Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Pogliese
La seduta è aperta alle ore 12.05
BARBAGALLO, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Cordoglio ai familiari del carabiniere Giuseppe Giangrande
gravemente ferito nell'attentato di ieri dinanzi a Palazzo Chigi
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di procedere con le
iniziative iscritte all'ordine del giorno, desidero esprimere la
mia solidarietà e vicinanza, ma sono certo anche la vostra,
all'Arma dei Carabinieri, alla famiglia ed al nostro concittadino,
il brigadiere Giuseppe Giangrande, originario di Monreale, rimasto
ferito ieri mattina nella sparatoria a Roma.
L'attuale momento di grave crisi nel Paese impone una riflessione,
diciamo tutti che non c'è più tempo da perdere e non c'è tempo da
perdere. La politica e le istituzioni devono fare più che mai la
propria parte e nel miglior modo possibile con azioni concrete e
senza retorica.
La rielezione del Presidente Napolitano e le intenzioni
preannunziate dal nuovo Governo, che ieri ha giurato nelle mani del
Capo dello Stato, vanno già, a mio avviso, in questa direzione.
Anche il Parlamento siciliano è chiamato a svolgere il suo ruolo
con responsabilità e senso del dovere.
Per questo motivo, rivolgo un invito a tutta l'Assemblea regionale
perché faccia uno sforzo unitario approvando la finanziaria nel
brevissimo tempo a disposizione.
Il mio auspicio è che si arrivi ad una legge snella, senza
appesantimenti, solo così potremo iniziare a rimettere in moto un
circuito virtuoso che rilanci subito l'economia dell'Isola,
attragga investimenti e crei nuove opportunità di lavoro,
salvaguardando i livelli occupazionali esistenti. Questa è la
risposta che dobbiamo dare, consapevoli delle difficoltà attuali.
Confido nella vostra sensibilità perché la situazione non ci
consente di indugiare oltre.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Progetto di bilancio interno dell'Assemblea regionale siciliana
per l'anno finanziario 2013 (Doc. n. 141)
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
Discussione del Progetto di Bilancio interno dell'Assemblea
regionale siciliana per l'anno finanziario 2013 (doc. n. 141).
Invito il Deputato Questore, on. Rinaldi, a svolgere la relativa
relazione.
RINALDI, deputato questore. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
l'inizio della XVI Legislatura è stato caratterizzato da un fermo
e preciso impegno, da parte del Consiglio di Presidenza, di dare un
maggiore impulso all'opera di riduzione della spesa iniziata negli
ultimi anni.
Il progetto di bilancio dell'Assemblea Regionale Siciliana per
l'esercizio finanziario 2013, corredato del preventivo per il
triennio 2013-2015, che si presenta per l'approvazione ai sensi
dell'articolo 77 del Regolamento interno, rappresenta un primo
riscontro della volontà di porre in essere ogni iniziativa capace
di determinare una riduzione degli oneri finanziari senza
compromettere il funzionamento dell'apparato Istituzionale.
Determinazione evidenziata nel documento contenente le Linee Guida
dell'azione amministrativa per l'esercizio finanziario 2013 ,
approvato nella prima seduta del Consiglio di Presidenza del 31
dicembre 2012.
Come indicato nel menzionato documento, nel corso del 2013
saranno ancora più visibili i risultati di contenimento delle
spese, i cui atti deliberativi sono stati assunti dal Consiglio di
Presidenza, riguardanti sia il trattamento economico dei dipendenti
in servizio, sia le indennità parlamentari e gli assegni vitalizi
dei deputati cessati dal mandato, in linea con le determinazioni
adottate dal Senato della Repubblica. A tali misure si aggiungono i
risparmi conseguenti a decisioni autonome del medesimo Consiglio
che hanno eliminato alcune provvidenze a favore degli ex
parlamentari non titolari di assegni vitalizio ed il contributo
dell'Assemblea per l'uso del ristorante da parte dei deputati.
Inoltre, tra queste ultime decisioni sicuramente significativa, per
il contributo che darà nel ridurre la spesa nel medio termine, è
quella adottata in tema di requisiti per conseguire il diritto al
trattamento pensionistico da parte dei parlamentari (conteggio del
periodo effettivo di mandato parlamentare con il sistema
contributivo).
Il Consiglio di Presidenza ha già adottato provvedimenti in
attuazione dei principi della riforma orientata al contenimento ed
alla razionalizzazione della spesa delle Regioni (cosiddetta
spending review) avviata dal Governo Monti che tiene conto
dell'ordinamento delle Regioni a statuto speciale. Occorrerà
promuovere le ulteriori iniziative per adeguare nei tempi previsti
l'ordinamento regionale.
Un primo obiettivo che si è inteso raggiungere, con il documento
di bilancio approvato dal Consiglio di Presidenza, è quello di
ridurre già per il 2013 di 10 milioni di euro la dotazione
ordinaria. Ciò comporterà nel quinquennio di durata della
legislatura un risparmio per le casse della Regione di 50 milioni
di euro. Questo dato, associato alla riduzione di altre entrate
proprie, determinerà per il 2013 una riduzione della spesa
dell'Assemblea rispetto allo stanziamento dell'anno precedente di
oltre 11 milioni di euro, in termini percentuali questo risultato
si traduce in una decurtazione della spesa complessiva di circa il
6,5 per cento.
Il risultato raggiunto è significativo se si pensa che la spesa
obbligatoria incide per quasi il 90 per cento del totale e, buona
parte della restante è vincolata da contratti vigenti.
Ciononostante, grazie ad un'approfondita disamina dei servizi
necessari, accompagnata a una più razionale programmazione delle
risorse disponibili, si è riusciti nell'intento senza compromettere
la qualità dei servizi e delle professionalità impiegate, ponendo
le basi per una valutazione di ulteriori margini di manovra su
singoli comparti della spesa.
Infatti, man mano che i relativi contratti giungono a scadenza,
sarà valutata la compatibilità di alcuni servizi a supporto
all'attività politico-amministrativa con i nuovi obiettivi di
bilancio. In alcuni casi si sta valutando la possibilità di
giungere a modifiche di contratti esistenti per modulare meglio i
servizi offerti ed ancorarli ai vincoli di spesa prestabiliti. Tale
operazione continuerà nel corso del 2013, pertanto, è possibile che
ulteriori risparmi saranno contabilizzati a consuntivo.
Sul fronte delle spese obbligatorie un contributo rilevante in
termini di risparmio sarà dato dai provvedimenti che hanno
riguardato il trattamento economico sia dei deputati in carica ed
ex deputati sia del personale dipendente. In particolare, le ultime
misure adottate hanno prodotto uno scostamento con i valori di
riferimento vigenti al Senato della Repubblica. Ciò è stato reso
possibile, per quanto riguarda i dipendenti, grazie all'apporto
collaborativo e responsabile delle rappresentanze sindacali del
personale che ha determinato una decurtazione significativa del
trattamento economico accessorio del personale a cui si aggiunge
una riduzione dello stipendio base a partire dal 2013. Se a tali
risultati si somma il mancato adeguamento stipendiale, il blocco
del turn-over e l'adozione del sistema pensionistico contributivo,
si può sicuramente affermare che sono state create le premesse, nel
prossimo futuro, di una riduzione di tale delicata voce di
bilancio.
La necessità di contenere la spesa unita all'altrettanta
essenziale esigenza di salvaguardare l'ingente patrimonio
architettonico di cui l'Assemblea è custode, ha indotto
l'Amministrazione a ricercare e a trovare fonti di finanziamento
esterne.
In questo contesto, meritevole di attenzione è sicuramente il
recente avvio dei lavori per la realizzazione di due impianti
geotermici a bassa entalpia per la climatizzazione di parte dei
locali del Palazzo Reale e dei locali della Chiesa dei Santi Elena
e Costantino, le cui risorse sono state interamente reperite grazie
all'approvazione dei relativi progetti da parte del Ministero dello
Sviluppo Economico quale Organismo intermedio nell'ambito del
Programma Operativo Interregionale Energie rinnovabili e risparmio
energetico FESR 2007-2013. Ciò comporterà, a parte l'indubbio
beneficio in termini di impatto ambientale, un risparmio nel
prossimo futuro nei costi di approvvigionamento di combustibile e
di energia elettrica.
Lo schema di bilancio, predisposto dal Collegio dei Deputati
Questori, è stato approvato, dopo un'attenta valutazione, dal
Consiglio di Presidenza nella seduta del 31 dicembre 2012. Nella
stessa seduta ne è stata autorizzata la gestione in regime di
esercizio provvisorio, resa esecutiva con decreto del Presidente
dell'Assemblea della medesima data.
Successivamente il Consiglio di Presidenza, nella seduta del 6
febbraio 2013, in sede di approvazione dell'accordo raggiunto con
le organizzazioni sindacali nell'ambito della Rappresentanza
permanente per i problemi del personale, ha modificato gli
stanziamenti previsti al capitolo III relativamente al costo per il
personale dipendente in modo da tenere conto dei dati contabili
scaturiti dall'accordo.
Ancora una volta il Consiglio di Presidenza è intervenuto
apportando delle variazioni al documento contabile nella seduta n.
7 del 23 e 24 aprile, per tenere conto sia dei residui accertati
alla fine dell'esercizio finanziario 2012 - il cui termine è
slittato al 31 gennaio 2013 a seguito della decisione assunta dallo
stesso Consiglio ai sensi dell'articolo 9, comma 2, del
Regolamento di Amministrazione e Contabilità - sia dell'esatta
incidenza dei costi di alcuni servizi i cui contratti erano in via
di definizione.
Il documento è stato elaborato nel rispetto dei parametri
stabiliti dal vigente Regolamento di Amministrazione e contabilità
che prevedono la ripartizione delle entrate e delle spese in
effettive ed in partite di giro , distinte in titoli ,
capitoli ed articoli . La struttura con cui sono stati
rappresentati gli stanziamenti è sostanzialmente quella utilizzata
nei due anni precedenti. Come nel 2012 gli articoli di spesa
contengono una colonna che indica quanta parte dello stanziamento è
riferita ai residui passivi che si riportano dall'esercizio
precedente. In questo modo si fornisce un'informazione utile sulle
previsioni dal momento che le stesse, essendo elaborate in termini
di cassa, non distinguono fra uscite derivanti da impegni adottati
nell'anno da quelli assunti in anni precedenti e non pagati entro
il termine dell'esercizio.
ENTRATE
Il totale complessivo delle entrate dell'Assemblea ammonta a
164.077.563,40 euro. Rispetto al 2012 le minori entrate sono pari a
11.135.656,67 euro, meno 6,4 per cento.
Le Entrate, contenute nel Titolo I, possono essere così
raggruppate:
1)Fondo Iniziale di cassa. È il frutto di risparmi maturati
rispetto alle previsioni di spesa o da maggiori entrate
contabilizzate negli anni precedenti. È pari a 4 milioni di euro e
comprende parte degli avanzi degli esercizi finanziari 2010 e 2011.
2) Dotazione ordinaria. È l'onere che grava sul bilancio della
Regione pari a 152.200.000 euro.
3) Altre Entrate. Ammontano complessivamente a 7.877.563,40 euro
e riguardano prevalentemente i contributi ai fini di quiescenza a
carico dei deputati e del personale.
Per ciò che concerne il Fondo iniziale di cassa occorre precisare
che lo stesso costituisce una fonte di finanziamento interno
derivante da risparmi conseguiti negli anni passati e che
contribuiscono ad abbattere l'onere per finanziare le spese del
2013. In sostanza si è agito sul versante delle entrate, in termini
in parte compensativi sulle poste del fondo iniziale di cassa, per
tradurre i risparmi interni in effettivi minori oneri per il
bilancio della Regione.
La proiezione nel triennio di tali economie produrrà un minore
onere per la Regione di ulteriori 12.707.080,24 euro. Pertanto se
si sommano i due valori - la minore dotazione ordinaria e i
risparmi conseguiti sul fronte interno per avanzi finanziari - nel
triennio 2013/2015 i risparmi per le casse della Regione ammontano
a 42.707.080,24 euro.
Nell'ambito di una severa politica di risparmi messa in atto dal
Consiglio di Presidenza d'intesa con i Deputati Questori, è stata
assunta la decisione di diminuire l'importo della dotazione
ordinaria a carico della Regione di 10 milioni di euro, fissandola
a 152.200.000,00 euro. Nel biennio precedente la stessa dotazione
era rimasta invariata in termini nominali, anche se gli effetti
reali hanno determinato una riduzione delle risorse disponibili.
Di seguito si riporta l'andamento della dotazione ordinaria
nell'ultimo quinquennio:
Anno Dotazione Differenza
ordinaria percentuale
rispetto
all'anno
precedente
2009 157.200.000 ----
2010 161.250.000 2,58%
2011 162.200.000 0,59%
2012 162.200.000 0%
2013 152.200.000 -6,17%
-3,18%
rispetto al
2009
Dai dati rappresentati si evince che la fase di crescita
registrata fino al 2011 si è decisamente invertita con una forte
diminuzione nel 2013. In parallelo a quello che è avvenuto sul
fronte della spesa.
La diminuzione della dotazione ordinaria, pari al 6,17 per cento,
riporta l'onere a carico della Regione, senza considerare l'effetto
inflazionistico, ai livelli precedenti al 2009.
Analizzando le Altre Entrate è il caso di ricordare che a
decorrere dall'1 gennaio 2012, è stato abrogato l'istituto
dell'assegno vitalizio per i deputati ed è stato introdotto un
sistema pensionistico contributivo analogo a quello previsto a
livello nazionale per i pubblici dipendenti. Ciò comporta una
diversa quantificazione dei contributi previdenziali a carico dei
deputati. Inoltre, dall'1 marzo 2012 sono entrate in vigore le
nuove norme che hanno sostituito nominalmente l'indennità per
cessazione di mandato parlamentare con l'assegno di solidarietà e
hanno devoluto al Fondo di Solidarietà fra gli onorevoli deputati
la competenza ad erogare tale assegno. Conseguentemente sono venute
meno le entrate relative ai contributi versati dai deputati per
tale finalità che sono state devolute al Fondo, per un ammontare di
1.740.000 euro, compensate dalle minori uscite conseguite per il
venir meno di tale prestazione a carico del bilancio
dell'Assemblea.
Fra le altre entrate figurano anche quelle derivanti
dall'applicazione delle misure decise dal Consiglio di Presidenza
nella scorsa legislatura che hanno stabilito una decurtazione del
trattamento economico dei deputati e dei dipendenti dell'Assemblea.
Tali entrate sono contabilizzate:
- all'articolo 2.7, per quanto riguarda l'abbattimento del 10 per
cento operato ai deputati per la parte di indennità parlamentare
che supera annualmente i 90 mila euro e il contributo di
perequazione a carico dei titolari di assegno vitalizio pari al 5
per cento per la parte che supera nell'anno i 90 mila euro; al
medesimo articolo è destinata la ritenuta prevista dal DPA n. 654
del 23 dicembre 2011 che ha aumentato al 20 per cento la
decurtazione per i deputati che svolgono un'attività lavorativa per
la quale sia percepito un reddito uguale o superiore al 15 per
cento dell'indennità lorda annua;
- all'articolo 2.8, i risparmi conseguenti all'abbattimento del 5,
del 10 e del 15 per cento secondo le modalità prestabilite
dall'articolo 2 del DPA n. 86 del 28 febbraio 2012, per contributo
di perequazione a carico dei pensionati dell'Assemblea.
Le entrate che si prevede di acquisire per effetto delle
disposizioni richiamate ammontano a circa 1.700.000 euro, e
costituiscono risorse aggiuntive alimentate da risparmi interni di
bilancio.
Fra le entrate figura anche il finanziamento statale concesso per
la ristrutturazione del Palazzo Ex Ministeri di proprietà
dell'Assemblea.
Le altre entrate residue riguardano: gli interessi maturati sulle
giacenze di cassa, la cui previsione si basa sui dati consuntivi
considerato che la sua esatta determinazione dipende sia
dall'andamento del tasso d'interesse stabilito dalla BCE, a cui è
ancorato il rendimento delle giacenze, sia dalla frequenza dei
versamenti operati dalla Regione in conto dotazione, mai rispettosi
negli ultimi anni delle scadenze stabilite per legge; gli eventuali
contributi ai fini di quiescenza versati da altre amministrazioni
per il servizio prestato in precedenza da dipendenti
dell'Assemblea; le indennità temporanee erogate dall'INAIL a
seguito di infortuni sul lavoro del personale; altre entrate non
preventivabili.
SPESE
La spesa complessiva per il 2013 ammonta a 164.077.563,40 euro.
Rispetto al 2012 la spesa preventivata è diminuita di 11.135.656,67
euro (6,36 per cento in meno).
La diminuzione interessa sia la spesa corrente sia quella in conto
capitale, quest'ultima in maniera più consistente a causa della
rimodulazione degli stanziamenti relativi alla ristrutturazione del
Palazzo Ex Ministeri i cui lavori non sono stati ancora avviati.
Di seguito si riporta il confronto dei dati complessivi rispetto
all'anno precedente.
L'importo della spesa complessiva risulta ulteriormente ridotta se
si considera che gli stanziamenti riguardanti le competenze dei
deputati e del personale sono iscritti al lordo delle decurtazioni
decise dal Consiglio di Presidenza in attuazione delle analoghe
determinazioni adottate dal Senato a seguito della intervenuta
normativa statale che ha introdotto un contributo di perequazione
per i pensionati e una diminuzione del 10 per cento per le
indennità parlamentari superiori a 90 mila euro annui.
Dal punto di vista contabile, la decurtazione delle indennità dei
parlamentari e del personale rappresenta una ritenuta e, in quanto
tale, affluisce fra le entrate; pertanto, per una lettura più
puntuale dei dati, lo stanziamento iscritto nei capitoli di
competenza dovrà tenere conto di questa diminuzione. A tale scopo è
stata riportata accanto alle singole voci interessate una sintetica
annotazione.
Se si tiene conto di tali riduzioni, che rappresenta un risparmio,
la spesa complessiva prevista si attesta a 162.372.563 euro.
Un esame dell'andamento delle uscite previste nell'ultimo
quinquennio evidenzia l'importanza del risultato raggiunto. Infatti
la spesa complessivamente preventivata nel 2013 è inferiore a
quella iscritta in bilancio nel 2009, come si può osservare nella
tabella che segue.
Signor Presidente, mi permetta di ringraziare gli onorevoli
Ruggirello e Oddo che hanno contribuito insieme agli uffici del
Collegio dei Questori, la realizzazione di questo documento
contabile che sottopongo agli onorevoli colleghi per
l'approvazione.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
VULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in un certo senso mi
sento un po' in imbarazzo perché dopo la relazione fatta in maniera
egregia dall'onorevole Rinaldi, credo che noi dobbiamo dare anche
un buon esempio.
Mi sembra che a partire dall'Ufficio di Presidenza debba darsi il
buon esempio. Io vorrei capire perché non possiamo risparmiare.
Credo che in questi mesi, in questi giorni e in queste ore
succedano delle cose che lasciano un po' perplessi tutti noi
cittadini. Mentre invece i cittadini soffrono la mancanza di lavoro
e tutto quello che c'è attorno alla carenza del lavoro, noi, in
quest'Aula, magari facciamo delle cose che non sono consone con
quelle che si aspettano i cittadini.
Non me ne vogliano i deputati questori ma io vorrei capire a che
servono le macchine dei deputati questori, dato che la loro
attività si svolge solo ed esclusivamente in questo Palazzo.
Signor Presidente, da giorno 2 maggio, l'Ufficio di Presidenza si
riunisca e si faccia dare le chiavi delle automobili dei deputati
questori.
Il mio amico onorevole Oddo mi guarda male ma, purtroppo, questa è
la mia idea, l'ho manifestata alcune volte. Io credo che i deputati
segretari e i deputati questori che hanno un budget, questo budget
non glielo possiamo dare più, facciano un sacrificio, glielo
dobbiamo togliere. Credo che questa sia una delle cose che dobbiamo
fare in questa Assemblea.
Ai deputati presidenti che hanno una indennità in più è arrivato
il momento di toglierla. E' insopportabile sia per la nostra
Istituzione, ma è insopportabile soprattutto per i cittadini.
Questo è quello che bisogna fare.
Lo so, signor Presidente, il mio intervento è fuori dal coro, ma
sicuramente
PRESIDENTE. Onorevole Vullo, abbassiamo i toni tutti.
VULLO. Io sono abituato a tenere sempre i toni bassi, signor
Presidente, però, alcuni privilegi, purtroppo, non li possiamo più
mantenere ed è arrivato il momento in cui li dobbiamo togliere ad
ognuno di noi.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che sia
utile che nell'approvazione del bilancio dell'Assemblea, ho visto
che gran parte delle voci sono in riduzione rispetto all'anno
precedente a fronte di un risparmio complessivo di circa dieci
milioni di euro.
Però, e lo dico con un po' di imbarazzo, ma lo dico in coerenza
con il mio giudizio assunto nei confronti della estensione
dell'Ufficio di Presidenza, che lei sa, non mi ha visto condividere
la scelta di un allargamento, seppur formalmente previsto dal
Regolamento, ma formalmente è anche previsto che i gruppi devono
essere costituiti all'atto della votazione e poi, qualora non
avessero più i requisiti, dovevano decadere dalla funzionalità, mi
sarei aspettato - e lo pongo come interrogativo - che i costi
complessivi del funzionamento del Consiglio di Presidenza - mi
riferisco ai costi delle consulenze degli addetti agli uffici di
Presidenza - fossero a parità di costo rispetto all'anno scorso,
perché è un elemento assolutamente imbarazzante il fatto che, a
fronte di tutte le riduzioni, c'è quella voce che aumenta, e
aumenta perché si è esteso il Consiglio di Presidenza.
Io penso che il Consiglio di Presidenza, a parità di costo
dell'anno scorso, debba ripartire i costi sugli attuali componenti
che sono undici rispetto ai nove che prevede il Regolamento.
Non so se lei questa decisione può, in qualche modo, assumerla in
autotutela perché, obiettivamente, si presta, e apprezzo il lavoro
che è stato fatto di riduzione in maniera generalizzata del
bilancio, però quella è una delle voci che, obiettivamente risalta
proprio perché costituisce uno dei costi che, invece, a mio avviso,
doveva essere quanto meno mantenuto rispetto all'anno precedente e
non certo avere un aumento in funzione del fatto che sono
aumentanti i componenti del Consiglio di Presidenza.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
rivolgere un plauso convinto alla Presidenza dell'Assemblea
regionale e all'Ufficio dei Questori per il lavoro che hanno
svolto.
In effetti, non avete soltanto realizzato un risparmio oggettivo
tagliando tutta una serie di voci che fanno parte di una
consuetudine ma per tempi che non sono quelli che stiamo vivendo.
Sono convinto, infatti, che ciascuno di noi, ad esempio, possa
pagarsi un pranzo medio in Assemblea regionale senza accollare alla
collettività il buono per il pasto dei deputati, sono convinto - e
l'ho detto signor Presidente, ma ne torneremo a discutere - che il
numero di auto blu che sono presenti in questa Regione debbano
trovare un sostanziale correttivo.
Sono convinto, però, signor Presidente, che se, come ha fatto il
collega onorevole Cracolici che mi ha preceduto - ma non è un fatto
personale tra me e l'onorevole Cracolici - le consuetudini che sono
diventate veri obiettivi spazi di democrazia, sotto una malcelata
volontà di spending review, finiscono per essere compressi, noi
perdiamo di vista qual è il ruolo, qual è il profilo e,
soprattutto, perdiamo di vista quale deve essere il rapporto
istituzionale e, perché no, anche personale all'interno di una
Assemblea così prestigiosa.
L'onorevole Cracolici lamenta l'aumento delle somme relative alle
spese dell'Ufficio di Presidenza.. L'onorevole Cracolici non può
dimenticare che, nella scorsa legislatura, i gruppi parlamentari
erano quattro. Quattro
Il nostro Regolamento dice che per ogni gruppo parlamentare è
stabilito che vi sia un componente dell'Ufficio di Presidenza.
L'onorevole Cracolici sa bene e, ripeto, non è un fatto personale
ma un ragionamento politico, che la fine di un tempo - perché
siamo, secondo me, in un momento di passaggio da un tempo della
politica ad un altro - prevede fibrillazioni oggettive.
Non so più quanti gruppi parlamentari abbiamo oggi in Assemblea,
onorevoli colleghi, perché ogni giorno ce n'è uno nuovo. Accusare
allora l'Ufficio di Presidenza di avere aumentato le spese relative
a questo budget quando già ad inizio legislatura i gruppi
parlamentari erano nove e non più quattro, mi sembra che sia
sbagliato aprire l'ombrello se si mette a piovere perché mi pare
tautologico. Stiamo parlando di una consuetudine politica più che
trentennale e di un articolo del Regolamento che dà un'indicazione
precisa.
Signor Presidente Ardizzone e Ufficio di Presidenza tutto, avete
la piena disponibilità e il pieno appoggio quando si tratta di
risparmi ma non fate l'errore che, a mio parere, in maniera
assolutamente sommessa, credo stia commettendo il collega che mi ha
preceduto, di inserire nella spendig review anche gli spazi di
democrazia. Quello sarebbe un errore che le future generazioni,
quando torneremo ad avere momenti di serenità, che non coinvolgano
questo dibattito politico, non ci perdonerebbero.
CIRONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIRONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che il
dibattito che si sta affrontando sul bilancio delle spese
dell'Assemblea sia un bilancio estremamente significativo ed anche
- se mi consentite - pregno di un simbolismo e della capacità cioè
di relazionarsi di questa importante istituzione regionale con la
società siciliana, con l'opinione pubblica.
Mi sorprende, perciò, avere potuto vedere solo stamattina la ampia
e documentata relazione che qui stamattina è stata illustrata
dall'onorevole Deputato Questore Rinaldi, perché credo che su
questa noi avremmo dovuto, nelle commissioni di merito, essere non
solo interrogati ma anche potere offrire nostre precise opinioni.
Io penso di potermi soffermare solo su due questioni. Credo che
dagli sforzi enormi, importanti che il Consiglio di Presidenza, e
la Presidenza dell'Assemblea hanno fatto per razionalizzare ed in
qualche modo risanare la spesa della nostra istituzione, forse due
questioni andavano maggiormente attenzionate e su queste io
richiamo l'attenzione dei colleghi.
La prima questione è quella che riguarda la responsabilità di
ciascun deputato. Noi siamo chiamati ad offrire alla società
siciliana l'esempio di una politica generosa, capace di
interpretare il momento difficile che il nostro Paese sta
affrontando e, nonostante si siano fatti passi avanti e si siano,
in qualche modo, persino anticipati i passaggi che derivano, per
esempio, dalle scelte del Senato della Repubblica, io credo che in
materia di indennità e di finanziamento complessivo del lavoro dei
deputati si debba operare in modo più ampio e più articolato.
Non uscirei bene oggi da questa Assemblea leggendo quelle righe
nelle quali, in modo un po' clandestino, ci sottraiamo a
responsabilità precise. Noi dobbiamo dare segnali precisi, io mi
auguro che dal Consiglio di Presidenza e dalla Presidenza rispetto
alle indennità, rispetto ai rimborsi spese, rispetto ai rimborsi
per viaggi si dicano, durante questo dibattito, parole più nette.
Noi abbiamo il dovere di rispondere ad una domanda forte che,
peraltro, si esprime in modo sempre più aggressivo, e questa
relazione è, a mio avviso, non adeguata al momento che stiamo
vivendo.
La seconda questione è - ed esprimo il compiacimento per le
notizie che vengono date circa la cura che noi mettiamo nei
confronti della sede nella quale operiamo - che rispetto a questa
sede, i 90 deputati - l'Assemblea regionale - hanno obblighi
maggiori di quelli che stanno riuscendo ad espletare, nel senso che
noi viviamo le nostre giornate in un palazzo di straordinario
rilievo storico un patrimonio importantissimo dell'intera Regione,
al quale bisogna sempre di più metter mano per renderlo, per
difenderlo dall'usura del tempo e, nello stesso tempo, per
attrezzarlo in modo tecnologicamente avanzato e accogliere, dunque,
il lavoro dei gruppi parlamentari.
Penso anche che le risorse importanti, ma non sicuramente
significative, sono state individuate sia per la Biblioteca
regionale che per l'Archivio storico.
Noi abbiamo due, anzi, abbiamo - devo dire - una ricchezza
straordinaria, un patrimonio librario, una emeroteca, un Archivio
storico di un tale rilievo che vederlo non adeguatamente
supportato, non adeguatamente proiettato all'esterno, non
adeguatamente collegato con i centri universitari, con i centri di
cultura è una diminutio del ruolo che, invece, questa istituzionale
regionale può avere nei confronti dell'alta cultura e dell'alta
cultura giuridica.
Lo dico perché, anche in questo ambito, io credo che uno sforzo
significativo, in questa sede o in quelle che la Presidenza, con la
sensibilità che è nota, vorrà dedicarvi, noi dovremo interrogarci e
fare uno sforzo in più; noi, dunque, dovremo, intervenendo sui
nostri monumenti ma anche sulla istituzione che abbiamo l'onore e
l'onere di rappresentare vivendovi interamente giorno dopo giorno,
noi abbiamo obbligo, secondo me e anche obbligo immediato di
pensare a dare di noi una migliore opinione, di far crescere
nell'opinione pubblica siciliana una fiducia ed una credibilità
maggiore ed il segno di una consapevolezza di questo può essere
apprezzato - io credo - debba essere apprezzato e ad esso dobbiamo
fare fronte con generosità e lungimiranza.
RINALDI, Deputato Questore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI, Deputato Questore. Signor Presidente, onorevoli colleghi
- all'inizio probabilmente non c'erano i colleghi - io voglio
evidenziare lo sforzo che ha fatto questo Consiglio di Presidenza
tagliando di 11 milioni di euro il bilancio dell'Assemblea
regionale siciliana che equivale al taglio che è stato effettuato
alla Camera dei Deputati, quindi, credo, che sia stato fatto un
lavoro egregio da parte di questo Consiglio di Presidenza e voglio
anche ribadire il taglio che è stato fatto alle auto blu che da 17
passano ad 8 che è il minimo indispensabile per le esigenze
quotidiane ed ordinarie di questa Assemblea, quindi, credo che,
poi, fare un eccesso per tutte le cose a volte poi si rischia di
rendere un servizio inefficiente e non di qualità.
Voglio ricordare a me stesso, ma ricordo anche a tutti i colleghi,
che questo è il Parlamento più antico dell'Europa, quindi, dare
anche un minimo di dignità e un riconoscimento al lavoro dei
Deputati non fa male a nessuno.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi abbiamo
attenzionato il bilancio dell'Assemblea regionale siciliana,
chiaramente la riduzione di spesa di 10 milioni di euro ci fa molto
piacere, il lavoro lo abbiamo apprezzato. Volevamo puntualizzare -
e per questo presenteremo anche due ordini del giorno relativamente
a questa cosa visto che non c'è la possibilità di fare emendamenti
- rispetto al capitolo V, il 5.1, dove all'interno di questa voce
sono previsti anche i Comandati' per cui crediamo che, in
un'ottica di spending review, possiamo fare a meno anche di questa
spesa accessoria.
Per quanto riguarda, invece, il contributo per le attività degli
intergruppi, 100 mila euro, anche questi credo che possano essere
eliminati da questa spesa e, poi, per quanto riguarda anche il
noleggio e la gestione delle autovetture di servizio, credo che, in
questo momento, chi ha la necessità di rappresentare questa
Assemblea e mi riferisco a lei, caro Presidente Ardizzone, è ovvio
che utilizzi una macchina di rappresentanza per rappresentarci al
meglio, tutte le altre credo che siano superflue in un'ottica di
tagli e anche per questo stiamo presentando un ordine del giorno.
Grazie.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non ci sono
dubbi che l'epoca è particolarmente difficile, è un'epoca di grande
delegittimazione nei confronti della classe politica in generale,
io lo capisco anche e, permettetemi, lo noto anche
dall'atteggiamento che certe volte abbiamo anche in Aula dove non
riusciamo a sentire e a seguire neanche i colleghi che
intervengono, perché forse i primi a delegittimare il nostro stesso
lavoro siamo noi stessi. Lo facciamo con gli atteggiamenti, lo
facciamo con i comportamenti e, ovviamente, lo facciamo anche con
le dichiarazioni.
Chi parla, nonostante sia nuovo dell'esperienza parlamentare, ha
svolto altri ruoli: sono stato amministratore e sono stato sempre
attento a quello che è l'utilizzo del bene pubblico sia in termini
di risorse, sia in termini di mezzi, tutto quello che concerne
l'attività amministrativa.
Però, dobbiamo stare attenti, non possiamo, cari amici, continuare
a delegittimare il nostro stesso operato che, fermo restando,
l'attività politica, non può essere misurata attraverso il taglio
di un'auto blu o attraverso una riduzione o la rinunzia di un
ufficio per poter espletare il nostro mandato. È ovvio che
l'attività politica che oggi ci chiedono con forza è quella delle
risposte per poter continuare a vivere, per poter evitare di
chiudere le imprese, per poter dare un futuro ai propri figli. Non
dimentichiamo che il compito principale
(Brusìo in Aula)
Signor Presidente, io le chiedo perdono, ma mi sembra di essere
all'asilo.
PRESIDENTE. L'onorevole Dipasquale sta svolgendo il proprio
intervento cercando di evidenziare i punti critici ma anche i punti
positivi di questo bilancio e merita ascolto.
DIPASQUALE. Quindi, dobbiamo stare molto attenti, partendo da
quelle, ovviamente, che sono le richieste che ci vengono fatte dal
popolo siciliano in termini di risparmio, e mi pare che questa
finanziaria - compresa la finanziaria del Parlamento - dia un
segnale concreto di un risparmio, sia in termini di risorse, sia in
termini di beni e di mezzi. Ma ritengo che sia fondamentale non
dimenticare che poi, alla fine, esiste anche il buon senso che
ognuno di noi deve avere, perché a nessuno di noi è impedito, o
viene impedito, di prendere parte dell'indennità e darla in
beneficenza a chi si vuole, a nessuno di noi viene impedito, se ha
a disposizione un'auto, di non utilizzarla o di utilizzarla nei
momenti strettamente necessari.
Allora, smettiamola di fare demagogia su tutto questo, prendiamo
atto che sono state ridotte delle somme importanti e che sono state
fatte delle rinunce che c'erano state chieste da parte dei nostri
concittadini, e pensiamo, invece, ad entrare in merito a quella che
deve essere la ripresa della nostra Regione, la ripresa della
nostra isola.
Nonostante i tempi difficili, difficilissimi, nonostante una
Sicilia che avevamo trovato davanti al fallimento, stiamo chiudendo
un bilancio e sono sicuro che attraverso l'impegno costante,
costruttivo, che abbiamo notato esiste all'interno delle
Commissioni e che esiste all'interno dell'Aula, sono sicuro che ci
riapproprieremo di una cosa che è la più importante di tutte che è
la dignità di essere uomini, di essere politici e di essere al
servizio delle nostre comunità.
LEANZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo solo per
sottolineare come quest'anno il bilancio dell'Assemblea si sia
potuto discutere apertamente. Si sono viste le carte in maniera
compiuta; c'è stata una relazione importante e ci sono stati gli
interventi dei colleghi parlamentari.
Ritengo che siamo sulla strada giusta nel senso di togliere alcuni
sprechi, alcuni benefici, alcuni benefit e sono convinto che man
mano che andiamo avanti, considerato gli ultimi impegni che abbiamo
assunto nella Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,
certamente, anche con l'applicazione in seguito delle norme
nazionali, ci sarà una ulteriore razionalizzazione delle spese.
Devo dare, quindi, atto ai Questori, all'Ufficio di Presidenza e
al Presidente che hanno lavorato in questa ottica e, quindi, per
quanto ci riguarda ci sembra veramente un ottimo passo avanti. Per
il resto, evitiamo le demagogie, le cose che non servono. In questo
momento c'è bisogno di maggiore concretezza e soprattutto di
camminare tutti verso una direzione che è quella dello sviluppo
della Sicilia.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di passare all'approvazione
dei singoli Capitoli, mi corre l'obbligo di evidenziare, sulla base
degli interventi che si sono svolti, che si è parlato dell'aumento
di alcune voci. Il nostro è un bilancio di cassa. Leggerete nelle
varie colonne che si parla di residui passivi per cui se c'è
qualche aumento è perché ci riportiamo nel 2013 gli impegni che
erano stati assunti nel 2012.
Questo lo dico per chi ci sta ascoltando e perché non si dia la
sensazione, dopo gli sforzi che sono stati fatti e - credetemi -
sono stati notevoli, nella consapevolezza che altri se ne dovranno
fare, di riduzione dei costi della politica, come si suol definire.
Per quanto riguarda la pubblicità di questo atto devo dire che,
per la prima volta, questo bilancio dell'Assemblea è sul sito
dell'Assemblea, lo abbiamo ampiamente pubblicizzato, dai primi di
gennaio, quindi, è stato possibile a tutti visionarlo.
Per quanto riguarda l'ultimo intervento mi dà la possibilità di
ribadire ancora una volta in Aula, ma lo ha fatto l'onorevole
Rinaldi nella qualità di componente del Collegio dei Questori,
quando ha evidenziato, con riferimento al decreto Monti, che pur
non essendo obbligati - e sapete quanto è stato complesso il
ragionamento per i contratti in itinere che c'erano con il
personale - pur non essendo giuridicamente obbligati, abbiamo
contratto la spesa evidenziando una ulteriore riduzione nei
confronti dei Gruppi.
L'onorevole Leanza faceva riferimento, ma c'è la sollecitazione di
tutti i Presidenti dei Gruppi parlamentari - l'onorevole Gucciardi
più volte lo ha evidenziato - di dare attuazione al decreto Monti.
Non c'è stato da parte nostra nessun temporeggiare, tutt'altro E'
proprio di pochi giorni fa, del 3 aprile, vi sono tutta una serie
di questioni di carattere tecnico che sono all'esame del Consiglio
di Presidenza e pubblicamente devo ringraziare l'onorevole avvocato
Barbagallo che, d'intesa con l'Avvocatura generale dello Stato, con
l'avvocato Dell'Aira, d'intesa con gli Uffici dell'Assemblea,
stiamo cercando di rendere più possibile - è la verità - perché non
si comprendono - non ha bisogno dei miei complimenti - non si
comprendono, altrimenti, gli sforzi, è proprio del 3 aprile una
decisione dell'adunanza plenaria della Corte dei Conti per quello
che riguarda il problema della rendicontazione dei Gruppi.
E' chiaro che noi non ci possiamo sottrarre, né ci dobbiamo
sottrarre, alle norme imposte dal decreto Monti ed uno dei primi
atti che arriverà all'esame di questa Assemblea, perché non avremo
alcuna scadenza né il 23 dicembre né altro, ma nonostante non
avessimo alcuna scadenza, ripeto, abbiamo contenuto i costi,
dovremo recepire il decreto Monti nella sua interezza, con tutte le
difficoltà di ordine interpretativo che ci sono, perché siamo
Regione a Statuto speciale. Ma vi posso dire che, d'intesa con i
Presidenti delle altri Regioni a Statuto speciale, si farà un
percorso unitario in tal senso. Quindi, l'Aula sarà chiamata al
recepimento perché, ripeto, non faremo impugnative, non abbiamo
fatto impugnative in tal senso, non è un capriccio di questa
Presidenza ma, avendo sentito i Capigruppo, è una scelta condivisa
da tutto il Parlamento.
Correttamente l'onorevole Cancelleri ha evidenziato che il
bilancio dell'Assemblea non è emendabile.
Per la prima volta dal 2009 abbiamo un bilancio in riduzione di
oltre 11 milioni, abbiamo interloquito col Governo regionale ed
abbiamo detto che avremmo provveduto noi stessi alla riduzione
delle spese, sostanzialmente a fare una riduzione di ben 10 milioni
di euro per quel che riguardava la dotazione.
Mi ha dato lo spunto l'onorevole Cirone nell'evidenziare che
questo è un monumento, è un palazzo storico, ci sono dei beni che
vanno tutelati, è diverso dagli altri Consigli regionali. E su
questo noi dobbiamo porre mano.
Così come dobbiamo dire che durante la precedente legislatura,
Presidente l'onorevole Cascio, sono state avviate una serie di
iniziative amministrative con l'allora Consiglio di Presidenza che
permettevano di attingere ai finanziamenti comunitari. Tutti i
lavori che voi vedete fuori esistono grazie al lavoro che è stato
fatto in precedenza. Quindi, guardiamo anche di positivo ciò che
abbiamo; poi, per carità, possiamo vedere il bilancio da centomila
punti di vista.
Quando si parla di bilancio della Regione siciliana come se fosse
il bilancio di un'Assemblea che per valori assoluti costa di più,
io amo ribadire che siamo l'unico Parlamento - alcuni dicono
Consiglio regionale - che si fa carico con il proprio bilancio del
pagamento delle pensioni del personale che va in quiescenza, pari a
40 milioni di euro. Questo affinché ci sia un'esatta informazione
fuori. Se noi togliamo questa cifra vediamo come siamo al di sotto
degli altri Consigli regionali, impropriamente diciamo che anche
noi siamo Consiglio regionale.
Onorevoli colleghi, non avendo alcun altro deputato chiesto di
parlare, dichiaro chiusa la discussione generale e pongo in
votazione il passaggio all'esame del documento contabile n. 141.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'Entrata.
Do lettura del Fondo iniziale di cassa. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura del Titolo I - Entrate effettive: capitoli I e II.
Li pongo congiuntamente in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Sono approvati)
Do lettura del Titolo II - Partire di giro: capitoli dal III
all'VIII.
Li pongo congiuntamente in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Sono approvati)
Si passa alla Spesa.
Do lettura del Titolo I - Spese correnti: capitoli dal I al XVII.
Li pongo congiuntamente in votazione.
CRACOLICI. Dichiaro di astenermi.
CIACCIO. Dichiaro di astenermi.
LACCOTO. Dichiaro il mio voto contrario.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo congiuntamente in votazione i capitoli dal I al XVII. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Sono approvati)
Do lettura del Titolo II - Spese in conto capitale: capitoli dal
XVIII al XXI. Li pongo congiuntamente in votazione.
LACCOTO. Dichiaro il mio voto contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Sono approvati)
Si dà lettura del Titolo III - Partite di giro: capitoli dal XXII
al XVII.
Li pongo congiuntamente in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Sono approvati)
Si passa al preventivo per il triennio 2013-2015.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Comunica che sono stati presentati tre ordini del giorno:
- numero 33 Riduzione del numero delle auto di rappresentanza
presso l'Assemblea regionale siciliana, a firma dell'onorevole
Cancelleri e di tutti i deputati del Movimento 5 Stelle;
- numero 34 Abolizione del personale comandato presso l'Assemblea
regionale siciliana , a firma dell'onorevole Cancelleri e di tutti
i deputati del Movimento 5 Stelle;
- numero 35 Iniziative al fine del contenimento delle spese
dell'Assemblea regionale siciliana , degli onorevoli Vullo e
Panepinto.
Onorevoli colleghi, il fatto che siano stati presentati degli
ordini del giorno è estremamente positivo perché, come ha
evidenziato l'onorevole Leanza, c'è stato il dibattito, si
presentano gli ordini del giorno, penso che nessuno si discosti
dalla linea del contenimento dei costi.
Do lettura, a grandi linee, dei tre ordini del giorni: due sono a
firma del Movimento 5 Stelle e il terzo è a firma degli onorevoli
Vullo e Panepinto.
Quello del Movimento 5 Stelle così recita: Nell'ottica del
processo di spending review necessario ad un ridimensionamento dei
costi dell'Amministrazione regionale, appare alquanto necessario un
effettivo e progressivo contenimento delle spese relativo al
personale comandato, ove superfluo. Si invita il Consiglio di
Presidenza ad intervenire per la totale soppressione del personale
comandato in servizio presso l'Assemblea regionale siciliana .
Si parlava di superfluo, ma è chiaro che si farà un ragionamento
all'interno del Consiglio di Presidenza. Lo possiamo fare nostro
come Consiglio di Presidenza, lo possiamo dare per approvato.
Do lettura, sommariamente, dell'altro ordine del giorno:
L'Assemblea regionale invita il Consiglio di Presidenza a ridurre
il numero delle auto di rappresentanza ad una unità per gli scopi
rappresentativi del Presidente dell'Assemblea regionale siciliana .
CASCIO FRANCESCO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Cascio, su questo argomento si è già
espresso il Presidente del Collegio dei Questori. C'è già stata un
intervento del Presidente del Collegio dei Questori il quale ha
evidenziato che c'è già stata una riduzione.
Nel mio intervento, prendendo spunto da alcuni interventi che ci
sono stati in Aula, ho detto che nel mese di maggio quest'Aula sarà
impegnata propria sull'applicazione del Decreto Monti. Per cui, ci
sono degli inviti che vengono fatti al Consiglio di Presidenza, che
chiaramente ne dovrà tenere conto, ma dovrà tenerne conto l'Aula.
CASCIO FRANCESCO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO FRANCESCO. Ho chiesto di intervenire sul precedente ordine
del giorno.
PRESIDENTE. Quello sui comandati.
CASCIO FRANCESCO. Sì, esattamente. Mi è sembrato di capire che lei
l'abbia dato per votato. L'Assemblea non ha votato, credo; non mi è
sembrato che l'Assemblea lo abbia votato.
Poiché sono contrario a questo ordine del giorno, vorrei che lei
ribadisse la votazione o ci spiegasse cosa intende fare.
PRESIDENTE. Considerato che, nell'ottica del processo di spending
review, necessario ad un ridimensionamento dei costi
dell'amministrazione regionale, appare alquanto necessario un
effettivo e progressivo contenimento delle spese relative al
personale comandato, ove superfluo . Quindi, dovremo discutere
sulla superfluità del personale comandato.
CASCIO FRANCESCO. Signor Presidente, dovremo anche discutere
sull'effettivo risparmio nell'abolizione della figura dei
comandati, visto che i comandati sono impiegati
dell'Amministrazione regionale o dell'Amministrazione comunale o
delle defunte Province, si tratta sempre di personale che viene
pagato dalla Regione e, quindi, non c'è aumento di costi.
Se parliamo di spending review, non è questo l'argomento su cui
dobbiamo confrontarci, per cui io sono contrario a questo ordine
del giorno, per una questione di principio.
Signor Presidente, io invito al ritiro di questo ordine del
giorno. Nel caso in cui lei intendesse metterlo in votazione, io
sarei contrario.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Pogliese
LACCOTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io apprezzo questa
corsa che tutti di noi abbiamo verso la riduzione delle spese, gli
annunci fatti sul recepimento del Decreto Monti, etc.
Non capisco, però, come mai l'esempio non si debba dare dall'alto,
nel senso che noi deputati veniamo qui cercando di fare il nostro
lavoro e facendo, bene o male, quelle che sono le indicazioni che
vengono dal territorio e su questi annunci fatti più volte da lei,
signor Presidente, sul recepimento del Decreto Monti, penso che
sarebbe più opportuno, se è vero, ma io non ci credo, che
nell'Ufficio di Presidenza ci sono impiegati esterni, a cominciare
dal taglio degli impiegati esterni, che, credo, rispetto al lavoro
che debbano fare, per essere chiari, non servono a nulla.
Poi, vi sono due tipi di comandati: o tutti cerchiamo di essere
responsabili nel non fare annunci all'esterno oppure dobbiamo
iniziare da quelle che sono le spese superflue. I comandati o gli
esterni, in una situazione rispetto a quelli che sono i compiti
dell'Ufficio di Presidenza, non credo servano più di quanto possano
servire quelle che sono spese indispensabili per i deputati.
Prima di fare gli annunci esterni, iniziamo a fare un'ipotesi
dettagliata dell'esame. Ecco perché, se lei mi avesse fatto parlare
prima, non saremmo arrivati a questo punto.
PRESIDENTE. I tre ordini del giorno sono accettati come
raccomandazione, perché sono inviti presentati al Consiglio di
Presidenza.
L'ordine del giorno degli onorevoli Vullo e Panepinto riguarda il
taglio adeguato delle auto in dotazione e questo lo abbiamo detto
ed è ripetitivo di quanto si è già detto. Delle indennità e dei
budget componenti il Consiglio di Presidenza e delle indennità
stabilite per il Presidente e i vicepresidenti, siccome tutto
questo è oggetto del decreto Monti e ci misureremo in Aula, vengono
accettati come raccomandazione.
Pongo in votazione l'intero Documento numero 141 con gli annessi
ed allegati.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, esprimo la mia soddisfazione perché,
finalmente, c'è stato un dibattito in quanto non c'è nulla da
nascondere, anche per quello che riguarda il discorso dei
comandati. L'ha voluto evidenziare e debbo dire opportunamente
l'onorevole presidente Cascio.
Se vedete qualche cifra in aumento, anche in questo caso, noi
siamo per casse e non siamo per competenza, quindi si tratta di
residui che vengono riportati. Confermo che c'è stata
nell'interesse generale una riduzione dei costi del Parlamento.
Abbiamo approvato il progetto di bilancio interno dell'Assemblea
Regionale Siciliana, abbiamo accettato come raccomandazione i tre
ordini del giorno. Ripeto, anche questo è un fatto positivo,
l'approvazione di ordini del giorno è molto datata nel tempo.
Rispetto alla tabella di marcia che ci eravamo dati che era quello
di passare in mattinata alla discussione dei disegni di legge
Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2013 e bilancio pluriennale per il triennio 2013-2015.
(nn. 68 - 68bis - 68ter/A) e successivamente al disegno di legge
Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2013. Legge di
stabilità regionale. (n. 69/A) dovevamo continuare con il
bilancio di previsione della Regione.
Vista l'ora e considerata anche l'esigenza espressa dall'assessore
Bianchi e da diversi Capigruppo, si era deciso di rinviare la
seduta alle ore 16.00, invece la seduta sarà rinviata alle ore
15.00. Alle ore 14.30 avrà luogo una brevissima riunione con i
Presidente dei Gruppi parlamentari, e ci tengo a precisare
soltanto con i Presidenti dei Gruppi parlamentari, per stabilire i
tempi di marcia.
Pertanto, la seduta è sospesa e riprenderà alle ore 15.00.
(La seduta, sospesa alle ore 13.17, è ripresa alle ore 16.05)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Discussione dei disegni di legge Bilancio di previsione della
Regione siciliana l'anno finanziario 2013 e bilancio pluriennale
per il triennio 2013-2015 (nn. 68 - 68bis - 68ter/A) e
Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2013.
Legge di stabilità regionale (n. 69/A)
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Discussione dei disegni di legge Bilancio di previsione della
Regione siciliana l'anno finanziario 2013 e bilancio pluriennale
per il triennio 2013-2015 (nn. 68 - 68bis - 68ter/A) e
Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2013. Legge di
stabilità regionale (n. 69/A).
Invito i componenti la II Commissione bilancio' a prendere posto
nell'apposito banco alla medesima assegnato.
Onorevoli colleghi, ricordo che nella seduta precedente era stato
approvato il passaggio all'esame degli articoli.
Avverto preliminarmente che l'ordine di esame e di votazione dei
singoli articoli del disegno di legge di bilancio (a legislazione
vigente) e del disegno di legge finanziaria avverrà in base a
quanto prescritto dall'articolo 121 sexies del Regolamento interno.
Si procederà, quindi, innanzitutto all'esame della votazione degli
articoli e delle tabelle del disegno di legge di bilancio e dei
relativi emendamenti.
Esaurita tale fase si sospenderà la discussione del disegno di
legge di bilancio non passando immediatamente alla sua votazione
finale, ma procedendo alla successiva fase B .
Fase B . Si passerà, quindi, all'esame ed alla votazione dei
singoli articoli e delle tabelle del disegno di legge finanziaria
con i relativi emendamenti.
Esaurita anche tale fase si passerà direttamente alla votazione
finale del disegno di legge finanziaria.
Approvato il disegno di legge finanziaria si sospenderà la seduta
d'Aula per consentire al Governo di predisporre la Nota di
variazione al bilancio, conseguente all'approvazione della legge
finanziaria.
Durante tale sospensione, la Commissione bilancio si riunirà per
esprimere sulla stessa Nota il parere di quell'articolo 73
quinquies del Regolamento interno.
Si passerà, infine, alla votazione della Nota di variazione e alla
votazione finale del disegno di legge di bilancio, modificata in
base al contenuto della stessa Nota.
Con particolare riferimento agli emendamenti al bilancio e alla
finanziaria, la Presidenza avverte che il loro contenuto si
conforma sia a quanto previsto dalla legge che alle disposizioni
generali in materia di emendamenti ed a quelle appositamente
dettate dal Regolamento interno.
Gli emendamenti che prevedono maggiori spese devono recare
puntuali indicazioni sulle necessarie compensazioni.
Nel valutare la natura compensativa o meno degli emendamenti, la
Presidenza considererà inammissibili gli emendamenti:
a) privi di compensazione;
b) la cui compensazione in base agli elementi disponibili risulti
insufficiente;
c) recanti compensazione manifestamente inidonea sul piano
formale;
d) recanti compensazione tra variazione delle tabelle del bilancio
e delle tabelle della finanziaria.
Spetta, invece, al Governo fornire ulteriori dati ed elementi di
informazione che dimostrino l'eventuale inadeguatezza delle
modalità di compensazione previste dall'emendamento. In tali casi,
l'ammissibilità potrà essere riconsiderata alla luce degli elementi
eventualmente forniti dal Governo.
Si passa all'esame del bilancio di previsione per l'anno 2013.
Si dà lettura dell'articolo 1 (Stato di previsione dell'entrata)
del disegno di legge numero 68- 68 bis-68 ter/A, la cui discussione
si sospende per passare all'esame della Tabella A del documento di
bilancio.
La Presidenza avverte che l'approvazione delle unità previsionali
di base (UPB) delle entrate e dell'articolo 1 avverrà facendo salve
le modifiche conseguenti all'approvazione della legge finanziaria.
Si esamina lo stato di previsione dell'Entrata - Tabella A: Avanzo
finanziario presunto.
La Presidenza avverte che si procederà a votare le unità
revisionali di base dell'entrata secondo le Amministrazioni
competenti ed il titolo, a partire dall'Amministrazione
Assessorato dell'Economia'.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento BIL 51.
Comunico, altresì, che è stato presentato dal Governo
l'emendamento BIL 51.1, interamente sostitutivo dell'emendamento
BIL 51.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
BIANCHI, assessore per l'economia. Favorevole.
LEANZA. Chiedo di Parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in particolare
PRESIDENTE. Inviterei i parlamentari però a non interloquire con
gli assessori, in particolar modo con l'assessore Bianchi, perché
dagli interventi dei singoli parlamentari, penso che poi si
desidererà una risposta da parte dell'assessore Bianchi.
LEANZA mi riferisco a lei e all'assessore Bianchi. Ho dato una
lettura degli emendamenti presentati al bilancio. Tutte le risorse
vengono prese dall'articolo 21.57.04, che è l'articolo dei fondi
globali, che però tutti sappiamo sono i soldi destinati ai precari,
vale a dire che finanziano i precari nell'ultimo periodo.
Volevo capire se veramente è così, perché se è così rischiamo di
spogliare se non è così ovviamente il Governo si adopererà a dare
il parere che ritiene più opportuno. Però, mi sembra che sono
tantissime le risorse che vengono prese da questo fondo, non so se
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Leanza, conciso e chiaro. Il parere
del Governo?
BIANCHI, assessore per l'economia. La risposta è altrettanto
concisa e chiara. La destinazione dei fondi globali è tutta
vincolata al pagamento dei precari nell'ipotesi che si riesca ad
ottenere la proroga. La proroga dopo il 31 luglio e quindi fino al
31 dicembre. Quindi, la dotazione di quel fondo è giusta, è
parametrata per il pagamento del personale precario della Regione e
dei Comuni dal 31 luglio al 31 dicembre 2013.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Malgrado il prelievo non c'è rischio per la copertura ulteriore?
Malgrado il prelievo che viene fatto con questi emendamenti viene
fatto salvo lo stanziamento da agosto o da settembre in poi?
BIANCHI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BIANCHI, assessore regionale per l'economia. E' il contrario.
Stiamo parlando di due cose diverse. Una cosa sono gli emendamenti
del Governo, che sono un'altra cosa.
L'onorevole Leanza si riferiva, invece, agli emendamenti previsti
qui nel testo che è stato distribuito, che prevede numerosi
emendamenti non del Governo.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
L'emendamento BIL 51.1 è del Governo, però, assessore Faceva
riferimento a questo. Se l'emendamento BIL 51.1 non compromette lo
stanziamento finale per quanto riguarda i precari, il problema non
esiste.
BIANCHI, assessore per l'economia. L'emendamento BIL 51.1 è tutta
un'altra cosa Il BIL 51.1 è un emendamento al bilancio che, in
realtà, prevede un intervento sulle entrate: cioè prevede un
incremento di 55 milioni 850 mila euro nel 2013, relativo ad un
incremento delle entrate per effetto di un adeguamento della
dinamica che prevediamo del gettito tributario in base
all'andamento del primo trimestre 2013. Non ha, quindi, nulla a che
fare con la copertura, anzi sono nuove entrate che, poi, vengono
accantonate nel BIL 52.1 in larga misura in un fondo che viene
trasferito alla finanziaria per dare copertura ad altri
emendamenti.
La questione che poneva l'onorevole Leanza non riguardava questi
emendamenti del Governo, ma gli altri emendamenti non del Governo.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla Economia - Entrate correnti in conto capitale per
accensione di prestiti , dalla UPB 4.3.1.1.1 alla UPB 4.2.3.8.1.
Non sono stati presentati emendamenti.
Pongo in votazione la rubrica Amministrazione ed economia , così
come emendata con l'emendamento Bil 51.1.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa alla rubrica Presidenza della Regione - Entrate
correnti, in conto capitale e per accensione di prestiti , dalla
UPB 1.2.1.4.1 alla UPB 1.6.1.5.3.
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa alla rubrica Attività produttive - Entrate correnti ed
in conto capitale , dalla UPB 2.2.1.4.1 alla UPB 2.2.2.7.2.
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa alla rubrica Beni culturali e identità siciliana -
Entrate correnti ed in conto capitale dalla UPB 3.2.1.4.1 alla UPB
3.2.2.6.1.
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa alla rubrica Energia e servizi di pubblica utilità -
Entrate correnti ed in conto capitale dalla UPB 5.2.1.4.1 alla UPB
5.3.2.6.1.
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa alla rubrica Famiglia, politiche sociali e lavoro -
Entrate correnti ed in conto capitale , dalla UPB 6.2.1.4.1 alla
UPB 6.4.2.6.1.
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
PRESIDENTE. Si passa alla rubrica Autonomie locali e funzione
pubblica - Entrate correnti ed in conto capitale dalla U.P.B.
7.2.1.4.1 alla U.P.B. 7.3.2.7.2.
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
PRESIDENTE. Si passa alla rubrica Infrastrutture e mobilità -
Entrate correnti ed in conto capitale dalla U.P.B. 8.2.1.4.1 alla
U.P.B. 8.4.2.6.1.
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
PRESIDENTE. Si passa alla rubrica Istruzione e formazione
professionale - Entrate correnti ed in conto capitale dalla U.P.B.
9.2.1.4.1 alla U.P.B. 9.2.2.6.2.
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
PRESIDENTE. Si passa alla rubrica Risorse agricole ed alimentari
- Entrate correnti ed in conto capitale dalla U.P.B. 10.2.1.4.1
alla U.P.B. 10.5.2.7.1.
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
PRESIDENTE. Si passa alla rubrica Salute - Entrate correnti ed in
conto capitale dalla U.P.B. 11.2.1.4.1 alla U.P.B. 11.3.2.6.1.
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
PRESIDENTE. Si passa alla rubrica Territorio e ambiente - Entrate
correnti ed in conto capitale dalla U.P.B. 12.2.1.2.1 alla U.P.B.
12.4.2.6.1.
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
PRESIDENTE. Si passa alla rubrica Turismo, sport e spettacolo -
Entrate correnti ed in conto capitale dalla U.P.B. 13.2.1.4.1 alla
U.P.B. 13.2.2.6.1.
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'intera Tabella A, così come
emendata.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 1 Stato di previsione
dell'entrata del disegno di legge n. 68-68bis-68ter/A, fatte salve
le modifiche conseguenti all'approvazione della legge finanziaria.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 2 Stato di previsione della
spesa del disegno di legge, la cui discussione si sospende per
passare all'esame della Tabella B del bilancio annuale.
Si esamina lo stato di previsione della Spesa Tabella B.
Avverto che l'approvazione delle unità previsionali di base della
spesa e dell'articolo 2 del disegno di legge avverrà facendo salve
le modifiche conseguenti all'approvazione della legge finanziaria.
Avverto, inoltre, che si procederà nell'esame delle U.P.B. della
spesa secondo l'amministrazione ed il dipartimento o ufficio
equiparato cui ne compete la gestione.
Si passa al Disavanzo finanziario presunto.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa alla Presidenza della Regione - dalla UPB
1.8.2.6.88:
1. Gabinetto, uffici di diretta collaborazione all'opera
del Presidente e alle dirette dipendenze del Presidente
2. Segreteria Generale
3. Ufficio Legislativo e legale
4. Dipartimento regionale della protezione civile
5. Dipartimento regionale della programmazione
6. Dipartimento regionale degli affari extraregionali
7. Uffici speciali
8. Ufficio del garante per la tutela dei diritti
fondamentali dei detenuti.
Si passa all'esame dell'emendamento BIL 2, del Presidente
della Commissione Bilancio.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Lo
ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento BIL 1, a firma degli onorevoli Pogliese
ed altri.
Il parere del Governo?
BIANCHI, assessore per l'economia. Contrario. Anticipo la
motivazione che riguarda molti degli altri emendamenti, che è
quella che dicevamo prima, cioè che non si può prelevare dai fondi
globali.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la prossima volta faccio alzare
chi è favorevole. Se volete, possiamo fare la controprova.
FALCONE. Ci fidiamo, signor Presidente.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la rubrica Presidenza della
Regione'. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
PRESIDENTE. Si passa all'Amministrazione Attività produttive'.
1. Gabinetto e uffici di diretta collaborazione all'opera
dell'Assessore
2. Dipartimento regionale delle attività produttive, poste in
votazione, sono approvate.
Non ci sono emendamenti dalla U.P.B. 2.1.1.1. alla U.P.B.
2.2.2.7.1. , per chi segue, da pagina 326 a 328 del fascicolo del
bilancio.
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
PRESIDENTE. Si passa all'Amministrazione Beni culturali e
dell'identità siciliana.
1. Gabinetto e uffici di diretta collaborazione all'opera
dell'Assessore
2. Dipartimento regionale dei beni culturali e dell'identità
siciliana.
Onorevoli colleghi, comunico che sono stati presentati due
emendamenti:
-Bil 7 a firma dell'onorevole Cancelleri e di tutto il Movimento
5 Stelle,
-Bil. 6 a firma degli onorevoli Clemente e Cordaro.
E' nel fascicolo degli emendamenti, on. D'Asero, li abbiamo
distribuiti. Si trovano a pagina 9. E' un unico fascicolo.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BIANCHI, assessore per l'economia. Parere contrario, peraltro si
tratta di un intervento previsto in finanziaria e non nel Bilancio.
PRESIDENTE. Il Parere della Commissione?
DINA. Contrario.
PRESIDENTE. Con il parere contrario del Governo e della
Commissione, lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento BIL 6 a firma dell'onorevole
Clemente.
CLEMENTE. Dichiaro di ritiralo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Gli emendamenti relativi all'Amministrazione dei beni
culturali e l'identità siciliana sono stati in parte ritirati e in
parte bocciati.
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
PRESIDENZA. Avverto che l'esame dell'Amministrazione
dell'economia, ovviamente, come di consueto, avverrà a conclusione
dell'esame delle altre Amministrazioni.
Si passa all'Energia e servizi di pubblica utilità - dalla UPB
5.1.1.1.1 ALLA UPB 5.4.2.6.1:
1. Gabinetto e uffici di diretta collaborazione all'opera
dell'Assessore
2. Dipartimento regionale dell'acqua e dei rifiuti
3. Dipartimento regionale dell'energia
4. Uffici speciali.
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa all'Amministrazione Famiglia, politiche sociali e
lavoro' - dalla UPB 6.1.1.1.1 alla UPB 6.4.2.6.99:
1. Gabinetto e uffici di diretta collaborazione all'opera
dell'Assessore
2. Dipartimento regionale della famiglia e delle politiche sociali
3. Dipartimento regionale del lavoro, dell'impiego,
dell'orientamento, dei servizi e delle attività formative
4. Agenzia regionale per l'impiego, l'orientamento, i servizi e le
attività formative.
Comunico che sono stati presentati tre emendamenti (contenuti nel
fascicolo che è stato distribuito):
-emendamento Bil 15, a firma degli onorevoli Ferrandelli,
Cracolici, Gucciardi;
-emendamento Bil 14 a firma del Movimento cinque stelle, nella sua
interezza;
-emendamento Bil 10, a firma degli onorevoli Vinciullo, Fontana,
Caputo, Falcone e D'Asero.
Il parere del Governo sull'emendamento BIL 15?
BIANCHI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, vicepresidente della Commissione e relatore di
minoranza. Vorremmo ricordare che la Commissione ha già elevato a
venti milioni di euro le somme destinate agli alloggi per i
pazienti dismessi dagli ex ospedali psichiatrici.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Già
c'è una riserva di venti milioni.
GUCCIARDI. Ritiro l'emendamento Bil 15.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento BIL 14, a firma di tutto il Movimento
Cinque Stelle.
Il parere del Governo?
BIANCHI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Con il parere contrario del Governo e della
Commissione, pongo in votazione l'emendamento BIL 14. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, le chiedo
una cortesia, se per le singole votazioni può usare sempre lo
stesso criterio, ovvero chi è d'accordo resti seduto'.
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, è nato un problema sollevato prima,
giustamente, dall'onorevole Pogliese e dall'onorevole Assenza. Mi
scusi forse sulla conduzione dell'Aula, da qua ho una visuale
diversa, serve a semplificare il ragionamento e ho la
collaborazione del Segretario generale.
MILAZZO GIUSEPPE. Allora le posso chiedere sommessamente una
cortesia? Ero distratto. Se può ripetere il voto, e mi appello ai
colleghi a una maggiore attenzione, signor Presidente. Una
controprova perché è un emendamento delicato.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è da tanto tempo
che cerchiamo di portare a compimento il bilancio e la finanziaria.
L'emendamento BIL 14 è un problema pesantissimo. Chiedo di
Qattenzionare' questo emendamento.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sono stati posti due problemi: uno
nel merito da parte dell'onorevole Lentini, che non può avere
accesso in questo momento; uno più correttamente dall'onorevole
Milazzo, il quale mi chiede una sorta di controprova, ai sensi del
Regolamento interno.
Pongo, pertanto, nuovamente in votazione l'emendamento Bil14, col
parere contrario del Governo e della Commissione.
VINCIULLO, vicepresidente e relatore di minoranza. Signor
Presidente chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, vicepresidente e relatore di minoranza. La Commissione
non è contraria per partito preso, la Commissione è contraria
perché ritiene che questo non è argomento da affrontare in
bilancio, ma in finanziaria, tanto è vero che la rimanente parte
dei 24 milioni sono stati già inseriti, da parte del Governo, nella
finanziaria.
BIANCHI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BIANCHI, assessore per l'economia. Confermo quello che diceva
l'onorevole Vinciullo. Questo è un emendamento che a mio parere non
è neanche ammissibile in quanto riguarda un tema di finanziaria e
non di bilancio. Va rimandato alla discussione della finanziaria.
PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri, se ci può venire incontro,
perché ho capito che ci sarebbe una condivisione, se lo può
ritirare, essendo materia di finanziaria, lo tratteremo in
finanziaria.
CANCELLERI. Va bene, lo ritiro
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
MILAZZO GIUSEPPE. In finanziaria ci sono appostati 24 milioni.
PRESIDENTE. Ringrazio anche l'onorevole Milazzo perché ha posto un
problema di una certa importanza, a questo serve il Parlamento,.
Si passa all'emendamento Bil 10, a firma dell'onorevole
Vinciullo ed altri.
VINCIULLO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'Amministrazione Famiglia'. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa all'Amministrazione Autonomie locali e funzione
pubblica' - dalla UPB 7.1.1.1.1 alla UPB 7.3.2.8.1:
1. Gabinetto e uffici di diretta collaborazione all'opera
dell'Assessore
2. Dipartimento regionale della funzione pubblica e del personale
3. Dipartimento regionale delle autonomie locali.
Comunico che il Governo ha presentato gli emendamenti BIL 53 e BIL
54.
Il parere della Commissione sul BIL 53?
DINA, presidente della Commissione. Favorevole.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento BIL 54. IL parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Favorevole.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'Amministrazione Autonomie locali e funzione
pubblica' così come emendata. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata))
Si passa all' Amministrazione Infrastrutture e mobilità' - dalla
UPB 8.1.1.1.1 alla UPB 8.4.2.6.88:
1. Gabinetto e uffici di diretta collaborazione all'opera
dell'Assessore
2. Dipartimento regionale delle infrastrutture, della mobilità e
dei trasporti
3. Uffici speciali
4. Dipartimento regionale tecnico.
Onorevoli colleghi, sta per essere distribuito un emendamento che
non fa parte del fascicolo, il BIL 26 a firma degli onorevoli
Ferrandelli, Cracolici e Gucciardi, relativamente
all'Amministrazione Infrastrutture e mobilità.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, la precedo. L'ho già chiesto io
agli Uffici. Erroneamente era stato presentato in finanziaria
invece fa parte del bilancio. Non ci sono misteri. Dobbiamo dare
atto agli Uffici che ieri, domenica, erano qua a lavorare fino a
tarda serata
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, volevo chiarire che per quanto
riguarda i fondi destinati alle case popolari e agli alloggi
popolari, questi trovano allocazione sempre nella finanziaria, per
cui chiedevamo al collega di ritirarlo e trattarlo successivamente
in finanziaria.
FERRANDELLI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'Amministrazione Infrastrutture e mobilità'.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Onorevoli colleghi, si passa all'Amministrazione Istruzione e
formazione professionale.
1. Gabinetto e uffici di diretta collaborazione all'opera
dell'Assessore
2. Dipartimento regionale dell'istruzione e della formazione
professionale.
Comunico che sono stati presentati tre emendamenti: BIL 55,
firma dell'onorevole Dina nella qualità di Presidente della
Commissione Bilancio, BIL 32 a firma degli onorevoli Cordaro e
Clemente e BIL 33 a firma degli onorevoli Pogliese, Falcone,
Assenza, Caputo e Vinciullo.
DINA, presidente della commissione e relatore. Chiedo di parlare
per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA, presidente della commissione e relatore. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, abbiamo fatto una serie di audizioni in
Commissione e tra queste quella dei RettorI dei tre Atenei
siciliani. Ciò ha consentito di verificare che lo stanziamento di
soli 300 mila euro a fronte dei 3 milioni di euro stanziati l'anno
precedente, risultano grandemente insufficienti per garantire il
funzionamento degli Atenei stessi.
Per cui l'invito è al Governo, anche in finanziaria, nella
rivisitazione dell'art. 54 di poter trovare fondi adeguati per
garantire il funzionamento dei tre Atenei e degli Istituti
universitari.
Inviterei anche l'assessore Scilabra a farsi parte dirigente in
questa direzione. Il Governo ci assicura qualcosa? O lo mettiamo ai
voti, o lo ritiriamo se ci assicura qualcosa in questo senso
PRESIDENTE. L'Onorevole Cordaro chiede di Parlare. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se il Governo
potesse dare indicazioni anche con riferimento all'emendamento
successivo il BIL 32, i firmatari di quell'emendamento, ossia io e
l'onorevole Clemente, potremmo muoverci di conseguenza, quindi se
può dare un'indicazione sia sul BIL 55, che sul BIL 32.
VINCIULLO, vicepresidente e relatore di minoranza. Brevemente come
sempre, siccome il tema relativo ai contributi ed al funzionamento
delle università e degli istituti universitari lo abbiamo trattato
anche in finanziaria, credo che dovremmo spostarlo anche in quel
caso se il Governo ci da assicurazione che lo trattiamo.
BIANCHI, assessore per l'economia. Assolutamente, ne parleremo in
finanziaria, comunque alcuni di questi stanziamenti sono stati
adeguati già nella finanziaria, mi riferisco sia alle Università,
sia alle diverse università, ai poli universitari diciamo nella
finanziaria è stato fatto uno sforzo per compensare molte di queste
voci, comunque ne parliamo successivamente.
PRESIDENTE. Quindi è da ritenere ritirato anche il BIL 32,
onorevole Cordaro. Ed il BIL 33? Anche il BIL 33?
POGLIESE. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Pongo ai voti
l'Amministrazione Istruzione e formazione professionale. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa all'Amministrazione Risorse agricole e alimentari' -
dalla UPB 10.1.1.1.1 alla UPB 10.6.2.6.1:
1. Gabinetto e uffici di diretta collaborazione all'opera
dell'Assessore
2. Dipartimento regionale degli interventi strutturali per
l'agricoltura
3. Dipartimento regionale degli interventi infrastrutturali per
l'agricoltura
4. Dipartimento regionale degli interventi per la pesca
5. Dipartimento regionale Azienda regionale foreste demaniali
6. Uffici speciali.
Comunico che sono stati presentati due emendamenti: l'emendamento
BIL 34 a firma del Movimento Cinque Stelle e il BIL 53.93, che sta
per essere distribuito, a firma dell'onorevole Assenza ed altri. Il
parere del Governo?
BIANCHI, assessore per l'economia. Parere contrario per entrambi
per un problema anche di copertura essendo sempre sui fondi globali
per le motivazioni suddette.
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO. Rapidamente per spiegare che questo emendamento è stato
trattato nella Commissione, nella IV Commissione si tratta di uno
stanziamento a favore di due centri molto importanti, che sono
quello di Comiso e quello di Ficuzza, e sono un'esclusività, una
peculiarità per il recupero della fauna selvatica, e
specificatamente, quello di Ficuzza.
Sono gli unici due centri in Sicilia. Senza questo stanziamento
chiuderebbero. Questo stanziamento permette di mantenere in vita
queste due strutture che sono fondamentali per questo tipo di
attività.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne fa facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente sono firmatario assieme agli onorevoli
del Movimento 5 stelle, dell'emendamento BIL 34 e primo firmatario
dell'emendamento BIL 53.93.
Vorrei chiedere al Governo, che della politica ambientalista ha
fatto una delle sue bandiere, uno dei suoi capisaldi, al Presidente
Crocetta, che sul rispetto della natura si è fatto paladino urbi et
orbi, se le tartarughe che restano impigliate nelle reti o all'amo
della pesca al traino o i delfini che vengono spiaggiati o le
aquile che rimangono intrappolate o le altre specie che in questi
due unici centri siciliani, meritoriamente, vengono assistiti dopo
essere stati momentaneamente salvati o dai zoofili o anche dai
semplici cittadini o dagli amici diportisti che trovano le
tartarughe con l'amo in gola e le portano per essere salvate, se
queste tartarughe le porteremo nel cortile di Palazzo d'Orleans o
di Palazzo dei Normanni, oppure le ributteremo in mare con i
sacchetti di plastica nell'intestino.
Se questa è la sensibilità di questo Governo che non riesce a
trovare complessivamente 240 mila euro, 120 mila euro per centro,
il cui lavoro è quasi esclusivamente fatto da volontari che devono
meritare tutto il nostro rispetto e il rispetto della politica
siciliana, possiamo veramente vergognarci
Il termine da usare è solo questo, non si riescono a trovare 240
mila euro per permettere la sopravvivenza degli unici due centri
che assicurano, grazie al lavoro di tanti volontari, che
assicurano sulla loro pelle, con il loro sudore, con la loro
fatica, con il loro sacrificio anche economico, questa opera
meritoria a salvaguardia dell'ambiente siciliano.
Vergognatevi
(Applausi dai banchi di destra)
PRESIDENTE. Invito gli Uffici a prendere nota che l'onorevole Di
Giacomo appone la firma su questo emendamento.
Raccomanderei a tutti un po' i toni più bassi perché non c'è
motivo, anche nell'uso di espressioni, perché non è opportuno,
proprio in questo momento, enfatizzare più di tanto le situazioni.
BIANCHI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BIANCHI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, con riferimento al BIL 34, quanto detto anche
dall'onorevole Trizzino, io credo che la soluzione sia
relativamente semplice. E' possibile prevedere, anche se questo è
accaduto in passato, che questo centro fosse finanziato sulla
cosiddetta ex Tabella H; credo che noi abbiamo l'occasione anche
sulla nuova, l'articolo 53 attuale della finanziaria, proprio di
riqualificare quell'intervento prevedendo stanziamenti per centri
meritori come questo.
Ricordiamolo come un punto essenziale di una ridefinizione di una
Tabella che può realmente dare risposta a problemi reali.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, suggeriamo ai presentatori
di ritirarlo alla luce di questa specificazione che ha fatto
l'Assessore Bianchi.
Nella ex Tabella H potrà trovare posto anche questo tipo di
finanziamento.
PRESIDENTE. Scusate onorevole Cancelleri, onorevole Assenza,
onorevole Di Giacomo.
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Le ricordo sempre di aver chiesto la parola.
TRIZZINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a noi interessa
fondamentalmente che le strutture ripartano, a prescindere dagli
stanziamenti e da dove vengano presi. Per cui, se abbiamo
rassicurazioni certe e la sicurezza che queste due strutture, a
prescindere da questo capitolo o dall'ex tabella H, possano tornare
a funzionare e mantenere la loro operatività per noi va bene.
Però, è chiaro che ci sono una serie di dubbi. Io non so come
funzioni esattamente questa nuova struttura dell'ex tabella H; non
capisco se possono entrare strutture pubbliche o strutture private,
quindi vorrei una rassicurazione dall'Assessore, per verificare se
questa ipotesi sia fattibile.
FALCONE. Se posso spiegare
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, noi siamo ancora all'inizio. Siamo
sulla buona strada per il bilancio, ma ancora dobbiamo iniziare la
finanziaria. E' una questione
FALCONE. Signor Presidente, ad adiuvandum, semplicemente ad
adiuvandum.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, ha facoltà di parlare.
FALCONE. Signor Presidente, soltanto ad adiuvandum, vorrei dire
che c'è un intervento, ex tabella H, articolo 128, secondo cui al
capitolo 143706 vi sono sovvenzioni ad associazioni venatorie ed
ambientaliste riconosciute, per lo svolgimento dei servizi e dei
compiti connessi alla salvaguardia della fauna selvatica, degli
habitat naturali e così via'.
Quindi, secondo me potremmo eventualmente individuare questo
capitolo.
PRESIDENTE. Assessore Bianchi, da parte dell'onorevole Trizzino è
pervenuta la richiesta di confermare che comunque quest'argomento,
o in bilancio, o in finanziaria, possa trovare coperture ed essere
trattato in maniera adeguata. Lei conferma questa disponibilità?
BIANCHI, assessore per l'economia. Confermo.
PRESIDENTE. Quindi l'onorevole Trizzino lo ritira, con tutti gli
altri, anche l'onorevole Assenza.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'Amministrazione risorse agricole e
alimentari.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Invito i parlamentari che interloquiscono direttamente con il
Governo a prendere posto negli appositi banchi, che non sono
chiaramente quelli del Governo. Evitiamo di interloquire con i
singoli Assessori altrimenti il lavoro diventa difficile.
Si passa all'Amministrazione Salute - dalla UPB 11.1.1.1.1 alla
UPB 11.3.2.6.88, da pagina 380 alla pagina 384:
1. Gabinetto e uffici di diretta collaborazione all'opera
dell'Assessore
2. Dipartimento regionale per la pianificazione strategica
3. Dipartimento regionale per le attività sanitarie ed
osservatorio epidemiologico.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'Amministrazione Territorio e ambiente - dalla UPB
12.1.1.1.1 alla UPB 12.5.2.6.1, dalla pagina 385 alla pagina 393:
1. Gabinetto e uffici di diretta collaborazione all'opera
dell'Assessore
2. Dipartimento regionale dell'ambiente
3. Dipartimento regionale dell'urbanistica
4. Comando del corpo forestale della Regione siciliana
5. Uffici speciali.
Comunico che è stato presentato un emendamento, il BIL 43, degli
onorevoli Maggio, Raia, Alloro e Gucciardi.
Il parere del Governo?
BIANCHI, assessore per l'economia. Il parere è contrario, anche
per un problema di copertura. Sottolineo solo due secondi: il tema
è ovviamente rilevante, che riguarda i CO.CO.CO dell'ARTA.
Ovviamente, non possiamo mettere a Bilancio, peraltro, uno
stanziamento in assenza di una norma che ne prevede la proroga,
quindi stiamo affrontando il problema come Governo, ma non è questa
la possibile soluzione.
MAGGIO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'Amministrazione Territorio e ambiente.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'Amministrazione Turismo, sport e spettacolo - dalla
UPB 13.1.1.1.1 alla UPB 13.2.2.6.99, dalla pagina 394 alla pagina
396:
1. Gabinetto e uffici di diretta collaborazione all'opera
dell'Assessore
2. Dipartimento regionale del turismo, dello sport e dello
spettacolo.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'Amministrazione Economia.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- BIL 52 e BIL 52.1, interamente sostitutivo dell'emendamento
BIL 52, entrambi del Governo;
- dagli onorevoli Caputo, Vinciullo, Falcone ed altri BIL 9;
- dagli onorevoli Fontana, Vinciullo, Caputo, Assenza e
Falcone BIL 8.
FALCONE. Signor Presidente, non sono stati distribuiti.
PRESIDENTE. Mi dicono gli uffici che, in realtà, sono stati
distribuiti precedentemente. Comunque, aspettiamo che vengano
distribuiti.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, vorrei avere consapevolezza di alcune
voci della Tabella indicata nell'emendamento Bil 52.1, a proposito
del capitolo 478102, che è un contributo di gestione all'Azienda
siciliana trasporti di ulteriori dieci milioni di euro, perché
credo che ci sia un rapporto di natura contrattuale con l'AST che
ha chiuso più di un esercizio in passivo.
Vorrei comprendere a che cosa servono questi dieci milioni e qual
è la ragione. E poi quest'altro capitolo, 219205 Restituzione e
rimborsi di tasse e imposte indirette sugli affari e relative
addizionali, di 51.284 milioni.
PRESIDENTE. Assessore Bianchi, vuole spiegare il contenuto di
questo emendamento?
BIANCHI, assessore per l'economia. Per quanto riguarda l'AST
abbiamo aumentato il contributo in considerazione della sofferenza
che sta attraversando l'azienda dei trasporti sulla quale, come
sapete, per altro è previsto un piano industriale che dovrebbe
risolvere alcuni di questi problemi che sta attraversando e,
comunque, svolgendo una funzione di servizi essenziale non poteva
essere evitato.
Per quanto riguarda, invece, quella di 38 milioni, si tratta di
una variazione sostanzialmente tecnica di rimpinguamento di un
fondo di riserva.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Veda Presidente, questo contributo che si vuole dare
all'azienda è un ulteriore spreco di denaro pubblico che viene
fatto nei confronti di un'azienda che da diversi anni è in passivo,
perché, nonostante i contributi che sono stati erogati dalla
Regione e, nonostante la convenzione che c'è tra l'AST e la Regione
siciliana, a proposito dei rimborsi che vengono fatti a
chilometraggio, questo ulteriore contributo credo sia uno spreco di
denaro perché se è vero che tutti gli altri concorrenti del sistema
dei trasporti sopravvivono con i rimborsi e, addirittura, negli
anni precedenti, come lei ricorderà, Presidente, ci sono state
delle riduzioni di trasferimenti a proposito del rispetto dei
contratti, non riesco a comprendere quali siano le ragioni
straordinarie che vengono riconosciute all'AST perché ci sia
un'ulteriore concessione di contributo che, mi permetto di dire, mi
sembra uno spreco di denaro pubblico.
Allora, per quanto ci riguarda, Presidente, vorremmo che sull'AST
si faccia chiarezza e si faccia chiarezza soprattutto in ordine ad
una possibilità, che questo servizio che è pubblico, deve essere un
servizio la cui gestione deve essere più oculata, deve essere più
responsabile, deve essere più consapevole delle ristrettezze
economiche. Concedere un ulteriore contributo, in un momento di
ristrettezza, dove qui non riusciamo a dare risposte a categorie
produttive come gli artigiani, i commercianti, gli imprenditori in
genere, non riusciamo a stabilizzare i precari, non riusciamo a
dare una risposta seria e concreta alle persone che sono qui
davanti al Palazzo a protestare perché non ci sono risorse, a me
sembra di trovarci in una condizione in cui si continua a
sostenere un sistema parassitario che per anni è stato sostenuto
dalla Regione e che continua ad essere sostenuto in questo senso.
Noi quindi le annunciamo un emendamento soppressivo di questo
contributo all'AST.
FONTANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Quello che raccomando è la brevità
però, perché avremo ancora la Finanziaria. Siamo elastici sui
tempi, però capiamo subito lo spirito degli interventi.
FONTANA. Signor Presidente, sarò brevissimo proprio a proposito
dell'Azienda Siciliana Trasporti. Un'azienda che, purtroppo, ha
accumulato negli anni, un disavanzo di una certa entità perché non
ha ricevuto tutti i contributi che avrebbe dovuto ricevere negli
anni in base ai chilometri percorsi. Quindi, se spettavano come
contributo 24 milioni di euro, il Governo precedente, purtroppo,
ogni anno, decurtava il contributo creando un grave deficit. E' per
questo che l'Azienda in questo momento è in sofferenza e, quindi, è
chiaro che questo Governo, invece, sta pensando bene di aumentarne
il contributo che, per altro, equivale, in maniera proporzionale,
al chilometraggio effettuato. Non solo, ma sarebbe dovuto anche un
altro contributo legato alle cosiddette tessere per i passeggeri,
per i disabili e gli anziani. Cosa che, allora, il Governo non ha
fatto e avrebbe dovuto anche trasferire quelle somme.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà, brevemente e poi anche l'onorevole
Cracolici.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei soltanto
un'assicurazione, che il Governo mantenesse sempre la stessa linea
sul ragionamento del trasporto pubblico siciliano, in qualunque
modo esso si svolga, a tutela delle partecipazioni pubbliche che
garantiscono il buon funzionamento degli aeroporti.
Mi sono confrontato poc'anzi con il Presidente della Regione su
una vicenda molto simile. Vorrei, visto che il Governo decide di
sostenere, devo dire legittimamente, un'azienda interamente
partecipata dalla Regione, evitare che aziende di pari grado,
pubbliche, partecipate dagli Enti locali, non venissero
penalizzate.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Signor Presidente, ho chiesto la parola perché ho
capito che su un fatto tecnico l'onorevole Di Mauro ha voluto usare
questa occasione per aprire una discussione sull'AST.
Io dico benvenuto in paradiso' a quanti colgono o si accorgono
che l'AST è un'azienda che ha una certa sofferenza ed una certa
difficoltà.
Per la verità, onorevole Di Mauro, è da qualche anno che l'AST ha
una certa sofferenza ed una certa difficoltà, visto che da diverso
tempo utilizziamo l'istituto della ricapitalizzazione per fare
fronte al ripiano perdite dell'azienda AST.
Ricordo che c'era una legge, quando l'AST è stata trasformata in
S.p.A., che prevedeva la capitalizzazione e poi la
ricapitalizzazione solo per un triennio, credo che siamo ormai al
settimo anno dalla nascita della S.p.A. ed interveniamo ogni anno
per ricapitalizzare l'AST.
E' giusto che ci sia una riflessione su come deve funzionare,
credo che faccia parte del tema delle società partecipate alle
quali abbiamo convenuto di fare una discussione di merito su tutte,
però vorrei ricordare che non è che l'AST diventa cattiva solo
perché adesso il dottor Tafuri è stato messo fuori dalla società.
Non è che fino ad ieri era buona perché c'era il dottor Tafuri ed
oggi diventa cattiva perché Tafuri non c'è più. Perché questa
visione come dire, a fisarmonica, con la quale si giudicano le
società e le attività delle società è davvero inaccettabile.
Io penso che l'AST ha bisogno di una sua riorganizzazione, devo
dire con grande onestà, io sono sempre stato contro la
privatizzazione di questa società, non capisco e non comprendo la
prospettiva di privatizzare una società che nel settore dei
trasporti non ci sono molti interessi strategici del privato, se
non per l'AST, in particolare esclusivamente per il bene e per il
patrimonio che gode, che ha l'AST, e questo sì che sarebbe
inaccettabile. Se qualcuno pensa di privatizzare la polpa e
lasciarci, diciamo, lo scheletro. Ma questo è un'altra discussione.
Io penso che ad oggi questi dieci milioni di euro in più altro non
sono che interventi di ricapitalizzazione che fin qui abbiamo
fatto; oltretutto ricordo che l'AST, a differenza di tutte le altre
società di trasporto che sono convenzionate con la Regione, è
l'unica che fa anche il servizio pubblico urbano, lo fa a Siracusa,
lo fa a Ragusa, lo fa a Modica, lo fa in altri centri medi e
abbastanza grossi e città capoluogo come Siracusa, appunto, e il
servizio del trasporto urbano, a differenza di quello extraurbano,
è un servizio in cui la percorrenza chilometrica ha dei costi
maggiori essendo appunto urbano e non extraurbano.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Mi raccomando la brevità.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io penso che
prevedere un contributo di 10 milioni di euro in un bilancio, in
una finanziaria, che sta tagliando tutto ed a tutti, mi sembra un
pugno nell'occhio anche alla luce delle vicende dell'AST degli
ultimi anni e voglio un po' ricordare quelle che sono le vicende.
Non si conosce il destino programmatico dell'AST, non si sa quello
che si vuole fare atteso che da alcuni anni assistiamo a
dichiarazione da parte dei Governi che si succedono sulla
privatizzazione dell'AST stessa e, a volte, apprendiamo che altre
società, altri imprenditori attraverso piccole società che fanno
parte dell'AST, vorrebbero entrare nel capitale della stessa.
Ora, alla luce di queste considerazioni e, alla luce anche del
fatto che agiremmo, se passasse questo emendamento, in una sorta di
dumping rispetto alle altre compagnie di trasporto su gomma, alle
quali compagnie di trasporto su gomma vengono tagliati i
contributi, vengono tagliate le sovvenzioni, mettendo in difficoltà
sia i sindaci di tutte le città, grandi, medie, medio grandi che
hanno un servizio urbano di trasporti, che sono costrette a
chiudere società e le società stesse che svolgono il servizio in
convenzione con la Regione, bene, in costanza di questa situazione,
noi invece alziamo un contributo di 10 milioni ad un'azienda senza
un atto programmatico di indirizzo, senza sapere cosa si fa
dell'AST.
PRESIDENTE. Grazie. Chiaro sia nelle parole che nell'espressione
onorevole Formica.
SORBELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Scusate abbiamo aperto una questione
sull'AST e il presidente Crocetta ha chiesto di intervenire. Dopo
l'intervento dell'onorevole Sorbello.
SORBELLO. Signor Presidente, Assessori, mi riferisco all'Assessore
per le infrastrutture e all'Assessore al bilancio. Io sono
favorevole a finanziare questa ulteriore somma fermo restando che
dobbiamo porci un traguardo quello che è un obiettivo per la
soluzione di questa società. Io non so quanti qua dentro sanno che
già molti comuni del territorio siciliano sono stati penalizzati da
qualche anno, nel rapporto pubblico dei pendolari per quanto
riguarda le scuole medie superiori.
Molti comuni, oggi, sono costretti a raddoppiare il costo del
trasporto perché sono stati abbandonati dal servizio pubblico
dell'AST.
E oltre a questo c'è ne sono molti altri e molti altri studenti
che rischiano giornalmente la vita, perché questa società non è in
condizione di fornire autobus in sicurezza, autobus in cui si
aprono le porte durante il percorso, autobus che si fermano,
durante l'anno ci sono diverse decine di giorni che non possono
arrivare a scuola, dovuto al fatto che ci sono autobus carenti.
Si parla che l'ultima immatricolazione di autobus più recenti
risalga agli anni '94 -'95, per cui siamo già con autobus che hanno
oltre venti anni, vetusti e insicuri.
Poi c'è un'altra strategia in atto, cioè che molte società
private, piccoli privati vogliono entrare, così come diceva
l'onorevole Formica, vogliono entrare in questo ambaradam
dell'AST siciliana, per poi appropriarsi della logistica, più che
altro, che dei mezzi.
Per cui abbiamo detto in Commissione all'Assessore alle
infrastrutture, lo dico oggi anche al Presidente e all'Assessore
per l'economia, bisogna rivedere, bisogna attivare una procedura
strategica per quanto riguarda il trasporto su gomma dell'AST in
Sicilia, perché diversamente stiamo facendo raddoppiare; ad oggi
ci sono diverse decine di comuni che pagano il doppio della tariffa
perché fin quando l'AST non aveva dichiarato il forfait i privati
si limitavano a subentrare nel servizio con lo stesso costo, oggi
molti comuni pagano il doppio sacrificando così anche le tasche di
tutte le famiglie siciliane che vogliono mandare i propri figli a
scuola.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'Onorevole Crocetta, può essere
che il suo intervento ci venga incontro, non dobbiamo aprire
necessariamente una questione sull'AST, anzi già è stata aperta.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
Deputati, onestamente ritengo che la questione del trasporto
pubblico in Sicilia meriti un'attenzione particolare, però credo
che difficilmente questa la si debba affrontare nella finanziaria.
Noi oggi dobbiamo prendere atto di una cosa, che l'AST è un ente
pubblico, che le perdite dell'AST comunque noi la giriamo, poi alla
fine le paghiamo noi. Quindi o le paghiamo prima o le paghiamo
dopo, alla fine le dobbiamo pagare.
C'è una questione, invece, che riguarda il trasporto pubblico
siciliano e, in generale, con delle riflessioni che dobbiamo fare.
Privatizzare l'AST? Questo che significa che privatizziamo tutto il
sistema dei trasporti siciliano che è in gran parte privatizzato e
non abbiamo neppure la possibilità di garantire corse a fasce
sociali, o un sistema minimo di solidarietà? Perché poi questi
sono i ragionamenti. Perché guardate c'è un motivo molto semplice
perché l'AST sia strutturalmente in perdita, e non da adesso. Per
il semplice motivo che ai privati vanno le corse migliori e
all'azienda pubblica vanno le corse peggiori, per cui in realtà il
costo che è a carico dell'AST non consente nelle attuali condizioni
mai di essere economicamente positivo.
Fra l'altro nel 2009 si è proceduto a una proroga della
convenzione precedente e con tutte le aziende di trasporto, per
cui il sistema è inchiodato da anni.
Abbiamo una tentazione da parte delle aziende private del
trasporto siciliano di rivolerci riproporre una convenzione che è
assolutamente di proroga che non può essere accettata dal Governo
per il semplice motivo che la legge dice chiaramente che la
proroga può avvenire una sola volta , per cui intendiamo mettere a
riordino tutto il sistema.
Ma nel fare ciò dobbiamo capire: o l'AST può concorrere come tutti
gli altri privati ad accaparrarsi a condizioni vantaggiose le corse
che attualmente vengono preservate ai privati o l'AST sarà sempre
in deficit. Quello che vi si chiede oggi, quindi, è questo:
venire, in qualche modo, incontro ad un'azienda pubblica che deve
pagare stipendi, che deve garantire servizi, che non è vero che
deve essere necessariamente in negativo, perché sono convinto che
l'AST, invece, possa diventare fortemente attiva.
Se liberalizziamo il sistema delle concessioni, anche l'AST
concorre come tutti gli altri; se, però, dobbiamo garantire più i
privati dell'AST, il ragionamento non funziona. E' questo, però,
l'attuale schema che ci troviamo ad ereditare da lunghi e lunghi
anni.
Direi: facciamo una valutazione; la facciamo anche con il conforto
del Parlamento; individuiamo un percorso per cui possiamo andare ad
una riforma anche del sistema e ad un nuovo bando che possa
permettere alle aziende di trasporti di guadagnare.
Per esempio, quante linee non servono a niente nel sistema di
trasporto siciliano e vengono mantenute? Quanti autobus partono
allo stesso orario su compagnie diverse, lo stesso momento, la
stessa linea, per cui magari quella dell'AST parte cinque minuti
dopo quella privata che è già partita per la stessa linea. Su tutto
questo dovremmo fare dei ragionamenti. E' chiaro che sulle
partecipate vogliamo vederci chiaro e vedere tutto; oggi, però, c'è
un'esigenza in qualche modo di non determinare in anticipo il
passivo per il 2013, in attesa di una riforma più complessiva. Ma
guardate che le mani ce le vogliamo mettere tutti su tutto questo
sistema, anche accettando i rilievi che ci vengono dati dai
deputati su una necessità di rendere in bonus l'azienda e di fare
diventare anche meno dispendioso il costo del sistema dei trasporti
generale.
Non è che, siccome, da 30 anni a questa parte, alla fine, questi
soldi glieli abbiamo dati, improvvisamente, facciamo la rivoluzione
perché nel 2013 non glieli diamo. Facciamo la rivoluzione se
andiamo a cambiare il sistema come è intendimento del Governo.
PRESIDENTE. Grazie, Presidente Crocetta. Stiamo votando il
bilancio; non possiamo commettere errori procedurali che poi
aggraverebbero la situazione.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevole Presidente, onorevoli
colleghi, condivido l'attenzione che il Presidente dell'Assemblea
sta ponendo nelle procedure che stiamo cercando di portare avanti
per l'approvazione del bilancio e della finanziaria, nella
consapevolezza che questo bilancio e questa finanziaria vive la
grande difficoltà che, per la prima volta, ci troviamo, ritengo,
così come più volte ha dichiarato l'assessore Bianchi, a trattare
una materia che è stata in parte condivisa con un Governo nazionale
che non c'è più, che non è stato, sicuramente, almeno secondo il
mio parere, amico con la Sicilia, tant'è che questo bilancio e
questa finanziaria hanno un'attenzione di rigore enorme rispetto
alle poste di bilancio.
Devo condividere le dichiarazioni del Presidente Crocetta nel
momento in cui in tema di trasporto si vuole poter fare un'azione
di concertazione complessiva senza atti come quello che si vuole
consumare questa sera con l'emendamento dell'onorevole Di Mauro,
che va ad incidere, di fatto, nelle spese obbligatorie nell'Azienda
Siciliana Trasporti.
In questo modo, rischiamo di far fallire un'azienda che ha invece
la necessità di trovare una giusta razionalizzazione nel sistema
dei trasporti, unitamente alle iniziative di chi svolge anche
questo lavoro in forma privata.
Ritengo che voler porre in votazione questo emendamento che, di
fatto, va a tagliare delle risorse obbligatorie per l'Azienda
Siciliana Trasporti significhi anche voler indebolire la trattativa
e l'azione che il Governo dovrà portare avanti in un'azione di
condivisione anche con le altre strutture operanti nel settore.
Sappiamo della crisi del trasporto su gomma ma ritengo che cassare
questo articolo significhi voler porre in liquidazione una
struttura che, oggi, non può essere liquidata, in forma sic et
simpliciter, con un emendamento pirata.
FAZIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non volevo
intervenire ma credo sia opportuno che intervenga al riguardo.
Non supera le obiezioni che sono state mosse l'intervento da parte
del Presidente della Regione. Non è vero che l'AST ha e svolge il
servizio per quanto riguarda le linee che siano meno remunerative,
anzi, tutto il contrario. Al riguardo e a mio avviso, continuando
su questo percorso che abbiamo visto, negli anni pregressi,
continuare a finanziare dei carrozzoni , sicuramente, qualche
problema ce lo dovremmo porre.
Farei una domanda alla Regione, soprattutto al Presidente della
Regione: come fa a giustificare agli occhi dei cittadini siciliani
il fatto di dare 10 milioni di euro all'AST e poi non prevedere il
finanziamento per quanto riguarda la mobilità degli abitanti
dell'Isola?
Questa, infatti, è stata la proposta. Non posso dimenticare che,
in Commissione, mi è stato riferito che, poiché il finanziamento
che consente di mettere mano ai bandi che sono in scadenza il 31
ottobre, che assicurerebbe la mobilità di tutti gli isolani,
significa che gli abitanti delle Isole Eolie, Egadi, a partire dal
primo novembre, se vogliono venire in terraferma, possono venire a
nuoto, perché questa è stata la decisione.
Come fa a conciliare, da una parte, 10 milioni di euro quando per
poter rifare i bandi e consentire l'avviamento, peraltro anche di
quelle economie che, a mio avviso, nel momento in cui si fanno
bandi ex novo, si possono ottenere, come fa a giustificare una cosa
del genere?
Ecco perché ho sottoscritto l'emendamento soppressivo di questo
finanziamento. Proprio su queste risorse, infatti, possiamo
sicuramente assicurare la mobilità a tutti gli abitanti delle
Isole. Non mi pare che sia cosa da poco.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato, dagli onorevoli Di
Mauro, Formica, Fazio e Musumeci, il subemendamento BIL 52.1.1,
relativamente all'UPB 42133, per intenderci, l'argomento che si sta
trattando, cioè l'AST. Se, quindi, dovesse passare questo
subemendamento, verrebbe meno il capitolo di 10 milioni di euro a
favore dell'AST.
Lo pongo in votazione.
DI MAURO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 17.42,
è ripresa alle ore 17.48)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
C'era stata una richiesta di votazione per scrutinio segreto.
Dobbiamo procedere per verificare se è appoggiata da 9
richiedenti. E' stata formulata dall'onorevole Di Mauro, proprio
sul subemendamento che sopprime il contributo per il 2013-2014 e
2015 di 10 milioni di euro dell'UPB 42133, per intenderci riferito
all'AST.
Si passa alla verifica dei richiedenti. La richiesta di verifica
di votazione per scrutinio segreto non è supportata.
LOMBARDO. Stiamo votando, signor Presidente. Siamo nove. Non ha
votato l'onorevole Lo Sciuto. Faccia votare di nuovo, per favore.
E' l'unica questione; la faccia votare di nuovo, per favore.
PRESIDENTE. L'ho lasciata aperta. La richiesta di verifica di
votazione per scrutinio segreto non è supportata.
LOMBARDO. Signor Presidente, cosa dobbiamo difendere? Faccia
ripetere la votazione.
Stiamo chiedendo semplicemente un voto segreto.
PRESIDENTE. Si, però, bisogna stare un poco attenti. Avevo detto
che si era avviata la verifica dei richiedenti lo scrutinio
segreto.
LOMBARDO. Ma cosa costa fare votare nuovamente?
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, consultato con il deputato
Segretario, si rinnova la verifica dei richiedenti.
Pongo in votazione la richiesta per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento BIL 52.1.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del
subemendamento a firma Di Mauro, Formica, Fazio e Musumeci, che
prevede la soppressione del contributo di 10 milioni di euro in
favore dell'AST.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì prema il pulsante
verde; chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti . 72
Maggioranza . ..37
Favorevoli . ..19
Contrari ...53
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento BIL. 52. 1, del
Governo. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, vicepresidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, a nome della Commissione, voglio apprezzare
favorevolmente il contenuto; nello stesso tempo, voglio annunciare
il voto favorevole del PDL e ringraziare il Governo
PRESIDENTE. Che c'entra il PDL? Che c'entra il PDL? Lei, nella
qualità di componente della Commissione
VINCIULLO per aver recepito gli emendamenti da noi presentati,
che ritiriamo: il BIL 8 e il BIL 9. Grazie.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione, pertanto, l'emendamento BIL. 52. 1. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento del Governo BIL 56. E'stato
distribuito.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, brevemente, è un
emendamento perfettamente bilanciato perché sottrae 750 mila euro
alla valorizzazione del patrimonio a favore del capitolo che
prevede anche l'affitto di locali in favore delle Forze dell'Ordine
che operano in Sicilia. E c'è una richiesta, da parte della
Questura e di altre forze di Polizia, di aumento del Capitolo per
le Forze dell'Ordine di stanza a Palermo.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'Economia - dalla UPB 4.1.1.1.1 alla UPB 4.4.2.6.1:
1. Gabinetto e uffici di diretta collaborazione all'opera
dell'Assessore
2. Dipartimento regionale del bilancio e del tesoro. Ragioneria
generale della Regione
3. Dipartimento regionale delle finanze e del credito
4. Uffici speciali
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione l'intera Tabella B. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione l'emendamento A1, del Governo.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Chiaramente, do per scontati i pareri favorevoli della
Commissione: si tratta di fatti tecnici.
Pongo in votazione l'articolo 2 (Stato di previsione della
spesa), fatte salve le modifiche conseguenti all'approvazione della
legge finanziaria.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura dell'articolo 3 (Elenchi):
«Art. 3
Elenchi
1. Sono considerate spese obbligatorie e d'ordine, per gli effetti
di cui all'articolo 26 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, quelle
descritte nell'elenco n. 1 annesso allo stato di previsione della
spesa.
2. Le spese per le quali può esercitarsi da parte dell'Assessore
regionale per l'economia la facoltà di cui all'articolo 28, comma
2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196 sono descritte nell'elenco
n. 2 annesso allo stato di previsione della spesa».
Si procede con gli elenchi annessi:
- l'elenco n. 1: Spese obbligatorie e d'ordine iscritte nello
stato di previsione della spesa ai sensi dell'articolo 26 della
legge 31 dicembre 2009, n. 196 (pagg. 412-429);
l'elenco n. 2: Spese per le quali può esercitarsi, da parte
dell'Assessore regionale per l'economia, la facoltà di cui
all'articolo 28 della legge 31 dicembre 2009, n. 196 ( pag. 430).
Pongo in votazione l'elenco n. 1. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'elenco n. 2. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 3, nel suo complesso.
Chi è favorevole resti seduto; chi contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4.
Totale generale del bilancio annuale
1. E' approvato in 25.956.616 migliaia di euro in termini di
competenza ed in 18.773.136 migliaia di euro in termini di cassa,
il totale generale dell'entrata ed il totale generale della spesa
del bilancio della Regione siciliana per l'anno finanziario 2013».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5.
Allegati
l. Per l'anno finanziario 2013 le unità previsionali di base e le
funzioni obiettivo sono individuate, rispettivamente, negli
allegati n. 1 e n. 2 alla presente legge».
Lo pongo in votazione con i relativi allegati. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:.
«Art. 6.
Bilancio pluriennale
1. E' approvato in 54.687.636 migliaia di euro il totale generale
dell'entrata ed il totale generale della spesa del bilancio
pluriennale della Regione per il triennio 20132015, nelle
risultanze di cui alle tabelle C e D allegate alla presente legge.
2. Al bilancio pluriennale è annesso l'elenco n. 5 relativo agli
oneri a carico del triennio 2013-2015 per far fronte a nuovi
provvedimenti legislativi».
Si sospende la discussione dell'articolo 6 per passare all'esame
della Tabella C e della Tabella D del bilancio pluriennale.
Si esamina lo stato di previsione dell'Entrata per il triennio
2013-2015 (Tabella C - per unità revisionale di base). Pongo in
votazione la tabella C. Il parere del Governo?
BIANCHI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
(E' approvata)
Si passa all'Avanzo finanziario.
Economia - Entrate correnti, in conto capitale e per accensione di
prestiti.
Entrate correnti ed in conto capitale.
Si esamina lo stato di previsione della Spesa per il triennio 2013-
2015 (Tabella D - per unità previsionali di base):
Si passa al Disavanzo finanziario presunto:
1. Presidenza della Regione - relative U.P.B.
2. Attività produttive - relative U.P.B.
3. Beni culturali e identità siciliana - relative U.P.B.
4. Economia - relative U.P.B.
5. Energia e servizi di pubblica utilità - relative U.P.B.
6. Famiglia, politiche sociali e lavoro - relative U.P.B.
7. Autonomie locali e funzione pubblica - relative U.P.B.
8. Infrastrutture e mobilità - relative U.P.B.
9. Istruzione e formazione professionale - relative U.P.B.
10. Risorse agricole e alimentari - relative U.P.B.
11. Salute - relative U.P.B.
12. Territorio e ambiente - relative U.P.B.
13. Turismo, sport e spettacolo - relative U.P.B.
Pongo in votazione la Tabella D. Il parere del Governo?
BIANCHI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione l'articolo 6, cui è annesso l'elenco numero 5
Fondi occorrenti per far fronte ad oneri dipendenti da nuovi
provvedimenti legislativi'.
Si precisa che sono fatte salve le modifiche conseguenti
all'approvazione della legge finanziaria.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura
«Art. 7.
Quadri
1. Sono approvati il quadro generale riassuntivo del bilancio
della Regione siciliana per l'anno finanziario 2013 e per il
triennio 2013-2015, in termini di competenza, con i relativi
allegati, e il quadro delle previsioni di cassa per l'anno 2013».
Lo pongo in votazione, con la precisazione che i Quadri
riassuntivi' sono quelli risultanti dalle modifiche approvate
dall'Aula nel corso dell'esame del bilancio a legislazione vigente.
Sono pertanto fatte salve le ulteriori modifiche conseguenti
all'approvazione della legge finanziaria.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Art. 8.
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
sua pubblicazione, con effetto dal primo gennaio 2013.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Sospendo a questo punto l'esame del disegno di legge del bilancio
a legislazione vigente prima della votazione finale per passare
all'esame del disegno di legge n. 69/A «Disposizioni programmatiche
e correttive per l'anno 2013. Legge di stabilità regionale».
La seduta è sospesa per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18.04, è ripresa alle ore
18.16)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Discussione del disegno di legge «Disposizioni
programmatiche e correttive per l'anno 2013. Legge di
stabilità regionale» (n. 69/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, riprendiamo i lavori iniziando la
discussione e mi auguro la votazione sulla finanziaria.
Preliminarmente, nel passaggio all'esame degli emendamenti,
comunico i criteri adottati dalla Presidenza per la valutazione di
ammissibilità.
Preciso che non è stato adottato quale criterio di ammissibilità
quello del numero di firme necessario per la presentazione di
emendamenti una volta iniziata la discussione generale. Questo in
considerazione del fatto che la discussione generale è iniziata
contestualmente alla distribuzione dei testi e dunque i singoli
deputati non hanno avuto la possibilità di presentare emendamenti
prima. Pertanto, sono stati ammessi emendamenti anche con una sola
firma del singolo deputato.
Sono stati riportati al fascicolo degli emendamenti al testo
soltanto quelli strettamente collegati alle norme del disegno di
legge, e cioè quelli modificativi e soppressivi e non anche quelli
che nell'affrontare materie trattate dal testo aggiungono nuove
norme.
Questi ultimi sono stati inseriti tra gli emendamenti articoli
aggiuntivi. Circa gli emendamenti aggiuntivi, sono stati ritenuti
inammissibili gli emendamenti che:
-non contengono norme strettamente attinenti al contenuto del
disegno di legge;
-non rispondono al contenuto tipico della legge finanziaria in
quanto prevedono norme di maggiore spese diverse da quelle che
possono essere disposte dalla finanziaria ovvero trattano materie
non attinenti allo sviluppo economico, ad esempio emendamenti su
personale o enti locali.
-quelli per i quali non si è svolta l'attività istruttoria secondo
le norme regolamentari.
Per essere chiari, ho avuto modo più volte di ribadire che nel
rispetto del lavoro delle singole Commissioni se la materia non è
stata trattata nella Commissione di merito di pertinenza non poteva
avere accesso alla II Commissione e di conseguenza in Aula.
Questo per il doveroso approfondimento analitico che occorre sulle
singole questioni.
L'esame e l'approvazione del disegno di legge finanziaria, come è
tutto noto, segue il consueto iter relativo ai disegni di legge.
Si procede quindi alla discussione dell'articolato, con i relativi
emendamenti che sono posti separatamente in votazione.
Si dà lettura separatamente degli articoli che reggono gli
allegati e si passa all'esame degli allegati con i relativi
emendamenti .
Si passa quindi all'esame degli eventuali emendamenti articoli
aggiuntivi presentati al disegno di legge.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
« TITOLO I
Disposizioni finanziarie e contabili.
Disposizioni varie.
CAPO I
Disposizioni finanziarie e contabili.
Art. 1.
Risultati differenziali. Determinazione fondi di
riserva
1. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera b) della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10 e successive modifiche ed
integrazioni, e considerati gli effetti della presente legge, il
saldo netto da finanziare per l'anno 2013 è determinato in termini
di competenza in migliaia di euro.
2. Tenuto conto degli effetti della presente legge sul bilancio
pluriennale a legislazione vigente, per l'anno 2014 è determinato
un saldo netto da impiegare pari a migliaia di euro, per
l'anno 2015 è determinato un saldo netto da impiegare pari a
..migliaia di euro.
3. L'autorizzazione ad effettuare operazioni finanziarie, per gli
esercizi finanziari 2013 e 2014, di cui alla legge regionale 1
giugno 2012, n. 32, è abrogata.
4. L'ammontare complessivo dei fondi di riserva per le spese
obbligatorie e di ordine e per la riassegnazione dei residui
passivi di parte corrente e in conto capitale eliminati negli
esercizi precedenti per perenzione amministrativa, relativi alle
risorse regionali, è determinato, nell'esercizio finanziario 2013,
in 430.000 migliaia di euro».
Ricordo, al fine di evitare incomprensioni che ci potrebbero
dilungare oltremodo il dibattito e la conseguente approvazione
della finanziaria che ogni deputato avrà la facoltà di
intervenire, senza strozzare il dibattito, nei tempi consentiti
non solo dalle norme ma dal fatto che siamo proprio al limite
finale dell'approvazione della finanziaria.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, solo per un chiarimento. Si è detto
qui che per emendamenti aggiuntivi si intendono quelli che non
fanno parte e che istituiscono nuove voci. L'articolo che prima era
26 e ora articolo 52 Istituzione fondi per eventi calamitosi .
Più volte, perché nel merito c'è stata sicuramente una distrazione
da parte del Governo, era stato ripresentato un emendamento per
eventi calamitosi riguardante gli sfollati degli eventi calamitosi
di Saponara, Barcellona etc. Non lo trovo fra questi modificativi
ex articolo 26 oggi 52. Credo che questo non istituisca una nuova
voce, ma rientri tra gli eventi calamitosi.
PRESIDENTE. La ringrazio onorevole Laccoto. Prima di arrivare
all'articolo 52 ex articolo 26 vediamo di risolvere la questione.
SIRAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE . Ne ha facoltà.
SIRAGUSA. Signor Presidente, vorrei fare una constatazione
tecnica. L'opuscoletto con gli emendamenti modificativi è terminato
e nessuno del mio Gruppo ne ha copia. Sappiamo essere in ristampa,
però, nel frattempo, materialmente non possiamo seguire il
dibattito in maniera adeguata.
PRESIDENTE. Capisco, onorevole Siragusa. Sospendo, pertanto, la
seduta per cinque minuti, al fine di consentire la distribuzione
del fascicolo degli emendamenti.
(La seduta, sospesa alle ore 18.23, è ripresa alle ore
18.26)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, procediamo con gli articoli che non presentano
problematiche, accantonando invece quelli che presentano problemi.
Sospendo ulteriormente la seduta per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18.30, è ripresa alle ore 18.31)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, comunico che rispetto al testo distribuito,
sono da considerare le seguenti quantificazioni dei saldi:
Al comma 1, il saldo netto da impiegare è pari a 232.058 migliaia
di euro;
Al comma 2 è pari a 159.739 migliaia di euro per il 2014, e
238.644 migliaia di euro per il 2015.
Non ci sono emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole
rimanga seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Risultato della gestione finanziaria dell'anno 2012
e autorizzazione al ricorso ad operazioni finanziarie
1. Al fine di attenuare gli effetti finanziari negativi a valere
sull'esercizio finanziario 2013 del disavanzo finanziario di
gestione dell'esercizio 2012, valutato in complessivi 1.000.000 di
migliaia di euro, il predetto disavanzo è riassorbito nel triennio
2013 - 2015, nella misura di 313.000 migliaia di euro per l'anno
2013 e di 343.500 migliaia di euro per ciascuno degli anni 2014 e
2015 .
2. Ai sensi dell'articolo 9 della legge regionale 8 luglio 1977,
n. 47 e successive modifiche ed integrazioni al bilancio della
Regione per il triennio 2013-2015 sono apportate le variazioni
discendenti dalle risultanze effettive della gestione
dell'esercizio finanziario 2012, rideterminando le quote annuali di
cui al comma 1.
3. Per la salvaguardia degli equilibri di bilancio, si provvede a
dare copertura nell'esercizio finanziario 2013, alla quota di
disavanzo di amministrazione a tutto il 31 dicembre 2012, stimato
in euro 313.000 migliaia di euro, derivante dalla mancata
effettuazione delle operazioni finanziarie per il finanziamento di
investimenti coerenti con il comma 18 dell'articolo 3 della legge
24 dicembre 2003, n. 350 e successive modifiche ed integrazioni,
già autorizzati con le disposizioni sottocitate, mediante rinnovo,
per quota parte, nell'anno 2013 delle autorizzazioni medesime di
cui:
a) all'articolo 1 della legge regionale 1 giugno 2012, n. 32;
b) agli articoli 2 e 3 della legge regionale 1 giugno 2012, n. 33.
4. Il Ragioniere Generale della Regione è autorizzato per
l'esercizio finanziario 2013 ad effettuare operazioni finanziarie
per il finanziamento di quota parte delle spese di investimento dei
comuni di cui all'articolo 8 per un ammontare complessivo pari
47.000 migliaia di euro».
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento di
riscrittura al comma 4 dell'articolo 2.
Pongo in votazione la riscrittura del comma 4 dell'articolo 2. Il
parere della Commissione?
DINA, presidente della commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 2, così come riscritto al comma 4.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Razionalizzazione mutui e prestiti della Regione
1. Al fine di razionalizzare e rimodulare il profilo di
ammortamento dei mutui e prestiti della Regione, anche attraverso
un'eventuale revisione entro il limite massimo di cinque anni dei
rispettivi piani di ammortamento, ivi compresa la riduzione della
durata, l'Assessore regionale per l'economia è autorizzato ad
attivare gli opportuni strumenti finanziari nonché la dismissione
dei contratti derivati in essere, in osservanza dell'articolo 41
della legge 28 dicembre 2001, n. 448.
2. Le eventuali entrate derivanti dalla dismissione dei contratti
derivati di cui al comma 1, sono destinate a copertura degli
eventuali oneri discendenti dalla dismissione dei medesimi
contratti derivati in essere e/o alla riduzione del debito.
3. Le somme stanziate nel bilancio destinate al pagamento degli
accantonamenti di quote capitale per la costituzione di fondi
occorrenti per il rimborso di prestiti "bullet", possono essere
utilizzate per l'eventuale estinzione anticipata di quote delle
stesse obbligazioni, ove finanziariamente conveniente, nel rispetto
delle quote di accantonamento necessarie all'estinzione del debito
a scadenza.
4. Il Ragioniere generale della Regione è autorizzato ad apportare
le variazioni al bilancio di previsione della Regione connesse
all'attuazione dei commi precedenti.
5. L'Assessore regionale per l'economia, entro dieci giorni dalla
definizione delle procedure di cui al presente articolo, riferisce
alla competente commissione legislativa dell'Assemblea regionale
siciliana sulla stipula dei relativi contratti e sui risultati
conseguiti dalla Regione.»
Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato,
dall'onorevole Di Mauro, l'emendamento 3.1 che prevede, tra
l'altro, che l'assessore regionale per l'economia, sulla base di un
elenco che illustri le misure di razionalizzazione del debito, si
procede alla ristrutturazione del debito, previo parere vincolante
della competente commissione dell'Assemblea regionale siciliana.
Legislativamente possiamo prevedere tutto, però, obiettivamente,
nel distinguo dei rapporti fra Assemblea e Governo, prevedere
pareri vincolanti, anche alla luce della giurisprudenza
costituzionale, mi sembra una forzatura. Non che non possa essere
ammesso, però inviterei al ritiro dell'emendamento, proprio per la
separazione dei poteri.
DI MAURO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento 3.1.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor presidente, onorevoli colleghi, colgo l'occasione
per recuperare un ragionamento che abbiamo fatto in sede di
Commissione, a proposito dell'articolo 3 che parla della
razionalizzazione dei mutui e prestiti della Regione che vuol dire
fare in modo che tutti i mutui che ci sono in questo momento alla
Regione, si possono guardare con attenzione, verificare quali sono
possibili, per quali mutui è possibile avviare un ragionamento che
possa consentire un risparmio e considerare questo risparmio come
voce che va a diminuire il debito che ha la Regione.
Rispetto a questo, non c'è dubbio che si tratta di un fatto
positivo e noi abbiamo invocato, all'assessore, un coinvolgimento
del Parlamento perché le esperienze passate che questa Regione ha
avuto modo di affrontare non sono state esperienze, ahimè, positive
tutt'altro, e credo che sia necessario che l'argomento venga
affrontato col massimo coinvolgimento del Parlamento, con la
massima trasparenza e con un percorso che sia alla luce del sole.
Fermo restando che in realtà le norme prevedono che si possa
ricorrere ad una sorta, oltre che di bando di evidenza pubblica
anche di trattativa privata, ma c'è sembrato opportuno che il
Parlamento, sin dalle fasi iniziali, fosse coinvolto. Io avevo
indicato per la verità in Commissione Bilancio il termine
programma, poi è venuto fuori un ragionamento per cui c'è stato
detto dell'assessore che era opportuno che meno notizie si possono
divulgare all'esterno più è ragionevole l'interesse del Governo
della Regione a ricavare maggiore utile.
Ma ci sembra, tuttavia, molto opportuno che la Commissione
bilancio' venga coinvolta per conoscere quali sono questi mutui,
qual è il tasso di interesse, qual è l'idea che ha la Regione in
ordine al risparmio e se mi si consente, signor Presidente, noi
vorremmo al di là di ogni norma di legge darci un limite a quelle
che sono le norme di legge imponendoci a proposito della
cartolarizzazione un bando di evidenza pubblica e questo lo dico
perché in passato ci sono state in quest'Aula battaglie rilevanti
fatte dall'allora opposizione, dal PD, oggi in maggioranza, in cui
si invocava trasparenza, si invocava coinvolgimento del
Parlamento, e si invocava soprattutto l'esigenza di bandi di
evidenza pubblica.
L'idea di potere ricorrere ad una trattativa espone il Governo, a
mio modesto avviso, a sollecitazioni che, certamente, devono stare
lontano dal Governo, da questo Palazzo dalla Commissione e così
via.
Allora, io ritorno a formulare un appello al Governo, ritorno a
formulare un appello all'assessore perché la Commissione possa
essere coinvolta - possiamo anche eliminare il termine
vincolante' perché nulla in noi c'è, come considerazione politica,
di bloccare il percorso del Governo ma non c'è ombra di dubbio che
sulla questione dell'evidenza pubblica siamo intransigenti e
vorremmo che il Parlamento si pronunciasse su questa forma di
pubblicità dell'affidamento perché crediamo sia l'unica che possa
garantire trasparenza e soprattutto risparmio nei confronti delle
casse della Regione.
PRESIDENTE. Onorevole Di Mauro, quindi lei insiste nel
mantenimento di questo emendamento eventualmente con la modifica di
cassare la parola vincolante'?
L'assessore si vuole pronunciare?
BIANCHI, assessore per l'economia. Signor Presidente, è un tema di
cui abbiamo già ampiamente dibattuto in Commissione bilancio,
onorevole Di Mauro, e abbiamo accolto l'invito ad avere la massima
trasparenza nelle operazioni di razionalizzazione del debito che
stiamo ponendo in atto, che riflettono anche molte scelte sbagliate
del passato, come lei sa molto meglio di me.
Noi abbiamo, peraltro, allegato al bilancio uno schema
illustrativo dei contratti di swap e di derivati avuti, e siamo
disponibili, come abbiamo messo nell'articolo 3, modificato in
Commissione bilancio, ed abbiamo assunto l'impegno entro 10 giorni
dalla definizione delle procedure di darne piena informazione alla
Commissione legislativa dell'Assemblea regionale.
Riteniamo che quanto, appunto, previsto nell'articolo, grazie
anche al suo contributo, rappresenti esattamente quello che
volevamo, quindi una piena trasparenza contrariamente
all'introduzione di un parere vincolante della Commissione,
addirittura preventivo, su operazioni che, come lei sa, hanno anche
un dovere di riservatezza, per non incidere sulle varie azioni
delle dinamiche finanziarie, appare a noi impossibile realizzare.
Noi ci atterremo alla piena trasparenza e nella gestione dei
bandi, come sa, c'è un'ampia legislazione di carattere nazionale,
che garantisce la qualità di questi bandi, quindi, il semplice
rimando e l'applicazione della normativa nazionale è assolutamente
sufficiente.
Quindi - come già detto in Commissione - pur apprezzando l'invito
alla piena trasparenza, che ovviamente assolveremo, ed è stato uno
dei punti salienti della nostra azione di Governo, diamo parere
contrario all'emendamento.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, i colleghi che
vogliono intervenire mi hanno purtroppo distratto nel momento
cruciale.
Volevo suggerire al Governo - premettendo che concordo col Governo
sul fatto che non ci può essere mai un parere vincolante delle
Commissioni su un'attività di questo tipo, perché sarebbe assurdo -
che per operazioni di questa portata e che hanno una grande
ricaduta - positiva o negativa - sul bilancio della Regione e
quindi poi a cascata sulle spalle dei Siciliani, io ritengo che da
parte del Governo sarebbe un gesto non solo di trasparenza, ma
anche di buona volontà e di rispetto nei confronti del Parlamento,
se riscrivendo l'emendamento, eliminando quindi l'aspetto
vincolante, il Governo accettasse di discutere, comunicare alla
Commissione Bilancio' quello che è lo stato dell'arte rispetto
alle rinegoziazioni di strumenti finanziari e moduli così
importanti.
Quindi si riscrive l'emendamento - magari in un attimo - togliendo
l'obbligatorietà e togliendo quindi il vincolo del parere
vincolante, ma sarebbe buona norma.
PRESIDENTE. Sono fatti tecnici. Nell'articolo del Governo, proprio
al comma 5, c'è scritto l'Assessore regionale per l'Economia,
entro dieci giorni dalla definizione delle procedure di cui al
presente articolo, riferisce alla competente Commissione'.
FORMICA. A definizione, cioè a cose fatte.
PRESIDENTE. Riferisce alla Commissione, quindi non credo che il
problema della pubblicità o della trasparenza manchi.
LOMBARDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà, con la stessa capacità di sintesi avuta
dall'onorevole Formica.
LOMBARDO. Signor Presidente, sull'articolo in oggetto vorrei,
innanzitutto, testimoniare come sia stato un dibattito utile in
Commissione e che l'Assessore ha accolto in parte la nostra
richiesta.
Ora, purtroppo, vista la delicatezza della questione e
dell'operazione in oggetto -sappiamo a quanto ammonti la situazione
debitoria della Regione, e quindi di quale operazione si stia
trattando - noi chiediamo in questo emendamento che via sia la
massima trasparenza, dopo' - e questo è stato aggiunto grazie
all'accoglimento dell'assessore Bianchi - ma vogliamo che anche
prima vi sia la massima trasparenza.
Anche perché - veda signor Presidente - la normativa nazionale a
cui si faceva riferimento prima, purtroppo non contempla nella gara
pubblica l'acquisto, la vendita o il trasferimento di titoli.
Perché se noi dobbiamo rifarci al decreto legislativo 163 del 2006
al Codice dei Contratti pubblici, è scritto in modo esplicito che
contemplando due tipologie di contratti sottratti all'obbligo della
gara pubblica - ovvero i contratti concernenti servizi
finanziari alla vendita o trasferimento di titoli o altri strumenti
finanziari - noi con questa norma di fatto, non aggiungendo un
controllo ante la rinegoziazione, e non inserendo l'evidenza
pubblica all'interno di questo articolo, rischiamo - con tutto il
rispetto per l'assessore regionale, che naturalmente oggi trova il
nome di Luca Bianchi, ma domani potrà essere un altro assessore -
rischiamo di consegnare una procedura così delicata semplicemente
ad un solo uomo e invece è giusto che la Regione si faccia carico e
tutta quest'Assemblea parlamentare, di vigilare su questa
operazione delicata ed utilissima per le casse della Regione.
PRESIDENTE. Ho visto che le parti rimangono sulle loro reciproche
posizioni. C'è un sub-emendamento da parte dell'onorevole Di Mauro,
col quale dice di eliminare al quarto rigo il termine vincolante .
Quindi, subemendamento all'emendamento 3.1. Pongo in votazione il
subemendamento 3.1.1. Il parere del Governo?
BIANCHI, assessore per l'economia. Parere negativo. Scusate,
abbiamo trovato una mediazione in Commissione in cui avevamo
accolto parte delle osservazioni, quindi non ci torniamo sopra.
PRESIDENTE. Assessore Bianchi, allora, questo emendamento tendeva
ad una sorta di mediazione, se non ho compreso male. Lei, quindi,
dà parere negativo sia sul subemendamento che sull'emendamento,
complessivamente. Quindi, abbiamo compreso. Il parere della
Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario, anche perché il comma 5 nasceva dalla mediazione a cui
faceva riferimento l'assessore.
PRESIDENTE. Prima poniamo in votazione con il parere contrario
del Governo e della Commissione il subemendamento. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 3.1, a firma dell'onorevole Di
Mauro, con il parere contrario del Governo e della Commissione. Chi
è favorevole all'emendamento si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'art. 3. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
CORDARO. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, prima di darle la parola ho gli
articoli 4 e 5 che non hanno emendamenti, ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono venuti meno,
inopinatamente, una trentina di emendamenti del Gruppo parlamentare
del Cantiere Popolare.
Siccome noi li abbiamo presentati, non soltanto attraverso la
nuova strumentazione tecnologica che sono bravi ad adoperare al
Gruppo, ma anche attraverso il materiale cartaceo, abbiamo la
necessità di comprendere, signor Presidente, che cosa ci consiglia
di fare.
Perché, siccome noi siamo certi della doppia presentazione degli
emendamenti, così come ci è stato disposto dalla Presidenza, questi
emendamenti noi li vogliamo trattare.
Non possiamo permetterci, rappresentando esigenze, interessi
legittimi e bisogni dei siciliani, che questi emendamenti si
perdano. Possiamo decidere, concordandolo col Governo, che qualcuno
di questi venga ritirato, oppure sottoporlo al voto dell'Aula:
Tertium non datur
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, da una velocissima consultazione
con gli Uffici, credo che da parte degli uffici non ci sia stato
alcun errore. Ribadisco un concetto: sono stati considerati, in
questo primo fascicolo, soltanto quegli emendamenti che sono
strettamente collegati alle norme del disegno di legge, cioè quelli
modificativi e soppressivi, e non anche quelli che nell'affrontare
materie trattate nel testo aggiungono nuove norme. Le nuove norme
lei le ritroverà solo tra gli emendamenti aggiuntivi. Questo per
chiarezza.
CLEMENTE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CLEMENTE. Di tutta la ricerca, da parte dei ragazzi del Gruppo,
anche fra gli aggiuntivi e anche nel fascicolo - articolo 53
-mancano comunque questi emendamenti.
PRESIDENTE. La seduta è sospesa per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18.50, è ripresa alle ore 18.57)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Posso assicurare i colleghi parlamentari che tutti gli emendamenti
che sono stati presentati fanno parte o del fascicolo che è stato
già distribuito o fanno parte degli emendamenti aggiuntivi.
Altro discorso è sull'ammissibilità o meno degli emendamenti
aggiuntivi.
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4
Disposizioni in materia di residui attivi, passivi e perenti e di
equilibrio di bilancio
1. Le entrate accertate contabilmente fino all'esercizio 2011 a
fronte delle quali, alla chiusura dell'esercizio 2012, non
corrispondono crediti da riscuotere nei confronti di debitori
certi, sono eliminate dalle scritture contabili della Regione
dell'esercizio medesimo.
2. Con decreto del Ragioniere generale della Regione, su
indicazione delle competenti amministrazioni, si procede
all'individuazione delle somme da eliminare ai sensi del comma 1.
Copia di detto decreto è allegata al rendiconto generale della
Regione per l'esercizio finanziario 2012. Qualora, a fronte delle
somme eliminate a norma del presente articolo, sussistano crediti,
si provvede al loro accertamento all'atto della riscossione con
imputazione al conto della competenza dei pertinenti capitoli di
entrata.
3. Le somme eliminate nei precedenti esercizi per perenzione
amministrativa agli effetti amministrativi relative ad impegni
assunti fino all'esercizio finanziario 2002, non reiscritte in
bilancio entro la chiusura dell'esercizio finanziario 2012, sono
eliminate dalle scritture contabili della Regione dell'esercizio
medesimo. Con successivi decreti del Ragioniere generale della
Regione si procede all'individuazione delle somme da eliminare ai
sensi del presente comma. Copia di detti decreti è allegata al
rendiconto generale della Regione per l'esercizio finanziario 2012.
4. Gli impegni di parte corrente assunti a carico del bilancio
della Regione fino all'esercizio 2011 e quelli di conto capitale
assunti fino all'esercizio 2010, per i quali alla chiusura
dell'esercizio 2012 non corrispondono obbligazioni giuridicamente
vincolanti, sono eliminati dalle scritture contabili della Regione
dell'esercizio medesimo.
5. Le disposizioni di cui ai commi 3 e 4 non si applicano alle
spese per esecuzione di opere, qualora il progetto dell'opera
finanziata sia esecutivo e gli enti appaltanti abbiano già adottato
le deliberazioni che indicono la gara, stabilendo le modalità di
appalto.
6. Con successivi decreti del Ragioniere generale della Regione,
su indicazione delle competenti amministrazioni, si procede
all'individuazione delle somme da eliminare ai sensi del comma 4.
Copia di detti decreti è allegata al rendiconto generale della
Regione per l'esercizio finanziario 2012.
7. Qualora, a fronte delle somme eliminate ai sensi del presente
articolo, sussista ancora l'obbligo della Regione e sia documentata
l'interruzione dei termini di prescrizione, si provvede al relativo
pagamento con le disponibilità dei capitoli aventi finalità
analoghe a quelli su cui gravavano originariamente le spese o, in
mancanza di disponibilità, mediante iscrizione in bilancio delle
relative somme, da effettuarsi con successivi decreti del
Ragioniere generale della Regione ai sensi degli articoli 26 e 27
della legge 31 dicembre 2009, n. 196 e successive modifiche ed
integrazioni e dell'articolo 47 della legge regionale 7 agosto
1997, n. 30 e successive modifiche ed integrazioni».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5
Depositi cauzionali provvisori di data remota
1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente
legge, la Ragioneria Generale è autorizzata, mediante propri
decreti, ad incamerare annualmente all'erario regionale, i depositi
cauzionali provvisori costituiti da più di cinque anni e non
svincolati.
2. La Ragioneria Generale, per fare fronte alle eventuali
richieste di svincolo dei creditori aventi titolo, è autorizzata ad
istituire apposito fondo di pari importo dei depositi cauzionali
annualmente incamerati.
3. All'eventuale pagamento delle spese relative alle somme
eliminate ai sensi del comma 1, provvedono le Amministrazioni
regionali che hanno dato luogo agli originari depositi provvisori
cauzionali.
4. Al pagamento di cui al comma 3 si procederà con le
disponibilità dei capitoli di spesa destinati ai rimborsi, all'uopo
incrementate dalle somme occorrenti, mediante iscrizione in
bilancio delle relative somme, da effettuarsi con decreto del
Ragioniere generale della Regione mediante prelevamento
dall'apposito fondo.»
Lo pongo in votazione. Chi �� favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Art. 6.
Accantonamenti tributari
1. Per quanto previsto dall'articolo 28, comma 3, del decreto
legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con modificazioni dalla
legge 22 dicembre 2011, n. 214 e dall'articolo 16, comma 3, del
decreto legge 6 luglio 2012, n. 95 convertito con modificazioni
dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, la Regione assicura, per il
triennio 2013-2015, il concorso agli obiettivi di finanza pubblica
in termini di accantonamenti tributari in relazione a quanto
disposto dai commi successivi.
2. Per l'anno 2013, il contributo riconosciuto a favore della
Regione ai sensi del comma 122 dell'articolo 1 della legge 24
dicembre 2012, n. 228, pari a 121.090 migliaia di euro, è
destinato alla copertura della quota di concorso della Regione al
raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica previsti dal
comma 3 dell'articolo 28 del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201,
convertito con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214.
3. In attuazione dell'articolo 11, comma 8, del decreto legge 8
aprile 2013, n. 35, parte delle risorse destinate agli interventi
da realizzare nell'ambito della programmazione regionale del Fondo
per lo sviluppo e la coesione, sono destinate per l'importo di
513.180 migliaia di euro, per l'esercizio 2013, e per l'importo di
139.530 migliaia di euro, per l'esercizio 2014, alla copertura del
concorso alla finanza pubblica, posti a carico della Regione per i
medesimi esercizi finanziari, per gli effetti del comma 3,
dell'articolo 16, del decreto legge 6 luglio 2012, n. 95,
convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 135. I
conseguenti benefici economico-finanziari sono utilizzati con le
modalità previste dal medesimo articolo 11, comma 8, del decreto
legge 8 aprile 2013, n. 35.
4. Per la residua quota pari a 185.044 migliaia di euro per l'anno
2013, di 679.784 migliaia di euro per l'anno 2014 e 819.314
migliaia di euro per l'anno 2015 si fa fronte con le risorse a
carico del bilancio regionale».
Comunico che all'articolo 6 è stato presentato l'emendamento 6.1,
a firma dell'onorevole Di Mauro. L'emendamento è soppressivo, però,
onorevole Di Mauro, non può essere votato per le implicazioni
finanziarie della soppressione. Lo invito, quindi, al ritiro,
altrimenti lo dovrei dichiarare inammissibile.
DI MAURO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, credo che vada fatta una riflessione
sul tema dell'articolo 37, perché è giusto spiegare ai colleghi che
sono in Aula che quello che è stato il Decreto legge del Governo
nazionale è un decreto che pone fine, alla fine di questo triennio,
PRESIDENTE. Invito i parlamentari a sedere al loro posto e a non
interloquire con gli assessori.
Non si riesce a seguire il ragionamento d'Aula. Quando un collega
parlamentare parla, per altro su fatti tecnici di una certa
rilevanza, si possono poi commettere errori nell'approvare o nel
non approvare un determinato emendamento.
DI MAURO. Dicevo che è opportuno informare l'Aula su quelle che
sono le ricadute del Decreto legge che è stato approvato dal
Governo e che è in attesa di conversione. Dico questo perché questa
norma che è stata elaborata porta a due conseguenze. La prima: nel
giro di tre anni scompaiono le risorse che sono destinate
all'articolo 38 - e non è tanto per gli interventi che potevano
scaturire dall'applicazione del medesimo articolo che interessava,
comunque, il settore delle infrastrutture, dei lavori pubblici - ma
è perché un pezzo di storia di questa Terra finisce di essere
considerato elemento importante perché, non c'è ombra di dubbio,
che la mancata applicazione di quelle che potevano essere le
risorse che lo Stato trasferisce alla Regione ai fini di recuperare
la differenza tra nord e sud, abbiamo deciso, di concerto con lo
Stato, affinché queste risorse da interventi strutturali vengano
destinate ad interventi di carattere diverso e nella specie
costituiscano interventi per pagamento di spese correnti.
E', certamente, non un risultato da parte del Governo, me lo lasci
dire, perché credo che potevano essere utilizzati altri sistemi per
recuperare quest'anno 3 milioni, l'anno prossimo 10 milioni, e
l'anno successivo ancora, il 2015, 20 milioni.
Io credo che questo sia un errore straordinario a cui il Governo
regionale dovrà, d'intesa col Governo nazionale, in futuro, porre
rimedio perché tante opere sono state fatte in Sicilia lungo l'arco
di tempo di più di sessant'anni e, oggi, noi abbiamo decretato,
unitamente al Governo nazionale, credo con soddisfazione del
Governo nazionale, il venir meno di questa norma.
La seconda questione. Noi abbiamo deciso per necessità, questo è
giusto che ce lo diciamo, che le risorse di parte dei fondi FAS
come, peraltro, devo dire correttamente, è stato fatto lo scorso
anno, vengano destinate per il pagamento di quello che è il
trasporto locale, cioè benzina e stipendi, e non come l'anno scorso
sanità e, poi, vengano accantonate delle risorse per restituire
queste somme allo Stato col quale c'era, ovviamente, un'intesa,
perché venga dato il proprio contributo a quella che è la manovra
che ha fatto il Governo nazionale.
Io sono preoccupato perché l'anno scorso ci sono state molte
difficoltà ad ottenere la ratifica del CIPE, e questo lo dico
soprattutto all'Assessore ed al Presidente che dovranno farsi
carico di portare questa istanza al nuovo Governo che, certamente,
dovrà riconoscere quanto è stato fatto e, soprattutto, vorrei che
il Parlamento e l'Assessore fossero coinvolti sull'individuazione
delle opere pubbliche che sono in corso di, mi permetto di dire,
non dico di realizzazione ma comunque di fine progettazione, di
appalto, perché possa essere data la precedenza a quelle opere che
non sono ancora cantierabili perché la Sicilia soffre di una
condizione di grande difficoltà in termini di lavoro.
Se noi togliamo opere che sono già sulla via della realizzazione
attraverso il bando di gara, mi permetto di dire, sarebbe un grande
onore. Quindi, attenzione al Governo ed una riflessione ultima
Assessore. Credo che bisognerebbe vedere come appostare queste
risorse di 513 milioni di euro. Non vorrei che un appostamento
errato di queste risorse dello schema di bilancio, potesse
inficiare lo stesso a tal punto da renderlo impugnabile da parte
del Commissario dello Stato.
Questa è una riflessione che rimetto al Governo nell'interesse di
tutti e nell'interesse di un'Assemblea che, certamente, non vuole
vedere il proprio bilancio impugnato.
ALLORO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALLORO. Signor Presidente, sono perfettamente condivisibili le
preoccupazioni dell'onorevole Di Mauro. Io come ho avuto modo di
rappresentare in sede di Commissione Bilancio' voglio portare qui
le istanze di tutti i sindaci della fascia nebroidea perché
l'approvazione di questo articolo e, segnatamente, del comma terzo
di questo articolo, mette oggettivamente a rischio il finanziamento
della tabella A.1.11 del DPEF approvato dalla Giunta di Governo a
fine anno.
Ovviamente, utilizzare per spesa corrente questi fondi dell'ex
FAS, sostanzialmente fa sì che le opere che erano state programmate
vengano messe in una sorta di competizione dove, alla fine,
passeranno solo ed esclusivamente quelle che saranno cantierabili
entro quest'anno.
Questo, oggettivamente, crea una grande difficoltà anche perché,
come dire, la programmazione finisce a fine anno, finisce il
31/12/2013 e non sappiamo se nella nuova programmazione riusciremo
ad appostare queste opere.
Si tratta, segnatamente, delle opere del CIS e all'interno di
queste opere, di un'opera fondamentale per lo sviluppo della
Sicilia che è la Nord-Sud. Una strada che da 40 anni questa terra
aspetta e che, finalmente, sembrava avesse trovato soluzione col
finanziamento di questi ultimi lotti: il lotto B5 ed il lotto C1.
Ora, preannunzio la presentazione di un ordine del giorno in
merito. So, per averlo appreso dall'Assessore Bianchi, della
sensibilità che il Governo ha dimostrato e vuole dimostrare ancora
nella realizzazione di quest'ora, per altro è una strada che
collega Santo Stefano di Camastra con Gela e, quindi, già il fatto
che vi sia Gela ci fa ben sperare in un ragionamento positivo del
Presidente della Regione.
E' chiaro però che bisogna andare a fare un ragionamento con
l'ANAS perché se non vengono rimodulati i loro programmi le opere
sono oggettivamente a rischio.
Per questo, preannunzio la presentazione di un ordine del giorno
che è stato condiviso da larga parte del Parlamento per
rappresentare questa preoccupazione.
LOMBARDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO. Signor Presidente, intervengo semplicemente per
accennare la questione che riguarda l'articolo 6. Sappiamo tutti
della delicatezza della questione dell'equilibrio finanziario che
la regione Sicilia quest'anno sta cercando di trovare.
Vorrei porre soltanto all'attenzione di un'Aula che, ahimè, è
sorda - e l'abbiamo visto già in occasione di altri emendamenti -
in un momento di difficoltà economica come, purtroppo mi spiace che
il presidente Crocetta sia assente, come questa Assemblea nel
2013, noi Deputati regionali, sanciremo di fatto la cancellazione e
l'esclusione dell'articolo 38 dello Statuto della regione
siciliana, dopo lotte, dopo morti, dopo gente che in questa terra
ha creduto nell'autonomia e che ci ha dato la possibilità di avere
un Parlamento, con questa norma finanziaria sanciremo una volta per
tutte che l'articolo 38 dovrà cessare, dovrà morire.
Questa è una responsabilità grave, che questo Parlamento si sta
assumendo forse in modo inconsapevole e lo fa per garantire, ahimè,
assessore Bianchi, una partita di giro che deve spostare delle
somme, 50 milioni, 50 miseri milioni di euro - ricordiamo le
vicende AST pochi minuti fa - da fondi per investimenti previsti
dall'articolo 38, la solidarietà nazionale, la possibilità che la
Regione potesse finalmente raggiungere i livelli del resto
d'Italia, per ottenere 50 milioni di spesa corrente, finanziata
con soldi che già sono dei siciliani e noi, in questo comma ,che
prevede che per il 2014 sarà lo Stato con decreto a definire qual è
l'entità dell'articolo 37; noi svendiamo a un decreto del Governo
nazionale quelle che sono le norme statutarie per cui sono morti
decine di siciliani. Questa è la vergogna che si sta perpetrando in
questo Parlamento.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
TURANO. Signor Presidente, l'altro ieri sera, in un mio breve
intervento sulla discussione generale ho affrontato le
preoccupazioni che derivavano da una mancata chiarezza del Governo
Assessore Bianchi, vorrei evitare, la prego, mi guardi negli
occhi, di citarla, perché questa sua importante esperienza di
Assessore per l'economia della Regione siciliana non vorrei
qualcuno poi gliela rinfacciasse a proposito dell'articolo 6 .
Pur tuttavia, parlo con l'assessore Bartolotta, ho necessità di
capire, in maniera chiara, cosa succederà con l'approvazione
dell'articolo 6.
Noi sappiamo che buona parte di queste risorse vengono prese sulla
delibera CIPE del 3 agosto 2011 che accantona una serie di risorse
utilizzabili esclusivamente per investimento. In quella delibera vi
è citata una bretella autostradale che è di tale importanza per lo
sviluppo della provincia di Trapani. E' l'asse viario che collega
Mazara del Vallo a Trapani. L'ANAS ha completato il progetto
esecutivo e siamo nella fase degli espropri. Se l'Assessore
Bartolotta non indica, a chiare lettere, che il progetto entro il
31 dicembre sarà cantierabile pertanto non definanziato, io non
posso permettere a qualcuno, men che meno al Governo della Regione
- so quanti sacrifici si sono spesi per arrivare a garantire ad un
territorio della Sicilia un pezzo strategico per il suo sviluppo -,
non vorrei che qualcuno potesse pensare di utilizzare queste
risorse per altri fini e comunque, se non ho questa certezza da
parte del Governo mi vedrei costretto, e non lo voglio fare, ad
alzare le barricate, perché può un'amministrazione come la
provincia di Trapani, che ho guidato per quattro anni e mezzo,
lavorare incessantemente, assieme all'ANAS, portare un progetto
esecutivo, può un'amministrazione condividere con il Governo della
Regione il suo finanziamento e dopo vederselo sfilare dal naso in
un minuto per pagare altri soggetti?
Io non credo che sia possibile questo, signor Presidente e,
allora, prego il Governo di essere categorico su questo punto, di
indicare quali sono le opere che probabilmente non verranno
finanziate nel 2013 e quali, invece, certamente verranno
finanziate.
Per quel che mi riguarda, se ho l'assicurazione da parte del
Governo che la bretella autostradale pari a 150 milioni di euro, il
cui progetto esecutivo, lo chiamo così, non sono un ingegnere,
definitivo,
FAZIO. Cantierabile.
TURANO. non è così, mettiamo nome e cognome alle cose, il
progetto per 270 milioni di euro non ha trovato copertura
finanziaria perché la delibera CIPE ha affidato 150 milioni di
euro, allora, si è stati costretti a fare il primo lotto funzionale
con quella risorsa ed ora deve ritornare al CIPE per l'approvazione
definitiva. Si sono persi 4, 6 mesi di tempo perché l'ANAS per
ridefinire il progetto ha dovuto fare sopralluoghi ed ha dovuto
riverificare il piano delle espropriazioni e io ho la necessità di
sapere se quel progetto viene finanziato o no.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, chiedo scusa non avevo intenzione di
intervenire, però devo dire che forse il mio carattere mi porta a
volte a fare cose che non devo fare. Ho ascoltato i colleghi e devo
dire che sono un poco sorpreso perché o non hanno letto bene la
norma o non so di cosa stiamo parlando.
Vorrei ricordare che questo articolo altro non fa che la copertura
di un accantonamento tributario che è in capo allo Stato. Lo Stato
sta prendendo dai trasferimenti dovuti per la nostra Regione per il
2013, 2014 e 2015 una serie di risorse che sono il frutto, tanto
per ricordarcelo tutti, della prima manovra Tremonti e della
seconda manovra Monti. I monti si sono distinti in quantità ma la
linea è stata unica, nel senso che le regioni a statuto speciale
dai trasferimenti che lo Stato eroga a favore di questi regioni in
quanto riscossore dei tributi di competenza di queste regioni,
avrebbe trasferito per l'anno 2013 credo circa un miliardo e 300
milioni in meno. E così via anche per gli anni successivi.
Cosa fa questa norma? Questa norma sta consentendo che i fondi
trasferiti alla nostra Regione, che lo Stato a monte si trattiene
quelle risorse, consente ai fondi delle cosiddette politiche di
azione e coesione di essere utilizzati per alcune tipologie di
attività che prima coprivamo con fondi regionali, ovvero tipologie
che riguardano i trasporti marittimi, il trasporto pubblico locale
e tutta una serie di attività che, ad oggi, sono in carico al
bilancio della Regione.
Qui, sentivo parlare dei 50 milioni, quello è l'articolo 37 che
con questa storia non c'entra nulla. Evitiamo di gridare al lupo,
al lupo senza che ci sia il lupo. Uno l'abbiamo ma è un lupo buono
da questo punto di vista, non dovrebbe mangiare nessuno.
Sto dicendo questo perché vedete quest'Aula, questo podio
suscitano certe passioni, però rischiamo di fare un'opera di
depistaggio nel momento in cui parliamo di una cosa commentando
altre cose che nulla hanno a che vedere.
Questa norma consente di utilizzare, con una finalità relativa a
grandi servizi pubblici in capo alla nostra Regione, fondi che sono
connessi ai trasferimenti dello Stato. Certo, è chiaro che non ce
li stanno regalando. E' chiaro che questa autorizzazione di questa
copertura sottrae risorse ad altre tipologie di interventi: 1+1 fa
sempre 2 e 1-1 fa sempre zero. Non è che qualcuno ci sta regalando
risorse Ci stanno semplicemente, con provvedimento del decreto
legge varato dal governo Monti, autorizzando ad un utilizzo, la
Sicilia assieme al Piemonte.
Devo dire mi suona strano che colleghi, in questo Parlamento,
gridino al lupo, al lupo perché gli unici che fino ad oggi hanno
gridato al lupo, al lupo sono stati esponenti della Lega. Posso
capire che la Lega abbia protestato ma che lo facciano colleghi
dell'ex MPA, oggi Partito dei siciliani, non vorrei che a forza di
rivendicare l'autonomia si finisca per diventare cugini stretti del
leghismo
BARTOLOTTA, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo
di parlare.
PRESIDENTE. Ma che c'entra lei assessore Bartolotta? E' una
questione di carattere finanziario, penso che l'onorevole Cracolici
abbia spiegato i termini della questione, per altro è pendente un
ricorso alla Corte Costituzionale su questa vicenda.
BIANCHI, assessore per l'economia. Mi pare che sull'utilizzo del
FAS sulla sua possibilità, mi sembra abbia risposto l'onorevole
Cracolici con ampiezza. Il tema non l'abbiamo mai sottovalutato, va
preso atto che, in questa fase congiunturale, siamo costretti ad
utilizzare risorse che erano destinate per infrastrutture, a
coprire alcune spese relative al trasporto pubblico locale, al
trasporto marittimo ed al trasporto aeroportuale.
Questa è, ovviamente, una cosa che induce ad una riflessione. Ma
dovrebbe indurre ad una riflessione molto più forte chi ci ha
portato in questa condizione. Non dimentichiamo mai che ci
imputiamo, in questo bilancio, una quota di disavanzo 2012 che,
certamente, non è a noi imputabile. Secondo elemento: sapete il
taglio dei trasferimenti nazionali che sono pari a oltre 800
milioni di euro; rispetto a questa situazione abbiamo ottenuto
nella nostra interlocuzione romana non certo una concessione o un
regalo, ma preso atto dal Ministro del Tesoro della qualità
dell'azione posta in atto in termini di riqualificazione del
bilancio, della forte discontinuità con la gestione delle finanze
pubbliche che è stata fatta in Sicilia fino ad ora, ripeto, la
forte discontinuità con la gestione delle risorse pubbliche fatte
in Sicilia fino ad ora, sulla quale forse una riflessione va fatta
da chi è qui da molto più tempo di me.
Il Governo ha concesso in un accordo, poi preso nel Decreto Legge,
questo utilizzo del FAS e qui sta a me, però rilevare come è stato
fatto questo accordo. Noi siamo partiti da una dotazione
finanziaria del FAS 2007-2013 ampia, a fronte della quale avevamo
fortissimi ritardi, anche questi certamente non imputabili alla
nostra amministrazione, nella progettazione e nell'andamento della
spesa delle risorse a valere sul FAS.
Proprio questa considerazione ha fatto sì che noi abbiamo voluto
che, accanto all'accordo di utilizzo del FAS, fosse prevista una
matrice origine/destinazione delle risorse, che vuol dire da dove
preleviamo le risorse del FAS e dove vengono destinate.
Noi non procediamo a nessuna cancellazione di opere previste dal
FAS 2007-2013. Abbiamo semplicemente identificato alcune opere, tra
cui quelle che citava l'onorevole in precedenza, che avevano un
ritardo di progettazione tale per il quale, anche spostando una
quota delle risorse dal FAS 2007-2013, alla nuova programmazione
2014-2020 che si comporrà sia della quota infrastrutturale del POR
regionale, sia del nuovo FAS, non incidesse sull'andamento dei
lavori.
Tutte le opere rimangono finanziate per la quota di progettazione
e per la quota che consentirà di avviare i lavori nel corso del
2013 e di completarli nel corso del 2013-2014.
Non siamo in presenza di un rallentamento del processo di
investimento infrastrutturale. Ciò è garantito proprio dalla
selezione che è stata fatta sugli interventi, che ci permetterà,
appunto, di avviare ugualmente i lavori. Troppe volte ci siamo
trovati ad una contabilizzazione esclusivamente ragionieristica
delle risorse, quando poi in realtà queste risorse non vengono
spese.
La possibilità di concentrare gli interventi sulle risorse
immediatamente spendibili consente, da un lato, di far fronte a
esigenze contingenti, inevitabili, perché sfido chiunque di voi a
dire che nel 2013 avremmo azzerato i capitoli trasporto pubblico
locale, trasporto marittimo, che avremmo azzerato tutti questi
capitoli.
Con questa operazione, consentiamo di offrire un servizio ai
cittadini nel corso del 2013 e di avviare ai lavori tutte le opere
previste dal piano infrastrutturale - c'è l'assessore Bartolotta
che lo può confermare - e continuare il finanziamento di opere che,
inevitabilmente, hanno una progettazione che ricade su diversi
anni, con il completamento sulle altre opere.
Rispondendo all'Assessore, se lei vuole garanzie che il progetto
complessivo di infrastrutturazione della Regione sia garantito, lo
possiamo assicurare come Giunta di governo, proprio perché ci sarà
una compensazione delle risorse trasposte sul nuovo POR e sul nuovo
FAS.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto debbo
complimentarmi con l'assessore Bianchi che ha dato una spiegazione
quanto più vasta, approfondita, esauriente possibile, circa la
tematica.
In merito ad i continui richiami che l'assessore Bianchi ha fatto,
rispetto alla gestione precedente, non è che deve toccare a me
difendere il presidente Lombardo, del quale sono stato il più
grande nemico giurato.
Il PD dov'era? Qui è come se ci fosse l'idea che c'era il PDL che
ha governato ed il PD che stava all'opposizione e non esattamente
l'opposto Solo questo era Presidente, perché si prenda nota.
PRESIDENTE. Non è stato propriamente un intervento di carattere
tecnico
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, guardate è inutile che, ogni volta, tutte le questioni
che attengono il debito, il credito, eccetera le facciamo entrare
tutte nella questione della dinamica politica perché non c'entra
assolutamente niente.
Possiamo dire seccamente che laddove abbiamo progetti esecutivi
che possono andare in gara o comunque progetti cantierabili li
abbiamo mantenuti perché realisticamente verranno spesi quest'anno
e laddove questi progetti non sono cantierabili ci sembrava assurdo
bloccare le risorse mentre dovevamo fare dei tagli indiscriminati
nei confronti di cose essenziali.
Ci siamo comportati nella logica del bonus pater familiae . Quali
sono le cose che
TURANO. Bisogna capire se queste opere sono cantierabili oppure
no
CROCETTA. Non lo so un po' estemporanea mi pare questa cosa
Allora, noi cosa abbiamo toccato? Per tutte le opere sono previste
le somme necessarie eventualmente per continuare la progettazione
e, quindi, per avviare il percorso che permetterà l'anno prossimo
di poterle mandare in gara. Per quelle dove invece l'iter è
concluso e l'investimento è immediatamente cantierabile e, quindi,
l'opera può essere appaltata, sono rimaste integralmente tutte le
somme, quindi, questa è una valutazione tecnica.
Se poi si preferisce che continuiamo a fare, ogni volta, questi
piani di utilizzo delle risorse che per 5, 6, 7 anni ripercorrono
sempre importi totali di utilizzo di cose che non abbiamo e che non
possiamo cantierare ed immobilizziamo inutilmente risorse per
impedire di fare, invece, un'operazione che ha consentito
attraverso la copertura di altre spese necessarie, di spalmare il
debito, il buco di bilancio dell'anno scorso in una triennalità
corretta, capite bene che l'operazione non solo è tecnicamente
perfetta ma è anche politicamente corretta perché mettere quelle
risorse non comporta alcun beneficio per il semplice motivo che i
progetti non sono pronti.
Di chi è la colpa? Io mi rifiuto di pensare che è colpa dei
governi precedenti perché non c'è Governo che non abbia intenzione
di fare le cose, non è il Governo. Però, resta il fatto che dai
dipartimenti, dalle aziende che dovevano fare partecipate, che
dovevano fare questa progettazione, la progettazione non c'è
stata. Quindi, vogliamo prendere atto, una semplice presa d'atto,
non credo che l'intendimento dell'assessore Bianchi fosse di natura
polemica, ma voleva rimarcare semplicemente che è inutile voler
attribuire al Governo attuale una responsabilità quasi a volere
tagliare opere perché non stiamo tagliando assolutamente nulla.
Stiamo mettendo nel bilancio quelle risorse che possono essere
spese non immobilizzando risorse per fare pagare magari ai
cittadini su altri fondi, in disservizi oppure in aumento di tasse
quello che normalmente possiamo ricavare in modo indolore.
BARTOLOTTA, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo
di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà per una brevissima precisazione se non
ho compreso male sulla base di un intervento svolto dall'onorevole
Turano.
BARTOLOTTA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per
ribadire e tranquillizzare l'onorevole Turano che mi ha chiamato in
causa su un'opera specifica, quindi per confermare quanto detto
precedentemente dal Presidente e dall'assessore Bianchi che sono
stati abbastanza chiari sull'argomento e per dire che tutto ciò che
nella delibera CIPE 62 che facciamo attenzione vale 1 miliardo 990
milioni di euro a cui corrisponde un presunto prelievo di 652
milioni di euro, quindi già questo, in linea di principio, la dice
lunga su come la spendibilità del 2013 verrà ampiamente garantita -
quindi, ribadisco che tutto ciò che nel crono-programma prevede la
scadenza del 31 dicembre 2013 non potrà essere rifinanziato. E' una
cosa automatica.
TURANO. E questo intervento lo prevede?
BARTOLOTTA. Onorevole Turano, è un procedimento tecnico-contabile.
PRESIDENTE. Pongo in votazione, in base all'articolo 121, il
mantenimento del testo.
Evidenzio che, proprio in base all'articolo 121 bis, quando viene
presentato un solo emendamento e questo è soppressivo, si pone in
votazione il mantenimento del testo.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Formica,lei è già intervenuto su questo.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
DI MAURO. Il mio voto è contrario.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Art. 7.
Quadri
1. Sono approvati il quadro generale riassuntivo del bilancio
della Regione siciliana per l'anno finanziario 2013 e per il
triennio 2013-2015, in termini di competenza, con i relativi
allegati, e il quadro delle previsioni di cassa per l'anno 2013».
Comunico che sono stati presentati tre emendamenti soppressivi:
- 7.1, degli onorevoli Falcone, Vinciullo, ed altri;
- 7.2, degli onorevoli Formica, Currenti, Ioppolo e Musumeci;
- 7.3 dell'onorevole Di Mauro.
L'onorevole Vinciullo è già alzato e chiede sicuramente di
parlare.
VINCIULLO, vicepresidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, vicepresidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, a dire il vero, volevo intervenire
sull'articolo precedente, ma mi riservo di intervenire perché
quello che dovevo dire lo dirò ma lo dirò per tranquillizzare
l'Assemblea e tutti i deputati della provincia di Siracusa, Ragusa
e di Agrigento su una serie di progetti che non sono a rischio e
che più tardi esporremo e avremo la certezza da parte del Governo.
CROCETTA. Semplicemente perché i progetti sono cambiati.
VINCIULLO, vicepresidente della Commissione. E, infatti, se il
Presidente dell'Assemblea mi avesse dato la possibilità di parlare,
avrei anche fatto comprendere la differenza fra alcuni progetti.
Veda, Presidente, insieme all'onorevole Falcone, primo firmatario,
all'onorevole Formica e all'onorevole Di Mauro, abbiamo presentato
questi emendamenti soppressivi dell'articolo 7.
Non siamo così sciocchi da non comprendere la difficoltà che
rappresenta l'approvazione di un emendamento di questa natura e di
questo genere. Con la presentazione di questo emendamento e con il
desiderio che avevamo di alimentare un dibattito su questa vicenda,
però, volevamo attenzionare il Governo e l'Assemblea a tenere in
considerazione un fatto importante: che, da qui a qualche giorno,
possibilmente, ci ritroveremo con migliaia di persone che hanno
perso il posto di lavoro; con migliaia di strutture operanti in
tutta la Sicilia che saranno costrette a chiudere, in una
situazione di difficoltà, in cui oggettivamente la Regione non ha
delle responsabilità, ma semmai ha responsabilità il sistema
giudiziario italiano, che giunge alla conclusione di un processo
con troppo tempo di ritardo.
E' stato eccessivo, insopportabile il ritardo che i giudici
amministrativi hanno messo nell'emanare questa sentenza. L'avessero
fatto qualche anno fa, sicuramente, oggi, non ci troveremmo in
queste gravissime difficoltà; non ci troveremmo nella necessità di
affrontare un dramma occupazionale, un dramma lavorativo e - perché
no - un dramma anche di natura economica.
E' chiaro, infatti, che questi laboratori rischieranno tutti di
essere fagocitati da laboratori più grandi, forse, provenienti dal
nord. Ed era questo l'obiettivo che per anni è stato perseguito nel
passato, cioè di concentrare i laboratori solo nelle mani di tre o
quattro grandi cooperative del nord.
Riconosco che, come al solito, l'assessore Borsellino ha lavorato
su questa vicenda con grande professionalità, con grande onestà,
con grande capacità, con grande competenza, però, l'Assessore da
solo non può risolvere questo problema; ha bisogno del conforto del
Parlamento; ha avuto il conforto della Commissione Sanità. Abbiamo
bisogno, tutti insieme, Governo e Parlamento, di trovare una
soluzione per fare in modo che un sistema sanitario, che fino ad
oggi ha funzionato, non naufraghi improvvisamente.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
soltanto per aggiungere qualche altra considerazione a quello che
l'onorevole Vinciullo ha voluto esprimere col suo intervento.
Sull'articolo 7, ci rendiamo conto dell'importanza strategica per
la definizione finanziaria di questo nostro bilancio; è chiaro,
però, che è altrettanto un grido di allarme e di dolore - lo
dobbiamo raccogliere - da parte dei laboratori di analisi che oggi
stanno protestando. Continueranno domani sera a protestare.
Perché, cosa lamentano queste strutture? Lamentano che, sebbene ci
sia stata una sentenza da parte del CGA, che ha rigettato per vizi
formali, lo vorrei dire, il ricorso rispetto all'applicazione di un
decreto, del 2007, della Regione, è altrettanto vero che c'è
pendente altro ricorso a questo nuovo decreto, Assessore, al suo
decreto di qualche settimana fa. E il giudizio, la prima udienza è
prevista il 14 maggio di questo anno, quindi, da qui a qualche
settimana appena.
Ci poniamo un problema - ha detto bene l'onorevole Vinciullo -, ci
creiamo il problema e ce lo poniamo, cioè quello di come affrontare
la problematica dei laboratori di analisi. Questi laboratori, che
non hanno avuto alcun tipo di aggiornamento al loro nomenclatore
tariffario, queste strutture specialistiche, che non hanno avuto
dal '97, quando era stato approvato il primo decreto Bindi, una
rivalutazione (soltanto una nel 2004 dell'1,7%), quando invece quel
Decreto Bindi, che loro impugnarono e nei cui confronti, poi, c'è
stata, dopo tanti anni, una sentenza a loro sfavorevole, diceva al
contempo che periodicamente bisognava rivalutare anche la tariffa.
E, in altre parti del territorio nazionale, quella tariffa è
assolutamente, è sicuramente aggiornata; sicuramente più favorevole
alle strutture specialistiche di cui parliamo. In Sicilia, no
E, allora, è chiaro che dobbiamo aprire un tavolo tecnico con
queste strutture. Lei lo ha fatto, Assessore, e di questo noi
siamo grati; vediamo la sua attenzione ma chiediamo che si possa
fare qualcos'altro. Perché, da un lato, stiamo dicendo che dobbiamo
recuperare queste somme, quindi, facciamo una norma che crea un
fondo dal quale affluiranno queste somme.
Bene, credo, ho dei miei dubbi, delle mie perplessità, perché
dico, se queste somme sono dovute, non c'è bisogno di una norma
finanziaria che dica che li dobbiamo prevedere, li dobbiamo
riscuotere. Se sono dovute, le riscuoteremo comunque. Così come ha
fatto il Governo, giustamente, senza norma, per quanto riguarda
altra sentenza che abbiamo inserito direttamente come posta in
bilancio.
Ma non voglio qua entrare nella questione finanziaria; chiedo
soltanto una cosa: che il Governo apra un tavolo tecnico con queste
strutture specialistiche per poter capire se possiamo aggiornare il
loro nomenclatore tariffario, che è bloccato al '97, soltanto con
una rivalutazione al 2004 e poi capire cosa succederà, tra qualche
settimana, quando l'Autorità giudiziaria amministrativa si
esprimerà.
Per cui preannunciamo, sin da subito, sin da ora, che, nel caso in
cui l'Assemblea non volesse accogliere il nostro emendamento
soppressivo di questo emendamento, vi sarà la presentazione di un
ordine del giorno che impegni il Governo. Perché, attenzione,
Presidente Ardizzone, noi abbiamo detto che, nel caso in cui, ho
fatto un esempio, il Governo nazionale licenziasse 500 mila persone
del pubblico impiego, risparmierebbe o no? E' normale,
risparmierebbe Ma ci troveremmo 500 mila persone e famiglie in
mezzo ad una strada. Se oggi impegniamo e imponiamo determinate
norme restrittive, norme che comporterebbero un duro colpo a queste
strutture specialistiche. Il Governo risparmierebbe o no? Si
risparmierebbe, ma abbiamo buttato in mezzo ad una strada duemila e
cinquecento professionisti.
Allora, in questo senso, siccome non vogliamo fare - e il
presidente Crocetta lo ha detto - macelleria sociale, dobbiamo fare
un atto di attenzione nei confronti di una problematica che è
assolutamente attuale e che deve essere vagliata in maniera
approfondita e che deve trovare una soluzione.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono intervenuto
poche volte e credo che interverrò pochissime volte nel corso di
questa finanziaria. Se ritengo di intervenire, ed ho presentato
pure un emendamento a tal proposito, al pari dei miei colleghi, su
questa materia è perché siamo in presenza di una previsione di
legge che non tiene conto della realtà.
Intanto, non tiene conto della realtà e si potrebbe configurare
come appostamento dubbio in entrata nel bilancio perché mai e poi
mai queste somme possono essere per intero introitate, pena la
scomparsa di un intero settore.
Altra cosa. Ma come si può pretendere di mettere in entrata 140
milioni di euro a fronte del fatto che l'intero comparto dei
laboratori di analisi ammonta a 120 milioni di euro all'anno cioè i
laboratori di analisi convenzionati costano 120 milioni di euro
all'anno e noi mettiamo in entrata una somma pari a 140 milioni di
euro che i laboratori convenzionati dovrebbero pagare alla Regione,
badate bene, per colpe che non hanno?
Chi vi parla è stato sempre un sostenitore della sanità pubblica,
anzi è stato accusato in passato di essere un paladino della sanità
pubblica, ma a fronte di provvedimenti cervellotici, di
provvedimenti che non possono essere eseguiti per le ragioni che ho
detto un momento fa e cioè perché l'intero ammontare delle risorse
destinate al comparto dei laboratori di analisi è inferiore alla
somma che si pretende di riscuotere dai laboratori di analisi.
Allora, le cose sono due. Non sono d'accordo con chi cerca in
qualche modo di giustificare l'azione del Governo, perché l'azione
del Governo doveva essere volta e dovrebbe essere volta a trovare
soluzioni per i problemi, non ad essere il contabile che esegue i
conti e in ragione ed in virtù di ciò si comporta.
L'azione del Governo dovrebbe essere mirata a risolvere i
problemi. E questo problema non solo non lo si è voluto affrontare,
questo sarebbe poca cosa, ma non si è tenuto conto che si tratta di
vera macelleria sociale perché si rischia in maniera certa, certa,
di avere ottomila, diecimila persone ulteriori sul lastrico, cioè
persone che perderanno il proprio lavoro. Operai, impiegati,
professionisti che perderanno il proprio lavoro.
Ora, mi sembra che sia veramente assurdo immaginare che, in
momento di gravissima crisi economica e sociale come quella che
stiamo attraversando, non ci si attrezzi con qualsiasi sforzo
possibile ed immaginabile e non si destini ogni risorsa del Governo
per cercare di risolvere un problema tanto grave che riguarda
tantissime famiglie e tantissime persone.
Non posso credere che non c'è, che non ci possa essere un modo
per risolvere il problema. Qualcuno ha parlato del fatto che lo si
potrebbe risolvere con l'adeguamento ISTAT che non è stato
riconosciuto dal '97 in poi e se ci fosse stato l'adeguamento
ISTAT, dal '97 in poi, si sarebbe arrivati ad una somma superiore
ai 140 milioni di euro.
Ci sono, quindi, secondo me, i temi, gli argomenti per
affrontarlo; certamente, però, il modo con cui si è cercato di
risolverlo non è quello adeguato e le conseguenze saranno:
ulteriori disoccupati, ulteriori famiglie che perderanno il
salario, lo stipendio, ulteriori momenti di crisi che aggraveranno
il grave stato in cui versa questa nostra regione.
Inviterei, quindi, il Governo ad accantonare questo articolo per
vedere se, da qui alla fine della trattazione della finanziaria, si
trova un modo per risolvere o quanto meno alleviare il problema. La
mia proposta, quindi, è quella di accantonare l'articolo.
PRESIDENTE. Sono iscritti a parlare gli onorevoli Laccoto, Oddo e
Vullo. Chiaramente, a seguire, il Governo. L'onorevole Laccoto ha
facoltà di parlare.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che la
vicenda sia un po' complessa. Naturalmente, le somme sono state
messe in bilancio ed è difficile toglierle, però, è chiaro che su
questa vicenda, più volte, si è espressa la Commissione Sanità.
E' stato, con molta serenità, affrontato il problema ed è chiaro
che vi sono anche delle responsabilità a monte; se queste somme,
infatti, erano incerte, non dovevano essere date ai laboratori.
Bisognava accantonarle in un capitolo a parte e darle solamente
dopo che il giudice amministrativo si fosse pronunciato. Oggi, ci
troviamo di fronte ad una soluzione particolare perché,
principalmente, i piccoli laboratori hanno già investito le somme
ricevute e chiedere queste somme è certamente iniquo verso questi
professionisti che, già, pagano lo scotto di altro.
E' chiaro, però, che la manovra finanziaria non può essere,
sicuramente, stravolta e allora qual è la soluzione?
La soluzione, a questo punto, non è di questo Parlamento, che
potrebbe complicare ancor più la vicenda. La soluzione - in questo
momento, mi dice l'assessore, vi è un tavolo tecnico con i
sindacati dei lavoratori - sarebbe opportuno trovarla, così come
abbiamo auspicato più volte, in Commissione Sanità, al di fuori del
Parlamento.
E' chiaro che le somme non possono essere immediatamente richieste
a questi laboratori. L'errore l'ha già fatto, sicuramente, la
pubblica amministrazione, la Regione, quando, nel passato, non ha
chiesto l'accantonamento di queste somme in un capitolo a parte
perché la norma non può prevedere la richiesta di restituzione di
somme già date. Immaginate che queste siano già state investite o
in nuove tecnologie o in personale o in altro ed è una situazione
abnorme.
Credo che vi sia la volontà del Presidente della Regione, oltre
che dell'assessore al ramo, a trovare soluzioni atte che, in questo
momento, forse, non riusciremo a trovare.
Abbiamo presentato un ordine del giorno che sia di supporto ad
un'azione del Governo che, però, tenga conto della illegittimità
della richiesta, oggi, delle somme già erogate ai laboratori. Non
esiste, nella norma giuridica, la possibilità di richiedere tout
court somme che sono state date agli stessi laboratori.
Se avviene il contenzioso, l'Amministrazione di allora doveva
metterle in un capitolo ed accantonarle queste somme, in attesa del
pronunciamento del giudice ordinario. Allora, ancor più, dobbiamo
fare uno sforzo per trovare soluzioni per questi laboratori.
Lo facciamo invitando tutto il Governo, al di là del momento
finanziario perché forse rischiamo di fare ancora più danno se
andiamo ad approfondire alcune tematiche, ci sono di fatto un 140
milioni a fronte di 110 milioni del disavanzo che sarebbero
praticamente una somma che è stata messa e allora, Assessore,
credo che vi sia, da parte di tutto il Parlamento, la voglia di
venire incontro, ma anche quella di non stravolgere il bilancio;
bisogna trovare soluzioni tecniche che possano evitare di portare
al fallimento centinaia e centinaia di piccoli laboratori.
PRESIDENTE: Grazie, onorevole Laccoto. E' iscritto a parlare
l'onorevole Oddo. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che il
dibattito che abbiamo tenuto su questo argomento non sia stato
fuori luogo e che aiuti a superare un luogo comune che s'era creato
nella sanità siciliana, cioè quello che il male fosse la presenza
di convenzionamenti esterni eccessivi nel settore dei laboratori di
analisi.
Ebbene, in Commissione Sanità, abbiamo fatto in questi mesi un
lavoro approfondito sul tema e abbiamo appurato che la verità è
semplicemente al contrario, cioè, oggi, i dati ci dicono che il
vero bubbone purtroppo è il costo eccessivo dei servizi erogati
dalla sanità pubblica in Sicilia.
Oggi come oggi, le prestazioni fornite dai laboratori esterni sono
assolutamente in linea o, addirittura, più competitivi di quelli
prestati in altre parti del Paese. Il problema, invece, è
evidentemente il costo eccessive delle identiche, medesime,
prestazioni erogate nelle strutture pubbliche.
Ora, è evidente che le spese sostenute nel settore pubblico sono
molto più rigide e, con tutta la buona volontà del Governo, poterle
modificare in termini qualitativi, nel senso di una riduzione della
spesa, chiede tempi medio-lunghi. Ma, questo non ci deve portare,
pertanto, a considerare i laboratori di analisi un capro
espiatorio. Credo che - e il Governo ne ha assoluta consapevolezza
- dobbiamo consentire a questa realtà economica viva della Regione
siciliana di continuare a vivere. Ecco, mi permetto, anche su
delega dell'Assessore, con cui ho parlato poco fa, di informare
l'Aula che, in questo momento, mentre stiamo parlando, è in corso
un incontro all'assessorato alla Sanità, fra le rappresentanze
sindacali delle categorie interessate, dei laboratori di analisi e
il Governo, evidentemente, non nella persona dell'Assessore perché
è fisicamente presente qua, ma con il direttore generale Sammartano
e gli altri tecnici dell'Assessorato che lo coadiuvano.
L'incontro sta andando benissimo, nel senso che è stato
predisposto un tavolo permanente di confronto fra il Governo e i
laboratori di analisi; credo che ci siano tutte le condizioni
perché, non dico stasera, ma nelle giornate successive, attraverso
questo tavolo di confronto permanente, trovata una soluzione oserei
dire indolore, cioè che nel rispetto delle sentenze in atto, non
porti all'azzeramento della categoria. Quindi, credo che il
Governo, e chiudo, si stia muovendo nella assoluta direzione di
disinnescare questo problema, al di là di quella che è la vicenda
finanziaria collegata a questa sera.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Oddo. E' iscritto a parlare
l'onorevole Vullo.
VULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dopo aver ascoltato
l'onorevole Oddo, forse, il mio intervento si poteva anche
eliminare. Volevo dire, però, soltanto alcune cose, Assessore per
la Sanità. La funzione del privato, che è stata sempre a supporto
del pubblico, credo, che, nella nostra società, nella società
siciliana, sia stata sempre e comunque un supporto importante
perché dobbiamo metterci sempre e comunque nei panni di coloro i
quali sono gli utenti di questi laboratori o di questi che possono
essere convenzionati anche altre categorie di medicina
specialistica.
Allora, dobbiamo capire una cosa, assessore: capisco che le
esigenze di risparmio siano esigenze importanti, che le dobbiamo
sicuramente, deve essere la nostra stella polare. Non si può, però,
venire a proporre, dopo alcuni anni, ai laboratori d'analisi, una
riduzione o un prelievo coatto. In che senso?
Ci sono questi laboratori che hanno fatto degli investimenti; sono
laboratori che hanno fatto sicuramente; comprano del materiale;
laboratori che fanno delle spese.
Ma pensate per un attimo, assessore, mi rivolgo a lei, che se
costoro i quali non solo licenziano le persone - che può anche
succedere - ma come la mettiamo dal punto di vista prettamente dei
nostri concittadini?
Quando la sanità pubblica - che è una sanità pubblica importante
la nostra - una sanità pubblica che sicuramente ha dato delle
risposte, anche in termini importanti nella nostra società, capisco
che mettendosi nei panni dei cittadini, oggi, un cittadino, se
vuole fare un'analisi all'ospedale X o all'ospedale Y , credo
che debba aspettare mesi.
E, allora, oggi - capisco che l'assessore sia poco interessato a
questo mio intervento ma, assessore, almeno la cortesia di
ascoltarmi, anche se può darsi che secondo lei io stia dicendo
delle corbellerie, faccia in modo di ascoltarmi, grazie - questo
tipo di assistenza, secondo me, è un'assistenza importante.
Immagini che, da domani, questi laboratori di analisi, sia per fare
un braccio di ferro o per strumentalizzare i loro dipendenti,
chiudessero tutti, come la metteremmo con i cittadini?
Quello che diceva l'onorevole Oddo, lo accetto e magari può darsi
che lei, fra qualche minuto, darà delle spiegazioni ancora più
importanti. Credo, però, che questo problema non bisogna
sottovalutarlo perché inneschiamo, non solo l'ira di coloro i quali
stanno lavorando in questi laboratori di analisi, ma ho la
sensazione che possiamo sicuramente scatenare l'ira dei nostri
concittadini. Grazie.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione, Signor Presidente, onorevoli
deputati, ringrazio coloro i quali hanno sentito la necessità di
volere rappresentare le esigenze di una categoria come quella dei
laboratori nei confronti della quale il Governo ha già aperto da
tempo un dialogo.
Più volte, infatti, li abbiamo incontrati e, diciamoci la verità,
anche con estrema franchezza, capisco che ci possa essere una
pressione da parte degli stessi laboratori a dire non riconosciamo
l'entrata ma, per avere garanzie finali rispetto all'esito di
questa questione. Non mi pare, però, che nessuno, fino ad oggi,
abbia avviato un'azione di riscossione nei confronti dei laboratori
così come da tempo si sarebbe dovuto fare.
In considerazione del fatto che sappiamo benissimo, è vero che c'è
una sentenza del Consiglio di giustizia amministrativa della
Regione siciliana, ma c'è anche un ricorso al TAR da parte degli
stessi laboratori, che potrebbe anche rivoltare le caratteristiche
della sentenza.
Quindi, il comportamento di fatto dell'assessorato, non ho voluto
che parlasse l'assessore per la sanità, perché mi sembrava corretto
proprio difendere l'operato proprio nella complessità del Governo,
proprio per dire quanto è stato corretto, non solo è stato corretto
ma ancora tutt'oggi continua la trattativa.
Questo fatto è stato spiegato a tutti i laboratori, solo che
chiaramente, quando siamo in finanziaria, qui ci debbono essere per
forza gli emendamenti degli emendamenti e tutte le questioni della
Sicilia.
Così si fa il colpaccio nella finanziaria
Voglio informare gli onorevoli deputati che l'iscrizione in
bilancio di somme dovute sulla base di sentenze alla Regione è
obbligatoria, perché le sentenze si ha il dovere di rispettarle e
di eseguirle. Se questo Governo avesse voluto, già avrebbe riscosso
questi soldi.
Per essere estremamente chiari, abbiamo ritenuto che c'è un
disagio sociale, abbiamo ritenuto che c'è una difficoltà nei
laboratori, abbiamo ritenuto che bisogna fare dei conti più
complessivi perché, in alcuni casi, ci troviamo di fronte a tanti
laboratori ai quali dovremmo dare risorse e magari, invece, loro
dovrebbero darli alla Regione. Ecco perché si sta procedendo in
negoziato con i singoli operatori, vedendo se veramente queste
somme sono dovute o se si possono compensare con somme che noi
dobbiamo dare ai laboratori.
La gestione di questa vicenda tutela completamente i gestori dei
piccoli laboratori. Fra l'altro, abbiamo bloccato i processi di
concentrazione monopolistica che si volevano realizzare, in
contrasto rispetto all'impostazione del precedente Governo, che
prefigurava una concentrazione di tutti i piccoli laboratori in
tre, quattro società, ripeto, operazione che abbiamo bloccato.
Quindi, non è vero che ci troviamo di fronte ad un Governo che non
vuole fare nulla, anzi, è un Governo che sta aiutando i laboratori.
Noi ci troviamo di fronte a dei fatti che non sono solo tecnici, ma
che sono anche giuridici e che presuppongono anche responsabilità
rispetto alla Corte dei Conti. Abbiamo dei debiti, abbiamo dei
crediti, abbiamo il dovere di scriverli in bilancio. E questo, come
tutela della Regione, del Parlamento regionale e - se consentite -
dei singoli amministratori e dei singoli deputati. Questo come
linea di principio.
Se guardate attentamente la norma, noi prevediamo delle
possibilità a rischio, perché sappiamo benissimo che loro possono
vincere alla TAR Lazio, sappiamo benissimo che, a fronte di crediti
che abbiamo, possiamo avere debiti nei confronti dei laboratori che
potrebbero compensare la vicenda. Ma sul piano tecnicamente
contabile, le somme in entrata bisogna scriverle e correttamente
l'Assessorato e l'ufficio di Ragioneria al comma 2 dell'articolo 7
hanno previsto che, in relazione alla stima delle entrate di cui al
comma 1, è incrementata la disponibilità finanziaria del fondo per
la salvaguardia dell'equilibrio di bilancio di cui all'articolo 6
della legge regionale per un ammontare di 110 milioni di euro. In
pratica, chi coglie gli elementi tecnici di questo comma 2, capisce
bene che c'è un fondo a rischio di non riscossione come uscita e
che l'entrata certa in questo bilancio, in tre anni, a fronte di
140 milioni viene indicata in 30 milioni di euro che sono i 140
milioni di euro meno i 110 milioni di euro.
Per rispondere a cose che loro non sanno o fanno finta di non
sapere, a cose e che stiamo trattando persino in questo momento,
chiedono ai deputati di bocciare una norma che in realtà non li
penalizza per niente ma serve a salvaguarda solo i diritti della
Regione. Sopprimere questo articolo, più che salvare migliaia di
posti di lavoro determinerebbe un crack del bilancio e metterebbe a
rischio centinaia di migliaia di lavoratori della Regione. La
questione è un fatto tecnico finanziario che garantisce
l'equilibrio di bilancio. Ripeto, sopprimendo questa norma non ci
sarebbe più l'equilibrio di bilancio e non salveremmo non solo i
lavoratori ma forse neppure noi stessi.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, come è avvenuto per l'articolo 6,
in applicazione dell'articolo 121 bis, comma 2 del Regolamento
interno, pongo in votazione il mantenimento dell'articolo 7. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Art. 8.
Disposizioni in materia di edilizia residenziale
pubblica
1. L'articolo 5 della legge regionale 9 giugno 1994, n. 28, è
sostituito dal seguente:
Art. 5 - 1. Il prezzo di cessione unitario al metro quadrato è
determinato secondo le seguenti modalità:
a) per i soggetti assegnatari e già proprietari degli alloggi
popolari e/o loro aventi causa, il prezzo di cessione delle aree è
pari al 75 per cento del valore di mercato delle stesse;
b) per i soggetti proprietari degli alloggi non originari
assegnatari, il prezzo di cessione delle aree è pari al valore di
mercato delle stesse.
Il prezzo determinato con le modalità di cui al presente comma è,
altresì, parametrato in base al reddito secondo criteri determinati
con decreto del Presidente della Regione da adottarsi entro novanta
giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge'.
2. Sono fatte salve le disposizioni di vendita già impartite
secondo il prezzo stabilito dal previgente articolo 5 della legge
regionale 9 giugno 1994, n. 28».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
CAPO IV
Disposizione di contenimento della spesa
«Art. 9.
Disposizioni in materia di alienazione e riscatto di
alloggi popolari
1. Gli assegnatari di alloggi popolari e gli appartenenti alle
forze dell'ordine assegnatari di alloggi popolari, facenti parte
del patrimonio regionale, possono alienare gli alloggi acquisiti in
proprietà, fatti salvi i limiti di rivendibilità previsti dai commi
9 e 10 dell'articolo 19 della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4;
in tal caso dovranno darne comunicazione alla Regione la quale
potrà esercitare, entro sessanta giorni dal ricevimento della
comunicazione, il diritto di prelazione. Tale diritto di prelazione
si estingue qualora l'acquirente dell'alloggio ceduto versi alla
Regione un importo pari al 10 per cento del valore calcolato sulla
base della rendita catastale aggiornata.
2. E' fatto obbligo ai Comuni e agli Istituti Autonomi Case
Popolari, gestori di patrimonio residenziale pubblico realizzato in
periodo antecedente al 1980, a domanda dell'interessato avente
diritto al riscatto, ancorché detto diritto sia stato contestato in
giudizio, di dismettere gli immobili residenziali locati o comunque
condotti o detenuti da oltre venti anni dagli stessi aventi
diritto. La dismissione è definita entro 90 giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge. Il valore della dismissione
degli immobili resta quello previsto delle dismissioni effettuate
per immobili di pari anzianità di costruzione, ferma restando la
rivalutazione ISTAT dalla valutazione all'atto della dismissione».
Onorevoli colleghi, momentaneamente accantoniamo l'articolo 9 in
quanto desta perplessità il secondo comma e gli uffici stanno
lavorando su una possibile riscrittura.
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
«Art. 10.
Concessioni relative al demanio idrico
1. All'articolo 19 della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10 e
successive modifiche e integrazioni, dopo il comma 6 è aggiunto il
seguente:
6 bis. Al rilascio delle concessioni di attraversamento ed
occupazione del demanio idrico per qualsiasi uso, comprese le linee
elettriche e gli impianti elettrici provvedono gli uffici del Genio
Civile competenti per territorio, fatti salvi i pareri di rito
previsti dal T.U. sulle acque e sugli impianti elettrici approvato
con Regio Decreto 11 dicembre 1933, n. 1775 e successive modifiche
ed integrazioni.'».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:
«Art. 11.
Consorzio Autostrade Siciliane
1. A decorrere dal 2013 i proventi derivanti dall'aggiornamento
dei canoni di concessione, così come previsto dalla convenzione in
essere tra il consorzio autostrade siciliane, a partecipazione
maggioritaria della Regione siciliana e l'ANAS, nonché quelli
derivanti dalle nuove gare previste per i lotti ancora da ultimare,
sono destinati alla formazione dell'utile di esercizio del predetto
consorzio e riversati per la quota di competenza al bilancio della
Regione.
2. Per effetto di quanto previsto dal comma 1, le maggiori entrate
valutate in 15.000 migliaia di euro a decorrere dal 2013 sono
versate in entrata al bilancio della Regione».
Onorevoli colleghi, questa Presidenza si è determinata per lo
stralcio dell'articolo 11.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, all'articolo 11
c'erano alcuni emendamenti replicati e condivisi da vari colleghi.
Chiedo, pertanto, se è possibile far transitare questi emendamenti
tra quelli aggiuntivi.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, anche questo articolo riguardava la
possibilità di reperire nuove entrate. Ma siccome queste entrate
coinvolgono un soggetto terzo, che è l'ANAS, sulla lore certezza,
obiettivamente, ci sarebbe molto da discutere. Al fine di evitare
difficoltà su ciò che riguarda la veridicità delle entrate abbiamo
deciso, di comune accordo anche con il Governo, lo stralcio
dell'articolo.
Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:
«Art. 12.
Attività di estrazione giacimenti minerari di cava
1. A decorrere dall'1 gennaio 2013 gli esercenti di cave sono
tenuti a versare un canone di produzione commisurato alla quantità
di minerale estratto.
2. Il canone è stabilito secondo i seguenti parametri:
a) sabbia e ghiaia per calcestruzzi, conglomerati bituminosi,
tout-venant per riempimenti e sottofondi, materiali per pietrischi
e sabbie: 0,50 al metro cubo;
b) argille, calcare per cemento, per calce ed altri usi
industriali, gessi, sabbie silicee e torba: 0,55 al metro cubo;
c) pietre ornamentali: 0,80 al metro cubo;
d) altri materiali di cava non compresi nei precedenti punti:
0,55 al metro cubo.
3. Con decreto dell'Assessore regionale per l'energia e i servizi
di pubblica utilità le tariffe sono aggiornate ogni due anni,
sulla base dell'indice ISTAT.
4. L'Assessore regionale per l'energia e i servizi di pubblica
utilità, sentito il Consiglio regionale delle miniere e la
Conferenza permanente Regione-Autonomie locali, definisce con
proprio decreto le modalità applicative e di controllo del
pagamento dei canoni.
5. I canoni di produzione sono dovuti per il 60 per cento al
comune interessato e per il 40 per cento alla Regione. Qualora
siano interessati più comuni la quota del 60 per cento è da
ripartire sulla base della superficie dell'area di cava approvata
ricadente in ciascun comune.
6. I canoni destinati ai comuni sono finalizzati alla
realizzazione di opere di recupero e riqualificazione ambientale
nonché al recupero dei beni confiscati alla mafia e alle
organizzazioni criminali».
Tenuto conto che all'articolo 12 sono stati presentati numerosi
emendamenti, momentaneamente lo accantoniamo.
Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:
«Art. 13.
Disposizioni in favore dell'Agenzia per la Protezione
dell'Ambiente
1. Al fine di garantire l'autonomia dell'Agenzia regionale per la
protezione dell'ambiente, di cui all'articolo 90 della legge
regionale 3 maggio 2001 n. 6, gli oneri connessi alle istruttorie
per il rilascio di pareri ed ai controlli di cui agli articoli 29
ter, 268, comma 1, lettera p., 128 e 197, comma 2, del decreto
legislativo 3 aprile 2006 n. 152 e successive modifiche ed
integrazioni, all'articolo 3 della legge regionale 8 aprile 2010 n.
9, all'articolo 14 della legge 26 ottobre 1995 n. 447 e
all'articolo 90 della legge regionale 3 maggio 2001 n. 6,
all'articolo 14 della legge 22 febbraio 2001 n. 36 e agli articoli
6 e 7 del decreto legislativo 17 agosto 1999 n. 334, effettuati
dall'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente - Sicilia,
sono posti a carico dei soggetti gestori o dei richiedenti.
L'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente di concerto
con l'Assessore regionale per l'economia, su proposta dell'ARPA,
entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, provvede ad individuare modalità, importi e
soggetti tenuti al pagamento degli stessi oneri».
Onorevoli colleghi, questo articolo è stralciato definitivamente
perché la formulazione è quella identica ad una norma già impugnata
dal Commissario dello Stato in una finanziaria precedente.
Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:
CAPO III
Disposizioni in materia di enti locali.
«Art. 14.
Disposizioni in materia di assegnazioni agli enti locali
1. Nelle more dell'adozione dei provvedimenti attuativi della
legge 5 maggio 2009, n. 42 e successive modifiche ed integrazioni
il fondo delle autonomie locali per l'anno 2013 è quantificato in
651.000 migliaia di euro di cui 44.000 migliaia di euro destinate
alle province e 180.000 migliaia di euro destinate a spese di
investimenti dei comuni. Il fondo è comprensivo delle somme dovute
a titolo di compensazione per i minori introiti derivanti dalla
cessazione dell'applicazione dell'addizionale comunale e
provinciale dell'accisa sull'energia elettrica, ai sensi
dell'articolo 4, comma 10, del decreto legge 2 marzo 2012, n. 16,
convertito dalla legge 26 aprile 2012, n. 44, quantificate in
complessive 101.000 migliaia di euro.
2. Le assegnazioni di cui al comma 1 sono trasferite a ciascun
comune e a ciascuna provincia regionale, a valere sulle somme
iscritte nello stato di previsione della spesa del bilancio della
Regione - amministrazione dipartimento regionale delle autonomie
locali - a seguito di riparto effettuato sulla base di criteri
individuati con decreto dell'Assessore regionale per le autonomie
locali e la funzione pubblica, previo parere della Conferenza
Regione - autonomie locali, garantendo ai comuni con popolazione
inferiore a 5.000 abitanti di cui alla legge 27 dicembre 1977, n.
984 un ammontare complessivo di contributi ordinari di parte
corrente pari ad almeno un quinto del fondo ordinario di parte
corrente al netto di tutte le riserve. Le assegnazioni annuali
previste dal comma 1 sono erogate in quattro trimestralità
posticipate; l'erogazione dell'ultima quota è effettuata non oltre
il 28 febbraio dell'anno successivo a quello di competenza.
L'iscrizione in bilancio dell'assegnazione in favore dei comuni, al
netto della quota destinata a spese di investimento e delle somme
di cui al secondo periodo del comma 1, è effettuata tenendo conto
delle predette disposizioni in materia di erogazione.
3. Qualora alla fine del mese successivo alla chiusura di ciascun
trimestre manchino elementi necessari per erogare le risorse ai
sensi dei commi 1 e 2, l'Assessore regionale per le autonomie
locali e la funzione pubblica può autorizzare l'erogazione di
acconti fino al 60 per cento della corrispondente trimestralità
dell'anno precedente.
4. In sede di riparto previsto dal comma 2 sono garantite
nell'ambito delle assegnazioni ordinarie per i comuni, per l'anno
2013, le seguenti riserve, che sono erogate in trimestralità come
indicato al predetto comma 2:
a) contributi ai comuni delle isole minori di cui al comma 1 bis
dell'articolo 76 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2 e
successive modifiche ed integrazioni, nella misura di 5.000
migliaia di euro;
b) una quota pari a 22.000 migliaia di euro per il rimborso ai
comuni, già previsto dal comma 7 dell'articolo 13 della legge
regionale 17 marzo 2000, n. 8 e successive modifiche ed
integrazioni, delle spese sostenute nell'anno scolastico 2011-2012
per il trasporto interurbano degli alunni delle scuole medie
superiori;
c) rimborso ai comuni, ai sensi del comma 3 dell'articolo 9 della
legge regionale 14 maggio 2009, n. 6, delle spese per la gestione
degli asili nido nella misura di 5.000 migliaia di euro;
d) contributo ai comuni per il finanziamento del fondo per il
miglioramento dell'efficienza dei servizi di polizia municipale,
previsto dall'articolo 13 della legge regionale 1 agosto 1990, n.
17 e successive modifiche ed integrazioni, nella misura di 11.000
migliaia di euro;
e) una quota pari a 1.500 migliaia di euro quale sostegno ed
incentivo alle unioni dei comuni previste dall'articolo 32 del
decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, da ripartire in quote
uguali per gli anni 2011, 2012 e 2013;
f) una quota pari a 150 migliaia di euro per la copertura degli
oneri di cui ai commi 7 e 8 dell'articolo 6 della legge regionale 6
febbraio 2008, n. 1 e per la realizzazione di programmi di
intervento a supporto dell'attività dei comuni approvati
dall'Assessore regionale per le autonomie locali e la funzione
pubblica, sentita la Conferenza Regione - autonomie locali;
g) contributi previsti dal comma 8 dell'articolo 21 della legge
regionale 22 dicembre 2005, n. 19 e successive modifiche ed
integrazioni nella misura di 350 migliaia di euro; le risorse
accantonate per le predette finalità sul fondo delle autonomie
locali per l'anno 2012 sono ripartite ed assegnate nella medesima
misura dell'anno precedente;
h) una quota pari a 10.000 migliaia di euro per le finalità di cui
all'articolo 5 della legge regionale 7 gennaio 2013, n. 1, esclusi
i comuni che hanno dichiarato dissesto;
i) una quota di 20.000 migliaia di euro per il finanziamento degli
interventi di cui all'articolo 9, comma 4, della legge regionale 14
maggio 2009, n. 6 e successive modifiche ed integrazioni.
5. Sono abrogate tutte le disposizioni di legge che prevedono
riserve a valere sul fondo per i comuni diverse da quelle disposte
con il presente articolo. E', altresì, abrogato il comma 6
dell'articolo 30 della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17.
6. Le quote dei trasferimenti di cui al presente articolo da
assegnare in conto capitale possono essere destinate al pagamento
delle rate di ammortamento dei mutui assunti dagli enti per il
finanziamento di spese di investimento.
7. Le somme impegnate e non ancora erogate per le finalità di cui
al comma 3 dell'articolo 98 della legge regionale 28 dicembre 2004,
n. 17 e successive modifiche ed integrazioni sono assegnate ai
comuni aventi diritto le cui procedure di erogazione non sono
ancora definite ed a quelli destinatari dei provvedimenti di
definizione dei rapporti patrimoniali emessi dal Presidente della
Regione fino alla data di entrata in vigore della presente legge,
in proporzione alle somme complessivamente spettanti, comprensive
di oneri accessori calcolati fino al 31 dicembre 2007, ovvero fino
alla data del provvedimento del Presidente della Regione se
successivo. Sono fatte salve le precedenti assegnazioni se più
favorevoli.
8. A decorrere dall'anno 2014 le maggiori entrate derivanti dagli
incrementi delle aliquote dell'accisa sull'energia elettrica
disposti dai decreti del Ministro dell'economia e delle Finanze 30
dicembre 2011, concernenti l'aumento dell'accisa sull'energia
elettrica a seguito della cessazione dell'applicazione
dell'addizionale comunale e provinciale della medesima accisa, sono
destinate annualmente, ai sensi all'articolo 4, comma 10, del
decreto legge 2 marzo 2012, n. 16, convertito dalla legge 26 aprile
2012, n. 44, ai Comuni fino alla concorrenza di 67.000 migliaia di
euro e alle province regionali fino alla concorrenza di 34.000
migliaia di euro.
9. Per la gestione dei rapporti, anche in convenzione, con le
comunità alloggio per i disabili psichici di cui all'articolo 45,
comma 5, della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6 è autorizzata,
per l'esercizio finanziario 2013, l'ulteriore spesa di 10.000
migliaia di euro (U.P.B. 6.2.1.3.1 - cap. 182519) e di 5.000
migliaia di euro a valere sul fondo di cui al comma 1.
10. Sono abrogati il comma 17 dell'articolo 21 della legge
regionale 22 dicembre 2005, n. 19 ed il comma 3 dell'articolo 3
della legge regionale 11 maggio 2011, n. 7».
Tenuto conto che all'articolo 14 sono stati presentati numerosi
emendamenti, momentaneamente lo accantoniamo.
Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:
CAPO IV
Disposizioni di contenimento della spesa
«Art. 15.
Monitoraggio della spesa
1. Fermi restando gli stanziamenti di spesa autorizzati con legge
di bilancio, ciascun centro di responsabilità verifica, con cadenza
trimestrale, la propria disponibilità di cassa rispetto agli
impegni assunti a quella data trasmettendo apposito prospetto alla
Ragioneria generale.
2. La mancata trasmissione del prospetto costituisce grave
inadempienza amministrativa ed autorizza la Ragioneria generale a
diffidare l'Amministrazione inadempiente dall'assumere ulteriori
atti di impegno».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 16 Ne do lettura:
«Art. 16.
Contenimento della spesa del personale
1. La corresponsione delle somme dovute a titoli di arretrati in
attuazione dell'articolo 6, comma 9, della legge regionale 9 maggio
2012, n. 26, previa sottoscrizione dei relativi contratti
collettivi regionali di lavoro, decorre dall'esercizio finanziario
2014 con le modalità previste dal medesimo comma.
2. All'articolo 1, comma 10, della legge regionale 16 gennaio
2012, n. 9, dopo le parole quadriennio precedente.' è aggiunto il
seguente periodo L'indennità di vacanza contrattuale è
riconosciuta esclusivamente per il biennio 2010-2011'».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 17. Ne do lettura.
«Art. 17.
Contenimento della spesa degli enti regionali e delle
società partecipate
1. La spesa complessiva a carico dell'Amministrazione regionale
destinata al pagamento dei corrispettivi per i servizi acquisiti in
convenzione dalla società consortile Servizi Ausiliari Sicilia
S.C.p.A', risultante dalla definizione delle procedure di riordino
di cui all'articolo 20, comma 2, lettera b), della legge regionale
12 maggio 2010, n. 11, è rideterminata, per l'esercizio finanziario
2013, nella misura massima di 63.746 migliaia di euro, di cui
48.670 migliaia di euro per i servizi resi in favore
dell'Amministrazione regionale o di altri Enti regionali
consorziati (U.P.B. 4.2.1.1.2 cap. 212533) e 15.076 migliaia di
euro per il finanziamento da parte della Regione di una quota non
superiore al 62,30 per cento del costo dei servizi resi in favore
degli Enti del settore sanitario (U.P.B. 11.2.1.1.2 cap. 412539).
2. La minore spesa per l'esercizio finanziario 2013, quantificata
in 5.243 migliaia di euro, contribuisce al miglioramento dei saldi
di cui al prospetto riepilogativo degli effetti della presente
legge.
3. Il trattamento economico complessivo del personale degli Enti
di cui all'articolo 1 della legge regionale 15 maggio del 2000, n.
10 nonché delle Società a totale o maggioritaria partecipazione
della Regione ai quali si applica il Contratto collettivo regionale
di lavoro non può essere superiore a quello corrisposto al
personale di pari qualifica dell'Amministrazione regionale.
L'eventuale importo eccedente è recuperato mediante corrispondente
riduzione del trattamento accessorio».
Tenuto conto che all'articolo 17 sono stati presentati numerosi
emendamenti, momentaneamente lo accantoniamo.
Si passa all'articolo 18. Ne do lettura:
«Art. 18.
Auto di servizio
1. Le auto di servizio di proprietà degli Enti di cui all'articolo
1 della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10 e successive
modifiche ed integrazioni, nonché di Aziende, Agenzie, Consorzi,
Istituti, Organismi, Società a totale o maggioritaria
partecipazione della Regione ed Enti regionali comunque denominati
sottoposti a tutela e vigilanza dell'amministrazione regionale,
dopo la loro dismissione o rottamazione non possono essere
sostituite. Resta fermo, altresì, l'obbligo che la dotazione delle
autovetture degli enti di cui al presente comma non può essere
superiore a 1.600 c.c..
2. Gli organi di vigilanza e controllo interno comunicano, a pena
di decadenza, annualmente alle rispettive e competenti
amministrazioni regionali che svolgono le funzioni di vigilanza e
tutela e all'Assessorato regionale dell'economia la corretta
applicazione del presente articolo e l'entità dei risparmi
conseguiti.
3. Le predette disposizioni non si applicano alle autovetture
utilizzate per i servizi antincendio, di protezione civile e di
soccorso sanitario e per i servizi indispensabili di pubblica
utilità».
Momentaneamente, accantoniamo l'articolo 18.
Si passa all'articolo 19. Ne do lettura:
«Art. 19.
Riduzione indennità dirigenza settore sanitario
1. Per il triennio 2013-2015, i compensi da corrispondere ai
direttori generali, ai direttori amministrativi, ai direttori
sanitari delle aziende sanitarie provinciali, delle aziende
ospedaliere, delle aziende ospedaliere universitarie, del centro
della formazione permanente e l'aggiornamento del personale del
settore sanitario (CEFPAS), dell'Istituto zooprofilattico
sperimentale e l'IRCCS Bonino Pulejo di Messina con sede in Sicilia
restano fissati nelle misure in atto stabilite ridotte del 10 per
cento relativamente alla sola indennità di risultato.
2. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge i contratti in vigore sono rinegoziati ai sensi del
comma 1».
Momentaneamente, accantoniamo l'articolo 19.
Si passa all'articolo 20. Ne do lettura:
«Art. 20.
Contenimento della spesa e valorizzazione delle risorse
umane nel settore forestale
1. Al comma 1 dell'articolo 14 della legge regionale 6 aprile 1996
n. 16 e successive modifiche ed integrazioni, dopo la lettera q)
sono inserite le seguenti lettere:
r) interventi finalizzati alla tutela e al miglioramento
ambientale e alla prevenzione del dissesto idrogeologico;
s) interventi finalizzati al miglioramento dell'attrattività del
paesaggio rurale e ambientale e alla Rete Natura 2000;
t) manutenzione delle aree verdi pubbliche, di siti archeologi e
miniere di zolfo;
u) interventi di natura agroforestale nei beni confiscati alla
mafia non assegnati oppure assegnati ad enti pubblici.
2. Dopo il comma 9 bis dell'articolo 14 della legge regionale 6
aprile 1996, n. 16 e successive modifiche ed integrazioni, sono
aggiunti i seguenti commi:
"9 ter. Gli interventi di cui alle lettere r), s), t), u) del
comma 1 possono essere realizzati a seguito di convenzione con gli
Enti proprietari dei terreni, per la realizzazione dei quali il
Dipartimento Regionale Azienda Regionale Foreste Demaniali fornirà
il personale di cui all'elenco speciale dei lavoratori forestali di
cui all'articolo 45 ter, nonché le attrezzature necessarie,
rimanendo a carico degli enti proprietari ogni altro onere.
9 quater. A decorrere dalla data di entrata in vigore della
presente legge, gli istituti, aziende, agenzie, consorzi, organismi
ed enti regionali comunque denominati, sottoposti a tutela e
vigilanza dell'Amministrazione regionale o che usufruiscono di
trasferimenti diretti da parte della stessa, hanno l'obbligo di
realizzare gli interventi di cui alle lettere r), s), t), u), del
comma 1 attraverso la stipula della convenzione, prevista al comma
9 ter, con il Dipartimento Regionale Azienda Regionale Foreste
Demaniali .
9 quinquies. Le disposizioni di cui al comma 9 quater si applicano
anche alle società a totale o maggioritaria partecipazione della
Regione.
9 sexies. Il mancato rispetto delle disposizioni di cui ai commi 9
quater e 9 quinquies comporta la decadenza degli organi di
amministrazione degli enti e soggetti di cui ai predetti commi".
3. Entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge l'Assessorato Regionale delle Risorse Agricole e Alimentari
emana le disposizioni attuative di cui al comma 1.
4. All'articolo 53 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 e
successive modifiche ed integrazioni, dopo il comma 6 è aggiunto il
seguente:
6 bis. La mancata presentazione del lavoratore alla richiesta di
avviamento, non giustificata da gravi e comprovati motivi, comporta
la sua cancellazione e permanente esclusione dall'elenco speciale
dei lavoratori forestali di cui all'articolo 45 ter.'
5. Sono soppresse le Commissioni provinciali per la manodopera
agricola, istituite ai sensi dell'articolo 4 del decreto legge 3
febbraio 1970, n. 7, convertito dalla legge 11 marzo 1970, n. 83,
presso gli Uffici provinciali del lavoro e della massima
occupazione e le relative funzioni sono trasferite ai Centri per
l'Impiego del Dipartimento regionale del Lavoro competenti per
territorio.
6. E' soppresso il Comitato Regionale Forestale di cui
all'articolo 5 ter della legge regionale 6 aprile 1996 n. 16 e
successive modifiche ed integrazioni.
7. Le prestazioni relative alla progettazione preliminare,
definitiva ed esecutiva nonché alla direzione dei lavori ed agli
incarichi di supporto tecnico-amministrativo per le attività di
forestazione, di sistemazione idraulico-forestale ed idraulico-
agraria sono espletate esclusivamente da personale interno
dell'Amministrazione regionale senza alcun compenso.
8. Per il personale di cui agli articoli 45 ter, 46 e 47 della
legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 e successive modifiche ed
integrazioni, nonché per il personale di cui all'articolo 44 comma
7 della legge regionale 14 aprile 2006, n. 14 alle dipendenze del
dipartimento regionale Azienda regionale delle foreste demaniali e
del Comando Corpo Forestale per l'espletamento delle attività di
sistemazione e manutenzione idraulico-forestale ed idraulico-
agraria, imboschimento e rimboschimento, miglioramento dei boschi
esistenti ed attività connesse, difesa del suolo, valorizzazione
ambientale e paesaggistica anche al fine della fruizione sociale
del territorio, ivi compresa la gestione delle aree protette,
difesa della vegetazione dagli incendi, è autorizzata per l'anno
2013 la spesa complessiva nel limite massimo di 150.000 migliaia di
euro per l'anno 2013 - U.P.B. 10.5.1.3.2 - e nel limite massimo di
50.000 migliaia di euro per l'anno 2013 - U.P.B 12.4.1.3.2 - e
l'ulteriore spesa di 5.000 migliaia di euro per l'IRAP che assicura
in via prioritaria le giornate lavorative entro il limite massimo
fissato dalla legge per le garanzie occupazionali ovvero, previa
intesa con le organizzazioni sindacali, il finanziamento totale o
parziale del meccanismo di sostituzione per la copertura dei posti
resisi disponibili di cui all'articolo 52 della legge regionale 6
aprile 1996, n. 16 e successive modifiche ed integrazioni. Resta
inteso che l'onere complessivo per l'applicazione della legge
regionale 6 aprile 1996, n. 16 e successive modifiche ed
integrazioni per l'esercizio 2013 non può superare lo stanziamento
previsto dal presente articolo.
9. Al fine di assicurare le giornate lavorative entro e non oltre
il limite massimo fissato dalla legge per le garanzie occupazionali
di cui al presente articolo, i medesimi soggetti sono utilizzati
con priorità nei progetti a titolarità o regia regionale finanziati
con fondi extraregionali».
Momentaneamente, accantoniamo l'articolo 20.
Si passa all'articolo 21. Ne do lettura:
«Art. 21.
Contenimento e razionalizzazione della spesa per energia elettrica
e telecomunicazioni
1. Al fine di conseguire gli obiettivi di contenimento e di
razionalizzazione della spesa per l'acquisto di beni e di servizi
per l'Amministrazione regionale, il Dipartimento della funzione
pubblica e del personale avvia le procedure per pervenire alla
gestione centralizzata delle utenze di energia elettrica e di
telecomunicazioni, utilizzate dagli uffici regionali per esigenze
di funzionamento e a tal fine provvede, con il supporto degli
attuali titolari, alla trasformazione dei relativi rapporti in
contratti stipulati mediante procedure di evidenza pubblica,
adesione a convenzioni o ad accordi quadro.
2. In relazione all'attuazione delle disposizioni di cui al
presente articolo il Dipartimento del bilancio e del tesoro -
Ragioneria generale della Regione - è autorizzato, su richiesta del
Dipartimento funzione pubblica e del personale, ad operare le
corrispondenti variazioni compensative nei capitoli del bilancio
della Regione in atto utilizzati per il pagamento delle suddette
utenze».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 22. Ne do lettura:
«Art. 22.
Fondo salario accessorio personale con qualifica dirigenziale
1. A decorrere dall'1 gennaio 2013 l'ammontare complessivo delle
risorse destinate annualmente al trattamento accessorio del
personale con qualifica dirigenziale costituenti il fondo di cui
all'articolo 66 del Contratto collettivo regionale di lavoro
2002/2005, come determinato ai sensi dell'articolo 1, comma 8,
della legge regionale 16 gennaio 2012, n. 9, è ridotto del venti
per cento.
2. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano con le
medesime decorrenze agli enti, aziende ed istituti sottoposti a
vigilanza, tutela o controllo dell'Amministrazione regionale o che,
comunque, beneficiano di trasferimenti a qualunque titolo a carico
del bilancio regionale, comprese le società a totale o
maggioritaria partecipazione pubblica, anche se applicano un
contratto diverso dal Contratto collettivo regionale di lavoro».
Momentaneamente, accantoniamo l'articolo 22.
Si passa all'articolo 23. Ne do lettura:
«Art. 23.
Nomina consulenti delle ASP
1. Le Aziende del settore sanitario possono procedere alla nomina
di un solo consulente non sanitario per comprovate ed
imprescindibili esigenze.
2. Gli istituti, aziende, agenzie, consorzi, società a totale o
maggioritaria partecipazione regionale, organismi ed enti regionali
comunque denominati, sottoposti a tutela e vigilanza
dell'amministrazione regionale che beneficiano di trasferimenti a
qualunque titolo a carico del bilancio regionale, ivi compresi gli
enti e le fondazioni teatrali, possono procedere solo
eccezionalmente alla nomina di un consulente, per motivate e
particolari esigenze e previa autorizzazione del dipartimento che
esercita il controllo analogo e/o la vigilanza».
Comunico che all'articolo 23 è stato presentato dall'onorevole Di
Mauro l'emendamento 23.1, soppressivo dell'articolo.
Pertanto, in applicazione dell'articolo 121 bis, comma 2 del
Regolamento interno, pongo in votazione il mantenimento
dell'articolo 23. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 24. Ne do lettura:
«Art. 24.
Modifiche dell'articolo 11, commi 4, 5 e 6 e
dell'articolo 12, comma 1, della legge regionale 14 aprile 2009, n.
5
1. I commi 4, 5 e 6 dell'articolo 11 della legge regionale 14
aprile 2009, n. 5, sono abrogati.
2. Il comma 1 dell'articolo 12 della legge regionale 14 aprile
2009, n. 5, è sostituito dal seguente:
1. L'attività territoriale, coordinata dalla direzione aziendale,
è erogata attraverso i distretti sanitari dell'Azienda sanitaria
provinciale ».
Comunico che all'articolo 24 sono stati presentati alcuni
emendamenti interamente soppressivi dell'articolo.
DINA, presidente della commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA, presidente della commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, in Commissione è stato
sviluppato un approfondito dibattito su questo argomento.
Siamo di fronte a figure che incidono pochissimo dal punto di
vista economico, in quanto trattasi di dipendenti di ruolo ai quali
è assegnata una semplice indennità di funzione nello svolgimento
delle funzioni di coordinatore sanitario ed amministrativo. Il loro
ruolo è fondamentale ed indispensabile nel coordinamento di
attività diverse ed è giustificato, non solo dalla legge in se
stessa, ma anche da un'analisi ex post della loro utilità.
Pertanto, invito il Governo a ripensarci, in quanto il
contenimento di spesa incide pochissimo, in maniera quasi
irrilevante, e viene tolta una funzione che è risultata sicuramente
importante nell'organizzazione delle ASP.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
intervenire su questa materia perché, come dice l'onorevole Dina,
forse si sta commettendo un errore nel sopprimere queste figure che
sono assolutamente indispensabili.
E' chiaro, però, lo voglio dire al Governo, lo voglio dire
all'assessore Borsellino, che se stiamo lavorando su un
contenimento di costi, non possiamo fare un passo avanti e due
passi indietro, perché qui abbiamo una finanziaria che era partita
per contenere e per ridurre, ma alla fine stiamo eliminando tutto,
quindi non è una finanziaria di contenimento vero dei costi.
Personalmente, ritengo che questo articolo vada trattato così come
va trattato l'articolo 19.
Io ho presentato diversi emendamenti che prevedono la riduzione
del 20% dell'indennità dei parlamentari, la parametrazione
dell'indennità degli assessori tecnici all'80% di quella dei
deputati regionali, la riduzione del 20% dell'indennità dei
direttori generali, che comunque non può essere superiore al
trattamento economico dei deputati regionali.
Io ritengo che su questo articolo sarebbe bene fermarci un attimo
ed. eventualmente, presentare un subemendamento con il quale si
mantengo le figure professionali, togliendo il 20% dal trattamento
economico.
PRESIDENTE. Assessore Bianchi, gradiremmo sentire la posizione del
Governo su questo articolo.
BIANCHI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, la proposta derivava dal fatto che si tratta di una
figura professionale non presente nelle altre regioni italiane. Non
c'è un risparmio finanziario molto rilevante quindi noi, pur
confermando l'indicazione che sarebbe utile rimuoverlo, ci
rimettiamo alla decisione dell'Aula.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, in applicazione dell'articolo 121
bis, comma 2 del Regolamento interno, pongo in votazione il
mantenimento dell'articolo 24. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'articolo 25. Ne do lettura:
«Art. 25.
Riduzione dei costi degli affitti
1. Ai fini del contenimento della spesa pubblica, con riferimento
ai contratti di locazione passiva stipulati dalla Regione
siciliana, ivi compresi quelli concessi in uso gratuito a terzi,
anche per finalità istituzionali, dagli enti pubblici non economici
sottoposti a vigilanza e/o controllo della Regione e dalle società
a totale o maggioritaria partecipazione regionale, i relativi
canoni di locazione non possono essere superiori, in termini di
euro per metro quadrato all'anno, rispetto a quanto riportato nelle
rilevazioni realizzate dall'Osservatorio sul Mercato Immobiliare
(OMI) dell'Agenzia del Territorio con riferimento al valore medio
degli affitti degli immobili ad uso ufficio per ciascun comune
della Sicilia incrementato del 10 per cento.
2. Le disposizioni del comma 1 si applicano ai nuovi contratti e a
quelli in fase di rinnovo, per i quali il nuovo canone non può
comunque essere superiore a quello stabilito nel contratto in
scadenza.
3. La riduzione del canone di locazione, in caso di canone
superiore al corrispondente valore OMI incrementato del 10 per
cento, si inserisce automaticamente nei contratti in corso ai sensi
dell'articolo 1339 c.c., anche in deroga alle eventuali clausole
difformi apposte dalle parti, salvo il diritto di recesso del
locatore.
4. I risparmi conseguiti dalle società partecipate e dagli enti
pubblici non economici sottoposti a vigilanza e/o controllo della
Regione sono acquisiti al bilancio della Regione.
5. Ai fini del rispetto del presente articolo, per quanto riguarda
i contratti di locazione passiva stipulati dalla Regione, la
Ragioneria Generale della Regione è incaricata di predisporre entro
60 giorni dall'approvazione della presente legge apposito elenco
degli immobili locati ad un canone superiore a quello previsto dal
comma 1. Tale elenco viene inviato entro la medesima data alla
Presidenza della Regione, alla Corte dei Conti e all'Agenzia delle
Entrate, sede regionale, nonché pubblicato sul sito istituzionale
dell'Assessorato dell'Economia, indicando costo di locazione,
dimensione in metri quadrati dell'immobile, tipologia dell'immobile
e dati identificativi della proprietà.
6. Gli enti pubblici non economici sottoposti a vigilanza e/o
controllo della Regione e le società a totale o maggioritaria
partecipazione regionale sono tenuti al rispetto degli obblighi di
cui al comma 5.
7. Al fine di non arrecare danno al funzionamento degli uffici, le
amministrazioni che si trovino, in caso di recesso del locatore,
nell'impossibilità di applicare le disposizioni dei commi 1, 2 e 3
provvedono tempestivamente ad individuare un'adeguata soluzione
immobiliare alternativa nel rispetto della normativa vigente,
previa verifica con la Ragioneria Generale della Regione di
eventuali immobili disponibili».
Comunico che all'articolo 25 è stato presentato un emendamento
soppressivo dell'articolo.
Pertanto, in applicazione dell'articolo 121 bis, comma 2 del
Regolamento interno, pongo in votazione il mantenimento
dell'articolo 25. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 26. Ne do lettura:
«Art. 26.
Soppressione CIAPI di Palermo
1. Il Centro Interaziendale per l'addestramento professionale
(CIAPI) con sede in Palermo, ente strumentale della Regione ai
sensi e per gli effetti dell'articolo 1 della legge regionale 6
marzo 1976, n. 25, è soppresso a decorrere dalla data di entrata in
vigore della presente legge.
2. Il personale in servizio presso il CIAPI di Palermo con
rapporto di lavoro a tempo indeterminato alla data del 31.12.2009
transita al CIAPI di Priolo senza oneri aggiuntivi a carico del
bilancio regionale, nel rispetto di quanto previsto dall'articolo
31 della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6.
3. I beni immobili, gli impianti fissi, l'arredamento e le
attrezzature di proprietà del CIAPI di Palermo sono attribuiti, in
uso gratuito, al CIAPI di Priolo per lo svolgimento delle proprie
finalità istituzionali e per il completamento di quelle in corso di
attuazione presso l'ente soppresso».
Onorevoli colleghi, sull'articolo 26 abbiamo raggiunto un'intesa
con i capigruppo e con il Governo. Il Governo ha già presentato un
apposito disegno di legge al quale la Presidenza dell'Assemblea
aveva chiesto, giustamente, di allegare un'apposita relazione
tecnica. Il Governo ha assunto l'impegno di depositarla con
sollecitudine consentendone l'approvazione con testo separato,
anche contestualmente all'approvazione di questa manovra di
bilancio.
Ciò significa che, una volta approvato il bilancio e la
finanziaria, l'Aula si pronuncerà sulla soppressione del CIAPI
nella misura in cui verrà riscritto dal Governo.
VINCIULLO, vicepresidente della Commissione e relatore di
minoranza. Signor Presidente, non erano questi gli accordi che
avevamo preso Ora dovremmo capire come si spenderanno i 2 milioni
e 700 mila euro. Ed inoltre, come verranno pagati questi
lavoratori, dall'1 maggio?
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 27. Ne do lettura:
«Art. 27.
Abolizione del consiglio di amministrazione del CEFPAS
1. A far data dall'entrata in vigore della presente legge è
abolito il consiglio di Amministrazione del CEFPAS e la figura del
Direttore generale.
2. In applicazione di quanto previsto al comma 1 le funzioni del
consiglio di amministrazione e del direttore generale confluiscono
in un nuovo organo denominato Direttore del centro' cui sono
attribuiti i compiti e le funzioni previsti dalla legge regionale 3
novembre 1993, n. 30 per gli organi soppressi.
3. All'articolo 21 della legge regionale 3 novembre 1993, n. 30 e
successive modifiche ed integrazioni, sono apportate le seguenti
modifiche:
a) il comma 1 è sostituito dal seguente:
1.Sono organi del centro:
a. il direttore del centro;
b. il comitato scientifico;
c. il collegio dei revisori ;
b) al comma 3 le parole ad eccezione di quelli di competenza del
consiglio di amministrazione sono soppresse;
c) i commi 6, 7, 8, 9 e 10 sono soppressi».
Comunico che all'articolo 27 è stato presentato, dagli onorevoli
Cancelleri ed altri, l'emendamento 27.3: Al comma 3, lettera a,
sopprimere le parole il Comitato scientifico'.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BIANCHI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 27, come emendato. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 28. Ne do lettura:
«Art. 28.
Recepimento di norme in materia di istituti zooprofilattici
1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente
legge, si applicano nella Regione le disposizioni del Capo II del
decreto legislativo 28 giugno 2012, n. 106».
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi voglio attenere
all'incontro di oggi.
Su alcuni articoli sono stati sollevati dei dubbi dalla
Presidenza, che ha provveduto a stralciarli. Mi pare che anche
questo articolo debba essere stralciato assieme agli altri.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, con la massima chiarezza le dico
che questo articolo non è stato stralciato. Per un fatto di merito,
laddove non ci sono difficoltà o discussioni, stiamo approvando
velocemente gli articoli.
Momentaneamente, l'articolo 28 è accantonato.
Si passa all'articolo 29. Ne do lettura:
«Art. 29.
Consulente o consigliere di parità
1. Le cariche di consulente o consigliere di parità provinciale e
regionale sono svolte a titolo gratuito dal primo rinnovo
successivo alla data di entrata in vigore della presente legge».
Momentaneamente, l'articolo 29 è accantonato.
Si passa all'articolo 30. Ne do lettura:
«Art. 30.
Gestione del Parco D'Orleans
1. E' abrogato l'articolo 12 della legge regionale 27 dicembre
2002, n. 23 e successive modifiche ed integrazioni.
2. Il Parco Faunistico d'Orleans è gestito con personale, mezzi e
strumenti della Regione siciliana o tramite enti sottoposti a
controllo e vigilanza della Regione siciliana o tramite convenzioni
con istituti pubblici. Il relativo onere è posto a carico dello
stanziamento del capitolo 132314».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 31. Ne do lettura:
«Art. 31.
Finanziamento della spesa sanitaria
1. Per il biennio 2014-2015 sono mantenute le medesime
maggiorazioni dell'aliquota dell'imposta regionale sulle attività
produttive e dell'addizionale regionale all'IRPEF vigenti
nell'esercizio finanziario 2013, fatti salvi comunque i regimi di
esenzione.
2. I maggiori gettiti di cui al comma 1, così come stimati dal
competente Dipartimento delle Finanze del Ministero dell'economia e
delle Finanze, ivi compresi quelli relativi all'esercizio
finanziario 2013, sono destinati alla copertura dei disavanzi di
gestione del servizio sanitario regionale sino all'importo massimo
di 120.808 migliaia di euro per l'anno 2013 e di 90.000 migliaia di
euro per ciascuno degli anni 2014 e 2015 e la differenza è
destinata al finanziamento della quota di compartecipazione
regionale alla spesa sanitaria come fissata dall'articolo 1, comma
830, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
3. Nell'esercizio finanziario 2013, l'eventuale eccedenza di
risorse, stimata in 110.000 migliaia di euro, destinata alla
copertura del risultato di gestione del servizio sanitario
regionale per l'anno 2012, nella misura accertata dai competenti
tavoli tecnici di verifica dell'attuazione del Programma Operativo,
è destinata all'integrazione del finanziamento degli interventi
previsti all'articolo 53 in misura fissata nell'Allegato 1 del
medesimo articolo.
4. Nelle more della definitiva quantificazione della eccedenza di
risorse di cui al comma 3, l'autorizzazione di spesa, per l'anno
2013, dell'articolo 53 è ridotta complessivamente per l'importo di
110.000 migliaia di euro in conformità a quanto stabilito dal
medesimo comma 3.
5. Il Ragioniere Generale è autorizzato ad effettuare le
conseguenti variazioni di bilancio discendenti dall'applicazione
del presente articolo».
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 31.1.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei chiedere
all'Assessore Bianchi se poteva illustrare l'emendamento perché,
sinceramente, ho qualche perplessità.
PRESIDENTE. Assessore Bianchi, condivido l'intervento
dell'onorevole Falcone. Se c'è bisogno di una riflessione, possiamo
accantonare l'articolo 31.
Così rimane stabilito.
Si passa all'articolo 32. Ne do lettura:
«Art. 32.
Riorganizzazione dell'Assessorato regionale
delle risorse agricole e alimentari
1. All'articolo 6 della legge regionale 29 dicembre 1962, n. 28 e
successive modifiche ed integrazioni, come sostituito dall'articolo
4 della legge regionale 16 dicembre 2008, n. 19, le parole
Assessorato regionale delle risorse agricole ed alimentari sono
sostituite dalle parole Assessorato regionale dell'agricoltura,
dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea .
2. All'articolo 8 della legge regionale 29 dicembre 1962, n. 28 e
successive modifiche ed integrazioni, come sostituito dall'articolo
7 della legge regionale 16 dicembre 2008, n. 19, le parole
Assessorato regionale delle risorse agricole ed alimentari sono
sostituite dalle parole Assessorato regionale dell'agricoltura,
dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea .
3. Alla Tabella A' della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10 e
successive modifiche ed integrazioni, come sostituita dalla Tabella
A dell'articolo 8 della legge regionale 16 dicembre 2008, n. 19, le
parole Assessorato regionale delle risorse agricole e alimentari -
Dipartimento regionale degli interventi strutturali per
l'agricoltura - Dipartimento regionale degli interventi
infrastrutturali per l'agricoltura - Dipartimento regionale degli
interventi per la pesca - Dipartimento regionale Azienda regionale
foreste demaniali sono sostituite dalle parole Assessorato
regionale dell'agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca
mediterranea - Dipartimento regionale dell'agricoltura -
Dipartimento regionale dello sviluppo rurale e territoriale -
Dipartimento regionale della pesca mediterranea .
4. Il patrimonio, le funzioni ed i compiti attribuiti all'Azienda
Regionale delle Foreste Demaniali dalla legge regionale 11 marzo
1950 n. 18 e successive modifiche ed integrazioni, dalla legge
regionale 6 aprile 1996, n. 16, e successive modifiche ed
integrazioni, dalla legge regionale 14 aprile 2006, n. 14, dalla
legge regionale 6 maggio 1981, n. 98 e successive modifiche ed
integrazioni, dalla legge regionale 9 agosto 1988, n. 14, e al
Dipartimento Regionale Azienda Regionale Foreste Demaniali, sono
trasferiti al Dipartimento regionale dello sviluppo rurale e
territoriale.
5. Ogni riferimento normativo, regolamentare o amministrativo
relativo all'Azienda Regionale delle Foreste Demaniali o al
Dipartimento Regionale Azienda Regionale Foreste Demaniali, deve
intendersi attribuito al Dipartimento regionale dello sviluppo
rurale e territoriale.
6. Le disposizioni di cui ai commi da 1 a 5 si applicano a
decorrere dall'1 gennaio 2014.
7. Entro il 31 ottobre 2013, con decreto del Presidente della
Regione, adottato previa delibera della Giunta regionale, da
pubblicarsi nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana, sono
specificate, con effetto dall'1 gennaio 2014, le funzioni ed i
compiti dei dipartimenti di cui al comma 3, nonché l'articolazione
delle relative strutture intermedie, fermo restando il limite
massimo di cui al Decreto Presidenziale 18 gennaio 2013, n. 6, in
conformità agli ambiti di competenza di cui all'articolo 7 della
legge regionale 16 dicembre 2008, n. 19, e sono disciplinati i
relativi trasferimenti di compiti e funzioni, secondo i seguenti
principi:
a) principio di completezza;
b) principio di efficienza ed economicità, anche con la
soppressione delle funzioni e dei compiti divenuti superflui;
c) principio di responsabilità ed unicità dell'amministrazione,
con attribuzione ad un unico ramo di amministrazione di funzioni e
compiti connessi;
d) principio di omogeneità;
e) principio di adeguatezza, in relazione all'idoneità
organizzativa del ramo di amministrazione.
8. Il Ragioniere generale della Regione è autorizzato ad
effettuare al bilancio regionale ogni eventuale necessaria
variazione al bilancio regionale, discendente dall'applicazione del
presente articolo».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 33. Ne do lettura:
«Art. 33.
Sistema informativo regionale
1. AI fine di razionalizzare la spesa relativa alle attività di
cui all'articolo 56 della legge regionale 27 aprile 1999 n. 10 e
per un più organico coordinamento di quanto previsto dall'articolo
6, comma 5, della legge regionale 11 maggio 1993, n. 15, è
istituito, nell'ambito dell'Assessorato regionale delle autonomie
locali e della funzione pubblica, l'Ufficio per l'attività di
coordinamento dei sistemi informativi regionali e l'attività
informatica della Regione e delle pubbliche amministrazioni
regionali di cui al comma 7 dell'articolo 4 della legge regionale
15 maggio 2000, n. 10. Lo stesso è articolato con strutture presso
ciascun Assessorato funzionalmente dipendenti dall'Ufficio
istituito con il presente comma e, in considerazione della
specifica attività istituzionale, si applica l'equiparazione
prevista dall'articolo 9 della legge regionale 6 febbraio 2006 n.
9.
2. E fatto divieto di attribuire nei singoli Dipartimenti a
strutture di qualsivoglia dimensione i compiti e le funzioni di cui
al presente articolo.
3. Il personale della struttura intermedia che alla data di
entrata in vigore della presente legge svolge le competenze di cui
al comma 1 è assegnato al predetto ufficio.
4. Il personale delle strutture di dimensione intermedia ed unità
operative di base esistenti negli Assessorati regionali e negli
altri uffici costituiti ai sensi del comma 7 dell'articolo 4 della
legge regionale 15 maggio 2000, n. 10 o che comunque abbia svolto
competenze informatiche e/o di gestione di centri elaborazione dati
dei singoli Assessorati alla data di entrata in vigore della
predetta legge, è assegnato agli uffici di cui al comma 1.
5. II Dipartimento regionale della funzione pubblica e del
personale provvede all'adozione dei provvedimenti necessari per il
trasferimento del personale come disciplinato dal presente
articolo.
6. AI comma 2 dell'articolo 56 della legge regionale 27 aprile
1999, n. l0 le parole "bilancio e tesoro - Ragioniere generale
della Regione" sono sostituite dalle parole della funzione
pubblica e del personale .
7. Alla lettera f) del comma 1 dell'articolo 8 della legge
regionale 29 dicembre 1962, n. 28 e successive modifiche ed
integrazioni, sono aggiunte le parole "Attività informatiche della
Regione e della Pubblica Amministrazione regionale e locale;
coordinamento dei sistemi informativi".
8. AI comma 5 dell'articolo 6 della legge regionale 11 maggio
1993, n. 15 e successive modifiche ed integrazioni le parole
"presso l'Assessorato bilancio e finanze - Direzione bilancio e
tesoro" sono soppresse.
9 Il Ragioniere Generale è autorizzato, con proprio decreto, ad
effettuare le necessarie variazioni di bilancio per l'attuazione
del presente articolo».
Comunico che all'articolo 33 sono stati presentati i
seguenti emendamenti.
-dall'onorevole Mauro: emendamento 33.1, interamente soppressivo
dell'articolo;
-dal Governo: emendamenti 33.2 e 33.4.
Si passa all'emendamento 33.2. Chiedo al Governo di
illustrarlo.
BIANCHI, assessore per l'economia. Signor Presidente,
onorevoli deputati, sostanzialmente si tratta di un
emendamento tecnico. Da un'interlocuzione con il Commissario
dello Stato è venuta fuori la necessità di imputare 40 mila
euro per l'anno 2013.
PRESIDENTE .c'è anche il 33.4 a sua firma, Assessore, che riguarda
la riscrittura del comma 6.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Per
la ITALTEL SIRAP, dovremmo prevedere una copertura finanziaria
PRESIDENTE. Non è questo
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Si,
rientra in questa casistica. E' personale a tempo determinato
PRESIDENTE. Stiamo parlando dell'articolo 33.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Scusi, ero andato oltre, pensavo fosse l'articolo 34.
PRESIDENTE. Era stata chiesta spiegazione da parte dell'onorevole
Falcone sull'articolo 31.
BIANCHI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BIANCHI, assessore per l'economia. Signor Presidente,
sull'articolo 31, anche questo è poco più che un fatto tecnico, se
approvate i commi 3, 4 e 5 relativi all'accantonamento di 110
milioni di euro di recupero della spesa sanitaria legata alla
certificazione di bilanci sanitari, è stato spostato dall'articolo
31 all'articolo 53 dove si parla di rifinanziamento e
autorizzazione di leggi di spesa. Semplicemente un trasferimento di
tre commi dato che hanno a che fare, come accantonamento,
riguardano il rifinanziamento della Tabella allegata all'articolo
53, è stato spostato integralmente e letteralmente dall'articolo 31
all'articolo 53.
PRESIDENTE. Grazie, assessore Bianchi. Quindi, in una volta ha
discusso sia dell'articolo 31 che dell'articolo 33.
DI MAURO. Dichiaro di ritirare l'emendamento 33.1.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 33.2 del Governo. Il
parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 33.4 del Governo. Il parere della
Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 33, come emendato. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 31 in precedenza accantonato.
Pongo in votazione l'emendamento 31.1 del Governo. Il parere
della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 31 come emendato. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 34. Ne do lettura:
CAPO VI
Disposizioni in materia di personale.
«Art. 34.
Proroghe di contratti di personale a tempo determinato
1. È autorizzata sino al 31 luglio 2013 la proroga dei contratti
di lavoro subordinato a tempo determinato in essere alla data del
30 novembre 2012, ai sensi dell'articolo 5, comma 1, della legge
regionale 9 maggio 2012, n. 26, già prorogati fino al 30 aprile
2013 ai sensi dell'articolo 1 della legge regionale 22 gennaio
2013, n. 5, previo accordo decentrato con le organizzazioni
sindacali rappresentative del settore interessato e previa verifica
della imprescindibile esigenza del fabbisogno di risorse umane da
parte dei dirigenti generali, nel rispetto del combinato disposto
delle disposizioni di cui all'articolo 1, comma 400, della legge 24
dicembre 2012, n. 228 e all'articolo 14, commi 24 bis e 24 ter del
decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni
dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 e successive modifiche ed
integrazioni, con riserva di utilizzazione delle stesse risorse
umane anche da parte dei soggetti attuatori delle ordinanze nei
settori della protezione civile, dei rifiuti e dell'ambiente, con
priorità rispetto all'utilizzazione di personale non dipendente
dalla Regione.
2. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata, fino al 31
luglio 2013, l'ulteriore spesa nel limite massimo di 6.915
migliaia di euro.
3. Nelle ipotesi in cui il personale di cui al comma 1 sia
utilizzato per le finalità delle ordinanze richiamate al medesimo
comma, le relative risorse sono versate in entrata nel bilancio
della Regione».
Onorevole Dina, non ho capito bene se lei prima avesse qualche
perplessità.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, atteso che sull'articolo 35 c'è l'orientamento
di questa Presidenza di stralciare l'articolo stessa, bisogna
riconsiderare la posizione di quella platea che automaticamente
verrebbe ricompresa nell'articolo 34 come proroga di contratti di
personale a tempo determinato.
Stante l'impossibilità di trasformarlo a tempo indeterminato,
dovremmo riconsiderare la copertura finanziaria, per cui chiedo
l'accantonamento dell'articolo 34 e dell'articolo 35 per questo
approfondimento.
PRESIDENTE. Dispongo, pertanto, l'accantonamento dell'articolo
34.
Si passa all'articolo 35. Ne do lettura:
«Art. 35.
Conversione a tempo indeterminato di contratti
1. Il Dipartimento della funzione pubblica e del personale, in
attuazione delle disposizioni autorizzative di cui all'articolo 2,
comma 553, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, provvede alla
conversione a tempo indeterminato dei contratti stipulati con il
personale individuato dall'articolo 76 della legge regionale 1
settembre 1993, n. 25, e successive modifiche ed integrazioni.
2. Agli oneri discendenti dall'applicazione del comma 1 valutati
in 1.617 migliaia di euro per l'anno 2013, ed in 4.800 migliaia di
euro per il biennio 2014-2015, si provvede con la disponibilità di
cui al capitolo 215704, accantonamento 1003».
L'articolo 35 è accantonato.
Si passa all'articolo 36. Ne do lettura:
«Art. 36.
Prosecuzione di rapporti del personale destinatario
del regime transitorio dei lavori socialmente utili.
1. I contratti di lavoro subordinato a tempo determinato del
personale destinatario del regime transitorio dei lavoratori
socialmente utili, in scadenza nell'anno 2013 ed in essere alla
data del 30 novembre 2012, previo accordo decentrato con le
organizzazioni sindacali rappresentative del settore interessato e
permanendo il fabbisogno organizzativo e le comprovate esigenze
istituzionali volte ad assicurare i servizi già erogati dagli enti
di cui all'articolo 1 della legge regionale 30 aprile 1991, n. 10,
nel rispetto del combinato disposto delle disposizioni di cui alle
leggi statali in materia di proroga di rapporti di lavoro presso le
pubbliche amministrazioni entro i limiti di cui al comma 400
dell'articolo 1 della legge 24 dicembre 2012, n. 228 e di cui
all'articolo 14, commi 24 bis e 24 ter del decreto legge 31 maggio
2010, n. 78, convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio
2010, n. 122 e successive modifiche ed integrazioni, possono
proseguire fino al 31 luglio 2013. Per le finalità del presente
comma è autorizzata l'ulteriore spesa di 10.597 migliaia di euro.
2. L'Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali
e del lavoro è autorizzato a disporre, fino al 31 dicembre 2013, la
prosecuzione degli interventi in favore dei soggetti in atto
impegnati nelle attività socialmente utili di cui all'articolo 1
della legge regionale 5 novembre 2001, n. 17. Per le finalità del
presente comma è autorizzata l'ulteriore spesa di 24.747 migliaia
di euro comprensiva del costo del servizio.
3. È autorizzata sino al 31 dicembre 2013 la prosecuzione
dell'attività relativa ai soggetti utilizzati ai sensi e per gli
effetti di cui al comma 9 dell'articolo 51 della legge regionale 12
maggio 2010, n. 11. Per le finalità del presente comma è
autorizzata la spesa di 1.600 migliaia di euro».
Comunico che è stato presentato dall'onorevole Grasso
l'emendamento 36.4, soppressivo limitatamente al comma 1. Onorevole
Grasso lo mantiene?
GRASSO. Lo mantengo.
PRESIDENTE. L'articolo 36 è accantonato perché pure l'onorevole
Cancelleri faceva notare da lontano che ci sarebbe un altro
emendamento. L'onorevole Gucciardi che c'era una riscrittura.
Si passa all'articolo 37. Ne do lettura:
«Art. 37.
Proroghe di contratti relativi a personale del CEFPAS,
degli enti parco, delle camere di commercio e dell' IRSAP
1. Il Centro per la formazione permanente e l'aggiornamento del
personale del servizio sanitario (CEFPAS), gli enti parco, le
camere di commercio, industria, artigianato ed agricoltura e le
gestioni separate dei soppressi consorzi ASI della Regione presso
l'Istituto regionale per lo sviluppo delle attività produttive
(IRSAP), nel rispetto delle disposizioni di cui alle leggi statali
in materia di proroga di rapporti di lavoro presso le pubbliche
amministrazioni e di cui all'articolo 14, commi 24 bis e 24 ter del
decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni
dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 e successive modifiche ed
integrazioni, possono prorogare, nei limiti delle rispettive
disponibilità finanziarie, fino al 31 luglio 2013, i rapporti di
lavoro in essere alla data del 30 novembre 2012.
2. Per le finalità di cui al comma 1, l'Assessorato regionale del
territorio e dell'ambiente è autorizzato, fino al 31 luglio 2013, a
trasferire agli enti parco la somma di 81 migliaia di euro a valere
sulle disponibilità della U.P.B. 12.2.1.3.3 - capitolo 443305».
L'articolo 37 è accantonato.
Si passa all'articolo 38. Ne do lettura:
«Art. 38.
Meccanizzazione agricola
1. L'Ente di sviluppo agricolo (ESA), nelle more del processo di
riorganizzazione, è autorizzato ad assicurare anche parzialmente, e
comunque nei limiti delle risorse disponibili, fino al 31 dicembre
2013, la campagna di meccanizzazione di cui all'articolo 1 della
legge regionale 31 agosto 1998, n. 16 e successive modifiche ed
integrazioni, nel rispetto delle disposizioni di cui all'articolo
20 della presente legge.
2. Per le finalità del presente articolo l'Assessore regionale per
le risorse agricole ed alimentari è autorizzato per l'anno 2013 a
trasferire all'ESA un ulteriore contributo nella misura massima di
2.400 migliaia di euro».
Sull'articolo 38 gli Uffici mi evidenziano che c'è una errata
corrige: 400 migliaia di euro deve intendersi 5.400 migliaia di
euro. Tale incremento, varia a 3 mila migliaia di euro approvato
con un emendamento in Commissione bilancio, è stato erroneamente
riportato sulle spese di funzionamento dell'ESA di cui all'allegato
1 che, pertanto, saranno ridotte in misura corrispondente . Siamo,
quindi, in attuazione di un deliberato della Commissione.
Lo pongo in votazione con questa errata corrige. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 39. Ne do lettura:
«Art. 39.
Consorzi di bonifica
1. I consorzi di bonifica sono autorizzati ad assicurare fino al
31 dicembre 2013 le garanzie occupazionali già autorizzate fino al
30 aprile dall'articolo 2 della legge regionale 9 gennaio 2013, n.
1, nel rispetto delle disposizioni previste dal medesimo articolo e
delle disposizioni di cui all'articolo 20 della presente legge.
2. I consorzi di bonifica sono autorizzati ad avvalersi, fino alla
data del 31 dicembre 2013, del personale d'ufficio assunto con
contratto a tempo determinato, stipulato ai sensi dell'articolo 3
della legge regionale 30 ottobre 1995, n. 76 e successive modifiche
ed integrazioni.
3. Per le finalità del comma 1 è concesso un ulteriore contributo,
per l'esercizio finanziario 2013, nella misura massima di 7.200
migliaia di euro (U.P.B. 4.2.1.5.2).
4. I maggiori oneri derivanti dal comma 2, quantificati in 2.800
migliaia di euro, trovano riscontro mediante riduzione di pari
importo del capitolo 472514 di cui all'allegato all'articolo 53.
5. I Consorzi di bonifica, per gli affidamenti legati alla
riscossione dei contributi e dei canoni consortili, previsti
dall'articolo 10 della legge regionale 25 maggio 1995, n. 45, non
possono avvalersi di soggetti privati».
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 39.1; si
tratta di una riscrittura del comma 4 sui consorzi di bonifica.
BIANCHI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BIANCHI, assessore per l'economia. Signor Presidente, si tratta di
un errore materiale. Era stato scritto erroneamente con richiamo ad
una riduzione di bilancio che, invece, non era necessaria perché è
stata finanziata direttamente in finanziaria sulle risorse
disponibili.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, è opportuno leggerlo questo
emendamento del Governo, perché riguarda il comma 4. Il comma 4
recita: I maggiori oneri derivanti dal comma 2, quantificati in
2.800 migliaia di euro, trovano riscontro mediante riduzione di
pari importo del capitolo 472514 di cui all'allegato all'articolo
53 .
Intanto, stiamo ammazzando il turismo, lo voglio dire
all'assessore Stancheris. Assessore Stancheris, attenzione, è un
capitolo che la riguarda perché da 3500 migliaia euro lo stiamo
portando a 700 migliaia di euro. Quindi, stiamo ammazzando il
turismo.
Seconda cosa. Lo voglio dire al Governo, all'Assessore Bianchi,
sappiamo che sul 53 insiste un accantonamento negativo, 110 milioni
di euro quindi, su 300 milioni non ci sono tutte e 300 veri ma sono
190 in parte e 110 sono eventuali, noi lo dobbiamo dire. Quindi, al
Presidente della Commissione voglio dire che siccome parliamo di
garanzie occupazionali, ai lavoratori di Consorzi di bonifica non
possiamo dire che ci sono delle somme eventuali o possibili o
probabili. Quindi, la prego, Presidente, accantoniamo questo
articolo e ci ritorniamo. Dobbiamo avere garanzie su
quest'articolo.
BIANCHI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BIANCHI, Assessore per l'economia. Onorevole Falcone, proprio alla
luce della nostra correzione che corregge quella che era stato un
errore tecnico, la copertura di questo non è più sull'articolo 53;
come vede nella nuova riscrittura, è questo già l'avevamo detto in
Commissione Bilancio , c'era un finanziamento diretto sulle
risorse del bilancio regionale che non è legato agli accantonamenti
. Quindi, in questo senso, possiamo stare tranquilli. Anche gli
altri 120 milioni sono certi.
PRESIDENTE: Onorevole Falcone, penso che sia chiaro. Ha fatto bene
ad evidenziarlo. Pongo in votazione l'emendamento 39.1. Il parere
della Commissione.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 39 come emendato. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 40. Ne do lettura:
«Art. 40.
Disposizioni concernenti il personale dell'Ente acquedotti
siciliani
1. In favore dell'Ente acquedotti siciliani (EAS) in liquidazione,
ai sensi dell'articolo 1 della legge regionale 31 maggio 2004, n.
9, è autorizzata, a titolo di compartecipazione destinata
esclusivamente agli oneri sostenuti per il personale, l'ulteriore
spesa entro i limiti di 9.504 migliaia di euro fino al 31 dicembre
2013.
2. All'Istituto regionale del vino e dell'olio è concesso un
ulteriore contributo per il concorso al pagamento degli emolumenti
al personale proveniente dall'EAS in liquidazione, ai sensi del
comma 2 quinquies dell'articolo 23 della legge regionale 27 aprile
1999, n. 10, nella misura massima di 138 migliaia di euro fino al
31 dicembre 2013.
3. All'Istituto regionale per lo sviluppo delle attività
produttive (IRSAP) è concesso un ulteriore contributo, per il
concorso al pagamento degli emolumenti al personale proveniente
dall'EAS in liquidazione, ai sensi del comma 2 quinquies
dell'articolo 23 della legge regionale n. 10/1999, entro i limiti
di 738 migliaia di euro fino al 31 dicembre 2013.
4. Agli Enti regionali per il diritto allo studio universitario
della Sicilia (ERSU) è concesso un ulteriore contributo, per il
concorso al pagamento degli emolumenti al personale proveniente
dall'EAS in liquidazione, ai sensi del comma 2 quinquies
dell'articolo 23 della legge regionale n. 10/1999, entro i limiti
di 1.974 migliaia di euro fino al 31 dicembre 2013.
5. Per le finalità del presente articolo è autorizzata l'ulteriore
spesa di 12.354 migliaia di euro per l'anno 2013».
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 40.1,
soppressivo del comma 5.
BIANCHI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BIANCHI, assessore per l'economia. Capisco che abbia creato il
panico onorevoli deputati, in realtà è proprio un errore tecnico.
Se voi vedete qui si autorizzava due volte la stessa spesa. Quindi,
era assolutamente inutile l'ultimo comma.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 40.1. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'articolo 40, come emendato. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(è approvato)
Si passa all'articolo 41. Ne do lettura:
«Art. 41
PIP - Emergenza Palermo
1. Nelle more del riordino delle materie di cui all'articolo 17
dello Statuto della Regione nell'esercizio della legislazione
concorrente, al fine di pervenire ad una legislazione regionale
organica di misure a sostegno delle politiche attive del lavoro, è
autorizzata, fino al 31 dicembre 2013, la spesa di 24.000 migliaia
di euro per le finalità dell'articolo 52, comma 6, della legge
regionale 12 maggio 2010, n. 11, recante disposizioni in favore dei
soggetti coinvolti nei progetti "Emergenza Palermo".
2. Per le finalità del presente articolo è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2013, la spesa pari a 24.000 migliaia di
euro, cui si provvede per l'importo di 20.000 migliaia di euro con
le risorse destinate ad "Interventi per il sostegno ai piani di
inserimento professionali (PIP)" nell'ambito del Piano di Azione e
Coesione, e per l'importo di 4.000 migliaia di euro a valere su
risorse ordinarie del bilancio della Regione».
L'articolo 41 è accantonato.
Si passa all'articolo 42. Ne do lettura:
«Art. 42.
Personale comandato
1. Al comma 12 dell'articolo 26 della legge regionale 16 aprile
2003, n. 4, e successive modifiche ed integrazioni, le parole
nella misura di 20 unità sono sostituite dalle parole nella
misura di 5 unità, di cui n. 1 dirigente e n. 4 funzionari con
specifiche competenze nelle materie trattate dal dipartimento .
2. Per le finalità di cui al comma 12 dell'articolo 26 della legge
regionale 16 aprile 2003, n. 4, e successive modifiche ed
integrazioni è autorizzata la spesa complessiva di 500 migliaia di
euro per l'anno 2013, e la spesa di 412 migliaia di euro per
ciascuno degli anni 2014 e 2015, come di seguito distinta:
- per il trattamento economico fondamentale la spesa di 380
migliaia di euro per l'anno 2013 e di 320 migliaia di euro annui
per ciascuno degli anni 2014 e 2015;
- per il trattamento economico accessorio e di risultato per il
personale con qualifica dirigenziale la spesa di 50 migliaia di
euro per l'anno 2013 e di 32 migliaia di euro annui per ciascuno
degli anni 2014 e 2015;
- per la parte variabile della retribuzione per il personale con
qualifica diversa da quella dirigenziale la spesa di 70 migliaia di
euro per l'anno 2013 e di 60 migliaia di euro per ciascuno degli
anni 2014 e 2015.
3. Al comma 10 dell'articolo 1 della legge regionale 5 novembre
2004, n. 15 e successive modifiche ed integrazioni, le parole
numero massimo di 35 unità sono sostituite dalle parole numero
massimo di 15 unità, con specifiche competenze nelle materie
trattate dal dipartimento. Al personale medico in posizione di
comando è fatto divieto di esercitare attività extra di natura
professionale .
4. Per le finalità dell'articolo 1 della legge regionale 5
novembre 2004, n. 15 e successive modifiche ed integrazioni è
autorizzata la spesa complessiva di 2.609 migliaia di euro per
l'anno 2013, e la spesa annua di 2.250 migliaia di euro per
ciascuno degli anni 2014 e 2015.
5. Al comma 2 dell'articolo 47 della legge regionale 12 maggio
2010, n. 11 le parole nel limite di sei unità di personale sono
sostituite con le parole nel limite di 3 unità di personale .
6. Per le finalità dell'articolo 47 della legge regionale 12
maggio 2010, n. 11 e successive modifiche ed integrazioni, è
autorizzata la spesa complessiva di 160 migliaia di euro per
l'anno 2013, e la spesa annua di 120 migliaia di euro per ciascuno
degli anni 2014 e 2015».
L'articolo 42 è accantonato.
Si passa all'articolo 43. Ne do lettura:
«CAPO VII
Disposizioni di spesa. Disposizioni varie.
«Art. 43.
Gestione stralcio Aziende sanitarie
1. Per le finalità di cui al comma 2 dell'articolo 2 della legge 2
maggio 2007, n. 12 e successive modifiche ed integrazioni, è
autorizzata, per il triennio 2013-2015, la spesa annua di euro
5.000 migliaia».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E'approvato)
Si passa all'articolo 44. Ne do lettura:
«Art. 44.
Borse di studio sanità
1. Per far fronte alle obbligazioni pregresse derivanti dai
contratti di formazione già avviati negli esercizi finanziari
precedenti per le finalità previste dal titolo I della legge
regionale 20 agosto 1994, n. 33, è autorizzata la spesa di 12.031
migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2014 e 6.015 migliaia
di euro per l'esercizio finanziario 2015».
L'articolo 44 è accantonato.
Si passa all'articolo 45. Ne do lettura:
«Art. 45.
Dissalatori
1. Al fine di garantire nel pubblico interesse l'erogazione dei
servizi in favore della collettività è autorizzata a decorrere
dall'esercizio finanziario 2014 per le finalità di cui all'articolo
3 della legge regionale 15 novembre 1982, n. 134, la spesa di
31.162 migliaia di euro annui.
2. Per la copertura delle spese relative alla gestione del
servizio di dissalazione delle isole minori di Pantelleria, Ustica,
Lampedusa, Linosa e Lipari in relazione alle obbligazioni che
verranno assunte a seguito dell'espletamento delle nuove gare di
appalto da parte del dipartimento regionale delle acque e dei
rifiuti è autorizzata l'ulteriore spesa di 5.000 migliaia di euro
per l'anno 2013 ed un limite di impegno novennale, a decorrere
dall'esercizio finanziario 2014, pari a 9.500 migliaia di euro.
3. L'Assessorato Regionale dell'energia e dei servizi di pubblica
utilità - Dipartimento regionale delle Acque e dei Rifiuti è
autorizzato a modificare il rapporto convenzionale con Siciliacque
S.p.A. mediante corrispondente riduzione del canone pluriennale di
concessione dovuto dalla stessa società alla Regione per il
mantenimento in stand-by degli impianti dì dissalazione di Porto
Empedocle e Gela, con prioritaria copertura degli oneri derivanti
dal mantenimento dei livelli occupazionali delle cessate gestioni
degli impianti stessi ed assunti in carico a Siciliacque S.p.A..
4. La riduzione del canone di concessione di cui al comma 3 non è
operante nel caso di ripristino dello stato di esercizio e
produzione a regime degli impianti».
Onorevoli colleghi, anche su questo articolo c'è un ipotesi di
stralcio, siccome abbiamo accantonato la questione relativa al
personale con riferimento all'articolo 34 e 35 momentaneamente si
accantona anche questo articolo. Pertanto l'articolo 45 è
accantonato.
VINCIULLO, relatore di minoranza. Lo sta accantonando, ma non è
detto che io sia d'accordo
PRESIDENTE. Sul fatto che lei non sia d'accordo, ne prendiamo
atto, ma non significa niente ai fini di andare avanti con i lavori
dell'Aula.
Si passa all'articolo 46. Ne do lettura:
«Art. 46.
Modifiche delle procedure per l'attivazione di iniziative di
microcredito alla famiglie
1. I commi 2, 3, 4, 5 e 6 dell' articolo 25 della legge regionale
14 maggio 2009, n. 6 sono sostituiti dai seguenti:
2. La Regione promuove iniziative di microcredito al fine di dare
sostegno economico-sociale alle famiglie, così come individuate
dall'articolo 1 della legge regionale 31 luglio 2003, n. 10, nonché
alle imprese familiari residenti nel territorio, e contrastare il
fenomeno criminale dell'usura .
3.L'Assessore regionale per l'economia è autorizzato alla
istituzione di un Fondo etico della Regione siciliana (FERS),
avente natura di fondo di garanzia, da affidare in gestione ad una
banca o ad un intermediario finanziario iscritto nell'elenco
speciale di cui all'articolo 107 del decreto legislativo 1
settembre 1993, n. 385, scelto tramite procedura selettiva
pubblica. Il fondo può, altresì, essere alimentato da contributi
volontari degli aderenti o di terzi, da donazioni, lasciti,
erogazioni conseguenti a stanziamenti deliberati dallo Stato, dagli
enti territoriali o locali, da altri enti pubblici o privati nonché
da iniziative derivanti dall'impiego dei fondi comunitari.
4. All'attuazione delle iniziative sovrintende un Comitato
regionale per il microcredito, istituito presso l'Assessorato
regionale dell'economia, dipartimento regionale delle finanze e del
credito, alla cui nomina provvede con proprio decreto l'Assessore
regionale per l'economia, previo parere della Commissione
legislativa bilancio dell'Assemblea regionale, stabilendone
funzioni e compiti specifici. Del Comitato fanno parte l'Assessore
regionale per l'economia o un suo delegato, con funzione di
presidente, sei rappresentanti delle istituzioni e dei soggetti
sociali (patronati, centri di assistenza fiscale e organizzazioni
sindacali) ,coinvolti nell'attuazione dell'iniziativa, un esperto
di microcredito e il segretario, individuato tra il personale del
dipartimento regionale delle finanze e del credito. Il
funzionamento del Comitato non comporta alcun onere a carico del
bilancio della Regione. I componenti del Comitato non ricevono
alcun compenso per le loro attività.
5. L'Assessore regionale per l'economia è autorizzato a stipulare
convenzioni con banche e intermediari finanziari iscritti
nell'elenco speciale di cui all'articolo 107 del decreto
legislativo 1 settembre 1993, n. 385 operanti in Sicilia e con
istituzioni e organismi non profit, patronati, centri di assistenza
fiscale e organizzazioni sindacali, al fine di attivare le
iniziative di microcredito di cui al comma 1, il cui schema tipo è
sottoposto al parere della Commissione legislativa bilancio
dell'Assemblea regionale.
6. I finanziamenti erogati non possono superare l'importo di 7.000
euro per ogni operazione di microcredito, restando demandato alle
convenzioni di cui al comma 6 di stabilire:
a) l'apporto economico dei firmatari delle convenzioni;
b) le modalità di accesso al microcredito e le azioni di
tutoraggio ed accompagnamento;
c) la tipologia dei soggetti che possono avere accesso al credito
avendo riguardo anche al loro reddito;
d) i tassi di interesse massimi applicabili;
e) l'importo massimo dei prestiti;
f) i criteri di precedenza per l'accesso al credito».
Comunico che è stato presentato l'emendamento 46.1, dagli
onorevoli Gucciardi, Panepinto, Marziano e Arancio.
FONTANA . Chiedo apporre la firma.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
IL parere del Governo sull'emendamento 46.1?
BIANCHI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. L'emendamento 46.1 è ritirato. L'Assemblea ne prende
atto..
GRECO GIOVANNI . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, onorevole colleghi,
all'articolo 46 c'è un subemendamento presentato dall'Onorevole Di
Mauro, non so perché lei non l'ha messo in discussione. Glielo ho
dato io al suo collaboratore.
PRESIDENTE. Non è un mio collaboratore, è il Segretario generale
dell'Assemblea
GRECO GIOVANNI. L'ho dato al collaboratore del Segretario
generale.
PRESIDENTE. Ma l'emendamento quando l'ha presentato?
GRECO GIOVANNI. E' un subemendamento al comma 4 dell'articolo 46.
PRESIDENTE. Lei ha presentato un subemendamento all'emendamento
46.1?
GRECO GIOVANNI. No, io ho presentato un subemendamento
all'articolo 46, precisamente al comma 4.
PRESIDENTE. E lo ha presentato adesso?
GRECO GIOVANNI. quando abbiamo iniziato
PRESIDENTE. E' fuori termine
GRECO GIOVANNNI. No l'ho presentato quando abbiamo iniziato a
discutere il bilancio
PRESIDENTE . Onorevole Greco, se l'ha presentato adesso
GRECO GIOVANNI. Non l'ho presentato adesso, l'ho presentato
all'inizio mentre discutevano del bilancio
PRESIDENTE . L'ha presentato oggi, praticamente.
GRECO GIOVANNI . Sì.
PRESIDENTE. E quindi non l'ha presentato entro le 24 di ieri..
GRECO GIOVANNI. E subemendamento
PRESIDENTE. Ma subemendamento ad un emendamento
GRECO GIOVANNI. No io ho presentato un subemendamento, non io ma
il mio capogruppo.
PRESIDENTE. Quando lo ha presentato, onorevole Di Mauro?
DI MAURO. Due ore fa.
PRESIDENTE. Il termine per la presentazione degli emendamenti
scadeva alle 24 di ieri e l'ha presentato due ora fa, quindi è
inammissibile. La prego onorevole Greco.
GRECO GIOVANNI. Ma intanto, mi scusi, lo vuole trovare?
PRESIDENTE. Dichiaro l'emendamento inammissibile.
Pongo in votazione l'articolo 46. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 47. Ne do lettura.
«Art. 47.
Edilizia sovvenzionata e agevolata
1. Per il triennio 2013-2015 gli interventi di edilizia agevolata
e sovvenzionata previsti dalle leggi regionali sotto elencate sono
finanziati a valere sulle risorse afferenti l'edilizia
sovvenzionata ed agevolata originate dalla legge 5 agosto 1978, n.
457, che alla data di entrata in vigore della presente legge non
risultano programmate mediante atti giuridicamente vincolati,
nella misura a fianco di ciascuna legge indicata:
a) legge regionale 20 dicembre 1975, n. 79, articoli 1 e 8, e
successive modifiche ed integrazioni (U.P.B. 8.2.2.6.1 - cap.
742802) - anno 2013 euro 37.413 migliaia - anno 2014 euro 34.513
migliaia - anno 2015 euro 33.313 migliaia;
b) legge regionale 12 agosto 1980, n. 86, articolo 1, e
successive modifiche ed integrazioni (U.P.B. 8.2.2.6.1 - cap.
673307) - anno 2013 euro 2.669 migliaia - anno 2014 euro 2.490
migliaia - anno 2015 euro 2.317 migliaia;
c) legge regionale 12 aprile 1952, n. 12, articoli 1 e 2, e
successive modifiche ed integrazioni (U.P.B. 8.2.2.6.1 - cap.
672401) - anno 2013 euro 12.478 migliaia - anno 2014 euro 12.049
migliaia - anno 2015 euro 11.912 migliaia;
d) legge regionale 1 settembre 1993, n. 25, articolo 132, e
successive modifiche ed integrazioni (U.P.B. 8.2.2.6.1 - cap.
673315) - anno 2013 euro 631 migliaia - anno 2014 euro 631 migliaia
- anno 2015 euro 631 migliaia.
2. Le annualità relative alle sopra indicate leggi regionali sono
conseguentemente ridotte di pari importo.
3. Le ulteriori risorse afferenti all'edilizia sia sovvenzionata
che agevolata originate dalla legge 5 agosto 1978, n. 457 che alla
data di entrata in vigore della presente legge non risultino
programmate mediante atti giuridicamente vincolanti, possono essere
destinate, compatibilmente con la programmazione di cui
all'articolo 3 della legge regionale 3 gennaio 2012, n. 1, al
finanziamento degli interventi di edilizia previsti dalle medesime
leggi regionali di cui al comma 1, previa presentazione di nuova
istanza corredata dalla documentazione probante l'immediato avvio
dei cantieri edili nelle aree indicate dall'articolo 70 della legge
regionale 12 maggio 2010, n. 11, in base all'ordine cronologico di
inoltro documentale.
4. L'Assessorato regionale delle infrastrutture e della mobilità
provvede, con apposito decreto, da emanare entro 90 giorni dalla
data di entrata in vigore della presente legge, a dichiarare la
decadenza al 31 dicembre 2013 delle graduatorie e programmazioni
esistenti, riferite alle medesime leggi regionali nonché a
disciplinare le modalità di presentazione delle istanze di cui al
comma 3, secondo i criteri stabiliti dall'articolo 25 della legge 5
agosto 1978, n. 457».
Pongo in votazione l'articolo 47. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 48. Ne do lettura.
«Art. 48.
Disposizioni in materia di agevolazioni per proprietari
di immobili nei centri storici
1. All'articolo 33 della legge regionale 14 maggio 2009, n. 6 dopo
il comma 1 è aggiunto il seguente:
1 bis. Il termine entro il quale l'agevolazione viene erogata si
intende a far data dalla comunicazione di fine lavori
all'amministrazione comunale competente. Qualora più soggetti,
titolari di unità immobiliari dello stesso edificio, aventi parti
comuni, abbiano inoltrato istanza di concessione di mutuo, il
termine di riferimento ai fini dell'agevolazione del mutuo si
riferisce al momento in cui l'ultimo dei titolari ha ricevuto il
decreto di concessione. Entro i limiti del mutuo erogato e per la
stessa tipologia di intervento, la quantità e la categoria dei
lavori possono subire variazioni per motivi imprevisti
determinatisi nel corso d'opera e asseverati dal tecnico
competente.'».
Pongo in votazione l'articolo 48. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 49. Ne do lettura.
«Art. 49.
Informatica
1. Al fine di garantire l'espletamento delle nuove gare per la
gestione dei sistemi informativi e la diffusione dell'innovazione
tecnologica in Sicilia di cui all'articolo 56 della legge regionale
27 aprile 1999, n. 10 è autorizzata l'ulteriore spesa di 1.000
migliaia di euro per l'anno 2013, di 15.000 migliaia di euro per
l'anno 2014 e di 15.000 migliaia di euro per l'anno 2015.
2. Al fine di garantire l'espletamento delle nuove gare per le
spese di investimento dei sistemi informativi e la diffusione
dell'innovazione tecnologica in Sicilia di cui all'articolo 56
della legge regionale n. 10/1999 è autorizzata l'ulteriore spesa di
10.000 migliaia di euro per l'anno finanziario 2014 e di 10.000
migliaia di euro per l'anno finanziario 2015».
Pongo in votazione l'articolo 49. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Preciso che l'articolo 49 è stato approvato con il voto contrario
del Movimento Cinque Stelle.
Si passa all'articolo 50. Ne do lettura.
«Art. 50.
Trasporto isole minori
1. Per le finalità dell'articolo 6 della legge regionale 19 agosto
2002, n. 12 per l'anno 2013, è autorizzata la spesa complessiva di
83.997 migliaia di euro. Le somme sono destinate per 10.997
migliaia di euro per la indizione delle nuove gare per
l'approvvigionamento delle medesime isole tramite navi ro-ro
passeggeri e per 73.000 migliaia di euro per fare fronte alle
obbligazioni assunte a seguito della stipulazione dei contratti di
servizio negli anni 2008-2009. Per gli anni 2014 e 2015 è
autorizzata la spesa complessiva di euro 41.000 migliaia per anno».
Ne dispongo l'accantonamento.
Si passa all'articolo 51. Ne do lettura:
«Art. 51.
Definizione accordo transattivo
1. Per la definizione da parte del dipartimento regionale
dell'acqua e dei rifiuti dell'accordo transattivo con la Società
Italiana Condotte d'Acqua S.p.A. relativo all'intervento per il
completamento della diga Furore sul torrente Burraito, attuato ai
sensi dell'articolo 1 della legge regionale 15 maggio 1986, n. 24,
è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2013, la spesa di 2.862
migliaia di euro, comprensiva dell' I.V.A».
Pongo in votazione l'articolo 51. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
VINCIULLO. Lei non ha chiesto il parere della Commissione
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, se lei ha voglia di scherzare,
scherziamo. Non ci sono emendamenti e sugli articoli non si chiede
il parere della Commissione.
Si passa all'articolo 52. Ne do lettura:
«Art. 52.
Istituzione fondi per eventi calamitosi
1. E' istituito presso il dipartimento della protezione civile un
fondo per far fronte ai danni derivanti dall'eruzione del vulcano
Etna da destinare al rimborso delle spese sostenute dai comuni che
hanno subito danni dagli eventi calamitosi.
2. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata la spesa di
1.000 migliaia di euro per l'anno 2013.
3. Le somme di cui al comma 2 sono destinate in favore dei comuni
colpiti dagli eventi calamitosi verificatesi a far data dall'1
gennaio 2012 e ripartite in quote proporzionali al danno
complessivamente accertato dal dipartimento regionale della
protezione civile.
4. E' altresì istituito presso il dipartimento della protezione
civile un fondo per far fronte ai danni derivanti dall'inquinamento
da diossina proveniente dall'incendio della discarica di
Bellolampo, da destinare alle aziende zootecniche ed agricole che
hanno subito gravi danni dal predetto evento calamitoso.
5. Per le finalità del comma 4 è autorizzata per l'esercizio
finanziario 2013 la spesa di 300 migliaia di euro».
Ne dispongo l'accantonamento, perché è nato un problema con
emendamenti aggiuntivi presentati che mi sono stati sollevati.
Si passa all'articolo 53. Ne do lettura:
«Art. 53.
Rifinanziamento ed autorizzazione leggi di spesa
1. Per le finalità di cui alle norme e loro successive modifiche
ed integrazioni riportate nell'allegato 1, è autorizzata per il
triennio 2013-2015 la spesa complessiva di 305.469 migliaia di
euro per l'anno 2013, euro 44.388 migliaia di euro per l'anno 2014
e 44.321 migliaia di euro per l'anno 2015.
2. Al fine di garantire il servizio di manutenzione delle reti di
monitoraggio meteo-idro-pluviometrico è autorizzata, per l'anno
2013, l'ulteriore spesa di 533 migliaia di euro e, per il biennio
2014-2015, la spesa annua di 109 migliaia di euro, da iscrivere nel
bilancio all'U.P.B. 5.2.1.3.99 - capitolo 243308.
3. Per il funzionamento del nucleo di tutela del patrimonio
artistico dell'Arma dei Carabinieri operante in Sicilia è
autorizzata, per l'anno 2013, l'ulteriore spesa di 78 migliaia di
euro e, per il biennio 2014-2015, la spesa annua di 16 migliaia di
euro, da iscrivere nel bilancio all'U.P.B. 3.2.1.3.3 - capitolo
376576.
4. Per l'esecuzione di lavori e opere pubbliche nelle zone colpite
da eventi calamitosi nel settore idrico è autorizzata, per l'anno
2013, l'ulteriore spesa di 666 migliaia di euro e, per il biennio
2014-2015, la spesa annua di 136 migliaia di euro, da iscrivere nel
bilancio all'U.P.B. 5.2.2.6.2 - capitolo 642057.
5. Per l'esecuzione di lavori e opere pubbliche nelle zone colpite
da eventi calamitosi nel settore dei rifiuti è autorizzata, per
l'anno 2013, l'ulteriore spesa di 666 migliaia di euro e, per il
biennio 2014-2015, la spesa annua di 136 migliaia di euro, da
iscrivere nel bilancio all'U.P.B. 5.2.2.6.99 - capitolo 642058.
6. Per il funzionamento della conferenza speciale di servizi per i
lavori pubblici e della commissione regionale dei lavori pubblici è
autorizzata, per l'anno 2013, l'ulteriore spesa di 5 migliaia di
euro da iscrivere nel bilancio all'U.P.B. 8.2.1.1.2 - capitolo
272523.
7. Per il finanziamento di interventi di pubblica istruzione di
cui al DPR n. 246/1985, nonché per l'erogazione di contributi per
il funzionamento di università ed enti di ricerca dipendenti dal
CNR è autorizzata per l'anno 2013 l'ulteriore spesa di 903 migliaia
di euro e per il biennio 2014-2015 la spesa annua di migliaia di
euro da iscrivere nel bilancio come di seguito indicato:
migliaia di euro
U.PB. capitoli 2013 2014 201
5
9.2.1.1.2 372514 - 41 8 8
Beni e 372515
servizi
9.2.1.3.1 372530 1 0 0
Funzionamen
to scuole
9.2.1.3.5 373307 820 167 167
Università 373313
e ricerca
9.2.1.3.4 373704 41 8 8
Assistenza
scolastica
8. Per la realizzazione degli interventi di competenza del
dipartimento regionale Azienda foreste demaniali di cui
all'articolo 68 del R.D. 5 ottobre 1933 n. 1577 è di cui
all'articolo 14 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 è
autorizzata per l'anno 2013 l'ulteriore spesa di 158 migliaia di
euro e per il biennio 2014-2015 la spesa annua di 31 migliaia di
euro da iscrivere nel bilancio come di seguito indicato:
migliaia di euro
U.PB. capitoli 2013 2014 201
5
10.5.1.3.2 (156603, 122 24 24
"Boschi, 156608 e
parchi e 154609)
riserve"
10.5.2.6.2 554208 36 7 7
Interventi
infrastruttu
rali
Ne dispongo l'accantonamento.
Si passa all'articolo 54. Ne do lettura:
«Art. 54.
Contributi, ad enti, fondazioni, associazioni ed altri
organismi
1. Per il finanziamento degli interventi di cui all'articolo 128,
della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11 è iscritto un apposito
accantonamento, cod. 1005 nei fondi globali di cui alla tabella A'
richiamata dall'articolo 63, quantificato in 25.000 migliaia di
euro per l'anno 2013».
Ne dispongo l'accantonamento.
Si passa all'articolo 55. Ne do lettura:
«Art. 55.
Interventi per il miglioramento della zootecnia
1. Per le finalità previste dall'articolo 6 della legge regionale
5 giugno 1989, n. 12 e successive modifiche ed integrazioni,
l'Assessore regionale per le risorse agricole ed alimentari è
autorizzato ad erogare per il triennio 2013-2015 un contributo
annuo all'ARAS per la realizzazione di programmi destinati al
miglioramento ed allo sviluppo della zootecnia siciliana nonché
alla prevenzione, alla cura ed al controllo delle malattie
diffusive del bestiame.
2. A tal fine è autorizzata, per il triennio 2013-2015, la spesa
annuale di 2.000 migliaia di euro (U.P.B. 10.2.1.3.2 - capitolo
144111)».
Comunico che è stato presentato l'emendamento 55.1 a firma
dell'onorevole Alloro ed altri.
ALLORO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALLORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, so che non c'è la
copertura, ho voluto presentarlo però perché l'Assessore sa
perfettamente che la spesa che è stata prevista di 2 milioni di
euro è assolutamente insufficiente per garantire la sopravvivenza
dell'ARAS e, quindi, avevo chiesto un ulteriore sforzo al Governo
quanto meno di 2 milioni e mezzo di euro, perché la spesa
necessaria per garantire la sopravvivenza è di 4 milioni di euro.
Peraltro, sulla vicenda dell'ARAS l'Assessorato non ha mai dato
esecuzione ad una legge regionale che a suo tempo aveva fatto sì
che l'ARAS diventasse uno strumento esecutivo dell'Istituto
zootecnico sperimentale. Chiedo anche questo all'Assessore, se il
Governo potesse fare un ulteriore sforzo perché i 2 milioni di euro
sono assolutamente insufficienti e non risolveranno il problema,
probabilmente neanche i 2 milioni e mezzo, però quanto meno si va a
gestire questa fase di transizione. Tra l'altro, so che l'Assessore
ha riorganizzato l'Assessorato considerando anche l'ARAS come
strumento operativo dell'Assessorato, quindi vedere se si riesce a
dare una soluzione a questo problema che, oltre ad essere un
problema che riguarda realmente i servizi che vengono dati alle
aziende agricole, darebbe una risposta a tutto il personale
impegnato.
PRESIDENTE. Il problema è stato correttamente posto, quindi anche
se è inammissibile c'è una sollecitazione fatta al Governo,
pertanto ne dispongo l'accantonamento.
Si passa all'articolo 56. Ne do lettura:
CAPO VIII
Disposizioni in materia di attività produttive.
«Art. 56.
Istituzione di un fondo di microcredito per le microimprese
1. La Regione promuove iniziative di microcredito a sostegno delle
microimprese, come definite al comma 3 dell'articolo 2
dell'allegato 1 del Regolamento (CE) n. 800/2008, aventi sede
legale ed operanti nel territorio della Regione Siciliana,
esistenti o di nuova costituzione, da destinare ad interventi
finanziari per l'avvio dell'attività o per l'ammodernamento del
ciclo produttivo.
2. Per le finalità di cui al comma 1 è istituito presso
l'Assessorato regionale dell'economia un fondo di garanzia da
affidare in gestione tramite convenzione stipulata tra
l'Assessorato Regionale dell'economia ed una banca o un
intermediario finanziario iscritto nell'elenco speciale di cui
all'articolo 107 del decreto legislativo 1 Settembre 1993, n. 385 e
scelto tramite procedura selettiva pubblica ovvero a società
interamente partecipate dalla Regione aventi per finalità lo
sviluppo delle imprese.
3. Al fondo di cui al comma 2 confluiscono annualmente le somme
appositamente versate dall'Assemblea Regionale Siciliana,
provenienti da contributi volontari degli aderenti, dei deputati
regionali, dei deputati e dei senatori della Repubblica o di terzi,
da donazioni, lasciti, erogazioni conseguenti a stanziamenti
deliberati dallo Stato, dagli enti territoriali o locali, da altri
enti pubblici o privati.
4. Con decreto dell'Assessore regionale per l'economia da emanarsi
entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, sono determinate le modalità di funzionamento del
fondo di cui al comma 2.
5. I finanziamenti erogati non possono superare l'importo di 20
migliaia di euro per ogni operazione di microcredito, restando
demandato alle convenzioni di cui al comma 2 ed alle modalità di
gestione di cui al comma 4, di stabilire ed in ogni caso entro i
limiti del de minimis':
a) l'apporto economico dei firmatari delle convenzioni;
b) le modalità di accesso al microcredito e le azioni di
tutoraggio ed accompagnamento;
c) la tipologia dei soggetti che possono avere accesso al credito
avendo riguardo anche al loro reddito;
d) i tassi di interesse massimi applicabili;
e) l'importo massimo dei prestiti;
f) i criteri di precedenza per l'accesso al credito.
6. Per la costituzione del fondo di cui al presente articolo è
autorizzata la spesa di 500 migliaia di euro per l'esercizio
finanziario 2013.
7. L'eventuale onere di cui al comma 2 è a carico del fondo».
Ne dispongo l'accantonamento. Sarà presentato un emendamento di
carattere tecnico.
Si passa all'articolo 57. Ne do lettura:
«Art. 57.
Accelerazione procedimenti di liquidazione di ESPI ed EMS
1. Al fine di agevolare la chiusura della liquidazione di ESPI ed
EMS la Regione è autorizzata ad intervenire nei giudizi nei quali
siano parte ESPI ed EMS in liquidazione, assumendo su di sé la
causa e chiedendo l'estromissione degli enti dal giudizio.
2. A seguito della estromissione degli enti dai giudizi, il
Commissario Liquidatore trasferisce al bilancio della Regione le
corrispondenti somme a valere sull'importo dei Fondi rischi, come
appostati nei bilancio degli enti valutate in 11.000 migliaia di
euro, destinate alla copertura dei relativi oneri posti a carico
dell'amministrazione regionale.
3. Entro i centoventi giorni successivi alla intervenuta
estromissione, rispettivamente di ESPI ed EMS da tutti i giudizi di
cui siano parte, il Commissario Liquidatore presenta il bilancio
finale di liquidazione dell'ente ai sensi dell'articolo 1 della
legge regionale 20 gennaio 1999, n. 5».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 58. Ne do lettura:
«Art. 58.
IRFIS FIN SICILIA
1. All'articolo 61 della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17 e
successive modifiche ed integrazioni al primo periodo dopo le
parole legge regionale 16 dicembre 2008, n. 23 sono aggiunte le
seguenti: nonché agli articoli 60 e 63 della legge regionale 23
dicembre 2000, n. 32 e successive modifiche ed integrazioni ed al
terzo periodo dopo le parole legge regionale 16 dicembre 2008, n.
23 e successive modifiche ed integrazioni sono aggiunte le seguenti
parole: nonché degli articoli 60 e 63 della legge regionale 23
dicembre 2000, n. 32 e successive modifiche ed integrazioni. .
2. All'articolo 61 della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17 e
successive modifiche ed integrazioni sono aggiunti i seguenti
commi:
1 bis. Con decreto del Presidente della Regione, su proposta
dell'Assessore regionale dell'economia e dell'Assessore regionale
per le attività produttive, è istituito un Comitato tecnico
consultivo costituito da:
a) il Direttore Generale dell'Irfis Finsicilia S.p.A, o un suo
delegato, con funzioni di Presidente;
b) un componente scelto tra i dirigenti dell'Assessorato regionale
per l'economia con funzioni di vice presidente;
c) un componente scelto tra i dirigenti dell'Assessorato regionale
per le attività produttive;
d) un componente individuato tra quelli indicati nella terna di
soggetti presentata dall'associazione degli industriali
maggiormente rappresentativa nel territorio regionale;
e) un componente individuato tra quelli indicati nella terna di
soggetti presentata dall'associazione dei commercianti maggiormente
rappresentativa nel territorio regionale;
f) un componente individuato tra quelli indicati nella terna di
soggetti presentata dall'associazione degli artigiani maggiormente
rappresentativa nel territorio regionale.
1 ter. I componenti del comitato tecnico consultivo di cui al
comma 1 bis svolgono le proprie funzioni a titolo gratuito.
1 quater. Con il medesimo decreto di cui al comma 1 bis sono
disciplinate le competenze, la durata e le modalità di
funzionamento del Comitato tecnico consultivo.
3. Entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, previo parere del Comitato di cui al comma 2 dell'articolo
61 della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17 così come
modificato dal precedente comma 2, con decreto del Presidente della
Regione sono approvate le tipologie ed i settori di intervento, la
ripartizione delle disponibilità del Fondo ai diversi settori, le
nuove modalità di funzionamento del fondo di cui al medesimo
articolo, nel rispetto dei massimali fissati dalla Commissione
europea per gli aiuti "de minimis" e ferma restando, sino
all'emanazione di tale decreto, la validità delle precedenti
regolamentazioni e assegnazioni.
4. Entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge la disciplina dei rapporti tra la Regione e l'Irfis
Finsicilia S.p.A. per la gestione del fondo è unificata in un'unica
convenzione, fermo restando la validità delle precedenti
convenzioni sino alla sua stipula.
5. Il comma 5 dell'articolo 60 della legge regionale 23 dicembre
2000, n. 32 è abrogato.
6. Alla lettera a) dell'articolo 16 della legge regionale 23
dicembre 2000 n. 32 le parole In ogni caso il tasso, comprensivo
di ogni onere accessorio, non può superare quello di riferimento
determinato per il settore interessato sulla base dei criteri
fissati dalla Commissione europea, maggiorato di due punti sono
sostituite dalle parole nel rispetto della libera valutazione del
merito creditizio e dei principi di governance che regolano
l'attività di concessione del credito .
7. Alla lettera b) dell'articolo 16 della legge regionale 23
dicembre 2000 n. 32, dopo le parole 60 per cento sono aggiunte le
seguenti del tasso di riferimento determinato per il settore
interessato sulla base dei criteri fissati dalla Commissione
europea, maggiorato di due punti
8. Alla lettera c) dell'articolo 16 della legge regionale 23
dicembre 2000 n. 32, dopo le parole 40 per cento le parole del
tasso applicato alle operazioni di credito, comunque non superiore
al limite massimo stabilito alla lettera a) sono sostituite dalle
parole del tasso di riferimento determinato per il settore
interessato sulla base dei criteri fissati dalla Commissione
europea.
9. Al fine di favorire il processo di consolidamento e rilancio
della Società IRFIS FinSicilia S.p.A., considerata la particolare
natura di società finanziaria pubblica regionale, che svolge
attività economica e di mercato, e per favorire il sostegno ad
iniziative imprenditoriali finalizzate allo sviluppo del territorio
regionale, la medesima società continua ad essere soggetta
esclusivamente alle disposizioni statali generali e di carattere
societario, nonché a quelle speciali inerenti il settore di
attività, con particolare riferimento alla disciplina di cui al
decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385 e successive
modifiche ed integrazioni e a quelle emanate dalla Banca d'Italia e
dalle altre Autorità di Vigilanza per gli intermediari finanziari.
A tal fine, entro 60 giorni dall'entrata in vigore della presente
legge la società apporta le eventuali conseguenti modifiche allo
statuto ed alle normative interne.
10. Per il perseguimento dei suoi compiti istituzionali IRFIS-
FinSicilia S.p.A. può acquisire, su proposta della Giunta
Regionale, la partecipazione di società operanti anche nel settore
creditizio, finanziario e dello sviluppo, pure sotto forma di
conferimento di quote da parte della Regione Siciliana.
11. Il comma 1 dell'articolo 26 della legge regionale 1 settembre
1993, n. 25 e successive modifiche ed integrazioni è sostituito dal
seguente:
1. Allo scopo di favorire la partecipazione del capitale privato
al finanziamento dei programmi di sviluppo delle piccole e medie
imprese, IRFIS-FinSicilia può concedere prestiti partecipativi ai
sensi del comma 2 e seguenti del presente articolo, a valere sulle
disponibilità di cui all'articolo 11, comma 56, della legge
regionale 9 maggio 2012, n. 26.
12. Il termine previsto dall'articolo 7 della legge regionale 16
dicembre 2008, n. 23 è ulteriormente prorogato al 31 dicembre
2015».
Comunico che all'articolo 58 sono stati presentati dagli onorevoli
Cordaro e Clemente, gli emendamenti 58.4, 58.1 e 58.2.
Si passa all'emendamento 58.4. Il parere del Governo?
BIANCHI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario a maggioranza.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è a favorevole si alzi; chi
è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 58.1.
CORDARO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 58.2.
CORDARO. E' un emendamento tecnico. C'è un errore di scrittura.
C'è un periodo ripetuto due volte. Si deve cassare un periodo.
BIANCHI, assessore per l'economia. Ringraziamo l'onorevole Cordaro
per la correzione.
PRESIDENTE. Questa è vera collaborazione. Vero metodo Sicilia,
questo. Collaborazione fra Parlamento e Governo. Il parere del
Governo?
BIANCHI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è a favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E'approvato)
Pongo in votazione l'articolo 58, come emendato. Chi è a
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E'approvato)
Si passa all'articolo 59. Ne do lettura:
«Art. 59.
Moratoria dei debiti fiscali
delle piccole e medie imprese nei confronti di Riscossione Sicilia
spa
1. Al fine di favorire un ordinato ed equilibrato rapporto con le
imprese in difficoltà a causa della prolungata crisi economica, è
riservata una quota di 20 milioni di euro per il sostegno delle
piccole e medie imprese siciliane per i pagamenti dilazionati dei
debiti fiscali concessi da Riscossione Sicilia S.p.A., a valere sul
fondo presso IRFIS-FinSicilia Spa, di cui all'articolo 61 della
legge regionale 28 dicembre 2004 n. 17 e successive modifiche ed
integrazioni.
2. Le piccole e medie imprese, costituite sotto forme di società
di capitali, individuate secondo i criteri contenuti nella
Raccomandazione della Commissione delle Comunità Europee del 6
maggio 2003 (2003/361/CE), devono avere sede legale nel territorio
della Regione Siciliana e un debito fiscale ammesso a dilazione di
competenza 2013, relativo per almeno il 50 per cento a tributi di
spettanza della Regione Siciliana o di enti ricadenti nel
territorio della regione, fino a 500.000 euro comprensivo di
sanzioni e interessi moratori. Una quota pari al 40% dei fondi di
cui al comma 1 è riservata alle imprese con debito fiscale ammesso
a dilazione di competenza 2013, relativo per almeno il 50 per cento
a tributi di spettanza della Regione o di enti ricadenti nel
territorio della regione, inferiore a 50.000 euro.
3. L'agevolazione di cui al comma 1 prevede, su istanza
dell'impresa rivolta a Riscossione Sicilia Spa, l'accesso al
predetto fondo per il pagamento fino ad un massimo di sei rate
consecutive del piano di dilazione dei debiti fiscali, scadute non
oltre la data di entrata in vigore della presente legge.
4. Riscossione Sicilia Spa provvede, sulla base delle istanze
presentate, ad acquisire da IRFIS-FinSicilia Spa le somme
occorrenti.
5. Le piccole e medie imprese ammesse all'agevolazione
restituiscono a IRFIS-FinSicilia Spa le somme concesse maggiorate
di un tasso di interesse in misura pari a quello previsto
dall'articolo 16, lett. c), della legge regionale 23 dicembre 2000
n. 32, secondo le modalità stabilite con il decreto di cui al
successivo comma 7.
6. L'agevolazione è concessa una sola volta alla singola impresa.
7. Con decreto dell'Assessore regionale per l'economia, da
emanarsi entro 30 giorni dall'entrata in vigore della presente
legge, sono regolati i rapporti tra la Regione, IRFIS-FinSicilia
Spa e Riscossione Sicilia spa, nonché i rapporti con le imprese
beneficiarie. Con lo stesso decreto sono definiti le modalità di
accesso all'agevolazione e i criteri per il recupero delle somme
erogate da IRFIS-FinSicilia Spa.
8. Gli aiuti previsti dal presente articolo sono concessi
nell'ambito dei massimali previsti dalla Comunità europea per gli
aiuti de minimis .
9. Per le finalità del presente articolo il fondo presso IRFIS-
FinSicilia Spa, di cui all'articolo 61 della legge regionale 28
dicembre 2004 n. 17 e successive modifiche ed integrazioni è
incrementato di 10.000 migliaia di euro».
Comunico che all'articolo 59 è stato presentato dall'onorevole Di
Mauro l'emendamento soppressivo 59.1.
DI MAURO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a mio parere, il
secondo comma è incomprensibile. Mi sembra una fotografia di quelle
Polaroid', pronto, scatto.
Purtroppo, è così, leggete questo comma 2. Signor Assessore,
vorrei da parte sua un'illustrazione di questa specifica, prevista
dal comma 2, che mi sembra una cosa che va al di là di quella che
deve essere una moratoria per i debiti, in genere, per le imprese
siciliane.
BIANCHI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BIANCHI, assessore per l'economia. Onorevole Di Mauro, non mi
sembra sia un problema di Polaroid'. E' un problema di
dimensionamento dell'intervento. Sono state introdotte delle
soglie, sia in termini di quantificazione complessiva del debito,
sia di quota spettante in base alla dimensione del debito, così da
consentire di avere un intervento economicamente sostenibile e,
allo stesso tempo, che non ci fosse un eccesso di concentrazione
sui grossi debitori.
Abbiamo introdotto una riserva per i debiti di dimensione più
piccola, proprio per aiutare i più piccoli microimprenditori.
Riguarda semplicemente i due aspetti. Volevamo tenere sia la
sostenibilità finanziaria, sia la capacità di incidere su piccoli e
piccolissimi debitori.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo 59.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 60. Ne do lettura:
«Art. 60.
Modifica all'articolo 1della legge regionale 20 novembre 2008, n.
15
1. Dopo il comma 3 dell'articolo 1 della legge regionale 20
novembre 2008, n. 15 è aggiunto il seguente:
3 bis. Per l'anno scolastico 2012/2013 il termine di cui al comma
3 è fissato al 30 novembre 2013.'.
Comunico che all'articolo 60 è stato presentato dall'onorevole Di
Mauro l'emendamento soppressivo 60.1.
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo 60. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 61. Ne do lettura:
«Art. 61.
Modifica all'articolo 51 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2
1. Il comma 2 dell'articolo 51 della legge regionale 26 marzo
2002, n. 2, è sostituito dal seguente:
2. Il numero dei tirocinanti che i datori di lavoro possono
ospitare contemporaneamente è definito nei limiti numerici di
seguito indicati:
a) datore di lavoro con non più di cinque dipendenti, a tempo
indeterminato e/o determinato, due tirocinanti;
b) datore di lavoro con un numero di dipendenti, a tempo
indeterminato e/o determinato, compreso tra sei e venti, non più di
quattro tirocinanti contemporaneamente;
c) datore di lavoro con ventuno o più dipendenti a tempo
indeterminato e/o determinato: tirocinanti in misura non superiore
al venti per cento dei suddetti dipendenti contemporaneamente, con
arrotondamento all'unità superiore.
2. La durata del contratto a tempo determinato deve essere almeno
corrispondente alla durata del tirocinio da attivare».
All'articolo 61 non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in
votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 62. Ne do lettura:
«Art. 62.
Abrogazioni e modifiche di norme
1. Al comma 4 dell'articolo 58 della legge regionale 3 maggio
2001, n. 6, dopo le parole degli uffici di cui al presente
articolo' sono aggiunte le seguenti parole ivi compresi gli oneri
accessori relativi agli immobili individuati quali siti
presidenziali'.
2. Il comma 16 dell'articolo 15 delle legge regionale maggio 2009,
n. 6 è sostituito dal seguente:
16. Alle spese di funzionamento ed organizzazione provvede il
Fondo mediante utilizzo di parte degli interessi maturati a valere
sulle eccedenze delle disponibilità finanziarie delle gestioni di
cui al combinato disposto dagli articolo 13 e 15 del D.P.Reg. 23
dicembre 2009, n. 14 fino alla concorrenza di 550 migliaia di
euro.'
3. All'articolo 14, comma 2, della legge regionale 12 maggio 2010,
n. 11, la parola febbraio' è sostituita con la parola luglio'.
4. In relazione a quanto disposto dalle leggi regionali del 9
maggio 2012, n. 26 e n. 27 e dalla legge regionale 1 giugno 2012,
n. 32, al fine del ripristino del formale equilibrio di bilancio
per l'anno 2012 l'U.P.B 4.2.1.4.1 - capitolo 214903 - è ridotta
di euro 800.000,00.
5. A decorrere dall'entrata in vigore della presente legge la
Commissione di conciliazione istituita ai sensi dell'articolo 6,
comma 4 della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17 cessa lo
svolgimento dei compiti previsti. Le competenze sulle eventuali
procedure in corso vengono svolte dal competente Dipartimento
regionale.
6. E' abrogata la lettera f) del comma 1, dell'articolo 25 della
legge regionale 14 aprile 2009, n. 5.
7. Al comma 1 dell'articolo 8 della legge regionale 29 dicembre
1962, n. 28 e successive modifiche ed integrazioni, sono apportate
le seguenti modifiche:
a) alla lettera g) dopo le parole gestione di infrastrutture di
comunicazione e trasporti' aggiungere Demanio idrico fluviale.
Programmazione, realizzazione e gestione degli interventi per
l'esecuzione di opere di manutenzione ordinaria e straordinaria del
demanio idrico fluviale, ivi compresi gli interventi di urgenza e
somma urgenza, nonché tutte le attività a valere sui fondi
extraregionali, ivi compresi quelli comunitari.';
b) alla lettera m) sopprimere le parole Demanio idrico
fluviale'.
8. Al terzo periodo del comma 1 dell'articolo 12 della legge
regionale 12 gennaio 2012, n. 7 le parole l'Assessore regionale
per l'economia sono sostituite con le parole l'Assessorato
regionale delle attività produttive».
Comunico che all'articolo 62 sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
-dagli onorevoli Rinaldi ed altri: 62.2
-dagli onorevoli Laccoto ed altri: A.211.
PICCIOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PICCIOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in merito
all'articolo 62, l'emendamento dell'onorevole Laccoto, è stato già
presentato l'emendamento di riscrittura del Governo, direttamente
dall'assessore Borsellino e dall'assessore Bianchi, perché trattasi
di errore, la soppressione della lettera f) della legge 5, perché
già in Commissione Sanità l'emendamento era stato modificato,
quindi erroneamente la Commissione Bilancio ha stravolto quello che
era il deliberato della Commissione Sanità' all'unanimità.
PRESIDENTE. Lettera f)?
PICCIOLO. Lettera f) della legge 5.
PRESIDENTE. Probabilmente, è questo presentato dall'onorevole
Laccoto.
PICCIOLO. Però, già l'assessore l'ha fatto suo e, quindi, lei se
lo troverà nell'emendamento di riscrittura.
PRESIDENTE. C'è già questo a firma degli onorevoli Laccoto,
Panarello, Digiacomo, Turano, Sorbello e Lo Giudice.
PICCIOLO. Ovviamente, appongo la mia firma, ma le comunico che
deve essere modificato dal Governo, se lo introduciamo qui e va
eliminato l'emendamento di riscrittura generale. Assessore,
evidentemente se passa in questa norma deve essere cassato poi da
quello di riscrittura generale.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 62.2.
FORMICA. Dichiaro di apporre la mia firma.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi all'emendamento 62.2 appongono la
firma anche gli onorevoli, Di Mauro, Cimino, Cordaro, Caputo,
Gianni, Fazio, Clemente, Leanza, Turano, Musumeci, Ragusa e gran
parte del Parlamento. L'Assemblea ne prende atto.
Il parere del Governo?
BIANCHI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A.211.
LACCOTO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che l'avere
riproposto questo sia stato un errore. La lettera f) dell'articolo
25 della legge 5 cosa prevedeva: nella legge avevamo previsto che
per le prestazioni effettuate dalle case di cura che praticamente
venivano date a residenze fuori Regione veniva riconosciuto un
extra budget di almeno il 75 per cento rispetto alle somme che la
Regione siciliana riceveva in compensazione dalle altre regioni.
In Commissione Sanità' abbiamo all'unanimità, con il parere
favorevole del Governo e del direttore generale modificato che
bisogna scrivere: secondo la tariffa della Regione siciliana .
L'abrogazione di quell'articolo avrebbe creato grossi problemi
alle strutture che, in effetti, attiravano prestazioni da fuori
regione. C'è solo una modifica laddove si dice: secondo la
tariffa regionale .
BORSELLINO, assessore per la salute. Se dovessimo abrogare la
lettera f) dell'articolo 25, sostanzialmente, non sarebbe chiaro
che abrogando questa lettera si ritorna al tariffario regionale per
la valorizzazione delle prestazioni in mobilità attiva. Quindi,
questa espressione dell'emendamento così come proposta dagli
onorevoli Laccoto ed altri, sostanzialmente, rende più chiara la
lettura della norma laddove si viene ad eliminare la vecchia
stesura della legge 5. Ciò significa che le prestazioni in mobilità
attiva vengono valorizzate col tariffario regionale, così come
prevede la legge nazionale e vengono contabilizzate al di fuori
dell'aggregato, come è corretto che sia.
VINCIULLO. Ci vuole una copertura di spesa.
BORSELLINO, assessore per la salute. No, perché queste sono
prestazioni che vanno in compensazione. E' mobilità attiva, quindi
non occorre un'ulteriore copertura finanziaria.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BORSELLINO, assessore per la salute. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, relatore di minoranza. Favorevole a maggioranza.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 62, come modificato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Figuccia è in congedo per
oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta.
(La seduta sospesa alle ore 21.15, è ripresa alle ore 22.00).
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ricordo che sono stati accantonati
gli articoli 9, 12, 14, 17, 18, 19, 20, 22, 28, 29, 34, 35, 36, 37,
41, 42, 44, 45, 50, 52, 53, 54, 55 e 56.
Si riprende l'esame dell'art. 9.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 9.1.
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, invito il Governo ad
un chiarimento, perché mi sembra che al riguardo ci siano delle
irregolarità. Che significa: ancorché non siano stati perfezionati
gli atti di regolarizzazione dei contratti di locazione ? Credo che
sia estremamente importante, perché che cos'è un abusivo? E quindi,
se non si sono perfezionati cosa c'è a monte?
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
tranquillizzare l'onorevole Fazio, perché il presupposto per avere
i requisiti previsti dalla legge regionale 11 del 2002, costituisce
il presupposto per avere diritto al riscatto.
La legge regionale 11 del 2002 prevede infatti che per gli
immobili di proprietà pubblica regionale che venivano occupati
senza titolo alla data del 31 dicembre 2001 potevano, a domanda,
regolarizzare il loro rapporto di locazione con gli enti, i Comuni
o gli ACP. Il problema in molti casi è stata la quantità, perché
presupponeva il censimento da parte degli enti.
In molti casi gli enti non hanno proceduto a stipulare un regolare
contratto di affitto, ma hanno affidato in custodia gli immobili
occupati dagli inquilini, a quella data, affidando in custodia agli
inquilini stessi la custodia degli immobili, e questi pagavano un
canone.
Il principio di cui abbiamo discusso in Commissione è quello di
utilizzare la possibilità di acquisizione e quindi di riscatto
dell'immobile, per dare la possibilità agli interessati che avevano
quei requisiti, che quindi, a questo punto, sono regolarmente
aventi diritto, in forza della legge del 2002, di acquisire la
proprietà, e l'obiettivo è quello di procedere verso una
riqualificazione urbana di interi quartieri di città siciliane che,
vivendo in questa condizione di letargo amministrativo e di
sospensione delle procedure di regolarizzazione, hanno visto
aumentare il loro degrado.
Quindi, l'acquisizione in proprietà, oltre che fare entrare
risorse ai comuni e IACP, dà la possibilità, proprio in nome del
principio della proprietà, di avviare quei processi di
riqualificazione che provino in qualche modo ad avere maggiore
cura, non solo della propria casa, ma anche del contesto urbano in
cui essi vivono.
Quindi è una norma che ha un obiettivo di acquisizione in
proprietà, per centinaia, speriamo per migliaia di famiglie
siciliane ma, nello stesso tempo è uno stimolo a processi di
riqualificazione urbana in quartieri spesso abbandonati da Dio e
dai santi che ci sono nelle nostre città.
FAZIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non credo che
l'intervento del collega Cracolici abbia superato le mie
perplessità per quanto riguarda gli obiettivi che questa norma si
prefigge.
Per primo, la legge regionale 11 del 2002, che conosco molto bene,
ha previsto la cosiddetta sanatoria per gli abusivi, cioè per
coloro i quali detenevano illegalmente e abusivamente l'immobile. A
costoro era consentito effettivamente di poter regolarizzare la
loro posizione. La stessa legge, però, ha previsto quali erano i
requisiti necessari perché potessero regolarizzarsi.
A differenza degli obiettivi che si prefigge il collega Cracolici,
io conosco molto bene quale è stata l'applicazione nei fatti di
questa norma, sostanzialmente ha avuto una applicazione del tutto
irrisoria, pari forse l'uno per cento. Poiché gli abusivi erano
abituati, ovviamente, a non pagare nessun canone, non gli
conveniva, se non per alcune fattispecie.
Infatti, mi sono stranizzato, perché una norma di questa portata,
che consentiva di regolarizzare una volta e per tutte la posizione
da parte di questi soggetti, non ha avuto successo. I soggetti
interessati non ne hanno usufruito perché, ovviamente,
regolarizzando la loro posizione, si determinava subito il
pagamento del canone dell'affitto, ed invece erano anni che
detenevano l'immobile in termini abusivi.
Per cui, se l'obiettivo della norma è quello di intervenire,
ancorché indirettamente, per eliminare il degrado - consentitemi -
è un obiettivo irraggiungibile. Gli immobili degli IACP non sono
case isolate ma interi stabili, per cui qualcuno potrebbe
riscattarlo ed altri continuare ad essere abusivi.
Quindi non si ottiene alcun risultato se non - a mio avviso -
premiare, ancora una volta, chi ha usufruito di una sanatoria e
questo gli consentirebbe ancora una volta di essere salvaguardato
dalla collettività.
Per carità, anche questo sicuramente è un obiettivo per certi
versi condivisibile, ma rendiamoci conto che quello che si prefigge
di raggiungere la norma, nei fatti, è effettivamente
irraggiungibile.
Non ho nulla contro questa norma perché credo che, tutto sommato,
potrebbe essere condivisa, ma è giusto che l'Assemblea sappia la
realtà dei fatti, perché con questa norma non si risolve nulla.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole
Cracolici ha illustrato questo emendamento, ed io voglio fare
alcune considerazioni perché mi sorge il sospetto che questi
contratti non siano stati perfezionati nel tempo perché le persone
non solo sono abusive, ma non hanno mai regolarizzato la loro
posizione, e quindi non hanno mai pagato.
Allora io volevo chiedere al Governo, considerato che con questa
norma si dà la possibilità di entrare in proprietà - e come dice
l'onorevole Cracolici la proprietà porta alla tutela del bene -
che non dovrebbe essere una preoccupazione nostra, ma dei comuni,
degli enti gestori. Io credo che sia opportuno, signor Assessore
Bianchi, inserire un terzo comma in cui si chiarisca che i soggetti
destinatari debbono pagare le somme arretrate, e le chiedo di fare
questo accertamento con gli Uffici.
PRESIDENTE. Onorevoli Cracolici e Di Mauro, se comunque è previsto
da una norma dico per semplificare il ragionamento l'alienazione
degli immobili avviene mediante domanda degli interessati previo
pagamento di tutti gli arretrati abbiamo risolto, e non andiamo
avanti su questa vicenda, anche se è già previsto come dice lei,
non abbiamo ragione di dubitare.
CRACOLICI. Signor Presidente, ma è già così, il diritto al
riscatto presuppone di non avere nessun contenzioso in essere.
VINCIULLO, vicepresidente della Commissione e relatore di
minoranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, vicepresidente della Commissione e relatore di
minoranza. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in Commissione
abbiamo ampiamente discusso di questo secondo comma.
La Commissione ha trovato un consenso all'unanimità sulla
necessità di venire incontro ad una situazione che si protrae da
molto tempo perché, come ricordava l'onorevole Cracolici, stiamo
parlando di strutture che sono state costruite antecedentemente al
1980, e la maggior parte di queste strutture sono oggettivamente
anche prive dell'antisismicità, si trattava di dare finalmente la
possibilità di risolvere questo problema.
Io mi rendo però conto che la riscrittura è più complicata di come
era il testo presentato da parte del Governo. Pertanto, signor
Presidente, se lei è d'accordo, lo accantoniamo per qualche minuto,
lo riscriviamo e presentiamo il testo, perché non mi pare che
questa riscrittura soddisfi alcuno.
Mi pare di capire che sul principio siamo tutti d'accordo, nessuno
di noi è contrario. E' sulla riscrittura che c'è stata da parte del
Governo che abbiamo delle difficoltà.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'onorevole Di Mauro ha posto un
problema che chiede una specifica. Se l'onorevole Cracolici intende
presenta un sub emendamento forse potremmo risolvere il problema.
CLEMENTE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CLEMENTE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
ribadire quanto già detto dall'onorevole Cracolici, e cioè che la
norma è imprecisa, fermo restando che la presentazione del sub
emendamento risolverebbe il problema.
Volevo ribadire il mio voto favorevole, visto che già in
Commissione era stata esitato favorevolmente, all'unanimità.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per un fatto di economia
procedurale, comunico che l'onorevole Cracolici ha presentato il
subemendamento 9.1.1, anche sulla base dell'input dato
dall'onorevole Fazio e dall'onorevole Di Mauro: «Dopo le parole
contratti di locazione', prima della parola alienazione'
aggiungere le parole Fermo restando il pagamento dei canoni
arretrati eventualmente dovuti'.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BIANCHI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
E' approvato col voto contrario del Movimento Cinque Stelle e
degli onorevoli Falcone e Caputo.
Pongo in votazione l'emendamento 9.1 Gov, come risulta emendato.
Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 9, come emendato. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 12, precedentemente accantonato
e dei relativi emendamenti.
Si passa agli emendamenti soppressivi 12.2, degli onorevoli
Falcone ed altri, 12.3, degli onorevoli Di Giacomo ed altri e 12.7
degli onorevoli Assenza ed altri.
FALCONE. Dichiaro di ritirare l'emendamento 12.2.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
DI GIACOMO. Dichiaro di ritirare l'emendamento 12.3.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
ASSENZA. Chiedo di parlare sul mio emendamento soppressivo 12.7.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non credo di avere
mai approfittato del tempo concesso e non lo farò neanche questa
sera.
Stiamo approvando con assoluta nonchalance un articolo che, così
come congegnato, da qui a qualche mese porterà la moltiplicazione
dei signori che ci aspettano fuori dal Palazzo. Perché questo
significa, non tanto punire i concessionari delle cave, e quindi
farle chiudere, ma buttare in mezzo alla strada tutti i dipendenti
che si trovano già in grandissima difficoltà, in un momento in cui,
per la crisi ed il fermo assoluto dell'edilizia, già lo
sfruttamento delle cave è una attività assolutamente non
redditizia.
Gli esperti del settore, ai quali ho sottoposto i prezzi previsti
quali canoni di produzione dal testo governativo, mi hanno detto
che questi sono i prezzi di valutazione di vendita delle cave.
Adottare questi prezzi come canoni di produzione significa che noi,
dall'oggi al domani, blocchiamo l'attività estrattiva in Sicilia.
Io non so chi abbia consigliato il Governo nella redazione di
queste tabelle, adottando delle misure che sono assolutamente fuori
mercato.
Molto più ragionevole è l'emendamento presentato da altri, che
prevede un aumento, sia pure discutibile, ma comunque valutabile,
dell'onere di concessione. Ma introdurre il canone a metro cubo in
tale maniera significa - credetemi, perché di questo settore mi
occupo professionalmente da decenni - bloccare e far chiudere, in
un momento di gravissima crisi, una delle poche attività che, sia
pure con grande sforzo, continua a sopravvivere. E non tanto, e non
solo, per gli enti concessionari o i privati, o le ditte
concessionarie delle cave, ma soprattutto per gli addetti al
settore.
Io prego il Governo di pensarci bene, di approfondire la materia,
e per questo vi chiedo di votare l'elemento soppressivo, perché
così stiamo introducendo, forse inconsapevolmente, un altro momento
di gravissima crisi per la nostra economia.
FAZIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, su questo articolo
ho presentato insieme ad altri colleghi due emendamenti. Un primo
modificativo, che secondo me rende giustizia, e l'altro ovviamente
soppressivo e sostitutivo.
Confermo quello che ha detto l'onorevole Assenza. Secondo me il
Governo non ha fatto i conti circa la ripercussione che, nel campo
dell'edilizia, determina l'imposizione fiscale della estrazione
delle materie, la maggior parte delle quali, vengono utilizzate
appunto, nel settore edilizio. Ma la cosa ancora più grave, secondo
me, è il fatto che il Governo non ha fatto una attività
istruttoria, per comprendere se le imprese che svolgono queste
attività sono in grado di potere sopportare questa imposizione di
natura fiscale, e di potere in ogni caso contribuire - così come
effettivamente è giusto che contribuisca ogni cittadino, ogni
impresa - con un prelievo nell'ambito appunto dell'attività svolta.
Ritengo che sarà per molti di questi impossibile effettuare questo
pagamento, se non con delle ripercussioni impressionanti
nell'ambito dell'intero comparto.
Il secondo emendamento credo che renda giustizia perché, così come
h formulato il testo, l'imposizione prevista ed indicata viene
effettuata per intero sulla materia estratta. Non è sufficiente
essere un addetto ai lavori per comprendere, in termini chiari, che
una cosa è l'estrazione, una cosa è ottenere un prodotto che possa
essere poi effettivamente venduto o alienato.
Bene, è iniqua nella misura in cui, nella parte estratta, a
seconda se il cavatore è fortunato o meno, riesce ad ottenere un
prodotto di pregio o meno. Se riesce ad ottenere un prodotto di
pregio, allora può darsi che anche quel prelievo indicato possa
essere del tutto insufficiente, mentre è del tutto sproporzionato
laddove l'estrazione o il materiale che effettivamente viene
estratto non è un materiale di pregio, bensì un materiale di
risulta o utilizzato in termini del tutto secondari.
Pertanto, invito anche il Governo a riflettere su questa
imposizione, perché credo che la giustificazione che è stata
addotta in Commissione sul fatto che la Regione Sicilia è l'unica -
insieme alla Sardegna - a non avere effettuato questo tipo di
prelievo di natura fiscale o impositiva nell'ambito del comparto
delle cave, non è sufficiente tenuto conto che almeno il Governo
avrebbe dovuto fare un'attività prettamente istruttoria per
comprendere se potessero esserci degli interventi alternativi e
meno penalizzanti, così come effettivamente sono stati previsti.
Convengo con quanto ha affermato l'onorevole Assenza, perché i
cavatori si trovano già in una situazione veramente pessima; con
questa indicazione e con questo prelievo di natura fiscale è come
se ne segnassimo la morte a tutti gli effetti. Ecco perché invito
il Governo a porre una riflessione, a modificare o a riformulare il
testo e, laddove dovesse insistere, a far sì che sia almeno
proporzionato ai guadagni dell'impresa e non così come è stato
formulato.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, ci sono
argomenti che mi appassionano. Ne voglio raccontare uno ed invito
il Governo a verificare se mai, in un capitolo del proprio
bilancio, ha dato un solo centesimo di aiuto ai cavatori.
È una riflessione, secondo me, corretta. Il bilancio della
Regione, talvolta, viene visto dai più come uno strumento dal quale
attingere per soddisfare chissà quale necessità. Il comparto dei
cavatori non è mai stato aiutato ed ancora non vede alla luce il
piano delle cave.
Vorrei chiedere all'onorevole Gianni, che è stato l'ultimo
assessore all'Industria che ricordo, quante volte i cavatori sono
venuti alla Regione per battere cassa. Neanche una volta. Ed allora
premiamoli, mettiamoci una tassa
Io dico che c'è un limite oltre il quale poi l'asticella diventa
insopportabile. Penso che dobbiamo fare un ragionamento corretto, i
cavatori già pagano all'atto del ritiro della concessione la tassa
sulle attività lavorative; se quegli importi non sono equi possiamo
aumentarli, ma non possiamo mettere una doppia tassa sull'indice di
produzione, bene sapendo, assessore, che la produzione di una cava
è legata ad una serie di elementi aleatori che possono determinare
la fortuna di quell'imprenditore o il fallimento di quell'azienda.
Allora - io mi chiedo - di cosa stiamo parlando? Vorrei che il
Governo riflettesse su questo mio accorato appello al fine di
evitare che un comparto sano, su cui la Regione non ha mai speso un
euro in termini di assistenzialismo e, quindi, un comparto
produttivo possa vedere com'è odiosa una tassa che già viene pagata
e che dovrebbe essere pagata due volte.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lo Sciuto. Ne ha
facoltà.
LO SCIUTO. Signor Presidente, signor Assessore, onorevoli
colleghi, mi sembra che onestamente, in un momento di crisi
economica, in un momento in cui dobbiamo aiutare gli imprenditori,
prevedendo anche in questa finanziaria una facilità di accesso al
credito o defiscalizzando gli utili delle imprese, riguardo a tutti
i provvedimenti che possono andare incontro agli imprenditori, noi
facciamo il contrario Noi mettiamo una tassa
E, poi, mettiamo una tassa a che cosa? Non so se avete letto per
bene il canone che stiamo mettendo. Per i calcestruzzi, pietrischi,
sabbie, cemento calce. Alla fine, sono tutte quelle cose che
servono alla costruzione di una casa. Quindi, quelle che, alla
fine, vengono danneggiate sono le famiglie perché questo, a
cascata, va a ricadere sulle famiglie.
Quindi, in un momento in cui si ha una grande difficoltà, noi non
solo andiamo a condannare le imprese sane che ci sono - come diceva
un momento fa l'onorevole Turano - in tutta la Sicilia, ma
danneggiamo anche le famiglie che, in questo momento, vedono
diminuito il proprio potere d'acquisto.
Pertanto, ritengo che questa non sia una politica sana in questo
momento di difficoltà. Dobbiamo essere, da questo punto di vista,
attenti e cercare di non cerare ancora più allarmismo sociale,
perché questo viene visto, da parte della Regione, come
un'ulteriore tassa e, siccome poi, alla fine, i ricavi sono
irrisori, si parla di due, tre milioni di euro rispetto ai ventisei
miliardi del bilancio regionale, penso che su questa tassa sia
meglio fare un passo indietro perché ritengo essere veramente
ingiusta.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole La Rocca. Ne ha
facoltà.
LA ROCCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei dire che
il mio Gruppo parlamentare è assolutamente favorevole all'articolo
proposto dal Governo semplicemente perché - come già ricordato
anche in Commissione Bilancio - la nostra è una delle quattro
regioni a non percepire entrate in questo senso.
Inoltre, vorrei dire che i canoni proposti dal Governo sono bassi
rispetto alla media italiana. E posso fare l'esempio della
Campania, del Molise e dell'Abruzzo. Poi, ovviamente, se ci
spostiamo all'estero, vediamo che i canoni salgono anche a tre euro
al metro cubo. Quindi, possiamo dire che il Governo sì ha messo
dei canoni, ma sono comunque dei canoni che riteniamo accettabili.
In più, pensiamo che noi ci dobbiamo focalizzare sul cambio del
modello di sviluppo. Non possiamo più incentivare l'estrazione da
cava, ma dovremmo puntare ad un modello di sviluppo sostenibile,
quindi, al riciclo degli inerti. E questo non lo diciamo noi, lo
dice la direttiva europea n. 98/2008, secondo cui entro il 2010
l'Italia dovrebbe raggiungere il 70 per cento di riciclo degli
inerti. E prendo ad esempio il Veneto, che ricicla bene l'80 per
cento degli inerti e, con esso, costruisce strade, autostrade, come
il passante di Mestre.
Vorrei anche comunicare che noi ritiriamo il nostro emendamento,
anche perché abbiamo accertato che - in particolare al comma 7 che
volevamo aggiungere, che riguardava il recepimento del decreto del
Ministro dell'Ambiente n. 203/2003, secondo il quale gli enti
pubblici e le società a prevalente capitale pubblico garantiscono
che manufatti e beni realizzati con materiale riciclato coprano
almeno il 30 per cento del fabbisogno annuale - già è stato
recepito dalla legge regionale n. 9 del 2010.
Invitiamo, quindi, il Governo a verificare realmente che questa
legge regionale venga comunque applicata, sempre al fine di
incentivare il riciclo degli inerti.
Concludo leggendo testualmente una parte del rapporto di
Legambiente del 2011, in riferimento a quelle che sono le ricadute
occupazionali, quindi la differenza che vi è tra l'estrazione da
cava e il riciclo degli inerti: Per una cava da 100 mila metri
cubi l'anno gli addetti in media sono nove, mentre per un impianto
di riciclaggio di inerti, gli occupati sono più di dodici . E'
evidente che si avrebbero degli effetti positivi incentivando il
riciclo piuttosto che l'estrazione da cava. Ovviamente, da non
sottovalutare l'impatto ambientale che questa pratica ha avuto in
tutti questi anni.
PRESIDENTE. E'iscritto a parlare l'onorevole Milazzo Giuseppe. Ne
ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rispetto
a questa tematica io ho già avuto modo, con l'Assessore che, col
suo impegno costante presso la Commissione Bilancio, ha avuto modo
di prendere atto delle mie incomprensioni rispetto a questo
articolo perché, Presidente, intanto mi accingerò poi ad appellarmi
all'Aula affinché questo emendamento venga votato secondo coscienza
attraverso il voto segreto. Spero che l'Aula poi appoggi questa
richiesta.
Nel merito dell'articolo 12, Presidente e Assessore, mi permettevo
di reiterare le mie perplessità rispetto ad un fatto: io non voglio
difendere i proprietari delle cave, io vorrei far assumere
coscienza a questo Governo che, inevitabilmente, il costo si andrà
a ripercuotere sulle persone fisiche, sulle famiglie che come
ultimo strato, ultimo anello di questo comparto, si dovranno
caricare le spese che voi come Governo andrete a imporre come
prelievo, non calcolando anche un'altra cosa che potrebbe anche
farci cambiare idea. Questi soldi che noi recuperiamo non li
destinate ad una finalità nobile. Almeno create un fondo per coloro
che costruiscono una prima casa Almeno usate questi fondi che
recuperate per il recupero del patrimonio regionale, per la messa
in sicurezza delle tante strutture regionali abbandonate a loro
stesse
Chiediamo ai siciliani, ancora una volta, anche in questo settore
che darà un altro duro colpo all'edilizia - e vorrei ricordare in
una terra che vede la piazza del Parlamento assediata dai precari,
in una terra che vede poche aziende che riescono a spuntarla - un
ultimo settore che è questo, che è già massacrato perché le
normative non consentono più di espandere dopo tanti anni di
politiche scellerate, noi ci mettiamo anche questo: caricare, in
soldoni - Assessore - aumentare il costo delle costruzioni delle
case. Perché alla fine è questo, in modo indifferenziato. Perché
diceva il collega che mi ha preceduto, non è che voi fate
distinzione di materiali e di fatturato, voi colpite,
indifferentemente da ogni logica, in base alla quantità. E non è un
calcolo esatto.
Assessore, io mi appello ancora una volta. Mi riservo di
presentare un ordine del giorno. Destinate una parte di queste
risorse a qualche cosa di utile. Fate percepire ai siciliani che
chiedete un sacrificio e si va a corrispondere in alternativa con
qualche cosa che, comunque, dà una risposta.
Pensate ai giovani che vogliono scommettere sull'acquisto di un
terreno rispettando le normative in vigore, per quanto concerne
l'edificabilità di una nuova casa, ma aiutateli Aiutateli Invece
tartassiamo le cave e poi si andrà a ripercuotere tutto sul costo
delle case per come avevo poc'anzi detto.
Quindi, Signor Presidente, le anticipo la chiusura del mio
intervento preannunciandole la richiesta di voto segreto, con
l'auspicio che l'Aula sappia valutare positivamente questa mia
richiesta e subito dopo cassare definitivamente l'articolo 12, che
è un articolo che discrimina certamente il settore e coloro che
vogliono con sacrificio costruire una casa.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Gianni. Ne ha
facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che resterà
delusa la collega La Rocca, perché ad una riflessione ci si chiede:
di che cosa stiamo parlando?
La crisi economica ha bloccato qualunque tipo di intervento
nell'edilizia, nelle strade, nei lavori pubblici, privati. Sette
mila persone soltanto in provincia di Trapani vivono nell'attesa
che si completi un iter iniziato qualche anno fa, ben 25 anni fa,
per approvare il piano delle Camere.
Io credo che una riflessione che sappia distinguere gli inerti dai
materiali riciclati, le cave di marmo dalle cave di pietra, debba
essere fatti.
Io al Governo avrei fatto un intervento diverso se non avesse
parlato prima di me l'onorevole Turano che è molto bravo e
conoscitore perché è di Trapani e sa di cosa parliamo. Mi dispiace
che non ci sia l'Assessore, ma io al Governo chiedo un atto di
grande forza: il ritiro dell'articolo 12 perché non servirebbe se
non a fare aumentare i disoccupati.
Questo articolo 12 serve soltanto a devastare l'economia, che non
è solo della provincia di Trapani, con i suoi 7 mila addetti, ma
dell'intera Regione. I marmi di Trapani, le cave di Trapani sono
conosciuti in tutto il mondo. C'è un marmo particolarmente
pregiato.
Se vogliamo continuare a devastare la Sicilia, questo è il metodo
migliore. Parlo all'Assessore per l'economia perché sa che possiamo
ricavare ben poco visto che tutto si è fermato, visto che non c'è
l'Assessore per l'industria. Le chiedo di ritirare l'articolo 12,
non di andare al voto segreto, bensì di ritirarlo perché inutile in
questa gestione.
Presidente Ardizzone, mi sarei aspettato che qui l'Assessore per
l'economia, che spesso parla con il Ministro dell'economia
nazionale, avesse portato avanti l'operazione di richiedere
l'abbassamento del 9 per cento sul concorso della spesa sanitaria,
che come egli sa, Assessore per l'economia, è un operazione
maldestra portata avanti dal Presidente Amato ben 15 anni fa. Un
aumento di nove punti che significa sette, ottocento milioni di
euro l'anno che noi paghiamo ininterrottamente da più di dieci
anni. Quella è l'operazione che deve fare, Assessore Deve
riportare una quota inferiore, che è il 40 per cento, che comunque
è una quota superiore a quella di qualunque Regione italiana.
Questo è ciò che bisogna fare per recuperare delle risorse da
destinare poi a quei settori più fragili, non indebolire o azzerare
settori che in questo momento sono in difficoltà come quello delle
cave.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Digiacomo. Ne ha
facoltà.
DIGIACOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non so se il
Governo e i colleghi parlamentari sanno che i distretti lapidei
delle due province di Trapani e di Ragusa sono rispettivamente i
secondi e i terzi d'Italia: dopo Carrara c'è Trapani e poi Ragusa.
Assessore Bianchi, non è mia consuetudine richiamare
all'attenzione il Governo, i distretti lapidei di Trapani e di
Comiso sono i più importanti d'Italia, subito dopo Carrara. Quindi,
quando noi decidiamo un intervento in merito, decidiamo un
intervento invasivo.
Ora, lei concorderà con me che noi siamo di fronte a due Sicilie:
una Sicilia che produce anche con una certa difficoltà e una
Sicilia che sosteniamo. Ma le pare che in un momento come questo
noi aumentiamo uno di quei pochi distretti produttivi, dalla
portata molto invasiva, in un settore come quello dell'edilizia che
è un settore in una crisi senza precedenti?
Prima ancora di approfondire il ragionamento, io vorrei
consigliare al Governo di ritirare questo comma; mi pare che sia il
caso di confondere ulteriormente le acque dicendo: noi mettiamo
questa tassa perché vogliamo aiutare tutta la filiera del
riciclaggio di questi materiali .
Questo è un altro errore perché è come se noi per riequilibrare il
bilancio, a proposito della sanità o per drenare le liste d'attesa
aumentassimo i ticket sulle prestazioni. Non si risolve quel
problema aumentando le tasse: il problema degli inerti, il problema
della filiera del riciclo si fa con norme apposite, non si fa
aumentando la tassa.
E poi, le voglio dire una cosa che già di per sé basterebbe a dare
un senso un po' approssimativo con cui sono state indicate queste
tariffe. Ma le pare che la pietra ornamentale che va lavorata,
tanto per intenderci, uno di questi stipiti che lei vede, sia
valutata a 0,80 al metro cubo e 0,50 il pietrisco per fare il
calcestruzzo? Assessore, le sembra un parametro, voglio dire,
logico?
Cioè, uno stipite che costa 2.000 euro, 2.500 euro quanto potrà
essere, mezzo metro cubo, che viene venduto a 2.500 euro e gli
faccio pagare 80 centesimi e per fare una gettata di cemento armato
dove ci vogliono centinaia di metri cubi, metto 0,50? Cioè, lei
favorisce me che posso per fare l'architrave e fa aumentare del 20,
30 per cento il costo di un motocarro di sabbia, piuttosto che di
cemento attraverso una tariffa del genere?
Io consiglierei, anche per non coprirci di ridicolo, di rivederlo
questo comma, perché è un comma fuori dal tempo, fuori
dall'economia che penalizza quanta sensibilità abbiamo avuto,
giustamente, nei confronti dei laboratori. Siamo disponibili a
concorrere con lo sforzo di tutti, per un buco da 140 milioni di
euro e poi mettiamo questa tassa nei confronti di un'attività che è
una delle poche attività produttive di cui ci occupiamo
Io mi permetterei di suggerire di ritirare questo articolo che
avrà l'effetto di non produrre alcun utile per gli equilibri del
bilancio e della manovra di stabilità e avrà, diciamo, un sapore
odioso nei confronti della Sicilia che lavora.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Oddo. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la forza politica che
io rappresento, evidentemente, è quella che in questo lungo
tragitto ha sostenuto con maggiore convinzione, come è giusto che
sia, questo Governo e lo strumento finanziario che è stato portato
oggi in Aula.
Ciò, però, non toglie che siamo altrettanto sensibili rispetto
alle altre forze politiche che si sono espresse su questo tema.
Stiamo parlando di un bacino - io non la voglio buttare sul
personale, mia moglie è di Custonaci - che è il secondo bacino
marmifero d'Italia.
GUCCIARDI. D'Europa
ODDO. Comiso, con tutto il rispetto è di dimensioni più contenute.
Io credo che sarebbe un bel gesto, anche tenuto conto delle
dimensioni, perché stiamo parlando di un introito previsto di due
milioni di euro.
Io concordo con quello che ha detto poco fa l'onorevole Digiacomo,
che già le previsioni di introito di nuove tasse in un passaggio
economico così difficile sono del tutto aleatorie, ma già le
previsioni prudenziali del Governo sono di due milioni di euro: una
goccia nell'Oceano
Assolutamente, non si tratta di scardinare una manovra
finanziaria, ma si tratta di dimostrare un attimo di interesse, di
attenzione e di rispetto, rispetto a un lavoro molto duro.
Noi abbiamo qua fuori molti precari, PIP, molti che cercano di
difendere il loro posto di lavoro. Chi conosce questa realtà da
vicino, anche per ragioni soltanto territoriale, sa che è un lavoro
durissimo, durissimo.
Io invito veramente il Governo a tenere conto dell'invito che
arriva da quest'Aula e ho visto l'assessore Bianchi in particolare
in queste giornate reggere l'urto; lui non è un politico è tecnico,
ma ho visto che ha retto l'urto delle Commissioni, delle pressioni,
delle lobby, che si muovono in questi frangenti, con grande spirito
di corpo, ma lo invito stavolta ad assumere un atteggiamento di
apertura rispetto a questa richiesta che arriva dall'Aula e lo
ringrazio anticipatamente.
PRESIDENTE. C'è una richiesta di voto segreto ritirata.
Onorevoli colleghi, c'è una invito all'assessore Bianchi a
ritirare l'articolo. Gli uffici, correttamente, fanno notare che
l'Assessore non può ritirare l'articolo perché ormai, avendolo
esitato la Commissione, appartiene all'Aula. Si può trovare una
soluzione condivisa con la soppressione.
Pongo in votazione l'emendamento 12.7, a firma Assenza perché
quelli precedenti erano stati ritirati e, comunque, il contenuto è
identico.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Io
suggerivo, tenuto conto che si rischia il venir meno di un'entrata,
di accantonarlo ulteriormente per verificare se ci sono fonti
alternative che consentano nel prosieguo di portare avanti questo
articolo. Se lo accantoniamo e lo riverifichiamo con
approfondimento del Governo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento soppressivo 12.7.
Il parere del Governo?
BIANCHI, assessore per l'economia. Onorevoli deputati, ringrazio
per il dibattito che è stato molto utile e, ovviamente, ha posto
all'attenzione un problema rilevante riguardo un settore che
senz'altro ha subìto, anch'esso come tanti altri, una fase dura di
crisi economica.
Tuttavia, noi riteniamo che sia giusto da parte del Governo
mantenere questa proposta perché io credo che da un lato, già come
è avvenuto per altri articoli, a volte noi effettivamente nel
ridefinire il sistema di tariffazione regionale, non possiamo non
tenere conto di un necessario riallineamento a quello che avviene
in altre regioni italiane.
Vi confermo anche quanto detto dall'intervento dell'onorevole La
Rocca che è un'anomalia siciliana, questa di non prevedere questo
tipo di tassazione. Qui, in Aula
ASSENZA. Assessore, non sa nemmeno di che cosa stiamo parlando
BIANCHI, assessore per l'economia. Io so bene di cosa si parla
Io ritengo che sia necessario questo riallineamento alla norma
nazionale che, proprio nelle fasi di crisi, probabilmente, dobbiamo
distinguere gli interventi e dobbiamo valutare soltanto gli
interventi che abbiano una coerenza generale.
Noi riteniamo, tuttavia, pur considerando tutte le difficoltà del
settore, che questo intervento vada nella direzione giusta, in una
direzione anche di un'introduzione di una serie di tasse ambientali
che possono essere compensate con sgravi relativi a tutto il
processo di riqualificazione dell'industria regionale verso una
maggiore coerenza e compatibilità ambientale.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione Bilancio. Contrario a
maggioranza alla soppressione.
FAZIO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 12.7
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata, a termini di
Regolamento, dagli onorevoli Clemente, Di Mauro, Falcone, Figuccia,
Fontana, Formica, Gianni, Greco Giovanni, Ioppolo, indìco la
votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 12.7.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì prema il pulsante
verde; chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 77
Maggioranza 39
Favorevoli 34
Contrari 42
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento sostitutivo 12.4, a firma degli onorevoli
Fazio ed altri.
FAZIO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo due parole.
Questo emendamento rende giustizia sostanziale perché non fa altro
che aggiungere e modificare l'ultimo termine dell'articolo proposto
dal Governo, piuttosto che parlare di materiale estratto ,
materiale estratto ed effettivamente venduto , quello che non è
venduto, ovviamente, non può essere mai oggetto di prelievo. Una
cosa è calcolare questo prelievo nell'ambito della quantità
estratta, altra cosa è in quella che effettivamente viene estratta
e poi alienata.
PRESIDENTE. Onorevole Fazio, stavamo parlando dell'emendamento
12.4, lei ha illustrato l'emendamento 12.5.
FAZIO. Chiedo di parlare, allora, per illustrare l'emendamento
12.4.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAZIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento 12.4
è un altro emendamento sostitutivo che piuttosto che effettuare il
prelievo così come è stato stabilito con la proposta fatta al
Governo, è previsto in sua sostituzione il raddoppio degli attuali
oneri concessori che, in questo momento, i cavatori pagano per
effettuare l'attività di coltivazione e di estrazione del materiale
lapideo.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non stiamo
trattando un tema per cui qualcuno vuole difendere un interesse di
parte, un interesse territoriale. Il calcolo che è stato fatto, il
calcolo di massima di entrate per la norma presentata dal Governo,
ha un valore di circa due milioni di euro. E allora, se valutiamo
la valenza dei bacini lapidei e marmiferi di Custonaci e di Ragusa,
con migliaia e migliaia di addetti, soltanto la provincia di
Trapani conta 5 mila lavoratori nel settore marmifero, credo che
almeno modificare e sostituire questa norma presentata dal Governo
sia una norma davvero a favore delle imprese, sia una norma a
favore di quel lavoro che, oggi, tutti noi diciamo a parole di
voler cercare e che poi con i comportamenti concreti non facciamo.
Facciamo in modo che ciò non sia.
E allora, almeno andare alla sostituzione di questa norma che pur
porterà magari ad una parte minore di entrate nel bilancio della
Regione che, ripeto, con l'articolo del Governo sono calcolate e
stimate in circa 2 milioni di euro, credo che con due milioni di
euro nessuno sia in grado di sostenere un bacino di lavoratori di
oltre 5 mila nel loro numero. Sfido chiunque, davvero, a sostenere
una cosa del genere. Due milioni di euro sono davvero poca cosa ed
io credo che in una finanziaria che abbiamo voluto definire di
sviluppo e di aiuto al reddito delle imprese e dei lavoratori,
questa norma vada approvata almeno in sostituzione della norma
proposta dal Governo.
Giuseppe MILAZZO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Giuseppe MILAZZO. Signor Presidente, ci apprestiamo al voto finale
sull'articolo 12 ed io volevo fare un appello.
Poco fa sentivo nell'aria che questo emendamento che è passato è
stato rigettato dall'Aula fosse, invece, condiviso. Cosa è
avvenuto? Un voto segreto ha fatto sì che - questa è la mia
lettura, me ne scuso se dovessi erroneamente interpretare quanto
sto per esporre - alcuni componenti di questa autorevole Assemblea
non dovendo rispondere personalmente ai cittadini siciliani ai
quali aumenteremo il costo di costruzione della loro casa, ai quali
non diremo su cosa destineremo questi soldi, se per aiutare a
migliorare il patrimonio della Regione o se per aiutare le giovani
coppie a costruirsi una casa. Niente di tutto questo Ci
nascondiamo dietro un voto segreto per non assumerci le
responsabilità
Siamo chiamati ad assumerci responsabilità e proprio per questo,
Presidente, le chiedo che questo voto finale avvenga per appello
nominale, qualunque cosa ne voglia il Presidente Leanza che è
liberissimo di combattere le sue battaglie, anche io sono chiamato
a questo, onorevole Leanza.
Sono certo che i suoi elettori rispettabilissimi, diremmo in
palermitano sa passano megghiu ri miei', ma ritengo che anche chi
è meno abbiente debba essere garantito di fronte ad una finanziaria
che non sta garantendo i poveri, di fronte ad una finanziaria che
non garantisce i lavoratori, di fronte ad una finanziaria che è
scudo di alcuni componenti di maggioranza che si nascondono dietro
un voto segreto. Sono qui - e lo dico al microfono - che sono
contro questo tipo di politica e due milioni di euro in una manovra
si possono recuperare, certamente
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, ha preannunciato, quindi, una
richiesta di voto per appello nominale sul voto finale che, come
ben sa, deve essere appoggiato.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avendo ascoltato
il dibattito che è stato appassionato, interessante ma anche
puntuale circa le condizioni in cui versa l'economia della nostra
Sicilia ed in particolare visto che le costruzioni sono ferme, e
sono fermi tutti i comparti, questo comparto, in particolare,
soffre in maniera doppia rispetto ad altri perché essendo ferma
l'economia, a valle, che dovrebbe sfruttare i prodotti delle cave
estrattive, ovviamente, ne soffre molto di più rispetto agli altri
comparti.
Posso pure capire l'urgenza, la situazione difficile in cui si
trova il Governo per far quadrare i conti ma rispetto ad un
emendamento di buon senso che sostanzialmente dice di imporre la
tassa sul venduto, estratto e venduto e non sull'estratto che non
si vende perché sarebbe una tassa oltremodo iniqua, perché si può
estrarre ma se il materiale estratto poi non si vende, essendo già
un settore in crisi, si impone una tassa su ciò che non si incassa.
Mi pare una proposta di grande buon senso quello di dire che il
Governo accetti quell'emendamento di mediazione che parla di
estratto e venduto che non appare come imposizione, quasi
un'angheria, come richiedere soldi a chi non ha guadagnato perché
non ha venduto, si richiede una tassa su ciò che si vende,
proposta che in un momento di crisi mi pare ragionevole.
Il Governo accetti questo emendamento che cerca di venire incontro
alle esigenze di bilancio, altrimenti diventerebbe una tassa odiosa
e le tasse odiose, a parte che non producono i risultati perché
nessuno pagherà e si preferirà chiudere o licenziare, tanto vale
andare ad una mediazione ed incassare una tassa ragionevole perché
è ragionevole mettere una tassa su ciò che uno vende, su ciò che
uno incassa, non su ciò che uno pretende di incassare ma che
possibilmente non incasserà mai perché la crisi è tale, o incasserà
tra un anno, fra due anni.
Quindi, mi sembra ragionevole l'emendamento, la mediazione, e
prego il Governo di voler prendere in considerazione la possibilità
di accettare questa proposta emendativa.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi. Io mi rivolgo anche
al Governo e mi rivolgo in particolare ai colleghi del Movimento 5
Stelle. Lo so che siete presenti. Una Finanziaria non è l'insieme
di norme messe lì per caso, Presidente, la Finanziaria deve avere
un'anima e deve avere anche una logica, perché se è vero che
abbiamo detto, come ama dire il Presidente della Regione è una
Finanziaria di austerità , qualcuno ha detto di lacrime e sangue ,
qualcuno ha detto anche di sviluppo , amici 5 Stelle. E, allora,
il Governo ha voluto caratterizzare questa Finanziaria con il Fondo
per il micro credito, misure a sostegno delle imprese, moratoria
per i debiti nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni; stanno
intervenendo anche sulla ex SERIT, per sostenere un mondo
dell'economia, dell'impresa e dello sviluppo che è in agonia.
Ora Presidente, non possiamo fare come quello che mette nella
tasca sinistra e toglie la stessa somma, se non maggiorata, con la
mano destra.
Questa è una Finanziaria confusa, è una Finanziaria
contraddittoria, perché non possiamo dire che aiutiamo le imprese e
dall'altro lato, con la stessa Finanziaria, con un numero diverso,
tartassiamo e tartassiamo le imprese. O è una Finanziaria che serve
a dare entrate, allora sono d'accordo, dobbiamo dare entrate,
dobbiamo potenziare le entrate perché c'è la voragine del debito
pubblico siciliano e, allora, vessiamo le imprese. Ma se ci
vogliamo privilegiare davanti all'opinione pubblica, come ha fatto
il Presidente della Regione l'altro ieri, o ieri, in televisione in
una tv a livello nazionale, non possiamo, e voi non potete, cari
amici onorevoli del Movimento 5 Stelle, battervi per creare un
Fondo per le micro imprese e poi votare una norma che è iniqua,
perché voglio darvi soltanto un paragone perché sembra che non lo
capiate.
Se noi aumentiamo il costo del frumento, aumenta il pane e il pane
poi lo pagano i cittadini. Se noi aumentiamo i costi di produzione
delle cave e quindi del marmo, dei materiali per fare il cemento,
dei materiali per fare le costruzioni, per fare il bitume delle
strade, se noi aumentiamo la materia prima perché tartassiamo gli
imprenditori, è chiaro che va a lievitare tutto: il costo dei
trasporti, il costo della benzina, il costo dei padroncini, il
costo del cemento, il costo dei mattoni, delle cave, della
manodopera.
Ora, voi immaginate che noi per 2 milioni e mezzo di euro,
assessore Bianchi, creiamo un moltiplicatore non di sviluppo, ma di
penalizzazione delle imprese, e io mi rivolgo all'amica assessore
per le Attività Produttive, perché qui parliamo soltanto per bocca
dell'assessore per l'economia Bilancio, ma credo che l'assessore
Vancheri debba fare sentire la sua voce, anche perché per quello
che vale - e per me vale moltissimo onorevole Vinciullo -
CONFINDUSTRIA, cioè il mondo delle imprese, ha detto che questa è
una norma da bocciare perché colpisce il cuore della produzione
legato all'attività edilizia che già è in crisi profonda.
Allora, voglio invitare prima di tutto gli amici del Movimento 5
Stelle ad una coerenza di comportamento: non si può essere
propositivi per le imprese e vessatori per le imprese, o si è per
il rilancio dell'economia o si è per il rilancio delle entrate
della Regione, non si può essere con l'uno e con l'altro.
Invito l'Assessore che rappresenta la parte tematica del Governo
su questa norma a dire che non tutto è entrate, c'è una Sicilia che
ha bisogno di speranze, di ossigeno, di attenzioni, di segnali
positivi. Le entrate le andiamo a cercare da un'altra parte ma noi,
in questo momento, stiamo mettendo soldi alle imprese e stiamo
levando soldi alle imprese. Questo Governo deve dirci da che parte
sta e lei non può dire con la testa che è contrario, lei viene da
un altro mondo, assessore Bianchi, lei viene da un mondo che è
diverso da quello siciliano, lei viene da un mondo diverso da
questa Sicilia che grida e che vuole avere risorse per andare
avanti.
CRACOLICI. Lei è uno straniero
CAPUTO. Onorevole Cracolici, quando lei era all'opposizione, lo ha
dimenticato, avrebbe fatto e detto cose come le mie, lei adesso è
dalla parte opposta perché è col Governo così come lo sono gli
amici del Movimento 5 Stelle che hanno votato la Finanziaria in
Commissione Bilancio'. È bene che si sappia fuori da qui chi è per
le imprese e chi è per il bilancio di questa Regione.
(Applausi)
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ho già espresso
la mia grande contrarietà rispetto a questo articolo. Il Governo
sta scherzando col fuoco, mi dispiace dirlo ma è così. Voi mettete
dall'oggi al domani sulla strada almeno 12 mila operatori del
comparto, rendetevi conto di questo. Assessore Bianchi, non ho
assolutamente gradito la sua lezione da professorino di scuola
serale con la quale ci rimproverava
PRESIDENTE. No, no, no, onorevole Assenza.
ASSENZA. Signor Presidente, mi perdoni, non è consentito neanche
ad un esponente del Governo dire che noi rappresentiamo la
retroguardia di questa isola e loro stanno portando la novità
facendo delle scelte. Scelte su che cosa? Sulla chiusura di uno dei
pochi settori che ancora dà lavoro alla nostra gente? E poi con
tutti i vostri bravi esperti e calcolisti, voi avete scambiato - e
lo dico per la seconda volta - quello che è il prezzo di
valutazione dell'esercizio delle cave ai fini della vendita con un
canone; state facendo una sciocchezza enorme. Rendetevi conto di
questo.
E poi mi perdoni, lei che è così bravo in economia e in diritto
tributario, ma le sembra corretto fare decorrere una norma
finanziaria con effetto retroattivo dall'1 gennaio 2013? Ma in
quale Università del mondo le hanno insegnato queste cose? Come va
a calcolare la quantità estratta di questi quattro mesi? La fa a
forfait? Su che cosa?
Allora, scendete dal vostro limbo e calatevi nelle strade
dell'Isola. Calatevi nelle poche realtà produttive che vi sono in
questo mondo. Ha ragione l'onorevole Caputo, Assessore per le
attività produttive, ma la sua voce qual è? E' in questo senso? E'
di far chiudere le cave dall'oggi al domani? E' di far chiudere gli
impianti di frantumazione di conglomerato? Qual è la sua voce? Lo
dica chiaramente se è d'accordo con un provvedimento del genere. Lo
dica alle industrie del settore. Ditelo come Governo, dite a questo
settore: chiudete Perché di questo si tratta.
Non sottovalutate questa problematica E' una problematica grave,
seria, enorme, signor Presidente. Non è tempo perso quello per cui
mi sto permettendo di chiedervi l'attenzione.
Qui ne va della carne viva di migliaia di lavoratori, oltre che
di imprese vitali per la nostra economia Riflettete meglio su
questi argomenti Riflettete veramente, perché qualcuno vi ha
spinto in una strada sbagliata. Non è l'ambientalismo barricadiero
quello che può risolvere i problemi della Sicilia. Del resto, amici
del Movimento 5 Stelle, voi non lo sapete, ma prima di ottenere la
concessione, il gestore deve presentare un piano di recupero
ambientale che è valutato a tutti i livelli e, se non vi è
l'approvazione di quel piano, la concessione non viene rilasciata.
Allora, finiamola con le battaglie di maniera Scendiamo sul piano
concreto dei problemi. Vi prego veramente, lo dico accoratamente:
ne va del lavoro di migliaia di persone, di migliaia di siciliani
in un momento come questo.
(Applausi)
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio ribadire i
concetti che ha espresso l'onorevole La Rocca che, forse, sono
stati poco chiari. Con questa norma il Governo sta semplicemente
adeguandosi alle altre regioni italiane. Ricordiamoci che gli
ultimi della lista siamo noi, insieme alla Sardegna, alla
Basilicata ed alla Campania. Imporre una tariffa sui materiali
estratti, sui materiali di pregio di 80 centesimi. Di cosa stiamo
parlando? 50 centesimi per metro cubo significano 20 metri cubi 10
euro.
Ma la cosa più importante su cui dobbiamo puntare è riflettere sui
materiali della decostruzione, che oggi spesso vengono abbandonati,
possibilmente, in discariche abusive nei nostri parchi. Il
materiale viene buttato lì, invece il materiale possiamo
utilizzarlo e recuperarlo per i riempimenti. Ed è a questo che
dobbiamo puntare, se la Sicilia deve cambiare.
Ho sentito qualcuno che parlava di costruire le case. Beh,
dobbiamo ricordare che le associazioni di categoria ci dicono che
ci sono migliaia di vani invenduti, migliaia di appartamenti
invenduti e costruiti, appartamenti nuovi e ci dicono che loro
vogliono puntare sulla riqualificazione degli edifici, al recupero
dell'esistente ed alla decostruzione e demolizione degli abitati
troppo fatiscenti. Bene, anziché buttare in discarica e pagare per
buttare gli inerti, sono quelli che dobbiamo utilizzare. E, quindi,
l'industria deve innovarsi, non può puntare unicamente sul consumo
del suolo. Ricordiamoci che il paesaggio delle nostre città,
nell'ultimo decennio, la vivibilità, il suolo, sono stati
veramente consumanti e sono le associazioni di categoria a dircelo.
Tra l'altro, Legambiente ci dice che la mole di affari è di circa
24 milioni, quindi, una tassazione così lieve, che è al di sotto
della media italiana, trova il nostro appoggio e, quindi, noi
voteremo favorevolmente la norma predisposta dall'Assessorato.
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori del
Governo, ritengo che un dibattito così accesso meriti una
considerazione che, innanzitutto, è quella di rispettare le
posizioni di ogni parlamentare. Questa considerazione o questo
assunto secondo il quale ognuno è portatore di verità assolute, che
genera anche un momento di tensione, invito, signor Presidente,
tutti coloro i quali intervengono ad avere un senso anche della
misura, perché ognuno difende una posizione nel rispetto del ruolo
che deve esercitare.
Il problema di cui ci occupiamo apre una riflessione importante su
quello che è il concetto del recupero del periodo pregresso e
questo, sicuramente, è un elemento che va valutato e che merita una
considerazione che non deve essere considerata per incrementare le
entrate dell'anno, perché già abbiamo una fase pregressa da
valutare.
Il problema relativo anche alla capacità di capire che c'è una
differenza tra il momento dell'estrazione e quello della vendita è
legato a quel concetto secondo il quale gli imprenditori o i
costruttori realizzano appartamenti e non vendendoli devono pagare
l'IMU. Sicuramente questa diventa una seconda ingiustizia.
Io dico, come ho fatto presente all'Assessore che, probabilmente,
potrà anche esserci un ragionamento mediano che può essere quello
di considerare come ci sia una possibilità di intervenire con una
tassazione, qualora si volesse introdurre, solo sulla parte
venduta e non in maniera generica sulla parte estratta; avremmo un
duplice danno: quando si procede alla estrazione e non si vende,
per motivi climatici, per motivi di mercato stagionale,
l'imprenditore non può farsi carico di un ulteriore costo che deve,
successivamente, ammortizzare, caro Assessore per le attività
produttive, perché ciò significa veramente dare un colpo a un
comparto che ha - come hanno detto i colleghi che mi hanno
preceduto - dei dipendenti e quindi una fase occupazionale da
attenzionare, ma c'è la fase anche dell'imprenditoria che, in
questo settore, ha ancora oggi una capacità di resistere ad un
mercato sempre più difficile.
Allora, in questo dico, che al di là della determinazione di
questo costo sulle cave e sull'estrazione dei prodotti delle cave
che, in altre regioni è applicato, anche lì dobbiamo capire com'è
applicato, cari amici del Movimento 5 Stelle, perché è applicato
con una stratificazione che va per settori di intervento e anche
per realtà geografiche e territoriali differenti.
Concludo dicendovi: la Sicilia sicuramente deve cambiare, deve
cambiare in meglio ma deve cambiare col confronto, col rispetto
delle posizioni, con la capacità di convincimento e con la capacità
di trovare quelle soluzioni che non devono servire a difendere una
posizione di parte, ma a dare una risposta in maniera equilibrata
al comparto, al settore ed anche al momento occupazionale.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA. Signor Presidente, onorevoli deputati, vorrei fare
alcune considerazioni a proposito della norma proposta. È pacifico
che qualsiasi attività industriale provochi dei danni più generali.
Ed è altrettanto pacifico che chi fa dei danni, in qualche modo,
deve farsi carico anche di un risarcimento alla società.
Noi abbiamo visto gli aspetti a favore delle imprese, credo però
che qualche aspetto a favore della collettività dobbiamo vederlo
pure. Pensiamo agli interventi, per esempio, di riparazioni di
strade, di ripristino dell'ambiente, che debbono fare le città, e
il danno che viene provocato, e i vantaggi anche che si hanno da
questi interventi.
Sinceramente faccio fatica a pensare che, rispetto ad una
situazione in cui è anche con questa legge che le cave siciliane
rimangono concorrenziali al resto di tutto il Paese, per il
semplice motivo che la misura proposta è il cinquanta per cento
della media nazionale, francamente non capisco il problema, anche
perché questo lo si può estendere a qualsiasi tipo di attività
estrattiva.
Le cave vengono date in concessione, e sono concessioni che la
Regione potrebbe benissimo esercitare in proprio e ricavarne dei
benefici, non mi pare che si possa dare, anche qui, una concessione
in termini gratuiti che altera il paesaggio, l'ambiente siciliano
senza avere nulla in cambio. Ritengo, pertanto, che delle misure
sopportabili, rispetto all'attività di estrazione delle cave, vanno
proposte.
Ma questo non significa andare contro l'imprenditoria, perché si
va contro l'imprenditoria quando la misura non è generalizzata e
altera i principi della concorrenza, ma quando stabilisce i prezzi
sul mercato in misura concorrenziale rispetto al resto del Paese,
salvo una strizzatina d'occhio' ai proprietari delle cave, qui non
ci vedo nessuna rilevanza occupazione. Tutti falliscono, e allora
in Sicilia non si costruisce più una strada, non si costruisce un
opera pubblica, non si costruisce una casa, perché tutto da questo
momento in poi sarà destinato al fallimento di queste cave.
Diciamo che oggi, probabilmente, questo è un provvedimento
avversato - vorrei parlarne anche con l'Assessore per l'economia -
ma vediamo se possiamo trovare una mediazione accettabile, se
possiamo raggiungere un criterio di equilibrio su un principio di
gradualità rispetto alla percentuale da introdurre, senza
complicarci troppo la vita, nei vari anni. Se però il principio
diventa che chi estrae il petrolio deve pagare, chi estrae altre
cose deve pagare, chi fa qualsiasi attività ambientale, chi
installa una parabola di qualsiasi tipo, oppure una lastra
fotovoltaica deve pagare e invece, poi, ci sono i proprietari delle
cave che sarebbero gli unici imprenditori esenti in Sicilia da
qualsiasi forma di contribuzione rispetto agli altri, non va bene.
Se stabiliamo che, date le condizioni economiche per rendere la
misura più accettabile, lo riconduciamo ad un principio di
mediazione che la rende applicabile in diverso tempo, allora credo
che noi appoggeremo questo tipo di intervento, c'è tutta la
disponibilità del Governo, altrimenti, porteremo avanti la norma
così com'è. La misura, per esempio, potrebbe essere lo 0,25 %
quest'anno, per essere elevata l'anno prossimo, per cui stabiliamo
una gradualità di interventi per rendere più accettabile la misura
e per non avere un immediato impatto nel mercato in termini di
aumento dei prezzi.
PRESIDENTE. Onorevole Presidente della Regione, la proposta deve
essere formalizzata, pertanto, sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 23.36, è ripresa alle ore 23.52)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato da parte del Governo
il seguente emendamento 12.R, interamente sostitutivo dell'articolo
12:
Al comma 1 le parole Dal 1 gennaio 2013 sono sostituite da
dalla entrata in vigore delle presente legge .
Al comma 2 sostituire:
alla lettera a) le parole 0,50 sono sostituite da 0,25 per
l'anno 2013 e 0,50 a decorrere dall'anno 2014 ;
alla lettera b) le parole 0,55 sono sostituire da 0,30 per
l'anno 2013 e 0,55 a decorrere dall'anno 2014 ;
alla lettera c) le parole 0,80 sono sostituire da 0,40 per
l'anno 2013 e 0,80 a decorrere dall'anno 2014 ;
alla lettera d) le parole 0,55 sono sostituire da 0,30 per
l'anno 2013 e 0,55 a decorrere dall'anno 2014 .
Pongo in votazione l'emendamento modificativo dell'articolo 12,
presentato dal Governo, ricordo che l'approvazione di questo
emendamento comporta che gli altri emendamenti vengono assorbiti.
Il parere della Commissione?
DINA, presidente e relatore di maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 12, nel testo
risultante.
ASSENZA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 12
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto dell'articolo
12.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì prema il pulsante
verde; chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 74
Maggioranza 38
Favorevoli 48
Contrari 26
Astenuti 0
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si riprende l'esame dell'articolo 50 accantonato
precedentemente con l'impegno del Governo di riscriverlo e fornire
dei chiarimenti su delle osservazioni che erano state formulate.
Comunico che è stato presentato all'articolo 50 l'emendamento
50.1.1, a firma dell'onorevole Fazio.
FAZIO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAZIO. Non posso non prendere atto del ravvedimento da parte del
Governo che ha riscritto l'articolo 50, laddove nella sostanza
recepisce l'emendamento da me presentato, motivo per cui
l'emendamento viene meno, e mi fa piacere che anche alle isole sia
riconosciuto il diritto della mobilità.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 50.3 del Governo,
sostitutivo dell'articolo 5. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 14 precedentemente accantonato.
Comunico che il comma 7 dell'articolo 14 viene stralciato dalla
Presidenza. Pertanto, gli eventuali emendamenti collegati al 7 sono
da intendersi decaduti.
Comunico che sono stati presentati dal Governo gli emendamenti
14.35, 14.36 e 14.37.
Comunico, altresì, che gli emendamenti 14.21 e 14.33 sono
inammissibili.
Si passa all'emendamento 14.37 del Governo. Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 14.18 dell'onorevole Micciché. Lo pongo
in votazione.
Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BIANCHI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 14.10 degli onorevoli Gucciardi,
Panepinto, ed altri.
PANEPINTO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 14.32 degli onorevoli Rinaldi, Greco,
Panarello e Laccoto.
PANARELLO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho assistito
alla scelta del Governo, che considero giusta, di non gravare
troppo sul fondo delle autonomie locali gran parte delle riserve.
Vorrei rappresentare al Presidente della Regione ed al Parlamento
che il Comune di Messina è in una condizione di pre-dissesto e in
ragione di questo non è in grado di prorogare i contratti per i
Vigili Urbani che sono stati reclutati con un concorso fatto tra
l'altro dalla Prefettura nell'ambito del finanziamento previsto
dalla emergenza traffico per Messina che, come tanti deputati
sanno, ha una condizione particolare.
Il Presidente della Regione e l'assessore Valenti che ha
partecipato a queste discussioni, come anche l'assessore
Bartolotta, sanno che il Governo è impegnato a richiedere al
Governo nazionale la proroga dell'emergenza traffico, visto che i
presupposti per i quali era stata concessa sono tuttora presenti
nella città di Messina.
Il Comune avrebbe bisogno di un numero adeguato di vigili urbani
da mettere sulla strada ed in ragione della sua situazione
finanziaria, ha chiesto un aiuto alla Regione, finalizzato alla
possibilità di utilizzare queste persone per un periodo breve in
attesa che si possa prorogare l'emergenza traffico. Io non so se
questa è la soluzione idonea, comunque è una situazione particolare
per la quale credo che il Presidente del Governo ed il Presidente
della Regione - che è stato molto sensibile alla situazione del
Comune di Messina - possano valutare e affrontare o nei termini
previsti dall'emendamento o in una forma diversa.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo dire al
Governo, al Presidente della Regione e all'assessore che oltre le
cose che ha giustamente detto l'onorevole Panarello, l'emendamento
è stato presentato perché ha ottenuto il parere favorevole del
Governo in Commissione.
Ora, se il Governo ha cambiato opinione e c'è un motivo valido, lo
posso capire, ma il Fondo di prelevamento è lo stesso che c'è
dentro il bilancio, cioè il Fondo per i Vigili Urbani, quindi non è
che comporta una spesa in più, è soltanto un prelevamento da quel
fondo. Poi, voglio aggiungere anche che questa richiesta non è
fatta per un capriccio dei messinesi ma c'è una realtà che bisogna
attenzionare ed è che Messina subisce il passaggio di tutto il
traffico che proviene dall'Italia verso la Sicilia, e questa
servitù di passaggio, che attraversa tutta la città, paga il prezzo
di una devastazione non soltanto territoriale, ma anche culturale.
Avevamo chiesto una situazione di emergenza traffico per il tempo
necessario affinchè gli approdi che ci sono nella zona di San
Francesco - che è una zona centrale della città - vengano spostati
in una zona sud della nostra città e cioè nella zona Tremestieri
che in questo frattempo, così come era stata data dal Governo
nazionale, attraverso l'emergenza traffico un commissariamento e
quindi anche un fondo per l'assunzione dei vigili urbani, fosse
prorogato per un altro anno il tempo di spostare questi approdi
nella zona sud.
Avevamo avuto il parere favorevole di questo Governo, ed io credo
che le promesse vadano mantenute. Signor Presidente, le chiedo un
atto di sincerità e dignità nei confronti della città di Messina,
che ha contribuito notevolmente al risultato di questo Governo e
alla posizione reale che attraversiamo oggi.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la Presidenza ha
esaltato il ruolo delle Commissioni di merito ed io mi sono trovato
nella V Commissione proprio il giorno in cui erano presenti il
Commissario di Messina, la rappresentanza di Messina ed il Governo,
laddove è stato illustrato quale era lo stato dell'arte, quali
erano i motivi che sottointendevano alla richiesta di questo
contributo. Le richieste che sono state avanzate vertevano anche su
un'altra considerazione che ci ha molto stupito, e cioè che, a
causa della sospensione del servizio da parte dei vigili urbani per
carenza di risorse, di uomini, in questi primi tre mesi del 2013, è
accertato che il volume degli introiti derivanti dalle multe si è
ridotto, non del 10 per cento, non del 20 per cento, non del 50 per
cento, ma ad un terzo rispetto a quanto incassato l'anno prima.
Quindi, oltre alle ragioni che sono state esposte dagli onorevoli
Panarello e Rinaldi, il Governo dovrebbe fare molta attenzione
anche a questo dato, perché è come darsi una mazzata sui piedi,
sostanzialmente, non consentendo l'assunzione, anche temporanea
sino al 31 dicembre, nelle more dell'accoglimento della richiesta
di proroga dell'emergenza traffico, il Governo rischia di
rimetterci molto di più rispetto a questo emendamento da 1 milione
di euro. Pertanto, rispetto all'impegno che il Governo, a fronte di
questi dati, in Commissione ha avallato, e in maniera forte,
dichiarando che non c'erano dubbi che questo milione e duecento
mila euro dovevano essere finanziati, perché era nell'interesse del
Governo stesso, e oggi questa marcia indietro mi pare offensiva per
la V Commissione, offensiva per le dichiarazioni del Governo,
offensiva per il Parlamento e offensiva per il buon senso.
D'AGOSTINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'AGOSTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rivolgo al
Governo e mi rivolgo al Presidente Crocetta, perché non vada
disperso il lavoro che è stato fatto in Commissione, un lavoro
nobilissimo che ha difeso, per quanto era possibile, l'impianto
della finanziaria e del bilancio che il Governo aveva portato, e
che nel caso del Fondo per autonomie si tratta di una proposta
dignitosa, decente, coerente, responsabile e, soprattutto, che non
pone discriminazioni.
Abbiamo in Aula una proposta bella, che favorisce tutti i comuni,
li mette tutti alla pari, non crea discriminazioni, e dobbiamo
avere la coerenza di non venire su questo pulpito e fare gli
imbroglioni, perché a Messina abbiamo dato già 40 milioni per il
dissesto, e i vigili urbani di Messina sono come i vigili urbani di
tutta la Sicilia
Allora, se così stanno le cose, non proponiamo più emendamenti
discriminatori a favore di un comune piuttosto di un altro.
Altrimenti, signor Presidente della Regione, sarebbe il caso - e mi
rivolgo al Presidente dell'Assemblea - di interrompere questa
Assemblea in questo momento, metterci d'accordo tutti quanti e ogni
Gruppo avanzerà le sue emergenze, perché ci sono le emergenze a
Catania, ci sono le emergenze a Palermo, ad Agrigento come a
Messina. E saccheggeremo il Fondo per le autonomie, ma non potremo
dire più che ai comuni stiamo dando i soldi che si meritano, ma
stiamo creando soltanto delle prevaricazioni, perché qui tutti
dobbiamo fare i brillanti salendo su questo pulpito.
Difendiamo, signor Presidente, e chiedo al Governo di farlo,
l'impianto della finanziaria, difendiamo questo articolo 14 nella
sua integrità. Se poi ci sono altre cose da fare, sarà il Governo
ad assumersi le responsabilità e dare le risposte che deve dare
alle emergenze che ci sono.
PRESIDENTE. Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 00.15 di martedì 30 aprile 2013, è
ripresa alle ore 00.17)
La seduta è ripresa.
PICCIOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PICCIOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
D'Agostino, conoscendola, anche alla luce del suo intervento, che
probabilmente è stato un attimino sopra le righe anche per via
della stanchezza e dell'ora tarda, la prego di credere che qui non
c'è nessuno che imbroglia, c'è gente che lavora, che ha combattuto
in Commissione, che ha ascoltato i lavoratori in V Commissione, che
hanno avuto garanzie su questo tipo di problema, che hanno avuto la
certezza che le loro istanze sarebbero state ascoltate, al di là
dei campanilismi.
Perché vede, onorevole D'Agostino, Messina paga un tributo
pesante. Non è retorica, non è piaggeria, non vuole essere un
appello, perché poi, alla fine, il Governo già ha dato il suo
parere negativo. Non saranno le parole nostre a far cambiare idea
al Governo, purtroppo. Però quando si fa una battaglia in
Commissione, quando ci si confronta con i lavoratori, con il
territorio, quando si è discusso dei problemi per diversi mesi,
vedere poi spuntate le armi qui in Aula, e capire che tutto il
lavoro fatto è inutile, come per Catania, come per Palermo, come
per Siracusa, dà un senso di impotenza.
Ecco perché parlare da questo pulpito diventa un momento di sfogo,
un momento anche di protesta vibrata, per quello che è il lavoro
messo in piedi dalla Commissione, per i pareri favorevoli dati
dagli assessori in Commissione, per gli impegni presi dal Governo.
Per quanto riguarda il problema dei quaranta milioni, a Messina non
c'è ancora una lira, parliamo solo di chiacchiere. Bisogna che
queste somme vengano concretamente portate all'interno del bilancio
del Comune di Messina, che si riparta con un risanamento e che si
capisca che Messina chiede soltanto la possibilità di tutelare il
proprio territorio, come per i lavoratori delle cave nei comuni di
Trapani e Ragusa il problema fondamentale è quello del lavoro
estrattivo, per Messina noi estrarremo macchine, macchine dalle
navi-traghetto. E, purtroppo, queste macchine invadono il nostro
territorio, distruggono la nostra città, creano danni all'ambiente
e noi cercavamo di mitigare questi danni con l'intervento di un
corpo di polizia municipale che regolamentasse la vita dei
messinesi. E' una richiesta legittima, non c'è nessuno che
imbroglia, bisogna stare attenti ai termini che si usano e
soprattutto bisogna avere rispetto di una comunità che da anni
soffre, e soffre sempre attorno ad una grande emergenza.
MILAZZO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, da non messinese
sento il bisogno di segnalare all'Assemblea Regionale Siciliana che
qui non siamo in un consiglio di circoscrizione, per cui ognuno,
quando si fa una proposta seria, deve sentire il senso di
appartenenza rispetto alla propria provenienza. Si deve avere la
coscienza e la dignità di analizzare le cose con serietà.
C'è un Comune in difficoltà, c'è un problema oggettivo, c'è un
corpo da garantire nell'interesse generale del Comune di Messina.
Noi come Popolo della Libertà, Presidente Ardizzone, in Commissione
Bilancio abbiamo avuto modo di apprezzare questa iniziativa -
abbiamo una rappresentanza all'interno del nostro Gruppo
parlamentare di Messina - e sentiamo il bisogno e l'esigenza di
difendere questa iniziativa, ma non come un interesse di bottega '
come qualcuno che vuole trasformare questa Assemblea in una
borgata. Anziché contrastare le tante iniziative positive che
questa Assemblea vuole portare avanti, criticandole e basta, che
questo qualcuno si faccia promotore di altrettante proposte serie,
anziché additare altri quando cercano di difendere le cose che sono
di buon senso.
Per fatto personale
FORMICA. Chiedo di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, era da tempo che
non sentivo la verve, la forza, la sagacia, l'interventismo
dell'onorevole D'Agostino. Credo da quando abbiamo trattato la
norma che si chiamava bloccanomine , quando ha minacciato di
legarsi in Aula per sette giorni, ha fatto le barricate. Peccato
che quando l'onorevole D'Agostino parla di bugiardi dice una grande
fesseria, perché smentisce il Governo. Il primo bugiardo allora
dovrebbe essere l'Assessore per le autonomie locali, Valenti,
presente in V Commissione, che ha assistito all'intera seduta e
che, convintamene, ha detto che quei fondi si sarebbero trovati in
ogni modo, perché tanta era la forza delle argomentazioni che erano
portate a sostegno di quella tesi, che non è una tesi, onorevole
D'Agostino, perché quando lei dice Messina ha avuto 40 milioni,
dimentica che la sua Catania ne ha avuto 120 di milioni dal Governo
nazionale, cosa che Messina non ha avuto mai.
Lei dimentica, per esempio, che sulla cenere dell'Etna, è stato
presentato qualche bel emendamentino già passato in Commissione per
qualche milioncino, per la cenere che c'era ieri, c'era avantieri,
c'era un anno fa, ci sarà domani. Diamo questi soldi per spazzare
la cenere e magari domani, o dopo domani, dopo che abbiamo chiamato
le ditte per spazzare, ci sarà un'altra eruzione.
Lei si dovrebbe, non dico, vergognare, onorevole D'Agostino, ma
dovrebbe fare mente locale e contare fino a dieci prima di parlare,
perché quando parla di questo argomento dovrebbe riflettere sul
fatto che almeno chi parla e chi è intervenuto non cambia partito
ogni cinque secondi.
Seguito della discussione del disegno di legge n. 69/A
PRESIDENTE. Riprende la discussione del disegno di legge n. 69/A.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non voglio entrare
nel merito della vicenda perché capisco che la città di Messina
vive un momento particolare, un momento di crisi, però mi chiedo se
è una cifra congrua il milione e duecentomila euro che si vuole
stanziare.
Ricordo che in Commissione il Commissario straordinario ci aveva
detto che la cifra serviva per 30 dipendenti per un anno; invece
ora stiamo stanziando un milione e duecentomila euro fino a
dicembre.
Mi chiedo se la cifra non è un po' eccessiva. Magari potremmo
rimodularla ed a questo punto si verrebbe incontro a tutti. Anche
perché, mettendo un costo medio, così come quando si vogliono fare
calcoli un po' approssimativi, di 35 mila euro a persona, per un
anno sono poco più di un milione, ma già siamo ad aprile e lo
stanziamento è fino a dicembre, quindi, secondo me, la cifra si può
ridurre.
GRASSO. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, su questo argomento
non intendo intervenire, perché ritengo che se il Governo ha preso
un impegno, se l'Assessore ha preso un impegno, non c'è una guerra
tra comuni, ma è giusto che si adempia.
Non intendo rinunciare al mio emendamento, invece, e chiedo di
poterlo successivamente discutere.
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Ciancio ha presentato un sub
emendamento rapportandosi alla circostanza che sono già decorsi 4
mesi e che comunque la copertura sarebbe fino al mese di dicembre,
riducendo la cifra a 700 mila euro.
Pongo in votazione il subemendamento dell'onorevole Ciancio che
alle parole 1.200 migliaia di euro sostituisce le parole 700
migliaia di euro .
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 14.32, come subemendato. Chi è a
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 14.23 dell'onorevole Grasso.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io nono ho parlato
questa sera quindi penso di non tediarvi.
Ho presentato una serie di emendamenti che riguardano gli enti
locali, non perché aprioristicamente intendo fare la difesa degli
enti locali, ma perché non si debba dire che in questa finanziaria
gli enti locali siano stati particolarmente attenzionati e i Comuni
particolarmente soddisfatti.
Dobbiamo avere la coscienza e l'onestà intellettuale di dire che
in questa finanziaria i Comuni non sono stati per niente
attenzionati e i Comuni erogano servizi. I Comuni rischiano di
fallire e non si è fatto assolutamente nulla.
Il fondo delle autonomie locali nella finanziaria dell'anno scorso
era di 650 mila euro e non vi erano comprese le accise. Quest'anno
il fondo è rimasto 650 mila euro e nel fondo delle autonomie locali
sono stati inseriti 101 milioni di euro che è il rimborso per
l'energia elettrica che negli anni precedenti veniva erogato dallo
Stato alla Regione e dalla Regione ai Comuni secondo coefficienti
ISTAT. Quest'anno questo fondo subirà invece il riparto così come
il fondo delle autonomie locali.
Chiedevo il ripristino di alcune riserve essenziali e necessarie
che servono ai Comuni per garantire i servizi ai cittadini. Quando
parlo di garantire i servizi ai cittadini mi riferisco alle classi
più deboli, mi riferisco ai disabili, mi riferisco soprattutto a
quelle persone disabili, carissimo assessore per la famiglia,
perché non abbiamo trovato il suo emendamento, che sono costretti
per l'abbattimento delle barriere architettoniche e non c'è traccia
del suo emendamento. Quindi, di queste riserve e di questi
emendamenti nessuno è stato accolto.
Quindi, abbiamo tutti la coscienza nella premialità che serviva
soprattutto, stiamo premiando i Comuni in predissesto, però la
premialità era un contributo che serviva proprio e che era
destinata a quei Comuni che erano virtuosi e che quindi avevano la
capacità di riscossione ed era anche uno stimolo verso quei pochi
Comuni ed era anche una entrata importante.
Così come il contributo per gli LSU. Parliamo di stabilizzazione e
tutti vogliamo stabilizzare i precari Ma ricordiamoci che non
possiamo e non siamo neanche in grado con le proroghe di andare
avanti fino al 31 luglio perché ai Comuni è stato tolto il 20 per
cento che era necessario per coprire la quota di compartecipazione.
L'ultimo emendamento e ho finito.
L'emendamento che adesso chiedo che venga posto ai voti è quello
dell'unione dei Comuni.
L'Assessore per le autonomie locali sa quanto sono importanti le
unioni di Comuni e che le funzioni delle unioni dei Comuni servono
proprio perché i servizi vengono accorpati e perché si proceda
anche al risparmio di alcune funzioni che devono essere gestite
dalle unioni dei Comuni.
Le unioni dei Comuni sono sulla carta però, di fatto, non
riusciamo ad attivarle perché non ci sono risorse necessarie.
Quindi, chiedo che il fondo da 1.500 milioni di euro venga
aumentato a 5 milioni di euro.
CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, Presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, io credo che dovremmo ripristinare il ragionamento sulla
finanziaria alle condizioni che l'hanno generata e, soprattutto, ai
principi di equità che ha voluto introdurre.
Noi possiamo proseguire in questo modo tranquillamente, dopodiché
ci saranno le esigenze delle Unioni dei Comuni, quando stiamo
costituendo i consorzi dei Comuni che, probabilmente, assorbiranno
tutte queste necessità che dobbiamo costruire quest'anno. Fra
l'altro, in un gioco paradossale, le unioni dei comuni nascono per
ridurre le spese e, invece, servono per farla aumentare alla
Regione perché dovrebbero abbattere, realizzare economie di scala,
etc.
Noi possiamo continuare all'infinito su tutto questo e ognuno avrà
motivazioni e ragioni da presentare. Però, per la prima volta
abbiamo tentato di fare un ragionamento. Abbiamo detto: la regione
siciliana disciplina gli interessi generali del territorio
regionale, istituisce il fondo dei comuni ripartendo per numero di
abitanti come prevede la legge e non crea riserve per nessuno .
Io prima non sono intervenuto perché poi il clima è diventato uno
di quelli in cui non si poteva discutere più, però l'emergenza sui
trasporti di Messina si può risolvere in un modo estremamente
semplice: il Comune ha già una tassa di un euro che introduce sullo
sbarco a Messina, se vuole risolvere il problema dei vigili urbani,
l'aumenta di dieci centesimi ed ha risolto i problemi del traffico,
perché mi risulta veramente difficile che il Commissario Croce non
possa trovare nell'emergenza, dopo che abbiamo dato 40 milioni di
euro specifici per Messina, il problema soltanto dei vigili urbani.
Siccome l'anno prossimo saremo qui, io non vorrei che qualcuno
dicesse che siccome c'era l'anno scorso, i vigili urbani di Messina
erano pagati con il fondo della Regione, dovranno continuare ad
esserlo, perché le leggi qui si fanno in modo eccezionale però poi
diventano permanenti, perché poi c'è un'altra emergenza.
Noi dobbiamo cominciare ad attivare altre cose. Il fondo dei
comuni, se i comuni vogliono fare le unioni, se lo finanziano con i
risparmi che fanno E così via.
Qui l'appello è indicare una via generale che renderà alla fine il
fondo per i comuni generali che dobbiamo ripartire, una cosa
ridicola perché abbiamo tolto tante di quelle riserve e abbiamo
creato fasce di privilegio, non si capisce perché. In alcuni casi
possono essere motivati, come può essere motivata la richiesta su
Messina, ma la richiesta su Messina poteva essere risolta in
tremila modi. Come questa sull'Unione dei Comuni sarà risolto,
nella fase in cui andiamo a risolvere la questione dei consorzi, lì
stabiliremo se dobbiamo dotare in qualche modo di risorse.
Ma perché oggi dobbiamo presentare una finanziaria che invece
presenta una caratteristica: quella di uscire dal particolare per
diventare invece di interesse generale, che è quello che dobbiamo
fare.
Quindi, io cortesemente inviterei tutti quanti a desistere da
questi emendamenti laddove non ci sia una necessità veramente
impellente, indicata e una motivazione tecnica che fa scaturire
quella emergenza.
Oggi, io ho dovuto ritirare un emendamento rispetto al fatto che
ci sono 54 famiglie a Ribera che non sanno dove andare ad abitare e
il Comune non ha i soldi per affrontare la questione degli alloggi
di queste famiglie, per effetto delle abitazioni popolari che
crollano e con disciplina ho accettato questa cosa che è venuta
dalla Conferenza dei capigruppo, dicendo che la questione, anche
lì, andasse affrontata a livello generale.
Però, se noi facciamo una discussione nei Gruppi, si prendono
delle decisioni in Conferenza dei capigruppo, e poi tutto rimane
come prima A Croce gliene possiamo suggerire ottomila motivi per
risolvere l'emergenza di Messina dal punto di vista del traffico.
Andare a destinare cinque milioni di euro per le attività dei
comuni, delle unioni dei comuni che probabilmente saranno assorbiti
dai consorzi. Lo so che rimarranno perché ci saranno i consorzi,
poi i comuni, poi i sub-comuni, poi ci sarà l'altro, non sarà così,
le assicuro che non sarà così onorevole. Le assicuro che non potrà
essere così perché sennò era meglio veramente ritornare alle
province.
O noi cominciamo a dare un senso all'Amministrazione pubblica e a
dare un senso di organizzazione decentrata in cui c'è un solo ente
che accorpa tutti gli enti e dà un'organizzazione ai comuni, oppure
stiamo sbagliando strada, perché noi non dobbiamo lavorare per
moltiplicare la spesa, dobbiamo lavorare per semplificarla. In
quella sede stabiliremo se dovranno esistere le Unioni dei Comuni,
quali dovranno essere riconosciuti, e se sarà necessario destinare
risorse a loro e ai consorzi. Ancora non abbiamo stabilito neanche
se dobbiamo destinare risorse ai consorzi e invece le confermiamo
per le unioni Possiamo fare una riforma organica della pubblica
amministrazione? Questa sarebbe la logica. E possiamo darci delle
regole nell'attribuzione del fondo che sono quelli previsti dalla
legge e sono x' per ogni abitante, invece di crearci per motivi
diversi una riserva?
In questo modo riusciremo tutti quanti a motivare ai nostri
territori perché non li inseriamo, perché siamo tutti vincolati
alla stessa regola, altrimenti salta il meccanismo ed ognuno è
autorizzato a presentare per il proprio quartiere, per la propria
città un emendamento.
PRESIDENTE. Onorevole Grasso, dopo l'intervento del Presidente
Crocetta, mantiene l'emendamento o lo ritira?
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ritiro
l'emendamento. I Consorzi di comuni li dobbiamo ancora costituire a
liberi consorzi. Le Unioni dei comuni sono disciplinati con legge.
Allora, l'Assessore per le Autonomie locali farà una disposizione
e dirà che da domani mattina in poi le Unioni dei comuni non ci
saranno più perché fin quando ci saranno le unioni dei comuni non
potranno sopravvivere da soli perché sono state trasferite alcune
funzioni con un obbligo di una legge nazionale che impone
all'unione dei comuni di gestire servizi. Solo questo
Non vorrei essere né fraintesa, né avere avanzato una istanza che
era legata solo a finalità di alcuni comuni perché parlo delle
unioni dei comuni relativamente a tutti i comuni della Sicilia.
Così come le riserve, scusi signor Presidente è il mio primo e
solo intervento, quello relativo alla stabilizzazione e al
contributo dei LSU, qui i comuni non cercano di lucrare dalla
Regione, se non invertiamo la rotta sburocratizziamo e togliamo
soldi ai comandati.
Io mi auguro che un altro anno non ci saranno più i quindici
comandati dall'Assessorato della Salute perché abbiamo tanti bravi
funzionari alla Regione che possono essere riqualificati, impiegati
e possibilmente si potrebbero fare degli stage, delle convenzioni
con gli atenei universitari ed utilizzare al meglio le risorse e le
professionalità che abbiamo all'interno della Sicilia.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 14.25 a firma degli onorevoli
Di Giacinto, Oddo, Dipasquale, Coltraro ed Anselmo.
DI GIACINTO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 14.34 a firma dell'onorevole Di Mauro.
DI MAURO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa agli emendamenti 14.1, 14.2, di identico contenuto, a
firma dell'onorevole Milazzo. Li pongo congiuntamente in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Sono approvati)
Si passa all'emendamento aggiuntivo 14.36, a firma del Governo che
recita: Una quota pari a 600 migliaia di euro è messa a
disposizione dell'Assessore per le autonomie locali per
fronteggiare esigenze dei comuni che registrano emergenze sociali e
di criminalità organizzata al fine di garantire l'erogazione dei
servizi primari per l'infanzia o per interventi in favore di comuni
che, in assenza di contributo regionale, hanno comunque proceduto
alla stabilizzazione di personale ex LSU nonché per fronteggiare
emergenze abitative derivanti da eventi eccezionali non ricompresi
dalle precedenti lettere. Con decreto del dirigente generale del
Dipartimento regionale delle autonomie locali, si provvede al
riparto delle predette somme.'
C'è una richiesta da parte dell'onorevole Leanza che invita il
Governo a illustrarlo.
D'AGOSTINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'AGOSTINO. Signor Presidente, ha consentito a quest'Aula di
deragliare totalmente rispetto a quello che era l'obiettivo che si
era dato.
Non è stata una cosa per niente positiva, consentire il sub
emendamento, un po' ingenuo, presentato dall'onorevole Ciancio sui
700 mila euro a Messina rappresentano un precedente vergognoso
rispetto all'impianto che ha questa finanziaria, è vergognoso
questo voto, lo confermo.
PRESIDENTE. Onorevole D'Agostino, ha innescato un meccanismo in
quest'Aula che ha fatto alterare gli animi. La prego di tenere un
atteggiamento molto più consono all'autorevolezza dell'Aula stessa.
D'AGOSTINO. Presidente, le chiedo di non interrompermi e sia lei a
mantenere un atteggiamento anche più autorevole rispetto alla
conduzione dei lavori.
Abbiamo votato Ibla, l'ho votato, a questo punto votiamo tutto
Invito a votare questo emendamento del Governo - che non è per
niente edificante - lo voglio subemendare non con 600 mila euro ma
con 10 milioni di euro che possono così essere utilizzati, se
possibile, da tutti i comuni della Sicilia che hanno le medesime
esigenze così non sia questo, come altri, un emendamento ritagliato
su misura come un vestitino ben cucito per tizio o per caio.
Se ce la facciamo a fare delle cose aperte, obiettive, rivolte a
tutti i siciliani, e non che rappresentino capricci o egoismi di
qualche deputato, bene
Se invece vogliamo essere tutti complici di un percorso che
snaturerà anche i lavori di questa Assemblea e il lavoro svolto
dalla Commissione e di quello che soprattutto aveva promosso il
Governo, allora ognuno si assuma le proprie responsabilità.
Signor Presidente, è stata un'occasione mancata non avere trovato
l'intelligenza e la forza di interrompere e riunirsi per potere
capire quali potessero essere le esigenze più importanti e trovare
un equilibrio fra i Gruppi sulle esigenze della Sicilia e di alcuni
comuni che potevano essere maggiormente interessati.
PRESIDENTE. Dopo l'intervento dell'onorevole D'Agostino che mi
chiama direttamente in causa, risponderò in separata sede alle sue
insinuazioni sulla conduzione dei lavori a proposito di un
emendamento che riguarda la mia città e sul quale non sono
assolutamente intervenuto e di questo vorrei che mi si desse atto,
onorevole D'Agostino.
Ho sempre evidenziato l'esigenza che questi emendamenti prima
passassero nelle Commissioni di merito, cosa che mi risulta sia
successa, addirittura con il parere favorevole del Governo ed è
stato discusso in Aula. Quindi, insinuazioni non ne ammetto a
nessuno tanto meno a lei proprio sulla conduzione d'Aula Si
attenga all'ordine e, ripeto, non esasperi gli animi che è
assolutamente inutile Non faccia ricatti a quest'ora
D'AGOSTINO. Non ho insinuato minimamente, signor Presidente, sul
fatto che lei fosse di Messina, piuttosto sul fatto che ha permesso
ad altri deputati di riprendere la parola e di insultarmi
impunemente
PRESIDENTE. Onorevole D'Agostino, io ho ammesso questo emendamento
perché correttamente è passato dalle Commissioni di merito. Ho
detto che non ammettevo emendamenti che transitavano direttamente
in II Commissione
D'AGOSTINO. E cosa cambia, signor Presidente?
PRESIDENTE. Cambia molto
D'AGOSTINO. Cosa cambia?
PRESIDENTE. Cambia molto, perché c'è l'approfondimento nelle
Commissioni di merito
D'AGOSTINO. No, signor Presidente, avremmo dovuto fare quello che
è sempre successo: ci si fermava, e si ragionava.
PRESIDENTE. La mediazione non è su queste cose
D'AGOSTINO. Lei non l'ha consentito e così ha legittimato
PRESIDENTE. E' tardi, dobbiamo andare avanti
D'AGOSTINO. Lei non l'ha consentito e ha permesso a chi si era
comportato correttamente nei confronti del Governo e nei confronti
dei lavori della Commissioni che non aveva, come dire, intralciato
i lavori, di essere penalizzato. Vuol dire che ancora una volta chi
è più furbo va avanti, signor Presidente
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 14.36 del Governo.
CAPUTO. C'è un subemendamento al questo emendamento.
CORDARO. Possiamo spiegarlo il 14.36?
PRESIDENTE. Questo mi sembra più che evidente e necessario. Se il
Governo che ha scritto questo emendamento intende illustrarlo.
BIANCHI, assessore per l'Economia. Mi sembrano abbastanza chiare
le intenzioni di questo emendamento che lascia alla disponibilità
dell'Assessore per le autonomie locali la possibilità di
intervenire in situazioni di particolare emergenza sociale in
alcuni Comuni nel corso dell'anno. Quindi, diciamo, questa è la
valutazione che abbiamo fatto, anche in base all'interlocuzione
avuta in Conferenza dei Capigruppo.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dall'onorevole Caputo
il subemendamento 14.36.1:
Dopo la parola Criminalità organizzata aggiungere: che
gestiscono beni confiscati' . Parliamo dei Comuni.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
BIANCHI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole a maggioranza.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 14.36, come subemendato. Il
parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole a maggioranza.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
( E' approvato)
Sul subemendamento dell'onorevole Caputo c'è la firma anche
dell'onorevole Cordaro.
Si passa all'emendamento 14.35 dell'onorevole Assenza e altri.
L'emendamento 14.35 dell'onorevole Assenza e Vinciullo è assorbito
dopo l'approvazione dell'emendamento dell'onorevole Milazzo.
SIRACUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SIRACUSA. Signor Presidente c'è un emendamento del Governo che è
il 14.35, quindi sono entrambi 14.35?
PRESIDENTE. Ha fatto bene l'onorevole Siracusa ad evidenziare che
c'era un errore materiale perché quello del Governo è un 14.35 bis
che riguarda la soppressione del comma 8 così come si era
concordato.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 14.19 e 14.20 hanno identico contenuto.
ASSENZA. Dichiaro di ritirarli.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 14.13 si intende ritirato perché collegato
all'emendamento 14.19.
Si passa all'emendamento 14.9 dell'onorevole Turano e altri.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi qua conosco un po'
tutti e vorrei cominciare dall'argomento più spigoloso che questa
sera si è tenuto.
Io credo che l'onorevole D'Agostino - che non ha bisogno di essere
difeso da me - poco fa ha ecceduto nei toni, però nessuno pensi che
non aveva ragione né che disattendeva un impegno. Gli impegni
quando si prendono si portano fino in fondo.
Qua dentro ci sono persone che hanno sufficiente capacità per
capire quello che è successo e così come poco fa c'è stata una
sbavatura nei confronti di un collega e nei confronti del
Presidente dell'Assemblea, che tutti già abbiamo cancellato, non lo
possiamo fare per l'aspetto politico. Ho presentato un emendamento
che apertis verbis, coram populi, lo leggono tutti, costituisce una
riserva.
Signor Presidente, vorrei che sull'argomento ci fosse un po' di
attenzione da parte dei colleghi che seguono con stanchezza i
lavori, anche per l'orario, però credo che, su questo punto,
dobbiamo essere inderogabili.
La Sicilia è attanagliata da mille problemi, però la riserva che
chiedo di costituire in favore di due enti, che sono la provincia
di Trapani e il comune di Comiso, non è legata ad una prebenda in
favore di un ente locale né tanto meno in favore di una necessità
che viene, come quella di poco fa, approvata, legittimamente
rappresentata da qualche deputato.
E' una necessità collegata allo sviluppo della Sicilia. La
provincia di Trapani è proprietaria del 50 per cento della società
di gestione dell'aeroporto al pari del comune di Comiso, che è
proprietario della buona parte delle azioni della società di
gestione che governa l'aeroporto di Comiso.
Se noi pensiamo di dare un contributo a questi due enti perché
hanno un'emergenza, ci sbagliamo. L'emergenza qua si chiama Sicilia
e si chiama sistema di gestione degli aeroporti siciliani .
Credo che il Governo della Regione non possa, presidente Crocetta
- tante volte le ho rappresentato, anche accoratamente, questo
appello - non intestarsi una battaglia di sviluppo di questo
territorio che non può che passare dagli aeroporti siciliani.
Faccio un esempio che vale per tutti. C'è qua l'onorevole Musumeci
che è stato presidente della provincia di Catania, che certamente
ricorda ancora come la provincia era compartecipe della società di
gestione, o mi rivolgo ai deputati palermitani, che sanno bene che
la provincia di Palermo è comproprietaria nella società di
gestione. Ora questa Assemblea, poco tempo fa, ha votato una legge
di riordino delle province e questo riordino sarà affidato a dei
commissari che il Governo vorrà indicare.
Personalmente plaudo all'iniziativa del Governo circa la nomina di
alcuni commissari che sono stati indicati, anche quello della
provincia di Trapani. Da un lato, mastico amaro quando che il
commissario precedente, fortunatamente preso per i capelli, grazie
alla disponibilità del Presidente della Regione, che il giorno del
suo insediamento ha avuto l'amabilità di ricevermi, di capire
assieme all'assessore Stancheris, il problema che rappresentavo e
di intervenire tempestivamente. E, però, fino a quando posso
dormire sogni tranquilli sapendo che chiunque potrebbe intestarsi
la gestione di questi strumenti che sono indispensabili? Perchè
sono indispensabili è sotto gli occhi di tutti, perché da lì passa
il traffico non aereo, non è soltanto il traffico aereo in uscita o
in arrivo che gestisce l'aeroporto, da lì passa il traffico di
sviluppo di questo territorio.
Allora, signor Presidente, difficilmente sforo, su questo punto
vorrei che ci fosse una disponibilità da parte dell'Aula. Cosa
stiamo dicendo? Di garantire 3 milioni di euro ad ente perché
vengano investiti da un lato per fare il programma di sviluppo
dell'aeroporto di Comiso e dall'altro lato per garantire la
provincia di Trapani che, grazie al buon funzionamento
dell'aeroporto, ha portato milioni di persone.
Presidente, in Sicilia se le persone non arrivano con le compagnie
aeree non viene nessuno. Io per andare a Roma non ce la faccio a
prendere il treno. In Sicilia, rispetto al resto dell'Italia, io
procedo per contrade. L'Assessore Bianchi è di Roma. Se fa 200 km
si trova a Napoli e se ne fa 400 si trova a Milano. Io se dalla mia
provincia parto e faccio 200 km arrivo a Tremonzelli. E quindi se
l'aeroporto non funziona o non ha i soldi per essere gestito, o
l'Assemblea non dà un contributo alla Provincia per assicurare
questo, ne va dello sviluppo del mio territorio.
Non stiamo parlando di una cosa qualunque, stiamo parlando di una
cosa seria, ed io vorrei che con serietà l'Assemblea si
determinasse, e con la stessa serietà spero che il Governo si
determini nel dare un parere. Mi turberebbe sentire un parere
negativo al mio emendamento. Mi rassicurerebbe un parere di
disponibilità che si rimette all'Aula. E poi l'Aula, nelle sue
articolazioni, nelle sue libertà di uomini e di partiti può
legittimamente approvare l'emendamento che io ho fatto, non sono
per la mia provincia ma anche per la provincia di Comiso.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione...
(Diverbi tra l'onorevole Sorbello e l'onorevole Fiorenza)
Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 1.08, è ripresa alle ore 1.09)
La seduta è ripresa. Abbiamo pochi emendamenti per approvare
l'articolo 14 e poi sospendiamo, però datemi la possibilità di
proseguire nei lavori.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, ho ascoltato con l'attenzione dovuta
all'intervento del collega Turano e devo rilevare sommessamente che
questo intervento ha alla sua base un vizio argomentativo e logico.
L'onorevole Turano ha riconosciuto la bontà delle argomentazioni
dell'onorevole D'Agostino e però poi ha finito per fare quello che
l'onorevole D'Agostino aveva rimproverato ai colleghi nella
discussione dell'emendamento su Messina.
Allora, Presidente Crocetta, mi rivolgo a lei: è da parecchi
giorni che lavoriamo - mi verrebbe da dire come opposizione
responsabile - ma francamente sono confuso questa sera ed è per
questo che alla fine di questo mio intervento chiederò
all'onorevole Presidente dell'Assemblea di chiudere la seduta. Vede
sono confuso, Presidente Crocetta, perché in realtà chi sta
cercando di stravolgere questa finanziaria, che questa opposizione
responsabile di centrodestra ha cercato di preservare, è proprio
quella maggioranza che lo ha eletto Presidente della Regione, per
carità, con istanze legittime.
Però, Presidente, qui ci avete spiegato che dobbiamo volare alto,
ci avete spiegato che non ci sono interessi di bottega da
difendere, ci avete spiegato delle cose che noi abbiamo
metabolizzato e abbiamo con sofferenza chinato il capo rispetto ai
niet dell'Assessore Bianchi.
Messina ha interessi legittimi, Trapani ha interessi legittimi,
Comiso ha interessi legittimi. Presidente Crocetta, la prego,
siccome quella che chiamano balcanizzazione' dell'Assemblea
regionale i più noti mezzi di stampa che oggi leggiamo, credo che
in questa finanziaria stia venendo fuori in tutta la sua dirompenza
e siccome sta accadendo un paradosso che chi non l'ha eletta si
comporta in maniera responsabile, senza fare ostruzionismi, senza
presentare emendamenti che non sono concordati, senza fare cose
diverse da quelle che si sono stabilite in Commissione bilancio non
vi annacate , colleghi: un po' di serietà Noi siamo seri,
Presidente, la prego, riunisca la sua maggioranza e poi spiegateci
come volete condurre in porto questa finanziaria perché non mi pare
che al netto della legittimità delle istanze quello che sta
accadendo da circa mezz'ora a questa parte, con lo spettacolo di
contorno che credo tutti, a partire la lei, si sarebbero evitati,
facciano parte di un percorso che lei ha delineato. Se è perché
siamo stanchi non è necessario approvare l'articolo 14 in queste
condizioni, Presidente, riprendiamo domani, però chiaritevi e
fateci sapere come volete andare avanti.
PRESIDENTE. A questo punto, farei mia la richiesta dell'onorevole
Cordaro dopo avere sentito se possibile le intenzioni del Governo,
perché è chiaro che da domani ci dovremo disciplinare anche sui
tempi in maniera diversa. Però, devo evidenziare, ad onor del vero,
voglio ribadire un concetto e cioè che non ci sono - l'ho sempre
detto - stanze di compensazione, che può essere la II Commissione o
la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari o altri
momenti di sintesi.
Il momento di sintesi si fa all'interno del Parlamento, perché il
parlamentare che non partecipa alla II Commissione o alla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari non può essere
spogliato della...
CORDARO. Sessanta parlamentari in Commissione bilancio
PRESIDENTE. Il parlamentare che non partecipa alla II Commissione,
non partecipa alla conferenza dei capigruppo non può essere
spogliato della possibilità di presentare emendamenti così come
previsto dal Regolamento.
Comprendo lo spirito dell'intervento dell'onorevole Cordaro e, in
parte, l'apprezzo per ristabilire un minimo di serenità anche
perché il percorso per arrivare all'approvazione definitiva della
finanziaria è abbastanza lungo.
Chiedo al Presidente della Regione di esprimersi sulla possibilità-
necessità di fermarci in questo momento per dare più serenità,
magari domani di esaminare nella sua complessità l'articolo 14
oppure andare avanti con l'articolo 14 e non oltre.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
deputati, credo che a questo punto il richiamo politico effettuato
dall'onorevole Cordaro mi sembra evidente. Non possiamo andare in
Conferenza dei Capigruppo, stabilire un percorso e poi tutti gli
emendamenti rimangono, perché tanto questo è amico di quello,
l'altro è amico di quell'altro. Non esiste
Noi abbiamo fatto degli accordi politici che hanno coinvolto la
maggioranza e l'opposizione. In questi accordi politici abbiamo
detto che emendamenti specifici per i territori non ce ne sono.
Non sono ammissibili, perché altrimenti andrebbero presentati da
tutti e 90 deputati, perché ognuno è rappresentativo di una realtà
e, permettete, anch'io ho una città che vuole fare l'aeroporto da
anni e lo ha autorizzato pure l'Enac.
Non mi pare che ci siamo messi d'accordo con i deputati regionali:
fatemi gli emendamenti su questa cosa. Abbiamo fatto altri
ragionamenti che sono generali. Questi emendamenti sarebbero
persino illegittimi e lo sono senz'altro perché configurabili, così
come sono stati formulati, come aiuti di Stato proibiti dalla
legislazione europea.
Dopo di che le maggioranze possono stabilire che li possono
votare, perché tanto ci dobbiamo fare amico Trapani, la logica è
che tu mi firmi questo emendamento perché io... Ma sempre aiuti di
Stato sono, sempre aiuti di Stato le maniere in cui sono, perché
quando si parla di favorire l'incremento del flusso turistico è
aiuto di Stato.
TURANO Ma per l'evento bellico Lo legga tutto, Presidente.
CROCETTA. Io non lo so, ma lei onorevole non è abituato ad
ascoltare gli altri. Faccia quello che ritiene opportuno, però io
sono abituato a governare con la serietà e la serietà è degli
accordi politici che si intraprendono fra forze politiche e gruppi
politici.
Dopodiché, noi potevamo dire benissimo al centrodestra, votate
quello che ritenete opportuno e fate gli emendamenti, altrimenti
questo accordo non lo proponevamo.
Potevamo dire ai Grillini fatevi la vostra strada e, invece,
disciplinatamente queste forze politiche stanno rispettando un
percorso. Non è possibile che la maggioranza che sostiene il
Governo faccia altri ragionamenti. Altrimenti la finanziaria alla
fine sarà la finanziaria del centrodestra e dei Grillini,
parliamoci chiaro, perché se il Partito Democratico e l'UDC non
sono in grado di governare i propri deputati lo debbono dire con
chiarezza
(Applausi dai banchi di centro e di destra)
Questi sono aiuti di Stato, aiuti di Stato non consentiti dalla
legislazione europea che non dovrebbero essere persino tecnicamente
inammissibili, giusto per tirarmi qualche sassolino, tecnicamente
inammissibili, perché tanto è vero che noi sulla questione della
Windjet siamo rimasti completamente bloccati.
Perché i deputati catanesi non presentano un emendamento per
salvare la Windjet che sarebbe l'unica compagnia siciliana? Ci
vogliono meno milioni di euro di quelli che si impegnano in tutta
questa cosa e sicuramente il trasporto aereo della Sicilia ne
avrebbe grandi vantaggi. per il semplice motivo che non saranno
tecnicamente erogabili, anche se impegnati, perché per noi gli
aiuti di Stato rimangono e sono e dovremo chiedere il parere alla
Commissione europea.
Quindi, qui potete sperperare il bilancio come volete, alla fine
noi saremo obbligati sempre al rispetto delle leggi, per essere
chiaro, perché la legge regionale non sovrintende la legge europea,
quella nazionale se queste non vengono impugnate dal Commissario
dello Stato, per essere estremamente chiari.
Poi, per quanto riguarda tutto il resto ci può essere San
Cipirello; perché non ci deve essere Canicattini Bagni? Quindi,
l'invito che faccio a tutti quanti è quello di ritirare i diversi
emendamenti perché non si può avere, alla fine, che il fondo delle
autonomie locali, i Comuni non avranno un centesimo perché li
abbiamo vincolati in spese inammissibili.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, eravamo ad una proposta, da me
condivisa, dell'onorevole Cordaro di sospendere, darci una calmata,
perché l'articolo 14 è uno degli articoli fondamentali di questa
finanziaria.
Il Presidente Crocetta ha trovato quasi una soluzione mediana nel
senso che andiamo avanti però ritirate gli emendamenti, se non ho
compreso male Presidente Crocetta.
D'AGOSTINO. E con gli emendamenti già votati che cosa si fa?
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo la seduta avvertendo che
riprenderà oggi, 30 aprile 2013, alle ore 10.00.
(La seduta, sospesa alle ore 1.22, è ripresa alle ore
11.12).
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, informo che sarà una seduta non
stop e, per ovvie ragioni, il contingentamento dei tempi sarà
abbastanza rigido. Su ogni articolo si potrà intervenire,
sull'articolo, emendamenti ed eventuali sub emendamenti solo una
volta e senza abusare troppo. Quindi i cinque minuti, in base alla
tipologia dell'articolo, sono proprio un limite massimo. Non è
escluso che su ogni articolo il tempo concesso ad ogni singolo
deputato possa essere anche al di sotto, e di molto, dei cinque
minuti.
CRACOLOCI. Interveniamo solo per dare un saluto.
PRESIDENTE. Esatto, onorevole Cracolici. Solo per dare un saluto e
per comprendere la posizione dei Gruppi e del Parlamento.
Onorevoli colleghi, riprendiamo i nostri lavori dall'emendamento
14.9 a firma Turano ed altri.
DINA, presidente della commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA, presidente della commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, volevo chiedere l'accantonamento dell'art. 14
per ragioni di opportunità. Lo possiamo riprendere successivamente
con più serenità.. Signor Assessore lei è d'accordo?
PRESIDENTE. La mia impostazione è diversa Se iniziamo ad
accantonare non arriviamo da nessuna parte. Signor Assessore lei
che ne pensa?
BIANCHI, assessore per l'economia. Il Governo si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Non comprendo le ragioni per l quali dovremmo
accantonarlo.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
BIANCHI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario a maggioranza.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi, chi è contrario resti seduto
(Non è approvato)
Pertanto, vengono preclusi gli emendamenti 14.27, 14.15, 14.5 e
14.6.
Si passa all'emendamento 14.8 Il parere del Governo?
BIANCHI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario a maggioranza.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi, chi è
contrario resti seduto
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 14.11. Il parere del Governo?
BIANCHI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario a maggioranza.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi, chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 14.4.
LENTINI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 14.17. Il parere del Governo?
BIANCHI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario a maggioranza.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi, chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 14.22.
DI GIACINTO. Signor Presidente, ritiro gli emendamenti 14.22 e
14.24.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 14.27.
GRASSO. Lo ritiro. Dichiaro di ritirare anche gli emendamento
14.28 e 14.29.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 14, come emendato. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Hanno espresso il loro voto contrario gli onorevoli D'Agostino,
Vinciullo e Turano.
Si passa all'articolo 17, in precedenza accantonato.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sono concessi solo due minuti per
intervenire.
Comunico che all'articolo 17 è stato presentato un subemendamento
da parte del Governo di riscrittura dell'articolo.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, mi atterrò scrupolosamente ai due
minuti concessi, come credo poi si atterranno anche gli altri
colleghi.
Il problema nostro è un altro. Vorremmo procedere con maggiore
lentezza per avere certezza di quello che stiamo approvando e di
quello che stiamo facendo.
Vede, poco fa abbiamo approvato l'articolo 14 senza la possibilità
di intervenire, ma l'articolo 14 è la causa dei problemi che questa
Assemblea sta avendo. Perché vede, non è possibile che
l'emendamento relativo a Siracusa, firmato dall'onorevole Gianni e
dal Capogruppo Dina, ancora una volta venga bocciato da quest'Aula
E invece altri emendamenti per argomenti quasi identici siano stati
approvati.
Intervengo sulla materia che riguarda il personale perché ancora
siamo in tempo.
Sulla materia del personale, faccio appello all'assessore Bianchi,
perché mi pare di capire che solo con l'assessore Bianchi ormai
possiamo dialogare per quanto riguarda il personale. Non possiamo
assolutamente fare due pesi e venticinque misure; i precari sono
tutti gli stessi, i precari hanno tutti gli stessi diritti, così
come hanno tutti gli stessi doveri. Mi pare di capire che stiamo,
su questo argomento, imboccando la strada dell'ingiustizia, cioè la
strada che porta alcuni precari ad avere la riconferma di quanto
loro è dovuto, alcuni precari ad avere anche maturato il diritto
alla stabilizzazione, alcuni precari che giustamente vengono
garantiti, e invece ve ne sono altri che storicamente esistono
ancora da prima, che vi sono leggi regionali su questo argomento, e
che questa Assemblea rischia di non tutelare come è giusto che sia.
Per cui signor Presidente, concludo
PRESIDENTE. Grazie onorevole Vinciullo. Due minuti abbiamo detto,
sulla base dell'importanza degli articoli.
GIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Grazie signor Presidente. Anche meno di due minuti.
Soltanto per dire che quello che è successo ieri sera non è solo il
sintomo di un malessere diffuso, ma anche il fatto di non
comprendere che il problema di Messina, come quello di Catania, è
come quello dei PIP ed emergenza Palermo, perché non stiamo
parlando della Regione della Tunisia o dell'Africa, stiamo
parlando, ciascuno di noi, dei problemi che conosce.
Ora, mi sembra strano - e devo dire francamente che sono
dispiaciuto sia stato bocciato l'emendamento per il teatro di
Siracusa dopo che da settimane non si fa altro che parlare dei
teatri. Un teatro che dopo cinquant'anni viene completato e che ha
bisogno di 500 mila euro per essere aperto, mi pare una cosa
abbastanza grave, delicata e da prendere seriamente in
considerazione.
Se questo è il tema, se questo è il motivo, il metodo, io credo,
signor Presidente, che da questo momento in poi sarò costretto a
prendere la parola per ogni argomento, per dire quello che penso,
che è veramente vergognoso.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Gianni.
Si passa al sub emendamento 17.6 al comma 1, da parte del Governo.
Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
(Brusìo in Aula)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per favore, un po' di attenzione,
siamo in fase finale, ed abbiamo i tempi contingentati.
CIMINO. Però, signor Presidente, questi sub emendamenti che
arrivano così, devono essere prima spiegati e supportati.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, un articolo di
questa portata, un emendamento che è di due parole ma che, di
fatto, riprende una norma del 1995 su delle società che sicuramente
ha una logica che io immagino; però considerarne alcune ed
escluderne molte altre, non è possibile. Chiedo che su emendamenti
di questo genere volanti del Governo, gradirei che vi sia una
spiegazione per capire cosa si vota.
PRESIDENTE. Onorevole Cimino, condivido le sue preoccupazione ed è
per questo che poc'anzi evidenziavo il fatto che bisognava che
questi emendamenti passassero prima per le Commissioni di merito.
Stiamo purtroppo scontando il ritardo con il quale il Governo ha
presentato questa manovra di bilancio e non ce ne possiamo fare
carico tutti noi in questo momento con le difficoltà che ci sono.
VINCIULLO. Signor Presidente, Vorrei sapere chi sono questi
soggetti?
PRESIDENTE. Assessore Bianchi, c'è una richiesta di spiegare il
subemendamento che abbiamo appena votato.
Dovremmo votare ora l'emendamento così come subemendato.
BIANCHI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, sì, in effetti, mi spiegavano che era un emendamento
sostanzialmente tecnico.
Questa è la legge di costituzione della società SAS Multiservizi
che è richiamata al comma 1.
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non è consentito
procedere in questa maniera perché così alteriamo le condizioni in
premessa. Caro Presidente, cari colleghi, caro Governo, ricordo che
su alcuni punti è stata stabilita una linea di condotta determinata
e rigorosa, non è possibile con i combinati disposti, col tentativo
di non farli comprendere a nessuno, pensare che possano essere
approvati emendamenti che, da una parte, escludono alcuni
interventi e, dall'altra, pensano di essere approvati sulla nostra
testa.
Pertanto, io su questo la invito a fermarsi, a far sì che
l'Assessore Bianchi ci dia una spiegazione esatta sul combinato
disposto relativo all'emendamento 17.3 e a quello presentato e
distribuito poco fa e come si integrano perché entra nel merito
degli interventi sul personale.
PRESIDENTE. Onorevole D'Asero, il suo intervento mi sembra molto
opportuno perché era stato stabilito un percorso e, con la massima
onestà intellettuale che ci deve governare tutti, Governo e singoli
deputati nel rapporto con l'intero Parlamento, il suo richiamo è
più che puntuale.
Pertanto, lo accanto momentaneamente.
Sull'ordine dei lavori
TURANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Quale ordine dei lavori, no
GIANNI. Lei deve dare la parola ai deputati. Non è possibile
procedere così
PRESIDENTE. Onorevole Gianni, non so a chi lei si riferisce.
GIANNI. Mi riferisco a tutto. C'è un tale stato di confusione
PRESIDENTE. Perfetto, perfetto, onorevole Gianni, però devo
ricordarle che il bilancio e la finanziaria sono arrivate in
ritardo, non per responsabilità certo di questo Parlamento, e le
relative Commissioni di merito non hanno avuto la possibilità di
esaminare tutto quanto con tempestività.
Ho condiviso l'intervento dell'onorevole D'Asero, il quale ha
chiesto di accantonare questa materia che riguarda una questione
molto delicata, che riguarda una particolare tipologia di precari.
Pertanto, vi invito, invece, pur nella confusione generale, a
prestare molta attenzione alle norme che vengono proposte per
aiutare questa Presidenza e gli Uffici dell'ARS a svolgere il
proprio lavoro.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Turano, assolutamente no.
Si passa all'articolo 18.
TURANO. Signor Presidente, è un problema di correttezza mia
personale, ed io la prego di raccogliere il mio amaro sfogo. A me
non fa piacere passare come un deputato che per due mesi ha
giocato. Ho fatto un lavoro attento nelle Commissioni di merito,
che è stato puntualmente disatteso. In tutti gli interventi,
infatti, onorevole Di Giacomo, sui quali siamo, come dire, stati
attenti anche nell'emendare e modificare il testo, è diventato meno
che un foglio di carta.
Allora, lei non può dire che questa finanziaria arriva in ritardo
e le Commissioni non se ne sono occupate. Personalmente, me ne sono
occupato e non ho prodotto, comunque, effetti, perché il testo è
diventato un calderone. E' una questione di rispetto del lavoro dei
colleghi.
Se al fatto che ho lavorato aggiungiamo che non se ne tiene conto
e si dice che le Commissioni non hanno operato, non è vero.
PRESIDENTE. Onorevole Turano, non era una questione tra me e lei,
era tutt'altro ed era ad adiuvandum per il lavoro fatto dai singoli
parlamentari.
Proprio sul suo emendamento - è stato reso ammissibile perché era
ammissibile - l'Aula ha discusso in maniera approfondita e l'Aula
ha votato.
E dobbiamo avere rispetto dell'Aula, quindi, lei non può dire
questo.
Il ragionamento sul lavoro delle Commissioni è con riferimento
all'emendamento che mi arriva dal Governo, a tutela dei singoli
parlamentari.
Riprende il seguito dell'esame del disegno di legge n. 69/A
PRESIDENTE. Si riprende l'esame dell'articolo 18, in precedenza
accantonato.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dal Governo: 18.2, interamente sostitutivo;
-dagli onorevoli Ciaccio, Cancelleri ed altri: 18.1.
GIANNI. Signor Presidente, chiedo di parlare sull'articolo 18.2.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, mi scuso per il tono usato prima.
Certo, capisco: la notte, il nervosismo, la mancanza di risorse, lo
stesso emendamento 18.2, che la dice lunga su quelli che sono gli
atteggiamenti da utilizzarsi.
E, però, signor Presidente, quando quest'Aula viene chiamata -
come è avvenuto anche nel passato - a pronunciarsi su qualcosa, ci
si aspetta che quel pronunciamento diventi poi fatto concreto.
L'assessore per l'economia, ieri, parlava di fondi Fas. C'è una
legge regionale del 12 maggio 2013, quindi, di ben tre anni fa, la
numero 11, che prevedeva - ed è stata per questo approvata -
progetti obiettivo in favore degli enti locali.
Sono passati tre anni e quei 250 progetti non sono ancora stati
finanziati, nonostante ci fosse il disposto dell'Aula, il favore
dell'Aula e, quindi, il voto favorevole dell'Aula.
Se noi, stamattina, così come ieri, così come i giorni passati o
quelli che verranno, dovessimo stare qui a fare le belle statuine,
diventerebbe, signor Presidente, un fatto negativo. Chiedo, quindi,
all'Assessore per l'economia di sapere se è a conoscenza che c'è
questa legge numero 11, del 2010, che finanzia, con i fondi Fas,
250 opere in favore degli enti locali e, se ritiene, di darci
puntualmente un chiarimento totale sui fondi FAS, così come quello
che ho chiesto ieri sui fondi della Sanità perché il 49% di
concorrenza è troppo alto e anche su quello che è il fondo che
riguarda l'ex articolo 20.
PRESIDENTE. Onorevole Gianni, datemi la possibilità che nella
conduzione dei lavori si stabilisca un metodo ben preciso. Stiamo
discutendo dell'articolo 18 e ha allargato il ragionamento parlando
di fondi FAS e quant'altro. Lei è abbastanza esperto per quanto
riguarda le famose auto blu dei fondi FAS.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solamente
sull'emendamento 18.2, assessore. Due cose, secondo me, devono
essere emendate. Arrivando, ad un certo punto, al secondo comma del
18.2, lei dice: predispone entro 90 giorni della data dell'entrata
in vigore della presente legge un piano da sottoporre
all'approvazione della Giunta regionale.
Siccome, ormai, siamo abituati, da troppo tempo, a vedere questa
formula predispone, entro 90 giorni , nel caso in cui l'assessore
non predisporrà questo piano, come naturale che succeda,
all'assessore, cosa facciamo?
Ce la teniamo, la mandiamo a casa,prevediamo la possibilità per
l'assessore di essere sostituita, proprio per evitare che questo
emendamento rimanga un emendamento manifesto?
La seconda cosa riguarda il terzo comma: ogni contratto di
noleggio o assicurazione sulla vettura non può essere rinnovata;
qui, però, c'è una cosa assurda, per cui possibilmente, abbiamo una
macchina il cui noleggio scadrà a dicembre del 2013,
l'assicurazione scadrà l'1 maggio del 2013 e cosa facciamo? Per
sette mesi, lasciamo la macchina nei garage della Regione?
Credo che sarebbe opportuno che l'assicurazione sulle autovetture
seguisse il contratto fatto con le macchine, altrimenti, correremmo
il rischio di avere le assicurazioni e non di avere le macchine, o
di avere le macchine e non avere le assicurazioni. Grazie.
PRESIDENTE. L'assessore vuole intervenire per dare delucidazioni
in ordine ai rilievi dell'onorevole Vinciullo?
BIANCHI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, più in generale, questo emendamento è stato definito
sulla base della discussione avuta in Commissione Bilancio, dove
appunto c'era stato un orientamento condiviso a procedere rispetto
ad una stesura precedente del Movimento Cinque Stelle, ad una
stesura diversa che tenesse conto del reale numero di macchine
attualmente in uso alla Regione.
Capisco le obiezioni dell'onorevole Vinciullo. Mi sembra difficile
prevedere un sistema di penalizzazione dell'assessore direttamente
nell'articolo. Mi sembra che sia una procedura più standard
evidenziare dei tempi a cui parametrarsi. Per il resto, direi che
tutte le altre osservazioni possono essere risolte in via
amministrativa e, sostanzialmente, confermerei il testo attuale.
FAZIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo rassicurare
il collega Vinciullo che il problema non si pone affatto perché,
mai, ovviamente, potrebbe corrispondere la scadenza del contratto
di assicurazione con il contratto della macchina. Comunque, nel
momento in cui non viene utilizzata la macchina, il proprietario ha
diritto al rimborso dell'assicurazione per il periodo in cui non ne
usufruisce. Peraltro, è previsto da una norma e anche dallo stesso
contratto.
Su questo non c'è alcun dubbio, quindi, il problema, a mio avviso,
non si pone se è questo il problema. Grazie.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per un
chiarimento sull'articolo 18.2.
Vorrei sapere dall'assessore: riguardo all'autoparco, c'è il
problema, ad esempio, che i direttori, capo di Gabinetto, i servizi
esterni, le Sovrintendenze, penso all'Assessorato ai Beni Culturali
che occupa molti spazi, come intendete - qua non lo leggo, non vedo
questo documento di riscrittura - come intendete continuare?
Pensando, ci sono almeno cento autisti che rimangono fuori e
questo personale lo trasferite nei vari uffici, come sarà
posizionato?
Solo per un chiarimento. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Lentini, ora, risponderà il Governo.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevoli
colleghi, emendamento chiaramente concordato col Governo. Bella
l'intuizione perché così diventiamo una Regione all'avanguardia per
il numero delle auto blu, finalmente.
Se, poi, il Consiglio di Presidenza di questa Assemblea dovesse
far propria anche l'indicazione, la raccomandazione di ieri sarebbe
un passo in avanti, anche a livello etico, per i cittadini.
Volevo fare solo una puntualizzazione: che car sharing non è
scritto sarim che, notoriamente, è un gas velenoso; non vogliamo
uccidere nessuno. Volevo anche, da un breve colloquio con alcuni
colleghi, che l'assessore ci indicasse quale sarà la sorte degli
autisti che, ovviamente, non perderebbero il lavoro ma sarebbe
anche bene che uscisse fuori dalla sua voce questo concetto.
VALENTI, assessore per le autonomie locali. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VANCHERI, assessore per le autonomie locali. Signor Presidente,
onorevoli deputati, solo per un chiarimento. Fondamentalmente, la
norma intende disciplinare quelle che sono le auto di
rappresentanza negli enti sottoposti a controllo. Attualmente, già
alla Regione, le auto di rappresentanza vengono destinate soltanto
al Governo e a nessun'altra fascia dell'amministrazione che già si
muove in car sharing, per quanto riguarda i dirigenti, i dirigenti
generali, i capi di Gabinetto, etc.
Le auto di servizio è chiaro che restano per i servizi che
l'amministrazione deve svolgere. Quindi, ripeto, è il primo comma
quello che intende regolamentare negli enti sottoposti a controllo,
dove, ancora oggi, invece, esistono le macchine di rappresentanza
per presidenti, direttori, commissari e quant'altro. Gli autisti
non vengono toccati perché il numero di autisti che c'è oggi alla
Regione è quello che assicura il servizio in car sharing per gli
uffici della Regione stessa, nonché per le auto di servizio.
Vengono chiamati a rotazione col car sharing.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 18.2. Il parere della
Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Arriva in ritardo, onorevole Cracolici. Il rilievo è stato
sollevato dall'onorevole Cancelleri, ai sensi dell'articolo 117
del Regolamento.
Si riprende l'esame dell'articolo 19, in precedenza accantonato.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti: 19.2 e
19.1, degli onorevoli Falcone, Vinciullo, Pogliese, Assenza e
Caputo.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho bisogno soltanto
di un chiarimento da parte del Governo. Vorrei capire il
significato della riduzione che con il presente articolo si
determina nei confronti delle indennità per le persone del settore
sanitario. Quanto guadagna un manager? Quanto sarebbe la riduzione
del dieci per cento sul suo stipendio e quanto è la riduzione del
dieci per cento sull'indennità di risultato? Per capire se è una
cosa concreta e seria o se, in verità, l'inciso sull'indennità di
risultato affievolisce il significato della norma stessa.
IOPPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo sul
punto per segnalare come questo dell'articolo 19 sia un classico
esempio dell'assoluta inutilità del passaggio della finanziaria,
della legge di stabilità e del bilancio nelle Commissioni di
merito. La Commissione Sanità, la VI, sul punto, si era pronunciata
in maniera inequivocabile ed estremamente chiara.
La storia di questa norma è la seguente: il Governo proponeva, in
una delle prime stesure - ormai molte settimana fa, prima stesura
riveduta e corretta ripetutamente di tal guisa che i suoi richiami
e le sue sottolineature, signor Presidente, sul ritardo
dell'approdo della manovra in Aula sono assolutamente giuste e
sacrosante - la decurtazione del 10 per cento dell'indennità per i
direttori generali, sanitari e amministrativi. Non invece
sull'indennità di risultato ma sulle voci globali, il sottoscritto
ebbe a presentare un emendamento in Commissione che aumentava la
decurtazione dal 10 al 30 per cento e non per mero capriccio,
signor Presidente, ma per ragioni di coerenza con l'impostazione
politica che il Gruppo Lista Musumeci ha dato, fin dall'inizio
della legislatura, presentando dei disegni legge per la
decurtazione dell'indennità, a cominciare dalla nostra, da quella
dei deputati regionali, in misura del 30 per cento.
Credo che i colleghi del Movimento Cinque Stelle abbiano
presentato un emendamento analogo, forse persino superiore. Si è
giunti, in Commissione, all'intesa di conseguire il risultato
mediano della decurtazione del 20 per cento, con un emendamento
appositamente presentato e votato e credo che - i componenti della
VI Commissione mi possono dare atto di questo - si tratti, quindi,
di una norma che fa economizzare e risparmiare la Regione e, in
Aula, vediamo un testo che, invece, riduce la decurtazione del 10
per cento, illimitatamente alla indennità di risultato.
Mi pare che sia davvero troppo e insopportabile per non ritenere
del tutto inutile il lavoro delle Commissioni, purtroppo,
vanificato dall'opera del Governo e per ritenere assolutamente
incongruo e insopportabile questo zig zag del Governo, anche su
temi che certamente avvicinerebbero l'istituzione politica e
regionale alla grande opinione pubblica siciliana.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ioppolo, Gradirei che intervenisse
l'onorevole Digiacomo, nella qualità di Presidente della
Commissione Sanità ed eventualmente lo invito a presentare un
subemendamento che possa ripristinare l'esito della votazione della
VI Commissione.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Digiacomo.
DIGIACOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'andamento dei
lavori della Commissione è stato correttamente riportato
dall'onorevole Ioppolo e qui si crea nei termini dei due minuti un
problema di fondo. Noi riteniamo, in Commissione, di avere fatto un
buon lavoro e devo dire che, laddove la II Commissione ha alterato
i risultati del nostro lavoro, regolarmente, ne sono provenute
difficoltà enormi: difficoltà sui ticket, difficoltà sulle
indennità, difficoltà sui laboratori.
Chiederei - e vorrei che ciò restasse a futura memoria - alla II
Commissione e al Governo di essere più rispettosi del lavoro,
quando il lavoro è stato ed è stato fatto in modo puntuale,
perfetto e tempestivo, come nel caso della VI Commissione.
PRESIDENTE. La invito a presentare un subemendamento che
ripristina l'esito della sesta Commissione sul quale l'Aula ha il
dovere di pronunciarsi. Perché questa è stata sempre la mia linea,
a tutela del lavoro di tutto il Parlamento e ho sempre detto che la
II Commissione si doveva limitare a dare copertura finanziaria o
meno a tutto quello che arrivava dalle Commissioni di merito.
DIGIACOMO. Sarà fatto immediatamente, signor Presidente.
FONTANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FONTANA. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, desidero
intervenire per chiarire alcuni punti. Non vi è dubbio che questa è
stata materia oggetto di discussione in Commissione e quanto
riferito dall'onorevole Ioppolo non è altro che la fedele
ripetizione di quello che è accaduto in Commissione. Però, a
seguito delle questioni che sono state affrontate e, quindi,
l'abbattimento del 20, 30 per cento sugli emolumenti complessivi, è
sorto anche un problema: il direttore generale, in questo modo,
percepirebbe ancora meno di un direttore di unità operativa, per
cui ci siamo anche posti questo problema.
Ecco perché credo che sia necessario un momento di riflessione,
anche perché è un posto di grande responsabilità; la gestione di
un'azienda sanitaria non è un compito semplice e facile ma è un
compito abbastanza complesso ed è giusto che ci sia una
retribuzione che sia quantomeno adeguata anche alle responsabilità
che ogni direttore si assume e non mi pare corretto portare
l'emolumento di un direttore generale al di sotto di quello di un
direttore di un'unità operativa.
Quindi, credo vada fatta una riflessione in questo senso.
Probabilmente, non è neppure giusto quello che era stato fatto con
l'emendamento del 10 per cento sull'indennità di risultato.
Credo che questa cosa possa essere rivista con un subemendamento
condiviso da tutti. Probabilmente, il 10 per cento o il 20
percento, ma credo che il 20 per cento già sia eccessivo. Il 10 per
cento sull'emolumento complessivo credo sia probabilmente
l'emendamento più equilibrato per rispettare il lavoro del
direttore generale e certamente non mortificare questo tipo di
attività.
CASCIO SALVATORE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO SALVATORE. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
prendo la parola e prendo spunto da quello detto da lei poc'anzi.
Ha detto, in pratica, che le commissioni non sono state messe in
grado di lavorare. La nostra Commissione, cioè la Commissione
Sanità, ha lavorato, oltre che serenamente, proficuamente. Ne è
testimonianza il fatto che dalla Commissione Sanità è partita la
proposta di abolizione del ticket e la proposta di riduzione
dell'indennità da parte dei manager.
Mi disturba e mi dispiace, soprattutto, che la Commissione
Bilancio non tenga conto del nostro lavoro, anche perché le
Commissioni servono a coadiuvare, ad essere di supporto al lavoro
d'Aula. Se questo non è, non ha senso riunirsi in Commissione.
Per quanto riguarda, invece, l'ultima proposta, quella
dell'onorevole Fontana, invece, sottoscrivo la proposta
dell'onorevole Ioppolo, sia perché la condivido, sia per la
coerenza per cui l'ho sostenuta anche in Commissione Sanità.
In un momento in cui si parla di tagli della burocrazia, dei tagli
del costo della politica, è chiaro che un sacrificio lo dobbiamo
fare tutti ed è chiaro che il subemendamento che questa Commissione
scriverà e che io sottoscriverò, firmerò, va nella direzione
originaria, che è quella del 20 per cento sulla retribuzione
complessiva, non sulla retribuzione del risultato.
Chiaramente, siccome non è una medicina che si deve prendere per
forza, se qualche direttore generale prossimo futuro pensa che, da
un punto di vista economico, non è conveniente per lui, non può
fare altro che non accettare.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, credo -
l'ho detto ieri - che forse questa finanziaria sul contenimento dei
costi si stia annacquando un attimo perché giustamente
quest'Assemblea è portatrice anche di aspettative e di istanze che
vengono anche da chi ha una responsabilità gestionale, dico
giustamente.
Nel passato, le varie indennità di chi ha una responsabilità
gestionale sono state aumentate e sono state dimensionate rispetto
anche a quelle che sono i compiti, le mansioni, le funzioni che si
svolgono.
Oggi ci siamo accorti, però, che è giusto, in un momento di crisi,
dare dei segnali quanto meno, senza peraltro mortificare quello che
è la professionalità, la competenza, la responsabilità a cui
ciascuno di questi dirigenti è chiamato.
Allora, voglio dire, signor Presidente, che ci sono due miei
emendamenti al testo. E' chiaro. Ha ragione il presidente Digiacomo
ma, prima di lui, l'onorevole Ioppolo, quando hanno detto che
questo emendamento, così come era formulato in Commissione
Bilancio, era arrivato col 20 per cento di taglio all'intera
indennità. Successivamente, in Commissione Bilancio, si è
determinata una maggioranza che ha deciso per il taglio del 10 per
cento
PRESIDENTE. Questo però non è un comportamento lineare.
FALCONE. Proprio per questo, chi le parla e chi parla in questo
momento ha presentato legittimamente due tipi di emendamenti: il
primo che ripristina il taglio del 20 per cento dell'intera
indennità - ma ora dirò alcune cose - ed il secondo emendamento,
invece, che si ferma ad un taglio del 10 per cento.
PRESIDENTE. Due minuti. L'abbiamo compreso.
FALCONE. Soltanto un appunto, signor Presidente, come ha detto
l'onorevole Fontana. Dobbiamo però capire: siccome le indennità,
anche dei capi dipartimento, sono fissate da norma nazionale,
dobbiamo capire se un'eccessiva riduzione può comportare un danno
anche di immagine.
A mio avviso, se la Presidenza ha chiesto, così come ha fatto, il
20 per cento come emendamento della Commissione, ci determineremo
in tal senso. Diversamente, c'è anche l'emendamento a mia firma che
parla del 10 per cento dell'intera indennità. Si tratta
dell'emendamento 19.1.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Falcone. Onorevole Dina, prima che
lei intervenga, la questione non è riferita chiaramente alla
Presidenza della Commissione ma è riferita ad un atteggiamento che
c'è stato, nel corso degli anni, che prescinde dalle singole
persone, per carità. Anche ieri, si è fatto riferimento alla II
Commissione; si è fatto riferimento a Conferenze dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari, a rapporti fra partiti.
Penso che il Parlamento sia sovrano e, all'interno del Parlamento,
debbano essere adottate le decisioni. Il Parlamento deve essere
messo in condizione di conoscere tutto quello che è avvenuto nelle
singole Commissioni di merito e bisogna rispettare il lavoro svolto
dalle Commissioni di merito, condivisibile o non condivisibile.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, intervengo intanto per una valutazione su
quelle che sono le critiche al metodo, nel senso che pur essendo
d'accordo sul concetto generale che le Commissioni di merito hanno
una primazia nell'indicare le modifiche del testo per quanto
attiene il merito, ed è una primazia riconosciuta, la II
Commissione, in questo senso, potrà anche intervenire - stiamo
parlando in termine generale - e poi rimandare il testo nelle
Commissioni di merito per farlo rivalutare.
Nello specifico, siamo di fronte ad una norma dove la variazione,
la modifica che fa la II Commissione è di una scelta di impegno
finanziario ed è una scelta collegata ad una scelta anche di
merito, per cui in questo caso siamo di fronte ad una valutazione
che è finanziaria e che ha avuto una conseguenza sul merito ed è
maturata nella scelta della Commissione.
Se la Commissione sceglie di tagliare il ticket e questa scelta la
costruisce sul merito, è nelle competenze della Commissione.
Nel merito, abbiamo circoscritto l'intervento all'indennità del
risultato perché la norma nazionale ancora la retribuzione dei
direttori sanitari e amministrativi a quelli del direttore
generale, diminuendo di molto, 20, 10 per cento, l'indennità
complessiva del direttore generale e, a cascata, viene ridotta
quella del direttore sanitario e amministrativo che rischierebbe di
andare sotto a quella dei capi dipartimento.
Era semplicemente questo ragionamento, ma ci rimettiamo alle
valutazioni complessive dell'Aula, così come è giusto che sia.
PRESIDENTE. L'onorevole Dina, come presidente della Commissione,
ha chiarito la procedura. Per il futuro è comunque opportuno che
quando c'è una riscrittura di norme, esitate dalle commissioni di
merito, sé necessario, indispensabile ed opportuno che ritornino
nelle commissioni di merito.
Onorevoli colleghi, ritornando all'emendamento, preciso che
l'intervento dell'onorevole Falcone ha cercato di fare chiarezza.
Peraltro, lo ha evidenziato anche l'onorevole Fontana, abbiamo già
un subemendamento, questa potrebbe essere una soluzione mediana che
ci consentirebbe di approvare l'articolo 19.
Il subemendamento recita Al comma 1, dopo la parola 10%'
sopprimere le restanti . Facendo, quindi, riferimento alle
indennità omnicomprensive. Se non ho compreso male questa potrebbe
essere una soluzione che soddisfa tutto il Parlamento e viene
incontro, soprattutto, all'esigenza di dare un segnale forte di
riduzione.
Vedo che l'Assessore Borsellino condivide questo emendamento,
ringrazio la Commissione Sanità per quello che ha fatto.
LEANZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo, molto
brevemente, sul lavoro svolto dalla Commissione Bilancio . Ci
sono state quattro sedute della Commissione Bilancio con settanta
deputati. Ognuno ha ritenuto di dare un contributo e il presidente
Dina ha dato la parola a tutti Votavano i componenti, ma tutti
hanno avuto la possibilità di parlare ed esprimere la propria
opinione. Non siamo entrati nel merito, siamo entrati nel merito
della copertura finanziaria. In Commissione Bilancio , su questa
vicenda, si era posto un problema anche molto serio, era come se ci
fossero delle vendette trasversali, si era valutato il fatto che i
Direttori Generali, in qualche modo, per le responsabilità che
hanno, in Aziende che hanno bilanci che superano abbondantemente il
miliardo di euro, non potevano prendere meno di quaranta persone
che sono alle loro dipendenze. Mi sembrava un atto di
responsabilità. L'Aula naturalmente valuterà come meglio crede.
PRESIDENTE. Invito l'onorevole Falcone a ritirare l'emendamento
19.2.
FALCONE. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Rimane quindi in piedi
l'emendamento n. 19.1.
Il parere del Governo?
BIANCHI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della commissione e relatore. La Commissione si
rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo quindi in votazione l'art. 19, come emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 20.
MARZIANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel lavoro che
abbiamo fatto in Commissione Attività produttive', anche di
concerto con il Governo, si era approvato un emendamento che
consentiva l'utilizzo dei lavoratori in capo all'assessorato alle
risorse agricole, ex ESA, forestali e quant'altro, nei comuni
sciolti per mafia o in dissesto economico o con problemi di
intervento su questioni di manutenzione e quant'altro.
Purtroppo non capisco per quale ragione questo emendamento non è
passato dalla Commissione Bilancio' e non lo trovo neanche negli
aggiuntivi.
E' un emendamento che non comporta nulla, consente ai comuni di
avere un ristoro alle loro attività per le questioni di emergenza,
è voluto dal Governo.
Allora, dico, se mentre facciamo la discussione generale possiamo
recuperarlo, lo possiamo approvare, alla fine, non tra gli
aggiuntivi dove rischia di essere tombato' nel mare degli
aggiuntivi, ma adesso in questa fase.
PRESIDENTE. Stiamo migliorando il testo della finanziaria con
questo procedimento alla luce del sole, non c'è bisogno di riunirsi
nelle segrete stanze, onorevole Cordaro.
CORDARO. Io parlo degli emendamenti che non si trovano.
PRESIDENTE. Gli emendamenti sono quelli aggiuntivi. L'onorevole
Marziano ha sollevato un problema di natura diversa, ha parlato
nella qualità di Presidente della Commissione e ha detto che era
esitato un articolo diverso perché non è neanche emendamento .
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente onorevoli colleghi, io invece mi
riallaccio a quanto detto dai colleghi precedenti.
Purtroppo si è verificato, in più occasioni, che scorgendo poi gli
articoli del testo, del documento e anche degli emendamenti, ci si
è resi conto che anche per alcuni emendamenti presentati dai
deputati, nel caso in specie dalla sottoscritta, che non
comportavano nessuna variazione di spesa, ma che sollevavano un
problema di natura ambientale anche, in merito all'utilizzo dei
forestali, inopinatamente nonostante la IV Commissione lo avesse
fatto proprio, e mi riferisco anche condiviso con il Governo e nel
caso specifico con l'assessore Caltabellotta, cioè dell'utilizzo
dei forestali nei comuni, la commissione bilancio, non si capisce
perché, ha ritenuto di stralciarlo.
Quando parlo di utilizzo dei forestali nei comuni mi riferisco
alla salvaguardia dell'ambiente, mi riferisco alla salvaguardia di
tutto il territorio e quindi anche alla prevenzione dei dissesti
idrogeologici.
Allora, oggi questo mio intervento è volto a ringraziare, a dare
atto che lei, signor Presidente, ma anche il Governo, ha ritenuto
di accogliere l'emendamento presentato dalla sottoscritta e di
farlo proprio, questo a dimostrazione che quando si portano a
conoscenza, e si ribaltano problemi che non riguardano interessi
particolari ma, così come sono chiamati interessi della Sicilia',
penso che maggiore sensibilità faccia bene a tutti.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, io ritengo che questo articolo sia
molto importante per il comparto forestale perché si dà
l'opportunità alle Pubbliche amministrazioni di poter collaborare
quando ce n'è bisogno.
Ed è sicuramente un passo avanti nella solidarietà fra
istituzioni.
Io, invece, volevo chiedere all'Assessore Cartabellotta, in
riferimento all'articolo 20, la domanda che mi pongo e che pongo a
lei è questa: dal momento in cui usufruiranno, queste altre
istituzioni, dei lavoratori forestali, tipo il CAS, tipo
assessorato alla sanità, assessorato ai beni culturali, che è
importante attraverso le convenzioni che un sistema, un metodo
nuovo, importante, moderno che ci mette al centro dell'attenzione,
e restano bloccate le giornate lavorative per fasce, io le chiedo:
è possibile liberare le fasce? Mi spiego meglio. Se un soggetto che
fa 151 giornate ha la possibilità di fare una convenzione con i
beni culturali, non può andare oltre le 151 giornate?
Cioè liberando, e dando la possibilità di raggiungere magari le
180 giornate, per quelli che ne fanno 151. Per quelli che fanno 100
e un giorno, attraverso le solite convenzioni, si può raggiungere
anche il centocinquantesimo giorno.
Se noi dessimo la possibilità, in queste convenzioni, che si può
andare oltre alle giornate previste per fascia. Non so se sono
stato chiaro nella mia richiesta.
VINCIULLO, vice presidente della Commissione e relatore di
minoranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, vice presidente della Commissione e relatore di
minoranza. Signor Presidente, a qualche collega che abbia il mal
di pancia, gli consiglio di uscire. Fuori c'è il luogo opportuno
dove potere sfogare i problemi che ha.
Sull'articolo 20 volevo ricordare al Presidente Ardizzone che la
Commissione Bilancio' aveva pure approvato l'emendamento, a prima
firma dell'onorevole Caputo, relativo alle misure di sostegno dei
comuni in difficoltà. Lo stiamo riproponendo e sarebbe opportuno
che venisse esaminato e approvato, dal momento che era passato da
tutte le Commissioni di merito, e di conseguenza è stato
apprezzato dalle due Commissioni che sono chiamate a svolgere
questo lavoro.
Invece su un'altra cosa, assessore Cartabellotta, vorrei che lei
ponesse maggiore attenzione al problema. Ma siamo proprio sicuri
che le somme che sono state stanziate saranno sufficienti per poter
portare a compimento quello che è, onorevole Ragusa, l'obiettivo
minimo, non andare oltre i 151 giorni. Perché qui stiamo cercando
di arrivare a quello che è il minimo consentito dalla legge e che è
precedente al contratto che era stato firmato che ampliava le
giornate.
Io, assessore, credo che i 150 milioni di euro più i 50, i 5, più
questi 20, che abbiamo a disposizione, non siano assolutamente
sufficienti, e quindi prima di approvare questo articolo 20 che,
non solo riscrive interamente, ma dà la copertura finanziaria,
sarebbe opportuno fermarsi a riflettere per vedere se possiamo
incrementare la somma che è insufficiente.
Perché le ricordo che l'anno scorso avevamo stanziato 380 milioni
di euro, poi ne abbiamo spesi, oggettivamente, solo 348, ma da 205
a 348 ci sono 143 milioni di differenza.
Capisco che ci saranno le rimesse che arriveranno dal CAS, ad
esempio, per lavori che verranno fatti, per la Soprintendenza, per
tutta una serie di accordi che verranno firmati, però le ricordo
che la somma continua ad essere assolutamente insufficiente.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, considerato che è presente il
Governo nella quasi sua interezza, è presente l'assessore al ramo,
accantoniamo momentaneamente l' articolo 20, sulla base delle
considerazioni che si sono svolte in Aula, in particolare,
l'onorevole Grasso ha evidenziato, dove c'era un impegno, che
sembra illogico escludere i Comuni dalla possibilità di attingere a
questo personale.
Non risulta dagli emendamenti che sono stati presentati, neanche
in quello di riscrittura presentato dal Governo. Quindi,
sicuramente sarà un problema di errore materiale, così lo
accantoniamo perché l'assessore Cartabellotta, dopo avere sentito
il Parlamento, possiamo dire nella sua interezza, il presidente
della Commissione, l'onorevole Vinciullo e quanti altri, si possa
arrivare ad una riscrittura complessiva che soddisfi e faccia
sintesi delle problematiche che sono emerse oggi. Quindi,
momentaneamente l'articolo 20 è accantonato.
(Brusio in Aula)
L'onorevole Marziano ha evidenziato ha evidenziato che c'è un
testo parzialmente diverso rispetto a quello uscito dalla
Commissione di merito.
L'onorevole Caputo evidenzia un discorso al quale ha fatto
richiamo l'onorevole Vinciullo e di questo lo ringrazio.
Ma se lo abbiamo accantonato e c'è una fase di riscrittura ognuno
si porti i propri emendamenti.
CAPUTO. Signor Presidente abbiamo trovato l'emendamento.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 22, in precedenza accantonato.
Comunico che il Governo ha presentato l'emendamento aggiuntivo
A299.
Deve essere distribuito e gradirei la massima attenzione su questo
emendamento.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sull'articolo 22,
in Commissione Bilancio, credo che abbiamo già fatto un lavoro
egregio sul quale auspico che, tanto il Governo quanto il
Parlamento, non voglia ritornare.
La questione è annosa ed è conosciuta da tutti.
Sappiamo che la Regione siciliana è l'unica Regione che ha la
terza fascia, sappiamo che ci sarebbe l'esigenza di equiparare la
disciplina giuridica regionale a quella nazionale, però, onorevole
Presidente, io credo che sia il caso di non creare mostri giuridici
e di non creare, soprattutto, presupposti che potrebbero portare
l'Amministrazione regionale di fronte a decine, centinaia - visto
che sono più di un migliaio, io dico centinaia - di ricorsi al TAR
con aggravio, sì, di spese con buona pace di quella spending review
che noi stiamo perseguendo in maniera diligente e responsabile.
Allora, rispetto a questo, onorevole Presidente, siccome c'è tutta
una vicenda che, comunque, resta legata a contrattazione sindacale,
ecco, io credo che sia più conducente trattare tutta questa materia
in sede separata, perché altrimenti, se si continua a procedere su
questo tema a spizzichi e bocconi, al netto della bontà della
stragrande maggioranza dei dirigenti regionali che svolgono un
ruolo strategico e insostituibile nell'interesse della Regione,
rischieremmo di fare un danno piuttosto che creare condizioni
positive per la Regione.
La legge 10 e la materia da essa regolata va rivisitata, ma non
credo che lo si possa e lo si debba fare in questa sessione.
Ripeto, abbiamo fatto un lavoro egregio, c'è una riduzione che
alla fine - credo - possa anche essere accettata da questi
dipendenti, da questi dirigenti regionali; fermiamoci qua e
pensiamo al resto delle cose serie che ci sono in finanziaria.
PRESIDENTE. Mi sembra molto opportuno e calzante il ragionamento
svolto in questo momento dall'onorevole Cordaro, se non altro
perché siamo inondati di subemendamenti.
Per cui chiedo che il Governo si pronunci su questa idea proposta
dall'onorevole Cordaro, che dice sostanzialmente di trattare a
parte - onorevole Cordaro se mi può seguire - di trattare a parte
la materia dei dirigenti o tutta la questione del personale, cosa
intende lei?
CORDARO. Votiamo l'articolo, ma non possiamo ricominciare a
discutere quello che abbiamo già discusso in Commissione, se
ripartiamo dagli emendamenti dell'articolo 22.
PRESIDENTE. Difatti sono inondato di subemendamenti, sto dicendo
questo, non mi sembra opportuno per l'Aula.
CORDARO. Se c'è qualche emendamento di riscrittura da parte del
Governo, valutiamolo.
PRESIDENTE. Come detto prima il Governo ha presentato
l'emendamento A 299. Spero che sia stato già distribuito a tutti i
parlamentari, diversamente, invito gli assistenti parlamentari a
distribuire l'emendamento.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, da più tempo si è
provato ad inserire in finanziaria norme di questo genere e
l'Assemblea ha sempre assunto un impegno formale sulla possibilità
di poter trattare la materia del personale con un disegno di legge
ad hoc. Tale disegno di legge darebbe, anzitutto, l'opportunità
alla commissione di merito di affrontare il tema dirigenti', il
tema comparto', ma anche quello concernente il sistema
pensionistico.
Ritengo che in un momento come questo voler affrontare
quest'articolo, nella materia finanziaria, così isolato rispetto ad
un contesto generale, sia un grosso errore.
Subito dopo questa finanziaria, l'Assemblea potrà convocarsi
urgentemente per trattare la materia di rivisitazione della legge
10, di semplificazione, di accelerazione della spesa, dando un
ruolo, sicuramente, anche di responsabilità, di trasparenza ed
azione rispetto a ciò che la Pubblica amministrazione regionale
porta avanti.
Il ruolo dei dirigenti regionali, ritengo, non possa essere
trattato in questa maniera e con questo metodo, rispetto ad un
giusto approfondimento che, invece, la commissione di merito e
l'Aula possono fare in un contesto generale, per affrontare tutta
la materia.
CORDARO. Il Governo tecnicamente non può ritirare l'articolo,
giusto?
PRESIDENTE. No, perché già esitato per l'Aula.
Questa Presidenza può pure attuare uno stralcio; però, siccome
ormai appartiene all'Aula, gradirei su questo un voto da parte
dell'Aula e gradirei sentire cosa ne pensa il Governo.
Assessore Valenti, c'è una richiesta di stralcio, io non posso
operarla, perché è stato ammesso, c'è stato già un lavoro svolto
sia dalla Commissione di merito che dalla II Commissione - ma se
c'è un'idea condivisa tra Parlamento e Governo si può operare uno
stralcio. Nel senso che tutti gli emendamenti, insieme a questo
articolo ed eventualmente anche insieme ad altri articoli che
riguardano il personale possono ritornare nella commissione di
merito per poi ritornare in Aula, dopo uno attento esame.
Quindi procederemmo ad uno stralcio degli articoli che riguardano
il personale.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Onorevoli colleghi, la norma
ha effetti finanziari poi tutta questa polemica sui dirigenti è
legata al fatto che chi ha svolto il ruolo di direttore generale
deve continuare a percepire lo stipendio di direttore generale,
anche dopo.
Come se voi una volta che siete stati deputati dopo dovete essere
questa è la materia, dopo di che se dobbiamo mantenere questi
privilegi, non capisco di che cosa parliamo. Quindi perché
dobbiamo stralciare?
PRESIDENTE. La volontà del governo è di andare avanti, quindi
nessuno stralcio.
PICCIOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PICCIOLO. Signor presidente, onorevoli colleghi, ritengo sul tema
della spending review non ci sia nessuna discussione è un tema che
accarezza tristemente tutte le fasce della politica dirigenziale,
salariale in genere, quindi nulla quaestio.
Secondo me il riordino della materia è opportuno eseguirlo in una
apposito norma.
Un conto è il taglio sul salario accessorio, sul quale penso non
discuta nessuno, un problema invece potrebbe essere quello di agire
con delle norme a singhiozzo che non hanno una organicità
legislativa, che rischiano di fare danno, rischiano di esporre la
Regione ad azioni di rivalsa da parte dei dirigenti, perché
legittimamente tuteleranno le loro istanze negli organi competenti,
e quindi rischiamo di gravare il bilancio della Regione, anziché
ridurre di un carico il bilancio, da un punto di vista del taglio,
di gravarlo degli oneri di costo dei ricorsi che sono ad esso
collegati.
Io non so se quello che dice il Presidente Crocetta si possa fare,
se si possa retrocedere il contratto ad un dirigente che ha
firmato, ritengo a lume di logica no.
Poi qua ci sono valorosi giuristi che lo potranno confermare o
meno, anche nell'ambito del Governo, ma ritengo che sia un po'
improvvisata questa idea.
Ritengo che vada studiata appositamente e opportunamente proprio
per evitare di esporre la Regione a costi che, a quel punto,
sarebbero ingiustificati e ingiustificabili.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che sulla
materia del personale dobbiamo essere attenti, credo che in linea
di principio l'emendamento uscito dalla Commissione abbia una sua
importanza e soprattutto una sua logica.
Lo dico perché in effetti noi - ho letto anche gli emendamenti
che sono stati presentati, di soppressione soprattutto, o di
sostituzione del 20 con il 10 - stiamo togliendo appena il 20 per
cento del salario accessorio.
Non mi sembra eccessivo. Poi c'è un emendamento che giunge dal
Governo che recita addirittura con effetto retroattivo confiderebbe
uno spoil system cosi, ad libitum, creando non pochi problemi di
costituzionalità, quindi, soggetto a rischio di impugnativa da
parte del Commissario dello Stato.
Successivamente, arriva un altro subemendamento il 22.5 che evita
la retroattività e dice che decorre dal momento dell'applicazione
della legge.
Se il Governo potesse ritirare il subemendamento A.299 io credo
che potremmo approvare l'articolo 22, così com'è, senza altri
emendamenti con il 20 per cento di riduzione del salario
accessorio e poi rinviare ad altra materia di settore ed evitare
che la finanziaria sia il carro a cui legarci.
Lei, Presidente Ardizzone, l'aveva detto nella seduta inaugurale
che dovevamo fare delle leggi di settore. Ora, il problema di
questo Parlamento, è che non si crede nel fatto che ogni mese, ogni
due mesi ci possano essere delle leggi di settore. Noi invece, dopo
questa finanziaria, dovremo sederci un attimo e in Conferenza dei
capigruppo calendarizzare due, tre, quattro, cinque leggi di
settore, una al mese e poter dire, quindi, alla fine dell'anno il
Parlamento ha lavorato bene, ha lavorato con una strategia e con
una visione d'insieme.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Alloro. Ne ha
facoltà.
ALLORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il senso della
clausola di salvaguardia che a suo tempo fu inserita nel contratto
dei dirigenti regionali riguardava proprio la possibilità di
evitare che un dirigente, in assenza di una valutazione negativa,
venisse rimosso e riportato ad un contratto di livello inferiore.
Proprio per questo, allora, si chiamò clausola di salvaguardia'
perché siamo in presenza di un evidente caso di spoil system, nel
senso che l'amministrazione nuova che arriva, pur essendo un
dirigente, un dirigente che ha lavorato bene e che quindi ha avuto
delle valutazioni positive da parte del nucleo, viene retrocesso. E
allora il senso era proprio quello, di dire tu amministrazione
puoi farlo, se il dirigente non ti garantisce da un punto di vista
politico' però nei confronti del dirigente non sarebbe corretto
portarlo ad un livello di contratto inferiore. Cosa che, invece, la
legge prevede nel caso in cui vi è una valutazione negativa perché
nel caso di valutazione negativa è la stessa legge che prevede che
il contratto deve avere una soglia inferiore. Quindi, io penso che
l'amministrazione debba riflettere su questa legge e il collega
Gucciardi non deve dare cattivi consigli all'assessore.
Io penso che l'amministrazione debba riflettere perché, in questo
modo, un dirigente bravo, un dirigente che ha una valutazione
positiva, viene messo in una condizione di potere essere in
qualunque momento revocato da parte dell'amministrazione con un
contratto inferiore.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole D'Agostino. Ne ha
facoltà.
D'AGOSTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, preliminarmente
vorrei scusarmi per i toni di ieri se sono stati toni che, in
qualche modo, hanno alterato l'iter, i lavori dell'Assemblea, non
era certamente mia intenzione offendere nessuno in quest'Aula e se
qualcuno è stato offeso dal mio tono, anche se non ho fatto alcun
riferimento a nessuna persona in particolare, di questo mi scuso in
maniera abbastanza serena.
Non rinuncio, però, assolutamente ai contenuti dell'intervento.
Sul piano formale, probabilmente, siamo stati un po' troppo sopra
le righe ma, sul piano sostanziale, confermo e ribadisco che ieri
abbiamo commesso un errore gravissimo. Detto questo, signor
Presidente, entro sull'argomento.
In commissione abbiamo fatto un grande dibattito sulla questione
che ha portato all'esito di un articolo che consta dei due commi
qui approdati, avendo abrogato il comma 2 che oggi viene riscritto
e ripresentato dal Governo.
Su questo comma 2 riscritto, signor Presidente, io vorrei che noi
ci concentrassimo sulle cose che servono e mi pare che, prendendo
alla lettera le parole del Presidente della Regione che in questo
momento è assente ma che ha detto che la finalità di questa
riscrittura è esclusivamente riservata a quei direttori generali
che vengono demansionati ad altro ruolo e non possono - e io dico
correttamente - più percepire ingenti somme, giustamente
riguardanti la funzione di direttore generale, rispetto a un
demansionamento ad un servizio, credo che noi dobbiamo limitarla a
questa fattispecie e quindi subemendare, assessore Valenti, la
riscrittura limitando questa clausola di salvaguardia che viene a
cadere esclusivamente sui direttori generali e non su tutti gli
altri dirigenti della Regione siciliana che verrebbero a perdere,
invece, una miseria, probabilmente, dal punto di vista dei conti
della Regione che, invece, diventa una parte importante per lo
stipendio di un dirigente regionale che deve essere motivato a
lavorare bene, deve sentirsi parte integrata di questa Pubblica
Amministrazione e non deve sentirsi mortificato da un disegno di
legge che, come ha detto il Presidente Crocetta, non si rivolge a
loro.
Allora chiariamo, Assessore Valenti, quindi mi aspetto un
subemendamento di due parole esatte che riscriva questo comma in
maniera tale che lo possiamo votare correttamente.
Signor Presidente, io ho presentato un emendamento che, per quanto
riguarda il salario accessorio, riduce la diminuzione del venti al
dieci per cento, lo faccio perché credo che in questo ore,
stamattina e ieri pomeriggio, abbiamo votato due analoghi
emendamenti che riguardano i direttori generali sanitari e che
riguardano i dirigenti di alcuni enti controllati dalla Regione che
vengono ridotti, nella parte del salario accessorio, del dieci per
cento. Non capisco perché i nostri dirigenti della Regione, invece,
debbono subire una decurtazione del venti per cento, quindi, mi
appello alla sensibilità dell'Assemblea perché venga accolto anche
questo emendamento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Turano. Ne ha
facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io vorrei che il
Governo legittimamente portasse avanti un'azione di valutazione
serena dei dirigenti. Il Governo, secondo me, non deve tentennare
nel non rinnovare il contratto a chi non è adeguato a ricoprire
quel ruolo, però, l'impostazione dell'emendamento mi lascia
perplesso, signor Presidente.
L'amministrazione regionale che non intende prorogare, pure in
assenza di una valutazione negativa, noi dobbiamo fare diventare i
funzionari, funzionari della Regione non funzionari di Mimmo Turano
o dell'Assessore Marino, un funzionario della Regione che fa il
proprio lavoro deve fare il proprio lavoro e lo deve fare
correttamente e quando raggiunge gli obiettivi previsti nel
contratto - e lì io chiedo al Governo di incidere pesantemente -
non si capisce perché deve andare a casa se cambia la maggioranza,
diversamente noi qua diamo una valutazione sbagliata sul senso
delle istituzioni, io vorrei che su questo il Governo che
legittimamente rivendica un'operazione di spoil system àncori i
propri parametri non a valutazioni soggettive e umorali ma a
valutazioni oggettive.
Io faccio un accorato appello affinché si trovi, con il principio
del buon senso e della moderazione, una mediazione per permettere
al Governo di fare un'attenta valutazione sull'operato dei
dirigenti ma non mettere alla mercé di nessuno una persona che, se
è diventata dirigente, la maggior parte delle volte, lo deve alla
propria professionalità e capacità.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente., onorevoli colleghi, mi dispiace che
non ci sia il Presidente della Regione in Aula perché credo che sia
una questione che investa più il Governo nella funzione collettiva,
cioè del suo Presidente, e non solo l'Assessore al ramo in quanto
Assessore alla funzione pubblica.
Devo dire che sono stato tra quelli che ha presentato un
emendamento soppressivo del vecchio comma 2, che era contenuto
nell'articolo 22 per i dubbi interpretativi che si erano, in
qualche modo, determinati a seguito di una norma che pareva mettere
in discussione un principio che, piaccia o no, è entrato nel nostro
ordinamento con la legge n. 10, del 2000 - circa tredici anni fa -
ovvero il riconoscimento di una fascia dirigenziale cosiddetta di
terza fascia non prevista nello Stato, istituita nella Regione ma,
certamente, dopo 13 anni, non possiamo dire che adesso non c'è più.
Quindi, insieme ad altri colleghi, ho provveduto a presentare un
emendamento soppressivo di quel comma. Ho condiviso - perché
capisco il senso di questa scelta - che in una fase di riduzione
complessiva dei costi dell'apparato pubblico allargato, questa
riduzione investa anche i dirigenti della Regione e che, quindi, ci
sia una riduzione sull'indennità cosiddetta di funzione, di
posizione lo considero un sacrificio sopportabile perché altre
categorie stanno facendo un sacrificio a partire dalla politica che
credo ad oggi ha ridotto ben oltre il 20 per cento. Lo dico perché
dovremmo ricordarcelo e farlo ricordare a chi ci ascolta che non
c'è una politica che pensa agli altri e non pensa a sé stessa.
Detto questo, il Governo presenta un nuovo emendamento di
riscrittura che individua la fattispecie del diritto della clausola
di salvaguardia uno dei principi da superare nell'ordinamento
regionale. Devo dire che su questa vicenda ho avuto opposte
reazioni. Da un lato, mi rendo conto che l'indennità di posizione
non può costituire un diritto divino, un diritto eterno. Dall'altro
lato, mi rendo conto di un'altra cosa, signor Presidente, che noi
abbiamo bisogno di dirigenti della Regione, non di dirigenti dei
governi.; aggiungo: di dirigenti della Regione e non di dirigenti
asserviti alla logica del governo di turno.
Abbiamo bisogno di funzionari che sappiano dire dei no perché atti
illegittimi sul piano della legittimità, ancorché non illeciti,
però funzionari che abbiano la schiena dritta.
Qui, rischiamo - lo dico con grande preoccupazione - di introdurre
un sistema in cui chiediamo alla dirigenza tutta, al di là delle
varie posizioni che essi assumono, nell'ambito
dell'amministrazione, dirigenti generali, dirigenti di servizio,
uffici speciali, dirigenti di unità semplici, con un meccanismo con
il quale il ricatto sulla posizione finanziaria costituisce una
leva fondamentalmente di pressione forte nei confronti
dell'autonomia della dirigenza.
Ci rifletterei un po' di più su questa norma. Mi dispiace che il
Governo non è in Aula. Qui il problema non è se dobbiamo pagare
qualche euro in più una persona che non ha più un incarico, il
problema è se io tolgo un incarico ad una persona e lo faccio con
l'obiettivo di danneggiarlo sul piano finanziario perché magari non
mi ha detto un sì rispetto all'obietto che volevo raggiungere.
Ecco perché, forse valutando i due aspetti e i due opposti
sentimenti che ho provato in questa vicenda, devo dire che propendo
in questo momento perché il Governo ritiri questo emendamento.
Si faccia un approfondimento più di sistema in maniera tale che
lasciamo solo l'articolo 22 che incide sugli aspetti della
riduzione sull'indennità di posizione per la condizione generale di
risparmio della pubblica amministrazione e affrontiamo riformando
l'apparato della dirigenza di questa Regione, ma garantendo
l'autonomia dei dirigenti di questa Regione che non può essere
asservita a nessun governo e neanche a nessun dirigente generale.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cascio Salvatore. Ne
ha facoltà.
CASCIO SALVATORE. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
come l'onorevole Cordaro ieri, ho dei dubbi su chi è maggioranza e
chi è opposizione, anche perché trovo ragionevole l'emendamento
presentato dal Governo e dal Presidente Crocetta. Per quale motivo?
Spiego il motivo: intanto non è un emendamento di riscrittura,
all'articolo 22 viene aggiunto un ulteriore comma, quindi significa
fatta salva la riduzione del 20 per cento che viene effettuata sui
dirigenti'. L'emendamento A 20.9, se lo leggiamo attentamente - ed
io lo leggo in quest'ottica - parla che a decorrere dall'1 gennaio
2013, e a mio avviso dovrebbe essere modificato a decorrere
dall'entrata in vigore della presente legge', e poi continua che
anche in dipendenza dei processi di riorganizzazione ' quindi il
punto è i processi di riorganizzazione', è chiaro che quando c'è
un processo di riorganizzazione c'è una figura di dirigente
generale in esubero, quindi, basta cassare anche' e scrivere che
in dipendenza dei processi di riorganizzazione' significa che
l'emendamento è relativo solamente a questo, cioè quando viene meno
la funzione di direttore generale così si evitano contenziosi e già
in passato ce ne sono stati, e su questo ha ragione il presidente
Crocetta.
Quindi, penso che l'emendamento possa essere accettato con queste
modifiche a decorrere dall'entrata in vigore della presente legge'
e cassando anche' e dicendo solo in dipendenza dei processi di
riorganizzazione'. Ciò significa che a prescindere dall'esito
positivo che può avere un dirigente generale, nel momento in cui
manca per motivi di riorganizzazione dell'ufficio quella direzione,
è chiaro che non può avere quel salario accessorio.
Quindi, io sono perfettamente in linea. Sono anche in linea sul
fatto - e ci sono molti contenziosi da questo punto di vista - che
questa norma potrebbe sanare per il futuro contenziosi a venire.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Formica. Ne ha
facoltà.
Assessore Valenti, l'intervento dell'onorevole Cracolici portava,
se non ho compreso male, ad una richiesta di ritiro
dell'emendamento. Ho compreso male, onorevole Cracolici?
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io a proposito di
questo articolo - mi meraviglio di lei, Presidente - perché lei
correttamente, vista l'urgenza e i tempi che abbiamo, si è
preoccupato, a difesa dell'Istituzione e a difesa del buon esito
della finanziaria e di questo bilancio, di cercare di evitare, in
questa finanziaria e in questo bilancio, norme che potrebbero, in
qualche modo, vista la loro dubbia costituzionalità, ledere l'esito
positivo di bilancio e finanziaria con danni e ripercussioni sul
lavoro che sta facendo questo Parlamento e sulle conseguenze che
ciò può provocare su tutti i siciliani.
Ora, caro Presidente, lei ha contingentato i tempi, ha giustamente
contingentato i tempi ed è da un'ora che ci arrovelliamo su un
articolo sul quale sono stati presentati gli emendamenti, fra cui
questo del Governo, che diciamocelo chiaro - e lei capisce meglio
di me e meglio di tutti - che questo emendamento del Governo non ha
nessuna possibilità di passare al vaglio costituzionale perché è
impensabile, al di fuori di un processo di riorganizzazione della
macchina burocratica, portare avanti una ipotesi che, sconvolgendo
il rapporto tra i dirigenti, i funzionari, i dipendenti della
Regione e l'Esecutivo, mette l'Esecutivo in una posizione legibus
solutus, perché di questo si tratta e, quindi, avere la possibilità
di operare a prescindere dall'efficienza, dall'efficacia,
dall'onestà, dalla dedizione dei funzionari e dei dirigenti stessi.
Questo lei, signor Presidente, non lo può consentire Questo
emendamento è palesemente incostituzionale
Mi pare di avere ascoltato che ci sono stati una serie di
interventi diretti nel senso che se l'articolo 22 resta così com'è
viene approvato in un attimo perché è giusto e sacrosanto che ci
sia un risparmio. Altra materia, signor Presidente, bisogna
affrontarla, visto il settore delicato di cui parliamo, con una
riforma organica da parte del Governo ma in altra sede. In questa
sede affrontiamo il risparmio. Ma questo emendamento è pericoloso
signor Presidente e lei lo sa.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Gianni. Ne ha
facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, io credo
che il suo emendamento sia puntuale. Prendo la parola per
suggerirle, eventualmente con un subemendamento, una cosa molto
semplice. Io l'ho preparato e credo che le farà comodo.
Lo leggo: Al fine del contenimento della spesa pubblica, a
decorrere dall'entrata in vigore della presente legge, i dirigenti
in terza fascia, di cui all'art. 6 della l.r. n. 10 del 15 maggio
2000 - sono passati tredici anni e quindi possiamo intervenire
visto che a livello nazionale esistono solo due fasce -
transitano in seconda fascia senza oneri aggiuntivi a carico del
bilancio della Regione , magari attraverso una procedura di
concorso interno così come previsto per legge.
Sostanzialmente, siccome i direttori ormai sono ridotti a due di
cui uno andrà in pensione tra qualche mese e i direttori generali
hanno bisogno di avere la dirigenza, così come è ormai evidente - e
mi trovo d'accordo con il collega Cracolici - io credo che un
suggerimento di tal guisa potrebbe esserle utile e consentire ai
dirigenti di non vedere sprecati tredici anni del proprio lavoro.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fiorenza. Ne ha
facoltà.
FIORENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Assessore,
inizio ad apprezzare una certa lucidità del Presidente della
Regione quando riesce, spesso, in quest'Aula, a manifestare il suo
pensiero facendo magari qualche riferimento alla vita quotidiana in
modo che anche i cittadini, meno ad uso alla vita amministrativa,
riescono a capire. E certamente è d'effetto quando un Presidente
della Regione dichiara: è come se uno facesse il deputato per una
legislatura e poi continuasse a percepire lo stipendio anche quando
non venisse più eletto . Certo è d'effetto. Sicuramente è di
impatto.
Però se, invece, ad esempio - a proposito di esempi - ne facciamo
uno che suona pressappoco così: Se c'è un bravo medico in un
ospedale che vince il concorso per diventare primario, fa bene il
proprio mestiere, opera bene i suoi pazienti, solo che, per
esempio, è di idee diverse rispetto al suo direttore generale, il
direttore generale, nonostante lui sia un bravo medico e un bravo
chirurgo, decide che non debba fare più il primario e, di
conseguenza, lo retrocede rispetto alla sua posizione iniziale e
cioè lo fa diventare un'altra volta aiuto . Siccome noi non
possiamo incorrere in situazioni di questo tipo, dobbiamo
distinguere quello che è un ragionamento che riguarda lo spoil
system, oggettivamente metodo utilizzato in democrazia per
raggiungere i propri scopi di governo e, quindi, sono un
sostenitore della tesi, ma che debba e può funzionare solo ed
esclusivamente su una determinata fascia che sia quella, per
esempio, dei direttori generali.
Ma che questo sistema si possa allargare in modo inusitato, a
questo punto, anche alle fasce di terzo livello, sta a significare
abrogarne completamente quella che è la propria funzione ed
assoggettare la libertà di movimento, la individualità di ogni
soggetto nella sua esplicazione, nella sua professionalità.
Presidente, non credo che l'emendamento del Governo possa essere
ritirato - oramai è stato presentato in Aula - ma comunque si può,
evidentemente, fare un tavolo di concertazione, evidentemente, con
le organizzazioni sindacali che vanno sicuramente coinvolte, non
possiamo rivolgerci alle organizzazioni sindacali solo quando
conviene, fanno parte di un apparato istituzionale previsto dalla
Costituzione e, quindi, obiettivamente sentiti.
Io non credo che l'Aula si possa assumere una tale responsabilità
su questo argomento.
PRESIDENTE. Onorevole Fiorenza, io mi sarei determinato in tal
senso avendo sentito tutta l'Aula.
Siccome non c'è pertinenza, in effetti, fra l'articolo 22, così
come è stato esitato dalla Commissione, e questo emendamento che
obiettivamente è aggiuntivo e che riguarda il personale in
generale, quindi, stralcio l'emendamento A299 per mandarlo in
commissione per il giusto e dovuto approfondimento.
Si passa all'articolo 22. C'erano iscritti a parlare tutta una
serie di deputati, penso che rinuncino sulla base di quanto da me
dichiarato.
Pongo in votazione l'emendamento 22.3, soppressivo. Il parere del
Governo?
BIANCHI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della commissione e relatore di maggioranza .
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 22.4, a firma dell'onorevole D'Agostino:
«Sostituire le parole 20 per cento' con 10 per cento'».
In effetti, questo avrebbe implicazione finanziaria anche un po'
come la soppressione, io non so se l'onorevole D'Agostino lo voglia
mantenere o meno perchè significherebbe modificare successivamente
le tabelle.
D'AGOSTINO. Vorrei capire quant'è l'incidenza perché se è una
cifra molto importante...
PRESIDENTE. Quattro milioni e cento, mi dicono gli uffici, quindi
inciderebbe abbondantemente. Lo ritira?
D'AGOSTINO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
22.2:
«Al comma 2 sostituire le parole anche se applicano con le
seguenti', ad esclusione di quelle che applicano'».
Onorevole Dina, lo mantiene?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. C'è
una specifica all'interno del testo. Se lo legge la capirà.
Specifica meglio il senso. Anche se si applicano' viene sostituito
con ad esclusione'
PRESIDENTE. Secondo gli uffici restringe la platea di
applicazione, non è proprio identico.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Lo
ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 22. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Mi chiedeva l'onorevole Grasso di ritornare, se non ho
compreso male, all'articolo 20, se c'è l'assessore Cartabellotta.
No, non c'è l'assessore, non sono risolti i problemi.
Si passa all'esame dell'articolo 28, in precedenza accantonato.
Comunico che é stato presentato l'emendamento 28.4, soppressivo
dell'articolo, dall'onorevole Di Mauro. Lo mantiene onorevole Di
Mauro?
DI MAURO. Si.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato un altro emendamento
soppressivo dell'articolo dall'onorevole Cordaro e tutto il Gruppo
PID - Cantiere Popolare.
Pongo in votazione l'emendamento 28.4. Il parere del Governo?
BIANCHI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione Bilancio e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'emendamento 28.2,
sostitutivo, a firma Gucciardi, Panepinto, Panarello, Alloro:
«Sostituire nella rubrica la parola recepimento con la parola
riordino ».
Il parere del Governo?
D'AGOSTINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'AGOSTINO. Signor Presidente, la legge nazionale non si può fare.
Pertanto, vorrei dirle che la norma non è probabilmente neanche
proponibile a quest'Aula ma, probabilmente, è così e siccome il
Governo non ha proposto né una riscrittura né, tanto meno, credo,
possa presentare nel giro di mezz'ora una legge così esaustiva, io
credo che vada ritirato e se non può essere ritirato vada
evidentemente bocciato questo articolo perché il Governo lo possa
ripresentare con un disegno di legge organico.
BORSELLINO, assessore per la salute. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà..
BORSELLINO, assessore per la salute. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, indubbiamente il settore va riordinato attraverso una
norma specifica che il Governo si impegna di presentare a
brevissimo perché è necessario articolare al meglio le funzioni
proprie dell'istituto che, per altro, non abbracciano soltanto le
competenze che afferiscono all'Assessorato alla salute, ma anche
alle Attività produttive, all'Assessorato all'agricoltura e alla
Formazione.
Quindi, andrebbe rivisto sicuramente, in un disegno più ampio,
l'articolato delle funzioni da attribuire all'istituto nel nuovo
assetto voluto dalla norma nazionale.
Riguardo all'articolo che è stato proposto, noi potremmo prevedere
una riscrittura che si limiti semplicemente alla cessazione delle
funzioni del Consiglio di amministrazione e dell'attuale Direttore
in carica perché si possa provvedere alla nomina delle figure
apicali dell'Istituto.
PRESIDENTE. Grazie assessore Borsellino, penso sia stata
abbastanza chiara l'assessore Borsellino e viene incontro sia gli
emendamenti soppressivi che sono stati presentati, sia
all'intervento dell'onorevole D'Agostino, tant'è che debbo dare
atto anche laddove nell'emendamento dell'onorevole Gucciardi si
sostituisce la parola da recepimento in riordino .
Probabilmente era questo il significato.
L'assessore Borsellino penso, se non ho compreso male, si è
impegnata ad una riscrittura limitandosi, in questo momento
solamente alla soppressione della carica nel Consiglio di
amministrazione del Direttore generale.
Assessore Borsellino lei è d'accordo, eventualmente, ad uno
stralcio complessivo?
BORSELLINO, assessore per la salute. Si sono d'accordo.
PRESIDENTE. Grazie assessore Borsellino, pertanto, l'articolo è
stralciato e rinviato per un riordino alla Commissione di merito.
Si riprende l'esame dell'articolo 29, in precedenza accantonato.
Comunico che allo stesso sono stati presentati 3 emendamenti, a
firma dell'onorevole Di Mauro.
Li mantiene o li ritira?
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho presentato
questo emendamento perché mi sembra corretto, anche politicamente,
che i soggetti che sono chiamati a svolgere un ruolo e che hanno un
incarico, tra l'altro provinciale, abbiano ad avere un compenso.
L'idea che ci possa essere una norma che abbia effetto retroattivo
e che vada a ledere una nomina con relativa copertura finanziaria,
così come era stato concepito all'inizio, - mi permetto di dire -
mette i soggetti che hanno lavorato in una condizione di disparità
rispetto agli altri che, invece, in altri settori della Pubblica
amministrazione, ricevono incarichi e sono coperti da compensi.
In tal senso, poc'anzi, a proposito dell'articolo 18, lo stesso
Governo ha presentato un emendamento, per il quale ritorneremo a
discutere, in cui si prevede addirittura il compenso a società che
sono costituite dalla Gesip e dall'ex società Nova, per quelle che
sono costituite addirittura dai Comuni, dalle Province e dai
Consorzi comuni.
Quindi, questa disparità di trattamento non credo sia opportuna.
Inviterei quindi il Governo a una riflessione. Ci sono
emendamenti, che sono fra l'altro degli altri colleghi se c'è una
sintesi che prevede anche - mi permetto di dire - in questo momento
di austerità, una riduzione del compenso, mi trova assolutamente
d'accordo. E in tal caso ritiro questo emendamento soppressivo.
Se il Governo insiste, io confermo l'emendamento soppressivo e
chiedo, comunque, una riflessione da parte del Governo, perché non
ci possa essere - ripeto - una sorta di disparità di trattamento
tra soggetti che ricevono dal Governo regionale un incarico
provinciale, comunque di scelta su alcune cose importanti, come
questa delle donne; e altri soggetti, che invece ricevono compensi
fino a 25 mila euro.
DIGIACOMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIGIACOMO. Signor Presidente, mi sento di condividere la posizione
dell'onorevole Di Mauro.
Io penso che in tema di spending review sia giusto che noi - come
dire - diamo un segnale a 360 gradi.
Ma le pare che ce la prendiamo proprio con le Consigliere di
parità? Le quali, tra l'altro, hanno un'attività interregionale;
quindi è un'attività che ha anche delle spese, dei costi, uno
stanziamento temporale da dedicare.
Non mi pare, insomma, che in tema di parità - su cui tra l'altro
questo Parlamento ha fatto anche delle cose splendide: mi riferisco
alla legge per la preferenza di genere - noi cancelliamo
completamente quella indennità per le Consigliere di parità
Io vedo che questo Governo ha anche delle espressioni di altissimo
livello al femminile e vorrei che si esprimesse a questo proposito.
Proprio per le Consigliere di parità noi prevediamo un annullamento
totale delle indennità? Ma io direi di accettare una riduzione del
20%, come abbiamo fatto anche con altre figure, come opportunamente
riferiva l'onorevole Di Mauro.
Ma cancellare del tutto mi pare - come dire - un atto
eccessivamente penalizzante.
VINCIULLO, vicepresidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, signori Assessori, noi in
Commissione Bilancio avevamo - mi pare - concordato il testo, che è
quello che è arrivato, senza l'emendamento da parte del Governo.
E avevamo detto una cosa semplice: c'è un mandato che queste
Consigliere di parità devono svolgere; hanno una nomina che scade
di qui a qualche mese; nell'espletare le loro funzioni le
Consigliere di parità non solo girano per la Sicilia, ma molte di
loro sono impegnate anche nei tavoli di concertazione con il
Ministero della Famiglia a Roma; e quindi ritenevamo opportuno che
si concludesse il mandato, così come sono state a suo tempo
incaricate.
Per questo motivo - nel permettermi di ricordare all'assessore
Bianchi che il testo era stato concordato con la Commissione e che,
di conseguenza, l'emendamento del Governo va al di là di quelle che
sono state le concertazioni che abbiamo avuto in Commissione -
invito il Governo e l'assessore Bianchi, se ha la bontà di
ascoltarmi un secondo, a mantenere gli impegni che avevamo assunto
in Commissione Bilancio e di conseguenza a ritirare questo
emendamento e cassare la parte del primo rinnovo successivo';
perché ben altra cosa era stata concordata con la Commissione.
Grazie.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, poco fa avevo chiesto di intervenire
in relazione all'articolo 22; forse lei mi ha chiamato in un
momento in cui io ero fuori aula e quindi non ho potuto dire la
mia. Adesso dico che a maggior ragione non possiamo modificare le
regole contrattuali di qualunque tipo di contratto a contratti
stipulati con scadenza. Io sono perfettamente d'accordo ad
introdurre una norma che possa anche prevedere la gratuità di
questo incarico a far data dalla fine del mandato. Ma che durante
l'esercizio del mandato per quanto mi risulta andrà a scadere nel
2014, pretendere come fa il Governo da introdurre la gratuità è un
qualcosa di assurdo. Qui continuiamo a giocare con la retroattività
delle norme come se fosse acqua liscia. Non è assolutamente
possibile.
Questo il senso dell'emendamento che abbiamo proposto assieme agli
altri colleghi del gruppo perché, se come spero, il Governo rinunci
a questa follia del comma primo di indicare addirittura l'immediata
applicazione di questa norma. E' inoltre necessario reintrodurre il
capitolo che prevedeva l'esborso delle somme per altro già previsto
nei bilanci precedenti e quindi già appostati, sia pure con una
cifra minima che in questo caso abbiamo indicato di mille euro,
proprio perché poi la presenza del capitolo consentirà comunque il
rispetto dei contratti in corso.
Qui si pone un problema di rispettare le regole e le regole si
rispettano nel momento in cui un contratto che va a scadere nel
2014 si rispetti; poi dal 2014 possiamo cambiare tutto, introdurre
anche l'assoluta gratuità, ma certo non prima. Grazie.
PRESIDENTE: Assessore Bianchi è necessario che l'Aula comprenda le
refluenze di carattere finanziario, l'eventuale approvazione di
questa norma quanto farebbe risparmiare al bilancio regionale?
Giusto il ragionamento fatto dall'onorevole Assenza che pone in via
formale solo mille euro.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor presidente, onorevoli colleghi, vorrei chiarire
in questo momento che non c'è un euro, è appostato per memoria, se
il Governo stabilisce un importo rappresentativo di mille euro al
mese potrebbe essere una soluzione che media tra l'eliminazione
dell'articolo e la conferma di una cosa.
Credo importante, considerato che questo Parlamento ha
riconosciuto anche in un recente testo di disegno di legge, il
ruolo delle donne a proposito delle elezioni. Mi pare quindi che
vada in sintonia con quello che abbiamo fatto in precedenza.
PRESIDENTE. Forse mi sono spiegato male onorevole Di Mauro, ma il
suo intervento mi permette di precisare. Se il Governo ha previsto
la gratuità del consulente di parità significava che fino ad ieri o
fin quando non si approva la norma, si profila un esborso da parte
della Regione siciliana. Quindi noi ci ritroveremmo nelle tabelle
sostanzialmente questo risparmio. Lo dovremmo quantificare? Se lo
Stato ci dà i soldi, stiamo arrivando proprio a questo, se lo Stato
ci dà i soldi perché prevedere la gratuità del consulente di
parità? Cominciamo a chiarire i percorsi.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor presidente, onorevoli colleghi, noi non abbiamo
con l'assessore in Commissione detto nemmeno di prevedere la posta.
Se arrivano le somme, verranno date ai consulenti e ai consiglieri
di parità, se non arrivano le somme da parte dello Stato il
capitolo è azzerato e quindi non ci sono somme a disposizione.
PRESIDENTE. Ci siamo compresi su questo, le mie domande avevano
l'esigenza di stimolare il dibattito e di comprendere. Sappiamo
tutti che è una sorta di partita di giro, c'è l'incertezza
probabilmente del trasferimento statale. Quindi se riscriviamo
meglio la norma, assessore Bonafede, veniamo incontro alle esigenze
che sono state manifestate dal Parlamento ed eviterebbero
contenziosi successivi. Siamo d'accordo, magari sulla norma, però,
precisiamo che sono a carico del bilancio statale, che non sono a
carico del bilancio regionale, se viene specificato che sono svolte
a titolo gratuito nasce un problema.
BONAFEDE, assessore alla famiglia. Non è svolta a titolo gratuito
perché in effetti loro usufruiscono già di un riconoscimento da
parte dello Stato. Sarebbe non a titolo oneroso per la Regione,
cosa che ad oggi è.
PRESIDENTE. Allora, precisiamo che le cariche di consulente o
consigliere di parità provinciale e regionale sono svolte, a titolo
gratuito non c'entra assolutamente niente, che le indennità della
carica di consulente o consigliere di parità provinciale non sono a
carico del bilancio regionale. Per maggiore precisazione.
Invitiamo il Governo ad una riscrittura abbastanza chiara. Siamo
però d'accordo sullo spirito della norma. Non c'è pure copertura
nazionale.
DINA, presidente della Commissione. Bisogna fare una scelta. O se
ne fa carico la Regione o è a titolo gratuito. Su questo ci
dobbiamo concentrare.
PRESIDENTE. Quello che ha detto l'onorevole Assenza ha un
significato perché vi è un contratto in corso con i consiglieri di
parità. Li paga lo Stato o li paga la Regione comunque si ha un
rapporto in itinere.
MAGGIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAGGIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, bisogna chiarire un
punto fondamentale. Le consigliere elette e adesso in carico non
sono state elette secondo quella che è la normativa nazionale.
Quindi lì bisognerà scrivere che alla fine del mandato, per
l'elezione delle nuove consulenti o per le consiglieri di parità,
che vorrei chiarire a tutti non è che stanno lì giusto per occupare
un posto, svolgono un ruolo, lo svolgono e concertano azioni
positive e di pari opportunità per l'inserimento nel mondo del
lavoro delle donne.
Detto questo, secondo me in quell'articolo bisogna dire che alla
fine del mandato per l'elezione delle nuove consigliere, bisognerà
recepire la normativa nazionale per l'elezione e conseguentemente
anche per quello che è l'aspetto economico che riguarda le
consigliere. E abbiamo risolto tutto perché in realtà adesso
abbiamo dei trasferimenti da parte del Governo nazionale.
PRESIDENTE. E' corretto il suo ragionamento. Se l'assessore fa una
riscrittura complessiva, anche sulla base di quello che ha detto
l'onorevole Maggio, andiamo avanti con i nostri lavori.
CORDARO. Quindi si stralcia?
PRESIDENTE. No. C'è in corso una riscrittura da parte del Governo
sulla base di quello che ha detto il Governo e sulla base di quello
che ha dichiarato l'onorevole Maggio.
Si riprende l'esame dell'articolo 34, in precedenza accantonato.
Non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 35, in precedenza accantonato.
Onorevoli colleghi ho accantonato un emendamento evidenziando la
possibilità di una doppia strada se non c'è condivisione andiamo ad
uno stralcio complessivo se c'è condivisione e se ci sono
soprattutto gli atti a supporto di questa norma potremmo pure
approvarlo.
Di che cosa parlo? Vedete, quando gli uffici dell'Assemblea
evidenziano l'esigenza della relazione tecnica non è un capriccio -
l'ho detto più volte - da parte della dirigenza di questa
Assemblea, ma perché è un obbligo di legge che tutti noi dovremmo
conoscere.
Rammento a me stesso che la legge regionale dell'8 luglio 1977, n.
47, all'articolo 7 - e questo dovrebbe valere per ogni disegno di
legge - prevede che i disegni di legge lo voglio leggere perché
tutti ne siano a conoscenza e perché voglio che ne rimanga traccia
in questo dibattito. Devo riconoscere che su questo con l'assessore
Bianchi siamo in perfetta sintonia.
Esso recita che: «I disegni di legge di iniziativa governativa
che comportano nuove o maggiori spese ovvero minore entrate devono
essere corredati di una relazione tecnica predisposta dalle
amministrazioni competenti e verificata dall'Assessorato regionale
del bilancio e delle finanze per la quantificazione degli oneri
recati da ciascuna disposizione e delle relative coperture
finanziarie, con la specificazione della spesa corrente e delle
minori entrate degli oneri annuali fino alla completa attuazione
delle norme e per la spesa in conto capitale e per la modulazione
relativa agli anni compresi nel bilancio pluriennale e dell'onere
complessivo.
Per i disegni di legge di iniziativa parlamentare che comportino
nuove o maggiori spese ovvero minori entrate esitate dalle
competenti commissioni di merito, la commissione bilancio, finanze
e programmazione preliminarmente all'esame deve acquisire da parte
del Governo regionale la relazione di cui al comma due ai fini
della verifica tecnica della quantificazione degli oneri. Se non ci
sono queste relazioni tecniche è chiaro che non possiamo andare
avanti e non ci possiamo lamentare di eventuali impugnative da
parte del Commissario dello Stato, perché la relazione tecnica non
è una richiesta da parte del Commissario dello Stato, ma è una
esigenza prevista dalla legge.
Aggiungo che la normativa nazionale, la legge 31/12/2009, n. 196,
legge di contabilità e finanza pubblica che si applica anche alla
Regione siciliana prevede che per le disposizioni legislative in
materia pensionistica e di pubblico impiego la relazione di cui al
comma tre contiene un quadro analitico di proiezione e finanziaria
almeno decennali riferito all'andamento delle variabili collegate
ai soggetti beneficiari e al comparto di riferimento, per le
disposizioni legislative in materia di pubblico impiego. La
relazione inoltre contiene i dati sul numero dei destinatari, sul
costo unitario, sugli automatismi diretti e indiretti che ne
conseguono fino alla loro completa attuazione nonché sulle loro
correlazioni con lo stato giuridico ed economico di categoria o
fasce di dipendenti pubblici omologabili, e via discorrendo.
Detto questo, stamattina d'intesa col presidente della seconda
Commissione, perché non si può fare carico poi alla seconda
Commissione una competenza che è tutta del Governo, e con il
Governo per tramite dell'assessore Valenti che è stata chiesta la
produzione, così come previsto, di queste relazioni tecniche,
intendendosi per relazioni tecniche delle relazioni che debbono
portare la firma del direttore generale dell'assessorato di
riferimento e del Ragioniere Generale di questa Regione siciliana.
Altrimenti non sono relazioni tecniche.
Questo discorso vale sia per l'articolo 35 e vale anche per il
CIAPI , come abbiamo avuto modo di evidenziare proprio ieri, quindi
mi risulta che sono in fase di elaborazione, se arriveranno queste
relazioni tecniche così come ho poc'anzi detto, cioè firmate dal
Direttore generale dell'Assessorato e dal Ragioniere generale e,
allora, potranno essere portate all'esame dell'Aula, altrimenti, in
assenza di relazioni tecniche - se ne assume la responsabilità il
Direttore generale o il Ragioniere generale - non potranno trovare
accesso in quest'Aula. In attesa di queste relazioni, l'articolo 35
continua ad essere accantonato.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Condivido in pieno il suo ragionamento. Desidero dare un
suggerimento utile per tutta l'Aula. Nel caso in cui non dovessero
arrivare le relazioni tecniche, avremmo l'obbligo di prevedere una
proroga per questi soggetti, per cui quando tratteremo le proroghe
dei soggetti a tempo determinato della Regione, dovremo prevedere
la copertura finanziaria per l'eventuale proroga fino al 31 luglio
come per tutti gli altri.
PRESIDENTE. Affronteremo successivamente perché se lei pensa di
inserirsi nell'articolo 34, già l'articolo 34 è stato approvato.
Comunque, aspettiamo che arrivi questa relazione tecnica.
L'articolo 35 è collegato al 34, ma l'articolo 34 l'abbiamo
approvato. Ho compreso lo spirito del suo intervento; poi, si
troverà una soluzione. Avevo compreso bene che non poteva essere
collegato all'articolo 36.
Si passa all'articolo 36, in precedenza accantonato.
Comunico che è stato presentato dall'onorevole Grasso
l'emendamento 36.4, soppressivo del comma 1.
GRASSO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, questo è
un argomento abbastanza delicato e gradirei un attimo l'attenzione
dei colleghi perché chiedo, con il mio emendamento, la soppressione
dell'articolo 36.
E' un tema, assessore, che riguarda i nostri precari, i
contrattisti e coloro i quali sono stati già oggetto di una proroga
o, addirittura, di due proroghe per cui, con la legge di stabilità,
oltre la seconda proroga, si dice che non si può andare.
Non è né strumentale né perché ci sono i contrattisti in piazza.
Seguo come sindaco questi ragazzi dal 2005, anno in cui siamo
riusciti ad ottenere la contrattualizzazione per cinque anni.
Ritengo che ci possano essere le condizioni perché si possa avviare
un serio processo di stabilizzazione ma, in questo momento, è
necessario ottenere la proroga. Perché non possiamo ottenere la
proroga?
Perché siamo legati alla legge di stabilità. Qual è lo scopo?
Passo alla mia richiesta e qui faccio un appello ai colleghi,
perché questo articolo venga poi posto in votazione. Ho presentato
sia un emendamento soppressivo sia un emendamento aggiuntivo,
sempre con riferimento all'articolo 3 e poi un altro. I due
emendamenti - soppressivo e aggiuntivo - li riassumo in una
relazione che è tecnica perché richiama alle due leggi, perché poi
vanno votate insieme.
Con l'articolo 3 della legge numero 4 del 2013, la Regione
siciliana ha sconfessato, scusatemi, per chi c'era e per chi c'è
ora, se stessa e in che modo? In maniera assolutamente sbagliata,
creando un'assimilazione dei contrattisti - non c'è l'assessore
Scilabra - degli enti locali siciliani con i lavoratori a termine
previsti dalla normativa nazionale, cioè faccio riferimento al
decreto legislativo numero 68 del 2001.
Con l'articolo 77, comma 2, della legge regionale numero 17 del
2004, la Regione siciliana aveva già stabilito infatti che ai
contrattisti dei comuni siciliani non si applicassero le norme
previste in campo nazionale per i lavoratori a termine.
Già, quindi, c'era una previsione con l'articolo 77 della legge
2004. Oggi, invece, quella li assimila agli altri. Quindi
richiamarsi, come ha fatto la legge regionale numero 4 del 2013, ai
limiti temporali previsti dalla legge di stabilità nazionale, ai
fini della prosecuzione dei rapporti di lavoro dei precari
siciliani, è fuori luogo ed è assolutamente contraddittorio con la
previdente normativa regionale, quella del 2004, avallata in questo
caso dalla specialità garantita in forza dello Statuto
dell'autonomia regionale.
Per ogni contraddizione e per garantire serenità occupazionale ai
lavoratori precari con contratto a tempo determinato, quindi,
risulta necessario aggiungere - ecco perché uno è soppressivo e
l'altro aggiuntivo - dopo il comma 3 dell'articolo 36 del disegno
di legge numero 69/A, il seguente comma 4: l'articolo 3, comma 1
della legge regionale numero 4 del 2013 è abrogato.
Restano salvi gli effetti già prodotti per effetto della predetta
legge. Va contestualmente soppresso l'articolo 10, comma 1, del
decreto legge 69/A che va, quindi, riscritto nel modo seguente:
termini dei contratti di lavoro subordinati a tempo determinato
del personale destinatario del regime transitorio dei lavoratori
socialmente utili restano disciplinati dalla legge regionale
16/2006. Per le suddette finalità, per l'anno 2013, è autorizzata
l'ulteriore spesa di 35.123,33 migliaia di euro.
Ora, dico: non c'è la copertura ma, indipendentemente dalla
copertura, se c'è la proroga fino al 31 luglio, la copertura si
potrà vedere successivamente ma quanto meno questo garantisce la
proroga dei contrattisti perché, altrimenti, il 31 luglio
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Rinaldi. Ne ha
facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, volevo chiedere all'assessore se
questo emendamento presentato rientra anche nella categoria sotto
elencata adesso dall'onorevole Grasso e anche a quella cui facevamo
riferimento all'articolo 34, cioè sono quelli che scadono al
quinquennio e, quindi, si rinnovano tutti, quindi, tutti rientrano.
Signor Presidente, ne approfitto per chiedere scusa per
l'atteggiamento di ieri sera: mi sono lasciato andare. Chiedo scusa
al collega D'Agostino ma la provocazione era anche forte.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, assessore Bianchi e assessore
Bonafede, durante la discussione in Commissione, a proposito della
prosecuzione dei rapporti del personale destinatario del regime
transitorio dei lavori socialmente utili, è stato posto un problema
relativo a quei lavoratori che erano transitati nelle società miste
e che, cessate le società miste perché fallite, in quasi tutte le
province siciliane, dopo essere andati presso l'Ufficio Provinciale
del Lavoro e fatto la concertazione nel rispetto della legge
vigente, sono stati reinseriti nel paniere degli aventi diritto.
In sole due province, quella di Siracusa e di Messina, il rientro
di questi lavoratori non è avvenuto in maniera omogenea, nel senso
che alcuni lavoratori sono stati riammessi e altri, lo dico con la
certezza che qualche Procuratore mi possa ascoltare, non stati
riammessi al lavoro, costringendo questi lavoratori, nonostante ci
sia una legge ben chiara sulla vicenda, ad adire le vie legali e
andare dal Giudice del Lavoro.
Avevo chiesto, in sua assenza, alla dirigente che venisse fatto un
emendamento per chiarire che in questa Regione non ci possono
essere due pesi e due misure e che, una volta che si va all'Ufficio
Provinciale del lavoro di Siracusa e di Messina, questi lavoratori
devono essere reintegrati o tutti o nessuno e che comunque non è
possibile che la legge valga per quelli di Catania e di Palermo e
non valga per le altre due province.
Eravamo rimasti con la sua dirigente che avrebbe esaminato la
questione. Ha scambiato questa mia richiesta come se vi fosse un
ulteriore aumento di risorse destinate. Non c'è nessuna richiesta
di aumento di risorse in quanto sono soggetti che già godono di
questi benefici. Sono soggetti che sicuramente sono perseguitati
politici da alcune amministrazioni e noi abbiamo l'obbligo,
politico e morale, di andare immediatamente a verificare con due
cose: intanto nominando degli ispettori in queste due province e
poi ritorno a chiedere a lei un chiarimento definitivo su questa
vicenda in maniera tale che si accerti che, una volta che si va
all'Ufficio Provinciale del Lavoro e questo certifica che i
lavoratori hanno diritto al rientro, rientrino tutti o non solo
una parte.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Lei, su questo articolo, è già intervenuto.
RINALDI. Sono intervenuto sull'emendamento. Ora intervengo
sull'articolo.
PRESIDENTE. No, onorevole Rinaldi, la discussione è unica ma,
poiché ha parlato poco e al di sotto dei due minuti, le consentiamo
un minuto.
RINALDI. Grazie, signor Presidente. Intervengo per dire che sono
perfettamente d'accordo con l'onorevole Vinciullo e voglio anche
sottolineare e denunciare all'Assessore degli atteggiamenti
squalificanti nella provincia di Messina. Vi sono alcune
cooperative che gestiscono il personale ASU che ricattano i soci
facendogli pagare la quota se no non li ammettono al progetto di
avvio presso alcuni enti dove hanno la convenzione.
Chiedo, quindi, all'assessore un attimo di attenzione: segnalavo
poco fa una disfunzione che c'è in provincia di Messina. Ci sono
alcune cooperative che gestiscono il personale ASU che ricattano i
soci e anche il personale non avviandoli ai progetti, come sono
stati fatti negli anni scorsi dove hanno le convenzioni con alcuni
enti, perché li obbligano a pagare le quote sociali della
cooperativa.
Siccome credo che l'avviamento ai progetti di lavoro siano
comunque obbligatori, al di là del fatto che pagano o no le quote,
le chiedo se gentilmente può avviare una ispezione per capire, in
queste cooperative, quali sono i soci che sono stati avviati al
lavoro e quelli che non sono stati inviati, per quale motivo sono
rimasti nelle cooperative, oppure se utilizzati impropriamente
presso studi privati o presso scuole o, comunque, presso enti o
soggetti che non rientrano nella legge di utilizzo.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per un
chiarimento e perché rimanga agli atti dell'Assemblea regionale, se
non ho capito male - e sono stato rassicurato su questo da parte
dell'assessore - che stiamo facendo una proroga nei confronti di
tutto il personale precario, qualunque esso sia denominato, sino al
31 luglio.
In questa proroga, vi è anche compresa la possibilità di prorogare
il personale che alla scadenza del secondo rinnovo quinquennale e
vorrei anche un cenno da parte
PRESIDENTE. Nella replica, così rimane agli atti.
CLEMENTE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CLEMENTE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio intervento
tende a far rimanere agli atti un'altra anomalia, assessore. Si
tratta di cooperative che, in assenza di convenzione, hanno i
lavoratori a casa e chiedono di andare a lavorare, chiedendo
convenzioni all'assessorato ai beni culturali e che non hanno avuto
risposta da tempo.
Abbiamo, quindi, a mio avviso, un problema: teniamo dei lavoratori
a casa, li paghiamo e non facciamo esercitare loro quella che è la
loro volontà di lavorare.
Presenterò, quindi, un ordine del giorno, una raccomandazione,
affinché si possano subito stipulare le convenzioni per queste
cooperative.
FAZIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, molto brevemente,
non posso che prendere atto, ringraziando il Governo, per questo
emendamento integrativo, in quanto recepisce gli emendamenti che
sono stati presentati da me, ovviamente insieme a tutta una serie
di altri colleghi - Gucciardi ed altri - al fine di porre rimedio a
una sostanziale ingiustizia che si stava commettendo, che il
Governo stava commettendo.
Quei lavoratori socialmente utili previsti dalla legge del 2007,
nel momento in cui rimaneva la formulazione dell'articolo 36, così
come effettivamente era stata immaginata, venivano esclusi da ogni
possibilità di proroga.
Questo emendamento gli consente di potere, in qualche modo,
ottenere la proroga al 31 luglio e, quindi, anche a loro estendere
la possibilità di una eventuale stabilizzazione, laddove e se
effettivamente ci sarà, sulla base della normativa nazionale. Si
pone rimedio ad uno svarione e un passo falso da parte del Governo
regionale e che, quindi, va dato atto al Governo che, nonostante il
pressing effettuato da tutti, dalla maggior parte dell'Aula,
finalmente, è stato recepito e tradotto in un atto materiale come
l'emendamento integrativo. Grazie, quindi, a nome, ovviamente, di
tutti gli LSU.
PICCIOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PICCIOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io vorrei
dare merito all'onorevole Di Giacinto, al Capogruppo del Megafono,
che, in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, ha
correttamente posto il problema della scadenza del contratto degli
LSU.
L'onorevole Di Giacinto, quindi, è il vero motore di questo
emendamento; dobbiamo dare merito a lui, da sindaco, da ex
amministratore, di avere sollevato il problema e posto il problema
al Governo. Sul problema del caporalato, di cui parlava l'onorevole
Rinaldi, vorrei che l'assessore ponesse forte attenzione perché in
tutte le Province, a Messina come a Palermo, questi delle
cooperative esercitano un'azione davvero indegna sui soci
cooperatori, ricattandoli, minacciandoli, utilizzandoli nelle
maniere più disparate.
Di questo sono stati allertati gli Uffici Provinciali del Lavoro,
che hanno mandato le ispezioni, però poi il problema è sempre
quello, cioè che non riescono a svincolarsi, anche a parità di
condizioni economiche, per poter transitare negli enti pubblici o
per poter transitare in altre cooperative o direttamente al
servizio - come sarebbe logico - delle strutture regionali, senza
percepire indennità aggiuntive.
Sarebbe, quindi, molto semplice imporre a queste cooperative,
sciogliere questi lavoratori da questo vincolo di subordinazione
con le cooperative e fare sì che loro possano tranquillamente
svolgere le loro mansioni al servizio degli enti pubblici, senza
dover pagare il pizzo politico ed economico a chi invece li
gestisce e li manovra in maniera iniqua. Grazie, signor Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Picciolo.
DI GIACINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo atto
che sulla richiesta ieri fatta da me per quanto riguarda i
contrattisti che erano alla seconda scadenza quinquennale, con
questo articolo della finanziaria, non venivano prorogati questi
contrattisti; prendo atto oggi che con l'emendamento presentato dal
Governo viene risolto anche questo problema.
Vorrei anche dire alla collega che, poco fa, ha parlato prima di
me, che purtroppo siamo collegati alla finanziaria nazionale, alle
leggi nazionali, per quanto riguarda le stabilizzazioni.
Prendo atto anche di un'altra cosa - forse stamattina abbiamo
letto i giornali - e il Presidente Letta, nella sua comunicazione
al Parlamento sulle dichiarazioni programmatiche, ha detto che ci
saranno le proroghe di tutti i contrattisti che scadono il 31
luglio 2013.
Prendiamo, quindi, anche atto di questo per salvare tutti questi
contrattisti che, in Sicilia, purtroppo, ancora sono tantissimi.
Ringrazio il Governo per quello che ha fatto perché salviamo
almeno tremila, quattromila persone che già sono in scadenza al
secondo quinquennio.
ALLORO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALLORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono assolutamente
d'accordo con questo emendamento che rimette tutti sullo stesso
piano, perché sarebbe stata un'ingiustizia nella speranza che il
Governo, e il Parlamento poi, possano procedere ad una legge di
riordino e di stabilizzazione del sistema. Quello che invece volevo
chiedere al Governo era relativo ad una mia preoccupazione. L'anno
scorso i fondi che sono stati destinati alle proroghe dei contratti
erano 315 milioni di euro; quest'anno sono 292 milioni di euro,
quindi, con una contrazione sostanziale di quelle che sono le
risorse che temo non consentiranno di garantire i rinnovi a tutto
il bacino dei lavoratori socialmente utili e dei contrattualizzati,
perché lì il rischio reale è quello che i Comuni che devono mettere
l'integrazione del contributo, si troveranno a ridurre le ore,
perché non sono nelle condizioni di potere garantire lo stesso
numero di ore degli anni precedenti.
Volevo, quindi, chiedere al Governo se avete fatto un
approfondimento in questo senso e se siamo assolutamente tranquilli
che le risorse siano bastevoli per tutti.
VENTURINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VENTURINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto, grazie
per avermi dato la parola così velocemente. Giusto un brevissimo
intervento, visto che abbiamo soltanto due minuti, per dire che
anche noi accogliamo con piacere questo emendamento del Governo
perché da la possibilità di prorogare, anche a chi era stato
escluso fino al 31 dicembre, la possibilità di continuare a
lavorare.
Il problema che, però, si ripropone, a distanza di quattro mesi, è
quello che abbiamo affrontato, guardate bene il 31 dicembre, cioè
ci siamo trovati davanti ad una platea di precari immensa di cui
non si ha probabilmente ed esattamente contezza del numero, tant'è
vero che, all'indomani di quella farneticante seduta, mi sono
personalmente, insieme ai colleghi del Movimento Cinque Stelle,
fatto avanti per cercare di creare un tavolo di lavoro con la
dottoressa Corsello, per cercare di venire fuori da una situazione
di precarietà, proprio dalla situazione che riguarda i precari,
cercando di mettere la parola fine a questo discorso del precariato
perché mi sa che, di volta in volta, non si fa altro che arrivare
all'ultimo momento, trovare i soldi per prorogare a tre mesi, poi a
luglio troveremo i soldi per prorogare a dicembre, poi a dicembre
troveremo i soldi per prorogare e così via e così via e così via.
Praticamente, non è stato fatto altro, dal 1989 ad oggi, che
creare una platea di precari che, probabilmente, supera gli 80, 90
mila; non sappiamo il numero.
Non lo so perché avevo chiesto ai vari assessorati di farmi
pervenire una mappatura del reale numero dei precari nelle diverse
forme, nelle diverse sigle che sono state inventate in questi anni.
Non trovando subito una risposta, ci siamo attivati con gli Uffici
della vicepresidenza, per fare da soli questo tipo di ricerca che
ancora sta continuando; continuiamo a ricevere fax per conoscere
esattamente qual è il tipo di situazione che si trova in ogni
singolo comune del territorio siciliano.
Ora, il problema è questo: abbiamo il dovere morale, in questa
legislatura, di trovare una soluzione che sia veramente definitiva
al mondo del precariato. Ci sono le leggi. Noi avevamo già
presentato - avevamo già lavorato - un disegno di legge; avevo
chiesto più volte alla dottoressa Corsello di intervenire ma, prima
o poi, sono certo che verrà perché, in questo periodo, è stata
probabilmente presa da altri impegni per arrivare alla definizione
di una legge che, finalmente, metta fine alla parola di un
precariato che, probabilmente, una certa politica in passato ha
creato e che, oggi, la politica di oggi, forse, non vuole superare
del tutto.
Mi sa che questa forma continua, sottile di ricatto, forse,
conviene a qualcuno.
Mi auguro di no perché in quest'Aula sono sicuro di essere
circondato da onorevoli colleghi che hanno dell'interesse, come me,
come i miei colleghi, di venir fuori da questa situazione.
Quindi - e concludo, signor Presidente - spero che si venga fuori
da questa situazione, che questa legislatura venga ricordata come
la legislatura che ha saputo mettere fine a un mondo del precariato
voluto da qualche altro in passato.
Ho qui diversi appunti ma capisco bene che il tempo è pochissimo.
Avevamo presentato degli emendamenti; avevamo indicato delle
soluzioni; avevamo detto come era possibile anche da noi recepire,
per esempio, quello che fu il decreto Monti, nelle altre Regioni,
recepito da noi allegramente, non preso nemmeno in considerazione.
Resta il fatto - l'ultima cosa che voglio dire, signor Presidente -
che non è possibile che la maggior parte delle attività svolte
all'interno dei nostri enti e che sono importantissime per il
funzionamento dei nostri Enti pubblici, vengano svolte da persone
che sono precarie, cioè la non precarietà dello svolgimento delle
funzioni di un Comune, ecc., viene garantita da precari.
Non capisco perché non si possa, finalmente, mettere mano ad una
programmazione seria, piuttosto che, di volta in volta, tamponare,
trovando, ora qui ora là, i fondi che poi spuntano.
Voglio dire, quindi, che basterebbe un po' di programmazione:
arrivare alla stesura di un disegno di legge serio, concreto che,
finalmente, metta fine a questa parola.
Qualcuno diceva - e concludo, signor Presidente - che stabilizzare
tutte queste persone significa bloccare assunzioni, significa
tarpare le ali ad una nuova generazione di lavoratori. Non è vero
neanche questo perché, se abbiamo l'intelligenza di esplorare nuove
forme di economie che in Sicilia si chiamano turismo, agricoltura,
nonché energia alternativa. Anche la formazione deve farsi carico,
quindi, di un nuovo messaggio e cominciare a formare nuove
professionalità, pur stabilizzando questa enorme platea che è stata
creata, dal 1989 ad oggi. La Sicilia continuerebbe ad essere in
grado di creare posti di lavoro per la nuova generazione.
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, brevissimamente,
per dire che sicuramente noi oggi affrontiamo, con questo argomento
relativo alla proroga al 31 luglio, una questione che ha una sua
influenza di carattere sociale, un momento anche di tensione
sociale a cui dobbiamo dare riscontro.
C'è un orientamento da parte di tutta l'Assemblea - mi pare di
capire - oltre che la proposta del Governo, di dimostrare come, su
argomenti del genere, la sensibilità è piuttosto evidente. Però, io
dico che dobbiamo - così come anche in altre occasioni ribadito -
avviare una fase nuova.
Veda, Presidente, io ho chiaro un incontro fatto all'Albergo delle
Povere nel 2010 in cui, con grande insistenza, i sindaci hanno
sollecitato un particolare impegno su questo problema. Ed in quella
sede è stata avanzata una proposta che poi il Governo nazionale ha
accolto: era quella della deroga al patto di stabilità e di un
mantenimento su questo problema e, quindi, la possibilità di
attingere al fondo nazionale. Quindi ,oggi si ripropone, in maniera
diversa e sempre insistente, questo problema.
Io in diverse occasioni ebbi a ribadire da quest'Aula che,
comunque, andava aperta una fase nuova. Ad oggi - ahimé - dobbiamo
costare che ciò non è avvenuto, perché dobbiamo cominciare a
pensare a come procedere all'ulteriore rinnovo della posizione dei
precari; dobbiamo cominciare a capire quale deve essere il rapporto
costo-servizio; dobbiamo cominciare a capire come si avvia il
processo di stabilizzazione, atteso che - al di là di un termine
sbrigativo stabilizzazione' - si affronta un problema che riguarda
realmente il peso finanziario che gli Enti locali dovranno
affrontare.
E, quindi, com'è possibile pensare ad una stabilizzazione, nel
momento in cui c'è un problema che investe da una parte l'aspetto
tecnico della disponibilità dei posti in pianta organica e quindi
un modello da sviluppare in questa direzione - e poi c'è,
dall'altra arte, il carico finanziario. Ma i Comuni avranno la
possibilità di sostenere questo?
Allora, io dico: bene Siamo tutti perché su questa posizione si
determini in maniera univoca un'azione precisa: la proroga; però,
attenzione, deve parallelamente partire una fase in cui si capisca
che ulteriori passaggi, probabilmente, diventeranno sempre più
difficili.
Allora, avviamo la fase concreta di vedere come si può rendere
produttiva e, quindi, non più un costo che sia solo un peso, ma un
costo che possa essere un'opportunità, una possibilità di far
crescere i servizi e far crescere la Sicilia.
GRECO MARCELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO MARCELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, secondo me
l'articolo 36 di questa proroga non è qualcosa che doveva essere
data. E' un atto sicuramente dovuto. Dovuto perché è necessario che
una volta per tutte si ponga fine al problema delle proroghe, si
ponga fine al problema del dissanguamento da parte di questa
categoria.
Io faccio un invito forte e lo faccio al Governo regionale, al
Presidente Crocetta, all'assessore Bianchi e all'assessore
Bonafede, affinché questo Governo possa andare al Governo nazionale
e chiudere una volta per tutte il problema del precariato con la
stabilizzazione.
Questo è l'invito che io faccio in qualità di presidente della V
Commissione parlamentare ed è l'invito affinchè si possa finalmente
dire basta' con queste proroghe, basta' con questa continuazione
di due mesi, tre mesi, quattro mesi; perché non ne possiamo più
Non possiamo andare in continuazione a discutere proroghe.
Una volta per tutte il Governo regionale batta i pugni sul tavolo
del Governo nazionale, affinché si possa definire una volta per
tutte questa richiesta di stabilizzazione. Grazie.
GIANNI. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor presidente, onorevoli colleghi, solo un minuto per
dirle che voglio sottoscrivere l'emendamento dell'onorevole
Vinciullo. Rivolgo, quindi, all'assessore Bonafede una richiesta
specifica di verificare per quale motivo succedono questi fatti a
Siracusa e a Messina.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor presidente, ci sono dei contratti che sono in
scadenza il 30 aprile, per cui se non c'è una direttiva, visto che
c'è questo emendamento del Governo, se non c'è una direttiva da
parte dell'Assessorato si rischia che parecchi lavoratori restino a
casa perché i Comuni possibilmente alla scadenza, in mancanza di
una direttiva non emanano gli atti di Giunta.
Quindi, un invito all'assessore Bonafede e al Dipartimento
affinchè faccia una comunicazione agli Uffici.
PRESIDENTE. Si passa alla votazione.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE: Sì, lei aveva chiesto di parlare, ma c'è un ordine,
l'Aula mi è testimone, anche se non c'è bisogno, perchè possiamo
ascoltare la registrazione, ho chiamato più volte l'onorevole
Laccoto, lei non c'era, però nonostante questo, pur essendo
decaduto, le do la parola.
LACCOTO. Signor Presidente, mi perdoni, io stanotte ho voluto
lasciare perdere. Lo voglio dire molto chiaramente io sono uno che
non interviene sempre, ma lei che mi dica che ero fuori non può
dirlo, perché io sono stato qua nell'emiciclo. Quindi non è
possibile C'è qualche cosa che non va evidentemente. La pregherei
di avere più attenzione
Signor presidente, onorevoli colleghi, io non cerco mai storie, se
mi segue l'Assessore per la famiglia e l'assessore Bianchi, quanto
denunciato dall'onorevole Vinciullo ha una atipicità perché ancora
queste cooperative esistono solo a Messina e a Siracusa.
C'è un problema evidentemente, perché non avendo allora l'Ufficio
provinciale fatto in tempo queste convocazione è successo che,
nelle more, è stata fatta una norma che obbliga i Comuni non ad
avere il 10 per cento come contribuzione da parte dei Comuni, ma
il 40 per cento e il 60 per cento a carico della Regione.
Per un fatto anche di civiltà, credo che non possono più esistere
queste forme con le cooperative che non hanno senso, perchè queste
cooperative hanno gestito per molto tempo questo personale, avendo
anche l'obbligo della stabilizzazione.
Ebbene, di stabilizzazione non se ne può parlare perché le
cooperative non danno nessun segnale per la stabilizzazione. Non si
fanno passare agli Enti locali perché c'è questo doppio problema,
in quanto gli Enti locali non possono caricarsi il 40 per cento
invece del 10 per cento. Io credo, Assessore per la famiglia e
assessore per l'economia, che è venuto il tempo, per un fatto di
giustizia ma anche di progresso e di civiltà, che questi impiegati
delle cooperative possano liberamente transitare agli enti locali,
risolvendo anche questo problema perché credo che il 40 per cento
sia un onere molto forte per gli enti locali e quindi difficilmente
potranno contrattualizzarsi. E' questa è la fase che credo, una
volta per tutte, debba essere risolta dal Governo nel loro
complesso.
Dall'altra parte, invece, per quanto riguarda i precari in
generale degli enti locali, è chiaro che deve essere una priorità
del Governo interloquire con il nuovo Governo nazionale per far sì
che questo problema venga in qualche modo superato, perché c'è
stato un errore che è stato quello di averlo a suo tempo equiparato
ai precari a livello nazionale e, quindi, ci ha impedito, in questa
maniera, di potere oggi avere il fondo unico del precariato che
veniva gestito difformemente da quello nazionale. L'obbligo
nazionale ci impone di arrivare a luglio.
E' una materia che l'assessore Bianchi conosce, ma che comunque
l'indicazione di tutto il Parlamento è quella di arrivare, una
volta per tutte, al superamento di questa fase che ci obbliga ogni
volta a fare le proroghe di quattro mesi, di tre mesi e poi non
sappiamo fino a quando.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desideravo
esprimere davvero in questo percorso fisiologicamente tormentato
non più di altre volte, anzi, il ringraziamento a nome del gruppo
del Partito Democratico al Governo per la sensibilità che ha
dimostrato su un tema che non intende o non intendeva tutelare, una
categoria particolare di lavoratori precari, ma che poneva un tema
che rischiava di diventare il disastro per i precari degli enti
locali che operano e lavorano nella Regione siciliana.
Mi riferisco, in particolare, ai precari che hanno esaurito il
secondo quinquennio, come volgarmente si dice, per i quali da
troppi mesi, assessore, le istituzioni pubbliche rappresentative
non erano state sufficientemente attente. Perché dietro a queste
fredde righe, apparentemente scritte in un tecnicismo quasi
incomprensibile per i non addetti ai lavori - e lo dice chi ha
contribuito a scrivere personalmente il testo dell'articolo
medesimo - dietro queste righe si nascondono drammi della nostra
terra, sofferenze di come ancora il lavoro, che è il primo dei
diritti costituzionalmente tutelati, in Sicilia meriti davvero non
solo un'attenzione straordinaria delle istituzioni, ma qualche
volta persino una sorta, consentitemi e passatemi il termine, di
rivoluzione culturale.
Il lavoro in Sicilia è qualcosa di altro rispetto ad altre parti
del nostro Paese, per cui noi oggi stiamo facendo giustizia di una
frattura sociale che si stava rischiando e che la determinazione di
tantissimi lavoratori che avevano davvero perso la dimensione non
soltanto economica e sociale della propria vita in relazione al
proprio posto di lavoro, ma avevano trasformato questa sofferenza
in una dimensione esistenziale rispetto alla quale questo
Parlamento e il Governo della Regione siciliana non potevano
rimanere insensibili.
Quindi, un grazie di cuore per la sensibilità e la disponibilità
mostrata dal Governo nel riscrivere questo emendamento presentato
dal Partito Democratico e sottoscritto anche dall'onorevole Fazio,
come correttamente ha riferito lui nel suo intervento, e condiviso
dall'intera Commissione Bilancio con una volontà unanime che
voleva davvero portare a soluzione il problema non soltanto di
questi centinaia di lavoratori in questo momento, ma assessore, lei
lo sa bene, di tutti e 20 mila o quanti essi sono esattamente i
lavoratori della Regione siciliana che man mano arrivavano alla
scadenza del secondo quinquennio, esaurivano il loro rapporto e
quindi la loro speranza rispetto ad una prospettiva di lavoro.
L'ultima cosa e concludo, Presidente. Si è insediato da poche ore
il nuovo Governo del nostro Paese, il Governo nazionale. Il
Presidente del Consiglio Letta ha mostrato da subito, sin dalle
dichiarazioni programmatiche, una sensibilità particolare rispetto
a questo tema.
Ed allora, come bene in queste settimane il Governo ha fatto nel
trovare una interlocuzione positiva e propositiva finalmente con il
livello istituzionale nazionale, adesso io vi chiedo, davvero con
tutte le nostre forze, con tutte le mie forze, di aprire, se è
necessario, una vertenza, perché la questione del precariato in
Sicilia è una questione diversa rispetto ad altre Regioni del
nostro Paese e non può essere problemi diversi affrontati con
soluzioni uguali per tutte le Regioni,. Il problema in Sicilia va
affrontata con una medicina diversa e il Governo nazionale deve
comprendere come la Sicilia, oggi più che mai, abbia bisogno di un
intervento legislativo particolare che porti davvero a soluzioni il
problema, come tanti colleghi prima di me hanno sollecitato.
Questa , credo, è la strada maestra da seguire, per cui io esprimo
la soddisfazione del Gruppo che rappresento in questo Parlamento e
invito il Governo a proseguire sulla strada intraprese.
PRESIDENTE. Si passa alla votazione.
DINA E l'emendamento dell'onorevole Vinciullo?
PRESIDENTE. Quello dell'onorevole Vinciullo è tra gli emendamenti
aggiuntivi, non complichiamo, ce ne sono tanti altri e quindi
andranno visti successivamente. Anche perché l'emendamento
dell'onorevole Vinciullo ha bisogno della copertura finanziaria e,
quindi, c'è bisogno di una riflessione.
Scusate, l'ha sottoscritto l'Assessore Bonafede, lo dobbiamo
mandare agli uffici e all'Assessore all'Economia per vedere la
compatibilità insieme agli altri aggiuntivi che ci sono, non è che
erano stati accantonati a caso.
Invito l'onorevole Grasso a ritirare l'emendamento soppressivo a
sua firma.
Pongo in votazione l'emendamento aggiuntivo A 301 bis del Governo.
VINCIULLO. Presidente, e il mio emendamento aggiuntivo?
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo la prego, lei peraltro nella
qualità di Vicepresidente della Commissione venga incontro alle
esigenze del Parlamento tutto.
Pongo in votazione l'emendamento aggiuntivo A301 bis del Governo.
Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 36, come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. L'assessore Bonafede intendeva intervenire, ma sulle
numerosissime richieste che sono state fatte le verrà data la
possibilità nel corso della lunghissima serata.
Si riprende l'esame dell'articolo 20, in precedenza accantonato.
Si passa all'emendamento 20.5 a firma degli onorevoli Cracolici e
Gucciardi. Il parere del Governo?
BIANCHI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 20.9 del Governo. Il parere della
Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 20.8 del Governo. Il parere della
Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 20.1 a firma dell'onorevole Lentini.
Onorevole Lentini, la invito al ritiro perché ha delle implicanze
di ordine finanziario.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, di questo
ne abbiamo parlato abbondantemente in Commissione, fra l'altro è
stato votato favorevolmente con la presenza dell'assessore
Cartabellotta che desidero intervenga in merito.
La legge n. 14 del 2006, di fatto, ha cancellato tanti lavoratori
che da tanti anni avevano lavorato per un solo turno. Di fatto cosa
accade? Stiamo parlando di almeno 150 persone in Sicilia; erano di
più, ma in questi tre, quattro anni, molti sono andati in pensione.
Accade che in tante aree della Sicilia il numero della richiesta è
superiore rispetto all'offerta. Ormai c'è questa possibilità, se si
dà questa possibilità a questi lavoratori che ad ulteriore bisogno
possono essere chiamati dopo gli aventi diritto, mi sembra di fare
un'opera buona e quindi è sicuramente senza spesa aggiuntiva.
Desidero che l'Assessore su questo faccia una sua dichiarazione.
PRESIDENTE. Chiedo all'assessore Caltabellotta e all'assessore
Bianchi di intervenire per comprendere se questo emendamento ha
implicanze di carattere finanziario. Se ha implicanze di carattere
finanziario, se riusciamo a dare copertura.
BIANCHI, assessore per l'economia. Signor Presidente, l'avevamo
già affrontato in Commissione Bilancio . Questo emendamento amplia
la platea e, quindi, necessariamente aumenta l'onere finanziario.
In presenza di una politica di contenimento quindi sfalserebbe
tutto l'intero articolo. Pertanto, il nostro parere non può che
essere negativo.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Onorevole Lentini, ritira l'emendamento?
LENTINI. Desideravo che l'Assessore prendesse in considerazione
PRESIDENTE. Onorevole Lentini, siamo in fase di approvazione della
finanziaria. Nel merito è chiaro che lei ha pienamente ragione. Se
ci sono problemi di carattere finanziario dobbiamo dare la
copertura
LENTINI ma c'è la copertura La copertura è esistente perché si
parla sempre della stessa cifra.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 20.1, col parere
contrario del Governo e della Commissione. Chi è favorevole si
alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 20.3 a firma dell'onorevole Grasso. Il
parere del Governo?
CARTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole ed alimentari.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 20.7 del Governo. Il parere della
Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A 177, a firma degli onorevoli Caputo e
altri, che già è passato dalla III Commissione, come ha evidenziato
l'onorevole Marziano.
Comunico che è stato presentato il subemendamento A 177.1 del
Governo.
CARTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole ed alimentari.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole ed alimentari.
Signor Presidente, onorevoli deputati, a differenza degli anni
precedenti, viene individuata una fattispecie specifica che fa
configurare l'intervento come solidarietà rispetto ai comuni che o
sono stati sciolti per mafia nell'ultimo quinquennio oppure si
trovano in una situazione di dissesto finanziario.
Quindi, viene individuata una casistica ben precisa che ci
consente di rendere efficienti e funzionali i mezzi e gli strumenti
di cui dispone la Regione per intervenire sui comuni che sono stati
sciolti per mafia o che sono in situazione di dissesto finanziario.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pongo in votazione il
subemendamento A.177.1 a firma del Governo, col parere favorevole
della Commissione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento A177, aggiuntivo, a firma degli
onorevoli Caputo, Falcone, Vinciullo, Pogliese e Marziano nella
qualità di presidente della III Commissione.
Comunico che appongono la firma tutto il Gruppo del Movimento
Cinque Stelle e gli onorevoli Ioppolo, Panarello, Digiacomo,
Picciolo, Rinaldi, D'Asero e con la sottoscrizione di tutta
l'Assemblea.
L'Assemblea ne prende atto.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 20.4.
ZITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei precisare, in
relazione all'emendamento che abbiamo presentato, che alcune delle
parti sono integrate nella riscrittura dell'articolo da parte del
Governo, ed esattamente nell'articolo 20. Volevamo aggiungere la
nostra lettera R e la nostra lettera S , cioè anche la cura e
pulizia dei siti di importanza comunitaria, quindi dei SIC, delle
ZSC e delle ZPS e, in più, della cura e pulizia del demanio
marittimo e quindi anche litorali, spiagge, eccetera.
Visto che parte è stato riscritto nell'articolo 20 non so se si
può recepire così tale e quale l'emendamento, però, stralciare la
lettera R e la lettera S e la riscrittura dell'1 ter dove si
definiva un incentivo per la mancata esternalizzazione. A noi
interessano queste due lettere dove appunto si parla delle zone
SIC, ZSC e ZPS e poi dei litorali, cioè del demanio marittimo,
quindi, inserire anche queste voci. In più quello che a noi
premeva, ed era l'1ter, ma non so se il Governo lo vuole
riscrivere, era un modo per incentivare sia le aziende che gli enti
a cui si rivolgono a consorziarsi, cioè invogliarli a consorziarsi.
Quindi, i soldi risparmiati dalla mancata esternalizzazione
andrebbero distribuiti sia all'Azienda forestale sia all'Ente che
ne usufruisce e parte anche per i fondi della Regione. Se questo il
Governo lo vuole riscrivere per dare un incentivo a lavorare.
CARTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Signor Presidente, condivido le lettere R , S e T , ovviamente
parleremo di cura, pulizia, ma non di diserboli. Quindi, tutte le
lettere.
Per quanto riguarda, invece, l'articolo, considerando che le
risorse che verranno risparmiate dovranno essere messe in circolo
per i lavoratori, magari ci riserviamo di prenderne conto nelle
disposizioni attuative che dobbiamo fare con provvedimento
amministrativo, perché il principio è giusto. L'accoglimento,
quindi, delle lettere R , S , T e U senza diserbo.
PRESIDENTE. Formalmente, occorre che venga presentato un
subemendamento o a firma dell'onorevole Zito o a firma del Governo.
CLEMENTE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CLEMENTE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per un
ulteriore chiarimento, fermo restando la validità dell'emendamento.
Vorrei venisse meglio precisato quando si fa obbligo ai comuni o
alle pubbliche amministrazioni perché alcuni comuni hanno già
affidato a servizi tipo la Gesip, il comune di Palermo, non vorrei
che si creassero duplicazioni da questo punto di vista, e quindi
preferire che venisse meglio precisato.
Altra cosa, in Commissione lei, assessore, aveva accolto il mio
invito per precisare anche sulla pulitura dei canali di maltempo.
E' un problema annoso che riguarda molte città che per problema
alluvioni, poi, si trovano scoperti da questo servizio.
PRESIDENTE. Onorevole Cartabellotta, se fosse possibile scrivere
insieme al Movimento 5 Stelle questo subemendamento, non sarebbe
male.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, capisco le buone intenzioni dei
colleghi e capisco l'obiettivo di estendere anche le attività per
renderli socialmente più utili, ma ricordo ai colleghi che stiamo
parlando di lavoratori agricoli per i quali esiste un apposito
ordinamento amministrativo, contributivo, previdenziale, una
disciplina specifica del mercato del lavoro.
Non stiamo parlando di lavoratori di servizi, i quali hanno una
tipologia contrattuale completamente diversa, sono lavoratori
stagionali e pagano da lavoratori stagionali uno specifico
contributo agricolo unificato.
Non vorrei che per eccessiva voglia di rendere più socialmente
accettabile o più visibile il ruolo del lavoratore forestale lo
trasformassimo in un puliziere di aiuole spartitraffico. Non si può
fare.
Credo che gli uffici debbano supportare l'eventuale
improponibilità non per le ragioni connesse all'obiettivo ma perché
obiettivamente questi sono lavoratori agricoli forestali
disciplinati con una norma, altrimenti bisogna inquadrarli in altra
maniera, non possono avere la disoccupazione agricola, non possono
avere i sistemi previdenziali ed assistenziali previsti per questa
fattispecie.
CARTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Onorevole Cracolici nessuno ha previsto di cambiare la fattispecie.
Il lavoro sarà in ogni caso squisitamente lavoro agricolo e
forestale cioè avere contatto con le piante ed il terreno. Quella è
la natura e la matrice. Che poi nelle riqualificazioni di un parco
archeologico si venga ad avere a che fare sempre con la pulizia,
nessuno vuol trasformare il lavoratore forestale né in un
costruttore di centrale nè in altre cose.
La categoria resta quella del lavoratore agricolo e forestale.
PRESIDENTE. Assessore, intanto se si scrive questo subemendamento
sarebbe cosa opportuna.
LOMBARDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO. Signor Presidente, vorrei un attimo richiamare
l'assessore Cartabellotta e i suoi importanti rappresentanti della
maggioranza di Governo a chiarirmi perché l'ultimo intervento
dell'onorevole Cracolici mi ha confuso.
Si fa riferimento a manutenzione delle aree verdi pubbliche, in
questo caso, prima si faceva riferimento a pulizie di aiuole, non
so se i due termini sono connessi.
A questo punto, visto anche l'emendamento presentato dal Governo e
che è stato frettolosamente approvato precedentemente, la mia
confusione aumenta.
Se il presidente Crocetta, a cui va dato il merito di una difesa
anche televisiva dei lavoratori forestali, ha parlato di un
utilizzo di questi lavoratori all'interno ed a disposizione anche
dei comuni per svolgere delle funzioni che, oggi, vengono affidate
anche a ditte esterne e quando l'articolo 20 parlava esplicitamente
di obbligo fatto a enti, agenzie ed altri consorzi ed aziende, e
così via, partecipate dalla Regione, obbligo di stipulare una
convenzione con l'azienda foreste per svolgere queste funzioni, con
l'emendamento che ora abbiamo votato si parla, invece, di:
convenzione che prioritariamente, attraverso la stipula della
convenzione di cui al comma 9 ter, come azienda regionale foreste,
ove se ne accerti l'economicità .
Assessore, a me dispiace, riconosco che lei, in Commissione, ha
avviato un lavoro utile e proficuo che è stato - lo dico anche
riconoscendole un ruolo importante - di riforma sull'utilità di
questi lavoratori, però avevamo detto che si davano nuovi compiti e
nuove competenze, ora mi viene detto dall'onorevole Cracolici che
forse non sono compatibili con le qualifiche degli stessi
lavoratori. Mi si diceva che vi era un obbligo di stipula di queste
agenzie-consorzi, che ora viene modificato in priorità di stipulare
convenzione, affiancato, purtroppo, lo dobbiamo dire, assessore
Bianchi - ma sappiamo delle esigenze che ci sono di cassa - ad una
riduzione che sarà inevitabile delle giornate lavorative dei
lavoratori dell'Azienda foreste.
Vedete, se dobbiamo mettere assieme tutti questi elementi, mi
rendo conto assessore Cartabellotta che, forse anche a sua
insaputa, questo articolo viene per essere snaturato e, purtroppo,
non troverà forse gli obiettivi che inizialmente si era prefisso.
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
evidenziare un aspetto che ritengo importante. Sicuramente, ci sono
norme e procedure da seguire, però è arrivato il momento che questa
Assemblea prenda atto di una svolta che va sostenuta, portata
avanti, nell'interesse non solo della Sicilia e dei costi, ma anche
dei lavoratori.
Volerci trincerare dietro difese da cui pensiamo, forse, di
continuare ad avere consensi, mortificando anche la possibilità di
futuro degli stessi lavoratori, è un dato a cui far riferimento e
riflettere.
L'ipotesi di lavoro che vede questo tipo di iniziativa dove,
sicuramente, una flessibilità per realizzare quel rapporto costo-
servizio deve essere introdotta nei fatti, è l'argomento su cui
dobbiamo ragionare. Se continuiamo a fare, oltre al sindacato, un
sindacato suppletivo che, di fatto, ingessa ogni possibilità, è
dire che, allora, vogliamo che ci sia un rigore più assoluto
nell'applicazione di un principio che, invece, deve dire:
sicuramente, come è stato qua evidenziato, c'è un contratto che
prevede compiti e mansioni che nessuno vuole stravolgere, però deve
essere introdotto un principio che, nell'espletare le attività
lavorative cui ognuno è tenuto, deve anche esserci quella
elasticità necessaria perché nella funzione possa realizzarsi un
principio di efficienza.
Quindi, nella sostanza non creiamo troppi vincoli, diamo la
possibilità di dire che finalmente c'è un'ipotesi di lavoro che può
portare ad un momento propositivo, perché questa iniziativa è tesa
a non voler togliere lavoro a chi già ce l'ha, ma per quelle realtà
dove c'è bisogno di interventi sostitutivi, che diversamente non si
realizzerebbero e che, nella sostanza, verrebbero a determinare un
momento positivo.
Se assieme ad un impegno specifico dal proprio tipo di mansione,
c'è da scostarsi per un dieci per cento da quella che è questo tipo
di attività, ritengo che vada sostenuto il principio secondo il
quale attraverso una flessibilità, senza stravolgere il principio
fondamentale della propria mansione, deve essere portata avanti
perché, sicuramente, apre una fase che è quella di pensare anche
alla produttività, al rapporto costo-servizio, alla difesa ed alla
dignità del lavoratore che comincia ad essere anche partecipe ad un
processo di crescita sociale.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, penso che non ci sia alcuna confusione,
ritengo che la questione sia molto chiara, perché fa bene Cracolici
a riportare, all'interno del ragionamento, il rapporto di lavoro e,
quindi, quello che è oggi il lavoratore forestale, perché hanno un
contratto.
Vorrei anche spiegare al giovane collega Lombardo, che nessuno
vieta, oggi, ad un operatore forestale di essere utilizzato, tra
virgolette, in un parco urbano o sub-urbano e che nessuno vieta ad
un lavoratore forestale di essere utilizzato in un demanio
confinante con demanio marittimo, confinante con demanio forestale
e su questo siamo tutti d'accordo e nessuno stravolge il contratto.
Invece, è interessante e lungimirante l'idea di utilizzare questi
lavoratori per attività che possono aiutare e sostenere la nostra
società e, in questo caso specifico, ritengo e continuo chiedendo a
lei, Assessore: questi operatori forestali, che poi con apposite
convenzioni andranno a ripulire i nostri siti culturali, sono
sempre in carico all'azienda; certamente, però, una percentuale di
somme potrebbe essere utilizzata, da parte dei Beni culturali, per
fare giornate lavorative in più perché dobbiamo non perdere di
vista che oggi, vista la progressiva e sempre più pesante crisi
economica, le giornate lavorative che i forestali fanno chi 78, chi
101, chi 151, non gli consentono di avere un introito economico per
mantenere le proprie famiglie.
Per cui, se si riuscisse a trovare questa forma di particolare
convenzione - la chiamo particolare convenzione -, di mettere a
carico ed in quota ai lavoratori forestali per far sì che, oggi, un
centocinquantunista possa farsi anche 180 giorni e i centunisti si
possono fare anche 150 giorni e il settantottista farsi 101 giorni
non sarebbe, poi, una cattiva idea, ma questo è un ragionamento
generale e globale che serve a tutti.
PRESIDENTE. Abbiamo questo subemendamento di riscrittura?
Diamo la possibilità al Governo di verificarlo.
La seduta è sospesa per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 14.48, è ripresa alle ore
15.10)
La seduta è ripresa.
Comunico che è stato presentato il subemendamento 20.4.1, dagli
onorevoli Zito, Foti e Malafarina, all'emendamento 20.4
dell'onorevole Cancelleri.
ZITO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, il testo di riscrittura non cambia molto,
in quanto viene specificato che si occuperanno anche della cura e
pulizia dei siti archeologici - che già è stato inserito nella
riscrittura - ma il particolare anche dei siti di importanza
comunitaria, delle zone speciali di conservazione e delle zone di
protezione speciale. In più si occuperanno anche della cura e
pulizia del demanio marittimo, anche di fiumi, torrenti e laghi -
ovviamente della parte di loro competenza - e sempre cura e pulizia
del verde presente nelle scuole pubbliche, nelle università, nei
centri di ricerca, nei musei, negli ospedali. E come suggerito
dall'onorevole Malafarina, negli stabili di proprietà delle forze
dell'ordine. In più l'ultimo punto alla lettera U per la cura e
pulizia del verde pubblico di proprietà dei Comuni.
Quindi sostanzialmente viene riscritta la prima parte togliendo la
scrittura diserbo' e mettendo scerbatura' che è più corretta, e
sostanzialmente stralciando le prime quattro lettere. Il resto è
già compreso nell'articolo scritto dal Governo.
PRESIDENTE. Gli onorevoli Cimino, Barbagallo e Fazio chiedono di
apporre la firma al subemendamento. Pongo in votazione il
subemendamento 20.4.1 sostitutivo del 20.4.
L'onorevole Cracolici e l'onorevole Raia sono contrari.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 20, così come emendato.
CAPUTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chi ha presentato
l'emendamento ha insistito perché venisse cassato. Io innanzitutto
volevo dare un attestato di ottimo lavoro all'Assessore per le
risorse agricole, Cartabellotta, che sia in Commissione Bilancio
che in Commissione Attività Produttive, e in Aula adesso, ha teso a
definire una norma - l'art. 20 - che è veramente rivoluzionaria
sotto molti aspetti., perché interviene in favore dei comuni, delle
categorie, regolamenta alcune attività del settore forestale. E'
una norma che indubbiamente anticipa quella che sarà l'intera
modifica del settore.
Prima che l'Assessore Cartabellotta si allontani, voglio ricordare
a lui e a molti deputati non presenti nella scorsa legislatura che
il Governo della Regione, con l'assessore Armao, acquisì con una
trattativa con la direzione nazionale dell'Agenzia per i beni
confiscati a Roma e Palermo, pagando circa 400mila euro per
estinguere alcuni cespiti ipotecari; acquisì un bene importante, e
vi dirò perché non si trova nella provincia di Palermo, ma a
cavallo con la provincia di Caltanissetta e, in parte, Agrigento,
il Feudo Verbumcaudo, che fu confiscato al capo di Cosa Nostra
Michele Greco, ed era un bene per il quale le banche davano mutui e
finanziamenti che venivano negati invece agli agricoltori normali.
La Regione acquisì questo bene che era in abbandono da molti anni
- parliamo di oltre 150 ettari, con un cascinale - un bene molto
bello; e la Regione avviò una serie di progetti per il recupero e
l'utilizzo di questo bene confiscato che in atto si trova assegnato
al consorzio Sviluppo e legalità e custodito dalla cooperativa
Placido Rizzotto .
Voglio invitare nuovamente l'assessore Cartabellotta a riprendere
quel lavoro straordinario avviato per la cura del Fondo
Verbumcaudo, diventato oramai un centro sperimentale per i vini,
per l'agrumicoltura. Vorrei dunque che il Governo riprendesse
questa attività per evitare che questo bene venga restituito
all'abbandono in cui era - ricordate, tra l'altro - gestito dallo
stesso mezzadro di Michele Greco, che era il Papa della mafia,
quindi gradirei che l'Assessore si impegnasse su questo fronte.
Il mio voto è favorevole all'emendamento. Grazie.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Presidente, io devo dire che sono un po' sorpreso, per
questo emendamento che è stato approvato, non mi riferisco ai beni
confiscati, onorevole Caputo, mi riferisco al famoso 20.8; perché,
al di là del fatto, che qui stavamo facendo norme di impatto
finanziario, stavamo dando copertura finanziaria alle giornate dei
lavoratori forestali, stavamo disciplinando anche le tipologie di
intervento al fine di dare attuazione alle giornate di lavoro, ma
che con un emendamento d'Aula che, nascosto in tutta una partita
finanziaria, aboliamo le norme sul mercato del lavoro del settore
agricolo
Ora mi dicono che è stata avanzata dalla struttura
dell'Assessorato del lavoro, può darsi che hanno pure ragione, mi
permetto di dire, visto che avevo chiesto al Governo, pensando che
avevamo fatto una sciocchezza, secondo me, in Commissione
Agricoltura' di abrogare la norma che avevamo invece previsto in
Commissione Bilancio' relativa all'abrogazione delle Commissioni
provinciali per l'avviamento della manodopera agricola. Perché, le
Commissioni provinciali in atto costituiscono un elemento di
interfaccia sull'avviamento dei lavoratori stagionali che ha
consentito fino ad oggi la rigidità di quegli elenchi di cui alla
legge n. 16 del 1996.
Tant'è che avevo chiesto al Governo di predisporre un emendamento
per abrogare l'abrogazione. Ma qui abbiamo abrogato l'intera legge.
Ripeto: vorrei sapere, se è abrogata l'intera legge, qual è la
disciplina che vigerà in Sicilia per i lavoratori del settore
agricolo? Non ho ora tutti gli elementi per arrivare ad un giudizio
compiuto, però mi sembra quanto meno singolare che si faccia tutto
questo.
Mi permetto di dare un suggerimento se la Presidenza può
accoglierlo, visto che siamo a questo stadio, di evitare il voto
finale sull'articolo e fare un approfondimento da qui alle prossime
ore per capire se quello che abbiamo fatto è compatibile con la
necessità comunque di avere delle norme.
LO BELLO, assessore per il territorio e l'ambiente. Non è
inserita.
CRACOLICI. Non so di cosa parliamo, so che è stata fatta
l'abrogazione di un'intera legge sul collocamento in agricoltura.
Ripeto se gli uffici mi tranquillizzano che tutto questo non
inficia la specificità.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, mi convince il suo ragionamento.
Siccome siamo in fase di votazione finale si può correggere il tiro
perché ho capito che non c'è ancora chiarezza sul percorso.
CARTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Avevamo accolto l'obiezione presentata da alcuni deputati sulla
soppressione del comma 5, perché le Commissioni provinciali per il
lavoro, sono di fatto una sorta di camera di compensazione per
ottimizzare il lavoro.
Questo è quanto scritto nell'emendamento che aveva presentato
l'assessore per l'economia, dottore Bianchi. La soppressione del
comma 5.
Sul piano della proceduralità, il fatto che si sia votato il comma
5, sostituito dal seguente, cioè dall'abrogazione di una serie di
articoli. Non credo che non ci debba mettere nelle condizioni di
rimediare l'errore che si è fatto. Perché di fatto abbiamo abolito
tutta la collocazione del lavoro in agricoltura.
PRESIDENTE. Scusate, mi si consenta solo una battuta. Dovremmo
capire quale rappresentante del Governo ha presentato questo
emendamento. Va bene, abbiamo compreso, allora facciamo tesoro di
queste ultime parole dell'assessore Cartabellotta e quindi
sospendiamo un secondo per dar modo agli uffici di modificare
questo emendamento.
C'è questo nuovo emendamento che viene distribuito dal Governo,
per errore materiale del Governo ne era stato dato in precedenza un
altro.
Onorevole Cracolici, si tratta di un errore materiale nella
formulazione da parte del Governo di questo emendamento, quindi non
siamo ancora nella fase di votazione finale anche se avremmo potuto
correggerlo anche ai sensi dell'articolo 117.
Quindi, a nome del Parlamento, la ringrazio del rilievo che ha
evidenziato perché rende la legge ancora molto più chiara.
Onorevole Lombardo, su questo articolo 20 l'errore materiale l'ha
fatto emergere l'onorevole Cracolici. Guardi che è molto più
attento di lei su queste cose.
LOMBARDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO. Vorrei far rilevare anche io un errore materiale che
forse, nella distribuzione degli emendamenti del Governo, si è
verificato precedentemente.
Assessore, un minuto esatto. Non vorrei che in questa riscrittura
venisse trascurato l'emendamento 20.9. La prego.
Abbiamo approvato un emendamento che snatura e, di fatto,
mortifica il lavoro suo e della Commissione III Attività
produttive che ha con attenzione rilevato come le nuove competenze
e funzioni dei lavoratori siano utili per qualificarli e dare
dignità a questo settore.
Abbiamo qui parlato e disertato, in questa mezz'ora abbondante, su
quali funzioni e competenze devono essere affidate a questi
lavoratori.
Noi, ponendo di fatto e cancellando l'obbligo delle agenzie e dei
consorzi e degli enti di stipulare la convenzione - assessore un
minuto esatto - snaturiamo la sua proposta.
Io la prego di presentare un emendamento generale che possa
reintrodurre l'obbligo delle agenzie e dei consorzi e degli enti di
stipulare convenzione, perché noi stiamo costruendo una stupenda
macchina ma, con questo emendamento, non metteremo la benzina.
Abbiamo davanti al Palazzo migliaia di lavoratori che protestano e
che vogliono delle garanzie sulle giornate. Sappiano che la
convenzione, l'obbligo di convenzione poteva essere uno strumento
per trovare nuove risorse. Io la prego assessore di fare valere la
sua riforma e di riscrivere anche queste priorità che non si
capisce cosa siano.
PRESIDENTE. L'articolo 20 è ulteriormente accantonato.
Si riprende l'esame dell'articolo 17, in precedenza accantonato.
Recita: all'articolo 17, comma 1, dopo le parole legge regionale
delle 12 maggio 2010n, n. 11 sono aggiunte le parole dalle
società originariamente costituite in forza di quanto disposto
dall'articolo 3 della legge regionale 4 aprile 1995, n. 26 .
Era nata una certa discussione in Aula per chiarire a quale
tipologia di società ci si riferisse e, quindi, nell'attesa di
comprendere questo percorso, lo avevamo accantonato. Se l'assessore
per l'economia, dottore Bianchi, vuole chiarire la potata di questo
subemendamento, può farlo.
BIANCHI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, l'emendamento era soltanto di chiarimento, nel senso che,
dato che c'era una previsione di spesa che ha bisogno di
un'autorizzazione legislativa e, dato che la SAS è risultata dalla
fusione di diverse società -Biosphera ed altre - il riferimento,
la dizione per le società originariamente costituite in forza di
quanto disposto all'articolo 3 consentiva un rimando normativo
alle tre società che, poi, hanno costituito la SAS. Gli uffici,
comunque, mi dicono che era un chiarimento. Nel momento in cui ci
fossero delle perplessità da parte dell'Assemblea, saremmo anche
disponibili a ritirarlo. Era soltanto una precisazione di ordine
strettamente tecnico; non aveva implicazioni.
PRESIDENTE. Formalmente, questo subemendamento era stato ritirato
e si inseriva in un emendamento, il 17.3, sempre del Governo, che
riguarda, però, una correzione di un euro che si può fare ai sensi
dell'articolo 117.
Propongo all'Aula la soppressione dell'emendamento 17.3, poi
procederemo, con l'articolo 117, a fare la correzione materiale
che è relativa di un euro.
Pongo in votazione la soppressione dell'emendamento 17.3. Il
parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvata)
L'emendamento 17.6 decade per effetto dell'avvenuta non
approvazione dell'emendamento 17.3.
Si passa all'emendamento 17.2, dell'onorevole Di Mauro sostituire
il comma 2 con il seguente .
Onorevole Di Mauro, vuole illustrarlo?
LOMBARDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con questo
emendamento che vorrei sottoporre all'attenzione degli onorevoli
colleghi, si stanzia una somma affinchè la società Interporti
siciliani possa proseguire la sua attività e, quindi, non venga
posta in liquidazione.
Per chi non conoscesse la vicenda degli interporti siciliani,
stiamo parlando di una delle opere più importanti non solo dal
punto di vista strategico per lo sviluppo commerciale ed
infrastrutturale della nostra Terra, ma soprattutto perché figlio
di una grande intuizione e di una grande prospettiva. Parliamo di
quel sistema intermodale di raccolta e distribuzione e di
smistamento delle merci che, oggi, viaggiano su rotaia, che oggi
viaggiano su gomma e che potrebbero viaggiare anche su rotaia.
Parliamo di due grandi realtà che dopo una decina di anni di
attento lavoro stanno per vedere la luce su Termini Imerese e su
Catania e che permetteranno realmente dei superamenti di oneri a
carico del trasporto commerciale importanti, quindi, dal punto di
vista della prospettiva, sono fondamentali per lo sviluppo delle
nostre aziende. Non finanziando e non stanziando i 700 mila euro di
cui trattiamo in questo emendamento, rischiamo, con la conseguente
liquidazione di questa società, che la Commissione europea revochi
i 200 milioni di euro che sono stati stanziati per realizzare
queste infrastrutture.
Assessore Bianchi, sarebbe una cosa gravissima anche perché, come
sappiamo, il fascicolo Grandi progetti è in discussione, in questo
momento, sul tavolo della Commissione Europea.
Assessore Bianchi, lei ci ha detto che questa è una finanziaria
di sviluppo ed equità, quindi, mi chiedo se non sono sviluppo 700
mila euro per un'opera che vedrà la luce tra qualche anno e che
darà centinaia di posti di lavoro ma che, soprattutto, sgraverà del
costo del trasporto centinaia, migliaia di aziende siciliane.
Preferirei davvero che la parola sviluppo venisse tolta dalla
prefazione di questa norma e si parlasse di altro. Sono sicuro che
il Governo saprà porne rimedio.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
l'onorevole Lombardo abbia esplicitato con chiarezza il senso di
questo emendamento. Abbiamo presentato un emendamento perché
abbiamo voluto, intanto, dare al Governo un segnale. C'è una
questione importante: dobbiamo recuperare le risorse, perché questa
società non può essere posta in liquidazione; diversamente,
infatti, la Regione riceverebbe un danno straordinario. La Regione,
che è parte di questa società, unitamente ad altri soggetti,
subirebbe un danno economico di grosso rilievo.
Vorrei - mi permetta il Governo - ascoltare se c'è intendimento
in ordine a questo emendamento o, meglio ancora, a questa questione
di assumere un'iniziativa di natura politica perché credo che sia
necessario che il Governo affronti la questione con la dovuta
attenzione, con la dovuta urgenza e, soprattutto, non ponga fine ad
una iniziativa di natura infrastrutturale che può segnare la svolta
per questi due territori, quali Termini Imerese, nota alle recenti
cronache del lavoro per la vicenda della Fiat, e a Catania per lo
sviluppo che potrebbe determinare la realizzazione
dell'infrastruttura.
MARZIANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei sostenere
anch'io questo emendamento nella parte che prevede il finanziamento
all'Interporti perché, in Commissione, c'è stata un'audizione dei
responsabili della società, che ci hanno spiegato che, in buona
sostanza, è quasi un'anticipazione che la Regione farebbe. Dal
momento in cui il sistema andasse a regime, la società che lo
gestisce pagherebbe un canone che viene versato agli enti locali.
In questo caso, ci sarebbe un recupero della somma. D'altronde,
queste anticipazioni dovrebbero avvenire da parte degli enti che
fanno parte della società, i quali non sono assolutamente nella
condizione di anticipare. E' uno di quei casi in cui una somma,
ancorché non irrisoria, ma neanche assolutamente consistente,
salvaguarda un importante investimento pubblico e può dare da qui a
pochissimi anni una ricaduta positiva nelle entrate della Regione.
BIANCHI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BIANCHI, assessore per l'economia. Con riferimento a quanto
sollevato dagli onorevoli Lombardo e Di Mauro, accogliamo con
favore l'indicazione di affrontare il tema della società Interporti
Sicilia, che rappresenta, appunto, uno strumento indispensabile per
rilanciare due aree strategiche importanti del territorio
regionale.
Il Governo, quindi, accoglie assolutamente l'orientamento, però,
la modalità con cui risolveremo questa questione è diversa da
quella proposta. Abbiamo previsto nel bilancio un capitolo per la
ricapitalizzazione delle partecipate regionali; all'interno di quel
capitolo, sarà stanziata la stessa cifra prevista in questo
emendamento, che sarà distribuita alla società Interporti.
In questo senso, pur accogliendo l'orientamento, esprimiamo
parere negativo all'emendamento, che creerebbe, peraltro, un
effetto negativo finanziario sulla manovra, sottollineando, però,
che è stata aumentata la dotazione del capitolo di bilancio per
ricapitalizzazione, proprio per dare seguito a questa esigenza.
Chiedo, pertanto, di voler ritirare, se possibile, l'emendamento.
MARZIANO. Chiedo di parlare.
PREDISENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per quanto mi
riguarda, inviterò i presentatori a ritirare l'emendamento. C'è da
dire che la preoccupazione che aveva la società ci aveva portato a
fissare un'audizione giorno 7, per affrontare la tematica. Vorrei
chiedere, quindi, all'assessore Bianchi di partecipare per
garantire alla società di gestione questa soluzione.
PRESIDENTE. Quindi, l'emendamento 17.2 è ritirato, onorevole Di
Mauro?
DI MAURO. Sì.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 17.5, del Governo, soppressivo del comma
3.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 17.1, aggiuntivo, degli onorevoli Cancelleri,
Palmeri e tutti i deputati del Movimento 5 Stelle è precluso.
Onorevole D'Asero, lei non c'era; è stato ritirato
quell'emendamento. Lei aveva evidenziato la portata di quel
subemendamento e a quale società si riferisse. Il problema è stato
risolto e non fa più parte di questo articolo.
D'ASERO. E il 17.3?
PRESIDENTE. Il 17.3 è stato bocciato complessivamente, perché
avevamo avuto l'approvazione di un subemendamento in cui lei aveva
evidenziato probabilmente difficoltà di ordine interpretativo,
quindi, da un punto di vista procedurale, si è convenuto di
bocciare l'emendamento 17.3 che conteneva il subemendamento da lei
contestato e, siccome si tratta di una riscrittura che può essere
fatta ai sensi dell'articolo 117, lo riscriviamo con il 117
relativamente agli importi portati.
D'ASERO. E il comma 3 perché lo sopprime?
PRESIDENTE. Già è stato soppresso, onorevole D'Asero, andiamo
avanti.
CLEMENTE. Sull'articolo 17 c'è un emendamento a firma mia e del
Presidente Dina, il 53 A, che vorrei mettere in discussione adesso.
PRESIDENTE. Assolutamente no; fa parte degli aggiuntivi. L'ho
sempre ripetuto: sono entrati in questo fascicolo quelli
strettamente legati alla manovra finanziaria perché, se apriamo il
discorso sugli emendamenti aggiuntivi, chiaramente, diventa
caotico; poi, occorre un momento di riflessione con il Governo.
Pongo in votazione l'articolo 17, come emendato. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Riprende l'esame dell'articolo 20.
Onorevole Cracolici, l'assessore Cartabellotta mi comunica che
l'emendamento del Governo iniziale, che sopprimeva sostanzialmente,
come dice lei, con un comma, tutta la normativa di riferimento era
corretto e corrispondente alla volontà del Governo. Quindi,
dovremmo solo porlo in votazione.
CRACOLICI. Ho avuto modo di parlare con il funzionario. Sono
sorpreso perché praticamente stiamo abrogando una legge del 1986
che, mi dice la dottoressa Corsello, è stata abrogata nel 1997;
noi, cioè, dopo 16 anni, stasera, scopriamo che c'è una legge che
si è utilizzata per 16 anni ininterrottamente che non esisteva
più. Lo dico perché è sorprendente questa notizia. Mi dice,
infatti, la dottoressa Corsello che le Commissioni provinciali per
la manodopera agricola e non solo, perché è tutta la norma sul
collocamento, non si applica dal 1997 su tutto il territorio
nazionale, in Sicilia ha vissuto non si capisce in forza di cosa.
Io spero che non stiamo facendo seri danni, dopo di che se il
Governo mi dice che questa è la conseguenza giuridica ne prendo
atto, pur avendo qualche dubbio quantomeno sull'anzianità di
esistenza in vita.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 20, come emendato. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
LOMBARDO. Dichiaro il mio voto contrario.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si riprende l'esame dell'articolo 29, precedentemente accantonato,
sui consulenti o consiglieri di parità. Era stato accantonato per
una riscrittura, per le problematiche interpretative che erano nate
sulla copertura finanziaria ma soprattutto su chi era titolato a
pagare le indennità ai consiglieri di parità.
BONAFEDE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BONAFEDE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo emendamento
sostitutivo in effetti risolve la questione alla radice perché
prevede la sostituzione e quindi l'abrogazione dell'articolo che
aveva di fatto istituito questa indennità che era commisurata, come
ricordiamo, al valore economico corrispondente all'emolumento del
Presidente della provincia.
Questo in ragione del fatto che, appunto, questa nomina accompagna
quella che invece è, da parte dello Stato, la somministrazione al
consigliere di parità di fatto di quella che non è una indennità,
di quello che è un compenso per l'attività prestata.
Ad oggi, invece, sappiamo che, specialmente l'anno scorso, il
corrispettivo da versare al consigliere di parità non è stato
coperto e quindi ha determinato, da parte delle stesse, la
richiesta attraverso decreto ingiuntivo del pagamento delle somme.
FIORENZA. Quali somme?
BONAFEDE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Le somme sono quelle relative all'articolo che è stato,
ovviamente, approvato che ha previsto che le stesse consigliere
usufruissero, laddove si fossero messe in aspettativa, di una
indennità che è equivalente all'emolumento che viene dato al
Presidente della provincia, però l'anno scorso queste somme
FIORENZA. Il 30 per cento meno?
BONAFEDE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Così è: il 30 per cento meno sono circa 5 mila euro al
mese, però, comunque sia, a prescindere da questo, l'anno scorso,
l'Aula ricorderà, perché lo ricorderà, che probabilmente non è
stato intercettata in pieno quella che doveva essere la sommatoria
totale di questi riconoscimenti che sono riconoscimenti per atti di
nomina; non ci sono contratti con le consigliere di parità. Sono
nominate, fra l'altro, voi sapete attraverso quale procedura.
Proprio per questo, al fine di evitare il reiterarsi di un debito
che, comunque, in questo caso, sarebbe conclamato, perché già
abbiamo ricevuto il decreto ingiuntivo, si propone all'Aula, che è
sovrana, di riconoscere il fatto che lo Stato già, ovviamente, per
il lavoro che loro svolgono, prevede un corrispettivo e, siccome,
la Regione non ha giustificazione, oggi, peraltro, dico,
obiettivamente, abbiamo un bilancio sofferto, ci sembra una spesa
che, quantomeno, non è opportuna. Tutto qua.
PRESIDENTE. Assessore Bonafede, quindi, c'è questo emendamento di
riscrittura?
BONAFEDE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. In questo momento, proponiamo all'Aula questo emendamento
sostitutivo. Se volete, lo leggo, tanto sono due righe.
PRESIDENTE. No, deve essere consegnato alla Presidenza perché
venga distribuito e ne deve essere valutata anche l'ammissibilità.
BONAFEDE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. L'avevo dato all'assessore Bianchi.
PRESIDENTE. Non è un problema ma è un fatto procedurale.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei che i
colleghi del Movimento Cinque Stelle seguissero con attenzione le
ragioni delle mie preoccupazioni. Sono molto preoccupato per questa
misera indennità di 5 mila euro al mese data al consigliere di
parità.
PRESIDENTE. Per chi ci ascolta, è chiaro che la sua è ironia; è
ironia. Ci stanno, infatti, ascoltando, onorevole Turano.
TURANO. Signor Presidente, stavo continuando. Sarebbe un argomento
su cui Gian Antonio Stella potrebbe fare la prima pagina del
Corriere della Sera .
Andiamo un poco al senso dell'emendamento. Addirittura, colleghi,
facciamo un discorso serio.
PRESIDENTE. Onorevole Turano, si rivolga alla Presidenza e
continui il suo discorso. Incomincia a farsi sentire la stanchezza;
mi rendo conto.
TURANO. Siccome per ora un Presidente di provincia, e io l'ho
fatto fino a 6 mesi fa, guadagna addirittura 4 mila euro, credo che
sia giusto e conducente che un consigliere di parità guadagni il
30% in meno.
Ma la vogliamo finire? Sono perché l'articolo reciti così: al
consigliere di parità non viene riconosciuto nessun emolumento .
Punto e basta. Se aveva diritto di ottenere qualcosa, faccia causa
e, poi, vedremo se un consigliere di parità deve guadagnare 3 mila
euro al mese per svolgere una funzione così importante.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Turano. E'stato abbastanza efficace.
Debbo dire che il suo intervento è esaustivo.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, che intervenga una
donna può sembrare anche irrituale su questo argomento, ma per me è
stato strano ed è veramente strano apprendere che un consigliere di
parità debba percepire un'indennità pari a 5mila euro.
Ricordo a tutti che sono sindaco, sono stata sindaco ed ho
rinunciato alla mia indennità di carica perché, comunque, anche il
consigliere di parità, che svolge un ruolo importante e sociale, ha
una funzione, anche perché, quando parliamo di preferenze di
genere, deve, penso, rivendicare la dignità di poterlo fare
liberamente ma, sottoscrivo quanto ha detto l'onorevole Turano,
penso anche per il riscatto e per l'impegno che le donne ci mettono
ogni giorno in politica.
PRESIDENTE. Allora, scusate: se non ho compreso male, l'Aula è
d'accordo su questo emendamento.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io,
indipendentemente dalla ratio e dalle motivazioni che hanno dato
buona parte dei colleghi, che sono condivisibili, devo ribadire
che, secondo me, quest'Assemblea sta cominciando a volere
confondersi e perdersi per le cose semplici.
La Commissione e il testo che è nella finanziaria è un articolo
leggibile, serenamente apprezzabile. Qui mi pare che questo
emendamento dell'assessore sia un emendamento da avvocato
azzeccagarbugli . L'articolo 28 della legge regionale 7 agosto
1998, sostituito dal 18; quello del 19 modificato; il 31, poi
abrogato. Ma finiamola. Approviamo delle leggi semplici che i
comuni cittadini possano apprezzare con facilità. Poi, è il caso
che realmente, come diceva l'onorevole Cracolici, leggi che sono
state abrogate in questa nostra Regione, ancora oggi, si
applichino.
Ritengo che il testo sia molto chiaro. Si voti il testo; si dia la
possibilità ai consigliere di parità in atto di continuare questo
percorso, ma, col nuovo rinnovo, si provvede affinché non vi sia
nessuna indennità, in modo tale che la legge possa valere per il
futuro e non retroattivamente.
Questo articolo, francamente, è, però, un articolo che non si
capisce e non si comprende, così come formulato.
MILAZZO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Signor Presidente, soltanto per trenta secondi, se lei mi
metterà nelle condizioni di dire due cose. Il principio che si
debbano fare dei sacrifici è corretto e l'intervento dell'onorevole
Turano è condivisibile, però, signor Presidente, è una Regione che
da un eccesso passa ad un altro, di colpo.
Allora, una proposta, diciamo seria, potrebbe essere la seguente:
per il 2013, decurtarlo del 75% e, a partire dal 2014, svolgerlo a
titolo gratuito.
PRESIDENTE: Onorevole Milazzo, allora, facciamo una cosa: votiamo.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il problema che
stiamo affrontando l'avevo posto qualche anno fa anche con una
serie di interrogazioni parlamentari e oggi qualche mio collega che
è diventato un pasdaran della rivoluzione mi ricordo che un paio di
anni fa invece difendeva esattamente la causa opposta.
Allora, io dico che noi ci troviamo di fronte ad una situazione di
oggettiva sofferenza per le casse della Regione. La Regione deve
cercare di limitare le spese e oggi questo Parlamento si è reso
conto che quanto percepiscono le consulenze, le consigliere di
parità è una somma oggettivamente eccessiva. Però, noi non possiamo
pensare all'improvviso, perché abbiamo voluto scoprire solo ora il
problema, che possiamo fare a meno di una figura che, per quanto
riguarda le donne, in questi anni è stata una figura importante.
Ed allora, direi che dovremmo passare da quella che è una
retribuzione mensile ancorata agli assessori provinciali di realtà
provinciali superiori a 500 mila abitanti, a un compenso o un
rimborso spese forfetario. Se noi pensiamo di dare un rimborso
spese forfetario intorno a 800 euro mensili che coprono le spese
per andare in giro per la Provincia oppure quando vanno a Roma,
credo che potremmo, fino alla fine del mandato e solo fino alla
fine del mandato, risolvere la vicenda.
È una somma inferiore a 100 mila euro e si risolve il problema
legato al contenzioso perché vi ricordo che nel caso in cui andiamo
in contenzioso andiamo a spendere molto di più.
Signor Presidente, se lei mi autorizza presento un subemendamento
a quello del Governo.
PRESIDENTE. La autorizzo.
Onorevoli colleghi, invito in questo momento ad una riflessione,
perché alla fine la Finanziaria si caratterizzerà anche per questa
norma e la discussione in Parlamento è servita a far emergere un
dato che, obiettivamente, non credo che sia sopportabile in
generale - non parlo solo dell'opinione pubblica - non può essere
sopportabile in base alla logica.
Continuare ancora sul piano di sostenere spese a carico del
bilancio, sia esso regionale o statale, penso che sia
obiettivamente improponibile, e ha ragione l'onorevole Grasso da
sindaco con le centomila responsabilità che assume ogni giorno, con
la Corte dei conti, con la Procura, a guadagnare un terzo di quanto
guadagna un consigliere di parità, pur sapendo che l'onorevole
Grasso questo lavoro lo farebbe gratuitamente per la passione che
nutre nei confronti del suo territorio. Non è piaggeria nei
confronti dell'onorevole Grasso, ma l'ho presa ad esempio come
sindaco che fa parte di questo Parlamento.
In questo momento inviterei ad una riflessione, affinché dal
Parlamento esca un indirizzo chiaro.
Assessore Bonafede la prego di ascoltarmi. L'indirizzo chiaro che
sta uscendo fuori è quello di porre un contenimento della spesa ed
evitare il contenzioso. Non mi convince la cifra di 800 euro,
glielo dico subito onorevole Milazzo, perché abbondantemente
esagerata rispetto alla crisi che c'è in giro, quindi è
apprezzabile l'emendamento che ha proposto il Governo.
L'onorevole Turano con un subemendamento - e su questo dobbiamo
essere d'accordo - va oltre perché non rinvia al rinnovo, ma dice
è abrogata e, quindi, è gratuito lo svolgimento di questo
incarico a decorrere dall'entrata in vigore di questa legge, non al
rinnovo, quindi non posticipiamo da qui ai prossimi anni e credo
che sia la soluzione che, forse, ci possa mettere tutti d'accordo.
MARZIANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO. Signor Presidente, siccome io condivido lo spirito
dell'emendamento che abroga totalmente l'appannaggio e semmai da
prevedere il rimborso spese per le consigliere di parità che
vengono dalla Provincia e quant'altro, vorrei caratterizzare
fortemente in senso di sostegno alla battaglia delle donne
stabilendo che il risparmio che si ottiene può essere destinato ai
centri antiviolenza che abbiamo realizzato con legge alle attività
di tutela delle donne sottoposte a maltrattamenti e violenza.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se siamo d'accordo, poniamo in
votazione prima il subemendamento dell'onorevole Turano che così
recita: Le cariche di consulente o consigliere di parità regionale
o provinciale, sono svolte a titolo gratuito . E' chiaro, con
l'entrata in vigore della legge e, quindi, non si rinvia al
rinnovo.
CIMINO. Cosa cambia?
PRESIDENTE. Cambia perché è previsto a titolo gratuito dal primo
rinnovo successivo alla data di entrata in vigore della presente
legge. Cambia, e cambia di molto L'emendamento del Governo è
quello che è stato distribuito e non è sostitutivo, che prevede
assolutamente l'abrogazione. Questo è il discorso.
CIMINO. Quindi, si lasciano le cose come così come stanno
PRESIDENTE. Assolutamente no
CIMINO. C'è un po' di confusione, signor Presidente. Rispetto a
questo articolo 29 che è stato apprezzato dalla Commissione e dal
Governo
PRESIDENTE. Il Governo ha presentato un emendamento sostitutivo a
quello, che recita: l'art. 28 della legge regionale 7 agosto 1997,
n. 30, sostituito dall'art. 18, comma 1, della legge regionale 19
agosto 1998, n. 18, e modificata dall'art. 31, comma 1, della legge
regionale 19 maggio 2005, n. 5, è abrogato .,
CIMINO. Per dare chiarezza ai cittadini questo articolo è
perfetto
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'articolo 28 che si abroga
prevede la corresponsione delle indennità e il calcolo il sistema
di conferimento di queste indennità. Si sta abrogando l'articolo 28
interamente. L'emendamento dell'onorevole Turano fa chiarezza che
vale dall'entrata in vigore della legge e non dal primo rinnovo. E'
più restrittivo.
RAIA. Non si possono cambiare le regole in corso d'opera
PRESIDENTE. Onorevole Raia, non sosteniamo più questa tesi. Il
ragionamento è abbastanza chiaro: votando stiamo abrogando
l'indennità per i consiglieri di parità.
FALCONE. Manca una parola: regionale.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, l'ho detto L'onorevole Turano ha
evidenziato provinciale o regionale e l'abbiamo scritto e l'ho
anche letto.
Pongo in votazione il subemendamento 29.4.R.1., primo firmatario
Turano: Le cariche di consulenti o consiglieri di parità regionale
e/o provinciale sono svolte a titolo gratuito .
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 29.4R del Governo, sostitutivo
dell'articolo 29, che prevede l'abrogazione dell'articolo 28 della
legge regionale 7 agosto 1997 n. 30 che disciplina sostanzialmente,
l'indennità da corrispondere ai consiglieri o consulenti di parità
sia a livello regionale che a livello provinciale.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Preciso che l'emendamento è stato approvato col voto contrario
degli onorevoli: Cimino, Raia, Digiacomo, Dina, Vinciullo, Di
Mauro, Assenza, Panarello e Fontana.
Nell'ordine siamo all'articolo 35, che è stato accantonato in
attesa della relazione tecnica che si debitamente firmata. Non è
ancora pervenuta.
Si riprende l'esame dell'articolo 37, in precedenza accantonato.
Comunico che sono stati presentati dall'onorevole Marziano gli
emendamenti 37.1 (I parte) e 37.1 (II parte).
Onorevole Marziano, sarebbe bene che lo illustrasse anche perché
gli uffici evidenziano che l'eventuale approvazione comporterebbe
un ampliamento della platea con le conseguenti implicazioni di
carattere finanziario.
MARZIANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO. Signor Presidente, la modifica non è solo un fatto
lessicale, tende a separare la vita degli ex ASI dalla nascita del
nuovo IRSAP per cui rimane in piedi per tutti questi aspetti
l'attività dei soppressi consorzi ASI.
E' un emendamento che abbiamo concordato in Commissione con
l'Assessorato regionale alle attività produttive e, in particolar
modo, nell'audizione tenuta con il commissario dell'IRSAP. La
preoccupazione è che l'IRSAP si debba fare carico di debiti e di
problemi relativi alle soppresse ASI.
BIANCHI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDEDNTE. Ne ha facoltà.
BIANCHI, assessore per l'economia. Concordo con quanto rilevato
dall'Assemblea. In assenza di una eventuale quantificazione del
numero delle persone e, quindi, una quantificazione finanziaria,
non essendo peraltro passato in Commissione bilancio, il nostro
parere è negativo.
MARZIANO. E' ritirato.
ALLORO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALLORO. Signor Presidente, non c'è nessun allargamento della
platea, c'è una dimenticanza da parte dell'Assessorato proponente
perché il transito dai consorzi ASI all'IRSAP ha creato una
gestione separata che ha una durata di cui alla legge 8 ecc.
Ci sono dei contrattisti che sono in carico al ex ASI che, se
passa questo articolo senza specificare che viene allargata la
platea ai consorzi ASI, non possono avere la proroga, pur essendo
là, pur lavorando e pur avendo i trasferimenti da parte della
Regione.
Quindi, è semplicemente una dimenticanza dell'Assessorato che va
sistemata perché sennò lasciamo fuori - assessore è esattamente
così - perché ci sono i contrattisti che sono rimasti con il
contratto ASI e non sono transitati all'IRSAP, ma hanno il budget
che la Regione paga regolarmente quindi, non c'è nessun tipo di
aumento di platea, c'è solo la salvaguardia, peraltro di poche
decine di dipendenti. Al consorzio ASI di Enna sono tre, quindi in
tutta la Sicilia saranno una ventina. Peraltro, sulle ASI il
contributo della regione è al 100 per cento quindi è tutto coperto.
PRESIDENTE. Assessore Bianchi, una ulteriore specificazione?
BIANCHI, assessore per l'economia. Ulteriori specificazioni mi
giungono dagli uffici che è un problema, direi, quasi di
definizione perché rimane questa definizione a cavallo tra gestione
separata dei consorzi, che in realtà sono quelli che transitano in
IRSAP. Quindi, lo prenderei quasi come un emendamento tecnico di
specificazione.
MARZIANO. L'emendamento 37.1 II parte è ritirato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento 37.1 (I parte), col parere
favorevole della Commissione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione dell'articolo 37, come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'articolo 41 in precedenza accantonato, emergenza Palermo PIP ,
è ulteriormente accantonato, in attesa che arrivi il Presidente
della Regione.
Si riprende l'esame dall'articolo 42. precedentemente accantonato.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti, di
identico contenuto:
- dall'onorevole Dina: 42.2;
- dagli Onorevoli Dina, Tamajo, Di Giacinto, Savona e Clemente:
42.1.
Il parere del Governo?
BIANCHI, assessore per l'economia. In presenza di una relazione
degli uffici che conferma che è a medesimo budget, il Governo si
rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Confermando lo stesso budget, aumentiamo il numero di
unità.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei specificare
che lo stesso budget - lo hanno spiegato gli uffici in Commissione
Bilancio qualche sera fa - è ad oggi perché c'è stata una persona
si è dimessa. E' normale che se da tre unità lo portiamo a cinque
unità noi aumentiamo la platea. Può anche darsi che oggi questo
aumento di budget non ci sia, questa spesa maggiore, ma domani, è
nelle cose, che la stessa ci sarà.
Ritengo, allora, che non dobbiamo fare due passi avanti e quattro
indietro Mi sembra che in questa finanziaria dobbiamo per forza
intervenire. Noi abbiamo dato una grande collaborazione.
L'opposizione ha agevolato un percorso costruttivo, se poi il
Governo, soltanto perché c'è qualcuno che ha interesse a garantire
questa o quell'altra sacca - io dico anche di ombra - credo che a
questo punto qua noi, come opposizione, dobbiamo evidenziare queste
lacune, questo vulnus.
Allora, onorevole Leanza, non possiamo andare avanti e poi
ritornare indietro. Prego, quindi, che il Governo dia un parere
negativo a questo emendamento e si voti il testo così come è stato
proposto ed è stato anche apprezzato dalla Commissione.
PRESIDENTE. C'è una discrasia tra ciò che è stato detto in
Commissione dagli uffici e ciò che viene dichiarato adesso.
TAMAJO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TAMAJO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'altra volta, un
paio di sere fa, alle cinque di mattina ho preso parola proprio su
questo argomento perché secondo me trattare i comandati o fare
demagogia su queste persone è assolutamente sbagliato. Sono dei
soggetti che all'interno dell'Assessorato Energia, acque e rifiuti
svolgono una funzione importante e di grande sostegno
all'amministrazione regionale.
Sono cinque soggetti che espletano delle funzioni importanti
all'interno del Dipartimento e il fatto che non ci sia nessun
aggravio di spesa è un aspetto importante in questa fase di grave
crisi di bilancio.
Signor Presidente, volevo rispondere all'onorevole Falcone. Sono
cinque e cinque rimarranno. C'è una spesa che rimarrà tale perché
si è dimesso l'ingegnere responsabile, che è l'ingegnere Michelon,
che costava alle casse della Regione siciliana circa 90 mila euro
l'anno. La spesa, quindi, rimarrà sempre invariata.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, intervengo a favore del testo del
Governo. Diciamoci la verità: ho l'impressione che il Governo
percepisca il malumore che serpeggia, secondo me sbagliato,
nell'Aula sulla figura dei comandati e si rimette all'Aula. Sono
fermo a quello che ha riferito in Commissione Sanità l'assessore
Borsellino, la quale ha difeso, congiuntamente al signor direttore
dell'Assessorato stesso, le figure del personale comandato,
dipingendole come necessarie e per l'elaborazione delle linee guide
e strategiche dell'Assessorato stesso e per il piano di rientro e
per le premialità che ne derivano.
Delle due l'una: o l'Assessore ha riferito delle imprecisioni, per
cui possiamo decidere di portarle a cinque o l'Assessore si assume
la responsabilità di ritenere che le quindici persone sono
indispensabili.
Sono portato a pensare che l'assessore Borsellino ha ragione.
Faccio un esempio per tutti: è venuto da me a trovarmi il
coordinamento della banca del sangue dicendo che uno di questi
servizi viene garantito in maniera eccellente e che non c'è la
possibilità di sopperire all'efficienza che il responsabile di
questo servizio garantisce, persona, peraltro, che non conosco.
Ora, l'assessore Bianchi deve fare uno sforzo, deve dire in
maniera coraggiosa se queste persone servono o no, perché, se non
servono o se si rimette all'Aula, io sono per levarle tutte; se,
invece, l'Assessore ritiene che sono indispensabili, io sono per
tenerle tutte.
Credo che l'assessore Borsellino in Commissione Sanità sia stata
puntuale ed esaustiva, spiegando a tutti che erano indispensabili e
sono fermo su questa posizione.
DIGIACOMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIGIACOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore
Bianchi, vorrei sapere che cos'è questa fandonia che, aumentando i
comandati, il budget rimane uguale
Se lei lo dice subito, evito di fare il mio intervento; se non lo
dice subito, scateno l'inferno su questa cosa
PRESIDENTE. Onorevole Digiacomo, è stato abbastanza chiaro.
Evitiamo il dibattito, è stato abbastanza chiaro, lei vuole sapere
se siamo sempre all'interno dello stesso budget o meno.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto, mi affido
alla risposta dell'Assessore. Però, vorrei, avendo ascoltato i
colleghi che mi hanno preceduto, sgomberare il campo da
personalismi, che credo non facciano bene alla discussione su una
legge, in generale, e sulla finanziaria, in particolare.
Qui non si tratta di capire se i cinque comandati sono biondi,
bruni o che titolo di studio abbiano. Qui si tratta di stabilire un
principio.
Allora, noi, come Gruppo parlamentare, non abbiamo preclusioni di
sorta. E' chiaro che stiamo per affrontare una legge finanziaria
che vive un momento particolare per cui il Governo, con chiarezza,
ci spieghi come funziona e, al di là delle fattezze fisiche
soggettive o curriculari dei cinque comandati, noi ci atteggeremo,
perché, se il Governo ci dice che la spesa aumenta, assumeremo una
linea; se ci dice che la spesa resta invariata, ne assumeremo
un'altra.
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, allora, vediamo di ristabilire un
po' di serenità su questo argomento perché, obiettivamente, da un
punto di vista finanziario, occorre chiarezza.
BIANCHI, assessore per l'economia. Spiego meglio in base alle
comunicazioni avute adesso dagli uffici. Mi segnalavano per il 2013
che rispetto al budget attualmente previsto non ci sarebbe stata
una necessità di modificare, però, ovviamente, dovendo noi
prevedere una spesa pluriennale, mi correggo, ed è necessaria una
copertura comunque anche per gli anni 2014 e 2015.
Quindi, in questo senso accolgo la specificazione dell'onorevole
Falcone e, quindi, va prevista per il pluriennale una copertura per
il costo dei due
Ricordo che non avevo dato parere positivo, ma mi ero
semplicemente rimesso all'Aula, invece specifico che per gli anni a
seguire ci sarà bisogno di una copertura.
Spero che il chiarimento sia sufficiente.
PRESIDENTE. L'onorevole DINA intende mantenere l'emendamento?
Altrimenti, bisogna rivedere sostanzialmente anche se sul
pluriennale le maggiori spese.
DI GIACINTO. Signor Presidente, possiamo accantonarlo un attimo.
PRESIDENTE. No.
DI GIACINTO. Lo metta ai voti, signor Presidente.
CIMINO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a mio modesto
avviso l'Aula sta trattando questa materia nel modo peggiore
possibile perché, così come ha ribadito l'onorevole Turano rispetto
all'audizione dell'assessore Borsellino in Commissione, qui non è
un problema di natura finanziaria e di copertura finanziaria.
Bisogna bene intendere da parte del Governo se l'Amministrazione
regionale per accelerare la spesa, per definire alcune linee guida
importanti di raccordo con il Governo nazionale rispetto ad alcune
figure che l'Amministrazione regionale non può fornire, può avere
l'opportunità di fare, di provvedere, di coprire quei determinati
ruoli con del personale comandato da parte dell'Amministrazione
dello Stato o anche da esterni.
Il dato è importante perché anche in passato da assessore per il
Bilancio mi sono avvalso della competenza di comandati
all'Assessorato al Bilancio, così oggi apprendo come ve ne sono
anche all'Assessorato all'energia, bene hanno svolto il lavoro
quelli dell'Assessorato alla sanità.
Quindi, non è un problema di tagliare per un problema dovuto alla
copertura o alle maggiori uscite, bisogna capire se
l'Amministrazione regionale, rispetto ad un personale qualificato,
che può dare un valido contributo in materie specifiche, che
possono essere quelle di contabilità per il bilancio della Regione,
quelle dell'energia e dell'emergenza per quanto riguarda il settore
energetico, quello della sanità, concernente soprattutto il Piano
di rientro, è necessario per il Governo. Se è necessario per il
Governo, secondo me, l'Assemblea non deve porre limiti di quantità
ma di lavorare soprattutto sulla qualità e delle professionalità
che si vogliono poter coinvolgere nell'Amministrazione regionale.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BIANCHI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DI GIACINTO, componente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi
è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 42. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 41 in precedenza accantonato,
considerata la presenza del Presidente della Regione.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 41.4
bis.
Invito il Presidente della Regione ad illustrare questo
emendamento modificativo del disegno di legge 69/A, articolo 41 con
riferimento al comma 1.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
deputati, il nuovo emendamento proposto dal Governo che è
sostitutivo del comma 1 dell'articolo 41 - quindi, poi, la
copertura finanziaria è prevista nel comma 2, però, vorrei
precisare che la copertura finanziaria è, praticamente, automatica
perché è calcolata in base alle disposizioni di legge sul reddito
minimo di inserimento -, praticamente, risolve in modo preciso il
problema dei lavoratori ex PIP, collocati nell'emergenza Palermo.
Con la legge numero 11 del 2010, all'articolo 52, era stato
deciso da parte dell'Assemblea regionale siciliana, da parte del
Parlamento, di concedere un contributo a questi lavoratori. Nel
frattempo, il contributo, in modo inspiegabile, è diventato un
salario a tutti gli effetti, poiché è stata costituita una società
che non ha alcuna convenzione con la Regione, ne è stata
legiferata, quindi, non ha la caratteristica di essere un ente
pubblico, né una società con la quale la Regione ha ufficialmente
rapporti, perché non c'è una delibera, non c'è una convenzione, non
c'è una presa d'atto del Parlamento, non c'è alcun atto.
In buona sostanza, questi lavoratori hanno goduto, per fatti
meramente gestionali, qualche funzionario delegato, una serie di
indicazioni, probabilmente, verbali del Governo, di una
trasformazione del loro rapporto con la Regione, che era quello del
contributo.
Nelle condizioni attuali, non regolamentare questa situazione,
ritornando alla situazione precedente, precedente non alla legge,
precedente persino ai comportamenti che sono stati, di fatto,
effettuati, significherebbe non permettere l'erogazione di alcun
contributo, perché la materia è questa.
Si ha diritto al contributo se si è lavoratori inoccupati e,
quindi, nel momento in cui questi lavoratori, in sostanza, sono
stati assunti a tempo indeterminato da parte della Social
Trinacria, la Regione non aveva più alcuno strumento legislativo
per erogare il contributo.
Per cui il mio invito è, in qualche modo, di ritirare anche gli
emendamenti che ci sono dietro questa vicenda, per impedire che
nell'eccesso di difesa si possa creare un vulnus, nel senso che si
adotti un atto che è impossibile, che è illegittimo adottare e, di
fatto, i lavoratori si troverebbero, dopo l'approvazione della
finanziaria, a non avere sia il contributo che l'assunzione, per
essere chiari.
L'emendamento, così come è proposto, permette, fra l'altro, di
rinviare al 31 dicembre soluzioni che possiamo trovare all'interno
dei progetti di utilità ed, eventualmente, anche nel quadro delle
leggi nazionali che si svilupperanno, credo, col precariato e,
quindi, anche di una trattativa che dobbiamo aprire in generale con
il Governo sull'emergenza Sicilia e sull'emergenza precariato.
Ci consente, però, di fare due cose. Intanto, di assicurare,
intanto, lo stesso reddito che i lavoratori hanno percepito fino ad
oggi, ovviamente, senza la parte contributiva, di contributi
pensionistici od altro, perché il contributo erogato è di 10
milioni netti l'anno, che significano in dodici mensilità 833,00
euro al mese, oltre gli assegni familiari.
Non si può dire, quindi, che stiamo lasciando alla deriva questi
lavoratori, senza una soluzione. Stiamo dando una dignità, anche di
lavoro, perché continuano i progetti lavorativi così come sono
stati selezionati allora sulla base del bando che l'Assessorato al
Lavoro ed alla Famiglia fece sulla base dell'articolo 52 delle
legge 11 e ci consente, praticamente, coi lavoratori di
intraprendere un percorso.
Guardate, stamattina la piazza era incandescente. Ho ricevuto una
delegazione di questo precariato, abbiamo discusso, ho chiarito che
il Governo e il Parlamento intendono salvare questi lavoratori,
invece di farli trovare senza alcuna forma di reddito. Mi pare che
alla fine se ne sono andati soddisfatti, che quando è stato
comunicato a questi lavoratori che prendevano almeno - perché poi
la maggior parte sono pure sposati, hanno figli, eccetera -, 833,00
euro al mese, anche perché l'allarme era stato suscitato perché
loro pensavano che la misura di sostegno al reddito fosse intorno a
400,00 euro al mese senza assegni familiari, per cui era uno
sgomento anche per chi capisce che deve mantenere una famiglia.
Addirittura, ci sono state scene anche di entusiasmo rispetto a
questa proposta, ci saranno anche le fasce del dissenso. Ma mi
consentirete che su 3050 qualcuno che si vuole andare a suicidare e
che, alla fine, si vuole trovare in mezzo ad una strada perché non
capisce la soluzione, ci sarà.
Noi siamo la classe dirigente e dobbiamo avere la capacità di
esprimere anche, di sapere dire agli amministrati, ai governati,
guardate stiamo facendo una misura a vostro favore, la vostra
misura porterebbe, probabilmente,- tanto che gliel'ho proposto
pure, se voi ritenete che noi dobbiamo riconoscere il vostro status
attuale, vi garantisco che, intanto, la cosa è illegale e
probabilmente molti parlamentari, compreso io, avremmo difficoltà a
votare un atto che è illegale.
La seconda questione sia pure adottata, voi vi troverete con
altissime percentuali che si avvicinano al 100 per cento nella
condizione di una impugnativa perché è un atto illegale e non può
essere adottato, perché o questi sono lavoratori che hanno diritto
ad un contributo e, quindi, sono stati inseriti nei percorsi
contributivi della Regione sulla base di quella legge, oppure sono
assunti illegalmente. Parliamoci chiaro, con tutte le implicazioni
che ne derivano anche rispetto alla questione che dobbiamo in
qualche modo, credo, risolvere perché nessuno si augura che su
queste questioni nascano contenziosi rispetto al passato.
I lavoratori li accettano, mi sembra che hanno capito le ragioni e
che non ci sia alcuna intenzione da parte né del Parlamento, né del
Governo regionale di mollarli, anzi, vogliamo assicurare loro uno
strumento che consenta di lavorare, di utilizzarli in modo
produttivo e di potere usufruire di un contributo che ritengo
estremamente dignitoso anche rispetto alla media dei contribuiti
che, attualmente, vengono erogati all'interno della Regione.
Sancisce il principio che il Governo ed il Parlamento sono vicini,
anche a sostegno dei lavoratori precari, però, si stabilisce che
tutto questo lo si fa all'interno dei principi di legalità e non
con misure che non possono essere adottate che avrebbero solo un
effetto lesivo, alla fine, di questi lavoratori.
E' stato fatto anche il percorso della dinamica di discussione.
Credo che approvare questo sia il massimo che possiamo riuscire a
garantire ed il massimo che possiamo fare nella legalità, anche
perché sono stabilite le norme e le modalità con cui viene erogato
il contributo attraverso l'INPS perché, quando si concede un
contributo bisogna anche determinare come si concede tale
contributo. Infatti, la legge 52 stabiliva un percorso anche
allora. Poi, è andata come è andata. E' andata così anche per
effetto delle tensioni sociali, dei problemi. Non credo che si sia
inventata quella cosa, anche quella norma venne fatta in emergenza.
Questa norma non ha la caratteristica di rispondere ad
un'emergenza ma chiarisce molto bene ai lavoratori qual è la loro
condizione e che non hanno a pretendere nulla di più di quanto è
scritto nella legge.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lentini. Ne ha
facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, fermo restando il fatto che il Presidente della
Regione ha incontrato i lavoratori, quindi questo soddisfa la
conduzione dell'Aula, condivido in pieno l'emendamento, però su
questo bisogna superare questo periodo di crisi e cercare
attraverso una Conferenza Stato-Regioni che può sicuramente
inserirsi in un contesto per superare il Patto di stabilità, per
avere qualche euro per sopperire a tutti quelli che sono i bisogni
di queste persone.
Quindi, va bene così momentaneamente, ma è un problema che deve
essere affrontato quanto prima anche con il Governo nazionale
affinché si possa trovare finalmente un futuro per queste persone.
Considerato il fatto che loro in atto usufruiscono dei beni
fiscali, in questo caso è l'amministrazione, vede signor
Presidente, la legge 407 è una legge abusiva, è una legge
nazionale, non è colpa di questo Governo ma è colpa del Governo
precedente che era sicuro, era scontato -perché manifestavo
dissenso in quel periodo - era scontato che la Regione siciliana
non potesse mantenere questo bisogno.
La cosa più importante per superare questa fase, l'unica
possibilità che il Governo può avere è rispettare quelle che sono
le giuste aspettative di questo popolo, è quella che qualora
ottenesse attraverso una Conferenza di Servizio Stato-Regione
alcune risorse rimpingui questo capitolo e soddisfi, finalmente e
per sempre, queste persone.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Milazzo. Ne ha
facoltà.
MILAZZO. Signor Presidente, le prometto che dopo questo intervento
non ne farò altri. Cercherò di non abusare ma, signor Presidente,
mi dia il tempo di dire due cose importanti.
Intanto, bisogna analizzare l'argomento in modo responsabile e,
quindi, ritengo che il lavoro svolto da questo Governo regionale
sia da analizzare, da apprezzare e da accogliere con fiducia perché
è un lavoro serio, di confronto presso le Commissioni ed il
Presidente della Regione - come direbbe qualcuno - motu proprio ha
incontrato per cercare di spiegare la bontà di mettere a posto una
vicenda che così come ha esposto lo stesso Presidente assumeva
delle ambiguità rispetto al passato. Il Presidente, naturalmente,
parlava di massimo della soluzione, di una soluzione automatica, di
risolvere in maniera precisa l'argomento, ha fatto rilevare e
prendere atto all'Aula che non c'erano carte, non c'è una
convenzione, che l'approvazione di altri testi avrebbe messo in
serio rischio la norma stessa e, quindi, la vita, lo status di
questi lavoratori, che questo intervento del Governo assicura il
reddito - queste sono tutte parole dette poc'anzi dal Presidente
della Regione - che saranno garantiti intanto per il 2013 ma il
Governo vorrà stimolare norme nazionali per assicurare una
continuità, che il Presidente Crocetta ha incontrato una parte dei
lavoratori, e siccome il Presidente della Regione, ho potuto
toccare con mano, è una persona che si confronta con l'Assemblea,
posso dire che mi fido, perché è una persona seria; lo ha detto
pubblicamente, non ha fatto una riunione nelle segrete stanze e,
poi, con un colpo di mano, ha fatto approvare una norma, quindi, mi
fido della bontà di questa disposizione e ritengo che l'Assemblea
debba accogliere l'invito del Presidente della Regione, dare
sostegno all'azione del Governo e metterlo alla prova seriamente su
questa norma, con l'auspicio che il comune di Palermo sia
sostenuto, soprattutto in questa fase, dal Governo, così come è
stato garantito, e il Presidente della Regione mi sta sostenendo,
in questo momento, quindi, Presidente, la ringrazio, ho sforato
solo di un minuto e mezzo, ma l'Assemblea ci ha guadagnato perché
non parlerò più.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Tamajo. Ne ha
facoltà.
TAMAJO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il problema PIP,
emergenza Palermo non deve essere affrontato come una questione di
una parte di deputati o di alcune frange, ma è una questione che
deve essere affrontata dal Governo, e la ringrazio, Presidente, per
il modo in cui l'ha affrontata, e dall'Assemblea tutta, perché
penso che oggi in sinergia sia il Governo che l'Assemblea debbano
dare risposte chiare e concrete a questi lavoratori.
Seppur con differenziazioni direi politiche, ideologiche, anche
territoriali - ieri sera abbiamo assistito quasi a una
sceneggiata tra i deputati messinesi e quelli catanesi - la metto
sul ridere - questa non deve essere una questione dei deputati
palermitani, perché i PIP sono delle risorse, delle risorse ormai
essenziali ed importanti a sostegno di questa amministrazione
regionale.
E' il momento di smetterla di considerare questi soggetti dei
nullafacenti; è il momento di smetterla di dire che sono anche loro
dei privilegiati; non può essere privilegiata una persona con uno
stipendio di circa 700,00 euro al mese.
Proviamo un attimo a sospendere il servizio di questi lavoratori,
Presidente, e voi immaginate ciò che potrebbe succedere all'interno
della macchina regionale. Io penso a circa quei 120 ex stagisti PIP
che prestano servizio all'Assessorato Territorio e Ambiente, penso
a quei PIP che prestano servizio all'Assessorato Acqua Energia e
Rifiuti, che ormai svolgono un ruolo essenziale e di primo piano
all'interno di questa Amministrazione.
Smettiamola, quindi, con questa demagogia. Onorevole Presidente,
sono contento che lei oggi abbia ricevuto una delegazione di
lavoratori, mi aspetto però, da lei, risposte ancor più concrete
sul futuro e sulla prospettiva di questi lavoratori, attraverso
l'interessamento dello Stato; noi siamo qui a disposizione per fare
con lei un percorso e per potere salvaguardare questa categoria di
soggetti che, a mio avviso, va assolutamente tutelata.
Concludo con alcune domande, onorevole Presidente, cui vorrei
rispondesse alla fine degli interventi. Vorrei sapere se i 24
milioni di euro previsti basteranno come copertura finanziaria fino
al 31 dicembre; vorrei sapere se debba obbligatoriamente parlare di
misure a sostegno del reddito per evitare che il Commissario
dello Stato impugni e che noi, poi, possiamo prelevare dal piano di
azione-coesione
E poi, signor Presidente, alla fine vorrei sapere - ripeto -
quale prospettiva potrà dare il Governo e noi come Assemblea a
questi lavoratori che penso ormai meritino una prospettiva e
meritino un futuro. Grazie.
CLEMENTE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CLEMENTE. Signor Presidente, volevo soltanto rivolgere un
ringraziamento al Presidente Crocetta, ringraziarla per
l'esposizione, per le rassicurazioni, per le garanzie che ci ha
dato e che ha dato ai lavoratori a seguito dell'incontro di cui ci
ha raccontato. Pertanto, ritiro l'emendamento a mia firma.
GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, onorevole colleghi, non avevo
dubbi che su questo argomento il Presidente Crocetta non potesse
fallire e sapete la cosa che più mi appassiona su questo argomento
qual è? E' il fatto che questo Parlamento siciliano deve capire
che il rapporto fra la maggioranza, la minoranza e fra le forze
politiche quando è su un piano di collaborazione, le cose difficili
diventano facili.
Non avevo dubbi anche perché lo conosco per fama, è l'argomento è
così ostico, così brutto, così di difficile soluzione. E credo che
questo sia l'inizio di un percorso perché la soluzione - il
Presidente Crocetta lo sa - dal primo di gennaio del prossimo anno
avremo lo stesso problema. Si riproporrà e quindi io spero che da
qui al primo di gennaio in collaborazione con il Comune si riescano
a trovare degli argomenti e delle possibilità di lavoro per questi
lavoratori, tali, da non dover fare ogni quattro, cinque mesi una
ulteriore proroga.
Auguri a questo nuovo modo di fare politica qui dentro e spero
che per tutti gli altri problemi che verranno da oggi in poi si
instauri questo nuovo rapporto. Grazie.
GIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, io non sono di Palermo, quindi non ho
interesse, non mi devono votare, rispondo così anche agli amici che
vogliono sapere perché intervengo.
Di questo problema me ne sono occupato qualche tempo fa quando ero
Presidente della Commissione Cultura, e fino a qualche giorno fa
sono stato anche io, come tanti altri, fermato, per chiarire, per
chiedere, per sapere, per dare qualche risposta.
Le risorse che sono accantonate al capitolo che riguarda i
trasporti interni della Regione o anche le manutenzioni che sono
ventiquattro più dodici milioni di euro, sono trentasei, possono
essere utilizzabili per l'occasione. Ma lei, assessore Bianchi, già
ha trovato le risorse puntualmente.
Una sola raccomandazione, nel ringraziarla per l'operazione fatta
che avviene in un momento difficile come quello che viviamo, e
anche se a livello nazionale abbiamo gli annunci, come quelli che
abbiamo avuto che ci occupiamo di lavoro, di prolungare, di
prorogare e quant'altro, certo con un bilancio come quello che
abbiamo, diventa molto difficile.
Rivolgo quindi complimenti e raccomandazioni e un suggerimento:
queste persone che avranno questo contributo di 833 euro, che certo
non sono molti, ma sono sufficienti per dare un'opportunità di
ricerca di lavoro anche migliore, e in attesa di questo
utilizzarli, per esempio, negli ospedali, nelle scuole, così come
abbiamo oggi per i forestali, per i quali si è trovata
un'occasione, un'opportunità diversa, secondo me anche un momento
di gratificazione, che, anziché avere un sussidio, avranno un
lavoro ancorché pagato in nero, ma sempre un lavoro.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
non è la rassegna dei parlamentari eletti al collegio di Palermo
che vanno a dare il loro contributo ad un problema importante.
Io ormai ho imparato a conoscere l'onorevole Presidente della
Regione, ci conosciamo da molti anni e so che lei non è persona
avvezza ai complimenti, le fanno piacere ma so che non bastano
soltanto quelli. Io le riconosco di aver avuto l'intuizione di
affrontare un problema estremamente delicato. Questo glielo
riconosco e onore al merito. Sa che io sono pronto a criticare, ma
sono pronto anche a riconoscere quando c'è un impegno
nell'affrontare un problema che ha degenerato per un momento e
rischiava di degenerare e che il Parlamento, devo dirle, era pronto
ad affrontare con l'autorevolezza e la condivisione possibile.
Perché è chiaro, so di non usare un luogo comune quando dico che su
questi temi non c'è né maggioranza né opposizione, c'è la
consapevolezza di affrontare un problema sociale che - mi consenta
- è nato male. E' nato sull'onda di una vicenda in chiave
sicuramente sociale, ma in chiave elettorale.
E chi vi parla è uno di quei pochi parlamentari che ha avuto il
coraggio di dire che entrare nella Trinacria Onlus sarebbe stato un
grosso errore. L'ho detto pubblicamente, me ne sono assunto la
responsabilità, ho preso qualche critica, ma ho preso anche qualche
consenso e, negli anni, molti mi hanno dato ragione. Io dico che
oggi abbiamo segnato un punto a favore, lo ha segnato il suo
Governo, lo ha segnato lei, onorevole Presidente.
Devo dire che il Parlamento tira un grosso sospiro di sollievo.
Però è chiaro - lo sa lei, lo sappiamo tutti - che non abbiamo
risolto il problema, abbiamo soltanto dato un percorso diverso
rispetto al caos di prima.
Io mi auguro che questo sia la fine dei capipopolo, dei
capielettori e sia il momento in cui questi elettori intraprendano
un percorso che veda tutta la politica finalizzata non ad un
percorso elettorale, ma ad un percorso sociale ed occupazionale.
Onorevole Presidente, non è chiaramente un'apertura a
trecentosessanta gradi ma io le dico che lei oggi, per quello che
ha fatto, ha operato bene.
Onorevole Ferrandelli, se ha bisogno io posso anche fermarmi, se
crede. Se c'è un'urgenza di conferire con l'onorevole Presidente
della Regione io mi fermo. Immagino che i temi che lei tratterà
sono sicuramente temi urgenti e prioritari rispetti a quelli che
sto illustrando io.
FERRANDELLI. Era per sottolineare il suo intervento.
CAPUTO. Quindi, dicevo, onorevole Presidente, è chiaro che in
questo Parlamento ci torneremo. Lei tornerà, ci dirà quello che sta
facendo, vedremo le reazioni della piazza.
Lei ha detto che, tranne qualcuno, ma la stragrande maggior parte
di essi, mi auguro, sarà soddisfatta della sua iniziativa e del
percorso che ha avviato. E certamente se questa vicenda sociale
diventerà una vicenda normale e non emergenziale, è chiaro che
tutti ne saremo soddisfatti e potremo affrontare le altre emergenze
con maggiore serenità.
La ringrazio ancora a nome della città di Palermo e di tutti i Pip
per quello che lei ha fatto.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Neanch'io sono di Palermo, però devo dire sinceramente che
intervengo perché spinto da un senso emotivo, perché, tornando alla
finanziaria, viene fuori una finanziaria con uno spaccato anche
umano, se si vuole Anzi, soprattutto umano, perché il fatto di
dare un taglio diverso, moderno, aperto, ci pone, come Governo,
come terra, come Isola, disponibili alla crescita perché, se i
forestali li apriamo verso altre attività, se i Pip, che sono la
nostra famiglia, perché poi sono famiglia anche loro e, quindi, le
nostre famiglie, figli e famiglie della nostra Isola, penso che
questo Governo, contrariamente a quanto a volte si apprende dalla
stampa, quale sarà la maggioranza che appoggerà Crocetta, penso
che, davanti a questo atteggiamento, questa Assemblea è tutta
maggioranza e, davanti a questi problemi, ci si può solo
inorgoglire e dire che si può andare avanti e continuare di questo
passo.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Vinciullo, credo che non ci sia niente di male se qualche collega
ogni tanto rimanda alla dimensione emotiva. Lo ha fatto più volte
il Presidente, credo che qui ci siano uomini prima ancora che
parlamentari. Anzi, sa che faccio? Le comunico che stanotte io ho
avuto un bimbo e per queste ragioni
(Applausi)
.. sono stato meno presente in Aula e ho avuto anche il piacere,
avendo sempre utilizzato - si chiama Giulio ed il cui nome in
realtà è un nome che potrebbe andare bene per una Repubblica come
quella italiana ma chi lo sa se, andando avanti in questo modo,
forse potrebbe andare bene per un Impero italiano perché sulla
democrazia - mi dispiace dirlo - ma in questo Paese garanzie totali
ad oggi non ne abbiamo.
Ritornando al tema. Utilizzando sempre i servizi pubblici - signor
Presidente, l'ho fatto da quando ero bambino e andavo a scuola,
l'ho fatto in questo caso con il mio bimbo - ho avuto il piacere di
condividere la scorsa notte con la mamma - non era un pip, era la
cognata di un lavoratore e, insieme a questa donna, ci siamo
ritrovati a riflettere sulle cose che sono accadute in questi
giorni.
Sono giorni che hanno visto alternarsi delle decisioni purtroppo
non sempre che hanno seguito lo stesso filo, lo stesso canale,
purtroppo siamo partiti, ricorderete, dalla questione dello
spacchettamento in associazioni, cooperative, siamo passati alla
questione dei 20 milioni di euro, che sembravano essere legati in
quota parte al fondo regionale di 4 milioni.
Adesso siamo arrivati a questa soluzione, una soluzione che vede
un versamento ai lavoratori PIP di un assegno previdenziale
rispetto al quale mi sarebbe piaciuto che una presa di posizione
decisa potesse arrivare fin dall'inizio, ma mi rendo conto, abbiamo
avuto modo di apprezzare che è stato il risultato di un lavoro
lungo che ha coinvolto diversi pareri, non soltanto in territorio
di Sicilia. E tra questi mi rimandavano alla circolare n. 336 del
'99 che istituisce i piani di inserimento professionale rispetto
alla quale, mi è sembrato di capire che, purtroppo, il ministro
Foriero ha, forse, posto delle limitazioni.
Tuttavia voglio essere, così come sono stati gli interventi che mi
hanno preceduto, fiducioso rispetto a questa emergenza, che, lei ha
avuto modo di vederlo, ha avuto delle punte difficilissime in
queste notti, che ha visto, addirittura, degli scontri.
Ho esordito richiamando la dimensione emotiva. Sono certo, signor
Presidente, che, al di là di alcune cose che possono essere state
dette, è la stessa dimensione alla quale lei ha fatto riferimento
in queste ore per prendere queste decisioni. Per cui mi voglio
limitare in questa fase a ringraziarla nella speranza davvero che
per questi lavoratori ci possa essere una prosecuzione e degli
impegni certi in funzione delle formule che potranno legittimamente
e legalmente essere realizzate e, con riferimento non soltanto
all'annualità 2013, ma speriamo anche - e ne sono certo - alle
annualità successive.
FERRANDELLLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FERRANDELLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire che
anch'io, insieme gli altri colleghi che sono intervenuti, esprimo
soddisfazione per un percorso che recupera il dialogo.
Chiunque ha vissuto la finanziaria e il bilancio in queste ore,
anche in maniera particolarmente accesa, ha visto che nelle
precedenti ore c'è stata anche una mia presa di posizione nei
confronti di questi lavoratori, anche un irrigidimento, che
chiaramente è venuto meno all'affrontare della situazione. Credo
che, a volte, anche gli irrigidimenti, in assenza poi di
comunicazione, che devono lasciare chiaramente posto a comprendere
le ragioni degli altri e a sviscerare il problema, possono servire
per porre l'accento su alcune questioni ed aiutare tutti quanti a
ricredersi un po' ad analizzare le cose nella sua vera dimensione,
nella sua vera dignità.
E devo dire che molti di voi sanno, soprattutto i colleghi con cui
ho condiviso il percorso del Consiglio comunale a Palermo, quanto
contrario sia stato io negli anni a Social Trinacria' e quanto,
all'interno di Social Trinacria' - e questo è giusto dirlo -,
vedevamo di propaganda elettorale.
Siamo convinti che anche la stessa operazione con la quale si è
arrivati alla società sia stata un'operazione sì poco chiara e che
avesse più un risvolto elettorale che un risvolto che in realtà
guardasse ai bisogni reali delle singole persone. E quindi, per noi
arrivare all'epilogo, alla chiusura di questa società fa tirare un
sospiro di sollievo, nessuno voleva difendere lo status quo,
nessuna voleva difendere una cooperativa, un'associazione anche di
dubbia origine. Vogliamo difendere i lavoratori ma, soprattutto,
vogliamo un'altra cosa: che questi lavoratori possano tornare ad
essere chiamati tali e possano avere la dignità di lavoratori.
A noi non interessa tutelare un bacino di 3.100 persone che per
molti sono stati 3.100 elettori. Abbiamo chiesto, durante il
periodo della campagna elettorale agli ex PIP di liberarsi di chi
negli anni aveva fatto loro delle promesse, da chi ancora voleva
tenerli soggiogati all'interno di un bacino e voleva utilizzare il
loro bisogno di avere un riconoscimento economico per una campagna
elettorale.
Ed oggi si vede un po' di luce, anche grazie a quegli
irrigidimenti e sono contento che molti di loro stanno vedendo e
hanno apprezzato il linguaggio della serietà, della sincerità, del
non sottrarsi al confronto, dello stare in piazza anche quando le
situazioni sembravano poco chiare e del parlare dritto al cuore e
dritto a quelli che sono problemi. E sono convinto che, all'interno
di questo bacino, molti dicono ci sono tanti delinquenti, voglio
ricordare anche che era un pre-requisito appartenere ad un'area
svantaggiata per potere entrare nel bacino, per cui poca demagogia
e raccontiamoci le cose per come stanno. Però, ci sono dei soggetti
che hanno trovato, da quella opportunità che la pubblica
amministrazione ha dato loro, l'occasione per restare dritti, per
restare in piedi, per non sbagliare più, per poter ricominciare
daccapo, per potere dare un futuro dignitoso alle proprie famiglie
ed ai propri figli.
Molti reggono servizi, reggono servizi importanti; molti altri
vengono male utilizzati. E questo dobbiamo dirlo con altrettanta
chiarezza perché non è possibile avere cinque e sei portieri
custodi Ma il cattivo utilizzo è un cattivo utilizzo
dell'Amministrazione pubblica, non dei lavoratori che si recano
sul loro posto di lavoro per svolgere la propria mansione.
Allora, cosa voglio dire? Ben venga questa misura e, soprattutto,
ben venga l'apertura di queste ore perché finalmente dà
un'apertura, apre una prospettiva.
Perché c'eravamo irrigiditi? Perché pensavamo che si trattasse
semplicemente di un sussidio e, quindi, non volevamo 3.100
sussidiati. Se, invece, il contributo diiventa un'occasione per
essere produttivi, per essere inseriti nel più breve tempo
possibile con dei progetti da presentare con il Comune di Palermo,
con tutte le amministrazioni che ne faranno chiaramente desiderio,
percorsi lavorativi di utilità per la collettività, allora, quello
sì che diventa una prospettiva da percorrere e allora sì che
diventa per me l'occasione di aprirsi al dialogo, di sostenere le
scelte del Governo, di ritirare gli emendamenti che sono stati
presentati e di camminare a fianco della mia stessa maggioranza.
Adesso dobbiamo stare attenti a che questi mesi servano a creare
dei rapporti veri, con delle certezze, e soprattutto serve, e mi
rivolgo ai tanti amici che ci stanno sicuramente seguendo e che
appartengono a questo bacino, a porre un punto, ma un punto che
parte dal controllo, perché in questa terra, una terra che è
veramente disperata, non possiamo più tollerare che ci sia qualcuno
di cui si fa carico la pubblica amministrazione e altri che
ricevono stipendi e che ricevono delle indennità per poi non
produrre e per poi non lavorare.
Bisogna stare attenti a chi reitera reati, a chi non si reca sul
posto di lavoro, a chi è furbetto, a chi è fannullone e bisogna
dare dignità a coloro che invece all'interno di questo bacino
vogliono crescere e vogliono portare un contributo.
Pertanto, siamo contenti di questa prospettiva che si apre e che
vediamo all'orizzonte; resteremo vigili e chiaramente saremo a
fianco di questo percorso con la solita sincerità e con la solita
onestà intellettuale e morale che ci contraddistingue.
CIACCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIACCIO. Grazie, signor Presidente, onorevole Presidente della
Regione, onorevoli colleghi, io più che altro volevo, vista la
tematica delicata, un chiarimento, fermo restando che sosteniamo
l'emendamento presentato, soprattutto se è concertato con i
lavoratori.
Però una preoccupazione e una perplessità ci assale ed è al terzo
comma, vale a dire l'abrogazione dell'articolo 52.
E' vero che negli anni è stato sicuramente utilizzato male, però
può essere che nelle more in cui il Comune di Palermo, spesso
dormiente, si decida a fare questo piano, potrebbe essere un'àncora
di salvezza per rifare, successivamente al 31 dicembre 2012,
eventualmente un progetto.
L'articolo non parla e non sostiene la Trinacria onlus, che se
questo è il male che ben venga che venga tolto. Però si parla di
dare possibilità in un progetto Emergenza Palermo con dei
contratti che possono essere fino ad un massimo triennali. Quindi
secondo me se si dà garanzia o certezza che questo venga fatto
entro il 31 dicembre 2013, allora che ben venga. Altrimenti secondo
noi conviene eliminare il comma 3.
Grazie.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sono anche
contento del clima che si è registrato in aula dopo l'illustrazione
da parte del Presidente della Regione di questa ipotesi di proposta
di modifica del testo che era stato licenziato dalla Commissione
Bilancio. E lo dico anche perché in questi giorni noi abbiamo
assistito anche ad un clima particolarmente teso a piazza
Parlamento, ci sono stati incidenti, anche episodi molto gravi.
In questi giorni uno dei peggiori nemici di questa città è stato
il tentativo permanente che opera da parte di persone a volte in
buona fede, il più delle volte non in buona fede, della grande
campagna di disinformazione, che tende ad iniettare paure, ad
innescare meccanismi di terrorismo psicologico facendo leva su uno
stato di precarietà diffusa e di incertezza che vive la nostra
città.
In questo senso, oggi mi sento palermitano, e da palermitano sto
parlando, ma anche da parlamentare di questa Regione cercando
sempre di svolgere la mia funzione, la funzione di parlamentare, di
avere uno sguardo sugli interessi di tutti i siciliani e non certo
soltanto di quelli che vivono nella mia stessa città.
Però, dicevo, si utilizzano le dosi di paura per cercare di
alimentare quel senso di precarietà e di incertezza convinti che
questo può determinare qualche beneficio.
Su questa vicenda sono state dette tante fesserie, sono state
raccontate tante fesserie, il Presidente della Regione mi pare che
abbia detto oggi, per la verità, lo aveva detto fin dal primo
momento: non lasceremo nessuno per strada Nessuno deve essere
mollato
Certo, dobbiamo provare a coniugare bisogno sociale e regole,
regole di uno Stato di diritto, regole nelle quali ognuno di noi
deve operare per il bene comune, ma senza mettere in discussione il
bene degli altri, compreso quello dei parlamentari che votano, dei
parlamentari che scelgono, i quali sono poi chiamati, magari a
distanza di qualche anno, a rispondere del loro voto e della loro
opinione espressa, come è successo, del resto, nel nostro
Parlamento - fatto senza precedenti - di essere stati chiamati a
giudizio per l'esercizio di un voto espresso in una Commissione. E
lo dice uno che come è noto in quella vicenda ha votato contro
politicamente rivendicando le ragioni del voto contro in quanto
non ho mai condiviso le ragioni di una condanna nei confronti dei
parlamentari per avere espresso liberamente il loro voto in
Commissione parlamentare.
Dico questo perché su questa vicenda, dicevo, sono state dette
tante fesserie e non è stata detta una verità: la legge del 2010,
l'articolo 52 della legge 11 fissava un termine, un termine che era
appunto la triennalità di un progetto e dentro quella triennalità,
diciamocelo pure, si è utilizzata la fantasia legislativa per
cercare di utilizzare strumenti come quello che lo Stato consente
per un abbattimento del costo del lavoro e poter trasferire
quell'abbattimento nel reddito dei lavoratori.
Un'operazione fantasiosa, la definisco così, ma tutti sapevano e
lo sapeva anche chi ha varato quella legge nel 2010, anche di
fronte ai dubbi di qualcuno di noi che ha manifestato il rischio
che ci saremmo trovati nella situazione in cui stiamo dicendo:
guarda che questa operazione non può reggere perché arrivati ad un
certo punto ci sarà un costo che non sarà più sopportabile per le
casse della Regione ed in ogni caso alla fine del triennio si
poneva l'interrogativo: e che facciamo adesso? .
Si sapeva già tre anni fa, oggi siamo a quel bivio e quindi chi ha
alimentato paure aveva anche il dovere di dire oggi siamo chiamati
non a fare una semplice proroga o a far finta che nulla è avvenuto
in questi tre anni, dopo i tre anni dovevamo mettere un punto e
capire che strada dovevamo scegliere.
Il Governo ha scelto una strada che io credo sia anche di garanzia
per le persone, intanto perché non perdono il reddito. C'era un
rischio: ed è una delle cose che ha innescato molte paure
E su questo forse il Presidente Crocetta non conosce la storia di
Palermo, la storia negativa dove il caporalato in questa città è
stato organizzato nelle borgate da parte di organizzazioni
criminali che hanno chiesto soldi alla povera gente per entrare in
cooperative; si facevano pagare prima nella speranza di avere un
lavoro dopo. E quando si è parlato di cooperative questo ha
suscitato una inquietudine, una paura, un disagio diffuso.
Allora dire è l'INPS l'ente erogatore, in un rapporto diretto ed
individuale col singolo lavoratore, poniamo con il signor Cracolici
Antonino che avrà un suo codice fiscale e il rapporto sarà diretto
attraverso un assegno che gli sarà erogato direttamente dall'INPS
solo alla persona individuata, ciò consentirà che nessuno domani
potrà andare da quella persona per chiedergli un pezzo del suo
salario come pizzo camuffato
Io credo che queste cose siano un punto di certezza. Certo non
abbiamo risolto tutti i problemi Di problemi ce ne sono ancora:
c'è il problema del disagio complessivo di questa città, siamo
usciti da qualche giorno da un'altra delle vicende più dure di cui
la Regione si è fatta carico, pur non avendo alcuna responsabilità,
nel corso di questi anni, che è la vicenda Gesip .
Che cosa c'entrava la Regione? Eppure, la Regione si è fatta
carico di una tematica sociale che, fino a ieri, era solo un fatto
del comune di Palermo e che, oggi, in qualche modo, vede
l'istituzione Regione farsi carico di un problema sociale grave per
Palermo e grave per l'Italia.
Ed, allora, credo che l'approvazione di questo testo, di questa
norma serva, innanzitutto, a tranquillizzare; serva, innanzitutto,
a dire che nessuno sarà lasciato per strada, nessuno sarà lasciato
solo.
Abbiamo il dovere di costruire una prospettiva per chi ha un
reddito e ci vive, e ci fa vivere la propria famiglia, ma dobbiamo
farlo nel rispetto di regole certe, a garanzia di tutti i
cittadini, a garanzia anche di chi, oggi, un lavoro non ce l'ha ed
ha diritto ad avere una speranza, perché la Regione non è solo il
luogo per occuparsi del precariato, ma anche quello per provare a
dare una speranza a chi ancora un lavoro non ce l'ha ma vorrebbe
sperare di averlo in Sicilia e vivere in Sicilia con la propria
famiglia.
VENTURINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VENTURINO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
un brevissimo intervento il mio, relativo all'emendamento
presentato. Non possiamo, ovviamente, che condividere con
soddisfazione quello che il Presidente è riuscito ad ottenere, per
quanto riguarda la delicatissima vicenda dei PIP. Soltanto una
cosa, però: il comma 2 dell'emendamento 41.4 bis, cito
testualmente: L'assegno di sostegno al reddito non sarà erogato
nelle ipotesi in cui i soggetti, di cui al comma precedente, si
rendano responsabili di azioni contrarie all'ordine pubblico e/o al
patrimonio ed alle persone . Che cos'è? State buoni se potete?
Non capisco, tra l'altro, quando si dice contrarie all'ordine
pubblico ; di quale ordine pubblico stiamo parlando? La mia
preoccupazione è che potrebbe aprire le porte ad una
discrezionalità di chi poi va a giudicare se un atto è o non è
nocivo, pericoloso per l'ordine pubblico o meno.
Per questo non faccio l'avvocato ma per questo credo che ci sia un
codice penale che potrebbe essere applicato. Questo comma 2,
quindi, mi sembra un po' ambiguo. Lo vorrei capire un po' meglio.
Me lo spiegate, cortesemente?
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire il Presidente della Regione,
onorevole Crocetta, che ha ricevuto tantissimi complimenti ed è
stato pure chiamato in causa per avere qualche risposta.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, vi ringrazio, intanto, per la collaborazione che esce
forte in questo Parlamento nell'affrontare una questione sociale
delicatissima ed il senso di responsabilità rispetto a tutte le
vicende che poi coinvolgono la Sicilia ed anche la città di
Palermo, perché ci rendiamo conto che una vicenda come questa non è
un'impresa facile.
Vi assicuro, però, che l'intendimento, mio personale e dell'intero
Governo, è stato quello, soprattutto, di puntare a proteggere i
lavoratori, senza fare male alle Istituzioni, anche per le cose che
diceva l'onorevole Cracolici, che credo siano molto chiare.
E' chiaro che noi, poi, dobbiamo fare provvedimenti che reggano e
provvedimenti di cui non si debba mettere dubbio alcuno se non che
l'interesse per cui agiamo è quello generale, così come ci stiamo
comportando in questa vicenda.
Per tutti noi, sarebbe stato bellissimo potere pensare di
confermare la misura dell'assunzione a tempo indeterminato; ci
rendiamo conto, però, che quella via avrebbe portato,
semplicemente, quei lavoratori alla perdita del reddito, per cui, e
non solo, forse, per responsabilità anche nostra.
Per quanto riguarda la questione della copertura finanziaria,
voglio rassicurare l'onorevole Tamajo, intanto, perché dobbiamo
operare solo per otto mensilità, quindi, le somme sono più che
sufficienti per coprire e, tra l'altro, i lavoratori del bacino
sono pure diminuiti, quindi, rispetto a tre anni fa, da 3.580 sono
passati altri 1.058, quindi, le cifre sono perfettamente calcolate,
dimensionate, etc. Su questo voglio rassicurare tutti. Sarebbe
inutile rimpinguare ulteriormente il capitolo, perché, poi,
materialmente, superebbero il limite di legge previsto per i
contributi e non potrebbero essere, diciamo, erogati, quindi, si
immobilizzerebbero delle risorse che, invece, possono essere
utilizzate altrove.
Per quanto riguarda le responsabilità, insomma, ci andrei piano,
nel senso che, passato o meno, dobbiamo capire che chiunque abbia
agito lo ha fatto in una situazione di emergenza terribile ed anche
di episodi difficili da gestire e, credo, poi, nell'interesse
generale, pubblico; non è che vi sia chissà quale interesse.
Vorrei, anche su questo, invitare tutti quanti ad analizzare le
vicende del passato e collocarle anche storicamente nel passato;
dico ciò perché se non si passano alcune questioni non si capisce,
a volte; questa volta, forse, abbiamo avuto la possibilità, visto
che l' esperienza era stata fatta e abbiamo potuto ragionare su
un'esperienza già fatta ma, probabilmente, chi ha approvato quella
legge non si aspettava, poi, come si doveva evolvere nei dettagli
la vicenda.
Inviterei tutti quanti, anche su questo, a dire: è accaduto, noi
ne prendiamo atto .
Per quanto riguarda un'ultimissima questione sollevata
dall'onorevole Venturino, relativa all'articolo 2, gli ex pip sono
nati, anche per ragioni di reinserimento degli ex detenuti, misura
positiva e intervento estremamente positivo che confermiamo, però,
a patto che gli ex detenuti, che non è che sono stati inseriti,
chissà, perché hanno vinto un concorso pubblico, ma come misure
specifiche, a patto però che l'ex pip, l'ex detenuto non continui a
delinquere; diversamente, la misura di reinserimento sociale è una
misura quasi incentivante, voglio dire, a fare altri reati.
Ora, su questo dobbiamo essere categorici. Sicuramente, non
considereremo ordine pubblico il fatto che manifestano la libertà a
manifestare, etc, però, se vanno a chiedere il pizzo, ce lo
dobbiamo porre il problema se dobbiamo rinconfermargli pure il
contributo della Regione, visto che loro non sono titolari di un
impiego perché hanno vinto un concorso ma sono titolari di una
misura che è destinata ad un reinserimento sociale e al recupero.
Se questi, però, non manifestano la volontà di volersi inserire -
per cui è chiaro che l'emendamento comprendo che sia rischioso,
però, su questo esistono le leggi dello Stato che garantiscono -
non è che possiamo adoperare una forma discriminatoria, però, un
segnale glielo dobbiamo dare: cari ex detenuti, vi vogliamo
aiutare ma vogliamo farlo se non continuate a delinquere e,
semplicemente, quello che è avvenuto appartiene al vostro passato;
io, Stato, vi do la possibilità del reinserimento ma non può essere
una prova infinita , anche perché, altro punto, questi soldi
andiamoli a dare a quelli, invece, che non fanno reati.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Crocetta.
Sono stati ritirati tutti gli emendamenti, ivi compreso quello del
Governo, il 41.3.
Pongo in votazione il subemendamento 41.4 bis, del Governo,
modificativo del comma 1.
Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Volevo porre
all'attenzione del Presidente Crocetta che il terzo comma, cioè
l'abrogazione dell'articolo 52 della legge regionale, chiude le
porte anche a chi fuori dal Palazzo, in questo momento, sta
aspettando una risposta. Ci sono i lavoratori della ex Spo. Non so
se aveva valutato questa incidenza; c'è, infatti, un emendamento
aggiuntivo in questo momento che si aggancia proprio a questo
articolo 5, facendo decadere, purtroppo; quindi, se non ha valutato
la possibilità di stralciarlo, vi sono 91 persone che comunque
hanno anche un diritto di precariato anche rispetto alle persone di
cui stiamo parlando in questo momento.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, l'articolo 52 della legge fissa l'emergenza a Palermo ed
è legato al bacino d'emergenza; quella emergenza rientra
all'interno di quei lavoratori che, alla data del 2009, avevano
quelle caratteristiche. Questo dato è stato allora censito, per cui
tutti i lavoratori che rientravano nell'emergenza sono stati
censiti e, addirittura, sono avvenute anche scene un po'
incredibili - giusto per saperlo -, anche alcune cose sulla
questione mafia , che non sono per criminalizzare i lavoratori la
cui stragrande maggioranza sono persone perbene e lavoratori.
Guardate, però, che chi ha vissuto quelle vicende mi ha raccontato
- compresi i lavoratori - che la mafia stava vendendo i posti per
entrare nel bacino e dentro la Social Trinacria e devo dire che su
questo c'è stata una gestione rigida; se c'è un merito che va
attribuito alla gestione del passato su questa vicenda è di non
avere allargato il bacino.
Ora, non conosco la vicenda specifica, però, se la vicenda è
specifica, l'articolo 52, qui confermiamo che tutti quelli che
fanno parte dell'emergenza Palermo godono di questo contributo. In
relazione, però, a quanto allora stabilito dall'articolo 52, cambia
l'applicazione dell'articolo ma l'emergenza a Palermo rimane tutto.
In questo momento, quindi, onorevole, non le so dire se questi
lavoratori nello specifico vi rientrano o no, per il semplice fatto
che non abbiamo analizzato tutta questa cosa, però, se vi
rientrano, allora, vi rientrano anche adesso e nulla cambia
rispetto alla legge, per tranquillizzare che non c'è nessuna
modifica della condizione dei lavoratori inseriti nel bacino
emergenza Palermo.
PRESIDENTE. Grazie, Presidente Crocetta.
Pongo in votazione l'articolo 41, come modificato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 44, in precedenza comunicato.
Comunico che è stato presentato, dal Governo, l'emendamento 44.2,
soppressivo dell'articolo.
Assessore Bianchi, chiaramente, le richieste saranno dove vengono
spostate; vanno sulle tabelle dell'articolo 53? Se lo chiariamo
prima, evitiamo gli interventi. Articolo 53; se lei verifica
l'articolo 53.
BIANCHI, assessore per l'economia. Nell'articolo, viene spostata
la dotazione finanziaria all'articolo 53, relativo agli interventi,
quindi, diventa un intervento previsto nella tabella allegata
all'articolo 53.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
l'attenzione dell'assessore per la Salute, dottoressa Borsellino.
Questo è un tema che non è ben individuato, perché qui si parla di
somme di obbligazione che la Regione, nel tempo, ha preso con le
Università. Voglio ricordare che, quattro anni fa, è stato
istituito, il primo anno, con le borse di studio aggiuntive
regionali, poi il secondo anno, poi il terzo, poi il quarto.
In questi quattro anni, sono state create dalla Regione siciliana
borse di studio aggiuntive rispetto a quelle nazionali, per colmare
alcune deficienze che vi erano nelle Università rispetto ad un
budget nazionale che sicuramente penalizza la Sicilia.
Questa è una battaglia che il Governo dovrebbe fare in altra sede,
con il Ministro della Pubblica Istruzione, proprio per arrivare ad
un equilibrio delle borse nazionali.
La questione che riguarda noi, in questo momento, è che, da un
anno, questi specializzandi con borse di studio regionali non
percepiscono più la borsa di studio proprio perché le Università,
non avendo ricevuto le somme da parte della Regione, non sono più
in grado di erogare queste cifre agli studenti.
Siamo stati rassicurati più volte in Commissione di merito,
avendola discussa in ben sette audizioni, con il parere
all''unanimità della Commissione che veniva ripristinato il
capitolo non di 5 milioni con la decurtazione di 10 milioni, ma di
15 milioni, che è la somma necessaria - badiamo bene - a colmare
tutte le obbligazioni pregresse che la Regione ha assunto nei
confronti delle Università e, quindi, degli specializzandi.
Su questa vicenda o il Governo non si parla tra i diversi
Assessorati, e non si comprende bene qual è la vicenda, oppure
creiamo ulteriore confusione.
Non stiamo chiedendo la somma di 15 milioni per nuove borse di
studio - sarebbe pazzesco chiederlo in queste condizioni - noi, per
le borse di studio per l'anno 2013 abbiamo chiesto 3 milioni,
badiamo bene, che potrebbero essere opzionabili, perché queste sono
obbligazioni non ancora assunte dalla Regione, ma è chiaro che sul
pregresso la Regione ha un debito con le Università e non possiamo
far finta di niente.
Questa vicenda va avanti dall'anno scorso, da quando l'allora
Assessore per la Salute Io intervengo poche volte; non intervengo
per 15 minuti ma la questione è molto complicata. Ritengo di
interpretare tutti i pensieri dei componenti della Commissione,
perché, altrimenti, ci troveremmo in una condizione, come Regione,
di insolvenza.
Se la Regione assume degli obblighi, deve pagarli. L'artifizio di
portare al 2014-2015 le somme che invece dovevano essere collocate
nel 2013 non può trovare applicazione in un momento in cui,
praticamente, troveremmo, una soluzione non idonea rispetto a
quella che è la tematica.
Credo che l'assessore Borsellino dovrebbe difendere anche questa
vicenda per conoscerla, forse, più dell'assessore per l'economia.
Questo è il problema.
Ora, ci troviamo di fronte a situazioni che chiaramente sono
passate al vaglio della Commissione di merito all'unanimità, non
già maggioranza o opposizione.
Questo è il tema. Se vogliamo risolverla, in qualche maniera,
proviamo soluzioni tecniche atte a risolverle. Penso che al limite
le Università si accontenterebbero anche di spalmare, magari,
cinque milioni quest'anno e, poi, cinque milioni; ma, se li
togliamo tutti, è finita.
DIGIACOMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIGIACOMO. Signor Presidente, assessore Bianchi, onorevoli
colleghi, anche per fare chiarezza, mi è stato spiegato che si è
riscontrata una effettiva difficoltà a fare rientrare nella manovra
di stabilità queste somme. Queste somme, infatti, che sono in
sostanza un debito che la Regione ha contratto, non possono essere
presentate come debito rischio impugnativa da parte del Commissario
dello Stato e che, quindi, sarebbero stati presentati, inseriti in
un allegato al bilancio, per un importo complessivo di diciotto
milioni di euro, così come indicato nell'articolo della
finanziaria.
Ora, se la cosa corrisponde al vero - e mi pare che sia una cosa
importante, una cosa seria - credo che non vi sia bisogno di
profondersi ulteriormente in disquisizione.
Quindi, chiedo all'assessore per l'economia, dottore Bianchi e
all'assessore per la salute, dottoressa Borsellino, se questa
notizia, corrisponde al vero.
BORSELLINO, assessore per la salute. Signor Presidente, onorevoli
deputati, , la precisazione tecnica che ha fatto l'onorevole
Digiacomo è corretta. La proposta di trasferire queste somme
nell'allegato tecnico era dettata dalla preoccupazione che la
manovra potesse essere impugnata dal Commissario dello Stato, non
potendosi, in una norma finanziaria, andare a prevedere uno
stanziamento per onorare obbligazioni pregresse. Tecnicamente,
comunque, il dottore Bianchi, si sta accertando che,
effettivamente, sia l'unica possibilità; eventualmente,
presenteremo una riscrittura. Quindi, possiamo chiedere di
ritornare sull'articolo tra qualche momento.
PRESIDENTE. Dispongo un breve accantonamento.
LACCOTO. Ci affidiamo a quanto ha fatto l'assessore per
l'economia, dottore Bianchi.
PRESIDENTE. Possiamo andare avanti con l'emendamento soppressivo e
dare per rinunciato agli interventi. Dobbiamo andare avanti.
LO GIUDICE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO GIUDICE. Grazie Presidente, grazie Governo, grazie onorevoli
colleghi. Il mio intervento sarà breve.
Grazie a una borsa di studio, circa venti anni fa , i miei
genitori e io non abbiamo dovuto subire l'umiliazione di farci la
valigia e andare via per andare a specializzarmi fuori.
Chiedo al Governo di fare un altro piccolo sforzo. Sono
assolutamente d'accordo su quanto fatto oggi; sono veramente
soddisfatto del lavoro del Governo; di quanto fatto dal Presidente;
sulle soluzioni che sono state trovate ai vari problemi, non
ultimo, quello degli ex pip, che ha veramente evitato una emergenza
sociale e che garantisce quindi un reddito a queste famiglie che,
in caso contrario, non l'avrebbero avuto.
Però, secondo me, non si può riequilibrare un bilancio
mortificando i sacrifici di questi studenti, di questi neo-laureati
che, in questo modo, vedrebbero vanificati i loro sacrifici.
Chiedo, quindi, al Governo un piccolo sacrificio: cercare di
trovare uno spiraglio e garantire le borse di studio agli studenti
per il 2013 e per gli anni a seguire.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Onorevole Presidente, intervengo per una breve
precisazione.
Da alcuni giorni, ho seguito l'iter di questa vicenda e, da alcuni
giorni, ho sentito il Governo che dava, da un lato, rassicurazioni
sulla volontà, sull'intenzione di cercare una soluzione e,
dall'altro lato, però, affioravano le preoccupazioni circa il modo,
la modalità e come trovare questa soluzione.
Una soluzione che è indispensabile trovare, caro Presidente. Come
lei ben sa, sarebbe veramente paradossale che un Governo si
impegnasse, come è giusto che sia, per i soliti problemi degli ex
pip senza fare un investimento sulla cultura, sull'Università, sul
futuro dei nostri giovani.
L'intervento: in particolare, ho presentato pure un emendamento -
uno dei pochissimi emendamenti che ho presentato è stato questo -
che prevede un ulteriore stanziamento perché la poca chiarezza di
cui parlavano anche i colleghi che sono intervenuti in precedenza
circa l'ammontare delle risorse che, effettivamente, servono e
l'interlocuzione avuta anche con le varie Università, mi ha fatto
prendere consapevolezza - e il Governo, in merito, non mi ha saputo
dare risposte - che le somme stanziate ancora non sono sufficienti,
seppure in qualche modo tentavano di dare risposta a ciò che erano
le problematiche più urgenti ma non sono esaustive.
Pertanto, il Governo, nel cercare di trovare la soluzione tecnica
per risolvere il problema, tenga conto che c'è ancora
un'insufficienza di fondi all'uopo previsti e il mio emendamento va
in tal senso, per dare copertura completa al fabbisogno di una
categoria così importante perché, ripeto, stiamo parlando del
nostro futuro, del futuro dei nostri giovani.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, vicepresidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, mi atterrò ai minuti consentiti.
Signor Presidente, le volevo dire, intanto, prima che la
Commissione dia il parere, dal momento che fungo da presidente, in
questo momento, nell'assenza del presidente, che vorrei essere
assicurato che l'accettazione dell'emendamento presentato dal
Governo non solo non metta a rischio le disponibilità di risorse
destinate alle Università della Sicilia ma, addirittura,
l'emendamento presentato dal Governo serva solo ed esclusivamente
per rendere più certe e meno insicure le somme che sono state
stanziate in Commissione e sono state esaminate in Commissione,
proprio qualche giorno fa.
Mi sembrava strano che, qualche giorno fa, si era scelta questa
strada. A quarantotto ore da quello che abbiamo deciso di fare in
Commissione Bilancio, decidiamo di seguire un'altra strada, per cui
sull'altra strada vorrei garanzie prima di dare il parere della
Commissione.
FONTANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FONTANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, così come detto da
altri colleghi, questo è stato un argomento che con l'assessore
Borsellino abbiamo discusso parecchie volte in Commissione e, devo
dire, c'è stata sempre l'unanimità in questa direzione, proprio
perché questo argomento riguarda giovane formazione, giovani
professionisti, medici, laureati che, peraltro, non possono entrare
nel mondo del lavoro se non acquisiscono anche una specialità.
Come lei sa, sono giovani che dopo sei anni di sacrifici si
laureano ma devono fare un ulteriore corso di specializzazione,
prima di entrare nel mondo del lavoro, e credo che questo sia
ingiusto da parte di questa Regione.
Ci sono giovani che non percepiscono quanto dovuto da diversi mesi
- addirittura, all'Università di Messina, mi risulta che è più di
un anno che non dà nessuna retribuzione; Catania, credo da sei
mesi, mentre l'Università di Palermo da circa tre mesi, proprio
perché hanno esaurito tutte le risorse.
Per cui, prendo atto del sacrificio del Governo, prendo atto che
per quanto riguarda l'anno in corso questo Governo e l'assessore in
primis sono impegnati a postare le risorse per tutti gli anni di
scuola di specializzazione e, quindi, con circa 18 milioni di euro
- che sono pari 15 dal secondo al sesto anno - e 2 milioni e 800
mila per i neo-ingressi per il 2013, ma resta il problema del
pregresso.
Vorrei, quindi, da parte del Governo, al di là delle formule, al
di là di qualunque strada che possa essere in qualche modo
intrapresa, e desidero che ci sia la garanzia di quanto dovuto da
questa Regione alle Università, in modo da soddisfare i giovani che
da parecchi mesi non percepiscono nulla. Non tutte le famiglie
hanno la possibilità di potere mantenere i propri figli per dodici
anni in una Università.
Noi dobbiamo, quindi, fare tutti gli sforzi possibili perché
possano essere soddisfatte queste esigenze.
IOPPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del
Governo, intervengo perché com'è noto all'assessore Borsellino, il
tema è stato lungamente ed appassionatamente trattato in sede di
Commissione. Perché qui, però, non si creda, assessore Bianchi, che
tutti si sia di bocca buona e grossolana, vorrei spiegare perché il
Governo chiede la soppressione dell'articolo 44, perché l'articolo
44 - mi segua assessore Marino - non ha alcun fondamento di
carattere giuridico e di legittimità.
Con l'articolo 44, il Governo ha preteso, che impegnasse fondi,
esattamente dodici milioni di euro a valere sull'esercizio 2014, e
sei milioni a valere sull'esercizio finanziario 2015, senza
prevedere alcuna spesa nel 2013; cioè, sostanzialmente, disponendo
una spesa pluriennale senza incidere sul bilancio dell'anno in
corso. Ecco perché il Governo si è avveduto, o qualcuno ha fatto
avvedere il Governo che la norma non aveva alcun senso.
Allora, chiedo, assessori Bianchi e Borsellino, di sapere con
estrema chiarezza, prima di divisarmi se votare a favore o no
rispetto all'emendamento e poi all'articolo, se lo spostamento di
questa previsione nell'allegato dell'articolo 53, cioè sul
rifinanziamento delle leggi - allegato all'articolo 53 che diventa
allegato al bilancio - muta il titolo, cioè nova rispetto al
titolo.
Si tratta, com'è stato chiarito, di obbligazioni assunte,
precedentemente, e che, quindi, non potevano trovare accoglienza
all'interno della norma di stabilità dell'articolo 44, chiedo di
sapere qual è il sortilegio in ragione del quale il Governo ha
pensato in ragione dello spostamento della stessa previsione e,
quindi, del pagamento di oneri pregressi, di debiti pregressi,
spostandoli invece nel bilancio sia legittimo.
LOMBARDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto
volevo ringraziare e sottolineare come all'interno della
Commissione Bilancio ci sia stato un rapporto di collaborazione con
l'assessore Bianchi in merito alla vicenda delle borse di studio
degli specializzandi e degli studenti di medicina.
Si è raggiunto, e sono sicuro si raggiungerà, un accordo su questa
vicenda. Certo sapere che dopo una nottata intensa dove si è
discusso di questo e dove si era finalmente raccolta l'esigenza di
destinare nel Cap. 417316 le somme per le spese correnti delle
borse di studio di quest'anno, quindi non solo le nuove, ma anche
quelle degli anni correnti, ed oggi notare - come giustamente ha
fatto capire l'onorevole Ioppolo - che dal punto anche giuridico
non è possibile inserire questa norma mi fa sorgere dei dubbi sulla
possibilità di potere stabilire un pagamento del pregresso.
Allora, chiedo due cose, e mi ricollego anche a quello che aveva
prima accennato l'onorevole Laccoto, innanzitutto - e mi affianco
alla proposta dell'onorevole Ioppolo - di accantonare, signor
Presidente, la discussione e la votazione di questo emendamento
soppressivo se prima non vi sia una soluzione concordata e chiara,
perché diversamente avremmo vanificato il lavoro di queste lunge
nottate.
Secondo, e mi faccio carico di questa proposta dal punta di vista
parlamentare, concordare con gli onorevoli Laccoto, Ioppolo ed
altri, la possibilità anche di aprire una fase nuova, assessore
Borsellino, perché le piante organiche che finalmente sono presenti
da qualche mese all'interno delle strutture sanitarie, permettono
una capacità di programmazione che deve partire dall'Osservatorio
regionale per gli studenti di medicina, che deve guardare, poi, la
possibilità di ottenere delle borse di studio e che deve guardare
anche alla possibilità di inserirsi all'interno di queste piante
organiche. E su questo penso che presenteremo un ordine del giorno.
In conclusione, prego l'assessore Bianchi di chiarire se le somme
appostate, i 18 milioni di euro, siano per pagare le spese correnti
o, diversamente, se queste somme dovranno essere, in parte,
destinate a pagare il pregresso.
BIANCHI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BIANCHI, assessore per l'economia. Confermo quanto detto in
precedenza. Onorevole Lombardo, per quanto riguarda il 2013 lo
stanziamento previsto di 18 milioni di euro prevede 2,8 milioni di
euro di stanziamento per le nuove borse, ed è stato integrato
proprio per far sì che possano partire le nuove borse di studio.
Esiste - è inutile negarselo - una difficoltà, una sofferenza sul
pagamento del pregresso a cui faremo fronte con questo stanziamento
del 2014 e 2015. Ci siamo trovati in una situazione oggettivamente
difficile di dover recuperare debiti accumulati in precedenza,
però, credo che lo sforzo fatto sia proprio nella direzione di
salvare sia il pregresso sia nel riavviare queste borse di studio
per il 2013.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 44.2, soppressivo
dell'articolo 44, a firma del Governo.
Il parere della Commissione?
VINCIULLO, vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Con questa approvazione l'articolo 44 è soppresso.
Si passa all'articolo 45, precedentemente accantonato nella
giornata di ieri, su mia disposizione, con una eventuale ipotesi
di stralcio limitatamente ai commi 3 e 4.
Comunico che è stato presentato l'emendamento 45.1, interamente
sostitutivo, dall'onorevole Dina, nella qualità di presidente della
Commissione Bilancio e da altri deputati.
Invito i parlamentari che l'hanno proposto, perché rimanga agli
atti, di spiegare tecnicamente il significato di questo emendamento
che modifica il comma 3 dell'articolo 45, sopprimendone il comma 4.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto mi
consenta di ringraziare l'assessore Marino che con l'assessore
Bianchi ha posto notevole attenzione a questo problema che riguarda
il tema dei dissalatori in Sicilia.
Noi riteniamo che questa finanziaria è una finanziaria sicuramente
di rigore, ma che sta anche dimostrando di avere una certa
attenzione nei confronti delle fasce deboli, delle categorie
maggiormente in difficoltà.
Abbiamo trattato il tema del riscatto degli alloggi popolari, così
come il microcredito, così come la proroga di alcuni precari.
In questo caso noi cosa chiediamo e cosa diciamo. Nell'ambito
delle politiche che riguardano il tema dei dissalatori,
l'Assessore all'energia deve avere l'opportunità e anche
l'attenzione, nel momento in cui si vuole dimettere un bene della
Regione, che è il dissalatore in oggetto, quello di Porto
Empedocle e quello di Gela, così come in precedenza si è fatto per
il dissalatore di Trapani, di non perdere l'opportunità di quei
lavoratori che già dal 1990 operano in quel settore, hanno
acquisito una competenza e una specializzazione in un settore
specifico, difficile anche da trovare nel mercato e soprattutto
hanno operato nell'ambito di beni di proprietà dell'Amministrazione
regionale.
Nel momento in cui in quest'opera di razionalizzazione e di giusta
attenzione del sistema delle risorse idriche siciliane è bene voler
porre attenzione se queste opere debbano potere continuare e se
invece bisogna tenerle in stand by o dismetterle, fare in modo che
quel personale possa essere valorizzato negli altri dissalatori che
già funzionano e operano nel nostro territorio.
Si tratta direi di un articolo di equità voluto da professionalità
che l'Amministrazione regionale ha di fatto negli anni determinato;
abbiamo dei precedenti, come è avvenuto per il dissalatore di
Trapani e penso che grazie all'attenzione che l'assessore Marino ha
posto su questo tema, questo emendamento chiarisce meglio la
portata della nostra azione nella consapevolezza che le politiche
idriche in Sicilia meritano attenzione e che di fatto l'emergenza
idrica ha avuto un suo posto ma nello stesso tempo ha creato delle
professionalità che oggi bisogna anche poter tutelare.
FIRETTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIRETTO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione, e
onorevoli colleghi, noi stiamo parlando di impianti entrati in
funzione nel 1989, e gli impianti sono funzionanti soprattutto per
assicurare condizioni di continuità del servizio idrico, questo è
la ratio che li ha originati.
La zona per la quale sono siti produttivi, da circa ventiquattro
anni quello di Porto Empedocle, più o meno quelli anche gli anni
che riguardano l'impianto di Gela.
Sono impianti gestiti diciamo quasi direttamente dalla Regione
perché vi era una società di gestione come è noto, il mese scorso
la Regione, a seguito di un articolo 700 ha trasferito alla
Siciliacque s.p.a. questi asset produttivi sui quali sono stati
effettuati anche investimenti cospicui, come ben sa l'assessore
Marino, dell'ordine di due milioni di euro, su uno dei moduli, per
esempio, quello di Porto Empedocle. E si è garantito il presidio
di questi impianti grazie a una ditta di sicurezza. I lavoratori di
entrambi gli asset produttivi non hanno mai abbandonato i siti
medesimi.
L'emendamento da noi presentato, che riscrive in qualche misura il
terzo e il quarto comma dell'articolo 45 che nasceva invece da una
motivazione di ordine compensativo, per così dire, nei confronti di
Siciliacque s.p.a, cioè il canone nell'ordine dei sei milioni di
euro, di cui alla convenzione tra Regione siciliana e Siciliacque
s.p.a. veniva portato in detrazione rispetto non solo al tema
dell'asset produttivo ma anche a livelli occupazionali.
Con questo emendamento noi autorizziamo il dipartimento, e quindi
l'assessorato, a risolvere la questione in via amministrativa, in
una logica che in questi casi esiste pur sempre, cioè nel momento
in cui vengono trasferite delle strutture produttive c'è sempre una
clausola di salvaguardia dei livelli occupazionali, tenuto anche
vieppiù conto che stiamo parlando di impianti che hanno come
valore quello di continuità del servizio idrico, per cui,
assessore, noi attraverso questo emendamento le chiediamo di
ridefinire in via amministrativa il rapporto con Siciliacque s.p.a
e considerare che questi impianti possono continuare a funzionare
mantenendo i livelli occupazionali.
ARANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
intervengo per porre anch'io l'accento su questa situazione che
dura da troppo tempo: diversi accordi sono stati fatti sia sul
tavolo regionale sia sul tavolo della Prefettura per risolvere
questa questione.
Volevo porre l'accento soprattutto sul fatto che questi
dissalatori soprattutto quello di Gela e l'altro di Porto
Empedocle, hanno avuto un costo, quello di Gela di 50 milioni,
quindi signor assessore, se noi non interveniamo noi corriamo il
rischio di perderli. Attualmente il dissalatore non è nemmeno in
stand by, non è una macchina che anche se la teniamo ferma,
girando la chiave riparte, se non mettiamo in funzione questi due
gioielli, ripeto, richiamo di perderli.
Noi non ci possiamo permettere di dipendere, in una Regione dove
la siccità è ciclica, per la gestione delle acque soltanto dalle
dighe, quindi abbiamo una necessità di integrare il sistema con i
dissalatori, perché i dissalatori sono allocati soltanto a Gela e a
Porto Empedocle, ma diciamo che servono tutta la parte che guarda
il mare sia nella parte Est che nella parte Ovest.
Quindi è importante. Noi le consegniamo, assessore, questo compito
che noi riteniamo importante, sia per la salvaguardia di questi
dissalatori, sia per la salvaguardia dell'occupazione e non per
ultimo, anzi per primo, di gestire in modo adeguato la siccità che
potrebbe arrivare e, soprattutto con l'approssimarsi dell'estate,
quando la siccità è più presente, di intervenire con una certa
urgenza.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo una
battuta, perché condivido ampiamente gli interventi dell'onorevole
Firetto e dell'onorevole Cimino.
E' chiaro che oggi questa apertura del Governo, tramite
l'assessore Marino e l'assessore Bianchi, permette di incardinare
questo ragionamento sul testo che va adottato entro giugno sulla
riforma complessiva della gestione del servizio idrico in Sicilia.
Quindi, è un passo avanti rispetto ad un ragionamento più
complessivo e più complesso che sarà affrontato nei prossimi giorni
e come diceva l'onorevole Arancio è chiaro che trattasi anche di
salvaguardare degli impianti che possono essere utili in momenti
che abbiamo già conosciuto come quelli della grande siccità.
Per cui se quest'Aula oggi darà voto favorevole a questo
emendamento si costruisce un pezzo di quella che sarà la riforma
complessiva della gestione del servizio idrico in Sicilia.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 45.1 così come
riscritto dalla Commissione.
Il parere del Governo?
BIANCHI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E'
approvato)
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione l'articolo 45, come emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E'
approvato)
Onorevoli colleghi, si passa all'articolo 52, in precedenza
accantonato.
Comunico che all'articolo 52 sono stati presentati diversi
emendamenti aggiuntivi.
Onorevole Falcone, la prego, sto parlando ad adiuvandum,
altrimenti, nasce la questione che è nata ieri a contrario
sull'articolo 14, per cui, in questa occasione, probabilmente, meno
si interviene e meglio è.
L'articolo 52 è stato esitato dalla II Commissione. Si è arrivati,
comunque, ad una definizione ed è pronto per l'Aula, quindi,
ritengo con la relativa copertura finanziaria.
Mi sono pervenuti una serie di emendamenti aggiuntivi che
riguardano tutte le province della Sicilia, quindi, non interessano
solo questa o quella provincia.
Io propongo di porre in votazione l'articolo 52, così come è stato
esitato dalla II Commissione per evitare di aprire questioni di
conflittualità o di campanilismo, così come è successo ieri sera,
che non giovano ad alcuno e non portano a niente. Poi, sospenderei
l'Aula per una riflessione
LACCOTO. Prima deve sospenderla .
PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, mi venga incontro, per cortesia,
perché lei ha proposto, giustamente, e condivido, l'emendamento
Saponara, c'è un altro emendamento dell'onorevole Caputo, un altro
dell'onorevole Micciché, ci sono, quindi, problemi di natura di
carattere generale. Se poi dovessimo aprire la questione come si è
arrivati all'articolo 52, questo è un altro tipo di discorso, però
evitiamo.
Pongo in votazione l'articolo 52. . Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevole Laccoto, serve all'economia dei lavori di quest'Aula.
LACCOTO. Le vedremo con la Tabella H le economie. Non passerà
indenne questa cosa. Metterò il Parlamento di fronte alle proprie
responsabilità. Finiamola con questi giochetti
PRESIDENTE. Non mi attribuisca alcunché, pure lei, non sono né
della provincia di Catania, né della provincia di Palermo, non
vorrei che poi mi si imputassero responsabilità.
Si passa all'articolo 55 Interventi per il miglioramento della
zootecnia , precedentemente accantonato, che non dovrebbe
comportare problemi.
Comunico che è stato presentato l'emendamento 55.1, a firma degli
onorevoli Alloro, Lupo, Gucciardi e Maggio, che, però, è
inammissibile, perchè riguarda un aumento di spesa.
ALLORO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 55. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
VINCIULLO. E' diventata una gestione domestica Questo è quello
che lei intende fare
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, se proprio lo vuole sapere, legga
gli atti di ieri sera, così potrà vedere se l'onorevole Alloro, che
un emendamento inammissibile l'ha proprio discusso e proprio ieri
sera ha dichiarato che l'avrebbe ritirato.
VINCIULLO. Signor Presidente ha fatto passare anche quello di poco
fa
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 56 Disposizione in materia di
attività produttive , in precedenza accantonato.
Comunico che sono stati presentati dal Governo gli emendamenti
56.6 e 56.5, di riscrittura del comma 6 dell'articolo 56.
Comunico, altresì, che è stato presentato il subemendamento
56.6.1 a firma degli onorevoli Rinaldi, Barbagallo ed altri.
Sospendo la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 18.29, è ripresa alle ore 18.39)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, avevamo ripreso l'esame
dell'articolo 56, che riguarda l'istituzione di un fondo di
microcredito.
La riscrittura è stata alquanto complessa, ma non molto potremmo
dire, se riusciamo a intenderci, perché c'è da prendere in
considerazione anche un emendamento che ci riportiamo dall'articolo
46, a firma dell'onorevole Panepinto, dove si parla di
microcredito.
PANEPINTO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Adesso diventa tutto più semplice.
Si passa all'emendamento di riscrittura del comma 6, articolo 56
che riguarda la copertura finanziaria e lo stanziamento di un
milione e mezzo di euro, a firma del Governo, il 56.5.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato un altro emendamento modificativo
all'articolo 56, il 56.6.
C'è stata un' ulteriore modifica per venire incontro alla celerità
di attivare questo fondo per il microcredito.
Al comma 4 sostituire le parole con decreto dell'assessore
regionale per l'economia' invece che con regolamento regionale
adottato ai sensi dell'articolo 12, comma 4 dello Statuto' che
avrebbe posticipato nel tempo, perché per l'adozione di un
Regolamento, occorrono certamente tempi più lunghi, con si
provvede con decreto del Presidente della Regione su proposta
dell'assessore regionale per l'economia, previa delibera di
Giunta'.
Comunico che all'emendamento 56.6 è stato presentato
dall'onorevole Rinaldi ed altri il subemendamento 56.6.1, nel quale
si fa riferimento al fondo di cui al comma 2 confluiscono
annualmente le somme appositamente versate provenienti da
contributi volontari degli aderenti, dei deputati regionali, anche
tramite l'Assemblea Regionale Siciliana ', obiettivamente è
superfluo perché si possono versare direttamente in questo fondo,
come possono fare gli altri volontari aderenti, come possono fare
deputati, senatori della Repubblica, i terzi o comunque chi vuole
donare e alimentare questo fondo.
Pertanto, pongo in votazione il subemendamento dell'onorevole
Rinaldi, il 56.6.1, che prevede di eliminare le parole anche
tramite l'Assemblea Regionale Siciliana'.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 56.6, come modificato, col parere
favorevole della Commissione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 56, come modificato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, penso che fino ad adesso c'è stata solo
qualche piccolissima incomprensione, però ve lo dice un deputato,
ormai di esperienza di questa Assemblea, credo che si è proceduto
abbastanza celermente.
Siamo nella fase finale, probabilmente quella più complicata e, in
questo momento, occorre mettere più saggezza, ognuno di noi.
Sospendo l'Aula, perché dovremmo trattare delle tabelle in
generale, ci sono anche degli emendamenti aggiuntivi, c'è la
questione del Ciapi, ma ancora non ho traccia di questa legge, a
parte che doveva essere accompagnata dalla relazione tecnica, se
arriverà così come ci siamo impegnati, poniamo in votazione la
soppressione del Ciapi. C'è aperta la questione dell'articolo 35,
ma a tutt'ora non è pervenuta la relazione tecnica, nonostante sia
stata più volte sollecitata da questa Presidenza e dal Presidente
della Commissione Bilancio', onorevole Dina.
Detto questo sospendo l'Aula, avvertendo che riprenderà alle ore
19.30.
Ripeto, se si trova con un po' di saggezza un minimo di intesa,
penso che nel più breve tempo possibile si possa trovare una
soluzione.
La seduta è sospesa.
(la seduta, sospesa alle ore 18.44, è ripresa alle ore
20.10)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa e, su richiesta del Governo, è
ulteriormente sospesa. sino alle 20.45.
(la seduta, sospesa alle ore 20.11, è ripresa alle ore
21.35)
Onorevoli colleghi, sospendo, ulteriormente, la seduta avvertendo
che riprenderà alle ore 22.30.
(la seduta, sospesa alle ore 21.36, è ripresa alle ore
23.25)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pur non avendo alcuna
responsabilità, sono io a scusarmi con voi per i continui ritardi.
Mi dispiace però che, nonostante siano passate tantissime ore
rispetto al momento in cui ritengo che in quest'Aula sia stato
fatto un ottimo lavoro da parte di tutto il Parlamento, alla luce
del sole, con le dirette - altro che streaming o via discorrendo -,
non sono state ancora prodotte le Tabelle che dovevano accompagnare
l'articolo 53. E da parte del Governo, impropriamente, mi arrivano
una decina di emendamenti che sarebbe stati estratti dal fascicolo
complessivo - non so sulla base di quale criterio - che riguarda
gli emendamenti presentati da tutto il Parlamento.
Questa è una procedura che, per dodici anni, da parlamentare, ho
sempre contestato e, nel rispetto del Parlamento e del ruolo che
rivesto - fino a quando lo rivesto - non intendo accettarla. Non è
compito del Governo selezionare quali emendamenti siano da trattare
e quali non siano da trattare, così come non è compito dei
capigruppo, ma è una prerogativa di questa Presidenza, che non ha
presentato nessun articolo e nessun emendamento e che si è affidata
agli Uffici nel corso di questi giorni e di queste settimane. Ed
agli Uffici va il mio ringraziamento, perché domenica erano qua
insieme al sottoscritto, per un certo periodo di tempo, per alcune
ore, per selezionare la compatibilità finanziaria e giuridica degli
emendamenti.
Quindi, non accetto da parte di nessuno che mi si propinino
emendamenti estratti da tutti quelli che dovevano essere, per
Regolamento, presentati prima in Commissione, valutati nelle
Commissioni di merito e successivamente in Aula.
Mi risulta che ci sia una trattativa sulla Tabella H. Escludo che
ci sia un concorso da parte - almeno mi auguro - del Presidente
Crocetta, anzi sicuramente non sarà così. Ed io sono fermo alla
formulazione che è uscita fuori dalla seconda Commissione. Quindi
cerchiamo di avere un po' di rispetto per noi stessi.
Ed allora abbiamo due strade da percorrere: o iniziamo la
trattazione di tutti gli emendamenti, ed è chiaro che quelli che
sono arrivati da parte del Governo non li tengo neppure in
considerazione, oppure ci fermiamo agli articoli 53 e 54, così come
aveva già deliberato, alla luce del sole, quest'Aula. Altrimenti
faremo veramente le ore piccole e lo dico veramente di cuore, per
rispetto di tutti voi e di tutti noi per il ruolo che esercitiamo.
Assessore Bianchi gradirei un suo intervento, e lei sa che non c'è
riferimento diretto in quello che sto dicendo, per la massima stima
che nutro nei suoi confronti e per la professionalità con la quale
ha condotto molto autorevolmente questi lavori.
Allora, ripeto, alla presenza del Presidente Crocetta che solo a
questa Presidenza appartiene la prerogativa di selezionare gli
emendamenti.
Avevamo interrotto i lavori in fase di discussione degli articoli
53 e 54, che dovevano essere sistemati da un punto di vista
tecnico. Gli Uffici mi dicono che in questo momento sono state
consegnate le Tabelle, quindi ci sarebbe un atto sul quale
lavorare, sul quale può finalmente lavorare il Parlamento.
Ha chiesto di parlare il Presidente della Regione, onorevole
Crocetta.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, intervengo
da parlamentare.
PRESIDENTE. Lei è Presidente della Regione, perché da
parlamentare?
CROCETTA, presidente della Regione. Io intervengo da deputato di
questo Parlamento. E da deputato di questo Parlamento
PRESIDENTE. Gentilmente, se si può alzare in piedi da deputato e
da Presidente
CROCETTA, presidente della Regione. Ecco, questo va bene, però da
deputato di questo Parlamento io pretendo il rispetto che spetta a
tutti i parlamentari. Nessuno può insinuare di trattative, mi
auguro che non sia così, anche perché dei miei comportamenti
rispondo io, ed in ogni caso gli incontri fra parlamentari sono
consentiti dalla legge.
PRESIDENTE. Non dalle 7 alle 11 e mezzo di sera, Presidente
Crocetta
CROCETTA, presidente della Regione. Anche dalle 7 fino a domani
mattina, e fino all'anno prossimo. Va bene?
MUSUMECI. Questo lo può fare a casa sua
(Applausi)
PRESIDENTE. E' successo per dieci anni di seguito
CROCETTA, presidente della Regione. Lei sta facendo valutazioni
politiche e mi sta impedendo di esercitare il mio diritto ad
intervenire.
MUSUMECI. Si vergogni Non ha rispetto per coloro che non hanno
partecipato alla trattativa.
CROCETTA, presidente della Regione. Quale trattativa, onorevole
Musumeci? Io non ho fatto nessuna riunione sulla Tabella H.
PRESIDENTE. Sospendo la seduta.
(la seduta, sospesa alle ore 23.32, è ripresa alle ore 00.08 di
mercoledì 1 maggio 2013)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, ho - ad occhio e croce - oltre 200 emendamenti
che sono ammissibili, presentati dai singoli parlamentari. Poi, ne
avrei alcuni che sono stati selezionati, alcuni fanno parte della
finanziaria così come è stata esitata, faccio l'esempio del CIAPI,
che comunque ci eravamo impegnati che doveva contenere una
relazione tecnica; relazione tecnica che però non è sottoscritta
così come prevista dalla legge, mi si evidenzia che questo
emendamento deve resistere perché tra qualche giorno non si
saprebbe come pagare determinate persone, quindi si dovrebbe in
qualche modo trovare una soluzione perché il percorso che è stato
immaginato non ha trovato accesso.
Allora, su questo, ripeto, mi aspetto una condivisione da parte
vostra, perché se distribuisco i 200 emendamenti ammissibili
significa che noi iniziamo la discussione dei 200 emendamenti che
debbono essere discussi ed, eventualmente, votati perché comunque
gli uffici li hanno resi ammissibili. Altrimenti, dovrei fare una
selezione di alcuni emendamenti che sono stati selezionati,
probabilmente perché hanno una maggiore priorità, una maggiore
urgenza. Mi posso determinare sia nell'uno che nell'altro senso ma
non voglio calpestare le prerogative e i diritti dei singoli
parlamentari. Possiamo pure scegliere un'altra terza via nel
rispetto di tutti, vedere quegli emendamenti, stralciarne tre,
quattro di questi che già hanno avuto un percorso nella
Commissione, trattarli e poi rinviare tutto nelle Commissioni di
merito.
Su questo, però, gradirei sentire il parere di alcuni Capigruppo,
sul percorso che è più opportuno, considerata l'ora, che sia utile
attivare. Non so se sono stato chiaro: o ammettiamo una ventina di
emendamenti o ne ammettiamo 220 o da parte di questi 20 emendamenti
ne dovrò stralciare alcuni.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente dell'Assemblea, Presidente della
Regione, assessori, onorevoli colleghi, non posso nascondere il mio
turbamento per quello che è accaduto qualche momento fa. E credo,
Presidente, che quello che è accaduto qualche momento fa ha bisogno
di una riflessione che però, mi rendo conto, per ragioni oggettive
noi non possiamo svolgere questa sera, perché i siciliani aspettano
una Finanziaria.
Presidente, la strada noi l'abbiamo trovata e gliela riproponiamo.
E l'abbiamo trovata seguendo un percorso che è stato stabilito
insieme a lei nella Conferenza dei Capigruppo. Abbiamo stabilito,
in Conferenza dei Capigruppo, insieme a lei, che alla fine di tutti
gli articoli e prima di trattare le tabelle, i Capigruppo si
sarebbero riuniti insieme al Governo che è stato rappresentato, in
questo incontro, dall'Assessore per l'Economia e dal Presidente
della Regione, e nell'ambito degli emendamenti che avevano avuto un
percorso ne sono stati individuati alcuni che avremmo inserito,
così come stabilito nella scorsa Conferenza dei Capigruppo, in un
emendamento di sintesi che avrebbe portato e che, a mio parere,
deve portare al ritiro di tutti gli emendamenti.
È questa una soluzione di buon senso che io le ripropongo in
maniera sommessa ma ferma, perché questa soluzione potrebbe far sì
che quella Finanziaria che abbiamo tutti contribuito a partire da
lei a creare come un norma seria e fatta in piena coscienza,
continui ad essere tale. Questo può accadere, Presidente, soltanto
se noi facciamo la sintesi che io le ho premesso in narrativa.
Mi sento anche di rassegnarle un passaggio che è quello successivo
e che riguarda la Tabella H, rispetto alla quale devo dire, per
coscienza, non mi sarei stupito se avesse partecipato il Presidente
della Regione, così come nulla avrebbe avuto di strano se avesse
partecipato anche lei.
Non avete partecipato a questo ragionamento sulla Tabella H né
lei, né il Presidente della Regione. La Tabella H è stata frutto di
un ragionamento che tenesse conto di una seria spending review e
che, soprattutto, considerasse quelle categorie che vanno dai
medullolesi ai ciechi, dai sordi a chi si occupa di malati
terminali, come la SAMU e la SAMOT, ad altri enti che svolgono un
ruolo imprescindibile e assolutamente insostituibile in questa
nostra società a volte disgraziata.
E per questa ragione io credo, signor Presidente, che se noi
ritroviamo tutti, senza primazie a partire da chi le parla, un
momento di serenità, noi la soluzione l'abbiamo confezionata. E'
una soluzione legislativamente corretta e politicamente seria.
Gliela sottopongo e sono convinto e auspico che chi mi seguirà tra
i capigruppo le proporrà la stessa soluzione. Dopodiché noi siamo
pronti ad un confronto sereno con lei, in una Conferenza dei
capigruppo, qualora lei lo ritenesse; se lei non lo ritiene, io
spero che lei aderisca alla nostra richiesta, perché in caso
contrario noi non potremmo aderire a nessuna delle sue. Saremo
costretti a stare qui, perché ciascun deputato ha il diritto di
sottoporre all'attenzione dell'Aula gli emendamenti che da giorni e
settimane si sottopongono.
Credo che sia molto più opportuno aderire ad un lavoro che è il
sacrificio di tutti i capigruppo, che hanno dovuto prima fare
sintesi all'interno dei loro gruppi e poi portare questa sintesi al
Governo, il quale doveva essere interlocutore necessario per dirci
se, nell'ambito di iniziative che volassero sempre alto e che
riguardassero la generalità dei Siciliani, si potesse fare quella
sintesi che noi abbiamo fatto.
Gliela offriamo, Presidente Ardizzone. La accolga come un segnale
di buona politica, che noi in quest'Aula, tutti insieme, insieme a
lei e al Presidente della Regione, vogliamo continuare a portare
avanti.
PRESIDENTE. Se non ho compreso male, onorevole Cordaro, lei mi
dice comunque che gli emendamenti debbono essere ritirati,
correttamente, dai singoli parlamentari che li hanno presentati.
CORDARO. Certo
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, io credo che sin dalle prime battute
di questa finanziaria, sia i parlamentari di maggioranza che di
minoranza, resisi conto delle difficoltà con cui il Governo era
pervenuto alla redazione di questa finanziaria, abbiano inteso
svolgere un lavoro di intesa con il Governo.
E il Governo non si è presentato nelle Commissioni di merito e in
quella del Bilancio con una posizione intransigente. Ha svolto un
lavoro di apertura, ora accettando le indicazioni da parte di
parlamentari, non facendo distinzione - devo riconoscere - se di
maggioranza o di minoranza ed ha anche ritirato, alcune volte,
emendamenti che facevano parte della A Gov. O dell'A 1 Gov.,
proprio in ragione di un forte interesse perché si trovasse, al più
presto possibile, la sintesi.
Abbiamo notato in lei, però, una sorta di preoccupazione - mi
permetto di dirle, signor Presidente - una esagerazione nella
preoccupazione; perché io stesso oggi, contattandola le ho chiesto
di interrompere per un'ora per prendere un boccone e mi ha detto:
assolutamente no Bisogna continuare a lavorare .
Io non credo che se oggi avessimo interrotto per un'ora i lavori,
ci saremmo trovati in difficoltà. Nella vita ci vuole anche buon
senso, ragionevolezza, e riuscire a comprendere anche che i
parlamentari possono essere stanchi. E ricordo a me stesso che la
Commissione Bilancio ha lavorato tre giorni, di cui gli ultimi due
giorni ha terminato i lavori alle tre di notte e l'ultima volta
alle sette di mattina. Questo perché ci rendevamo conto dei tempi
tecnici e ci rendevamo conto anche della necessità, comunque, di
uscire con una finanziaria che fosse la più possibile. E qui anche
in Aula si è ripetuto il percorso e abbiamo lavorato con
ragionevolezza, con rispetto delle esigenze del Governo. E quello
che noi oggi abbiamo fatto - lo diceva stasera l'onorevole Cordaro
ed è inutile ripeterlo - era un'indicazione venuta fuori dalla
riunione dei capigruppo unitamente a lei.
Abbiamo fatto una sintesi, e credo che sia nella facoltà del
Governo di presentare un emendamento in qualsiasi momento. Ed è
chiaro signor Presidente, perché questo ce lo insegna l'esperienza
- e lei ha esperienza, credo che sia alla IV legislatura - sa che
avrebbe dovuto formulare una richiesta per ogni emendamento che i
dirigenti di questa ARS ritengono ammissibile; formulare la
richiesta al parlamentare Ritira l'emendamento? , e il
parlamentare credo che avrebbe risposto sì.
A meno che qualcuno, non contento, voleva che l'emendamento fosse
trattato. Quindi, abbiamo noi svolto un lavoro di natura politica,
e, mi permetto di dire, di natura regolamentare in sintonia con
quella che è la prassi consolidata di questo Parlamento, e rispetto
al quale non trovo nulla di scandaloso. Trovo, anzi, l'operazione,
che noi abbiamo fatto, di buon senso e, se lei ha modo di guardare
questo emendamento che presenta il Governo, credo che sia un
emendamento accettabile, sia un emendamento che non vada in
controtendenza rispetto al rigore che, fino a oggi, questo
Parlamento ha usato, unitamente al Governo, e vada nell'indirizzo
di fare alcune scelte che riteniamo essenziali.
Ora, io mi appello al buon senso di tutti noi, a lei per primo, al
Governo, a noi parlamentari. Noi siamo stanchi e abbiamo, credo,
necessità di chiudere questa sessione e di chiuderla tralasciando
l'incidente che è successo poco fa, di cui io personalmente,
conoscendo la sua esperienza e la sua presenza in questo Parlamento
per tanti anni, lei ricorderà, certamente, che mai alcun Presidente
di Parlamento aveva assunto un atteggiamento così rigoroso e così
rigido che, personalmente, non condivido.
Allora, voglio che lei, Presidente, stasera, mi permetto di dire,
ricomponga il rapporto col Parlamento, si adoperi perché il Governo
possa essere messo nelle condizioni di presentare, in questo
Parlamento, la sintesi di un lavoro che è condiviso da tutti quanti
e, rispetto a questo, chiudere, nel più breve tempo possibile
questa Finanziaria e questa legge di bilancio; perché, altrimenti,
resteremmo qui fino a domani per concludere, poi, le stesse cose
che sono inserite nell'emendamento del Governo.
FAZIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace, non
intendo ovviamente fare alcuna polemica, però mi dissocio da
quanto, effettivamente, è stato comunicato dai colleghi capigruppo.
Per quello che vale, sono il capogruppo del Gruppo Misto. Capisco
che, bene o male, rappresento una minoranza dei parlamentari, ma
non mi ci vedo né per quanto riguarda la metodologia utilizzata, né
per il metodo utilizzato.
Una impressione: che le cose qui vengano dette a parole, che solo
a parole si vuole che le cose cambino perché rimangano sempre le
stesse cose. E' vero, nella Tabella H ci sono cose importantissime
che i siciliani sicuramente aspettano, ma ci sono tante altre cose
poco serie e meno importanti; credo che non sia giusto che la
collettività, che il Parlamento attenzioni queste cose.
Non ritengo, così come effettivamente è stato fatto
precedentemente, che si sia data conferma sulla volontà di voler
cambiare le cose. E, poiché tocco con mano che qui le cose qualcuno
non le vuole cambiare affatto, le anticipo che lascerò l'Aula. La
ringrazio, Presidente, ma non intendo, ovviamente, far parte di
questa decisione.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che
l'interesse della Sicilia, dei siciliani e la nobiltà di queste
istituzioni parlamentari si impongano, anche questa sera, con la
fisiologica stanchezza che è dentro ognuno di noi, si imponga
sobrietà e buon senso.
Per cui, conoscendo, signor Presidente, il suo senso delle
istituzioni sono certo che presto il momento di turbolenza,
all'interno di questo Parlamento, sarà superato e si tornerà
esattamente come si è lavorato nelle settimane e nei mesi scorsi.
In Conferenza dei capigruppo, ieri, avevamo stabilito insieme,
alla sua presenza, un percorso ed è il percorso che ha illustrato
l'onorevole Cordaro. La necessità di riconoscere a tutti i
parlamentari, come spesso mi capita di dire da questa tribuna, che
il senso di responsabilità e grande attaccamento alle istituzioni
hanno mostrato in questa difficile e faticosa sessione di bilancio
e di legge finanziaria, abbiamo stabilito un percorso che
consentisse nel rispetto dei regolamenti, ma anche nel rispetto
della dignità di ogni Gruppo parlamentare, di portare a termine una
buona finanziaria per la quale prime le Commissioni di merito, poi
la Commissione Bilancio e adesso l'Aula hanno contribuito a
migliorare e a costuirla nell'interesse del popolo siciliano.
Per cui, ritengo che occorra che il Parlamento esamini i testi
contenuti nel maxi emendamento, concordato dai Capigruppo con il
Governo e ritengo che, alla luce del sole, e come ho esortato in
passato e come faccio anche questa sera, a tutti i membri del
Governo regionale, ma non ci sarebbe la necessità perché lo
farebbero comunque, per quelle contribuzioni che per attività
meritorie, qualcuna è stata ricordata, dall'assistenza ai malati
terminali di cancro, alla assistenza ai ciechi, ai sordi e comunque
ai soggetti bisognosi di questa terra, alle attività culturali e
sportive che lì sono contenute, dico al Governo, e il Governo lo
saprà fare certamente con autorevolezza ed efficacia, di svolgere
un controllo ancora più forte, più pressante, più efficace che nel
passato, affinché ogni euro che dell'erario pubblico viene
utilizzato per le iniziative deliberate che questo Parlamento vorrà
deliberare, possano essere spesi nel modo migliore e nell'interesse
del popolo siciliano.
Certamente, il Regolamento prima di tutto, signor Presidente, le
regole prima di tutto Quindi, tutti gli altri emendamenti
presentati legittimamente presentati dai deputati è chiaro che
dovranno essere ritirati e, come sussurrava qualche parlamentare
poco fa, dovranno essere ritirati, ovviamente, con il consenso del
deputato proponente.
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, in
questo clima di grande necessaria riproposizione di clima
costruttivo e spirito anche di grande rispetto e impegno che
sicuramente non possono rappresentare momenti che, abbiamo visto,
non sicuramente positivi.
Ognuno può essere portatore di proprie posizioni, di propri punti
di vista, signor Presidente, ma nel rispetto di comportamenti che
devono essere innanzitutto a salvaguardia della istituzione che noi
rappresentiamo e poi anche in un ruolo di grande senso di
responsabilità che dobbiamo con i fatti dimostrare.
La buona politica, ritengo, è una condizione che vede ognuno di
noi attraverso l'esempio e non attraverso i proclami o attraverso
le considerazioni che nei momenti concreti e nei fatti quotidiani,
poi, diventano cosa diversa.
Il confronto propositivo che abbiamo portato avanti anche come
forza di opposizione con il percorso fin qui seguito prima in
Commissione e, poi, in Aula sia per il bilancio che per la
finanziaria, ha visto un atteggiamento di grande disponibilità
all'impegno, a seguire le indicazioni della Presidenza
dell'Assemblea perché i lavori si rendessero più efficaci ed
efficienti e perché, anche in questo senso, ognuno di noi ha
ritenuto di poter contribuire in maniera seria a quello che è
l'elemento caratterizzante della vita amministrativa della nostra
Regione siciliana attraverso il bilancio e la finanziaria.
Le problematiche che, poi, vengono evidenziate e che hanno
determinato momento di tensione, ritengo che dobbiamo in maniera
chiara, alla luce del sole, rappresentarle cosi come
sostanzialmente esse sono.
Il concetto di una attività che porta attraverso le riunioni dei
Capigruppo ed anche le proposte che tendono a semplificare la
procedura, ad accorciare i tempi di questa nostra attività che
diventano sempre più lunghi, ha visto la necessità concordata da
tutti i Gruppi parlamentari, e con il Presidente dell'Assemblea e
con il Governo, di poter pensare anche ad una selezione di alcuni
emendamenti che andassero ad essere un momento riepilogativo o
comunque un'ipotesi di lavoro che portasse a questo momento di
sintesi.
Così come anche l'altra favola metropolitana che assume contorni,
a mio avviso, sempre più negativi ma che, nei fatti, abbiamo il
dovere di dire che esistono le condizioni perché la famosa Tabella
H', nella sostanza, così come può avere momenti di negatività, ha
anche un'importanza per quelle che sono le attività, che ognuno di
noi ritengo, analizzandole attentamente, pensa di poterle
sostenere. Sono stati citati dai colleghi che mi hanno preceduto le
varie iniziative nobili, dagli interventi nel sociale, con i
ciechi, agli interventi sulla sanità, agli interventi sul
volontariato, agli interventi sullo sport, e così via dicendo.
Sicuramente, è stato precisato che esiste una procedura sancita
dalla norma che vede una rendicontazione, che vede la necessità di
potere fare ulteriori verifiche e se vogliamo anche la possibilità
di incrementare questo modello di verifica che potrebbe diventare
ancor più meglio e rigoroso. Allora, davanti a questo ragionamento,
ritengo che dobbiamo riprendere un percorso che ha visto fin qui i
lavori di questa Aula, portare a dei risultati nella direzione di
un concreto atto amministrativo che vede la possibilità di
concludere questa fase.
Se errori, durante questo percorso, sono stati commessi, ognuno di
noi ha il dovere di evidenziarli da una parte e di far sì che
possano esserci momenti propositivi che determinino un consenso, un
clima costruttivo e perché no un rispetto delle istituzioni perchè
questo dobbiamo dimostrare con i nostri fatti.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, intanto vi è stata distribuita la
riscrittura del comma 1 dell'articolo 53.Gov. Questa riscrittura
comporta - pregherei un po' di attenzione -, con l'elenco tutto
allegato che viene meno la prima scrittura fatta dal Governo e,
quindi, vengono meno i numerosissimi emendamenti presentati dal
parlamentari.
Per cui, se accogliamo questa riscrittura, di fatto, vengono meno
tutti gli emendamenti.
Questo per chiarezza.
E' iscritto a parlare l'onorevole Cancelleri. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, riguardo la
possibilità di trattare gli emendamenti in forma ristretta, abbiamo
deciso che può andare bene e, poi, lascio ai singoli parlamentari
del mio Gruppo, quella volontà di ritirarli o meno.
Comunque, è condivisa anche perché gli emendamenti sono molti e da
parte nostra sono stati inseriti quelli che ci interessavano di più
e non per nostra volontà o contrattazione, ma semplicemente perché
il Governo li ha ritenuti meritevoli di inserirli all'interno del
maxiemendamento.
Per quanto riguarda, invece, le modalità della tabella H, sono qua
a dire che siamo assolutamente favorevoli a finanziare enti che si
occupano di sociale, enti che si occupano di quei cittadini che,
spesso, una politica miope ha reso cittadini di serie B, non dando
loro la possibilità di avere una vita normale.
A quei cittadini, i sordi, i ciechi, a tutte quelle associazioni,
enti o fondazioni che si occupano della loro salvaguardia e della
loro tutela, ovviamente, noi siamo favorevoli.
Non ci trova, invece, d'accordo, l'ovvietà di prendere come
esempio la tabella del 2012 per andare a realizzare un taglio,
perché come attività parlamentare, come singoli deputati, avremmo
voluto avere la possibilità di andare a controllare l'effettiva
capacità di queste associazioni, enti o fondazioni che si occupano
di cultura, di sport e di tutte quelle attività che non sono
connesse alle attività sociali ed alla salvaguardia dei cittadini,
per capire se sono delle associazioni, enti o fondazioni che
realmente spendono i soldi dei cittadini in maniera molto seria.
Questo è il problema, veda caro presidente Ardizzone, quando noi,
probabilmente, non voteremo questa tabella H. Probabilmente,
voteremo contro questa tabella H, ma non perché siamo contro e non
si azzardi nessuno a dire che siamo contro le persone disagiate che
vengono coperte, perché lì ci siamo e ci saremo sempre.
Siamo contro, invece, quella logica che prende questa tabella e la
dà per buona, senza dare la possibilità ad alcuno dei parlamentari
in Aula di andare a vagliare e di andare a sindacare la
possibilità, la veridicità, la reale esistenza o semplicemente, la
possibilità di spendere o meno i soldi da parte di queste
associazioni.
Noi a questa logica non ci stiamo. E' da tanto tempo che si sente
parlare di tabella H, da anni e ogni anno si grida allo scandalo.
Mi sarei aspettato da questo Parlamento siciliano, per una volta,
un lancio di stile, un'inversione di rotta rispetto a questa
situazione e, invece, siamo arrivati all'ultimo minuto, di nuovo a
riproporre lo stesso identico copione.
E' per questo che a nome del Gruppo parlamentare Movimento Cinque
Stelle, voteremo contro la tabella H.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sammartino. Ne ha
facoltà.
SAMMARTINO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
Governo, onorevoli colleghi, condivido pienamente quanto detto fin
qui dai miei colleghi.
Vorrei ritrovare un attimo la serenità in questo Parlamento per
potere riaffrontare, come in questi giorni nella massima serietà e
nel massimo rigore da lei condotto, fino ad oggi, in questa Aula,
una legge finanziaria che veda l'approdo in un momento così
difficile per la nostra terra.
Signor Presidente, un plauso va fatto al Governo regionale,
all'assessore Bianchi, al Presidente della Regione per come ci
hanno accompagni, insieme a lei, in questo percorso dettato dalle
varie Conferenze dei Capigruppo, fino all'ultima di ieri, che ci ha
visto condividere un percorso di sintesi tra le forze politiche che
rappresentano l'intero Parlamento.
Sono pienamente convinto che un documento di sintesi, che possa
rappresentare tutte le forze politiche, sia quello più auspicabile
e che permetta, nella dignità di ogni singolo parlamentare, Questo
per chiarezza.di affrontare e concludere questa legge finanziaria.
Non voglio entrare nel merito dei toni che può succedere quando
nel clima di tensione scaturiscono e ci fanno perdere il tempo e la
battuta di questa legge finanziaria, auspico però a questo
Parlamento e a lei, signor Presidente, che si ritorni a lavorare
nella piena serenità e nel pieno rigore delle istituzioni e nel
pieno rispetto delle nostre figure, di tutti i nostri colleghi
parlamentari.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Malafarina. Ne ha
facoltà.
MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, poco fa
colleghi più anziani e sicuramente più esperti di me davano il
senso compiuto di questa finanziaria affermando che mai in passato
si era avuto un atteggiamento così tanto condiviso e così tanto
responsabile dell'Assemblea regionale per dare i tempi e le
modalità di una finanziaria, di un atto legislativo indispensabile
per il futuro stesso della Sicilia.
Si sono raccolte tutte le fila di un discorso che vede questa
Regione fortemente sacrificata da un deficit assolutamente
rilevante che ha dato anche poche possibilità, al momento, allo
sviluppo che mi auguro possa anche essere oggetto di interventi
fortemente positivi.
Abbiamo lavorato con serietà e serenità e, forse, questa sera, per
un'eccessiva stanchezza dovuta ad uno stress prolungato, abbiamo
smarrito per un attimo quello che è stato un atteggiamento
estremamente positivo perché si è trasformata un'occasione di
scontro, invece, in un'occasione assolutamente produttiva che ha
dato delle risposte alle esigenze dei siciliani.
Mi dispiace che in quest'Aula si sia accusato Presidente e
deputati di aver mercanteggiato su una tabella H che molti di noi
neanche conoscono per non averla mai vista e per la quale
sicuramente non hanno operato nessun mercanteggiamento. E' un
vulnus che si è creato all'immagine di questo Parlamento e vorrei
che chi ha partecipato fattivamente a quella riunione potesse
affermare, in piena coscienza ed in piena libertà di pensiero, che
non ci sono stati mercanteggiamenti e che non ce ne saranno.
Sarà proposta dal Movimento del Megafono, appena terminata questa
sessione di bilancio, l'abolizione di questa famigerata tabella H e
la totale revisione degli enti annessi a finanziamento con una
predisposizione di criteri estremamente rigidi per evitare che si
possa sospettare da parte della pubblica opinione il perpetuarsi di
schemi che non ci appartengono più e che non condividiamo.
La fretta, purtroppo, è una pessima consigliera e dobbiamo
adeguarci ai tempi imposti della finanziaria. Vorrei solo ricordare
alla pubblica opinione, non al Parlamento, che la tabella H è
soggetta a tutte le autorizzazioni, a tutte le previsioni di legge
e a tutte le rendicontazioni, che questo Parlamento ha ereditato
una tabella già predefinita - in parte impugnata dal Commissario
dello Stato lo scorso anno - e sulla quale non è stato possibile o
non sarà possibile nessun altro intervento se non quello di operare
dei tagli consistenti, scesi da 650 milioni di euro di qualche anno
addietro ai 25 milioni di euro attuali. Credo sia la migliore
dimostrazione della serietà di comportamenti che questo Parlamento,
ritengo, stia adottando.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cimino, ne ha
facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, il mio intervento è stato in parte ben
evidenziato dall'onorevole Malafarina.
Vorrei ribadire come la Tabella H che impropriamente chiamiamo
Tabella H sia una tabella di associazioni, istituzioni, fondazioni
storiche di questa Assemblea che sono soggette alla rendicontazione
degli uffici, dei dipartimenti, dell'Assessorato beni culturali,
dell'Assessorato alla Presidenza, dell'Assessorato turismo.
Di fatto, le Commissioni legislative hanno tutto il potere e
l'opportunità di sentire, richiedere gli atti delle iniziative di
queste Fondazioni che nel tempo hanno sempre dato lustro alla
nostra Regione.
A me piace, in questa sede, essere fra i deputati, in
controtendenza, rispetto a chi vuole fare diventare queste
istituzioni, queste fondazioni come strutture volute e sostenute,
per chissà quale ragione parlamentare, come delle iniziative
soggette a trattative.
Nella mia esperienza decennale posso dirvi che non vi sono mai
stati nuovi inserimenti, sono istituzioni storiche di questa
Assemblea, che tanti parlamentari conoscono perché hanno la
possibilità di partecipare alle iniziative di assistenza, di
cultura e di impegno che queste strutture svolgono.
Ho il piacere di dire che sono a favore della Tabella H',
sostengo questo tipo di strumento che dà la possibilità alla nostra
Regione, ancora oggi, di avere queste istituzioni nel nostro
territorio come la Fondazione Buttitta', come la Fondazione
Sciascia', come il Centro studi Luigi Pirandello' e tante altre
strutture che sono presenti e che, oltre a quelle ricordate
dall'onorevole Cordaro, nell'ambito della sanità, svolgono un ruolo
importante nella nostra Amministrazione e rispetto a chi, quando si
parla di Tabella H', preferisce nascondersi facendo pensare chissà
di quale tipo di iniziativa si tratta, invito, i colleghi
parlamentari, nelle Commissioni di merito ed anche con i dirigenti
generali degli Assessorati ad approfondire queste strutture e - se
possibile - potere potenziare queste istituzioni perché la Sicilia
ne ha bisogno.
SORBELLO. Signor Presidente, stiamo parlando dell'articolo 53 o
dell'articolo 54? Ci sono interventi sull'articolo 54.
PRESIDENTE. Intanto continuano ad arrivare emendamenti che,
chiarisco, sono inammissibili.
E' iscritto a parlare l'onorevole Grasso. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo anche
per rivendicare il ruolo che ho svolto e che intendo svolgere e
voglio continuare a svolgere in questo Parlamento.
Per alcuni istanti si è smarrito il senso di questo ruolo e si è
arrecata anche un'offesa al ruolo di deputato.
E' stato detto, ho letto su un giornale on line, che i deputati
stavano trattando la Tabella H'. Siccome anche io facevo parte di
quella riunione ma era una Conferenza di capi gruppo, per stabilire
e vedere quale era l'ordine dei lavori, così come concordato nella
Conferenza di ieri, questo è un messaggio che non voglio che passi,
e che mi disturba.
Premesso che non avevo e non ho alcun interesse a sostenere la
tabella H, anch'io inizialmente, provocatoriamente, ho presentato
alcuni emendamenti, ero fra quei deputati che volevano addirittura
la soppressione degli ex articoli 53-54. Mi è stato detto che sono
enti storici, che non potevano essere modificati, allora, a questo
punto dico, chiedo, spero e auspico, che ci sia un controllo delle
Commissioni legislative, che nel caso in cui vengano finanziati
appunto questi enti, alcuni dei quali meritevoli, soprattutto tutti
quelli relativi al sociale, alla cultura, allo sport, che ci sia un
controllo serio.
Auspico che dopo questa finanziaria si faccia una nuova norma,
perché è brutto che passi un messaggio, in un momento così
difficile, in un momento in cui tutti siamo stati impegnati a
cercare di alleviare quelle che sono le problematiche Pip,
articolisti e quanto altro si voglia e, soprattutto, da parte di
chi è rimasta un po' delusa perché si aspettava che questa
finanziaria avesse, facesse qualcosa di più per lo sviluppo, per i
comuni e quant'altro, sentirsi dire di avere partecipato ad una
riunione dove si trattava non so che cosa e non si è trattato di
nulla è per me offensivo anche per il lavoro e per il modo in cui
lo svolgo, ma non solo credo per me ma anche per i colleghi che
erano presenti alla riunione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Venturino. Ne ha
facoltà.
VENTURINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio sarà un
intervento molto breve perché vista l'ora non è il caso di
dilungarsi.
E' chiaro che il mio capogruppo si è già espresso circa quello che
sarà il comportamento del Movimento Cinque Stelle, relativamente
alla Tabella H, però per proseguire un po' sulla scia iniziata
dall'onorevole Cimino, voglio ricordare che il problema della
Tabella H è stato più volte dibattuto in V Commissione, e proprio
perché per noi, neofiti della politica, la Tabella H ha sempre
rappresentato una sorta di mistero dal quale, negli anni passati,
più volte, qualcuno ha attinto per favorire ora questa, ora
un'altra organizzazione o teatrale o fondazione musicale quello che
volete, più volte in Commissione si è discusso e si è arrivati ad
una conclusione - l'ultima volta anche in presenza dell'assessore
Stancheris che si trovava con noi - e, se ricordo bene, Assessore,
in quella circostanza, personalmente, ho fatto mettere a verbale
che questa situazione relativamente alla tabella H, non poteva più
andare avanti e che bisognava semmai cominciare ad adottare un
metodo diverso.
Noi più volte abbiamo detto che già in Sicilia esiste una legge,
fin troppo chiara, su come gestire i fondi per quanto riguarda i
contribuiti ad attività teatrali e musicali, e mi riferisco alla
legge 11 del 2010, che è stata poco applicata, molto disattesa,
tanto è vero che in una delle diverse Commissioni dove sono
intervenute anche le fondazioni, a perorare giustamente la loro
causa, perché qui si sappia, onorevole Cimino, nessuno è contrario
a finanziare attività culturali, la nostra è una terra l'abbiamo
detto più volte, in particolar modo in Commissione, votata
sicuramente al turismo, alla cultura, ed è da lì che, secondo me,
secondo noi del Movimento 5 Stelle, deve ripartire il riscatto
economico.
Il problema è un altro, è semplicemente andare a regolamentare, a
normare in maniera chiara quello che è un settore che dovrebbe
diventare il volano dell'economia, per cui mi ricordo in una
Commissione, ad un certo punto, sottolineata la presenza di questa
legge, alcuni dei presenti in dice di non avere visto, di non
sapere di una circolare e, ad un certo punto, spunta una circolare
che diceva di questa legge.
Se ricordo, Assessore, noi l'altra volta in Commissione, in
presenza del nostro Presidente Marcello Greco, si è detto perché
non pensare ad una gestione diversa finalmente di questi fondi, e
cioè fare un fondo unico, e quando queste fondazioni, associazioni
presenteranno dei progetti, con un respiro quinquennale,
accompagnato da una pianta organica che spiega esattamente chi
sono, cosa percepiscono, cosa fanno, ed eventualmente sulla base di
una dichiarazione di intenti dal punto di vista progettuale, ma
anche una dichiarazione di trasparenza dal punto di vista delle
gestioni delle risorse economiche, poi, affidare un contributo,
contributo che, se ricorda in quella Commissione, fu detto può
essere erogato sulla base di obiettivi raggiunti. Cosa vuole dire:
introdurre un modo nuovo di lavorare le fondazioni, che non possono
pensare, ad oggi, di continuare ad esistere solo e grazie ai
contributi dell'Assemblea regionale. Sono le Fondazioni che devono
farsi carico anche di una capacità gestionale che, ad oggi, non
hanno mai dimostrato.
Ecco perché siamo contrari alla tabella H così come è, perché
ancora una volta non si fa altro che erogare del denaro, per carità
ci sarà anche del buono, anzi c'è tanto buono in mezzo a queste
associazioni, ma ce ne sono tante altre che vivono così di
sussidio.
E' arrivato il momento, come diceva prima l'onorevole Grasso, in
un momento di grande difficoltà economica, che anche queste
organizzazioni si facciano carico di alcune responsabilità e poi,
ovviamente, laddove diventa necessario, intervenire per
implementare queste attività che spero comincino ad avere una
ricaduta economica e culturale sul territorio dove insistono.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Giacinto. Ne ha
facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente, credo che dopo 48 ore continue di
lavoro in Aula siamo un po' tutti stanchi, per cui ci può stare che
l'Aula esca un po' fuori di sé, finalmente però abbiamo trovato la
serenità con cui abbiamo lavorato anche gli altri giorni, sembra
così, in Aula e non mi stranizzo che in una riunione dei Capigruppo
allargata a tutti i Capigruppo di maggioranza e di opposizione si
sia tentato di fare una sintesi rispetto a tutti gli emendamenti
aggiuntivi; ciò doveva servire a fare prima ed a chiudere prima
stanotte la finanziaria, purtroppo, abbiamo capito adesso che non è
così, mi auguro che ritorniamo a ciò che avevamo deciso nella
riunione dei Capigruppo rispetto a questa sintesi.
Rispetto alla ex tabella H, vorrei precisare che il presidente
della Regione non ha partecipato ad alcuna riunione rispetto a
questa tabella H, era a cena e, quindi, non ha partecipato a quella
riunione.
Però, vorrei dire in questa Aula, che stasera non possiamo buttare
la tabella H, perché ci sono tante iniziative importanti, tante
iniziative che vanno premiate e, quindi, non possiamo buttare
l'acqua sporca con tutto il bambino.
Certo troviamo soluzioni per come controllare questi enti,
troviamo soluzioni per come gestiscono questo denaro pubblico,
ebbene, questa è un'altra storia, però buttare l'acqua sporca con
tutto il bambino, per quanto ci riguarda, non lo condividiamo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Gianni. Ne ha
facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, Presidente della Regione, signori
assessori, onorevoli colleghi, certo l'ora è tarda, ciò che è
successo ieri sera e questa sera ci deve fare riflettere, ma ciò
che sta accadendo di cui siamo, in questo momento, attenti
osservatori, è che chi ha composto questa tabella, questo articolo
53 del Governo, ha le idee molto chiare. Ha ridistribuito una serie
di somme in tutti i teatri della Sicilia, Catania, Messina,
Palermo, ha addirittura aumentato una serie di risorse in alcuni
teatri, non ha trovato il tempo di verificare che c'è il teatro
greco di Siracusa che è l'unico teatro greco al mondo al quale
viene addirittura ridotto questo miserabile, oggettivamente
miserabile, contributo che si voleva dare per gestire qualcosa di
veramente eccezionale.
Si danno soldi a tutte le università, non si trova il tempo, il
denaro, la possibilità di dare 200 mila euro per fare partire
l'unica Accademia superiore di arte drammatica di Sicilia, che è a
Siracusa. 40 mila euro, non so per fare che cosa
Si continua imperterriti a schiaffeggiare tutti i deputati di
quest'Aula con questa pantomima di riunione dei Capigruppo o di
capi pastore per cercare esclusivamente di fare gli interessi di
qualcuno o di qualcosa.
(Assume la Presidenza il Vicepresidente Pogliese)
Si è voluto bocciare l'emendamento che prevedeva un intervento di
500 mila euro per il Teatro di Siracusa, che ci sono voluti 50 anni
per costruirlo. Finalmente la città può avere questo Teatro ma gli
mancano i suppellettili e gli arredamenti e non si trovano le
risorse perché abbiamo purtroppo mille cose che ci impongono di
penalizzare qualche provincia a favore di altre.
Eppure, l'altro giorno siamo stati oggetto di ragionamenti a
proposito di province, c'erano i PIP di Palermo ed io sono felice
che siano stati risolti i problemi. Abbiamo affrontato mille
problemi, le risorse per Messina, per Catania, però mi pare strano
che non si trovano le risorse per la legge speciale di Ortigia, per
il Teatro comunale di Siracusa, per il Teatro greco di Siracusa
dopo che da tre anni questa Assemblea approva delle leggi per
pagare gli interessi di quelli che sono stati messi fuori da casa
per il terremoto ad Augusta.
Io non so chi ha formulato questo articolo 53, ma devo dire con
estrema franchezza che trovo sia vergognoso, dopo ore ed ore di
attesa a bivaccare, mentre alcuni amici al bar si facevano questo
articolato che lascia molto perplessi e preoccupati. Se questa è la
misura, assessore Sgarlata, lei dovrà spiegare che cosa ha fatto
lei per Siracusa, se è riuscita o non a difendere questi
emendamenti che erano stati proposti e preposti, perché questo
porta la firma del Governo e quindi anche la Sua e dell'Assessore
al turismo.
(Riassume la Presidenza il Presidente Ardizzone)
Signor Presidente, voglio capire se queste ore che abbiamo
trascorso felicemente passeggiando e bivaccando possono avere un
qualche suggerimento da parte di qualcuno, per farmi capire chi ha
scritto cosa, quali sono le motivazioni, i criteri che hanno
portato ad aumentare alcune risorse ad alcuni teatri e ad azzerarne
altre. Perché altrimenti, signor Presidente, credo che questa
Assemblea sia stata spogliata, e mi dispiace perché lei, fino ad
oggi, ha gestito in maniera eccellente, alla luce del sole, con
grande trasparenza, con forza, a volte anche andando allo scontro.
Quello che sta avvenendo stasera è la notte più buia degli ultimi
20 anni della politica regionale. Signor Presidente, la invito a
riprendere le redini di questa Assemblea e a ridare ad ogni
deputato l'autorità e l'autorevolezza che gli compone ed impone
anche lo Statuto di questa Sicilia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sorbello. Ne ha
facoltà.
SORBELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace che
non è presente il Presidente della Regione, né l'assessore per
l'economia, qui disquisiamo da più di due ore per questa tabella H.
Nei fatti dovremmo approfondire questo nuovo emendamento
dell'articolato del 53 Gov, dove sono state rimodulate, presidente
Dina, tutta una serie di somme che sicuramente vanno a stravolgere
il lavoro che la Commissione aveva fatto fino a venerdì notte.
Pertanto il mio invito è di approfondire quelle che sono state le
somme appostate su questo articolo 53, che sono di gran lunga
superiori ai 25 milioni della Tabella H.
La tabella H seguirà, a mio avviso, il suo percorso per quest'anno
perché, a tempi scaduti, non possiamo minimamente pensare di
rivoluzionare quelle che sono le aspettative di quelle realtà che
operano nel territorio siciliano e dove sicuramente andremmo ad
intaccare le finalità, gli obiettivi e l'occupazione.
L'intervento che mi appresto a fare è relativo a queste somme,
perché se c'è stato trasversalismo, se c'è stata riunione, dove
ritengo che il Presidente della Regione non ha partecipato, è stato
proprio sull'accordo di questo articolo 53 e di questo emendamento.
Siccome ci sono molti soddisfatti in quest'Aula e molti
insoddisfatti, io penso che si dovrà chiarire nei prossimi minuti,
nel tempo a venire quello che è successo intorno a questo articolo
53.
Dopodiché, per la tabella H, e su questo è chiamata in causa la
Commissione, perché ritengo che c'è stato uno stravolgimento
rispetto alle previsioni dell'articolo 53.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Si
può fare un emendamento.
SORBELLO. E' tutto emendato, è tutto in diminuzione, le somme sono
state stravolte, voi avrete sicuramente meglio di me tutti i numeri
rispetto a venerdì notte e di quelle che si propongono ora.
Giustamente legittimi, ma qualcuno dovrà spiegare in che cosa
consiste questa rimodulazione, se è attinente alle finalità che si
era prefisso fino a venerdì notte, se è attinenti alle finalità di
ogni gruppo politico presente in questo Parlamento.
Per cui preferirei attenermi scrupolosamente a quelle che sono le
indicazioni del Governo con questo emendamento per poi passare e
intervenire sull'articolo 54 e la tabella H, a cui non possiamo,
nessuno può pensare di lasciare una pausa per quanto riguarda gli
interventi e le finalità di tutte le realtà presenti nel territorio
siciliano.
FONTANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FONTANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non avevo
intenzione di intervenire, ma un rapido sguardo a questo elenco,
peraltro abbastanza lungo e articolato e quindi è difficile vedere
e controllare tutte le voci, mi sono accorto, purtroppo, che c'è
una defaillance per me molto grave.
Capisco che nei momenti di difficoltà, soprattutto in questo
momento dove le risorse scarseggiano, ognuno tira la coperta dalla
propria parte e quindi rischia di coprire una parte e scoprirne
un'altra.
Mi rendo pure conto della distribuzione delle risorse alle varie
istituzioni, che io giudico tutte istituzioni che meritano
rispetto, dalle attività teatrali ad altre attività, però guardando
una voce - mi rivolgo all'assessore per l'economia e all'assessore
alla funzione pubblica - che sapevo pure essere stata trattata in
Commissione, avendo avuto assicurazioni in questo senso, vedo che
il CERISDI non ha un euro. Avete azzerato un'istituzione di
grandissimo prestigio, un'istituzione che ha 25 anni di storia,
un'istituzione che è nata per l'alta formazione e che è diventata
punto di riferimento di tutta l'area del Mediterraneo, dove ci sono
tante persone che lavorano da anni con grande capacità e
professionalità. Francamente mi stupisce molto questa vicenda e
sono amareggiato. Il mio Capogruppo ha già preparato un emendamento
ed io sono convinto che la sensibilità di questo Governo sarà tanta
e tale che porrà rimedio, perché credo sia stata una svista, non
credo che volutamente si sia voluto uccidere una istituzione così
importante, che ha una tradizione e una storia.
Io sono stato Presidente della Provincia per 10 anni e sono fiero
di essere stato socio di questo ente. Ho partecipato assieme ad
altre istituzioni, sono stato socio ed ogni anno versavo la quota
perché ci ho creduto, ci credevo e continuo a credere a questo
istituto, per cui spero che veramente si possa rimediare a questa
grave defaillance che io considero veramente negativa.
Mi auguro che, per rimediare, si possano trovare almeno 500mila
euro.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Turano. Ne ha
facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ci sono argomenti
che fanno passare tutta la stanchezza del mondo, nonostante siamo
tutti un po' presi da una fatica incredibile. Però, quando non ci
sono ragionevolezza e buon senso, seppur ci sia uno spirito di vera
appartenenza, non si può fare un passo indietro.
Assessore Marino, mi segua e raccolga il mio accorato appello.
Dove dobbiamo mettere l'asticella dell'indignazione? A che altezza
dobbiamo posizionare cose che poi diventano indigeribili?
L'emendamento del Governo - on. Malafarina, non la vedo - tratta
una serie di temi e fa una serie di riduzioni, ed io ne voglio
citare una a caso: Fondo di solidarietà per le vittime di
richieste estorsive: stanziamento zero .
Qualcuno potrebbe dire che ci sono anche fondi nazionali che
intervengono all'uopo.
Sì. Ma dov'è il segnale politico? Diamo 450 mila euro alle
associazioni che fanno una legittima battaglia alla mafia ma alle
vittime non diamo niente.
Signor Presidente, noi dobbiamo cercare una sintesi politica, una
sintesi risolutiva dei veri problemi delle persone. Dobbiamo essere
attenti ai problemi dei territori dove, per esempio, ci sono
alluvionati che non hanno una casa, tanto quanto altri territori.
Io credo che ancora ci sono sordi che non vogliono sentire, e
vorrei capire cosa ha il Governo da dire quando leva interamente la
copertura finanziaria a sostegno delle vittime dell'usura e del
racket.
Io questo non sono disponibile a farlo passare, e vorrei che ci
fosse un poco di attenzione, anche se credo che non ci sarà, perché
in quest'Aula si deve sempre prendere atto del voto dell'Aula
stessa, si può vincere e si può perdere, ma per le battaglie giuste
non ci si ferma, poi si esce sconfitti ma con l'onore delle armi a
testa alta ed io credo che l'argomento che ho indicato è uno di
quelli che debba necessariamente portare alla riflessione.
Ho fatto un esempio soltanto, più tardi ne farò un altro.
PRESIDENTE. Onorevole Turano, se lo ritiene può presentare un
subemendamento su questa vicenda.
E' iscritta a parlare l'onorevole Raia. Ne ha facoltà.
RAIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dando un'occhiata
all'articolo 53 GOV, la riscrittura che ha presentato ora il
Governo, sono andata a guardare alcuni articoli. Certamente avremmo
voluto avere più tempo per cercare di capire com'era composto tutto
l'articolato, però il tempo non è dalla nostra parte e, del resto,
se avessimo avuto più tempo probabilmente lo avremmo avuto anche
per esaminare gli emendamenti aggiuntivi che noi parlamentari
abbiamo presentato già da più di quarantotto ore. Se avessimo avuto
tempo ,sicuramente questa Presidenza ci poteva mettere a
disposizione una lettura un po' più approfondita di questi temi.
Vedo che ci sono dei tagli su alcuni capitoli che mi stanno molto
a cuore, come il capitolo 377314, relativo al teatro Stabile di
Catania e il capitolo 377316, che parla del teatro Massimo Vincenzo
Bellini di Catania. Capisco tutto, capisco i momenti di crisi,
capisco che bisogna procedere a tagli, capisco che bisogna
raschiare veramente il barile, però credo anche che un Governo si
distingue dalla capacità di dare degli indirizzi e di incidere su
alcune scelte. Ritengo che la cultura sia una di queste scelte che
il Governo, a mio avviso, doveva fare, soprattutto per alcuni Enti
importanti. Dico questo perché negli anni precedenti, e
precisamente l'anno scorso, proprio il Teatro Stabile ha avuto un
taglio del trentaquattro per cento, mentre altri lo hanno avuto del
quindici, e quest'anno continua ad avere un taglio oltre la media
normale perché nell'allegato tecnico della previsione di Governo,
presentato quest'anno, il Teatro Stabile aveva accanto una cifra di
due milioni e duecento mila euro mentre ora, nella riscrittura, ci
sono un milione novecentoventitre mila euro, quindi ulteriori tagli
che pregiudicheranno anche il mantenimento del personale in quel
Teatro.
Ora capisco tutto, però qui si è sempre detto che la cosa della
quale non si deve parlare assolutamente è intaccare la possibilità
che la gente possa essere licenziata o comunque messa fuori dal
mondo del lavoro. Qui si sta parlando di questo.
Questo vale per il Teatro Stabile - avevo presentato degli
emendamenti assieme ad altri parlamentari - ma la stessa cosa vale
per il Bellini, che è l'unico ente regionale tra gli enti lirici
siciliani che dipende principalmente, e sottolineo principalmente,
dal finanziamento regionale. Allora credo proprio questo che
bisognerebbe tenere conto di questo fatto, non tanto sono d'accordo
con il Presidente quando dice che bisogna utilizzare molto i fondi
europei per la cultura e sono d'accordo, ma utilizzare ora i fondi
europei per la programmazione credo che siamo andati oltre, perché
la programmazione già si è fatta e si è fatta con i soldi che sono
stati impegnati nel 2012, pensare ora di potere utilizzare le somme
europee mi sembra alquanto complicato mentre si sta andando ad
incidere sulle cose attuali.
Allora, siccome il mio è un intervento a futura memoria, perché di
questo si tratta, visto che non c'è nessuna possibilità, dico
semplicemente che noi stiamo facendo un torto a due enti
importanti, di cui uno ha anche il bilancio certificato che
probabilmente nessun altro ente siciliano ha.
Allora bisogna attenzionare in maniera puntuale le cose che si
fanno e soprattutto - ripeto - per quanto riguarda il Bellini e lo
Stabile credo che il Governo dovrebbe porre un po' più di
attenzione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi invito a contenere i tempi
degli interventi. Onorevole Raia, lei ha la possibilità di
presentare emendamenti, così come stanno facendo numerosissimi sui
colleghi, a dimostrazione che la sintesi va fatta in aula.
LEANZA. E' un giochetto che non funziona.
PRESIDENTE. Onorevole Leanza, mi sembra si sta alterando lei. Stia
calmo, stia sereno. Dia la possibilità a tutti i parlamentari di
esprimersi.
MILAZZO. Sommergeremo l'Aula di emendamenti.
PRESIDENTE . Lo so. Ma date la possibilità a tutti i parlamentari
di esprimersi.
CORDARO. Ma qual è il suo guadagno?
PRESIDENTE. Sa qual è il mio guadagno? Onorevole Cordaro, che sono
a posto con la mia coscienza pensando che in queste Tabelle non ho
assolutamente niente.
CORDARO. Perché noi che cosa abbiamo? Lei sta facendo diventare
quest'Aula un mercato.
Lei sta facendo scempio di quest'Aula.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Cirone. Ne ha
facoltà.
CIRONE. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, è
complicato intervenire in questo clima un po' nervoso, un po'
stanco di fine giornata. E' complicato perché c'è molto non detto,
ognuno di noi sta cercando di tenere a freno anche pensieri che
facilmente prenderebbero il sopravvento, perché in fondo, alla fine
di questo lungo percorso che ha riguardato il bilancio e la
finanziaria, ciascuno di noi, deputato o deputata che sia, si
ritrova con una sorta di amaro in bocca, nel senso che tutto quel
lavoro che è stato fatto nelle Commissioni di merito, lavoro di
selezione, di approfondimento, di confronto, è stato sottoposto,
nel corso di un lungo periodo, ad un tale sommovimento per il
quale, alla fine, ci siamo ritrovati a dovere anche rinunciare,
come stasera molti di noi stanno facendo, a sostenere con forza e
convinzione proposte che ritenevamo utili e interessanti per i
nostri cittadini.
Io sono sicuramente tra questi. Ho guardato con l'attenzione che
potevo riservargli, visto che il documento è stato offerto alla
nostra attenzione in zona Cesarini , questa riscrittura del comma
1 dell'articolo 53, che assegna somme congrue, molto significative
ed importanti a una serie di leggi di spesa, a tutta una serie di
centri, a tutta una serie di istituti ed istituzioni meritevoli
certamente di essere presi in attenzione. E certamente anche a me
non sono sfuggite alcune lacune, alcune manchevolezze. Non le
voglio citare tutte perché correrei il rischio di dimenticarne
molte ma, per esempio, vedo che c'è una assenza di attenzione nei
confronti delle attività musicali. Si è parlato di attività
teatrali, di teatri, ed è giusto che sia così, ma per esempio non
c'è attenzione, tranne che per l'Orchestra Sinfonica Siciliana, per
attività musicali che pure tanta parte sono del nostro territorio e
per l'interesse che suscitano nella nostra collettività.
Ma non è solo il tema delle attività musicali che mi colpisce
quanto una disattenzione che al di là della specificità presso la
quale io l'ho indirizzata, mi pare una dimenticanza grave nel senso
che segna proprio un distacco tra questa Istituzione e la Comunità.
Signor Presidente, quando si continua con ostinazione a saltare un
diritto che è maturato per legge per i cittadini, e a questi
cittadini, per anni, non si dà risposta - e adesso racconterò il
caso - questa è secondo me una riprova di una difficoltà che
abbiamo come Parlamento ad interpretare i diritti dei nostri
cittadini. Mi riferisco ad un caso che è comune a tre province,
Catania, Siracusa e Ragusa e che risale al 1990, data del terremoto
di Santa Lucia. Una legge stabilisce che quei cittadini che si
trovino con la casa sgarrupata , possono avere dei contributi e
possono pagare i mutui ottenuti con ritardo, garantendo che gli
interessi maturati su quei mutui saranno poi corrisposti dalla
stessa legge regionale e quindi dalla Regione.
Ebbene, sono passati 23 anni, quei cittadini si sono aggiustati la
casa, hanno quasi finito di pagare il mutuo, e gli è rimasto sul
groppone, per l'insipienza di questa Amministrazione regionale,
tutta la mole degli interessi maturati. Io sono qui a richiedere
ancora una volta tale diritto, e l'ho fatto con un emendamento
presentato ed approvato in Commissione Territorio e Ambiente, poi
preso in considerazione in Commissione Bilancio ed arrivato infine
su questi scranni.
Sono qui per difendere gli interessi di quei cittadini che sono
stati calpestati. La cifra è irrilevante rispetto ai 400 milioni
circa, che vengono inseriti nella norma dell'articolo 53. La cifra
è irrilevante ma è simbolicamente significativo il dato che per 23
anni questi cittadini vengono dimenticati.
Personalmente ritengo che questo sia un errore, un errore del
quale bisogna chiedere scusa e che, se si fosse in tempo, credo
dovremmo cercare di ripianare.
Al di là del caso in sé che può riguardare l'impegno e il lavoro
mio di parlamentare, credo che la mia voce debba servire a far
sentire qui più vicini quei cittadini, al punto da ritenere di
doversi fidare di questa istituzione regionale
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, guardando
questa tabella si evince il grande sforzo del Governo, si evince
che il Governo di questa Regione - sarà documentato su altre cose,
non lo metto in dubbio - però sicuramente non conosce il CERISDI.
Un'eccellenza come il CERISDI viene ad essere mortificata con una
sequenza di zeri, ed è mortificante per questa Assemblea.
Presentare una proposta del genere per fare morire il CERISDI,
un'eccellenza non per Palermo ma per questa Regione, è una
vergogna.
Signor Presidente, meglio di me parlerà l'onorevole Caputo
rispetto al fondo anti racket, ma voglio continuare per esempio
sulle somme che il Governo ha erogato alle aziende private, alle
autolinee extra urbane in concessione, pari a zero. Per le spese
per la realizzazione e la manutenzione di centri di recupero di
primo soccorso sono stanziati 4 mila euro. Sarebbe stato
preferibile zero, sarebbe stato più corretto, più educato. Per la
manutenzione di immobili, piste carrabili, recinzioni, sorgive,
serbatoi di impianti di adduzione e distribuzione relativa
all'approvvigionamento idrico ci sono 10 mila euro.
Io ho avuto modo di parlare con i colleghi del Movimento cinque
stelle che proponevano un aumento - non dico che cosa perché
ruberei loro la proposta - ed io mi permettevo di suggerire, poiché
ritengo che sia un movimento serio, che porta avanti battaglie su
cui crede legittimamente e rispettabilmente, io mi permettevo di
parlare con i colleghi dicendo loro di proporre su che cosa
destinarli. Ecco, 10 mila euro per realizzare tutto quello che io
ho elencato. Ora, o siamo alle svendite, Presidente, forse le cave,
prendendo atto dell'aumento che noi abbiamo messo, per provocazione
regaleranno il materiale. Quindi ci sarà un abbattimento dei costi.
Quando invece si parla di politica, come contributi agli organismi
teatrali, per compagnie teatrali private, contributi in favore di
soggetti che svolgono attività e diffusione del teatro dei pupi,e
lo avete visto, la piazza era piena stamattina degli operatori dei
teatri dei pupi, che chiedono a gran voce che questo settore sia
garantito, leggo le cifre 150 mila euro, 110 mila euro, 150 mila
euro, tutto ad un tratto le somme quando si tratta di gestirle poi
da un unico settore aumentano.
ANSELMO. Stiamo parlando di cinque mila operatori del settore.
MILAZZO GIUSEPPE. Non ha importanza, spiegatemi se al CERISDI non
ci lavorano pure persone.
ANSELMO. Il CERISDI è stato tutelato in Commissioni Bilancio.
MILAZZO GIUSEPPE. Non è così, lo presentate con zero euro, non è
vivo con zero euro.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, credo che
una amministrazione, una Giunta di Governo si misura dalla qualità
dei provvedimenti, non certamente dalle declamazioni, né certamente
dalle interviste.
Ci sono provvedimenti che hanno una valenza che travalica le
parole. Questa è una Giunta guidata da un Presidente della Regione
che è uno dei simboli dell'antimafia siciliana e nazionale, un
sindaco che ha fatto dell'azione antimafia la stessa esistenza.
Abbiamo in Giunta un magistrato, Marino, che è stato impegnato in
prima fila nella lotta contro la mafia in territori molto delicati.
Abbiamo l'assessore Linda Banchieri, che rappresenta quella
Confindustria che ha deciso di non piegarsi davanti alla mafia, ma
addirittura di denunciare i condizionamenti mafiosi per la prima
volta in Sicilia, in Italia espellendo dall'organizzazione gli
imprenditori che pagavano e non denunziavano. Onore e vanto e
orgoglio della Sicilia, la dottoressa Lucia Borsellino.
Quindi credo che sia una Giunta che da sola rappresenta - devo
dire in maniera plastica, con nome, cognome e storie personali -
quanto di meglio ci può essere sul piano della legalità e della
lotta intransigente contro la mafia.
Però poi Presidente e assessore Marino, rischiamo che tutto questo
patrimonio enorme venga dissipato con la logica dei numeri. Signor
assessore per la famiglia, le politiche sociali e il lavoro,
dottoressa Valenti, oggi ho incontrato un mio amico che stimo
molto, Natale Giunta, perché oggi è stato arrestato il quinto
mafioso che lo aveva sottoposto a pressioni estorsive senza
precedenti, e sono andato a trovarlo per complimentarmi con questo
imprenditore che ha denunciato i mafiosi.
E allora, in un momento in cui noi chiediamo un cambiamento- forti
di un Governo legittimato da un'antimafia vissuta, e non parolaia -
in una Terra in cui cominciamo a respirare l'aria del cambiamento -
perché sono più gli imprenditori che denunziano rispetto a quelli
che abbassano gli occhi e ingrassano i mafiosi - noi come
rispondiamo per garantire questo vento di trasparenza e di
ribellione civile? Mettendo 34 mila euro sul fondo per le vittime
delle estorsioni, signor Presidente. assessore Marino, non ci
siamo.
Avere un magistrato in Giunta che ha combattuto la mafia, che
chissà quante volte avrà detto agli imprenditori denunciate, che
lo Stato vi tutela , e poi stanziare 34 mila euro per il fondo di
solidarietà per le vittime delle estorsioni, non è coerente. Signor
Presidente, cosa direbbe lei oggi ad un imprenditore denuncia,
perché lo Stato ti sarà vicino con 34 mila euro?
Quanti milioni stiamo dilapidando su iniziative che non hanno
nessuna valenza concreta in Sicilia all'indirizzo della lotta
contro la mafia, in una Terra dove ogni giorno vengono arrestate
decine di mafiosi, perché continua a fare delle estorsioni l'anima
di approvvigionamento delle famiglie mafiose del territorio per
pagare i carcerati e per pagare le famiglie dei carcerati fuori.
E noi con quali segnali rispondiamo? Dando 36 mila euro - 34
prima, 36 nella pagina successiva - agli imprenditori che subiscono
danni, cioè a quelli che bruciano aziende, che bruciano le
saracinesche, che ci mettono il lucchetto nei portoni, che vanno a
bruciare le macchine, che ci vanno a incendiare i capannoni; noi
rispondiamo con 36 mila euro.
Ma quante sagre stiamo finanziando? Quanti soldi stiamo
sperperando?
Assessore Luca Marino, dottoressa Linda Vancheri, lei che
rappresenta l'organizzazione degli imprenditori, io credo che
queste cifre mortificano la Sicilia, mortificano il Governo,
mortificano il Parlamento, e non fanno giustizia alle vostre storie
personali, alle vostre battaglie personali, alle vostre battaglie
familiari, alle vostre battaglie istituzionali.
GIANNI. Signor Presidente, chiedo di rispettare i tempi.
CAPUTO. Lasci stare il tempo Lei dovrebbe vergognarsi Che chiede
tempo su queste cose? Lasci stare i teatri, lasci stare le
associazioni Su queste cose lei non deve chiedere il tempo Lei
dovrebbe intervenire al mio posto e ripetere le stesse cose, lei
dovrebbe salire qui e ripetere le stesse cose al Governo, al
Presidente e al Parlamento Vi dovreste veramente mortificare, date
un segnale negativo a questa Sicilia
I soldi li state buttando su cose che non danno nessun segnale, e
io mi auguro che il Governo faccia propri gli emendamenti che
abbiamo presentato. Ma non per questo o per quel politico, non per
questo o per quel partito, ma per una Sicilia che ha deciso di
ribellarsi alla mafia e ha necessità e il dovere di avere il
sostegno del Governo e del Parlamento siciliano, con 34 mila euro.
PRESIDENTE. E' iscritto al parlare l'onorevole Leanza. Ne ha
facoltà.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io mi rivolgo a Lei
Presidente Ardizzone e mi faccio una domanda: a chi giova questo
suo atteggiamento?
Da circa venti giorni si lavora seriamente a questo Bilancio, e
lei ha dato un impulso serio. Ha consentito e ha garantito a
quest'Aula di lavorare tranquillamente e serenamente, ha dato
spazio alle Commissioni di merito di approfondire le questioni. Si
è riunita la Commissione Bilancio per notti e notti, facendo
tantissime audizioni, alla presenza di cinquanta, sessanta
Parlamentari che sono intervenuti tutti, perché tutti volevano dare
un contributo.
Non abbiamo capito a chi giova il suo atteggiamento. Ha fatto
sforare in un dibattito sterile come quello a cui abbiamo assistito
poco fa. Ci vuole portare allo sfinimento, alla fine ci dirà che
non c'è la sintesi. Ma a chi giova? Qual è il suo atteggiamento?
Giova alla Sicilia? Vuole delegittimare i Parlamentari? Solo lei
sarà stato bravo? E' un problema di vanità? Non lo capisco. Non lo
capisco, perché lei è stato un ottimo Presidente fino adesso.
Io l'ho votata Presidente, perché pensavo che lei fosse un
Presidente di tutti, e soprattutto fosse un Presidente normale, che
significa evitare tutte le discussioni che stasera hanno umiliato
questo Parlamento. Lei sta continuando una sceneggiata che
francamente, da quello scranno non ci aspettavamo.
Ora io le chiedo, c'è un assessore che ha lavorato in maniera
seria e convinta, c'è un Presidente della Regione che è stato
presente, cosa rarissima, noi due lo sappiamo, in quest'Aula quando
si trattava del Bilancio, c'è un Parlamento alle tre di notte
presente e convinto di dare un proprio contributo. La domanda che
mi pongo e che le pongo: a chi giova questo suo atteggiamento?
Se non vuole fare votare il maxi emendamento che lei nel suo
studio, con i capigruppo, ha determinato e ha indicato il percorso.
E il maxi emendamento per la prima volta è un mini maxi
emendamento, grazie assessore Bianchi, diciassette punti, sedici,
diciotto, quelli che sono. Il minimo indispensabile. In questo
posto arrivavano maxi emendamenti di duecento commi.
Ripartiamo dalla lancetta dell'orologio alle ore sette. Fino a
quel momento era stato impeccabile Presidente Ardizzone. Aveva dato
grande dignità a questo Parlamento, aveva consentito un dibattito
non lungo, ma importante, vero, serio. E allora io le domando
ancora una volta: a chi giova? Perché sta facendo tutto questo?
Noi vogliamo un Presidente dell'Assemblea che faccia in pieno il
proprio dovere come lei l'ha fatto alle sette di pomeriggio.
Ritorni ad essere quel Presidente che abbiamo apprezzato e
cerchiamo di chiudere questa finanziaria.
Per la prima volta in Commissione Bilancio passa un bilancio con
un saldo negativo, cioè di uscita di novecentonovantanove mila
euro. L'unico emendamento approvato era del mitico onorevole
Vinciullo: mille euro per le medaglie. Non era mai successo
Presidente Ardizzone, perché il Governo ha tenuto forte e perché i
parlamentari hanno capito non che la coperta era corta, che la
coperta non c'è più. C'è stato un grande senso di responsabilità.
Signor Presidente, le chiedo, e glielo chiedo sommessamente, con
molto rispetto, perché lei è la massima carica qua dentro, di
ritornare ad essere quello delle sette, delle diciannove e trenta.
Ripartiamo dal punto in cui ci siamo lasciati, con grande senso di
responsabilità, chi deve fare un passo indietro lo faccia, ma non
dimentichi mai che in quest'Aula e fuori, fino ad oggi, si è
lavorato alla luce del sole, perché anche la stessa Conferenza dei
Capigruppo o anche la stessa riunione che prima guarda caso,
Presidente Ardizzone, c'era stata per la tabella H nell'ufficio del
suo Capo di Gabinetto, poi ci siamo spostati in un altro posto.
Sono stato chiamato dal mio Capogruppo per andare nell'ufficio del
suo Capo di Gabinetto, si stava discutendo di tabella H. Quello che
Le chiedo, a chi giova tutto questo? Ritorni ad essere il
Presidente di prima e sarà un Presidente apprezzato.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Giacomo. Ne ha
facoltà.
DIGIACOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel dolce
dialetto di quella parte della Sicilia bellissima che sono gli
Iblei c'è un vecchio adagio che recita: ne manciammu u scieccu e
n'impiciu a cuda . Cioè abbiamo ingoiato l'asino e alla fine la
coda è rimasta fuori.
Signor Presidente, ma il Governo pensava di potere presentare
questa riscrittura senza che tutto questo ponesse dei problemi
all'Aula? A me dispiace avere fatto questo ultimo intervento,
probabilmente sarebbe dovuto essere il primo, e se ci sono state
operazioni del genere su questo emendamento che è firmato dal
Governo, Presidente, io sono un istituzionalista convinto, questo è
un emendamento presentato dal Governo. E' buona pratica, e
l'attribuisco solamente alla stanchezza perché l'assessore Bianchi
ha fatto un eccellente lavoro, si è dimostrata persona preparata e
di temperamento, ma non presentare una bomba atomica di questo
genere con una relazione articolata, anche per dare delle risposte
ad alcune osservazioni fatte da parlamentari anche di non lunga
esperienza, che hanno travisato alcune parti, credo che sia stato
un errore imperdonabile. Ed è stato un errore imperdonabile anche
da parte del Governo valutare insieme a quattro, cinque, sei
persone, anche se sono i Capogruppo, in quest'Aula per storia
antica si riuniscono e producono un documento, questo non è un
viatico per un'acclamazione nell'Aula. Quindi, abbiamo fatto tutti
quanti una sequela di errori imperdonabili.
Prima di passare ad altro, il Governo nell'illustrare la tabella H
ritiene di procedere in questo modo? O ritiene di illustrare
preventivamente quali sono state le ragioni che hanno ispirato
queste operazioni forti? Quindi, io vi prego di ricondurci un po'
tutti quanti al senso di responsabilità e prego anche il Governo e
l'Assessore Bianchi - assessore io ho tessuto le sue lodi, ma lei
ha sbagliato a presentare questo emendamento però, non si presenta
così. Questa è stata una bomba atomica buttata nell'Aula. Lei
doveva relazionare, non è modo questo di presentare un documento di
questo genere. Non è modo. Ora, io le suggerisco per i prossimi
provvedimenti di fare una relazione, perché questo è buttare un
pezzo di pane tra cani famelici e non è giusto né nel suo ruolo, né
nel nostro.
PRESIDENTE. Comunico che abbiamo concluso la discussione generale
sull'articolo 53. Sono stati presentati numerosi emendamenti e
nella qualità di Presidente dell'Assemblea regionale siciliana sono
più che contento di avere dato la possibilità, seppure all'una di
notte, quando sono arrivati gli atti, ma per carità non per
responsabilità del Governo, questo per chiarimento, perché
l'intervento che ha fatto l'onorevole Di Giacomo io nel corso degli
anni in precedenza l'ho fatto per dieci anni di seguito, e non
posso dimenticare di avere fatto il semplice parlamentare.
Sulla base di questa esperienza mi era doveroso nei confronti di
tutti i colleghi, nei confronti di tutti e novanta, dare la
possibilità che si esaminassero gli atti e che si esprimesse un
voto convintamente.
Questo è stato il mio atteggiamento, non altro e di questo,
consentitemi, ne vado più che fiero.
Allora, sono stati presentati diversi emendamenti al 53 gov, che
chiaramente tolgono su una tabella e aumentano su altre.
Chiaramente non posso dare la parola più perché siamo in votazione,
cercherò di sintetizzare io.
Onorevole Di Giacomo, lei ha sollevato un'altra questione, la
cosiddetta H. E' di tutta evidenza che nella tabella H sono
contenuti dei finanziamenti che hanno la priorità assoluta: ciechi,
sordomuti, attività culturali, per carità. E' impegno d'onore di
questa Presidenza, e su questo invito se c'è in circolazione una
tabella H, che venga diffusa e che venga esaminata. Siccome anch'io
non sono in possesso di questa tabella H, con la massima chiarezza,
ho il dovere questo di riferirlo.
E' stata depositata agli Uffici dell'Assemblea, ho qui il
Segretario generale, quindi verifichiamo subito.
E poi non c'è bisogno di dare alcuna spiegazione, ma non credo che
sia stato mai concordato nel mio ufficio alcuna riunione per
emendamenti, né subemendamenti, né maxiemendamenti.
PRESIDENTE. Vi stanno per distribuire i sub emendamenti
all'emendamento 53 gov.
Onorevoli colleghi, stiamo procedendo con il primo blocco. Il
53Gov.16 e il 53Gov.1 sono identici. Attenzione, lo stanziamento
cambia, quindi nel più c'è il meno. Votiamo il primo, perché uno
preleva 350 migliaia di euro.
Abbiamo tre subemendamenti che riguardano il CoRFiLaC. Iniziamo da
quello che prevede l'aumento maggiore a firma Cancelleri.
BIANCHI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BIANCHI, assessore per l'economia. Signor Presidente, Mi premeva
fare una dichiarazione prima di cominciare ad analizzare i singoli
emendamenti.
Il lavoro che abbiamo svolto, come sapete, è stato molto
complesso. Avevamo degli obiettivi di finanza pubblica molto
stretti che ci hanno costretto a intervenire con il bisturi, e non
certo con l'accetta, in maniera selettiva ragionando su ogni
singolo capitolo per cercare di arrivare ad un equilibrio che il
Governo ritiene accettabile rispetto agli obiettivi di finanza
pubblica.
Questo mi induce a ritenere, anche alla luce della visione ai
primi emendamenti, ad esempio, che ben tre primi orientamenti vanno
tutti ad aggravare sullo stesso medesimo capitolo di bilancio
relativo alle calamità naturali, dove potete immaginare che la
somma di diversi emendamenti che insistono sullo stesso capitolo
possa determinare uno squilibrio della finanziaria.
Quindi, pur ritenendo che molti di questi emendamenti
probabilmente abbiano certamente un proprio valore, ritengo che la
difficoltà a cominciare a mettere insieme un puzzle in cui tutte le
tessere si spostano, possa determinare veramente una sottodotazione
di capitoli fondamentali che rischiano di incidere su stipendi e
salari.
Noi riteniamo che il lavoro svolto, anche in collaborazione con
gli altri Assessori, rappresenti un punto di partenza e quindi il
nostro orientamento è di dare parere contrario agli emendamenti
alla tabella 53.
PANEPINTO. Chiede di parlare.
ASSENZA. Anch'io chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Lei vuole intervenire? Aspetti, si è discusso
ampiamente, sono stato pure contestato quasi ci fosse un retro
pensiero.
(proteste da parte dell'onorevole Alloro)
PRESIDENTE. Onorevole Alloro, mi rendo conto che siamo
probabilmente tutti stanchi, ma obiettivamente lei è stato sempre
misurato nei giudizi e negli interventi però la procedura non è
questa. Le darò la parola in via eccezionale, perché quando siamo
in fase di bilancio è stata data la discussione di carattere
generale sul GOV 53 intendendo anche la discussione sui
subemendamenti.
E' chiaro che, onorevole Alloro, non sono stati a disposizione dei
tempi giusti e opportuni, però mi scusi, lei non può attribuire
questa responsabilità alla Presidenza, altrimenti ci dovremmo
pentire di avere seguito un discorso che era quello di rendere
l'Aula il più edotto possibile.
Le darò la parola, però non possiamo dare la parola, però non
possiamo dare la parola su ogni subemendamento.
Onorevole Panepinto, ha facoltà di parlare.
PANEPINTO. Signor Presidente io non tedierò quest'Aula per più di
un minuto. Però, francamente ormai alle ore 2.10, nel leggere
questo emendamento, con tutto il rispetto dovuto a chi lo firma, e
nella proposta di spostare una posta di bilancio a un'altra, c'è il
segnale forse della stanchezza. Non si può immaginare di togliere
ad una università che avrà i contributi statali - stiamo parlando
di migliaia di studenti diversi corsi di laurea - per consegnare
altri 900 mila euro ad un istituto che certamente fa un opera
meritoria ma non può essere accostato o paragonato alla quarta
università siciliana.
Per cui, Presidente, io ritengo se il proseguimento sarà questo
c'è il rischio che questo Parlamento, quest'Aula diventi una torre
di Babele . Finisco Presidente, le mie opinioni sono modestissime
ma rispettabilissime.
PRESIDENTE. La sua è un'opinione più che autorevole, onorevole
Panepinto.
PANEPINTO. Per cui io pregherei i colleghi del Movimento 5 stelle
per evitare - come dire - che diventi qualche cosa di assolutamente
paradossale la seconda parte di questa giornata di ritirare
l'emendamento.
PRESIDENTE. Onorevole Alloro, intende intervenire?
ALLORO . Alla luce dell'intervento dell'onorevole Panepinto,
rinuncio all'intervento.
PRESIDENTE. Onorevole Alloro, mi deve dare atto che non c'era
nessuna volontà di non farlo parlare.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, io ritengo che bisognerebbe che il Governo
analizzasse questi emendamenti, perché non è possibile che si
proceda con emendamenti che attingano a risorse anche se
indispensabili, perché c'è un gioco al massacro.
Dopodichè, se l'Assessore riuscisse a fare una sintesi seria per
verificare cosa manca realmente in questa tabella, cosa è venuto
meno in questa operazione di svuotamento di bilancio e di ritorno
dentro il bilancio con questo articolo della finanziaria e si
provvedesse solo alle cose che realmente sono frutto di
dimenticanza o frutto di dinamiche che si sono un po'
ingarbugliate, che vorrei ricordare che il CERISDI è stato
sottoposto a una soppressione .La Commissione ha abrogato la
soppressione che era proposta dal Governo. In quel momento
bisognava pensare a far resuscitare l'appostamento finanziario e
questo non c'è stato.
Per cui se il Governo, in pochissimo tempo, individua quali sono
gli errori reali frutto di dimenticanza e si dà copertura con un
taglio trasversale su tutte le tabelle, di modo che nessun
intervento venga più modificato in toto, ma sarebbe un taglio che
non determina gravi conseguenze. Se si provvedesse in questo senso,
possibilmente riusciremmo a ricondurre il ragionamento a una
soluzione oggettiva e conducente.
CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, Presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
deputati, io ritengo che se noi guardiamo i singoli atti e i
singoli provvedimenti, non è che c'è da eccepire, perché il
CORFILAC non deve essere imcrementato; però, uno si chiede perché
l'università di Enna deve essere invece depotenziata? Perchè il
fondo della Protezione civile per la calamità dovrebbe essere
questo pozzo di San Patrizio da cui attingiamo tutto?
Il singolo deputato che presenta un emendamento non ha presente il
risultato complessivo della manovra. Mettetevi nei panni di un
assessore per l'Economia che si trova con tutta una serie di
emendamenti che dissestano il bilancio. Ognuno di questi
emendamenti è sacrosanto, ma tutti insieme diventano un atto
criminale contro il bilancio Il compito della politica è quello di
fare sintesi.
Ci sono delle esigenze che sono inderogabili? Non credo che sia
l'orario, il tempo.
C'è la Conferenza dei Capigruppo, si dice che si media sul
mediato, e non è possibile.
C'è un lavoro trasparente che si può fare in Aula su questo? Io
ritengo proprio di si Ma in atto questi emendamenti non possono
che essere ritirati
C'è il problema del Bellini? Ma chi è che vuole massacrare il
Bellini C'è il problema dell'Orchestra Sinfonica. Perché, qualcuno
vuole chiudere l'Orchestra Sinfonica? Chi ci impedisce, sulla base
di ragionamenti che oggi si ritengono essenziali, di presentare un
piano entro un mese che va ad assestare questioni che sono aperte
Noi abbiamo intenzione di fare chiudere il Bellini, la Corfilac? Il
problema è quello di fare quadrare i conti ed oggi i conti quadrano
nella manovra complessiva.
Fino ad ora è andata bene perché è prevalso l'istituto della
discussione e della collaborazione, però, se viene meno la sintesi
si determinano una serie di spinte, magari anche corrette, ma che
non possono trovare accoglimento in questo momento.
Ci sarà un problema sul Corfilac? Bene, chiamiamo il Corfilac, ci
dimostra che c'è il problema a fronte di una relazione tecnica, non
perché il Direttore del Corfilac è qua da quattro giorni e ferma
tutti i deputati del Parlamento, compreso il Presidente della
Regione, in un modo condizionante
Ci sono i teatri che ci pongono altre esigenze? Guardiamo
Dopodichè sarebbe assurdo Se possiamo risolvere in collaborazione
con la Commissione Bilancio e la Conferenza dei Capigruppo, in modo
trasparente, ma rinviamo le questioni e chiudiamo il bilancio.
Io vi invito a ritirare questi emendamenti. Non mi pare che questo
Governo abbia dimostrato di non volere onorare gli impegni che
assume con l'Aula o di non essere disponibile al dialogo con i
parlamentari. Mi pare che in questi giorni lo abbiamo dimostrato in
ogni secondo
MILAZZO. Pure noi, signor Presidente
CROCETTA, presidente della Regione. Noi dobbiamo vedere il
risultato complessivo dei singoli emendamenti messi insieme.
Spiegatemi come fa il Governo a dire sì a un emendamento e no a un
altro Se voi trovate un sistema magico Ognuno dice io ho
ragione . Ma tutti hanno ragione Però, l'insieme di tutte queste
ragioni fanno un grande torto al bilancio della Sicilia, fanno
buchi e eliminano, a volte, spese necessarie in altri capitoli.
Pensate che noi oggi siamo, anche tecnicamente, in grado di
esaminare emendamenti presentati all'ultimo secondo senza
interpellare gli Uffici e senza verificare i risultati complessivi
di questi emendamenti?
ASSENZA. Anche voi li avete presentati all'ultimo momento
CROCETTA, presidente della Regione. Sono quelli concordati in
una Conferenza dei Capigruppo che si impegnava a non presentare
altri emendamenti. Quindi non è che voi o noi Noi insieme, perché
non è che esiste il Governo da una parte e il Parlamento
dall'altra Per noi sono tutti enti che vanno sostenuti. Però, se
qualcuno pensa che debbano essere sostenuti come ognuno pensa, alla
fine il risultato
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, no, no.
CROCETTA, presidente della Regione ho finito
PRESIDENTE. No, non era riferito a lei, ma all'onorevole Milazzo
che voleva intervenire, onorevole Crocetta.
MILAZZO allora è un monologo
PRESIDENTE. Non c'entra il monologo Scusate, onorevoli colleghi,
penso che l'intervento del Presidente della Regione serviva da un
punto di vista, e serve da un punto di vista, anche di procedura
successiva che dobbiamo adottare per dare la massima serenità,
perché ha detto, obiettivamente, con la massima onestà che non si
può prelevare da un capitolo all'altro con una certa leggerezza.
Non è questo il termine che ha utilizzato, ma obiettivamente
Onorevole Milazzo, noi siamo
MILAZZO me lo concede un minuto?
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, lei ha svolto degli ottimi
interventi in precedenza anche in assenza del presidente Crocetta..
MILAZZO. Ci sarà allora un motivo per cui l'onorevole Milazzo si
inalbera Non si può andare avanti con questa arroganza
PRESIDENTE. Non è arroganza Era chiaro ed evidente che le
contraddizioni prima o poi scoppiassero.
Allora, noi abbiamo solo una possibilità che io suggerisco.
L'onorevole Cancellieri ha già fatto un atto di buona volontà
preannunciando il ritiro del suo emendamento
MILAZZO io non ritiro nessun emendamento
PRESIDENTE. Scusate, forse tecnicamente noi siamo in una fase di
un bilancio svolto con molto rigore. Quello che ci può in questa
fase soddisfare per avere contezza della situazione generale può
essere una manovra di variazione che può essere fatta
successivamente magari anticipandola, consentitemi, altrimenti
MILAZZO. Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Se lei mi fa concludere il ragionamento. Io so che lei
ha evidenziato l'azzeramento del capitolo per le associazioni
antiracket o qualcosa di similare, se non ricordo male. Scusate,
l'onorevole Milazzo chiede di intervenire, ma lo faccia molto
brevemente con riferimento a quel capitolo che lei ritiene che sia
stato azzerato.
MILAZZO. Signor Presidente, è proprio per richiamo al Regolamento.
Il Presidente della Regione, che io rispetto e sa che abbiamo
collaborato lealmente senza giocare al massacro, sa che non può
fare un ragionamento del genere quando il suo assessore non ha
fatto un minimo di relazione per spiegare questa manovra. Non ha
spiegato niente Ce l'ha spedita via fax
Questo è il richiamo al Regolamento. L'assessore deve prender la
parola ed illustrare la sua proposta.
PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, voi mi fate il richiamo a stringere
quando parlano gli altri parlamentari, questo è il rispetto del
Parlamento Stiamo arrivando ad una soluzione.
Quindi invito tutti ad un po' di serenità. Abbiamo solo una
possibilità, in questo momento anche il Governo è stato il custode
di tutta una serie di emendamenti che sono stati presentati.
Abbiamo solo una possibilità agire con una manovra di variazione
di bilancio chiedendo al Governo di anticiparla eventualmente
rispetto al termine previsto che è quello di settembre quando
generalmente avviene. Questa è la possibilità. Non credo che in due
mesi si possa stravolgere più di tanto una soluzione. Solo questo
ci può mettere d'accordo in questo momento.
Se noi ci mettiamo a discutere sui singoli capitoli è chiaro che
ognuno porta legittimamente l'acqua al proprio mulino per cui vi
invito in questo momento al ritiro degli emendamenti con un impegno
che il Governo so che potrà prendere di ritornare in Aula
possibilmente con una manovra di variazione nel più breve tempo
possibile. Così ognuno di noi maturerà l'esperienza tale e questa
sera in queste quattro ore da quando abbiamo ripreso posso dire che
ne abbiamo fatta tanta. Questo per chiarezza.
Se ognuno di noi ritira gli emendamenti, anche perché non
risolviamo niente perché la copertura può essere data anche in
altri termini in altri modi, con una certa interlocuzione con il
Governo regionale. Questa è la proposta che faccio all'Aula.
GIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, lei ha
anticipato quello che volevo dire. Ritiro gli emendamenti 10, 11 e
13 e lascerei alla gentilezza del Presidente della Regione
l'emendamento 12 che riguarda un finanziamento di cinquecento mila
euro per il teatro comunale di Siracusa che dopo cinquant'anni
potrebbe finalmente vedere la luce perché è stato completato. Gli
altri emendamenti li ritiro, questo lo mantengo.
PRESIDENTE. Onorevole Gianni, con il suo intervento è venuto
incontro alle esigenze dell'Assemblea e del Governo.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, abbiamo
presentato una serie di emendamenti. Mi rivolgo all'assessore
Bianchi perché il Corfilac è stata un'esigenza, lo dico anche al
Presidente, che è stata sollecitata, è stata posta come questione.
Mi rendo conto che ci sono degli emendamenti che potrebbero
comportare grave nocumento ad altri istituti come per esempio alla
Kore, ci sono almeno tre emendamenti simili, cambiano gli
stanziamenti.
Mi ero permesso di presentare un emendamento di appena 250 mila
euro che prendeva i soldi dalla Protezione civile, non perché
volessi penalizzare la Protezione civile, presidente Crocetta,
perché l'anno scorso abbiamo speso un milione e 200 mila euro, e
due anni fa abbiamo speso 1 milione e 500 mila euro. Quest'anno ci
sono 1 milione e 930 mila euro, quindi, in maniera prudenziale ci
siamo permessi di individuare quella cifra. Tra l'altro dovrei dire
che nell'emendamento
PRESIDENTE. Abbiamo compreso la sua esigenza, penso che l'abbia
compresa pure il Governo.
FALCONE. E' chiaro che gli altri emendamenti possiamo anche
ritirarli
PRESIDENTE. Invito i parlamentari ad allontanarsi dal tavolo del
Governo
Soluzione variazione di bilancio. Credo che il Governo non abbia
difficoltà attraverso gli ordini del giorno che verranno presentati
- non chiaramente a centinaia - a farsi carico delle esigenze che
verranno fuori, che sono tutte esigenze legittime, perché se si
pone un problema del finanziamento di un teatro a Siracusa, non
credo che non ci possano essere le soluzioni di carattere
amministrativo per risolverlo. Questo è il punto di base.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, l'ho ammirata nel giorno del suo
insediamento perché lei ha fatto un discorso di natura veramente
elevata dicendo che non si sarebbero più ripetute quelle scene
vergognose, cui aveva assistito da semplice parlamentare negli anni
precedenti.
Signor Presidente, ho ritrovato la stessa verve nel discorso da
lei fatto qualche ora prima; però, caro Presidente, questa stessa
verve doveva essere dimostrata già un mese fa, quando il Governo ha
preso in giro le Commissioni di merito per settimane, facendole
riunire inutilmente e rinviandole, prima di ora in ora, poi di
giorno in giorno, quindi di settimana in settimana.
Allora, oggi, è la logica conclusione di questo iter fallimentare
di conduzione di una finanziaria e di una manovra di bilancio.
(Applausi)
Allora, ora sarebbe assurdo andare a riprendere i vari
emendamenti; però, il Presidente Crocetta, oggi, non mi può venire
a dire che l'unico consorzio siciliano universalmente riconosciuto
come centro di avanzata ricerca possa essere posto sullo stesso
piano di qualsiasi altro tipo di investimento.
È un consorzio dove lavorano persone di altissima specializzazione
in contatto con tutte le Università del mondo, le migliori - non me
ne voglia Enna, perché nessuno voleva togliere somme ad Enna -, ma
quello che ha dato fastidio è che ad un bilancio già ridotto
all'osso - nella legislatura precedente si sono tolti 300 mila euro
-, si è portato in Aula uno stanziamento di due mila e cento euro,
è andato in questa camera di compensazione, chiamiamola così, così
non offendiamo nessuno, e non diamo patenti di nessun genere ad
alcuno, e da questa camera di compensazione dove tutti erano
unanimemente d'accordo per aumentare questo budget, invece, ci
troviamo meno cento mila euro.
E, allora, ecco che saltano i nervi a tutti, signor Presidente;
saltano perché è chiaro che quando ci si invita a ritirare gli
emendamenti, io provocatoriamente dico: ma allora ritiriamo quello
governativo, e ritorniamo alla base , perché a questo punto viene
chiaro fare questo.
Vi chiedo, anche perché, Presidente, mi perdoni, di ordini del
giorno ne abbiamo votati troppi, a partire da quello che impegnava
il Governo a porre quattro milioni di euro a partire dal 2015
sull'aeroporto di Comiso per garantire le manovre di start up.
Questo ordine del giorno, approvato all'unanimità da questa
Assemblea, attenzione, in finanziaria è scomparso.
Ecco perché temo, ma non lo temo per me o per chissà che cosa, ma
temo che gli ordini del giorno rimangano aria fritta, ed ecco
perché è necessario, in questa sede, rimediare, va bene non i
novecentomila euro che prevedevano il Movimento 5 Stelle, ma con un
manovra che è stata anche tecnicamente studiata al millesimo su una
cifra che già l'anno scorso non era stata spesa, io non vedo perché
ci si debba intestare a non permettere quantomeno la sopravvivenza
di un centro di altissimo valore.
Signor Presidente, e concludo, lei fa sempre riferimento al lavoro
delle Commissioni, ma nella Commissione Attività produttive'
questo consorzio è stato ampiamente apprezzato ed all'unanimità si
era deliberato in tal senso. Allora, se le Commissioni di merito
hanno un senso, il senso deve essere mantenuto fino all'ultimo.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Molto semplicemente voglio
farvi fare una riflessione. Se per esempio l'emendamento di Ragusa
Ibla, invece di essere cinque milioni di euro era, per esempio,
quattro milioni come era ieri e quelli che hanno presentato
quell'emendamento si preoccupavano anche del Corfilac ed
eventualmente di altre cose, non avremmo risolto il problema?
Invece, si incassano cinque milioni di euro.
Lo start up dell'aeroporto di Comiso è stato dato dal Governo
precedente e le somme non sono state spese per il semplice motivo
che siccome veniva dato il contributo per l'assistenza al volo,
siccome i voli non sono partiti, quei soldi o sono tutti là o sono
stati distratti per altre cose. E non sono stati distratti. Quindi,
ci sono i soldi per l'aeroporto di Comiso.
Quindi, un Governo ha il dovere anche di evitare manovre inutili.
Non c'è bisogno in atto di soldi per l'aeroporto di Comiso per il
semplice motivo che l'aeroporto di Comiso ha avuto già un
contributo che non ha speso.
C'è la questione che riguarda Trapani, siamo intervenuti con la
Provincia. E' un problema che si potrà affrontare più
complessivamente. Chi impedisce che queste questioni possano
trovare una compensazione laddove ci sarà il problema quando non
c'è adesso.
La Corfilac: ma pensate seriamente che dobbiamo fare fallire la
Corfilac?
Il problema è che questi emendamenti sono nove milioni di euro,
non sono di centocinquantamila come dice ogni parlamentare.
Allora, in questi casi c'è il primato della politica che trova le
compensazioni e le convergenze, cosa che era affidata alla
Conferenza dei Capi Gruppo. Se poi questo sistema di compensazione,
che volete che ogni parlamentare praticamente operi distinguendosi
da tutti gli altri?
Il Corfilac è un esigenza? Ho detto chiameremo l'ente. C'è il
problema lo inseriremo nella correzione. Sicuramente non fallisce
da qui a ottobre se gli mancano trecentomila euro, per intenderci,
quando la manovra può essere fatta anche quest'estate.
Lo stesso problema è il Bellini. Può funzionare per undici mesi?
Gli mancherà un mese, lo risolveremo.
Il problema è che vogliamo incassare tutto ciò che dobbiamo
incassare, oggi, non pensando che oggi creiamo uno squilibrio di
bilancio e la manovra diventa discutibile.
E' un invito. Chi sta censurando chi?
Ho fatto un appello per dire se si può fare un ragionamento
collettivo, ma poi il Parlamento è sovrano e decide.
Il Governo può essere favorevole allo squilibrio di nove milioni
di euro? No, lo deve dire in anticipo, per dire che non ha niente
contro ogni singolo emendamento ma è contrario a tutti gli
emendamenti messi insieme.
PRESIDENTE. Arrivato a questo punto, insisto nel ritiro dei
subemendamenti e nell'impegnare, formalmente, il Governo a
presentare una nota di variazione al bilancio, anche perché ci sono
capitoli che anche se hanno una certa consistenza sicuramente
saranno insufficienti. Quindi, in ogni caso, si sarà costretti ad
una variazione.
Io penso che siamo d'accordo sul ritiro di tutti i subemendamenti.
MILAZZO. Dichiaro di ritirare tutti gli emendamenti a mia firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, poco fa ho sollevato un problema.
Presidente Crocetta, poc'anzi nel suo accorato appello, per certi
versi, evidenziava la giustezza della richiesta che io ebbi a fare
a proposito dell'aeroporto di Trapani. Mi sentirei rassicurato se
lei, in quest'Aula, mi tranquillizzasse con un appuntamento,
chiaramente non una riunione tra amici, ma un appuntamento
legislativo per mettere mano al problema. Lo assuma questo impegno,
fa bene a lei e all'Aula.
Presidente Crocetta, poco fa mentre lei non c'era, ho evidenziato
un problema che ritengo sia una mera svista. Sa quanto ha messo a
favore del Fondo di solidarietà per le vittime di richieste
estorsive? Lei ha messo zero.
Onorevole Laccoto, qua possiamo fare quello che vogliamo, dobbiamo
trattare la finanziaria e, personalmente non ho fretta, anzi ho
appena mangiato un pasticcino e sono carico di energia, la prego,
mi permetta di esercitare la mia funzione. Non è che questa
finanziaria l'ho portata io il 30 aprile La colpa è mia ora
Presidente Crocetta, poc'anzi ho illustrato le ragioni del mio
disappunto avendo scoperto, certamente per una mera svista, che
alle vittime del fondo per l'usura venivano accantonati zero
centesimi. E' chiaro che questa va corretta.
Io non ho fatto come i miei colleghi che hanno preso dal fondo
delle calamità chissà quanti soldi per dare contributi ad enti. Io
ho fatto il ragioniere, ho presentato un emendamento tecnico di 200
mila euro levando, faccio un esempio, 100 mila euro al fondo per il
cinema, 30 mila euro alle spese di funzionamento per le
associazioni, sono tutte indicate.
Io credo che su questo emendamento il Governo debba porre un
attimo di attenzione. E faccio un ulteriore esempio, assessore
Bianchi, a pagina 1, 2, 3, 4 del suo emendamento, rigo 1, 2, 3, 4,
5, 6, 7, 8, 9, 10, capitolo 183717, Fondo di solidarietà per le
vittime di richieste estorsive: zero centesimi.
PRESIDENTE. Non è in aumento, è 34, onorevole Turano.
BIANCHI, assessore per l'economia. Le spiego, così serve anche
agli altri per leggere meglio la tabella, così magari siamo tutti
più sereni.
Onorevole Turano, lei deve leggere le seconde tre colonne che
rappresentano la somma di bilancio e finanziaria e vedrà che il
2013 sono 34 mila euro che è esattamente lo stanziamento previsto
nel 2012, sotto per i contributi antiracket 483 mila euro. Spero
che questo la rassereni.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, propongo il ritiro dei
subemendamenti.
FONTANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FONTANA. Presidente Crocetta, comprendo tutte le difficoltà, le
comprendo tutte e so che quando la coperta non c'è, qualcuno lo ha
detto poco fa, è difficile coprire determinate questioni e mi rendo
conto della difficoltà del momento. Però, volevo anche invitarla ad
un attimo di riflessione e cioè abbiamo parlato di Corfilac,
abbiamo parlato di istituzioni importantissime, non me ne voglia
l'onorevole Assenza, però al Corfilac sono stati già garantiti 2
milioni e 200 mila euro.
Io, invece, volevo pregarla per quanto riguarda il Cerisdi, dove
abbiamo anche abrogato quell'articolo che prevedeva la
cancellazione di questa istituzione importante.Lì non è previsto
alcun euro, almeno il segnale a questa istituzione, diamo almeno un
segnale all'istituzione, non possiamo cancellare completamente
un'istituzione che ha 25 anni di storia e che ha rappresentato non
solo per la Sicilia ma per l'intera area del Mediterraneo un punto
di riferimento per la formazione di eccellenza.
PRESIDENTE. Insisto nella richiesta di ritiro dei subemendamenti
al 53 Gov. Sono ritirati.
Pongo in votazione il 53 Gov, di riscrittura del Governo. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato, col voto contrario del Movimento Cinque Stelle e
degli onorevoli Assenza,
Caputo, Ioppolo e Musumeci)
Pongo in votazione l'articolo 53, come emendato. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato, col voto contrario del Movimento Cinque Stelle e
degli onorevoli Assenza,
Caputo, Ioppolo e Musumeci)
Sospendo la seduta per 5 minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 02.50, è ripresa alle ore 03.17)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato
dal Governo un emendamento di carattere tecnico, Gov. 53.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 54.
Comunico che è stato presentato l'emendamento 54.R, dagli
onorevoli Dina, Cordaro, Di Giacinto, D'Asero, Savona, Gucciardi,
Di Mauro, Firetto.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, vorrei precisare
che il comma 1 del testo di riscrittura viene cassato e resta in
vita il comma 1 del testo originario. Si aggiunge, poi il comma 2:
«L'accantonamento di cui al comma 1 è ripartito nell'esercizio
finanziario medesimo tra gli enti, fondazioni, associazioni ed
altri organismi di cui all'elenco allegato al presente articolo,
per l'importo indicato a fianco di ciascuno di essi».
PRESIDENTE. Comunico che all'articolo 54 è stato presentato il
subemendamento 54.R.1.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BIANCHI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dagli onorevoli
Musumeci, Ioppolo ed altri l'emendamento soppressivo 54.2.
IOPPOLO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, stasera alla
Presidenza sono giunte delle critiche, e io ritengo che queste
critiche sono state e sono del tutto infondate.
La sua è stata la migliore conduzione possibile in relazione
all'andirivieni di norme e di emendamenti che fino all'ultimo il
Governo ha ritenuto di presentare.
Ed anche la conduzione nelle Commissioni di merito è stata
ineccepibile, almeno per quello che risulta a me e che mi riguarda,
atteso che abbiamo dovuto esaminare almeno quattro schemi di
bilancio e quattro schemi di leggi di stabilità.
Siamo stati abituati, in campagna elettorale prima e
dall'insediamento poi, che il Presidente Crocetta e il suo Governo
avessero atteso indicare nella Tabella H tutto il male possibile
della Regione siciliana. Tutti i guai della Regione siciliana
derivavano dalla Tabella H ed il Presidente della Regione aveva
assunto l'impegno di abrogarla, di demolirla.
Per qualche istante avevamo persino creduto che le sue intenzioni
fossero vere, eravamo stati tentati di crederlo. Ed invece la
Tabella H diventa la Tabella A dell'articolo 54; e non è vero,
onorevole Leanza, che si tratta soltanto di 17-18 interventi perché
si tratta dell'intera Tabella H, 135 interventi che assorbono gli
ultimi 25 milioni di euro che la Regione siciliana aveva a
disposizione.
Il Governo avrebbe dovuto fare un'operazione diversa in questi sei
mesi, avrebbe dovuto analizzare la Tabella H voce per voce,
intervento per intervento, e presentarsi in Parlamento con uno
schema ben preciso ed una relazione ben precisa che indicava cosa
merita di essere salvaguardato e salvato perché commendevole,
perché meritevole, perché utile alla Regione siciliana, e cosa va
accantonato, cassato, eliminato.
Questo ci saremmo aspettati da un Governo che avesse avuto una
bussola, una cabina di regia, un'idea ed un programma di governo
della Sicilia; invece nulla di tutto questo. Ha lasciato alla
solita trattativa, ha lasciato alla solita contrattazione
dell'ultimo momento, e che si partecipi o non si partecipi
fisicamente alla trattativa ha pochissima importanza perché è il
Governo che ha trattato e non certamente con tutti e non certamente
con tutta l'opposizione di quest'Aula, ed ha lasciato che tutto
rimanesse esattamente come prima, oserei dire vergognosamente come
prima.
Ma ancora è possibile forse un sussulto di dignità del Governo e
di quest'Aula sopprimendo l'articolo 54 e stanziando i venticinque
milioni per l'attività legislativa futura, perché forse molti
colleghi non hanno sufficientemente riflettuto sul fatto che,
chiusa questa parentesi di bilancio e finanziaria, il Parlamento
potrà discutere soltanto di interrogazioni e di mozioni. Nessuna
norma di settore, nessuna seria rivisitazione che possa prevedere
impegno di spesa potrà essere possibile perché, con questi ultimi
venticinque milioni di euro, si raschia il barile e non rimane
assolutamente nulla.
Onorevole Malafarina, lei si accorge in ritardo della manovra e
della necessità di abolire la tabella H, che oggi si chiama tabella
A all'articolo 54. Non c'è bisogno di attendere l'anno prossimo per
iniziativa del gruppo politico Il Megafono. E' da stasera che si
può abrogare questa vergognosa prassi della Regione siciliana e
dare fuori un messaggio positivo e di reale cambiamento sopprimendo
per l'appunto questa tabella A dell'articolo 54.
GIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei rimanesse
agli atti che questa tabella H, che ormai da anni deve essere tolta
ed eliminata, ancora una volta questa sera è la dimostrazione
lampante della vergognosa azione che è stata messa per iscritto.
Un istituto come quello delle Scienze criminali di Siracusa, che
ogni settimana, ogni mese di ogni anno vede migliaia di persone, di
studiosi di tutto il mondo che vengono a Siracusa, ha appena
quarantacinquemila euro di finanziamento a fronte di centinaia di
migliaia di enti fantasma.
E' una vergogna
Mi dispiace che il Presidente della Regione dopo aver tanto
parlato di abolizione di tabella H continui imperterrito in questa
volgarità.
Così come l'Istituto del papiro, e non per fare il provinciale. Ci
sono enti che ricevono quattrocentocinquantamila euro di regalia a
fronte del nulla. Io chiederò una Commissione di indagine su tutti
questi enti. Voglio sapere chi sono e cosa fanno.
RINALDI. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo sapere dal
Governo qual è il criterio che è stato adottato per il taglio sulla
tabella H, rispetto ai singoli importi della tabella dell'anno
scorso, in base a quali criteri li avete diminuiti?
BIANCHI, assessore per l'economia. Come vede è una proposta dei
deputati, non è una proposta del Governo.
RINALDI. Quindi, il fatto che ci siano alcune associazioni che
abbiano mantenuto lo stesso importo dell'anno scorso, altre che
abbiano aumentato l'importo e alcune, come l'Associazione Sclerosi
Multipla, che penso che sia importantissima, alla quale avete tolto
quasi il cento per cento, è normale
BIANCHI, assessore per l'economia. Onorevole, le ribadisco che è
una proposta della Commissione, non del Governo, non abbiamo
determinato noi le cifre, non è il Governo che ha fatto una
proposta su queste cifre.
RINALDI. Ma quale Commissione l'ha fatta, scusi Assessore?
BIANCHI, assessore per l'economia . I firmatari della proposta.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Onorevole Rinaldi, ci siamo attenuti all'elenco dell'anno
precedente. Abbiamo mantenuto intatte alcune voci importanti quali
i ciechi, i sordi, le SAMOT, gli oncologici terminali, talassemici.
RINALDI. Onorevole Dina, e l'Associazione Sclerosi Multipla non è
importante?
DINA presidente della Commissione e relatore di maggioranza. E'
stata mantenuta alla stregua delle altre, senza tagli.
RINALDI. No, è stata diminuita di quasi il cento per cento. Si
vada a vedere gli importi.
DINA presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Possiamo verificare se c'è qualche errore, ma le posso assicurare
che non c'è stata una riduzione del cento per cento per nessuno, il
taglio che c'è stato è stato del 30.
RINALDI. Se lo può controllare e se può ripristinare il taglio o
per lo meno selLei la ritiene importante così come ha accennato con
le altre associazioni se la può riportare all'importo dell'anno
scorso. Chiedo questa cortesia alla Commissione o a coloro che
hanno deciso gli importi.
DINA presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Il
taglio massimo è stato del 30 per cento, forse tra quelle che sono
state mantenute c'è stato qualche errore, ne riparliamo.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa tabella H è
un dramma che ogni anno si perpetra quando arriva la finanziaria.
Io sono d'accordo con il collega che ha proposto che si faccia una
Commissione per capire chi c'è dentro, chi sono i veri
rappresentanti di queste associazioni, perché condividendo l'idea
di conservare per i ciechi, per i sordomuti e per quelle
associazioni importanti per cui sono indispensabili questi fondi il
resto delle altre associazioni sono fuori luogo. Fra l'altro mi
pare anche un'offesa rispetto ad una richiesta fatta da un gruppo
di parlamentari della provincia di Ragusa per premiare un centro di
ricerca come la CORFILAC a cui viene rifiutato una sovvenzione di
300 mila euro attraverso l'emendamento e poi deve subire l'onta di
questa vergogna di una tabella dove c'è scritto di tutto e nessuno
sa a chi appartengono queste cose.
Per cui sono del parere e lancio una proposta che il prossimo anno
questa tabella deve essere annullata.
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, anzitutto vorrei chiedere scusa a
lei, ai colleghi e ai membri del Governo perché ieri ho concorso a
creare un momento di tensione. Dopo di che per quanto riguarda la
tabella H vorrei dire, a chi ha intenzione di rivedere i contenuti
di questa tabella, a chi pensa di fare innovazioni, suggerirei di
utilizzare lo stesso sistema, vorrei che il collega Ioppolo mi
ascoltasse, che abbiamo utilizzato nella Commissione Cultura.
Abbiamo chiesto all'assessore per i beni culturali di fare uno
screening delle associazioni, delle fondazioni, degli enti che sono
finanziati con la tabella H attraverso l'assessorato ai beni
culturali.
Il lavoro è stato fatto, si è determinata una graduatoria tra le
diverse associazioni che, probabilmente non si è avuto il tempo di
trasferire, anche perché non c'è un deliberato della Commissione,
nelle voci e nelle cifre di questa tabella, ma penso che si debba
fare questo, perché nella tabella H, vorrei dire al collega
Ioppolo, non ci sono solo cose discutibili, ma ci sono anche enti
meritevoli che fanno cultura, e il collega Musumeci lo sa perché è
con me nella Commissione Cultura.
La stessa cosa dovrebbero fare gli altri assessorati,
l'assessorato alla sanità, ci sono una serie di voci, penso che
farà, la dottoressa Borsellino, una verifica se quelle associazioni
hanno ancora bisogno di un contributo da parte del governo della
Regione attraverso la tabella H.
Lo stesso faranno l'assessorato all'agricoltura e gli altri, in
assoluta trasparenza, di modo che si possa verifica quello che la
Regione deve dare, forse di più ad altri e quello che deve
togliere.
Bisognerebbe farlo in maniera seria, come si è cominciato a fare
in V Commissione, e il Governo deve sollecitare i diversi assessori
a fare la stessa cosa, di modo che la prossima volta non ci
troveremo in queste condizioni e ognuno comincerà a parlare non
genericamente della tabella H, ma dell'ente Panarello, che non
produce niente e che non ha diritto al contributo, e dell'ente
Musumeci - chiedo scusa al collega - che invece fa un'azione
meritoria e forse ha bisogno di un contributo maggiore.
DIGIACOMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIGIACOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
sottolineare che è previsto un contributo di 250 mila euro a favore
del centro per lo studio e il trattamento dei neurolesi
lungodegenti di Messina.
Come tutti sanno Messina è la sede di un Ircs, il Bonino Puleo. Io
volevo sollevare questo problema perché con ogni probabilità
nessuno si è accorto che questo servizio viene ormai erogato dal
servizio sanitario nazionale, cioè da noi. Magari lo lasciamo e poi
facciamo un approfondimento in Commissione per capire di che cosa
si tratta, perchè la somma è cospicua.
Subito dopo ci sono altri due capitoli, due contributi, uno alla
Samot e uno allo Samo, per le cure palliative, che è un altro
servizio che eroghiamo noi, come servizio sanitario pubblico.
Queste voci sommano insieme circa 700 mila euro. Ritengo
necessario un approfondimento, perché non mi pare il caso di
erogare 700 mila euro per dei servizi che ormai eroga la struttura
sanitaria.
LEANZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo soltanto
per una precisazione rispetto a quanto detto dall'onorevole
Ioppolo. Io ho parlato di 17 emendamenti sul maxiemendamento non
certamente sulla Tabella H.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente onorevoli colleghi, questa tabella dice
tantissime cose. Intanto è la prova dell'inutilità totale della
Commissione. E' la prova dell'inutilità totale del Parlamento,
perché è stata preclusa ogni possibilità di modificare queste norme
presentando una tabella alle 3,40 del primo maggio - e qua c'è una
chiara volontà politica di cambiare tutto per non cambiare niente -
è la prova dell'incapacità di percepire il dramma in cui vive la
Sicilia, dove a fronte di gente che ogni giorno viene qua fuori ed
elemosina un sussidio, uno stipendio; di fronte a una Sicilia che
piange, noi finanziamo enti mai sentiti, non conosciuti,
addirittura alcune cose ambientalmente dannose, come ad esempio i
350mila euro per l'autodromo di Pergusa, che è un mostro ecologico,
per chi conosce la situazione.
E' la prova della disonestà di moltissimi intellettuali, a partire
da chi dice che questa è una proposta della Commissione Bilancio,
quando sappiamo benissimo che questa non è una proposta uscita
fuori dalla Commissione Bilancio, perché i componenti non ne
sapevano assolutamente nulla.
E' la prova che questo è un sistema che non funziona. Non funziona
e noi l'abbiamo detto e ridetto in tutte le salse, non funziona
perché non può essere il politico che finanzia l'associazione X,
non devono esistere i fondi diretti. I politici soldi meno ne
gestiscono, meglio è.
E' la prova di una politica che non sa completamente innovarsi, è
la prova del fatto che i problemi non li possono risolvere le
stesse persone che i problemi li hanno creati, cioè la gran parte
di questo Parlamento.
Noi avevamo proposto altre soluzioni, avevamo detto di adottare
dei criteri, di adottare un fondo unico, di fare dei bandi, di fare
partecipare a un bando pubblico tutte le associazioni, gli enti, le
fondazioni che avessero presentati dei programmi, dei progetti, che
avessero dimostrato di rendicontare il tutto.
In V Commissione se ne è parlato tantissimo, anche col collega
Musumeci dicevamo di creare un regolamento che stabilisse i criteri
con cui affidare questi finanziamenti; i criteri e non la scelta
delle associazioni. Tutto questo non è avvenuto, ne terremo conto
nel prossimo anno.
Io sono molto dispiaciuta di come è andata a finire questa
finanziaria, anche perché era partita positivamente ed ero
incoraggiata, perché si era instaurato un dibattito molto
interessante in Commissione, e penso che abbiamo perso un'occasione
per dimostrare ai siciliani che siamo in grado di sentire le
istanze dei cittadini, e sentire questo bisogno impellente di
cambiamento.
Soprattutto perché in questo periodo di forte crisi economica,
potevamo realmente dimostrare di percorrere strade molto più
virtuose, dimostrare la forza della politica, quella vera.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la leggendaria
tabella H è spuntata alle tre e mezza, con delle voci assurde che
ci hanno fatto un po' sorridere, ma volevo chiedere una cosa a chi
mi può dare spiegazioni: qui trovo contributi all'AVIS di Alì
Terme. Mi chiedo: come mai solo Alì Terme e non tutte le AVIS?
Ricordo che l'AVIS della mia città l'anno scorso ha organizzato una
partita del cuore per acquistare delle strumentazioni necessarie,
altrimenti dovevano chiudere, viene un po' da chiedersi come mai.
E poi altre voci di cui in Commissione non abbiamo mai sentito
parlare, come qualcosa che ha a che fare con servizio telefonico
nazionale', può darsi che sia utile ma trovarcelo qui, la coperta è
corta e si decide di discriminare qualcuno rispetto a qualcun altro
e questo è veramente triste. Volevo dire soltanto questo e poi
ringrazio i colleghi che hanno ritirato i subemendamenti, io non ne
ho presentati proprio per non passare dalla gogna e dire: questo
si e questo no , mi sembra giusto che li abbiano ritirato anche gli
altri.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Malafarina. Ne ha
facoltà.
MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa
famigerata tabella H è una pietra dello scandalo su cui si infrange
anche la dignità di questo Parlamento. Da troppi anni questo
Parlamento è accusato di elargire delle prebende a Tizio a Caio a
Sempronio e quant'altro. Penso, molto semplicemente, che questa
tabella H debba essere oggetto di un profondo riesame, per cui
propongo la sospensione del finanziamento della tabella H, la
revisione degli Enti a cui vanno i contributi che dovranno esibire
lo Statuto e le certificazioni previste dalla legge, nonché il
rendiconto degli anni precedenti, dopodiché espletata questa
attività, a cura della Commissione Bilancio, dove sono
rappresentati tutti i Gruppi, e che può essere integrata anche da
funzionari dell'assessorato, di procedere solo in una seconda fase,
dopo che siano spediti gli accertamenti e dopo che siano stati
fissati i criteri al finanziamento solo ed esclusivamente di
attività socialmente utili, intendendo con queste società che
curino la salute delle persone, o abbiano altissime e indiscutibili
meriti culturali.
PRESIDENTE. C'è una richiesta dell'onorevole Malafarina di
sospensione della trattazione e di rinviare ad una fase successiva
la ripartizione dei fondi, se non ho capito male. Lo dico perché
nella confusione generale probabilmente non si era compreso.
E' iscritto a parlare l'onorevole Marziano. Ne ha facoltà.
MARZIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, poco fa ho
proposto di approvare la tabella H al buio. Faccio una premessa:
non faro proposte di emendamenti, nel senso che capisco che si è
raggiunto un equilibrio e quello è. Questo però non mi impedisce di
dire che la composizione interna della tabella H grida vendetta. Ci
sono delle voci insopportabili, c'è una disparità di trattamento
tra i vari soggetti beneficiari che non si può accettare. Si può
accettare solo perché siamo alle quattro meno un quarto ci sono
ancora gli emendamenti aggiuntivi e io personalmente sono qua da
cinque anni vedo ripetersi sempre lo stesso rito.
Mi permetto di fare questo intervento perché non propongo nessuna
modifica, anche se ho notato che ci sono delle disparità
incredibili, per cui l'istituto nazionale del Dramma antico che
ha cento anni di vita e organizza la più grande manifestazione
culturale della Sicilia con centocinquanta mila spettatori, viene
trattato come un'associazione condominiale.
C'è qualcosa che non funziona. Dobbiamo approfittare del fatto che
c'è un Parlamento appena insediato, che c'è la volontà di garantire
trasparenza, di ripristinare le regole per sostenere che questo è
l'ultimo anno. Io invito il Governo a trovare le forme per fare in
modo che questo sia l'ultimo anno della famigerata Tabella H . Che
si trovi il modo per estrapolare l'Unione italiana ciechi, l'ente
sordo-muti e quant'altro, e che dal prossimo anno si possano
stabilire criteri e regole e ripartire da zero. Per quanto mi
riguarda, capisco che tutto ciò è il frutto di un equilibrio che si
è realizzato, ma questa è l'ultima volta che accetto questo tipo di
ripartizione, questo tipo di scelte che sono frutto di situazioni
pregresse che non hanno più ragion d'essere.
Quindi invito il Governo a prendere atto del malessere che c'è in
quest'Aula e a trovare le forme perché questa vicenda della
Tabella H si chiuda, e si trovino forme diverse e più trasparenti
e che garantiscano meglio la legalità.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Panepinto. Ne ha
facoltà.
PANEPINTO. Certo che l'ora della Tabella H vede tutti i colleghi,
nessuno indistintamente a cercare di capire, di comprendere. Io
sono d'accordo con quanto prima affermato dall'Onorevole Panarello.
E' chiaro che questo è il risultato di una stratificazione di anni,
di approvazione di norme che hanno portato enti importanti, e sono
stati citati, a stare insieme ad altri enti che poco hanno a che
fare con questa erogazione a pioggia di risorse.
Per cui, se il Governo lo ritiene, per chiudere questa sagra delle
ipocrisie, può accantonare queste somme in un capitolo di bilancio
e successivamente stabilire modi e forme per l'assegnazione.
Io per esempio noto - questa è la cosa curiosa - che c'è un
intervento di 70 mila euro a favore dei consorzi agrari di Palermo.
I consorzi agrari sono stati chiusi. Ma addirittura l'immobile che
era in uso al consorzio agrario di Palermo, oggi è una delle parti
in uso all'università di Palermo alla facoltà, credo di via
Archirafi.
Per cui se l'assessore Bianchi lo ritiene, visto che chi trova
meno possibilmente cerca disperatamente di farsi aumentare questa
parte di assegnazione che si blocchi subito, perché in questo
momento se volessimo ricercare qualche frase direi che Gesù
vedrebbe il tempio diventare un luogo di mercimonio cioè, o questa
tabella si approva subito, considerando che è il frutto di un
travaglio con leggi che partono dal 1988 ed ancor prima, oppure che
si abbia il coraggio per evitare che in questo festival delle
ipocrisie, da questo momento in poi qualcuno griderà più degli
altri che trattasi della nefandezza o dei 25 milioni che sottraiamo
alla Sicilia.
Pertanto, sarebbe opportuno che il Governo, assessore Bianchi,
consenta una catarsi generale per bloccare tutto Si accantonano
queste somme. Ci sono enti importantissimi che riguardano i ciechi,
ma anche quelli delle cure oncologiche dei malati terminali. Ma
chiudiamo questa partita signor Presidente. Questa sera il
Parlamento sta perdendo di credibilità, rischia di essere ricordato
nelle pagine dei giornali - on line e su carta - nei prossimi
giorni, come il Parlamento che passò la notte intera a litigare
sulla Tabella H ora diventata Tabella A. Vincoliamo tutta la somma
in un capitolo, e successivamente il Governo, la Commissione
Bilancio, gli assessori, troveranno la forma e la maniera per
stabilire come si assegnano.
Però, signor Presidente, stasera vuole essere fonte ispiratrice di
democrazia di questo Parlamento, ma vorremmo capire come si chiude
la partita, visto che lei vuole trattare tutti gli emendamenti
aggiuntivi, ed è giusto che sia così, perché è democrazia. Ma la
democrazia è faticosa, ha un prezzo Alla fine, e lo dico ai
colleghi che più di altri si spendono, saremo tutti crocifissi su
questa Tabella H . Saremo tutti crocifissi
PRESIDENTE. Sono d'accordo con lei.
PANEPINTO. Troviamo il coraggio di accantonare le somme e
successivamente stabiliremo come destinarle, così finisce questo
festival dell'ipocrisia
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che non
sia buon esercizio di virtù utilizzare strumenti moralistici ed
ipocrisie diffuse per ragionare su temi di cui tutti siamo
consapevoli della necessità di interventi urgenti, probabilmente
interventi degli anni passati.
Però, a me non va di immaginare di interrompere attività
importanti, come dicevo nell'intervento precedente sul tema della
cosiddetta ex Tabella H. Per cui, siccome ci sono gli strumenti che
la pubblica Amministrazione ha a disposizione per verificare
concretamente la veridicità di ciò che è scritto in un documento,
chiedo e propongo, a nome del Gruppo parlamentare del Partito
Democratico, che si vada avanti nell'approvazione di questo
documento ma che il Governo, preventivamente, effettui su tutte le
voci presenti in questa Tabella delle verifiche approfondite e
pregnanti per accertare la reale consistenza di questi enti e
quindi con gli strumenti che la pubblica Amministrazione e che
l'Ordinamento ha a disposizione, si verifichi preventivamente
l'attività di questi enti. Attraverso l'azione di Governo si può
finalmente fare giustizia su un tema che certamente oggi non fa
onore a questo Parlamento.
Siccome io sono abituato ad assumermi la responsabilità delle
azioni che intraprendo e siccome ritengo - vorrei che gli assessori
mi ascoltassero - che sarebbe un danno grave per i siciliani e per
la pubblica Amministrazione siciliana interrompere attività che
sono presenti dentro questo documento, bisognerebbe che ognuno
avesse il coraggio di dire in pubblico le cose che pensa o che
magari dice in privato. Siccome tutto questo creerebbe un danno
serio, io penso che, se qualcuno adombra situazioni poco chiare, è
giusto che il Governo - e lo chiedo con forza - faccia chiarezza su
tutti questi enti presenti nella Tabella H e finalmente si metta
un punto definitivo.
Certamente non posso immaginare che, per un falso moralismo e per
una ipocrisia di maniera, si sopprimano i contributi allo sport,
per cui noi priveremmo l'attività sportiva, già di per se fragile
nella nostra Regione, di un contributo sostanzioso.
Credo di essere stato sufficientemente chiaro, ognuno si assuma le
proprie responsabilità a testa alta, alla luce del sole e senza
timore di assumere le responsabilità nell'interesse generale,
nell'interesse dei siciliani.
BIANCHI, assessore per l'economia.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BIANCHI, assessore per l'economia. Onorevoli colleghi,
soprattutto in riferimento agli ultimi due interventi, quello
dell'onorevole Panepinto e quello dell'onorevole Gucciardi, che mi
trovano in ampia sintonia, volevo far presente proprio qual è stata
la posizione del Governo proprio su questo tema.
Avevamo presentato già in Commissione Bilancio un meccanismo molto
simile a quello proposto dall'onorevole Panepinto cioè lo
stanziamento per un fondo dedicato ad enti, fondazioni che avessero
particolare valore e noi avremmo soltanto successivamente, dopo
aver fatto un'istruttoria, proprio l'istruttoria che richiamava
l'onorevole Gucciardi, trasferite le risorse così da essere certi
di finanziare esclusivamente enti, fondazioni, associazioni
meritevoli che danno reale contributo ai cittadini siciliani.
Quindi, rispetto a noi proprio per questo avevamo proposto quella
ipotesi che anticipava lo stanziamento, ma invece di elencare, di
proporre già direttamente un elenco che inevitabilmente porta a
mantenere gli stanziamenti anni per anni per gli stessi enti,
ritenevamo che la identificazione degli enti fosse fatta soltanto
successivamente, dopo un'adeguata istruttoria.
Quindi, questa è la posizione che il Governo ha tenuto sin
dall'inizio. Questa è la posizione che noi abbiamo portato avanti
perché riteniamo che proprio la richiesta di discontinuità
richiedesse proprio quella di anticipare allo stanziamento delle
risorse la verifica effettiva della qualità e delle caratteristiche
degli enti che si andavano a finanziare.
CIACCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIACCIO. Signor Presidente, assessori, proprio in riferimento alla
responsabilità che il collega richiamava in Commissione e proprio
perché sono il segretario tengo a fare una precisazione perché
magari a qualche collega è sfuggito. Questa è una proposta di
alcuni colleghi; non è una proposta che viene dalla Commissione
Bilancio.
Quindi alcuni colleghi che l'hanno sottoscritto ai quali dico
spesso sono stati assenti durante l'audizione di molti di questi
enti che sono venuti, ai quali io ho chiesto esplicitamente che
venisse applicato l'articolo 36 di censura visto il reiterato
assenteismo da parte dei miei stessi colleghi che ad oggi, però,
firmano. Vedo che firmano una tabella, quindi non so con quali
criteri. Non so se al Presidente dell'ARS è stata data
comunicazione di questa mia esplicita richiesta che è messa a
verbale della Commissione.
Anche perché se prendo ad esame alcuni di questi dove io e
pochissimi altri colleghi sempre presenti in Commissione per
citarne uno, l'istituto superiore del giornalismo, dove analizzando
le carte in maniera responsabile hanno dimostrato che sono un mero
ente di formazione perché i suoi attestati non possono abilitare
alla professione di giornalista. E' stato dichiarato. Ne abbiamo
parlato, ne abbiamo discusso. Quindi non vedo perché 323 mila euro
non possano o essere ripartiti ad altri enti molto più virtuosi o
dati ad enti di formazione, ma qua aprirei un capitolo che penso
non si voglia discutere oggi giustamente, o addirittura
all'università.
Allora, non condividendo questa scelta, noi sosteniamo sia la
posizione che aveva portato la Giunta e le proposte fatte dai
colleghi di stanziare quelle somme e dimostrare che ci sono i fondi
anche perché a livello burocratico, io sono nuovissimo, magari mi
posso sbagliare, però non penso che se noi da domani, in maniera
diligente come è stato fatto in Commissione Bilancio , iniziamo
nuovamente un tour de force ad ascoltarli tutti, forse in due
settimane, se la gente, gli enti, le associazioni portano la
documentazione certificata idonea sicuramente siamo un passo
avanti.
Quindi, non perdiamo tempo, non si bloccano gli enti. Si può
lavorare. Questo è quello che noi chiediamo. Stanziamo il fondo,
mettiamo delle regole e questo è quello che noi ci auspichiamo che
non vengano dati più soldi a pioggia e da domani in Commissione
Bilancio o in qualsiasi altro modo iniziamo a convocare d'urgenza
tutti questi enti perché molti sono venuti a dimostrare che sono
virtuosi, altri completamente assenti, altri che non hanno neanche
saputo rispondere a due domande semplici.
Questo è il nostro auspicio.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, è questo
un argomento delicato perché sta avendo una risonanza fuori
maggiore rispetto a quella che effettivamente riveste la tabella H,
come se fosse stata nascosta, come se non ci fosse stata.
Onestamente, solo stasera, però, l'ho vista e sto prendendo atto
di alcuni enti che meritano di essere veramente finanziati, mi
riferisco soprattutto a tutti quelli che rivestono carattere
sociale.
Nella nostra finanziaria non abbiamo parlato di sviluppo, di
promozione della cultura, sport, attività cioè quello che invece
dovrebbe contenere una finanziaria.
Sono invece importanti, li ho visti, sia per quanto riguarda la
cultura che per quanto riguarda lo sport. Ed allora, forse sarebbe
il caso che si faccia un'analisi mentre ancora andiamo a finanziare
un istituto di prestigio per esempio, la Neurolesi di Messina, ma
non è più un ente privato, per quale motivo bisogna finanziare, ho
visto un consorzio di bonifica.
Onestamente, vi sono enti che forse risalgono a tabelle
vecchissime che negli anni si sono man mano continuate a finanziare
e che forse oggi non hanno più ragione che le stesse vengano
finanziate. Siccome non vogliamo né essere demagogici, né io
vorrei, non conoscendo gli enti, assumere la responsabilità anche
dicendo, ecco perché non condivido la proposta soppressiva, perché
forse è necessario che ci siano degli enti che abbiano continuità.
Però è necessario che da parte della Commissione ci sia una
verifica seria, una redistribuzione anche dei contributi perché ci
sono enti che meritano perché svolgono attività meritoria e
possibilmente non sono in grado di poterlo faro, a cui è stato dato
un contributo di settantamila euro e possibilmente altri enti che
potrebbero ricevere un contributo inferiore.
Quindi, forse è bene che si accantonino le somme, si faccia una
verifica e se gli enti meritano, sia che promuovano cultura o sport
o attività, vanno poi finanziati.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, ho
l'onere calcare quest'Aula dal 2008 e da quando svolgo questo
importante ruolo mi è stato spiegato che nella tabella H, almeno
dall'anno 2006, non è possibile introdurre nuove iniziative,
iscrivere nuovi enti, fondazioni, e associazioni.
Non ho, dunque, senza tema di smentita alcuna associazione, alcun
ente, alcuna fondazione, alcuna iniziativa da difendere a titolo
personale. Però, siccome si sta aprendo una gara a fare la ricerca
spasmodica di quello che dovrebbe quantomeno apparire più ridicolo,
e mi dispiace che in questa gara rischi di cadere anche l'assessore
Bianchi, il quale prima ha spiegato che è un tema che riguarda
l'Aula - e in questo ha fatto chiarezza - ma dopo si è smentito
dicendo che il Governo aveva un'altra idea. Se aveva un'altra idea
non ce l'ha detto il Governo, ha lasciato che la Commissione
Bilancio e i Capigruppo assumessero un'iniziativa. Probabilmente la
prossima volta ce lo dica qualche mese prima che noi saremo lieti
di considerare le iniziative del Governo.
Allora io in questa gara mi voglio cimentare, e comincio: siete
pronti ad eliminare i fondi all'osservatorio permanente sulla
criminalità organizzata; al club mediterraneo delle ustioni; al
centro di accoglienza Padre Nostro; all'associazione culturale
Pompeo Colajanni; alla fondazione Giuseppe Whitaker; alla
fondazione Ettore Majorana; all'istituto superiore per imprenditori
e dirigenti d'azienda ISIDA; all'istituto superiore internazionale
di scienze criminali; alla pontificia facoltà teologica di Sicilia;
all'istituto Gramsci
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro non possiamo leggere, grazie.
Le abbiamo lette già, è stata distribuita apposta.
CORDARO. Non ho finito Presidente.
Alla fondazione Leonardo Sciascia; al centro studi Pio La Torre;
alla fondazione Ignazio Buttitta; alla fondazione Storia Patria; al
centro studi della lotta alla mafia; ad Amnesty International; agli
invalidi civili; al telefono arcobaleno per la lotta alla
pedofilia.
Siete pronti? Alla fondazione Banco Alimentare; al centro Don
Calabria per gli adolescenti deviati; alla Casa del Sorriso; alla
Missione Speranza e Carità; al recupero dei cerebrolesi.
Beh, se siete pronti, io non sono pronto Presidente. E sa perché
non sono pronto Presidente? Perché io ho sentito su questo punto
pochi interventi seri, uno me lo ricordo, ed è quello
dell'onorevole Gucciardi, il quale ha sostenuto un principio che io
qui intendo sostenere.
Io sono pronto a confrontarmi con voi non da domani - perché è una
frase fatta - da giugno, da luglio, da quando sarà possibile, per
spiegare anche al Commissario dello Stato che in questi dieci anni
la nostra società si è evoluta, ci sono bisogni che si sono acuiti,
ci sono realtà che non hanno più il ruolo di dieci o di vent'anni
fa, e che anche la Tabella H, col come che vorremo dargli, deve
essere aggiornata, deve essere modificata, deve essere, qualora si
dovesse accertare che è del tutto superata, abrogata.
Credo, e ho titolo per difenderla, perché non ho nulla da
difendervi, che noi dobbiamo fare un atto di buona politica, che
poi non credo sia per carità di patria, ma sia, onorevole
Malafarina - e sono certo che il suo intervento è in assoluta buona
fede - un atto di buona politica, perché facendo cosa diversa
raggiungeremmo un solo obiettivo, buttare l'acqua sporca con tutto
il bambino. E per quanto mi riguarda, io ed il mio Gruppo
Parlamentare non siamo disposti a farlo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Vinciullo. Ne ha
facoltà.
Mi raccomando onorevole Vinciullo la brevità.
VINCIULLO. Sì, Presidente, cercherò di essere breve, però lei mi è
testimone che nelle ultime quattro ore non ho aperto bocca, anche
di più.
Intanto, mi volevo associare da quanto detto dall'onorevole Gianni
e dall'onorevole Marziano, perché oggettivamente da questa Tabella
H, la provincia di Siracusa ne esce massacrata.
Un solo dato: su 25 milioni di euro, alla provincia di Siracusa
vengono destinate soltanto 273 mila euro, che significa l'1,1; ma
la provincia di Siracusa non ha l'1,1 della popolazione.
Ciò detto - senza spirito di polemica perché non appartiene più
all'ora la polemica - volevo dire che siccome abbiamo accettato
l'idea che quello che i Capigruppo insieme avevano fatto, avevano
proposto all'Aula, lo avremmo accettato, siamo qui a votare la
tabella anche perché vi sono in questa tabella, e lo abbiamo visto
durante le audizioni che abbiamo avuto in commissione, non solo
associazioni ciechi, sordi, sclerosi multipla e così via, malati
oncologici, che svolgono un ruolo di straordinaria importanza a
favore dei soggetti fragili della nostra realtà umana, ma vi sono
anche associazioni, enti che sono l'orgoglio della Sicilia e che
senza questo contributo spesso minimale che ricevono da parte
dell'Assemblea regionale siciliana non sarebbero nelle condizioni
di andare avanti.
Su una cosa però voglio tranquillizzare tutti.. Vedete questi
soldi non vengono dati a babbo morto . L'idea che le associazioni
ricevono i contributi senza che venga verificata la loro attività
non è assolutamente vero, perché se noi dicessimo ciò faremmo un
torto alla nostra burocrazia, ai funzionari e ai dirigenti della
Regione siciliana che con scrupolo, con attenzione verificano
l'attività svolta, controllano quelle che sono tutte le pezze
d'appoggio che le varie associazioni mettono a disposizione
dell'assessorato perché una cosa è certa: i contributi vengono dati
solo dopo che si riesce a dimostrare uno di aver svolto l'attività,
due che questa attività è supportata, non solo dalle prove
dell'essere stata svolta, ma anche da tutta una serie di documenti
che gli uffici dei vari assessorati che si occupano di questa
famigerata tabella, dal momento che ormai passa questo aggettivo
che non rende assolutamente onore a quanti da anni dedicano la loro
vita, dedicano la loro esistenza a queste strutture che gestiscono.
Abbiamo visto durante le audizioni intellettuali, donne, uomini,
anche di età matura che sono venuti che con passione, amore, hanno
difeso e sostenuto la validità delle strutture culturali che
rappresentano. Per questo motivo io non credo che stiamo facendo
questa sera qualcosa di negativo, stiamo dando un apporto
importante affinché realtà culturali di grande valore e che spesso
noi siciliani non riusciamo ad apprezzare possono continuare a
vivere.
MUSUMECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, signori del Governo, onorevoli
colleghi, lo spirito con il quale io e i colleghi del Gruppo
abbiamo presentato l'emendamento soppressivo della famigerata
tabella H, che oggi si chiama tabella A, non si alimenta della
convinzione che si tratti di un atto illegittimo. E' solo un
problema di opportunità. Noi riteniamo che sia doveroso, giusto,
fisiologico che il Parlamentare possa rappresentare esigenze
obiettive del territorio di quello che conosce, di quello che non
conosce, perché è destinatario di interessi diffusi naturalmente,
qui rappresentiamo l'interesse di tutta l'Isola, non soltanto
quelli del collegio al quale apparteniamo.
E' normale che un parlamentare segnali la presenza sul territorio
di un ente, di una istituzione impegnata nel campo sociale, nel
campo culturale, nel campo turistico. Il problema è di metodo, il
problema è di opportunità politica, è il Governo che, ricevuta la
segnalazione o le segnalazioni, deve compiere l'atto gestionale e
deve farlo in assoluta autonomia attraverso la verifica con i
propri uffici della credibilità che la segnalazione ricevuta dal
parlamentare può avere in un obiettivo riscontro sul territorio.
Una istituzione culturale, è chiaro, deve portare l'attività degli
ultimi due anni, se è un museo deve dimostrare quanti visitatori ha
avuto, quali incassi ha realizzato, quale campagna di promozione,
quale connessione con la internazionalizzazione dell'iniziativa,
quale legame con il territorio nel quale è chiamato ad espletare la
propria attività. Se è un'istituzione che opera nel sociale deve
dire quanta gente ha assistito, quale opera di sensibilizzazione ha
promosso, quali reti di collegamenti ha creato. Soltanto così si ha
la piena certezza e consapevolezza che il denaro pubblico sia stato
finalizzato a creare benessere, crescita e sviluppo socio-economico
sul territorio.
E dopo tutto, signor Presidente e signori del Governo, questo era
l'annuncio che il Presidente Crocetta aveva dato alla comunità
siciliana. Sull'impresentabilità della tabella H il Presidente
Crocetta ci ha costruito la campagna elettorale. Sulla
impresentabilità della tabella H il Presidente Crocetta si è
consegnato a decine e decine di interviste in apprezzamenti non
certo benevoli per questo Parlamento.
E questo Parlamento avrebbe dovuto avvertire un sussulto di
orgoglio per ricordare al Presidente Crocetta quale iniziativa
alternativa avesse predisposto rispetto alla tabella H che
richiamava alla memoria il paradigma, l'esempio di una politica
fatta di contrattazione fra deputato e governo, fra maggioranza e
minoranza, fra maggioranza, minoranza e governo, fra clientele, fra
fittizie iniziative, fra associazioni spesso domiciliate nella
segreteria politica di qualcuno.
Attorno a questo criterio si pone il problema della opportunità
politica. Perché il Presidente Crocetta, pur avendo demonizzato,
non so se a torto o a ragione, la tabella H in questi cinque mesi
non ha pensato ad un metodo diverso che fosse davvero il metodo
Sicilia. Perché?
Perché ha accettato supinamente di poter riproporre un sistema che
appare fuori da quest'Aula logoro, amorale, vecchio, marcio, che
richiama epoche politiche certamente anteriori alla rivoluzione di
Crocetta. Ecco qual è la ragione per la quale abbiamo presentato
l'emendamento soppressivo.
Noi riteniamo che nella tabella H ci siano iniziative e
istituzioni oggettivamente meritevoli di sostegno, riteniamo che
chi organizza il carnevale di Marsala, per esempio, non capisco
cosa possa entrarci con attività assistita dalla Regione, con tutto
il rispetto per il carnevale e per il veglione.
Riteniamo che il Governo debba, attraverso i propri uffici,
raccogliere le istanze che arrivano dal Parlamento, perché il
parlamentare ha il dovere di segnalare quello che accade sul
territorio in base alle proprie sensibilità e poi con i propri
uffici fa la cernita, la selezione come facevano i nostri bravi
contadini o le nostre massaie con i legumi.
Ecco perché riteniamo, e concludo, che questa somma di 25 milioni
di euro vada assegnata alle iniziative degne di questo nome e la
parte rimanente, come ricordava il collega Ioppolo, andrebbe
destinata alla copertura finanziaria di un'attività legislativa che
allo stato attuale non potrebbe assolutamente, con le risorse
disponibili, trovare alcuna copertura.
Quindi, nessun problema di illegittimità, nessun problema legato a
irregolarità procedurale, è solo un problema di opportunità
politica che noi abbiamo posto e siamo contenti che il nostro
emendamento soppressivo abbia aperto un appassionato dibattito.
Per cui, noi siamo per non affrontare l'argomento, consegnare alla
autonomia decisionale del Governo i 25 milioni euro affinché il
Governo dica con quale criteri intende esaminare le singole
proposte che fanno parte della tabella e poi sarà il Governo ad
assumersi la responsabilità di decidere quali meritevoli e quali
quelle che vanno cestinati, proprio in nome della rivoluzione.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, da cinque anni sento parlare sempre di
questo dramma della tabella H e, da un conteggio fatto, diciamo che
gli enti meritevoli che sono inseriti in questa tabella sono
pochissimi e sicuramente assorbono circa 15 milioni di euro.
Con questi 10 milioni di euro, cioè la rimanenza dei 25, da una
settimana fra la Commissione e il dibattito che si è aperto in
questo prestigioso Parlamento, dice il mio collega Cordaro, ci
siamo litigati per 100 mila -50 mila euro. Ad esempio, vedo
l'emendamento che abbiamo votato per il Cerisdi di 400 mila euro
sicuramente il personale da full-time potrà continuare a lavorare a
part-time.
Queste sono delle cose indecorose e in primis chi ne piange le
conseguenze sono i deputati che siamo quelli che scendiamo da casa
e incontriamo le persone giorno per giorno, quelli che ci prendiamo
la puzza delle panelle, la puzza dell'olio fritto, quello di
risolvere i problemi di tanti amici, di tante persone che per 700
euro hanno applaudito l'intero Parlamento, in particolare il
provvedimento che ha assunto il Governatore.
Questo è il dramma dove tutti dobbiamo stare attenti a essere
precisi e puntuali nel sapere spendere quel poco che abbiamo.
E' semplicissimo, bisogna allocare questi 10 milioni nei capitoli
di spesa, nelle rubriche del turismo e dei beni culturali e il
problema è risolto. Vi sono enti in questa tabella che vedo da sei
anni ormai, e mi viene da ridere. Quindi, allocarle in quelle
rubriche e in quelle rubriche si partecipa con un bando pubblico, i
meritevoli, chi sono bravi e chi da alla società un contributo di
crescita che può esser pure il museo o può essere chicchessia o un
particolare libro, la cultura è importante e fa parte anche della
società.
Se noi siamo capaci di fare questo nel prossimo bilancio inseriamo
queste somme e chi ha bisogno di queste somme sa benissimo che deve
partecipare a un bando pubblico.
DI PASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Assessori, colleghi parlamentari, penso che siamo
tutti quanti ormai pieni e coinvolti da questa finanziaria, però
questo è un argomento importante.
E' importante perché non ci sono dubbi che ci troviamo davanti ad
una grandissima schifezza, perché non riuscirei, dal punto di vista
amministrativo, a considerarla con un termine diverso. Comunque,
oggi, condivido l'atto così com'è perché, pensandoci bene, hanno
fatto bene i componenti della Commissione, perché pensare - vi
prego di prestarmi un attimo di attenzione - di prendere il tutto e
stracciarlo è impossibile, e sapete perché? Ci sono associazioni
che hanno contratti già stipulati d'affitto, contratti di lavoro,
che noi non possiamo disconoscere.
Il lavoro che ha fatto la Commissione - lo so perché il mio
capogruppo me lo ha spiegato e lo ha spiegato bene - è servito
proprio a tutelare tutto ciò. Ma, fatto salvo questo, che va bene
per questa finanziaria, è assurdo che in questa Regione non ci sia
un regolamento per l'assegnazione dei contributi sportivi, ad
associazioni culturali e per le categorie produttive e sociali.
E' sufficiente copiare dagli enti locali, che quando elargiscono
questo tipo di contributi lo fanno attraverso bandi, attraverso
regolamento dove nessuno si deve andare a raccomandare, né con un
consigliere comunale, né con il Sindaco, né con un Deputato, né con
un Assessore, né col Presidente della Regione.
Allora, che la tabella H sia una schifezza, che sia non condivisa
da tutti - nessuno l'ha condivisa, persino il nostro Presidente
della Regione - ma che, oggi, siamo costretti, in questa fase, caro
onorevole Musumeci, purtroppo, a mantenerla in vita è un dato
certo.
Chiedo al Governo di attivarsi affinché venga data comunicazione
fin da subito a tutte le associazioni che non possiamo garantire,
il prossimo anno, il contributo. Questo è un passaggio
fondamentale: che fin da ora venga detto che il contributo non può
essere garantito, perché dal prossimo anno i contributi dovranno
essere elargiti attraverso regolamenti chiari, certi, e che diano
davvero a tutti la possibilità di partecipare.
Bene ha detto l'onorevole Cordaro, tantissime sono le associazioni
meritevoli ma molto, molto di più sono le associazioni che non sono
dentro questo regolamento e che hanno lo stesso diritto e lo stesso
dovere di partecipare. Quindi, per quest'anno il voto è favorevole,
ma preannuncio già al mio capogruppo ed al Governo il mio voto
contrario per il prossimo anno nel caso si dovesse ripresentare la
stessa situazione.
PRESIDENTE. Il prossimo anno è tra 365 giorni, poi ne riparliamo.
E' iscritto a parlare l'onorevole Venturino. Ne ha facoltà.
VENTURINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto
suggerisco a questa Presidenza di organizzare le sedute d'Aula
sempre intorno alle quattro, perché come vedete l'atmosfera diventa
un po' più conciliante, c'è meno baccano, si può parlare e, quindi,
conviene farle sempre a quest'ora, lo dico per lei Presidente,
perché solitamente dalle 9 alle 12 c'è un viavai di gente, chi
parla col Governo, poi dal Governo si parla con la Commissione, la
questua va da una parte all'altra.
Scusate, ma il termine da usare è proprio questo. Quindi, forse
meglio farla a quest'ora, quando tutti sono un po' più calmi e si
può parlare con più tranquillità.
Ciò che voglio far notare, ebbene, ero già intervenuto poc'anzi
sul discorso della tabella H e ho ribadito, più volte, ciò che è
stato discusso in Commissione ma, evidentemente, il lavoro della
Commissione non interessava più di tanto al Governo, quindi ci
chiederemo, da qui in avanti, che cosa dovremo fare in Commissione,
se ha un senso continuare ad essere membro di una Commissione
Cultura, formazione e lavoro o meglio lasciar perdere e dedicarci
ad altro.
E' interessante sentire come l'onorevole Di Pasquale ribadisce la
necessità di tenere in vita questa Tabella H, ma il prossimo anno,
così come probabilmente aveva detto l'anno prima, sicuramente
voterà contro: è un continuo giochino, no? Lui non c'era l'anno
scorso, sto parlando di altri. Ebbene, si arriva a parlare della
tabella H, tutti quanti ne sono schifati, però, finito l'intervento
cominciano ad andare da una parte all'altra, a garantire la propria
provincia, a garantire ai propri clienti. O siamo seri o no
Credo che il Governo, a questo punto, anche dopo l'intervento
dell'onorevole Musumeci, debba fare un atto abbastanza importante.
Abbiamo in tanti dimostrato che siamo contrari a questa Tabella H.
Tabella H che, tra l'altro, vorrei spiegato dal Governo perché
include associazioni che si preoccupano di cose importanti come la
salute eccetera e accanto mettiamo delle associazioni venatorie che
si preoccupano di salvaguardare la fauna - c'è scritto così -
perché probabilmente uccidono gli animali prima che si suicidino,
perché non si sa mai li ammazziamo prima noi per evitare qualche
problema anche di confusione agli animali. Ci sono associazioni
che, abbiamo visto sul web, organizzano soltanto dei veglioni.
Ora l'Assessore ha detto che c'era tutto un discorso a monte del
Governo, ha detto bene prima l'onorevole Musumeci: se il Governo ce
l'avesse detto un paio di ore fa, l'onorevole Caputo sarebbe già a
letto e noi avremmo risparmiato tre ore e, invece, è arrivato un
po' in ritardo. Concludo. Noi non crediamo ci sia la necessità di
tenere questa tabella A o H, o chiamatela come volete, così com'è.
C'è sì una necessità di salvaguardare quelle strutture virtuose, ma
c'è sì il bisogno di accantonare delle cifre per permettere a
questo Parlamento di essere un Parlamento capace anche di
legiferare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cascio Salvatore. Ne
ha facoltà.
CASCIO SALVATORE. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
intervengo per un fatto esclusivamente politico, il fatto politico
è il seguente. Negli anni passati dal 2008 ad oggi da questi banchi
ci sono stati gli interventi a favore della tabella H e gli
interventi contro la tabella H, e questa pantomima dura anche oggi,
anche stasera. C'è chi sostiene che vi sono aspetti da
salvaguardare nella tabella H e chi, invece, dice che la tabella H
è da abolire in toto.
Però, la cosa che mi disturba è che nemmeno il Governo, anche il
Governo non si sottrae a questo esercizio, perché, assessore
Bianchi, lei prima ha detto che il Governo non ha messo mani sulla
tabella H. Siamo d'accordo, però il Governo ha il dovere di dire se
è favorevole o è contrario alla tabella H, perché questo è l'atto
politico.
Poi, non mi si può spiegare che sarebbe utile accantonare
venticinque milioni di euro per poi fare le istruttorie perché qui
si discute il merito della tabella H, non si discute il metodo,
perché il metodo con cui vengono elargite le somme molto spesso è
di tipo ragionieristico, per esempio la fattura e, quindi, viene
pagata questa fattura. Qui, invece, vogliamo entrare nel merito
della tabella H e ci vuole una revisione critica su di essa. Una
revisione critica, quando mi si dice anche da parte del presidente
della Commissione, da parte forse del Governo - non so se il
Governo l'ha pure sottolineato - che la tabella H è ferma al 2006,
siamo indietro di otto anni, perché è giusto che vi siano enti che
magari hanno necessità di entrare in tabella H rispetto ad altri
che devono essere buttati fuori, da parte nostra assumendoci anche
la relativa responsabilità.
Allora, è sul merito che il Governo doveva intervenire. E, quindi,
non mi convince l'accantonamento di 25 milioni di euro per poi fare
questo genere di istruttoria, anche perché, con i tempi che ha il
Governo, i fondi alle associazioni ed agli enti vengono erogati
circa con un anno di ritardo e, quindi, non c'è possibilità di
avere un consuntivo delle attività da parte dell'ente.
Ciò significa che 25 milioni di euro sono le somme impegnate, ma
non è detto che debbano essere tutte utilizzate e non è detto che
tutte debbano essere erogate. Quindi, questa erogazione si può fare
nel corso dell'anno, a prescindere se sono citate le voci: fondo
per lo sport, associazione x , associazione y . Se la dobbiamo
votare, la dobbiamo votare così com'è, oppure la dobbiamo bocciare;
dobbiamo votare l'emendamento presentato dall'onorevole Ioppolo
perché non ci sono alternative e non faccio l'esercizio che fanno i
colleghi io non la voterò . Io la voterò, se mi convince, l'anno
prossimo, se ci sono fatti sostanziali, fatti importanti che
riguardano la cultura e l'aspetto socio-sanitario e sociale di
questa Regione.
PRESIDENTE . E' iscritto a parlare l'onorevole Falcone. Ne ha
facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, avevo presentato un emendamento sulla
Tabella H che era teso, come tanti altri, a contenere la spesa, a
riqualificarla e, ad un certo momento, a dare un nuovo percorso a
quella che doveva essere una nuova stagione di questo Parlamento ma
anche, se vogliamo, delle linee strategiche di questo bilancio.
Il mio emendamento andava nel senso di garantire gli audiolesi, i
sordomuti, di garantire, in sostanza, quattro categorie
specificatamente individuate e rinviare, invece, alle rubriche di
competenza tutto il resto perché, secondo una visione della
gestione di determinate materie si potesse, ad un certo punto,
decidere secondo un vaglio, una valutazione in maniera opportuna.
Ciò, purtroppo, non è avvenuto. Oggi, non soltanto ribadisco il
mio disappunto, ma vorrei dire che - e qua lo voglio evidenziare un
po' a tutti -, paradossalmente, questa Tabella H sta penalizzando
proprio quelle categorie che dovevamo tutelare, mi riferisco ai
ciechi, Presidente.
Qua nessuno ha visto, lo voglio dire anche all'assessore Bianchi,
ma chiaramente l'assessore Bianchi è estraneo, così come è estranea
- onorevole Dina, gradirei che lei lo dicesse - la Commissione. La
Commissione non ha fatto alcuna trattativa sulla Tabella H. Qua lo
dobbiamo dire.
Noi componenti della Commissione abbiamo detto: attenzione, qual
è l'orientamento sulla Tabella H? Lo abbiamo chiesto, e abbiamo
chiaro il quadro.
Su alcune materie delicate abbiamo avanzato alcune proposte, poi
c'è stata una camera di compensazione. Riteniamo che abbia fatto le
sue valutazioni. Però, onorevole Dina, vorrei capire perché
all'Unione italiana ciechi, alla quale nel 2011 abbiamo dato 2
milioni e 300 mila euro, nel 2012 2 milioni e 86 mila euro,
quest'anno diamo 1 milione e 486 mila euro.
DINA. Hai i dati sbagliati
FALCONE. Ora ci arriviamo, ora dico io che cosa è successo l'anno
scorso. Ora diciamo cosa è successo, perché è un errore che secondo
me deve essere necessariamente corretto, così come alla Helen
Keller abbiamo dato l'anno scorso 946 mila euro, quest'anno 646 e
2 mila e 200 li abbiamo dati alla Stamperia braille, quest'anno
1000 e 600. Sapete cosa è successo l'anno scorso: che in una prima
fase abbiamo dato questi soldi, successivamente, con una legge
abbiamo fatto altri accantonamenti perché questa categoria non
poteva essere, i ciechi non potevano non essere garantiti, lo
abbiamo fatto con un accantonamento in entrata, ma era un
accantonamento certo, per cui alla fine, a distanza di alcuni mesi,
abbiamo garantito quelle poste. Quest'anno stiamo dando soldi ad
altri e non stiamo dando soldi a questa categoria che svolge un
servizio assolutamente importante per la nostra società.
DINA. Guardati il fascicolo dell'anno precedente.
FALCONE. L'anno precedente era all'inizio. Onorevole Dina, tu che
sei presidente, guarda il consolidato del bilancio. Dobbiamo vedere
l'impegnato e l'impegnato dice che le cifre che sto dicendo a
questo Parlamento corrispondono all'euro.
DINA. Non è così. Guardati gli atti. Ci siamo attenuti alla
Gazzetta ufficiale.
FALCONE. La prima pubblicazione. Successivamente, proprio perché
quella cifra non era sufficiente è stata rimpinguata.
DINA Dov'è l'atto?
FALCONE. E' stata rimpinguata con la legge 33. A luglio è stata
rimpinguata. Dobbiamo leggere bene le carte.
DINA. Ecco qua, legge 33 del 2012 con gli atti allegati
FALCONE. Assessore Bianchi, la prego di fare questa verifica. Io
spero di sbagliarmi. Io penso che da qui a poco
DINA. Stai dicendo stupidaggini Le carte sono qua.
FALCONE. Onorevole Dina, qualora avessi sbagliato sarà un bene, se
però non mi avrò sbagliato dobbiamo correre ai ripari. Abbiamo
garantito altre categorie e non quelle veramente importanti. Detto
ciò, signor Presidente, con molta franchezza, credo che, oggi,
avremmo dovuto fare un'operazione verità, dovevamo salvaguardare
queste quattro istituzioni, queste quattro realtà sociali, dovevamo
accantonare il resto su delle rubriche. La scelta è diversa. Se c'è
l'emendamento dell'onorevole Musumeci, lo sosterrò, poi se non
basta, pazienza, non possiamo fare niente
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Assenza. Ne ha
facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, intervengo brevemente e con toni meno
arrabbiati da quelli usati poco fa, ma sono un passionale ed a
volte non riesco a controllarmi.
Questo emendamento abrogativo, caro onorevole Musumeci, caro amico
Gino, in Commissione Territorio e Ambiente' lo avevamo proposto io
e l'onorevole Fazio e poi ha ricevuto l'appoggio di altri
componenti della Commissione tra cui l'onorevole Federico ancora
qui presente, ma la maggioranza dei componenti ritenne di
bocciarlo.
Io sarò e sono un neofita di questo Parlamento, però, ancora non
ho capito il meccanismo per cui alcune voci, che sono regolarmente
inserite nei capitoli di spesa di questo bilancio regionale,
invece, di essere mantenute, sia pure ridotte, nell'ambito dei
capitoli di pertinenza dei vari assessorati, ad un certo punto,
vengono stralciati, soppressi e poi li ritroviamo inserirti in
questa Tabella H. Questa è la ragione del proliferare della Tabella
H. Non ce n'è un'altra. Ed è colpa del Governo
Il Governo, caro assessore Bianchi, stava tentando una manovra
ancora più vergognosa di questa Tabella H, perché voi non è che
stavate facendo un'abolizione della Tabella H , voi stavate
facendo un'evacuazione ad un decreto del Presidente della Regione
che stabiliva, da solo, in questo decreto i criteri di ripartizione
dei contributi. Cioè, all'assalto alla diligenza, che some si sa e
come è notorio dai film western, richiede una massa di banditi che
concorre all'accusa, sostituiamo il fuorilegge solitario,
politicamente parlando, sotto le spoglie del presidente Crocetta.
Concludo con una battuta, signor Presidente: quel centro di
recupero della fauna selvatica che era compreso nei capitoli
dell'Assessorato all'agricoltura che era competenza del Territorio
e Ambiente è stato soppresso di là e graziosamente, oggi, lo
troviamo inserito nella Tabella H, salvo che alla spesa
strettamente necessaria per il solo mantenimento, di 120 mila euro
l'anno, oggi ne troviamo 30 mila euro l'anno.
Allora, Presidente, concludo con un appello a lei e ai deputati
Questori, vedo qui il buon onorevole Ruggirello, non so se ci sia
anche l'onorevole Rinaldi o gli altri, chiedo accoratamente di
accelerare i lavori di sistemazione delle fontane, perché le
tartarughe con gli ami in bocca saranno lente, ma anche pian piano,
state sicuri che da qui a qualche mese verranno ad essere
impiantate nelle vasche di questo Parlamento così, poi, troveremo
qualcuno che farà loro le operazioni di estrazione degli ami o la
respirazione bocca a bocca.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento soppressivo 54.2.
IOPPOLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 54.2
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata, a termini di
Regolamento, dagli onorevoli Arancio, Assenza, Cancelleri,
Cappello, Falcone, Ferreri, Foti, La Rocca, Milazzo, Musumeci,
Siragusa, Trizzino e Venturino, indìco la votazione per scrutinio
segreto dell'emendamento 54.2.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì prema il pulsante
verde; chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti . 78
Votanti . 77
Maggioranza . 39
Favorevoli 31
Contrari 46
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 54.R con l'annesso allegato, così
come emendato con riferimento all'inserimento del CERISDI. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
SIRAGUSA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutino palese
nominale.
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 54.R
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata, a termini di
Regolamento, dagli onorevoli Cancelleri, Cappello, Ciaccio,
Ciancio, Ferreri, Foti, La Rocca, La Rocca Ruvolo, Mangiacavallo,
Tancredi, Trizzino, Venturino, e Zito, indìco la votazione per
scrutinio nominale dell'emendamento 54 R.
Chiarisco il significato del voto: chi è a favore dell'emendamento
54 R prema il pulsante verde, chi è contrario prema il pulsante
rosso; chi si astiene prema il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 71
Maggioranza 36
Favorevoli 47
Contrari 21
Astenuti 3
(E' approvato)
Gli onorevoli Ragusa e Lo Giudice dichiarano che avrebbero voluto
votare favorevolmente ma che, per un malfunzionamento del sistema
elettronico di votazione, il loro voto non risulta registrato.
Pongo in votazione l'articolo 54, come modificato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato, col voto contrario del Movimento Cinque Stelle e
degli onorevoli Falcone,
Ioppolo, Musumeci Gianni)
Si passa alla fase finale, anche se mancheranno ancora circa due
ore.
Onorevoli colleghi, con riferimento alla finanziaria avevamo
accantonato l'articolo 35 che riguardava la conversione a tempo
indeterminato di contratti Italter-Sirap.
Il Presidente della Commissione Bilancio, stamattina, più volte,
ha insistito perché arrivasse in tempo utile la cosiddetta
relazione tecnica che non è arrivata, per cui l'articolo viene
stralciato e sicuro va incontro all'impugnativa. E' inutile che
giriamo intorno.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. La
prego di stigmatizzare il ritardo dei dirigenti nel produrre
un'indispensabile relazione tecnica.
PRESIDENTE. Avevamo accantonato un altro articolo che avevamo
stralciato, e che riguardava il CIAPI. Avevamo chiesto e concordato
che si votasse un disegno di legge a parte dopo l'approvazione del
bilancio e della finanziaria, a condizione che venisse accompagnato
dalla cosiddetta relazione tecnica. Dobbiamo constatare che,
purtroppo, questo percorso non si può seguire perché la relazione
tecnica non è pervenuta.
Il Governo, però l'ha inserito tra gli emendamenti che saranno
sottoposti tra poco alla valutazione dell'Aula, così com'era in
origine, in una misura più ridotta rispetto all'operazione
originaria che si tentava di fare, perché la soppressione - come
voi sapete - comporta tutta una serie di conseguenze di carattere
giuridico e finanziario, e solo con la relazione tecnica si poteva
dare soddisfazione a queste esigenze.
Sono in distribuzione gli emendamenti pervenuti da parte del
Governo, tecnicamente non è un maxi emendamento, ma fa la sintesi
di tutti gli emendamenti che sono stati presentati e che avrebbero
avuto un preventivo assenso da parte di alcuni Capigruppo.
Mi sembra ovvio che non è necessario aprire una discussione.
Soltanto in riferimento al Gov2, siccome riguarda una materia non
attinente e ha bisogno di una certa riflessione in Commissione, lo
dichiaro inammissibile e me ne assumo la responsabilità.
Onorevole Cancelleri, c'è un suo emendamento che realisticamente è
ammissibile anche perché ha seguito un percorso, è stato presentato
nella Commissione di merito e più volte trattato, quello che
riguarda le disposizioni in materia di canoni delle miniere e delle
sorgenti di acque minerali. Senza aprire un dibattito, le chiedo se
lo dobbiamo mantenere o meno e poi magari sentiamo solo il parere
dell'assessore per le attività produttive.
CANCELLERI. Lo manteniamo.
PRESIDENTE. Voglio precisare che, con l'approvazione di questo
emendamento, praticamente a resistere saranno solo le
multinazionali che hanno il canone di concessione di acque minerali
perché saranno solo quelle in grado di sopportare il costo
dell'aumento del canone.
Dico questo perché è una materia trattata ogni anno trattata, non
è una materia nuova.
Assessore Vancheri, ha facoltà di intervenire per esprimere il
parere del Governo.
VANCHERI, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
onorevoli deputati, riguardo a questo emendamento, di cui avevamo
anche già discusso insieme ai deputati del Movimento Cinque Stelle,
io ho presentato quella che era la realtà attuale delle imprese
poiché le stesse, negli ultimi dieci anni, pagano già un canone che
risulta tra le più alte d'Italia. Questo rientra comunque nella
potestà della Regione e non si può assolutamente negare la
possibilità di farlo.
Inviterei però magari i deputati del Movimento Cinque Stelle a
riflettere, perché lasciare il canone così com'è, alla fine,
rappresenterebbe semplicemente un segnale politico nei confronti
delle imprese che comunque, come sapete benissimo, in questo
momento oltre a vivere un momento di ristrettezze, potrebbero anche
interpretare segnali di non avvicinamento da parte del Governo o
comunque dei segnali di non apertura nei confronti dello sviluppo
produttivo locale.
Quindi, la proposta era quella di lasciare comunque il canone così
come per tutto il 2013 anche solo come segno politico nei confronti
delle imprese.
Sull'ordine dei lavori
TURANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in maniera
telegrafica vorrei che l'Assemblea prendesse atto del maxi
emendamento del Governo e vorrei che rimanesse come precedente. Su
questo dobbiamo intenderci. Con la prassi che abbiamo portato
avanti nella gestione politica della prima legge che questa
Assemblea ha approvato, dobbiamo dire che finora abbiamo giocato.
Giocato sulla finanziaria, giocato sulle Commissioni, giocato sui
pareri, giocato su tutto.
E siccome voglio fare il parlamentare e non mi scandalizzo di
niente, voglio che l'Assemblea prenda atto del precedente che
stiamo consumando. Perché su questo mi ci trovo benissimo, signor
Presidente, non è che la prossima volta si può cambiare parametro.
Su questo abbiamo costituito il precedente all'interno del quale
quest'Aula si trova benissimo.
Riprende l'esame del disegno di legge n. 69/A
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
CRACOLICI. Signor Presidente, volevo semplicemente far rilevare
che ho letto la relazione sul CIAPI.
PRESIDENTE. Quella non è una relazione. Pensavamo che fosse
relazione, ma gli Uffici non l'hanno ritenuta relazione perché non
è accompagnata dalla firma del Ragioniere generale e del Direttore.
CRACOLICI. Bene. Comunque, se circola questa relazione, faremo
bocciare la norma che stiamo per approvare, perché è palese che la
copertura finanziaria che stiamo dando al nuovo CIAPI è
sottostimata rispetto ai costi che sono stati accertati nella
relazione. Però, visto che da questo documento, che è stato
comunque stralciato, veniamo a conoscenza di un'informazione,
suggerirei al Governo di aggiungere un comma alla norma sul CIAPI
in cui sono aboliti i consigli di amministrazione del CIAPI di
Priolo e di Palermo, che incidono per 340 mila euro.
Signor Presidente, inoltre, ho visto che si ripropone la norma
sulla pubblicazione degli atti di comunicazione istituzionale. La
Regione ha deciso di utilizzare 2 milioni di euro per fare
comunicazione istituzionale, nulla quaestio. Mi permetto di
suggerire però di non voler imporre ai comuni un onere aggiuntivo
sulla comunicazione. La legge che prevede quanti giornali debbono
pubblicare le gare è già prevista dalla legge sugli appalti. Fare
ora un'altra norma che obbliga i comuni a pubblicare in ulteriori
organi di informazione, a volte per gare abbastanza ridicole,
avendo però un onere aggiuntivo, perché la pubblicazione costa 20 -
30 mila euro per un organo di informazione, credo che la Regione
con i suoi soldi può fare quello che vuole. Io penso che ai comuni
però non possiamo imporre un onere aggiuntivo rispetto a quelli
attuali.
Suggerirei di stralciare in quella norma la parte che riguarda
l'ultimo comma che, in qualche modo, vincola i comuni nella
pubblicazione delle gare d'appalto per quanto riguarda i ribassi.
LA ROCCA. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento relativo
alle acque minerali.
PRESIDENTE. Onorevole La Rocca, lei illustrerà questo emendamento
ed eventualmente può parlare soltanto un oratore contro. Ha facoltà
di intervenire.
LA ROCCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo dare dei
dati corretti.
Ho qui il rendiconto del 2009, 2010 e 2011 relativo al capitolo di
entrata dove erano previsti 900 mila euro, che già di per se sono
pochi. In realtà, le entrate effettive sono o la metà o addirittura
un terzo. Nel 2011 sono 291 mila euro. Questo per il nostro Gruppo
parlamentare significa regalare a privati l'acqua, e dobbiamo
ricordare che l'acqua è un bene comune, questo ci teniamo a
precisarlo.
In più, rispetto al fatto che noi abbiamo uno dei canoni più alti
d'Italia, è vero se ci paragoniamo alle regioni che sono senza
dubbio peggiori d'Italia, che sono ferme ancora al regio decreto.
Vorrei inoltre ricordare che nel 2006 è stato approvato un
documento di indirizzo delle regioni italiane in materia di acque
minerali e di sorgente, approvato dalla conferenza delle regioni il
16 novembre 2006. In questo documento la quota che viene data per
le concessioni è prevista in almeno 30 euro, ma in realtà in
Sicilia si pagano 11 euro. Almeno non significa almeno al di
sotto della metà , significa almeno 30 euro e ci sono regioni come
il Veneto che pagano 500 euro a ettaro.
Quindi di cosa stiamo parlando? Se la Sicilia deve cambiare deve
guardare alle regioni più virtuose e le regioni più virtuose sono,
in materia di acque minerali, il Lazio e il Veneto.
Per questo noi abbiamo proposto un emendamento che puntava a
mettere insieme queste due norme ed in questa cosa abbiamo aggiunto
una cosa fondamentale ovvero lo sconto tra il 50 e 70 per cento
preso dal Lazio in base a chi imbottiglia in vetro e in base a chi
dà vuoto a rendere.
Questa cosa porterebbe un ulteriore risparmio ai comuni visto che
in Sicilia la raccolta differenziata non funziona e viene smaltita
in discarica.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, tenuto conto che non si tratta di
un maxi emendamento ed anche per venire incontro all'esigenza
espressa giustamente dall'onorevole Turano, lo pongo in votazione
per parti separate.
Per quanto riguarda la relazione dell'onorevole La Rocca, che non
è altro che la relazione di Legambiente, abbastanza conosciuta,
forse sarebbe stato più opportuno sapere chi è che imbottiglia in
Sicilia e perché c'è la differenza con il Veneto.
Si passa all'emendamento a pagina 1 del Gov.1 (L.R. 1/2011 -
Esenzione Irap imprese giovanili e femminili).
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, vicepresidente della Commissione e relatore di
minoranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento a pagina 2 del Gov.1 (Soppressione del
Consiglio regionale delle miniere).
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, vicepresidente della Commissione e relatore di
minoranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento a pagina 3 del Gov.1 (Fondo per la
cultura).
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, vicepresidente della Commissione e relatore di
minoranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento a pagina 4 del Gov.1 (Ticket di sbarco e
accesso).
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, vicepresidente della Commissione e relatore di
minoranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento a pagina 5 del Gov.1 (Trasparenza e
pubblicità dell'attività amministrativa).
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, vicepresidente della Commissione e relatore di
minoranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento a pagina 6 del Gov.1 (Contributo taxi).
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, vicepresidente della Commissione e relatore di
minoranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento a pagina 7 del Gov.7 (Sostitutivo art. 26
- CIAPI di Palermo).
Comunico che è stato presentato dall'onorevole Cracolici il
subemendamento Gov.1.1, che prevede la soppressione del Consiglio
di amministrazione del Ciapi e la nomina di un amministratore
unico, il cui compenso non può superare i 30mila euro l'anno.
Pongo in votazione il subemendamento. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, vicepresidente della Commissione e relatore di
minoranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BIANCHI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento a pagina 7, come emendato. Il
parere della Commissione?
VINCIULLO, vicepresidente della Commissione e relatore di
minoranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
FALCONE. Signor Presidente, le norme bocciate in Commissione si
stanno ripresentando in Aula
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento a pagina 8 del Gov.1 (IRSAP).
Comunico che è stato presentato dall'onorevole Alloro il
subemendamento Gov.1.2, che prevede di sostituire il direttore
generale col presidente.
Pongo in votazione il subemendamento. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, vicepresidente della Commissione e relatore di
minoranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BIANCHI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento a pagina 8, come emendato. Il
parere della Commissione?
VINCIULLO, vicepresidente della Commissione e relatore di
minoranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevole Cancelleri, il suo subemendamento è inammissibile. Poi
le spiego perché.
Si passa all'emendamento a pagina 9 del Gov.1 (IRIDAS).
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, vicepresidente della Commissione e relatore di
minoranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento a pagina 10 del Gov.1 (aggiuntivo
all'articolo 52, dopo il comma 1).
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, vicepresidente della Commissione e relatore di
minoranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
(E' approvato)
Si passa all'emendamento a pagina 11 del Gov.1 (Terme di Sciacca e
terme di Acireale).
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, vicepresidente della Commissione e relatore di
minoranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento a pagina 12 del Gov.1 (Isole minori).
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, vicepresidente della Commissione e relatore di
minoranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento a pagina 13 del Gov.1 (Agevolazioni di
natura fiscale per la ricomposizione fondiaria).
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, vicepresidente della Commissione e relatore di
minoranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
(Proteste da parte dei deputati del Movimento Cinque Stelle)
PRESIDENTE. Mi sembrate un po' irrequieti. Avete preso appieno il
ritmo dell'Aula
Ma pensate che in questa confusione siete voi a dettare le regole,
come se per voi è tutto perfetto? L'onorevole Arancio aveva
depositato in questa confusione un subemendamento. Il vostro è
inammissibile.
CIACCIO. Poi, sempre poi
PRESIDENTE. Poi glielo spiego.
Si passa all'emendamento a pagina 14 del Gov.1 (Idrocarburi
liquidi e gassosi), al quale appone la firma l'onorevole Arancio.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, vicepresidente della Commissione e relatore di
minoranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento a pagina 15 del Gov.1 (CONSIP).
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, vicepresidente della Commissione e relatore di
minoranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento a pagina 16 del Gov.1 (Disposizioni in
materia di canoni delle miniere e delle sorgenti di acque
minerali).
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, vicepresidente della Commissione e relatore di
minoranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi
(E' approvato)
Si passa all'emendamento a pagina 17 del Gov. 1 (aggiuntivo
all'articolo 62).
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, vicepresidente della Commissione e relatore di
minoranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi
(E' approvato)
Comunico che sono stati presentati dal Governo gli emendamenti
Gov. 3 e Gov.4.
Si passa all'emendamento Gov 3. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi
(E' approvato)
Si passa all'emendamento Gov 4. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi
(E' approvato)
Do lettura dell'articolo 63 per passare all'esame delle Tabelle
allegate e dei relativi emendamenti, dalla Tabella A alla Tabella L
con la riscrittura del Governo.
TITOLO II
Effetti della manovra e copertura finanziaria.
Art. 63.
Fondi globali e tabelle
1. Gli importi da iscrivere nei fondi globali di cui all'articolo
10 della legge regionale 8 luglio 1977, n. 47 e successive
modifiche ed integrazioni, per il finanziamento dei provvedimenti
legislativi che si perfezionano dopo l'approvazione del bilancio,
restano determinati per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015 nelle
misure indicate nelle tabelle A' e B', allegate alla presente
legge, rispettivamente per il fondo globale destinato alle spese
correnti e per il fondo globale destinato alle spese in conto
capitale.
2. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera c), della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10 e successive modifiche ed
integrazioni, le dotazioni da iscrivere in bilancio per l'eventuale
rifinanziamento, per non più di un anno, di spese in conto capitale
autorizzate da norme vigenti e per le quali nel precedente
esercizio sia previsto uno stanziamento di competenza, sono
stabilite negli importi indicati, per l'anno 2013, nell'allegata
tabella C'.
3. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera d), della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10 e successive modifiche ed
integrazioni, le autorizzazioni di spesa recate dalle leggi
indicate nell'allegata tabella D' sono ridotte degli importi
stabiliti, per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015, nella tabella
medesima.
4. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera e), della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10 e successive modifiche ed
integrazioni, le autorizzazioni di spesa recate dalle leggi a
carattere pluriennale indicate nell'allegata tabella E' sono
rimodulate degli importi stabiliti, per ciascuno degli anni
finanziari 2013, 2014 e 2015, nella tabella medesima.
5. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera f), della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10 e successive modifiche ed
integrazioni, le leggi di spesa indicate nella allegata tabella F'
sono abrogate.
6. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera g), della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10 e successive modifiche ed
integrazioni, gli stanziamenti autorizzati in relazione a
disposizioni di legge la cui quantificazione è demandata alla legge
finanziaria sono determinati nell'allegata tabella G'.
7. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera i), della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10 e successive modifiche ed
integrazioni, le spese autorizzate relative agli interventi di cui
all'articolo 200, comma 1, della legge regionale 23 dicembre 2000,
n. 32 e successive modifiche ed integrazioni, sono indicate
nell'allegata tabella I'.
8. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera l), della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10 e successive modifiche ed
integrazioni, gli importi dei nuovi limiti di impegno per ciascuno
degli anni considerati dal bilancio pluriennale, con l'indicazione
dell'anno di decorrenza e dell'anno terminale, sono determinati
nell'allegata tabella L'.
9. Ai sensi del comma 10 dell'articolo 17 della legge 31 dicembre
2009, n. 196 e successive modifiche ed integrazioni, le
disposizioni della presente legge che comportano nuove o maggiori
spese hanno effetto entro i limiti della spesa espressamente
autorizzata dalle relative norme finanziarie. Con decreto del
Ragioniere generale della Regione, da pubblicare nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana, è accertato l'avvenuto
raggiungimento dei predetti limiti di spesa. Le disposizioni
recanti espresse autorizzazioni di spesa cessano di avere efficacia
a decorrere dalla data di pubblicazione del decreto per l'anno in
corso alla medesima data.
Pongo congiuntamente in votazione le Tabelle da A a L.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(Sono approvate)
Pongo in votazione l'articolo 63. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 64 con il relativo prospetto allegato
riepilogativo degli effetti della manovra finanziaria nel triennio
2013-2015. Ne do lettura:
Art 64.
Effetti della manovra e copertura finanziaria
1. Gli effetti della manovra finanziaria e la relativa copertura
derivanti dalla presente legge sono indicati nel prospetto allegato
alla presente legge.
2. Le disposizioni della presente legge si applicano, ove non
diversamente disposto, con decorrenza 1 gennaio 2013.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 65. Ne do lettura:
«Art. 65.
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Sull'ordine dei lavori
TURANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, abbiamo votato in fretta una serie di
emendamenti presentati dal Governo. Poco fa parlavo con l'assessore
Marino, che arriva sempre nel momento giusto.
Il Gov.3 prevede di estendere i benefici contenuti
nell'emendamento ai soggetti che hanno determinato l'insolvenza
delle cooperative agricole, per cui si è celebrato un processo che
si è concluso con il patteggiamento.
Ritengo sia il caso di riflettere un attimo. Non hanno diritto a
fruire dell'intervento i soggetti che hanno concorso all'insolvenza
della cooperativa, la cui responsabilità sia stata accertata nei
modi e nelle forme dell'articolo 2393, o con sentenza penale
definitiva di condanna, con esclusione di chi ha patteggiato.
Rimanga agli atti quello che si è fatto.
CIACCIO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIACCIO. Signor Presidente, in precedenza avevo chiesto la sorte
di tutti gli altri emendamenti aggiuntivi. Le risposte che erano
state date erano che si sarebbe chiesto il ritiro ai firmatari, ma
non mi sembra che stiamo procedendo in questo senso. Quindi sono un
po' stordito, vorrei capire, ne abbiamo votati 20 e adesso stiamo
chiudendo la manovra e gli altri 180 emendamenti aggiuntivi?
ARANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARANCIO. Signor Presidente, dichiaro di apporre la mia firma
all'emendamento a pagina 15, in materia di produzione di
idrocarburi liquidi e gassosi.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevole Ciaccio, probabilmente non sono stato chiaro.
All'inizio ho sentito quasi tutti i capigruppo assumendomi grosse
responsabilità nel dire che io mi trovavo dinnanzi ad un bivio: o
seguivo la strada del cosiddetto maxi emendamento, che non è stato
maxi emendamento, oppure avrei dovuto seguire l'altra strada.
I capigruppo mi hanno fatto comprendere che era opportuno, per
semplificare i ragionamenti, seguire la strada che abbiamo
percorso. Quindi mi sono uniformato a queste indicazioni e sono
andato avanti. E' chiaro che il lavoro svolto nella presentazione
degli emendamenti non andrà perso, perché arriveranno tutti alle
Commissioni di merito, nella speranza che da questa manovra,
l'unica cosa che io ho chiesto nell'interesse del Parlamento, siano
rimaste delle somme per le disposizioni legislative future.
CRACOLICI. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, non vorrei che sottovalutassimo la
questione che ha posto l'onorevole Turano. O procediamo con una
modifica al testo che è stato votato, per cui escludiamo coloro che
hanno fatto un patteggiamento, perché il patteggiamento è una
fattispecie di condanna. Questa norma è una norma fotografia, ma le
fotografie si fanno dal fotografo mentre in Parlamento le norme
devono essere generali ed astratte.
Quindi Presidente, dobbiamo eliminare l'ultimo rigo che esclude
l'esclusione.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, mi confronterò con gli Uffici per
verificare se, ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento interno,
si potrà procedere, ma mi sembra un po' complicato.
Relativamente alla tabella G del Governo, laddove si fa
riferimento alla legge regionale 5 dicembre 2007, n. 26
Provvedimenti in favore delle famiglie delle vittime del mare'
deve intendersi 150 e non cinquanta.
L'Assemblea ne prende atto.
Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 05.50, è ripresa alle ore 05.58)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, passiamo agli emendamenti tecnici
presentati ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento interno. Se
necessità qualche chiarimento, l'assessore è a disposizione, ma si
tratta di correzioni tecniche.
Si passa all'emendamento 117.A. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.5. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.1A. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.2. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.3. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.4. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.9. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.7. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.8. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.10. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.11. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 117.11. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato).
e correttiva per l'anno 2013. Legge di stabilità regionali" n. 69
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Votazione finale del disegno di legge «Disposizione programmatiche
e correttive per l'anno 2013. Legge di stabilità regionale» (n.
69/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge n. 69/A Disposizione programmatiche e
correttive per l'anno 2013 . Legge di stabilità regionale.
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì prema il pulsante
verde; chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 69
Maggioranza 35
Favorevoli 56
Contrari 12
Astenuti 1
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, sospendo quindi la seduta per consentire alla
Giunta di governo di approvare e presentare all'Assemblea la Nota
di variazione al bilancio conseguente all'approvazione della legge
finanziaria, ed alla Commissione bilancio di esprimere il parere
sulla medesima Nota, prescritto dall'articolo 73 quinquies del
Regolamento interno.
(La seduta, sospesa alle ore 6.02, è ripresa alle ore alle ore
6.41)
La seduta è ripresa.
Comunico che la Giunta di governo ha approvato la Nota di
variazione al disegno concernente il bilancio di previsione della
Regione siciliana per l'anno finanziario 2013 e per il triennio
2013-2015 e che, di conseguenza, la II Commissione legislativa,
Bilancio, ai sensi dell'articolo 73 quinquies del Regolamento
interno di questa Assemblea, ha espresso il parere favorevole.
Comunico che sono stati presentati dal Governo, ai sensi
dell'articolo 117 del Regolamento interno, gli emendamenti 117.1BIL
e 117.2BIL.
Pongo in votazione l'emendamento 117.1BIL.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il 117.2BIL.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Comunico che sono stati presentati numerosi ordini del giorno che
chiedo vengano accettati come raccomandazione da parte del Governo.
CAPUTO. C'era un impegno del Governo: solamente uno da mettere in
votazione.
PRESIDENTE. Assessore Bianchi, li accetta come raccomandazione?
BIANCHI, assessore per l'economia. Sono accettati come
raccomandazione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione,
onorevole Crocetta.
CROCETTA, Presidente della Regione. La questione sollevata sulla
zona franca della legalità che includerebbe una serie di comuni di
Palermo, a me sembra un'idea molto razionale. E' chiaro, però, che
le zone franche urbane, poi, vanno istituite con una procedura
precisa, debbono avere le caratteristiche, eccetera. Incardineremo,
quindi, una proposta, sicuramente, legislativa che possa riaprire i
termini, possibilmente, non solo per quest'area ma anche per altre
aree della Sicilia che potrebbero avere le caratteristiche di
rientro in questa prospettiva generale.
La raccomandazione, quindi, è totalmente recepita perché
corrisponde anche agli obiettivi del Governo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la Nota di variazioni.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Votazione finale del disegno di legge «Bilancio di previsione
della Regione siciliana per l'anno finanziario 2013 e bilancio
pluriennale per il triennio 2013-2015» (68-68bis-68ter/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Bilancio di previsione della Regione
siciliana per l'anno finanziario 2013 e bilancio pluriennale per il
triennio 2013-2015» (68-68bis-68ter/A), come modificato dalla Nota
di variazioni.
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì prema il pulsante
verde; chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 74
Maggioranza 38
Favorevoli 59
Contrari 13
Astenuti 2
(L'Assemblea approva)
L'onorevole Dipasquale ha dichiarato di avere votato
favorevolmente ma, per un malfunzionamento del sistema elettronico
di votazione, il voto non risulta registrato.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a venerdì, 10 maggio
2013, alle ore 10.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Pogliese
-Comunicazioni.
La seduta è tolta alle ore 6.46 di mercoledì 1 maggio 2013
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli