Presidenza del Presidente Ardizzone
La seduta è aperta alle ore 16.30
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che del processo verbale
della seduta precedente sarà data lettura nella seduta successiva.
Sull'ordine dei lavori
DI GIACINTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
sull'ordine dei lavori. Oggi, la Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari, così come ha relazionato lei, ha deciso che
l'Aula si terrà fino al 30 dicembre e così è. Però, è chiara una
cosa, signor Presidente, fermo restando quello che si è concordato
sul bilancio, sulla mini finanziaria, sul bilancio secco e
quant'altro, volevo dire all'Aula che fino ad oggi il Governo non
ha trasmesso nulla di questi documenti.
E' chiaro che se da qui a qualche giorno nulla arriverà, si dovrà
fare un esercizio provvisorio secco per mettere in salvaguardia i
precari, perché se entro il 30 dicembre 2016 non approviamo la
norma tutti i precari dal 1 gennaio non avranno copertura. Quindi,
nell'invitare il Governo a fare in fretta a presentare tutti i
documenti che oggi ha promesso di presentare, mi auguro che,
laddove non siano presentati, signor Presidente, con molta
responsabilità andiamo ad approvare un esercizio provvisorio secco
con la proroga dei precari.
PRESIDENTE. Onorevole Di Giacinto, mi sembra corretto il suo
intervento.
luglio 2011, n. 12 e alla legge regionale 17 maggio 2016, n. 8 in
materia di UREGA (n. 1264 - Stralcio I/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Discussione del disegno di legge Modifiche alla legge regionale
12 luglio 2011, n. 12 e alla legge regionale 17 maggio 2016, n. 8
in materia di UREGA (n. 1264 - Stralcio I/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al punto I dell'ordine
del giorno: Discussione di disegni di legge .
Si procede con la discussione del disegno di legge Modifiche alla
legge regionale 12 luglio 2011, n. 12 e alla legge regionale 17
maggio 2016, n. 8 in materia di UREGA (n. 1264 - Stralcio I/A).
Invito i componenti la IV Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Ha facoltà di parlare il presidente della Commissione e relatore,
onorevole Maggio, per svolgere la relazione.
MAGGIO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, Assessore, onorevoli colleghi, la necessità di
intervenire su questa legislazione è dovuta al fatto che nuove
norme nazionali e il recepimento della normativa europea hanno
dettato questa ripresa di punti fondamentali, considerato che per
la normativa degli appalti diverse difficoltà si erano riscontrate,
non solo per le lungaggini, ma anche perché c'erano delle
contraddizioni presenti tra la nostra normativa e la normativa
nazionale.
Il principio fondamentale che in questa legge è presente è proprio
quello di snellire la procedura partendo dalla composizione delle
Commissioni con dei criteri che superassero, tra l'altro, il
sorteggio presente nella vecchia legge, che poi aveva determinato
tutta una serie di problematiche e, ancor di più, individuare
immediatamente, nel momento in cui si individuano i titolari, anche
i supplenti, in maniera tale da poter permettere la sostituzione
immediata, qualora per motivazioni diverse i titolari non potessero
partecipare alle Commissioni. Tra l'altro, a sostegno
dell'individuazione di chi comporrà queste Commissioni, viene
costituito un albo che conterrà, dietro presentazione di curriculum
con dei criteri che vengono descritti, i nominativi di coloro, sia
interni che esterni, che andranno a comporre le Commissioni.
Sostanzialmente, poi, per quanto riguarda le Commissioni previste
dall'articolo 8 della legge n. 12 del luglio 2011, i criteri e i
commi 1 e 2, portano un abbassamento della soglia da 1 milione e
250 mila a 1 milione; mentre il comma 3 della norma sostituisce
interamente l'articolo 9 della predetta legge regionale, e quindi
porta la soglia di procedura di gara da 1 milione e 250 mila euro a
2 milioni e mezzo di euro.
L'altra novità che viene introdotta è quella delle Commissioni,
che diventano due: una Commissione di gara, che avrà un'attività
specifica dal punto di vista amministrativo e, quindi, dovrà
snellire tutte le procedure di carattere amministrativo, e una
Commissione, invece, giudicatrice che valuterà poi le offerte dal
punto di vista tecnico ed economico.
Sostanzialmente i punti sono questi; poi ce n'è anche un altro
importante che riguarda i compensi per i componenti delle
Commissioni, che non saranno più a gettone ma saranno compensi ben
definiti, che verranno decurtati nel momento in cui, entro tempi
definiti, non si svolgerà tutta la procedura.
Devo dire che, nel contesto della norma che abbiamo valutato in un
pomeriggio faticoso di lavoro, sono sfuggite alcune cose che, non
solo non si potevano vedere poi, nella visitazione che è stata
fatta dai dirigenti della Commissione, ma che sono delle questioni
che appartengono al Governo che dovrà, per esempio, tra tutti,
colmare una discrepanza che si è venuta a creare. Perché, mentre
abbiamo abbassato la soglia delle Commissioni di cui all'articolo 8
da un milione e 250 mila a un milione, poi diciamo che, per quanto
riguarda le altre Commissioni, si riparte da un milione e 250 mila
e per l'UREGA a 2 milioni e mezzo. Quindi rimane fuori quella
fascia tra un milione e un milione e 250 mila e penso che il
Governo avrà già verificato nel momento in cui è stata definita la
stesura e penserà, esso stesso, a presentare un emendamento.
Ci sono, tra l'altro, alcune questioni non così importanti come
quella cui accennavo che, dal punto di vista della visitazione
della norma stessa, riguarderanno l'attività del Governo; una fra
tutte, non solo la questione dell'albo - che poi bisogna vedere se
è possibile costituirlo, se chiamarlo albo o semplicemente elenco,
dove confluiranno i nominativi di coloro che dovranno andare, poi,
a comporre le Commissioni - ce n'è un altro all'articolo 36 dove,
praticamente, si dice che gli importi che vengono definiti ai commi
4 e 5, che sono gli importi rivisitati, possono essere, in funzione
di alcuni elementi statistici o di altri dati, rivisti attraverso
un decreto dell'assessore al ramo, dell'assessore per le
infrastrutture e la mobilità, previa delibera della Giunta
regionale. Anche lì bisogna andare a verificare se un decreto
dell'assessorato e della Giunta può andare a modificare una norma
così come la stiamo definendo.
Ma sono tutte questioni che, in relazione al fatto che da più
parti è stata sollecitata questa norma, che da più parti si ritiene
anche in vista degli appuntamenti che avremo a breve rispetto a
delle opere infrastrutturali necessarie per la nostra regione e,
quindi, ancora una volta alla necessità di procedere speditamente
per impedire che risorse vengano perdute e che soprattutto non si
realizzino le opere che sono oggetto degli appalti, possono essere
rivisitati in Aula e, soprattutto, io auspico che qualsiasi
rivisitazione venga, stia dentro quello che è lo spirito della
norma.
Abbiamo la necessità di semplificare, naturalmente tenendo ferma
la barra dritta sulla vigilanza e nei termini della legalità, ma
abbiamo bisogno che in Sicilia nel corso del prossimo anno,
davvero, gli obiettivi che ci siamo prefissi per intervenire
strutturalmente su quanto abbia ritenuto deficitario, su quanto ha
bisogno di attenzionamento, vengano finalmente raggiunti.
PISTORIO, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PISTORIO, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, onorevoli deputati, il Governo, presentando questo
disegno di legge, ha cercato di corrispondere ad una esigenza
diffusa, pur nella consapevolezza del valore positivo
dell'esperienza degli uffici regionali per le gare d'appalto, che
ormai ha una certa solidità, che ha garantito uniformità diffusa in
queste procedure e rigore amministrativo, in un campo delicatissimo
come quello degli appalti. Non è cosa da poco che -lo voglio dire
perché, dobbiamo qualche volta anche essere orgogliosi delle
intuizioni e delle iniziative del legislatore siciliano - mai una
vicenda corruttiva o concussiva, ha riguardato, ad oggi, le
Commissioni regionali per le gare d'appalto chiamate UREGA.
E' un'esperienza, quindi, apprezzabile in cui la Sicilia ha
anticipato processi amministrativi che si stanno sviluppando nel
resto del Paese.
Partiti da questo presupposto del valore positivo di questa
esperienza, abbiamo dovuto riscontrare, in modo ampio, delle
difficoltà di funzionamento delle tempistiche che, certamente, non
vanno incontro all'esigenza di efficienza della spesa ed alla
efficace azione amministrativa, perché troppe gare, e quindi tante
opere che dipendono dall'esperimento di queste procedure, hanno dei
ritardi che non sono accettabili. Nella prospettiva che, nei mesi a
venire, debba esservi, fortunatamente, un incremento di questi
procedimenti amministrativi così importanti, perché le risorse che
sono state appostate nel Patto per il Sud, che sono già oggi
disponibili, perché gli atti, che a livello nazionale hanno già
determinato la effettiva sussistenza di queste risorse, ci
impongono di procedere con grande celerità, uno dei presupposti che
è stato rappresentato dal punto di vista della comunicazione in
modo molto enfatico, ma che deve diventare sostanza, ed al quale,
per esempio, l'assessorato per le infrastrutture si è adeguato
pienamente, prevedeva la cantierabilità, l'auspicabile
cantierabilità al 2017 di gran parte di queste opere.
La cantierabilità al 2017 non è una scommessa amministrativa
semplicissima: da un canto perché l'entrata in vigore del Codice
degli appalti, decreto legislativo n. 50, ha imposto che oggi può
andare in gara soltanto se è munita di progetto esecutivo, mentre
in passato, c'erano anche delle fattispecie diverse. E, quindi, già
c'è questa esigenza dell'adeguamento della progettualità per potere
celebrare le gare. D'altro canto, anche il tempo di esecutività di
una gara non è una variabile del tutto indifferente.
Il Governo, quindi, in un clima di grande consenso, che io ho
riscontrato anche in commissione, del quale ringrazio i componenti
della commissione che hanno lavorato col Governo in grande
sintonia, ha predisposto questo disegno di legge per tentare di
corrispondere, al meglio, a questa aspettativa, revisionando in
modo profondo questa materia.
Questa non è una riforma perché noi non mettiamo in discussione
l'impianto e l'ispirazione di questa disciplina ma, abbiamo
revisionato i meccanismi di funzionamento per tentare di superare
alcune criticità.
Li sintetizzo e, poi, vi annuncio qual è il tema che, oggi,
probabilmente nei prossimi giorni, da qui ad un ritorno in Aula
martedì, dovremo comunque affrontare insieme.
Il primo argomento su cui siamo concentrati è stato l'allargamento
della platea dei potenziali componenti delle Commissioni. Era una
platea troppo ristretta che determinava una difficoltà, soprattutto
se il numero di Commissioni che debbono essere attivate si allarga
in ragione delle tante gare che devono essere celebrate; l'attuale
composizione degli UREGA non ci consentiva di avere una
disponibilità di risorse umane adeguate a questa esigenza. Quindi
abbiamo allargato prevedendo la possibilità di questo Albo.
E' chiaro che c'è una funzione emendativa dell'Aula che potrà
certamente migliorare il testo del Governo e della Commissione. Se
poi deve essere un Albo, un elenco, quindi con formula più
flessibile rispetto all'Albo che è maggiormente codificato, è una
scelta che farà l'Aula valutando quali sono gli effetti dell'una e
dell'altro caso. Certamente abbiamo previsto di ampliare la platea
dei potenziali componenti. Utilizzando, intanto, le migliori
risorse in questo campo in capo alla Regione attraverso i
dirigenti dei Geni civili e della Protezione civile che sono i
dirigenti regionali che in materia tecnica hanno la più ampia
competenza in questa materia. Come ha detto bene il Presidente
della Commissione, abbiamo distinto meglio le due fasi, la fase di
esame amministrativo della documentazione che è propedeutica alla
gara vera e propria, dalla fase invece dell'aggiudicazione con la
comparazione delle offerte che vengono ovviamente prodotte in sede
di gara.
Questo fatto è ancora più rilevante perché divenendo, nel nuovo
Codice degli appalti, il criterio ordinario di aggiudicazione
quello della offerta economicamente più vantaggiosa, chi ha avuto
il tempo di approfondire la materia, sa perfettamente che tra la
comparazione di offerte che hanno come criterio di aggiudicazione
quello del prezzo più basso e il criterio di comparazione delle
offerte nel caso di offerte economicamente più vantaggiose, vi è
una complessità nella seconda fattispecie molto più rilevante.
Quindi l'impegno della Commissione giudicatrice sulla fase della
comparazione delle offerte è molto più consistente che nel passato.
Quindi due fasi diverse di esame dei documenti amministrativi, che
garantiscono l'ammissibilità alla gara, dalla vera e propria gara,
è un elemento che garantisce maggiore trasparenza perché distingue
le responsabilità ma ovviamente aiuta anche e snellisce i
procedimenti.
Il secondo intendimento che vogliamo realizzare è quello di
evitare dilazioni di tempi legati all'interesse legittimo, umano,
dei componenti delle Commissioni di poter acquisire per intero la
enumerazione che era determinata dal numero di sedute. Quindi
poteva esserci la tentazione di allungare i tempi di celebrazione
con molte sedute per raggiungere il massimo di remunerazione.
Abbiamo cambiato il criterio definendolo su un grado di
produttività, fissando una soglia minima di tre mila euro quando ci
sono fino a cinque offerte; cinque mila euro quando sono fino a
dieci offerte; dieci mila euro quando si supera le dieci offerte.
Questo criterio determina un obiettivo vantaggio che ci sarà una
maggiore produttività perché è evidente che è meglio concludere una
gara velocemente - e ovviamente avere il giusto compenso - che
dilazionare i tempi per potere acquisire un maggiore numero di
gettoni possibili e quindi avere un compenso più cospicuo.
In questa stessa logica abbiamo previsto un tempo di celebrazione
fisso di trenta giorni. Per i casi di gara particolarmente
complesse fino a 45 giorni, prevedendo anche dei meccanismi
sanzionatori quando vi sono degli ingiustificati ritardi che
determinano, ovviamente, un nocumento per la Pubblica
Amministrazione perché la gara tarda ad essere definita.
Queste sono alcune delle questioni. La più importante l'ha
accennata il Presidente Maggio, ma io voglio fare una aggiunzione
per sollecitare l'Assemblea regionale siciliana ad una valutazione
piuttosto rilevante, ed è quella riguarda la soglia.
Noi, quando abbiamo predisposto il disegno di legge, avevamo
disposto che la soglia fissata in Sicilia e che impegnava gli
uffici e le gare d'appalto fosse in linea con la soglia del Codice
di appalti di un milione di euro, che prevede che oltre un milione
di euro si proceda, come criterio obbligatorio, con quello
dell'offerta economicamente più vantaggiosa.
Durante il tempo che è intercorso tra la predisposizione
originaria del disegno di legge e la seduta in Commissione, vi sono
state una serie di sollecitazioni molto diffuse a valutare la
possibilità di innalzare la soglia relativamente all'obbligo di
procedere col criterio di aggiudicazione della cosiddetta offerta
economicamente più vantaggiosa elevandola in modo più consistente.
Qualcuno sosteneva la necessità di potere superare anche i 5
milioni di euro utilizzando la soglia prevista in sede europea. La
scelta del Governo, confortato anche dalla Commissione, è stata
quello di prevedere, invece, che la soglia in cui è previsto come
criterio obbligatorio quello dell'offerta economicamente più
vantaggiosa sia oltre i 2 milioni e mezzo di euro. E questo perché,
dalle interlocuzioni in corso, sappiamo che il Governo nazionale
sta considerando questa come una soglia accettabile perché un
milione di euro è una soglia troppo bassa per imporre, per
prevedere come criterio obbligatorio quello della offerta
economicamente più vantaggiosa, che oggettivamente è molto più
complessa non soltanto nella fase di celebrazione della gara ma
anche per le imprese che devono partecipare, perché la
predisposizione della documentazione, la formulazione dell'offerta
è molto più articolata e quindi - come qualche parlamentare
particolarmente attento, come l'onorevole Di Giacinto mi
sollecitava - impegna anche le imprese più piccole che hanno una
minore dotazione organizzativa a predisporre un lavoro abbastanza
oneroso.
Ora, il tema è questo: noi abbiamo un vincolo che oggi la Corte
Costituzionale ha ribadito con una sentenza della quale non conosco
né le motivazione e neanche il dispositivo, ma soltanto il
comunicato stampa, che l'impugnativa relativa alla legge regionale
n. 12/2011 riconferma il principio assoluto e inderogabile che in
materia di soglie e di criteri di aggiudicazione vale la legge
nazionale e quindi il Codice degli appalti.
Noi ricordiamo che qualche mese fa l'Assemblea regionale siciliana
fu impegnata in una lunga questione se fosse opportuno disciplinare
in modo diverso i criteri di anomalia in materia massimo ribasso,
differenziandosi dal legislatore nazionale nel presupposto, poi
confermato dai fatti, cioè dagli esiti delle gare che hanno visto
un abbassamento del ribasso medio, ma anche dal fatto che il
legislatore nazionale nel codice degli appalti nell'ambito dei
criteri per la verifica delle anomalie su massimo ribasso ha
utilizzato quel criterio che l'Ars aveva individuato. Ma malgrado
la bontà del principio che l'ARS ha sostenuto, è valsa comunque
l'affermazione della titolarità esclusiva dello Stato in materia di
soglie e di criteri di aggiudicazione.
Quindi noi abbiamo oggi un problema: nel testo che avete in
consegna la proposta del Governo con il consenso della Commissione
ha previsto che in Sicilia l'obbligo di aggiudicazione con
l'offerta economicamente più vantaggiosa è fissato oltre il milione
e mezzo di euro.
È evidente che, se viene confermato l'indirizzo del Governo
nazionale di fissare a questo livello la soglia, nulla questio, noi
stiamo anticipando, ma io cercherò di verificare in modo informale
ma sostanziale se questa valutazione dell'ANAC sarà perfezionata in
un atto legislativo perché siamo in piena sintonia.
Se invece questo non accadesse, noi ci ritroveremmo in una
condizione che potrebbe determinare l'impugnativa del Governo
nazionale ove la soglia prevista in Sicilia per la obbligatorietà
dell'offerta ritenuta più vantaggiosa fosse diversa da quella
prevista dal codice degli appalti che oggi è di un milione di euro.
Tutte le indicazioni amministrative economiche suggeriscono che
questa soglia è troppo bassa, però c'è un elemento formale
legislativo, ed è una scelta che dovrà operare correttamente
l'Assemblea regionale. Abbiamo qualche giorno, perché io non so
quando il Presidente dell'Assemblea fisserà il termine per la
presentazione degli emendamenti, ma credo che la settimana prossima
andremo nel vivo della discussione; spero che siano giorni
sufficienti ad avere un quadro della situazione per fare la scelta
più oculata anche se io non considero l'impugnativa del Governo
nazionale un elemento lesivo. Si tratta di una dialettica
costituzionale governata dalle norme che apre un giudizio, ma è
evidente che se la corte costituzionale oggi afferma in modo
perentorio l'indirizzo che la materia delle soglie del divieto di
aggiudicazione è sottratta alla competenza del legislatore
regionale ed è esclusivamente di pertinenza del Parlamento
nazionale non possiamo non tenerne conto, quindi la verifica
preventiva è quella di comprendere se l'intendimento annunciato dal
governo nazionale di presentare al Parlamento una modifica del
codice degli appalti per alzare la soglia ad un milione e mezzo sia
confermata.
E' evidente che sarebbe del tutto velleitario, e quindi suggerisco
di non presentare emendamenti in questo senso, addirittura alzare
la soglia in modo più elevato, perché incorreremo davvero in quel
caso nella assoluta certezza di una impugnativa del governo
nazionale.
Credo di non dovere dire altro, ma di aver voluto comunicare
all'Assemblea un elemento importante, che tra l'altro emerge da
questo annuncio di giudizio della Corte nella giornata odierna e,
ovviamente, resto disponibile a qualsiasi altra riflessione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cancelleri. Ne ha
facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarei voluto
intervenire prima dell'assessore, ma probabilmente avrei ribadito o
detto quello che poi in realtà è stato l'intervento dell'assessore.
Perché dico questo? Proprio l'intervento dell'Assessore è
chiarificatore rispetto a quello che è avvenuto oggi con la
sentenza della Corte costituzionale in relazione a quello che è
questo disegno di legge. Credo che qui ci siano in ballo
l'onorabilità di questo Parlamento, la credibilità quanto meno, e
soprattutto anche quello che poi diventa il nostro lavoro, il
lavoro quotidiano che dobbiamo fare ogni giorno qui dentro.
Il discorso dell'Assessore, che devo dire è stato chiarissimo e
perfetto, dice una cosa: richiama la sentenza della Corte
Costituzionale che ribadisce che il legislatore regionale non può
fissare le soglie né i criteri di aggiudicazione. Per cui, dice
che, a quel punto, dobbiamo attenerci a quelle che sono le soglie
ed i criteri di aggiudicazione della legge nazionale.
Un milione di euro. Questo disegno di legge si fonda tutto
attorno, praticamente, al terzo comma che, sostanzialmente, cambia
la soglia di aggiudicazione a 2 milioni e mezzo.
L'Assessore dice: noi possiamo perché io so che da interlocuzioni
tra l'Anac, il Governo centrale, c'è la volontà di volerla
cambiare. Ma la volontà non è legge, la volontà non è una legge che
già si applica al territorio nazionale per cui, in questo momento,
volontà o non volontà, comunque, ancora rimaniamo ad una soglia di
un milione di euro.
Questa legge non possiamo neanche discuterla, Presidente. E doveva
essere questa la fine giusta dell'intervento dell'Assessore.
Questa legge va accantonata fino a quando il Governo nazionale non
avrà deciso cosa vuole fare, perché non è detto che una proposta di
legge, in tal senso, al Parlamento nazionale diventi legge; e se
viene bocciata? Noi mettiamo a rischio il nostro lavoro, la
credibilità di quest'Aula, di questo Parlamento e dei lavori che
vengono fatti nelle Commissioni ed all'interno di quest'Aula,
portando avanti un disegno di legge che, poi, viene approvato,
diventa legge della Regione, e poi che cosa succede? Succede che,
poi, viene impugnato.
Io direi che è irricevibile, anche a fronte di quello che è stato,
sostanzialmente, l'intervento dell'Assessore e, quindi, del Governo
che si è espresso in quel modo e, secondo me, non è più possibile
neanche andare avanti.
Io lascio a lei le valutazioni del caso, però, credo che, davvero,
di fronte a quello che abbiamo appena sentito, dalle parole del
Governo, non sia più possibile andare avanti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fazio.
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, diciamo
che chi mi ha preceduto ha focalizzato, a mio avviso, una questione
estremamente importante e di una valenza anche abbastanza
strategica.
Dobbiamo chiarire una volta per tutte, forse, che questo disegno
di legge non concentra la sua attenzione per quanto riguarda il
sistema di aggiudicazione, perché altrimenti credo che abbiamo
sbagliato, non solo lettura, ma soprattutto ottica.
Mi preme ricordare che, sino a qualche giorno fa, nessuno era a
conoscenza della sentenza della Corte Costituzionale; è solo ieri o
stamattina, addirittura, che è stata resa nota la sentenza della
Corte Costituzionale che, a dire la verità, non ha introdotto nulla
di nuovo rispetto a quanto effettivamente già si conosceva, almeno
tra gli addetti ai lavori, nel senso che, per quanto riguarda i
criteri di aggiudicazione nell'ambito degli appalti, su questo
argomento vi era una riserva di legge statale per cui le regioni,
sia le regioni a Statuto speciale che le regioni a Statuto
ordinario, non potevano, in qualche modo, legiferare.
Lo sapevamo anche prima; al riguardo, c'era stato un tentativo, se
non ricordo male del Trentino Alto Adige che, però, ovviamente, non
è mai stato preso in considerazione ed il motivo per cui la Corte
Costituzionale non si è mai pronunciata.
Ma io non voglio concentrare su questo argomento, a me piace
ribadire un aspetto che mi sembra fondamentale: Assessore, non sono
d'accordo su quanto prospettato perché credo che sia estremamente
importante il fatto che siamo a conoscenza della sentenza della
Corte Costituzionale che ci relega a dare una pedissequa attuazione
a quanto disposto dalla sentenza della Corte stessa, cioè dobbiamo
necessariamente recepire, per quanto riguarda il sistema di
attribuzione, quanto prevede il Codice degli appalti. Non abbiamo
alcun potere discrezionale, né di aumentare, né di diminuire.
Allora trovo, sicuramente, non conducente il fatto di aver
modificato il quantum degli appalti perché credo che ci esponiamo,
non solo ad una censura, ma al fatto che saremmo costretti,
successivamente, ad intervenire per adeguarci. Invece, perché non
procediamo a contraria? Cosa significa: ci adeguiamo ed appena
viene modificata a livello nazionale, alla prima finanziaria che
c'è, l'andiamo a modificare. Perché che cosa accadrebbe, Assessore?
Accadrebbe una cosa molto semplice: approvata questa legge noi,
vediamo a porzione, procediamo all'aggiudicazione con questi
criteri, ovviamente, quando la sentenza della Corte Costituzionale
sarà, in qualche modo, prodotta avrà un effetto retroattivo. Ci
insegnano che, però, la retroattività è fino a quando è possibile,
perché è inimmaginabile che, sostanzialmente, si rifacciano le gare
d'appalto che nel frattempo sono state aggiudicate nell'ambito del
quantum e così via.
Do un suggerimento molto modesto e sarò il primo a presentare un
emendamento che si adegua a quanto il legislatore statale ha
previsto, pur non condiviso, ovviamente, dagli addetti ai lavori,
pur contestato nelle sedi opportune e quant'altro, ma credo che
siamo legittimati a modificarlo solo quando il legislatore
interviene, prima è una specie di suicidio E' anche un suicidio
politico, mi sono rotto le scatole, essenzialmente, di sentire che
il legislatore regionale commette degli errori così madornali
perché sistematicamente ogni legge che fa viene impugnata dinanzi
la Corte Costituzionale.
Fermo restando ciò e avendo chiarito, spero e mi auguro,
l'argomento, non posso non trattare invece, l'argomento più
importante che ha determinato la modifica di questa norma. Dobbiamo
ricordarci che questa è stata una norma deleteria perché il
legislatore regionale, avendo approvato questa legge, ha
paralizzato gli appalti in Sicilia.
Ci dobbiamo ricordare e non possiamo non evidenziare, peraltro,
che anche l'esperienza concreta, ci ha insegnato molto. E su quali
versanti si è intervenuti? Su due versanti fondamentali. La
composizione. Bene C'è stato un periodo in cui c'era la paralisi
dell'UREGA, la paralisi perché nessuno voleva andarci e nessuno,
sostanzialmente, era in grado di poter comporre questo organismo,
il che significa che non vi era alcun appalto ed alcuna
aggiudicazione. Ma non stiamo parlando di giorni, stiamo parlando
di mesi con delle conseguenze disastrose dal punto di vista
economico. Questo aveva determinato la paralisi degli appalti.
Altro aspetto fondamentale che, obiettivamente, abbiamo scoperto,
cammin facendo ed in applicazione della norma del 2011 è il fatto
che gli organi che componevano l'UREGA, e mi sembra fin troppo
ovvio, poiché venivano pagati a gettone di presenza era ovvio che
prolungavano le gare sine die, sino a quando potevano protrarle, il
massimo possibile per trovare dal punto di vista prettamente unico
ed economico il massimo vantaggio. Ciò determinava un ulteriore
ritardo e quant'altro.
Credo che la Sicilia non si possa ancora permettere questa
situazione, ci sono una seri di appalti che, necessariamente,
devono essere espletati in termini abbastanza veloci, abbiamo
immaginato di introdurre alcuni meccanismi per eliminare quelle
carenze che sono state riscontrate nel passato.
Non posso dimenticare, anche degli emendamenti che prevedono già i
supplenti proprio per evitare qualsiasi perdita di tempo, qualsiasi
cosa accada al componente del collegio, nulla poi determina perché
viene preventivamente individuato il soggetto che lo sostituisce,
cosa che abbiamo riscontrato anche nel passato.
Altri interventi che ci consentono, in qualche modo, di immaginare
che le cose andranno più velocemente. Perché? Abbiamo distinto le
competenze. Voi sapete benissimo che nell'ambito delle gare
d'appalto ci sono i requisiti di ammissibilità, di accesso e, poi,
i requisiti di carattere tecnico che determinano l'aggiudicazione.
Bene, sono valutati da organismi diversi perché, ovviamente, ognuno
ha la propria competenza e non ha senso che un organo
amministrativo che deve valutare la certificazione antimafia o che
deve valutare, effettivamente, la soglia di accesso per quanto
riguarda il bando si possa occupare, poi, nel progetto perché,
ovviamente, non sarebbe in grado di espletare alcuna valutazione.
Bene, abbiamo distinto queste competenze e credo che, nonostante
ovviamente i contributi che saranno dati, e ne sono pienamente
convinto, per primo da quello che mi ha anticipato, questa sia una
legge, che forse, potrebbe porre rimedio ad una crisi che ha
determinato per quanto riguarda l'aggiudicazione degli appalti e
dei ritardi che erano veramente intollerabili.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha
facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi,
purtroppo fino a quando non ci metterà in condizione, tra i banchi,
di soddisfare quelle che sono le esigenze fisiologiche essenziali
saremo costretti anche ad allontanarci.
Io ho ascoltato, con piacere, anche gli interventi dei colleghi
che mi hanno preceduto e dell'Assessore, in cui è stato illustrato
il significato della riforma.
Mi permetto di ringraziare il Presidente della Commissione, la
Commissione per il lavoro che ha svolto e, ovviamente, siamo pronti
a dare il nostro contributo in Aula.
Certo, non è facile intervenire, non sembra neanche un'Aula no di
un Parlamento, neanche l'Aula, certe volte, di un Consiglio
comunale. Mi scusi Presidente, ma è la verità Quindi, a me
dispiace.
Sono contento che si sia entrato nel merito di tutta questa
materia, anche perché l'UREGA, realmente, mette in condizione i
nostri territori di investire le poche risorse che abbiamo e
siccome si tratta di risorse importanti, di finanziamenti
importanti, comprendiamo tutti che quando non funziona questo
meccanismo, innanzitutto, rallentiamo gli interventi nei territori
per la realizzazione di opere importanti, con il rischio che, a
volte, si possono perdere anche i finanziamenti perché un ritardo
per l'aggiudicazione di una gara può far saltare un finanziamento.
E' successo E' successo durante questo mandato, è successo negli
anni, in passato, è successo in quest'Isola più volte.
Scusate, mi viene difficile, cercherò di non disturbarvi
presidente Maggio, sto per finire.
Quindi, la scommessa che hanno fatto l'Assessore e la Commissione
è importante. Riformare l'UREGA che gestisce quelle poche risorse e
quelle linee di sviluppo della nostra Isola.
Io vi parlo di un'esperienza che ho vissuto in prima persona e per
cui ho ringraziato l'Assessore pubblicamente, lo faccio nell'Aula
del Parlamento perché è sentito e dovuto. Era sufficiente, a volte,
con il precedente sistema, che il Presidente di una Commissione,
per un motivo particolare non potesse completare la gara per
malattia o per dimissione, qualsiasi forma che gli impediva di
continuare il mandato, per far saltare, appunto, l'appalto.
A Ragusa - il motivo per cui ho voluto ringraziare qui dentro
l'Assessore -, ultima gara per l'apertura dell'Ospedale di Ragusa,
una cosa importantissima, immaginate una gara che doveva espletarsi
per permettere all'ospedale di aprirsi: il Presidente ha un
problema di salute, non essendoci il vicepresidente supplente, la
gara non può partire e l'Assessore si trova nelle difficoltà di
nominare un altro Presidente perché c'è il rischio anche di
turbativa d'asta. Questo era il rischio della norma, cioè
l'impossibilità di nominare il sostituto per procedere alla gara
per non perdere il finanziamento per aprire l'ospedale, perché il
sistema non metteva in conto l'impossibilità di un Presidente che
non poteva svolgere quel ruolo e, quindi, aveva bisogno della
sostituzione. Una cosa assurda
Noi abbiamo rischiato a Ragusa di non potere aprire l'ospedale,
dopo milioni e milioni di investimenti, perché non era prevista la
possibilità di un supplente. Per fortuna, assumendosi le
responsabilità che secondo me deve assumersi un amministratore, è
stato rinominato. Per fortuna, la dobbiamo dire tutta, non erano
state aperte le buste perché, secondo me, altrimenti, non potevate
farlo; le buste non erano state aperte e, quindi, è stato possibile
riassegnare la gara, altrimenti l'ospedale poteva rimanere chiuso
non so per quanti anni.
Stiamo parlando di una cosa seria, stiamo parlando di un argomento
molto serio che tocca la vita economica e lo sviluppo dei nostri
territori.
Io sono intervenuto perché l'ho vissuto sulla mia pelle, nella
città, appunto, di Ragusa; sono contento del lavoro che avete fatto
e cercherò di dare il mio contributo.
C'è questo problema che riguarda la Corte Costituzionale; mi
convince il ragionamento che ha fatto l'Assessore. E' chiaro che
dobbiamo avere tutte le certezze, perché non ci possiamo permettere
alcuna forma di impugnativa, però, se è sufficiente il percorso che
lei ha stabilito, che lei ha prefigurato, che ben venga, a me
rassicura.
Cercheremo di dare un contributo in Aula, però voglio
complimentarmi per il lavoro che avete fatto perché è un lavoro che
servirà nei territori e gratifica tutti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Giacinto. Ne ha
facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi, non
ho nulla rispetto alla norma approvata dalla Commissione tranne per
quanto riguarda i 2 milioni e mezzo, così come ha detto lei poco
fa e mi stranizza che la Corte Costituzionale abbia potuto parlare
di norma che deve fare riferimento alla norma nazionale, anche
perché la soglia comunitaria non è di 1 milione, né di 2 milioni e
mezzo ma è di 5 milioni e 200 mila, se non ricordo male, per cui
non capisco e, quindi, le chiedo di approfondire, cortesemente,
proprio questa parte della sentenza della Corte Costituzionale per
capire che cosa dice.
Io ritengo che se noi ci adeguassimo a quella che è la norma
comunitaria non credo ci possa essere qualcuno che possa impugnare,
però, se lei dice così, onorevole Fazio
FAZIO. Modestamente.
DI GIACINTO. No, voglio dire, o noi siamo in Europa, o ci siamo
sempre o ci siamo ogni tanto; questo è quello che penso.
Io credo che se adeguassimo la fascia più alta, così come in
questa norma è già adeguata a 2 milioni e mezzo - volevo proporre
di adeguarla a quella che è la Comunità europea -, però se non è
possibile credo che noi facciamo un grosso lavoro per le imprese,
soprattutto per le piccole e medie imprese, perché dobbiamo capire
che chi partecipa ad un lavoro superiore ad un milione di euro, in
questo momento, deve avere all'interno dell'azienda un ufficio
tecnico organizzato.
Ma voi pensate che le piccole imprese possano avere un ufficio
tecnico organizzato all'interno della propria struttura? Io credo
proprio di no. Per cui, sarebbe logico, così come è stato fatto,
aumentare la soglia quanto meno a 2 milioni e mezzo e se è
possibile di più, ma approfondiamo questo aspetto.
Assessore, le chiedo cortesemente di verificare se è possibile che
questa soglia quantomeno rimanga a 2 milioni e mezzo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Malafarina. Ne ha
facoltà.
MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non posso che
condividere quello che ha illustrato l'Assessore per i contenuti di
questa norma che si vuole introdurre, perché è sotto gli occhi di
tutti un po' quello che è il blocco della situazione degli
appalti.
Probabilmente, si sarebbe dovuto fare un po' prima e più
celermente visto e considerato che questa situazione si protrae da
qualche anno.
Non nascondo, tuttavia, qualche mia perplessità dovuta al fatto
che nell'aggiudicazione degli appalti, in genere, si annidano
quelle situazioni poco chiare che possono favorire l'uno o l'altro
concorrente. Ne abbiamo le cronache assolutamente piene anche
perché il controllo pubblico su queste situazioni è sempre molto
marginale.
Quindi, suggerirei all'Assessore di introdurre qualche altra norma
che garantisca più pubblicità durante l'espletamento delle gare di
appalto perché la mia esperienza passata mi ha dimostrato che, in
tante situazioni, un'osservazione esterna sull'andamento della gara
fa da deterrente.
Non mi permetto di suggerire alcun sistema, lo rimetto sicuramente
all'intelligenza dell'Assessore, ma un emendamento che preveda
un'osservazione esterna, disinteressata, istituzionale, non sarebbe
malvagio, così come per esempio non sarebbe malvagio che gli
appalti della Regione, oltre una qual certa soglia, o con
particolari tecnicismi da valutarsi, siano affidati agli UREGA, in
modo anche da allontanare il sospetto che, all'interno della
Regione si possano annidare dei favoritismi perché, fin troppo
spesso e fin troppo di frequente, gli appalti regionali della
Regione dei vari Assessorati sono oggetto di impugnative che
lamentano una qual certa disattenzione soprattutto nel campo dei
trasporti, Assessore, c'è una mia interrogazione in materia che
lamentano una certa disattenzione agli aspetti tecnici, per
esempio, delle autorizzazioni sui trasporti marittimi o sul costo
del miglio mare, argomento che abbiamo affrontato più di una volta.
Quindi, forse, se la moglie di Cesare deve apparire onesta, meglio
ancora che la Regione appaia del tutto onesta e disinteressata, in
caso di appalti che superano spesso, non il milione di euro, ma
cinquanta, cento milioni di euro.
E' un suggerimento che mi permetto di darle perché anziché
rimettere alla discrezionalità dell'ente appaltante, il ricorso
all'UREGA, meglio sarebbe introdurre una norma che preveda
obbligatoriamente il concorso ad un ente esterno ove si superi per
esempio una soglia di dieci milioni di euro. Sarebbe una garanzia
per gli stessi funzionari della Regione ed una garanzia per il
pubblico.
Detto ciò, signor Presidente, mi permetta una digressione,
approfitto di questo breve tempo per rappresentare un grosso
problema che affligge la Sicilia.
E' notizia di questi giorni che, ancora una volta, il trattamento
delle acque reflue in Sicilia sia assolutamente bloccato e rientri
nel più generale contesto degli appalti delle opere pubbliche,
delle autorizzazioni e dei centri decisionali.
Ancora oggi, non mi spiego, non so spiegarmi e non so spiegare
all'opinione pubblica perché, a distanza di un anno e più dal
commissariamento per il trattamento delle acque reflue, ancora
oggi, non siamo in grado di dare una risposta.
Gradirei, Presidente, presentare un'interrogazione in tal senso e
che l'assessore Contraffatto, in virtù di commissario
straordinario, se ricordo bene, ci venga a riferire in Aula, una
volta buona per tutte, su quella che è la situazione del
trattamento delle acque reflue, cioè delle fognature in Sicilia.
Tempo addietro, da questi microfoni, ebbi a dire che nel Golfo di
Acitrezza e di Aci Castello, c'era una situazione assolutamente
indecente. Mentre noi vietiamo, ad Aci Castello, ad Acitrezza, la
semplice frequentazione dei bagnanti in un'area protetta, ci
mettiamo le mani davanti agli occhi e ci tappiamo il naso e
vediamo, dovremmo vedere, che ci sono gli scarichi di acque
fognarie in piena riserva naturale. Non solo, la invito Presidente,
lei è messinese, ma si faccia una passeggiata, nel meraviglioso
porto di Acitrezza.
PRESIDENTE. Lo conosco bene.
MALAFARINA. Dove proprio nel pieno centro del porto esce un
meraviglioso e maleodorante torrente di acque reflue che puzzano e
non le dico che cosa ci galleggia sopra. La stessa cosa credo che
avvenga all'interno del porto di Porto Empedocle.
Vogliamo essere una Regione al passo con i tempi e, ancora oggi,
versiamo in mare le fognature senza alcun trattamento. È,
veramente, al di là di ogni logica, di ogni razionalità, di ogni
decenza.
Milioni, milioni e milioni - qualcuno parla di miliardi - di euro
fermi nei cassetti perché non si riesce a fare qualcosa.
È indecente, è vergognoso È ammazzare quel poco di situazioni
positive che abbiamo in Sicilia. Abbiamo un mare meraviglioso in
cui è impossibile fare il bagno. Basta andare - regolarmente, lei è
messinese, le ritorno a dire - nella zona di Letojanni per- poi-
scappare perché il presunto depuratore emana un odore nauseabondo
dove la mattina, però, visto e considerato che non ce la fa a
depurare i fanghi, li scarica, non trattati, in mare, a distanza di
10 chilometri, forse neanche, dalla meravigliosa Isolabella.
Allora, gradirei che l'assessore Contrafatto - non ce l'ho con
l'assessore, me ne guarderei bene, persona gradevolissima - venga
in Aula a dirci, una buona volta per tutte, che cosa intende fare
per risolvere questo problema che, ormai, ha superato, non solo
ogni decenza, ma anche la maleodorante stagnazione di un qualcosa
che non si fa.
PRESIDENTE. Aveva chiesto di intervenire l'onorevole Figuccia, ma
non è in Aula. Non essendoci altri iscritti a parlare, dichiaro
chiusa la discussione generale e pongo in votazione il passaggio
all'esame degli articoli. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
FOTI. Noi siamo contrari
PRESIDENTE. Contrari i componenti del Movimento Cinque Stelle.
FOTI. Noi siamo contrari, dobbiamo votare ora, senza aspettare che
i colleghi rientrino, Presidente. Lei ha avviato la votazione
Sta aspettando gli altri colleghi che non hanno neanche assistito
alla discussione generale
PRESIDENTE. Che facciamo?
FOTI. E che facciamo?
CANCELLERI. Rimandiamolo in Commissione Presidente, lo dobbiamo
rimandare in Commissione
PRESIDENTE. No, onorevole Cancelleri, è un fatto procedurale.
Onorevole Dipasquale, conoscono il mestiere Bisogna stare in Aula
DIPASQUALE. Io ero qua
FOTI. E, quindi, che facciamo? Presidente, era bocciato
PRESIDENTE. Non era bocciato, questo lo verifico io, stavo
contando. Voi dovete contare il sottoscritto, i componenti della
Commissione e chi stava sulla porta, eravamo lì.
FOTI. Che c'entra sulla porta, Presidente
PRESIDENTE. Onorevole Foti, do atto che voi esercitate il vostro
ruolo. Fatemi esercitare il mio nella massima correttezza, non è
così scontato come pensate che sia.
Considerata l'incertezza, pongo in votazione il passaggio
all'esame degli articoli. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Per la prossima volta evitiamo incidenti e, se possibile,
rimaniamo in Aula.
Il termine per la presentazione degli emendamenti è fissato a
lunedì, 19 dicembre 2016, alle ore 12.00.
L'Aula è rinviata a martedì, 20 dicembre 2016, alle ore 16.00.
Onorevole Marcello Greco, abbiamo inserito Sistema certificazione
regionale dando priorità alla Commissione per la trattazione; a
seguire fa parte dell'oggetto delle comunicazioni, sostanzialmente
i disegni di legge già inseriti, le mozioni già inserite, a parte
le interrogazioni.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo, per la seduta
odierna, gli onorevoli Panepinto, Vullo, Milazzo Antonella e Zito.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
FOTI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, mi rivolgo all'Assessore che in questo
momento è impegnato in altra conversazione, magari mi può dedicare
un po' di attenzione.
Assessore, dato che c'è lei in Aula e, presumibilmente, se si
continuerà a volere trattare questa norma che anticipa lo Stato -
poi, magari, andrà a finire come le province, che partiamo per
trovarci avanti e poi ci troviamo indietro - le volevo porre delle
domande e, poi, magari la prossima settimana lei, se è possibile,
ci può fare una piccola parentesi.
A proposito di treni, contratto di servizio, contratto ponte e la
famosa gara o affidamento diretto, che dovremmo fare su questo
servizio importantissimo e strategico per la nostra Regione.
Le domande che ho da fare sono: una semiseria, l'onorevole
Digiacomo, è riuscito ad arrivare in Assemblea? Lei avrà visto ieri
sui social che si è avventurato sul treno Minuetto, partendo dal
ragusano fino a Palermo ed, insomma, ne ha viste di cotte di
crude E' partito in ritardo, poi ha dovuto prendere un autobus e,
poi, alla fine, forse è arrivato.
Vorrei chiedere: il costo del chilometro-treno ed il costo del
chilometro-bus sono differenziati o li paghiamo tanto quanto?
Perché con queste sostituzioni dei bus mi pare che la Regione non
abbia pienamente contezza, dato che nel contratto è Trenitalia che
ci dovrebbe dire quante volte ha sostituito dei treni con i bus e
vorremmo avere contezza.
Ora, siccome nel contratto ponte, signor Presidente, era previsto
che si formassero due comitati, uno tecnico della Regione ed uno
che riguardasse, diciamo, gli utilizzatori, i cittadini, com'è
andata a finire? Si sono formati questi due comitati? Ho un punto
interrogativo enorme Ma, ecco lei mi fa segnale 1, quale dei due
e con quali risultati? Perché di relazioni a noi non ne sono
arrivate e pubblicato non abbiamo niente.
Altra domanda: il famoso numero verde o numero telefonico
funziona? Perché a me arrivano continuamente segnalazioni di
cittadini che vorrebbero prendere informazioni su partenze, ritardi
e robe varie ed il telefono non esiste, non risponde, non si
capisce.
Altra cosa. E' successo che nelle scorse settimane, alcuni
biglietti in vendita, che potevano essere acquistati on-line, non
si sono potuti acquistare on-line per più di 4 giorni e non erano a
disposizione nelle relative stazioni delle biglietterie per
comprare i biglietti. Gli utenti, quindi, o non hanno preso il
treno o sono saliti a bordo senza biglietto, e lei sa che chi sale
a bordo senza biglietto lo deve acquistare con una notevole
maggiorazione. E, poi, lei sa anche che le agenzie di viaggio, che
anticamente vendevano i biglietti del treno, oggi, pur comparendo
nell'elenco, sembrano non vendere i biglietti.
Ed allora, caro Assessore, la prossima settimana, se è possibile,
stabilisca lei le modalità: o interviene in Aula o viene in
Commissione o fa una nota stampa, quello che desidera, noi vorremmo
avere delle informazioni. Penso che lei avrà sentito parlare di
questi problemi, però vorremmo dei chiarimenti.
Presidenza del Presidente Ardizzone
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 20
dicembre 2016, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
I - COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Modifiche alla legge regionale 12 luglio 2011, n. 12 e alla
legge regionale 17 maggio 2016, n. 8 in materia di UREGA . (n. 1264
- Stralcio I/A) (Seguito)
Relatore: on. Maggio
2) - Sistema di Certificazione Regionale . (n. 1269)
3) - Valorizzazione del demanio trazzerale . (n. 349/A) (Seguito)
Relatore: on. Laccoto
4) - Variazione di denominazione dei comuni termali . (n. 843/A)
(Seguito)
Relatore: on. Mangiacavallo
5) - Disciplina della ricerca e della coltivazione delle acque
minerali, di sorgente e termali . (n. 1064/A)
Relatore: on. Maggio
III - SVOLGIMENTO DELL'INTERROGAZIONE:
N. 3025 - Chiarimenti sul provvedimento di scioglimento
dell'Amministrazione comunale di Scicli in
relazione alle gravi dichiarazioni rese alla stampa
dal Presidente della Regione.
(8 maggio 2015)
ASSENZA
IV - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 496 - Iniziative in ordine al reclutamento di personale
nelle aziende del Servizio sanitario regionale.
(4 novembre 2015)
CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO
- FERRERI - FOTI - LA ROCCA -
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO
V - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
Codice etico per gli eletti a cariche pubbliche, per gli
amministratori e per i dipendenti della Regione Siciliana .
(n. 854/A) (Seguito)
Relatore: on. La Rocca Ruvolo
VI - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 494 - Iniziative urgenti finalizzate alla revoca della
convenzione sottoscritta tra Regione siciliana,
Università degli studi Kore di Enna e Associazione
Proserpina, avente ad oggetto l'apertura di una
nuova facoltà di medicina e chirurgia.
(3 novembre 2015)
ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO -
MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO - SIRAGUSA
- TANCREDI - CIANCIO - FOTI - FERRERI -
PALMERI - LA ROCCA - CAPPELLO
VII - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 204 - Verifica della presenza di gas radon indoor negli
edifici utilizzati da enti pubblici e privati e
osservanza dei criteri di legge negli interventi
edilizi di nuova edificazione.
(24 ottobre 2013)
FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA -
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO
VIII - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 573 - Provvedimenti urgenti a favore dei pensionati
dell'Ente acquedotti siciliani.
(12 maggio 2016)
GRECO G. - DI MAURO - CASCIO S.- DI
GIACINTO - CORDARO - PANARELLO - PANEPINTO
- RUGGIRELLO - SUDANO -FALCONE - TAMAJO
IX - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 290 - Chiarimenti circa l'incidenza dei fattori
ambientali sull'aumento della percentuale di malati
di leucemia e tumori nel territorio di Siracusa e
nomina di una Commissione parlamentare speciale di
indagine e di studio in argomento.
(16 aprile 2014)
ZITO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA -
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA
X - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 531 - Riduzione della tariffa del servizio idrico
integrato nel comune di Siracusa nei casi in cui
l'acqua non sia utilizzabile per fini alimentari.
(4 febbraio 2016)
ZITO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA -
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA
XI - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 537 - Accelerazione dei tempi di valutazione delle
istanze presentate in ordine al bando sul lavoro in
proprio.
(16 febbraio 2016)
ZITO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA -
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA
XII - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 603 - Ritiro in autotutela dell'Avviso n. 8/2016 in
materia di formazione professionale in Sicilia.
(25 ottobre 2016)
TANCREDI - CIACCIO - CIANCIO - TRIZZINO -
FOTI - MANGIACAVALLO - CAPPELLO - PALMERI
- ZAFARANA - CANCELLERI - ZITO - SIRAGUSA
- LA ROCCA - FERRERI
XIII - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 599 - Iniziative per il potenziamento delle redazioni
giornalistiche RAI in Sicilia.
(5 ottobre 2016)
MUSUMECI - FORMICA - BARBAGALLO ALFIO -
ASSENZA
La seduta è tolta alle ore 17.34
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio