai sensi dell'articolo 72 bis del decreto
legislativo 3 aprile 2006, n. 152. Resta ferma la disciplina delle
modalità di finanziamento e di realizzazione degli interventi di
demolizione o di rimozione di opere e immobili abusivi contenuta in
altre disposizioni.
6. Nei casi di mancata realizzazione degli interventi di rimozione
o di demolizione di cui al comma 1, nel termine di centottanta
giorni dall'erogazione dei finanziamenti concessi, prorogabili per
ulteriori novanta giorni, i finanziamenti stessi devono essere
restituiti, con le modalità di cui al secondo periodo del comma 4,
all'Assessorato regionale dell'economia.
7. Con decreto dell'Assessorato regionale del territorio e
dell'ambiente di concerto con l'Assessorato regionale delle
infrastrutture e della mobilità, da emanarsi entro novanta giorni
dalla data di pubblicazione della presente disposizione, è dettata
la disciplina sui criteri, sulle modalità e sulle condizioni di
finanziamento di cui al comma 1».
Gli emendamenti presentati all'articolo 23 sono tutti soppressivi
o modificativi sull'importo, pertanto invito i firmatari a
ritirarli.
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono
andato a chiedere al deputato di lungo corso Roberto Di Mauro,
perché ho detto: non vorrei fare commettere un errore ed ho
chiesto: Onorevole Di Mauro, ma 300 migliaia di euro, sono 3
miliardi? No, sono 300 mila euro Ah, allora ho letto bene.
Noi, quindi, cosa dobbiamo fare con 300 mila euro? Dobbiamo fare
le locandine per comunicare cosa vogliamo fare? Veramente, è
scandaloso questo articolo Un articolo dove dite che demolirete le
case abusive con 300 mila euro Che serietà ha questo articolo 23
Ecco perché presento l'emendamento soppressivo Perché non ha
senso questo articolo. E' un articolo che è privo di significato e
anche della sua dignità strutturale, perché con 300 mila euro che
cosa ci dobbiamo fare?
Questo articolo va soppresso
SORBELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SORBELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi stasera siamo
chiamati a votare un articolo di questo assestamento di bilancio
che prevede la demolizione di immobili nel territorio siciliano, in
diversi comuni.
Mi dispiace che non c'è l'assessore Croce, perché nella relazione
della finanziaria di quest'anno avevamo intrapreso un percorso, che
era un percorso propositivo e positivo, un percorso per la
proposizione di una norma per sanare e fare introitare alla
Regione, non fare sborsare questi 300 mila euro, ma introitare alla
Regione quella che era una non sanatoria, ma una messa a
disposizione dei cittadini siciliani, di mettere a posto tutti i
propri immobili, dove c'erano difformità minime.
Abbiamo assistito in Italia al piano casa. Abbiamo assistito, poi,
a tutta una serie di norme che salvaguardavano gli immobili per le
piccole difformità. Non stiamo riuscendo noi, mi fa piacere che c'è
presente in Aula anche il presidente della IV commissione e penso
che dovrebbe essere un impegno di tutti portare avanti una norma
affinché i siciliani, perché la stragrande maggioranza del
patrimonio immobiliare in Sicilia ha registrato, nel tempo, tutta
una serie di difformità.
Non dico sanatoria, ma mettere a posto tutti gli immobili che
hanno delle piccole difformità, in una percentuale che quest'Aula,
il Governo o l'assessore al ramo, riterrà opportuno, e cioè a dire
all'interno di quelle percentuali che prevedeva anche il piano
caso, perché non mi spiego come mai si può attivare la procedura
per il piano casa di demolizione e ricostruzione con l'aumento del
20%, mentre non si possa sanare un immobile o non si possa mettere
a posto a livello di agibilità, di abitabilità, un immobile che ha
difformità entro quella stessa percentuale, entro quegli stessi
coefficienti che prevede il piano casa.
Dovremmo, pertanto, in definitiva, mutare la norma del piano casa,
evitando la demolizione e ricostruzione, ma mettendo a posto.
Faccio un esempio: io titolare di un immobile, che ho ottenuto la
licenza edilizia e nel tempo, per ragioni anche di esigenza
familiare, di esigenza logistica, ho ampliato fino nei termini che
prevede il piano casa e oggi non posso mettere a posto l'immobile o
perché vincolate, non parlo delle zone vincolate con il divieto di
vincolo assoluto, parlo di quelle pratiche edilizie che hanno
ottenuto la concessione edilizia e che oggi non possono avere
rilasciato né il certificato di agibilità, né il certificato di
abitabilità perché in parziale difformità.
Per cui, chiedo se c'è l'impegno del Governo, se c'è l'impegno del
Presidente della IV Commissione a poter iniziare un percorso o di
iniziativa parlamentare o governativa per fare introitare la
Regione per diverse centinaia di milioni per la messa a posto degli
immobili che sono in parziale difformità e che non sono stati
realizzati totalmente abusivi.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace che
non c'è l'assessore per il territorio e l'ambiente e il Presidente,
però volevo suggerire al Governo, assessore Cracolici se può, data
la sua esperienza, intanto credo che l'articolo sia un punto di
partenza, 300 mila euro.
Vediamo se possiamo incrementare questo capitolo, pare che tutta
l'Assemblea sia d'accordo, indirizzando le risorse verso quelle
case che sono state costruite nelle zone di inedificabilità
assoluta, che è il tema in questo momento più urgente e che vede i
sindaci della nostra Sicilia, scoperti rispetto a un'azione
incisiva, giustamente devo dire, da parte della magistratura.
Se noi diamo i soldi al largo raggio ai sindaci, certamente li
metteremmo in una situazione di difficoltà perché se c'è una
graduatoria da seguire sin dall'inizio, ci sono zone di
inedificabilità assoluta, come per esempio le zone archeologiche e
le zone a ridosso di 150 mt dalla battigia, di fiumi, spiagge che
merita un'attenzione particolare, rispetto ai quali i sindaci in
questo momento sono scoperti e c'è un'attività incisiva da parte
della magistratura.
Se il Governo pone rimedio nel senso che, con un emendamento suo,
tranne che non lo voglia fare e lo facciamo noi come parlamentari,
indica le zone di inedificabilità assoluta e incrementando questo
capitolo almeno a un milione per dividere non dico ai 300 comuni,
perché fiumi e mare non sono in tutte le parti della Sicilia, ma
per potere consentire ai comuni una media di due, tre milioni e
cominciare questo percorso rispetto all'anno scorso, sapendo che
ogni anno dovremmo stanziare delle somme che, per quanto mi
riguarda, dovrebbero avere una programmazione triennale per
affrontare seriamente questo fenomeno che va assolutamente
eliminato per consentire alla Sicilia, una nuova fase urbanistica,
allora va bene.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, farò riferimento
a uno degli ultimi commi di questo articolo, il comma 6, che dice
che nei casi di mancata realizzazione degli interventi di rimozione
o di demolizione i finanziamenti stessi devono essere restituiti
con le modalità di cui al secondo periodo del comma 4. Andiamo a
prevedere con uno strumento legislativo la possibilità di erogare
queste somme che sono dedicate all'attività di demolizione di
opere e di immobili abusivi gli diamo le risorse, poi nel tempo
queste grandi risorse di 300 mila euro, poi nel tempo se l'utente
destinatario di quelle somme si dovesse verificare che non ha speso
le somme per fare l'intervento gli chiediamo la restituzione,
quindi prima gli diamo i soldi, perché siccome ce ne sono tanti,
300 mila euro e poi verifichiamo come è andata.
Allora caro Presidente della Regione assente, ancora una volta una
norma spot, così come dall'inizio, facendo la genesi di quello che
sta accadendo in questi giorni, noi abbiamo visto un Presidente
della Regione che definito avere un atteggiamento borderline
insieme a tutto il Governo, che ha mandato avanti i Parlamentari di
maggioranza a prendere impegni nel territorio, per poi arrivare in
Aula, assoggettarsi alle scelte giuste, legittime che ho già detto
essere più che legittime di stralcio da parte del Presidente
dell'Assemblea, e fare finta che tutto stesse andando per il verso
giusto.
Ora la stessa cosa con questa norma.
Allora, noi avevamo detto di salvare i provvedimenti che avevano
le caratteristiche per potere stare dentro l'assestamento di
bilancio, avevamo detto che dovevano essere garantite quelle tre,
quattro cose che attendono la spesa che afferisce la dimensione che
ormai non può essere più rinviabile, e di stralciare tutti quegli
aspetti che vanno e che dovevano andare in finanziaria.
Io non posso dimenticare quando sui sottotetti ci avete fatto la
guerra, perché sembrava che noi avevamo fatto chissà quale
provvedimento catastrofico; per poco dovevamo mettere non solo
quali manette, perché in Commissione Bilancio il centro destra
aveva portato i sottotetti. Ora voi qua ci volete far fare la
demolizione delle case, dare le risorse senza prima verificare se
ci sono le condizioni per poterle assegnare e poi, eventualmente,
restituirgliele.
Questa è una farsa per queste ragioni, e questo articolo, così
com'è è stato pensato male e non può essere votato, come non
possono essere votati la maggior parte degli articoli che ci state
costringendo a portare avanti in Aula, ha tre giorni che ci tenete
con questa schiavitù.
Basta Presidente, questo articolo va soppresso.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
intervengo perché in Commissione c'è stato un ampio dibattito su
questo articolo, sul cui intento e principio siamo tutti d'accordo;
crediamo anzi che si debba affrontare in maniera molto più seria di
come non faccia in questa occasione.
Ed io voglio fare notare solo una cosa, che questi trecentomila
euro sono per il 2016, e l'ultimo comma dice che entro 90 giorni
l'assessorato Territorio ed Ambiente deve fare il decreto per
stabilire modalità, criteri, e cose varie. Ora dico, faccio un
appello all'onestà intellettuale del Governo ed all'intelligenza
dei colleghi per capire che siamo a dicembre, ed entro 90 giorni o
anche entro 30 giorni il Governo non farà mai questo decreto.
Questa è una delle solite norme Giletti-Crocetta, e onestamente di
prestarci a questo gioco per mettersi una medaglietta magari in
vista dei prossimi appuntamenti elettorali noi non ci stiamo, siamo
per affrontare il tema in maniera molto seria, molto più seria di
quanto non faccia il Governo in questa occasione, quindi di farlo
eventualmente il prossimo anno, e con una copertura economica degna
di questo nome.
PAPALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
PAPALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei accennare ad
un'altra cosa, noi stasera dovevamo fare semplicemente un
assestamento di bilancio, questo invece, secondo me, è un punto che
dovrebbe essere discusso in una fase di nuovo bilancio, di nuova
programmazione.
Però, io ci tengo a fare rilevare che all'interno dell'assessorato
Territorio, l'ufficio Viavas non esamina pratiche da oltre due
anni, io ho dei casi da sottoporre dove hanno una sentenza del
giudice che ordina la demolizione delle case, quando l'ufficio
proponente all'interno dello stesso assessorato già ha espresso
parere favorevole, e manca l'ultimo atto finale al rilascio delle
autorizzazioni.
E' vero che si deve incrementare la repressione di determinate
attività, ma nello stesso tempo i nostri uffici non possono perdere
anni per rilasciare dei pareri ed obbligare la gente a fare gli
abusivi, quindi io voglio sottolineare che, così come è fatto non
mi sento assolutamente di votarlo, pur condividendone i principi,
ma che nello stesso tempo ci deve l'occasione per organizzare i
nostri uffici.
FAZIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non volevo
intervenire per evitare qualsiasi tipo di strumentalizzazione
sull'argomento ma, sinceramente, gli interventi che sono susseguiti
mi hanno, in qualche modo, coinvolto nella discussione.
E' stato anticipato che in IV Commissione c'è stato un ampio
dibattito sul punto e che è una norma spot non lo diciamo
semplicemente e solamente alcuni componenti della Commissione ma lo
dice lo stesso Governo.
Vorrei che l'Assessore Baccei rispondesse a una semplice domanda.
Assessore, ci troviamo dinanzi a una manovra di bilancio che,
necessariamente, va approvata entro il 30 novembre e mi faccio
un'altra domanda: se queste somme non vengono impegnate entro il 31
dicembre che fine fanno? Se, quindi, non c'è un impegno a favore di
qualche Comune - che ne farà sicuramente istanza - che fine faranno
queste somme se non confluiranno nell'avanzo dell'Amministrazione?
Che è una norma spot lo dice lo stesso Governo nel momento in cui
nell'ultimo comma mi precisa che le somme saranno disponibili
trascorsi i novanta giorni dove con decreto assessoriale verranno
indicate modalità di attribuzione ai Comuni.
Significa che siamo al 30 novembre e necessariamente bisogna che
trascorrano altri novanta giorni perché l'Assessore emani il
decreto affinché possano essere utilizzate queste somme. E più
norma spot di questa cosa c'è?
Perché è una manovra di bilancio e laddove le somme non vengono
impegnate entro il 31 dicembre confluiranno nell'avanzo
dell'Amministrazione.
L'Assessore - è giusto che si dica - in Commissione ha riferito
che trattasi semplicemente e solamente di una indicazione
preliminare, perché ovviamente nella successiva finanziaria avrebbe
fatto confluire risorse quantificate in misura superiore, bastevoli
per effettuare una serie di interventi e di demolizioni. Ma credo
che questa operazione può essere benissimo fatta nella successiva
finanziaria o, comunque, dall'anno iniziale e non in questa fase,
in questo momento dove il Governo intende coinvolgere il Parlamento
in un'azione di carattere pubblicitario ma che è semplicemente e
solamente pubblicitario, di sostanza non ha proprio nulla.
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ascoltavo con
attenzione gli interventi dei colleghi ed ho visto pure il libro
con la norma e gli emendamenti, e non ho visto nessun emendamento
che vuole aumentare le risorse in questo capitolo di spesa. Mi
riferisco a quello che c'è nel libro, non ho visto nessuna norma
che tende a migliorare
FAZIO. Non servirebbero in questa fase.
PANARELLO. No, io lo dico perché voglio esprimere la mia opinione
anche sulla qualità della nostra riscossione.
Io rispetto le posizioni di tutti, ma intanto vedo che in questo
articolo si istituisce un capitolo destinato a questo scopo e noi
sappiamo che ci sono tanti Comuni - ogni tanto lo diciamo anche in
termini polemici nei confronti della Regione - che non riescono ad
eseguire le disposizioni previste dalla Magistratura: ci sono casi
clamorosi e li conosciamo tutti.
Quindi io, per carità, capisco tutto ma penso che dal complesso
del dibattito che c'è stato possa emergere, aldilà delle
intenzioni, che appena si parla di abusivismo c'è una reazione
motivata in mille ragioni ma per segnalare che nel Parlamento ci
settori significativi che non vogliono immischiarsi con una lotta
nei confronti dell'abusivismo che, ferme restando tutte le
articolazioni, tutte le procedure, l'intervento dell'onorevole Di
Mauro dice: diamo la priorità, quindi l'onorevole Di Mauro presenti
un emendamento e dica: facciamo così o presenti un sub emendamento
Siccome si dice che si deve fare un regolamento, presenti un
ordine del giorno in cui dice che al primo posto bisogna mettere
quelli di inedificabilità assoluta, lo dico perché - colleghi - non
l'ho visto nel libro, non c'è scritto. Dopodiché, lo dico perché
penso che tanti colleghi hanno argomentato, anzi tutti hanno
argomentato in buona fede, però non sottovalutiamo l'effetto che
questi interventi hanno nel rapporto con l'opinione pubblica.
Ora, per carità, capisco che ogni singolo parlamentare si rivolge
a determinati settori, ma tutto il Parlamento poi viene giudicato
anche da questo tipo di dibattito.
Quindi, il tema del regolamento, i 90 giorni, siccome questo
assestamento di bilancio è da tre mesi nelle Commissioni, è del
tutto evidente che non è responsabilità di chi ha proposto
l'emendamento se ancora siamo a dicembre a discutere di questo; in
ogni caso si istituisce il capitolo e si dà un segnale che io
considero positivo e vorrei che tutti i colleghi riflettessero su
questo dato, anche per evitare che tutte le volte che si pongono
poi problemi per iniziativa dell'Autorità giudiziaria ognuno di noi
argomenta e discute sul perché e sul per come i Comuni non sono
aiutati adeguatamente dalla Regione.
MAGGIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAGGIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei ribaltare
quanto è stato affermato da chi sostiene che questa sia una norma
spot; io l'ho accettato proprio come una volontà, come una norma di
principio che altrimenti non poteva essere regolamentata proprio
per dimostrare che c'è la volontà forte, con la prossima
finanziaria, di andare incontro proprio a quei comuni che si
trovano in grosse difficoltà di fronte alle demolizioni che sono
state disposte su immobili che sono stati costruiti in totale
difformità, così come recita il comma 1 e che, tra l'altro, hanno
una disposizione dell'Autorità giudiziaria.
Per quanto riguarda le risorse che sono state apostate, io
proporrei addirittura, considerato che si tratta, secondo me, di
una enunciazione di principio, di ridurre l'appostamento, perché
vedo che lo stesso appostamento finanziario stride con il fatto che
entro 90 giorni, se la norma dovesse essere approvata, naturalmente
verrà definito il regolamento.
Per cui, io proporrei addirittura un appostamento di 5 mila euro,
simbolico, perché quello che conta per me, invece, è la volontà
politica che è inserita all'interno di questo articolo, che poi si
dovrà tramutare con la finanziaria con un vero finanziamento e con
un regolamento che deve davvero venire incontro ai comuni.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non volevo
intervenire perché molte delle ragioni sono già state espresse dai
colleghi che mi hanno preceduto, però l'intervento del collega
Panarello, che peraltro stimo in maniera assolutamente sincera, che
ha quasi addebitato ai colleghi di non avere presentato
emendamenti, mi ha spinto ad intervenire perché, Presidente, il
sottoscritto, in Commissione territorio e ambiente, che è la
commissione competente, aveva proposto di impinguare questo
capitolo di ben trenta milioni per dare un senso alla operazione di
puro marketing che, altrimenti, il Governo sta facendo.
E, guarda guarda, questo emendamento era stato approvato in
Commissione territorio e ambiente e la Presidente Maggio lo sa
In bilancio, evidentemente, è stato dichiarato privo di copertura
finanziaria e, quindi, è rimasto quello che è, il manifesto: la
Regione interviene per fornire i fondi ai comuni per procedere alle
demolizioni.
Vi ricordate quel battibecco tra il sindaco di Licata e il buon
governatore Crocetta in televisione, sempre da quel famoso Giletti
che tanto sta costando alla Sicilia a partire dalla famigerata
norma sull'abolizione del nome delle province e non delle province?
Siamo alle solite. Siccome si doveva dar seguito a quella norma
spot, stiamo costruendo la forma di fico. Ma noi stiamo istituendo
il capitolo . Ma, stiamo istituendo il capitolo e poi voi stessi
dite No, ma riduciamolo a cinquemila euro tanto non serve a
nulla .
Allora, dobbiamo sempre prendere in giro noi le amministrazioni
locali, i cittadini. Ma cerchiamo di essere seri C'era stata
promessa una legge sul riordino delle coste dal buon assessore
Croce, ed ancora aspettiamo. Siamo stati accusati, alcuni di noi -
il professore Fazio in prima persona, ma mi ci metto anch'io perché
su questo sono stato, assolutamente, concorde con la sua azione -
al pubblico ludibrio perché volevamo quasi consentire la ripresa
della cementificazione delle coste, quando stavamo cercando di
rimettere una pezza non ad una norma, ma ad una modifica di
interpretazione giurisprudenziale intervenuta vent'anni fa, per le
case costruite prima del 1985.
Allora, vogliamo sempre continuare a prenderci in giro? O questa
somma si apposta sin dall'inizio, con un appostamento assolutamente
consistente, o questa è la norma spot. Allora, la norma spot, dato
che siamo al primo dicembre, la rimandiamo in finanziaria. In
finanziaria mettete le somme effettivamente necessarie, perché con
trecentomila euro noi non demoliamo, non vogliamo le somme
necessarie nemmeno per demolire cinque case abusive Non cinquanta,
cinquecento o cinquemila: cinque
Allora, cinque le lasciamo al loro posto, se non prima
intraprendiamo una politica seria di vero riordino dell'assetto
urbanistico siciliano.
PRESIDENTE. A parte gli emendamenti presentati, ce n'è uno
presentato dall'onorevole Di Mauro, il 23.1.1 che prevede di
aggiungere dopo rimozione o di demolizione le parole di case
costruite in zone di in edificabilità assoluta .
L'onorevole Milazzo Giuseppe mantiene il soppressivo.
Lo pongo in votazione.
MILAZZMILAZZO GIUSEPPE. Chiedo che la votazione avvenga per
scrutinio segreto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 23.15.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 23.15.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 60
Maggioranza 30
Favorevoli 36
Contrari 22
(E' approvato)
L'articolo 23 è soppresso.
Si passa all'articolo 24. Ne do lettura:
«Articolo 24
Fondo precariato
1. Per le finalità dell'articolo 30, comma 10, della legge
regionale 28 gennaio 2014, n. 5 e successive modifiche e
integrazioni, l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 27,
comma 1, della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3 è incrementata
dell'importo di euro 1.308 migliaia di euro (Missione 15, Programma
3, Capitolo 313319)».
Si passa all'emendamento 24.1, degli onorevoli Greco Giovanni ed
altri.
Si vota per il mantenimento dell'articolo. Chi vota a favore
dell'articolo 24 resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 25. Ne do lettura:
«Articolo 25.
Oneri pregressi
1. Per la restituzione delle somme trattenute nell'esercizio
finanziario 2015 al personale dipendente della Regione dagli
emolumenti stipendiali agli stessi dovuti per disposizioni
giudiziarie di assegnazione provvisoria è autorizzata la spesa di
euro 47.298,98 per l'esercizio finanziario 2016».
L'emendamento 25.1 è inammissibile.
Pertanto si passa all'emendamento 25.2.
Si vota per il mantenimento dell'articolo. Chi vota a favore
dell'articolo 25 resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 26. Ne do lettura:
Art. 26
Abrogazioni e modifiche di norme
1. Disposizione stralciata dalla Presidenza nella seduta
d'Aula n. 385 del 28 novembre 2016.
2. Disposizione stralciata dalla Presidenza nella seduta
d'Aula n. 385 del 28 novembre 2016.
3. All'articolo 2 della legge regionale 11 agosto 2015, n. 16
dopo il comma 2 è inserito il seguente:
2 bis. Trovano applicazione le disposizioni di cui
all'articolo 13, comma 1, lettere a), a-bis) e b) del decreto
legislativo 18 dicembre 1997, n. 472 in materia di ravvedimento.
In caso di mancato ravvedimento la Regione provvede, ai sensi
dell'articolo 12 del Decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 602, sulla base delle notizie occorrenti per
l'applicazione del tributo e per l'individuazione del
proprietario del veicolo comunicate dal tenutario del pubblico
registro automobilistico all'archivio regionale della tassa
automobilistica, all'iscrizione a ruolo delle somme dovute che
costituisce accertamento per l'omesso, insufficiente o tardivo
versamento della tassa automobilistica e l'irrogazione delle
sanzioni e dei relativi accessori. .
4. Disposizione stralciata dalla Presidenza nella seduta
d'Aula n. 385 del 28 novembre 2016.
5. Disposizione stralciata dalla Presidenza nella seduta
d'Aula n. 385 del 28 novembre 2016.
6. Disposizione stralciata dalla Presidenza nella seduta
d'Aula n. 385 del 28 novembre 2016.
7. All'articolo 18, comma 1, della legge regionale 17 maggio
2016, n. 8 la parola 2016 è sostituita con la parola 2017 .
8. All'articolo 18, comma 2, della legge regionale 17 maggio
2016, n. 8 la parola 2016, è soppressa e dopo la parola
Regione sono aggiunte le seguenti: previo ripristino
dell'autorizzazione di spesa ai sensi dell'articolo 4, commi 5 e
6 della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3. .
9. Disposizione stralciata dalla Presidenza nella seduta
d'Aula n. 385 del 28 novembre 2016.
10. All'articolo 13 della legge regionale 29 settembre 2016,
n. 20, le parole per l'anno 2016 sono sostituite dalle
seguenti: per l'anno 2017 .
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, il comma 3
del presente articolo consente di accelerare i tempi di riscossione
della tassa di circolazione. Inizialmente prima di iscrivere a
ruolo la tassa di circolazione occorreva verificare che il veicolo
in effetti non fosse in circolazione e dopo di che si poteva
iscrivere a ruolo. Quindi passavano circa due anni. In questo modo,
essendo diventata tassa di possesso, quando non avviene il
pagamento si può fare direttamente l'inscrizione a ruolo. Per cui
consente di accelerare i tempi di incasso e quindi di aumentare le
entrate nel bilancio della Regione.
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
questo articolo non è altro che una specie di sanatoria perché fa
pagare due anni più uno e gli ultimi tre anni? Dovete chiamare le
cose con nome e cognome Avete accontentato un deputato della
maggioranza che ha proposto questa cosa, a parte che è una norma
ordinamentale, perché all'interno di un settore e quindi doveva
essere spedita in finanziaria, ma l'abbiamo qui e la discutiamo.
Questa norma è da bocciare, perché è una vera e propria sanatoria
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, l'ha spiegato l'Assessore per
l'economia.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, la cosa è
esattamente l'opposto di quello che dice l'onorevole Milazzo. La
sanatoria è ora. Quello che c'è ora allunga i tempi di iscrizione a
ruolo di due anni per cui non fa riscuotere le imposte; questo è
esattamente l'opposto, cioè anziché aspettare due anni ad iscrivere
a ruolo, questo era dovuto al fatto che prima era una tassa di
circolazione, per cui prima di iscrivere a ruolo bisognava
verificare se in effetti il veicolo circolava o meno, quindi non
bastava non aver pagato, bisognava verificare se circolava. Siccome
è diventata una tassa di possesso, nel momento in cui non è stata
pagata si può iscrivere direttamente a ruolo, per cui è l'opposto
di una sanatoria, quindi, se lei la boccia fa una sanatoria e
quindi esattamente l'opposto di quello che sta dicendo, onorevole
Milazzo.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
PRESIDENTE. C'è una richiesta di voto segreto sull'emendamento
26.1 a firma dell'onorevole Greco Giovanni. Il 26.1 e il 26.11 sono
identici. Si vota l'emendamento soppressivo.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 26.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indico la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento soppressivo 26.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota si preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 54
Votanti 53
Maggioranza 27
Favorevoli 16
Contrari 37
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa al comma 7. Onorevole Greco, prevede la soppressione. Lo
mantiene o lo ritira?
GRECO GIOVANNI. Lo mantengo. Chiedo che la votazione avvenga per
scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 26.2
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indico la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento soppressivo 26.2.
Chiarisco il significato del voto: chi vota si preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 55
Votanti 55
Maggioranza 28
Favorevoli 18
Contrari 37
(Non è approvato)
Gli emendamenti 26.3, 26.8, 26.4, 26,9 sono preclusi
dall'approvazione dell'articolo 18.
Si passa all'emendamento 26.5, degli onorevoli Greco Giovanni ed
altri.
DI MAURO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 26. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 12, in precedenza accantonato.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, la proposta è
quella di fermarci un attimo prima dell'articolo 12, visto che è
abbastanza impegnativo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa e riprenderà
alle ore 21.30.
(La seduta, sospesa alle ore 21.02, è ripresa alle ore 22.10)
PRESIDENTE. Si riprende l'esame dell'articolo 12.
Comunico che all'articolo 12 sono stati presentati numerosissimi
emendamenti, la gran parte sono tutti soppressivi, per cui ricordo
che quando si interviene, si interviene sia sull'articolo che sugli
emendamenti presentati per non più di cinque minuti.
Onorevoli colleghi un poco di attenzione da parte dell'Aula.
Sarebbe forse più opportuno che i singoli proponenti mi dicano
quelli che vogliono mantenere.
MILAZZO GIUSEPPE. Noi li manteniamo tutti
PRESIDENTE. Questo lo avevo capito. Poici sono ancora gli
emendamenti aggiuntivi sui quali invito il Governo o la Commissione
a fare una valutazione, per semplificare il ragionamento.
Quindi, per chiarezza, gli emendamenti soppressivi dell'intero
articolo sono mantenuti. L'onorevole Giovanni Greco non demorde.
Fuori corre voce che ci sarebbe un maxi emendamento, ma vorrei
precisare che maxi emendamento non ce n'è. Si lavora sugli
aggiuntivi. Se la Commissione vorrà fare una riflessione che ben
venga e viene portata la riflessione dell'Aula complessiva.
MILAZZO GIUSEPPE. E' filosofia
PRESIDENTE. Non è filosofia, è semplificare le procedure. Non si
approveranno cinquanta norme.
MILAZZO GIUSEPPE. Sono ansioso di vedere questo bel lavoro che
farà la Commissione Chi deciderà se sono ammissibili o meno,
l'onorevole Vinciullo?
PRESIDENTE. Il Presidente della Commissione Bilancio' non
rappresenta se stesso, onorevole Milazzo. Viene coinvolto nella
Commissione Bilancio'.
GRECO GIOVANNI. La Commissione non può decidere sui miei
emendamenti
PRESIDENTE. Lo so perfettamente però un lavoro di coordinamento me
lo può fare.
Intanto sull'articolo 12 vuole intervenire qualcuno?
ANSELMO. Bocciamolo
PRESIDENTE. Bocciamolo, dice lei?
Assessore, lei cosa pensa di fare?
Dovremmo riprendere. Lei è qua lo so, c'è il vice presidente della
Commissione, onorevole Di Giacinto.
Allora, per essere chiari, noi dobbiamo approvare in questa seduta
l'assestamento di bilancio, perché rischiamo di rendere inutile il
lavoro fatto fino adesso. In questa seduta significa che questa
seduta non avrà interruzione, ma ciò non vuol dire che noi faremo
nottata, per essere chiari. Non avrà interruzione ma non faremo
nottata, per cui decidiamo se ci dobbiamo fermare qua o dobbiamo
andare avanti.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Sull'ordine dei lavori
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, c'è
un'aria strana, già sono le 22.30 e noi manovra di notte non ne
dovevamo fare. Io dico quello che potrebbe accadere. Potrebbe
mancare il numero legale, potrebbe aprirsi un mercato delle vacche,
potrebbe cominciare a scattare voti segreti, che se viene bocciata
una norma qui rischia di succedere tutto e il contrario di tutto,
bocciare stipendi, bocciare cose imporanti.
Per quanto mi riguarda, signor Presidente, io abbandonerò i
lavori, ora tolgo il tesserino, e ritengo di avere fatto il mio
dovere, la manovra, l'assestamento è stato garantito. Questo non è,
per quanto mi riguarda, un lavoro essenziale per come si vuole
strutturare e portare avanti, quindi, per quanto mi riguarda, non
mi voglio assumere responsabilità di questo tipo su aggiuntivi,
maxi emendamenti, articoli 12.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ripeto che maxi emendamenti non ce
ne saranno. Pure io ho appreso di maxi emendamenti, ma non ce ne
saranno.
MILAZZO GIUSEPPE. Io, in tutto questo, non ci voglio entrare e non
ci entrerò.
PRESIDENTE. Sugli emendamenti aggiuntivi, se la Commissione
ritiene di fare alcune valutazioni, nessuno glielo può escludere.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, siccome io non voglio
impantanare l'Aula e qualcuno potere dire "ah, ora Milazzo blocca ,
perché questa norma, tutto l'assestamento, ha all'interno delle
cose importanti, i Comuni, i disabili, ed io ho la mia percezione
che di qui a poco non si darà uno spettacolo edificante, e per
quanto mi riguarda, liberamente toglierò il tesserino e andrò a
casa.
DI MAURO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo parlare
sull'ordine dei lavori perché, siccome questa non è la prima alla
quale partecipo, ricordo che lei ha stralciato una serie di
articoli, di commi, che, a proposito dell'articolo 12, sono stati
esaminati dalla Commissione Bilancio e sono stati approvati, sono
arrivati in Aula e lei li ha stralciati.
Adesso, lei ci presenta questo dossier che credo sia similare a
tutti i commi che lei ha ritenuto opportuno stralciare.
PRESIDENTE. Ci sono tutti i suoi emendamenti soppressivi, questi
sono i suoi emendamenti soppressivi.
DI MAURO. Non mi interessa cosa c'è. E' il metodo quello che
conta. Siccome lei ha considerato inammissibili tutti gli
emendamenti che sono diventati commi
PRESIDENTE. Questi sono gli emendamenti all'articolo 12. Sono i
soppressivi che il suo Gruppo ha presentato.
DI MAURO. Sono tutti del mio Gruppo?
PRESIDENTE. La maggior parte si, se li legga. Sono tutti
soppressivi, al comma, alla virgola, sono tutti soppressivi Li
ritirate?
DI MAURO. Certo che sono ritirati. Ma l'onorevole Greco non li
ritira.
Signor Presidente, lei poco fa è stato sollecitato dall'onorevole
Giuffrida, che le ha presentato un emendamento a firma mia,
dell'onorevole Formica ed anche dell'onorevole Fazio in cui
sollecitava, a proposito del comma 30, una integrazione attraverso
un subemendamento di quest'articolo cercando di avere la
possibilità di potere dividere la somma di duecentodiecimila euro
che sono assegnati in questa fase dell'articolo 12 ad un istituto
peraltro di diritto pubblico, assegnare parte di queste somme anche
all'Istituto Braille che è molto importante.
Lei ha detto che questo emendamento è inammissibile ed io ci credo
che sia inammissibile ma, signor Presidente, non ci possono essere
né altri emendamenti, né stralci, né maxi emendamenti, né altre
cose. Lei poco fa ha detto è inammissibile'. Quindi cerchiamo di
fare le cose per bene.
PRESIDENTE. Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 22.27, è ripresa alle ore 22.29)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevole Di Mauro, abbiamo già votato l'articolo. Mi
riservo la valutazione.
Onorevole colleghi, c'è una richiesta del vicepresidente della
Commissione di aspettare il Presidente Vinciullo, che non so che
valutazione sta facendo.
Se il Governo è d'accordo, sospendo la seduta per 10 minuti.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 22.32, è ripresa alle ore 22.39)
La seduta è ripresa.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
1264/A
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è presente il Vicepresidente della
Commissione. Si riprende, pertanto, con la trattazione
dell'articolo 12.
Gli emendamenti da pagina 1 a pagina 5 sono interamente
soppressivi dell'intero articolo. Vengono mantenuti dai rispettivi
firmatari?
GRECO GIOVANNI. Sì.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, chiedo
di intervenire considerato che continua a mancare il Presidente
della Commissione che certamente non è assente per motivi se non
quelli di scrivere qualche maxi emendamento o altra cosa, io vorrei
capire se ci sono da parte della Presidenza orientamenti diversi a
quelli che ha assunto all'inizio di questa seduta.
PRESIDENTE. Ma quali orientamenti Io ho detto che non ammetterò
nessun maxi emendamento, ed ancora lei insiste
DI MAURO. Maxi emendamento, mini emendamento
PRESIDENTE. Quindi lei, su questo, stia tranquillo. Non ce ne sono
maxi emendamenti.
DI MAURO. Le dico che il Presidente sta scrivendo degli
emendamenti.
PRESIDENTE. Io so che manca il presidente della Commissione,
dobbiamo andare avanti con i lavori. Io ho una sola esigenza:
approvare l'assestamento di bilancio entro questa seduta Per me si
può chiudere qua la seduta
Onorevoli colleghi, si passa all'esame degli emendamenti
presentati all'articolo 12, da pagina 1 a pagina 5.
Si procede con l'emendamento 12.1, degli onorevoli Greco Giovanni
ed altri, soppressivo dell'articolo 12.
Il parere della Commissione?
DI PASQUALE, vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE.. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
GRECO GIOVANNI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 12.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indico la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 12.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Presenti 37.
L'Assemblea non è in numero legale; pertanto, la seduta è rinviata
di un'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 22.42, è ripresa alle ore 23.43)
La seduta è ripresa.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Sull'ordine dei lavori
DI MAURO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, le volevo chiedere come procederemo?
PRESIDENTE. Andiamo avanti.
DI MAURO. Andiamo avanti su che cosa?
PRESIDENTE. Sull'articolo 12 è mancato il numero legale, quindi si
ritorna a votare. Qual è il punto?
DI MAURO. Siccome lei, signor Presidente, ha accennato che c'è un
malloppo di emendamenti aggiuntivi che sono soltanto di bocciatura
dell'articolo e dei vari commi, però vedo che gira un altro
malloppo di carte con spesa e con riferimenti normativi abbastanza
importanti di cui non abbiamo gli allegati delle norme, vorrei
capire quali sono quelli ammessi alla discussione.
PRESIDENTE. Non ce ne sono ammessi, stia tranquillo.
DI MAURO. Signor Presidente, sto intervenendo in merito all'ordine
dei lavori. Io ho visto, ripeto, un malloppo di emendamenti
aggiuntivi che sono di proposta di boccatura dell'articolo 12 e dei
vari commi. Poi, circola un altro malloppo di carte che sono
emendamenti di proposte di norme di legge. alcuni con copertura
finanziaria, altri senza.
PRESIDENTE. Gli emendamenti aggiuntivi non sono oggetto di
dibattito, in questo momento, in quest'Assemblea. Stia tranquillo.
DI MAURO. Sì. Ma vorrei capire come siamo combinati.
PRESIDENTE. C'è l'altra rubrica che è stata consegnata
correttamente all'onorevole Greco, che appartiene al suo Gruppo, ed
è in suo possesso, rispetto alla quale ci sarà una valutazione.
DI MAURO. Presidente, per essere chiari, ci sono due tomi di
emendamenti aggiuntivi o uno solo?
PRESIDENTE. Questi sono gli emendamenti all'articolo 12, quelli
sono gli altri aggiuntivi che ancora non sono stati ammessi. Hanno
i requisiti dell'ammissibilità perché sono passati dalle
Commissioni, anche se non sono stati esitati favorevolmente, di
questo si tratta.
DI MAURO. Signor Presidente, dato che lei mi rappresenta che ci
sono altri emendamenti aggiuntivi, che sono stati esitati dalle
Commissioni, le ricordo che su questi emendamenti non c'è la
legislazione che accompagna gli emendamenti. Può dare incarico agli
uffici di esaminarli?
Tenga conto, Presidente, che l'articolo 12 - che poi è un articolo
di tre righe con una serie di commi che trattano tutti argomenti
diversi tra di loro -, di fatto, non è un articolo, sono trentuno
articoli all'esame di quest'Assemblea.
Considerata l'ora, credo che sarebbe più opportuno un rinvio, in
prosecuzione ovviamente di questa seduta, perché esaminare trentuno
articoli come se fossero cose di poca importanza non ritengo sia
opportuno.
PRESIDENTE. Questa è una proposta di buon senso che potrebbe
essere presa in considerazione, tenendo presente che noi, senza
interrompere la seduta, in prosecuzione, dobbiamo approvarla entro
il 30 novembre.
Lei sa tecnicamente ciò a cui mi riferisco.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto
sono convinto che la richiesta fatta dal mio Capogruppo circa gli
emendamenti che ancora si devono apprezzare - così lei ha detto - e
si deve vedere se sono conformi e così via, sia giusta perché,
prima che domani si inizi di nuovo la seduta, dobbiamo averli.
Quindi, i suoi Uffici, domani, ci debbono dare questi emendamenti
perché dobbiamo leggerli ed intervenire.
Poi, sempre per collaborare, vorrei fare una proposta, se
l'Assemblea è d'accordo: approviamo l'assestamento di bilancio con
gli articoli che abbiamo approvato fino a questo minuto; stralciamo
l'articolo 12 ed il debito fuori bilancio dell'EXPO di Milano e lo
mettiamo in un disegno di legge. Così, secondo me facciamo un buon
lavoro e non abbiamo più quella premura, altrimenti, Presidente,
dica a quelli della maggioranza che noi sfrutteremo quello che ci
consente il Regolamento.
Questa non deve apparire come una minaccia, ma sto dicendo
soltanto qual è lo strumento di democrazia che abbiamo a
disposizione noi come minoranza.
SUDANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUDANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
solamente perché sono convinta che procederemo per come lei riterrà
che dobbiamo procedere.
Però, mi sembra inopportuno che gli onorevoli Di Mauro e Greco
vengano qui a dare lezioni alla maggioranza, non so di che cosa,
non so cosa pensano di volere insinuare perché, comunque, gli
aggiuntivi ci sono, sono stati fatti nelle Commissioni di merito e,
quindi, è incomprensibile il comportamento di entrambi i colleghi.
Mi dispiace che vogliano fare apparire cose che non sono e volevo
intervenire proprio per difendere non solo la maggioranza ma tutti
i deputati che hanno presentato gli emendamenti e, quindi, se lei
riterrà si tratteranno gli emendamenti stasera o si rinvieranno in
un futuro disegno di legge ma, di certo, aver fatto gli emendamenti
che sono passati nelle Commissioni non significa chissà che lavoro
sporco è stato fatto da quest'Assemblea. Chiedo di avere rispetto
per tutti i deputati senza fare insinuazioni perché qua nessuno sta
facendo lavori sporchi.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
1264/A
PRESIDENTE. Si riprende dall'emendamento 12.1, soppressivo
dell'intero articolo 12, sul quale era mancato il numero legale.
GRECO GIOVANNI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. C'è una richiesta di votazione di scrutinio segreto da
parte dell'onorevole Cancelleri, che prevale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 12.1.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per voto segreto dell'emendamento
soppressivo 12.1
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 55
Maggioranza 28
Favorevoli 24
Contrari 31
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 12.13, degli onorevoli Falcone ed altri.
GRECO GIOVANNI. Dichiaro di apporre la firma all'emendamento.
PRESIDENTE. Allora, per chiarezza dell'Aula, stiamo parlando dei
servizi SAS, della soppressione Servizi SAS. Vi enuncerò, di volta
in volta, i commi che si intendono sopprimere.
FONTANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FONTANA. Signor Presidente, stiamo avviando una votazione senza
che i parlamentari conoscano i contenuti di questo maxi
emendamento.
PRESIDENTE. Maxi emendamento? Onorevole Fontana, noi stiamo
parlando dell'articolo 12. Quale maxi emendamento? Non risulta
depositato a questa Presidenza alcun maxi emendamento.
Mi comunicano, in questo momento, che sarebbe arrivato un maxi
emendamento, anzi diversi maxi emendamenti.
Pongo in votazione l'emendamento 12.37, relativo ai Servizi SA,
riguardante i lavoratori utilizzati per le aperture dei siti
museali o archeologici.
GRECO GIOVANNI Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 12.37
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 12.37.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 36
L'Assemblea non è in numero legale.
Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa e riprenderà domani,
giovedì 1 dicembre 2016, alle ore 12.00.
(La seduta, sospesa alle ore 23.58 di mercoledì 30 novembre 2016,
è ripresa alle ore 12.31 di giovedì 1 dicembre 2016)
La seduta è ripresa.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Giuffrida, Gennuso e
D'Agostino hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Seguito della discussione del disegno di legge numero 1264/A: «
Assestamento del Bilancio di previsione per l'esercizio finanziario
2016 e per il triennio 2016/2018. Variazioni al Bilancio di
previsione per l'esercizio finanziario 2016 e per il triennio
2016/2018. Disposizioni varie .»
PRESIDENTE. Si riprende l'esame del II punto all'ordine del
giorno: Discussione del disegno di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
«Assestamento del Bilancio di previsione per l'esercizio
finanziario 2016 e per il triennio 2016/2018. Variazioni al
Bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2016 e per il
triennio 2016/2018. Disposizioni varie» (1264/A).
Invito i componenti la II Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
L'onorevole presidente della II Commissione ha da rendere una
dichiarazione. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente dell'Assemblea, Onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, assessori, comunico che gli emendamenti
contrassegnati 12.270, A.70, A.71, A.72 e TAB.8, a firma della
Commissione, sono ritirati.
Pertanto, signor Presidente, nella sua più ampia autonomia, le
chiedo di procedere con l'esame dell'articolo 12 e dei relativi
emendamenti, invitando il Governo a valutare la possibilità di
presentare emendamenti ai sensi dell'articolo 112, comma 7, del
Regolamento interno, ossia emendamenti tendenti alla rielaborazione
degli articoli, nonché degli emendamenti e dei sub emendamenti già
presentati.
Con riferimento alle norme da lei stralciate relativamente al
disegno di legge n. 1264/A, le chiedo, altresì, di valutare
l'opportunità di trasmettere le stesse alla Commissione Bilancio,
per essere esaminate, a partire dal 6 dicembre, in un apposito
disegno di legge organico, acquisito il parere delle Commissioni di
merito, oppure tenendo presente del parere già espresso.
Grazie signor Presidente.
PRESIDENTE. Spesso sembra un detto che la notte porta consiglio, è
il caso di dire che questa notte ha portato consiglio.
GRECO GIOVANNI. Ma non su questo documento, signor Presidente.
PRESIDENTE. Sono stati ritirati da parte della Commissione
Onorevoli colleghi, scusate, se gridate non possiamo andare
avanti, siamo ancora all'inizio di questa importante seduta,
intanto, se si può evitare di stare in piedi, perché non è un bello
spettacolo che si dà all'esterno.
La parola non la negherò a nessuno, anche sulle questioni
procedurali, ma mi dovete far fare il mio lavoro, perché tutto deve
essere verbalizzato.
Allora, a seguito della comunicazione del Presidente Vinciullo,
che ringrazio, perché mi sembra condivisibile dopo il gran lavoro
che tutto il Parlamento ha fatto, si dovrà procedere con l'esame
dell'articolo 12 e dei relativi emendamenti.
Questa Presidenza considererà ricevibili esclusivamente gli
emendamenti del Governo e della Commissione presentati ai sensi del
predetto comma 7 dell'articolo 112 del Regolamento interno. Mi
spiego meglio, possono essere presentati emendamenti di riscrittura
agli articoli già contenuti nell'articolo 12, non sono ammessi
altri emendamenti, gradirei che si facesse promotore il Governo in
tal senso, perché il Governo stesso nel momento in cui presenta
l'emendamento può dare la relativa copertura finanziaria.
CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
CROCETTA, Presidente della Regione. Onorevole Presidente,
onorevoli deputati, ovviamente il documento del Presidente della
Commissione bilancio, e il ritiro con l'invito che ci è stato
fatto, che è accolto, pone per noi un problema di valutazione sui
singoli emendamenti che ha bisogno di un minimo di tempo, per cui
chiedo la sospensione di un'ora della seduta, per permettere al
Governo di valutare singolarmente le questioni poste.
carica di deputato regionale dell'onorevole Francesco Riggio
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Comunicazione di decreto relativo alla sospensione di diritto
dalla carica di deputato regionale dell'onorevole Francesco Riggio
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, c'è una richiesta di sospensione
di un'ora, però abbiamo degli adempimenti in corso da fare, essendo
pervenuta una nota da parte della Presidenza del Consiglio dei
Ministri relativa alla sospensione di diritto dalla carica di
deputato regionale dell'onorevole Francesco Riggio, decreto
notificato a questa Assemblea regionale proprio questa mattina.
Invito il deputato segretario a dare lettura del decreto:
FIGUCCIA, deputato segretario:
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
VISTI gli articoli 7 e 8 del decreto legislativo 31 dicembre 2012
n. 235;
VISTA la nota del Commissariato dello Stato per la Regione
siciliana, prot. 2342 del 31 ottobre 2016 con la quale sono stati
inviati gli atti trasmessi dal Tribunale di Palermo - Sezione dei
giudici per le indagini preliminari - relativi ai fascicoli n.
14318/2013 R.G., N. 14474/2013 R.G.GIP E n. 20636/2012 R.G., n.
2388/2013 R.G.GIP a carico del Sig. Francesco RIGGIO, Deputato
regionale della Regione siciliana, ai sensi dell'articolo 8, comma
4, del decreto legislativo n. 235 del 31 dicembre 2012;
VISTA la medesima nota del Commissariato dello Stato per la
Regione siciliana, con la quale è stato inviato il dispositivo
della sentenza di condanna non definitiva n. 5146/2016. emessa il
17 ottobre 2016 dal Tribunale di Palermo - quinta sezione penale
che condanna il Sig. Francesco RIGGIO, Deputato regionale della
Regione Siciliana, alla pena di anni cinque e mesi 8 di reclusione,
all'interdizione perpetua dai pubblici uffici e all'interdizione
legale durante la espiazione della pena, dichiarato colpevole dei
reati di cui agli articoli 319 e 321 (corruzione) del codice
penale;
CONSIDERATA l'intervenuta entrata in vigore, dal 5 gennaio 2013,
del decreto legislativo 31 dicembre 2012, n. 235 che, all'articolo
8, comma 1, prevede la sospensione di diritto dalle cariche di
presidente della giunta regionale, assessore e consigliere
regionale per coloro che abbiano riportato una condanna non
definitiva per uno dei delitti indicati all'art.7, comma 1 lettere
a, b) e c), tra i quali è contemplato anche il reato di corruzione
(artt.319 e 321 c.p.);
RILEVATO pertanto, che dalla data di emanazione del dispositivo
della sentenza emessa il 17 ottobre 2016, con la quale il Sig.
Francesco RIGGIO è stato condannato alla pena di anni cinque e mesi
otto di reclusione, colpevole del reato di corruzione di cui agli
articoli 319 e 321 c.p., decorre la sospensione prevista
dall'art.8, comma 1, lettera a) del decreto legislativo 31 dicembre
2012 n. 235;
SENTITI il Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie e il
Ministro dell'Interno;
VISTO il decreto del Presidente del Presidente della Repubblica
del 10 aprile 2015 con il quale il Prof. Claudio De Vincenti è
stato nominato Sottosegretario di Stato alla Presidenza del
Consiglio dei Ministri;
VISTO il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 23
aprile 2015 con il quale il Presidente del Consiglio dei Ministri
ha conferito al Sottosegretario di Stato, Prof. Claudio De
Vincenti, tra l'altro, la delega per la firma dei decreti, degli
atti e dei provvedimenti di competenza del Presidente del Consiglio
dei Ministri;
DECRETA
con effetto a decorrere dal 17 ottobre 2016, è accertata la
sospensione del Signor Francesco Riggio dalla carica di Deputato
regionale della Regione siciliana, ai sensi degli articoli 7 e 8
del decreto legislativo 31 dicembre 2012 n. 235.
La sospensione cessa di diritto di produrre effetti, così come
previsto dall'articolo 8, commi 3 e 5, del decreto legislativo 31
dicembre 2012 n. 235.
Roma 28 novembre 2016.
p. il Presidente del Consiglio dei Ministri
Il Sottosegretario di Stato
Alla Presidenza del Consiglio dei Ministri
Prof. Claudio De Vincenti
L'Assemblea ne prende integralmente atto.
Avverto che, successivamente, si procederà all'affidamento
temporaneo delle funzioni di deputato regionale e supplente. A tal
fine la Commissione verifica poteri viene convocata alle ore 13,00
in Sala Lettura Deputati. Il deputato subentrante, cioè l'onorevole
Pino Apprendi, potrà prendere possesso delle sue funzioni in una
seduta successiva.
Ciò significa che, dopo il voto finale di questo disegno di legge
in discussione, si sospenderà e si ripartirà con una nuova seduta,
dando la possibilità al deputato onorevole Apprendi, di insediarsi.
La seduta riprenderà alle ore 14.00.
(La seduta, sospesa alle ore 12.41, è ripresa alle ore 15.14)
La seduta è ripresa.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli
Digiacomo, Nicotra e Raia.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
1264/A
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il Governo aveva chiesto tempo,
alla luce del ritiro del cosiddetto maxiemendamento da parte della
II Commissione, di riscrivere, ai sensi del Regolamento interno,
laddove possibile, alcuni articoli già portati nell'articolo 12.
Il Governo penso che illustrerà il contenuto dei singoli articoli
perché sono di riscrittura. Il Governo li ha depositati, ancora non
sono in possesso di questa Presidenza, però so che li ha
depositati. Se noi interveniamo singolarmente con un dibattito
disciplinato, voteremo singolarmente e, quindi, ognuno avrà la
possibilità di votare a favore o contro le singole norme, evitando
di fare confusione e di votare un maxi emendamento di carattere
generale.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Sull'ordine dei lavori
DI MAURO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor presidente, onorevoli colleghi, intervengo
sull'ordine dei lavori e vorrei che anche il presidente della
Regione mi ascoltasse. Ho ascoltato, con molto interesse, le cose
dette dall'onorevole Vinciullo che sono state riprese da lei.
L'onorevole Vinciullo ha detto: ritiro l'emendamento che è stato
proposto dalla Commissione, al fine di consentire all'Assemblea di
poter essere celere per l'approvazione del disegno di legge .
Io voglio dirle una cosa, signor presidente Ardizzone, in verità
ieri mi è successa una cosa: sono caduto nello spazio antistante
dove il suo collaboratore posteggia la macchina e lo invito anche,
in questo senso, a provvedere a riparare la buca ed ho battuto pure
la testa, per cui non ricordo che si sia svolta la Commissione
Bilancio ieri sera.
Pertanto, ritengo che l'emendamento che l'onorevole Vinciullo
accredita alla Commissione Bilancio sia un eufemismo, cioè sia
frutto di una valutazione errata, nel senso che c'è un emendamento,
può darsi suo, può darsi di alcuni colleghi, che viene rimesso alla
valutazione dell'Aula e che lo stesso ha ritirato.
Se tuttavia, l'onorevole Vinciullo volesse ritenere, insieme anche
agli altri componenti della Commissione, me per primo, che questo
maxi emendamento può diventare un disegno di legge con una corsia
preferenziale, nulla osta; ma dire che questo emendamento
presentato è un atto della Commissione Bilancio , mi permetto di
dire e pertanto sono costretto a correggere anche lei, signor
Presidente - a meno che io ricordi bene; ripeto, ho battuto la
testa ieri sera - ma la Commissione non si è affatto riunita. Prima
questione.
Seconda questione. Il dettato dell'articolo 12, in realtà, se
vogliamo interpretarlo adeguatamente, non è un dettato di un
articolo o di un comma o due commi. E' un dettato che, in realtà,
contiene una premessa che è il titolo dell'articolo 12,
finanziamento di legge, e poi una serie di articoli, ognuno diverso
rispetto all'altro, e che va, mi permetto di dire, lo stesso un po'
al di là di ogni singola operazione di bilancio o, comunque,
assestamento. Per questo è il titolo del disegno di legge, però
abbiamo compreso che lo sforzo del Governo, signor Presidente, era
finalizzato a dare alcune coperture di spesa ad alcuni settori
vitali dell'amministrazione regionale. Mi riferisco alla
meccanizzazione agricola; mi riferisco ai forestali; mi riferisco
ad altri settori che non ho nel foglio, ma potrei elencarli tutti.
Se il Governo, come pare che sia, intende procedere per recuperare
le cose che da un lato l'onorevole Vinciullo dice di avere
accantonato, per poi riprenderle come Governo e presentarle perché
ha facoltà di presentare emendamenti, singolarmente a tutti i
commi. Io le dico, signor Presidente, che debbono essere commi
strettamente attinenti, non possono essere norme sostanziali e
faccio un esempio. Parliamo della meccanizzazione agricola, in cui
c'è una copertura di spesa per coloro i quali da tanti anni
lavorano in questo settore.
Se si pensa di agganciare norme che riguardano l'ESA su un settore
ben specifico che è la meccanizzazione in cui c'è una questione che
riguarda soltanto il pagamento di stipendi vigenti per chi fa il
precario da circa trent'anni, per 381 giornate lavorative, credo
che non ci siamo perché noi norme sostanziale in questa sede di
variazioni di bilancio non ne possiamo fare.
Signor Presidente, la invito ad essere attento sull'esame di
questi emendamenti perché non ci troviamo dinnanzi a commi di uno
stesso articolato, mi riferisco ovviamente all'articolo 12 . Ci
troviamo dinnanzi una serie di norme che niente hanno a che vedere
col termine comma, ma sono articoli nel vero senso della parola.
Allora, non saremo disponibili a trattare, saremo disponibili a
trattare tutto ciò che il Governo, dando copertura finanziaria, e
intende correggere l'argomento che è inserito in in quel tale
comma.
PRESIDENTE. E' stato abbastanza chiaro, onorevole Di Mauro. E'
chiaro che norme sostanziali non ne possono essere introdotte. Il
Governo lo ha presentato in questo momento, gli uffici
verificheranno. Lei è un deputato esperto e può dare una mano, più
occhi non guastano in questo momento, però diamo atto che non si
tratta di un maxi emendamento perché verranno votati singolarmente
i singoli articoli. E' chiaro che è stata data una impostazione
iniziale di un articolo 12 abbastanza complesso, sono stati fatti
numerosissimi stralci, vediamo di salvare il salvabile nell'ambito
delle questioni da lei sollevate e da me condivise. Però, il
Governo ha tutta la possibilità di rielaborare e di riscrivere
articoli ed emendamenti. Certo, non si possono introdurre norme
ordinamentali.
FORMICA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sul solco delle
dichiarazioni che lei testé ha fatto, signor Presidente, va da sè
anche per cercare di fare avanzare meglio e più speditamente i
lavori d'Aula, ovviamente gli emendamenti che gli uffici stanno
esaminando nel momento in cui ci vengono distribuiti dovrebbero
essere accompagnati da un minimo di riferimento normativo,
altrimenti in quattro e quattr'otto, si rende conto Presidente.
Quindi, ci deve dare questo tempo.
PRESIDENTE. Non siamo in una fase ordinaria, siamo in fase di
approvazione e abbiamo tempi contingentati.
FORMICA. Ho detto un minimo.
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se
all'inizio di seduta lei mi avesse dato la parola io le avrei detto
che quelle comunicazioni che lei ha fatto non le poteva fare,
perché lei parlava di un emendamentone della Commissione
Bilancio falso, falso E chiedo immediatamente le dimissioni del
Presidente della Commissione Bilancio perché già dai lavori
preparatori lui è riuscito a non farci lavorare per quattro giorni.
Si deve dimettere
Quindi, le comunicazioni che lei ha fatto, secondo me, possono
restare a verbale, ma che non siano un precedente, signor
Presidente, perché noi non possiamo fare delle comunicazioni,
specialmente lei, su un documento che non esiste, su un documento
che non esiste
E sempre per fare vedere il mio senso di responsabilità e del
Gruppo, ritorno a fare la proposta, Presidente Ardizzone:
maggioranza e minoranza stralciamo l'articolo 12, stralciamo il
debito fuori bilancio dell'Expo, lo mettiamo in un disegno di legge
e lo discutiamo da mercoledì ed entro venerdì lo approviamo; ma
oggi dobbiamo fare solo ed esclusivamente tutti gli articoli che
abbiamo approvato.
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ieri sera
ci siamo riposati.
Qualche quotidiano ha riportato le mie parole se non ci mettiamo
d'accordo, se non troviamo un punto di equilibrio, togliamo i
tesserini .
Io vorrei ricordare a me stesso, certamente non replicare mai alla
stampa, la stampa deve essere libera di interpretare, ovviamente,
ciò che vuole, ma penso di essere stato chiaro quando ieri sera ho
detto, ho usato anche un termine eccessivo sicuramente, ho detto:
ci sono delle porcate che noi non condividiamo e non le vogliamo
votare .
Più chiaro di questo
Ora, però, penso, signor Presidente, che dovrei chiedere anch'io
le dimissioni del nostro amico Presidente Vinciullo che ha una
magliettina Presidente Vinciullo, finché c'è vita, c'è speranza
Lei ancora ha tutto il tempo per ritornare a svolgere un ruolo
super partes, perché ieri sera tutti i quotidiani riportano delle
sue parole eccessive soprattutto ad un Gruppo parlamentare che ha
determinato la sua Presidenza, ma tuttavia noi non abbiamo mai
esercitato, come dire, il nostro voto, quello che abbiamo reso,
cioè la sua presidenza per influenzarla, siamo stati lontani dai
banchi della Presidenza, della Commissione Bilancio e lei lo sa
Presidente Vinciullo, ma per i fatti di cronaca.
Ieri sera, ho avuto l'onore di rappresentare il Presidente
Falcone, in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari -
leggiamo il verbale della seduta precedente - ho chiesto
specificatamente visto che i giornalisti, saranno pazzi pure questi
giornalisti visto che confrontano e associano l'articolo 12 a una
nuova tabella H, io ho detto, dando anche merito agli uffici, al
Presidente dell'Assemblea regionale siciliana: ripuliamo da un
punto di vista politico l'articolo 12 .
Ci sono cose che possono essere espunte. Certamente, non dicevo di
buttare a mare gli stipendi, non dicevo di buttare a mare i
talassemici, ci sono delle cose che potevano essere espunte e alle
parole del Capogruppo Turano che con grande senso di equilibrio
aveva detto: Milazzo ha ragione , qualcuno ha detto: non dite
che ha ragione ; e siccome io ho torto, un passo biblico dice: e
fu sera e fu mattina e siamo di nuovo qua
Non ci si rende conto, è un accanimento non terapeutico, è un
accanimento politico, numerico; non ci sono i numeri, bisogna
concedere alle minoranze il fatto di potere, domani, fare una
Conferenza stampa e dire ai siciliani: gli ingordi volevano fare
asso piglia tutto . Invece, grazie al movimento di Lombardo, al
Movimento Cinque Stelle, a Forza Italia, a Cantiere popolare e
Lista Musumeci che siamo stati sentinelle, da venerdì, grazie a
noi, quando con nonchalance era venuto da noi il Vicepresidente
Venturino, e voleva incardinare tutta la manovra, certamente
leggendo la nota che il Presidente si era riservato perché gli
uffici stavano lavorando sulla compatibilità costituzionale e
regolamentare degli articoli sull'assestamento, ma riconoscere alle
minoranze che hanno lavorato con serietà. Siamo entrati nel merito
degli articoli. Non abbiamo detto non si vota questo perché lo ha
proposto Crocetta, ci siamo messi contro alcuni articoli, perché
effettivamente si può fare a meno di trattarli e quindi rinviarli
alla finanziaria.
Allora penso che i Capigruppo e non solo la Commissione
Bilancio , che deve valutare nel merito di una copertura, ma i
Capigruppo, in particolare il mio Capogruppo ha fatto rilevare che
c'erano norme tipo il museo del contadino, c'è qualche riesumazione
nell'aria, allora diciamo: lasciamo stare le camere iperbariche,
lasciamo stare sale rianimazione , questa è l'Assemblea Regionale
Siciliana, ciò che muore viene rinviato
Ora, però abbiamo un'emergenza: le province, le città
metropolitane, i dipendenti che aspettano. Faccio un appello a me
stesso, non parlo più. Mi appello al senso di responsabilità:
proponete le cose che riguardano lavoratori, bisognosi, malati che
riguardano le istituzioni pubbliche e ce ne usciamo in un batter
d'occhio.
PRESIDENTE. Siamo ancora alle discussioni preliminari, poi saranno
5 minuti per ogni parlamentare, non per Gruppo, sull'intero
articolo e sugli emendamenti, una volta che verranno distribuiti,
una volta che gli uffici verificheranno la compatibilità. Chiedo
aiuto anche ai parlamentari se avessero dei rilievi da fare di
farmelo sapere per una verifica, un confronto con gli uffici
stessi.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non voglio fare
alcuna difesa d'ufficio a favore del presidente della Commissione,
onorevole Vinciullo, ma ritengo che abbia lavorato cercando in
questi giorni, soprattutto, di creare le condizioni per una sintesi
e per dare delle variazioni di bilancio che, di fatto, rispondano
per davvero alle esigenze del territorio.
Rispetto al testo che è stato presentato dalla Commissione,
ritengo che il presidente Vinciullo abbia voluto creare le
condizioni, nell'ambito degli emendamenti che erano stati
presentati dai colleghi parlamentari, ed emendamenti non
soppressivi ma emendamenti aggiuntivi al testo, per accelerare
l'iter legislativo. Ciò non è stato possibile, quindi, ritengo che
gli emendamenti aggiuntivi dei singoli parlamentari andranno in
discussione e troveranno il conforto anche da parte del Governo.
Vorrei un chiarimento da parte del Presidente dell'Assemblea
perché, ad esempio, il sottoscritto, come altri deputati di Sicilia
Futura, ha presentato degli emendamenti aggiuntivi al testo e
gradirei che questi emendamenti siano discussi, apprezzati,
approfonditi votati o favorevolmente o negativamente, ma che l'Aula
si possa esprimere e, soprattutto, vi è un emendamento che ritengo
sia importante anche per il Governo e vorrei potere vedere se il
Governo lo ha presentato motu proprio o, di fatto, debba essere
necessaria l'iniziativa parlamentare.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sto ascoltando e
cerco di capire qual è il percorso che quest'Aula si vuole dare
perché ancora, francamente, non l'ho compreso, vi devo dire, e non
l'ho compreso perché, anche oggi, sono state dette diverse cose ma
dubbi ne sono stati chiariti pochi.
Prima cosa: si è detto che c'era un testo della Commissione, a me
non risulta che ci sia stata una riunione ufficiale della
Commissione e che la stessa abbia deliberato in tal senso, quindi,
vorrei che anche la Presidenza, in questo senso, chiarisse questa
mia incapacità di comprendere quello che è successo. Poi, è stato
detto che, forse, il Governo - ho cercato di comprendere - vorrebbe
presentare un maxi o un mini o, forse addirittura, singoli
emendamenti all'articolo 12 che come ha detto l'onorevole Di Mauro
è un articolo che non ha diversi commi ma è un articolo che
comprende tanti altri articoli, molti dei quali sono stati anche
stralciati perché non avevano attinenza con la norma, il disegno di
legge che stiamo apprezzando assestamento di bilancio'.
Vorrei richiamare la Presidenza su un fatto: ogni emendamento,
anche se lo stesso pervenisse dal Governo o dalla Commissione
Bilancio', deve avere un'attinenza rispetto al testo, rispetto
alla materia trattata e vorremmo comprendere, da qui a qualche
momento, se gli emendamenti che il Governo intende fare arrivare,
fare affluire a quest'Aula, saranno emendamenti attinenti alla
materia che stiamo trattando.
Certo, devo dire che mi sembra un po' surreale, anche il clima che
stiamo vivendo qua è un clima quasi attendista di una maggioranza
che è pronta a fare un passo avanti ma è titubante perché non ha i
numeri in Aula. Le telefonate ai vari parlamentari sono già
iniziate ma si rendono conto che se, oggi, l'opposizione uscisse da
quest'Aula, questa manovra non potrebbe essere approvata perché non
ci sono i 41 parlamentari della maggioranza.
E, allora, siamo sempre là, nel gioco delle parti, laddove un
Governo che punta il dito contro un'opposizione, che meno male che
c'è stata, perché grazie a questa opposizione abbiamo evitato
l'assalto alla diligenza, in quanto volevano trasformare una
manovra di sistemazione di conti in una manovra clientelare, una
manovra che fosse propedeutica ad una competizione elettorale e
così come a Roma il Capo del Governo nazionale sta facendo per
dopare il referendum, qualcuno forse voleva fare l'emulo e voleva
qui, in Sicilia, pensare di fare altrettanto.
Lo abbiamo scongiurato, quando il Governo ha dimostrato arroganza
lo abbiamo punito bocciando tutte quelle norme che erano
irrazionali, tutte quelle norme che andavano contro gli interessi
dei siciliani.
Signor Presidente, le chiediamo il rispetto dei lavori, il
rispetto del Regolamento e che venga bloccato ogni tipo di
tentativo o di tentazioni che il Governo o la maggioranza avessero
di inserire, all'ultimo momento, in maniera surrettizia, cose che,
invece, per l'amor di Dio, se si vogliono realizzare che si faccia
un disegno di legge collegato, con procedura di urgenza, si
manderà nelle Commissioni di merito, se passerà si manderà subito
alla Commissione Bilancio' e saremo pronti ad apprezzarlo, ad
esprimere serenamente la nostra opinione, il nostro pensiero ed a
dare il nostro apporto.
Dopodiché, però, sull'articolo 12, poiché vi sono 300 emendamenti
circa, vorremmo capire cosa dobbiamo fare, se non c'è altro da
parte del Governo andiamo a votare.
Ci sono gli emendamenti soppressivi, le norme che riteniamo non
possano essere approvate verranno bocciate, le norme che vanno
migliorate si devono migliorare; noi abbiamo emendamenti anche di
incremento di spesa, perché su alcune cose siamo come l'IRSAP,
riteniamo che alcune cose vadano incrementate, non possiamo
lasciare i lavoratori, i precari di questo ente in mezzo ad una
strada.
Noi riteniamo, altresì, che ci siano alcune norme, invece, che
servano per distribuire proventi a questo o a quell'altro. Su
queste non siamo d'accordo e non ci possiamo fare niente. Per cui,
a questo punto, chiediamo quali sono e qual è la metodologia per
continuare e quale percorso stasera, quest'Aula, vuole
intraprendere.
PRESIDENTE. Il percorso è quello previsto dal nostro Regolamento:
ai sensi dell'articolo 112, comma 7, il Governo ha la possibilità
di riscrivere emendamenti, addirittura articoli, che siano
attinenti con emendamenti, quindi, di riscrittura.
Ho chiesto l'aiuto pure ai parlamentari, è chiaro che gli Uffici
stanno verificando anche se qualcosa, in questa confusione, può
pure sfuggire. Debbo dire che rispetto ad un preannunciato
depositato, ritirato, chiamatelo come volete, ma in atto non c'è
alcun emendamento da parte della II Commissione, è stato fatto un
passo in avanti. Un passetto alla volta, siamo quasi a fine
legislatura e siamo nell'alveo del rispetto istituzionale tra i
diversi soggetti nel rispetto del Regolamento che significa
rispetto di tutti noi.
Per cui, se i singoli parlamentari che, ripeto, hanno esaminato -
anche i componenti della II Commissione - articoli che dovessero
sfuggire all'attenzione dell'Assemblea possono dare un contributo,
riferirlo e chiaramente si procederà di conseguenza, d'intesa con
il Governo. Però, già gli Uffici stanno procedendo.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Per fatto personale
VINCIULLO, presidente della Commissione bilancio. Chiedo di
parlare per fatto personale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente dell'Assemblea, signor Presidente
della Regione, Assessori, onorevoli colleghi, non risponderò ad
alcune provocazioni che ho ascoltato poco fa perché lo farò dopo in
Conferenza stampa documentando un po' di cose che qui si cerca di
celare.
Perché non rispondo? Per non inasprire i rapporti, per non creare
problemi, perché ho rispetto dei lavoratori, ho rispetto delle
ragazze e dei ragazzi diversamente abili che attendono di andare a
scuola, ho rispetto di tutti i soggetti fragili che, attraverso
questa legge, cerchiamo di rendere meno fragili.
Quindi, non risponderò alle basse insinuazioni, dirò soltanto che
la Commissione ha operato correttamente, che qualche collega
dovrebbe sapere che la Commissione, proprio perché seduta a questo
banco, è sempre operante in qualsiasi momento.
Vorrei ricordare all'onorevole Greco che la sua delega è già
ampiamente scaduta perché la delega che aveva ricevuto, in maniera
anomala, da parte del suo Capogruppo finiva nello stesso istante in
cui la Commissione ha ultimato l'approvazione del disegno di legge.
Dopodiché, ciò posto, nel ribadire la correttezza dell'operato di
questa Commissione, nel ribadire - e lo farò poi nella conferenza
stampa - che nell'emendamento che era stato presentato, tutte le
forze politiche, tranne i deputati del Movimento Cinque Stelle
erano stati ascoltate e avevano avuto il giusto riconoscimento per
le cose importanti che avevano posto.
Ciò fatto ringrazio l'onorevole Cimino per le parole che ha usato
nei miei confronti e della Commissione e mi ritengo soddisfatto
delle dichiarazioni che al momento sto rilasciando.
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE. No, onorevole Greco, non si può riaprire un dibattito.
Onorevole Greco non è stato citato il suo nome.
GRECO GIOVANNI. Ma che dice, mi ha detto che avevo una delega
anomala
PRESIDENTE. Questo non è un fatto personale. Non l'ha offesa.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Sull'ordine dei lavori
SUDANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUDANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
solamente perché leggendo la stampa di stamattina e continuando a
sentire gli interventi dei miei colleghi, ritengo che comunque sia
giusto, per quanto mi riguarda, fare la mia operazione verità, in
quanto sulla stampa di oggi si parla di 200 emendamenti di
contributi all'articolo 12, invece, sono 198 emendamenti
soppressivi e 2 emendamenti modificativi senza alcun impegno di
spesa.
Tra l'altro ascoltando l'intervento dell'onorevole Falcone, si
continua a parlare di prebende di quest'Aula e della maggioranza.
Innanzitutto, vorrei dire all'onorevole Falcone che la tabella H è
figlia dei suoi tempi e non dei nostri, che siamo a prima
legislatura, e non mi ricordo interventi con questi toni quando era
deputato delle precedenti legislature perché avevo il piacere di
guardare l'Assemblea in televisione e che, oggi, non ci sono chissà
quali tipi di spesa particolari.
Gli articoli che sono stati bocciati non erano prebende ma era
l'IVA a Trenitalia ed era l'infrazione comunitaria. Quindi, anche
questa è un'altra bugia. E ci tenevo a fare solamente questa
operazione verità perché capisco il gioco della politica ma,
ribadisco, che questo gioco fa male a tutti e, purtroppo, fa male
non solo alla maggioranza, ma anche all'opposizione. Quindi, che lo
capiscano anche i deputati di Forza Italia che continuano a
rincorrere i Cinque Stelle perché, in quel caso, la gente voterà
comunque Movimento Cinque Stelle, in quanto preferisce l'originale
a chi imita.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, ascolti, mi rivolgo a lei Presidente
dell'Assemblea, al Presidente della Regione, al Governo ed ai
deputati.
Ci sono stati, in questi giorni, parecchi richiami alla
responsabilità ed ogni giorno che trascorreva era l'ultimo giorno
per salvare qualcuno.
Se fossero stati veri tutti i proclami che avete fatto, forse a
quest'ora i siciliani sarebbero tutti morti perché i giorni sono
passati, non è accaduto nulla, questa legge non si è approvata e
l'ultimo proclama che vedeva la necessità assoluta ed urgente di
approvare il mutuo, o comunque la manovra che metteva in condizione
i comuni di approvare i bilanci attraverso il trasferimento di 65
milioni, che doveva essere approvato al massimo entro il 29
novembre, credo che oggi sia l'1 dicembre e che non sia accaduto
nulla di tutto questo.
Però, presidente Ardizzone, richiamo il suo senso di
responsabilità istituzionale, che so esistere, e richiamo, però, il
senso di responsabilità politica e di governo del Presidente della
Regione. Presidente Crocetta, questo gioco a rimpiattino - nella
speranza che, alla fine, un numero legale, più o meno
raccogliticcio, più o meno accattone si faccia -, per quanto mi
riguarda, deve finire.
Avete detto, prima, che c'era un maxi emendamento. Poi, avete
fatto dire, ieri, all'assessore Baccei che il maxi emendamento non
sarebbe stato presentato. E' stato predisposto un emendamento che
recuperava una serie di norme che erano state, legittimamente, per
quanto mi riguarda - seppur col nostro voto contrario o con la
nostra astensione in alcuni casi -, approvate dalla Commissione
Bilancio' e le avete fatte recuperare al presidente Vinciullo,
chiedendo di portare quella norma in Aula, cosicché fosse una sorta
di norma di chiusura. Anche questo vi siete rimangiati, come
maggioranza e come Governo, chiedendo al presidente Vinciullo di
ritirare anche questa norma.
Adesso, vi state presentando con una serie di emendamenti che, in
un'Aula così composita - non voglio utilizzare epiteti, quelli li
lascio alla stampa che ci sguazza grazie al vostro cattivo modo di
condurre la politica - rischiano davvero di determinare solo ed
esclusivamente, ulteriore disdoro a scapito del Parlamento.
Presidente Crocetta, dobbiamo uscire dall'imbarazzo e dobbiamo
uscire, come Parlamento per un verso, come maggioranza per un altro
verso, da questa empasse che sta diventando sempre più ridicola.
Se avete la capacità - posto che a mia memoria e secondo quello
che è il corretto rapporto tra Governo e Presidenza dell'Assemblea
- scrivete un'unica norma che metta insieme quegli articoli, quelle
disposizioni, quegli atti che volete portare a casa come Governo.
Una norma
Non vi può essere, Presidente dell'Assemblea, che rispetto ad
un'indicazione del Presidente della Regione, che firma un
emendamento, lo dichiari inammissibile se esiste un corretto
rapporto fra le istituzioni.
Dopodiché, presidente Crocetta, una norma. Questo gioco che quello
che è simpatico passa e quello che è antipatico non passa, non può
funzionare perché ci state rendendo ridicoli.
Se avete i numeri su una norma, verrà approvata, altrimenti, verrà
bocciata e abbiamo finito.
Tutto il resto, Presidente, rischia di rendere sempre più ridicolo
un percorso che è schizofrenico, incerto, ammiccante o traditore a
seconda del fatto che la norma targata Palermo o targata Catania
passi o non passi.
Rispetto a percorsi diversi, il nostro senso di responsabilità che
ci ha fatti restare in Aula mentre la maggioranza mancava, non ci
vedrà più partecipi perché noi che vogliamo che l'assestamento
passi, seppur siamo contrari sul novanta per cento delle norme,
abbiamo scelto di restare in Aula perché non pensiamo, neanche
lontanamente, di bocciare, ad esempio, ne dico due su tutte, le
norme che finanziano i comuni e che salvano le ex province.
E, allora, signor Presidente, uno scatto di orgoglio, di dignità,
di prestigio politico, il Governo si riunisca, individui le norme
che ritiene di buon senso e prioritarie, le sottoponga al vaglio
della Presidenza dell'Assemblea e le sottoponga all'Aula in
un'unica votazione. Se così è, bene, altrimenti, da questo momento
in poi, vi togliamo dall'imbarazzo, d'altronde siete 25 o 30, se
riuscirete ad approvarvela, approvatela, altrimenti, per quanto ci
riguarda, il buon senso resta per noi regola umana ma, soprattutto,
regola politica.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di dare la parola al
presidente Crocetta e all'onorevole Cancelleri, in ultimo
l'onorevole Cordaro ha fatto una proposta di lavoro, anche per
semplificare il ragionamento, se ho ben inteso, però su questo
occorrerebbe un accordo dell'Aula.
Siccome, correttamente, ha fatto un appello al Presidente
dell'Assemblea ed al Presidente della Regione evidenziando - e
obiettivamente è pur vero - le difficoltà di dichiarare
inammissibili emendamenti che vengono presentati direttamente dal
Presidente della Regione - capisco la difficoltà ad operare in tal
senso - e, addirittura, ha invitato ad un percorso di
semplificazione del ragionamento. Pertanto, se c'è un'intesa, non
intesa sulle singole cose perché, mi conoscete ormai perfettamente
e inutile che ce lo diciamo, se ci sono delle questioni che non
vanno o che possono sfuggire verranno assolutamente ritirate. In
un'unica votazione si può approvare l'articolo 12 sulla base degli
emendamenti che verranno distribuiti, ma su questo occorrerà
un'adesione da parte dell'Aula senza forzature, né da parte di
questa Presidenza, né tanto meno da parte del Governo, né tanto
meno da parte dei singoli Gruppi. Quindi, questa sarebbe una
proposta di buon senso. Ho cercato di cogliere questo dal suo
intervento, onorevole Cordaro.
È chiaro che singoli argomenti, singole questioni, singoli
contributi, pur legittimi, attenzione perché spesso si è equivocato
pure sull'atteggiamento di questa Presidenza, nessuno, non voglio
fare nomi, per carità, sono tutte richieste legittime da parte dei
singoli enti, però come abbiamo fatto riferimento alla vicenda
Corfilac che ha trovato nel mese di giugno copertura legislativa,
per altri enti non è stato. Ecco, magari, questo ci dovrebbe
permettere, essendo ormai a fine legislatura, in fase di
finanziaria, di porre i rimedi legislativi per mettere tutti nelle
condizioni di operare.
Per cui, qual è il mio intendimento? Quello di distribuire gli
emendamenti presentati dal Governo anche con i rilievi che mi fanno
gli Uffici, sostanzialmente. Se c'è una condivisione, senza aprire
grossi dibatti, si può passare avanti.
Onorevole Cimino, non mi va di ritornare sulle proposte,
l'onorevole Cordaro ha fatto una proposta che mi sembra di buon
senso. Ma non si discute sulla proposta dell'onorevole Cordaro, con
tutto il rispetto sto riassumendo io, altrimenti riapriamo un
dibattito. Io vi dico quale può essere il percorso, perché può
essere che gli Uffici stiano evidenziando qualche norma che è al
limite. Dico, per carità, al limite da un punto di vista
procedurale non dell'aspetto estetico della norma, per essere
chiari, non mi sto ritrovando norme ordinamentali. Do atto al
Governo, non mi ritrovo, fino ad adesso, norme ordinamentali che
sono di competenza delle Commissioni di merito. Ecco, questo
vogliamo prenderlo come dato positivo? Non mi trovo in questo
momento norme che elargiscono contributi. Di questo ne dobbiamo
dare atto. E allora, vediamo quello che c'è di buono nella norma,
può essere che nelle maglie, nell'interpretazione degli articoli ci
siano delle questioni che possano, in qualche modo, destare
sostanzialmente non la necessità di un'ulteriore considerazione.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, Assessori, Presidente della
Regione, colleghi, verso l'articolo 12 mi pare che le proposte di
emendamenti, supermarket degli emendamenti, insomma queste cose che
poi, alla fine, sono state ritirate erano un po' come la
riscrittura di un menu, giusto? Un menù dove tutti, in qualche
modo, avevano contribuito a scrivere una delle pietanze che
potevano esserci. Mi fa piacere che sia stato evidenziato come
l'unico Gruppo parlamentare che non abbia partecipato a questa
sorta di trascrizione di un menu sia stato il Movimento Cinque
Stelle.
Ora, è chiaro che ci troviamo di fronte a quella che dovrebbe
essere la parte finale, l'approvazione, comincio a leggere
dichiarazioni di stampa che dicono: sbrigatevi perché altrimenti
il Ragioniere generale, se non l'approviamo entro la mezzanotte di
oggi, non riuscirà a fare il mutuo per i comuni ; altre agenzie di
stampa dicono: sbrigatevi perché fra un ora l'assessore Cracolici
dovrà andare via, perché c'è il ministro Martina, quindi,
sbrigatevi , quindi, la fretta, la fretta, la fretta sempre messa
come carburante dell'automobile che deve approvare le leggi di
questo Parlamento; e la fretta ha come conducente nessuno, perché
quei banchi sono vuoti.
Ora, cosa pretendete, cosa pretende questo Governo, che ha messo
in campo tutti gli Assessori oggi, certo non c'è neanche un
deputato, almeno 4, 5 voti con quegli Assessori li possono
recuperare e che cosa fa? Viene e ci viene a dire: no ma
l'opposizione, la responsabilità, la responsabilità, non potete
lasciare i Comuni, i disabili talassemici senza i soldi , ma noi
siamo qui e siamo qui da cinque giorni e siamo qui da quattro anni
e mezzo ad aspettare che nessuno si presenti, ma non si presenta
mai nessuno, perché quei banchi sono vuoti.
Allora, il numero legale, in quest'Aula, non lo garantisce l
opposizione lo deve garantire la maggioranza, dobbiamo avere
l'assoluta e legittimità possibilità di potere esprimere il nostro
voto contrario ad un provvedimento, ma non teniamo in piedi
tavolini che non hanno già tre gambe perché l'unica gamba sulla
quale si può reggere questo tavolo non può essere quella
dell'opposizione.
CROCETTA, presidente della Regione, Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Presidente, ritengo che le
proposte che siano venute da parte dell'onorevole Cordaro, così
come il suo ragionamento, siano fortemente condivise dal Governo.
Noi abbiamo la necessità di dare una risposta immediata ai
problemi della Sicilia, questa manovra vorrei ricordare è stata
presentata dal Governo con un'asciuttezza ed un'essenzialità
persino incredibili, si è arricchita di contributi che vengono,
così come prevede la legge, dal Parlamento e vorrei ricordare che
il Governo non fa le leggi ma le propone e che è nell'autonomia del
Parlamento accettare o respingere le leggi.
Però, guardate su questo dobbiamo essere chiari, confondere anche
lì i singoli gruppi parlamentari o i singoli parlamentari, o di
Governo o di opposizione, col Governo non mi pare che sia un
ragionamento corretto.
C'è un'autonomia degli organismi, ci sono leggi che, a volte, non
quadrano - e mi pare normale, mi sembra una dialettica perfino del
pluralismo -, però, onorevole Cancelleri, glielo voglio dire,
quando voi siete i teorici dell'abolizione del voto segreto e siete
coloro che ne fanno il più ampio uso, cioè voi cosa aspettate di
essere al Governo per abolire il voto segreto, oppure questa
pratica si può cominciare ad autocensurare sin da adesso?
Noi tutti quanti diciamo che la politica è un atto di
responsabilità nei confronti dei cittadini che la devono giudicare,
è chiaro che poi i politici se magari affossassero una norma a
favore dei disabili, non voglio citare nessun caso concreto
avvenuto.
Qui è il tema Il tema non è che noi vogliamo che l'opposizione
faccia il Governo o la maggioranza. Noi vogliamo che ci sia un
patto tra maggioranza ed opposizione in cui, reciprocamente, ci si
rispetta e alcuni metodi che hanno bloccato la democrazia
parlamentare nel nostro Paese da sempre, vengono aboliti Quando
parliamo di riforma questo dovrebbe essere riforma Ma cominciamo
ad autoriformarci tutti quanti e io non voglio fare il ragionamento
nei confronti di nessuno.
L'unico ragionamento che voglio fare è questo: questo assestamento
di bilancio non autorizza le spese al Governo regionale, consente
di risolvere i problemi dei comuni, di riconoscere i debiti fuori
bilancio, non credo che anche chi aspira a governare questa Regione
sarà contento se non avrà poi un bilancio certificato perché i
debiti fuori bilancio non sono riconosciuti e avrà un bilancio in
disequilibrio. Avrebbe problemi amari.
Tema principale però è che i problemi principali e amari li
avrebbero i siciliani in questo momento; pensate se il servizio
ferroviario oggi venisse interrotto in Sicilia
Tutte queste questioni. Quindi io faccio un appello, invito al
senso di responsabilità perché questa non è l'assestamento di
bilancio del Governo, è l'assestamento di bilancio dei comuni, -
in gran parte -, questo è il problema evitare che i comuni debbano
subire conseguenze terrificanti.
Ora noi abbiamo presentato una serie di emendamenti all'articolo
12, molto essenziali sulla base della loro ammissibilità e sulla
base della copertura finanziaria così come all'articolo 56, sono
due emendamenti. Io non ho difficoltà, né a pensare a un
emendamento unificato, signor Presidente, né ad unificare la
votazione, anzi il Governo la propone persino la votazione in
blocco di tutti quegli emendamenti e la votazione in blocco
dell'articolo, per essere chiari.
E' chiaro però, che questo non apra poi la discussione della serie
non volete nel merito discutere le singole questioni perché le
singole questioni si possono discutere però io credo che sarebbe
importante che oggi, per accelerare i tempi noi votassimo.
Quando diciamo che si deve fare entro il 30 per i comuni - lo
diciamo perché i comuni avrebbero avuto il tempo di fare
l'assestamento di bilancio entro il 30 - e quindi era essenziale.
Ma nel momento in cui oggi è passato il 30, questa manovra è
diventata obbligatoria
GRECO GIOVANNI. Anche ieri ha detto così
CROCETTA, presidente della Regione. Sto dicendo un'altra cosa, è
diventata obbligatoria perché i comuni non possono rivedere i loro
bilanci e quindi se noi non copriamo quelle spese i comuni andranno
in disequilibrio, ci sono cento comuni che vanno in dissesto perché
non hanno nessuna possibilità di re-intervenire.
Qualcuno forse lo ha spiegato male ma io sto dicendo esattamente
qual era il motivo per farlo entro il 30. A questo punto o si
approva o cento comuni sono in dissesto.
Questa è la partita e voi potete metterla anche sul voto segreto,
però non pensate che di fronte
CANCELLERI. ma che voto segreto, non c'è nessuno della
maggioranza
CROCETTA, presidente della Regione. Non si preoccupi, appena si
vota ci saranno.
Ognuno si assume le responsabilità, secondo la propria coscienza e
secondo la visione alta, onore della politica. Chiaro?
Ognuno si assume la responsabilità. Il Governo ha proposto non
nuove spese, ma spesa in aiuto agli enti locali, alle fasce deboli
della popolazione, al risanamento finanziario.
Questo è il concetto. Altre spese non ce ne sono, se non sono
necessarie, per essere chiari.
Su questa spinta noi siamo pronti. Dove c'è questa condivisione -
ed è condivisa, ovviamente, dal Presidente dell'ARS - perché è
sempre il garante della costituzionalità dei procedimenti e del
rispetto dei Regolamenti e quindi anche dell'ammissibilità degli
emendamenti. Noi siamo pronti.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, io ho bisogno di verificare gli
emendamenti per distribuirli perché ogni singolo deputato, poi si
alzerà e solleverà eccezioni. Stiamo verificando.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi sono convinto che
errare è umano, perseverare è diabolico. Rispetto alla proposta
dell'onorevole Cordaro, mi pare che è la stessa, identica
iniziativa che ha tentato di fare ieri il presidente Vinciullo, e
oggi si tenta che questa proposta la possa, di fatto, definire il
Presidente della Regione.
Io sono convinto che, in questo modo, si perde soltanto tempo e
non si riesce a trovare la quadra per votare questa benedetta'
manovra perché per riuscire a definire un percorso condiviso,
significa che tutti i deputati devono essere consapevolmente
convinti di ritirare i propri emendamenti.
Se un solo deputato non ritira il proprio emendamento, di fatto,
quell'attività unica e sola di concertazione non funziona.
Ritengo che è bene condividere gli emendamenti presentati dai
deputati nel blocco degli emendamenti aggiuntivi, valutarli,
apprezzarli se favorevoli o anche contrari.
In più, voglio dire, riprendendo anche l'intervento del Presidente
della Regione che condivido pienamente sul tema assestamento dei
comuni della Sicilia, voglio ribadire come sia necessario, - come
bene ha ribadito il Presidente della Regione -, il tema del
risanamento finanziario e spero che, tra gli articoli presentati,
vi sia anche un articolo che riguarda la situazione debitoria del
comune di Lampedusa e Linosa, nei confronti di alcuni imprenditori
che hanno testimoniato il simbolo della legalità e
dell'anticorruzione in provincia di Agrigento.
Siccome questo emendamento, mi pare, che sia stato condiviso
dall'attività di conferenza di servizi della Presidenza della
Regione, con il Dipartimento delle Autonomie Locali, vorrei capire
se questo emendamento è tra gli emendamenti che presenta il Governo
o se il Governo questo emendamento pensa di presentarlo in
ulteriore manovra finanziaria, posto che la normativa
dell'assestamento di bilancio è perfettamente compatibile. Si
tratta di risanamento finanziario del comune di Lampedusa e Linosa.
Si tratta di un'iniziativa in favore della legalità e
dell'anticorruzione.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, senza volere
sindacare sugli interventi che si sono succeduti e che
proseguiranno a me pare che nella proposta dell'onorevole Cordaro
ci fosse una ragione di metodo e di accelerazione dei tempi.
Emendamenti della Commissione non ce ne sono. Non ci sono tempi
per potere verificare uno per uno gli emendamenti aggiuntivi al
testo. Non mi pare che ci siano condizioni di rispettare quello che
tutti noi qua dentro abbiamo detto: facciamo in fretta per dare i
soldi ai comuni .
A me pare, Presidente Ardizzone, che il Governo che ha scritto un
emendamento di riscrittura, lo presenti, lo si bocci o lo si
approvi.
Non credo che ci sia tempo, modo, possibilità di ridefinire una
nuova procedura rispetto al fatto che il Governo, - io ho capito
questo nelle parole del Presidente Crocetta -, che c'è un
emendamento e va discusso in blocco e in blocco si approva e in
blocco si boccia.
Alla luce anche del fatto, Presidente Ardizzone, che lei sta
rifacendo, giustamente, verificare la legittimità dell'emendamento
rispetto a violazione di norme regolamentari, ordinamentali e
costituzionali.
Per cui non possiamo aprire un dibattito, Presidente Ardizzone, su
quanti siamo d'accordo, sono d'accordo ad andare per commi che non
ci sono o viceversa perché è chiaro che perderemo un'altra serata
sulla interpretazione autentica dell'emendamento a firma del
Presidente Crocetta.
Per cui, signor Presidente, - io la prego -, ovviamente sempre
secondo il suo insindacabile giudizio, a distribuire all'Aula,
fatta la dovuta verifica, l'emendamento del Governo di riscrittura
o si approva o si boccia. Non possiamo tenere qua i parlamentari
prigionieri per giorni e giorni e giorni.
C'è un emendamento del Governo, che ha annunciato il Governo, che
la Presidenza e gli Uffici di Presidenza stanno verificando, che si
consegni al Parlamento; se deve essere bocciato andiamo alla
votazione finale, se viene approvato viene approvato. Ma farci
stare prigionieri per giorni e giorni, la procedura sta bene ma
l'interpretazione no.
O dentro o fuori.
PRESIDENTE. Onorevole Panepinto, prima di distribuire
l'emendamento ho bisogno di verificare. C'è una proposta in tal
senso. Diventate tutti esperti.
Io sto dando atto che non ci sono contribuzioni specifiche. Ci
sono diverse variazioni, ci sono delle questioni che sono state
poste. Però non possiamo neanche attribuire responsabilità agli
Uffici dell'Assemblea.
Non ci sono cose palesemente inammissibili, ho il dovere di
dirglielo questo.
PANEPINTO. Lo voteremo per intero.
PRESIDENTE. Giusto. Lo valutiamo. Tant'è che vi voglio dare il
tempo pure di verificarlo attentamente.
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, solo per comunicare che la
proposta dell'onorevole Cordaro, pur essendo una buona proposta,
lei non ha tenuto conto del fatto che io avevo fatto un'altra
proposta che mantengo, cioè di stralciare l'articolo 12, i debiti
fuori bilancio di Expo, e andiamo al voto finale su tutto quello
che noi abbiamo approvato.
Questa è la mia proposta.
PRESIDENTE. Onorevole Greco, se l'Assemblea avesse voluto
stralciare l'articolo 12 ieri avrebbe approvato - peraltro c'è
stata la votazione scrutino segreto -, avrebbe approvato
l'emendamento soppressivo. Cosa che non ha fatto, quindi non posso
adottare unilateralmente questa decisione.
GRECO GIOVANNI. Non sono d'accordo.
PRESIDENTE. Ho capito che lei non è d'accordo, stiamo verificando
che norme ordinamentali non ce ne sono per rispetto delle
Commissioni di merito.
GRECO GIOVANNI. Non sono d'accordo per una votazione unica. Non
siamo in Unione Sovietica.
PRESIDENTE. Va bene.
DI GIACINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non penso che
anche stasera dobbiamo continuare anche per tutta la sera, per poi
non arrivare a nulla come gli altri giorni.
Credo che qui il problema non è di trovare l'accordo su un singolo
emendamento, non penso proprio. Oggi si sta verificando una cosa e
qui l'Aula lo dice, che c'è uno scollamento tra il Governo e la
maggioranza che dovrebbe sostenerlo in Aula. La maggioranza che
dovrebbe sostenere questo Governo in Aula, non c'è La verità è
questa. E' un fatto politico.
E io dico, così come già detto dall'onorevole Panepinto, andiamo
avanti. C'è questo emendamento del Governo, votiamolo, se ci sono i
voti passa, se non ci sono i voti non passa. Dopo, siccome non mi
sento e lo dico da tre sere, non mi sento responsabile del disastro
rispetto ai comuni perché sì, il Parlamento regionale aveva
previsto 115 milioni e non sono stati programmati, sicuramente non
per colpa del Parlamento ma della programmazione regionale, e
quindi di una parte del Governo regionale, è bene che nessuno ci
venga a dire qua che stasera dobbiamo salvare i comuni e che c'è
chi li vuole salvare e chi li vuole buttare a mare. Li voglio
salvare e sono pronto a votare la manovra, così com'è: senza
articolo 12, con l'articolo 12, non approvato, come volete;
l'importante che noi stasera votiamo questo disegno di legge
definitivamente.
Continuo a sostenere che se io e il mio Gruppo dobbiamo continuare
a stare in Aula, o votiamo o anche noi ce ne andiamo, così la
smettiamo definitivamente
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, cinque minuti di sospensione per
un'interlocuzione con il Governo.
(La seduta, sospesa alle ore 16.18, è ripresa alle ore 16.32)
La seduta è ripresa.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
1264/A
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, avendo consultato il Governo,
rispetto agli emendamenti che provvederò a fare distribuire, questa
Presidenza ha invitato il Governo al ritiro di due emendamenti. Il
Governo ha aderito, non poteva essere diversamente, a questa
indicazione.
Detto questo, considerato che è giusto e doveroso che i colleghi
parlamentari approfondiscano il contenuto degli emendamenti
presentati che, ribadisco, non hanno contributi specifici,
individuazione specifica per enti, sotto enti, pur essendo
legittimi, anche dopo questo ulteriore stralcio che è stato fatto,
si voterà dopo ampia discussione. Ogni parlamentare potrà parlare
per cinque minuti. Siamo novanta, o quelli che siamo, per non più
di cinque minuti, sull'intero articolo e sull'emendamento, ci sarà
una votazione unica sull'articolo 12.
Quindi, invito gli Uffici a distribuire gli emendamenti presentati
dal Governo, ad eccezione del 12.272 e A73. Possono essere
distribuiti e l'Aula riprenderà alle 17.00.
Ripeto per gli assenti, dopo interlocuzione con il Governo,
vengono ritirati l'emendamento A73 e l'emendamento 12.272. Si
distribuiscono tutti gli emendamenti senza questi due, si farà una
discussione unica sull'articolo, compresi gli emendamenti, e ci
sarà una votazione unica.
L'intervento sarà, essendo materia finanziaria e dovendo, ormai,
comunque dare precisamente i tempi si voterà .
GRECO GIOVANNI. In Uganda, si fa come dice lei Lei vuole buttare,
per esigenze di maggioranza, il lavoro di un mese. Non è corretto
PRESIDENTE. No, guardi onorevole Greco. Onorevole Greco, io sono
convinto che lei, una volta che leggerà gli emendamenti, si renderà
conto com'è facile la lettura. Peraltro, gli Uffici le potranno
spiegare, anche con i riferimenti legislativi, di che cosa si
tratta.
Lei è bravo. Le posso dire, onorevole Greco, che lei già conosce
il contenuto di questi emendamenti.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi per intenderci sul
percorso che dobbiamo intraprendere. L'articolo 12 con i commi,
viene escluso e trattati soltanto questi emendamenti?
PRESIDENTE. Assolutamente no
RINALDI. Quindi, i commi che ci sono nell'articolo 12 restano nel
testo?
PRESIDENTE. Sì. Alcuni sono stati riscritti.
RINALDI. Quindi alcuni sono stati riscritti ma si procederà, lei
dice, insieme nel senso
PRESIDENTE. Certo, discussione unica e votazione unica.
RINALDI. Scusi, mi perdoni un attimo. Ma i commi che ci sono
nell'articolo 12 verranno votati tutti compresi gli emendamenti?
PRESIDENTE. Sì, in unica votazione. Gli emendamenti sono di
riscrittura. Lei, dopo che l'avrà visto, onorevole Rinaldi .
RINALDI. No, Presidente, mi perdoni, noi non siamo d'accordo
PRESIDENTE. Io prendo atto che lei non è d'accordo, già ha
manifestato disaccordo
RINALDI. Noi non siamo d'accordo ad esaminare gli articoli in
maniera complessiva.
Bisogna discutere e votare ogni singolo articolo, per quello che
ci riguarda.
PRESIDENTE. Va bene, onorevole Rinaldi, io ho compreso
RINALDI. E faccio un richiamo al Regolamento. Non si può fare
quello che state facendo.
PRESIDENTE. No, onorevole Rinaldi, io proprio in applicazione del
Regolamento lo posso fare, perché siamo in materia finanziaria. E'
stato fatto un richiamo ai termini ampi che sono decorsi. Per cui,
nessun richiamo al Regolamento ..non regge Guardi, il richiamo al
Regolamento sulla materia finanziaria non me lo potrà fare
Invito gli assistenti parlamentari a distribuire gli emendamenti
di riscrittura all'articolo 12, presentati dal Governo, ad
eccezione del 12.272 e dell'A.73.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Sull'ordine dei lavori
FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il gruppo di
Forza Italia preannuncia sub emendamenti ad ogni emendamento
presentato dal Governo. Già anche questi sono dei sub emendamenti,
ma poiché leggendo la prima pagina già è una dazione ulteriore
rispetto alle previsioni di spesa.
Vi do soltanto un dato e non vi leggo altro: da
cinquentoquarantaquattromila euro Spese per la propaganda ,
passiamo a seicentoquarantaquattromila euro Solo questo primo
foglio, per dimostrare la vergogna di un Governo scalcinato, che
non sa dove andare e che vuole utilizzare un'Aula per fare razzia
di soldi pubblici
PRESIDENTE. Va bene, onorevole Falcone. Non c'è nessuna
individuazione di alcun ente. Ma per il fatto che, sulla base di un
regolamento, si dia la possibilità di partecipare e propagandare i
prodotti siciliani, credo che non ci sia nulla di scandaloso.
RINALDI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Voi con questa
manovra, avete fatto una furbizia che nel Regolamento non è
prevista. Cioè, state salvando quegli articoli che sapete che
sarebbero stati bocciati. Quindi state vietando all'Assemblea di
poter esprimersi articolo per articolo. Questa è una violazione del
Regolamento palese che questa Presidenza sta facendo in questo
assestamento E lei lo sa meglio di me, signor Presidente. Lei ci
sta vietando di votare alcuni articoli e li vota complessivamente
per nascondere la bocciatura di altri articoli che in questo
articolo 12 , sarebbero stati sicuramente bocciati.
Vi dovete vergognare di questa conduzione.
PRESIDENTE. Va bene, lei ha anche le qualità di mago.
RINALDI. Io le qualità ce l'ho e glielo sto dicendo quali sono, e
mi dispiace che gli Uffici si stiano prestando a questa porcheria.
PRESIDENTE. No, no, no, guardi, lei da Presidente del Collegio dei
deputati Questori non può dire questo degli Uffici.
RINALDI. E io lo dico lo stesso. Non può nascondere articoli che
non devono essere approvati. Lei che è rigoroso non lo deve
permettere
PRESIDENTE. Va bene onorevole Rinaldi.
SAVONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVONA. Signor Presidente ritengo che sia in distribuzione qualche
emendamento che era forse errato. Chiedo, prima di consegnare altri
emendamenti, di voler controllare se ci sono degli errori.
Chiediamo agli Uffici se quello che hanno distribuito è quello che
è stato accettato dalla Presidenza.
PRESIDENTE. Allora, onorevoli colleghi, è ritirato l'emendamento
2.7.8 e c'è il 12.200.80. Quindi tratteremo il 12.200.80.
La seduta è sospesa fino alle ore 17.15.
(La seduta, sospesa alle ore 16.43, è ripresa alle ore 17.27)
La seduta è ripresa.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
1264/A
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si farà un dibattito unico
sull'intero articolo e sugli emendamenti. Preciso - su espressa
richiesta dell'onorevole Rinaldi, poiché non sono stato chiaro io
- che gli emendamenti soppressivi dei singoli commi rimangono in
vita, per cui l'Aula sarà chiamata a votare prima gli emendamenti
soppressivi, successivamente quelli di riscrittura.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Sull'ordine dei lavori
FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, chiedo
ulteriori 10 minuti di sospensione al fine di terminare l'esame
degli emendamenti. Si tratta di un testo molto complesso e
articolato; ci sono alcune parti dove ci sono emendamenti su norme
da lei stralciate, sulle quali vogliamo richiamare la sua
attenzione.
PRESIDENTE. La seduta è sospesa fino alle ore 17.40, senza
ulteriore proroga.
(La seduta, sospesa alle ore 17.29, è ripresa alle ore 17.42)
La seduta è ripresa
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
1264/A
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il Governo ha presentato un
subemendamento al 12.275.1 che sta per essere distribuito.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Quindi, siamo in discussione
sull'intero articolo compresi gli emendamenti. Si interviene una
sola volta. Cinque minuti. Se cronometriamo
MILAZZO GIUSEPPE. Il proponente dell'emendamento non parla?
PRESIDENTE. No, parla cinque minuti sull'intero articolo. Lei è un
parlamentare di quest'Assemblea. Lei può parlare indipendentemente
dal fatto di essere il presentatore di emendamenti. Non è che si
parla su ogni singolo emendamento. No, una sola volta. In Europa,
in tre minuti dicono tante cose.
MILAZZO GIUSEPPE. In Europa, non c'è questo Governo
PRESIDENTE. Lei parla cinque minuti. Prego, onorevole Cancelleri.
CANCELLERI. Signor Presidente, le volevo chiedere delle
delucidazioni rispetto a questi subemendamenti che ha presentato il
Governo. Credo di non sbagliare dicendo che tutto quello che è
stato bocciato in Commissione, che è stato stralciato quando, poi,
il testo dalla Commissione è arrivato in Aula sia, ai sensi
dell'articolo 111, comma 2, del nostro Regolamento interno,
inammissibile nella riproposizione. Ebbene, le dico che il comma 32
bis che viene riproposto con il subemendamento 12.276 è già un
comma, il comma 3 dell'articolo 12, che lei aveva già stralciato,
per cui, secondo me, è impossibile riproporlo. E' impacchettato in
maniera diversa ma quello è, lei lo aveva già proposto, l'aveva già
stralciato.
Il comma 32 ter del subemendamento 12.276 altro non è che
l'articolo 19 che è stato bocciato in Commissione Bilancio'.
Quindi, anche questo credo che, ai sensi del Regolamento interno,
sia improponibile.
E continuo, il 55 quinquies del subemendamento 12.280, altro non è
che l'articolo 18 che è stato bocciato in Commissione, quindi,
anche questo è improponibile
PRESIDENTE. Il fatto che siano stati bocciati in Commissione non
significa che non possano essere proposti, attenzione. Su quelli,
eventualmente, stralciati ora verificheremo se sono gli stessi o se
sono stati riscritti, ora vediamo di che si tratta, ma quelli
bocciati possono essere riproposti.
CANCELLERI. Poi, avevo un'ulteriore domanda per lei, sempre sul
subemendamento 12.280 - qua si legge sei, in realtà credo dovrebbe
essere il 55 septies - non so come lo immagina il Governo che l'ha
proposto, ma a me sembra una norma specifica non generale, cioè
diamo dei soldi ai comuni di Lampedusa e di Linosa per particolari
difficoltà'. Particolari difficoltà che stanno vivendo tantissimi
altri comuni in Sicilia.
Non mi sembra ben articolato e ben sostenuto da una relazione
tecnica che ci faccia capire qual è la diversità specifica rispetto
ad altri comuni.
Ed infine - e questa è una domanda che però faccio al Governo - il
55 sexties toglie 350 mila euro ad un contratto con le aziende di
trasporto pubblico locale extraurbano, ma a fronte di un contratto
già stipulato come si fa a togliere delle risorse? Volevo capire
come era possibile, semplicemente questo.
PRESIDENTE. Per quanto riguarda eventuali norme stralciate farò la
verifica.
Per quanto riguarda i rilievi su indicazioni specifiche sui
comuni, debbo dire che si fa riferimento a Isole minori, che hanno
una loro specificità. Probabilmente, l'aggiunta di Linosa e
Lampedusa è relativa alla questione dei rifiuti. E questa è una
possibilità che viene data per garantire proprio questo servizio,
perché le Isole minori si devono fare carico, per la loro
specificità, anche del relativo costo. C'è da dire che, per quanto
riguarda le Isole minori, addirittura le Isole Eolie hanno una nave
dedicata, a differenza delle altre isole che possono utilizzare le
navi di linea. Credo che sia questo, quindi, non è un voler
individuare. Questo è quello che mi ha chiarito il Governo. Ho
proprio posto questa questione al Governo e lo stesso mi ha
chiarito che non si tratta di un'individuazione discrezionale, ma
sono quelli e non possono essere altri comuni, proprio per questa
specificità relativa al trasporto dei rifiuti. Però, ha fatto bene
a porre la questione.
Sull' altra questione ora verifico con gli Uffici.
CANCELLERI. Però, Presidente, bisognerebbe, allora, articolare un
po' meglio l'articolo e inserire per il trasporto dei rifiuti .
PRESIDENTE. E magari questo si può inserire, se il Governo ritiene
di inserirlo.
E' iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, prendo atto che il Governo, sull'onda
anche dell'andazzo dei lavori, ha presentato emendamenti, mi
permetto di dire, ragionevoli e, in alcuni casi, credo anche
importanti. Però, mi corre l'obbligo di segnalare, soprattutto alla
sua persona, Presidente, alcune cose.
Quando noi trattiamo l'emendamento 12.280, ci sono certamente il
comma 55, il comma 55 bis ed il comma 6 - vale a dire quello sui
comuni di Lampedusa e Linosa - che vanno ad intaccare quanto
abbiamo già deciso con l'articolo 10, comma 3, allorquando abbiamo
stabilito la somma di 341.600.000,00 euro, che sono le risorse che
vanno a trasferirsi ai comuni. Quindi, questi tre commi sono commi
che, in altri tempi, avremmo indicato con di cui .
Io glielo dico, signor Presidente, perché non vorrei che, oggi, si
stabilisse un precedente che, poi, nel prosieguo ci vedrebbe nelle
condizioni di esaminare un disegno di legge, esaminare un articolo,
stabilire un importo e, nella successiva trattazione di articoli,
si andrebbe ad intaccare quell'importo che è stato stabilito
all'articolo 10, comma 3 perché le somme vanno ad incidere sui
trasferimenti dei comuni, l'articolo 55 bis ed il 6, mentre la
somma relativa a quelle che sono di Lipari, vanno ad incidere
sull'articolo 10, comma 4.
Relativamente, invece, alla questione relativa alla MT Catania, è
inutile soffermarmi. Ogni parola è superflua da parte mia, signor
Presidente Stessa cosa per l'emendamento 12.271.
PRESIDENTE. Cosa riguarda l'emendamento 12.271?
DI MAURO. Riguarda le risorse assegnate ad un articolo che
prevedeva la somma di 544 mila euro che è una somma indirizzata
verso la gestione dei prodotti agricoli, ma vale sempre il discorso
che abbiamo fatto.
L'emendamento 12.273, riguarda somme stralciate che sono le
risorse destinate agli organismi che si occupano dei corsi degli
assistenti sociali.
L'emendamento 12.274, in parte contiene un articolo che è già
stato messo da parte e c'è l'aggiunta di altri 200 mila euro.
L'emendamento 12.275, riguarda i Consorzi di bonifica - ed è una
somma importante -, Ma riguarda un articolo stralciato.
L'emendamento 12.276, riguarda articoli che lei aveva ammesso,
come sa.
Quindi, signor Presidente, voglio essere molto franco. Noi
costruiamo un precedente. O sospendiamo l'Aula per 10 minuti e
presentiamo un disegno di legge con queste cose e riuniamo
d'urgenza le Commissioni ed approviamo queste cose. E' una
soluzione
MILAZZO GIUSEPPE. Ci sono pure norme bocciate
DI MAURO. Scusi un attimo. Perché, altrimenti, andiamo a creare un
brutto precedente, per norme che, in linea di massima, possono
essere condivisibili. Penso che si possa trovare anche l'ausilio
dell'opposizione per un esame sereno che ci porti una valutazione
positiva. Ma farlo così, inserendo norme stralciate, norme per le
quali già questo Parlamento si è pronunciato destinando somme
specifiche, mi riferisco all'articolo 10, commi 4 e 3, individuando
risorse che hanno già una destinazione, mi permetto di dire che, da
parte sua, non è corretto.
PRESIDENTE. Grazie per i rilievi effettuati. Verificheremo.
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non posso
essere tenero. L'altro ieri è uscito un articolo: Ardizzone
espelle tutta la Tabella H e tutte le porcherie che erano state
messe in quel documento . Lei ha fatto il suo lavoro e ora glielo
rinfila di nuovo Lei ha stralciato il capitolo 476521 che
riguardava la MT di Catania. Lei aveva stralciato i commi 1, 2 e 3
dell'articolo 12. Perché sono rientrati? E non mi può dire che è un
altro capitolo perché l'intestatario - me ne ricordo uno - è sempre
quello; consorzio agrario, o con un articolo o con un altro
articolo, lei lo aveva stralciato Perché lo rimette
Lo sapete perché? Perché è una manovra che farà scandalo; Perché
per ora noi siamo stanchi e sicuramente usciranno tutte quelle cose
che lei ha stralciato e, in mezz'ora, le ha fatte rimettere perché,
altrimenti, queste cose non venivano più riprese
L'Iva. Si ricorda che abbiamo bocciato quell'articolo sull'Iva?
Ora, con un altro nuovo articolo lo rimette? E' sempre Iva del
Dipartimento infrastrutture
MILAZZO GIUSEPPE. Presidente Ardizzone, lei pagherà il conto
GRECO GIOVANNI. Stiamo scherzando, Presidente? Lei si fa
un'immagine meravigliosa ed ora per fare approvare, che io dico che
questa manovra si doveva approvare, entra tutto ed il contrario di
tutto .
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Solo per cinque minuti.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non ce lo
ricordi più, aspettavo il Presidente della Regione e l'assessore
Baccei. Sa perché, Presidente?
Intanto, Presidente, io le chiedo la cortesia di giocare ad armi
pari. Ad armi pari non stiamo giocando, signor Presidente. Ci sono
state dodici sospensioni tutte per riunirvi ed organizzarvi - mi
dispiace Presidente - contro di noi.
Quando si ricomincia si dice ad un deputato
GRECO GIOVANNI. Ed ora dobbiamo vedere il Presidente della Regione
che ci ride in faccia
PRESIDENTE. No, onorevole Greco. Sospendo la seduta per due
minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 17.56, è ripresa alle ore 17.58)
La seduta è ripresa.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, io non avevo parlato, dica al
quarto uomo di darmi i minuti.
Signor Presidente, dopo dodici sospensioni - c'è l'assalto al
Presidente della Regione - per organizzarvi contro le minoranze, è
ovvio che il conto lo stiamo pagando noi perché lei ad ogni
deputato dice che può parlare cinque minuti, a fronte di sei giorni
di rinvio.
Va bene, le regole sono queste.
Presidente Crocetta - assessore Baccei la prego di seguirmi -
prendiamo atto che qui ci sono due governi perché ieri l'assessore
Baccei - e confermato dal Presidente dell'Assemblea - ha detto che
il Governo si impegna, non sarà presentato alcun emendamento.
Presidente Crocetta, non avete più nemmeno faccia, non potete
avere il coraggio di guardarci in faccia, non siete nemmeno
credibili in questo, le manderò la registrazione di un componente
del suo Governo, lo stesso Governo che ha dato via libera alla
manovra in Commissione Bilancio' e che lei ha sconfessato ed ora
ripropone.
Le norme sconfessate le sta riproponendo per mano sua. Ed il
Presidente dell'Assemblea è distratto, alcune sono state bocciate,
alcune sono state stralciate, altre non dovrebbero essere ammesse e
siamo qua.
Ma come, l'appello che abbiamo fatto, invito tutti al senso di
responsabilità
Dovevate ripulire l'articolo 12, ripulirlo non aggiungere, forse
ci siamo spiegati male, ripulirlo non aggiungere ed avete aggiunto
Dovevate togliere le cose che andavano tolte, garantire i
talassemici, gli stipendi e procedere al voto.
Questo è buon senso, non ci sto girando o parlando, dicendo o non
dicendo.
Dovevate ripulire l'articolo 12 per consegnare la manovra ai
siciliani e vi impantanate qua.
E la proposta dell'onorevole Cordaro? Fate un'unica proposta, ha
detto. Ci avete sommerso di emendamenti.
Ci sono quattro, cinque riscritture e fiumi di denaro, fiumi di
denaro; avete aumentato i trasferimenti nei capitoli. E' agli atti,
presidente Vinciullo, non faccia il sorpreso, ora appena ci
arriveremo si vedrà.
Siccome qua regna la dittatura ed il presidente Ardizzone ci sta
facendo parlare soltanto cinque minuti su una finanziaria - perché
l'articolo 12 è diventata una finanziaria. C'è dagli Appennini alle
Ande: tutti gli enti strumentarli, tutti i lavoratori. Come si fa
a parlare solo cinque minuti su tutte le cose che ci sono infilate?
Siete voi che non dovete entrare nel merito delle cose perché
andando avanti, Presidente Crocetta, non potendomi confrontare in
modo corretto, proporzionato, - perché voi scendete con i carri
armati -, io cosa farò là, mi dispiace, voti segreti e voti
contrari, e voi - anche sugli stipendi - quando io voterò contro,
non potrete dire che sono irresponsabile perché se ci tenevate a
garantire i lavoratori voi dovevate fare un passo indietro
CROCETTA, presidente della Regione. Abbiamo la colpa di volere
aiutare i lavoratori.
MILAZZO GIUSEPPE. Se io potessi determinare la mancanza del numero
legale me ne andrei E lei la faccia ce la dovrebbe mettere che è
da venerdì siete qua a prenderci in giro, che ci tenete ai Comuni
Lei non ci tiene ai Comuni. Lei è la distruzione dei Comuni Li ha
portati alla miseria. Li avete fatti dissestare ed ora cercate di
aiutarli, come le province.
Il mancato trasferimento c'è perché avete raccontato che le
province non ci sono più, e invece, ci sono e li portate ogni due
mesi una legge sulle province.
Spero che la stampa ascolti la verità e non faccia di questo
Parlamento una sola cosa. C'è una distinzione. C'è gente che ci
mette l'anima. Io non mi sono prestato a infilare' niente,
Presidente Crocetta, vi sfido uno ad uno. Non ho infilato' niente,
non ho bisogno dei vostri favori perché al di là dei favori miseri
verrete travolti. State costruendo uno steccato e un'onda anomala
che vi travolgerà. Mi càlano a tiesta , ma vi travolgeranno.
Gliel' ho detto in siciliano, in Trentino non ci capiscono, ma qua
ci capiscono.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori Assessori.
Presidente le volevo chiedere, a parte questi emendamenti che,
diciamo, di riscrittura che hanno aumentato di parecchio i capitali
che già erano stati incrementati nel vecchio articolo 12, ma le
volevo chiedere c'è un emendamento aggiuntivo che è questo:
All'articolo 12 è aggiunto il seguente comma: per finanziare
l'articolo 9 ..etc, etc., c'è il capitolo 273707 che viene
incrementato di 8 milioni e 400 mila. Noi ieri abbiamo bocciato un
emendamento quasi dello stesso importo che era 8.399.000,00 che
invece riguardava il capito 273708. Cioè, praticamente è una sorta
di presa in giro a questa Aula da parte del Governo che tenta di
mascherare un articolo bocciato che era quello sull'IVA dei
trasporti e che tenta di inserirlo nuovamente attraverso questo
articolo, facendo una variazione subito dopo. Quindi capisco che il
Governo le tenta tutte, però prenderci in giro così è veramente
ridicolo.
Le volevo chiedere, c'è un altro emendamento che è stato aggiunto
e che è il 32bis che riguarda il Consorzio agrario di Palermo con
200 migliaia di euro. E' lo stesso emendamento che abbiamo bocciato
ieri. Quindi, credo che questi due importi debbano essere
stralciati.
PRESIDENTE. Gli Uffici mi evidenziano che era, eventualmente, non
un capitolo bocciato, non mi sto riferendo alla questione delle
Ferrovie, no, l'ultimo sul Consorzio agrario .
GRECO GIOVANNI. L'Ha stralciato lei L'ha stralciato lei
PRESIDENTE. Sì stralciato, ma adesso c'è un emendamento che fa
riferimento a un capitolo diverso, con un importo diverso.
GRECO GIOVANNI. Ma è stato stralciato.
PRESIDENTE. Va bene. Il Governo ha modificato.
Per quanto riguarda la questione più volte sollevata sia
dall'onorevole Cancelleri che dall'onorevole Rinaldi, già questa
Presidenza si è posta il problema della questione della bocciatura
dell'emendamento che riguardava l'IVA, non c'è alcun richiamo al
pagamento dell'IVA.
E' un altro capitolo, un altro importo - almeno ritengo che sia un
altro capitolo.
Il Governo si è posto in questo momento l'esigenza di garantire un
servizio, questo mi sembra che prevalga su ogni altra discussione,
anche procedurale, vista l'importanza e la valenza dell'argomento.
Presidente Crocetta, lei era assente, nel suo intervento
l'onorevole Cancelleri ha evidenziato l'esigenza di inserire
nell'emendamento che riguarda l'individuazione di Lampedusa e
Linosa per trasporto di rifiuti.Mi sembra corretto inserire questa
dicitura così come per le Isole Eolie altrimenti sembrerebbe un
intervento discrezionale ad uno dei tanti comuni. C'è invece una
specifica destinazione.
Credo che il Governo si dovrebbe fare promotore di un sub
emendamento per chiarimento su questa cosa.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lombardo. Ne ha
facoltà.
LOMBARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non voglio e
cercherò di non esasperare questo intervento anche perché credo non
sia il caso di esasperare e aggravare ulteriormente la condizione
nella quale questo Parlamento è chiamato ad esprimersi e a
legiferare.
Faccio però alcune riflessioni, signor Presidente, che penso
riguardino soprattutto la sua Presidenza e la Presidenza della
Regione.
Questo assestamento, da norma tecnica che doveva contribuire a
definire alcune regolamentazioni contabili, penso si stia
tramutando in una delle pagine tristi di questa legislatura che -
ahimè - sono state tante. Ogni volta che se ne presenta una nuova
infatti ci diciamo tra noi che potrebbe essere l'ultima ma,
puntualmente, si presenta l'occasione per smentire la riflessione
appena fatta.
Questo ragionamento, signor Presidente, glielo pongo anche perché
il problema è tutto di matrice politica all'interno di questo
assestamento. Lo hanno detto anche alcuni colleghi che mi hanno
preceduto.
C'è un problema palese all'interno della maggioranza.
Prima anche il Presidente della Regione ha cercato di affermare un
principio secondo cui non vi sarebbe stata nessuna forma di ricatto
e che non si sarebbe prestato a nessun tipo di operazione per fare
approvare questa manovra tecnica.
L'opposizione si è espressa con diversi deputati - anche del mio
Gruppo, Presidente - a cercare di mantenere la denominazione di
manovra tecnica, cercando di tagliare delle contribuzioni ritenute
anomale, - non da me -, ma da lei, Presidente Ardizzone e dal
Presidente della Regione, salvo poi rifiutare questo nostro invito
che è un continuum all'interno di quest'Assemblea.
Più volte vari settori dell'opposizione, fin dalla data della sua
elezione, le hanno lanciato un salvagente affermando che questa
legislatura è nata morta e sarebbe proseguita su binari che
avrebbero condotto a gravi danni, per questa legislatura, e per
questa azione politica.
Puntualmente non si è voluta cogliere questa occasione ma si è
voluto proseguire su una trattativa politica più o meno trasparente
all'interno degli atti legislativi di questo Parlamento.
E', come dire, un vizio sempre perpetrato all'interno di questa
legislatura.
Il problema, cari colleghi, è un problema che riveste un po'
questo mix tra moralismo e opportunismo che ha caratterizzato
questa legislatura e che caratterizza anche questo assestamento.
Perché? Da cosa è stato preceduto questo assestamento? E' stato
preceduto da due articoli di giornale pubblicati domenica sul
Giornale di Sicilia dove il Presidente Ardizzone ha affermato,
testualmente, che questa manovra di assestamento si era trasformata
in altro e che andava cassata in diverse sue parti, e quindi infine
il Presidente Ardizzone ha affermato che il Governo si deve
presentare in Aula con una proposta di assestamento che abbia
carattere tecnico e dia certezza ai Comuni.
Tutte le altre questioni, seppur nobili, - e molte di esse
certamente sono nobili -, saranno invece affrontate in finanziaria,
e diffido il Governo a presentarla subito ponendo un grave problema
di carattere economico-finanziario per la Regione, perché ha
affermato, giustamente, il Presidente Ardizzone che non si ha
notizia della legge di stabilità, e ha posto un problema su quali
ripercussioni ha avuto l'accordo che è stato subìto da questo
Parlamento qualche mese addietro e che forse non ha erogato,
generato quelle utilità di cui tanto la maggioranza si è vantata.
Quindi, ha posto un problema politico importante e subito dopo ha
posto un problema tecnico rilevante, entrambi svaniti all'interno
di questa discussione.
Ma poi io faccio fede alle parole del Presidente della Regione,
perché credo nella sua buona fede e nella sua voglia di migliorare
questa Regione quando ha detto chiaramente, in un'altra intervista
sempre al Giornale di Sicilia, di lunedì, che questo assestamento
era un insieme di contributi a pioggia e che non si poteva
difendere una legge simile, affermando che i deputati, i deputati,
cioè noi, voi, hanno trasformato la legge tecnica di assestamento
di bilancio in una finanziaria.
Ora veda, Presidente Ardizzone, a noi tutte queste considerazioni,
siccome ormai si gioca tra stampa e Aula, e vedo degli emendamenti
firmati purtroppo dal Presidente della Regione, vedo norme che lei
ha stralciato, vedo principi di finanziaria che giustamente lei ha
detto andranno inseriti in finanziaria, e mi vedo, dopo quattro
giorni di discussione, inseriti in maxi emendamenti norme che
stanziano norme per il turismo, per i prodotti tipici
dell'agricoltura, stanziamenti di qualunque tipo all'interno di
queste norme, io penso davvero che si sia superato ogni limite.
Io mi affido davvero a lei senza voler fare polemiche, perché
ripeto, saranno tematiche da discutere, spero a breve, all'interno
di una legge di stabilità, ma ridurre il Parlamento a fare norme
tecniche quando conviene, e norme invece di distribuzione di
contributi o di altra natura quando non conviene, a me sembra una
questione che abbia superato ogni decenza.
PRESIDENTE. Onorevole Lombardo, la ringrazio per avere richiamato
i miei interventi nel corso di questi giorni. Certamente non
avendo, - devo rilevare -, riferimenti specifici a debiti
specifici da fare su singole norme, ha fatto riferimento a quelle
due norme proprio che sono state tenute in piedi, proprio perché
sono generiche ed astratte.
Il movimento turistico, così com'è stato definito, c'era e
continua ad esserci perché non ci sono specifiche individuazioni, e
la questione dei prodotti.
Quindi, c'era e c'è. Questa è proprio l'evidenza che gli
interventi, che ci stanno tutti, però non avendo un riscontro
provato, alla fine naufragano come questioni solo di polemica
politica che obiettivamente non interessano ai siciliani.
Però, devo dare atto a quest'Aula, tutta, indistintamente, che
finalmente abbiamo messo i soldi, attraverso un mutuo, per i Comuni
e questo mi sembra sia il dato più importante. Però, il merito è di
tutta l'Aula.
Ribadisco l'esigenza che il Governo presenti al più presto la
legge di stabilità, però stia tranquillo che interventi specifici
non ce ne sono, tant'è che lei non li ha potuti richiamare, guardi.
Non li ha potuti richiamare.
Il suo Capogruppo ha fatto un intervento, dal mio punto di vista
apprezzabile, perché ha premesso, - pur condivisibili -, pur
condivisibili gli emendamenti inseriti dal Governo, però ci
sarebbe . Guardiamo il bicchiere mezzo pieno perché stiamo facendo
gli interessi veramente dei siciliani. Così è onorevole Di Mauro.
E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, su queste ultime considerazioni
legate a questo appello, al senso di responsabilità che lei ha
fatto e che effettivamente è stato accolto dall'Aula, perché c'è
stato un momento in cui i parlamentari tutti di fronte ai temi dei
comuni, delle ex province, della disabilità, ma soprattutto
rispetto all'idea che rischiavamo di non dare le risorse ai
comuni, ha persino valutato l'idea di questo mutuo. E
trasversalmente questa cosa è passata per l'intera Aula, ma il
problema è, Presidente Ardizzone, questi soldi che servono, e
rispetto ai quali noi stiamo lanciando l'ipotesi del mutuo, stanno
andando veramente ai comuni o sono distribuiti nei vari commi
dell'articolo 12, creando una serie di prebende?
All'articolo 12, ad esempio, si fa riferimento, per il capitolo
273707, a 8 milioni 400 mila euro; all'articolo 12, comma 13, ad
esempio, si passa da 544 migliaia a 644 migliaia, e così ancora, al
comma 23 dell'articolo 12 si aggiungono altri 2200 migliaia di euro
per l'anno 2016; così ancora al comma 28 dell'articolo 12 si
aggiungono altre 200 migliaia di euro; e così ancora al comma 31
dell'articolo 12 si aggiungono altre 100 migliaia di euro; e così
ancora al comma 32 dell'articolo 12 si aggiungono altri 350
migliaia di euro.
E allora il problema è che con senso di responsabilità quest'Aula
è stata chiamata ad andare incontro ai comuni, con senso di
responsabilità quest'Aula sì era disposta persino a fare il mutuo,
ma per salvare i comuni, non per distribuire queste somme a destra
e a manca, mentre in questi quattro anni sono venuti ad implorarvi
lavoratori per evitare di essere licenziati Ricordate la
finanziaria del COINRES, la finanziaria degli sportelli
multifunzionali, la finanziaria della formazione professionale, la
finanziaria dei PIP, la finanziaria di Sviluppo Italia, tutti quei
provvedimenti con i quali dovevamo andare incontro alle esigenze di
gente che stava per essere licenziata? Ora a queste persone diciamo
che stiamo facendo il mutuo e con queste migliaia di euro stiamo,
alla fine, sperperando somme?
Presidente dell'Assemblea, noi avevamo accettato, all'inizio le ho
persino fatto i complimenti, rispetto al fatto che aveva
addirittura conquistato la platea.
Oggi, però, c'è una fotografia da fare, col Presidente della
Regione si è arrivati a un accordo, un accordo che evidentemente
coinvolge buona parte di questa maggioranza che oggi è in Aula, che
lascia scontenta l'altra parte che non viene, perché evidentemente
gli accordi sono fatti tra pochi, tra troppo pochi, e per questa
ragione, noi pensiamo, signor Presidente, che bisogna ritornare al
nocciolo dei provvedimenti, garantire gli stipendi, creare le
condizioni per lo sviluppo.
Oddio se avessi visto in questo assestamento di bilancio un euro
stanziato per opportunità vere in settori strategici per lo
sviluppo della Sicilia, a passare non dalle mance per il movimento
turistico, a provvedimenti seri per creare turismo in Sicilia, a
partire da questo 2017 che è l'anno europeo del turismo
sostenibile, e che voi invece pensate di affrontare ancora una
volta, per l'ennesima volta, in chiave assolutamente
assistenzialistica. La verità è che invece queste somme servono
soltanto per andare ad ingrassare le tasche di alcuni riferimenti,
che evidentemente vengono, in questa maniera, accontentati senza
passare da una fotografia vera dei bisogni della gente.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Formica. Ne ha
facoltà.
FORMICA. Onorevole Presidente, non so da dove devo cominciare.
Dall'ennesima dimostrazione di una maggioranza che non c'è e che,
finora, ha provocato immensi danni a questa Terra, o dal conflitto
istituzionale che si appalesa, sempre di più, tra il Parlamento, o
almeno i suoi rappresentanti ed il suo rappresentante massimo, cioè
lei, ed il Governo, oppure dalla banale ed amara constatazione
che noi abbiamo perso una settimana di duro lavoro, giorno e notte,
in questo Parlamento, dando credito, purtroppo, a chi sostiene, per
le scelte che sono state operate, che questo Parlamento è inutile.
E perché questo Parlamento rischia di essere inutile o, al massimo,
un passacarte senza possibilità di intervento?
Perché veda, signor Presidente, è come se, con le decisioni che
sono state prese dalla Presidenza su questo disegno legge ci fosse
stato un arbitro che ha consentito il goal del Governo e nel
momento in cui il Parlamento stava pareggiando ha preso la palla ed
è scappato via.
Ora mi spiego meglio. Mi riferisco al fatto che tante delle
fibrillazioni che sono successe in quest'Aula, in questi giorni,
sono dovute a scelte, perché se si partiva dalla constatazione che
era un assestamento di bilancio, e che solo l'assestamento di
bilancio bisognava fare, io credo che molto prima del 30 novembre
questa norma sarebbe stata approvata.
Nel momento in cui è diventato un disegno di legge ibrido, ed
ibrido con una mano lunga e l'altra corta, - perché voglio
ricordare ai tanti detrattori che, anche sulla stampa, parlano di
mancette, di interventi dei parlamentari -, voglio ricordare che in
un sistema democratico le leggi le fanno i parlamentari, perché se
così non fosse lasciamo la possibilità di fare le leggi al Governo
che fa ordinanze, emette ordinanze e queste ordinanze si applicano.
Ancora così non é. E se ancora così non è, quello che è accaduto
in questi quattro giorni è un fatto molto grave. Ed io non oso
pensare, se siamo sullo stesso crinale, cosa accadrà per l'ultima
finanziaria che ci appresteremo, prima o poi ad approvare, non
oso, appunto, pensare cosa accadrà, pensando e riflettendo che si
tratta dell'ultima finanziaria di questa disastrosa legislatura e,
quindi, lascio immaginare a tutti cosa ci sarà.
E, quindi, ci vuole un atteggiamento da parte della Presidenza che
non sia un atteggiamento ondivago, che non sia un atteggiamento di
questo sì o quello no , ma questo è possibile ed è giusto ,
questo non è possibile e non si fa , perché altrimenti saremmo in
una situazione drammatica.
Ora, sulle altre discussioni finali, che riassumono un po' quello
che abbiamo detto in tutti questi giorni, non vi era dubbio che
questo assestamento e variazioni, potevamo chiuderlo già duegiorni
fa.
Si chiudeva con gli articoli approvati e l'avremmo chiusa lì.
Nel momento in cui si è trascinata l'agonia, sapendo tutti che,
nonostante un Governo e, soprattutto, una maggioranza disastrosa,
noi dobbiamo, per senso di responsabilità, approvare questa
manovra. Lo dobbiamo ai comuni, lo dobbiamo ai precari, lo dobbiamo
a tutti coloro che aspettano lo stipendio, le province, tutti
coloro che aspettano i provvedimenti assolutamente indispensabili.
E' inutile che ci prendiamo in giro perché il Parlamento è fatto
anche di responsabilità.
La discussione a questo punto, - è vero, è vero il Presidente
alla fine è stato costretto, il Presidente dell'ARS a reinserire
norme che erano state stralciate -.
Qualche norma, qualche altra che era stata bocciata e che poi
facendo prevalere il senso di responsabilità che emerso anche dal
dibattito, ha inserito nuovamente dentro.
Però, alla fine se si tratta solo dell'IVA per le Ferrovie, io non
mi scandalizzo più di tanto o se si tratta di fare pagare qualche
stipendio. Lo scandalo è stato all'inizio, quando è stato
cancellato il Parlamento. Quello è stato il vero scandalo Dopo di
che, chiudiamola. E' inutile che ci trasciniamo in questo
stillicidio di proteste, che ci piangiamo addosso, è perfettamente
inutile perché tutti sappiamo che dobbiamo esitare quel senso di
responsabilità in questa manovra.
Quindi finiamola, lo sappiamo che non c'è la maggioranza. E' da
quattro anni e mezzo che non c'è la maggioranza. La maggioranza è a
provvedimenti alterni. Se mi dai questa cosa sono in Aula, se
questa cosa non c'è, non vengo in Aula. Lo hanno capito tutti
oramai. Non è un fatto di oggi e finisco, Presidente. Non c'è la
maggioranza. E' una maggioranza raccogliticcia' che si è formata
dopo l'elezione e che risponde ad interessi di parte e quando gli
interessi vengono meno c'è il deputato che ha il mal di pancia, ,
c'è l'altro ancora che ha il raffreddore. Questo è il problema ma
ancora dobbiamo continuare a parlare di ciò che sappiamo. E' la
verità.
Allora chiudiamola qua, approviamo questi emendamenti che ha
presentato il Governo che non mi pare contenga cose dell'altro
mondo perché alla fine contiene cose che erano state presentate già
in Commissione Bilancio e che qualcuna inopinatamente è stata
bocciata, qualche altra stralciata magari senza che ci fosse un
reale motivo di farlo, non allunghiamo l'agonia all'infinito
inutilmente perché lo sappiamo che dobbiamo approvarlo.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Con molta simpatia onorevole
Lombardo, che lei voglia attribuire a questa legislatura il metodo
dell'incontro e della trattativa, mi sembra un po' eccessivo.
Se noi consideriamo che nelle altre legislature, ma persino
all'inizio di questa legislatura, noi non discutevamo di dare soldi
ai consorzi di bonifica, ai comuni etc., discutevamo a quali
associazioni dovevamo dare i contributi. L'onorevole Figuccia ha
fatto un elenco. Intervento quello, intervento quell'altro, spesa
clientelare finalizzata a qualcuno: ma i soldi al consorzio di
bonifica sono una spesa clientelare a qualcuno oppure il consorzio
di bonifica è un ente strumentale della Regione che svolge
un'attività che è necessaria all'agricoltura siciliana.
Qui non ci stiamo capendo. L'elenco state dando questo'. No.
Conserviamoli tutti i soldi, non li diamo ai consorzi, non li diamo
ai comuni, non li diamo ai lavoratori per pagare gli stipendi,
invece di fare funzionare i servizi, noi li blocchiamo.
Gli emendamenti che sono stati fatti, sono tutti per i servizi. Se
poi alla fine per esempio dire volete pagare l'iva'?. Mi che reato
che stiamo facendo. Stiamo pagando l'IVA allo Stato. Non mi
riferisco a lei, onorevole Milazzo, nessuna polemica personale con
nessuno. Che reato che stiamo facendo. Stiamo facendo un reato, una
cosa illecita, pagare l'IVA allo Stato. No? Che poi i soldi
dell'IVA praticamente sono una partita di giro che rientra alla
Regione in qualche modo. Quindi di che stiamo parlando? Stiamo
dicendo che è una sorta di regolazione contabile che evita
l'interruzione di un servizio che è essenziale, che è il servizio
ferroviario siciliano.
Se poi ai pendolari non li volete fare viaggiare perché bisogna
fare l'opposizione per creare disservizi, allora quella logica è
giusta. Non ci nascondiamo dietro i tecnicismi, perché una classe
politica non può essere un insieme di funzionari della Regione, è
una classe politica che si prende delle responsabilità.
Sappiamo che noi il Servizio ferroviario lo dobbiamo mantenere,
sappiamo che il Servizio date soldi a pioggia', certo al Comune di
Lipari per pagare la spazzatura, il trasporto della spazzatura, mi
che reato che stiamo facendo Lasciamogli la spazzatura nelle isole
Eolie.
Allora, non mi pare che i Commissari dello Stato, in passato, ci
abbiamo impugnato per illegittimità costituzionale quegli
emendamenti, e non mi pare che il Presidente Ardizzone abbia voluto
bloccare la spesa quando aveva una copertura, ha voluto
semplicemente dire potete trasformare gli emendamenti in una sorta
di Tabella H', che finanzia direttamente Enti, Associazioni, che
debbono partecipare a bando.
I Comuni non debbono partecipare a nessun bando per avere risorse.
Il Consorzio di bonifica, non solo non deve partecipare a nessun
bando, ma non può partecipare. Il CORILAC, non solo non deve
partecipare a nessun bando, ma non può partecipare. E, quindi, è
normale che laddove non è prevista una procedura, addirittura è
preclusa tale procedura, si provvede con finanziamento con
destinazione diretta. Questo stiamo facendo. Se poi tutto lo
scandalo sarebbe la promozione turistica che si incrementerebbe di
1 milione 450 mila euro, e chiudiamo sto turismo
D'altra parte in Commissione avete bloccato un'operazione di
valenza mondiale come quella della promozione delle iniziative
collezionate dal G7, che sarebbe una grande mostra dei Beni
culturali siciliani, che verrebbe visualizzata da tutte le
televisioni del mondo, che vale la partecipazione a mille fiere,
che è un ostacolo al Governo? Oppure pensate che farla, non farla,
incide sulla questione elettorale o delle elezioni?
Avete privato la Sicilia di una possibilità di farsi una vetrina
mondiale. O riusciamo a darci un senso .. si in Commissione ha
votato anche la maggioranza. Perché io ho detto forse dichiarazioni
diverse? Non si è compreso il valore dell'iniziativa, tutto qua.
Era un danno che facevamo? Laddove si dice che lo Stato promuove la
cultura e le iniziative culturali, se poi dobbiamo pensare male
noi non siamo un'isoletta, non siamo una Provincia d'Italia, siamo
una Regione che ha un'autonomia speciale ed ha funzioni proprie,
perché, mentre le altre Regioni per queste iniziative attingono ai
fondi dello Stato perché sono funzioni dello Stato, qui i soldi li
dobbiamo mettere noi perché sono nostre funzioni delegate. Quindi
MILAZZO GIUSEPPE. La presenti che la votiamo.
CROCETTA, Presidente della Regione. No, io non faccio questi
errori di grammatica. E' chiaro che lo dobbiamo affrontare in
finanziaria questo discorso, però capite bene che se noi poi
vogliamo fare le gare, vogliamo fare la trasparenza, i soldi li
dovevamo impegnare adesso. E quindi, andiamo a creare sempre quei
pasticci che non vanno creati. Allora, io faccio un invito al senso
di responsabilità di tutti.
MILAZZO GIUSEPPE. Ritiri gli emendamenti.
CROCETTA, Presidente della Regione. Allora sentite, anche lì sulla
maggioranza finiamola. Chiunque avesse vinto dei candidati alla
presidenza della Regione se vi fate bene i calcoli non avrebbe
avuto la maggioranza. Non avrebbe avuto la maggioranza
parlamentare Quindi è inutile, finitela Perché in un sistema che
è tripolare nessuno può avere, tecnicamente, la maggioranza. Quindi
finitela con questo chiacchiericcio.
Qui c'è un Parlamento, e il Presidente della Regione è eletto
separatamente, con una modalità di scelta diversa e, ovviamente,
mentre lì è maggioritario sul Presidente della Regione, è invece
proporzionale sul Parlamento, tra l'altro con attribuzione sui
collegi provinciali e non sulle liste.
Quindi il senso di responsabilità che noi dobbiamo avere in questa
legislatura è lo stesso di quello che si avrà nell'altra
legislatura, perché con questo sistema elettorale non ci sarà mai
una maggioranza.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per chiarire.
Il mio intervento non entrava nel merito della questione, ma era
soltanto per un problema del nostro Regolamento, nel senso che una
norma non può uscire dal portone e poi rientrare dalla finestra.
Io non ero entrato nel merito ma, se c'è una norma che viene
bocciata, non possiamo accettare che poi il Governo la rimetta
nuovamente attraverso la finestra. Il concetto era questo. Non
entravo nel merito, perché qua nessuno vuole togliere né l'IVA, né
altro, però è una questione di regole che vanno rispettate. Se il
Governo pensa di essere furbo ha sbagliato strada.
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. E' già intervenuto.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, io chiedo di togliere i
tesserini dei deputati che non sono in Aula.
PRESIDENTE. Questo è corretto. Invito anche i deputati Questori a
collaborare. Raccomando, ma non ce n'è bisogno, nel momento in cui
si voterà che ognuno voti per sé.
GRECO GIOVANNI. No deve fare togliere i tesserini.
PRESIDENTE. Ma togliere i tesserini non c'entra. Entra ed esce
anche lei, quindi non è un problema di togliere i tesserini.
GRECO GIOVANNI. Ma gli imprevisti ci sono
PRESIDENTE. Ma quali imprevisti? Onorevole Greco non possiamo
generalizzare. Se lei ritiene che qualche parlamentare faccia il
pianista
GRECO GIOVANNI. I tesserini delle persone che non sono qua si
devono togliere.
PRESIDENTE. Ma lei come fa a dire che le persone non sono qua. Le
persone entrano, escono. Non tutti stanno seduti come lei.
Onorevoli colleghi, si passa all'emendamento soppressivo 12.37, a
firma dell'onorevole Milazzo Giuseppe ed altri.
Onorevole Milazzo, lo mantiene o lo ritira?
MILAZZO GIUSEPPE. Lo mantengo e chiedo che la votazione avvenga
per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 12.37
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 12.37.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 59
Votanti 56
Maggioranza 29
Favorevoli 22
Contrari 34
Astenuti 0
(Non è approvato)
Onorevole Falcone, c'è un suo emendamento di riduzione di spesa
che è inammissibile perché la spesa è quantificata dal Governo.
Si passa all'emendamento soppressivo 12.3 presentato dagli
onorevoli Di Mauro e altri.
Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 12.3.
GRECO GIOVANNI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 12.3
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 12.3.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 44
Votanti 37
Maggioranza 19
Favorevoli 5
Contrari 31
Astenuti 1
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento12.4, soppressivo del comma 6.
Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 12.5.
Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
GRECO Giovanni. Chiedo che la votazione avvenga per appello
nominale.
PRESIDENTE. La richiesta non è appoggiata.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 12.6.
Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario
GRECO Giovanni. Chiedo che la votazione avvenga per appello
nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 12.6
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 12.6
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 55
Votanti 49
Maggioranza 25
Favorevoli 3
Contrari 45
Astenuti 1
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 12.7. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 12.8. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
GRECO GIOVANNI. Chiedo che la votazione avvenga per appello
nominale.
PRESIDENTE. La richiesta non è appoggiata.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 12.9. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 12.9
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 12.9
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 62
Maggioranza 32
Favorevoli 26
Contrari 36
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 12.10, a firma dell'onorevole Greco. Lo
mantiene?
GRECO Giovanni. Dichiaro di mantenerlo.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
GRECO Giovanni. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 12.10
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 12.10.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
Presenti 65
Votanti 65
Maggioranza 33
Favorevoli 28
Contrari 37
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 12.11, soppressivo del comma 13. Il
parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
GRECO Giovanni. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 12.11
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 12.11.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
Presenti 64
Votanti 64
Maggioranza 33
Favorevoli 28
Contrari 36
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Assessore Baccei, al comma 13 è stato presentato
l'emendamento 12.271, a firma del Governo.
A questo emendamento sono stati presentati dei sub emendamenti
che recano una quantificazione diversa. Mi deve specificare se è
sostenibile finanziariamente o meno.
Riporta che 544 migliaia' è sostituito con 144 migliaia', al
comma 3 le parole 644 migliaia' con 244 migliaia'.
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo che il Governo illustri questo
emendamento. Si tratta di una scelta politica l'aumento di un
capitolo. Il significato tecnico, Presidente, lo conosco bene
Vorrei sapere perché si aumenta.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento governativo 12.271, cui sono
stati presentati tre sub emendamenti di riduzione di spesa.
Si passa al sub emendamento 12.271.1, a firma dell'onorevole
Milazzo che riduce la somma da 544' a 144'.
Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
MILAZZO Giuseppe. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 12.271.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del
subemendamento 12.271.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 61
Maggioranza 31
Favorevoli 24
Contrari 37
(Non è approvato)
Gli altri si intendono preclusi.
CANCELLERI. E gli altri?
PRESIDENTE. Sono assorbiti da quelli del Governo.
Abbiamo votato la prima riduzione, quella più lontana. Adesso
votiamo, se no ognuno mette una virgola e riduce, a 144, a 142. C'è
una riduzione di spesa che è diversa. Non è ammissibile nella
parte aggiuntiva onorevole Cancelleri.
CANCELLERI. E quindi qual è il problema?
PRESIDENTE. C'è la parte aggiuntiva, non è ammissibile. Ha un
contenuto aggiuntivo, non è ammissibile.
CANCELLERI. Ma non metto soldi in più, sono sempre gli stessi
soldi. Ma non è aggiuntivo, è modificativo.
PRESIDENTE. C'è un emendamento aggiuntivo e non è possibile.
Stiamo vagliando.
Si passa all'emendamento 12.271, del Governo. Il parere della
Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 12.12, di soppressione del comma 14,
pagina 85.
GRECO GIOVANNI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 12.12
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 12.12.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 60
Votanti 59
Maggioranza 30
Favorevoli 23
Contrari 36
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 12.13, a firma degli onorevoli Di
Mauro ed altri. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
GRECO GIOVANNI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 12.13
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 12.13.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 59
Votanti 58
Maggioranza 30
Favorevoli 20
Contrari 38
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 12.14, a firma dell'onorevole Di
Mauro ed altri. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
GRECO GIOVANNI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 12.14
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio palese nominale
dell'emendamento 12.14.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 60
Votanti 59
Maggioranza 30
Favorevoli 18
Contrari 40
Astenuti 1
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 12.15, a firma degli onorevoli Di
Mauro ed altri. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
GRECO GIOVANNI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta non risulta appoggiata a termini di
Regolamento)
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 12.16, a firma degli onorevoli Di
Mauro ed altri. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
SIRAGUSA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 12.16
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 12.16.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 64
Votanti 64
Maggioranza 33
Favorevoli 27
Contrari 37
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 12.17, a firma degli onorevoli Greco
Giovanni ed altri.
Lo pongo in votazione, con il parere contrario della Commissione e
del Governo.
GRECO GIOVANNI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta non risulta appoggiata a termini di
Regolamento)
Pongo in votazione l'emendamento 12.17. Chi è favorevole si alzi;
chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 12.18, a firma degli onorevoli Greco
Giovanni ed altri.
Lo pongo in votazione, con il parere contrario della Commissione e
del Governo. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 12.264, a firma del Governo.
Lo pongo in votazione, con il parere favorevole della Commissione
e del Governo. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 12.19, a firma degli onorevoli Greco
Giovanni ed altri.
Lo pongo in votazione, con il parere contrario della Commissione e
del Governo. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 12.20, a firma degli onorevoli Greco
Giovanni ed altri.
Lo pongo in votazione, con il parere contrario della Commissione e
del Governo. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 12.21, a firma degli onorevoli Greco
Giovanni ed altri.
Lo pongo in votazione, con il parere contrario della Commissione e
del Governo. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Comunico che c'è un emendamento di riscrittura del Governo al
comma 23. Ci sono tutta una serie di subemendamenti.
Il primo è l'emendamento 12.273.2 dell'onorevole Falcone, che è
quello più lontano. Pongo in votazione il subemendamento a firma
dell'onorevole Falcone, se viene respinto, gli altri sono
assorbiti.
E' suo, onorevole Falcone. L'ha presentato lei, il 12.273.2.
FALCONE. Lo posso spiegare?
PRESIDENTE. Glielo dico subito io. No, no, non lo può spiegare è
già intervenuto per 5 minuti.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, lei ha parlato. Lei ha parlato,
onorevole Falcone. Lei ha parlato sull'articolo 12.
Il subemendamento a firma dell'onorevole Falcone prevede una
riduzione dell'importo da 1.450 migliaia di euro all'importo di 150
migliaia. E' il subemendamento più lontano, gli altri sono
assorbiti. Più chiaro di così, onorevole Falcone Si spiega da
solo.
Pongo in votazione l'emendamento 12.273.2, a firma dell'onorevole
Falcone, con il parere contrario del Governo e della Commissione.
Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Onorevole Falcone, c'è un subemendamento a sua firma, il 12.273.8,
di identico contenuto al 12.273.1 del Governo: Le parole
all'articolo 21, comma 3 sino alla fine sono soppresse .
Pongo in votazione il subemendamento 12.273.1 del Governo, , con
il parere favorevole della Commissione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 12.273 del Governo, con il parere
favorevole della Commissione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Abbiamo approvato la riscrittura del comma 23.
Si passa all'emendamento soppressivo 12.22, a firma dell'onorevole
Greco.
GRECO GIOVANNI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento soppressivo del comma 25, dell'onorevole
Falcone.
Lo pongo in votazione, con il parere contrario del Governo e della
Commissione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento soppressivo del comma 26, a firma
dell'onorevole Greco Giovanni. Lo pongo in votazione, con il parere
contrario del Governo e della Commissione. Chi è favorevole si
alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento soppressivo del comma 27, pag. 190, a
firma dell'onorevole Greco Giovanni. Lo pongo in votazione, con il
parere contrario del Governo e della Commissione. Chi è favorevole
si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 12.266, del Governo. Il 12.266. Lo pongo
in votazione, con il parere favorevole della Commissione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al comma 28, pag. 197.
Si passa all'emendamento 12.25, degli onorevoli Greco Giovanni ed
altri.. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
GRECO GIOVANNI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 12.210, degli onorevoli Milazzo Giuseppe
ed altri.
Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento di riscrittura del Governo, 12.274 a cui
sono stati presentati due subemendamenti, uno presentato dagli
onorevoli Milazzo Giuseppe e Falcone, il secondo presentato
dall'onorevole Greco Giovanni che prevede una riduzione delle
somme.
Pongo in votazione il subemendamento 12.274.1.
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta non risulta appoggiata a termini di Regolamento)
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo non ha avuto neanche il quorum lei.
E' il vero sconfitto di questo assestamento. Neanche il quorum
Si passa all'emendamento 12.274. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 12.217, a firma degli onorevoli Greco
Giovanni ed altri.
GREGO GIOVANNI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 12.26. Onorevole Milazzo lei lo ritira o
lo mantiene?
MILAZZO. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento soppressivo a firma dell'onorevole
Milazzo Giuseppe.
MILAZZO GIUSEPPE. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 12.225 a firma dell'onorevole Cancelleri.
Lo mantiene o lo ritira?
CANCELLERI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 12.28 a firma dell'onorevole Sorbello.
SORBELLO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 12.229 a firma degli onorevoli Greco
Giovanni ed altri.
GRECO GIOVANNI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento soppressivo firma dell'onorevole Milazzo
Giuseppe.
MILAZZO GIUSEPPE. Dichiaro di ritirarlo.
GRECO GIOVANNI. C'è l'emendamento dell'onorevole Sammartino.
PRESIDENTE. L'onorevole Sammartino ha detto all'inizio che
ritirava tutti i suoi emendamenti.
MILAZZO GIUSEPPE. L'onorevole Falcone l'ha fatto suo.
PRESIDENTE. L'onorevole Falcone non lo può fare suo, perché ha già
ritirato quello che era a firma degli onorevoli Milazzo Giuseppe e
Falcone.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 12.275, che è una riscrittura
del Governo, al quale è stato presentato da parte del Governo il
subemendamento 12.275.8, con il parere favorevole della
Commissione.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, lo vorrei illustrato.
PRESIDENTE. Si dà per illustrato, è già intervenuto il Governo. Si
tratta di una modifica di capitoli.
GRECO GIOVANNI. Ma lei mi mette il bavaglio?
PRESIDENTE. Non le metto il bavaglio
Pongo in votazione il subemendamento 12.275.8. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al subemendamento 12.275.2, a firma dell'onorevole
Milazzo Giuseppe. E' un subemendamento che riduce la somma.
MILAZZO GIUSEPPE. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione il subemendamento 12.275.1 del Governo. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 12.275. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento soppressivo 12.224, a firma
dell'onorevole Greco Giovanni. Onorevole Greco, lo mantiene o lo
ritira?
GRECO GIOVANNI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento soppressivo a firma
dell'onorevole Milazzo Giuseppe. Onorevole Milazzo, lo mantiene o
lo ritira?
MILAZZO GIUSEPPE. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L?Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento di riscrittura del Governo 12.272, al
quale sono stati presentati due subemendamenti soppressivi a firma
dell'onorevole Cancelleri ed altri.
FALCONE. Ma all'emendamento 12.275 erano stati presentati altri
subemendamenti.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, erano aggiuntivi e sono stati
assorbiti dalla riscrittura del Governo.
Siamo al comma 32. C'è un emendamento di riscrittura del Governo,
al quale si accompagnano due emendamenti soppressivi del Movimento
Cinque Stelle. L'emendamento 12.276.1 prevede la soppressione del
comma 32 bis e il 12.276.2 prevede la soppressione del comma 32
ter. Quindi, li possiamo votare separatamente.
FORMICA. Ma il comma 32 bis dov'è?
PRESIDENTE. Onorevole Formica, è nell'emendamento di riscrittura
presentato dal Governo.
Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 12.276.1.
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 12.276.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 12.276.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 59
Maggioranza 30
Favorevoli 21
Contrari 38
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 12.276.2.
Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 12.276.2
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 12.276.2.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 60
Maggioranza 31
Favorevoli 23
Contrari 37
(Non è approvato)
Sono stati presentati altri due emendamenti, uno dell'onorevole
Falcone e l'altro dell'onorevole Milazzo. Essendo l'emendamento
12.276.3, dell'onorevole Falcone, il più distante lo votiamo per
prima; eventualmente assorbe quello dell'onorevole Greco che
prevede la riduzione delle somme. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Pongo il votazione l'emendamento 12.276, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento al comma 33, a firma degli onorevoli
Greco G. ed altri, pagina 230.
GRECO GIOVANNI. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 12.239, a firma degli onorevoli Milazzo
G. ed altri.
MILAZZO GIUSEPPE. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 12.31, a firma degli onorevoli Greco G.
ed altri, e del Governo, prevede la soppressione del comma 39.
GRECO GIOVANNI. Lo ritiro, vediamo cosa fa il Governo?
PRESIDENTE. Lo mantiene perché lo ha presentato.
Si passa all'emendamento 12.277. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
E' soppresso il comma 39. Onorevole Greco, lei ha votato con il
Governo.
Si passa all'emendamento 12.32, a firma degli onorevoli Greco G.
ed altri.
Onorevole Greco, lo mantiene o lo ritira?
GRECO GIOVANNI. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi;, chi
h contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 12.280, del Governo. E' un emendamento
complessivo di riscrittura con una serie di subemendamenti
soppressivi dei singoli commi che sono tutti collegati tra di loro.
Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli altri emendamenti si intendono decaduti.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevole colleghi, vorrei porre
all'attenzione dell'Aula un rilievo tecnico che secondo me non è
secondario.
Nella finanziaria, all'articolo 18, nella stesura della
Commissione, venivano stanziati 350 mila euro per porre in essere
una commissione di super esperti che si occupasse di redigere il
piano dei trasporti pubblico regionale che è in capo
all'Assessorato alle infrastrutture. Quella cosa fu bocciata.
Adesso il Governo la inserisce di nuovo.
Il problema, signor Presidente, è che utilizzano una norma che dà
queste cose in capo all'Assessorato al turismo, che non ha più
quella funzione relativa ai trasporti che, ormai, è passata
all'Assessorato ai trasporti.
Questo credo sia un fatto tecnico che, però, non è trascurabile.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 12.33, a firma degli
onorevoli Greco G. ed altri
Onorevole Greco, lo mantiene o lo ritira?
GRECO GIOVANNI. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 12.259, degli onorevoli Milazzo G. ed
altri.
Onorevole Milazzo, lo mantiene o lo ritira?
MILAZZO GIUSEPPE. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 12.279 a cui sono stati presentati due
subemendamenti degli onorevoli Milazzo Giuseppe e Falcone.
Si passa al subemendamento 12.279.1, che recita: «dopo è
autorizzata' aggiungere con decorrenza 2017-2018'».
FALCONE. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Pongo in votazione l'
emendamento 12.279.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 12, così come è emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alla ore 19.41, è ripresa alle ore 20.06)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Dobbiamo votare velocemente le tabelle. E' un fatto
contabile. Onorevole Falcone, cortesemente. Siccome ci sono una
serie di emendamenti dell'onorevole Falcone.
La seduta è sospesa per un minuto.
Si passa all'articolo 27. Ne do lettura:
«Articolo 27.
Stato di previsione delle entrate
1. Nello stato di previsione delle entrate per il triennio
2016/2018 sono introdotte le variazioni di cui alla annessa tabella
A ».
All'articolo 27 ci sono solo emendamenti soppressivi, ma non si
può sopprimere l'articolo 27.
Pertanto, lo pongo in votazione. Chi è favorevoli resti seduto;
chi è contrario si alzi.
E' approvato
Si passa all'articolo 28. Ne do lettura:
«Articolo 28.
Stato di previsione delle spese
1. Nello stato di previsione delle spese per il triennio 2016/2018
sono introdotte le variazioni di cui alla annessa tabella B ».
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, accolto l'imput e
l'invito a ritirare i miei emendamenti relativamente alla Tabella.
Sostanzialmente, il più importante era quello relativo alle scuole
paritarie primarie e scuole paritarie dell'infanzia, per
l'esattezza i capitoli 373702 e 373701.
Noi quest'anno abbiamo fatto un gran bel lavoro in finanziaria.
Abbiamo messo una somma che ha dato una boccata di ossigeno a
questa realtà. Io ho presentato però un ordine del giorno con il
quale chiedo che il Governo, almeno su questo, si impegni che in
finanziaria, già nella delibera di Giunta, senza bisogno di
arrivare in Aula, con una previsione di 4 milioni e 400 mila euro
per le scuole paritarie primarie, atteso che quest'anno c'è stata
un'estensione, come l'assessore Marziano può dire, ad altri che
hanno fatto ricorso, e 3 milioni di euro per le scuole paritarie
dell'infanzia. Quest'anno abbiamo messo per quest'ultime 2 milioni
e 400 mila euro.
Vorrei rivolgere, altresì, al Governo una richiesta, la faccio
anche all'assessore Baccei. Ho presentato un ordine del giorno
sulla questione dei dopo scuolisti, che sono stati esclusi ma che
rappresentano un patrimonio importante per la Provincia di Catania,
l'ex Provincia di Catania. Chiedo che in finanziaria, così come per
altro le intere poste di bilancio delle Città metropolitane e dei
Liberi Consorzi, venga ripristinato il capitolo, la riserva, perché
è una questione di giustizia sociale nei confronti di questo
personale, i precari vanno garantiti tutti. Non ci sono precari di
serie A e precari di serie B. Tra l'altro noi ne facciamo una
questione di giustizia, ed i miei due ordini del giorno vanno in
questo senso, e spero che il Governo mi dia pareri favorevoli su
entrambi gli ordini del giorno e, di conseguenza, si determini in
sede di redazione della proposta del disegno di legge, della legge
di stabilità e di bilancio 2017-2019.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non siamo ancora alla discussione
degli ordini del giorno.
Ringrazio l'onorevole Falcone per il ritiro degli emendamenti alle
tabelle e quindi ne rimangono solo tre del Governo, TAB 7, TAB 9 e
TAB 10, che invito gli assistenti a distribuire.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, onorevole Falcone, sulle scuole avevamo fatto un
ragionamento, che era quello di dare questa somma per il 2016 ma
con l'idea di dare stabilità alle scuole, per cui è assolutamente
intenzione del Governo accogliere la sua richiesta, quindi per il
periodo di estensione del Bilancio che andremo ad approvare, di
dare stabilità alla somma che abbiamo previsto ed eventualmente di
incrementarla là dove ci fossero i presupposti, come lei ci fa
notare, e verificheremo insieme all'assessore Marziano.
Per quanto riguarda i doposcuolisti, c'era, se ricordo bene, una
riserva all'interno delle somme previste per le Province; nel
momento in cui abbiamo messo quelle somme per fare il trasferimento
della funzione dei disabili alla Regione, di fatto quella riserva è
venuta meno ma non era intenzione del Governo far venire meno
quella riserva per cui in finanziaria aggiungeremo delle somme alle
Province. Le somme in più sono già nel disegno di legge che è in
Giunta, e nell'ambito di quelle somme prevederemo la stessa riserva
che già era prevista, che è stata tolta per sbaglio, non col volere
del Governo, per cui accogliamo anche questa sua seconda richiesta.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pongo in votazione l'emendamento
TAB 7.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione TAB 9. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione TAB 10. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione la Tabella B, così come modificata.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Pongo quindi in votazione l'articolo 28. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 29. Ne do lettura:
«Articolo 29.
Aggiornamento degli allegati al bilancio di previsione
2016-2018
1. Per effetto delle variazioni allo stato di previsione delle
entrate e delle spese derivanti dalla presente legge sono
modificati gli allegati alla legge regionale 17 marzo 2016, n. 4 di
cui all'articolo 3, comma 1, lettere f), g), i), e j).
2. Sono pertanto approvati ai sensi del comma 1 i seguenti
allegati alla presente legge:
a) il quadro generale riassuntivo delle entrate (per titoli) e
delle spese (per titoli) (allegato 2);
b) il prospetto dimostrativo dell'equilibrio complessivo di
bilancio per ciascuno degli anni considerati nel bilancio triennale
(allegato 3);
c) il prospetto concernente la composizione, per missioni e
programmi, del fondo pluriennale vincolato per ciascun anno del
triennio 2016-2018 (allegato 4 a), b) e c);
d) il prospetto concernente la composizione del fondo crediti di
dubbia esigibilità (allegato 5 a), b) e c))».
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 29.5. Lo
pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 29 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, comunico che gli allegati al Bilancio di
previsione 2016-2018, di cui all'articolo 29 del disegno di legge
in esame, saranno modificati in conseguenza dell'approvazione della
manovra.
Gli Uffici sono autorizzati a procedere al coordinamento formale
del testo ai sensi dell'articolo 121 ter del Regolamento interno.
Non sorgendo osservazioni così resta stabilito.
DI GIACINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo porre
la questione rispetto al comma 7 dell'articolo 12, che riguarda i
PIP. Praticamente sono stati messi dei soldi, ma se non viene
spostata la data di presentazione al 30 novembre 2016, le somme che
sono state messe non servono a niente, perché è il bacino di
fuoriuscita. Questi sono coloro i quali hanno fatto richiesta di
fuoriuscita e siccome le richieste di fuoriuscita sono al 30
giugno, si devono portare al 30 novembre 2016, altrimenti queste
somme non serviranno a nulla.
Volevo proporre di fare un emendamento ai sensi dell'articolo 117
del Regolamento interno e aggiungere, se possibile, fino alla data
del 30 novembre 2016 .
PRESIDENTE. Se è così nulla osta, ma l'emendamento lo deve
presentare il Governo.
Onorevoli colleghi, la questione sollevata dall'onorevole Di
Giacinto è corretta, mi dicono dagli Uffici, e non avendo altra
possibilità, la formuliamo sotto forma di emendamento ai sensi
dell'articolo 117, altrimenti sarebbe inoperante la norma che
abbiamo approvato.
Ringrazio l'onorevole Di Giacinto e l'onorevole Greco che ha
assentito, essendo un esperto di PIP.
Onorevoli colleghi, pongo in votazione l'emendamento 117.1.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 117.2.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 117.3.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 117.4.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 117.5.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 55. Ne do lettura:
«Articolo 55.
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione.
2. È fatto obbligo, a chiunque spetti, di osservarla e farla
osservare come legge della Regione».
Pongo in votazione l'articolo 55, che è la norma di chiusura per
la pubblicazione della legge, così modificato: La presente legge
sarà pubblicata nella G.U.R.S. ed entrerà in vigore lo stesso
giorno della sua pubblicazione .
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, si passa prima alla votazione finale del
disegno di legge relativo ai debiti fuori bilancio. Successivamente
si procederà a votare l'assestamento.
C'eravamo impegnati anche a trattare la mozione relativa
all'applicazione del comma 2 bis dell'articolo 5 della legge
regionale 17/2016 in materia di enti locali, ed abbiamo
l'insediamento dell'onorevole Apprendi.
scimento debito fuori bilancio ai sensi dell'articolo 73, comma 1,
lettera e) del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, e succes-
sive modifiche ed integrazioni (1244/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Riconoscimento debito fuori bilancio ai sensi dell'articolo 73,
comma 1, lettera e) del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118,
e successive modifiche ed integrazioni» (1244/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Riconoscimento debito fuori bilancio ai sensi
dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo 23
giugno 2011, n. 118, e successive modifiche ed integrazioni».
(1244/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 48
Maggioranza 25
Favorevoli 39
Contrari 9
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, comunico che sono stati presentati gli ordini
del giorno dal n. 625 al n. 637, che il Governo dichiara di ad
accettarli come raccomandazione.
mento del Bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2016 e
per il triennio 2016/2018. Variazioni al Bilancio di previsione per
l'esercizio finanziario 2016 e per il triennio 2016/2018. Disposizio-
ni varie. (n. 1264/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Assestamento del Bilancio di previsione per l'esercizio
finanziario 2016 e per il triennio 2016-2018. Variazioni al
Bilancio di previsione per l'esercizio finanziaria 2016 e per il
triennio 2016/2018. Disposizioni varie» (1264/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale del disegno di legge
del «Assestamento del Bilancio di previsione per l'esercizio
finanziario 2016 e per il triennio 2016-2018. Variazioni al
Bilancio di previsione per l'esercizio finanziaria 2016 e per il
triennio 2016/2018. Disposizioni varie» (1264/A).
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare per dichiarazioni voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non dirò
niente di politico. Tutto quello che vi dovevo dire ve l'ho detto.
Vi ho citati in questo assestamento un poco tutti, Cracolici,
Panepinto, Crocetta. Devo solo fare registrare, signor Presidente,
perché durante la trattazione del debito fuori bilancio
all'articolo 31, è stato chiesto un voto segreto, legittimo.
Siccome io in quel momento non potevo fare dichiarazioni di voto,
io voterò contro la manovra. Starò in Aula, voto contro perché al
mio modo di vedere c'è una discrasia nel comma B e cioè
acquisizione di beni e servizi in assenza del preventivo impegno
di spesa. Siccome per me questo non è un debito fuori bilancio, è
una cosa gravissima, io per quanto mi riguarda mi sento di mettermi
al riparo perché non l'ho prodotto e non lo voglio riconoscere, per
cui siccome siamo in seno allo stesso disegno di legge io voto
contro.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa alla votazione finale per
scrutinio nominale del disegno di legge «Assestamento del Bilancio
di previsione per l'esercizio finanziario 2016 e per il triennio
2016-2018. Variazioni al Bilancio di previsione per l'esercizio
finanziaria 2016 e per il triennio 2016/2018. Disposizioni varie»
(1264/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 57
Maggioranza 29
Favorevoli 41
Contrari 11
Astenuti 5
(L'Assemblea approva)
2 bis dell'articolo 5 della legge regionale n. 17 del 2016 in mate-
ria di enti locali
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa punto III dell'ordine del
giorno: Discussione della mozione n. 609 «Applicazione del comma 2
bis dell'articolo 5 della legge regionale n. 17 del 2016 in materia
di enti locali», degli onorevoli Cordaro, Formica, Di Giacinto e
Clemente.
Ne do lettura:
«L'Assemblea Regionale Siciliana
PREMESSO che:
con l'entrata in vigore della legge regionale n. 17/2016, e in
particolare con i commi 2 degli artt. 4 e 5 della legge in esame,
modificando rispettivamente gli artt. 10 (mozione di sfiducia del
sindaco) e 11 (cessazione organo comunali) della l.r. n. 35/1997,
come sostituiti e modificati dall'articolo 2, commi 1 e 2 della
l.r. n. 25/2000, si è inciso sulle ipotesi di cessazione anticipata
del Sindaco, della Giunta e del consiglio Comunale;
a far data dal settembre 1997 nel territorio della Regione
siciliana, così come stabilito dalla legge regionale n. 35/1997, la
decadenza del consiglio comunale non comportava l'automatica
decadenza del sindaco e della giunta, verificandosi solo lo
scioglimento dell'Assemblea consiliare, per la mancata approvazione
del bilancio o del rendiconto;
il legislatore regionale, pertanto, con la modifica introdotta
dalla l.r. n. 17/2016, considerate le possibilità contemplate agli
artt. 10 e 11 della l.r. n. 35/1997, come sostituite e modificate
dall'articolo 2, commi 1 e 2 della l.r. n. 25/2000, ha stabilito,
in forza dei commi 2 degli artt. 4 e 5 della L.R. n. 17/2016, che
la cessazione anticipata di uno di detti organi determina
automaticamente la cessazione anticipata degli altri organi
consiliari, e contestualmente la nomina di un commissario
straordinario e l'avvio delle procedure dirette alla indizione
delle nuove elezioni;
in forza del comma 2 dell'art. 5 della l.r. n. 17/2016 il
legislatore regionale ha disposto l'entrata in vigore delle
disposizioni di cui al c. 2 dell'articolo 11 della legge regionale
n. 35/1997, come sostituito dal presente articolo, si applicano a
decorrere dal primo rinnovo degli organi comunali, successivo alla
data di entrata in vigore della presente legge;
contrariamente, al comma 2 dell'art. 5 della l.r. n. 17/2016 il
legislatore regionale, in ragione delle disposizioni contenute al
comma 2 bis dell'art. 5 della legge de qua, che recita 'la
cessazione del consiglio comunale per qualunque altra causa
comporta la decadenza del sindaco e della rispettiva giunta e la
nomina di un commissario ai sensi del comma 4' ha stabilito che il
principio della disposizione del comma 2 bis è immediatamente
applicabile alle ipotesi di 'Cessazione del Consiglio Comunale per
qualunque altra causa';
su quest'ultimo punto, sebbene siano nate querelle solo di natura
ermeneutica e interpretativa sulla decorrenza della l.r. n.
17/2016, lo stesso Assessorato regionale al ramo con proprio
provvedimento prot. n. 13571 del 16 settembre 2016 intitolato
'Disposizioni in materia di elezione del Sindaco e del Consiglio
Comunale e di cessazione degli organi comunali. Modifica di norme
in materia di organo di revisione economico - finanziaria degli
enti locali e di status degli amministratori locali', ha chiarito
quanto già cristallizzato dal legislatore regionale, in ordine la
cessazione degli organi comunali e la decorrenza delle disposizioni
nuove contenute in legge regionale n. 17 del 2016;
CONSIDERATO che:
a fortiori dalla lettura del dispositivo della legge regionale n.
17/2016, rileva, tanto nei suoi lavori preparatori, quanto nei
contenuti della circolare regionale in parola, la voluntas legis in
ordine la immediata applicazione del c. 2 bis dell'art.5
modificativo 11 (cessazione organo comunali) della l.r. n. 35/1997;
già nell'ambito dei lavori preparatori del disegno di legge nn.
1153-15-845-860-922-1003-1126- 1138-1224/A intitolati 'Disposizioni
in materia di elezione del sindaco e del consiglio comunale e di
cessazione degli organi comunali. Modifica di norme in materia di
organo di revisone economicofinanziaria degli enti locali e di
status degli amministratori locali' e, specificatamente nelle
discussioni e deliberati stralci - sedute n. 357, 358 del 8 e 9
agosto 2016, per i commi 2 artt. 4 e 5 della L.R. n. 17/2016,
l'Assemblea regionale siciliana, ha espresso l'intento di
adeguarsi, come Regione a Statuto Speciale, alla normativa
nazionale di riferimento;
in particolare sull'entrata in vigore del c. 2 bis dell'art. 5
modificativo 11 (cessazione organo comunali) della l.r. n. 35/1997,
come sostituiti e modificati dall'articolo 2, commi 1 e 2 della
l.r. n. 25/2000, la cronaca dei lavori d'aula non lascia dubbio
alcuno, prevedendo la disciplina transitoria solo per il comma 2 e
non già per il comma 2bis: dalla lettura letterale dei lavori
d'aula - 8 agosto 2016 - affiora chiaramente la volontà del
legislatore regionale;
quest'ultimo ha ritenuto, in primis, attraverso gli emendamenti
5.10 a firma della Commissione I 'Affari istituzionali' e il
subemendamento 5.10.4, a firma dell'onorevole Falcone - che
prevedeva di portare il termine da 5.000 a 15.000 - disciplinare in
modo inequivocabile il meccanismo di decadenza previsto nel 2 bis,
attraverso la locuzione 'ogni altra causa', allargando la
possibilità di decadenza del sindaco in caso di cessazione del
Consiglio comunale;
secondariamente, il medesimo legislatore approvando il testo di
legge, con il parere favorevole della I Commissione e del Governo,
ha fuorviato ogni dubbio sull'entrata in vigore del comma 2bis;
l'Assemblea ha, infatti, votato all'esito della discussione
l'approvazione del testo contenente l'emendamento 5.10 a firma
della Commissione I, per cui la decadenza del consiglio comunale
per ragioni di bilancio comporta la decadenza del sindaco senza
prevedere alcuna norma transitoria;
l'Assemblea ha altresì inequivocabilmente non approvato gli
emendamenti 5.10.3, a firma dell'onorevole Falcone, in ordine alla
soppressione del 2 bis 'la cessazione del consiglio comunale per
qualunque altra causa', il 5.10.2 a firma dell'onorevole D'Agostino
che prevedeva ad esclusione di mancata approvazione dei bilanci, e
il 5.10.1 a firma dell'onorevole Rinaldi, sui quali emendamenti
inoltre è stato reso parere negativo della I Commissione e dello
stesso Governo regionale e pertanto non hanno costituito oggetto di
voto del testo definitivamente approvato;
l'Assemblea ha perciò approvato il testo all'esito di un lungo
dibattito d'aula che ha trovato la sua origine nel lontano 2014,
coltivando ragioni e opportunità di allineamento alla normativa
nazionale;
ne consegue che l'iniziativa del legislatore siciliano, di
modificare tale quadro normativo ormai chiaro a livello nazionale,
è frutto di una impostazione consolidata, orientata all'attuazione
dei principi in materia di enti locali regolata dal Testo Unico
delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, approvato con
Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n.267;
nella specie, l'art. 141 del Decreto Legislativo 2000, n. 267,
prevede e stabilisce, a livello nazionale, le ipotesi di
scioglimento e sospensione dei consigli comunali con decreto del
Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell'interno,
quando non sia approvato nei termini il bilancio e/o quando nelle
ipotesi in cui gli enti territoriali al di sopra dei mille abitanti
siano sprovvisti dei relativi strumenti urbanistici generali e non
adottino tali strumenti entro diciotto mesi dalla data di elezione
degli organi. In questo caso, il decreto di scioglimento del
consiglio è adottato su proposta del Ministro dell'interno di
concerto. Nella ipotesi di cui alla lettera c) del comma 1,
trascorso il termine entro il quale il bilancio deve essere
approvato senza che sia stato predisposto dalla giunta il relativo
schema, l'organo regionale di controllo nomina un commissario
affinché lo predisponga d'ufficio per sottoporlo al consiglio. In
tal caso e comunque quando il consiglio non abbia approvato nei
termini di legge lo schema di bilancio predisposto dalla giunta,
l'organo regionale di controllo assegna al consiglio, con lettera
notificata ai singoli consiglieri, un termine non superiore a 20
giorni per la sua approvazione, decorso il quale si sostituisce,
mediante apposito commissario, all'amministrazione inadempiente;
RILEVATO che:
tutta la questione da settimane ha determinato incertezza in
Sicilia e nei vari enti territoriali locali, verte in merito agli
ambiti applicativi dell'art. 141 del T.U.E.L., il cui dettato
corrisponde, per la Regione siciliana, quale Regione a Statuto
speciale, all'art. 109 bis dell'O.R.EE.LL.;
in forza di tale richiamo, e ferme restando le modalità indicate
dall'art. 109 bis dell'O.R.EE.LL, non si può tacere e nascondere
che la disposizione di cui al c. 2 bis dell'art. 5 della l.r. n. 17
del 2016, trova applicazione anche nei casi di inandempienza
conseguenziali alla mancata approvazione del rendiconto di gestione
o mancata deliberazione del bilancio di previsione, nelle quali
situazioni ad oggi versano circa 250 comuni della Sicilia;
il lavoro di questa Assemblea è terminato pertanto nella seduta n.
358 del 9 agosto 2016, approvando il testo contenente l'emendamento
5.10 a firma della Commissione I, con il parere favorevole della
Commissione e dello stesso Governo regionale, fuorviando ogni
dubbio sull'entrata in vigore del comma 2bis, specificando che
alcuna norma transitoria è prevista per tale comma contrariamente
al comma 2 del medesimo art. 5;
lo stesso Assessorato regionale, al ramo nonostante la chiarezza
del dato letterale della l.r. n. 17 del 206, ha richiarito con
proprio provvedimento prot. n. 13571 del 16 settembre 2016 quanto
già cristallizzato dal legislatore regionale, in ordine alla
cessazione degli organi comunali e alla decorrenza delle
disposizioni nuove contenute in legge regionale n. 17 del 2016;
in data 21 settembre c.a. la Giunta regionale sospendeva con
deliberazione n. 310, il provvedimento assessoriale n. prot. 13571
del 16 settembre 2016, quale atto amministrativo di natura
interpretativa, attraverso cui l'organo di vertice - Assessore
Lantieri - ha inteso perseguire l'applicazione uniforme del diritto
obiettivo, contenuto nella legge regionale (l.r. n. 17/2016) fonte
del diritto sostanziale, mostrando agli uffici sottoposti, in
questo caso agli enti territoriali e ai vari dipartimenti
regionali, quale fosse l'interpretazione corretta della norma in
questione;
tuttavia la sospensione operata dalla Giunta regionale mercè lo
strumento della delibera non rientra nei poteri del presidente del
Governo della Regione siciliana, in forza di quanto previsto dallo
Statuto della Regione siciliana e dalle leggi regionali del 29
dicembre 1962 n. 28 s.m.i., il DPR 28 febbraio 1979 n. 70 e l.r. n.
10 del 2000 e s.m.i.;
la c.d. sospensiva avrebbe dovuto essere operata dal Presidente
della Regione semmai attraverso lo strumento del decreto
Presidenziale, di cui può e deve avvalersi il Presidente della
Regione siciliana, quale Regione a Statuto Speciale e secondo le
normative ora dette;
il Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana,
di seguito denominato:'Consiglio di giustizia amministrativa',
esercita funzioni consultive e giurisdizionali nella Regione
siciliana, ai sensi dall'articolo 23 dello Statuto speciale e del
Regio Decreto del 1924;
il Consiglio di giustizia amministrativa avente sede in Palermo è
composto da due Sezioni, con funzioni, rispettivamente, consultive
e giurisdizionali, che costituiscono Sezioni staccate del Consiglio
di Stato ex d.lgs. n. 373/2003;
specificatamente, le funzioni consultive del Consiglio di
giustizia amministrativa, cosi come previste e regolate d. lgs. n.
373/2003, modificato dall'art. 2, comma 1, lett. f), l.r. n.
10/2000 si esplicano nella produzione di pareri obbligatori ma non
vincolanti per il Presidente della Regione siciliana;
CONSIDERATO inoltre che:
l'iter di tale legge regionale si è perfezionato con la firma del
presidente della Regione Crocetta, che la promulga ai sensi
dell'articolo 13, comma 2, dello Statuto e dell'assessore al ramo
Lantieri, e con l'entrata in vigore a seguito di pubblicazione
nella G.U.R.S., n. 38 del 2 settembre 2016 che costituisce fatto
giuridico certo, per ciò stesso, fonte di atti e comportamenti cui
l'amministrazione attiva è già tenuta a regolarsi;
la legge in questione ha trovato conferma nella circolare
dell'Assessorato regionale alle autonomie locali prima cennata,
all'esito di un dibattito d'aula prima premesso;
dalla lettura del dispositivo della legge regionale e di tutti i
suoi lavori preparatori: del disegno di legge nn. 1153-15-845-860-
922-1003- 1126-1138-1224/A intitolati 'Disposizioni in materia di
elezione del sindaco e del consiglio comunale e di cessazione degli
organi comunali. Modifica di norme in materia di organo di revisone
economico-finanziaria degli enti locali e di status degli
amministratori locali' e, specificatamente nelle discussioni e
deliberati stralci - sedute n. 357, 358 del 8 e 9 agosto 2016, dei
commi 2 artt.4 e 5 della L.R. n. 17/2016 è chiara la voluntas legis
del legislatore regionale;
per giurisprudenza della Suprema Corte di Cassazione 'La volontà
emergente dai lavori preparatori non può sovrapporsi a quella
obiettivamente espressa dalla legge, quale emerge dal suo dato
letterale e logico. Peraltro agli stessi lavori preparatori può
riconoscersi valore sussidiario ai fini ermeneutici, quando essi,
unitamente ad altri canoni interpretativi ed elementi di
valutazione emergenti dalla norma stessa, siano idonei a chiarire
la portata di una disposizione legislativa di cui appaia ambigua la
formulazione'. (Cass. civ. sez. I 27-02-1995, n. 2230). In altri
termini la voluntas del legislatore siciliano, cristallizzatasi
all'esito del dibattito d'aula, va tenuta distinta dalla volontà
del singolo deputato, giacché la detta volontà emerge in
chiaramente dal testo letterale della legge esitato dalla l'ARS,
pubblicato successivamente in GURS e ribadito nella circolare
assessoriale di tipo interpretativa autentica;
il provvedimento assessoriale prot. 13571 del 16 settembre 2016 è
atto amministrativo di natura interpretativa, come dichiarato dallo
stesso Presidente Crocetta, attraverso la quale l'organo di vertice
o Assessore Lantieri, ha inteso perseguire quale risultato
l'applicazione uniforme del diritto obiettivo, contenuto nella
legge regionale (l.r. n. 17/2016) fonte del diritto sostanziale,
mostrando agli uffici sottoposti, in questo caso agli enti
territoriali e ai vari dipartimenti regionali quale fosse
l'interpretazione corretta della norma in questione;
la circolare, dunque, è un atto amministrativo interno alla
pubblica amministrazione, che non gode ex se di alcuna efficacia
vincolante, si limita solo ad orientare l'azione amministrativa, e
perciò gli uffici sottordinati possono disattenderla, in quanto
prevale il dettato legislativo; ciò significa che con la circolare
in parola si esplica un potere d'indirizzo che taluni organi
possono esercitare nei confronti di altre strutture (normalmente
interne e, comunque, sott'ordinate);
le circolari, infatti, non sono atti normativi né ad essi
assimilabili e, pertanto, sono prive del potere di innovare
l'ordinamento giuridico. (Cfr. sentenza n. 237 depositata il 9
gennaio 2009, Corte di Cassazione);
la giurisprudenza amministrativa consolidata in ordine l'efficacia
delle circolari interpretative statuisce: 'la circolare
interpretativa ha una funzione meramente interna di ausilio
giuridico' per l'ufficio sottordinato che deve applicare la norma,
mentre non riveste alcuna rilevanza nel rapporto tra provvedimento
amministrativo e norma giuridica, in guisa che risulta indifferente
anche per il Giudice eventualmente chiamato a verificare la
legittimità dell'atto adottato dalla P.A. TAR, Lazio-Roma, sentenza
30/08/2012 n. 7395; cfr. C.d.S. 5652/2003;
la sospensione da parte della Giunta regionale nella seduta del 21
settembre 2016 della circolare de qua non produce per i motivi di
diritto ora esposti, alcun effetto giuridico su una legge
pubblicata in GURS, se non un vizio di eccesso di potere, laddove i
funzionari regionali sottordinati dipendenti dell'Assessorato
Autonomie locali, ritenessero di non applicare la legge regionale
n. 17 del 2016, come esitata dall'Assemblea regionale, nella parte
relativa al c. 2 bis dell'art. 5 della l.r. n. 17 del 2016, che
statuisce l'applicazione sin da subito anche nei casi di
inandempienza conseguenziali alla mancata approvazione del
rendiconto di gestione o mancata deliberazione del bilancio di
previsione;
in altri termini, l'intervento del Presidente della Regione,
operata con la deliberazione n. 310 di Giunta, sospende unicamente
gli effetti vincolanti della circolare sul piano interno, mentre
sul piano concreto ciò porterebbe unicamente i Commissari ad acta a
proporre alla Regione, fino al primo rinnovo degli organi,
unicamente lo scioglimento del consiglio comunale e non anche la
decadenza di sindaco e giunta, emettendo un provvedimento
commissariale, che però, sarebbe comunque impugnabile e la cui
interpretazione della norma sarebbe rimessa al giudice
amministrativo;
il quesito posto dal Governo al Consiglio di Giustizia
Amministrativa attiene esclusivamente l'efficacia della circolare
di tipo interpretativo autentica, non intaccando il tessuto
normativo della legge regionale n. 17 del 2016 pubblicata in GURS;
la stessa sospensione della circolare interpretativa, rileva una
ingerenza di natura non solo amministrativa ma soprattutto politica
del governo regionale e del suo Presidente che si palesa ancor più
nelle dichiarazioni rese da Crocetta a mezzo stampa: 'Il Presidente
della Regione siciliana, Rosario Crocetta, comunica che ieri nel
corso della giunta ha sospeso - nelle more di acquisire il parere
da parte del CGA - la circolare interpretativa dell'assessorato
Enti Locali sulla decadenza dei sindaci, in caso di mancata
approvazione dei bilanci da parte del consiglio comunale. E' stato
infatti sottolineato che non si possa attribuire al sindaco che ha
proposto il bilancio in giunta, la responsabilità della mancata
approvazione da parte del consiglio comunale. Il governo è convinto
che questa situazione potrebbe essere utilizzata al fine di creare
instabilità politica, utilizzando lo strumento finanziario come
mozione di sfiducia, che prevede una diversa e più qualificata
maggioranza';
il Consiglio di Giustizia Amministrativa è organo i cui compiti e
funzioni sono espressamente previste e regolati ai sensi
dall'articolo 23 dello Statuto speciale e del Regio Decreto del
1924;
l'intervento del Consiglio di Giustizia Amministrativa é pur
sempre costituito da un parere, che, dal punto di vista giuridico,
espressione di una funzione consultiva obbligatoria, ma non
vincolante;
resta salva la facoltà dell'Amministrazione regionale di applicare
la legge regionale de qua, in difformità dal parere reso da CGA
(Cfr. C. Cost. 31 dicembre 1986, n. 298);
il Consiglio di giustizia amministrativa inoltre ha risposto alla
richiesta prot. n. 14131 del 27/09/2016 (pervenuta in data 28
settembre 2016) con cui la Regione Siciliana - Assessore per le
Autonomie locali ha chiesto il parere sull'affare consultivo della
corretta efficacia sulla corretta interpretazione delle
disposizioni della l. r. 11 agosto 2016 n. 17, pubblicata nella
GURS n. 38 del 2 settembre 2016 (Disposizioni in materia di
elezione del Sindaco e del consiglio Comunale e di cessazione degli
organi comunali. Modifica di nome in materia di organo di revisione
economica- finanziaria degli enti locali e di status degli
amministratori locali);
il CGA quale sezione consultiva del Consiglio di Stato nella
Regione siciliana, ha reso un parere sia sul comma 2, dell'art. 11,
l.r. n. 35/1997 come novellato, quanto sul comma 2-bis, esplicando
perciò un attività esegetica;
il medesimo CGA utilizza ai fini della predetta attività tanto il
canone letterale quanto i criteri sistematici, logici e
costituzionalmente orientati, tali da indurre ad optare che il
regime transitorio previsto per le disposizioni di cui al comma 2
dell'art. 11 della l.r. n. 35/1997, come sostituito dall'articolo,
comma 2 l.r. n. 17/2016, trovano applicazione anche il comma 2-bis;
tuttavia, oggetto della esegesi da parte del Consiglio Giustizia
Amministrativa è la normativa regionale;
ai sensi dall'art. 12 delle preleggi occorre avere riguardo ai
criteri esegetici secondo cui: 'Nell'applicare la legge non si può
ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese dal
significato proprio delle parole secondo la connessione di esse, e
dalla intenzione del legislatore';
pertanto il dato letterale è quello prevalente, è consentito fare
ricorso a criteri diversi ed ulteriori solo allorchè il dato
letterale non sia sufficientemente chiaro;
nell'ipotesi in cui l'interpretazione letterale di una norma di
legge sia sufficiente ad individuarne, in modo chiaro ed univoco,
il relativo significato e la connessa portata precettiva,
l'interprete non deve ricorrere al criterio ermeneutico sussidiario
costituito dalla ricerca, mercè l'esame complessivo del testo,
della mens legis, specie se, attraverso siffatto procedimento,
possa pervenirsi al risultato di modificare la volontà della norma
sì come inequivocabilmente espressa dal legislatore;
allorquando l'individuazione del proponimento del legislatore sia
consentito da espressioni testuali sufficientemente chiare, precise
e adeguate deve considerarsi preclusa la possibilità di ricorrere
ad altri criteri interpretativi;
sul punto la Cassazione ha testualmente stabilito che 'Quando
l'interpretazione letterale di una norma di legge sia sufficiente
ad esprimere un significato chiaro ed univoco, l'interprete non
deve ricorrere all'interpretazione logica, specie se attraverso
questa si tenda a modificare la volontà di legge chiaramente
espressa (...)' (Cass.Sez. Lav., sent. n. 11359 del 17-11-1993);
alla luce di tali ragionamenti e della giurisprudenza ora citata
ne consegue che il Consiglio di Giustizia Amministrativa ha reso un
parere ricorrendo erroneamente ed alternativamente a quattro
criteri ermeneutici in ordine il c.2 bis dell'art. 5 della legge
regionale n. 17 del 2016, cui invece il legislatore ha
letteralmente stabilito di darne immediata applicazione senza
previsione di norma transitoria;
comunque il parere reso dal CGA è improduttivo di effetti
giuridici all'esterno in quanto atto paragiurisdizionale, cui il
Presidente della Regione non è tenuto all'applicazione;
dall'entrata in vigore della legge regionale 17 settembre 2016 ad
oggi in 250 Comuni della Regione siciliana risultano insediati i
commissari ad acta ex art. 109 bis dell'O.R.EE.LL;
dalla medesima data nei medesimi comuni i Sindaci e le Giunte
richiedono agli organi di revisione contabile, i relativi pareri in
materia economica-finanziaria;
tale ingerenza del Presidente Crocetta e del suo Governo, sebbene
possa creare una linea di separazione tra Sindaci che rientrano
temporalmente nelle more della c.d. sospensiva della circolare da
parte della Giunta, a sfavore di altri di Sindaci, i quali
vedrebbero applicata, invece, la legge a decorrere dal primo
rinnovo degli organi comunali successivo alla data di entrata in
vigore della stessa, se non fosse che la legge in parola, per il
fatto stesso della sua pubblicazione con relativa firma congiunta
di Presidente e Assessore, produce effetti, rileva soltanto un
atteggiamento schizofrenico di un governo che disconoscendo la
propria firma a tergo della legge regionale integra atti contrari
ai principi previsti nella carta costituzionale ex art 97 Cost e
ss. e, dunque, palesa ai cittadini siciliani la produzione di atti
governativi inutili, confusionari e puerili;
tale interferenza, comunque, del Presidente della Regione che
prima di essere il capo dell'Esecutivo è il Presidente della
Regione siciliana, e perciò organo super partes dei Sindaci oltre
il singolo colore politico, è principalmente il Presidente di tutti
i consiglieri comunali dei 390 comuni della Sicilia;
RILEVATO che:
è trascorso abbondantemente il termine del 17 settembre 2016, data
di entrata in vigore della legge regionale de qua nella parte del
comma 2 bis dell'art. 5 della legge regionale n. 17 del 2016, per
cui da subito oltre allo scioglimento del consiglio comunale si
avrà la decadenza del sindaco e della sua giunta, si deve nominare
un commissario affinché questi lo predisponga d'ufficio, per
sottoporlo ai consigli in quei comuni siciliani ove il bilancio o
il rendiconto non è stato approvato nei termini;
trascorso il termine entro il quale il bilancio o il rendiconto
deve essere approvato senza che sia stato predisposto dalla Giunta
il relativo schema, la Regione, in forza della nuova l.r. n.
17/2016 - deve avviare contestualmente le procedure per lo
scioglimento del consiglio comunale, sancire la decadenza del
sindaco e della sua giunta,
invita il Presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana
a porre in essere ogni iniziativa prevista dalle sue prerogative e
dal suo ruolo di custode dello Statuto regionale tesa a
salvaguardare la sovranità parlamentare e la funzione legislativa
dell'Assemblea,
impegna il Governo della Regione
a rispettare il prescritto normativo in oggetto, stante che lo
stesso non si presta a nessuna interpretazione e che rappresenta la
volontà del legislatore, come si evince chiaramente dai lavori
parlamentari;
ad avviare immediatamente un esame analitico di ogni singolo ente
locale che si trovi nelle casistiche previste dalla norma in
oggetto, avviando le procedure previste dalla stessa».
La pongo in votazione con il parere favorevole del Governo.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata ad oggi, giovedì 1
dicembre 2016, alle ore 20.35, con il seguente ordine del giorno:
I -AFFIDAMENTO TEMPORANEO DELLE FUNZIONI DI DEPUTATO REGIONALE
SUPPLENTE A SEGUITO DELLA SOSPENSIONE DI DIRITTO DELL'ONOREVOLE
FRANCESCO RIGGIO DALLA CARICA DI DEPUTATO REGIONALE (Art. 3 legge
n. 30/94)
La seduta è tolta alle ore 20.34
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio