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Resoconto d'Aula della Seduta n. 387 di mercoledì 30 novembre 2016
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   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


                   La seduta è aperta alle ore 11.22

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, avverto che  del  verbale  della
  seduta precedente sarà data lettura in altra seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il   preavviso  di trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

   Onorevoli   colleghi,  poiché  è  in  corso  una  riunione   della
  Commissione  Antimafia, era un incontro già programmato  da  tempo,
  abbiamo   concordato  con  il  Presidente  Musumeci  che   possiamo
  riprendere  i lavori già alle ore 12,00, perché entro quell'ora  la
  Commissione, mi auguro, avrà dià finito.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


                        Sull'ordine dei lavori

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  comprendo  le
  ragioni  legate  all'attività nobilissima ed importantissima  della
  Commissione  Antimafia.  Tuttavia, forse sarebbe  stato  opportuno,
  considerato   che   dovremmo  accelerare  nelle  attività   d'Aula,
  sospendere per questi giorni le attività delle Commissioni. Così mi
  era  stato  indicato rispetto, ad esempio, alla  Commissione  della
  quale  faccio  parte, la Commissione Lavoro. Qui c'è il  presidente
  Greco  Marcello, al quale tra l'altro avevo chiesto  una  serie  di
  riscontri  rispetti  a  dei temi che riguardano  le  questioni  del
  lavoro,  una serie di audizioni che attendono, così come continuano
  ad attendere le attività del Parlamento.
   Se fosse possibile, chiedo di condividere un percorso che sospenda
  in questi giorni di priorità le attività delle Commissioni.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa e  riprenderà
  alle ore 12.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 11.25, è ripresa alle ore 12.18)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto congedo,  per  oggi,  gli
  onorevoli Dina e Lo Sciuto.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


                        Sull'ordine dei lavori

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il Governo non è presente in  Aula,
  mi  risulta che sia in corso una riunione, non so se formale o meno,
  in Giunta.
   Ho  sentito  i rappresentanti dei Gruppi presenti in Aula  e  si  è
  concordato un rinvio alle ore 15.00.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor  Presidente,  condividendo  il  garbo   del   suo
  intervento, lei è il Presidente dell'Assemblea e non può  certamente
  essere in capo a lei la responsabilità di una maggioranza che  prima
  ci ha

   MILAZZO GIUSEPPE. Il Governo è qua.

   FIGUCCIA.  E'  arrivato  l'assessore Baccei.  Possiamo  continuare.
  Sono contento.
   Siccome  non  ci potete fare ingoriare l'idea di andare  avanti  in
  questo  modo:  prima  era la Commissione, ora finalmente  è  entrato
  l'assessore per l'economia,  quindi,  visto che vedo accanto  a  lei
  il  presidente  Crocetta,  che saluto  e  sono  contento  di  vedere
  finalmente    in   Aula,   inviterei   oltre   che   la   Presidenza
  dell'Assemblea,  approfittando della  presenza   della  Regione,  di
  proseguire  nei  lavori  perché  aspettiamo  risposte,  perché   non
  possiamo  aspettare tentennamenti, perché fuori dal Palazzo  c'è  la
  gente  che  attende, perché l'assestamento di bilancio  possa  avere
  corso,  perché  ci  sono  i  Comuni che aspettano,  i  disabili,  le
  Province. Quindi, riprendiamo subito i lavori, signor Presidente.

   PRESIDENTE.  Ha  convinto tutti, onorevole Figuccia e,  considerato
  che il  il Presidente Crocetta è presente in Aula, mi ha chiesto  un
  rinvio di 30 o 40 minuti;  è più che sufficiente.
   La seduta, pertanto, è sospesa e riprenderà alle ore 13.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 12.20, è ripresa alle ore 13.29)

   La seduta è ripresa.

   dente sul lavoro avvenuto ieri sulla nave Sansovino  nel  porto  di
   Messina
   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


       Cordoglio ai familiari dei tre operai deceduti a seguito
                       dell'incidente sul lavoro
        avvenuto ieri sulla nave Sansovino nel porto di Messina

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, prima  di  iniziare  la  seduta,
  desidero esprimere il cordoglio di quest'Assemblea ai familiari  di
  Gaetano D'Ambra, Christian  Micalizzi e Santo Parisi, i tre  operai
  morti  ieri pomeriggio in un tragico incidente sul lavoro nel porto
  di  Messina. Il pensiero va anche ai diversi feriti, di cui  alcuni
  gravi, affinché possano, quanto prima, fare ritorno a casa.
   In  queste  occasioni  è  veramente difficile  trovare  parole  di
  conforto  per  chi  è  colpito  da  tragedie,  che  causano  ferite
  irreparabili.  Rivolgiamo, quindi, il nostro omaggio  alla  memoria
  dei  caduti, alcuni giovanissimi, ed esprimiamo la nostra vicinanza
  a  quanti ancora lottano tra la vita e la morte, ferma restando  la
  necessità di controlli sempre più stringenti per il rispetto  delle
  normative in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, mi auguro e
  ci auguriamo che le diverse inchieste avviate possano fare luce, il
  prima possibile, sulle cause dell'incidente.
   Prima,  quindi,  di  iniziare i  nostri  lavori,  interpretando  i
  sentimenti di tutta l'Assemblea, vi invito ad osservare  un  minuto
  di silenzio in segno di cordoglio.

                (L'Aula osserva un minuto di silenzio)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


                          Per fatto personale

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo la  parola
  per potere serenamente affrontare questa seduta d'Aula.
   Ieri  è  accaduto  l'ennesimo  fatto increscioso.  In  qualità  di
  deputato mi è stata negata da parte sua di ricevere una spiegazione
  da  parte  del  Governo riguardo alcuni argomenti sulla  Protezione
  civile. Possibilmente, è anche un po' colpa mia, perché ero un  po'
  distratto, ma lei mi ha negato questo ripetutamente ed offendendomi
  e  mi sembra che questo non sia un fatto positivo, considerato che,
  in  quest'Aula,  vi  è una diretta televisiva e,  quindi,  ritengo,
  signor Presidente, che questo suo atteggiamento che, devo dire, non
  è stato solo nei miei confronti ma anche, a volte, nei confronti di
  altri deputati, non sia corretto.
   Noi  l'abbiamo  voluta fortemente perché l'abbiamo votata,  perché
  noi l'abbiamo voluto in quest'Aula, l'abbiamo votata ad iniziare da
  me,  l'abbiamo votata affinché lei potesse svolgere la funzione  di
  Presidente di questo Parlamento. Lei non ha ottenuto solo i  nostri
  voti  della  maggioranza  ma ha avuto  anche  una  decina  di  voti
  dall'opposizione  e  questo  è  anche  un  bel  risultato.  Quindi,
  Presidente,    lei   deve   avere   rispetto   nei   riguardi    di
  quest'Assemblea, quando un deputato avanza una richiesta, perché  è
  nelle  nostre prerogative; noi non siamo tuttologi ma siamo persone
  che,  a  volte, hanno bisogno di avere spiegate le cose e  spiegate
  bene.
   Mi   sono   soffermato   al  discorso  della  Protezione   civile;
  sicuramente  non  è  stata così creata a caso quella  domanda  e  a
  tutt'oggi ancora non trova risposta
   Spero  che  l'assessore  Baccei o l'assessore  Cracolici  che,  in
  questo  momento, siedono al banco del Governo mi diano una risposta
  perché ho fatto una domanda precisa sulla Protezione civile,  anche
  perché,  caro Presidente, non so se lei è a conoscenza, l'assessore
  Croce è stato nominato per il dissesto idrogeologico in Sicilia.
   Penso  ci sia un'incompatibilità nel fatto che un assessore diriga
  questa  attività molto importante. Mi sarei aspettato  dal  Governo
  che, in quel posto, viste le tante malefatte di questa Regione,  si
  nominasse quanto meno un magistrato.
   Questo  è  un  mio  pensiero, anche perché  abbiamo  un  direttore
  generale   della  Protezione  civile,  dottor  Foti,  che  paghiamo
  abbastanza bene, quindi, poteva svolgere benissimo questa attività.
   Su  questo,  Presidente, ci tengo tanto e lei sa benissimo  quanto
  sono  preciso  in  queste cose, sono un deputato che  ascolta,  che
  frequenta,  che  agisce  in  qualsiasi  emendamento,  in  qualsiasi
  disegno di legge, in qualsiasi proposta da parte dell'opposizione o
  della  maggioranza ed esigo rispetto. Volevo dirglielo per  trovare
  la  serenità in me stesso e continuare un lavoro importante che, in
  questo  momento, si sta svolgendo in Aula che è l'assestamento,  la
  variazione  di  bilancio per il prossimo triennio  e  consideri  il
  fatto che affronteremo, da qua ad un mese, anche la finanziaria che
  deve  portare beneficio alla società, sicuramente non deve  portare
  litigi.

   DI GIACINTO. Chiedo di parlare per  fatto personale.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  GIACINTO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, ieri
  sera  sono stato richiamato da questo pulpito e sono stato chiamato
  anche   cambio  casacca', cosa che non ho fatto mai in questi anni,
  perché   è  cambiato  il  nome  del  mio  Gruppo,  ma  io,  insieme
  all'onorevole Malafarina e all'onorevole Oddo, siamo  stati  sempre
  nello stesso Gruppo.
   Sono  stato  richiamato perché è stato detto che avevo superato  i
  sette minuti e 30 secondi e di questo me ne duole per lei e per gli
  uffici,  perché  sono andato, così come le ho detto  ieri  sera,  a
  verificare   le   registrazioni,  ed  effettivamente   sono   stato
  interrotto dopo due minuti dal mio intervento.
   L'intervento  complessivo che ho fatto,  alla  fine,  comprese  le
  interruzioni che mi sono state fatte, è di cinque minuti. Questo  è
  quello  che  ho  verificato e mi dispiace,  Presidente,  che  abbia
  potuto  chiamarmi   cambio  casacca' perché  non  ho  mai  cambiato
  casacca. Chi ha cambiato casacca sono altri, non io.
   Quindi,  la invito, signor Presidente, a far rivedere agli  uffici
  chi  sono  i deputati del nostro Gruppo. I nostri quattro  deputati
  sono  sempre  lì  e sono rimasti sempre lì, non hanno  cambiato  né
  casacca, né altro.
   Quindi,  la invito, un'altra volta, quanto meno ad avere  rispetto
  di  quello  che  le ho detto e sul tempo che spetta al  mio  Gruppo
  parlamentare,  così  come sono sempre stato  rispettoso  della  sua
  Presidenza.

   PRESIDENTE. Diamo atto che lei è ancora a credito di due minuti  e
  trenta secondi.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


                        Sull'ordine dei lavori

   MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  GIUSEPPE. Signor Presidente, non ho rimproveri da  farle,
  non mi permetterei mai.
   Vorrei  l'attenzione  dell'assessore  Baccei  perché  durante   la
  trattazione dell'articolo 8, Presidente Ardizzone, mi aiuti,  nella
  scorsa  finanziaria è stato abrogato l'articolo 10 della  legge  8,
  ovvero l'assistenza ai disabili, per portatori di handicap.
   In verità ieri, nella norma, presidente Ardizzone, vorrei una mano
  da  parte sua, non abbiamo inserito la tutela e la salvaguardia  di
  genere,   ovvero,   mi  spiego  meglio:  relativamente   a   quando
  l'operatore accompagna il disabile non abbiamo inserito la dicitura
  della tutela del genere.
   Mi  spiego meglio: quando l'operatore accompagnerà la disabile  in
  bagno,  con  la  vecchia legge era garantita la  figura  femminile.
  Nella norma che abbiamo inserito si è perso questo principio.
     A  tutela  di  minori che sono accompagnati e che  senza  questa
  figura  non  potrebbero  certamente autonomamente  svolgere  questa
  funzione fisica, chiedo al Governo di impegnarsi formalmente, visto
  che  la  competenza è stata attratta all'Assessorato, in quest'Aula
  che   in   fase  di  redazione  del  decreto  verrà  garantita   la
  salvaguardia di genere ai disabili.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati, concordo assolutamente con l'onorevole Giuseppe  Milazzo,
  ovviamente,   non  mettendolo  nel  testo  non  era   assolutamente
  intenzione  di  non salvaguardare questo sacrosanto principio;  per
  cui  nel  decreto dell'Assessore, laddove si stabiliranno i livelli
  di  servizio,  si terrà conto di questo problema. La ringrazio  per
  averlo ricordato.

   Bilancio di previsione per l'esercizio finanziario  2016  e  per  il
   triennio 2016/2018. Variazioni al Bilancio di previsione per l'eser-
   cizio finanziario 2016 e per il triennio 2016/2018. Disposizioni va-
   rie. (n. 1264/A)
   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Seguito della discussione del disegno di legge  Assestamento del
   Bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2016 e per il
   triennio 2016/2018. Variazioni al Bilancio di   previsione   per
   l'esercizio finanziario 2016 e per il triennio 2016/2018.
   Disposizioni varie. (n. 1264/A)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, si passa al II punto  dell'ordine
  del  giorno:  Discussione  del disegno di legge   Assestamento  del
  Bilancio  di previsione per l'esercizio finanziario 2016 e  per  il
  triennio  2016/2018.  Variazioni  al  Bilancio  di  previsione  per
  l'esercizio   finanziario  2016  e  per  il   triennio   2016/2018.
  Disposizioni varie   (n. 1264/A) (Seguito).
   Invito   i   componenti  la  II  Commissione  a   prendere   posto
  nell'apposito banco.
   Si riprende dall'esame dell'articolo 6, in precedenza accantonato.
   Erano  stati  ritirati, se non erro, gli emendamenti  soppressivi.
  Anche se non vedo l'onorevole Di Mauro in Aula, era stata sollevata
  una  questione di carattere tecnico e c'era quasi una  sintonia  di
  visione.  Era  stata sollevata una questione di carattere  tecnico,
  onorevole Cordaro, quindi, avevamo accantonato  proprio per questo,
  perché forse  c'era una convergenza di idee.

   CORDARO. Manca l'Assessore.

   PRESIDENTE. L'Assessore è presente.

   CORDARO.   L'onorevole   Di  Mauro,  aveva  chiesto   l'intervento
  dell'Assessore per l'energia ed i servizi di pubblica utilità che è
  nel Palazzo, signor Presidente.

   PRESIDENTE. Ho capito, va bene. Invito l'Assessore per l'energia a
  presentarsi in Aula.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,  la
  determinazione della cifra relativa all'articolo 6 di 5  milioni  e
  42  mila  euro non è casuale, ma scaturisce da un'indicazione,  con
  relativa  tabella,  che il Ministero aveva inoltrato  alla  Regione
  siciliana. C'è però un problema; che a seguito di un'interrogazione
  parlamentare a firma dell'eurodeputato Ignazio Corrao, nella  quale
  si  è  chiesto  alla Commissione Europea di verificare  quelle  che
  erano  due delle voci inserite alla tabella che riguardano  proprio
  la  città  di Augusta, cioè la rada di Augusta e il campo sportivo,
  la  Commissione  Europea  ha  risposto  che  queste  non  rientrano
  all'interno delle discariche abusive, proprio perché c'è stata, nel
  frattempo,  una  dichiarazione, una nota  da  parte  della  Regione
  siciliana,  che scriveva al Ministero, dicendo di toglierle  perché
  erano erroneamente state inserite all'interno dell'elenco.
   Quindi,  il comune di Augusta cosa fa, dopo aver incassato  questa
  risposta   tramite  l'eurodeputato  Corrao?  Scrive  di  nuovo   al
  Ministero ed il Ministero risponde al comune di Augusta che è vero,
  è  così  e  non  devono essere considerate. Quindi,  se  andiamo  a
  togliere  i  finanziamenti  relativi a quelle  che  erano  le  voci
  inserite nel comune di Augusta, caro Presidente, che sono 388  mila
  euro  per  ogni intervento, e sono due gli interventi, non  abbiamo
  più  bisogno  di 5 milioni e 42 mila euro ma abbiamo  semplicemente
  bisogno  di  togliere  oltre 700 mila  euro  da  questo  che  è  un
  intervento.
   Lo avevamo già specificato in Commissione, avevamo anche portato i
  documenti   che  sono  stati  acquisiti  dalla  Commissione   però,
  purtroppo,  l'articolo è e rimane ancora con 5 milioni  e  42  mila
  euro, come da prima comunicazione del Ministero alla Regione.
   Chiedo  al  Governo  di intervenire, quantomeno  per  armonizzare,
  sulla base di queste indicazioni, anche la somma.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  Assessori,  ho
  qui, tra le mie carte, la notifica dell'ingiunzione di pagamento  a
  seguito  della  sentenza della Corte di Giustizia  del  2  dicembre
  2014, la causa è 193/13.
   In  questo  provvedimento, di cui ho la notifica dell'ingiunzione,
  ci  sono un po' tutte le somme che sono necessarie pagare per  dare
  una risposta a questa sollecitazione della Commissione europea.
   Per  il primo semestre successivo alla sentenza da pagare ci  sono
  42  milioni ed 800 mila - parlo sul tema complessivo dell'Italia  -
  con la riduzione di 400 mila euro per ciascuna discarica contenente
  rifiuti  pericolosi e messa a norma conformemente a detta  sentenza
  ed  euro  200  mila per ogni altra discarica messa conformemente  a
  norma.
   Rispetto  a questa riduzione per gli interventi che si sono  fatti
  la  somma complessivamente quantificata è di circa 33 milioni e 400
  mila euro che corrispondono a 155 discariche.
   Per  ogni  volta  che scade il semestre c'è un ritardo  e  bisogna
  pagare ulteriori penalità. Si parla di 27 milioni ed 800 mila  euro
  ogni sei mesi e, per giunta, con una sanzione per interessi di mora
  di circa 3,5 punti di percentuale.
   Relativamente   alla   questione   siciliana,   invece,    abbiamo
  l'individuazione di una delibera di Giunta del febbraio 2015 in cui
  è allegato l'accordo di programma.
   Questo  accordo di programma, lo ricordo all'Assessore che oggi  è
  presente, riguarda in buona sostanza sei discariche siciliane.  Per
  una di queste, addirittura, è stato presentato anche un ricorso  al
  TAR  perché,  sosterrebbe  il comune interessato,  nello  specifico
  Siculiana,  non  esserci le condizioni della  dichiarazione  che  è
  prevista come sanzione da parte della Corte d'appello.
   Ma questo sarà un problema che sarà deciso dal TAR.
   Il  ripristino di queste sei discariche prevede dei  progetti  per
  complessivi 2.376.163,00 euro.
   Caricare  la  somma  di 5 milioni e passa,  come  è  indicato  nel
  disegno di legge, tutti sui comuni, come se fosse soltanto un  tema
  riguardante  la  discarica e non come quello  che  diceva  ieri  il
  Presidente per il quale aveva avuto notizie di fognatura, credo sia
  una  cosa  sbagliata,  perché  se  l'intervento  di  ripristino   è
  complessivamente  di  2  milioni  376  mila,  dopo  che  i  comuni,
  Assessore,  hanno trasmesso i progetti nel tempo, come è  possibile
  che la sanzione sia pari a 5 milioni e passa quando l'intervento  è
  appena 2 milioni e 300 mila, circa?
   Noi  ci  troviamo,  in  questo caso, in una  sorta  di  dimostrata
  inefficienza del Governo regionale che nel tempo non ha  provveduto
  a  dare copertura finanziaria ai progetti presentati dalle relative
  amministrazioni comunali.
   Per  la verità mi sembra sin troppo ovvio che i comuni versino  in
  una  condizione  economica  difficile  e,  nonostante  le  ripetute
  sollecitazioni, in questo senso, ci siamo trovati in una condizione
  per  cui è passato del tempo, le sanzioni, ovviamente, sono  andate
  avanti  e  chissà  ancora per quanto tempo andranno  avanti  perché
  nonostante i comuni hanno presentato i progetti, ancora ci troviamo
  nella  indisponibilità dei relativi finanziamenti e delle  gare  di
  appalto  che  dovranno essere espletate per risolvere il  problema.
  Quindi,  siamo  dinnanzi ad una prospettazione di  almeno  diciotto
  mesi per la realizzazione delle cose.
   Allora,  signor  Presidente,  mi  dispiace  che  non  ci  sia   il
  presidente  Crocetta, credo che questa inadempienza della  Regione,
  intanto,  vada  certificata per capire qual è la  reale  somma  che
  bisogna  mettere da parte per pagare la sanzione rispetto a  questi
  sei comuni.
   Secondo, vorrei capire qual è, in buona sostanza, anche l'attività
  che il Governo regionale sta compiendo per rimuovere, nel più breve
  tempo  possibile, queste difficoltà che ci sono affinché  i  comuni
  possano avere il relativo finanziamento e ci si possa trovare nelle
  condizioni di superare i danni ambientali che si arrecano.
   Dico ciò, Presidente, perché è giusto che la Regione si assuma  le
  sue  responsabilità  e  non  a cascata  l'incapacità,  dei  governi
  regionali,  di  trovare, e lo ripeto, nel  tempo  le  soluzioni  al
  problema delle discariche siciliane che ha determinato una penalità
  così   grave  nei  confronti  dei  piccoli  comuni  che  non   sono
  assolutamente in condizione di supportare la trattenuta pari al  20
  per  cento  dei trasferimenti che la Regione esercita,  ogni  anno,
  rispetto ai comuni e nei confronti di quello che è l'importo  della
  penale da versare.

   VINCIULLO,  presidente  della Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, signori Assessori, perché  è  stato
  approvato  questo  articolo da parte della Commissione?  Perché  il
  ragioniere  generale dello Stato con la nota 31526  del  1   aprile
  2016 ha scritto al Presidente della Regione siciliana ed al sindaco
  del   comune   di  San  Filippo  del  Mela,  Cammarata,  Racalmuto,
  Siculiana, Leonforte, Augusta, Paternò, Monreale, Mistretta,  Cerda
  e  Priolo  Gargallo  chiedendo a questi comuni la  restituzione  di
  cinquemilioniquarantasei.
   E' una nota del ragioniere generale che così si conclude:  decorso
  il  termine  di  90 giorni dalla data di ricezione della  presente,
  senza  alcuna  indicazione  in merito  alle  predette  modalità  di
  reintegro,  si procederà al recupero delle risorse in  questione  a
  carico  dei  singoli  enti interessati, ai  sensi  della  normativa
  vigente . Dopodiché i comuni sono venuti a dire che non avevano  le
  risorse  disponibili per potere fare fronte a questa  necessità  ed
  hanno chiesto alla Regione, momentaneamente, di anticipare le somme
  che avrebbero restituite.
   In  particolare, gli interventi sono dodici, uno di 776 sul comune
  di Priolo, tutti gli altri sono di 388.
   Vero è, pure, quello che dice l'onorevole Cancelleri, però, vorrei
  ricordare che la lettera del Ministero delle Finanze del 19 ottobre
  2016,  dove  il  ragioniere generale dello Stato dichiara  che  una
  delle due somme non è dovuta da parte del comune di Augusta, non  è
  stata  mai  notificata  alla  Regione per  cui,  ad  oggi,  l'unica
  notifica che ha avuto la Regione, attraverso PEC, è quella relativa
  all'intera  somma  di cinquemilioniquarantasei.  Dopodiché  siccome
  abbiamo  detto che c'erano anche gli interessi e c'erano  eventuali
  altre     somme,     abbiamo    detto     rimaniamo     fermi     a
  cinquemilionicinquanta, in maniera tale che  l'eventuale  somma  in
  più  che sarebbe arrivata a questo punto, cioé 395 mila euro  possa
  essere  utilizzata  per  fare  fronte agli  interessi  o  ulteriori
  obbligazioni sulla norma.
   Questo   è   quello  che  abbiamo  in  possesso  da  parte   della
  Commissione, tant'è vero che la somma originaria di 6 milioni  dopo
  la  nota fattaci pervenire dall'onorevole Cancelleri, che ringrazio
  ancora  una  volta, è stata abbassata a cinque, però la Commissione
  non  ritiene  di  potere  andare  sotto  i  cinque,  anche  perché,
  altrimenti,  dobbiamo  togliere l'intero articolo.  E'  chiaro  che
  tutti i comuni hanno fatto presente di avere questa necessità.
   Era  questo  il  chiarimento  che  intendevo  fare  a  nome  della
  Commissione.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente affrontiamo la questione con un  poco
  di  superficialità.  Da  un lato c'è una comunicazione  di  undici,
  dodici comuni, dall'altro lato il Governo a proposito del fatto che
  i  comuni  non  hanno  i soldi, nell'accordo di  programma  che  ha
  sottoscritto,  con  delibera del 2014,  ha  previsto  finanziamenti
  perché  c'è un accordo quadro dello Stato pari ad un valore  di  30
  milioni, soltanto per sei comuni.
   I  comuni sono già 11. Continuano a scattare le sanzioni anche per
  quei  comuni  che  non  hanno  avuto  copertura  di  finanziamento.
  Continuando così, noi pagheremo sempre perché i comuni che per  ora
  sono   previsti  sono  soltanto  Cammarata,  Racalmuto,  Siculiana,
  Leonforte, Paternò e Monreale.
   Il  Presidente della Commissione parla di Augusta, di San  Filippo
  del  Mela.  Parla  di  altre  cose rispetto  a  questo  accordo  di
  programma.
   Noi non la finiremo mai di pagare sanzioni.

   CONTRAFATTO,  assessore per l'energia ed  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CONTRAFATTO,  assessore per l'energia ed  i  servizi  di  pubblica
  utilità.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, purtroppo  sembra
  che le ultime finanziarie siano sempre caratterizzate dal fatto che
  io perda la voce.
   Allora,  con riferimento all'appunto che ha fatto l'onorevole,  da
  ultimo, sono due questioni distinte e separate.
   Quello  che vengono all'attenzione dell'articolo 6 del disegno  di
  legge di cui stiamo discutendo oggi è stata perfettamente riassunta
  e  spiegata dall'onorevole Vinciullo, quindi, nulla potrei dire  in
  più per giustificare la ratio di questa norma.
   L'accordo   di  programma  quadro  cui  fa  riferimento,   invece,
  l'onorevole cha da ultimo è intervenuto e che riguarda delle  somme
  che  sono  state previste in Giunta per le discariche, non riguarda
  il  pagamento  della sanzione ma riguarda la linea di finanziamento
  per la messa in sicurezza. Vale a dire per eliminare il problema di
  inquinamento,  di potenziale inquinamento che, in  questo  momento,
  queste discariche hanno e, quindi, quella linea di finanziamento  è
  un aiuto per portare avanti progetti di messa in sicurezza.
   Questa,  invece, è una partita contabile per aiutare il  pagamento
  delle sanzioni.

   DI  MAURO.  Indichiamo  i  comuni  che  vanno  incontro  a  queste
  sanzioni.

   PRESIDENTE.  L'onorevole di Mauro dice di indicare  i  comuni  che
  vanno incontro a queste sanzioni.

   VINCIULLO,  presidente della Commissione e  relatore.  Cosa  vuole
  indicati? I comuni?

   PRESIDENTE. Sì.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Certo.  Glieli
  ho letti e glieli rileggo.

   DI MAURO. Indichiamoli nella norma, per essere precisi.

   VINCIULLO,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente,  non  ho problemi. Adesso prendo la ripartizione  degli
  oneri,  così come stabilito dal ragioniere dello Stato,  faccio  un
  subemendamento e glielo consegno immediatamente.

   SUDANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUDANO.    Signor   Presidente,   avevo   capito   dalle    parole
  dell'onorevole  Di  Mauro che, invece, siccome alcuni  comuni  sono
  stati  tolti  dall'infrazione che ci sono delle somme  in  più  che
  servono a coprire infrazioni successive che devono arrivare.
   Non è così? Allora, si devono indicare.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  ho  capito  che  siamo   tutti
  d'accordo  di  venire  incontro ai comuni, però  la  soluzione  non
  risulta ancora chiara.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente,  mi scusi, lei  dice  che  siamo  tutti
  d'accordo, a me non sembra chiaro e lineare il ragionamento  perché
  da una parte l'onorevole Vinciullo dice che è vero che i soldi sono
  in  più  ma  che li anticipiamo per delle sanzioni che  stanno  per
  arrivare.
   L'Assessore,  da  quello che ho capito, dice  che  all'interno  di
  questa  norma  sono previste delle somme per delle azioni  da  fare
  direttamente  per rimuovere le criticità che ci hanno visto  subire
  le sanzioni.
   Se  possono  un  attimo chiarire e mettersi  d'accordo  perché  le
  informazioni  che  sono  arrivate non sono per  niente  chiare,  né
  lineari.
   Signor Presidente, questo  è un argomento di massima serietà.  Noi
  abbiamo  dei  comuni  che, tra l'altro, si sono opposti,  scrivendo
  alla Regione ed al Ministero, perché si vedono soccombere di fronte
  a  somme  che,  non  solo non potevano pagare tout  court,  ma  che
  probabilmente  non  potranno  neanche  restituire  se  questo   non
  comportasse  aumentare  le  tasse,  andare  in  dissesto,  eccetera
  eccetera.  Quindi,  è un argomento di massima delicatezza,  su  cui
  vogliamo chiarezza.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Milazzo Giuseppe. Ne
  ha facoltà.

   MILAZZO  GIUSEPPE.  Signor Presidente,  l'articolo  è  chiaro.  In
  verità,  io  ho  presentato un soppressivo al  comma  2,  assessore
  Baccei. Noi dobbiamo aiutare i Comuni, non gli dobbiamo prestare  i
  soldi, perché al comma 2 è scritto: "le somme erogate ai sensi  del
  comma 1 sono recuperate a quote costanti".
   Io  non  sono  d'accordo, non mi sembra un periodo  facile  per  i
  Comuni per cui gli chiediamo che poi li devono restituire. Oggi noi
  dobbiamo,  secondo  me, approvare una norma  e  approvarla  con  lo
  spirito di cui all'articolo precedente, quando abbiamo detto che li
  aiutiamo.  Non  penso che la Regione fallirà  perché  noi  diamo  5
  milioni ai Comuni e li aiutiamo.
   Allora,  il comma 2 va soppresso e aiuteremo i Comuni a  prevedere
  nei  loro bilanci, in base alle somme che devono restituire, a fare
  qualche altra cosa, e poi a discrezionalità dei Comuni perché hanno
  l'autonomia  nella  redazione  ed  approvazione  dei   bilanci   di
  previsione.
   Quindi,  io  proporrei, Presidente, di chiudere la questione  qua,
  nel senso, il principio che i Comuni si devono aiutare va bene.
   Onorevole  Vinciullo, questa è la mia opinione; io  non  penso  di
  convincerla, penso di vincere però in questo concetto,  perché  sul
  soppressivo che ho presentato al comma 2 chiederò il voto  segreto.
  Anzi,  vorrei  chiedere  il voto palese, veramente,  perché  voglio
  vedere dei deputati chi sarà, che poi i Comuni, che sono disastrati
  devono restituire questi quattro soldi, che se li distribuissimo  e
  se  elencassimo  i Comuni vedremmo che parliamo di somme  irrisorie
  Comune per Comune.
   Quindi, si può fare questo ulteriore atto di aiuto a sostegno  dei
  Comuni.

   CIRONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIRONE.   Io  credo,  Presidente,  che  stiamo  facendo  diventare
  complicata  una  questione che invece complicata non  è.  Anzi,  io
  plaudo  all'azione  del  Governo e  della  Commissione  per  essere
  intervenuti  in maniera appropriata su questa vicenda che  è  stata
  all'attenzione della IV Commissione, della Commissione   Territorio
  e  Ambiente , nel momento nel quale 11 Comuni della Regione Sicilia
  furono  praticamente  interloquiti dal  Ministero  dell'Economia  e
  invitati  ad  erogare  somme per procedure di  infrazione,  la  cui
  storia, peraltro, era abbastanza particolare e diversa.
   Si  scoprì in quella Commissione, in quella seduta di Commissione,
  che  la storia degli 11 Comuni, appunto, era diversa e particolare.
  In  alcuni casi, addirittura, erano arrivate richieste di notifiche
  di  procedura  di  infrazione per vicende che non  attenevano  alla
  questione di mancata bonifica. Per esempio, la questione della rada
  di  Augusta  era  in maniera errata stata inserita.  Altri  Comuni,
  invece,  poterono  dimostrare in Commissione  che  avevano  avviato
  procedure di caratterizzazione, per esempio, o altro.
   Oggi,   veniamo  in  quest'Aula,  da  una  parte,  con  l'articolo
  dell'assestamento,  veniamo incontro ad esigenze  che  quei  Comuni
  hanno notificato, e c'è appunto che il pagamento della procedura di
  infrazione  avrebbe  portato alcuni di loro a  condizioni  di  pre-
  dissesto,  se  non di dissesto e, quindi, ben venga  quell'articolo
  che   aiuta  e  fa  fronte  a  somme  che  devono  essere  erogate.
  Dall'altra,  con  l'accordo  di  programma-quadro  si   avvia   una
  procedura di fuoriuscita dall'entrazione perché i Comuni  che  sono
  stati   inseriti  hanno  già  avviato,  appunto,  i   processi   di
  caratterizzazione che sono propedeutici alla bonifica tout court.
   Io    chiedo    all'Aula   di   procedere,   invece,   serenamente
  all'approvazione dell'articolo perché il fatto che si  consenta  di
  avere  un  minimo di larghezza in più nell'articolo  significa  che
  possiamo   fare  fronte  all'eventuale  notifica  di   nuove,   non
  procedure,  ma  anche di implementazione della spesa  a  quegli  11
  Comuni,  la maggior parte sono tutti piccoli Comuni, non potrebbero
  certo far fronte.

   LOMBARDO. Chiedo di parlare.

   LOMBARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,  a  me
  sembra  davvero che la questione sia molto semplice, molto  chiara,
  quella posta dal collega Di Mauro e da alcuni deputati che mi hanno
  preceduto.  Forse,  il Governo fa finta di non capire  o  non  vuol
  capire.
   Allora,  noi abbiamo una sentenza della Corte di Giustizia europea
  che  ha,  come  dire, condannato l'Italia a pagare  42  milioni  da
  ripartire   nelle  discariche  italiane.  All'interno   di   questo
  discariche devono essere effettuati degli interventi di bonifica  e
  dei  lavori che ne qualificano alcuni criteri ambientali  e,  sulla
  base  di  queste  esigenze, il Governo nazionale ha predisposto  un
  accordo di programma-quadro che la Regione ha adottato nel 2015.
   Ora,   nell'ultima  nota  inviata  dal  Commissario  europeo   per
  l'Ambiente,  Caleca, è stato evidenziato che le Regioni,  lo  Stato
  italiano  in  questo  caso, e le Regioni  inadempienti,  quindi  la
  Regione  siciliana,  dovranno continuare a pagare  ulteriori  somme
  oltre i 5 milioni che il Parlamento si appresterà ad approvare.
   Quindi,  cosa  ci dice il Commissario europeo per  l'Ambiente?  Ci
  dice:    bene,  pagate  i  5  milioni ; questo  ce  l'ha  detto  il
  Ragioniere dello Stato, ma le discariche inadempienti,  e  sono  il
  100  per  cento in Sicilia, dovranno continuare a pagare  ulteriori
  penalità.
   Quindi, qual è il tema che è stato posto e mi sembra chiaro:  i  5
  milioni li approveremo ora, per i ritardi che sono stati causati in
  questi  anni, ma, a causa del mancato avvio dei lavori di bonifica,
  che  -  ripeto - sono stati deliberati nel febbraio 2015 da  questa
  Giunta  regionale, noi e questo Parlamento tra 6 mesi, tra 1  anno,
  tra  3  settimane  dovrà pagare ulteriori somme  e  dare  ulteriori
  anticipi  ai Comuni, sarà 1 milione tra 6 mesi, saranno  2  milioni
  tra  1  anno, saranno 3 milioni tra 3 anni e così via. Quindi,  noi
  continueremo  a pagare oneri per una inadempienza di questa  Giunta
  regionale.
   Quindi   la   domanda,   qualora  non   fosse   pervenuta   chiara
  all'Assessore  da  ultimo  intervenuto, mi riferisco  all'assessore
  Baccei che certamente ha compreso bene l'argomento, è: come mai, ad
  oggi,  dato  che  sono  trascorsi quasi 2 anni  dalla  delibera  di
  accoglimento  di questa APQ ancora questi due milioni  e  400  mila
  euro  non  sono stati distribuiti agli 11 Comuni? molti  dei  quali
  hanno   già  presentato  i  progetti  di  bonifica?  Perché,  veda,
  Presidente Ardizzone, magari qualche assessore tra un anno  non  ci
  sarà,  magari anche qualche deputato, però ci sarà ancora il popolo
  siciliano  ed  il suo Parlamento che, temo, chi vorrà ancora,  come
  dire,  non rispondere a questa questione, dovrà nuovamente  con  un
  articolo  di  assestamento  o  di variazione  o  quello  che  sarà,
  continuare a pagare le inadempienze di qualche assessore.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati. Per l'onorevole Foti, proviamo a rispiegare, non so se  è
  in  Aula  l'onorevole  Foti.  Sono  due  questioni  distinte,  come
  spiegava l'assessore Contraffatto, una attiene al pagamento di  una
  sanzione  che  è  stata pagata dallo Stato. Il Ragioniere  generale
  dello  Stato,  con  la  nota che ha letto il Presidente  Vinciullo,
  chiede  alla  Regione  di farsene carico  per  poi,  a  sua  volta,
  richiederla ai comuni.
   Se la Regione non se ne fa carico, presidente Vinciullo mi dica se
  sbaglio,  entro  90 giorni andrà direttamente sui Comuni,  per  cui
  noi, con questa norma, stiamo tutelando i Comuni.
   Stiamo  parlando della sanzione su quei comuni sanzionati, di  cui
  alla lettera del Ragioniere dello Stato.
   Lo  Stato ha già pagato, richiede i soldi alla Regione che, se con
  questo  articolo che passerà se ne farà carico e poi, col comma  2,
  li va a richiedere ai comuni.
   Questo  è un primo aspetto. Il secondo aspetto è quello dell'  APQ
  che è stato deliberato in giunta a febbraio del 2015 che prevede lo
  stanziamento  di somme per far mettere in sicurezza  le  discariche
  per i comuni.
   Sono due aspetti, quindi, uno è la sanzione, uno sono i soldi  per
  fare  lavori,  a partire dalla progettazione che molti  comuni  non
  avevano neanche fatto. Sono due aspetti completamente diversi.  Uno
  è la sanzione, l'altro sono i lavori.
   Per  rispondere  all'onorevole Milazzo sul tema di  far  pagare  i
  comuni,  non  è  un problema finanziario. Noi possiamo  pensare  di
  farlo  in 10 anni, di partire nel 2018, però il tema è: la sanzione
  deve  avere un carattere sanzionatorio. Se paga sempre la  Regione,
  si  va  avanti a non fare le cose perché, tanto, paga  la  Regione.
  Parlo in generale, non so di questa fattispecie.
   Secondo me, per aiutare ulteriormente i comuni possiamo pensare di
  diluire  ancora  di più nel tempo, di posticipare  un  altro  anno,
  però,  secondo  me  non  sarebbe giusto, in generale  verso  chi  è
  virtuoso. Continuiamo ad aiutare chi non è virtuoso, a danno di chi
  è virtuoso.
   Mi  riferisco,  nella fattispecie, anche a delle cose  che  stiamo
  facendo  sui  comuni in dissesto. Sembra quasi che aiutiamo,  diamo
  incentivi  sempre  ai  comuni in dissesto  e  ai  comuni  che  sono
  virtuosi è come se li penalizzassimo.
   Secondo  me questo non è l'atteggiamento corretto. Io capisco  che
  bisogna aiutare, ma capisco anche che bisognerebbe premiare  chi  è
  virtuoso, non punirlo ulteriormente.
   Io  sono  contrario  al fatto di sopprimere il  comma  2,  se  poi
  vogliamo  attenuarne  gli  effetti,  facciamolo,  tanto  non  è  un
  problema  di  incassare  i  soldi, è un problema  di  affermare  un
  principio  che  è quello che chi ha trasgredito, in  qualche  modo,
  paghi una sanzione. Poi, se ha un problema finanziario lo aiuteremo
  e diluiremo i termini di pagamento.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  dopo  questo  dibattito,  credo
  proficuo, si passa all'emendamento 6.4 dell'onorevole Di Mauro.
   E'  chiaro  che  se passa l'emendamento, di conseguenza,  dobbiamo
  rimodulare

   CANCELLERI.  Signor  presidente, io non ho ritirato  l'emendamento
  6.10.

   PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri, siccome all'inizio,  forse,  per
  mia  responsabilità, c'era un po' di distrazione,  avevo  detto  di
  ripartire   dal   6.4  perché,  proprio  ieri  quando   discutevamo
  dell'articolo  6,  se  non erro perché c'era  molta  confusione,  i
  soppressivi erano ritirato, probabilmente non il suo.
   Si passa all'emendamento 6.10. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   GRECO  GIOVANNI.  Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

      (la richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 6.10

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indico   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento soppressivo 6.10.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota si preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso, chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti           51
   Votanti            50
   Maggioranza        26
   Favorevoli         28
   Contrari           22

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:

                             «Articolo 11.
                          Obbligo Scolastico

   1.  Per  assicurare  ai  giovani l'attuazione  del  diritto-dovere
  all'istruzione  attraverso  il  Sistema  Istruzione  e   Formazione
  Professionale   della  Regione  Siciliana  parallelo   al   Sistema
  Istruzione,  in coerenza con quanto previsto dalle disposizioni  di
  cui  al  decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226 è autorizzata,
  per  l'esercizio finanziario 2016, la spesa di 16.100  migliaia  di
  euro  da  destinare al finanziamento delle spese relative  all'anno
  scolastico 2016/2017 (Missione 4 - Programma 6 - Capitolo 372522)».

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, Assessori, io vorrei  invitare  un
  attimo  i colleghi andare a sedere. Presidente, sono le ore  14.20,
  io  a  nome  della Commissione le chiedo di sospendere i lavori  e,
  nello  stesso  tempo,  sospendendo i  lavori  di  riflettere  sulla
  richiesta che aveva fatto ieri sera l'onorevole Di Giacinto, cioè

                           (Brusio in Aula)

   PRESIDENTE. Scusate, colleghi, ascoltiamo il Presidente della
  Commissione.

   VINCIULLO,  presidente  della Commissione e  relatore.  Ma  perché
  gridano  in  continuazione,  quando  parlano  loro  nessuno  grida,
  nessuno dice nulla  Pensate che gridando avete ragione  No
   Signor Presidente, io l'unica cosa che le chiedevo, anche perché a
  differenza di colleghi che sono arrivati adesso e gridano, io  sono
  qui  da  stamattina alle 11.00, seduto a questo tavolo. Allora,  le
  dicevo se era possibile solo 40 minuti di sospensione, il tempo che
  chi  deve andare a mangiare va a mangiare, altri possono riflettere
  e  poi alle 15.00 quando ritorniamo decidiamo definitivamente  cosa
  fare.
   Veda, all'onorevole Falcone, che grida, gli vorrei ricordare che è
  arrivato  10 minuti fa in Aula, quindi proprio lei non può gridare,
  doveva essere qui alle 11.00
   Quindi, quello che le chiedo, Presidente, è di avere .

                           (Brusio in Aula)

   VINCIULLO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Ma  dove
  pensano  di  essere   Pensate di essere  in  un  Parlamento  oppure
  pensate ,  ognuno  fa  le sue proposte legittime,  legittime  anche
  quando  come  poco  fa  fate proposte di  portare  al  disastro  il
  bilancio della Regione, nessuno ha detto nulla
   Quindi,  Presidente,  dato anche il clima  da  stadio  che  stanno
  alimentando,  io  sarei dell'idea di continuare a  insistere  nella
  richiesta di sospendere momentaneamente i lavori.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  per
  un  problema di sistema di voto che non metto in discussione perché
  h  perfetto, ma siccome sono rimasto con il dito pigiato, per  cui,
  signor Presidente, la richiesta

           (Proteste da parte dei deputati dell'opposizione)

   PANEPINTO. Chiedo scusa, però, mi pare che le grida alle ore 14.30
  per una sospensione di mezz'ora mi sembrano fuori luogo
   Quindi,  signor  Presidente, la prego di sospendere  la  seduta  e
  riprendere alle ore 15.00 per il tempo materiale di pranzare.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, noi abbiamo un'esigenza:  dare  il
  voto  finale  all'assestamento di bilancio entro  questa  sera.  Il
  dottore  Sammartano, Ragioniere generale della Regione, ha riferito
  che non è in grado di attivare il mutuo nei confronti dei comuni se
  non si approva la manovra entro questa sera.

   MILAZZO  GIUSEPPE. Signor Presidente, stralci tutto,  passiamo  al
  voto finale

   PRESIDENTE. Man mano che si parla incominciamo a comprenderci, se,
  però,  c'è meno chiasso in Aula si dà la possibilità al Governo  ed
  alla Commissione di fare le attente riflessioni.

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  come  lei
  sta  vivendo in questi ultimi mesi ogni volta il Governo ha  sempre
  un problema di grave urgenza.

   PRESIDENTE. No, questo non è un problema del Governo,  è  previsto
  dalla legge.

   GRECO  GIOVANNI. Noi siamo d'accordo, però, stralciamo  tutti  gli
  altri  articoli  e  votiamo quello che già è stato  approvato  fino
  adesso di questa manovra finanziaria e, così, ci togliamo tutte  le
  scuse  perché  altrimenti guardi che stasera non ci  si  arriva  ad
  approvarla

   ARANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se ci sono

                           (Brusio in Aula)

   PRESIDENTE.   Però,   scusate,  gradirei  che   i   colleghi   che
  intervengono siano ascoltati dal Governo altrimenti non  ha  senso,
  non è un dialogo.
   Per rispetto dei colleghi che intervengono, l'onorevole Arancio di
  sicuro si rivolgerà al Governo.

   ARANCIO.  Signor  Presidente, considerato il  fatto  che  ci  sono
  motivi  d'urgenza,  penso che non possiamo fermarci  a  quello  che
  abbiamo votato fino ad ieri sera, quindi, mi sembra legittimo  fare
  una  sospensione di mezz'ora in modo di fare una cernita  di  tutto
  quello che resta, di tutto quello che per legge in cui ci sono  dei
  dispositivi di legge che devono essere finanziati.
   Signor Presidente, parlare tutti contemporaneamente dal microfono,
  fuori  microfono,  non  si capisce quale  potrebbe  essere  la  mia
  proposta.
   Allora, la mia proposta è questa, signori consiglieri comunali, di
  sospendere  per  20  minuti, signori consiglieri  comunali.  Chiedo
  scusa  ai  signori deputati per il lapsus. Sono abituato a  parlare
  nei consigli comunali, quindi ho avuto questo lapsus.
   Pregherei  i  deputati  di sospendere per mezz'ora  per  fare  una
  ricognizione  di  tutto  ciò  che  resta  e  vedere  quello  che  è
  necessario completare entro questa sera.
   Dopodiché  condividiamo questo passaggio e  penso  che  saremo  in
  grado di produrre in modo sicuramente proficuo entro questa sera  i
  lavori  ed  in modo condiviso perché dobbiamo promuovere tutto  ciò
  che  serve  ai  siciliani e questo se utilizziamo questo  criterio,
  penso  che  possiamo chiudere in modo condiviso  e  sicuramente  in
  tempo utile.
   Grazie,  signor  Presidente,  per la  sua  attenzione.  Grazie  ai
  colleghi  deputati che vedo che seguono con meno  attenzione  e  mi
  piacerebbe che seguissero con più attenzione.

   PRESIDENTE.  L'onorevole  Arancio  è  intervenuto  chiedendo   una
  sospensione,   però,  su  una  questione  di  carattere   politico-
  istituzionale. Ha chiesto come dobbiamo procedere.
   C'è  la possibilità di una cernita di alcuni articoli, chiaramente
  quelli evidenziati, o no?
   Ringrazio   l'onorevole  Arancio,  ma  onorevoli  colleghi,   però
  l'onorevole Arancio ha posto una questione più politica,  non  sono
  le  esigenze  alimentari di qualcuno, per carità,  ci  stanno  pure
  queste,  però  ha  posto una questione più politica.  Ha  detto  di
  sospendere  per  mezz'ora. Ma qua c'è il Governo.  Gradirei  sapere
  come  il  Governo  intende  procedere  su  questa  proposta.  Se  è
  opportuno  sospendere o meno una mezz'ora per vedere  di  fare  una
  cernita degli articoli rimasti.
   Ho capito che ci sono posizioni molto diverse.

   BACCEI, assessore per l'economia. Sospendiamo.

   PRESIDENTE. Ringrazio l'assessore Baccei.
   La  seduta,  pertanto,  è sospesa. Sono le  ore  14.28,  i  lavori
  riprenderanno alle ore 15.00; quindi, poco più di mezz'ora.

   MILAZZO GIUSEPPE. La stiamo subendo questa sospensione

   PRESIDENTE.   Certo   che  la  sta  subendo,  onorevole   Milazzo.
  L'onorevole  Milazzo e l'onorevole Figuccia stanno  subendo  questa
  sospensione.  Ai  fini del verbale, lo dichiaro io,  state  subendo
  questa decisione.
   Onorevoli  colleghi,  la seduta è sospesa e  riprenderà  alle  ore
  15.00.

      (La seduta, sospesa alle ore 14.28, è ripresa alle ore15.27

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa all'articolo  11.  Ne  do
  lettura:

                             Articolo 11.
                          Obbligo Scolastico

   1.  Per  assicurare  ai  giovani l'attuazione  del  diritto-dovere
  all'istruzione  attraverso  il  Sistema  Istruzione  e   Formazione
  Professionale   della  Regione  Siciliana  parallelo   al   Sistema
  Istruzione,  in coerenza con quanto previsto dalle disposizioni  di
  cui  al  decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226 è autorizzata,
  per  l'esercizio finanziario 2016, la spesa di 16.100  migliaia  di
  euro  da  destinare al finanziamento delle spese relative  all'anno
  scolastico 2016/2017 (Missione 4 - Programma 6 - Capitolo 372522).

   MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO   GIUSEPPE.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,
  intervengo  per  dire che ritiro tutti gli emendamenti  soppressivi
  all'articolo  11,  il  mio Gruppo mantiene solo  l'emendamento  che
  aumenta  -  non  ho qui la rubrica - lo stanziamento  da  16  a  17
  milioni circa.

   PRESIDENTE. Il primo firmatario è l'onorevole Falcone.
   Onorevole   Di  Mauro,  mantiene  o  ritira  il  suo   emendamento
  soppressivo all'articolo 11?

   DI MAURO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non  è  un
  piacere quando si chiama il voto segreto e si cassa un articolo.
   Né  ho  intenzione di chiedere il voto segreto su  quest'articolo.
  Però,  l'assessore mi deve spiegare perché, durante la  trattazione
  di  questo in Commissione bilancio, ha dato parere favorevole sulla
  proposta di riduzione di un milione di euro.
   Siccome io la conosco e la stimo, non ci voglio credere.
   Quindi,  se  lei  risponde  a questa  mia  domanda  io  dopo  sarò
  consequenziale.

   MARZIANO,    assessore   per   l'istruzione   e   la    formazione
  professionale. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO,    assessore   per   l'istruzione   e   la    formazione
  professionale. Signor Presidente, onorevoli colleghi, personalmente
  non  credo di aver dato, in Commissione bilancio, parere favorevole
  sulla  riduzione di un milione di euro, perché non ero presente  la
  sera in cui si è trattato l'articolo 11.
   Quello  che  posso  spiegare  è  che,  con  la  somma  attualmente
  prevista,  noi riusciremmo a fare esattamente il numero  dei  corsi
  richiesti fino ad oggi.
   La scadenza nella presentazione delle domande, è fissata per il  5
  dicembre,  quindi  è  chiaro che tutte  le  domande  ulteriori  che
  dovessero arrivare potrebbero non avere copertura.
   Vorrei  utilizzare pochissimi minuti per illustrare  all'Aula  che
  con  lo stanziamento previsto noi ottemperiamo a tutte le richieste
  di  obbligo formativo che sono state avanzate finora, che sono  772
  corsi già finanziati, 28 corsi da finanziare dei primi anni, 54  da
  finanziare dell'alternanza scuola-lavoro il sistema duale, e  circa
  100,  101,  102  corsi -  a seconda di quelli che  arriveranno  dei
  secondi e quarti anni -, senza il finanziamento dei quali rischiamo
  di  perdere  anche  il finanziamento statale dei primi  anni.  Ecco
  perché è necessario questo stanziamento di bilancio.

   PRESIDENTE.  Si ritiene soddisfatto della risposta dell'Assessore,
  onorevole Greco?

   GRECO GIOVANNI. No, non ha risposto a quello che ho chiesto io.

   PRESIDENTE. Voleva sapere perché ha dato parere negativo.

   MARZIANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professione.
  Presidente   non  ho  partecipato  alla  riunione  di   Commissione
   Bilancio   in  cui  si è trattato l'articolo  11,  quindi  non  ho
  contezza  di questa cosa che mi si chiede. Non ero presente  quando
  in Commissione Bilancio è stato trattato l'articolo 11.

   GRECO  GIOVANNI.  E  vediamo cosa ha da dire il  presidente  della
  Commissione Vinciullo.

   PRESIDENTE. Vedremo i verbali della Commissione.

   VINCIULLO,  presidente  della Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. L'argomento  è
  stato  affrontato quasi alla fine della nottata, quando  era  stato
  presentato   un   emendamento   per   sottrarre   400   mila   euro
  all'assessorato al turismo e per destinarli ad altri finalità.
   In quel caso l'onorevole Panepinto dichiarò di aver parlato con il
  presidente   Marziano   ed  il  presidente  Marziano   aveva   dato
  disponibilità a prendere i soldi dal capitolo 11. Ma è un fatto che
  è avvenuto dopo.

   PRESIDENTE. L'ha riferito l'onorevole Panepinto, questo.  Evitiamo
  la prova, se è vero o non è vero.

   VINCIULLO,  presidente della Commissione e relatore.  La  prova  è
  certa perché è verbalizzato.

   PRESIDENTE. Credo che la risposta l'abbia avuta l'onorevole Greco.
  Può pure ritirare l'emendamento soppressivo.

   GRECO  GIOVANNI.  Non lo ritiro e chiedo che la votazione  avvenga
  per scrutinio segreto.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA. Signor Presidente non altro se non per testimoniare  che
  ci  sono  delle  fattispecie in cui non  ci  si  può  arroccare  in
  atteggiamenti e prese di posizione a tutti i costi.
   Noi  ci  siamo confrontati con il gruppo parlamentare  ed  abbiamo
  preso una decisione che i termini che attendono l'obbligo formativo
  non  possono  essere temi che attengono una parte o un'altra  parte
  politica.
   Ci sono questioni sulle quali bisogna che tutti siamo d'accordo  e
  certamente   non   garantire   una   opportunità   non   solo    di
  scolarizzazione  ma, soprattutto, un percorso di inclusione  socio-
  lavorativo  serio  per tutti quei ragazzi che  rischiano  di  poter
  perdere  delle opportunità. E allora rispetto a questo  tema  Forza
  Italia   è  dalla  parte  dei  ragazzi,  Forza  Italia  è  per   la
  spendibilità  dei percorsi e noi ovviamente siamo a  favore,  e  mi
  sembra strumentale qualsiasi altra posizione differente da questa.

   ARANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARANCIO.  Signor  Presidente, mi rivolgo,  con  il  suo  consenso,
  all'onorevole Greco chiedendogli pubblicamente di ritirare  la  sua
  proposta di voto segreto perché su tutto possiamo votare ma proprio
  sui ragazzi, onorevole Greco, penso che non si debba fare.
   Questo è un articolo che deve essere votato da tutto il Parlamento
  perché  l'obbligo formativo riguarda i ragazzi che  non  proseguono
  l'iter  normale,  vengono tolti dalla strada e, quindi,  penso  che
  bisogna  votarlo e anzi votarlo speditamente, come dice il  collega
  nonostante l'assessore,  che è un ottimo assessore.

   PRESIDENTE. Onorevole Greco, lo ritira?

   GRECO GIOVANNI. No, ed insisto sulla richiesta di voto segreto.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento soppressivo 11.2

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento indìco la votazione. Chiarisco il significato del  voto:
  chi  vota  sì preme il pulsante verde; chi vota no preme il pulsante
  rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            52
   Votanti             50
   Maggioranza         26
   Favorevoli          20
   Contrari            30

                           (Non è approvato)

   Gli emendamenti 11.7 e 11.8 sono assorbiti.
   Si passa all'emendamento 11.5, a firma dell'onorevole Di Giacinto.

   DI GIACINTO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si   passa   all'emendamento  11.3.  Il  significato   di   questo
  emendamento è già stato spiegato dall'onorevole Milazzo.
   Chiedo  al Governo se c'è la copertura finanziaria, visto chè  c'è
  un aumento.

   BACCEI, assessore per l'economia. Il comma 1 dell'articolo 12  non
  è  stato  soppresso.  Dalle economie la soppressione  del  comma  1
  dell'articolo 12, non è stato soppresso.

   PRESIDENTE. E' inammissibile.

   MILAZZO GIUSEPPE. Come inammissibile?

   BACCEI, assessore per l'economia. Comunque le economie sono  state
  utilizzate per la Protezione civile, non tutte?

   PRESIDENTE. Assessore, Lei espressamente ci deve dire se c'è o non
  c'è la copertura.
   La copertura  c'è o non c'è?

   VINCIULLO,  presidente  della Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Uno, perché le
  abbiamo  tolte  e  non sappiamo dove le abbiamo  tolte  in  maniera
  indistinta. Seconda cosa, vorrei ricordare all'onorevole Falcone  e
  all'onorevole  Milazzo  che  nel  mese  di  luglio   quando   venne
  presentato  l'articolo  sui  musei del contadino  pur  non  essendo
  indicato  nessun museo che veniva finanziato, hanno fatto la guerra
  civile  dicendo che c'era nome e cognome su chi veniva  finanziato.
  Se  noi  ampliamo  di  novecento mila euro la dotazione  di  questo
  capitolo, fin da oggi, da questo momento, sappiamo chi sono  coloro
  i quali usufruiranno di questo finanziamento.
   Quindi,  la norma non è astratta e generale come pensano  e  fanno
  credere, ma è una norma particolare perché già c'è...

   MILAZZO GIUSEPPE. No, è astratta, è una norma discriminatoria

   VINCIULLO,  presidente  della Commissione e  relatore.  Ma  perché
  gridate? Dovete essere coerenti nella vita, quando vi vendete  alla
  maggioranza  dovete  avere  il coraggio di  fare  sempre  silenzio,
  chiaro?

                (Proteste dai banchi dell'opposizione)

   Dopodiché,  signor  Presidente  io  le  ribadisco,  non   c'è   la
  copertura,  ma  c'è  un problema che hanno sollevato  a  suo  tempo
  quando hanno detto che quando ci sono...
   Chi le ha dato la parola? Si vada a sedere

   PRESIDENTE. Presidente Vinciullo

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Questo  siete,
  dei  cialtroni venduti  Ciò posto, Presidente, è lo stesso problema
  che è stato posto a luglio, e lo stesso problema va affrontato come
  allora.
            (Vibranti proteste dai banchi dell'opposizione)

   VINCIULLO,  presidente della Commissione e relatore. Si  vergogni,
  Falcone

   PRESIDENTE.  Presidente Vinciullo, per cortesia  Ma  che  modo  di
  fare è?
   Sospendo la seduta per due minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 15.42, è ripresa alle ore 15.44)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  L'emendamento è ritirato.  Si  passa  alla  votazione
  dell'articolo 11.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


   GRECO  GIOVANNI.  Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'articolo 11.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco. Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti          68
   Maggioranza                 35
   Favorevoli                  41
   Contrari                    27

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'esame dell'articolo 12. Ne do lettura:

                             «Articolo 12.
                     Finanziamento leggi di spesa

       1. Disposizione stralciata dalla Presidenza nella seduta
     d'Aula n. 385 del 28 novembre 2016.

       2. Disposizione stralciata dalla Presidenza nella seduta
     d'Aula n. 385 del 28 novembre 2016.

       3. Disposizione stralciata dalla Presidenza nella seduta
     d'Aula n. 385 del 28 novembre 2016.

       4.  Per  le finalità di cui all'articolo 11 della  legge
     regionale 28 gennaio 2014, n. 5 e successive modifiche  ed
     integrazioni,  è autorizzata, per l'esercizio  finanziario
     2016,  l'ulteriore spesa di 900 migliaia di euro (Missione
     1,  Programma  11,  Capitolo 212533). L'autorizzazione  di
     spesa  di  cui al presente comma è destinata ai lavoratori
     utilizzati   per   le  aperture  dei  siti   museali   e/o
     archeologici  nei  giorni festivi, senza incremento  delle
     ore  contrattualmente in atto previste e fermi restando  i
     divieti  di  cui  all'articolo 1, comma  10,  della  legge
     regionale  29  dicembre 2008, n. 25  ed  all'articolo  20,
     comma 6, della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11.

       5.  L'autorizzazione  di spesa di cui  all'articolo  20,
     comma  1,  Allegato 1 - Parte A della legge  regionale  17
     marzo  2016, n. 3 per le finalità dell'articolo  29  della
     legge  regionale 4 gennaio 1984, n. 1 è incrementata,  per
     l'esercizio  finanziario  2016,  dell'importo   di   8.400
     migliaia  di  euro  (Missione 14,  Programma  1,  Capitolo
     243301).

       6.  L'autorizzazione  di spesa di cui  all'articolo  20,
     comma  1,  Allegato 1 - Parte A della legge  regionale  17
     marzo  2016, n. 3 per le finalità dell'articolo  20  della
     legge  regionale 6 maggio 1981, n. 98 è incrementata,  per
     l'esercizio  finanziario  2016,  dell'importo   di   2.000
     migliaia  di  euro  (Missione  9,  Programma  5,  Capitolo
     443302).

       7.  L'autorizzazione  di spesa di  cui  all'articolo  24
     della  legge regionale 17 marzo 2016, n. 3 è incrementata,
     per  l'esercizio finanziario 2016, dell'importo  di  1.512
     migliaia  di  euro  (Missione 12,  Programma  4,  Capitolo
     183799).

       8.  L'autorizzazione  di spesa di cui  all'articolo  20,
     comma  2,  Allegato 1 - Parte B della legge  regionale  17
     marzo  2016, n. 3 per le finalità dell'articolo  7,  comma
     1,   della  legge  regionale  1  agosto  1990,  n.  20   è
     incrementata,    per    l'esercizio   finanziario    2016,
     dell'importo  di  1.215  migliaia di  euro  (Missione  13,
     Programma 7, Capitolo 413706).

       9.  L'autorizzazione  di spesa di cui  all'articolo  23,
     comma  2,  della legge regionale 17 marzo  2016,  n.  3  è
     incrementata,    per    l'esercizio   finanziario    2016,
     dell'importo  di  1.760  migliaia di  euro  (Missione  16,
     Programma 3, Capitolo 147326).

       10.  L'autorizzazione di spesa di cui  all'articolo  23,
     comma  3,  della legge regionale 17 marzo  2016,  n.  3  è
     incrementata,    per    l'esercizio   finanziario    2016,
     dell'importo  di 8.000 migliaia di euro per  il  pagamento
     dell'Imposta    regionale   sulle   attività    produttive
     (Missione 16, Programma 1, Capitolo 155802).

       11.  L'autorizzazione di spesa di cui  all'articolo  21,
     comma 1, della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3 per  le
     finalità  dell'articolo 18, comma 1 della legge  regionale
     26  novembre  2000, n. 24 è incrementata, per  l'esercizio
     finanziario 2016, dell'importo di 1.074 migliaia  di  euro
     (Missione 15, Programma 2, capitolo 317708).

       12.  L'autorizzazione di spesa di cui  all'articolo  73,
     comma  6,  Tabella G della legge regionale 17 marzo  2016,
     n.  3  è  incrementata, per l'esercizio finanziario  2016,
     dell'importo  di  1.674 migliaia di euro per  le  finalità
     dell'articolo  35 della legge regionale 28  gennaio  2014,
     n.  5  e  dell'importo di 1.014 migliaia di  euro  per  le
     finalità  dell'articolo 1 della legge regionale 19  maggio
     2005, n. 5 (Missione 15, Programma 1, Capitolo 712402).

       13.  All'Allegato  1 di cui al comma 2 dell'articolo  20
     della  legge regionale 17 marzo 2016, n. 3 sono  apportate
     le seguenti variazioni.

      Norm   A   Miss   Ca      Denominazione      Autorizzazi
      a di  mm. ione,  pito                       one di spesa
     riferi     Progra  lo
     mento       mma
                                                   2   2    2
                                                  016 017  018
       L.R.  2   4-2    34     FONDO    DESTINATO   +
     75/199            2525  ALLO  SVILUPPO DELLA 544
     0 Art.                  PROPAGANDA        DI
     1                       PRODOTTI SICILIANI

       14. Al comma 1 dell'articolo 21 della legge regionale 17
     maggio  2016,  n.  8 le parole  e, per il  solo  esercizio
     finanziario 2016  sono soppresse. Per le finalità  di  cui
     al  comma  1  dell'articolo 21 della  legge  regionale  17
     maggio  2016,  n. 8 e successive modifiche ed integrazioni
     è  autorizzata,  per  ciascuno degli  esercizi  finanziari
     2017  e  2018,  la  spesa annua di 250  migliaia  di  euro
     (Missione 1, Programma 10, Capitolo 120012).

       15.  L'autorizzazione di spesa di cui  all'articolo  20,
     comma  1,  Allegato 1 - Parte B della legge  regionale  17
     marzo   2016,   n.  3  è  incrementata,  per   l'esercizio
     finanziario 2016, dell'importo di 5 migliaia di  euro  per
     le  finalità  dell'articolo 22 della  legge  regionale  20
     marzo  1972,  n.  11 (Missione 19, Programma  1,  Capitolo
     104519).

       16.  L'autorizzazione di spesa di cui  all'articolo  20,
     comma  1,  Allegato 1 - Parte B della legge  regionale  17
     marzo   2016,   n.  3  è  incrementata,  per   l'esercizio
     finanziario 2016, dell'importo di 5 migliaia di  euro  per
     le  finalità  dell'articolo  1  della  legge  regionale  5
     novembre  1979,  n. 224 (Missione 19, Programma,  Capitolo
     104520).

       17.  Per le finalità di cui al comma 3 bis dell'articolo
     91  della  legge  regionale  7  maggio  2015,  n.  9  come
     aggiunto  dall'articolo 44 della legge regionale 17  marzo
     2016,  n.  3,  è  autorizzata per l'esercizio  finanziario
     2016  l'ulteriore spesa di 50 migliaia di  euro  (Missione
     9, Programma 2, Capitolo 442545).

       18.  L'autorizzazione di spesa di cui  all'articolo  20,
     comma  1,  Allegato 1 - Parte B della legge  regionale  17
     marzo  2016,  n.  3  è incrementata dell'importo  di  euro
     69.140,00 ed è destinata al pagamento delle quote  annuali
     2013  e  2014  relative alla partecipazione della  Regione
     siciliana   al   Centro   interregionale   di   studi    e
     documentazione (CINSEDO) con sede in Roma, da parte  della
     Presidenza   della  Regione  (Missione  1,  Programma   2,
     Capitolo 105701).

       19.  L'autorizzazione di spesa di cui  all'articolo  20,
     comma  1,  Allegato 1 - Parte B della legge  regionale  17
     marzo  2016,  n.  3  è incrementata dell'importo  di  euro
     19.907,88 ed è destinata al pagamento della quota  annuale
     2014  relativa alla partecipazione della Regione Siciliana
     all'Associazione  Italiana per  il  Consiglio  dei  Comuni
     d'Europa   da   parte  della  Presidenza   della   Regione
     (Missione 19, Programma 1, Capitolo 104519).

       20.  L'autorizzazione di spesa di cui  all'articolo  20,
     comma  1,  Allegato 1 - Parte A della legge  regionale  17
     marzo   2016,   n.  3  è  incrementata,  per   l'esercizio
     finanziario 2016, dell'importo di 1.576 migliaia  di  euro
     per le finalità dell'articolo 33 della legge regionale  10
     agosto  1963,  n. 21 (Missione 16, Programma  1,  Capitolo
     546401).

       21.  L'autorizzazione di spesa di cui  all'articolo  20,
     comma  2,  Allegato 1 - Parte B della legge  regionale  17
     marzo  2016, n. 3, per le finalità dell'articolo  1  della
     legge  regionale  16 luglio 1982, n. 71,  è  incrementata,
     per  l'esercizio finanziario 2016, dell'importo  di  2.000
     migliaia  di euro ed è destinata alle strutture  operative
     che  alla  data di entrata in vigore della presente  legge
     eroghino   servizi  socio  assistenziali.  (Missione   12,
     Programma 7, Capitolo 183307).

       22. Per le finalità della legge regionale 3 maggio 2001,
     n.  6, articolo 102, l'autorizzazione di spesa di cui alla
     tabella   del   comma  1  dell'articolo  21  della   legge
     regionale  17  marzo  2016,  n.  3  è  incrementata,   per
     l'esercizio finanziario 2016, dell'importo di 75  migliaia
     di euro (Missione 9, Programma 5, Capitolo 550801).

       23.  Per  le finalità della legge regionale 24  dicembre
     1997,  n. 46, articoli 30 e 31, l'autorizzazione di  spesa
     di  cui  alla tabella del comma 1 dell'articolo  21  della
     legge  regionale  17 marzo 2016, n. 3 è incrementata,  per
     l'esercizio   finanziario  2016,   dell'importo   di   400
     migliaia  di  euro  (Missione  7,  Programma  1,  Capitolo
     472514).

       24.   Disposizione  stralciata  dalla  Presidenza  nella
     seduta d'Aula n. 385 del 28 novembre 2016.

       25.  L'autorizzazione di spesa di cui  all'articolo  20,
     comma  1,  Allegato 1 - Parte A della legge  regionale  17
     marzo   2016,   n.  3  è  incrementata,  per   l'esercizio
     finanziario  2016, dell'importo di 200  migliaia  di  euro
     per  le finalità dell'articolo 11 della legge regionale  6
     giugno  1968,  n. 14 (Missione 16, Programma  1,  capitolo
     147704).

       26.  L'autorizzazione di spesa di cui  all'articolo  20,
     comma  1,  Allegato 1 - Parte A della legge  regionale  17
     marzo   2016,   n.  3  è  incrementata,  per   l'esercizio
     finanziario  2016, dell'importo di 200  migliaia  di  euro
     per  le finalità dell'articolo 11 della legge regionale  6
     giugno  1968,  n. 14 (Missione 16, Programma  1,  Capitolo
     147701).

       27.  L'autorizzazione di spesa di  cui  alla  Tabella  A
      Importi   da  iscrivere  nel  fondo  globale   di   parte
     corrente   - Attività e interventi conformi agli indirizzi
     del   DPEF   e   per  il  rifinanziamento  di   interventi
     legislativi - Accantonamento 1001 - della legge  regionale
     17  marzo  2016,  n.  3  è incrementata,  per  l'esercizio
     finanziario 2017, dell'importo di euro 9.753.712,79.

       28.  L'autorizzazione di spesa di cui  all'articolo  21,
     comma 1, della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3 per  le
     finalità  dell'articolo 1 della legge regionale 16  agosto
     1975,  n.  66  è incrementata, per l'esercizio finanziario
     2016,  dell'importo di 35 migliaia di  euro  (Missione  5,
     Programma 2, Capitolo 377703).

       29.  L'autorizzazione di spesa di  cui  all'articolo  32
     della  legge regionale 28 gennaio 2014 n. 5 è ridotta  per
     l'esercizio finanziario 2016 dell'importo di 500  migliaia
     di euro (Missione 9, Programma 1, Capitolo 108169).

       30.  L'autorizzazione di spesa di cui  all'articolo  21,
     comma  1, della legge regionale 17 marzo 2016 n. 3 per  le
     finalità   dell'articolo  1  della  legge   regionale   30
     dicembre  1980,  n. 152  , è incrementata per  l'esercizio
     finanziario  2016  dell'importo di 210  migliaia  di  euro
     (Missione 4, Programma 2, Capitolo 373304).

       31.   Per  le  finalità  dell'articolo  8  della   legge
     regionale  29  settembre 2016, n. 20  l'autorizzazione  di
     spesa  di  cui  all'articolo  31,  comma  1,  della  legge
     regionale   17   marzo  2016  n.  3  è  incrementata   per
     l'esercizio   finanziario  2016  dell'importo   di   1.000
     migliaia  di  euro  (Missione 16,  Programma  1,  Capitolo
     155817).

       32.  L'autorizzazione di spesa di  cui  all'articolo  1,
     comma  1, della legge regionale 30 giugno 2016,  n.  13  è
     incrementata,    per    l'esercizio   finanziario    2016,
     dell'importo  di  300  migliaia  di  euro  (Missione   16,
     Programma 1, Capitolo 147315).

       33.  L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo  1  ,
     comma  2, della legge regionale 30 giugno 2016,  n.  13  è
     incrementata,    per    l'esercizio   finanziario    2016,
     dell'importo  di  100  migliaia  di  euro  (Missione   16,
     Programma 1, Capitolo 144111).

       34.   Disposizione  stralciata  dalla  Presidenza  nella
     seduta d'Aula n. 385 del 28 novembre 2016.

       35.   Disposizione  stralciata  dalla  Presidenza  nella
     seduta d'Aula n. 385 del 28 novembre 2016.

       36.   Disposizione  stralciata  dalla  Presidenza  nella
     seduta d'Aula n. 385 del 28 novembre 2016.

       37.   Disposizione  stralciata  dalla  Presidenza  nella
     seduta d'Aula n. 385 del 28 novembre 2016.

       38.   Disposizione  stralciata  dalla  Presidenza  nella
     seduta d'Aula n. 385 del 28 novembre 2016.

       39.  L'autorizzazione di spesa di cui  all'articolo  20,
     comma  1,  allegato  1 Parte A della  legge  regionale  17
     marzo  1016, n. 3 per le finalità dell'articolo 11,  comma
     99,  della legge regionale n. 26/2012 è incrementata,  per
     l'esercizio finanziario 2016, dell'importo di 73  migliaia
     di euro (Missione 14, Programma 1, Capitolo 342534)

       40.   Disposizione  stralciata  dalla  Presidenza  nella
     seduta d'Aula n. 385 del 28 novembre 2016.

       41.   Disposizione  stralciata  dalla  Presidenza  nella
     seduta d'Aula n. 385 del 28 novembre 2016.

       42.   Disposizione  stralciata  dalla  Presidenza  nella
     seduta d'Aula n. 385 del 28 novembre 2016.

       43.   Disposizione  stralciata  dalla  Presidenza  nella
     seduta d'Aula n. 385 del 28 novembre 2016.

       44.   Disposizione  stralciata  dalla  Presidenza  nella
     seduta d'Aula n. 385 del 28 novembre 2016.

       45.   Disposizione  stralciata  dalla  Presidenza  nella
     seduta d'Aula n. 385 del 28 novembre 2016.

       46.   Disposizione  stralciata  dalla  Presidenza  nella
     seduta d'Aula n. 385 del 28 novembre 2016.

       47.   Disposizione  stralciata  dalla  Presidenza  nella
     seduta d'Aula n. 385 del 28 novembre 2016.

       48.   Disposizione  stralciata  dalla  Presidenza  nella
     seduta d'Aula n. 385 del 28 novembre 2016.

       49.   Disposizione  stralciata  dalla  Presidenza  nella
     seduta d'Aula n. 385 del 28 novembre 2016.

       50.   Disposizione  stralciata  dalla  Presidenza  nella
     seduta d'Aula n. 385 del 28 novembre 2016.

       51.   Disposizione  stralciata  dalla  Presidenza  nella
     seduta d'Aula n. 385 del 28 novembre 2016.

         52.  Disposizione  stralciata dalla  Presidenza  nella
     seduta d'Aula n. 385 del 28 novembre 2016.

       53.   Disposizione  stralciata  dalla  Presidenza  nella
     seduta d'Aula n. 385 del 28 novembre 2016.

       54.   Disposizione  stralciata  dalla  Presidenza  nella
     seduta d'Aula n. 385 del 28 novembre 2016.

       55.  Al  fine  di  garantire i servizi  essenziali  alla
     popolazione  e  la messa in sicurezza del  territorio  del
     comune di Cefalù per i danni causati dall'incendio del  16
     giugno   2016  l'Assessorato  regionale  delle   autonomie
     locali   e  della  funzione  pubblica  è  autorizzato   ad
     assegnare  in favore del comune di Cefalù, per l'esercizio
     finanziario 2017, la somma di 300 migliaia di euro.

       56.  Le  risorse  ex  articolo 38  dello  Statuto  della
     Regione  siciliana  destinate con  delibera  della  Giunta
     regionale agli interventi di edilizia scolastica  ed  alle
     infrastrutture  necessarie allo  svolgimento  di  attività
     integrative  della scuola, ivi comprese le attrezzature  e
     gli   arredamenti   didattici   ed   amministrativi,   non
     utilizzate  alla data di entrata in vigore della  presente
     legge  (Missione  4, Programma 3, Capitolo  772023),  sono
     destinate  al  finanziamento dell'acquisto di attrezzature
     ed  arredamenti didattici ed amministrativi degli istituti
     e  delle  scuole  di istruzione secondaria  superiore,  di
     competenza   dei   liberi  Consorzi  comunali   ai   sensi
     dell'articolo 3 della legge 11 gennaio 1996, n. 23,  nelle
     more  della definizione del riordino degli stessi ai sensi
     della  legge  regionale  4 agosto  2015,  n.  15  e  della
     conseguente possibilità di attivare i mutui ventennali  di
     cui  all'articolo 4 della medesima legge 11 gennaio  1996,
     n. 23.»

   Onorevoli  colleghi, per intenderci, per capire  come  proseguire,
  all'articolo  12 ci sono ben duecento emendamenti. Lo accantoniamo?
  Onorevole  Milazzo, lei si deve rivolge con garbo a  tutta  l'Aula,
  questo è un Parlamento  Siccome ci sono duecento emendamenti, io ho
  chiesto cosa dobbiamo fare. Alcuni hanno detto di accantonare,  lei
  dice di andare avanti. Con calma  Le cose si possono pure dire  con
  calma. L'onorevole Milazzo intende andare avanti.

   MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO   GIUSEPPE.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,
  assessori.  Siamo reduci da un intervento autorevole del Presidente
  Vinciullo  che  ha  invitato il Parlamento a  trattare  solo  norme
  generali  ed  astratte, siccome l'articolo  12  è  pieno  di  norme
  generali  ed  astratte, per dare uno spettacolo a  cui  lei  ci  ha
  abituato, Presidente Vinciullo, lo dobbiamo trattare ora l'articolo
  12,  dobbiamo fare vedere alle persone che muoiono di  fame  e  che
  vede  lei  protagonista quando convoca audizioni a non  finire  per
  promettere a tutti e per poi lasciare in asso tutti

   PRESIDENTE.  Onorevole Milazzo, evitiamo  Lasci stare  l'onorevole
  Vinciullo.

   MILAZZO  GIUSEPPE. Me ne assumo la responsabilità   Lei  ora  deve
  portare  avanti  lo  spettacolo.  Deve  continuare  lo  spettacolo
  Dobbiamo  continuare  con  l'articolo  12.  Sei  lei  ha  attributi
  politici  deve  ora metterci la faccia, come faccio  io  nelle  mie
  battaglie   Altrimenti se ne va a casa, visto che lì è stato  messo
  dal Centrodestra non certo dal Partito democratico.

   PRESIDENTE.   Onorevole   Anselmo,  lei   ritiene   che   dobbiamo
  accantonare o andare avanti? Onorevole Cancelleri, lei  ritiene  di
  accantonare o andare avanti? Onorevole Turano, accantonare o andare
  avanti? Onorevole Cordaro, accantonare o andare avanti? So che  lei
  vuole andare avanti. Onorevole Fontana?
   L'articolo 12 viene accantonato.
   L'articolo 13 è stralciato.
   Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:

                             «Articolo 14.
        Modifiche alla legge regionale 24 novembre 2011, n. 25
       in materia di contributi alle imprese del comparto della
                             peschicoltura

   1. All'articolo 13 della legge regionale 24 novembre 2011, n. 25 e
  successive  modifiche  ed integrazioni sono apportate  le  seguenti
  modifiche:

   a)   al   comma  1  sono  soppresse  le  parole   per  l'esercizio
  finanziario 2017

   b) al comma 3, le parole  al Regolamento (CE) 20 dicembre 2007, n.
  1535/2007, della Commissione, pubblicato nella G.U.U.E. 21 dicembre
  2007, n. L 337 , sono sostituite dalle parole  al Regolamento  (UE)
  n.  1408/2013 della Commissione, pubblicato sulla G.U.U.E.  del  24
  dicembre 2013, n. L352 .

   2.  Per  le  finalità  dell'articolo 13 della legge  regionale  24
  novembre  2011,  n.  25 e successive modifiche  ed  integrazioni  è
  autorizzata,  per l'esercizio finanziario 2016,  la  spesa  di  100
  migliaia di euro.».

   PRESIDENTE.   Se  prendete  posto.  Onorevole  Panepinto    Allora
  all'articolo    14   abbiamo   diversi   emendamenti    soppressivi
  dell'intero articolo.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel 2011  venne
  approvata  una  norma con uno stanziamento pari  a  cinquecentomila
  euro  per  risarcire  dalla  crisi  di  mercato  il  settore  della
  peschicoltura di Caltanissetta, Enna, Messina ed Agrigento.
   Dopo  di  che vennero istruite le pratiche,  e sono state istruite
  domande per 100 mila euro.
   I  funzionari  dell'assessorato hanno dimenticato a  liquidare  la
  somma e non hanno riaccertato l'importo in bilancio.
   Con il riaccertamento del famoso 118, la somma è stata cancellata.
  Già ci sono creditori, aziende agricole in provincia di Messina  ed
  in provincia di Agrigento. E' solo questo il tema, poi l'Aula è più
  che sovrana.
   C'è stata una défaillance da parte dei funzionari dell'assessorato
  nel  riaccertare questa somma che doveva essere mantenuta dopo  che
  gli  ispettorati  agrari  avevano fatto  l'istruttoria  ed  avevano
  convalidato le richieste.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 14.

   GRECO  GIOVANNI.  Chiedo  che  la votazione  avvenga  a  scrutinio
  segreto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


           Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 14

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto dell'articolo
  14.  Chiarisco che l'anno di riferimento è il 2011 non il  2017.  Da
  leggere  2011'.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  65
   Maggioranza         33
   Favorevoli          26
   Contrari            39

                           (Non è approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 16. Ne do lettura:

                             «Articolo 16.
         Disposizioni per favorire l'incremento delle presenze
          turistiche negli ambiti territoriali afferenti gli
                aeroporti di Trapani Birgi e di Comiso

   1.  Al fine di favorire l'incremento delle presenze turistiche nel
  territorio  regionale, tenuto conto della potenzialità di  sviluppo
  turistico  degli  ambiti territoriali in cui  sono  ricompresi  gli
  aeroporti di Trapani Birgi e di Comiso, l'Assessorato regionale del
  turismo,  dello  sport  e dello spettacolo,  sentiti  l'Assessorato
  regionale  delle  infrastrutture e della mobilità  e  l'Assessorato
  regionale  dell'economia, è autorizzato a finanziare  interventi  a
  sostegno  delle  attività di promozione del territorio  svolte  dai
  comuni  siciliani, con esclusione di quelli ricadenti negli  ambiti
  territoriali delle Città metropolitane.

   2.  Per  le finalità di cui al comma 1, è autorizzata la spesa  di
  5.500 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2017.

   3. Con decreto dell'Assessore regionale per il turismo, lo sport e
  lo  spettacolo, sentiti l'Assessore regionale per le infrastrutture
  e  la mobilità e l'Assessore regionale per l'economia, da adottarsi
  entro  30  giorni  dalla data di entrata in vigore  della  presente
  legge,  si  provvede alla ripartizione delle somme  autorizzate  ai
  sensi  del  comma 2, da destinare all'ambito territoriale afferente
  l'aeroporto  di Trapani Birgi ed all'ambito territoriale  afferente
  l'aeroporto  di  Comiso, proporzionalmente ai  volumi  di  traffico
  passeggeri   complessivi,  consolidati  da   ciascuno   nell'ultimo
  quadriennio. L'ambito territoriale di riferimento è costituito  dal
  comprensorio dei comuni sottoscrittori della convenzione di cui  al
  comma 5.

   4.  Con  il  decreto di cui al comma 3 sono definiti, in  base  ai
  parametri  caratteristici dei flussi turistici  del  territorio,  i
  criteri,  prioritariamente proporzionali alle  presenze  turistiche
  attestate  nell'anno 2015, per l'attribuzione del finanziamento,  a
  valere  sull'ammontare  delle somme ripartite  per  ciascun  ambito
  territoriale  di  cui al comma 3, ai singoli comuni  sottoscrittori
  dell'apposita  convenzione di cui al comma  5  con  le  società  di
  gestione aeroportuale del proprio ambito territoriale.

   5.  L'erogazione  dei finanziamenti di cui al comma  3,  a  valere
  sull'ammontare   delle   somme   ripartite   per   ciascun   ambito
  territoriale   di  cui  al  medesimo  comma,  è  subordinata   alla
  sottoscrizione   di   apposita  convenzione  dei   singoli   comuni
  interessati  con  le società di gestione aeroportuale  del  proprio
  ambito   territoriale.   La  convenzione   riporta   il   programma
  pluriennale,  gli  obiettivi  di incremento  dei  flussi  turistici
  attesi   e   le  modalità  di  contrattualizzazione  di   eventuali
  prestazioni di servizi di promozione.».

   Onorevoli colleghi, nel dichiarare l'ammissibilità degli  articoli
  avevo  fatto presente all'Aula che con riferimento all'articolo  16
  questo  necessitava di una relazione da parte del Governo -  che  è
  pervenuta  -,   che  motivava l'esigenza di approvare  in  fase  di
  assestamento  quest'articolo considerato che  lo  stanziamento  era
  riferito all'esercizio 2017.
   La  relazione si accompagna ad un emendamento del Governo, recante
  numerazione  16.34,  che  spiega i  motivi  per  cui  è  necessario
  approvare la norma nell' esercizio 2016.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare per illustrare
  l'emendamento 16.34.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati, questo è un articolo estremamente importante per tutto il
  territorio siciliano e riguarda gli aeroporti cosiddetti minori  di
  Trapani  e  di  Comiso  che stanno vedendo  -  scusate  un  po'  di
  attenzione  perché è estremamente importante -, per  cui  prima  di
  votare è bene che abbiamo chiaro cosa stiamo votando.
   Gli aeroporti minori stanno consentendo, sia Comiso che Birgi,  un
  importantissimo sviluppo del territorio e abbiamo visto i  dati  di
  un  forte  incremento del turismo, sicuramente in parte  dovuto  ai
  fatti della parte meridionale del bacino del Mediterraneo ma, anche
  al  fatto  che  questi aeroporti, insieme agli  aeroporti  maggiori
  dell'Isola  consentono  di  fare  arrivare  un  numero  di  turisti
  importante.
   L'intenzione del Governo è di dare massimo supporto allo  sviluppo
  dei due aeroporti, il sistema aeroportuale minore, incrementando il
  numero dei viaggiatori dei flussi turistici.
   Lo  stiamo  facendo  ora  -  scusate  se  mi  date  un  attimo  di
  attenzione,  è  importantissimo - perché  sull'aeroporto  di  Birgi
  scadrà  a  marzo  del  2017 il contratto  che  l'Aeroporto  ha  con
  Ryanair. Attualmente tale contratto garantisce un milione  e  mezzo
  di  viaggiatori  l'anno, abbiamo incontrato nei  giorni  scorsi  il
  numero  due  di  Ryanair che è venuto appositamente  da  Dublino  e
  l'intenzione del Governo è quello di chiedere un aumento dei flussi
  turistici  sia  su  Birgi  che  su Comiso  proprio  per  alimentare
  l'economia  del  territorio, quindi turismo vuol dire  tutto,  vuol
  dire  imprese  artigianali, vuol dire commercio, vuol dire  negozi,
  vuol  dire  alberghi,  vuol dire ristoranti, vuol  dire  dare  vita
  all'economia  sull'Isola non soltanto su Trapani o Comiso,  per  la
  zona di Ragusa, perché non è che da Agrigento i turisti ci arrivino
  dalla   luna,   comunque  sugli  aeroporti  arrivano,   i   turisti
  normalmente  girano  per  tutto il territorio  siciliano  portando,
  ovviamente,  soldi e la possibilità di sviluppo. Non era  possibile
  farlo  in  Finanziaria perché c'era il rischio di  arrivare  troppo
  tardi  e  Ryanair, sotto impegno del Governo, ha ripreso la vendita
  dei biglietti che aveva interrotto, perché loro vendono i biglietti
  con otto, dieci, mesi di anticipo.
   Quindi,  stanno vendendo biglietti in questo momento  senza  avere
  una  copertura contrattuale. Se noi non approviamo questo  articolo
  Ryanair   smetterà   di  vendere  biglietti  decretando   la   fine
  dell'aeroporto di Trapani, con un impatto devastante  sull'economia
  dell'Isola.
   Ovviamente, l'articolo deve poi fare i conti con quelli  che  sono
  gli  aiuti di mercato, per cui deve essere formulato in una maniera
  tale  che  sia  poi  in linea con le indicazioni della  Commissione
  Europea,  però la finalità ultima è quella non solo conservare,  ma
  già  in  Finanziaria  ci sarà un aumento di questi  valori  proprio
  perché  vogliamo  aumentare  il numero  di  passeggeri,  a  Ryanair
  abbiamo chiesto di portarli fino a 2 milioni e ovviamente 500  mila
  passeggeri in più vogliono dire parecchi soldi per tutta l'economia
  del territorio.
   Abbiamo   anche  chiesto  di  avere  un  incremento   di   turisti
  internazionali, quindi non solo di avere un aumento di  turisti  ma
  anche    della    qualità   dei   turisti   e    di    avere    una
  destagionalizzazione, cioè di garantire flussi turistici per  tutto
  l'anno.
   È  chiaro che poi questo lavoro andrà combinato con un lavoro  che
  si sta facendo di definizione di calendari-eventi e di quant'altro,
  ma  se  non  portiamo i turisti, tutto il resto del lavoro  sarebbe
  assolutamente inutile. Ormai, più volte mi sono appellato al  senso
  di  responsabilità dell'Aula, qui stiamo parlando di economia della
  Regione Siciliana e non di favorire un territorio piuttosto che  un
  altro, favorire un colore politico piuttosto che un altro.
   Parliamo  spesso  di sviluppo, ma probabilmente questo  qui  è  il
  primo  vero  articolo,  il pilastro dello sviluppo,  visto  che  la
  Sicilia  ha  questa possibilità di attrarre turisti,  questo  è  il
  primo passo per aumentare questi turisti. Non stiamo dicendo che la
  Sicilia   vivrà  di  turismo  perché  portare  turisti  vuol   dire
  sviluppare   tutta   l'economia   dell'Isola,   a   partire   dalle
  infrastrutture, dalle strade e quant'altro.
   Prima  di votare vi chiederei di fermarvi un attimo, di pensare  a
  quale può essere l'impatto di non far passare questo articolo. Sono
  a disposizione per chiarimenti tecnici, ovviamente, di cui potreste
  aver bisogno.

   VENTURINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VENTURINO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  mi  rivolgo
  subito  all'assessore Baccei, perché, fermo restando che  condivido
  pienamente  quella  che  è la ratio di questo  articolo,  cioè  noi
  dobbiamo  fare  di  tutto per aumentare quelli che  sono  i  flussi
  turistici nel nostro territorio, però mi rivolgo anche agli Uffici.
  Io  avevo  presentato un emendamento all'articolo 16 che non  trovo
  qua,   perché,   nella  fattispecie,  contesto  il   metodo   della
  distribuzione di questi 5 milioni e mezzo.
   Mi  riferisco,  in  particolar modo, al comma 4.  Perché,  se  noi
  andiamo  a distribuire queste somme sulla base dei flussi turistici
  nel  quadriennio, è chiaro che l'aeroporto di Birgi, che esiste  da
  molto più tempo rispetto a quello di Comiso, potrà usufruire di una
  quota parte maggiore rispetto all'area di Comiso che è un aeroporto
  che  nasce  da  poco.  E,  quindi, ancora  una  volta  si  vedrebbe
  penalizzata  una parte dell'Isola, soprattutto perché  non  abbiamo
  ancora capito qual è questo comprensorio dei comuni.
   Lei  diceva,  ad  esempio, ad Agrigento non è che  arrivano  dalla
  luna,  ma io avrei fatto - proprio sulla base del ragionamento  che
  faceva  lei  -  un discorso casomai inverso, distribuire  le  somme
  sulla  base di depotenziamento di flussi turistici. Comiso  ne  ha,
  ovviamente,  di  meno  perché  è un  aeroporto  molto  più  giovane
  rispetto a Birgi.
   Ancora  una volta, se la dobbiamo dire tutta, vedo che nell'azione
  del  Governo c'è una sorta di mettere in secondo piano  quelle  che
  sono  le  aree che vanno da Comiso all'interno dell'Isola che  già,
  ampiamente, sono state penalizzate, anche con altre misure da parte
  di questo Governo.
   Io non dico che bisogna fare un ragionamento chissà di che natura,
  basterebbe dire che le somme vengono ripartite equamente, per  dare
  la  stessa possibilità anche all'aeroporto di Comiso, di potenziare
  i flussi turistici e poi far ricadere in quel comprensorio,  magari
  andando a specificare che si vanno ad aiutare quelle città che sono
  forti attrattori turistici, come per esempio Piazza Armerina con la
  Villa  Romana del Casale. Se si fa un discorso del genere, io  sono
  d'accordo  ad  appoggiare questo tipo di articolo, ma  se  dobbiamo
  farlo  sulla  base di come è stato formulato, esteso, il  comma  4,
  chiaramente  non posso essere d'accordo, Assessore  Baccei.  Vorrei
  capire che fine ha fatto l'emendamento.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA. Signor Presidente, mi fa piacere che l'assessore  Baccei,
  finalmente,  si  sia  reso  conto dell'importanza  degli  aeroporti
  cosiddetti minori per lo sviluppo turistico della Sicilia.
   Magari,  se  nelle  precedenti  Finanziarie,  quando  siamo  stati
  costretti a ricorrere proprio in limine litis, come si suol dire, a
  cercare  di  garantire  quelle  somme  che  erano  necessarie   per
  garantire  il  servizio a terra dell'aeroporto  di  Comiso,  quando
  unico  aeroporto  d'Italia  non era considerato  nel  contratto  di
  gestione col Ministero, forse sarebbe stato più credibile allora di
  quanto lo sia ora.
   Però, Assessore, mi perdoni, se lei la mette sul discorso che  noi
  dobbiamo  salvare  il  rapporto con Ryanair, allora  non  ci  siamo
  proprio.
   Non   ci   siamo   proprio  perché,  evidentemente,   noi   stiamo
  indirizzando  in  un senso specifico una norma che dovrebbe  essere
  assolutamente di carattere generale. Perché se vuole sapere fino in
  fondo  come  la  penso  io,  più  noi  finanziamo  Ryanair   e   la
  possibilità   che  Ryanair  porti  turisti  nell'isola,   più   noi
  condanniamo  al fallimento le società di gestione degli  aeroporti.
  Perché  quando si promuovono i biglietti a 9 euro o a  19  euro,  è
  chiaro  che  non  è  che si apporta un contributo  all'attività  di
  gestione degli aeroporti, si provoca negli anni il loro fallimento.
  Lo  prova  il bilancio della società di gestione dell'aeroporto  di
  Comiso  che, a tre anni dall'apertura, è riuscito a racimolare  più
  di  12 milioni di debiti. Mi dirà lei, da esperto economista,  qual
  è,  come possibile sia che una società di gestione possa sopportare
  questo trend assolutamente negativo.
   Allora, sarebbe per altro opportuno che, finalmente, si desse  una
  svolta alla gestione di questa società. E siccome la sua ATO, che è
  la  società  che gestisce l'aeroporto di Comiso, ha il capitale,  è
  una  società  mista, il cui capitale preponderante è in  mano  alla
  S.A.C.,  che  gestisce contemporaneamente l'aeroporto  di  Catania,
  attraverso una controllata all'Intersac gestisce il 65 per cento ed
  oltre,  del patrimonio della SO.A.CO., l'altro è di titolarità  del
  Comune di Comiso, se ancora non diamo soluzioni alla gestione della
  S.A.C. e quindi dell'Intersac, e procedere in tempi brevissimi alla
  nomina  del nuovo consiglio di amministrazione che ha brillato  per
  la  verità,  per  quanto riguarda la sua ATO,  nell'attribuirsi  un
  premio di gestione, forse per festeggiare l'aumento delle perdite a
  cui  erano  pervenuti - dicevo - se non si risolve questo  problema
  noi buttiamo soldi a fondo perduto.
   Dopo  di  che, mi spiegherà l'assessore ed anche gli estensori  di
  quest'articolo,  che senso ha fare riferimento ad una  ripartizione
  nel quadriennio quando l'aeroporto di Comiso ha aperto tre anni fa.
  Se  all'aeroporto di Comiso di questa cifra vogliamo dare  solo  le
  briciole  lo  scriviamo  chiaramente,  è  inutile  che  andiamo   a
  formulare un articolo che dovrebbe garantire tutti e poi alla  fine
  finisce per garantire quasi esclusivamente l'aeroporto di Trapani.
   Però, quello che ancora più mi stupisce è che questo finanziamento
  -  ma  sarà limite mio - non è che va alle società di gestione  per
  incentivare  l'emanazione  dei bandi  che  dovrebbero  attivare  le
  compagnie che portano veramente sul territorio non solo la Ryanair,
  che  ha  solo lo scopo di usufruire di questa politica a bassissimo
  costo  per  accaparrarsi  il mercato e buttare  fuori  mercato  gli
  altri, ma li diamo al comune che deve stipulare la convenzione  con
  la società di gestione. Mi spiegherete che cosa significa questo  e
  come,  attraverso  questo,  si  possa  garantire  alla  Ryanair  di
  continuare a volare su Trapani.
   Io  vi  faccio l'esempio che la Ryanair, prima che aprisse Comiso,
  non  volava su Catania. Qua ci sono tanti deputati di Catania,  non
  ditemi che sto dicendo fesserie. Fino al 2012 la Ryanair su Catania
  non volava. Nel momento in cui ha cominciato a volare su Comiso, ha
  fatto una concorrenza sleale alle altre compagnie a  Catania  ed  è
  stata costretta ad aprire le rotte.
   Siccome là c'è questo connubio vergognoso per cui la SAC, per  una
  fetta  fuori  mercato  su  cui  è in  corso  un'indagine  da  parte
  dell'autorità centrale,  si è aggiudicata l'appalto della  gestione
  anche  per  Comiso, ora la Ryanair sta spostando tutti i  voli  che
  erano  di  Comiso  su  Catania, ampliando l'offerta  su  Catania  e
  penalizzando  Comiso  che  aveva un volo  giornaliero  per  Roma  e
  ritorno  che  adesso  è  stato ridotto a  tre  o  quattro  volte  a
  settimane, così come quello per Milano e quant'altro.
   Quindi,  Assessore, andiamoci piano a targare  questa  norma  come
  norma  pro  Ryanair, perché non andiamo da nessuna  parte,  neppure
  nell'interesse  che, a parole, vogliamo garantire di  salvaguardare
  questi aeroporti.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io avevo  fatto,
  nel   corso   dell'intervento  sulla  discussione   generale,   una
  considerazione in ordine all'impegno di spesa ed avevo  rivolto  al
  Governo  ed  al  Presidente  della  Regione  la  constatazione  che
  nell'articolo  manca  il capitolo di riferimento.  E'  indicata  la
  somma  per  il  2017,  ma  non  è indicato  il  capitolo  al  quale
  riferirsi.
   Quindi,  credo che questo cosa debba essere corretta  se  vogliamo
  raggiungere l'obiettivo che l'Assessore ha illustrato e che ha, per
  quanto mi riguarda, risolto il dubbio che avevo.

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
  per  comunicare agli uffici che avevo presentato un  emendamento  a
  questo  articolo  che  estendeva questo beneficio  alle  due  città
  metropolitane. Però, debbo dire che mi hanno convinto  che  già  le
  città metropolitane godono di altri finanziamenti.
   Preannunzio,  per  evitare  qualche  imboscata  da   parte   della
  maggioranza  a  chi interessa questo articolo, che ritiro  tutti  i
  miei emendamenti soppressivi.

   ODDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo perché
  ha  parlato il collega del mio Gruppo, il Presidente Venturino, non
  vorrei che si innescasse qualche equivoco.
   L'intervento dell'onorevole Venturino è legittimo nella misura  in
  cui  rivendica  giustamente che anche altre  parti  del  territorio
  regionale godano dei benefici che un aeroporto può fornire. E  guai
  se  noi  cadessimo  nell'errore di fare la guerra  dei  poveri  del
  campanile
   Comiso  è una bella realtà assolutamente importante per la Sicilia
  orientale.  Il  bacino di riferimento è un bacino interessante,  ma
  Trapani   è   legatissima  a  questi  fondi.  L'assessore   Baccei,
  raccogliendo  l'invito  in  tal senso dell'intera  deputazione,  ha
  recepito queste istanze.
   Trapani ha un aeroporto che ha un milione e mezzo di passeggeri in
  questo momento. In questa fase di difficoltà economica che vive  la
  Sicilia   e  la  nostra  provincia  in  particolare,  qualora   noi
  bocciassimo  questo articolo, sarebbe a rischio il mantenimento  di
  questo  livello di affluenze di turisti a Trapani e  avrebbe  delle
  conseguenze   e  delle ricadute spaventose sulla  realtà  economica
  della provincia.
   Il  nostro  Gruppo  parlamentare è  assolutamente  consapevole  di
  questo   e,   quindi,  volevo  spiegare  il  senso  dell'intervento
  dell'onorevole Venturino che è assolutamente legittimo,  nel  senso
  che auspica ulteriori energie anche a favore di altri aeroporti, ma
  questo  non deve venire a detrimento dei flussi turistici in  atto.
  Dobbiamo  aumentarli  i flussi turistici a favore  anche  di  altre
  strutture  aeroportuali  e  che,  ripeto,  la  Sicilia  ha   questa
  vocazione  e deve diventare, come spesso qualcuno dice, la  Florida
  dell'Europa.
   Non  facciamo la guerra dei poveri, ma cerchiamo assolutamente  di
  allargare questi spazi di afflusso turisti dalle nostra parti.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Assessori,
  penso  che poche sono le regioni che hanno avuto la possibilità  di
  vedersi aprire un nuovo aeroporto e penso che l'aeroporto di Comiso
  che  questa regione ha avuto la capacità di fare aprire, perché non
  era scontato, e se abbiamo un aeroporto aperto, che funziona, parlo
  di  Comiso, ovviamente, è grazie ad una classe politica  che  si  è
  impegnata nel territorio della provincia di Ragusa  e grazie  anche
  ad  una  Regione  che  non si è ricordata e non  si   ricorda  oggi
  dell'aeroporto di Comiso.
   Così  come i colleghi sanno, ho avuto modo di apprezzare l'impegno
  del  Presidente  Crocetta,  ma  anche  del  Governo,  che  già   ha
  attenzionato altre volte l'aeroporto di Comiso.
   Qualcuno  si  è  soffermato  sul criterio  di  ripartizione  delle
  risorse.  E'  vero, da questo criterio di ripartizione Comiso  esce
  come  una  minore  entrata  di questo plafond,  questo  lo  abbiamo
  valutato in Commissione, ma ovviamente un criterio oggettivo doveva
  essere  inserito,   oltretutto non posso  passare  come  colui  che
  svende  il  proprio aeroporto rispetto a quello di Birgi e  siccome
  c'è  stata una riflessione in Commissione e la riflessione è  stata
  individuando  un  criterio oggettivo che è quello  del  numero  dei
  passeggeri  che  ci  sono  stati  negli  anni,  mi  pare  che   sia
  comprensibile  e  da ragusano, ovviamente, sono  contento  che  una
  parte di queste risorse andranno al nostro aeroporto.
   Mi   permetto  di  dire  soltanto  una  cosa:  noi  abbiamo  messo
  quadriennio;  ovviamente, il riferimento si  riporta  all'effettivo
  periodo di apertura dell'aeroporto, che non è il quadriennio ma  si
  tratta di 3 anni e alcuni mesi.
   Queste  sono  risorse  importanti che  metteranno  l'aeroporto  di
  Comiso in condizione di continuare a lavorare e di rappresentare un
  punto di riferimento, non solo per Ragusa ma per tutta questa area.

   PALMERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PALMERI.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,     questa
  convenzione   vincola   la   ricezione   dei   finanziamenti   alla
  sottoscrizione di una nuova convenzione tra i comuni e  la  società
  di  gestione aeroportuale, quindi in particolare con l'Ages  che  è
  costituita da circa il 62 per cento di soci pubblici e, quindi,  lo
  scopo è appunto quello di incrementare i flussi turistici.
   Orbene,   io  vorrei  fare  presente,  appunto,  come  sicuramente
  l'Assessore già sa, che esiste una preesistente convenzione tra  le
  società aeroportuali e appunto i comuni, si chiede di sottoscrivere
  una nuova convenzione.
   Io  mi  chiedo  se,  ad esempio, questa nuova convenzione  prevede
  l'esborso di nuovi soldi ai comuni, questa cosa è da capire, perché
  secondo  me c'è la necessità della massima trasparenza,  visto  che
  io,  ad esempio, ho fatto diverse richiesta di accesso agli atti  e
  alcune  convenzioni non mi sono state date perché  c'è  il  segreto
  industriale, quindi non siamo potuti venire appunto in possesso, in
  particolare  della  convenzione tra  le  società  di  gestione  con
  l'Airgest.
   Quindi,  visto  che  non c'è trasparenza ad  oggi  su  questo,  le
  chiediamo  di fare chiarezza su questi passaggi, anche  perché  non
  vorremmo   che  i  comuni,  in forza di questa  nuova  convenzione,
  devono venire ad avere ad esempio altri costi, altri oneri. Quindi,
  io  ho  presentato in particolare un subemendamento  che  cerca  di
  fugare  ogni  dubbio  su  questa cosa, in particolare  che  vincola
  questo  nuovo passaggio di finanziamenti dalla Regione alle società
  aeroportuali,  vincolandoli praticamente al pagamento  innanzitutto
  dei   debiti  pregressi  delle  preesistenti  convenzioni  che  già
  esistono,  visto  che  si  vuole finalizzare  questo  trasferimento
  appunto  alla  promozione  turistica e visto  che  le  preesistenti
  convenzioni sono legate proprio alla promozione turistica.
   Alcuni comuni si sono indebitati per questo motivo, in particolare
  il  mio subemendamento quindi dice che  nell'eventualità sussistano
  debiti  dei comuni derivanti da contratti stipulati con le  società
  aeree  o con società ad esse collegate e tese allo sviluppo e  alla
  promozione  turistica  del territorio, la  convenzione  di  cui  al
  presente   comma  vincola  i  comuni  e  le  società  di   gestione
  aeroportuali  a  compensare  fino all'ammontare  del  finanziamento
  erogato con la presente norma detti debiti .

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io volevo  fare
  semplicemente una domanda all'Assessore. Volevo chiedergli la ratio
  dell'articolo,  cioè  le  motivazioni  che  lo  hanno   spinto   ad
  inserirlo.
   E' chiaro che questo non è un articolo governativo, Presidente, ma
  questo  è figlio di quella notte in Commissione di cui tanto  si  è
  parlato e ha, ovviamente, dei nomi e dei cognomi.
   Ma,  per  carità,  noi possiamo anche essere  d'accordo,  però  io
  vorrei capire come intende il Governo affrontare questa cosa. E  le
  spiego  subito,  la  domanda  la faccio  chiaramente  all'assessore
  Baccei  perché  voglio  una risposta spero  ad  una  domanda  molto
  semplice e chiara, una risposta altrettanto semplice e chiara.
   Noi  abbiamo visto questo Governo negli anni aumentare del 600 per
  cento  canoni  demaniali ai possessori di concessioni  per  i  lidi
  balneari e quant'altro e gridare, praticamente, allo scandalo delle
  concessioni bloccate e dire che dovevamo affrettarci a  poter  fare
  immediatamente i bandi di gara perché dovevamo adire a  quelle  che
  erano le direttive comunitarie, la cosiddetta Bolkestein, lo stesso
  ragionamento viene fatto per il TPL, il trasporto pubblico  locale,
  che per le compagnie di autotrasporti extra urbane richiede pure lì
  di  fare  il piano integrato dei trasporti e, quindi, di  fare  una
  gara  e  quindi di fare tutto questo, quindi ci si sta  aprendo  al
  libero mercato.
   Qui,  invece, l'articolo di che parla? Parla di un aiuto di Stato;
  cioè, stiamo dicendo ad una sola compagnia:  Ti prego, rimani.  Noi
  ti  daremo dei soldi , solo ad una compagnia non alle altre, non  a
  nessuna  delle  altre  Quindi, da un lato ci muoviamo  sul  mercato
  della libera concorrenza, dall'altro lato no. Allora, la domanda è:
  la  differenza di vedute fra una situazione ed un'altra,  Assessore
  Baccei, a cosa è dovuta?

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   io   sono
  assolutamente favorevole a questa misura, perché ritengo che  tutto
  ciò  che serve ai Comuni, in termini di promozione per incrementare
  i flussi turistici, sia una cosa buona perché a cascata si sviluppa
  tutta l'economia.
   Sono  d'accordo  a  fare una ripartizione tra  Comiso  e  Trapani,
  vorrei  pregare   -  e a tal fine ho presentato un  emendamento  in
  questo  senso  -  di  inserire anche l'aeroporto dello  Stretto  di
  Messina,  che è  quello Tito Minniti di Reggio Calabria, di  cui  è
  socia l'ex Provincia regionale di Messina.
   Ho  presentato  un emendamento per destinare un  milione  di  euro
  all'ambito  territoriale  della  Provincia  regionale  di  Messina,
  interessato all'aeroporto dello Stretto di  Tito Minniti, perché se
  dobbiamo incrementare il turismo è ovvio e giusto che si incrementi
  anche il turismo dell'Area metropolitana di Messina che ne ha tanto
  bisogno,  se  non di più come l'aeroporto di Trapani  e  quello  di
  Comiso. Ho  presentato un subemendamento in tal senso.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   FOTI.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   quando   poi
  l'Assessore   Baccei  risponderà,  vorrei  che  lo  facesse   sulle
  considerazioni su quello che io penso.
   Sappiamo  che  durante il mese di agosto ci fu  già un  accordo  a
  livello  nazionale in cui si volle dare, anche  in  quel  caso,  un
  aiuto di Stato camuffato, ossia non si è prevista la tassa sul volo
  di   2,50  euro a biglietto proprio perché la Ryanair era  uno  dei
  vettori  che  considerava questa tassa -  che  è  stata  messa  dal
  Ministero  -  come un freno alla possibilità di potere  intervenire
  con nuovi voli in Italia.
   Alla  fine questa tassa  non è applicabile; ed allora, Ryanair  ha
  aperto  dieci  nuove  tratte  su tutto il territorio  italiano  con
  l'estero  e  due  di  queste  tratte  riguardano  la  Sicilia,   in
  particolare Palermo-Bucarest e, mi pare, Trapani-Praga,  ma  quello
  che interessa è che riguardano questi due aeroporti.
   Durante  questa  trattativa tra il Ministero dei  trasporti  e  la
  Ryanair  sarà  stato il caso, la fortuna ad essere  interessati  da
  questo   vantaggio   sono   stati  due  aeroporti   della   Sicilia
  occidentale,  infatti  sono  stati  escluse  da  nuove  tratte  sia
  l'aeroporto di Catania che quello di Comiso.
   In questo caso, con questa misura, e poi l'Assemblea deciderà cosa
  fare,  anche  se sarei curiosa di sapere in cosa consisterà  questa
  promozione    del   territorio,   perché   una   delle   principali
  preoccupazioni su questa promozione del territorio,  Assessore  per
  il   turismo,  è  quella  che  anziché  avere  una  promozione  del
  territorio,  assessore per il Turismo, è quella che, anziché  avere
  una  promozione pianificata nell'ambito di un disegno organico,  ci
  siano  poi  delle azioni spot affidate alle clientele locali,  ecco
  glielo dico chiaramente
   Tornando a questa tipologia di aiuto che poi sarà lo Stato a  dire
  se  è  un  aiuto  di Stato o meno, o forse sarà l'Europa  a  dirlo,
  vorrei  capire  se  non si possano trovare i margini  per  dare  un
  maggiore  aiuto all'Aeroporto di Comiso, perché già l'Aeroporto  di
  Birgi  è  stato baciato dalla fortuna dall'avere una nuova  tratta,
  invece per Comiso e Catania la nuova tratta non c'è stata.
   Quindi,  se  si  può  avere un maggiore peso  nella  ripartizione,
  soprattutto  che  non  sia  unicamente  regolamentata  dai   flussi
  turistici  dell'anno scorso, perché è chiaro che, se il criterio  è
  questo,  avrà  maggiore peso l'aeroporto e le  zone  della  Sicilia
  Orientale,  chiaramente non si tratta solamente di Trapani,  ma  di
  tutta la Sicilia Occidentale.
   Quindi,  Comiso e comunque il distretto del turismo  del  Sud-Est,
  esce   un   po'  malconcio  da  questo  impegno  che  eventualmente
  l'Assemblea poi deciderà di accordare, anche perché, Assessore, noi
  parliamo  di  sviluppo turistico, però non dimentichiamoci  che  ci
  sono state delle azioni che sono molto ambigue: ad esempio a Comiso
  sono  stati  smantellati i binari della stazione  e  questo  limita
  fortemente il passaggio alla fermata dei treni.
   Ma come? Vogliamo migliorare i trasporti, facciamo quelli aerei  e
  poi  non abbiamo quelli del treno? Lo smantellamento risale a pochi
  mesi  fa,  smantellamento a cui anche le popolazioni locali,  anche
  Vittoria, si sono opposti, però di fatto è avvenuto.
   Allora,  vorremmo  che anziché azioni spot che  favoriscono  tizio
  piuttosto  che  caio, ci fosse una pianificazione  un  pochino  più
  armoniosa e non in contrasto.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati, provo a rispondere alle vostre osservazioni.
   Innanzitutto più deputati hanno parlato della divisione fra l'area
  di Comiso e l'area di Birgi.
   L'idea  era  quella di andare in proporzione ai  flussi  turistici
  degli  aeroporti, attualmente Birgi è intorno a un milione e mezzo,
  Comiso  intorno  al  mezzo  milione  di  passeggeri,  per  cui  una
  proporzione del genere vedrebbe all'incirca 4 milioni per  Birgi  e
  un  milione  e  mezzo  per Comiso, questa  è  la  ripartizione  che
  verrebbe a monte.
   Poi,  questi  soldi  andrebbero sulle aree esclusive  delle  città
  metropolitane,  ma  ovviamente ci sarebbe un  ritorno  sui  sistemi
  aeroportuali in eguale misura, quindi alla fine la ripartizione fra
  i  due  sarebbe fatta con un criterio che a me sembrava  oggettivo,
  che è quello del traffico passeggeri.

   ASSENZA. L'ultimo è questo

   BACCEI,  assessore per l'economia. Inizialmente  era  cinque  anni
  poi,  si è ridotta a quattro, bisogna fare gli ultimi tre, per  non
  prendere  proprio l'ultimo anno. Se Comiso ha tre  anni,  prendiamo
  tre  anni,  possiamo fare un emendamento in questo  senso,  non  so
  quello  che ritenete giusto. Per me la ripartizione deve essere  in
  base  al numero dei passeggeri, non volente mettere l'ultimo  anno,
  mettiamo gli ultimi due, gli ultimi tre, io non ho come ben  sapete
  territorio  da  difendere, per cui sono  stato  io  a  proporre  di
  mettere i due aeroporti proprio per evitare le giuste discussioni e
  ho cercato un criterio che fosse oggettivo.
   Il  criterio  più oggettivo mi sembrava il numero dei  passeggeri,
  per  cui  mi prendo in toto la responsabilità di questo criterio  e
  non  ho  avuto  pressioni, non più del solito né da  una  parte  né
  dall'altra, quindi abbiamo deciso in Assessorato in base  a  quello
  che ci sembrava essere un criterio oggettivo.
   Per quanto riguarda il capitolo, onorevole Di Mauro, ha ragione, è
  un   capitolo  di  nuova  istituzione,  stiamo  inserendo  il   sub
  emendamento, era stata una dimenticanza e la ringrazio.
   Per  quanto  riguarda le richieste dei deputati  del  Movimento  5
  Stelle,  relativamente  ai debiti, allora,  queste  azioni  di  co-
  marketing  -  a totale carico della Regione che le distribuisce  ai
  comuni  - si aggiungono alle convenzioni già in essere; convenzioni
  già in essere, che hanno fatto maturare dei debiti dei comuni verso
  la  società di gestione aeroportuale. Quindi non si possono portare
  in  compensazione, perché sono in aggiunta, non possono  andarsi  a
  compensare.
   Questi soldi devono aggiungersi alle azioni di co-marketing già in
  essere  sul  territorio,  proprio  per  avere  più  efficacia  come
  obiettivo di aumentare i flussi turistici.
   Relativamente all'osservazione dell'onorevole Foti,  ci  sono  due
  emendamenti presentati che prevedevano il passaggio in commissione.
  Secondo  me,  così,  possono  essere  due  emendamenti  che   danno
  trasparenza di come vengono gestite queste risorse del co-marketing
  in quanto passa dalla Commissione di merito proprio per evitare che
  questi  soldi  non  vadano a vantaggio dei territori,  aumentare  i
  flussi turistici, ma vengono spesi in maniera poco opportuna.
   Per  cui,  concordo  con l'osservazione e  penso  che  questi  due
  emendamenti,   tra  l'altro  proposti  da  forze  dell'opposizione,
  possano  trovare accoglimento sicuramente da parte del Governo,  ma
  anche   da   parte   dell'Aula,  e  in  qualche  modo   indirizzino
  l'osservazione dell'onorevole Foti.
   Per  quanto riguarda l'osservazione dell'onorevole Cancelleri,  ho
  detto  che  l'urgenza era dovuta alla scadenza  del  contratto  con
  Ryanair,  ma  non ho detto che deve esserci solo il  contratto  con
  Ryanair.  Ho  spiegato,  semplicemente, perché,  su  richiesta  del
  Presidente  Ardizzone, al contrario di altri emendamenti  che  sono
  stati  stralciati,  questo  qui veniva  mantenuto,  pur  prevedendo
  risorse  non  sul  2016  ma sul 2017. Perché c'era  una  tempistica
  legata  a  questo  contratto con Ryanair, di  cui  bisognava  tener
  conto, ma non ho mai detto che bisogna fare affidamento su una sola
  compagnia.  Oltretutto  ricordo che non è che  solo  Ryanair  segue
  determinate politiche di mercato, ma ormai tutte le compagnie.
   Per  quanto  riguarda le osservazioni dell'onorevole Assenza,  non
  c'è un collegamento - se ho capito l'intervento - fra quello che  è
  il  costo  dei  biglietti e quella che è la perdita  della  società
  aeroportuale.  Per cui, evidentemente, sono due cose  completamente
  separate  che non hanno nessun collegamento. Io conosco  meglio  la
  situazione di Birgi, non perché sono più interessato alla zona  del
  trapanese, ma perché è una società di proprietà della Regione,  per
  questo  ho conoscenza dei conti economici di Birgi e non di  quelli
  della società di gestione di Comiso.
   Il  punto  era  che la società si è fatta carico di spese  di  co-
  marketing  in  misura rilevante e questo ha messo in difficoltà  il
  bilancio della società di gestione. Quindi, questa è la motivazione
  e  non  perché  i  prezzi  dei biglietti  sono  più  o  meno  alti.
  Ovviamente,  questo  non  va  alle  società  di  gestione  ma  alle
  compagnie aeree.
   Penso  di  aver risposto a tutte le osservazioni. Se c'è  qualcuno
  che ha ancora dei dubbi, di nuovo prima di votare, chiariamoci bene
  tutti i dubbi.

   PRESIDENTE.  Gli  onorevoli  Greco  Giovanni,  Milazzo   Giuseppe,
  Falcone,   Formica,   Clemente,   Di   Mauro,   Cancelleri    hanno
  preannunciato il ritiro degli emendamenti soppressivi.
   L'assemblea ne prende atto.

   FOTI. Signor Presidente, stiamo scrivendo un sub-emendamento.

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento 16.9, degli onorevoli  Greco
  Giovanni  ed  altri,  sul quale il Governo ha già  espresso  parere
  favorevole.
   Sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.40, è ripresa alle ore 17.18)

   La seduta è ripresa.

   ALLORO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALLORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo solo per
  dichiarare  che: dall'estratto d'Aula risulta che io sono  assente,
  insieme   all'onorevole  Di  Giacinto,   in   sede   di   votazione
  dell'articolo 11.
   Io  non  solo ero presente ma ho votato favorevolmente, quindi  ci
  sarà stato un problema.
   La stessa cosa per l'onorevole Di Giacinto che mi ha incaricato di
  dichiararlo.

   SORBELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SORBELLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  avrei   una
  proposta  da  formalizzare a tutta l'Aula: siamo  in  una  fase  di
  assestamento  di  bilancio e, dopo questo tour  de  force  dei  due
  giorni    che   abbiamo   trascorso   in   Aula,   siamo   arrivati
  all'approvazione dell'articolo 11, che era il pezzo forte di questo
  Assestamento.
  Sostanzialmente  ci  rimangono  pochi  articoli,  e  la  stragrande
  maggioranza sono debiti fuori bilancio. Se ci fosse il consenso  di
  tutta  l'Aula,  la mia proposta è quella di andare  avanti  per  la
  votazione finale, stralciando tutto quello approvato fino a  questo
  momento e proseguire poi, dalla prossima settimana.
   Presidente,  Assessore, stralciare la proposta  mi  pare  sia  una
  proposta  di  buon  senso per il lavoro che abbiamo  fatto  fino  a
  questo  momento,  potremmo  quindi fare la  votazione  finale  fino
  all'articolo 11, che è quello che abbiamo approvato fino  a  questo
  momento, e rinviare il resto dell'articolato ad una sessione nuova,
  dove  poi l'Aula si impegna, entro il 31 dicembre, a portare avanti
  il riconoscimento dei debiti fuori bilancio degli articoli che sono
  a seguire.
   Per  cui,  ritengo  che questa proposta sia una proposta  di  buon
  senso, e noi chiuderemmo tutta la fase del lavoro che abbiamo fatto
  fino ad oggi con un risultato ottimo.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, capisco il senso della  proposta,
  intento andiamo avanti con l'articolo 16.
   Gli emendamenti soppressivi all'articolo 16 sono tutti ritirati.
   Comunico  che l'emendamento 16.9 l'avevamo sospeso perché   previo
  parere obbligatorio  saltava, è quello dell'onorevole Greco,  senza
  la parola  obbligatorio , sto riassumendo ai fini del verbale.
   Gli  emendamenti 16.10, 16.4, 16.11, 16.32 e 16.28  sono  ritirati
  dai rispettivi firmatari.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa al sub emendamento tecnico 16.34.3 del Governo che, sulla
  base  del  rilievo dell'onorevole Di Mauro, individua il  capitolo:
   Missione 7, programma 1, Capitolo 1 .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si   passa  al  sub  emendamento  16.34.1  all'emendamento  16.34,
  dell'onorevole Formica ed altri.

   FORMICA. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho già dichiarato
  che  sono  pienamente d'accordo con la filosofia di questo articolo
  16,  perché  ritengo  convintamene  che  l'incremento  degli  scali
  minori,  l'aiuto ai cosiddetti scali minori, potrà dare  un  valido
  contributo all'economia siciliana.
   Ho  presentato  questo sub emendamento proprio in quest'ottica,  e
  vorrei  dal Governo un impegno - se il Governo mi ascolta un attimo
  -  a  Reggio  Calabria  di fronte Messina,  c'è  un  Aeroporto  che
  attualmente,  al  pari  degli  altri  che  stiamo  aiutando,  è  in
  gravissime difficoltà, addirittura la società è commissariata.
   Questo   Aeroporto  rappresenta  per  l'area  del  messinese,   un
  importante   contributo  per  lo  sviluppo  turistico  dei   flussi
  turistici che dovrebbero arrivare.
   Ora,  io  espongo il problema e sono disposto anche a ritirare  il
  sub   emendamento,  però  voglio  rappresentare  il  problema   per
  interessare  il Governo su come fare, tenuto conto che  c'era  l'ex
  provincia di Messina che era socia di questa società, tenuto  conto
  di  tutto  questo  chiedo  al  Governo di  poterlo  inserire  nella
  prossima finanziaria, previa una istruttoria da fare magari assieme
  alla  Regione  Calabria perché il Tito Minniti di  Reggio  Calabria
  rappresenta, per un'area metropolitana come quella di  Messina,  un
  aeroporto veramente importante ed essenziale.
   Quindi,  essendo  pienamente d'accordo con  la  logica  di  questo
  disegno  di  legge, per coerenza chiedo che possa essere  approvata
  una  norma  analoga,  magari  in finanziaria,  che  possa  dare  la
  possibilità al Tito Minniti di Reggio Calabria di avere  gli  aiuti
  tali da poter stare in piedi e, quindi, rappresentare un volano per
  l'area metropolitana di Messina.

   PRESIDENTE. Credo che sia un invito che l'assessore può accogliere
  in   considerazione  dell'approfondimento  che  necessita  l'intera
  materia. Quindi, il sub emendamento 16.34.2 si intende ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione l'emendamento 16.34, così come sub  emendato,
  abbiamo  inserito  il  capitolo apposito. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Gli  emendamento  16.5,  16.12, 16.29 e 16.23  sono  ritirati  dai
  rispettivi firmatari.
   L'emendamento 16.9 II parte è superato.
   Si passa all'emendamento 16.33, del Governo.

   FERRERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FERRERI.   Signor  Presidente,  mi  scusi,  ma  il  subemendamento
  16.34.4?

   PRESIDENTE.  Lo  stiamo trattando adesso:  16.34.4,  16.16  bis  e
  16.35.
   E'  stato  ritirato  il  sub emendamento  16.34.2,  dell'onorevole
  Palmeri.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi coerentemente  con
  la  richiesta  che  ho  fatto, dovremmo  abolire  dal  primo  comma
   espungere  l'area  metropolitana di  Messina   perché  non  ha  un
  aeroporto  al pari di Catania e di Palermo, e non ha senso  che  la
  includiamo anche alla luce della richiesta che ho fatto, Presidente
  Ardizzone.
   Cioè,  escludere  sempre le due aree metropolitane  di  Catania  e
  Palermo,  ma  espungere  quella di  Messina  da  quel  divieto.  E'
  l'ultimo rigo del comma 1.

   PRESIDENTE.  Andrebbe  fatto  un subemendamento  ad  eccezione  di
  Messina.

   FORMICA. Lo presento subito.

   PRESIDENTE.  Se  si  vuole  presentare, si  presenta,  ma  siccome
  abbiamo rinviato noi alla finanziaria l'intera problematica, non  è
  detto che non si possa aggiungere.

   FORMICA.  Sì,  d'accordo, è per evitare che poi  bisogna  cassare,
  comunque, questo articolo se si vuole trovare una soluzione.  Penso
  che non ci sia nulla in contrario, non ci sono aeroporti.

   PRESIDENTE.   Va   bene,   presenti  il  subemendamento.   Allora,
  l'onorevole Formica stà presentando un subemendamento al 16.33.
   Si  passa  al subemendamento 16.34.4, primo firmatario l'onorevole
  Ferreri:  Al comma 2 aggiungere . Lo pongo in votazione.
   Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia.  Favorevole.

   Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Scusate, vi chiedo di non presentare più subemendamenti. Assessore
  Baccei, il Governo mantiene l'emendamento 16.33?

   BACCEI, assessore per l'economia.  E' ritirato.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento  16.6,  primo firmatario  l'onorevole  Di  Mauro,  è
  ritirato?

   DI MAURO. E' ritirato.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento 16.17, primo firmatario l'onorevole Milazzo Giuseppe
  è ritirato?

   MILAZZO GIUSEPPE. E' ritirato.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 16.16 bis, primo firmatario l'onorevole
  Venturino.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI,  assessore per l'economia. E' assorbito, con l'emendamento
  approvato sono state definite le somme che vanno, 4 milioni di euro
  a  Trapani e 1,5 milioni a Comiso, per cui poi mettere un  criterio
  di ripartizione, quando sono state già definite le somme in maniera
  fissa va in contrasto.

   PRESIDENTE. Assorbito l'emendamento 16.16 bis.  E' assorbito anche
  l'emendamento 16.35.

   BACCEI, assessore per l'economia. E' la stessa logica di prima. Ad
  oggi  stiamo  dando solo le somme per il 2017, poi  in  finanziaria
  interverremo.  Ora sono attribuite solo le somme relative  all'anno
  2017.

   ASSENZA. Assessore Baccei legga il comma 2.

   BACCEI,  assessore per l'economia. Il comma 2 dice  è  autorizzata
  la  spesa di 5,5 milioni di euro per l'esercizio finanziario  2017,
  di  cui  4  milioni e 1,5 milioni di euro , e poi quando  metteremo
  2018 ci penseremo, ora non c'è.

   PRESIDENTE. Non ci sono altri emendamenti perché i soppressivi  si
  intendono ritirati.
   Scusate c'è quello dell'onorevole Formica che recita,  «all'ultimo
  rigo  del  comma 1 aggiungere  di Palermo e Catania », lo pongo  in
  votazione chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi;

                            (E' approvato)

   L'aveva  già  reso il Governo prima, onorevole Fazio, aveva  detto
  che non c'era nessuna difficoltà.
   Pongo  in votazione l'articolo 16.  Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi,

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 17. Ne  do lettura:

                             «Articolo 17.

        Disposizioni per favorire le attività di comunicazione
                             istituzionale
    Disposizione stralciata dalla Presidenza nella seduta d'Aula n.
                       385 del 28 novembre 2016.

   L'articolo 17 è superato.

   L'articolo 18 è accantonato.

   Si passa all'articolo 19. Ne do lettura:

                             «Articolo 19.
                      Fabbisogni e costi standard

   1. Per le finalità dell'articolo 8, comma 1, della legge regionale
  15 maggio 2015, n. 9, è autorizzata la spesa di 50 migliaia di euro
  da  destinare  alla  erogazione di un contributo all'ANCI  Sicilia,
  destinato  ad assicurare il supporto e l'assistenza di  IFEL  nella
  rilevazione dei dati rilevanti per la determinazione dei fabbisogni
  e dei costi standard presso i comuni e gli enti di area vasta della
  Regione.

   2.  La  mancata compilazione del questionario predisposto ai  fini
  della rilevazione di cui al comma 1, entro il termine previsto  con
  il  decreto interassessoriale di cui all'articolo 8, comma 1, della
  legge   regionale   15   maggio  2015,  n.   9,   determina,   fino
  all'adempimento   dell'obbligo,   il   blocco   dei   trasferimenti
  regionali,  da  erogare a qualunque titolo, e  la  segnalazione  al
  Ministero  dell'Interno  e  al  Ministero  dell'Economia  dell'ente
  inadempiente, in armonia con la disciplina statale in materia.

   3. L'articolo 42, comma 1, della legge regionale 4 agosto 2015, n.
  15, è abrogato.».

   Vi sono una serie di soppressivi, si possono intendere ritirati?
   Ricordo  che  l'articolo 19 è un intervento in  favore  dell'ANCI.
  Onorevole   Milazzo  ritira  gli  emendamenti  soppressivi?   Vuole
  intervenire?

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia.  Signor  Presidente,   questo
  articolo  cerca, fra l'altro, di dare attuazione a  quanto  avevamo
  previsto  già nella legge 9 del 2015 e in particolare  riguarda  la
  definizione  dei fabbisogni standard - se mi prestate attenzione  -
  questo  è  collegato  poi con la stabilizzazione  dei  precari  che
  andremo  a  fare  in finanziaria che penso che sia l'argomento  che
  interessa a tutti.
   Allora, la definizione dei fabbisogni standard che è fatta già  in
  tutto  il  resto d'Italia da parte dell'IFEL e di SOSE, che  è  una
  società  di  SOGEI,  che  gestisce la  parte  informatica  serve  a
  definire  anche  le dotazioni organiche che poi serviranno  per  la
  stabilizzazione  dei precari a piante organiche omogeneizzate,  nel
  senso  che oggi per comuni con lo stesso numero di abitanti  e  gli
  stessi chilometri ci sono delle piante organiche molto differenti.
   Il  primo passaggio per la stabilizzazione dei precari è avere  le
  piante organiche definite perché poi l'articolo che dovrebbe essere
  inserito  al Senato, nella legge di bilancio nazionale,  ha  questo
  riferimento, in modo da aumentare le risorse occupazionali  tenendo
  conto di quelle che sono le piante organiche omogeneizzate in  base
  ai fabbisogni standard.
   Quindi  questa rilevazione già importante di per sé perché poi  va
  in   qualche  modo  a  indirizzare  criteri  di  assegnazione   dei
  trasferimenti ai Comuni diventa ancora più importante alla luce del
  processo  che  inizierà con la finanziaria, che  è  già  depositata
  presso  la Giunta, di stabilizzazione dei precari laddove  lavorano
  oggi,  per  cui  non  è  che  stiamo regalando  cinquantamila  euro
  all'ANCI, stiamo avviando il processo di rilevazione dei fabbisogni
  standard attraverso questo articolo.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 19.1.

   GRECO  GIOVANNI.  Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 19.1

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 19.1.
   Chiarisco  il  significato del voto: chi vota  sì,  cioè  a  favore
  dell'emendamento soppressivo  preme il pulsante verde; chi  vota  no
  preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco. Il
  Governo è contrario.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            60
   votanti             58
   Maggioranza         30
   Favorevoli          35
   Contrari            23
                            (E' approvato)

   SORBELLO.  Bocciate tutto, non vi approveranno niente   Continuate
  così.

                (Vive proteste dell'onorevole Sorbello)

   PRESIDENTE. Onorevole Sorbello si calmi. Stasera lei è  impreciso.
  La seduta è sospesa per cinque minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.42, è ripresa alle ore 17.53)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Comunico che il Governo ha dichiarato che non  intende
  presentare  alcun  emendamento. Andiamo, quindi, avanti.  Gradirei,
  però,  che  il  Governo  lo  dichiarasse.  Ha  facoltà  di  parlare
  l'assessore Baccei.

   BACCEI,  assessore  per l'economia. Prendo atto della  maggioranza
  che  c'è  in Aula. Per me, si vota il testo così com'è.  Fino  alla
  fine, non ci si ferma.

   GRECO GIOVANNI. Non è possibile fino alla fine

   FORMICA. No, non è possibile fino alla fine

   SORBELLO. Io me ne vado.

   PRESIDENTE. Onorevole Sorbello, lei non se ne può andare.
   La seduta è sospesa per tre minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.54, è ripresa alle ore 17.57)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli Colleghi, considerato che l'Assessore Baccei
  dice  andiamo avanti e si bocci quello che si deve bocciare,  ed  è
  una regola. C'è chi dice di stralciare, chi fare alcuni articoli.
   Assessore  Baccei abbiamo diversi articoli come quello  del  Fondo
  per il precariato all'art. 24. Io gradirei che l'Assessore, - al di
  là  degli  stati umorali che non sono dell'Assessore -, si  facesse
  interprete per capire cosa fare, perché questa avversione da  parte
  dell'Aula su alcune norme francamente  non la sto registrando.
   Parliamoci  chiaramente c'è la vicenda dei debiti fuori  bilancio.
  Ho  cercato  di  spiegarlo  in tutti  modi  e  su  questo  non  c'è
  condivisione  di  carattere generale è chiaro che  i  debiti  fuori
  bilancio devono essere approvati.
   Assessore, capisco che dopo la bocciatura dell'articolo  sull'ANCI
  lei è diventato più nervoso.
   Ci  sono  molte norme inserite pure all'art. 12 che riguardano  il
  personale,  e  l'art. 24 sul Fondo del precariato.  Il  problema  è
  relativo ai debiti fuori bilancio. Questo è il dato fondamentale  e
  mi  spiego meglio assessore. Se non c'è una condivisione d'Aula noi
  rischiamo,  al  momento dell'approvazione finale dell'Assestamento,
  di non essere nel numero minimo di 41 deputati.
   Devo  essere  più chiaro? Per cui, o si fa carico  lei  in  questo
  momento  -  che  è il Governo - anche di queste problematiche,  non
  posso  essere io  Allora, dico: vada avanti, sono io a  dire:  vada
  avanti,  il  dato fondamentale è questo  Siccome io voglio  sentire
  singolarmente  i  singoli Capigruppo su ciò che ne pensano,  perché
  per  me possiamo pure fermarci qua, significa però che molte  norme
  relative al precariato, alcune norme inserite nell'articolo 12  che
  riguardano  personale, noi le abbiamo bloccate, questo  è  il  dato
  fondamentale. Però, la sintesi politica non la posso fare io   Deve
  essere il Governo, perché altrimenti andiamo avanti e succeda  quel
  che succeda
   Sospendo la seduta per due minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.01, è ripresa alle ore 18.03)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, convoco una brevissima  conferenza
  dei  Capigruppo; però, gradirei solo i Capigruppo, per evitare  che
  ognuno poi dica la sua. Pertanto, la seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.04, è ripresa alle ore 18.43)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  comunico  che  c'è  stata   una
  Conferenza dei Capigruppo dove non c'è stata, alla fine, una scelta
  condivisa.   Pertanto,  ripartiamo  dall'esame  dell'articolo   18,
  riguardante i debiti fuori bilancio. Ne do lettura:

                             «Articolo 18.
             Riconoscimento debito fuori bilancio ai sensi
                           dell'articolo 73,
          comma 1, lettere a) ed e) del decreto legislativo 23
                          giugno 2011, n. 118
                e successive modifiche ed integrazioni

   1.  In  relazione  alle  obbligazioni assunte  dalla  Regione  nei
  confronti degli esercenti il trasporto pubblico locale e dai Comuni
  per  i contratti con gli stessi stipulati, nonché per il contributo
  di  esercizio  dovuto ai Comuni di Agira, Marsala e  Ustica  nonché
  all'Azienda   Servizi  Municipalizzati  di  Taormina   (A.S.M.)   e
  all'Azienda  Trasporti di Messina (A.T.M.)  ai  sensi  della  legge
  regionale  14 giugno 1983, n. 68, per le quali non è stato  assunto
  il   relativo  impegno  di  spesa,  ai  sensi  e  per  gli  effetti
  dell'articolo  73,  comma 1, lett. e) del  decreto  legislativo  23
  giugno  2011,  n.  118 e successive modifiche  ed  integrazioni,  è
  riconosciuta  la  legittimità  del debito  fuori  bilancio  pari  a
  complessivi 27.413.442,00 di euro di cui agli allegati 6a e 6b alla
  presente  legge,  il  cui  pagamento  è  regolato  in  ragione   di
  18.275.628,00  di  euro nell'anno 2017 e di  9.137.814,00  di  euro
  nell'anno 2018.

   2.  In  relazione  alle  obbligazioni assunte  dalla  Regione  nei
  confronti dell'Azienda Metropolitana Trasporti Catania S.p.A. per i
  servizi di trasporto pubblico locale di competenza comunale, per le
  quali non è stato assunto il relativo impegno di spesa, ai sensi  e
  per  gli  effetti dell'articolo 73, comma 1, lett. e)  del  decreto
  legislativo  23  giugno  2011, n. 118  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni,  è  riconosciuta  la  legittimità  del  debito  fuori
  bilancio pari a complessivi 7.795.086,07 di euro il cui pagamento è
  regolato in ragione di 2.598.362,02 di euro per ciascun degli  anni
  2016, 2017 e 2018.

   3. Alla Tabella A  Importi da iscrivere nel Fondo globale di parte
  corrente - (capitolo 215704)   della legge regionale 17 marzo 2016,
  n. 3 sono apportate le seguenti modifiche:

   a)  l'accantonamento  positivo  Interventi  per  la  gestione  del
  servizio  di  dissalazione isole minori, in attuazione  dell'Ordine
  del giorno n. 567 del primo marzo 2016 - Acc 1006.  per l'anno 2016
  è ridotto di 1.237 migliaia di euro;

   b)  l'accantonamento  positivo  Adempimenti  sentenze  passate  in
  giudicato  -  Cooperativa Le Muse - Acc. 1004  per  l'anno  2016  è
  incrementato di 1.237 migliaia di euro.

   4.  Per  far  fronte  agli oneri per il completamento  dei  lavori
  rientranti  fra  gli  interventi di cui  alla  legge  regionale  31
  ottobre  1978,  n.  37  riconosciuti alla Cooperativa  Le  Muse  di
  Vittoria con sentenza esecutiva, è riconosciuta la legittimità  del
  debito  fuori bilancio pari a 7.621.053,39 di euro ai sensi  e  per
  gli  effetti  dell'articolo  73, comma  1,  lett.  a)  del  decreto
  legislativo  23  giugno  2011, n. 118  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni.

   5.  Agli  oneri  di cui al comma 4 si provvede, per  l'importo  di
  3.237.000,00 di euro mediante utilizzo dell'accantonamento  1004  -
  Capitolo 215704 - Tabella  A  della legge regionale 17 marzo  2016,
  n.  3,  come  modificato dal comma 3 del presente  articolo  e  per
  l'importo di 4.384.053,39 di euro mediante riduzione della Missione
  20 - Programma 1, Capitolo 215744».

   MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Dopo che abbiamo fatto la Conferenza dei Capigruppo?

   MILAZZO GIUSEPPE. La Conferenza è ancora in corso. Io sono  uscito
  un attimo.

   PRESIDENTE.  Mi  scusi, ma io ho visto l'onorevole Giovanni  Greco
  qua, il Presidente del Movimento 5 Stelle qua. Lei si riunisce  con
  se stesso e con l'onorevole Figuccia?

   FIGUCCIA. La Conferenza è ancora in corso. L'onorevole Milazzo  si
  è allontanato per entrare in Aula.

   MILAZZO   GIUSEPPE.  Signor  Presidente,  vorrei  che  l'onorevole
  Anselmo  mi  ascoltasse, perché, di qui a poco, ognuno  di  noi  si
  assumerà responsabilità gravi. Ve lo dico perché ho capito che  non
  c'è peggior sordo di chi non vuol sentire .
   Quando un Governo costruisce una finanziaria, un assestamento,  lo
  propone e se lo deve votare.
   C'è  un  fatto. Non ci sono i numeri  Noi ancora non ce  ne  siamo
  andati a casa perché ci sono i comuni, ci sono i disabili, ci  sono
  le  scuole,  ci sono i PIP, ci sono le isole minori , ci  sono  gli
  aeroporti di Trapani e Comiso, ed io sono una persona di  parola  e
  seria.
   Però  il tema è: se siete arroganti e non avete i numeri e  volete
  farci  votare  le cose vostre per forza, dovrete farci  trovare  un
  punto di equilibrio, perché noi  porcate  non ne possiamo votare.
   Appena  voi  andate avanti, signor Presidente,  noi  toglieremo  i
  tesserini  e ve la fate voi, ripeto, noi  porcate  non ne  votiamo
  Questo  deve  essere  chiaro. Le ho chiesto la  cortesia  di  farmi
  parlare  perché Lei giustamente ha portato avanti uno  stralcio  di
  compatibilità  costituzionale  e  regolamentare  rispetto   ad   un
  assestamento, ed ho avuto rispetto perché è stato fatto -  non  che
  il mio giudizio sia vincolante - in modo corretto.
   A questo punto, però, ci sono valutazioni di carattere politico, e
  su  questo  non possiamo essere censurati. Noi riteniamo che  tutto
  quello  che c'è ora, per quanto ci riguarda, debba essere discusso,
  perché ci sono all'interno degli articoli che rimangono delle  vere
  e  proprie  cose  che  non condividiamo e, per quanto  riguarda  il
  Gruppo  Forza  Italia,  anticipo che non ne bocciamo  debiti  fuori
  bilancio,  non bocciamo l'articolo 12, perché poi, voi  direte  che
  noi abbiamo bocciato.
   Noi toglieremo il tesserino, perché è pure una nostra arma, perché
  voi dovete dimostrare ai siciliani che voi gli dovete garantire  le
  vostre cose, non noi

   DI GIACINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  GIACINTO,  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  prima  sono
  andato  via  dalla Conferenza dei Capigruppo,perché,  se  è  per  i
  Capigruppo,  non  può partecipare un intero Gruppo  parlamentare  e
  parla  soltanto un intero Gruppo parlamentare, però è una scelta  e
  dirò in quest'Aula ciò che devo dire.
   Per quanto ci riguarda, come Gruppo parlamentare del PSE, è da due
  giorni che lo dico e lo ribadisco anche stasera, noi siamo pronti a
  votare  tutte quelle norme che erano di emergenza, tra cui i comuni
  e fra queste norme metto anche i debiti fuori bilancio.
   E  metto  pure  i  debiti fuori bilancio per un  semplice  motivo,
  perché  se  stasera  non  si votano, si rischia  di  non  avere  la
  parifica  della  Corte  dei Conti e sarebbe la  prima  volta  nella
  storia che la Corte dei Conti non da la parifica al bilancio  della
  Regione siciliana.
   Il  mio  senso di responsabilità e del mio Gruppo parlamentare,  i
  deputati  del  PSE,  siamo pronti a votare  anche  i  debiti  fuori
  bilancio.
   Però,   voglio   porre   una  questione  politica.   Come   Gruppo
  parlamentare  sono  fuori da questo Governo, continuo  a  sostenere
  questa  maggioranza  che  non  c'è,  ma  pongo  la  questione  alla
  maggioranza. Se la maggioranza non c'è, prendetene atto. Per quanto
  mi riguarda continuo a ribadire che rimarrò in Aula, pur facendo il
  quarantunesimo per votare la manovra, ma chiedo, da domani  mattina
  in poi, di verificare i numeri della maggioranza che ha il Governo,
  perché  questo  Governo,  da  quello che  succede  ogni  giorno  in
  quest'Aula,  non ha più maggioranza. E questo non perché  rivendico
  qualcosa  all'interno della Giunta, ho detto che  sono  felicemente
  fuori  da questa Giunta, per cui non mi riguarda il problema  della
  Giunta  né  a  me né al mio Gruppo parlamentare, però  ponetevi  la
  questione della maggioranza
   Noi  continueremo in Aula a votare, in quattro, per  mantenere  il
  numero  legale  e  poi  ripeto, sui debiti fuori  bilancio  ho  una
  posizione chiara, perché siccome faccio questo mestiere, so  che  i
  debiti  fuori  bilancio  vanno votati perché  non  sono  altro  che
  regolamentazioni contabili.
   Non  ci  sono  più  i  soldi  I soldi già se li  sono  presi,  che
  qualcuno  non pensi di non fare questa manovra, perché  ci  possono
  essere quaranta, cinquanta milioni di euro per utilizzarli in altro
  modo, questi soldi sono già presi con le sentenze definitive, con i
  pignoramenti, per cui diventano regolamentazioni contabili,  ed  io
  esprimo   il   mio  voto  favorevole  a  tutto  ciò  che   riguarda
  l'obbligatorietà.
   Non  mi  dite  di  fare altro, perché per quanto ci  riguarda  non
  voteremo altro.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, si riprende l'esame dell'articolo
  18, precedentemente accantonato.
   Si passa all'emendamento soppressivo 18.1, degli onorevoli Milazzo
  Giuseppe ed altri.

   MILAZZO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   SAVONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per quanto concerne
  i  debiti  fuori bilancio, in Commissione Bilancio  c'è  stata  una
  diaspora  accesa  all'interno  della Commissione  per  chiarire  la
  questione  dei  debiti fuori bilancio, e il mio  Capogruppo  mi  ha
  detto,  sia privatamente che ufficialmente, che bisognava  inserire
  alla  manovra l'articolo 30 e 31, dei debiti che erano  considerati
  come disegni di legge a se stanti. Li abbiamo accorpati all'interno
  della  manovra  per  creare  unico ragionamento  sui  debiti  fuori
  bilancio,  e in questo momento siamo in questa fattispecie,  quindi
  da  li dobbiamo ripartire; io non ho avuto indicazioni particolari,
  e  se  ci  sono  indicazioni che hanno avuto altri io  non  sono  a
  conoscenza,  sono solo a conoscenza di quello che mi  ha  detto  il
  Capogruppo in Commissione Bilancio.

   MILAZZO  GIUSEPPE. Chiedo che la votazione avvenga  per  scrutinio
  palese.

   PANEPINTO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 18.1

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 18.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  44
   Maggioranza         23
   Favorevoli           5
   Contrari            39

                           (Non è approvato)

   Tutti gli altri emendamenti soppressivi si intendono assorbiti.
   L'emendamento 18.11 è inammissibile.
   Dichiaro,  altresì,  inammissibili gli  emendamenti  18.4,  18.09,
  18.26, 18.27, soppressivi del comma 1.

   RINALDI. Signor Presidente, perché gli emendamenti soppressivi  al
  comma 1 sono inammissibili?

   PRESIDENTE.  Perché  il  comma  1 non  è  autonomo  rispetto  alla
  soppressione. Sono autonomi soltanto i commi 2 e 4. Se si boccia il
  comma  1,  è  come  se  si  ritornasse  a  votare  di  nuovo  sulla
  soppressione dell'intero articolo.
   Si passa all'emendamento 18.5, degli onorevoli Di Mauro e altri.

   MILAZZO  GIUSEPPE. Chiedo che la votazione avvenga  per  scrutinio
  segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


         Votazione per scrutinio segreto all'emendamento 18.5.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 18.5
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)
   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  63
   Maggioranza         32
   Favorevoli          21
   Contrari            42

                           (Non è approvato)

   Gli emendamenti 18.10, 18.11 e 18.25 sono preclusi.
   Si passa all'emendamento 18.6, degli onorevoli Di Mauro ed altri.

   MILAZZO  GIUSEPPE. Chiedo che la votazione avvenga  per  scrutinio
  segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


         Votazione per scrutinio segreto all'emendamento 18.6.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 18.6.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  67
   Maggioranza         34
   Favorevoli          25
   Contrari            42

                           Non è approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 18, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Tenuto  conto  che  il  Governo ritiene di  fare  i  debiti  fuori
  bilancio  tutti in una volta, si passa all'esame dell'articolo  30.
  Ne do lettura:

                             «Articolo 30.
           Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori
        bilancio ai sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a)
           del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e
                 successive modifiche ed integrazioni.

   1.  Ai  sensi  dell'articolo 73, comma 1, lettera a)  del  decreto
  legislativo  23  giugno  2011, n. 118  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni  è  riconosciuta  la  legittimità  dei  debiti   fuori
  bilancio   della  Regione  derivanti  da  sentenze  esecutive   e/o
  provvedimenti  giudiziari esecutivi per il  valore  complessivo  di
  euro 40.206.827,08 di cui all'Allegato 7 alla presente legge.

   2. All'onere di cui al comma 1, di euro 40.206.827,08, si provvede
  nell'esercizio finanziario 2016:

   a)  quanto a euro 12.797.037,75 mediante riduzione, della Missione
  20 - Programma 3, capitolo 215740;

   b)  quanto a euro 10.480.710,51 mediante riduzione della  Missione
  20 - Programma 1, capitolo 215701;

   c)  quanto a euro 12.000.000,00 mediante riduzione della  Missione
  20 - Programma 1, capitolo 215744;

   d) quanto a euro 1.200.000,00 mediante riduzione della Missione  1
  - Programma 5 - capitolo 108521;

   e) quanto a euro 1.300.000,00 mediante riduzione della Missione  1
  - Programma 5 capitolo 508006;

   f) quanto a euro 2.007.359,33 mediante riduzione della Missione 20
  - Programma 1, capitolo 613951;

   g) quanto a euro 121.719,49 mediante riduzione della Missione 20 -
  Programma 1 capitolo 215745;

   h)  quanto  a euro 300.000,00 con parte delle disponibilità  della
  Missione 1 - Programma 3 capitolo 214102.

   3.  Parte  delle  riduzioni  di spesa  di  cui  al  comma  2,  per
  l'ammontare  complessivo di euro 37.427.137,30, sono iscritte,  per
  l'esercizio  finanziario 2016 nella Missione 20 -  Programma  3  in
  apposito fondo per il pagamento dei debiti fuori bilancio derivanti
  da spese di parte corrente.

   4.  La restante parte delle riduzioni di spesa di cui al comma  2,
  per l'ammontare complessivo di euro 2.779.689,78, sono iscritte per
  l'esercizio  finanziario  2016  nei  seguenti  capitoli  di   parte
  capitale:

   Missio   Programma   Capito   Importo
  ne                  lo
   5        1           776003   288.358,49
   10       3           672008   161.726,39
   1        10          108164   71.719,50
   11       2           516032   10.742,18
   16       1           147311   49.999,99
   14       5           742856   1.979.008,15
   14       1           642843   17.609,00
   14       1           N.I.     179.927,91
   8        1           N.I.     9.964,19
   1        5           N.I.     10.633,98
   TOTALE                        2.779.689,78

   5.  All'adozione dei provvedimenti di spesa per il  pagamento  dei
  debiti  fuori  bilancio  di cui al comma 3 le  strutture  regionali
  competenti   provvedono  nell'ambito  delle  specifiche   dotazioni
  finanziarie  da  iscriversi,  a valere  sull'esercizio  finanziario
  2016,  nelle  rispettive missioni e programmi di spesa,  a  seguito
  delle  variazioni di bilancio da effettuarsi ai sensi dell'articolo
  36 della legge regionale 17 marzo 2000, n. 8 e successive modifiche
  ed  integrazioni, dell'articolo 11 della legge regionale 13 gennaio
  2015,  n.  3  e dell'articolo 2 della legge regionale  31  dicembre
  2015, n. 32.

   6.  All'adozione dei provvedimenti di spesa per il  pagamento  dei
  debiti  fuori  bilancio  di cui al comma 4 le  strutture  regionali
  competenti   provvedono  nell'ambito  delle  specifiche   dotazioni
  finanziarie   iscritte  con  la  presente  legge,  per  l'esercizio
  finanziario 2016, nelle rispettive missioni e programmi di spesa».

   Onorevoli  colleghi,  all'articolo 30 gli emendamenti  sono  tutti
  soppressivi, collegati alla soppressione dell'intero articolo con i
  singoli commi, quindi noi votiamo l'emendamento 30.1
   Lo pongo in votazione.
   Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

   RINALDI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.

   PANEPINTO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 30.1

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto dell'articolo
  30. Si vota per il mantenimento dell'articolo 30.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  64
   Maggioranza         33
   Favorevoli          41
   Contrari            23
   Astenuti            0

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 31. Ne do lettura:

                             Articolo 31.

           Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori
                           bilancio ai sensi
        dell'articolo 73, comma 1, lettere b) ed e) del decreto
                            legislativo 23
                          giugno 2011, n. 118

   1.  Ai  sensi  dell'articolo 73, comma 1,  lettere  b)  ed  e)  del
  decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed
  integrazioni è riconosciuta la legittimità dei debiti fuori bilancio
  della  Regione  per  il  valore complessivo  di  euro  25.412.725,00
  derivanti da:

   a)  disavanzi  di enti, società ed organismi controllati  derivanti
  da  fatti di gestione per il valore complessivo di euro 4.410.359,50
  di  cui  all'Allegato 8 alla presente legge, ai sensi  dell'articolo
  73,  comma 1, lettera b) del decreto legislativo 23 giugno 2011,  n.
  118 e successive modifiche ed integrazioni;

   b)  acquisizioni  di  beni  e  servizi in  assenza  del  preventivo
  impegno di spesa per il valore complessivo di euro 21.002.365,50  di
  cui   all'Allegato  9  alla  presente  legge,  ai  sensi  ai   sensi
  dell'articolo  73,  comma  1, lettera e)  del  d.lgs.  n.118/2011  e
  s.m.i..

   2. All'onere complessivo, di euro 25.412.725,00, di cui al comma  1
  si provvede nell'esercizio finanziario 2016 mediante la riduzione di
  pari importo della Missione 20 - Programma 1 - capitolo 215701.

   3.  La riduzione di spesa di cui al comma 2, di euro 25.412.725,00,
  è  iscritta  per l'esercizio finanziario 2016, nella Missione  20  -
  Programma  3  in  appositi fondi per il pagamento dei  debiti  fuori
  bilancio derivanti da spese di parte corrente.

   4.  All'adozione  dei  provvedimenti  di  spesa  dei  debiti  fuori
  bilancio  di  cui  al  comma 3 riconosciuti con  la  presente  legge
  provvedono  le  strutture  regionali  competenti  nell'ambito  delle
  specifiche   dotazioni   finanziarie   da   iscriversi,   a   valere
  sull'esercizio  finanziario  2016,  nelle  rispettive   missioni   e
  programmi  di  spesa,  a  seguito delle variazioni  di  bilancio  da
  effettuarsi ai sensi dell'articolo 36 della legge regionale 17 marzo
  2000, n. 8 e successive modifiche ed integrazioni, dell'articolo  11
  della  legge regionale 13 gennaio 2015, n. 3 e dell'articolo 2 della
  legge regionale 31 dicembre 2015, n. 32.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  anche  all'articolo   31   gli
  emendamenti  sono  tutti soppressivi, collegati  alla  soppressione
  dell'intero  articolo  con  i singoli  commi,  quindi  noi  votiamo
  l'emendamento 31.1
   Lo pongo in votazione.
   Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

   RINALDI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.

   PANEPINTO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 31.1

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 31.1. Si vota per il mantenimento dell'articolo 31.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  66
   Maggioranza         34
   Favorevoli          43
   Contrari            22
   Astenuti            1

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi,  capisco  che  dobbiamo  accelerare.  Ricordo
  all'Aula  che, prima di esprimere il voto finale su questo  disegno
  di   legge,   dobbiamo  votare  il  disegno  di  legge   precedente
  riguardante sempre il riconoscimento di debiti fuori bilancio.
   Si passa all'articolo 20. Ne do lettura:

                             «Articolo 20.
         Contributo alle partorienti delle isole minori della
                           Regione siciliana

   1. La Regione riconosce e valorizza i diritti delle partorienti  e
  assicura  parità di condizioni alle gestanti residenti nelle  isole
  minori del territorio della Regione siciliana che, per mancanza  di
  un  punto  nascita  nella propria isola o  in  altra  del  relativo
  arcipelago,  partoriscono in Sicilia, a  decorrere  dalla  data  di
  entrata  in  vigore della presente legge, in un punto  nascita  del
  Servizio sanitario regionale.

   2.  Per  le  finalità  di  cui al comma 1,  la  Regione  Siciliana
  riconosce  a ciascuna partoriente un contributo nel limite  massimo
  di 3.000 euro.

   3.  Con successivo decreto dell'Assessore regionale per la salute,
  da  emanarsi  entro  trenta  giorni dall'entrata  in  vigore  della
  presente  legge,  sono stabilite le modalità  e  le  procedure  per
  l'erogazione del contributo di cui al comma 2.

   4.  Per le finalità di cui al presente articolo, è autorizzata per
  l'esercizio finanziario 2016, la spesa di 100 migliaia dì euro e di
  900 migliaia di euro per ciascuno degli esercizi finanziari 2017  e
  2018».

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  intervengo
  per  esprimere  la  mia  condivisione  rispetto  alla  formulazione
  dell'articolo  20,  ma  anche per proporre  un  integrazione  dello
  stesso  esplicitato con l'emendamento 20.12, che al comma  2  e  ai
  commi  3  e  5 prevede anche la possibilità di intervenire  con  un
  rimborso  parziale  delle  spese  di  viaggio  nei  confronti   dei
  soggetti,   cioè  dei  cittadini  affetti  da  neoplasie   maligne,
  ovviamente  riconosciute  dal sistema  sanitario,  residenti  nelle
  isole  minori  in  quanto,  purtroppo,  sono  sovente  costretti  a
  sostenere  oneri impegnativi anche di spese di viaggio  per  potere
  accedere  alle  cure di cui non è possibile fruire purtroppo  nelle
  isole minori.
   Faccio  un  esempio:  chi avesse bisogno di fare  chemioterapia  e
  fosse residente in una delle isole minori, è costretto purtroppo  a
  viaggiare   per  potere  fruire  delle  cure,  spesso  a   Palermo,
  soprattutto  chi  è  residente a Lampedusa, o in  un  ospedale  del
  territorio messinese per chi è residente nelle isole Eolie, e  così
  via.
   Si  prevede,  anche al comma 5, la possibilità di  riconoscere  un
  contributo alle spese di viaggio sostenute da un accompagnatore del
  minore di età affetto da neoplasia maligna riconosciuta. Credo  che
  sia  una norma di solidarietà, anzi, direi che esprime il principio
  di  uguaglianza di tutti i cittadini ad avere diritto alle  cure  a
  prescindere  dalla  capacità  reddituale  che  hanno,  perché   non
  intervenendo  in  alcun  modo la Regione nei  confronti  di  questi
  soggetti deboli si mette persino a rischio la possibilità  per  gli
  stessi di curarsi rispetto a malattie che purtroppo sono letali.
   Per  quanto  riguarda la copertura, ovviamente per l'anno  2016  è
  minimale,  è una spesa aggiuntiva teorica di circa dieci mila  euro
  rispetto a quanto già previsto dal Governo al comma 4, e credo  che
  si  possa  anche indicare il capitolo 215704. Immagino  ci  sia  un
  minimo  di  disponibilità residua sui fondi globali e una copertura
  aggiuntiva  di  circa duecento mila euro invece  per  gli  esercizi
  finanziari   2017-2018.  Credo  che  nell'ambito   della   manovra,
  considerato   che  sono  stati  effettuati  diversi  stralci,   sia
  possibile  trovare la copertura che il Governo vorrà  indicare  per
  garantire appunto il diritto alle cure mediche per questi soggetti.
   Se  fosse  utile un suggerimento, proporrei la copertura a  valere
  sul  capito  21.57.40  che è un fondo rischi per  contenzioso-spese
  legali,  quindi  che  ha  una  copertura,  una  capienza  piuttosto
  significativa,  ed essendo un fondo rischi penso  possa  avere  una
  previsione  di  massima, e quindi potrebbe anche  garantire  questa
  minimale copertura di ulteriori 200 mila euro.
   Sul  punto,  ovviamente,  credo  che  ci  si  possa  aspettare  la
  solidarietà  e  il  riscontro di sensibilità da parte  di  tutti  i
  Gruppi  parlamentari,  e  mi auguro che la  proposta  possa  essere
  accettata anche da parte del Governo.

   GRASSO. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   intervengo
  sull'articolo  20  per  annunciare il  voto  favorevole.  Condivido
  l'emendamento che ha presentato il Presidente Lupo, e vorrei  anche
  precisare che in Commissione sanità si era, per quanto riguarda  il
  contributo  alle  gestanti, esaminato anche un  altro  aspetto  che
  riguardava il contributo da erogare alle gestanti per tutte le zone
  disagiate, là dove non c'era un punto nascita.
   Emendamento  che  poi  è  stato bocciato in Commissione  bilancio,
  perché  la platea si era allargata, così dicono i componenti  della
  Commissione  bilancio, ma anche il Governo si era  allargato  oltre
  modo, e c'era difficoltà a quantificare.
   Però sicuramente andare incontro alle esigenze delle Isole minori,
  alle difficoltà delle Isole minori, proprio in questo momento,  che
  siamo qui per approvare quegli articoli che riguardano categorie di
  soggetti:   Comuni,   Comuni  in  dissesto,  disabili   e   persone
  svantaggiate, credo che sia un dovere di tutti.

   MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi voglio
  rivolgere   all'Assessore  Baccei,  che  in  questo   momento   sta
  telefonando  sicuramente anche lui per fare  venire  qualche  altro
  supporter per chiudere l'assestamento.
   Allora,  io mi sento di sposare l'intervento dell'onorevole  Lupo,
  colgo  l'occasione, Presidente, se lei me lo consente, di ricordare
  una  comunicazione  che  l'Assessore ha  voluto  fare  solennemente
  all'Assemblea, a questo Parlamento, e cioè l'Assessore ha garantito
  -  lei  lo  ha ripetuto - prima della sospensione:  il Governo  non
  presenterà   alcun  emendamento,  la  manovra   è   questa   e   ci
  confronteremo con questi emendamenti .
   Per  la serietà del Parlamento, Presidente, spero che non arrivino
  come  dire  charter,  last minute, non lo so  ditemi  voi  come  li
  possiamo  chiamare,  altre  emergenze, l'articolo  12  è  pieno  di
  emergenze.
   E siete stati bravi perché nell'articolo 12 si sono infilate cose,
  ma  non  posso parlare dell'articolo 12, per cui su questa proposta
  dell'onorevole Lupo io sono d'accordissimo. Spero e auspico che  il
  Governo  si  confronti  con le regole che  Lui  (lui  Governo)  ha,
  diciamo, solennemente ribadito al Parlamento.
   Niente più emendamenti solo quello che c'è.

   PRESIDENTE.  In effetti ha detto così l'Assessore Baccei,  poi  se
  cambia idea sono fatti dell'Assessore.

   LENTINI. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   LENTINI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo illustrare
  un  sub emendamento che ho presentato all'emendamento 20.12, che  è
  un emendamento di riscrittura dove parla, oltre che delle gestanti,
  delle mamme che partoriscono nelle Isole, giusta scelta.
   Questo  subemendamento  si  inserisce  in  quel  che  riguarda  la
  sindrome  di  Arnold  Chiari. È una malattia  rarissima  che  mette
  insieme  pochissime  famiglie  che hanno  questi  disturbi.  Queste
  famiglie,  signor Presidente, colleghi deputati, hanno  bisogno  di
  essere aiutate. In Commissione VI circa 15 giorni fa, alla presenza
  dell'onorevole Digiacomo, sono state ascoltate un paio di famiglia,
  la  Presidente  di  questa  associazione  è  un  medico,  ed  hanno
  illustrato i problemi che crea questa malattia, in particolare  nei
  bambini. Parliamo di pochissimi bambini, casi rari in Sicilia.
   Signor  Presidente,  questo è un problema che attanaglia  l'intera
  Isola,  perché  queste  famiglie sono  costrette  ad  andare  negli
  ospedali  fuori dalla Sicilia, precisamente a Firenze e  a  Genova,
  dove  ci sono le uniche due strutture, e pensate che questi bambini
  hanno  bisogno da 30 a 45 giorni di visite periodiche per alleviare
  i  dolori  che  crea  questa malattia,  con  le  spese  che  devono
  affrontare le famiglie, circa duemilacinquecento, tremila euro ogni
  volta  che  si spostano con i bambini per alleviare questo  dolore.
  Considerato  il  fatto  che nell'arco di un anno  sono  otto,  nove
  visite,  è una grossa cifra che le famiglie non possono affrontare,
  neanche chi ha un reddito, perché spendono dai venti ai venticinque
  mila  euro  l'anno solo per stare in questi ospedali e  soggiornare
  nelle città per almeno una settimana, dieci giorni.
   Il contributo che offre la Regione Siciliana per tante malattie  è
  circa  il 20 per cento. Questo 20 per cento non soddisfa il bisogno
  reale  di  queste famiglie. Considerate che queste  famiglie,  ogni
  volta  che  i  bambini devono andare a fare le visite e soggiornare
  nelle  città, chiedono aiuto oltre che ai familiari, ai tanti amici
  per racimolare questi soldi.
   Mi  sembra  una  cosa sacrosanta e giusta, oltre  che  un  diritto
  dell'uomo,  soddisfare questo bisogno. Oltre al  problema  che  c'è
  nella famiglia, non possiamo creare pure il problema della vergogna
  che  provano  questi  ragazzi,  questi  bambini,  queste  famiglie,
  nell'andare a ricercare le somme, le risorse per potersi trasferire
  per  le visite, ogni volta che hanno bisogno. Secondo me è un'opera
  di  bene,  una  giustizia  che bisogna dare  in  questi  casi  alle
  famiglie.

   PRESIDENTE. Il suo intervento è più che nobile, onorevole Lentini.
  Per  competenza  lo mandiamo all'articolo 12, dove è  prevista  una
  indennità  vitalizia per talassemici. Non può essere  inserito  nel
  corpo  dell'articolo 20 perché non è quantificato il costo  e  deve
  essere  quantificato  nell'emendamento. Siccome  è  stata  prevista
  un'indennità vitalizia per talassemici all'articolo 12,  avrà  modo
  l'assessore per la salute di verificare.

   ALONGI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivido in  pieno
  questo articolo 20 che prevede un contributo alle partorienti delle
  isole minori della Regione siciliana.
   Chiedo   cortesemente   all'assessore   alla   sanità   ed   anche
  all'assessore  al  bilancio  un  attimo  di  attenzione  a   questa
  proposta,  che mi accingo a fare. Questo significa che,  in  quelle
  isole  in  cui  non  ci  sono  punti nascite,  per  le  difficoltà,
  assessore  alla  sanità,  le  chiedo  soltanto  -  nei  limiti  del
  possibile - di ascoltare questo mio intervento.
   Nelle  isole dove non esistono punti nascite, o sono stati chiusi,
  stiamo prevedendo un contributo fino ad un massimo di tremila  euro
  per  rimborsare le spese, nel momento in cui si avvicina il momento
  del parto ed anche postumo.
   Vorrei  porre all'attenzione dell'Aula, di potere ampliare  questo
  articolato, e mi spiego meglio. In Sicilia, in quattro realtà  -  e
  le  cito  perché  non  vorrei sbagliare - che  sono  il  comune  di
  Petralia,   l'ospedale  di  Petralia,  l'ospedale   di   Mistretta,
  l'ospedale Santo Stefano di Quisquina e l'ospedale di Mussomeli, in
  queste  quattro  realtà  sono  stati chiusi  i  punti  nascita.  In
  particolar modo mi rivolgo a quelle realtà montane, io cito  quella
  di  Petralia ed extra - attenzione - dove, chiaramente, voi  capite
  che  nel  periodo  invernale con la neve a mezzo  metro,  spostarsi
  diventa  complicato a settanta chilometri, al di là della  distanza
  chilometrica, della distanza tortuosa delle strade, frane eccetera,
  eccetera.
   Credo  che  non sarebbe inopportuno e fuori luogo pensare  ad  una
  equiparazione. Non parliamo di isole, ma parliamo di isole di  aree
  impervie, nelle montagne, con grandi difficoltà di spostamenti.  Ed
  allora chiedo all'assessore al Bilancio, all'assessore alla Sanità,
  di   accogliere  questa  mia  proposta  -  se  possibile   con   un
  subemendamento  che  predisporrei, se ce n'è la  volontà  anche  da
  parte  dell'Aula - affinché si guardi con attenzione anche a queste
  quattro realtà, individuando poi un raggio di azione, nell'arco  di
  trenta chilometri attorno, vediamo di capire.
   Qui  non  dobbiamo  allargare  la  borsa,  per  carità,  o  creare
  strumentalizzazioni,  ma  creare  sicuramente  assistenza  vera   e
  sostegno  psicologico  a  quelle  famiglie  che  vivono  in  grande
  difficoltà, e che non si possono permettere di andare a partorire a
  Palermo, o in un comune come quello di Cefalù, perché non  hanno  i
  soldi  dell'albergo.  Ci  tengo a questa proposta,  affinché  venga
  valutata positivamente.

   CAPPELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO.  Signor  Presidente, assessori, colleghi,  cittadini,  è
  ovvio che il Movimento Cinque Stelle, il Gruppo del quale io faccio
  parte,  non  può  non  accogliere con favore la  proposta  avanzata
  nell'emendamento del Vicepresidente Lupo.
   Fermo restando che siamo convinti che, certamente, non è questa la
  risposta che le mamme e le partorienti siciliane attendono.  Questo
  non  è,  e  non può essere, signor assessore, una misura,  diciamo,
  sufficiente. La salute non può ridursi semplicemente ad un rimborso
  spese.
   Noi  attendiamo da tempo, ed attendiamo con ansia questa benedetta
  rete ospedaliera, la definizione della rete emergenza-urgenza.  Noi
  desidereremo che tutto questo fosse incastonato in un contesto  più
  ampio, complessivo e definitivo.
   Inoltre,  assessore, io mi sarei aspettato da parte sua - leggendo
  un  articolo  di  cui ovviamente prendo il titolo, diciamo,  ed  il
  contenuto del 27 novembre su Repubblica - in cui lei ed il ministro
  Lorenzin,   secondo  questo  articolo,  mettereste  le  assunzioni,
  diciamo in Sanità, sul piatto del referendum, e le posticipaste  al
  4 dicembre. Nel titolo di questo articolo di Repubblica.

   GUCCIARDI, assessore per la Sanità. L'ho detto io tra virgolette?

   CAPPELLO.  No,  il  titolo di Repubblica dice  questo,  ed  io  mi
  aspetterei  da  parte sua, signor assessore, una  smentita,  perché
  sono convinto che questa volgarità, diciamo, non le appartenga. Sul
  titolo  di  Repubblica poi, sono inserite tutte  quelle  sacche  di
  precarietà,  praticamente,  che fino a questo  momento,  purtroppo,
  sono in stand-by ed attendono la risposta anche da questo Governo.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


                  Presidenza del Vicepresidente Lupo

   CAPPELLO.  In  ogni caso, le ricordo che stiamo aspettando  queste
  assunzioni,  che  il sistema sanitario è nella  buona  sostanza  al
  tracollo, e che certamente questa situazione non può continuare  ad
  esistere. Questo, pertanto, è un palliativo che ha un valore per  3
  anni,  che  quantifica,  semplicemente, attraverso  la  somma,  una
  risposta che non può essere, da sola,  sufficiente a soddisfare  le
  esigenze dei siciliani.
   In  ogni  caso,  certamente, il Movimento  Cinque  Stelle  non  è,
  assolutamente,  disponibile a rinunciare, in maniera  implicita,  a
  quelle  richieste  che  provengono dai  territori,  soprattutto  in
  termini  di  punti  nascita,  da cui attendiamo  una  risposta  dal
  ministero della salute e dall'assessorato siciliano.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, mi rivolgo più che all'Assessore per
  il   bilancio,   che  già  ha  indicato  la  posta   in   bilancio,
  all'Assessore per la sanità.
   Credo  che  sia l'emendamento a firma dell'onorevole  Lupo  ed  il
  subemendamento, a sua volta, che ha presentato l'onorevole Lentini,
  vanno  nella  direzione del sostegno finanziario alle famiglie  che
  già  sono colpite da malattie abbastanza significative. E,  spesso,
  l'assistenza  medica  non  è  prestata nel  luogo  ospedaliero  più
  vicino,  ma è prestata a distanza. E, chi vi parla, nel  tempo,  ha
  avuto  necessità  di  una  solidarietà  sanitaria  che  è  costata,
  nonostante lo Stato anticipi tutti i costi al 100 per cento di  chi
  sta   male,  spesso,  vi  sono  anche  delle  spese  che  non  sono
  rendicontabili secondo il nostro sistema sanitario.
   E,  mi  dispiace che il collega Cappello faccia cenno  che  queste
  sono  cose banali. Sono cose importanti, perché, spesso, assistiamo
  a  famiglie,  che hanno un reddito modestissimo, che hanno  bisogno
  anche di questo tipo di sostegno.
   Considerato  che siamo a fine anno, signor Presidente,  la  volevo
  invitare  a  valutare  l'opportunità,  rispetto  al  subemendamento
  proposto dall'onorevole Lentini, di indicare una percentuale  molto
  bassa, rispetto al capitolo che è indicato nell'articolo, pari  per
  esempio al 5 per cento, in maniera tale che sappiamo che inizia  la
  posta   in  bilancio  e  l'anno  successivo  potrebbe,  certamente,
  indicare  altre  risorse per far fronte a questo tipo  di  sostegno
  sanitario.
   Questo  lo  dico perché considerato il tempo in cui la legge  sarà
  pubblicata, cioè circa almeno 10 giorni, non avremo grandi  domande
  e, soprattutto, queste domande potranno essere esitate anche l'anno
  prossimo.
   E'  una mia sollecitazione e vorrei che l'assessore per la sanità,
  su  questo  punto, potesse esprimere la sua valutazione  di  ordine
  tecnico, tenendo conto, ripeto, che l'assessore per il bilancio  ha
  già  indicato le poste nella manovra finanziaria e, quindi, mi pare
  che è d'accordo; se l'assessore per la sanità vuole anche darci  il
  suo  parere  per potere affrontare un tema importante che,  ripeto,
  rispetto al sistema della salute vede il sistema delle famiglie che
  vivono  una  condizione, in questo momento,  disagiata   e  che  un
  sostegno  economico, soprattutto a fronte di redditi  di  un  certo
  tipo, è vitale.

   FAZIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per manifestare
  la  mia  condivisione,  ovviamente,  all'emendamento  che  è  stato
  presentato  e,  soprattutto, all'iniziativa del Governo  che  vede,
  sicuramente, un'attenzione particolare nei confronti  di  coloro  i
  quali  sono  isolani,  abitano  nelle  isole  e  che,  è  risaputo,
  sicuramente, che soffrono un disagio non indifferente. Credo che le
  iniziative  che  vengono promosse a loro sostegno  siano  sempre  e
  comunque insufficienti.
   Per quanto riguarda l'aspetto prettamente sanitario, credo che  si
  sia  fatto  nell'ultimo periodo molto, ma ancora moltissimo  c'è  e
  rimane, sicuramente, da fare.
   Anticipo,  quindi,  non solo il sostegno e la  condivisione  delle
  proposte   ma,   addirittura,   il   mio   voto   favorevole    sia
  all'emendamento sia al testo della proposta del Governo.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se il Governo e  i
  colleghi  mi  vogliono ascoltare un attimo, onorevole Lentini,  sto
  lavorando per lei, se lei mi lascia lavorare.
   Assessore   per  la salute, onorevole Gucciardi,  la  sindrome  di
  chiari  a  cui  si  riferisce l'onorevole Lentini e,  aggiungo,  la
  retinoschisi  giovanile, fanno parte di un emendamento  -questo  ai
  fini  della  Presidenza - che è stato trattato in VI Commissione  e
  approvato.
   Andiamo  all'aspetto  quantificazione, Assessore;  sia  l'una  che
  l'altra  attengono a poche decine di persone in Sicilia. L'una,  la
  sindrome  di chiari, che ha bisogno di un intervento chirurgico  in
  strutture specializzate per correggere questa piccola malformazione
  cerebellare, l'altra, la retinoschisi giovanile, ancora  più  grave
  che  comporta per questi piccoli pazienti fino all'età  adulta,  un
  intervento  costante  sulla retina ogni  tre  mesi,  perché  è  una
  retinopatia particolare, una malattia genetica particolare.
   Assessore,  si  tratta di pochissimi casi, siccome  siamo  a  fine
  anno, ritengo che la copertura il Governo la può benissimo dare; in
  effetti  l'emendamento l'avevo presentato al comma che riguarda  la
  talassemia, perché ritengo che lo stesso trattamento che c'è per  i
  talassemici gravi, bisogna che sia riservato a questi pazienti che,
  ripeto hanno bisogno ogni due, tre mesi, soprattutto quelli affetti
  dalla  retinoschisi giovanile di un intervento a laser sulla retina
  che si buca costantemente ogni tre mesi.
   Pertanto, ritengo che essendo a fine anno e quindi in assestamento
  di bilancio, la somma è talmente ridicola per quest'anno che, serve
  solo per aprire il capitolo e inserire poche decine di migliaia  di
  euro  in  modo  tale che con la finanziaria dell'anno  prossimo  si
  possa  calcolare esattamente il numero e rimpinguare  adeguatamente
  il capitolo.

   PRESIDENTE.  Anche questo evidentemente va all'articolo  12,  così
  come l'altro proposto dall'onorevole Lentini.
   L'emendamento   soppressivo 20.1, è ritirato onorevole  Di  Mauro,
  considerato che si è espresso a favore dell'articolo?

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   MAURO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  noi   come
  posizioni politica siamo d'accordo con l'emendamento presentato, di
  cui  Lei  è primo firmatario e con il subemendamento dell'onorevole
  Lentini  se  si  riesce  a  trovare la  quadra.  Quindi  questo  lo
  ritiriamo.

   PRESIDENTE.  L'emendamento  dell'onorevole  Lentini  è  trasferito
  all'articolo  12,  dove  c'è  anche la  vicenda  che  riguarda  gli
  ammalati   talassemici  e,  quindi,  in  analogia  lo  tratteremmo.
  L'articolo 20 riguarda solo i residenti nelle isole minori,  invece
  le   problematiche  di  cui  voi  trattavate  riguardano  tutto  il
  territorio regionale.
   Pertanto, l'emendamento 20.1 è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento 20.6, dell'onorevole Milazzo, che si  è  espresso  a
  favore, è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento  20.13,  del  Movimento  Cinque  Stelle,  che  si  è
  espresso a favore, è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento di  riscrittura  dell'articolo
  20.12. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  L'onorevole Alongi ha annunciato  un  subemendamento;
  chiediamo di formalizzarlo e di distribuirlo.
   Sospendo la seduta per cinque minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.44, è ripresa alle ore 19.50)

   La seduta è ripresa.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati, all'emendamento 20.12, concordiamo sul principio.
   Sul  tema  delle  partorienti è stata fatta un'analisi  specifica,
  cioè  abbiamo capito quanto erano storicamente le partorienti delle
  Isole  minori, abbiamo calcolato il tempo, che era - mi pare -  dal
  settimo mese, non ricordo, che dovevano stare fuori, non sull'Isola
  Minore,  ma  in  Sicilia e abbiamo calcolato questa  copertura,  lo
  stesso lavoro non è stato fatto per le neoplasie.
   Quindi, riconosciamo il principio, ci impegniamo a fare lo  stesso
  lavoro  di  analisi  e  a riproporre la relazione  tecnica  con  la
  relativa  copertura  in finanziaria, quindi la proposta  di  andare
  avanti  con  il testo originario, perché se infiliamo  altre  cose,
  validissime,  però  rischiamo di far perdere efficacia  all'intento
  iniziale che era quello di dare supporto alle partorienti.
   Quindi, le altre cose che sono emerse, facciamo un analisi insieme
  all'Assessorato  per la Salute, per fare una quantificazione  e  ci
  impegniamo ad inserirle nella finanziaria.

   ALONGI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   ALONGI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho  ascoltato  con
  attenzione  le  parole dell'Assessore Baccei. Assessore,  penso  di
  avere  capito,  di avere compreso che questa mia proposta  che  era
  scaturita   oggi,  lei  ritiene  che  possa  essere   valutata   in
  finanziaria che andremo ad approvare. Già per me questo  e per  noi
  questo emendamento che avevamo firmato come Centro Destra, già è un
  fatto importante e un passo avanti.
   Ne  prendiamo  atto ed chiaro che noi ci muoveremo in  finanziaria
  affinché  questo suo impegno diventi concretamente un atto compiuto
  per quelle aree complessive.

   ANSELMO. Chiedo di parlare.

   PRESIENTE. Ne ha facoltà.

   ANSELMO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sono  una  dei
  firmatari  dell'emendamento. Ho ascoltato attentamente  l'Assessore
  Baccei,    accogliamo   ovviamente   l'invito   dell'Assessore    e
  trasformeremo   questo  emendamento  in  ordine   del   giorno   da
  presentarsi  a  fine  seduta. Quindi,  anche  a  nome  degli  altri
  firmatari, dichiaro di ritirare l'emendamento.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   GUCCIARDI, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.

   PRESIENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI,  assessore per la sanità. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  l'impegno  assunto dall'Assessore  Baccei  è  ovviamente
  anche il mio impegno; in via di principio non ci sono problemi,  ma
  è  chiaro  che ogni norma va accompagnata da una relazione  tecnica
  esaustiva che tratti anche della sostenibilità finanziaria.
   Con  l'occasione, approfitto per dire che tutti questi aspetti che
  riguardano non soltanto il trasporto per tante patologie a  partire
  dalle  malattie rare, sono state inserite nel Piano di integrazione
  socio-sanitaria  e  chi  vi parla è l'Assessore  regionale  per  la
  Salute,   abbiamo  già  inviato  alla  VI  Commissione  legislativa
  permanente   per   la  trattazione  nella  quale,   molto   presto,
  trasferiremo quelli che sono i dati per la copertura finanziaria.
   Per  cui, nel contesto della legge di stabilità potremo certamente
  valutare  ancora meglio il contributo che si potrà  dare  a  questa
  tipologia  di  patologie  e  con la precisazione,  ovviamente,  che
  quando si costituisce un diritto poi bisogna che questo diritto sia
  sostenuto anche finanziariamente.
   Pertanto sono  meritevoli, certamente, della nostra attenzione  le
  proposte  fatte  tanto  dal Presidente Lupo, quanto  dall'onorevole
  Alongi, quanto dagli altri parlamentari che sono intervenuti  e  la
  problematica per la malattia rara di cui si è parlato stasera, sarà
  trattata   in  altra  sede  e  con  altra  norma,  fermo  restando,
  ribadisco,  che  per  quanto riguarda le malattie  rare  che,  come
  sapete,  sono un numero davvero considerevole abbiamo per la  prima
  volta  ritenuto  di  inserirle nel contesto di integrazione  socio-
  sanitaria.

   PRESIDENTE.   Quindi,  con  l'impegno  del  Governo  assunto   sia
  dall'Assessore  Baccei che dall'Assessore Gucciardi,  l'emendamento
  20.12  è  ritirato per essere considerato in sede  di  finanziaria,
  così  come  gli  emendamenti  annunciati  dagli  onorevoli  Alongi,
  Formica e Lentini.
   Quindi,  il 20.12, come annunciava l'onorevole Anselmo  -  che  ha
  anche  annunciato  la presentazione di un ordine  del  giorno  -  è
  ritirato.
   Gli  emendamenti  20.2,  20.9, 20.3,  20.10,  20.4  e  20.11  sono
  assorbiti dal ritiro degli emendamenti soppressivi dell'articolo.
   Si  passa all'emendamento 20.7, degli onorevoli Greco Giovanni  ed
  altri.

   GRECO  GIOVANNI. Anche a nome degli altri firmatari,  dichiaro  di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento 20.8 è inammissibile.
   Pongo  in votazione l'articolo 20. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


                  Presidenza del Presidente ARDIZZONE

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 21. Ne do lettura:

                             «Articolo 21.
        Disposizioni in materia di associazioni regionali degli
                              allevatori

   1.  Per l'espletamento dei compiti relativi all'assistenza tecnica
  negli  allevamenti,  con l'obiettivo di favorire  il  miglioramento
  della  qualità  delle  produzioni di filiera, l'innovazione  ed  il
  rafforzamento   e   la  competitività  delle  imprese   zootecniche
  siciliane, l'Assessorato regionale dell'Agricoltura, dello sviluppo
  rurale  e della pesca mediterranea è autorizzato a concedere  aiuti
  alle   Associazioni   regionali  degli  allevatori   giuridicamente
  riconosciute  ed aderenti alla Associazione Italiana Allevatori  di
  cui all'articolo 3, comma 2, della Legge 15 gennaio 1991, n. 30.

   2.  Gli  aiuti di cui al comma 1 sono concessi nel rispetto  delle
  condizioni di cui al Capo I ed al Capo III (artt. 20, 21, 22, 23  e
  24)  del  regolamento  (UE) n. 702/2014 della  Commissione  del  25
  giugno  2014, che dichiara compatibili con il mercato  interno,  in
  applicazione   degli   articoli  107  e  108   del   trattato   sul
  funzionamento dell'Unione europea, alcune categorie  di  aiuti  nei
  settori  agricolo e forestale e nelle zone rurali e che  abroga  il
  regolamento  della Commissione (CE) n. 1857/2006, pubblicato  nella
  GUUE L 193 dell'1 luglio 2014.

   3.  Possono essere concessi, nei limiti stabiliti dalla  normativa
  comunitaria e nazionale in materia, aiuti fino al 100 per cento dei
  costi ammissibili.

   4.  Gli  aiuti sono versati a favore delle Associazioni  regionali
  degli  Allevatori, in qualità di soggetti attuatori  del  servizio,
  con requisiti specifici relativi al sistema di consulenza aziendale
  secondo  l'articolo  13 del regolamento (UE)  n.  1306/2013  e  non
  comportano pagamenti diretti agli allevatori.

   5.  La  spesa  per  la  finalità di  cui  ai  precedenti  commi  è
  sostenuta,    per   l'esercizio   finanziario   2016,   nell'ambito
  dell'autorizzazione  dì spesa di cui all'articolo  44  della  legge
  regionale 7 maggio 2015, n. 9, nel limite massimo di 1.300 migliaia
  di euro (Missione 16, Programma 1, Capitolo 144111)».

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca  mediterranea. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  questo
  emendamento vorrei illustrarlo, brevemente, all'Aula. Noi,  con  la
  legge  di  stabilità,  abbiamo  previsto  per  l'ARAS,  nel  nostro
  bilancio  2016, un contributo di duemilioni e mezzo pari  a  quello
  che  abbiamo  fatto  negli anni precedenti. Già l'anno  scorso,  il
  contributo all'ARAS non è stato erogato per intero perché  è  stato
  modificato   il   sistema  di  rimborso  da  parte  del   Ministero
  dell'Agricoltura alle associazioni di allevatori in tutta Italia.
   Come  voi  sapete,  il  rimborso delle attività  che  svolgono  le
  associazioni  allevatori per la tenuta del registro  genealogico  e
  per le visite fatte negli impianti di zootecnia nei confronti degli
  allevatori viene rimborsato con un sistema forfetario.
   Il  sistema, quindi,  prevede che la Regione compartecipi rispetto
  alla  quota  che  trasferisce lo Stato.  L'ARAS,  penso  che  tutti
  conoscete la situazione in cui si trova in questo momento di grande
  difficoltà. Noi abbiamo delle risorse, nel nostro bilancio, che non
  riusciamo  a dare perché le somme aggiuntive al rimborso forfetario
  costituiscono  aiuti di stato. Questa norma si limita  a  prevedere
  che,  il milione e trecentomila che noi abbiamo nel nostro bilancio
  e  che  dovremmo  dare in aggiunta al milione  e  duecentomila  del
  rimborso  forfetario venga erogato dopo il regime di notifica,  che
  deve essere autorizzato dalla Commissione europea.
   Quindi, questa norma serve a chiedere alla Commissione europea  ad
  autorizzarci  a  fare attività aggiuntive, da parte dell'ARAS,  per
  conto della Regione siciliana finalizzati agli allevamenti ed  agli
  allevatori  per  la tenuta della attività dei nostri  allevatori  e
  quindi   per,  come  dire,  avere  maggiore  sicurezza  e  maggiori
  controlli sul sistema bovino ed ovino. Quindi, è una norma che  non
  ha impatto finanziario di manovra, in senso di variazione, ma è una
  norma  che consente di erogare questo contributo dopo che sia stato
  autorizzato il regime di aiuto da parte della Commissione europea.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi,  io
  ringrazio l'Assessore innanzitutto per il tempo che ha dedicato,  e
  che  sta  dedicando,  su  questa  questione  dell'ARAS  che  è  una
  questione ingarbugliata, delicata, difficile in cui, secondo me, ci
  sono responsabilità anche dell'Aia perché ci ha lasciati soli sulla
  gestione di tutta questa vicenda.
   Purtroppo,  però,  se  noi  non ce ne  interessiamo  rischiamo  di
  arrecare  un  ulteriore  danno al comparto zootecnico,  perché  gli
  togliamo dei servizi che sono servizi essenziali e fondamentali. Io
  so tutto quello che ha fatto, gli incontri che ci sono stati con  i
  sindacati e devo dire che anche in Commissione Bilancio, insieme al
  collega  onorevole  Alloro, più volte l'abbiamo ripreso  e  abbiamo
  cercato di fare la nostra parte.
   Ci  sono,  mi  permetto di dire, alcune emergenze veloci.  Abbiamo
  questo problema dei licenziamenti e ci sono delle risorse che  sono
  state  emesse.  Capisco la difficoltà che è enorme, l'ho  detto  in
  premessa: non è un problema che possiamo risolvere noi, ma ci  deve
  aiutare  anche  l'Associazione  Italiana  Allevatori.  Vediamo   se
  riusciamo  a  bloccare questo meccanismo, considerato anche  quello
  che  c'è, così come per quanto riguarda gli arretrati mi dicono che
  da  diversi  mesi,  ancora,  sulle risorse  che  abbiamo  appostato
  mancano mensilità. Chiedo se possiamo sbloccare anche questo,  dopo
  di ché il giudizio sull'operato, per quello che vale, ovviamente  è
  positivo.
   Vediamo  se  non la perdiamo completamente quest'A.R.E.S.,  perché
  davvero  si  rischia  che si perda e in quel  caso  perderemmo  dei
  servizi essenziali.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che  questo
  articolo  21,  riguardante la materia delle Associazioni  regionali
  degli  Allevatori,  ponga ogni anno sempre lo stesso  problema.  Mi
  sarei   immaginato  dall'Assessore  Cracolici,  che  ha  una  certa
  esperienza  in  materia, una proposta che possa dare una  soluzione
  definitiva  rispetto  ad  un  tema così  conosciuto  dall'Assemblea
  regionale, dalle Commissioni di merito e dalla Commissione Bilancio
  concernente proprio le Associazioni regionali degli Allevatori, con
  tutti  i problemi che negli anni questa associazione ha avuto,  sia
  nell'ambito  della propria gestione ordinaria,  ma  anche  poi  con
  l'attività di commissariamento.
   Io,  in  Commissione  Bilancio, avevo proposto  all'Assessore  per
  l'economia, Baccei, di attenzionare una soluzione che possa  essere
  risolutiva  per  la competenza delle Associazioni  regionali  degli
  Allevatori  che  è  quella concernente l'assistenza  tecnica  negli
  allevamenti con l'obiettivo di favorire la qualità delle produzioni
  della   filiera  e  il  rafforzamento  delle  imprese   zootecniche
  siciliane.  Quindi immagino che magari in finanziaria  vi  sia  una
  proposta  che possa essere di riforma e che ponga una  soluzione  a
  questo problema.
   Una  idea  su cui ragionare ed approfondire, secondo me,  potrebbe
  essere  quella che di fatto già ha visto l'Assessorato al  bilancio
  attivare  alcune  soluzioni  per i  dipendenti  di  alcune  società
  partecipate  in  liquidazione ed anche per alcune associazioni  già
  finanziate  di  cui alla Tabella H. Ad esempio, per  il  mondo  dei
  veterinari,  ed  anche dei dipendenti delle Associazioni  regionali
  degli   Allevatori,  che  negli  anni  hanno  acquisito  esperienza
  nell'ambito   dell'assistenza   tecnica   per   l'attività    degli
  allevamenti  nelle  produzioni della filiera della  zootecnia,  una
  ipotesi  potrebbe essere quella di dare queste risorse alla società
  regionale per i servizi ausiliari, fare in modo che questa  società
  abbia  anche  le  competenze proprie da statuto di questo  tipo  di
  assistenza tecnica e quindi dare queste nuove professionalità  alle
  aziende sanitarie locali o all'Istituto zooprofilattico.
   Ritengo   che   in   questo  modo  noi  possiamo  alleggerire   le
  Associazioni   regionali  degli  Allevatori,  nello  stesso   tempo
  continuare   la   valorizzazione  del  personale  dell'associazione
  allevatori  che oggi, purtroppo, rischia il licenziamento  e  poter
  potenziare l'Istituto zooprofilattico potrebbe avere una competenza
  in   materia   di  assistenza  tecnica  di  valorizzazione   e   di
  rafforzamento delle imprese zootecniche.
   Ritengo  che questa possa essere una soluzione buona che va  nella
  linea delle attività già svolte dall'Assessore al bilancio sia  per
  il CERISDI, per Sviluppo Italia e per la società del Patrimonio.

   ALLORO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   ALLORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ovviamente  non  ho
  nulla  contro la proposta dell'onorevole Cimino, che anzi mi sembra
  sia  una proposta che, se potesse avere la necessaria accessibilità
  da   un   punto  di  vista  normativo,  atteso  che  l'associazione
  allevatori   è   una   associazione  che  ha  profili   di   natura
  privatistica,   risolverebbe  finalmente   e   definitivamente   il
  problema.
   Io  sono d'accordissimo ed infatti, se andiamo a verificare  nella
  prossima finanziaria la possibilità di intraprendere questa strada,
  sarei la persona più felice, perché finalmente potremmo definire un
  problema che noi ci tiriamo avanti da troppo tempo che riguarda  il
  commissariamento   da   sette   anni  dell'Associazione   regionale
  allevatori  e  le  problematiche connesse anche  con  la  normativa
  comunitaria  che  non consente ormai tutta una serie  di  cose  che
  venivano consentite in passato.
   Questo  ha  determinato nel tempo una difficoltà dell'associazione
  allevatori  che  è  quest'anno ha interrotto  l'assistenza  tecnica
  nelle  aziende  e  sappiamo  bene  che  interrompendo  l'assistenza
  tecnica  interrompendo la tenuta dei libri  genealogici  si  fa  un
  danno  enorme  alle  aziende zootecniche che  non  possono  neanche
  accedere  se  non  hanno  i  capi  certificati  alla  contribuzione
  europea.
   L'anno  scorso  per alleggerire il bilancio del personale  si  era
  fatto  un  accordo  e  sono  fuoriuscite  36  unità  e  quindi  una
  fuoriuscita  importante purtroppo quest'anno  e  lo  abbiamo  fatto
  presente   al  commissario  in  Commissione  bilancio  sono   stati
  preannunciati 56 licenziamenti. Ora è importante dare questi  soldi
  all'associazione  perché  con  questi  soldi  riparte  l'assistenza
  tecnica,  ma  è  parimenti  importante  che  noi  pressiamo  perché
  l'associazione  allevatori venga restituita  agli  allevatori  cioè
  venga  restituita agli allevatori attraverso la normalizzazione  di
  quella che è l'associazione.
   Questo   consentirà  finalmente  di  ridare  agli  allevatori   lo
  strumento  che  per legge gli appartiene e io però in  questa  sede
  volevo   sollecitare   l'Assessore  al   bilancio   e   l'Assessore
  all'agricoltura,    ma    soprattutto    ovviamente     l'Assessore
  all'agricoltura  per  fare  un tavolo  tecnico  con  l'associazione
  allevatori per bloccare questi licenziamenti perché i 56 dipendenti
  a  cui  è  stato preannunciato il licenziamento più i 36  che  sono
  andati  l'anno scorso rappresentano quasi il 50 per cento di quella
  che è la dotazione organica dell'associazione.
   Questo  non  è  consentito ovviamente anche perché  si  tratta  di
  risorse  che una volta venute meno avrebbero una ricaduta  negativa
  in   quella  che  è  l'assistenza  tecnica  del  nostro  patrimonio
  zootecnico.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   PANEPINTO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  vorrei  solo
  reiterare,  senza  ripeterlo, quello che ha dichiarato  l'onorevole
  Alloro  e  per riprendere il ragionamento dell'onorevole Cimino  al
  quale  chiedo di preparare un ordine del giorno che possa diventare
  oggetto   di  questa  seduta,  perché  è  chiaro  che  è  un   tema
  approfondito in Commissione Bilancio.
   Ma  oggi  il  nostro  patrimonio zootecnico ha bisogno  di  essere
  tutelato  mantenendo in vita l'ARAS che oggi ha  serie  difficoltà,
  per  cui  stasera, augurandomi che non venga messa  in  discussione
  l'Associazione   regionale  allevatori  e   non   si   proceda   al
  licenziamento  di  54 unità, onorevole Cimino,  se  presentiamo  un
  ordine  del  giorno  per  impegnare il  Governo  e  l'assessore  ad
  approfondire la materia.

   PAPALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PAPALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vi voglio dire  che
  sono  favorevole a questo tipo di proposta perché  da  tempo  seguo
  parecchi allevatori e capisco lo stato e il grave momento di crisi.
  L'unica cosa che auspicherei - e faccio la proposta all'assessore -
  se possiamo eliminare il fatto del Commissario da sette anni.
   I  Commissari non servono ad altro che a spillare soldi alle casse
  della  Regione  Siciliana, ma di fatto non fanno, sicuramente,  gli
  interessi  degli allevatori perché non la sentono come  un'attività
  primaria.  E'  un posto che ricoprono a modo loro solo  per  alcuni
  mesi,  non hanno la capacità di portare avanti determinati progetti
  risolutivi.  L'unica cosa che io faccio è, se si  può  intervenire,
  per  risolvere  questo  annoso problema. La politica,  secondo  me,
  dovrebbe  uscire al di fuori di certe istituzioni che  appartengono
  più al privato che alla politica.

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. Signor Presidente, onorevoli deputati, rispetto
  agli interventi, parto da quest'ultimo.
   Vorrei   ricordare   che  il  commissariamento   dell'associazione
  allevatori  non  è una competenza in capo alla Regione,  ma  lo  fa
  l'AIA,  che è l'organo che ha la concessione, da parte dello Stato,
  per i controlli funzionali nell'ambito della zootecnia.
   L'ARAS  è  un'associazione  che è parte  dell'AIA  nel  territorio
  siciliano. Quindi, nel territorio siciliano opera l'ARAS per  conto
  dell'AIA.  Il  Commissario l'ha fatto l'AIA. Io condivido,  e  devo
  dire  che  in  questi  mesi ho fatto anche un'azione  di  pressione
  politica, ma nulla di più, affinché l'ARAS venga, in qualche  modo,
  rimessa  in funzione, perché se noi non eroghiamo malgrado  abbiamo
  nel  bilancio  le risorse, le risorse che abbiamo, e  non  possiamo
  farlo  perché se operiamo al di fuori del sistema forfettario dello
  Stato  ,agiamo  in un sistema in cui sono aiuti di Stato,  pertanto
  abbiamo bisogno di una norma che ci consenta di riconoscere  questo
  regime  di aiuto specifico per la zootecnia e per l'ARAS che  fa  i
  controlli da parte di Bruxelles.
   La scelta di fare questa norma ha questa funzionalità.
   Per  quanto riguarda la questione dei dipendenti, voglio ricordare
  che  l'ARAS è stata posta in un sistema di contratto di solidarietà
  a  partire  dall'anno scorso. Il 31 ottobre sono scaduti i  termini
  per  i  contratti  di  solidarietà, l'ARAS  nel  frattempo  non  ha
  ricevuto  le  risorse che, probabilmente, si aspettava di  ricevere
  perché è cambiato anche il sistema di riconoscimento del contributo
  e  questo  ha  determinato  la scelta  che,  personalmente  e  come
  Governo, stiamo seguendo relativamente all'annunciata decisione  di
  licenziare  una  parte  del personale dell'ARAS.  È  chiaro  che  è
  intendimento  di  questo Governo salvaguardare i posti  di  lavoro,
  consentire  però,  innanzitutto, di portare l'ARAS  nelle  aziende,
  perché se l'ARAS rimane un sistema di conflitto interno, senza  che
  vengono garantiti i servizi agli allevatori, per cui servizi se non
  c'è la certificazione degli allevamenti, gli allevatori non possono
  neanche  partecipare alle premialità previste dai fondi  comunitari
  per  la  zootecnia.  Quindi, abbiamo in questo  momento  allevatori
  preoccupati  di non avere le certificazioni per poter  accedere  al
  sistema dei contributi comunitari.
   È  mio  intendimento affrontare subito la possibilità  che  l'ARAS
  riparta.   Dopodiché,  se  ci  possono  essere  soluzioni   per   i
  lavoratori,  per  una  parte dei lavoratori,  che  possano  trovare
  modalità di utilizzo in altra maniera, le vedremo perché è una cosa
  complessa,  inutile che io dica  domani si farà',  ma  essendo  una
  cosa   complessa  dobbiamo  trovare  forme  e  regole  che  possano
  consentire tutto questo.
   Credo  che  l'obiettivo  che noi dobbiamo avere,  innanzitutto,  è
  rimettere  in  funzione  l'ARAS,  sia  per  l'ARAS  che   per   gli
  allevatori.  Credo  che, se riusciamo con  questa  norma  ad  avere
  autorizzato un regime di aiuto specifico per l'assistenza  tecnica,
  noi consentiamo all'ARAS di ricevere più soldi, ridurre gli effetti
  sull'occupazione,  quindi  ridurre  gli  effetti  sul  rischio   di
  licenziamento, in maniera tale che salviamo capre e cavoli.

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'emendamento  soppressivo  21.1,  degli
  onorevoli Di Mauro ed altri.

   GRECO  GIOVANNI.  Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 21.1.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 21.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  64
   Maggioranza         33
   Favorevoli          24
   Contrari            40

                           (Non è approvato)

   Gli  emendamenti  21.1, 21.12, 21.20, 21.15, 21.2,  21.6,  21.3  e
  21.19 sono assorbiti.
   Si  passa all'emendamento 21.7, degli onorevoli Greco Giovanni  ed
  altri.

   GRECO GIOVANNI. Lo ritiro insieme agli emendamenti 21.8 e 21.11.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo in votazione l'articolo 21.

   GRECO  GIOVANNI.  Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


           Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 21

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto dell'articolo
  21
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  63
   Maggioranza         32
   Favorevoli          43
   Contrari            20

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 23. Ne do lettura:

                             «Articolo 23.
        Finanziamento regionale per la demolizione di opere ed
                           immobili abusivi

   1.   Nello   stato  di  previsione  della  spesa  dell'Assessorato
  regionale    del    territorio   e   dell'ambiente,    dipartimento
  dell'urbanistica, è istituito un capitolo per il  finanziamento  di
  interventi  di rimozione o di demolizione, da parte dei comuni,  di
  opere ed immobili realizzati in assenza o in totale difformità  del
  permesso  di costruire, anche disposti dall'autorità giudiziaria  e
  per le spese giudiziarie, tecniche e amministrative connesse.

   2.  Per  le  finalità  previste dal comma  1  è  autorizzata,  per
  l'esercizio finanziario 2016, la spesa di 300 migliaia di euro.

   3.  I  comuni beneficiari dei finanziamenti di cui al comma 1 sono
  tenuti  ad  agire  nei confronti dei destinatari  di  provvedimenti
  esecutivi  di rimozione o di demolizione non eseguiti  nei  termini
  stabiliti, per la ripetizione delle relative spese, comprensive  di
  rivalutazione e interessi.

   4. Il comune, entro il termine inderogabile di trenta giorni dalla
  riscossione, provvede al versamento delle somme di cui al  comma  3
  in entrata del bilancio della Regione.

   5.  I  finanziamenti concessi ai sensi del comma 1 sono aggiuntivi
  rispetto  alle somme eventualmente percepite ai sensi dell'articolo
  32,  comma  12,  del  decreto-legge  30  settembre  2003,  n.  269,
  convertito,  con  modificazioni, dalla legge 24 novembre  2003,  n.
  326;   viceversa   è   vietato  il  cumulo  con   i   finanziamenti
  eventualmente  erogati ai sensi dell'articolo 72  bis  del  decreto
  legislativo 3 aprile 2006, n. 152. Resta ferma la disciplina  delle
  modalità  di  finanziamento e di realizzazione degli interventi  di
  demolizione o di rimozione di opere e immobili abusivi contenuta in
  altre disposizioni.

   6. Nei casi di mancata realizzazione degli interventi di rimozione
  o  di  demolizione  di cui al comma 1, nel termine  di  centottanta
  giorni dall'erogazione dei finanziamenti concessi, prorogabili  per
  ulteriori  novanta  giorni, i finanziamenti  stessi  devono  essere
  restituiti, con le modalità di cui al secondo periodo del comma  4,
  all'Assessorato regionale dell'economia.

   7.  Con  decreto  dell'Assessorato  regionale  del  territorio   e
  dell'ambiente   di  concerto  con  l'Assessorato  regionale   delle
  infrastrutture  e della mobilità, da emanarsi entro novanta  giorni
  dalla  data di pubblicazione della presente disposizione, è dettata
  la  disciplina  sui criteri, sulle modalità e sulle  condizioni  di
  finanziamento di cui al comma 1».

   Gli  emendamenti presentati all'articolo 23 sono tutti soppressivi
  o   modificativi  sull'importo,  pertanto  invito  i  firmatari   a
  ritirarli.

   MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  GIUSEPPE.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  sono
  andato  a  chiedere  al deputato di lungo corso Roberto  Di  Mauro,
  perché  ho  detto:   non vorrei fare commettere un  errore   ed  ho
  chiesto:   Onorevole  Di Mauro, ma 300 migliaia  di  euro,  sono  3
  miliardi? No, sono 300 mila euro  Ah, allora ho letto bene.
   Noi,  quindi, cosa dobbiamo fare con 300 mila euro? Dobbiamo  fare
  le  locandine  per  comunicare  cosa vogliamo  fare?  Veramente,  è
  scandaloso questo articolo  Un articolo dove dite che demolirete le
  case abusive con 300 mila euro  Che serietà ha questo articolo 23
   Ecco  perché  presento l'emendamento soppressivo   Perché  non  ha
  senso questo articolo. E' un articolo che è privo di significato  e
  anche  della sua dignità strutturale, perché con 300 mila euro  che
  cosa ci dobbiamo fare?
   Questo articolo va soppresso

   SORBELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SORBELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi stasera siamo
  chiamati  a  votare un articolo di questo assestamento di  bilancio
  che prevede la demolizione di immobili nel territorio siciliano, in
  diversi comuni.
   Mi  dispiace che non c'è l'assessore Croce, perché nella relazione
  della finanziaria di quest'anno avevamo intrapreso un percorso, che
  era  un  percorso  propositivo  e  positivo,  un  percorso  per  la
  proposizione  di  una  norma  per sanare  e  fare  introitare  alla
  Regione, non fare sborsare questi 300 mila euro, ma introitare alla
  Regione  quella  che  era  una  non  sanatoria,  ma  una  messa   a
  disposizione  dei cittadini siciliani, di mettere a posto  tutti  i
  propri immobili, dove c'erano difformità minime.
   Abbiamo assistito in Italia al piano casa. Abbiamo assistito, poi,
  a  tutta una serie di norme che salvaguardavano gli immobili per le
  piccole difformità. Non stiamo riuscendo noi, mi fa piacere che c'è
  presente in Aula anche il presidente della IV commissione  e  penso
  che  dovrebbe essere un impegno di tutti portare avanti  una  norma
  affinché   i  siciliani,  perché  la  stragrande  maggioranza   del
  patrimonio  immobiliare in Sicilia ha registrato, nel tempo,  tutta
  una serie di difformità.
   Non  dico  sanatoria, ma mettere a posto tutti  gli  immobili  che
  hanno  delle piccole difformità, in una percentuale che quest'Aula,
  il  Governo o l'assessore al ramo, riterrà opportuno, e cioè a dire
  all'interno  di  quelle percentuali che prevedeva  anche  il  piano
  caso,  perché  non mi spiego come mai si può attivare la  procedura
  per  il piano casa di demolizione e ricostruzione con l'aumento del
  20%,  mentre non si possa sanare un immobile o non si possa mettere
  a  posto a livello di agibilità, di abitabilità, un immobile che ha
  difformità  entro  quella stessa percentuale, entro  quegli  stessi
  coefficienti che prevede il piano casa.
   Dovremmo, pertanto, in definitiva, mutare la norma del piano casa,
  evitando la demolizione e ricostruzione, ma mettendo a posto.
   Faccio un esempio: io titolare di un immobile, che ho ottenuto  la
  licenza  edilizia  e  nel  tempo, per  ragioni  anche  di  esigenza
  familiare, di esigenza logistica, ho ampliato fino nei termini  che
  prevede il piano casa e oggi non posso mettere a posto l'immobile o
  perché vincolate, non parlo delle zone vincolate con il divieto  di
  vincolo  assoluto,  parlo  di quelle pratiche  edilizie  che  hanno
  ottenuto  la  concessione edilizia e che  oggi  non  possono  avere
  rilasciato  né  il certificato di agibilità, né il  certificato  di
  abitabilità perché in parziale difformità.
   Per cui, chiedo se c'è l'impegno del Governo, se c'è l'impegno del
  Presidente della IV Commissione a poter iniziare un percorso  o  di
  iniziativa  parlamentare  o  governativa  per  fare  introitare  la
  Regione per diverse centinaia di milioni per la messa a posto degli
  immobili  che  sono  in parziale difformità e che  non  sono  stati
  realizzati totalmente abusivi.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace  che
  non c'è l'assessore per il territorio e l'ambiente e il Presidente,
  però  volevo suggerire al Governo, assessore Cracolici se può, data
  la  sua  esperienza, intanto credo che l'articolo sia un  punto  di
  partenza, 300 mila euro.
   Vediamo  se possiamo incrementare questo capitolo, pare che  tutta
  l'Assemblea  sia  d'accordo, indirizzando le risorse  verso  quelle
  case  che  sono  state  costruite  nelle  zone  di  inedificabilità
  assoluta, che è il tema in questo momento più urgente e che vede  i
  sindaci   della  nostra  Sicilia,  scoperti  rispetto  a  un'azione
  incisiva, giustamente devo dire, da parte della magistratura.
   Se  noi  diamo  i soldi al largo raggio ai sindaci, certamente  li
  metteremmo  in  una  situazione di difficoltà  perché  se  c'è  una
  graduatoria   da  seguire  sin  dall'inizio,  ci   sono   zone   di
  inedificabilità assoluta, come per esempio le zone archeologiche  e
  le  zone a ridosso di 150 mt dalla battigia, di fiumi, spiagge  che
  merita  un'attenzione particolare, rispetto ai quali i  sindaci  in
  questo  momento sono scoperti e c'è un'attività incisiva  da  parte
  della magistratura.
   Se  il Governo pone rimedio nel senso che, con un emendamento suo,
  tranne  che non lo voglia fare e lo facciamo noi come parlamentari,
  indica  le zone di inedificabilità assoluta e incrementando  questo
  capitolo  almeno a un milione per dividere non dico ai 300  comuni,
  perché  fiumi e mare non sono in tutte le parti della  Sicilia,  ma
  per  potere  consentire ai comuni una media di due, tre  milioni  e
  cominciare  questo percorso rispetto all'anno scorso,  sapendo  che
  ogni  anno  dovremmo  stanziare delle  somme  che,  per  quanto  mi
  riguarda,   dovrebbero  avere  una  programmazione  triennale   per
  affrontare   seriamente  questo  fenomeno  che   va   assolutamente
  eliminato  per consentire alla Sicilia, una nuova fase urbanistica,
  allora va bene.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, farò riferimento
  a  uno degli ultimi commi di questo articolo, il comma 6, che  dice
  che nei casi di mancata realizzazione degli interventi di rimozione
  o  di  demolizione i finanziamenti stessi devono essere  restituiti
  con  le  modalità di cui al secondo periodo del comma 4. Andiamo  a
  prevedere  con uno strumento legislativo la possibilità di  erogare
  queste  somme  che  sono dedicate all'attività  di  demolizione  di
  opere  e  di immobili abusivi gli diamo le risorse, poi  nel  tempo
  queste  grandi risorse di 300 mila euro, poi nel tempo se  l'utente
  destinatario di quelle somme si dovesse verificare che non ha speso
  le  somme  per  fare  l'intervento gli chiediamo  la  restituzione,
  quindi  prima gli diamo i soldi, perché siccome ce ne  sono  tanti,
  300 mila euro e poi verifichiamo come è andata.
   Allora caro Presidente della Regione assente, ancora una volta una
  norma spot, così come dall'inizio, facendo la genesi di quello  che
  sta  accadendo  in questi giorni, noi abbiamo visto  un  Presidente
  della  Regione  che  definito  avere  un  atteggiamento  borderline
  insieme a tutto il Governo, che ha mandato avanti i Parlamentari di
  maggioranza a prendere impegni nel territorio, per poi arrivare  in
  Aula,  assoggettarsi alle scelte giuste, legittime che ho già detto
  essere  più  che  legittime di stralcio  da  parte  del  Presidente
  dell'Assemblea, e fare finta che tutto stesse andando per il  verso
  giusto.
   Ora la stessa cosa con questa norma.
   Allora,  noi avevamo detto di salvare i provvedimenti che  avevano
  le  caratteristiche  per  potere  stare  dentro  l'assestamento  di
  bilancio,  avevamo detto che dovevano essere garantite quelle  tre,
  quattro cose che attendono la spesa che afferisce la dimensione che
  ormai  non può essere più rinviabile, e di stralciare tutti  quegli
  aspetti che vanno e che dovevano andare in finanziaria.
   Io  non posso dimenticare quando sui sottotetti ci avete fatto  la
  guerra,  perché  sembrava  che  noi  avevamo  fatto  chissà   quale
  provvedimento  catastrofico; per poco  dovevamo  mettere  non  solo
  quali  manette,  perché in Commissione Bilancio  il  centro  destra
  aveva  portato  i  sottotetti. Ora voi qua ci volete  far  fare  la
  demolizione  delle case, dare le risorse senza prima verificare  se
  ci  sono  le condizioni per poterle assegnare e poi, eventualmente,
  restituirgliele.
   Questa  è  una  farsa per queste ragioni, e questo articolo,  così
  com'è  è  stato  pensato  male e non può essere  votato,  come  non
  possono essere votati la maggior parte degli articoli che ci  state
  costringendo a portare avanti in Aula, ha tre giorni che ci  tenete
  con questa schiavitù.
   Basta Presidente, questo articolo va soppresso.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   Governo,
  intervengo  perché in Commissione c'è stato un ampio  dibattito  su
  questo articolo, sul cui intento e principio siamo tutti d'accordo;
  crediamo anzi che si debba affrontare in maniera molto più seria di
  come non faccia in questa occasione.
   Ed  io  voglio  fare notare solo una cosa, che questi trecentomila
  euro  sono  per il 2016, e l'ultimo comma dice che entro 90  giorni
  l'assessorato  Territorio  ed Ambiente deve  fare  il  decreto  per
  stabilire  modalità,  criteri, e cose varie. Ora  dico,  faccio  un
  appello  all'onestà  intellettuale del Governo ed  all'intelligenza
  dei colleghi per capire che siamo a dicembre, ed entro 90 giorni  o
  anche entro 30 giorni il Governo non farà mai questo decreto.
   Questa è una delle solite norme Giletti-Crocetta, e onestamente di
  prestarci  a  questo gioco per mettersi una medaglietta  magari  in
  vista dei prossimi appuntamenti elettorali noi non ci stiamo, siamo
  per  affrontare il tema in maniera molto seria, molto più seria  di
  quanto  non faccia il Governo in questa occasione, quindi di  farlo
  eventualmente il prossimo anno, e con una copertura economica degna
  di questo nome.

   PAPALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   PAPALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei accennare ad
  un'altra   cosa,   noi  stasera  dovevamo  fare  semplicemente   un
  assestamento di bilancio, questo invece, secondo me, è un punto che
  dovrebbe  essere discusso in una fase di nuovo bilancio,  di  nuova
  programmazione.
   Però, io ci tengo a fare rilevare che all'interno dell'assessorato
  Territorio,  l'ufficio  Viavas non esamina pratiche  da  oltre  due
  anni,  io  ho  dei casi da sottoporre dove hanno una  sentenza  del
  giudice  che  ordina  la demolizione delle case,  quando  l'ufficio
  proponente  all'interno dello stesso assessorato  già  ha  espresso
  parere  favorevole, e manca l'ultimo atto finale al rilascio  delle
  autorizzazioni.
   E'  vero  che  si deve incrementare la repressione di  determinate
  attività, ma nello stesso tempo i nostri uffici non possono perdere
  anni  per  rilasciare dei pareri ed obbligare la gente a  fare  gli
  abusivi,  quindi io voglio sottolineare che, così come è fatto  non
  mi  sento  assolutamente di votarlo, pur condividendone i principi,
  ma  che  nello stesso tempo ci deve l'occasione per organizzare   i
  nostri uffici.

   FAZIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAZIO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   non   volevo
  intervenire  per  evitare  qualsiasi  tipo  di  strumentalizzazione
  sull'argomento ma, sinceramente, gli interventi che sono susseguiti
  mi hanno, in qualche modo, coinvolto nella discussione.
   E'  stato  anticipato che in IV Commissione  c'è  stato  un  ampio
  dibattito  sul  punto  e  che  è una  norma  spot  non  lo  diciamo
  semplicemente e solamente alcuni componenti della Commissione ma lo
  dice lo stesso Governo.
   Vorrei  che l'Assessore Baccei rispondesse a una semplice domanda.
  Assessore,  ci  troviamo  dinanzi a una manovra  di  bilancio  che,
  necessariamente,  va  approvata entro il 30 novembre  e  mi  faccio
  un'altra domanda: se queste somme non vengono impegnate entro il 31
  dicembre che fine fanno? Se, quindi, non c'è un impegno a favore di
  qualche Comune - che ne farà sicuramente istanza - che fine faranno
  queste somme se non confluiranno nell'avanzo dell'Amministrazione?
   Che  è una norma spot lo dice lo stesso Governo nel momento in cui
  nell'ultimo  comma  mi  precisa che le  somme  saranno  disponibili
  trascorsi i novanta giorni dove con decreto assessoriale   verranno
  indicate modalità di attribuzione ai Comuni.
   Significa  che siamo al 30 novembre e necessariamente bisogna  che
  trascorrano  altri  novanta  giorni  perché  l'Assessore  emani  il
  decreto  affinché  possano essere utilizzate queste  somme.  E  più
  norma spot di questa cosa c'è?
   Perché  è  una manovra di bilancio e laddove le somme non  vengono
  impegnate   entro   il   31   dicembre   confluiranno   nell'avanzo
  dell'Amministrazione.
   L'Assessore  - è giusto che si dica - in Commissione  ha  riferito
  che   trattasi   semplicemente  e  solamente  di  una   indicazione
  preliminare, perché ovviamente nella successiva finanziaria avrebbe
  fatto confluire risorse quantificate in misura superiore, bastevoli
  per  effettuare una serie di interventi e di demolizioni. Ma  credo
  che  questa  operazione può essere benissimo fatta nella successiva
  finanziaria  o, comunque, dall'anno iniziale e non in questa  fase,
  in questo momento dove il Governo intende coinvolgere il Parlamento
  in  un'azione  di carattere pubblicitario ma che è semplicemente  e
  solamente pubblicitario, di sostanza non ha proprio nulla.

   PANARELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ascoltavo  con
  attenzione  gli interventi dei colleghi ed ho visto pure  il  libro
  con  la  norma e gli emendamenti, e non ho visto nessun emendamento
  che  vuole  aumentare le risorse in questo capitolo  di  spesa.  Mi
  riferisco  a  quello che c'è nel libro, non ho visto nessuna  norma
  che tende a migliorare

   FAZIO. Non servirebbero in questa fase.

   PANARELLO. No, io lo dico perché voglio esprimere la mia  opinione
  anche sulla qualità della nostra riscossione.
   Io  rispetto le posizioni di tutti, ma intanto vedo che in  questo
  articolo si istituisce un capitolo destinato a questo scopo  e  noi
  sappiamo che ci sono tanti Comuni - ogni tanto lo diciamo anche  in
  termini polemici nei confronti della Regione - che non riescono  ad
  eseguire le disposizioni previste dalla Magistratura: ci sono  casi
  clamorosi  e li conosciamo tutti.
   Quindi  io,  per carità, capisco tutto ma penso che dal  complesso
  del   dibattito  che  c'è  stato  possa  emergere,   aldilà   delle
  intenzioni,  che  appena si parla di abusivismo  c'è  una  reazione
  motivata  in  mille ragioni ma per segnalare che nel Parlamento  ci
  settori  significativi che non vogliono immischiarsi con una  lotta
  nei   confronti  dell'abusivismo  che,  ferme  restando  tutte   le
  articolazioni,  tutte le procedure, l'intervento dell'onorevole  Di
  Mauro dice: diamo la priorità, quindi l'onorevole Di Mauro presenti
  un emendamento e dica: facciamo così o presenti un sub emendamento
   Siccome  si  dice  che  si deve fare un regolamento,  presenti  un
  ordine  del  giorno in cui dice che al primo posto bisogna  mettere
  quelli di inedificabilità assoluta, lo dico perché - colleghi - non
  l'ho  visto  nel libro, non c'è scritto. Dopodiché, lo dico  perché
  penso  che  tanti  colleghi  hanno argomentato,  anzi  tutti  hanno
  argomentato  in buona fede, però non sottovalutiamo  l'effetto  che
  questi interventi hanno nel rapporto con l'opinione pubblica.
   Ora,  per carità, capisco che ogni singolo parlamentare si rivolge
  a  determinati settori, ma tutto il Parlamento poi viene  giudicato
  anche da questo tipo di dibattito.
   Quindi,  il  tema  del  regolamento, i 90 giorni,  siccome  questo
  assestamento  di  bilancio è da tre mesi nelle Commissioni,  è  del
  tutto  evidente  che  non  è  responsabilità  di  chi  ha  proposto
  l'emendamento se ancora siamo a dicembre a discutere di questo;  in
  ogni  caso  si  istituisce il capitolo e si dà un  segnale  che  io
  considero  positivo e vorrei che tutti i colleghi riflettessero  su
  questo  dato, anche per evitare che tutte le volte che  si  pongono
  poi problemi per iniziativa dell'Autorità giudiziaria ognuno di noi
  argomenta  e  discute sul perché e sul per come i Comuni  non  sono
  aiutati adeguatamente  dalla Regione.

   MAGGIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAGGIO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  ribaltare
  quanto  è stato affermato da chi sostiene che questa sia una  norma
  spot; io l'ho accettato proprio come una volontà, come una norma di
  principio  che  altrimenti non poteva essere regolamentata  proprio
  per   dimostrare  che  c'è  la  volontà  forte,  con  la   prossima
  finanziaria,  di  andare incontro proprio  a  quei  comuni  che  si
  trovano  in grosse difficoltà di fronte alle demolizioni  che  sono
  state  disposte  su  immobili che sono stati  costruiti  in  totale
  difformità,  così come recita il comma 1 e che, tra l'altro,  hanno
  una disposizione dell'Autorità giudiziaria.
   Per  quanto  riguarda  le  risorse che  sono  state  apostate,  io
  proporrei  addirittura, considerato che si tratta, secondo  me,  di
  una  enunciazione  di principio, di ridurre l'appostamento,  perché
  vedo che lo stesso appostamento finanziario stride con il fatto che
  entro 90 giorni, se la norma dovesse essere approvata, naturalmente
  verrà definito il regolamento.
   Per  cui, io proporrei addirittura un appostamento di 5 mila euro,
  simbolico,  perché quello che conta per me, invece,  è  la  volontà
  politica che è inserita all'interno di questo articolo, che poi  si
  dovrà tramutare con la finanziaria con un vero finanziamento e  con
  un regolamento che deve davvero venire incontro ai comuni.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  io  non  volevo
  intervenire perché molte delle ragioni sono già state espresse  dai
  colleghi  che  mi  hanno preceduto, però l'intervento  del  collega
  Panarello, che peraltro stimo in maniera assolutamente sincera, che
  ha   quasi   addebitato  ai  colleghi  di  non   avere   presentato
  emendamenti,  mi  ha spinto ad intervenire perché,  Presidente,  il
  sottoscritto,  in  Commissione territorio  e  ambiente,  che  è  la
  commissione   competente,  aveva  proposto  di  impinguare   questo
  capitolo di ben trenta milioni per dare un senso alla operazione di
  puro marketing che, altrimenti, il Governo sta facendo.
   E,  guarda  guarda,  questo emendamento  era  stato  approvato  in
  Commissione territorio e ambiente e la Presidente Maggio lo sa
   In  bilancio, evidentemente, è stato dichiarato privo di copertura
  finanziaria  e,  quindi, è rimasto quello che è, il  manifesto:  la
  Regione interviene per fornire i fondi ai comuni per procedere alle
  demolizioni.
   Vi  ricordate quel battibecco tra il sindaco di Licata e  il  buon
  governatore Crocetta in televisione, sempre da quel famoso  Giletti
  che  tanto  sta  costando alla Sicilia a partire  dalla  famigerata
  norma sull'abolizione del nome delle province e non delle province?
   Siamo  alle  solite. Siccome si doveva dar seguito a quella  norma
  spot, stiamo costruendo la forma di fico.  Ma noi stiamo istituendo
  il  capitolo . Ma, stiamo istituendo il capitolo e poi  voi  stessi
  dite   No,  ma  riduciamolo a cinquemila euro  tanto  non  serve  a
  nulla .
   Allora,  dobbiamo  sempre prendere in giro noi le  amministrazioni
  locali,  i  cittadini.  Ma cerchiamo di essere  seri   C'era  stata
  promessa  una  legge  sul riordino delle coste dal  buon  assessore
  Croce, ed ancora aspettiamo. Siamo stati accusati, alcuni di noi  -
  il professore Fazio in prima persona, ma mi ci metto anch'io perché
  su  questo sono stato, assolutamente, concorde con la sua azione  -
  al  pubblico ludibrio perché volevamo quasi consentire  la  ripresa
  della  cementificazione  delle coste, quando  stavamo  cercando  di
  rimettere  una  pezza  non ad una norma,  ma  ad  una  modifica  di
  interpretazione giurisprudenziale intervenuta vent'anni fa, per  le
  case costruite prima del 1985.
   Allora,  vogliamo sempre continuare a prenderci in giro? O  questa
  somma si apposta sin dall'inizio, con un appostamento assolutamente
  consistente, o questa è la norma spot. Allora, la norma spot,  dato
  che  siamo  al  primo  dicembre, la rimandiamo in  finanziaria.  In
  finanziaria mettete le somme effettivamente necessarie, perché  con
  trecentomila  euro  noi  non  demoliamo,  non  vogliamo  le   somme
  necessarie nemmeno per demolire cinque case abusive  Non cinquanta,
  cinquecento o cinquemila: cinque
   Allora,   cinque  le  lasciamo  al  loro  posto,  se   non   prima
  intraprendiamo  una  politica seria di vero  riordino  dell'assetto
  urbanistico siciliano.

   PRESIDENTE.  A  parte  gli  emendamenti  presentati,  ce  n'è  uno
  presentato  dall'onorevole  Di Mauro,  il  23.1.1  che  prevede  di
  aggiungere  dopo   rimozione o di demolizione  le parole   di  case
  costruite in zone di in edificabilità assoluta .
   L'onorevole Milazzo Giuseppe mantiene il soppressivo.
   Lo pongo in votazione.

   MILAZZMILAZZO  GIUSEPPE.   Chiedo che  la  votazione  avvenga  per
  scrutinio segreto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 23.15.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 23.15.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  60
   Maggioranza         30
   Favorevoli          36
   Contrari            22

                            (E' approvato)

   L'articolo 23 è soppresso.
   Si passa all'articolo 24. Ne do lettura:

                             «Articolo 24
                           Fondo precariato

   1.  Per  le  finalità  dell'articolo 30,  comma  10,  della  legge
  regionale   28  gennaio  2014,  n.  5  e  successive  modifiche   e
  integrazioni,  l'autorizzazione di spesa di  cui  all'articolo  27,
  comma  1,  della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3 è incrementata
  dell'importo di euro 1.308 migliaia di euro (Missione 15, Programma
  3, Capitolo 313319)».

   Si  passa all'emendamento 24.1, degli onorevoli Greco Giovanni  ed
  altri.
   Si  vota  per  il mantenimento dell'articolo. Chi  vota  a  favore
  dell'articolo 24 resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 25. Ne do lettura:

                             «Articolo 25.
                            Oneri pregressi

   1.  Per  la  restituzione  delle somme  trattenute  nell'esercizio
  finanziario  2015  al  personale  dipendente  della  Regione  dagli
  emolumenti   stipendiali  agli  stessi  dovuti   per   disposizioni
  giudiziarie di assegnazione provvisoria è autorizzata la  spesa  di
  euro 47.298,98 per l'esercizio finanziario 2016».

   L'emendamento 25.1 è inammissibile.
   Pertanto si passa all'emendamento 25.2.
   Si  vota  per  il mantenimento dell'articolo. Chi  vota  a  favore
  dell'articolo 25 resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 26. Ne do lettura:

                                Art. 26
                   Abrogazioni e modifiche di norme

   1.   Disposizione  stralciata  dalla  Presidenza  nella  seduta
  d'Aula n. 385 del 28 novembre 2016.

   2.   Disposizione  stralciata  dalla  Presidenza  nella  seduta
  d'Aula n. 385 del 28 novembre 2016.

   3.  All'articolo 2 della legge regionale 11 agosto 2015, n.  16
  dopo il comma 2 è inserito il seguente:

    2   bis.   Trovano   applicazione  le  disposizioni   di   cui
  all'articolo  13, comma 1, lettere a), a-bis) e b)  del  decreto
  legislativo 18 dicembre 1997, n. 472 in materia di ravvedimento.
  In  caso  di mancato ravvedimento la Regione provvede, ai  sensi
  dell'articolo 12 del Decreto del Presidente della Repubblica  29
  settembre 1973, n. 602, sulla base delle notizie occorrenti  per
  l'applicazione   del   tributo  e   per   l'individuazione   del
  proprietario  del veicolo comunicate dal tenutario del  pubblico
  registro  automobilistico  all'archivio  regionale  della  tassa
  automobilistica, all'iscrizione a ruolo delle somme  dovute  che
  costituisce accertamento per l'omesso, insufficiente  o  tardivo
  versamento  della  tassa automobilistica e  l'irrogazione  delle
  sanzioni e dei relativi accessori. .

   4.   Disposizione  stralciata  dalla  Presidenza  nella  seduta
  d'Aula n. 385 del 28 novembre 2016.

   5.   Disposizione  stralciata  dalla  Presidenza  nella  seduta
  d'Aula n. 385 del 28 novembre 2016.

   6.   Disposizione  stralciata  dalla  Presidenza  nella  seduta
  d'Aula n. 385 del 28 novembre 2016.

   7.  All'articolo 18, comma 1, della legge regionale  17  maggio
  2016, n. 8 la parola  2016  è sostituita con la parola  2017 .

   8.  All'articolo 18, comma 2, della legge regionale  17  maggio
  2016,  n.  8  la  parola  2016,  è soppressa e  dopo  la  parola
   Regione    sono   aggiunte  le  seguenti:   previo   ripristino
  dell'autorizzazione di spesa ai sensi dell'articolo 4, commi 5 e
  6 della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3. .

   9.   Disposizione  stralciata  dalla  Presidenza  nella  seduta
  d'Aula n. 385 del 28 novembre 2016.

   10.  All'articolo 13 della legge regionale 29  settembre  2016,
  n.  20,  le  parole   per  l'anno 2016   sono  sostituite  dalle
  seguenti:  per l'anno 2017 .

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore per l'economia. Signor Presidente, il  comma  3
  del presente articolo consente di accelerare i tempi di riscossione
  della  tassa  di  circolazione. Inizialmente prima di  iscrivere  a
  ruolo  la tassa di circolazione occorreva verificare che il veicolo
  in  effetti  non  fosse in circolazione e dopo  di  che  si  poteva
  iscrivere a ruolo. Quindi passavano circa due anni. In questo modo,
  essendo  diventata  tassa  di  possesso,  quando  non  avviene   il
  pagamento si può fare direttamente l'inscrizione a ruolo.  Per  cui
  consente di accelerare i tempi di incasso e quindi di aumentare  le
  entrate nel bilancio della Regione.

   MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
  questo  articolo non è altro che una specie di sanatoria perché  fa
  pagare due anni più uno e gli ultimi tre anni?  Dovete chiamare  le
  cose  con  nome  e  cognome  Avete accontentato un  deputato  della
  maggioranza  che ha proposto questa cosa, a parte che è  una  norma
  ordinamentale,  perché all'interno di un settore  e  quindi  doveva
  essere  spedita  in finanziaria, ma l'abbiamo qui e la  discutiamo.
  Questa norma è da bocciare, perché è una vera e propria sanatoria

   PRESIDENTE.  Onorevole  Milazzo,  l'ha  spiegato  l'Assessore  per
  l'economia.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore per l'economia. Signor Presidente,  la  cosa  è
  esattamente  l'opposto di quello che dice l'onorevole  Milazzo.  La
  sanatoria è ora. Quello che c'è ora allunga i tempi di iscrizione a
  ruolo  di  due anni per cui non fa riscuotere le imposte; questo  è
  esattamente l'opposto, cioè anziché aspettare due anni ad iscrivere
  a  ruolo,  questo era dovuto al fatto che prima era  una  tassa  di
  circolazione,  per  cui  prima  di  iscrivere  a  ruolo   bisognava
  verificare  se in effetti il veicolo circolava o meno,  quindi  non
  bastava non aver pagato, bisognava verificare se circolava. Siccome
  è  diventata una tassa di possesso, nel momento in cui non è  stata
  pagata  si  può iscrivere direttamente a ruolo, per cui è l'opposto
  di  una  sanatoria,  quindi, se lei la boccia fa  una  sanatoria  e
  quindi  esattamente l'opposto di quello che sta dicendo,  onorevole
  Milazzo.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.

   MILAZZO  GIUSEPPE. Chiedo che la votazione avvenga  per  scrutinio
  segreto.

   PRESIDENTE.  C'è  una  richiesta di voto segreto  sull'emendamento
  26.1 a firma dell'onorevole Greco Giovanni. Il 26.1 e il 26.11 sono
  identici. Si vota l'emendamento soppressivo.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 26.1

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indico   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento  soppressivo 26.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota si preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti                    54
   Votanti                     53
   Maggioranza            27
   Favorevoli               16
   Contrari                   37
   Astenuti                    0

                           (Non è approvato)

   Si  passa al comma 7. Onorevole Greco, prevede la soppressione. Lo
  mantiene o lo ritira?

   GRECO  GIOVANNI. Lo mantengo. Chiedo che la votazione avvenga  per
  scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 26.2

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indico   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento  soppressivo 26.2.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota si preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti           55
   Votanti            55
   Maggioranza        28
   Favorevoli         18
   Contrari           37

                           (Non è approvato)

   Gli emendamenti 26.3, 26.8, 26.4, 26,9 sono preclusi
  dall'approvazione dell'articolo 18.
   Si passa all'emendamento 26.5, degli onorevoli Greco Giovanni ed
  altri.

   DI  MAURO.  Anche  a  nome  degli  altri  firmatari,  dichiaro  di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 26. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si riprende l'esame dell'articolo 12, in precedenza accantonato.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, la proposta è
  quella  di fermarci un attimo prima dell'articolo 12, visto  che  è
  abbastanza impegnativo.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa e  riprenderà
  alle ore 21.30.

     (La seduta, sospesa alle ore 21.02, è ripresa alle ore 22.10)

   PRESIDENTE. Si riprende l'esame dell'articolo 12.
   Comunico  che  all'articolo 12 sono stati presentati numerosissimi
  emendamenti, la gran parte sono tutti soppressivi, per cui  ricordo
  che quando si interviene, si interviene sia sull'articolo che sugli
  emendamenti presentati per non più di cinque minuti.
   Onorevoli  colleghi  un  poco di attenzione  da  parte  dell'Aula.
  Sarebbe  forse  più  opportuno che i singoli proponenti  mi  dicano
  quelli che vogliono mantenere.

   MILAZZO GIUSEPPE. Noi li manteniamo tutti

   PRESIDENTE.  Questo  lo  avevo  capito.  Poici  sono  ancora   gli
  emendamenti aggiuntivi sui quali invito il Governo o la Commissione
  a fare una valutazione, per semplificare il ragionamento.
   Quindi,  per  chiarezza,  gli emendamenti soppressivi  dell'intero
  articolo sono mantenuti. L'onorevole Giovanni Greco non demorde.
   Fuori  corre  voce che ci sarebbe un maxi emendamento,  ma  vorrei
  precisare  che  maxi  emendamento  non  ce  n'è.  Si  lavora  sugli
  aggiuntivi.  Se la Commissione vorrà fare una riflessione  che  ben
  venga e viene portata la riflessione dell'Aula complessiva.

   MILAZZO GIUSEPPE. E' filosofia

   PRESIDENTE. Non è filosofia, è semplificare le procedure.  Non  si
  approveranno cinquanta norme.

   MILAZZO  GIUSEPPE. Sono ansioso di vedere questo  bel  lavoro  che
  farà  la  Commissione   Chi deciderà se sono  ammissibili  o  meno,
  l'onorevole Vinciullo?

   PRESIDENTE.   Il  Presidente  della  Commissione   Bilancio'   non
  rappresenta  se  stesso, onorevole Milazzo. Viene  coinvolto  nella
  Commissione  Bilancio'.

   GRECO   GIOVANNI.  La  Commissione  non  può  decidere  sui   miei
  emendamenti

   PRESIDENTE. Lo so perfettamente però un lavoro di coordinamento me
  lo può fare.
   Intanto sull'articolo 12 vuole intervenire qualcuno?

   ANSELMO. Bocciamolo

   PRESIDENTE. Bocciamolo, dice lei?
   Assessore, lei cosa pensa di fare?
   Dovremmo riprendere. Lei è qua lo so, c'è il vice presidente della
  Commissione, onorevole Di Giacinto.
   Allora, per essere chiari, noi dobbiamo approvare in questa seduta
  l'assestamento di bilancio, perché rischiamo di rendere inutile  il
  lavoro  fatto  fino adesso. In questa seduta significa  che  questa
  seduta  non avrà interruzione, ma ciò non vuol dire che noi  faremo
  nottata,  per  essere chiari. Non avrà interruzione ma  non  faremo
  nottata,  per cui decidiamo se ci dobbiamo fermare qua  o  dobbiamo
  andare avanti.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


                        Sull'ordine dei lavori

   MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  GIUSEPPE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  c'è
  un'aria  strana, già sono le 22.30 e noi manovra di  notte  non  ne
  dovevamo  fare.  Io  dico  quello che potrebbe  accadere.  Potrebbe
  mancare il numero legale, potrebbe aprirsi un mercato delle vacche,
  potrebbe  cominciare a scattare voti segreti, che se viene bocciata
  una  norma qui rischia di succedere tutto e il contrario di  tutto,
  bocciare stipendi, bocciare cose imporanti.
   Per  quanto  mi  riguarda,  signor Presidente,  io  abbandonerò  i
  lavori,  ora  tolgo il tesserino, e ritengo di avere fatto  il  mio
  dovere, la manovra, l'assestamento è stato garantito. Questo non è,
  per  quanto  mi  riguarda, un lavoro essenziale per come  si  vuole
  strutturare  e portare avanti, quindi, per quanto mi riguarda,  non
  mi  voglio  assumere responsabilità di questo tipo  su  aggiuntivi,
  maxi emendamenti, articoli 12.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ripeto che maxi emendamenti non ce
  ne  saranno. Pure io ho appreso di maxi emendamenti, ma non  ce  ne
  saranno.

   MILAZZO GIUSEPPE. Io, in tutto questo, non ci voglio entrare e non
  ci entrerò.

   PRESIDENTE.   Sugli  emendamenti  aggiuntivi,  se  la  Commissione
  ritiene di fare alcune valutazioni, nessuno glielo può escludere.

   MILAZZO  GIUSEPPE.  Signor  Presidente,  siccome  io  non   voglio
  impantanare l'Aula e qualcuno potere dire "ah, ora Milazzo blocca ,
  perché  questa  norma, tutto l'assestamento, ha  all'interno  delle
  cose  importanti, i Comuni, i disabili, ed io ho la mia  percezione
  che  di  qui  a poco non si darà uno spettacolo edificante,  e  per
  quanto  mi  riguarda, liberamente toglierò il tesserino e  andrò  a
  casa.

   DI MAURO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo  parlare
  sull'ordine dei lavori perché, siccome questa non è la  prima  alla
  quale  partecipo,  ricordo  che lei  ha  stralciato  una  serie  di
  articoli,  di commi, che, a proposito dell'articolo 12, sono  stati
  esaminati  dalla Commissione Bilancio e sono stati approvati,  sono
  arrivati in Aula e lei li ha stralciati.
   Adesso,  lei ci presenta questo dossier che credo sia  similare  a
  tutti i commi che lei ha ritenuto opportuno stralciare.

   PRESIDENTE.  Ci sono tutti i suoi emendamenti soppressivi,  questi
  sono i suoi emendamenti soppressivi.

   DI  MAURO.  Non  mi  interessa cosa c'è. E' il metodo  quello  che
  conta.   Siccome  lei  ha  considerato  inammissibili   tutti   gli
  emendamenti che sono diventati commi

   PRESIDENTE. Questi sono gli emendamenti all'articolo  12.  Sono  i
  soppressivi che il suo Gruppo ha presentato.

   DI MAURO. Sono tutti del mio Gruppo?

   PRESIDENTE.  La  maggior  parte  si,  se  li  legga.  Sono   tutti
  soppressivi,  al  comma, alla virgola, sono tutti  soppressivi   Li
  ritirate?

   DI  MAURO.  Certo che sono ritirati. Ma l'onorevole Greco  non  li
  ritira.
   Signor  Presidente, lei poco fa è stato sollecitato dall'onorevole
  Giuffrida,  che  le  ha  presentato un  emendamento  a  firma  mia,
  dell'onorevole  Formica  ed  anche  dell'onorevole  Fazio  in   cui
  sollecitava, a proposito del comma 30, una integrazione  attraverso
  un   subemendamento  di  quest'articolo  cercando   di   avere   la
  possibilità  di potere dividere la somma di duecentodiecimila  euro
  che  sono  assegnati in questa fase dell'articolo 12 ad un istituto
  peraltro di diritto pubblico, assegnare parte di queste somme anche
  all'Istituto Braille che è molto importante.
   Lei ha detto che questo emendamento è inammissibile ed io ci credo
  che  sia inammissibile ma, signor Presidente, non ci possono essere
  né  altri  emendamenti, né stralci, né maxi emendamenti,  né  altre
  cose.  Lei poco fa ha detto  è inammissibile'. Quindi cerchiamo  di
  fare le cose per bene.

   PRESIDENTE. Sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 22.27, è ripresa alle ore 22.29)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevole Di Mauro, abbiamo già votato l'articolo.  Mi
  riservo la valutazione.
   Onorevole  colleghi,  c'è una richiesta del  vicepresidente  della
  Commissione di aspettare il Presidente Vinciullo, che  non  so  che
  valutazione sta facendo.
   Se il Governo è d'accordo, sospendo la seduta per 10 minuti.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 22.32, è ripresa alle ore 22.39)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                1264/A

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è presente il Vicepresidente della
  Commissione.   Si   riprende,   pertanto,   con   la    trattazione
  dell'articolo 12.
   Gli   emendamenti  da  pagina  1  a  pagina  5  sono   interamente
  soppressivi dell'intero articolo. Vengono mantenuti dai  rispettivi
  firmatari?

   GRECO GIOVANNI. Sì.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, chiedo
  di  intervenire  considerato che continua a mancare  il  Presidente
  della  Commissione che certamente non è assente per motivi  se  non
  quelli di scrivere qualche maxi emendamento o altra cosa, io vorrei
  capire se ci sono da parte della Presidenza orientamenti diversi  a
  quelli che ha assunto all'inizio di questa seduta.

   PRESIDENTE.  Ma quali orientamenti  Io ho detto che non  ammetterò
  nessun maxi emendamento, ed ancora lei insiste

   DI MAURO. Maxi emendamento, mini emendamento

   PRESIDENTE. Quindi lei, su questo, stia tranquillo. Non ce ne sono
  maxi emendamenti.

   DI   MAURO.  Le  dico  che  il  Presidente  sta  scrivendo   degli
  emendamenti.

   PRESIDENTE.  Io  so  che  manca il presidente  della  Commissione,
  dobbiamo  andare  avanti con i lavori. Io  ho  una  sola  esigenza:
  approvare l'assestamento di bilancio entro questa seduta  Per me si
  può chiudere qua la seduta
   Onorevoli   colleghi,   si  passa  all'esame   degli   emendamenti
  presentati all'articolo 12, da pagina 1 a pagina 5.
   Si  procede con l'emendamento 12.1, degli onorevoli Greco Giovanni
  ed altri, soppressivo dell'articolo 12.
   Il parere della Commissione?

   DI PASQUALE, vicepresidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE.. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   GRECO  GIOVANNI.  Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 12.1

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indico   la   votazione   per   scrutinio   nominale
  dell'emendamento 12.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

   Presenti 37.

   L'Assemblea non è in numero legale; pertanto, la seduta è rinviata
  di un'ora.

     (La seduta, sospesa alle ore 22.42, è ripresa alle ore 23.43)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


                        Sull'ordine dei lavori

   DI MAURO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI MAURO. Signor Presidente, le volevo chiedere come procederemo?

   PRESIDENTE. Andiamo avanti.

   DI MAURO. Andiamo avanti su che cosa?

   PRESIDENTE. Sull'articolo 12 è mancato il numero legale, quindi si
  ritorna a votare. Qual è il punto?

   DI  MAURO. Siccome lei, signor Presidente, ha accennato che c'è un
  malloppo  di emendamenti aggiuntivi che sono soltanto di bocciatura
  dell'articolo  e  dei  vari commi, però  vedo  che  gira  un  altro
  malloppo  di carte con spesa e con riferimenti normativi abbastanza
  importanti  di  cui  non abbiamo gli allegati delle  norme,  vorrei
  capire quali sono quelli ammessi alla discussione.

   PRESIDENTE. Non ce ne sono ammessi, stia tranquillo.

   DI MAURO. Signor Presidente, sto intervenendo in merito all'ordine
  dei  lavori.  Io  ho  visto,  ripeto, un  malloppo  di  emendamenti
  aggiuntivi che sono di proposta di boccatura dell'articolo 12 e dei
  vari  commi.  Poi,  circola un altro malloppo  di  carte  che  sono
  emendamenti  di  proposte di norme di legge. alcuni  con  copertura
  finanziaria, altri senza.

   PRESIDENTE.  Gli  emendamenti  aggiuntivi  non  sono  oggetto   di
  dibattito, in questo momento, in quest'Assemblea. Stia tranquillo.

   DI MAURO. Sì. Ma vorrei capire come siamo combinati.

   PRESIDENTE.   C'è   l'altra  rubrica  che   è   stata   consegnata
  correttamente all'onorevole Greco, che appartiene al suo Gruppo, ed
  è in suo possesso, rispetto alla quale ci sarà una valutazione.

   DI  MAURO.  Presidente, per essere chiari, ci  sono  due  tomi  di
  emendamenti aggiuntivi o uno solo?

   PRESIDENTE.  Questi sono gli emendamenti all'articolo  12,  quelli
  sono  gli altri aggiuntivi che ancora non sono stati ammessi. Hanno
  i   requisiti   dell'ammissibilità  perché   sono   passati   dalle
  Commissioni,  anche  se non sono stati esitati  favorevolmente,  di
  questo si tratta.

   DI  MAURO. Signor Presidente, dato che lei mi rappresenta  che  ci
  sono  altri  emendamenti aggiuntivi, che sono stati  esitati  dalle
  Commissioni,  le  ricordo  che su questi  emendamenti  non  c'è  la
  legislazione che accompagna gli emendamenti. Può dare incarico agli
  uffici di esaminarli?
   Tenga conto, Presidente, che l'articolo 12 - che poi è un articolo
  di  tre  righe con una serie di commi che trattano tutti  argomenti
  diversi  tra di loro -, di fatto, non è un articolo, sono  trentuno
  articoli all'esame di quest'Assemblea.
   Considerata l'ora, credo che sarebbe più opportuno un  rinvio,  in
  prosecuzione ovviamente di questa seduta, perché esaminare trentuno
  articoli  come se fossero cose di poca importanza non  ritengo  sia
  opportuno.

   PRESIDENTE.  Questa  è  una proposta di buon  senso  che  potrebbe
  essere  presa  in considerazione, tenendo presente che  noi,  senza
  interrompere la seduta, in prosecuzione, dobbiamo approvarla  entro
  il 30 novembre.
   Lei sa tecnicamente ciò a cui mi riferisco.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  GIOVANNI.  Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  intanto
  sono  convinto che la richiesta fatta dal mio Capogruppo circa  gli
  emendamenti che ancora si devono apprezzare - così lei ha detto - e
  si  deve  vedere  se sono conformi e così via, sia  giusta  perché,
  prima che domani si inizi di nuovo la seduta, dobbiamo averli.
   Quindi,  i suoi Uffici, domani, ci debbono dare questi emendamenti
  perché dobbiamo leggerli ed intervenire.
   Poi,  sempre  per  collaborare,  vorrei  fare  una  proposta,   se
  l'Assemblea è d'accordo: approviamo l'assestamento di bilancio  con
  gli articoli che abbiamo approvato fino a questo minuto; stralciamo
  l'articolo 12 ed il debito fuori bilancio dell'EXPO di Milano e  lo
  mettiamo in un disegno di legge. Così, secondo me facciamo un  buon
  lavoro  e  non abbiamo più quella premura, altrimenti,  Presidente,
  dica  a quelli della maggioranza che noi sfrutteremo quello che  ci
  consente il Regolamento.
   Questa  non  deve  apparire  come una  minaccia,  ma  sto  dicendo
  soltanto   qual  è  lo  strumento  di  democrazia  che  abbiamo   a
  disposizione noi come minoranza.

   SUDANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUDANO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   intervengo
  solamente perché sono convinta che procederemo per come lei riterrà
  che dobbiamo procedere.
   Però,  mi  sembra inopportuno che gli onorevoli Di Mauro  e  Greco
  vengano  qui a dare lezioni alla maggioranza, non so di  che  cosa,
  non  so  cosa  pensano  di volere insinuare perché,  comunque,  gli
  aggiuntivi ci sono, sono stati fatti nelle Commissioni di merito e,
  quindi, è incomprensibile il comportamento di entrambi i colleghi.
   Mi  dispiace che vogliano fare apparire cose che non sono e volevo
  intervenire proprio per difendere non solo la maggioranza ma  tutti
  i  deputati che hanno presentato gli emendamenti e, quindi, se  lei
  riterrà si tratteranno gli emendamenti stasera o si rinvieranno  in
  un futuro disegno di legge ma, di certo, aver fatto gli emendamenti
  che  sono passati nelle Commissioni non significa chissà che lavoro
  sporco  è  stato fatto da quest'Assemblea. Chiedo di avere rispetto
  per tutti i deputati senza fare insinuazioni perché qua nessuno sta
  facendo lavori sporchi.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                1264/A

   PRESIDENTE.   Si   riprende  dall'emendamento  12.1,   soppressivo
  dell'intero articolo 12, sul quale era mancato il numero legale.

   GRECO  GIOVANNI.  Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  nominale.

   CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE. C'è una richiesta di votazione di scrutinio segreto da
  parte dell'onorevole Cancelleri, che prevale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 12.1.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,  indìco la votazione per voto segreto  dell'emendamento
  soppressivo 12.1
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  55
   Maggioranza         28
   Favorevoli          24
   Contrari            31

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 12.13, degli onorevoli Falcone ed altri.

   GRECO GIOVANNI. Dichiaro di apporre la firma all'emendamento.

   PRESIDENTE.  Allora, per chiarezza dell'Aula, stiamo parlando  dei
  servizi SAS, della soppressione Servizi SAS. Vi enuncerò, di  volta
  in volta, i commi che si intendono sopprimere.

   FONTANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FONTANA.  Signor  Presidente, stiamo avviando una votazione  senza
  che   i   parlamentari  conoscano  i  contenuti  di   questo   maxi
  emendamento.

   PRESIDENTE.  Maxi  emendamento?  Onorevole  Fontana,  noi   stiamo
  parlando  dell'articolo  12. Quale maxi  emendamento?  Non  risulta
  depositato a questa Presidenza alcun maxi emendamento.
   Mi  comunicano,  in questo momento, che sarebbe arrivato  un  maxi
  emendamento, anzi diversi maxi emendamenti.
   Pongo  in  votazione l'emendamento 12.37, relativo ai Servizi  SA,
  riguardante  i  lavoratori  utilizzati per  le  aperture  dei  siti
  museali o archeologici.

   GRECO  GIOVANNI  Chiedo  che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 12.37

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'emendamento 12.37.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            36

   L'Assemblea non è in numero legale.

   Onorevoli  colleghi,  la  seduta è sospesa  e  riprenderà  domani,
  giovedì 1 dicembre 2016, alle ore 12.00.

   (La seduta, sospesa alle ore 23.58 di mercoledì 30 novembre 2016,
         è ripresa alle ore 12.31 di giovedì 1 dicembre 2016)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  gli  onorevoli  Giuffrida,  Gennuso  e
  D'Agostino hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


    Seguito della discussione del disegno di legge numero 1264/A: «
  Assestamento del Bilancio di previsione per l'esercizio finanziario
      2016 e per il triennio 2016/2018. Variazioni al Bilancio di
     previsione per l'esercizio finanziario 2016 e per il triennio
                   2016/2018. Disposizioni varie .»

   PRESIDENTE.  Si  riprende  l'esame del  II  punto  all'ordine  del
  giorno: Discussione del disegno di legge.
   Si  procede con il seguito della discussione del disegno di  legge
  «Assestamento   del   Bilancio   di  previsione   per   l'esercizio
  finanziario  2016  e  per  il  triennio  2016/2018.  Variazioni  al
  Bilancio  di previsione per l'esercizio finanziario 2016 e  per  il
  triennio 2016/2018. Disposizioni varie» (1264/A).
   Invito  i  componenti la II Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.
   L'onorevole  presidente della II Commissione  ha  da  rendere  una
  dichiarazione. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente  dell'Assemblea,  Onorevole  Presidente  della  Regione,
  onorevoli   colleghi,  assessori,  comunico  che  gli   emendamenti
  contrassegnati  12.270, A.70, A.71, A.72 e  TAB.8,  a  firma  della
  Commissione, sono ritirati.
   Pertanto,  signor  Presidente, nella sua più ampia  autonomia,  le
  chiedo  di  procedere con l'esame dell'articolo 12 e  dei  relativi
  emendamenti,  invitando  il Governo a valutare  la  possibilità  di
  presentare  emendamenti ai sensi dell'articolo 112,  comma  7,  del
  Regolamento interno, ossia emendamenti tendenti alla rielaborazione
  degli articoli, nonché degli emendamenti e dei sub emendamenti  già
  presentati.
   Con  riferimento  alle  norme da lei stralciate  relativamente  al
  disegno  di  legge  n.  1264/A,  le chiedo,  altresì,  di  valutare
  l'opportunità  di trasmettere le stesse alla Commissione  Bilancio,
  per  essere  esaminate, a partire dal 6 dicembre,  in  un  apposito
  disegno di legge organico, acquisito il parere delle Commissioni di
  merito, oppure tenendo presente del parere già espresso.
   Grazie signor Presidente.

   PRESIDENTE. Spesso sembra un detto che la notte porta consiglio, è
  il caso di dire che questa notte ha portato consiglio.

   GRECO GIOVANNI. Ma non su questo documento, signor Presidente.

   PRESIDENTE. Sono stati ritirati da parte della Commissione
   Onorevoli  colleghi,  scusate,  se  gridate  non  possiamo  andare
  avanti,  siamo  ancora  all'inizio  di  questa  importante  seduta,
  intanto, se si può evitare di stare in piedi, perché non è un bello
  spettacolo che si dà all'esterno.
   La  parola  non  la  negherò  a  nessuno,  anche  sulle  questioni
  procedurali, ma mi dovete far fare il mio lavoro, perché tutto deve
  essere verbalizzato.
   Allora,  a  seguito della comunicazione del Presidente  Vinciullo,
  che  ringrazio, perché mi sembra condivisibile dopo il gran  lavoro
  che  tutto  il Parlamento ha fatto, si dovrà procedere con  l'esame
  dell'articolo 12 e dei relativi emendamenti.
   Questa   Presidenza  considererà  ricevibili  esclusivamente   gli
  emendamenti del Governo e della Commissione presentati ai sensi del
  predetto  comma  7  dell'articolo 112 del Regolamento  interno.  Mi
  spiego meglio, possono essere presentati emendamenti di riscrittura
  agli  articoli  già contenuti nell'articolo 12,  non  sono  ammessi
  altri emendamenti, gradirei che si facesse promotore il Governo  in
  tal  senso,  perché il Governo stesso nel momento in  cui  presenta
  l'emendamento può dare la relativa copertura finanziaria.

   CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   CROCETTA,   Presidente   della  Regione.   Onorevole   Presidente,
  onorevoli  deputati, ovviamente il documento del  Presidente  della
  Commissione  bilancio,  e il ritiro con l'invito  che  ci  è  stato
  fatto,  che è accolto, pone per noi un problema di valutazione  sui
  singoli  emendamenti che ha bisogno di un minimo di tempo, per  cui
  chiedo  la  sospensione di un'ora della seduta, per  permettere  al
  Governo di valutare singolarmente le questioni poste.

   carica di deputato regionale dell'onorevole Francesco Riggio

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


     Comunicazione di decreto relativo alla sospensione di diritto
  dalla carica di deputato regionale dell'onorevole Francesco Riggio

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, c'è una richiesta di  sospensione
  di un'ora, però abbiamo degli adempimenti in corso da fare, essendo
  pervenuta  una  nota da parte della Presidenza  del  Consiglio  dei
  Ministri  relativa  alla  sospensione di diritto  dalla  carica  di
  deputato   regionale  dell'onorevole  Francesco   Riggio,   decreto
  notificato a questa Assemblea regionale proprio questa mattina.
   Invito il deputato segretario a dare lettura del decreto:

   FIGUCCIA, deputato segretario:

               IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

   VISTI gli articoli 7 e 8 del decreto legislativo 31 dicembre  2012
  n. 235;

   VISTA  la  nota  del  Commissariato dello  Stato  per  la  Regione
  siciliana,  prot. 2342 del 31 ottobre 2016 con la quale sono  stati
  inviati  gli atti trasmessi dal Tribunale di Palermo - Sezione  dei
  giudici  per  le indagini preliminari  - relativi ai  fascicoli  n.
  14318/2013  R.G.,  N. 14474/2013 R.G.GIP E n. 20636/2012  R.G.,  n.
  2388/2013  R.G.GIP  a  carico del Sig. Francesco  RIGGIO,  Deputato
  regionale della Regione siciliana, ai sensi dell'articolo 8,  comma
  4, del decreto legislativo n. 235 del 31 dicembre 2012;

   VISTA  la  medesima  nota del Commissariato  dello  Stato  per  la
  Regione  siciliana,  con  la quale è stato inviato  il  dispositivo
  della  sentenza di condanna non definitiva n. 5146/2016. emessa  il
  17  ottobre  2016 dal Tribunale di Palermo - quinta sezione  penale
  che  condanna  il  Sig. Francesco RIGGIO, Deputato regionale  della
  Regione Siciliana, alla pena di anni cinque e mesi 8 di reclusione,
  all'interdizione  perpetua dai pubblici uffici  e  all'interdizione
  legale  durante la espiazione della pena, dichiarato colpevole  dei
  reati  di  cui  agli  articoli 319 e 321  (corruzione)  del  codice
  penale;

   CONSIDERATA  l'intervenuta entrata in vigore, dal 5 gennaio  2013,
  del  decreto legislativo 31 dicembre 2012, n. 235 che, all'articolo
  8,  comma  1,  prevede la sospensione di diritto dalle  cariche  di
   presidente   della  giunta  regionale,  assessore  e   consigliere
  regionale   per  coloro  che  abbiano riportato  una  condanna  non
  definitiva per uno dei delitti indicati all'art.7, comma 1  lettere
  a,  b) e c), tra i quali è contemplato anche il reato di corruzione
  (artt.319 e 321 c.p.);

   RILEVATO  pertanto, che dalla data di emanazione  del  dispositivo
  della  sentenza  emessa il 17 ottobre 2016, con la  quale  il  Sig.
  Francesco RIGGIO è stato condannato alla pena di anni cinque e mesi
  otto  di reclusione, colpevole del reato di corruzione di cui  agli
  articoli   319   e  321  c.p.,  decorre  la  sospensione   prevista
  dall'art.8, comma 1, lettera a) del decreto legislativo 31 dicembre
  2012 n. 235;

   SENTITI il Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie  e  il
  Ministro dell'Interno;

   VISTO  il  decreto del Presidente del Presidente della  Repubblica
  del  10  aprile  2015 con il quale il Prof. Claudio De  Vincenti  è
  stato  nominato  Sottosegretario  di  Stato  alla  Presidenza   del
  Consiglio dei Ministri;

   VISTO il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del  23
  aprile  2015 con il quale il Presidente del Consiglio dei  Ministri
  ha   conferito  al  Sottosegretario  di  Stato,  Prof.  Claudio  De
  Vincenti,  tra  l'altro, la delega per la firma dei decreti,  degli
  atti e dei provvedimenti di competenza del Presidente del Consiglio
  dei Ministri;

                                DECRETA

  con  effetto  a  decorrere dal 17 ottobre  2016,   è  accertata  la
  sospensione  del Signor Francesco Riggio dalla  carica di  Deputato
  regionale della Regione siciliana, ai sensi degli articoli  7  e  8
  del decreto legislativo 31 dicembre 2012 n. 235.

  La  sospensione  cessa di diritto di produrre  effetti,  così  come
  previsto  dall'articolo 8, commi 3 e 5, del decreto legislativo  31
  dicembre 2012 n. 235.

  Roma 28 novembre 2016.

  p. il Presidente del Consiglio dei Ministri

  Il Sottosegretario di Stato

  Alla Presidenza del Consiglio dei Ministri

  Prof. Claudio De Vincenti

   L'Assemblea ne prende integralmente atto.
   Avverto   che,   successivamente,  si  procederà   all'affidamento
  temporaneo delle funzioni di deputato regionale e supplente. A  tal
  fine  la Commissione verifica poteri viene convocata alle ore 13,00
  in Sala Lettura Deputati. Il deputato subentrante, cioè l'onorevole
  Pino  Apprendi, potrà prendere possesso delle sue funzioni  in  una
  seduta successiva.
   Ciò  significa che, dopo il voto finale di questo disegno di legge
  in  discussione, si sospenderà e si ripartirà con una nuova seduta,
  dando la possibilità al deputato onorevole Apprendi, di insediarsi.
   La seduta riprenderà alle ore 14.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 12.41, è ripresa alle ore 15.14)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  hanno chiesto  congedo  gli  onorevoli
  Digiacomo, Nicotra e Raia.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                1264/A

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, il Governo aveva  chiesto  tempo,
  alla  luce del ritiro del cosiddetto maxiemendamento da parte della
  II  Commissione,  di riscrivere, ai sensi del Regolamento  interno,
  laddove possibile, alcuni articoli già portati nell'articolo 12.
   Il  Governo penso che illustrerà il contenuto dei singoli articoli
  perché sono di riscrittura. Il Governo li ha depositati, ancora non
  sono  in  possesso  di  questa  Presidenza,  però  so  che  li   ha
  depositati.  Se  noi interveniamo singolarmente  con  un  dibattito
  disciplinato,  voteremo  singolarmente e, quindi,  ognuno  avrà  la
  possibilità di votare a favore o contro le singole norme,  evitando
  di  fare  confusione e di votare un maxi emendamento  di  carattere
  generale.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


                        Sull'ordine dei  lavori

   DI MAURO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha  facoltà.

   DI   MAURO.  Signor  presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo
  sull'ordine  dei  lavori  e vorrei che anche  il  presidente  della
  Regione  mi ascoltasse. Ho ascoltato, con molto interesse, le  cose
  dette dall'onorevole Vinciullo che sono state riprese da lei.
   L'onorevole Vinciullo ha detto:   ritiro l'emendamento che è stato
  proposto dalla Commissione, al fine di consentire all'Assemblea  di
  poter essere celere per l'approvazione del disegno di legge .
   Io  voglio dirle una cosa, signor presidente Ardizzone, in  verità
  ieri  mi  è  successa una cosa: sono caduto nello spazio antistante
  dove  il suo collaboratore posteggia la macchina e lo invito anche,
  in questo senso, a provvedere a riparare la buca ed ho battuto pure
  la  testa,  per  cui non ricordo che si sia svolta  la  Commissione
   Bilancio  ieri sera.
   Pertanto,  ritengo  che  l'emendamento che  l'onorevole  Vinciullo
  accredita  alla Commissione  Bilancio  sia un eufemismo,  cioè  sia
  frutto di una valutazione errata, nel senso che c'è un emendamento,
  può darsi suo, può darsi di alcuni colleghi, che viene rimesso alla
  valutazione dell'Aula e che lo stesso ha ritirato.
   Se tuttavia, l'onorevole Vinciullo volesse ritenere, insieme anche
  agli  altri componenti della Commissione, me per primo, che  questo
  maxi  emendamento può diventare un disegno di legge con una  corsia
  preferenziale,   nulla  osta;  ma  dire  che   questo   emendamento
  presentato  è un atto della Commissione  Bilancio , mi permetto  di
  dire  e  pertanto  sono costretto a correggere  anche  lei,  signor
  Presidente  -  a meno che io ricordi bene; ripeto,  ho  battuto  la
  testa ieri sera - ma la Commissione non si è affatto riunita. Prima
  questione.
   Seconda  questione. Il dettato dell'articolo  12,  in  realtà,  se
  vogliamo  interpretarlo  adeguatamente, non  è  un  dettato  di  un
  articolo  o di un comma o due commi. E' un dettato che, in  realtà,
  contiene   una   premessa  che  è  il  titolo   dell'articolo   12,
  finanziamento di legge, e poi una serie di articoli, ognuno diverso
  rispetto all'altro, e che va, mi permetto di dire, lo stesso un po'
  al  di  là  di  ogni  singola operazione di bilancio  o,  comunque,
  assestamento.  Per questo è il titolo del disegno  di  legge,  però
  abbiamo compreso che lo sforzo del Governo, signor Presidente,  era
  finalizzato  a  dare alcune coperture di spesa  ad  alcuni  settori
  vitali   dell'amministrazione   regionale.   Mi   riferisco    alla
  meccanizzazione agricola; mi riferisco ai forestali;  mi  riferisco
  ad altri settori che non ho nel foglio, ma potrei elencarli tutti.
   Se il Governo, come pare che sia, intende procedere per recuperare
  le  cose  che  da  un  lato  l'onorevole Vinciullo  dice  di  avere
  accantonato, per poi riprenderle come Governo e presentarle  perché
  ha  facoltà  di  presentare emendamenti, singolarmente  a  tutti  i
  commi.  Io  le  dico, signor Presidente, che debbono  essere  commi
  strettamente  attinenti,  non possono essere  norme  sostanziali  e
  faccio un esempio. Parliamo della meccanizzazione agricola, in  cui
  c'è  una  copertura  di  spesa per coloro i  quali  da  tanti  anni
  lavorano in questo settore.
   Se si pensa di agganciare norme che riguardano l'ESA su un settore
  ben specifico che è la meccanizzazione in cui c'è una questione che
  riguarda  soltanto il pagamento di stipendi vigenti per chi  fa  il
  precario  da  circa trent'anni, per 381 giornate lavorative,  credo
  che  non  ci siamo perché noi norme sostanziale in questa  sede  di
  variazioni di bilancio non ne possiamo fare.
   Signor  Presidente,  la  invito ad essere  attento  sull'esame  di
  questi  emendamenti perché non ci troviamo dinnanzi a commi di  uno
  stesso  articolato,  mi riferisco ovviamente all'articolo 12  .  Ci
  troviamo dinnanzi una serie di norme che niente hanno a che  vedere
  col termine comma, ma sono articoli nel vero senso della parola.
   Allora,  non  saremo disponibili a trattare, saremo disponibili  a
  trattare  tutto ciò che il Governo, dando copertura finanziaria,  e
  intende  correggere  l'argomento che è inserito  in  in  quel  tale
  comma.

   PRESIDENTE.  E' stato abbastanza chiaro, onorevole  Di  Mauro.  E'
  chiaro  che norme sostanziali non ne possono essere introdotte.  Il
  Governo   lo   ha   presentato  in  questo  momento,   gli   uffici
  verificheranno. Lei è un deputato esperto e può dare una mano,  più
  occhi  non guastano in questo momento, però diamo atto che  non  si
  tratta  di un maxi emendamento perché verranno votati singolarmente
  i  singoli  articoli. E' chiaro che è stata data  una  impostazione
  iniziale  di un articolo 12 abbastanza complesso, sono stati  fatti
  numerosissimi stralci, vediamo di salvare il salvabile  nell'ambito
  delle  questioni  da  lei  sollevate e da me  condivise.  Però,  il
  Governo  ha  tutta la possibilità di rielaborare  e  di  riscrivere
  articoli  ed  emendamenti. Certo, non si possono  introdurre  norme
  ordinamentali.

   FORMICA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sul  solco  delle
  dichiarazioni che lei testé ha fatto, signor Presidente, va  da  sè
  anche  per  cercare  di fare avanzare meglio e più  speditamente  i
  lavori  d'Aula,  ovviamente gli emendamenti che gli  uffici  stanno
  esaminando  nel  momento  in cui ci vengono distribuiti  dovrebbero
  essere   accompagnati  da  un  minimo  di  riferimento   normativo,
  altrimenti  in  quattro e quattr'otto, si rende  conto  Presidente.
  Quindi, ci deve dare questo tempo.

   PRESIDENTE.  Non  siamo in una fase ordinaria, siamo  in  fase  di
  approvazione e abbiamo tempi contingentati.

   FORMICA. Ho detto un minimo.

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO   GIOVANNI.  Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   se
  all'inizio di seduta lei mi avesse dato la parola io le avrei detto
  che  quelle  comunicazioni che lei ha fatto  non  le  poteva  fare,
  perché   lei   parlava  di  un   emendamentone   della  Commissione
   Bilancio  falso, falso  E chiedo immediatamente le dimissioni  del
  Presidente  della  Commissione  Bilancio   perché  già  dai  lavori
  preparatori lui è riuscito a non farci lavorare per quattro giorni.
  Si deve dimettere
   Quindi,  le  comunicazioni che lei ha fatto, secondo  me,  possono
  restare  a  verbale,  ma  che  non  siano  un  precedente,   signor
  Presidente,  perché  noi  non possiamo  fare  delle  comunicazioni,
  specialmente  lei, su un documento che non esiste, su un  documento
  che non esiste
   E  sempre  per  fare vedere il mio senso di responsabilità  e  del
  Gruppo,   ritorno   a  fare  la  proposta,  Presidente   Ardizzone:
  maggioranza  e  minoranza stralciamo l'articolo 12,  stralciamo  il
  debito fuori bilancio dell'Expo, lo mettiamo in un disegno di legge
  e  lo  discutiamo da mercoledì ed entro venerdì lo  approviamo;  ma
  oggi  dobbiamo fare solo ed esclusivamente tutti gli  articoli  che
  abbiamo approvato.

   MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ieri sera
  ci siamo riposati.
   Qualche  quotidiano ha riportato le mie parole  se non ci mettiamo
  d'accordo,  se  non  troviamo un punto di  equilibrio,  togliamo  i
  tesserini .
   Io vorrei ricordare a me stesso, certamente non replicare mai alla
  stampa,  la  stampa deve essere libera di interpretare, ovviamente,
  ciò che vuole, ma penso di essere stato chiaro quando ieri sera  ho
  detto,  ho usato anche un termine eccessivo sicuramente, ho  detto:
   ci  sono  delle porcate che noi non condividiamo e non le vogliamo
  votare  .
   Più chiaro di questo
   Ora,  però, penso, signor Presidente, che dovrei chiedere  anch'io
  le  dimissioni  del nostro amico Presidente Vinciullo  che  ha  una
  magliettina  Presidente Vinciullo,  finché c'è vita, c'è speranza
   Lei  ancora  ha tutto il tempo per ritornare a svolgere  un  ruolo
  super  partes,  perché ieri sera tutti i quotidiani riportano delle
  sue  parole eccessive soprattutto ad un Gruppo parlamentare che  ha
  determinato  la  sua Presidenza, ma tuttavia noi  non  abbiamo  mai
  esercitato,  come  dire, il nostro voto, quello che  abbiamo  reso,
  cioè  la  sua presidenza per influenzarla, siamo stati lontani  dai
  banchi della Presidenza, della Commissione  Bilancio  e lei  lo  sa
  Presidente Vinciullo, ma per i fatti di cronaca.
   Ieri  sera,  ho  avuto  l'onore  di  rappresentare  il  Presidente
  Falcone,  in  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi  parlamentari  -
  leggiamo   il  verbale  della  seduta  precedente  -   ho   chiesto
  specificatamente visto che i giornalisti, saranno pazzi pure questi
  giornalisti visto che confrontano e associano l'articolo 12  a  una
  nuova  tabella H, io ho detto, dando anche merito agli  uffici,  al
  Presidente  dell'Assemblea regionale siciliana:   ripuliamo  da  un
  punto di vista politico l'articolo 12 .
   Ci sono cose che possono essere espunte. Certamente, non dicevo di
  buttare  a  mare  gli  stipendi, non dicevo di  buttare  a  mare  i
  talassemici, ci sono delle cose che potevano essere espunte e  alle
  parole  del  Capogruppo Turano che con grande senso  di  equilibrio
  aveva  detto:   Milazzo ha ragione , qualcuno ha detto:   non  dite
  che ha ragione  ; e siccome io ho torto, un passo biblico dice:   e
  fu sera e fu mattina  e siamo di nuovo qua
   Non  ci  si rende conto, è un accanimento non terapeutico,   è  un
  accanimento  politico,  numerico; non ci  sono  i  numeri,  bisogna
  concedere  alle  minoranze il fatto  di potere,  domani,  fare  una
  Conferenza  stampa e dire ai siciliani:  gli ingordi volevano  fare
  asso  piglia  tutto . Invece, grazie al movimento di  Lombardo,  al
  Movimento  Cinque  Stelle, a Forza Italia, a  Cantiere  popolare  e
  Lista  Musumeci  che siamo stati sentinelle, da venerdì,  grazie  a
  noi,  quando  con  nonchalance era venuto da noi il  Vicepresidente
  Venturino,  e  voleva  incardinare  tutta  la  manovra,  certamente
  leggendo  la  nota  che il Presidente si era riservato  perché  gli
  uffici  stavano  lavorando  sulla  compatibilità  costituzionale  e
  regolamentare degli articoli sull'assestamento, ma riconoscere alle
  minoranze che hanno lavorato con serietà. Siamo entrati nel  merito
  degli  articoli. Non abbiamo detto non si vota questo perché lo  ha
  proposto  Crocetta, ci siamo messi contro alcuni  articoli,  perché
  effettivamente  si può fare a meno di trattarli e quindi  rinviarli
  alla finanziaria.
   Allora   penso  che  i  Capigruppo  e  non  solo  la   Commissione
   Bilancio ,  che  deve valutare nel merito di una copertura,  ma  i
  Capigruppo, in particolare il mio Capogruppo ha fatto rilevare  che
  c'erano norme tipo il museo del contadino, c'è qualche riesumazione
  nell'aria,  allora diciamo:  lasciamo stare le camere  iperbariche,
  lasciamo  stare sale rianimazione , questa è l'Assemblea  Regionale
  Siciliana, ciò che muore viene rinviato
   Ora,   però   abbiamo   un'emergenza:  le   province,   le   città
  metropolitane, i dipendenti che aspettano. Faccio un appello  a  me
  stesso,  non  parlo  più.  Mi appello al senso  di  responsabilità:
  proponete le cose che riguardano lavoratori, bisognosi, malati  che
  riguardano  le istituzioni pubbliche e ce ne usciamo in  un  batter
  d'occhio.

   PRESIDENTE. Siamo ancora alle discussioni preliminari, poi saranno
  5  minuti  per  ogni  parlamentare,  non  per  Gruppo,  sull'intero
  articolo  e  sugli emendamenti, una volta che verranno distribuiti,
  una  volta  che gli uffici verificheranno la compatibilità.  Chiedo
  aiuto  anche  ai parlamentari se avessero dei rilievi  da  fare  di
  farmelo  sapere  per  una  verifica, un confronto  con  gli  uffici
  stessi.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, non  voglio  fare
  alcuna  difesa d'ufficio a favore del presidente della Commissione,
  onorevole  Vinciullo,  ma ritengo che abbia  lavorato  cercando  in
  questi giorni, soprattutto, di creare le condizioni per una sintesi
  e  per  dare delle variazioni di bilancio che, di fatto, rispondano
  per davvero alle esigenze del territorio.
   Rispetto  al  testo  che  è  stato presentato  dalla  Commissione,
  ritengo  che  il  presidente  Vinciullo  abbia  voluto  creare   le
  condizioni,   nell'ambito  degli  emendamenti   che   erano   stati
  presentati   dai   colleghi  parlamentari,   ed   emendamenti   non
  soppressivi  ma  emendamenti aggiuntivi al  testo,  per  accelerare
  l'iter legislativo. Ciò non è stato possibile, quindi, ritengo  che
  gli  emendamenti  aggiuntivi dei singoli parlamentari  andranno  in
  discussione  e troveranno il conforto anche da parte  del  Governo.
  Vorrei  un  chiarimento  da  parte  del  Presidente  dell'Assemblea
  perché, ad esempio, il sottoscritto, come altri deputati di Sicilia
  Futura,  ha  presentato  degli emendamenti aggiuntivi  al  testo  e
  gradirei   che  questi  emendamenti  siano  discussi,   apprezzati,
  approfonditi votati o favorevolmente o negativamente, ma che l'Aula
  si  possa esprimere e, soprattutto, vi è un emendamento che ritengo
  sia  importante anche per il Governo e vorrei potere vedere  se  il
  Governo  lo  ha presentato motu proprio o, di fatto,  debba  essere
  necessaria l'iniziativa parlamentare.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sto ascoltando  e
  cerco  di  capire qual è il percorso che quest'Aula si  vuole  dare
  perché ancora, francamente, non l'ho compreso, vi devo dire, e  non
  l'ho compreso perché, anche oggi, sono state dette diverse cose  ma
  dubbi ne sono stati chiariti pochi.
   Prima cosa: si è detto che c'era un testo della Commissione, a  me
  non   risulta  che  ci  sia  stata  una  riunione  ufficiale  della
  Commissione e che la stessa abbia deliberato in tal senso,  quindi,
  vorrei  che anche la Presidenza, in questo senso, chiarisse  questa
  mia  incapacità di comprendere quello che è successo. Poi, è  stato
  detto che, forse, il Governo - ho cercato di comprendere - vorrebbe
  presentare  un  maxi  o  un  mini  o,  forse  addirittura,  singoli
  emendamenti all'articolo 12 che come ha detto l'onorevole Di  Mauro
  è  un  articolo  che  non ha diversi commi ma  è  un  articolo  che
  comprende   tanti altri articoli, molti dei quali sono stati  anche
  stralciati perché non avevano attinenza con la norma, il disegno di
  legge che stiamo apprezzando  assestamento di bilancio'.
   Vorrei  richiamare  la Presidenza su un fatto:  ogni  emendamento,
  anche  se  lo  stesso  pervenisse dal Governo o  dalla  Commissione
   Bilancio',  deve  avere un'attinenza rispetto al  testo,  rispetto
  alla  materia  trattata e vorremmo comprendere, da  qui  a  qualche
  momento,  se gli emendamenti che il Governo intende fare  arrivare,
  fare  affluire  a  quest'Aula, saranno emendamenti  attinenti  alla
  materia che stiamo trattando.
   Certo, devo dire che mi sembra un po' surreale, anche il clima che
  stiamo  vivendo qua è un clima quasi attendista di una  maggioranza
  che è pronta a fare un passo avanti ma è titubante perché non ha  i
  numeri  in  Aula.  Le  telefonate ai  vari  parlamentari  sono  già
  iniziate ma si rendono conto che se, oggi, l'opposizione uscisse da
  quest'Aula, questa manovra non potrebbe essere approvata perché non
  ci sono i 41 parlamentari della maggioranza.
   E,  allora,  siamo  sempre là, nel gioco delle parti,  laddove  un
  Governo che punta il dito contro un'opposizione, che meno male  che
  c'è  stata,  perché  grazie  a questa opposizione  abbiamo  evitato
  l'assalto  alla  diligenza,  in  quanto  volevano  trasformare  una
  manovra  di sistemazione di conti in una manovra  clientelare,  una
  manovra  che  fosse propedeutica ad una competizione  elettorale  e
  così  come  a  Roma il Capo del Governo nazionale sta  facendo  per
  dopare  il referendum, qualcuno forse voleva fare l'emulo e  voleva
  qui, in Sicilia, pensare di fare altrettanto.
   Lo  abbiamo scongiurato, quando il Governo ha dimostrato arroganza
  lo   abbiamo  punito  bocciando  tutte  quelle  norme   che   erano
  irrazionali,  tutte quelle norme che andavano contro gli  interessi
  dei siciliani.
   Signor  Presidente,  le  chiediamo  il  rispetto  dei  lavori,  il
  rispetto  del  Regolamento  e  che  venga  bloccato  ogni  tipo  di
  tentativo o di tentazioni che il Governo o la maggioranza  avessero
  di  inserire, all'ultimo momento, in maniera surrettizia, cose che,
  invece, per l'amor di Dio, se si vogliono realizzare che si  faccia
  un  disegno  di  legge   collegato, con procedura  di  urgenza,  si
  manderà  nelle Commissioni di merito, se passerà si manderà  subito
  alla  Commissione   Bilancio' e saremo pronti  ad  apprezzarlo,  ad
  esprimere serenamente la nostra opinione, il nostro pensiero  ed  a
  dare il nostro apporto.
   Dopodiché,  però, sull'articolo 12, poiché vi sono 300 emendamenti
  circa,  vorremmo  capire cosa dobbiamo fare, se non  c'è  altro  da
  parte del Governo andiamo a votare.
   Ci  sono  gli emendamenti soppressivi, le norme che riteniamo  non
  possano  essere  approvate verranno bocciate, le  norme  che  vanno
  migliorate si devono migliorare; noi abbiamo emendamenti  anche  di
  incremento  di  spesa, perché su alcune cose  siamo  come  l'IRSAP,
  riteniamo  che  alcune  cose  vadano  incrementate,  non   possiamo
  lasciare  i  lavoratori, i precari di questo ente in mezzo  ad  una
  strada.
   Noi  riteniamo,  altresì, che ci siano alcune norme,  invece,  che
  servano  per  distribuire proventi a questo  o  a  quell'altro.  Su
  queste non siamo d'accordo e non ci possiamo fare niente. Per  cui,
  a  questo  punto, chiediamo quali sono e qual è la metodologia  per
  continuare   e   quale   percorso   stasera,   quest'Aula,    vuole
  intraprendere.

   PRESIDENTE.  Il percorso è quello previsto dal nostro Regolamento:
  ai  sensi  dell'articolo 112, comma 7, il Governo ha la possibilità
  di   riscrivere  emendamenti,  addirittura  articoli,   che   siano
  attinenti con emendamenti, quindi, di riscrittura.
   Ho  chiesto l'aiuto pure ai parlamentari, è chiaro che gli  Uffici
  stanno  verificando  anche se qualcosa, in questa  confusione,  può
  pure   sfuggire.  Debbo  dire  che  rispetto  ad  un  preannunciato
  depositato,  ritirato, chiamatelo come volete, ma in atto  non  c'è
  alcun  emendamento da parte della II Commissione, è stato fatto  un
  passo  in  avanti.  Un  passetto alla volta,  siamo  quasi  a  fine
  legislatura  e  siamo nell'alveo del rispetto istituzionale  tra  i
  diversi   soggetti  nel  rispetto  del  Regolamento  che  significa
  rispetto di tutti noi.
   Per cui, se i singoli parlamentari che, ripeto, hanno esaminato  -
  anche  i  componenti della II Commissione - articoli che  dovessero
  sfuggire  all'attenzione dell'Assemblea possono dare un contributo,
  riferirlo  e chiaramente si procederà di conseguenza, d'intesa  con
  il Governo. Però, già gli Uffici stanno procedendo.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


                          Per fatto personale

   VINCIULLO,  presidente  della  Commissione  bilancio.  Chiedo   di
  parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Signor  Presidente dell'Assemblea,  signor  Presidente
  della  Regione,  Assessori, onorevoli colleghi, non  risponderò  ad
  alcune provocazioni che ho ascoltato poco fa perché lo farò dopo in
  Conferenza stampa documentando un po' di cose che qui si  cerca  di
  celare.
   Perché  non rispondo? Per non inasprire i rapporti, per non creare
  problemi,  perché  ho rispetto dei lavoratori,  ho  rispetto  delle
  ragazze e dei ragazzi diversamente abili che attendono di andare  a
  scuola,  ho  rispetto di tutti i soggetti fragili  che,  attraverso
  questa legge, cerchiamo di rendere meno fragili.
   Quindi, non risponderò alle basse insinuazioni, dirò soltanto  che
  la  Commissione  ha  operato  correttamente,  che  qualche  collega
  dovrebbe sapere che la Commissione, proprio perché seduta a  questo
  banco, è sempre operante in qualsiasi momento.
   Vorrei  ricordare  all'onorevole Greco che la  sua  delega  è  già
  ampiamente scaduta perché la delega che aveva ricevuto, in  maniera
  anomala, da parte del suo Capogruppo finiva nello stesso istante in
  cui la Commissione ha ultimato l'approvazione del disegno di legge.
   Dopodiché, ciò posto, nel ribadire la correttezza dell'operato  di
  questa  Commissione, nel ribadire - e lo farò poi nella  conferenza
  stampa  -  che nell'emendamento che era stato presentato, tutte  le
  forze  politiche,  tranne  i deputati del Movimento  Cinque  Stelle
  erano stati ascoltate e avevano avuto il giusto riconoscimento  per
  le cose importanti che avevano posto.
   Ciò  fatto ringrazio l'onorevole Cimino per le parole che ha usato
  nei  miei  confronti  e della Commissione e mi ritengo  soddisfatto
  delle dichiarazioni che al momento sto rilasciando.

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE. No, onorevole Greco, non si può riaprire un dibattito.
  Onorevole Greco non è stato citato il suo nome.

   GRECO  GIOVANNI.  Ma che dice, mi ha detto che  avevo  una  delega
  anomala

   PRESIDENTE. Questo non è un fatto personale. Non l'ha offesa.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


                        Sull'ordine dei lavori

   SUDANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUDANO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   intervengo
  solamente  perché leggendo la stampa di stamattina e continuando  a
  sentire gli interventi dei miei colleghi, ritengo che comunque  sia
  giusto,  per quanto mi riguarda, fare la mia operazione verità,  in
  quanto  sulla  stampa  di  oggi  si parla  di  200  emendamenti  di
  contributi   all'articolo  12,  invece,   sono   198    emendamenti
  soppressivi  e  2 emendamenti modificativi senza alcun  impegno  di
  spesa.
   Tra  l'altro  ascoltando l'intervento dell'onorevole  Falcone,  si
  continua  a  parlare di prebende di quest'Aula e della maggioranza.
  Innanzitutto, vorrei dire all'onorevole Falcone che la tabella H  è
  figlia  dei  suoi  tempi  e  non dei  nostri,  che  siamo  a  prima
  legislatura, e non mi ricordo interventi con questi toni quando era
  deputato  delle precedenti legislature perché avevo il  piacere  di
  guardare l'Assemblea in televisione e che, oggi, non ci sono chissà
  quali tipi di spesa particolari.
   Gli  articoli  che sono stati bocciati non erano prebende  ma  era
  l'IVA  a Trenitalia ed era l'infrazione comunitaria. Quindi,  anche
  questa  è  un'altra  bugia. E ci tenevo  a  fare  solamente  questa
  operazione  verità  perché  capisco il  gioco  della  politica  ma,
  ribadisco, che questo gioco fa male a tutti e, purtroppo,  fa  male
  non solo alla maggioranza, ma anche all'opposizione. Quindi, che lo
  capiscano  anche  i  deputati  di Forza  Italia  che  continuano  a
  rincorrere  i  Cinque Stelle perché, in quel caso, la gente  voterà
  comunque  Movimento Cinque Stelle, in quanto preferisce l'originale
  a chi imita.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, ascolti, mi rivolgo a lei  Presidente
  dell'Assemblea,  al  Presidente della Regione,  al  Governo  ed  ai
  deputati.
   Ci   sono   stati,  in  questi  giorni,  parecchi  richiami   alla
  responsabilità  ed ogni giorno che trascorreva era l'ultimo  giorno
  per salvare qualcuno.
   Se  fossero stati veri tutti i proclami che avete fatto,  forse  a
  quest'ora  i  siciliani sarebbero tutti morti perché i giorni  sono
  passati,  non è accaduto nulla, questa legge non si è  approvata  e
  l'ultimo  proclama che vedeva la necessità assoluta ed  urgente  di
  approvare il mutuo, o comunque la manovra che metteva in condizione
  i  comuni di approvare i bilanci attraverso il trasferimento di  65
  milioni,  che  doveva  essere approvato  al  massimo  entro  il  29
  novembre,  credo che oggi sia l'1 dicembre e che non  sia  accaduto
  nulla di tutto questo.
   Però,   presidente   Ardizzone,   richiamo   il   suo   senso   di
  responsabilità istituzionale, che so esistere, e richiamo, però, il
  senso  di responsabilità politica e di governo del Presidente della
  Regione.  Presidente Crocetta, questo gioco a rimpiattino  -  nella
  speranza   che,   alla  fine,  un  numero  legale,   più   o   meno
  raccogliticcio, più o meno accattone si faccia -,   per  quanto  mi
  riguarda, deve finire.
   Avete  detto,  prima,  che c'era un maxi emendamento.  Poi,  avete
  fatto dire, ieri, all'assessore Baccei che il maxi emendamento  non
  sarebbe  stato presentato. E' stato predisposto un emendamento  che
  recuperava una serie di norme che erano state, legittimamente,  per
  quanto  mi  riguarda - seppur col nostro voto contrario  o  con  la
  nostra  astensione  in alcuni casi -, approvate  dalla  Commissione
   Bilancio'  e  le  avete fatte recuperare al presidente  Vinciullo,
  chiedendo di portare quella norma in Aula, cosicché fosse una sorta
  di  norma  di  chiusura.  Anche questo vi  siete  rimangiati,  come
  maggioranza  e come Governo, chiedendo al presidente  Vinciullo  di
  ritirare anche questa norma.
   Adesso, vi state presentando con una serie di emendamenti che,  in
  un'Aula  così composita - non voglio utilizzare epiteti, quelli  li
  lascio alla stampa che ci sguazza grazie al vostro cattivo modo  di
  condurre  la  politica - rischiano davvero di determinare  solo  ed
  esclusivamente, ulteriore disdoro a scapito del Parlamento.
   Presidente  Crocetta,  dobbiamo uscire dall'imbarazzo  e  dobbiamo
  uscire, come Parlamento per un verso, come maggioranza per un altro
  verso, da questa empasse che sta diventando sempre più ridicola.
   Se  avete  la capacità - posto che a mia memoria e secondo  quello
  che  è il corretto rapporto tra Governo e Presidenza dell'Assemblea
  - scrivete un'unica norma che metta insieme quegli articoli, quelle
  disposizioni,  quegli atti che volete portare a casa come  Governo.
  Una norma
   Non  vi  può  essere, Presidente dell'Assemblea, che  rispetto  ad
  un'indicazione  del  Presidente  della  Regione,   che   firma   un
  emendamento,  lo  dichiari  inammissibile  se  esiste  un  corretto
  rapporto fra le istituzioni.
   Dopodiché, presidente Crocetta, una norma. Questo gioco che quello
  che  è simpatico passa e quello che è antipatico non passa, non può
  funzionare perché ci state rendendo ridicoli.
   Se avete i numeri su una norma, verrà approvata, altrimenti, verrà
  bocciata e abbiamo finito.
   Tutto il resto, Presidente, rischia di rendere sempre più ridicolo
  un percorso che è schizofrenico, incerto, ammiccante o traditore  a
  seconda  del  fatto che la norma targata Palermo o targata  Catania
  passi o non passi.
   Rispetto a percorsi diversi, il nostro senso di responsabilità che
  ci  ha fatti restare in Aula mentre la maggioranza mancava, non  ci
  vedrà  più  partecipi  perché noi che vogliamo  che  l'assestamento
  passi,  seppur  siamo contrari sul novanta per cento  delle  norme,
  abbiamo  scelto  di  restare in Aula perché non  pensiamo,  neanche
  lontanamente,  di bocciare, ad esempio, ne dico due  su  tutte,  le
  norme che finanziano i comuni e che salvano le ex province.
   E,  allora, signor Presidente, uno scatto di orgoglio, di dignità,
  di  prestigio politico, il Governo si riunisca, individui le  norme
  che  ritiene di buon senso e prioritarie, le sottoponga  al  vaglio
  della  Presidenza  dell'Assemblea  e  le  sottoponga  all'Aula   in
  un'unica votazione. Se così è, bene, altrimenti, da questo  momento
  in  poi, vi togliamo dall'imbarazzo, d'altronde siete 25 o  30,  se
  riuscirete ad approvarvela, approvatela, altrimenti, per quanto  ci
  riguarda, il buon senso resta per noi regola umana ma, soprattutto,
  regola politica.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  prima  di  dare  la  parola  al
  presidente   Crocetta   e  all'onorevole  Cancelleri,   in   ultimo
  l'onorevole  Cordaro  ha fatto una proposta di  lavoro,  anche  per
  semplificare  il  ragionamento, se ho ben inteso,  però  su  questo
  occorrerebbe un accordo dell'Aula.
   Siccome,   correttamente,  ha  fatto  un  appello  al   Presidente
  dell'Assemblea  ed  al Presidente della Regione  evidenziando  -  e
  obiettivamente   è   pur  vero  -  le  difficoltà   di   dichiarare
  inammissibili  emendamenti che vengono presentati direttamente  dal
  Presidente della Regione - capisco la difficoltà ad operare in  tal
  senso   -   e,   addirittura,  ha  invitato  ad  un   percorso   di
  semplificazione del ragionamento. Pertanto, se c'è  un'intesa,  non
  intesa  sulle singole cose perché, mi conoscete ormai perfettamente
  e  inutile  che ce lo diciamo, se ci sono delle questioni  che  non
  vanno  o  che possono sfuggire verranno assolutamente ritirate.  In
  un'unica votazione si può approvare l'articolo 12 sulla base  degli
  emendamenti  che  verranno  distribuiti,  ma  su  questo  occorrerà
  un'adesione  da  parte dell'Aula senza forzature, né  da  parte  di
  questa  Presidenza, né tanto meno da parte del  Governo,  né  tanto
  meno  da  parte  dei  singoli Gruppi. Quindi,  questa  sarebbe  una
  proposta  di  buon  senso. Ho cercato di cogliere  questo  dal  suo
  intervento, onorevole Cordaro.
   È   chiaro  che  singoli  argomenti,  singole  questioni,  singoli
  contributi, pur legittimi, attenzione perché spesso si è equivocato
  pure  sull'atteggiamento di questa Presidenza, nessuno, non  voglio
  fare nomi, per carità, sono tutte richieste legittime da parte  dei
  singoli  enti,  però  come abbiamo fatto riferimento  alla  vicenda
  Corfilac  che  ha trovato nel mese di giugno copertura legislativa,
  per  altri  enti  non  è stato. Ecco, magari,  questo  ci  dovrebbe
  permettere,  essendo  ormai  a  fine  legislatura,   in   fase   di
  finanziaria, di porre i rimedi legislativi per mettere tutti  nelle
  condizioni di operare.
   Per  cui,  qual  è il mio intendimento? Quello di distribuire  gli
  emendamenti presentati dal Governo anche con i rilievi che mi fanno
  gli  Uffici, sostanzialmente. Se c'è una condivisione, senza aprire
  grossi dibatti, si può passare avanti.
   Onorevole   Cimino,  non  mi  va  di  ritornare  sulle   proposte,
  l'onorevole  Cordaro ha fatto una proposta che mi  sembra  di  buon
  senso. Ma non si discute sulla proposta dell'onorevole Cordaro, con
  tutto  il  rispetto  sto  riassumendo io, altrimenti  riapriamo  un
  dibattito.  Io  vi  dico quale può essere il percorso,  perché  può
  essere  che gli Uffici stiano evidenziando qualche norma che  è  al
  limite.  Dico,  per  carità,  al  limite  da  un  punto  di   vista
  procedurale  non  dell'aspetto estetico  della  norma,  per  essere
  chiari,  non  mi  sto ritrovando norme ordinamentali.  Do  atto  al
  Governo,  non  mi ritrovo, fino ad adesso, norme ordinamentali  che
  sono  di  competenza  delle Commissioni  di  merito.  Ecco,  questo
  vogliamo  prenderlo  come dato positivo? Non  mi  trovo  in  questo
  momento  norme  che elargiscono contributi. Di questo  ne  dobbiamo
  dare  atto. E allora, vediamo quello che c'è di buono nella  norma,
  può essere che nelle maglie, nell'interpretazione degli articoli ci
  siano  delle  questioni  che  possano,  in  qualche  modo,  destare
  sostanzialmente non la necessità di un'ulteriore considerazione.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.   Signor  Presidente,  Assessori,   Presidente   della
  Regione, colleghi, verso  l'articolo 12 mi pare che le proposte  di
  emendamenti, supermarket degli emendamenti, insomma queste cose che
  poi,  alla  fine,  sono  state  ritirate  erano  un  po'  come   la
  riscrittura  di  un  menu, giusto? Un menù dove tutti,  in  qualche
  modo,  avevano  contribuito  a  scrivere  una  delle  pietanze  che
  potevano  esserci.  Mi  fa piacere che sia stato  evidenziato  come
  l'unico  Gruppo  parlamentare che non abbia  partecipato  a  questa
  sorta  di  trascrizione di un menu sia stato  il  Movimento  Cinque
  Stelle.
   Ora,  è  chiaro  che ci troviamo di fronte a quella  che  dovrebbe
  essere   la  parte  finale,  l'approvazione,  comincio  a   leggere
  dichiarazioni  di stampa che dicono:  sbrigatevi perché  altrimenti
  il  Ragioniere generale, se non l'approviamo entro la mezzanotte di
  oggi, non riuscirà a fare il mutuo per i comuni ; altre agenzie  di
  stampa  dicono:  sbrigatevi perché fra un ora l'assessore Cracolici
  dovrà   andare  via,  perché  c'è  il  ministro  Martina,   quindi,
  sbrigatevi ,  quindi, la fretta, la fretta, la fretta sempre  messa
  come  carburante  dell'automobile che deve approvare  le  leggi  di
  questo  Parlamento; e la fretta ha come conducente nessuno,  perché
  quei banchi sono vuoti.
   Ora,  cosa pretendete, cosa pretende questo Governo, che ha  messo
  in  campo  tutti  gli  Assessori oggi, certo  non  c'è  neanche  un
  deputato,  almeno  4,  5  voti  con  quegli  Assessori  li  possono
  recuperare  e  che  cosa  fa? Viene e  ci  viene  a  dire:   no  ma
  l'opposizione,  la  responsabilità, la responsabilità,  non  potete
  lasciare  i Comuni, i disabili talassemici senza i soldi ,  ma  noi
  siamo qui e siamo qui da cinque giorni e siamo qui da quattro  anni
  e  mezzo  ad aspettare che nessuno si presenti, ma non si  presenta
  mai nessuno, perché quei banchi sono vuoti.
   Allora,  il  numero  legale, in quest'Aula, non  lo  garantisce  l
   opposizione  lo  deve  garantire la  maggioranza,  dobbiamo  avere
  l'assoluta e legittimità possibilità di potere esprimere il  nostro
  voto  contrario  ad  un  provvedimento, ma  non  teniamo  in  piedi
  tavolini  che  non hanno già tre gambe perché l'unica  gamba  sulla
  quale   si  può  reggere  questo  tavolo  non  può  essere   quella
  dell'opposizione.

   CROCETTA, presidente della Regione, Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Presidente,  ritengo  che  le
  proposte  che  siano venute da parte dell'onorevole  Cordaro,  così
  come il suo ragionamento, siano fortemente condivise dal Governo.
   Noi  abbiamo  la  necessità  di dare  una  risposta  immediata  ai
  problemi  della  Sicilia, questa manovra vorrei ricordare  è  stata
  presentata   dal  Governo  con  un'asciuttezza  ed  un'essenzialità
  persino  incredibili,  si è arricchita di contributi  che  vengono,
  così  come prevede la legge, dal Parlamento e vorrei ricordare  che
  il Governo non fa le leggi ma le propone e che è nell'autonomia del
  Parlamento accettare o respingere le leggi.
   Però,  guardate su questo dobbiamo essere chiari, confondere anche
  lì  i  singoli gruppi parlamentari o i singoli parlamentari,  o  di
  Governo  o  di  opposizione, col Governo non mi  pare  che  sia  un
  ragionamento corretto.
   C'è  un'autonomia degli organismi, ci sono leggi che, a volte, non
  quadrano - e  mi pare normale, mi sembra una dialettica perfino del
  pluralismo  -,  però,  onorevole Cancelleri,  glielo  voglio  dire,
  quando voi siete i teorici dell'abolizione del voto segreto e siete
  coloro  che  ne fanno il più ampio uso, cioè voi cosa aspettate  di
  essere  al  Governo  per   abolire il voto segreto,  oppure  questa
  pratica si può cominciare ad autocensurare sin da adesso?
   Noi   tutti  quanti  diciamo  che  la  politica  è  un   atto   di
  responsabilità nei confronti dei cittadini che la devono giudicare,
  è  chiaro che poi i politici se magari  affossassero una  norma   a
  favore  dei  disabili,  non   voglio citare  nessun  caso  concreto
  avvenuto.
   Qui  è  il  tema  Il tema non è che noi vogliamo che l'opposizione
  faccia  il  Governo o la maggioranza. Noi vogliamo che  ci  sia  un
  patto tra maggioranza ed opposizione in cui, reciprocamente, ci  si
  rispetta   e   alcuni  metodi  che  hanno  bloccato  la  democrazia
  parlamentare  nel nostro Paese da  sempre, vengono aboliti   Quando
  parliamo  di riforma questo dovrebbe essere riforma  Ma  cominciamo
  ad autoriformarci tutti quanti e io non voglio fare il ragionamento
  nei confronti di nessuno.
   L'unico ragionamento che voglio fare è questo: questo assestamento
  di  bilancio non autorizza le spese al Governo regionale,  consente
  di  risolvere i problemi dei comuni, di riconoscere  i debiti fuori
  bilancio, non credo che anche chi aspira a governare questa Regione
  sarà  contento  se  non avrà poi un bilancio certificato  perché  i
  debiti  fuori bilancio non sono riconosciuti e avrà un bilancio  in
  disequilibrio. Avrebbe problemi amari.
   Tema  principale  però  è che i problemi  principali  e  amari  li
  avrebbero  i  siciliani in questo momento; pensate se  il  servizio
  ferroviario oggi venisse interrotto in Sicilia
   Tutte  queste  questioni. Quindi io faccio un appello,  invito  al
  senso  di   responsabilità perché questa non  è  l'assestamento  di
  bilancio  del Governo, è l'assestamento di bilancio dei comuni,   -
  in  gran parte -, questo è il problema evitare che i comuni debbano
  subire conseguenze terrificanti.
   Ora  noi  abbiamo presentato una serie di emendamenti all'articolo
  12,  molto essenziali sulla base della loro ammissibilità  e  sulla
  base  della copertura finanziaria così come all'articolo  56,  sono
  due  emendamenti.  Io  non  ho  difficoltà,  né  a  pensare  a   un
  emendamento  unificato,  signor  Presidente,  né  ad  unificare  la
  votazione,  anzi  il  Governo la propone persino  la  votazione  in
  blocco  di  tutti  quegli  emendamenti e  la  votazione  in  blocco
  dell'articolo,  per essere chiari.
   E' chiaro però, che questo non apra poi la discussione della serie
   non  volete nel merito discutere le singole questioni   perché  le
  singole  questioni si possono discutere però io  credo che  sarebbe
  importante che oggi, per accelerare i tempi noi votassimo.
   Quando  diciamo che si deve fare entro il 30 per i  comuni  -   lo
  diciamo   perché  i  comuni  avrebbero  avuto  il  tempo  di   fare
  l'assestamento  di bilancio entro il 30 - e quindi era  essenziale.
  Ma  nel  momento  in  cui oggi è passato il 30,  questa  manovra  è
  diventata obbligatoria

   GRECO GIOVANNI. Anche ieri ha detto così

   CROCETTA, presidente della Regione. Sto dicendo un'altra  cosa,  è
  diventata obbligatoria perché i comuni non possono rivedere i  loro
  bilanci e quindi se noi non copriamo quelle spese i comuni andranno
  in disequilibrio, ci sono cento comuni che vanno in dissesto perché
  non hanno nessuna possibilità di re-intervenire.
   Qualcuno  forse lo ha spiegato male ma io sto  dicendo esattamente
  qual  era  il  motivo per farlo entro il 30. A questo  punto  o  si
  approva o cento comuni sono in dissesto.
   Questa  è la partita e voi potete metterla anche sul voto segreto,
  però non pensate che di fronte

   CANCELLERI.     ma  che  voto  segreto,  non  c'è  nessuno   della
  maggioranza

   CROCETTA,  presidente della Regione. Non si preoccupi,  appena  si
  vota ci saranno.
   Ognuno si assume le responsabilità, secondo la propria coscienza e
  secondo la visione alta, onore della politica. Chiaro?
   Ognuno  si  assume la responsabilità. Il Governo ha  proposto  non
  nuove  spese, ma spesa in aiuto agli enti locali, alle fasce deboli
  della popolazione, al risanamento finanziario.
   Questo  è  il  concetto. Altre spese non ce ne sono, se  non  sono
  necessarie, per essere chiari.
   Su questa spinta noi siamo pronti. Dove c'è questa condivisione  -
  ed  è  condivisa, ovviamente, dal Presidente dell'ARS -   perché  è
  sempre  il  garante della costituzionalità dei procedimenti  e  del
  rispetto  dei  Regolamenti e quindi anche dell'ammissibilità  degli
  emendamenti. Noi siamo pronti.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole Laccoto, io ho bisogno  di  verificare  gli
  emendamenti per distribuirli perché ogni singolo deputato,  poi  si
  alzerà e solleverà eccezioni. Stiamo verificando.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi sono  convinto  che
  errare  è  umano, perseverare è diabolico. Rispetto  alla  proposta
  dell'onorevole   Cordaro,  mi  pare  che  è  la  stessa,   identica
  iniziativa  che ha tentato di fare ieri il presidente Vinciullo,  e
  oggi  si tenta che questa proposta la possa, di fatto, definire  il
  Presidente della Regione.
   Io  sono  convinto che, in questo modo, si perde soltanto tempo  e
  non  si  riesce  a trovare la quadra per votare questa   benedetta'
  manovra  perché  per  riuscire a definire  un  percorso  condiviso,
  significa  che  tutti  i  deputati  devono  essere  consapevolmente
  convinti di ritirare i propri emendamenti.
   Se  un  solo deputato non ritira il proprio emendamento, di fatto,
  quell'attività unica e sola di concertazione non funziona.
   Ritengo  che  è  bene condividere gli emendamenti  presentati  dai
  deputati   nel  blocco  degli  emendamenti  aggiuntivi,  valutarli,
  apprezzarli se favorevoli o anche contrari.
   In più, voglio dire, riprendendo anche l'intervento del Presidente
  della  Regione  che condivido pienamente sul tema assestamento  dei
  comuni della Sicilia, voglio ribadire come sia necessario,  -  come
  bene  ha  ribadito  il  Presidente della Regione  -,  il  tema  del
  risanamento  finanziario e spero che, tra gli articoli  presentati,
  vi  sia anche un articolo che riguarda la situazione debitoria  del
  comune  di Lampedusa e Linosa, nei confronti di alcuni imprenditori
  che    hanno    testimoniato   il   simbolo   della   legalità    e
  dell'anticorruzione in provincia di Agrigento.
   Siccome  questo  emendamento, mi pare,  che  sia  stato  condiviso
  dall'attività  di  conferenza  di servizi  della  Presidenza  della
  Regione, con il Dipartimento delle Autonomie Locali, vorrei  capire
  se questo emendamento è tra gli emendamenti che presenta il Governo
  o  se  il  Governo  questo  emendamento  pensa  di  presentarlo  in
  ulteriore    manovra   finanziaria,   posto   che   la    normativa
  dell'assestamento  di  bilancio  è  perfettamente  compatibile.  Si
  tratta di risanamento finanziario del comune di Lampedusa e Linosa.
  Si   tratta   di   un'iniziativa  in  favore   della   legalità   e
  dell'anticorruzione.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  senza  volere
  sindacare   sugli   interventi  che  si  sono   succeduti   e   che
  proseguiranno  a me pare che nella proposta dell'onorevole  Cordaro
  ci fosse una ragione di metodo e di accelerazione dei tempi.
   Emendamenti  della Commissione non ce ne sono. Non ci  sono  tempi
  per  potere  verificare uno per uno gli emendamenti  aggiuntivi  al
  testo. Non mi pare che ci siano condizioni di rispettare quello che
  tutti noi qua dentro abbiamo detto:  facciamo in fretta per dare  i
  soldi ai comuni .
   A  me pare, Presidente Ardizzone, che il Governo che ha scritto un
  emendamento  di  riscrittura, lo presenti, lo  si  bocci  o  lo  si
  approvi.
   Non  credo  che ci sia tempo, modo, possibilità di ridefinire  una
  nuova  procedura rispetto al fatto che il Governo,  - io ho  capito
  questo  nelle  parole  del  Presidente  Crocetta  -,  che  c'è   un
  emendamento  e va discusso in blocco e in blocco si  approva  e  in
  blocco si boccia.
   Alla  luce  anche  del fatto, Presidente Ardizzone,  che  lei  sta
  rifacendo,  giustamente, verificare la legittimità dell'emendamento
  rispetto  a  violazione  di  norme regolamentari,  ordinamentali  e
  costituzionali.
   Per cui non possiamo aprire un dibattito, Presidente Ardizzone, su
  quanti siamo d'accordo, sono d'accordo ad andare per commi che  non
  ci  sono o viceversa perché è chiaro che perderemo un'altra  serata
  sulla  interpretazione  autentica  dell'emendamento  a  firma   del
  Presidente Crocetta.
   Per  cui,  signor Presidente,  - io la prego -, ovviamente  sempre
  secondo  il  suo  insindacabile giudizio, a  distribuire  all'Aula,
  fatta  la dovuta verifica, l'emendamento del Governo di riscrittura
  o  si  approva  o si boccia. Non possiamo tenere qua i parlamentari
  prigionieri per giorni e giorni e giorni.
   C'è  un emendamento del Governo, che ha annunciato il Governo, che
  la Presidenza e gli Uffici di Presidenza stanno verificando, che si
  consegni  al  Parlamento;  se  deve essere  bocciato  andiamo  alla
  votazione  finale,  se viene approvato viene  approvato.  Ma  farci
  stare  prigionieri per giorni e giorni,  la procedura sta  bene  ma
  l'interpretazione no.
   O dentro o fuori.

   PRESIDENTE.    Onorevole   Panepinto,   prima    di    distribuire
  l'emendamento  ho bisogno di verificare. C'è una  proposta  in  tal
  senso. Diventate tutti esperti.
   Io  sto  dando  atto che non ci sono contribuzioni specifiche.  Ci
  sono  diverse  variazioni, ci sono delle questioni che  sono  state
  poste.  Però  non  possiamo neanche attribuire responsabilità  agli
  Uffici dell'Assemblea.
   Non  ci  sono  cose palesemente inammissibili,  ho  il  dovere  di
  dirglielo questo.

   PANEPINTO. Lo voteremo per intero.

   PRESIDENTE.  Giusto. Lo valutiamo. Tant'è che vi  voglio  dare  il
  tempo pure di verificarlo attentamente.

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  GIOVANNI.  Signor Presidente, solo per  comunicare  che  la
  proposta  dell'onorevole Cordaro, pur essendo una  buona  proposta,
  lei  non  ha  tenuto  conto del fatto che io avevo  fatto  un'altra
  proposta  che mantengo, cioè di stralciare l'articolo 12, i  debiti
  fuori  bilancio di Expo, e andiamo al voto finale su  tutto  quello
  che noi abbiamo approvato.
   Questa è la mia proposta.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Greco,  se  l'Assemblea   avesse   voluto
  stralciare  l'articolo  12 ieri avrebbe approvato  -  peraltro  c'è
  stata   la   votazione  scrutino  segreto  -,   avrebbe   approvato
  l'emendamento soppressivo. Cosa che non ha fatto, quindi non  posso
  adottare unilateralmente questa decisione.

   GRECO GIOVANNI. Non sono d'accordo.

   PRESIDENTE. Ho capito che lei non è  d'accordo, stiamo verificando
  che   norme  ordinamentali  non  ce  ne  sono  per  rispetto  delle
  Commissioni di merito.

   GRECO  GIOVANNI. Non sono d'accordo per una votazione  unica.  Non
  siamo in Unione Sovietica.

   PRESIDENTE. Va bene.

   DI GIACINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non penso che
  anche stasera dobbiamo continuare anche per tutta la sera, per  poi
  non arrivare a nulla come gli altri giorni.
   Credo che qui il problema non è di trovare l'accordo su un singolo
  emendamento, non penso proprio. Oggi si sta verificando una cosa  e
  qui  l'Aula  lo dice, che c'è uno scollamento tra il Governo  e  la
  maggioranza  che  dovrebbe sostenerlo in Aula. La  maggioranza  che
  dovrebbe  sostenere questo Governo in Aula, non c'è   La  verità  è
  questa. E' un fatto politico.
   E  io  dico, così come già detto dall'onorevole Panepinto, andiamo
  avanti. C'è questo emendamento del Governo, votiamolo, se ci sono i
  voti  passa, se non ci sono i voti non passa. Dopo,  siccome non mi
  sento e lo dico da tre sere, non mi sento responsabile del disastro
  rispetto  ai  comuni  perché  sì,  il  Parlamento  regionale  aveva
  previsto 115 milioni e non sono stati programmati, sicuramente  non
  per  colpa  del  Parlamento  ma della programmazione  regionale,  e
  quindi  di  una parte del Governo regionale, è bene che nessuno  ci
  venga  a  dire qua che stasera dobbiamo salvare i comuni e che  c'è
  chi  li  vuole  salvare e chi li vuole buttare a  mare.  Li  voglio
  salvare  e  sono  pronto  a votare la manovra,  così  com'è:  senza
  articolo  12,  con  l'articolo  12,  non  approvato,  come  volete;
  l'importante  che  noi  stasera votiamo  questo  disegno  di  legge
  definitivamente.
   Continuo a sostenere che se io e il mio Gruppo dobbiamo continuare
  a  stare  in  Aula,  o votiamo o anche noi ce ne andiamo,  così  la
  smettiamo definitivamente

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, cinque minuti di sospensione  per
  un'interlocuzione con il Governo.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.18, è ripresa alle ore 16.32)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                1264/A

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, avendo  consultato  il  Governo,
  rispetto agli emendamenti che provvederò a fare distribuire, questa
  Presidenza ha invitato il Governo al ritiro di due emendamenti.  Il
  Governo  ha  aderito,  non  poteva essere  diversamente,  a  questa
  indicazione.
   Detto  questo, considerato che è giusto e doveroso che i  colleghi
  parlamentari   approfondiscano  il  contenuto   degli   emendamenti
  presentati   che,   ribadisco,  non  hanno  contributi   specifici,
  individuazione  specifica  per  enti,  sotto  enti,   pur   essendo
  legittimi, anche dopo questo ulteriore stralcio che è stato  fatto,
  si  voterà dopo ampia discussione. Ogni parlamentare potrà  parlare
  per  cinque minuti. Siamo novanta, o quelli che siamo, per non  più
  di  cinque minuti, sull'intero articolo e sull'emendamento, ci sarà
  una votazione unica sull'articolo 12.
   Quindi, invito gli Uffici a distribuire gli emendamenti presentati
  dal  Governo,  ad  eccezione  del  12.272  e  A73.  Possono  essere
  distribuiti e l'Aula riprenderà alle 17.00.
   Ripeto  per  gli  assenti,  dopo interlocuzione  con  il  Governo,
  vengono  ritirati  l'emendamento A73  e  l'emendamento  12.272.  Si
  distribuiscono tutti gli emendamenti senza questi due, si farà  una
  discussione  unica  sull'articolo, compresi gli emendamenti,  e  ci
  sarà una votazione unica.
   L'intervento  sarà, essendo materia finanziaria e dovendo,  ormai,
  comunque dare precisamente i tempi si voterà .

   GRECO GIOVANNI. In Uganda, si fa come dice lei  Lei vuole buttare,
  per esigenze di maggioranza, il lavoro di un mese. Non è corretto

   PRESIDENTE. No, guardi onorevole Greco. Onorevole Greco,  io  sono
  convinto che lei, una volta che leggerà gli emendamenti, si renderà
  conto  com'è  facile la lettura. Peraltro, gli Uffici  le  potranno
  spiegare,  anche  con i riferimenti legislativi,  di  che  cosa  si
  tratta.
   Lei  è  bravo. Le posso dire, onorevole Greco, che lei già conosce
  il contenuto di questi emendamenti.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi per intenderci  sul
  percorso  che  dobbiamo intraprendere. L'articolo 12 con  i  commi,
  viene escluso e trattati soltanto questi emendamenti?

   PRESIDENTE. Assolutamente no

   RINALDI. Quindi, i commi che ci sono nell'articolo 12 restano  nel
  testo?

   PRESIDENTE. Sì. Alcuni sono stati riscritti.

   RINALDI.  Quindi alcuni sono stati riscritti ma si procederà,  lei
  dice, insieme nel senso

   PRESIDENTE. Certo, discussione unica e votazione unica.

   RINALDI.  Scusi,  mi perdoni un attimo. Ma i  commi  che  ci  sono
  nell'articolo 12 verranno votati tutti compresi gli emendamenti?

   PRESIDENTE.  Sì,  in  unica votazione.  Gli  emendamenti  sono  di
  riscrittura. Lei, dopo che l'avrà visto, onorevole Rinaldi .

   RINALDI. No, Presidente, mi perdoni, noi non siamo d'accordo

   PRESIDENTE.  Io  prendo  atto che lei  non  è  d'accordo,  già  ha
  manifestato disaccordo

   RINALDI.  Noi  non siamo d'accordo ad esaminare  gli  articoli  in
  maniera complessiva.
   Bisogna  discutere e votare ogni singolo articolo, per quello  che
  ci riguarda.

   PRESIDENTE. Va bene, onorevole Rinaldi, io ho compreso

   RINALDI.  E  faccio un richiamo al Regolamento. Non  si  può  fare
  quello che state facendo.

   PRESIDENTE. No, onorevole Rinaldi, io proprio in applicazione  del
  Regolamento lo posso fare, perché siamo in materia finanziaria.  E'
  stato fatto un richiamo ai termini ampi che sono decorsi. Per  cui,
  nessun richiamo al Regolamento ..non regge  Guardi, il richiamo  al
  Regolamento sulla materia finanziaria non me lo potrà fare
   Invito  gli  assistenti parlamentari a distribuire gli emendamenti
  di   riscrittura  all'articolo  12,  presentati  dal  Governo,   ad
  eccezione del 12.272 e dell'A.73.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


                        Sull'ordine dei lavori

   FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   FALCONE.   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  il  gruppo  di
  Forza  Italia  preannuncia  sub  emendamenti  ad  ogni  emendamento
  presentato  dal Governo. Già anche questi sono dei sub emendamenti,
  ma  poiché  leggendo  la prima pagina già è una  dazione  ulteriore
  rispetto alle previsioni di spesa.
   Vi   do   soltanto   un   dato   e  non   vi   leggo   altro:   da
  cinquentoquarantaquattromila  euro   Spese  per   la   propaganda ,
  passiamo  a  seicentoquarantaquattromila euro   Solo  questo  primo
  foglio,  per  dimostrare la vergogna di un Governo scalcinato,  che
  non  sa  dove andare e che vuole utilizzare un'Aula per fare razzia
  di soldi pubblici

   PRESIDENTE.   Va   bene,  onorevole  Falcone.  Non   c'è   nessuna
  individuazione di alcun ente. Ma per il fatto che, sulla base di un
  regolamento, si dia la possibilità di partecipare e propagandare  i
  prodotti siciliani, credo che non ci sia nulla di scandaloso.

   RINALDI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  Voi  con  questa
  manovra,  avete  fatto  una  furbizia che  nel  Regolamento  non  è
  prevista.  Cioè,  state  salvando quegli articoli  che  sapete  che
  sarebbero  stati  bocciati. Quindi state vietando all'Assemblea  di
  poter esprimersi articolo per articolo. Questa è una violazione del
  Regolamento  palese  che questa Presidenza sta  facendo  in  questo
  assestamento  E lei lo sa meglio di me, signor Presidente.  Lei  ci
  sta  vietando  di votare alcuni articoli e li vota complessivamente
  per  nascondere  la  bocciatura di altri  articoli  che  in  questo
  articolo 12 , sarebbero stati sicuramente bocciati.
   Vi dovete vergognare di questa conduzione.

   PRESIDENTE. Va bene, lei ha anche le qualità di mago.

   RINALDI. Io le qualità ce l'ho e glielo sto dicendo quali sono,  e
  mi dispiace che gli Uffici si stiano prestando a questa porcheria.

   PRESIDENTE. No, no, no, guardi, lei da Presidente del Collegio dei
  deputati Questori non può dire questo degli Uffici.

   RINALDI.  E io lo dico lo stesso. Non può nascondere articoli  che
  non  devono  essere  approvati. Lei che  è  rigoroso  non  lo  deve
  permettere

   PRESIDENTE. Va bene onorevole Rinaldi.

   SAVONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVONA. Signor Presidente ritengo che sia in distribuzione qualche
  emendamento che era forse errato. Chiedo, prima di consegnare altri
  emendamenti,  di  voler  controllare  se  ci  sono  degli   errori.
  Chiediamo agli Uffici se quello che hanno distribuito è quello  che
  è stato accettato dalla Presidenza.

   PRESIDENTE.  Allora, onorevoli colleghi, è ritirato  l'emendamento
  2.7.8 e c'è il 12.200.80. Quindi tratteremo il 12.200.80.
   La seduta è sospesa fino alle ore 17.15.
     (La seduta, sospesa alle ore 16.43, è ripresa alle ore 17.27)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                1264/A

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  si  farà  un  dibattito   unico
  sull'intero  articolo e sugli emendamenti.  Preciso -  su  espressa
  richiesta dell'onorevole Rinaldi, poiché non sono stato  chiaro  io
  -  che  gli emendamenti soppressivi dei singoli commi rimangono  in
  vita,  per  cui l'Aula sarà chiamata a votare prima gli emendamenti
  soppressivi, successivamente quelli di riscrittura.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


                        Sull'ordine dei lavori

   FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,  chiedo
  ulteriori  10  minuti di sospensione al fine di  terminare  l'esame
  degli  emendamenti.  Si  tratta  di  un  testo  molto  complesso  e
  articolato; ci sono alcune parti dove ci sono emendamenti su  norme
  da   lei  stralciate,  sulle  quali  vogliamo  richiamare  la   sua
  attenzione.

   PRESIDENTE.  La  seduta  è  sospesa fino  alle  ore  17.40,  senza
  ulteriore proroga.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.29, è ripresa alle ore 17.42)

   La seduta è ripresa


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                1264/A

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  il  Governo  ha  presentato  un
  subemendamento al 12.275.1 che sta per essere distribuito.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.   Ne   ha  facoltà.  Quindi,  siamo   in   discussione
  sull'intero  articolo compresi gli emendamenti. Si  interviene  una
  sola volta. Cinque minuti. Se cronometriamo

   MILAZZO GIUSEPPE. Il proponente dell'emendamento non parla?

   PRESIDENTE. No, parla cinque minuti sull'intero articolo. Lei è un
  parlamentare  di quest'Assemblea. Lei può parlare indipendentemente
  dal  fatto di essere il presentatore di emendamenti. Non è  che  si
  parla  su ogni singolo emendamento. No, una sola volta. In  Europa,
  in tre minuti dicono tante cose.

   MILAZZO GIUSEPPE. In Europa, non c'è questo Governo

   PRESIDENTE. Lei parla cinque minuti. Prego, onorevole Cancelleri.

   CANCELLERI.   Signor   Presidente,  le   volevo   chiedere   delle
  delucidazioni rispetto a questi subemendamenti che ha presentato il
  Governo.  Credo  di non sbagliare dicendo che tutto  quello  che  è
  stato bocciato in Commissione, che è stato stralciato quando,  poi,
  il  testo  dalla  Commissione è arrivato  in  Aula  sia,  ai  sensi
  dell'articolo  111,  comma  2,  del  nostro  Regolamento   interno,
  inammissibile nella riproposizione. Ebbene, le dico che il comma 32
  bis  che  viene riproposto con il subemendamento 12.276  è  già  un
  comma,  il  comma 3 dell'articolo 12, che lei aveva già stralciato,
  per cui, secondo me, è impossibile riproporlo. E' impacchettato  in
  maniera diversa ma quello è, lei lo aveva già proposto, l'aveva già
  stralciato.
   Il  comma  32  ter  del  subemendamento 12.276  altro  non  è  che
  l'articolo  19  che  è  stato bocciato in  Commissione   Bilancio'.
  Quindi,  anche questo credo che, ai sensi del Regolamento  interno,
  sia improponibile.
   E continuo, il 55 quinquies del subemendamento 12.280, altro non è
  che  l'articolo  18  che è stato bocciato in  Commissione,  quindi,
  anche questo è improponibile

   PRESIDENTE.  Il fatto che siano stati bocciati in Commissione  non
  significa  che non possano essere proposti, attenzione. Su  quelli,
  eventualmente, stralciati ora verificheremo se sono gli stessi o se
  sono  stati  riscritti, ora vediamo di che  si  tratta,  ma  quelli
  bocciati possono essere riproposti.

   CANCELLERI.  Poi, avevo un'ulteriore domanda per lei,  sempre  sul
  subemendamento 12.280 - qua si legge sei, in realtà credo  dovrebbe
  essere il 55 septies - non so come lo immagina il Governo che  l'ha
  proposto,  ma  a  me sembra una norma specifica non generale,  cioè
  diamo dei soldi ai comuni di Lampedusa e di Linosa per  particolari
  difficoltà'.  Particolari difficoltà che stanno vivendo  tantissimi
  altri comuni in Sicilia.
   Non  mi  sembra  ben articolato e ben sostenuto da  una  relazione
  tecnica che ci faccia capire qual è la diversità specifica rispetto
  ad altri comuni.
   Ed infine - e questa è una domanda che però faccio al Governo - il
  55  sexties toglie 350 mila euro ad un contratto con le aziende  di
  trasporto  pubblico locale extraurbano, ma a fronte di un contratto
  già  stipulato  come si fa a togliere delle risorse? Volevo  capire
  come era possibile, semplicemente questo.

   PRESIDENTE. Per quanto riguarda eventuali norme stralciate farò la
  verifica.
   Per  quanto  riguarda  i  rilievi su  indicazioni  specifiche  sui
  comuni, debbo dire che si fa riferimento a Isole minori, che  hanno
  una  loro  specificità.  Probabilmente,  l'aggiunta  di  Linosa   e
  Lampedusa  è  relativa alla questione dei rifiuti. E questa  è  una
  possibilità  che viene data per garantire proprio questo  servizio,
  perché  le  Isole  minori  si  devono  fare  carico,  per  la  loro
  specificità, anche del relativo costo. C'è da dire che, per  quanto
  riguarda le Isole minori, addirittura le Isole Eolie hanno una nave
  dedicata, a differenza delle altre isole che possono utilizzare  le
  navi  di  linea.  Credo  che sia questo, quindi,  non  è  un  voler
  individuare.  Questo  è quello che mi ha chiarito  il  Governo.  Ho
  proprio  posto  questa  questione al Governo  e  lo  stesso  mi  ha
  chiarito  che non si tratta di un'individuazione discrezionale,  ma
  sono  quelli e non possono essere altri comuni, proprio per  questa
  specificità relativa al trasporto dei rifiuti. Però, ha fatto  bene
  a porre la questione.
   Sull' altra questione ora verifico con gli Uffici.

   CANCELLERI. Però, Presidente, bisognerebbe, allora, articolare  un
  po' meglio l'articolo e inserire  per il trasporto dei rifiuti .

   PRESIDENTE. E magari questo si può inserire, se il Governo ritiene
  di inserirlo.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha facoltà.

   DI MAURO. Signor Presidente, prendo atto che il Governo, sull'onda
  anche  dell'andazzo  dei  lavori,  ha  presentato  emendamenti,  mi
  permetto  di  dire,  ragionevoli e, in  alcuni  casi,  credo  anche
  importanti. Però, mi corre l'obbligo di segnalare, soprattutto alla
  sua persona, Presidente, alcune cose.
   Quando  noi trattiamo l'emendamento 12.280, ci sono certamente  il
  comma  55,  il comma 55 bis ed il comma 6 - vale a dire quello  sui
  comuni  di  Lampedusa  e  Linosa - che vanno  ad  intaccare  quanto
  abbiamo  già deciso con l'articolo 10, comma 3, allorquando abbiamo
  stabilito la somma di 341.600.000,00 euro, che sono le risorse  che
  vanno  a trasferirsi ai comuni. Quindi, questi tre commi sono commi
  che, in altri tempi, avremmo indicato con  di cui .
   Io glielo dico, signor Presidente, perché non vorrei che, oggi, si
  stabilisse un precedente che, poi, nel prosieguo ci vedrebbe  nelle
  condizioni di esaminare un disegno di legge, esaminare un articolo,
  stabilire  un importo e, nella successiva trattazione di  articoli,
  si  andrebbe  ad  intaccare quell'importo  che  è  stato  stabilito
  all'articolo  10,  comma 3 perché le somme vanno  ad  incidere  sui
  trasferimenti  dei comuni, l'articolo 55 bis ed  il  6,  mentre  la
  somma  relativa  a  quelle che sono di Lipari,  vanno  ad  incidere
  sull'articolo 10, comma 4.
   Relativamente, invece, alla questione relativa alla MT Catania,  è
  inutile  soffermarmi. Ogni parola è superflua da parte mia,  signor
  Presidente  Stessa cosa per l'emendamento 12.271.

   PRESIDENTE. Cosa riguarda l'emendamento 12.271?

   DI  MAURO.  Riguarda  le  risorse assegnate  ad  un  articolo  che
  prevedeva  la  somma di 544 mila euro che è una  somma  indirizzata
  verso la gestione dei prodotti agricoli, ma vale sempre il discorso
  che abbiamo fatto.
   L'emendamento  12.273,  riguarda  somme  stralciate  che  sono  le
  risorse  destinate agli organismi che si occupano dei  corsi  degli
  assistenti sociali.
   L'emendamento  12.274, in parte contiene un  articolo  che  è  già
  stato messo da parte e c'è l'aggiunta di altri 200 mila euro.
   L'emendamento 12.275, riguarda i Consorzi di bonifica - ed  è  una
  somma importante -, Ma riguarda un articolo stralciato.
   L'emendamento  12.276, riguarda articoli che  lei  aveva  ammesso,
  come sa.
   Quindi,  signor  Presidente,  voglio  essere  molto  franco.   Noi
  costruiamo  un  precedente. O sospendiamo l'Aula per  10  minuti  e
  presentiamo  un  disegno  di  legge  con  queste  cose  e  riuniamo
  d'urgenza  le  Commissioni  ed  approviamo  queste  cose.  E'   una
  soluzione

   MILAZZO GIUSEPPE. Ci sono pure norme bocciate

   DI MAURO. Scusi un attimo. Perché, altrimenti, andiamo a creare un
  brutto  precedente,  per norme che, in linea  di  massima,  possono
  essere  condivisibili. Penso che si possa trovare  anche  l'ausilio
  dell'opposizione per un esame sereno che ci porti  una  valutazione
  positiva. Ma farlo così, inserendo norme stralciate, norme  per  le
  quali  già  questo  Parlamento  si è pronunciato  destinando  somme
  specifiche, mi riferisco all'articolo 10, commi 4 e 3, individuando
  risorse che hanno già una destinazione, mi permetto di dire che, da
  parte sua, non è corretto.

   PRESIDENTE. Grazie per i rilievi effettuati. Verificheremo.

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non  posso
  essere  tenero.  L'altro  ieri  è uscito  un  articolo:   Ardizzone
  espelle  tutta  la Tabella H e tutte le porcherie che  erano  state
  messe  in quel documento . Lei ha fatto il suo lavoro e ora  glielo
  rinfila  di  nuovo   Lei  ha  stralciato  il  capitolo  476521  che
  riguardava la MT di Catania. Lei aveva stralciato i commi 1, 2 e  3
  dell'articolo 12. Perché sono rientrati? E non mi può dire che è un
  altro capitolo perché l'intestatario - me ne ricordo uno - è sempre
  quello;  consorzio  agrario,  o con un  articolo  o  con  un  altro
  articolo, lei lo aveva stralciato  Perché lo rimette
   Lo  sapete perché? Perché è una manovra che farà scandalo;  Perché
  per ora noi siamo stanchi e sicuramente usciranno tutte quelle cose
  che lei ha stralciato e, in mezz'ora, le ha fatte rimettere perché,
  altrimenti, queste cose non venivano più riprese
   L'Iva.  Si  ricorda che abbiamo bocciato quell'articolo  sull'Iva?
  Ora,  con  un  altro nuovo articolo lo rimette? E' sempre  Iva  del
  Dipartimento infrastrutture

   MILAZZO GIUSEPPE. Presidente Ardizzone, lei pagherà il conto

   GRECO   GIOVANNI.   Stiamo  scherzando,  Presidente?  Lei  si   fa
  un'immagine meravigliosa ed ora per fare approvare, che io dico che
  questa manovra si doveva approvare, entra tutto ed il contrario  di
  tutto .

   MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Solo per cinque minuti.

   MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non ce lo
  ricordi  più,  aspettavo il Presidente della Regione e  l'assessore
  Baccei. Sa perché, Presidente?
   Intanto, Presidente, io le chiedo la cortesia di giocare  ad  armi
  pari. Ad armi pari non stiamo giocando, signor Presidente. Ci  sono
  state  dodici sospensioni tutte per riunirvi ed organizzarvi  -  mi
  dispiace Presidente - contro di noi.
   Quando si ricomincia si dice ad un deputato

   GRECO GIOVANNI. Ed ora dobbiamo vedere il Presidente della Regione
  che ci ride in faccia

   PRESIDENTE.  No,  onorevole  Greco. Sospendo  la  seduta  per  due
  minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.56, è ripresa alle ore 17.58)

   La seduta è ripresa.

   MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, io non avevo parlato, dica al
  quarto uomo di darmi i minuti.
   Signor  Presidente,  dopo dodici sospensioni -  c'è  l'assalto  al
  Presidente della Regione - per organizzarvi contro le minoranze,  è
  ovvio  che  il  conto  lo stiamo pagando noi  perché  lei  ad  ogni
  deputato dice che può parlare cinque minuti, a fronte di sei giorni
  di rinvio.
   Va bene, le regole sono queste.
   Presidente  Crocetta  - assessore Baccei la prego  di  seguirmi  -
  prendiamo  atto che qui ci sono due governi perché ieri l'assessore
  Baccei - e confermato dal Presidente dell'Assemblea - ha detto  che
  il Governo si impegna, non sarà presentato alcun emendamento.
   Presidente  Crocetta,  non avete più nemmeno  faccia,  non  potete
  avere  il  coraggio  di  guardarci in  faccia,  non  siete  nemmeno
  credibili  in questo, le manderò la registrazione di un  componente
  del  suo  Governo, lo stesso Governo che ha dato  via  libera  alla
  manovra in Commissione  Bilancio' e che lei ha sconfessato  ed  ora
  ripropone.
   Le  norme  sconfessate le sta riproponendo per  mano  sua.  Ed  il
  Presidente dell'Assemblea è distratto, alcune sono state  bocciate,
  alcune sono state stralciate, altre non dovrebbero essere ammesse e
  siamo qua.
   Ma  come,  l'appello che abbiamo fatto, invito tutti al  senso  di
  responsabilità
   Dovevate  ripulire l'articolo 12, ripulirlo non aggiungere,  forse
  ci siamo spiegati male, ripulirlo non aggiungere ed avete aggiunto
   Dovevate  togliere  le  cose  che  andavano  tolte,  garantire   i
  talassemici, gli stipendi e procedere al voto.
   Questo è buon senso, non ci sto girando o parlando, dicendo o  non
  dicendo.
   Dovevate  ripulire  l'articolo 12 per  consegnare  la  manovra  ai
  siciliani e vi impantanate qua.
   E  la proposta dell'onorevole Cordaro? Fate un'unica proposta,  ha
  detto. Ci avete sommerso di emendamenti.
   Ci  sono  quattro, cinque riscritture e fiumi di denaro, fiumi  di
  denaro; avete aumentato i trasferimenti nei capitoli. E' agli atti,
  presidente  Vinciullo,  non  faccia  il  sorpreso,  ora  appena  ci
  arriveremo si vedrà.
   Siccome qua regna la dittatura ed il presidente Ardizzone  ci  sta
  facendo parlare soltanto cinque minuti su una finanziaria -  perché
  l'articolo 12 è diventata una finanziaria. C'è dagli Appennini alle
  Ande:  tutti gli enti strumentarli, tutti  i lavoratori. Come si fa
  a parlare solo cinque minuti su tutte le cose che ci sono infilate?
   Siete  voi  che  non dovete entrare nel merito delle  cose  perché
  andando  avanti, Presidente Crocetta, non potendomi confrontare  in
  modo  corretto, proporzionato,  - perché voi scendete con  i  carri
  armati  -,  io  cosa  farò là, mi dispiace,  voti  segreti  e  voti
  contrari, e voi  - anche sugli stipendi - quando io voterò  contro,
  non  potrete dire che sono irresponsabile perché se ci  tenevate  a
  garantire i lavoratori voi dovevate fare un passo indietro

   CROCETTA,  presidente della Regione. Abbiamo la  colpa  di  volere
  aiutare i lavoratori.

   MILAZZO GIUSEPPE. Se io potessi determinare la mancanza del numero
  legale me ne andrei  E lei la faccia ce la dovrebbe mettere  che  è
  da  venerdì siete qua a prenderci in giro, che ci tenete ai Comuni
  Lei non ci tiene ai Comuni. Lei è la distruzione dei Comuni  Li  ha
  portati  alla miseria. Li avete fatti dissestare ed ora cercate  di
  aiutarli, come le province.
   Il  mancato  trasferimento  c'è perché  avete  raccontato  che  le
  province  non ci sono più, e invece, ci sono e li portate ogni  due
  mesi una legge sulle province.
   Spero  che  la  stampa ascolti la verità e non  faccia  di  questo
  Parlamento  una sola cosa. C'è una distinzione. C'è  gente  che  ci
  mette  l'anima.  Io  non  mi  sono prestato  a   infilare'  niente,
  Presidente Crocetta, vi sfido uno ad uno. Non ho  infilato' niente,
  non  ho bisogno dei vostri favori perché al di là dei favori miseri
  verrete  travolti. State costruendo uno steccato e un'onda  anomala
  che  vi  travolgerà.   Mi càlano a tiesta ,  ma  vi  travolgeranno.
  Gliel' ho detto in siciliano, in Trentino non ci capiscono, ma  qua
  ci capiscono.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori Assessori.
  Presidente  le  volevo  chiedere, a parte questi  emendamenti  che,
  diciamo, di riscrittura che hanno aumentato di parecchio i capitali
  che  già  erano stati incrementati nel vecchio articolo 12,  ma  le
  volevo  chiedere  c'è  un  emendamento  aggiuntivo  che  è  questo:
   All'articolo  12  è  aggiunto il seguente  comma:  per  finanziare
  l'articolo  9  ..etc,  etc.,  c'è il capitolo  273707    che  viene
  incrementato di 8 milioni e 400 mila. Noi ieri abbiamo bocciato  un
  emendamento  quasi  dello stesso importo che era  8.399.000,00  che
  invece riguardava il capito 273708. Cioè, praticamente è una  sorta
  di  presa  in giro a questa Aula da parte del Governo che tenta  di
  mascherare  un  articolo  bocciato  che  era  quello  sull'IVA  dei
  trasporti  e  che  tenta di inserirlo nuovamente attraverso  questo
  articolo, facendo una variazione subito dopo. Quindi capisco che il
  Governo  le  tenta tutte, però prenderci in giro così  è  veramente
  ridicolo.
   Le  volevo chiedere, c'è un altro emendamento che è stato aggiunto
  e  che è il 32bis che riguarda il Consorzio agrario di Palermo  con
  200 migliaia di euro. E' lo stesso emendamento che abbiamo bocciato
  ieri.   Quindi,  credo  che  questi  due  importi  debbano   essere
  stralciati.

   PRESIDENTE.  Gli Uffici mi evidenziano che era, eventualmente, non
  un  capitolo  bocciato, non mi sto riferendo alla  questione  delle
  Ferrovie, no, l'ultimo sul Consorzio agrario  .

   GRECO GIOVANNI. L'Ha stralciato lei  L'ha stralciato lei

   PRESIDENTE.  Sì  stralciato, ma adesso c'è un emendamento  che  fa
  riferimento a un capitolo diverso, con un importo diverso.

   GRECO GIOVANNI. Ma è stato stralciato.

   PRESIDENTE. Va bene. Il Governo ha modificato.
   Per   quanto  riguarda  la  questione  più  volte  sollevata   sia
  dall'onorevole  Cancelleri che dall'onorevole Rinaldi,  già  questa
  Presidenza  si è posta il problema della questione della bocciatura
  dell'emendamento  che riguardava l'IVA, non c'è alcun  richiamo  al
  pagamento dell'IVA.
   E' un altro capitolo, un altro importo - almeno ritengo che sia un
  altro capitolo.
   Il Governo si è posto in questo momento l'esigenza di garantire un
  servizio,  questo mi sembra che prevalga su ogni altra discussione,
  anche procedurale, vista l'importanza e la valenza dell'argomento.
   Presidente   Crocetta,  lei  era  assente,  nel   suo   intervento
  l'onorevole  Cancelleri  ha  evidenziato  l'esigenza  di   inserire
  nell'emendamento  che  riguarda  l'individuazione  di  Lampedusa  e
  Linosa  per trasporto di rifiuti.Mi sembra corretto inserire questa
  dicitura  così  come per le Isole Eolie altrimenti  sembrerebbe  un
  intervento  discrezionale ad uno dei tanti comuni. C'è  invece  una
  specifica destinazione.
   Credo  che  il  Governo  si  dovrebbe fare  promotore  di  un  sub
  emendamento per chiarimento su questa cosa.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Lombardo.  Ne  ha
  facoltà.

   LOMBARDO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  non  voglio  e
  cercherò di non esasperare questo intervento anche perché credo non
  sia  il  caso di esasperare e aggravare ulteriormente la condizione
  nella  quale  questo  Parlamento  è  chiamato  ad  esprimersi  e  a
  legiferare.
   Faccio  però  alcune  riflessioni, signor  Presidente,  che  penso
  riguardino  soprattutto la sua Presidenza  e  la  Presidenza  della
  Regione.
   Questo  assestamento,  da norma tecnica che doveva  contribuire  a
  definire   alcune  regolamentazioni  contabili,   penso   si   stia
  tramutando in una delle pagine tristi di questa legislatura  che  -
  ahimè  - sono state tante. Ogni volta che se ne presenta una  nuova
  infatti  ci  diciamo  tra  noi  che potrebbe  essere  l'ultima  ma,
  puntualmente,  si presenta l'occasione per smentire la  riflessione
  appena fatta.
   Questo  ragionamento, signor Presidente, glielo pongo anche perché
  il  problema  è  tutto  di matrice politica all'interno  di  questo
  assestamento.  Lo hanno detto anche alcuni colleghi  che  mi  hanno
  preceduto.
   C'è un problema palese all'interno della maggioranza.
   Prima anche il Presidente della Regione ha cercato di affermare un
  principio secondo cui non vi sarebbe stata nessuna forma di ricatto
  e  che non si sarebbe prestato a nessun tipo di operazione per fare
  approvare questa manovra tecnica.
   L'opposizione si è espressa con diversi deputati - anche  del  mio
  Gruppo,  Presidente  - a cercare di mantenere la  denominazione  di
  manovra  tecnica, cercando di tagliare delle contribuzioni ritenute
  anomale,   -  non  da me -, ma da lei, Presidente Ardizzone  e  dal
  Presidente della Regione, salvo poi rifiutare questo nostro  invito
  che è un continuum all'interno di quest'Assemblea.
   Più  volte vari settori dell'opposizione, fin dalla data della sua
  elezione,  le  hanno lanciato un salvagente affermando  che  questa
  legislatura  è  nata  morta  e sarebbe  proseguita  su  binari  che
  avrebbero  condotto  a gravi danni, per questa legislatura,  e  per
  questa azione politica.
   Puntualmente  non si è voluta cogliere questa occasione  ma  si  è
  voluto proseguire su una trattativa politica più o meno trasparente
  all'interno degli atti legislativi di questo Parlamento.
   E',  come  dire, un vizio sempre perpetrato all'interno di  questa
  legislatura.
   Il  problema,  cari  colleghi, è un problema che  riveste  un  po'
  questo  mix  tra  moralismo e opportunismo  che  ha  caratterizzato
  questa legislatura e che caratterizza anche questo assestamento.
   Perché?  Da cosa è stato preceduto questo assestamento?  E'  stato
  preceduto  da  due  articoli di giornale  pubblicati  domenica  sul
  Giornale  di  Sicilia  dove il Presidente Ardizzone  ha  affermato,
  testualmente, che questa manovra di assestamento si era trasformata
  in altro e che andava cassata in diverse sue parti, e quindi infine
  il  Presidente  Ardizzone  ha affermato  che  il  Governo  si  deve
  presentare  in  Aula  con  una proposta di assestamento  che  abbia
  carattere tecnico e dia certezza ai Comuni.
   Tutte  le  altre  questioni, seppur nobili,  -  e  molte  di  esse
  certamente sono nobili -, saranno invece affrontate in finanziaria,
  e diffido il Governo a presentarla subito ponendo un grave problema
  di  carattere  economico-finanziario  per  la  Regione,  perché  ha
  affermato,  giustamente,  il Presidente Ardizzone  che  non  si  ha
  notizia  della legge di stabilità, e ha posto un problema su  quali
  ripercussioni  ha  avuto  l'accordo che è stato  subìto  da  questo
  Parlamento  qualche  mese  addietro e che  forse  non  ha  erogato,
  generato quelle utilità di cui tanto la maggioranza si è vantata.
   Quindi, ha posto un problema politico importante e subito dopo  ha
  posto  un  problema tecnico rilevante, entrambi svaniti all'interno
  di questa discussione.
   Ma  poi  io faccio fede alle parole del Presidente della  Regione,
  perché  credo nella sua buona fede e nella sua voglia di migliorare
  questa  Regione quando ha detto chiaramente, in un'altra intervista
  sempre  al  Giornale di Sicilia, di lunedì, che questo assestamento
  era  un  insieme  di  contributi a pioggia  e  che  non  si  poteva
  difendere  una legge simile, affermando che i deputati, i deputati,
  cioè  noi,  voi, hanno trasformato la legge tecnica di assestamento
  di bilancio in una finanziaria.
   Ora veda, Presidente Ardizzone, a noi tutte queste considerazioni,
  siccome  ormai si gioca tra stampa e Aula, e vedo degli emendamenti
  firmati purtroppo dal Presidente della Regione, vedo norme che  lei
  ha  stralciato, vedo principi di finanziaria che giustamente lei ha
  detto  andranno  inseriti in finanziaria, e mi vedo,  dopo  quattro
  giorni  di  discussione,  inseriti in maxi  emendamenti  norme  che
  stanziano   norme   per   il  turismo,  per   i   prodotti   tipici
  dell'agricoltura,  stanziamenti di qualunque  tipo  all'interno  di
  queste norme, io penso davvero che si sia superato ogni limite.
   Io  mi  affido  davvero a lei senza voler fare  polemiche,  perché
  ripeto,  saranno tematiche da discutere, spero a breve, all'interno
  di  una  legge di stabilità, ma ridurre il Parlamento a fare  norme
  tecniche  quando  conviene,  e norme  invece  di  distribuzione  di
  contributi  o di altra natura quando non conviene, a me sembra  una
  questione che abbia superato ogni decenza.

   PRESIDENTE. Onorevole Lombardo, la ringrazio per avere  richiamato
  i  miei  interventi  nel  corso di questi giorni.  Certamente   non
  avendo,   -  devo  rilevare  -,  riferimenti  specifici  a   debiti
  specifici da fare su singole norme, ha fatto riferimento  a  quelle
  due  norme  proprio che sono state tenute in piedi, proprio  perché
  sono generiche ed astratte.
     Il  movimento  turistico, così com'è  stato  definito,  c'era  e
  continua ad esserci perché non ci sono specifiche individuazioni, e
  la questione dei prodotti.
   Quindi,  c'era  e  c'è.  Questa  è  proprio  l'evidenza  che   gli
  interventi,  che  ci  stanno tutti, però non  avendo  un  riscontro
  provato,  alla  fine  naufragano come questioni  solo  di  polemica
  politica che obiettivamente non interessano ai siciliani.
   Però,  devo  dare  atto a quest'Aula, tutta, indistintamente,  che
  finalmente abbiamo messo i soldi, attraverso un mutuo, per i Comuni
  e questo mi sembra sia il dato più importante. Però, il merito è di
  tutta l'Aula.
   Ribadisco  l'esigenza che il Governo presenti  al  più  presto  la
  legge  di  stabilità, però stia tranquillo che interventi specifici
  non ce ne sono, tant'è che lei non li ha potuti richiamare, guardi.
  Non li ha potuti richiamare.
   Il  suo Capogruppo ha fatto un intervento, dal mio punto di  vista
  apprezzabile,  perché  ha  premesso,  - pur  condivisibili  -,  pur
  condivisibili  gli  emendamenti  inseriti  dal  Governo,   però  ci
  sarebbe . Guardiamo il bicchiere mezzo pieno perché stiamo  facendo
  gli interessi veramente dei siciliani. Così è onorevole Di Mauro.

   E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor  Presidente,  su  queste  ultime  considerazioni
  legate  a  questo appello, al senso di responsabilità  che  lei  ha
  fatto  e  che effettivamente è stato accolto dall'Aula, perché  c'è
  stato un momento in cui i parlamentari tutti di fronte ai temi  dei
  comuni,   delle  ex  province,  della  disabilità,  ma  soprattutto
  rispetto  all'idea  che  rischiavamo di  non  dare  le  risorse  ai
  comuni,   ha   persino   valutato  l'idea  di   questo   mutuo.   E
  trasversalmente  questa cosa è passata per  l'intera  Aula,  ma  il
  problema  è,  Presidente Ardizzone, questi  soldi  che  servono,  e
  rispetto ai quali noi stiamo lanciando l'ipotesi del mutuo,  stanno
  andando  veramente  ai  comuni o sono distribuiti  nei  vari  commi
  dell'articolo 12, creando una serie di prebende?
   All'articolo  12, ad esempio, si fa riferimento, per  il  capitolo
  273707,  a 8 milioni 400 mila euro; all'articolo 12, comma  13,  ad
  esempio, si passa da 544 migliaia a 644 migliaia, e così ancora, al
  comma 23 dell'articolo 12 si aggiungono altri 2200 migliaia di euro
  per  l'anno  2016;  così  ancora al comma 28  dell'articolo  12  si
  aggiungono  altre 200 migliaia di euro; e così ancora al  comma  31
  dell'articolo 12 si aggiungono altre 100 migliaia di euro;  e  così
  ancora  al  comma  32  dell'articolo 12  si  aggiungono  altri  350
  migliaia di euro.
   E  allora il problema è che con senso di responsabilità quest'Aula
  è  stata  chiamata  ad  andare incontro ai  comuni,  con  senso  di
  responsabilità quest'Aula sì era disposta persino a fare il  mutuo,
  ma  per salvare i comuni, non per distribuire queste somme a destra
  e  a manca, mentre in questi quattro anni sono venuti ad implorarvi
  lavoratori   per  evitare  di  essere  licenziati    Ricordate   la
  finanziaria   del   COINRES,   la   finanziaria   degli   sportelli
  multifunzionali, la finanziaria della formazione professionale,  la
  finanziaria dei PIP, la finanziaria di Sviluppo Italia, tutti  quei
  provvedimenti con i quali dovevamo andare incontro alle esigenze di
  gente che stava per essere licenziata? Ora a queste persone diciamo
  che  stiamo facendo il mutuo e con queste migliaia di euro  stiamo,
  alla fine, sperperando somme?
   Presidente dell'Assemblea, noi avevamo accettato, all'inizio le ho
  persino   fatto  i  complimenti,  rispetto  al  fatto   che   aveva
  addirittura conquistato la platea.
   Oggi,  però,  c'è  una  fotografia da fare, col  Presidente  della
  Regione  si  è  arrivati a un accordo, un accordo che evidentemente
  coinvolge buona parte di questa maggioranza che oggi è in Aula, che
  lascia  scontenta l'altra parte che non viene, perché evidentemente
  gli  accordi sono fatti tra pochi, tra troppo pochi,  e per  questa
  ragione, noi pensiamo, signor Presidente, che bisogna ritornare  al
  nocciolo  dei  provvedimenti, garantire  gli  stipendi,  creare  le
  condizioni per lo sviluppo.
   Oddio  se avessi visto in questo assestamento di bilancio un  euro
  stanziato  per  opportunità  vere  in  settori  strategici  per  lo
  sviluppo  della Sicilia, a passare non dalle mance per il movimento
  turistico,  a provvedimenti seri per creare turismo in  Sicilia,  a
  partire   da   questo  2017  che  è  l'anno  europeo  del   turismo
  sostenibile,  e  che  voi invece pensate di affrontare  ancora  una
  volta,    per    l'ennesima   volta,   in   chiave    assolutamente
  assistenzialistica.  La verità è che invece  queste  somme  servono
  soltanto  per andare ad ingrassare le tasche di alcuni riferimenti,
  che  evidentemente  vengono, in questa maniera, accontentati  senza
  passare da una fotografia vera dei bisogni della gente.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Formica.  Ne  ha
  facoltà.

   FORMICA.  Onorevole  Presidente, non so da dove  devo  cominciare.
  Dall'ennesima dimostrazione di una maggioranza che non c'è  e  che,
  finora,  ha provocato immensi danni a questa Terra, o dal conflitto
  istituzionale che si appalesa, sempre di più, tra il Parlamento,  o
  almeno i suoi rappresentanti ed il suo rappresentante massimo, cioè
  lei,  ed  il  Governo, oppure dalla banale ed   amara constatazione
  che noi abbiamo perso una settimana di duro lavoro, giorno e notte,
  in questo Parlamento, dando credito, purtroppo, a chi sostiene, per
  le  scelte che sono state operate, che questo Parlamento è inutile.
  E perché questo Parlamento rischia di essere inutile o, al massimo,
  un passacarte senza possibilità di intervento?
   Perché  veda,  signor Presidente, è come se, con le decisioni  che
  sono  state prese dalla Presidenza su questo disegno legge ci fosse
  stato  un  arbitro  che ha consentito il goal  del  Governo  e  nel
  momento in cui il Parlamento stava pareggiando ha preso la palla ed
  è scappato via.
   Ora  mi  spiego  meglio.  Mi riferisco al fatto  che  tante  delle
  fibrillazioni  che sono successe in quest'Aula, in  questi  giorni,
  sono dovute a scelte, perché se si partiva dalla constatazione  che
  era  un  assestamento  di  bilancio, e che solo  l'assestamento  di
  bilancio  bisognava fare, io credo che molto prima del 30  novembre
  questa norma sarebbe stata approvata.
   Nel  momento  in  cui è diventato un disegno di legge  ibrido,  ed
  ibrido  con  una  mano  lunga e l'altra  corta,   -  perché  voglio
  ricordare  ai tanti detrattori che, anche sulla stampa, parlano  di
  mancette, di interventi dei parlamentari -, voglio ricordare che in
  un  sistema democratico le leggi le fanno i parlamentari, perché se
  così  non fosse lasciamo la possibilità di fare le leggi al Governo
  che fa ordinanze, emette ordinanze e queste ordinanze si applicano.
   Ancora  così non é. E se ancora così non è, quello che è  accaduto
  in  questi  quattro giorni è un fatto molto grave. Ed  io  non  oso
  pensare,  se siamo sullo stesso crinale, cosa accadrà per  l'ultima
  finanziaria  che  ci appresteremo, prima o poi  ad  approvare,  non
  oso,  appunto, pensare cosa accadrà, pensando e riflettendo che  si
  tratta dell'ultima finanziaria di questa disastrosa legislatura  e,
  quindi, lascio immaginare a tutti cosa ci sarà.
   E, quindi, ci vuole un atteggiamento da parte della Presidenza che
  non sia un atteggiamento ondivago, che non sia un atteggiamento  di
   questo  sì  o  quello no , ma  questo è possibile  ed  è  giusto ,
   questo non è possibile e non si fa , perché altrimenti saremmo  in
  una situazione drammatica.
   Ora,  sulle altre discussioni finali, che riassumono un po' quello
  che  abbiamo  detto in tutti questi giorni, non vi era  dubbio  che
  questo  assestamento e variazioni, potevamo chiuderlo già duegiorni
  fa.
   Si chiudeva con gli articoli approvati e l'avremmo chiusa lì.
   Nel  momento in cui si è trascinata l'agonia, sapendo  tutti  che,
  nonostante  un Governo e, soprattutto, una maggioranza  disastrosa,
  noi   dobbiamo,  per  senso  di  responsabilità,  approvare  questa
  manovra. Lo dobbiamo ai comuni, lo dobbiamo ai precari, lo dobbiamo
  a  tutti  coloro  che  aspettano lo stipendio, le  province,  tutti
  coloro  che aspettano i provvedimenti assolutamente indispensabili.
  E'  inutile che ci prendiamo in giro perché il Parlamento  è  fatto
  anche di responsabilità.
   La  discussione  a questo punto,  - è vero, è vero  il  Presidente
  alla  fine  è stato costretto, il Presidente dell'ARS a  reinserire
  norme che erano state stralciate -.
   Qualche  norma,  qualche altra che era stata bocciata  e  che  poi
  facendo  prevalere il senso di responsabilità che emerso anche  dal
  dibattito, ha inserito nuovamente dentro.
   Però, alla fine se si tratta solo dell'IVA per le Ferrovie, io non
  mi  scandalizzo più di tanto o se si tratta di fare pagare  qualche
  stipendio.  Lo  scandalo  è  stato  all'inizio,  quando   è   stato
  cancellato il Parlamento. Quello è stato il vero scandalo  Dopo  di
  che,   chiudiamola.  E'  inutile  che  ci  trasciniamo  in   questo
  stillicidio  di proteste, che ci piangiamo addosso, è perfettamente
  inutile  perché tutti sappiamo che dobbiamo esitare quel  senso  di
  responsabilità in questa manovra.
   Quindi  finiamola, lo sappiamo che non c'è la maggioranza.  E'  da
  quattro anni e mezzo che non c'è la maggioranza. La maggioranza è a
  provvedimenti  alterni. Se mi dai questa  cosa  sono  in  Aula,  se
  questa  cosa  non  c'è, non vengo in Aula. Lo  hanno  capito  tutti
  oramai.  Non è un fatto di oggi e finisco, Presidente. Non  c'è  la
  maggioranza. E' una maggioranza  raccogliticcia' che si  è  formata
  dopo  l'elezione e che risponde ad interessi di parte e quando  gli
  interessi  vengono meno c'è il deputato che ha il mal di pancia,  ,
  c'è  l'altro ancora che ha il raffreddore. Questo è il problema  ma
  ancora  dobbiamo  continuare a parlare di ciò che sappiamo.  E'  la
  verità.
   Allora  chiudiamola  qua,  approviamo questi  emendamenti  che  ha
  presentato  il  Governo  che non mi pare contenga  cose  dell'altro
  mondo perché alla fine contiene cose che erano state presentate già
  in  Commissione   Bilancio  e che qualcuna inopinatamente  è  stata
  bocciata,  qualche altra stralciata magari senza che  ci  fosse  un
  reale  motivo  di  farlo,   non allunghiamo  l'agonia  all'infinito
  inutilmente perché lo sappiamo che dobbiamo approvarlo.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Con molta simpatia  onorevole
  Lombardo, che lei voglia attribuire a questa legislatura il  metodo
  dell'incontro e della trattativa, mi sembra un po' eccessivo.
   Se  noi  consideriamo  che  nelle altre  legislature,  ma  persino
  all'inizio di questa legislatura, noi non discutevamo di dare soldi
  ai  consorzi  di  bonifica,  ai comuni etc.,  discutevamo  a  quali
  associazioni  dovevamo dare i contributi. L'onorevole  Figuccia  ha
  fatto  un elenco. Intervento quello, intervento quell'altro,  spesa
  clientelare  finalizzata a qualcuno:  ma i soldi  al  consorzio  di
  bonifica  sono una spesa clientelare a qualcuno oppure il consorzio
  di  bonifica  è  un  ente  strumentale  della  Regione  che  svolge
  un'attività che è necessaria all'agricoltura siciliana.
   Qui  non  ci  stiamo capendo. L'elenco  state dando  questo'.  No.
  Conserviamoli tutti i soldi, non li diamo ai consorzi, non li diamo
  ai  comuni,  non  li diamo ai lavoratori per pagare  gli  stipendi,
  invece di fare funzionare i servizi, noi li blocchiamo.
   Gli emendamenti che sono stati fatti, sono tutti per i servizi. Se
  poi alla fine per esempio dire  volete pagare l'iva'?. Mi che reato
  che  stiamo  facendo.  Stiamo pagando  l'IVA  allo  Stato.  Non  mi
  riferisco a lei, onorevole Milazzo, nessuna polemica personale  con
  nessuno. Che reato che stiamo facendo. Stiamo facendo un reato, una
  cosa  illecita,  pagare  l'IVA allo Stato.  No?  Che  poi  i  soldi
  dell'IVA  praticamente sono una partita di giro  che  rientra  alla
  Regione  in  qualche  modo. Quindi di che stiamo  parlando?  Stiamo
  dicendo  che  è  una  sorta  di  regolazione  contabile  che  evita
  l'interruzione di un servizio che è essenziale, che è  il  servizio
  ferroviario siciliano.
   Se  poi  ai pendolari non li volete fare viaggiare perché  bisogna
  fare  l'opposizione per creare disservizi, allora quella  logica  è
  giusta.  Non ci nascondiamo dietro i tecnicismi, perché una  classe
  politica  non può essere un insieme di funzionari della Regione,  è
  una classe politica che si prende delle responsabilità.
   Sappiamo  che  noi il Servizio ferroviario lo dobbiamo  mantenere,
  sappiamo che il Servizio  date soldi a pioggia', certo al Comune di
  Lipari per pagare la spazzatura, il trasporto della spazzatura,  mi
  che reato che stiamo facendo  Lasciamogli la spazzatura nelle isole
  Eolie.
   Allora,  non mi pare che i Commissari dello Stato, in passato,  ci
  abbiamo   impugnato   per   illegittimità   costituzionale   quegli
  emendamenti, e non mi pare che il Presidente Ardizzone abbia voluto
  bloccare   la   spesa  quando  aveva  una  copertura,   ha   voluto
  semplicemente dire  potete trasformare gli emendamenti in una sorta
  di  Tabella  H', che finanzia direttamente Enti, Associazioni,  che
  debbono partecipare a bando.
   I Comuni non debbono partecipare a nessun bando per avere risorse.
  Il  Consorzio di bonifica, non solo non deve partecipare  a  nessun
  bando,  ma  non  può  partecipare. Il CORILAC, non  solo  non  deve
  partecipare  a nessun bando, ma non può partecipare. E,  quindi,  è
  normale  che  laddove non è prevista una procedura,  addirittura  è
  preclusa   tale  procedura,  si  provvede  con  finanziamento   con
  destinazione  diretta.  Questo stiamo  facendo.  Se  poi  tutto  lo
  scandalo sarebbe la promozione turistica che si incrementerebbe  di
  1 milione 450 mila euro, e chiudiamo sto turismo
   D'altra  parte  in  Commissione avete  bloccato  un'operazione  di
  valenza  mondiale  come  quella della promozione  delle  iniziative
  collezionate  dal  G7,  che  sarebbe una  grande  mostra  dei  Beni
  culturali  siciliani,  che  verrebbe  visualizzata  da   tutte   le
  televisioni  del mondo, che vale la partecipazione a  mille  fiere,
  che  è un ostacolo al Governo? Oppure pensate che farla, non farla,
  incide sulla questione elettorale o delle elezioni?
   Avete  privato la Sicilia di una possibilità di farsi una  vetrina
  mondiale.  O  riusciamo a darci un senso .. si  in  Commissione  ha
  votato anche la maggioranza. Perché io ho detto forse dichiarazioni
  diverse?  Non si è compreso il valore dell'iniziativa,  tutto  qua.
  Era un danno che facevamo? Laddove si dice che lo Stato promuove la
  cultura  e  le iniziative culturali, se poi dobbiamo pensare  male
  noi  non siamo un'isoletta, non siamo una Provincia d'Italia, siamo
  una  Regione  che ha un'autonomia speciale ed ha funzioni  proprie,
  perché, mentre le altre Regioni per queste iniziative attingono  ai
  fondi dello Stato perché sono funzioni dello Stato, qui i soldi  li
  dobbiamo mettere noi perché sono nostre funzioni delegate. Quindi

   MILAZZO GIUSEPPE. La presenti che la votiamo.

   CROCETTA,  Presidente  della Regione. No,  io  non  faccio  questi
  errori  di  grammatica.  E' chiaro che lo  dobbiamo  affrontare  in
  finanziaria  questo  discorso, però capite  bene  che  se  noi  poi
  vogliamo  fare le gare, vogliamo fare la trasparenza,  i  soldi  li
  dovevamo  impegnare adesso. E quindi, andiamo a creare sempre  quei
  pasticci che non vanno creati. Allora, io faccio un invito al senso
  di responsabilità di tutti.

   MILAZZO GIUSEPPE. Ritiri gli emendamenti.

   CROCETTA, Presidente della Regione. Allora sentite, anche lì sulla
  maggioranza  finiamola. Chiunque avesse vinto  dei  candidati  alla
  presidenza  della  Regione se vi fate bene i  calcoli  non  avrebbe
  avuto   la   maggioranza.   Non  avrebbe   avuto   la   maggioranza
  parlamentare  Quindi è inutile, finitela  Perché in un sistema  che
  è tripolare nessuno può avere, tecnicamente, la maggioranza. Quindi
  finitela con questo chiacchiericcio.
   Qui  c'è  un  Parlamento, e il Presidente della Regione  è  eletto
  separatamente,  con una modalità di scelta diversa  e,  ovviamente,
  mentre  lì è maggioritario sul Presidente della Regione,  è  invece
  proporzionale  sul  Parlamento, tra l'altro  con  attribuzione  sui
  collegi provinciali e non sulle liste.
   Quindi il senso di responsabilità che noi dobbiamo avere in questa
  legislatura   è  lo  stesso  di  quello  che  si  avrà   nell'altra
  legislatura, perché con questo sistema elettorale non ci  sarà  mai
  una maggioranza.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per chiarire.
  Il  mio  intervento non entrava nel merito della questione, ma  era
  soltanto per un problema del nostro Regolamento, nel senso che  una
  norma non può uscire dal portone e poi rientrare dalla finestra.
   Io  non  ero  entrato nel merito ma, se c'è una  norma  che  viene
  bocciata,  non  possiamo accettare che poi il  Governo  la  rimetta
  nuovamente  attraverso  la finestra. Il concetto  era  questo.  Non
  entravo nel merito, perché qua nessuno vuole togliere né l'IVA,  né
  altro, però è una questione di regole che vanno rispettate.  Se  il
  Governo pensa di essere furbo ha sbagliato strada.

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. E' già intervenuto.

   GRECO  GIOVANNI.  Signor  Presidente,  io  chiedo  di  togliere  i
  tesserini dei deputati che non sono in Aula.

   PRESIDENTE. Questo è corretto. Invito anche i deputati Questori  a
  collaborare. Raccomando, ma non ce n'è bisogno, nel momento in  cui
  si voterà che ognuno voti per sé.

   GRECO GIOVANNI. No deve fare togliere i tesserini.

   PRESIDENTE.  Ma togliere i tesserini non c'entra.  Entra  ed  esce
  anche lei, quindi non è un problema di togliere i tesserini.

   GRECO GIOVANNI. Ma gli imprevisti ci sono

   PRESIDENTE.  Ma  quali imprevisti? Onorevole  Greco  non  possiamo
  generalizzare.  Se lei ritiene che qualche parlamentare  faccia  il
   pianista

   GRECO  GIOVANNI.  I tesserini delle persone che non  sono  qua  si
  devono togliere.

   PRESIDENTE. Ma lei come fa a dire che le persone non sono qua.  Le
  persone entrano, escono. Non tutti stanno seduti come lei.
   Onorevoli colleghi, si passa all'emendamento soppressivo 12.37,  a
  firma dell'onorevole Milazzo Giuseppe ed altri.
   Onorevole Milazzo, lo mantiene o lo ritira?

   MILAZZO  GIUSEPPE.  Lo mantengo e chiedo che la votazione  avvenga
  per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 12.37

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 12.37.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            59
   Votanti             56
   Maggioranza         29
   Favorevoli          22
   Contrari            34
   Astenuti            0

                           (Non è approvato)

   Onorevole  Falcone, c'è un suo emendamento di riduzione  di  spesa
  che è inammissibile perché la spesa è quantificata dal Governo.
   Si   passa  all'emendamento  soppressivo  12.3  presentato   dagli
  onorevoli Di Mauro e altri.
   Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 12.3.

   GRECO  GIOVANNI.  Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 12.3

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'emendamento 12.3.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            44
   Votanti             37
   Maggioranza         19
   Favorevoli           5
   Contrari            31
   Astenuti             1

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento12.4, soppressivo del comma 6.
   Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 12.5.
   Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   GRECO  Giovanni.  Chiedo  che  la votazione  avvenga  per  appello
  nominale.

   PRESIDENTE. La richiesta non è appoggiata.
   Lo  pongo  in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
  resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 12.6.
   Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario

   GRECO  Giovanni.  Chiedo  che  la votazione  avvenga  per  appello
  nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 12.6

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'emendamento 12.6
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            55
   Votanti             49
   Maggioranza         25
   Favorevoli           3
   Contrari            45
   Astenuti             1

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 12.7. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 12.8. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   GRECO  GIOVANNI.  Chiedo  che  la votazione  avvenga  per  appello
  nominale.

   PRESIDENTE. La richiesta non è appoggiata.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 12.9. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 12.9

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 12.9
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  62
   Maggioranza         32
   Favorevoli          26
   Contrari            36
   Astenuti            0

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 12.10, a firma dell'onorevole Greco.  Lo
  mantiene?

   GRECO Giovanni. Dichiaro di mantenerlo.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   GRECO  Giovanni.  Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 12.10

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 12.10.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   Presenti            65
   Votanti             65
   Maggioranza         33
   Favorevoli          28
   Contrari            37
   Astenuti              0

                           (Non è approvato)

    Si  passa  all'emendamento 12.11, soppressivo del  comma  13.  Il
  parere del Governo?

    BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

    PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

    VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

    GRECO  Giovanni.  Chiedo che la votazione avvenga  per  scrutinio
    segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 12.11

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 12.11.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.
                       Risultato della votazione

   Presenti            64
   Votanti             64
   Maggioranza         33
   Favorevoli          28
   Contrari            36

                           (Non è approvato)

    PRESIDENTE.  Assessore  Baccei, al comma 13  è  stato  presentato
  l'emendamento 12.271, a firma del Governo.
    A  questo  emendamento sono stati presentati dei sub  emendamenti
  che  recano una quantificazione diversa. Mi deve specificare  se  è
  sostenibile finanziariamente o meno.
    Riporta  che   544 migliaia' è sostituito con  144 migliaia',  al
  comma 3 le parole  644 migliaia' con  244 migliaia'.

    MILAZZO   GIUSEPPE.  Chiedo  che  il  Governo   illustri   questo
  emendamento.  Si  tratta  di una scelta politica  l'aumento  di  un
  capitolo. Il significato tecnico, Presidente, lo conosco bene
    Vorrei sapere perché si aumenta.

    PRESIDENTE. Si passa all'emendamento governativo 12.271, cui sono
  stati presentati tre sub emendamenti di riduzione di spesa.
    Si  passa  al  sub  emendamento 12.271.1, a firma  dell'onorevole
  Milazzo che riduce la somma da  544' a  144'.
    Il parere del Governo?

    BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

    PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

    VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

    MILAZZO  Giuseppe. Chiedo che la votazione avvenga per  scrutinio
    segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


      Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 12.271.1

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,   indìco  la  votazione  per  scrutinio   segreto   del
  subemendamento 12.271.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  61
   Maggioranza         31
   Favorevoli          24
   Contrari            37
                           (Non è approvato)

   Gli altri si intendono preclusi.

   CANCELLERI. E gli altri?

   PRESIDENTE. Sono assorbiti da quelli del Governo.
   Abbiamo  votato  la  prima riduzione, quella più  lontana.  Adesso
  votiamo, se no ognuno mette una virgola e riduce, a 144, a 142. C'è
  una  riduzione  di   spesa che è diversa. Non è  ammissibile  nella
  parte aggiuntiva onorevole Cancelleri.

   CANCELLERI. E quindi qual è il problema?

   PRESIDENTE.  C'è  la  parte aggiuntiva, non è ammissibile.  Ha  un
  contenuto aggiuntivo, non è ammissibile.

   CANCELLERI.  Ma  non metto soldi in più, sono  sempre  gli  stessi
  soldi. Ma non è aggiuntivo, è modificativo.

   PRESIDENTE.  C'è  un  emendamento aggiuntivo e  non  è  possibile.
  Stiamo vagliando.
   Si  passa  all'emendamento 12.271, del Governo.  Il  parere  della
  Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 12.12, di soppressione  del  comma  14,
  pagina 85.

   GRECO GIOVANNI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
  segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 12.12

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 12.12.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            60
   Votanti             59
   Maggioranza         30
   Favorevoli          23
   Contrari            36

                           (Non è approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 12.13, a firma degli onorevoli Di
  Mauro ed altri. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   GRECO  GIOVANNI.  Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 12.13

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 12.13.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            59
   Votanti             58
   Maggioranza         30
   Favorevoli          20
   Contrari            38

                           (Non è approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 12.14, a firma dell'onorevole  Di
  Mauro ed altri. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   GRECO  GIOVANNI.  Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 12.14

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione per  scrutinio  palese  nominale
  dell'emendamento 12.14.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            60
   Votanti             59
   Maggioranza         30
   Favorevoli          18
   Contrari            40
   Astenuti            1

                           (Non è approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 12.15, a firma degli onorevoli Di
  Mauro ed altri. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   GRECO GIOVANNI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
  segreto.

           (La richiesta non risulta appoggiata a termini di
                             Regolamento)

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 12.16, a firma degli onorevoli Di
  Mauro ed altri. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   SIRAGUSA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 12.16

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 12.16.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            64
   Votanti             64
   Maggioranza         33
   Favorevoli          27
   Contrari            37

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 12.17, a firma  degli  onorevoli  Greco
  Giovanni ed altri.
   Lo pongo in votazione, con il parere contrario della Commissione e
  del Governo.

   GRECO  GIOVANNI.  Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

           (La richiesta non risulta appoggiata a termini di
                             Regolamento)

   Pongo  in votazione l'emendamento 12.17. Chi è favorevole si alzi;
  chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 12.18, a firma  degli  onorevoli  Greco
  Giovanni ed altri.
   Lo pongo in votazione, con il parere contrario della Commissione e
  del  Governo.  Chi  è  favorevole si alzi; chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 12.264, a firma del Governo.
   Lo  pongo in votazione, con il parere favorevole della Commissione
  e  del  Governo. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 12.19, a firma  degli  onorevoli  Greco
  Giovanni ed altri.
   Lo pongo in votazione, con il parere contrario della Commissione e
  del  Governo.  Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 12.20, a firma  degli  onorevoli  Greco
  Giovanni ed altri.
   Lo pongo in votazione, con il parere contrario della Commissione e
  del  Governo.  Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 12.21, a firma  degli  onorevoli  Greco
   Giovanni ed altri.
   Lo pongo in votazione, con il parere contrario della Commissione e
  del  Governo.  Chi  è  favorevole si alzi; chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Comunico  che  c'è un emendamento di riscrittura  del  Governo  al
   comma 23. Ci sono tutta una serie di subemendamenti.
   Il  primo è l'emendamento 12.273.2  dell'onorevole Falcone, che  è
   quello  più lontano. Pongo in votazione il subemendamento a  firma
   dell'onorevole  Falcone,  se  viene  respinto,  gli   altri   sono
   assorbiti.
   E' suo, onorevole Falcone. L'ha presentato lei, il 12.273.2.

   FALCONE. Lo posso spiegare?

   PRESIDENTE. Glielo dico subito io. No, no, non lo può  spiegare  è
  già intervenuto  per 5 minuti.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole Falcone, lei ha parlato.  Lei  ha  parlato,
  onorevole Falcone. Lei ha parlato sull'articolo 12.
   Il  subemendamento  a  firma dell'onorevole  Falcone  prevede  una
  riduzione dell'importo da 1.450 migliaia di euro all'importo di 150
  migliaia.   E'  il  subemendamento  più  lontano,  gli  altri  sono
  assorbiti.  Più  chiaro di così, onorevole Falcone   Si  spiega  da
  solo.
   Pongo  in votazione l'emendamento 12.273.2, a firma dell'onorevole
  Falcone,  con  il parere contrario del Governo e della Commissione.
  Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Onorevole Falcone, c'è un subemendamento a sua firma, il 12.273.8,
  di   identico  contenuto  al   12.273.1  del  Governo:   Le  parole
  all'articolo 21, comma 3 sino alla fine sono soppresse .
   Pongo  in votazione il subemendamento 12.273.1 del Governo, ,  con
  il  parere  favorevole della Commissione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 12.273 del Governo, con il parere
  favorevole della Commissione. Chi è favorevole resti seduto; chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Abbiamo approvato la riscrittura del comma 23.
   Si passa all'emendamento soppressivo 12.22, a firma dell'onorevole
  Greco.

   GRECO GIOVANNI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento soppressivo del comma 25,  dell'onorevole
  Falcone.
   Lo pongo in votazione, con il parere contrario del Governo e della
  Commissione.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento  soppressivo  del  comma  26,  a  firma
  dell'onorevole Greco Giovanni. Lo pongo in votazione, con il parere
  contrario  del  Governo e della Commissione. Chi  è  favorevole  si
  alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento soppressivo del comma 27, pag.  190,  a
  firma dell'onorevole Greco Giovanni. Lo pongo in votazione, con  il
  parere  contrario del Governo e della Commissione. Chi è favorevole
  si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 12.266, del Governo. Il 12.266. Lo pongo
  in  votazione,  con il parere favorevole della Commissione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa al comma 28, pag. 197.
   Si  passa all'emendamento 12.25, degli onorevoli Greco Giovanni ed
  altri.. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   GRECO GIOVANNI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 12.210, degli onorevoli Milazzo Giuseppe
  ed altri.
   Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento di riscrittura del Governo, 12.274 a cui
  sono  stati  presentati due  subemendamenti, uno  presentato  dagli
  onorevoli   Milazzo  Giuseppe  e  Falcone,  il  secondo  presentato
  dall'onorevole  Greco  Giovanni che  prevede  una  riduzione  delle
  somme.
   Pongo in votazione il subemendamento 12.274.1.

   MILAZZO  GIUSEPPE. Chiedo che la votazione avvenga  per  scrutinio
  segreto.

    (La richiesta non risulta appoggiata a termini di Regolamento)

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. Onorevole Milazzo non ha avuto neanche il quorum  lei.
  E' il vero sconfitto di questo assestamento. Neanche il quorum
   Si passa all'emendamento 12.274. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 12.217, a firma degli  onorevoli  Greco
  Giovanni ed altri.

   GREGO GIOVANNI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 12.26. Onorevole Milazzo lei lo ritira  o
  lo mantiene?

   MILAZZO. Lo mantengo.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                          (Non  è approvato)

   Si   passa  all'emendamento  soppressivo  a  firma  dell'onorevole
  Milazzo Giuseppe.

   MILAZZO GIUSEPPE. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 12.225 a firma dell'onorevole Cancelleri.
  Lo mantiene o lo ritira?

   CANCELLERI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 12.28 a firma dell'onorevole Sorbello.

   SORBELLO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 12.229 a firma  degli  onorevoli  Greco
  Giovanni ed altri.

   GRECO GIOVANNI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento soppressivo firma dell'onorevole Milazzo
  Giuseppe.

   MILAZZO GIUSEPPE. Dichiaro di ritirarlo.

   GRECO GIOVANNI. C'è l'emendamento dell'onorevole Sammartino.

   PRESIDENTE.   L'onorevole  Sammartino  ha  detto  all'inizio   che
  ritirava tutti i suoi emendamenti.

   MILAZZO GIUSEPPE. L'onorevole Falcone l'ha fatto suo.

   PRESIDENTE. L'onorevole Falcone non lo può fare suo, perché ha già
  ritirato quello che era a firma  degli onorevoli Milazzo Giuseppe e
  Falcone.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 12.275, che è una riscrittura
  del  Governo, al quale è stato presentato da parte del  Governo  il
  subemendamento   12.275.8,   con   il   parere   favorevole   della
  Commissione.

   GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, lo vorrei illustrato.

   PRESIDENTE. Si dà per illustrato, è già intervenuto il Governo. Si
  tratta di una modifica di capitoli.

   GRECO GIOVANNI. Ma lei mi mette il bavaglio?

   PRESIDENTE. Non le metto il bavaglio
   Pongo  in  votazione il subemendamento 12.275.8. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  al  subemendamento  12.275.2,  a  firma  dell'onorevole
  Milazzo Giuseppe. E' un subemendamento che riduce la somma.

   MILAZZO GIUSEPPE. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione il subemendamento 12.275.1 del Governo. Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 12.275. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si    passa   all'emendamento   soppressivo   12.224,   a    firma
  dell'onorevole Greco Giovanni. Onorevole Greco, lo  mantiene  o  lo
  ritira?

   GRECO GIOVANNI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE.   Si   passa  all'emendamento  soppressivo   a   firma
  dell'onorevole Milazzo Giuseppe. Onorevole Milazzo, lo  mantiene  o
  lo ritira?

   MILAZZO GIUSEPPE. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L?Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento di riscrittura del Governo  12.272,  al
  quale  sono stati presentati due subemendamenti soppressivi a firma
  dell'onorevole Cancelleri ed altri.

   FALCONE.  Ma  all'emendamento 12.275 erano stati presentati  altri
  subemendamenti.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Falcone, erano  aggiuntivi  e  sono  stati
  assorbiti dalla riscrittura del Governo.
   Siamo  al comma 32. C'è un emendamento di riscrittura del Governo,
  al  quale si accompagnano due emendamenti soppressivi del Movimento
  Cinque  Stelle. L'emendamento 12.276.1 prevede la soppressione  del
  comma  32  bis e il 12.276.2 prevede la soppressione del  comma  32
  ter. Quindi, li possiamo votare separatamente.

   FORMICA. Ma il comma 32 bis dov'è?

   PRESIDENTE.  Onorevole Formica, è nell'emendamento di  riscrittura
  presentato dal Governo.
   Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 12.276.1.

   MILAZZO  GIUSEPPE. Chiedo che la votazione avvenga  per  scrutinio
  segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


       Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 12.276.1

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 12.276.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  59
   Maggioranza         30
   Favorevoli          21
   Contrari            38

                           (Non è approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 12.276.2.
   Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   MILAZZO  GIUSEPPE. Chiedo che la votazione avvenga  per  scrutinio
  segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


       Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 12.276.2

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 12.276.2.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti 60
   Maggioranza        31
   Favorevoli         23
   Contrari           37

                           (Non è approvato)

   Sono  stati  presentati altri due emendamenti, uno  dell'onorevole
  Falcone  e  l'altro  dell'onorevole Milazzo. Essendo  l'emendamento
  12.276.3,  dell'onorevole Falcone, il più distante lo  votiamo  per
  prima;  eventualmente  assorbe  quello  dell'onorevole  Greco   che
  prevede la riduzione delle somme. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Pongo il votazione l'emendamento 12.276, nel testo risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento al comma 33, a  firma  degli  onorevoli
  Greco G. ed altri, pagina 230.

   GRECO  GIOVANNI. Anche a nome degli altri firmatari,  dichiaro  di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 12.239, a firma degli onorevoli  Milazzo
  G. ed altri.

   MILAZZO GIUSEPPE. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro  di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 12.31,  a firma degli onorevoli Greco G.
  ed altri, e del Governo, prevede la soppressione del comma 39.

   GRECO GIOVANNI. Lo ritiro, vediamo cosa fa il Governo?

   PRESIDENTE. Lo mantiene perché lo ha presentato.
   Si passa all'emendamento 12.277. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   E'  soppresso il comma 39. Onorevole Greco, lei ha votato  con  il
  Governo.
   Si  passa all'emendamento 12.32, a firma degli onorevoli Greco  G.
  ed altri.
   Onorevole Greco,  lo mantiene o lo ritira?

   GRECO GIOVANNI. Lo mantengo.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi;,  chi
  h contrario  resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 12.280, del Governo. E' un  emendamento
  complessivo   di   riscrittura  con  una  serie  di  subemendamenti
  soppressivi dei singoli commi che sono tutti collegati tra di loro.
   Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Gli altri emendamenti si intendono decaduti.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor Presidente, onorevole colleghi,  vorrei  porre
  all'attenzione dell'Aula un rilievo tecnico che secondo  me  non  è
  secondario.
   Nella   finanziaria,   all'articolo  18,   nella   stesura   della
  Commissione, venivano stanziati 350 mila euro per porre  in  essere
  una  commissione di super esperti che si occupasse di  redigere  il
  piano   dei   trasporti   pubblico  regionale   che   è   in   capo
  all'Assessorato alle infrastrutture. Quella cosa fu bocciata.
   Adesso il Governo la inserisce di nuovo.
   Il  problema, signor Presidente, è che utilizzano una norma che dà
  queste  cose  in capo all'Assessorato al turismo, che  non  ha  più
  quella  funzione  relativa  ai  trasporti  che,  ormai,  è  passata
  all'Assessorato ai trasporti.
   Questo credo sia un fatto tecnico che, però, non è trascurabile.

   PRESIDENTE.   Si  passa  all'emendamento  12.33,  a  firma   degli
  onorevoli Greco G. ed altri
   Onorevole Greco, lo mantiene o lo ritira?

   GRECO  GIOVANNI. Anche a nome degli altri firmatari,  dichiaro  di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 12.259, degli onorevoli Milazzo  G.  ed
  altri.
   Onorevole Milazzo, lo mantiene o lo ritira?

   MILAZZO GIUSEPPE. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro  di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 12.279 a cui sono stati presentati  due
  subemendamenti degli onorevoli Milazzo Giuseppe e Falcone.
   Si   passa  al  subemendamento  12.279.1,  che  recita:  «dopo   è
  autorizzata' aggiungere  con decorrenza 2017-2018'».

   FALCONE. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto.  Pongo  in  votazione  l'
  emendamento 12.279.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 12, così come è  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alla ore 19.41, è ripresa alle ore 20.06)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Dobbiamo votare velocemente le tabelle. E'  un  fatto
  contabile.  Onorevole Falcone, cortesemente. Siccome  ci  sono  una
  serie di emendamenti dell'onorevole Falcone.
   La seduta è sospesa per un minuto.
   Si passa all'articolo 27. Ne do lettura:

                             «Articolo 27.
                   Stato di previsione delle entrate

   1.  Nello  stato  di  previsione delle  entrate  per  il  triennio
  2016/2018 sono introdotte le variazioni di cui alla annessa tabella
   A ».

   All'articolo 27 ci sono solo emendamenti soppressivi,  ma  non  si
  può sopprimere l'articolo 27.

   Pertanto,  lo  pongo in votazione. Chi è favorevoli resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             E' approvato

   Si passa all'articolo 28. Ne do lettura:

                             «Articolo 28.
                    Stato di previsione delle spese

   1. Nello stato di previsione delle spese per il triennio 2016/2018
  sono introdotte le variazioni di cui alla annessa tabella  B ».

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, accolto l'imput  e
  l'invito  a ritirare i miei emendamenti relativamente alla Tabella.
  Sostanzialmente, il più importante era quello relativo alle  scuole
  paritarie   primarie   e   scuole  paritarie   dell'infanzia,   per
  l'esattezza i capitoli 373702 e 373701.
   Noi  quest'anno  abbiamo fatto un gran bel lavoro in  finanziaria.
  Abbiamo  messo  una  somma che ha dato una boccata  di  ossigeno  a
  questa  realtà. Io ho presentato però un ordine del giorno  con  il
  quale  chiedo che il Governo, almeno su questo, si impegni  che  in
  finanziaria,  già  nella  delibera  di  Giunta,  senza  bisogno  di
  arrivare  in Aula, con una previsione di 4 milioni e 400 mila  euro
  per  le scuole paritarie primarie, atteso che quest'anno c'è  stata
  un'estensione,  come l'assessore Marziano può dire,  ad  altri  che
  hanno  fatto  ricorso, e 3 milioni di euro per le scuole  paritarie
  dell'infanzia. Quest'anno abbiamo messo per quest'ultime 2  milioni
  e 400 mila euro.
   Vorrei  rivolgere,  altresì, al Governo una richiesta,  la  faccio
  anche  all'assessore  Baccei. Ho presentato un  ordine  del  giorno
  sulla  questione dei dopo scuolisti, che sono stati esclusi ma  che
  rappresentano un patrimonio importante per la Provincia di Catania,
  l'ex Provincia di Catania. Chiedo che in finanziaria, così come per
  altro  le intere poste di bilancio delle Città metropolitane e  dei
  Liberi Consorzi, venga ripristinato il capitolo, la riserva, perché
  è  una  questione  di  giustizia sociale nei  confronti  di  questo
  personale, i precari vanno garantiti tutti. Non ci sono precari  di
  serie  A  e  precari di serie B. Tra l'altro noi  ne  facciamo  una
  questione  di giustizia, ed i miei due ordini del giorno  vanno  in
  questo  senso,  e spero che il Governo mi dia pareri favorevoli  su
  entrambi  gli ordini del giorno e, di conseguenza, si determini  in
  sede  di redazione della proposta del disegno di legge, della legge
  di stabilità e di bilancio 2017-2019.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, non siamo ancora alla discussione
  degli ordini del giorno.
   Ringrazio l'onorevole Falcone per il ritiro degli emendamenti alle
  tabelle e quindi ne rimangono solo tre del Governo, TAB 7, TAB 9  e
  TAB 10, che invito gli assistenti a distribuire.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  onorevole  Falcone,  sulle  scuole  avevamo   fatto   un
  ragionamento, che era quello di dare questa somma per  il  2016  ma
  con  l'idea  di dare stabilità alle scuole, per cui è assolutamente
  intenzione del Governo accogliere la sua richiesta, quindi  per  il
  periodo  di  estensione del Bilancio che andremo ad  approvare,  di
  dare stabilità alla somma che abbiamo previsto ed eventualmente  di
  incrementarla  là dove ci fossero i presupposti,  come  lei  ci  fa
  notare, e verificheremo insieme all'assessore Marziano.
   Per  quanto riguarda i doposcuolisti, c'era, se ricordo bene,  una
  riserva  all'interno  delle somme previste  per  le  Province;  nel
  momento in cui abbiamo messo quelle somme per fare il trasferimento
  della funzione dei disabili alla Regione, di fatto quella riserva è
  venuta  meno  ma  non era intenzione del Governo  far  venire  meno
  quella riserva per cui in finanziaria aggiungeremo delle somme alle
  Province. Le somme in più sono già nel disegno di legge  che  è  in
  Giunta, e nell'ambito di quelle somme prevederemo la stessa riserva
  che già era prevista, che è stata tolta per sbaglio, non col volere
  del Governo, per cui accogliamo anche questa sua seconda richiesta.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, pongo in votazione  l'emendamento
  TAB 7.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione TAB 9. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione TAB 10. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione la Tabella B, così come modificata.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Pongo  quindi  in votazione l'articolo 28. Chi è favorevole  resti
   seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 29. Ne do lettura:

                             «Articolo 29.
        Aggiornamento degli allegati al bilancio di previsione
                               2016-2018

   1.  Per  effetto  delle variazioni allo stato di previsione  delle
  entrate   e  delle  spese  derivanti  dalla  presente  legge   sono
  modificati gli allegati alla legge regionale 17 marzo 2016, n. 4 di
  cui all'articolo 3, comma 1, lettere f), g), i), e j).

   2.  Sono  pertanto  approvati ai sensi  del  comma  1  i  seguenti
  allegati alla presente legge:

   a)  il  quadro generale riassuntivo delle entrate (per  titoli)  e
  delle spese (per titoli) (allegato 2);

   b)   il  prospetto  dimostrativo  dell'equilibrio  complessivo  di
  bilancio per ciascuno degli anni considerati nel bilancio triennale
  (allegato 3);

   c)  il  prospetto  concernente  la composizione,  per  missioni  e
  programmi,  del  fondo pluriennale vincolato per ciascun  anno  del
  triennio 2016-2018 (allegato 4 a), b) e c);

   d)  il prospetto concernente la composizione del fondo crediti  di
  dubbia esigibilità (allegato 5 a), b) e c))».

   Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 29.5. Lo
  pongo in votazione.
   Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 29 nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi,  comunico che gli  allegati  al  Bilancio  di
  previsione 2016-2018, di cui all'articolo 29 del disegno  di  legge
  in esame, saranno modificati in conseguenza dell'approvazione della
  manovra.
   Gli  Uffici sono autorizzati a procedere al coordinamento  formale
  del testo ai sensi dell'articolo 121 ter del Regolamento interno.
   Non sorgendo osservazioni così resta stabilito.

   DI GIACINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo  porre
  la  questione rispetto al comma 7 dell'articolo 12, che riguarda  i
  PIP.  Praticamente  sono stati messi dei soldi,  ma  se  non  viene
  spostata la data di presentazione al 30 novembre 2016, le somme che
  sono  state  messe  non servono a niente, perché  è  il  bacino  di
  fuoriuscita.  Questi sono coloro i quali hanno fatto  richiesta  di
  fuoriuscita  e  siccome  le richieste di  fuoriuscita  sono  al  30
  giugno,  si  devono portare al 30 novembre 2016, altrimenti  queste
  somme non serviranno a nulla.
   Volevo proporre di fare un emendamento ai sensi dell'articolo  117
  del Regolamento interno e aggiungere, se possibile,  fino alla data
  del 30 novembre 2016 .

   PRESIDENTE.  Se  è  così  nulla osta,  ma  l'emendamento  lo  deve
  presentare il Governo.
   Onorevoli  colleghi,  la  questione  sollevata  dall'onorevole  Di
  Giacinto  è  corretta, mi dicono dagli Uffici, e non  avendo  altra
  possibilità,  la  formuliamo sotto forma di  emendamento  ai  sensi
  dell'articolo  117,  altrimenti sarebbe  inoperante  la  norma  che
  abbiamo approvato.
   Ringrazio  l'onorevole  Di  Giacinto e l'onorevole  Greco  che  ha
  assentito, essendo un esperto di PIP.
   Onorevoli colleghi, pongo in votazione l'emendamento 117.1.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 117.2.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 117.3.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 117.4.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)
   Pongo in votazione l'emendamento 117.5.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 55. Ne do lettura:

                             «Articolo 55.
                             Norma finale

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  Ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo a
  quello della sua pubblicazione.

   2.  È  fatto  obbligo, a chiunque spetti, di  osservarla  e  farla
  osservare come legge della Regione».

   Pongo  in votazione l'articolo 55, che è la norma di chiusura  per
  la  pubblicazione della legge, così modificato:  La presente  legge
  sarà  pubblicata  nella G.U.R.S. ed entrerà  in  vigore  lo  stesso
  giorno della sua pubblicazione .
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi,  si  passa prima alla  votazione  finale  del
  disegno di legge relativo ai debiti fuori bilancio. Successivamente
  si procederà a votare l'assestamento.
   C'eravamo   impegnati  anche  a  trattare  la   mozione   relativa
  all'applicazione  del  comma  2 bis  dell'articolo  5  della  legge
  regionale   17/2016   in  materia  di  enti  locali,   ed   abbiamo
  l'insediamento dell'onorevole Apprendi.

   scimento debito fuori bilancio ai sensi  dell'articolo 73,  comma 1,
   lettera e) del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, e succes-
   sive modifiche ed integrazioni (1244/A)

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
   «Riconoscimento debito fuori bilancio ai sensi dell'articolo 73,
  comma 1, lettera e) del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118,
           e successive modifiche ed integrazioni» (1244/A)

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno di legge «Riconoscimento debito fuori bilancio ai sensi
  dell'articolo  73,  comma 1, lettera e) del decreto  legislativo  23
  giugno  2011,  n.  118,  e  successive modifiche  ed  integrazioni».
  (1244/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  48
   Maggioranza         25
   Favorevoli          39
   Contrari              9

                         (L'Assemblea approva)

   Onorevoli colleghi, comunico che sono stati presentati gli  ordini
  del  giorno  dal  n. 625 al n. 637, che il Governo dichiara  di  ad
  accettarli come raccomandazione.

   mento del Bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2016  e
   per il triennio 2016/2018. Variazioni al Bilancio di previsione  per
   l'esercizio finanziario 2016 e per il triennio 2016/2018. Disposizio-
   ni varie. (n. 1264/A)
   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
       «Assestamento del Bilancio di previsione per l'esercizio
      finanziario 2016 e per il triennio 2016-2018. Variazioni al
   Bilancio di previsione per l'esercizio finanziaria 2016 e per il
           triennio 2016/2018. Disposizioni varie» (1264/A)

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale del disegno  di  legge
  del  «Assestamento  del  Bilancio  di  previsione  per  l'esercizio
  finanziario  2016  e  per  il  triennio  2016-2018.  Variazioni  al
  Bilancio  di previsione per l'esercizio finanziaria 2016 e  per  il
  triennio 2016/2018. Disposizioni varie» (1264/A).

   MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare per dichiarazioni voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non  dirò
  niente  di politico. Tutto quello che vi dovevo dire ve l'ho detto.
  Vi  ho  citati  in  questo assestamento un poco  tutti,  Cracolici,
  Panepinto,  Crocetta. Devo solo fare registrare, signor Presidente,
  perché   durante   la   trattazione  del  debito   fuori   bilancio
  all'articolo  31,  è  stato  chiesto un  voto  segreto,  legittimo.
  Siccome  io in quel momento non potevo fare dichiarazioni di  voto,
  io  voterò contro la manovra. Starò in Aula, voto contro perché  al
  mio   modo  di  vedere  c'è  una  discrasia  nel  comma  B  e  cioè
  acquisizione  di beni e  servizi in assenza del preventivo  impegno
  di  spesa. Siccome per me questo non è un debito fuori bilancio,  è
  una cosa gravissima, io per quanto mi riguarda mi sento di mettermi
  al riparo perché non l'ho prodotto e non lo voglio riconoscere, per
  cui  siccome  siamo in seno allo stesso disegno di  legge  io  voto
  contro.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa alla votazione finale per
  scrutinio nominale del disegno di legge «Assestamento del  Bilancio
  di  previsione per l'esercizio finanziario 2016 e per  il  triennio
  2016-2018.  Variazioni  al Bilancio di previsione  per  l'esercizio
  finanziaria  2016 e per il triennio 2016/2018. Disposizioni  varie»
  (1264/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  57
   Maggioranza         29
   Favorevoli          41
   Contrari            11
   Astenuti             5

                         (L'Assemblea approva)

   2 bis dell'articolo 5 della legge regionale n. 17 del 2016 in mate-
   ria di enti locali

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa punto III dell'ordine del
  giorno: Discussione della mozione n. 609 «Applicazione del comma  2
  bis dell'articolo 5 della legge regionale n. 17 del 2016 in materia
  di  enti  locali», degli onorevoli Cordaro, Formica, Di Giacinto  e
  Clemente.
   Ne do lettura:

                   «L'Assemblea Regionale Siciliana

   PREMESSO che:

   con  l'entrata  in vigore della legge regionale n. 17/2016,  e  in
  particolare con i commi 2 degli artt. 4 e 5 della legge  in  esame,
  modificando  rispettivamente gli artt. 10 (mozione di sfiducia  del
  sindaco)  e 11 (cessazione organo comunali) della l.r. n.  35/1997,
  come  sostituiti e modificati dall'articolo 2, commi 1  e  2  della
  l.r. n. 25/2000, si è inciso sulle ipotesi di cessazione anticipata
  del Sindaco, della Giunta e del consiglio Comunale;

   a  far  data  dal  settembre  1997 nel  territorio  della  Regione
  siciliana, così come stabilito dalla legge regionale n. 35/1997, la
  decadenza   del  consiglio  comunale  non  comportava  l'automatica
  decadenza  del  sindaco  e  della  giunta,  verificandosi  solo  lo
  scioglimento dell'Assemblea consiliare, per la mancata approvazione
  del bilancio o del rendiconto;

   il  legislatore  regionale, pertanto, con la  modifica  introdotta
  dalla l.r. n. 17/2016, considerate le possibilità contemplate  agli
  artt.  10  e 11 della l.r. n. 35/1997, come sostituite e modificate
  dall'articolo  2, commi 1 e 2 della l.r. n. 25/2000, ha  stabilito,
  in  forza dei commi 2 degli artt. 4 e 5 della L.R. n. 17/2016,  che
  la   cessazione  anticipata  di  uno  di  detti  organi   determina
  automaticamente  la  cessazione  anticipata  degli   altri   organi
  consiliari,   e   contestualmente  la  nomina  di  un   commissario
  straordinario  e  l'avvio delle procedure  dirette  alla  indizione
  delle nuove elezioni;

   in  forza  del  comma  2  dell'art. 5 della  l.r.  n.  17/2016  il
  legislatore  regionale  ha  disposto  l'entrata  in  vigore   delle
  disposizioni di cui al c. 2 dell'articolo 11 della legge  regionale
  n.  35/1997, come sostituito dal presente articolo, si applicano  a
  decorrere dal primo rinnovo degli organi comunali, successivo  alla
  data di entrata in vigore della presente legge;

   contrariamente, al comma 2 dell'art. 5 della l.r.  n.  17/2016  il
  legislatore  regionale, in ragione delle disposizioni contenute  al
  comma  2  bis  dell'art.  5 della legge  de  qua,  che  recita  'la
  cessazione  del  consiglio  comunale  per  qualunque  altra   causa
  comporta  la decadenza del sindaco e della rispettiva giunta  e  la
  nomina di un commissario ai sensi del comma 4' ha stabilito che  il
  principio  della  disposizione del comma  2  bis  è  immediatamente
  applicabile alle ipotesi di 'Cessazione del Consiglio Comunale  per
  qualunque altra causa';

   su  quest'ultimo punto, sebbene siano nate querelle solo di natura
  ermeneutica  e  interpretativa  sulla  decorrenza  della  l.r.   n.
  17/2016,  lo  stesso  Assessorato regionale  al  ramo  con  proprio
  provvedimento  prot.  n.  13571 del 16  settembre  2016  intitolato
  'Disposizioni  in materia di elezione del Sindaco e  del  Consiglio
  Comunale  e di cessazione degli organi comunali. Modifica di  norme
  in  materia  di  organo di revisione economico - finanziaria  degli
  enti  locali e di status degli amministratori locali', ha  chiarito
  quanto  già cristallizzato dal legislatore regionale, in ordine  la
  cessazione degli organi comunali e la decorrenza delle disposizioni
  nuove contenute in legge regionale n. 17 del 2016;

   CONSIDERATO che:

   a  fortiori dalla lettura del dispositivo della legge regionale n.
  17/2016,  rileva,  tanto  nei suoi lavori preparatori,  quanto  nei
  contenuti della circolare regionale in parola, la voluntas legis in
  ordine   la   immediata  applicazione  del  c.  2  bis   dell'art.5
  modificativo 11 (cessazione organo comunali) della l.r. n. 35/1997;

   già  nell'ambito dei lavori preparatori del disegno di  legge  nn.
  1153-15-845-860-922-1003-1126- 1138-1224/A intitolati 'Disposizioni
  in  materia di elezione del sindaco e del consiglio comunale  e  di
  cessazione  degli organi comunali. Modifica di norme in materia  di
  organo  di  revisone economicofinanziaria degli enti  locali  e  di
  status  degli  amministratori  locali'  e,  specificatamente  nelle
  discussioni e deliberati stralci - sedute n. 357, 358  del  8  e  9
  agosto  2016,  per  i commi 2 artt. 4 e 5 della  L.R.  n.  17/2016,
  l'Assemblea   regionale   siciliana,  ha  espresso   l'intento   di
  adeguarsi,   come  Regione  a  Statuto  Speciale,  alla   normativa
  nazionale di riferimento;

   in  particolare  sull'entrata in vigore del c. 2 bis  dell'art.  5
  modificativo 11 (cessazione organo comunali) della l.r. n. 35/1997,
  come  sostituiti e modificati dall'articolo 2, commi 1  e  2  della
  l.r.  n.  25/2000, la cronaca dei lavori d'aula non  lascia  dubbio
  alcuno, prevedendo la disciplina transitoria solo per il comma 2  e
  non  già  per  il  comma 2bis: dalla lettura letterale  dei  lavori
  d'aula  -  8  agosto  2016  - affiora chiaramente  la  volontà  del
  legislatore regionale;

   quest'ultimo  ha  ritenuto, in primis, attraverso gli  emendamenti
  5.10  a  firma  della  Commissione I 'Affari  istituzionali'  e  il
  subemendamento  5.10.4,  a  firma  dell'onorevole  Falcone  -   che
  prevedeva di portare il termine da 5.000 a 15.000 - disciplinare in
  modo  inequivocabile il meccanismo di decadenza previsto nel 2 bis,
  attraverso   la   locuzione  'ogni  altra  causa',  allargando   la
  possibilità  di  decadenza del sindaco in caso  di  cessazione  del
  Consiglio comunale;

   secondariamente, il medesimo legislatore approvando  il  testo  di
  legge,  con il parere favorevole della I Commissione e del Governo,
  ha fuorviato ogni dubbio sull'entrata in vigore del comma 2bis;

   l'Assemblea   ha,  infatti,  votato  all'esito  della  discussione
  l'approvazione  del  testo contenente l'emendamento  5.10  a  firma
  della  Commissione  I, per cui la decadenza del consiglio  comunale
  per  ragioni  di bilancio comporta la decadenza del  sindaco  senza
  prevedere alcuna norma transitoria;

   l'Assemblea  ha  altresì  inequivocabilmente  non  approvato   gli
  emendamenti 5.10.3, a firma dell'onorevole Falcone, in ordine  alla
  soppressione  del 2 bis 'la cessazione del consiglio  comunale  per
  qualunque altra causa', il 5.10.2 a firma dell'onorevole D'Agostino
  che prevedeva ad esclusione di mancata approvazione dei bilanci,  e
  il  5.10.1  a  firma dell'onorevole Rinaldi, sui quali  emendamenti
  inoltre  è stato reso parere negativo della I Commissione  e  dello
  stesso Governo regionale e pertanto non hanno costituito oggetto di
  voto del testo definitivamente approvato;

   l'Assemblea  ha perciò approvato il testo all'esito  di  un  lungo
  dibattito  d'aula che ha trovato la sua origine nel  lontano  2014,
  coltivando  ragioni  e opportunità di allineamento  alla  normativa
  nazionale;

   ne   consegue  che  l'iniziativa  del  legislatore  siciliano,  di
  modificare  tale quadro normativo ormai chiaro a livello nazionale,
  è  frutto di una impostazione consolidata, orientata all'attuazione
  dei  principi  in materia di enti locali regolata dal  Testo  Unico
  delle  leggi  sull'ordinamento degli  enti  locali,  approvato  con
  Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n.267;

   nella  specie,  l'art. 141 del Decreto Legislativo 2000,  n.  267,
  prevede   e   stabilisce,  a  livello  nazionale,  le  ipotesi   di
  scioglimento  e sospensione dei consigli comunali con  decreto  del
  Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell'interno,
  quando  non sia approvato nei termini il bilancio e/o quando  nelle
  ipotesi in cui gli enti territoriali al di sopra dei mille abitanti
  siano sprovvisti dei relativi strumenti urbanistici generali e  non
  adottino  tali strumenti entro diciotto mesi dalla data di elezione
  degli  organi.  In  questo  caso, il decreto  di  scioglimento  del
  consiglio  è  adottato  su  proposta del Ministro  dell'interno  di
  concerto.  Nella  ipotesi  di cui alla  lettera  c)  del  comma  1,
  trascorso  il  termine  entro  il quale  il  bilancio  deve  essere
  approvato senza che sia stato predisposto dalla giunta il  relativo
  schema,  l'organo  regionale  di controllo  nomina  un  commissario
  affinché  lo predisponga d'ufficio per sottoporlo al consiglio.  In
  tal  caso  e  comunque quando il consiglio non abbia approvato  nei
  termini  di  legge lo schema di bilancio predisposto dalla  giunta,
  l'organo  regionale di controllo assegna al consiglio, con  lettera
  notificata  ai singoli consiglieri, un termine non superiore  a  20
  giorni  per  la sua approvazione, decorso il quale si  sostituisce,
  mediante apposito commissario, all'amministrazione inadempiente;

   RILEVATO che:

   tutta  la  questione  da  settimane ha determinato  incertezza  in
  Sicilia  e nei vari enti territoriali locali, verte in merito  agli
  ambiti  applicativi  dell'art. 141 del  T.U.E.L.,  il  cui  dettato
  corrisponde,  per  la Regione siciliana, quale  Regione  a  Statuto
  speciale, all'art. 109 bis dell'O.R.EE.LL.;

   in  forza  di tale richiamo, e ferme restando le modalità indicate
  dall'art.  109 bis dell'O.R.EE.LL, non si può tacere  e  nascondere
  che la disposizione di cui al c. 2 bis dell'art. 5 della l.r. n. 17
  del  2016,  trova  applicazione anche  nei  casi  di  inandempienza
  conseguenziali alla mancata approvazione del rendiconto di gestione
  o  mancata  deliberazione del bilancio di previsione,  nelle  quali
  situazioni ad oggi versano circa 250 comuni della Sicilia;

   il lavoro di questa Assemblea è terminato pertanto nella seduta n.
  358 del 9 agosto 2016, approvando il testo contenente l'emendamento
  5.10  a  firma della Commissione I, con il parere favorevole  della
  Commissione  e  dello  stesso  Governo regionale,  fuorviando  ogni
  dubbio  sull'entrata  in  vigore del comma 2bis,  specificando  che
  alcuna  norma  transitoria è prevista per tale comma contrariamente
  al comma 2 del medesimo art. 5;

   lo  stesso  Assessorato regionale, al ramo nonostante la chiarezza
  del  dato  letterale della l.r. n. 17 del 206,  ha  richiarito  con
  proprio  provvedimento prot. n. 13571 del 16 settembre 2016  quanto
  già  cristallizzato  dal  legislatore  regionale,  in  ordine  alla
  cessazione   degli   organi  comunali  e  alla   decorrenza   delle
  disposizioni nuove contenute in legge regionale n. 17 del 2016;

   in  data  21  settembre  c.a. la Giunta regionale  sospendeva  con
  deliberazione n. 310, il provvedimento assessoriale n. prot.  13571
  del   16  settembre  2016,  quale  atto  amministrativo  di  natura
  interpretativa,  attraverso cui l'organo  di  vertice  -  Assessore
  Lantieri - ha inteso perseguire l'applicazione uniforme del diritto
  obiettivo, contenuto nella legge regionale (l.r. n. 17/2016)  fonte
  del  diritto  sostanziale,  mostrando agli  uffici  sottoposti,  in
  questo   caso   agli  enti  territoriali  e  ai  vari  dipartimenti
  regionali,  quale fosse l'interpretazione corretta della  norma  in
  questione;

   tuttavia  la sospensione operata dalla Giunta regionale  mercè  lo
  strumento della delibera non rientra nei poteri del presidente  del
  Governo della Regione siciliana, in forza di quanto previsto  dallo
  Statuto  della  Regione siciliana e dalle leggi  regionali  del  29
  dicembre 1962 n. 28 s.m.i., il DPR 28 febbraio 1979 n. 70 e l.r. n.
  10 del 2000 e s.m.i.;

   la  c.d.  sospensiva avrebbe dovuto essere operata dal  Presidente
  della   Regione   semmai  attraverso  lo  strumento   del   decreto
  Presidenziale,  di  cui può e deve avvalersi  il  Presidente  della
  Regione  siciliana, quale Regione a Statuto Speciale e  secondo  le
  normative ora dette;

   il Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana,
  di  seguito  denominato:'Consiglio  di  giustizia  amministrativa',
  esercita  funzioni  consultive  e  giurisdizionali  nella   Regione
  siciliana, ai sensi dall'articolo 23 dello Statuto speciale  e  del
  Regio Decreto del 1924;

   il Consiglio di giustizia amministrativa avente sede in Palermo  è
  composto  da due Sezioni, con funzioni, rispettivamente, consultive
  e giurisdizionali, che costituiscono Sezioni staccate del Consiglio
  di Stato ex d.lgs. n. 373/2003;

   specificatamente,  le  funzioni  consultive   del   Consiglio   di
  giustizia amministrativa, cosi come previste e regolate d. lgs.  n.
  373/2003,  modificato  dall'art. 2, comma  1,  lett.  f),  l.r.  n.
  10/2000 si esplicano nella produzione di pareri obbligatori ma  non
  vincolanti per il Presidente della Regione siciliana;

   CONSIDERATO inoltre che:

   l'iter di tale legge regionale si è perfezionato con la firma  del
  presidente  della  Regione  Crocetta,  che  la  promulga  ai  sensi
  dell'articolo 13, comma 2, dello Statuto e dell'assessore  al  ramo
  Lantieri,  e  con  l'entrata in vigore a seguito  di  pubblicazione
  nella  G.U.R.S.,  n. 38 del 2 settembre 2016 che costituisce  fatto
  giuridico certo, per ciò stesso, fonte di atti e comportamenti  cui
  l'amministrazione attiva è già tenuta a regolarsi;

   la   legge  in  questione  ha  trovato  conferma  nella  circolare
  dell'Assessorato  regionale alle autonomie  locali  prima  cennata,
  all'esito di un dibattito d'aula prima premesso;

   dalla  lettura del dispositivo della legge regionale e di tutti  i
  suoi  lavori preparatori: del disegno di legge nn. 1153-15-845-860-
  922-1003-  1126-1138-1224/A intitolati 'Disposizioni in materia  di
  elezione del sindaco e del consiglio comunale e di cessazione degli
  organi comunali. Modifica di norme in materia di organo di revisone
  economico-finanziaria  degli  enti  locali  e   di   status   degli
  amministratori  locali'  e, specificatamente  nelle  discussioni  e
  deliberati stralci - sedute n. 357, 358 del 8 e 9 agosto 2016,  dei
  commi 2 artt.4 e 5 della L.R. n. 17/2016 è chiara la voluntas legis
  del legislatore regionale;

   per  giurisprudenza della Suprema Corte di Cassazione 'La  volontà
  emergente  dai  lavori  preparatori non può  sovrapporsi  a  quella
  obiettivamente  espressa dalla legge, quale  emerge  dal  suo  dato
  letterale  e  logico. Peraltro agli stessi lavori  preparatori  può
  riconoscersi  valore sussidiario ai fini ermeneutici, quando  essi,
  unitamente   ad   altri  canoni  interpretativi  ed   elementi   di
  valutazione emergenti dalla norma stessa, siano idonei  a  chiarire
  la portata di una disposizione legislativa di cui appaia ambigua la
  formulazione'.  (Cass. civ. sez. I 27-02-1995, n. 2230).  In  altri
  termini  la  voluntas  del legislatore siciliano,  cristallizzatasi
  all'esito  del  dibattito d'aula, va tenuta distinta dalla  volontà
  del   singolo  deputato,  giacché  la  detta  volontà   emerge   in
  chiaramente  dal testo letterale della legge esitato  dalla  l'ARS,
  pubblicato  successivamente  in GURS  e  ribadito  nella  circolare
  assessoriale di tipo interpretativa autentica;

   il provvedimento assessoriale prot. 13571 del 16 settembre 2016  è
  atto amministrativo di natura interpretativa, come dichiarato dallo
  stesso Presidente Crocetta, attraverso la quale l'organo di vertice
  o   Assessore  Lantieri,  ha  inteso  perseguire  quale   risultato
  l'applicazione  uniforme  del diritto  obiettivo,  contenuto  nella
  legge  regionale  (l.r. n. 17/2016) fonte del diritto  sostanziale,
  mostrando  agli  uffici  sottoposti,  in  questo  caso  agli   enti
  territoriali   e  ai  vari  dipartimenti  regionali   quale   fosse
  l'interpretazione corretta della norma in questione;

   la  circolare,  dunque,  è  un  atto amministrativo  interno  alla
  pubblica  amministrazione, che non gode ex se di  alcuna  efficacia
  vincolante, si limita solo ad orientare l'azione amministrativa,  e
  perciò  gli  uffici sottordinati possono disattenderla,  in  quanto
  prevale  il dettato legislativo; ciò significa che con la circolare
  in  parola  si  esplica  un potere d'indirizzo  che  taluni  organi
  possono  esercitare  nei confronti di altre strutture  (normalmente
  interne e, comunque, sott'ordinate);

   le  circolari,  infatti,  non  sono  atti  normativi  né  ad  essi
  assimilabili  e,  pertanto,  sono  prive  del  potere  di  innovare
  l'ordinamento  giuridico. (Cfr. sentenza n.  237  depositata  il  9
  gennaio 2009, Corte di Cassazione);

   la giurisprudenza amministrativa consolidata in ordine l'efficacia
  delle    circolari   interpretative   statuisce:   'la    circolare
  interpretativa  ha  una  funzione  meramente  interna  di   ausilio
  giuridico' per l'ufficio sottordinato che deve applicare la  norma,
  mentre  non riveste alcuna rilevanza nel rapporto tra provvedimento
  amministrativo e norma giuridica, in guisa che risulta indifferente
  anche  per  il  Giudice  eventualmente  chiamato  a  verificare  la
  legittimità dell'atto adottato dalla P.A. TAR, Lazio-Roma, sentenza
  30/08/2012 n. 7395; cfr. C.d.S. 5652/2003;

   la sospensione da parte della Giunta regionale nella seduta del 21
  settembre  2016 della circolare de qua non produce per i motivi  di
  diritto   ora  esposti,  alcun  effetto  giuridico  su  una   legge
  pubblicata in GURS, se non un vizio di eccesso di potere, laddove i
  funzionari   regionali  sottordinati  dipendenti   dell'Assessorato
  Autonomie  locali, ritenessero di non applicare la legge  regionale
  n.  17 del 2016, come esitata dall'Assemblea regionale, nella parte
  relativa  al  c. 2 bis dell'art. 5 della l.r. n. 17 del  2016,  che
  statuisce   l'applicazione  sin  da  subito  anche  nei   casi   di
  inandempienza   conseguenziali  alla   mancata   approvazione   del
  rendiconto  di  gestione o mancata deliberazione  del  bilancio  di
  previsione;

   in  altri  termini,  l'intervento del  Presidente  della  Regione,
  operata  con la deliberazione n. 310 di Giunta, sospende unicamente
  gli  effetti  vincolanti della circolare sul piano interno,  mentre
  sul piano concreto ciò porterebbe unicamente i Commissari ad acta a
  proporre  alla  Regione,  fino  al  primo  rinnovo  degli   organi,
  unicamente  lo scioglimento del consiglio comunale e non  anche  la
  decadenza   di   sindaco  e  giunta,  emettendo  un   provvedimento
  commissariale,  che  però, sarebbe comunque impugnabile  e  la  cui
  interpretazione   della   norma   sarebbe   rimessa   al    giudice
  amministrativo;

   il   quesito   posto  dal  Governo  al  Consiglio   di   Giustizia
  Amministrativa  attiene esclusivamente l'efficacia della  circolare
  di   tipo  interpretativo  autentica,  non  intaccando  il  tessuto
  normativo della legge regionale n. 17 del 2016 pubblicata in GURS;

   la  stessa sospensione della circolare interpretativa, rileva  una
  ingerenza di natura non solo amministrativa ma soprattutto politica
  del  governo regionale e del suo Presidente che si palesa ancor più
  nelle dichiarazioni rese da Crocetta a mezzo stampa: 'Il Presidente
  della  Regione siciliana, Rosario Crocetta, comunica che  ieri  nel
  corso  della giunta ha sospeso - nelle more di acquisire il  parere
  da  parte  del  CGA  - la circolare interpretativa dell'assessorato
  Enti  Locali  sulla  decadenza  dei sindaci,  in  caso  di  mancata
  approvazione dei bilanci da parte del consiglio comunale. E'  stato
  infatti sottolineato che non si possa attribuire al sindaco che  ha
  proposto  il  bilancio in giunta, la responsabilità  della  mancata
  approvazione da parte del consiglio comunale. Il governo è convinto
  che  questa situazione potrebbe essere utilizzata al fine di creare
  instabilità  politica,  utilizzando lo strumento  finanziario  come
  mozione  di  sfiducia, che prevede una diversa  e  più  qualificata
  maggioranza';

   il Consiglio di Giustizia Amministrativa è organo i cui compiti  e
  funzioni   sono   espressamente  previste  e  regolati   ai   sensi
  dall'articolo  23  dello Statuto speciale e del Regio  Decreto  del
  1924;

   l'intervento  del  Consiglio  di Giustizia  Amministrativa  é  pur
  sempre  costituito da un parere, che, dal punto di vista giuridico,
  espressione  di  una  funzione  consultiva  obbligatoria,  ma   non
  vincolante;

   resta salva la facoltà dell'Amministrazione regionale di applicare
  la  legge  regionale de qua, in difformità dal parere reso  da  CGA
  (Cfr. C. Cost. 31 dicembre 1986, n. 298);

   il  Consiglio di giustizia amministrativa inoltre ha risposto alla
  richiesta  prot.  n.  14131 del 27/09/2016 (pervenuta  in  data  28
  settembre  2016)  con cui la Regione Siciliana - Assessore  per  le
  Autonomie locali ha chiesto il parere sull'affare consultivo  della
  corretta    efficacia   sulla   corretta   interpretazione    delle
  disposizioni  della  l. r. 11 agosto 2016 n. 17,  pubblicata  nella
  GURS  n.  38  del  2  settembre 2016 (Disposizioni  in  materia  di
  elezione del Sindaco e del consiglio Comunale e di cessazione degli
  organi comunali. Modifica di nome in materia di organo di revisione
  economica-  finanziaria  degli  enti  locali  e  di  status   degli
  amministratori locali);

   il  CGA  quale  sezione consultiva del Consiglio  di  Stato  nella
  Regione siciliana, ha reso un parere sia sul comma 2, dell'art. 11,
  l.r.  n. 35/1997 come novellato, quanto sul comma 2-bis, esplicando
  perciò un attività esegetica;

   il  medesimo CGA utilizza ai fini della predetta attività tanto il
  canone   letterale   quanto  i  criteri   sistematici,   logici   e
  costituzionalmente  orientati, tali da indurre  ad  optare  che  il
  regime  transitorio previsto per le disposizioni di cui al comma  2
  dell'art.  11 della l.r. n. 35/1997, come sostituito dall'articolo,
  comma 2 l.r. n. 17/2016, trovano applicazione anche il comma 2-bis;

   tuttavia,  oggetto della esegesi da parte del Consiglio  Giustizia
  Amministrativa è la normativa regionale;

   ai  sensi  dall'art. 12 delle preleggi occorre avere  riguardo  ai
  criteri esegetici secondo cui: 'Nell'applicare la legge non si  può
  ad  essa  attribuire  altro  senso  che  quello  fatto  palese  dal
  significato proprio delle parole secondo la connessione di esse,  e
  dalla intenzione del legislatore';

   pertanto il dato letterale è quello prevalente, è consentito  fare
  ricorso  a  criteri  diversi ed ulteriori  solo  allorchè  il  dato
  letterale non sia sufficientemente chiaro;

   nell'ipotesi  in cui l'interpretazione letterale di una  norma  di
  legge  sia sufficiente ad individuarne, in modo chiaro ed  univoco,
  il   relativo   significato  e  la  connessa  portata   precettiva,
  l'interprete non deve ricorrere al criterio ermeneutico sussidiario
  costituito  dalla  ricerca, mercè l'esame  complessivo  del  testo,
  della  mens  legis,  specie se, attraverso  siffatto  procedimento,
  possa  pervenirsi al risultato di modificare la volontà della norma
  sì come inequivocabilmente espressa dal legislatore;

   allorquando l'individuazione del proponimento del legislatore  sia
  consentito da espressioni testuali sufficientemente chiare, precise
  e  adeguate deve considerarsi preclusa la possibilità di  ricorrere
  ad altri criteri interpretativi;

   sul  punto  la  Cassazione ha testualmente stabilito  che  'Quando
  l'interpretazione letterale di una norma di legge  sia  sufficiente
  ad  esprimere  un  significato chiaro ed univoco, l'interprete  non
  deve  ricorrere  all'interpretazione logica, specie  se  attraverso
  questa  si  tenda  a  modificare la volontà  di  legge  chiaramente
  espressa (...)' (Cass.Sez. Lav., sent. n. 11359 del 17-11-1993);

   alla  luce di tali ragionamenti e della giurisprudenza ora  citata
  ne consegue che il Consiglio di Giustizia Amministrativa ha reso un
  parere   ricorrendo  erroneamente  ed  alternativamente  a  quattro
  criteri  ermeneutici in ordine il c.2 bis dell'art. 5  della  legge
  regionale   n.   17  del  2016,  cui  invece  il   legislatore   ha
  letteralmente  stabilito  di  darne  immediata  applicazione  senza
  previsione di norma transitoria;

   comunque  il  parere  reso  dal  CGA  è  improduttivo  di  effetti
  giuridici  all'esterno in quanto atto paragiurisdizionale,  cui  il
  Presidente della Regione non è tenuto all'applicazione;

   dall'entrata in vigore della legge regionale 17 settembre 2016  ad
  oggi  in  250 Comuni della Regione siciliana risultano insediati  i
  commissari ad acta ex art. 109 bis dell'O.R.EE.LL;

   dalla  medesima  data nei medesimi comuni i Sindaci  e  le  Giunte
  richiedono agli organi di revisione contabile, i relativi pareri in
  materia economica-finanziaria;

   tale  ingerenza del Presidente Crocetta e del suo Governo, sebbene
  possa  creare  una linea di separazione tra Sindaci  che  rientrano
  temporalmente nelle more della c.d. sospensiva della  circolare  da
  parte  della  Giunta,  a  sfavore di  altri  di  Sindaci,  i  quali
  vedrebbero  applicata,  invece, la  legge  a  decorrere  dal  primo
  rinnovo  degli organi comunali successivo alla data di  entrata  in
  vigore  della stessa, se non fosse che la legge in parola,  per  il
  fatto  stesso della sua pubblicazione con relativa firma  congiunta
  di  Presidente  e  Assessore, produce effetti, rileva  soltanto  un
  atteggiamento  schizofrenico  di un governo  che  disconoscendo  la
  propria  firma a tergo della legge regionale integra atti  contrari
  ai  principi previsti nella carta costituzionale ex art 97  Cost  e
  ss.  e, dunque, palesa ai cittadini siciliani la produzione di atti
  governativi inutili, confusionari e puerili;

   tale  interferenza,  comunque, del Presidente  della  Regione  che
  prima  di  essere  il  capo dell'Esecutivo è  il  Presidente  della
  Regione  siciliana, e perciò organo super partes dei Sindaci  oltre
  il singolo colore politico, è principalmente il Presidente di tutti
  i consiglieri comunali dei 390 comuni della Sicilia;

   RILEVATO che:

   è trascorso abbondantemente il termine del 17 settembre 2016, data
  di  entrata in vigore della legge regionale de qua nella parte  del
  comma  2 bis dell'art. 5 della legge regionale n. 17 del 2016,  per
  cui  da  subito oltre allo scioglimento del consiglio  comunale  si
  avrà  la decadenza del sindaco e della sua giunta, si deve nominare
  un  commissario  affinché  questi  lo  predisponga  d'ufficio,  per
  sottoporlo  ai consigli in quei comuni siciliani ove il bilancio  o
  il rendiconto non è stato approvato nei termini;

   trascorso  il  termine entro il quale il bilancio o il  rendiconto
  deve  essere approvato senza che sia stato predisposto dalla Giunta
  il  relativo  schema,  la Regione, in forza  della  nuova  l.r.  n.
  17/2016  -  deve  avviare  contestualmente  le  procedure  per   lo
  scioglimento  del  consiglio comunale,  sancire  la  decadenza  del
  sindaco e della sua giunta,

        invita il Presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana

   a porre in essere ogni iniziativa prevista dalle sue prerogative e
  dal   suo  ruolo  di  custode  dello  Statuto  regionale   tesa   a
  salvaguardare  la sovranità parlamentare e la funzione  legislativa
  dell'Assemblea,

                   impegna il Governo della Regione

   a  rispettare  il prescritto normativo in oggetto, stante  che  lo
  stesso non si presta a nessuna interpretazione e che rappresenta la
  volontà  del  legislatore, come si evince  chiaramente  dai  lavori
  parlamentari;

   ad  avviare immediatamente un esame analitico di ogni singolo ente
  locale  che  si  trovi  nelle casistiche previste  dalla  norma  in
  oggetto, avviando le procedure previste dalla stessa».

   La pongo in votazione con il parere favorevole del Governo.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Onorevoli  colleghi,  la  seduta è rinviata  ad  oggi,  giovedì  1
  dicembre 2016, alle ore 20.35, con il seguente ordine del giorno:

   I   -AFFIDAMENTO TEMPORANEO DELLE FUNZIONI DI DEPUTATO  REGIONALE
     SUPPLENTE A SEGUITO DELLA SOSPENSIONE DI DIRITTO DELL'ONOREVOLE
     FRANCESCO RIGGIO DALLA CARICA DI DEPUTATO REGIONALE  (Art. 3 legge
     n. 30/94)

                   La seduta è tolta alle ore 20.34

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio