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Resoconto d'Aula della Seduta n. 393 di mercoledì 14 dicembre 2016
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   Presidenza del Presidente Ardizzone


                   La seduta è aperta alle ore 16.30

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che del processo  verbale
  della seduta precedente sarà data lettura nella seduta successiva.

                        Sull'ordine dei lavori

   DI GIACINTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  GIACINTO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo
  sull'ordine  dei  lavori. Oggi, la Conferenza  dei  Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari, così come ha relazionato lei, ha  deciso  che
  l'Aula  si  terrà fino al 30 dicembre e così è. Però, è chiara  una
  cosa,  signor Presidente, fermo restando quello che si è concordato
  sul  bilancio,  sulla  mini  finanziaria,  sul  bilancio  secco   e
  quant'altro, volevo dire all'Aula che fino ad oggi il  Governo  non
  ha trasmesso nulla di questi documenti.
   E'  chiaro che se da qui a qualche giorno nulla arriverà, si dovrà
  fare  un esercizio provvisorio secco per mettere in salvaguardia  i
  precari,  perché  se entro il 30 dicembre 2016  non  approviamo  la
  norma tutti i precari dal 1  gennaio non avranno copertura. Quindi,
  nell'invitare  il  Governo a fare in fretta a  presentare  tutti  i
  documenti  che  oggi  ha  promesso di presentare,  mi  auguro  che,
  laddove   non  siano  presentati,  signor  Presidente,  con   molta
  responsabilità andiamo ad approvare un esercizio provvisorio  secco
  con la proroga dei precari.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Di Giacinto, mi  sembra  corretto  il  suo
  intervento.

   luglio 2011, n. 12 e alla legge regionale 17 maggio 2016, n. 8  in
   materia di UREGA (n. 1264 - Stralcio I/A)
   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Discussione del disegno di legge  Modifiche alla legge regionale
   12 luglio 2011, n. 12 e alla legge regionale 17 maggio 2016, n. 8
             in materia di UREGA  (n. 1264 - Stralcio I/A)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, si passa al punto  I  dell'ordine
  del giorno: Discussione di disegni di legge .
   Si procede con la discussione del disegno di legge  Modifiche alla
  legge  regionale  12 luglio 2011, n. 12 e alla legge  regionale  17
  maggio 2016, n. 8 in materia di UREGA  (n. 1264 - Stralcio I/A).
   Invito   i   componenti  la  IV  Commissione  a   prendere   posto
  nell'apposito banco.
   Ha  facoltà di parlare il presidente della Commissione e relatore,
  onorevole Maggio, per svolgere la relazione.

   MAGGIO,   presidente   della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,   Assessore,  onorevoli  colleghi,  la   necessità   di
  intervenire  su  questa legislazione è dovuta al  fatto  che  nuove
  norme  nazionali  e  il recepimento della normativa  europea  hanno
  dettato  questa ripresa di punti fondamentali, considerato che  per
  la normativa degli appalti diverse difficoltà si erano riscontrate,
  non   solo  per  le  lungaggini,  ma  anche  perché  c'erano  delle
  contraddizioni  presenti  tra la nostra normativa  e  la  normativa
  nazionale.
   Il principio fondamentale che in questa legge è presente è proprio
  quello  di snellire la procedura partendo dalla composizione  delle
  Commissioni  con  dei  criteri  che superassero,  tra  l'altro,  il
  sorteggio  presente nella vecchia legge, che poi aveva  determinato
  tutta  una  serie  di  problematiche e, ancor di  più,  individuare
  immediatamente, nel momento in cui si individuano i titolari, anche
  i  supplenti,  in maniera tale da poter permettere la  sostituzione
  immediata, qualora per motivazioni diverse i titolari non potessero
  partecipare   alle   Commissioni.   Tra   l'altro,    a    sostegno
  dell'individuazione  di  chi  comporrà  queste  Commissioni,  viene
  costituito un albo che conterrà, dietro presentazione di curriculum
  con  dei criteri che vengono descritti, i nominativi di coloro, sia
  interni che esterni, che andranno a comporre le Commissioni.
   Sostanzialmente, poi, per quanto riguarda le Commissioni  previste
  dall'articolo 8 della legge n. 12 del luglio 2011, i  criteri  e  i
  commi  1  e 2, portano un abbassamento della soglia da 1 milione  e
  250  mila  a  1 milione; mentre il comma 3 della norma  sostituisce
  interamente l'articolo 9 della predetta legge regionale,  e  quindi
  porta la soglia di procedura di gara da 1 milione e 250 mila euro a
  2 milioni e mezzo di euro.
   L'altra  novità  che viene introdotta è quella delle  Commissioni,
  che  diventano  due: una Commissione di gara, che avrà  un'attività
  specifica  dal  punto  di  vista amministrativo  e,  quindi,  dovrà
  snellire  tutte  le  procedure di carattere amministrativo,  e  una
  Commissione, invece, giudicatrice che valuterà poi le  offerte  dal
  punto di vista tecnico ed economico.
   Sostanzialmente  i punti sono questi; poi ce n'è  anche  un  altro
  importante   che  riguarda  i  compensi  per  i  componenti   delle
  Commissioni, che non saranno più a gettone ma saranno compensi  ben
  definiti,  che verranno decurtati nel momento in cui,  entro  tempi
  definiti, non si svolgerà tutta la procedura.
   Devo dire che, nel contesto della norma che abbiamo valutato in un
  pomeriggio faticoso di lavoro, sono sfuggite alcune cose  che,  non
  solo  non  si  potevano vedere poi, nella visitazione che  è  stata
  fatta  dai dirigenti della Commissione, ma che sono delle questioni
  che  appartengono  al  Governo che dovrà, per esempio,  tra  tutti,
  colmare  una  discrepanza che si è venuta a creare. Perché,  mentre
  abbiamo abbassato la soglia delle Commissioni di cui all'articolo 8
  da  un milione e 250 mila a un milione, poi diciamo che, per quanto
  riguarda le altre Commissioni, si riparte da un milione e 250  mila
  e  per  l'UREGA  a  2 milioni e mezzo. Quindi rimane  fuori  quella
  fascia  tra  un  milione e un milione e 250 mila  e  penso  che  il
  Governo avrà già verificato nel momento in cui è stata definita  la
  stesura e penserà, esso stesso, a presentare un emendamento.
   Ci  sono,  tra l'altro, alcune questioni non così importanti  come
  quella  cui  accennavo  che, dal punto di vista  della  visitazione
  della  norma stessa, riguarderanno l'attività del Governo; una  fra
  tutte, non solo la questione dell'albo - che poi bisogna vedere  se
  è  possibile costituirlo, se chiamarlo albo o semplicemente elenco,
  dove  confluiranno i nominativi di coloro che dovranno andare, poi,
  a  comporre le Commissioni - ce n'è un altro all'articolo 36  dove,
  praticamente, si dice che gli importi che vengono definiti ai commi
  4 e 5, che sono gli importi rivisitati, possono essere, in funzione
  di  alcuni  elementi statistici o di altri dati, rivisti attraverso
  un   decreto   dell'assessore  al  ramo,  dell'assessore   per   le
  infrastrutture  e  la  mobilità,  previa  delibera   della   Giunta
  regionale.  Anche  lì  bisogna andare a verificare  se  un  decreto
  dell'assessorato e della Giunta può andare a modificare  una  norma
  così come la stiamo definendo.
   Ma  sono  tutte questioni che, in relazione al fatto  che  da  più
  parti è stata sollecitata questa norma, che da più parti si ritiene
  anche  in  vista degli appuntamenti che avremo a breve  rispetto  a
  delle  opere infrastrutturali necessarie per la nostra  regione  e,
  quindi,  ancora una volta alla necessità di procedere  speditamente
  per  impedire che risorse vengano perdute e che soprattutto non  si
  realizzino le opere che sono oggetto degli appalti, possono  essere
  rivisitati  in  Aula  e,  soprattutto,  io  auspico  che  qualsiasi
  rivisitazione  venga, stia dentro quello che  è  lo  spirito  della
  norma.
   Abbiamo  la necessità di semplificare, naturalmente tenendo  ferma
  la  barra  dritta sulla vigilanza e nei termini della legalità,  ma
  abbiamo  bisogno  che  in  Sicilia nel  corso  del  prossimo  anno,
  davvero,  gli  obiettivi  che  ci siamo  prefissi  per  intervenire
  strutturalmente su quanto abbia ritenuto deficitario, su quanto  ha
  bisogno di attenzionamento, vengano finalmente raggiunti.

   PISTORIO, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PISTORIO,  assessore per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente,  onorevoli  deputati, il  Governo,  presentando  questo
  disegno  di  legge,  ha cercato di corrispondere  ad  una  esigenza
  diffusa,    pur   nella   consapevolezza   del   valore    positivo
  dell'esperienza degli uffici regionali per le gare  d'appalto,  che
  ormai ha una certa solidità, che ha garantito uniformità diffusa in
  queste procedure e rigore amministrativo, in un campo delicatissimo
  come  quello degli appalti. Non è cosa da poco che -lo voglio  dire
  perché,  dobbiamo  qualche  volta  anche  essere  orgogliosi  delle
  intuizioni e delle iniziative del legislatore siciliano -  mai  una
  vicenda  corruttiva  o  concussiva,  ha  riguardato,  ad  oggi,  le
  Commissioni regionali per le gare d'appalto chiamate UREGA.
   E'  un'esperienza,  quindi, apprezzabile  in  cui  la  Sicilia  ha
  anticipato  processi amministrativi che si stanno  sviluppando  nel
  resto del Paese.
   Partiti  da  questo  presupposto del  valore  positivo  di  questa
  esperienza,  abbiamo  dovuto  riscontrare,  in  modo  ampio,  delle
  difficoltà di funzionamento delle tempistiche che, certamente,  non
  vanno  incontro  all'esigenza di efficienza  della  spesa  ed  alla
  efficace azione amministrativa, perché troppe gare, e quindi  tante
  opere che dipendono dall'esperimento di queste procedure, hanno dei
  ritardi che non sono accettabili. Nella prospettiva che, nei mesi a
  venire,  debba  esservi, fortunatamente, un  incremento  di  questi
  procedimenti amministrativi così importanti, perché le risorse  che
  sono  state  appostate  nel Patto per il Sud,  che  sono  già  oggi
  disponibili,  perché  gli atti, che a livello nazionale  hanno  già
  determinato   la  effettiva  sussistenza  di  queste  risorse,   ci
  impongono di procedere con grande celerità, uno dei presupposti che
  è  stato  rappresentato dal punto di vista della  comunicazione  in
  modo  molto enfatico, ma che deve diventare sostanza, ed al  quale,
  per  esempio,  l'assessorato per le infrastrutture  si  è  adeguato
  pienamente,     prevedeva    la    cantierabilità,    l'auspicabile
  cantierabilità al 2017 di gran parte di queste opere.
   La  cantierabilità  al  2017  non è una  scommessa  amministrativa
  semplicissima:  da un canto perché l'entrata in vigore  del  Codice
  degli  appalti, decreto legislativo n. 50, ha imposto che oggi  può
  andare  in gara soltanto se è munita di progetto esecutivo,  mentre
  in passato, c'erano anche delle fattispecie diverse. E, quindi, già
  c'è questa esigenza dell'adeguamento della progettualità per potere
  celebrare le gare. D'altro canto, anche il tempo di esecutività  di
  una gara non è una variabile del tutto indifferente.
   Il  Governo,  quindi, in un clima di grande consenso,  che  io  ho
  riscontrato anche in commissione, del quale ringrazio i  componenti
  della   commissione  che  hanno  lavorato  col  Governo  in  grande
  sintonia,  ha  predisposto questo disegno di legge per  tentare  di
  corrispondere,  al  meglio, a questa aspettativa,  revisionando  in
  modo profondo questa materia.
   Questa  non  è una riforma perché noi non mettiamo in  discussione
  l'impianto  e  l'ispirazione  di  questa  disciplina  ma,   abbiamo
  revisionato  i meccanismi di funzionamento per tentare di  superare
  alcune criticità.
   Li  sintetizzo  e,  poi, vi annuncio qual è  il  tema  che,  oggi,
  probabilmente  nei prossimi giorni, da qui ad un  ritorno  in  Aula
  martedì, dovremo comunque affrontare insieme.
   Il primo argomento su cui siamo concentrati è stato l'allargamento
  della  platea dei potenziali componenti delle Commissioni. Era  una
  platea troppo ristretta che determinava una difficoltà, soprattutto
  se  il numero di Commissioni che debbono essere attivate si allarga
  in  ragione delle tante gare che devono essere celebrate; l'attuale
  composizione   degli  UREGA  non  ci  consentiva   di   avere   una
  disponibilità  di risorse umane adeguate a questa esigenza.  Quindi
  abbiamo allargato prevedendo la possibilità di questo Albo.
   E'  chiaro  che  c'è una funzione emendativa dell'Aula  che  potrà
  certamente migliorare il testo del Governo e della Commissione.  Se
  poi  deve  essere  un  Albo,  un elenco,  quindi  con  formula  più
  flessibile rispetto all'Albo che è maggiormente codificato,  è  una
  scelta che farà l'Aula valutando quali sono gli effetti dell'una  e
  dell'altro caso. Certamente abbiamo previsto di ampliare la  platea
  dei   potenziali  componenti.  Utilizzando,  intanto,  le  migliori
  risorse  in  questo  campo   in  capo  alla  Regione  attraverso  i
  dirigenti  dei  Geni civili e della Protezione civile  che  sono  i
  dirigenti  regionali  che in materia tecnica  hanno  la  più  ampia
  competenza  in  questa materia. Come ha detto  bene  il  Presidente
  della Commissione, abbiamo distinto meglio le due fasi, la fase  di
  esame  amministrativo della documentazione che è propedeutica  alla
  gara  vera e propria, dalla fase invece dell'aggiudicazione con  la
  comparazione delle offerte che vengono ovviamente prodotte in  sede
  di gara.
   Questo  fatto è ancora più rilevante perché divenendo,  nel  nuovo
  Codice  degli  appalti,  il  criterio ordinario  di  aggiudicazione
  quello  della offerta economicamente più vantaggiosa, chi ha  avuto
  il  tempo di approfondire la materia, sa perfettamente che  tra  la
  comparazione  di offerte che hanno come criterio di  aggiudicazione
  quello  del  prezzo  più basso e il criterio di comparazione  delle
  offerte  nel caso di offerte economicamente più vantaggiose,  vi  è
  una  complessità  nella seconda fattispecie  molto  più  rilevante.
  Quindi  l'impegno della Commissione giudicatrice sulla  fase  della
  comparazione delle offerte è molto più consistente che nel passato.
  Quindi due fasi diverse di esame dei documenti amministrativi,  che
  garantiscono l'ammissibilità alla gara, dalla vera e propria  gara,
  è  un elemento che garantisce maggiore trasparenza perché distingue
  le   responsabilità  ma  ovviamente  aiuta  anche  e  snellisce   i
  procedimenti.
   Il  secondo  intendimento  che vogliamo  realizzare  è  quello  di
  evitare  dilazioni di tempi legati all'interesse legittimo,  umano,
  dei  componenti delle Commissioni di poter acquisire per intero  la
  enumerazione  che  era  determinata dal numero  di  sedute.  Quindi
  poteva  esserci la tentazione di allungare i tempi di  celebrazione
  con  molte  sedute  per  raggiungere il massimo  di  remunerazione.
  Abbiamo   cambiato  il  criterio  definendolo  su   un   grado   di
  produttività, fissando una soglia minima di tre mila euro quando ci
  sono  fino  a cinque offerte; cinque mila euro quando sono  fino  a
  dieci  offerte; dieci mila euro quando si supera le dieci  offerte.
  Questo  criterio determina un obiettivo vantaggio che ci  sarà  una
  maggiore produttività perché è evidente che è meglio concludere una
  gara  velocemente  - e ovviamente avere il giusto  compenso  -  che
  dilazionare  i  tempi per potere acquisire un  maggiore  numero  di
  gettoni possibili e quindi avere un compenso più cospicuo.
   In  questa stessa logica abbiamo previsto un tempo di celebrazione
  fisso  di  trenta  giorni.  Per  i  casi  di  gara  particolarmente
  complesse  fino  a  45  giorni,  prevedendo  anche  dei  meccanismi
  sanzionatori  quando  vi  sono  degli  ingiustificati  ritardi  che
  determinano,   ovviamente,   un   nocumento   per    la    Pubblica
  Amministrazione perché la gara tarda ad essere definita.
   Queste  sono  alcune  delle  questioni.  La  più  importante  l'ha
  accennata  il Presidente Maggio, ma io voglio fare una  aggiunzione
  per  sollecitare l'Assemblea regionale siciliana ad una valutazione
  piuttosto rilevante, ed è quella riguarda la soglia.
   Noi,  quando  abbiamo  predisposto il disegno  di  legge,  avevamo
  disposto  che  la  soglia fissata in Sicilia e  che  impegnava  gli
  uffici  e le gare d'appalto fosse in linea con la soglia del Codice
  di  appalti di un milione di euro, che prevede che oltre un milione
  di   euro  si  proceda,  come  criterio  obbligatorio,  con  quello
  dell'offerta economicamente più vantaggiosa.
   Durante   il   tempo  che  è  intercorso  tra  la  predisposizione
  originaria del disegno di legge e la seduta in Commissione, vi sono
  state  una  serie  di sollecitazioni molto diffuse  a  valutare  la
  possibilità  di  innalzare la soglia relativamente  all'obbligo  di
  procedere col criterio di aggiudicazione della cosiddetta   offerta
  economicamente più vantaggiosa  elevandola in modo più consistente.
   Qualcuno  sosteneva  la necessità di potere  superare  anche  i  5
  milioni di euro utilizzando la soglia prevista in sede europea.  La
  scelta  del  Governo, confortato anche dalla Commissione,  è  stata
  quello  di prevedere, invece, che la soglia in cui è previsto  come
  criterio   obbligatorio  quello  dell'offerta  economicamente   più
  vantaggiosa sia oltre i 2 milioni e mezzo di euro. E questo perché,
  dalle  interlocuzioni in corso, sappiamo che il  Governo  nazionale
  sta  considerando  questa  come una soglia  accettabile  perché  un
  milione  di  euro  è  una  soglia troppo  bassa  per  imporre,  per
  prevedere   come   criterio  obbligatorio  quello   della   offerta
  economicamente  più  vantaggiosa, che oggettivamente  è  molto  più
  complessa  non  soltanto nella fase di celebrazione della  gara  ma
  anche   per   le   imprese  che  devono  partecipare,   perché   la
  predisposizione della documentazione, la formulazione  dell'offerta
  è  molto  più  articolata  e  quindi -  come  qualche  parlamentare
  particolarmente   attento,   come  l'onorevole   Di   Giacinto   mi
  sollecitava  - impegna anche le imprese più piccole che  hanno  una
  minore  dotazione organizzativa a predisporre un lavoro  abbastanza
  oneroso.
   Ora,  il  tema è questo: noi abbiamo un vincolo che oggi la  Corte
  Costituzionale ha ribadito con una sentenza della quale non conosco
  né  le  motivazione  e  neanche  il  dispositivo,  ma  soltanto  il
  comunicato stampa, che l'impugnativa relativa alla legge  regionale
  n.  12/2011 riconferma il principio assoluto e inderogabile che  in
  materia  di  soglie e di criteri di aggiudicazione  vale  la  legge
  nazionale e quindi il Codice degli appalti.
   Noi ricordiamo che qualche mese fa l'Assemblea regionale siciliana
  fu impegnata in una lunga questione se fosse opportuno disciplinare
  in  modo diverso i criteri di anomalia in materia  massimo ribasso,
  differenziandosi  dal  legislatore nazionale nel  presupposto,  poi
  confermato  dai fatti, cioè dagli esiti delle gare che hanno  visto
  un  abbassamento  del  ribasso medio, ma anche  dal  fatto  che  il
  legislatore  nazionale  nel codice degli  appalti  nell'ambito  dei
  criteri  per  la  verifica delle anomalie  su  massimo  ribasso  ha
  utilizzato  quel criterio che l'Ars aveva individuato. Ma  malgrado
  la  bontà  del  principio che l'ARS ha sostenuto, è valsa  comunque
  l'affermazione della titolarità esclusiva dello Stato in materia di
  soglie e di criteri di aggiudicazione.
   Quindi  noi  abbiamo  oggi un problema: nel  testo  che  avete  in
  consegna  la proposta del Governo con il consenso della Commissione
  ha   previsto  che  in  Sicilia  l'obbligo  di  aggiudicazione  con
  l'offerta economicamente più vantaggiosa è fissato oltre il milione
  e mezzo di euro.
   È  evidente  che,  se  viene confermato  l'indirizzo  del  Governo
  nazionale di fissare a questo livello la soglia, nulla questio, noi
  stiamo  anticipando, ma io cercherò di verificare in modo informale
  ma sostanziale se questa valutazione dell'ANAC sarà perfezionata in
  un atto legislativo perché siamo in piena sintonia.
   Se  invece  questo  non  accadesse, noi  ci  ritroveremmo  in  una
  condizione  che  potrebbe  determinare  l'impugnativa  del  Governo
  nazionale  ove  la soglia prevista in Sicilia per la obbligatorietà
  dell'offerta  ritenuta  più vantaggiosa  fosse  diversa  da  quella
  prevista dal codice degli appalti che oggi è di un milione di euro.
   Tutte  le  indicazioni amministrative economiche suggeriscono  che
  questa  soglia  è  troppo  bassa,  però  c'è  un  elemento  formale
  legislativo,  ed  è  una  scelta che  dovrà  operare  correttamente
  l'Assemblea  regionale. Abbiamo qualche giorno, perché  io  non  so
  quando  il  Presidente dell'Assemblea fisserà  il  termine  per  la
  presentazione degli emendamenti, ma credo che la settimana prossima
  andremo  nel  vivo  della  discussione;  spero  che  siano   giorni
  sufficienti ad avere un quadro della situazione per fare la  scelta
  più  oculata  anche se io non considero l'impugnativa  del  Governo
  nazionale   un  elemento  lesivo.  Si  tratta  di  una   dialettica
  costituzionale  governata dalle norme che apre un  giudizio,  ma  è
  evidente  che  se  la  corte costituzionale oggi  afferma  in  modo
  perentorio  l'indirizzo che la materia delle soglie del divieto  di
  aggiudicazione   è  sottratta  alla  competenza   del   legislatore
  regionale   ed  è  esclusivamente  di  pertinenza  del   Parlamento
  nazionale  non  possiamo  non tenerne  conto,  quindi  la  verifica
  preventiva è quella di comprendere se l'intendimento annunciato dal
  governo  nazionale  di presentare al Parlamento  una  modifica  del
  codice degli appalti per alzare la soglia ad un milione e mezzo sia
  confermata.
   E' evidente che sarebbe del tutto velleitario, e quindi suggerisco
  di  non  presentare emendamenti in questo senso, addirittura alzare
  la  soglia in modo più elevato, perché incorreremo davvero in  quel
  caso  nella  assoluta  certezza  di  una  impugnativa  del  governo
  nazionale.
   Credo  di  non  dovere  dire altro, ma di aver  voluto  comunicare
  all'Assemblea  un  elemento importante, che tra l'altro  emerge  da
  questo  annuncio di giudizio della Corte nella giornata odierna  e,
  ovviamente, resto disponibile a qualsiasi altra riflessione.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Cancelleri.  Ne  ha
  facoltà.

   CANCELLERI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  sarei  voluto
  intervenire prima dell'assessore, ma probabilmente avrei ribadito o
  detto quello che poi in realtà è stato l'intervento dell'assessore.
   Perché   dico   questo?  Proprio  l'intervento  dell'Assessore   è
  chiarificatore  rispetto  a  quello che  è  avvenuto  oggi  con  la
  sentenza  della Corte costituzionale in relazione a  quello  che  è
  questo  disegno  di  legge.  Credo  che  qui  ci  siano  in   ballo
  l'onorabilità di questo Parlamento, la credibilità quanto  meno,  e
  soprattutto  anche  quello che poi diventa  il  nostro  lavoro,  il
  lavoro quotidiano che dobbiamo fare ogni giorno qui dentro.
   Il  discorso  dell'Assessore, che devo dire è stato chiarissimo  e
  perfetto,   dice  una  cosa:  richiama  la  sentenza  della   Corte
  Costituzionale che ribadisce che il legislatore regionale  non  può
  fissare  le  soglie né i criteri di aggiudicazione. Per  cui,  dice
  che,  a  quel punto, dobbiamo attenerci a quelle che sono le soglie
  ed i criteri di aggiudicazione della legge nazionale.
   Un  milione  di  euro.  Questo disegno di  legge  si  fonda  tutto
  attorno, praticamente, al terzo comma che, sostanzialmente,  cambia
  la soglia di aggiudicazione a 2 milioni e mezzo.
   L'Assessore  dice: noi possiamo perché io so che da interlocuzioni
  tra  l'Anac,  il  Governo  centrale,  c'è  la  volontà  di  volerla
  cambiare. Ma la volontà non è legge, la volontà non è una legge che
  già  si applica al territorio nazionale per cui, in questo momento,
  volontà o non volontà, comunque, ancora rimaniamo ad una soglia  di
  un milione di euro.
   Questa legge non possiamo neanche discuterla, Presidente. E doveva
  essere questa la fine giusta dell'intervento dell'Assessore.
   Questa legge va accantonata fino a quando il Governo nazionale non
  avrà deciso cosa vuole fare, perché non è detto che una proposta di
  legge,  in tal senso, al Parlamento nazionale diventi legge;  e  se
  viene  bocciata?  Noi  mettiamo  a rischio  il  nostro  lavoro,  la
  credibilità  di quest'Aula, di questo Parlamento e dei  lavori  che
  vengono  fatti  nelle  Commissioni ed  all'interno  di  quest'Aula,
  portando  avanti  un  disegno di legge che, poi,  viene  approvato,
  diventa  legge della Regione, e poi che cosa succede? Succede  che,
  poi, viene impugnato.
   Io direi che è irricevibile, anche a fronte di quello che è stato,
  sostanzialmente, l'intervento dell'Assessore e, quindi, del Governo
  che  si  è espresso in quel modo e, secondo me, non è più possibile
  neanche andare avanti.
   Io lascio a lei le valutazioni del caso, però, credo che, davvero,
  di  fronte  a quello che abbiamo appena sentito, dalle  parole  del
  Governo, non sia più possibile andare avanti.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fazio.

   FAZIO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,  diciamo
  che chi mi ha preceduto ha focalizzato, a mio avviso, una questione
  estremamente   importante  e  di  una  valenza   anche   abbastanza
  strategica.
   Dobbiamo  chiarire una volta per tutte, forse, che questo  disegno
  di  legge  non concentra la sua attenzione per quanto  riguarda  il
  sistema  di  aggiudicazione, perché altrimenti  credo  che  abbiamo
  sbagliato, non solo lettura, ma soprattutto ottica.
   Mi  preme ricordare che, sino a qualche giorno fa, nessuno  era  a
  conoscenza della sentenza della Corte Costituzionale; è solo ieri o
  stamattina,  addirittura, che è stata resa nota la  sentenza  della
  Corte Costituzionale che, a dire la verità, non ha introdotto nulla
  di  nuovo rispetto a quanto effettivamente già si conosceva, almeno
  tra  gli  addetti ai lavori, nel senso che, per quanto  riguarda  i
  criteri  di  aggiudicazione nell'ambito degli  appalti,  su  questo
  argomento  vi era una riserva di legge statale per cui le  regioni,
  sia  le  regioni  a  Statuto  speciale che  le  regioni  a  Statuto
  ordinario, non potevano, in qualche modo, legiferare.
   Lo sapevamo anche prima; al riguardo, c'era stato un tentativo, se
  non ricordo male del Trentino Alto Adige che, però, ovviamente, non
  è  mai  stato preso in considerazione ed il motivo per cui la Corte
  Costituzionale non si è mai pronunciata.
   Ma  io  non  voglio concentrare su questo argomento,  a  me  piace
  ribadire un aspetto che mi sembra fondamentale: Assessore, non sono
  d'accordo  su  quanto prospettato perché credo che sia estremamente
  importante  il  fatto che siamo a conoscenza della  sentenza  della
  Corte Costituzionale che ci relega a dare una pedissequa attuazione
  a  quanto disposto dalla sentenza della Corte stessa, cioè dobbiamo
  necessariamente  recepire,  per  quanto  riguarda  il  sistema   di
  attribuzione, quanto prevede il Codice degli appalti.  Non  abbiamo
  alcun potere discrezionale, né di aumentare, né di diminuire.
   Allora  trovo,  sicuramente,  non  conducente  il  fatto  di  aver
  modificato  il quantum degli appalti perché credo che ci esponiamo,
  non  solo  ad  una  censura,  ma al fatto  che  saremmo  costretti,
  successivamente, ad intervenire per adeguarci. Invece,  perché  non
  procediamo  a  contraria? Cosa significa: ci  adeguiamo  ed  appena
  viene  modificata a livello nazionale, alla prima  finanziaria  che
  c'è, l'andiamo a modificare. Perché che cosa accadrebbe, Assessore?
  Accadrebbe  una  cosa molto semplice: approvata questa  legge  noi,
  vediamo  a  porzione,  procediamo  all'aggiudicazione  con   questi
  criteri,  ovviamente, quando la sentenza della Corte Costituzionale
  sarà,  in  qualche modo, prodotta avrà un effetto  retroattivo.  Ci
  insegnano  che, però, la retroattività è fino a quando è possibile,
  perché è inimmaginabile che, sostanzialmente, si rifacciano le gare
  d'appalto che nel frattempo sono state aggiudicate nell'ambito  del
  quantum e così via.
   Do  un suggerimento molto modesto e sarò il primo a presentare  un
  emendamento  che  si  adegua  a quanto il  legislatore  statale  ha
  previsto,  pur non condiviso, ovviamente, dagli addetti ai  lavori,
  pur  contestato nelle sedi opportune e quant'altro,  ma  credo  che
  siamo   legittimati  a  modificarlo  solo  quando  il   legislatore
  interviene,  prima è una specie di suicidio  E' anche  un  suicidio
  politico, mi sono rotto le scatole, essenzialmente,  di sentire che
  il  legislatore  regionale  commette degli  errori  così  madornali
  perché  sistematicamente ogni legge che fa viene impugnata  dinanzi
  la Corte Costituzionale.
   Fermo   restando  ciò  e  avendo  chiarito,  spero  e  mi  auguro,
  l'argomento,  non  posso  non  trattare  invece,  l'argomento   più
  importante che ha determinato la modifica di questa norma. Dobbiamo
  ricordarci  che  questa  è  stata una  norma  deleteria  perché  il
  legislatore   regionale,   avendo  approvato   questa   legge,   ha
  paralizzato gli appalti in Sicilia.
   Ci  dobbiamo  ricordare e non possiamo non evidenziare,  peraltro,
  che  anche l'esperienza concreta, ci ha insegnato molto. E su quali
  versanti  si  è  intervenuti?  Su  due  versanti  fondamentali.  La
  composizione. Bene  C'è stato un periodo in cui c'era  la  paralisi
  dell'UREGA, la paralisi  perché nessuno voleva andarci  e  nessuno,
  sostanzialmente,  era in grado di poter comporre questo  organismo,
  il   che   significa  che  non  vi  era  alcun  appalto  ed  alcuna
  aggiudicazione.  Ma non stiamo parlando di giorni, stiamo  parlando
  di  mesi  con  delle  conseguenze disastrose  dal  punto  di  vista
  economico. Questo aveva determinato la paralisi degli appalti.
   Altro  aspetto fondamentale che, obiettivamente, abbiamo scoperto,
  cammin  facendo ed in applicazione della norma del 2011 è il  fatto
  che  gli  organi  che componevano l'UREGA, e mi sembra  fin  troppo
  ovvio,  poiché venivano pagati a gettone di presenza era ovvio  che
  prolungavano le gare sine die, sino a quando potevano protrarle, il
  massimo possibile per trovare dal punto di vista prettamente  unico
  ed  economico  il massimo vantaggio. Ciò determinava  un  ulteriore
  ritardo e quant'altro.
   Credo  che  la  Sicilia  non  si possa  ancora  permettere  questa
  situazione,  ci  sono  una  seri di appalti  che,  necessariamente,
  devono  essere  espletati  in  termini abbastanza  veloci,  abbiamo
  immaginato  di  introdurre alcuni meccanismi per  eliminare  quelle
  carenze che sono state riscontrate nel passato.
   Non posso dimenticare, anche degli emendamenti che prevedono già i
  supplenti proprio per evitare qualsiasi perdita di tempo, qualsiasi
  cosa  accada al componente del collegio, nulla poi determina perché
  viene  preventivamente individuato il soggetto che lo  sostituisce,
  cosa che abbiamo riscontrato anche nel passato.
   Altri interventi che ci consentono, in qualche modo, di immaginare
  che  le cose andranno più velocemente. Perché? Abbiamo distinto  le
  competenze.  Voi  sapete  benissimo  che  nell'ambito  delle   gare
  d'appalto ci sono i requisiti di ammissibilità, di accesso e,  poi,
  i  requisiti di carattere tecnico che determinano l'aggiudicazione.
  Bene, sono valutati da organismi diversi perché, ovviamente, ognuno
  ha   la   propria  competenza  e  non  ha  senso  che   un   organo
  amministrativo che deve valutare la certificazione antimafia o  che
  deve  valutare,  effettivamente, la soglia di  accesso  per  quanto
  riguarda  il  bando  si possa occupare, poi, nel  progetto  perché,
  ovviamente, non sarebbe in grado di espletare alcuna valutazione.
   Bene,  abbiamo distinto queste competenze e credo che,  nonostante
  ovviamente  i  contributi che saranno dati, e  ne  sono  pienamente
  convinto, per primo da quello che mi ha anticipato, questa sia  una
  legge,  che  forse,  potrebbe porre rimedio ad  una  crisi  che  ha
  determinato  per quanto riguarda l'aggiudicazione degli  appalti  e
  dei ritardi che erano veramente intollerabili.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale.  Ne  ha
  facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor  Presidente,  Assessore,  onorevoli  colleghi,
  purtroppo fino a quando non ci metterà in condizione, tra i banchi,
  di  soddisfare quelle che sono le esigenze fisiologiche  essenziali
  saremo costretti anche ad allontanarci.
   Io  ho  ascoltato, con piacere, anche gli interventi dei  colleghi
  che  mi hanno preceduto e dell'Assessore, in cui è stato illustrato
  il significato della riforma.
   Mi  permetto  di  ringraziare il Presidente della Commissione,  la
  Commissione per il lavoro che ha svolto e, ovviamente, siamo pronti
  a dare il nostro contributo in Aula.
   Certo, non è facile intervenire, non sembra neanche un'Aula no  di
  un  Parlamento,  neanche  l'Aula,  certe  volte,  di  un  Consiglio
  comunale.  Mi  scusi  Presidente, ma è  la  verità   Quindi,  a  me
  dispiace.
   Sono  contento  che  si  sia entrato nel merito  di  tutta  questa
  materia,  anche  perché l'UREGA, realmente, mette in  condizione  i
  nostri  territori  di  investire le poche  risorse  che  abbiamo  e
  siccome   si   tratta  di  risorse  importanti,  di   finanziamenti
  importanti,  comprendiamo  tutti che  quando  non  funziona  questo
  meccanismo, innanzitutto, rallentiamo gli interventi nei  territori
  per  la  realizzazione di opere importanti, con il rischio  che,  a
  volte,  si possono perdere anche i finanziamenti perché un  ritardo
  per  l'aggiudicazione di una gara può far saltare un finanziamento.
  E'  successo  E' successo durante questo mandato, è successo  negli
  anni, in passato, è successo in quest'Isola più volte.
   Scusate,   mi   viene  difficile,  cercherò  di  non   disturbarvi
  presidente Maggio, sto per finire.
   Quindi,  la scommessa che hanno fatto l'Assessore e la Commissione
  è importante. Riformare l'UREGA che gestisce quelle poche risorse e
  quelle linee di sviluppo della nostra Isola.
   Io vi parlo di un'esperienza che ho vissuto in prima persona e per
  cui  ho  ringraziato l'Assessore pubblicamente, lo faccio nell'Aula
  del Parlamento perché è sentito e dovuto. Era sufficiente, a volte,
  con  il  precedente sistema, che il Presidente di una  Commissione,
  per  un  motivo  particolare non potesse  completare  la  gara  per
  malattia  o  per  dimissione, qualsiasi forma che gli  impediva  di
  continuare il mandato, per far saltare, appunto, l'appalto.
   A  Ragusa  -  il motivo per cui ho voluto ringraziare  qui  dentro
  l'Assessore -, ultima gara per l'apertura dell'Ospedale di  Ragusa,
  una cosa importantissima, immaginate una gara che doveva espletarsi
  per  permettere  all'ospedale  di  aprirsi:  il  Presidente  ha  un
  problema  di salute, non essendoci il vicepresidente supplente,  la
  gara  non  può  partire e l'Assessore si trova nelle difficoltà  di
  nominare  un  altro  Presidente perché  c'è  il  rischio  anche  di
  turbativa   d'asta.  Questo  era  il  rischio  della  norma,   cioè
  l'impossibilità  di nominare il sostituto per procedere  alla  gara
  per  non perdere il finanziamento per aprire l'ospedale, perché  il
  sistema  non metteva in conto l'impossibilità di un Presidente  che
  non  poteva  svolgere  quel ruolo e, quindi,  aveva  bisogno  della
  sostituzione. Una cosa assurda
   Noi  abbiamo  rischiato a Ragusa di non potere aprire  l'ospedale,
  dopo milioni e milioni di investimenti, perché non era prevista  la
  possibilità   di   un  supplente.  Per  fortuna,   assumendosi   le
  responsabilità  che secondo me deve assumersi un amministratore,  è
  stato  rinominato. Per fortuna, la dobbiamo dire tutta,  non  erano
  state  aperte le buste perché, secondo me, altrimenti, non potevate
  farlo; le buste non erano state aperte e, quindi, è stato possibile
  riassegnare  la gara, altrimenti l'ospedale poteva rimanere  chiuso
  non so per quanti anni.
   Stiamo parlando di una cosa seria, stiamo parlando di un argomento
  molto  serio che tocca la vita economica e lo sviluppo  dei  nostri
  territori.
   Io  sono  intervenuto perché l'ho vissuto sulla mia  pelle,  nella
  città, appunto, di Ragusa; sono contento del lavoro che avete fatto
  e cercherò di dare il mio contributo.
   C'è  questo  problema  che  riguarda la Corte  Costituzionale;  mi
  convince  il ragionamento che ha fatto l'Assessore. E'  chiaro  che
  dobbiamo avere tutte le certezze, perché non ci possiamo permettere
  alcuna forma di impugnativa, però, se è sufficiente il percorso che
  lei  ha  stabilito, che lei ha prefigurato, che  ben  venga,  a  me
  rassicura.
   Cercheremo   di   dare  un  contributo  in   Aula,   però   voglio
  complimentarmi per il lavoro che avete fatto perché è un lavoro che
  servirà nei territori e gratifica tutti.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Giacinto.  Ne  ha
  facoltà.

   DI GIACINTO. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi, non
  ho nulla rispetto alla norma approvata dalla Commissione tranne per
  quanto  riguarda  i 2 milioni e mezzo, così come ha detto lei  poco
  fa  e mi stranizza che la Corte Costituzionale abbia potuto parlare
  di  norma  che  deve fare riferimento alla norma  nazionale,  anche
  perché la soglia comunitaria non è di 1 milione, né di 2 milioni  e
  mezzo  ma è di 5 milioni e 200 mila, se non ricordo male,  per  cui
  non  capisco  e,  quindi, le chiedo di approfondire,  cortesemente,
  proprio questa parte della sentenza della Corte Costituzionale  per
  capire che cosa dice.
   Io  ritengo  che  se noi ci adeguassimo a quella che  è  la  norma
  comunitaria non credo ci possa essere qualcuno che possa impugnare,
  però, se lei dice così, onorevole  Fazio

   FAZIO. Modestamente.

   DI  GIACINTO. No, voglio dire, o noi siamo in Europa, o  ci  siamo
  sempre o ci siamo ogni tanto; questo è quello che penso.
   Io  credo  che  se adeguassimo la fascia più alta,  così  come  in
  questa  norma è già adeguata a 2 milioni e mezzo - volevo  proporre
  di  adeguarla a quella che è la Comunità europea -, però se  non  è
  possibile  credo che noi facciamo un grosso lavoro per le  imprese,
  soprattutto per le piccole e medie imprese, perché dobbiamo  capire
  che chi partecipa ad un lavoro superiore ad un milione di euro,  in
  questo  momento,  deve  avere all'interno dell'azienda  un  ufficio
  tecnico organizzato.
   Ma  voi  pensate che le piccole imprese possano avere  un  ufficio
  tecnico  organizzato all'interno della propria struttura? Io  credo
  proprio  di  no. Per cui, sarebbe logico, così come è stato  fatto,
  aumentare  la  soglia  quanto meno a 2  milioni  e  mezzo  e  se  è
  possibile di più, ma approfondiamo questo aspetto.
   Assessore, le chiedo cortesemente di verificare se è possibile che
  questa soglia quantomeno rimanga a 2 milioni e mezzo.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Malafarina.  Ne  ha
  facoltà.

   MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non  posso  che
  condividere quello che ha illustrato l'Assessore per i contenuti di
  questa  norma che si vuole introdurre, perché è sotto gli occhi  di
  tutti   un  po'  quello  che  è il blocco  della  situazione  degli
  appalti.
   Probabilmente,  si  sarebbe  dovuto  fare  un  po'  prima  e   più
  celermente visto e considerato che questa situazione si protrae  da
  qualche anno.
   Non  nascondo, tuttavia, qualche mia perplessità dovuta  al  fatto
  che  nell'aggiudicazione  degli appalti,  in  genere,  si  annidano
  quelle  situazioni poco chiare che possono favorire l'uno o l'altro
  concorrente.  Ne  abbiamo  le cronache  assolutamente  piene  anche
  perché  il  controllo pubblico su queste situazioni è sempre  molto
  marginale.
   Quindi, suggerirei all'Assessore di introdurre qualche altra norma
  che garantisca più pubblicità durante l'espletamento delle gare  di
  appalto  perché la mia esperienza passata mi ha dimostrato che,  in
  tante situazioni, un'osservazione esterna sull'andamento della gara
  fa da deterrente.
   Non mi permetto di suggerire alcun sistema, lo rimetto sicuramente
  all'intelligenza  dell'Assessore, ma  un  emendamento  che  preveda
  un'osservazione esterna, disinteressata, istituzionale, non sarebbe
  malvagio,  così  come  per  esempio non sarebbe  malvagio  che  gli
  appalti  della  Regione,  oltre  una  qual  certa  soglia,  o   con
  particolari tecnicismi da valutarsi, siano affidati agli UREGA,  in
  modo  anche  da  allontanare  il sospetto  che,  all'interno  della
  Regione  si  possano  annidare dei favoritismi perché,  fin  troppo
  spesso  e  fin  troppo  di frequente, gli appalti  regionali  della
  Regione  dei  vari  Assessorati sono  oggetto  di  impugnative  che
  lamentano  una qual certa disattenzione soprattutto nel  campo  dei
  trasporti,  Assessore, c'è una mia interrogazione  in  materia  che
  lamentano  una  certa  disattenzione  agli  aspetti  tecnici,   per
  esempio,  delle autorizzazioni sui trasporti marittimi o sul  costo
  del miglio mare, argomento che abbiamo affrontato più di una volta.
   Quindi, forse, se la moglie di Cesare deve apparire onesta, meglio
  ancora che la Regione appaia del tutto onesta e disinteressata,  in
  caso  di  appalti che superano spesso, non il milione di  euro,  ma
  cinquanta, cento milioni di euro.
   E'  un  suggerimento  che  mi permetto  di  darle  perché  anziché
  rimettere  alla  discrezionalità dell'ente appaltante,  il  ricorso
  all'UREGA,   meglio  sarebbe  introdurre  una  norma  che   preveda
  obbligatoriamente il concorso ad un ente esterno ove si superi  per
  esempio  una soglia di dieci milioni di euro. Sarebbe una  garanzia
  per  gli  stessi  funzionari della Regione ed una garanzia  per  il
  pubblico.
   Detto   ciò,  signor  Presidente,  mi  permetta  una  digressione,
  approfitto  di  questo  breve  tempo per  rappresentare  un  grosso
  problema che affligge la Sicilia.
   E'  notizia di questi giorni che, ancora una volta, il trattamento
  delle  acque reflue in Sicilia sia assolutamente bloccato e rientri
  nel  più  generale  contesto degli appalti delle  opere  pubbliche,
  delle autorizzazioni e dei centri decisionali.
   Ancora  oggi,  non mi spiego, non so spiegarmi e non  so  spiegare
  all'opinione  pubblica perché, a distanza di  un  anno  e  più  dal
  commissariamento  per  il trattamento delle  acque  reflue,  ancora
  oggi, non siamo in grado di dare una risposta.
   Gradirei, Presidente, presentare un'interrogazione in tal senso  e
  che    l'assessore   Contraffatto,   in   virtù   di    commissario
  straordinario, se ricordo bene, ci venga a riferire  in  Aula,  una
  volta  buona  per  tutte,  su  quella  che  è  la  situazione   del
  trattamento delle acque reflue, cioè delle fognature in Sicilia.
   Tempo addietro, da questi microfoni, ebbi a dire che nel Golfo  di
  Acitrezza  e  di Aci Castello, c'era una situazione   assolutamente
  indecente.  Mentre noi vietiamo, ad Aci Castello, ad Acitrezza,  la
  semplice  frequentazione  dei  bagnanti  in  un'area  protetta,  ci
  mettiamo  le  mani  davanti agli occhi e  ci  tappiamo  il  naso  e
  vediamo,  dovremmo  vedere,  che ci  sono  gli  scarichi  di  acque
  fognarie in piena riserva naturale. Non solo, la invito Presidente,
  lei  è  messinese,  ma si faccia una passeggiata, nel  meraviglioso
  porto di Acitrezza.

   PRESIDENTE. Lo conosco bene.
   MALAFARINA.  Dove  proprio  nel pieno centro  del  porto  esce  un
  meraviglioso e maleodorante torrente di acque reflue che puzzano  e
  non  le dico che cosa ci galleggia sopra. La stessa cosa credo  che
  avvenga all'interno del porto di Porto Empedocle.
   Vogliamo  essere una Regione al passo con i tempi e, ancora  oggi,
  versiamo   in  mare  le  fognature  senza  alcun  trattamento.   È,
  veramente,  al di là di ogni logica, di ogni razionalità,  di  ogni
  decenza.
   Milioni, milioni e milioni - qualcuno parla di miliardi - di  euro
  fermi nei cassetti perché non si riesce a fare qualcosa.
   È  indecente,  è vergognoso  È ammazzare quel poco  di  situazioni
  positive  che  abbiamo in Sicilia. Abbiamo un mare meraviglioso  in
  cui è impossibile fare il bagno. Basta andare - regolarmente, lei è
  messinese,  le ritorno a dire - nella zona di Letojanni  per-  poi-
  scappare  perché il presunto depuratore emana un odore  nauseabondo
  dove  la  mattina, però, visto e considerato che non  ce  la  fa  a
  depurare i fanghi, li scarica, non trattati, in mare, a distanza di
  10 chilometri, forse neanche, dalla meravigliosa Isolabella.
   Allora,  gradirei che l'assessore Contrafatto - non  ce  l'ho  con
  l'assessore, me ne guarderei bene, persona gradevolissima  -  venga
  in  Aula a dirci, una buona volta per tutte, che cosa intende  fare
  per  risolvere  questo problema che, ormai, ha superato,  non  solo
  ogni  decenza, ma anche la maleodorante stagnazione di un  qualcosa
  che non si fa.

   PRESIDENTE. Aveva chiesto di intervenire l'onorevole Figuccia,  ma
  non  è  in  Aula. Non essendoci altri iscritti a parlare,  dichiaro
  chiusa  la  discussione generale e pongo in votazione il  passaggio
  all'esame  degli  articoli. Chi è favorevole resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   FOTI. Noi siamo contrari

   PRESIDENTE. Contrari i componenti del Movimento Cinque Stelle.

   FOTI. Noi siamo contrari, dobbiamo votare ora, senza aspettare che
  i colleghi rientrino, Presidente. Lei ha avviato la votazione
   Sta  aspettando gli altri colleghi che non hanno neanche assistito
  alla discussione generale

   PRESIDENTE. Che facciamo?

   FOTI. E che facciamo?

   CANCELLERI.  Rimandiamolo in Commissione  Presidente, lo  dobbiamo
  rimandare in Commissione

   PRESIDENTE.  No,  onorevole Cancelleri, è  un  fatto  procedurale.
  Onorevole Dipasquale, conoscono il mestiere  Bisogna stare in Aula

   DIPASQUALE. Io ero qua

   FOTI. E, quindi, che facciamo? Presidente, era bocciato

   PRESIDENTE.  Non  era  bocciato,  questo  lo  verifico  io,  stavo
  contando.  Voi  dovete contare il sottoscritto, i componenti  della
  Commissione e chi stava sulla porta, eravamo lì.

   FOTI. Che c'entra sulla porta, Presidente

   PRESIDENTE. Onorevole Foti, do atto che voi esercitate  il  vostro
  ruolo.  Fatemi esercitare il mio nella massima correttezza,  non  è
  così scontato come pensate che sia.
   Considerata   l'incertezza,  pongo  in  votazione   il   passaggio
  all'esame  degli  articoli. Chi è favorevole resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Per   la  prossima  volta  evitiamo  incidenti  e,  se  possibile,
  rimaniamo in Aula.
   Il  termine  per la presentazione degli emendamenti  è  fissato  a
  lunedì, 19 dicembre 2016, alle ore 12.00.
   L'Aula è rinviata a martedì, 20 dicembre 2016, alle ore 16.00.
   Onorevole Marcello Greco, abbiamo inserito  Sistema certificazione
  regionale   dando priorità alla Commissione per la  trattazione;  a
  seguire  fa parte dell'oggetto delle comunicazioni, sostanzialmente
  i  disegni di legge già inseriti, le mozioni già inserite, a  parte
  le interrogazioni.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto congedo,  per  la  seduta
  odierna, gli onorevoli Panepinto, Vullo, Milazzo Antonella e Zito.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   FOTI.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma  2,  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor Presidente, mi rivolgo all'Assessore che  in  questo
  momento  è impegnato in altra conversazione, magari mi può dedicare
  un po' di attenzione.
   Assessore,  dato  che  c'è lei in Aula e, presumibilmente,  se  si
  continuerà a volere trattare questa norma che anticipa lo  Stato  -
  poi,  magari,  andrà a finire come le province,  che  partiamo  per
  trovarci avanti e poi ci troviamo indietro - le volevo porre  delle
  domande  e,  poi, magari la prossima settimana lei, se è possibile,
  ci può fare una piccola parentesi.
   A  proposito di treni, contratto di servizio, contratto ponte e la
  famosa  gara  o  affidamento diretto, che dovremmo fare  su  questo
  servizio importantissimo e strategico per la nostra Regione.
   Le  domande  che  ho  da  fare  sono: una  semiseria,  l'onorevole
  Digiacomo, è riuscito ad arrivare in Assemblea? Lei avrà visto ieri
  sui  social  che si è avventurato sul treno Minuetto, partendo  dal
  ragusano  fino  a  Palermo ed, insomma, ne ha viste  di  cotte   di
  crude  E' partito in ritardo, poi ha dovuto prendere un autobus  e,
  poi, alla fine, forse è arrivato.
   Vorrei  chiedere: il costo del chilometro-treno ed  il  costo  del
  chilometro-bus  sono  differenziati o  li  paghiamo  tanto  quanto?
  Perché  con queste sostituzioni dei bus mi pare che la Regione  non
  abbia pienamente contezza, dato che nel contratto è Trenitalia  che
  ci  dovrebbe dire quante volte ha sostituito dei treni con i bus  e
  vorremmo avere contezza.
   Ora,  siccome nel contratto ponte, signor Presidente, era previsto
  che  si  formassero due comitati, uno tecnico della Regione ed  uno
  che  riguardasse,  diciamo, gli utilizzatori,  i  cittadini,  com'è
  andata  a finire? Si sono formati questi due comitati? Ho un  punto
  interrogativo enorme  Ma,  ecco lei mi fa segnale 1, quale dei  due
  e  con  quali  risultati? Perché di relazioni a  noi  non  ne  sono
  arrivate e pubblicato non abbiamo niente.
   Altra   domanda:  il  famoso  numero  verde  o  numero  telefonico
  funziona?  Perché  a  me  arrivano  continuamente  segnalazioni  di
  cittadini che vorrebbero prendere informazioni su partenze, ritardi
  e  robe  varie  ed  il telefono non esiste, non  risponde,  non  si
  capisce.
      Altra  cosa.  E'  successo che nelle scorse  settimane,  alcuni
  biglietti  in vendita, che potevano essere acquistati on-line,  non
  si sono potuti acquistare on-line per più di 4 giorni e non erano a
  disposizione   nelle  relative  stazioni  delle  biglietterie   per
  comprare  i  biglietti. Gli utenti, quindi, o non  hanno  preso  il
  treno o sono saliti a bordo senza biglietto, e lei sa che chi  sale
  a  bordo  senza  biglietto  lo  deve acquistare  con  una  notevole
  maggiorazione. E, poi, lei sa anche che le agenzie di viaggio,  che
  anticamente  vendevano i biglietti del treno, oggi, pur  comparendo
  nell'elenco, sembrano non vendere i biglietti.
   Ed  allora, caro Assessore, la prossima settimana, se è possibile,
  stabilisca  lei  le  modalità: o interviene  in  Aula  o  viene  in
  Commissione o fa una nota stampa, quello che desidera, noi vorremmo
  avere  delle  informazioni. Penso che lei avrà sentito  parlare  di
  questi problemi, però vorremmo dei chiarimenti.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 20
  dicembre 2016, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:

       I   - COMUNICAZIONI

       II   - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

         1)  -  Modifiche alla legge regionale 12 luglio 2011, n. 12 e alla
             legge regionale 17 maggio 2016, n. 8 in materia di UREGA . (n. 1264
             - Stralcio I/A) (Seguito)

             Relatore: on. Maggio

         2)  -  Sistema di Certificazione Regionale . (n. 1269)

  3)  -  Valorizzazione del demanio trazzerale . (n. 349/A) (Seguito)

             Relatore: on. Laccoto

         4)  -   Variazione di denominazione dei comuni termali . (n. 843/A)
             (Seguito)

             Relatore: on. Mangiacavallo

         5)  -  Disciplina della ricerca e della coltivazione delle acque
             minerali, di sorgente e termali . (n. 1064/A)

             Relatore: on. Maggio

       III   -  SVOLGIMENTO DELL'INTERROGAZIONE:

         N. 3025 -  Chiarimenti  sul  provvedimento  di  scioglimento
                  dell'Amministrazione   comunale   di   Scicli    in
                  relazione alle gravi dichiarazioni rese alla stampa
                  dal Presidente della Regione.

                  (8 maggio 2015)

                                                              ASSENZA

       IV   - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 496 -  Iniziative in ordine al reclutamento di  personale
                 nelle aziende del Servizio sanitario regionale.

                 (4 novembre 2015)

                            CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO
                                        - FERRERI - FOTI - LA ROCCA -
                                 MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
                                TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO

       V   - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

          Codice  etico per gli eletti a cariche pubbliche,  per  gli
         amministratori e per i dipendenti della Regione  Siciliana .
         (n. 854/A) (Seguito)

                Relatore: on. La Rocca Ruvolo

       VI   - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 494 -  Iniziative  urgenti finalizzate alla revoca  della
                 convenzione  sottoscritta  tra  Regione   siciliana,
                 Università  degli studi Kore di Enna e  Associazione
                 Proserpina,  avente  ad oggetto  l'apertura  di  una
                 nuova facoltà di medicina e chirurgia.

                 (3 novembre 2015)

                                   ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO -
                            MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO - SIRAGUSA
                              - TANCREDI - CIANCIO - FOTI - FERRERI -
                                        PALMERI - LA ROCCA - CAPPELLO

       VII   -  DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 204 -  Verifica della presenza di gas radon indoor  negli
                 edifici  utilizzati  da enti pubblici  e  privati  e
                 osservanza  dei  criteri di legge  negli  interventi
                 edilizi di nuova edificazione.

                 (24 ottobre 2013)

                             FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
                                       CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA -
                                 MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
                                TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO

       VIII   - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 573 -  Provvedimenti  urgenti  a  favore  dei  pensionati
                 dell'Ente acquedotti siciliani.

               (12 maggio 2016)

                                  GRECO G. - DI MAURO - CASCIO S.- DI
                           GIACINTO - CORDARO - PANARELLO - PANEPINTO
                              - RUGGIRELLO - SUDANO -FALCONE - TAMAJO

       IX   - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 290 -   Chiarimenti   circa   l'incidenza   dei   fattori
                 ambientali sull'aumento della percentuale di  malati
                 di  leucemia e tumori nel territorio di  Siracusa  e
                 nomina  di una Commissione parlamentare speciale  di
                 indagine e di studio in argomento.

                (16 aprile 2014)

                             ZITO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
                               CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA  ROCCA -
                                 MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
                                       TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA

       X   - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 531   -  Riduzione  della  tariffa  del  servizio  idrico
               integrato  nel  comune di Siracusa  nei  casi  in  cui
               l'acqua non sia utilizzabile per fini alimentari.

               (4 febbraio 2016)

                             ZITO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
                                CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA -
                                 MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
                                       TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA

       XI   - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 537 -   Accelerazione  dei  tempi  di  valutazione  delle
                 istanze presentate in ordine al bando sul lavoro  in
                 proprio.

                 (16 febbraio 2016)

                             ZITO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
                                CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA -
                                 MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
                                       TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA

       XII   -  DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 603  -  Ritiro  in  autotutela dell'Avviso n.  8/2016  in
               materia di formazione professionale in Sicilia.

               (25 ottobre 2016)

                            TANCREDI - CIACCIO - CIANCIO - TRIZZINO -
                            FOTI - MANGIACAVALLO - CAPPELLO - PALMERI
                            - ZAFARANA - CANCELLERI - ZITO - SIRAGUSA
                                                 - LA ROCCA - FERRERI

       XIII   - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 599 -  Iniziative  per  il potenziamento delle  redazioni
                 giornalistiche RAI in Sicilia.

               (5 ottobre 2016)

                              MUSUMECI - FORMICA - BARBAGALLO ALFIO -
                                                              ASSENZA

                   La seduta è tolta alle ore 17.34

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio