Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 39 di lunedì 29 aprile 2013
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Pogliese


                   La seduta è aperta alle ore 12.05

   BARBAGALLO,  segretario,  dà lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

      Cordoglio ai familiari del carabiniere Giuseppe Giangrande
   gravemente ferito nell'attentato di ieri dinanzi a Palazzo Chigi

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  prima  di  procedere   con   le
  iniziative  iscritte all'ordine del giorno, desidero  esprimere  la
  mia  solidarietà  e  vicinanza, ma  sono  certo  anche  la  vostra,
  all'Arma  dei Carabinieri, alla famiglia ed al nostro concittadino,
  il  brigadiere Giuseppe Giangrande, originario di Monreale, rimasto
  ferito ieri mattina nella sparatoria a Roma.
   L'attuale momento di grave crisi nel Paese impone una riflessione,
  diciamo  tutti che non c'è più tempo da perdere e non c'è tempo  da
  perdere.  La politica e le istituzioni devono fare più che  mai  la
  propria  parte e nel miglior modo possibile con azioni  concrete  e
  senza retorica.
   La   rielezione   del  Presidente  Napolitano  e   le   intenzioni
  preannunziate dal nuovo Governo, che ieri ha giurato nelle mani del
  Capo dello Stato, vanno già, a mio avviso, in questa direzione.
   Anche  il Parlamento siciliano è chiamato a svolgere il suo  ruolo
  con responsabilità e senso del dovere.
   Per questo motivo, rivolgo un invito a tutta l'Assemblea regionale
  perché  faccia  uno sforzo unitario approvando la  finanziaria  nel
  brevissimo tempo a disposizione.
   Il  mio  auspicio  è  che  si arrivi ad una  legge  snella,  senza
  appesantimenti, solo così potremo iniziare a rimettere  in moto  un
  circuito    virtuoso  che  rilanci  subito  l'economia  dell'Isola,
  attragga   investimenti  e  crei  nuove  opportunità   di   lavoro,
  salvaguardando  i  livelli occupazionali  esistenti.  Questa  è  la
  risposta che dobbiamo dare, consapevoli delle difficoltà attuali.
   Confido  nella  vostra  sensibilità perché la  situazione  non  ci
  consente di indugiare oltre.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Pogliese


    Progetto di bilancio interno dell'Assemblea regionale siciliana
               per l'anno finanziario 2013 (Doc. n. 141)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al secondo punto dell'ordine  del  giorno:
   Discussione   del  Progetto  di  Bilancio  interno  dell'Assemblea
  regionale siciliana  per l'anno finanziario 2013 (doc. n. 141).
   Invito  il Deputato Questore, on. Rinaldi, a svolgere la  relativa
  relazione.

   RINALDI, deputato questore. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
  l'inizio della XVI Legislatura  è stato caratterizzato da un  fermo
  e preciso impegno, da parte del Consiglio di Presidenza, di dare un
  maggiore impulso all'opera di riduzione della spesa iniziata  negli
  ultimi anni.
   Il  progetto  di bilancio dell'Assemblea Regionale  Siciliana  per
  l'esercizio  finanziario  2013, corredato  del  preventivo  per  il
  triennio  2013-2015,  che si presenta per l'approvazione  ai  sensi
  dell'articolo  77  del  Regolamento interno, rappresenta  un  primo
  riscontro  della volontà di porre in essere ogni iniziativa  capace
  di   determinare   una  riduzione  degli  oneri  finanziari   senza
  compromettere    il   funzionamento  dell'apparato   Istituzionale.
  Determinazione evidenziata nel documento contenente le  Linee Guida
  dell'azione  amministrativa  per  l'esercizio  finanziario   2013 ,
  approvato  nella  prima seduta del Consiglio di Presidenza  del  31
  dicembre 2012.
   Come  indicato  nel  menzionato documento,   nel  corso  del  2013
  saranno  ancora  più  visibili i risultati  di  contenimento  delle
  spese, i cui atti deliberativi sono stati assunti dal Consiglio  di
  Presidenza, riguardanti sia il trattamento economico dei dipendenti
  in  servizio, sia le indennità parlamentari e gli assegni  vitalizi
  dei  deputati  cessati dal mandato, in linea con le  determinazioni
  adottate dal Senato della Repubblica. A tali misure si aggiungono i
  risparmi  conseguenti a decisioni autonome del  medesimo  Consiglio
  che   hanno  eliminato  alcune  provvidenze  a  favore   degli   ex
  parlamentari  non  titolari di assegni vitalizio ed  il  contributo
  dell'Assemblea  per  l'uso del ristorante da  parte  dei  deputati.
  Inoltre, tra queste ultime decisioni sicuramente significativa, per
  il  contributo che darà nel ridurre la spesa nel medio  termine,  è
  quella  adottata in tema di requisiti per conseguire il diritto  al
  trattamento pensionistico da parte dei parlamentari (conteggio  del
  periodo   effettivo  di  mandato  parlamentare   con   il   sistema
  contributivo).
   Il  Consiglio  di  Presidenza  ha già  adottato  provvedimenti  in
  attuazione dei principi della riforma orientata al contenimento  ed
  alla   razionalizzazione  della  spesa  delle  Regioni  (cosiddetta
  spending  review)  avviata  dal  Governo  Monti  che  tiene   conto
  dell'ordinamento  delle  Regioni  a  statuto  speciale.   Occorrerà
  promuovere le ulteriori iniziative per adeguare nei tempi  previsti
  l'ordinamento regionale.
   Un  primo  obiettivo che si è inteso raggiungere, con il documento
  di  bilancio  approvato dal Consiglio di Presidenza,  è  quello  di
  ridurre  già  per  il  2013  di 10 milioni  di  euro  la  dotazione
  ordinaria.   Ciò  comporterà  nel  quinquennio  di   durata   della
  legislatura un risparmio per le casse della Regione di  50  milioni
  di  euro.  Questo dato, associato alla riduzione di  altre  entrate
  proprie,  determinerà  per  il  2013  una  riduzione  della   spesa
  dell'Assemblea rispetto allo stanziamento dell'anno  precedente  di
  oltre  11  milioni di euro, in termini percentuali questo risultato
  si  traduce in una decurtazione della spesa complessiva di circa il
  6,5 per cento.
   Il  risultato raggiunto è significativo se si pensa che  la  spesa
  obbligatoria incide per quasi il 90 per cento del totale  e,  buona
  parte della restante è vincolata da contratti vigenti.
   Ciononostante,  grazie  ad un'approfondita  disamina  dei  servizi
  necessari,  accompagnata a una più razionale  programmazione  delle
  risorse disponibili, si è riusciti nell'intento senza compromettere
  la  qualità dei servizi e delle professionalità impiegate,  ponendo
  le  basi  per  una valutazione di ulteriori margini di  manovra  su
  singoli comparti della spesa.
   Infatti,  man mano che i relativi contratti giungono  a  scadenza,
  sarà  valutata  la  compatibilità  di  alcuni  servizi  a  supporto
  all'attività  politico-amministrativa  con  i  nuovi  obiettivi  di
  bilancio.  In  alcuni  casi  si  sta valutando  la  possibilità  di
  giungere  a modifiche di contratti esistenti per modulare meglio  i
  servizi offerti ed ancorarli ai vincoli di spesa prestabiliti. Tale
  operazione continuerà nel corso del 2013, pertanto, è possibile che
  ulteriori risparmi saranno contabilizzati a consuntivo.
   Sul  fronte  delle spese obbligatorie un contributo  rilevante  in
  termini  di  risparmio  sarà  dato  dai  provvedimenti  che   hanno
  riguardato il trattamento economico sia dei deputati in  carica  ed
  ex deputati sia del personale dipendente. In particolare, le ultime
  misure  adottate  hanno prodotto uno scostamento con  i  valori  di
  riferimento  vigenti al Senato della Repubblica. Ciò è  stato  reso
  possibile,  per  quanto riguarda i dipendenti,  grazie  all'apporto
  collaborativo  e  responsabile delle rappresentanze  sindacali  del
  personale  che  ha  determinato una decurtazione significativa  del
  trattamento  economico accessorio del personale a cui  si  aggiunge
  una  riduzione dello stipendio base a partire dal 2013. Se  a  tali
  risultati  si somma il mancato adeguamento stipendiale,  il  blocco
  del  turn-over e l'adozione del sistema pensionistico contributivo,
  si può sicuramente affermare che sono state create le premesse, nel
  prossimo  futuro,  di  una  riduzione  di  tale  delicata  voce  di
  bilancio.
   La   necessità   di   contenere  la  spesa  unita  all'altrettanta
  essenziale   esigenza   di   salvaguardare   l'ingente   patrimonio
  architettonico   di   cui  l'Assemblea  è   custode,   ha   indotto
  l'Amministrazione  a ricercare e a trovare fonti  di  finanziamento
  esterne.
   In  questo  contesto, meritevole di attenzione  è  sicuramente  il
  recente  avvio  dei lavori  per la realizzazione  di  due  impianti
  geotermici  a bassa entalpia  per la climatizzazione di  parte  dei
  locali del Palazzo Reale e dei locali della Chiesa dei Santi  Elena
  e Costantino, le cui risorse sono state interamente reperite grazie
  all'approvazione dei relativi progetti da parte del Ministero dello
  Sviluppo  Economico  quale  Organismo  intermedio  nell'ambito  del
  Programma Operativo Interregionale  Energie rinnovabili e risparmio
  energetico   FESR  2007-2013. Ciò comporterà,  a  parte  l'indubbio
  beneficio  in  termini  di impatto ambientale,   un  risparmio  nel
  prossimo  futuro nei costi di approvvigionamento di combustibile  e
  di energia elettrica.
   Lo  schema  di  bilancio, predisposto dal  Collegio  dei  Deputati
  Questori,  è  stato  approvato, dopo  un'attenta  valutazione,  dal
  Consiglio  di Presidenza nella seduta del 31 dicembre  2012.  Nella
  stessa  seduta  ne è stata autorizzata la gestione   in  regime  di
  esercizio  provvisorio, resa esecutiva con decreto  del  Presidente
  dell'Assemblea della medesima data.
   Successivamente  il Consiglio di Presidenza, nella  seduta  del  6
  febbraio  2013, in sede di approvazione dell'accordo raggiunto  con
  le   organizzazioni  sindacali  nell'ambito  della   Rappresentanza
  permanente  per  i  problemi  del  personale,  ha  modificato   gli
  stanziamenti previsti al capitolo III relativamente al costo per il
  personale  dipendente in modo da tenere conto  dei  dati  contabili
  scaturiti dall'accordo.
   Ancora   una  volta  il  Consiglio  di  Presidenza  è  intervenuto
  apportando delle variazioni al documento contabile nella seduta  n.
  7  del  23  e 24 aprile, per tenere conto sia dei residui accertati
  alla  fine  dell'esercizio finanziario 2012  -  il  cui  termine  è
  slittato al 31 gennaio 2013 a seguito della decisione assunta dallo
  stesso   Consiglio   ai  sensi  dell'articolo  9,  comma   2,   del
  Regolamento  di  Amministrazione e Contabilità  -  sia  dell'esatta
  incidenza dei costi di alcuni servizi i cui contratti erano in  via
  di definizione.
   Il   documento  è  stato  elaborato  nel  rispetto  dei  parametri
  stabiliti  dal vigente Regolamento di Amministrazione e contabilità
  che  prevedono  la  ripartizione delle entrate  e  delle  spese  in
   effettive   ed  in   partite  di  giro ,  distinte  in    titoli ,
   capitoli    ed   articoli .  La  struttura  con  cui  sono   stati
  rappresentati gli stanziamenti è sostanzialmente quella  utilizzata
  nei  due  anni  precedenti. Come nel 2012  gli  articoli  di  spesa
  contengono una colonna che indica quanta parte dello stanziamento è
  riferita   ai  residui  passivi  che  si  riportano  dall'esercizio
  precedente. In questo modo si fornisce un'informazione utile  sulle
  previsioni dal momento che le stesse, essendo elaborate in  termini
  di  cassa, non distinguono fra uscite derivanti da impegni adottati
  nell'anno  da quelli assunti in anni precedenti e non pagati  entro
  il termine dell'esercizio.
   ENTRATE
   Il  totale  complessivo  delle entrate  dell'Assemblea  ammonta  a
  164.077.563,40 euro. Rispetto al 2012 le minori entrate sono pari a
  11.135.656,67 euro, meno 6,4 per cento.
   Le   Entrate,   contenute  nel  Titolo  I,  possono  essere   così
  raggruppate:
   1)Fondo  Iniziale  di  cassa.  È il frutto  di  risparmi  maturati
  rispetto   alle   previsioni  di  spesa  o  da   maggiori   entrate
  contabilizzate negli anni precedenti. È pari a 4 milioni di euro  e
  comprende parte degli avanzi degli esercizi finanziari 2010 e 2011.
   2)  Dotazione  ordinaria. È l'onere che grava sul  bilancio  della
  Regione pari a 152.200.000 euro.
   3)  Altre Entrate.  Ammontano complessivamente a 7.877.563,40 euro
  e  riguardano prevalentemente i contributi ai fini di quiescenza  a
  carico dei deputati e del personale.
   Per  ciò che concerne il Fondo iniziale di cassa occorre precisare
  che  lo  stesso  costituisce  una fonte  di  finanziamento  interno
  derivante  da  risparmi  conseguiti  negli  anni  passati   e   che
  contribuiscono  ad abbattere l'onere per finanziare  le  spese  del
  2013. In sostanza si è agito sul versante delle entrate, in termini
  in  parte compensativi sulle poste del fondo iniziale di cassa, per
  tradurre  i  risparmi  interni in effettivi  minori  oneri  per  il
  bilancio della Regione.
   La  proiezione  nel triennio di tali economie produrrà  un  minore
  onere  per la Regione di ulteriori 12.707.080,24 euro. Pertanto  se
  si  sommano  i  due  valori  - la minore dotazione  ordinaria  e  i
  risparmi conseguiti sul fronte interno per avanzi finanziari -  nel
  triennio  2013/2015 i risparmi per le casse della Regione ammontano
  a 42.707.080,24 euro.
   Nell'ambito di una severa politica di risparmi messa in  atto  dal
  Consiglio di Presidenza d'intesa con i Deputati Questori,  è  stata
  assunta   la  decisione  di  diminuire  l'importo  della  dotazione
  ordinaria  a carico della Regione di 10 milioni di euro, fissandola
  a  152.200.000,00 euro. Nel biennio precedente la stessa  dotazione
  era  rimasta  invariata in termini nominali, anche se  gli  effetti
  reali hanno determinato una riduzione delle risorse disponibili.
   Di  seguito  si  riporta  l'andamento  della  dotazione  ordinaria
  nell'ultimo quinquennio:

           Anno        Dotazione      Differenza
                     ordinaria      percentuale
                                    rispetto
                                    all'anno
                                    precedente
           2009       157.200.000        ----
           2010       161.250.000       2,58%
           2011       162.200.000       0,59%
           2012       162.200.000         0%
           2013       152.200.000       -6,17%
                                        -3,18%
                                     rispetto al
                                         2009
   Dai   dati  rappresentati  si  evince  che  la  fase  di  crescita
  registrata  fino al 2011 si è decisamente invertita con  una  forte
  diminuzione  nel  2013. In parallelo a quello che  è  avvenuto  sul
  fronte della spesa.
   La  diminuzione della dotazione ordinaria, pari al 6,17 per cento,
  riporta l'onere a carico della Regione, senza considerare l'effetto
  inflazionistico, ai livelli precedenti al 2009.
   Analizzando  le  Altre  Entrate è  il  caso  di  ricordare  che  a
  decorrere   dall'1   gennaio  2012,  è  stato  abrogato  l'istituto
  dell'assegno  vitalizio per i deputati ed  è  stato  introdotto  un
  sistema  pensionistico contributivo analogo  a  quello  previsto  a
  livello  nazionale  per  i pubblici dipendenti.  Ciò  comporta  una
  diversa  quantificazione dei contributi previdenziali a carico  dei
  deputati.  Inoltre,  dall'1 marzo 2012 sono entrate  in  vigore  le
  nuove  norme  che  hanno  sostituito nominalmente  l'indennità  per
  cessazione  di mandato parlamentare con l'assegno di solidarietà  e
  hanno  devoluto al Fondo di Solidarietà fra gli onorevoli  deputati
  la competenza ad erogare tale assegno. Conseguentemente sono venute
  meno  le  entrate relative ai contributi versati dai  deputati  per
  tale finalità che sono state devolute al Fondo, per un ammontare di
  1.740.000  euro, compensate dalle minori uscite conseguite  per  il
  venir   meno   di   tale   prestazione  a   carico   del   bilancio
  dell'Assemblea.
   Fra   le   altre   entrate   figurano   anche   quelle   derivanti
  dall'applicazione delle misure decise dal Consiglio  di  Presidenza
  nella  scorsa legislatura che hanno stabilito una decurtazione  del
  trattamento economico dei deputati e dei dipendenti dell'Assemblea.
  Tali entrate sono contabilizzate:
   - all'articolo 2.7, per quanto riguarda  l'abbattimento del 10 per
  cento  operato  ai deputati per la parte di indennità  parlamentare
  che  supera  annualmente  i  90  mila  euro  e  il  contributo   di
  perequazione a carico dei titolari di assegno vitalizio pari  al  5
  per  cento  per  la parte che supera nell'anno i 90 mila  euro;  al
  medesimo articolo è destinata la ritenuta prevista dal DPA  n.  654
  del  23  dicembre  2011   che  ha aumentato  al  20  per  cento  la
  decurtazione per i deputati che svolgono un'attività lavorativa per
  la  quale  sia percepito un reddito uguale o superiore  al  15  per
  cento dell'indennità lorda annua;
   - all'articolo 2.8, i risparmi conseguenti all'abbattimento del 5,
  del  10  e  del  15  per  cento secondo  le  modalità  prestabilite
  dall'articolo 2 del DPA n. 86 del 28 febbraio 2012, per  contributo
  di perequazione a carico dei pensionati dell'Assemblea.
   Le   entrate  che  si  prevede  di  acquisire  per  effetto  delle
  disposizioni  richiamate  ammontano  a  circa  1.700.000  euro,   e
  costituiscono risorse aggiuntive alimentate da risparmi interni  di
  bilancio.
   Fra  le entrate figura anche il finanziamento statale concesso per
  la   ristrutturazione  del  Palazzo   Ex  Ministeri   di  proprietà
  dell'Assemblea.
   Le  altre entrate residue riguardano: gli interessi maturati sulle
  giacenze  di  cassa, la cui previsione si basa sui dati  consuntivi
  considerato   che   la  sua  esatta  determinazione   dipende   sia
  dall'andamento del tasso d'interesse stabilito dalla BCE, a  cui  è
  ancorato  il  rendimento delle giacenze, sia  dalla  frequenza  dei
  versamenti operati dalla Regione in conto dotazione, mai rispettosi
  negli ultimi anni delle scadenze stabilite per legge; gli eventuali
  contributi  ai  fini di quiescenza versati da altre amministrazioni
  per    il   servizio   prestato   in   precedenza   da   dipendenti
  dell'Assemblea;  le  indennità  temporanee  erogate  dall'INAIL   a
  seguito  di  infortuni sul lavoro del personale; altre entrate  non
  preventivabili.
   SPESE
   La  spesa  complessiva per il 2013 ammonta a 164.077.563,40  euro.
  Rispetto al 2012 la spesa preventivata è diminuita di 11.135.656,67
  euro (6,36 per cento in meno).
   La diminuzione interessa sia la spesa corrente sia quella in conto
  capitale,  quest'ultima in maniera più consistente  a  causa  della
  rimodulazione degli stanziamenti relativi alla ristrutturazione del
  Palazzo   Ex Ministeri  i cui lavori non sono stati ancora avviati.
  Di  seguito  si riporta il confronto dei dati complessivi  rispetto
  all'anno precedente.

   L'importo della spesa complessiva risulta ulteriormente ridotta se
  si  considera  che gli stanziamenti riguardanti le  competenze  dei
  deputati  e del personale sono iscritti al lordo delle decurtazioni
  decise  dal  Consiglio di Presidenza in attuazione  delle  analoghe
  determinazioni  adottate  dal Senato a  seguito  della  intervenuta
  normativa  statale che ha introdotto un contributo di  perequazione
  per  i  pensionati  e  una diminuzione del  10  per  cento  per  le
  indennità parlamentari superiori a 90 mila euro annui.
   Dal  punto di vista contabile, la decurtazione delle indennità dei
  parlamentari e del personale rappresenta una ritenuta e, in  quanto
  tale,  affluisce  fra le entrate; pertanto,  per  una  lettura  più
  puntuale  dei  dati,  lo  stanziamento  iscritto  nei  capitoli  di
  competenza dovrà tenere conto di questa diminuzione. A tale scopo è
  stata riportata accanto alle singole voci interessate una sintetica
  annotazione.
   Se si tiene conto di tali riduzioni, che rappresenta un risparmio,
  la spesa complessiva prevista si attesta a 162.372.563 euro.
   Un   esame   dell'andamento  delle  uscite  previste   nell'ultimo
  quinquennio evidenzia l'importanza del risultato raggiunto. Infatti
  la  spesa  complessivamente preventivata nel  2013  è  inferiore  a
  quella  iscritta in bilancio nel 2009, come si può osservare  nella
  tabella che segue.
   Signor  Presidente,  mi  permetta  di  ringraziare  gli  onorevoli
  Ruggirello  e  Oddo che hanno contribuito insieme agli  uffici  del
  Collegio   dei  Questori,  la  realizzazione  di  questo  documento
  contabile    che   sottopongo   agli   onorevoli    colleghi    per
  l'approvazione.

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

   VULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in un certo senso mi
  sento un po' in imbarazzo perché dopo la relazione fatta in maniera
  egregia  dall'onorevole Rinaldi, credo che noi dobbiamo dare  anche
  un buon esempio.
   Mi  sembra che a partire dall'Ufficio di Presidenza debba darsi il
  buon  esempio.  Io  vorrei capire perché non possiamo  risparmiare.
  Credo  che  in  questi  mesi, in questi  giorni  e  in  queste  ore
  succedano  delle  cose  che lasciano un  po'  perplessi  tutti  noi
  cittadini. Mentre invece i cittadini soffrono la mancanza di lavoro
  e  tutto  quello che c'è attorno alla carenza del lavoro,  noi,  in
  quest'Aula,  magari facciamo delle cose che non  sono  consone  con
  quelle che si aspettano i cittadini.
   Non  me ne vogliano i deputati questori ma io vorrei capire a  che
  servono  le  macchine  dei  deputati questori,  dato  che  la  loro
  attività si svolge solo ed esclusivamente in questo Palazzo.
   Signor Presidente, da giorno 2 maggio, l'Ufficio di Presidenza  si
  riunisca  e si faccia dare le chiavi delle automobili dei  deputati
  questori.
   Il mio amico onorevole Oddo mi guarda male ma, purtroppo, questa è
  la mia idea, l'ho manifestata alcune volte. Io credo che i deputati
  segretari e i deputati questori che hanno un budget, questo  budget
  non  glielo  possiamo  dare  più, facciano  un  sacrificio,  glielo
  dobbiamo togliere. Credo che questa sia una delle cose che dobbiamo
  fare in questa Assemblea.
   Ai  deputati presidenti che hanno una indennità in più è  arrivato
  il  momento  di  toglierla. E' insopportabile  sia  per  la  nostra
  Istituzione,  ma  è  insopportabile soprattutto  per  i  cittadini.
  Questo è quello che bisogna fare.
   Lo  so, signor Presidente, il mio intervento è fuori dal coro,  ma
  sicuramente

   PRESIDENTE. Onorevole Vullo, abbassiamo i toni tutti.

   VULLO.  Io  sono  abituato a tenere sempre i  toni  bassi,  signor
  Presidente, però, alcuni privilegi, purtroppo, non li possiamo  più
  mantenere  ed è arrivato il momento in cui li dobbiamo togliere  ad
  ognuno di noi.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che sia
  utile  che nell'approvazione del bilancio dell'Assemblea, ho  visto
  che  gran  parte  delle  voci sono in riduzione  rispetto  all'anno
  precedente  a  fronte di un risparmio complessivo  di  circa  dieci
  milioni di euro.
   Però,  e  lo dico con un po' di imbarazzo, ma lo dico in  coerenza
  con   il  mio  giudizio  assunto  nei  confronti  della  estensione
  dell'Ufficio di Presidenza, che lei sa, non mi ha visto condividere
  la  scelta  di  un  allargamento, seppur formalmente  previsto  dal
  Regolamento,  ma formalmente è anche previsto che i  gruppi  devono
  essere  costituiti  all'atto della votazione  e  poi,  qualora  non
  avessero più i requisiti, dovevano decadere dalla funzionalità,  mi
  sarei  aspettato  - e lo pongo come interrogativo  -  che  i  costi
  complessivi  del  funzionamento del Consiglio di  Presidenza  -  mi
  riferisco  ai costi delle consulenze degli addetti agli  uffici  di
  Presidenza  -  fossero a parità di costo rispetto all'anno  scorso,
  perché  è  un elemento assolutamente imbarazzante il fatto  che,  a
  fronte  di  tutte  le  riduzioni, c'è quella voce  che  aumenta,  e
  aumenta perché si è esteso il Consiglio di Presidenza.
   Io  penso  che  il  Consiglio di Presidenza,  a  parità  di  costo
  dell'anno  scorso, debba ripartire i costi sugli attuali componenti
  che sono undici rispetto ai nove che prevede il Regolamento.
   Non so se lei questa decisione può, in qualche modo, assumerla  in
  autotutela perché, obiettivamente, si presta, e apprezzo il  lavoro
  che  è  stato  fatto  di  riduzione in  maniera  generalizzata  del
  bilancio, però quella è una delle voci che, obiettivamente  risalta
  proprio perché costituisce uno dei costi che, invece, a mio avviso,
  doveva essere quanto meno mantenuto rispetto all'anno precedente  e
  non  certo  avere  un  aumento  in  funzione  del  fatto  che  sono
  aumentanti i componenti del Consiglio di Presidenza.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  per
  rivolgere   un   plauso  convinto  alla  Presidenza  dell'Assemblea
  regionale  e  all'Ufficio  dei Questori per  il  lavoro  che  hanno
  svolto.
   In  effetti, non avete soltanto realizzato un risparmio  oggettivo
  tagliando  tutta  una  serie  di  voci  che  fanno  parte  di   una
  consuetudine ma per tempi che non sono quelli che stiamo vivendo.
   Sono  convinto,  infatti, che ciascuno di noi, ad  esempio,  possa
  pagarsi un pranzo medio in Assemblea regionale senza accollare alla
  collettività il buono per il pasto dei deputati, sono convinto -  e
  l'ho detto signor Presidente, ma ne torneremo a discutere -  che il
  numero  di  auto  blu che sono presenti in questa  Regione  debbano
  trovare un sostanziale correttivo.
   Sono  convinto, però, signor Presidente, che se, come ha fatto  il
  collega onorevole Cracolici che mi ha preceduto - ma non è un fatto
  personale tra me e l'onorevole Cracolici - le consuetudini che sono
  diventate  veri obiettivi spazi di democrazia, sotto una  malcelata
  volontà  di  spending review, finiscono per essere  compressi,  noi
  perdiamo  di  vista  qual  è  il  ruolo,  qual  è  il  profilo   e,
  soprattutto,  perdiamo  di  vista quale  deve  essere  il  rapporto
  istituzionale  e,  perché no, anche personale  all'interno  di  una
  Assemblea così prestigiosa.
   L'onorevole Cracolici lamenta l'aumento delle somme relative  alle
  spese  dell'Ufficio di Presidenza.. L'onorevole  Cracolici non  può
  dimenticare  che,  nella scorsa legislatura, i gruppi  parlamentari
  erano quattro. Quattro
   Il  nostro  Regolamento  dice che per ogni gruppo  parlamentare  è
  stabilito  che  vi  sia un componente dell'Ufficio  di  Presidenza.
  L'onorevole  Cracolici sa bene e, ripeto, non è un fatto  personale
  ma  un  ragionamento politico, che la fine di  un  tempo  -  perché
  siamo,  secondo  me, in un momento di passaggio da un  tempo  della
  politica ad un altro - prevede fibrillazioni oggettive.
   Non  so  più quanti gruppi parlamentari abbiamo oggi in Assemblea,
  onorevoli  colleghi, perché ogni giorno ce n'è uno nuovo.  Accusare
  allora l'Ufficio di Presidenza di avere aumentato le spese relative
  a   questo  budget  quando  già  ad  inizio  legislatura  i  gruppi
  parlamentari  erano  nove  e non più quattro,  mi  sembra  che  sia
  sbagliato  aprire l'ombrello se si mette a piovere  perché mi  pare
  tautologico. Stiamo parlando di una consuetudine politica  più  che
  trentennale  e di un articolo del Regolamento che dà un'indicazione
  precisa.
   Signor Presidente Ardizzone e Ufficio di Presidenza tutto,   avete
  la  piena  disponibilità e il pieno appoggio quando  si  tratta  di
  risparmi  ma  non  fate  l'errore che, a  mio  parere,  in  maniera
  assolutamente sommessa, credo stia commettendo il collega che mi ha
  preceduto,  di  inserire nella spendig review anche  gli  spazi  di
  democrazia.  Quello  sarebbe un errore che le  future  generazioni,
  quando torneremo ad avere momenti di serenità,  che non coinvolgano
  questo dibattito politico, non ci perdonerebbero.

   CIRONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIRONE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  credo  che  il
  dibattito   che  si  sta  affrontando  sul  bilancio  delle   spese
  dell'Assemblea sia un bilancio estremamente significativo ed  anche
  -  se mi consentite - pregno di un simbolismo e della capacità cioè
  di  relazionarsi di questa importante istituzione regionale con  la
  società siciliana, con l'opinione pubblica.
   Mi sorprende, perciò, avere potuto vedere solo stamattina la ampia
  e  documentata  relazione  che qui stamattina  è  stata  illustrata
  dall'onorevole  Deputato  Questore Rinaldi,  perché  credo  che  su
  questa noi avremmo dovuto, nelle commissioni di merito, essere  non
  solo interrogati ma anche potere offrire nostre precise opinioni.
   Io  penso  di potermi soffermare solo su due questioni. Credo  che
  dagli  sforzi enormi, importanti che il Consiglio di Presidenza,  e
  la  Presidenza dell'Assemblea hanno fatto per razionalizzare ed  in
  qualche modo risanare la spesa della nostra istituzione, forse  due
  questioni  andavano  maggiormente  attenzionate  e  su  queste   io
  richiamo l'attenzione dei colleghi.
   La  prima  questione  è quella che riguarda la  responsabilità  di
  ciascun  deputato.  Noi  siamo chiamati  ad  offrire  alla  società
  siciliana   l'esempio   di  una  politica   generosa,   capace   di
  interpretare  il  momento  difficile  che  il  nostro   Paese   sta
  affrontando e, nonostante si siano fatti passi avanti e  si  siano,
  in  qualche  modo, persino anticipati i passaggi che derivano,  per
  esempio, dalle scelte del Senato della Repubblica, io credo che  in
  materia di indennità e di finanziamento complessivo del lavoro  dei
  deputati si debba operare in modo più ampio e più articolato.
   Non  uscirei  bene oggi da questa Assemblea leggendo quelle  righe
  nelle   quali,  in  modo  un  po'  clandestino,  ci  sottraiamo   a
  responsabilità  precise. Noi dobbiamo dare segnali precisi,  io  mi
  auguro che dal Consiglio di Presidenza e dalla Presidenza  rispetto
  alle  indennità, rispetto ai rimborsi spese, rispetto  ai  rimborsi
  per viaggi si dicano, durante questo dibattito, parole più nette.
   Noi  abbiamo  il  dovere di rispondere ad una domanda  forte  che,
  peraltro,  si  esprime  in  modo sempre più  aggressivo,  e  questa
  relazione  è,  a  mio  avviso, non adeguata al momento  che  stiamo
  vivendo.
   La  seconda  questione  è  - ed esprimo il  compiacimento  per  le
  notizie  che  vengono  date  circa la cura  che  noi  mettiamo  nei
  confronti della sede nella quale operiamo - che rispetto  a  questa
  sede,  i  90  deputati  - l'Assemblea regionale  -  hanno  obblighi
  maggiori di quelli che stanno riuscendo ad espletare, nel senso che
  noi  viviamo  le  nostre  giornate in un palazzo  di  straordinario
  rilievo  storico un patrimonio importantissimo dell'intera Regione,
  al  quale  bisogna  sempre di più metter  mano  per  renderlo,  per
  difenderlo  dall'usura  del  tempo  e,  nello  stesso  tempo,   per
  attrezzarlo in modo tecnologicamente avanzato e accogliere, dunque,
  il lavoro dei gruppi parlamentari.
   Penso   anche  che  le  risorse  importanti,  ma  non  sicuramente
  significative,  sono  state  individuate  sia  per  la   Biblioteca
  regionale che per l'Archivio storico.
   Noi  abbiamo  due,  anzi,  abbiamo - devo  dire  -  una  ricchezza
  straordinaria, un patrimonio librario, una emeroteca,  un  Archivio
  storico   di   un   tale  rilievo  che  vederlo  non  adeguatamente
  supportato,   non   adeguatamente   proiettato   all'esterno,   non
  adeguatamente collegato con i centri universitari, con i centri  di
  cultura è una diminutio del ruolo che, invece, questa istituzionale
  regionale  può  avere nei confronti dell'alta cultura  e  dell'alta
  cultura giuridica.
   Lo  dico  perché, anche in questo ambito, io credo che uno  sforzo
  significativo, in questa sede o in quelle che la Presidenza, con la
  sensibilità che è nota, vorrà dedicarvi, noi dovremo interrogarci e
  fare  uno  sforzo  in più; noi, dunque, dovremo,  intervenendo  sui
  nostri  monumenti ma anche sulla istituzione che abbiamo l'onore  e
  l'onere  di rappresentare vivendovi interamente giorno dopo giorno,
  noi  abbiamo  obbligo,  secondo me e  anche  obbligo  immediato  di
  pensare  a  dare  di  noi una migliore opinione,  di  far  crescere
  nell'opinione  pubblica siciliana una fiducia  ed  una  credibilità
  maggiore  ed  il segno di una consapevolezza di questo  può  essere
  apprezzato - io credo - debba essere apprezzato e ad esso  dobbiamo
  fare fronte con generosità e lungimiranza.

   RINALDI, Deputato Questore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI,  Deputato Questore. Signor Presidente, onorevoli colleghi
  -  all'inizio  probabilmente non c'erano i  colleghi  -  io  voglio
  evidenziare  lo sforzo che ha fatto questo Consiglio di  Presidenza
  tagliando   di  11  milioni  di  euro  il  bilancio  dell'Assemblea
  regionale  siciliana che equivale al taglio che è stato  effettuato
  alla  Camera  dei Deputati, quindi, credo, che sia stato  fatto  un
  lavoro  egregio da parte di questo Consiglio di Presidenza e voglio
  anche ribadire il taglio che è stato fatto alle auto blu che da  17
  passano  ad  8  che  è  il minimo indispensabile  per  le  esigenze
  quotidiane  ed  ordinarie di questa Assemblea, quindi,  credo  che,
  poi,  fare  un eccesso per tutte le cose a volte poi si rischia  di
  rendere un servizio inefficiente e non di qualità.
   Voglio ricordare a me stesso, ma ricordo anche a tutti i colleghi,
  che  questo  è  il Parlamento più antico dell'Europa, quindi,  dare
  anche  un  minimo  di  dignità e un riconoscimento  al  lavoro  dei
  Deputati non fa male a nessuno.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi   abbiamo
  attenzionato   il  bilancio  dell'Assemblea  regionale   siciliana,
  chiaramente la riduzione di spesa di 10 milioni di euro ci fa molto
  piacere, il lavoro lo abbiamo apprezzato. Volevamo puntualizzare  -
  e per questo presenteremo anche due ordini del giorno relativamente
  a  questa cosa visto che non c'è la possibilità di fare emendamenti
  -  rispetto al capitolo V, il 5.1, dove all'interno di questa  voce
  sono  previsti  anche  i   Comandati'  per  cui  crediamo  che,  in
  un'ottica di spending review, possiamo fare a meno anche di  questa
  spesa accessoria.
   Per  quanto riguarda, invece, il contributo per le attività  degli
  intergruppi,  100 mila euro, anche questi credo che possano  essere
  eliminati  da  questa spesa e, poi, per quanto  riguarda  anche  il
  noleggio e la gestione delle autovetture di servizio, credo che, in
  questo  momento,  chi  ha  la  necessità  di  rappresentare  questa
  Assemblea e mi riferisco a lei, caro Presidente Ardizzone, è  ovvio
  che  utilizzi una macchina di rappresentanza per rappresentarci  al
  meglio,  tutte le altre credo che siano superflue in  un'ottica  di
  tagli  e  anche per questo stiamo presentando un ordine del giorno.
  Grazie.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  non  ci  sono
  dubbi che l'epoca è particolarmente difficile, è un'epoca di grande
  delegittimazione nei confronti della classe politica  in  generale,
  io    lo   capisco   anche   e,   permettetemi,   lo   noto   anche
  dall'atteggiamento che certe volte abbiamo anche in Aula  dove  non
  riusciamo   a   sentire  e  a  seguire  neanche  i   colleghi   che
  intervengono, perché forse i primi a delegittimare il nostro stesso
  lavoro  siamo  noi  stessi. Lo facciamo con gli  atteggiamenti,  lo
  facciamo  con i comportamenti e, ovviamente, lo facciamo anche  con
  le dichiarazioni.
   Chi  parla, nonostante sia nuovo dell'esperienza parlamentare,  ha
  svolto  altri ruoli: sono stato amministratore e sono stato  sempre
  attento  a quello che è l'utilizzo del bene pubblico sia in termini
  di  risorse,  sia  in termini di mezzi, tutto quello  che  concerne
  l'attività amministrativa.
   Però, dobbiamo stare attenti, non possiamo, cari amici, continuare
  a  delegittimare  il  nostro stesso operato  che,  fermo  restando,
  l'attività politica, non può essere misurata attraverso  il  taglio
  di  un'auto  blu  o attraverso una riduzione o la  rinunzia  di  un
  ufficio  per  poter  espletare  il  nostro  mandato.  È  ovvio  che
  l'attività  politica che oggi ci chiedono con forza è quella  delle
  risposte  per  poter  continuare a vivere,  per  poter  evitare  di
  chiudere le imprese, per poter dare un futuro ai propri figli.  Non
  dimentichiamo che il compito principale

                           (Brusìo in Aula)

   Signor  Presidente, io le chiedo perdono, ma mi sembra  di  essere
  all'asilo.

   PRESIDENTE.  L'onorevole  Dipasquale  sta  svolgendo  il   proprio
  intervento cercando di evidenziare i punti critici ma anche i punti
  positivi di questo bilancio e merita ascolto.

   DIPASQUALE.  Quindi,  dobbiamo stare molto  attenti,  partendo  da
  quelle, ovviamente, che sono le richieste che ci vengono fatte  dal
  popolo  siciliano  in termini di risparmio, e mi  pare  che  questa
  finanziaria  -  compresa la finanziaria del  Parlamento  -  dia  un
  segnale concreto di un risparmio, sia in termini di risorse, sia in
  termini  di  beni  e di mezzi. Ma ritengo che sia fondamentale  non
  dimenticare  che  poi, alla fine, esiste anche il  buon  senso  che
  ognuno  di  noi deve avere, perché a nessuno di noi è  impedito,  o
  viene  impedito,  di  prendere  parte  dell'indennità  e  darla  in
  beneficenza a chi si vuole, a nessuno di noi viene impedito, se  ha
  a  disposizione  un'auto, di non utilizzarla o di  utilizzarla  nei
  momenti strettamente necessari.
   Allora,  smettiamola di fare demagogia su tutto questo,  prendiamo
  atto che sono state ridotte delle somme importanti e che sono state
  fatte  delle rinunce che c'erano state chieste da parte dei  nostri
  concittadini, e pensiamo, invece, ad entrare in merito a quella che
  deve  essere  la  ripresa della nostra Regione,  la  ripresa  della
  nostra isola.
   Nonostante  i  tempi  difficili,  difficilissimi,  nonostante  una
  Sicilia che avevamo trovato davanti al fallimento, stiamo chiudendo
  un  bilancio  e  sono  sicuro  che attraverso  l'impegno  costante,
  costruttivo,   che   abbiamo   notato  esiste   all'interno   delle
  Commissioni e che esiste all'interno dell'Aula, sono sicuro che  ci
  riapproprieremo di una cosa che è la più importante di tutte che  è
  la  dignità  di essere uomini, di essere politici e  di  essere  al
  servizio delle nostre comunità.

   LEANZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo solo per
  sottolineare  come  quest'anno il bilancio  dell'Assemblea  si  sia
  potuto  discutere  apertamente. Si sono viste le carte  in  maniera
  compiuta;  c'è stata una relazione importante e ci sono  stati  gli
  interventi dei colleghi parlamentari.
   Ritengo che siamo sulla strada giusta nel senso di togliere alcuni
  sprechi,  alcuni benefici, alcuni benefit e sono convinto  che  man
  mano che andiamo avanti, considerato gli ultimi impegni che abbiamo
  assunto  nella  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi  parlamentari,
  certamente,  anche  con  l'applicazione  in  seguito  delle   norme
  nazionali, ci sarà una ulteriore razionalizzazione delle spese.
   Devo  dare, quindi, atto ai Questori, all'Ufficio di Presidenza  e
  al  Presidente che hanno lavorato in questa ottica e,  quindi,  per
  quanto ci riguarda ci sembra veramente un ottimo passo avanti.  Per
  il resto, evitiamo le demagogie, le cose che non servono. In questo
  momento  c'è  bisogno  di  maggiore concretezza  e  soprattutto  di
  camminare  tutti  verso una direzione che è quella  dello  sviluppo
  della Sicilia.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, prima di passare all'approvazione
  dei singoli Capitoli, mi corre l'obbligo di evidenziare, sulla base
  degli  interventi che si sono svolti, che si è parlato dell'aumento
  di  alcune voci. Il nostro è un bilancio di  cassa. Leggerete nelle
  varie  colonne  che  si parla di residui passivi  per  cui  se  c'è
  qualche  aumento  è perché ci riportiamo nel 2013 gli  impegni  che
  erano stati assunti nel 2012.
   Questo  lo dico per chi ci sta ascoltando e perché non si  dia  la
  sensazione,  dopo gli sforzi che sono stati fatti e -  credetemi  -
  sono  stati notevoli, nella consapevolezza che altri se ne dovranno
  fare, di riduzione dei costi della politica, come si suol definire.
   Per  quanto riguarda la pubblicità di questo atto devo  dire  che,
  per  la  prima  volta, questo bilancio dell'Assemblea  è  sul  sito
  dell'Assemblea, lo abbiamo ampiamente pubblicizzato, dai  primi  di
  gennaio, quindi, è stato possibile a tutti visionarlo.
   Per  quanto  riguarda l'ultimo intervento mi dà la possibilità  di
  ribadire  ancora  una  volta in Aula, ma lo  ha  fatto  l'onorevole
  Rinaldi  nella  qualità  di componente del Collegio  dei  Questori,
  quando  ha evidenziato, con riferimento al decreto Monti,  che  pur
  non  essendo  obbligati  - e sapete quanto  è  stato  complesso  il
  ragionamento  per  i  contratti  in  itinere  che  c'erano  con  il
  personale  -  pur  non  essendo giuridicamente  obbligati,  abbiamo
  contratto  la  spesa  evidenziando  una  ulteriore  riduzione   nei
  confronti dei Gruppi.
   L'onorevole Leanza faceva riferimento, ma c'è la sollecitazione di
  tutti  i Presidenti dei Gruppi parlamentari - l'onorevole Gucciardi
  più  volte lo ha evidenziato - di dare attuazione al decreto Monti.
  Non c'è stato da parte nostra nessun temporeggiare, tutt'altro   E'
  proprio  di pochi giorni fa, del 3 aprile, vi sono tutta una  serie
  di  questioni di carattere tecnico che sono all'esame del Consiglio
  di Presidenza e pubblicamente devo ringraziare l'onorevole avvocato
  Barbagallo che, d'intesa con l'Avvocatura generale dello Stato, con
  l'avvocato  Dell'Aira,  d'intesa  con  gli  Uffici  dell'Assemblea,
  stiamo cercando di rendere più possibile - è la verità - perché non
  si  comprendono  -  non ha bisogno dei miei complimenti  -  non  si
  comprendono,  altrimenti, gli sforzi, è proprio del  3  aprile  una
  decisione  dell'adunanza plenaria della Corte dei Conti per  quello
  che riguarda il problema della rendicontazione dei Gruppi.
   E'  chiaro  che  noi  non ci possiamo sottrarre,  né  ci  dobbiamo
  sottrarre,  alle norme imposte dal decreto Monti ed uno  dei  primi
  atti  che arriverà all'esame di questa Assemblea, perché non avremo
  alcuna  scadenza  né  il 23 dicembre né altro,  ma  nonostante  non
  avessimo  alcuna  scadenza,  ripeto,  abbiamo  contenuto  i  costi,
  dovremo recepire il decreto Monti nella sua interezza, con tutte le
  difficoltà  di  ordine  interpretativo che ci  sono,  perché  siamo
  Regione  a Statuto speciale. Ma vi posso dire che, d'intesa  con  i
  Presidenti  delle  altri Regioni a Statuto  speciale,  si  farà  un
  percorso  unitario in tal senso. Quindi, l'Aula  sarà  chiamata  al
  recepimento  perché,  ripeto, non faremo impugnative,  non  abbiamo
  fatto  impugnative  in  tal senso, non è  un  capriccio  di  questa
  Presidenza ma, avendo sentito i Capigruppo, è una scelta  condivisa
  da tutto il Parlamento.
   Correttamente  l'onorevole  Cancelleri  ha  evidenziato   che   il
  bilancio dell'Assemblea non è emendabile.
   Per  la  prima volta dal 2009 abbiamo un bilancio in riduzione  di
  oltre  11  milioni, abbiamo interloquito col Governo  regionale  ed
  abbiamo  detto  che  avremmo provveduto noi stessi  alla  riduzione
  delle spese, sostanzialmente a fare una riduzione di ben 10 milioni
  di euro per quel che riguardava la dotazione.
   Mi  ha  dato  lo  spunto l'onorevole  Cirone nell'evidenziare  che
  questo  è un monumento, è un palazzo storico, ci sono dei beni  che
  vanno  tutelati,  è diverso dagli altri Consigli  regionali.  E  su
  questo noi dobbiamo porre mano.
   Così  come  dobbiamo  dire che durante la precedente  legislatura,
  Presidente  l'onorevole Cascio, sono state  avviate  una  serie  di
  iniziative amministrative con l'allora Consiglio di Presidenza  che
  permettevano  di  attingere ai finanziamenti  comunitari.  Tutti  i
  lavori  che voi vedete fuori esistono grazie al lavoro che è  stato
  fatto  in precedenza. Quindi, guardiamo anche di positivo  ciò  che
  abbiamo;  poi, per carità, possiamo vedere il bilancio da centomila
  punti di vista.
   Quando si parla di bilancio della Regione siciliana come se  fosse
  il  bilancio di un'Assemblea che per valori assoluti costa di  più,
  io  amo  ribadire  che  siamo l'unico Parlamento  -  alcuni  dicono
  Consiglio regionale - che si fa carico con il proprio bilancio  del
  pagamento delle pensioni del personale che va in quiescenza, pari a
  40  milioni  di euro. Questo affinché ci sia un'esatta informazione
  fuori. Se noi togliamo questa cifra vediamo come siamo al di  sotto
  degli  altri Consigli regionali, impropriamente diciamo  che  anche
  noi siamo Consiglio regionale.
   Onorevoli  colleghi,  non avendo alcun altro deputato  chiesto  di
  parlare,  dichiaro  chiusa  la  discussione  generale  e  pongo  in
  votazione il passaggio all'esame del documento contabile n. 141.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'Entrata.
   Do lettura del Fondo iniziale di cassa. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Do lettura del Titolo I - Entrate effettive:  capitoli I e II.
   Li  pongo  congiuntamente in votazione.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Sono approvati)

   Do  lettura  del  Titolo II - Partire di giro:  capitoli  dal  III
  all'VIII.
   Li  pongo  congiuntamente in votazione.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Sono approvati)

   Si passa alla Spesa.
   Do lettura del Titolo I - Spese correnti: capitoli dal I al XVII.
   Li pongo congiuntamente in votazione.

   CRACOLICI. Dichiaro di astenermi.

   CIACCIO. Dichiaro di astenermi.
   LACCOTO. Dichiaro il mio voto contrario.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo congiuntamente in votazione i capitoli dal I al XVII. Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Sono approvati)

   Do  lettura del Titolo II - Spese in conto capitale: capitoli  dal
  XVIII al XXI. Li pongo congiuntamente in votazione.

   LACCOTO. Dichiaro il mio voto contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                           (Sono approvati)

   Si  dà lettura del Titolo III - Partite di giro: capitoli dal XXII
  al XVII.
   Li  pongo  congiuntamente in votazione.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Sono approvati)

   Si passa al preventivo per il triennio 2013-2015.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Pogliese


   Comunica che sono stati presentati tre ordini del giorno:

   -  numero  33   Riduzione del numero delle auto di  rappresentanza
  presso  l'Assemblea  regionale siciliana,  a  firma  dell'onorevole
  Cancelleri e di tutti i deputati del Movimento 5 Stelle;

   - numero 34  Abolizione del personale comandato presso l'Assemblea
  regionale siciliana , a firma dell'onorevole Cancelleri e di  tutti
  i deputati del Movimento 5 Stelle;

   -  numero  35   Iniziative  al fine del contenimento  delle  spese
  dell'Assemblea  regionale  siciliana ,  degli  onorevoli  Vullo   e
  Panepinto.
   Onorevoli  colleghi,  il  fatto che siano stati  presentati  degli
  ordini   del  giorno  è  estremamente  positivo  perché,  come   ha
  evidenziato   l'onorevole  Leanza,  c'è  stato  il  dibattito,   si
  presentano  gli  ordini del giorno, penso che nessuno  si  discosti
  dalla linea del contenimento dei costi.
   Do lettura, a grandi linee, dei tre ordini del giorni: due sono  a
  firma   del Movimento 5 Stelle e il terzo è a firma degli onorevoli
  Vullo e Panepinto.
   Quello  del  Movimento  5  Stelle così  recita:   Nell'ottica  del
  processo di spending review necessario ad un ridimensionamento  dei
  costi dell'Amministrazione regionale, appare alquanto necessario un
  effettivo  e  progressivo  contenimento delle   spese  relativo  al
  personale  comandato,  ove superfluo. Si  invita  il  Consiglio  di
  Presidenza ad intervenire per la totale soppressione del  personale
  comandato in servizio presso l'Assemblea regionale siciliana .
   Si  parlava  di superfluo, ma è chiaro che si farà un ragionamento
  all'interno  del Consiglio di Presidenza. Lo possiamo  fare  nostro
  come Consiglio di Presidenza, lo possiamo dare per approvato.
   Do   lettura,   sommariamente,  dell'altro  ordine   del   giorno:
   L'Assemblea regionale invita il Consiglio di Presidenza a  ridurre
  il  numero delle auto di rappresentanza ad una unità per gli  scopi
  rappresentativi del Presidente dell'Assemblea regionale siciliana .
   CASCIO FRANCESCO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cascio,  su  questo  argomento  si  è  già
  espresso il Presidente del Collegio dei Questori. C'è già stata  un
  intervento  del Presidente del Collegio dei Questori  il  quale  ha
  evidenziato che c'è già stata una riduzione.
   Nel  mio intervento, prendendo spunto da alcuni interventi che  ci
  sono stati in Aula, ho detto che nel mese di maggio quest'Aula sarà
  impegnata propria sull'applicazione del Decreto Monti. Per cui,  ci
  sono degli inviti che vengono fatti al Consiglio di Presidenza, che
  chiaramente ne dovrà tenere conto, ma dovrà tenerne conto l'Aula.

   CASCIO FRANCESCO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO FRANCESCO.  Ho chiesto di intervenire sul precedente ordine
  del giorno.

   PRESIDENTE. Quello sui comandati.

   CASCIO FRANCESCO. Sì, esattamente. Mi è sembrato di capire che lei
  l'abbia dato per votato. L'Assemblea non ha votato, credo; non mi è
  sembrato che l'Assemblea lo abbia votato.
   Poiché  sono contrario a questo ordine del giorno, vorrei che  lei
  ribadisse la votazione o ci spiegasse cosa intende fare.

   PRESIDENTE.  Considerato che, nell'ottica del processo di spending
  review,    necessario   ad   un   ridimensionamento    dei    costi
  dell'amministrazione  regionale,  appare  alquanto  necessario   un
  effettivo  e  progressivo  contenimento  delle  spese  relative  al
  personale  comandato,  ove  superfluo . Quindi,  dovremo  discutere
  sulla superfluità del personale comandato.

   CASCIO  FRANCESCO.  Signor  Presidente,  dovremo  anche  discutere
  sull'effettivo   risparmio   nell'abolizione   della   figura   dei
  comandati,     visto    che    i    comandati    sono     impiegati
  dell'Amministrazione  regionale o dell'Amministrazione  comunale  o
  delle  defunte  Province, si tratta sempre di personale  che  viene
  pagato dalla Regione e, quindi, non c'è aumento di costi.
   Se  parliamo di spending review, non è questo l'argomento  su  cui
  dobbiamo  confrontarci, per cui io sono contrario a  questo  ordine
  del giorno, per una questione di principio.
   Signor  Presidente,  io  invito al ritiro  di  questo  ordine  del
  giorno.  Nel  caso in cui lei intendesse metterlo in votazione,  io
  sarei contrario.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Pogliese


   LACCOTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io apprezzo questa
  corsa che tutti di noi abbiamo verso la riduzione delle spese,  gli
  annunci fatti sul recepimento del Decreto Monti, etc.
   Non capisco, però, come mai l'esempio non si debba dare dall'alto,
  nel  senso che noi deputati veniamo qui cercando di fare il  nostro
  lavoro  e facendo, bene o male, quelle che sono le indicazioni  che
  vengono dal territorio e su questi annunci fatti più volte da  lei,
  signor  Presidente, sul recepimento del Decreto  Monti,  penso  che
  sarebbe  più  opportuno,  se  è vero,  ma  io  non  ci  credo,  che
  nell'Ufficio di Presidenza ci sono impiegati esterni, a  cominciare
  dal  taglio degli impiegati esterni, che, credo, rispetto al lavoro
  che debbano fare, per essere chiari, non servono a nulla.
   Poi,  vi  sono due tipi di comandati: o tutti cerchiamo di  essere
  responsabili  nel  non  fare  annunci all'esterno  oppure  dobbiamo
  iniziare da quelle che sono le spese superflue. I comandati  o  gli
  esterni,  in  una situazione rispetto a quelli che sono  i  compiti
  dell'Ufficio di Presidenza, non credo servano più di quanto possano
  servire quelle che sono spese indispensabili per i deputati.
   Prima  di  fare  gli annunci esterni, iniziamo a  fare  un'ipotesi
  dettagliata dell'esame. Ecco perché, se lei mi avesse fatto parlare
  prima, non saremmo arrivati a questo punto.

   PRESIDENTE.   I   tre  ordini  del  giorno  sono  accettati   come
  raccomandazione,  perché  sono inviti presentati  al  Consiglio  di
  Presidenza.
   L'ordine del giorno degli onorevoli Vullo e Panepinto  riguarda il
  taglio  adeguato delle auto in dotazione e questo lo abbiamo  detto
  ed  è  ripetitivo di quanto si è già detto.  Delle indennità e  dei
  budget  componenti  il Consiglio di Presidenza  e  delle  indennità
  stabilite  per  il  Presidente  e i vicepresidenti,  siccome  tutto
  questo è oggetto del decreto Monti e ci misureremo in Aula, vengono
  accettati come raccomandazione.
   Pongo  in votazione l'intero Documento numero 141 con gli  annessi
  ed allegati.
   Chi è favorevole resti  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli   colleghi,   esprimo  la  mia   soddisfazione   perché,
  finalmente,  c'è  stato un dibattito in quanto  non  c'è  nulla  da
  nascondere,   anche  per  quello  che  riguarda  il  discorso   dei
  comandati.  L'ha  voluto  evidenziare e debbo  dire  opportunamente
  l'onorevole presidente Cascio.
   Se  vedete  qualche cifra in aumento, anche in  questo  caso,  noi
  siamo  per  casse e non siamo per competenza, quindi si  tratta  di
  residui   che   vengono   riportati.   Confermo   che   c'è   stata
  nell'interesse generale una riduzione dei costi del Parlamento.
   Abbiamo  approvato il progetto di bilancio interno  dell'Assemblea
  Regionale Siciliana, abbiamo accettato come raccomandazione  i  tre
  ordini  del  giorno.  Ripeto, anche questo  è  un  fatto  positivo,
  l'approvazione di ordini del giorno è molto datata nel tempo.
   Rispetto alla tabella di marcia che ci eravamo dati che era quello
  di  passare  in  mattinata alla discussione dei  disegni  di  legge
   Bilancio   di  previsione  della  Regione  siciliana  per   l'anno
  finanziario 2013 e bilancio pluriennale per il triennio 2013-2015.
  (nn.  68  - 68bis - 68ter/A) e successivamente al disegno di  legge
   Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2013. Legge di
  stabilità  regionale.   (n.  69/A)   dovevamo  continuare  con   il
  bilancio di previsione della Regione.
   Vista l'ora e considerata anche l'esigenza espressa dall'assessore
  Bianchi  e  da  diversi Capigruppo, si era deciso  di  rinviare  la
  seduta  alle  ore  16.00, invece la seduta sarà rinviata  alle  ore
  15.00.  Alle  ore 14.30 avrà luogo una brevissima  riunione  con  i
  Presidente  dei  Gruppi  parlamentari,  e   ci  tengo  a  precisare
  soltanto con i Presidenti dei Gruppi parlamentari,  per stabilire i
  tempi di marcia.
   Pertanto, la seduta è sospesa e riprenderà alle ore 15.00.

    (La seduta, sospesa alle ore 13.17,  è ripresa alle ore 16.05)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Pogliese


    Discussione dei disegni di legge  Bilancio di previsione della
   Regione siciliana l'anno finanziario 2013 e bilancio pluriennale
        per il triennio 2013-2015  (nn. 68 - 68bis - 68ter/A) e
       Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2013.
                Legge di stabilità regionale  (n. 69/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  III  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione  dei  disegni di legge  Bilancio  di  previsione  della
  Regione  siciliana  l'anno finanziario 2013 e bilancio  pluriennale
  per   il  triennio  2013-2015   (nn.  68  -  68bis  -  68ter/A)   e
   Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2013. Legge di
  stabilità regionale  (n. 69/A).
   Invito i componenti la II Commissione  bilancio' a prendere  posto
  nell'apposito banco alla medesima assegnato.
   Onorevoli colleghi, ricordo che nella seduta precedente era  stato
  approvato il passaggio all'esame degli articoli.
   Avverto  preliminarmente che l'ordine di esame e di votazione  dei
  singoli  articoli del disegno di legge di bilancio (a  legislazione
  vigente)  e  del  disegno di legge finanziaria avverrà  in  base  a
  quanto prescritto dall'articolo 121 sexies del Regolamento interno.
   Si procederà, quindi, innanzitutto all'esame della votazione degli
  articoli  e  delle tabelle del disegno di legge di bilancio  e  dei
  relativi emendamenti.
   Esaurita  tale  fase si sospenderà la discussione del  disegno  di
  legge  di  bilancio non passando immediatamente alla sua  votazione
  finale, ma procedendo alla successiva fase  B .
   Fase   B .  Si  passerà, quindi, all'esame ed alla  votazione  dei
  singoli  articoli e delle tabelle del disegno di legge  finanziaria
  con i relativi emendamenti.
   Esaurita  anche  tale fase si passerà direttamente alla  votazione
  finale del disegno di legge finanziaria.
   Approvato il disegno di legge finanziaria si sospenderà la  seduta
  d'Aula  per  consentire  al  Governo  di  predisporre  la  Nota  di
  variazione  al bilancio, conseguente all'approvazione  della  legge
  finanziaria.
   Durante  tale sospensione, la Commissione bilancio si riunirà  per
  esprimere  sulla  stessa  Nota  il  parere  di  quell'articolo   73
  quinquies del Regolamento interno.
   Si passerà, infine, alla votazione della Nota di variazione e alla
  votazione  finale del disegno di legge di bilancio,  modificata  in
  base al contenuto della stessa Nota.
   Con  particolare riferimento agli emendamenti al bilancio  e  alla
  finanziaria,  la  Presidenza  avverte  che  il  loro  contenuto  si
  conforma  sia  a quanto previsto dalla legge che alle  disposizioni
  generali  in  materia  di  emendamenti ed  a  quelle  appositamente
  dettate dal Regolamento interno.
   Gli  emendamenti  che  prevedono   maggiori  spese  devono  recare
  puntuali indicazioni sulle necessarie compensazioni.
   Nel  valutare la natura compensativa o meno degli emendamenti,  la
  Presidenza considererà inammissibili gli emendamenti:

    a) privi di compensazione;
   b)  la cui compensazione in base agli elementi disponibili risulti
  insufficiente;
   c)   recanti  compensazione  manifestamente  inidonea  sul   piano
  formale;
   d) recanti compensazione tra variazione delle tabelle del bilancio
  e delle tabelle della finanziaria.

   Spetta,  invece, al Governo fornire ulteriori dati ed elementi  di
  informazione   che   dimostrino  l'eventuale  inadeguatezza   delle
  modalità di compensazione previste dall'emendamento. In tali  casi,
  l'ammissibilità potrà essere riconsiderata alla luce degli elementi
  eventualmente forniti dal Governo.
   Si passa all'esame del bilancio di previsione per l'anno 2013.
   Si  dà  lettura dell'articolo 1 (Stato di previsione dell'entrata)
  del disegno di legge numero 68- 68 bis-68 ter/A, la cui discussione
  si  sospende per passare all'esame della Tabella A del documento di
  bilancio.
   La  Presidenza avverte che l'approvazione delle unità previsionali
  di base (UPB) delle entrate e dell'articolo 1 avverrà facendo salve
  le modifiche conseguenti all'approvazione della legge finanziaria.
   Si esamina lo stato di previsione dell'Entrata - Tabella A: Avanzo
  finanziario presunto.
   La   Presidenza  avverte  che  si  procederà  a  votare  le  unità
  revisionali   di  base   dell'entrata  secondo  le  Amministrazioni
  competenti   ed   il   titolo,   a   partire   dall'Amministrazione
   Assessorato dell'Economia'.
   Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento BIL 51.
   Comunico,   altresì,   che   è  stato   presentato   dal   Governo
  l'emendamento  BIL  51.1, interamente sostitutivo  dell'emendamento
  BIL 51.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   BIANCHI, assessore per l'economia. Favorevole.

   LEANZA. Chiedo di Parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in particolare

   PRESIDENTE.  Inviterei i parlamentari però a non interloquire  con
  gli  assessori, in particolar modo con l'assessore Bianchi,  perché
  dagli  interventi  dei  singoli  parlamentari,  penso  che  poi  si
  desidererà una risposta da parte dell'assessore Bianchi.

   LEANZA   mi riferisco a lei e all'assessore Bianchi. Ho  dato  una
  lettura  degli emendamenti presentati al bilancio. Tutte le risorse
  vengono  prese dall'articolo 21.57.04, che è l'articolo  dei  fondi
  globali, che però tutti sappiamo sono i soldi destinati ai precari,
  vale a dire che finanziano i precari nell'ultimo periodo.
   Volevo  capire se veramente è così, perché se è così rischiamo  di
  spogliare se non è così ovviamente il Governo si adopererà  a  dare
  il  parere  che  ritiene più opportuno. Però, mi  sembra  che  sono
  tantissime le risorse che vengono prese da questo fondo, non so se

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Leanza, conciso e chiaro.  Il parere
  del Governo?

   BIANCHI,  assessore  per  l'economia. La  risposta  è  altrettanto
  concisa  e  chiara.  La  destinazione dei  fondi  globali  è  tutta
  vincolata  al pagamento dei precari nell'ipotesi che si  riesca  ad
  ottenere la proroga. La proroga dopo il 31 luglio e quindi fino  al
  31  dicembre.  Quindi,  la dotazione di  quel  fondo  è  giusta,  è
  parametrata per il pagamento del personale precario della Regione e
  dei Comuni dal 31 luglio al 31 dicembre 2013.

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Malgrado  il  prelievo non c'è rischio per la copertura  ulteriore?
  Malgrado  il prelievo che viene fatto con questi emendamenti  viene
  fatto salvo lo stanziamento da agosto o da settembre in poi?

   BIANCHI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BIANCHI,  assessore  regionale per l'economia.  E'  il  contrario.
  Stiamo  parlando di due cose diverse. Una cosa sono gli emendamenti
  del Governo, che sono un'altra cosa.
    L'onorevole Leanza si riferiva, invece, agli emendamenti previsti
  qui  nel  testo  che  è  stato distribuito,  che  prevede  numerosi
  emendamenti non del Governo.

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  L'emendamento  BIL  51.1  è del Governo,  però,  assessore   Faceva
  riferimento a questo. Se l'emendamento BIL 51.1 non compromette  lo
  stanziamento finale per quanto riguarda i precari, il problema  non
  esiste.

   BIANCHI, assessore per l'economia. L'emendamento BIL 51.1 è  tutta
  un'altra  cosa   Il BIL 51.1 è un emendamento al bilancio  che,  in
  realtà,  prevede  un  intervento sulle  entrate:  cioè  prevede  un
  incremento  di  55 milioni 850 mila euro nel 2013, relativo  ad  un
  incremento  delle  entrate  per effetto  di  un  adeguamento  della
  dinamica   che   prevediamo  del  gettito   tributario   in    base
  all'andamento del primo trimestre 2013. Non ha, quindi, nulla a che
  fare  con  la copertura, anzi sono nuove entrate che, poi,  vengono
  accantonate  nel  BIL 52.1 in larga misura in un  fondo  che  viene
  trasferito   alla   finanziaria  per  dare   copertura   ad   altri
  emendamenti.
     La questione che poneva l'onorevole Leanza non riguardava questi
  emendamenti del Governo, ma gli altri emendamenti non del Governo.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  alla Economia - Entrate correnti in conto capitale  per
  accensione  di  prestiti , dalla UPB 4.3.1.1.1 alla UPB  4.2.3.8.1.
  Non sono stati presentati emendamenti.
   Pongo in votazione la rubrica  Amministrazione ed economia ,  così
  come emendata con l'emendamento Bil 51.1.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si   passa  alla  rubrica   Presidenza  della  Regione  -  Entrate
  correnti,  in  conto capitale e per accensione di prestiti ,  dalla
  UPB 1.2.1.4.1 alla UPB 1.6.1.5.3.
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvata)
   Si  passa alla rubrica  Attività produttive - Entrate correnti  ed
  in conto capitale , dalla UPB 2.2.1.4.1 alla UPB 2.2.2.7.2.
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si  passa  alla  rubrica  Beni culturali e  identità  siciliana  -
  Entrate correnti ed in conto capitale  dalla UPB 3.2.1.4.1 alla UPB
  3.2.2.6.1.
     La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.
                            (E' approvata)

   Si  passa  alla rubrica  Energia e servizi di pubblica  utilità  -
  Entrate correnti ed in conto capitale  dalla UPB 5.2.1.4.1 alla UPB
  5.3.2.6.1.
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si  passa  alla rubrica  Famiglia, politiche sociali  e  lavoro  -
  Entrate  correnti ed in conto capitale , dalla UPB  6.2.1.4.1  alla
  UPB 6.4.2.6.1.
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   PRESIDENTE.  Si  passa alla rubrica  Autonomie locali  e  funzione
  pubblica  -  Entrate  correnti ed in conto capitale   dalla  U.P.B.
  7.2.1.4.1 alla U.P.B. 7.3.2.7.2.
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   PRESIDENTE.  Si passa alla rubrica  Infrastrutture  e  mobilità  -
  Entrate correnti ed in conto capitale  dalla U.P.B. 8.2.1.4.1  alla
  U.P.B. 8.4.2.6.1.
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   PRESIDENTE.  Si  passa  alla  rubrica   Istruzione  e   formazione
  professionale - Entrate correnti ed in conto capitale  dalla U.P.B.
  9.2.1.4.1 alla U.P.B. 9.2.2.6.2.
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   PRESIDENTE. Si passa alla rubrica  Risorse agricole ed  alimentari
  -  Entrate  correnti ed in conto capitale  dalla U.P.B.  10.2.1.4.1
  alla U.P.B. 10.5.2.7.1.
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   PRESIDENTE. Si passa alla rubrica  Salute - Entrate correnti ed in
  conto capitale  dalla U.P.B. 11.2.1.4.1 alla U.P.B. 11.3.2.6.1.
     La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   PRESIDENTE. Si passa alla rubrica  Territorio e ambiente - Entrate
  correnti ed in conto capitale  dalla U.P.B. 12.2.1.2.1 alla  U.P.B.
  12.4.2.6.1.
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   PRESIDENTE.  Si passa alla rubrica  Turismo, sport e spettacolo  -
  Entrate correnti ed in conto capitale  dalla U.P.B. 13.2.1.4.1 alla
  U.P.B. 13.2.2.6.1.
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione l'intera Tabella  A,  così  come
  emendata.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'articolo 1  Stato di  previsione
  dell'entrata  del disegno di legge n. 68-68bis-68ter/A, fatte salve
  le modifiche conseguenti all'approvazione della legge finanziaria.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Si  passa all'articolo 2  Stato di  previsione  della
  spesa   del  disegno di legge, la cui discussione si  sospende  per
  passare all'esame della Tabella B del bilancio annuale.
   Si esamina lo stato di previsione della Spesa Tabella B.
   Avverto che l'approvazione delle unità previsionali di base  della
  spesa  e dell'articolo 2 del disegno di legge avverrà facendo salve
  le modifiche conseguenti all'approvazione della legge finanziaria.
   Avverto,  inoltre, che si procederà nell'esame delle U.P.B.  della
  spesa  secondo  l'amministrazione  ed  il  dipartimento  o  ufficio
  equiparato cui ne compete la gestione.
   Si passa al Disavanzo finanziario presunto.
     Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Si passa alla Presidenza della Regione  -  dalla  UPB
  1.8.2.6.88:

        1.  Gabinetto,  uffici di diretta collaborazione  all'opera
      del Presidente e alle dirette dipendenze del Presidente
        2. Segreteria Generale
        3. Ufficio Legislativo e legale
        4. Dipartimento regionale della protezione civile
        5. Dipartimento regionale della programmazione
        6. Dipartimento regionale degli affari extraregionali
        7. Uffici speciali
        8.   Ufficio   del  garante  per  la  tutela  dei   diritti
      fondamentali dei detenuti.

        Si  passa  all'esame dell'emendamento BIL 2, del Presidente
      della Commissione Bilancio.

   DINA,  presidente della Commissione e relatore di maggioranza.  Lo
  ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento BIL 1, a firma degli onorevoli Pogliese
  ed altri.
   Il parere del Governo?

   BIANCHI,   assessore  per  l'economia.  Contrario.   Anticipo   la
  motivazione  che  riguarda  molti degli altri  emendamenti,  che  è
  quella che dicevamo prima, cioè che non si può prelevare dai  fondi
  globali.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la prossima volta  faccio  alzare
  chi è favorevole. Se volete, possiamo fare la controprova.

   FALCONE. Ci fidiamo, signor Presidente.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  la  rubrica   Presidenza  della
  Regione'. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   PRESIDENTE. Si passa all'Amministrazione  Attività produttive'.
   1. Gabinetto e uffici di diretta collaborazione all'opera
  dell'Assessore
   2. Dipartimento regionale delle attività produttive, poste in
  votazione, sono approvate.

   Non ci sono emendamenti dalla U.P.B. 2.1.1.1. alla U.P.B.
  2.2.2.7.1. , per chi segue, da pagina 326 a 328 del fascicolo  del
  bilancio.
   La pongo in votazione.   Chi è favorevole resti seduto; chi è
   contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   PRESIDENTE. Si passa all'Amministrazione Beni culturali e
  dell'identità siciliana.
   1. Gabinetto e uffici di diretta collaborazione all'opera
  dell'Assessore
   2. Dipartimento regionale dei beni culturali e dell'identità
  siciliana.

   Onorevoli  colleghi,  comunico  che  sono  stati  presentati   due
  emendamenti:
   -Bil 7  a firma dell'onorevole  Cancelleri e di tutto il Movimento
      5 Stelle,
  -Bil. 6 a firma degli onorevoli  Clemente e Cordaro.
   E'  nel  fascicolo  degli  emendamenti, on.  D'Asero,  li  abbiamo
  distribuiti. Si trovano a pagina 9. E' un unico fascicolo.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BIANCHI,  assessore per l'economia. Parere contrario, peraltro  si
  tratta di un intervento previsto in finanziaria e non nel Bilancio.

   PRESIDENTE. Il Parere della Commissione?

   DINA. Contrario.

   PRESIDENTE.  Con  il  parere   contrario  del  Governo   e   della
  Commissione, lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento BIL  6 a firma dell'onorevole
  Clemente.

   CLEMENTE. Dichiaro di ritiralo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   PRESIDENTE. Gli emendamenti relativi all'Amministrazione dei  beni
  culturali  e l'identità siciliana sono stati in parte ritirati e in
  parte bocciati.
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   PRESIDENZA.     Avverto     che    l'esame    dell'Amministrazione
  dell'economia, ovviamente, come di consueto, avverrà a  conclusione
  dell'esame delle altre Amministrazioni.

   Si  passa  all'Energia e servizi di pubblica utilità -  dalla  UPB
  5.1.1.1.1 ALLA UPB 5.4.2.6.1:
   1.   Gabinetto  e  uffici  di  diretta  collaborazione   all'opera
  dell'Assessore
   2. Dipartimento regionale dell'acqua e dei rifiuti
   3. Dipartimento regionale dell'energia
   4. Uffici speciali.

   La   pongo  in votazione.  Chi è favorevole resti seduto;   chi  è
  contrario si alzi.

                            (E'  approvata)

   Si  passa  all'Amministrazione   Famiglia,  politiche  sociali   e
  lavoro' - dalla UPB 6.1.1.1.1 alla UPB 6.4.2.6.99:

   1.   Gabinetto  e  uffici  di  diretta  collaborazione   all'opera
  dell'Assessore
   2. Dipartimento regionale della famiglia e delle politiche sociali
   3.    Dipartimento    regionale    del    lavoro,    dell'impiego,
  dell'orientamento, dei servizi e delle attività formative
   4. Agenzia regionale per l'impiego, l'orientamento, i servizi e le
  attività formative.

   Comunico che sono stati presentati tre emendamenti (contenuti  nel
  fascicolo che è stato distribuito):
   -emendamento   Bil  15,  a  firma  degli  onorevoli   Ferrandelli,
      Cracolici, Gucciardi;
  -emendamento Bil 14 a firma del Movimento cinque stelle, nella sua
  interezza;
  -emendamento Bil 10, a firma degli onorevoli Vinciullo, Fontana,
  Caputo, Falcone e D'Asero.

   Il parere del Governo sull'emendamento BIL 15?

   BIANCHI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO,   vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  minoranza. Vorremmo ricordare che la Commissione ha già  elevato  a
  venti  milioni  di  euro  le somme destinate  agli  alloggi  per  i
  pazienti dismessi dagli ex ospedali psichiatrici.

   DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.  Già
  c'è una riserva di venti milioni.

   GUCCIARDI. Ritiro l'emendamento Bil 15.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   Si  passa  all'emendamento BIL 14, a firma di tutto  il  Movimento
  Cinque Stelle.
   Il parere del Governo?

   BIANCHI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.   Con  il  parere  contrario  del  Governo   e   della
  Commissione,  pongo  in  votazione  l'emendamento  BIL  14.  Chi  è
  favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, le chiedo
  una  cortesia,   se per le singole votazioni può  usare  sempre  lo
  stesso criterio,  ovvero  chi è d'accordo resti seduto'.

   PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, è nato un problema sollevato prima,
  giustamente, dall'onorevole Pogliese e dall'onorevole  Assenza.  Mi
  scusi  forse  sulla  conduzione dell'Aula, da qua  ho  una  visuale
  diversa,   serve   a   semplificare  il  ragionamento   e   ho   la
  collaborazione del Segretario generale.

   MILAZZO  GIUSEPPE.  Allora  le posso  chiedere  sommessamente  una
  cortesia? Ero distratto. Se può ripetere il voto,  e mi appello  ai
  colleghi   a  una  maggiore  attenzione,  signor  Presidente.   Una
  controprova perché è un emendamento delicato.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, è da tanto  tempo
  che cerchiamo di portare a compimento il bilancio e la finanziaria.
  L'emendamento  BIL  14  è  un  problema  pesantissimo.  Chiedo   di
  Qattenzionare' questo emendamento.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sono stati posti due problemi: uno
  nel  merito  da  parte dell'onorevole Lentini, che  non  può  avere
  accesso  in  questo  momento; uno più correttamente  dall'onorevole
  Milazzo, il quale mi chiede  una sorta di controprova, ai sensi del
  Regolamento interno.
   Pongo, pertanto, nuovamente in votazione  l'emendamento Bil14, col
  parere contrario del Governo e della Commissione.

   VINCIULLO,   vicepresidente  e  relatore  di   minoranza.   Signor
  Presidente chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO,  vicepresidente e relatore di minoranza. La Commissione
  non  è  contraria  per  partito preso, la Commissione  è  contraria
  perché  ritiene  che  questo  non  è  argomento  da  affrontare  in
  bilancio,  ma  in finanziaria, tanto è vero che la rimanente  parte
  dei 24 milioni sono stati già inseriti, da parte del Governo, nella
  finanziaria.

   BIANCHI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BIANCHI,  assessore  per l'economia. Confermo  quello  che  diceva
  l'onorevole Vinciullo. Questo è un emendamento che a mio parere non
  è  neanche ammissibile in quanto riguarda un tema di finanziaria  e
  non di bilancio. Va rimandato alla discussione della finanziaria.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cancelleri, se  ci  può  venire  incontro,
  perché  ho  capito  che  ci  sarebbe una condivisione,  se  lo  può
  ritirare,   essendo  materia  di  finanziaria,  lo  tratteremo   in
  finanziaria.

   CANCELLERI. Va bene, lo ritiro

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

    MILAZZO GIUSEPPE. In finanziaria ci sono appostati 24 milioni.

   PRESIDENTE. Ringrazio anche l'onorevole Milazzo perché ha posto un
  problema di una certa importanza, a questo serve il Parlamento,.
   Si   passa  all'emendamento   Bil  10,    a  firma  dell'onorevole
  Vinciullo ed altri.

   VINCIULLO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'Amministrazione  Famiglia'.  Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si   passa   all'Amministrazione   Autonomie  locali  e   funzione
  pubblica' - dalla UPB 7.1.1.1.1 alla UPB 7.3.2.8.1:

   1.   Gabinetto  e  uffici  di  diretta  collaborazione   all'opera
  dell'Assessore
   2. Dipartimento regionale della funzione pubblica e del personale
   3. Dipartimento regionale delle autonomie locali.

   Comunico che il Governo ha presentato gli emendamenti BIL 53 e BIL
  54.
   Il parere della Commissione sul BIL 53?

   DINA, presidente della Commissione. Favorevole.

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento BIL 54. IL parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Favorevole.

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'Amministrazione  Autonomie locali e funzione
  pubblica' così come emendata. Chi è favorevole resti seduto; chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvata))

   Si passa all' Amministrazione   Infrastrutture e mobilità' - dalla
  UPB 8.1.1.1.1 alla UPB 8.4.2.6.88:

   1.   Gabinetto  e  uffici  di  diretta  collaborazione   all'opera
  dell'Assessore
   2.  Dipartimento regionale delle infrastrutture, della mobilità  e
  dei trasporti
   3. Uffici speciali
   4. Dipartimento regionale tecnico.

   Onorevoli colleghi, sta per essere distribuito un emendamento  che
  non  fa  parte   del fascicolo, il BIL 26 a firma  degli  onorevoli
  Ferrandelli,      Cracolici     e     Gucciardi,      relativamente
  all'Amministrazione Infrastrutture e mobilità.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole Falcone, la precedo. L'ho  già  chiesto  io
  agli  Uffici.  Erroneamente  era stato  presentato  in  finanziaria
  invece  fa  parte del bilancio. Non ci sono misteri. Dobbiamo  dare
  atto  agli Uffici che ieri, domenica, erano qua a lavorare  fino  a
  tarda serata

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Signor  Presidente, volevo  chiarire  che  per  quanto
  riguarda  i  fondi  destinati alle case  popolari  e  agli  alloggi
  popolari, questi trovano allocazione sempre nella finanziaria,  per
  cui  chiedevamo al collega di ritirarlo e trattarlo successivamente
  in finanziaria.

   FERRANDELLI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'Amministrazione  Infrastrutture e mobilità'.
  Chi è favorevole resti seduto;  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Onorevoli  colleghi,  si  passa all'Amministrazione  Istruzione  e
  formazione professionale.
   1.   Gabinetto  e  uffici  di  diretta  collaborazione   all'opera
  dell'Assessore
   2.  Dipartimento  regionale  dell'istruzione  e  della  formazione
  professionale.

     Comunico  che  sono  stati presentati tre emendamenti:  BIL  55,
  firma   dell'onorevole  Dina  nella  qualità  di  Presidente  della
  Commissione  Bilancio,  BIL 32 a firma degli  onorevoli  Cordaro  e
  Clemente  e   BIL  33   a firma degli onorevoli Pogliese,  Falcone,
  Assenza, Caputo e Vinciullo.

   DINA,  presidente della commissione e relatore. Chiedo di  parlare
  per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA,  presidente della commissione e relatore. Signor Presidente,
  onorevoli  colleghi,  abbiamo  fatto  una  serie  di  audizioni  in
  Commissione  e  tra  queste  quella  dei  RettorI  dei  tre  Atenei
  siciliani.  Ciò ha consentito di verificare che lo stanziamento  di
  soli  300 mila euro a fronte dei 3 milioni di euro stanziati l'anno
  precedente,  risultano grandemente insufficienti per  garantire  il
  funzionamento degli Atenei stessi.
   Per  cui  l'invito  è  al  Governo, anche  in  finanziaria,  nella
  rivisitazione  dell'art.  54 di poter trovare  fondi  adeguati  per
  garantire  il  funzionamento  dei  tre  Atenei  e  degli   Istituti
  universitari.
   Inviterei  anche l'assessore Scilabra a farsi parte  dirigente  in
  questa direzione. Il Governo ci assicura qualcosa? O lo mettiamo ai
  voti,  o lo ritiriamo se ci assicura qualcosa in questo senso

   PRESIDENTE. L'Onorevole Cordaro chiede di Parlare. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  se  il  Governo
  potesse  dare  indicazioni  anche con  riferimento  all'emendamento
  successivo il BIL 32, i firmatari di quell'emendamento, ossia io  e
  l'onorevole Clemente, potremmo muoverci di conseguenza,  quindi  se
  può dare un'indicazione sia sul BIL 55, che sul BIL 32.

   VINCIULLO, vicepresidente e relatore di minoranza. Brevemente come
  sempre,  siccome il tema relativo ai contributi ed al funzionamento
  delle  università e degli istituti universitari lo abbiamo trattato
  anche  in finanziaria, credo che dovremmo spostarlo anche  in  quel
  caso se il Governo ci da assicurazione che lo trattiamo.

   BIANCHI, assessore per l'economia. Assolutamente,  ne parleremo in
  finanziaria,  comunque  alcuni di questi  stanziamenti  sono  stati
  adeguati  già nella finanziaria, mi riferisco sia alle  Università,
  sia  alle  diverse università, ai poli universitari  diciamo  nella
  finanziaria è stato fatto uno sforzo per compensare molte di queste
  voci, comunque ne parliamo successivamente.

   PRESIDENTE.  Quindi  è  da  ritenere ritirato  anche  il  BIL  32,
  onorevole Cordaro. Ed il BIL 33? Anche il BIL 33?

   POGLIESE. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE.   L'Assemblea   ne  prende   atto.   Pongo   ai   voti
  l'Amministrazione   Istruzione e formazione  professionale.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si  passa  all'Amministrazione   Risorse agricole e alimentari'  -
  dalla UPB 10.1.1.1.1 alla UPB 10.6.2.6.1:

   1.   Gabinetto  e  uffici  di  diretta  collaborazione   all'opera
  dell'Assessore
   2.   Dipartimento  regionale  degli  interventi  strutturali   per
  l'agricoltura
   3.  Dipartimento  regionale degli interventi infrastrutturali  per
  l'agricoltura
   4. Dipartimento regionale degli interventi per la pesca
   5. Dipartimento regionale Azienda regionale foreste demaniali
   6. Uffici speciali.

   Comunico che sono  stati presentati due emendamenti: l'emendamento
  BIL 34 a firma del Movimento Cinque Stelle e il BIL  53.93, che sta
  per essere distribuito, a firma dell'onorevole Assenza ed altri. Il
  parere del Governo?

   BIANCHI,  assessore per l'economia.  Parere contrario per entrambi
  per un problema anche di copertura essendo sempre sui fondi globali
  per le motivazioni suddette.

   TRIZZINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRIZZINO. Rapidamente per spiegare che questo emendamento è  stato
  trattato nella Commissione, nella IV Commissione si tratta  di  uno
  stanziamento  a  favore di due centri molto  importanti,  che  sono
  quello  di  Comiso e quello di Ficuzza, e sono un'esclusività,  una
  peculiarità   per   il   recupero   della   fauna   selvatica,    e
  specificatamente, quello di Ficuzza.
   Sono  gli  unici due centri in Sicilia. Senza questo  stanziamento
  chiuderebbero.  Questo stanziamento permette di mantenere  in  vita
  queste  due  strutture che sono fondamentali  per  questo  tipo  di
  attività.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne fa facoltà.

   ASSENZA.  Signor Presidente sono firmatario assieme agli onorevoli
  del Movimento  5 stelle, dell'emendamento BIL 34 e primo firmatario
  dell'emendamento BIL 53.93.
   Vorrei  chiedere  al Governo, che della politica ambientalista  ha
  fatto una delle sue bandiere, uno dei suoi capisaldi, al Presidente
  Crocetta, che sul rispetto della natura si è fatto paladino urbi et
  orbi,  se le tartarughe che restano impigliate nelle reti o all'amo
  della  pesca  al  traino o i delfini che vengono  spiaggiati  o  le
  aquile  che rimangono intrappolate o le altre specie che in  questi
  due  unici centri siciliani, meritoriamente, vengono assistiti dopo
  essere  stati  momentaneamente salvati o dai zoofili  o  anche  dai
  semplici  cittadini  o  dagli  amici  diportisti  che  trovano   le
  tartarughe  con l'amo in gola e le portano per essere  salvate,  se
  queste  tartarughe le porteremo nel cortile di Palazzo d'Orleans  o
  di  Palazzo  dei Normanni, oppure le ributteremo  in   mare  con  i
  sacchetti di plastica nell'intestino.
   Se  questa  è  la sensibilità di questo Governo che non  riesce  a
  trovare  complessivamente 240 mila euro, 120 mila euro per  centro,
  il  cui lavoro è quasi esclusivamente fatto da volontari che devono
  meritare  tutto  il  nostro rispetto e il rispetto  della  politica
  siciliana, possiamo veramente vergognarci
   Il  termine da usare è solo questo, non si riescono  a trovare 240
  mila  euro  per permettere la sopravvivenza degli unici due  centri
  che   assicurano,  grazie  al  lavoro  di  tanti  volontari,    che
  assicurano  sulla  loro  pelle, con il loro  sudore,  con  la  loro
  fatica,  con  il  loro  sacrificio anche  economico,  questa  opera
  meritoria a salvaguardia dell'ambiente siciliano.
   Vergognatevi

                    (Applausi dai banchi di destra)

   PRESIDENTE.  Invito gli Uffici a prendere nota che l'onorevole  Di
  Giacomo appone la firma su questo emendamento.
   Raccomanderei  a  tutti un po' i toni più  bassi  perché  non  c'è
  motivo,  anche  nell'uso di espressioni, perché  non  è  opportuno,
  proprio in questo momento, enfatizzare più di tanto le situazioni.

   BIANCHI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BIANCHI,  assessore  per l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,   con   riferimento  al  BIL  34,  quanto   detto   anche
  dall'onorevole   Trizzino,   io  credo   che   la   soluzione   sia
  relativamente semplice. E' possibile prevedere, anche se  questo  è
  accaduto  in  passato,  che questo centro  fosse  finanziato  sulla
  cosiddetta  ex  Tabella H; credo che noi abbiamo l'occasione  anche
  sulla  nuova, l'articolo 53 attuale della finanziaria,  proprio  di
  riqualificare quell'intervento prevedendo stanziamenti  per  centri
  meritori come questo.
   Ricordiamolo come un punto essenziale di una ridefinizione di  una
  Tabella che può realmente dare risposta a problemi reali.

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA,   presidente  della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, suggeriamo ai  presentatori
  di  ritirarlo  alla  luce  di questa specificazione  che  ha  fatto
  l'Assessore Bianchi.
   Nella  ex   Tabella  H  potrà trovare posto anche questo  tipo  di
  finanziamento.

   PRESIDENTE.  Scusate  onorevole  Cancelleri,  onorevole   Assenza,
  onorevole Di Giacomo.

   TRIZZINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Le ricordo sempre di aver chiesto la parola.

   TRIZZINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, a noi  interessa
  fondamentalmente  che le strutture ripartano, a  prescindere  dagli
  stanziamenti  e  da  dove  vengano  presi.  Per  cui,  se   abbiamo
  rassicurazioni  certe e la sicurezza che queste  due  strutture,  a
  prescindere da questo capitolo o dall'ex tabella H, possano tornare
  a funzionare e mantenere la loro operatività per noi va bene.
   Però,  è  chiaro che ci sono una serie di dubbi. Io  non  so  come
  funzioni esattamente questa nuova struttura dell'ex tabella H;  non
  capisco se possono entrare strutture pubbliche o strutture private,
  quindi vorrei una rassicurazione dall'Assessore, per verificare  se
  questa ipotesi sia fattibile.

   FALCONE. Se posso spiegare

   PRESIDENTE. Onorevole Falcone, noi siamo ancora all'inizio.  Siamo
  sulla buona strada per il bilancio, ma ancora dobbiamo iniziare  la
  finanziaria. E' una questione

   FALCONE.  Signor  Presidente,  ad  adiuvandum,  semplicemente   ad
  adiuvandum.

   PRESIDENTE. Onorevole Falcone, ha facoltà di parlare.

   FALCONE.  Signor Presidente, soltanto ad adiuvandum,  vorrei  dire
  che  c'è un intervento, ex tabella H, articolo 128, secondo cui  al
  capitolo  143706 vi sono  sovvenzioni ad associazioni venatorie  ed
  ambientaliste  riconosciute, per lo svolgimento dei servizi  e  dei
  compiti  connessi  alla salvaguardia della fauna  selvatica,  degli
  habitat naturali e così via'.
   Quindi,  secondo  me  potremmo  eventualmente  individuare  questo
  capitolo.

   PRESIDENTE. Assessore Bianchi, da parte dell'onorevole Trizzino  è
  pervenuta  la richiesta di confermare che comunque quest'argomento,
  o  in bilancio, o in finanziaria, possa trovare coperture ed essere
  trattato in maniera adeguata. Lei conferma questa disponibilità?

   BIANCHI, assessore per l'economia. Confermo.

   PRESIDENTE. Quindi l'onorevole Trizzino lo ritira, con  tutti  gli
  altri, anche l'onorevole Assenza.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo   in   votazione   l'Amministrazione  risorse   agricole   e
  alimentari.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Invito  i  parlamentari che interloquiscono  direttamente  con  il
  Governo  a  prendere  posto negli appositi  banchi,  che  non  sono
  chiaramente  quelli  del Governo. Evitiamo di  interloquire  con  i
  singoli Assessori altrimenti il lavoro diventa difficile.
   Si  passa  all'Amministrazione Salute - dalla UPB 11.1.1.1.1  alla
  UPB 11.3.2.6.88, da pagina 380 alla pagina 384:

   1.   Gabinetto  e  uffici  di  diretta  collaborazione   all'opera
  dell'Assessore
   2. Dipartimento regionale per la pianificazione strategica
   3.   Dipartimento   regionale  per  le   attività   sanitarie   ed
  osservatorio epidemiologico.

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'Amministrazione Territorio e ambiente -  dalla  UPB
  12.1.1.1.1 alla UPB 12.5.2.6.1, dalla pagina 385 alla pagina 393:

   1.   Gabinetto  e  uffici  di  diretta  collaborazione   all'opera
  dell'Assessore
   2. Dipartimento regionale dell'ambiente
   3. Dipartimento regionale dell'urbanistica
   4. Comando del corpo forestale della Regione siciliana
   5. Uffici speciali.

   Comunico  che è stato presentato un emendamento, il BIL 43,  degli
  onorevoli Maggio, Raia, Alloro e Gucciardi.
   Il parere del Governo?

   BIANCHI,  assessore per l'economia. Il parere è  contrario,  anche
  per  un problema di copertura. Sottolineo solo due secondi: il tema
  è   ovviamente  rilevante,  che  riguarda  i  CO.CO.CO   dell'ARTA.
  Ovviamente,   non  possiamo  mettere  a  Bilancio,  peraltro,   uno
  stanziamento  in  assenza di una norma che ne prevede  la  proroga,
  quindi stiamo affrontando il problema come Governo, ma non è questa
  la possibile soluzione.

   MAGGIO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo in votazione l'Amministrazione Territorio e ambiente.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'Amministrazione Turismo, sport e spettacolo -  dalla
  UPB  13.1.1.1.1 alla UPB 13.2.2.6.99, dalla pagina 394 alla  pagina
  396:

   1.   Gabinetto  e  uffici  di  diretta  collaborazione   all'opera
  dell'Assessore
   2.  Dipartimento  regionale  del turismo,  dello  sport  e   dello
  spettacolo.
     Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si riprende l'esame dell'Amministrazione Economia.
   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

     -  BIL 52 e BIL 52.1, interamente sostitutivo dell'emendamento
     BIL 52, entrambi del Governo;
     - dagli onorevoli Caputo, Vinciullo, Falcone ed altri BIL 9;
     -  dagli  onorevoli  Fontana,  Vinciullo,  Caputo,  Assenza  e
      Falcone BIL 8.

   FALCONE. Signor Presidente, non sono stati distribuiti.

   PRESIDENTE.  Mi  dicono  gli uffici che,  in  realtà,  sono  stati
  distribuiti  precedentemente.  Comunque,  aspettiamo  che   vengano
  distribuiti.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI MAURO. Signor Presidente, vorrei avere consapevolezza di alcune
  voci  della Tabella indicata nell'emendamento Bil 52.1, a proposito
  del  capitolo 478102, che è  un contributo di gestione  all'Azienda
  siciliana  trasporti  di ulteriori dieci milioni  di  euro,  perché
  credo che ci sia un rapporto di natura contrattuale con  l'AST  che
  ha chiuso più di un esercizio in passivo.
   Vorrei comprendere a che cosa servono questi dieci milioni e  qual
  è  la ragione.  E poi quest'altro capitolo, 219205  Restituzione  e
  rimborsi  di  tasse  e imposte indirette sugli  affari  e  relative
  addizionali, di 51.284 milioni.

   PRESIDENTE.  Assessore  Bianchi, vuole spiegare  il  contenuto  di
  questo emendamento?

   BIANCHI,  assessore  per  l'economia. Per  quanto  riguarda  l'AST
  abbiamo  aumentato il contributo in considerazione della sofferenza
  che  sta  attraversando l'azienda dei trasporti sulla  quale,  come
  sapete,  per  altro  è previsto un piano industriale  che  dovrebbe
  risolvere  alcuni  di  questi problemi  che  sta  attraversando  e,
  comunque,  svolgendo una funzione di servizi essenziale non  poteva
  essere evitato.
   Per  quanto riguarda, invece, quella di 38 milioni, si  tratta  di
  una  variazione  sostanzialmente tecnica di  rimpinguamento  di  un
  fondo di riserva.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Veda Presidente, questo contributo che si  vuole  dare
  all'azienda  è  un  ulteriore spreco di denaro pubblico  che  viene
  fatto nei confronti di un'azienda che da diversi anni è in passivo,
  perché,  nonostante  i  contributi che  sono  stati  erogati  dalla
  Regione e, nonostante la convenzione che c'è tra l'AST e la Regione
  siciliana,   a   proposito  dei  rimborsi  che  vengono   fatti   a
  chilometraggio, questo ulteriore contributo credo sia uno spreco di
  denaro perché se è vero che tutti gli altri concorrenti del sistema
  dei  trasporti  sopravvivono con i rimborsi e,  addirittura,  negli
  anni  precedenti,  come lei ricorderà, Presidente,  ci  sono  state
  delle  riduzioni  di  trasferimenti a proposito  del  rispetto  dei
  contratti,  non  riesco  a  comprendere  quali  siano  le   ragioni
  straordinarie  che  vengono  riconosciute  all'AST  perché  ci  sia
  un'ulteriore concessione di contributo che, mi permetto di dire, mi
  sembra uno spreco di denaro pubblico.
   Allora,  per quanto ci riguarda, Presidente, vorremmo che sull'AST
  si  faccia chiarezza e si faccia chiarezza soprattutto in ordine ad
  una possibilità, che questo servizio che è pubblico, deve essere un
  servizio  la cui gestione deve essere più oculata, deve essere  più
  responsabile,  deve  essere  più  consapevole  delle   ristrettezze
  economiche.  Concedere un ulteriore contributo, in  un  momento  di
  ristrettezza,  dove qui non riusciamo a dare risposte  a  categorie
  produttive come gli artigiani, i commercianti, gli imprenditori  in
  genere,  non  riusciamo a stabilizzare i precari, non  riusciamo  a
  dare  una  risposta  seria e concreta alle  persone  che  sono  qui
  davanti  al Palazzo a protestare perché non ci sono risorse,  a  me
  sembra  di  trovarci  in  una condizione   in  cui  si  continua  a
  sostenere  un  sistema parassitario che per anni è stato  sostenuto
  dalla Regione e che continua ad essere sostenuto in questo senso.
   Noi  quindi  le  annunciamo un emendamento soppressivo  di  questo
  contributo all'AST.

   FONTANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha facoltà. Quello che raccomando  è  la  brevità
  però,  perché  avremo  ancora la Finanziaria.  Siamo  elastici  sui
  tempi, però capiamo subito lo spirito degli interventi.

   FONTANA.  Signor Presidente, sarò brevissimo proprio  a  proposito
  dell'Azienda  Siciliana Trasporti. Un'azienda  che,  purtroppo,  ha
  accumulato negli anni, un disavanzo di una certa entità perché  non
  ha  ricevuto  tutti i contributi che avrebbe dovuto ricevere  negli
  anni  in  base  ai chilometri percorsi. Quindi, se spettavano  come
  contributo  24  milioni di euro, il Governo precedente,  purtroppo,
  ogni anno, decurtava il contributo creando un grave deficit. E' per
  questo che l'Azienda in questo momento è in sofferenza e, quindi, è
  chiaro  che questo Governo, invece, sta pensando bene di aumentarne
  il  contributo  che, per altro, equivale, in maniera proporzionale,
  al  chilometraggio effettuato. Non solo, ma sarebbe dovuto anche un
  altro  contributo legato alle cosiddette tessere per i  passeggeri,
  per  i disabili e gli anziani. Cosa che, allora, il Governo non  ha
  fatto e avrebbe dovuto anche trasferire quelle somme.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà, brevemente e poi  anche  l'onorevole
  Cracolici.

   TURANO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  vorrei  soltanto
  un'assicurazione, che il Governo mantenesse sempre la stessa  linea
  sul  ragionamento  del trasporto pubblico siciliano,  in  qualunque
  modo  esso  si svolga, a tutela delle partecipazioni pubbliche  che
  garantiscono il buon funzionamento degli aeroporti.
   Mi  sono  confrontato poc'anzi con il Presidente della Regione  su
  una  vicenda molto simile. Vorrei, visto che il Governo  decide  di
  sostenere,   devo   dire  legittimamente,  un'azienda   interamente
  partecipata  dalla  Regione, evitare che  aziende  di  pari  grado,
  pubbliche,   partecipate   dagli   Enti   locali,   non   venissero
  penalizzate.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Cracolici.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, ho chiesto  la  parola  perché  ho
  capito che su un fatto tecnico l'onorevole Di Mauro ha voluto usare
  questa occasione per aprire una discussione sull'AST.
   Io  dico   benvenuto in paradiso' a quanti colgono o si  accorgono
  che  l'AST  è un'azienda che ha una certa sofferenza ed  una  certa
  difficoltà.
   Per la verità, onorevole Di Mauro, è da qualche anno che l'AST  ha
  una  certa sofferenza ed una certa difficoltà, visto che da diverso
  tempo  utilizziamo  l'istituto della  ricapitalizzazione  per  fare
  fronte al ripiano perdite dell'azienda AST.
   Ricordo  che c'era una legge, quando l'AST è stata trasformata  in
  S.p.A.,    che   prevedeva   la   capitalizzazione   e    poi    la
  ricapitalizzazione solo per un triennio, credo che siamo  ormai  al
  settimo  anno dalla nascita della S.p.A. ed interveniamo ogni  anno
  per ricapitalizzare l'AST.
   E'  giusto  che  ci  sia una riflessione su come deve  funzionare,
  credo  che  faccia  parte del tema delle società  partecipate  alle
  quali abbiamo convenuto di fare una discussione di merito su tutte,
  però  vorrei  ricordare che non è che l'AST  diventa  cattiva  solo
  perché  adesso il dottor Tafuri è stato messo fuori dalla  società.
  Non  è che fino ad ieri era buona perché c'era il dottor Tafuri  ed
  oggi  diventa  cattiva  perché Tafuri non c'è  più.  Perché  questa
  visione  come  dire, a fisarmonica, con la quale  si  giudicano  le
  società e le attività delle società è davvero inaccettabile.
   Io  penso  che l'AST ha bisogno di una sua riorganizzazione,  devo
  dire   con   grande  onestà,  io  sono  sempre  stato   contro   la
  privatizzazione di questa società, non capisco e non  comprendo  la
  prospettiva  di  privatizzare  una  società  che  nel  settore  dei
  trasporti  non ci sono molti interessi strategici del  privato,  se
  non  per l'AST, in particolare esclusivamente per il bene e per  il
  patrimonio  che  gode,  che  ha l'AST,  e  questo  sì  che  sarebbe
  inaccettabile.  Se  qualcuno  pensa  di  privatizzare  la  polpa  e
  lasciarci, diciamo, lo scheletro. Ma questo è un'altra discussione.
   Io penso che ad oggi questi dieci milioni di euro in più altro non
  sono  che  interventi  di ricapitalizzazione che  fin  qui  abbiamo
  fatto; oltretutto ricordo che l'AST, a differenza di tutte le altre
  società  di  trasporto che sono convenzionate  con  la  Regione,  è
  l'unica che fa anche il servizio pubblico urbano, lo fa a Siracusa,
  lo  fa  a  Ragusa,  lo fa a Modica, lo fa in altri  centri  medi  e
  abbastanza  grossi e città capoluogo come Siracusa, appunto,  e  il
  servizio  del trasporto urbano, a differenza di quello extraurbano,
  è  un  servizio  in cui la percorrenza chilometrica  ha  dei  costi
  maggiori essendo appunto urbano e non extraurbano.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Mi raccomando la brevità.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io penso  che
  prevedere  un  contributo di 10 milioni di euro in un bilancio,  in
  una  finanziaria, che sta tagliando tutto ed a tutti, mi sembra  un
  pugno  nell'occhio  anche alla luce delle  vicende  dell'AST  degli
  ultimi anni e voglio un po' ricordare quelle che sono le vicende.
   Non si conosce il destino programmatico dell'AST, non si sa quello
  che  si  vuole  fare  atteso  che  da  alcuni  anni  assistiamo   a
  dichiarazione   da  parte  dei  Governi  che  si  succedono   sulla
  privatizzazione dell'AST stessa e, a volte, apprendiamo  che  altre
  società,  altri imprenditori attraverso piccole società  che  fanno
  parte dell'AST, vorrebbero entrare nel capitale della stessa.
   Ora,  alla  luce di queste considerazioni e, alla luce  anche  del
  fatto che agiremmo, se passasse questo emendamento, in una sorta di
  dumping  rispetto alle altre compagnie di trasporto su gomma,  alle
  quali   compagnie  di  trasporto  su  gomma  vengono   tagliati   i
  contributi, vengono tagliate le sovvenzioni, mettendo in difficoltà
  sia  i  sindaci di tutte le città, grandi, medie, medio grandi  che
  hanno  un  servizio  urbano  di trasporti,  che  sono  costrette  a
  chiudere  società e le società stesse che svolgono il  servizio  in
  convenzione con la Regione, bene, in costanza di questa situazione,
  noi invece  alziamo un contributo di 10 milioni ad un'azienda senza
  un  atto  programmatico  di indirizzo,  senza  sapere  cosa  si  fa
  dell'AST.

   PRESIDENTE.  Grazie. Chiaro sia nelle parole che  nell'espressione
  onorevole Formica.

   SORBELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. Scusate abbiamo aperto  una  questione
  sull'AST  e il presidente Crocetta ha chiesto di intervenire.  Dopo
  l'intervento dell'onorevole Sorbello.

   SORBELLO. Signor Presidente, Assessori, mi riferisco all'Assessore
  per   le  infrastrutture  e  all'Assessore  al  bilancio.  Io  sono
  favorevole  a finanziare questa ulteriore somma fermo restando  che
  dobbiamo  porci  un  traguardo quello che è  un  obiettivo  per  la
  soluzione di questa società. Io non so quanti qua dentro sanno  che
  già molti comuni del territorio siciliano sono stati penalizzati da
  qualche  anno,  nel  rapporto pubblico  dei  pendolari  per  quanto
  riguarda le scuole medie superiori.
   Molti  comuni,  oggi, sono costretti a raddoppiare  il  costo  del
  trasporto  perché  sono  stati abbandonati  dal  servizio  pubblico
  dell'AST.
   E  oltre  a questo c'è ne sono molti altri e molti altri  studenti
  che rischiano giornalmente la vita, perché questa società non è  in
  condizione  di  fornire autobus in sicurezza,  autobus  in  cui  si
  aprono  le  porte  durante  il percorso, autobus  che  si  fermano,
  durante  l'anno  ci sono diverse decine di giorni che  non  possono
  arrivare a scuola, dovuto al fatto che ci sono autobus carenti.
   Si  parla  che  l'ultima immatricolazione di autobus  più  recenti
  risalga agli anni '94 -'95, per cui siamo già con autobus che hanno
  oltre venti anni, vetusti e insicuri.
   Poi  c'è  un'altra  strategia  in atto,  cioè  che  molte  società
  private,  piccoli  privati  vogliono  entrare,  così  come   diceva
  l'onorevole   Formica,  vogliono  entrare  in  questo    ambaradam
  dell'AST siciliana, per poi appropriarsi della logistica,  più  che
  altro, che dei mezzi.
   Per   cui   abbiamo   detto  in  Commissione  all'Assessore   alle
  infrastrutture,  lo dico oggi anche al Presidente  e  all'Assessore
  per  l'economia, bisogna rivedere, bisogna attivare  una  procedura
  strategica  per quanto riguarda il trasporto su gomma  dell'AST  in
  Sicilia,  perché diversamente stiamo facendo raddoppiare;  ad  oggi
  ci sono diverse decine di comuni che pagano il doppio della tariffa
  perché  fin quando l'AST non aveva dichiarato il forfait i  privati
  si  limitavano a subentrare nel servizio con lo stesso costo,  oggi
  molti comuni pagano il doppio sacrificando così anche le tasche  di
  tutte  le famiglie siciliane che vogliono mandare i propri figli  a
  scuola.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'Onorevole Crocetta, può essere
  che  il  suo  intervento  ci venga incontro,  non  dobbiamo  aprire
  necessariamente una questione sull'AST, anzi già è stata aperta.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  Deputati,  onestamente  ritengo  che  la  questione  del  trasporto
  pubblico  in Sicilia meriti un'attenzione particolare,  però  credo
  che difficilmente questa la si debba affrontare nella finanziaria.
   Noi  oggi dobbiamo prendere atto di una cosa, che l'AST è un  ente
  pubblico, che le perdite dell'AST comunque noi la giriamo, poi alla
  fine  le  paghiamo noi. Quindi o le paghiamo prima  o  le  paghiamo
  dopo, alla fine le dobbiamo pagare.
   C'è  una  questione,  invece, che riguarda il  trasporto  pubblico
  siciliano e, in generale, con delle riflessioni che dobbiamo  fare.
  Privatizzare l'AST? Questo che significa che privatizziamo tutto il
  sistema dei trasporti siciliano che è in gran parte privatizzato  e
  non  abbiamo  neppure  la possibilità di garantire  corse  a  fasce
  sociali,  o  un sistema minimo di solidarietà?  Perché  poi  questi
  sono  i  ragionamenti. Perché guardate c'è un motivo molto semplice
  perché  l'AST sia strutturalmente in perdita, e non da adesso.  Per
  il  semplice  motivo  che  ai privati vanno  le  corse  migliori  e
  all'azienda pubblica vanno le corse peggiori, per cui in realtà  il
  costo che è a carico dell'AST non consente nelle attuali condizioni
  mai di essere economicamente positivo.
   Fra   l'altro  nel  2009  si  è  proceduto  a  una  proroga  della
  convenzione  precedente e con tutte  le aziende di  trasporto,  per
  cui il sistema è inchiodato da anni.
   Abbiamo  una  tentazione  da  parte  delle  aziende  private   del
  trasporto siciliano di rivolerci riproporre una convenzione  che  è
  assolutamente di proroga che non può essere accettata  dal  Governo
  per  il  semplice  motivo  che la legge dice  chiaramente   che  la
  proroga può avvenire una sola volta , per cui intendiamo mettere  a
  riordino tutto il sistema.
   Ma nel fare ciò dobbiamo capire: o l'AST può concorrere come tutti
  gli altri privati ad accaparrarsi a condizioni vantaggiose le corse
  che  attualmente vengono preservate ai privati o l'AST sarà  sempre
  in  deficit.  Quello  che  vi si  chiede oggi,  quindi,  è  questo:
  venire,  in qualche modo, incontro ad un'azienda pubblica che  deve
  pagare  stipendi, che deve garantire servizi, che non  è  vero  che
  deve  essere necessariamente in negativo, perché sono convinto  che
  l'AST, invece, possa diventare fortemente attiva.
   Se  liberalizziamo  il  sistema  delle  concessioni,  anche  l'AST
  concorre come tutti gli altri; se, però, dobbiamo garantire  più  i
  privati  dell'AST, il ragionamento non funziona. E'  questo,  però,
  l'attuale  schema che ci troviamo ad ereditare da lunghi  e  lunghi
  anni.
   Direi: facciamo una valutazione; la facciamo anche con il conforto
  del Parlamento; individuiamo un percorso per cui possiamo andare ad
  una  riforma  anche  del  sistema e ad un  nuovo  bando  che  possa
  permettere alle aziende di trasporti di guadagnare.
   Per  esempio,  quante linee non servono a niente  nel  sistema  di
  trasporto  siciliano  e vengono mantenute? Quanti  autobus  partono
  allo  stesso  orario  su compagnie diverse, lo stesso  momento,  la
  stessa  linea,  per cui magari quella dell'AST parte cinque  minuti
  dopo quella privata che è già partita per la stessa linea. Su tutto
  questo  dovremmo  fare  dei  ragionamenti.  E'  chiaro  che   sulle
  partecipate vogliamo vederci chiaro e vedere tutto; oggi, però, c'è
  un'esigenza  in  qualche  modo di non determinare  in  anticipo  il
  passivo  per il 2013, in attesa di una riforma più complessiva.  Ma
  guardate  che le mani ce le vogliamo mettere tutti su tutto  questo
  sistema,  anche  accettando  i rilievi  che  ci  vengono  dati  dai
  deputati su una necessità di rendere in bonus l'azienda e  di  fare
  diventare anche meno dispendioso il costo del sistema dei trasporti
  generale.
   Non  è  che, siccome, da 30 anni a questa parte, alla fine, questi
  soldi glieli abbiamo dati, improvvisamente, facciamo la rivoluzione
  perché  nel  2013  non  glieli diamo. Facciamo  la  rivoluzione  se
  andiamo a cambiare il sistema come è intendimento del Governo.

   PRESIDENTE.  Grazie,  Presidente  Crocetta.  Stiamo   votando   il
  bilancio;  non  possiamo  commettere  errori  procedurali  che  poi
  aggraverebbero la situazione.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.   Signor   Presidente,  onorevole  Presidente,   onorevoli
  colleghi,  condivido l'attenzione che il Presidente  dell'Assemblea
  sta  ponendo nelle procedure che stiamo cercando di portare  avanti
  per   l'approvazione  del  bilancio  e  della  finanziaria,   nella
  consapevolezza  che  questo bilancio e questa finanziaria  vive  la
  grande  difficoltà  che, per la prima volta, ci troviamo,  ritengo,
  così  come più volte ha dichiarato l'assessore Bianchi, a  trattare
  una materia che è stata in parte condivisa con un Governo nazionale
  che  non  c'è più, che non è stato, sicuramente, almeno secondo  il
  mio  parere,  amico  con la Sicilia, tant'è che questo  bilancio  e
  questa  finanziaria hanno un'attenzione di rigore  enorme  rispetto
  alle poste di bilancio.
   Devo  condividere  le  dichiarazioni del Presidente  Crocetta  nel
  momento  in cui in tema di trasporto si vuole poter fare  un'azione
  di  concertazione complessiva senza atti come quello che  si  vuole
  consumare  questa sera con l'emendamento dell'onorevole  Di  Mauro,
  che va ad incidere, di fatto, nelle spese obbligatorie nell'Azienda
  Siciliana Trasporti.
   In  questo modo, rischiamo di far fallire un'azienda che ha invece
  la  necessità di trovare una giusta razionalizzazione  nel  sistema
  dei  trasporti,  unitamente alle iniziative  di  chi  svolge  anche
  questo lavoro in forma privata.
   Ritengo  che voler porre in votazione questo emendamento  che,  di
  fatto,  va  a  tagliare  delle risorse obbligatorie  per  l'Azienda
  Siciliana Trasporti significhi anche voler indebolire la trattativa
  e  l'azione  che  il Governo dovrà portare avanti in  un'azione  di
  condivisione anche con le altre strutture operanti nel settore.
   Sappiamo della crisi del trasporto su gomma ma ritengo che cassare
  questo   articolo  significhi  voler  porre  in  liquidazione   una
  struttura  che,  oggi, non può essere liquidata, in  forma  sic  et
  simpliciter, con un emendamento pirata.

   FAZIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAZIO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   non   volevo
  intervenire ma credo sia opportuno che intervenga al riguardo.
   Non supera le obiezioni che sono state mosse l'intervento da parte
  del  Presidente della Regione. Non è vero che l'AST ha e svolge  il
  servizio  per quanto riguarda le linee che siano meno remunerative,
  anzi,  tutto  il contrario. Al riguardo e a mio avviso, continuando
  su  questo  percorso  che  abbiamo  visto,  negli  anni  pregressi,
  continuare  a  finanziare  dei  carrozzoni ,  sicuramente,  qualche
  problema ce lo dovremmo porre.
   Farei  una  domanda alla Regione, soprattutto al Presidente  della
  Regione:  come fa a giustificare agli occhi dei cittadini siciliani
  il  fatto di dare 10 milioni di euro all'AST e poi non prevedere il
  finanziamento  per  quanto  riguarda  la  mobilità  degli  abitanti
  dell'Isola?
   Questa,  infatti, è stata la proposta. Non posso dimenticare  che,
  in  Commissione,  mi è stato riferito che, poiché il  finanziamento
  che  consente di mettere mano ai bandi che sono in scadenza  il  31
  ottobre,  che  assicurerebbe  la mobilità  di  tutti  gli  isolani,
  significa che gli abitanti delle Isole Eolie, Egadi,  a partire dal
  primo novembre, se vogliono venire in terraferma, possono venire  a
  nuoto, perché questa è stata la decisione.
   Come fa a conciliare, da una parte, 10 milioni di euro quando  per
  poter  rifare i bandi e consentire l'avviamento, peraltro anche  di
  quelle  economie  che, a mio avviso, nel momento in  cui  si  fanno
  bandi ex novo, si possono ottenere, come fa a giustificare una cosa
  del genere?
   Ecco  perché ho sottoscritto l'emendamento soppressivo  di  questo
  finanziamento.   Proprio  su  queste  risorse,  infatti,   possiamo
  sicuramente  assicurare  la mobilità a  tutti  gli  abitanti  delle
  Isole. Non mi pare che sia cosa da poco.

   PRESIDENTE.  Comunico che è stato presentato, dagli  onorevoli  Di
  Mauro,  Formica,  Fazio e Musumeci, il subemendamento  BIL  52.1.1,
  relativamente all'UPB 42133, per intenderci, l'argomento che si sta
  trattando,   cioè  l'AST.  Se,  quindi,  dovesse   passare   questo
  subemendamento, verrebbe meno il capitolo di 10 milioni di  euro  a
  favore dell'AST.
   Lo pongo in votazione.

   DI MAURO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE. Sospendo brevemente la seduta.

                                (La seduta, sospesa alle ore 17.42,
      è ripresa alle ore 17.48)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   C'era stata una richiesta di votazione per scrutinio segreto.
   Dobbiamo   procedere  per  verificare  se  è   appoggiata   da   9
  richiedenti.  E' stata formulata dall'onorevole Di  Mauro,  proprio
  sul  subemendamento che sopprime il contributo per il  2013-2014  e
  2015  di 10 milioni di euro dell'UPB 42133, per intenderci riferito
  all'AST.
   Si  passa  alla verifica dei richiedenti. La richiesta di verifica
  di votazione per scrutinio segreto non è supportata.

   LOMBARDO.  Stiamo votando, signor Presidente. Siamo nove.  Non  ha
  votato  l'onorevole Lo Sciuto. Faccia votare di nuovo, per  favore.
  E' l'unica questione; la faccia votare di nuovo, per favore.

   PRESIDENTE.  L'ho  lasciata aperta. La richiesta  di  verifica  di
  votazione per scrutinio segreto non è supportata.

   LOMBARDO.   Signor  Presidente, cosa  dobbiamo  difendere?  Faccia
  ripetere la votazione.
   Stiamo chiedendo semplicemente un voto segreto.

   PRESIDENTE.  Si, però, bisogna stare un poco attenti. Avevo  detto
  che  si  era  avviata  la  verifica dei  richiedenti  lo  scrutinio
  segreto.

   LOMBARDO. Ma cosa costa fare votare nuovamente?

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  consultato  con  il   deputato
  Segretario, si rinnova la verifica dei richiedenti.
   Pongo in votazione la richiesta per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

     Votazione per scrutinio segreto del subemendamento BIL 52.1.1

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione  per  scrutinio   segreto   del
  subemendamento  a firma Di Mauro, Formica, Fazio  e  Musumeci,  che
  prevede  la  soppressione del contributo di 10 milioni di  euro  in
  favore dell'AST.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì prema il  pulsante
  verde; chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  .  72
   Maggioranza  .   ..37
   Favorevoli     . ..19
   Contrari       ...53

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'emendamento  BIL.  52.  1,  del
  Governo. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO,  vicepresidente della Commissione.  Signor  Presidente,
  onorevoli  colleghi,  a nome della Commissione,  voglio  apprezzare
  favorevolmente il contenuto; nello stesso tempo, voglio  annunciare
  il voto favorevole del PDL e ringraziare il Governo

   PRESIDENTE.  Che  c'entra il PDL? Che c'entra il PDL?  Lei,  nella
  qualità di componente della Commissione

   VINCIULLO   per  aver recepito gli emendamenti da noi  presentati,
  che ritiriamo: il BIL 8 e il BIL 9. Grazie.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione, pertanto, l'emendamento BIL. 52. 1.   Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento del Governo BIL 56.  E'stato
  distribuito.

   CAPUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, brevemente,  è  un
  emendamento perfettamente bilanciato perché sottrae 750  mila  euro
  alla  valorizzazione  del  patrimonio a  favore  del  capitolo  che
  prevede anche l'affitto di locali in favore delle Forze dell'Ordine
  che  operano  in  Sicilia.  E  c'è una richiesta,  da  parte  della
  Questura  e di altre forze di Polizia, di aumento del Capitolo  per
  le Forze dell'Ordine di stanza a Palermo.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'Economia - dalla UPB 4.1.1.1.1 alla UPB 4.4.2.6.1:

   1.   Gabinetto  e  uffici  di  diretta  collaborazione   all'opera
  dell'Assessore
   2.  Dipartimento  regionale del bilancio e del tesoro.  Ragioneria
  generale della Regione
   3. Dipartimento regionale delle finanze e del credito
   4. Uffici speciali
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Pongo  in  votazione  l'intera Tabella B. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Pongo in votazione l'emendamento A1, del Governo.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Chiaramente,   do   per   scontati  i  pareri   favorevoli   della
  Commissione: si tratta di fatti tecnici.
   Pongo  in  votazione   l'articolo 2  (Stato  di  previsione  della
  spesa), fatte salve le modifiche conseguenti all'approvazione della
  legge finanziaria.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Do lettura dell'articolo 3 (Elenchi):

                                «Art. 3
                                Elenchi

   1. Sono considerate spese obbligatorie e d'ordine, per gli effetti
  di cui all'articolo 26 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, quelle
  descritte  nell'elenco n. 1 annesso allo stato di previsione  della
  spesa.

   2.  Le  spese per le quali può esercitarsi da parte dell'Assessore
  regionale  per l'economia la facoltà di cui all'articolo 28,  comma
  2,  della legge 31 dicembre 2009, n. 196 sono descritte nell'elenco
  n. 2 annesso allo stato di previsione della spesa».

   Si procede con gli elenchi annessi:

   -  l'elenco  n.  1:  Spese obbligatorie e d'ordine iscritte  nello
  stato  di  previsione della spesa ai sensi dell'articolo  26  della
  legge 31 dicembre 2009, n. 196  (pagg. 412-429);

   l'elenco  n.  2:   Spese  per le quali può esercitarsi,  da  parte
  dell'Assessore  regionale  per  l'economia,  la  facoltà   di   cui
  all'articolo 28 della legge 31 dicembre 2009, n. 196  ( pag. 430).

   Pongo  in votazione l'elenco n. 1. Chi è favorevole resti  seduto;
   chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'elenco n. 2. Chi è favorevole resti  seduto;
   chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 3, nel suo complesso.
   Chi è favorevole resti seduto; chi contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                               «Art. 4.
                 Totale generale del bilancio annuale

   1.  E'  approvato  in 25.956.616 migliaia di euro  in  termini  di
  competenza ed in 18.773.136 migliaia di euro in termini  di  cassa,
  il  totale generale dell'entrata ed il totale generale della  spesa
  del bilancio della Regione siciliana per l'anno finanziario 2013».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                               «Art. 5.
                               Allegati

   l.  Per l'anno finanziario 2013 le unità previsionali di base e le
  funzioni   obiettivo   sono  individuate,  rispettivamente,   negli
  allegati n. 1 e n. 2 alla presente legge».

   Lo  pongo  in votazione con i relativi allegati. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:.

                               «Art. 6.
                         Bilancio pluriennale

   1.  E' approvato in 54.687.636 migliaia di euro il totale generale
  dell'entrata  ed  il  totale  generale  della  spesa  del  bilancio
  pluriennale   della  Regione  per  il  triennio   20132015,   nelle
  risultanze di cui alle tabelle C e D allegate alla presente legge.

   2.  Al bilancio pluriennale è annesso l'elenco n. 5 relativo  agli
  oneri  a  carico  del  triennio 2013-2015 per far  fronte  a  nuovi
  provvedimenti legislativi».

   Si  sospende la discussione dell'articolo 6 per passare  all'esame
  della Tabella C e della Tabella D del bilancio pluriennale.
   Si  esamina  lo stato di previsione dell'Entrata per  il  triennio
  2013-2015  (Tabella C - per unità revisionale di  base).  Pongo  in
  votazione la tabella C. Il parere del Governo?

   BIANCHI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

                            (E' approvata)

   Si passa all'Avanzo finanziario.
   Economia - Entrate correnti, in conto capitale e per accensione di
  prestiti.
   Entrate correnti ed in conto capitale.
   Si esamina lo stato di previsione della Spesa per il triennio 2013-
  2015 (Tabella D - per unità previsionali di base):
   Si passa al Disavanzo finanziario presunto:

        1. Presidenza della Regione - relative U.P.B.
        2. Attività produttive - relative U.P.B.
        3. Beni culturali e identità siciliana - relative U.P.B.
        4. Economia - relative U.P.B.
        5. Energia e servizi di pubblica utilità - relative U.P.B.
        6. Famiglia, politiche sociali e lavoro - relative U.P.B.
        7. Autonomie locali e funzione pubblica - relative U.P.B.
        8. Infrastrutture e mobilità - relative U.P.B.
        9. Istruzione e formazione professionale - relative U.P.B.
        10. Risorse agricole e alimentari - relative U.P.B.
        11. Salute - relative U.P.B.
        12. Territorio e ambiente - relative U.P.B.
   13. Turismo, sport e spettacolo - relative U.P.B.

   Pongo in votazione la Tabella D. Il parere del Governo?

   BIANCHI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.   Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvata)

   Pongo  in votazione l'articolo 6, cui è annesso l'elenco numero  5
   Fondi  occorrenti  per  far fronte ad oneri  dipendenti  da  nuovi
  provvedimenti legislativi'.
   Si   precisa   che  sono  fatte  salve  le  modifiche  conseguenti
  all'approvazione della legge finanziaria.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura
                               «Art. 7.
                                Quadri

   1.  Sono  approvati  il quadro generale riassuntivo  del  bilancio
  della  Regione  siciliana  per l'anno finanziario  2013  e  per  il
  triennio  2013-2015,  in  termini di  competenza,  con  i  relativi
  allegati, e il quadro delle previsioni di cassa per l'anno 2013».

   Lo   pongo  in  votazione,  con  la  precisazione  che  i   Quadri
  riassuntivi'  sono  quelli  risultanti  dalle  modifiche  approvate
  dall'Aula nel corso dell'esame del bilancio a legislazione vigente.
  Sono  pertanto  fatte  salve  le  ulteriori  modifiche  conseguenti
  all'approvazione della legge finanziaria.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 8.  Ne do lettura:

                               «Art. 8.
                             Norma finale

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
  sua pubblicazione, con effetto dal primo gennaio 2013.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Sospendo  a questo punto l'esame del disegno di legge del bilancio
  a  legislazione  vigente prima della votazione finale  per  passare
  all'esame del disegno di legge n. 69/A «Disposizioni programmatiche
  e correttive per l'anno 2013. Legge di stabilità regionale».

   La seduta è sospesa per cinque minuti.

        (La seduta, sospesa alle ore 18.04, è ripresa alle ore
                                18.16)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Pogliese


            Discussione del disegno di legge «Disposizioni
        programmatiche e correttive per l'anno  2013. Legge di
                    stabilità regionale» (n. 69/A)

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, riprendiamo i lavori iniziando  la
  discussione e mi auguro la votazione sulla finanziaria.
   Preliminarmente,   nel  passaggio  all'esame  degli   emendamenti,
  comunico i criteri adottati dalla Presidenza per la valutazione  di
  ammissibilità.
   Preciso  che  non è stato adottato quale criterio di ammissibilità
  quello  del  numero  di firme necessario per  la  presentazione  di
  emendamenti una volta iniziata la discussione generale.  Questo  in
  considerazione  del  fatto che la discussione generale  è  iniziata
  contestualmente  alla distribuzione dei testi e  dunque  i  singoli
  deputati  non hanno avuto la possibilità di presentare  emendamenti
  prima. Pertanto, sono stati ammessi emendamenti anche con una  sola
  firma del singolo deputato.
   Sono  stati  riportati  al fascicolo degli  emendamenti  al  testo
  soltanto  quelli strettamente collegati alle norme del  disegno  di
  legge,  e cioè quelli modificativi e soppressivi e non anche quelli
  che  nell'affrontare  materie trattate dal testo  aggiungono  nuove
  norme.
   Questi  ultimi  sono  stati inseriti tra gli emendamenti  articoli
  aggiuntivi.  Circa gli emendamenti aggiuntivi, sono stati  ritenuti
  inammissibili gli emendamenti che:
   -non  contengono  norme strettamente attinenti  al  contenuto  del
      disegno di legge;
  -non rispondono al contenuto tipico della legge finanziaria in
  quanto prevedono norme di maggiore spese diverse da quelle che
  possono essere disposte dalla finanziaria ovvero trattano materie
  non attinenti allo sviluppo economico, ad esempio emendamenti su
  personale o enti locali.
  -quelli per i quali non si è svolta l'attività istruttoria secondo
  le norme regolamentari.
   Per  essere  chiari, ho avuto modo più volte di ribadire  che  nel
  rispetto del lavoro delle singole Commissioni se la materia  non  è
  stata trattata nella Commissione di merito di pertinenza non poteva
  avere accesso alla II Commissione e di conseguenza in Aula.
   Questo per il doveroso approfondimento analitico che occorre sulle
  singole questioni.
   L'esame e l'approvazione del disegno di legge finanziaria, come  è
  tutto noto, segue il consueto iter relativo ai disegni di legge.
   Si procede quindi alla discussione dell'articolato, con i relativi
  emendamenti che sono posti separatamente in votazione.
   Si  dà  lettura  separatamente  degli  articoli  che  reggono  gli
  allegati  e  si  passa  all'esame degli  allegati  con  i  relativi
  emendamenti .
   Si  passa  quindi  all'esame degli eventuali emendamenti  articoli
  aggiuntivi presentati al disegno di legge.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                              « TITOLO I
                 Disposizioni finanziarie e contabili.
                          Disposizioni varie.

                                CAPO I
                 Disposizioni finanziarie e contabili.

                                Art. 1.
           Risultati differenziali. Determinazione fondi di
                                riserva

   1.  Ai  sensi  dell'articolo 3, comma 2, lettera  b)  della  legge
  regionale  27  aprile  1999,  n.  10  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni,  e considerati gli effetti della presente  legge,  il
  saldo  netto da finanziare per l'anno 2013 è determinato in termini
  di competenza in       migliaia di euro.

   2.  Tenuto  conto degli effetti della presente legge sul  bilancio
  pluriennale  a legislazione vigente, per l'anno 2014 è  determinato
  un  saldo  netto  da impiegare pari a      migliaia  di  euro,  per
  l'anno  2015  è  determinato un saldo netto  da  impiegare  pari  a
      ..migliaia di euro.

   3.  L'autorizzazione ad effettuare operazioni finanziarie, per gli
  esercizi  finanziari 2013 e 2014,  di cui alla  legge  regionale  1
  giugno 2012, n. 32, è abrogata.

   4.  L'ammontare  complessivo dei fondi di  riserva  per  le  spese
  obbligatorie  e  di  ordine  e  per la riassegnazione  dei  residui
  passivi  di  parte  corrente e in conto  capitale  eliminati  negli
  esercizi  precedenti per perenzione amministrativa,  relativi  alle
  risorse regionali, è determinato, nell'esercizio finanziario  2013,
  in  430.000 migliaia di euro».

   Ricordo,  al  fine  di evitare incomprensioni  che  ci  potrebbero
  dilungare  oltremodo  il  dibattito e la  conseguente  approvazione
  della   finanziaria  che  ogni  deputato   avrà   la   facoltà   di
  intervenire,  senza strozzare il dibattito, nei tempi    consentiti
  non   solo  dalle norme  ma dal fatto   che siamo proprio al limite
  finale dell'approvazione della finanziaria.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor Presidente, solo per un chiarimento. Si  è  detto
  qui  che  per  emendamenti aggiuntivi si intendono quelli  che  non
  fanno parte e che istituiscono nuove voci. L'articolo che prima era
  26  e  ora  articolo 52  Istituzione fondi per eventi  calamitosi .
  Più  volte, perché nel merito c'è stata sicuramente una distrazione
  da  parte  del  Governo, era stato ripresentato un emendamento  per
  eventi  calamitosi riguardante gli sfollati degli eventi calamitosi
  di  Saponara,  Barcellona etc. Non lo trovo fra questi modificativi
  ex  articolo 26 oggi 52. Credo che questo non istituisca una  nuova
  voce, ma rientri tra gli  eventi calamitosi.

   PRESIDENTE.  La  ringrazio onorevole Laccoto.  Prima  di  arrivare
  all'articolo 52 ex articolo 26 vediamo di risolvere la questione.

   SIRAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE . Ne ha facoltà.

   SIRAGUSA.   Signor  Presidente,  vorrei  fare  una   constatazione
  tecnica. L'opuscoletto con gli emendamenti modificativi è terminato
  e  nessuno del mio Gruppo ne ha copia. Sappiamo essere in ristampa,
  però,   nel  frattempo,  materialmente  non  possiamo  seguire   il
  dibattito in maniera adeguata.

   PRESIDENTE.  Capisco, onorevole Siragusa. Sospendo,  pertanto,  la
  seduta  per  cinque minuti, al fine di consentire la  distribuzione
  del fascicolo degli emendamenti.

        (La seduta, sospesa alle ore 18.23, è ripresa alle ore
                                18.26)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   Onorevoli colleghi, procediamo con gli articoli che non presentano
  problematiche, accantonando invece quelli che presentano problemi.
   Sospendo ulteriormente la seduta per cinque minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.30, è ripresa alle ore 18.31)

   La seduta è ripresa.
   Onorevoli  colleghi, comunico che rispetto al  testo  distribuito,
  sono da considerare le seguenti quantificazioni dei saldi:
   Al  comma 1, il saldo netto da impiegare è pari a 232.058 migliaia
  di euro;
   Al  comma  2  è  pari a 159.739 migliaia di euro per  il  2014,  e
  238.644 migliaia di euro per il 2015.
   Non  ci  sono emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole
  rimanga seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                               «Art. 2.
          Risultato della gestione finanziaria dell'anno 2012
         e autorizzazione al ricorso ad operazioni finanziarie

   1.  Al  fine di attenuare gli effetti finanziari negativi a valere
  sull'esercizio  finanziario  2013  del  disavanzo  finanziario   di
  gestione dell'esercizio 2012, valutato in complessivi 1.000.000  di
  migliaia  di euro, il predetto disavanzo è riassorbito nel triennio
  2013  -  2015, nella misura di 313.000 migliaia di euro per  l'anno
  2013  e di 343.500 migliaia di euro per ciascuno degli anni 2014  e
  2015 .

   2.  Ai  sensi dell'articolo 9 della legge regionale 8 luglio 1977,
  n.  47  e  successive modifiche ed integrazioni al  bilancio  della
  Regione  per  il  triennio 2013-2015 sono apportate  le  variazioni
  discendenti    dalle    risultanze   effettive    della    gestione
  dell'esercizio finanziario 2012, rideterminando le quote annuali di
  cui al comma 1.

   3. Per la salvaguardia degli equilibri di bilancio, si provvede  a
  dare  copertura  nell'esercizio finanziario  2013,  alla  quota  di
  disavanzo  di amministrazione a tutto il 31 dicembre 2012,  stimato
  in   euro   313.000  migliaia  di  euro,  derivante  dalla  mancata
  effettuazione delle operazioni finanziarie per il finanziamento  di
  investimenti coerenti con il comma 18 dell'articolo 3  della  legge
  24  dicembre  2003, n. 350 e successive modifiche ed  integrazioni,
  già  autorizzati con le disposizioni sottocitate, mediante rinnovo,
  per  quota  parte, nell'anno 2013 delle autorizzazioni medesime  di
  cui:

   a) all'articolo 1 della legge regionale 1 giugno 2012, n. 32;

   b) agli articoli 2 e 3 della legge regionale 1 giugno 2012, n. 33.

   4.   Il  Ragioniere  Generale  della  Regione  è  autorizzato  per
  l'esercizio  finanziario 2013 ad effettuare operazioni  finanziarie
  per il finanziamento di quota parte delle spese di investimento dei
  comuni  di  cui  all'articolo 8 per un ammontare  complessivo  pari
  47.000 migliaia di euro».

   Comunico  che  è  stato  presentato dal Governo  l'emendamento  di
  riscrittura al comma 4 dell'articolo 2.
   Pongo in votazione la riscrittura del comma 4 dell'articolo 2.  Il
  parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 2, così come riscritto al comma 4.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                               «Art. 3.
           Razionalizzazione mutui e prestiti della Regione

   1.   Al  fine  di  razionalizzare  e  rimodulare  il  profilo   di
  ammortamento  dei mutui e prestiti della Regione, anche  attraverso
  un'eventuale revisione entro il limite massimo di cinque  anni  dei
  rispettivi  piani di ammortamento, ivi compresa la riduzione  della
  durata,  l'Assessore  regionale per  l'economia  è  autorizzato  ad
  attivare  gli opportuni strumenti finanziari nonché la  dismissione
  dei  contratti  derivati in essere, in osservanza dell'articolo  41
  della legge 28 dicembre 2001, n. 448.

   2.  Le eventuali entrate derivanti dalla dismissione dei contratti
  derivati  di  cui  al  comma 1, sono destinate  a  copertura  degli
  eventuali   oneri  discendenti  dalla  dismissione   dei   medesimi
  contratti derivati in essere e/o alla riduzione del debito.

   3.  Le  somme stanziate nel bilancio destinate al pagamento  degli
  accantonamenti  di  quote  capitale per la  costituzione  di  fondi
  occorrenti  per  il rimborso di prestiti "bullet",  possono  essere
  utilizzate  per  l'eventuale estinzione anticipata di  quote  delle
  stesse obbligazioni, ove finanziariamente conveniente, nel rispetto
  delle  quote di accantonamento necessarie all'estinzione del debito
  a scadenza.

   4. Il Ragioniere generale della Regione è autorizzato ad apportare
  le  variazioni  al  bilancio di previsione della  Regione  connesse
  all'attuazione dei commi precedenti.

   5.  L'Assessore regionale per l'economia, entro dieci giorni dalla
  definizione delle procedure di cui al presente articolo,  riferisce
  alla  competente  commissione legislativa dell'Assemblea  regionale
  siciliana  sulla  stipula dei relativi contratti  e  sui  risultati
  conseguiti dalla Regione.»

   Onorevoli    colleghi,   comunico   che   è   stato    presentato,
  dall'onorevole  Di  Mauro,  l'emendamento  3.1  che  prevede,   tra
  l'altro, che l'assessore regionale per l'economia, sulla base di un
  elenco  che illustri le misure di razionalizzazione del debito,  si
  procede  alla ristrutturazione del debito, previo parere vincolante
  della competente commissione dell'Assemblea regionale siciliana.
   Legislativamente  possiamo prevedere tutto, però,  obiettivamente,
  nel  distinguo  dei  rapporti fra Assemblea  e  Governo,  prevedere
  pareri   vincolanti,   anche   alla   luce   della   giurisprudenza
  costituzionale, mi sembra una forzatura. Non che non  possa  essere
  ammesso, però inviterei al ritiro dell'emendamento,  proprio per la
  separazione dei poteri.

   DI MAURO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento 3.1.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI MAURO. Signor presidente, onorevoli colleghi, colgo l'occasione
  per  recuperare  un  ragionamento che  abbiamo  fatto  in  sede  di
  Commissione,   a   proposito  dell'articolo  3  che   parla   della
  razionalizzazione dei mutui e prestiti della Regione che vuol  dire
  fare  in modo che tutti i mutui che ci sono in questo momento  alla
  Regione, si possono guardare con attenzione, verificare quali  sono
  possibili, per quali mutui è possibile avviare un ragionamento  che
  possa  consentire un risparmio e considerare questo risparmio  come
  voce che va a diminuire il debito che ha la Regione.
   Rispetto  a  questo,  non c'è dubbio che si tratta  di   un  fatto
  positivo  e  noi abbiamo invocato, all'assessore, un coinvolgimento
  del  Parlamento perché le esperienze passate che questa Regione  ha
  avuto modo di affrontare non sono state esperienze, ahimè, positive
  tutt'altro,  e  credo  che  sia necessario  che  l'argomento  venga
  affrontato  col  massimo  coinvolgimento  del  Parlamento,  con  la
  massima  trasparenza e con un percorso che sia alla luce del  sole.
  Fermo  restando  che  in  realtà le norme prevedono  che  si  possa
  ricorrere  ad  una  sorta, oltre che di bando di evidenza  pubblica
  anche  di  trattativa  privata, ma c'è sembrato  opportuno  che  il
  Parlamento,   sin  dalle fasi iniziali, fosse coinvolto.  Io  avevo
  indicato   per  la  verità  in  Commissione  Bilancio  il   termine
  programma,  poi è venuto fuori un ragionamento per  cui  c'è  stato
  detto  dell'assessore che era opportuno che meno notizie si possono
  divulgare  all'esterno  più è ragionevole l'interesse  del  Governo
  della Regione a ricavare maggiore utile.
   Ma  ci  sembra,  tuttavia,  molto  opportuno  che  la  Commissione
   bilancio'  venga coinvolta per conoscere quali sono questi  mutui,
  qual  è il tasso di interesse, qual è l'idea  che ha la Regione  in
  ordine  al  risparmio e se mi si consente, signor  Presidente,  noi
  vorremmo al di là di ogni norma di legge darci un  limite  a quelle
  che   sono  le  norme  di  legge  imponendoci  a  proposito   della
  cartolarizzazione un bando di evidenza pubblica e  questo  lo  dico
  perché  in  passato ci sono state in quest'Aula battaglie rilevanti
  fatte dall'allora opposizione, dal PD,  oggi in maggioranza, in cui
  si    invocava   trasparenza,   si  invocava   coinvolgimento   del
  Parlamento,  e  si  invocava soprattutto  l'esigenza  di  bandi  di
  evidenza pubblica.
   L'idea di potere ricorrere ad una trattativa espone il Governo,  a
  mio  modesto avviso, a sollecitazioni che, certamente, devono stare
  lontano  dal  Governo, da questo Palazzo dalla Commissione  e  così
  via.
   Allora,   io ritorno a formulare un appello al Governo, ritorno  a
  formulare  un  appello all'assessore  perché la  Commissione  possa
  essere   coinvolta   -    possiamo  anche  eliminare   il   termine
   vincolante' perché nulla in noi c'è, come considerazione politica,
  di  bloccare il percorso del Governo ma non c'è ombra di dubbio che
  sulla  questione  dell'evidenza  pubblica  siamo  intransigenti   e
  vorremmo  che  il  Parlamento si pronunciasse su  questa  forma  di
  pubblicità dell'affidamento perché crediamo sia l'unica  che  possa
  garantire  trasparenza e soprattutto risparmio nei confronti  delle
  casse della Regione.

   PRESIDENTE.   Onorevole   Di  Mauro,  quindi   lei   insiste   nel
  mantenimento di questo emendamento eventualmente con la modifica di
  cassare  la parola  vincolante'?
   L'assessore si vuole pronunciare?

   BIANCHI, assessore per l'economia. Signor Presidente, è un tema di
  cui  abbiamo  già  ampiamente dibattuto  in  Commissione  bilancio,
  onorevole Di Mauro,  e abbiamo accolto l'invito ad avere la massima
  trasparenza  nelle operazioni di razionalizzazione del  debito  che
  stiamo ponendo in atto, che riflettono anche molte scelte sbagliate
  del passato, come lei sa molto meglio di me.
   Noi   abbiamo,   peraltro,  allegato  al   bilancio   uno   schema
  illustrativo  dei contratti di swap  e di derivati avuti,  e  siamo
  disponibili,  come abbiamo messo  nell'articolo  3,  modificato  in
  Commissione bilancio,  ed abbiamo assunto l'impegno entro 10 giorni
  dalla definizione delle procedure  di darne piena informazione alla
  Commissione legislativa dell'Assemblea regionale.
   Riteniamo  che  quanto,  appunto, previsto  nell'articolo,  grazie
  anche  al  suo  contributo,  rappresenti  esattamente  quello   che
  volevamo,    quindi    una    piena   trasparenza    contrariamente
  all'introduzione   di  un  parere  vincolante  della   Commissione,
  addirittura preventivo, su operazioni che, come lei sa, hanno anche
  un  dovere  di  riservatezza, per non incidere sulle  varie  azioni
  delle dinamiche finanziarie, appare a noi impossibile realizzare.
   Noi  ci  atterremo  alla piena trasparenza e  nella  gestione  dei
  bandi,  come sa, c'è un'ampia legislazione di carattere  nazionale,
  che  garantisce  la  qualità di questi bandi, quindi,  il  semplice
  rimando  e l'applicazione della normativa nazionale è assolutamente
  sufficiente.
   Quindi  - come già detto in Commissione - pur apprezzando l'invito
  alla piena trasparenza, che ovviamente assolveremo, ed è stato  uno
  dei  punti  salienti della nostra azione di Governo,  diamo  parere
  contrario all'emendamento.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  i  colleghi  che
  vogliono  intervenire  mi  hanno purtroppo  distratto  nel  momento
  cruciale.
   Volevo suggerire al Governo - premettendo che concordo col Governo
  sul  fatto  che  non ci può essere mai un parere  vincolante  delle
  Commissioni su un'attività di questo tipo, perché sarebbe assurdo -
  che   per  operazioni  di questa portata e  che  hanno  una  grande
  ricaduta  -  positiva  o negativa - sul bilancio  della  Regione  e
  quindi poi a cascata sulle spalle dei Siciliani, io ritengo che  da
  parte  del  Governo  sarebbe un gesto non solo di  trasparenza,  ma
  anche  di buona volontà e di rispetto nei confronti del Parlamento,
  se    riscrivendo   l'emendamento,  eliminando   quindi   l'aspetto
  vincolante,   il  Governo accettasse di discutere, comunicare  alla
  Commissione   Bilancio'  quello che è lo stato  dell'arte  rispetto
  alle   rinegoziazioni  di  strumenti  finanziari  e   moduli   così
  importanti.
   Quindi si riscrive l'emendamento - magari in un attimo - togliendo
  l'obbligatorietà   e  togliendo  quindi  il  vincolo   del   parere
  vincolante, ma sarebbe buona norma.

   PRESIDENTE. Sono fatti tecnici. Nell'articolo del Governo, proprio
  al  comma  5,  c'è  scritto  l'Assessore regionale per  l'Economia,
  entro  dieci  giorni dalla definizione delle procedure  di  cui  al
  presente articolo, riferisce alla competente Commissione'.

   FORMICA. A definizione, cioè a cose fatte.

   PRESIDENTE.  Riferisce alla Commissione, quindi non credo  che  il
  problema della pubblicità o della trasparenza manchi.

   LOMBARDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà, con la stessa capacità di sintesi avuta
  dall'onorevole Formica.

   LOMBARDO.  Signor  Presidente, sull'articolo  in  oggetto  vorrei,
  innanzitutto,  testimoniare come sia stato un  dibattito  utile  in
  Commissione  e  che  l'Assessore ha  accolto  in  parte  la  nostra
  richiesta.
   Ora,   purtroppo,   vista  la  delicatezza   della   questione   e
  dell'operazione in oggetto -sappiamo a quanto ammonti la situazione
  debitoria  della  Regione,  e quindi di quale  operazione  si  stia
  trattando  -  noi chiediamo in questo emendamento che  via  sia  la
  massima  trasparenza,   dopo' - e questo è  stato  aggiunto  grazie
  all'accoglimento  dell'assessore Bianchi - ma  vogliamo  che  anche
  prima vi sia la massima trasparenza.
   Anche  perché - veda signor Presidente - la normativa nazionale  a
  cui si faceva riferimento prima, purtroppo non contempla nella gara
  pubblica  l'acquisto,  la  vendita o il  trasferimento  di  titoli.
  Perché se noi dobbiamo rifarci al decreto legislativo 163 del  2006
  al  Codice dei Contratti pubblici, è scritto in modo esplicito  che
  contemplando due tipologie di contratti sottratti all'obbligo della
  gara   pubblica   -   ovvero   i  contratti   concernenti   servizi
  finanziari alla vendita o trasferimento di titoli o altri strumenti
  finanziari  -  noi  con questa norma di fatto, non  aggiungendo  un
  controllo   ante  la  rinegoziazione, e  non  inserendo  l'evidenza
  pubblica  all'interno di questo articolo, rischiamo - con tutto  il
  rispetto per l'assessore regionale, che naturalmente oggi trova  il
  nome  di Luca Bianchi, ma domani potrà essere un altro assessore  -
  rischiamo  di  consegnare una procedura così delicata semplicemente
  ad un solo uomo e invece è giusto che la Regione si faccia carico e
  tutta   quest'Assemblea  parlamentare,  di   vigilare   su   questa
  operazione delicata ed utilissima per le casse della Regione.

   PRESIDENTE.  Ho visto che le parti rimangono sulle loro reciproche
  posizioni. C'è un sub-emendamento da parte dell'onorevole Di Mauro,
  col quale dice di eliminare al quarto rigo il termine  vincolante .
  Quindi,  subemendamento all'emendamento 3.1. Pongo in votazione  il
  subemendamento 3.1.1. Il parere del Governo?

   BIANCHI,  assessore  per  l'economia.  Parere  negativo.  Scusate,
  abbiamo  trovato  una  mediazione in  Commissione  in  cui  avevamo
  accolto parte delle osservazioni, quindi non ci torniamo sopra.

   PRESIDENTE. Assessore Bianchi, allora, questo emendamento  tendeva
  ad  una  sorta di mediazione, se non ho compreso male. Lei, quindi,
  dà  parere  negativo  sia sul subemendamento che  sull'emendamento,
  complessivamente.  Quindi,  abbiamo  compreso.  Il   parere   della
  Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario, anche perché il comma 5 nasceva dalla mediazione  a  cui
  faceva riferimento l'assessore.

   PRESIDENTE.   Prima poniamo in votazione con il  parere  contrario
  del Governo e della Commissione il subemendamento. Chi è favorevole
  resti seduto; chi  è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 3.1, a firma dell'onorevole  Di
  Mauro, con il parere contrario del Governo e della Commissione. Chi
  è favorevole all'emendamento si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Pongo in votazione l'art. 3. Chi è favorevole resti seduto;  chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   CORDARO. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cordaro, prima di darle la parola  ho  gli
  articoli  4 e 5 che non hanno emendamenti, ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono venuti  meno,
  inopinatamente, una trentina di emendamenti del Gruppo parlamentare
  del Cantiere Popolare.
     Siccome  noi  li abbiamo presentati, non soltanto attraverso  la
  nuova  strumentazione tecnologica che sono bravi  ad  adoperare  al
  Gruppo,  ma  anche  attraverso il materiale  cartaceo,  abbiamo  la
  necessità  di comprendere, signor Presidente, che cosa ci consiglia
  di fare.
   Perché,  siccome noi siamo certi della doppia presentazione  degli
  emendamenti, così come ci è stato disposto dalla Presidenza, questi
  emendamenti noi li vogliamo trattare.
   Non   possiamo  permetterci,  rappresentando  esigenze,  interessi
  legittimi  e  bisogni  dei  siciliani, che  questi  emendamenti  si
  perdano. Possiamo decidere, concordandolo col Governo, che qualcuno
  di  questi  venga  ritirato, oppure sottoporlo al  voto  dell'Aula:
  Tertium non datur

   PRESIDENTE.   Onorevole Cordaro, da una velocissima  consultazione
  con  gli  Uffici, credo che da parte degli uffici non ci sia  stato
  alcun  errore.  Ribadisco un concetto: sono stati  considerati,  in
  questo  primo  fascicolo,  soltanto  quegli  emendamenti  che  sono
  strettamente collegati alle norme del disegno di legge, cioè quelli
  modificativi  e soppressivi, e non anche quelli che nell'affrontare
  materie  trattate nel testo aggiungono nuove norme. Le nuove  norme
  lei  le  ritroverà solo tra gli emendamenti aggiuntivi. Questo  per
  chiarezza.

   CLEMENTE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CLEMENTE.  Di tutta la ricerca, da parte dei ragazzi  del  Gruppo,
  anche  fra  gli  aggiuntivi e anche nel  fascicolo  -  articolo  53
  -mancano comunque questi emendamenti.

   PRESIDENTE. La seduta è sospesa per cinque minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.50, è ripresa alle ore 18.57)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   Posso assicurare i colleghi parlamentari che tutti gli emendamenti
  che  sono stati presentati fanno parte o del fascicolo che è  stato
  già distribuito o fanno parte degli emendamenti aggiuntivi.
   Altro  discorso  è  sull'ammissibilità o  meno  degli  emendamenti
  aggiuntivi.
   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                                «Art. 4
   Disposizioni in materia di residui attivi, passivi e perenti e di
                        equilibrio di bilancio

   1.  Le  entrate accertate contabilmente fino all'esercizio 2011  a
  fronte   delle  quali,  alla  chiusura  dell'esercizio  2012,   non
  corrispondono  crediti  da  riscuotere nei  confronti  di  debitori
  certi,  sono  eliminate  dalle scritture  contabili  della  Regione
  dell'esercizio medesimo.

   2.   Con  decreto  del  Ragioniere  generale  della  Regione,   su
  indicazione   delle   competenti   amministrazioni,   si    procede
  all'individuazione delle somme da eliminare ai sensi del  comma  1.
  Copia  di  detto  decreto è allegata al rendiconto  generale  della
  Regione  per l'esercizio finanziario 2012. Qualora, a fronte  delle
  somme  eliminate a norma del presente articolo, sussistano crediti,
  si  provvede  al  loro accertamento all'atto della riscossione  con
  imputazione  al conto della competenza dei pertinenti  capitoli  di
  entrata.

   3.  Le  somme  eliminate  nei precedenti esercizi  per  perenzione
  amministrativa  agli  effetti amministrativi  relative  ad  impegni
  assunti  fino  all'esercizio finanziario 2002,  non  reiscritte  in
  bilancio  entro la chiusura dell'esercizio finanziario  2012,  sono
  eliminate  dalle  scritture contabili della Regione  dell'esercizio
  medesimo.  Con  successivi  decreti del Ragioniere  generale  della
  Regione  si procede all'individuazione delle somme da eliminare  ai
  sensi  del  presente comma. Copia di detti decreti  è  allegata  al
  rendiconto generale della Regione per l'esercizio finanziario 2012.

   4.  Gli  impegni di parte corrente assunti a carico  del  bilancio
  della  Regione  fino all'esercizio 2011 e quelli di conto  capitale
  assunti   fino  all'esercizio  2010,  per  i  quali  alla  chiusura
  dell'esercizio  2012 non corrispondono obbligazioni  giuridicamente
  vincolanti, sono eliminati dalle scritture contabili della  Regione
  dell'esercizio medesimo.

   5.  Le  disposizioni di cui ai commi 3 e 4 non si  applicano  alle
  spese  per  esecuzione  di opere, qualora  il  progetto  dell'opera
  finanziata sia esecutivo e gli enti appaltanti abbiano già adottato
  le  deliberazioni che indicono la gara, stabilendo le  modalità  di
  appalto.

   6.  Con  successivi decreti del Ragioniere generale della Regione,
  su   indicazione  delle  competenti  amministrazioni,  si   procede
  all'individuazione delle somme da eliminare ai sensi del  comma  4.
  Copia  di  detti  decreti è allegata al rendiconto  generale  della
  Regione per l'esercizio finanziario 2012.

   7.  Qualora, a fronte delle somme eliminate ai sensi del  presente
  articolo, sussista ancora l'obbligo della Regione e sia documentata
  l'interruzione dei termini di prescrizione, si provvede al relativo
  pagamento  con  le  disponibilità  dei  capitoli  aventi   finalità
  analoghe a quelli su cui gravavano originariamente le spese  o,  in
  mancanza  di  disponibilità, mediante iscrizione in bilancio  delle
  relative   somme,  da  effettuarsi  con  successivi   decreti   del
  Ragioniere generale della Regione ai sensi degli articoli 26  e  27
  della  legge  31  dicembre 2009, n. 196 e successive  modifiche  ed
  integrazioni  e  dell'articolo 47 della legge  regionale  7  agosto
  1997, n. 30 e successive modifiche ed integrazioni».

  Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)
   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                                «Art. 5
             Depositi cauzionali provvisori di data remota

   1.  A  decorrere  dalla data di entrata in vigore  della  presente
  legge,  la  Ragioneria  Generale  è  autorizzata,  mediante  propri
  decreti, ad incamerare annualmente all'erario regionale, i depositi
  cauzionali  provvisori  costituiti da più  di  cinque  anni  e  non
  svincolati.

   2.   La  Ragioneria  Generale,  per  fare  fronte  alle  eventuali
  richieste di svincolo dei creditori aventi titolo, è autorizzata ad
  istituire  apposito  fondo di pari importo dei depositi  cauzionali
  annualmente incamerati.
   3.   All'eventuale  pagamento  delle  spese  relative  alle  somme
  eliminate  ai  sensi  del  comma 1, provvedono  le  Amministrazioni
  regionali  che hanno dato luogo agli originari depositi  provvisori
  cauzionali.

   4.   Al  pagamento  di  cui  al  comma  3  si  procederà  con   le
  disponibilità dei capitoli di spesa destinati ai rimborsi, all'uopo
  incrementate   dalle  somme  occorrenti,  mediante  iscrizione   in
  bilancio  delle  relative  somme, da effettuarsi  con  decreto  del
  Ragioniere    generale   della   Regione   mediante    prelevamento
  dall'apposito fondo.»

   Lo  pongo  in  votazione. Chi �� favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                               «Art. 6.
                       Accantonamenti tributari

   1.  Per  quanto previsto  dall'articolo 28, comma 3,  del  decreto
  legge  6 dicembre 2011, n. 201, convertito con modificazioni  dalla
  legge  22 dicembre 2011, n. 214  e  dall'articolo 16, comma 3,  del
  decreto  legge  6  luglio 2012, n. 95 convertito con  modificazioni
  dalla  legge  7 agosto 2012,  n. 135, la Regione assicura,  per  il
  triennio  2013-2015, il concorso agli obiettivi di finanza pubblica
  in  termini  di  accantonamenti tributari  in  relazione  a  quanto
  disposto dai commi successivi.

   2.  Per  l'anno 2013,  il contributo riconosciuto a  favore  della
  Regione  ai  sensi  del comma 122 dell'articolo 1  della  legge  24
  dicembre  2012,  n.  228,  pari  a 121.090  migliaia  di  euro,   è
  destinato alla copertura della quota di concorso della Regione   al
  raggiungimento degli  obiettivi di finanza pubblica  previsti   dal
  comma 3 dell'articolo 28 del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201,
  convertito con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214.

   3.  In  attuazione dell'articolo 11, comma 8, del decreto legge  8
  aprile  2013, n. 35, parte delle risorse destinate agli  interventi
  da  realizzare nell'ambito della programmazione regionale del Fondo
  per  lo  sviluppo  e la coesione, sono destinate per  l'importo  di
  513.180 migliaia di euro, per l'esercizio 2013, e  per l'importo di
  139.530 migliaia di euro, per l'esercizio 2014, alla copertura  del
  concorso alla finanza pubblica, posti a carico della Regione per  i
  medesimi  esercizi  finanziari,  per  gli  effetti  del  comma   3,
  dell'articolo  16,  del  decreto  legge  6  luglio  2012,  n.   95,
  convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n.  135.  I
  conseguenti  benefici economico-finanziari sono utilizzati  con  le
  modalità  previste dal medesimo articolo 11, comma 8,  del  decreto
  legge 8 aprile 2013, n. 35.

   4. Per la residua quota pari a 185.044 migliaia di euro per l'anno
  2013,  di  679.784  migliaia  di euro per  l'anno  2014  e  819.314
  migliaia  di  euro per l'anno 2015 si fa fronte con  le  risorse  a
  carico del bilancio regionale».

   Comunico che all'articolo 6 è stato presentato l'emendamento  6.1,
  a firma dell'onorevole Di Mauro. L'emendamento è soppressivo, però,
  onorevole  Di  Mauro,  non può essere votato  per  le  implicazioni
  finanziarie  della  soppressione. Lo  invito,  quindi,  al  ritiro,
  altrimenti lo dovrei dichiarare inammissibile.

   DI MAURO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, credo che vada fatta una riflessione
  sul tema dell'articolo 37, perché è giusto spiegare ai colleghi che
  sono  in  Aula che quello che è stato il Decreto legge del  Governo
  nazionale è un decreto che pone fine, alla fine di questo triennio,

   PRESIDENTE. Invito i parlamentari a sedere al loro posto e  a  non
  interloquire con gli   assessori.
   Non  si riesce a seguire il ragionamento d'Aula. Quando un collega
  parlamentare  parla,  per  altro su  fatti  tecnici  di  una  certa
  rilevanza,  si possono poi commettere errori nell'approvare  o  nel
  non approvare un determinato emendamento.

   DI  MAURO.  Dicevo che è opportuno informare l'Aula su quelle  che
  sono  le  ricadute  del Decreto legge che  è  stato  approvato  dal
  Governo e che è in attesa di conversione. Dico questo perché questa
  norma che è stata elaborata porta a due conseguenze. La prima:  nel
  giro   di  tre  anni  scompaiono  le  risorse  che  sono  destinate
  all'articolo  38  - e non è tanto per gli interventi  che  potevano
  scaturire  dall'applicazione del medesimo articolo che interessava,
  comunque, il settore delle infrastrutture, dei lavori pubblici - ma
  è  perché  un  pezzo  di storia di questa Terra finisce  di  essere
  considerato  elemento importante perché, non c'è ombra  di  dubbio,
  che  la  mancata  applicazione di quelle  che  potevano  essere  le
  risorse che lo Stato trasferisce alla Regione ai fini di recuperare
  la  differenza tra nord e sud, abbiamo deciso, di concerto  con  lo
  Stato,  affinché  queste risorse da interventi strutturali  vengano
  destinate  ad  interventi  di  carattere  diverso  e  nella  specie
  costituiscano interventi per pagamento di spese correnti.
   E', certamente, non un risultato da parte del Governo, me lo lasci
  dire, perché credo che potevano essere utilizzati altri sistemi per
  recuperare  quest'anno  3 milioni, l'anno prossimo  10  milioni,  e
  l'anno successivo ancora, il 2015, 20 milioni.
   Io  credo che questo sia un errore straordinario a cui il  Governo
  regionale  dovrà, d'intesa col Governo nazionale, in futuro,  porre
  rimedio perché tante opere sono state fatte in Sicilia lungo l'arco
  di  tempo  di  più di sessant'anni e, oggi, noi abbiamo  decretato,
  unitamente  al  Governo  nazionale,  credo  con  soddisfazione  del
  Governo nazionale, il venir meno di questa norma.
   La  seconda questione. Noi abbiamo deciso per necessità, questo  è
  giusto  che  ce lo diciamo, che le risorse di parte dei  fondi  FAS
  come,  peraltro, devo dire correttamente, è stato fatto  lo  scorso
  anno,   vengano  destinate per il pagamento  di  quello  che  è  il
  trasporto locale, cioè benzina e stipendi, e non come l'anno scorso
  sanità  e,  poi,  vengano accantonate delle risorse per  restituire
  queste  somme  allo  Stato col quale c'era, ovviamente,  un'intesa,
  perché  venga dato il proprio contributo a quella che è la  manovra
  che ha fatto il Governo nazionale.
   Io  sono  preoccupato  perché l'anno scorso ci  sono  state  molte
  difficoltà  ad  ottenere la ratifica del CIPE,  e  questo  lo  dico
  soprattutto  all'Assessore  ed  al Presidente  che  dovranno  farsi
  carico  di portare questa istanza al nuovo Governo che, certamente,
  dovrà  riconoscere quanto è stato fatto e, soprattutto, vorrei  che
  il  Parlamento  e l'Assessore fossero coinvolti sull'individuazione
  delle   opere pubbliche che sono in corso di, mi permetto di  dire,
  non  dico  di  realizzazione ma comunque di fine progettazione,  di
  appalto, perché possa essere data la precedenza a quelle opere  che
  non  sono  ancora  cantierabili perché la  Sicilia  soffre  di  una
  condizione di grande difficoltà in termini di lavoro.
   Se  noi  togliamo opere che sono già sulla via della realizzazione
  attraverso il bando di gara, mi permetto di dire, sarebbe un grande
  onore.  Quindi,  attenzione al Governo ed  una  riflessione  ultima
  Assessore.  Credo  che  bisognerebbe vedere come  appostare  queste
  risorse  di  513  milioni di euro. Non vorrei che  un  appostamento
  errato   di  queste  risorse  dello  schema  di  bilancio,  potesse
  inficiare  lo stesso a tal punto da renderlo impugnabile  da  parte
  del Commissario dello Stato.
   Questa è una riflessione che rimetto al Governo nell'interesse  di
  tutti  e nell'interesse di un'Assemblea che, certamente, non  vuole
  vedere il proprio bilancio impugnato.

   ALLORO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALLORO.  Signor  Presidente, sono perfettamente  condivisibili  le
  preoccupazioni dell'onorevole Di Mauro. Io come ho  avuto  modo  di
  rappresentare in sede di Commissione  Bilancio' voglio portare  qui
  le  istanze  di  tutti  i  sindaci della  fascia  nebroidea  perché
  l'approvazione di questo articolo e, segnatamente, del comma  terzo
  di questo articolo, mette oggettivamente a rischio il finanziamento
  della  tabella A.1.11 del DPEF approvato dalla Giunta di Governo  a
  fine anno.
   Ovviamente,  utilizzare per spesa corrente  questi  fondi  dell'ex
  FAS, sostanzialmente fa sì che le opere che erano state programmate
  vengano  messe  in  una  sorta  di competizione  dove,  alla  fine,
  passeranno  solo ed esclusivamente quelle che saranno  cantierabili
  entro quest'anno.
   Questo,  oggettivamente, crea una grande difficoltà anche  perché,
  come  dire,  la  programmazione finisce a  fine  anno,  finisce  il
  31/12/2013  e non sappiamo se nella nuova programmazione riusciremo
  ad appostare queste opere.
   Si  tratta,  segnatamente, delle opere del CIS  e  all'interno  di
  queste  opere,  di  un'opera fondamentale  per  lo  sviluppo  della
  Sicilia  che è la Nord-Sud. Una strada che da 40 anni questa  terra
  aspetta  e  che, finalmente, sembrava avesse trovato soluzione  col
  finanziamento di questi ultimi lotti: il lotto B5 ed il lotto C1.
   Ora,  preannunzio  la  presentazione di un ordine  del  giorno  in
  merito.  So,  per  averlo  appreso  dall'Assessore  Bianchi,  della
  sensibilità che il Governo ha dimostrato e vuole dimostrare  ancora
  nella  realizzazione  di  quest'ora, per altro  è  una  strada  che
  collega Santo Stefano di Camastra con Gela e, quindi, già il  fatto
  che  vi sia Gela ci fa ben sperare in un ragionamento positivo  del
  Presidente della Regione.
   E'  chiaro  però  che  bisogna andare a fare un  ragionamento  con
  l'ANAS  perché se non vengono rimodulati i loro programmi le  opere
  sono oggettivamente a rischio.
   Per  questo, preannunzio la presentazione di un ordine del  giorno
  che   è   stato  condiviso  da  larga  parte  del  Parlamento   per
  rappresentare questa preoccupazione.

   LOMBARDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO.   Signor   Presidente,  intervengo   semplicemente   per
  accennare  la  questione che riguarda l'articolo 6. Sappiamo  tutti
  della  delicatezza della questione dell'equilibrio finanziario  che
  la regione Sicilia quest'anno sta cercando di trovare.
   Vorrei  porre  soltanto all'attenzione di un'Aula  che,  ahimè,  è
  sorda  - e l'abbiamo visto già in occasione di altri emendamenti  -
  in un momento di difficoltà economica come, purtroppo mi spiace che
  il  presidente  Crocetta sia assente, come  questa  Assemblea   nel
  2013, noi Deputati regionali, sanciremo di fatto la cancellazione e
  l'esclusione   dell'articolo  38  dello   Statuto   della   regione
  siciliana,  dopo lotte, dopo morti, dopo gente che in questa  terra
  ha  creduto nell'autonomia e che ci ha dato la possibilità di avere
  un Parlamento, con questa norma finanziaria sanciremo una volta per
  tutte che l'articolo 38 dovrà cessare, dovrà morire.
   Questa  è una responsabilità grave, che questo Parlamento  si  sta
  assumendo forse in modo inconsapevole e lo fa per garantire, ahimè,
  assessore  Bianchi,  una partita di giro che  deve  spostare  delle
  somme,  50  milioni,  50 miseri milioni di  euro  -  ricordiamo  le
  vicende  AST  pochi minuti fa - da fondi per investimenti  previsti
  dall'articolo 38, la solidarietà nazionale, la possibilità  che  la
  Regione   potesse  finalmente  raggiungere  i  livelli  del   resto
  d'Italia,   per  ottenere 50 milioni di spesa corrente,  finanziata
  con  soldi  che già sono dei siciliani e noi, in questo comma  ,che
  prevede che per il 2014 sarà lo Stato con decreto a definire qual è
  l'entità  dell'articolo 37; noi svendiamo a un decreto del  Governo
  nazionale  quelle che sono le norme statutarie per cui  sono  morti
  decine di siciliani. Questa è la vergogna che si sta perpetrando in
  questo Parlamento.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   TURANO.   Signor Presidente, l'altro ieri sera, in  un  mio  breve
  intervento   sulla   discussione   generale   ho   affrontato    le
  preoccupazioni che derivavano da una mancata chiarezza del Governo
   Assessore  Bianchi,  vorrei evitare, la  prego,  mi  guardi  negli
  occhi,  di  citarla,  perché questa sua  importante  esperienza  di
  Assessore  per  l'economia  della  Regione  siciliana  non   vorrei
  qualcuno poi gliela rinfacciasse a proposito dell'articolo 6 .
   Pur  tuttavia, parlo con l'assessore Bartolotta, ho  necessità  di
  capire,  in  maniera  chiara,  cosa  succederà  con  l'approvazione
  dell'articolo 6.
   Noi sappiamo che buona parte di queste risorse vengono prese sulla
  delibera CIPE del 3 agosto 2011 che accantona una serie di  risorse
  utilizzabili esclusivamente per investimento. In quella delibera vi
  è  citata una bretella autostradale che è di tale importanza per lo
  sviluppo  della provincia di Trapani. E' l'asse viario che  collega
  Mazara  del  Vallo  a  Trapani. L'ANAS ha  completato  il  progetto
  esecutivo  e  siamo  nella  fase  degli  espropri.  Se  l'Assessore
  Bartolotta non indica, a chiare lettere, che il progetto  entro  il
  31  dicembre  sarà cantierabile pertanto non definanziato,  io  non
  posso  permettere a qualcuno, men che meno al Governo della Regione
  -  so quanti sacrifici si sono spesi per arrivare a garantire ad un
  territorio della Sicilia un pezzo strategico per il suo sviluppo -,
  non  vorrei  che  qualcuno  potesse pensare  di  utilizzare  queste
  risorse  per  altri fini e comunque, se non ho questa  certezza  da
  parte  del  Governo mi vedrei costretto, e non lo voglio  fare,  ad
  alzare   le  barricate,  perché  può  un'amministrazione  come   la
  provincia  di  Trapani, che ho guidato per quattro  anni  e  mezzo,
  lavorare  incessantemente, assieme all'ANAS, portare   un  progetto
  esecutivo,  può un'amministrazione condividere con il Governo della
  Regione  il suo finanziamento e dopo vederselo sfilare dal naso  in
  un minuto per pagare altri soggetti?
   Io  non  credo  che  sia  possibile questo, signor  Presidente  e,
  allora,  prego il Governo di essere categorico su questo punto,  di
  indicare  quali  sono  le  opere  che  probabilmente  non  verranno
  finanziate   nel   2013   e  quali,  invece,  certamente   verranno
  finanziate.
   Per  quel  che  mi riguarda, se ho l'assicurazione  da  parte  del
  Governo che la bretella autostradale pari a 150 milioni di euro, il
  cui  progetto  esecutivo, lo chiamo così, non  sono  un  ingegnere,
  definitivo,

   FAZIO. Cantierabile.

   TURANO.     non  è  così, mettiamo nome e cognome  alle  cose,  il
  progetto   per  270  milioni  di  euro  non  ha  trovato  copertura
  finanziaria  perché  la delibera CIPE ha affidato  150  milioni  di
  euro, allora, si è stati costretti a fare il primo lotto funzionale
  con quella risorsa ed ora deve ritornare al CIPE per l'approvazione
  definitiva.  Si  sono persi 4, 6 mesi di tempo  perché  l'ANAS  per
  ridefinire  il progetto ha dovuto fare sopralluoghi  ed  ha  dovuto
  riverificare il piano delle espropriazioni e io ho la necessità  di
  sapere se quel progetto viene finanziato o no.

   CRACOLICI.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, chiedo scusa non avevo intenzione di
  intervenire, però devo dire che forse il mio carattere mi  porta  a
  volte a fare cose che non devo fare. Ho ascoltato i colleghi e devo
  dire  che  sono un poco sorpreso perché o non hanno letto  bene  la
  norma o non so di cosa stiamo parlando.
   Vorrei ricordare che questo articolo altro non fa che la copertura
  di  un accantonamento tributario che è in capo allo Stato. Lo Stato
  sta prendendo dai trasferimenti dovuti per la nostra Regione per il
  2013,  2014  e 2015 una serie di risorse che sono il frutto,  tanto
  per  ricordarcelo  tutti,  della prima  manovra  Tremonti  e  della
  seconda manovra Monti. I monti si sono distinti in quantità  ma  la
  linea  è  stata unica, nel senso che le regioni a statuto  speciale
  dai trasferimenti che lo Stato eroga a favore di questi regioni  in
  quanto  riscossore  dei tributi di competenza  di  queste  regioni,
  avrebbe  trasferito per l'anno 2013 credo circa un miliardo  e  300
  milioni in meno. E così via anche per gli anni successivi.
   Cosa  fa  questa norma? Questa norma sta consentendo che  i  fondi
  trasferiti  alla nostra Regione, che lo Stato a monte si  trattiene
  quelle  risorse,  consente ai fondi delle cosiddette  politiche  di
  azione  e  coesione  di essere utilizzati per alcune  tipologie  di
  attività  che prima coprivamo con fondi regionali, ovvero tipologie
  che  riguardano i trasporti marittimi, il trasporto pubblico locale
  e  tutta  una  serie di attività che, ad oggi, sono  in  carico  al
  bilancio della Regione.
   Qui,  sentivo parlare dei 50 milioni, quello è l'articolo  37  che
  con  questa storia non c'entra nulla. Evitiamo di gridare  al lupo,
  al lupo  senza che ci sia il lupo. Uno l'abbiamo ma è un lupo buono
  da questo punto di vista, non dovrebbe mangiare nessuno.
   Sto   dicendo  questo  perché  vedete  quest'Aula,  questo   podio
  suscitano  certe  passioni,  però rischiamo  di  fare  un'opera  di
  depistaggio  nel  momento in cui parliamo di una  cosa  commentando
  altre cose che nulla hanno a che vedere.
   Questa  norma consente di utilizzare, con una finalità relativa  a
  grandi servizi pubblici in capo alla nostra Regione, fondi che sono
  connessi ai trasferimenti dello Stato. Certo, è chiaro che  non  ce
  li  stanno regalando. E' chiaro che questa autorizzazione di questa
  copertura sottrae risorse ad altre tipologie di interventi: 1+1  fa
  sempre  2 e 1-1 fa sempre zero. Non è che qualcuno ci sta regalando
  risorse   Ci  stanno semplicemente, con provvedimento  del  decreto
  legge  varato  dal governo Monti, autorizzando ad un  utilizzo,  la
  Sicilia assieme al Piemonte.
   Devo  dire  mi  suona  strano che colleghi, in questo  Parlamento,
  gridino  al lupo, al lupo  perché gli unici che fino ad oggi  hanno
  gridato   al lupo, al lupo  sono stati esponenti della Lega.  Posso
  capire  che  la  Lega abbia protestato ma che lo facciano  colleghi
  dell'ex MPA, oggi Partito dei siciliani, non vorrei che a forza  di
  rivendicare l'autonomia si finisca per diventare cugini stretti del
   leghismo

   BARTOLOTTA, assessore per le infrastrutture e la mobilità.  Chiedo
  di parlare.

   PRESIDENTE.  Ma  che  c'entra  lei assessore  Bartolotta?  E'  una
  questione di carattere finanziario, penso che l'onorevole Cracolici
  abbia  spiegato i termini della questione, per altro è pendente  un
  ricorso alla Corte Costituzionale su questa vicenda.

   BIANCHI,  assessore per l'economia. Mi pare che sull'utilizzo  del
  FAS  sulla  sua  possibilità, mi sembra abbia risposto  l'onorevole
  Cracolici con ampiezza. Il tema non l'abbiamo mai sottovalutato, va
  preso  atto  che, in questa fase congiunturale, siamo costretti  ad
  utilizzare  risorse  che  erano  destinate  per  infrastrutture,  a
  coprire  alcune  spese relative al trasporto  pubblico  locale,  al
  trasporto marittimo ed al trasporto aeroportuale.
   Questa  è, ovviamente, una cosa che induce ad una riflessione.  Ma
  dovrebbe  indurre  ad una riflessione molto più  forte  chi  ci  ha
  portato  in  questa  condizione.  Non  dimentichiamo  mai  che   ci
  imputiamo,  in  questo bilancio, una quota di disavanzo  2012  che,
  certamente,  non  è a noi imputabile. Secondo elemento:  sapete  il
  taglio  dei  trasferimenti nazionali che  sono  pari  a  oltre  800
  milioni  di  euro;  rispetto a questa situazione  abbiamo  ottenuto
  nella nostra interlocuzione romana non certo una concessione  o  un
  regalo,  ma  preso  atto  dal Ministro  del  Tesoro  della  qualità
  dell'azione  posta  in  atto  in termini  di  riqualificazione  del
  bilancio,  della forte discontinuità con la gestione delle  finanze
  pubbliche  che  è  stata fatta in Sicilia fino ad ora,  ripeto,  la
  forte  discontinuità con la gestione delle risorse pubbliche  fatte
  in  Sicilia fino ad ora, sulla quale forse una riflessione va fatta
  da chi è qui da molto più tempo di me.
   Il Governo ha concesso in un accordo, poi preso nel Decreto Legge,
  questo utilizzo del FAS e qui sta a me, però rilevare come è  stato
  fatto   questo   accordo.  Noi  siamo  partiti  da  una   dotazione
  finanziaria  del FAS 2007-2013 ampia, a fronte della quale  avevamo
  fortissimi  ritardi,  anche questi certamente non  imputabili  alla
  nostra amministrazione, nella progettazione e nell'andamento  della
  spesa delle risorse a valere sul FAS.
   Proprio  questa considerazione ha fatto sì che noi abbiamo  voluto
  che,  accanto  all'accordo di utilizzo del FAS, fosse prevista  una
  matrice  origine/destinazione delle risorse, che vuol dire da  dove
  preleviamo le risorse del FAS e dove vengono destinate.
   Noi  non procediamo a nessuna cancellazione di opere previste  dal
  FAS 2007-2013. Abbiamo semplicemente identificato alcune opere, tra
  cui  quelle  che citava l'onorevole in precedenza, che  avevano  un
  ritardo  di  progettazione tale per il quale, anche  spostando  una
  quota  delle  risorse dal FAS 2007-2013, alla nuova  programmazione
  2014-2020 che si comporrà sia della quota infrastrutturale del  POR
  regionale,  sia  del  nuovo FAS,  non incidesse sull'andamento  dei
  lavori.
   Tutte  le opere rimangono finanziate per la quota di progettazione
  e  per  la  quota che consentirà di avviare i lavori nel corso  del
  2013 e di completarli nel corso del 2013-2014.
   Non  siamo  in  presenza  di  un  rallentamento  del  processo  di
  investimento  infrastrutturale.  Ciò  è  garantito  proprio   dalla
  selezione  che  è stata fatta sugli interventi, che ci  permetterà,
  appunto,  di  avviare ugualmente i lavori. Troppe  volte  ci  siamo
  trovati  ad  una  contabilizzazione esclusivamente  ragionieristica
  delle  risorse,  quando poi in realtà queste  risorse  non  vengono
  spese.
   La   possibilità  di  concentrare  gli  interventi  sulle  risorse
  immediatamente  spendibili consente, da un lato, di  far  fronte  a
  esigenze contingenti, inevitabili, perché sfido chiunque di  voi  a
  dire  che  nel 2013 avremmo azzerato i capitoli trasporto  pubblico
  locale,  trasporto  marittimo, che avremmo  azzerato  tutti  questi
  capitoli.
   Con  questa  operazione,  consentiamo di offrire  un  servizio  ai
  cittadini nel corso del 2013 e di avviare ai lavori tutte le  opere
  previste  dal  piano infrastrutturale - c'è l'assessore  Bartolotta
  che lo può confermare - e continuare il finanziamento di opere che,
  inevitabilmente,  hanno una progettazione  che  ricade  su  diversi
  anni, con il completamento sulle altre opere.
   Rispondendo  all'Assessore, se lei vuole garanzie che il  progetto
  complessivo di infrastrutturazione della Regione sia garantito,  lo
  possiamo assicurare come Giunta di governo, proprio perché ci  sarà
  una compensazione delle risorse trasposte sul nuovo POR e sul nuovo
  FAS.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  intanto  debbo
  complimentarmi con l'assessore Bianchi che ha dato una  spiegazione
  quanto  più  vasta,  approfondita, esauriente possibile,  circa  la
  tematica.
   In merito ad i continui richiami che l'assessore Bianchi ha fatto,
  rispetto  alla  gestione precedente, non è che deve  toccare  a  me
  difendere  il  presidente Lombardo, del quale  sono  stato  il  più
  grande nemico giurato.
   Il  PD dov'era? Qui è come se ci fosse l'idea che c'era il PDL che
  ha  governato ed il PD che stava all'opposizione e non  esattamente
  l'opposto  Solo questo era Presidente, perché si prenda nota.
   PRESIDENTE.  Non è stato propriamente  un intervento di  carattere
  tecnico

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  guardate è inutile che, ogni volta, tutte  le  questioni
  che  attengono il debito, il credito, eccetera le facciamo  entrare
  tutte  nella  questione della dinamica politica perché non  c'entra
  assolutamente niente.
   Possiamo  dire  seccamente che laddove abbiamo progetti  esecutivi
  che  possono  andare  in gara o comunque progetti  cantierabili  li
  abbiamo  mantenuti perché realisticamente verranno spesi quest'anno
  e laddove questi progetti non sono cantierabili ci sembrava assurdo
  bloccare  le  risorse mentre dovevamo fare dei tagli indiscriminati
  nei confronti di cose essenziali.
   Ci siamo comportati nella logica del  bonus pater familiae . Quali
  sono le cose che

   TURANO. Bisogna   capire se queste opere sono cantierabili  oppure
  no

   CROCETTA. Non lo so un po' estemporanea mi pare questa cosa
   Allora, noi cosa abbiamo toccato? Per tutte le opere sono previste
  le  somme  necessarie eventualmente per continuare la progettazione
  e,  quindi, per avviare il percorso che permetterà l'anno  prossimo
  di  poterle  mandare  in  gara. Per quelle  dove  invece  l'iter  è
  concluso e l'investimento è immediatamente cantierabile e,  quindi,
  l'opera  può essere appaltata, sono rimaste integralmente tutte  le
  somme, quindi, questa è una valutazione tecnica.
   Se  poi  si preferisce  che continuiamo a fare, ogni volta, questi
  piani  di  utilizzo delle risorse che per 5, 6, 7 anni ripercorrono
  sempre importi totali di utilizzo di cose che non abbiamo e che non
  possiamo  cantierare  ed  immobilizziamo  inutilmente  risorse  per
  impedire   di   fare,  invece,  un'operazione  che  ha   consentito
  attraverso  la copertura di altre spese necessarie, di spalmare  il
  debito,  il  buco  di bilancio dell'anno scorso in una  triennalità
  corretta,  capite  bene che l'operazione non  solo  è  tecnicamente
  perfetta  ma  è anche politicamente corretta perché mettere  quelle
  risorse non comporta alcun beneficio per il semplice motivo  che  i
  progetti non sono pronti.
   Di  chi  è  la  colpa? Io mi rifiuto di pensare che  è  colpa  dei
  governi  precedenti perché non c'è Governo che non abbia intenzione
  di  fare  le cose, non è il Governo. Però, resta il fatto  che  dai
  dipartimenti,  dalle  aziende che dovevano  fare  partecipate,  che
  dovevano  fare   questa  progettazione, la  progettazione  non  c'è
  stata.  Quindi, vogliamo prendere atto, una semplice presa  d'atto,
  non credo che l'intendimento dell'assessore Bianchi fosse di natura
  polemica,  ma  voleva rimarcare semplicemente che è  inutile  voler
  attribuire  al  Governo attuale una responsabilità quasi  a  volere
  tagliare  opere  perché non stiamo tagliando  assolutamente  nulla.
  Stiamo  mettendo  nel bilancio quelle risorse  che  possono  essere
  spese  non  immobilizzando  risorse  per  fare  pagare  magari   ai
  cittadini su altri fondi, in disservizi oppure in aumento di  tasse
  quello che normalmente possiamo ricavare in modo indolore.

   BARTOLOTTA, assessore per le infrastrutture e la mobilità.  Chiedo
  di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà per una brevissima precisazione  se  non
  ho  compreso male sulla base di un intervento svolto dall'onorevole
  Turano.

   BARTOLOTTA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  solo   per
  ribadire e tranquillizzare l'onorevole Turano che mi ha chiamato in
  causa  su  un'opera specifica, quindi per confermare  quanto  detto
  precedentemente  dal Presidente e dall'assessore Bianchi  che  sono
  stati abbastanza chiari sull'argomento e per dire che tutto ciò che
  nella delibera CIPE 62 che facciamo attenzione vale 1 miliardo  990
  milioni  di  euro  a cui corrisponde un presunto  prelievo  di  652
  milioni di euro, quindi già questo, in linea di principio, la  dice
  lunga su come la spendibilità del 2013 verrà ampiamente garantita -
  quindi, ribadisco che tutto ciò che nel crono-programma prevede  la
  scadenza del 31 dicembre 2013 non potrà essere rifinanziato. E' una
  cosa automatica.

   TURANO. E questo intervento lo prevede?

   BARTOLOTTA. Onorevole Turano, è un procedimento tecnico-contabile.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione, in base  all'articolo  121,  il
  mantenimento del testo.
   Evidenzio che, proprio in base all'articolo 121 bis, quando  viene
  presentato un solo emendamento e questo è soppressivo, si  pone  in
  votazione il mantenimento del testo.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole Formica,lei è già intervenuto su questo.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   DI MAURO. Il mio voto è contrario.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                               «Art. 7.
                                Quadri

   1.  Sono  approvati  il quadro generale riassuntivo  del  bilancio
  della  Regione  siciliana  per l'anno finanziario  2013  e  per  il
  triennio  2013-2015,  in  termini di  competenza,  con  i  relativi
  allegati, e il quadro delle previsioni di cassa per l'anno 2013».

   Comunico che sono stati presentati tre emendamenti soppressivi:

   - 7.1, degli onorevoli Falcone, Vinciullo, ed altri;
   - 7.2, degli onorevoli Formica, Currenti, Ioppolo e Musumeci;
   - 7.3 dell'onorevole Di Mauro.
   L'onorevole  Vinciullo  è  già  alzato  e  chiede  sicuramente  di
  parlare.

   VINCIULLO, vicepresidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO,  vicepresidente della Commissione.  Signor  Presidente,
  onorevoli   colleghi,   a   dire  il   vero,   volevo   intervenire
  sull'articolo  precedente,  ma  mi riservo  di  intervenire  perché
  quello  che  dovevo  dire  lo dirò ma lo dirò  per  tranquillizzare
  l'Assemblea e tutti i deputati della provincia di Siracusa,  Ragusa
  e  di  Agrigento su una serie di progetti che non sono a rischio  e
  che più tardi esporremo e avremo la certezza da parte del Governo.

   CROCETTA. Semplicemente perché i progetti sono cambiati.

   VINCIULLO,  vicepresidente della Commissione. E,  infatti,  se  il
  Presidente dell'Assemblea mi avesse dato la possibilità di parlare,
  avrei anche fatto comprendere la differenza fra alcuni progetti.
   Veda, Presidente, insieme all'onorevole Falcone, primo firmatario,
  all'onorevole Formica e all'onorevole Di Mauro, abbiamo  presentato
  questi emendamenti soppressivi dell'articolo 7.
   Non  siamo  così  sciocchi da non comprendere  la  difficoltà  che
  rappresenta l'approvazione di un emendamento di questa natura e  di
  questo genere. Con la presentazione di questo emendamento e con  il
  desiderio che avevamo di alimentare un dibattito su questa vicenda,
  però,  volevamo attenzionare il Governo e l'Assemblea a  tenere  in
  considerazione  un fatto importante: che, da qui a qualche  giorno,
  possibilmente,  ci  ritroveremo con migliaia di persone  che  hanno
  perso  il  posto di lavoro; con migliaia di strutture  operanti  in
  tutta  la  Sicilia  che  saranno  costrette  a  chiudere,  in   una
  situazione di difficoltà, in cui oggettivamente la Regione  non  ha
  delle  responsabilità,  ma  semmai  ha  responsabilità  il  sistema
  giudiziario  italiano, che giunge alla conclusione di  un  processo
  con troppo tempo di ritardo.
   E'  stato  eccessivo,  insopportabile il  ritardo  che  i  giudici
  amministrativi hanno messo nell'emanare questa sentenza. L'avessero
  fatto  qualche  anno fa, sicuramente, oggi, non  ci  troveremmo  in
  queste gravissime difficoltà; non ci troveremmo nella necessità  di
  affrontare un dramma occupazionale, un dramma lavorativo e - perché
  no - un dramma anche di natura economica.
   E'  chiaro, infatti, che questi laboratori rischieranno  tutti  di
  essere fagocitati da laboratori più grandi, forse, provenienti  dal
  nord. Ed era questo l'obiettivo che per anni è stato perseguito nel
  passato, cioè di concentrare i laboratori solo nelle mani di tre  o
  quattro grandi cooperative del nord.
   Riconosco che, come al solito, l'assessore Borsellino ha  lavorato
  su  questa  vicenda con grande professionalità, con grande  onestà,
  con  grande  capacità, con grande competenza, però, l'Assessore  da
  solo non può risolvere questo problema; ha bisogno del conforto del
  Parlamento; ha avuto il conforto della Commissione Sanità.  Abbiamo
  bisogno,  tutti  insieme,  Governo e  Parlamento,  di  trovare  una
  soluzione  per fare in modo che un sistema sanitario, che  fino  ad
  oggi ha funzionato, non naufraghi improvvisamente.

   FALCONE.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   FALCONE.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   intervengo
  soltanto  per aggiungere qualche altra considerazione a quello  che
  l'onorevole  Vinciullo  ha  voluto esprimere  col  suo  intervento.
  Sull'articolo  7, ci rendiamo conto dell'importanza strategica  per
  la  definizione  finanziaria di questo nostro bilancio;  è  chiaro,
  però,  che  è  altrettanto un grido di allarme e  di  dolore  -  lo
  dobbiamo raccogliere - da parte dei laboratori di analisi che  oggi
  stanno protestando. Continueranno domani sera a protestare.
   Perché, cosa lamentano queste strutture? Lamentano che, sebbene ci
  sia  stata una sentenza da parte del CGA, che ha rigettato per vizi
  formali, lo vorrei dire, il ricorso rispetto all'applicazione di un
  decreto,  del  2007,  della  Regione, è altrettanto  vero  che  c'è
  pendente  altro ricorso a questo nuovo decreto, Assessore,  al  suo
  decreto di qualche settimana fa. E il giudizio, la prima udienza  è
  prevista  il  14 maggio di questo anno, quindi, da  qui  a  qualche
  settimana appena.
   Ci poniamo un problema - ha detto bene l'onorevole Vinciullo -, ci
  creiamo il problema e ce lo poniamo, cioè quello di come affrontare
  la  problematica dei laboratori di analisi. Questi laboratori,  che
  non  hanno  avuto alcun tipo di aggiornamento al loro  nomenclatore
  tariffario,  queste strutture specialistiche, che non  hanno  avuto
  dal  '97,  quando era stato approvato il primo decreto  Bindi,  una
  rivalutazione (soltanto una nel 2004 dell'1,7%), quando invece quel
  Decreto  Bindi, che loro impugnarono e nei cui confronti, poi,  c'è
  stata, dopo tanti anni, una sentenza a loro sfavorevole, diceva  al
  contempo che periodicamente bisognava rivalutare anche la tariffa.
   E,  in  altre  parti del territorio nazionale,  quella  tariffa  è
  assolutamente, è sicuramente aggiornata; sicuramente più favorevole
  alle strutture specialistiche di cui parliamo. In Sicilia, no
   E,  allora,  è chiaro che  dobbiamo aprire un tavolo  tecnico  con
  queste  strutture.  Lei lo ha fatto, Assessore,  e  di  questo  noi
  siamo  grati; vediamo la sua attenzione ma chiediamo che  si  possa
  fare qualcos'altro. Perché, da un lato, stiamo dicendo che dobbiamo
  recuperare  queste somme, quindi, facciamo una norma  che  crea  un
  fondo dal quale affluiranno queste somme.
   Bene,  credo,  ho  dei  miei dubbi, delle mie perplessità,  perché
  dico,  se  queste somme sono dovute, non c'è bisogno di  una  norma
  finanziaria  che  dica  che  li  dobbiamo  prevedere,  li  dobbiamo
  riscuotere. Se sono dovute, le riscuoteremo comunque. Così come  ha
  fatto  il  Governo, giustamente, senza norma, per  quanto  riguarda
  altra  sentenza  che abbiamo inserito direttamente  come  posta  in
  bilancio.
   Ma  non  voglio  qua  entrare nella questione finanziaria;  chiedo
  soltanto una cosa: che il Governo apra un tavolo tecnico con queste
  strutture specialistiche per poter capire se possiamo aggiornare il
  loro  nomenclatore tariffario, che è bloccato al '97, soltanto  con
  una  rivalutazione al 2004 e poi capire cosa succederà, tra qualche
  settimana,   quando   l'Autorità  giudiziaria   amministrativa   si
  esprimerà.
   Per cui preannunciamo, sin da subito, sin da ora, che, nel caso in
  cui  l'Assemblea  non  volesse  accogliere  il  nostro  emendamento
  soppressivo di questo emendamento, vi sarà  la presentazione di  un
  ordine  del  giorno  che  impegni il Governo.  Perché,  attenzione,
  Presidente  Ardizzone, noi abbiamo detto che, nel caso in  cui,  ho
  fatto un esempio, il Governo nazionale licenziasse 500 mila persone
  del   pubblico   impiego,  risparmierebbe   o   no?   E'   normale,
  risparmierebbe   Ma ci troveremmo 500 mila persone  e  famiglie  in
  mezzo  ad  una  strada. Se oggi impegniamo e imponiamo  determinate
  norme restrittive, norme che comporterebbero un duro colpo a queste
  strutture  specialistiche.  Il  Governo  risparmierebbe  o  no?  Si
  risparmierebbe, ma abbiamo buttato in mezzo ad una strada duemila e
  cinquecento professionisti.
   Allora,  in  questo  senso,  siccome non  vogliamo  fare  -  e  il
  presidente Crocetta lo ha detto - macelleria sociale, dobbiamo fare
  un  atto  di  attenzione nei confronti di una  problematica  che  è
  assolutamente  attuale  e  che  deve  essere  vagliata  in  maniera
  approfondita e che deve trovare una soluzione.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  sono intervenuto
  poche  volte e credo che interverrò pochissime volte nel  corso  di
  questa  finanziaria.  Se ritengo di intervenire, ed  ho  presentato
  pure un emendamento a tal proposito, al pari dei miei colleghi,  su
  questa  materia  è  perché siamo in presenza di una  previsione  di
  legge che non tiene conto della realtà.
   Intanto,  non  tiene conto della realtà e si potrebbe  configurare
  come  appostamento dubbio in entrata nel bilancio perché mai e  poi
  mai  queste  somme  possono essere per intero introitate,  pena  la
  scomparsa di un intero settore.
   Altra  cosa.  Ma come si può pretendere di mettere in entrata  140
  milioni  di  euro  a  fronte del fatto che  l'intero  comparto  dei
  laboratori di analisi ammonta a 120 milioni di euro all'anno cioè i
  laboratori  di  analisi convenzionati costano 120 milioni  di  euro
  all'anno e noi mettiamo in entrata una somma pari a 140 milioni  di
  euro che i laboratori convenzionati dovrebbero pagare alla Regione,
  badate bene, per colpe che non hanno?
   Chi  vi parla è stato sempre un sostenitore della sanità pubblica,
  anzi è stato accusato in passato di essere un paladino della sanità
  pubblica,   ma   a   fronte  di  provvedimenti   cervellotici,   di
  provvedimenti che non possono essere eseguiti per le ragioni che ho
  detto  un momento fa e cioè perché l'intero ammontare delle risorse
  destinate  al  comparto dei laboratori di analisi è inferiore  alla
  somma che si pretende di riscuotere dai laboratori di analisi.
   Allora,  le  cose sono due. Non sono d'accordo con  chi  cerca  in
  qualche  modo di giustificare l'azione del Governo, perché l'azione
  del  Governo doveva essere volta e dovrebbe essere volta a  trovare
  soluzioni per i problemi, non ad essere il contabile che  esegue  i
  conti e in ragione ed in virtù di ciò si comporta.
   L'azione  del  Governo  dovrebbe  essere  mirata  a  risolvere   i
  problemi. E questo problema non solo non lo si è voluto affrontare,
  questo sarebbe poca cosa, ma non si è tenuto conto che si tratta di
  vera  macelleria sociale perché si rischia in maniera certa, certa,
  di  avere ottomila, diecimila persone ulteriori sul lastrico,  cioè
  persone  che  perderanno  il  proprio  lavoro.  Operai,  impiegati,
  professionisti che perderanno il proprio lavoro.
   Ora,  mi  sembra  che  sia veramente assurdo  immaginare  che,  in
  momento  di  gravissima crisi economica e sociale come  quella  che
  stiamo  attraversando,  non  ci si attrezzi  con  qualsiasi  sforzo
  possibile ed immaginabile e non si destini ogni risorsa del Governo
  per  cercare  di  risolvere un problema tanto  grave  che  riguarda
  tantissime famiglie e tantissime persone.
     Non  posso credere che non c'è, che non ci possa essere un  modo
  per risolvere il problema. Qualcuno ha parlato del fatto che lo  si
  potrebbe  risolvere  con  l'adeguamento  ISTAT  che  non  è   stato
  riconosciuto  dal  '97  in  poi e se ci fosse  stato  l'adeguamento
  ISTAT,  dal '97 in poi, si sarebbe arrivati ad una somma  superiore
  ai 140 milioni di euro.
   Ci   sono,   quindi,  secondo  me,  i  temi,  gli  argomenti   per
  affrontarlo;  certamente, però, il modo con cui  si  è  cercato  di
  risolverlo  non  è  quello  adeguato  e  le  conseguenze   saranno:
  ulteriori   disoccupati,  ulteriori  famiglie  che  perderanno   il
  salario,  lo stipendio, ulteriori momenti di crisi che aggraveranno
  il grave stato in cui versa questa nostra regione.
   Inviterei,  quindi, il Governo ad accantonare questo articolo  per
  vedere se, da qui alla fine della trattazione della finanziaria, si
  trova un modo per risolvere o quanto meno alleviare il problema. La
  mia proposta, quindi, è quella di accantonare l'articolo.

   PRESIDENTE. Sono iscritti a parlare gli onorevoli Laccoto, Oddo  e
  Vullo.  Chiaramente, a seguire, il Governo. L'onorevole Laccoto  ha
  facoltà di parlare.

   LACCOTO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  credo  che  la
  vicenda  sia  un po' complessa. Naturalmente, le somme  sono  state
  messe  in bilancio ed è difficile toglierle, però, è chiaro che  su
  questa vicenda, più volte, si è espressa la Commissione Sanità.
   E'  stato, con molta serenità, affrontato il problema ed è  chiaro
  che  vi  sono anche delle responsabilità a monte;  se queste somme,
  infatti,  erano  incerte, non dovevano essere date  ai  laboratori.
  Bisognava  accantonarle in un capitolo a parte  e  darle  solamente
  dopo  che il giudice amministrativo si fosse pronunciato. Oggi,  ci
  troviamo   di   fronte   ad  una  soluzione   particolare   perché,
  principalmente, i  piccoli laboratori hanno già investito le  somme
  ricevute  e chiedere queste somme è certamente iniquo verso  questi
  professionisti che, già, pagano lo scotto di altro.
   E'  chiaro,  però,  che  la manovra finanziaria  non  può  essere,
  sicuramente, stravolta e allora qual è la soluzione?
   La  soluzione,  a  questo punto, non è di questo  Parlamento,  che
  potrebbe complicare ancor più la vicenda. La soluzione - in  questo
  momento,  mi  dice  l'assessore, vi  è  un  tavolo  tecnico  con  i
  sindacati  dei lavoratori - sarebbe opportuno trovarla,  così  come
  abbiamo auspicato più volte, in Commissione Sanità, al di fuori del
  Parlamento.
   E' chiaro che le somme non possono essere immediatamente richieste
  a  questi  laboratori.  L'errore l'ha già  fatto,  sicuramente,  la
  pubblica amministrazione, la Regione, quando, nel passato,  non  ha
  chiesto  l'accantonamento di queste somme in un  capitolo  a  parte
  perché  la norma non può prevedere la richiesta di restituzione  di
  somme  già date. Immaginate che queste siano già state investite  o
  in  nuove  tecnologie o in personale o in altro ed è una situazione
  abnorme.
   Credo  che  vi sia la volontà del Presidente della Regione,  oltre
  che dell'assessore al ramo, a trovare soluzioni atte che, in questo
  momento, forse, non riusciremo a trovare.
   Abbiamo  presentato un ordine del giorno che sia  di  supporto  ad
  un'azione  del  Governo che, però, tenga conto della  illegittimità
  della  richiesta, oggi, delle somme già erogate ai laboratori.  Non
  esiste,  nella  norma giuridica, la possibilità di richiedere  tout
  court somme che sono state date agli stessi laboratori.
   Se  avviene  il  contenzioso, l'Amministrazione di  allora  doveva
  metterle in un capitolo ed accantonarle queste somme, in attesa del
  pronunciamento del giudice ordinario. Allora, ancor  più,  dobbiamo
  fare uno sforzo per trovare soluzioni per questi laboratori.
   Lo  facciamo  invitando tutto il Governo, al  di  là  del  momento
  finanziario  perché  forse rischiamo di fare ancora  più  danno  se
  andiamo ad approfondire alcune tematiche, ci sono di fatto  un  140
  milioni  a  fronte  di  110  milioni del  disavanzo  che  sarebbero
  praticamente  una  somma che è stata messa  e  allora,   Assessore,
  credo  che  vi sia,  da parte di tutto il Parlamento, la voglia  di
  venire  incontro, ma anche quella di non stravolgere  il  bilancio;
  bisogna  trovare soluzioni tecniche che possano evitare di  portare
  al fallimento centinaia e centinaia di piccoli laboratori.

   PRESIDENTE:  Grazie,  onorevole Laccoto.  E'  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Oddo. Ne ha facoltà.

   ODDO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  credo  che   il
  dibattito  che  abbiamo tenuto su questo argomento  non  sia  stato
  fuori luogo e che aiuti a superare un luogo comune che s'era creato
  nella  sanità siciliana, cioè quello che il male fosse la  presenza
  di convenzionamenti esterni eccessivi nel settore dei laboratori di
  analisi.
   Ebbene,  in  Commissione Sanità, abbiamo fatto in questi  mesi  un
  lavoro  approfondito sul tema e abbiamo appurato che  la  verità  è
  semplicemente  al contrario, cioè, oggi, i dati ci  dicono  che  il
  vero  bubbone  purtroppo è il costo eccessivo dei  servizi  erogati
  dalla sanità pubblica in Sicilia.
   Oggi come oggi, le prestazioni fornite dai laboratori esterni sono
  assolutamente  in linea o, addirittura, più competitivi  di  quelli
  prestati  in  altre  parti  del  Paese.  Il  problema,  invece,   è
  evidentemente   il  costo  eccessive  delle  identiche,   medesime,
  prestazioni erogate nelle strutture pubbliche.
   Ora,  è evidente che le spese sostenute nel settore pubblico  sono
  molto più rigide e, con tutta la buona volontà del Governo, poterle
  modificare in termini qualitativi, nel senso di una riduzione della
  spesa,  chiede tempi medio-lunghi. Ma, questo non ci deve  portare,
  pertanto,   a  considerare  i  laboratori  di  analisi   un   capro
  espiatorio.  Credo che - e il Governo ne ha assoluta consapevolezza
  -  dobbiamo consentire a questa realtà economica viva della Regione
  siciliana  di  continuare a vivere. Ecco,  mi  permetto,  anche  su
  delega  dell'Assessore, con cui ho parlato poco  fa,  di  informare
  l'Aula che, in questo momento, mentre  stiamo parlando, è in  corso
  un  incontro  all'assessorato alla Sanità,  fra  le  rappresentanze
  sindacali delle categorie interessate, dei laboratori di analisi  e
  il  Governo, evidentemente, non nella persona dell'Assessore perché
  è fisicamente presente qua, ma con il direttore generale Sammartano
  e gli altri tecnici dell'Assessorato che lo coadiuvano.
   L'incontro   sta  andando  benissimo,  nel  senso  che   è   stato
  predisposto  un tavolo permanente di confronto fra il Governo  e  i
  laboratori  di  analisi;  credo che ci siano  tutte  le  condizioni
  perché,  non dico stasera, ma nelle giornate successive, attraverso
  questo tavolo di confronto permanente, trovata una soluzione oserei
  dire  indolore, cioè che nel rispetto delle sentenze in  atto,  non
  porti  all'azzeramento  della  categoria.  Quindi,  credo  che   il
  Governo,  e  chiudo, si stia muovendo nella assoluta  direzione  di
  disinnescare questo problema, al di là di quella che è  la  vicenda
  finanziaria collegata a questa sera.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Oddo.  E'  iscritto   a   parlare
  l'onorevole Vullo.

   VULLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, dopo aver ascoltato
  l'onorevole  Oddo,  forse,  il  mio  intervento  si  poteva   anche
  eliminare.  Volevo dire, però, soltanto alcune cose, Assessore  per
  la  Sanità. La funzione del privato, che è stata sempre a  supporto
  del  pubblico,  credo,  che, nella nostra  società,  nella  società
  siciliana,  sia  stata  sempre e comunque  un  supporto  importante
  perché  dobbiamo metterci sempre e comunque nei panni di  coloro  i
  quali  sono gli utenti di questi laboratori o di questi che possono
  essere    convenzionati   anche   altre   categorie   di   medicina
  specialistica.
   Allora,  dobbiamo  capire  una cosa,  assessore:  capisco  che  le
  esigenze  di  risparmio siano esigenze importanti, che le  dobbiamo
  sicuramente, deve essere la nostra stella polare. Non si può, però,
  venire  a proporre, dopo alcuni anni, ai laboratori d'analisi,  una
  riduzione o un prelievo coatto. In che senso?
   Ci sono questi laboratori che hanno fatto degli investimenti; sono
  laboratori  che  hanno fatto sicuramente; comprano  del  materiale;
  laboratori che fanno delle spese.
   Ma  pensate  per un attimo, assessore, mi rivolgo a  lei,  che  se
  costoro  i  quali non solo licenziano le persone -  che  può  anche
  succedere - ma come la mettiamo dal punto di vista prettamente  dei
  nostri concittadini?
   Quando  la  sanità pubblica - che è una sanità pubblica importante
  la  nostra  -  una sanità pubblica che sicuramente  ha  dato  delle
  risposte, anche in termini importanti nella nostra società, capisco
  che  mettendosi  nei panni dei cittadini, oggi,  un  cittadino,  se
  vuole  fare  un'analisi all'ospedale  X  o all'ospedale  Y ,  credo
  che debba aspettare mesi.
   E,  allora, oggi - capisco che l'assessore sia poco interessato  a
  questo  mio  intervento  ma,  assessore,   almeno  la  cortesia  di
  ascoltarmi,  anche  se può darsi che secondo lei  io  stia  dicendo
  delle  corbellerie, faccia in modo di ascoltarmi, grazie  -  questo
  tipo   di  assistenza,  secondo  me,  è  un'assistenza  importante.
  Immagini che, da domani, questi laboratori di analisi, sia per fare
  un  braccio  di  ferro o per strumentalizzare  i  loro  dipendenti,
  chiudessero tutti, come la metteremmo con i cittadini?
   Quello che diceva l'onorevole Oddo, lo accetto e magari può  darsi
  che  lei,  fra  qualche minuto, darà delle spiegazioni  ancora  più
  importanti.   Credo,   però,  che  questo  problema   non   bisogna
  sottovalutarlo perché inneschiamo, non solo l'ira di coloro i quali
  stanno  lavorando  in  questi  laboratori  di  analisi,  ma  ho  la
  sensazione  che  possiamo sicuramente scatenare  l'ira  dei  nostri
  concittadini. Grazie.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione, Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  ringrazio coloro i quali hanno sentito la  necessità  di
  volere  rappresentare le esigenze di una categoria come quella  dei
  laboratori  nei confronti della quale il Governo ha già  aperto  da
  tempo un dialogo.
   Più  volte, infatti, li abbiamo incontrati e, diciamoci la verità,
  anche  con  estrema franchezza,  capisco che ci  possa  essere  una
  pressione da parte degli stessi laboratori a dire  non riconosciamo
  l'entrata   ma,  per  avere garanzie finali rispetto  all'esito  di
  questa  questione. Non mi pare, però, che nessuno,  fino  ad  oggi,
  abbia avviato un'azione di riscossione nei confronti dei laboratori
  così come da tempo si sarebbe dovuto fare.
   In considerazione del fatto che sappiamo benissimo, è vero che c'è
  una  sentenza  del  Consiglio  di  giustizia  amministrativa  della
  Regione  siciliana, ma c'è anche un ricorso al TAR da  parte  degli
  stessi  laboratori, che potrebbe anche rivoltare le caratteristiche
  della sentenza.
   Quindi, il comportamento di fatto dell'assessorato, non ho  voluto
  che parlasse l'assessore per la sanità, perché mi sembrava corretto
  proprio  difendere l'operato proprio nella complessità del Governo,
  proprio per dire quanto è stato corretto, non solo è stato corretto
  ma ancora tutt'oggi continua la trattativa.
   Questo  fatto  è  stato  spiegato a tutti i laboratori,  solo  che
  chiaramente, quando siamo in finanziaria, qui ci debbono essere per
  forza  gli emendamenti degli emendamenti e tutte le questioni della
  Sicilia.
   Così si fa il colpaccio nella finanziaria
   Voglio  informare  gli  onorevoli  deputati  che  l'iscrizione  in
  bilancio  di  somme dovute sulla base di sentenze  alla  Regione  è
  obbligatoria,  perché le sentenze si ha il dovere di rispettarle  e
  di eseguirle. Se questo Governo avesse voluto, già avrebbe riscosso
  questi soldi.
   Per  essere  estremamente  chiari, abbiamo  ritenuto  che  c'è  un
  disagio  sociale,  abbiamo  ritenuto che  c'è  una  difficoltà  nei
  laboratori,  abbiamo  ritenuto  che  bisogna  fare  dei  conti  più
  complessivi perché, in alcuni casi, ci troviamo di fronte  a  tanti
  laboratori  ai quali dovremmo dare risorse e magari,  invece,  loro
  dovrebbero  darli  alla Regione. Ecco perché si sta  procedendo  in
  negoziato  con  i  singoli operatori, vedendo se  veramente  queste
  somme  sono  dovute o se si possono compensare con  somme  che  noi
  dobbiamo dare ai laboratori.
   La  gestione di questa vicenda tutela completamente i gestori  dei
  piccoli  laboratori. Fra l'altro, abbiamo bloccato  i  processi  di
  concentrazione   monopolistica  che  si  volevano  realizzare,   in
  contrasto  rispetto  all'impostazione del precedente  Governo,  che
  prefigurava  una  concentrazione di tutti i piccoli  laboratori  in
  tre, quattro società, ripeto, operazione che abbiamo bloccato.
   Quindi, non è vero che ci troviamo di fronte ad un Governo che non
  vuole fare nulla, anzi, è un Governo che sta aiutando i laboratori.
  Noi ci troviamo di fronte a dei fatti che non sono solo tecnici, ma
  che  sono  anche giuridici e che presuppongono anche responsabilità
  rispetto  alla  Corte  dei Conti. Abbiamo dei debiti,  abbiamo  dei
  crediti, abbiamo il dovere di scriverli in bilancio. E questo, come
  tutela della Regione, del Parlamento regionale e - se consentite  -
  dei  singoli  amministratori e dei singoli  deputati.  Questo  come
  linea di principio.
   Se   guardate   attentamente  la  norma,  noi   prevediamo   delle
  possibilità  a rischio, perché sappiamo benissimo che loro  possono
  vincere alla TAR Lazio, sappiamo benissimo che, a fronte di crediti
  che abbiamo, possiamo avere debiti nei confronti dei laboratori che
  potrebbero   compensare  la  vicenda.  Ma  sul  piano  tecnicamente
  contabile,  le  somme in entrata bisogna scriverle e  correttamente
  l'Assessorato e l'ufficio di Ragioneria al comma 2 dell'articolo  7
  hanno previsto che, in relazione alla stima delle entrate di cui al
  comma 1, è incrementata la disponibilità finanziaria del fondo  per
  la  salvaguardia dell'equilibrio di bilancio di cui all'articolo  6
  della  legge regionale per un ammontare di 110 milioni di euro.  In
  pratica, chi coglie gli elementi tecnici di questo comma 2, capisce
  bene  che  c'è un fondo a rischio di non riscossione come uscita  e
  che  l'entrata certa in questo bilancio, in tre anni, a  fronte  di
  140  milioni viene indicata in 30 milioni di euro che  sono  i  140
  milioni di euro meno i 110 milioni di euro.
   Per  rispondere  a cose che loro non sanno o fanno  finta  di  non
  sapere,  a  cose e che stiamo trattando persino in questo  momento,
  chiedono  ai  deputati di bocciare una norma che in realtà  non  li
  penalizza  per  niente ma serve a salvaguarda solo i diritti  della
  Regione.  Sopprimere questo articolo, più che salvare  migliaia  di
  posti di lavoro determinerebbe un crack del bilancio e metterebbe a
  rischio  centinaia  di  migliaia di lavoratori  della  Regione.  La
  questione   è   un   fatto  tecnico  finanziario   che   garantisce
  l'equilibrio di bilancio. Ripeto, sopprimendo questa norma  non  ci
  sarebbe  più l'equilibrio di bilancio e non salveremmo non  solo  i
  lavoratori ma forse neppure noi stessi.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, come è avvenuto per l'articolo  6,
  in  applicazione  dell'articolo 121 bis, comma  2  del  Regolamento
  interno, pongo in votazione il mantenimento dell'articolo 7. Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                               «Art. 8.
           Disposizioni in materia di edilizia residenziale
                               pubblica

   1.  L'articolo  5 della legge regionale 9 giugno 1994,  n.  28,  è
  sostituito dal seguente:

    Art.  5  - 1. Il prezzo di cessione unitario al metro quadrato  è
  determinato secondo le seguenti modalità:

   a)  per  i  soggetti assegnatari e già proprietari  degli  alloggi
  popolari e/o loro aventi causa, il prezzo di cessione delle aree  è
  pari al 75 per cento del valore di mercato delle stesse;

   b)   per  i  soggetti  proprietari  degli  alloggi  non  originari
  assegnatari, il prezzo di cessione delle aree è pari al  valore  di
  mercato delle stesse.

   Il  prezzo determinato con le modalità di cui al presente comma è,
  altresì, parametrato in base al reddito secondo criteri determinati
  con decreto del Presidente della Regione da adottarsi entro novanta
  giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge'.

   2.  Sono  fatte  salve  le disposizioni di vendita  già  impartite
  secondo il prezzo stabilito dal previgente  articolo 5 della  legge
  regionale 9 giugno 1994, n. 28».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                                CAPO IV
               Disposizione di contenimento della spesa

                               «Art. 9.
         Disposizioni in materia di alienazione e riscatto di
                           alloggi popolari

   1.  Gli  assegnatari di alloggi popolari e gli  appartenenti  alle
  forze  dell'ordine assegnatari di alloggi popolari,  facenti  parte
  del patrimonio regionale, possono alienare gli alloggi acquisiti in
  proprietà, fatti salvi i limiti di rivendibilità previsti dai commi
  9 e 10 dell'articolo 19 della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4;
  in  tal  caso  dovranno darne comunicazione alla Regione  la  quale
  potrà  esercitare,  entro  sessanta giorni  dal  ricevimento  della
  comunicazione, il diritto di prelazione. Tale diritto di prelazione
  si  estingue qualora l'acquirente dell'alloggio ceduto  versi  alla
  Regione un importo pari al 10 per cento del valore calcolato  sulla
  base della rendita catastale aggiornata.

   2.  E'  fatto  obbligo  ai  Comuni e agli Istituti  Autonomi  Case
  Popolari, gestori di patrimonio residenziale pubblico realizzato in
  periodo  antecedente  al  1980, a domanda  dell'interessato  avente
  diritto al riscatto, ancorché detto diritto sia stato contestato in
  giudizio, di dismettere gli immobili residenziali locati o comunque
  condotti   o  detenuti  da  oltre venti anni  dagli  stessi  aventi
  diritto.  La dismissione è definita entro 90 giorni dalla  data  di
  entrata in vigore della presente legge. Il valore della dismissione
  degli  immobili resta quello previsto delle dismissioni  effettuate
  per  immobili di pari anzianità di costruzione, ferma  restando  la
  rivalutazione ISTAT dalla valutazione all'atto della dismissione».

   Onorevoli colleghi, momentaneamente accantoniamo l'articolo  9  in
  quanto  desta  perplessità il secondo comma  e  gli  uffici  stanno
  lavorando su una possibile riscrittura.
   Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:

                               «Art. 10.
                Concessioni relative al demanio idrico

   1.  All'articolo 19 della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10  e
  successive modifiche e integrazioni, dopo il comma 6 è aggiunto  il
  seguente:

    6  bis.  Al  rilascio  delle concessioni  di  attraversamento  ed
  occupazione del demanio idrico per qualsiasi uso, comprese le linee
  elettriche e gli impianti elettrici provvedono gli uffici del Genio
  Civile  competenti per territorio, fatti salvi  i  pareri  di  rito
  previsti  dal T.U. sulle acque e sugli impianti elettrici approvato
  con  Regio Decreto 11 dicembre 1933, n. 1775 e successive modifiche
  ed integrazioni.'».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:

                               «Art. 11.
                    Consorzio Autostrade Siciliane

   1.  A  decorrere  dal 2013 i proventi derivanti dall'aggiornamento
  dei canoni di concessione, così come previsto dalla convenzione  in
  essere  tra  il  consorzio autostrade siciliane,  a  partecipazione
  maggioritaria  della  Regione siciliana  e  l'ANAS,  nonché  quelli
  derivanti dalle nuove gare previste per i lotti ancora da ultimare,
  sono destinati alla formazione dell'utile di esercizio del predetto
  consorzio e riversati per la quota di competenza al bilancio  della
  Regione.

   2. Per effetto di quanto previsto dal comma 1, le maggiori entrate
  valutate  in  15.000  migliaia di euro a decorrere  dal  2013  sono
  versate in entrata al bilancio della Regione».

   Onorevoli  colleghi,  questa Presidenza si è  determinata  per  lo
  stralcio dell'articolo 11.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, all'articolo  11
  c'erano  alcuni emendamenti replicati e condivisi da vari colleghi.
  Chiedo,  pertanto, se è possibile far transitare questi emendamenti
  tra quelli aggiuntivi.

   PRESIDENTE. Onorevole Falcone, anche questo articolo riguardava la
  possibilità  di  reperire nuove entrate. Ma siccome queste  entrate
  coinvolgono  un soggetto terzo, che è l'ANAS, sulla lore  certezza,
  obiettivamente, ci sarebbe molto da discutere. Al fine  di  evitare
  difficoltà su ciò che riguarda la veridicità delle entrate  abbiamo
  deciso,  di  comune  accordo  anche con  il  Governo,  lo  stralcio
  dell'articolo.
   Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:

                               «Art. 12.
          Attività di estrazione giacimenti minerari di cava

   1.  A  decorrere dall'1 gennaio 2013 gli esercenti  di  cave  sono
  tenuti  a versare un canone di produzione commisurato alla quantità
  di minerale estratto.

   2.  Il canone è stabilito secondo i seguenti parametri:
   a)   sabbia  e  ghiaia per calcestruzzi, conglomerati  bituminosi,
  tout-venant per riempimenti e sottofondi, materiali per  pietrischi
  e sabbie:   0,50 al metro cubo;
   b)    argille,  calcare  per  cemento,  per  calce  ed  altri  usi
  industriali, gessi, sabbie silicee e torba:   0,55 al metro cubo;
   c)  pietre ornamentali:   0,80 al metro cubo;
   d)  altri  materiali di cava non compresi nei precedenti punti:
  0,55 al metro cubo.

   3.  Con decreto dell'Assessore regionale per l'energia e i servizi
  di  pubblica  utilità  le tariffe sono aggiornate  ogni  due  anni,
  sulla base dell'indice ISTAT.

   4.  L'Assessore  regionale per l'energia e i servizi  di  pubblica
  utilità,  sentito  il  Consiglio  regionale  delle  miniere  e   la
  Conferenza  permanente  Regione-Autonomie  locali,  definisce   con
  proprio  decreto  le  modalità  applicative  e  di  controllo   del
  pagamento dei canoni.

   5.  I  canoni  di produzione sono dovuti per il 60  per  cento  al
  comune  interessato  e  per il 40 per cento alla  Regione.  Qualora
  siano  interessati  più  comuni la quota del  60  per  cento  è  da
  ripartire  sulla base della superficie dell'area di cava  approvata
  ricadente in ciascun comune.

   6.   I   canoni   destinati  ai  comuni  sono   finalizzati   alla
  realizzazione  di  opere di recupero e riqualificazione  ambientale
  nonché   al  recupero  dei  beni  confiscati  alla  mafia  e   alle
  organizzazioni criminali».

   Tenuto  conto  che all'articolo 12 sono stati presentati  numerosi
  emendamenti, momentaneamente lo accantoniamo.
   Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:

                               «Art. 13.
         Disposizioni in favore dell'Agenzia per la Protezione
                             dell'Ambiente

   1.  Al fine di garantire l'autonomia dell'Agenzia regionale per la
  protezione  dell'ambiente,  di  cui  all'articolo  90  della  legge
  regionale  3  maggio 2001 n. 6, gli oneri connessi alle istruttorie
  per  il rilascio di pareri ed ai controlli di cui agli articoli  29
  ter,  268,  comma 1, lettera p., 128 e 197, comma  2,  del  decreto
  legislativo  3  aprile  2006  n.  152  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni, all'articolo 3 della legge regionale 8 aprile 2010 n.
  9,   all'articolo  14  della  legge  26  ottobre  1995  n.  447   e
  all'articolo  90  della  legge  regionale  3  maggio  2001  n.   6,
  all'articolo 14 della legge 22 febbraio 2001 n. 36 e agli  articoli
  6  e  7  del  decreto legislativo 17 agosto 1999 n. 334, effettuati
  dall'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente  -  Sicilia,
  sono  posti  a  carico  dei  soggetti gestori  o  dei  richiedenti.
  L'Assessore  regionale per il territorio e l'ambiente  di  concerto
  con  l'Assessore  regionale per l'economia, su proposta  dell'ARPA,
  entro  sessanta  giorni  dalla data  di  entrata  in  vigore  della
  presente  legge,  provvede  ad  individuare  modalità,  importi   e
  soggetti tenuti al pagamento degli stessi oneri».

   Onorevoli  colleghi, questo articolo è stralciato  definitivamente
  perché la formulazione è quella identica ad una norma già impugnata
  dal Commissario dello Stato in una finanziaria precedente.
   Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:

                               CAPO III
                Disposizioni in materia di enti locali.

                               «Art. 14.
       Disposizioni in materia di assegnazioni agli enti locali

   1.  Nelle  more  dell'adozione dei provvedimenti  attuativi  della
  legge  5  maggio 2009, n. 42 e successive modifiche ed integrazioni
  il  fondo delle autonomie locali per l'anno 2013 è quantificato  in
  651.000  migliaia di euro di cui 44.000 migliaia di euro  destinate
  alle  province  e  180.000 migliaia di euro destinate  a  spese  di
  investimenti dei comuni. Il fondo è comprensivo delle somme  dovute
  a  titolo  di  compensazione per i minori introiti derivanti  dalla
  cessazione    dell'applicazione   dell'addizionale    comunale    e
  provinciale   dell'accisa   sull'energia   elettrica,   ai    sensi
  dell'articolo 4, comma 10, del decreto legge 2 marzo 2012,  n.  16,
  convertito  dalla  legge  26 aprile 2012, n.  44,  quantificate  in
  complessive 101.000 migliaia di euro.

   2.  Le  assegnazioni di cui al comma 1 sono trasferite  a  ciascun
  comune  e  a  ciascuna provincia regionale, a  valere  sulle  somme
  iscritte  nello stato di previsione della spesa del bilancio  della
  Regione  -  amministrazione dipartimento regionale delle  autonomie
  locali  -  a  seguito di riparto effettuato sulla base  di  criteri
  individuati  con decreto dell'Assessore regionale per le  autonomie
  locali  e  la  funzione  pubblica, previo parere  della  Conferenza
  Regione  -  autonomie locali, garantendo ai comuni con  popolazione
  inferiore a 5.000 abitanti di cui alla legge 27 dicembre  1977,  n.
  984  un  ammontare  complessivo  di contributi  ordinari  di  parte
  corrente  pari  ad  almeno un quinto del fondo ordinario  di  parte
  corrente  al  netto  di  tutte le riserve. Le assegnazioni  annuali
  previste   dal  comma  1  sono  erogate  in  quattro  trimestralità
  posticipate; l'erogazione dell'ultima quota è effettuata non  oltre
  il  28  febbraio  dell'anno  successivo  a  quello  di  competenza.
  L'iscrizione in bilancio dell'assegnazione in favore dei comuni, al
  netto  della quota destinata a spese di investimento e delle  somme
  di  cui al secondo periodo del comma 1, è effettuata tenendo  conto
  delle predette disposizioni in materia di erogazione.

   3.  Qualora alla fine del mese successivo alla chiusura di ciascun
  trimestre  manchino elementi necessari per erogare  le  risorse  ai
  sensi  dei  commi  1 e 2, l'Assessore regionale  per  le  autonomie
  locali  e  la  funzione  pubblica può autorizzare  l'erogazione  di
  acconti  fino  al  60 per cento della corrispondente  trimestralità
  dell'anno precedente.

   4.  In  sede  di  riparto  previsto dal  comma  2  sono  garantite
  nell'ambito delle assegnazioni ordinarie per i comuni,  per  l'anno
  2013,  le seguenti riserve, che sono erogate in trimestralità  come
  indicato al predetto comma 2:

   a)  contributi ai comuni delle isole minori di cui al comma 1  bis
  dell'articolo  76  della legge regionale 26  marzo  2002,  n.  2  e
  successive  modifiche  ed  integrazioni,  nella  misura  di   5.000
  migliaia di euro;
   b)  una  quota pari a 22.000 migliaia di euro per il  rimborso  ai
  comuni,  già  previsto  dal comma 7 dell'articolo  13  della  legge
  regionale   17   marzo  2000,  n.  8  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni, delle spese sostenute nell'anno scolastico  2011-2012
  per  il  trasporto  interurbano degli  alunni  delle  scuole  medie
  superiori;
   c)  rimborso ai comuni, ai sensi del comma 3 dell'articolo 9 della
  legge  regionale 14 maggio 2009, n. 6, delle spese per la  gestione
  degli asili nido nella misura di 5.000 migliaia di euro;
   d)  contributo  ai comuni per il finanziamento del  fondo  per  il
  miglioramento  dell'efficienza dei servizi di  polizia  municipale,
  previsto  dall'articolo 13 della legge regionale 1 agosto 1990,  n.
  17  e  successive modifiche ed integrazioni, nella misura di 11.000
  migliaia di euro;
   e)  una  quota  pari  a 1.500 migliaia di euro quale  sostegno  ed
  incentivo  alle  unioni dei comuni previste  dall'articolo  32  del
  decreto  legislativo 18 agosto 2000, n. 267, da ripartire in  quote
  uguali per gli anni 2011, 2012 e 2013;
   f)  una  quota pari a 150 migliaia di euro per la copertura  degli
  oneri di cui ai commi 7 e 8 dell'articolo 6 della legge regionale 6
  febbraio  2008,  n.  1  e  per  la realizzazione  di  programmi  di
  intervento   a   supporto  dell'attività   dei   comuni   approvati
  dall'Assessore  regionale per le autonomie  locali  e  la  funzione
  pubblica, sentita la Conferenza Regione - autonomie locali;
   g)  contributi previsti dal comma 8 dell'articolo 21  della  legge
  regionale  22  dicembre  2005,  n. 19  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni  nella  misura di 350 migliaia  di  euro;  le  risorse
  accantonate  per  le  predette finalità sul fondo  delle  autonomie
  locali  per l'anno 2012 sono ripartite ed assegnate nella  medesima
  misura dell'anno precedente;
   h) una quota pari a 10.000 migliaia di euro per le finalità di cui
  all'articolo 5 della legge regionale 7 gennaio 2013, n. 1,  esclusi
  i comuni che hanno dichiarato dissesto;
   i) una quota di 20.000 migliaia di euro per il finanziamento degli
  interventi di cui all'articolo 9, comma 4, della legge regionale 14
  maggio 2009, n. 6 e successive modifiche ed integrazioni.

   5.  Sono  abrogate  tutte le disposizioni di legge  che  prevedono
  riserve  a valere sul fondo per i comuni diverse da quelle disposte
  con  il  presente  articolo.  E',  altresì,  abrogato  il  comma  6
  dell'articolo 30 della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17.

   6.  Le  quote  dei  trasferimenti di cui al presente  articolo  da
  assegnare  in conto capitale possono essere destinate al  pagamento
  delle  rate  di ammortamento dei mutui assunti dagli  enti  per  il
  finanziamento di spese di investimento.

   7.  Le somme impegnate e non ancora erogate per le finalità di cui
  al comma 3 dell'articolo 98 della legge regionale 28 dicembre 2004,
  n.  17  e  successive modifiche ed integrazioni sono  assegnate  ai
  comuni  aventi  diritto  le cui procedure di  erogazione  non  sono
  ancora  definite  ed  a  quelli destinatari  dei  provvedimenti  di
  definizione  dei rapporti patrimoniali emessi dal Presidente  della
  Regione  fino alla data di entrata in vigore della presente  legge,
  in  proporzione alle somme complessivamente spettanti,  comprensive
  di  oneri accessori calcolati fino al 31 dicembre 2007, ovvero fino
  alla  data  del  provvedimento  del  Presidente  della  Regione  se
  successivo.  Sono  fatte salve le precedenti  assegnazioni  se  più
  favorevoli.

   8.  A decorrere dall'anno 2014 le maggiori entrate derivanti dagli
  incrementi   delle  aliquote  dell'accisa  sull'energia   elettrica
  disposti dai decreti del Ministro dell'economia e delle Finanze  30
  dicembre   2011,  concernenti  l'aumento  dell'accisa  sull'energia
  elettrica    a    seguito   della   cessazione    dell'applicazione
  dell'addizionale comunale e provinciale della medesima accisa, sono
  destinate  annualmente,  ai sensi all'articolo  4,  comma  10,  del
  decreto legge 2 marzo 2012, n. 16, convertito dalla legge 26 aprile
  2012, n. 44, ai Comuni fino alla concorrenza di 67.000 migliaia  di
  euro  e  alle  province regionali fino alla concorrenza  di  34.000
  migliaia di euro.

   9.  Per  la  gestione dei rapporti, anche in convenzione,  con  le
  comunità  alloggio per i disabili psichici di cui all'articolo  45,
  comma  5,  della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6 è  autorizzata,
  per  l'esercizio  finanziario  2013, l'ulteriore  spesa  di  10.000
  migliaia  di  euro  (U.P.B. 6.2.1.3.1 - cap. 182519)   e  di  5.000
  migliaia di euro a valere sul fondo di cui al comma 1.

   10.  Sono  abrogati  il  comma  17 dell'articolo  21  della  legge
  regionale  22  dicembre 2005, n. 19 ed il comma 3  dell'articolo  3
  della legge regionale 11 maggio 2011, n. 7».

   Tenuto  conto  che all'articolo 14 sono stati presentati  numerosi
  emendamenti, momentaneamente lo accantoniamo.
   Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:

                                CAPO IV
               Disposizioni di contenimento della spesa

                               «Art. 15.
                       Monitoraggio della spesa

   1.  Fermi restando gli stanziamenti di spesa autorizzati con legge
  di bilancio, ciascun centro di responsabilità verifica, con cadenza
  trimestrale,  la  propria  disponibilità  di  cassa  rispetto  agli
  impegni assunti a quella data trasmettendo apposito prospetto  alla
  Ragioneria generale.

   2.   La  mancata  trasmissione  del  prospetto  costituisce  grave
  inadempienza amministrativa ed autorizza la Ragioneria  generale  a
  diffidare  l'Amministrazione inadempiente  dall'assumere  ulteriori
  atti di impegno».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 16 Ne do lettura:

                               «Art. 16.
                Contenimento della spesa del personale

   1.  La corresponsione delle somme dovute a titoli di arretrati  in
  attuazione dell'articolo 6, comma 9, della legge regionale 9 maggio
  2012,   n.   26,  previa  sottoscrizione  dei  relativi   contratti
  collettivi  regionali di lavoro, decorre dall'esercizio finanziario
  2014 con le modalità previste dal medesimo comma.

   2.  All'articolo  1,  comma 10, della legge regionale  16  gennaio
  2012, n. 9, dopo le parole  quadriennio precedente.' è aggiunto  il
  seguente   periodo    L'indennità   di   vacanza   contrattuale   è
  riconosciuta esclusivamente per  il biennio 2010-2011'».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 17. Ne do lettura.

                               «Art. 17.
         Contenimento della spesa degli enti regionali e delle
                          società partecipate

   1.  La  spesa complessiva a carico dell'Amministrazione  regionale
  destinata al pagamento dei corrispettivi per i servizi acquisiti in
  convenzione  dalla  società consortile  Servizi  Ausiliari  Sicilia
  S.C.p.A', risultante dalla definizione delle procedure di  riordino
  di  cui all'articolo 20, comma 2, lettera b), della legge regionale
  12 maggio 2010, n. 11, è rideterminata, per l'esercizio finanziario
  2013,  nella  misura massima di 63.746 migliaia  di  euro,  di  cui
  48.670   migliaia   di   euro  per  i  servizi   resi   in   favore
  dell'Amministrazione   regionale   o  di   altri   Enti   regionali
  consorziati  (U.P.B.  4.2.1.1.2  cap. 212533) e 15.076 migliaia  di
  euro  per il finanziamento da parte della Regione di una quota  non
  superiore  al 62,30 per cento del costo dei servizi resi in  favore
  degli Enti del settore sanitario (U.P.B. 11.2.1.1.2  cap. 412539).

   2.  La minore spesa per l'esercizio finanziario 2013, quantificata
  in  5.243 migliaia di euro, contribuisce al miglioramento dei saldi
  di  cui  al  prospetto riepilogativo degli effetti  della  presente
  legge.

   3.  Il trattamento economico complessivo del personale degli  Enti
  di cui all'articolo 1 della legge regionale 15 maggio del 2000,  n.
  10  nonché  delle  Società a totale o maggioritaria  partecipazione
  della Regione ai quali si applica il Contratto collettivo regionale
  di  lavoro  non  può  essere  superiore  a  quello  corrisposto  al
  personale   di   pari  qualifica  dell'Amministrazione   regionale.
  L'eventuale  importo eccedente è recuperato mediante corrispondente
  riduzione del trattamento accessorio».

   Tenuto  conto  che all'articolo 17 sono stati presentati  numerosi
  emendamenti, momentaneamente lo accantoniamo.
   Si passa all'articolo 18. Ne do lettura:

                               «Art. 18.
                           Auto di servizio

   1. Le auto di servizio di proprietà degli Enti di cui all'articolo
  1  della  legge  regionale  15 maggio  2000,  n.  10  e  successive
  modifiche  ed  integrazioni, nonché di Aziende, Agenzie,  Consorzi,
  Istituti,    Organismi,   Società   a   totale   o    maggioritaria
  partecipazione della Regione ed Enti regionali comunque  denominati
  sottoposti  a  tutela  e vigilanza dell'amministrazione  regionale,
  dopo   la  loro  dismissione  o  rottamazione  non  possono  essere
  sostituite. Resta fermo, altresì, l'obbligo che la dotazione  delle
  autovetture  degli  enti di cui al presente comma  non  può  essere
  superiore a 1.600 c.c..

   2.  Gli organi di vigilanza e controllo interno comunicano, a pena
  di    decadenza,   annualmente   alle   rispettive   e   competenti
  amministrazioni regionali che svolgono le funzioni di  vigilanza  e
  tutela  e  all'Assessorato  regionale  dell'economia   la  corretta
  applicazione   del  presente  articolo  e  l'entità  dei   risparmi
  conseguiti.

   3.  Le  predette  disposizioni non si applicano  alle  autovetture
  utilizzate  per i servizi antincendio, di protezione  civile  e  di
  soccorso  sanitario  e  per  i servizi indispensabili  di  pubblica
  utilità».

   Momentaneamente, accantoniamo l'articolo 18.
   Si passa all'articolo 19. Ne do lettura:

                               «Art. 19.
            Riduzione indennità dirigenza settore sanitario

   1.  Per  il  triennio  2013-2015, i compensi da  corrispondere  ai
  direttori  generali,  ai  direttori  amministrativi,  ai  direttori
  sanitari   delle  aziende  sanitarie  provinciali,  delle   aziende
  ospedaliere,  delle aziende ospedaliere universitarie,  del  centro
  della  formazione  permanente e l'aggiornamento del  personale  del
  settore    sanitario   (CEFPAS),   dell'Istituto    zooprofilattico
  sperimentale e l'IRCCS Bonino Pulejo di Messina con sede in Sicilia
  restano fissati nelle misure in atto stabilite ridotte del  10  per
  cento relativamente alla sola indennità di risultato.

   2.  Entro  trenta  giorni dalla data di entrata  in  vigore  della
  presente legge i contratti in vigore  sono rinegoziati ai sensi del
  comma 1».

   Momentaneamente, accantoniamo l'articolo 19.
   Si passa all'articolo 20. Ne do lettura:

                               «Art. 20.
        Contenimento della spesa e valorizzazione delle risorse
                      umane nel settore forestale

   1. Al comma 1 dell'articolo 14 della legge regionale 6 aprile 1996
  n.  16  e successive modifiche ed integrazioni, dopo la lettera  q)
  sono inserite le seguenti lettere:

   r)   interventi   finalizzati  alla  tutela  e  al   miglioramento
  ambientale e alla prevenzione del dissesto idrogeologico;
   s)  interventi finalizzati al miglioramento dell'attrattività  del
  paesaggio rurale e ambientale e alla Rete Natura 2000;
   t)  manutenzione delle aree verdi pubbliche, di siti archeologi  e
  miniere di zolfo;
   u)  interventi  di natura agroforestale nei beni  confiscati  alla
  mafia non assegnati oppure  assegnati ad enti pubblici.

   2.  Dopo  il comma 9 bis dell'articolo 14 della legge regionale  6
  aprile  1996,  n.  16 e successive modifiche ed integrazioni,  sono
  aggiunti i seguenti commi:

   "9  ter.  Gli interventi di cui alle lettere r), s),  t),  u)  del
  comma 1 possono essere realizzati a seguito di convenzione con  gli
  Enti  proprietari dei terreni, per la realizzazione  dei  quali  il
  Dipartimento Regionale Azienda Regionale Foreste Demaniali  fornirà
  il personale di cui all'elenco speciale dei lavoratori forestali di
  cui  all'articolo  45  ter,   nonché  le  attrezzature  necessarie,
  rimanendo a carico degli enti proprietari ogni altro onere.

   9  quater.  A  decorrere  dalla data di entrata  in  vigore  della
  presente legge, gli istituti, aziende, agenzie, consorzi, organismi
  ed  enti  regionali  comunque denominati,  sottoposti  a  tutela  e
  vigilanza  dell'Amministrazione regionale  o  che  usufruiscono  di
  trasferimenti  diretti da parte della stessa,  hanno  l'obbligo  di
  realizzare gli interventi di cui alle lettere r), s), t),  u),  del
  comma  1 attraverso la stipula della convenzione, prevista al comma
  9  ter,  con  il  Dipartimento Regionale Azienda Regionale  Foreste
  Demaniali .

   9 quinquies. Le disposizioni di cui al comma 9 quater si applicano
  anche  alle  società a totale o maggioritaria partecipazione  della
  Regione.

   9 sexies. Il mancato rispetto delle disposizioni di cui ai commi 9
  quater  e  9  quinquies  comporta  la  decadenza  degli  organi  di
  amministrazione degli enti e soggetti di cui ai predetti commi".

   3.  Entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente
  legge  l'Assessorato Regionale delle Risorse Agricole e  Alimentari
  emana le disposizioni attuative di cui al comma 1.

   4.  All'articolo 53 della legge regionale 6 aprile 1996, n.  16  e
  successive modifiche ed integrazioni, dopo il comma 6 è aggiunto il
  seguente:

    6  bis. La mancata presentazione del lavoratore alla richiesta di
  avviamento, non giustificata da gravi e comprovati motivi, comporta
  la  sua  cancellazione e permanente esclusione dall'elenco speciale
  dei lavoratori forestali di cui all'articolo 45 ter.'

   5.  Sono  soppresse le Commissioni provinciali per  la  manodopera
  agricola,  istituite ai sensi dell'articolo 4 del decreto  legge  3
  febbraio 1970, n. 7, convertito dalla legge 11 marzo 1970,  n.  83,
  presso   gli   Uffici  provinciali  del  lavoro  e  della   massima
  occupazione  e le relative funzioni sono trasferite ai  Centri  per
  l'Impiego  del  Dipartimento regionale del  Lavoro  competenti  per
  territorio.

   6.   E'   soppresso  il  Comitato  Regionale  Forestale   di   cui
  all'articolo  5 ter della legge regionale 6 aprile 1996  n.   16  e
  successive modifiche ed integrazioni.

   7.   Le   prestazioni  relative  alla  progettazione  preliminare,
  definitiva  ed esecutiva nonché alla direzione dei lavori  ed  agli
  incarichi  di  supporto tecnico-amministrativo per le  attività  di
  forestazione,  di  sistemazione idraulico-forestale  ed  idraulico-
  agraria   sono   espletate  esclusivamente  da  personale   interno
  dell'Amministrazione regionale senza alcun compenso.

   8.  Per  il personale di cui agli articoli 45 ter, 46 e  47  della
  legge  regionale  6  aprile 1996, n. 16 e successive  modifiche  ed
  integrazioni, nonché per il personale di cui all'articolo 44  comma
  7  della legge regionale 14 aprile 2006, n. 14 alle dipendenze  del
  dipartimento regionale Azienda regionale delle foreste demaniali  e
  del  Comando  Corpo Forestale per l'espletamento delle attività  di
  sistemazione  e  manutenzione  idraulico-forestale  ed   idraulico-
  agraria,  imboschimento e rimboschimento, miglioramento dei  boschi
  esistenti  ed  attività connesse, difesa del suolo,  valorizzazione
  ambientale  e  paesaggistica anche al fine della fruizione  sociale
  del  territorio,  ivi  compresa la gestione  delle  aree  protette,
  difesa  della vegetazione dagli incendi, è autorizzata  per  l'anno
  2013 la spesa complessiva nel limite massimo di 150.000 migliaia di
  euro per l'anno 2013 - U.P.B. 10.5.1.3.2 - e nel limite massimo  di
  50.000  migliaia  di euro per l'anno 2013 - U.P.B  12.4.1.3.2  -  e
  l'ulteriore spesa di 5.000 migliaia di euro per l'IRAP che assicura
  in  via  prioritaria le giornate lavorative entro il limite massimo
  fissato  dalla  legge per le garanzie occupazionali ovvero,  previa
  intesa  con le organizzazioni sindacali, il finanziamento totale  o
  parziale del meccanismo di sostituzione per la copertura dei  posti
  resisi  disponibili di cui all'articolo 52 della legge regionale  6
  aprile  1996,  n. 16 e successive modifiche ed integrazioni.  Resta
  inteso  che  l'onere  complessivo per  l'applicazione  della  legge
  regionale   6  aprile  1996,  n.  16  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni  per l'esercizio 2013 non può superare lo stanziamento
  previsto dal presente articolo.

   9.  Al fine di assicurare le giornate lavorative entro e non oltre
  il limite massimo fissato dalla legge per le garanzie occupazionali
  di  cui  al  presente articolo, i medesimi soggetti sono utilizzati
  con priorità nei progetti a titolarità o regia regionale finanziati
  con fondi extraregionali».

   Momentaneamente, accantoniamo l'articolo 20.
   Si passa all'articolo 21. Ne do lettura:

                               «Art. 21.
  Contenimento e razionalizzazione della spesa per energia elettrica
                          e telecomunicazioni

   1.  Al  fine  di  conseguire gli obiettivi di  contenimento  e  di
  razionalizzazione della spesa per l'acquisto di beni e  di  servizi
  per  l'Amministrazione regionale, il  Dipartimento  della  funzione
  pubblica  e  del  personale  avvia le procedure per pervenire  alla
  gestione  centralizzata  delle utenze di  energia  elettrica  e  di
  telecomunicazioni, utilizzate dagli uffici regionali  per  esigenze
  di  funzionamento  e  a tal fine provvede, con  il  supporto  degli
  attuali  titolari,  alla trasformazione dei  relativi  rapporti  in
  contratti   stipulati  mediante  procedure  di  evidenza  pubblica,
  adesione a convenzioni o ad accordi quadro.

   2.  In  relazione  all'attuazione delle  disposizioni  di  cui  al
  presente  articolo  il Dipartimento del bilancio  e  del  tesoro  -
  Ragioneria generale della Regione - è autorizzato, su richiesta del
  Dipartimento  funzione  pubblica e del  personale,  ad  operare  le
  corrispondenti  variazioni compensative nei capitoli  del  bilancio
  della  Regione  in atto utilizzati per il pagamento delle  suddette
  utenze».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 22. Ne do lettura:

                               «Art. 22.
     Fondo salario accessorio personale con qualifica dirigenziale
   1.  A  decorrere dall'1 gennaio 2013 l'ammontare complessivo delle
  risorse   destinate  annualmente  al  trattamento  accessorio   del
  personale  con qualifica dirigenziale costituenti il fondo  di  cui
  all'articolo  66  del  Contratto  collettivo  regionale  di  lavoro
  2002/2005,  come  determinato ai sensi dell'articolo  1,  comma  8,
  della  legge regionale 16 gennaio 2012, n. 9, è ridotto  del  venti
  per cento.

   2. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano con le
  medesime  decorrenze  agli enti, aziende ed istituti  sottoposti  a
  vigilanza, tutela o controllo dell'Amministrazione regionale o che,
  comunque, beneficiano di trasferimenti a qualunque titolo a  carico
  del   bilancio   regionale,  comprese  le  società   a   totale   o
  maggioritaria  partecipazione  pubblica,  anche  se  applicano   un
  contratto diverso dal Contratto collettivo regionale di lavoro».

   Momentaneamente, accantoniamo l'articolo 22.
   Si passa all'articolo 23. Ne do lettura:

                               «Art. 23.
                      Nomina consulenti delle ASP

   1.  Le Aziende del settore sanitario possono procedere alla nomina
  di   un   solo   consulente  non  sanitario   per   comprovate   ed
  imprescindibili esigenze.

   2.  Gli  istituti, aziende, agenzie, consorzi, società a totale  o
  maggioritaria partecipazione regionale, organismi ed enti regionali
  comunque    denominati,   sottoposti   a   tutela    e    vigilanza
  dell'amministrazione regionale che beneficiano di  trasferimenti  a
  qualunque titolo a carico del bilancio regionale, ivi compresi  gli
  enti   e   le   fondazioni   teatrali,   possono   procedere   solo
  eccezionalmente  alla  nomina  di un  consulente,  per  motivate  e
  particolari  esigenze e previa autorizzazione del dipartimento  che
  esercita il controllo analogo e/o la vigilanza».

   Comunico che all'articolo 23 è stato presentato dall'onorevole  Di
  Mauro l'emendamento 23.1, soppressivo dell'articolo.
   Pertanto,  in  applicazione dell'articolo 121  bis,  comma  2  del
  Regolamento   interno,   pongo   in   votazione   il   mantenimento
  dell'articolo 23. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 24. Ne do lettura:

                               «Art. 24.
             Modifiche dell'articolo 11, commi 4, 5 e 6 e
  dell'articolo 12, comma 1, della legge regionale 14 aprile 2009, n.
                                   5

   1.  I  commi  4, 5 e 6 dell'articolo 11 della legge  regionale  14
  aprile 2009, n. 5, sono abrogati.

     2.  Il  comma 1 dell'articolo 12 della legge regionale 14 aprile
  2009, n. 5, è sostituito dal seguente:

    1. L'attività territoriale, coordinata dalla direzione aziendale,
  è  erogata  attraverso i distretti sanitari dell'Azienda  sanitaria
  provinciale ».

   Comunico   che  all'articolo  24  sono  stati  presentati   alcuni
  emendamenti interamente soppressivi dell'articolo.

   DINA,  presidente  della  commissione e relatore  di  maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA,  presidente  della  commissione e relatore  di  maggioranza.
  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  in  Commissione  è  stato
  sviluppato un approfondito dibattito su questo argomento.
   Siamo  di  fronte a figure che incidono pochissimo  dal  punto  di
  vista economico, in quanto trattasi di dipendenti di ruolo ai quali
  è  assegnata  una semplice indennità di funzione nello  svolgimento
  delle funzioni di coordinatore sanitario ed amministrativo. Il loro
  ruolo  è  fondamentale  ed  indispensabile  nel  coordinamento   di
  attività  diverse  ed è giustificato, non solo dalla  legge  in  se
  stessa, ma anche da un'analisi ex post della loro utilità.
   Pertanto,   invito  il  Governo  a  ripensarci,   in   quanto   il
  contenimento   di  spesa  incide  pochissimo,  in   maniera   quasi
  irrilevante, e viene tolta una funzione che è risultata sicuramente
  importante nell'organizzazione delle ASP.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ho  chiesto  di
  intervenire  su questa materia perché, come dice l'onorevole  Dina,
  forse si sta commettendo un errore nel sopprimere queste figure che
  sono assolutamente indispensabili.
   E'  chiaro,  però,  lo  voglio dire al  Governo,  lo  voglio  dire
  all'assessore   Borsellino,  che  se   stiamo   lavorando   su   un
  contenimento  di  costi, non possiamo fare un passo  avanti  e  due
  passi  indietro, perché qui abbiamo una finanziaria che era partita
  per  contenere e per ridurre, ma alla fine stiamo eliminando tutto,
  quindi non è una finanziaria di contenimento vero dei costi.
   Personalmente, ritengo che questo articolo vada trattato così come
  va trattato l'articolo 19.
   Io  ho  presentato diversi emendamenti che prevedono la  riduzione
  del   20%   dell'indennità  dei  parlamentari,  la   parametrazione
  dell'indennità  degli  assessori  tecnici  all'80%  di  quella  dei
  deputati  regionali,  la  riduzione  del  20%  dell'indennità   dei
  direttori  generali,  che  comunque non  può  essere  superiore  al
  trattamento economico dei deputati regionali.
   Io  ritengo che su questo articolo sarebbe bene fermarci un attimo
  ed.  eventualmente, presentare un subemendamento con  il  quale  si
  mantengo  le figure professionali, togliendo il 20% dal trattamento
  economico.

   PRESIDENTE. Assessore Bianchi, gradiremmo sentire la posizione del
  Governo su questo articolo.

   BIANCHI,  assessore  per l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  la  proposta derivava dal fatto che  si  tratta  di  una
  figura professionale non presente nelle altre regioni italiane. Non
  c'è  un  risparmio  finanziario molto  rilevante  quindi  noi,  pur
  confermando   l'indicazione  che  sarebbe  utile   rimuoverlo,   ci
  rimettiamo alla decisione dell'Aula.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, in applicazione dell'articolo  121
  bis,  comma  2  del  Regolamento interno,  pongo  in  votazione  il
  mantenimento dell'articolo 24. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'articolo 25. Ne do lettura:

                               «Art. 25.
                   Riduzione dei costi degli affitti

   1.  Ai fini del contenimento della spesa pubblica, con riferimento
  ai   contratti   di  locazione  passiva  stipulati  dalla   Regione
  siciliana,  ivi compresi quelli concessi in uso gratuito  a  terzi,
  anche per finalità istituzionali, dagli enti pubblici non economici
  sottoposti a vigilanza e/o controllo della Regione e dalle  società
  a  totale  o  maggioritaria partecipazione  regionale,  i  relativi
  canoni  di  locazione non possono essere superiori, in  termini  di
  euro per metro quadrato all'anno, rispetto a quanto riportato nelle
  rilevazioni  realizzate dall'Osservatorio sul  Mercato  Immobiliare
  (OMI)  dell'Agenzia del Territorio con riferimento al valore  medio
  degli   affitti  degli immobili ad uso ufficio per  ciascun  comune
  della Sicilia incrementato del 10 per cento.

   2. Le disposizioni del comma 1 si applicano ai nuovi contratti e a
  quelli  in  fase  di rinnovo, per i quali il nuovo canone  non  può
  comunque  essere  superiore  a quello stabilito  nel  contratto  in
  scadenza.
   3.  La  riduzione  del  canone di locazione,  in  caso  di  canone
  superiore  al  corrispondente valore OMI incrementato  del  10  per
  cento, si inserisce automaticamente nei contratti in corso ai sensi
  dell'articolo  1339  c.c., anche in deroga alle eventuali  clausole
  difformi  apposte  dalle  parti, salvo il diritto  di  recesso  del
  locatore.

   4.  I  risparmi conseguiti dalle società partecipate e dagli  enti
  pubblici  non economici sottoposti a vigilanza e/o controllo  della
  Regione sono acquisiti al bilancio della Regione.

   5. Ai fini del rispetto del presente articolo, per quanto riguarda
  i  contratti  di  locazione  passiva stipulati  dalla  Regione,  la
  Ragioneria Generale della Regione è incaricata di predisporre entro
  60  giorni  dall'approvazione della presente legge apposito  elenco
  degli immobili locati ad un canone superiore a quello previsto  dal
  comma  1.  Tale  elenco viene inviato entro la medesima  data  alla
  Presidenza della Regione, alla Corte dei Conti e all'Agenzia  delle
  Entrate,  sede  regionale, nonché pubblicato sul sito istituzionale
  dell'Assessorato  dell'Economia,  indicando  costo  di   locazione,
  dimensione in metri quadrati dell'immobile, tipologia dell'immobile
  e dati identificativi della proprietà.

   6.  Gli  enti  pubblici non economici sottoposti a  vigilanza  e/o
  controllo  della  Regione  e le società a  totale  o  maggioritaria
  partecipazione regionale sono tenuti al rispetto degli obblighi  di
  cui al comma 5.

   7. Al fine di non arrecare danno al funzionamento degli uffici, le
  amministrazioni  che si trovino, in caso di recesso  del  locatore,
  nell'impossibilità di applicare le disposizioni dei commi 1, 2 e  3
  provvedono  tempestivamente  ad individuare  un'adeguata  soluzione
  immobiliare  alternativa  nel  rispetto  della  normativa  vigente,
  previa  verifica  con  la  Ragioneria  Generale  della  Regione  di
  eventuali immobili disponibili».

   Comunico  che  all'articolo 25 è stato presentato  un  emendamento
  soppressivo dell'articolo.
   Pertanto,  in  applicazione dell'articolo 121  bis,  comma  2  del
  Regolamento   interno,   pongo   in   votazione   il   mantenimento
  dell'articolo 25. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 26. Ne do lettura:

                               «Art. 26.
                     Soppressione CIAPI di Palermo

   1.  Il  Centro  Interaziendale  per l'addestramento  professionale
  (CIAPI)  con  sede  in Palermo, ente strumentale della  Regione  ai
  sensi  e  per  gli effetti dell'articolo 1 della legge regionale  6
  marzo 1976, n. 25, è soppresso a decorrere dalla data di entrata in
  vigore della presente legge.

   2.  Il  personale  in  servizio presso il  CIAPI  di  Palermo  con
  rapporto  di lavoro a tempo indeterminato alla data del  31.12.2009
  transita  al  CIAPI di Priolo senza oneri aggiuntivi a  carico  del
  bilancio  regionale, nel rispetto di quanto previsto  dall'articolo
  31 della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6.

   3.  I  beni  immobili,  gli  impianti fissi,  l'arredamento  e  le
  attrezzature di proprietà del CIAPI di Palermo sono attribuiti,  in
  uso  gratuito, al CIAPI di Priolo per lo svolgimento delle  proprie
  finalità istituzionali e per il completamento di quelle in corso di
  attuazione presso l'ente soppresso».

   Onorevoli  colleghi, sull'articolo 26 abbiamo raggiunto  un'intesa
  con i capigruppo e con il Governo. Il Governo ha già presentato  un
  apposito  disegno  di  legge al quale la Presidenza  dell'Assemblea
  aveva  chiesto,  giustamente,  di  allegare  un'apposita  relazione
  tecnica.  Il  Governo  ha  assunto  l'impegno  di  depositarla  con
  sollecitudine  consentendone  l'approvazione  con  testo  separato,
  anche   contestualmente  all'approvazione  di  questa  manovra   di
  bilancio.
   Ciò   significa  che,  una  volta  approvato  il  bilancio  e   la
  finanziaria,  l'Aula  si  pronuncerà sulla soppressione  del  CIAPI
  nella misura in cui verrà riscritto dal Governo.

   VINCIULLO,   vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  minoranza.  Signor  Presidente, non erano questi  gli  accordi  che
  avevamo  preso  Ora dovremmo capire come si spenderanno i 2 milioni
  e   700   mila  euro.  Ed  inoltre,  come  verranno  pagati  questi
  lavoratori, dall'1 maggio?

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 27. Ne do lettura:

                               «Art. 27.
        Abolizione del consiglio di amministrazione del CEFPAS

   1.  A  far  data  dall'entrata in vigore della  presente  legge  è
  abolito il consiglio di Amministrazione del CEFPAS e la figura  del
  Direttore generale.

   2.  In applicazione di quanto previsto al comma 1 le funzioni  del
  consiglio  di amministrazione e del direttore generale confluiscono
  in  un  nuovo  organo denominato  Direttore del  centro'  cui  sono
  attribuiti i compiti e le funzioni previsti dalla legge regionale 3
  novembre 1993, n. 30 per gli organi soppressi.

   3. All'articolo 21 della legge regionale 3 novembre 1993, n. 30  e
  successive  modifiche ed integrazioni, sono apportate  le  seguenti
  modifiche:

   a) il comma 1 è sostituito dal seguente:
    1.Sono  organi del centro:
   a. il direttore del centro;
   b. il comitato scientifico;
   c. il collegio dei revisori ;

   b)  al comma 3 le parole  ad eccezione di quelli di competenza del
  consiglio di amministrazione  sono  soppresse;

   c) i commi 6, 7, 8, 9 e 10  sono soppressi».

   Comunico  che all'articolo 27 è stato presentato, dagli  onorevoli
  Cancelleri  ed  altri, l'emendamento 27.3: Al comma 3,  lettera  a,
  sopprimere le parole  il Comitato scientifico'.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BIANCHI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 27, come emendato. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 28. Ne do lettura:

                               «Art. 28.
      Recepimento di norme in materia di istituti zooprofilattici

   1.  A  decorrere  dalla data di entrata in vigore  della  presente
  legge,  si applicano nella Regione le disposizioni del Capo II  del
  decreto legislativo 28 giugno 2012, n. 106».

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi voglio attenere
  all'incontro di oggi.
   Su   alcuni   articoli  sono  stati  sollevati  dei  dubbi   dalla
  Presidenza,  che  ha provveduto a stralciarli. Mi  pare  che  anche
  questo articolo debba essere stralciato assieme agli altri.

   PRESIDENTE.  Onorevole Falcone, con la massima chiarezza  le  dico
  che questo articolo non è stato stralciato. Per un fatto di merito,
  laddove  non  ci  sono difficoltà o discussioni, stiamo  approvando
  velocemente gli articoli.
   Momentaneamente, l'articolo 28 è accantonato.
   Si passa all'articolo 29. Ne do lettura:

                               «Art. 29.
                   Consulente o consigliere di parità

   1. Le cariche di consulente o consigliere di parità provinciale  e
  regionale   sono  svolte  a  titolo  gratuito  dal  primo   rinnovo
  successivo alla data di entrata in vigore della presente legge».

   Momentaneamente, l'articolo 29 è accantonato.
   Si passa all'articolo 30. Ne do lettura:

                               «Art. 30.
                      Gestione del Parco D'Orleans

   1.  E'  abrogato l'articolo 12 della legge regionale  27  dicembre
  2002, n. 23 e successive modifiche ed integrazioni.

   2. Il Parco Faunistico d'Orleans è gestito con personale, mezzi  e
  strumenti  della  Regione  siciliana o tramite  enti  sottoposti  a
  controllo e vigilanza della Regione siciliana o tramite convenzioni
  con  istituti  pubblici. Il relativo onere è posto a  carico  dello
  stanziamento del capitolo 132314».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 31. Ne do lettura:

                               «Art. 31.
                  Finanziamento della spesa sanitaria

   1.   Per   il   biennio  2014-2015  sono  mantenute  le   medesime
  maggiorazioni  dell'aliquota dell'imposta regionale sulle  attività
  produttive   e   dell'addizionale   regionale   all'IRPEF   vigenti
  nell'esercizio finanziario 2013, fatti salvi comunque i  regimi  di
  esenzione.

   2.  I maggiori gettiti  di cui al  comma 1, così come stimati  dal
  competente Dipartimento delle Finanze del Ministero dell'economia e
  delle   Finanze,   ivi   compresi  quelli  relativi   all'esercizio
  finanziario  2013, sono destinati alla copertura dei  disavanzi  di
  gestione del servizio sanitario regionale sino all'importo  massimo
  di 120.808 migliaia di euro per l'anno 2013 e di 90.000 migliaia di
  euro  per  ciascuno  degli  anni 2014 e  2015  e  la  differenza  è
  destinata   al   finanziamento  della  quota  di  compartecipazione
  regionale alla spesa sanitaria come fissata dall'articolo 1,  comma
  830, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.

   3.  Nell'esercizio  finanziario  2013,  l'eventuale  eccedenza  di
  risorse,  stimata  in  110.000 migliaia  di  euro,  destinata  alla
  copertura   del  risultato  di  gestione  del  servizio   sanitario
  regionale  per  l'anno 2012, nella misura accertata dai  competenti
  tavoli tecnici di verifica dell'attuazione del Programma Operativo,
  è  destinata  all'integrazione del finanziamento  degli  interventi
  previsti  all'articolo  53 in misura fissata  nell'Allegato  1  del
  medesimo articolo.

   4.  Nelle more della definitiva quantificazione della eccedenza di
  risorse  di  cui al comma 3, l'autorizzazione di spesa, per  l'anno
  2013, dell'articolo 53 è ridotta complessivamente per l'importo  di
  110.000  migliaia  di  euro in conformità a  quanto  stabilito  dal
  medesimo comma 3.

   5.   Il  Ragioniere  Generale  è  autorizzato  ad  effettuare   le
  conseguenti  variazioni  di bilancio discendenti  dall'applicazione
  del presente articolo».

   Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 31.1.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  chiedere
  all'Assessore  Bianchi  se poteva illustrare l'emendamento  perché,
  sinceramente, ho qualche perplessità.

   PRESIDENTE.     Assessore    Bianchi,    condivido    l'intervento
  dell'onorevole Falcone. Se c'è bisogno di una riflessione, possiamo
  accantonare l'articolo 31.
   Così rimane stabilito.
   Si passa all'articolo 32. Ne do lettura:

                               «Art. 32.
              Riorganizzazione dell'Assessorato regionale
                  delle risorse agricole e alimentari

   1. All'articolo 6 della legge regionale 29 dicembre 1962, n. 28  e
  successive modifiche ed integrazioni, come sostituito dall'articolo
  4  della  legge  regionale  16 dicembre  2008,  n.  19,  le  parole
   Assessorato  regionale delle risorse agricole ed alimentari   sono
  sostituite  dalle  parole  Assessorato regionale  dell'agricoltura,
  dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea .

   2. All'articolo 8 della legge regionale 29 dicembre 1962, n. 28  e
  successive modifiche ed integrazioni, come sostituito dall'articolo
  7  della  legge  regionale  16 dicembre  2008,  n.  19,  le  parole
   Assessorato  regionale delle risorse agricole ed alimentari   sono
  sostituite  dalle  parole  Assessorato regionale  dell'agricoltura,
  dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea .

   3. Alla Tabella  A' della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10  e
  successive modifiche ed integrazioni, come sostituita dalla Tabella
  A dell'articolo 8 della legge regionale 16 dicembre 2008, n. 19, le
  parole  Assessorato regionale delle risorse agricole e alimentari -
  Dipartimento    regionale   degli   interventi   strutturali    per
  l'agricoltura    -   Dipartimento   regionale   degli    interventi
  infrastrutturali per l'agricoltura - Dipartimento  regionale  degli
  interventi per la pesca - Dipartimento regionale Azienda  regionale
  foreste   demaniali   sono  sostituite  dalle  parole   Assessorato
  regionale  dell'agricoltura, dello sviluppo rurale  e  della  pesca
  mediterranea   -   Dipartimento   regionale   dell'agricoltura    -
  Dipartimento  regionale  dello sviluppo  rurale  e  territoriale  -
  Dipartimento regionale della pesca mediterranea .

   4.  Il patrimonio, le funzioni ed i compiti attribuiti all'Azienda
  Regionale  delle Foreste Demaniali dalla legge regionale  11  marzo
  1950  n.  18  e successive modifiche ed integrazioni,  dalla  legge
  regionale  6  aprile  1996,  n.  16,  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni, dalla legge regionale 14 aprile 2006,  n.  14,  dalla
  legge  regionale  6  maggio 1981, n. 98 e successive  modifiche  ed
  integrazioni,  dalla legge regionale 9 agosto 1988,  n.  14,  e  al
  Dipartimento  Regionale Azienda Regionale Foreste  Demaniali,  sono
  trasferiti  al  Dipartimento  regionale  dello  sviluppo  rurale  e
  territoriale.

   5.  Ogni  riferimento  normativo, regolamentare  o  amministrativo
  relativo  all'Azienda  Regionale  delle  Foreste  Demaniali  o   al
  Dipartimento  Regionale Azienda Regionale Foreste  Demaniali,  deve
  intendersi  attribuito  al  Dipartimento regionale  dello  sviluppo
  rurale e territoriale.

   6.  Le  disposizioni  di cui ai commi da 1  a  5  si  applicano  a
  decorrere dall'1 gennaio 2014.

   7.  Entro  il  31  ottobre 2013, con decreto del Presidente  della
  Regione,  adottato  previa  delibera  della  Giunta  regionale,  da
  pubblicarsi nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana,  sono
  specificate,  con  effetto dall'1 gennaio 2014, le  funzioni  ed  i
  compiti  dei dipartimenti di cui al comma 3, nonché l'articolazione
  delle  relative  strutture  intermedie, fermo  restando  il  limite
  massimo di cui al Decreto Presidenziale 18 gennaio 2013, n.  6,  in
  conformità  agli ambiti di competenza di cui all'articolo  7  della
  legge  regionale  16  dicembre 2008, n. 19, e sono  disciplinati  i
  relativi  trasferimenti di compiti e funzioni, secondo  i  seguenti
  principi:

   a) principio di completezza;
   b)   principio  di  efficienza  ed  economicità,  anche   con   la
  soppressione delle funzioni e dei compiti divenuti superflui;
   c)  principio  di  responsabilità ed unicità dell'amministrazione,
  con attribuzione ad un unico ramo di amministrazione di funzioni  e
  compiti connessi;
   d) principio di omogeneità;

   e)   principio   di   adeguatezza,   in   relazione   all'idoneità
  organizzativa del ramo di amministrazione.

   8.   Il  Ragioniere  generale  della  Regione  è  autorizzato   ad
  effettuare   al   bilancio  regionale  ogni  eventuale   necessaria
  variazione al bilancio regionale, discendente dall'applicazione del
  presente articolo».

   Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 33. Ne do lettura:

                               «Art. 33.
                     Sistema informativo regionale

   1.  AI  fine di razionalizzare la spesa relativa alle attività  di
  cui  all'articolo 56 della legge regionale 27 aprile 1999 n.  10  e
  per  un più organico coordinamento di quanto previsto dall'articolo
  6,  comma  5,  della  legge regionale 11  maggio  1993,  n.  15,  è
  istituito,  nell'ambito dell'Assessorato regionale delle  autonomie
  locali  e  della  funzione pubblica, l'Ufficio  per  l'attività  di
  coordinamento  dei  sistemi  informativi  regionali  e   l'attività
  informatica   della  Regione  e  delle  pubbliche   amministrazioni
  regionali  di cui al comma 7 dell'articolo 4 della legge  regionale
  15  maggio 2000, n. 10. Lo stesso è articolato con strutture presso
  ciascun    Assessorato   funzionalmente   dipendenti   dall'Ufficio
  istituito  con  il  presente  comma  e,  in  considerazione   della
  specifica   attività  istituzionale,  si  applica   l'equiparazione
  prevista dall'articolo 9 della legge regionale 6 febbraio  2006  n.
  9.

   2.  E  fatto  divieto  di  attribuire nei singoli  Dipartimenti  a
  strutture di qualsivoglia dimensione i compiti e le funzioni di cui
  al presente articolo.

   3.  Il  personale  della struttura intermedia  che  alla  data  di
  entrata in vigore della presente legge svolge le competenze di  cui
  al comma 1 è assegnato al predetto ufficio.

   4.  Il personale delle strutture di dimensione intermedia ed unità
  operative  di  base esistenti negli Assessorati regionali  e  negli
  altri  uffici costituiti ai sensi del comma 7 dell'articolo 4 della
  legge  regionale 15 maggio 2000, n. 10 o che comunque  abbia svolto
  competenze informatiche e/o di gestione di centri elaborazione dati
  dei  singoli  Assessorati  alla data di  entrata  in  vigore  della
  predetta legge, è assegnato agli uffici di cui al comma 1.

   5.  II  Dipartimento  regionale  della  funzione  pubblica  e  del
  personale provvede all'adozione dei provvedimenti necessari per  il
  trasferimento   del  personale  come  disciplinato   dal   presente
  articolo.

   6.  AI  comma 2 dell'articolo 56 della legge regionale  27  aprile
  1999,  n.  l0  le  parole "bilancio e tesoro - Ragioniere  generale
  della   Regione"  sono  sostituite  dalle  parole   della  funzione
  pubblica e del personale .

   7.  Alla  lettera  f)  del  comma 1 dell'articolo  8  della  legge
  regionale  29  dicembre  1962,  n. 28  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni, sono aggiunte le parole "Attività informatiche  della
  Regione  e  della  Pubblica  Amministrazione  regionale  e  locale;
  coordinamento dei sistemi informativi".

   8.  AI  comma  5 dell'articolo 6 della legge regionale  11  maggio
  1993,  n.  15  e  successive modifiche ed  integrazioni  le  parole
  "presso  l'Assessorato bilancio e finanze -  Direzione  bilancio  e
  tesoro" sono soppresse.

   9  Il  Ragioniere Generale è autorizzato, con proprio decreto,  ad
  effettuare  le  necessarie variazioni di bilancio per  l'attuazione
  del presente articolo».

   Comunico  che  all'articolo  33  sono  stati  presentati  i
  seguenti emendamenti.

   -dall'onorevole Mauro: emendamento 33.1, interamente soppressivo
      dell'articolo;
  -dal Governo: emendamenti 33.2 e 33.4.

   Si   passa  all'emendamento  33.2.  Chiedo  al  Governo  di
  illustrarlo.

   BIANCHI,   assessore  per  l'economia.  Signor  Presidente,
  onorevoli   deputati,  sostanzialmente  si  tratta   di   un
  emendamento tecnico. Da un'interlocuzione con il Commissario
  dello Stato è venuta fuori la necessità di imputare 40  mila
  euro per l'anno 2013.

   PRESIDENTE .c'è anche il 33.4 a sua firma, Assessore, che riguarda
  la riscrittura del comma 6.

   DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.  Per
  la ITALTEL SIRAP, dovremmo prevedere una copertura finanziaria

   PRESIDENTE. Non è questo

   DINA,  presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Si,
  rientra in questa casistica.  E' personale a tempo determinato

   PRESIDENTE. Stiamo parlando dell'articolo 33.

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Scusi, ero andato oltre, pensavo fosse l'articolo 34.

   PRESIDENTE.  Era stata chiesta spiegazione da parte dell'onorevole
  Falcone sull'articolo 31.

   BIANCHI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BIANCHI,    assessore    per   l'economia.   Signor    Presidente,
  sull'articolo 31, anche questo è poco più che un fatto tecnico,  se
  approvate  i  commi  3,  4 e 5 relativi all'accantonamento  di  110
  milioni  di  euro  di  recupero della spesa sanitaria  legata  alla
  certificazione di bilanci sanitari, è stato spostato  dall'articolo
  31   all'articolo   53   dove  si  parla   di   rifinanziamento   e
  autorizzazione di leggi di spesa. Semplicemente un trasferimento di
  tre   commi  dato  che  hanno  a  che  fare,  come  accantonamento,
  riguardano  il rifinanziamento della Tabella allegata  all'articolo
  53, è stato spostato integralmente e letteralmente dall'articolo 31
  all'articolo 53.

   PRESIDENTE.  Grazie, assessore Bianchi. Quindi, in  una  volta  ha
  discusso sia dell'articolo 31 che dell'articolo 33.

   DI MAURO. Dichiaro di ritirare l'emendamento 33.1.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 33.2 del Governo.  Il
  parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.   Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 33.4 del Governo. Il parere della
  Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 33, come emendato. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)

   Si riprende l'esame dell'articolo 31 in precedenza accantonato.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento 31.1 del Governo.   Il  parere
  della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.   Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo   in votazione l'articolo 31 come emendato. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 34. Ne do lettura:

                                CAPO VI
                 Disposizioni in materia di personale.

                               «Art. 34.
        Proroghe di contratti di personale a tempo determinato

   1.  È  autorizzata sino al 31 luglio 2013 la proroga dei contratti
  di  lavoro subordinato a tempo determinato in essere alla data  del
  30  novembre 2012,  ai sensi dell'articolo 5, comma 1, della  legge
  regionale  9  maggio 2012, n. 26, già prorogati fino al  30  aprile
  2013  ai  sensi  dell'articolo 1 della legge regionale  22  gennaio
  2013,  n.  5,  previo  accordo  decentrato  con  le  organizzazioni
  sindacali rappresentative del settore interessato e previa verifica
  della  imprescindibile esigenza del fabbisogno di risorse umane  da
  parte  dei dirigenti generali, nel rispetto del combinato  disposto
  delle disposizioni di cui all'articolo 1, comma 400, della legge 24
  dicembre 2012, n. 228 e all'articolo 14, commi 24 bis e 24 ter  del
  decreto  legge  31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni
  dalla  legge  30  luglio  2010, n. 122 e  successive  modifiche  ed
  integrazioni,  con  riserva di utilizzazione delle  stesse  risorse
  umane  anche  da parte dei soggetti attuatori delle  ordinanze  nei
  settori  della protezione civile, dei rifiuti e dell'ambiente,  con
  priorità  rispetto  all'utilizzazione di personale  non  dipendente
  dalla Regione.

   2.  Per  le finalità di cui al comma 1 è autorizzata, fino  al  31
  luglio  2013,  l'ulteriore  spesa  nel  limite  massimo  di   6.915
  migliaia di euro.

   3.  Nelle  ipotesi  in cui il personale di  cui  al  comma  1  sia
  utilizzato  per le finalità delle ordinanze richiamate al  medesimo
  comma,  le  relative risorse sono versate in entrata  nel  bilancio
  della Regione».

   Onorevole  Dina,  non ho capito bene se lei prima  avesse  qualche
  perplessità.

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Signor  Presidente, atteso che sull'articolo 35 c'è  l'orientamento
  di  questa  Presidenza  di  stralciare l'articolo  stessa,  bisogna
  riconsiderare  la  posizione di quella platea  che  automaticamente
  verrebbe  ricompresa nell'articolo 34 come proroga di contratti  di
  personale a tempo determinato.
   Stante  l'impossibilità  di trasformarlo  a  tempo  indeterminato,
  dovremmo  riconsiderare la copertura finanziaria,  per  cui  chiedo
  l'accantonamento  dell'articolo 34 e dell'articolo  35  per  questo
  approfondimento.

   PRESIDENTE.  Dispongo,  pertanto,  l'accantonamento  dell'articolo
  34.
   Si passa all'articolo 35. Ne do lettura:

                               «Art. 35.
            Conversione a tempo indeterminato di contratti

   1.  Il  Dipartimento della funzione pubblica e del  personale,  in
  attuazione delle disposizioni  autorizzative di cui all'articolo 2,
  comma  553,   della legge 24 dicembre 2007, n. 244,  provvede  alla
  conversione  a tempo indeterminato dei contratti stipulati  con  il
  personale  individuato  dall'articolo 76 della  legge  regionale  1
  settembre 1993, n. 25, e successive modifiche ed integrazioni.

   2.  Agli  oneri discendenti dall'applicazione del comma 1 valutati
  in  1.617 migliaia di euro per l'anno 2013, ed in 4.800 migliaia di
  euro per il biennio 2014-2015, si provvede con la disponibilità  di
  cui al capitolo 215704, accantonamento 1003».

   L'articolo 35 è accantonato.
   Si passa all'articolo 36. Ne do lettura:

                               «Art. 36.
          Prosecuzione di rapporti del personale destinatario
         del regime transitorio dei lavori socialmente utili.

   1.  I  contratti  di  lavoro subordinato a tempo  determinato  del
  personale   destinatario  del  regime  transitorio  dei  lavoratori
  socialmente  utili, in scadenza nell'anno 2013 ed  in  essere  alla
  data  del  30  novembre  2012, previo  accordo  decentrato  con  le
  organizzazioni sindacali rappresentative del settore interessato  e
  permanendo  il  fabbisogno organizzativo e le  comprovate  esigenze
  istituzionali volte ad assicurare i servizi già erogati dagli  enti
  di  cui all'articolo 1 della legge regionale 30 aprile 1991, n. 10,
  nel  rispetto del combinato disposto delle disposizioni di cui alle
  leggi statali in materia di proroga di rapporti di lavoro presso le
  pubbliche  amministrazioni  entro i limiti  di  cui  al  comma  400
  dell'articolo  1  della legge 24 dicembre 2012, n.  228  e  di  cui
  all'articolo 14, commi 24 bis e 24 ter del decreto legge 31  maggio
  2010,  n.  78, convertito con modificazioni dalla legge  30  luglio
  2010,  n.  122  e  successive modifiche  ed  integrazioni,  possono
  proseguire  fino  al 31 luglio 2013. Per le finalità  del  presente
  comma è autorizzata l'ulteriore spesa di 10.597 migliaia di euro.

   2. L'Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali
  e del lavoro è autorizzato a disporre, fino al 31 dicembre 2013, la
  prosecuzione  degli  interventi in  favore  dei  soggetti  in  atto
  impegnati  nelle attività socialmente utili di cui  all'articolo  1
  della  legge regionale 5 novembre 2001, n. 17. Per le finalità  del
  presente  comma è autorizzata l'ulteriore spesa di 24.747  migliaia
  di euro comprensiva del costo del servizio.

   3.  È  autorizzata  sino  al  31  dicembre  2013  la  prosecuzione
  dell'attività relativa ai soggetti utilizzati ai sensi  e  per  gli
  effetti di cui al comma 9 dell'articolo 51 della legge regionale 12
  maggio  2010,  n.  11.  Per  le  finalità  del  presente  comma   è
  autorizzata la spesa di 1.600 migliaia di euro».

   Comunico   che   è   stato   presentato   dall'onorevole    Grasso
  l'emendamento 36.4, soppressivo limitatamente al comma 1. Onorevole
  Grasso lo mantiene?

   GRASSO. Lo mantengo.

   PRESIDENTE.  L'articolo 36 è accantonato perché  pure  l'onorevole
  Cancelleri  faceva  notare  da lontano  che  ci  sarebbe  un  altro
  emendamento. L'onorevole Gucciardi che c'era una riscrittura.
   Si passa all'articolo 37. Ne do lettura:

                               «Art. 37.
        Proroghe di contratti relativi a personale del CEFPAS,
       degli enti parco, delle camere di commercio e dell' IRSAP

   1.  Il  Centro per la formazione permanente e l'aggiornamento  del
  personale  del  servizio sanitario (CEFPAS),  gli  enti  parco,  le
  camere  di  commercio, industria, artigianato ed agricoltura  e  le
  gestioni separate dei soppressi consorzi ASI della Regione   presso
  l'Istituto  regionale  per  lo sviluppo delle  attività  produttive
  (IRSAP), nel rispetto delle disposizioni di cui alle leggi  statali
  in  materia  di proroga di rapporti di lavoro presso  le  pubbliche
  amministrazioni e di cui all'articolo 14, commi 24 bis e 24 ter del
  decreto  legge  31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni
  dalla  legge  30  luglio  2010, n. 122  e successive  modifiche  ed
  integrazioni,  possono  prorogare,  nei  limiti  delle   rispettive
  disponibilità  finanziarie, fino al 31 luglio 2013, i  rapporti  di
  lavoro in essere alla data del 30 novembre 2012.

   2.  Per le finalità di cui al comma 1, l'Assessorato regionale del
  territorio e dell'ambiente è autorizzato, fino al 31 luglio 2013, a
  trasferire agli enti parco la somma di 81 migliaia di euro a valere
  sulle disponibilità della U.P.B. 12.2.1.3.3 - capitolo 443305».

   L'articolo 37 è accantonato.
   Si passa all'articolo 38. Ne do lettura:

                               «Art. 38.
                       Meccanizzazione agricola

   1.  L'Ente di sviluppo agricolo (ESA), nelle more del processo  di
  riorganizzazione, è autorizzato ad assicurare anche parzialmente, e
  comunque  nei limiti delle risorse disponibili, fino al 31 dicembre
  2013,  la campagna di meccanizzazione di cui all'articolo  1  della
  legge  regionale  31 agosto 1998, n. 16 e successive  modifiche  ed
  integrazioni,  nel rispetto delle disposizioni di cui  all'articolo
  20 della presente legge.
   2. Per le finalità del presente articolo l'Assessore regionale per
  le  risorse agricole ed alimentari è autorizzato per l'anno 2013  a
  trasferire all'ESA un ulteriore contributo nella misura massima  di
  2.400 migliaia di euro».

   Sull'articolo  38  gli Uffici mi evidenziano che  c'è  una  errata
  corrige:   400 migliaia di euro deve intendersi 5.400  migliaia  di
  euro.  Tale  incremento, varia a 3 mila migliaia di euro  approvato
  con  un  emendamento in Commissione bilancio, è stato  erroneamente
  riportato sulle spese di funzionamento dell'ESA di cui all'allegato
  1  che, pertanto, saranno ridotte in misura corrispondente . Siamo,
  quindi, in attuazione di un deliberato della Commissione.
   Lo  pongo in votazione con questa errata corrige. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 39. Ne do lettura:

                               «Art. 39.
                         Consorzi di bonifica

   1.  I consorzi di bonifica sono autorizzati ad assicurare fino  al
  31  dicembre 2013 le garanzie occupazionali già autorizzate fino al
  30  aprile dall'articolo 2 della legge regionale 9 gennaio 2013, n.
  1, nel rispetto delle disposizioni previste dal medesimo articolo e
  delle disposizioni di cui all'articolo 20 della presente legge.

   2. I consorzi di bonifica sono autorizzati ad avvalersi, fino alla
  data  del  31  dicembre 2013, del personale d'ufficio  assunto  con
  contratto  a tempo determinato, stipulato ai sensi dell'articolo  3
  della legge regionale 30 ottobre 1995, n. 76 e successive modifiche
  ed integrazioni.

   3. Per le finalità del comma 1 è concesso un ulteriore contributo,
  per  l'esercizio  finanziario 2013, nella misura massima  di  7.200
  migliaia di euro (U.P.B. 4.2.1.5.2).

   4.  I  maggiori oneri derivanti dal comma 2, quantificati in 2.800
  migliaia  di  euro,  trovano riscontro mediante riduzione  di  pari
  importo del capitolo 472514 di cui all'allegato all'articolo 53.

   5.  I  Consorzi  di  bonifica,  per gli  affidamenti  legati  alla
  riscossione  dei  contributi  e  dei  canoni  consortili,  previsti
  dall'articolo 10 della legge regionale 25 maggio 1995, n.  45,  non
  possono avvalersi di soggetti privati».

   Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 39.1; si
  tratta di una riscrittura del comma 4 sui consorzi di bonifica.

   BIANCHI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BIANCHI, assessore per l'economia. Signor Presidente, si tratta di
  un errore materiale. Era stato scritto erroneamente con richiamo ad
  una riduzione di bilancio che, invece, non era necessaria perché  è
  stata   finanziata  direttamente  in  finanziaria   sulle   risorse
  disponibili.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.   Signor   Presidente,  è   opportuno   leggerlo   questo
  emendamento  del Governo, perché riguarda il comma 4.  Il  comma  4
  recita:   I  maggiori oneri derivanti dal comma 2, quantificati  in
  2.800  migliaia  di euro, trovano riscontro mediante  riduzione  di
  pari  importo  del capitolo 472514 di cui all'allegato all'articolo
  53 .
   Intanto,   stiamo   ammazzando  il   turismo,   lo   voglio   dire
  all'assessore  Stancheris. Assessore Stancheris, attenzione,  è  un
  capitolo  che  la riguarda perché da 3500 migliaia euro  lo  stiamo
  portando  a  700  migliaia di euro. Quindi,  stiamo  ammazzando  il
  turismo.
   Seconda  cosa.  Lo voglio dire al Governo, all'Assessore  Bianchi,
  sappiamo che sul 53 insiste un accantonamento negativo, 110 milioni
  di euro quindi, su 300 milioni non ci sono tutte e 300 veri ma sono
  190 in parte e 110 sono eventuali, noi lo dobbiamo dire. Quindi, al
  Presidente  della Commissione voglio dire che  siccome parliamo  di
  garanzie  occupazionali, ai lavoratori di Consorzi di bonifica  non
  possiamo  dire  che  ci sono delle somme eventuali  o  possibili  o
  probabili.  Quindi,  la  prego,  Presidente,  accantoniamo   questo
  articolo   e   ci   ritorniamo.   Dobbiamo   avere   garanzie    su
  quest'articolo.

   BIANCHI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BIANCHI, Assessore per l'economia. Onorevole Falcone, proprio alla
  luce  della nostra correzione che corregge quella che era stato  un
  errore tecnico, la copertura di questo non è più sull'articolo  53;
  come vede nella nuova riscrittura, è questo già l'avevamo detto  in
  Commissione   Bilancio ,  c'era  un  finanziamento  diretto   sulle
  risorse del bilancio regionale che non è legato agli accantonamenti
  .  Quindi,  in questo senso, possiamo stare tranquilli.  Anche  gli
  altri 120 milioni sono certi.
   PRESIDENTE: Onorevole Falcone, penso che sia chiaro. Ha fatto bene
  ad  evidenziarlo. Pongo in votazione l'emendamento 39.1. Il  parere
  della Commissione.

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.   Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 39  come emendato. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 40. Ne do lettura:

                               «Art. 40.
      Disposizioni concernenti il personale dell'Ente acquedotti
                               siciliani

   1. In favore dell'Ente acquedotti siciliani (EAS) in liquidazione,
  ai  sensi dell'articolo 1 della legge regionale 31 maggio 2004,  n.
  9,   è   autorizzata,  a  titolo  di  compartecipazione   destinata
  esclusivamente  agli oneri sostenuti per il personale,  l'ulteriore
  spesa  entro i limiti di 9.504 migliaia di euro fino al 31 dicembre
  2013.

   2.  All'Istituto  regionale del vino e  dell'olio  è  concesso  un
  ulteriore  contributo per il concorso al pagamento degli emolumenti
  al  personale  proveniente dall'EAS in liquidazione, ai  sensi  del
  comma  2 quinquies dell'articolo 23 della legge regionale 27 aprile
  1999,  n. 10, nella misura massima di 138 migliaia di euro fino  al
  31 dicembre 2013.

   3.   All'Istituto  regionale  per  lo  sviluppo   delle   attività
  produttive  (IRSAP)  è  concesso un ulteriore  contributo,  per  il
  concorso  al  pagamento  degli emolumenti al personale  proveniente
  dall'EAS   in   liquidazione,  ai  sensi  del  comma  2   quinquies
  dell'articolo 23 della legge regionale n. 10/1999, entro  i  limiti
  di 738 migliaia di euro fino al 31 dicembre 2013.

   4.  Agli  Enti  regionali per il diritto allo studio universitario
  della  Sicilia  (ERSU) è concesso un ulteriore contributo,  per  il
  concorso  al  pagamento  degli emolumenti al personale  proveniente
  dall'EAS   in   liquidazione,  ai  sensi  del  comma  2   quinquies
  dell'articolo 23 della legge regionale n. 10/1999, entro  i  limiti
  di 1.974 migliaia di euro fino al 31 dicembre 2013.

   5. Per le finalità del presente articolo è autorizzata l'ulteriore
  spesa di 12.354 migliaia di euro per l'anno 2013».

   Comunico  che  è stato presentato dal Governo l'emendamento  40.1,
  soppressivo del comma 5.

   BIANCHI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BIANCHI,  assessore per l'economia. Capisco che abbia creato  il
  panico  onorevoli deputati, in realtà è proprio un errore  tecnico.
  Se voi vedete qui si autorizzava due volte la stessa spesa. Quindi,
  era assolutamente inutile l'ultimo comma.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento  40.1.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 40, come emendato. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (è approvato)

   Si passa all'articolo 41. Ne do lettura:
                               «Art. 41
                        PIP - Emergenza Palermo

   1.  Nelle  more del riordino delle materie di cui all'articolo  17
  dello  Statuto  della  Regione  nell'esercizio  della  legislazione
  concorrente,  al  fine  di pervenire ad una legislazione  regionale
  organica di misure a sostegno delle politiche attive del lavoro,  è
  autorizzata, fino al 31 dicembre 2013, la spesa di 24.000  migliaia
  di  euro  per  le finalità dell'articolo 52, comma 6,  della  legge
  regionale 12 maggio 2010, n. 11, recante disposizioni in favore dei
  soggetti coinvolti nei progetti "Emergenza Palermo".

   2.  Per  le  finalità  del presente articolo  è  autorizzata,  per
  l'esercizio  finanziario 2013, la spesa pari a 24.000  migliaia  di
  euro, cui si provvede per l'importo di 20.000 migliaia di euro  con
  le  risorse  destinate ad "Interventi per il sostegno ai  piani  di
  inserimento professionali (PIP)" nell'ambito del Piano di Azione  e
  Coesione,  e  per l'importo di 4.000 migliaia di euro a  valere  su
  risorse ordinarie del bilancio della Regione».

   L'articolo 41 è accantonato.
   Si passa all'articolo 42. Ne do lettura:

                               «Art. 42.
                          Personale comandato

   1.  Al  comma 12 dell'articolo 26 della legge regionale 16  aprile
  2003,  n.  4,  e  successive modifiche ed integrazioni,  le  parole
   nella  misura  di  20 unità  sono sostituite dalle  parole   nella
  misura  di  5  unità, di cui n. 1 dirigente e n. 4  funzionari  con
  specifiche competenze nelle materie trattate dal dipartimento .

   2. Per le finalità di cui al comma 12 dell'articolo 26 della legge
  regionale  16  aprile  2003,  n.  4,  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni è autorizzata la spesa complessiva di 500 migliaia  di
  euro  per  l'anno  2013, e la spesa di 412  migliaia  di  euro  per
  ciascuno degli anni 2014 e 2015, come di seguito distinta:

   -  per  il  trattamento economico fondamentale  la  spesa  di  380
  migliaia  di euro per l'anno 2013 e di 320 migliaia di  euro  annui
  per ciascuno degli anni  2014 e 2015;

   -  per  il trattamento economico accessorio e di risultato per  il
  personale  con  qualifica dirigenziale la spesa di 50  migliaia  di
  euro  per  l'anno 2013 e di 32 migliaia di euro annui per  ciascuno
  degli anni  2014 e 2015;

     - per la parte variabile della retribuzione per il personale con
  qualifica diversa da quella dirigenziale la spesa di 70 migliaia di
  euro  per  l'anno 2013 e di 60 migliaia di euro per ciascuno  degli
  anni 2014 e 2015.

   3.  Al  comma 10 dell'articolo 1 della legge regionale 5  novembre
  2004,  n.  15  e  successive modifiche ed integrazioni,  le  parole
   numero  massimo di 35 unità  sono sostituite dalle parole   numero
  massimo  di  15  unità,  con  specifiche competenze  nelle  materie
  trattate  dal  dipartimento. Al personale medico  in  posizione  di
  comando  è  fatto  divieto di esercitare attività extra  di  natura
  professionale .

   4.  Per  le  finalità  dell'articolo 1  della  legge  regionale  5
  novembre  2004,  n.  15 e successive modifiche  ed  integrazioni  è
  autorizzata   la spesa complessiva di 2.609 migliaia  di  euro  per
  l'anno  2013,  e  la  spesa annua di 2.250  migliaia  di  euro  per
  ciascuno degli anni 2014 e 2015.

   5.  Al  comma 2 dell'articolo 47 della legge regionale  12  maggio
  2010,  n. 11 le parole  nel limite di sei unità di personale   sono
  sostituite con le parole  nel limite di 3 unità di personale .

   6.  Per  le  finalità dell'articolo 47 della legge   regionale  12
  maggio  2010,  n.  11  e successive modifiche  ed  integrazioni,  è
  autorizzata   la  spesa  complessiva di 160 migliaia  di  euro  per
  l'anno  2013, e la spesa annua di 120 migliaia di euro per ciascuno
  degli anni 2014 e 2015».

   L'articolo 42 è accantonato.
   Si passa all'articolo 43. Ne do lettura:
                               «CAPO VII
              Disposizioni di spesa. Disposizioni varie.

                               «Art. 43.
                  Gestione stralcio Aziende sanitarie

   1. Per le finalità di cui al comma 2 dell'articolo 2 della legge 2
  maggio  2007,  n.  12  e successive modifiche  ed  integrazioni,  è
  autorizzata,  per  il triennio 2013-2015, la spesa  annua  di  euro
  5.000 migliaia».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (E'approvato)

   Si passa all'articolo 44. Ne do lettura:

                               «Art. 44.
                        Borse di studio sanità

   1.  Per  far  fronte  alle  obbligazioni pregresse  derivanti  dai
  contratti  di  formazione  già avviati  negli  esercizi  finanziari
  precedenti  per  le  finalità previste dal  titolo  I  della  legge
  regionale  20 agosto 1994, n. 33, è autorizzata la spesa di  12.031
  migliaia  di euro per l'esercizio finanziario 2014 e 6.015 migliaia
  di euro per l'esercizio finanziario  2015».

   L'articolo 44 è accantonato.
   Si passa all'articolo 45. Ne do lettura:

                               «Art. 45.
                              Dissalatori

   1.  Al  fine di garantire nel pubblico interesse l'erogazione  dei
  servizi  in  favore  della collettività è autorizzata  a  decorrere
  dall'esercizio finanziario 2014 per le finalità di cui all'articolo
  3  della  legge  regionale 15 novembre 1982, n. 134,  la  spesa  di
  31.162 migliaia di euro annui.

   2.  Per  la  copertura  delle  spese relative  alla  gestione  del
  servizio di dissalazione delle isole minori di Pantelleria, Ustica,
  Lampedusa,  Linosa  e  Lipari in relazione  alle  obbligazioni  che
  verranno  assunte a seguito dell'espletamento delle nuove  gare  di
  appalto  da  parte  del dipartimento regionale delle  acque  e  dei
  rifiuti  è autorizzata l'ulteriore spesa di 5.000 migliaia di  euro
  per  l'anno  2013  ed un limite di impegno novennale,  a  decorrere
  dall'esercizio finanziario 2014, pari a 9.500 migliaia di euro.

   3.  L'Assessorato Regionale dell'energia e dei servizi di pubblica
  utilità  -  Dipartimento regionale delle  Acque  e  dei  Rifiuti  è
  autorizzato  a modificare il rapporto convenzionale con Siciliacque
  S.p.A. mediante corrispondente riduzione del canone pluriennale  di
  concessione  dovuto  dalla  stessa  società  alla  Regione  per  il
  mantenimento  in stand-by degli impianti dì dissalazione  di  Porto
  Empedocle  e Gela, con prioritaria copertura degli oneri  derivanti
  dal  mantenimento dei livelli occupazionali delle cessate  gestioni
  degli impianti stessi ed assunti in carico a Siciliacque S.p.A..

   4. La riduzione del canone di concessione di cui al comma 3 non  è
  operante  nel  caso  di  ripristino  dello  stato  di  esercizio  e
  produzione a regime degli impianti».

   Onorevoli  colleghi, anche su questo articolo c'è  un  ipotesi  di
  stralcio,  siccome  abbiamo accantonato la  questione  relativa  al
  personale  con riferimento all'articolo 34 e 35 momentaneamente  si
  accantona   anche  questo  articolo.  Pertanto  l'articolo   45   è
  accantonato.

   VINCIULLO, relatore di minoranza. Lo sta accantonando, ma   non  è
  detto che io sia d'accordo

   PRESIDENTE.  Sul  fatto  che lei non sia d'accordo,  ne  prendiamo
  atto, ma non significa niente ai fini di andare avanti con i lavori
  dell'Aula.
   Si passa all'articolo 46. Ne do lettura:

                               «Art. 46.
     Modifiche delle procedure per l'attivazione di iniziative di
                      microcredito alla famiglie

   1.  I commi 2, 3, 4, 5 e 6 dell' articolo 25 della legge regionale
  14 maggio 2009, n. 6 sono sostituiti dai seguenti:

    2. La Regione promuove iniziative di microcredito al fine di dare
  sostegno  economico-sociale alle famiglie,  così  come  individuate
  dall'articolo 1 della legge regionale 31 luglio 2003, n. 10, nonché
  alle  imprese familiari residenti nel territorio, e contrastare  il
  fenomeno criminale dell'usura .

   3.L'Assessore   regionale  per  l'economia  è   autorizzato   alla
  istituzione  di  un  Fondo  etico della Regione  siciliana  (FERS),
  avente natura di fondo di garanzia, da affidare in gestione ad  una
  banca  o  ad  un  intermediario  finanziario  iscritto  nell'elenco
  speciale  di  cui  all'articolo  107  del  decreto  legislativo   1
  settembre   1993,  n.  385,  scelto  tramite  procedura   selettiva
  pubblica.  Il  fondo può, altresì, essere alimentato da  contributi
  volontari  degli  aderenti  o  di  terzi,  da  donazioni,  lasciti,
  erogazioni conseguenti a stanziamenti deliberati dallo Stato, dagli
  enti territoriali o locali, da altri enti pubblici o privati nonché
  da iniziative derivanti dall'impiego dei fondi comunitari.

   4.   All'attuazione  delle  iniziative  sovrintende  un   Comitato
  regionale  per  il  microcredito,  istituito  presso  l'Assessorato
  regionale dell'economia, dipartimento regionale delle finanze e del
  credito,  alla cui nomina provvede con proprio decreto  l'Assessore
  regionale   per   l'economia,  previo  parere   della   Commissione
  legislativa   bilancio   dell'Assemblea   regionale,   stabilendone
  funzioni  e compiti specifici. Del Comitato fanno parte l'Assessore
  regionale  per  l'economia  o  un suo  delegato,  con  funzione  di
  presidente,  sei rappresentanti delle istituzioni  e  dei  soggetti
  sociali  (patronati, centri di assistenza fiscale e  organizzazioni
  sindacali)  ,coinvolti nell'attuazione dell'iniziativa, un  esperto
  di  microcredito e il segretario, individuato tra il personale  del
  dipartimento   regionale   delle  finanze   e   del   credito.   Il
  funzionamento del Comitato non comporta alcun onere  a  carico  del
  bilancio  della  Regione. I componenti del  Comitato  non  ricevono
  alcun compenso per le loro attività.
   5.  L'Assessore regionale per l'economia è autorizzato a stipulare
  convenzioni   con   banche  e  intermediari   finanziari   iscritti
  nell'elenco   speciale  di  cui  all'articolo   107   del   decreto
  legislativo  1  settembre 1993, n. 385 operanti in  Sicilia  e  con
  istituzioni e organismi non profit, patronati, centri di assistenza
  fiscale  e  organizzazioni  sindacali,  al  fine  di  attivare   le
  iniziative di microcredito di cui al comma 1, il cui schema tipo  è
  sottoposto   al  parere  della  Commissione  legislativa   bilancio
  dell'Assemblea regionale.

   6. I finanziamenti erogati non possono superare l'importo di 7.000
  euro  per ogni operazione di microcredito, restando demandato  alle
  convenzioni di cui al comma 6 di stabilire:

   a) l'apporto economico dei firmatari delle convenzioni;
   b)  le  modalità  di  accesso  al  microcredito  e  le  azioni  di
  tutoraggio ed accompagnamento;
   c)  la tipologia dei soggetti che possono avere accesso al credito
  avendo riguardo anche al loro reddito;
   d) i tassi di interesse massimi applicabili;
   e) l'importo massimo dei prestiti;
   f) i criteri di precedenza per l'accesso al credito».

   Comunico   che  è  stato  presentato  l'emendamento  46.1,   dagli
  onorevoli Gucciardi, Panepinto, Marziano e Arancio.

   FONTANA . Chiedo apporre la firma.

   PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   IL parere del Governo sull'emendamento 46.1?

   BIANCHI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. L'emendamento 46.1 è ritirato. L'Assemblea  ne  prende
  atto..

   GRECO GIOVANNI . Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne  ha facoltà.

   GRECO    GIOVANNI.   Signor   Presidente,   onorevole    colleghi,
  all'articolo 46 c'è un subemendamento presentato dall'Onorevole  Di
  Mauro,  non so perché lei non l'ha messo in discussione. Glielo  ho
  dato io al suo collaboratore.

   PRESIDENTE.  Non è un mio collaboratore, è il Segretario  generale
  dell'Assemblea

   GRECO   GIOVANNI.  L'ho  dato  al  collaboratore  del   Segretario
  generale.

   PRESIDENTE. Ma l'emendamento quando l'ha presentato?

   GRECO GIOVANNI. E' un subemendamento al comma 4 dell'articolo 46.

   PRESIDENTE.  Lei  ha presentato un subemendamento  all'emendamento
  46.1?

   GRECO   GIOVANNI.   No,   io  ho  presentato   un   subemendamento
  all'articolo 46, precisamente al comma 4.

   PRESIDENTE. E lo ha presentato adesso?

   GRECO GIOVANNI. quando abbiamo iniziato

   PRESIDENTE. E' fuori termine

   GRECO  GIOVANNNI.  No l'ho presentato quando  abbiamo  iniziato  a
  discutere il bilancio

   PRESIDENTE . Onorevole Greco, se l'ha presentato adesso

   GRECO  GIOVANNI.  Non  l'ho  presentato  adesso,  l'ho  presentato
  all'inizio mentre discutevano del bilancio

   PRESIDENTE . L'ha presentato oggi, praticamente.

   GRECO GIOVANNI . Sì.

   PRESIDENTE. E quindi non l'ha presentato entro le 24 di ieri..

   GRECO GIOVANNI. E   subemendamento

   PRESIDENTE. Ma subemendamento ad un emendamento

   GRECO GIOVANNI.  No io ho presentato un subemendamento, non io  ma
  il mio capogruppo.

   PRESIDENTE. Quando lo ha presentato, onorevole Di Mauro?

   DI  MAURO. Due ore fa.

   PRESIDENTE.  Il  termine  per la presentazione  degli  emendamenti
  scadeva  alle  24 di ieri e l'ha presentato due ora  fa,  quindi  è
  inammissibile. La prego onorevole Greco.

   GRECO GIOVANNI. Ma intanto, mi scusi, lo vuole trovare?

   PRESIDENTE. Dichiaro l'emendamento inammissibile.
   Pongo  in votazione l'articolo 46. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 47. Ne do lettura.

                               «Art. 47.
                   Edilizia sovvenzionata e agevolata

   1.  Per il triennio 2013-2015 gli interventi di edilizia agevolata
  e  sovvenzionata previsti dalle leggi regionali sotto elencate sono
  finanziati    a   valere   sulle   risorse   afferenti   l'edilizia
  sovvenzionata ed agevolata originate dalla legge 5 agosto 1978,  n.
  457,  che  alla data di entrata in vigore della presente legge  non
  risultano  programmate   mediante  atti  giuridicamente  vincolati,
  nella misura a fianco di ciascuna legge indicata:

   a)  legge  regionale 20 dicembre 1975, n. 79, articoli 1  e  8,  e
  successive  modifiche  ed  integrazioni (U.P.B.  8.2.2.6.1  -  cap.
  742802)  -  anno 2013 euro 37.413 migliaia - anno 2014 euro  34.513
  migliaia - anno 2015 euro 33.313 migliaia;

   b)   legge  regionale  12  agosto  1980,  n.  86,  articolo  1,  e
  successive  modifiche  ed  integrazioni (U.P.B.  8.2.2.6.1  -  cap.
  673307)  -  anno  2013 euro 2.669 migliaia - anno 2014  euro  2.490
  migliaia - anno 2015 euro 2.317 migliaia;

   c)  legge  regionale 12 aprile 1952, n. 12,  articoli  1  e  2,  e
  successive  modifiche  ed  integrazioni (U.P.B.  8.2.2.6.1  -  cap.
  672401)  -  anno 2013 euro 12.478 migliaia - anno 2014 euro  12.049
  migliaia - anno 2015 euro 11.912 migliaia;

   d)  legge  regionale  1 settembre 1993, n.  25,  articolo  132,  e
  successive  modifiche  ed  integrazioni (U.P.B.  8.2.2.6.1  -  cap.
  673315) - anno 2013 euro 631 migliaia - anno 2014 euro 631 migliaia
  - anno 2015 euro 631 migliaia.

   2.  Le annualità relative alle sopra indicate leggi regionali sono
  conseguentemente ridotte di pari importo.

   3.  Le  ulteriori risorse afferenti all'edilizia sia sovvenzionata
  che  agevolata originate dalla legge 5 agosto 1978, n. 457 che alla
  data  di  entrata  in  vigore della presente  legge  non  risultino
  programmate mediante atti giuridicamente vincolanti, possono essere
  destinate,   compatibilmente   con   la   programmazione   di   cui
  all'articolo  3  della legge regionale 3 gennaio  2012,  n.  1,  al
  finanziamento degli interventi di edilizia previsti dalle  medesime
  leggi  regionali di cui al comma 1, previa presentazione  di  nuova
  istanza  corredata dalla documentazione probante l'immediato  avvio
  dei cantieri edili nelle aree indicate dall'articolo 70 della legge
  regionale 12 maggio 2010, n. 11, in base all'ordine cronologico  di
  inoltro documentale.

   4.  L'Assessorato regionale delle infrastrutture e della  mobilità
  provvede,  con apposito decreto, da emanare entro 90  giorni  dalla
  data  di  entrata in vigore della presente legge, a  dichiarare  la
  decadenza  al  31 dicembre 2013 delle graduatorie e  programmazioni
  esistenti,  riferite  alle  medesime  leggi  regionali   nonché   a
  disciplinare le modalità di presentazione delle istanze di  cui  al
  comma 3, secondo i criteri stabiliti dall'articolo 25 della legge 5
  agosto 1978, n. 457».

   Pongo  in votazione l'articolo 47. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 48. Ne do lettura.

                               «Art. 48.
        Disposizioni in materia di agevolazioni per proprietari
                     di immobili nei centri storici

   1. All'articolo 33 della legge regionale 14 maggio 2009, n. 6 dopo
  il comma 1 è aggiunto il seguente:

    1  bis. Il termine entro il quale l'agevolazione viene erogata si
  intende   a   far   data  dalla  comunicazione   di   fine   lavori
  all'amministrazione  comunale  competente.  Qualora  più  soggetti,
  titolari  di unità immobiliari dello stesso edificio, aventi  parti
  comuni,  abbiano  inoltrato istanza di  concessione  di  mutuo,  il
  termine  di  riferimento  ai fini dell'agevolazione  del  mutuo  si
  riferisce  al momento in cui l'ultimo dei titolari ha  ricevuto  il
  decreto di concessione. Entro i limiti del mutuo erogato e  per  la
  stessa  tipologia  di intervento, la quantità e  la  categoria  dei
  lavori    possono   subire   variazioni   per   motivi   imprevisti
  determinatisi   nel   corso  d'opera  e  asseverati   dal   tecnico
  competente.'».

   Pongo  in votazione l'articolo 48. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 49. Ne do lettura.

                               «Art. 49.
                              Informatica

   1.  Al  fine di garantire l'espletamento delle nuove gare  per  la
  gestione  dei  sistemi informativi e la diffusione dell'innovazione
  tecnologica in Sicilia di cui all'articolo 56 della legge regionale
  27  aprile  1999, n. 10 è autorizzata l'ulteriore  spesa  di  1.000
  migliaia  di euro per l'anno 2013, di 15.000 migliaia di  euro  per
  l'anno 2014 e di 15.000 migliaia di euro per l'anno 2015.

   2.  Al  fine di garantire l'espletamento delle nuove gare  per  le
  spese  di  investimento  dei sistemi informativi  e  la  diffusione
  dell'innovazione  tecnologica in Sicilia  di  cui  all'articolo  56
  della legge regionale n. 10/1999 è autorizzata l'ulteriore spesa di
  10.000  migliaia di euro per l'anno finanziario 2014  e  di  10.000
  migliaia di euro per l'anno finanziario 2015».

   Pongo  in votazione l'articolo 49. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)
   Preciso  che l'articolo 49 è stato approvato con il voto contrario
  del Movimento Cinque  Stelle.
   Si passa all'articolo 50. Ne do lettura.

                               «Art. 50.
                        Trasporto isole minori

   1. Per le finalità dell'articolo 6 della legge regionale 19 agosto
  2002, n. 12 per l'anno 2013, è autorizzata la spesa complessiva  di
  83.997  migliaia  di  euro.  Le somme  sono  destinate  per  10.997
  migliaia   di   euro  per  la  indizione  delle  nuove   gare   per
  l'approvvigionamento  delle  medesime  isole  tramite  navi   ro-ro
  passeggeri  e  per  73.000 migliaia di euro per  fare  fronte  alle
  obbligazioni assunte a seguito della stipulazione dei contratti  di
  servizio  negli  anni  2008-2009.  Per  gli  anni  2014  e  2015  è
  autorizzata la spesa complessiva di euro 41.000 migliaia per anno».

   Ne dispongo l'accantonamento.
   Si passa all'articolo 51. Ne do lettura:

                               «Art. 51.
                    Definizione accordo transattivo

   1.   Per  la  definizione  da  parte  del  dipartimento  regionale
  dell'acqua  e dei rifiuti dell'accordo transattivo con  la  Società
  Italiana  Condotte  d'Acqua S.p.A. relativo all'intervento  per  il
  completamento della diga Furore sul torrente Burraito,  attuato  ai
  sensi dell'articolo 1 della legge regionale 15 maggio 1986, n.  24,
  è  autorizzata, per l'esercizio finanziario 2013, la spesa di 2.862
  migliaia di euro, comprensiva dell' I.V.A».

   Pongo  in votazione l'articolo 51. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   VINCIULLO. Lei non ha chiesto il parere della Commissione

   PRESIDENTE.  Onorevole Vinciullo, se lei ha voglia  di  scherzare,
  scherziamo. Non ci sono emendamenti e sugli articoli non si  chiede
  il parere della Commissione.
   Si passa all'articolo 52. Ne do lettura:
                               «Art. 52.
                Istituzione fondi per eventi calamitosi
   1.  E' istituito presso il dipartimento della protezione civile un
  fondo  per far fronte ai danni derivanti dall'eruzione del  vulcano
  Etna da destinare al rimborso delle spese sostenute dai comuni  che
  hanno subito danni dagli eventi calamitosi.

   2.  Per  le finalità di cui al comma 1 è autorizzata la  spesa  di
  1.000 migliaia di euro per l'anno 2013.

   3.  Le somme di cui al comma 2 sono destinate in favore dei comuni
  colpiti  dagli  eventi calamitosi verificatesi a far  data   dall'1
  gennaio   2012  e  ripartite  in  quote  proporzionali   al   danno
  complessivamente   accertato  dal  dipartimento   regionale   della
  protezione civile.

   4.  E'  altresì istituito presso il dipartimento della  protezione
  civile un fondo per far fronte ai danni derivanti dall'inquinamento
  da   diossina   proveniente  dall'incendio   della   discarica   di
  Bellolampo,  da destinare alle aziende zootecniche ed agricole  che
  hanno subito gravi danni dal predetto evento calamitoso.

   5.  Per  le  finalità  del comma 4 è autorizzata  per  l'esercizio
  finanziario 2013 la spesa di 300 migliaia di euro».

   Ne  dispongo  l'accantonamento, perché  è  nato  un  problema  con
  emendamenti aggiuntivi presentati che mi sono stati sollevati.
   Si passa all'articolo 53. Ne do lettura:

                               «Art. 53.
           Rifinanziamento ed autorizzazione leggi di spesa
   1.  Per  le finalità di cui alle norme e loro successive modifiche
  ed  integrazioni  riportate nell'allegato 1, è autorizzata  per  il
  triennio  2013-2015  la spesa complessiva di  305.469  migliaia  di
  euro  per l'anno 2013, euro 44.388 migliaia di euro per l'anno 2014
  e  44.321 migliaia di euro per l'anno 2015.

   2.  Al fine di garantire il servizio di manutenzione delle reti di
  monitoraggio  meteo-idro-pluviometrico è  autorizzata,  per  l'anno
  2013,  l'ulteriore spesa di 533 migliaia di euro e, per il  biennio
  2014-2015, la spesa annua di 109 migliaia di euro, da iscrivere nel
  bilancio all'U.P.B. 5.2.1.3.99 - capitolo 243308.

   3.  Per  il  funzionamento  del nucleo di  tutela  del  patrimonio
  artistico   dell'Arma  dei  Carabinieri  operante  in   Sicilia   è
  autorizzata, per l'anno 2013, l'ulteriore spesa di 78  migliaia  di
  euro e, per il biennio 2014-2015, la spesa annua di 16 migliaia  di
  euro,  da  iscrivere nel bilancio all'U.P.B. 3.2.1.3.3  -  capitolo
  376576.

   4. Per l'esecuzione di lavori e opere pubbliche nelle zone colpite
  da  eventi calamitosi nel settore idrico è autorizzata, per  l'anno
  2013,  l'ulteriore spesa di 666 migliaia di euro e, per il  biennio
  2014-2015, la spesa annua di 136 migliaia di euro, da iscrivere nel
  bilancio all'U.P.B. 5.2.2.6.2 - capitolo 642057.

   5. Per l'esecuzione di lavori e opere pubbliche nelle zone colpite
  da  eventi  calamitosi nel settore dei rifiuti è  autorizzata,  per
  l'anno  2013, l'ulteriore spesa di 666 migliaia di euro e,  per  il
  biennio  2014-2015,  la spesa annua di 136  migliaia  di  euro,  da
  iscrivere nel bilancio all'U.P.B. 5.2.2.6.99 - capitolo 642058.

   6. Per il funzionamento della conferenza speciale di servizi per i
  lavori pubblici e della commissione regionale dei lavori pubblici è
  autorizzata,  per l'anno 2013, l'ulteriore spesa di 5  migliaia  di
  euro  da  iscrivere  nel bilancio all'U.P.B. 8.2.1.1.2  -  capitolo
  272523.

   7.  Per  il finanziamento di interventi di pubblica istruzione  di
  cui  al DPR n. 246/1985, nonché per l'erogazione di contributi  per
  il  funzionamento di università ed enti di ricerca  dipendenti  dal
  CNR è autorizzata per l'anno 2013 l'ulteriore spesa di 903 migliaia
  di  euro  e per il biennio 2014-2015 la spesa annua di migliaia  di
  euro da iscrivere nel bilancio come di seguito indicato:

                                                   migliaia di euro
     U.PB.       capitoli       2013         2014       201
                                                          5
   9.2.1.1.2     372514 -            41             8              8
     Beni e       372515
    servizi
   9.2.1.3.1      372530              1             0              0
  Funzionamen
   to scuole
   9.2.1.3.5      373307            820           167            167
   Università     373313
   e ricerca
   9.2.1.3.4      373704             41             8              8
   Assistenza
   scolastica

   8.  Per  la  realizzazione  degli  interventi  di  competenza  del
  dipartimento   regionale   Azienda   foreste   demaniali   di   cui
  all'articolo  68  del  R.D.  5  ottobre  1933  n.  1577  è  di  cui
  all'articolo  14  della legge regionale 6  aprile  1996,  n.  16  è
  autorizzata  per l'anno 2013 l'ulteriore spesa di 158  migliaia  di
  euro  e  per il biennio 2014-2015 la spesa annua di 31 migliaia  di
  euro da iscrivere nel bilancio come di seguito indicato:

                                                   migliaia di euro
     U.PB.       capitoli      2013         2014           201
                                                            5
   10.5.1.3.2    (156603,          122            24              24
    "Boschi,     156608 e
    parchi e     154609)
    riserve"
   10.5.2.6.2     554208            36             7               7
   Interventi
  infrastruttu
      rali
   Ne dispongo l'accantonamento.
   Si passa all'articolo 54. Ne do lettura:

                               «Art. 54.
        Contributi, ad enti, fondazioni, associazioni ed altri
                               organismi
   1.  Per il finanziamento degli interventi di cui all'articolo 128,
  della  legge regionale 12 maggio 2010, n. 11 è iscritto un apposito
  accantonamento, cod. 1005 nei fondi globali di cui alla tabella  A'
  richiamata  dall'articolo 63, quantificato in  25.000  migliaia  di
  euro per l'anno 2013».

   Ne dispongo l'accantonamento.
   Si passa all'articolo 55. Ne do lettura:

                               «Art. 55.
            Interventi per il miglioramento della zootecnia

   1.  Per le finalità previste dall'articolo 6 della legge regionale
  5  giugno  1989,  n.  12  e successive modifiche  ed  integrazioni,
  l'Assessore  regionale  per le risorse  agricole  ed  alimentari  è
  autorizzato  ad  erogare  per il triennio 2013-2015  un  contributo
  annuo  all'ARAS   per  la realizzazione di programmi  destinati  al
  miglioramento  ed  allo sviluppo della zootecnia  siciliana  nonché
  alla   prevenzione,  alla  cura  ed  al  controllo  delle  malattie
  diffusive del bestiame.

   2.  A  tal fine è autorizzata, per il triennio 2013-2015, la spesa
  annuale  di  2.000 migliaia di euro (U.P.B. 10.2.1.3.2  -  capitolo
  144111)».

   Comunico  che  è  stato  presentato  l'emendamento  55.1  a  firma
  dell'onorevole Alloro ed altri.

   ALLORO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALLORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, so che non  c'è  la
  copertura,  ho  voluto  presentarlo  però  perché  l'Assessore   sa
  perfettamente  che la spesa che è stata prevista di  2  milioni  di
  euro  è  assolutamente insufficiente per garantire la sopravvivenza
  dell'ARAS  e, quindi, avevo chiesto un ulteriore sforzo al  Governo
  quanto  meno  di  2  milioni  e mezzo  di  euro,  perché  la  spesa
  necessaria per garantire la sopravvivenza è di 4 milioni di euro.
   Peraltro,  sulla vicenda dell'ARAS l'Assessorato non ha  mai  dato
  esecuzione  ad una legge regionale che a suo tempo aveva  fatto  sì
  che   l'ARAS   diventasse  uno  strumento  esecutivo  dell'Istituto
  zootecnico sperimentale. Chiedo anche questo all'Assessore,  se  il
  Governo potesse fare un ulteriore sforzo perché i 2 milioni di euro
  sono  assolutamente insufficienti e non risolveranno  il  problema,
  probabilmente neanche i 2 milioni e mezzo, però quanto meno si va a
  gestire questa fase di transizione. Tra l'altro, so che l'Assessore
  ha  riorganizzato  l'Assessorato  considerando  anche  l'ARAS  come
  strumento operativo dell'Assessorato, quindi vedere se si riesce  a
  dare  una  soluzione  a questo problema che,  oltre  ad  essere  un
  problema  che  riguarda realmente i servizi che vengono  dati  alle
  aziende  agricole,  darebbe  una  risposta  a  tutto  il  personale
  impegnato.

   PRESIDENTE. Il problema è stato correttamente posto, quindi  anche
  se  è  inammissibile  c'è  una  sollecitazione  fatta  al  Governo,
  pertanto ne dispongo l'accantonamento.
   Si passa all'articolo 56. Ne do lettura:

                               CAPO VIII
            Disposizioni in materia di attività produttive.

                               «Art. 56.
      Istituzione di un fondo di microcredito per le microimprese

   1. La Regione promuove iniziative di microcredito a sostegno delle
  microimprese,   come   definite  al   comma   3   dell'articolo   2
  dell'allegato  1  del  Regolamento (CE) n.  800/2008,  aventi  sede
  legale   ed   operanti  nel  territorio  della  Regione  Siciliana,
  esistenti  o  di  nuova  costituzione, da destinare  ad  interventi
  finanziari  per  l'avvio dell'attività o per  l'ammodernamento  del
  ciclo produttivo.

   2.  Per  le  finalità  di  cui  al  comma  1  è  istituito  presso
  l'Assessorato  regionale  dell'economia un  fondo  di  garanzia  da
  affidare   in   gestione   tramite   convenzione   stipulata    tra
  l'Assessorato   Regionale  dell'economia  ed   una   banca   o   un
  intermediario  finanziario  iscritto nell'elenco  speciale  di  cui
  all'articolo 107 del decreto legislativo 1 Settembre 1993, n. 385 e
  scelto  tramite  procedura  selettiva  pubblica  ovvero  a  società
  interamente  partecipate  dalla  Regione  aventi  per  finalità  lo
  sviluppo delle imprese.

   3.  Al  fondo di cui al comma 2 confluiscono annualmente le  somme
  appositamente    versate   dall'Assemblea   Regionale    Siciliana,
  provenienti  da contributi volontari degli aderenti,  dei  deputati
  regionali, dei deputati e dei senatori della Repubblica o di terzi,
  da   donazioni,  lasciti,  erogazioni  conseguenti  a  stanziamenti
  deliberati dallo Stato, dagli enti territoriali o locali, da  altri
  enti pubblici o privati.

   4. Con decreto dell'Assessore regionale per l'economia da emanarsi
  entro  sessanta  giorni  dalla data  di  entrata  in  vigore  della
  presente  legge, sono determinate le modalità di funzionamento  del
  fondo di cui al comma 2.

   5.  I  finanziamenti erogati non possono superare l'importo di  20
  migliaia  di  euro  per  ogni operazione di microcredito,  restando
  demandato  alle convenzioni di cui al comma 2 ed alle  modalità  di
  gestione  di cui al comma 4, di stabilire ed in ogni caso  entro  i
  limiti del  de minimis':

   a) l'apporto economico dei firmatari delle convenzioni;
   b)  le  modalità  di  accesso  al  microcredito  e  le  azioni  di
  tutoraggio ed accompagnamento;
   c)  la tipologia dei soggetti che possono avere accesso al credito
  avendo riguardo anche al loro reddito;
   d) i tassi di interesse massimi applicabili;
   e) l'importo massimo dei prestiti;
   f) i criteri di precedenza per l'accesso al credito.

   6.  Per  la  costituzione del fondo di cui al presente articolo  è
  autorizzata  la  spesa  di  500 migliaia di  euro  per  l'esercizio
  finanziario 2013.

   7. L'eventuale onere di cui al comma 2 è a carico del fondo».

   Ne  dispongo  l'accantonamento. Sarà presentato un emendamento  di
  carattere tecnico.
   Si passa all'articolo 57. Ne do lettura:

                               «Art. 57.
       Accelerazione procedimenti di liquidazione di ESPI ed EMS

   1.  Al fine di agevolare la chiusura della liquidazione di ESPI ed
  EMS  la Regione è autorizzata ad intervenire nei giudizi nei  quali
  siano  parte  ESPI ed EMS in liquidazione, assumendo su  di  sé  la
  causa e chiedendo l'estromissione degli enti dal giudizio.

   2.  A  seguito  della  estromissione degli enti  dai  giudizi,  il
  Commissario  Liquidatore trasferisce al bilancio della  Regione  le
  corrispondenti somme a valere sull'importo dei Fondi  rischi,  come
  appostati  nei bilancio degli enti valutate in 11.000  migliaia  di
  euro,  destinate alla copertura dei relativi oneri posti  a  carico
  dell'amministrazione regionale.

   3.   Entro   i   centoventi  giorni  successivi  alla  intervenuta
  estromissione, rispettivamente di ESPI ed EMS da tutti i giudizi di
  cui  siano  parte, il Commissario Liquidatore presenta il  bilancio
  finale  di  liquidazione dell'ente ai sensi dell'articolo  1  della
  legge regionale 20 gennaio 1999, n. 5».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 58. Ne do lettura:

                               «Art. 58.
                           IRFIS FIN SICILIA

   1. All'articolo 61 della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17 e
  successive  modifiche  ed integrazioni al primo   periodo  dopo  le
  parole   legge regionale 16 dicembre 2008, n. 23  sono aggiunte  le
  seguenti:   nonché agli articoli 60 e 63 della legge  regionale  23
  dicembre 2000, n. 32 e successive modifiche ed integrazioni  ed  al
  terzo  periodo dopo le parole legge regionale 16 dicembre 2008,  n.
  23 e successive modifiche ed integrazioni sono aggiunte le seguenti
  parole:   nonché  degli articoli 60 e 63 della legge  regionale  23
  dicembre 2000, n. 32 e successive modifiche ed integrazioni. .

   2. All'articolo 61 della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17 e
  successive  modifiche  ed  integrazioni sono  aggiunti  i  seguenti
  commi:

    1  bis.  Con  decreto del Presidente della Regione,  su  proposta
  dell'Assessore  regionale dell'economia e dell'Assessore  regionale
  per  le  attività  produttive,  è  istituito  un  Comitato  tecnico
  consultivo costituito da:

   a)  il  Direttore Generale dell'Irfis Finsicilia S.p.A, o  un  suo
  delegato, con funzioni di Presidente;
   b) un componente scelto tra i dirigenti dell'Assessorato regionale
  per l'economia con funzioni di vice presidente;
   c) un componente scelto tra i dirigenti dell'Assessorato regionale
  per le attività produttive;
   d)  un  componente individuato tra quelli indicati nella terna  di
  soggetti    presentata    dall'associazione    degli    industriali
  maggiormente rappresentativa nel territorio regionale;
   e)  un  componente individuato tra quelli indicati nella terna  di
  soggetti presentata dall'associazione dei commercianti maggiormente
  rappresentativa nel territorio regionale;
   f)  un  componente individuato tra quelli indicati nella terna  di
  soggetti  presentata dall'associazione degli artigiani maggiormente
  rappresentativa nel territorio regionale.
   1  ter.  I  componenti del comitato tecnico consultivo di  cui  al
  comma 1 bis svolgono le proprie funzioni a titolo gratuito.

   1  quater.  Con  il medesimo decreto di cui al comma  1  bis  sono
  disciplinate   le  competenze,  la  durata   e   le   modalità   di
  funzionamento del Comitato tecnico consultivo.

   3.  Entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente
  legge,  previo  parere del Comitato di cui al comma 2 dell'articolo
  61  della  legge  regionale  28 dicembre  2004,  n.  17  così  come
  modificato dal precedente comma 2, con decreto del Presidente della
  Regione sono approvate le tipologie ed i settori di intervento,  la
  ripartizione delle disponibilità del Fondo ai diversi  settori,  le
  nuove  modalità  di  funzionamento del fondo  di  cui  al  medesimo
  articolo,  nel  rispetto  dei massimali fissati  dalla  Commissione
  europea  per  gli  aiuti  "de  minimis"  e  ferma  restando,   sino
  all'emanazione  di  tale  decreto,  la  validità  delle  precedenti
  regolamentazioni e assegnazioni.

   4.  Entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente
  legge   la  disciplina  dei  rapporti  tra  la  Regione  e  l'Irfis
  Finsicilia S.p.A. per la gestione del fondo è unificata in un'unica
  convenzione,   fermo   restando  la   validità   delle   precedenti
  convenzioni sino alla sua stipula.

   5.   Il comma 5 dell'articolo 60 della legge regionale 23 dicembre
  2000, n. 32 è abrogato.

   6.  Alla  lettera  a)  dell'articolo 16 della legge  regionale  23
  dicembre  2000 n. 32 le parole  In ogni caso il tasso,  comprensivo
  di  ogni  onere accessorio, non può superare quello di  riferimento
  determinato  per  il  settore interessato sulla  base  dei  criteri
  fissati  dalla Commissione europea, maggiorato di due  punti   sono
  sostituite dalle parole  nel rispetto della libera valutazione  del
  merito  creditizio  e  dei  principi  di  governance  che  regolano
  l'attività di concessione del credito .

   7.  Alla  lettera  b)  dell'articolo 16 della legge  regionale  23
  dicembre 2000 n. 32, dopo le parole  60 per cento  sono aggiunte le
  seguenti   del  tasso  di riferimento determinato  per  il  settore
  interessato  sulla  base  dei  criteri  fissati  dalla  Commissione
  europea, maggiorato di due punti

   8.  Alla  lettera  c)  dell'articolo 16 della legge  regionale  23
  dicembre  2000 n. 32, dopo le parole  40 per cento  le parole   del
  tasso  applicato alle operazioni di credito, comunque non superiore
  al  limite massimo stabilito alla lettera a)  sono sostituite dalle
  parole   del  tasso  di  riferimento  determinato  per  il  settore
  interessato  sulla  base  dei  criteri  fissati  dalla  Commissione
  europea.

   9.  Al  fine di favorire il processo di consolidamento e  rilancio
  della  Società IRFIS FinSicilia S.p.A., considerata la  particolare
  natura  di  società  finanziaria  pubblica  regionale,  che  svolge
  attività  economica  e di mercato, e per favorire  il  sostegno  ad
  iniziative imprenditoriali finalizzate allo sviluppo del territorio
  regionale,   la  medesima  società  continua  ad  essere   soggetta
  esclusivamente  alle disposizioni statali generali e  di  carattere
  societario,  nonché  a  quelle  speciali  inerenti  il  settore  di
  attività,  con particolare riferimento alla disciplina  di  cui  al
  decreto   legislativo   1  settembre  1993,  n.  385  e  successive
  modifiche ed integrazioni e a quelle emanate dalla Banca d'Italia e
  dalle  altre Autorità di Vigilanza per gli intermediari finanziari.
  A  tal  fine, entro 60 giorni dall'entrata in vigore della presente
  legge  la  società apporta le eventuali conseguenti modifiche  allo
  statuto ed alle normative interne.

   10.  Per  il  perseguimento dei suoi compiti istituzionali  IRFIS-
  FinSicilia   S.p.A.  può  acquisire,  su  proposta   della   Giunta
  Regionale, la partecipazione di società operanti anche nel  settore
  creditizio,  finanziario  e dello sviluppo,  pure  sotto  forma  di
  conferimento di quote da parte della Regione Siciliana.

   11.  Il comma 1 dell'articolo 26 della legge regionale 1 settembre
  1993, n. 25 e successive modifiche ed integrazioni è sostituito dal
  seguente:

    1.  Allo scopo di favorire la partecipazione del capitale privato
  al  finanziamento dei programmi di sviluppo delle piccole  e  medie
  imprese,  IRFIS-FinSicilia può concedere prestiti partecipativi  ai
  sensi  del comma 2 e seguenti del presente articolo, a valere sulle
  disponibilità  di  cui  all'articolo  11,  comma  56,  della  legge
  regionale  9 maggio 2012, n. 26.

   12.  Il termine previsto dall'articolo 7 della legge regionale  16
  dicembre  2008,  n.  23 è ulteriormente prorogato  al  31  dicembre
  2015».

   Comunico che all'articolo 58 sono stati presentati dagli onorevoli
  Cordaro e Clemente, gli emendamenti 58.4, 58.1 e 58.2.
   Si passa all'emendamento 58.4. Il parere del Governo?

   BIANCHI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario a maggioranza.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è a favorevole si alzi; chi
  è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 58.1.

   CORDARO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 58.2.

   CORDARO.  E'  un emendamento tecnico. C'è un errore di  scrittura.
  C'è un periodo ripetuto due volte. Si deve cassare un periodo.

   BIANCHI, assessore per l'economia. Ringraziamo l'onorevole Cordaro
  per la correzione.

   PRESIDENTE.  Questa  è vera collaborazione. Vero  metodo  Sicilia,
  questo.  Collaborazione  fra Parlamento e Governo.  Il  parere  del
  Governo?

   BIANCHI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo  pongo  in votazione. Chi  è  a  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E'approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo  58,  come  emendato.  Chi  è   a
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E'approvato)

   Si passa all'articolo 59. Ne do lettura:

                               «Art. 59.
                     Moratoria dei debiti fiscali
  delle piccole e medie imprese nei confronti di Riscossione Sicilia
                                  spa

   1.  Al fine di favorire un ordinato ed equilibrato rapporto con le
  imprese  in difficoltà a causa della prolungata crisi economica,  è
  riservata  una  quota di 20 milioni di euro per il  sostegno  delle
  piccole  e medie imprese siciliane per i pagamenti dilazionati  dei
  debiti fiscali concessi da Riscossione Sicilia S.p.A., a valere sul
  fondo  presso  IRFIS-FinSicilia Spa, di cui all'articolo  61  della
  legge  regionale 28 dicembre 2004 n. 17 e successive  modifiche  ed
  integrazioni.

   2.  Le  piccole e medie imprese, costituite sotto forme di società
  di   capitali,  individuate  secondo  i  criteri  contenuti   nella
  Raccomandazione  della  Commissione delle Comunità  Europee  del  6
  maggio  2003 (2003/361/CE), devono avere sede legale nel territorio
  della Regione Siciliana e un debito fiscale ammesso a dilazione  di
  competenza  2013, relativo per almeno il 50 per cento a tributi  di
  spettanza   della  Regione  Siciliana  o  di  enti  ricadenti   nel
  territorio  della  regione,  fino a  500.000  euro  comprensivo  di
  sanzioni  e interessi moratori. Una quota pari al 40% dei fondi  di
  cui  al comma 1 è riservata alle imprese con debito fiscale ammesso
  a dilazione di competenza 2013, relativo per almeno il 50 per cento
  a  tributi  di  spettanza della Regione o  di  enti  ricadenti  nel
  territorio della regione, inferiore a 50.000 euro.

   3.   L'agevolazione  di  cui  al  comma  1  prevede,  su   istanza
  dell'impresa  rivolta  a  Riscossione  Sicilia  Spa,  l'accesso  al
  predetto  fondo per il pagamento fino ad un massimo  di  sei   rate
  consecutive del piano di dilazione dei debiti fiscali, scadute  non
  oltre la data di entrata in vigore della presente legge.

   4.  Riscossione  Sicilia Spa provvede, sulla  base  delle  istanze
  presentate,   ad  acquisire  da  IRFIS-FinSicilia  Spa   le   somme
  occorrenti.

   5.   Le   piccole   e   medie  imprese  ammesse   all'agevolazione
  restituiscono  a IRFIS-FinSicilia Spa le somme concesse  maggiorate
  di  un  tasso  di  interesse  in  misura  pari  a  quello  previsto
  dall'articolo 16, lett. c), della legge regionale 23 dicembre  2000
  n.  32,  secondo  le modalità stabilite con il decreto  di  cui  al
  successivo comma 7.

   6. L'agevolazione è concessa una sola volta alla singola impresa.

   7.   Con  decreto  dell'Assessore  regionale  per  l'economia,  da
  emanarsi  entro  30  giorni dall'entrata in vigore  della  presente
  legge,  sono  regolati i rapporti tra la Regione,  IRFIS-FinSicilia
  Spa  e  Riscossione Sicilia spa, nonché i rapporti  con le  imprese
  beneficiarie.  Con lo stesso decreto sono definiti le  modalità  di
  accesso  all'agevolazione e i criteri per il recupero  delle  somme
  erogate da IRFIS-FinSicilia Spa.

   8.   Gli  aiuti  previsti  dal  presente  articolo  sono  concessi
  nell'ambito dei massimali previsti dalla Comunità europea  per  gli
  aiuti  de minimis .

   9.  Per  le finalità del presente articolo il fondo presso  IRFIS-
  FinSicilia  Spa,  di cui all'articolo 61 della legge  regionale  28
  dicembre  2004  n.  17  e successive modifiche  ed  integrazioni  è
  incrementato di 10.000 migliaia di euro».

   Comunico che all'articolo 59 è stato presentato dall'onorevole  Di
  Mauro l'emendamento soppressivo 59.1.

   DI MAURO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a mio parere, il
  secondo comma è incomprensibile. Mi sembra una fotografia di quelle
   Polaroid', pronto, scatto.
   Purtroppo,  è  così,  leggete questo comma  2.  Signor  Assessore,
  vorrei  da parte sua un'illustrazione di questa specifica, prevista
  dal  comma 2, che mi sembra una cosa che va al di là di quella  che
  deve  essere una moratoria per i debiti, in genere, per le  imprese
  siciliane.

   BIANCHI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BIANCHI,  assessore per l'economia. Onorevole  Di  Mauro,  non  mi
  sembra   sia   un  problema  di   Polaroid'.  E'  un  problema   di
  dimensionamento   dell'intervento.  Sono  state  introdotte   delle
  soglie,  sia in termini di quantificazione complessiva del  debito,
  sia di quota spettante in base alla dimensione del debito, così  da
  consentire  di  avere un intervento economicamente  sostenibile  e,
  allo  stesso  tempo, che non ci fosse un eccesso di  concentrazione
  sui grossi debitori.
   Abbiamo  introdotto  una riserva per i debiti  di  dimensione  più
  piccola, proprio per aiutare i più piccoli microimprenditori.
   Riguarda  semplicemente  i due aspetti.  Volevamo  tenere  sia  la
  sostenibilità finanziaria, sia la capacità di incidere su piccoli e
  piccolissimi debitori.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo 59.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 60. Ne do lettura:

                               «Art. 60.
   Modifica all'articolo 1della legge regionale 20 novembre 2008, n.
                                  15

   1.  Dopo  il  comma  3  dell'articolo 1 della legge  regionale  20
  novembre 2008, n. 15 è aggiunto il seguente:
    3 bis. Per l'anno scolastico 2012/2013 il termine di cui al comma
  3 è fissato al 30 novembre 2013.'.

   Comunico che all'articolo 60 è stato presentato dall'onorevole  Di
  Mauro l'emendamento soppressivo 60.1.
   Pongo  in  votazione  il  mantenimento  dell'articolo  60.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 61. Ne do lettura:

                               «Art. 61.
  Modifica all'articolo 51 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2

   1.  Il  comma  2 dell'articolo 51 della legge regionale  26  marzo
  2002, n. 2, è sostituito dal seguente:

    2.  Il  numero  dei  tirocinanti che i datori di  lavoro  possono
  ospitare  contemporaneamente è definito  nei  limiti  numerici   di
  seguito indicati:

   a)  datore di lavoro  con non più di cinque dipendenti,   a  tempo
  indeterminato e/o determinato, due tirocinanti;
   b)  datore  di  lavoro  con  un numero  di  dipendenti,   a  tempo
  indeterminato e/o determinato, compreso tra sei e venti, non più di
  quattro tirocinanti contemporaneamente;
   c)  datore  di  lavoro   con ventuno o  più  dipendenti   a  tempo
  indeterminato e/o determinato: tirocinanti in misura non  superiore
  al  venti per cento dei suddetti dipendenti contemporaneamente, con
  arrotondamento all'unità superiore.

   2.  La durata del contratto a tempo determinato deve essere almeno
  corrispondente alla durata del tirocinio da attivare».

   All'articolo 61 non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in
  votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 62. Ne do lettura:

                               «Art. 62.
                   Abrogazioni e modifiche di norme

   1.  Al  comma  4 dell'articolo 58 della legge regionale  3  maggio
  2001,  n.  6,  dopo  le parole  degli uffici  di  cui  al  presente
  articolo' sono aggiunte le seguenti parole  ivi compresi gli  oneri
  accessori   relativi   agli   immobili   individuati   quali   siti
  presidenziali'.

   2. Il comma 16 dell'articolo 15 delle legge regionale maggio 2009,
  n. 6 è sostituito dal seguente:

    16.  Alle  spese di funzionamento ed organizzazione  provvede  il
  Fondo  mediante utilizzo di parte degli interessi maturati a valere
  sulle  eccedenze delle disponibilità finanziarie delle gestioni  di
  cui  al  combinato disposto dagli articolo 13 e 15 del D.P.Reg.  23
  dicembre  2009,  n.  14 fino alla concorrenza di  550  migliaia  di
  euro.'

   3. All'articolo 14, comma 2, della legge regionale 12 maggio 2010,
  n. 11, la parola  febbraio' è sostituita con la parola  luglio'.

   4.  In  relazione  a quanto disposto dalle leggi regionali  del  9
  maggio  2012, n. 26 e n. 27 e dalla legge regionale 1 giugno  2012,
  n.  32,  al fine del ripristino del formale equilibrio di  bilancio
  per  l'anno 2012 l'U.P.B  4.2.1.4.1 - capitolo  214903 - è  ridotta
  di euro 800.000,00.

   5.  A  decorrere  dall'entrata in vigore della presente  legge  la
  Commissione  di  conciliazione istituita ai sensi dell'articolo  6,
  comma  4  della legge regionale 28 dicembre 2004, n.  17  cessa  lo
  svolgimento  dei  compiti previsti. Le competenze  sulle  eventuali
  procedure  in  corso  vengono  svolte dal  competente  Dipartimento
  regionale.
   6.  E'  abrogata la lettera f) del comma 1, dell'articolo 25 della
  legge regionale 14 aprile 2009, n. 5.

   7.  Al  comma 1 dell'articolo 8 della legge regionale 29  dicembre
  1962,  n. 28 e successive modifiche ed integrazioni, sono apportate
  le seguenti modifiche:

   a)  alla lettera g) dopo le parole  gestione di infrastrutture  di
  comunicazione  e  trasporti' aggiungere  Demanio  idrico  fluviale.
  Programmazione,  realizzazione  e  gestione  degli  interventi  per
  l'esecuzione di opere di manutenzione ordinaria e straordinaria del
  demanio  idrico fluviale, ivi compresi gli interventi di urgenza  e
  somma  urgenza,  nonché  tutte  le  attività  a  valere  sui  fondi
  extraregionali, ivi compresi quelli comunitari.';

   b)   alla  lettera  m)   sopprimere  le  parole   Demanio   idrico
  fluviale'.

   8.  Al  terzo  periodo del comma 1 dell'articolo  12  della  legge
  regionale  12  gennaio 2012, n. 7 le parole  l'Assessore  regionale
  per  l'economia   sono  sostituite  con  le  parole   l'Assessorato
  regionale delle attività produttive».

   Comunico  che  all'articolo 62 sono stati  presentati  i  seguenti
  emendamenti:

   -dagli onorevoli Rinaldi ed altri: 62.2
  -dagli onorevoli Laccoto ed altri: A.211.

   PICCIOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PICCIOLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  in   merito
  all'articolo 62, l'emendamento dell'onorevole Laccoto, è stato  già
  presentato  l'emendamento di riscrittura del Governo,  direttamente
  dall'assessore Borsellino e dall'assessore Bianchi, perché trattasi
  di  errore, la soppressione della lettera f) della legge 5,  perché
  già  in  Commissione  Sanità l'emendamento  era  stato  modificato,
  quindi erroneamente la Commissione Bilancio ha stravolto quello che
  era il deliberato della Commissione  Sanità' all'unanimità.

   PRESIDENTE. Lettera f)?

   PICCIOLO. Lettera f) della legge 5.

   PRESIDENTE.  Probabilmente,  è questo  presentato   dall'onorevole
  Laccoto.

   PICCIOLO. Però, già l'assessore l'ha fatto suo e, quindi,  lei  se
  lo troverà nell'emendamento di riscrittura.

   PRESIDENTE.  C'è  già  questo  a firma  degli  onorevoli  Laccoto,
  Panarello, Digiacomo, Turano, Sorbello e Lo Giudice.

   PICCIOLO.  Ovviamente, appongo la mia firma, ma  le  comunico  che
  deve  essere modificato dal Governo, se lo introduciamo  qui  e  va
  eliminato   l'emendamento  di  riscrittura   generale.   Assessore,
  evidentemente se passa in questa norma deve essere cassato poi   da
  quello di riscrittura generale.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 62.2.

   FORMICA. Dichiaro di apporre la mia firma.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi all'emendamento 62.2 appongono  la
  firma  anche  gli  onorevoli, Di Mauro,  Cimino,  Cordaro,  Caputo,
  Gianni,  Fazio, Clemente, Leanza, Turano, Musumeci, Ragusa  e  gran
  parte del Parlamento. L'Assemblea ne prende atto.
   Il parere del Governo?

   BIANCHI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento A.211.

   LACCOTO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che  l'avere
  riproposto  questo sia stato un errore. La lettera f) dell'articolo
  25  della legge 5 cosa prevedeva: nella legge avevamo previsto  che
  per  le  prestazioni effettuate dalle case di cura che praticamente
  venivano  date  a  residenze  fuori Regione veniva riconosciuto  un
  extra  budget di almeno il 75 per cento rispetto alle somme che  la
  Regione siciliana riceveva in compensazione dalle altre regioni.
   In  Commissione   Sanità'  abbiamo all'unanimità,  con  il  parere
  favorevole  del  Governo  e del direttore generale  modificato  che
  bisogna scrivere:   secondo la tariffa della Regione siciliana .
   L'abrogazione  di  quell'articolo avrebbe creato  grossi  problemi
  alle  strutture  che, in effetti, attiravano prestazioni  da  fuori
  regione.  C'è  solo  una  modifica laddove si  dice:    secondo  la
  tariffa regionale .

   BORSELLINO,  assessore  per la salute. Se  dovessimo  abrogare  la
  lettera  f) dell'articolo 25,  sostanzialmente, non sarebbe  chiaro
  che abrogando questa lettera si ritorna al tariffario regionale per
  la  valorizzazione  delle prestazioni in mobilità  attiva.  Quindi,
  questa  espressione  dell'emendamento  così  come  proposta   dagli
  onorevoli  Laccoto ed altri, sostanzialmente, rende più  chiara  la
  lettura  della  norma  laddove si viene  ad  eliminare  la  vecchia
  stesura della legge 5. Ciò significa che le prestazioni in mobilità
  attiva  vengono  valorizzate col tariffario  regionale,  così  come
  prevede  la  legge nazionale e vengono contabilizzate al  di  fuori
  dell'aggregato, come è corretto che sia.

   VINCIULLO. Ci vuole una copertura di spesa.

   BORSELLINO,  assessore  per  la salute.  No,  perché  queste  sono
  prestazioni che vanno in compensazione. E' mobilità attiva,  quindi
  non occorre un'ulteriore copertura finanziaria.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BORSELLINO, assessore per la salute. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, relatore di minoranza. Favorevole a maggioranza.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo   in  votazione  l'articolo  62,  come  modificato.  Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Figuccia è  in  congedo  per
  oggi.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli colleghi, sospendo la seduta.

     (La seduta sospesa alle ore 21.15, è ripresa alle ore 22.00).

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ricordo che sono stati accantonati
  gli articoli 9, 12, 14, 17, 18, 19, 20, 22, 28, 29, 34, 35, 36, 37,
  41, 42, 44, 45, 50, 52, 53, 54, 55 e 56.
   Si riprende l'esame dell'art. 9.
   Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 9.1.

   FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, invito il Governo ad
  un  chiarimento, perché mi sembra che al riguardo  ci  siano  delle
  irregolarità. Che significa:  ancorché non siano stati perfezionati
  gli atti di regolarizzazione dei contratti di locazione ? Credo che
  sia estremamente importante, perché che cos'è un abusivo? E quindi,
  se non si sono perfezionati cosa c'è a monte?

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   vorrei
  tranquillizzare l'onorevole Fazio, perché il presupposto per  avere
  i requisiti previsti dalla legge regionale 11 del 2002, costituisce
  il presupposto per avere diritto al riscatto.
   La  legge  regionale  11  del 2002 prevede  infatti  che  per  gli
  immobili  di  proprietà  pubblica regionale che  venivano  occupati
  senza  titolo alla data del 31 dicembre 2001 potevano,  a  domanda,
  regolarizzare il loro rapporto di locazione con gli enti, i  Comuni
  o  gli  ACP. Il problema in molti casi è stata la quantità,  perché
  presupponeva il censimento da parte degli enti.
   In molti casi gli enti non hanno proceduto a stipulare un regolare
  contratto  di  affitto, ma hanno affidato in custodia gli  immobili
  occupati dagli inquilini, a quella data, affidando in custodia agli
  inquilini  stessi la custodia degli immobili, e questi pagavano  un
  canone.
   Il  principio di cui abbiamo discusso in Commissione è  quello  di
  utilizzare  la  possibilità di acquisizione e  quindi  di  riscatto
  dell'immobile, per dare la possibilità agli interessati che avevano
  quei  requisiti,  che  quindi, a questo  punto,  sono  regolarmente
  aventi  diritto,  in forza della legge del 2002,  di  acquisire  la
  proprietà,   e  l'obiettivo  è  quello  di  procedere   verso   una
  riqualificazione urbana di interi quartieri di città siciliane che,
  vivendo  in  questa  condizione  di  letargo  amministrativo  e  di
  sospensione  delle  procedure  di  regolarizzazione,  hanno   visto
  aumentare il loro degrado.
   Quindi,  l'acquisizione  in  proprietà,  oltre  che  fare  entrare
  risorse  ai comuni e IACP, dà la possibilità, proprio in  nome  del
  principio   della   proprietà,  di   avviare   quei   processi   di
  riqualificazione  che  provino in qualche modo  ad  avere  maggiore
  cura, non solo della propria casa, ma anche del contesto urbano  in
  cui essi vivono.
   Quindi  è  una  norma  che  ha  un obiettivo  di  acquisizione  in
  proprietà,  per  centinaia,  speriamo  per  migliaia  di   famiglie
  siciliane  ma,  nello  stesso tempo è uno  stimolo  a  processi  di
  riqualificazione urbana in quartieri spesso abbandonati  da  Dio  e
  dai santi che ci sono nelle nostre città.

   FAZIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAZIO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non  credo  che
  l'intervento   del  collega  Cracolici  abbia   superato   le   mie
  perplessità per quanto riguarda gli obiettivi che questa  norma  si
  prefigge.
   Per primo, la legge regionale 11 del 2002, che conosco molto bene,
  ha  previsto  la  cosiddetta sanatoria per gli  abusivi,  cioè  per
  coloro i quali detenevano illegalmente e abusivamente l'immobile. A
  costoro  era  consentito effettivamente di poter  regolarizzare  la
  loro  posizione. La stessa legge, però, ha previsto quali  erano  i
  requisiti necessari perché potessero regolarizzarsi.
   A differenza degli obiettivi che si prefigge il collega Cracolici,
  io  conosco  molto bene quale è stata l'applicazione nei  fatti  di
  questa  norma, sostanzialmente ha avuto una applicazione del  tutto
  irrisoria,  pari  forse l'uno per cento. Poiché gli  abusivi  erano
  abituati,  ovviamente,  a  non  pagare  nessun  canone,   non   gli
  conveniva, se non per alcune fattispecie.
   Infatti,  mi sono stranizzato, perché una norma di questa portata,
  che  consentiva di regolarizzare una volta e per tutte la posizione
  da  parte  di  questi soggetti, non ha avuto successo.  I  soggetti
  interessati    non   ne   hanno   usufruito   perché,   ovviamente,
  regolarizzando  la  loro  posizione,  si  determinava   subito   il
  pagamento  del  canone  dell'affitto,  ed  invece  erano  anni  che
  detenevano l'immobile in termini abusivi.
   Per  cui,  se  l'obiettivo della norma è  quello  di  intervenire,
  ancorché indirettamente, per eliminare il degrado - consentitemi  -
  è  un  obiettivo irraggiungibile. Gli immobili degli IACP non  sono
  case   isolate  ma  interi  stabili,  per  cui  qualcuno   potrebbe
  riscattarlo ed altri continuare ad essere abusivi.
   Quindi  non  si ottiene alcun risultato se non - a  mio  avviso  -
  premiare,  ancora una volta, chi ha usufruito di  una  sanatoria  e
  questo  gli  consentirebbe ancora una volta di essere salvaguardato
  dalla collettività.
   Per  carità,  anche  questo sicuramente è un obiettivo  per  certi
  versi condivisibile, ma rendiamoci conto che quello che si prefigge
  di    raggiungere   la   norma,   nei   fatti,   è   effettivamente
  irraggiungibile.
   Non  ho nulla contro questa norma perché credo che, tutto sommato,
  potrebbe  essere condivisa, ma è giusto che l'Assemblea  sappia  la
  realtà dei fatti, perché con questa norma non si risolve nulla.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  l'onorevole
  Cracolici  ha  illustrato questo emendamento,  ed  io  voglio  fare
  alcune  considerazioni  perché  mi sorge  il  sospetto  che  questi
  contratti non siano stati perfezionati nel tempo perché le  persone
  non  solo  sono  abusive, ma non hanno mai  regolarizzato  la  loro
  posizione, e quindi non hanno mai pagato.
   Allora  io volevo chiedere al Governo, considerato che con  questa
  norma  si  dà la possibilità di entrare in proprietà - e come  dice
  l'onorevole Cracolici  la proprietà porta alla tutela del  bene   -
  che  non  dovrebbe essere una preoccupazione nostra, ma dei comuni,
  degli  enti  gestori. Io credo che sia opportuno, signor  Assessore
  Bianchi, inserire un terzo comma in cui si chiarisca che i soggetti
  destinatari debbono pagare le somme arretrate, e le chiedo di  fare
  questo accertamento con gli Uffici.

   PRESIDENTE. Onorevoli Cracolici e Di Mauro, se comunque è previsto
  da  una  norma dico per semplificare il ragionamento  l'alienazione
  degli  immobili  avviene mediante domanda degli interessati  previo
  pagamento  di tutti gli arretrati  abbiamo risolto, e  non  andiamo
  avanti  su  questa vicenda, anche se è già previsto come dice  lei,
  non abbiamo ragione di dubitare.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, ma  è  già  così,  il  diritto  al
  riscatto presuppone di non avere nessun contenzioso in essere.

   VINCIULLO,   vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  minoranza. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO,   vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  minoranza.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  in  Commissione
  abbiamo ampiamente discusso di questo secondo comma.
   La   Commissione  ha  trovato  un  consenso  all'unanimità   sulla
  necessità  di venire incontro ad una situazione che si  protrae  da
  molto  tempo  perché, come ricordava l'onorevole Cracolici,  stiamo
  parlando di strutture che sono state costruite antecedentemente  al
  1980,  e  la  maggior parte di queste strutture sono oggettivamente
  anche  prive dell'antisismicità, si trattava di dare finalmente  la
  possibilità di risolvere questo problema.
   Io mi rendo però conto che la riscrittura è più complicata di come
  era  il  testo  presentato da parte del Governo.  Pertanto,  signor
  Presidente, se lei è d'accordo, lo accantoniamo per qualche minuto,
  lo  riscriviamo  e presentiamo il testo, perché  non  mi  pare  che
  questa riscrittura soddisfi alcuno.
   Mi pare di capire che sul principio siamo tutti d'accordo, nessuno
  di noi è contrario. E' sulla riscrittura che c'è stata da parte del
  Governo che abbiamo delle difficoltà.

  PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, l'onorevole Di Mauro ha  posto  un
  problema che chiede una specifica. Se l'onorevole Cracolici intende
  presenta un sub emendamento forse potremmo risolvere il problema.

  CLEMENTE. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  CLEMENTE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  per
  ribadire quanto già detto dall'onorevole Cracolici, e cioè  che  la
  norma  è  imprecisa,  fermo restando che la presentazione  del  sub
  emendamento risolverebbe il problema.
  Volevo   ribadire  il  mio  voto  favorevole,  visto  che  già   in
  Commissione era stata esitato favorevolmente, all'unanimità.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  per  un  fatto   di   economia
  procedurale,  comunico che l'onorevole Cracolici ha  presentato  il
  subemendamento   9.1.1,   anche   sulla   base   dell'input    dato
  dall'onorevole  Fazio e dall'onorevole Di Mauro:  «Dopo  le  parole
   contratti   di   locazione',  prima  della  parola    alienazione'
  aggiungere  le  parole   Fermo restando  il  pagamento  dei  canoni
  arretrati eventualmente dovuti'.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BIANCHI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   E'  approvato  col voto contrario del Movimento  Cinque  Stelle  e
  degli onorevoli Falcone e Caputo.
   Pongo  in  votazione l'emendamento 9.1 Gov, come risulta emendato.
  Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 9, come emendato. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  riprende l'esame dell'articolo 12, precedentemente accantonato
  e dei relativi emendamenti.
   Si  passa  agli  emendamenti  soppressivi  12.2,  degli  onorevoli
  Falcone ed altri, 12.3, degli onorevoli Di Giacomo ed altri e  12.7
  degli onorevoli Assenza ed altri.

   FALCONE. Dichiaro di ritirare l'emendamento 12.2.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   DI GIACOMO. Dichiaro di ritirare l'emendamento 12.3.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   ASSENZA. Chiedo di parlare sul mio emendamento soppressivo 12.7.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non credo di avere
  mai  approfittato del tempo concesso e non lo farò  neanche  questa
  sera.
   Stiamo  approvando con assoluta nonchalance un articolo che,  così
  come  congegnato, da qui a qualche  mese porterà la moltiplicazione
  dei  signori  che  ci  aspettano fuori dal Palazzo.  Perché  questo
  significa,  non tanto punire i concessionari delle cave,  e  quindi
  farle  chiudere, ma buttare in mezzo alla strada tutti i dipendenti
  che si trovano già in grandissima difficoltà, in un momento in cui,
  per   la   crisi  ed  il  fermo  assoluto  dell'edilizia,  già   lo
  sfruttamento   delle   cave  è  una  attività   assolutamente   non
  redditizia.
   Gli  esperti del settore, ai quali ho sottoposto i prezzi previsti
  quali  canoni di produzione dal testo governativo, mi  hanno  detto
  che  questi  sono  i prezzi di valutazione di vendita  delle  cave.
  Adottare questi prezzi come canoni di produzione significa che noi,
  dall'oggi  al domani, blocchiamo l'attività estrattiva in  Sicilia.
  Io  non  so  chi  abbia consigliato il Governo nella  redazione  di
  queste tabelle, adottando delle misure che sono assolutamente fuori
  mercato.
   Molto  più  ragionevole è l'emendamento presentato da  altri,  che
  prevede  un  aumento, sia pure discutibile, ma comunque valutabile,
  dell'onere di concessione. Ma introdurre il canone a metro cubo  in
  tale  maniera  significa - credetemi, perché di questo  settore  mi
  occupo  professionalmente da decenni - bloccare e far chiudere,  in
  un  momento di gravissima crisi, una delle poche attività che,  sia
  pure con grande sforzo, continua a sopravvivere. E non tanto, e non
  solo,   per  gli  enti  concessionari  o  i  privati,  o  le  ditte
  concessionarie  delle  cave,  ma soprattutto  per  gli  addetti  al
  settore.
   Io  prego il Governo di pensarci bene, di approfondire la materia,
  e  per  questo  vi chiedo di votare l'elemento soppressivo,  perché
  così stiamo introducendo, forse inconsapevolmente, un altro momento
  di gravissima crisi per la nostra economia.

   FAZIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAZIO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, su questo  articolo
  ho  presentato insieme ad altri colleghi due emendamenti. Un  primo
  modificativo, che secondo me rende giustizia, e l'altro  ovviamente
  soppressivo e sostitutivo.
   Confermo  quello che ha detto l'onorevole Assenza. Secondo  me  il
  Governo non ha fatto i conti circa la ripercussione che, nel  campo
  dell'edilizia,  determina  l'imposizione fiscale  della  estrazione
  delle  materie,  la  maggior parte delle quali, vengono  utilizzate
  appunto, nel settore edilizio. Ma la cosa ancora più grave, secondo
  me,   è  il  fatto  che  il  Governo  non  ha  fatto  una  attività
  istruttoria,  per  comprendere se le imprese  che  svolgono  queste
  attività  sono in grado di potere sopportare questa imposizione  di
  natura  fiscale, e di potere in ogni caso contribuire -  così  come
  effettivamente  è  giusto  che contribuisca  ogni  cittadino,  ogni
  impresa - con un prelievo nell'ambito appunto dell'attività svolta.
   Ritengo che sarà per molti di questi impossibile effettuare questo
  pagamento,   se   non   con   delle  ripercussioni   impressionanti
  nell'ambito dell'intero comparto.
   Il secondo emendamento credo che renda giustizia perché, così come
  h  formulato  il  testo, l'imposizione prevista ed  indicata  viene
  effettuata  per  intero sulla materia estratta. Non  è  sufficiente
  essere un addetto ai lavori per comprendere, in termini chiari, che
  una  cosa è l'estrazione, una cosa è ottenere un prodotto che possa
  essere poi effettivamente venduto o alienato.
   Bene,  è  iniqua  nella  misura in cui, nella  parte  estratta,  a
  seconda  se  il cavatore è fortunato o meno, riesce ad ottenere  un
  prodotto  di  pregio o meno. Se riesce ad ottenere un  prodotto  di
  pregio,  allora  può darsi che anche quel prelievo  indicato  possa
  essere  del  tutto insufficiente, mentre è del tutto sproporzionato
  laddove  l'estrazione  o  il  materiale  che  effettivamente  viene
  estratto  non  è  un  materiale di pregio, bensì  un  materiale  di
  risulta o utilizzato in termini del tutto secondari.
   Pertanto,   invito  anche  il  Governo  a  riflettere  su   questa
  imposizione,  perché  credo  che la  giustificazione  che  è  stata
  addotta in Commissione sul fatto che la Regione Sicilia è l'unica -
  insieme  alla  Sardegna  - a non avere effettuato  questo  tipo  di
  prelievo  di  natura fiscale o impositiva nell'ambito del  comparto
  delle  cave, non è sufficiente tenuto conto che almeno  il  Governo
  avrebbe   dovuto  fare  un'attività  prettamente  istruttoria   per
  comprendere  se  potessero esserci degli interventi  alternativi  e
  meno penalizzanti, così come effettivamente sono stati previsti.
   Convengo  con  quanto ha affermato l'onorevole Assenza,  perché  i
  cavatori  si  trovano già in una situazione veramente pessima;  con
  questa  indicazione e con questo prelievo di natura fiscale è  come
  se  ne  segnassimo la morte a tutti gli effetti. Ecco perché invito
  il Governo a porre una riflessione, a modificare o a riformulare il
  testo  e,  laddove  dovesse insistere, a  far  sì  che  sia  almeno
  proporzionato  ai  guadagni dell'impresa e non così  come  è  stato
  formulato.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, ci  sono
  argomenti  che mi appassionano. Ne voglio raccontare uno ed  invito
  il  Governo  a  verificare  se  mai, in  un  capitolo  del  proprio
  bilancio, ha dato un solo centesimo di aiuto ai cavatori.
   È  una  riflessione,  secondo  me,  corretta.  Il  bilancio  della
  Regione, talvolta, viene visto dai più come uno strumento dal quale
  attingere  per soddisfare chissà quale necessità. Il  comparto  dei
  cavatori  non è mai stato aiutato ed ancora non vede alla  luce  il
  piano delle cave.
   Vorrei   chiedere  all'onorevole  Gianni,  che  è  stato  l'ultimo
  assessore  all'Industria che ricordo, quante volte i cavatori  sono
  venuti alla Regione per battere cassa. Neanche una volta. Ed allora
  premiamoli, mettiamoci una tassa
   Io  dico  che c'è un limite oltre il quale poi l'asticella diventa
  insopportabile. Penso che dobbiamo fare un ragionamento corretto, i
  cavatori già pagano all'atto del ritiro della concessione la  tassa
  sulle attività lavorative; se quegli importi non sono equi possiamo
  aumentarli, ma non possiamo mettere una doppia tassa sull'indice di
  produzione, bene sapendo, assessore, che la produzione di una  cava
  è  legata ad una serie di elementi aleatori che possono determinare
  la fortuna di quell'imprenditore o il fallimento di quell'azienda.
   Allora  -  io mi chiedo - di cosa stiamo parlando? Vorrei  che  il
  Governo  riflettesse  su questo mio accorato  appello  al  fine  di
  evitare che un comparto sano, su cui la Regione non ha mai speso un
  euro   in  termini  di  assistenzialismo  e,  quindi,  un  comparto
  produttivo possa vedere com'è odiosa una tassa che già viene pagata
  e che dovrebbe essere pagata due volte.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Lo  Sciuto.  Ne  ha
  facoltà.

   LO   SCIUTO.   Signor  Presidente,  signor  Assessore,   onorevoli
  colleghi,  mi  sembra  che onestamente,  in  un  momento  di  crisi
  economica,  in un momento in cui dobbiamo aiutare gli imprenditori,
  prevedendo  anche in questa finanziaria una facilità di accesso  al
  credito o defiscalizzando gli utili delle imprese, riguardo a tutti
  i provvedimenti che possono andare incontro agli imprenditori,  noi
  facciamo il contrario  Noi mettiamo una tassa
   E,  poi, mettiamo una tassa a che cosa? Non so se avete letto  per
  bene il canone che stiamo mettendo. Per i calcestruzzi, pietrischi,
  sabbie,  cemento  calce.  Alla fine, sono  tutte  quelle  cose  che
  servono  alla  costruzione di una casa. Quindi,  quelle  che,  alla
  fine,   vengono  danneggiate  sono le  famiglie  perché  questo,  a
  cascata, va a ricadere sulle famiglie.
   Quindi, in un  momento in cui si ha una grande difficoltà, noi non
  solo andiamo a condannare le imprese sane che ci sono - come diceva
  un   momento  fa  l'onorevole Turano -  in  tutta  la  Sicilia,  ma
  danneggiamo  anche  le  famiglie che,  in  questo  momento,  vedono
  diminuito il proprio potere d'acquisto.
   Pertanto,  ritengo che questa non sia una politica sana in  questo
  momento  di difficoltà. Dobbiamo essere, da questo punto di  vista,
  attenti  e  cercare  di non cerare ancora più  allarmismo  sociale,
  perché   questo    viene  visto,  da  parte  della  Regione,   come
  un'ulteriore  tassa  e,  siccome poi,  alla  fine,  i  ricavi  sono
  irrisori, si parla di due, tre milioni di euro rispetto ai ventisei
  miliardi  del  bilancio regionale, penso che su  questa  tassa  sia
  meglio  fare  un  passo  indietro perché ritengo  essere  veramente
  ingiusta.

   PRESIDENTE.  E' iscritta  a parlare l'onorevole La  Rocca.  Ne  ha
  facoltà.

   LA  ROCCA. Signor  Presidente, onorevoli colleghi, vorrei dire che
  il  mio Gruppo parlamentare è assolutamente favorevole all'articolo
  proposto  dal  Governo semplicemente perché -  come  già  ricordato
  anche  in  Commissione  Bilancio  - la nostra è una  delle  quattro
  regioni a non percepire entrate in questo senso.
   Inoltre, vorrei dire che i canoni proposti dal  Governo sono bassi
  rispetto  alla  media  italiana.  E  posso  fare  l'esempio   della
  Campania,  del  Molise  e  dell'Abruzzo.  Poi,  ovviamente,  se  ci
  spostiamo all'estero, vediamo che i canoni salgono anche a tre euro
  al   metro  cubo. Quindi, possiamo dire che il Governo sì ha  messo
  dei canoni, ma sono comunque dei canoni che riteniamo accettabili.
   In  più,  pensiamo che noi ci dobbiamo focalizzare sul cambio  del
  modello di sviluppo. Non possiamo più  incentivare l'estrazione  da
  cava,  ma  dovremmo puntare ad un modello di sviluppo  sostenibile,
  quindi,  al riciclo degli inerti. E questo non lo diciamo  noi,  lo
  dice  la  direttiva europea n. 98/2008, secondo cui entro  il  2010
  l'Italia  dovrebbe  raggiungere il 70 per cento  di  riciclo  degli
  inerti.  E prendo ad esempio il Veneto, che ricicla bene  l'80  per
  cento degli inerti e, con esso, costruisce strade, autostrade, come
  il passante di Mestre.
   Vorrei  anche comunicare che noi ritiriamo il  nostro emendamento,
  anche perché abbiamo accertato che - in particolare al comma 7  che
  volevamo aggiungere, che riguardava il recepimento del decreto  del
  Ministro  dell'Ambiente  n. 203/2003, secondo  il  quale  gli  enti
  pubblici  e  le società a prevalente capitale pubblico garantiscono
  che  manufatti  e  beni realizzati con materiale riciclato  coprano
  almeno  il  30  per  cento del fabbisogno annuale  -  già  è  stato
  recepito dalla legge regionale n. 9 del 2010.
   Invitiamo,  quindi,  il Governo a verificare realmente che  questa
  legge   regionale  venga  comunque applicata,  sempre  al  fine  di
  incentivare il riciclo degli inerti.
   Concludo   leggendo  testualmente  una  parte  del   rapporto   di
  Legambiente del 2011, in riferimento a quelle che sono le  ricadute
  occupazionali,  quindi la differenza che vi è tra  l'estrazione  da
  cava  e  il  riciclo degli inerti:  Per una cava da 100 mila  metri
  cubi  l'anno gli addetti in media sono nove, mentre per un impianto
  di  riciclaggio  di inerti, gli occupati sono più  di  dodici .  E'
  evidente  che  si avrebbero degli effetti positivi incentivando  il
  riciclo  piuttosto  che l'estrazione da cava.  Ovviamente,  da  non
  sottovalutare l'impatto ambientale che questa pratica ha  avuto  in
  tutti questi anni.

   PRESIDENTE. E'iscritto a parlare l'onorevole Milazzo Giuseppe.  Ne
  ha facoltà.

   MILAZZO  GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rispetto
  a  questa  tematica io ho già avuto modo, con l'Assessore che,  col
  suo  impegno costante presso la Commissione Bilancio, ha avuto modo
  di  prendere  atto  delle  mie  incomprensioni  rispetto  a  questo
  articolo perché, Presidente, intanto mi accingerò poi ad appellarmi
  all'Aula affinché questo emendamento venga votato secondo coscienza
  attraverso  il  voto segreto. Spero che l'Aula poi  appoggi  questa
  richiesta.
   Nel merito dell'articolo 12, Presidente e Assessore, mi permettevo
  di reiterare le mie perplessità rispetto ad un fatto: io non voglio
  difendere  i  proprietari  delle  cave,  io  vorrei  far   assumere
  coscienza a questo Governo che, inevitabilmente, il costo si  andrà
  a  ripercuotere  sulle  persone fisiche, sulle  famiglie  che  come
  ultimo  strato,  ultimo  anello  di questo  comparto,  si  dovranno
  caricare  le  spese  che voi come Governo andrete  a  imporre  come
  prelievo,  non  calcolando anche un'altra cosa che  potrebbe  anche
  farci  cambiare  idea.  Questi soldi che  noi  recuperiamo  non  li
  destinate ad una finalità nobile. Almeno create un fondo per coloro
  che  costruiscono  una prima casa  Almeno usate  questi  fondi  che
  recuperate per il recupero del patrimonio regionale, per  la  messa
  in  sicurezza  delle tante strutture regionali abbandonate  a  loro
  stesse
   Chiediamo ai siciliani, ancora una volta, anche in questo  settore
  che  darà un altro duro colpo all'edilizia - e vorrei ricordare  in
  una  terra che vede la piazza del Parlamento assediata dai precari,
  in  una terra che vede poche aziende che riescono a spuntarla -  un
  ultimo  settore  che  è  questo, che è  già  massacrato  perché  le
  normative  non  consentono  più di espandere  dopo  tanti  anni  di
  politiche  scellerate, noi ci mettiamo anche questo:  caricare,  in
  soldoni  -  Assessore - aumentare il costo delle costruzioni  delle
  case.  Perché  alla fine è questo, in modo indifferenziato.  Perché
  diceva  il  collega  che  mi  ha preceduto,  non  è  che  voi  fate
  distinzione   di   materiali   e   di   fatturato,   voi   colpite,
  indifferentemente da ogni logica, in base alla quantità. E non è un
  calcolo esatto.
   Assessore,  io  mi  appello  ancora  una  volta.  Mi  riservo   di
  presentare  un  ordine del giorno. Destinate una  parte  di  queste
  risorse  a  qualche cosa di utile. Fate percepire ai siciliani  che
  chiedete  un sacrificio e si va a corrispondere in alternativa  con
  qualche cosa che, comunque, dà una risposta.
   Pensate  ai giovani che vogliono scommettere sull'acquisto  di  un
  terreno  rispettando  le normative in vigore, per  quanto  concerne
  l'edificabilità di una nuova casa, ma aiutateli  Aiutateli   Invece
  tartassiamo le cave e poi si andrà a ripercuotere tutto  sul  costo
  delle case per come avevo poc'anzi detto.
   Quindi,  Signor  Presidente,  le  anticipo  la  chiusura  del  mio
  intervento  preannunciandole  la richiesta  di  voto  segreto,  con
  l'auspicio  che  l'Aula  sappia valutare positivamente  questa  mia
  richiesta e subito dopo cassare definitivamente l'articolo 12,  che
  è  un  articolo che discrimina certamente il settore e  coloro  che
  vogliono con sacrificio costruire una casa.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Gianni.  Ne  ha
  facoltà.

   GIANNI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che  resterà
  delusa la collega La Rocca, perché ad una riflessione ci si chiede:
  di che cosa stiamo parlando?
   La  crisi  economica  ha  bloccato qualunque  tipo  di  intervento
  nell'edilizia,  nelle strade, nei lavori pubblici,  privati.  Sette
  mila  persone  soltanto in provincia di Trapani vivono  nell'attesa
  che  si completi un iter iniziato qualche anno fa, ben 25 anni  fa,
  per approvare il piano delle Camere.
   Io credo che una riflessione che sappia distinguere gli inerti dai
  materiali  riciclati, le cave di marmo dalle cave di pietra,  debba
  essere fatti.
   Io  al  Governo  avrei fatto un intervento diverso se  non  avesse
  parlato  prima  di  me  l'onorevole Turano  che  è  molto  bravo  e
  conoscitore perché è di Trapani e sa di cosa parliamo. Mi  dispiace
  che  non  ci  sia l'Assessore, ma io al Governo chiedo un  atto  di
  grande forza: il ritiro dell'articolo 12  perché non servirebbe  se
  non a fare aumentare i disoccupati.
   Questo articolo 12 serve soltanto a devastare l'economia, che  non
  è  solo  della provincia di Trapani, con i suoi 7 mila addetti,  ma
  dell'intera  Regione. I marmi di Trapani, le cave di  Trapani  sono
  conosciuti   in  tutto  il  mondo.  C'è  un  marmo  particolarmente
  pregiato.
   Se  vogliamo continuare a devastare la Sicilia, questo è il metodo
  migliore. Parlo all'Assessore per l'economia perché sa che possiamo
  ricavare ben poco visto che tutto si è fermato, visto che  non  c'è
  l'Assessore  per l'industria. Le chiedo di ritirare l'articolo  12,
  non di andare al voto segreto, bensì di ritirarlo perché inutile in
  questa gestione.
   Presidente  Ardizzone, mi sarei aspettato che qui l'Assessore  per
  l'economia,   che  spesso  parla  con  il  Ministro   dell'economia
  nazionale,   avesse  portato  avanti  l'operazione  di   richiedere
  l'abbassamento del 9 per cento sul concorso della spesa  sanitaria,
  che  come  egli  sa,  Assessore  per l'economia,  è  un  operazione
  maldestra  portata avanti dal Presidente Amato ben 15 anni  fa.  Un
  aumento  di  nove punti che significa sette, ottocento  milioni  di
  euro  l'anno  che noi paghiamo ininterrottamente da  più  di  dieci
  anni.  Quella  è  l'operazione  che  deve  fare,  Assessore    Deve
  riportare una quota inferiore, che è il 40 per cento, che  comunque
  è  una  quota  superiore  a quella di qualunque  Regione  italiana.
  Questo  è  ciò  che  bisogna fare per recuperare delle  risorse  da
  destinare poi a quei settori più fragili, non indebolire o azzerare
  settori che in questo momento sono in difficoltà come quello  delle
  cave.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Digiacomo.  Ne  ha
  facoltà.

   DIGIACOMO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, non  so  se  il
  Governo  e  i  colleghi parlamentari sanno che i distretti  lapidei
  delle  due  province di Trapani e di Ragusa sono rispettivamente  i
  secondi e i terzi d'Italia: dopo Carrara c'è Trapani e poi Ragusa.
   Assessore    Bianchi,   non   è   mia   consuetudine    richiamare
  all'attenzione  il Governo, i distretti lapidei  di  Trapani  e  di
  Comiso sono i più importanti d'Italia, subito dopo Carrara. Quindi,
  quando  noi  decidiamo  un  intervento  in  merito,  decidiamo   un
  intervento invasivo.
   Ora, lei concorderà con  me che noi siamo di fronte a due Sicilie:
  una  Sicilia  che  produce anche con una  certa  difficoltà  e  una
  Sicilia  che  sosteniamo. Ma le pare che in un momento come  questo
  noi  aumentiamo  uno  di  quei  pochi distretti  produttivi,  dalla
  portata molto invasiva, in un settore come quello dell'edilizia che
  è un settore in una crisi senza precedenti?
      Prima   ancora  di  approfondire  il  ragionamento,  io  vorrei
  consigliare al Governo di ritirare questo comma; mi pare che sia il
  caso  di  confondere ulteriormente le acque dicendo:  noi  mettiamo
  questa   tassa  perché  vogliamo  aiutare  tutta  la  filiera   del
  riciclaggio di questi materiali .
   Questo è un altro errore perché è come se noi per riequilibrare il
  bilancio, a proposito della sanità o per drenare le liste  d'attesa
  aumentassimo  i  ticket  sulle prestazioni.  Non  si  risolve  quel
  problema aumentando le tasse: il problema degli inerti, il problema
  della  filiera  del  riciclo si fa con norme apposite,  non  si  fa
  aumentando la tassa.
   E poi, le voglio dire una cosa che già di per sé basterebbe a dare
  un  senso un po' approssimativo con cui sono state indicate  queste
  tariffe.   Ma  le pare che la pietra ornamentale che  va  lavorata,
  tanto  per  intenderci, uno di questi stipiti  che  lei  vede,  sia
  valutata  a  0,80 al metro cubo e  0,50 il pietrisco  per  fare  il
  calcestruzzo?  Assessore,  le sembra  un  parametro,  voglio  dire,
  logico?
   Cioè,  uno  stipite che costa 2.000 euro, 2.500 euro quanto  potrà
  essere,  mezzo  metro cubo, che viene venduto a 2.500  euro  e  gli
  faccio pagare 80 centesimi e per fare una gettata di cemento armato
  dove  ci  vogliono centinaia di metri cubi, metto 0,50?  Cioè,  lei
  favorisce me che posso per fare l'architrave e fa aumentare del 20,
  30  per cento il costo di un motocarro di sabbia, piuttosto che  di
  cemento attraverso una tariffa del genere?
   Io  consiglierei, anche per non coprirci di ridicolo, di rivederlo
  questo   comma,   perché  è  un  comma  fuori  dal   tempo,   fuori
  dall'economia  che  penalizza  quanta  sensibilità  abbiamo  avuto,
  giustamente,  nei  confronti dei laboratori.  Siamo  disponibili  a
  concorrere  con lo sforzo di tutti, per un buco da 140  milioni  di
  euro e poi mettiamo questa tassa nei confronti di un'attività che è
  una delle poche attività produttive di cui ci occupiamo
   Io  mi  permetterei di suggerire di ritirare questo  articolo  che
  avrà  l'effetto di non produrre alcun utile per gli  equilibri  del
  bilancio  e della manovra di stabilità e avrà, diciamo,  un  sapore
  odioso nei confronti della Sicilia che lavora.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Oddo. Ne ha facoltà.

   ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la forza politica che
  io  rappresento,  evidentemente,  è  quella  che  in  questo  lungo
  tragitto  ha sostenuto con maggiore convinzione, come è giusto  che
  sia,  questo Governo e lo strumento finanziario che è stato portato
  oggi in Aula.
   Ciò,  però,  non  toglie che siamo altrettanto sensibili  rispetto
  alle altre forze politiche che si sono espresse su questo tema.
   Stiamo  parlando  di  un  bacino - io non la  voglio  buttare  sul
  personale,  mia  moglie è di Custonaci - che è  il  secondo  bacino
  marmifero d'Italia.

   GUCCIARDI. D'Europa

   ODDO. Comiso, con tutto il rispetto è di dimensioni più contenute.
   Io  credo  che  sarebbe  un bel gesto, anche  tenuto  conto  delle
  dimensioni, perché stiamo parlando di un introito previsto  di  due
  milioni di euro.
   Io concordo con quello che ha detto poco fa l'onorevole Digiacomo,
  che  già  le previsioni di introito di nuove tasse in un  passaggio
  economico  così  difficile  sono del tutto  aleatorie,  ma  già  le
  previsioni prudenziali del Governo sono di due milioni di euro: una
  goccia nell'Oceano
   Assolutamente,   non   si   tratta  di  scardinare   una   manovra
  finanziaria, ma si tratta di dimostrare un attimo di interesse,  di
  attenzione e di rispetto, rispetto a un lavoro molto duro.
   Noi  abbiamo  qua fuori molti precari, PIP, molti che  cercano  di
  difendere  il  loro posto di lavoro. Chi conosce questa  realtà  da
  vicino, anche per ragioni soltanto territoriale, sa che è un lavoro
  durissimo, durissimo.
   Io  invito  veramente  il Governo a tenere conto  dell'invito  che
  arriva  da quest'Aula e ho visto l'assessore Bianchi in particolare
  in queste giornate reggere l'urto; lui non è un politico è tecnico,
  ma ho visto che ha retto l'urto delle Commissioni, delle pressioni,
  delle lobby, che si muovono in questi frangenti, con grande spirito
  di  corpo,  ma  lo invito stavolta ad assumere un atteggiamento  di
  apertura  rispetto  a questa richiesta che arriva  dall'Aula  e  lo
  ringrazio anticipatamente.

   PRESIDENTE. C'è una richiesta di voto segreto ritirata.
   Onorevoli  colleghi,  c'è  una  invito  all'assessore  Bianchi   a
  ritirare  l'articolo. Gli uffici, correttamente, fanno  notare  che
  l'Assessore  non  può  ritirare l'articolo perché  ormai,  avendolo
  esitato  la  Commissione, appartiene all'Aula. Si può  trovare  una
  soluzione condivisa con la soppressione.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento 12.7, a firma  Assenza  perché
  quelli precedenti erano stati ritirati e, comunque, il contenuto  è
  identico.
   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA,  presidente della Commissione e relatore di maggioranza.  Io
  suggerivo, tenuto conto che si rischia il venir meno di un'entrata,
  di  accantonarlo  ulteriormente per verificare  se  ci  sono  fonti
  alternative  che consentano nel prosieguo di portare avanti  questo
  articolo.   Se   lo   accantoniamo   e   lo   riverifichiamo    con
  approfondimento del Governo.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento soppressivo 12.7.
   Il parere del Governo?

   BIANCHI,  assessore per l'economia. Onorevoli deputati,  ringrazio
  per  il  dibattito che è stato molto utile e, ovviamente, ha  posto
  all'attenzione  un  problema  rilevante  riguardo  un  settore  che
  senz'altro ha subìto, anch'esso come tanti altri, una fase dura  di
  crisi economica.
   Tuttavia,  noi  riteniamo  che sia giusto  da  parte  del  Governo
  mantenere questa proposta perché io credo che da un lato, già  come
  è  avvenuto  per  altri  articoli, a volte noi  effettivamente  nel
  ridefinire  il sistema di tariffazione regionale, non possiamo  non
  tenere  conto di un necessario riallineamento a quello che  avviene
  in altre regioni italiane.
   Vi  confermo anche quanto detto dall'intervento dell'onorevole  La
  Rocca  che è un'anomalia siciliana, questa di non prevedere  questo
  tipo di tassazione. Qui, in Aula

   ASSENZA. Assessore, non sa nemmeno di che cosa stiamo parlando

   BIANCHI, assessore per l'economia. Io so bene di cosa si parla
   Io  ritengo  che sia necessario questo riallineamento  alla  norma
  nazionale che, proprio nelle fasi di crisi, probabilmente, dobbiamo
  distinguere  gli  interventi  e  dobbiamo  valutare  soltanto   gli
  interventi che abbiano una coerenza generale.
   Noi  riteniamo, tuttavia, pur considerando tutte le difficoltà del
  settore, che questo intervento vada nella direzione giusta, in  una
  direzione anche di un'introduzione di una serie di tasse ambientali
  che  possono  essere  compensate con sgravi  relativi  a  tutto  il
  processo  di  riqualificazione dell'industria regionale  verso  una
  maggiore coerenza e compatibilità ambientale.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,   presidente   della  Commissione  Bilancio.   Contrario   a
  maggioranza alla soppressione.

   FAZIO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 12.7

    PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  appoggiata,  a   termini   di
  Regolamento, dagli onorevoli Clemente, Di Mauro, Falcone,  Figuccia,
  Fontana,  Formica,  Gianni,  Greco  Giovanni,  Ioppolo,  indìco   la
  votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 12.7.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì prema  il  pulsante
  verde; chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  77
   Maggioranza         39
   Favorevoli          34
   Contrari            42

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento sostitutivo 12.4, a firma degli onorevoli
  Fazio ed altri.

   FAZIO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAZIO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, solo  due  parole.
  Questo emendamento rende giustizia sostanziale perché non fa  altro
  che aggiungere e modificare l'ultimo termine dell'articolo proposto
  dal   Governo,  piuttosto  che  parlare  di   materiale  estratto ,
   materiale estratto ed effettivamente venduto , quello  che  non  è
  venduto,  ovviamente, non può essere mai oggetto di  prelievo.  Una
  cosa   è  calcolare  questo  prelievo  nell'ambito  della  quantità
  estratta, altra cosa è in quella che effettivamente viene  estratta
  e poi alienata.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Fazio, stavamo  parlando  dell'emendamento
  12.4, lei ha illustrato l'emendamento 12.5.

   FAZIO.  Chiedo  di  parlare, allora, per illustrare  l'emendamento
  12.4.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAZIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento 12.4
  è  un altro emendamento sostitutivo che piuttosto che effettuare il
  prelievo  così  come  è stato stabilito con la  proposta  fatta  al
  Governo, è previsto in sua sostituzione il raddoppio degli  attuali
  oneri  concessori  che, in questo momento, i  cavatori  pagano  per
  effettuare l'attività di coltivazione e di estrazione del materiale
  lapideo.

   GUCCIARDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non  stiamo
  trattando un tema per cui qualcuno vuole difendere un interesse  di
  parte, un interesse territoriale. Il calcolo che è stato fatto,  il
  calcolo  di massima di entrate per la norma presentata dal Governo,
  ha  un  valore di circa due milioni di euro. E allora, se valutiamo
  la valenza dei bacini lapidei e marmiferi di Custonaci e di Ragusa,
  con  migliaia  e  migliaia  di addetti, soltanto  la  provincia  di
  Trapani  conta 5 mila lavoratori nel settore marmifero,  credo  che
  almeno  modificare e sostituire questa norma presentata dal Governo
  sia  una  norma  davvero a favore delle imprese, sia  una  norma  a
  favore  di  quel lavoro che, oggi, tutti noi diciamo  a  parole  di
  voler  cercare e che poi con i comportamenti concreti non facciamo.
  Facciamo in modo che ciò non sia.
   E allora,  almeno andare alla sostituzione di questa norma che pur
  porterà  magari  ad una parte minore di entrate nel bilancio  della
  Regione  che, ripeto, con l'articolo del Governo sono  calcolate  e
  stimate  in  circa 2 milioni di euro, credo che con due milioni  di
  euro  nessuno sia in grado di sostenere un bacino di lavoratori  di
  oltre  5 mila nel loro numero. Sfido chiunque, davvero, a sostenere
  una cosa del genere. Due milioni di euro sono davvero poca cosa  ed
  io  credo  che  in una finanziaria che abbiamo voluto  definire  di
  sviluppo  e  di  aiuto al reddito delle imprese e  dei  lavoratori,
  questa  norma  vada  approvata almeno in sostituzione  della  norma
  proposta dal Governo.

   Giuseppe MILAZZO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   Giuseppe MILAZZO. Signor Presidente, ci apprestiamo al voto finale
  sull'articolo 12 ed io volevo fare un appello.
   Poco  fa sentivo nell'aria che questo emendamento che è passato  è
  stato   rigettato  dall'Aula  fosse,  invece,  condiviso.  Cosa   è
  avvenuto?  Un  voto  segreto ha fatto sì che  -  questa  è  la  mia
  lettura,  me  ne scuso se dovessi erroneamente interpretare  quanto
  sto  per esporre - alcuni componenti di questa autorevole Assemblea
  non  dovendo  rispondere  personalmente ai cittadini  siciliani  ai
  quali aumenteremo il costo di costruzione della loro casa, ai quali
  non  diremo  su  cosa destineremo questi soldi, se  per  aiutare  a
  migliorare il patrimonio della Regione o se per aiutare le  giovani
  coppie   a  costruirsi  una  casa.  Niente  di  tutto  questo    Ci
  nascondiamo   dietro  un  voto  segreto  per   non   assumerci   le
  responsabilità
   Siamo  chiamati ad assumerci responsabilità e proprio per  questo,
  Presidente,  le chiedo che questo voto finale avvenga  per  appello
  nominale,  qualunque  cosa ne voglia il  Presidente  Leanza  che  è
  liberissimo di combattere le sue battaglie, anche io sono  chiamato
  a questo, onorevole Leanza.
   Sono  certo  che  i  suoi elettori rispettabilissimi,  diremmo  in
  palermitano  sa passano megghiu ri miei', ma ritengo che anche  chi
  è meno abbiente debba essere garantito di fronte ad una finanziaria
  che  non sta garantendo i poveri, di fronte ad una finanziaria  che
  non  garantisce  i lavoratori, di fronte ad una finanziaria  che  è
  scudo  di alcuni componenti di maggioranza che si nascondono dietro
  un  voto  segreto.  Sono qui - e lo dico al microfono  -  che  sono
  contro questo tipo di politica e due milioni di euro in una manovra
  si possono recuperare, certamente

   PRESIDENTE.  Onorevole  Milazzo,  ha  preannunciato,  quindi,  una
  richiesta  di voto per appello nominale sul voto finale  che,  come
  ben sa, deve essere appoggiato.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, avendo  ascoltato
  il  dibattito  che  è  stato appassionato,  interessante  ma  anche
  puntuale  circa le condizioni in cui versa l'economia della  nostra
  Sicilia  ed in particolare visto che le costruzioni sono  ferme,  e
  sono  fermi  tutti  i  comparti, questo comparto,  in  particolare,
  soffre  in  maniera doppia rispetto ad altri perché  essendo  ferma
  l'economia, a valle, che dovrebbe sfruttare i prodotti  delle  cave
  estrattive, ovviamente, ne soffre molto di più rispetto agli  altri
  comparti.
   Posso  pure capire l'urgenza, la situazione difficile  in  cui  si
  trova  il  Governo  per  far quadrare i conti  ma  rispetto  ad  un
  emendamento  di buon senso che sostanzialmente dice di  imporre  la
  tassa  sul venduto, estratto e venduto e non sull'estratto che  non
  si  vende perché sarebbe una tassa oltremodo iniqua, perché si  può
  estrarre ma se il materiale estratto poi non si vende, essendo  già
  un settore in crisi, si impone una tassa su ciò che non si incassa.
   Mi  pare una proposta di grande buon senso quello di dire  che  il
  Governo  accetti  quell'emendamento  di  mediazione  che  parla  di
  estratto   e  venduto  che  non  appare  come  imposizione,   quasi
  un'angheria,  come richiedere soldi a chi non ha guadagnato  perché
  non  ha  venduto,  si  richiede una tassa  su  ciò  che  si  vende,
  proposta che in un momento di crisi mi pare ragionevole.
   Il Governo accetti questo emendamento che cerca di venire incontro
  alle esigenze di bilancio, altrimenti diventerebbe una tassa odiosa
  e  le  tasse  odiose, a parte che non producono i risultati  perché
  nessuno  pagherà e si preferirà chiudere o licenziare,  tanto  vale
  andare  ad una mediazione ed incassare una tassa ragionevole perché
  è  ragionevole mettere una tassa su ciò che uno vende, su  ciò  che
  uno  incassa,  non  su  ciò che uno pretende di  incassare  ma  che
  possibilmente non incasserà mai perché la crisi è tale, o incasserà
  tra un anno, fra due anni.
   Quindi,  mi  sembra ragionevole l'emendamento,  la  mediazione,  e
  prego il Governo di voler prendere in considerazione la possibilità
  di accettare questa proposta emendativa.

   CAPUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi. Io mi rivolgo anche
  al Governo e mi rivolgo in particolare ai colleghi del Movimento  5
  Stelle.  Lo so che siete presenti. Una Finanziaria non è  l'insieme
  di  norme messe lì per caso, Presidente, la Finanziaria deve  avere
  un'anima  e  deve  avere anche una logica, perché  se  è  vero  che
  abbiamo  detto,  come ama dire il Presidente della Regione   è  una
  Finanziaria di austerità , qualcuno ha detto di  lacrime e sangue ,
  qualcuno  ha detto anche di  sviluppo , amici 5 Stelle. E,  allora,
  il Governo ha voluto caratterizzare questa Finanziaria con il Fondo
  per  il  micro credito, misure a sostegno delle imprese,  moratoria
  per  i debiti nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni; stanno
  intervenendo  anche  sulla  ex  SERIT,  per  sostenere   un   mondo
  dell'economia, dell'impresa e dello sviluppo che è in agonia.
   Ora  Presidente,  non possiamo fare come quello  che  mette  nella
  tasca sinistra e toglie la stessa somma, se non maggiorata, con  la
  mano destra.
   Questa    è   una   Finanziaria   confusa,   è   una   Finanziaria
  contraddittoria, perché non possiamo dire che aiutiamo le imprese e
  dall'altro lato, con la stessa Finanziaria, con un numero  diverso,
  tartassiamo e tartassiamo le imprese. O è una Finanziaria che serve
  a  dare  entrate,  allora  sono d'accordo, dobbiamo  dare  entrate,
  dobbiamo  potenziare le entrate perché c'è la voragine  del  debito
  pubblico  siciliano  e,  allora, vessiamo  le  imprese.  Ma  se  ci
  vogliamo privilegiare davanti all'opinione pubblica, come ha  fatto
  il Presidente della Regione l'altro ieri, o ieri, in televisione in
  una  tv  a livello nazionale,  non possiamo, e voi non potete, cari
  amici  onorevoli  del Movimento 5 Stelle, battervi  per  creare  un
  Fondo  per  le micro imprese e poi votare una norma che  è  iniqua,
  perché  voglio darvi soltanto un paragone perché sembra che non  lo
  capiate.
   Se noi aumentiamo il costo del frumento, aumenta il pane e il pane
  poi  lo pagano i cittadini. Se noi aumentiamo i costi di produzione
  delle  cave e quindi del marmo, dei materiali per fare il  cemento,
  dei  materiali  per fare le costruzioni, per fare il  bitume  delle
  strade,  se noi aumentiamo la materia prima perché tartassiamo  gli
  imprenditori,  è  chiaro che va a lievitare  tutto:  il  costo  dei
  trasporti,  il  costo della benzina, il costo  dei  padroncini,  il
  costo  del  cemento,  il  costo  dei  mattoni,  delle  cave,  della
  manodopera.
   Ora,  voi  immaginate  che  noi per 2 milioni  e  mezzo  di  euro,
  assessore Bianchi, creiamo un moltiplicatore non di sviluppo, ma di
  penalizzazione  delle imprese, e io mi rivolgo all'amica  assessore
  per  le Attività Produttive, perché qui parliamo soltanto per bocca
  dell'assessore  per l'economia Bilancio, ma credo  che  l'assessore
  Vancheri  debba fare sentire la sua voce, anche perché  per  quello
  che  vale  -  e  per  me  vale  moltissimo  onorevole  Vinciullo  -
  CONFINDUSTRIA, cioè il mondo delle imprese, ha detto che  questa  è
  una  norma  da  bocciare perché colpisce il cuore della  produzione
  legato all'attività edilizia che già è in crisi profonda.
   Allora,  voglio invitare prima di tutto gli amici del Movimento  5
  Stelle  ad  una  coerenza  di  comportamento:  non  si  può  essere
  propositivi per le imprese e vessatori per le imprese, o si  è  per
  il  rilancio  dell'economia o si è per il  rilancio  delle  entrate
  della Regione, non si può essere con l'uno e con l'altro.
   Invito  l'Assessore che rappresenta la parte tematica del  Governo
  su questa norma a dire che non tutto è entrate, c'è una Sicilia che
  ha  bisogno  di  speranze, di ossigeno, di attenzioni,  di  segnali
  positivi. Le entrate le andiamo a cercare da un'altra parte ma noi,
  in  questo  momento, stiamo mettendo soldi alle  imprese  e  stiamo
  levando soldi alle imprese. Questo Governo deve dirci da che  parte
  sta  e lei non può dire con la testa che è contrario, lei viene  da
  un  altro  mondo, assessore Bianchi, lei viene da un  mondo  che  è
  diverso  da  quello  siciliano, lei viene da un  mondo  diverso  da
  questa  Sicilia  che  grida e che vuole avere  risorse  per  andare
  avanti.

   CRACOLICI. Lei è uno straniero

   CAPUTO. Onorevole Cracolici, quando lei era all'opposizione, lo ha
  dimenticato, avrebbe fatto e detto cose come le mie, lei  adesso  è
  dalla  parte  opposta perché è col Governo così come  lo  sono  gli
  amici  del  Movimento 5 Stelle che hanno votato la  Finanziaria  in
  Commissione  Bilancio'. È bene che si sappia fuori da qui chi è per
  le imprese e chi è per il bilancio di questa Regione.

                              (Applausi)
   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ho già espresso
  la  mia  grande contrarietà rispetto a questo articolo. Il  Governo
  sta  scherzando col fuoco, mi dispiace dirlo ma è così. Voi mettete
  dall'oggi  al  domani  sulla strada almeno 12  mila  operatori  del
  comparto,  rendetevi  conto di questo. Assessore  Bianchi,  non  ho
  assolutamente  gradito  la sua lezione da  professorino  di  scuola
  serale con la quale ci rimproverava

   PRESIDENTE. No, no, no, onorevole Assenza.

   ASSENZA.  Signor Presidente, mi perdoni, non è consentito  neanche
  ad  un  esponente  del  Governo  dire  che  noi  rappresentiamo  la
  retroguardia  di  questa  isola e loro stanno  portando  la  novità
  facendo delle scelte. Scelte su che cosa? Sulla chiusura di uno dei
  pochi  settori che ancora dà lavoro alla nostra gente?  E  poi  con
  tutti i vostri bravi esperti e calcolisti, voi avete scambiato -  e
  lo  dico  per  la  seconda  volta -  quello  che  è  il  prezzo  di
  valutazione dell'esercizio delle cave ai fini della vendita con  un
  canone;  state facendo una sciocchezza enorme. Rendetevi  conto  di
  questo.
   E  poi  mi perdoni, lei che è così bravo in economia e in  diritto
  tributario,  ma  le  sembra  corretto  fare  decorrere  una   norma
  finanziaria  con  effetto retroattivo dall'1 gennaio  2013?  Ma  in
  quale Università del mondo le hanno insegnato queste cose? Come  va
  a  calcolare la quantità estratta di questi quattro mesi? La  fa  a
  forfait? Su che cosa?
   Allora,  scendete  dal  vostro  limbo  e  calatevi  nelle   strade
  dell'Isola. Calatevi nelle poche realtà produttive che vi  sono  in
  questo   mondo.  Ha  ragione l'onorevole Caputo, Assessore  per  le
  attività produttive, ma la sua voce qual è? E' in questo senso?  E'
  di far chiudere le cave dall'oggi al domani? E' di far chiudere gli
  impianti  di frantumazione di conglomerato? Qual è la sua voce?  Lo
  dica chiaramente se è d'accordo con un provvedimento del genere. Lo
  dica alle industrie del settore. Ditelo come Governo, dite a questo
  settore: chiudete  Perché di questo si tratta.
   Non  sottovalutate questa problematica  E' una problematica grave,
  seria, enorme, signor Presidente. Non è tempo perso quello per  cui
  mi sto permettendo di chiedervi l'attenzione.
   Qui  ne va della carne viva di  migliaia di lavoratori, oltre  che
  di  imprese  vitali  per la nostra economia  Riflettete  meglio  su
  questi  argomenti   Riflettete veramente,  perché  qualcuno  vi  ha
  spinto  in una strada sbagliata. Non è l'ambientalismo barricadiero
  quello che può risolvere i problemi della Sicilia. Del resto, amici
  del Movimento 5 Stelle, voi non lo sapete, ma prima di ottenere  la
  concessione,  il  gestore  deve presentare  un  piano  di  recupero
  ambientale  che  è  valutato a tutti i  livelli  e,  se  non  vi  è
  l'approvazione di quel piano, la concessione non viene rilasciata.
   Allora, finiamola con le battaglie di maniera  Scendiamo sul piano
  concreto  dei  problemi. Vi prego veramente, lo dico accoratamente:
  ne  va del lavoro di migliaia di persone, di  migliaia di siciliani
  in un momento come questo.

                              (Applausi)

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, voglio  ribadire  i
  concetti  che  ha  espresso l'onorevole La Rocca che,  forse,  sono
  stati  poco  chiari. Con questa norma il Governo sta  semplicemente
  adeguandosi  alle  altre  regioni italiane.  Ricordiamoci  che  gli
  ultimi   della  lista  siamo  noi,  insieme  alla  Sardegna,   alla
  Basilicata  ed  alla  Campania. Imporre una tariffa  sui  materiali
  estratti,  sui materiali di pregio di 80 centesimi. Di cosa  stiamo
  parlando? 50 centesimi per metro cubo significano 20 metri cubi  10
  euro.
   Ma la cosa più importante su cui dobbiamo puntare è riflettere sui
  materiali della decostruzione, che oggi spesso vengono abbandonati,
  possibilmente,  in  discariche  abusive  nei  nostri   parchi.   Il
  materiale   viene   buttato  lì,  invece  il   materiale   possiamo
  utilizzarlo  e  recuperarlo per i riempimenti. Ed è  a  questo  che
  dobbiamo puntare, se la Sicilia deve cambiare.
   Ho  sentito  qualcuno  che  parlava di  costruire  le  case.  Beh,
  dobbiamo  ricordare che le associazioni di categoria ci dicono  che
  ci  sono  migliaia  di  vani  invenduti, migliaia  di  appartamenti
  invenduti  e  costruiti, appartamenti nuovi e ci  dicono  che  loro
  vogliono  puntare sulla riqualificazione degli edifici, al recupero
  dell'esistente  ed alla decostruzione e demolizione  degli  abitati
  troppo fatiscenti. Bene, anziché buttare in discarica e pagare  per
  buttare gli inerti, sono quelli che dobbiamo utilizzare. E, quindi,
  l'industria deve innovarsi, non può puntare unicamente sul  consumo
  del  suolo.  Ricordiamoci  che  il paesaggio  delle  nostre  città,
  nell'ultimo   decennio,  la  vivibilità,  il  suolo,   sono   stati
  veramente consumanti e sono le associazioni di categoria a dircelo.
   Tra  l'altro, Legambiente ci dice che la mole di affari è di circa
  24   milioni, quindi, una tassazione così lieve, che è al di  sotto
  della  media  italiana,  trova il nostro appoggio  e,  quindi,  noi
  voteremo favorevolmente la norma predisposta dall'Assessorato.

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  assessori  del
  Governo,   ritengo  che  un  dibattito  così  accesso  meriti   una
  considerazione  che,  innanzitutto,  è  quella  di  rispettare   le
  posizioni  di  ogni  parlamentare. Questa considerazione  o  questo
  assunto secondo il quale ognuno è portatore di verità assolute, che
  genera  anche  un  momento di tensione, invito, signor  Presidente,
  tutti  coloro  i quali intervengono ad avere un senso  anche  della
  misura, perché ognuno difende una posizione nel rispetto del  ruolo
  che deve esercitare.
   Il problema di cui ci occupiamo apre una riflessione importante su
  quello  che  è  il  concetto del recupero del periodo  pregresso  e
  questo, sicuramente, è un elemento che va valutato e che merita una
  considerazione che non deve essere considerata per incrementare  le
  entrate  dell'anno,  perché  già  abbiamo  una  fase  pregressa  da
  valutare.
   Il  problema  relativo anche alla capacità di capire che  c'è  una
  differenza tra il momento dell'estrazione e quello della vendita  è
  legato  a  quel  concetto secondo il quale  gli  imprenditori  o  i
  costruttori realizzano appartamenti e non vendendoli devono  pagare
  l'IMU. Sicuramente questa diventa una seconda ingiustizia.
   Io  dico, come ho fatto presente all'Assessore che, probabilmente,
  potrà  anche esserci un ragionamento mediano che può essere  quello
  di  considerare come ci sia una possibilità di intervenire con  una
  tassazione,  qualora  si  volesse  introdurre,   solo  sulla  parte
  venduta e non in maniera generica sulla parte estratta; avremmo  un
  duplice  danno: quando si procede alla estrazione e non  si  vende,
  per   motivi   climatici,   per  motivi  di   mercato   stagionale,
  l'imprenditore non può farsi carico di un ulteriore costo che deve,
  successivamente,  ammortizzare,  caro  Assessore  per  le  attività
  produttive,  perché  ciò significa veramente dare  un  colpo  a  un
  comparto  che  ha  -  come  hanno detto i  colleghi  che  mi  hanno
  preceduto  -  dei  dipendenti e quindi una  fase  occupazionale  da
  attenzionare,  ma  c'è  la  fase anche dell'imprenditoria  che,  in
  questo  settore,  ha ancora oggi una capacità di  resistere  ad  un
  mercato sempre più difficile.
   Allora,  in  questo  dico,  che al di là della  determinazione  di
  questo  costo sulle cave e sull'estrazione dei prodotti delle  cave
  che,  in altre regioni è applicato, anche lì dobbiamo capire  com'è
  applicato,  cari amici del Movimento 5 Stelle, perché  è  applicato
  con  una  stratificazione che va per settori di intervento e  anche
  per realtà geografiche e territoriali differenti.
   Concludo  dicendovi:  la Sicilia sicuramente deve  cambiare,  deve
  cambiare  in  meglio ma deve cambiare col confronto,  col  rispetto
  delle posizioni, con la capacità di convincimento e con la capacità
  di  trovare quelle soluzioni che non devono servire a difendere una
  posizione  di parte, ma a dare una risposta in maniera  equilibrata
  al comparto, al settore ed anche al momento occupazionale.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA.  Signor  Presidente,  onorevoli  deputati,  vorrei  fare
  alcune  considerazioni a proposito della norma proposta. È pacifico
  che qualsiasi attività industriale provochi dei danni più generali.
  Ed  è  altrettanto pacifico che chi fa dei danni, in qualche  modo,
  deve farsi carico anche di un risarcimento alla società.
   Noi  abbiamo visto gli aspetti a favore delle imprese, credo  però
  che  qualche  aspetto a favore della collettività dobbiamo  vederlo
  pure.  Pensiamo  agli interventi, per esempio,  di  riparazioni  di
  strade,  di ripristino dell'ambiente, che debbono fare le città,  e
  il  danno  che viene provocato, e i vantaggi anche che si hanno  da
  questi interventi.
   Sinceramente  faccio  fatica  a  pensare  che,  rispetto  ad   una
  situazione  in  cui è anche con questa legge che le cave  siciliane
  rimangono  concorrenziali  al resto  di  tutto  il  Paese,  per  il
  semplice  motivo  che la misura proposta è il cinquanta  per  cento
  della  media nazionale, francamente non capisco il problema,  anche
  perché  questo  lo  si può estendere a qualsiasi tipo  di  attività
  estrattiva.
   Le  cave  vengono date in concessione, e sono concessioni  che  la
  Regione  potrebbe benissimo esercitare in proprio e  ricavarne  dei
  benefici, non mi pare che si possa dare, anche qui, una concessione
  in  termini gratuiti che altera il paesaggio, l'ambiente  siciliano
  senza  avere  nulla in cambio. Ritengo, pertanto, che delle  misure
  sopportabili, rispetto all'attività di estrazione delle cave, vanno
  proposte.
   Ma  questo non significa andare contro l'imprenditoria, perché  si
  va  contro  l'imprenditoria quando la misura non è generalizzata  e
  altera  i principi della concorrenza, ma quando stabilisce i prezzi
  sul  mercato in misura concorrenziale rispetto al resto del  Paese,
  salvo una  strizzatina d'occhio' ai proprietari delle cave, qui non
  ci  vedo nessuna rilevanza occupazione. Tutti falliscono, e  allora
  in  Sicilia non si costruisce più una strada, non si costruisce  un
  opera  pubblica, non si costruisce una casa, perché tutto da questo
  momento in poi sarà destinato al fallimento di queste cave.
   Diciamo   che  oggi,  probabilmente,  questo  è  un  provvedimento
  avversato - vorrei parlarne anche con l'Assessore per l'economia  -
  ma  vediamo  se  possiamo  trovare una mediazione  accettabile,  se
  possiamo  raggiungere un criterio di equilibrio su un principio  di
  gradualità   rispetto   alla  percentuale  da   introdurre,   senza
  complicarci  troppo la vita, nei vari anni. Se  però  il  principio
  diventa  che  chi estrae il petrolio deve pagare, chi estrae  altre
  cose  deve  pagare,  chi  fa  qualsiasi  attività  ambientale,  chi
  installa  una  parabola  di  qualsiasi  tipo,  oppure  una   lastra
  fotovoltaica deve pagare e invece, poi, ci sono i proprietari delle
  cave  che  sarebbero gli unici imprenditori esenti  in  Sicilia  da
  qualsiasi forma di contribuzione rispetto agli altri, non va bene.
   Se  stabiliamo che, date le condizioni economiche per  rendere  la
  misura  più  accettabile,  lo  riconduciamo  ad  un  principio   di
  mediazione che la rende applicabile in diverso tempo, allora  credo
  che  noi  appoggeremo  questo  tipo di  intervento,  c'è  tutta  la
  disponibilità  del Governo, altrimenti, porteremo avanti  la  norma
  così  com'è.  La  misura, per esempio, potrebbe essere  lo  0,25  %
  quest'anno, per essere elevata l'anno prossimo, per cui  stabiliamo
  una  gradualità di interventi per rendere più accettabile la misura
  e  per  non  avere un immediato impatto nel mercato in  termini  di
  aumento dei prezzi.

   PRESIDENTE.  Onorevole Presidente della Regione, la proposta  deve
  essere formalizzata, pertanto, sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 23.36, è ripresa alle ore 23.52)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Comunico che è stato presentato da parte del  Governo
  il seguente emendamento 12.R, interamente sostitutivo dell'articolo
  12:
   Al    comma  1 le parole  Dal 1 gennaio 2013  sono  sostituite  da
   dalla entrata in vigore delle presente legge .
   Al  comma 2 sostituire:
   alla  lettera  a) le parole  0,50  sono sostituite  da   0,25  per
  l'anno 2013 e 0,50 a decorrere dall'anno 2014 ;
   alla  lettera  b) le parole  0,55  sono sostituire  da   0,30  per
  l'anno 2013 e 0,55 a decorrere dall'anno 2014 ;
   alla  lettera  c) le parole  0,80  sono sostituire  da   0,40  per
  l'anno 2013 e 0,80 a decorrere dall'anno 2014 ;
   alla  lettera  d) le parole  0,55  sono sostituire  da   0,30  per
  l'anno 2013 e 0,55 a decorrere dall'anno 2014 .

   Pongo  in  votazione l'emendamento modificativo dell'articolo  12,
  presentato  dal  Governo,  ricordo  che  l'approvazione  di  questo
  emendamento  comporta che gli altri emendamenti vengono  assorbiti.
  Il parere della Commissione?

   DINA, presidente e relatore di maggioranza. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'articolo   12,   nel   testo
  risultante.

   ASSENZA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

           Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 12

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto dell'articolo
  12.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì prema  il  pulsante
  verde; chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  74
   Maggioranza         38
   Favorevoli          48
   Contrari            26
   Astenuti              0

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Si  riprende  l'esame  dell'articolo  50  accantonato
  precedentemente con l'impegno del Governo di riscriverlo e  fornire
  dei chiarimenti su delle osservazioni che erano state formulate.
   Comunico  che  è  stato presentato all'articolo  50  l'emendamento
  50.1.1, a firma dell'onorevole Fazio.

   FAZIO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAZIO.  Non posso non prendere atto del ravvedimento da parte  del
  Governo  che  ha  riscritto l'articolo 50, laddove  nella  sostanza
  recepisce   l'emendamento  da  me  presentato,   motivo   per   cui
  l'emendamento viene meno, e mi fa piacere che anche alle isole  sia
  riconosciuto il diritto della mobilità.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'emendamento 50.3  del  Governo,
  sostitutivo dell'articolo 5. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si riprende l'esame dell'articolo 14 precedentemente accantonato.
   Comunico  che  il comma 7 dell'articolo 14 viene stralciato  dalla
  Presidenza. Pertanto, gli eventuali emendamenti collegati al 7 sono
  da intendersi decaduti.
   Comunico  che  sono stati presentati dal Governo  gli  emendamenti
  14.35, 14.36 e 14.37.
   Comunico,  altresì,  che  gli  emendamenti  14.21  e  14.33   sono
  inammissibili.
   Si passa all'emendamento 14.37 del Governo. Lo pongo in votazione.
   Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 14.18 dell'onorevole Micciché. Lo  pongo
  in votazione.
   Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BIANCHI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

   Si   passa   all'emendamento  14.10  degli  onorevoli   Gucciardi,
  Panepinto, ed altri.

   PANEPINTO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 14.32 degli onorevoli  Rinaldi,  Greco,
  Panarello e Laccoto.

   PANARELLO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ho  assistito
  alla  scelta  del  Governo, che considero giusta,  di  non  gravare
  troppo  sul fondo delle autonomie locali gran parte delle  riserve.
  Vorrei  rappresentare al Presidente della Regione ed al  Parlamento
  che  il Comune di Messina è in una condizione di pre-dissesto e  in
  ragione  di  questo non è in grado di prorogare i contratti  per  i
  Vigili  Urbani che sono stati reclutati con un concorso  fatto  tra
  l'altro  dalla  Prefettura nell'ambito del  finanziamento  previsto
  dalla  emergenza  traffico  per Messina che,  come  tanti  deputati
  sanno, ha una condizione particolare.
   Il   Presidente  della  Regione  e  l'assessore  Valenti  che   ha
  partecipato   a   queste   discussioni,  come   anche   l'assessore
  Bartolotta,  sanno  che  il  Governo è impegnato  a  richiedere  al
  Governo nazionale la proroga dell'emergenza traffico, visto  che  i
  presupposti  per  i quali era stata concessa sono tuttora  presenti
  nella città di Messina.
   Il  Comune avrebbe bisogno di un numero adeguato di vigili  urbani
  da  mettere  sulla  strada  ed  in  ragione  della  sua  situazione
  finanziaria,  ha  chiesto un aiuto alla Regione,  finalizzato  alla
  possibilità  di utilizzare queste persone per un periodo  breve  in
  attesa  che si possa prorogare l'emergenza traffico. Io non  so  se
  questa è la soluzione idonea, comunque è una situazione particolare
  per  la  quale credo che il Presidente del Governo ed il Presidente
  della  Regione  - che è stato molto sensibile alla  situazione  del
  Comune  di  Messina - possano valutare e affrontare o  nei  termini
  previsti dall'emendamento o in una forma diversa.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  volevo  dire  al
  Governo,  al Presidente della Regione e all'assessore che oltre  le
  cose  che ha giustamente detto l'onorevole Panarello, l'emendamento
  è  stato  presentato  perché ha ottenuto il parere  favorevole  del
  Governo in Commissione.
   Ora, se il Governo ha cambiato opinione e c'è un motivo valido, lo
  posso  capire,  ma  il Fondo di prelevamento è lo  stesso  che  c'è
  dentro il bilancio, cioè il Fondo per i Vigili Urbani, quindi non è
  che  comporta una spesa in più, è soltanto un prelevamento da  quel
  fondo.  Poi,  voglio aggiungere anche che questa  richiesta  non  è
  fatta  per un capriccio dei messinesi ma c'è una realtà che bisogna
  attenzionare  ed  è che Messina subisce il passaggio  di  tutto  il
  traffico  che  proviene  dall'Italia verso  la  Sicilia,  e  questa
  servitù di passaggio, che attraversa tutta la città, paga il prezzo
  di una devastazione non soltanto territoriale, ma anche culturale.
   Avevamo chiesto una situazione di emergenza traffico per il  tempo
  necessario  affinchè  gli approdi che ci sono  nella  zona  di  San
  Francesco - che è una zona centrale della città - vengano  spostati
  in  una  zona  sud della nostra città e cioè nella zona Tremestieri
  che  in  questo  frattempo, così come era stata  data  dal  Governo
  nazionale,  attraverso l'emergenza traffico un  commissariamento  e
  quindi  anche  un fondo per l'assunzione dei vigili  urbani,  fosse
  prorogato  per  un altro anno il tempo di spostare  questi  approdi
  nella zona sud.
   Avevamo avuto il parere favorevole di questo Governo, ed io  credo
  che  le promesse vadano mantenute. Signor Presidente, le chiedo  un
  atto  di  sincerità e dignità nei confronti della città di Messina,
  che  ha  contribuito notevolmente al risultato di questo Governo  e
  alla posizione reale che attraversiamo oggi.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, la Presidenza  ha
  esaltato il ruolo delle Commissioni di merito ed io mi sono trovato
  nella  V  Commissione proprio il giorno in cui  erano  presenti  il
  Commissario di Messina, la rappresentanza di Messina ed il Governo,
  laddove  è  stato  illustrato quale era lo stato  dell'arte,  quali
  erano  i  motivi  che  sottointendevano alla  richiesta  di  questo
  contributo. Le richieste che sono state avanzate vertevano anche su
  un'altra  considerazione che ci ha molto stupito,  e  cioè  che,  a
  causa della sospensione del servizio da parte dei vigili urbani per
  carenza di risorse, di uomini, in questi primi tre mesi del 2013, è
  accertato che il volume degli introiti derivanti dalle multe  si  è
  ridotto, non del 10 per cento, non del 20 per cento, non del 50 per
  cento, ma ad un terzo rispetto a quanto incassato l'anno prima.
   Quindi,  oltre alle ragioni che sono state esposte dagli onorevoli
  Panarello  e  Rinaldi,  il Governo dovrebbe fare  molta  attenzione
  anche  a  questo dato, perché è come darsi una mazzata  sui  piedi,
  sostanzialmente,  non  consentendo l'assunzione,  anche  temporanea
  sino  al  31 dicembre, nelle more dell'accoglimento della richiesta
  di   proroga   dell'emergenza  traffico,  il  Governo  rischia   di
  rimetterci molto di più rispetto a questo emendamento da 1  milione
  di euro. Pertanto, rispetto all'impegno che il Governo, a fronte di
  questi  dati,  in  Commissione ha avallato,  e  in  maniera  forte,
  dichiarando  che  non c'erano dubbi che questo milione  e  duecento
  mila euro dovevano essere finanziati, perché era nell'interesse del
  Governo stesso, e oggi questa marcia indietro mi pare offensiva per
  la  V  Commissione,  offensiva per le  dichiarazioni  del  Governo,
  offensiva per il Parlamento e offensiva per il buon senso.

   D'AGOSTINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'AGOSTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi  rivolgo  al
  Governo  e  mi  rivolgo  al Presidente Crocetta,  perché  non  vada
  disperso  il  lavoro  che è stato fatto in Commissione,  un  lavoro
  nobilissimo  che  ha  difeso, per quanto era possibile,  l'impianto
  della  finanziaria e del bilancio che il Governo aveva  portato,  e
  che  nel  caso  del Fondo per autonomie si tratta di  una  proposta
  dignitosa, decente, coerente, responsabile e, soprattutto, che  non
  pone discriminazioni.
   Abbiamo  in Aula una proposta bella, che favorisce tutti i comuni,
  li  mette  tutti  alla pari, non crea discriminazioni,  e  dobbiamo
  avere  la  coerenza  di non venire su questo  pulpito  e  fare  gli
  imbroglioni,  perché a Messina abbiamo dato già 40 milioni  per  il
  dissesto, e i vigili urbani di Messina sono come i vigili urbani di
  tutta la Sicilia
   Allora,  se  così  stanno le cose, non proponiamo più  emendamenti
  discriminatori  a  favore  di  un comune  piuttosto  di  un  altro.
  Altrimenti, signor Presidente della Regione, sarebbe il caso - e mi
  rivolgo  al  Presidente  dell'Assemblea -  di  interrompere  questa
  Assemblea in questo momento, metterci d'accordo tutti quanti e ogni
  Gruppo  avanzerà le sue emergenze, perché ci sono  le  emergenze  a
  Catania,  ci  sono  le  emergenze a Palermo, ad  Agrigento  come  a
  Messina. E saccheggeremo il Fondo per le autonomie, ma non  potremo
  dire  più  che  ai comuni stiamo dando i soldi che si meritano,  ma
  stiamo  creando  soltanto delle prevaricazioni,  perché  qui  tutti
  dobbiamo fare i brillanti salendo su questo pulpito.
   Difendiamo,  signor  Presidente, e chiedo  al  Governo  di  farlo,
  l'impianto della finanziaria, difendiamo questo articolo  14  nella
  sua  integrità. Se poi ci sono altre cose da fare, sarà il  Governo
  ad  assumersi  le responsabilità e dare le risposte che  deve  dare
  alle emergenze che ci sono.

   PRESIDENTE. Sospendo brevemente la seduta.

    (La seduta, sospesa alle ore 00.15 di martedì 30 aprile 2013, è
                        ripresa alle ore 00.17)

   La seduta è ripresa.

   PICCIOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PICCIOLO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   onorevole
  D'Agostino,  conoscendola, anche alla luce del suo intervento,  che
  probabilmente  è  stato un attimino sopra le righe  anche  per  via
  della stanchezza e dell'ora tarda, la prego di credere che qui  non
  c'è  nessuno che imbroglia, c'è gente che lavora, che ha combattuto
  in Commissione, che ha ascoltato i lavoratori in V Commissione, che
  hanno avuto garanzie su questo tipo di problema, che hanno avuto la
  certezza  che le loro istanze sarebbero state ascoltate, al  di  là
  dei campanilismi.
   Perché   vede,  onorevole  D'Agostino,  Messina  paga  un  tributo
  pesante.  Non  è  retorica, non è piaggeria, non  vuole  essere  un
  appello,  perché  poi, alla fine, il Governo già  ha  dato  il  suo
  parere  negativo. Non saranno le parole nostre a far cambiare  idea
  al   Governo,  purtroppo.  Però  quando  si  fa  una  battaglia  in
  Commissione,  quando  ci  si confronta con  i  lavoratori,  con  il
  territorio,  quando si è discusso dei problemi  per  diversi  mesi,
  vedere  poi  spuntate le armi qui in Aula, e capire  che  tutto  il
  lavoro  fatto  è inutile, come per Catania, come per Palermo,  come
  per Siracusa, dà un senso di impotenza.
   Ecco perché parlare da questo pulpito diventa un momento di sfogo,
  un  momento anche di protesta vibrata, per quello che è  il  lavoro
  messo  in  piedi  dalla Commissione, per i pareri  favorevoli  dati
  dagli  assessori in Commissione, per gli impegni presi dal Governo.
  Per quanto riguarda il problema dei quaranta milioni, a Messina non
  c'è  ancora  una  lira, parliamo solo di chiacchiere.  Bisogna  che
  queste somme vengano concretamente portate all'interno del bilancio
  del  Comune di Messina, che si riparta con un risanamento e che  si
  capisca  che Messina chiede soltanto la possibilità di tutelare  il
  proprio territorio, come per i lavoratori delle cave nei comuni  di
  Trapani  e  Ragusa  il problema fondamentale è  quello  del  lavoro
  estrattivo,  per  Messina noi estrarremo macchine,  macchine  dalle
  navi-traghetto.  E, purtroppo, queste macchine invadono  il  nostro
  territorio,  distruggono la nostra città, creano danni all'ambiente
  e  noi  cercavamo di mitigare questi danni con l'intervento  di  un
  corpo  di  polizia  municipale  che  regolamentasse  la  vita   dei
  messinesi.  E'  una  richiesta  legittima,  non  c'è  nessuno   che
  imbroglia,  bisogna  stare  attenti  ai  termini  che  si  usano  e
  soprattutto  bisogna  avere rispetto di una comunità  che  da  anni
  soffre, e soffre sempre attorno ad una grande emergenza.

   MILAZZO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, da non  messinese
  sento il bisogno di segnalare all'Assemblea Regionale Siciliana che
  qui  non  siamo in un consiglio di circoscrizione, per cui  ognuno,
  quando  si  fa  una  proposta  seria,  deve  sentire  il  senso  di
  appartenenza  rispetto alla propria provenienza. Si deve  avere  la
  coscienza e la dignità di analizzare le cose con serietà.
   C'è  un  Comune in difficoltà, c'è un problema oggettivo,  c'è  un
  corpo  da  garantire nell'interesse generale del Comune di Messina.
  Noi come Popolo della Libertà, Presidente Ardizzone, in Commissione
  Bilancio  abbiamo  avuto  modo di apprezzare  questa  iniziativa  -
  abbiamo   una   rappresentanza  all'interno   del   nostro   Gruppo
  parlamentare  di  Messina - e sentiamo il bisogno e  l'esigenza  di
  difendere questa iniziativa, ma non come un  interesse di bottega '
  come  qualcuno  che  vuole  trasformare  questa  Assemblea  in  una
  borgata.  Anziché  contrastare  le tante  iniziative  positive  che
  questa  Assemblea vuole portare avanti, criticandole e  basta,  che
  questo  qualcuno si faccia promotore di altrettante proposte serie,
  anziché additare altri quando cercano di difendere le cose che sono
  di buon senso.

                          Per fatto personale

   FORMICA. Chiedo di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, era da tempo  che
  non  sentivo  la  verve,  la  forza,  la  sagacia,  l'interventismo
  dell'onorevole  D'Agostino.  Credo da quando  abbiamo  trattato  la
  norma  che  si  chiamava  bloccanomine , quando  ha  minacciato  di
  legarsi  in  Aula per sette giorni, ha fatto le barricate.  Peccato
  che quando l'onorevole D'Agostino parla di bugiardi dice una grande
  fesseria,  perché  smentisce il Governo. Il primo  bugiardo  allora
  dovrebbe  essere  l'Assessore  per le  autonomie  locali,  Valenti,
  presente  in  V Commissione, che ha assistito all'intera  seduta  e
  che, convintamene, ha detto che quei fondi si sarebbero trovati  in
  ogni modo, perché tanta era la forza delle argomentazioni che erano
  portate  a  sostegno di quella tesi, che non è una tesi,  onorevole
  D'Agostino,  perché quando lei dice  Messina ha avuto  40  milioni,
  dimentica che la sua Catania ne ha avuto 120 di milioni dal Governo
  nazionale, cosa che Messina non ha avuto mai.
   Lei  dimentica, per esempio, che sulla cenere dell'Etna,  è  stato
  presentato qualche bel emendamentino già passato in Commissione per
  qualche  milioncino, per la cenere che c'era ieri, c'era avantieri,
  c'era  un  anno fa, ci sarà domani. Diamo questi soldi per spazzare
  la cenere e magari domani, o dopo domani, dopo che abbiamo chiamato
  le ditte per spazzare, ci sarà un'altra eruzione.
   Lei  si  dovrebbe, non dico, vergognare, onorevole D'Agostino,  ma
  dovrebbe fare mente locale e contare fino a dieci prima di parlare,
  perché  quando  parla di questo argomento dovrebbe  riflettere  sul
  fatto  che almeno chi parla e chi è intervenuto non cambia  partito
  ogni cinque secondi.

        Seguito della discussione del disegno di legge n. 69/A

   PRESIDENTE. Riprende la discussione del disegno di legge n. 69/A.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non voglio entrare
  nel  merito  della vicenda perché capisco che la città  di  Messina
  vive un momento particolare, un momento di crisi, però mi chiedo se
  è  una  cifra congrua il milione e duecentomila euro che  si  vuole
  stanziare.
   Ricordo  che in Commissione il Commissario straordinario ci  aveva
  detto  che  la cifra serviva per 30 dipendenti per un anno;  invece
  ora  stiamo  stanziando  un  milione e  duecentomila  euro  fino  a
  dicembre.
   Mi  chiedo  se  la  cifra non è un po' eccessiva. Magari  potremmo
  rimodularla  ed a questo punto si verrebbe incontro a tutti.  Anche
  perché, mettendo un costo medio, così come quando si vogliono  fare
  calcoli  un po' approssimativi, di 35 mila euro a persona,  per  un
  anno  sono  poco  più di un milione, ma già siamo ad  aprile  e  lo
  stanziamento è fino a dicembre, quindi, secondo me, la cifra si può
  ridurre.

   GRASSO. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, su questo argomento
  non  intendo intervenire, perché ritengo che se il Governo ha preso
  un  impegno, se l'Assessore ha preso un impegno, non c'è una guerra
  tra comuni, ma è giusto che si adempia.
   Non  intendo  rinunciare al mio emendamento, invece, e  chiedo  di
  poterlo successivamente discutere.

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Ciancio ha presentato un  sub
  emendamento rapportandosi alla circostanza che sono già  decorsi  4
  mesi  e che comunque la copertura sarebbe fino al mese di dicembre,
  riducendo la cifra a 700 mila euro.
   Pongo  in  votazione il subemendamento dell'onorevole Ciancio  che
  alle  parole   1.200 migliaia di euro  sostituisce le  parole   700
  migliaia di euro .
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 14.32, come subemendato. Chi è  a
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 14.23 dell'onorevole Grasso.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io nono ho parlato
  questa sera quindi penso di non tediarvi.
   Ho  presentato  una serie di emendamenti che riguardano  gli  enti
  locali,  non perché aprioristicamente intendo fare la difesa  degli
  enti  locali, ma perché non si debba dire che in questa finanziaria
  gli enti locali siano stati particolarmente attenzionati e i Comuni
  particolarmente soddisfatti.
   Dobbiamo  avere la coscienza e l'onestà intellettuale di dire  che
  in   questa  finanziaria  i  Comuni  non  sono  stati  per   niente
  attenzionati  e  i  Comuni erogano servizi. I Comuni  rischiano  di
  fallire e non si è fatto assolutamente nulla.
   Il fondo delle autonomie locali nella finanziaria dell'anno scorso
  era  di 650 mila euro e non vi erano comprese le accise. Quest'anno
  il fondo è rimasto 650 mila euro e nel fondo delle autonomie locali
  sono  stati  inseriti 101 milioni di euro che  è  il  rimborso  per
  l'energia elettrica che negli anni precedenti veniva erogato  dallo
  Stato  alla  Regione e dalla Regione ai Comuni secondo coefficienti
  ISTAT.  Quest'anno questo fondo subirà invece il riparto così  come
  il fondo delle autonomie locali.
   Chiedevo  il ripristino di alcune riserve essenziali e  necessarie
  che  servono ai Comuni per garantire i servizi ai cittadini. Quando
  parlo  di garantire i servizi ai cittadini mi riferisco alle classi
  più  deboli,  mi riferisco ai disabili, mi riferisco soprattutto  a
  quelle  persone  disabili,  carissimo assessore  per  la  famiglia,
  perché  non abbiamo trovato il suo emendamento, che sono  costretti
  per l'abbattimento delle barriere architettoniche e non c'è traccia
  del  suo  emendamento.  Quindi,  di  queste  riserve  e  di  questi
  emendamenti nessuno è stato accolto.
   Quindi,  abbiamo tutti la coscienza nella premialità  che  serviva
  soprattutto,  stiamo  premiando i Comuni in  predissesto,  però  la
  premialità  era  un  contributo  che  serviva  proprio  e  che  era
  destinata a quei Comuni che erano virtuosi e che quindi avevano  la
  capacità  di riscossione ed era anche uno stimolo verso quei  pochi
  Comuni ed era anche una entrata importante.
   Così come il contributo per gli LSU. Parliamo di stabilizzazione e
  tutti  vogliamo  stabilizzare i precari   Ma ricordiamoci  che  non
  possiamo  e  non siamo neanche in grado con le proroghe  di  andare
  avanti  fino al 31 luglio perché ai Comuni è stato tolto il 20  per
  cento che era necessario per coprire la quota di compartecipazione.
   L'ultimo emendamento e ho finito.
   L'emendamento che adesso chiedo che venga posto ai voti  è  quello
  dell'unione dei Comuni.
   L'Assessore  per le autonomie locali sa quanto sono importanti  le
  unioni  di Comuni e che le funzioni delle unioni dei Comuni servono
  proprio  perché  i  servizi vengono accorpati e perché  si  proceda
  anche  al  risparmio di alcune funzioni che devono  essere  gestite
  dalle unioni dei Comuni.
   Le  unioni  dei  Comuni  sono  sulla carta  però,  di  fatto,  non
  riusciamo  ad  attivarle  perché non ci  sono  risorse  necessarie.
  Quindi,  chiedo  che  il  fondo  da 1.500  milioni  di  euro  venga
  aumentato a 5 milioni di euro.

   CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  Presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, io credo che dovremmo ripristinare il ragionamento  sulla
  finanziaria alle condizioni che l'hanno generata e, soprattutto, ai
  principi di equità che ha voluto introdurre.
   Noi  possiamo proseguire in questo modo tranquillamente, dopodiché
  ci  saranno  le  esigenze delle Unioni dei  Comuni,  quando  stiamo
  costituendo  i consorzi dei Comuni che, probabilmente, assorbiranno
  tutte  queste  necessità  che dobbiamo  costruire  quest'anno.  Fra
  l'altro, in un gioco paradossale, le unioni dei comuni nascono  per
  ridurre  le  spese  e,  invece, servono per  farla  aumentare  alla
  Regione perché dovrebbero abbattere, realizzare economie di  scala,
  etc.
   Noi possiamo continuare all'infinito su tutto questo e ognuno avrà
  motivazioni  e  ragioni da presentare. Però,  per  la  prima  volta
  abbiamo tentato di fare un ragionamento. Abbiamo detto:  la regione
  siciliana   disciplina  gli  interessi  generali   del   territorio
  regionale, istituisce il fondo dei comuni ripartendo per numero  di
  abitanti come prevede la legge e non crea riserve per nessuno .
   Io  prima non sono intervenuto perché poi il clima è diventato uno
  di  quelli in cui non si poteva discutere più, però l'emergenza sui
  trasporti  di  Messina  si può risolvere in  un  modo  estremamente
  semplice: il Comune ha già una tassa di un euro che introduce sullo
  sbarco a Messina, se vuole risolvere il problema dei vigili urbani,
  l'aumenta di dieci centesimi ed ha risolto i problemi del traffico,
  perché mi risulta veramente difficile che il Commissario Croce  non
  possa  trovare nell'emergenza, dopo che abbiamo dato 40 milioni  di
  euro specifici per Messina, il problema soltanto dei vigili urbani.
   Siccome  l'anno  prossimo saremo qui, io non vorrei  che  qualcuno
  dicesse che siccome c'era l'anno scorso, i vigili urbani di Messina
  erano  pagati  con il fondo della Regione, dovranno  continuare  ad
  esserlo, perché le leggi qui si fanno in modo eccezionale però  poi
  diventano permanenti, perché poi c'è un'altra emergenza.
   Noi  dobbiamo  cominciare ad attivare altre  cose.  Il  fondo  dei
  comuni, se i comuni vogliono fare le unioni, se lo finanziano con i
  risparmi che fanno   E così via.
   Qui l'appello è indicare una via generale che renderà alla fine il
  fondo  per  i  comuni  generali che dobbiamo  ripartire,  una  cosa
  ridicola  perché  abbiamo tolto tante di quelle riserve  e  abbiamo
  creato  fasce di privilegio, non si capisce perché. In alcuni  casi
  possono  essere motivati, come può essere motivata la richiesta  su
  Messina,  ma  la  richiesta  su Messina poteva  essere  risolta  in
  tremila  modi.  Come  questa sull'Unione dei Comuni  sarà  risolto,
  nella fase in cui andiamo a risolvere la questione dei consorzi, lì
  stabiliremo se dobbiamo dotare in qualche modo di risorse.
   Ma  perché  oggi  dobbiamo presentare una finanziaria  che  invece
  presenta  una caratteristica: quella di uscire dal particolare  per
  diventare  invece di interesse generale, che è quello che  dobbiamo
  fare.
   Quindi,  io  cortesemente inviterei tutti quanti  a  desistere  da
  questi  emendamenti  laddove  non ci sia  una  necessità  veramente
  impellente,  indicata e una motivazione tecnica  che  fa  scaturire
  quella emergenza.
   Oggi,  io ho dovuto ritirare un emendamento rispetto al fatto  che
  ci sono 54 famiglie a Ribera che non sanno dove andare ad abitare e
  il  Comune non ha i soldi per affrontare la questione degli alloggi
  di  queste  famiglie,  per  effetto delle abitazioni  popolari  che
  crollano  e  con disciplina ho accettato questa cosa che  è  venuta
  dalla  Conferenza  dei capigruppo, dicendo che la questione,  anche
  lì, andasse affrontata a livello generale.
   Però,  se  noi  facciamo una discussione nei Gruppi,  si  prendono
  delle  decisioni in  Conferenza dei capigruppo, e poi tutto  rimane
  come  prima  A Croce gliene possiamo suggerire ottomila motivi  per
  risolvere l'emergenza di Messina dal punto di vista del traffico.
   Andare  a  destinare cinque milioni di euro per  le  attività  dei
  comuni, delle unioni dei comuni che probabilmente saranno assorbiti
  dai  consorzi. Lo so che rimarranno perché ci saranno  i  consorzi,
  poi i comuni, poi i sub-comuni, poi ci sarà l'altro, non sarà così,
  le  assicuro che non sarà così onorevole. Le assicuro che non potrà
  essere  così  perché  sennò  era meglio  veramente  ritornare  alle
  province.
   O  noi cominciamo a dare un senso all'Amministrazione pubblica e a
  dare  un senso di organizzazione decentrata in cui c'è un solo ente
  che accorpa tutti gli enti e dà un'organizzazione ai comuni, oppure
  stiamo  sbagliando  strada, perché noi non  dobbiamo  lavorare  per
  moltiplicare  la  spesa, dobbiamo lavorare  per  semplificarla.  In
  quella  sede stabiliremo se dovranno esistere le Unioni dei Comuni,
  quali  dovranno essere riconosciuti, e se sarà necessario destinare
  risorse  a loro e ai consorzi. Ancora non abbiamo stabilito neanche
  se  dobbiamo  destinare risorse ai consorzi e invece le confermiamo
  per  le  unioni  Possiamo fare una riforma organica della  pubblica
  amministrazione? Questa sarebbe la logica. E possiamo  darci  delle
  regole  nell'attribuzione del fondo che sono quelli previsti  dalla
  legge  e sono   x' per ogni abitante, invece di crearci per  motivi
  diversi una riserva?
     In  questo  modo  riusciremo tutti quanti a motivare  ai  nostri
  territori  perché  non li inseriamo, perché siamo  tutti  vincolati
  alla  stessa  regola, altrimenti salta il meccanismo  ed  ognuno  è
  autorizzato a presentare per il proprio quartiere, per  la  propria
  città un emendamento.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Grasso, dopo l'intervento  del  Presidente
  Crocetta, mantiene l'emendamento o lo ritira?

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   io   ritiro
  l'emendamento. I Consorzi di comuni li dobbiamo ancora costituire a
  liberi consorzi. Le Unioni dei comuni sono disciplinati con legge.
   Allora,  l'Assessore per le Autonomie locali farà una disposizione
  e  dirà  che da domani mattina in poi le Unioni dei comuni  non  ci
  saranno  più perché fin quando ci saranno le unioni dei comuni  non
  potranno  sopravvivere da soli perché sono state trasferite  alcune
  funzioni  con  un  obbligo  di  una  legge  nazionale  che   impone
  all'unione dei comuni di gestire servizi. Solo questo
   Non  vorrei essere né fraintesa, né avere avanzato una istanza che
  era  legata  solo  a finalità di alcuni comuni perché  parlo  delle
  unioni dei comuni relativamente a tutti i comuni della Sicilia.
   Così  come  le riserve, scusi signor Presidente è il mio  primo  e
  solo   intervento,  quello  relativo  alla  stabilizzazione  e   al
  contributo  dei  LSU,  qui i comuni non cercano  di  lucrare  dalla
  Regione,   se non invertiamo  la rotta sburocratizziamo e  togliamo
  soldi ai comandati.
   Io  mi  auguro  che un altro anno non ci saranno  più  i  quindici
  comandati dall'Assessorato della Salute perché abbiamo tanti  bravi
  funzionari alla Regione che possono essere riqualificati, impiegati
  e  possibilmente si potrebbero fare degli stage, delle  convenzioni
  con gli atenei universitari ed utilizzare al meglio le risorse e le
  professionalità che abbiamo all'interno della Sicilia.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 14.25 a firma degli onorevoli
  Di Giacinto, Oddo, Dipasquale, Coltraro ed Anselmo.

   DI GIACINTO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 14.34 a firma dell'onorevole Di Mauro.

   DI MAURO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  agli emendamenti 14.1, 14.2, di identico  contenuto,  a
  firma dell'onorevole Milazzo. Li pongo congiuntamente in votazione.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Sono approvati)

   Si passa all'emendamento aggiuntivo 14.36, a firma del Governo che
  recita:   Una  quota  pari  a  600  migliaia  di  euro  è  messa  a
  disposizione   dell'Assessore   per   le   autonomie   locali   per
  fronteggiare esigenze dei comuni che registrano emergenze sociali e
  di  criminalità  organizzata al fine di garantire l'erogazione  dei
  servizi primari per l'infanzia o per interventi in favore di comuni
  che,  in  assenza di contributo regionale, hanno comunque proceduto
  alla  stabilizzazione di personale ex LSU nonché  per  fronteggiare
  emergenze  abitative derivanti da eventi eccezionali non ricompresi
  dalle  precedenti lettere. Con decreto del dirigente  generale  del
  Dipartimento  regionale  delle autonomie  locali,  si  provvede  al
  riparto delle predette somme.'
   C'è  una  richiesta da parte dell'onorevole Leanza che  invita  il
  Governo a illustrarlo.

   D'AGOSTINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'AGOSTINO.  Signor  Presidente, ha  consentito  a  quest'Aula  di
  deragliare totalmente rispetto a quello che era l'obiettivo che  si
  era dato.
   Non  è  stata  una  cosa per niente positiva,  consentire  il  sub
  emendamento, un po' ingenuo, presentato dall'onorevole Ciancio  sui
  700  mila  euro  a  Messina rappresentano un precedente  vergognoso
  rispetto  all'impianto  che  ha questa  finanziaria,  è  vergognoso
  questo voto, lo confermo.

   PRESIDENTE.  Onorevole D'Agostino, ha innescato un  meccanismo  in
  quest'Aula che ha fatto alterare gli animi. La prego di  tenere  un
  atteggiamento molto più consono all'autorevolezza dell'Aula stessa.

   D'AGOSTINO. Presidente, le chiedo di non interrompermi e sia lei a
  mantenere  un  atteggiamento  anche più  autorevole  rispetto  alla
  conduzione dei lavori.
   Abbiamo votato Ibla, l'ho votato, a questo punto votiamo tutto
   Invito  a  votare questo emendamento del Governo - che non  è  per
  niente edificante - lo voglio subemendare non con 600 mila euro  ma
  con  10  milioni  di  euro che possono così essere  utilizzati,  se
  possibile,  da tutti i comuni della Sicilia che hanno  le  medesime
  esigenze così non sia questo, come altri, un emendamento ritagliato
  su misura come un vestitino ben cucito per tizio o per caio.
   Se  ce la facciamo a fare delle cose aperte, obiettive, rivolte  a
  tutti  i  siciliani, e non che rappresentino capricci o egoismi  di
  qualche deputato, bene
   Se  invece  vogliamo  essere tutti complici  di  un  percorso  che
  snaturerà  anche  i lavori di questa Assemblea e il  lavoro  svolto
  dalla  Commissione  e di quello che soprattutto aveva  promosso  il
  Governo, allora ognuno si assuma le proprie responsabilità.
   Signor  Presidente, è stata un'occasione mancata non avere trovato
  l'intelligenza  e  la forza di interrompere e riunirsi  per  potere
  capire  quali potessero essere le esigenze più importanti e trovare
  un equilibrio fra i Gruppi sulle esigenze della Sicilia e di alcuni
  comuni che potevano essere maggiormente interessati.

   PRESIDENTE.  Dopo  l'intervento dell'onorevole D'Agostino  che  mi
  chiama direttamente in causa, risponderò in separata sede alle  sue
  insinuazioni  sulla  conduzione  dei  lavori  a  proposito  di   un
  emendamento  che  riguarda  la mia  città  e  sul  quale  non  sono
  assolutamente intervenuto e di questo vorrei che mi si desse  atto,
  onorevole D'Agostino.
   Ho  sempre  evidenziato  l'esigenza che questi  emendamenti  prima
  passassero  nelle Commissioni di merito, cosa che  mi  risulta  sia
  successa,  addirittura con il parere favorevole del  Governo  ed  è
  stato  discusso  in Aula. Quindi, insinuazioni  non  ne  ammetto  a
  nessuno  tanto  meno  a  lei proprio sulla  conduzione  d'Aula   Si
  attenga  all'ordine  e,  ripeto,  non  esasperi  gli  animi  che  è
  assolutamente inutile  Non faccia ricatti a quest'ora

   D'AGOSTINO.  Non ho insinuato minimamente, signor Presidente,  sul
  fatto che lei fosse di Messina, piuttosto sul fatto che ha permesso
  ad   altri  deputati  di  riprendere  la  parola  e  di  insultarmi
  impunemente

   PRESIDENTE. Onorevole D'Agostino, io ho ammesso questo emendamento
  perché  correttamente  è passato dalle Commissioni  di  merito.  Ho
  detto  che  non ammettevo emendamenti che transitavano direttamente
  in II Commissione

   D'AGOSTINO. E cosa cambia, signor Presidente?

   PRESIDENTE. Cambia molto

   D'AGOSTINO. Cosa cambia?

   PRESIDENTE.  Cambia  molto,  perché  c'è  l'approfondimento  nelle
  Commissioni di merito

   D'AGOSTINO. No, signor Presidente, avremmo dovuto fare quello  che
  è sempre successo: ci si fermava, e si ragionava.

   PRESIDENTE. La mediazione non è su queste cose

   D'AGOSTINO. Lei non l'ha consentito e così ha legittimato

   PRESIDENTE. E' tardi, dobbiamo andare avanti

   D'AGOSTINO.  Lei non l'ha consentito e ha permesso a  chi  si  era
  comportato correttamente nei confronti del Governo e nei  confronti
  dei  lavori della Commissioni che non aveva, come dire, intralciato
  i lavori, di essere penalizzato. Vuol dire che ancora una volta chi
  è più furbo va avanti, signor Presidente

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 14.36 del Governo.

   CAPUTO. C'è un subemendamento al questo emendamento.

   CORDARO. Possiamo spiegarlo il 14.36?

   PRESIDENTE. Questo mi sembra più che evidente e necessario. Se  il
  Governo che ha scritto questo emendamento intende illustrarlo.

   BIANCHI, assessore per l'Economia.  Mi sembrano abbastanza  chiare
  le  intenzioni  di questo emendamento che lascia alla disponibilità
  dell'Assessore   per  le  autonomie  locali   la   possibilità   di
  intervenire  in  situazioni  di particolare  emergenza  sociale  in
  alcuni  Comuni nel corso dell'anno. Quindi, diciamo,  questa  è  la
  valutazione  che  abbiamo  fatto, anche in base  all'interlocuzione
  avuta in Conferenza dei Capigruppo.

   PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dall'onorevole  Caputo
  il subemendamento 14.36.1:
   Dopo   la   parola   Criminalità  organizzata   aggiungere:    che
  gestiscono beni confiscati' . Parliamo dei Comuni.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   BIANCHI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  Presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole a maggioranza.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

  (E'  approvato)

   Pongo  in  votazione  l'emendamento 14.36,  come  subemendato.  Il
  parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole a maggioranza.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            ( E' approvato)

   Sul  subemendamento  dell'onorevole  Caputo  c'è  la  firma  anche
  dell'onorevole Cordaro.
   Si passa all'emendamento 14.35 dell'onorevole Assenza e altri.
   L'emendamento 14.35 dell'onorevole Assenza e Vinciullo è assorbito
  dopo l'approvazione dell'emendamento dell'onorevole Milazzo.

   SIRACUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SIRACUSA. Signor Presidente c'è un emendamento del Governo  che  è
  il 14.35, quindi sono entrambi 14.35?

   PRESIDENTE. Ha fatto bene l'onorevole Siracusa ad evidenziare  che
  c'era un errore materiale perché quello del Governo è un 14.35  bis
  che  riguarda  la  soppressione  del  comma  8  così  come  si  era
  concordato.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Gli emendamenti 14.19 e 14.20 hanno identico contenuto.

   ASSENZA. Dichiaro di ritirarli.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento   14.13   si  intende  ritirato   perché   collegato
  all'emendamento 14.19.
   Si passa all'emendamento 14.9 dell'onorevole Turano e altri.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi qua conosco  un  po'
  tutti  e vorrei cominciare dall'argomento più  spigoloso che questa
  sera si è tenuto.
   Io credo che l'onorevole D'Agostino - che non ha bisogno di essere
  difeso da me - poco fa ha ecceduto nei toni, però nessuno pensi che
  non  aveva  ragione  né  che disattendeva un impegno.  Gli  impegni
  quando si prendono si portano fino in fondo.
   Qua  dentro  ci  sono persone che hanno sufficiente  capacità  per
  capire  quello  che è successo e così come poco fa  c'è  stata  una
  sbavatura  nei  confronti  di  un  collega  e  nei  confronti   del
  Presidente dell'Assemblea, che tutti già abbiamo cancellato, non lo
  possiamo  fare per l'aspetto politico. Ho presentato un emendamento
  che apertis verbis, coram populi, lo leggono tutti, costituisce una
  riserva.
   Signor  Presidente, vorrei che sull'argomento ci fosse un  po'  di
  attenzione  da  parte  dei colleghi che seguono  con  stanchezza  i
  lavori,  anche  per  l'orario, però credo  che,  su  questo  punto,
  dobbiamo essere inderogabili.
   La  Sicilia è attanagliata da mille problemi, però la riserva  che
  chiedo  di  costituire in favore di due enti, che sono la provincia
  di  Trapani e il comune di Comiso, non è legata ad una prebenda  in
  favore  di  un ente locale né tanto meno in favore di una necessità
  che  viene,  come  quella  di  poco fa,  approvata,  legittimamente
  rappresentata da qualche deputato.
   E'  una  necessità  collegata  allo  sviluppo  della  Sicilia.  La
  provincia di Trapani è proprietaria del 50 per cento della  società
  di  gestione  dell'aeroporto al pari del comune di  Comiso,  che  è
  proprietario  della  buona  parte delle  azioni  della  società  di
  gestione che governa l'aeroporto di Comiso.
   Se  noi  pensiamo di dare un contributo a questi due  enti  perché
  hanno un'emergenza, ci sbagliamo. L'emergenza qua si chiama Sicilia
  e si chiama  sistema di gestione degli aeroporti siciliani .
    Credo che il Governo della Regione non possa, presidente Crocetta
  -  tante  volte  le  ho rappresentato, anche accoratamente,  questo
  appello  -  non  intestarsi una battaglia  di  sviluppo  di  questo
  territorio che non può che passare dagli aeroporti siciliani.
   Faccio un esempio che vale per tutti. C'è qua l'onorevole Musumeci
  che  è  stato presidente della provincia di Catania, che certamente
  ricorda ancora come la provincia era compartecipe della società  di
  gestione, o mi rivolgo ai deputati palermitani, che sanno bene  che
  la   provincia  di  Palermo  è  comproprietaria  nella  società  di
  gestione. Ora questa Assemblea, poco tempo fa, ha votato una  legge
  di  riordino delle province e questo riordino sarà affidato  a  dei
  commissari che il Governo vorrà indicare.
   Personalmente plaudo all'iniziativa del Governo circa la nomina di
  alcuni  commissari  che  sono stati indicati,  anche  quello  della
  provincia  di  Trapani. Da un lato, mastico  amaro  quando  che  il
  commissario precedente, fortunatamente preso per i capelli,  grazie
  alla disponibilità del Presidente della Regione, che il giorno  del
  suo  insediamento  ha  avuto l'amabilità di  ricevermi,  di  capire
  assieme  all'assessore Stancheris, il problema che rappresentavo  e
  di  intervenire  tempestivamente. E,  però,  fino  a  quando  posso
  dormire  sogni tranquilli sapendo che chiunque potrebbe  intestarsi
  la  gestione  di  questi strumenti che sono indispensabili?  Perchè
  sono  indispensabili è sotto gli occhi di tutti, perché da lì passa
  il traffico non aereo, non è soltanto il traffico aereo in uscita o
  in  arrivo  che  gestisce l'aeroporto, da lì passa il  traffico  di
  sviluppo di questo territorio.
   Allora,  signor Presidente, difficilmente sforo, su  questo  punto
  vorrei  che  ci  fosse una disponibilità da parte  dell'Aula.  Cosa
  stiamo  dicendo?  Di  garantire 3 milioni di euro  ad  ente  perché
  vengano  investiti  da  un lato per fare il programma  di  sviluppo
  dell'aeroporto  di  Comiso  e  dall'altro  lato  per  garantire  la
  provincia   di   Trapani   che,  grazie   al   buon   funzionamento
  dell'aeroporto, ha portato milioni di persone.
   Presidente, in Sicilia se le persone non arrivano con le compagnie
  aeree  non viene nessuno. Io per andare a Roma non ce la  faccio  a
  prendere  il  treno. In Sicilia, rispetto al resto dell'Italia,  io
  procedo per contrade. L'Assessore Bianchi è di Roma. Se fa  200  km
  si trova a Napoli e se ne fa 400 si trova a Milano. Io se dalla mia
  provincia  parto e faccio 200 km arrivo a Tremonzelli. E quindi  se
  l'aeroporto  non  funziona o non ha i soldi per essere  gestito,  o
  l'Assemblea  non  dà  un contributo alla Provincia  per  assicurare
  questo, ne va dello sviluppo del mio territorio.
   Non  stiamo parlando di una cosa qualunque, stiamo parlando di una
  cosa   seria,   ed  io  vorrei  che  con  serietà  l'Assemblea   si
  determinasse,  e  con la stessa serietà spero  che  il  Governo  si
  determini  nel  dare  un parere. Mi turberebbe  sentire  un  parere
  negativo  al  mio  emendamento.  Mi  rassicurerebbe  un  parere  di
  disponibilità  che  si rimette all'Aula. E poi  l'Aula,  nelle  sue
  articolazioni,  nelle  sue  libertà di  uomini  e  di  partiti  può
  legittimamente  approvare l'emendamento che io ho fatto,  non  sono
  per la mia provincia ma anche per la provincia di Comiso.
   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   onorevole
  Presidente della Regione...

      (Diverbi tra l'onorevole  Sorbello e l'onorevole Fiorenza)

   Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.

      (La seduta, sospesa alle ore 1.08, è ripresa alle ore 1.09)

   La  seduta  è  ripresa.  Abbiamo pochi emendamenti  per  approvare
  l'articolo  14  e  poi sospendiamo, però datemi la  possibilità  di
  proseguire nei lavori.

   CORDARO.   Signor    Presidente,  onorevoli  colleghi,   onorevole
  Presidente  della  Regione, ho ascoltato  con  l'attenzione  dovuta
  all'intervento del collega Turano e devo rilevare sommessamente che
  questo intervento ha alla sua base un vizio argomentativo e logico.
   L'onorevole  Turano ha riconosciuto la bontà delle  argomentazioni
  dell'onorevole D'Agostino e però poi ha finito per fare quello  che
  l'onorevole   D'Agostino  aveva  rimproverato  ai  colleghi   nella
  discussione dell'emendamento su Messina.
   Allora,  Presidente  Crocetta, mi rivolgo a  lei:  è  da  parecchi
  giorni  che  lavoriamo  -  mi verrebbe  da  dire  come  opposizione
  responsabile  - ma francamente sono confuso questa sera  ed  è  per
  questo   che   alla   fine  di  questo  mio   intervento   chiederò
  all'onorevole Presidente dell'Assemblea di chiudere la seduta. Vede
  sono  confuso,  Presidente  Crocetta,  perché  in  realtà  chi  sta
  cercando  di stravolgere questa finanziaria, che questa opposizione
  responsabile  di centrodestra ha cercato di preservare,  è  proprio
  quella  maggioranza che lo ha eletto Presidente della Regione,  per
  carità, con istanze legittime.
   Però,  Presidente, qui ci avete spiegato che dobbiamo volare alto,
  ci  avete  spiegato  che  non  ci  sono  interessi  di  bottega  da
  difendere,   ci   avete  spiegato  delle  cose  che   noi   abbiamo
  metabolizzato e abbiamo con sofferenza chinato il capo rispetto  ai
  niet dell'Assessore Bianchi.
   Messina  ha  interessi legittimi, Trapani ha interessi  legittimi,
  Comiso  ha  interessi  legittimi. Presidente  Crocetta,  la  prego,
  siccome   quella   che  chiamano   balcanizzazione'  dell'Assemblea
  regionale  i più noti mezzi di stampa che oggi leggiamo, credo  che
  in questa finanziaria stia venendo fuori in tutta la sua dirompenza
  e  siccome  sta accadendo un paradosso che chi non l'ha  eletta  si
  comporta  in maniera responsabile, senza fare ostruzionismi,  senza
  presentare  emendamenti che non sono concordati,  senza  fare  cose
  diverse da quelle che si sono stabilite in Commissione bilancio non
  vi   annacate ,  colleghi:  un  po' di  serietà   Noi  siamo  seri,
  Presidente, la prego, riunisca la sua maggioranza e poi  spiegateci
  come volete condurre in porto questa finanziaria perché non mi pare
  che  al  netto  della  legittimità delle  istanze  quello  che  sta
  accadendo  da  circa mezz'ora a questa parte, con lo spettacolo  di
  contorno  che credo tutti, a partire la lei, si sarebbero  evitati,
  facciano  parte di un percorso che lei ha delineato.  Se  è  perché
  siamo  stanchi non è necessario approvare l'articolo 14  in  queste
  condizioni,  Presidente,  riprendiamo  domani,  però  chiaritevi  e
  fateci sapere come volete andare avanti.

   PRESIDENTE.  A questo punto, farei mia la richiesta dell'onorevole
  Cordaro  dopo avere sentito se possibile le intenzioni del Governo,
  perché  è  chiaro che da domani ci dovremo disciplinare  anche  sui
  tempi in maniera diversa. Però, devo evidenziare, ad onor del vero,
  voglio  ribadire un concetto e cioè che non ci sono -  l'ho  sempre
  detto - stanze di compensazione, che può essere la II Commissione o
  la  Conferenza  dei  Presidenti dei  Gruppi  parlamentari  o  altri
  momenti di sintesi.
   Il  momento di sintesi si fa all'interno del Parlamento, perché il
  parlamentare  che  non  partecipa  alla  II  Commissione   o   alla
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari non  può  essere
  spogliato della...

   CORDARO. Sessanta parlamentari in Commissione bilancio

   PRESIDENTE. Il parlamentare che non partecipa alla II Commissione,
  non  partecipa  alla  conferenza  dei  capigruppo  non  può  essere
  spogliato  della  possibilità di presentare emendamenti  così  come
  previsto dal Regolamento.
   Comprendo lo spirito dell'intervento dell'onorevole Cordaro e,  in
  parte,  l'apprezzo  per  ristabilire un minimo  di  serenità  anche
  perché  il percorso per arrivare all'approvazione definitiva  della
  finanziaria è abbastanza lungo.
   Chiedo al Presidente della Regione di esprimersi sulla possibilità-
  necessità  di  fermarci in questo momento per  dare  più  serenità,
  magari  domani  di  esaminare nella sua complessità  l'articolo  14
  oppure andare avanti con l'articolo 14 e non oltre.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  credo che a questo punto il richiamo politico effettuato
  dall'onorevole Cordaro mi sembra evidente. Non possiamo  andare  in
  Conferenza  dei Capigruppo, stabilire un percorso e poi  tutti  gli
  emendamenti  rimangono,  perché tanto questo  è  amico  di  quello,
  l'altro è amico di quell'altro. Non esiste
   Noi  abbiamo  fatto degli accordi politici che hanno coinvolto  la
  maggioranza  e  l'opposizione. In questi accordi  politici  abbiamo
  detto che emendamenti specifici per i territori non ce ne sono.
   Non  sono ammissibili, perché altrimenti andrebbero presentati  da
  tutti  e 90 deputati, perché ognuno è rappresentativo di una realtà
  e,  permettete, anch'io ho una città che vuole fare l'aeroporto  da
  anni e lo ha autorizzato pure l'Enac.
   Non mi pare che ci siamo messi d'accordo con i deputati regionali:
  fatemi  gli  emendamenti  su  questa  cosa.  Abbiamo  fatto   altri
  ragionamenti  che  sono  generali.  Questi  emendamenti   sarebbero
  persino illegittimi e lo sono senz'altro perché configurabili, così
  come  sono  stati  formulati, come aiuti di  Stato  proibiti  dalla
  legislazione europea.
   Dopo  di  che  le  maggioranze possono stabilire  che  li  possono
  votare,  perché tanto ci dobbiamo fare amico Trapani, la  logica  è
  che tu mi firmi questo emendamento perché io... Ma sempre aiuti  di
  Stato  sono,  sempre aiuti di Stato le maniere in cui sono,  perché
  quando  si  parla di favorire l'incremento del flusso  turistico  è
  aiuto di  Stato.

   TURANO Ma per l'evento bellico  Lo legga tutto, Presidente.

   CROCETTA.  Io  non  lo  so, ma lei onorevole  non  è  abituato  ad
  ascoltare gli altri. Faccia quello che ritiene opportuno,  però  io
  sono  abituato  a  governare con la serietà e la  serietà  è  degli
  accordi politici che si intraprendono fra forze politiche e  gruppi
  politici.
   Dopodiché,  noi  potevamo dire benissimo al  centrodestra,  votate
  quello  che  ritenete opportuno e fate gli emendamenti,  altrimenti
  questo accordo non lo proponevamo.
   Potevamo  dire  ai Grillini  fatevi la vostra strada   e,  invece,
  disciplinatamente  queste  forze politiche  stanno  rispettando  un
  percorso.  Non  è  possibile  che la maggioranza  che  sostiene  il
  Governo  faccia altri ragionamenti. Altrimenti la finanziaria  alla
  fine   sarà   la  finanziaria  del  centrodestra  e  dei  Grillini,
  parliamoci  chiaro, perché se il Partito Democratico  e  l'UDC  non
  sono  in  grado di governare i propri deputati lo debbono dire  con
  chiarezza

              (Applausi dai banchi di centro e di destra)

   Questi  sono  aiuti di Stato, aiuti di Stato non consentiti  dalla
  legislazione europea che non dovrebbero essere persino tecnicamente
  inammissibili,  giusto per tirarmi qualche sassolino,  tecnicamente
  inammissibili,  perché tanto è vero che noi sulla  questione  della
  Windjet siamo rimasti completamente bloccati.
   Perché  i  deputati  catanesi non presentano  un  emendamento  per
  salvare  la  Windjet  che sarebbe l'unica compagnia  siciliana?  Ci
  vogliono  meno milioni di euro di quelli che si impegnano in  tutta
  questa  cosa  e  sicuramente il trasporto aereo  della  Sicilia  ne
  avrebbe  grandi  vantaggi. per il semplice motivo che  non  saranno
  tecnicamente  erogabili, anche se impegnati,  perché  per  noi  gli
  aiuti  di Stato rimangono e sono e dovremo chiedere il parere  alla
  Commissione europea.
   Quindi,  qui potete sperperare il bilancio come volete, alla  fine
  noi  saremo  obbligati sempre al rispetto delle leggi,  per  essere
  chiaro, perché la legge regionale non sovrintende la legge europea,
  quella  nazionale se queste non vengono impugnate  dal  Commissario
  dello Stato, per essere estremamente chiari.
   Poi,  per  quanto  riguarda  tutto il  resto  ci  può  essere  San
  Cipirello;  perché  non ci deve essere Canicattini  Bagni?  Quindi,
  l'invito  che faccio a tutti quanti è quello di ritirare i  diversi
  emendamenti perché non si può avere, alla fine, che il fondo  delle
  autonomie  locali,  i  Comuni non avranno un  centesimo  perché  li
  abbiamo vincolati in spese inammissibili.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, eravamo ad una  proposta,  da  me
  condivisa, dell'onorevole Cordaro di sospendere, darci una calmata,
  perché  l'articolo 14 è uno degli articoli fondamentali  di  questa
  finanziaria.
   Il  Presidente Crocetta ha trovato quasi una soluzione mediana nel
  senso  che andiamo avanti però ritirate gli emendamenti, se non  ho
  compreso male Presidente Crocetta.

   D'AGOSTINO. E con gli emendamenti già votati che cosa si fa?

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo la seduta avvertendo  che
  riprenderà oggi, 30 aprile 2013, alle ore 10.00.

         (La seduta, sospesa alle ore 1.22, è ripresa alle ore
                                11.12).

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, informo che sarà una  seduta  non
  stop  e,  per  ovvie ragioni, il contingentamento  dei  tempi  sarà
  abbastanza   rigido.   Su  ogni  articolo  si  potrà   intervenire,
  sull'articolo,  emendamenti ed eventuali sub emendamenti  solo  una
  volta e senza abusare troppo. Quindi i cinque minuti, in base  alla
  tipologia  dell'articolo, sono proprio un  limite  massimo.  Non  è
  escluso  che  su  ogni articolo il tempo concesso ad  ogni  singolo
  deputato  possa  essere anche al di sotto, e di molto,  dei  cinque
  minuti.

   CRACOLOCI. Interveniamo solo per dare un saluto.

   PRESIDENTE. Esatto, onorevole Cracolici. Solo per dare un saluto e
  per comprendere la posizione dei Gruppi e del Parlamento.
   Onorevoli  colleghi, riprendiamo i nostri lavori  dall'emendamento
  14.9 a firma Turano ed altri.

   DINA,  presidente  della  commissione e relatore  di  maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA,  presidente  della  commissione e relatore  di  maggioranza.
  Signor  Presidente, volevo chiedere l'accantonamento  dell'art.  14
  per  ragioni di opportunità. Lo possiamo riprendere successivamente
  con più serenità.. Signor Assessore lei è d'accordo?

   PRESIDENTE.  La  mia  impostazione  è  diversa   Se  iniziamo   ad
  accantonare  non arriviamo da nessuna parte. Signor  Assessore  lei
  che ne pensa?

   BIANCHI, assessore per l'economia. Il Governo si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE.  Non  comprendo  le  ragioni  per  l  quali   dovremmo
  accantonarlo.
   Lo pongo in votazione.  Il parere del Governo?

   BIANCHI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario a maggioranza.

   PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi, chi è contrario resti seduto

                           (Non è approvato)

   Pertanto,  vengono preclusi gli emendamenti 14.27, 14.15,  14.5  e
  14.6.
   Si passa all'emendamento 14.8 Il  parere del Governo?

   BIANCHI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario a maggioranza.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi, chi è
  contrario resti seduto

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 14.11. Il parere del Governo?

   BIANCHI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario a maggioranza.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi, chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 14.4.

   LENTINI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 14.17. Il parere del Governo?

   BIANCHI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della Commissione e  relatore  di  maggioranza.
  Contrario a maggioranza.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi, chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 14.22.

     DI  GIACINTO. Signor Presidente, ritiro gli emendamenti 14.22  e
  14.24.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 14.27.

   GRASSO.  Lo  ritiro.  Dichiaro di ritirare anche  gli  emendamento
  14.28 e 14.29.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 14, come emendato. Chi è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)

   Hanno  espresso  il loro voto contrario gli onorevoli  D'Agostino,
  Vinciullo e Turano.
   Si passa all'articolo 17, in precedenza accantonato.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sono concessi solo due minuti  per
  intervenire.
   Comunico  che all'articolo 17 è stato presentato un subemendamento
  da parte del Governo di riscrittura dell'articolo.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Signor Presidente, mi atterrò scrupolosamente  ai  due
  minuti  concessi,  come  credo poi si atterranno  anche  gli  altri
  colleghi.
   Il  problema  nostro è un altro. Vorremmo procedere  con  maggiore
  lentezza  per avere certezza di quello che stiamo approvando  e  di
  quello che stiamo facendo.
   Vede, poco fa abbiamo approvato l'articolo 14 senza la possibilità
  di intervenire, ma l'articolo 14 è la causa dei problemi che questa
  Assemblea   sta   avendo.  Perché  vede,  non   è   possibile   che
  l'emendamento relativo a Siracusa, firmato dall'onorevole Gianni  e
  dal Capogruppo Dina, ancora una volta venga bocciato da quest'Aula
  E invece altri emendamenti per argomenti quasi identici siano stati
  approvati.
   Intervengo  sulla materia che riguarda il personale perché  ancora
  siamo in tempo.
   Sulla materia del personale, faccio appello all'assessore Bianchi,
  perché  mi  pare di capire che solo con l'assessore  Bianchi  ormai
  possiamo  dialogare per quanto riguarda il personale. Non  possiamo
  assolutamente  fare due pesi e venticinque misure; i  precari  sono
  tutti  gli  stessi, i precari hanno tutti gli stessi diritti,  così
  come  hanno tutti gli stessi doveri. Mi pare di capire che  stiamo,
  su questo argomento, imboccando la strada dell'ingiustizia, cioè la
  strada  che porta alcuni precari ad avere la riconferma  di  quanto
  loro  è  dovuto, alcuni precari ad avere anche maturato il  diritto
  alla   stabilizzazione,  alcuni  precari  che  giustamente  vengono
  garantiti,  e  invece  ve ne sono altri che  storicamente  esistono
  ancora da prima, che vi sono leggi regionali su questo argomento, e
  che questa Assemblea rischia di non tutelare come è giusto che sia.
   Per cui signor Presidente, concludo

   PRESIDENTE. Grazie onorevole Vinciullo. Due minuti abbiamo  detto,
  sulla base dell'importanza degli articoli.

   GIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI.  Grazie  signor  Presidente. Anche  meno  di  due  minuti.
  Soltanto per dire che quello che è successo ieri sera non è solo il
  sintomo  di  un  malessere  diffuso,  ma  anche  il  fatto  di  non
  comprendere che il problema di Messina, come quello di  Catania,  è
  come  quello  dei  PIP  ed  emergenza Palermo,  perché  non  stiamo
  parlando   della  Regione  della  Tunisia  o  dell'Africa,   stiamo
  parlando, ciascuno di noi, dei problemi che conosce.
   Ora,  mi  sembra  strano   -  e  devo dire  francamente  che  sono
  dispiaciuto  sia  stato bocciato l'emendamento  per  il  teatro  di
  Siracusa  dopo  che da settimane non si fa altro  che  parlare  dei
  teatri. Un teatro che dopo cinquant'anni viene completato e che  ha
  bisogno  di  500  mila euro per essere aperto,  mi  pare  una  cosa
  abbastanza   grave,   delicata  e   da   prendere   seriamente   in
  considerazione.
   Se  questo è il tema, se questo è il motivo, il metodo, io  credo,
  signor  Presidente, che da questo momento in poi sarò  costretto  a
  prendere  la parola per ogni argomento, per dire quello che  penso,
  che è veramente vergognoso.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole Gianni.
   Si passa al sub emendamento 17.6 al comma 1, da parte del Governo.
   Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

                           (Brusìo in Aula)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, per favore, un po' di attenzione,
  siamo in fase finale, ed abbiamo i tempi contingentati.

   CIMINO.  Però,  signor  Presidente,  questi  sub  emendamenti  che
  arrivano così, devono essere prima spiegati e supportati.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  un  articolo  di
  questa  portata,  un emendamento che è di due  parole  ma  che,  di
  fatto, riprende una norma del 1995 su delle società che sicuramente
  ha  una  logica  che  io  immagino;  però  considerarne  alcune  ed
  escluderne  molte altre, non è possibile. Chiedo che su emendamenti
  di  questo  genere volanti del Governo, gradirei  che  vi  sia  una
  spiegazione per capire cosa si vota.

   PRESIDENTE. Onorevole Cimino, condivido le sue preoccupazione ed è
  per  questo  che  poc'anzi evidenziavo il fatto che  bisognava  che
  questi  emendamenti passassero prima per le Commissioni di  merito.
  Stiamo  purtroppo scontando il ritardo con il quale il  Governo  ha
  presentato  questa manovra di bilancio e non ce  ne  possiamo  fare
  carico tutti noi in questo momento con le difficoltà che ci sono.

   VINCIULLO.  Signor  Presidente,  Vorrei  sapere  chi  sono  questi
  soggetti?

   PRESIDENTE.  Assessore Bianchi, c'è una richiesta di  spiegare  il
  subemendamento che abbiamo appena votato.
   Dovremmo votare ora l'emendamento così come subemendato.

   BIANCHI,  assessore  per l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  sì,  in  effetti, mi spiegavano che era  un  emendamento
  sostanzialmente tecnico.
   Questa  è  la legge di costituzione della società SAS Multiservizi
  che è richiamata al comma 1.

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, non è  consentito
  procedere in questa maniera perché così alteriamo le condizioni  in
  premessa. Caro Presidente, cari colleghi, caro Governo, ricordo che
  su alcuni punti è stata stabilita una linea di condotta determinata
  e rigorosa, non è possibile con i combinati disposti, col tentativo
  di  non  farli  comprendere a nessuno, pensare che  possano  essere
  approvati   emendamenti  che,  da  una  parte,   escludono   alcuni
  interventi e, dall'altra, pensano di essere approvati sulla  nostra
  testa.
   Pertanto,  io  su  questo  la invito a  fermarsi,  a  far  sì  che
  l'Assessore  Bianchi  ci dia una spiegazione esatta  sul  combinato
  disposto  relativo  all'emendamento 17.3 e a  quello  presentato  e
  distribuito  poco  fa e come si integrano perché entra  nel  merito
  degli  interventi sul personale.

   PRESIDENTE.  Onorevole D'Asero, il suo intervento mi sembra  molto
  opportuno perché era stato stabilito un percorso e, con la  massima
  onestà intellettuale che ci deve governare tutti, Governo e singoli
  deputati  nel rapporto con l'intero Parlamento, il suo  richiamo  è
  più che puntuale.
   Pertanto, lo accanto momentaneamente.

                        Sull'ordine dei lavori

   TURANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Quale ordine dei lavori, no

   GIANNI.  Lei  deve  dare la parola ai deputati.  Non  è  possibile
  procedere così

   PRESIDENTE. Onorevole Gianni, non so a chi lei si riferisce.

   GIANNI. Mi riferisco a tutto. C'è un tale stato di confusione

   PRESIDENTE.  Perfetto,  perfetto,  onorevole  Gianni,  però   devo
  ricordarle  che  il  bilancio e la finanziaria  sono   arrivate  in
  ritardo,  non per responsabilità certo di questo Parlamento,  e  le
  relative  Commissioni di merito non hanno avuto la  possibilità  di
  esaminare tutto quanto con tempestività.
   Ho  condiviso  l'intervento dell'onorevole D'Asero,  il  quale  ha
  chiesto  di  accantonare questa materia che riguarda una  questione
  molto delicata, che riguarda una particolare tipologia di precari.
   Pertanto,  vi  invito,  invece, pur nella confusione  generale,  a
  prestare  molta  attenzione alle norme  che  vengono  proposte  per
  aiutare  questa  Presidenza e gli Uffici  dell'ARS  a  svolgere  il
  proprio lavoro.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole Turano, assolutamente no.
   Si passa all'articolo 18.

   TURANO.  Signor  Presidente,  è un  problema  di  correttezza  mia
  personale, ed io la prego di raccogliere il mio amaro sfogo.  A  me
  non  fa  piacere  passare come un deputato  che  per  due  mesi  ha
  giocato.  Ho fatto un lavoro attento nelle Commissioni  di  merito,
  che  è  stato  puntualmente  disatteso. In  tutti  gli  interventi,
  infatti,  onorevole Di Giacomo, sui quali siamo, come  dire,  stati
  attenti anche nell'emendare e modificare il testo, è diventato meno
  che un foglio di carta.
   Allora,  lei non può dire che questa finanziaria arriva in ritardo
  e le Commissioni non se ne sono occupate. Personalmente, me ne sono
  occupato  e non ho prodotto, comunque, effetti, perché il  testo  è
  diventato un calderone. E' una questione di rispetto del lavoro dei
  colleghi.
   Se  al fatto che ho lavorato aggiungiamo che non se ne tiene conto
  e si dice che le Commissioni non hanno operato, non è vero.

   PRESIDENTE. Onorevole Turano, non era una questione tra me e  lei,
  era tutt'altro ed era ad adiuvandum per il lavoro fatto dai singoli
  parlamentari.
   Proprio sul suo emendamento - è stato reso ammissibile perché  era
  ammissibile - l'Aula ha discusso in maniera approfondita  e  l'Aula
  ha votato.
   E  dobbiamo  avere rispetto dell'Aula, quindi, lei  non  può  dire
  questo.
   Il  ragionamento  sul lavoro delle Commissioni è  con  riferimento
  all'emendamento  che mi arriva dal Governo, a  tutela  dei  singoli
  parlamentari.

      Riprende il seguito dell'esame del disegno di legge n. 69/A

   PRESIDENTE.  Si riprende l'esame dell'articolo 18,  in  precedenza
  accantonato.
   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   -dal Governo: 18.2, interamente sostitutivo;
   -dagli onorevoli Ciaccio, Cancelleri ed altri: 18.1.

   GIANNI. Signor Presidente, chiedo di parlare sull'articolo 18.2.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI.  Signor  Presidente, mi scuso per  il  tono  usato  prima.
  Certo, capisco: la notte, il nervosismo, la mancanza di risorse, lo
  stesso  emendamento 18.2, che la dice lunga su quelli che sono  gli
  atteggiamenti da utilizzarsi.
   E,  però,  signor Presidente, quando quest'Aula viene  chiamata  -
  come è avvenuto anche nel passato - a pronunciarsi su qualcosa,  ci
  si aspetta che quel pronunciamento diventi poi fatto concreto.
   L'assessore  per l'economia, ieri, parlava di fondi Fas.  C'è  una
  legge regionale del 12 maggio 2013, quindi, di ben tre anni fa,  la
  numero  11,  che  prevedeva - ed è stata  per  questo  approvata  -
  progetti obiettivo in favore degli enti locali.
   Sono  passati  tre anni e quei 250 progetti non sono ancora  stati
  finanziati,  nonostante ci fosse il disposto dell'Aula,  il  favore
  dell'Aula e, quindi, il voto favorevole dell'Aula.
   Se  noi, stamattina, così come ieri, così come i giorni passati  o
  quelli  che verranno, dovessimo stare qui a fare le belle statuine,
  diventerebbe, signor Presidente, un fatto negativo. Chiedo, quindi,
  all'Assessore  per l'economia di sapere se è a conoscenza  che  c'è
  questa  legge numero 11, del 2010, che finanzia, con i  fondi  Fas,
  250  opere  in  favore degli enti locali e, se  ritiene,  di  darci
  puntualmente un chiarimento totale sui fondi FAS, così come  quello
  che  ho  chiesto  ieri  sui fondi della Sanità  perché  il  49%  di
  concorrenza  è  troppo alto e anche su quello che è  il  fondo  che
  riguarda l'ex articolo 20.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Gianni, datemi la  possibilità  che  nella
  conduzione  dei lavori si stabilisca un metodo ben preciso.  Stiamo
  discutendo dell'articolo 18 e ha allargato il ragionamento parlando
  di  fondi  FAS e quant'altro. Lei è abbastanza esperto  per  quanto
  riguarda le famose auto blu dei fondi FAS.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   solamente
  sull'emendamento  18.2,  assessore. Due cose,  secondo  me,  devono
  essere emendate. Arrivando, ad un certo punto, al secondo comma del
  18.2,  lei dice: predispone entro 90 giorni della data dell'entrata
  in   vigore   della   presente  legge  un   piano   da   sottoporre
  all'approvazione della Giunta regionale.
   Siccome,  ormai, siamo abituati, da troppo tempo, a vedere  questa
  formula   predispone, entro 90 giorni , nel caso in cui l'assessore
  non   predisporrà   questo  piano,  come  naturale   che   succeda,
  all'assessore, cosa facciamo?
   Ce  la  teniamo, la mandiamo a casa,prevediamo la possibilità  per
  l'assessore  di essere sostituita, proprio per evitare  che  questo
  emendamento rimanga un emendamento manifesto?
   La  seconda  cosa  riguarda  il terzo  comma:  ogni  contratto  di
  noleggio  o  assicurazione sulla vettura non può essere  rinnovata;
  qui, però, c'è una cosa assurda, per cui possibilmente, abbiamo una
  macchina   il   cui   noleggio  scadrà   a   dicembre   del   2013,
  l'assicurazione scadrà l'1   maggio del 2013 e cosa  facciamo?  Per
  sette mesi, lasciamo la macchina nei garage della Regione?
   Credo  che sarebbe opportuno che l'assicurazione sulle autovetture
  seguisse il contratto fatto con le macchine, altrimenti, correremmo
  il rischio di avere le assicurazioni e non di avere le macchine,  o
  di avere le macchine e non avere le assicurazioni. Grazie.

   PRESIDENTE.  L'assessore vuole intervenire per dare  delucidazioni
  in ordine ai rilievi dell'onorevole Vinciullo?

   BIANCHI,  assessore  per l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  più  in  generale, questo emendamento è  stato  definito
  sulla  base  della discussione avuta in Commissione Bilancio,  dove
  appunto  c'era stato un orientamento condiviso a procedere rispetto
  ad  una  stesura  precedente del Movimento Cinque  Stelle,  ad  una
  stesura  diversa  che tenesse conto del reale  numero  di  macchine
  attualmente in uso alla Regione.
   Capisco le obiezioni dell'onorevole Vinciullo. Mi sembra difficile
  prevedere  un sistema di penalizzazione dell'assessore direttamente
  nell'articolo.  Mi  sembra  che  sia  una  procedura  più  standard
  evidenziare dei tempi a cui parametrarsi. Per il resto,  direi  che
  tutte   le  altre  osservazioni  possono  essere  risolte  in   via
  amministrativa e, sostanzialmente, confermerei il testo attuale.

   FAZIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAZIO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo  rassicurare
  il  collega  Vinciullo che il problema non si pone affatto  perché,
  mai,  ovviamente, potrebbe corrispondere la scadenza del  contratto
  di  assicurazione  con il contratto della macchina.  Comunque,  nel
  momento in cui non viene utilizzata la macchina, il proprietario ha
  diritto al rimborso dell'assicurazione per il periodo in cui non ne
  usufruisce. Peraltro, è previsto da una norma e anche dallo  stesso
  contratto.
   Su questo non c'è alcun dubbio, quindi, il problema, a mio avviso,
  non si pone se è questo il problema. Grazie.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  solo  per  un
  chiarimento sull'articolo 18.2.
   Vorrei  sapere  dall'assessore:  riguardo  all'autoparco,  c'è  il
  problema, ad esempio, che i direttori, capo di Gabinetto, i servizi
  esterni, le Sovrintendenze, penso all'Assessorato ai Beni Culturali
  che occupa molti spazi, come intendete - qua non lo leggo, non vedo
  questo documento di riscrittura - come intendete continuare?
   Pensando,  ci  sono  almeno cento autisti che  rimangono  fuori  e
  questo   personale  lo  trasferite  nei  vari  uffici,  come   sarà
  posizionato?
   Solo per un chiarimento. Grazie.

   PRESIDENTE. Onorevole Lentini, ora, risponderà il Governo.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   onorevoli
  colleghi,  emendamento chiaramente concordato  col  Governo.  Bella
  l'intuizione perché così diventiamo una Regione all'avanguardia per
  il numero delle auto blu, finalmente.
   Se,  poi,  il Consiglio di Presidenza di questa Assemblea  dovesse
  far propria anche l'indicazione, la raccomandazione di ieri sarebbe
  un passo in avanti, anche a livello etico, per i cittadini.
   Volevo  fare  solo  una puntualizzazione: che car  sharing  non  è
  scritto  sarim che, notoriamente, è un gas velenoso;  non  vogliamo
  uccidere  nessuno. Volevo anche, da un breve colloquio  con  alcuni
  colleghi,  che l'assessore ci indicasse quale sarà la  sorte  degli
  autisti  che,  ovviamente, non perderebbero il  lavoro  ma  sarebbe
  anche bene che uscisse fuori dalla sua voce questo concetto.

   VALENTI, assessore per le autonomie locali. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VANCHERI,  assessore per le autonomie locali.  Signor  Presidente,
  onorevoli  deputati, solo per un chiarimento. Fondamentalmente,  la
  norma   intende   disciplinare  quelle  che   sono   le   auto   di
  rappresentanza negli enti sottoposti a controllo. Attualmente,  già
  alla  Regione, le auto di rappresentanza vengono destinate soltanto
  al  Governo e a nessun'altra fascia dell'amministrazione che già si
  muove  in car sharing, per quanto riguarda i dirigenti, i dirigenti
  generali, i capi di Gabinetto, etc.
   Le  auto  di  servizio  è chiaro che restano  per  i  servizi  che
  l'amministrazione deve svolgere. Quindi, ripeto, è il  primo  comma
  quello che intende regolamentare negli enti sottoposti a controllo,
  dove,  ancora  oggi, invece, esistono le macchine di rappresentanza
  per  presidenti, direttori, commissari e quant'altro.  Gli  autisti
  non  vengono toccati perché il numero di autisti che c'è oggi  alla
  Regione  è quello che assicura il servizio in car sharing  per  gli
  uffici  della  Regione  stessa, nonché per  le  auto  di  servizio.
  Vengono chiamati a rotazione col car sharing.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 18.2. Il parere della
  Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Arriva  in  ritardo,  onorevole  Cracolici.  Il  rilievo  è  stato
  sollevato  dall'onorevole Cancelleri, ai  sensi  dell'articolo  117
  del Regolamento.
   Si riprende l'esame dell'articolo 19, in precedenza accantonato.
   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti: 19.2  e
  19.1,  degli  onorevoli  Falcone, Vinciullo,  Pogliese,  Assenza  e
  Caputo.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho bisogno soltanto
  di   un  chiarimento  da  parte  del  Governo.  Vorrei  capire   il
  significato  della  riduzione  che  con  il  presente  articolo  si
  determina nei confronti delle indennità per le persone del  settore
  sanitario. Quanto guadagna un manager? Quanto sarebbe la  riduzione
  del  dieci per cento sul suo stipendio e quanto è la riduzione  del
  dieci  per cento sull'indennità di risultato? Per capire se  è  una
  cosa  concreta e seria o se, in verità, l'inciso sull'indennità  di
  risultato affievolisce il significato della norma stessa.

   IOPPOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  sul
  punto  per  segnalare come questo dell'articolo 19 sia un  classico
  esempio  dell'assoluta inutilità del passaggio  della  finanziaria,
  della  legge  di  stabilità  e del bilancio  nelle  Commissioni  di
  merito. La Commissione Sanità, la VI, sul punto, si era pronunciata
  in maniera inequivocabile ed estremamente chiara.
   La  storia di questa norma è la seguente: il Governo proponeva, in
  una  delle prime stesure - ormai molte settimana fa, prima  stesura
  riveduta  e corretta ripetutamente di tal guisa che i suoi richiami
  e   le   sue   sottolineature,  signor  Presidente,   sul   ritardo
  dell'approdo  della  manovra in Aula sono  assolutamente  giuste  e
  sacrosante - la decurtazione del 10 per cento dell'indennità per  i
  direttori   generali,   sanitari  e  amministrativi.   Non   invece
  sull'indennità di risultato ma sulle voci globali, il  sottoscritto
  ebbe  a  presentare un emendamento in Commissione che aumentava  la
  decurtazione  dal  10  al 30 per cento e non  per  mero  capriccio,
  signor  Presidente,  ma per ragioni di coerenza con  l'impostazione
  politica  che  il Gruppo  Lista Musumeci  ha dato, fin  dall'inizio
  della   legislatura,   presentando  dei  disegni   legge   per   la
  decurtazione dell'indennità, a cominciare dalla nostra,  da  quella
  dei deputati regionali, in misura del 30 per cento.
   Credo   che  i  colleghi  del  Movimento  Cinque  Stelle   abbiano
  presentato  un emendamento analogo, forse persino superiore.  Si  è
  giunti,  in  Commissione,  all'intesa di  conseguire  il  risultato
  mediano  della  decurtazione del 20 per cento, con  un  emendamento
  appositamente presentato e votato e credo che - i componenti  della
  VI  Commissione mi possono dare atto di questo - si tratti, quindi,
  di  una  norma che fa economizzare e risparmiare la Regione  e,  in
  Aula, vediamo un testo che,  invece, riduce la decurtazione del  10
  per cento, illimitatamente alla indennità di risultato.
   Mi  pare  che sia davvero troppo e insopportabile per non ritenere
  del   tutto   inutile  il  lavoro  delle  Commissioni,   purtroppo,
  vanificato  dall'opera  del  Governo e per  ritenere  assolutamente
  incongruo  e  insopportabile questo zig zag del Governo,  anche  su
  temi  che  certamente  avvicinerebbero  l'istituzione  politica   e
  regionale alla grande opinione pubblica siciliana.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Ioppolo, Gradirei che  intervenisse
  l'onorevole   Digiacomo,   nella  qualità   di   Presidente   della
  Commissione  Sanità  ed  eventualmente lo invito  a  presentare  un
  subemendamento che possa ripristinare l'esito della votazione della
  VI Commissione.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Digiacomo.

   DIGIACOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'andamento  dei
  lavori   della   Commissione   è  stato   correttamente   riportato
  dall'onorevole Ioppolo e qui si crea nei termini dei due minuti  un
  problema di fondo. Noi riteniamo, in Commissione, di avere fatto un
  buon  lavoro e devo dire che, laddove la II Commissione ha alterato
  i  risultati  del  nostro lavoro, regolarmente, ne  sono  provenute
  difficoltà   enormi:  difficoltà  sui  ticket,   difficoltà   sulle
  indennità, difficoltà sui laboratori.
   Chiederei - e vorrei che ciò restasse a futura memoria -  alla  II
  Commissione  e  al  Governo di essere più  rispettosi  del  lavoro,
  quando  il  lavoro  è  stato ed è stato  fatto  in  modo  puntuale,
  perfetto e tempestivo, come nel caso della VI Commissione.

   PRESIDENTE.   La   invito  a  presentare  un  subemendamento   che
  ripristina l'esito della sesta Commissione sul quale l'Aula  ha  il
  dovere  di pronunciarsi. Perché questa è stata sempre la mia linea,
  a tutela del lavoro di tutto il Parlamento e ho sempre detto che la
  II  Commissione si doveva limitare a dare copertura  finanziaria  o
  meno a tutto quello che arrivava dalle Commissioni di merito.

   DIGIACOMO. Sarà fatto immediatamente, signor Presidente.

   FONTANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FONTANA.  Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, desidero
  intervenire per chiarire alcuni punti. Non vi è dubbio che questa è
  stata  materia  oggetto  di discussione  in  Commissione  e  quanto
  riferito   dall'onorevole  Ioppolo  non  è  altro  che  la   fedele
  ripetizione  di  quello  che è accaduto  in  Commissione.  Però,  a
  seguito  delle  questioni  che  sono state  affrontate  e,  quindi,
  l'abbattimento del 20, 30 per cento sugli emolumenti complessivi, è
  sorto  anche  un problema: il direttore generale, in  questo  modo,
  percepirebbe  ancora meno di un direttore di unità  operativa,  per
  cui ci siamo anche posti questo problema.
   Ecco  perché  credo che sia necessario un momento di  riflessione,
  anche  perché è un posto di grande responsabilità; la  gestione  di
  un'azienda  sanitaria non è un compito semplice e facile  ma  è  un
  compito   abbastanza  complesso  ed  è  giusto  che  ci   sia   una
  retribuzione  che sia quantomeno adeguata anche alle responsabilità
  che  ogni  direttore  si  assume e non  mi  pare  corretto  portare
  l'emolumento di un direttore generale al di sotto di quello  di  un
  direttore di un'unità operativa.
   Quindi,  credo  vada  fatta  una  riflessione  in  questo   senso.
  Probabilmente, non è neppure giusto quello che era stato fatto  con
  l'emendamento del 10 per cento sull'indennità di risultato.
   Credo  che  questa cosa possa essere rivista con un subemendamento
  condiviso  da  tutti.  Probabilmente, il  10  per  cento  o  il  20
  percento, ma credo che il 20 per cento già sia eccessivo. Il 10 per
  cento   sull'emolumento   complessivo   credo   sia   probabilmente
  l'emendamento  più  equilibrato  per  rispettare  il   lavoro   del
  direttore  generale  e certamente non mortificare  questo  tipo  di
  attività.

   CASCIO SALVATORE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO  SALVATORE. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
  prendo  la  parola e prendo spunto da quello detto da lei poc'anzi.
  Ha  detto, in pratica, che le commissioni non sono state  messe  in
  grado  di  lavorare.  La nostra Commissione,  cioè  la  Commissione
  Sanità,  ha  lavorato, oltre che serenamente, proficuamente.  Ne  è
  testimonianza il fatto che dalla Commissione Sanità  è  partita  la
  proposta   di  abolizione  del ticket e la  proposta  di  riduzione
  dell'indennità da parte dei manager.
   Mi  disturba  e  mi  dispiace,  soprattutto,  che  la  Commissione
  Bilancio  non  tenga  conto  del nostro  lavoro,  anche  perché  le
  Commissioni servono a coadiuvare, ad essere di supporto  al  lavoro
  d'Aula. Se questo non è, non ha senso riunirsi in Commissione.
   Per   quanto   riguarda,   invece,   l'ultima   proposta,   quella
  dell'onorevole   Fontana,   invece,   sottoscrivo    la    proposta
  dell'onorevole  Ioppolo,  sia  perché  la  condivido,  sia  per  la
  coerenza per cui l'ho sostenuta anche in Commissione Sanità.
   In un momento in cui si parla di tagli della burocrazia, dei tagli
  del  costo  della politica, è chiaro che un sacrificio lo  dobbiamo
  fare tutti ed è chiaro che il subemendamento che questa Commissione
  scriverà  e  che  io  sottoscriverò, firmerò,  va  nella  direzione
  originaria,  che  è  quella  del 20 per  cento  sulla  retribuzione
  complessiva, non sulla retribuzione del risultato.
   Chiaramente,  siccome non è una medicina che si deve prendere  per
  forza, se qualche direttore generale prossimo futuro pensa che,  da
  un  punto  di vista economico, non è conveniente per lui,  non  può
  fare altro che non accettare.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,  credo  -
  l'ho detto ieri - che forse questa finanziaria sul contenimento dei
  costi   si   stia   annacquando   un  attimo   perché   giustamente
  quest'Assemblea è portatrice anche di aspettative e di istanze  che
  vengono  anche  da  chi  ha  una  responsabilità  gestionale,  dico
  giustamente.
   Nel  passato,  le  varie  indennità di chi ha  una  responsabilità
  gestionale sono state aumentate e sono state dimensionate  rispetto
  anche a quelle che sono i compiti, le mansioni, le funzioni che  si
  svolgono.
   Oggi ci siamo accorti, però, che è giusto, in un momento di crisi,
  dare dei segnali quanto meno, senza peraltro mortificare quello che
  è  la  professionalità,  la competenza,  la  responsabilità  a  cui
  ciascuno di questi dirigenti è chiamato.
   Allora,  voglio  dire, signor Presidente, che  ci  sono  due  miei
  emendamenti al testo. E' chiaro. Ha ragione il presidente Digiacomo
  ma,  prima  di  lui, l'onorevole Ioppolo, quando  hanno  detto  che
  questo   emendamento,  così  come  era  formulato  in   Commissione
  Bilancio,  era  arrivato  col  20 per cento  di  taglio  all'intera
  indennità.   Successivamente,  in  Commissione   Bilancio,   si   è
  determinata una maggioranza che ha deciso per il taglio del 10  per
  cento

   PRESIDENTE. Questo però non è un comportamento lineare.

   FALCONE.  Proprio per questo, chi le parla e chi parla  in  questo
  momento  ha  presentato legittimamente due tipi di emendamenti:  il
  primo  che  ripristina  il  taglio del  20  per  cento  dell'intera
  indennità  -  ma ora dirò alcune cose - ed il secondo  emendamento,
  invece, che si ferma ad un taglio del 10 per cento.

   PRESIDENTE. Due minuti. L'abbiamo compreso.

   FALCONE.  Soltanto un appunto, signor Presidente,  come  ha  detto
  l'onorevole  Fontana. Dobbiamo però capire: siccome  le  indennità,
  anche  dei  capi  dipartimento, sono fissate  da  norma  nazionale,
  dobbiamo  capire se un'eccessiva riduzione può comportare un  danno
  anche di immagine.
   A  mio avviso, se la Presidenza ha chiesto, così come ha fatto, il
  20  per  cento come emendamento della Commissione, ci determineremo
  in tal senso. Diversamente, c'è anche l'emendamento a mia firma che
  parla   del   10  per  cento  dell'intera  indennità.   Si   tratta
  dell'emendamento 19.1.

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Falcone. Onorevole Dina,  prima  che
  lei  intervenga,  la  questione non  è  riferita  chiaramente  alla
  Presidenza della Commissione ma è riferita ad un atteggiamento  che
  c'è  stato,  nel  corso  degli anni, che  prescinde  dalle  singole
  persone,  per  carità. Anche ieri, si è fatto riferimento  alla  II
  Commissione; si è fatto riferimento a Conferenze dei Presidenti dei
  Gruppi parlamentari, a rapporti fra partiti.
   Penso che il Parlamento sia sovrano e, all'interno del Parlamento,
  debbano  essere  adottate le decisioni. Il Parlamento  deve  essere
  messo  in condizione di conoscere tutto quello che è avvenuto nelle
  singole Commissioni di merito e bisogna rispettare il lavoro svolto
  dalle Commissioni di merito, condivisibile o non condivisibile.

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Signor  Presidente,   intervengo intanto  per  una  valutazione  su
  quelle  che  sono le critiche al metodo, nel senso che pur  essendo
  d'accordo sul concetto generale che le Commissioni di merito  hanno
  una  primazia  nell'indicare  le modifiche  del  testo  per  quanto
  attiene  il  merito,  ed  è  una  primazia  riconosciuta,   la   II
  Commissione,  in  questo senso, potrà anche  intervenire  -  stiamo
  parlando  in  termine  generale - e poi rimandare  il  testo  nelle
  Commissioni di merito per farlo rivalutare.
   Nello  specifico, siamo di fronte ad una norma dove la variazione,
  la  modifica  che fa la II Commissione è di una scelta  di  impegno
  finanziario  ed  è  una scelta collegata ad  una  scelta  anche  di
  merito,  per  cui in questo caso siamo di fronte ad una valutazione
  che  è finanziaria e che ha avuto una conseguenza sul merito  ed  è
  maturata nella scelta della Commissione.
   Se la Commissione sceglie di tagliare il ticket e questa scelta la
  costruisce sul merito, è nelle competenze della Commissione.
   Nel  merito,  abbiamo circoscritto l'intervento all'indennità  del
  risultato  perché  la  norma nazionale ancora la  retribuzione  dei
  direttori   sanitari  e  amministrativi  a  quelli  del   direttore
  generale,  diminuendo  di  molto,  20, 10  per  cento,  l'indennità
  complessiva  del  direttore generale e, a  cascata,  viene  ridotta
  quella del direttore sanitario e amministrativo che rischierebbe di
  andare sotto a quella dei capi dipartimento.
   Era  semplicemente  questo ragionamento,  ma  ci  rimettiamo  alle
  valutazioni complessive dell'Aula, così come è giusto che sia.

   PRESIDENTE.  L'onorevole Dina, come presidente della  Commissione,
  ha  chiarito  la procedura. Per il futuro è comunque opportuno  che
  quando  c'è una riscrittura di norme, esitate dalle commissioni  di
  merito,  sé  necessario, indispensabile ed opportuno che  ritornino
  nelle commissioni di merito.
   Onorevoli   colleghi,  ritornando  all'emendamento,  preciso   che
  l'intervento  dell'onorevole Falcone ha cercato di fare  chiarezza.
  Peraltro, lo ha evidenziato anche l'onorevole Fontana, abbiamo  già
  un subemendamento, questa potrebbe essere una soluzione mediana che
  ci consentirebbe di approvare l'articolo 19.
   Il   subemendamento  recita   Al comma 1,  dopo  la  parola   10%'
  sopprimere   le   restanti .  Facendo,  quindi,  riferimento   alle
  indennità omnicomprensive. Se non ho compreso male questa  potrebbe
  essere  una  soluzione  che soddisfa tutto il  Parlamento  e  viene
  incontro,  soprattutto, all'esigenza di dare un  segnale  forte  di
  riduzione.
   Vedo  che  l'Assessore  Borsellino condivide  questo  emendamento,
  ringrazio la Commissione  Sanità  per quello che ha fatto.

   LEANZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo,  molto
  brevemente,  sul  lavoro svolto dalla Commissione   Bilancio .   Ci
  sono state quattro sedute della Commissione  Bilancio  con settanta
  deputati.  Ognuno ha ritenuto di dare un contributo e il presidente
  Dina  ha  dato la parola a tutti  Votavano i componenti,  ma  tutti
  hanno  avuto  la  possibilità di parlare ed  esprimere  la  propria
  opinione.  Non siamo entrati nel merito, siamo entrati  nel  merito
  della  copertura finanziaria. In Commissione  Bilancio , su  questa
  vicenda, si era posto un problema anche molto serio, era come se ci
  fossero delle vendette trasversali, si era valutato il fatto che  i
  Direttori  Generali,  in qualche modo, per  le  responsabilità  che
  hanno, in Aziende che hanno bilanci che superano abbondantemente il
  miliardo  di  euro, non potevano prendere meno di quaranta  persone
  che   sono   alle  loro  dipendenze.  Mi  sembrava   un   atto   di
  responsabilità. L'Aula naturalmente valuterà come meglio crede.

   PRESIDENTE.   Invito l'onorevole Falcone a ritirare  l'emendamento
  19.2.

   FALCONE. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Rimane  quindi  in  piedi
  l'emendamento n. 19.1.
   Il parere del Governo?

   BIANCHI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente della commissione e relatore. La Commissione  si
  rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo quindi in votazione l'art. 19,  come emendato.
   Chi è favorevole resti seduto;  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 20.

   MARZIANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel  lavoro  che
  abbiamo  fatto  in  Commissione   Attività  produttive',  anche  di
  concerto  con  il  Governo,  si era approvato  un  emendamento  che
  consentiva  l'utilizzo dei lavoratori in capo all'assessorato  alle
  risorse  agricole,  ex  ESA, forestali e  quant'altro,  nei  comuni
  sciolti  per  mafia  o  in dissesto economico  o  con  problemi  di
  intervento su questioni di manutenzione e quant'altro.
   Purtroppo non capisco per quale ragione questo emendamento  non  è
  passato  dalla Commissione  Bilancio' e non lo trovo neanche  negli
  aggiuntivi.
   E'  un  emendamento che non comporta nulla, consente ai comuni  di
  avere  un ristoro alle loro attività per le questioni di emergenza,
  è voluto dal Governo.
   Allora,  dico, se mentre facciamo la discussione generale possiamo
  recuperarlo,  lo  possiamo  approvare,  alla  fine,  non  tra   gli
  aggiuntivi  dove   rischia  di  essere   tombato'  nel  mare  degli
  aggiuntivi,  ma adesso in questa fase.

   PRESIDENTE.  Stiamo  migliorando il testo  della  finanziaria  con
  questo procedimento alla luce del sole, non c'è bisogno di riunirsi
  nelle segrete stanze, onorevole Cordaro.

   CORDARO. Io parlo degli emendamenti che non si trovano.

   PRESIDENTE.  Gli  emendamenti sono quelli aggiuntivi.  L'onorevole
  Marziano  ha  sollevato un problema di natura diversa,  ha  parlato
  nella  qualità di Presidente della Commissione e ha detto  che  era
  esitato un articolo diverso perché non è neanche emendamento .

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor  Presidente  onorevoli  colleghi,  io  invece   mi
  riallaccio a quanto detto dai colleghi precedenti.
   Purtroppo si è verificato, in più occasioni, che scorgendo poi gli
  articoli del testo, del documento e anche degli emendamenti, ci  si
  è  resi  conto  che  anche  per alcuni emendamenti  presentati  dai
  deputati,  nel  caso  in  specie  dalla  sottoscritta,    che   non
  comportavano  nessuna variazione di spesa, ma  che  sollevavano  un
  problema  di  natura ambientale anche, in merito  all'utilizzo  dei
  forestali,  inopinatamente nonostante la IV Commissione  lo  avesse
  fatto proprio, e mi riferisco anche condiviso con il Governo e  nel
  caso  specifico  con l'assessore Caltabellotta, cioè  dell'utilizzo
  dei  forestali nei comuni, la commissione bilancio, non si  capisce
  perché, ha ritenuto di stralciarlo.
   Quando  parlo  di utilizzo dei forestali nei comuni  mi  riferisco
  alla salvaguardia dell'ambiente, mi riferisco alla salvaguardia  di
  tutto  il  territorio e quindi anche alla prevenzione dei  dissesti
  idrogeologici.
   Allora, oggi questo mio intervento è volto a ringraziare,  a  dare
  atto  che  lei, signor Presidente, ma anche il Governo, ha ritenuto
  di  accogliere  l'emendamento presentato dalla  sottoscritta  e  di
  farlo  proprio,  questo a dimostrazione che  quando  si  portano  a
  conoscenza,  e  si ribaltano problemi che non riguardano  interessi
  particolari ma, così come sono chiamati  interessi della  Sicilia',
  penso che maggiore sensibilità faccia bene a tutti.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Signor  Presidente, io ritengo che  questo  articolo  sia
  molto   importante  per  il  comparto  forestale   perché   si   dà
  l'opportunità  alle Pubbliche amministrazioni di poter  collaborare
  quando ce n'è bisogno.
   Ed   è   sicuramente  un  passo  avanti  nella   solidarietà   fra
  istituzioni.
   Io,  invece,  volevo  chiedere  all'Assessore  Cartabellotta,   in
  riferimento all'articolo 20, la domanda che mi pongo e che pongo  a
  lei  è  questa:  dal  momento  in cui  usufruiranno,  queste  altre
  istituzioni,   dei  lavoratori  forestali,  tipo   il   CAS,   tipo
  assessorato  alla  sanità, assessorato ai  beni  culturali,  che  è
  importante  attraverso  le convenzioni che un  sistema,  un  metodo
  nuovo,  importante, moderno che ci mette al centro dell'attenzione,
  e  restano bloccate le giornate lavorative per fasce, io le chiedo:
  è possibile liberare le fasce? Mi spiego meglio. Se un soggetto che
  fa  151  giornate ha la possibilità di fare una convenzione  con  i
  beni culturali, non può andare oltre le 151 giornate?
   Cioè  liberando, e dando la possibilità di raggiungere  magari  le
  180 giornate, per quelli che ne fanno 151. Per quelli che fanno 100
  e  un  giorno, attraverso le solite convenzioni, si può raggiungere
  anche il centocinquantesimo giorno.
   Se  noi dessimo la possibilità, in queste convenzioni, che si  può
  andare  oltre  alle giornate previste per fascia. Non  so  se  sono
  stato chiaro nella mia richiesta.

   VINCIULLO,  vice  presidente  della  Commissione  e  relatore   di
  minoranza. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO,  vice  presidente  della  Commissione  e  relatore   di
  minoranza. Signor Presidente, a qualche collega che  abbia  il  mal
  di  pancia,  gli consiglio di uscire. Fuori c'è il luogo  opportuno
  dove potere sfogare i problemi che ha.
   Sull'articolo 20 volevo ricordare al Presidente Ardizzone  che  la
  Commissione  Bilancio' aveva pure approvato l'emendamento, a  prima
  firma  dell'onorevole Caputo, relativo alle misure di sostegno  dei
  comuni  in  difficoltà. Lo stiamo riproponendo e sarebbe  opportuno
  che  venisse esaminato e approvato, dal momento che era passato  da
  tutte   le  Commissioni  di  merito,   e  di  conseguenza  è  stato
  apprezzato  dalle  due  Commissioni che sono  chiamate  a  svolgere
  questo lavoro.
   Invece  su un'altra cosa, assessore Cartabellotta, vorrei che  lei
  ponesse  maggiore attenzione al problema. Ma siamo  proprio  sicuri
  che le somme che sono state stanziate saranno sufficienti per poter
  portare  a  compimento quello che è, onorevole Ragusa,  l'obiettivo
  minimo,  non andare oltre i 151 giorni. Perché qui stiamo  cercando
  di arrivare a quello che è il minimo consentito dalla legge e che è
  precedente  al  contratto  che era stato firmato  che  ampliava  le
  giornate.
   Io,  assessore, credo che i 150 milioni di euro più i 50, i 5, più
  questi  20,  che  abbiamo a disposizione, non  siano  assolutamente
  sufficienti,  e quindi prima di approvare questo articolo  20  che,
  non  solo  riscrive  interamente, ma dà la  copertura  finanziaria,
  sarebbe  opportuno  fermarsi  a riflettere per vedere  se  possiamo
  incrementare la somma che è insufficiente.
   Perché  le ricordo che l'anno scorso avevamo stanziato 380 milioni
  di  euro, poi ne abbiamo spesi, oggettivamente, solo 348, ma da 205
  a 348 ci sono 143 milioni di differenza.
   Capisco  che  ci saranno le rimesse che arriveranno  dal  CAS,  ad
  esempio,  per lavori che verranno fatti, per la Soprintendenza, per
  tutta  una  serie di accordi che verranno firmati, però le  ricordo
  che la somma continua ad essere assolutamente insufficiente.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, considerato  che  è  presente  il
  Governo nella quasi sua interezza, è presente l'assessore al  ramo,
  accantoniamo  momentaneamente  l' articolo  20,  sulla  base  delle
  considerazioni  che  si  sono  svolte  in  Aula,  in   particolare,
  l'onorevole  Grasso  ha  evidenziato, dove c'era  un  impegno,  che
  sembra illogico escludere i Comuni dalla possibilità di attingere a
  questo personale.
   Non  risulta dagli emendamenti che sono stati presentati,  neanche
  in   quello   di   riscrittura  presentato  dal  Governo.   Quindi,
  sicuramente  sarà  un  problema  di  errore  materiale,   così   lo
  accantoniamo  perché l'assessore Cartabellotta, dopo avere  sentito
  il  Parlamento,  possiamo dire nella sua interezza,  il  presidente
  della  Commissione, l'onorevole Vinciullo e quanti altri, si  possa
  arrivare  ad  una  riscrittura complessiva che  soddisfi  e  faccia
  sintesi   delle   problematiche  che  sono  emerse  oggi.   Quindi,
  momentaneamente  l'articolo 20 è accantonato.

                           (Brusio in Aula)

   L'onorevole  Marziano  ha evidenziato ha evidenziato  che  c'è  un
  testo   parzialmente  diverso  rispetto  a  quello   uscito   dalla
  Commissione di merito.
   L'onorevole  Caputo  evidenzia  un  discorso  al  quale  ha  fatto
  richiamo l'onorevole Vinciullo e di questo lo ringrazio.
   Ma  se lo abbiamo accantonato e c'è una fase di riscrittura ognuno
  si porti i propri emendamenti.

   CAPUTO. Signor Presidente abbiamo trovato l'emendamento.

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 22, in precedenza accantonato.
   Comunico  che  il  Governo ha presentato l'emendamento  aggiuntivo
  A299.
   Deve essere distribuito e gradirei la massima attenzione su questo
  emendamento.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sull'articolo  22,
  in  Commissione   Bilancio, credo che abbiamo già fatto  un  lavoro
  egregio  sul  quale  auspico  che,  tanto  il  Governo  quanto   il
  Parlamento, non voglia ritornare.
   La questione è annosa ed è conosciuta da tutti.
   Sappiamo  che  la Regione siciliana è l'unica Regione  che  ha  la
  terza  fascia, sappiamo che ci sarebbe l'esigenza di equiparare  la
  disciplina giuridica regionale a quella nazionale, però,  onorevole
  Presidente, io credo che sia il caso di non creare mostri giuridici
  e  di  non creare, soprattutto, presupposti che potrebbero  portare
  l'Amministrazione regionale di fronte a decine, centinaia  -  visto
  che  sono più di un migliaio, io dico centinaia - di ricorsi al TAR
  con aggravio, sì, di spese con buona pace di quella spending review
  che noi stiamo perseguendo in maniera diligente e responsabile.
   Allora, rispetto a questo, onorevole Presidente, siccome c'è tutta
  una vicenda che, comunque, resta legata a contrattazione sindacale,
  ecco, io credo che sia più conducente trattare tutta questa materia
  in sede separata,  perché altrimenti, se si continua a procedere su
  questo  tema  a  spizzichi e bocconi, al netto  della  bontà  della
  stragrande  maggioranza  dei dirigenti regionali  che  svolgono  un
  ruolo  strategico  e insostituibile nell'interesse  della  Regione,
  rischieremmo  di  fare  un danno piuttosto  che  creare  condizioni
  positive per la Regione.
   La  legge 10 e la materia da essa regolata va rivisitata,  ma  non
  credo che lo si possa e lo si debba fare in questa sessione.
   Ripeto,  abbiamo  fatto un lavoro egregio, c'è una  riduzione  che
  alla  fine  -  credo  -  possa  anche essere  accettata  da  questi
  dipendenti,  da  questi  dirigenti  regionali;  fermiamoci  qua   e
  pensiamo al resto delle cose serie che ci sono in finanziaria.

   PRESIDENTE.  Mi sembra molto opportuno e calzante il  ragionamento
  svolto  in  questo  momento dall'onorevole Cordaro,  se  non  altro
  perché siamo inondati di subemendamenti.
   Per  cui chiedo che il Governo si pronunci su questa idea proposta
  dall'onorevole  Cordaro,  che dice sostanzialmente  di  trattare  a
  parte  - onorevole Cordaro se mi può seguire - di trattare a  parte
  la  materia dei dirigenti o tutta la questione del personale,  cosa
  intende lei?

   CORDARO.  Votiamo  l'articolo,  ma  non  possiamo  ricominciare  a
  discutere  quello  che  abbiamo già  discusso  in  Commissione,  se
  ripartiamo dagli emendamenti dell'articolo 22.

   PRESIDENTE.  Difatti sono inondato di subemendamenti, sto  dicendo
  questo, non mi sembra opportuno per l'Aula.

   CORDARO.  Se c'è qualche emendamento di riscrittura da  parte  del
  Governo,  valutiamolo.

   PRESIDENTE.   Come   detto   prima  il   Governo   ha   presentato
  l'emendamento A 299. Spero che sia stato già distribuito a tutti  i
  parlamentari,  diversamente, invito gli assistenti  parlamentari  a
  distribuire l'emendamento.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, da più tempo  si  è
  provato  ad  inserire  in  finanziaria norme  di  questo  genere  e
  l'Assemblea  ha sempre assunto un impegno formale sulla possibilità
  di  poter trattare la materia del personale con un disegno di legge
  ad  hoc.  Tale  disegno di legge darebbe, anzitutto,  l'opportunità
  alla  commissione di merito di affrontare il tema   dirigenti',  il
  tema    comparto',   ma   anche  quello  concernente   il   sistema
  pensionistico.
   Ritengo   che   in   un  momento  come  questo  voler   affrontare
  quest'articolo, nella materia finanziaria, così isolato rispetto ad
  un contesto generale, sia un grosso errore.
   Subito  dopo  questa  finanziaria,  l'Assemblea  potrà  convocarsi
  urgentemente per trattare la materia di rivisitazione  della  legge
  10,  di  semplificazione, di accelerazione della spesa,   dando  un
  ruolo,  sicuramente,  anche di responsabilità,  di  trasparenza  ed
  azione  rispetto  a  ciò che la Pubblica amministrazione  regionale
  porta avanti.
   Il  ruolo  dei  dirigenti  regionali, ritengo,  non  possa  essere
  trattato  in  questa maniera e con questo metodo,  rispetto  ad  un
  giusto  approfondimento  che, invece, la commissione  di  merito  e
  l'Aula  possono fare in un contesto generale, per affrontare  tutta
  la materia.

   CORDARO.  Il  Governo  tecnicamente non può  ritirare  l'articolo,
  giusto?

   PRESIDENTE. No, perché già esitato per l'Aula.
   Questa  Presidenza  può pure attuare uno stralcio;  però,  siccome
  ormai  appartiene  all'Aula, gradirei su questo un  voto  da  parte
  dell'Aula e gradirei sentire cosa ne pensa il Governo.
   Assessore  Valenti, c'è una richiesta di stralcio,  io  non  posso
  operarla,  perché è stato ammesso, c'è stato già un  lavoro  svolto
  sia  dalla Commissione di merito che dalla II Commissione -  ma  se
  c'è  un'idea condivisa tra Parlamento e Governo si può operare  uno
  stralcio.  Nel  senso che tutti gli emendamenti, insieme  a  questo
  articolo  ed  eventualmente anche insieme  ad  altri  articoli  che
  riguardano  il  personale possono ritornare  nella  commissione  di
  merito per poi ritornare in Aula,  dopo uno attento esame.
   Quindi  procederemmo ad uno stralcio degli articoli che riguardano
  il personale.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA, presidente della Regione. Onorevoli colleghi,  la  norma
  ha  effetti  finanziari poi tutta questa polemica sui  dirigenti  è
  legata  al fatto che chi ha svolto il ruolo di  direttore  generale
  deve  continuare  a  percepire lo stipendio di direttore  generale,
  anche dopo.
   Come se voi una volta che siete stati deputati dopo dovete essere
  questa  è  la  materia,  dopo di che se dobbiamo  mantenere  questi
  privilegi,   non  capisco  di  che  cosa  parliamo.  Quindi  perché
  dobbiamo stralciare?

   PRESIDENTE.  La  volontà del governo è di  andare  avanti,  quindi
  nessuno stralcio.

   PICCIOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PICCIOLO. Signor presidente, onorevoli colleghi, ritengo sul  tema
  della spending review non ci sia nessuna discussione è un tema  che
  accarezza  tristemente tutte le fasce della politica  dirigenziale,
  salariale in genere, quindi nulla quaestio.
   Secondo me il riordino della materia è opportuno eseguirlo in  una
  apposito norma.
   Un  conto  è il taglio sul salario accessorio, sul quale penso non
  discuta nessuno, un problema invece potrebbe essere quello di agire
  con   delle  norme  a  singhiozzo  che  non  hanno  una  organicità
  legislativa,  che rischiano di fare danno, rischiano di esporre  la
  Regione  ad  azioni  di  rivalsa da parte  dei  dirigenti,   perché
  legittimamente tuteleranno le loro istanze negli organi competenti,
  e  quindi  rischiamo di gravare il bilancio della Regione,  anziché
  ridurre  di un carico il bilancio, da un punto di vista del taglio,
  di  gravarlo  degli oneri di costo dei ricorsi  che  sono  ad  esso
  collegati.
   Io non so se quello che dice il Presidente Crocetta si possa fare,
  se  si  possa  retrocedere il contratto  ad  un  dirigente  che  ha
  firmato, ritengo a lume di logica no.
   Poi  qua  ci  sono valorosi giuristi che lo potranno confermare  o
  meno,  anche  nell'ambito del Governo, ma ritengo che  sia  un  po'
  improvvisata questa idea.
   Ritengo  che vada studiata appositamente e opportunamente  proprio
  per  evitare  di  esporre la Regione a costi  che,  a  quel  punto,
  sarebbero ingiustificati e ingiustificabili.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che  sulla
  materia del  personale dobbiamo essere attenti, credo che in  linea
  di  principio l'emendamento uscito dalla Commissione abbia una  sua
  importanza e soprattutto una sua logica.
   Lo  dico  perché in effetti noi -  ho letto anche gli  emendamenti
  che  sono  stati  presentati, di soppressione  soprattutto,   o  di
  sostituzione del 20 con il 10 -  stiamo togliendo appena il 20  per
  cento del salario accessorio.
   Non  mi  sembra eccessivo. Poi c'è un emendamento che  giunge  dal
  Governo che recita addirittura con effetto retroattivo confiderebbe
  uno  spoil  system cosi, ad libitum, creando non pochi problemi  di
  costituzionalità,  quindi,  soggetto a rischio  di  impugnativa  da
  parte del Commissario dello Stato.
   Successivamente,  arriva un altro subemendamento il 22.5 che evita
  la  retroattività  e dice che decorre dal momento dell'applicazione
  della legge.
   Se  il  Governo potesse ritirare il subemendamento A.299 io  credo
  che  potremmo  approvare  l'articolo 22, così  com'è,  senza  altri
  emendamenti  con  il  20  per  cento   di  riduzione  del   salario
  accessorio  e poi rinviare ad altra materia di settore  ed  evitare
  che la finanziaria sia il carro a cui legarci.
   Lei,  Presidente Ardizzone, l'aveva detto nella seduta  inaugurale
  che  dovevamo  fare  delle leggi di settore. Ora,  il  problema  di
  questo Parlamento, è che non si crede nel fatto che ogni mese, ogni
  due mesi ci possano essere delle leggi di settore. Noi invece, dopo
  questa  finanziaria, dovremo sederci un attimo e in Conferenza  dei
  capigruppo  calendarizzare  due,  tre,  quattro,  cinque  leggi  di
  settore,  una al mese e poter dire, quindi, alla fine dell'anno  il
  Parlamento  ha lavorato bene, ha lavorato con una strategia  e  con
  una visione d'insieme.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Alloro.  Ne  ha
  facoltà.

   ALLORO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  il  senso  della
  clausola  di salvaguardia che a suo tempo fu inserita nel contratto
  dei  dirigenti  regionali  riguardava  proprio  la  possibilità  di
  evitare  che un dirigente, in assenza di una valutazione  negativa,
  venisse  rimosso e riportato ad un contratto di livello  inferiore.
  Proprio  per  questo, allora, si chiamò  clausola di  salvaguardia'
  perché  siamo in presenza di un evidente caso di spoil system,  nel
  senso  che  l'amministrazione nuova  che  arriva,  pur  essendo  un
  dirigente, un dirigente che ha lavorato bene e che quindi ha  avuto
  delle valutazioni positive da parte del nucleo, viene retrocesso. E
  allora  il  senso  era proprio quello, di dire  tu  amministrazione
  puoi  farlo, se il dirigente non ti garantisce da un punto di vista
  politico'  però  nei confronti del dirigente non  sarebbe  corretto
  portarlo ad un livello di contratto inferiore. Cosa che, invece, la
  legge  prevede nel caso in cui vi è una valutazione negativa perché
  nel  caso di valutazione negativa è la stessa legge che prevede che
  il  contratto deve avere una soglia inferiore. Quindi, io penso che
  l'amministrazione  debba riflettere su questa legge  e  il  collega
  Gucciardi non deve dare cattivi consigli all'assessore.
   Io  penso che l'amministrazione debba riflettere perché, in questo
  modo,  un  dirigente  bravo, un dirigente che  ha  una  valutazione
  positiva,  viene  messo  in  una condizione  di  potere  essere  in
  qualunque  momento  revocato da parte dell'amministrazione  con  un
  contratto inferiore.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole D'Agostino.  Ne  ha
  facoltà.

   D'AGOSTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, preliminarmente
  vorrei  scusarmi  per i toni di ieri se sono  stati  toni  che,  in
  qualche  modo, hanno alterato l'iter, i lavori dell'Assemblea,  non
  era certamente mia intenzione offendere nessuno in quest'Aula e  se
  qualcuno  è stato offeso dal mio tono, anche se non ho fatto  alcun
  riferimento a nessuna persona in particolare, di questo mi scuso in
  maniera abbastanza serena.
   Non  rinuncio,  però, assolutamente ai contenuti  dell'intervento.
  Sul  piano formale, probabilmente, siamo stati un po' troppo  sopra
  le  righe ma, sul piano sostanziale, confermo e ribadisco che  ieri
  abbiamo  commesso  un  errore  gravissimo.  Detto  questo,   signor
  Presidente, entro sull'argomento.
   In  commissione abbiamo fatto un grande dibattito sulla  questione
  che  ha  portato all'esito di un articolo che consta dei due  commi
  qui  approdati, avendo abrogato il comma 2 che oggi viene riscritto
  e ripresentato dal Governo.
   Su  questo comma 2 riscritto, signor Presidente, io vorrei che noi
  ci  concentrassimo sulle cose che servono e mi pare che,  prendendo
  alla  lettera le parole del Presidente della Regione che in  questo
  momento  è  assente  ma  che ha detto che  la  finalità  di  questa
  riscrittura  è  esclusivamente riservata a quei direttori  generali
  che  vengono demansionati ad altro ruolo e non possono - e io  dico
  correttamente   -   più   percepire  ingenti   somme,   giustamente
  riguardanti  la  funzione  di direttore  generale,  rispetto  a  un
  demansionamento ad un servizio, credo che noi dobbiamo limitarla  a
  questa  fattispecie  e  quindi subemendare, assessore  Valenti,  la
  riscrittura limitando questa clausola di salvaguardia che  viene  a
  cadere  esclusivamente sui direttori generali e non  su  tutti  gli
  altri   dirigenti della Regione siciliana che verrebbero a perdere,
  invece,  una miseria, probabilmente, dal punto di vista  dei  conti
  della  Regione  che, invece, diventa una parte  importante  per  lo
  stipendio  di  un  dirigente regionale che deve essere  motivato  a
  lavorare  bene,  deve sentirsi parte integrata di  questa  Pubblica
  Amministrazione  e non deve sentirsi mortificato da un  disegno  di
  legge  che, come ha detto il Presidente Crocetta, non si rivolge  a
  loro.
   Allora   chiariamo,  Assessore  Valenti,  quindi  mi  aspetto   un
  subemendamento  di due parole esatte che riscriva questo  comma  in
  maniera tale che lo possiamo votare correttamente.
   Signor Presidente, io ho presentato un emendamento che, per quanto
  riguarda il salario accessorio, riduce la diminuzione del venti  al
  dieci  per  cento,  lo  faccio perché  credo  che  in  questo  ore,
  stamattina   e   ieri  pomeriggio,  abbiamo  votato  due   analoghi
  emendamenti  che  riguardano i direttori generali  sanitari  e  che
  riguardano i dirigenti di alcuni enti controllati dalla Regione che
  vengono ridotti, nella parte del salario accessorio, del dieci  per
  cento. Non capisco perché i nostri dirigenti della Regione, invece,
  debbono  subire  una decurtazione del venti per cento,  quindi,  mi
  appello alla sensibilità dell'Assemblea perché venga accolto  anche
  questo emendamento.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Turano.  Ne  ha
  facoltà.

   TURANO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io vorrei  che  il
  Governo  legittimamente  portasse avanti un'azione  di  valutazione
  serena  dei  dirigenti. Il Governo, secondo me, non deve tentennare
  nel  non  rinnovare il contratto a chi non è adeguato  a  ricoprire
  quel   ruolo,  però,  l'impostazione  dell'emendamento  mi   lascia
  perplesso, signor Presidente.
   L'amministrazione  regionale che non intende  prorogare,  pure  in
  assenza di una valutazione negativa, noi dobbiamo fare diventare  i
  funzionari, funzionari della Regione non funzionari di Mimmo Turano
  o  dell'Assessore Marino, un funzionario della Regione  che  fa  il
  proprio  lavoro  deve  fare  il  proprio  lavoro  e  lo  deve  fare
  correttamente  e  quando  raggiunge  gli  obiettivi  previsti   nel
  contratto  -  e lì io chiedo al Governo di incidere pesantemente  -
  non  si capisce perché deve andare a casa se cambia la maggioranza,
  diversamente  noi  qua diamo una valutazione  sbagliata  sul  senso
  delle  istituzioni,  io  vorrei  che  su  questo  il  Governo   che
  legittimamente  rivendica un'operazione di spoil  system  àncori  i
  propri  parametri  non  a valutazioni soggettive  e  umorali  ma  a
  valutazioni oggettive.
   Io  faccio un accorato appello affinché si trovi, con il principio
  del  buon  senso e della moderazione, una mediazione per permettere
  al   Governo  di  fare  un'attenta  valutazione  sull'operato   dei
  dirigenti ma non mettere alla mercé di nessuno una persona  che, se
  è  diventata dirigente, la maggior parte delle volte, lo deve  alla
  propria professionalità e capacità.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Cracolici.  Ne  ha
  facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente., onorevoli colleghi, mi dispiace che
  non ci sia il Presidente della Regione in Aula perché credo che sia
  una questione che investa più il Governo nella funzione collettiva,
  cioè  del suo Presidente, e non solo l'Assessore al ramo in  quanto
  Assessore alla funzione pubblica.
   Devo  dire  che  sono  stato  tra  quelli  che  ha  presentato  un
  emendamento  soppressivo del vecchio comma  2,  che  era  contenuto
  nell'articolo  22  per  i dubbi interpretativi  che  si  erano,  in
  qualche modo, determinati a seguito di una norma che pareva mettere
  in discussione un principio che, piaccia o no, è entrato nel nostro
  ordinamento con la legge n. 10, del 2000 - circa tredici anni fa  -
  ovvero  il riconoscimento di una fascia dirigenziale cosiddetta  di
  terza fascia non prevista nello Stato, istituita nella Regione  ma,
  certamente, dopo 13 anni, non possiamo dire che adesso non c'è più.
   Quindi,  insieme ad altri colleghi, ho provveduto a presentare  un
  emendamento  soppressivo  di  quel comma.  Ho  condiviso  -  perché
  capisco  il  senso di questa scelta - che in una fase di  riduzione
  complessiva  dei  costi  dell'apparato pubblico  allargato,  questa
  riduzione investa anche i dirigenti della Regione e che, quindi, ci
  sia  una  riduzione  sull'indennità  cosiddetta  di  funzione,   di
  posizione  lo  considero  un sacrificio sopportabile  perché  altre
  categorie stanno facendo un sacrificio a partire dalla politica che
  credo  ad oggi ha ridotto ben oltre il 20 per cento. Lo dico perché
  dovremmo  ricordarcelo e farlo ricordare a chi ci ascolta  che  non
  c'è una politica che pensa agli altri e non pensa a sé stessa.
   Detto  questo,  il  Governo  presenta  un  nuovo  emendamento   di
  riscrittura che individua la fattispecie del diritto della clausola
  di  salvaguardia  uno  dei  principi da  superare  nell'ordinamento
  regionale.  Devo  dire  che  su questa  vicenda  ho  avuto  opposte
  reazioni.  Da un lato, mi rendo conto che l'indennità di  posizione
  non può costituire un diritto divino, un diritto eterno. Dall'altro
  lato,  mi rendo conto di un'altra cosa, signor Presidente, che  noi
  abbiamo  bisogno di dirigenti della Regione, non di  dirigenti  dei
  governi.;  aggiungo: di dirigenti della Regione e non di  dirigenti
  asserviti alla logica del governo di turno.
   Abbiamo bisogno di funzionari che sappiano dire dei no perché atti
  illegittimi  sul  piano della legittimità, ancorché  non  illeciti,
  però funzionari che abbiano la schiena dritta.
   Qui, rischiamo - lo dico con grande preoccupazione - di introdurre
  un  sistema in cui chiediamo alla dirigenza tutta, al di  là  delle
  varie      posizioni     che     essi     assumono,     nell'ambito
  dell'amministrazione,  dirigenti generali, dirigenti  di  servizio,
  uffici speciali, dirigenti di unità semplici, con un meccanismo con
  il  quale  il  ricatto sulla posizione finanziaria costituisce  una
  leva    fondamentalmente   di   pressione   forte   nei   confronti
  dell'autonomia della dirigenza.
   Ci  rifletterei un po' di più su questa norma. Mi dispiace che  il
  Governo  non  è  in Aula. Qui il problema non è se dobbiamo  pagare
  qualche  euro  in  più una persona che non ha più un  incarico,  il
  problema  è se io tolgo un incarico ad una persona e lo faccio  con
  l'obiettivo di danneggiarlo sul piano finanziario perché magari non
  mi ha detto un sì rispetto all'obietto che volevo raggiungere.
   Ecco  perché,  forse  valutando i due  aspetti  e  i  due  opposti
  sentimenti che ho provato in questa vicenda, devo dire che propendo
  in questo momento perché il Governo ritiri questo emendamento.
   Si  faccia un approfondimento più di sistema in maniera  tale  che
  lasciamo  solo  l'articolo  22  che  incide  sugli  aspetti   della
  riduzione sull'indennità di posizione per la condizione generale di
  risparmio  della pubblica amministrazione e affrontiamo  riformando
  l'apparato   della  dirigenza  di  questa  Regione,  ma  garantendo
  l'autonomia  dei  dirigenti di questa Regione che  non  può  essere
  asservita a nessun governo e neanche a nessun dirigente generale.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cascio Salvatore. Ne
  ha facoltà.

   CASCIO  SALVATORE. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
  come l'onorevole Cordaro ieri, ho dei dubbi su chi è maggioranza  e
  chi  è  opposizione,  anche perché trovo ragionevole  l'emendamento
  presentato dal Governo e dal Presidente Crocetta. Per quale motivo?
  Spiego  il  motivo:  intanto non è un emendamento  di  riscrittura,
  all'articolo 22 viene aggiunto un ulteriore comma, quindi significa
   fatta salva la riduzione del 20 per cento che viene effettuata sui
  dirigenti'. L'emendamento A 20.9, se lo leggiamo attentamente -  ed
  io  lo leggo in quest'ottica - parla che a decorrere dall'1 gennaio
  2013,   e  a  mio  avviso dovrebbe essere modificato   a  decorrere
  dall'entrata in vigore della presente legge',  e poi continua   che
  anche  in  dipendenza dei processi di riorganizzazione ' quindi  il
  punto  è  i processi di riorganizzazione', è chiaro che quando  c'è
  un  processo  di  riorganizzazione  c'è  una  figura  di  dirigente
  generale  in esubero, quindi, basta cassare  anche' e scrivere  che
   in  dipendenza  dei  processi di riorganizzazione'  significa  che
  l'emendamento è relativo solamente a questo, cioè quando viene meno
  la funzione di direttore generale così si evitano contenziosi e già
  in  passato  ce ne sono stati, e su questo ha ragione il presidente
  Crocetta.
   Quindi, penso che l'emendamento possa essere accettato con  queste
  modifiche  a decorrere dall'entrata in vigore della presente legge'
  e  cassando   anche' e dicendo solo  in dipendenza dei processi  di
  riorganizzazione'.   Ciò  significa che  a  prescindere  dall'esito
  positivo  che può avere un dirigente generale, nel momento  in  cui
  manca per motivi di riorganizzazione dell'ufficio quella direzione,
  è chiaro che non può avere quel salario accessorio.
   Quindi,  io sono perfettamente in linea. Sono anche in  linea  sul
  fatto - e ci sono molti contenziosi da questo punto di vista -  che
  questa norma potrebbe sanare per il futuro contenziosi a venire.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Formica.  Ne  ha
  facoltà.
   Assessore Valenti, l'intervento dell'onorevole Cracolici  portava,
  se   non   ho   compreso   male,  ad  una   richiesta   di   ritiro
  dell'emendamento. Ho compreso male, onorevole Cracolici?

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io a proposito  di
  questo  articolo - mi meraviglio di lei, Presidente  -  perché  lei
  correttamente,  vista  l'urgenza  e  i  tempi  che  abbiamo,  si  è
  preoccupato,  a difesa dell'Istituzione e a difesa del  buon  esito
  della  finanziaria e di questo bilancio, di cercare di evitare,  in
  questa  finanziaria e in questo bilancio, norme che potrebbero,  in
  qualche modo, vista la loro dubbia costituzionalità, ledere l'esito
  positivo  di  bilancio e finanziaria con danni e ripercussioni  sul
  lavoro  che  sta facendo questo Parlamento e sulle conseguenze  che
  ciò può provocare su tutti i siciliani.
   Ora, caro Presidente, lei ha contingentato i tempi, ha giustamente
  contingentato  i  tempi ed è da un'ora che ci  arrovelliamo  su  un
  articolo sul quale sono stati presentati gli emendamenti,  fra  cui
  questo  del Governo, che diciamocelo chiaro - e lei capisce  meglio
  di me e meglio di tutti - che questo emendamento del Governo non ha
  nessuna  possibilità di passare al vaglio costituzionale  perché  è
  impensabile,  al di fuori di un processo di riorganizzazione  della
  macchina  burocratica, portare avanti una ipotesi che, sconvolgendo
  il  rapporto  tra  i  dirigenti, i funzionari, i  dipendenti  della
  Regione  e l'Esecutivo, mette l'Esecutivo in una posizione  legibus
  solutus, perché di questo si tratta e, quindi, avere la possibilità
  di   operare   a   prescindere   dall'efficienza,   dall'efficacia,
  dall'onestà, dalla dedizione dei funzionari e dei dirigenti stessi.
  Questo  lei,  signor  Presidente, non  lo  può  consentire   Questo
  emendamento è palesemente incostituzionale
   Mi  pare  di  avere  ascoltato che ci sono  stati  una   serie  di
  interventi diretti nel senso che se l'articolo 22 resta così  com'è
  viene  approvato in un attimo perché è giusto e sacrosanto  che  ci
  sia   un  risparmio.  Altra  materia,  signor  Presidente,  bisogna
  affrontarla,  visto il settore delicato di cui  parliamo,  con  una
  riforma  organica da parte del Governo ma in altra sede. In  questa
  sede  affrontiamo il risparmio. Ma questo emendamento è  pericoloso
  signor Presidente e lei lo sa.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Gianni.  Ne  ha
  facoltà.

   GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, io credo
  che   il  suo  emendamento  sia  puntuale.  Prendo  la  parola  per
  suggerirle,  eventualmente con un subemendamento,  una  cosa  molto
  semplice. Io l'ho preparato e credo che le farà comodo.
   Lo  leggo:   Al  fine  del contenimento della  spesa  pubblica,  a
  decorrere  dall'entrata in vigore della presente legge, i dirigenti
  in  terza fascia, di cui all'art. 6 della l.r. n. 10 del 15  maggio
  2000   -  sono  passati tredici anni e quindi possiamo  intervenire
  visto   che  a  livello  nazionale  esistono  solo  due  fasce    -
   transitano in seconda fascia senza oneri aggiuntivi a  carico  del
  bilancio  della  Regione ,  magari  attraverso  una  procedura   di
  concorso interno così come previsto per legge.
   Sostanzialmente, siccome i direttori ormai sono ridotti a  due  di
  cui  uno  andrà in pensione tra qualche mese e i direttori generali
  hanno bisogno di avere la dirigenza, così come è ormai evidente - e
  mi  trovo  d'accordo con il collega Cracolici -  io  credo  che  un
  suggerimento  di tal guisa potrebbe esserle utile e  consentire  ai
  dirigenti di non vedere sprecati tredici anni del proprio lavoro.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Fiorenza.  Ne  ha
  facoltà.

   FIORENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Assessore,
  inizio  ad  apprezzare  una  certa lucidità  del  Presidente  della
  Regione quando riesce, spesso, in quest'Aula, a manifestare il  suo
  pensiero facendo magari qualche riferimento alla vita quotidiana in
  modo  che  anche i cittadini, meno ad uso alla vita amministrativa,
  riescono  a  capire. E certamente è d'effetto quando un  Presidente
  della Regione dichiara:  è come se uno facesse il deputato per  una
  legislatura e poi continuasse a percepire lo stipendio anche quando
  non  venisse  più  eletto .  Certo è d'effetto.  Sicuramente  è  di
  impatto.
   Però  se, invece, ad esempio - a proposito di esempi - ne facciamo
  uno  che  suona  pressappoco così:  Se c'è un bravo  medico  in  un
  ospedale che vince il concorso per diventare primario, fa  bene  il
  proprio  mestiere,  opera  bene  i suoi  pazienti,  solo  che,  per
  esempio,  è di idee diverse rispetto al suo direttore generale,  il
  direttore generale, nonostante lui sia un bravo medico e  un  bravo
  chirurgo,  decide  che  non  debba  fare  più  il  primario  e,  di
  conseguenza,  lo retrocede rispetto alla sua posizione  iniziale  e
  cioè  lo  fa  diventare  un'altra volta  aiuto .  Siccome  noi  non
  possiamo   incorrere  in  situazioni  di  questo   tipo,   dobbiamo
  distinguere  quello  che è un ragionamento che  riguarda  lo  spoil
  system,   oggettivamente  metodo  utilizzato  in   democrazia   per
  raggiungere  i  propri  scopi  di  governo  e,  quindi,   sono   un
  sostenitore  della  tesi, ma che debba e  può  funzionare  solo  ed
  esclusivamente  su  una  determinata fascia  che  sia  quella,  per
  esempio, dei direttori generali.
   Ma  che  questo  sistema si possa allargare in modo  inusitato,  a
  questo  punto, anche alle fasce di terzo livello, sta a significare
  abrogarne  completamente  quella  che  è  la  propria  funzione  ed
  assoggettare  la  libertà di movimento, la  individualità  di  ogni
  soggetto nella sua esplicazione, nella sua professionalità.
   Presidente,  non credo che l'emendamento del Governo possa  essere
  ritirato - oramai è stato presentato in Aula - ma comunque si  può,
  evidentemente, fare un tavolo di concertazione, evidentemente,  con
  le  organizzazioni sindacali che vanno sicuramente  coinvolte,  non
  possiamo  rivolgerci  alle  organizzazioni  sindacali  solo  quando
  conviene,  fanno parte di un apparato istituzionale previsto  dalla
  Costituzione e, quindi, obiettivamente sentiti.
   Io  non credo che l'Aula si possa assumere una tale responsabilità
  su questo argomento.

   PRESIDENTE.  Onorevole Fiorenza, io mi sarei  determinato  in  tal
  senso avendo sentito tutta l'Aula.
   Siccome  non c'è pertinenza, in effetti, fra  l'articolo 22,  così
  come  è  stato esitato dalla Commissione, e questo emendamento  che
  obiettivamente  è  aggiuntivo  e  che  riguarda  il  personale   in
  generale,  quindi,  stralcio l'emendamento  A299  per  mandarlo  in
  commissione per il giusto e dovuto approfondimento.
   Si  passa  all'articolo 22. C'erano iscritti a parlare  tutta  una
  serie  di deputati, penso che rinuncino sulla base di quanto da  me
  dichiarato.
   Pongo in votazione l'emendamento 22.3, soppressivo. Il parere  del
  Governo?

   BIANCHI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della commissione e relatore di  maggioranza  .
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 22.4, a firma dell'onorevole D'Agostino:
   «Sostituire le parole  20 per cento' con  10 per cento'».
   In  effetti, questo avrebbe implicazione finanziaria anche un  po'
  come la soppressione, io non so se l'onorevole D'Agostino lo voglia
  mantenere  o meno perchè significherebbe modificare successivamente
  le tabelle.

   D'AGOSTINO.  Vorrei capire quant'è l'incidenza  perché  se  è  una
  cifra molto importante...

   PRESIDENTE. Quattro milioni e cento, mi dicono gli uffici,  quindi
  inciderebbe abbondantemente. Lo ritira?

   D'AGOSTINO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  22.2:
   «Al  comma  2  sostituire le parole  anche  se  applicano  con  le
  seguenti',  ad esclusione di quelle che applicano'».
   Onorevole Dina, lo mantiene?

   DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.  C'è
  una  specifica  all'interno  del testo.  Se  lo  legge  la  capirà.
  Specifica meglio il senso.  Anche se si applicano' viene sostituito
  con  ad esclusione'

   PRESIDENTE.   Secondo   gli  uffici   restringe   la   platea   di
  applicazione, non è proprio identico.

   DINA,  presidente della Commissione e relatore di maggioranza.  Lo
  ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 22. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Mi chiedeva l'onorevole Grasso di ritornare, se non ho
  compreso  male,  all'articolo 20, se c'è l'assessore Cartabellotta.
  No, non c'è l'assessore, non sono risolti i problemi.
   Si passa all'esame dell'articolo 28, in precedenza accantonato.
   Comunico  che  é stato presentato l'emendamento 28.4,  soppressivo
  dell'articolo,  dall'onorevole Di Mauro. Lo mantiene  onorevole  Di
  Mauro?

   DI MAURO. Si.

   PRESIDENTE.  Comunico che è stato presentato un altro  emendamento
  soppressivo dell'articolo dall'onorevole Cordaro e tutto il  Gruppo
  PID - Cantiere Popolare.
   Pongo in votazione l'emendamento 28.4. Il parere del Governo?

   BIANCHI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,   presidente  della  Commissione  Bilancio  e  relatore   di
   maggioranza. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
   alzi.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE.  Comunico che è stato presentato  l'emendamento  28.2,
  sostitutivo, a firma Gucciardi, Panepinto, Panarello, Alloro:
   «Sostituire  nella rubrica la parola  recepimento  con  la  parola
   riordino ».
   Il parere del Governo?

   D'AGOSTINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'AGOSTINO. Signor Presidente, la legge nazionale non si può fare.
   Pertanto,  vorrei  dirle che la norma non è probabilmente  neanche
  proponibile  a quest'Aula ma, probabilmente, è così  e  siccome  il
  Governo  non ha proposto né una riscrittura né, tanto meno,  credo,
  possa presentare nel giro di mezz'ora una legge così esaustiva,  io
  credo  che  vada  ritirato  e  se  non  può  essere  ritirato  vada
  evidentemente bocciato questo articolo perché il Governo  lo  possa
  ripresentare con un disegno di legge organico.

   BORSELLINO, assessore per la salute. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà..

   BORSELLINO, assessore per la salute. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  indubbiamente  il settore va riordinato  attraverso  una
  norma  specifica  che  il  Governo  si  impegna  di  presentare   a
  brevissimo  perché  è necessario articolare al meglio  le  funzioni
  proprie  dell'istituto che, per altro, non abbracciano soltanto  le
  competenze  che afferiscono all'Assessorato alla salute,  ma  anche
  alle  Attività produttive, all'Assessorato all'agricoltura  e  alla
  Formazione.
   Quindi,  andrebbe  rivisto sicuramente, in un disegno  più  ampio,
  l'articolato  delle funzioni da attribuire all'istituto  nel  nuovo
  assetto voluto dalla norma nazionale.
   Riguardo all'articolo che è stato proposto, noi potremmo prevedere
  una  riscrittura che si limiti semplicemente alla cessazione  delle
  funzioni  del Consiglio di amministrazione e dell'attuale Direttore
  in  carica  perché  si  possa provvedere alla nomina  delle  figure
  apicali dell'Istituto.

   PRESIDENTE.   Grazie  assessore  Borsellino,   penso   sia   stata
  abbastanza chiara l'assessore Borsellino e viene incontro  sia  gli
  emendamenti   soppressivi   che   sono   stati   presentati,    sia
  all'intervento  dell'onorevole D'Agostino, tant'è  che  debbo  dare
  atto  anche  laddove nell'emendamento dell'onorevole  Gucciardi  si
  sostituisce   la   parola   da   recepimento    in    riordino    .
  Probabilmente era questo il significato.
   L'assessore  Borsellino  penso, se non  ho  compreso  male,  si  è
  impegnata  ad  una  riscrittura  limitandosi,  in  questo   momento
  solamente   alla  soppressione  della  carica  nel   Consiglio   di
  amministrazione del Direttore generale.
   Assessore  Borsellino  lei  è  d'accordo,  eventualmente,  ad  uno
  stralcio complessivo?

   BORSELLINO, assessore per la salute. Si sono d'accordo.

   PRESIDENTE.  Grazie assessore Borsellino, pertanto,  l'articolo  è
  stralciato e rinviato per un riordino alla Commissione di merito.
   Si riprende l'esame dell'articolo 29, in precedenza accantonato.
   Comunico  che  allo stesso sono stati presentati 3 emendamenti,  a
  firma dell'onorevole Di Mauro.
   Li mantiene o li ritira?

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ho  presentato
  questo  emendamento perché mi sembra corretto, anche politicamente,
  che i soggetti che sono chiamati a svolgere un ruolo e che hanno un
  incarico, tra l'altro provinciale, abbiano ad avere un compenso.
   L'idea che ci possa essere una norma che abbia effetto retroattivo
  e  che vada a ledere una nomina con relativa copertura finanziaria,
  così  come era stato concepito all'inizio, - mi permetto di dire  -
  mette  i soggetti che hanno lavorato in una condizione di disparità
  rispetto  agli  altri che, invece, in altri settori della  Pubblica
  amministrazione, ricevono incarichi e sono coperti da compensi.
   In  tal  senso, poc'anzi, a proposito dell'articolo 18, lo  stesso
  Governo  ha  presentato un emendamento, per il quale ritorneremo  a
  discutere, in cui si prevede addirittura il compenso a società  che
  sono costituite dalla Gesip e dall'ex società Nova, per quelle  che
  sono  costituite  addirittura  dai Comuni,  dalle  Province  e  dai
  Consorzi comuni.
   Quindi,  questa disparità di trattamento non credo sia  opportuna.
  Inviterei    quindi   il  Governo  a  una  riflessione.   Ci   sono
  emendamenti, che sono fra l'altro degli altri colleghi se  c'è  una
  sintesi che prevede anche - mi permetto di dire - in questo momento
  di  austerità,  una riduzione del compenso, mi trova  assolutamente
  d'accordo. E in tal caso ritiro questo emendamento soppressivo.
   Se  il  Governo  insiste, io confermo l'emendamento soppressivo  e
  chiedo, comunque, una riflessione da parte del Governo, perché  non
  ci  possa  essere - ripeto - una sorta di disparità di  trattamento
  tra  soggetti  che  ricevono  dal  Governo  regionale  un  incarico
  provinciale,  comunque  di scelta su alcune cose  importanti,  come
  questa  delle donne; e altri soggetti, che invece ricevono compensi
  fino a 25 mila euro.

   DIGIACOMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIGIACOMO. Signor Presidente, mi sento di condividere la posizione
  dell'onorevole Di Mauro.
   Io  penso che in tema di spending review sia giusto che noi - come
  dire - diamo un segnale a 360 gradi.
   Ma  le  pare  che  ce la prendiamo proprio con le  Consigliere  di
  parità?  Le  quali, tra l'altro, hanno un'attività  interregionale;
  quindi  è  un'attività  che ha anche delle spese,  dei  costi,  uno
  stanziamento temporale da dedicare.
   Non  mi  pare, insomma, che in tema di parità - su cui tra l'altro
  questo Parlamento ha fatto anche delle cose splendide: mi riferisco
  alla   legge   per  la  preferenza  di  genere  -  noi  cancelliamo
  completamente quella indennità per le Consigliere di parità
   Io vedo che questo Governo ha anche delle espressioni di altissimo
  livello al femminile e vorrei che si esprimesse a questo proposito.
  Proprio per le Consigliere di parità noi prevediamo un annullamento
  totale delle indennità? Ma io direi di accettare una riduzione  del
  20%, come abbiamo fatto anche con altre figure, come opportunamente
  riferiva l'onorevole Di Mauro.
   Ma   cancellare  del  tutto  mi  pare  -  come  dire  -  un   atto
  eccessivamente penalizzante.

   VINCIULLO, vicepresidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.   Signor   Presidente,  signori   Assessori,   noi   in
  Commissione Bilancio avevamo - mi pare - concordato il testo, che è
  quello che è arrivato, senza l'emendamento da parte del Governo.
   E  avevamo  detto  una cosa semplice: c'è un  mandato  che  queste
  Consigliere di parità devono svolgere; hanno una nomina  che  scade
  di   qui  a  qualche  mese;  nell'espletare  le  loro  funzioni  le
  Consigliere di parità non solo girano per la Sicilia, ma  molte  di
  loro  sono  impegnate  anche nei tavoli  di  concertazione  con  il
  Ministero della Famiglia a Roma; e quindi ritenevamo opportuno  che
  si  concludesse  il  mandato, così come  sono  state  a  suo  tempo
  incaricate.
   Per  questo  motivo  - nel permettermi di ricordare  all'assessore
  Bianchi che il testo era stato concordato con la Commissione e che,
  di conseguenza, l'emendamento del Governo va al di là di quelle che
  sono  state  le  concertazioni che abbiamo avuto in  Commissione  -
  invito  il  Governo  e  l'assessore Bianchi,  se  ha  la  bontà  di
  ascoltarmi un secondo, a mantenere gli impegni che avevamo  assunto
  in   Commissione  Bilancio  e  di  conseguenza  a  ritirare  questo
  emendamento  e  cassare  la parte del  primo  rinnovo  successivo';
  perché  ben  altra  cosa era stata concordata con  la  Commissione.
  Grazie.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Signor Presidente, poco fa avevo chiesto di  intervenire
  in  relazione  all'articolo 22; forse lei  mi  ha  chiamato  in  un
  momento  in  cui io ero fuori aula e quindi non ho potuto  dire  la
  mia.  Adesso dico che a maggior ragione non possiamo modificare  le
  regole  contrattuali  di qualunque tipo di  contratto  a  contratti
  stipulati   con  scadenza.  Io  sono  perfettamente  d'accordo   ad
  introdurre  una  norma  che possa anche prevedere  la  gratuità  di
  questo  incarico a far data dalla fine del mandato. Ma che  durante
  l'esercizio  del mandato per quanto mi risulta andrà a scadere  nel
  2014, pretendere come fa il Governo da introdurre la gratuità è  un
  qualcosa di assurdo. Qui continuiamo a giocare con la retroattività
  delle  norme  come  se  fosse  acqua liscia.  Non  è  assolutamente
  possibile.
   Questo il senso dell'emendamento che abbiamo proposto assieme agli
  altri colleghi del gruppo perché, se come spero, il Governo rinunci
  a questa follia del comma primo di indicare addirittura l'immediata
  applicazione di questa norma. E' inoltre necessario reintrodurre il
  capitolo che prevedeva l'esborso delle somme per altro già previsto
  nei  bilanci  precedenti e quindi già appostati, sia pure  con  una
  cifra  minima  che in questo caso abbiamo indicato di  mille  euro,
  proprio perché poi la presenza del capitolo consentirà comunque  il
  rispetto dei contratti in corso.
   Qui  si  pone un problema di rispettare le regole e le  regole  si
  rispettano  nel momento in cui un contratto che va  a  scadere  nel
  2014  si rispetti; poi dal 2014 possiamo cambiare tutto, introdurre
  anche l'assoluta gratuità, ma certo non prima. Grazie.

   PRESIDENTE: Assessore Bianchi è necessario che l'Aula comprenda le
  refluenze  di  carattere finanziario, l'eventuale  approvazione  di
  questa  norma  quanto  farebbe risparmiare al  bilancio  regionale?
  Giusto il ragionamento fatto dall'onorevole Assenza che pone in via
  formale solo mille euro.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO. Signor presidente, onorevoli colleghi, vorrei  chiarire
  in  questo momento che non c'è un euro, è appostato per memoria, se
  il  Governo stabilisce un importo rappresentativo di mille euro  al
  mese  potrebbe  essere una soluzione che media  tra  l'eliminazione
  dell'articolo e la conferma di una cosa.
      Credo   importante,  considerato  che  questo   Parlamento   ha
  riconosciuto  anche  in un recente testo di disegno  di  legge,  il
  ruolo  delle donne a proposito delle elezioni. Mi pare  quindi  che
  vada in sintonia con quello che abbiamo fatto in precedenza.

   PRESIDENTE. Forse mi sono spiegato male onorevole Di Mauro, ma  il
  suo intervento mi permette di precisare.  Se il Governo ha previsto
  la gratuità del consulente di parità significava che fino ad ieri o
  fin  quando non si approva la norma, si profila un esborso da parte
  della  Regione siciliana. Quindi noi ci ritroveremmo nelle  tabelle
  sostanzialmente questo risparmio.  Lo dovremmo quantificare? Se  lo
  Stato ci dà i soldi, stiamo arrivando proprio a questo, se lo Stato
  ci  dà  i  soldi  perché prevedere la gratuità  del  consulente  di
  parità? Cominciamo a chiarire i percorsi.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. ne ha facoltà.

   VINCIULLO. Signor presidente, onorevoli colleghi, noi non  abbiamo
  con l'assessore in Commissione detto nemmeno di prevedere la posta.
  Se  arrivano le somme, verranno date ai consulenti e ai consiglieri
  di  parità,  se  non  arrivano le somme da  parte  dello  Stato  il
  capitolo è azzerato e quindi non ci sono somme a disposizione.

   PRESIDENTE.  Ci  siamo compresi su questo, le mie domande  avevano
  l'esigenza  di  stimolare il dibattito e di comprendere.   Sappiamo
  tutti  che  è   una  sorta  di partita di  giro,  c'è  l'incertezza
  probabilmente  del  trasferimento statale.  Quindi  se  riscriviamo
  meglio la norma, assessore Bonafede, veniamo incontro alle esigenze
  che   sono   state  manifestate  dal  Parlamento  ed   eviterebbero
  contenziosi successivi. Siamo d'accordo, magari sulla norma,  però,
  precisiamo che sono a carico del bilancio statale, che non  sono  a
  carico del bilancio regionale, se viene specificato che sono svolte
  a titolo gratuito nasce un problema.

   BONAFEDE, assessore alla famiglia. Non è svolta a titolo  gratuito
  perché  in  effetti  loro usufruiscono già di un riconoscimento  da
  parte  dello  Stato. Sarebbe non a titolo oneroso per  la  Regione,
  cosa che ad oggi è.

   PRESIDENTE.  Allora,  precisiamo che le cariche  di  consulente  o
  consigliere di parità provinciale e regionale sono svolte, a titolo
  gratuito  non c'entra assolutamente niente, che le indennità  della
  carica di consulente o consigliere di parità provinciale non sono a
  carico del bilancio regionale. Per maggiore precisazione.
   Invitiamo  il Governo ad una riscrittura abbastanza chiara.  Siamo
  però  d'accordo  sullo spirito della norma. Non c'è pure  copertura
  nazionale.

   DINA, presidente della Commissione. Bisogna fare una scelta. O  se
  ne  fa  carico  la  Regione o è a titolo  gratuito.  Su  questo  ci
  dobbiamo concentrare.

   PRESIDENTE.  Quello  che  ha  detto  l'onorevole  Assenza  ha   un
  significato perché vi è un contratto in corso con i consiglieri  di
  parità.  Li paga lo Stato o li paga la Regione comunque  si  ha  un
  rapporto in itinere.

   MAGGIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAGGIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, bisogna chiarire un
  punto  fondamentale. Le consigliere elette e adesso in  carico  non
  sono  state  elette  secondo quella che è la  normativa  nazionale.
  Quindi  lì  bisognerà  scrivere che  alla  fine  del  mandato,  per
  l'elezione  delle nuove consulenti o per le consiglieri di  parità,
  che vorrei chiarire a tutti non è che stanno lì giusto per occupare
  un  posto,  svolgono  un  ruolo, lo svolgono  e  concertano  azioni
  positive  e  di  pari opportunità per l'inserimento nel  mondo  del
  lavoro delle donne.
   Detto  questo, secondo me in quell'articolo bisogna dire che  alla
  fine  del mandato per l'elezione delle nuove consigliere, bisognerà
  recepire  la  normativa nazionale per l'elezione e conseguentemente
  anche  per  quello  che  è  l'aspetto  economico  che  riguarda  le
  consigliere.  E  abbiamo  risolto tutto  perché  in  realtà  adesso
  abbiamo dei trasferimenti da parte del Governo nazionale.

   PRESIDENTE. E' corretto il suo ragionamento. Se l'assessore fa una
  riscrittura  complessiva, anche sulla base di quello che  ha  detto
  l'onorevole Maggio, andiamo avanti con i nostri lavori.

   CORDARO. Quindi si stralcia?

   PRESIDENTE. No. C'è in corso una riscrittura da parte del  Governo
  sulla base di quello che ha detto il Governo e sulla base di quello
  che ha dichiarato l'onorevole Maggio.
   Si riprende l'esame dell'articolo 34, in precedenza accantonato.
   Non  sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 35, in precedenza accantonato.
   Onorevoli  colleghi ho accantonato un emendamento evidenziando  la
  possibilità di una doppia strada se non c'è condivisione andiamo ad
  uno  stralcio   complessivo  se  c'è  condivisione  e  se  ci  sono
  soprattutto  gli  atti  a supporto di questa  norma  potremmo  pure
  approvarlo.
   Di  che  cosa  parlo?  Vedete, quando  gli  uffici  dell'Assemblea
  evidenziano l'esigenza della relazione tecnica non è un capriccio -
  l'ho  detto  più  volte  -  da  parte  della  dirigenza  di  questa
  Assemblea,  ma perché è un obbligo di legge che tutti noi  dovremmo
  conoscere.
   Rammento a me stesso che la legge regionale dell'8 luglio 1977, n.
  47,  all'articolo 7 - e questo dovrebbe valere per ogni disegno  di
  legge  -  prevede che i disegni di legge  lo voglio leggere  perché
  tutti  ne siano a conoscenza e perché voglio che ne rimanga traccia
  in questo dibattito. Devo riconoscere che su questo con l'assessore
  Bianchi siamo in perfetta sintonia.
     Esso  recita che: «I disegni di legge di iniziativa  governativa
  che  comportano nuove o maggiori spese ovvero minore entrate devono
  essere  corredati  di  una  relazione  tecnica  predisposta   dalle
  amministrazioni competenti e verificata dall'Assessorato  regionale
  del  bilancio  e delle finanze per la quantificazione  degli  oneri
  recati   da   ciascuna  disposizione  e  delle  relative  coperture
  finanziarie,  con  la specificazione della spesa corrente  e  delle
  minori  entrate  degli oneri annuali fino alla completa  attuazione
  delle  norme  e per la spesa in conto capitale e per la modulazione
  relativa  agli anni compresi nel bilancio pluriennale e  dell'onere
  complessivo.
   Per  i  disegni di legge di iniziativa parlamentare che comportino
  nuove   o  maggiori  spese  ovvero  minori  entrate  esitate  dalle
  competenti commissioni di merito, la commissione bilancio,  finanze
  e  programmazione preliminarmente all'esame deve acquisire da parte
  del  Governo  regionale la relazione di cui al comma  due  ai  fini
  della verifica tecnica della quantificazione degli oneri. Se non ci
  sono   queste  relazioni tecniche è chiaro che non possiamo  andare
  avanti  e  non  ci possiamo lamentare di eventuali  impugnative  da
  parte del Commissario dello Stato, perché la relazione tecnica  non
  è  una  richiesta da parte del Commissario dello Stato,  ma  è  una
  esigenza prevista dalla legge.
   Aggiungo che la normativa nazionale, la legge 31/12/2009, n.  196,
  legge  di contabilità e finanza pubblica che si applica anche  alla
  Regione  siciliana prevede che per le disposizioni  legislative  in
  materia pensionistica e di pubblico impiego la relazione di cui  al
  comma  tre contiene un quadro analitico di proiezione e finanziaria
  almeno  decennali riferito all'andamento delle variabili  collegate
  ai  soggetti  beneficiari  e al comparto  di  riferimento,  per  le
  disposizioni  legislative  in  materia  di  pubblico  impiego.   La
  relazione  inoltre contiene i dati sul numero dei destinatari,  sul
  costo  unitario,  sugli  automatismi diretti  e  indiretti  che  ne
  conseguono  fino  alla loro completa attuazione nonché  sulle  loro
  correlazioni  con lo stato giuridico ed economico  di  categoria  o
  fasce di dipendenti pubblici omologabili, e via discorrendo.
   Detto  questo,  stamattina d'intesa col presidente  della  seconda
  Commissione,  perché  non  si  può fare  carico  poi  alla  seconda
  Commissione  una  competenza che è tutta  del  Governo,  e  con  il
  Governo per tramite dell'assessore Valenti  che è stata chiesta  la
  produzione,  così  come  previsto, di  queste  relazioni  tecniche,
  intendendosi  per  relazioni tecniche delle relazioni  che  debbono
  portare  la  firma  del  direttore  generale  dell'assessorato   di
  riferimento e del Ragioniere Generale di questa Regione  siciliana.
  Altrimenti  non sono relazioni tecniche.
   Questo  discorso vale sia per l'articolo 35 e vale  anche  per  il
  CIAPI , come abbiamo avuto modo di evidenziare proprio ieri, quindi
  mi  risulta che sono in fase di elaborazione, se arriveranno queste
  relazioni  tecniche così come ho poc'anzi detto, cioè  firmate  dal
  Direttore  generale dell'Assessorato e dal Ragioniere  generale  e,
  allora, potranno essere portate all'esame dell'Aula, altrimenti, in
  assenza  di relazioni tecniche - se ne assume la responsabilità  il
  Direttore generale o il Ragioniere generale - non potranno  trovare
  accesso in quest'Aula. In attesa di queste relazioni, l'articolo 35
  continua ad essere accantonato.

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Condivido   in  pieno  il  suo  ragionamento.  Desidero   dare   un
  suggerimento utile per tutta l'Aula. Nel caso in cui non  dovessero
  arrivare le relazioni tecniche, avremmo l'obbligo di prevedere  una
  proroga  per questi soggetti, per cui quando tratteremo le proroghe
  dei  soggetti a tempo determinato della Regione, dovremo  prevedere
  la  copertura finanziaria per l'eventuale proroga fino al 31 luglio
  come per tutti gli altri.

   PRESIDENTE.  Affronteremo successivamente perché se lei  pensa  di
  inserirsi  nell'articolo 34, già l'articolo 34 è  stato  approvato.
  Comunque,   aspettiamo   che  arrivi  questa   relazione   tecnica.
  L'articolo  35  è  collegato  al 34,  ma  l'articolo  34  l'abbiamo
  approvato.  Ho  compreso  lo spirito del suo  intervento;  poi,  si
  troverà  una  soluzione. Avevo compreso bene che non poteva  essere
  collegato all'articolo 36.
   Si passa all'articolo 36, in precedenza accantonato.
   Comunico   che   è   stato   presentato   dall'onorevole    Grasso
  l'emendamento 36.4, soppressivo del comma 1.

   GRASSO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, questo  è
  un  argomento abbastanza delicato e gradirei un attimo l'attenzione
  dei colleghi perché chiedo, con il mio emendamento, la soppressione
  dell'articolo 36.
   E'   un  tema,  assessore,  che  riguarda  i  nostri  precari,   i
  contrattisti e coloro i quali sono stati già oggetto di una proroga
  o, addirittura, di due proroghe per cui, con la legge di stabilità,
  oltre la seconda proroga, si dice che non si può andare.
   Non  è  né strumentale né perché ci sono i contrattisti in piazza.
  Seguo  come  sindaco questi ragazzi dal 2005,  anno  in  cui  siamo
  riusciti  ad  ottenere  la contrattualizzazione  per  cinque  anni.
  Ritengo che ci possano essere le condizioni perché si possa avviare
  un  serio  processo  di stabilizzazione ma, in  questo  momento,  è
  necessario  ottenere  la proroga. Perché non possiamo  ottenere  la
  proroga?
   Perché siamo legati alla legge di stabilità. Qual è lo scopo?
   Passo  alla  mia richiesta  e qui faccio un appello  ai  colleghi,
  perché questo articolo venga poi posto in votazione. Ho  presentato
  sia  un  emendamento  soppressivo sia  un  emendamento  aggiuntivo,
  sempre  con  riferimento all'articolo 3  e  poi  un  altro.  I  due
  emendamenti  -  soppressivo  e aggiuntivo  -  li  riassumo  in  una
  relazione che è tecnica perché richiama alle due leggi, perché  poi
  vanno votate insieme.
   Con  l'articolo  3  della  legge numero 4  del  2013,  la  Regione
  siciliana  ha sconfessato, scusatemi, per chi c'era e per  chi  c'è
  ora,  se  stessa e in che modo? In maniera assolutamente sbagliata,
  creando  un'assimilazione dei contrattisti -  non  c'è  l'assessore
  Scilabra  - degli enti locali siciliani con i lavoratori a  termine
  previsti  dalla  normativa nazionale, cioè  faccio  riferimento  al
  decreto legislativo numero 68 del 2001.
   Con  l'articolo 77, comma 2, della legge regionale numero  17  del
  2004,  la  Regione  siciliana aveva già stabilito  infatti  che  ai
  contrattisti  dei  comuni siciliani non si  applicassero  le  norme
  previste in campo nazionale per i lavoratori a termine.
   Già,  quindi, c'era una previsione con l'articolo 77  della  legge
  2004.   Oggi,  invece,  quella  li  assimila  agli  altri.   Quindi
  richiamarsi, come ha fatto la legge regionale numero 4 del 2013, ai
  limiti  temporali previsti dalla legge di stabilità  nazionale,  ai
  fini   della  prosecuzione  dei  rapporti  di  lavoro  dei  precari
  siciliani, è fuori luogo ed è assolutamente contraddittorio con  la
  previdente normativa regionale, quella del 2004, avallata in questo
  caso   dalla   specialità   garantita  in   forza   dello   Statuto
  dell'autonomia regionale.
   Per ogni contraddizione e per garantire serenità occupazionale  ai
  lavoratori  precari  con  contratto a  tempo  determinato,  quindi,
  risulta  necessario aggiungere - ecco perché uno  è  soppressivo  e
  l'altro  aggiuntivo - dopo il comma 3 dell'articolo 36 del  disegno
  di  legge numero 69/A, il seguente comma 4: l'articolo 3,  comma  1
  della legge regionale numero 4 del 2013 è abrogato.
   Restano  salvi gli effetti già prodotti per effetto della predetta
  legge.  Va  contestualmente soppresso l'articolo 10, comma  1,  del
  decreto  legge  69/A che va, quindi, riscritto nel  modo  seguente:
   termini  dei  contratti di lavoro subordinati a tempo  determinato
  del  personale  destinatario del regime transitorio dei  lavoratori
  socialmente  utili  restano  disciplinati  dalla  legge   regionale
  16/2006.  Per le suddette finalità, per l'anno 2013, è  autorizzata
  l'ulteriore spesa di 35.123,33 migliaia di euro.
   Ora,  dico:  non  c'è  la  copertura ma,  indipendentemente  dalla
  copertura,  se  c'è la proroga fino al 31 luglio, la  copertura  si
  potrà  vedere  successivamente ma quanto meno questo garantisce  la
  proroga dei contrattisti perché, altrimenti, il 31 luglio

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Rinaldi.  Ne  ha
  facoltà.

   RINALDI.  Signor  Presidente,  volevo  chiedere  all'assessore  se
  questo  emendamento presentato rientra anche nella categoria  sotto
  elencata adesso dall'onorevole Grasso e anche a quella cui facevamo
  riferimento  all'articolo  34, cioè  sono  quelli  che  scadono  al
  quinquennio e, quindi, si rinnovano tutti, quindi, tutti rientrano.
   Signor   Presidente,   ne  approfitto  per  chiedere   scusa   per
  l'atteggiamento di ieri sera: mi sono lasciato andare. Chiedo scusa
  al collega D'Agostino ma la provocazione era anche forte.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Signor  Presidente,  assessore  Bianchi  e   assessore
  Bonafede, durante la discussione in Commissione, a proposito  della
  prosecuzione  dei  rapporti del personale destinatario  del  regime
  transitorio dei lavori socialmente utili, è stato posto un problema
  relativo a quei lavoratori che erano transitati nelle società miste
  e  che, cessate le società miste perché fallite, in quasi tutte  le
  province siciliane, dopo essere andati presso l'Ufficio Provinciale
  del  Lavoro  e  fatto  la concertazione nel  rispetto  della  legge
  vigente, sono stati reinseriti nel paniere degli aventi diritto.
   In  sole due province, quella di Siracusa e di Messina, il rientro
  di  questi lavoratori non è avvenuto in maniera omogenea, nel senso
  che alcuni lavoratori sono stati riammessi e altri, lo dico con  la
  certezza  che  qualche  Procuratore mi possa ascoltare,  non  stati
  riammessi al lavoro, costringendo questi lavoratori, nonostante  ci
  sia  una  legge ben chiara sulla vicenda, ad adire le vie legali  e
  andare dal Giudice del Lavoro.
   Avevo chiesto, in sua assenza, alla dirigente che venisse fatto un
  emendamento  per  chiarire che in questa  Regione  non  ci  possono
  essere due pesi e due misure e che, una volta che si va all'Ufficio
  Provinciale del lavoro di Siracusa e di Messina, questi  lavoratori
  devono  essere reintegrati o tutti o nessuno e che comunque  non  è
  possibile  che la legge valga per quelli di Catania e di Palermo  e
  non valga per le altre due province.
   Eravamo  rimasti  con la sua dirigente  che avrebbe  esaminato  la
  questione.  Ha scambiato questa mia richiesta come se vi  fosse  un
  ulteriore  aumento di risorse destinate. Non c'è nessuna  richiesta
  di  aumento  di risorse in quanto sono soggetti che già  godono  di
  questi  benefici.  Sono soggetti che sicuramente sono  perseguitati
  politici   da  alcune  amministrazioni  e  noi  abbiamo  l'obbligo,
  politico e morale, di andare immediatamente  a verificare  con  due
  cose:  intanto nominando degli ispettori in queste due  province  e
  poi  ritorno a chiedere a lei un chiarimento definitivo  su  questa
  vicenda  in maniera tale che si accerti che, una volta  che  si  va
  all'Ufficio  Provinciale  del  Lavoro  e  questo  certifica  che  i
  lavoratori  hanno diritto al rientro, rientrino tutti  o  non  solo
  una parte.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Lei, su questo articolo, è già intervenuto.

   RINALDI.   Sono   intervenuto  sull'emendamento.  Ora   intervengo
  sull'articolo.

   PRESIDENTE.  No,  onorevole Rinaldi, la discussione  è  unica  ma,
  poiché ha parlato poco e al di sotto dei due minuti, le consentiamo
  un minuto.

   RINALDI.  Grazie, signor Presidente. Intervengo per dire che  sono
  perfettamente  d'accordo con l'onorevole Vinciullo e  voglio  anche
  sottolineare    e  denunciare  all'Assessore  degli   atteggiamenti
  squalificanti   nella  provincia  di  Messina.   Vi   sono   alcune
  cooperative  che gestiscono il personale ASU che ricattano  i  soci
  facendogli  pagare la quota se no non li ammettono al  progetto  di
  avvio presso alcuni enti dove hanno la convenzione.
   Chiedo,  quindi, all'assessore  un attimo di attenzione: segnalavo
  poco  fa  una disfunzione che c'è in provincia di Messina. Ci  sono
  alcune cooperative che gestiscono il personale ASU che ricattano  i
  soci  e  anche il personale non avviandoli ai progetti,  come  sono
  stati  fatti negli anni scorsi dove hanno le convenzioni con alcuni
  enti,   perché  li  obbligano  a  pagare  le  quote  sociali  della
  cooperativa.
   Siccome  credo  che  l'avviamento  ai  progetti  di  lavoro  siano
  comunque obbligatori, al di là del fatto che pagano o no le  quote,
  le  chiedo se gentilmente può avviare una ispezione per capire,  in
  queste  cooperative, quali sono i soci che sono  stati  avviati  al
  lavoro  e quelli che non sono stati inviati, per quale motivo  sono
  rimasti  nelle  cooperative,  oppure se  utilizzati  impropriamente
  presso  studi  privati o presso scuole o, comunque, presso  enti  o
  soggetti che non rientrano nella legge di utilizzo.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  solo  per   un
  chiarimento e perché rimanga agli atti dell'Assemblea regionale, se
  non  ho  capito male - e sono stato rassicurato su questo da  parte
  dell'assessore  - che stiamo facendo una proroga nei  confronti  di
  tutto il personale precario, qualunque esso sia denominato, sino al
  31 luglio.
   In questa proroga, vi è anche compresa la possibilità di prorogare
  il  personale che alla scadenza del secondo rinnovo quinquennale  e
  vorrei anche un cenno da parte

   PRESIDENTE. Nella replica, così rimane agli atti.

   CLEMENTE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CLEMENTE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio intervento
  tende  a  far  rimanere agli atti un'altra anomalia, assessore.  Si
  tratta  di  cooperative  che, in assenza di  convenzione,  hanno  i
  lavoratori  a  casa  e  chiedono di andare  a  lavorare,  chiedendo
  convenzioni all'assessorato ai beni culturali e che non hanno avuto
  risposta da tempo.
   Abbiamo, quindi, a mio avviso, un problema: teniamo dei lavoratori
  a  casa, li paghiamo e non facciamo esercitare loro quella che è la
  loro volontà di lavorare.
   Presenterò,  quindi,  un ordine del giorno,  una  raccomandazione,
  affinché  si  possano  subito stipulare le convenzioni  per  queste
  cooperative.

   FAZIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAZIO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, molto  brevemente,
  non  posso  che prendere atto, ringraziando il Governo, per  questo
  emendamento  integrativo, in quanto recepisce  gli emendamenti  che
  sono  stati presentati da me, ovviamente insieme a tutta una  serie
  di altri colleghi - Gucciardi ed altri - al fine di porre rimedio a
  una  sostanziale  ingiustizia  che si  stava  commettendo,  che  il
  Governo stava commettendo.
   Quei  lavoratori socialmente utili previsti dalla legge del  2007,
  nel  momento in cui rimaneva la formulazione dell'articolo 36, così
  come  effettivamente era stata immaginata, venivano esclusi da ogni
  possibilità di proroga.
   Questo  emendamento  gli  consente di  potere,  in  qualche  modo,
  ottenere  la proroga al 31 luglio e, quindi, anche a loro estendere
  la  possibilità  di  una eventuale stabilizzazione,  laddove  e  se
  effettivamente  ci sarà, sulla base della normativa  nazionale.  Si
  pone rimedio ad uno svarione  e un passo falso da parte del Governo
  regionale e che, quindi, va dato atto al Governo che, nonostante il
  pressing  effettuato  da  tutti,  dalla  maggior  parte  dell'Aula,
  finalmente,  è stato recepito e tradotto in un atto materiale  come
  l'emendamento  integrativo. Grazie, quindi, a nome, ovviamente,  di
  tutti gli LSU.

   PICCIOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PICCIOLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  anch'io  vorrei
  dare  merito all'onorevole Di Giacinto, al Capogruppo del Megafono,
  che,  in  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi  parlamentari,   ha
  correttamente posto il problema della scadenza del contratto  degli
  LSU.
   L'onorevole  Di  Giacinto,  quindi, è il  vero  motore  di  questo
  emendamento;  dobbiamo  dare  merito  a  lui,  da  sindaco,  da  ex
  amministratore, di avere sollevato il problema e posto il  problema
  al Governo. Sul problema del caporalato, di cui parlava l'onorevole
  Rinaldi, vorrei che l'assessore ponesse forte attenzione perché  in
  tutte   le  Province,  a  Messina  come  a  Palermo,  questi  delle
  cooperative   esercitano  un'azione  davvero   indegna   sui   soci
  cooperatori,   ricattandoli,  minacciandoli,  utilizzandoli   nelle
  maniere più disparate.
   Di  questo sono stati allertati gli Uffici Provinciali del Lavoro,
  che  hanno  mandato  le ispezioni, però poi il  problema  è  sempre
  quello,  cioè  che non riescono a svincolarsi, anche  a  parità  di
  condizioni  economiche, per poter transitare negli enti pubblici  o
  per  poter  transitare  in  altre  cooperative  o  direttamente  al
  servizio  - come sarebbe logico - delle strutture regionali,  senza
  percepire indennità aggiuntive.
   Sarebbe,  quindi,  molto semplice imporre  a  queste  cooperative,
  sciogliere  questi  lavoratori da questo vincolo di  subordinazione
  con  le  cooperative  e  fare sì che loro  possano  tranquillamente
  svolgere  le  loro mansioni al servizio degli enti pubblici,  senza
  dover  pagare  il  pizzo  politico ed economico  a  chi  invece  li
  gestisce e li manovra in maniera iniqua. Grazie, signor Presidente.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Picciolo.

   DI GIACINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  prendo  atto
  che  sulla  richiesta  ieri  fatta da  me  per  quanto  riguarda  i
  contrattisti  che  erano  alla seconda scadenza  quinquennale,  con
  questo  articolo  della finanziaria, non venivano prorogati  questi
  contrattisti; prendo atto oggi che con l'emendamento presentato dal
  Governo viene risolto anche questo problema.
   Vorrei  anche dire alla collega che, poco fa, ha parlato prima  di
  me,  che purtroppo siamo collegati alla finanziaria nazionale, alle
  leggi nazionali, per quanto riguarda le stabilizzazioni.
   Prendo  atto  anche  di un'altra cosa - forse  stamattina  abbiamo
  letto  i  giornali - e il Presidente Letta, nella sua comunicazione
  al  Parlamento sulle dichiarazioni programmatiche, ha detto che  ci
  saranno  le  proroghe di tutti i contrattisti  che  scadono  il  31
  luglio 2013.
   Prendiamo,  quindi, anche atto di questo per salvare tutti  questi
  contrattisti che, in Sicilia, purtroppo, ancora sono tantissimi.
   Ringrazio  il  Governo  per quello che ha  fatto  perché  salviamo
  almeno  tremila, quattromila persone che già sono  in  scadenza  al
  secondo quinquennio.

   ALLORO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALLORO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono assolutamente
  d'accordo  con  questo emendamento che rimette tutti  sullo  stesso
  piano,  perché sarebbe stata un'ingiustizia nella speranza  che  il
  Governo,  e  il Parlamento poi, possano procedere ad una  legge  di
  riordino e di stabilizzazione del sistema. Quello che invece volevo
  chiedere al Governo era relativo ad una mia preoccupazione.  L'anno
  scorso i fondi che sono stati destinati alle proroghe dei contratti
  erano  315  milioni di euro; quest'anno sono 292 milioni  di  euro,
  quindi,  con  una  contrazione sostanziale di quelle  che  sono  le
  risorse  che temo non consentiranno di garantire i rinnovi a  tutto
  il bacino dei lavoratori socialmente utili e dei contrattualizzati,
  perché lì il rischio reale è quello che i Comuni che devono mettere
  l'integrazione  del contributo, si troveranno  a  ridurre  le  ore,
  perché  non  sono  nelle condizioni di potere garantire  lo  stesso
  numero di ore degli anni precedenti.
   Volevo,   quindi,   chiedere  al  Governo  se   avete   fatto   un
  approfondimento in questo senso e se siamo assolutamente tranquilli
  che le risorse siano bastevoli per tutti.

   VENTURINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VENTURINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto,  grazie
  per  avermi  dato la parola così velocemente. Giusto un  brevissimo
  intervento,  visto che abbiamo soltanto due minuti,  per  dire  che
  anche  noi  accogliamo con piacere questo emendamento  del  Governo
  perché  da  la  possibilità di prorogare, anche  a  chi  era  stato
  escluso  fino  al  31  dicembre, la  possibilità  di  continuare  a
  lavorare.
   Il problema che, però, si ripropone, a distanza di quattro mesi, è
  quello  che abbiamo affrontato, guardate bene il 31 dicembre,  cioè
  ci  siamo trovati davanti ad una platea di precari immensa  di  cui
  non  si ha probabilmente ed esattamente contezza del numero, tant'è
  vero  che,  all'indomani  di quella farneticante  seduta,  mi  sono
  personalmente,  insieme  ai colleghi del Movimento  Cinque  Stelle,
  fatto  avanti  per  cercare di creare un tavolo di  lavoro  con  la
  dottoressa  Corsello, per cercare di venire fuori da una situazione
  di  precarietà,  proprio dalla situazione che riguarda  i  precari,
  cercando di mettere la parola fine a questo discorso del precariato
  perché  mi sa che, di volta in volta, non si fa altro che  arrivare
  all'ultimo momento, trovare i soldi per prorogare a tre mesi, poi a
  luglio  troveremo i soldi per prorogare a dicembre, poi a  dicembre
  troveremo i soldi per prorogare e così via e così via e così via.
   Praticamente,  non  è stato fatto altro, dal  1989  ad  oggi,  che
  creare una platea di precari che, probabilmente, supera gli 80,  90
  mila; non sappiamo il numero.
   Non  lo  so  perché  avevo chiesto ai vari  assessorati  di  farmi
  pervenire una mappatura del reale numero dei precari nelle  diverse
  forme, nelle diverse sigle che sono state inventate in questi anni.
   Non trovando subito una risposta, ci siamo attivati con gli Uffici
  della  vicepresidenza, per fare da soli questo tipo di ricerca  che
  ancora  sta  continuando; continuiamo a ricevere fax per  conoscere
  esattamente  qual  è il tipo di situazione che  si  trova  in  ogni
  singolo comune del territorio siciliano.
   Ora,  il  problema è questo: abbiamo il dovere morale,  in  questa
  legislatura, di trovare una soluzione che sia veramente  definitiva
  al  mondo  del  precariato.  Ci sono  le  leggi.  Noi  avevamo  già
  presentato  -  avevamo già lavorato - un disegno  di  legge;  avevo
  chiesto più volte alla dottoressa Corsello di intervenire ma, prima
  o  poi,  sono  certo che verrà perché, in questo periodo,  è  stata
  probabilmente presa da altri impegni per arrivare alla  definizione
  di  una  legge  che,  finalmente, metta  fine  alla  parola  di  un
  precariato  che, probabilmente, una certa politica  in  passato  ha
  creato  e che, oggi, la politica di oggi, forse, non vuole superare
  del tutto.
   Mi  sa  che  questa  forma continua, sottile  di  ricatto,  forse,
  conviene a qualcuno.
   Mi  auguro  di  no  perché in quest'Aula  sono  sicuro  di  essere
  circondato da onorevoli colleghi che hanno dell'interesse, come me,
  come i miei colleghi, di venir fuori da questa situazione.
   Quindi - e concludo, signor Presidente - spero che si venga  fuori
  da  questa situazione, che questa legislatura venga ricordata  come
  la legislatura che ha saputo mettere fine a un mondo del precariato
  voluto da qualche altro in passato.
   Ho qui diversi appunti ma capisco bene che il tempo è pochissimo.
   Avevamo  presentato  degli  emendamenti;  avevamo  indicato  delle
  soluzioni; avevamo detto come era possibile anche da noi  recepire,
  per  esempio, quello che fu il decreto Monti, nelle altre  Regioni,
  recepito  da noi allegramente, non preso nemmeno in considerazione.
  Resta il fatto - l'ultima cosa che voglio dire, signor Presidente -
  che  non  è  possibile che la maggior parte delle  attività  svolte
  all'interno  dei  nostri  enti e che sono  importantissime  per  il
  funzionamento dei nostri Enti pubblici, vengano svolte  da  persone
  che  sono precarie, cioè la non precarietà dello svolgimento  delle
  funzioni di un Comune, ecc., viene garantita da precari.
   Non  capisco perché non si possa, finalmente, mettere mano ad  una
  programmazione seria, piuttosto che, di volta in volta,  tamponare,
  trovando, ora qui ora là, i fondi che poi spuntano.
   Voglio  dire,  quindi,  che basterebbe un po'  di  programmazione:
  arrivare  alla stesura di un disegno di legge serio, concreto  che,
  finalmente, metta fine a questa parola.
   Qualcuno diceva - e concludo, signor Presidente - che stabilizzare
  tutte  queste  persone  significa  bloccare  assunzioni,  significa
  tarpare le ali ad una nuova generazione di lavoratori. Non  è  vero
  neanche questo perché, se abbiamo l'intelligenza di esplorare nuove
  forme  di economie che in Sicilia si chiamano turismo, agricoltura,
  nonché  energia alternativa. Anche la formazione deve farsi carico,
  quindi,  di  un  nuovo  messaggio  e  cominciare  a  formare  nuove
  professionalità, pur stabilizzando questa enorme platea che è stata
  creata,  dal  1989 ad oggi. La Sicilia continuerebbe ad  essere  in
  grado di creare posti di lavoro per la nuova generazione.

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, brevissimamente,
  per dire che sicuramente noi oggi affrontiamo, con questo argomento
  relativo  alla proroga al 31 luglio, una questione che ha  una  sua
  influenza  di  carattere  sociale, un  momento  anche  di  tensione
  sociale a cui dobbiamo dare riscontro.
   C'è  un  orientamento da parte di tutta l'Assemblea - mi  pare  di
  capire - oltre che la proposta del Governo, di dimostrare come,  su
  argomenti del genere, la sensibilità è piuttosto evidente. Però, io
  dico  che dobbiamo - così come anche in altre occasioni ribadito  -
  avviare una fase nuova.
   Veda, Presidente, io ho chiaro un incontro fatto all'Albergo delle
  Povere  nel  2010  in cui, con grande insistenza, i  sindaci  hanno
  sollecitato un particolare impegno su questo problema. Ed in quella
  sede è stata avanzata una proposta che poi il Governo nazionale  ha
  accolto:  era  quella della deroga al patto di stabilità  e  di  un
  mantenimento  su  questo  problema e,  quindi,  la  possibilità  di
  attingere al fondo nazionale. Quindi ,oggi si ripropone, in maniera
  diversa e sempre insistente, questo problema.
   Io  in  diverse  occasioni  ebbi a  ribadire  da  quest'Aula  che,
  comunque, andava aperta una fase nuova. Ad oggi - ahimé -  dobbiamo
  costare  che  ciò  non  è  avvenuto, perché dobbiamo  cominciare  a
  pensare a come procedere all'ulteriore rinnovo della posizione  dei
  precari; dobbiamo cominciare a capire quale deve essere il rapporto
  costo-servizio;  dobbiamo cominciare a  capire  come  si  avvia  il
  processo  di stabilizzazione, atteso che - al di là di  un  termine
  sbrigativo  stabilizzazione' - si affronta un problema che riguarda
  realmente  il  peso  finanziario  che  gli  Enti  locali   dovranno
  affrontare.
   E,  quindi,  com'è  possibile pensare ad una stabilizzazione,  nel
  momento  in cui c'è un problema che investe da una parte  l'aspetto
  tecnico della disponibilità dei posti in pianta organica  e  quindi
  un  modello  da  sviluppare  in  questa  direzione  -  e  poi  c'è,
  dall'altra  arte,  il carico finanziario. Ma i  Comuni  avranno  la
  possibilità di sostenere questo?
   Allora,  io dico: bene  Siamo tutti perché su questa posizione  si
  determini  in maniera univoca un'azione precisa: la proroga;  però,
  attenzione, deve parallelamente partire una fase in cui si  capisca
  che  ulteriori  passaggi,  probabilmente, diventeranno  sempre  più
  difficili.
   Allora,  avviamo la fase concreta di vedere come  si  può  rendere
  produttiva e, quindi, non più un costo che sia solo un peso, ma  un
  costo  che  possa  essere un'opportunità, una  possibilità  di  far
  crescere i servizi e far crescere la Sicilia.

   GRECO MARCELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO MARCELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, secondo  me
  l'articolo  36  di questa proroga non è qualcosa che doveva  essere
  data. E' un atto sicuramente dovuto. Dovuto perché è necessario che
  una  volta  per tutte si ponga fine al problema delle proroghe,  si
  ponga  fine  al  problema del dissanguamento  da  parte  di  questa
  categoria.
   Io  faccio  un  invito forte e lo faccio al Governo regionale,  al
  Presidente   Crocetta,   all'assessore  Bianchi   e   all'assessore
  Bonafede, affinché questo Governo possa andare al Governo nazionale
  e  chiudere una volta per tutte il problema del precariato  con  la
  stabilizzazione.
   Questo  è l'invito che io faccio in qualità di presidente della  V
  Commissione parlamentare ed è l'invito affinchè si possa finalmente
  dire   basta' con queste proroghe,  basta' con questa continuazione
  di  due  mesi, tre mesi, quattro mesi; perché non ne possiamo  più
  Non possiamo andare in continuazione a discutere proroghe.
   Una  volta per tutte il Governo regionale batta i pugni sul tavolo
  del  Governo  nazionale, affinché si possa definire una  volta  per
  tutte questa richiesta di stabilizzazione. Grazie.

   GIANNI. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI. Signor presidente, onorevoli colleghi, solo un minuto  per
  dirle   che   voglio  sottoscrivere  l'emendamento   dell'onorevole
  Vinciullo.  Rivolgo, quindi, all'assessore Bonafede  una  richiesta
  specifica di verificare per quale motivo succedono questi  fatti  a
  Siracusa e a Messina.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor  presidente, ci sono dei  contratti  che  sono  in
  scadenza il 30 aprile, per cui se non c'è una direttiva, visto  che
  c'è  questo  emendamento del Governo, se non c'è una  direttiva  da
  parte dell'Assessorato si rischia che parecchi lavoratori restino a
  casa  perché  i Comuni possibilmente alla scadenza, in mancanza  di
  una direttiva non emanano gli atti di Giunta.
   Quindi,   un  invito  all'assessore  Bonafede  e  al  Dipartimento
  affinchè faccia una comunicazione agli Uffici.

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE:  Sì, lei aveva chiesto di parlare, ma c'è  un  ordine,
  l'Aula  mi  è testimone, anche se non c'è bisogno, perchè  possiamo
  ascoltare  la  registrazione,  ho chiamato  più  volte  l'onorevole
  Laccoto,  lei  non  c'era,  però  nonostante  questo,  pur  essendo
  decaduto, le do la parola.

   LACCOTO.  Signor  Presidente, mi perdoni, io  stanotte  ho  voluto
  lasciare perdere. Lo voglio dire molto chiaramente io sono uno  che
  non  interviene sempre, ma lei che mi dica che ero  fuori  non  può
  dirlo,  perché  io  sono  stato qua nell'emiciclo.   Quindi  non  è
  possibile  C'è qualche cosa che non va evidentemente. La  pregherei
  di avere più attenzione
   Signor presidente, onorevoli colleghi, io non cerco mai storie, se
  mi  segue l'Assessore per la famiglia e l'assessore Bianchi, quanto
  denunciato dall'onorevole Vinciullo ha una atipicità perché  ancora
  queste cooperative esistono solo a Messina e a Siracusa.
   C'è  un problema evidentemente, perché non avendo allora l'Ufficio
  provinciale  fatto  in tempo queste convocazione  è  successo  che,
  nelle  more, è stata fatta una norma che obbliga i Comuni   non  ad
  avere  il 10 per cento come contribuzione da parte dei Comuni,   ma
  il 40 per cento e il 60 per cento a carico della Regione.
   Per  un fatto anche di civiltà, credo che non possono più esistere
  queste  forme con le cooperative che non hanno senso, perchè queste
  cooperative hanno gestito per molto tempo questo personale,  avendo
  anche l'obbligo della stabilizzazione.
   Ebbene,  di  stabilizzazione  non se  ne  può  parlare  perché  le
  cooperative non danno nessun segnale per la stabilizzazione. Non si
  fanno  passare agli Enti locali perché c'è questo doppio  problema,
  in  quanto  gli Enti locali non possono caricarsi il 40  per  cento
  invece  del  10  per cento. Io credo, Assessore per la  famiglia  e
  assessore  per l'economia, che è venuto il tempo, per un  fatto  di
  giustizia  ma anche di progresso e di civiltà, che questi impiegati
  delle  cooperative possano liberamente transitare agli enti locali,
  risolvendo anche questo problema perché credo che il 40  per  cento
  sia un onere molto forte per gli enti locali e quindi difficilmente
  potranno  contrattualizzarsi. E' questa è la fase  che  credo,  una
  volta  per  tutte,  debba  essere  risolta  dal  Governo  nel  loro
  complesso.
   Dall'altra  parte,  invece,  per  quanto  riguarda  i  precari  in
  generale  degli enti locali, è chiaro che deve essere una  priorità
  del Governo interloquire con il nuovo Governo nazionale per far  sì
  che  questo  problema  venga in qualche modo superato,  perché  c'è
  stato un errore che è stato quello di averlo a suo tempo equiparato
  ai precari a livello nazionale e, quindi, ci ha impedito, in questa
  maniera,  di  potere oggi avere il fondo unico del  precariato  che
  veniva   gestito  difformemente  da  quello  nazionale.   L'obbligo
  nazionale ci impone di arrivare a luglio.
   E'  una  materia che l'assessore Bianchi conosce, ma che  comunque
  l'indicazione  di  tutto il Parlamento è quella  di  arrivare,  una
  volta per tutte, al superamento di questa fase che ci obbliga  ogni
  volta  a  fare le proroghe di quattro mesi, di tre mesi e  poi  non
  sappiamo fino a quando.

   GUCCIARDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  desideravo
  esprimere  davvero  in questo percorso fisiologicamente  tormentato
  non  più di altre volte, anzi, il ringraziamento a nome del  gruppo
  del  Partito  Democratico  al Governo per  la  sensibilità  che  ha
  dimostrato su un tema che non intende o non intendeva tutelare, una
  categoria particolare di lavoratori precari, ma che poneva un  tema
  che  rischiava  di diventare il disastro per i precari  degli  enti
  locali che operano e lavorano nella Regione siciliana.
   Mi  riferisco,  in particolare, ai precari che hanno  esaurito  il
  secondo  quinquennio,  come volgarmente si dice,  per  i  quali  da
  troppi  mesi,  assessore, le istituzioni pubbliche  rappresentative
  non  erano state sufficientemente attente. Perché dietro  a  queste
  fredde  righe,  apparentemente  scritte  in  un  tecnicismo   quasi
  incomprensibile  per i non addetti ai lavori - e  lo  dice  chi  ha
  contribuito   a   scrivere  personalmente  il  testo  dell'articolo
  medesimo  -  dietro queste righe si nascondono drammi della  nostra
  terra,  sofferenze di come ancora il lavoro, che  è  il  primo  dei
  diritti costituzionalmente tutelati, in Sicilia meriti davvero  non
  solo  un'attenzione  straordinaria delle  istituzioni,  ma  qualche
  volta  persino una sorta, consentitemi e passatemi il  termine,  di
  rivoluzione culturale.
   Il  lavoro in Sicilia è qualcosa di altro rispetto ad altre  parti
  del  nostro Paese, per cui noi oggi stiamo facendo giustizia di una
  frattura sociale che si stava rischiando e che la determinazione di
  tantissimi  lavoratori che avevano davvero perso la dimensione  non
  soltanto  economica e sociale della propria vita  in  relazione  al
  proprio  posto di lavoro, ma avevano trasformato questa  sofferenza
  in   una   dimensione  esistenziale  rispetto  alla  quale   questo
  Parlamento  e  il  Governo  della Regione  siciliana  non  potevano
  rimanere insensibili.
   Quindi,  un  grazie di cuore per la sensibilità e la disponibilità
  mostrata  dal Governo nel riscrivere questo emendamento  presentato
  dal  Partito Democratico e sottoscritto anche dall'onorevole Fazio,
  come  correttamente ha riferito lui nel suo intervento, e condiviso
  dall'intera  Commissione   Bilancio  con una  volontà  unanime  che
  voleva  davvero  portare a soluzione il problema  non  soltanto  di
  questi centinaia di lavoratori in questo momento, ma assessore, lei
  lo  sa  bene,  di tutti e 20 mila o quanti essi sono esattamente  i
  lavoratori  della  Regione siciliana che man mano  arrivavano  alla
  scadenza  del  secondo quinquennio, esaurivano il loro  rapporto  e
  quindi la loro speranza rispetto ad una prospettiva di lavoro.
   L'ultima cosa e concludo, Presidente. Si è insediato da poche  ore
  il  nuovo  Governo  del  nostro Paese,  il  Governo  nazionale.  Il
  Presidente  del  Consiglio Letta ha mostrato da subito,  sin  dalle
  dichiarazioni programmatiche, una sensibilità particolare  rispetto
  a questo tema.
   Ed  allora, come bene in queste settimane il Governo ha fatto  nel
  trovare una interlocuzione positiva e propositiva finalmente con il
  livello  istituzionale nazionale, adesso io vi chiedo, davvero  con
  tutte  le  nostre forze, con tutte le mie forze, di  aprire,  se  è
  necessario,  una  vertenza, perché la questione del  precariato  in
  Sicilia  è  una  questione diversa rispetto ad  altre  Regioni  del
  nostro  Paese  e  non  può essere problemi diversi  affrontati  con
  soluzioni  uguali per tutte le Regioni,. Il problema in Sicilia  va
  affrontata  con  una medicina diversa e il Governo  nazionale  deve
  comprendere come la Sicilia, oggi più che mai, abbia bisogno di  un
  intervento legislativo particolare che porti davvero a soluzioni il
  problema, come tanti colleghi prima di me hanno sollecitato.
   Questa , credo, è la strada maestra da seguire, per cui io esprimo
  la soddisfazione del Gruppo che rappresento in questo Parlamento  e
  invito il Governo a proseguire sulla strada intraprese.

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione.

   DINA E l'emendamento dell'onorevole Vinciullo?

   PRESIDENTE.  Quello dell'onorevole Vinciullo è tra gli emendamenti
  aggiuntivi,  non  complichiamo, ce ne sono  tanti  altri  e  quindi
  andranno   visti   successivamente.  Anche   perché   l'emendamento
  dell'onorevole Vinciullo ha bisogno della copertura finanziaria  e,
  quindi, c'è bisogno di una riflessione.
   Scusate,  l'ha  sottoscritto  l'Assessore  Bonafede,  lo  dobbiamo
  mandare  agli  uffici e all'Assessore all'Economia  per  vedere  la
  compatibilità insieme agli altri aggiuntivi che ci sono, non è  che
  erano stati accantonati a caso.
   Invito l'onorevole Grasso a ritirare l'emendamento   soppressivo a
  sua firma.
   Pongo in votazione l'emendamento aggiuntivo A 301 bis del Governo.

   VINCIULLO. Presidente, e  il mio emendamento aggiuntivo?

   PRESIDENTE.  Onorevole  Vinciullo la  prego,  lei  peraltro  nella
  qualità  di  Vicepresidente della Commissione venga  incontro  alle
  esigenze del Parlamento tutto.
   Pongo  in votazione l'emendamento aggiuntivo A301 bis del Governo.
  Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo   in  votazione   l'articolo  36,   come  emendato.  Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. L'assessore Bonafede intendeva intervenire, ma   sulle
  numerosissime  richieste che sono state  fatte  le  verrà  data  la
  possibilità nel corso della lunghissima serata.
   Si riprende l'esame dell'articolo 20, in precedenza accantonato.
   Si passa all'emendamento 20.5 a firma degli onorevoli Cracolici  e
  Gucciardi. Il parere del Governo?

   BIANCHI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  20.9  del  Governo.  Il  parere  della
  Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  20.8  del  Governo.  Il  parere  della
  Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 20.1 a firma dell'onorevole Lentini.
   Onorevole  Lentini, la invito al ritiro perché ha delle implicanze
  di ordine finanziario.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, di questo
  ne  abbiamo parlato abbondantemente in Commissione, fra  l'altro  è
  stato   votato   favorevolmente  con  la  presenza   dell'assessore
  Cartabellotta che desidero intervenga in merito.
   La  legge n. 14 del 2006, di fatto, ha cancellato tanti lavoratori
  che da tanti anni avevano lavorato per un solo turno. Di fatto cosa
  accade? Stiamo parlando di almeno 150 persone in Sicilia; erano  di
  più, ma in questi tre, quattro anni, molti sono andati in pensione.
   Accade che in tante aree della Sicilia il numero della richiesta è
  superiore rispetto all'offerta. Ormai c'è questa possibilità, se si
  dà  questa possibilità a questi lavoratori che ad ulteriore bisogno
  possono essere chiamati dopo gli aventi diritto, mi sembra di  fare
  un'opera buona e quindi è sicuramente senza spesa aggiuntiva.
   Desidero che l'Assessore su questo faccia una sua dichiarazione.

   PRESIDENTE.  Chiedo  all'assessore Caltabellotta  e  all'assessore
  Bianchi  di  intervenire per comprendere se questo  emendamento  ha
  implicanze di carattere finanziario. Se ha implicanze di  carattere
  finanziario,  se riusciamo a dare copertura.

   BIANCHI,  assessore  per l'economia. Signor Presidente,  l'avevamo
  già affrontato in Commissione  Bilancio . Questo emendamento amplia
  la  platea  e, quindi, necessariamente aumenta l'onere finanziario.
  In  presenza  di  una  politica di contenimento quindi  sfalserebbe
  tutto  l'intero articolo. Pertanto, il nostro parere  non  può  che
  essere negativo.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Onorevole Lentini, ritira l'emendamento?

   LENTINI. Desideravo che l'Assessore prendesse in considerazione

   PRESIDENTE. Onorevole Lentini, siamo in fase di approvazione della
  finanziaria. Nel merito è chiaro che lei ha pienamente ragione.  Se
  ci   sono  problemi  di  carattere  finanziario  dobbiamo  dare  la
  copertura

   LENTINI   ma c'è la copertura  La copertura è esistente perché  si
  parla sempre della stessa cifra.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'emendamento  20.1,  col  parere
  contrario  del  Governo e della Commissione. Chi  è  favorevole  si
  alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 20.3 a firma dell'onorevole Grasso.  Il
  parere del Governo?

   CARTABELLOTTA,  assessore per le risorse agricole  ed  alimentari.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  20.7 del  Governo.   Il  parere  della
  Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento A 177, a firma degli onorevoli Caputo  e
  altri, che già è passato dalla III Commissione, come ha evidenziato
  l'onorevole Marziano.
   Comunico  che  è stato presentato il subemendamento  A  177.1  del
  Governo.

   CARTABELLOTTA,  assessore per le risorse agricole  ed  alimentari.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARTABELLOTTA,  assessore per le risorse agricole  ed  alimentari.
  Signor  Presidente,  onorevoli deputati,  a differenza  degli  anni
  precedenti,  viene  individuata una fattispecie  specifica  che  fa
  configurare l'intervento come solidarietà rispetto ai comuni che  o
  sono  stati  sciolti  per mafia nell'ultimo quinquennio  oppure  si
  trovano in una situazione di dissesto finanziario.
   Quindi,  viene  individuata  una  casistica  ben  precisa  che  ci
  consente di rendere efficienti e funzionali i mezzi e gli strumenti
  di cui dispone la Regione per intervenire sui comuni che sono stati
  sciolti per mafia o che sono in situazione di dissesto finanziario.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,   pongo   in   votazione    il
  subemendamento  A.177.1 a firma del Governo, col parere  favorevole
  della  Commissione. Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario
  si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'emendamento A177, aggiuntivo, a firma  degli
  onorevoli  Caputo, Falcone, Vinciullo, Pogliese  e  Marziano  nella
  qualità di presidente della III Commissione.
   Comunico  che  appongono la firma tutto il  Gruppo  del  Movimento
  Cinque  Stelle  e  gli   onorevoli Ioppolo,  Panarello,  Digiacomo,
  Picciolo,  Rinaldi,  D'Asero  e  con  la  sottoscrizione  di  tutta
  l'Assemblea.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 20.4.

   ZITO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei precisare,  in
  relazione all'emendamento che abbiamo presentato, che alcune  delle
  parti  sono integrate nella riscrittura dell'articolo da parte  del
  Governo,  ed  esattamente nell'articolo 20. Volevamo aggiungere  la
  nostra  lettera  R  e la nostra lettera  S , cioè anche la  cura  e
  pulizia  dei siti di importanza comunitaria, quindi dei SIC,  delle
  ZSC  e  delle  ZPS  e,  in più, della cura e  pulizia  del  demanio
  marittimo e quindi anche litorali, spiagge, eccetera.
   Visto  che parte è stato riscritto nell'articolo 20 non so  se  si
  può  recepire così tale e quale l'emendamento, però, stralciare  la
  lettera   R  e la lettera  S  e la riscrittura dell'1 ter  dove  si
  definiva  un  incentivo  per la mancata  esternalizzazione.  A  noi
  interessano  queste due lettere dove appunto si  parla  delle  zone
  SIC,  ZSC  e  ZPS  e poi dei litorali, cioè del demanio  marittimo,
  quindi,  inserire  anche  queste voci. In  più  quello  che  a  noi
  premeva,   ed  era  l'1ter,  ma non  so  se  il  Governo  lo  vuole
  riscrivere, era un modo per incentivare sia le aziende che gli enti
  a cui si rivolgono a consorziarsi, cioè invogliarli a consorziarsi.
   Quindi,   i  soldi  risparmiati  dalla  mancata  esternalizzazione
  andrebbero distribuiti  sia all'Azienda forestale sia all'Ente  che
  ne usufruisce e parte anche per i fondi della Regione. Se questo il
  Governo lo vuole riscrivere per dare un incentivo a lavorare.

   CARTABELLOTTA,  assessore per le risorse  agricole  e  alimentari.
  Signor Presidente, condivido le lettere  R ,  S   e  T , ovviamente
  parleremo di cura, pulizia, ma non di diserboli. Quindi,  tutte  le
  lettere.
   Per  quanto  riguarda,  invece, l'articolo,  considerando  che  le
  risorse  che verranno risparmiate dovranno essere messe in  circolo
  per  i  lavoratori, magari ci riserviamo di prenderne  conto  nelle
  disposizioni   attuative  che  dobbiamo  fare   con   provvedimento
  amministrativo,  perché  il  principio  è  giusto.  L'accoglimento,
  quindi, delle lettere  R ,  S ,  T  e  U  senza diserbo.

   PRESIDENTE.   Formalmente,   occorre  che  venga   presentato   un
  subemendamento o a firma dell'onorevole Zito o a firma del Governo.

   CLEMENTE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CLEMENTE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per un
  ulteriore chiarimento, fermo restando la validità dell'emendamento.
  Vorrei  venisse meglio precisato quando si fa obbligo ai  comuni  o
  alle  pubbliche  amministrazioni perché  alcuni  comuni  hanno  già
  affidato a servizi tipo la Gesip, il comune di Palermo, non  vorrei
  che  si  creassero duplicazioni da questo punto di vista, e  quindi
  preferire che venisse meglio precisato.
   Altra  cosa, in Commissione lei, assessore, aveva accolto  il  mio
  invito  per precisare anche sulla pulitura dei canali di  maltempo.
  E'  un  problema annoso che riguarda molte città che  per  problema
  alluvioni, poi, si trovano scoperti da questo servizio.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cartabellotta, se fosse possibile  scrivere
  insieme  al  Movimento 5 Stelle questo subemendamento, non  sarebbe
  male.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, capisco le  buone  intenzioni  dei
  colleghi  e capisco l'obiettivo di estendere anche le attività  per
  renderli  socialmente più utili, ma ricordo ai colleghi che  stiamo
  parlando  di  lavoratori agricoli per i quali  esiste  un  apposito
  ordinamento   amministrativo,  contributivo,   previdenziale,   una
  disciplina specifica del mercato del lavoro.
   Non  stiamo parlando di lavoratori di servizi, i quali  hanno  una
  tipologia   contrattuale  completamente  diversa,  sono  lavoratori
  stagionali   e  pagano  da  lavoratori  stagionali  uno   specifico
  contributo agricolo unificato.
   Non  vorrei  che  per eccessiva voglia di rendere più  socialmente
  accettabile  o più visibile il ruolo del lavoratore  forestale   lo
  trasformassimo in un puliziere di aiuole spartitraffico. Non si può
  fare.
   Credo    che    gli   uffici   debbano   supportare    l'eventuale
  improponibilità non per le ragioni connesse all'obiettivo ma perché
  obiettivamente   questi   sono   lavoratori    agricoli   forestali
  disciplinati con una norma, altrimenti bisogna inquadrarli in altra
  maniera, non possono avere la disoccupazione agricola, non  possono
  avere  i sistemi previdenziali ed assistenziali previsti per questa
  fattispecie.

   CARTABELLOTTA,  assessore per le risorse  agricole  e  alimentari.
  Onorevole Cracolici nessuno ha previsto di cambiare la fattispecie.
   Il  lavoro  sarà  in  ogni caso squisitamente  lavoro  agricolo  e
  forestale cioè avere contatto con le piante ed il terreno. Quella è
  la  natura e la matrice. Che poi nelle riqualificazioni di un parco
  archeologico  si venga ad avere a che fare sempre con  la  pulizia,
  nessuno  vuol  trasformare  il  lavoratore  forestale  né   in   un
  costruttore di centrale nè in altre cose.
   La categoria resta quella del lavoratore agricolo e forestale.

   PRESIDENTE.  Assessore, intanto se si scrive questo subemendamento
  sarebbe cosa opportuna.

   LOMBARDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO.   Signor   Presidente,  vorrei  un   attimo   richiamare
  l'assessore Cartabellotta e i suoi importanti rappresentanti  della
  maggioranza  di  Governo  a  chiarirmi perché  l'ultimo  intervento
  dell'onorevole Cracolici mi ha confuso.
   Si  fa  riferimento a manutenzione delle aree verdi pubbliche,  in
  questo  caso, prima si faceva riferimento a pulizie di aiuole,  non
  so se i due termini sono connessi.
   A questo punto, visto anche l'emendamento presentato dal Governo e
  che  è  stato  frettolosamente approvato  precedentemente,  la  mia
  confusione aumenta.
   Se  il  presidente Crocetta, a cui va dato il merito di una difesa
  anche  televisiva  dei  lavoratori  forestali,  ha  parlato  di  un
  utilizzo  di questi lavoratori all'interno ed a disposizione  anche
  dei  comuni per svolgere delle funzioni che, oggi, vengono affidate
  anche a ditte esterne e quando l'articolo 20 parlava esplicitamente
  di  obbligo  fatto a enti, agenzie ed altri consorzi ed aziende,  e
  così  via,  partecipate  dalla Regione, obbligo  di  stipulare  una
  convenzione con l'azienda foreste per svolgere queste funzioni, con
  l'emendamento  che  ora  abbiamo votato si  parla,  invece,  di:
   convenzione  che  prioritariamente, attraverso  la  stipula  della
  convenzione di cui al comma 9 ter, come azienda regionale  foreste,
  ove se ne accerti l'economicità .
   Assessore,  a me dispiace,  riconosco che lei, in Commissione,  ha
  avviato  un  lavoro utile e proficuo che è stato -  lo  dico  anche
  riconoscendole  un  ruolo importante - di riforma  sull'utilità  di
  questi lavoratori, però avevamo detto che si davano nuovi compiti e
  nuove  competenze, ora mi viene detto dall'onorevole Cracolici  che
  forse   non  sono  compatibili  con  le  qualifiche  degli   stessi
  lavoratori. Mi si diceva che vi era un obbligo di stipula di queste
  agenzie-consorzi, che ora viene modificato in priorità di stipulare
  convenzione,  affiancato,  purtroppo, lo dobbiamo  dire,  assessore
  Bianchi - ma sappiamo delle esigenze che ci sono di cassa - ad  una
  riduzione  che  sarà  inevitabile  delle  giornate  lavorative  dei
  lavoratori dell'Azienda foreste.
   Vedete,  se  dobbiamo  mettere assieme tutti questi  elementi,  mi
  rendo  conto  assessore  Cartabellotta  che,  forse  anche  a   sua
  insaputa,  questo articolo viene per essere snaturato e, purtroppo,
  non troverà forse gli obiettivi che inizialmente si era prefisso.

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  per
  evidenziare un aspetto che ritengo importante. Sicuramente, ci sono
  norme e procedure da seguire, però è arrivato il momento che questa
  Assemblea  prenda  atto  di una svolta che  va  sostenuta,  portata
  avanti, nell'interesse non solo della Sicilia e dei costi, ma anche
  dei lavoratori.
   Volerci  trincerare  dietro  difese da  cui  pensiamo,  forse,  di
  continuare ad avere consensi, mortificando anche la possibilità  di
  futuro  degli stessi lavoratori, è un dato a cui far riferimento  e
  riflettere.
   L'ipotesi  di  lavoro  che vede questo tipo  di  iniziativa  dove,
  sicuramente,  una flessibilità per realizzare quel rapporto  costo-
  servizio  deve  essere introdotta nei fatti, è l'argomento  su  cui
  dobbiamo  ragionare. Se continuiamo a fare, oltre al sindacato,  un
  sindacato  suppletivo che, di fatto, ingessa  ogni  possibilità,  è
  dire  che,  allora,  vogliamo che ci sia  un  rigore  più  assoluto
  nell'applicazione   di  un  principio  che,  invece,   deve   dire:
  sicuramente,  come è stato qua evidenziato, c'è  un  contratto  che
  prevede compiti e mansioni che nessuno vuole stravolgere, però deve
  essere  introdotto  un  principio che, nell'espletare  le  attività
  lavorative   cui  ognuno  è  tenuto,  deve  anche  esserci   quella
  elasticità  necessaria perché nella funzione possa  realizzarsi  un
  principio di efficienza.
   Quindi,  nella  sostanza  non creiamo  troppi  vincoli,  diamo  la
  possibilità di dire che finalmente c'è un'ipotesi di lavoro che può
  portare ad un momento propositivo, perché questa iniziativa è  tesa
  a non voler togliere lavoro a chi già ce l'ha, ma per quelle realtà
  dove c'è bisogno di interventi sostitutivi, che diversamente non si
  realizzerebbero e che, nella sostanza, verrebbero a determinare  un
  momento positivo.
   Se  assieme ad un impegno specifico dal proprio tipo di  mansione,
  c'è da scostarsi per un dieci per cento da quella che è questo tipo
  di  attività,  ritengo che vada sostenuto il principio  secondo  il
  quale  attraverso una flessibilità, senza stravolgere il  principio
  fondamentale  della  propria mansione, deve essere  portata  avanti
  perché,  sicuramente, apre una fase che è quella di  pensare  anche
  alla  produttività, al rapporto costo-servizio, alla difesa ed alla
  dignità del lavoratore che comincia ad essere anche partecipe ad un
  processo di crescita sociale.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA. Signor Presidente, penso che non ci sia alcuna confusione,
  ritengo che la questione sia molto chiara, perché fa bene Cracolici
  a riportare, all'interno del ragionamento, il rapporto di lavoro e,
  quindi, quello che è oggi il lavoratore forestale, perché hanno  un
  contratto.
   Vorrei  anche  spiegare al giovane collega Lombardo,  che  nessuno
  vieta,  oggi,  ad un operatore forestale di essere utilizzato,  tra
  virgolette, in un parco urbano o sub-urbano e che nessuno vieta  ad
  un   lavoratore  forestale  di  essere  utilizzato  in  un  demanio
  confinante con demanio marittimo, confinante con demanio  forestale
  e su questo siamo tutti d'accordo e nessuno stravolge il contratto.
   Invece, è interessante e lungimirante l'idea di utilizzare  questi
  lavoratori per attività che possono aiutare e sostenere  la  nostra
  società e, in questo caso specifico, ritengo e continuo chiedendo a
  lei,  Assessore: questi operatori forestali, che poi  con  apposite
  convenzioni  andranno  a  ripulire i nostri  siti  culturali,  sono
  sempre in carico all'azienda; certamente, però, una percentuale  di
  somme potrebbe essere utilizzata, da parte dei Beni culturali,  per
  fare  giornate  lavorative in più perché dobbiamo  non  perdere  di
  vista  che  oggi, vista la progressiva e sempre più  pesante  crisi
  economica, le giornate lavorative che i forestali fanno chi 78, chi
  101, chi 151, non gli consentono di avere un introito economico per
  mantenere le proprie famiglie.
   Per  cui,  se  si riuscisse a trovare questa forma di  particolare
  convenzione - la chiamo  particolare convenzione  -, di  mettere  a
  carico ed in quota ai lavoratori forestali per far sì che, oggi, un
  centocinquantunista possa farsi anche 180 giorni e i centunisti  si
  possono fare anche 150 giorni e il settantottista farsi 101  giorni
  non  sarebbe,  poi, una cattiva idea, ma questo è  un  ragionamento
  generale e globale che serve a tutti.

   PRESIDENTE. Abbiamo questo subemendamento di riscrittura?
   Diamo la possibilità al Governo di verificarlo.
   La seduta è sospesa per cinque minuti.

        (La seduta, sospesa alle ore 14.48, è ripresa alle ore
                                15.10)

   La seduta è ripresa.
   Comunico  che  è stato presentato il subemendamento 20.4.1,  dagli
  onorevoli   Zito,   Foti   e   Malafarina,   all'emendamento   20.4
  dell'onorevole Cancelleri.

   ZITO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO. Signor Presidente, il testo di riscrittura non cambia molto,
  in  quanto viene specificato che si occuperanno anche della cura  e
  pulizia  dei  siti  archeologici - che già è stato  inserito  nella
  riscrittura  -  ma  il  particolare anche dei  siti  di  importanza
  comunitaria, delle zone speciali di conservazione e delle  zone  di
  protezione  speciale.  In più si occuperanno  anche  della  cura  e
  pulizia  del demanio marittimo, anche di fiumi, torrenti e laghi  -
  ovviamente della parte di loro competenza - e sempre cura e pulizia
  del  verde  presente nelle scuole pubbliche, nelle università,  nei
  centri  di  ricerca, nei musei, negli ospedali.  E  come  suggerito
  dall'onorevole Malafarina, negli stabili di proprietà  delle  forze
  dell'ordine.  In più l'ultimo punto alla lettera U per  la  cura  e
  pulizia del verde pubblico di proprietà dei Comuni.
   Quindi sostanzialmente viene riscritta la prima parte togliendo la
  scrittura   diserbo' e mettendo  scerbatura' che è più corretta,  e
  sostanzialmente stralciando le prime quattro lettere.  Il  resto  è
  già compreso nell'articolo scritto dal Governo.

   PRESIDENTE.  Gli onorevoli Cimino, Barbagallo e Fazio chiedono  di
  apporre   la  firma  al  subemendamento.  Pongo  in  votazione   il
  subemendamento 20.4.1 sostitutivo del 20.4.
   L'onorevole Cracolici e l'onorevole Raia sono contrari.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 20, così come emendato.

   CAPUTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, chi ha  presentato
  l'emendamento ha insistito perché venisse cassato. Io  innanzitutto
  volevo  dare  un  attestato di ottimo lavoro all'Assessore  per  le
  risorse  agricole,  Cartabellotta, che sia in Commissione  Bilancio
  che in Commissione Attività Produttive, e in Aula adesso, ha teso a
  definire  una  norma  - l'art. 20 - che è veramente  rivoluzionaria
  sotto molti aspetti., perché interviene in favore dei comuni, delle
  categorie,  regolamenta alcune attività del settore  forestale.  E'
  una  norma  che  indubbiamente anticipa quella  che  sarà  l'intera
  modifica del settore.
   Prima che l'Assessore Cartabellotta si allontani, voglio ricordare
  a  lui e a molti deputati non presenti nella scorsa legislatura che
  il  Governo della Regione, con l'assessore Armao, acquisì  con  una
  trattativa  con  la  direzione nazionale dell'Agenzia  per  i  beni
  confiscati  a  Roma  e  Palermo, pagando  circa  400mila  euro  per
  estinguere alcuni cespiti ipotecari; acquisì un bene importante,  e
  vi  dirò  perché  non si trova nella provincia  di  Palermo,  ma  a
  cavallo  con la provincia di Caltanissetta e, in parte,  Agrigento,
  il  Feudo  Verbumcaudo, che fu confiscato al capo  di  Cosa  Nostra
  Michele Greco, ed era un bene per il quale le banche davano mutui e
  finanziamenti che venivano negati invece agli agricoltori normali.
    La Regione acquisì questo bene che era in abbandono da molti anni
  -  parliamo di oltre 150 ettari, con un cascinale -  un bene  molto
  bello;  e la Regione avviò una serie di progetti per il recupero  e
  l'utilizzo di questo bene confiscato che in atto si trova assegnato
  al  consorzio   Sviluppo e legalità  e custodito dalla  cooperativa
   Placido Rizzotto .
   Voglio invitare nuovamente  l'assessore Cartabellotta a riprendere
  quel   lavoro   straordinario  avviato  per  la  cura   del   Fondo
  Verbumcaudo, diventato oramai un centro sperimentale  per  i  vini,
  per  l'agrumicoltura.  Vorrei dunque  che  il  Governo  riprendesse
  questa  attività  per  evitare  che questo  bene  venga  restituito
  all'abbandono  in cui era - ricordate, tra l'altro - gestito  dallo
  stesso  mezzadro di Michele Greco, che era  il Papa   della  mafia,
  quindi gradirei che l'Assessore si impegnasse su questo fronte.
   Il mio voto è favorevole all'emendamento. Grazie.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Presidente, io devo dire che sono un po' sorpreso,  per
  questo  emendamento che è stato approvato, non mi riferisco ai beni
  confiscati, onorevole Caputo, mi riferisco al famoso 20.8;  perché,
  al  di  là  del  fatto,  che qui stavamo facendo norme  di  impatto
  finanziario, stavamo dando copertura finanziaria alle giornate  dei
  lavoratori  forestali, stavamo disciplinando anche le tipologie  di
  intervento  al fine di dare attuazione alle giornate di lavoro,  ma
  che  con  un emendamento d'Aula che, nascosto in tutta una  partita
  finanziaria, aboliamo le norme sul mercato del lavoro  del  settore
  agricolo
   Ora   mi   dicono   che   è   stata   avanzata   dalla   struttura
  dell'Assessorato del lavoro, può darsi che hanno pure  ragione,  mi
  permetto di dire, visto che avevo chiesto al Governo, pensando  che
  avevamo   fatto   una  sciocchezza,  secondo  me,  in   Commissione
   Agricoltura' di abrogare la norma che avevamo invece  previsto  in
  Commissione   Bilancio' relativa all'abrogazione delle  Commissioni
  provinciali per l'avviamento della manodopera agricola. Perché,  le
  Commissioni  provinciali  in  atto  costituiscono  un  elemento  di
  interfaccia  sull'avviamento  dei  lavoratori  stagionali  che   ha
  consentito fino ad oggi la rigidità di quegli elenchi di  cui  alla
  legge n. 16 del 1996.
   Tant'è  che avevo chiesto al Governo di predisporre un emendamento
  per abrogare l'abrogazione. Ma qui abbiamo abrogato l'intera legge.
  Ripeto:  vorrei  sapere, se è abrogata l'intera legge,  qual  è  la
  disciplina  che  vigerà  in Sicilia per i  lavoratori  del  settore
  agricolo? Non ho ora tutti gli elementi per arrivare ad un giudizio
  compiuto, però mi sembra quanto meno singolare che si faccia  tutto
  questo.
   Mi   permetto  di  dare  un  suggerimento  se  la  Presidenza  può
  accoglierlo,  visto che siamo a questo stadio, di evitare  il  voto
  finale sull'articolo e fare un approfondimento da qui alle prossime
  ore  per  capire se quello che abbiamo fatto è compatibile  con  la
  necessità comunque di avere delle norme.

   LO  BELLO,  assessore  per il territorio  e  l'ambiente.    Non  è
  inserita.

   CRACOLICI.  Non  so  di  cosa  parliamo,  so  che  è  stata  fatta
  l'abrogazione  di un'intera legge sul collocamento in  agricoltura.
  Ripeto  se  gli  uffici  mi tranquillizzano che  tutto  questo  non
  inficia la specificità.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, mi convince il suo ragionamento.
  Siccome siamo in fase di votazione finale si può correggere il tiro
  perché ho capito che non c'è ancora chiarezza sul percorso.

   CARTABELLOTTA,  assessore per le risorse  agricole  e  alimentari.
  Avevamo  accolto  l'obiezione presentata da alcuni  deputati  sulla
  soppressione del comma 5, perché le Commissioni provinciali per  il
  lavoro,  sono  di  fatto una sorta di camera di  compensazione  per
  ottimizzare il lavoro.
   Questo  è  quanto  scritto nell'emendamento che  aveva  presentato
  l'assessore  per  l'economia, dottore Bianchi. La soppressione  del
  comma 5.
   Sul piano della proceduralità, il fatto che si sia votato il comma
  5,  sostituito dal seguente, cioè dall'abrogazione di una serie  di
  articoli.  Non  credo che non ci debba mettere nelle condizioni  di
  rimediare l'errore che si è fatto. Perché di fatto abbiamo  abolito
  tutta la collocazione del lavoro in agricoltura.

   PRESIDENTE.  Scusate,  mi si consenta solo una  battuta.  Dovremmo
  capire  quale  rappresentante  del  Governo  ha  presentato  questo
  emendamento. Va bene, abbiamo compreso, allora facciamo  tesoro  di
  queste   ultime  parole  dell'assessore  Cartabellotta   e   quindi
  sospendiamo  un  secondo  per dar modo agli  uffici  di  modificare
  questo emendamento.
   C'è  questo  nuovo emendamento che viene distribuito dal  Governo,
  per errore materiale del Governo ne era stato dato in precedenza un
  altro.
   Onorevole  Cracolici,  si  tratta di  un  errore  materiale  nella
  formulazione da parte del Governo di questo emendamento, quindi non
  siamo ancora nella fase di votazione finale anche se avremmo potuto
  correggerlo anche ai sensi dell'articolo 117.
   Quindi,  a  nome del Parlamento, la ringrazio del rilievo  che  ha
  evidenziato perché rende la legge ancora molto più chiara.
   Onorevole Lombardo, su questo articolo 20 l'errore materiale  l'ha
  fatto  emergere  l'onorevole Cracolici.  Guardi  che  è  molto  più
  attento di lei su queste cose.

   LOMBARDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO.  Vorrei  far rilevare anche io un errore  materiale  che
  forse,  nella  distribuzione degli emendamenti del  Governo,  si  è
  verificato precedentemente.
   Assessore,  un minuto esatto. Non vorrei che in questa riscrittura
  venisse trascurato l'emendamento 20.9. La prego.
   Abbiamo  approvato  un  emendamento  che  snatura  e,  di   fatto,
  mortifica   il  lavoro  suo  e  della  Commissione  III    Attività
  produttive  che ha con attenzione rilevato come le nuove competenze
  e  funzioni  dei  lavoratori siano utili per  qualificarli  e  dare
  dignità a questo settore.
   Abbiamo qui parlato e disertato, in questa mezz'ora abbondante, su
  quali  funzioni  e  competenze  devono  essere  affidate  a  questi
  lavoratori.
   Noi, ponendo di fatto e cancellando l'obbligo delle agenzie e  dei
  consorzi  e  degli enti di stipulare la convenzione - assessore  un
  minuto esatto - snaturiamo la sua proposta.
   Io  la  prego  di  presentare un emendamento  generale  che  possa
  reintrodurre l'obbligo delle agenzie e dei consorzi e degli enti di
  stipulare  convenzione, perché noi stiamo costruendo  una  stupenda
  macchina ma, con questo emendamento, non metteremo la benzina.
   Abbiamo davanti al Palazzo migliaia di lavoratori che protestano e
  che  vogliono  delle  garanzie  sulle  giornate.  Sappiano  che  la
  convenzione,  l'obbligo di convenzione poteva essere uno  strumento
  per trovare nuove risorse. Io la prego assessore di fare valere  la
  sua  riforma  e  di  riscrivere anche queste priorità  che  non  si
  capisce cosa siano.

   PRESIDENTE. L'articolo 20 è ulteriormente accantonato.
   Si  riprende l'esame dell'articolo 17, in  precedenza accantonato.
  Recita:   all'articolo 17, comma 1, dopo le parole  legge regionale
  delle  12  maggio  2010n,  n. 11  sono aggiunte  le  parole   dalle
  società  originariamente  costituite in forza  di  quanto  disposto
  dall'articolo 3 della legge regionale 4 aprile 1995, n. 26 .
   Era  nata  una  certa  discussione in Aula per  chiarire  a  quale
  tipologia  di  società  ci si riferisse e, quindi,  nell'attesa  di
  comprendere questo percorso, lo avevamo accantonato. Se l'assessore
  per l'economia, dottore Bianchi, vuole chiarire la potata di questo
  subemendamento, può farlo.

   BIANCHI,  assessore  per l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, l'emendamento era soltanto di chiarimento, nel senso che,
  dato  che  c'era  una  previsione  di  spesa  che  ha  bisogno   di
  un'autorizzazione legislativa e, dato che la SAS è risultata  dalla
  fusione  di  diverse società  -Biosphera ed altre - il riferimento,
  la  dizione  per le società originariamente  costituite in forza di
  quanto  disposto  all'articolo 3  consentiva un  rimando  normativo
  alle  tre  società che, poi, hanno costituito la SAS.  Gli  uffici,
  comunque, mi dicono che era un chiarimento. Nel momento in  cui  ci
  fossero  delle  perplessità da parte dell'Assemblea, saremmo  anche
  disponibili  a ritirarlo. Era soltanto una precisazione  di  ordine
  strettamente tecnico; non aveva implicazioni.

   PRESIDENTE. Formalmente, questo subemendamento era stato  ritirato
  e  si inseriva in un emendamento, il 17.3, sempre del Governo,  che
  riguarda, però, una correzione di un euro che si può fare ai  sensi
  dell'articolo 117.
   Propongo  all'Aula  la  soppressione  dell'emendamento  17.3,  poi
  procederemo,  con  l'articolo  117, a fare la correzione  materiale
  che è relativa di un euro.
   Pongo  in  votazione  la  soppressione dell'emendamento  17.3.  Il
  parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvata)

   L'emendamento   17.6   decade   per  effetto   dell'avvenuta   non
  approvazione dell'emendamento 17.3.
   Si passa all'emendamento 17.2, dell'onorevole Di Mauro  sostituire
  il comma 2 con il seguente .

   Onorevole Di Mauro, vuole illustrarlo?

   LOMBARDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  con   questo
  emendamento  che  vorrei sottoporre all'attenzione degli  onorevoli
  colleghi,  si  stanzia  una somma affinchè  la  società  Interporti
  siciliani  possa  proseguire la sua attività e, quindi,  non  venga
  posta in liquidazione.
   Per  chi  non  conoscesse la vicenda degli  interporti  siciliani,
  stiamo  parlando  di una delle opere più importanti  non  solo  dal
  punto   di   vista  strategico  per  lo  sviluppo  commerciale   ed
  infrastrutturale della nostra Terra, ma soprattutto  perché  figlio
  di  una grande intuizione e di una grande prospettiva. Parliamo  di
  quel   sistema  intermodale  di  raccolta  e  distribuzione  e   di
  smistamento  delle merci che, oggi, viaggiano su rotaia,  che  oggi
  viaggiano su gomma e che potrebbero viaggiare anche su rotaia.
   Parliamo  di  due  grandi realtà che dopo una decina  di  anni  di
  attento  lavoro stanno per vedere la luce su Termini Imerese  e  su
  Catania  e che permetteranno realmente dei superamenti di  oneri  a
  carico  del trasporto commerciale importanti, quindi, dal punto  di
  vista  della  prospettiva, sono fondamentali per lo sviluppo  delle
  nostre aziende. Non finanziando e non stanziando i 700 mila euro di
  cui  trattiamo in questo emendamento, rischiamo, con la conseguente
  liquidazione di questa società, che la Commissione europea  revochi
  i  200  milioni  di  euro che sono stati stanziati  per  realizzare
  queste infrastrutture.
   Assessore Bianchi, sarebbe una cosa  gravissima anche perché, come
  sappiamo, il fascicolo Grandi progetti è in discussione, in  questo
  momento, sul tavolo della Commissione Europea.
   Assessore  Bianchi, lei  ci ha detto che questa è una  finanziaria
  di  sviluppo ed equità, quindi, mi chiedo se non sono sviluppo  700
  mila  euro  per un'opera che vedrà la luce tra qualche anno  e  che
  darà centinaia di posti di lavoro ma che, soprattutto, sgraverà del
  costo  del  trasporto  centinaia, migliaia  di  aziende  siciliane.
  Preferirei  davvero  che la parola  sviluppo  venisse  tolta  dalla
  prefazione di questa norma e si parlasse di altro. Sono sicuro  che
  il Governo saprà porne rimedio.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   MAURO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  credo  che
  l'onorevole  Lombardo abbia esplicitato con chiarezza il  senso  di
  questo   emendamento.  Abbiamo  presentato  un  emendamento  perché
  abbiamo  voluto,  intanto,  dare al Governo  un  segnale.  C'è  una
  questione importante: dobbiamo recuperare le risorse, perché questa
  società   non  può  essere  posta  in  liquidazione;  diversamente,
  infatti, la Regione riceverebbe un danno straordinario. La Regione,
  che   è  parte  di  questa società, unitamente ad  altri  soggetti,
  subirebbe un danno economico di grosso rilievo.
   Vorrei  -  mi permetta il Governo  - ascoltare se c'è intendimento
  in ordine a questo emendamento o, meglio ancora, a questa questione
  di  assumere un'iniziativa di natura politica perché credo che  sia
  necessario  che  il  Governo affronti la questione  con  la  dovuta
  attenzione, con la dovuta urgenza e, soprattutto, non ponga fine ad
  una iniziativa di natura infrastrutturale che può segnare la svolta
  per  questi due territori, quali Termini Imerese, nota alle recenti
  cronache del lavoro per la vicenda della Fiat, e a Catania  per  lo
  sviluppo     che     potrebbe    determinare    la    realizzazione
  dell'infrastruttura.

   MARZIANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei sostenere
  anch'io questo emendamento nella parte che prevede il finanziamento
  all'Interporti  perché, in Commissione, c'è stata un'audizione  dei
  responsabili  della società, che ci hanno spiegato  che,  in  buona
  sostanza,  è  quasi  un'anticipazione che la Regione  farebbe.  Dal
  momento  in  cui  il sistema andasse a regime, la  società  che  lo
  gestisce pagherebbe un canone che viene versato agli enti locali.
   In  questo  caso, ci sarebbe un recupero della somma.  D'altronde,
  queste  anticipazioni dovrebbero avvenire da parte degli  enti  che
  fanno  parte  della  società, i quali non sono assolutamente  nella
  condizione  di  anticipare. E' uno di quei casi in cui  una  somma,
  ancorché  non  irrisoria,  ma  neanche  assolutamente  consistente,
  salvaguarda un importante investimento pubblico e può dare da qui a
  pochissimi anni una ricaduta positiva nelle entrate della Regione.

   BIANCHI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BIANCHI,  assessore  per  l'economia.  Con  riferimento  a  quanto
  sollevato  dagli  onorevoli Lombardo e  Di  Mauro,  accogliamo  con
  favore l'indicazione di affrontare il tema della società Interporti
  Sicilia, che rappresenta, appunto, uno strumento indispensabile per
  rilanciare   due   aree  strategiche  importanti   del   territorio
  regionale.
   Il  Governo, quindi, accoglie assolutamente l'orientamento,  però,
  la  modalità  con  cui risolveremo questa questione  è  diversa  da
  quella  proposta. Abbiamo previsto nel bilancio un capitolo per  la
  ricapitalizzazione delle partecipate regionali; all'interno di quel
  capitolo,  sarà  stanziata  la  stessa  cifra  prevista  in  questo
  emendamento, che sarà distribuita alla società Interporti.
     In  questo  senso,  pur  accogliendo l'orientamento,  esprimiamo
  parere  negativo  all'emendamento,  che  creerebbe,  peraltro,   un
  effetto  negativo finanziario sulla manovra, sottollineando,  però,
  che   è  stata aumentata la dotazione del capitolo di bilancio  per
  ricapitalizzazione,  proprio per dare seguito a questa esigenza.
   Chiedo, pertanto,  di voler ritirare, se possibile, l'emendamento.

   MARZIANO. Chiedo di parlare.

   PREDISENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  per  quanto  mi
  riguarda, inviterò i presentatori a ritirare l'emendamento. C'è  da
  dire che la preoccupazione che aveva la società ci aveva portato  a
  fissare  un'audizione giorno 7, per affrontare la tematica.  Vorrei
  chiedere,   quindi,   all'assessore  Bianchi  di  partecipare   per
  garantire alla società di gestione questa soluzione.

   PRESIDENTE.  Quindi, l'emendamento 17.2 è ritirato,  onorevole  Di
  Mauro?

   DI MAURO. Sì.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 17.5, del Governo, soppressivo del comma
  3.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

        PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       L'emendamento  17.1,  aggiuntivo, degli onorevoli  Cancelleri,
  Palmeri e tutti i deputati del Movimento 5 Stelle è precluso.
        Onorevole   D'Asero,  lei  non  c'era;   è   stato   ritirato
  quell'emendamento.  Lei  aveva  evidenziato  la  portata  di   quel
  subemendamento e a quale società si riferisse. Il problema è  stato
  risolto e non fa più parte di questo articolo.

   D'ASERO. E il 17.3?

   PRESIDENTE.  Il  17.3  è  stato bocciato complessivamente,  perché
  avevamo avuto l'approvazione di un subemendamento in cui lei  aveva
  evidenziato  probabilmente  difficoltà  di  ordine  interpretativo,
  quindi,  da  un  punto  di vista procedurale,  si  è  convenuto  di
  bocciare l'emendamento 17.3 che conteneva il subemendamento da  lei
  contestato  e, siccome si tratta di una riscrittura che può  essere
  fatta  ai  sensi  dell'articolo 117,  lo  riscriviamo  con  il  117
  relativamente agli importi portati.

   D'ASERO. E il comma 3 perché lo sopprime?

   PRESIDENTE.  Già  è  stato soppresso, onorevole  D'Asero,  andiamo
  avanti.

   CLEMENTE.  Sull'articolo 17 c'è un emendamento a firma mia  e  del
  Presidente Dina, il 53 A, che vorrei mettere in discussione adesso.

   PRESIDENTE.  Assolutamente  no; fa parte  degli  aggiuntivi.  L'ho
  sempre   ripetuto:   sono  entrati  in  questo   fascicolo   quelli
  strettamente legati alla manovra finanziaria perché, se apriamo  il
  discorso   sugli   emendamenti  aggiuntivi,  chiaramente,   diventa
  caotico; poi, occorre un momento di riflessione con il Governo.
   Pongo in votazione l'articolo 17,  come emendato. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Riprende l'esame dell'articolo 20.
   Onorevole  Cracolici, l'assessore Cartabellotta  mi  comunica  che
  l'emendamento del Governo iniziale, che sopprimeva sostanzialmente,
  come dice lei, con un comma, tutta la normativa di riferimento  era
  corretto  e  corrispondente  alla  volontà  del  Governo.   Quindi,
  dovremmo solo porlo in votazione.

   CRACOLICI.  Ho  avuto  modo di parlare con  il  funzionario.  Sono
  sorpreso  perché praticamente stiamo abrogando una legge  del  1986
  che,  mi  dice la dottoressa Corsello, è stata abrogata  nel  1997;
  noi,  cioè, dopo 16 anni, stasera, scopriamo che c'è una legge  che
  si  è  utilizzata per 16 anni ininterrottamente  che  non  esisteva
  più.  Lo  dico  perché  è  sorprendente questa  notizia.  Mi  dice,
  infatti, la dottoressa Corsello che le Commissioni provinciali  per
  la  manodopera  agricola e non solo, perché è tutta  la  norma  sul
  collocamento,  non  si  applica dal 1997  su  tutto  il  territorio
  nazionale, in Sicilia ha vissuto non si capisce in forza di cosa.
   Io  spero  che non stiamo facendo seri danni, dopo di  che  se  il
  Governo  mi  dice che questa è la conseguenza giuridica  ne  prendo
  atto,  pur  avendo  qualche  dubbio  quantomeno  sull'anzianità  di
  esistenza in vita.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 20, come emendato. Chi è
  favorevole resti seduto, chi  è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   LOMBARDO. Dichiaro il mio voto contrario.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si riprende l'esame dell'articolo 29, precedentemente accantonato,
  sui  consulenti o consiglieri di parità. Era stato accantonato  per
  una riscrittura, per le problematiche interpretative che erano nate
  sulla  copertura finanziaria ma soprattutto su chi era  titolato  a
  pagare le indennità ai consiglieri di parità.
   BONAFEDE,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Chiedo di parlare per  illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BONAFEDE,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo  emendamento
  sostitutivo  in  effetti risolve la questione  alla  radice  perché
  prevede  la  sostituzione e quindi l'abrogazione dell'articolo  che
  aveva di fatto istituito questa indennità che era commisurata, come
  ricordiamo,  al valore economico corrispondente all'emolumento  del
  Presidente della provincia.
   Questo in ragione del fatto che, appunto, questa nomina accompagna
  quella  che invece è, da parte dello Stato, la somministrazione  al
  consigliere  di parità di fatto di quella che non è una  indennità,
  di quello che è un compenso per l'attività prestata.
   Ad  oggi,  invece,  sappiamo che, specialmente l'anno  scorso,  il
  corrispettivo  da  versare al consigliere  di parità  non  è  stato
  coperto  e  quindi  ha  determinato,  da  parte  delle  stesse,  la
  richiesta attraverso decreto ingiuntivo  del pagamento delle somme.

   FIORENZA. Quali somme?

   BONAFEDE,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  Le  somme sono quelle relative all'articolo che  è  stato,
  ovviamente,  approvato  che ha previsto che le  stesse  consigliere
  usufruissero,  laddove   si fossero messe in  aspettativa,  di  una
  indennità  che  è  equivalente all'emolumento  che  viene  dato  al
  Presidente della provincia, però l'anno scorso queste somme

   FIORENZA. Il 30 per cento meno?

   BONAFEDE,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  Così  è: il 30 per cento meno sono circa 5  mila  euro  al
  mese, però,  comunque sia,  a prescindere da questo, l'anno scorso,
  l'Aula  ricorderà,  perché lo ricorderà, che  probabilmente  non  è
  stato  intercettata in pieno quella che doveva essere la sommatoria
  totale di questi riconoscimenti che sono riconoscimenti per atti di
  nomina;  non  ci sono contratti con le consigliere di parità.  Sono
  nominate,  fra  l'altro,  voi  sapete attraverso  quale  procedura.
  Proprio  per questo, al fine di evitare il reiterarsi di un  debito
  che,  comunque,  in  questo caso, sarebbe  conclamato,  perché  già
  abbiamo ricevuto il decreto ingiuntivo, si propone all'Aula, che  è
  sovrana, di riconoscere il fatto che lo Stato già, ovviamente,  per
  il  lavoro che loro svolgono, prevede un corrispettivo e,  siccome,
  la   Regione   non   ha  giustificazione,  oggi,  peraltro,   dico,
  obiettivamente, abbiamo un bilancio sofferto, ci sembra  una  spesa
  che, quantomeno, non è opportuna. Tutto qua.

   PRESIDENTE. Assessore Bonafede, quindi, c'è questo emendamento  di
  riscrittura?

   BONAFEDE,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  In  questo momento, proponiamo all'Aula questo emendamento
  sostitutivo. Se volete, lo leggo, tanto sono due righe.

   PRESIDENTE.  No,  deve  essere consegnato alla  Presidenza  perché
  venga distribuito e ne deve essere valutata anche l'ammissibilità.

   BONAFEDE,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. L'avevo dato all'assessore Bianchi.

   PRESIDENTE. Non è un problema ma è un fatto procedurale.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  vorrei  che  i
  colleghi  del Movimento Cinque Stelle seguissero con attenzione  le
  ragioni delle mie preoccupazioni. Sono molto preoccupato per questa
  misera  indennità  di 5 mila euro al mese data  al  consigliere  di
  parità.

   PRESIDENTE.  Per chi ci ascolta, è chiaro che la sua è  ironia;  è
  ironia. Ci stanno, infatti, ascoltando, onorevole Turano.

   TURANO. Signor Presidente, stavo continuando. Sarebbe un argomento
  su  cui  Gian  Antonio  Stella potrebbe fare la  prima  pagina  del
   Corriere della Sera .
   Andiamo  un poco al senso dell'emendamento. Addirittura, colleghi,
  facciamo un discorso serio.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Turano,  si  rivolga  alla  Presidenza   e
  continui il suo discorso. Incomincia a farsi sentire la stanchezza;
  mi rendo conto.

   TURANO.  Siccome  per ora un Presidente di provincia,  e  io  l'ho
  fatto fino a 6 mesi fa, guadagna addirittura 4 mila euro, credo che
  sia  giusto  e conducente che un consigliere di parità guadagni  il
  30% in meno.
   Ma  la  vogliamo finire? Sono perché l'articolo reciti  così:   al
  consigliere  di  parità non viene riconosciuto nessun  emolumento .
  Punto  e basta. Se aveva diritto di ottenere qualcosa, faccia causa
  e,  poi, vedremo se un consigliere di parità deve guadagnare 3 mila
  euro al mese per svolgere una funzione così importante.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Turano. E'stato abbastanza efficace.
  Debbo dire che il suo intervento è esaustivo.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, che intervenga  una
  donna può sembrare anche irrituale su questo argomento, ma per me è
  stato strano ed è veramente strano apprendere che un consigliere di
  parità debba percepire un'indennità pari a 5mila euro.
   Ricordo  a  tutti  che  sono sindaco, sono  stata  sindaco  ed  ho
  rinunciato alla mia indennità di carica perché, comunque, anche  il
  consigliere di parità, che svolge un ruolo importante e sociale, ha
  una  funzione,  anche  perché, quando  parliamo  di  preferenze  di
  genere,  deve,  penso,  rivendicare  la  dignità  di  poterlo  fare
  liberamente  ma,  sottoscrivo quanto ha detto  l'onorevole  Turano,
  penso anche per il riscatto e per l'impegno che le donne ci mettono
  ogni giorno in politica.

   PRESIDENTE.  Allora, scusate: se non ho compreso  male,  l'Aula  è
  d'accordo su questo emendamento.

   CIMINO.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.    Signor    Presidente,    onorevoli    colleghi,     io,
  indipendentemente dalla ratio e dalle motivazioni  che  hanno  dato
  buona  parte  dei colleghi, che sono condivisibili,  devo  ribadire
  che,   secondo  me,  quest'Assemblea  sta  cominciando   a   volere
  confondersi e perdersi per le cose semplici.
   La  Commissione e il testo che è nella finanziaria è  un  articolo
  leggibile,  serenamente  apprezzabile.  Qui  mi  pare  che   questo
  emendamento   dell'assessore  sia  un   emendamento   da   avvocato
   azzeccagarbugli .  L'articolo 28 della legge  regionale  7  agosto
  1998,  sostituito  dal  18; quello del 19 modificato;  il  31,  poi
  abrogato.  Ma  finiamola. Approviamo delle  leggi  semplici  che  i
  comuni  cittadini possano apprezzare con facilità. Poi, è  il  caso
  che  realmente, come diceva l'onorevole Cracolici, leggi  che  sono
  state   abrogate  in  questa  nostra  Regione,  ancora   oggi,   si
  applichino.
   Ritengo che il testo sia molto chiaro. Si voti il testo; si dia la
  possibilità  ai consigliere di parità in atto di continuare  questo
  percorso,  ma, col nuovo rinnovo, si provvede affinché non  vi  sia
  nessuna  indennità, in modo tale che la legge possa valere  per  il
  futuro e non retroattivamente.
   Questo  articolo,  francamente, è, però, un articolo  che  non  si
  capisce e non si comprende, così come formulato.

   MILAZZO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO. Signor Presidente, soltanto per trenta secondi, se lei mi
  metterà  nelle  condizioni di  dire due cose. Il principio  che  si
  debbano fare dei sacrifici è corretto e l'intervento dell'onorevole
  Turano è condivisibile, però, signor  Presidente, è una Regione che
  da un eccesso passa ad un altro, di colpo.
   Allora,  una proposta, diciamo seria, potrebbe essere la seguente:
  per il 2013, decurtarlo del 75% e, a partire dal 2014, svolgerlo  a
  titolo gratuito.

   PRESIDENTE: Onorevole Milazzo, allora, facciamo una cosa: votiamo.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il problema  che
  stiamo  affrontando l'avevo posto qualche anno  fa  anche  con  una
  serie di interrogazioni parlamentari e oggi qualche mio collega che
  è diventato un pasdaran della rivoluzione mi ricordo che un paio di
  anni fa invece difendeva esattamente la causa opposta.
   Allora, io dico che noi ci troviamo di fronte ad una situazione di
  oggettiva  sofferenza per le casse della Regione. La  Regione  deve
  cercare  di limitare le spese e oggi questo Parlamento  si  è  reso
  conto  che  quanto  percepiscono le consulenze, le  consigliere  di
  parità è una somma oggettivamente eccessiva. Però, noi non possiamo
  pensare all'improvviso, perché abbiamo voluto scoprire solo ora  il
  problema,  che possiamo fare a meno di una figura che,  per  quanto
  riguarda le donne, in questi anni è stata una figura importante.
   Ed  allora,  direi  che  dovremmo passare  da  quella  che  è  una
  retribuzione mensile ancorata agli assessori provinciali di  realtà
  provinciali  superiori a 500 mila abitanti,  a  un  compenso  o  un
  rimborso  spese  forfetario. Se noi pensiamo di  dare  un  rimborso
  spese  forfetario intorno a 800 euro mensili che coprono  le  spese
  per  andare  in giro per la Provincia oppure quando vanno  a  Roma,
  credo  che  potremmo, fino alla fine del mandato e solo  fino  alla
  fine del mandato, risolvere la vicenda.
   È  una  somma  inferiore a 100 mila euro e si risolve il  problema
  legato al contenzioso perché vi ricordo che nel caso in cui andiamo
  in contenzioso andiamo a spendere molto di più.
   Signor  Presidente, se lei mi autorizza presento un subemendamento
  a quello del Governo.

   PRESIDENTE. La autorizzo.
   Onorevoli  colleghi, invito in questo momento ad una  riflessione,
  perché  alla fine la Finanziaria si caratterizzerà anche per questa
  norma  e  la discussione in Parlamento è servita a far emergere  un
  dato  che,  obiettivamente,  non  credo  che  sia  sopportabile  in
  generale  - non parlo solo dell'opinione pubblica - non può  essere
  sopportabile in base alla logica.
   Continuare  ancora  sul  piano di sostenere  spese  a  carico  del
  bilancio,   sia   esso   regionale  o  statale,   penso   che   sia
  obiettivamente  improponibile, e ha ragione l'onorevole  Grasso  da
  sindaco con le centomila responsabilità che assume ogni giorno, con
  la Corte dei conti, con la Procura, a guadagnare un terzo di quanto
  guadagna  un  consigliere  di parità, pur sapendo  che  l'onorevole
  Grasso  questo lavoro lo farebbe gratuitamente per la passione  che
  nutre  nei  confronti  del  suo territorio.  Non  è  piaggeria  nei
  confronti  dell'onorevole Grasso, ma l'ho  presa  ad  esempio  come
  sindaco che fa parte di questo Parlamento.
   In  questo  momento  inviterei ad una  riflessione,  affinché  dal
  Parlamento esca un indirizzo chiaro.
   Assessore Bonafede la prego di ascoltarmi. L'indirizzo chiaro  che
  sta uscendo fuori è quello di porre un contenimento della spesa  ed
  evitare  il  contenzioso. Non mi convince la  cifra  di  800  euro,
  glielo   dico  subito  onorevole  Milazzo,  perché  abbondantemente
  esagerata   rispetto  alla  crisi  che  c'è  in  giro,   quindi   è
  apprezzabile l'emendamento che ha proposto il Governo.
   L'onorevole  Turano con un subemendamento - e su  questo  dobbiamo
  essere  d'accordo - va oltre perché non rinvia al rinnovo, ma  dice
   è  abrogata   e,  quindi,  è gratuito  lo  svolgimento  di  questo
  incarico a decorrere dall'entrata in vigore di questa legge, non al
  rinnovo,  quindi non posticipiamo da qui ai prossimi anni  e  credo
  che sia la soluzione che, forse, ci possa mettere tutti d'accordo.

   MARZIANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO.  Signor  Presidente, siccome  io  condivido  lo  spirito
  dell'emendamento che abroga totalmente l'appannaggio e   semmai  da
  prevedere  il  rimborso  spese per le  consigliere  di  parità  che
  vengono   dalla  Provincia  e  quant'altro,  vorrei  caratterizzare
  fortemente  in  senso  di  sostegno  alla  battaglia  delle   donne
  stabilendo che il risparmio che si ottiene può essere destinato  ai
  centri  antiviolenza che abbiamo realizzato con legge alle attività
  di tutela delle donne sottoposte a maltrattamenti e violenza.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, se siamo d'accordo,  poniamo  in
  votazione  prima il subemendamento dell'onorevole Turano  che  così
  recita:  Le cariche di consulente o consigliere di parità regionale
  o  provinciale,  sono svolte a titolo gratuito .   E'  chiaro,  con
  l'entrata  in  vigore  della legge e,  quindi,  non  si  rinvia  al
  rinnovo.

   CIMINO. Cosa cambia?

   PRESIDENTE. Cambia perché è previsto a titolo gratuito  dal  primo
  rinnovo  successivo alla data di entrata in vigore  della  presente
  legge.  Cambia,  e  cambia di molto  L'emendamento  del  Governo  è
  quello  che  è stato distribuito e non è sostitutivo,  che  prevede
  assolutamente l'abrogazione. Questo è il discorso.

   CIMINO. Quindi, si lasciano le cose come così come stanno

   PRESIDENTE. Assolutamente no

   CIMINO.  C'è un po' di confusione, signor Presidente.  Rispetto  a
  questo articolo 29 che è stato apprezzato dalla Commissione  e  dal
  Governo

   PRESIDENTE.  Il Governo ha presentato un emendamento sostitutivo a
  quello, che recita:  l'art. 28 della legge regionale 7 agosto 1997,
  n.  30, sostituito dall'art. 18, comma 1, della legge regionale  19
  agosto 1998, n. 18, e modificata dall'art. 31, comma 1, della legge
  regionale 19 maggio 2005, n. 5, è abrogato .,

   CIMINO.  Per  dare  chiarezza  ai  cittadini  questo  articolo   è
  perfetto

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  l'articolo  28  che  si  abroga
  prevede  la corresponsione delle indennità e il calcolo il  sistema
  di conferimento di queste indennità. Si sta abrogando l'articolo 28
  interamente.  L'emendamento dell'onorevole Turano fa chiarezza  che
  vale dall'entrata in vigore della legge e non dal primo rinnovo. E'
  più restrittivo.

   RAIA. Non si possono cambiare le regole in corso d'opera

   PRESIDENTE.  Onorevole Raia, non sosteniamo più  questa  tesi.  Il
  ragionamento   è   abbastanza  chiaro:  votando  stiamo   abrogando
  l'indennità per i consiglieri di parità.

   FALCONE. Manca una parola: regionale.

   PRESIDENTE. Onorevole Falcone, l'ho detto  L'onorevole  Turano  ha
  evidenziato  provinciale  o regionale e l'abbiamo  scritto  e  l'ho
  anche letto.
   Pongo  in  votazione il subemendamento 29.4.R.1., primo firmatario
  Turano:  Le cariche di consulenti o consiglieri di parità regionale
  e/o provinciale sono svolte a titolo gratuito .
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 29.4R del Governo,  sostitutivo
  dell'articolo 29, che prevede l'abrogazione dell'articolo 28  della
  legge regionale 7 agosto 1997 n. 30 che disciplina sostanzialmente,
  l'indennità da corrispondere ai  consiglieri o consulenti di parità
  sia a livello regionale che a livello provinciale.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Preciso  che  l'emendamento è stato approvato col  voto  contrario
  degli  onorevoli:  Cimino,  Raia, Digiacomo,  Dina,  Vinciullo,  Di
  Mauro, Assenza, Panarello e Fontana.
   Nell'ordine  siamo  all'articolo 35, che è  stato  accantonato  in
  attesa  della relazione tecnica che si debitamente firmata.  Non  è
  ancora pervenuta.
   Si riprende l'esame dell'articolo 37, in precedenza accantonato.
   Comunico  che  sono stati presentati dall'onorevole  Marziano  gli
  emendamenti 37.1 (I parte) e 37.1 (II parte).
   Onorevole  Marziano, sarebbe bene che lo illustrasse anche  perché
  gli  uffici  evidenziano che l'eventuale approvazione comporterebbe
  un  ampliamento  della  platea con le conseguenti  implicazioni  di
  carattere finanziario.

   MARZIANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO.  Signor  Presidente, la modifica non  è  solo  un  fatto
  lessicale, tende a separare la vita degli ex ASI dalla nascita  del
  nuovo  IRSAP  per  cui  rimane in piedi per  tutti  questi  aspetti
  l'attività dei soppressi consorzi ASI.
   E'  un  emendamento  che  abbiamo concordato  in  Commissione  con
  l'Assessorato  regionale alle attività produttive e, in  particolar
  modo,  nell'audizione  tenuta  con il  commissario  dell'IRSAP.  La
  preoccupazione è che l'IRSAP si debba fare carico di  debiti  e  di
  problemi relativi alle soppresse ASI.

   BIANCHI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDEDNTE. Ne ha facoltà.

   BIANCHI,  assessore per l'economia. Concordo con  quanto  rilevato
  dall'Assemblea.  In  assenza di una eventuale  quantificazione  del
  numero  delle  persone e, quindi, una quantificazione  finanziaria,
  non  essendo  peraltro passato in Commissione bilancio,  il  nostro
  parere è negativo.

   MARZIANO. E' ritirato.

   ALLORO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALLORO.  Signor  Presidente,  non c'è  nessun  allargamento  della
  platea,  c'è una dimenticanza da parte dell'Assessorato  proponente
  perché  il  transito  dai  consorzi ASI  all'IRSAP  ha  creato  una
  gestione separata che ha una durata di cui alla legge 8 ecc.
   Ci  sono  dei  contrattisti che sono in carico al ex ASI  che,  se
  passa  questo  articolo senza specificare che  viene  allargata  la
  platea  ai consorzi ASI, non possono avere la proroga, pur  essendo
  là,  pur  lavorando  e pur avendo i trasferimenti  da  parte  della
  Regione.
   Quindi, è semplicemente una dimenticanza dell'Assessorato  che  va
  sistemata  perché  sennò lasciamo fuori - assessore  è  esattamente
  così  -  perché  ci  sono i contrattisti che sono  rimasti  con  il
  contratto  ASI e non sono transitati all'IRSAP, ma hanno il  budget
  che  la  Regione paga regolarmente quindi, non c'è nessun  tipo  di
  aumento  di  platea, c'è solo la salvaguardia,  peraltro  di  poche
  decine di dipendenti. Al consorzio ASI di Enna sono tre, quindi  in
  tutta  la  Sicilia  saranno una ventina.  Peraltro,  sulle  ASI  il
  contributo della regione è al 100 per cento quindi è tutto coperto.

   PRESIDENTE. Assessore Bianchi, una ulteriore specificazione?

   BIANCHI,  assessore  per l'economia. Ulteriori  specificazioni  mi
  giungono   dagli  uffici  che  è  un  problema,  direi,  quasi   di
  definizione perché rimane questa definizione a cavallo tra gestione
  separata dei consorzi, che in realtà sono quelli che transitano  in
  IRSAP.  Quindi, lo prenderei quasi come un emendamento  tecnico  di
  specificazione.

   MARZIANO. L'emendamento 37.1 II  parte è ritirato.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento 37.1  (I  parte),  col  parere
  favorevole della Commissione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  dell'articolo  37,  come  emendato.  Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'articolo 41 in precedenza accantonato,  emergenza Palermo PIP ,
  è ulteriormente accantonato, in attesa che arrivi il Presidente
  della Regione.
   Si riprende l'esame dall'articolo 42. precedentemente accantonato.
   Comunico  che  sono  stati presentati i seguenti  emendamenti,  di
  identico contenuto:

   - dall'onorevole Dina: 42.2;
   -  dagli  Onorevoli Dina, Tamajo, Di Giacinto, Savona e  Clemente:
  42.1.

   Il parere del Governo?

   BIANCHI,  assessore per l'economia. In presenza di  una  relazione
  degli  uffici che conferma che è a medesimo budget, il  Governo  si
  rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Confermando lo stesso budget, aumentiamo il numero  di
  unità.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei specificare
  che  lo stesso budget - lo hanno spiegato gli uffici in Commissione
  Bilancio  qualche sera fa - è ad oggi perché c'è stata una  persona
  si  è  dimessa. E' normale che se da tre unità lo portiamo a cinque
  unità  noi  aumentiamo la platea. Può anche darsi che  oggi  questo
  aumento  di budget non ci sia, questa spesa maggiore, ma domani,  è
  nelle cose, che la stessa ci sarà.
   Ritengo, allora, che non dobbiamo fare due passi avanti e  quattro
  indietro   Mi sembra che in questa finanziaria dobbiamo  per  forza
  intervenire.   Noi   abbiamo   dato  una   grande   collaborazione.
  L'opposizione  ha  agevolato un percorso  costruttivo,  se  poi  il
  Governo,  soltanto perché c'è qualcuno che ha interesse a garantire
  questa o quell'altra sacca - io dico anche di ombra - credo  che  a
  questo punto qua noi, come opposizione, dobbiamo evidenziare queste
  lacune, questo vulnus.
   Allora,  onorevole  Leanza,  non  possiamo  andare  avanti  e  poi
  ritornare  indietro. Prego, quindi, che il Governo  dia  un  parere
  negativo a questo emendamento e si voti il testo così come è  stato
  proposto ed è stato anche apprezzato dalla Commissione.

   PRESIDENTE.  C'è  una  discrasia tra ciò  che  è  stato  detto  in
  Commissione dagli uffici e ciò che viene dichiarato adesso.

   TAMAJO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TAMAJO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'altra volta,  un
  paio di sere fa, alle cinque di mattina ho preso parola proprio  su
  questo  argomento  perché secondo me trattare i  comandati  o  fare
  demagogia  su  queste persone è assolutamente sbagliato.  Sono  dei
  soggetti che all'interno dell'Assessorato Energia, acque e  rifiuti
  svolgono   una   funzione   importante   e   di   grande   sostegno
  all'amministrazione regionale.
   Sono  cinque  soggetti  che  espletano delle  funzioni  importanti
  all'interno  del  Dipartimento e il fatto che  non  ci  sia  nessun
  aggravio  di spesa è un aspetto importante in questa fase di  grave
  crisi di bilancio.
   Signor  Presidente, volevo rispondere all'onorevole Falcone.  Sono
  cinque  e cinque rimarranno. C'è una spesa che rimarrà tale  perché
  si  è dimesso l'ingegnere responsabile, che è l'ingegnere Michelon,
  che  costava alle casse della Regione siciliana circa 90 mila  euro
  l'anno. La spesa, quindi, rimarrà sempre invariata.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.  Signor  Presidente, intervengo a  favore  del  testo  del
  Governo.  Diciamoci  la  verità: ho l'impressione  che  il  Governo
  percepisca   il  malumore  che  serpeggia,  secondo  me  sbagliato,
  nell'Aula  sulla figura dei comandati e si rimette  all'Aula.  Sono
  fermo  a  quello che ha riferito in Commissione Sanità  l'assessore
  Borsellino, la quale ha difeso, congiuntamente al signor  direttore
  dell'Assessorato   stesso,  le  figure  del  personale   comandato,
  dipingendole come necessarie e per l'elaborazione delle linee guide
  e  strategiche dell'Assessorato stesso e per il piano di rientro  e
  per le premialità che ne derivano.
   Delle due l'una: o l'Assessore ha riferito delle imprecisioni, per
  cui  possiamo decidere di portarle a cinque o l'Assessore si assume
  la   responsabilità  di  ritenere  che  le  quindici  persone  sono
  indispensabili.
   Sono  portato  a  pensare che l'assessore Borsellino  ha  ragione.
  Faccio  un  esempio  per  tutti: è  venuto  da  me  a  trovarmi  il
  coordinamento  della banca del sangue dicendo  che  uno  di  questi
  servizi  viene  garantito in maniera eccellente e che  non  c'è  la
  possibilità  di  sopperire all'efficienza che  il  responsabile  di
  questo servizio garantisce, persona, peraltro, che non conosco.
   Ora,  l'assessore  Bianchi  deve fare uno  sforzo,  deve  dire  in
  maniera coraggiosa se queste persone servono o no, perché,  se  non
  servono  o  se si rimette all'Aula, io sono per levarle tutte;  se,
  invece,  l'Assessore ritiene che sono indispensabili, io  sono  per
  tenerle tutte.
   Credo  che l'assessore Borsellino in Commissione Sanità sia  stata
  puntuale ed esaustiva, spiegando a tutti che erano indispensabili e
  sono fermo su questa posizione.

   DIGIACOMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIGIACOMO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessore
  Bianchi, vorrei sapere che cos'è questa fandonia che, aumentando  i
  comandati, il budget rimane uguale
   Se  lei lo dice subito, evito di fare il mio intervento; se non lo
  dice subito, scateno l'inferno su questa cosa

   PRESIDENTE.  Onorevole  Digiacomo,  è  stato  abbastanza   chiaro.
  Evitiamo il dibattito, è stato abbastanza chiaro, lei vuole  sapere
  se siamo sempre all'interno dello stesso budget  o meno.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto, mi affido
  alla  risposta  dell'Assessore. Però, vorrei,  avendo  ascoltato  i
  colleghi   che  mi  hanno  preceduto,  sgomberare   il   campo   da
  personalismi, che credo non facciano bene alla discussione  su  una
  legge, in generale, e sulla finanziaria, in particolare.
   Qui  non  si  tratta di capire se i cinque comandati sono  biondi,
  bruni o che titolo di studio abbiano. Qui si tratta di stabilire un
  principio.
   Allora, noi, come Gruppo parlamentare, non abbiamo preclusioni  di
  sorta.  E'  chiaro che stiamo per affrontare una legge  finanziaria
  che vive un  momento particolare per cui il Governo, con chiarezza,
  ci  spieghi  come  funziona  e, al di  là  delle  fattezze  fisiche
  soggettive  o curriculari dei cinque comandati, noi ci atteggeremo,
  perché, se il Governo ci dice che la spesa aumenta, assumeremo  una
  linea;  se  ci  dice  che la spesa resta invariata,  ne  assumeremo
  un'altra.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cordaro, allora, vediamo di ristabilire  un
  po'  di serenità su questo argomento perché, obiettivamente, da  un
  punto di vista finanziario, occorre chiarezza.

   BIANCHI,  assessore  per l'economia. Spiego meglio  in  base  alle
  comunicazioni avute adesso dagli uffici. Mi segnalavano per il 2013
  che  rispetto  al budget attualmente previsto non ci sarebbe  stata
  una   necessità  di  modificare,  però,  ovviamente,  dovendo   noi
  prevedere  una spesa pluriennale, mi correggo, ed è necessaria  una
  copertura comunque anche per gli anni 2014 e 2015.
   Quindi,  in  questo senso accolgo la specificazione dell'onorevole
  Falcone e, quindi, va prevista per il pluriennale una copertura per
  il costo dei due
      Ricordo  che  non  avevo  dato  parere  positivo,  ma  mi   ero
  semplicemente rimesso all'Aula, invece specifico che per gli anni a
  seguire ci sarà bisogno di una copertura.
   Spero che il chiarimento sia sufficiente.

   PRESIDENTE.  L'onorevole  DINA  intende  mantenere  l'emendamento?
  Altrimenti,   bisogna  rivedere  sostanzialmente   anche   se   sul
  pluriennale le maggiori spese.

   DI GIACINTO. Signor Presidente, possiamo accantonarlo un attimo.

   PRESIDENTE. No.

   DI GIACINTO. Lo metta ai voti, signor Presidente.

   CIMINO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  a  mio  modesto
  avviso  l'Aula  sta  trattando questa  materia  nel  modo  peggiore
  possibile perché, così come ha ribadito l'onorevole Turano rispetto
  all'audizione dell'assessore Borsellino in Commissione, qui  non  è
  un problema di natura finanziaria e di copertura finanziaria.
   Bisogna  bene  intendere da parte del Governo se l'Amministrazione
  regionale per accelerare la spesa, per definire alcune linee  guida
  importanti di raccordo con il Governo nazionale rispetto ad  alcune
  figure  che l'Amministrazione regionale non può fornire, può  avere
  l'opportunità  di fare, di provvedere, di coprire quei  determinati
  ruoli  con  del  personale comandato da parte  dell'Amministrazione
  dello Stato o anche da esterni.
   Il  dato è importante perché anche in passato da assessore per  il
  Bilancio   mi   sono   avvalso  della   competenza   di   comandati
  all'Assessorato  al Bilancio, così oggi apprendo come  ve  ne  sono
  anche  all'Assessorato  all'energia, bene hanno  svolto  il  lavoro
  quelli dell'Assessorato alla sanità.
   Quindi, non è un problema di tagliare per un problema dovuto  alla
  copertura    o   alle   maggiori   uscite,   bisogna   capire    se
  l'Amministrazione regionale, rispetto ad un personale  qualificato,
  che  può  dare  un  valido  contributo in materie  specifiche,  che
  possono essere quelle di contabilità per il bilancio della Regione,
  quelle dell'energia e dell'emergenza per quanto riguarda il settore
  energetico, quello della sanità, concernente soprattutto  il  Piano
  di  rientro,  è necessario per il Governo. Se è necessario  per  il
  Governo,  secondo me, l'Assemblea non deve porre limiti di quantità
  ma  di  lavorare  soprattutto sulla qualità e delle professionalità
  che si vogliono poter coinvolgere nell'Amministrazione regionale.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BIANCHI, assessore per l'economia. Contrario.

    PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DI GIACINTO, componente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi;  chi
  è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'articolo 42.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  riprende  l'esame dell'articolo 41 in precedenza  accantonato,
  considerata la presenza del Presidente della Regione.
   Comunico  che  è  stato presentato dal Governo l'emendamento  41.4
  bis.
   Invito   il   Presidente  della  Regione  ad   illustrare   questo
  emendamento modificativo del disegno di legge 69/A, articolo 41 con
  riferimento al comma 1.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  il  nuovo  emendamento  proposto  dal  Governo   che   è
  sostitutivo  del  comma  1  dell'articolo  41  -  quindi,  poi,  la
  copertura  finanziaria  è  prevista  nel  comma  2,  però,   vorrei
  precisare  che la copertura finanziaria è, praticamente, automatica
  perché  è calcolata in base alle disposizioni di legge sul  reddito
  minimo  di inserimento -, praticamente, risolve in modo preciso  il
  problema dei lavoratori ex PIP, collocati nell'emergenza Palermo.
     Con  la  legge numero 11 del 2010, all'articolo 52,   era  stato
  deciso  da  parte dell'Assemblea regionale siciliana, da parte  del
  Parlamento,  di  concedere un contributo a questi  lavoratori.  Nel
  frattempo,  il  contributo, in modo inspiegabile,  è  diventato  un
  salario  a tutti gli effetti, poiché è stata costituita una società
  che   non  ha  alcuna  convenzione  con  la  Regione,  ne  è  stata
  legiferata,  quindi, non ha la caratteristica  di  essere  un  ente
  pubblico,  né  una società con la quale la Regione ha ufficialmente
  rapporti, perché non c'è una delibera, non c'è una convenzione, non
  c'è una presa d'atto del Parlamento, non c'è alcun atto.
   In  buona  sostanza,  questi lavoratori hanno  goduto,  per  fatti
  meramente  gestionali, qualche funzionario delegato, una  serie  di
  indicazioni,   probabilmente,   verbali   del   Governo,   di   una
  trasformazione del loro rapporto con la Regione, che era quello del
  contributo.
   Nelle  condizioni  attuali, non regolamentare  questa  situazione,
  ritornando  alla situazione precedente, precedente non alla  legge,
  precedente  persino  ai  comportamenti che sono  stati,  di  fatto,
  effettuati,  significherebbe non permettere l'erogazione  di  alcun
  contributo, perché la materia è questa.
   Si  ha  diritto  al  contributo se si è lavoratori  inoccupati  e,
  quindi,  nel  momento in cui questi lavoratori, in  sostanza,  sono
  stati   assunti  a  tempo  indeterminato  da  parte  della   Social
  Trinacria,  la  Regione non aveva più alcuno strumento  legislativo
  per erogare il contributo.
   Per  cui  il mio invito è, in qualche modo, di ritirare anche  gli
  emendamenti  che  ci sono dietro questa vicenda, per  impedire  che
  nell'eccesso di difesa si possa  creare un vulnus, nel senso che si
  adotti un atto che è impossibile, che è illegittimo adottare e,  di
  fatto,  i  lavoratori  si troverebbero, dopo  l'approvazione  della
  finanziaria,  a  non avere sia il contributo che l'assunzione,  per
  essere chiari.
   L'emendamento,  così come è proposto, permette,  fra  l'altro,  di
  rinviare  al 31 dicembre soluzioni che possiamo trovare all'interno
  dei  progetti di utilità ed, eventualmente, anche nel quadro  delle
  leggi  nazionali  che si svilupperanno, credo,  col  precariato  e,
  quindi, anche di una trattativa che dobbiamo aprire in generale con
  il Governo sull'emergenza Sicilia e sull'emergenza precariato.
   Ci  consente,  però,  di  fare due cose. Intanto,  di  assicurare,
  intanto, lo stesso reddito che i lavoratori hanno percepito fino ad
  oggi,  ovviamente,  senza  la  parte  contributiva,  di  contributi
  pensionistici  od  altro,  perché il contributo  erogato  è  di  10
  milioni  netti  l'anno, che significano in dodici mensilità  833,00
  euro al mese, oltre gli assegni familiari.
   Non  si  può dire, quindi, che stiamo lasciando alla deriva questi
  lavoratori, senza una soluzione. Stiamo dando una dignità, anche di
  lavoro,  perché  continuano i progetti lavorativi  così  come  sono
  stati selezionati allora sulla base del bando che l'Assessorato  al
  Lavoro  ed  alla  Famiglia fece sulla base dell'articolo  52  delle
  legge   11   e   ci  consente,  praticamente,  coi  lavoratori   di
  intraprendere un percorso.
   Guardate, stamattina la piazza era incandescente. Ho ricevuto  una
  delegazione di questo precariato, abbiamo discusso, ho chiarito che
  il  Governo  e  il Parlamento intendono salvare questi  lavoratori,
  invece di farli trovare senza alcuna forma di reddito. Mi pare  che
  alla  fine  se  ne  sono andati soddisfatti,  che  quando  è  stato
  comunicato  a questi lavoratori che prendevano almeno - perché  poi
  la maggior parte sono pure sposati, hanno figli, eccetera -, 833,00
  euro  al  mese,  anche perché l'allarme era stato suscitato  perché
  loro pensavano che la misura di sostegno al reddito fosse intorno a
  400,00  euro  al  mese senza assegni familiari,  per  cui  era  uno
  sgomento  anche  per chi capisce che deve mantenere  una  famiglia.
  Addirittura,  ci  sono state scene anche di entusiasmo  rispetto  a
  questa  proposta,  ci saranno anche le fasce del  dissenso.  Ma  mi
  consentirete che su 3050 qualcuno che si vuole andare a suicidare e
  che, alla fine, si vuole trovare in mezzo ad una strada perché  non
  capisce la soluzione, ci sarà.
   Noi  siamo  la  classe dirigente e dobbiamo avere la  capacità  di
  esprimere  anche, di sapere dire agli amministrati,  ai  governati,
  guardate  stiamo  facendo  una misura a vostro  favore,  la  vostra
  misura  porterebbe,  probabilmente,- tanto  che  gliel'ho  proposto
  pure, se voi ritenete che noi dobbiamo riconoscere il vostro status
  attuale,  vi  garantisco  che,  intanto,  la  cosa  è  illegale   e
  probabilmente molti parlamentari, compreso io, avremmo difficoltà a
  votare un atto che è illegale.
   La  seconda  questione  sia pure adottata, voi  vi  troverete  con
  altissime  percentuali che si avvicinano al  100  per  cento  nella
  condizione di una impugnativa perché è un atto illegale e  non  può
  essere  adottato, perché o questi sono lavoratori che hanno diritto
  ad  un  contributo  e,  quindi, sono stati  inseriti  nei  percorsi
  contributivi della Regione sulla base di quella legge, oppure  sono
  assunti  illegalmente. Parliamoci chiaro, con tutte le implicazioni
  che  ne  derivano  anche rispetto alla questione  che  dobbiamo  in
  qualche  modo,  credo, risolvere perché nessuno si  augura  che  su
  queste questioni nascano contenziosi rispetto al passato.
   I lavoratori li accettano, mi sembra che hanno capito le ragioni e
  che non ci sia alcuna intenzione da parte né del Parlamento, né del
  Governo  regionale di mollarli, anzi, vogliamo assicurare loro  uno
  strumento  che  consenta  di  lavorare,  di  utilizzarli  in   modo
  produttivo  e  di  potere  usufruire di un contributo  che  ritengo
  estremamente  dignitoso anche rispetto alla media  dei  contribuiti
  che, attualmente, vengono erogati all'interno della Regione.
   Sancisce il principio che il Governo ed il Parlamento sono vicini,
  anche  a  sostegno dei lavoratori precari, però, si stabilisce  che
  tutto  questo lo si fa all'interno dei principi di legalità  e  non
  con  misure che non possono essere adottate che avrebbero  solo  un
  effetto lesivo, alla fine, di questi lavoratori.
   E' stato fatto anche il percorso della dinamica di discussione.
   Credo che approvare questo sia il massimo che possiamo riuscire  a
  garantire  ed  il  massimo che possiamo fare nella legalità,  anche
  perché  sono stabilite le norme e le modalità con cui viene erogato
  il  contributo  attraverso  l'INPS perché,  quando  si  concede  un
  contributo   bisogna  anche  determinare  come  si   concede   tale
  contributo.  Infatti,  la  legge 52  stabiliva  un  percorso  anche
  allora.  Poi,  è  andata come è andata. E' andata  così  anche  per
  effetto delle tensioni sociali, dei problemi. Non credo che si  sia
  inventata quella cosa, anche quella norma venne fatta in emergenza.
   Questa   norma   non  ha  la  caratteristica  di   rispondere   ad
  un'emergenza ma chiarisce molto bene ai lavoratori qual è  la  loro
  condizione  e che non hanno a pretendere nulla di più di  quanto  è
  scritto nella legge.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Lentini.  Ne  ha
  facoltà.

   LENTINI.  Signor Presidente, onorevole Presidente  della  Regione,
  onorevoli colleghi, fermo restando il fatto che il Presidente della
  Regione  ha  incontrato  i lavoratori, quindi  questo  soddisfa  la
  conduzione  dell'Aula,  condivido in pieno l'emendamento,  però  su
  questo   bisogna  superare  questo  periodo  di  crisi  e   cercare
  attraverso   una  Conferenza  Stato-Regioni  che  può   sicuramente
  inserirsi  in  un contesto per superare il Patto di stabilità,  per
  avere  qualche euro per sopperire a tutti quelli che sono i bisogni
  di queste persone.
   Quindi,  va bene così momentaneamente, ma è un problema  che  deve
  essere  affrontato  quanto  prima anche con  il  Governo  nazionale
  affinché si possa trovare finalmente un futuro per queste persone.
   Considerato  il  fatto  che  loro in atto  usufruiscono  dei  beni
  fiscali,   in   questo  caso  è  l'amministrazione,   vede   signor
  Presidente,  la  legge  407  è  una  legge  abusiva,  è  una  legge
  nazionale,  non  è colpa di questo Governo ma è colpa  del  Governo
  precedente   che  era  sicuro,  era  scontato  -perché  manifestavo
  dissenso  in  quel periodo - era scontato che la Regione  siciliana
  non potesse mantenere questo bisogno.
   La   cosa   più  importante  per  superare  questa  fase,  l'unica
  possibilità che il Governo può avere è rispettare quelle  che  sono
  le  giuste  aspettative  di questo popolo,  è  quella  che  qualora
  ottenesse  attraverso  una  Conferenza  di  Servizio  Stato-Regione
  alcune  risorse rimpingui questo capitolo e soddisfi, finalmente  e
  per sempre, queste persone.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Milazzo.  Ne  ha
  facoltà.

   MILAZZO. Signor Presidente, le prometto che dopo questo intervento
  non  ne  farò altri. Cercherò di non abusare ma, signor Presidente,
  mi dia il tempo di dire due cose importanti.
   Intanto,  bisogna analizzare l'argomento in modo  responsabile  e,
  quindi,  ritengo  che il lavoro svolto da questo Governo  regionale
  sia da analizzare, da apprezzare e da accogliere con fiducia perché
  è  un  lavoro  serio,  di confronto presso  le  Commissioni  ed  il
  Presidente della Regione - come direbbe qualcuno - motu proprio  ha
  incontrato per cercare di spiegare la bontà di mettere a posto  una
  vicenda  che  così  come ha esposto lo stesso  Presidente  assumeva
  delle  ambiguità rispetto al passato. Il Presidente,  naturalmente,
  parlava di massimo della soluzione, di una soluzione automatica, di
  risolvere  in  maniera precisa l'argomento,  ha  fatto  rilevare  e
  prendere  atto  all'Aula  che  non  c'erano  carte,  non  c'è   una
  convenzione,  che  l'approvazione di altri testi avrebbe  messo  in
  serio  rischio  la norma stessa e, quindi, la vita,  lo  status  di
  questi  lavoratori, che questo intervento del Governo  assicura  il
  reddito  -  queste sono tutte parole dette poc'anzi dal  Presidente
  della  Regione - che saranno garantiti intanto per il  2013  ma  il
  Governo   vorrà  stimolare  norme  nazionali  per  assicurare   una
  continuità, che il Presidente Crocetta ha incontrato una parte  dei
  lavoratori,  e  siccome  il  Presidente della  Regione,  ho  potuto
  toccare  con  mano, è una persona che si confronta con l'Assemblea,
  posso  dire  che mi fido, perché è una persona seria; lo  ha  detto
  pubblicamente,  non ha fatto una riunione nelle segrete  stanze  e,
  poi, con un colpo di mano, ha fatto approvare una norma, quindi, mi
  fido  della  bontà di questa disposizione e ritengo che l'Assemblea
  debba  accogliere  l'invito  del  Presidente  della  Regione,  dare
  sostegno all'azione del Governo e metterlo alla prova seriamente su
  questa  norma,  con  l'auspicio  che  il  comune  di  Palermo   sia
  sostenuto,  soprattutto in questa fase, dal Governo,  così  come  è
  stato  garantito, e il Presidente della Regione mi sta  sostenendo,
  in  questo  momento, quindi, Presidente, la ringrazio,  ho  sforato
  solo  di un minuto e mezzo, ma l'Assemblea ci ha guadagnato  perché
  non parlerò più.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Tamajo.  Ne  ha
  facoltà.

   TAMAJO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, il problema   PIP,
  emergenza Palermo  non deve essere affrontato come una questione di
  una  parte  di deputati o di alcune frange, ma è una questione  che
  deve essere affrontata dal Governo, e la ringrazio, Presidente, per
  il  modo  in  cui l'ha affrontata, e dall'Assemblea  tutta,  perché
  penso  che oggi in sinergia sia il Governo che l'Assemblea  debbano
  dare risposte chiare e concrete a questi lavoratori.
   Seppur  con  differenziazioni direi politiche, ideologiche,  anche
  territoriali   -   ieri  sera  abbiamo  assistito   quasi   a   una
   sceneggiata  tra i deputati messinesi e quelli catanesi - la metto
  sul  ridere  -  questa non deve essere una questione  dei  deputati
  palermitani,  perché i PIP sono delle risorse, delle risorse  ormai
  essenziali  ed  importanti  a sostegno  di  questa  amministrazione
  regionale.
   E'  il  momento  di smetterla di considerare questi  soggetti  dei
  nullafacenti; è il momento di smetterla di dire che sono anche loro
  dei  privilegiati; non può essere privilegiata una persona con  uno
  stipendio di circa 700,00 euro al mese.
   Proviamo  un attimo a sospendere il servizio di questi lavoratori,
  Presidente, e voi immaginate ciò che potrebbe succedere all'interno
  della macchina regionale. Io penso a circa quei 120 ex stagisti PIP
  che  prestano servizio all'Assessorato Territorio e Ambiente, penso
  a  quei  PIP che prestano servizio all'Assessorato Acqua Energia  e
  Rifiuti,  che ormai svolgono un ruolo essenziale e di  primo  piano
  all'interno di questa Amministrazione.
   Smettiamola,  quindi, con questa demagogia. Onorevole  Presidente,
  sono  contento  che  lei  oggi abbia ricevuto  una  delegazione  di
  lavoratori,  mi aspetto però, da lei, risposte ancor  più  concrete
  sul  futuro  e  sulla prospettiva di questi lavoratori,  attraverso
  l'interessamento dello Stato; noi siamo qui a disposizione per fare
  con lei un percorso e per potere salvaguardare questa categoria  di
  soggetti che, a mio avviso, va assolutamente tutelata.
   Concludo  con  alcune  domande, onorevole Presidente,  cui  vorrei
  rispondesse  alla  fine degli interventi. Vorrei  sapere  se  i  24
  milioni di euro previsti basteranno come copertura finanziaria fino
  al 31 dicembre; vorrei sapere se debba obbligatoriamente parlare di
   misure  a  sostegno  del reddito  per evitare che  il  Commissario
  dello Stato impugni e che noi, poi, possiamo prelevare dal piano di
  azione-coesione
   E  poi,  signor Presidente, alla fine vorrei sapere  -   ripeto  -
  quale  prospettiva  potrà dare il Governo e noi  come  Assemblea  a
  questi  lavoratori  che  penso ormai  meritino  una  prospettiva  e
  meritino un futuro. Grazie.

   CLEMENTE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CLEMENTE.   Signor  Presidente,  volevo  soltanto   rivolgere   un
  ringraziamento    al   Presidente   Crocetta,   ringraziarla    per
  l'esposizione,  per le rassicurazioni, per le garanzie  che  ci  ha
  dato e che ha dato ai lavoratori a seguito dell'incontro di cui  ci
  ha raccontato. Pertanto, ritiro l'emendamento a mia firma.

   GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  Giovanni. Signor Presidente, onorevole colleghi, non  avevo
  dubbi  che  su questo argomento il Presidente Crocetta non  potesse
  fallire  e sapete la cosa che più mi appassiona su questo argomento
  qual  è?  E' il fatto  che questo Parlamento siciliano deve  capire
  che  il  rapporto fra la maggioranza, la minoranza e fra  le  forze
  politiche quando è su un piano di collaborazione, le cose difficili
  diventano facili.
   Non avevo dubbi anche perché lo conosco per fama, è l'argomento  è
  così ostico, così brutto, così di difficile soluzione. E credo  che
  questo  sia  l'inizio  di  un percorso perché  la  soluzione  -  il
  Presidente Crocetta lo sa - dal primo di gennaio del prossimo  anno
  avremo  lo stesso problema. Si riproporrà e quindi io spero che  da
  qui al primo di gennaio in collaborazione con il Comune si riescano
  a  trovare degli argomenti e delle possibilità di lavoro per questi
  lavoratori, tali, da non dover fare  ogni quattro, cinque mesi  una
  ulteriore proroga.
   Auguri  a questo nuovo modo di fare politica  qui dentro e   spero
  che  per  tutti gli altri problemi che verranno da oggi in  poi  si
  instauri questo nuovo rapporto. Grazie.

   GIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI. Signor Presidente, io non sono di Palermo, quindi  non  ho
  interesse, non mi devono votare, rispondo così anche agli amici che
  vogliono sapere perché intervengo.
   Di questo problema me ne sono occupato qualche tempo fa quando ero
  Presidente  della Commissione Cultura, e fino a qualche  giorno  fa
  sono  stato anche io, come tanti altri, fermato, per chiarire,  per
  chiedere, per sapere, per dare qualche risposta.
   Le  risorse  che  sono   accantonate al capitolo  che  riguarda  i
  trasporti  interni della Regione o anche le manutenzioni  che  sono
  ventiquattro  più dodici milioni di euro, sono trentasei,   possono
  essere utilizzabili per l'occasione. Ma lei, assessore Bianchi, già
  ha trovato le risorse puntualmente.
   Una  sola raccomandazione, nel ringraziarla per l'operazione fatta
  che  avviene  in  un momento difficile come quello che  viviamo,  e
  anche  se a livello nazionale abbiamo gli annunci, come quelli  che
  abbiamo  avuto  che  ci  occupiamo di  lavoro,  di  prolungare,  di
  prorogare  e  quant'altro, certo con un bilancio  come  quello  che
  abbiamo, diventa molto difficile.
   Rivolgo  quindi  complimenti e raccomandazioni e un  suggerimento:
  queste persone che avranno questo contributo di 833 euro, che certo
  non  sono  molti,  ma sono sufficienti per dare  un'opportunità  di
  ricerca   di  lavoro  anche  migliore,  e  in  attesa   di   questo
  utilizzarli, per esempio, negli ospedali, nelle scuole,  così  come
  abbiamo   oggi  per  i  forestali,  per  i  quali  si   è   trovata
  un'occasione, un'opportunità diversa, secondo me anche  un  momento
  di  gratificazione,  che,  anziché avere un  sussidio,  avranno  un
  lavoro ancorché pagato in nero, ma sempre un lavoro.

   CAPUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
  non  è  la rassegna dei parlamentari eletti al collegio di  Palermo
  che vanno a dare il loro contributo ad un problema importante.
   Io  ormai  ho  imparato a conoscere l'onorevole  Presidente  della
  Regione,  ci  conosciamo da molti anni e so che lei non  è  persona
  avvezza  ai  complimenti, le fanno piacere ma so  che  non  bastano
  soltanto  quelli.  Io  le riconosco di aver avuto  l'intuizione  di
  affrontare   un  problema  estremamente  delicato.  Questo   glielo
  riconosco e onore al merito. Sa che io sono pronto a criticare,  ma
  sono   pronto   anche   a  riconoscere  quando   c'è   un   impegno
  nell'affrontare  un problema che ha degenerato  per  un  momento  e
  rischiava di degenerare e che il Parlamento, devo dirle, era pronto
  ad  affrontare  con  l'autorevolezza e la  condivisione  possibile.
  Perché è chiaro, so di non usare un luogo comune quando dico che su
  questi  temi  non  c'è  né  maggioranza  né  opposizione,  c'è   la
  consapevolezza di affrontare un problema sociale che - mi  consenta
  -  è  nato  male.  E'  nato  sull'onda di  una  vicenda  in  chiave
  sicuramente sociale, ma in chiave elettorale.
   E  chi  vi parla è uno di quei pochi parlamentari che ha avuto  il
  coraggio di dire che entrare nella Trinacria Onlus sarebbe stato un
  grosso  errore.  L'ho detto pubblicamente, me ne  sono  assunto  la
  responsabilità, ho preso qualche critica, ma ho preso anche qualche
  consenso  e, negli anni, molti mi hanno dato ragione. Io  dico  che
  oggi  abbiamo  segnato  un punto a favore, lo  ha  segnato  il  suo
  Governo, lo ha segnato lei, onorevole Presidente.
   Devo  dire  che il Parlamento tira un grosso sospiro di  sollievo.
  Però  è  chiaro  - lo sa lei, lo sappiamo tutti - che  non  abbiamo
  risolto  il  problema, abbiamo soltanto dato  un  percorso  diverso
  rispetto al caos di prima.
   Io   mi  auguro  che  questo  sia  la  fine  dei  capipopolo,  dei
  capielettori  e sia il momento in cui questi elettori intraprendano
  un  percorso  che  veda  tutta la politica finalizzata  non  ad  un
  percorso elettorale, ma ad un percorso sociale ed occupazionale.
   Onorevole   Presidente,   non   è   chiaramente   un'apertura    a
  trecentosessanta gradi ma io le dico che lei oggi, per  quello  che
  ha fatto, ha operato bene.
   Onorevole  Ferrandelli, se ha bisogno io posso anche fermarmi,  se
  crede.  Se  c'è un'urgenza di conferire con l'onorevole  Presidente
  della  Regione  io mi fermo. Immagino che i temi che  lei  tratterà
  sono  sicuramente temi urgenti e prioritari rispetti a  quelli  che
  sto illustrando io.

   FERRANDELLI. Era per sottolineare il suo intervento.

   CAPUTO.  Quindi,  dicevo, onorevole Presidente, è  chiaro  che  in
  questo Parlamento ci torneremo. Lei tornerà, ci dirà quello che sta
  facendo, vedremo le reazioni della piazza.
   Lei  ha detto che, tranne qualcuno, ma la stragrande maggior parte
  di  essi,  mi auguro, sarà soddisfatta della sua iniziativa  e  del
  percorso  che  ha  avviato. E certamente se questa vicenda  sociale
  diventerà  una  vicenda normale e non emergenziale,  è  chiaro  che
  tutti ne saremo soddisfatti e potremo affrontare le altre emergenze
  con maggiore serenità.
   La ringrazio ancora a nome della città di Palermo e di tutti i Pip
  per quello che lei ha fatto.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA. Neanch'io sono di Palermo, però devo dire sinceramente che
  intervengo perché spinto da un senso emotivo, perché, tornando alla
  finanziaria,  viene  fuori una finanziaria con uno  spaccato  anche
  umano,  se  si vuole  Anzi, soprattutto umano, perché il  fatto  di
  dare  un  taglio diverso, moderno, aperto, ci pone,  come  Governo,
  come  terra,  come Isola, disponibili alla crescita  perché,  se  i
  forestali  li apriamo verso altre attività, se i Pip, che  sono  la
  nostra famiglia, perché poi sono famiglia anche loro e, quindi,  le
  nostre  famiglie,  figli e famiglie della nostra Isola,  penso  che
  questo  Governo, contrariamente a quanto a volte si apprende  dalla
  stampa,  quale  sarà la maggioranza che appoggerà  Crocetta,  penso
  che,  davanti  a  questo atteggiamento, questa  Assemblea  è  tutta
  maggioranza  e,  davanti  a  questi  problemi,  ci  si   può   solo
  inorgoglire e dire che si può andare avanti e continuare di  questo
  passo.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   onorevole
  Vinciullo,  credo che non ci sia niente di male se qualche  collega
  ogni  tanto rimanda alla dimensione emotiva. Lo ha fatto più  volte
  il  Presidente,  credo  che qui ci siano uomini  prima  ancora  che
  parlamentari. Anzi, sa che faccio? Le comunico che stanotte  io  ho
  avuto un bimbo e per queste ragioni

                              (Applausi)

   ..  sono  stato meno presente in Aula e ho avuto anche il piacere,
  avendo  sempre  utilizzato - si chiama Giulio ed  il  cui  nome  in
  realtà  è un nome che potrebbe andare bene per una Repubblica  come
  quella  italiana  ma chi lo sa se, andando avanti in  questo  modo,
  forse  potrebbe  andare  bene per un Impero italiano  perché  sulla
  democrazia - mi dispiace dirlo - ma in questo Paese garanzie totali
  ad oggi non ne abbiamo.
   Ritornando al tema. Utilizzando sempre i servizi pubblici - signor
  Presidente,  l'ho  fatto da quando ero bambino e andavo  a  scuola,
  l'ho fatto in questo caso con il mio bimbo - ho avuto il piacere di
  condividere la scorsa notte con la mamma - non era un pip,  era  la
  cognata  di  un  lavoratore e, insieme a  questa  donna,  ci  siamo
  ritrovati  a  riflettere  sulle cose che sono  accadute  in  questi
  giorni.
   Sono  giorni che hanno visto alternarsi delle decisioni  purtroppo
  non  sempre  che  hanno seguito lo stesso filo, lo  stesso  canale,
  purtroppo   siamo  partiti,  ricorderete,  dalla  questione   dello
  spacchettamento  in associazioni, cooperative, siamo  passati  alla
  questione  dei 20 milioni di euro, che sembravano essere legati  in
  quota parte al fondo regionale di 4 milioni.
   Adesso  siamo arrivati a questa soluzione, una soluzione che  vede
  un  versamento  ai  lavoratori  PIP  di  un  assegno  previdenziale
  rispetto  al  quale mi sarebbe piaciuto che una presa di  posizione
  decisa potesse arrivare fin dall'inizio, ma mi rendo conto, abbiamo
  avuto  modo  di apprezzare che è stato il risultato  di  un  lavoro
  lungo  che  ha coinvolto diversi pareri, non soltanto in territorio
  di  Sicilia. E tra questi mi rimandavano alla circolare n. 336  del
  '99  che  istituisce i piani di inserimento professionale  rispetto
  alla  quale,  mi è sembrato di capire che, purtroppo,  il  ministro
  Foriero ha, forse, posto delle limitazioni.
   Tuttavia voglio essere, così come sono stati gli interventi che mi
  hanno preceduto, fiducioso rispetto a questa emergenza, che, lei ha
  avuto  modo  di  vederlo,  ha avuto delle punte  difficilissime  in
  queste notti, che ha visto, addirittura, degli scontri.
   Ho  esordito richiamando la dimensione emotiva. Sono certo, signor
  Presidente,  che, al di là di alcune cose che possono essere  state
  dette,  è  la stessa dimensione alla quale lei ha fatto riferimento
  in  queste  ore  per prendere queste decisioni. Per cui  mi  voglio
  limitare  in questa fase a ringraziarla nella speranza davvero  che
  per  questi  lavoratori ci possa essere una  prosecuzione  e  degli
  impegni certi in funzione delle formule che potranno legittimamente
  e  legalmente  essere  realizzate e, con riferimento  non  soltanto
  all'annualità  2013, ma speriamo anche - e ne  sono  certo  -  alle
  annualità successive.

   FERRANDELLLI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FERRANDELLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire  che
  anch'io,  insieme gli altri colleghi che sono intervenuti,  esprimo
  soddisfazione per un percorso che recupera il dialogo.
   Chiunque  ha  vissuto la finanziaria e il bilancio in queste  ore,
  anche  in  maniera  particolarmente  accesa,  ha  visto  che  nelle
  precedenti  ore  c'è  stata anche una mia presa  di  posizione  nei
  confronti  di  questi  lavoratori,  anche  un  irrigidimento,   che
  chiaramente  è  venuto meno all'affrontare della situazione.  Credo
  che,   a  volte,  anche  gli  irrigidimenti,  in  assenza  poi   di
  comunicazione, che devono lasciare chiaramente posto a  comprendere
  le  ragioni degli altri e a sviscerare il problema, possono servire
  per  porre l'accento su alcune questioni ed aiutare tutti quanti  a
  ricredersi  un po' ad analizzare le cose nella sua vera dimensione,
  nella sua vera dignità.
   E devo dire che molti di voi sanno, soprattutto i colleghi con cui
  ho  condiviso il percorso del Consiglio comunale a Palermo,  quanto
  contrario  sia stato io negli anni a  Social Trinacria'  e  quanto,
  all'interno  di   Social Trinacria'  - e questo è giusto  dirlo  -,
  vedevamo di propaganda elettorale.
   Siamo  convinti che anche la stessa operazione con la quale  si  è
  arrivati alla società sia stata un'operazione sì poco chiara e  che
  avesse  più  un risvolto elettorale che un risvolto che  in  realtà
  guardasse ai bisogni reali delle singole persone. E quindi, per noi
  arrivare all'epilogo, alla chiusura di questa società fa tirare  un
  sospiro  di  sollievo,  nessuno voleva  difendere  lo  status  quo,
  nessuna voleva difendere una cooperativa, un'associazione anche  di
  dubbia  origine.  Vogliamo difendere i lavoratori ma,  soprattutto,
  vogliamo  un'altra cosa: che questi lavoratori possano  tornare  ad
  essere chiamati tali e possano avere la dignità di lavoratori.
   A  noi  non interessa tutelare un bacino di 3.100 persone che  per
  molti  sono  stati  3.100  elettori. Abbiamo  chiesto,  durante  il
  periodo della campagna elettorale agli ex PIP di liberarsi  di  chi
  negli  anni  aveva fatto loro delle promesse, da chi ancora  voleva
  tenerli soggiogati all'interno di un bacino e voleva utilizzare  il
  loro  bisogno di avere un riconoscimento economico per una campagna
  elettorale.
   Ed   oggi  si  vede  un  po'  di  luce,  anche  grazie  a   quegli
  irrigidimenti  e sono contento che molti di loro stanno  vedendo  e
  hanno apprezzato il linguaggio della serietà, della sincerità,  del
  non  sottrarsi al confronto, dello stare in piazza anche quando  le
  situazioni sembravano poco chiare e del parlare dritto al  cuore  e
  dritto a quelli che sono problemi. E sono convinto che, all'interno
  di  questo  bacino, molti dicono ci sono tanti delinquenti,  voglio
  ricordare  anche  che era un pre-requisito appartenere  ad  un'area
  svantaggiata per potere entrare nel bacino, per cui poca  demagogia
  e raccontiamoci le cose per come stanno. Però, ci sono dei soggetti
  che   hanno   trovato,  da  quella  opportunità  che  la   pubblica
  amministrazione ha dato loro,  l'occasione per restare dritti,  per
  restare  in  piedi,  per non sbagliare più, per poter  ricominciare
  daccapo,  per potere dare un futuro dignitoso alle proprie famiglie
  ed ai propri figli.
   Molti  reggono  servizi, reggono servizi importanti;  molti  altri
  vengono  male  utilizzati. E questo dobbiamo dirlo con  altrettanta
  chiarezza  perché  non  è possibile avere  cinque  e  sei  portieri
  custodi    Ma   il   cattivo  utilizzo  è   un   cattivo   utilizzo
  dell'Amministrazione  pubblica, non dei lavoratori  che  si  recano
  sul loro posto di lavoro per svolgere la  propria mansione.
   Allora,  cosa voglio dire? Ben venga questa misura e, soprattutto,
  ben   venga   l'apertura  di  queste  ore  perché   finalmente   dà
  un'apertura, apre una prospettiva.
     Perché  c'eravamo irrigiditi? Perché pensavamo che si  trattasse
  semplicemente  di  un  sussidio  e,  quindi,  non  volevamo   3.100
  sussidiati.  Se,  invece, il contributo diiventa  un'occasione  per
  essere  produttivi,  per  essere  inseriti  nel  più  breve   tempo
  possibile con dei progetti da presentare con il Comune di  Palermo,
  con  tutte le amministrazioni che ne faranno chiaramente desiderio,
  percorsi lavorativi di utilità per la collettività, allora,  quello
  sì  che  diventa  una prospettiva da percorrere  e  allora  sì  che
  diventa  per me l'occasione di aprirsi al dialogo, di sostenere  le
  scelte  del  Governo, di ritirare gli emendamenti  che  sono  stati
  presentati e di camminare a fianco della mia stessa maggioranza.
   Adesso  dobbiamo stare attenti a che questi mesi servano a  creare
  dei  rapporti veri, con delle certezze, e soprattutto serve,  e  mi
  rivolgo  ai  tanti amici che ci stanno sicuramente seguendo  e  che
  appartengono  a questo bacino, a porre un punto, ma  un  punto  che
  parte  dal  controllo,  perché in questa terra,  una  terra  che  è
  veramente disperata, non possiamo più tollerare che ci sia qualcuno
  di  cui  si  fa  carico  la pubblica amministrazione  e  altri  che
  ricevono  stipendi  e  che ricevono delle  indennità  per  poi  non
  produrre e per poi non lavorare.
   Bisogna  stare attenti a chi reitera reati, a chi non si reca  sul
  posto  di  lavoro, a chi è furbetto, a chi è fannullone  e  bisogna
  dare  dignità  a  coloro che invece all'interno  di  questo  bacino
  vogliono crescere e vogliono portare un contributo.
   Pertanto, siamo contenti di questa prospettiva che si apre  e  che
  vediamo  all'orizzonte;  resteremo vigili e  chiaramente  saremo  a
  fianco  di questo percorso con la solita sincerità e con la  solita
  onestà intellettuale e morale che ci contraddistingue.

   CIACCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIACCIO.  Grazie,  signor Presidente, onorevole  Presidente  della
  Regione,  onorevoli  colleghi, io più che altro  volevo,  vista  la
  tematica  delicata, un chiarimento, fermo restando  che  sosteniamo
  l'emendamento  presentato,  soprattutto  se  è  concertato  con   i
  lavoratori.
   Però  una preoccupazione e una perplessità ci assale ed è al terzo
  comma, vale a dire l'abrogazione dell'articolo 52.
   E'  vero che negli anni è stato sicuramente utilizzato male,  però
  può  essere  che  nelle more in cui il Comune  di  Palermo,  spesso
  dormiente, si decida a fare questo piano, potrebbe essere un'àncora
  di  salvezza  per  rifare, successivamente  al  31  dicembre  2012,
  eventualmente un progetto.
   L'articolo  non parla e non sostiene la Trinacria  onlus,  che  se
  questo  è  il male che ben venga che venga tolto. Però si parla  di
  dare  possibilità  in  un  progetto   Emergenza  Palermo   con  dei
  contratti  che possono essere fino ad un massimo triennali.  Quindi
  secondo  me  se  si dà garanzia o certezza che questo  venga  fatto
  entro il 31 dicembre 2013, allora che ben venga. Altrimenti secondo
  noi conviene eliminare il comma 3.
   Grazie.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io  sono  anche
  contento del clima che si è registrato in aula dopo l'illustrazione
  da parte del Presidente della Regione di questa ipotesi di proposta
  di  modifica  del testo che era stato licenziato dalla  Commissione
  Bilancio.  E  lo  dico anche perché in questi  giorni  noi  abbiamo
  assistito  anche  ad  un  clima  particolarmente  teso   a   piazza
  Parlamento, ci sono stati incidenti, anche episodi molto gravi.
   In  questi giorni uno dei peggiori nemici di questa città è  stato
  il  tentativo permanente che opera da parte di persone a  volte  in
  buona  fede,  il  più delle volte non in buona fede,  della  grande
  campagna  di  disinformazione, che tende  ad  iniettare  paure,  ad
  innescare meccanismi di terrorismo psicologico facendo leva su  uno
  stato  di  precarietà diffusa e di incertezza che  vive  la  nostra
  città.
     In questo senso, oggi mi sento palermitano, e da palermitano sto
  parlando,  ma  anche  da  parlamentare di questa  Regione  cercando
  sempre di svolgere la mia funzione, la funzione di parlamentare, di
  avere  uno sguardo sugli interessi di tutti i siciliani e non certo
  soltanto di quelli che vivono nella mia stessa città.
   Però,  dicevo,  si  utilizzano le dosi di  paura  per  cercare  di
  alimentare  quel senso di precarietà e di incertezza  convinti  che
  questo può determinare qualche beneficio.
   Su  questa  vicenda  sono state dette tante fesserie,  sono  state
  raccontate tante fesserie, il Presidente della Regione mi pare  che
  abbia  detto  oggi,  per la verità, lo aveva detto  fin  dal  primo
  momento:   non  lasceremo nessuno per strada  Nessuno  deve  essere
  mollato
   Certo,  dobbiamo  provare a coniugare bisogno  sociale  e  regole,
  regole  di uno Stato di diritto, regole nelle quali ognuno  di  noi
  deve operare per il bene comune, ma senza mettere in discussione il
  bene degli altri, compreso quello dei parlamentari che votano,  dei
  parlamentari  che  scelgono, i quali sono poi  chiamati,  magari  a
  distanza  di qualche anno, a rispondere del loro voto e della  loro
  opinione   espressa,  come  è  successo,  del  resto,  nel   nostro
  Parlamento   - fatto senza precedenti - di essere stati chiamati  a
  giudizio per l'esercizio di un voto espresso in una Commissione.  E
  lo  dice  uno   che come è noto in quella vicenda ha votato  contro
  politicamente  rivendicando le  ragioni del voto contro  in  quanto
  non  ho mai condiviso le ragioni di una condanna nei confronti  dei
  parlamentari  per  avere  espresso  liberamente  il  loro  voto  in
  Commissione parlamentare.
   Dico  questo  perché su questa vicenda, dicevo, sono  state  dette
  tante  fesserie e non è stata detta una verità: la legge del  2010,
  l'articolo 52 della legge 11 fissava un termine, un termine che era
  appunto la triennalità di un progetto  e dentro quella triennalità,
  diciamocelo  pure,  si  è  utilizzata la fantasia  legislativa  per
  cercare  di utilizzare strumenti come quello che lo Stato  consente
  per  un  abbattimento  del  costo del lavoro  e  poter   trasferire
  quell'abbattimento nel reddito dei lavoratori.
   Un'operazione fantasiosa, la definisco così, ma tutti  sapevano  e
  lo  sapeva  anche  chi ha varato quella legge nel  2010,  anche  di
  fronte  ai  dubbi di qualcuno di noi che ha manifestato il  rischio
  che  ci  saremmo  trovati nella situazione in cui  stiamo  dicendo:
  guarda che questa operazione non può reggere perché arrivati ad  un
  certo  punto ci sarà un costo che non sarà più sopportabile per  le
  casse  della  Regione  ed in ogni caso alla fine  del  triennio  si
  poneva l'interrogativo:  e che facciamo adesso? .
   Si sapeva già tre anni fa, oggi siamo a quel bivio e quindi chi ha
  alimentato paure aveva anche il dovere di dire oggi siamo  chiamati
  non  a fare una semplice proroga o a far finta che nulla è avvenuto
  in  questi tre anni, dopo i tre anni dovevamo mettere un  punto   e
  capire che strada dovevamo scegliere.
   Il Governo ha scelto una strada che io credo sia anche di garanzia
  per  le  persone, intanto perché non perdono il reddito.  C'era  un
  rischio: ed è una delle cose che ha innescato molte paure
    E su questo forse il Presidente Crocetta non conosce la storia di
  Palermo,  la storia negativa dove il caporalato in questa  città  è
  stato   organizzato  nelle  borgate  da  parte  di   organizzazioni
  criminali che hanno chiesto soldi alla povera gente per entrare  in
  cooperative; si facevano pagare prima nella speranza  di  avere  un
  lavoro  dopo.  E  quando  si  è parlato di  cooperative  questo  ha
  suscitato una inquietudine, una paura, un disagio diffuso.
   Allora  dire è l'INPS l'ente erogatore, in un rapporto diretto  ed
  individuale col singolo lavoratore, poniamo con il signor Cracolici
  Antonino che avrà un suo codice fiscale e il rapporto sarà  diretto
  attraverso  un assegno che gli sarà erogato direttamente  dall'INPS
  solo  alla  persona individuata, ciò consentirà che nessuno  domani
  potrà  andare  da quella persona per chiedergli un  pezzo  del  suo
  salario come pizzo camuffato
   Io  credo  che queste cose siano un punto di certezza.  Certo  non
  abbiamo  risolto tutti i problemi  Di problemi ce ne  sono  ancora:
  c'è  il  problema  del disagio complessivo di questa  città,  siamo
  usciti da qualche giorno da un'altra delle vicende più dure di  cui
  la Regione si è fatta carico, pur non avendo alcuna responsabilità,
  nel corso di questi anni, che è la vicenda  Gesip .
   Che  cosa  c'entrava  la Regione? Eppure, la Regione  si  è  fatta
  carico di una tematica sociale che, fino a ieri, era solo un  fatto
  del   comune  di  Palermo  e  che,  oggi,  in  qualche  modo,  vede
  l'istituzione Regione farsi carico di un problema sociale grave per
  Palermo e grave per l'Italia.
   Ed,  allora, credo che l'approvazione di questo testo,  di  questa
  norma  serva, innanzitutto, a tranquillizzare; serva, innanzitutto,
  a  dire che nessuno sarà lasciato per strada, nessuno sarà lasciato
  solo.
   Abbiamo  il  dovere di costruire una prospettiva  per  chi  ha  un
  reddito  e ci vive, e ci fa vivere la propria famiglia, ma dobbiamo
  farlo  nel  rispetto  di  regole  certe,  a  garanzia  di  tutti  i
  cittadini, a garanzia anche di chi, oggi, un lavoro non ce l'ha  ed
  ha  diritto ad avere una speranza, perché la Regione non è solo  il
  luogo  per occuparsi del precariato, ma anche quello per provare  a
  dare  una  speranza a chi ancora un lavoro non ce l'ha ma  vorrebbe
  sperare  di  averlo in Sicilia e vivere in Sicilia con  la  propria
  famiglia.

   VENTURINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VENTURINO. Signor Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  un   brevissimo   intervento   il  mio,  relativo   all'emendamento
  presentato.   Non   possiamo,  ovviamente,  che   condividere   con
  soddisfazione quello che il Presidente è riuscito ad ottenere,  per
  quanto  riguarda  la delicatissima vicenda dei  PIP.  Soltanto  una
  cosa,   però:   il   comma  2  dell'emendamento  41.4   bis,   cito
  testualmente:   L'assegno di sostegno al reddito non  sarà  erogato
  nelle  ipotesi  in cui i soggetti, di cui al comma  precedente,  si
  rendano responsabili di azioni contrarie all'ordine pubblico e/o al
  patrimonio ed alle persone . Che cos'è?  State buoni se potete?
   Non  capisco,  tra  l'altro, quando si dice  contrarie  all'ordine
  pubblico ;  di  quale  ordine  pubblico  stiamo  parlando?  La  mia
  preoccupazione   è   che   potrebbe  aprire   le   porte   ad   una
  discrezionalità di chi poi va a giudicare se un  atto  è  o  non  è
  nocivo, pericoloso per l'ordine pubblico o meno.
   Per questo non faccio l'avvocato ma per questo credo che ci sia un
  codice  penale  che  potrebbe  essere applicato.  Questo  comma  2,
  quindi,  mi sembra un po' ambiguo. Lo vorrei capire un po'  meglio.
  Me lo spiegate, cortesemente?

   PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire il Presidente della Regione,
  onorevole  Crocetta, che ha ricevuto tantissimi  complimenti  ed  è
  stato pure chiamato in causa per avere qualche risposta.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  vi  ringrazio, intanto, per la collaborazione  che  esce
  forte  in  questo Parlamento nell'affrontare una questione  sociale
  delicatissima  ed il senso di responsabilità rispetto  a  tutte  le
  vicende  che  poi  coinvolgono la Sicilia  ed  anche  la  città  di
  Palermo, perché ci rendiamo conto che una vicenda come questa non è
  un'impresa facile.
   Vi assicuro, però, che l'intendimento, mio personale e dell'intero
  Governo,  è  stato quello, soprattutto, di puntare a  proteggere  i
  lavoratori, senza fare male alle Istituzioni, anche per le cose che
  diceva l'onorevole Cracolici, che credo siano molto chiare.
   E' chiaro che noi, poi, dobbiamo fare provvedimenti che reggano  e
  provvedimenti di cui non si debba mettere dubbio alcuno se non  che
  l'interesse per cui agiamo è quello generale, così come  ci  stiamo
  comportando in questa vicenda.
   Per  tutti  noi,  sarebbe  stato  bellissimo  potere  pensare   di
  confermare  la  misura  dell'assunzione a tempo  indeterminato;  ci
  rendiamo   conto,   però,   che   quella   via   avrebbe   portato,
  semplicemente, quei lavoratori alla perdita del reddito, per cui, e
  non solo, forse, per responsabilità anche nostra.
   Per  quanto  riguarda  la  questione della copertura  finanziaria,
  voglio  rassicurare  l'onorevole Tamajo, intanto,  perché  dobbiamo
  operare  solo  per otto mensilità, quindi, le somme  sono  più  che
  sufficienti  per  coprire e, tra l'altro, i lavoratori  del  bacino
  sono  pure diminuiti, quindi, rispetto a tre anni fa, da 3.580 sono
  passati altri 1.058, quindi, le cifre sono perfettamente calcolate,
  dimensionate,  etc.  Su  questo voglio rassicurare  tutti.  Sarebbe
  inutile   rimpinguare  ulteriormente  il  capitolo,  perché,   poi,
  materialmente,  superebbero  il limite  di  legge  previsto  per  i
  contributi  e non potrebbero essere, diciamo, erogati,  quindi,  si
  immobilizzerebbero  delle  risorse  che,  invece,  possono   essere
  utilizzate altrove.
   Per  quanto riguarda le responsabilità, insomma, ci andrei  piano,
  nel  senso che, passato o meno,  dobbiamo capire che chiunque abbia
  agito lo ha fatto in una situazione di emergenza terribile ed anche
  di  episodi  difficili  da  gestire e, credo,  poi,  nell'interesse
  generale, pubblico; non è che vi sia chissà quale interesse.
   Vorrei,  anche  su questo, invitare tutti quanti ad analizzare  le
  vicende  del  passato e collocarle anche storicamente nel  passato;
  dico  ciò perché se non si passano alcune questioni non si capisce,
  a  volte; questa volta, forse, abbiamo avuto la possibilità,  visto
  che  l'  esperienza era stata fatta e abbiamo potuto  ragionare  su
  un'esperienza già fatta ma, probabilmente, chi ha approvato  quella
  legge  non si aspettava, poi, come si doveva evolvere nei  dettagli
  la vicenda.
   Inviterei tutti quanti, anche su questo, a dire:  è accaduto,  noi
  ne prendiamo atto .
   Per    quanto   riguarda   un'ultimissima   questione    sollevata
  dall'onorevole Venturino, relativa all'articolo 2, gli ex pip  sono
  nati,  anche per ragioni di reinserimento degli ex detenuti, misura
  positiva e intervento estremamente positivo che confermiamo,  però,
  a  patto  che  gli ex detenuti, che non è che sono stati  inseriti,
  chissà,  perché  hanno vinto un concorso pubblico, ma  come  misure
  specifiche, a patto però che l'ex pip, l'ex detenuto non continui a
  delinquere; diversamente, la misura di reinserimento sociale è  una
  misura quasi incentivante, voglio dire, a fare altri reati.
   Ora,  su  questo  dobbiamo  essere  categorici.  Sicuramente,  non
  considereremo ordine pubblico il fatto che manifestano la libertà a
  manifestare,  etc,  però,  se vanno a  chiedere  il  pizzo,  ce  lo
  dobbiamo  porre  il  problema se dobbiamo rinconfermargli  pure  il
  contributo  della Regione, visto che loro non sono titolari  di  un
  impiego  perché  hanno vinto un concorso ma sono  titolari  di  una
  misura che è destinata ad un reinserimento sociale e al recupero.
   Se questi, però, non manifestano la volontà di volersi inserire  -
  per  cui  è  chiaro che l'emendamento comprendo che sia  rischioso,
  però,  su  questo esistono le leggi dello Stato che garantiscono  -
  non  è  che possiamo adoperare una forma discriminatoria, però,  un
  segnale  glielo  dobbiamo  dare:  cari ex  detenuti,   vi  vogliamo
  aiutare  ma  vogliamo  farlo  se non  continuate  a  delinquere  e,
  semplicemente, quello che è avvenuto appartiene al vostro  passato;
  io, Stato, vi do la possibilità del reinserimento ma non può essere
  una  prova  infinita ,  anche perché,  altro  punto,  questi  soldi
  andiamoli a dare a quelli, invece, che non fanno reati.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Crocetta.
   Sono stati ritirati tutti gli emendamenti, ivi compreso quello del
  Governo, il 41.3.
   Pongo  in  votazione  il  subemendamento 41.4  bis,  del  Governo,
  modificativo del comma 1.
   Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                                                      (E' approvato)

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  Volevo  porre
  all'attenzione  del Presidente Crocetta che il  terzo  comma,  cioè
  l'abrogazione  dell'articolo 52 della legge  regionale,  chiude  le
  porte  anche  a  chi  fuori dal Palazzo,  in  questo  momento,  sta
  aspettando una risposta. Ci sono i lavoratori della ex Spo. Non  so
  se  aveva  valutato questa incidenza; c'è, infatti, un  emendamento
  aggiuntivo  in  questo  momento che si aggancia  proprio  a  questo
  articolo 5, facendo decadere, purtroppo; quindi, se non ha valutato
  la  possibilità  di  stralciarlo, vi sono 91 persone  che  comunque
  hanno anche un diritto di precariato anche rispetto alle persone di
  cui stiamo parlando in questo momento.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, l'articolo 52 della legge fissa l'emergenza a Palermo  ed
  è    legato   al  bacino  d'emergenza;  quella  emergenza   rientra
  all'interno  di  quei lavoratori che, alla data del  2009,  avevano
  quelle caratteristiche. Questo dato è stato allora censito, per cui
  tutti  i  lavoratori  che  rientravano  nell'emergenza  sono  stati
  censiti   e,  addirittura,  sono  avvenute  anche  scene   un   po'
  incredibili  -  giusto  per  saperlo -,  anche  alcune  cose  sulla
  questione  mafia , che non sono per criminalizzare i lavoratori  la
  cui stragrande maggioranza sono persone perbene e lavoratori.
   Guardate, però, che chi ha vissuto quelle vicende mi ha raccontato
  -  compresi i lavoratori - che la mafia stava vendendo i posti  per
  entrare nel bacino e dentro la Social Trinacria e devo dire che  su
  questo  c'è  stata  una gestione rigida; se c'è un  merito  che  va
  attribuito  alla gestione del passato su questa vicenda  è  di  non
  avere allargato il bacino.
   Ora,  non  conosco la vicenda specifica, però,  se  la  vicenda  è
  specifica,  l'articolo 52, qui confermiamo  che  tutti  quelli  che
  fanno parte dell'emergenza Palermo godono di questo contributo.  In
  relazione, però, a quanto allora stabilito dall'articolo 52, cambia
  l'applicazione dell'articolo ma l'emergenza a Palermo rimane tutto.
  In  questo  momento, quindi, onorevole, non le so  dire  se  questi
  lavoratori nello specifico vi rientrano o no, per il semplice fatto
  che  non  abbiamo  analizzato  tutta  questa  cosa,  però,  se   vi
  rientrano,  allora,  vi  rientrano  anche  adesso  e  nulla  cambia
  rispetto  alla  legge,  per tranquillizzare  che  non  c'è  nessuna
  modifica  della  condizione  dei  lavoratori  inseriti  nel  bacino
  emergenza Palermo.

   PRESIDENTE. Grazie, Presidente Crocetta.
   Pongo   in  votazione  l'articolo  41,  come  modificato.  Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 44, in precedenza comunicato.
   Comunico che è stato presentato, dal Governo, l'emendamento  44.2,
  soppressivo dell'articolo.
   Assessore Bianchi, chiaramente, le richieste saranno dove  vengono
  spostate;  vanno  sulle tabelle dell'articolo 53? Se  lo  chiariamo
  prima,  evitiamo  gli  interventi. Articolo  53;  se  lei  verifica
  l'articolo 53.

   BIANCHI,  assessore per l'economia. Nell'articolo, viene  spostata
  la dotazione finanziaria all'articolo 53, relativo agli interventi,
  quindi,  diventa  un  intervento previsto  nella  tabella  allegata
  all'articolo 53.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    vorrei
  l'attenzione  dell'assessore per la Salute, dottoressa  Borsellino.
  Questo è un tema che non è ben individuato, perché qui si parla  di
  somme  di obbligazione che la Regione, nel tempo, ha preso  con  le
  Università.  Voglio  ricordare  che,  quattro  anni  fa,  è   stato
  istituito,  il  primo  anno,  con le  borse  di  studio  aggiuntive
  regionali, poi il secondo anno, poi il terzo, poi il quarto.
   In  questi quattro anni, sono state create dalla Regione siciliana
  borse di studio aggiuntive rispetto a quelle nazionali, per colmare
  alcune  deficienze  che vi erano nelle Università  rispetto  ad  un
  budget nazionale che sicuramente penalizza la Sicilia.
   Questa è una battaglia che il Governo dovrebbe fare in altra sede,
  con il Ministro della Pubblica Istruzione, proprio per arrivare  ad
  un equilibrio delle borse nazionali.
   La  questione che riguarda noi, in questo momento, è  che,  da  un
  anno,  questi  specializzandi con borse  di  studio  regionali  non
  percepiscono  più la borsa di studio proprio perché le  Università,
  non  avendo ricevuto le somme da parte della Regione, non sono  più
  in grado di erogare queste cifre agli studenti.
   Siamo  stati  rassicurati  più volte  in  Commissione  di  merito,
  avendola   discussa  in  ben  sette  audizioni,   con   il   parere
  all''unanimità   della  Commissione  che  veniva  ripristinato   il
  capitolo non di 5 milioni con la decurtazione di 10 milioni, ma  di
  15  milioni, che è la somma necessaria - badiamo bene -  a  colmare
  tutte  le  obbligazioni  pregresse che la Regione  ha  assunto  nei
  confronti delle Università e, quindi, degli specializzandi.
   Su  questa  vicenda  o  il  Governo non si  parla  tra  i  diversi
  Assessorati,  e  non  si comprende bene qual è la  vicenda,  oppure
  creiamo ulteriore confusione.
   Non  stiamo  chiedendo la somma di 15 milioni per nuove  borse  di
  studio - sarebbe pazzesco chiederlo in queste condizioni - noi, per
  le  borse  di  studio  per l'anno 2013 abbiamo chiesto  3  milioni,
  badiamo bene, che potrebbero essere opzionabili, perché queste sono
  obbligazioni non ancora assunte dalla Regione, ma è chiaro che  sul
  pregresso la Regione ha un debito  con le Università e non possiamo
  far finta di niente.
   Questa  vicenda  va  avanti dall'anno scorso, da  quando  l'allora
  Assessore  per la Salute  Io intervengo poche volte; non intervengo
  per  15  minuti  ma  la  questione è molto complicata.  Ritengo  di
  interpretare  tutti  i pensieri dei componenti  della  Commissione,
  perché,  altrimenti, ci troveremmo in una condizione, come Regione,
  di insolvenza.
   Se  la Regione assume degli obblighi, deve pagarli. L'artifizio di
  portare  al 2014-2015 le somme che invece dovevano essere collocate
  nel  2013  non  può  trovare applicazione in  un  momento  in  cui,
  praticamente,  troveremmo,  una soluzione  non  idonea  rispetto  a
  quella che è la tematica.
   Credo  che l'assessore Borsellino dovrebbe difendere anche  questa
  vicenda  per  conoscerla, forse, più dell'assessore per l'economia.
  Questo è il problema.
   Ora,  ci  troviamo  di  fronte a situazioni che  chiaramente  sono
  passate  al  vaglio della Commissione di merito all'unanimità,  non
  già maggioranza o opposizione.
   Questo  è  il  tema. Se vogliamo risolverla, in  qualche  maniera,
  proviamo soluzioni tecniche atte a risolverle. Penso che al  limite
  le  Università  si  accontenterebbero anche  di  spalmare,  magari,
  cinque  milioni  quest'anno  e, poi,  cinque  milioni;  ma,  se  li
  togliamo tutti, è finita.

   DIGIACOMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIGIACOMO.   Signor   Presidente,  assessore  Bianchi,   onorevoli
  colleghi, anche per fare chiarezza, mi è stato spiegato  che  si  è
  riscontrata una effettiva difficoltà a fare rientrare nella manovra
  di  stabilità  queste  somme. Queste somme, infatti,  che  sono  in
  sostanza un debito che la Regione ha contratto, non possono  essere
  presentate come debito rischio impugnativa da parte del Commissario
  dello Stato e che, quindi, sarebbero stati presentati, inseriti  in
  un  allegato  al bilancio, per un importo complessivo  di  diciotto
  milioni   di   euro,   così  come  indicato   nell'articolo   della
  finanziaria.
   Ora,  se la cosa corrisponde al vero - e mi pare che sia una  cosa
  importante,  una  cosa  seria - credo che non  vi  sia  bisogno  di
  profondersi ulteriormente in disquisizione.
   Quindi,  chiedo  all'assessore per l'economia, dottore  Bianchi  e
  all'assessore  per  la  salute, dottoressa  Borsellino,  se  questa
  notizia, corrisponde al vero.

   BORSELLINO, assessore per la salute. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  ,  la  precisazione tecnica  che  ha  fatto  l'onorevole
  Digiacomo  è  corretta.  La  proposta di  trasferire  queste  somme
  nell'allegato  tecnico  era  dettata dalla  preoccupazione  che  la
  manovra  potesse essere impugnata dal Commissario dello Stato,  non
  potendosi,  in  una  norma  finanziaria,  andare  a  prevedere  uno
  stanziamento  per  onorare  obbligazioni  pregresse.  Tecnicamente,
  comunque,   il   dottore   Bianchi,   si   sta   accertando    che,
  effettivamente,    sia    l'unica    possibilità;    eventualmente,
  presenteremo   una  riscrittura.  Quindi,  possiamo   chiedere   di
  ritornare sull'articolo tra qualche momento.

   PRESIDENTE. Dispongo un breve accantonamento.

   LACCOTO.   Ci   affidiamo  a  quanto  ha  fatto  l'assessore   per
  l'economia, dottore Bianchi.

   PRESIDENTE. Possiamo andare avanti con l'emendamento soppressivo e
  dare per rinunciato agli interventi. Dobbiamo andare avanti.

   LO GIUDICE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  GIUDICE.  Grazie Presidente, grazie Governo, grazie  onorevoli
  colleghi. Il mio intervento sarà breve.
   Grazie  a  una  borsa di studio, circa venti  anni  fa  ,  i  miei
  genitori  e io non abbiamo dovuto subire l'umiliazione di farci  la
  valigia e andare via per andare a specializzarmi fuori.
   Chiedo   al  Governo  di  fare  un  altro  piccolo  sforzo.   Sono
  assolutamente  d'accordo  su  quanto  fatto  oggi;  sono  veramente
  soddisfatto del lavoro del Governo; di quanto fatto dal Presidente;
  sulle  soluzioni  che  sono state trovate  ai  vari  problemi,  non
  ultimo, quello degli ex pip, che ha veramente evitato una emergenza
  sociale  e che garantisce quindi un reddito a queste famiglie  che,
  in caso contrario, non l'avrebbero avuto.
   Però,   secondo   me,  non  si  può  riequilibrare   un   bilancio
  mortificando i sacrifici di questi studenti, di questi neo-laureati
  che, in questo modo, vedrebbero vanificati i loro sacrifici.
   Chiedo,  quindi,  al  Governo un piccolo  sacrificio:  cercare  di
  trovare  uno spiraglio e garantire le borse di studio agli studenti
  per il 2013 e per gli anni a seguire.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.   Onorevole   Presidente,  intervengo   per   una   breve
  precisazione.
   Da alcuni giorni, ho seguito l'iter di questa vicenda e, da alcuni
  giorni,  ho sentito il Governo che dava, da un lato, rassicurazioni
  sulla   volontà,  sull'intenzione  di  cercare  una  soluzione   e,
  dall'altro lato, però, affioravano le preoccupazioni circa il modo,
  la modalità e come trovare questa soluzione.
   Una  soluzione che è indispensabile trovare, caro Presidente. Come
  lei  ben  sa,  sarebbe  veramente paradossale  che  un  Governo  si
  impegnasse, come è giusto che sia, per i soliti problemi  degli  ex
  pip  senza fare un investimento sulla cultura, sull'Università, sul
  futuro dei nostri giovani.
   L'intervento: in particolare, ho presentato pure un emendamento  -
  uno  dei pochissimi emendamenti che ho presentato è stato questo  -
  che  prevede un ulteriore stanziamento perché la poca chiarezza  di
  cui  parlavano anche i colleghi che sono intervenuti in  precedenza
  circa  l'ammontare  delle  risorse che, effettivamente,  servono  e
  l'interlocuzione avuta anche con le varie Università, mi  ha  fatto
  prendere consapevolezza - e il Governo, in merito, non mi ha saputo
  dare risposte - che le somme stanziate ancora non sono sufficienti,
  seppure in qualche modo tentavano di dare risposta a ciò che  erano
  le problematiche più urgenti ma non sono esaustive.
   Pertanto, il Governo, nel cercare di trovare la soluzione  tecnica
  per   risolvere   il   problema,  tenga  conto   che   c'è   ancora
  un'insufficienza di fondi all'uopo previsti e il mio emendamento va
  in  tal  senso,  per dare copertura completa al fabbisogno  di  una
  categoria  così  importante  perché, ripeto,  stiamo  parlando  del
  nostro futuro, del futuro dei nostri giovani.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO,  vicepresidente della Commissione.  Signor  Presidente,
  onorevoli colleghi, mi atterrò ai minuti consentiti.
   Signor   Presidente,  le  volevo  dire,  intanto,  prima  che   la
  Commissione dia il parere, dal momento che fungo da presidente,  in
  questo  momento,  nell'assenza del presidente,  che  vorrei  essere
  assicurato  che  l'accettazione  dell'emendamento  presentato   dal
  Governo  non solo non metta a rischio le disponibilità  di  risorse
  destinate   alle   Università  della   Sicilia   ma,   addirittura,
  l'emendamento  presentato dal Governo serva solo ed  esclusivamente
  per  rendere  più  certe e meno insicure le somme  che  sono  state
  stanziate  in  Commissione e sono state esaminate  in  Commissione,
  proprio qualche giorno fa.
   Mi  sembrava  strano che, qualche giorno fa, si era scelta  questa
  strada.  A quarantotto ore da quello che abbiamo deciso di fare  in
  Commissione Bilancio, decidiamo di seguire un'altra strada, per cui
  sull'altra  strada vorrei garanzie prima di dare  il  parere  della
  Commissione.

   FONTANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FONTANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, così come detto da
  altri  colleghi,  questo è stato un argomento che  con  l'assessore
  Borsellino abbiamo discusso parecchie volte in Commissione e,  devo
  dire,  c'è  stata  sempre l'unanimità in questa direzione,  proprio
  perché   questo  argomento  riguarda  giovane  formazione,  giovani
  professionisti, medici, laureati che, peraltro, non possono entrare
  nel mondo del lavoro se non acquisiscono anche una specialità.
   Come  lei  sa,  sono  giovani che dopo sei anni  di  sacrifici  si
  laureano  ma  devono  fare un ulteriore corso di  specializzazione,
  prima  di  entrare  nel mondo del lavoro, e credo  che  questo  sia
  ingiusto da parte di questa Regione.
   Ci sono giovani che non percepiscono quanto dovuto da diversi mesi
  -  addirittura, all'Università di Messina, mi risulta che è più  di
  un  anno  che  non dà nessuna retribuzione; Catania, credo  da  sei
  mesi,  mentre  l'Università di Palermo da circa tre  mesi,  proprio
  perché hanno esaurito tutte le risorse.
   Per  cui, prendo atto del sacrificio del Governo, prendo atto  che
  per quanto riguarda l'anno in corso questo Governo e l'assessore in
  primis  sono impegnati a postare le risorse per tutti gli  anni  di
  scuola di specializzazione e, quindi, con circa 18 milioni di  euro
  -  che  sono pari 15 dal secondo al sesto anno - e 2 milioni e  800
  mila  per  i  neo-ingressi per il 2013,  ma resta il  problema  del
  pregresso.
   Vorrei, quindi, da parte del Governo,  al di là delle formule,  al
  di  là  di  qualunque  strada  che possa  essere  in  qualche  modo
  intrapresa, e desidero che ci sia la garanzia di quanto  dovuto  da
  questa Regione alle Università, in modo da soddisfare i giovani che
  da  parecchi  mesi  non percepiscono nulla. Non tutte  le  famiglie
  hanno  la possibilità di potere mantenere i propri figli per dodici
  anni in una Università.
   Noi  dobbiamo,  quindi,  fare tutti gli  sforzi  possibili  perché
  possano essere soddisfatte queste esigenze.

   IOPPOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del
  Governo, intervengo perché com'è noto all'assessore Borsellino,  il
  tema  è  stato lungamente ed appassionatamente trattato in sede  di
  Commissione. Perché qui, però, non si creda, assessore Bianchi, che
  tutti si sia di bocca buona e grossolana, vorrei spiegare perché il
  Governo chiede la soppressione dell'articolo 44,  perché l'articolo
  44  -  mi  segua  assessore Marino - non  ha  alcun  fondamento  di
  carattere giuridico e di legittimità.
   Con  l'articolo  44, il Governo ha preteso, che impegnasse  fondi,
  esattamente dodici milioni di euro a valere sull'esercizio 2014,  e
  sei   milioni  a  valere  sull'esercizio  finanziario  2015,  senza
  prevedere alcuna spesa nel 2013;  cioè, sostanzialmente, disponendo
  una  spesa  pluriennale  senza incidere sul bilancio  dell'anno  in
  corso.  Ecco perché il Governo si è avveduto, o qualcuno  ha  fatto
  avvedere il Governo che la norma non aveva alcun senso.
   Allora,  chiedo,  assessori Bianchi e Borsellino,  di  sapere  con
  estrema  chiarezza,  prima di divisarmi se votare  a  favore  o  no
  rispetto  all'emendamento e poi all'articolo, se lo spostamento  di
  questa   previsione  nell'allegato  dell'articolo  53,   cioè   sul
  rifinanziamento delle leggi -  allegato all'articolo 53 che diventa
  allegato  al  bilancio  - muta il titolo,  cioè  nova  rispetto  al
  titolo.
   Si   tratta,  com'è  stato  chiarito,  di  obbligazioni   assunte,
  precedentemente,  e  che, quindi, non potevano trovare  accoglienza
  all'interno  della norma di stabilità dell'articolo 44,  chiedo  di
  sapere  qual  è  il sortilegio in ragione del quale il  Governo  ha
  pensato   in  ragione dello spostamento della stessa previsione  e,
  quindi,  del  pagamento di oneri pregressi,  di  debiti  pregressi,
  spostandoli invece nel bilancio sia legittimo.

   LOMBARDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  innanzitutto
  volevo   ringraziare   e   sottolineare  come   all'interno   della
  Commissione Bilancio ci sia stato un rapporto di collaborazione con
  l'assessore  Bianchi in merito alla vicenda delle borse  di  studio
  degli specializzandi e degli studenti di medicina.
   Si è raggiunto, e sono sicuro si raggiungerà, un accordo su questa
  vicenda.  Certo  sapere  che dopo una nottata  intensa  dove  si  è
  discusso di questo e dove si era finalmente raccolta l'esigenza  di
  destinare  nel  Cap.  417316 le somme per le spese  correnti  delle
  borse  di studio di quest'anno, quindi non solo le nuove,  ma anche
  quelle  degli  anni correnti, ed oggi notare - come giustamente  ha
  fatto  capire  l'onorevole Ioppolo - che dal punto anche  giuridico
  non è possibile inserire questa norma mi fa sorgere dei dubbi sulla
  possibilità di potere stabilire un pagamento del pregresso.
   Allora,  chiedo due cose, e mi ricollego anche a quello che  aveva
  prima  accennato l'onorevole Laccoto, innanzitutto - e mi  affianco
  alla  proposta  dell'onorevole Ioppolo  -  di  accantonare,  signor
  Presidente,  la  discussione e la votazione di  questo  emendamento
  soppressivo se prima non vi sia una  soluzione concordata e chiara,
  perché  diversamente avremmo vanificato il lavoro di  queste  lunge
  nottate.
   Secondo, e mi faccio carico di questa proposta dal punta di  vista
  parlamentare,  concordare  con gli onorevoli  Laccoto,  Ioppolo  ed
  altri,  la  possibilità anche di aprire una fase  nuova,  assessore
  Borsellino, perché le piante organiche che finalmente sono presenti
  da  qualche  mese all'interno delle strutture sanitarie, permettono
  una  capacità  di programmazione che deve partire dall'Osservatorio
  regionale per gli studenti di medicina, che deve guardare, poi,  la
  possibilità  di ottenere delle borse di studio e che deve  guardare
  anche  alla  possibilità di inserirsi all'interno di queste  piante
  organiche. E su questo penso che presenteremo un ordine del giorno.
   In  conclusione, prego l'assessore Bianchi di chiarire se le somme
  appostate, i 18 milioni di euro, siano per pagare le spese correnti
  o,  diversamente,  se  queste  somme  dovranno  essere,  in  parte,
  destinate a pagare il pregresso.

   BIANCHI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BIANCHI,  assessore  per  l'economia.  Confermo  quanto  detto  in
  precedenza.  Onorevole Lombardo, per quanto  riguarda  il  2013  lo
  stanziamento previsto di 18 milioni di euro prevede 2,8 milioni  di
  euro  di   stanziamento per le nuove borse, ed  è  stato  integrato
  proprio per far sì che possano partire le nuove borse di studio.
   Esiste - è inutile negarselo - una difficoltà, una sofferenza  sul
  pagamento del pregresso a cui faremo fronte con questo stanziamento
  del  2014 e 2015. Ci siamo trovati in una situazione oggettivamente
  difficile  di  dover  recuperare debiti accumulati  in  precedenza,
  però,  credo  che  lo sforzo fatto sia proprio nella  direzione  di
  salvare  sia il pregresso sia nel riavviare queste borse di  studio
  per il 2013.

   PRESIDENTE.    Si   passa   all'emendamento   44.2,    soppressivo
  dell'articolo 44, a firma del Governo.
   Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, vicepresidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Con questa approvazione l'articolo 44 è soppresso.
   Si   passa  all'articolo  45,  precedentemente  accantonato  nella
  giornata  di ieri, su mia disposizione,  con una eventuale  ipotesi
  di stralcio limitatamente ai commi 3 e 4.
   Comunico  che  è stato presentato l'emendamento 45.1,  interamente
  sostitutivo, dall'onorevole Dina, nella qualità di presidente della
  Commissione Bilancio e da altri deputati.
   Invito  i  parlamentari che l'hanno proposto, perché rimanga  agli
  atti, di spiegare tecnicamente il significato di questo emendamento
  che modifica il comma 3 dell'articolo 45, sopprimendone il comma 4.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  innanzitutto  mi
  consenta  di  ringraziare l'assessore Marino  che  con  l'assessore
  Bianchi ha posto notevole attenzione a questo problema che riguarda
  il tema dei dissalatori in Sicilia.
   Noi riteniamo che questa finanziaria è una finanziaria sicuramente
  di  rigore,  ma  che  sta  anche dimostrando  di  avere  una  certa
  attenzione  nei  confronti  delle  fasce  deboli,  delle  categorie
  maggiormente in difficoltà.
   Abbiamo trattato il tema del riscatto degli alloggi popolari, così
  come il microcredito, così come la proroga di alcuni precari.
   In  questo  caso  noi  cosa chiediamo e cosa diciamo.  Nell'ambito
  delle   politiche   che   riguardano  il  tema   dei   dissalatori,
  l'Assessore   all'energia   deve  avere   l'opportunità   e   anche
  l'attenzione, nel momento in cui si vuole dimettere un  bene  della
  Regione,   che  è  il  dissalatore in  oggetto,  quello  di   Porto
  Empedocle e quello di Gela, così come in precedenza si è fatto  per
  il  dissalatore  di Trapani, di non perdere l'opportunità  di  quei
  lavoratori  che  già  dal  1990  operano  in  quel  settore,  hanno
  acquisito  una  competenza  e una specializzazione  in  un  settore
  specifico,   difficile anche da trovare nel mercato  e  soprattutto
  hanno operato nell'ambito di beni di proprietà dell'Amministrazione
  regionale.
   Nel momento in cui in quest'opera di razionalizzazione e di giusta
  attenzione del sistema delle risorse idriche siciliane è bene voler
  porre  attenzione se queste opere debbano potere  continuare  e  se
  invece bisogna tenerle in stand by o dismetterle, fare in modo  che
  quel personale possa essere valorizzato negli altri dissalatori che
  già funzionano e operano nel nostro territorio.
   Si tratta direi di un articolo di equità voluto da professionalità
  che l'Amministrazione regionale ha di fatto negli anni determinato;
  abbiamo  dei  precedenti, come è avvenuto  per  il  dissalatore  di
  Trapani e penso che grazie all'attenzione che l'assessore Marino ha
  posto  su  questo  tema,  questo emendamento  chiarisce  meglio  la
  portata  della nostra azione nella consapevolezza che le  politiche
  idriche  in  Sicilia meritano attenzione e che di fatto l'emergenza
  idrica ha avuto un suo posto ma nello stesso tempo ha creato  delle
  professionalità che oggi bisogna anche poter tutelare.

   FIRETTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIRETTO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,  e
  onorevoli  colleghi,  noi stiamo parlando di  impianti  entrati  in
  funzione nel 1989,  e gli impianti sono funzionanti soprattutto per
  assicurare condizioni di continuità del servizio idrico,  questo  è
  la ratio che li ha originati.
   La  zona  per la quale sono siti produttivi, da circa ventiquattro
  anni  quello di Porto Empedocle, più o meno quelli anche  gli  anni
  che riguardano l'impianto di Gela.
   Sono  impianti  gestiti diciamo quasi direttamente  dalla  Regione
  perché  vi era una società di gestione come è noto, il mese  scorso
  la  Regione,  a  seguito  di un articolo  700  ha  trasferito  alla
  Siciliacque  s.p.a.  questi asset produttivi sui quali  sono  stati
  effettuati  anche  investimenti cospicui, come ben  sa  l'assessore
  Marino, dell'ordine di due milioni di euro,  su uno dei moduli, per
  esempio,  quello  di Porto Empedocle. E si è garantito il  presidio
  di questi impianti grazie a una ditta di sicurezza. I lavoratori di
  entrambi  gli  asset  produttivi non hanno mai abbandonato  i  siti
  medesimi.
   L'emendamento da noi presentato, che riscrive in qualche misura il
  terzo e il quarto comma dell'articolo 45 che nasceva invece da  una
  motivazione di ordine compensativo, per così dire, nei confronti di
  Siciliacque  s.p.a, cioè il canone nell'ordine dei sei  milioni  di
  euro,  di  cui alla convenzione tra Regione siciliana e Siciliacque
  s.p.a.  veniva  portato in detrazione rispetto  non  solo  al  tema
  dell'asset produttivo ma anche a livelli occupazionali.
   Con  questo emendamento noi autorizziamo il dipartimento, e quindi
  l'assessorato, a risolvere la questione in via amministrativa,   in
  una  logica che in questi casi esiste pur sempre, cioè nel  momento
  in cui vengono trasferite delle strutture produttive c'è sempre una
  clausola  di  salvaguardia dei livelli occupazionali, tenuto  anche
  vieppiù  conto  che  stiamo parlando  di impianti  che  hanno  come
  valore  quello  di  continuità  del  servizio  idrico,   per   cui,
  assessore,   noi  attraverso  questo emendamento  le  chiediamo  di
  ridefinire in via amministrativa il rapporto con Siciliacque  s.p.a
  e  considerare che questi impianti possono continuare a  funzionare
  mantenendo i livelli occupazionali.

   ARANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARANCIO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   Governo,
  intervengo  per  porre anch'io l'accento su questa  situazione  che
  dura  da  troppo tempo: diversi accordi sono stati  fatti  sia  sul
  tavolo  regionale  sia  sul tavolo della Prefettura  per  risolvere
  questa questione.
   Volevo   porre   l'accento  soprattutto  sul  fatto   che   questi
  dissalatori  soprattutto  quello  di  Gela  e  l'altro   di   Porto
  Empedocle,  hanno avuto un costo,  quello di Gela  di  50  milioni,
  quindi  signor assessore, se noi non interveniamo noi  corriamo  il
  rischio  di  perderli. Attualmente il dissalatore non è nemmeno  in
  stand  by,  non  è  una macchina che anche se  la   teniamo  ferma,
  girando la chiave  riparte, se non mettiamo in funzione questi  due
  gioielli, ripeto, richiamo di perderli.
   Noi  non ci possiamo permettere di dipendere, in una Regione  dove
  la  siccità  è ciclica, per la gestione delle acque soltanto  dalle
  dighe, quindi abbiamo una necessità di integrare il sistema  con  i
  dissalatori, perché i dissalatori sono allocati soltanto a Gela e a
  Porto  Empedocle, ma diciamo che servono tutta la parte che  guarda
  il mare sia nella parte Est che nella parte Ovest.
   Quindi è importante. Noi le consegniamo, assessore, questo compito
  che  noi  riteniamo importante,  sia per la salvaguardia di  questi
  dissalatori,  sia per la salvaguardia dell'occupazione  e  non  per
  ultimo, anzi per primo, di gestire in modo adeguato la siccità  che
  potrebbe  arrivare e, soprattutto con l'approssimarsi  dell'estate,
  quando  la  siccità è più presente, di intervenire  con  una  certa
  urgenza.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   solo   una
  battuta,  perché condivido ampiamente gli interventi dell'onorevole
  Firetto e dell'onorevole Cimino.
   E'   chiaro  che  oggi  questa  apertura   del  Governo,   tramite
  l'assessore  Marino e l'assessore Bianchi,  permette di incardinare
  questo  ragionamento sul testo che va adottato entro  giugno  sulla
  riforma complessiva  della gestione del servizio idrico in Sicilia.
  Quindi,   è  un  passo  avanti  rispetto  ad  un  ragionamento  più
  complessivo e più complesso che sarà affrontato nei prossimi giorni
  e  come  diceva l'onorevole Arancio è chiaro che trattasi anche  di
  salvaguardare  degli impianti che possono essere utili  in  momenti
  che abbiamo già conosciuto come  quelli della grande siccità.
   Per  cui  se  quest'Aula  oggi   darà  voto  favorevole  a  questo
  emendamento  si costruisce un pezzo di quella che sarà  la  riforma
  complessiva della gestione del servizio idrico in Sicilia.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  45.1  così  come
  riscritto dalla Commissione.
   Il parere del Governo?

   BIANCHI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                                                                  (E'
  approvato)

   PRESIDENTE.  Lo  pongo in votazione l'articolo 45, come  emendato.
  Chi è favorevole resti seduto;  chi è contrario si alzi.
                                                                  (E'
  approvato)

   Onorevoli  colleghi,  si  passa  all'articolo  52,  in  precedenza
  accantonato.
   Comunico  che  all'articolo  52  sono  stati  presentati   diversi
  emendamenti aggiuntivi.
   Onorevole   Falcone,  la  prego,  sto  parlando   ad   adiuvandum,
  altrimenti,  nasce  la  questione  che  è  nata  ieri  a  contrario
  sull'articolo 14, per cui, in questa occasione, probabilmente, meno
  si interviene e meglio è.
   L'articolo 52 è stato esitato dalla II Commissione. Si è arrivati,
  comunque,  ad  una  definizione ed è  pronto  per  l'Aula,  quindi,
  ritengo con la relativa copertura finanziaria.
   Mi  sono  pervenuti   una  serie  di  emendamenti  aggiuntivi  che
  riguardano tutte le province della Sicilia, quindi, non interessano
  solo questa o quella provincia.
   Io propongo di porre in votazione l'articolo 52, così come è stato
  esitato  dalla  II Commissione per evitare di aprire  questioni  di
  conflittualità o di campanilismo, così come è successo  ieri  sera,
  che  non giovano ad alcuno e non portano a niente. Poi, sospenderei
  l'Aula per una riflessione

   LACCOTO. Prima deve sospenderla .

   PRESIDENTE.  Onorevole Laccoto, mi venga incontro,  per  cortesia,
  perché  lei  ha proposto, giustamente, e  condivido,  l'emendamento
  Saponara, c'è un altro emendamento dell'onorevole Caputo, un  altro
  dell'onorevole  Micciché, ci sono, quindi, problemi  di  natura  di
  carattere generale. Se poi dovessimo aprire la questione come si  è
  arrivati all'articolo 52, questo è un altro tipo di discorso,  però
  evitiamo.
   Pongo in votazione l'articolo 52. . Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevole Laccoto, serve all'economia dei lavori di quest'Aula.

   LACCOTO.  Le  vedremo  con la Tabella H le economie.  Non  passerà
  indenne  questa cosa. Metterò il Parlamento di fronte alle  proprie
  responsabilità. Finiamola con questi giochetti

   PRESIDENTE.  Non mi attribuisca alcunché, pure lei,  non  sono  né
  della  provincia  di Catania, né della provincia  di  Palermo,  non
  vorrei che poi mi si imputassero responsabilità.
   Si  passa  all'articolo 55  Interventi per il miglioramento  della
  zootecnia ,   precedentemente   accantonato,   che   non   dovrebbe
  comportare problemi.
   Comunico che è stato presentato l'emendamento 55.1, a firma  degli
  onorevoli   Alloro,  Lupo,  Gucciardi  e  Maggio,  che,   però,   è
  inammissibile, perchè riguarda un aumento di spesa.

   ALLORO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea  ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 55. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   VINCIULLO.  E' diventata una gestione domestica  Questo  è  quello
  che lei intende fare

   PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, se proprio lo vuole sapere, legga
  gli atti di ieri sera, così potrà vedere se l'onorevole Alloro, che
  un  emendamento inammissibile l'ha proprio discusso e proprio  ieri
  sera ha dichiarato che l'avrebbe ritirato.

   VINCIULLO. Signor Presidente ha fatto passare anche quello di poco
  fa

   PRESIDENTE.  Si passa all'articolo 56  Disposizione in materia  di
  attività produttive , in precedenza accantonato.
   Comunico  che  sono stati presentati dal Governo  gli  emendamenti
  56.6 e 56.5, di riscrittura del comma 6 dell'articolo 56.
   Comunico,  altresì,   che  è  stato presentato  il  subemendamento
  56.6.1 a firma degli onorevoli Rinaldi, Barbagallo ed altri.
   Sospendo la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.29, è ripresa alle ore 18.39)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,   avevamo   ripreso    l'esame
  dell'articolo  56,  che  riguarda  l'istituzione  di  un  fondo  di
  microcredito.
   La  riscrittura è stata alquanto complessa, ma non molto  potremmo
  dire,  se  riusciamo  a  intenderci,  perché  c'è  da  prendere  in
  considerazione anche un emendamento che ci riportiamo dall'articolo
  46,   a   firma   dell'onorevole  Panepinto,  dove  si   parla   di
  microcredito.

   PANEPINTO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Adesso diventa tutto più semplice.
   Si  passa all'emendamento di riscrittura del comma 6, articolo  56
  che  riguarda  la  copertura finanziaria e lo  stanziamento  di  un
  milione e mezzo di euro, a firma del Governo, il 56.5.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico  che è stato presentato un altro emendamento modificativo
  all'articolo 56, il 56.6.
   C'è stata un' ulteriore modifica per venire incontro alla celerità
  di attivare questo fondo per il microcredito.
    Al  comma  4  sostituire  le parole  con  decreto  dell'assessore
  regionale  per  l'economia' invece che  con  regolamento  regionale
  adottato  ai  sensi  dell'articolo 12, comma 4 dello  Statuto'  che
  avrebbe  posticipato  nel  tempo,  perché  per  l'adozione  di   un
  Regolamento,  occorrono  certamente  tempi  più  lunghi,  con    si
  provvede  con  decreto  del Presidente della  Regione  su  proposta
  dell'assessore  regionale  per  l'economia,   previa  delibera   di
  Giunta'.
   Comunico    che   all'emendamento   56.6   è   stato    presentato
  dall'onorevole Rinaldi ed altri il subemendamento 56.6.1, nel quale
  si  fa  riferimento   al  fondo  di cui  al  comma  2  confluiscono
  annualmente   le   somme  appositamente  versate   provenienti   da
  contributi volontari degli aderenti, dei deputati regionali,  anche
  tramite   l'Assemblea  Regionale  Siciliana ',   obiettivamente   è
  superfluo  perché si possono versare direttamente in questo  fondo,
  come  possono fare gli altri volontari aderenti, come possono  fare
  deputati,  senatori della Repubblica, i terzi o comunque chi  vuole
  donare e alimentare questo fondo.
   Pertanto,  pongo  in  votazione  il subemendamento  dell'onorevole
  Rinaldi,  il  56.6.1,  che prevede di eliminare  le  parole   anche
  tramite l'Assemblea Regionale Siciliana'.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 56.6, come modificato, col parere
  favorevole della Commissione. Chi è favorevole resti seduto; chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo   in  votazione  l'articolo  56,  come  modificato.  Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi,  penso che fino  ad  adesso  c'è  stata  solo
  qualche  piccolissima incomprensione, però ve lo dice un  deputato,
  ormai  di  esperienza di questa Assemblea, credo che si è proceduto
  abbastanza celermente.
   Siamo nella fase finale, probabilmente quella più complicata e, in
  questo momento, occorre mettere più saggezza, ognuno di noi.
    Sospendo  l'Aula,  perché  dovremmo  trattare  delle  tabelle  in
  generale,  ci  sono  anche  degli emendamenti  aggiuntivi,  c'è  la
  questione  del Ciapi, ma ancora non ho traccia di questa  legge,  a
  parte  che  doveva essere accompagnata dalla relazione tecnica,  se
  arriverà  così   come ci siamo impegnati, poniamo in  votazione  la
  soppressione  del Ciapi. C'è aperta la questione dell'articolo  35,
  ma  a tutt'ora non è pervenuta la relazione tecnica, nonostante sia
  stata  più  volte sollecitata da questa Presidenza e dal Presidente
  della Commissione  Bilancio', onorevole Dina.
    Detto questo sospendo l'Aula, avvertendo che riprenderà alle  ore
  19.30.
    Ripeto,  se si trova con un po' di saggezza un minimo di  intesa,
  penso  che  nel  più  breve tempo possibile si  possa  trovare  una
  soluzione.
    La seduta è sospesa.

        (la seduta, sospesa alle ore 18.44, è ripresa alle ore
                                20.10)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa e, su richiesta del Governo, è
  ulteriormente sospesa. sino alle 20.45.
        (la seduta, sospesa alle ore 20.11, è ripresa alle ore
                                21.35)

   Onorevoli colleghi, sospendo, ulteriormente, la seduta avvertendo
  che riprenderà alle ore 22.30.

        (la seduta, sospesa alle ore 21.36, è ripresa alle ore
                                23.25)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,   pur   non   avendo    alcuna
  responsabilità, sono io a scusarmi con voi per i continui ritardi.
   Mi  dispiace  però  che, nonostante siano passate  tantissime  ore
  rispetto  al  momento  in cui ritengo che in quest'Aula  sia  stato
  fatto  un ottimo lavoro da parte di tutto il Parlamento, alla  luce
  del sole, con le dirette - altro che streaming o via discorrendo -,
  non sono state ancora prodotte le Tabelle che dovevano accompagnare
  l'articolo 53. E da parte del Governo, impropriamente, mi  arrivano
  una  decina di emendamenti che sarebbe stati estratti dal fascicolo
  complessivo  - non so sulla base di quale criterio -  che  riguarda
  gli emendamenti presentati da tutto il Parlamento.
   Questa  è una procedura che, per dodici anni, da parlamentare,  ho
  sempre  contestato e, nel rispetto del Parlamento e del  ruolo  che
  rivesto - fino a quando lo rivesto - non intendo accettarla. Non  è
  compito del Governo selezionare quali emendamenti siano da trattare
  e  quali  non  siano  da  trattare, così come  non  è  compito  dei
  capigruppo, ma è una prerogativa di questa Presidenza, che  non  ha
  presentato nessun articolo e nessun emendamento e che si è affidata
  agli  Uffici  nel corso di questi giorni e di queste settimane.  Ed
  agli  Uffici  va il mio ringraziamento, perché domenica  erano  qua
  insieme al sottoscritto, per un certo periodo di tempo, per  alcune
  ore, per selezionare la compatibilità finanziaria e giuridica degli
  emendamenti.
   Quindi,  non  accetto  da parte di nessuno  che  mi  si  propinino
  emendamenti  estratti  da  tutti quelli che  dovevano  essere,  per
  Regolamento,  presentati  prima  in  Commissione,  valutati   nelle
  Commissioni di merito e successivamente in Aula.
   Mi  risulta che ci sia una trattativa sulla Tabella H. Escludo che
  ci  sia  un  concorso da parte - almeno mi auguro - del  Presidente
  Crocetta,  anzi  sicuramente non sarà così. Ed io sono  fermo  alla
  formulazione  che è uscita fuori dalla seconda Commissione.  Quindi
  cerchiamo di avere un po' di rispetto per noi stessi.
   Ed  allora  abbiamo  due  strade  da  percorrere:  o  iniziamo  la
  trattazione  di tutti gli emendamenti, ed è chiaro che  quelli  che
  sono  arrivati  da  parte  del Governo  non  li  tengo  neppure  in
  considerazione, oppure ci fermiamo agli articoli 53 e 54, così come
  aveva  già  deliberato, alla luce del sole, quest'Aula.  Altrimenti
  faremo  veramente le ore piccole e lo dico veramente di cuore,  per
  rispetto di tutti voi e di tutti noi per il ruolo che esercitiamo.
   Assessore Bianchi gradirei un suo intervento, e lei sa che non c'è
  riferimento diretto in quello che sto dicendo, per la massima stima
  che  nutro nei suoi confronti e per la professionalità con la quale
  ha condotto molto autorevolmente questi lavori.
   Allora, ripeto, alla presenza del Presidente Crocetta che  solo  a
  questa  Presidenza  appartiene la prerogativa  di  selezionare  gli
  emendamenti.
   Avevamo  interrotto i lavori in fase di discussione degli articoli
  53  e  54,  che  dovevano essere sistemati da  un  punto  di  vista
  tecnico.  Gli  Uffici mi dicono che in questo  momento  sono  state
  consegnate  le  Tabelle,  quindi  ci  sarebbe  un  atto  sul  quale
  lavorare, sul quale può finalmente lavorare il Parlamento.
   Ha  chiesto  di  parlare  il Presidente della  Regione,  onorevole
  Crocetta.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente, intervengo
  da parlamentare.

   PRESIDENTE.   Lei   è   Presidente  della   Regione,   perché   da
  parlamentare?

   CROCETTA,  presidente della Regione. Io intervengo da deputato  di
  questo Parlamento. E da deputato di questo Parlamento

   PRESIDENTE. Gentilmente, se si può alzare in piedi da  deputato  e
  da Presidente

   CROCETTA, presidente della Regione. Ecco, questo va bene, però  da
  deputato di questo Parlamento io pretendo il rispetto che spetta  a
  tutti  i  parlamentari.  Nessuno può insinuare  di  trattative,  mi
  auguro  che  non  sia  così, anche perché  dei  miei  comportamenti
  rispondo  io,  ed  in ogni caso gli incontri fra parlamentari  sono
  consentiti dalla legge.

   PRESIDENTE.  Non  dalle  7  alle 11 e mezzo  di  sera,  Presidente
  Crocetta

   CROCETTA,  presidente della Regione. Anche dalle 7 fino  a  domani
  mattina, e fino all'anno prossimo. Va bene?

   MUSUMECI. Questo lo può fare a casa sua

                              (Applausi)

   PRESIDENTE. E' successo per dieci anni di seguito

   CROCETTA,  presidente della Regione. Lei sta  facendo  valutazioni
  politiche  e  mi  sta impedendo di esercitare  il  mio  diritto  ad
  intervenire.

   MUSUMECI.  Si vergogni  Non ha rispetto per coloro che  non  hanno
  partecipato alla trattativa.

   CROCETTA,  presidente  della Regione. Quale trattativa,  onorevole
  Musumeci? Io non ho fatto nessuna riunione sulla Tabella H.

   PRESIDENTE. Sospendo la seduta.

    (la seduta, sospesa alle ore 23.32, è ripresa alle ore 00.08 di
                       mercoledì 1  maggio 2013)

   La seduta è ripresa.
   Onorevoli colleghi, ho - ad occhio e croce - oltre 200 emendamenti
  che sono ammissibili, presentati dai singoli parlamentari. Poi,  ne
  avrei  alcuni che sono stati selezionati, alcuni fanno parte  della
  finanziaria così come è stata esitata, faccio l'esempio del  CIAPI,
  che   comunque  ci  eravamo  impegnati  che  doveva  contenere  una
  relazione  tecnica; relazione tecnica che però non  è  sottoscritta
  così  come  prevista  dalla  legge,  mi  si  evidenzia  che  questo
  emendamento  deve  resistere  perché  tra  qualche  giorno  non  si
  saprebbe  come  pagare determinate persone, quindi si  dovrebbe  in
  qualche  modo trovare una soluzione perché il percorso che è  stato
  immaginato non ha trovato accesso.
   Allora,  su questo, ripeto, mi aspetto una condivisione  da  parte
  vostra,  perché  se  distribuisco  i  200  emendamenti  ammissibili
  significa  che noi iniziamo la discussione dei 200 emendamenti  che
  debbono  essere discussi ed, eventualmente, votati perché  comunque
  gli  uffici li hanno resi ammissibili. Altrimenti, dovrei fare  una
  selezione   di  alcuni  emendamenti  che  sono  stati  selezionati,
  probabilmente  perché  hanno una maggiore  priorità,  una  maggiore
  urgenza. Mi posso determinare sia nell'uno che nell'altro senso  ma
  non  voglio  calpestare  le prerogative e  i  diritti  dei  singoli
  parlamentari.  Possiamo  pure  scegliere  un'altra  terza  via  nel
  rispetto  di  tutti,  vedere quegli emendamenti,  stralciarne  tre,
  quattro   di   questi  che  già  hanno  avuto  un  percorso   nella
  Commissione,  trattarli e poi rinviare tutto nelle  Commissioni  di
  merito.
   Su  questo, però, gradirei sentire il parere di alcuni Capigruppo,
  sul  percorso che è più opportuno, considerata l'ora, che sia utile
  attivare. Non so se sono stato chiaro: o ammettiamo una ventina  di
  emendamenti o ne ammettiamo 220 o da parte di questi 20 emendamenti
  ne dovrò stralciare alcuni.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.   Signor  Presidente  dell'Assemblea,  Presidente   della
  Regione, assessori, onorevoli colleghi, non posso nascondere il mio
  turbamento per quello che è accaduto qualche momento fa.  E  credo,
  Presidente, che quello che è accaduto qualche momento fa ha bisogno
  di  una riflessione che però, mi rendo conto, per ragioni oggettive
  noi non possiamo svolgere questa sera, perché i siciliani aspettano
  una Finanziaria.
   Presidente, la strada noi l'abbiamo trovata e gliela riproponiamo.
  E  l'abbiamo  trovata seguendo un percorso che  è  stato  stabilito
  insieme  a  lei nella Conferenza dei Capigruppo. Abbiamo stabilito,
  in Conferenza dei Capigruppo, insieme a lei, che alla fine di tutti
  gli  articoli  e  prima  di trattare le tabelle,  i  Capigruppo  si
  sarebbero riuniti insieme al Governo che è stato rappresentato,  in
  questo  incontro,  dall'Assessore per l'Economia e  dal  Presidente
  della Regione, e nell'ambito degli emendamenti che avevano avuto un
  percorso  ne  sono  stati individuati alcuni che avremmo  inserito,
  così  come stabilito nella scorsa Conferenza dei Capigruppo, in  un
  emendamento  di sintesi che avrebbe portato e che,  a  mio  parere,
  deve portare al ritiro di tutti gli emendamenti.
   È  questa  una  soluzione di buon senso che io  le  ripropongo  in
  maniera sommessa ma ferma, perché questa soluzione potrebbe far  sì
  che  quella Finanziaria che abbiamo tutti contribuito a partire  da
  lei  a  creare  come  un norma seria e fatta  in  piena  coscienza,
  continui  ad essere tale. Questo può accadere, Presidente, soltanto
  se noi facciamo la sintesi che io le ho premesso in narrativa.
   Mi sento anche di rassegnarle un passaggio che è quello successivo
  e  che  riguarda la Tabella H, rispetto alla quale devo  dire,  per
  coscienza, non mi sarei stupito se avesse partecipato il Presidente
  della  Regione, così come nulla avrebbe avuto di strano  se  avesse
  partecipato anche lei.
   Non  avete  partecipato a questo ragionamento sulla Tabella  H  né
  lei, né il Presidente della Regione. La Tabella H è stata frutto di
  un  ragionamento che tenesse conto di una seria spending  review  e
  che,  soprattutto,  considerasse quelle  categorie  che  vanno  dai
  medullolesi  ai  ciechi,  dai sordi  a  chi  si  occupa  di  malati
  terminali,  come la SAMU e la SAMOT, ad altri enti che svolgono  un
  ruolo  imprescindibile  e  assolutamente insostituibile  in  questa
  nostra società a volte disgraziata.
   E  per  questa  ragione io credo, signor Presidente,  che  se  noi
  ritroviamo  tutti, senza primazie a partire da  chi  le  parla,  un
  momento  di  serenità, noi la soluzione l'abbiamo confezionata.  E'
  una soluzione legislativamente corretta e politicamente seria.
   Gliela sottopongo e sono convinto e auspico che chi mi seguirà tra
  i  capigruppo le proporrà la stessa soluzione. Dopodiché noi  siamo
  pronti  ad  un  confronto sereno con lei,  in  una  Conferenza  dei
  capigruppo,  qualora lei lo ritenesse; se lei non  lo  ritiene,  io
  spero  che  lei  aderisca  alla nostra richiesta,  perché  in  caso
  contrario  noi  non  potremmo aderire a nessuna delle  sue.  Saremo
  costretti  a  stare qui, perché ciascun deputato ha il  diritto  di
  sottoporre all'attenzione dell'Aula gli emendamenti che da giorni e
  settimane si sottopongono.
   Credo  che sia molto più opportuno aderire ad un lavoro che  è  il
  sacrificio  di  tutti  i capigruppo, che hanno  dovuto  prima  fare
  sintesi all'interno dei loro gruppi e poi portare questa sintesi al
  Governo, il quale doveva essere interlocutore necessario per  dirci
  se,  nell'ambito  di iniziative che volassero  sempre  alto  e  che
  riguardassero la generalità dei Siciliani, si potesse  fare  quella
  sintesi che noi abbiamo fatto.
   Gliela  offriamo, Presidente Ardizzone. La accolga come un segnale
  di buona politica, che noi in quest'Aula, tutti insieme, insieme  a
  lei  e  al Presidente della Regione, vogliamo continuare a  portare
  avanti.

   PRESIDENTE.  Se  non ho compreso male, onorevole Cordaro,  lei  mi
  dice   comunque  che  gli  emendamenti  debbono  essere   ritirati,
  correttamente, dai singoli parlamentari che li hanno presentati.

   CORDARO. Certo

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, io credo che sin dalle prime battute
  di  questa  finanziaria, sia i parlamentari di maggioranza  che  di
  minoranza,  resisi conto delle difficoltà con cui  il  Governo  era
  pervenuto  alla  redazione  di questa finanziaria,  abbiano  inteso
  svolgere un lavoro di intesa con il Governo.
   E  il Governo non si è presentato nelle Commissioni di merito e in
  quella  del Bilancio con una posizione intransigente. Ha svolto  un
  lavoro  di  apertura,  ora accettando le indicazioni  da  parte  di
  parlamentari, non facendo distinzione - devo riconoscere  -  se  di
  maggioranza  o  di  minoranza ed ha anche ritirato,  alcune  volte,
  emendamenti  che  facevano parte della A  Gov.  O  dell'A  1  Gov.,
  proprio in ragione di un forte interesse perché si trovasse, al più
  presto possibile, la sintesi.
   Abbiamo  notato  in  lei, però, una sorta di preoccupazione  -  mi
  permetto  di  dirle,  signor Presidente -  una  esagerazione  nella
  preoccupazione; perché io stesso oggi, contattandola le ho  chiesto
  di  interrompere per un'ora per prendere un boccone e mi ha  detto:
   assolutamente no  Bisogna continuare a lavorare .
   Io  non credo che se oggi avessimo interrotto per un'ora i lavori,
  ci  saremmo  trovati in difficoltà. Nella vita ci vuole anche  buon
  senso,  ragionevolezza,  e  riuscire  a  comprendere  anche  che  i
  parlamentari possono essere stanchi. E ricordo a me stesso  che  la
  Commissione Bilancio ha lavorato tre giorni, di cui gli ultimi  due
  giorni  ha  terminato i lavori alle tre di notte e  l'ultima  volta
  alle  sette di mattina. Questo perché ci rendevamo conto dei  tempi
  tecnici  e  ci rendevamo conto anche della necessità, comunque,  di
  uscire con una finanziaria che fosse la più possibile. E qui  anche
  in   Aula  si  è  ripetuto  il  percorso  e  abbiamo  lavorato  con
  ragionevolezza, con rispetto delle esigenze del Governo.  E  quello
  che  noi oggi abbiamo fatto - lo diceva stasera l'onorevole Cordaro
  ed  è  inutile  ripeterlo - era un'indicazione venuta  fuori  dalla
  riunione dei capigruppo unitamente a lei.
   Abbiamo  fatto  una  sintesi, e credo che sia  nella  facoltà  del
  Governo  di  presentare un emendamento in qualsiasi momento.  Ed  è
  chiaro  signor Presidente, perché questo ce lo insegna l'esperienza
  -  e  lei ha esperienza, credo che sia alla IV legislatura - sa che
  avrebbe dovuto formulare una richiesta per ogni emendamento  che  i
  dirigenti  di  questa  ARS  ritengono  ammissibile;  formulare   la
  richiesta   al   parlamentare    Ritira   l'emendamento? ,   e   il
  parlamentare credo che avrebbe risposto sì.
    A meno che qualcuno, non contento, voleva che l'emendamento fosse
  trattato.  Quindi, abbiamo noi svolto un lavoro di natura politica,
  e,  mi  permetto di dire, di natura regolamentare in  sintonia  con
  quella che è la prassi consolidata di questo Parlamento, e rispetto
  al  quale non trovo nulla di scandaloso. Trovo, anzi, l'operazione,
  che  noi abbiamo fatto, di buon senso e, se lei ha modo di guardare
  questo  emendamento  che  presenta il Governo,  credo  che  sia  un
  emendamento  accettabile,  sia  un  emendamento  che  non  vada  in
  controtendenza  rispetto  al  rigore  che,  fino  a  oggi,   questo
  Parlamento  ha  usato, unitamente al Governo, e vada nell'indirizzo
  di fare alcune scelte che riteniamo essenziali.
   Ora, io mi appello al buon senso di tutti noi, a lei per primo, al
  Governo,  a  noi parlamentari. Noi siamo stanchi e abbiamo,  credo,
  necessità  di  chiudere questa sessione e di chiuderla tralasciando
  l'incidente  che  è  successo poco fa,  di  cui  io  personalmente,
  conoscendo la sua esperienza e la sua presenza in questo Parlamento
  per tanti anni, lei ricorderà, certamente, che mai alcun Presidente
  di  Parlamento aveva assunto un atteggiamento così rigoroso e  così
  rigido che, personalmente, non condivido.
   Allora, voglio che lei, Presidente, stasera, mi permetto di  dire,
  ricomponga il rapporto col Parlamento, si adoperi perché il Governo
  possa  essere  messo  nelle  condizioni di  presentare,  in  questo
  Parlamento, la sintesi di un lavoro che è condiviso da tutti quanti
  e,  rispetto  a  questo,  chiudere, nel più breve  tempo  possibile
  questa  Finanziaria e questa legge di bilancio; perché, altrimenti,
  resteremmo  qui fino a domani per concludere, poi, le  stesse  cose
  che sono inserite nell'emendamento del Governo.

   FAZIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   FAZIO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, mi  dispiace,  non
  intendo  ovviamente  fare  alcuna polemica,  però  mi  dissocio  da
  quanto, effettivamente, è stato comunicato dai colleghi capigruppo.
  Per  quello che vale, sono il capogruppo del Gruppo Misto.  Capisco
  che,  bene  o male, rappresento una minoranza dei parlamentari,  ma
  non mi ci vedo né per quanto riguarda la metodologia utilizzata, né
  per il metodo utilizzato.
   Una  impressione: che le cose qui vengano dette a parole, che solo
  a  parole  si vuole che le cose cambino perché rimangano sempre  le
  stesse  cose. E' vero, nella Tabella H ci sono cose importantissime
  che  i siciliani sicuramente aspettano, ma ci sono tante altre cose
  poco  serie  e  meno importanti; credo che non sia  giusto  che  la
  collettività, che il Parlamento attenzioni queste cose.
   Non    ritengo,   così   come   effettivamente   è   stato   fatto
  precedentemente,  che si sia data conferma sulla volontà  di  voler
  cambiare le cose. E, poiché tocco con mano che qui le cose qualcuno
  non  le vuole cambiare affatto, le anticipo che lascerò l'Aula.  La
  ringrazio,  Presidente, ma non intendo, ovviamente,  far  parte  di
  questa decisione.

   GUCCIARDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  io  credo  che
  l'interesse  della  Sicilia, dei siciliani e la nobiltà  di  queste
  istituzioni  parlamentari si impongano, anche questa sera,  con  la
  fisiologica  stanchezza  che è dentro ognuno  di  noi,  si  imponga
  sobrietà e buon senso.
   Per  cui,  conoscendo,   signor Presidente,  il  suo  senso  delle
  istituzioni  sono  certo  che  presto  il  momento  di  turbolenza,
  all'interno  di  questo  Parlamento, sarà  superato  e  si  tornerà
  esattamente come si è lavorato nelle settimane e nei mesi scorsi.
   In  Conferenza  dei capigruppo, ieri,  avevamo stabilito  insieme,
  alla  sua  presenza, un percorso ed è il percorso che ha illustrato
  l'onorevole  Cordaro.  La  necessità  di  riconoscere  a  tutti   i
  parlamentari, come spesso mi capita di dire da questa tribuna,  che
  il  senso  di responsabilità e grande attaccamento alle istituzioni
  hanno  mostrato in questa difficile e faticosa sessione di bilancio
  e   di  legge  finanziaria,  abbiamo  stabilito  un  percorso   che
  consentisse  nel rispetto dei regolamenti,  ma anche  nel  rispetto
  della dignità di ogni Gruppo parlamentare, di portare a termine una
  buona finanziaria per la quale prime le Commissioni di merito,  poi
  la  Commissione   Bilancio   e adesso l'Aula  hanno  contribuito  a
  migliorare e a costuirla nell'interesse del popolo siciliano.
   Per  cui,  ritengo che occorra che il Parlamento esamini  i  testi
  contenuti  nel maxi emendamento, concordato dai Capigruppo  con  il
  Governo  e  ritengo che, alla luce del sole, e come ho esortato  in
  passato  e  come  faccio anche questa sera, a tutti  i  membri  del
  Governo  regionale,  ma  non  ci sarebbe  la  necessità  perché  lo
  farebbero  comunque,  per  quelle contribuzioni  che  per  attività
  meritorie,  qualcuna è stata ricordata, dall'assistenza  ai  malati
  terminali di cancro, alla assistenza ai ciechi, ai sordi e comunque
  ai  soggetti  bisognosi di questa terra, alle attività culturali  e
  sportive  che lì sono contenute, dico al Governo, e il Governo   lo
  saprà  fare certamente con autorevolezza ed efficacia, di  svolgere
  un  controllo ancora più forte, più pressante, più efficace che nel
  passato,   affinché  ogni  euro  che  dell'erario  pubblico   viene
  utilizzato per le iniziative deliberate che questo Parlamento vorrà
  deliberare, possano essere spesi nel modo migliore e nell'interesse
  del popolo siciliano.
   Certamente,  il Regolamento prima di tutto, signor Presidente,  le
  regole   prima  di  tutto   Quindi,  tutti  gli  altri  emendamenti
  presentati  legittimamente presentati dai  deputati  è  chiaro  che
  dovranno  essere  ritirati e, come sussurrava qualche  parlamentare
  poco fa, dovranno essere ritirati, ovviamente, con il consenso  del
  deputato proponente.

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,   in
  questo   clima  di  grande  necessaria  riproposizione   di   clima
  costruttivo  e  spirito  anche di grande  rispetto  e  impegno  che
  sicuramente  non possono rappresentare momenti che, abbiamo  visto,
  non sicuramente positivi.
   Ognuno può essere portatore di proprie posizioni, di propri  punti
  di  vista, signor Presidente, ma nel rispetto di comportamenti  che
  devono essere innanzitutto a salvaguardia della istituzione che noi
  rappresentiamo  e  poi  anche  in  un  ruolo  di  grande  senso  di
  responsabilità che dobbiamo con i fatti dimostrare.
   La  buona  politica, ritengo, è una condizione che vede ognuno  di
  noi  attraverso l'esempio e non attraverso i proclami o  attraverso
  le  considerazioni che nei momenti concreti e nei fatti quotidiani,
  poi, diventano cosa diversa.
     Il  confronto propositivo che abbiamo portato avanti anche  come
  forza  di  opposizione  con il percorso fin qui  seguito  prima  in
  Commissione  e,  poi,  in  Aula sia per  il  bilancio  che  per  la
  finanziaria,  ha  visto  un atteggiamento di  grande  disponibilità
  all'impegno,   a   seguire   le   indicazioni   della    Presidenza
  dell'Assemblea  perché  i  lavori si  rendessero  più  efficaci  ed
  efficienti  e  perché,  anche in questo senso,  ognuno  di  noi  ha
  ritenuto  di  poter contribuire in maniera seria  a  quello  che  è
  l'elemento  caratterizzante della vita amministrativa della  nostra
  Regione siciliana attraverso il bilancio e la finanziaria.
   Le  problematiche  che,  poi,  vengono  evidenziate  e  che  hanno
  determinato  momento di tensione, ritengo che dobbiamo  in  maniera
  chiara,   alla   luce   del   sole,   rappresentarle   cosi    come
  sostanzialmente esse sono.
   Il  concetto di una attività che porta attraverso le riunioni  dei
  Capigruppo  ed  anche  le proposte che tendono  a  semplificare  la
  procedura,  ad  accorciare i tempi di questa  nostra  attività  che
  diventano  sempre più lunghi, ha visto la necessità  concordata  da
  tutti  i Gruppi parlamentari, e con il Presidente dell'Assemblea  e
  con  il  Governo, di poter pensare anche ad una selezione di alcuni
  emendamenti  che  andassero ad essere un  momento  riepilogativo  o
  comunque  un'ipotesi  di lavoro che portasse a  questo  momento  di
  sintesi.
   Così  come anche l'altra favola metropolitana che assume contorni,
  a  mio  avviso, sempre più negativi ma che, nei fatti,  abbiamo  il
  dovere di dire che esistono le condizioni perché la famosa  Tabella
  H',  nella sostanza, così come può avere momenti di negatività,  ha
  anche un'importanza per quelle che sono le attività, che ognuno  di
  noi   ritengo,   analizzandole  attentamente,  pensa   di   poterle
  sostenere. Sono stati citati dai colleghi che mi hanno preceduto le
  varie  iniziative  nobili,  dagli interventi  nel  sociale,  con  i
  ciechi,   agli   interventi  sulla  sanità,  agli  interventi   sul
  volontariato, agli interventi sullo sport, e così via dicendo.
   Sicuramente,  è  stato precisato che esiste una procedura  sancita
  dalla norma che vede una rendicontazione, che vede la necessità  di
  potere  fare ulteriori verifiche e se vogliamo anche la possibilità
  di  incrementare questo modello di verifica che potrebbe  diventare
  ancor più meglio e rigoroso. Allora, davanti a questo ragionamento,
  ritengo che dobbiamo riprendere un percorso che ha visto fin qui  i
  lavori  di questa Aula, portare a dei risultati nella direzione  di
  un   concreto  atto  amministrativo  che  vede  la  possibilità  di
  concludere questa fase.
   Se errori, durante questo percorso, sono stati commessi, ognuno di
  noi  ha  il  dovere di evidenziarli da una parte e di  far  sì  che
  possano esserci momenti propositivi che determinino un consenso, un
  clima  costruttivo e perché no un rispetto delle istituzioni perchè
  questo dobbiamo dimostrare con i nostri fatti.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, intanto vi è stata distribuita  la
  riscrittura  del  comma 1 dell'articolo 53.Gov. Questa  riscrittura
  comporta  -  pregherei un po' di attenzione -, con  l'elenco  tutto
  allegato  che  viene meno la prima scrittura fatta dal  Governo  e,
  quindi,  vengono  meno i numerosissimi emendamenti  presentati  dal
  parlamentari.
   Per  cui, se accogliamo questa riscrittura, di fatto, vengono meno
  tutti gli emendamenti.
   Questo per chiarezza.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Cancelleri. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  riguardo  la
  possibilità di trattare gli emendamenti in forma ristretta, abbiamo
  deciso  che  può andare bene e, poi, lascio ai singoli parlamentari
  del mio Gruppo, quella volontà di ritirarli o meno.
   Comunque, è condivisa anche perché gli emendamenti sono molti e da
  parte nostra sono stati inseriti quelli che ci interessavano di più
  e  non per nostra volontà o contrattazione, ma semplicemente perché
  il  Governo li ha ritenuti meritevoli di inserirli all'interno  del
  maxiemendamento.
   Per quanto riguarda, invece, le modalità della tabella H, sono qua
  a  dire che siamo assolutamente favorevoli a finanziare enti che si
  occupano  di  sociale, enti che si occupano di quei cittadini  che,
  spesso, una politica miope ha reso cittadini di serie B, non  dando
  loro la possibilità di avere una vita normale.
   A  quei cittadini, i sordi, i ciechi, a tutte quelle associazioni,
  enti  o fondazioni che si occupano della loro salvaguardia e  della
  loro tutela, ovviamente, noi siamo favorevoli.
   Non  ci  trova,  invece,  d'accordo, l'ovvietà  di  prendere  come
  esempio  la  tabella  del 2012 per andare a realizzare  un  taglio,
  perché  come attività parlamentare, come singoli deputati,  avremmo
  voluto  avere  la  possibilità di andare a controllare  l'effettiva
  capacità  di queste associazioni, enti o fondazioni che si occupano
  di  cultura,  di  sport  e di tutte quelle attività  che  non  sono
  connesse  alle attività sociali ed alla salvaguardia dei cittadini,
  per  capire  se  sono  delle associazioni, enti  o  fondazioni  che
  realmente spendono i soldi dei cittadini in maniera molto seria.
   Questo è il problema, veda caro presidente Ardizzone, quando  noi,
  probabilmente,   non  voteremo  questa  tabella  H.  Probabilmente,
  voteremo contro questa tabella H, ma non perché siamo contro e  non
  si azzardi nessuno a dire che siamo contro le persone disagiate che
  vengono coperte, perché lì ci siamo e ci saremo sempre.
   Siamo contro, invece, quella logica che prende questa tabella e la
  dà  per buona, senza dare la possibilità ad alcuno dei parlamentari
  in   Aula  di  andare  a  vagliare  e  di  andare  a  sindacare  la
  possibilità, la veridicità, la reale esistenza o semplicemente,  la
  possibilità  di  spendere  o  meno  i  soldi  da  parte  di  queste
  associazioni.
   Noi  a questa logica non ci stiamo. E' da tanto tempo che si sente
  parlare  di tabella H, da anni e ogni anno si grida allo  scandalo.
  Mi  sarei aspettato da questo Parlamento siciliano, per una  volta,
  un  lancio  di  stile,  un'inversione di rotta  rispetto  a  questa
  situazione e, invece, siamo arrivati all'ultimo minuto, di nuovo  a
  riproporre lo stesso identico copione.
   E'  per questo che a nome del Gruppo parlamentare Movimento Cinque
  Stelle, voteremo contro la tabella H.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Sammartino.  Ne  ha
  facoltà.

   SAMMARTINO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
  Governo, onorevoli colleghi, condivido pienamente quanto detto  fin
  qui dai miei colleghi.
   Vorrei  ritrovare un attimo la serenità in questo  Parlamento  per
  potere riaffrontare, come in questi giorni nella massima serietà  e
  nel  massimo rigore da lei condotto, fino ad oggi, in questa  Aula,
  una  legge  finanziaria  che  veda l'approdo  in  un  momento  così
  difficile per la nostra terra.
   Signor  Presidente,  un  plauso va  fatto  al  Governo  regionale,
  all'assessore  Bianchi, al Presidente della  Regione  per  come  ci
  hanno  accompagni, insieme a lei, in questo percorso dettato  dalle
  varie Conferenze dei Capigruppo, fino all'ultima di ieri, che ci ha
  visto condividere un percorso di sintesi tra le forze politiche che
  rappresentano l'intero Parlamento.
   Sono  pienamente convinto che un documento di sintesi,  che  possa
  rappresentare tutte le forze politiche, sia quello più  auspicabile
  e  che permetta, nella dignità di ogni singolo parlamentare, Questo
  per chiarezza.di affrontare e concludere questa legge finanziaria.
   Non  voglio  entrare nel merito dei toni che può succedere  quando
  nel clima di tensione scaturiscono e ci fanno perdere il tempo e la
  battuta  di  questa  legge  finanziaria,  auspico  però  a   questo
  Parlamento  e a lei, signor Presidente, che si ritorni  a  lavorare
  nella  piena  serenità e nel pieno rigore delle istituzioni  e  nel
  pieno  rispetto  delle nostre figure, di tutti  i  nostri  colleghi
  parlamentari.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Malafarina.  Ne  ha
  facoltà.

   MALAFARINA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   poco   fa
  colleghi  più  anziani e sicuramente più esperti di  me  davano  il
  senso  compiuto di questa finanziaria affermando che mai in passato
  si  era  avuto un atteggiamento così tanto condiviso e  così  tanto
  responsabile  dell'Assemblea  regionale  per  dare  i  tempi  e  le
  modalità  di una finanziaria, di un atto legislativo indispensabile
  per il futuro stesso della Sicilia.
   Si  sono  raccolte tutte le fila di un discorso  che  vede  questa
  Regione   fortemente   sacrificata  da  un  deficit   assolutamente
  rilevante  che  ha dato anche poche possibilità, al  momento,  allo
  sviluppo  che  mi auguro possa anche essere oggetto  di  interventi
  fortemente positivi.
   Abbiamo lavorato con serietà e serenità e, forse, questa sera, per
  un'eccessiva  stanchezza dovuta ad uno stress  prolungato,  abbiamo
  smarrito  per  un  attimo  quello  che  è  stato  un  atteggiamento
  estremamente  positivo  perché  si è  trasformata  un'occasione  di
  scontro,  invece, in un'occasione assolutamente produttiva  che  ha
  dato delle risposte alle esigenze dei siciliani.
   Mi  dispiace  che  in  quest'Aula si  sia  accusato  Presidente  e
  deputati di aver mercanteggiato su una tabella H che molti  di  noi
  neanche  conoscono  per  non  averla  mai  vista  e  per  la  quale
  sicuramente  non  hanno  operato nessun  mercanteggiamento.  E'  un
  vulnus  che si è creato all'immagine di questo Parlamento e  vorrei
  che  chi  ha  partecipato  fattivamente a quella  riunione  potesse
  affermare, in piena coscienza ed in piena libertà di pensiero,  che
  non ci sono stati mercanteggiamenti e che non ce ne saranno.
   Sarà  proposta dal Movimento del Megafono, appena terminata questa
  sessione di bilancio, l'abolizione di questa famigerata tabella H e
  la  totale  revisione  degli enti annessi a finanziamento  con  una
  predisposizione di criteri estremamente rigidi per evitare  che  si
  possa sospettare da parte della pubblica opinione il perpetuarsi di
  schemi che non ci appartengono più e che non condividiamo.
   La  fretta,  purtroppo,  è  una  pessima  consigliera  e  dobbiamo
  adeguarci ai tempi imposti della finanziaria. Vorrei solo ricordare
  alla  pubblica  opinione, non al Parlamento, che  la  tabella  H  è
  soggetta a tutte le autorizzazioni, a tutte le previsioni di  legge
  e  a  tutte  le rendicontazioni, che questo Parlamento ha ereditato
  una  tabella  già predefinita - in parte impugnata dal  Commissario
  dello Stato lo scorso anno - e sulla quale non è stato possibile  o
  non sarà possibile nessun altro intervento se non quello di operare
  dei tagli consistenti, scesi da 650 milioni di euro di qualche anno
  addietro  ai  25  milioni di euro attuali. Credo  sia  la  migliore
  dimostrazione della serietà di comportamenti che questo Parlamento,
  ritengo, stia adottando.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Cimino,  ne  ha
  facoltà.

   CIMINO. Signor Presidente, il mio intervento è stato in parte  ben
  evidenziato dall'onorevole Malafarina.
   Vorrei  ribadire  come  la Tabella H che impropriamente  chiamiamo
  Tabella  H sia una tabella di associazioni, istituzioni, fondazioni
  storiche di questa Assemblea che sono soggette alla rendicontazione
  degli  uffici,  dei dipartimenti, dell'Assessorato beni  culturali,
  dell'Assessorato alla Presidenza, dell'Assessorato turismo.
   Di  fatto,  le  Commissioni legislative hanno tutto  il  potere  e
  l'opportunità  di sentire, richiedere gli atti delle iniziative  di
  queste  Fondazioni  che  nel tempo hanno sempre  dato  lustro  alla
  nostra Regione.
   A   me   piace,  in  questa  sede,  essere  fra  i  deputati,   in
  controtendenza,   rispetto  a  chi  vuole  fare  diventare   queste
  istituzioni,  queste fondazioni come strutture volute e  sostenute,
  per  chissà  quale  ragione  parlamentare,  come  delle  iniziative
  soggette a trattative.
   Nella  mia  esperienza decennale posso dirvi che non vi  sono  mai
  stati  nuovi  inserimenti,  sono  istituzioni  storiche  di  questa
  Assemblea,  che  tanti  parlamentari  conoscono  perché  hanno   la
  possibilità  di  partecipare  alle  iniziative  di  assistenza,  di
  cultura e di impegno che queste strutture svolgono.
   Ho  il  piacere  di  dire  che sono a favore  della  Tabella   H',
  sostengo questo tipo di strumento che dà la possibilità alla nostra
  Regione,  ancora  oggi,  di  avere queste  istituzioni  nel  nostro
  territorio  come  la   Fondazione Buttitta',  come  la   Fondazione
  Sciascia',  come il  Centro studi Luigi Pirandello' e  tante  altre
  strutture  che  sono  presenti  e che,  oltre  a  quelle  ricordate
  dall'onorevole Cordaro, nell'ambito della sanità, svolgono un ruolo
  importante nella nostra Amministrazione e rispetto a chi, quando si
  parla di Tabella  H', preferisce nascondersi facendo pensare chissà
  di   quale  tipo  di  iniziativa  si  tratta,  invito,  i  colleghi
  parlamentari, nelle Commissioni di merito ed anche con i  dirigenti
  generali degli Assessorati ad approfondire queste strutture e -  se
  possibile - potere potenziare queste istituzioni perché la  Sicilia
  ne ha bisogno.

   SORBELLO.  Signor Presidente, stiamo parlando dell'articolo  53  o
  dell'articolo 54? Ci sono interventi sull'articolo 54.

   PRESIDENTE.  Intanto  continuano  ad  arrivare  emendamenti   che,
  chiarisco, sono inammissibili.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Grasso. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  anche
  per  rivendicare  il ruolo che ho svolto e che intendo  svolgere  e
  voglio continuare a svolgere in questo Parlamento.
   Per  alcuni istanti si è smarrito il senso di questo ruolo e si  è
  arrecata anche un'offesa al ruolo di deputato.
   E'  stato  detto, ho letto su un giornale on line, che i  deputati
  stavano trattando la Tabella  H'. Siccome anche io facevo parte  di
  quella riunione ma era una Conferenza di capi gruppo, per stabilire
  e  vedere quale era l'ordine dei lavori, così come concordato nella
  Conferenza di ieri, questo è un messaggio che non voglio che passi,
  e che mi disturba.
   Premesso  che  non avevo e non ho alcun interesse a  sostenere  la
  tabella  H, anch'io inizialmente,  provocatoriamente, ho presentato
  alcuni  emendamenti, ero fra quei deputati che volevano addirittura
  la soppressione degli  ex articoli 53-54. Mi è stato detto che sono
  enti  storici, che non potevano essere modificati, allora, a questo
  punto  dico, chiedo, spero e auspico, che ci sia un controllo delle
  Commissioni  legislative, che nel caso in  cui  vengano  finanziati
  appunto questi enti, alcuni dei quali meritevoli, soprattutto tutti
  quelli relativi al sociale, alla cultura, allo sport, che ci sia un
  controllo serio.
   Auspico  che  dopo questa finanziaria si faccia una  nuova  norma,
  perché  è  brutto  che  passi  un messaggio,  in  un  momento  così
  difficile,  in  un  momento in cui tutti siamo  stati  impegnati  a
  cercare  di  alleviare  quelle  che  sono  le  problematiche   Pip,
  articolisti  e quanto altro si voglia e, soprattutto, da  parte  di
  chi  è  rimasta  un  po'  delusa perché  si  aspettava  che  questa
  finanziaria avesse, facesse qualcosa di più per lo sviluppo, per  i
  comuni  e  quant'altro, sentirsi dire di avere partecipato  ad  una
  riunione  dove si trattava non so che cosa e non si è  trattato  di
  nulla  è per me offensivo anche per il lavoro e per il modo in  cui
  lo  svolgo,  ma non solo credo per me ma anche per i  colleghi  che
  erano presenti alla riunione.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a  parlare l'onorevole Venturino.  Ne  ha
  facoltà.

   VENTURINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio  sarà  un
  intervento  molto  breve  perché vista  l'ora  non  è  il  caso  di
  dilungarsi.
   E' chiaro che il mio capogruppo si è già espresso circa quello che
  sarà  il  comportamento del Movimento Cinque Stelle,  relativamente
  alla  Tabella  H,  però per proseguire un po' sulla  scia  iniziata
  dall'onorevole  Cimino,  voglio ricordare  che  il  problema  della
  Tabella  H è stato più volte dibattuto in V Commissione, e  proprio
  perché  per  noi, neofiti della politica, la Tabella  H  ha  sempre
  rappresentato  una sorta di mistero dal quale, negli anni  passati,
  più  volte,  qualcuno  ha  attinto per  favorire  ora  questa,  ora
  un'altra organizzazione o teatrale o fondazione musicale quello che
  volete,  più volte in Commissione si è discusso e si è arrivati  ad
  una  conclusione - l'ultima volta anche in presenza  dell'assessore
  Stancheris  che si trovava con noi - e, se ricordo bene, Assessore,
  in  quella  circostanza, personalmente, ho fatto mettere a  verbale
  che  questa situazione relativamente alla tabella H, non poteva più
  andare  avanti  e che bisognava semmai cominciare  ad  adottare  un
  metodo diverso.
   Noi  più volte abbiamo detto che già in Sicilia esiste una  legge,
  fin  troppo  chiara, su come gestire i fondi per quanto riguarda  i
  contribuiti  ad  attività teatrali e musicali, e mi riferisco  alla
  legge  11  del  2010, che è stata poco applicata, molto  disattesa,
  tanto  è  vero  che  in  una delle diverse  Commissioni  dove  sono
  intervenute  anche  le fondazioni, a perorare giustamente  la  loro
  causa,  perché qui si sappia, onorevole Cimino, nessuno è contrario
  a  finanziare  attività culturali, la nostra è una terra  l'abbiamo
  detto   più  volte,  in  particolar  modo  in  Commissione,  votata
  sicuramente  al turismo, alla cultura, ed è da lì che, secondo  me,
  secondo  noi  del  Movimento 5 Stelle, deve ripartire  il  riscatto
  economico.
   Il problema è un altro, è semplicemente andare a regolamentare,  a
  normare  in  maniera  chiara quello che è un settore  che  dovrebbe
  diventare  il  volano  dell'economia, per cui  mi  ricordo  in  una
  Commissione, ad un certo punto, sottolineata la presenza di  questa
  legge,  alcuni  dei  presenti in dice di non avere  visto,  di  non
  sapere  di una circolare e, ad un certo punto, spunta una circolare
  che diceva di questa legge.
   Se  ricordo,  Assessore,  noi l'altra  volta  in  Commissione,  in
  presenza  del  nostro Presidente Marcello Greco, si è detto  perché
  non  pensare ad una gestione diversa finalmente di questi fondi,  e
  cioè  fare un fondo unico, e quando queste fondazioni, associazioni
  presenteranno   dei   progetti,  con   un   respiro   quinquennale,
  accompagnato  da  una  pianta organica che spiega  esattamente  chi
  sono, cosa percepiscono, cosa fanno, ed eventualmente sulla base di
  una  dichiarazione  di intenti dal punto di vista  progettuale,  ma
  anche  una  dichiarazione di trasparenza dal punto di  vista  delle
  gestioni  delle  risorse economiche, poi, affidare  un  contributo,
  contributo  che,  se ricorda in quella Commissione,  fu  detto  può
  essere erogato sulla base di obiettivi raggiunti. Cosa vuole  dire:
  introdurre un modo nuovo di lavorare le fondazioni, che non possono
  pensare,  ad  oggi,  di continuare ad esistere  solo  e  grazie  ai
  contributi dell'Assemblea regionale. Sono le Fondazioni che  devono
  farsi  carico  anche di una capacità gestionale che, ad  oggi,  non
  hanno mai dimostrato.
   Ecco  perché  siamo contrari alla tabella  H così come  è,  perché
  ancora una volta non si fa altro che erogare del denaro, per carità
  ci  sarà  anche del buono, anzi c'è tanto buono in mezzo  a  queste
  associazioni,  ma  ce  ne  sono tante  altre  che  vivono  così  di
  sussidio.
   E'  arrivato il momento, come diceva prima l'onorevole Grasso,  in
  un  momento  di  grande  difficoltà  economica,  che  anche  queste
  organizzazioni si facciano carico di alcune responsabilità  e  poi,
  ovviamente,    laddove   diventa   necessario,   intervenire    per
  implementare  queste  attività che spero  comincino  ad  avere  una
  ricaduta economica e culturale sul territorio dove insistono.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Giacinto.  Ne  ha
  facoltà.

   DI  GIACINTO. Signor Presidente, credo che dopo 48 ore continue di
  lavoro in Aula siamo un po' tutti stanchi, per cui ci può stare che
  l'Aula esca un po' fuori di sé, finalmente però abbiamo trovato  la
  serenità  con  cui abbiamo lavorato anche gli altri giorni,  sembra
  così, in Aula e non mi stranizzo che in una riunione dei Capigruppo
  allargata  a tutti i Capigruppo di maggioranza e di opposizione  si
  sia  tentato  di fare una sintesi rispetto a tutti gli  emendamenti
  aggiuntivi;  ciò  doveva servire a fare prima ed a  chiudere  prima
  stanotte la finanziaria, purtroppo, abbiamo capito adesso che non è
  così,  mi  auguro  che  ritorniamo a ciò che avevamo  deciso  nella
  riunione dei Capigruppo rispetto a questa sintesi.
   Rispetto  alla  ex tabella H, vorrei precisare che  il  presidente
  della  Regione  non  ha partecipato ad alcuna riunione  rispetto  a
  questa tabella H, era a cena e, quindi, non ha partecipato a quella
  riunione.
   Però, vorrei dire in questa Aula, che stasera non possiamo buttare
  la  tabella  H,  perché ci sono tante iniziative importanti,  tante
  iniziative  che  vanno  premiate e, quindi,  non  possiamo  buttare
  l'acqua sporca con tutto il bambino.
   Certo   troviamo  soluzioni  per  come  controllare  questi  enti,
  troviamo  soluzioni  per  come gestiscono questo  denaro  pubblico,
  ebbene,  questa è un'altra storia, però buttare l'acqua sporca  con
  tutto il bambino, per quanto ci riguarda, non lo condividiamo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Gianni.  Ne  ha
  facoltà.

   GIANNI.  Signor  Presidente,  Presidente  della  Regione,  signori
  assessori,  onorevoli colleghi, certo l'ora  è  tarda,  ciò  che  è
  successo  ieri sera e questa sera ci deve fare riflettere,  ma  ciò
  che  sta  accadendo  di  cui  siamo,  in  questo  momento,  attenti
  osservatori, è che chi ha composto questa tabella, questo  articolo
  53 del Governo, ha le idee molto chiare. Ha ridistribuito una serie
  di  somme  in  tutti  i  teatri  della Sicilia,  Catania,  Messina,
  Palermo,  ha addirittura aumentato una serie di risorse  in  alcuni
  teatri,  non  ha trovato il tempo di verificare che c'è  il  teatro
  greco  di  Siracusa che è l'unico teatro greco al  mondo  al  quale
  viene   addirittura   ridotto  questo  miserabile,   oggettivamente
  miserabile,  contributo che si voleva dare per gestire qualcosa  di
  veramente eccezionale.
   Si  danno  soldi a tutte le università, non si trova il tempo,  il
  denaro,  la  possibilità di dare 200 mila  euro  per  fare  partire
  l'unica Accademia superiore di arte drammatica di Sicilia, che è  a
  Siracusa. 40 mila euro, non so per fare che cosa
   Si  continua  imperterriti a schiaffeggiare tutti  i  deputati  di
  quest'Aula  con  questa pantomima di riunione dei Capigruppo  o  di
   capi pastore  per cercare esclusivamente di fare gli interessi  di
  qualcuno o di qualcosa.

           (Assume la Presidenza il Vicepresidente Pogliese)

   Si  è voluto bocciare l'emendamento che prevedeva un intervento di
  500 mila euro per il Teatro di Siracusa, che ci sono voluti 50 anni
  per  costruirlo. Finalmente la città può avere questo Teatro ma gli
  mancano  i  suppellettili e gli arredamenti e  non  si  trovano  le
  risorse  perché  abbiamo purtroppo mille cose che ci  impongono  di
  penalizzare qualche provincia a favore di altre.
   Eppure,  l'altro  giorno  siamo stati oggetto  di  ragionamenti  a
  proposito  di province, c'erano i PIP di Palermo ed io sono  felice
  che  siano  stati  risolti  i problemi.  Abbiamo  affrontato  mille
  problemi, le risorse per Messina, per Catania, però mi pare  strano
  che non si trovano le risorse per la legge speciale di Ortigia, per
  il  Teatro  comunale di Siracusa, per il Teatro greco  di  Siracusa
  dopo  che  da  tre  anni questa Assemblea approva delle  leggi  per
  pagare  gli interessi di quelli che sono stati messi fuori da  casa
  per il terremoto ad Augusta.
   Io  non  so chi ha formulato questo articolo 53, ma devo dire  con
  estrema  franchezza che trovo sia vergognoso, dopo ore  ed  ore  di
  attesa  a bivaccare, mentre alcuni amici al bar si facevano  questo
  articolato che lascia molto perplessi e preoccupati. Se questa è la
  misura,  assessore Sgarlata, lei dovrà spiegare che cosa  ha  fatto
  lei   per  Siracusa,  se  è  riuscita  o  non  a  difendere  questi
  emendamenti  che  erano  stati proposti e preposti,  perché  questo
  porta  la  firma del Governo e quindi anche la Sua e dell'Assessore
  al turismo.

           (Riassume la Presidenza il Presidente Ardizzone)

   Signor  Presidente,  voglio  capire  se  queste  ore  che  abbiamo
  trascorso  felicemente passeggiando e bivaccando possono  avere  un
  qualche suggerimento da parte di qualcuno, per farmi capire chi  ha
  scritto  cosa,  quali  sono le motivazioni,  i  criteri  che  hanno
  portato ad aumentare alcune risorse ad alcuni teatri e ad azzerarne
  altre.  Perché  altrimenti,  signor Presidente,  credo  che  questa
  Assemblea  sia stata spogliata, e mi dispiace perché lei,  fino  ad
  oggi,  ha  gestito in maniera eccellente, alla luce del  sole,  con
  grande trasparenza, con forza, a volte anche andando allo scontro.
   Quello  che sta avvenendo stasera è la notte più buia degli ultimi
  20  anni  della politica regionale. Signor Presidente, la invito  a
  riprendere  le  redini  di questa Assemblea  e  a  ridare  ad  ogni
  deputato  l'autorità e l'autorevolezza che gli  compone  ed  impone
  anche lo Statuto di questa Sicilia.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Sorbello.  Ne  ha
  facoltà.

   SORBELLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace  che
  non  è  presente  il Presidente della Regione, né  l'assessore  per
  l'economia, qui disquisiamo da più di due ore per questa tabella H.
  Nei   fatti   dovremmo   approfondire  questo   nuovo   emendamento
  dell'articolato del 53 Gov, dove sono state rimodulate,  presidente
  Dina,  tutta una serie di somme che sicuramente vanno a stravolgere
  il lavoro che la Commissione aveva fatto fino a venerdì notte.
   Pertanto il mio invito è di approfondire quelle che sono state  le
  somme  appostate  su  questo articolo 53, che sono  di  gran  lunga
  superiori ai 25 milioni della Tabella H.
   La tabella H seguirà, a mio avviso, il suo percorso per quest'anno
  perché,  a  tempi  scaduti,  non possiamo  minimamente  pensare  di
  rivoluzionare quelle che sono le aspettative di quelle  realtà  che
  operano  nel  territorio siciliano e dove sicuramente  andremmo  ad
  intaccare le finalità, gli obiettivi e l'occupazione.
   L'intervento  che mi appresto a fare è relativo  a  queste  somme,
  perché  se  c'è  stato trasversalismo, se c'è stata riunione,  dove
  ritengo che il Presidente della Regione non ha partecipato, è stato
  proprio sull'accordo di questo articolo 53 e di questo emendamento.
   Siccome   ci  sono  molti  soddisfatti  in  quest'Aula   e   molti
  insoddisfatti, io penso che si dovrà chiarire nei prossimi  minuti,
  nel  tempo a venire quello che è successo intorno a questo articolo
  53.
   Dopodiché,  per la tabella H, e su questo è chiamata in  causa  la
  Commissione,  perché  ritengo  che  c'è  stato  uno  stravolgimento
  rispetto alle previsioni dell'articolo 53.

   DINA,  presidente della Commissione e relatore di maggioranza.  Si
  può fare un emendamento.

   SORBELLO. E' tutto emendato, è tutto in diminuzione, le somme sono
  state stravolte, voi avrete sicuramente meglio di me tutti i numeri
  rispetto a venerdì notte e di quelle che si propongono ora.
   Giustamente  legittimi, ma qualcuno dovrà  spiegare  in  che  cosa
  consiste questa rimodulazione, se è attinente alle finalità che  si
  era prefisso fino a venerdì notte, se è attinenti alle finalità  di
  ogni gruppo politico presente in questo Parlamento.
   Per cui preferirei attenermi scrupolosamente a quelle che sono  le
  indicazioni  del Governo con questo emendamento per poi  passare  e
  intervenire  sull'articolo 54 e la tabella H, a cui  non  possiamo,
  nessuno  può pensare di lasciare una pausa per quanto riguarda  gli
  interventi e le finalità di tutte le realtà presenti nel territorio
  siciliano.

   FONTANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FONTANA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   non   avevo
  intenzione  di  intervenire, ma un rapido sguardo a questo  elenco,
  peraltro abbastanza lungo e articolato e quindi è difficile  vedere
  e  controllare tutte le voci, mi sono accorto, purtroppo,  che  c'è
  una defaillance per me molto grave.
   Capisco  che  nei  momenti di difficoltà,  soprattutto  in  questo
  momento dove le risorse scarseggiano, ognuno tira la coperta  dalla
  propria  parte  e quindi rischia di coprire una parte  e  scoprirne
  un'altra.
   Mi  rendo pure conto della distribuzione delle risorse alle  varie
  istituzioni,   che  io  giudico  tutte  istituzioni  che   meritano
  rispetto, dalle attività teatrali ad altre attività, però guardando
  una  voce - mi rivolgo all'assessore per l'economia e all'assessore
  alla  funzione pubblica - che sapevo pure essere stata trattata  in
  Commissione, avendo avuto assicurazioni in questo senso,  vedo  che
  il  CERISDI  non  ha  un  euro.  Avete azzerato  un'istituzione  di
  grandissimo  prestigio, un'istituzione che ha 25  anni  di  storia,
  un'istituzione che è nata per l'alta formazione e che  è  diventata
  punto di riferimento di tutta l'area del Mediterraneo, dove ci sono
  tante   persone  che  lavorano  da  anni  con  grande  capacità   e
  professionalità.  Francamente mi stupisce molto  questa  vicenda  e
  sono amareggiato. Il mio Capogruppo ha già preparato un emendamento
  ed io sono convinto che la sensibilità di questo Governo sarà tanta
  e  tale  che porrà rimedio, perché credo sia stata una svista,  non
  credo  che volutamente si sia voluto uccidere una istituzione  così
  importante, che ha una tradizione e una storia.
   Io  sono stato Presidente della Provincia per 10 anni e sono fiero
  di  essere  stato socio di questo ente. Ho partecipato  assieme  ad
  altre  istituzioni, sono stato socio ed ogni anno versavo la  quota
  perché  ci  ho  creduto, ci credevo e continuo a credere  a  questo
  istituto, per cui spero che veramente si possa rimediare  a  questa
  grave defaillance che io considero veramente negativa.
   Mi  auguro  che, per rimediare, si possano trovare almeno  500mila
  euro.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Turano.  Ne  ha
  facoltà.

   TURANO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ci sono  argomenti
  che  fanno passare tutta la stanchezza del mondo, nonostante  siamo
  tutti  un po' presi da una fatica incredibile. Però, quando non  ci
  sono ragionevolezza e buon senso, seppur ci sia uno spirito di vera
  appartenenza, non si può fare un passo indietro.
   Assessore  Marino,  mi segua e raccolga il mio  accorato  appello.
  Dove  dobbiamo mettere l'asticella dell'indignazione? A che altezza
  dobbiamo   posizionare   cose  che  poi   diventano   indigeribili?
  L'emendamento del Governo - on. Malafarina, non la vedo  -   tratta
  una  serie  di  temi e fa una serie di riduzioni, ed io  ne  voglio
  citare  una  a  caso:   Fondo  di solidarietà  per  le  vittime  di
  richieste estorsive: stanziamento zero .
   Qualcuno  potrebbe  dire  che ci sono anche  fondi  nazionali  che
  intervengono all'uopo.
   Sì.  Ma  dov'è  il  segnale politico? Diamo  450  mila  euro  alle
  associazioni che fanno una legittima battaglia alla mafia  ma  alle
  vittime non diamo niente.
   Signor Presidente, noi dobbiamo cercare una sintesi politica,  una
  sintesi risolutiva dei veri problemi delle persone. Dobbiamo essere
  attenti  ai  problemi  dei territori dove,  per  esempio,  ci  sono
  alluvionati  che non hanno una casa, tanto quanto altri  territori.
  Io  credo  che  ancora  ci sono sordi che non vogliono  sentire,  e
  vorrei capire cosa ha il Governo da dire quando leva interamente la
  copertura  finanziaria a sostegno delle vittime  dell'usura  e  del
  racket.
   Io  questo non sono disponibile a farlo passare, e vorrei  che  ci
  fosse un poco di attenzione, anche se credo che non ci sarà, perché
  in  quest'Aula  si  deve sempre prendere atto  del  voto  dell'Aula
  stessa, si può vincere e si può perdere, ma per le battaglie giuste
  non ci si ferma, poi si esce sconfitti ma con l'onore delle armi  a
  testa  alta ed io credo che l'argomento che ho indicato  è  uno  di
  quelli che debba necessariamente portare alla riflessione.
   Ho fatto un esempio soltanto, più tardi ne farò un altro.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Turano, se lo ritiene  può  presentare  un
  subemendamento su questa vicenda.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Raia. Ne ha facoltà.

   RAIA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  dando  un'occhiata
  all'articolo  53  GOV,  la riscrittura che  ha  presentato  ora  il
  Governo, sono andata a guardare alcuni articoli. Certamente avremmo
  voluto avere più tempo per cercare di capire com'era composto tutto
  l'articolato, però il tempo non è dalla nostra parte e, del  resto,
  se  avessimo  avuto più tempo probabilmente lo avremmo avuto  anche
  per  esaminare  gli  emendamenti aggiuntivi  che  noi  parlamentari
  abbiamo presentato già da più di quarantotto ore. Se avessimo avuto
  tempo   ,sicuramente  questa  Presidenza  ci   poteva   mettere   a
  disposizione una lettura un po' più approfondita di questi temi.
   Vedo  che ci sono dei tagli su alcuni capitoli che mi stanno molto
  a  cuore,  come il capitolo 377314, relativo al teatro  Stabile  di
  Catania e il capitolo 377316, che parla del teatro Massimo Vincenzo
  Bellini  di  Catania. Capisco tutto, capisco i  momenti  di  crisi,
  capisco   che  bisogna  procedere  a  tagli,  capisco  che  bisogna
  raschiare  veramente il barile, però credo anche che un Governo  si
  distingue  dalla capacità di dare degli indirizzi e di incidere  su
  alcune scelte. Ritengo che la cultura sia una di queste scelte  che
  il  Governo, a mio avviso, doveva fare, soprattutto per alcuni Enti
  importanti.   Dico   questo  perché  negli   anni   precedenti,   e
  precisamente l'anno scorso, proprio il Teatro Stabile ha  avuto  un
  taglio del trentaquattro per cento, mentre altri lo hanno avuto del
  quindici, e quest'anno continua ad avere un taglio oltre  la  media
  normale  perché nell'allegato tecnico della previsione di  Governo,
  presentato quest'anno, il Teatro Stabile aveva accanto una cifra di
  due milioni e duecento mila euro mentre ora, nella riscrittura,  ci
  sono un milione novecentoventitre mila euro, quindi ulteriori tagli
  che  pregiudicheranno anche il mantenimento del personale  in  quel
  Teatro.
   Ora  capisco tutto, però qui si è sempre detto che la  cosa  della
  quale  non si deve parlare assolutamente è intaccare la possibilità
  che  la  gente possa essere licenziata o comunque messa  fuori  dal
  mondo del lavoro. Qui si sta parlando di questo.
   Questo  vale  per  il  Teatro Stabile  -  avevo  presentato  degli
  emendamenti assieme ad altri parlamentari - ma la stessa cosa  vale
  per  il  Bellini, che è l'unico ente regionale tra gli enti  lirici
  siciliani  che dipende principalmente, e sottolineo principalmente,
  dal  finanziamento  regionale.  Allora  credo  proprio  questo  che
  bisognerebbe tenere conto di questo fatto, non tanto sono d'accordo
  con  il Presidente quando dice che bisogna utilizzare molto i fondi
  europei per la cultura e sono d'accordo, ma utilizzare ora i  fondi
  europei per la programmazione credo che siamo andati oltre,  perché
  la  programmazione già si è fatta e si è fatta con i soldi che sono
  stati impegnati nel 2012, pensare ora di potere utilizzare le somme
  europee  mi  sembra alquanto complicato mentre si  sta  andando  ad
  incidere sulle cose attuali.
   Allora, siccome il mio è un intervento a futura memoria, perché di
  questo  si  tratta,  visto  che non c'è nessuna  possibilità,  dico
  semplicemente  che  noi  stiamo  facendo  un  torto  a   due   enti
  importanti,  di  cui  uno  ha  anche il  bilancio  certificato  che
  probabilmente nessun altro ente siciliano ha.
   Allora  bisogna attenzionare in maniera puntuale le  cose  che  si
  fanno e soprattutto - ripeto - per quanto riguarda il Bellini e  lo
  Stabile  credo  che  il  Governo  dovrebbe  porre  un  po'  più  di
  attenzione.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, vi invito  a  contenere  i  tempi
  degli  interventi.  Onorevole  Raia,  lei  ha  la  possibilità   di
  presentare emendamenti, così come stanno facendo numerosissimi  sui
  colleghi, a dimostrazione che la sintesi va fatta in aula.

   LEANZA. E' un giochetto che non funziona.

   PRESIDENTE. Onorevole Leanza, mi sembra si sta alterando lei. Stia
  calmo,  stia  sereno. Dia la possibilità a tutti i parlamentari  di
  esprimersi.

   MILAZZO. Sommergeremo l'Aula di emendamenti.

   PRESIDENTE  . Lo so. Ma date la possibilità a tutti i parlamentari
  di esprimersi.

   CORDARO. Ma qual è il suo guadagno?

   PRESIDENTE. Sa qual è il mio guadagno? Onorevole Cordaro, che sono
  a  posto con la mia coscienza pensando che in queste Tabelle non ho
  assolutamente niente.

   CORDARO.  Perché  noi che cosa abbiamo? Lei sta facendo  diventare
  quest'Aula un mercato.
   Lei sta facendo scempio di quest'Aula.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare l'onorevole  Cirone.  Ne  ha
  facoltà.

   CIRONE.  Signor  Presidente,  assessori,  onorevoli  colleghi,   è
  complicato  intervenire  in questo clima un  po'  nervoso,  un  po'
  stanco  di fine giornata. E' complicato perché c'è molto non detto,
  ognuno  di  noi sta cercando di tenere a freno anche  pensieri  che
  facilmente prenderebbero il sopravvento, perché in fondo, alla fine
  di  questo  lungo  percorso  che ha riguardato  il  bilancio  e  la
  finanziaria,  ciascuno  di noi, deputato o  deputata  che  sia,  si
  ritrova  con una sorta di amaro in bocca, nel senso che tutto  quel
  lavoro  che  è stato fatto nelle Commissioni di merito,  lavoro  di
  selezione,  di  approfondimento, di confronto, è stato  sottoposto,
  nel  corso  di  un  lungo periodo, ad un tale sommovimento  per  il
  quale,  alla  fine,  ci siamo ritrovati a dovere anche  rinunciare,
  come  stasera molti di noi stanno facendo, a sostenere con forza  e
  convinzione  proposte  che ritenevamo utili e  interessanti  per  i
  nostri cittadini.
   Io  sono sicuramente tra questi. Ho guardato con l'attenzione  che
  potevo  riservargli, visto che il documento è  stato  offerto  alla
  nostra attenzione in zona  Cesarini , questa riscrittura del  comma
  1  dell'articolo 53, che assegna somme congrue, molto significative
  ed  importanti a una serie di leggi di spesa, a tutta una serie  di
  centri,  a  tutta  una serie di istituti ed istituzioni  meritevoli
  certamente di essere presi in attenzione. E certamente anche  a  me
  non  sono  sfuggite  alcune lacune, alcune  manchevolezze.  Non  le
  voglio  citare  tutte  perché correrei il rischio  di  dimenticarne
  molte  ma, per esempio, vedo che c'è una assenza di attenzione  nei
  confronti  delle  attività  musicali.  Si  è  parlato  di  attività
  teatrali,  di teatri, ed è giusto che sia così, ma per esempio  non
  c'è attenzione, tranne che per l'Orchestra Sinfonica Siciliana, per
  attività musicali che pure tanta parte sono del nostro territorio e
  per l'interesse che suscitano nella nostra collettività.
   Ma  non  è  solo il tema delle attività musicali che  mi  colpisce
  quanto  una disattenzione che al di là della specificità presso  la
  quale io l'ho indirizzata, mi pare una dimenticanza grave nel senso
  che segna proprio un distacco tra questa Istituzione e la Comunità.
   Signor Presidente, quando si continua con ostinazione a saltare un
  diritto  che  è  maturato per legge per i  cittadini,  e  a  questi
  cittadini,  per anni, non si dà risposta - e adesso  racconterò  il
  caso  -  questa  è  secondo me una riprova di  una  difficoltà  che
  abbiamo  come  Parlamento  ad interpretare  i  diritti  dei  nostri
  cittadini.  Mi  riferisco ad un caso che è comune a  tre  province,
  Catania, Siracusa e Ragusa e che risale al 1990, data del terremoto
  di  Santa  Lucia.  Una legge stabilisce che quei cittadini  che  si
  trovino  con  la casa  sgarrupata , possono avere dei contributi  e
  possono  pagare  i mutui ottenuti con ritardo, garantendo  che  gli
  interessi  maturati  su  quei mutui saranno poi  corrisposti  dalla
  stessa legge regionale e quindi dalla Regione.
   Ebbene, sono passati 23 anni, quei cittadini si sono aggiustati la
  casa,  hanno  quasi finito di pagare il mutuo, e gli è rimasto  sul
  groppone,  per  l'insipienza  di questa Amministrazione  regionale,
  tutta  la  mole degli interessi maturati. Io sono qui a  richiedere
  ancora  una  volta  tale diritto, e l'ho fatto con  un  emendamento
  presentato  ed approvato in Commissione Territorio e Ambiente,  poi
  preso  in considerazione in Commissione Bilancio ed arrivato infine
  su questi scranni.
   Sono  qui  per difendere gli interessi di quei cittadini che  sono
  stati  calpestati. La cifra è irrilevante rispetto ai  400  milioni
  circa, che vengono inseriti nella norma dell'articolo 53. La  cifra
  è  irrilevante ma è simbolicamente significativo il dato che per 23
  anni questi cittadini vengono dimenticati.
   Personalmente  ritengo  che questo sia un errore,  un  errore  del
  quale  bisogna  chiedere scusa e che, se si fosse in  tempo,  credo
  dovremmo cercare di ripianare.
   Al  di  là del caso in sé che può riguardare l'impegno e il lavoro
  mio  di  parlamentare, credo che la mia voce debba  servire  a  far
  sentire  qui  più vicini quei cittadini, al punto  da  ritenere  di
  doversi fidare di questa istituzione regionale

   MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, guardando
  questa  tabella si evince il grande sforzo del Governo,  si  evince
  che  il Governo di questa Regione - sarà documentato su altre cose,
  non  lo  metto in dubbio - però sicuramente non conosce il CERISDI.
  Un'eccellenza come il CERISDI viene ad essere mortificata  con  una
  sequenza   di  zeri,  ed  è  mortificante  per  questa   Assemblea.
  Presentare  una  proposta del genere per fare  morire  il  CERISDI,
  un'eccellenza  non  per  Palermo  ma  per  questa  Regione,  è  una
  vergogna.
   Signor   Presidente,  meglio  di  me  parlerà  l'onorevole  Caputo
  rispetto  al  fondo anti racket, ma voglio continuare  per  esempio
  sulle  somme  che il Governo ha erogato alle aziende private,  alle
  autolinee  extra urbane in concessione, pari a zero. Per  le  spese
  per  la  realizzazione e la manutenzione di centri di  recupero  di
  primo   soccorso  sono  stanziati  4  mila  euro.   Sarebbe   stato
  preferibile zero, sarebbe stato più corretto, più educato.  Per  la
  manutenzione  di  immobili, piste carrabili,  recinzioni,  sorgive,
  serbatoi   di  impianti  di  adduzione  e  distribuzione   relativa
  all'approvvigionamento idrico ci sono 10 mila euro.
   Io  ho  avuto modo di parlare con i colleghi del Movimento  cinque
  stelle  che  proponevano  un aumento - non  dico  che  cosa  perché
  ruberei loro la proposta - ed io mi permettevo di suggerire, poiché
  ritengo  che sia un movimento serio, che porta avanti battaglie  su
  cui  crede  legittimamente e rispettabilmente, io mi permettevo  di
  parlare  con  i  colleghi  dicendo loro di  proporre  su  che  cosa
  destinarli. Ecco, 10 mila euro per realizzare tutto quello  che  io
  ho elencato. Ora, o siamo alle svendite, Presidente, forse le cave,
  prendendo atto dell'aumento che noi abbiamo messo, per provocazione
  regaleranno il materiale. Quindi ci sarà un abbattimento dei costi.
   Quando invece si parla di politica, come contributi agli organismi
  teatrali,  per compagnie teatrali private, contributi in favore  di
  soggetti  che svolgono attività e diffusione del teatro dei  pupi,e
  lo  avete visto, la piazza era piena stamattina degli operatori dei
  teatri  dei  pupi, che chiedono a gran voce che questo settore  sia
  garantito,  leggo le cifre 150 mila euro, 110 mila euro,  150  mila
  euro, tutto ad un tratto le somme quando si tratta di gestirle  poi
  da un unico settore aumentano.

   ANSELMO. Stiamo parlando di cinque mila operatori del settore.

   MILAZZO GIUSEPPE. Non ha importanza, spiegatemi se al CERISDI  non
  ci lavorano pure persone.

   ANSELMO. Il CERISDI è stato tutelato in Commissioni Bilancio.

   MILAZZO GIUSEPPE. Non è così, lo presentate con zero euro,  non  è
  vivo con zero euro.

   CAPUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, credo  che
  una  amministrazione, una Giunta di Governo si misura dalla qualità
  dei provvedimenti, non certamente dalle declamazioni, né certamente
  dalle interviste.
   Ci  sono  provvedimenti  che hanno una valenza  che  travalica  le
  parole.  Questa è una Giunta guidata da un Presidente della Regione
  che  è  uno  dei  simboli dell'antimafia siciliana e nazionale,  un
  sindaco  che  ha  fatto dell'azione antimafia la stessa  esistenza.
  Abbiamo  in Giunta un magistrato, Marino, che è stato impegnato  in
  prima fila nella lotta contro la mafia in territori molto delicati.
  Abbiamo   l'assessore  Linda  Banchieri,  che  rappresenta   quella
  Confindustria che ha deciso di non piegarsi davanti alla mafia,  ma
  addirittura  di denunciare i condizionamenti mafiosi per  la  prima
  volta  in  Sicilia,  in  Italia espellendo dall'organizzazione  gli
  imprenditori  che  pagavano e non denunziavano.  Onore  e  vanto  e
  orgoglio della Sicilia, la dottoressa Lucia Borsellino.
   Quindi  credo  che sia una Giunta che da sola rappresenta  -  devo
  dire  in  maniera plastica, con nome, cognome e storie personali  -
  quanto  di  meglio ci può essere sul piano della legalità  e  della
  lotta intransigente contro la mafia.
   Però poi Presidente e assessore Marino, rischiamo che tutto questo
  patrimonio enorme venga dissipato con la logica dei numeri.  Signor
  assessore  per  la  famiglia, le politiche  sociali  e  il  lavoro,
  dottoressa  Valenti,  oggi ho incontrato un  mio  amico  che  stimo
  molto,  Natale  Giunta,  perché oggi è stato  arrestato  il  quinto
  mafioso  che  lo  aveva  sottoposto  a  pressioni  estorsive  senza
  precedenti, e sono andato a trovarlo per complimentarmi con  questo
  imprenditore che ha denunciato i mafiosi.
   E allora, in un momento in cui noi chiediamo un cambiamento- forti
  di un Governo legittimato da un'antimafia vissuta, e non parolaia -
  in una Terra in cui cominciamo a respirare l'aria del cambiamento -
  perché  sono più gli imprenditori che denunziano rispetto a  quelli
  che  abbassano  gli  occhi  e  ingrassano  i  mafiosi  -  noi  come
  rispondiamo  per  garantire  questo  vento  di  trasparenza  e   di
  ribellione  civile? Mettendo 34 mila euro sul fondo per le  vittime
  delle  estorsioni,  signor  Presidente. assessore  Marino,  non  ci
  siamo.
   Avere  un  magistrato in Giunta che ha combattuto  la  mafia,  che
  chissà  quante volte avrà detto agli imprenditori  denunciate,  che
  lo  Stato vi tutela , e poi stanziare 34 mila euro per il fondo  di
  solidarietà per le vittime delle estorsioni, non è coerente. Signor
  Presidente,  cosa  direbbe lei oggi ad un  imprenditore   denuncia,
  perché lo Stato ti sarà vicino  con 34 mila euro?
   Quanti  milioni  stiamo dilapidando su iniziative  che  non  hanno
  nessuna  valenza  concreta  in Sicilia  all'indirizzo  della  lotta
  contro  la  mafia, in una Terra dove ogni giorno vengono  arrestate
  decine  di mafiosi, perché continua a fare delle estorsioni l'anima
  di  approvvigionamento delle famiglie mafiose  del  territorio  per
  pagare i carcerati e per pagare le famiglie dei carcerati fuori.
   E  noi  con  quali segnali rispondiamo? Dando 36 mila  euro  -  34
  prima, 36 nella pagina successiva - agli imprenditori che subiscono
  danni,  cioè  a  quelli  che  bruciano  aziende,  che  bruciano  le
  saracinesche, che ci mettono il lucchetto nei portoni, che vanno  a
  bruciare  le  macchine, che ci vanno a incendiare i capannoni;  noi
  rispondiamo con 36 mila euro.
   Ma   quante   sagre  stiamo  finanziando?  Quanti   soldi   stiamo
  sperperando?
   Assessore  Luca  Marino,  dottoressa  Linda  Vancheri,   lei   che
  rappresenta  l'organizzazione  degli  imprenditori,  io  credo  che
  queste  cifre  mortificano  la  Sicilia,  mortificano  il  Governo,
  mortificano il Parlamento, e non fanno giustizia alle vostre storie
  personali,  alle vostre battaglie personali, alle vostre  battaglie
  familiari, alle vostre battaglie istituzionali.

   GIANNI. Signor Presidente, chiedo di rispettare i tempi.

   CAPUTO. Lasci stare il tempo  Lei dovrebbe vergognarsi  Che chiede
  tempo  su  queste  cose?  Lasci stare  i  teatri,  lasci  stare  le
  associazioni   Su queste cose lei non deve chiedere il  tempo   Lei
  dovrebbe  intervenire al mio posto e ripetere le stesse  cose,  lei
  dovrebbe  salire  qui  e ripetere le stesse  cose  al  Governo,  al
  Presidente e al Parlamento  Vi dovreste veramente mortificare, date
  un segnale negativo a questa Sicilia
   I  soldi li state buttando su cose che non danno nessun segnale, e
  io  mi  auguro  che  il Governo faccia propri gli  emendamenti  che
  abbiamo presentato. Ma non per questo o per quel politico, non  per
  questo  o  per  quel partito, ma per una Sicilia che ha  deciso  di
  ribellarsi  alla  mafia  e ha necessità e il  dovere  di  avere  il
  sostegno del Governo e del Parlamento siciliano, con 34 mila euro.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  al parlare l'onorevole  Leanza.  Ne  ha
  facoltà.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io mi rivolgo a Lei
  Presidente  Ardizzone e mi faccio una domanda: a chi  giova  questo
  suo atteggiamento?
   Da  circa  venti giorni si lavora seriamente a questo Bilancio,  e
  lei  ha  dato  un  impulso serio. Ha consentito e  ha  garantito  a
  quest'Aula  di  lavorare  tranquillamente e  serenamente,  ha  dato
  spazio alle Commissioni di merito di approfondire le questioni.  Si
  è  riunita  la  Commissione Bilancio per  notti  e  notti,  facendo
  tantissime   audizioni,  alla  presenza  di   cinquanta,   sessanta
  Parlamentari che sono intervenuti tutti, perché tutti volevano dare
  un contributo.
   Non  abbiamo  capito  a chi giova il suo atteggiamento.  Ha  fatto
  sforare in un dibattito sterile come quello a cui abbiamo assistito
  poco  fa.  Ci vuole portare allo sfinimento, alla fine ci dirà  che
  non  c'è  la  sintesi. Ma a chi giova? Qual è il suo atteggiamento?
  Giova  alla Sicilia? Vuole delegittimare i Parlamentari?  Solo  lei
  sarà stato bravo? E' un problema di vanità? Non lo capisco. Non  lo
  capisco, perché lei è stato un ottimo Presidente fino adesso.
   Io  l'ho  votata  Presidente, perché  pensavo  che  lei  fosse  un
  Presidente di tutti, e soprattutto fosse un Presidente normale, che
  significa  evitare tutte le discussioni che stasera hanno  umiliato
  questo   Parlamento.  Lei  sta  continuando  una  sceneggiata   che
  francamente, da quello scranno non ci aspettavamo.
   Ora  io  le  chiedo, c'è un assessore che ha lavorato  in  maniera
  seria  e  convinta,  c'è un Presidente della Regione  che  è  stato
  presente, cosa rarissima, noi due lo sappiamo, in quest'Aula quando
  si  trattava  del  Bilancio, c'è un Parlamento alle  tre  di  notte
  presente  e convinto di dare un proprio contributo. La domanda  che
  mi pongo e che le pongo: a chi giova questo suo atteggiamento?
   Se  non  vuole  fare votare il maxi emendamento che  lei  nel  suo
  studio, con i capigruppo, ha determinato e ha indicato il percorso.
  E   il  maxi  emendamento  per  la  prima  volta  è  un  mini  maxi
  emendamento,  grazie assessore Bianchi, diciassette punti,  sedici,
  diciotto,  quelli  che  sono. Il minimo indispensabile.  In  questo
  posto arrivavano maxi emendamenti di duecento commi.
   Ripartiamo  dalla lancetta dell'orologio alle ore  sette.  Fino  a
  quel momento era stato impeccabile Presidente Ardizzone. Aveva dato
  grande  dignità a questo Parlamento, aveva consentito un  dibattito
  non  lungo,  ma  importante, vero, serio. E allora  io  le  domando
  ancora una volta: a chi giova? Perché sta facendo tutto questo?
   Noi  vogliamo un Presidente dell'Assemblea che faccia in pieno  il
  proprio  dovere  come  lei  l'ha fatto alle  sette  di  pomeriggio.
  Ritorni  ad  essere  quel  Presidente  che  abbiamo  apprezzato   e
  cerchiamo di chiudere questa finanziaria.
   Per  la prima volta in Commissione Bilancio passa un bilancio  con
  un  saldo  negativo,  cioè  di uscita di novecentonovantanove  mila
  euro.  L'unico  emendamento  approvato  era  del  mitico  onorevole
  Vinciullo:  mille  euro  per  le medaglie.  Non  era  mai  successo
  Presidente Ardizzone, perché il Governo ha tenuto forte e perché  i
  parlamentari  hanno capito non che la coperta  era  corta,  che  la
  coperta non c'è più. C'è stato un grande senso di responsabilità.
   Signor  Presidente, le chiedo, e glielo chiedo sommessamente,  con
  molto  rispetto,  perché lei è la massima  carica  qua  dentro,  di
  ritornare ad essere quello delle sette, delle diciannove e  trenta.
  Ripartiamo dal punto in cui ci siamo lasciati, con grande senso  di
  responsabilità, chi deve fare un passo indietro lo faccia,  ma  non
  dimentichi  mai  che  in quest'Aula e fuori, fino  ad  oggi,  si  è
  lavorato alla luce del sole, perché anche la stessa Conferenza  dei
  Capigruppo  o  anche  la  stessa riunione che  prima  guarda  caso,
  Presidente Ardizzone, c'era stata per la tabella H nell'ufficio del
  suo Capo di Gabinetto, poi ci siamo spostati in un altro posto.
   Sono stato chiamato dal mio Capogruppo per andare nell'ufficio del
  suo Capo di Gabinetto, si stava discutendo di tabella H. Quello che
  Le  chiedo,  a  chi  giova  tutto  questo?  Ritorni  ad  essere  il
  Presidente di prima e sarà un Presidente apprezzato.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Di Giacomo.  Ne  ha
  facoltà.

   DIGIACOMO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  nel   dolce
  dialetto  di  quella parte della Sicilia bellissima  che  sono  gli
  Iblei  c'è un vecchio adagio che recita:  ne manciammu u scieccu  e
  n'impiciu  a  cuda . Cioè abbiamo ingoiato l'asino e alla  fine  la
  coda è rimasta fuori.
   Signor  Presidente,  ma il Governo pensava  di  potere  presentare
  questa  riscrittura  senza che tutto questo  ponesse  dei  problemi
  all'Aula?  A  me  dispiace  avere fatto questo  ultimo  intervento,
  probabilmente  sarebbe dovuto essere il primo, e se ci  sono  state
  operazioni  del  genere su questo emendamento  che  è  firmato  dal
  Governo, Presidente, io sono un istituzionalista convinto, questo è
  un  emendamento  presentato  dal  Governo.  E'  buona  pratica,   e
  l'attribuisco solamente alla stanchezza perché l'assessore  Bianchi
  ha fatto un eccellente lavoro, si è dimostrata persona preparata  e
  di  temperamento,  ma non presentare una bomba  atomica  di  questo
  genere  con una relazione articolata, anche per dare delle risposte
  ad  alcune  osservazioni fatte da parlamentari anche di  non  lunga
  esperienza, che hanno travisato alcune parti, credo che  sia  stato
  un  errore imperdonabile. Ed è stato un errore imperdonabile  anche
  da  parte  del  Governo  valutare insieme a  quattro,  cinque,  sei
  persone,  anche  se  sono i Capogruppo, in  quest'Aula  per  storia
  antica  si  riuniscono e producono un documento, questo  non  è  un
  viatico per un'acclamazione nell'Aula. Quindi, abbiamo fatto  tutti
  quanti una sequela di errori imperdonabili.
   Prima di passare ad altro, il Governo nell'illustrare la tabella H
  ritiene  di  procedere  in  questo modo? O  ritiene  di  illustrare
  preventivamente  quali  sono state le ragioni  che  hanno  ispirato
  queste  operazioni forti? Quindi, io vi prego di ricondurci un  po'
  tutti quanti al senso di responsabilità e prego anche il Governo  e
  l'Assessore Bianchi - assessore io ho tessuto le sue lodi,  ma  lei
  ha  sbagliato a presentare questo emendamento però, non si presenta
  così.  Questa  è  stata  una bomba atomica buttata  nell'Aula.  Lei
  doveva relazionare, non è modo questo di presentare un documento di
  questo  genere.  Non è modo. Ora, io le suggerisco per  i  prossimi
  provvedimenti  di fare una relazione, perché questo  è  buttare  un
  pezzo di pane tra cani famelici e non è giusto né nel suo ruolo, né
  nel nostro.

   PRESIDENTE. Comunico che abbiamo concluso la discussione  generale
  sull'articolo  53.  Sono  stati presentati numerosi  emendamenti  e
  nella qualità di Presidente dell'Assemblea regionale siciliana sono
  più  che contento di avere dato la possibilità, seppure all'una  di
  notte,  quando  sono  arrivati gli atti,  ma  per  carità  non  per
  responsabilità   del   Governo,  questo  per  chiarimento,   perché
  l'intervento che ha fatto l'onorevole Di Giacomo io nel corso degli
  anni  in  precedenza l'ho fatto per dieci anni di  seguito,  e  non
  posso dimenticare di avere fatto il semplice parlamentare.
   Sulla  base di questa esperienza mi era doveroso nei confronti  di
  tutti  i  colleghi,  nei  confronti di tutti  e  novanta,  dare  la
  possibilità  che  si esaminassero gli atti e che si  esprimesse  un
  voto convintamente.
   Questo  è  stato  il  mio atteggiamento, non altro  e  di  questo,
  consentitemi, ne vado più che fiero.
   Allora,  sono stati presentati diversi emendamenti al 53 gov,  che
  chiaramente   tolgono  su  una  tabella  e  aumentano   su   altre.
  Chiaramente non posso dare la parola più perché siamo in votazione,
  cercherò di sintetizzare io.
   Onorevole  Di  Giacomo,  lei ha sollevato un'altra  questione,  la
  cosiddetta  H.  E'  di  tutta evidenza che  nella  tabella  H  sono
  contenuti dei finanziamenti che hanno la priorità assoluta: ciechi,
  sordomuti,  attività culturali, per carità. E' impegno  d'onore  di
  questa  Presidenza, e su questo invito se c'è in  circolazione  una
  tabella H, che venga diffusa e che venga esaminata. Siccome anch'io
  non sono in possesso di questa tabella H, con la massima chiarezza,
  ho il dovere questo di riferirlo.
   E'   stata  depositata  agli  Uffici  dell'Assemblea,  ho  qui  il
  Segretario generale, quindi verifichiamo subito.
   E poi non c'è bisogno di dare alcuna spiegazione, ma non credo che
  sia  stato  mai  concordato  nel mio ufficio  alcuna  riunione  per
  emendamenti, né subemendamenti, né maxiemendamenti.

   PRESIDENTE.   Vi   stanno  per  distribuire  i   sub   emendamenti
  all'emendamento 53 gov.
   Onorevoli  colleghi,  stiamo procedendo con il  primo  blocco.  Il
  53Gov.16  e il   53Gov.1 sono identici. Attenzione, lo stanziamento
  cambia,  quindi nel più c'è il meno. Votiamo il primo,  perché  uno
  preleva 350 migliaia di euro.
  Abbiamo tre subemendamenti che riguardano il CoRFiLaC. Iniziamo  da
  quello che prevede l'aumento maggiore a firma Cancelleri.

   BIANCHI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BIANCHI,  assessore per l'economia. Signor Presidente, Mi  premeva
  fare  una dichiarazione prima di cominciare ad analizzare i singoli
  emendamenti.
   Il   lavoro  che  abbiamo  svolto,  come  sapete,  è  stato  molto
  complesso.  Avevamo  degli  obiettivi  di  finanza  pubblica  molto
  stretti che ci hanno costretto a intervenire con il bisturi, e  non
  certo  con  l'accetta,  in  maniera selettiva  ragionando  su  ogni
  singolo  capitolo per cercare di arrivare ad un equilibrio  che  il
  Governo  ritiene  accettabile rispetto agli  obiettivi  di  finanza
  pubblica.
   Questo  mi  induce  a ritenere, anche alla luce della  visione  ai
  primi emendamenti, ad esempio, che ben tre primi orientamenti vanno
  tutti  ad  aggravare  sullo stesso medesimo  capitolo  di  bilancio
  relativo  alle  calamità naturali, dove potete  immaginare  che  la
  somma  di  diversi emendamenti che insistono sullo stesso  capitolo
  possa determinare uno squilibrio della finanziaria.
   Quindi,   pur   ritenendo   che  molti   di   questi   emendamenti
  probabilmente abbiano certamente un proprio valore, ritengo che  la
  difficoltà a cominciare a mettere insieme un puzzle in cui tutte le
  tessere si spostano, possa determinare veramente una sottodotazione
  di  capitoli fondamentali che rischiano di incidere su  stipendi  e
  salari.
   Noi  riteniamo  che il lavoro svolto, anche in collaborazione  con
  gli  altri Assessori, rappresenti un punto di partenza e quindi  il
  nostro  orientamento  è di dare parere contrario  agli  emendamenti
  alla tabella 53.

   PANEPINTO. Chiede di parlare.

   ASSENZA. Anch'io chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Lei  vuole  intervenire?  Aspetti,  si   è   discusso
  ampiamente,  sono  stato pure contestato quasi ci  fosse  un  retro
  pensiero.

               (proteste da parte dell'onorevole Alloro)

   PRESIDENTE.   Onorevole   Alloro,  mi  rendo   conto   che   siamo
  probabilmente tutti stanchi, ma obiettivamente lei è  stato  sempre
  misurato  nei  giudizi e negli interventi però la procedura  non  è
  questa.  Le darò la parola in via eccezionale, perché quando  siamo
  in  fase  di  bilancio  è  stata data la discussione  di  carattere
  generale   sul   GOV  53  intendendo  anche  la   discussione   sui
  subemendamenti.
   E' chiaro che, onorevole Alloro, non sono stati a disposizione dei
  tempi  giusti  e  opportuni, però mi scusi, lei non può  attribuire
  questa  responsabilità  alla  Presidenza,  altrimenti  ci  dovremmo
  pentire  di  avere  seguito un discorso che era quello  di  rendere
  l'Aula il più edotto possibile.
   Le  darò  la  parola, però non possiamo dare la parola,  però  non
  possiamo dare la parola su ogni subemendamento.
   Onorevole  Panepinto,  ha facoltà di parlare.

   PANEPINTO. Signor Presidente io non tedierò quest'Aula per più  di
  un  minuto.  Però,  francamente ormai alle ore  2.10,  nel  leggere
  questo emendamento, con tutto il rispetto dovuto  a chi lo firma, e
  nella proposta di spostare una posta di bilancio a un'altra, c'è il
  segnale  forse della stanchezza. Non si può immaginare di  togliere
  ad  una università che avrà i contributi statali  - stiamo parlando
  di  migliaia  di studenti diversi corsi di laurea - per  consegnare
  altri  900  mila  euro ad un istituto che certamente  fa  un  opera
  meritoria  ma  non  può essere accostato o paragonato  alla  quarta
  università siciliana.
   Per  cui,  Presidente, io ritengo se il proseguimento sarà  questo
  c'è il rischio che questo Parlamento, quest'Aula diventi una  torre
  di  Babele .  Finisco Presidente, le mie opinioni sono modestissime
  ma rispettabilissime.

   PRESIDENTE.  La  sua  è un'opinione più che autorevole,  onorevole
  Panepinto.

   PANEPINTO. Per cui io pregherei i colleghi del Movimento 5  stelle
  per evitare - come dire - che diventi qualche cosa di assolutamente
  paradossale  la  seconda  parte  di  questa  giornata  di  ritirare
  l'emendamento.

   PRESIDENTE. Onorevole Alloro, intende intervenire?

   ALLORO  .  Alla  luce  dell'intervento  dell'onorevole  Panepinto,
  rinuncio all'intervento.

   PRESIDENTE.  Onorevole Alloro, mi deve dare  atto  che  non  c'era
  nessuna volontà di non farlo parlare.

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Signor  Presidente,  io  ritengo che bisognerebbe  che  il  Governo
  analizzasse  questi  emendamenti, perché non  è  possibile  che  si
  proceda   con  emendamenti  che  attingano  a  risorse   anche   se
  indispensabili, perché c'è un gioco al massacro.
   Dopodichè,  se l'Assessore riuscisse a fare una sintesi seria  per
  verificare  cosa manca realmente in questa tabella, cosa  è  venuto
  meno  in  questa operazione di svuotamento di bilancio e di ritorno
  dentro  il  bilancio  con questo articolo della  finanziaria  e  si
  provvedesse   solo  alle  cose  che  realmente   sono   frutto   di
  dimenticanza   o   frutto  di  dinamiche  che  si   sono   un   po'
  ingarbugliate,  che  vorrei  ricordare  che  il  CERISDI  è   stato
  sottoposto  a  una  soppressione .La  Commissione  ha  abrogato  la
  soppressione  che  era  proposta  dal  Governo.  In  quel   momento
  bisognava  pensare a far resuscitare l'appostamento  finanziario  e
  questo non c'è stato.
   Per  cui se il Governo, in pochissimo tempo, individua quali  sono
  gli  errori reali frutto di dimenticanza e si dà copertura  con  un
  taglio  trasversale  su  tutte  le  tabelle,  di  modo  che  nessun
  intervento  venga più modificato in toto, ma sarebbe un taglio  che
  non determina gravi conseguenze. Se si provvedesse in questo senso,
  possibilmente  riusciremmo  a  ricondurre  il  ragionamento  a  una
  soluzione oggettiva e conducente.

   CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  Presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  io  ritengo  che se noi guardiamo i  singoli  atti  e  i
  singoli  provvedimenti,  non  è che  c'è  da  eccepire,  perché  il
  CORFILAC  non deve essere imcrementato; però, uno si chiede  perché
  l'università  di  Enna deve essere invece depotenziata?  Perchè  il
  fondo  della  Protezione  civile per la  calamità  dovrebbe  essere
  questo  pozzo di San Patrizio  da cui attingiamo tutto?
   Il singolo deputato che presenta un emendamento non ha presente il
  risultato  complessivo della manovra. Mettetevi  nei  panni  di  un
  assessore  per  l'Economia che si trova  con  tutta  una  serie  di
  emendamenti   che   dissestano  il  bilancio.  Ognuno   di   questi
  emendamenti  è  sacrosanto,  ma tutti  insieme  diventano  un  atto
  criminale contro il bilancio  Il compito della politica è quello di
  fare sintesi.
   Ci  sono  delle esigenze che sono inderogabili? Non credo che  sia
  l'orario, il tempo.
   C'è  la  Conferenza  dei  Capigruppo, si dice  che  si  media  sul
  mediato, e non è possibile.
   C'è  un  lavoro trasparente che si può fare in Aula su questo?  Io
  ritengo  proprio di si  Ma in atto questi emendamenti  non  possono
  che essere ritirati
   C'è  il  problema  del Bellini? Ma chi è che vuole  massacrare  il
  Bellini  C'è il problema dell'Orchestra Sinfonica. Perché, qualcuno
  vuole chiudere l'Orchestra Sinfonica? Chi ci impedisce, sulla  base
  di  ragionamenti che oggi si ritengono essenziali, di presentare un
  piano  entro un mese che va ad assestare questioni che sono aperte
  Noi abbiamo intenzione di fare chiudere il Bellini, la Corfilac? Il
  problema è quello di fare quadrare i conti ed oggi i conti quadrano
  nella manovra complessiva.
   Fino  ad  ora  è  andata bene perché è prevalso  l'istituto  della
  discussione e della collaborazione, però, se viene meno la  sintesi
  si  determinano una serie di spinte, magari anche corrette, ma  che
  non possono trovare accoglimento in questo momento.
   Ci  sarà un problema sul Corfilac? Bene, chiamiamo il Corfilac, ci
  dimostra che c'è il problema a fronte di una relazione tecnica, non
  perché  il Direttore del Corfilac è qua da quattro giorni  e  ferma
  tutti  i  deputati  del Parlamento, compreso  il  Presidente  della
  Regione, in un modo condizionante
   Ci  sono  i  teatri  che  ci  pongono altre  esigenze?  Guardiamo
  Dopodichè  sarebbe assurdo  Se possiamo risolvere in collaborazione
  con la Commissione Bilancio e la Conferenza dei Capigruppo, in modo
  trasparente, ma rinviamo le questioni e chiudiamo il bilancio.
   Io vi invito a ritirare questi emendamenti. Non mi pare che questo
  Governo  abbia  dimostrato di non volere onorare  gli  impegni  che
  assume  con  l'Aula o di non essere disponibile al  dialogo  con  i
  parlamentari. Mi pare che in questi giorni lo abbiamo dimostrato in
  ogni secondo

   MILAZZO. Pure noi, signor Presidente

   CROCETTA,  presidente  della  Regione.  Noi  dobbiamo  vedere   il
  risultato  complessivo  dei  singoli  emendamenti  messi   insieme.
  Spiegatemi come fa il Governo a dire sì a un emendamento e no a  un
  altro   Se  voi  trovate  un sistema magico   Ognuno  dice   io  ho
  ragione .  Ma tutti hanno ragione  Però, l'insieme di tutte  queste
  ragioni  fanno  un  grande torto al bilancio della  Sicilia,  fanno
  buchi  e  eliminano, a volte, spese necessarie in  altri  capitoli.
  Pensate  che  noi  oggi  siamo, anche  tecnicamente,  in  grado  di
  esaminare   emendamenti   presentati   all'ultimo   secondo   senza
  interpellare gli Uffici e senza verificare i risultati  complessivi
  di questi emendamenti?

   ASSENZA. Anche voi li avete presentati all'ultimo momento

      CROCETTA,  presidente della Regione. Sono quelli concordati  in
  una  Conferenza  dei Capigruppo che si impegnava a  non  presentare
  altri emendamenti. Quindi non  è che voi o noi  Noi insieme, perché
  non  è  che  esiste  il  Governo  da  una  parte  e  il  Parlamento
  dall'altra  Per noi sono tutti enti che vanno sostenuti.  Però,  se
  qualcuno pensa che debbano essere sostenuti come ognuno pensa, alla
  fine il risultato

   PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, no, no.

   CROCETTA, presidente della Regione   ho finito

   PRESIDENTE.  No, non era riferito a lei, ma all'onorevole  Milazzo
  che voleva intervenire, onorevole Crocetta.

   MILAZZO  allora è un monologo

   PRESIDENTE. Non c'entra il monologo  Scusate, onorevoli  colleghi,
  penso  che l'intervento del Presidente della Regione serviva da  un
  punto  di  vista, e serve da un punto di vista, anche di  procedura
  successiva  che  dobbiamo adottare per dare  la  massima  serenità,
  perché  ha detto, obiettivamente, con la massima onestà che non  si
  può  prelevare  da un capitolo all'altro con una certa  leggerezza.
  Non è questo il termine che ha utilizzato, ma obiettivamente
   Onorevole Milazzo, noi siamo

   MILAZZO  me lo concede un minuto?

   PRESIDENTE.   Onorevole  Milazzo,  lei  ha  svolto  degli   ottimi
  interventi in precedenza anche in assenza del presidente Crocetta..

   MILAZZO.  Ci sarà allora un motivo per cui l'onorevole Milazzo  si
  inalbera  Non si può andare avanti con questa arroganza

   PRESIDENTE.  Non  è  arroganza   Era chiaro  ed  evidente  che  le
  contraddizioni prima o poi scoppiassero.
   Allora,  noi  abbiamo  solo  una possibilità  che  io  suggerisco.
  L'onorevole  Cancellieri  ha già fatto un  atto  di  buona  volontà
  preannunciando il ritiro del suo emendamento

   MILAZZO  io non ritiro nessun emendamento

   PRESIDENTE. Scusate, forse tecnicamente noi siamo in una  fase  di
  un  bilancio svolto con molto rigore. Quello che ci può  in  questa
  fase  soddisfare per avere contezza della situazione  generale  può
  essere   una   manovra   di  variazione  che   può   essere   fatta
  successivamente magari anticipandola, consentitemi, altrimenti

   MILAZZO. Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.

   PRESIDENTE. Se lei mi fa concludere il ragionamento. Io so che lei
  ha  evidenziato  l'azzeramento  del capitolo  per  le  associazioni
  antiracket  o  qualcosa di similare, se non ricordo male.  Scusate,
  l'onorevole  Milazzo  chiede di intervenire,  ma  lo  faccia  molto
  brevemente con riferimento a quel capitolo che lei ritiene che  sia
  stato azzerato.

   MILAZZO. Signor Presidente, è proprio per richiamo al Regolamento.
  Il  Presidente  della Regione, che io rispetto  e  sa  che  abbiamo
  collaborato  lealmente senza giocare al massacro, sa  che  non  può
  fare  un  ragionamento del genere quando il suo  assessore  non  ha
  fatto  un minimo di relazione per spiegare questa manovra.  Non  ha
  spiegato niente  Ce l'ha spedita via fax
   Questo  è il richiamo al Regolamento. L'assessore deve prender  la
  parola ed illustrare la sua proposta.

   PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, voi mi fate il richiamo a stringere
  quando  parlano  gli altri parlamentari, questo è il  rispetto  del
  Parlamento  Stiamo arrivando ad una soluzione.
   Quindi  invito  tutti  ad  un po' di serenità.  Abbiamo  solo  una
  possibilità, in questo momento anche il Governo è stato il  custode
  di tutta una serie di emendamenti che sono stati presentati.
   Abbiamo  solo una possibilità agire con una manovra di  variazione
  di  bilancio  chiedendo  al  Governo di  anticiparla  eventualmente
  rispetto  al  termine  previsto che è quello  di  settembre  quando
  generalmente avviene. Questa è la possibilità. Non credo che in due
  mesi  si possa stravolgere più di tanto una soluzione. Solo  questo
  ci può mettere d'accordo in questo momento.
   Se  noi ci mettiamo a discutere sui singoli capitoli è chiaro  che
  ognuno  porta legittimamente l'acqua al proprio mulino per  cui  vi
  invito in questo momento al ritiro degli emendamenti con un impegno
  che  il  Governo  so  che  potrà  prendere  di  ritornare  in  Aula
  possibilmente  con una manovra di variazione nel  più  breve  tempo
  possibile. Così ognuno di noi maturerà l'esperienza tale  e  questa
  sera in queste quattro ore da quando abbiamo ripreso posso dire che
  ne abbiamo fatta tanta. Questo per chiarezza.
   Se  ognuno  di  noi  ritira  gli  emendamenti,  anche  perché  non
  risolviamo  niente  perché la copertura può essere  data  anche  in
  altri  termini in altri modi, con una certa interlocuzione  con  il
  Governo regionale. Questa è la proposta che faccio all'Aula.

   GIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI.  Signor  Presidente, Governo, onorevoli colleghi,  lei  ha
  anticipato quello che volevo dire. Ritiro gli emendamenti 10, 11  e
  13   e  lascerei  alla  gentilezza  del  Presidente  della  Regione
  l'emendamento 12 che riguarda un finanziamento di cinquecento  mila
  euro  per  il  teatro  comunale di Siracusa che dopo  cinquant'anni
  potrebbe  finalmente vedere la luce perché è stato completato.  Gli
  altri emendamenti li ritiro, questo lo mantengo.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Gianni, con il  suo  intervento  è  venuto
  incontro alle esigenze dell'Assemblea e del Governo.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,  abbiamo
  presentato  una  serie  di emendamenti.  Mi  rivolgo  all'assessore
  Bianchi  perché il Corfilac è stata un'esigenza, lo dico  anche  al
  Presidente, che è stata sollecitata, è stata posta come questione.
   Mi  rendo  conto  che  ci  sono degli emendamenti  che  potrebbero
  comportare grave nocumento ad altri istituti come per esempio  alla
  Kore,   ci  sono  almeno  tre  emendamenti  simili,  cambiano   gli
  stanziamenti.
   Mi  ero  permesso di presentare un emendamento di appena 250  mila
  euro  che  prendeva  i soldi dalla Protezione  civile,  non  perché
  volessi  penalizzare  la  Protezione civile,  presidente  Crocetta,
  perché  l'anno scorso abbiamo speso un milione e 200 mila  euro,  e
  due anni fa abbiamo speso 1 milione e 500 mila euro. Quest'anno  ci
  sono  1 milione e 930 mila euro, quindi, in maniera prudenziale  ci
  siamo permessi di individuare quella cifra. Tra l'altro dovrei dire
  che nell'emendamento

   PRESIDENTE.  Abbiamo compreso la sua esigenza, penso  che  l'abbia
  compresa pure il Governo.

   FALCONE.  E'  chiaro  che  gli  altri emendamenti  possiamo  anche
  ritirarli

   PRESIDENTE. Invito i parlamentari ad allontanarsi dal  tavolo  del
  Governo
   Soluzione  variazione di bilancio. Credo che il Governo non  abbia
  difficoltà attraverso gli ordini del giorno che verranno presentati
  -  non chiaramente a centinaia - a farsi carico delle esigenze  che
  verranno  fuori, che sono tutte esigenze legittime,  perché  se  si
  pone  un  problema del finanziamento di un teatro a  Siracusa,  non
  credo   che  non  ci  possano  essere  le  soluzioni  di  carattere
  amministrativo per risolverlo. Questo è il punto di base.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Signor  Presidente, l'ho ammirata  nel  giorno  del  suo
  insediamento  perché lei ha fatto un discorso di  natura  veramente
  elevata  dicendo  che  non si sarebbero più ripetute  quelle  scene
  vergognose, cui aveva assistito da semplice parlamentare negli anni
  precedenti.
   Signor  Presidente, ho ritrovato la stessa verve nel  discorso  da
  lei  fatto qualche ora prima; però, caro Presidente, questa  stessa
  verve doveva essere dimostrata già un mese fa, quando il Governo ha
  preso  in  giro  le Commissioni di merito per settimane,  facendole
  riunire  inutilmente e rinviandole, prima di ora  in  ora,  poi  di
  giorno in giorno, quindi di settimana in settimana.
   Allora,  oggi, è la logica conclusione di questo iter fallimentare
  di conduzione di una finanziaria e di una manovra di bilancio.

                              (Applausi)

   Allora,   ora   sarebbe  assurdo  andare  a  riprendere   i   vari
  emendamenti; però, il Presidente Crocetta, oggi, non mi può  venire
  a  dire che l'unico consorzio siciliano universalmente riconosciuto
  come  centro  di avanzata ricerca possa essere posto  sullo  stesso
  piano di qualsiasi altro tipo di investimento.
   È un consorzio dove lavorano persone di altissima specializzazione
  in contatto con tutte le Università del mondo, le migliori - non me
  ne  voglia Enna, perché nessuno voleva togliere somme ad Enna -, ma
  quello  che  ha  dato  fastidio è che ad un  bilancio  già  ridotto
  all'osso - nella legislatura precedente si sono tolti 300 mila euro
  -,  si è portato in Aula uno stanziamento di due mila e cento euro,
  è  andato in questa camera di compensazione, chiamiamola così, così
  non  offendiamo  nessuno, e non diamo patenti di nessun  genere  ad
  alcuno,  e  da  questa  camera di compensazione  dove  tutti  erano
  unanimemente  d'accordo  per aumentare questo  budget,  invece,  ci
  troviamo meno cento mila euro.
   E,  allora,  ecco che saltano i nervi a tutti, signor  Presidente;
  saltano  perché  è chiaro che quando ci si invita  a  ritirare  gli
  emendamenti, io provocatoriamente dico:  ma allora ritiriamo quello
  governativo, e ritorniamo alla base , perché a questo  punto  viene
  chiaro fare questo.
   Vi  chiedo,  anche perché, Presidente, mi perdoni, di  ordini  del
  giorno  ne abbiamo votati troppi, a partire da quello che impegnava
  il  Governo  a  porre quattro milioni di euro a  partire  dal  2015
  sull'aeroporto  di  Comiso per garantire le manovre  di  start  up.
  Questo   ordine  del  giorno,  approvato  all'unanimità  da  questa
  Assemblea, attenzione, in finanziaria è scomparso.
   Ecco perché temo, ma non lo temo per me o per chissà che cosa,  ma
  temo  che  gli  ordini del giorno rimangano aria  fritta,  ed  ecco
  perché  è  necessario, in questa sede, rimediare,  va  bene  non  i
  novecentomila euro che prevedevano il Movimento 5 Stelle, ma con un
  manovra che è stata anche tecnicamente studiata al millesimo su una
  cifra che già l'anno scorso non era stata spesa, io non vedo perché
  ci  si debba intestare a non permettere quantomeno la sopravvivenza
  di un centro di altissimo valore.
   Signor Presidente, e concludo, lei fa sempre riferimento al lavoro
  delle  Commissioni,  ma  nella  Commissione   Attività  produttive'
  questo consorzio è stato ampiamente apprezzato ed all'unanimità  si
  era  deliberato in tal senso. Allora, se le Commissioni  di  merito
  hanno un senso, il senso deve essere mantenuto fino all'ultimo.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CROCETTA,  presidente della Regione. Molto semplicemente  voglio
  farvi  fare una riflessione. Se per esempio l'emendamento di Ragusa
  Ibla,  invece  di essere cinque milioni di euro era,  per  esempio,
  quattro  milioni  come  era  ieri e  quelli  che  hanno  presentato
  quell'emendamento   si   preoccupavano  anche   del   Corfilac   ed
  eventualmente  di  altre  cose, non avremmo  risolto  il  problema?
  Invece, si incassano cinque milioni di euro.
   Lo  start  up  dell'aeroporto di Comiso è stato dato  dal  Governo
  precedente  e le somme non sono state spese per il semplice  motivo
  che  siccome  veniva dato il contributo per l'assistenza  al  volo,
  siccome i voli non sono partiti, quei soldi o sono tutti là o  sono
  stati distratti per altre cose. E non sono stati distratti. Quindi,
  ci sono i soldi per l'aeroporto di Comiso.
   Quindi,  un Governo ha il dovere anche di evitare manovre inutili.
  Non  c'è bisogno in atto di soldi per l'aeroporto di Comiso per  il
  semplice  motivo  che  l'aeroporto  di  Comiso  ha  avuto  già   un
  contributo che non ha speso.
   C'è  la  questione che riguarda Trapani, siamo intervenuti con  la
  Provincia.   E'   un   problema  che  si   potrà   affrontare   più
  complessivamente.  Chi  impedisce  che  queste  questioni   possano
  trovare  una compensazione laddove ci sarà il problema  quando  non
  c'è adesso.
   La  Corfilac: ma pensate seriamente che dobbiamo fare  fallire  la
  Corfilac?
   Il  problema è che questi emendamenti sono nove milioni  di  euro,
  non sono di centocinquantamila come dice ogni parlamentare.
   Allora, in questi casi c'è il primato della politica che trova  le
  compensazioni  e  le  convergenze,  cosa  che  era  affidata   alla
  Conferenza dei Capi Gruppo. Se poi questo sistema di compensazione,
  che  volete che ogni parlamentare praticamente operi distinguendosi
  da tutti gli altri?
   Il  Corfilac  è  un esigenza? Ho detto chiameremo l'ente.  C'è  il
  problema  lo inseriremo nella correzione. Sicuramente non  fallisce
  da  qui a ottobre se gli mancano trecentomila euro, per intenderci,
  quando la manovra può essere fatta anche quest'estate.
   Lo  stesso problema è il Bellini. Può funzionare per undici  mesi?
  Gli mancherà un mese, lo risolveremo.
   Il  problema  è  che  vogliamo incassare tutto  ciò  che  dobbiamo
  incassare,  oggi, non pensando che oggi creiamo uno  squilibrio  di
  bilancio e la manovra diventa discutibile.
   E' un invito. Chi sta censurando chi?
   Ho  fatto  un  appello  per dire se si può  fare  un  ragionamento
  collettivo, ma poi il Parlamento è sovrano e decide.
   Il  Governo può essere favorevole allo squilibrio di nove  milioni
  di  euro? No, lo deve dire in anticipo, per dire che non ha  niente
  contro  ogni  singolo  emendamento  ma  è  contrario  a  tutti  gli
  emendamenti messi insieme.

   PRESIDENTE.  Arrivato  a  questo punto,  insisto  nel  ritiro  dei
  subemendamenti  e  nell'impegnare,  formalmente,   il   Governo   a
  presentare una nota di variazione al bilancio, anche perché ci sono
  capitoli  che  anche  se  hanno una certa  consistenza  sicuramente
  saranno  insufficienti. Quindi, in ogni caso, si sarà costretti  ad
  una variazione.
   Io penso che siamo d'accordo sul ritiro di tutti i subemendamenti.

   MILAZZO. Dichiaro di ritirare tutti gli emendamenti a mia firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.  Signor  Presidente, poco fa  ho  sollevato  un  problema.
  Presidente Crocetta, poc'anzi nel suo accorato appello,  per  certi
  versi, evidenziava la giustezza della richiesta che io ebbi a  fare
  a  proposito dell'aeroporto di Trapani. Mi sentirei rassicurato  se
  lei,  in  quest'Aula,  mi  tranquillizzasse  con  un  appuntamento,
  chiaramente   non  una  riunione  tra  amici,  ma  un  appuntamento
  legislativo per mettere mano al problema. Lo assuma questo impegno,
  fa bene a lei e all'Aula.
   Presidente  Crocetta, poco fa mentre lei non c'era, ho evidenziato
  un  problema che ritengo sia una mera svista. Sa quanto ha messo  a
  favore  del  Fondo  di  solidarietà per  le  vittime  di  richieste
  estorsive? Lei ha messo zero.
   Onorevole Laccoto, qua possiamo fare quello che vogliamo, dobbiamo
  trattare  la  finanziaria e, personalmente non ho fretta,  anzi  ho
  appena  mangiato un pasticcino e sono carico di energia, la  prego,
  mi  permetta  di  esercitare  la mia funzione.  Non  è  che  questa
  finanziaria l'ho portata io il 30 aprile  La colpa è mia ora
   Presidente  Crocetta, poc'anzi ho illustrato le  ragioni  del  mio
  disappunto  avendo scoperto, certamente per una  mera  svista,  che
  alle  vittime  del  fondo  per l'usura  venivano  accantonati  zero
  centesimi. E' chiaro che questa va corretta.
   Io  non  ho  fatto come i miei colleghi che hanno preso dal  fondo
  delle calamità chissà quanti soldi per dare contributi ad enti.  Io
  ho fatto il ragioniere, ho presentato un emendamento tecnico di 200
  mila euro levando, faccio un esempio, 100 mila euro al fondo per il
  cinema,   30  mila  euro  alle  spese  di  funzionamento   per   le
  associazioni, sono tutte indicate.
   Io  credo  che  su questo emendamento il Governo  debba  porre  un
  attimo  di  attenzione.  E faccio un ulteriore  esempio,  assessore
  Bianchi, a pagina 1, 2, 3, 4 del suo emendamento, rigo 1, 2, 3,  4,
  5,  6,  7, 8, 9, 10, capitolo 183717, Fondo di solidarietà  per  le
  vittime di richieste estorsive: zero centesimi.

   PRESIDENTE. Non è in aumento, è 34, onorevole Turano.

   BIANCHI,  assessore per l'economia. Le spiego,  così  serve  anche
  agli  altri per leggere meglio la tabella, così magari siamo  tutti
  più sereni.
   Onorevole  Turano,  lei deve leggere le seconde  tre  colonne  che
  rappresentano  la somma di bilancio e finanziaria e  vedrà  che  il
  2013  sono 34 mila euro che è esattamente lo stanziamento  previsto
  nel  2012,  sotto per i contributi antiracket 483 mila euro.  Spero
  che questo la rassereni.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,   propongo   il   ritiro   dei
  subemendamenti.

   FONTANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FONTANA.  Presidente Crocetta, comprendo tutte le  difficoltà,  le
  comprendo tutte e so che quando la coperta non c'è, qualcuno lo  ha
  detto poco fa, è difficile coprire determinate questioni e mi rendo
  conto della difficoltà del momento. Però, volevo anche invitarla ad
  un  attimo  di  riflessione  e cioè abbiamo  parlato  di  Corfilac,
  abbiamo  parlato di istituzioni importantissime, non me  ne  voglia
  l'onorevole  Assenza, però al Corfilac sono stati già  garantiti  2
  milioni e 200 mila euro.
   Io,  invece, volevo pregarla per quanto riguarda il Cerisdi,  dove
  abbiamo   anche   abrogato   quell'articolo   che   prevedeva    la
  cancellazione  di questa istituzione importante.Lì non  è  previsto
  alcun euro, almeno il segnale a questa istituzione, diamo almeno un
  segnale  all'istituzione,  non  possiamo  cancellare  completamente
  un'istituzione che ha 25 anni di storia e che ha rappresentato  non
  solo  per la Sicilia ma per l'intera area del Mediterraneo un punto
  di riferimento per la formazione di eccellenza.

   PRESIDENTE.  Insisto nella richiesta di ritiro dei  subemendamenti
  al 53 Gov.  Sono ritirati.
   Pongo  in votazione il 53 Gov, di riscrittura del Governo.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato, col voto contrario del Movimento Cinque Stelle e
                       degli onorevoli Assenza,
                      Caputo, Ioppolo e Musumeci)

    Pongo in votazione l'articolo 53, come emendato. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato, col voto contrario del Movimento Cinque Stelle e
                       degli onorevoli Assenza,
                      Caputo, Ioppolo e Musumeci)

   Sospendo la seduta per 5 minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 02.50, è ripresa alle ore 03.17)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che è  stato  presentato
  dal Governo un emendamento di carattere tecnico, Gov. 53.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si riprende l'esame dell'articolo 54.
   Comunico   che  è  stato  presentato  l'emendamento  54.R,   dagli
  onorevoli  Dina, Cordaro, Di Giacinto, D'Asero, Savona,  Gucciardi,
  Di Mauro, Firetto.

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Signor  Presidente, assessori, onorevoli colleghi, vorrei precisare
  che  il  comma 1 del testo di riscrittura viene cassato e resta  in
  vita il comma 1 del testo originario. Si aggiunge, poi il comma  2:
  «L'accantonamento  di  cui  al comma 1 è  ripartito  nell'esercizio
  finanziario  medesimo  tra  gli enti, fondazioni,  associazioni  ed
  altri  organismi  di cui all'elenco allegato al presente  articolo,
  per l'importo indicato a fianco di ciascuno di essi».

   PRESIDENTE.  Comunico che all'articolo 54 è  stato  presentato  il
  subemendamento 54.R.1.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BIANCHI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Comunico  che  è  stato  presentato  dagli  onorevoli
  Musumeci, Ioppolo ed altri l'emendamento soppressivo 54.2.

   IOPPOLO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  stasera  alla
  Presidenza  sono  giunte delle critiche, e io  ritengo  che  queste
  critiche sono state e sono del tutto infondate.
   La  sua  è  stata  la migliore conduzione possibile  in  relazione
  all'andirivieni  di norme e di emendamenti che fino  all'ultimo  il
  Governo ha ritenuto di presentare.
   Ed  anche  la  conduzione  nelle Commissioni  di  merito  è  stata
  ineccepibile, almeno per quello che risulta a me e che mi riguarda,
  atteso  che  abbiamo  dovuto esaminare  almeno  quattro  schemi  di
  bilancio e quattro schemi di leggi di stabilità.
   Siamo   stati   abituati,   in   campagna   elettorale   prima   e
  dall'insediamento poi, che il Presidente Crocetta e il suo  Governo
  avessero  atteso indicare nella Tabella H tutto il  male  possibile
  della  Regione  siciliana.  Tutti i guai  della  Regione  siciliana
  derivavano  dalla  Tabella H ed il Presidente della  Regione  aveva
  assunto l'impegno di abrogarla, di demolirla.
   Per  qualche istante avevamo persino creduto che le sue intenzioni
  fossero  vere,  eravamo  stati tentati di crederlo.  Ed  invece  la
  Tabella  H  diventa la Tabella A dell'articolo 54; e  non  è  vero,
  onorevole Leanza, che si tratta soltanto di 17-18 interventi perché
  si  tratta dell'intera Tabella H, 135 interventi che assorbono  gli
  ultimi  25  milioni  di  euro  che la  Regione  siciliana  aveva  a
  disposizione.
   Il Governo avrebbe dovuto fare un'operazione diversa in questi sei
  mesi,  avrebbe  dovuto  analizzare la  Tabella  H  voce  per  voce,
  intervento  per  intervento, e presentarsi in  Parlamento  con  uno
  schema  ben preciso ed una relazione ben precisa che indicava  cosa
  merita  di  essere  salvaguardato e  salvato  perché  commendevole,
  perché  meritevole, perché utile alla Regione siciliana, e cosa  va
  accantonato, cassato, eliminato.
   Questo  ci  saremmo aspettati da un Governo che avesse  avuto  una
  bussola,  una cabina di regia, un'idea ed un programma  di  governo
  della  Sicilia;  invece  nulla di tutto questo.  Ha  lasciato  alla
  solita   trattativa,   ha   lasciato  alla  solita   contrattazione
  dell'ultimo  momento,  e  che  si  partecipi  o  non  si  partecipi
  fisicamente  alla trattativa ha pochissima importanza perché  è  il
  Governo che ha trattato e non certamente con tutti e non certamente
  con  tutta  l'opposizione di quest'Aula, ed ha lasciato  che  tutto
  rimanesse esattamente come prima, oserei dire vergognosamente  come
  prima.
   Ma  ancora è possibile forse un sussulto di dignità del Governo  e
  di  quest'Aula sopprimendo l'articolo 54 e stanziando i venticinque
  milioni  per  l'attività  legislativa futura,  perché  forse  molti
  colleghi  non  hanno  sufficientemente riflettuto  sul  fatto  che,
  chiusa  questa  parentesi di bilancio e finanziaria, il  Parlamento
  potrà  discutere  soltanto di interrogazioni e di mozioni.  Nessuna
  norma  di  settore, nessuna seria rivisitazione che possa prevedere
  impegno  di spesa potrà essere possibile perché, con questi  ultimi
  venticinque  milioni  di euro, si raschia il barile  e  non  rimane
  assolutamente nulla.
   Onorevole  Malafarina, lei si accorge in ritardo della  manovra  e
  della necessità di abolire la tabella H, che oggi si chiama tabella
  A all'articolo 54. Non c'è bisogno di attendere l'anno prossimo per
  iniziativa  del gruppo politico Il Megafono. E' da stasera  che  si
  può  abrogare  questa vergognosa prassi della Regione  siciliana  e
  dare fuori un messaggio positivo e di reale cambiamento sopprimendo
  per l'appunto questa tabella A dell'articolo 54.

   GIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  rimanesse
  agli atti che questa tabella H, che ormai da anni deve essere tolta
  ed  eliminata,  ancora  una volta questa sera  è  la  dimostrazione
  lampante della vergognosa azione che è stata messa per iscritto.
   Un  istituto come quello delle Scienze criminali di Siracusa,  che
  ogni settimana, ogni mese di ogni anno vede migliaia di persone, di
  studiosi  di  tutto  il  mondo che vengono a  Siracusa,  ha  appena
  quarantacinquemila euro di finanziamento a fronte di  centinaia  di
  migliaia di enti fantasma.
   E' una vergogna
   Mi  dispiace  che  il  Presidente della Regione  dopo  aver  tanto
  parlato di abolizione di tabella H continui imperterrito in  questa
  volgarità.
   Così come l'Istituto del papiro, e non per fare il provinciale. Ci
  sono enti che ricevono quattrocentocinquantamila euro di regalia  a
  fronte del nulla. Io chiederò una Commissione di indagine su  tutti
  questi enti. Voglio sapere chi sono e cosa fanno.

   RINALDI. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo sapere  dal
  Governo qual è il criterio che è stato adottato per il taglio sulla
  tabella  H,  rispetto  ai singoli importi della  tabella  dell'anno
  scorso, in base a quali criteri li avete diminuiti?

   BIANCHI,  assessore per l'economia. Come vede è una  proposta  dei
  deputati, non è una proposta del Governo.

   RINALDI.  Quindi,  il fatto che ci siano alcune  associazioni  che
  abbiano  mantenuto  lo stesso importo dell'anno scorso,  altre  che
  abbiano  aumentato l'importo e alcune, come l'Associazione Sclerosi
  Multipla, che penso che sia importantissima, alla quale avete tolto
  quasi il cento per cento, è normale

   BIANCHI, assessore per l'economia. Onorevole, le ribadisco  che  è
  una  proposta  della  Commissione, non  del  Governo,  non  abbiamo
  determinato  noi  le  cifre, non è il  Governo  che  ha  fatto  una
  proposta su queste cifre.

   RINALDI. Ma quale Commissione l'ha fatta, scusi Assessore?

   BIANCHI, assessore per l'economia . I firmatari della proposta.

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Onorevole   Rinaldi,   ci  siamo  attenuti   all'elenco   dell'anno
  precedente. Abbiamo mantenuto intatte alcune voci importanti  quali
  i ciechi, i sordi, le SAMOT, gli oncologici terminali, talassemici.

   RINALDI. Onorevole Dina, e l'Associazione Sclerosi Multipla non  è
  importante?

   DINA  presidente  della Commissione e relatore di maggioranza.  E'
  stata mantenuta alla stregua delle altre, senza tagli.

   RINALDI.  No,  è stata diminuita di quasi il cento per  cento.  Si
  vada a vedere gli importi.

   DINA  presidente  della  Commissione e  relatore  di  maggioranza.
  Possiamo  verificare se c'è qualche errore, ma le posso  assicurare
  che non c'è stata una riduzione del cento per cento per nessuno, il
  taglio che c'è stato è stato del 30.

   RINALDI.  Se lo può controllare e se può ripristinare il taglio  o
  per lo meno selLei la ritiene importante così come ha accennato con
  le  altre  associazioni  se la può riportare all'importo  dell'anno
  scorso.  Chiedo  questa cortesia alla Commissione o  a  coloro  che
  hanno deciso gli importi.

   DINA  presidente  della Commissione e relatore di maggioranza.  Il
  taglio massimo è stato del 30 per cento, forse tra quelle che  sono
  state mantenute c'è stato qualche errore, ne riparliamo.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa tabella H  è
  un  dramma  che ogni anno si perpetra quando arriva la finanziaria.
  Io  sono d'accordo con il collega che ha proposto che si faccia una
  Commissione   per  capire  chi  c'è  dentro,  chi   sono   i   veri
  rappresentanti  di queste associazioni, perché condividendo  l'idea
  di   conservare  per  i  ciechi,  per  i  sordomuti  e  per  quelle
  associazioni importanti per cui sono indispensabili questi fondi il
  resto  delle  altre associazioni sono fuori luogo. Fra  l'altro  mi
  pare  anche un'offesa rispetto ad una richiesta fatta da un  gruppo
  di parlamentari della provincia di Ragusa per premiare un centro di
  ricerca  come la CORFILAC a cui viene rifiutato una sovvenzione  di
  300 mila euro attraverso l'emendamento e poi deve subire l'onta  di
  questa  vergogna di una tabella dove c'è scritto di tutto e nessuno
  sa a chi appartengono queste cose.
   Per cui sono del parere e lancio una proposta che il prossimo anno
  questa tabella deve essere annullata.

   PANARELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO.  Signor Presidente, anzitutto vorrei chiedere  scusa  a
  lei, ai colleghi e ai membri del Governo perché ieri ho concorso  a
  creare  un momento di tensione. Dopo di che per quanto riguarda  la
  tabella  H vorrei dire, a chi ha intenzione di rivedere i contenuti
  di  questa tabella, a chi pensa di fare innovazioni, suggerirei  di
  utilizzare  lo  stesso sistema, vorrei che il  collega  Ioppolo  mi
  ascoltasse,  che  abbiamo  utilizzato  nella  Commissione  Cultura.
  Abbiamo  chiesto  all'assessore per i beni culturali  di  fare  uno
  screening delle associazioni, delle fondazioni, degli enti che sono
  finanziati  con  la  tabella  H attraverso  l'assessorato  ai  beni
  culturali.
   Il  lavoro è stato fatto, si è determinata una graduatoria tra  le
  diverse associazioni che, probabilmente non si è avuto il tempo  di
  trasferire,  anche perché non c'è un deliberato della  Commissione,
  nelle  voci e nelle cifre di questa tabella, ma penso che si  debba
  fare  questo,  perché  nella  tabella H,  vorrei  dire  al  collega
  Ioppolo,  non ci sono solo cose discutibili, ma ci sono anche  enti
  meritevoli che fanno cultura, e il collega Musumeci lo sa perché  è
  con me nella Commissione Cultura.
   La   stessa   cosa   dovrebbero  fare   gli   altri   assessorati,
  l'assessorato  alla sanità, ci sono una serie di  voci,  penso  che
  farà, la dottoressa Borsellino, una verifica se quelle associazioni
  hanno  ancora  bisogno di un contributo da parte del governo  della
  Regione attraverso la tabella H.
   Lo  stesso  faranno l'assessorato all'agricoltura e gli altri,  in
  assoluta trasparenza, di modo che si possa verifica quello  che  la
  Regione  deve  dare,  forse  di più ad  altri  e  quello  che  deve
  togliere.
   Bisognerebbe farlo in maniera seria, come si è cominciato  a  fare
  in V Commissione, e il Governo deve sollecitare i diversi assessori
  a  fare  la  stessa  cosa, di modo che la  prossima  volta  non  ci
  troveremo  in  queste condizioni e ognuno comincerà a  parlare  non
  genericamente  della  tabella H, ma dell'ente  Panarello,  che  non
  produce  niente  e  che non ha diritto al contributo,  e  dell'ente
  Musumeci  -  chiedo  scusa  al collega - che  invece  fa  un'azione
  meritoria e forse ha bisogno di un contributo maggiore.

   DIGIACOMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIGIACOMO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   volevo
  sottolineare che è previsto un contributo di 250 mila euro a favore
  del   centro   per  lo  studio  e  il  trattamento  dei   neurolesi
  lungodegenti di Messina.
   Come tutti sanno Messina è la sede di un Ircs, il Bonino Puleo. Io
  volevo  sollevare  questo  problema  perché  con  ogni  probabilità
  nessuno  si  è accorto che questo servizio viene ormai erogato  dal
  servizio sanitario nazionale, cioè da noi. Magari lo lasciamo e poi
  facciamo  un approfondimento in Commissione per capire di che  cosa
  si tratta, perchè la somma è cospicua.
   Subito  dopo ci sono altri due capitoli, due contributi, uno  alla
  Samot  e  uno  allo Samo, per le cure palliative, che  è  un  altro
  servizio che eroghiamo noi, come servizio sanitario pubblico.
   Queste   voci  sommano  insieme  circa  700  mila  euro.   Ritengo
  necessario  un  approfondimento, perché non  mi  pare  il  caso  di
  erogare  700 mila euro per dei servizi che ormai eroga la struttura
  sanitaria.

   LEANZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo soltanto
  per   una  precisazione  rispetto  a  quanto  detto  dall'onorevole
  Ioppolo.  Io  ho parlato di 17 emendamenti sul maxiemendamento  non
  certamente sulla Tabella H.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO. Signor Presidente onorevoli colleghi, questa tabella dice
  tantissime  cose.  Intanto è la prova dell'inutilità  totale  della
  Commissione.  E'  la  prova dell'inutilità totale  del  Parlamento,
  perché è stata preclusa ogni possibilità di modificare queste norme
  presentando una tabella alle 3,40 del primo maggio - e qua c'è  una
  chiara volontà politica di cambiare tutto per non cambiare niente -
  è  la  prova dell'incapacità di percepire il dramma in cui vive  la
  Sicilia, dove a fronte di gente che ogni giorno viene qua fuori  ed
  elemosina  un sussidio, uno stipendio; di fronte a una Sicilia  che
  piange,   noi   finanziamo  enti  mai  sentiti,   non   conosciuti,
  addirittura alcune cose ambientalmente dannose, come ad  esempio  i
  350mila euro per l'autodromo di Pergusa, che è un mostro ecologico,
  per chi conosce la situazione.
   E' la prova della disonestà di moltissimi intellettuali, a partire
  da  chi  dice che questa è una proposta della Commissione Bilancio,
  quando  sappiamo  benissimo che questa non è  una  proposta  uscita
  fuori  dalla  Commissione  Bilancio, perché  i  componenti  non  ne
  sapevano assolutamente nulla.
   E' la prova che questo è un sistema che non funziona. Non funziona
  e  noi  l'abbiamo detto e ridetto in tutte le salse,  non  funziona
  perché  non  può essere il politico che finanzia l'associazione  X,
  non  devono  esistere  i fondi diretti. I politici  soldi  meno  ne
  gestiscono, meglio è.
   E' la prova di una politica che non sa completamente innovarsi,  è
  la  prova  del  fatto  che i problemi non li possono  risolvere  le
  stesse  persone che i problemi li hanno creati, cioè la gran  parte
  di questo Parlamento.
   Noi  avevamo  proposto altre soluzioni, avevamo detto di  adottare
  dei criteri, di adottare un fondo unico, di fare dei bandi, di fare
  partecipare a un bando pubblico tutte le associazioni, gli enti, le
  fondazioni che avessero presentati dei programmi, dei progetti, che
  avessero dimostrato di rendicontare il tutto.
   In  V  Commissione se ne è parlato tantissimo, anche  col  collega
  Musumeci dicevamo di creare un regolamento che stabilisse i criteri
  con  cui  affidare questi finanziamenti; i criteri e non la  scelta
  delle  associazioni. Tutto questo non è avvenuto, ne terremo  conto
  nel prossimo anno.
   Io  sono  molto  dispiaciuta di come  è  andata  a  finire  questa
  finanziaria,  anche  perché  era  partita  positivamente   ed   ero
  incoraggiata,   perché  si  era  instaurato  un   dibattito   molto
  interessante in Commissione, e penso che abbiamo perso un'occasione
  per  dimostrare  ai  siciliani che siamo in  grado  di  sentire  le
  istanze  dei  cittadini,  e sentire questo  bisogno  impellente  di
  cambiamento.
   Soprattutto  perché  in questo periodo di forte  crisi  economica,
  potevamo  realmente  dimostrare  di  percorrere  strade  molto  più
  virtuose, dimostrare la forza della politica, quella vera.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.

   FOTI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  la  leggendaria
  tabella  H è spuntata alle tre e mezza, con delle voci assurde  che
  ci  hanno fatto un po' sorridere, ma volevo chiedere una cosa a chi
  mi  può  dare  spiegazioni: qui trovo contributi  all'AVIS  di  Alì
  Terme.  Mi  chiedo: come mai solo Alì Terme e non  tutte  le  AVIS?
  Ricordo che l'AVIS della mia città l'anno scorso ha organizzato una
  partita  del  cuore per acquistare delle strumentazioni necessarie,
  altrimenti dovevano chiudere, viene un po' da chiedersi come mai.
   E  poi  altre  voci di cui in Commissione non abbiamo mai  sentito
  parlare,  come qualcosa che ha a che fare con  servizio  telefonico
  nazionale', può darsi che sia utile ma trovarcelo qui, la coperta è
  corta e si decide di discriminare qualcuno rispetto a qualcun altro
  e  questo  è  veramente triste. Volevo dire soltanto questo  e  poi
  ringrazio i colleghi che hanno ritirato i subemendamenti, io non ne
  ho  presentati proprio per non passare dalla gogna e dire:   questo
  si e questo no , mi sembra giusto che li abbiano ritirato anche gli
  altri.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Malafarina.  Ne  ha
  facoltà.

   MALAFARINA.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   questa
  famigerata tabella H è una pietra dello scandalo su cui si infrange
  anche  la  dignità  di  questo Parlamento. Da  troppi  anni  questo
  Parlamento è accusato di elargire delle prebende a Tizio a  Caio  a
  Sempronio  e  quant'altro. Penso, molto semplicemente,  che  questa
  tabella  H  debba  essere oggetto di un profondo riesame,  per  cui
  propongo  la  sospensione del finanziamento  della  tabella  H,  la
  revisione degli Enti a cui vanno i contributi che dovranno  esibire
  lo  Statuto  e  le certificazioni previste dalla legge,  nonché  il
  rendiconto  degli  anni  precedenti,  dopodiché  espletata   questa
  attività,   a   cura   della  Commissione   Bilancio,   dove   sono
  rappresentati tutti i Gruppi, e che può essere integrata  anche  da
  funzionari dell'assessorato, di procedere solo in una seconda fase,
  dopo  che  siano  spediti gli accertamenti e dopo che  siano  stati
  fissati  i  criteri  al  finanziamento solo  ed  esclusivamente  di
  attività  socialmente  utili, intendendo  con  queste  società  che
  curino la salute delle persone, o abbiano altissime e indiscutibili
  meriti culturali.

   PRESIDENTE.   C'è  una  richiesta  dell'onorevole  Malafarina   di
  sospensione della trattazione e di rinviare ad una fase  successiva
  la  ripartizione dei fondi, se non ho capito male. Lo  dico  perché
  nella confusione generale probabilmente non si era compreso.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Marziano. Ne ha facoltà.

   MARZIANO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  poco  fa  ho
  proposto  di  approvare la tabella H al buio. Faccio una  premessa:
  non  faro proposte di emendamenti, nel senso che capisco che  si  è
  raggiunto un equilibrio e quello è. Questo però non mi impedisce di
  dire che la composizione interna della tabella H grida vendetta. Ci
  sono  delle  voci insopportabili, c'è una disparità di  trattamento
  tra  i  vari soggetti beneficiari che non si può accettare. Si  può
  accettare  solo  perché siamo alle quattro meno un quarto  ci  sono
  ancora  gli emendamenti aggiuntivi e io personalmente sono  qua  da
  cinque anni vedo ripetersi sempre lo stesso rito.
   Mi  permetto di fare questo intervento perché non propongo nessuna
  modifica,   anche  se  ho  notato  che  ci  sono  delle   disparità
  incredibili, per cui l'istituto nazionale del  Dramma  antico   che
  ha  cento  anni  di  vita e organizza la più grande  manifestazione
  culturale  della Sicilia con centocinquanta mila spettatori,  viene
  trattato come un'associazione condominiale.
   C'è qualcosa che non funziona. Dobbiamo approfittare del fatto che
  c'è un Parlamento appena insediato, che c'è la volontà di garantire
  trasparenza, di ripristinare le regole per sostenere che  questo  è
  l'ultimo anno. Io invito il Governo a trovare le forme per fare  in
  modo che questo sia l'ultimo anno della famigerata  Tabella H . Che
  si  trovi il modo per estrapolare l'Unione italiana ciechi,  l'ente
  sordo-muti  e  quant'altro,  e che dal  prossimo  anno  si  possano
  stabilire  criteri  e  regole e ripartire da zero.  Per  quanto  mi
  riguarda, capisco che tutto ciò è il frutto di un equilibrio che si
  è realizzato, ma questa è l'ultima volta che accetto questo tipo di
  ripartizione,  questo tipo di scelte che sono frutto di  situazioni
  pregresse che non hanno più ragion d'essere.
   Quindi invito il Governo a prendere atto del malessere che c'è  in
  quest'Aula  e  a  trovare  le  forme perché  questa  vicenda  della
   Tabella H  si chiuda, e si trovino forme diverse e più trasparenti
  e che garantiscano meglio la legalità.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto di parlare l'onorevole Panepinto.  Ne  ha
  facoltà.

   PANEPINTO. Certo che l'ora della Tabella H vede tutti i  colleghi,
  nessuno  indistintamente a cercare di capire,  di  comprendere.  Io
  sono d'accordo con quanto prima affermato dall'Onorevole Panarello.
  E' chiaro che questo è il risultato di una stratificazione di anni,
  di  approvazione di norme che hanno portato enti importanti, e sono
  stati  citati, a stare insieme ad altri enti che poco hanno  a  che
  fare con questa erogazione  a pioggia  di risorse.
   Per cui, se il Governo lo ritiene, per chiudere questa sagra delle
  ipocrisie, può accantonare queste somme in un capitolo di  bilancio
  e successivamente stabilire modi e forme per l'assegnazione.
   Io  per  esempio  noto - questa è la cosa curiosa  -  che  c'è  un
  intervento di 70 mila euro a favore dei consorzi agrari di Palermo.
  I  consorzi agrari sono stati chiusi. Ma addirittura l'immobile che
  era  in uso al consorzio agrario di Palermo, oggi è una delle parti
  in  uso  all'università  di  Palermo alla  facoltà,  credo  di  via
  Archirafi.
   Per  cui  se l'assessore Bianchi lo ritiene, visto che  chi  trova
  meno  possibilmente cerca disperatamente di farsi aumentare  questa
  parte  di  assegnazione  che si blocchi subito,  perché  in  questo
  momento  se  volessimo  ricercare qualche  frase  direi  che   Gesù
  vedrebbe il tempio diventare un luogo di mercimonio  cioè, o questa
  tabella  si  approva subito, considerando che è  il  frutto  di  un
  travaglio con leggi che partono dal 1988 ed ancor prima, oppure che
  si  abbia  il  coraggio  per evitare che in questo  festival  delle
  ipocrisie,  da  questo momento in poi qualcuno  griderà  più  degli
  altri che trattasi della nefandezza o dei 25 milioni che sottraiamo
  alla Sicilia.
   Pertanto,  sarebbe  opportuno che il Governo,  assessore  Bianchi,
  consenta  una  catarsi generale per bloccare tutto  Si  accantonano
  queste somme. Ci sono enti importantissimi che riguardano i ciechi,
  ma  anche  quelli delle cure oncologiche dei malati  terminali.  Ma
  chiudiamo  questa  partita  signor  Presidente.  Questa   sera   il
  Parlamento sta perdendo di credibilità, rischia di essere ricordato
  nelle  pagine  dei giornali -  on line e su carta  -  nei  prossimi
  giorni,  come  il Parlamento che passò la notte intera  a  litigare
  sulla  Tabella H ora diventata Tabella A. Vincoliamo tutta la somma
  in  un  capitolo,  e  successivamente il  Governo,  la  Commissione
  Bilancio,  gli  assessori, troveranno la forma  e  la  maniera  per
  stabilire come si assegnano.
   Però, signor Presidente, stasera vuole essere fonte ispiratrice di
  democrazia di questo Parlamento, ma vorremmo capire come si  chiude
  la  partita,  visto  che lei vuole trattare tutti  gli  emendamenti
  aggiuntivi,  ed è giusto che sia così, perché è democrazia.  Ma  la
  democrazia  è  faticosa, ha un prezzo  Alla  fine,  e  lo  dico  ai
  colleghi  che più di altri si spendono, saremo tutti crocifissi  su
  questa Tabella  H . Saremo tutti crocifissi

   PRESIDENTE. Sono d'accordo con lei.

   PANEPINTO.  Troviamo  il  coraggio  di  accantonare  le  somme   e
  successivamente  stabiliremo come destinarle, così  finisce  questo
  festival dell'ipocrisia

   GUCCIARDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo  che  non
  sia  buon  esercizio di virtù utilizzare strumenti  moralistici  ed
  ipocrisie  diffuse  per  ragionare  su  temi  di  cui  tutti  siamo
  consapevoli  della  necessità di interventi urgenti,  probabilmente
  interventi degli anni passati.
   Però,   a  me  non  va  di  immaginare  di  interrompere  attività
  importanti, come dicevo nell'intervento precedente sul  tema  della
  cosiddetta ex Tabella H. Per cui, siccome ci sono gli strumenti che
  la  pubblica  Amministrazione  ha  a  disposizione  per  verificare
  concretamente  la veridicità di ciò che è scritto in un  documento,
  chiedo  e  propongo,  a  nome del Gruppo parlamentare  del  Partito
  Democratico,  che  si  vada  avanti  nell'approvazione  di   questo
  documento ma che il Governo, preventivamente, effettui su tutte  le
  voci  presenti  in  questa Tabella delle verifiche  approfondite  e
  pregnanti  per  accertare la reale consistenza  di  questi  enti  e
  quindi  con  gli  strumenti che la pubblica Amministrazione  e  che
  l'Ordinamento  ha  a  disposizione,  si  verifichi  preventivamente
  l'attività  di questi enti. Attraverso l'azione di Governo  si  può
  finalmente  fare giustizia su un tema che certamente  oggi  non  fa
  onore a questo Parlamento.
   Siccome  io  sono  abituato ad assumermi la  responsabilità  delle
  azioni che intraprendo e siccome ritengo - vorrei che gli assessori
  mi  ascoltassero - che sarebbe un danno grave per i siciliani e per
  la  pubblica  Amministrazione siciliana interrompere  attività  che
  sono  presenti  dentro  questo documento, bisognerebbe  che  ognuno
  avesse  il  coraggio di dire in pubblico le cose che  pensa  o  che
  magari  dice  in privato. Siccome tutto questo creerebbe  un  danno
  serio, io penso che, se qualcuno adombra situazioni poco chiare,  è
  giusto che il Governo - e lo chiedo con forza - faccia chiarezza su
  tutti  questi enti presenti nella Tabella  H  e finalmente si metta
  un punto definitivo.
   Certamente non posso immaginare che, per un falso moralismo e  per
  una  ipocrisia di maniera, si sopprimano i contributi  allo  sport,
  per  cui  noi priveremmo l'attività sportiva, già di per se fragile
  nella nostra Regione, di un contributo sostanzioso.
   Credo di essere stato sufficientemente chiaro, ognuno si assuma le
  proprie  responsabilità a testa alta, alla luce del  sole  e  senza
  timore  di  assumere  le  responsabilità  nell'interesse  generale,
  nell'interesse dei siciliani.

   BIANCHI, assessore per l'economia.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BIANCHI,    assessore   per   l'economia.    Onorevoli   colleghi,
  soprattutto  in  riferimento  agli ultimi  due  interventi,  quello
  dell'onorevole Panepinto e quello dell'onorevole Gucciardi, che  mi
  trovano in ampia sintonia, volevo far presente proprio qual è stata
  la posizione del Governo proprio su questo tema.
   Avevamo presentato già in Commissione Bilancio un meccanismo molto
  simile   a  quello  proposto  dall'onorevole  Panepinto   cioè   lo
  stanziamento per un fondo dedicato ad enti, fondazioni che avessero
  particolare  valore  e  noi avremmo soltanto successivamente,  dopo
  aver  fatto  un'istruttoria, proprio l'istruttoria  che  richiamava
  l'onorevole  Gucciardi, trasferite le risorse così da essere  certi
  di   finanziare   esclusivamente  enti,  fondazioni,   associazioni
  meritevoli che danno reale contributo ai cittadini siciliani.
   Quindi, rispetto a noi proprio per questo avevamo proposto  quella
  ipotesi  che anticipava lo stanziamento, ma invece di elencare,  di
  proporre  già  direttamente un elenco che inevitabilmente  porta  a
  mantenere  gli  stanziamenti anni per anni  per  gli  stessi  enti,
  ritenevamo  che la identificazione degli enti fosse fatta  soltanto
  successivamente, dopo un'adeguata istruttoria.
   Quindi,  questa  è  la  posizione che il  Governo  ha  tenuto  sin
  dall'inizio.  Questa è la posizione che noi abbiamo portato  avanti
  perché   riteniamo  che  proprio  la  richiesta  di   discontinuità
  richiedesse  proprio quella di anticipare allo  stanziamento  delle
  risorse la verifica effettiva della qualità e delle caratteristiche
  degli enti che si andavano a finanziare.

   CIACCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIACCIO. Signor Presidente, assessori, proprio in riferimento alla
  responsabilità che il collega richiamava in Commissione  e  proprio
  perché  sono  il  segretario tengo a fare una  precisazione  perché
  magari  a  qualche collega è sfuggito. Questa  è  una  proposta  di
  alcuni  colleghi;  non è una proposta che viene  dalla  Commissione
  Bilancio.
   Quindi  alcuni  colleghi che l'hanno sottoscritto  ai  quali  dico
  spesso  sono stati assenti durante l'audizione di molti  di  questi
  enti  che  sono  venuti, ai quali io ho chiesto esplicitamente  che
  venisse  applicato  l'articolo 36 di  censura  visto  il  reiterato
  assenteismo  da parte dei miei stessi colleghi che ad  oggi,  però,
  firmano.  Vedo  che firmano una tabella, quindi non  so  con  quali
  criteri.   Non   so  se  al  Presidente  dell'ARS  è   stata   data
  comunicazione  di  questa mia esplicita richiesta  che  è  messa  a
  verbale della Commissione.
   Anche  perché  se  prendo ad esame alcuni  di  questi  dove  io  e
  pochissimi  altri  colleghi  sempre  presenti  in  Commissione  per
  citarne uno, l'istituto superiore del giornalismo, dove analizzando
  le  carte in maniera responsabile hanno dimostrato che sono un mero
  ente  di  formazione perché i suoi attestati non possono  abilitare
  alla  professione di giornalista. E' stato dichiarato.  Ne  abbiamo
  parlato, ne abbiamo discusso. Quindi non vedo perché 323 mila  euro
  non  possano o essere ripartiti ad altri enti molto più virtuosi  o
  dati  ad  enti di formazione, ma qua aprirei un capitolo che  penso
  non   si   voglia   discutere  oggi  giustamente,   o   addirittura
  all'università.
   Allora,  non  condividendo questa scelta, noi  sosteniamo  sia  la
  posizione  che  aveva  portato la Giunta e le  proposte  fatte  dai
  colleghi di stanziare quelle somme e dimostrare che ci sono i fondi
  anche  perché a livello burocratico, io sono nuovissimo, magari  mi
  posso  sbagliare, però non penso che se noi da domani,  in  maniera
  diligente  come  è stato fatto in Commissione  Bilancio ,  iniziamo
  nuovamente  un  tour  de force ad ascoltarli tutti,  forse  in  due
  settimane,  se  la  gente,  gli enti, le  associazioni  portano  la
  documentazione  certificata  idonea  sicuramente  siamo  un   passo
  avanti.
   Quindi,  non  perdiamo tempo, non si bloccano  gli  enti.  Si  può
  lavorare.  Questo è quello che noi chiediamo. Stanziamo  il  fondo,
  mettiamo delle regole e questo è quello che noi ci auspichiamo  che
  non  vengano  dati più soldi a pioggia e da domani  in  Commissione
   Bilancio  o in qualsiasi altro modo iniziamo a convocare d'urgenza
  tutti  questi enti perché molti sono venuti a dimostrare  che  sono
  virtuosi, altri completamente assenti, altri che non hanno  neanche
  saputo rispondere a due domande semplici.
   Questo è il nostro auspicio.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, è  questo
  un  argomento  delicato  perché  sta  avendo  una  risonanza  fuori
  maggiore rispetto a quella che effettivamente riveste la tabella H,
  come se fosse stata nascosta, come se non ci fosse stata.
   Onestamente,  solo stasera, però, l'ho vista e sto prendendo  atto
  di  alcuni  enti  che meritano di essere veramente  finanziati,  mi
  riferisco  soprattutto  a  tutti  quelli  che  rivestono  carattere
  sociale.
   Nella  nostra  finanziaria non abbiamo  parlato  di  sviluppo,  di
  promozione  della cultura,  sport, attività cioè quello che  invece
  dovrebbe contenere una finanziaria.
   Sono  invece  importanti, li ho visti, sia per quanto riguarda  la
  cultura  che per quanto riguarda lo sport. Ed allora, forse sarebbe
  il caso che si faccia un'analisi mentre ancora andiamo a finanziare
  un  istituto di prestigio per esempio, la Neurolesi di Messina,  ma
  non è più un ente privato, per quale motivo bisogna finanziare,  ho
  visto un consorzio di bonifica.
   Onestamente,   vi  sono  enti  che  forse  risalgono   a   tabelle
  vecchissime che negli anni si sono man mano continuate a finanziare
  e  che  forse  oggi  non hanno più ragione che  le  stesse  vengano
  finanziate.  Siccome  non  vogliamo né  essere  demagogici,  né  io
  vorrei,  non conoscendo gli enti, assumere la responsabilità  anche
  dicendo, ecco perché non condivido la proposta soppressiva,  perché
  forse  è necessario che ci siano degli enti che abbiano continuità.
  Però  è  necessario  che  da parte della  Commissione  ci  sia  una
  verifica seria, una redistribuzione anche dei contributi perché  ci
  sono  enti  che  meritano  perché  svolgono  attività  meritoria  e
  possibilmente non sono in grado di poterlo faro, a cui è stato dato
  un  contributo di settantamila euro e possibilmente altri enti  che
  potrebbero ricevere un contributo inferiore.
   Quindi,  forse è bene che si accantonino le somme, si  faccia  una
  verifica e se gli enti meritano, sia che promuovano cultura o sport
  o attività, vanno poi finanziati.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente,  Governo,  onorevoli  colleghi,   ho
  l'onere  calcare  quest'Aula dal 2008 e  da  quando  svolgo  questo
  importante  ruolo mi è stato spiegato che nella tabella  H,  almeno
  dall'anno  2006,  non  è  possibile  introdurre  nuove  iniziative,
  iscrivere nuovi enti, fondazioni, e associazioni.
   Non  ho, dunque, senza tema di smentita alcuna associazione, alcun
  ente,  alcuna fondazione, alcuna iniziativa da difendere  a  titolo
  personale. Però, siccome si sta aprendo una gara a fare la  ricerca
  spasmodica di quello che dovrebbe quantomeno apparire più ridicolo,
  e mi dispiace che in questa gara rischi di cadere anche l'assessore
  Bianchi,  il  quale  prima ha spiegato che è un tema  che  riguarda
  l'Aula  -   e in questo ha fatto chiarezza - ma dopo si è  smentito
  dicendo che il Governo aveva un'altra idea. Se aveva un'altra  idea
  non  ce  l'ha  detto  il Governo, ha lasciato  che  la  Commissione
  Bilancio e i Capigruppo assumessero un'iniziativa. Probabilmente la
  prossima  volta ce lo dica qualche mese prima che noi saremo  lieti
  di considerare le iniziative del Governo.
   Allora  io  in questa gara mi voglio cimentare, e comincio:  siete
  pronti  ad  eliminare  i  fondi all'osservatorio  permanente  sulla
  criminalità  organizzata; al club mediterraneo  delle  ustioni;  al
  centro  di  accoglienza  Padre Nostro;  all'associazione  culturale
  Pompeo   Colajanni;   alla  fondazione  Giuseppe   Whitaker;   alla
  fondazione Ettore Majorana; all'istituto superiore per imprenditori
  e  dirigenti d'azienda ISIDA; all'istituto superiore internazionale
  di scienze criminali; alla pontificia facoltà teologica di Sicilia;
  all'istituto Gramsci

   PRESIDENTE. Onorevole Cordaro non possiamo leggere, grazie.
   Le abbiamo lette già, è stata distribuita apposta.

   CORDARO. Non ho finito Presidente.
   Alla  fondazione Leonardo Sciascia; al centro studi Pio La  Torre;
  alla fondazione Ignazio Buttitta; alla fondazione Storia Patria; al
  centro studi della lotta alla mafia; ad Amnesty International; agli
  invalidi   civili;  al  telefono  arcobaleno  per  la  lotta   alla
  pedofilia.
   Siete  pronti?  Alla fondazione Banco Alimentare;  al  centro  Don
  Calabria  per gli adolescenti deviati; alla Casa del Sorriso;  alla
  Missione Speranza e Carità; al recupero dei cerebrolesi.
   Beh,  se siete pronti, io non sono pronto Presidente. E sa  perché
  non  sono  pronto Presidente? Perché io ho sentito su questo  punto
  pochi   interventi   seri,  uno  me  lo  ricordo,   ed   è   quello
  dell'onorevole Gucciardi, il quale ha sostenuto un principio che io
  qui intendo sostenere.
   Io sono pronto a confrontarmi con voi non da domani - perché è una
  frase  fatta - da giugno, da luglio, da quando sarà possibile,  per
  spiegare anche al Commissario dello Stato che in questi dieci  anni
  la nostra società si è evoluta, ci sono bisogni che si sono acuiti,
  ci  sono  realtà che non hanno più il ruolo di dieci o di vent'anni
  fa,  e  che  anche la Tabella H, col come che vorremo dargli,  deve
  essere aggiornata, deve essere modificata, deve essere, qualora  si
  dovesse accertare che è del tutto superata, abrogata.
   Credo,  e  ho  titolo  per  difenderla, perché  non  ho  nulla  da
  difendervi,  che noi dobbiamo fare un atto di buona  politica,  che
  poi  non  credo  sia  per  carità  di  patria,  ma  sia,  onorevole
  Malafarina - e sono certo che il suo intervento è in assoluta buona
  fede  -  un  atto  di buona politica, perché facendo  cosa  diversa
  raggiungeremmo un solo obiettivo, buttare l'acqua sporca con  tutto
  il  bambino.  E  per  quanto  mi riguarda,  io  ed  il  mio  Gruppo
  Parlamentare non siamo disposti a farlo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Vinciullo.  Ne  ha
  facoltà.

   Mi raccomando onorevole Vinciullo la brevità.

   VINCIULLO. Sì, Presidente, cercherò di essere breve, però lei mi è
  testimone  che nelle ultime quattro ore non ho aperto bocca,  anche
  di più.
   Intanto, mi volevo associare da quanto detto dall'onorevole Gianni
  e  dall'onorevole Marziano, perché oggettivamente da questa Tabella
  H, la provincia di Siracusa ne esce massacrata.
   Un  solo  dato: su 25 milioni di euro, alla provincia di  Siracusa
  vengono  destinate soltanto 273 mila euro, che significa l'1,1;  ma
  la provincia di Siracusa non ha l'1,1 della popolazione.
   Ciò  detto  - senza spirito di polemica perché non appartiene  più
  all'ora  la  polemica - volevo dire che siccome  abbiamo  accettato
  l'idea  che quello che i Capigruppo insieme avevano fatto,  avevano
  proposto  all'Aula, lo avremmo accettato, siamo  qui  a  votare  la
  tabella anche perché vi sono in questa tabella, e lo abbiamo  visto
  durante  le  audizioni che abbiamo avuto in commissione,  non  solo
  associazioni  ciechi, sordi, sclerosi multipla e così  via,  malati
  oncologici,  che  svolgono un ruolo di straordinaria  importanza  a
  favore  dei soggetti fragili della nostra realtà umana, ma vi  sono
  anche  associazioni, enti che sono l'orgoglio della Sicilia  e  che
  senza  questo  contributo spesso minimale  che  ricevono  da  parte
  dell'Assemblea  regionale siciliana non sarebbero nelle  condizioni
  di andare avanti.
   Su  una  cosa  però voglio tranquillizzare tutti..  Vedete  questi
  soldi  non vengono dati a  babbo morto . L'idea che le associazioni
  ricevono  i contributi senza che venga verificata la loro  attività
  non  è  assolutamente vero, perché se noi dicessimo ciò faremmo  un
  torto  alla  nostra burocrazia, ai funzionari e ai dirigenti  della
  Regione  siciliana  che  con  scrupolo, con  attenzione  verificano
  l'attività  svolta,  controllano quelle che  sono  tutte  le  pezze
  d'appoggio   che  le  varie  associazioni  mettono  a  disposizione
  dell'assessorato perché una cosa è certa: i contributi vengono dati
  solo dopo che si riesce a dimostrare uno di aver svolto l'attività,
  due  che  questa  attività  è  supportata,  non  solo  dalle  prove
  dell'essere stata svolta, ma anche da tutta una serie di  documenti
  che  gli  uffici  dei  vari assessorati che si occupano  di  questa
  famigerata  tabella, dal momento che ormai passa  questo  aggettivo
  che non rende assolutamente onore a quanti da anni dedicano la loro
  vita, dedicano la loro esistenza a queste strutture che gestiscono.
   Abbiamo  visto durante le audizioni intellettuali, donne,  uomini,
  anche  di età matura che sono venuti che con passione, amore, hanno
  difeso  e  sostenuto  la  validità delle  strutture  culturali  che
  rappresentano.  Per questo motivo io non credo che  stiamo  facendo
  questa   sera  qualcosa  di  negativo,  stiamo  dando  un   apporto
  importante affinché realtà culturali di grande valore e che  spesso
  noi  siciliani  non  riusciamo ad apprezzare possono  continuare  a
  vivere.

   MUSUMECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI.   Signor  Presidente,  signori  del  Governo,  onorevoli
  colleghi,  lo  spirito  con il quale io e  i  colleghi  del  Gruppo
  abbiamo   presentato  l'emendamento  soppressivo  della  famigerata
  tabella  H,  che  oggi si chiama tabella A, non si  alimenta  della
  convinzione  che  si  tratti di un atto  illegittimo.  E'  solo  un
  problema  di  opportunità. Noi riteniamo che sia doveroso,  giusto,
  fisiologico  che  il  Parlamentare  possa  rappresentare   esigenze
  obiettive del territorio di quello che conosce, di quello  che  non
  conosce,  perché è destinatario di interessi diffusi  naturalmente,
  qui  rappresentiamo  l'interesse di  tutta  l'Isola,  non  soltanto
  quelli del collegio al quale apparteniamo.
   E'  normale che un parlamentare segnali la presenza sul territorio
  di  un  ente,  di una istituzione impegnata nel campo sociale,  nel
  campo  culturale, nel campo turistico. Il problema è di metodo,  il
  problema  è di opportunità politica, è il Governo che, ricevuta  la
  segnalazione  o le segnalazioni, deve compiere l'atto gestionale  e
  deve  farlo  in  assoluta autonomia attraverso la  verifica  con  i
  propri  uffici della credibilità che la segnalazione  ricevuta  dal
  parlamentare può avere in un obiettivo riscontro sul territorio.
   Una istituzione culturale, è chiaro, deve portare l'attività degli
  ultimi due anni, se è un museo deve dimostrare quanti visitatori ha
  avuto,  quali incassi ha realizzato, quale campagna di  promozione,
  quale  connessione  con la internazionalizzazione  dell'iniziativa,
  quale legame con il territorio nel quale è chiamato ad espletare la
  propria  attività. Se è un'istituzione che opera nel  sociale  deve
  dire quanta gente ha assistito, quale opera di sensibilizzazione ha
  promosso, quali reti di collegamenti ha creato. Soltanto così si ha
  la piena certezza e consapevolezza che il denaro pubblico sia stato
  finalizzato a creare benessere, crescita e sviluppo socio-economico
  sul territorio.
   E  dopo tutto, signor Presidente e signori del Governo, questo era
  l'annuncio  che  il  Presidente Crocetta aveva dato  alla  comunità
  siciliana.  Sull'impresentabilità della  tabella  H  il  Presidente
  Crocetta   ci   ha   costruito   la  campagna   elettorale.   Sulla
  impresentabilità  della  tabella H  il  Presidente  Crocetta  si  è
  consegnato  a  decine e decine di interviste in  apprezzamenti  non
  certo benevoli per questo Parlamento.
   E  questo  Parlamento  avrebbe dovuto  avvertire  un  sussulto  di
  orgoglio  per  ricordare  al Presidente Crocetta  quale  iniziativa
  alternativa  avesse  predisposto  rispetto  alla  tabella   H   che
  richiamava  alla  memoria il paradigma, l'esempio di  una  politica
  fatta  di contrattazione fra deputato e governo, fra maggioranza  e
  minoranza, fra maggioranza, minoranza e governo, fra clientele, fra
  fittizie  iniziative,  fra  associazioni spesso  domiciliate  nella
  segreteria politica di qualcuno.
   Attorno  a  questo criterio si pone il problema della  opportunità
  politica.  Perché  il Presidente Crocetta, pur avendo  demonizzato,
  non  so se a torto o a ragione, la tabella H in questi cinque  mesi
  non  ha  pensato ad un metodo diverso che fosse davvero  il  metodo
  Sicilia. Perché?
   Perché ha accettato supinamente di poter riproporre un sistema che
  appare  fuori da quest'Aula logoro, amorale, vecchio,  marcio,  che
  richiama epoche politiche certamente anteriori alla rivoluzione  di
  Crocetta.  Ecco  qual è la ragione per la quale abbiamo  presentato
  l'emendamento soppressivo.
   Noi   riteniamo  che  nella  tabella  H  ci  siano  iniziative   e
  istituzioni  oggettivamente meritevoli di sostegno,  riteniamo  che
  chi  organizza  il carnevale di Marsala, per esempio,  non  capisco
  cosa possa entrarci con attività assistita dalla Regione, con tutto
  il rispetto per il carnevale e per il veglione.
   Riteniamo  che  il  Governo  debba, attraverso  i  propri  uffici,
  raccogliere  le  istanze  che arrivano dal  Parlamento,  perché  il
  parlamentare  ha  il  dovere di segnalare  quello  che  accade  sul
  territorio  in  base alle proprie sensibilità e poi  con  i  propri
  uffici  fa  la  cernita, la selezione come facevano i nostri  bravi
  contadini o le nostre massaie con i legumi.
   Ecco  perché riteniamo, e concludo, che questa somma di 25 milioni
  di  euro vada assegnata alle iniziative degne di questo nome  e  la
  parte  rimanente,  come  ricordava  il  collega  Ioppolo,  andrebbe
  destinata alla copertura finanziaria di un'attività legislativa che
  allo  stato  attuale  non potrebbe assolutamente,  con  le  risorse
  disponibili, trovare alcuna copertura.
   Quindi, nessun problema di illegittimità, nessun problema legato a
  irregolarità  procedurale,  è  solo  un  problema  di   opportunità
  politica  che  noi  abbiamo posto e siamo contenti  che  il  nostro
  emendamento soppressivo abbia aperto un appassionato dibattito.
   Per cui, noi siamo per non affrontare l'argomento, consegnare alla
  autonomia  decisionale del Governo i 25 milioni  euro  affinché  il
  Governo  dica  con  quale  criteri  intende  esaminare  le  singole
  proposte  che  fanno parte della tabella e poi sarà il  Governo  ad
  assumersi  la responsabilità di decidere quali meritevoli  e  quali
  quelle che vanno cestinati, proprio in nome della rivoluzione.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI. Signor Presidente, da cinque anni sento parlare sempre di
  questo dramma della tabella H e, da un conteggio fatto, diciamo che
  gli  enti  meritevoli  che sono inseriti in  questa  tabella   sono
  pochissimi e sicuramente assorbono circa 15 milioni di euro.
   Con  questi 10 milioni di euro, cioè la rimanenza dei 25,  da  una
  settimana  fra  la Commissione e il dibattito che si  è  aperto  in
  questo  prestigioso  Parlamento, dice il mio  collega  Cordaro,  ci
  siamo  litigati  per  100  mila -50 mila  euro.  Ad  esempio,  vedo
  l'emendamento che  abbiamo votato per il Cerisdi di 400  mila  euro
  sicuramente il personale da full-time potrà continuare a lavorare a
  part-time.
   Queste  sono  delle cose indecorose e in primis chi ne  piange  le
  conseguenze sono i deputati che siamo quelli che scendiamo da  casa
  e incontriamo le persone giorno per giorno, quelli che ci prendiamo
  la  puzza  delle  panelle,  la puzza dell'olio  fritto,  quello  di
  risolvere i problemi di tanti amici, di tante persone che  per  700
  euro  hanno  applaudito  l'intero  Parlamento,  in  particolare  il
  provvedimento che ha assunto il Governatore.
   Questo  è  il  dramma dove tutti dobbiamo stare attenti  a  essere
  precisi e puntuali nel sapere spendere quel poco che abbiamo.
   E'  semplicissimo, bisogna allocare questi 10 milioni nei capitoli
  di  spesa,  nelle rubriche del turismo e dei beni  culturali  e  il
  problema è risolto. Vi sono enti in questa tabella che vedo da  sei
  anni  ormai,   e  mi viene da ridere. Quindi, allocarle  in  quelle
  rubriche e in quelle rubriche si partecipa con un bando pubblico, i
  meritevoli,  chi sono bravi e chi da alla società un contributo  di
  crescita che può esser pure il museo o può essere chicchessia o  un
  particolare  libro, la cultura è importante e fa parte anche  della
  società.
   Se noi siamo capaci di fare questo nel prossimo bilancio inseriamo
  queste somme e chi ha bisogno di queste somme sa benissimo che deve
  partecipare a un bando pubblico.

   DI PASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Assessori,  colleghi parlamentari,  penso  che  siamo
  tutti  quanti  ormai pieni e coinvolti da questa finanziaria,  però
  questo è un argomento importante.
   E'  importante perché non ci sono dubbi che ci troviamo davanti ad
  una grandissima schifezza, perché non riuscirei, dal punto di vista
  amministrativo,  a  considerarla con un termine diverso.  Comunque,
  oggi,  condivido l'atto così com'è perché, pensandoci  bene,  hanno
  fatto  bene  i  componenti della Commissione, perché pensare  -  vi
  prego di prestarmi un attimo di attenzione - di prendere il tutto e
  stracciarlo  è  impossibile, e sapete perché? Ci sono  associazioni
  che  hanno contratti già stipulati d'affitto, contratti di  lavoro,
  che noi non possiamo disconoscere.
   Il  lavoro  che  ha  fatto la Commissione - lo so  perché  il  mio
  capogruppo  me  lo ha spiegato e lo ha spiegato bene  -  è  servito
  proprio  a tutelare tutto ciò. Ma, fatto salvo questo, che va  bene
  per  questa finanziaria, è assurdo che in questa Regione non ci sia
  un  regolamento  per  l'assegnazione dei  contributi  sportivi,  ad
  associazioni culturali e per le categorie produttive e sociali.
   E'  sufficiente copiare dagli enti locali, che quando  elargiscono
  questo  tipo  di  contributi lo fanno attraverso bandi,  attraverso
  regolamento dove nessuno si deve andare a raccomandare, né  con  un
  consigliere comunale, né con il Sindaco, né con un Deputato, né con
  un Assessore, né col Presidente della Regione.
   Allora,  che la tabella H sia una schifezza, che sia non condivisa
  da  tutti  -  nessuno l'ha condivisa, persino il nostro  Presidente
  della Regione - ma che, oggi, siamo costretti, in questa fase, caro
  onorevole  Musumeci, purtroppo, a mantenerla  in  vita  è  un  dato
  certo.
   Chiedo  al  Governo di attivarsi affinché venga data comunicazione
  fin  da  subito a tutte le associazioni che non possiamo garantire,
  il   prossimo   anno,  il  contributo.  Questo   è   un   passaggio
  fondamentale: che fin da ora venga detto che il contributo non  può
  essere  garantito,  perché dal prossimo anno i contributi  dovranno
  essere  elargiti attraverso regolamenti chiari, certi, e che  diano
  davvero a tutti la possibilità di partecipare.
   Bene ha detto l'onorevole Cordaro, tantissime sono le associazioni
  meritevoli ma molto, molto di più sono le associazioni che non sono
  dentro questo regolamento e che hanno lo stesso diritto e lo stesso
  dovere di partecipare. Quindi, per quest'anno il voto è favorevole,
  ma  preannuncio  già al mio capogruppo ed al Governo  il  mio  voto
  contrario per il prossimo anno nel caso si dovesse ripresentare  la
  stessa situazione.

   PRESIDENTE.  Il prossimo anno è tra 365 giorni, poi ne riparliamo.
  E' iscritto a parlare l'onorevole Venturino. Ne ha facoltà.

   VENTURINO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   intanto
  suggerisco  a  questa Presidenza di organizzare  le  sedute  d'Aula
  sempre intorno alle quattro, perché come vedete l'atmosfera diventa
  un po' più conciliante, c'è meno baccano, si può parlare e, quindi,
  conviene  farle  sempre a quest'ora, lo dico  per  lei  Presidente,
  perché  solitamente  dalle 9 alle 12 c'è un viavai  di  gente,  chi
  parla col Governo, poi dal Governo si parla con la Commissione,  la
  questua va da una parte all'altra.
   Scusate,  ma  il termine da usare è proprio questo. Quindi,  forse
  meglio farla a quest'ora, quando tutti sono un po' più calmi  e  si
  può parlare con più tranquillità.
   Ciò  che  voglio far notare, ebbene, ero già intervenuto  poc'anzi
  sul  discorso della tabella H e ho ribadito, più volte, ciò  che  è
  stato  discusso in Commissione ma, evidentemente, il  lavoro  della
  Commissione  non  interessava più di tanto al  Governo,  quindi  ci
  chiederemo, da qui in avanti, che cosa dovremo fare in Commissione,
  se  ha  un  senso  continuare ad essere membro di  una  Commissione
   Cultura, formazione e lavoro  o meglio lasciar perdere e dedicarci
  ad altro.
   E'  interessante sentire come l'onorevole Di Pasquale ribadisce la
  necessità di tenere in vita questa Tabella H, ma il prossimo  anno,
  così  come  probabilmente  aveva detto  l'anno  prima,  sicuramente
  voterà  contro:  è un continuo giochino, no? Lui non  c'era  l'anno
  scorso,  sto  parlando di altri. Ebbene, si arriva a parlare  della
  tabella H, tutti quanti ne sono schifati, però, finito l'intervento
  cominciano ad andare da una parte all'altra, a garantire la propria
  provincia, a garantire ai propri clienti. O siamo seri o no
   Credo  che  il  Governo, a questo punto, anche  dopo  l'intervento
  dell'onorevole Musumeci, debba fare un atto abbastanza importante.
   Abbiamo in tanti dimostrato che siamo contrari a questa Tabella H.
  Tabella  H  che,  tra l'altro, vorrei spiegato dal  Governo  perché
  include associazioni che si preoccupano di cose importanti come  la
  salute eccetera e accanto mettiamo delle associazioni venatorie che
  si  preoccupano  di  salvaguardare la fauna - c'è  scritto  così  -
  perché  probabilmente uccidono gli animali prima che si  suicidino,
  perché  non  si sa mai li ammazziamo prima noi per evitare  qualche
  problema  anche  di  confusione agli animali. Ci sono  associazioni
  che, abbiamo visto sul web, organizzano soltanto dei veglioni.
   Ora  l'Assessore ha detto che c'era tutto un discorso a monte  del
  Governo, ha detto bene prima l'onorevole Musumeci: se il Governo ce
  l'avesse detto un paio di ore fa, l'onorevole Caputo sarebbe già  a
  letto  e  noi avremmo risparmiato tre ore e, invece, è arrivato  un
  po'  in ritardo. Concludo. Noi non crediamo ci sia la necessità  di
  tenere  questa tabella A o H, o chiamatela come volete, così com'è.
  C'è sì una necessità di salvaguardare quelle strutture virtuose, ma
  c'è  sì  il  bisogno di accantonare delle cifre  per  permettere  a
  questo   Parlamento  di  essere  un  Parlamento  capace  anche   di
  legiferare.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cascio Salvatore. Ne
  ha facoltà.

   CASCIO   SALVATORE.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,
  intervengo per un fatto esclusivamente politico, il fatto  politico
  è il seguente. Negli anni passati dal 2008 ad oggi da questi banchi
  ci  sono  stati  gli  interventi a favore della  tabella  H  e  gli
  interventi contro la tabella H, e questa pantomima dura anche oggi,
  anche   stasera.   C'è  chi  sostiene  che  vi  sono   aspetti   da
  salvaguardare nella tabella H e chi, invece, dice che la tabella  H
  è da abolire in toto.
   Però,  la cosa che mi disturba è che nemmeno il Governo, anche  il
  Governo  non  si  sottrae  a  questo esercizio,  perché,  assessore
  Bianchi, lei prima ha detto che il Governo non ha messo mani  sulla
  tabella H. Siamo d'accordo, però il Governo ha il dovere di dire se
  è  favorevole o è contrario alla tabella H, perché questo è  l'atto
  politico.
   Poi,  non  mi  si  può  spiegare  che  sarebbe  utile  accantonare
  venticinque milioni di euro per poi fare le istruttorie perché  qui
  si  discute  il merito della tabella H, non si discute  il  metodo,
  perché  il metodo con cui vengono elargite le somme molto spesso  è
  di  tipo  ragionieristico, per esempio la fattura e, quindi,  viene
  pagata  questa  fattura. Qui, invece, vogliamo entrare  nel  merito
  della  tabella H e ci vuole una revisione critica su di  essa.  Una
  revisione  critica, quando mi si dice anche da parte del presidente
  della  Commissione,  da parte forse del Governo  -  non  so  se  il
  Governo l'ha pure sottolineato - che la tabella H è ferma al  2006,
  siamo indietro di otto anni, perché è giusto che vi siano enti  che
  magari  hanno necessità di entrare in tabella H rispetto  ad  altri
  che  devono essere buttati fuori, da parte nostra assumendoci anche
  la relativa responsabilità.
   Allora, è sul merito che il Governo doveva intervenire. E, quindi,
  non mi convince l'accantonamento di 25 milioni di euro per poi fare
  questo genere di istruttoria, anche perché, con i tempi che  ha  il
  Governo,  i  fondi alle associazioni ed agli enti  vengono  erogati
  circa  con  un  anno di ritardo e, quindi, non c'è  possibilità  di
  avere un consuntivo delle attività da parte dell'ente.
   Ciò  significa che 25 milioni di euro sono le somme impegnate,  ma
  non  è detto che debbano essere tutte utilizzate e non è detto  che
  tutte debbano essere erogate. Quindi, questa erogazione si può fare
  nel  corso  dell'anno, a prescindere se sono citate le voci:  fondo
  per  lo  sport, associazione  x , associazione  y . Se la  dobbiamo
  votare, la dobbiamo votare così com'è, oppure la dobbiamo bocciare;
  dobbiamo  votare  l'emendamento presentato  dall'onorevole  Ioppolo
  perché non ci sono alternative e non faccio l'esercizio che fanno i
  colleghi   io non la voterò . Io la voterò, se mi convince,  l'anno
  prossimo,  se  ci  sono  fatti sostanziali,  fatti  importanti  che
  riguardano  la  cultura e l'aspetto socio-sanitario  e  sociale  di
  questa Regione.

   PRESIDENTE  .  E' iscritto a parlare l'onorevole  Falcone.  Ne  ha
  facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, avevo presentato un emendamento  sulla
  Tabella  H che era teso, come tanti altri, a contenere la spesa,  a
  riqualificarla e, ad un certo momento, a dare un nuovo  percorso  a
  quella che doveva essere una nuova stagione di questo Parlamento ma
  anche, se vogliamo,  delle linee strategiche di questo bilancio.
   Il mio emendamento andava nel senso di garantire gli audiolesi,  i
  sordomuti,   di   garantire,   in   sostanza,   quattro   categorie
  specificatamente individuate e  rinviare, invece, alle rubriche  di
  competenza  tutto  il  resto  perché,  secondo  una  visione  della
  gestione  di  determinate materie si potesse, ad  un  certo  punto,
  decidere secondo un vaglio, una valutazione in maniera opportuna.
   Ciò,  purtroppo, non è avvenuto. Oggi, non soltanto  ribadisco  il
  mio disappunto, ma vorrei dire che - e qua lo voglio evidenziare un
  po'  a  tutti -, paradossalmente, questa Tabella H sta penalizzando
  proprio  quelle  categorie che dovevamo tutelare, mi  riferisco  ai
  ciechi, Presidente.
   Qua  nessuno ha visto, lo voglio dire anche all'assessore Bianchi,
  ma chiaramente l'assessore Bianchi è estraneo, così come è estranea
  - onorevole Dina,  gradirei che lei lo dicesse - la Commissione. La
  Commissione non ha fatto alcuna trattativa sulla Tabella H. Qua  lo
  dobbiamo dire.
   Noi  componenti della Commissione abbiamo detto:  attenzione, qual
  è  l'orientamento sulla Tabella H?  Lo abbiamo chiesto,  e  abbiamo
  chiaro il quadro.
   Su  alcune materie delicate abbiamo avanzato alcune proposte,  poi
  c'è stata una camera di compensazione. Riteniamo che abbia fatto le
  sue   valutazioni.  Però,  onorevole  Dina,  vorrei  capire  perché
  all'Unione  italiana  ciechi, alla quale nel 2011  abbiamo  dato  2
  milioni  e  300  mila euro, nel 2012  2 milioni  e  86  mila  euro,
  quest'anno diamo 1 milione e 486 mila euro.

   DINA. Hai i dati sbagliati

   FALCONE. Ora ci arriviamo, ora dico io che cosa è successo  l'anno
  scorso. Ora diciamo cosa è successo, perché è un errore che secondo
  me  deve  essere  necessariamente corretto, così  come  alla  Helen
  Keller  abbiamo dato l'anno scorso 946 mila euro, quest'anno 646  e
  2  mila  e  200 li abbiamo dati alla Stamperia braille,  quest'anno
  1000  e 600. Sapete cosa è successo l'anno scorso: che in una prima
  fase  abbiamo  dato questi soldi, successivamente,  con  una  legge
  abbiamo  fatto  altri  accantonamenti perché questa  categoria  non
  poteva  essere,  i  ciechi non potevano non  essere  garantiti,  lo
  abbiamo  fatto  con  un  accantonamento  in  entrata,  ma  era   un
  accantonamento certo, per cui alla fine, a distanza di alcuni mesi,
  abbiamo  garantito quelle poste. Quest'anno stiamo dando  soldi  ad
  altri  e  non stiamo dando soldi a questa categoria che  svolge  un
  servizio assolutamente importante per la nostra società.

   DINA. Guardati il fascicolo dell'anno precedente.

   FALCONE. L'anno precedente era all'inizio. Onorevole Dina, tu  che
  sei presidente, guarda il consolidato del bilancio. Dobbiamo vedere
  l'impegnato  e  l'impegnato dice che le cifre  che  sto  dicendo  a
  questo Parlamento corrispondono all'euro.

   DINA.  Non  è  così.  Guardati gli atti. Ci  siamo  attenuti  alla
  Gazzetta ufficiale.

   FALCONE.  La prima pubblicazione. Successivamente, proprio  perché
  quella cifra non era sufficiente è stata rimpinguata.

   DINA Dov'è l'atto?

   FALCONE.  E' stata rimpinguata con la legge 33. A luglio  è  stata
  rimpinguata. Dobbiamo leggere bene le carte.

   DINA. Ecco qua, legge 33 del 2012 con gli atti allegati

   FALCONE.  Assessore Bianchi, la prego di fare questa verifica.  Io
  spero di sbagliarmi. Io penso che da qui a poco

   DINA. Stai dicendo stupidaggini  Le carte sono qua.

   FALCONE. Onorevole Dina, qualora avessi sbagliato sarà un bene, se
  però  non  mi  avrò sbagliato dobbiamo correre ai  ripari.  Abbiamo
  garantito altre categorie e non quelle veramente importanti.  Detto
  ciò,  signor  Presidente, con molta franchezza,  credo  che,  oggi,
  avremmo  dovuto  fare un'operazione verità, dovevamo  salvaguardare
  queste quattro istituzioni, queste quattro realtà sociali, dovevamo
  accantonare il resto su delle rubriche. La scelta è diversa. Se c'è
  l'emendamento  dell'onorevole Musumeci, lo sosterrò,   poi  se  non
  basta, pazienza, non possiamo fare niente

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Assenza.  Ne  ha
  facoltà.

   ASSENZA. Signor Presidente, intervengo brevemente e con toni  meno
  arrabbiati  da  quelli usati poco fa, ma sono un passionale  ed   a
  volte non riesco a controllarmi.
   Questo emendamento abrogativo, caro onorevole Musumeci, caro amico
  Gino, in Commissione  Territorio e Ambiente' lo avevamo proposto io
  e   l'onorevole  Fazio  e  poi  ha  ricevuto  l'appoggio  di  altri
  componenti  della Commissione tra cui l'onorevole  Federico  ancora
  qui   presente,  ma  la  maggioranza  dei  componenti  ritenne   di
  bocciarlo.
   Io  sarò e sono un neofita di questo Parlamento, però, ancora  non
  ho  capito il meccanismo per cui alcune voci, che sono regolarmente
  inserite  nei  capitoli  di  spesa di  questo  bilancio  regionale,
  invece,  di  essere  mantenute, sia pure ridotte,  nell'ambito  dei
  capitoli   di  pertinenza dei vari assessorati, ad un certo  punto,
  vengono  stralciati,  soppressi e poi li  ritroviamo  inserirti  in
  questa Tabella H. Questa è la ragione del proliferare della Tabella
  H. Non ce n'è un'altra. Ed è colpa del Governo
   Il  Governo,  caro assessore Bianchi, stava tentando  una  manovra
  ancora  più vergognosa di questa Tabella H, perché voi  non  è  che
  stavate  facendo  un'abolizione  della  Tabella   H ,  voi  stavate
  facendo  un'evacuazione ad un decreto del Presidente della  Regione
  che stabiliva, da solo, in questo decreto i criteri di ripartizione
  dei contributi. Cioè, all'assalto alla  diligenza, che some si sa e
  come è notorio dai film western, richiede una massa di banditi  che
  concorre   all'accusa,   sostituiamo   il   fuorilegge   solitario,
  politicamente parlando, sotto le spoglie del presidente Crocetta.
   Concludo  con  una  battuta,  signor Presidente:  quel  centro  di
  recupero  della  fauna  selvatica che  era  compreso  nei  capitoli
  dell'Assessorato all'agricoltura che era competenza del  Territorio
  e  Ambiente  è  stato  soppresso di là e  graziosamente,  oggi,  lo
  troviamo   inserito  nella  Tabella  H,  salvo   che   alla   spesa
  strettamente necessaria per il solo mantenimento, di 120 mila  euro
  l'anno, oggi ne troviamo 30 mila euro l'anno.
   Allora,  Presidente, concludo con un appello a lei e  ai  deputati
  Questori, vedo qui il buon onorevole Ruggirello, non so se  ci  sia
  anche  l'onorevole  Rinaldi o gli altri,  chiedo  accoratamente  di
  accelerare  i  lavori  di  sistemazione delle  fontane,  perché  le
  tartarughe con gli ami in bocca saranno lente, ma anche pian piano,
  state  sicuri  che  da  qui  a  qualche  mese  verranno  ad  essere
  impiantate  nelle vasche di questo Parlamento così, poi,  troveremo
  qualcuno che farà loro le operazioni di estrazione degli ami  o  la
  respirazione bocca a bocca.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento soppressivo 54.2.

   IOPPOLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 54.2

   PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  appoggiata,  a   termini   di
  Regolamento,   dagli   onorevoli  Arancio,   Assenza,   Cancelleri,
  Cappello,  Falcone,  Ferreri, Foti, La  Rocca,  Milazzo,  Musumeci,
  Siragusa,  Trizzino e Venturino, indìco la votazione per  scrutinio
  segreto dell'emendamento 54.2.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì prema il  pulsante
  verde; chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti         .  78
   Votanti            . 77
   Maggioranza        . 39
   Favorevoli           31
   Contrari             46

                           (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 54.R con l'annesso allegato,  così
  come  emendato con riferimento all'inserimento del CERISDI.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

   SIRAGUSA.  Chiedo  che la votazione avvenga  per  scrutino  palese
  nominale.

        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 54.R

   PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  appoggiata,  a   termini   di
  Regolamento,   dagli   onorevoli  Cancelleri,  Cappello,   Ciaccio,
  Ciancio,  Ferreri, Foti, La Rocca, La Rocca Ruvolo,  Mangiacavallo,
  Tancredi,  Trizzino,  Venturino, e Zito, indìco  la  votazione  per
  scrutinio nominale dell'emendamento 54 R.
   Chiarisco il significato del voto: chi è a favore dell'emendamento
  54  R  prema  il pulsante verde, chi è contrario prema il  pulsante
  rosso; chi si astiene prema il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  71
   Maggioranza         36
   Favorevoli          47
   Contrari            21
   Astenuti             3

                            (E' approvato)

   Gli  onorevoli Ragusa e Lo Giudice dichiarano che avrebbero voluto
  votare  favorevolmente ma che, per un malfunzionamento del  sistema
  elettronico di votazione, il loro voto non risulta registrato.
   Pongo in votazione l'articolo 54, come modificato.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato, col voto contrario del Movimento Cinque Stelle e
                       degli onorevoli Falcone,
                      Ioppolo, Musumeci  Gianni)

   Si  passa alla fase finale, anche se mancheranno ancora circa  due
  ore.
   Onorevoli  colleghi,  con  riferimento  alla  finanziaria  avevamo
  accantonato  l'articolo 35 che riguardava la  conversione  a  tempo
  indeterminato di contratti Italter-Sirap.
   Il  Presidente della Commissione Bilancio, stamattina, più  volte,
  ha   insistito  perché  arrivasse  in  tempo  utile  la  cosiddetta
  relazione  tecnica  che non è arrivata, per  cui  l'articolo  viene
  stralciato  e  sicuro va incontro all'impugnativa. E'  inutile  che
  giriamo intorno.

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA,  presidente della Commissione e relatore di maggioranza.  La
  prego  di  stigmatizzare  il  ritardo dei  dirigenti  nel  produrre
  un'indispensabile relazione tecnica.

   PRESIDENTE.  Avevamo  accantonato un altro  articolo  che  avevamo
  stralciato, e che riguardava il CIAPI. Avevamo chiesto e concordato
  che  si votasse un disegno di legge a parte dopo l'approvazione del
  bilancio e della finanziaria, a condizione che venisse accompagnato
  dalla  cosiddetta  relazione  tecnica.  Dobbiamo  constatare   che,
  purtroppo,  questo percorso non si può seguire perché la  relazione
  tecnica non è pervenuta.
   Il  Governo,  però l'ha inserito tra gli emendamenti  che  saranno
  sottoposti  tra  poco alla valutazione dell'Aula, così  com'era  in
  origine,   in   una  misura  più  ridotta  rispetto  all'operazione
  originaria  che si tentava di fare, perché la soppressione  -  come
  voi  sapete - comporta tutta una serie di conseguenze di  carattere
  giuridico e finanziario, e solo con la relazione tecnica si  poteva
  dare soddisfazione a queste esigenze.
   Sono  in  distribuzione  gli emendamenti pervenuti  da  parte  del
  Governo,  tecnicamente non è un maxi emendamento, ma fa la  sintesi
  di  tutti gli emendamenti che sono stati presentati e che avrebbero
  avuto un preventivo assenso da parte di alcuni Capigruppo.
   Mi sembra ovvio che non è necessario aprire una discussione.
   Soltanto in riferimento al Gov2, siccome riguarda una materia  non
  attinente e ha bisogno di una certa riflessione in Commissione,  lo
  dichiaro inammissibile e me ne assumo la responsabilità.
   Onorevole Cancelleri, c'è un suo emendamento che realisticamente è
  ammissibile anche perché ha seguito un percorso, è stato presentato
  nella  Commissione  di  merito e più  volte  trattato,  quello  che
  riguarda le disposizioni in materia di canoni delle miniere e delle
  sorgenti di acque minerali. Senza aprire un dibattito, le chiedo se
  lo  dobbiamo mantenere o meno e poi magari sentiamo solo il  parere
  dell'assessore per le attività produttive.

   CANCELLERI. Lo manteniamo.

   PRESIDENTE.  Voglio  precisare che, con l'approvazione  di  questo
  emendamento,   praticamente   a   resistere   saranno    solo    le
  multinazionali che hanno il canone di concessione di acque minerali
  perché  saranno  solo  quelle  in  grado  di  sopportare  il  costo
  dell'aumento del canone.
   Dico questo perché è una materia trattata ogni anno trattata,  non
  è una materia nuova.
   Assessore  Vancheri, ha facoltà di intervenire  per  esprimere  il
  parere del Governo.

   VANCHERI, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
  onorevoli  deputati, riguardo a questo emendamento, di cui  avevamo
  anche già discusso insieme ai deputati del Movimento Cinque Stelle,
  io  ho  presentato quella che era la realtà attuale  delle  imprese
  poiché le stesse, negli ultimi dieci anni, pagano già un canone che
  risulta  tra  le  più alte d'Italia. Questo rientra comunque  nella
  potestà  della  Regione  e  non  si  può  assolutamente  negare  la
  possibilità di farlo.
   Inviterei  però  magari i deputati del Movimento Cinque  Stelle  a
  riflettere,  perché  lasciare  il canone  così  com'è,  alla  fine,
  rappresenterebbe  semplicemente un segnale politico  nei  confronti
  delle  imprese  che  comunque,  come sapete  benissimo,  in  questo
  momento oltre a vivere un momento di ristrettezze, potrebbero anche
  interpretare  segnali di non avvicinamento da parte del  Governo  o
  comunque  dei segnali di non apertura nei confronti dello  sviluppo
  produttivo locale.
   Quindi, la proposta era quella di lasciare comunque il canone così
  come per tutto il 2013 anche solo come segno politico nei confronti
  delle imprese.

                        Sull'ordine dei lavori

   TURANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   in   maniera
  telegrafica  vorrei  che  l'Assemblea  prendesse  atto   del   maxi
  emendamento del Governo e vorrei che rimanesse come precedente.  Su
  questo  dobbiamo  intenderci. Con la  prassi  che  abbiamo  portato
  avanti  nella  gestione  politica  della  prima  legge  che  questa
  Assemblea  ha approvato, dobbiamo dire che finora abbiamo  giocato.
  Giocato  sulla finanziaria, giocato sulle Commissioni, giocato  sui
  pareri, giocato su tutto.
   E  siccome  voglio  fare il parlamentare e non mi  scandalizzo  di
  niente,  voglio  che  l'Assemblea prenda atto  del  precedente  che
  stiamo  consumando. Perché su questo mi ci trovo benissimo,  signor
  Presidente, non è che la prossima volta si può cambiare  parametro.
  Su  questo  abbiamo costituito il precedente all'interno del  quale
  quest'Aula si trova benissimo.

             Riprende l'esame del disegno di legge n. 69/A

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   CRACOLICI.  Signor Presidente, volevo semplicemente  far  rilevare
  che ho letto la relazione sul CIAPI.

   PRESIDENTE.  Quella  non  è  una relazione.  Pensavamo  che  fosse
  relazione, ma gli Uffici non l'hanno ritenuta relazione perché  non
  è accompagnata dalla firma del Ragioniere generale e del Direttore.

   CRACOLICI.  Bene.  Comunque, se circola questa  relazione,  faremo
  bocciare la norma che stiamo per approvare, perché è palese che  la
  copertura   finanziaria  che  stiamo  dando  al   nuovo   CIAPI   è
  sottostimata  rispetto  ai  costi che sono  stati  accertati  nella
  relazione.  Però,  visto  che  da questo  documento,  che  è  stato
  comunque  stralciato,  veniamo  a  conoscenza  di  un'informazione,
  suggerirei al Governo di aggiungere un comma alla norma  sul  CIAPI
  in  cui  sono  aboliti i consigli di amministrazione del  CIAPI  di
  Priolo e di Palermo, che incidono per 340 mila euro.
   Signor  Presidente,  inoltre, ho visto che si ripropone  la  norma
  sulla  pubblicazione degli atti di comunicazione istituzionale.  La
  Regione  ha  deciso  di  utilizzare 2  milioni  di  euro  per  fare
  comunicazione  istituzionale,  nulla  quaestio.  Mi   permetto   di
  suggerire  però di non voler imporre ai comuni un onere  aggiuntivo
  sulla  comunicazione. La legge che prevede quanti giornali  debbono
  pubblicare  le gare è già prevista dalla legge sugli appalti.  Fare
  ora  un'altra norma che obbliga i comuni a pubblicare in  ulteriori
  organi  di  informazione,  a  volte per gare  abbastanza  ridicole,
  avendo però un onere aggiuntivo, perché la pubblicazione costa 20 -
  30  mila  euro per un organo di informazione, credo che la  Regione
  con  i suoi soldi può fare quello che vuole. Io penso che ai comuni
  però  non  possiamo imporre un onere aggiuntivo rispetto  a  quelli
  attuali.
   Suggerirei  di  stralciare in quella norma la parte  che  riguarda
  l'ultimo  comma  che,  in  qualche modo,  vincola  i  comuni  nella
  pubblicazione delle gare d'appalto per quanto riguarda i ribassi.

   LA  ROCCA. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento relativo
  alle acque minerali.

   PRESIDENTE.  Onorevole La Rocca, lei illustrerà questo emendamento
  ed eventualmente può parlare soltanto un oratore contro. Ha facoltà
  di intervenire.

   LA  ROCCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo dare  dei
  dati corretti.
   Ho qui il rendiconto del 2009, 2010 e 2011 relativo al capitolo di
  entrata  dove erano previsti 900 mila euro, che già di per se  sono
  pochi. In realtà, le entrate effettive sono o la metà o addirittura
  un  terzo. Nel 2011 sono 291 mila euro. Questo per il nostro Gruppo
  parlamentare  significa  regalare a  privati  l'acqua,  e  dobbiamo
  ricordare  che  l'acqua  è  un bene comune,  questo  ci  teniamo  a
  precisarlo.
   In  più, rispetto al fatto che noi abbiamo uno dei canoni più alti
  d'Italia,  è  vero se ci paragoniamo alle regioni  che  sono  senza
  dubbio peggiori d'Italia, che sono ferme ancora al regio decreto.
   Vorrei  inoltre  ricordare  che nel  2006  è  stato  approvato  un
  documento di indirizzo delle regioni italiane in materia  di  acque
  minerali e di sorgente, approvato dalla conferenza delle regioni il
  16  novembre 2006. In questo documento la quota che viene data  per
  le  concessioni  è  prevista in almeno 30 euro,  ma  in  realtà  in
  Sicilia  si  pagano 11 euro.  Almeno  non significa  almeno  al  di
  sotto della metà , significa almeno 30 euro e ci sono regioni  come
  il Veneto che pagano 500 euro a ettaro.
   Quindi  di cosa stiamo parlando? Se la Sicilia deve cambiare  deve
  guardare alle regioni più virtuose e le regioni più virtuose  sono,
  in materia di acque minerali, il Lazio e il Veneto.
   Per  questo  noi  abbiamo proposto un emendamento  che  puntava  a
  mettere insieme queste due norme ed in questa cosa abbiamo aggiunto
  una  cosa  fondamentale ovvero lo sconto tra il 50 e 70  per  cento
  preso dal Lazio in base a chi imbottiglia in vetro e in base a  chi
  dà vuoto a rendere.
   Questa cosa porterebbe un ulteriore risparmio ai comuni visto  che
  in  Sicilia la raccolta differenziata non funziona e viene smaltita
  in discarica.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, tenuto conto che non si tratta  di
  un  maxi  emendamento  ed  anche per venire  incontro  all'esigenza
  espressa  giustamente dall'onorevole Turano, lo pongo in  votazione
  per parti separate.
   Per  quanto riguarda la relazione dell'onorevole La Rocca, che non
  è  altro  che  la relazione di Legambiente, abbastanza  conosciuta,
  forse  sarebbe stato più opportuno sapere chi è che imbottiglia  in
  Sicilia e perché c'è la differenza con il Veneto.
   Si  passa  all'emendamento a pagina 1 del  Gov.1  (L.R.  1/2011  -
  Esenzione Irap imprese giovanili e femminili).
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO,   vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  minoranza. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento a pagina 2 del Gov.1 (Soppressione  del
  Consiglio regionale delle miniere).
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO,   vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  minoranza. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento a pagina 3  del  Gov.1  (Fondo  per  la
  cultura).
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO,   vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  minoranza. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento a pagina 4 del Gov.1 (Ticket di sbarco  e
  accesso).
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO,   vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  minoranza. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  a pagina 5 del  Gov.1  (Trasparenza  e
  pubblicità dell'attività amministrativa).
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO,   vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  minoranza. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento a pagina 6 del Gov.1 (Contributo taxi).
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO,   vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  minoranza. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento a pagina 7 del Gov.7 (Sostitutivo art. 26
  - CIAPI di Palermo).
   Comunico  che  è  stato  presentato  dall'onorevole  Cracolici  il
  subemendamento Gov.1.1,  che prevede la soppressione del  Consiglio
  di  amministrazione  del  Ciapi e la nomina  di  un  amministratore
  unico, il cui compenso non può superare i 30mila euro l'anno.
   Pongo in votazione il subemendamento. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO,   vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  minoranza. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BIANCHI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento a pagina 7, come  emendato.  Il
  parere della Commissione?

   VINCIULLO,   vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  minoranza. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   FALCONE.  Signor Presidente, le norme bocciate in  Commissione  si
  stanno ripresentando in Aula

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento a pagina 8 del Gov.1 (IRSAP).
   Comunico   che  è  stato  presentato  dall'onorevole   Alloro   il
  subemendamento  Gov.1.2,  che prevede di  sostituire  il  direttore
  generale col presidente.
   Pongo in votazione il subemendamento. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO,   vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  minoranza. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BIANCHI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento a pagina 8, come  emendato.  Il
  parere della Commissione?

   VINCIULLO,   vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  minoranza. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevole  Cancelleri, il suo subemendamento è inammissibile.  Poi
  le spiego perché.
   Si passa all'emendamento  a pagina 9 del Gov.1 (IRIDAS).

   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO,   vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  minoranza. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  a  pagina  10  del  Gov.1  (aggiuntivo
  all'articolo 52, dopo il comma 1).
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO,   vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  minoranza. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento a pagina 11 del Gov.1 (Terme di Sciacca e
  terme di Acireale).
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO,   vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  minoranza. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento a pagina 12 del Gov.1 (Isole minori).
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO,   vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  minoranza. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento a pagina 13 del Gov.1 (Agevolazioni  di
  natura fiscale per la ricomposizione fondiaria).
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO,   vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  minoranza. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

     (Proteste da parte dei deputati del Movimento Cinque Stelle)

   PRESIDENTE. Mi sembrate un po' irrequieti. Avete preso appieno  il
  ritmo dell'Aula
   Ma pensate che in questa confusione siete voi a dettare le regole,
  come  se  per  voi  è  tutto  perfetto? L'onorevole  Arancio  aveva
  depositato  in  questa confusione un subemendamento.  Il  vostro  è
  inammissibile.

   CIACCIO. Poi, sempre poi

   PRESIDENTE. Poi glielo spiego.
   Si  passa  all'emendamento  a pagina  14  del  Gov.1  (Idrocarburi
  liquidi e gassosi), al quale appone la firma l'onorevole Arancio.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO,   vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  minoranza. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento a pagina 15 del Gov.1 (CONSIP).
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO,   vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  minoranza. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento a pagina 16 del Gov.1 (Disposizioni  in
  materia  di  canoni  delle  miniere  e  delle  sorgenti  di   acque
  minerali).
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO,   vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  minoranza. Favorevole.

   PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  a pagina 17  del  Gov.  1  (aggiuntivo
  all'articolo 62).
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO,   vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  minoranza. Favorevole.

   PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi

                            (E' approvato)

   Comunico che sono stati presentati dal Governo gli emendamenti
  Gov. 3 e Gov.4.
   Si passa all'emendamento Gov 3. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento Gov 4. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi

                            (E' approvato)

   Do  lettura  dell'articolo 63 per passare all'esame delle  Tabelle
  allegate e dei relativi emendamenti, dalla Tabella A alla Tabella L
  con la riscrittura del Governo.

                               TITOLO II
             Effetti della manovra e copertura finanziaria.

                               Art. 63.
                        Fondi globali e tabelle

   1.  Gli importi da iscrivere nei fondi globali di cui all'articolo
  10  della  legge  regionale  8 luglio  1977,  n.  47  e  successive
  modifiche  ed  integrazioni, per il finanziamento dei provvedimenti
  legislativi  che si perfezionano dopo l'approvazione del  bilancio,
  restano determinati per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015 nelle
  misure  indicate  nelle tabelle  A' e  B', allegate  alla  presente
  legge,  rispettivamente per il fondo globale destinato  alle  spese
  correnti  e  per  il fondo globale destinato alle  spese  in  conto
  capitale.

   2.  Ai  sensi  dell'articolo 3, comma 2, lettera c),  della  legge
  regionale  27  aprile  1999,  n.  10  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni, le dotazioni da iscrivere in bilancio per l'eventuale
  rifinanziamento, per non più di un anno, di spese in conto capitale
  autorizzate  da  norme  vigenti  e  per  le  quali  nel  precedente
  esercizio  sia  previsto  uno  stanziamento  di  competenza,   sono
  stabilite  negli  importi indicati, per l'anno 2013,  nell'allegata
  tabella  C'.

   3.  Ai  sensi  dell'articolo 3, comma 2, lettera d),  della  legge
  regionale  27  aprile  1999,  n.  10  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni,  le  autorizzazioni  di  spesa  recate  dalle   leggi
  indicate  nell'allegata  tabella  D'  sono  ridotte  degli  importi
  stabiliti, per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015, nella tabella
  medesima.

   4.  Ai  sensi  dell'articolo 3, comma 2, lettera e),  della  legge
  regionale  27  aprile  1999,  n.  10  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni,  le  autorizzazioni di spesa  recate  dalle  leggi  a
  carattere  pluriennale  indicate  nell'allegata  tabella   E'  sono
  rimodulate  degli  importi  stabiliti,  per  ciascuno  degli   anni
  finanziari 2013, 2014 e 2015, nella tabella medesima.

   5.  Ai  sensi  dell'articolo 3, comma 2, lettera f),  della  legge
  regionale  27  aprile  1999,  n.  10  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni, le leggi di spesa indicate nella allegata tabella  F'
  sono abrogate.

   6.  Ai  sensi  dell'articolo 3, comma 2, lettera g),  della  legge
  regionale  27  aprile  1999,  n.  10  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni,   gli  stanziamenti  autorizzati   in   relazione   a
  disposizioni di legge la cui quantificazione è demandata alla legge
  finanziaria sono determinati nell'allegata tabella  G'.

   7.  Ai  sensi  dell'articolo 3, comma 2, lettera i),  della  legge
  regionale  27  aprile  1999,  n.  10  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni, le spese autorizzate relative agli interventi di  cui
  all'articolo 200, comma 1, della legge regionale 23 dicembre  2000,
  n.  32  e  successive  modifiche  ed  integrazioni,  sono  indicate
  nell'allegata tabella  I'.

   8.  Ai  sensi  dell'articolo 3, comma 2, lettera l),  della  legge
  regionale  27  aprile  1999,  n.  10  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni, gli importi dei nuovi limiti di impegno per  ciascuno
  degli  anni considerati dal bilancio pluriennale, con l'indicazione
  dell'anno  di  decorrenza e dell'anno terminale,  sono  determinati
  nell'allegata tabella  L'.

   9.  Ai sensi del comma 10 dell'articolo 17 della legge 31 dicembre
  2009,   n.   196   e  successive  modifiche  ed  integrazioni,   le
  disposizioni della presente legge che comportano nuove  o  maggiori
  spese  hanno  effetto  entro  i limiti  della  spesa  espressamente
  autorizzata  dalle  relative  norme finanziarie.  Con  decreto  del
  Ragioniere  generale  della Regione, da pubblicare  nella  Gazzetta
  ufficiale   della   Regione  siciliana,  è   accertato   l'avvenuto
  raggiungimento  dei  predetti  limiti  di  spesa.  Le  disposizioni
  recanti espresse autorizzazioni di spesa cessano di avere efficacia
  a  decorrere dalla data di pubblicazione del decreto per l'anno  in
  corso alla medesima data.

   Pongo congiuntamente in votazione le Tabelle da A a L.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                           (Sono approvate)

   Pongo  in votazione l'articolo  63. Chi è favorevole resti seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'articolo  64  con il  relativo  prospetto  allegato
  riepilogativo degli effetti della manovra finanziaria nel  triennio
  2013-2015. Ne do lettura:

                                Art 64.
             Effetti della manovra e copertura finanziaria

   1.  Gli  effetti della manovra finanziaria e la relativa copertura
  derivanti dalla presente legge sono indicati nel prospetto allegato
  alla presente legge.

   2.  Le  disposizioni  della presente legge si applicano,  ove  non
  diversamente disposto, con decorrenza 1  gennaio 2013.

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 65. Ne do lettura:

                               «Art. 65.
                             Norma finale

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
  sua pubblicazione.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione.

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

                              Sull'ordine dei lavori

   TURANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.  Signor Presidente, abbiamo votato in fretta una serie  di
  emendamenti presentati dal Governo. Poco fa parlavo con l'assessore
  Marino, che arriva sempre nel momento giusto.
   Il    Gov.3    prevede   di   estendere   i   benefici   contenuti
  nell'emendamento  ai  soggetti che hanno  determinato  l'insolvenza
  delle cooperative agricole, per cui si è celebrato un processo  che
  si è concluso con il patteggiamento.
   Ritengo  sia il caso di riflettere un attimo. Non hanno diritto  a
  fruire dell'intervento i soggetti che hanno concorso all'insolvenza
  della  cooperativa, la cui responsabilità sia stata  accertata  nei
  modi  e  nelle  forme  dell'articolo 2393, o  con  sentenza  penale
  definitiva  di  condanna, con esclusione  di  chi  ha  patteggiato.
  Rimanga agli atti quello che si è fatto.

   CIACCIO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIACCIO.  Signor Presidente, in precedenza avevo chiesto la  sorte
  di  tutti  gli altri emendamenti aggiuntivi. Le risposte che  erano
  state date erano che si sarebbe chiesto il ritiro ai firmatari,  ma
  non mi sembra che stiamo procedendo in questo senso. Quindi sono un
  po'  stordito, vorrei capire, ne abbiamo votati 20 e adesso  stiamo
  chiudendo la manovra e gli altri 180 emendamenti aggiuntivi?

   ARANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARANCIO.  Signor  Presidente, dichiaro di  apporre  la  mia  firma
  all'emendamento   a  pagina  15,  in  materia  di   produzione   di
  idrocarburi liquidi e gassosi.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevole Ciaccio, probabilmente non sono stato chiaro.
   All'inizio ho sentito quasi tutti i capigruppo assumendomi  grosse
  responsabilità nel dire che io mi trovavo dinnanzi ad un  bivio:  o
  seguivo la strada del cosiddetto maxi emendamento, che non è  stato
  maxi emendamento, oppure avrei dovuto seguire l'altra strada.
   I  capigruppo  mi hanno fatto comprendere che era  opportuno,  per
  semplificare  i  ragionamenti,  seguire  la  strada   che   abbiamo
  percorso.  Quindi  mi sono uniformato a queste indicazioni  e  sono
  andato  avanti. E' chiaro che il lavoro svolto nella  presentazione
  degli  emendamenti non andrà perso, perché arriveranno  tutti  alle
  Commissioni  di  merito,  nella speranza  che  da  questa  manovra,
  l'unica cosa che io ho chiesto nell'interesse del Parlamento, siano
  rimaste delle somme per le disposizioni legislative future.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, non vorrei che sottovalutassimo  la
  questione  che  ha posto l'onorevole Turano. O procediamo  con  una
  modifica al testo che è stato votato, per cui escludiamo coloro che
  hanno  fatto  un  patteggiamento, perché il  patteggiamento  è  una
  fattispecie di condanna. Questa norma è una norma fotografia, ma le
  fotografie  si  fanno dal fotografo mentre in Parlamento  le  norme
  devono essere generali ed astratte.
   Quindi  Presidente, dobbiamo eliminare l'ultimo rigo  che  esclude
  l'esclusione.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, mi confronterò con gli Uffici per
  verificare se, ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento  interno,
  si potrà procedere, ma mi sembra un po' complicato.
   Relativamente   alla  tabella  G  del  Governo,  laddove   si   fa
  riferimento   alla  legge  regionale  5  dicembre   2007,   n.   26
   Provvedimenti  in  favore delle famiglie delle vittime  del  mare'
  deve intendersi 150 e non cinquanta.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 05.50, è ripresa alle ore 05.58)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, passiamo agli emendamenti  tecnici
  presentati  ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento interno.  Se
  necessità qualche chiarimento, l'assessore è a disposizione, ma  si
  tratta di correzioni tecniche.
   Si passa all'emendamento 117.A. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.5. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.1A. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.2. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.3. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.4. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.9. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.7. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.8. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.10. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.11. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 117.11. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato).

   e correttiva per l'anno 2013. Legge di stabilità regionali" n. 69

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Pogliese


  Votazione finale del disegno di legge «Disposizione programmatiche
    e correttive per l'anno 2013. Legge di stabilità regionale» (n.
                                 69/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
  del disegno di legge n. 69/A  Disposizione programmatiche e
  correttive per l'anno 2013 . Legge di stabilità regionale.
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì prema  il  pulsante
  verde; chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  69
   Maggioranza         35
   Favorevoli          56
   Contrari            12
   Astenuti               1

                            (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, sospendo quindi la seduta per consentire  alla
  Giunta  di governo di approvare e presentare all'Assemblea la  Nota
  di  variazione al bilancio conseguente all'approvazione della legge
  finanziaria,  ed alla Commissione bilancio di esprimere  il  parere
  sulla  medesima  Nota, prescritto dall'articolo  73  quinquies  del
  Regolamento interno.

    (La seduta, sospesa alle ore 6.02, è ripresa alle ore alle ore
                                 6.41)

   La seduta è ripresa.

   Comunico  che  la  Giunta  di governo  ha  approvato  la  Nota  di
  variazione  al disegno concernente il bilancio di previsione  della
  Regione  siciliana per l'anno finanziario 2013 e  per  il  triennio
  2013-2015  e  che, di  conseguenza, la II Commissione  legislativa,
  Bilancio,  ai  sensi  dell'articolo 73  quinquies  del  Regolamento
  interno di questa Assemblea, ha espresso il parere favorevole.
   Comunico   che  sono  stati  presentati  dal  Governo,  ai   sensi
  dell'articolo 117 del Regolamento interno, gli emendamenti 117.1BIL
  e 117.2BIL.
   Pongo in votazione l'emendamento 117.1BIL.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione il 117.2BIL.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Pogliese


   Comunico che sono stati presentati numerosi ordini del giorno  che
  chiedo vengano accettati come raccomandazione da parte del Governo.

   CAPUTO. C'era un impegno del Governo: solamente uno da mettere  in
  votazione.

   PRESIDENTE. Assessore Bianchi, li accetta come raccomandazione?

   BIANCHI,   assessore   per   l'economia.   Sono   accettati   come
  raccomandazione.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà di parlare il Presidente  della  Regione,
  onorevole Crocetta.

   CROCETTA,  Presidente della Regione. La questione sollevata  sulla
  zona franca della legalità che includerebbe una serie di comuni  di
  Palermo, a me sembra un'idea molto razionale. E' chiaro, però,  che
  le  zone  franche  urbane, poi, vanno istituite con  una  procedura
  precisa, debbono avere le caratteristiche, eccetera. Incardineremo,
  quindi, una proposta, sicuramente, legislativa che possa riaprire i
  termini, possibilmente, non solo per quest'area ma anche per  altre
  aree  della  Sicilia  che potrebbero avere  le  caratteristiche  di
  rientro in questa prospettiva generale.
   La   raccomandazione,   quindi,  è  totalmente   recepita   perché
  corrisponde anche agli obiettivi del Governo.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione la Nota di variazioni.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Pogliese


   Votazione  finale  del  disegno di legge «Bilancio  di  previsione
  della  Regione  siciliana per l'anno finanziario  2013  e  bilancio
  pluriennale per il triennio 2013-2015» (68-68bis-68ter/A)

    PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
  del   disegno  di  legge  «Bilancio  di  previsione  della  Regione
  siciliana per l'anno finanziario 2013 e bilancio pluriennale per il
  triennio 2013-2015» (68-68bis-68ter/A), come modificato dalla  Nota
  di variazioni.
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì prema  il  pulsante
  verde; chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.
                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  74
   Maggioranza         38
   Favorevoli          59
   Contrari            13
   Astenuti              2

                         (L'Assemblea approva)

   L'onorevole    Dipasquale   ha   dichiarato   di   avere    votato
  favorevolmente ma, per un malfunzionamento del sistema  elettronico
  di votazione, il voto non risulta registrato.
   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a  venerdì,  10  maggio
  2013, alle ore 10.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Pogliese


   -Comunicazioni.

      La seduta è tolta alle ore 6.46 di mercoledì 1 maggio 2013

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli