Presidenza del Presidente Ardizzone
La seduta è aperta alle ore 16.46
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è stato necessario prendere
qualche minuto in più, rispetto alle ore 16.00, per dare la
possibilità agli assistenti di fotocopiare il fascicolo con gli
emendamenti.
Invito il Deputato Segretario a dare lettura dei processi verbale
delle sedute precedenti.
RAGUSA, segretario, dà lettura del processo verbale delle sedute
n. 397 e n. 398 del 27 dicembre 2016 che, non sorgendo
osservazioni, si intendono approvati.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo, per oggi, gli
onorevoli Forzese, Fazio, Dina; l'onorevole Ciaccio dal 4 gennaio
2017 al 3 febbraio 2017.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Sull'ordine dei lavori
LENTINI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, prendo
la parola approfittando della trattazione del disegno di legge
relativo al precariato. Metto a conoscenza l'Aula che il 23 di
questo mese è stato licenziato il personal ex IRIDAS quel
personale che nella scorsa finanziaria, esattamente all'articolo
34, comma 2.
Abbiamo votato questa norma per consentire il passaggio, compreso
l'immobile, quindi, compreso le strutture, all'Istituto dei ciechi.
Assessore Marziano, mi ascolti, il personale mi informa che la
nota di licenziamento dopo diciotto mesi di lavoro - sto parlando
del suo assessorato - questo personale ex IRIDAS transitato
all'Istituto dei ciechi, licenziato il 23 dicembre di quest'anno,
secondo me, in modo errato, dopo diciotto mesi di lavoro il
consiglio di amministrazione ha chiesto al personale ex IRIDAS,
circa 12, 13 persone, documentazione di evidenza pubblica.
Questo personale è stato assunto all'Istituto dei sordi dal 1990
al 2005. L'ex IRIDAS è in stato di abbandono da circa quindici
anni. Nessuno ha contezza della documentazione in possesso della ex
IRIDAS. Il personale, non avendo avuto la possibilità di presentare
documentazione relativa alla richiesta di evidenza pubblica, è
stato messo alla porta il 23 di dicembre, assessore Due giorni
prima di Natale.
La cosa che le voglio ricordare è che la Regione siciliana non ha
mai licenziato nessuno se consideriamo i tanti del precariato che
in questi anni sono stati assunti nella Regione siciliana comprese
le partecipate della Regione siciliana.
Questa è solo ed esclusivamente una vergogna per cui, a mio
avviso, bisogna immediatamente intervenire, assessore Bisogna
intervenire immediatamente.
Allora, il personale mi informa che, praticamente, questa
operazione è stata fatta solo ed esclusivamente affinché l'Istituto
dei ciechi continuasse ad assumere con progetti provvisori che
vanno dal Co.Co.Co., Co.Co.Pro., a tempo determinato solo ed
esclusivamente per fare a loro piacimento entra ed esci di persone
che hanno meno diritti rispetto a questi ultimi.
Allora visto che si sta disattendendo una legge del 2015, metto a
conoscenza del Governo che questo è un provvedimento che,
sicuramente, andrà avanti con il Consiglio di Giustizia
amministrativa ed altro, affinché si risolva questo annoso
problema.
CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
assessori ed onorevoli colleghi, desidero richiamare l'attenzione
del Governo e, quando parlo di Governo, ovviamente, mi rivolgo
principalmente al Presidente Crocetta, perché il primo dicembre,
l'Assemblea regionale ha approvato all'unanimità, col parere
favorevole del Governo, una mozione che impegnava il Governo
medesimo a rispettare la legge, mi riferisco alla nuova legge
elettorale, nella parte in cui, nel caso - onorevole Picciolo - di
mancata approvazione del bilancio da parte degli enti locali, allo
scioglimento dei consigli comunali, andava di pari passo, così come
voluto dal Governo e dalla maggioranza parlamentare, anche la
decadenza del sindaco e degli assessori.
Adesso mi rivolgo a lei, Presidente Ardizzone, perché se il 1
dicembre questo Parlamento ha approvato all'unanimità una mozione
che stabiliva un percorso chiaro, secondo quello che era lo spirito
della legge, collegato ai lavori parlamentari, in ragione di un
emendamento, presentato responsabilmente da noi, che voleva
l'applicazione di questo passaggio al rinnovo dei consigli
comunali, emendamento bocciato col parere contrario del Governo e
della maggioranza che, quindi, stabiliva che da subito, così avete
deciso - cara maggioranza che state in qualche modo rovinando gli
enti locali siciliani - che in caso di mancata approvazione del
bilancio, non solo quindi si sciogliessero i consigli, ma si
determinava anche la decadenza dei sindaci e delle giunte.
Ebbene, il 3 dicembre, Presidente Ardizzone, due giorni dopo che
l'Aula si era determinata all'unanimità, il Presidente Crocetta ha
firmato il decreto di scioglimento dei soli consigli comunali.
Siamo, quindi, in una condizione di assoluta mancanza di rispetto
del dettato normativo, in primo luogo, e della volontà reiterata,
per la seconda volta, dall'Aula all'unanimità, con una mozione, in
secondo luogo.
Presidente Ardizzone, credo che lei debba determinarsi e che non
ci sia più tempo per le incomprensioni, perché non è accettabile
che, com'è accaduto qualche giorno fa, qualche assessore ci spieghi
che l'interpretazione autentica di una norma può essere fatta solo
dalla Magistratura e, nel caso che ci riguarda, dal CGA.
L'interpretazione autentica è chiara e lampante, l'ha già fatta il
Parlamento presentando ed approvando un'ulteriore mozione,
qualsiasi ulteriore dilazione, al di là del fatto che i consiglieri
comunali di San Piero Patti hanno già presentato un esposto, e sono
in attesa di adire l'autorità giudiziaria penale, qualsiasi
ulteriore dilazione non è attaccabile, intanto, sotto il profilo
politico e, soprattutto, istituzionale.
Ed allora, rispetto a questo, Presidente Ardizzone, è
insopportabile, intanto che il Presidente Crocetta non ascolti i
parlamentari, forse perché i ragionamenti non gli convengono. Però,
l'assessore Micciché mi sentirà quando parleremo di precari, così
come lo stesso Presidente Crocetta, perché entreremo nel merito
delle questioni e dell'inutilità degli atti posti in essere dagli
assessori e dal Presidente di questo Governo.
Ma quello che è più grave, è che due giorni dopo la mozione, il
Governo agisce in dispregio del dettato parlamentare. Io le chiedo
formalmente, Presidente Ardizzone, di adottare un indirizzo
politico e di richiamare formalmente il Presidente della Regione e
il Governo al rispetto delle norme e delle indicazioni che,
attraverso una mozione votata all'unanimità, sono state affidate al
Governo medesimo
Presidente, mi attendo da lei una parola in merito.
CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, Presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, giusto per chiarire la vicenda posta dall'onorevole
Cordaro.
Noi abbiamo chiesto una interpretazione della legge al Consiglio
di Giustizia Amministrativa, che ha sancito che la norma è
inapplicabile per i sindaci che si sono insediati dopo la legge. Ci
sono sentenze della Corte Costituzionale, della Corte di Cassazione
che dicono che il Parlamento può fare nuove norme, ma non
interpretare le norme
DI MAURO Non può dire i sindaci nominati prima, e non dopo la
legge
CROCETTA, Presidente della Regione. Allora non ci siamo capiti
L'interpretazione del CGA.
DI MAURO. Lei dice questo, perché non è possibile .
CROCETTA, Presidente della Regione. Guardi, onorevole Di Mauro,
cioè che è reale è razionale Si prenda la sentenza e dopo ne
parliamo, non è che qua stiamo parlando di opinioni. Anche perché
qualche sindaco di questi, se andasse a casa, a me proprio non è
che dispiacerebbe, per essere molto chiari.
Però, per essere chiari, in questo caso l'abuso di potere lo
commetterei io. E' troppo bello fare la politica, però quando si
compiono gli atti, si compiono atti amministrativi che hanno,
anche, delle conseguenze, si deve fare attenzione
La Magistratura, il Consiglio di Giustizia Amministrativa, ha
detto che la norma non è applicabile per quei comuni in cui si è
votato prima della norma. Ho avuto un colloquio con il Presidente
del Consiglio di Giustizia Amministrativa, e ho posto recentemente
la questione della mozione dell'Aula, che intendo sottoporre anche
formalmente per vedere se, alla luce della interpretazione
autentica, si possa operare in tal senso.
CORDARO. L'avete fatto voi
CROCETTA, Presidente della Regione. Però, capite bene che,
dichiarare la decadenza dei sindaci in atto, sulla base di un
giudizio, il Consiglio di Giustizia Amministrativa sottopone il
Governo anche di fronte a reati.
CORDARO. E' al contrario, Presidente, è al contrario
CROCETTA, Presidente della Regione. E va bene, pensateci voi, e
noi diremo: c'è la mozione dell'Assemblea e c'è la decisione della
Magistratura. Se la vogliamo risolvere con calma, può darsi che la
risolviamo. In atto io non vedo soluzione rispetto a questa
interpretazione che mi viene data dalla Magistratura.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, io credo che su questa vicenda,
magari per fare chiarezza, nel mese di gennaio in qualche modo
bisogna ritornare con un dibattito. Comunque io devo dire che le
interpretazioni autentiche le fa solo il Parlamento, però la
questione è complessa, e ritorneremo su questo tema quanto prima
per fare chiarezza, che si pronunci il Parlamento stesso.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Forzese ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
ria di autonomie locali e per la stabilizzazione di personale preca-
rio. (n. 1278/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Seguito della discussione del disegno di legge «Disposizioni in
materia di autonomie locali e per la stabilizzazione del personale
precario» (n. 1278/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione dei disegni di legge.
Si passa alla discussione del disegno di legge «Disposizioni in
materia di autonomie locali e per la stabilizzazione del personale
precario» (n. 1278/A), posto al numero 1).
Invito i componenti la I Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, stiamo discutendo
in Aula del disegno di legge che riguarda il precariato siciliano,
è un disegno di legge molto importante, che noi cercheremo di
portare a termine, perché riguarda tantissimi lavoratori che oggi
aiutano e sostengono le pubbliche amministrazioni.
Mi viene spontaneo, caro Presidente, parlare in questo momento di
un precariato che è quasi dimenticato, che riguarda gli operatori,
i lavoratori del consorzio di bonifica numero 8 di Ragusa, che sono
in assemblea permanente ormai da quindici giorni, perché questi
operai non percepiscono lo stipendio da quasi sei mesi.
Abbiamo più volte incontrato i lavoratori, abbiamo incontrato
l'assessore all'agricoltura, abbiamo avuto delle parole di
sostegno, di aiuto, tuttavia, non siamo riusciti a trovare la
soluzione al caso, perché è chiaro che per le famiglie che da sei
mesi a questa parte non percepiscono stipendio, la storia è un po'
triste, ed è una storia quasi irraccontabile in questa Sicilia.
Stiamo vivendo un momento particolare, dal momento in cui noi oggi
organizziamo e trattiamo l'argomento precariato, io non capisco
perché, assessore Baccei mi rivolgo a lei, non si trovi una
soluzione per questi operatori del consorzio di bonifica di Ragusa,
che da otto mesi circa non prendono lo stipendio. Le chiedo un
intervento ufficiale, rapido, anche in corso di lavori di
quest'Aula, per la stabilizzazione dei precari, perché anche questi
lavoratori sono soggetti precari, sono soggetti che lavorano al
servizio dell'agricoltura, ed è gente che opera quotidianamente
proprio per aiutare l'agricoltura, che in questo momento vive un
momento di grande crisi, e quindi c'è bisogno di aiutare gli
agricoltori, ma c'è bisogno anche di aiutare queste persone.
Tra l'altro c'è una questione molto particolare, perché taluni
soggetti di questo consorzio hanno avuto riconosciute delle
sentenze che definiscono un passaggio a tempo indeterminato,
passaggio che a tutt'oggi non è stato definito, e questi soggetti
non rientrano nell'organizzazione lavorativa del consorzio, e
restano in un limbo.
Questo significa che loro hanno organizzato dei decreti
ingiuntivi, e quando lei trasferisce delle somme presso questo
consorzio, chiaramente una parte di queste somme vengono assorbite
dai decreti ingiuntivi, ecco perché secondo me bisogna subito
chiarire questa questione, aiutare coloro che in questo momento non
prendono lo stipendio, e chiarire in modo definitivo queste
sentenze, perché saranno uno stillicidio continuo che farà
dimagrire in modo sostanziale il bilancio del consorzio di bonifico
8 di Ragusa.
Caro assessore Baccei, mi scusi, Presidente Crocetta, mi scusi,
Presidente, è un appello che sto facendo anche a lei, in questa
Sicilia ci sono solo questi operai che non hanno percepito lo
stipendio. Vogliamo trovare una soluzione all'interno di questa
legge che stiamo votando per aiutare anche loro? Noi, deputati
iblei, abbiamo sottoscritto un emendamento, quasi tutti i deputati
di questa Provincia, per sostenere un aiuto per questi lavoratori.
Grazie Presidente Ardizzone.
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio
intervento non è sull'articolo, glielo avevo chiesto sull'ordine
dei lavori, e chiedo anche la sua collaborazione. Presidente,
studiando l'atto che noi dobbiamo votare, avevo chiesto il tempo
necessario ad approfondire, però con la collaborazione sua e del
Governo, assessore Baccei, vorrei capire, nel documento c'è una
tabella che va a mettere dei numeri che chiaramente sono del
personale a tempo determinato (SORIS, Protezione Civile, Ex ARRA,
PAIT, e così via).
Presidente Ardizzone non c'è un documento, i suoi Uffici hanno
fatto l'impossibile, abbiamo fatto cinque telefonate all'assessore
alla funzione pubblica, al capo della Protezione Civile, non
riusciamo ad avere la documentazione relativa al reclutamento di
questo personale.
E' possibile tramite il suo ufficio, essendo presente l'assessore
Baccei, vedere ad esempio come sono stati assunti 250 persone che
si trovano alla Protezione Civile? E' un segreto di Stato? E'
possibile avere io cognizione a chi sto andando a dare la proroga?
Se è una cosa fuori dalla norma, allora chiedo scusa e mi vado a
sedere. Se il Presidente dell'Assemblea ritiene opportuno che
questa documentazione debba essere posta all'Assemblea per poter
andare a fare un esame. Lo sa che ci ha il direttore della
Protezione Civile? "Ma io ne ho più di 250 persone", e allora di
quale personale stiamo parlando, chi sono queste 250 persone?
Grazie Presidente, se mi aiuta. Se non mi aiuta, peggio di prima.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, Presidente della Regione, Governo,
onorevoli colleghi. Allora, io ho esaminato attentamente il testo
degli emendamenti e non ritrovo fra gli emendamenti un emendamento
che ho presentato in Commissione Bilancio. Mi si dice che questo
emendamento, ricordo che si tratta semplicemente della proroga del
personale delle aziende sanitarie provinciali, proprio quelli di
cui al decreto legislativo 222 del 2015.
Questo emendamento, in sede di assestamento di bilancio, era stato
esitato favorevolmente dalla Commissione Sanità. In sede, ora, di
esercizio provvisorio, è stata interessata solo la I Commissione,
che lo ha dichiarato inammissibile. Non è stato più presentato e
quindi non discusso dalla Commissione Bilancio, non è stato in Aula
riproposto l'emendamento dichiarato inammissibile dalla I
Commissione, ma un altro emendamento.
A me dispiace essere polemica, ed essere polemica soprattutto con
la Presidenza, però se il Regolamento vale, Presidente, vale per
tutti. Ricordiamo a tutti che non più di un mese fa, in sede di
assestamento di bilancio, sono state riproposte in Aula norme che
erano state bocciate. Mi riferisco all'Iva fantomatica di
Trenitalia, che ancora continuiamo a pagare, mentre Trenitalia
taglia, e mi riferisco a MT di Catania, all'azienda
municipalizzata, bocciata in Aula e l'indomani mattina riproposta
sotto un'altra formula.
Qui non difendo interessi di parte, ma se c'è un richiamo al
Regolamento vale per tutti, e siccome questo emendamento riguarda
una categoria di soggetti che assicurano un servizio, che è per
legge demandato, perché la Regione Sicilia ha accettato il
trasferimento, seppur in ritardo, di funzioni che prima
appartenevano proprio al Ministero dell'Interno e a febbraio
scadono i contratti, desidero sapere come e chi continuerà questo
servizio.
E non è possibile che ogni volta che la sottoscritta presenta un
emendamento vige la rigidità di un regolamento, quando invece la
Presidenza, in altre occasioni, e possiamo prendere i verbali
dell'assestamento di bilancio, si è comportata in maniera diversa.
Quando il giorno prima avevamo bocciato tutti gli emendamenti, la
mattina successiva arrivano sotto altra forma, sotto mentite
spoglie, e sono state presentate e accettate.
Pertanto, chiedo alla Presidenza di riammettere l'emendamento,
perché era stato esitato favorevolmente dalla Commissione di merito
che era la Commissione Sanità, o altrimenti chieda alla Commissione
Sanità di riunirsi e di esprimere parere e di riammettere
l'emendamento perché è corretto, è correttezza, è etica
istituzionale.
PRESIDENTE. Onorevole Grasso, lei mi ha sentito dichiarare
l'inammissibilità di qualche emendamento?
GRASSO. Questo non c'è
PRESIDENTE. Onorevole Grasso, non ho capito, lei ha fatto una
filippica contro questa Presidenza, in questo momento sto prendendo
cognizione degli emendamenti.
GRASSO. Non c'è
PRESIDENTE. E quindi, di che cosa sta parlando, lei richiama il
Regolamento.
GRASSO. Non c'è nel testo, signor Presidente.
PRESIDENTE. Allora lei questo tipo di ragionamento non lo può
assolutamente fare.
Adesso calma tutti perché in questo momento stiamo prendendo
cognizione degli emendamenti.
Sospendo la seduta per cinque minuti per approfondire la questione
degli emendamenti.
(La seduta, sospesa alle ore 17.23, è ripresa alle ore 17.27)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento soppressivo 1.11
dell'onorevole Greco.
GRECO GIOVANNI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si palla all'emendamento soppressivo 1.12 dell'onorevole Greco.
GRECO GIOVANNI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.28 dell'onorevole Falcone.
FALCONE. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi credo che l'aver
fatto questa previsione ridotta è come se il Governo dicesse una
cosa smentendo le proprie affermazioni precedenti. In che senso?
Il Governo ha sempre detto che il bilancio poteva essere fatto, in
quanto era chiuso in equilibrio, cioè i saldi erano positivi tra le
entrate e le uscite. Se ciò è vero, oggi, non riesco a comprendere
perché il Governo ha previsto una somma di gran lunga inferiore per
gli enti locali. Che già sono in enorme difficoltà, 212 milioni di
euro a fronte dei 341 e 600 dell'anno precedente, mi sembra una
somma assolutamente incongrua rispetto alle grandi emergenze che
aumentano da parte dei comuni.
Il mio emendamento vuole richiamare l'attenzione per una risposta
del Governo che, nel caso in cui non volesse intervenire in questa
fase, deve prendere un impegno chiaro, perché in fase di disegno di
legge di bilancio e di finanziaria, possa essere ripristinata
l'intera postazione di bilancio a favore dei comuni della Sicilia,
che già si trovano in condizione di grande difficoltà.
Noi non possiamo consentire che ulteriormente li penalizziamo,
perché delle due, l'una: o i soldi ci sono per tutti, o non è vero
che il bilancio riesce ad avere le coperture sia in entrata che per
le spese in uscita. Vorremmo una spiegazione in tal senso da parte
dell'Assessore Baccei
PRESIDENTE. Se l'Assessore Baccei, nel rispondere all'onorevole
Falcone, può dare un orientamento sul parere, fa cosa gradita.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, il disegno di legge dei precari interviene sul bilancio
in essere e non sul nuovo bilancio, che peraltro vedremo dopo non
avrà ancora la manovra finanziaria; per cui, nel bilancio in essere
non erano previsti 340 milioni di euro in quanto ancora non si
teneva conto dell'accordo con lo Stato, nel nuovo bilancio
integrato con la manovra verrà ripristinata la somma di 340
milioni, ma non in quello in essere.
Questo è il motivo per cui l'emendamento dell'onorevole Falcone,
basandosi sull'attuale bilancio non ha copertura.
FALCONE. Dichiaro di ritirare l'emendamento 1.28 e di trasformarlo
in ordine del giorno.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Congedi
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che hanno chiesto congedo
per la giornata odierna gli onorevoli Giuffrida e Musumeci.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
1278/A
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.13, dell'onorevole Greco
Giovanni.
GRECO GIOVANNI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.25, degli onorevoli Falcone ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CASCIO, presidente della Commissione. Contrario.
SIRAGUSA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 1.25
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
regolamento, indico la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 1.25.
Chiarisco il significato del voto chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 57
Maggioranza 29
Favorevoli 16
Contrari 41
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.26, degli onorevoli Falcone ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CASCIO, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.27, degli onorevoli Falcone ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CASCIO, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.4, degli onorevoli Falcone ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CASCIO, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Gli emendamenti 1.14, 1.15, 1.16, 1.17 e 1.18, degli onorevoli
Greco Giovanni ed altri sono stati ritirati dall'onorevole Greco.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.8, degli onorevoli Falcone ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CASCIO, presidente della Commissione. Contrario.
FALCONE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.8
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 1.8.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 73
Votanti 72
Maggioranza 37
Favorevoli 27
Contrari 45
(Non è approvato)
L'emendamento 1.19 è assorbito.
Si passa all'emendamento 1.30, degli onorevoli Falcone ed altri.
FALCONE. Chiedo di parlare per illustrarlo e lei non me ne dà la
possibilità. Sta strozzando il dibattito
PRESIDENTE. Non sto strozzando il dibattito. Il Regolamento
prevede che si interviene una volta sull'articolo e su tutti gli
emendamenti. Onorevole Falcone, è lei che sta impedendo il normale
dibattito in Aula perché interviene sempre inutilmente.
Comunque, ha facoltà di parlare.
FALCONE. Signor Presidente, atteso che noi non ritengo che
possiamo fare precari di serie A e precari di serie B, è stata
tolta una norma all'articolo 3 relativamente ai dopo-scuolisti
perché è stato detto che non c'entrava - anche con il Presidente
Cascio ne abbiamo parlato poco fa - con la questione relativa alle
proroghe.
Al di là di ogni considerazione su questo intervento che ha fatto
la Commissione - che io spero e confido che in Aula venga corretto
- è altrettanto vero però che è una contraddizione che noi i
precari del Comune di Lipari, che dovrebbero essere pagati con i
Fondi delle politiche dell'Assessorato alle politiche sociali, li
inseriamo nella norma sugli enti locali.
Ancorché trattasi di emergenze e per cui noi diciamo che le
emergenze vanno tutte valutate, e ancorché diciamo, malgrado sia
secondo noi l'articolo ad affrontare le emergenze di questi
precari, perché non si capisce se è una riserva o se invece
trattasi di un Fondo speciale, noi vorremmo chiedere al Governo:
come mai se l'anno scorso abbiamo dato 400 mila euro, quest'anno
quei 400 mila euro sono lievitati a 800 mila euro? Se il Governo ce
lo spiega io ritiro l'emendamento.
Perché noi non siamo contro nessuno però vogliamo chiarezza e non
vogliamo che ci siano figli e figliastri.
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei ricordare
ai colleghi e in particolare al collega Falcone, che questo
intervento scaturisce dal fatto che la Regione, al fine di
consentire che le isole Eolie diventassero patrimonio dell'UNESCO,
e quindi con i riflessi positivi anche sull'intera Regione
siciliana, determinò la chiusura forzosa della PUMEX.
Nello stesso protocollo siglato con la Regione siciliana,
ovviamente, fu inserita anche una clausola di salvaguardia per i
lavoratori che furono licenziati.
Vi risparmio tutto l'iter.
La Regione siciliana è ancora a credito nei confronti di quei
lavoratori che sono rimasti - nel frattempo, per fortuna, alcuni
sono andati in pensione - di una tutela occupazionale che ancora,
ripeto, non è stata assicurata perché questi lavoratori operano
sulla base di un progetto del Comune di Lipari, finanziato dalla
Regione siciliana, perché sarebbe stravagante che fosse scaricata
la questione sul Comune di Lipari che non avrebbe neanche le
risorse per fare questo e non hanno, diciamo così, i benefici dei
lavoratori subordinati, cioè i contributi e così via dicendo.
Il contributo viene erogato sulla base di una comunicazione
formale da parte del Comune di Lipari che certifica le risorse che
sono necessarie per attuare questo progetto.
L'anno scorso, credo che ci sia stata una difficoltà di
comunicazione tra la Regione e il Comune di Lipari e credo che con
la comunicazione di quest'anno si recupera il problema che si era
determinato l'anno scorso, tenuto conto che, essendo queste risorse
destinate al progetto, non possono essere utilizzate diversamente
dal Comune di Lipari.
Quindi, le risorse di quest'anno servono a garantire questi
lavoratori per l'anno 2017, tenuto conto del fatto che l'anno
scorso, credo che siano state erogate risorse inferiori a quelle
necessarie.
Per quanto riguarda l'ambito dal quale si determina l'erogazione,
per carità Capisco, è giusta l'osservazione del collega Falcone,
ma nel corso degli anni si è stabilito che doveva andare nel campo
delle riserve del Fondo Autonomie Locali, poi si potrà pure
cambiare, ma non credo che sia questa l'occasione per farlo, siamo
in una norma che prevede le risorse da assicurare ai comuni per
l'anno a venire e, in questo ambito, si tutelano questi lavoratori.
FALCONE. Dichiaro di ritirare l'emendamento 1.30
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Gli emendamenti 1.20, 1.22 e 1.23, degli onorevoli Greco Giovanni
ed altri sono stati ritirati dall'onorevole Greco.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.32, degli onorevoli Falcone ed altri.
FALCONE. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.24, degli onorevoli Falcone ed altri.
FALCONE. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, brevissimamente,
trattasi dei comuni in dissesto per i quali abbiamo previsto l'anno
scorso una copertura triennale di 800 mila euro.
In sede di assestamento, quella copertura di 800 mila euro per
l'anno 2016, è stata incrementata con le economie del comma
precedente, che oggi, diciamo così, le economie della lettera del
comma 9 di questo articolo 1 era stato integrato ad 1 milione e 800
mila euro.
Siccome dal comma 9 avremo sicuramente un milione di economie, 1
milione e 40 mila euro di economie, li andiamo a recuperare dalle
economie del comma 9 evidentemente dal Fondo perequativo di cui al
comma 1, quindi non ci vuole la copertura finanziaria, e comunque,
assessore Lantieri e assessore Baccei, per un articolo che copre
per il triennio 2017 e 2018, perché l'anno 2016 era stato coperto
per una cifra per cui si arriva a due milioni di euro.
E' un emendamento che riguarda i comuni in dissesto e dà un
contributo in ragione degli abitanti, cinque euro ad abitante per
ogni comune. Un comune di 10 mila abitanti, prende 50 mila euro, un
comune di 50 mila abitanti prenderà 250 mila euro. E' un
emendamento di buon senso.
PRESIDENTE. E, allora, nel merito chiaro.
Chiedo che l'assessore Baccei intervenga, perché se dovesse
rimanere così ci sarebbe da riformulare la copertura e, quindi, se
rimane così, è inammissibile.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, onorevole Falcone, dopo c'è una norma che è stata
introdotta ieri in II Commissione, che fra l'altro fa la fotografia
per i comuni in dissesto per ore al 31 dicembre 2014, e questo
potrebbe comportare un aggravio ed è previsto nella stessa norma
che quell'eventuale aggravio vada coperto con il fondo delle
autonomie locali. Per cui, laddove dovessero mancare, ho due fondi
che coprono, il fondo dei precari ed il fondo delle autonomie
locali, altri fondi non ce ne sono. Già quella norma prevede che,
dove ci sia necessità, soprattutto per i comuni in dissesto, dove
manchino risorse sul fondo dei precari, si compensa con il fondo
delle autonomie locali e, quindi, c'è questa compensazione delle
coperture. Altre coperture non ce n'è, per cui io non ho modo di
darle in altro modo se non nel modo che vediamo dopo.
Di fatto, eventualmente, questo meccanismo, quello che troviamo
dopo, dovrebbe garantire la copertura. Se dovessero mancare dei
fondi vediamo insieme di rifinanziarli, ma non penso perché è fatto
in modo che il fondo autonomie locali compensi.
FALCONE. Dichiaro di ritirare l'emendamento 1.24.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2
Dotazioni organiche Città metropolitane e liberi consorzi
comunali
1. La dotazione organica delle Città metropolitane e dei liberi
Consorzi comunali è stabilita, a decorrere dalla data di entrata in
vigore della presente legge, in misura corrispondente alla spesa
del personale di ruolo al 31 dicembre 2015 ridotta complessivamente
del 15 per cento. Per le unità soprannumerarie si applica la
disciplina di cui al comma successivo.
2. Entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, è individuato secondo modalità e criteri definiti
nell'ambito delle procedure e degli osservatori di cui alla legge
regionale 4 agosto 2015, n. 15, e successive modifiche e
integrazioni, il personale che rimane assegnato agli enti di cui al
comma precedente e quello da destinare alle procedure di mobilità,
nel rispetto delle forme di partecipazione sindacale previste dalla
normativa vigente, secondo le procedure previste dall'articolo 1
commi 423 e 424 della legge 23 dicembre 2014, n. 190, nonché,
previo accordo con lo Stato, ai sensi dell'articolo 1 comma 425
della legge 23 dicembre 2014, n. 190».
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intendo rivolgermi
al Presidente della Regione che, certamente, come fa sempre, mi
ascolterà perché, con un comunicato stampa del 16 dicembre scorso,
il Presidente Crocetta aveva annunciato di avere reperito 35
milioni di euro, immediatamente disponibili, per garantire 6 mesi
di occupazione agli ex sportellisti da tre anni in attesa di una
soluzione e nello stesso comunicato - me lo sono portato,
Presidente Crocetta, non si sa mai - sempre il Presidente della
Regione assicurava la copertura per ulteriori 18 mesi con 90
milioni di euro del Fondo sociale europeo.
Tutti sappiamo che la legge n. 8/2016, la legge finanziaria, ha
previsto l'istituzione dell'elenco unico ad esaurimento degli ex
sportellisti, confermando l'essenzialità del ruolo nell'erogazione
dei servizi per quanto riguarda questa categoria.
Ebbene, qualche giorno fa è venuta fuori la delibera di Giunta -
mi rivolgo al Parlamento perché è davvero una cosa che bisogna
attenzionare in un momento storico, economico, ma soprattutto
sociale come questo - con la quale si smentisce tutto il costrutto
che aveva ridato fiato e speranze a questa platea e si allungano di
tanto i tempi perché si fa riferimento al POFSE per il reperimento
delle risorse.
La prima domanda, che io le pongo, Presidente Crocetta è: che fine
hanno fatto i 35 milioni e perché questo cambio di indirizzo da
parte del Governo, dopo aver proclamato - ahimé, ancora una volta,
solo proclamato - che la soluzione del problema era vicina?
Ora, Presidente, l'onorevole Marcello Greco, che è persona dai
modi assolutamente pacati, qualche giorno fa, l'ha definito
birichino .
Io, che ho modi pacati come quelli dell'onorevole Greco, ma faccio
l'opposizione, seppur in maniera responsabile, non vorrei gridare
vergogna ancora una volta e, per questa ragione, ho predisposto
un ordine del giorno che, in buona sostanza, impegna il Governo
della Regione a confermare l'attuazione del progetto con la sua
dotazione finanziaria originaria al fine di garantire l'occupazione
biennale di tutti i lavoratori degli ex sportelli multifunzionali.
Ho chiesto al Presidente Marcello Greco di firmarlo ed egli l'ha
firmato. E' un ordine del giorno di assoluta sostanza, senza
fronzoli che mettiamo a disposizione dell'Aula e chiediamo ai
deputati di firmare. Fermo restando, Presidente Crocetta, che gli
ordini del giorno, come le mozioni, lo dica ai suoi assessori che
ogni tanto si confondono, sono atti del Parlamento e vanno
rispettati.
GRECO MARCELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO MARCELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente
Crocetta, Governo, volevo chiarire alcuni punti. Fermo restando
l'intervento del collega Cordaro, al quale io mi riporto anche, i
punti sono fondamentalmente questi.
Nel comunicato stampa ed anche nell'incontro che lei, Presidente
Crocetta, ha fatto con il partito, con Sicilia, lei aveva detto, in
maniera chiara e puntuale, che per gli sportelli multifunzionali
c'erano 125 milioni di euro: 35 milioni di euro da trovare cash,
direttamente nelle casse della Regione, già in cassa, e 90 milioni
di euro erano da trovare con i Fondi sociali europei.
Bene, tutto questo, però, signor Presidente, non è stato
realizzato. Mi si dirà: ma nei 90 milioni di euro previsti, sono
inseriti 14, 24 e 7 esattamente, 31 milioni di euro circa che fanno
parte però dei Fondi Sociali Europei, quindi, in ogni caso, ne
mancano 35 all'appello.
Ed allora, signor Presidente, in effetti, il progetto che doveva
partire immediatamente, che doveva prevedere due anni, per quanto
riguarda gli sportelli multifunzionali e, quindi, iniziare a
gennaio, così come indicato e come detto, in realtà, questo
progetto partirà non prima di maggio/giugno, perché sono Fondi
sociali europei e, quindi, sono circa 8, 9 progetti da realizzare,
da porre in essere e dove, sicuramente, non entreranno tutti i
1.500 sportelli multifunzionali, ma soltanto una parte di questi.
L'invito che il sottoscritto, tra l'altro, ancora riportato da una
legge, che questo Parlamento non ha ancora approvato, è quello di
chiederle in maniera ufficiale, di poter rispettare quegli impegni
che lei aveva assunto, esattamente il 16 dicembre, con un
comunicato stampa, che poi non sono stati mantenuti.
In realtà, quello che si chiede e che l'assessore Baccei e la
S.V., possa trovare questi 35 milioni di euro per fare partire
immediatamente gli sportelli multifunzionali che diversamente non
partirebbero. Partirebbero esattamente fra sei mesi, cinque mesi,
con un danno enorme per questa categoria che, sicuramente poi,
parlando di precariato, è una categoria bistrattata, distrutta da
quattro anni di disoccupazione in cui non percepiscono una lira.
Altro che salvare i precari Salviamoli tutti i precari ma,
certamente, in particolare gli sportelli multifunzionali.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi non c'è di peggio quando la politica vuole entrare nel
dettaglio degli atti amministrativi. Non c'è di peggio
Noi confermiamo due progetti: uno di 85 milioni e l'atro di 35. La
delibera di Giunta del 23 dicembre ha fatto riferimento agli 85
milioni per il semplice motivo che si tratta di atti della nuova
programmazione. I 35 milioni sono fra le economie della vecchia
programmazione e non c'era bisogno, assolutamente, di fare l'atto
di Giunta perché sono impegnati già con determine dirigenziali,
fatte dal dirigente dell'assessorato al Lavoro e dal dirigente
dell'assessorato all'Economia. Se volete, ve la facciamo pure
quest'altra delibera Vi assicuro che sono 120 milioni. Quindi
birichino c'è lei, onorevole Greco e bugiardo c'è lei, onorevole
Cordaro.
GRECO MARCELLO. Io voglio essere birichino, ma lei facci la
delibera di giunta
PRESIDENTE. Birichino non è un'offesa.
Intanto, questo dibattito è servito a chiarire che i soldi ci
sono.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio intervenire
sulla vicenda.
Presidente Crocetta, ascolti, non si arrabbi, non si faccia
prendere dal panico, non si faccia soprattutto provocare. Faccia i
fatti.
Quando, alcuni mesi fa, in quest'Aula ho portato avanti la
battaglia, contro il parere di tutti, per recuperare gli
sportellisti, sono stato spesso deriso e ostacolato perché
affermavo l'esigenza di porre rimedio ad una vicenda complessa che
riguardava oltre 1.500 persone che erano state mandate allo
sbaraglio e buttate per strada, nonostante fossero gli unici,
Presidente Ardizzone, che godevano di una legge regionale con
finanziamenti regionali.
Una legge vecchia, una legge dei primi anni duemila, duemilauno
addirittura. Mentre, altre categorie che sono subentrate dopo, e
che magari non sono partiti direttamente con Fondi regionali ma con
Fondi extra-regionali hanno trovato una sistemazione,
un'allocazione idonea ed una certezza, anche, per il loro futuro
proprio questa categoria che, invece, doveva essere più tutelata
era stata abbandonata.
Abbiamo fatto una norma, in questo Parlamento. Quella norma
prevede, al di là dei 35 milioni - che mi auguro, dopo
l'affermazione del Presidente Crocetta, ci siano per davvero - al
di là dei Fondi prelevati dal Fondo sociale europeo, la questione
di fondo è una e semplice: quella legge prevede che possono essere
attivati progetti sia in APL e sia, soprattutto, con società in
house della Regione.
La differenza non è da poco, perché attivare progetti con società
in house significa, per questa categoria, avere la certezza di
ricevere lo stipendio a fine mese Attivare procedure in APL, cioè
con gli enti di formazione, significa invece essere pagati a fine
progetto e non sempre ciò avviene; siccome la norma è chiara, io
inviterei il Governo, nella preparazione dei progetti, a tenere
conto di quanto prevede la norma, si attivano intanto ciò che
prevede la legge per quanto riguarda il progetto in house per gli
sportellisti, se poi si vogliono attivare anche progetti in APL, lo
si faccia con le risorse del fondo sociale europeo.
PRESIDENTE. Si passa all'esame degli emendamenti.
Gli emendamenti 2.3 e 2.4, a firma degli onorevoli Greco Giovanni
ed altri, sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.6 a firma degli onorevoli Falcone ed
altri: Al comma 1 le parole ridotta' fino a comma successivo'
sono soppresse .
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il ragionamento
che faccio è il seguente: nel momento in cui noi cristallizziamo
la dotazione organica delle province al 31/12/2015 di fatto stiamo
bloccando ogni possibile nuovo ingresso nelle stesse ex province;
ma se noi a questa dotazione organica, cristallizzata a quella
data, creiamo un'ulteriore riduzione del15 per cento, immaginando
che questo 15 per cento di esubero debba essere poi posto in
mobilità, noi di fatto rischiamo di creare uno scompiglio in tutti
questi enti sovracomunali, che comunque, secondo la nuova
riformulazione e secondo anche la riforma costituzionale naufragata
ritornano in auge, io ritengo che noi oggi dovremo innanzitutto
approvare la norma, escludendo quel 15 per cento ed evitando che,
eventualmente, quel 15 per cento di esubero debba essere posto in
mobilità, creando delle fibrillazioni all'interno di questi enti di
area vasta. Lo chiedo al Governo e chiedo che su questo articolo
per cui preannuncio eventualmente chiederemo anche il voto per
appello nominale, ci sia un parere favorevole.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, in realtà
questo è un emendamento che consente, in qualche modo, la proroga
di due anni dei precari, così come disposto da questo disegno di
legge. Vero è che la riforma costituzionale non è passata - come
sappiamo - con un referendum, ma altrettanto vero è che le province
sono in una gravissima crisi finanziaria, per cui questo, in
qualche modo, oltre che garantire la proroga di due anni dà modo di
cominciare a risolvere i problemi delle province.
Teniamo conto che nello stesso disegno di legge, innanzitutto, la
mobilità non è solo verso gli enti locali, ma è anche verso le
amministrazioni statali, per cui i dipendenti potrebbero andare ad
occupare, così come è avvenuto nel resto d'Italia, posizioni
libere, sempre ovviamente sul territorio siciliano, nei limiti
della mobilità, disponibili presso le amministrazioni statali. Per
cui, successivamente nel disegno di legge c'è un articolo, che è un
po' il cuore del disegno di legge, che allarga le risorse
occupazionali degli enti locali fino ai limiti della pianta
organica, per cui di fatto questi posti che i lavoratori delle
province potrebbero andare ad occupare presso le amministrazioni
comunali, sono più che recuperati dall'articolo successivo, per cui
non andrebbero ad inficiare la possibilità di stabilizzare i
precari degli enti locali.
Pertanto, io vedo solo effetti positivi di questo articolo e
nessun effetto negativo. Per cui, il Governo esprime parere
contrario all'emendamento proposto dall'onorevole Falcone.
CASCIO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO, presidente della Commissione. Signor Presidente,
l'emendamento 2.6 è propedeutico - come ha detto l'Assessore - a
tutto il disegno di legge, perché su questa riduzione del 15 per
cento del personale per i liberi consorzi, in Commissione è nato un
equivoco, se vi erano province in cui era un esubero di personale e
province invece che erano sottostimate come personale.
Noi abbiamo messo, alla fine, calcolo complessivo per tutta la
Regione siciliana, per quanto riguarda il personale delle province,
proprio per chiarire questo aspetto. Però, questo aspetto è
propedeutico all'impianto di legge.
Perché è propedeutico? Intanto, perché permette, permetteva, la
proroga di due anni. Noi abbiamo fatto questo disegno di legge, e
questo disegno di legge che, anche se ha visto la luce il 22
dicembre, di fatto ha una gestazione più antica, parlava ancora
della Legge Delrio, parlava di liberi consorzi, parlava di
province, parlava di queste cose ed era l'atto propedeutico per
fare la proroga. Quindi, la riduzione del 15 per cento, che è solo
siciliana, mentre per il resto d'Italia era del 50 per cento, è
stato il primo passo per dare avvio all'articolo 3, all'articolo
successivo, che è quello della stabilizzazione dei precari.
Naturalmente, sarà il Governo a dire se, passando questo
emendamento, si stravolge, che ha effetti sull'impianto della
legge. Per come ci era stata proposta a noi dal Governo l'effetto
c'è, se passa questa norma manca quel presupposto per andare
avanti.
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, io non so se ha ragione il
presidente Cascio; so per certo che ha detto la verità, perché il
Governo questo ci ha detto in Commissione, e ce lo ha detto anche
il dirigente generale, il dottore Morale. Ora, io confrontandomi
con i colleghi mi dicono che è una vera e propria forzatura
prevedere questo 15 per cento complessivamente.
Assessore, in tutta onestà intellettuale, lei sa che io non ho
voluto ostacolare il disegno di legge in Commissione, perché
siccome c'è sempre quest'aria di terrorismo, dietro i fallimenti
del Governo si cercano colpevoli in altre sedi, io ho detto che il
dibattito si sposterà in Aula.
Perché sentendo il Presidente della Regione affermare più di una
volta che la mancata previsione di questo benedetto o maledetto 15
per cento fa saltare tutta la legge, quindi la stabilizzazione dei
precari ci ha detto il Presidente della Regione, e questo ce lo ha
confermato anche il dottore Morale - se dico cose distorte
assessore Lantieri, assessore Baccei, potete anche smentirmi, ma
difficilmente posso essere smentito su questa cosa - certamente è
una forzatura, Assessore, perché la personale opinione nostra, dei
suoi amici di Forza Italia, è che si poteva cristallizzare tutto al
31 dicembre e poi via via ad esaurimento la spesa non comprimibile,
comunque nel tempo si sarebbe inevitabilmente ridotta.
Questo non è un principio smentibile ma una teoria
ragionieristica, contabile, ineccepibile. Se si cristallizza una
fase, via via ci sono i pensionamenti, la spesa non comprimibile,
cioè gli stipendi, via via si riducono. Quindi, forse, avremmo
allungato di poco, di qualche anno, di un anno, di due anni, il
processo, ma il risultato finale sarebbe stato quello: la stessa
cosa.
Quindi, secondo me non salta un bel niente E quante volte ci
avete detto: "se non passa questo, salta tutto", poi ve l'abbiamo
bocciato, altre volte ce lo avete riproposto in salse diverse,
altre volte non è successo un bel niente.
La verità è una, assessore Baccei, siamo di fronte ad un fatto:
questi accordi tanto strombazzati in Commissione Bilancio non ci
sono più; sono venute meno le cose che noi dicevamo, assessore
Baccei.
Ma come garantisce il Governo? No, il Governo garantisce . Non
c'è più nessuno, nessun interlocutore politico che può garantire
alla Sicilia le promesse fatte. Ed allora, come non ricordare
Assessore, lei ha ricordato una parte del processo che riguarda le
province, ha dimenticato di evidenziare un fatto: siamo in questo
disastro bocciato dal popolo italiano e in particolar modo dal 75
per cento dei siciliani, hanno bocciato questa specie di riforma. E
ne approfitto che rientra il nostro amico Presidente della Regione,
per dire - Presidente me lo permetta, anche al di fuori
dell'attinenza del dibattito - quanto è bello questo spot che va
per ora sulle televisioni siciliane sul patto per il Sud,
Presidente. Io lo guardo, l'ho guardato più di una volta e vedo che
non ci crede neanche lei perché si vede che legge, non li sa
nemmeno a memoria, si vede nello spot: lei legge, non guarda
nemmeno la telecamera perché deve leggere tutte le cose che lei ha
scritto e poi non sono vere Perché ha parlato di tutta una serie
di cose, del paradiso terrestre, la vita eterna, amen, ma niente di
tutto questo, Presidente.
La volevo rassicurare: ha letto bene, però non era uno spot fatto
bene Glielo dico perché lei lo sa che le voglio bene, ma
onestamente eviti di dire le cose che ha fatto perché non ci
crediamo più nessuno, non solo noi, ma anche le persone che stanno
all'esterno di questa sede parlamentare
Il tema è, Presidente della Regione, che mi aspettavo da parte sua
che prendesse la parola all'inizio dei lavori dando atto alle
minoranze che lo hanno fatto uscire da questa palude, perché senza
il nostro assenso, il nostro senso di responsabilità, lei oggi non
avrebbe trattato niente, un bel niente, sotto il profilo
procedurale e sotto il profilo politico E lei manca sempre in
queste cose. Lei richiama le minoranze solo quando è veramente in
difficoltà. Una volta che è uscito dal guado e la legge è qua lei
se lo è dimenticato.
Poteva dire alle minoranze: vi do atto , perchè se si fosse
applicata la procedura sarebbe andato tutto a quel paese perché ci
avete portato, come sempre all'ultimo minuto, mascherando i vostri
disastri dietro i precari.
ZITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, intervengo
dopo aver sentito l'assessore Baccei perché per un attimo mi
sembrava di rivedere il film Pulp Fiction' quando interveniva Walf
che risolveva i problemi. Perché lui ad un certo punto dice: Con
questo disegno di legge cominciamo a risolvere i problemi delle
province .
Ma forse l'assessore Baccei è un po' distratto perché nel 2017 le
province sono dei cadaveri, ecco perché poi interviene Walf, per
risolvere i problemi. Perché sono dei cadaveri? Perché vorrei
ricordare la situazione economica che abbiamo affrontato di tre
province, quella di Siracusa, di Ragusa ed Enna, a cui è stato dato
un finanziamento extra nell'ultima variazione di bilancio e le
altre province hanno utilizzato l'avanzo di amministrazione per
poter chiudere l'anno.
Quindi, che cosa vuol dire? Il prossimo anno ci saranno le
province di Siracusa, Ragusa ed Enna che saranno sempre nelle
stesse condizioni. Le altre sei province entreranno in piena crisi
economica perché non avranno neanche più l'avanzo di
amministrazione.
Vorrei ricordare, inoltre, che nel 2017 quello che è il prelievo
forzoso aumenterà di circa 60 milioni di euro. Quindi, la
condizione sarà ancora più grave di quella attuale.
Quindi, quando si comincia a dire che in questo disegno di legge
ci sono le basi per la stabilizzazione, quando l'anno prossimo
saranno praticamente tutti in dissesto, ma di che cosa stiamo
parlando? Stiamo dicendo falsità e le mettiamo pure per iscritto.
Questa è la cosa più bella E prendiamo pure in giro la gente
quando l'anno prossimo invece le province sono morte se non si va a
parlare con lo Stato e dire di cominciare di evitare il prelievo
forzoso che tra parentesi avevamo presentato noi due emendamenti
alla legge sugli enti locali a luglio di quest'anno a firma di
Maria Marzana, perché per sospendere il prelievo forzoso del 50
per cento e sospendere i mutui per un anno e mezzo in modo da dare
il tempo alle province di organizzarsi con un accordo Stato-
Regioni per il trasferimento del personale verso i Ministeri, verso
altri enti.
Questa cosa non si è fatta perché tutti l'hanno bocciata a Roma e
poi tutti cercano di farsi la bocca bella per salvare le province,
quindi le condizioni sono rimaste uguali. Il prelievo forzoso
aumenterà e la situazione economica sarà ben più grave e noi
diciamo di stabilizzare i precari? Per l'amor di Dio
Stabilizziamoli, ma come? Con quali soldi? Con le province in
dissesto? Questo è solo il libro dei sogni e continuiamo a mentire
e lo mettiamo per iscritto
PRESIDENTE. Sull'emendamento 2.6 il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CASCIO SALVATORE, presidente della Commissione. Contrario.
CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 2.6
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata, a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 2.6.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì prema il pulsante
verde, e vota quindi per la soppressione dell'articolo 1; chi vota
no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 61
Maggioranza 31
Favorevoli 20
Contrari 40
Astenuti 1
(Non è approvato)
L'emendamento 2.2, degli onorevoli Greco Giovanni ed altri, è
ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3
Disposizioni per la stabilizzazione del personale
precario
1. Al fine di realizzare il graduale superamento dell'utilizzo di
personale con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato,
nei limiti del proprio fabbisogno e delle disponibilità di
organico, fermo restando il rispetto degli obiettivi del saldo non
negativo, in termini di competenza, tra le entrate e le spese
finali e le norme di contenimento della spesa di personale, la
Regione e i comuni possono adottare le procedure previste
dall'articolo 4, commi 6 e 8, del decreto-legge 31 agosto 2013, n.
101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n.
125, con priorità per le procedure di cui al comma 6, negli anni
2017 e 2018, aggiungendo, al limite finanziario fissato
dall'articolo 35, comma 3-bis, del decreto legislativo 30 marzo
2001, n. 165, le risorse previste dall'articolo 9, comma 28, del
decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni,
dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e successive modificazioni, in
misura non superiore al loro ammontare medio relativo al triennio
anteriore al 2016, a condizione che siano in grado di sostenere a
regime la relativa spesa di personale e che prevedano nei propri
bilanci la contestuale e definitiva riduzione del valore di spesa
utilizzato per le assunzioni a tempo indeterminato dal tetto di cui
al predetto articolo 9, comma 28 in ogni caso, senza nuovi o
maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le assunzioni
secondo le procedure di cui al presente comma sono regolate con
contratto di lavoro a tempo indeterminato, anche parziale, che, per
singola unità lavorativa, in termini di costo complessivo annuo e
di giornate lavorative, nonché per gli aspetti connessi
all'inquadramento giuridico ed economico, è uguale a quello
relativo al contratto a tempo determinato in essere al 31 dicembre
2015.
2. Esclusivamente per le finalità e nel rispetto dei vincoli e
dei termini di cui al comma precedente, il valore medio del
triennio anteriore al 2016 delle risorse dall'articolo 9, comma 28,
del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con
modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, per la Regione,
nonché per gli enti territoriali compresi nel territorio della
stessa, può essere integrato a valere sulle risorse finanziarie
aggiuntive, appositamente individuate con legge regionale, che
assicurano la compatibilità dell'intervento con il raggiungimento
degli obiettivi regionali di finanza pubblica. A tal fine gli enti
territoriali calcolano il complesso delle spese per il personale,
ai fini del rispetto delle disposizioni di cui all'articolo 1,
commi 557 e 562, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, al netto
dell'eventuale cofinanziamento erogato dalla Regione.
3. Fino al termine del processo di superamento dell'utilizzo di
personale con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato
secondo le modalità di cui al presente articolo, è fatto divieto
alle amministrazioni interessate di instaurare rapporti di lavoro
flessibile di cui all'articolo 9, comma 28, del decreto-legge 31
maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30
luglio 2010, n. 122, e successive modificazioni, fatte salve le
disposizioni vigenti relative ai rapporti di lavoro a tempo
determinato a supporto degli organi di indirizzo politico, a
quelli connessi alla gestione di fondi comunitari e per le aziende
del Servizio Sanitario Regionale. In deroga alle disposizioni di
cui al presente comma, qualora tra il personale con contratto di
lavoro subordinato a tempo determinato di cui al presente articolo
non siano presenti figure professionali necessarie all'espletamento
delle funzioni e dei servizi istituzionali, le amministrazioni
interessate possono instaurare rapporti di lavoro flessibile.
4. Per le finalità previste dall'articolo 30 della legge
regionale 23 gennaio 2014, n. 5 è autorizzata per gli anni 2017 e
2018 la proroga delle graduatorie adottate in applicazione
dell'articolo 4, comma 6, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125,
e in applicazione dell'articolo 1, comma 558, della legge 27
dicembre 2006, n. 296, e all'articolo 3, comma 90, della legge 24
dicembre 2007, n. 244. Sono altresì prorogate le graduatorie
adottate in relazione ai processi di stabilizzazione di cui
all'articolo 6 della legge regionale 29 dicembre 2010, n. 24.
Dall'elenco di cui all'articolo 30 comma 1, della legge regionale
23 gennaio 2014, n. 5, e successive modifiche e integrazioni,
possono attingere anche le Aziende del S.S.R. per le finalità di
cui all'articolo 5 del D.P.C.M. 6 marzo 2015 per le assunzioni a
tempo indeterminato, anche a tempo parziale, dei lavoratori
socialmente utili o del personale di cui all'articolo 2, comma 1,
del Decreto legislativo 28 febbraio 2000, n. 81 e dei lavoratori
di pubblica utilità di cui all'articolo 3, comma 1, del Decreto
legislativo 7 agosto 1997, n. 280 relativamente alle qualifiche per
le quali non è richiesto il titolo di studio superiore a quello
della scuola dell'obbligo.
5. Per le assunzioni effettuate dai soggetti di cui al successivo
comma 9, lett. a) e d), con le procedure di cui ai commi 1 e 2, , a
decorrere dalla data di assunzione, per l'intera durata del
rapporto di lavoro, è riconosciuto un contributo in misura pari a
quanto previsto dal medesimo comma 9 e con le medesime modalità,
parametrato in base ai soggetti assunti.
6. Per l'attuazione delle procedure di cui all'articolo 1, comma
529, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 e successive modifiche e
integrazioni il Ragioniere Generale della Regione, previa delibera
della Giunta regionale su proposta dell'Assessorato regionale
Autonomie locali e Funzione Pubblica, è autorizzato ad operare le
conseguenti variazioni di bilancio.
7. La mancata, ingiustificata, conclusione da parte dei comuni,
entro il termine del 31 dicembre 2018, dei processi di
stabilizzazione ai sensi del presente articolo, nella misura
consentita dalle vigenti disposizioni, sussistendo i presupposti di
cui ai commi 1 e 2, a decorrere dal 2019 comporta la riduzione
delle assegnazioni ordinarie della Regione in favore di ciascun
comune in misura pari alla spesa sostenuta dall'Ente di cui al
comma 18 per ciascun soggetto non stabilizzato assunto ai sensi
del medesimo comma.
8. In armonia con la disposizione prevista dall'articolo 1 comma
426 della legge 23 dicembre 2014, n. 190, il termine del 31
dicembre 2016, previsto dall'articolo 30 comma 3, e dall'articolo
32 della legge regionale 23 gennaio 2014, n. 5, e successive
modifiche e integrazioni, per le finalità volte al superamento del
precariato è prorogato al 31 dicembre 2018, senza alcun onere
aggiuntivo a carico del bilancio della Regione, anche con
riferimento ai contratti del personale di cui al comma 9
dell'articolo 3 del decreto legislativo 25 novembre 2016, n. 219. I
commi 8 e 9 dell'articolo 27 della legge regionale 17 marzo 2016,
n. 3, sono abrogati.
9. La Regione garantisce la copertura del fabbisogno finanziario
degli enti utilizzatori per l'onere relativo al personale a tempo
determinato prorogato ai sensi del comma 8, nei limiti della spesa
complessivamente sostenuta dall'ente nell'anno 2015 e con
riferimento al numero di ore oggetto dei rapporti di lavoro a tempo
determinato in corso al 31 dicembre 2015, secondo le seguenti
modalità:
a) per i comuni si provvede mediante l'utilizzo di parte del
Fondo di cui all'articolo 30, comma 7, della legge regionale n.
5/2014 e successive modifiche ed integrazioni, nonché, per la quota
complementare a carico degli enti utilizzatori alla data del 31
dicembre 2015, mediante utilizzo di parte delle assegnazioni
ordinarie della Regione in favore di ciascun comune;
b) per le Città metropolitane ed i liberi Consorzi comunali si
provvede mediante l'utilizzo di parte del Fondo di cui all'articolo
30, comma 7, della legge regionale n. 5/2014 e successive modifiche
ed integrazioni. Per la quota complementare a carico degli enti
utilizzatori alla data del 31 dicembre 2015 è autorizzata la spesa
annua di 6.511 migliaia di euro per gli anni 2017 e 2018 da
iscrivere in un apposito capitolo di spesa;
c) per gli enti del settore sanitario la spesa per i servizi
svolti in favore degli enti medesimi rimane a carico del Fondo
sanitario;
d) per gli altri enti utilizzatori si provvede mediante
l'utilizzo del Fondo di cui all'art 30 comma 9 della legge
regionale n. 5/2014 e successive modifiche ed integrazioni, mentre
la quota complementare rimane a carico a carico degli enti stessi.
10. La proroga del termine di cui al comma 8 si applica anche ai
comuni in dissesto di cui all'articolo 259 del decreto legislativo
18 agosto 2000, n. 267 e successive modifiche ed integrazioni e a
quelli che hanno fatto ricorso alla procedura di riequilibrio
finanziario pluriennale di cui all'articolo 243 bis del medesimo,
tenuto conto che, per effetto della disposizione di cui alla
lettera a) del comma 9, la spesa per le proroghe acquista carattere
di neutralità per il bilancio dell'ente. Per tali proroghe si fa
riferimento al numero di ore oggetto dei rapporti di lavoro a tempo
determinato in corso al 31 dicembre 2014, fermo restando che
eventuali maggiori oneri ricadono sulle assegnazioni annuali ai
comuni di cui all'articolo 6, commi 1 e 2, della legge regionale n.
5/2014.
11. Per le finalità di cui ai commi precedenti i Fondi di cui
all'articolo 30 commi 7 e 9 della legge regionale 4 agosto 2014, n.
5 e successive modifiche ed integrazioni, sono rispettivamente
determinati in misura pari a 181.900 migliaia di euro annui e 8.158
migliaia di euro annui per ciascuno degli anni 2017 e 2018. Per le
medesime finalità è autorizzata, per il biennio 2017-2018 la spesa
di 27.425 migliaia di euro per la proroga dei contratti di lavoro
subordinato a tempo determinato stipulati dall'Amministrazione
regionale.
12. Al comma 7 dell'articolo 30 della legge regionale 28 gennaio
2014, n. 5 e successive modifiche e integrazioni le parole degli
squilibri finanziari sul complesso delle spese del personale delle
autonomie locali sono soppresse e dopo le parole 31 dicembre
2013 è aggiunto il seguente periodo: I trasferimenti delle
risorse finanziarie scaturenti dall'applicazione del presente comma
si intendono quali contributi ai Bilanci delle autonomie locali per
attenuare gli effetti del comma 6 e per consentire la prosecuzione
delle prestazioni dei lavoratori appartenenti al regime transitorio
dei lavori socialmente utili ancora in attività e già considerati
per i trasferimenti sopra individuati .
13. Il comma 7 bis dell'articolo 30 della legge regionale 28
gennaio 2014, n. 5 e successive modifiche e integrazioni è così
sostituito:
7 bis. I contributi di cui al comma 7 sono erogati in
trimestralità, di cui l'ultima a saldo entro il 31 dicembre
dell'esercizio finanziario di riferimento. Decorso il termine per
il pagamento della trimestralità, nelle more del riparto,
l'Assessore regionale per le Autonomie locali e la funzione
pubblica può autorizzare l'erogazione di un acconto fino al 60 per
cento di una trimestralità riferita all'anno precedente .
14. All'articolo 49, comma 4 della legge regionale 7 maggio
2015, n. 9 e successive modifiche e integrazioni, l'ultimo periodo
è così sostituito: Tale dotazione organica è annualmente ridotta
per il triennio 2016-2018 del 40 per cento dei soggetti cessati dal
servizio nell'anno precedente per effetto delle disposizioni di cui
all'articolo 52, commi 3 e 5 e per il triennio 2019-2021 del 100
per cento dei soggetti cessati dal servizio nell'anno precedente
per effetto delle disposizioni di cui all'articolo 52, commi 3 e
5 .
15. A decorrere dall'1 gennaio 2017 sono confermate le
disposizioni di cui al comma 10 dell'articolo 1 della legge
regionale 29 dicembre 2008, n. 25, fatta eccezione per le procedure
di stabilizzazione previste dal presente articolo.
16. La Regione adotta le iniziative necessarie per l'assunzione
con rapporto di lavoro a tempo indeterminato presso apposito ente
regionale o società partecipata, per i soggetti titolari di
contratto di lavoro subordinato a tempo determinato prorogato ai
sensi del comma 8, che alla data del 31 dicembre 2018 risultino
ancora titolari di contratti di lavoro subordinato a tempo
determinato stipulato con la Regione, con gli enti sottoposti a
vigilanza e tutela della stessa e con gli enti del settore
sanitario, o con gli enti pubblici territoriali della Regione, in
deroga alle disposizioni di cui all'articolo 18 del decreto legge
25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla legge 6
agosto 2008, n. 133. Con decreto del Ragioniere Generale, previa
delibera della Giunta Regionale e previo parere obbligatorio della
Commissione Bilancio dell'Assemblea regionale siciliana, sono
apportate le necessarie variazioni di bilancio.
17. Nelle more della stabilizzazione negli enti di provenienza i
soggetti titolari di contratti di lavoro subordinato a tempo
determinato stipulato con la Regione, con gli enti sottoposti a
vigilanza e tutela della stessa e gli enti del settore sanitario, o
con gli enti pubblici territoriali della Regione, inseriti
nell'elenco di cui all'articolo 30 comma 1, della legge regionale
23 gennaio 2014, n. 5, e successive modifiche e integrazioni, che
ne facciano richiesta entro il 31 dicembre 2018, sono assunti, in
apposita area speciale transitoria ad esaurimento istituita presso
la Resais spa. Le assunzioni di cui al presente comma sono regolate
con contratto di lavoro a tempo indeterminato, anche parziale, che,
per singola unità lavorativa, in termini di costo complessivo annuo
e di giornate lavorative, nonché per gli aspetti connessi
all'inquadramento giuridico ed economico, è uguale a quello
relativo al contratto a tempo determinato in essere al 31 dicembre
2015. Il personale assunto ai sensi del presente comma è
utilizzato, prioritariamente, presso gli enti di originaria
provenienza. Il personale assunto ai sensi del presente comma
conserva il diritto alla riserva di cui all'articolo 4, comma 6,
del decreto legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito in legge, con
modificazioni, dall' articolo 1, comma 1, della legge 30 ottobre
2013, n. 125, e successive modifiche e integrazioni, nell'ipotesi
di avvio delle procedure di stabilizzazione da parte degli enti di
originaria assegnazione ai sensi della medesima disciplina, nonché
di avvio delle procedure di stabilizzazione da parte degli enti
sanitari ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri 6 marzo 2015.
18. I soggetti titolari di contratti di lavoro subordinato a
tempo determinato stipulato con la Regione, con gli enti
sottoposti a vigilanza e tutela della stessa e gli enti del settore
sanitario, o con gli enti pubblici territoriali della Regione,
inseriti nell'elenco di cui all'articolo 30 comma 1, della legge
regionale 23 gennaio 2014, n. 5, e successive modifiche e
integrazioni, possono optare, in alternativa alla stabilizzazione,
per la fuoriuscita definitiva dal bacino di appartenenza a fronte
della corresponsione di un'indennità omnicomprensiva d'importo
corrispondente a 5 anni della retribuzione già in godimento, da
corrispondere in rate annuali. Resta in ogni caso esclusa
l'ulteriore prosecuzione del rapporto di lavoro a tempo
determinato. Le misure di cui al presente comma sono riconosciute
unicamente ai soggetti per i quali il numero di anni necessari al
raggiungimento dei requisiti di pensionabilità non è inferiore a
dieci.
19. I beneficiari delle misure di cui al precedente comma sono
autorizzati a negoziare il relativo credito, con l'applicazione di
un tasso pari al TEGM trimestralmente rilevato ai sensi
dell'articolo 2 della legge 7 marzo 1996, n. 108 e successive
modifiche ed integrazioni per le operazioni di anticipazione e
sconto, decurtato almeno del 30% presso una banca di propria
fiducia inserita in una long list pubblicata sul sito internet
della Regione siciliana a seguito di interpello (avviso/richiesta
di manifestazione di interesse) da parte del Dipartimento
regionale delle Finanze e del Credito. La regione interviene nelle
predette operazioni creditizie quale debitore ceduto e sostiene il
costo finanziario della cessione attraverso il pagamento del
credito ceduto e degli interessi in sei rate semestrali. Con
decreto del Presidente della Regione, previa delibera della Giunta
regionale, sono definite le modalità attuative.
20. Per l'erogazione del contributo di cui al comma 5, per i
percorsi di stabilizzazione previsti dai commi 6 e 16, nonché per
le misure di fuoriuscita di cui ai commi 18 e 19 la spesa è
quantificata in 226.700 migliaia di euro annui dal 2019 al 2038,
da iscrivere in un apposito un Fondo del dipartimento bilancio e
tesoro. Per le medesime finalità la quota complementare di cui al
comma 9, lettere a) e d), per unità di personale, è assicurata
mediante corrispondente riduzione dei trasferimenti ordinari. Per
gli enti di cui al comma 9, lettera c) e quelli di cui alla d) per
i quali non sono previsti trasferimenti a carico del bilancio
regionale, la convenzione con l'ente di cui al comma 18, definisce
l'onere per il personale utilizzato, in misura corrispondente a
quella sostenuta fino al 31 dicembre 2018 per unità di personale.
Per le assunzioni effettuate prima dell'anno 2019 il contributo di
cui al comma 5 per le prime annualità è erogato a valere sui Fondi
di cui al comma 11 e per la quota complementare con le medesime
modalità di cui al presente comma. Per le assunzioni effettuate in
applicazione delle disposizioni di cui al comma 17 la copertura
finanziaria del relativo onere è assicurata con le medesime
modalità ci cui al presente comma. Con decreto del Ragioniere
generale, su proposta dei rami di amministrazione competenti,
previa delibera della Giunta regionale, sono operate le conseguenti
variazioni di bilancio.
21. I percorsi di stabilizzazione di cui ai commi 1 e 2 sono
avviati dopo la conclusione delle procedure previste dall'articolo
2 e comunque dopo l'1 marzo 2017, previa verifica della sussistenza
dei presupposti».
PANEPINTO, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
intervengo semplicemente per attirare l'attenzione dell'assessore
per le autonomie locali, onorevole Lantieri e dell'onorevole
Miccichè.
Stiamo entrando nella trattazione del vivo del disegno di legge
che reca Disposizioni per la stabilizzazione dei lavoratori
precari . Considerata la mole di lavoro che è stata fatta, dagli
uffici, dai due Assessorati, dalle due Commissioni, semplicemente
chiederei, in considerazione della complessità della materia - che
non significa inserire nuove figure ma evitare di lasciarne fuori
alcune - se è possibile che accingendoci a votare, perché è chiaro
che votando la norma non possiamo permetterci il lusso di lasciare
uno solo dei lavoratori, e quando dico uno solo dei lavoratori
intendo di quelli che venivano contemplati negli elenchi
dell'articolo 30 della legge n. 15 del 2014. Chiederei anche cinque
minuti di sospensione perché i due Assessorati rispetto al lavoro
fatto dalla I e II Commissione, dagli emendamenti anche di
riscrittura, primo secondo e terzo del Governo, verificassero che
nessuno rimanga escluso.
Faccio un esempio: poc'anzi c'è stata una riscrittura ed era
saltato il comma 1, che riguardava gli ASU, ed è stato un errore
materiale. Siccome siamo in una fase concitata, pregherei i due
Assessori, sentendo anche i propri uffici, di controllare che nel
testo venga tutto incluso e nulla escluso. Ripeto, non per inserire
nuove tipologie, ma per riprendere per intero e garantire che ci
siano un po' tutti e quelli che venivano già richiamati nel 2014
per dare attuazione alla legge D'Alia.
Se possibile, cinque minuti di sospensione. Se tra gli emendamenti
presentati dal Governo - e mi riferisco solo a quelli del Governo,
non a quelli dei singoli deputati - possiate fare una operazione di
raccordo per verificare che non dimentichiamo nessuno; cinque
minuti in più ci permetteranno di evitare errori che diventeranno
pericolosi e decidiamo la sorte di persone in carne ed ossa, solo
questo.
PRESIDENTE. Sulla richiesta di sospensione, il Governo è
d'accordo?
BACCEI, assessore per l'economia. Il Governo è d'accordo.
PRESIDENTE. Sospendo, pertanto, la seduta per cinque minuti. La
seduta riprenderà alle ore 18.25.
(La seduta, sospesa alle ore 18.20, è ripresa alle ore 18.34)
La seduta è ripresa.
VENTURINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VENTURINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, leggendo
l'articolo 3, subito dopo l'intestazione dell'articolo 3
Disposizioni per la stabilizzazione del personale precario viene
da dire Finalmente, era ora . Ci sono voluti non so quanti, due
decenni, più di due decenni, per arrivare ad una cosa del genere,
però, leggendo l'articolo 3, - e mi rivolgo al Presidente, mi
rivolgo all'assessore Baccei, all'assessore Miccichè e
all'assessore Lantieri -, al comma 3, dopo e successive
modificazioni arriva un fatte salve , ora la mia, seppur recente
esperienza in questo Parlamento, mi dice che il fatte salve , in
qualche modo stravolge il senso stesso dell'articolo. Non vorrei
che fatte salve potesse aprire la porta ad altre forme di
precariato e di contratti di un certo tipo.
Su questo fatte salve vorrei spiegato esattamente a cosa ci si
riferisce, perché l'articolo funziona bene fino a quando dice fino
al termine del processo ecc.. e successive modificazioni .
Il fatte salve ripeto apre una finestra a scenari poco chiari e
gradirei su questo una spiegazione.
L'altra cosa, e mi riferisco all'intervento, poc'anzi,
dell'assessore Baccei, che poi ritrovo sempre nello stesso articolo
3, al comma 9, lettera a) si fa riferimento ad un fondo del
precariato. Ora, mi chiedo, caro assessore Baccei, se noi mai
avessimo avuto un fondo per il precariato, probabilmente, non
saremmo mai arrivati al 30 di dicembre, ogni anno, a trovare delle
risorse straordinarie per poter ristorare questa pletora di
precari. A quale fondo, quindi, esattamente si riferisce? Qual è
questo fondo del precariato che al comma 9, lettera a) viene
indicato per i comuni si provvede mediante l'utilizzo della parte
del fondo di cui all'articolo 30, comma 7 non ricordo di un fondo,
mi ricordo di un intervento straordinario che anche in quel caso
consentì una proroga. Proprio su questi aspetti gradirei dei
chiarimenti.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
Assessori, colleghi, è davvero molto bello cari colleghi perché
vedo che il dibattito si anima, signor Presidente, il dibattito si
anima, sembra quasi che ci credano per davvero cioè è un dibattito
che è verosimile, è verosimile. Sono venuti anche in Aula stasera,
li vedete, sono venuti anche in Aula, mantengono da soli il numero
legale, stanno facendo un'operazione di governo, stanno facendo
un'operazione di maggioranza in maniera, devo dire, anche
esemplare, ad un tratto dopo che per la prima volta avevamo chiesto
il voto palese ci siamo anche un po' intimoriti perché il numero
c'era, il numero c'era, il numero c'è, incredibile, 73 presenti
che, depurato dalle opposizioni, dà il senso di come le telefonate
oggi abbiano in qualche modo funzionato, cioè sono venuti, sono
arrivati, si sono seduti, hanno inserito il cartellino e stanno
finalmente votando, c'è questo numero legale. E, devo dire, che è
incredibile perché nel dibattito ci credono davvero perché stanno
davvero pensando che questa norma possa, finalmente, dare ristoro
alle paure di vent'anni, di trent'anni di lavoratori precari che
sono stati infilati dalla politica all'interno degli enti locali,
che sono stati lasciati lì ad avere paura ogni fine anno di non
avere più un posto di lavoro all'anno nuovo e che ora finalmente
con una norma che ovviamente, oggettivamente, ha tantissimi profili
per essere impugnata dal Consiglio dei Ministri perché va in deroga
a norme nazionali, perché dà proroghe che le leggi nazionali non ci
consentono di avere. Ci credono quasi E la stanno vendendo come
una vera stabilizzazione. Il problema è uno solo che quelli che non
ci credono sono i lavoratori stessi. Sono i lavoratori stessi di
quegli enti locali, sono quei precari degli enti locali che non
stanno credendo più a nessuna di queste barzellette.
E, allora, Presidente, le dico solo una cosa, c'è all'interno di
questa norma di questo articolo 3 una parte che davvero è una delle
cose più incredibili di questo fine anno dell'Assemblea regionale
siciliana, perché nello stesso articolo riusciamo a dire una cosa
e, poi, nello stesso comma esattamente il contrario di quello che
abbiamo detto prima perché al comma 3 si dice che fino al termine
del processo di superamento dell'utilizzo del personale , cioè fino
al completamento della stabilizzazione di tutte queste persone, è
fatto divieto alle amministrazioni interessate di instaurare
rapporti di lavoro flessibile. Mi pare giusto, se non li
stabilizziamo tutti non possiamo aprirne degli altri.
Alla fine, però, inseriamo che in deroga alle disposizioni di cui
al presente comma, qualora tra il personale che dobbiamo andare ad
assumere, non ci sono quelle figure professionali che ricerchiamo,
allora, possiamo riaprire il lavoro flessibile , cioè stiamo
facendo una norma per stabilizzare i precari, però, con la stessa
norma diciamo che forse ne apriamo un altra. E, magari, fra
venticinque anni, questa stessa Assemblea regionale, non lo so,
potrebbe dibattere nuovamente della stabilizzazione dei precari
che, stasera, andiamo finalmente a creare di nuovo.
Questa cosa è assolutamente incredibile. Io le annuncio già che
chiederemo il voto segreto per l'emendamento 3.2 che stralcia,
quanto meno, la parte finale di questo comma 3, e non andiamo in
deroga assolutamente a nulla, perché ci dobbiamo assumere la
responsabilità, oggi, di potere fare una legge vera e reale. Questa
non lo è, purtroppo, però, almeno questa parte che è un'ignominia,
perché questo Parlamento andrà a finire, ancora una volta, per la
responsabilità di questa maggioranza che vuole inserire questo di
nuovo, agli onori delle cronache nazionali ed alle puntate di
Giletti , stavolta, ci dovete andare voi e rispondere, con le
vostre facce, di quella che è un'ennesima porcata.
MALAFARINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MALAFARINA. Signor Presidente, non credo che questa Assemblea stia
recitando alcuna parte, per il semplicissimo motivo che sta
affrontando un problema che si trascina da venti anni. Si trascina
da venti anni, non certo per colpa di questa legislatura ma per
tutta una serie di situazioni che nel corso degli anni hanno
consentito un'abiura, perché nel pubblico impiego si entrava solo
per concorso. Concorsi non ne sono stati espletati. Sono stati
assunti, non si sa bene, neanche, con quali meccanismi, e oggi ci
ritroviamo a dover sanare la situazione di migliaia e migliaia di
persone.
Voterò questa legge per senso di responsabilità nei confronti di
coloro i quali, incolpevoli, si sono ritrovati a vivere una vita da
precari che, sicuramente, non piace ad alcuno, perché l'incertezza
del lavoro determina anche l'incertezza della vita. E, se nel
passato sono stati consumati degli obbrobri, meglio oggi mettere
la parola fine ed evitare, una buona volta per tutte, che si
continui a perseverare in un errore, perché chi persevera è
diabolico.
Con lo stesso spirito, però, anch'io ho molte perplessità sulla
seconda parte del comma 3, dell'articolo 3.
Non possiamo dire esauriamo fino al termine del processo di
superamento dell'utilizzo di personale , fino a quando, quindi, non
si stabilizzano tutti i precari, non si possono fare assunzioni, e,
subito dopo, però, operare in deroga.
Mi sembra, l'apertura di una falla di sistema estremamente
pericolosa.
Preannuncio, quindi, il mio voto ed invito i proponenti
dell'emendamento a chiedere il voto palese e non il voto segreto.
Preannuncio il mio voto contrario a questa parte dell'articolo ed
in subordine chiedo al Governo di presentare un emendamento.
Onorevole Presidente Crocetta, in subordine chiedo al Governo di
presentare un emendamento e so che non è un emendamento
governativo, è stato un emendamento inserito in Commissione, ma
chiedo al Governo di presentare un emendamento che, quanto meno,
specifichi le figure obbligatorie per legge, senza lasciare nessuna
discrezionalità alle Amministrazioni che domani potranno vantare il
ricorso a quest'articolo dicendo che mancano le professionalità.
Stabiliamo quali sono le professionalità necessarie ed
indispensabili e, quanto meno, potremo mettere un paletto.
Altrimenti voterò in modo contrario.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi io mi aspettavo,
conoscendola, che lei, stamattina, intervenisse per stralciare
questa parte aggiunta al comma 3, dell'articolo 3. E mi sono molto
meravigliato del fatto che lei non stralci questa parte del comma,
che è stata aggiunta successivamente. Io, ieri, in Commissione
Bilancio' ho presentato un emendamento che cassava questa parte,
da in deroga fino alla fine del periodo che eliminava, quindi, un
tentativo - neanche troppo mal celato - di aprire, nuovamente, le
porte alle assunzioni nei comuni, ma anche in altri enti.
Ora, Presidente, ma le sembra immaginabile che, nel momento in cui
noi qui stiamo cercando di porre rimedio, di porre qualche pezza
per cercare di salvare migliaia e migliaia di persone che, da
vent'anni, venticinque anni sono invecchiate nei vari enti, e che
sono spesso, la spina dorsale di questi stessi enti - che stiamo
tutti rendendoci conto di quanto sia difficile farlo anche per la
mancata interlocuzione del Governo regionale e, soprattutto, del
Governo nazionale che se ne frega altamente dei problemi della
Sicilia - ma le sembra ammissibile che, anche a tempo scaduto, si
tenta di riaprire le porte, alla fine queste cose sono quelle che
ci fanno perdere credibilità
Io ieri, come ricordava Cancelleri, ho parlato di ciò che sarebbe
accaduto da Giletti'. Tanto, ormai, le nostre cose vengono
discusse da Giletti' E come e chi potrebbe giustificare questo
emendamento a fronte di una platea nazionale, gettando ulteriore
discredito sulla nostra Regione.
Quindi, signor Presidente, io mi auguro che l'Aula, dimostrando
serietà e senso della misura, bocci questa parte del comma 3
dell'emendamento che, ripeto, è stata aggiunta successivamente.
Potrebbe anche lei renderlo, come dire, irricevibile, Presidente.
PANEPINTO, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
Governo io, al netto dell'intervento del leader del Movimento
Cinque Stelle che capisco, - vista la presenza di un tema
importantissimo, qual è quello oggi trattato, cioè la sorte e il
destino di migliaia di lavoratori - ci sta che il capo di una delle
opposizioni, in assenza della possibilità di fare imboscate, come
il voto segreto, provi a sminuire il senso e la portata
dell'architettura del testo. Ed è legittimo.
Invece, quello che mi preoccupa, e lo dico, onorevole Cancelleri,
senza polemica, la difficoltà anche per l'onorevole Formica di
volere, come si dice in Sicilia si un mascarìa tinci , cioè di
sporcare ogni cosa. Cioè, come se ci fossero dei far west negli
enti locali per i quali chiamo uno, lo assumi e lo fai diventare
precario. Come se dimenticassimo, anche, che la platea, questi
numeri che oggi sono oggetto del disegno di legge, non sono frutto
di assunzioni estemporanee o arbitrarie, sono uscite man mano delle
leggi, e man mano sono stati di fatto riformati i rapporti, a
partire dalla finanziari del 1988 che era quella del famoso
articolo 23, e da lì ci sono stati LPU, LSU, 331, 290, la norma che
viene inserita e crea tanto stupore ai colleghi, che probabilmente
non hanno approfondito l'altro settore onorevole Formica, che è
quello in materia di enti locali.
Noi oggi abbiamo una platea di lavoratori, anche numerosi, ci sono
comuni di mille abitanti che hanno per esempio ottanta
contrattisti, ma in queste figure manca l'assistente sociale, che è
essenziale solo per rispondere alle richieste del Tribunale dei
minori, o per procedere ai ricoveri in strutture particolari, per
dirne solo una; oppure il testo unico che riguarda l'articolo 110,
per assumere figure di categoria D, come geometri e architetti, con
una cosa però, lo dico non perché io ne sappia più di qualche altro
e non mi permetterei, perché il collega Formica è stato anche per
tanti anni amministratore locale e continua a seguire le vicende
degli enti locali, per avere idea di che cosa parliamo, per fare
un'assunzione e per esempio alcuni comuni, soprattutto per gli
assistenti sociali, stanno ricorrendo ad una norma nazionale che
consente di assumere a tempo determinato personale, con quella
qualifica necessaria che si trova in graduatoria di altri comuni,
per evitare di bandire, quindi con un concorso sostanzialmente già
espletato, - e tanto per restare memoria per evitare che passi e
che Giletti si preoccupi, e dovrebbe poi pagarci il biglietto -, un
comune per ricorrere a quella fattispecie di cui si parla
nell'ultimo capoverso di quel comma, ha bisogno di tre condizioni:
il cosiddetto pareggio, vale a dire il saldo positivo, o se volete
l'ex patto di stabilità, rispettare come spesa la media del
triennio, vale a dire 2011-2013, e poi può utilizzare solo il
venticinque percento delle economie che si sono realizzate a
seguito di pensionamento, cioè vale a dire se vanno via due unità
di categoria C che sono sessantamila euro, possono utilizzare solo
il venticinque percento di quelle economie.
Il presidente della Commissione, onorevole Cascio, ha inserito un
emendamento che riduce ai soli enti locali questa possibilità,
però, onestamente lo dico perché non c'è nulla di particolare da
difendere, se noi non conosciamo, onorevole Cancelleri, come
funziona la macchina degli enti locali che sono quelli che si fanno
carico di tutte le situazioni e le fattispecie e faccio solo un
esempio qualunque adozione per il Tribunale è necessaria una
relazione degli assistenti sociali. Però qualcuno può dire: ma
perché non si fanno i concorsi degli assistenti sociali? . Perché
c'è il blocco dei concorsi della finanza nazionale, perché i
concorsi si fanno rispettando alcuni parametri, che sono quelli di
una quota residuale pari al venticinque percento del personale che
è andato in pensione, e voi sapete che nei comuni il personale che
va in pensione con la legge Fornero non ce n'è ad oggi, perché il
più anziano risale alla legge 37/85 ed alla 2 del '91, quindi non
c'è gente che manco matura il tempo per andare in pensione, però
detto ciò, per evitare che la norma, e lì si può usare il buon
senso, debba essere usata per come dire se non macchiare
mascariare tutto il testo, che si prendano gli accorgimenti,
l'emendamento della Commissione, del presidente Cascio per gli
enti locali, e figure assolutamente mancanti nei comuni.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, Assessori, dopo l'intervento di alcuni
deputati dell'opposizione diventa difficile essere brevi, anche
perché una norma che sicuramente fra le migliori che questo
Parlamento si appresta a varare, rischia di essere presentata come
se fosse una norma legislativa per ingannare, come è stato detto,
- è stato utilizzato questo termine - i lavoratori.
Intanto, nessun inganno, perché vorrei ricordare a tutti i
colleghi che, con la responsabile partecipazione anche dei deputati
dell'opposizione, qualora oggi pomeriggio venisse approvata il
disegno di legge e quindi pubblicata la legge venerdì sulla
Gazzetta Ufficiale, per quasi venticinque mila precari che operano
a vario titolo in vari enti locali, oltre la Regione siciliana,
finalmente ci sarà la fine della precarietà e l'inizio della
stabilizzazione. Perché, come oggettivamente è stato detto prima di
me, in questo caso proroga significa stabilizzazione.
E' stato detto che la legge nazionale non lo consente: non è
esattamente così, perché vorrei ricordare a tutti voi che il comma
426 dell'ultima legge finanziaria, quella del 2015, avendo bloccato
gli effetti della cosiddetta norma Dalìa, ha posto la Regione
nell'impossibilità agli enti locali di stabilizzare i precari prima
del 31 dicembre 2016. Questa possibilità comincia dal 1 gennaio
2017 e quindi è chiaro che tutte le proroghe che verranno fatte
giorno 31 da parte degli enti locali significano stabilizzazione
dei precari. Per cui, mai come in questo caso, i termini proroga e
stabilizzazione significano la stessa cosa.
E' stato, nel tentativo ti trovare qualche elemento negativo nella
norma che, ripeto, è passata al vaglio anche dei soggetti
interessati senza che nessuna polemica venisse fatta, è stato
sollevato il problema relativo al comma 3, l'ultimo periodo del
comma 3. Intanto, vorrei ricordare che la Commissione Bilancio',
con l'apporto favorevole e positivo della I Commissione, ha
aggiunto l'inciso che possono instaurare rapporti di lavoro
flessibile senza alcun onere aggiuntivo a carico del bilancio della
Regione". Quindi, per essere chiaro, nessuna assunzione può essere
fatta da parte della Regione, perché se la Regione dovesse fare
anche un'assunzione è chiaro che c 'è un onere aggiuntivo.
Ciò posto, quali sono i termini e i limiti entro cui possono
operare i Comuni? Perché si vuole dare l'impressione che da domani
i sindaci si alzino, comincino a fare assunzione e fare quello che
vogliono.
L'onorevole Grasso, che è stimato sindaco, sa che le cose non sono
così, intanto perché bisogna rispettare il decreto legge 31 agosto
2013 n. 101 che è stato trasformato nella legge 30 ottobre 2013 n.
125, che bisogna avere un patto di stabilità positivo negli ultimi
tre anni, e che per essere chiari, come ha ricordato poco fa
l'onorevole Panepinto, anche lui illustre sindaco che siede in
questo Parlamento, solo il venticinque percento delle risorse
liberate possono essere impiegate.
Per cui, per essere chiaro, se noi abbiamo una persona che va in
pensione, qualora le somme non vengano utilizzate per la
stabilizzazione dei precari, queste somme, solo nella misura del
venticinque percento possono essere utilizzate. Di tal che, se c'è
una persona che va in pensione che vale venticinque mila euro, o
trentamila euro, solo 7.500 euro possono essere impegnate per nuove
assunzioni.
Ma queste figure professionali, onorevole Cascio, e ribadisco che
il lavoro fatto dalla Commissione è stato corretto, ma queste
figure professionali sono indispensabili. Lei può togliere al
Comune la possibilità di avere un assistente sociale anche due ore
a settimana? O ancora peggio, qualora tutti i tecnici, gli
ingegneri, i geometri, architetti siano andati in pensione, non
riuscendo a fare a scavalco con un altro Comune, come potranno fare
i Comuni ad avere almeno la persona che firma il progetto? Per cui,
vedete, su questa vicenda, che io capisco sull'onda dell'emozione
giornalistica, è diventata la pietra dello scandalo, invito a
riflettere, proprio per farvi vedere quanto sono limitatissime le
risorse che possono essere impegnate. E l'onorevole Sorbello, che
si appresta a diventare nuovamente sindaco del suo paese, sa quali
sono le difficoltà che ogni amministratore locale ha per poter
utilizzare queste risorse.
Volevo, signor Presidente, rispondere ad una richiesta che era
stata fatta da un collega quando parlava delle persone impegnate
nella Protezione Civile, chi sono? Per essere chiari, quelle
impegnate nella Protezione Civile sono soggetti che da almeno
quindici anni lavorano o a Palermo, e sono gli ex lavoratori
dell'Itel, Sirap, o a Ragusa, Catania, Messina, Enna e Siracusa e
sono quelli assunti dopo il terremoto di Santa Lucia del 13
dicembre del 1990.
E per essere chiari questi soggetti sono a noi già noti, tanto è
vero che questo Parlamento qualche mese fa ha approvato i commi 8 e
9 dell'articolo 27 della legge regionale 3 del 17 marzo 2016, che
si occupava di queste persone.
Adesso stiamo rimuovendo quei due commi proprio perché la Regione,
così come avviene con tutti gli altri precari, è intenzionata,
interessata a trovare per loro la stabilizzazione che gli è dovuta
dopo diciotto anni che lavorano con la Regione.
Vorrei ricordare che, per quanto riguarda i lavoratori
dell'Italsirap, di Palermo c'è anche una disposizione di legge del
Parlamento nazionale che ancora oggi non è stata approvata.
Mi fa piacere che l'onorevole Cimino, che è stato illustre
assessore per la protezione civile, ricorda questa cosa.
Signor Presidente, invito i colleghi a ritirare gli emendamenti
che sono stati posti. E' una legge importante che finalmente avvia
a conclusione, un procedimento che con la legge regionale n. 23 è
iniziato addirittura nel 1988.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, questo
disegno di legge mira, non alla stabilizzazione, chiariamolo, così
non si illudono i precari, ma semplicemente a prorogare i contratti
in essere.
Questa norma in deroga, così ampia, può lasciare spazio a comuni
che non volessero procedere all'integrazione in favore dei precari
e quant'altro, ad assumere anche altro personale.
Siccome si riferisce solo a determinate figure, queste figure
possono essere gli assistenti sociali, perché lì ci vuole una
laurea e, possibilmente, nel mondo del precariato ci possono essere
dei problemi, o alle insegnanti, mi riferisco ai comuni che hanno
scuole comunali e asilo, se ci sono delle esigenze in Sicilia per
le figure professionali che non vi ci possono essere all'interno
dei comuni, allora bisognava specificarlo e indirizzarlo e non
lasciarlo aperto.
Finora come si è fatto? Oggi c'è il problema dei dipendenti delle
province. Ci sono ingegneri qualificati che andranno nei comuni, e
possono supplire alla mancanza degli uffici tecnici, così come gli
assistenti sociali e quant'altro.
Credo che questa parte di norma possa essere stralciata. In
Commissione bilancio l'onorevole Formica aveva presentato un
emendamento, e un emendamento l'abbiamo presentato noi come Forza
Italia. Quindi, un minimo di buon senso, perché altrimenti si da la
possibilità che in alcuni comuni si proceda a delle assunzioni,
quando invece si può qualificare il personale precario o,
eventualmente, prima stabilire quali sono le figure che verranno
dalla provincia, e restringere il campo solo ed esclusivamente a
quelle figure tipo gli assistenti sociali, per quelle motivazioni
che diceva l'onorevole Panepinto e che qualche volta,
possibilmente, creano difficoltà all'interno dei comuni.
SORBELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SORBELLO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, questa
norma arriva con qualche anno di ritardo. Già nel 2013 potevamo
attivare il Governo, questa Assemblea poteva attivare la procedura
della stabilizzazione in base alla legge 15 dell'allora ministro
D'Alia.
A distanza di due anni la mia perplessità è che ancora all'interno
di quest'Aula non ci siamo resi conto che è una norma che sarà
travagliatissima per la stabilizzazione. Perché vedete parliamo di
gente che ha iniziato questo percorso di ex art. 23, a seguire
tutte le altre categorie, delle partecipate, coloro che sono stati
assunti alla protezione civile.
Nel percorso di questi anni sono sopraggiunte norme più
restrittive di quelle vigenti quando furono insediate nelle varie
istituzioni. Mi riferisco al patto di stabilità, che prevede che
non si possa superare il 50 per cento, alla nuova programmazione in
base agli abitanti per quanto riguarda le piante organiche.
Oggi andiamo ad attivare la procedura della stabilizzazione, ma
nei fatti stiamo solo accelerando quella che sarà la
stabilizzazione per le categorie A e B, ce lo dobbiamo dire con
molta onestà, perché per tutte le altre categorie, le C, le D,
interverrà sicuramente il concorso che prevederà il 50 per cento di
personale interno e il 50 per cento di personale esterno.
Noi tutti sappiamo che i Comuni, così come ha detto il collega
Panepinto, possono solo impegnare il 25 per cento delle risorse di
coloro che sono stati collocati in pensione, sappiamo benissimo che
nemmeno una, due figure per ogni ente potranno essere stabilizzati
nelle categorie o superiori alla A e alla B.
Oltre al patto di stabilità, e oltre alle piante organiche,
ritengo che la stabilizzazione in tutte le piante organiche è in
soprannumero rispetto alle piante organiche, perché il parametro di
un'unità ogni centoventi, lo ricordo esattamente, il numero degli
abitanti per ogni unità, supera di gran lunga, perché a suo tempo
fu infornato parecchio personale negli enti locali e,
sostanzialmente, tutte le piante organiche e tutti gli enti locali
sono in soprannumero.
Oggi questo primo passaggio è gratificante per il Governo, per il
Presidente della Regione Crocetta, che lo ha proposto, per
l'operato della Commissione e ritengo che sia utile anche il voto
per le deroghe.
All'interno delle piante organiche, nonostante tutti questi
precari da stabilizzare, ci sono ancora figure scoperte, e mi
riferisco all'ingegnere capo di ogni ente, al ragioniere capo, agli
assistenti sociali, con il meccanismo di andare a calamitare quelle
che sono le posizioni in altri concorsi, per cui anche, forse il
comma 3, dell'art. 3, dovrebbe essere articolato per fare in modo
di avere un voto unanime da parte dell'Aula. Dovrebbe essere
articolato per alcune categorie e per alcune professionalità che,
sicuramente, all'interno del mondo del precariato, non esistono.
L'articolazione degli enti locali delle assunzioni e della
stabilizzazione all'interno della pubblica amministrazione e è
stata ristretta in maniera abnorme negli ultimi lustri, tanto che
questi lavoratori che arrivano da 25 anni a questa parte, oggi si
ritrovano con la stabilizzazione delle categorie A' e B', si
ritrovano in piante organiche che sicuramente usciranno fuori,
poiché in sopranumero e si ritrovano con una norma molto
restrittiva, che è quella del 25 per cento dell'impegno da parte
delle pubbliche amministrazioni, per quanto riguarda le economie
che sono state maturate con il conferimento a riposo da parte di
altri colleghi.
Ritengo che la Commissione, il Presidente Cascio Salvatore, abbia
fatto una proposta lungimirante, cioè quella di emendare tutt'al
più questo capoverso nelle figure specifiche, tecniche e
professionali che sicuramente all'interno del bacino del precariato
non si ritrovano, e che non possono essere attuate le procedure di
pubblico concorso, perché arriveremmo alle calende greche e
bloccheremmo di fatto la pubblica amministrazione, in particolar
modo gli Enti locali.
CANI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
CANI. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
Assessori, onorevoli colleghi, io interverrò brevemente per fare
alcune considerazioni.
Intanto, si chiude con questa norma una fase storica della nostra
Regione che dura da circa 30 anni, lo ricordava l'onorevole
Panepinto prima, dal 1988 che si parla di assunzioni a vario tipo
di precariato e di roba varia . E finalmente si chiude, dicevo, un
capitolo e diamo serenità e tranquillità a tanta gente che ogni
anno ha subito veramente un dramma, quello di vedere il proprio
lavoro a rischio, di vedere il proprio salario a rischio.
E va dato atto all'intero Governo, agli Assessori, all'Assessore
Micciché, all'Assessore Lantieri per tutto il lavoro, alle
Commissioni alla I, alla II per il grande lavoro che è stato fatto,
e per il risultato che finalmente oggi possiamo dire di avere
raggiunto. Quindi, complessivamente, una fase positiva che va a
chiudere tutta una vicenda, e dà soprattutto tranquillità e
serenità a tantissimi lavoratori.
Ma naturalmente inizia un iter, lo diceva il collega che mi ha
preceduto, perché la stabilizzazione non è una cosa semplice, ma va
fatta a gradini e quindi un primo gradino con le categorie A e B, e
poi a seguire ci saranno anche le altre.
A questo punto mi pare opportuno, per non rubare troppo tempo,
dire solo una cosa, che l'articolo 3, così come formulato, a mio
avviso e all'avviso anche di altri colleghi, non può essere
accolto, perché non va nella direzione giusta, ma và a creare
precariato su precariato. Perché con questa norma noi diciamo il
contrario di tutto, parliamo di stabilizzazione, parliamo di
mobilità per le ex province e per i Liberi Consorzi del 15%, però
diciamo anche nello stesso tempo che i Comuni possono in deroga
assumere le cosiddette figure speciali.
Questo è un uscire dalla porta ed entrare dalla finestra e dare la
possibilità ai Comuni, agli amministratori vari, ai manager delle
Asp, di creare altre figure. Ci ritroveremo qui fra anni a parlare
ancora di precari, ci ritroveremo qui, semmai questo articolo 3 và
modificato e và chiarito, perché i Comuni eventualmente, se hanno
bisogno di figure speciali, possono attingere da altri concorsi
fatti da altri Comuni, Presidente Cascio. Tu sai che proprio che in
questi giorni si è chiuso un iter concorsuale in un Comune della
provincia di Agrigento per i vigili urbani, così come ci sono altri
Comuni nell'Isola che hanno bandito e hanno svolto i concorsi.
Quindi, ci sono delle graduatorie, e allora può avere senso questo
articolo 3 così definito solo se si limita all'assunzione di
persone inserite in queste graduatorie che vengono fuori da questi
concorsi e, ripeto, c'è anche la possibilità di attivare con la
mobilità e di attingere anche da Liberi Consorzi ed ex province.
Mi pare assolutamente inopportuno lasciare l'articolo 3 in questo
modo, deve essere riformulato e limitato bene, altrimenti voteremo
contro questo articolo 3 e a favore anche dell'emendamento 3.2.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori Assessori,
già ieri avevo avuto modo di annunciare la mia idea su questo
disegno di legge, e quindi non torno sulla questione generale, nel
senso che, questo disegno di legge di stabilizzazione non c'è
nulla, c'è solo il titolo sbagliato.
Ma entro nel merito dell'articolo 3 di cui stiamo parlando. E'
ovvio che un Governo così rigoroso, così trasparente, che nella
stessa norma scrive che . fino al termine del processo di
superamento dell'utilizzo del personale . è fatto divieto alle
amministrazioni interessate di instaurare rapporti di lavoro
flessibile . di cui poi fa i richiami, e subito dopo dice però In
deroga alle disposizioni di cui al presente comma, qualora tra il
personale con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato
. Si può fare riferimento e si può assumere delle figure
professionali necessarie all'espletamento delle funzioni e dei
servizi istituzionali . e quindi le Amministrazioni interessate
possono instaurare rapporto di lavoro flessibile . Non specifica né
assistente sociale, né ingegnere, né geometra. Parla di figure
professionali.
E' ovvio che questa norma non me la sarei aspettata dall'Assessore
Cracolici, proprio da lei che è un uomo rispettoso e rigoroso delle
norme, che mette in deroga alle norme che vietano di fare queste
assunzioni, presenta un disegno di legge dove dice in deroga a
queste norme però noi diamo la possibilità di assumere a chi
vogliamo. Perché è ovvio che questa norma da una interpretazione
molto ma molto larga e viene strumentalizzata, a totale discrezione
del sindaco che decide quali sono queste figure professionali da
assumere rispetto alle proprie esigenze.
Non ci sono dei paletti che limitano e descrivono quali sono
queste figure professionali. Quindi è ovvio che è una norma che, a
mio avviso, è incostituzionale, se dovesse essere approvata verrà
comunque impugnata. Per evitare questa ulteriore malafigura
consiglio a questo Governo di ritirare quest'ultimo capoverso. Per
lo meno di approvare l'emendamento da noi presentato, che abroga
quest'ultimo capoverso.
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in verità
è una vicenda paradossale. In verità, secondo me, signor
Presidente, questa parte deve essere mantenuta. Ma poteva essere
scritta nella legge con un comma a parte. Sa perché? Il paradosso
dell'opinione pubblica, nell'opinione pubblica ci vorrei mettere,
se non disturbo, i banchi del Governo, perché l'argomento è
abbastanza serio, perché ci riguarda tutti. In particolar modo lei,
Presidente dell'Assemblea che ci deve rappresentare.
Quante volte ci siamo occupati di precari, di forestali, ed ecco
le trasmissioni che dicono ah, si occupano solo dei precari, si
occupano solo dei forestali . Oggi c'è uno spiraglio.
Ho condiviso tante battaglie con il Movimento Cinque Stelle, però
sa che io sono cliente affezionato dell'Arena di Giletti. Non temo
di ritornarci, anzi spero che mi invitino di nuovo. Ci riempiamo la
bocca.
Ogni genitore a casa che in questo momento sta ascoltando, forse
anche qualche figlio, nipote di deputato che ha studiato
all'estero, che si è specializzato in qualche cosa, oggi apriamo
per loro una speranza. Qual è la speranza? Uno: il Comune comunque
non deve essere in dissesto. Due: deve avere la disponibilità
finanziaria. Tre: deve essere una figura professionale. Non può
prendere l'amico ubriacone e gli dice vieni qua, ti faccio entrare
al Comune , come la stampa propaganda in questi giorni.
Non sarà così, non può essere così E allora non lo dite più I
nostri figli sono a casa dopo che hanno studiato. Quando in un
Comune cercheranno un tecnico, lo lasciamo casa Solo precari
L'Assemblea fa solo precari, l'Assemblea si occupa solo dei posti
di lavoro che ha dato la vecchia politica. Questo è quello che
volete fare
Quando si apre una speranza in comune, quante progettazioni sono
ferme, perché non ci sono figure professionali, perché non si può
nominare quel tecnico per dare quel parere, per fare quella
relazione; ma di che cosa state parlando? Un dibattito surreale,
come se oggi dire la parola possiamo assumere è possiamo
rubare .
Io vorrei dire, ai tanti costituzionalisti che ci hanno guidato in
questi anni, tutti questi specialisti che sono intervenuti, dire ad
un comune - leggiamolo al contrario - se hai i soldi, se sei
virtuoso, se non sei in dissesto, non puoi assumere, se pure a
tempo determinato - perché i comuni lo sanno cosa devono fare, non
c'è bisogno che alcuni lo spieghino - non lo puoi fare E' ledere
l'autonomia del comune
Non penso nemmeno che potremmo legiferare in questo senso, perché
il comune se è nel pieno del rispetto del suo percorso
istituzionale, economico e finanziario, non gli possiamo proibire
di non garantire i servizi essenziali, forse poteva essere scritto
questo, per garantire attività istituzionali, per questo lo leggono
male.
Forse poteva essere corretto in questo, Presidente, per garantire
servizi o attività essenziali, cioè quando ti arriva una somma a
destinazione vincolata, altrimenti la devi restituire, se non
rispetti i termini per la progettazione, se non garantisce i casi
di Tribunale in un comune, forse potevamo scrivere la seconda
parte, ma il principio è più che sacro.
Se i comuni possono assumere, devono assumere, non prendete più la
parola per difendere i giovani, ma per difendere coloro i quali
hanno fatto sacrifici, lavando i piatti all'estero, ritornando qui,
diciamo sempre: partono i cervelli, i cervelli continueranno a
partire se è così
Ci saranno solo i precari, che io voglio difendere, perché non
parlo contro i precari, già è scontato che dobbiamo garantire i
precari, ma perché quella piccola speranza in misura minima di
percentuale, ma quante ne potrà fare un comune? Uno, due, e voi li
volete pure ammazzare
Quindi, il principio va mantenuto, forse la parte, Presidente, se
lei me lo consentirà in cinque secondi, funzioni e servizi
istituzionali , forse si può scrivere in modo da non lasciare adito
a si vogliono assumere l'amico , parlare di funzioni essenziali,
quindi all'interno delle funzioni essenziali, ci può essere
l'assistente sociale, l'insegnante di sostegno, il geologo e così
via.
Quindi, penso che l'articolo sia stato scritto bene, le due
Commissioni hanno lavorato bene.
CASCIO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO, presidente della Commissione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, intervengo, prima di tutto per tranquillizzare alcuni
deputati che si sono espressi in quest'Aula, mi riferisco
all'onorevole Cancelleri, all'onorevole Formica, all'onorevole
Cani, allo stesso onorevole Malafarina, all'onorevole Grasso,
all'onorevole Rinaldi, che hanno, ognuno, con modi diversi, con
toni diversi demonizzato questa norma.
Come se questa fosse una norma che nascondesse dietro chissà quali
imbrogli; come se fosse una norma che permettesse a qualche amico
di farsi le assunzioni.
Li voglio tranquillizzare, perché prima di tutto è una norma
bipartisan, perché leggendo la norma c'è scritto: senza oneri a
carico della Regione .
Questa Commissione ha presentato un emendamento ancora più
rafforzativo, sostituendo le parole amministrazione interessata
con la parola enti locali , quindi la norma si riferisce ai comuni
ed è bipartisan perché i comuni, mi risulta a tutt'oggi, che hanno
amministrazioni di colore, di ideologie e di peso politico diverso.
Vi sono amministrazioni rappresentate dai Cinque Stelle, ed è
rivolto anche a loro, rappresentate dal centro-sinistra,
rappresentate dal centro-destra, quindi, è una norma che non è che
questo Parlamento può usare o questa maggioranza può usare, ma è
una norma in favore dei comuni, e come ha detto benissimo
l'onorevole Milazzo, per quei comuni che sono anche virtuosi, che
hanno dei paletti che, però, non si trovano quelle figure che
devono espletare alcune funzioni che non sono delegabili. Si è
fatto cenno all'assistente sociale, ma ce ne possono essere tante
altre.
Abbiamo volutamente non perimetrato le funzioni, perché si correva
il rischio, caro onorevole Grasso, lei che è sindaco, di
dimenticare qualche figura, e avremmo fatto un peccato di omissione
perché, poi, ci saremmo resi conto che mancava quella figura che
per quel comune era essenziale e noi con una norma molto rigida, e
molto piena di paletti, avremmo sicuramente creato un danno, un
problema a quei comuni.
Quindi, noi abbiamo messo una norma che si riferisce alle attività
istituzionali, poi, ogni sindaco come ogni amministratore, ne
risponde personalmente in sede penale, in sede civile ed in sede di
Corte dei Conti. Queste sono le responsabilità che toccano
all'amministratore, ma non si può dare contro alla norma per questo
principio.
Purtroppo, io ho un atteggiamento molto laico, e questo
atteggiamento laico mi porta anche a dire le cose che penso in
maniera diretta. Non si può sentire Così i sindaci fanno quello
che vogliono. , questa frase non si può sentire, perché non si può
sentire? Perché questo Parlamento, con determinate leggi e con
determinati meccanismi, ha fatto sì quello che vuole. Ha fatto sì
che molte persone, senza avere fatto concorsi, senza avere superato
nessuna selezione, solo perché amico dell'amico, amico della
politica, si trova ad avere un contratto di lavoro, alcuni da anni,
alcuni più recenti, ma si trovano non per meriti, ma per affinità e
per parentele.
Oggi noi non stiamo partendo da questo principio, stiamo partendo
dal principio che ha espresso bene l'onorevole Milazzo. Noi abbiamo
giovani professionisti che hanno una sola strada: andare, emigrare
fuori dalla Sicilia ad emigrare fuori da questa Terra che non dà
nessuna opportunità di lavoro. Se le amministrazioni sono in grado,
ed hanno la capacità economica, ma perché volete mettere questo
paletto?
In che cosa consiste l'inciucio, in che cosa consiste l'inganno?
Non ci trovo niente di scandaloso, la trovo una norma di buon senso
e, chiaramente, sta alla responsabilità dell'amministratore. Non è
che esentiamo l'amministratore dalle sue responsabilità. Se questo
è vero, penso che questa norma va scritta così per com'è, tant'è
che il legislatore nazionale per alcune figure, onorevole Grasso,
le aveva già previste, perché se leggiamo bene l'articolato c'è
scritto che per il servizio sanitario nazionale e per gli aiuti
comunitari è previsto dalla legge nazionale.
Noi abbiamo detto che per altre figure anche i comuni possono
usare questo strumento del lavoro flessibile. Non stiamo allargando
nessuna platea di precari, anche perché, per essere precari, oggi
ci vuole un contratto di diritto privato. L'articolo 3 di cui
stiamo discutendo stabilizza questi soggetti e, poi, voglio dire
l'ultima a qualche deputato. Non si può fare due parti in causa; se
ne fa sempre una. Da un lato vi sono deputati che hanno presentato
emendamenti per stabilizzare i Co.Co.Co. che è una forma di lavoro
flessibile; dall'altro lato si scandalizzano che al lavoro
flessibile non ci si deve andare. I CO.CO.CO. non fanno parte della
stabilizzazione, semmai fanno parte delle proroghe, non della
stabilizzazione. Fanno parte dell'articolo 4, non dell'articolo 3,
per essere chiari.
Bisogna, quindi, fare solo una parte in causa. Invito, pertanto,
il Parlamento a riflettere su questa norma, poi, la Commissione non
può che rimettersi all'Aula. Penso che sia una norma di buon senso,
non c'è alcun trucco sotto.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per
riaffermare la bontà dell'emendamento 3.37 che ha come primo
firmatario il capogruppo e che, poi, reca la firma di tutti.
Evidentemente, l'onorevole Milazzo è in disaccordo su questo
emendamento soppressivo, però, è chiaro che l'indirizzo del Gruppo
è assolutamente coerente, nel senso di abrogare questa, che io
continuo a definire, una norma che si poteva e si doveva evitare.
Proprio perché nel momento in cui, con grandissima fatica, i vari
enti ed anche la Regione, attraverso questa norma, stanno tentando
di porre fine a quella che è stata, comunque, una pagina vergognosa
della nostra Isola, ossia quella del precariato, del finto lavoro,
delle assunzioni fatte assolutamente in modo clientelare e per
garantirsi appoggi politici, reintrodurre una norma in deroga che,
comunque la si voglia chiamare, è una norma che riporta, di nuovo,
questa vergognosa pratica delle assunzioni a chiamata, che nulla
hanno a vedere col il vero fabbisogno.
Finiamola con i grandi propositi, perché poi ricadiamo nella
realtà e vediamo che dobbiamo, attraverso questa norma, dare la
possibilità agli enti locali, alle amministrazioni, di reintrodurre
l'assunzione a chiamata, sia pure a tempo determinato, che poi
sappiamo di proroga in proroga finisce
Vogliamo ridare la speranza, finalmente, ai nostri giovani?
Se questi comuni e questi enti sono virtuosi e hanno tutti i
criteri ed i requisiti per procedere all'assunzione, ma esiste o
non esiste, o l'abbiamo dimenticato, una norma costituzionale che
dice che alla Pubblica Amministrazione si accede per pubblico
concorso?
Vogliamo ridare, finalmente, la possibilità ai nostri giovani,
meritevoli e validi, di accedere, finalmente di avere una speranza
di accedere alla Pubblica Amministrazione, o dobbiamo continuare
con questa prassi deleteria che possono ottenere l'impiego nella
Pubblica Amministrazione solo gli amici degli amici?
Questa norma in deroga va assolutamente cancellata. Noi su questo
chiederemo il voto palese, perché ognuno deve assumersi la
responsabilità, di fronte alla pubblica opinione, di dire se
vogliamo ancora perpetuare, nel momento in cui, a fatica, stiamo
cercando di uscire dal precariato, vogliamo ancora, invece,
perpetuare nei fatti lasciando uno spiraglio perché questo fenomeno
continui ad annidarsi nei nostri enti locali.
PRESIDENTE. E' chiaro, onorevole Assenza. Colleghi andiamo per
ordine.
Si passa all'emendamento 3.6, a firma dell'onorevole Greco
Giovanni.
GRECO GIOVANNI. Dichiaro di ritirare tutti gli emendamenti a mia
firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Gli emendamenti 3.6 e 3.8 sono, quindi, ritirati.
Si passa all'emendamento 3.49, parte prima, a firma del Governo.
Il parere della Commissione?
CASCIO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 3.48 a firma del Governo. Il parere della
Commissione?
CASCIO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 3.51, a firma dell'onorevole Currenti.
Non essendo presente in Aula il firmatario, né i successivi
firmatari, l'emendamento si intende decaduto.
Si passa all'emendamento 3.52.
Non essendo presenti in Aula i firmatari, l'emendamento si intende
decaduto.
L'emendamento 3.9, a firma dell'onorevole Greco Giovanni, è
ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 3.49, II parte, del Governo. Il parere
della Commissione?
CASCIO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 3.10, degli onorevoli Greco Giovanni ed altri, è
stato ritirato dall'onorevole Greco.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, l'intenzione era chiudere stasera, e potevamo
chiudere pure entro le 20.00, 20.30, ma stanno arrivando diversi
sub emendamenti e non è possibile.
Si passa all'emendamento 3.37, degli onorevoli Falcone ed altri.
Comunico che all'emendamento 3.37 è stato presentato un
subemendamento modificativo dagli onorevoli Venturino ed altri.
Se noi approviamo il subemendamento, l'emendamento 3.37 decade
perché completamente sostitutivo.
VENTURINO. Chiedo di parlare per illustrare il subemendamento
3.37.1.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VENTURINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, brevemente
perché fa parte dell'intervento che ho fatto prima. Come già detto,
aspettavo una risposta che non è arrivata, ho detto questo fatte
salve pone un problema perché, per la mia esperienza recente, il
fatto salvo mette in discussione tutto quello che si dice prima e
chiedevo all'assessore di spiegarmi perché, con questo fatte
salve si può riaprire una finestra su un nuovo tipo di precariato.
Siccome questa spiegazione non è arrivata e, di fatto, con questo
fatto salvo noi possiamo riaprire finestre su situazioni che
possono portare, come diceva l'onorevole Milazzo, a parlare di
precariato fra dieci anni, dico togliamo questo dubbio.
PRESIDENTE. Chiarissimo, onorevole Venturino.
Pongo in votazione il subemendamento 3.37.1. Il parere della
Commissione?
CASCIO, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
ASSENZA. ASSENZA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
RINALRINALDI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 3.37.1.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 3.37.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 67
Maggioranza 34
Favorevoli 28
Contrari 39
(Non è approvato)
L'emendamento 3.37 è precluso.
L'emendamento 3.2 è assorbito.
Si passa all'emendamento 3.53, della Commissione. Il parere del
Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 3.11 e 3.12, degli onorevoli Greco ed altri, sono
ritirati dall'onorevole Greco.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 3.46, del Governo. Il parere della
Commissione?
CASCIO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 3.13, degli onorevoli Greco ed altri, è ritirato
dall'onorevole Greco.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 3.3, degli onorevoli Grasso ed altri. Il
parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CASCIO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 3.5, dell'onorevole Vinciullo. Il parere
del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CASCIO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 3.1, degli onorevoli Papale ed altri, è di identico
contenuto all'emendamento 3.5, testè approvato.
L'emendamento 3.14, degli onorevoli Greco ed altri, è ritirato
dall'onorevole Greco.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 3.29, degli onorevoli Falcone ed altri.
FALCONE. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 3.41, della Commissione. C'è una sorta di
conflitto tra Commissione e Governo, pertanto chiedo di mettervi
d'accordo su quale votare.
CASCIO, presidente della Commissione. Signor Presidente,
l'emendamento 3.41 è stato scritto dalla Commissione per coordinare
il testo, perché al comma 7 le parole comma 18 sono sostituite
dalle parole comma 17 per aver saltato un comma, quello che
riguarda i dopo lavoristi, i dopo scuolisti di Catania, che era al
comma 16. E questo lo abbiamo verificato con gli Uffici.
PRESIDENTE. Quindi, il Governo ritira il suo emendamento. Pongo in
votazione l'emendamento 3.41. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 3.50 I parte, del Governo, è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 3.15, degli onorevoli Greco ed altri, è ritirato
dall'onorevole Greco.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 3.47, del Governo. Il parere della
Commissione?
CASCIO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 3.40, degli onorevoli Alloro ed altri.
ALLORO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALLORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo trovato una
soluzione in un emendamento che sta presentando il Governo, perché
sostanzialmente si trattava di enti, cioè di lavoratori che
appartengono al bacino di cui all'articolo 30, sostanzialmente con
enti utilizzatori di cui alla legge 21, che in questo momento non
hanno il commissario che gli proroga il rapporto di lavoro, e
quindi come ha previsto il Governo va bene.
Pertanto, dichiaro di ritirare l'emendamento 3.40.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Gli emendamenti 3.17, 3.18, 3.19, 3.20 e 3.21, degli onorevoli
Greco ed altri, sono ritirati dall'onorevole Greco.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 3.54, del Governo. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 3.30, degli onorevoli Falcone ed altri.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, per andare
incontro al Comune, abbiamo previsto che il pagamento dei precari
venga fatto in trimestralità, di cui l'ultima entro il 31 dicembre
dell'anno in corso, e che la prima rata preveda un anticipo del 60
per cento. Secondo me andare oltre quell'anticipo diventa
difficoltoso da gestire, però così garantiamo nell'anno il
pagamento di tutte le trimestralità con il 60 per cento di acconto.
Rispetto ad ora è già un grosso passo in avanti.
FALCONE. Signor Presidente, ritiro l'emendamento 3.30.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Gli emendamenti 3.22, 3.23, 3.24, 3.25, 3.26, 3.27, 3.28 e 3.16,
degli onorevoli Greco Giovanni ed altri, vengono ritirati
dall'onorevole Greco.
L'Assemblea ne prende atto.
Gli emendamenti 3.31, 3.32, 3.33, 3.34 e 3.35, degli onorevoli
Falcone ed altri, vengono ritirati dall'onorevole Falcone.
L'Assemblea ne prende atto.
Gli emendamenti 3.44, 3.41 e 3.43, degli onorevoli Sammartino ed
altri, vengono ritirati dall'onorevole Sammartino.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 3.55, del Governo. Il parere della
Commissione?
CASCIO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 3.36, degli onorevoli Falcone ed altri.
FALCONE. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, condividendo
l'impostazione della norma, era per dare una certezza della
tempistica. Cioè, abbiamo messo "entro 90 giorni da quando viene
pubblicata", cioè sostanzialmente diciamo che la pubblicazione
della long list deve avvenire entro 90 giorni.
Successivamente, entro il 30 giugno del 2017, si deve individuare
una banca, l'istituto finanziario che consente queste agevolazioni,
e tutto ciò entro 60 giorni deve essere disciplinato dal decreto
del Presidente della Regione.
Noi diciamo che entro 60 giorni dalla pubblicazione di questa
legge, il Presidente della Regione emana un decreto attuativo,
entro 90 giorni individuiamo e facciamo l'avviso su internet, ed
entro il 30 giugno 2017 individuiamo l'istituto finanziario. Cioè
stiamo scadenzando in questo emendamento la procedura per poter
attingere a queste agevolazioni, nient'altro.
PRESIDENTE. Il parere del Governo sull'emendamento 3.36?
BACCEI, assessore per l'economia. Il Governo si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CASCIO, presidente della Commissione. Anche la Commissione si
rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 3.45, della Commissione. Il parere del
Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 3.50 del Governo è stato ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 3, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo. 4
Disposizioni in favore dei lavoratori socialmente utili
L'articolo proposto prevede la proroga delle attività socialmente
utili e la possibilità di accedere alla fuoriuscita nei confronti
dei soggetti che per i quali il numero di anni per il
raggiungimento dei requisiti per la pensione non è inferiore a 10
anni .
I soggetti inseriti nell'elenco regionale predisposto sulla base
della l.r. 28/01/2014, n. 5, articolo 30, non contrattualizzati,
destinatari delle proroghe e delle misure di fuoriuscita, sono
5268».
L'emendamento 4.2, degli onorevoli Greco Giovanni ed altri, è
ritirato dall'onorevole Greco.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 4.9, del Governo.
All'emendamento 4.9 è stato presentato dall'onorevole Panepinto un
subemendamento, che lo stesso firmatario ha dichiarato di ritirare.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo, pertanto in votazione l'emendamento 4.9. Il parere della
Commissione?
CASCIO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 4.3, degli onorevoli Greco ed altri, è ritirato
dall'onorevole Greco.
L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 4.7, degli onorevoli Turano ed altri è precluso in
quanto abbiamo votato la riscrittura del comma 4 del Governo.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, la
riscrittura del Governo è in aggiunta all'articolato che riguarda i
lavoratori ASU. Vorrei che il Presidente della Regione, l'assessore
Baccei e la Presidenza seguissero.
Ho la necessità di essere chiaro con l'Aula e con me stesso.
Sono stato in I Commissione ed ho seguito il ragionamento che ha
fatto l'onorevole Di Giacinto, con il quale ho ripresentato
l'emendamento a firma congiunta.
Abbiamo deciso di diventare facilitatori dei percorsi giuridici
amministrativi. Sono contento, signor Presidente, di fare questo
intervento dopo avere votato l'articolo 3 e aver messo in sicurezza
tutti i lavoratori che hanno un contratto.
L'articolo 4 riguarda soggetti che vengono utilizzati presso gli
enti locali e che non hanno nessun contratto, hanno un sussidio di
accompagnamento al lavoro. Con l'emendamento 4.7 abbiamo soltanto
detto che, con la pubblicazione della legge, automaticamente
possono continuare a lavorare presso gli enti dove per ora vengono
sospesi per più di un mese e l'ente utilizzatore, qualora decida di
non avere la disponibilità del lavoratore, rinuncia allo stesso
lavoratore. Cioè, piuttosto che fare bloccare l'attività di questi
soggetti e mandarli a casa per un mese, un mese e mezzo, quello che
sarà, possono continuare a lavorare, tranne che l'ente non ci
rinunci.
Non vedo niente di strano. Abbiamo soltanto deciso di facilitare
il percorso e vorrei che il Governo desse parere favorevole perché
stiamo facendo un atto di giustizia, premesso che non voglio
parlare della genesi dei lavoratori dell'articolo 3, né di quelli
dell'articolo 4, ma avere determinato che all'interno della stessa
stanza di lavoro vi è chi ha un contratto e chi invece deve
attendere una delibera del comune, a me sembra veramente esagerato.
Quindi, insisto per il mantenimento e chiedo il parere favorevole
del Governo, che non significa assolutamente iniziare nessun
processo e nessun percorso, se non quello di dare, con la stessa
legge, la certezza di potere continuare a lavorare. Di contro
dovrei arrivare alla conclusione, se il Governo non desse parere
favorevole, che non serve neppure approvare l'articolo 4.
E siccome a me non piace fare lo struzzo e mettere la testa sotto
la sabbia, so che è indispensabile approvare l'articolo 4 per fare
continuare questi lavoratori, voglio evitare il disagio delle
amministrazioni che sono costrette a deliberare mentre ancora la
legge non è pubblicata e voglio soltanto dare la certezza che con
la legge questi continuino a lavorare successivamente, tranne che
il comune non decida di rinunciare.
PRESIDENTE. Onorevole Turano, lei è un perfetto conoscitore del
Regolamento.
TURANO. Sì, signor Presidente, ma lei mi deve dare il tempo di sub
emendare la proposta del Governo e di riscriverla perché sto
chiedendo di fare una cosa diversa.
Il Governo deve dire se è d'accordo o non è d'accordo.
Diversamente su questo punto, sulla categoria degli ASU,
commettiamo una scorrettezza, ovverosia, utilizziamo le potestà
regolamentari di riscrittura che ha il Governo per non dare la
possibilità a questi soggetti di continuare a lavorare come stanno
facendo tutti gli altri.
Non stiamo avviando nessuna procedura di stabilizzazione nei
confronti di queste persone, abbiamo deciso di fare una proroga
secca di tre anni. Stiamo soltanto utilizzando lo strumento
legislativo per evitare che, a seguito della legge, vi sia anche
una delibera e dunque chiedo di sospendere l'Aula per un minuto per
permettermi di formulare un emendamento, oppure, come ha fatto la
Presidenza tante volte, di ridefinire il testo per permettere di
raggiungere l'obiettivo che credo di avere illustrato con dovizia
di particolari.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, vorrei
ricordare che l'emendamento dell'onorevole Turano è stato bocciato
in I Commissione e dichiarato inammissibile in II Commissione.
TURANO. Le prerogative del deputato prevedono la ripresentazione
in Aula.
PRESIDENTE. Formalmente il Governo ha riscritto il comma 4, per
cui la trattazione del suo emendamento 4.7 è preclusa. L'onorevole
Turano ha fatto però un altro tipo di ragionamento, cioè di
fermarci non per un'ulteriore riscrittura ma per un'aggiunta
BACCEI, assessore per l'economia. Il Governo è contrario.
PRESIDENTE. Essendo contrario il Governo, ribadisco che
l'emendamento 4.7 è precluso.
(Proteste dell'onorevole Turano)
Onorevole Turano, non mi metta in difficoltà. Quando si vota un
emendamento di riscrittura, tutti gli altri emendamenti sono
assorbiti e comunque decadono.
TURANO. Signor Presidente, richiamo per l'ordine dei lavori e lei
non ha nessun bisogno dei miei suggerimenti.
L'articolo di riscrittura del Governo era stato formulato in
maniera maldestra, tanto che l'approvazione di quell'emendamento
avrebbe fatto saltare la stabilizzazione degli ASU perché era al
comma 1. Il Governo, accortosi dell'errore, lo ha riscritto in
maniera tale da salvare l'uno e l'altro, e non può adesso
precludere l'esercizio dell'attività parlamentare ad un deputato.
Chiedo soltanto che venga messo in votazione il mio emendamento;
l'Aula poi potrà approvarlo o non approvarlo.
Non si può utilizzare l'escamotage dicendo che l'emendamento è
precluso perché il Governo è contrario per determinare la
trattazione di un emendamento presentato nei termini e - io dico -
correttamente, perché diversamente se utilizziamo questo escamotage
saremo costretti a riguardare le scritture del Governo.
BACCEI, assessore per l'economia. Il Governo lo ha scritto bene
TURANO. Il Governo non lo ha scritto bene.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'emendamento 4.6, degli onorevoli
Greco Giovanni ed altri è ritirato dall'onorevole Greco.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 4.8, del Governo. Il parere della
Commissione?
CASCIO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E'approvato)
L'emendamento 4.1 è assorbito.
L'emendamento 4.4 è precluso dall'approvazione dell'articolo 1,
comma 8.
Pongo in votazione l'articolo 4, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E'approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Articolo 5
Interventi per la tutela e l'occupazione dei lavoratori
utilizzati nei Cantieri di Servizi già percettori del
reddito minimo di inserimento.
1. Le misure di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 1
dicembre 1997, n. 468, ancora vigente per espressa disposizione
dell'articolo 26 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150,
per la conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro,
sono estese anche ai lavoratori utilizzati nei Cantieri di Servizi
già percettori del reddito minimo di inserimento.
2. Il Dipartimento Regionale del Lavoro, dell'Impiego,
dell'Orientamento, dei Servizi e delle Attività Formative, al fine
di favorire la fuoriuscita dal bacino di appartenenza dei
lavoratori utilizzati nei cantieri di servizio, già percettori del
reddito minimo di inserimento, è autorizzato a concedere, a coloro
che ne fanno richiesta, per la fuoriuscita definitiva dal bacino di
appartenenza, un'indennità omnicomprensiva di importo
corrispondente ad anni 5 del sussidio di cui all'articolo 1, comma
3 della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5, da corrispondere in
rate annuali. Le misure di cui al presente comma sono riconosciute
unicamente ai soggetti per i quali il numero di anni necessari al
raggiungimento dei requisiti di pensionabilità non è inferiore a
dieci.
3. Agli oneri derivanti dalle disposizioni del presente articolo,
quantificati in 9.400 migliaia di euro annui per gli esercizi 2017-
2021, si provvede per il triennio 2017-2019 a valere
sull'autorizzazione di spesa di cui alla tabella G (Missione 15,
Programma 1, capitolo 712402) della legge regionale 17 marzo 2016,
n. 3, come modificata dalla legge regionale n. 24/2016, che è
rideterminata per ciascuno degli esercizi 2018-2019 in 9.400
migliaia di euro».
Tutti gli emendamenti soppressivi presentati all'articolo 5 dagli
onorevoli Greco Giovanni ed altri sono stati ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 5. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E'approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Articolo 6
Tutele per i soggetti appartenenti al bacino Emergenza
Palermo ex PIP
1. Le misure di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 1
dicembre 1997, n. 468, ancora vigente per espressa disposizione
dell'articolo 26 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150,
per la conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro,
sono estese anche ai soggetti appartenenti al bacino Emergenza
Palermo ex PIP .
2. L'articolo 68, comma 3, lettera a) della legge regionale 7
maggio 2015 n. 9, è così sostituito:
3. I soggetti di cui al comma 1 possono richiedere, per la
fuoriuscita definitiva dal bacino di appartenenza, la
corresponsione di un'indennità omnicomprensiva di importo
corrispondente ad anni 5 dell'assegno di sostegno al reddito già in
godimento, da corrispondere in rate annuali. Le misure di cui al
presente comma sono riconosciute unicamente ai soggetti per i quali
il numero di anni necessari al raggiungimento dei requisiti di
pensionabilità non è inferiore a dieci. .
3. Agli oneri derivanti dalle disposizioni del presente articolo,
quantificati in 29.463 migliaia di euro annui per gli esercizi 2017-
2021, si provvede a valere dell'autorizzazione di spesa di cui
all'articolo 24 della legge regionale 18 marzo 2016, n. 3, che
viene incrementata, per il biennio 2017-2018 dell'importo annuo di
463 migliaia di euro e determinata, complessivamente, in misura
pari a 29.463 per l'esercizio finanziario 2019».
Si passa all'emendamento 6.1, della Commissione. Il parere del
Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 6, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Articolo 7
Copertura finanziaria
1. Gli oneri derivanti dalle disposizioni della presente legge sono
riepilogati nella seguente tabella.
2. Agli oneri derivanti dalle disposizioni della presente legge
per il biennio 2017-2018, riepilogati al comma precedente, si fa
fronte mediante la riduzione delle spese e le nuove entrate
riepilogate nella seguente tabella:
3. Agli oneri per l'anno 2019, riepilogati al comma 1, ed agli
oneri previsti a decorrere dall'anno 2020 derivanti dalle
disposizioni di cui all'articolo 3, comma 21, pari a 226.700
migliaia di euro annui dal 2020 al 2038, e dagli articoli 4, 5 e 6,
pari a 75.225 migliaia di euro annui per gli anni 2019-2021, si
provvede mediante le entrate derivanti dalle norme di attuazione
dello Statuto di cui all'articolo 1, commi 509 e seguenti della
legge 11 dicembre 2016, n. 232.
4. Negli stati di previsione delle entrate e delle spese per il
triennio 2016-2018 sono introdotte rispettivamente le variazioni di
cui alle allegate tabelle A e B, derivanti dalle disposizioni di
cui alla presente legge».
Onorevoli colleghi, formalmente ci dobbiamo fermare. Adesso io
faccio una proposta all'Aula, capisco che poi ognuno in base alle
proprie esigenze può dire di andare avanti o fermarci, bisogna
sospendere la seduta in quanto si deve riunire il Governo e
riformulare le tabelle. A seguire si deve esaminare l'esercizio
provvisorio e il DEFR; per cui, cosa giusta e saggia, avendo
approvato la norma sui precari, la legge sui precari
sostanzialmente è approvata, il Governo ha bisogno pure di fermarsi
perché questo lo prevede la procedura, sarebbe logico rinviare a
domani mattina alle ore 11.00.
(Brusio in Aula)
Onorevoli colleghi, io non voglio strozzare il dibattito, ognuno
deve fare le dichiarazioni di voto e quant'altro; si sospende la
seduta per consentire al Governo di riunirsi. Pertanto, la seduta è
sospesa per consentire al Governo di rivedere le tabelle.
(La seduta, sospesa alle ore 20.01, è ripresa alle ore 20.27)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, nell'attesa che arrivino le
tabelle completate, prima della sospensione aveva chiesto di
intervenire per dichiarazione di voto l'onorevole Cordaro. Ne ha
facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, Presidente della Regione, Assessori,
onorevoli colleghi, abbiamo dato, come Cantiere Popolare, il nostro
contributo responsabile al buon esito, per una gran parte, di un
disegno di legge che riguarda varie categorie di precari e per
questa ragione, lo dico in premessa, il Gruppo del Cantiere
Popolare voterà favorevolmente al disegno di legge che andiamo ad
esitare.
Tuttavia, rimangono, a mio parere ed a parere nostro, delle
criticità importanti. Potrei snocciolarle tutte; mi limito ad
alcune che sono apparse, a mio modo di vedere, particolarmente
gravi e che sono rimaste irrisolte.
Vorrei, ad esempio, cogliere l'occasione, avendo l'assessore
Gucciardi presente. Assessore Gucciardi volevo rivolgermi a lei
perché, vede, è stata fatta una buona opera legislativa, oltre che
politica, nell'approvare l'emendamento dell'onorevole Grasso che
riguardava una classe di infermieri che rischiavano di non poter
proseguire, dopo avere accumulato grande esperienza.
Però, vorrei cogliere l'occasione per chiedere che fine faranno
gli psicologi giudiziari storici degli istituti penitenziari e
delle case di reclusione di Palermo e di Catania, proprio in
ragione dell'aspetto legato alle graduatorie, professionisti con
grandissima esperienza che da vent'anni operano in luoghi di
grandissima criticità e che non sono stati inclusi nelle
graduatorie nel passaggio dal Ministero della Giustizia alla
Regione.
Questo è un problema, Assessore, che io auspico - perché questa è
la via - che venga risolto presto in via amministrativa, perché,
come lei sa, il servizio che gli psicologi giudiziari offrono è un
servizio LEA, cioè che riguarda i livelli essenziali di assistenza,
e non è possibile immaginare che una professionalità storica come
quella che riguarda questi medici possa essere vanificata.
Ci attendiamo, quindi, responsabilmente delle risposta dal Governo
e, soprattutto con riferimento all'articolo 2 - e qui mi rivolgo
all'assessore Baccei ed al Governo nazionale - resta il problema
irrisolto dei duecentoquaranta milioni di euro.
Vedete, io non voglio personalizzare, non l'ho mai fatto e non lo
farò mai, nonostante il Presidente Crocetta ogni tanto pensa che io
possa cadere in questa tentazione. La verità è che lo Stato impone
un taglio orizzontale del quindici percento quale precondizione per
dare il via libera alle proroghe nelle more della stabilizzazione;
ebbene, in realtà questo taglio orizzontale che mette a rischio
tanti lavoratori delle ex province, finisce per produrre un
risparmio di trenta milioni di euro a fronte dei duecentoquaranta
milioni di euro che servirebbero per dare sicurezza a quella platea
di lavoratori. Resta un problema irrisolto, ed io penso, senza
spirito polemico, ma sempre cercando di costruire, che se cinque
anni fa invece di proclamare la fine delle province si fosse
cominciato a lavorare per la stabilizzazione dei precari, oggi
certamente non ci troveremmo a questo punto.
La verità quindi resta una, ed è questo il rimprovero e l'appello
forte che io rivolgo al Governo regionale, fin quando non si
ridiscuterà il patto di stabilità col Governo nazionale noi
rischieremmo di tenere in mano una bomba sociale che può esplodere
da una settimana all'altra; è necessario aprire una vertenza seria
con il Governo nazionale, perché l'unica strada per dare sicurezza
ai lavoratori degli enti locali, e soprattutto delle ex province, è
appunto quella di ridiscutere il patto di stabilità, per dare
serenità, pace sociale, un futuro alle famiglie siciliane, e ai
tanti figli che oggi, in ragione del nulla che si è prodotto in
questi anni, sempre più spesso lasciano la Sicilia per trovare un
futuro lontano.
E allora, rispetto a questo, Presidente Crocetta, Governo,
assessore Baccei, mi rivolgo soprattutto a lei come promanazione
del Governo nazionale qui in Sicilia, vesta il panni del siciliano
per una volta, e ci aiuti a spiegare al suo PD a Roma che la
vicenda che riguarda migliaia di lavoratori non è una vicenda
politica, ma è prima una vicenda sociale, prima ancora una vicenda
umana; per queste ragioni noi manteniamo le riserve, ma con grande
senso di responsabilità, volendo mettere in sicurezza la grande
platea di precari che operano e che tengono in piedi grandi e
piccoli comuni, enti locali, ex province, ed enti collegati, noi
voteremo favorevolmente al disegno di legge che abbiamo discusso.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi come
opposizione siamo stati leali e collaborativi oltre ogni limite,
per far si che si addivenisse a questa - come dire - valvola di
sicurezza, chiamiamola come vogliamo, per impedire ulteriori
disastri rispetto ad una procedura veramente disastrosa che è
diventata assolutamente ancora più distruttiva in questa fine del
2016.
Se pensiamo che ci siamo ridotti al 22 dicembre a ricevere i
documenti di bilancio e che fino all'altro ieri ancora si discuteva
se approvare o meno bilancio e finanziaria entro 6 giorni, compreso
Natale e Capodanno, e si era messa in discussione persino la
presentazione dell'esercizio provvisorio, questo la dice lunga su
quale è stata la conduzione di tutta la vicenda rispetto ad
argomenti essenziali e che toccano da vicino decine e decine di
migliaia di persone della nostra Regione.
Solo la caparbietà da parte dell'opposizione - lo dobbiamo dire -
nel voler perseguire l'obiettivo di mettere in sicurezza queste
categorie, ha fatto sì che, passando sopra termini, passando sopra
regolamenti, passando sopra ciò che prevede il Regolamento di ogni
Parlamento, non di questo Parlamento, cioè che si possa
approfondire temi cruciali ed importanti, solo questo ci guidato
nel non frapporre alcun tipo di ostacolo rispetto alle procedure
seguite.
Pertanto, siamo contenti che si è riusciti in qualche modo ad
evitare ulteriori disastri. Questa non è la panacea promessa, non è
la stabilizzazione, si tratta di proroghe che lasciano intatto il
problema. Il problema che, per essere risolto, deve essere
affrontato in maniera pesante da un Governo pesante, nei confronti
di Roma che ancora una volta della Sicilia se ne è fregata
altissimamente.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa all'emendamento 7.6, del
Governo.
Il parere della Commissione?
CASCIO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 7.7, del Governo. Il parere della
Commissione?
CASCIO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla Tabella Tab.Gov, del Governo. Il parere della
Commissione?
CASCIO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 7 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Articolo 8
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
sua pubblicazione, con effetto dall'1 gennaio 2017.
2. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, tutti gli ordini del giorno vengono accettati
come raccomandazione da parte del Governo. E' inutile che ci
mettiamo a discutere sugli ordini del giorno.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, su queste cose degli ASU ho chiarito già. Le risorse ci
sono tutte. Il progetto è di centoventimilioni di euro per
intenderci, due tranches, una riguarda i fondi di vecchia
programmazione e l'altra delibera che è stata fatta riguarda la
nuova programmazione.
Per tranquillità degli ASU, faremo questa delibera di presa d'atto
degli impegni già assunti dai dirigenti.
PRESIDENTE. Gli ordini del giorno sono accettati come
raccomandazioni.
Onorevoli colleghi, dopo la votazione non andate via perché il
Governo si deve ulteriormente riunire per modificare il bilancio
già depositato sulla base della legge che noi abbiamo votato, che
riguarda i precari e quindi, di conseguenza, votare l'esercizio
provvisorio.
Disposizioni in materia di autonomie locali e per la stabiliz-
zazione del personale precario. (n. 1278/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Disposizioni in materia di autonomie locali e per la
stabilizzazione del personale precario» (n. 1278/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Disposizioni in materia di autonomie locali e
per la stabilizzazione del personale precario» (n. 1278/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 63
Maggioranza 32
Favorevoli 49
Astenuti 14
Gli onorevoli Tamajo, Germanà e Dipasquale hanno votato a favore.
(L'Assemblea approva)
Il Governo è invitato a riunirsi per fare le modifiche.
Invito gli onorevoli colleghi a restare in Aula per approvare il
DEFR, il disegno di legge sulla certificazione che va approvato
entro il 31 dicembre e l'esercizio provvisorio.
Sospendo l'Aula avvertendo che riprenderà alle 20.50.
(La seduta, sospesa alle ore 20.44, è ripresa alle 20.54)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'Assessore Baccei mi conferma che
la Giunta ha proceduto alla modifica del bilancio già depositato
sulla base delle variazioni relative all'approvazione della legge
cosiddetta sui precari, quindi possiamo passare all'esame
dell'esercizio provvisorio.
Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione
per l'esercizio 2017.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Seguito della discussione del disegno di legge numero 1279/A
«Autorizzazione
all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per
l'esercizio 2017»
PRESIDENTE. Si procede con il seguito della discussione del
disegno di legge «Autorizzazione all'esercizio provvisorio del
bilancio della Regione per l'esercizio 2017» (1279/A) posto al
numero 2).
Invito i componenti la II Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1.
Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio
della Regione.
Disposizioni finanziarie
1. Il Governo della Regione è autorizzato, ai sensi dell'articolo
43 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive
modifiche ed integrazioni e delle disposizioni contenute nel punto
8 dell'Allegato 4/2 al medesimo decreto legislativo n. 118/2011, ad
esercitare provvisoriamente, fino a quando non sarà approvato con
legge regionale e comunque non oltre il 28 febbraio 2017, lo schema
di bilancio annuale della Regione per l'esercizio finanziario 2017,
secondo gli stati di previsione dell'entrata e della spesa ed il
relativo disegno di legge approvato con deliberazione della Giunta
regionale n. 423 del 17 dicembre 2017 nonché secondo le note di
variazioni di cui alla presente legge e alla delibera legislativa
Disposizioni in materia di autonomie locali e per la
stabilizzazione del personale precario .
2. Al comma 1 dell'articolo 8 della legge regionale 13 gennaio
2015, n. 3 le parole Per ciascuno degli anni 2015 e 2016 sono
sostituite dalle parole A decorrere dall'anno 2015 .
3. Le misure per il conseguimento di risparmi di spesa previste
dai commi 2 e 3 dell'articolo 13 della legge regionale 11 giugno
2014, n. 13 sono confermate per il triennio 2017-2019, ferme
restando le disposizioni previste dai restanti commi del medesimo
articolo.
4. Al fine di garantire la rilevazione unitaria dei fatti
gestionali sia sotto il profilo finanziario che sotto il profilo
economico-patrimoniale, in applicazione delle disposizioni di cui
all'articolo 2 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e
successive modifiche ed integrazioni, il Ragioniere generale è
autorizzato ad effettuare le variazioni di bilancio occorrenti per
iscrivere su differenti capitoli gli stanziamenti prefissati con
legge per adeguarli al piano dei conti integrato, ferma restando
l'entrata e la spesa complessivamente autorizzata rispettivamente
per Titoli e Tipologie e Missioni e Programmi».
Onorevoli colleghi, comunico che sono stati presentati diversi
emendamenti soppressivi dagli onorevoli Greco Giovanni ed altri.
GRECO GIOVANNI. Dichiaro di ritirare tutti gli emendamenti a mia
firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2.
Disposizioni in materia di residui passivi perenti
l. Le somme eliminate nei precedenti esercizi finanziari per
perenzione amministrativa agli effetti amministrativi, relative ad
impegni assunti fino all'esercizio 2006, non reiscritte in bilancio
entro la chiusura dell'esercizio finanziario 2016, sono cancellate
dalle scritture contabili della Regione dell'esercizio finanziario
medesimo salvo comunicazione dell'interruzione dei termini di
prescrizione da parte dell'Amministrazione competente. Con decreto
del Ragioniere generale della Regione sono individuate le somme da
eliminare ai sensi del presente comma. Copia di detto decreto è
allegata al rendiconto generale della Regione per l'esercizio
finanziario 2016.
2. Le somme eliminate nei precedenti esercizi finanziari per
perenzione amministrativa agli effetti amministrativi, relative ad
impegni assunti a decorrere dall' esercizio 2007, non reiscritte in
bilancio entro la chiusura dell'esercizio finanziario 2016, cui non
corrispondono obbligazioni giuridicamente vincolanti, sono
cancellate dalle scritture contabili della Regione dell'esercizio
finanziario medesimo. Con decreto del Ragioniere generale della
Regione, su indicazione delle competenti amministrazioni, sono
individuate le somme da eliminare ai sensi del presente comma.
Copia di detto decreto è allegata al rendiconto generale della
Regione per l'esercizio finanziario 2016.
3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non si applicano alle
spese per esecuzione di opere qualora il progetto dell'opera
finanziata sia esecutivo e gli enti appaltanti abbiano già adottato
le deliberazioni che indicono la gara, stabilendone le modalità di
appalto.
4. Qualora, a fronte delle somme eliminate ai sensi del comma 1,
sia successivamente documentata l'interruzione dei termini di
prescrizione e, a fronte delle somme eliminate ai sensi del comma
2, sussista ancora l'obbligo della Regione, si provvede al relativo
pagamento mediante iscrizione in bilancio delle relative somme, da
effettuarsi con decreti del Ragioniere generale della Regione ai
sensi e per gli effetti dell'articolo 27 della legge 31 dicembre
2009, n. 196 e successive modifiche ed integrazioni e dell'articolo
47 della legge regionale 7 agosto 1997, n. 30 e successive
modifiche ed integrazioni.
Onorevoli colleghi, comunico che sono stati presentati diversi
emendamenti soppressivi dagli onorevoli Greco Giovanni ed altri.
GRECO GIOVANNI. Dichiaro di ritirare tutti gli emendamenti a mia
firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3.
Norme in materia di spesa comunitaria
1. Al comma 2 dell'articolo 15 della legge regionale 17 maggio
2016, n. 8, dopo le parole domanda di proroga e dopo le parole
la proroga al le parole 31 dicembre 2016 sono sostituite con le
parole 31 gennaio 2017 .
2. Al comma 5 dell'articolo 15 della legge regionale 17 maggio
2016, n. 8, dopo le parole rispettivamente al le parole 31
dicembre 2016 sono sostituite con le parole 31 gennaio 2017 .
3. Il comma 3 dell'articolo 50 della legge regionale 6 agosto
2009, n. 9, è sostituito dal seguente:
3. Le proposte concernenti i programmi generali di attuazione
della programmazione regionale unitaria nonché le successive
modifiche di carattere finanziario e di merito sono presentate dal
Governo all'Assemblea regionale siciliana, sono esaminate dalla
Commissione Bilancio e dalle altre Commissioni competenti e
sottoposte all'Assemblea regionale siciliana che delibera con
ordine del giorno».
Onorevoli colleghi, comunico che sono stati presentati diversi
emendamenti soppressivi dagli onorevoli Greco Giovanni ed altri.
GRECO GIOVANNI. Dichiaro di ritirare tutti gli emendamenti a mia
firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
FALCONE. Dichiaro di ritirare gli emendamenti 3.6, 3.8, 3.1 e 3.7,
a mia firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 3. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo 4.
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
sua pubblicazione, con effetto dall'1 gennaio 2017.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, in questo momento l'onorevole Falcone sta
presentando un ordine del giorno che il Governo accetta come
raccomandazione.
CORDARO. C'erano anche degli emendamenti aggiuntivi.
PRESIDENTE. Gli Uffici mi hanno comunicato che gli emendamenti
aggiuntivi erano tutti inammissibili. Abbiamo già votato, onorevole
Cordaro, non mi metta in difficoltà.
Eventualmente li colleghiamo con il disegno di legge sulla
certificazione. Non c'entra con l'esercizio provvisorio.
Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione
per l'esercizio 2017 (n. 1279/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della
Regione per l'esercizio 2017» (1279/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Autorizzazione all'esercizio provvisorio del
bilancio della Regione per l'esercizio 2017» (1279/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 65
Maggioranza 33
Favorevoli 46
Contrari 14
Astenuti 5
(L'Assemblea approva)
zione regionale (n. 1269/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Seguito della discussione del disegno di legge «Sistema di
certificazione
regionale (1269/A)»
PRESIDENTE. Si procede con il seguito della discussione del
disegno di legge «Sistema di certificazione regionale» (1269/A)
posto al numero 2) del IV punto all'ordine del giorno.
Invito i componenti la III Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1.
Sistema di Certificazione Regionale
1. La Regione siciliana, ai sensi del decreto legislativo 16
gennaio 2013, n. 13, è ente pubblico titolare' della
regolamentazione dei servizi di individuazione, validazione e
certificazione delle competenze. Tali servizi, nella cornice
dell'apprendimento permanente, sono finalizzati a valorizzare il
patrimonio degli apprendimenti comunque acquisiti dai cittadini
favorendone il riconoscimento, la trasparenza e la spendibilità sul
mercato del lavoro.
2. In attuazione di quanto previsto dal decreto legislativo 16
gennaio 2013, n. 13 e dalle conseguenti norme secondarie di
attuazione, e nell'esercizio delle funzioni di indirizzo di cui
all'articolo 2, comma 1, della legge regionale 15 maggio 2000, n.
10 e successive modifiche ed integrazioni, con decreto del
Presidente della Regione, emanato su proposta dell'Assessore
regionale per la famiglia, le politiche sociali e il lavoro e
dell'Assessore regionale per l'istruzione e la formazione
professionale, sono definite le caratteristiche del Sistema di
Certificazione Regionale e le linee guida per la sua
implementazione.
3. Il Sistema di cui alle disposizioni precedenti disciplina i
servizi di individuazione, validazione e certificazione delle
competenze acquisite in contesti formali, non formali e informali,
di titolarità regionale, in coerenza con i livelli essenziali di
prestazioni e standard minimi di servizio (processo, attestazione e
sistema) di cui al richiamato decreto legislativo 16 gennaio 2013,
n. 13 e alle conseguenti norme secondarie di attuazione. Il Sistema
di certificazione regionale assume, come riferimento per
l'individuazione, validazione e certificazione delle competenze
acquisite in contesti formali, non formali e informali, il
Repertorio regionale delle qualificazioni adottato in applicazione
dell'articolo 30 della legge regionale del 17 maggio 2016, n. 8.
4. Nell'esercizio delle funzioni previste dal comma 1, l'Assessore
regionale per l'istruzione e la formazione professionale individua
gli enti titolati e definisce la procedura per la certificazione
delle competenze acquisite in ambito formale.
5. Nell'esercizio delle funzioni previste dal comma 1, l'Assessore
regionale per la famiglia, le politiche sociali e il lavoro,
definisce le modalità di attuazione e individua gli enti titolati
all'erogazione del servizi di individuazione, validazione e
certificazione delle competenze acquisite in ambito non formale e
informale tra i quali saranno inclusi i Centri per l'Impiego
regionali che rispondano alle caratteristiche previste dalla
normativa nazionale in termini di livelli essenziali delle
prestazioni.
6. Gli enti titolati all'erogazione del servizio si avvarranno, se
necessario, delle competenze tecniche e delle strutture logistiche
dei soggetti della rete per l'apprendimento permanente così come
descritti nelle intese istituzionali tra Governo, Regioni ed Enti
Locali in materia».
Onorevoli colleghi, tutti gli emendamenti soppressivi sono stati
ritirati dai rispettivi firmatari.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevole Cordaro, per quanto riguarda questa norma, il Governo
non ritiene indispensabile approvarla entro il 31 dicembre 2016,
quindi ne riparliamo dopo.
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2.
Norma finanziaria
1. Dalle disposizioni di cui al presente disegno di legge non
derivano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio della
Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3.
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Sistema di certificazione regionale (n. 1269/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Sistema di certificazione regionale (1269/A)»
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Sistema di certificazione regionale»
(1269/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 56
Maggioranza 29
Favorevoli 41
Contrari 12
Astenuti 3
(L'Assemblea approva)
Gli onorevoli Cirone e Laccoto hanno votato.
(DEFR) per gli anni 2017-2019
Presidenza del Presidente Ardizzone
Seguito dell'esame del Documento di Economia e Finanza Regionale
(DEFR)
per gli anni 2017-2019
PRESIDENTE. Si passa al punto III dell'ordine del giorno: Seguito
dell'esame del Documento di Economia e Finanza Regionale (DEFR) per
gli anni 2017-2019.
Si passa all'ordine del giorno n. 639 Approvazione del DEFR 2017-
2019 e della relativa nota di aggiornamento , degli onorevoli
Vinciullo, D'Asero ed altri.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, comunico che domani, giovedì 29 dicembre 2016,
alle ore 11.00 - lo dico chiaramente ai componenti del Consiglio di
Presidenza - è convocato il Consiglio di Amministrazione della
Fondazione Federico II e successivamente , alle ore 12.00. il
Consiglio di Presidenza dell'Assemblea Regionale Siciliana.
Onorevole Di Giacinto, sono stati votati gli articoli - ha ragione
l'onorevole Cordaro - che riguardano la questione temporale, che
dovevano essere approvati necessariamente entro il 31 dicembre.
Tutto il resto è rinviato al disegno di legge sulla finanziaria.
Comunico che martedì 10 gennaio 2017, alle ore 12.00, è convocata
la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 10 gennaio
2017, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
I. COMUNICAZIONI
II.DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Modifiche alla legge regionale 12 luglio 2011, n. 12 e alla
legge regionale 17 maggio 2016, n. 8 in materia di UREGA . (n. 1264
- Stralcio I/A) (Seguito)
Relatore: on. Maggio
2) - Valorizzazione del demanio trazzerale . (n. 349/A) (Seguito)
Relatore: on. Laccoto
3) - Variazione di denominazione dei comuni termali . (n. 843/A)
(Seguito)
Relatore: on. Mangiacavallo
4) - Disciplina della ricerca e della coltivazione delle acque
minerali, di sorgente e termali . (n. 1064/A)
Relatore: on. Maggio
III.SVOLGIMENTO DELL'INTERROGAZIONE:
N. 3025 - Chiarimenti sul provvedimento di scioglimento
dell'Amministrazione comunale di Scicli in relazione
alle gravi dichiarazioni rese alla stampa dal
Presidente della Regione.
(8 maggio 2015)
ASSENZA
IV.DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 496 - Iniziative in ordine al reclutamento di personale
nelle aziende del Servizio sanitario regionale.
(4 novembre 2015)
CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO -
FERRERI - FOTI - LA ROCCA - MANGIACAVALLO -
PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI -
ZAFARANA - ZITO
V. DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
Codice etico per gli eletti a cariche pubbliche, per
gli amministratori e per i dipendenti della Regione
Siciliana . (n. 854/A) (Seguito)
Relatore: on. La Rocca Ruvolo
VI.DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 494 - Iniziative urgenti finalizzate alla revoca della
convenzione sottoscritta tra Regione siciliana,
Università degli studi Kore di Enna e Associazione
Proserpina, avente ad oggetto l'apertura di una
nuova facoltà di medicina e chirurgia.
(3 novembre 2015)
ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO - MANGIACAVALLO
- ZITO - CIACCIO - SIRAGUSA - TANCREDI - CIANCIO
- FOTI - FERRERI - PALMERI - LA ROCCA - CAPPELLO
VII.DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 204 - Verifica della presenza di gas radon indoor negli
edifici utilizzati da enti pubblici e privati e
osservanza dei criteri di legge negli interventi
edilizi di nuova edificazione.
(24 ottobre 2013)
FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO
V FERRERI - LA ROCCA - MANGIACAVALLO - PALMERI -
SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO
VIII. DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 573 - Provvedimenti urgenti a favore dei pensionati
dell'Ente acquedotti siciliani.
(12 maggio 2016)
GRECO G. - DI MAURO - CASCIO S.- DI
GIACINTO - CORDARO - PANARELLO -
PANEPINTO - RUGGIRELLO - SUDANO -FALCONE
- TAMAJO
IX.DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 290 - Chiarimenti circa l'incidenza dei fattori
ambientali sull'aumento della percentuale di malati
di leucemia e tumori nel territorio di Siracusa e
nomina di una Commissione parlamentare speciale di
indagine e di studio in argomento.
(16 aprile 2014)
ZITO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO
- FERRERI - FOTI - LA ROCCA - MANGIACAVALLO -
PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI -
ZAFARANA
X. DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 531 - Riduzione della tariffa del servizio idrico
integrato nel comune di Siracusa nei casi in cui
l'acqua non sia utilizzabile per fini alimentari.
(4 febbraio 2016)
ZITO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO
- FERRERI - FOTI - LA ROCCA - MANGIACAVALLO -
PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI -
ZAFARANA
XI.DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 537 - Accelerazione dei tempi di valutazione delle
istanze presentate in ordine al bando sul lavoro in
proprio.
(16 febbraio 2016)
ZITO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO
- FERRERI - FOTI - LA ROCCA - MANGIACAVALLO -
PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI -
ZAFARANA
XII.DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 603 - Ritiro in autotutela dell'Avviso n. 8/2016 in
materia di formazione professionale in Sicilia.
(25 ottobre 2016)
TANCREDI - CIACCIO - CIANCIO - TRIZZINO - FOTI -
MANGIACAVALLO - CAPPELLO - PALMERI - ZAFARANA -
CANCELLERI - ZITO - SIRAGUSA - LA ROCCA - FERRERI
XIII. DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 599 - Iniziative per il potenziamento delle redazioni
giornalistiche RAI in Sicilia.
(5 ottobre 2016)
MUSUMECI - FORMICA - BARBAGALLO ALFIO - ASSENZA
La seduta è tolta alle ore 21.03
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio