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Resoconto d'Aula della Seduta n. 399 di mercoledì 28 dicembre 2016
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   Presidenza del Presidente Ardizzone


                   La seduta è aperta alle ore 16.46

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  è  stato  necessario   prendere
  qualche  minuto  in  più,  rispetto alle ore  16.00,  per  dare  la
  possibilità  agli  assistenti di fotocopiare il fascicolo  con  gli
  emendamenti.
   Invito  il Deputato Segretario a dare lettura dei processi verbale
  delle sedute precedenti.

   RAGUSA,  segretario, dà lettura del processo verbale delle  sedute
  n.   397   e  n.  398  del  27  dicembre  2016  che,  non  sorgendo
  osservazioni, si intendono approvati.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il  preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto congedo,  per  oggi,  gli
  onorevoli  Forzese, Fazio, Dina; l'onorevole Ciaccio dal 4  gennaio
  2017 al 3 febbraio 2017.

    L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                        Sull'ordine dei lavori

   LENTINI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  prendo
  la  parola  approfittando della trattazione del  disegno  di  legge
  relativo  al  precariato. Metto a conoscenza l'Aula che  il  23  di
  questo  mese  è  stato  licenziato  il  personal  ex   IRIDAS  quel
  personale  che  nella scorsa finanziaria, esattamente  all'articolo
  34, comma 2.
   Abbiamo  votato questa norma per consentire il passaggio, compreso
  l'immobile, quindi, compreso le strutture, all'Istituto dei ciechi.
   Assessore  Marziano, mi ascolti, il personale mi  informa  che  la
  nota  di  licenziamento dopo diciotto mesi di lavoro - sto parlando
  del  suo  assessorato  -   questo personale  ex  IRIDAS  transitato
  all'Istituto  dei ciechi, licenziato il 23 dicembre di  quest'anno,
  secondo  me,  in  modo  errato, dopo diciotto  mesi  di  lavoro  il
  consiglio  di  amministrazione ha chiesto al personale  ex  IRIDAS,
  circa 12, 13 persone, documentazione di evidenza pubblica.
   Questo  personale è stato assunto all'Istituto dei sordi dal  1990
  al  2005.  L'ex  IRIDAS è in stato di abbandono da  circa  quindici
  anni. Nessuno ha contezza della documentazione in possesso della ex
  IRIDAS. Il personale, non avendo avuto la possibilità di presentare
  documentazione  relativa  alla richiesta di  evidenza  pubblica,  è
  stato  messo  alla porta il 23 di dicembre, assessore   Due  giorni
  prima di Natale.
   La  cosa che le voglio ricordare è che la Regione siciliana non ha
  mai  licenziato nessuno se consideriamo i tanti del precariato  che
  in  questi anni sono stati assunti nella Regione siciliana comprese
  le partecipate della Regione siciliana.
   Questa  è  solo  ed esclusivamente una vergogna  per  cui,  a  mio
  avviso,  bisogna  immediatamente  intervenire,  assessore   Bisogna
  intervenire immediatamente.
   Allora,   il  personale  mi  informa  che,  praticamente,   questa
  operazione è stata fatta solo ed esclusivamente affinché l'Istituto
  dei  ciechi  continuasse  ad assumere con progetti  provvisori  che
  vanno  dal  Co.Co.Co.,  Co.Co.Pro., a  tempo  determinato  solo  ed
  esclusivamente per fare a loro piacimento entra ed esci di  persone
  che hanno meno diritti rispetto a questi ultimi.
   Allora visto che si sta disattendendo una legge del 2015, metto  a
  conoscenza   del  Governo  che  questo  è  un  provvedimento   che,
  sicuramente,   andrà   avanti  con  il   Consiglio   di   Giustizia
  amministrativa  ed  altro,  affinché  si  risolva   questo   annoso
  problema.

   CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente,  signor  Presidente  della  Regione,
  assessori  ed  onorevoli colleghi, desidero richiamare l'attenzione
  del  Governo  e,  quando parlo di Governo, ovviamente,  mi  rivolgo
  principalmente  al  Presidente Crocetta,  perché  il primo  dicembre,
  l'Assemblea  regionale  ha  approvato  all'unanimità,  col   parere
  favorevole  del  Governo,  una mozione  che  impegnava  il  Governo
  medesimo  a  rispettare  la legge, mi riferisco  alla  nuova  legge
  elettorale, nella parte in cui, nel caso - onorevole Picciolo -  di
  mancata approvazione del bilancio da parte degli enti locali,  allo
  scioglimento dei consigli comunali, andava di pari passo, così come
  voluto  dal  Governo  e  dalla maggioranza parlamentare,  anche  la
  decadenza del sindaco e degli assessori.
   Adesso  mi rivolgo a lei, Presidente Ardizzone, perché  se  il   1
  dicembre  questo Parlamento ha approvato all'unanimità una  mozione
  che stabiliva un percorso chiaro, secondo quello che era lo spirito
  della  legge,  collegato ai lavori parlamentari, in ragione  di  un
  emendamento,  presentato  responsabilmente  da  noi,   che   voleva
  l'applicazione  di  questo  passaggio  al  rinnovo   dei   consigli
  comunali,  emendamento bocciato col parere contrario del Governo  e
  della  maggioranza che, quindi, stabiliva che da subito, così avete
  deciso  - cara maggioranza che state in qualche modo rovinando  gli
  enti  locali  siciliani - che in caso di mancata  approvazione  del
  bilancio,  non  solo  quindi si sciogliessero  i  consigli,  ma  si
  determinava anche la decadenza dei sindaci e delle giunte.
   Ebbene,  il 3 dicembre, Presidente Ardizzone, due giorni dopo  che
  l'Aula si era determinata all'unanimità, il Presidente Crocetta  ha
  firmato il decreto di scioglimento dei soli consigli comunali.
   Siamo,  quindi, in una condizione di assoluta mancanza di rispetto
  del  dettato normativo, in primo luogo, e della volontà  reiterata,
  per la seconda volta, dall'Aula all'unanimità, con una mozione,  in
  secondo luogo.
   Presidente Ardizzone, credo che lei debba determinarsi e  che  non
  ci  sia  più  tempo per le incomprensioni, perché non è accettabile
  che, com'è accaduto qualche giorno fa, qualche assessore ci spieghi
  che  l'interpretazione autentica di una norma può essere fatta solo
  dalla Magistratura e, nel caso che ci riguarda, dal CGA.
   L'interpretazione autentica è chiara e lampante, l'ha già fatta il
  Parlamento   presentando   ed  approvando   un'ulteriore   mozione,
  qualsiasi ulteriore dilazione, al di là del fatto che i consiglieri
  comunali di San Piero Patti hanno già presentato un esposto, e sono
  in   attesa  di  adire  l'autorità  giudiziaria  penale,  qualsiasi
  ulteriore  dilazione non è attaccabile, intanto, sotto  il  profilo
  politico e, soprattutto, istituzionale.
   Ed   allora,   rispetto   a   questo,  Presidente   Ardizzone,   è
  insopportabile, intanto che il Presidente Crocetta  non  ascolti  i
  parlamentari, forse perché i ragionamenti non gli convengono. Però,
  l'assessore  Micciché mi sentirà quando parleremo di precari,  così
  come  lo  stesso Presidente Crocetta, perché entreremo  nel  merito
  delle  questioni e dell'inutilità degli atti posti in essere  dagli
  assessori e dal Presidente di questo Governo.
   Ma  quello  che è più grave, è che due giorni dopo la mozione,  il
  Governo agisce in dispregio del dettato parlamentare. Io le  chiedo
  formalmente,   Presidente  Ardizzone,  di  adottare  un   indirizzo
  politico e di richiamare formalmente il Presidente della Regione  e
  il  Governo  al  rispetto  delle norme  e  delle  indicazioni  che,
  attraverso una mozione votata all'unanimità, sono state affidate al
  Governo medesimo
   Presidente, mi attendo da lei una parola in merito.

   CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  Presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  giusto  per  chiarire la  vicenda  posta  dall'onorevole
  Cordaro.
   Noi  abbiamo chiesto una interpretazione della legge al  Consiglio
  di  Giustizia  Amministrativa,  che  ha  sancito  che  la  norma  è
  inapplicabile per i sindaci che si sono insediati dopo la legge. Ci
  sono sentenze della Corte Costituzionale, della Corte di Cassazione
  che  dicono  che  il  Parlamento  può  fare  nuove  norme,  ma  non
  interpretare le norme

   DI  MAURO  Non può dire i sindaci nominati prima, e  non  dopo  la
  legge

   CROCETTA,  Presidente della Regione. Allora non ci  siamo  capiti
  L'interpretazione del CGA.

   DI MAURO. Lei dice questo, perché non è possibile .

   CROCETTA,  Presidente della Regione. Guardi, onorevole  Di  Mauro,
  cioè  che  è  reale è razionale  Si prenda la sentenza  e  dopo  ne
  parliamo,  non è che qua stiamo parlando di opinioni. Anche  perché
  qualche  sindaco di questi, se andasse a casa, a me proprio  non  è
  che dispiacerebbe, per essere molto chiari.
   Però,  per  essere  chiari, in questo caso l'abuso  di  potere  lo
  commetterei  io. E' troppo bello fare la politica, però  quando  si
  compiono  gli  atti,  si  compiono atti amministrativi  che  hanno,
  anche, delle conseguenze, si deve fare attenzione
   La  Magistratura,  il  Consiglio di Giustizia  Amministrativa,  ha
  detto  che la norma non è applicabile per quei comuni in cui  si  è
  votato  prima della norma. Ho avuto un colloquio con il  Presidente
  del  Consiglio di Giustizia Amministrativa, e ho posto recentemente
  la  questione della mozione dell'Aula, che intendo sottoporre anche
  formalmente   per   vedere  se,  alla  luce  della  interpretazione
  autentica, si possa operare in tal senso.

   CORDARO. L'avete fatto voi

   CROCETTA,  Presidente  della  Regione.  Però,  capite  bene   che,
  dichiarare  la  decadenza dei sindaci in atto,  sulla  base  di  un
  giudizio,  il  Consiglio di Giustizia Amministrativa  sottopone  il
  Governo anche di fronte a reati.

   CORDARO. E' al contrario, Presidente, è al contrario

   CROCETTA,  Presidente della Regione. E va bene, pensateci  voi,  e
  noi  diremo: c'è la mozione dell'Assemblea e c'è la decisione della
  Magistratura. Se la vogliamo risolvere con calma, può darsi che  la
  risolviamo.  In  atto  io  non  vedo soluzione  rispetto  a  questa
  interpretazione che mi viene data dalla Magistratura.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, io credo che su  questa  vicenda,
  magari  per  fare  chiarezza, nel mese di gennaio in  qualche  modo
  bisogna  ritornare con un dibattito. Comunque io devo dire  che  le
  interpretazioni  autentiche  le fa  solo  il  Parlamento,  però  la
  questione  è  complessa, e ritorneremo su questo tema quanto  prima
  per fare chiarezza, che si pronunci il Parlamento stesso.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Forzese ha  chiesto  congedo
  per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

   ria di autonomie locali e per la stabilizzazione di personale preca-
   rio. (n. 1278/A)
   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Seguito  della  discussione del disegno di legge «Disposizioni  in
  materia  di autonomie locali e per la stabilizzazione del personale
  precario» (n. 1278/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione dei disegni di legge.
   Si  passa  alla discussione del disegno di legge «Disposizioni  in
  materia  di autonomie locali e per la stabilizzazione del personale
  precario» (n. 1278/A), posto al numero 1).
   Invito   i   componenti  la  I  Commissione   a   prendere   posto
  nell'apposito banco.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, stiamo  discutendo
  in  Aula del disegno di legge che riguarda il precariato siciliano,
  è  un  disegno  di  legge molto importante, che noi  cercheremo  di
  portare  a termine, perché riguarda tantissimi lavoratori che  oggi
  aiutano e sostengono le pubbliche amministrazioni.
   Mi  viene spontaneo, caro Presidente, parlare in questo momento di
  un  precariato che è quasi dimenticato, che riguarda gli operatori,
  i lavoratori del consorzio di bonifica numero 8 di Ragusa, che sono
  in  assemblea  permanente ormai da quindici giorni,  perché  questi
  operai non percepiscono lo stipendio da quasi sei mesi.
   Abbiamo  più  volte  incontrato i lavoratori,  abbiamo  incontrato
  l'assessore   all'agricoltura,  abbiamo  avuto  delle   parole   di
  sostegno,  di  aiuto,  tuttavia, non siamo riusciti  a  trovare  la
  soluzione al caso, perché è chiaro che per le famiglie che  da  sei
  mesi a questa parte non percepiscono stipendio, la storia è un  po'
  triste, ed è una storia quasi irraccontabile in questa Sicilia.
   Stiamo vivendo un momento particolare, dal momento in cui noi oggi
  organizziamo  e  trattiamo l'argomento precariato, io  non  capisco
  perché,  assessore  Baccei mi rivolgo  a  lei,  non  si  trovi  una
  soluzione per questi operatori del consorzio di bonifica di Ragusa,
  che  da  otto  mesi circa non prendono lo stipendio. Le  chiedo  un
  intervento  ufficiale,  rapido,  anche  in  corso  di   lavori   di
  quest'Aula, per la stabilizzazione dei precari, perché anche questi
  lavoratori  sono  soggetti precari, sono soggetti che  lavorano  al
  servizio  dell'agricoltura, ed è gente  che  opera  quotidianamente
  proprio  per aiutare l'agricoltura, che in questo momento  vive  un
  momento  di  grande  crisi, e quindi c'è  bisogno  di  aiutare  gli
  agricoltori, ma c'è bisogno anche di aiutare queste persone.
   Tra  l'altro  c'è una questione molto particolare,  perché  taluni
  soggetti  di  questo  consorzio  hanno  avuto  riconosciute   delle
  sentenze  che  definiscono  un  passaggio  a  tempo  indeterminato,
  passaggio  che a tutt'oggi non è stato definito, e questi  soggetti
  non  rientrano  nell'organizzazione  lavorativa  del  consorzio,  e
  restano in un limbo.
   Questo   significa   che  loro  hanno  organizzato   dei   decreti
  ingiuntivi,  e  quando lei trasferisce delle  somme  presso  questo
  consorzio, chiaramente una parte di queste somme vengono  assorbite
  dai  decreti  ingiuntivi,  ecco perché secondo  me  bisogna  subito
  chiarire questa questione, aiutare coloro che in questo momento non
  prendono  lo  stipendio,  e  chiarire  in  modo  definitivo  queste
  sentenze,  perché  saranno  uno  stillicidio  continuo   che   farà
  dimagrire in modo sostanziale il bilancio del consorzio di bonifico
  8 di Ragusa.
   Caro  assessore Baccei, mi scusi, Presidente Crocetta,  mi  scusi,
  Presidente,  è  un appello che sto facendo anche a lei,  in  questa
  Sicilia  ci  sono  solo questi operai che non  hanno  percepito  lo
  stipendio.  Vogliamo  trovare una soluzione all'interno  di  questa
  legge  che  stiamo  votando per aiutare anche loro?  Noi,  deputati
  iblei,  abbiamo sottoscritto un emendamento, quasi tutti i deputati
  di  questa Provincia, per sostenere un aiuto per questi lavoratori.
  Grazie Presidente Ardizzone.

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  GIOVANNI.  Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  il  mio
  intervento  non  è sull'articolo, glielo avevo chiesto  sull'ordine
  dei  lavori,  e  chiedo  anche  la sua collaborazione.  Presidente,
  studiando  l'atto che noi dobbiamo votare, avevo chiesto  il  tempo
  necessario ad approfondire, però con la collaborazione  sua  e  del
  Governo,  assessore Baccei, vorrei capire, nel  documento  c'è  una
  tabella  che  va  a  mettere dei numeri che  chiaramente  sono  del
  personale a tempo determinato (SORIS, Protezione Civile,  Ex  ARRA,
  PAIT, e così via).
   Presidente  Ardizzone non c'è un documento, i  suoi  Uffici  hanno
  fatto  l'impossibile, abbiamo fatto cinque telefonate all'assessore
  alla  funzione  pubblica,  al  capo della  Protezione  Civile,  non
  riusciamo  ad  avere la documentazione relativa al reclutamento  di
  questo personale.
   E'  possibile tramite il suo ufficio, essendo presente l'assessore
  Baccei,  vedere ad esempio come sono stati assunti 250 persone  che
  si  trovano  alla  Protezione Civile? E' un segreto  di  Stato?  E'
  possibile avere io cognizione a chi sto andando a dare la  proroga?
  Se  è  una cosa fuori dalla norma, allora chiedo scusa e mi vado  a
  sedere.  Se  il  Presidente dell'Assemblea  ritiene  opportuno  che
  questa  documentazione debba essere posta all'Assemblea  per  poter
  andare  a  fare  un  esame.  Lo sa che ci  ha  il  direttore  della
  Protezione  Civile? "Ma io ne ho più di 250 persone", e  allora  di
  quale personale stiamo parlando, chi sono queste 250 persone?
   Grazie Presidente, se mi aiuta. Se non mi aiuta, peggio di prima.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor  Presidente, Presidente  della  Regione,  Governo,
  onorevoli colleghi. Allora, io ho esaminato attentamente  il  testo
  degli  emendamenti e non ritrovo fra gli emendamenti un emendamento
  che  ho  presentato in Commissione Bilancio. Mi si dice che  questo
  emendamento, ricordo che si tratta semplicemente della proroga  del
  personale  delle aziende sanitarie provinciali, proprio  quelli  di
  cui al decreto legislativo 222 del 2015.
   Questo emendamento, in sede di assestamento di bilancio, era stato
  esitato  favorevolmente dalla Commissione Sanità. In sede, ora,  di
  esercizio  provvisorio, è stata interessata solo la I  Commissione,
  che  lo  ha dichiarato inammissibile. Non è stato più presentato  e
  quindi non discusso dalla Commissione Bilancio, non è stato in Aula
  riproposto   l'emendamento   dichiarato   inammissibile   dalla   I
  Commissione, ma un altro emendamento.
   A  me dispiace essere polemica, ed essere polemica soprattutto con
  la  Presidenza, però se il Regolamento vale, Presidente,  vale  per
  tutti.  Ricordiamo a tutti che non più di un mese fa,  in  sede  di
  assestamento di bilancio, sono state riproposte in Aula  norme  che
  erano   state   bocciate.  Mi  riferisco  all'Iva  fantomatica   di
  Trenitalia,  che  ancora  continuiamo a pagare,  mentre  Trenitalia
  taglia,   e   mi   riferisco   a   MT   di   Catania,   all'azienda
  municipalizzata,  bocciata in Aula e l'indomani mattina  riproposta
  sotto un'altra formula.
   Qui  non  difendo  interessi di parte, ma se c'è  un  richiamo  al
  Regolamento  vale per tutti, e siccome questo emendamento  riguarda
  una  categoria di soggetti che assicurano un servizio,  che  è  per
  legge  demandato,  perché  la  Regione  Sicilia  ha  accettato   il
  trasferimento,   seppur   in  ritardo,  di   funzioni   che   prima
  appartenevano  proprio  al  Ministero  dell'Interno  e  a  febbraio
  scadono  i contratti, desidero sapere come e chi continuerà  questo
  servizio.
   E  non è possibile che ogni volta che la sottoscritta presenta  un
  emendamento  vige la rigidità di un regolamento, quando  invece  la
  Presidenza,  in  altre  occasioni, e possiamo  prendere  i  verbali
  dell'assestamento di bilancio, si è comportata in maniera  diversa.
  Quando  il giorno prima avevamo bocciato tutti gli emendamenti,  la
  mattina  successiva  arrivano  sotto  altra  forma,  sotto  mentite
  spoglie, e sono state presentate e accettate.
   Pertanto,  chiedo  alla  Presidenza di riammettere  l'emendamento,
  perché era stato esitato favorevolmente dalla Commissione di merito
  che era la Commissione Sanità, o altrimenti chieda alla Commissione
  Sanità   di  riunirsi  e  di  esprimere  parere  e  di  riammettere
  l'emendamento   perché   è  corretto,  è   correttezza,   è   etica
  istituzionale.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Grasso,  lei  mi  ha  sentito   dichiarare
  l'inammissibilità di qualche emendamento?

   GRASSO. Questo non c'è

   PRESIDENTE.  Onorevole Grasso, non ho capito,  lei  ha  fatto  una
  filippica contro questa Presidenza, in questo momento sto prendendo
  cognizione degli emendamenti.

   GRASSO. Non c'è

   PRESIDENTE.  E quindi, di che cosa sta parlando, lei  richiama  il
  Regolamento.

   GRASSO. Non c'è nel testo, signor Presidente.

   PRESIDENTE.  Allora  lei questo tipo di ragionamento  non  lo  può
  assolutamente fare.
   Adesso  calma  tutti  perché in questo  momento  stiamo  prendendo
  cognizione degli emendamenti.
   Sospendo la seduta per cinque minuti per approfondire la questione
  degli emendamenti.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.23, è ripresa alle ore 17.27)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.    Si    passa   all'emendamento   soppressivo    1.11
  dell'onorevole Greco.

   GRECO GIOVANNI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si palla all'emendamento soppressivo 1.12 dell'onorevole Greco.

   GRECO GIOVANNI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 1.28 dell'onorevole Falcone.

   FALCONE. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi credo  che  l'aver
  fatto  questa previsione ridotta è come se il Governo  dicesse  una
  cosa smentendo le proprie affermazioni precedenti. In che senso?
   Il Governo ha sempre detto che il bilancio poteva essere fatto, in
  quanto era chiuso in equilibrio, cioè i saldi erano positivi tra le
  entrate  e le uscite. Se ciò è vero, oggi, non riesco a comprendere
  perché il Governo ha previsto una somma di gran lunga inferiore per
  gli enti locali. Che già sono in enorme difficoltà, 212 milioni  di
  euro  a  fronte dei 341 e 600 dell'anno precedente, mi  sembra  una
  somma  assolutamente incongrua rispetto alle grandi  emergenze  che
  aumentano da parte dei comuni.
   Il  mio emendamento vuole richiamare l'attenzione per una risposta
  del  Governo che, nel caso in cui non volesse intervenire in questa
  fase, deve prendere un impegno chiaro, perché in fase di disegno di
  legge  di  bilancio  e  di finanziaria, possa  essere  ripristinata
  l'intera  postazione di bilancio a favore dei comuni della Sicilia,
  che già si trovano in condizione di grande difficoltà.
   Noi  non  possiamo  consentire che ulteriormente li  penalizziamo,
  perché delle due, l'una: o i soldi ci sono per tutti, o non è  vero
  che il bilancio riesce ad avere le coperture sia in entrata che per
  le  spese in uscita. Vorremmo una spiegazione in tal senso da parte
  dell'Assessore Baccei

   PRESIDENTE.  Se  l'Assessore Baccei, nel rispondere  all'onorevole
  Falcone, può dare un orientamento sul parere, fa cosa gradita.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  il disegno di legge dei precari interviene sul  bilancio
  in  essere e non sul nuovo bilancio, che peraltro vedremo dopo  non
  avrà ancora la manovra finanziaria; per cui, nel bilancio in essere
  non  erano  previsti 340 milioni di euro in quanto  ancora  non  si
  teneva   conto  dell'accordo  con  lo  Stato,  nel  nuovo  bilancio
  integrato  con  la  manovra  verrà ripristinata  la  somma  di  340
  milioni, ma non in quello in essere.
   Questo  è  il motivo per cui l'emendamento dell'onorevole Falcone,
  basandosi sull'attuale bilancio non ha copertura.

   FALCONE. Dichiaro di ritirare l'emendamento 1.28 e di trasformarlo
  in ordine del giorno.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                                Congedi

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che hanno chiesto congedo
  per la giornata odierna gli onorevoli Giuffrida e Musumeci.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                1278/A

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento 1.13, dell'onorevole  Greco
  Giovanni.

   GRECO GIOVANNI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 1.25, degli onorevoli Falcone ed altri.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CASCIO, presidente della Commissione. Contrario.

   SIRAGUSA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Ardizzone


        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 1.25

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  regolamento,   indico   la   votazione   per   scrutinio   nominale
  dell'emendamento 1.25.
   Chiarisco  il significato del voto chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  57
   Maggioranza         29
   Favorevoli          16
   Contrari            41

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 1.26, degli onorevoli Falcone ed altri.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CASCIO, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 1.27, degli onorevoli Falcone ed altri.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CASCIO, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 1.4, degli onorevoli Falcone ed altri.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CASCIO, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

   Gli  emendamenti  1.14, 1.15, 1.16, 1.17 e 1.18,  degli  onorevoli
  Greco Giovanni ed altri sono stati ritirati dall'onorevole Greco.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 1.8, degli onorevoli Falcone ed altri.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CASCIO, presidente della Commissione. Contrario.

   FALCONE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Ardizzone


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.8

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 1.8.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            73
   Votanti             72
   Maggioranza         37
   Favorevoli          27
   Contrari            45

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 1.19 è assorbito.
   Si passa all'emendamento 1.30, degli onorevoli Falcone ed altri.

   FALCONE. Chiedo di parlare per illustrarlo e lei non me ne  dà  la
  possibilità. Sta strozzando il dibattito

   PRESIDENTE.  Non  sto  strozzando  il  dibattito.  Il  Regolamento
  prevede  che si interviene una volta sull'articolo e su  tutti  gli
  emendamenti. Onorevole Falcone, è lei che sta impedendo il  normale
  dibattito in Aula perché interviene sempre inutilmente.
   Comunque, ha facoltà di parlare.

   FALCONE.  Signor  Presidente,  atteso  che  noi  non  ritengo  che
  possiamo  fare  precari di serie A e precari di serie  B,  è  stata
  tolta  una  norma  all'articolo 3 relativamente  ai  dopo-scuolisti
  perché  è  stato detto che non c'entrava - anche con il  Presidente
  Cascio ne abbiamo parlato poco fa - con la questione relativa  alle
  proroghe.
   Al  di là di ogni considerazione su questo intervento che ha fatto
  la  Commissione - che io spero e confido che in Aula venga corretto
  -  è  altrettanto  vero  però che è una contraddizione  che  noi  i
  precari  del Comune di Lipari, che dovrebbero essere pagati  con  i
  Fondi  delle politiche dell'Assessorato alle politiche sociali,  li
  inseriamo nella norma sugli enti locali.
   Ancorché  trattasi  di  emergenze e per cui  noi  diciamo  che  le
  emergenze  vanno tutte valutate, e ancorché diciamo,  malgrado  sia
  secondo  noi  l'articolo  ad  affrontare  le  emergenze  di  questi
  precari,  perché  non  si  capisce se è una  riserva  o  se  invece
  trattasi  di  un Fondo speciale, noi vorremmo chiedere al  Governo:
  come  mai  se l'anno scorso abbiamo dato 400 mila euro,  quest'anno
  quei 400 mila euro sono lievitati a 800 mila euro? Se il Governo ce
  lo spiega io ritiro l'emendamento.
   Perché noi non siamo contro nessuno però vogliamo chiarezza e  non
  vogliamo che ci siano figli e figliastri.

   PANARELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei ricordare
  ai  colleghi  e  in  particolare al  collega  Falcone,  che  questo
  intervento  scaturisce  dal  fatto  che  la  Regione,  al  fine  di
  consentire  che le isole Eolie diventassero patrimonio dell'UNESCO,
  e   quindi  con  i  riflessi  positivi  anche  sull'intera  Regione
  siciliana, determinò la chiusura forzosa della PUMEX.
   Nello   stesso  protocollo  siglato  con  la  Regione   siciliana,
  ovviamente,  fu inserita anche una clausola di salvaguardia  per  i
  lavoratori che furono licenziati.
   Vi risparmio tutto l'iter.
   La  Regione  siciliana è ancora a credito nei  confronti  di  quei
  lavoratori  che  sono rimasti - nel frattempo, per fortuna,  alcuni
  sono  andati in pensione - di una tutela occupazionale che  ancora,
  ripeto,  non  è  stata assicurata perché questi lavoratori  operano
  sulla  base  di un progetto del Comune di Lipari, finanziato  dalla
  Regione  siciliana, perché sarebbe stravagante che fosse  scaricata
  la  questione  sul  Comune di Lipari che  non  avrebbe  neanche  le
  risorse  per fare questo e non hanno, diciamo così, i benefici  dei
  lavoratori subordinati, cioè i contributi e così via dicendo.
   Il  contributo  viene  erogato sulla  base  di  una  comunicazione
  formale da parte del Comune di Lipari che certifica le risorse  che
  sono necessarie per attuare questo progetto.
   L'anno   scorso,  credo  che  ci  sia  stata  una  difficoltà   di
  comunicazione tra la Regione e il Comune di Lipari e credo che  con
  la  comunicazione di quest'anno si recupera il problema che si  era
  determinato l'anno scorso, tenuto conto che, essendo queste risorse
  destinate  al  progetto, non possono essere utilizzate diversamente
  dal Comune di Lipari.
   Quindi,  le  risorse  di  quest'anno servono  a  garantire  questi
  lavoratori  per  l'anno 2017, tenuto conto  del  fatto  che  l'anno
  scorso,  credo che siano state erogate risorse inferiori  a  quelle
  necessarie.
   Per  quanto riguarda l'ambito dal quale si determina l'erogazione,
  per  carità  Capisco, è giusta l'osservazione del collega  Falcone,
  ma  nel corso degli anni si è stabilito che doveva andare nel campo
  delle  riserve  del  Fondo  Autonomie Locali,  poi  si  potrà  pure
  cambiare, ma non credo che sia questa l'occasione per farlo,  siamo
  in  una  norma che prevede le risorse da assicurare ai  comuni  per
  l'anno a venire e, in questo ambito, si tutelano questi lavoratori.

   FALCONE. Dichiaro di ritirare l'emendamento 1.30

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Gli  emendamenti 1.20, 1.22 e 1.23, degli onorevoli Greco Giovanni
  ed altri sono stati ritirati dall'onorevole Greco.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 1.32, degli onorevoli Falcone ed altri.

   FALCONE. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 1.24, degli onorevoli Falcone ed altri.

   FALCONE. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, brevissimamente,
  trattasi dei comuni in dissesto per i quali abbiamo previsto l'anno
  scorso una copertura triennale di 800 mila euro.
   In  sede  di assestamento, quella copertura di 800 mila  euro  per
  l'anno  2016,  è  stata  incrementata con  le  economie  del  comma
  precedente,  che oggi, diciamo così, le economie della lettera  del
  comma 9 di questo articolo 1 era stato integrato ad 1 milione e 800
  mila euro.
   Siccome  dal comma 9 avremo sicuramente un milione di economie,  1
  milione  e 40 mila euro di economie, li andiamo a recuperare  dalle
  economie del comma 9 evidentemente dal Fondo perequativo di cui  al
  comma  1, quindi non ci vuole la copertura finanziaria, e comunque,
  assessore  Lantieri e assessore Baccei, per un articolo  che  copre
  per  il  triennio 2017 e 2018, perché l'anno 2016 era stato coperto
  per una cifra per cui si arriva a due milioni di euro.
   E'  un  emendamento  che riguarda i comuni in  dissesto  e  dà  un
  contributo  in ragione degli abitanti, cinque euro ad abitante  per
  ogni comune. Un comune di 10 mila abitanti, prende 50 mila euro, un
  comune  di  50  mila  abitanti  prenderà  250  mila  euro.  E'   un
  emendamento di buon senso.

   PRESIDENTE. E, allora, nel merito chiaro.
   Chiedo  che  l'assessore  Baccei  intervenga,  perché  se  dovesse
  rimanere così ci sarebbe da riformulare la copertura e, quindi,  se
  rimane così, è inammissibile.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  onorevole  Falcone, dopo  c'è  una  norma  che  è  stata
  introdotta ieri in II Commissione, che fra l'altro fa la fotografia
  per  i  comuni  in dissesto per ore al 31 dicembre 2014,  e  questo
  potrebbe  comportare un aggravio ed è previsto nella  stessa  norma
  che  quell'eventuale  aggravio vada  coperto  con  il  fondo  delle
  autonomie locali. Per cui, laddove dovessero mancare, ho due  fondi
  che  coprono,  il  fondo  dei precari ed il fondo  delle  autonomie
  locali,  altri fondi non ce ne sono. Già quella norma prevede  che,
  dove  ci sia necessità, soprattutto per i comuni in dissesto,  dove
  manchino  risorse sul fondo dei precari, si compensa con  il  fondo
  delle  autonomie  locali e, quindi, c'è questa compensazione  delle
  coperture.  Altre coperture non ce n'è, per cui io non ho  modo  di
  darle in altro modo se non nel modo che vediamo dopo.
   Di  fatto,  eventualmente, questo meccanismo, quello che  troviamo
  dopo,  dovrebbe  garantire la copertura. Se dovessero  mancare  dei
  fondi vediamo insieme di rifinanziarli, ma non penso perché è fatto
  in modo che il fondo autonomie locali compensi.

   FALCONE. Dichiaro di ritirare l'emendamento 1.24.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                              «Articolo 2
       Dotazioni organiche Città metropolitane e liberi consorzi
                               comunali

   1.  La  dotazione organica delle Città metropolitane e dei  liberi
  Consorzi comunali è stabilita, a decorrere dalla data di entrata in
  vigore  della presente legge, in misura corrispondente  alla  spesa
  del personale di ruolo al 31 dicembre 2015 ridotta complessivamente
  del  15  per  cento.  Per le unità soprannumerarie  si  applica  la
  disciplina di cui al comma successivo.

   2.  Entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore  della
  presente  legge, è individuato secondo modalità e criteri  definiti
  nell'ambito delle procedure e degli osservatori di cui  alla  legge
  regionale   4  agosto  2015,  n.  15,  e  successive  modifiche   e
  integrazioni, il personale che rimane assegnato agli enti di cui al
  comma  precedente e quello da destinare alle procedure di mobilità,
  nel rispetto delle forme di partecipazione sindacale previste dalla
  normativa  vigente, secondo le procedure previste  dall'articolo  1
  commi  423  e  424  della legge 23 dicembre 2014, n.  190,  nonché,
  previo  accordo con lo Stato, ai sensi dell'articolo  1  comma  425
  della legge 23 dicembre 2014, n. 190».

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intendo rivolgermi
  al  Presidente  della Regione che, certamente, come fa  sempre,  mi
  ascolterà perché, con un comunicato stampa del 16 dicembre  scorso,
  il  Presidente  Crocetta  aveva annunciato  di  avere  reperito  35
  milioni di euro, immediatamente disponibili, per garantire  6  mesi
  di  occupazione agli ex sportellisti da tre anni in attesa  di  una
  soluzione  e  nello  stesso  comunicato  -  me  lo  sono   portato,
  Presidente  Crocetta, non si sa mai - sempre  il  Presidente  della
  Regione  assicurava  la  copertura per ulteriori  18  mesi  con  90
  milioni di euro del Fondo sociale europeo.
   Tutti  sappiamo  che la legge n. 8/2016, la legge finanziaria,  ha
  previsto  l'istituzione dell'elenco unico ad esaurimento  degli  ex
  sportellisti,  confermando l'essenzialità del ruolo nell'erogazione
  dei servizi per quanto riguarda questa categoria.
   Ebbene,  qualche giorno fa è venuta fuori la delibera di Giunta  -
  mi  rivolgo  al  Parlamento perché è davvero una cosa  che  bisogna
  attenzionare  in  un  momento storico,  economico,  ma  soprattutto
  sociale  come questo - con la quale si smentisce tutto il costrutto
  che aveva ridato fiato e speranze a questa platea e si allungano di
  tanto  i tempi perché si fa riferimento al POFSE per il reperimento
  delle risorse.
   La prima domanda, che io le pongo, Presidente Crocetta è: che fine
  hanno  fatto  i 35 milioni e perché questo cambio di  indirizzo  da
  parte  del Governo, dopo aver proclamato - ahimé, ancora una volta,
  solo proclamato - che la soluzione del problema era vicina?
   Ora,  Presidente, l'onorevole Marcello Greco, che  è  persona  dai
  modi   assolutamente  pacati,  qualche  giorno  fa,  l'ha  definito
   birichino .
   Io, che ho modi pacati come quelli dell'onorevole Greco, ma faccio
  l'opposizione,  seppur in maniera responsabile, non vorrei  gridare
   vergogna   ancora una volta e, per questa ragione, ho  predisposto
  un  ordine  del giorno che, in buona sostanza, impegna  il  Governo
  della  Regione a confermare l'attuazione del progetto  con  la  sua
  dotazione finanziaria originaria al fine di garantire l'occupazione
  biennale di tutti i lavoratori degli ex sportelli multifunzionali.
   Ho  chiesto al Presidente Marcello Greco di firmarlo ed egli  l'ha
  firmato.  E'  un  ordine  del giorno di  assoluta  sostanza,  senza
  fronzoli  che  mettiamo  a disposizione dell'Aula  e  chiediamo  ai
  deputati di firmare. Fermo restando, Presidente Crocetta,  che  gli
  ordini  del giorno, come le mozioni, lo dica ai suoi assessori  che
  ogni  tanto  si  confondono,  sono  atti  del  Parlamento  e  vanno
  rispettati.

   GRECO MARCELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  MARCELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente
  Crocetta,  Governo,  volevo chiarire alcuni punti.  Fermo  restando
  l'intervento del collega Cordaro, al quale io mi riporto  anche,  i
  punti sono fondamentalmente questi.
   Nel  comunicato stampa ed anche nell'incontro che lei,  Presidente
  Crocetta, ha fatto con il partito, con Sicilia, lei aveva detto, in
  maniera  chiara  e puntuale, che per gli sportelli  multifunzionali
  c'erano  125  milioni di euro: 35 milioni di euro da trovare  cash,
  direttamente nelle casse della Regione, già in cassa, e 90  milioni
  di euro erano da trovare con i Fondi sociali europei.
   Bene,   tutto  questo,  però,  signor  Presidente,  non  è   stato
  realizzato.  Mi  si dirà: ma nei 90 milioni di euro previsti,  sono
  inseriti 14, 24 e 7 esattamente, 31 milioni di euro circa che fanno
  parte  però  dei Fondi Sociali Europei, quindi, in  ogni  caso,  ne
  mancano 35 all'appello.
   Ed  allora, signor Presidente, in effetti, il progetto che  doveva
  partire  immediatamente, che doveva prevedere due anni, per  quanto
  riguarda  gli  sportelli  multifunzionali  e,  quindi,  iniziare  a
  gennaio,  così  come  indicato  e come  detto,  in  realtà,  questo
  progetto  partirà  non prima di maggio/giugno,  perché  sono  Fondi
  sociali  europei e, quindi, sono circa 8, 9 progetti da realizzare,
  da  porre  in  essere e dove, sicuramente, non entreranno  tutti  i
  1.500 sportelli multifunzionali, ma soltanto una parte di questi.
   L'invito che il sottoscritto, tra l'altro, ancora riportato da una
  legge,  che questo Parlamento non ha ancora approvato, è quello  di
  chiederle in maniera ufficiale, di poter rispettare quegli  impegni
  che  lei  aveva  assunto,  esattamente  il  16  dicembre,  con   un
  comunicato stampa, che poi non sono stati mantenuti.
   In  realtà,  quello che si chiede e che l'assessore  Baccei  e  la
  S.V.,  possa  trovare questi 35 milioni di euro  per  fare  partire
  immediatamente  gli sportelli multifunzionali che diversamente  non
  partirebbero. Partirebbero esattamente fra sei mesi,  cinque  mesi,
  con  un  danno  enorme per questa categoria che,  sicuramente  poi,
  parlando  di precariato, è una categoria bistrattata, distrutta  da
  quattro  anni di disoccupazione in cui non percepiscono  una  lira.
  Altro  che  salvare  i  precari  Salviamoli  tutti  i  precari  ma,
  certamente, in particolare gli sportelli multifunzionali.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi  non  c'è di peggio quando la politica vuole  entrare  nel
  dettaglio degli atti amministrativi. Non c'è di peggio
   Noi confermiamo due progetti: uno di 85 milioni e l'atro di 35. La
  delibera  di  Giunta del 23 dicembre ha fatto riferimento  agli  85
  milioni  per  il semplice motivo che si tratta di atti della  nuova
  programmazione.  I  35 milioni sono fra le economie  della  vecchia
  programmazione e non c'era bisogno, assolutamente, di  fare  l'atto
  di  Giunta  perché  sono impegnati già con determine  dirigenziali,
  fatte  dal  dirigente dell'assessorato al Lavoro  e  dal  dirigente
  dell'assessorato  all'Economia. Se  volete,  ve  la  facciamo  pure
  quest'altra  delibera   Vi assicuro che sono  120  milioni.  Quindi
  birichino  c'è  lei, onorevole Greco e bugiardo c'è lei,  onorevole
  Cordaro.

   GRECO  MARCELLO.  Io  voglio essere birichino,  ma  lei  facci  la
  delibera di giunta

   PRESIDENTE. Birichino non è un'offesa.
   Intanto,  questo dibattito è servito a chiarire  che  i  soldi  ci
  sono.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio intervenire
  sulla vicenda.
   Presidente  Crocetta,  ascolti, non  si  arrabbi,  non  si  faccia
  prendere dal panico, non si faccia soprattutto provocare. Faccia  i
  fatti.
   Quando,  alcuni  mesi  fa,  in quest'Aula  ho  portato  avanti  la
  battaglia,   contro  il  parere  di  tutti,  per   recuperare   gli
  sportellisti,   sono  stato  spesso  deriso  e  ostacolato   perché
  affermavo l'esigenza di porre rimedio ad una vicenda complessa  che
  riguardava  oltre  1.500  persone  che  erano  state  mandate  allo
  sbaraglio  e  buttate  per strada, nonostante  fossero  gli  unici,
  Presidente  Ardizzone,  che godevano di  una  legge  regionale  con
  finanziamenti regionali.
   Una  legge  vecchia, una legge dei primi anni duemila,  duemilauno
  addirittura.  Mentre, altre categorie che sono subentrate  dopo,  e
  che magari non sono partiti direttamente con Fondi regionali ma con
  Fondi    extra-regionali    hanno   trovato    una    sistemazione,
  un'allocazione  idonea ed una certezza, anche, per il  loro  futuro
  proprio  questa categoria che, invece, doveva essere  più  tutelata
  era stata abbandonata.
   Abbiamo  fatto  una  norma,  in questo  Parlamento.  Quella  norma
  prevede,   al  di  là  dei  35  milioni  -  che  mi  auguro,   dopo
  l'affermazione del Presidente Crocetta, ci siano per davvero  -  al
  di  là  dei Fondi prelevati dal Fondo sociale europeo, la questione
  di  fondo è una e semplice: quella legge prevede che possono essere
  attivati  progetti sia in APL e sia, soprattutto,  con  società  in
  house della Regione.
   La  differenza non è da poco, perché attivare progetti con società
  in  house  significa, per questa categoria, avere  la  certezza  di
  ricevere lo stipendio a fine mese  Attivare procedure in APL,  cioè
  con  gli enti di formazione, significa invece essere pagati a  fine
  progetto  e  non sempre ciò avviene; siccome la norma è chiara,  io
  inviterei  il  Governo, nella preparazione dei progetti,  a  tenere
  conto  di  quanto  prevede la norma, si attivano  intanto  ciò  che
  prevede  la legge per quanto riguarda il progetto in house per  gli
  sportellisti, se poi si vogliono attivare anche progetti in APL, lo
  si faccia con le risorse del fondo sociale europeo.

   PRESIDENTE. Si passa all'esame degli emendamenti.
   Gli  emendamenti 2.3 e 2.4, a firma degli onorevoli Greco Giovanni
  ed altri, sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 2.6 a firma degli onorevoli Falcone  ed
  altri:   Al  comma 1 le parole  ridotta' fino a  comma  successivo'
  sono soppresse .

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, il  ragionamento
  che  faccio  è il seguente:  nel momento in cui noi cristallizziamo
  la  dotazione organica delle province al 31/12/2015 di fatto stiamo
  bloccando  ogni possibile nuovo ingresso nelle stesse ex  province;
  ma  se  noi  a questa dotazione organica, cristallizzata  a  quella
  data,  creiamo un'ulteriore riduzione del15 per cento,  immaginando
  che  questo  15  per  cento di esubero debba essere  poi  posto  in
  mobilità, noi di fatto rischiamo di creare uno scompiglio in  tutti
  questi   enti  sovracomunali,  che  comunque,  secondo   la   nuova
  riformulazione e secondo anche la riforma costituzionale naufragata
  ritornano  in  auge,  io ritengo che noi oggi dovremo  innanzitutto
  approvare  la norma, escludendo quel 15 per cento ed evitando  che,
  eventualmente, quel 15 per cento di esubero debba essere  posto  in
  mobilità, creando delle fibrillazioni all'interno di questi enti di
  area  vasta.  Lo chiedo al Governo e chiedo che su questo  articolo
  per  cui  preannuncio eventualmente chiederemo anche  il  voto  per
  appello nominale, ci sia  un parere favorevole.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore  per l'economia. Signor Presidente,  in  realtà
  questo  è un emendamento che consente, in qualche modo, la  proroga
  di  due  anni dei precari, così come disposto da questo disegno  di
  legge.  Vero è che la riforma costituzionale non è passata  -  come
  sappiamo - con un referendum, ma altrettanto vero è che le province
  sono  in  una  gravissima crisi finanziaria,  per  cui  questo,  in
  qualche modo, oltre che garantire la proroga di due anni dà modo di
  cominciare a risolvere i problemi delle province.
   Teniamo conto che nello stesso disegno di legge, innanzitutto,  la
  mobilità  non  è  solo verso gli enti locali, ma è anche  verso  le
  amministrazioni statali, per cui i dipendenti potrebbero andare  ad
  occupare,  così  come  è  avvenuto nel  resto  d'Italia,  posizioni
  libere,  sempre  ovviamente sul territorio  siciliano,  nei  limiti
  della mobilità, disponibili presso le amministrazioni statali.  Per
  cui, successivamente nel disegno di legge c'è un articolo, che è un
  po'  il  cuore  del  disegno  di  legge,  che  allarga  le  risorse
  occupazionali  degli  enti  locali  fino  ai  limiti  della  pianta
  organica,  per  cui  di fatto questi posti che i  lavoratori  delle
  province  potrebbero andare ad occupare presso  le  amministrazioni
  comunali, sono più che recuperati dall'articolo successivo, per cui
  non  andrebbero  ad  inficiare  la possibilità  di  stabilizzare  i
  precari degli enti locali.
   Pertanto,  io  vedo  solo effetti positivi di  questo  articolo  e
  nessun  effetto  negativo.  Per  cui,  il  Governo  esprime  parere
  contrario all'emendamento proposto dall'onorevole Falcone.

   CASCIO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO,   presidente   della   Commissione.   Signor   Presidente,
  l'emendamento  2.6 è propedeutico - come ha detto l'Assessore  -  a
  tutto  il disegno di legge, perché su questa riduzione del  15  per
  cento del personale per i liberi consorzi, in Commissione è nato un
  equivoco, se vi erano province in cui era un esubero di personale e
  province invece che erano sottostimate come personale.
   Noi  abbiamo  messo, alla fine, calcolo complessivo per  tutta  la
  Regione siciliana, per quanto riguarda il personale delle province,
  proprio  per  chiarire  questo  aspetto.  Però,  questo  aspetto  è
  propedeutico all'impianto di legge.
   Perché  è  propedeutico? Intanto, perché permette, permetteva,  la
  proroga  di due anni. Noi abbiamo fatto questo disegno di legge,  e
  questo  disegno  di  legge che, anche se ha visto  la  luce  il  22
  dicembre,  di  fatto ha una gestazione più antica,  parlava  ancora
  della  Legge  Delrio,  parlava  di  liberi  consorzi,  parlava   di
  province,  parlava  di queste cose ed era l'atto  propedeutico  per
  fare  la proroga. Quindi, la riduzione del 15 per cento, che è solo
  siciliana,  mentre per il resto d'Italia era del 50  per  cento,  è
  stato  il  primo passo per dare avvio all'articolo 3,  all'articolo
  successivo, che è quello della stabilizzazione dei precari.
   Naturalmente,   sarà  il  Governo  a  dire  se,  passando   questo
  emendamento,  si  stravolge,  che ha  effetti  sull'impianto  della
  legge.  Per come ci era stata proposta a noi dal Governo  l'effetto
  c'è,  se  passa  questa  norma manca quel  presupposto  per  andare
  avanti.

    MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  GIUSEPPE. Signor Presidente, io non so se ha  ragione  il
  presidente Cascio; so per certo che ha detto la verità,  perché  il
  Governo  questo ci ha detto in Commissione, e ce lo ha detto  anche
  il  dirigente  generale, il dottore Morale. Ora, io  confrontandomi
  con  i  colleghi  mi  dicono  che è una vera  e  propria  forzatura
  prevedere questo 15 per cento complessivamente.
   Assessore,  in tutta onestà intellettuale, lei sa che  io  non  ho
  voluto  ostacolare  il  disegno  di legge  in  Commissione,  perché
  siccome  c'è  sempre quest'aria di terrorismo, dietro i  fallimenti
  del Governo si cercano colpevoli in altre sedi, io ho detto  che il
  dibattito si sposterà in Aula.
   Perché  sentendo il Presidente della Regione affermare più di  una
  volta che la mancata previsione di questo benedetto o maledetto  15
  per  cento fa saltare tutta la legge, quindi la stabilizzazione dei
  precari ci ha detto il Presidente della Regione, e questo ce lo  ha
  confermato  anche  il  dottore  Morale  -  se  dico  cose  distorte
  assessore  Lantieri, assessore Baccei, potete anche  smentirmi,  ma
  difficilmente posso essere smentito su questa cosa -  certamente  è
  una  forzatura, Assessore, perché la personale opinione nostra, dei
  suoi amici di Forza Italia, è che si poteva cristallizzare tutto al
  31 dicembre e poi via via ad esaurimento la spesa non comprimibile,
  comunque nel tempo si sarebbe inevitabilmente ridotta.
   Questo   non   è   un   principio   smentibile   ma   una   teoria
  ragionieristica,  contabile, ineccepibile. Se si  cristallizza  una
  fase,  via  via ci sono i pensionamenti, la spesa non comprimibile,
  cioè  gli  stipendi,  via via si riducono. Quindi,  forse,  avremmo
  allungato  di  poco, di qualche anno, di un anno, di due  anni,  il
  processo,  ma il risultato finale sarebbe stato quello:  la  stessa
  cosa.
   Quindi,  secondo  me non salta un bel niente  E  quante  volte  ci
  avete  detto: "se non passa questo, salta tutto", poi ve  l'abbiamo
  bocciato,  altre  volte ce lo avete riproposto  in  salse  diverse,
  altre volte non è successo un bel niente.
   La  verità  è una, assessore Baccei, siamo di fronte ad un  fatto:
  questi  accordi tanto strombazzati in Commissione Bilancio  non  ci
  sono  più;  sono  venute meno le cose che noi  dicevamo,  assessore
  Baccei.
   Ma  come  garantisce il Governo?  No, il Governo garantisce .  Non
  c'è  più  nessuno, nessun interlocutore politico che può  garantire
  alla  Sicilia  le  promesse fatte. Ed allora, come  non  ricordare
  Assessore, lei ha ricordato una parte del processo che riguarda  le
  province,  ha dimenticato di evidenziare un fatto: siamo in  questo
  disastro bocciato dal popolo italiano e in particolar modo  dal  75
  per cento dei siciliani, hanno bocciato questa specie di riforma. E
  ne approfitto che rientra il nostro amico Presidente della Regione,
  per   dire  -  Presidente  me  lo  permetta,  anche  al  di   fuori
  dell'attinenza del dibattito - quanto è bello questo  spot  che  va
  per   ora  sulle  televisioni  siciliane  sul  patto  per  il  Sud,
  Presidente. Io lo guardo, l'ho guardato più di una volta e vedo che
  non  ci  crede  neanche lei perché si vede che  legge,  non  li  sa
  nemmeno  a  memoria,  si  vede nello spot: lei  legge,  non  guarda
  nemmeno la telecamera perché deve leggere tutte le cose che lei  ha
  scritto  e poi non sono vere  Perché ha parlato di tutta una  serie
  di cose, del paradiso terrestre, la vita eterna, amen, ma niente di
  tutto questo, Presidente.
   La  volevo rassicurare: ha letto bene, però non era uno spot fatto
  bene   Glielo  dico  perché  lei lo  sa  che  le  voglio  bene,  ma
  onestamente  eviti  di  dire le cose che ha  fatto  perché  non  ci
  crediamo più nessuno, non solo noi, ma anche le persone che  stanno
  all'esterno di questa sede parlamentare
   Il tema è, Presidente della Regione, che mi aspettavo da parte sua
  che  prendesse  la  parola all'inizio dei lavori  dando  atto  alle
  minoranze che lo hanno fatto uscire da questa palude, perché  senza
  il  nostro assenso, il nostro senso di responsabilità, lei oggi non
  avrebbe   trattato  niente,  un  bel  niente,  sotto   il   profilo
  procedurale  e  sotto il profilo politico  E lei  manca  sempre  in
  queste  cose. Lei richiama le minoranze solo quando è veramente  in
  difficoltà. Una volta che è uscito dal guado e la legge è  qua  lei
  se lo è dimenticato.
   Poteva  dire  alle minoranze:   vi do atto , perchè  se  si  fosse
  applicata la procedura sarebbe andato tutto a quel paese perché  ci
  avete  portato, come sempre all'ultimo minuto, mascherando i vostri
  disastri dietro i precari.

   ZITO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO.  Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,  intervengo
  dopo  aver  sentito  l'assessore Baccei perché  per  un  attimo  mi
  sembrava di rivedere il film  Pulp Fiction' quando interveniva Walf
  che  risolveva i problemi. Perché lui ad un certo punto dice:   Con
  questo  disegno  di legge cominciamo a risolvere i  problemi  delle
  province .
   Ma  forse l'assessore Baccei è un po' distratto perché nel 2017 le
  province  sono dei cadaveri, ecco perché poi interviene  Walf,  per
  risolvere  i  problemi.  Perché sono dei  cadaveri?  Perché  vorrei
  ricordare  la  situazione economica che abbiamo affrontato  di  tre
  province, quella di Siracusa, di Ragusa ed Enna, a cui è stato dato
  un  finanziamento  extra nell'ultima variazione di  bilancio  e  le
  altre  province  hanno utilizzato l'avanzo di  amministrazione  per
  poter chiudere l'anno.
   Quindi,  che  cosa  vuol  dire? Il prossimo  anno  ci  saranno  le
  province  di  Siracusa,  Ragusa ed Enna che  saranno  sempre  nelle
  stesse condizioni. Le altre sei province entreranno in piena  crisi
  economica   perché   non   avranno   neanche   più   l'avanzo    di
  amministrazione.
   Vorrei  ricordare, inoltre, che nel 2017 quello che è il  prelievo
  forzoso  aumenterà  di  circa  60  milioni  di  euro.  Quindi,   la
  condizione sarà ancora più grave di quella attuale.
   Quindi,  quando si comincia a dire che in questo disegno di  legge
  ci  sono  le  basi  per la stabilizzazione, quando l'anno  prossimo
  saranno  praticamente  tutti in dissesto, ma  di  che  cosa  stiamo
  parlando?  Stiamo dicendo falsità e le mettiamo pure per  iscritto.
  Questa  è  la  cosa più bella  E prendiamo pure in  giro  la  gente
  quando l'anno prossimo invece le province sono morte se non si va a
  parlare  con  lo Stato e dire di cominciare di evitare il  prelievo
  forzoso  che  tra parentesi avevamo presentato noi due  emendamenti
  alla  legge  sugli enti locali a luglio di quest'anno  a  firma  di
  Maria  Marzana,  perché per sospendere il prelievo forzoso  del  50
  per  cento e sospendere i mutui per un anno e mezzo in modo da dare
  il  tempo  alle  province di organizzarsi  con  un  accordo  Stato-
  Regioni per il trasferimento del personale verso i Ministeri, verso
  altri enti.
   Questa cosa non si è fatta perché tutti l'hanno bocciata a Roma  e
  poi  tutti cercano di farsi la bocca bella per salvare le province,
  quindi  le  condizioni  sono rimaste uguali.  Il  prelievo  forzoso
  aumenterà  e  la  situazione economica sarà ben  più  grave  e  noi
  diciamo   di   stabilizzare  i  precari?   Per   l'amor   di   Dio
  Stabilizziamoli,  ma  come? Con quali soldi?  Con  le  province  in
  dissesto? Questo è solo il libro dei sogni e continuiamo a  mentire
  e lo mettiamo per iscritto

   PRESIDENTE. Sull'emendamento 2.6 il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CASCIO SALVATORE, presidente della Commissione. Contrario.

   CANCELLERI.   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per   scrutinio
  nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Ardizzone


         Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 2.6

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata,  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'emendamento 2.6.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì prema  il  pulsante
  verde,  e vota quindi per la soppressione dell'articolo 1; chi  vota
  no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema il pulsante bianco.
    Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  61
   Maggioranza         31
   Favorevoli          20
   Contrari            40
   Astenuti             1
                           (Non è approvato)

   L'emendamento  2.2,  degli onorevoli Greco  Giovanni  ed  altri,  è
  ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione l'articolo 2. Chi è favorevole  resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                          (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                              «Articolo 3
          Disposizioni per la  stabilizzazione del  personale
                               precario

   1.  Al fine di realizzare il graduale superamento dell'utilizzo di
  personale  con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato,
  nei  limiti  del  proprio  fabbisogno  e  delle  disponibilità   di
  organico, fermo restando il rispetto degli obiettivi del saldo  non
  negativo,  in  termini di competenza, tra le  entrate  e  le  spese
  finali  e  le  norme di contenimento della spesa di  personale,  la
  Regione   e  i  comuni  possono  adottare  le  procedure   previste
  dall'articolo 4, commi 6 e 8, del decreto-legge 31 agosto 2013,  n.
  101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n.
  125,  con  priorità per le procedure di cui al comma 6, negli  anni
  2017   e   2018,   aggiungendo,  al  limite   finanziario   fissato
  dall'articolo  35,  comma 3-bis, del decreto legislativo  30  marzo
  2001,  n. 165, le risorse previste dall'articolo 9, comma  28,  del
  decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni,
  dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e successive modificazioni,  in
  misura  non superiore al loro ammontare medio relativo al  triennio
  anteriore  al 2016, a condizione che siano in grado di sostenere  a
  regime  la  relativa spesa di personale e che prevedano nei  propri
  bilanci  la contestuale e definitiva riduzione del valore di  spesa
  utilizzato per le assunzioni a tempo indeterminato dal tetto di cui
  al  predetto  articolo  9, comma 28 in ogni  caso,  senza  nuovi  o
  maggiori  oneri  a  carico  della finanza pubblica.  Le  assunzioni
  secondo  le  procedure di cui al presente comma sono  regolate  con
  contratto di lavoro a tempo indeterminato, anche parziale, che, per
  singola  unità lavorativa, in termini di costo complessivo annuo  e
  di   giornate   lavorative,  nonché  per   gli   aspetti   connessi
  all'inquadramento  giuridico  ed  economico,  è  uguale  a   quello
  relativo  al contratto a tempo determinato in essere al 31 dicembre
  2015.

   2.  Esclusivamente per le finalità e nel rispetto  dei  vincoli  e
  dei  termini  di  cui  al comma precedente,  il  valore  medio  del
  triennio anteriore al 2016 delle risorse dall'articolo 9, comma 28,
  del   decreto-legge  31  maggio  2010,  n.  78,   convertito,   con
  modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, per la  Regione,
  nonché  per  gli  enti territoriali compresi nel  territorio  della
  stessa,  può  essere  integrato a valere sulle risorse  finanziarie
  aggiuntive,  appositamente individuate  con  legge  regionale,  che
  assicurano  la  compatibilità dell'intervento con il raggiungimento
  degli obiettivi regionali di finanza pubblica. A tal fine gli  enti
  territoriali  calcolano il complesso delle spese per il  personale,
  ai  fini  del  rispetto delle disposizioni di cui  all'articolo  1,
  commi  557  e 562, della legge 27 dicembre 2006, n. 296,  al  netto
  dell'eventuale cofinanziamento erogato dalla Regione.

   3.  Fino  al termine del processo di superamento dell'utilizzo  di
  personale  con contratto di lavoro subordinato a tempo  determinato
  secondo  le  modalità di cui al presente articolo, è fatto  divieto
  alle  amministrazioni interessate di instaurare rapporti di  lavoro
  flessibile  di  cui all'articolo 9, comma 28, del decreto-legge  31
  maggio  2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge  30
  luglio  2010,  n. 122, e successive modificazioni, fatte  salve  le
  disposizioni  vigenti  relative  ai  rapporti  di  lavoro  a  tempo
  determinato  a  supporto  degli organi di  indirizzo  politico,   a
  quelli  connessi alla gestione di fondi comunitari e per le aziende
  del  Servizio  Sanitario Regionale. In deroga alle disposizioni  di
  cui  al  presente comma, qualora tra il personale con contratto  di
  lavoro  subordinato a tempo determinato di cui al presente articolo
  non siano presenti figure professionali necessarie all'espletamento
  delle  funzioni  e  dei servizi istituzionali,  le  amministrazioni
  interessate possono instaurare rapporti di lavoro flessibile.

   4.   Per  le  finalità  previste  dall'articolo  30  della   legge
  regionale 23 gennaio 2014, n. 5 è autorizzata per gli anni  2017  e
  2018   la   proroga  delle  graduatorie  adottate  in  applicazione
  dell'articolo 4, comma 6, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101,
  convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125,
  e  in  applicazione  dell'articolo 1, comma  558,  della  legge  27
  dicembre  2006, n. 296, e all'articolo 3, comma 90, della legge  24
  dicembre  2007,  n.  244.  Sono altresì  prorogate  le  graduatorie
  adottate  in  relazione  ai  processi  di  stabilizzazione  di  cui
  all'articolo  6  della  legge regionale 29 dicembre  2010,  n.  24.
  Dall'elenco di cui all'articolo 30 comma 1,  della legge  regionale
  23  gennaio  2014,  n.  5, e successive modifiche  e  integrazioni,
  possono  attingere anche le  Aziende del S.S.R. per le finalità  di
  cui  all'articolo 5 del D.P.C.M. 6 marzo 2015 per le  assunzioni  a
  tempo   indeterminato,  anche  a  tempo  parziale,  dei  lavoratori
  socialmente utili o del personale di cui all'articolo 2,  comma  1,
  del  Decreto legislativo 28 febbraio 2000, n. 81  e dei  lavoratori
  di  pubblica  utilità di cui all'articolo 3, comma 1,  del  Decreto
  legislativo 7 agosto 1997, n. 280 relativamente alle qualifiche per
  le  quali  non è richiesto il titolo di studio superiore  a  quello
  della scuola dell'obbligo.

   5.  Per le assunzioni effettuate dai soggetti di cui al successivo
  comma 9, lett. a) e d), con le procedure di cui ai commi 1 e 2, , a
  decorrere  dalla  data  di  assunzione,  per  l'intera  durata  del
  rapporto di lavoro,  è riconosciuto un contributo  in misura pari a
  quanto  previsto  dal medesimo comma 9 e con le medesime  modalità,
  parametrato in base ai soggetti assunti.

   6.  Per l'attuazione delle procedure di cui all'articolo 1,  comma
  529, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 e successive modifiche  e
  integrazioni il Ragioniere Generale della Regione, previa  delibera
  della  Giunta  regionale  su  proposta  dell'Assessorato  regionale
  Autonomie  locali e Funzione Pubblica, è autorizzato ad operare  le
  conseguenti variazioni di bilancio.

   7.  La  mancata, ingiustificata, conclusione da parte dei  comuni,
  entro   il   termine  del  31  dicembre  2018,  dei   processi   di
  stabilizzazione  ai  sensi  del  presente  articolo,  nella  misura
  consentita dalle vigenti disposizioni, sussistendo i presupposti di
  cui  ai  commi  1 e 2, a decorrere dal 2019 comporta  la  riduzione
  delle  assegnazioni ordinarie della Regione in  favore  di  ciascun
  comune  in  misura pari alla spesa sostenuta dall'Ente  di  cui  al
  comma   18  per ciascun soggetto non stabilizzato assunto ai  sensi
  del medesimo comma.

   8.  In  armonia con la disposizione prevista dall'articolo 1 comma
  426  della  legge  23 dicembre 2014, n.  190,  il  termine  del  31
  dicembre  2016, previsto dall'articolo 30 comma 3, e  dall'articolo
  32  della  legge  regionale 23 gennaio 2014,  n.  5,  e  successive
  modifiche e integrazioni, per le finalità volte al superamento  del
  precariato  è  prorogato  al 31 dicembre 2018,  senza  alcun  onere
  aggiuntivo  a  carico  del  bilancio  della  Regione,   anche   con
  riferimento  ai  contratti  del  personale  di  cui  al   comma   9
  dell'articolo 3 del decreto legislativo 25 novembre 2016, n. 219. I
  commi  8 e 9 dell'articolo 27 della legge regionale 17 marzo  2016,
  n. 3, sono abrogati.

   9.  La  Regione garantisce la copertura del fabbisogno finanziario
  degli  enti utilizzatori per l'onere relativo al personale a  tempo
  determinato prorogato ai sensi del comma 8,  nei limiti della spesa
  complessivamente   sostenuta  dall'ente  nell'anno   2015   e   con
  riferimento al numero di ore oggetto dei rapporti di lavoro a tempo
  determinato  in  corso  al 31 dicembre 2015,  secondo  le  seguenti
  modalità:

   a)  per  i  comuni si provvede mediante l'utilizzo  di  parte  del
  Fondo  di  cui  all'articolo 30, comma 7, della legge regionale  n.
  5/2014 e successive modifiche ed integrazioni, nonché, per la quota
  complementare  a carico degli enti utilizzatori alla  data  del  31
  dicembre  2015,  mediante  utilizzo  di  parte  delle  assegnazioni
  ordinarie della Regione in favore di ciascun comune;

   b)  per  le  Città metropolitane ed i liberi Consorzi comunali  si
  provvede mediante l'utilizzo di parte del Fondo di cui all'articolo
  30, comma 7, della legge regionale n. 5/2014 e successive modifiche
  ed  integrazioni.  Per la quota complementare a carico  degli  enti
  utilizzatori alla data del 31 dicembre 2015 è autorizzata la  spesa
  annua  di   6.511  migliaia di euro per gli anni  2017  e  2018  da
  iscrivere in un apposito capitolo di spesa;

   c)  per  gli  enti del settore sanitario la spesa  per  i  servizi
  svolti  in  favore  degli enti medesimi rimane a carico  del  Fondo
  sanitario;

   d)   per   gli  altri  enti  utilizzatori  si  provvede   mediante
  l'utilizzo  del  Fondo  di  cui all'art  30  comma  9  della  legge
  regionale n. 5/2014 e successive modifiche ed integrazioni,  mentre
  la quota complementare rimane a carico a carico degli enti stessi.
   10.  La proroga del termine di cui al comma 8 si applica anche  ai
  comuni  in dissesto di cui all'articolo 259 del decreto legislativo
  18  agosto 2000, n. 267 e successive modifiche ed integrazioni e  a
  quelli  che  hanno  fatto  ricorso alla procedura  di  riequilibrio
  finanziario  pluriennale di cui all'articolo 243 bis del  medesimo,
  tenuto  conto  che,  per  effetto della disposizione  di  cui  alla
  lettera a) del comma 9, la spesa per le proroghe acquista carattere
  di  neutralità per il bilancio dell'ente. Per tali proroghe  si  fa
  riferimento al numero di ore oggetto dei rapporti di lavoro a tempo
  determinato  in  corso  al  31 dicembre 2014,  fermo  restando  che
  eventuali  maggiori  oneri ricadono sulle assegnazioni  annuali  ai
  comuni di cui all'articolo 6, commi 1 e 2, della legge regionale n.
  5/2014.

   11.  Per  le  finalità di cui ai commi precedenti i Fondi  di  cui
  all'articolo 30 commi 7 e 9 della legge regionale 4 agosto 2014, n.
  5  e  successive  modifiche ed integrazioni,  sono  rispettivamente
  determinati in misura pari a 181.900 migliaia di euro annui e 8.158
  migliaia di euro annui per ciascuno degli anni 2017 e 2018. Per  le
  medesime finalità è autorizzata, per il biennio 2017-2018 la  spesa
  di  27.425 migliaia di euro per la proroga dei contratti di  lavoro
  subordinato  a  tempo  determinato  stipulati  dall'Amministrazione
  regionale.

   12.  Al  comma 7 dell'articolo 30 della legge regionale 28 gennaio
  2014,  n. 5 e successive modifiche e integrazioni le parole   degli
  squilibri finanziari sul complesso delle spese del personale  delle
  autonomie  locali   sono soppresse e dopo le  parole   31  dicembre
  2013   è  aggiunto  il  seguente periodo:   I  trasferimenti  delle
  risorse finanziarie scaturenti dall'applicazione del presente comma
  si intendono quali contributi ai Bilanci delle autonomie locali per
  attenuare  gli effetti del comma 6 e per consentire la prosecuzione
  delle prestazioni dei lavoratori appartenenti al regime transitorio
  dei  lavori  socialmente utili ancora in attività e già considerati
  per i trasferimenti sopra individuati .

   13.  Il  comma  7  bis dell'articolo 30 della legge  regionale  28
  gennaio  2014,  n. 5 e successive modifiche e integrazioni  è  così
  sostituito:

    7   bis.  I  contributi  di  cui  al  comma  7  sono  erogati  in
  trimestralità,  di  cui  l'ultima a  saldo  entro  il  31  dicembre
  dell'esercizio finanziario di riferimento. Decorso il  termine  per
  il   pagamento   della  trimestralità,  nelle  more  del   riparto,
  l'Assessore  regionale  per  le  Autonomie  locali  e  la  funzione
  pubblica può autorizzare l'erogazione di un acconto fino al 60  per
  cento di una trimestralità riferita all'anno precedente .

   14.  All'articolo  49, comma 4 della legge  regionale  7    maggio
  2015,  n. 9 e successive modifiche e integrazioni, l'ultimo periodo
  è così sostituito:    Tale dotazione organica è annualmente ridotta
  per il triennio 2016-2018 del 40 per cento dei soggetti cessati dal
  servizio nell'anno precedente per effetto delle disposizioni di cui
  all'articolo  52, commi 3 e 5 e per il triennio 2019-2021  del  100
  per  cento  dei  soggetti cessati dal servizio nell'anno precedente
  per  effetto delle disposizioni di cui all'articolo 52, commi  3  e
  5 .

   15.   A   decorrere  dall'1  gennaio  2017  sono   confermate   le
  disposizioni  di  cui  al  comma 10  dell'articolo  1  della  legge
  regionale 29 dicembre 2008, n. 25, fatta eccezione per le procedure
  di stabilizzazione previste dal presente articolo.

   16.  La  Regione adotta le iniziative necessarie per  l'assunzione
  con  rapporto di lavoro a tempo indeterminato presso apposito  ente
  regionale  o  società  partecipata,  per  i  soggetti  titolari  di
  contratto  di  lavoro subordinato a tempo determinato prorogato  ai
  sensi  del  comma 8, che  alla data del 31 dicembre 2018  risultino
  ancora  titolari  di  contratti  di  lavoro  subordinato  a   tempo
  determinato  stipulato con  la Regione, con gli enti  sottoposti  a
  vigilanza  e  tutela  della  stessa e  con  gli  enti  del  settore
  sanitario,  o con gli enti pubblici territoriali della Regione,  in
  deroga  alle disposizioni di cui all'articolo 18 del decreto  legge
  25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla legge  6
  agosto  2008, n. 133.  Con decreto del Ragioniere Generale,  previa
  delibera della Giunta Regionale e previo parere obbligatorio  della
  Commissione  Bilancio  dell'Assemblea  regionale  siciliana,   sono
  apportate le necessarie variazioni di bilancio.

   17. Nelle more della stabilizzazione negli enti di provenienza   i
  soggetti   titolari  di  contratti di lavoro  subordinato  a  tempo
  determinato  stipulato con  la Regione, con gli enti  sottoposti  a
  vigilanza e tutela della stessa e gli enti del settore sanitario, o
  con   gli   enti  pubblici  territoriali  della  Regione,  inseriti
  nell'elenco  di cui all'articolo 30 comma 1, della legge  regionale
  23  gennaio 2014, n. 5, e successive modifiche e integrazioni,  che
  ne  facciano richiesta entro il 31 dicembre 2018,  sono assunti, in
  apposita area speciale transitoria ad esaurimento istituita  presso
  la Resais spa. Le assunzioni di cui al presente comma sono regolate
  con contratto di lavoro a tempo indeterminato, anche parziale, che,
  per singola unità lavorativa, in termini di costo complessivo annuo
  e   di   giornate  lavorative,  nonché  per  gli  aspetti  connessi
  all'inquadramento  giuridico  ed  economico,  è  uguale  a   quello
  relativo  al contratto a tempo determinato in essere al 31 dicembre
  2015.   Il  personale  assunto  ai  sensi  del  presente  comma   è
  utilizzato,   prioritariamente,  presso  gli  enti  di   originaria
  provenienza.  Il  personale assunto ai  sensi  del  presente  comma
  conserva  il diritto alla riserva di cui all'articolo 4,  comma  6,
  del  decreto legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito in legge, con
  modificazioni,  dall' articolo 1, comma 1, della legge  30  ottobre
  2013,  n.  125, e successive modifiche e integrazioni, nell'ipotesi
  di  avvio delle procedure di stabilizzazione da parte degli enti di
  originaria assegnazione ai sensi della medesima disciplina,  nonché
  di  avvio  delle procedure di stabilizzazione da parte  degli  enti
  sanitari  ai  sensi  del decreto del Presidente del  Consiglio  dei
  Ministri 6 marzo 2015.

     18.  I  soggetti titolari di contratti di lavoro  subordinato  a
  tempo   determinato  stipulato  con   la  Regione,  con  gli   enti
  sottoposti a vigilanza e tutela della stessa e gli enti del settore
  sanitario,  o  con  gli enti pubblici territoriali  della  Regione,
  inseriti  nell'elenco di cui all'articolo 30 comma 1,  della  legge
  regionale  23  gennaio  2014,  n.  5,  e  successive  modifiche   e
  integrazioni,  possono optare, in alternativa alla stabilizzazione,
  per  la  fuoriuscita definitiva dal bacino di appartenenza a fronte
  della  corresponsione  di  un'indennità  omnicomprensiva  d'importo
  corrispondente  a 5  anni della retribuzione già in  godimento,  da
  corrispondere  in  rate  annuali.  Resta  in  ogni   caso   esclusa
  l'ulteriore   prosecuzione  del  rapporto   di   lavoro   a   tempo
  determinato.  Le misure di cui al presente comma sono  riconosciute
  unicamente  ai soggetti per i quali il numero di anni necessari  al
  raggiungimento dei requisiti di pensionabilità non  è  inferiore  a
  dieci.

   19.  I beneficiari delle misure di cui al  precedente comma   sono
  autorizzati a negoziare il relativo credito, con l'applicazione  di
  un   tasso   pari  al  TEGM  trimestralmente  rilevato   ai   sensi
  dell'articolo  2  della legge 7 marzo 1996,  n.  108  e  successive
  modifiche  ed  integrazioni per le operazioni  di  anticipazione  e
  sconto,  decurtato  almeno  del 30% presso  una  banca  di  propria
  fiducia  inserita  in una long list pubblicata  sul  sito  internet
  della  Regione siciliana a seguito di  interpello (avviso/richiesta
  di   manifestazione  di  interesse)   da  parte  del   Dipartimento
  regionale delle Finanze e del Credito. La regione interviene  nelle
  predette operazioni creditizie quale debitore ceduto e sostiene  il
  costo  finanziario  della  cessione  attraverso  il  pagamento  del
  credito  ceduto  e  degli  interessi in sei  rate  semestrali.  Con
  decreto del Presidente della Regione, previa delibera della  Giunta
  regionale, sono definite le modalità attuative.

   20.  Per  l'erogazione del contributo di cui al  comma  5,  per  i
  percorsi  di stabilizzazione previsti dai commi 6 e 16, nonché  per
  le  misure  di  fuoriuscita di cui ai commi 18  e  19  la  spesa  è
  quantificata  in 226.700 migliaia di euro annui dal 2019  al  2038,
  da  iscrivere in un apposito un Fondo del dipartimento  bilancio  e
  tesoro. Per le medesime finalità la quota complementare di  cui  al
  comma  9,  lettere  a) e d), per unità di personale,  è  assicurata
  mediante  corrispondente riduzione dei trasferimenti ordinari.  Per
  gli  enti di cui al comma 9, lettera c) e quelli di cui alla d) per
  i  quali  non  sono  previsti trasferimenti a carico  del  bilancio
  regionale, la convenzione con l'ente di cui al comma 18,  definisce
  l'onere  per  il  personale utilizzato, in misura corrispondente  a
  quella  sostenuta fino al 31 dicembre 2018 per unità di  personale.
  Per le assunzioni effettuate prima dell'anno 2019 il contributo  di
  cui  al comma 5 per le prime annualità è erogato a valere sui Fondi
  di  cui  al  comma 11 e per la quota complementare con le  medesime
  modalità di cui al presente comma. Per le assunzioni effettuate  in
  applicazione  delle disposizioni di cui al comma  17  la  copertura
  finanziaria  del  relativo  onere  è  assicurata  con  le  medesime
  modalità  ci  cui  al  presente comma. Con decreto  del  Ragioniere
  generale,  su  proposta  dei  rami di  amministrazione  competenti,
  previa delibera della Giunta regionale, sono operate le conseguenti
  variazioni di bilancio.

   21.  I  percorsi di stabilizzazione di cui ai commi  1  e  2  sono
  avviati  dopo la conclusione delle procedure previste dall'articolo
  2 e comunque dopo l'1 marzo 2017, previa verifica della sussistenza
  dei presupposti».

   PANEPINTO, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO,   relatore.  Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,
  intervengo  semplicemente per attirare l'attenzione  dell'assessore
  per  le  autonomie  locali,  onorevole  Lantieri  e  dell'onorevole
  Miccichè.
   Stiamo  entrando nella trattazione del vivo del disegno  di  legge
  che  reca   Disposizioni  per  la  stabilizzazione  dei  lavoratori
  precari .  Considerata la mole di lavoro che è stata  fatta,  dagli
  uffici,  dai  due Assessorati, dalle due Commissioni, semplicemente
  chiederei, in considerazione della complessità della materia -  che
  non  significa inserire nuove figure ma evitare di lasciarne  fuori
  alcune  - se è possibile che accingendoci a votare, perché è chiaro
  che  votando la norma non possiamo permetterci il lusso di lasciare
  uno  solo  dei  lavoratori, e quando dico uno solo  dei  lavoratori
  intendo   di   quelli  che  venivano  contemplati   negli   elenchi
  dell'articolo 30 della legge n. 15 del 2014. Chiederei anche cinque
  minuti  di sospensione perché i due Assessorati rispetto al  lavoro
  fatto  dalla  I  e  II  Commissione,  dagli  emendamenti  anche  di
  riscrittura,  primo secondo e terzo del Governo, verificassero  che
  nessuno rimanga escluso.
   Faccio  un  esempio:  poc'anzi c'è stata una  riscrittura  ed  era
  saltato  il comma 1, che riguardava gli ASU, ed è stato  un  errore
  materiale.  Siccome siamo in una fase concitata,  pregherei  i  due
  Assessori, sentendo anche i propri uffici, di controllare  che  nel
  testo venga tutto incluso e nulla escluso. Ripeto, non per inserire
  nuove  tipologie, ma per riprendere per intero e garantire  che  ci
  siano  un  po' tutti e quelli che venivano già richiamati nel  2014
  per dare attuazione alla legge D'Alia.
   Se possibile, cinque minuti di sospensione. Se tra gli emendamenti
  presentati dal Governo - e mi riferisco solo a quelli del  Governo,
  non a quelli dei singoli deputati - possiate fare una operazione di
  raccordo  per  verificare  che  non dimentichiamo  nessuno;  cinque
  minuti  in  più ci permetteranno di evitare errori che diventeranno
  pericolosi  e decidiamo la sorte di persone in carne ed ossa,  solo
  questo.

   PRESIDENTE.   Sulla  richiesta  di  sospensione,  il   Governo   è
  d'accordo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Il Governo è d'accordo.

   PRESIDENTE.  Sospendo, pertanto, la seduta per cinque  minuti.  La
  seduta riprenderà alle ore 18.25.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.20, è ripresa alle ore 18.34)

   La seduta è ripresa.

   VENTURINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VENTURINO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   leggendo
  l'articolo   3,   subito   dopo  l'intestazione   dell'articolo   3
   Disposizioni per la stabilizzazione del personale precario   viene
  da  dire  Finalmente, era ora  . Ci sono voluti non so quanti,  due
  decenni,  più di due decenni, per arrivare ad una cosa del  genere,
  però,  leggendo  l'articolo 3,  - e mi rivolgo  al  Presidente,  mi
  rivolgo    all'assessore   Baccei,   all'assessore    Miccichè    e
  all'assessore   Lantieri  -,   al  comma  3,  dopo   e   successive
  modificazioni  arriva un  fatte salve , ora la mia, seppur  recente
  esperienza  in questo Parlamento, mi dice che il  fatte salve ,  in
  qualche  modo stravolge il senso stesso dell'articolo.  Non  vorrei
  che   fatte  salve   potesse aprire la  porta  ad  altre  forme  di
  precariato e di contratti di un certo tipo.
   Su  questo  fatte salve  vorrei spiegato esattamente a cosa ci  si
  riferisce, perché l'articolo funziona bene fino a quando dice  fino
  al termine del processo ecc.. e successive modificazioni .
   Il  fatte salve  ripeto apre una finestra a scenari poco chiari  e
  gradirei su questo una spiegazione.
   L'altra   cosa,   e   mi   riferisco   all'intervento,   poc'anzi,
  dell'assessore Baccei, che poi ritrovo sempre nello stesso articolo
  3,  al  comma  9,  lettera a) si fa riferimento  ad  un  fondo  del
  precariato.  Ora,  mi chiedo, caro assessore  Baccei,  se  noi  mai
  avessimo  avuto  un  fondo  per il precariato,  probabilmente,  non
  saremmo mai arrivati al 30 di dicembre, ogni anno, a trovare  delle
  risorse  straordinarie  per  poter  ristorare  questa  pletora   di
  precari.  A quale fondo, quindi, esattamente si riferisce?  Qual  è
  questo  fondo  del  precariato che al comma  9,  lettera  a)  viene
  indicato  per i comuni si provvede mediante l'utilizzo della  parte
  del fondo di cui all'articolo 30, comma 7  non ricordo di un fondo,
  mi  ricordo di un intervento straordinario che anche in  quel  caso
  consentì  una  proroga.   Proprio su questi  aspetti  gradirei  dei
  chiarimenti.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
  Assessori,  colleghi,  è davvero molto bello cari  colleghi  perché
  vedo che il dibattito si anima, signor Presidente, il dibattito  si
  anima,  sembra quasi che ci credano per davvero cioè è un dibattito
  che  è verosimile, è verosimile. Sono venuti anche in Aula stasera,
  li  vedete, sono venuti anche in Aula, mantengono da soli il numero
  legale,  stanno  facendo un'operazione di governo,  stanno  facendo
  un'operazione   di  maggioranza  in  maniera,  devo   dire,   anche
  esemplare, ad un tratto dopo che per la prima volta avevamo chiesto
  il  voto  palese ci siamo anche un po' intimoriti perché il  numero
  c'era,  il  numero c'era, il numero c'è, incredibile,  73  presenti
  che,  depurato dalle opposizioni, dà il senso di come le telefonate
  oggi  abbiano  in qualche modo funzionato, cioè sono  venuti,  sono
  arrivati,  si  sono seduti, hanno inserito il cartellino  e  stanno
  finalmente votando, c'è questo numero legale. E, devo dire,  che  è
  incredibile  perché nel dibattito ci credono davvero perché  stanno
  davvero  pensando che questa norma possa, finalmente, dare  ristoro
  alle  paure  di vent'anni, di trent'anni di lavoratori precari  che
  sono  stati infilati dalla politica all'interno degli enti  locali,
  che  sono  stati lasciati lì ad avere paura ogni fine anno  di  non
  avere  più  un posto di lavoro all'anno nuovo e che ora  finalmente
  con una norma che ovviamente, oggettivamente, ha tantissimi profili
  per essere impugnata dal Consiglio dei Ministri perché va in deroga
  a norme nazionali, perché dà proroghe che le leggi nazionali non ci
  consentono  di  avere. Ci credono quasi  E la stanno vendendo  come
  una vera stabilizzazione. Il problema è uno solo che quelli che non
  ci  credono sono i lavoratori stessi. Sono i lavoratori  stessi  di
  quegli  enti  locali, sono quei precari degli enti locali  che  non
  stanno credendo più a nessuna di queste barzellette.
   E,  allora, Presidente, le dico solo una cosa,  c'è all'interno di
  questa norma di questo articolo 3 una parte che davvero è una delle
  cose  più  incredibili di questo fine anno dell'Assemblea regionale
  siciliana, perché nello stesso articolo riusciamo a dire  una  cosa
  e,  poi, nello stesso comma esattamente il contrario di quello  che
  abbiamo  detto prima perché al comma 3 si dice che  fino al termine
  del processo di superamento dell'utilizzo del personale , cioè fino
  al  completamento della stabilizzazione di tutte queste persone,  è
  fatto   divieto  alle  amministrazioni  interessate  di  instaurare
  rapporti  di  lavoro  flessibile.    Mi  pare  giusto,  se  non  li
  stabilizziamo tutti non possiamo aprirne degli altri.
   Alla fine, però, inseriamo che  in deroga alle disposizioni di cui
  al  presente comma, qualora tra il personale che dobbiamo andare ad
  assumere,  non ci sono quelle figure professionali che ricerchiamo,
  allora,  possiamo  riaprire  il  lavoro  flessibile ,  cioè  stiamo
  facendo  una norma per stabilizzare i precari, però, con la  stessa
  norma  diciamo  che  forse  ne apriamo  un altra.  E,  magari,  fra
  venticinque  anni, questa stessa Assemblea regionale,  non  lo  so,
  potrebbe  dibattere  nuovamente della stabilizzazione  dei  precari
  che, stasera, andiamo finalmente a creare di nuovo.
   Questa  cosa è assolutamente incredibile. Io le annuncio  già  che
  chiederemo  il  voto segreto per l'emendamento 3.2   che  stralcia,
  quanto  meno, la parte finale di questo comma 3, e non  andiamo  in
  deroga  assolutamente  a  nulla, perché  ci  dobbiamo  assumere  la
  responsabilità, oggi, di potere fare una legge vera e reale. Questa
  non  lo è, purtroppo, però, almeno questa parte che è un'ignominia,
  perché  questo Parlamento andrà a finire, ancora una volta, per  la
  responsabilità di questa maggioranza che vuole inserire  questo  di
  nuovo,  agli  onori delle cronache nazionali ed  alle   puntate  di
  Giletti ,  stavolta,  ci dovete andare voi  e  rispondere,  con  le
  vostre facce, di quella che è un'ennesima porcata.

   MALAFARINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MALAFARINA. Signor Presidente, non credo che questa Assemblea stia
  recitando  alcuna   parte,  per  il semplicissimo  motivo  che  sta
  affrontando un problema che si trascina da venti anni. Si  trascina
  da  venti  anni, non certo per colpa di questa legislatura  ma  per
  tutta  una  serie  di  situazioni che nel corso  degli  anni  hanno
  consentito  un'abiura, perché nel pubblico impiego si entrava  solo
  per  concorso.  Concorsi non ne sono stati  espletati.  Sono  stati
  assunti, non si sa bene, neanche, con quali meccanismi,  e oggi  ci
  ritroviamo  a dover sanare la situazione di migliaia e migliaia  di
  persone.
   Voterò  questa legge per senso di responsabilità nei confronti  di
  coloro i quali, incolpevoli, si sono ritrovati a vivere una vita da
  precari  che, sicuramente, non piace ad alcuno, perché l'incertezza
  del  lavoro  determina anche l'incertezza della  vita.  E,  se  nel
  passato  sono stati consumati degli obbrobri, meglio oggi   mettere
  la  parola  fine  ed  evitare, una buona volta per  tutte,  che  si
  continui  a  perseverare  in  un errore,  perché  chi  persevera  è
  diabolico.
  Con  lo  stesso  spirito, però, anch'io ho molte perplessità  sulla
  seconda parte del comma 3, dell'articolo 3.
   Non  possiamo  dire   esauriamo fino al termine  del  processo  di
  superamento dell'utilizzo di personale , fino a quando, quindi, non
  si stabilizzano tutti i precari, non si possono fare assunzioni, e,
  subito dopo, però, operare in deroga.
   Mi  sembra,  l'apertura  di  una  falla  di  sistema  estremamente
  pericolosa.
   Preannuncio,   quindi,  il  mio  voto  ed  invito   i   proponenti
  dell'emendamento a chiedere il voto palese e non il  voto  segreto.
  Preannuncio  il mio voto contrario a questa parte dell'articolo  ed
  in subordine chiedo al Governo di presentare un emendamento.
   Onorevole  Presidente Crocetta, in subordine chiedo al Governo  di
  presentare   un   emendamento  e  so  che  non  è  un   emendamento
  governativo,  è  stato un emendamento inserito in  Commissione,  ma
  chiedo  al  Governo di presentare un emendamento che, quanto  meno,
  specifichi le figure obbligatorie per legge, senza lasciare nessuna
  discrezionalità alle Amministrazioni che domani potranno vantare il
  ricorso a quest'articolo dicendo che mancano le professionalità.
   Stabiliamo   quali   sono   le   professionalità   necessarie   ed
  indispensabili  e,  quanto  meno,  potremo  mettere   un   paletto.
  Altrimenti voterò in modo contrario.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi io  mi  aspettavo,
  conoscendola,   che  lei, stamattina, intervenisse  per  stralciare
  questa parte aggiunta al comma 3, dell'articolo 3. E  mi sono molto
  meravigliato del fatto che lei non stralci questa parte del  comma,
  che  è  stata  aggiunta successivamente. Io, ieri,  in  Commissione
   Bilancio'  ho presentato un emendamento che cassava questa  parte,
  da  in deroga  fino alla fine del periodo che eliminava, quindi, un
  tentativo  - neanche troppo mal celato - di aprire, nuovamente,  le
  porte alle assunzioni nei comuni, ma anche in altri enti.
   Ora, Presidente, ma le sembra immaginabile che, nel momento in cui
  noi  qui  stiamo cercando di porre rimedio, di porre qualche  pezza
  per  cercare  di  salvare migliaia e migliaia di  persone  che,  da
  vent'anni, venticinque anni sono invecchiate nei vari enti,  e  che
  sono  spesso, la spina dorsale di questi stessi enti -  che  stiamo
  tutti  rendendoci conto di quanto sia difficile farlo anche per  la
  mancata  interlocuzione del Governo regionale e,  soprattutto,  del
  Governo  nazionale  che se ne frega altamente  dei  problemi  della
  Sicilia  - ma le sembra ammissibile che, anche a tempo scaduto,  si
  tenta  di riaprire le porte, alla fine queste cose sono quelle  che
  ci fanno perdere credibilità
   Io  ieri, come ricordava Cancelleri, ho parlato di ciò che sarebbe
  accaduto  da   Giletti'.  Tanto,  ormai,  le  nostre  cose  vengono
  discusse  da   Giletti'  E come e chi potrebbe giustificare  questo
  emendamento  a  fronte di una platea nazionale, gettando  ulteriore
  discredito sulla nostra Regione.
   Quindi,  signor  Presidente, io mi auguro che l'Aula,  dimostrando
  serietà  e  senso  della misura, bocci questa  parte  del  comma  3
  dell'emendamento  che,  ripeto, è stata  aggiunta  successivamente.
  Potrebbe anche lei renderlo, come dire, irricevibile, Presidente.

   PANEPINTO, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO,   relatore.  Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,
  Governo  io,  al  netto  dell'intervento del leader  del  Movimento
  Cinque  Stelle  che  capisco,  -  vista  la  presenza  di  un  tema
  importantissimo, qual è quello oggi trattato, cioè la  sorte  e  il
  destino di migliaia di lavoratori - ci sta che il capo di una delle
  opposizioni,  in assenza della possibilità di fare imboscate,  come
  il   voto   segreto,  provi  a  sminuire  il  senso  e  la  portata
  dell'architettura del testo. Ed è legittimo.
   Invece,  quello che mi preoccupa, e lo dico, onorevole Cancelleri,
  senza  polemica,  la  difficoltà anche per l'onorevole  Formica  di
  volere,  come  si dice in Sicilia  si un mascarìa tinci ,  cioè  di
  sporcare  ogni  cosa. Cioè, come se ci fossero dei far  west  negli
  enti  locali  per i quali chiamo uno, lo assumi e lo fai  diventare
  precario.  Come  se  dimenticassimo, anche, che la  platea,  questi
  numeri  che oggi sono oggetto del disegno di legge, non sono frutto
  di assunzioni estemporanee o arbitrarie, sono uscite man mano delle
  leggi,  e  man  mano sono stati di fatto riformati  i  rapporti,  a
  partire  dalla  finanziari  del 1988  che  era  quella  del  famoso
  articolo 23, e da lì ci sono stati LPU, LSU, 331, 290, la norma che
  viene  inserita e crea tanto stupore ai colleghi, che probabilmente
  non  hanno  approfondito l'altro settore onorevole Formica,  che  è
  quello in materia di enti locali.
   Noi oggi abbiamo una platea di lavoratori, anche numerosi, ci sono
  comuni   di   mille   abitanti  che  hanno  per   esempio   ottanta
  contrattisti, ma in queste figure manca l'assistente sociale, che è
  essenziale  solo  per rispondere alle richieste del  Tribunale  dei
  minori,  o per procedere ai ricoveri in strutture particolari,  per
  dirne solo una; oppure il testo unico che riguarda l'articolo  110,
  per assumere figure di categoria D, come geometri e architetti, con
  una cosa però, lo dico non perché io ne sappia più di qualche altro
  e  non mi permetterei, perché il collega Formica è stato anche  per
  tanti  anni  amministratore locale e continua a seguire le  vicende
  degli  enti locali, per avere idea di che cosa parliamo,  per  fare
  un'assunzione  e  per  esempio alcuni comuni, soprattutto  per  gli
  assistenti  sociali, stanno ricorrendo ad una norma  nazionale  che
  consente  di  assumere  a tempo determinato personale,  con  quella
  qualifica  necessaria che si trova in graduatoria di altri  comuni,
  per  evitare di bandire, quindi con un concorso sostanzialmente già
  espletato,  - e tanto per restare memoria per evitare che  passi  e
  che Giletti si preoccupi, e dovrebbe poi pagarci il biglietto -, un
  comune  per  ricorrere  a  quella  fattispecie  di  cui  si   parla
  nell'ultimo  capoverso di quel comma, ha bisogno di tre condizioni:
  il  cosiddetto pareggio, vale a dire il saldo positivo, o se volete
  l'ex  patto  di  stabilità, rispettare  come  spesa  la  media  del
  triennio,  vale  a  dire 2011-2013, e poi può  utilizzare  solo  il
  venticinque  percento  delle economie  che  si  sono  realizzate  a
  seguito  di pensionamento, cioè vale a dire se vanno via due  unità
  di  categoria C che sono sessantamila euro, possono utilizzare solo
  il venticinque percento di quelle economie.
   Il  presidente della Commissione, onorevole Cascio, ha inserito un
  emendamento  che  riduce  ai soli enti locali  questa  possibilità,
  però,  onestamente lo dico perché non c'è nulla di  particolare  da
  difendere,  se  noi  non  conosciamo,  onorevole  Cancelleri,  come
  funziona la macchina degli enti locali che sono quelli che si fanno
  carico  di tutte le situazioni e le fattispecie e  faccio  solo  un
  esempio  qualunque  adozione  per il  Tribunale  è  necessaria  una
  relazione  degli assistenti sociali. Però qualcuno  può  dire:   ma
  perché  non si fanno i concorsi  degli assistenti sociali? . Perché
  c'è  il  blocco  dei  concorsi della finanza  nazionale,  perché  i
  concorsi si fanno rispettando alcuni parametri, che sono quelli  di
  una  quota residuale pari al venticinque percento del personale che
  è  andato in pensione, e voi sapete che nei comuni il personale che
  va  in pensione con la legge  Fornero non ce n'è ad oggi, perché il
  più  anziano risale alla legge 37/85 ed alla 2 del '91, quindi  non
  c'è  gente  che manco matura il tempo per andare in pensione,  però
  detto  ciò,  per evitare che la norma, e lì si può  usare  il  buon
  senso,   debba  essere  usata  per  come  dire  se  non   macchiare
   mascariare   tutto  il  testo, che si prendano  gli  accorgimenti,
  l'emendamento  della Commissione,  del presidente  Cascio  per  gli
  enti locali, e figure assolutamente mancanti nei comuni.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   onorevole
  Presidente  della Regione, Assessori, dopo l'intervento  di  alcuni
  deputati  dell'opposizione diventa difficile  essere  brevi,  anche
  perché  una  norma  che  sicuramente fra  le  migliori  che  questo
  Parlamento si appresta a varare, rischia di essere presentata  come
  se  fosse una norma legislativa per ingannare, come è stato  detto,
  - è stato utilizzato questo termine - i lavoratori.
   Intanto,  nessun  inganno,  perché  vorrei  ricordare  a  tutti  i
  colleghi che, con la responsabile partecipazione anche dei deputati
  dell'opposizione,  qualora  oggi pomeriggio  venisse  approvata  il
  disegno  di  legge  e  quindi pubblicata  la  legge  venerdì  sulla
  Gazzetta Ufficiale, per quasi venticinque mila precari che  operano
  a  vario  titolo  in vari enti locali, oltre la Regione  siciliana,
  finalmente  ci  sarà  la  fine della precarietà  e  l'inizio  della
  stabilizzazione. Perché, come oggettivamente è stato detto prima di
  me, in questo caso proroga significa stabilizzazione.
   E'  stato  detto  che la legge nazionale non lo  consente:  non  è
  esattamente così, perché vorrei ricordare a tutti voi che il  comma
  426 dell'ultima legge finanziaria, quella del 2015, avendo bloccato
  gli  effetti  della  cosiddetta norma Dalìa, ha  posto  la  Regione
  nell'impossibilità agli enti locali di stabilizzare i precari prima
  del  31  dicembre 2016. Questa possibilità comincia dal 1   gennaio
  2017  e  quindi  è chiaro che tutte le proroghe che verranno  fatte
  giorno  31  da  parte degli enti locali significano stabilizzazione
  dei precari. Per cui, mai come in questo caso, i termini proroga  e
  stabilizzazione significano la stessa cosa.
   E' stato, nel tentativo ti trovare qualche elemento negativo nella
  norma   che,  ripeto,  è  passata  al  vaglio  anche  dei  soggetti
  interessati  senza  che  nessuna polemica venisse  fatta,  è  stato
  sollevato  il  problema relativo al comma 3, l'ultimo  periodo  del
  comma  3.  Intanto, vorrei ricordare che la Commissione  Bilancio',
  con  l'apporto  favorevole  e  positivo  della  I  Commissione,  ha
  aggiunto  l'inciso   che  possono  instaurare  rapporti  di  lavoro
  flessibile senza alcun onere aggiuntivo a carico del bilancio della
  Regione".  Quindi, per essere chiaro, nessuna assunzione può essere
  fatta  da  parte della Regione, perché se la Regione  dovesse  fare
  anche un'assunzione è chiaro che c 'è un onere aggiuntivo.
   Ciò  posto,  quali  sono i termini e i limiti  entro  cui  possono
  operare i Comuni? Perché si vuole dare l'impressione che da  domani
  i  sindaci si alzino, comincino a fare assunzione e fare quello che
  vogliono.
   L'onorevole Grasso, che è stimato sindaco, sa che le cose non sono
  così,  intanto perché bisogna rispettare il decreto legge 31 agosto
  2013 n. 101 che è stato trasformato nella legge 30 ottobre 2013  n.
  125,  che bisogna avere un patto di stabilità positivo negli ultimi
  tre  anni,  e  che  per essere chiari, come ha  ricordato  poco  fa
  l'onorevole  Panepinto, anche lui illustre  sindaco  che  siede  in
  questo  Parlamento,  solo  il venticinque  percento  delle  risorse
  liberate possono essere impiegate.
   Per  cui, per essere chiaro, se noi abbiamo una persona che va  in
  pensione,   qualora  le  somme  non  vengano  utilizzate   per   la
  stabilizzazione  dei precari, queste somme, solo nella  misura  del
  venticinque percento possono essere utilizzate. Di tal che, se  c'è
  una  persona che va in pensione che vale venticinque mila  euro,  o
  trentamila euro, solo 7.500 euro possono essere impegnate per nuove
  assunzioni.
   Ma  queste figure professionali, onorevole Cascio, e ribadisco che
  il  lavoro  fatto  dalla Commissione è stato  corretto,  ma  queste
  figure  professionali  sono indispensabili.  Lei  può  togliere  al
  Comune la possibilità di avere un assistente sociale anche due  ore
  a  settimana?  O  ancora  peggio,  qualora  tutti  i  tecnici,  gli
  ingegneri,  i  geometri, architetti siano andati in  pensione,  non
  riuscendo a fare a scavalco con un altro Comune, come potranno fare
  i Comuni ad avere almeno la persona che firma il progetto? Per cui,
  vedete,  su  questa vicenda, che io capisco sull'onda dell'emozione
  giornalistica,  è  diventata la pietra  dello  scandalo,  invito  a
  riflettere,  proprio per farvi vedere quanto sono limitatissime  le
  risorse  che possono essere impegnate. E l'onorevole Sorbello,  che
  si  appresta a diventare nuovamente sindaco del suo paese, sa quali
  sono  le  difficoltà che ogni amministratore locale  ha  per  poter
  utilizzare queste risorse.
   Volevo,  signor  Presidente, rispondere ad una richiesta  che  era
  stata  fatta  da un collega quando parlava delle persone  impegnate
  nella  Protezione  Civile,  chi sono?  Per  essere  chiari,  quelle
  impegnate  nella  Protezione Civile sono  soggetti  che  da  almeno
  quindici   anni  lavorano  o a Palermo, e sono  gli  ex  lavoratori
  dell'Itel,  Sirap, o a Ragusa, Catania, Messina, Enna e Siracusa  e
  sono  quelli  assunti  dopo il terremoto  di  Santa  Lucia  del  13
  dicembre del 1990.
   E  per essere chiari questi soggetti sono a noi già noti, tanto  è
  vero che questo Parlamento qualche mese fa ha approvato i commi 8 e
  9  dell'articolo 27 della legge regionale 3 del 17 marzo 2016,  che
  si occupava di queste persone.
   Adesso stiamo rimuovendo quei due commi proprio perché la Regione,
  così  come  avviene  con tutti gli altri precari,  è  intenzionata,
  interessata a trovare per loro la stabilizzazione che gli è  dovuta
  dopo diciotto anni che lavorano con la Regione.
   Vorrei   ricordare   che,   per  quanto  riguarda   i   lavoratori
  dell'Italsirap, di Palermo c'è anche una disposizione di legge  del
  Parlamento nazionale che ancora oggi non è stata approvata.
   Mi  fa  piacere  che  l'onorevole Cimino,  che  è  stato  illustre
  assessore per la protezione civile, ricorda questa cosa.
   Signor  Presidente, invito i colleghi a ritirare  gli  emendamenti
  che  sono stati posti. E' una legge importante che finalmente avvia
  a  conclusione, un procedimento che con la legge regionale n. 23  è
  iniziato addirittura nel 1988.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor  Presidente, Governo, onorevoli  colleghi,  questo
  disegno di legge mira, non alla stabilizzazione, chiariamolo,  così
  non si illudono i precari, ma semplicemente a prorogare i contratti
  in essere.
   Questa  norma in deroga, così ampia, può lasciare spazio a  comuni
  che  non volessero procedere all'integrazione in favore dei precari
  e quant'altro, ad assumere anche altro personale.
   Siccome  si  riferisce  solo a determinate figure,  queste  figure
  possono  essere  gli assistenti sociali, perché  lì  ci  vuole  una
  laurea e, possibilmente, nel mondo del precariato ci possono essere
  dei  problemi, o alle insegnanti, mi riferisco ai comuni che  hanno
  scuole  comunali e asilo, se ci sono delle esigenze in Sicilia  per
  le  figure  professionali che non vi ci possono essere  all'interno
  dei  comuni,  allora  bisognava specificarlo e indirizzarlo  e  non
  lasciarlo aperto.
   Finora come si è fatto? Oggi c'è il problema dei dipendenti  delle
  province. Ci sono ingegneri qualificati che andranno nei comuni,  e
  possono supplire alla mancanza degli uffici tecnici, così come  gli
  assistenti sociali e quant'altro.
   Credo  che  questa  parte  di norma possa  essere  stralciata.  In
  Commissione  bilancio  l'onorevole  Formica  aveva  presentato   un
  emendamento, e un emendamento l'abbiamo presentato noi  come  Forza
  Italia. Quindi, un minimo di buon senso, perché altrimenti si da la
  possibilità  che  in alcuni comuni si proceda a  delle  assunzioni,
  quando   invece  si  può  qualificare  il  personale  precario   o,
  eventualmente,  prima stabilire quali sono le figure  che  verranno
  dalla  provincia,  e restringere il campo solo ed esclusivamente  a
  quelle  figure tipo gli assistenti sociali, per quelle  motivazioni
  che   diceva   l'onorevole   Panepinto   e   che   qualche   volta,
  possibilmente, creano difficoltà all'interno dei comuni.

   SORBELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SORBELLO.  Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,  questa
  norma  arriva  con qualche anno di ritardo. Già nel  2013  potevamo
  attivare  il Governo, questa Assemblea poteva attivare la procedura
  della  stabilizzazione in base alla legge 15  dell'allora  ministro
  D'Alia.
   A distanza di due anni la mia perplessità è che ancora all'interno
  di  quest'Aula  non ci siamo resi conto che è una  norma  che  sarà
  travagliatissima per la stabilizzazione. Perché vedete parliamo  di
  gente  che  ha  iniziato questo percorso di ex art. 23,  a  seguire
  tutte  le altre categorie, delle partecipate, coloro che sono stati
  assunti alla protezione civile.
   Nel   percorso  di  questi  anni  sono  sopraggiunte   norme   più
  restrittive  di quelle vigenti quando furono insediate nelle  varie
  istituzioni.  Mi riferisco al patto di stabilità, che  prevede  che
  non si possa superare il 50 per cento, alla nuova programmazione in
  base agli abitanti per quanto riguarda le piante organiche.
   Oggi  andiamo  ad attivare la procedura della stabilizzazione,  ma
  nei   fatti   stiamo   solo  accelerando   quella   che   sarà   la
  stabilizzazione  per le categorie A e B, ce lo  dobbiamo  dire  con
  molta  onestà, perché per tutte le altre categorie,  le  C,  le  D,
  interverrà sicuramente il concorso che prevederà il 50 per cento di
  personale interno e il 50 per cento di personale esterno.
   Noi  tutti  sappiamo che i Comuni, così come ha detto  il  collega
  Panepinto, possono solo impegnare il 25 per cento delle risorse  di
  coloro che sono stati collocati in pensione, sappiamo benissimo che
  nemmeno  una, due figure per ogni ente potranno essere stabilizzati
  nelle categorie o superiori alla A e alla B.
   Oltre  al  patto  di  stabilità, e oltre  alle  piante  organiche,
  ritengo  che la stabilizzazione in tutte le piante organiche  è  in
  soprannumero rispetto alle piante organiche, perché il parametro di
  un'unità  ogni centoventi, lo ricordo esattamente, il numero  degli
  abitanti  per ogni unità, supera di gran lunga, perché a suo  tempo
  fu   infornato   parecchio   personale   negli   enti   locali   e,
  sostanzialmente, tutte le piante organiche e tutti gli enti  locali
  sono in soprannumero.
   Oggi questo primo passaggio è gratificante per il Governo, per  il
  Presidente  della  Regione  Crocetta,  che  lo  ha  proposto,   per
  l'operato della Commissione e ritengo che sia utile anche  il  voto
  per le deroghe.
   All'interno  delle  piante  organiche,  nonostante  tutti   questi
  precari  da  stabilizzare, ci sono ancora  figure  scoperte,  e  mi
  riferisco all'ingegnere capo di ogni ente, al ragioniere capo, agli
  assistenti sociali, con il meccanismo di andare a calamitare quelle
  che  sono  le posizioni in altri concorsi, per cui anche, forse  il
  comma  3, dell'art. 3, dovrebbe essere articolato per fare in  modo
  di  avere  un  voto  unanime  da parte dell'Aula.  Dovrebbe  essere
  articolato  per alcune categorie e per alcune professionalità  che,
  sicuramente, all'interno del mondo del precariato, non esistono.
   L'articolazione  degli  enti  locali  delle  assunzioni  e   della
  stabilizzazione  all'interno  della pubblica  amministrazione  e  è
  stata  ristretta in maniera abnorme negli ultimi lustri, tanto  che
  questi  lavoratori che arrivano da 25 anni a questa parte, oggi  si
  ritrovano  con  la stabilizzazione delle categorie  A'  e   B',  si
  ritrovano  in  piante  organiche che sicuramente  usciranno  fuori,
  poiché   in  sopranumero  e  si  ritrovano  con  una  norma   molto
  restrittiva,  che è quella del 25 per cento dell'impegno  da  parte
  delle  pubbliche amministrazioni, per quanto riguarda  le  economie
  che  sono  state maturate con il conferimento a riposo da parte  di
  altri colleghi.
   Ritengo che la Commissione, il Presidente Cascio Salvatore,  abbia
  fatto  una  proposta lungimirante, cioè quella di emendare  tutt'al
  più   questo   capoverso  nelle  figure  specifiche,   tecniche   e
  professionali che sicuramente all'interno del bacino del precariato
  non si ritrovano, e che non possono essere attuate le procedure  di
  pubblico  concorso,  perché  arriveremmo  alle  calende  greche   e
  bloccheremmo  di fatto la pubblica amministrazione,  in  particolar
  modo gli Enti locali.

   CANI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   CANI.  Signor  Presidente,  onorevole  Presidente  della  Regione,
  Assessori,  onorevoli colleghi, io interverrò brevemente  per  fare
  alcune considerazioni.
   Intanto, si chiude con questa norma una fase storica della  nostra
  Regione  che  dura  da  circa  30 anni,  lo  ricordava  l'onorevole
  Panepinto  prima, dal 1988 che si parla di assunzioni a vario  tipo
  di precariato e di  roba varia . E finalmente si chiude, dicevo, un
  capitolo  e  diamo serenità e tranquillità a tanta gente  che  ogni
  anno  ha  subito veramente un dramma, quello di vedere  il  proprio
  lavoro a rischio, di vedere il proprio salario a rischio.
   E  va  dato atto all'intero Governo, agli Assessori, all'Assessore
  Micciché,   all'Assessore  Lantieri  per  tutto  il  lavoro,   alle
  Commissioni alla I, alla II per il grande lavoro che è stato fatto,
  e  per  il  risultato che finalmente oggi possiamo  dire  di  avere
  raggiunto.  Quindi, complessivamente, una fase positiva  che  va  a
  chiudere  tutta  una  vicenda,  e  dà  soprattutto  tranquillità  e
  serenità a tantissimi lavoratori.
   Ma  naturalmente inizia un iter, lo diceva il collega  che  mi  ha
  preceduto, perché la stabilizzazione non è una cosa semplice, ma va
  fatta a gradini e quindi un primo gradino con le categorie A e B, e
  poi a seguire ci saranno anche le altre.
   A  questo  punto mi pare opportuno, per non rubare  troppo  tempo,
  dire  solo una cosa, che l'articolo 3, così come formulato,  a  mio
  avviso  e  all'avviso  anche  di altri  colleghi,  non  può  essere
  accolto,  perché  non va nella direzione giusta,  ma  và  a  creare
  precariato  su precariato. Perché con questa norma noi  diciamo  il
  contrario  di  tutto,  parliamo  di  stabilizzazione,  parliamo  di
  mobilità  per le ex province e per i Liberi Consorzi del 15%,  però
  diciamo  anche  nello stesso tempo che i Comuni possono  in  deroga
  assumere le cosiddette figure speciali.
   Questo è un uscire dalla porta ed entrare dalla finestra e dare la
  possibilità  ai Comuni, agli amministratori vari, ai manager  delle
  Asp,  di creare altre figure. Ci ritroveremo qui fra anni a parlare
  ancora di precari, ci ritroveremo qui, semmai questo articolo 3  và
  modificato e và chiarito, perché i Comuni eventualmente,  se  hanno
  bisogno  di  figure speciali, possono attingere da  altri  concorsi
  fatti da altri Comuni, Presidente Cascio. Tu sai che proprio che in
  questi  giorni si è chiuso un iter concorsuale in un  Comune  della
  provincia di Agrigento per i vigili urbani, così come ci sono altri
  Comuni nell'Isola che hanno bandito e hanno svolto i concorsi.
   Quindi, ci sono delle graduatorie, e allora può avere senso questo
  articolo  3  così  definito  solo se si  limita  all'assunzione  di
  persone inserite in queste graduatorie che vengono fuori da  questi
  concorsi  e,  ripeto, c'è anche la possibilità di attivare  con  la
  mobilità e di attingere anche da Liberi Consorzi ed ex province.
   Mi  pare assolutamente inopportuno lasciare l'articolo 3 in questo
  modo,  deve essere riformulato e limitato bene, altrimenti voteremo
  contro questo articolo 3 e a favore anche dell'emendamento 3.2.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori Assessori,
  già  ieri  avevo  avuto modo di annunciare la mia  idea  su  questo
  disegno di legge, e quindi non torno sulla questione generale,  nel
  senso  che,  questo  disegno di legge di  stabilizzazione  non  c'è
  nulla, c'è solo il titolo sbagliato.
   Ma  entro  nel  merito dell'articolo 3 di cui stiamo parlando.  E'
  ovvio  che  un Governo così rigoroso, così trasparente,  che  nella
  stessa  norma  scrive  che    . fino al  termine  del  processo  di
  superamento  dell'utilizzo del personale  . è  fatto  divieto  alle
  amministrazioni  interessate  di  instaurare  rapporti  di   lavoro
  flessibile .  di cui poi fa i richiami, e subito dopo dice però  In
  deroga  alle disposizioni di cui al presente comma, qualora tra  il
  personale  con contratto di lavoro subordinato a tempo  determinato
   .   Si  può  fare  riferimento e si  può  assumere   delle  figure
  professionali  necessarie all'espletamento  delle  funzioni  e  dei
  servizi  istituzionali .  e quindi  le Amministrazioni  interessate
  possono instaurare rapporto di lavoro flessibile . Non specifica né
  assistente  sociale,  né ingegnere, né geometra.  Parla  di  figure
  professionali.
   E' ovvio che questa norma non me la sarei aspettata dall'Assessore
  Cracolici, proprio da lei che è un uomo rispettoso e rigoroso delle
  norme,  che  mette in deroga alle norme che vietano di fare  queste
  assunzioni,  presenta un disegno di legge dove dice   in  deroga  a
  queste  norme   però noi diamo la possibilità  di  assumere  a  chi
  vogliamo.  Perché  è ovvio che questa norma da una  interpretazione
  molto ma molto larga e viene strumentalizzata, a totale discrezione
  del  sindaco  che decide quali sono queste figure professionali  da
  assumere rispetto alle proprie esigenze.
   Non  ci  sono  dei  paletti che limitano e descrivono  quali  sono
  queste figure professionali. Quindi è ovvio che è una norma che,  a
  mio  avviso, è incostituzionale, se dovesse essere approvata  verrà
  comunque  impugnata.  Per  evitare  questa  ulteriore   malafigura
  consiglio a questo Governo di ritirare quest'ultimo capoverso.  Per
  lo  meno  di approvare l'emendamento da noi presentato, che  abroga
  quest'ultimo capoverso.

   MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in verità
  è   una   vicenda  paradossale.  In  verità,  secondo  me,   signor
  Presidente,  questa parte deve essere mantenuta. Ma  poteva  essere
  scritta  nella legge con un comma a parte. Sa perché? Il  paradosso
  dell'opinione  pubblica, nell'opinione pubblica ci vorrei  mettere,
  se  non  disturbo,  i  banchi  del Governo,  perché  l'argomento  è
  abbastanza serio, perché ci riguarda tutti. In particolar modo lei,
  Presidente dell'Assemblea che ci deve rappresentare.
   Quante  volte ci siamo occupati di precari, di forestali, ed  ecco
  le  trasmissioni che dicono  ah, si occupano solo dei  precari,  si
  occupano solo dei forestali . Oggi c'è uno spiraglio.
   Ho  condiviso tante battaglie con il Movimento Cinque Stelle, però
  sa  che io sono cliente affezionato dell'Arena di Giletti. Non temo
  di ritornarci, anzi spero che mi invitino di nuovo. Ci riempiamo la
  bocca.
   Ogni  genitore a casa che in questo momento sta ascoltando,  forse
  anche   qualche  figlio,  nipote  di  deputato  che   ha   studiato
  all'estero,  che si è specializzato in qualche cosa,  oggi  apriamo
  per  loro una speranza. Qual è la speranza? Uno: il Comune comunque
  non  deve  essere  in  dissesto. Due: deve avere  la  disponibilità
  finanziaria.  Tre:  deve essere una figura professionale.  Non  può
  prendere l'amico ubriacone e gli dice  vieni qua, ti faccio entrare
  al Comune , come la stampa propaganda in questi giorni.
   Non  sarà così, non può essere così  E allora non lo dite  più   I
  nostri  figli  sono a casa dopo che hanno studiato.  Quando  in  un
  Comune cercheranno un tecnico, lo lasciamo casa  Solo precari
   L'Assemblea fa solo precari, l'Assemblea si occupa solo dei  posti
  di  lavoro  che ha dato la vecchia politica. Questo  è  quello  che
  volete fare
   Quando  si apre una speranza in comune, quante progettazioni  sono
  ferme,  perché non ci sono figure professionali, perché non si  può
  nominare  quel  tecnico  per  dare quel  parere,  per  fare  quella
  relazione;  ma  di che cosa state parlando? Un dibattito  surreale,
  come  se  oggi  dire  la  parola  possiamo  assumere   è   possiamo
  rubare .
   Io vorrei dire, ai tanti costituzionalisti che ci hanno guidato in
  questi anni, tutti questi specialisti che sono intervenuti, dire ad
  un  comune  -  leggiamolo al contrario - se hai  i  soldi,  se  sei
  virtuoso,  se  non sei in dissesto, non puoi assumere,  se  pure  a
  tempo  determinato - perché i comuni lo sanno cosa devono fare, non
  c'è  bisogno che alcuni lo spieghino - non lo puoi fare  E'  ledere
  l'autonomia del comune
   Non  penso nemmeno che potremmo legiferare in questo senso, perché
  il   comune   se  è  nel  pieno  del  rispetto  del  suo   percorso
  istituzionale,  economico e finanziario, non gli possiamo  proibire
  di  non garantire i servizi essenziali, forse poteva essere scritto
  questo, per garantire attività istituzionali, per questo lo leggono
  male.
   Forse  poteva essere corretto in questo, Presidente, per garantire
  servizi  o attività essenziali, cioè quando ti arriva una  somma  a
  destinazione  vincolata,  altrimenti la  devi  restituire,  se  non
  rispetti i termini per la progettazione, se non garantisce  i  casi
  di  Tribunale  in  un  comune, forse potevamo scrivere  la  seconda
  parte, ma il principio è più che sacro.
   Se i comuni possono assumere, devono assumere, non prendete più la
  parola  per  difendere i giovani, ma per difendere coloro  i  quali
  hanno fatto sacrifici, lavando i piatti all'estero, ritornando qui,
  diciamo  sempre:  partono  i cervelli, i cervelli  continueranno  a
  partire se è così
   Ci  saranno  solo i precari, che io voglio difendere,  perché  non
  parlo  contro  i precari, già è scontato che dobbiamo  garantire  i
  precari,  ma  perché quella piccola speranza in  misura  minima  di
  percentuale, ma quante ne potrà fare un comune? Uno, due, e voi  li
  volete pure ammazzare
   Quindi, il principio va mantenuto, forse la parte, Presidente,  se
  lei  me  lo  consentirà  in  cinque secondi,   funzioni  e  servizi
  istituzionali , forse si può scrivere in modo da non lasciare adito
  a   si  vogliono assumere l'amico , parlare di funzioni essenziali,
  quindi   all'interno  delle  funzioni  essenziali,  ci  può  essere
  l'assistente sociale, l'insegnante di sostegno, il geologo  e  così
  via.
   Quindi,  penso  che  l'articolo sia stato  scritto  bene,  le  due
  Commissioni hanno lavorato bene.

   CASCIO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO, presidente della Commissione. Signor Presidente, onorevoli
  colleghi,  intervengo,  prima di tutto per  tranquillizzare  alcuni
  deputati   che  si  sono  espressi  in  quest'Aula,  mi   riferisco
  all'onorevole   Cancelleri,  all'onorevole  Formica,  all'onorevole
  Cani,  allo  stesso  onorevole  Malafarina,  all'onorevole  Grasso,
  all'onorevole  Rinaldi, che hanno, ognuno, con  modi  diversi,  con
  toni diversi demonizzato questa norma.
   Come se questa fosse una norma che nascondesse dietro chissà quali
  imbrogli;  come se fosse una norma che permettesse a qualche  amico
  di farsi le assunzioni.
   Li  voglio  tranquillizzare, perché prima di  tutto  è  una  norma
  bipartisan,  perché leggendo la norma c'è scritto:  senza  oneri  a
  carico della Regione .
   Questa  Commissione  ha  presentato  un  emendamento  ancora   più
  rafforzativo,  sostituendo le parole  amministrazione  interessata
  con la parola  enti locali , quindi la norma si riferisce ai comuni
  ed  è bipartisan perché i comuni, mi risulta a tutt'oggi, che hanno
  amministrazioni di colore, di ideologie e di peso politico diverso.
   Vi  sono  amministrazioni rappresentate dai Cinque  Stelle,  ed  è
  rivolto   anche   a   loro,  rappresentate   dal   centro-sinistra,
  rappresentate dal centro-destra, quindi, è una norma che non è  che
  questo  Parlamento può usare o questa maggioranza può usare,  ma  è
  una  norma  in  favore  dei  comuni,  e  come  ha  detto  benissimo
  l'onorevole  Milazzo, per quei comuni che sono anche virtuosi,  che
  hanno  dei  paletti  che, però, non si trovano  quelle  figure  che
  devono  espletare  alcune funzioni che non sono  delegabili.  Si  è
  fatto  cenno all'assistente sociale, ma ce ne possono essere  tante
  altre.
   Abbiamo volutamente non perimetrato le funzioni, perché si correva
  il   rischio,  caro  onorevole  Grasso,  lei  che  è  sindaco,   di
  dimenticare qualche figura, e avremmo fatto un peccato di omissione
  perché,  poi, ci saremmo resi conto che mancava quella  figura  che
  per quel comune era essenziale e noi con una norma molto rigida,  e
  molto  piena  di paletti, avremmo sicuramente creato un  danno,  un
  problema a quei comuni.
   Quindi, noi abbiamo messo una norma che si riferisce alle attività
  istituzionali,  poi,  ogni  sindaco come  ogni  amministratore,  ne
  risponde personalmente in sede penale, in sede civile ed in sede di
  Corte   dei  Conti.  Queste  sono  le  responsabilità  che  toccano
  all'amministratore, ma non si può dare contro alla norma per questo
  principio.
   Purtroppo,   io  ho  un  atteggiamento  molto  laico,   e   questo
  atteggiamento  laico mi porta anche a dire le  cose  che  penso  in
  maniera  diretta. Non si può sentire  Così i sindaci  fanno  quello
  che  vogliono. , questa frase non si può sentire, perché non si può
  sentire?  Perché  questo Parlamento, con determinate  leggi  e  con
  determinati meccanismi, ha fatto sì quello che vuole. Ha  fatto  sì
  che molte persone, senza avere fatto concorsi, senza avere superato
  nessuna  selezione,  solo  perché  amico  dell'amico,  amico  della
  politica, si trova ad avere un contratto di lavoro, alcuni da anni,
  alcuni più recenti, ma si trovano non per meriti, ma per affinità e
  per parentele.
   Oggi  noi non stiamo partendo da questo principio, stiamo partendo
  dal principio che ha espresso bene l'onorevole Milazzo. Noi abbiamo
  giovani  professionisti che hanno una sola strada: andare, emigrare
  fuori  dalla Sicilia ad emigrare fuori da questa Terra che  non  dà
  nessuna opportunità di lavoro. Se le amministrazioni sono in grado,
  ed  hanno  la  capacità economica, ma perché volete mettere  questo
  paletto?
   In  che  cosa consiste l'inciucio, in che cosa consiste l'inganno?
  Non ci trovo niente di scandaloso, la trovo una norma di buon senso
  e, chiaramente, sta alla responsabilità dell'amministratore. Non  è
  che  esentiamo l'amministratore dalle sue responsabilità. Se questo
  è  vero,  penso che questa norma va scritta così per com'è,  tant'è
  che  il  legislatore nazionale per alcune figure, onorevole Grasso,
  le  aveva  già  previste, perché se leggiamo bene l'articolato  c'è
  scritto  che  per il servizio sanitario nazionale e per  gli  aiuti
  comunitari è previsto dalla legge nazionale.
   Noi  abbiamo  detto che per altre figure anche  i  comuni  possono
  usare questo strumento del lavoro flessibile. Non stiamo allargando
  nessuna  platea di precari, anche perché, per essere precari,  oggi
  ci  vuole  un  contratto di diritto privato. L'articolo  3  di  cui
  stiamo  discutendo stabilizza questi soggetti e, poi,  voglio  dire
  l'ultima a qualche deputato. Non si può fare due parti in causa; se
  ne  fa sempre una. Da un lato vi sono deputati che hanno presentato
  emendamenti per stabilizzare i Co.Co.Co. che è una forma di  lavoro
  flessibile;  dall'altro  lato  si  scandalizzano  che   al   lavoro
  flessibile non ci si deve andare. I CO.CO.CO. non fanno parte della
  stabilizzazione,  semmai  fanno parte  delle  proroghe,  non  della
  stabilizzazione. Fanno parte dell'articolo 4, non dell'articolo  3,
  per essere chiari.
   Bisogna,  quindi, fare solo una parte in causa. Invito,  pertanto,
  il Parlamento a riflettere su questa norma, poi, la Commissione non
  può che rimettersi all'Aula. Penso che sia una norma di buon senso,
  non c'è alcun trucco sotto.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   solo   per
  riaffermare  la  bontà  dell'emendamento 3.37  che  ha  come  primo
  firmatario il capogruppo e che, poi, reca la firma di tutti.
   Evidentemente,  l'onorevole Milazzo  è  in  disaccordo  su  questo
  emendamento soppressivo, però, è chiaro che l'indirizzo del  Gruppo
  è  assolutamente  coerente, nel senso di abrogare  questa,  che  io
  continuo a definire, una norma che si poteva e si doveva evitare.
   Proprio perché nel momento in cui, con grandissima fatica, i  vari
  enti  ed anche la Regione, attraverso questa norma, stanno tentando
  di porre fine a quella che è stata, comunque, una pagina vergognosa
  della  nostra Isola, ossia quella del precariato, del finto lavoro,
  delle  assunzioni  fatte assolutamente in modo  clientelare  e  per
  garantirsi appoggi politici, reintrodurre una norma in deroga  che,
  comunque la si voglia chiamare, è una norma che riporta, di  nuovo,
  questa  vergognosa pratica delle assunzioni a chiamata,  che  nulla
  hanno a vedere col il vero fabbisogno.
   Finiamola  con  i  grandi propositi, perché  poi  ricadiamo  nella
  realtà  e  vediamo che dobbiamo, attraverso questa norma,  dare  la
  possibilità agli enti locali, alle amministrazioni, di reintrodurre
  l'assunzione  a  chiamata, sia pure a tempo  determinato,  che  poi
  sappiamo di proroga in proroga finisce
   Vogliamo ridare la speranza, finalmente, ai nostri giovani?
   Se  questi  comuni e questi enti sono virtuosi  e  hanno  tutti  i
  criteri  ed i requisiti per procedere all'assunzione, ma  esiste  o
  non  esiste, o l'abbiamo dimenticato, una norma costituzionale  che
  dice  che  alla  Pubblica Amministrazione si  accede  per  pubblico
  concorso?
   Vogliamo  ridare,  finalmente, la possibilità ai  nostri  giovani,
  meritevoli e validi, di accedere, finalmente di avere una  speranza
  di  accedere  alla Pubblica Amministrazione, o dobbiamo  continuare
  con  questa  prassi deleteria che possono ottenere l'impiego  nella
  Pubblica Amministrazione solo gli amici degli amici?
   Questa  norma in deroga va assolutamente cancellata. Noi su questo
  chiederemo  il  voto  palese,  perché  ognuno  deve  assumersi   la
  responsabilità,  di  fronte  alla pubblica  opinione,  di  dire  se
  vogliamo  ancora perpetuare, nel momento in cui, a  fatica,  stiamo
  cercando  di  uscire  dal  precariato,  vogliamo  ancora,   invece,
  perpetuare nei fatti lasciando uno spiraglio perché questo fenomeno
  continui ad annidarsi nei nostri enti locali.

   PRESIDENTE.  E'  chiaro, onorevole Assenza. Colleghi  andiamo  per
  ordine.
   Si   passa  all'emendamento  3.6,  a  firma  dell'onorevole  Greco
  Giovanni.

   GRECO  GIOVANNI. Dichiaro di ritirare tutti gli emendamenti a  mia
  firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   Gli emendamenti 3.6 e 3.8 sono, quindi, ritirati.
   Si  passa  all'emendamento 3.49, parte prima, a firma del Governo.
  Il parere della Commissione?

   CASCIO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 3.48 a firma del Governo. Il parere della
  Commissione?

   CASCIO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 3.51, a firma dell'onorevole Currenti.
   Non  essendo  presente  in  Aula il firmatario,  né  i  successivi
  firmatari, l'emendamento si intende decaduto.
   Si passa all'emendamento 3.52.
   Non essendo presenti in Aula i firmatari, l'emendamento si intende
  decaduto.
   L'emendamento  3.9,  a  firma  dell'onorevole  Greco  Giovanni,  è
  ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 3.49, II parte, del Governo. Il  parere
  della Commissione?

   CASCIO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento  3.10, degli onorevoli Greco Giovanni  ed  altri,  è
  stato ritirato dall'onorevole Greco.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevoli colleghi, l'intenzione era chiudere stasera, e  potevamo
  chiudere  pure  entro le 20.00, 20.30, ma stanno arrivando  diversi
  sub emendamenti e non è possibile.
   Si passa all'emendamento 3.37, degli onorevoli Falcone ed altri.
   Comunico   che   all'emendamento  3.37  è  stato  presentato    un
  subemendamento modificativo dagli onorevoli Venturino ed altri.
   Se  noi  approviamo il subemendamento, l'emendamento  3.37  decade
  perché completamente sostitutivo.

   VENTURINO.  Chiedo  di  parlare per illustrare  il  subemendamento
  3.37.1.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VENTURINO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  brevemente
  perché fa parte dell'intervento che ho fatto prima. Come già detto,
  aspettavo  una risposta che non è arrivata, ho detto questo   fatte
  salve   pone un problema perché, per la mia esperienza recente,  il
   fatto salvo  mette in discussione tutto quello che si dice prima e
  chiedevo  all'assessore  di  spiegarmi perché,  con  questo   fatte
  salve  si può riaprire una finestra su un nuovo tipo di precariato.
   Siccome questa spiegazione non è arrivata e, di fatto, con  questo
   fatto  salvo   noi  possiamo riaprire finestre su  situazioni  che
  possono  portare,  come diceva l'onorevole Milazzo,  a  parlare  di
  precariato fra dieci anni, dico togliamo questo dubbio.

   PRESIDENTE. Chiarissimo, onorevole Venturino.
   Pongo  in  votazione  il subemendamento 3.37.1.  Il  parere  della
  Commissione?

   CASCIO, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.

   ASSENZA.  ASSENZA. Chiedo che la votazione avvenga  per  scrutinio
  nominale.

   RINALRINALDI.  Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Ardizzone


       Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 3.37.1.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 3.37.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  67
   Maggioranza         34
   Favorevoli          28
   Contrari            39

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 3.37 è precluso.
   L'emendamento 3.2 è assorbito.
   Si  passa  all'emendamento 3.53, della Commissione. Il parere  del
  Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Gli  emendamenti 3.11 e 3.12, degli onorevoli Greco ed altri, sono
  ritirati dall'onorevole Greco.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento  3.46, del  Governo.  Il  parere  della
  Commissione?

   CASCIO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento  3.13, degli onorevoli Greco ed  altri,  è  ritirato
  dall'onorevole Greco.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 3.3, degli onorevoli Grasso ed altri. Il
  parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CASCIO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 3.5, dell'onorevole Vinciullo. Il parere
  del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CASCIO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento 3.1, degli onorevoli Papale ed altri, è di  identico
  contenuto all'emendamento 3.5, testè approvato.
   L'emendamento  3.14, degli onorevoli Greco ed  altri,  è  ritirato
  dall'onorevole Greco.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 3.29, degli onorevoli Falcone ed altri.

   FALCONE. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 3.41, della Commissione. C'è una sorta di
  conflitto  tra Commissione e Governo, pertanto chiedo  di  mettervi
  d'accordo su quale votare.

   CASCIO,   presidente   della   Commissione.   Signor   Presidente,
  l'emendamento 3.41 è stato scritto dalla Commissione per coordinare
  il  testo,  perché al comma 7 le parole  comma 18  sono  sostituite
  dalle  parole   comma  17  per aver saltato un  comma,  quello  che
  riguarda i dopo lavoristi, i dopo scuolisti di Catania, che era  al
  comma 16. E questo lo abbiamo verificato con gli Uffici.

   PRESIDENTE. Quindi, il Governo ritira il suo emendamento. Pongo in
  votazione l'emendamento 3.41. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento 3.50 I parte, del Governo, è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento  3.15, degli onorevoli Greco ed  altri,  è  ritirato
  dall'onorevole Greco.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento  3.47, del  Governo.  Il  parere  della
  Commissione?

   CASCIO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 3.40, degli onorevoli Alloro ed altri.

   ALLORO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALLORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo trovato una
  soluzione in un emendamento che sta presentando il Governo,  perché
  sostanzialmente  si  trattava  di  enti,  cioè  di  lavoratori  che
  appartengono al bacino di cui all'articolo 30, sostanzialmente  con
  enti  utilizzatori di cui alla legge 21, che in questo momento  non
  hanno  il  commissario  che gli proroga il rapporto  di  lavoro,  e
  quindi come ha previsto il Governo va bene.
   Pertanto, dichiaro di ritirare l'emendamento 3.40.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Gli  emendamenti  3.17, 3.18, 3.19, 3.20 e 3.21,  degli  onorevoli
  Greco ed altri, sono ritirati dall'onorevole Greco.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 3.54, del Governo. Lo pongo in votazione.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 3.30, degli onorevoli Falcone ed altri.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore per l'economia. Signor Presidente,  per  andare
  incontro  al Comune, abbiamo previsto che il pagamento dei  precari
  venga  fatto in trimestralità, di cui l'ultima entro il 31 dicembre
  dell'anno in corso, e che la prima rata preveda un anticipo del  60
  per   cento.   Secondo  me  andare  oltre  quell'anticipo   diventa
  difficoltoso   da  gestire,  però  così  garantiamo  nell'anno   il
  pagamento di tutte le trimestralità con il 60 per cento di acconto.
  Rispetto ad ora è già un grosso passo in avanti.

   FALCONE. Signor Presidente, ritiro l'emendamento 3.30.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Gli  emendamenti 3.22, 3.23, 3.24, 3.25, 3.26, 3.27, 3.28 e  3.16,
  degli   onorevoli   Greco  Giovanni  ed  altri,  vengono   ritirati
  dall'onorevole Greco.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Gli  emendamenti  3.31, 3.32, 3.33, 3.34 e 3.35,  degli  onorevoli
  Falcone ed altri, vengono ritirati dall'onorevole Falcone.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Gli  emendamenti 3.44, 3.41 e 3.43, degli onorevoli Sammartino  ed
  altri, vengono ritirati dall'onorevole Sammartino.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento  3.55, del  Governo.  Il  parere  della
  Commissione?

   CASCIO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 3.36, degli onorevoli Falcone ed altri.

   FALCONE. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  condividendo
  l'impostazione  della  norma,  era  per  dare  una  certezza  della
  tempistica.  Cioè, abbiamo messo "entro 90 giorni da  quando  viene
  pubblicata",  cioè  sostanzialmente diciamo  che  la  pubblicazione
  della long list deve avvenire entro 90 giorni.
   Successivamente, entro il 30 giugno del 2017, si deve  individuare
  una banca, l'istituto finanziario che consente queste agevolazioni,
  e  tutto  ciò entro 60 giorni deve essere disciplinato dal  decreto
  del Presidente della Regione.
   Noi  diciamo  che  entro 60 giorni dalla pubblicazione  di  questa
  legge,  il  Presidente  della Regione emana un  decreto  attuativo,
  entro  90  giorni individuiamo e facciamo l'avviso su internet,  ed
  entro  il 30 giugno 2017 individuiamo l'istituto finanziario.  Cioè
  stiamo  scadenzando  in questo emendamento la procedura  per  poter
  attingere a queste agevolazioni, nient'altro.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo sull'emendamento 3.36?

   BACCEI, assessore per l'economia. Il Governo si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CASCIO,  presidente  della Commissione. Anche  la  Commissione  si
  rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 3.45, della Commissione. Il parere  del
  Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento 3.50 del Governo è stato ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 3, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                             «Articolo. 4
        Disposizioni in favore dei lavoratori socialmente utili

   L'articolo  proposto prevede la proroga delle attività socialmente
  utili  e  la possibilità di accedere alla fuoriuscita nei confronti
  dei   soggetti  che  per  i  quali  il  numero  di  anni   per   il
  raggiungimento dei requisiti per la pensione non è inferiore a   10
  anni .

   I  soggetti inseriti nell'elenco regionale predisposto sulla  base
  della  l.r.  28/01/2014, n. 5, articolo 30, non  contrattualizzati,
  destinatari  delle  proroghe e delle misure  di  fuoriuscita,  sono
  5268».

   L'emendamento  4.2,  degli onorevoli Greco Giovanni  ed  altri,  è
  ritirato dall'onorevole Greco.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 4.9, del Governo.
   All'emendamento 4.9 è stato presentato dall'onorevole Panepinto un
  subemendamento, che lo stesso firmatario ha dichiarato di ritirare.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo,  pertanto in votazione l'emendamento 4.9. Il  parere  della
  Commissione?

   CASCIO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento  4.3,  degli onorevoli Greco ed  altri,  è  ritirato
  dall'onorevole Greco.
   L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento 4.7, degli onorevoli Turano ed altri è  precluso  in
  quanto abbiamo votato la riscrittura del comma 4 del Governo.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.   Signor  Presidente,  Governo,  onorevoli  colleghi,   la
  riscrittura del Governo è in aggiunta all'articolato che riguarda i
  lavoratori ASU. Vorrei che il Presidente della Regione, l'assessore
  Baccei e la Presidenza seguissero.
   Ho la necessità di essere chiaro con l'Aula e con me stesso.
   Sono  stato in I Commissione ed ho seguito il ragionamento che  ha
  fatto  l'onorevole  Di  Giacinto,  con  il  quale  ho  ripresentato
  l'emendamento a firma congiunta.
   Abbiamo  deciso  di diventare facilitatori dei percorsi  giuridici
  amministrativi. Sono contento, signor Presidente,  di  fare  questo
  intervento dopo avere votato l'articolo 3 e aver messo in sicurezza
  tutti i lavoratori che hanno un contratto.
   L'articolo  4 riguarda soggetti che vengono utilizzati presso  gli
  enti locali e che non hanno nessun contratto, hanno un sussidio  di
  accompagnamento  al lavoro. Con l'emendamento 4.7 abbiamo  soltanto
  detto  che,  con  la  pubblicazione  della  legge,  automaticamente
  possono  continuare a lavorare presso gli enti dove per ora vengono
  sospesi per più di un mese e l'ente utilizzatore, qualora decida di
  non  avere  la disponibilità del lavoratore, rinuncia  allo  stesso
  lavoratore. Cioè, piuttosto che fare bloccare l'attività di  questi
  soggetti e mandarli a casa per un mese, un mese e mezzo, quello che
  sarà,  possono  continuare a lavorare, tranne  che  l'ente  non  ci
  rinunci.
   Non  vedo  niente di strano. Abbiamo soltanto deciso di facilitare
  il  percorso e vorrei che il Governo desse parere favorevole perché
  stiamo  facendo  un  atto  di giustizia, premesso  che  non  voglio
  parlare  della genesi dei lavoratori dell'articolo 3, né di  quelli
  dell'articolo 4, ma avere determinato che all'interno della  stessa
  stanza  di  lavoro  vi  è chi ha un contratto  e  chi  invece  deve
  attendere una delibera del comune, a me sembra veramente esagerato.
   Quindi,  insisto per il mantenimento e chiedo il parere favorevole
  del  Governo,  che  non  significa  assolutamente  iniziare  nessun
  processo  e nessun percorso, se non quello di dare, con  la  stessa
  legge,  la  certezza  di potere continuare a  lavorare.  Di  contro
  dovrei  arrivare alla conclusione, se il Governo non  desse  parere
  favorevole, che non serve neppure approvare l'articolo 4.
   E  siccome a me non piace fare lo struzzo e mettere la testa sotto
  la  sabbia, so che è indispensabile approvare l'articolo 4 per fare
  continuare  questi  lavoratori, voglio  evitare  il  disagio  delle
  amministrazioni  che sono costrette a deliberare mentre  ancora  la
  legge  non è pubblicata e voglio soltanto dare la certezza che  con
  la  legge questi continuino a lavorare successivamente, tranne  che
  il comune non decida di rinunciare.

   PRESIDENTE.  Onorevole Turano, lei è un perfetto  conoscitore  del
  Regolamento.

   TURANO. Sì, signor Presidente, ma lei mi deve dare il tempo di sub
  emendare  la  proposta  del  Governo e di  riscriverla  perché  sto
  chiedendo di fare una cosa diversa.
   Il   Governo   deve  dire  se  è  d'accordo  o  non  è  d'accordo.
  Diversamente   su   questo  punto,  sulla  categoria   degli   ASU,
  commettiamo  una  scorrettezza, ovverosia, utilizziamo  le  potestà
  regolamentari  di riscrittura che ha il Governo  per  non  dare  la
  possibilità a questi soggetti di continuare a lavorare come  stanno
  facendo tutti gli altri.
   Non  stiamo  avviando  nessuna procedura  di  stabilizzazione  nei
  confronti  di  queste persone, abbiamo deciso di fare  una  proroga
  secca  di  tre  anni.  Stiamo  soltanto  utilizzando  lo  strumento
  legislativo  per evitare che, a seguito della legge, vi  sia  anche
  una delibera e dunque chiedo di sospendere l'Aula per un minuto per
  permettermi di formulare un emendamento, oppure, come ha  fatto  la
  Presidenza  tante volte, di ridefinire il testo per  permettere  di
  raggiungere  l'obiettivo che credo di avere illustrato con  dovizia
  di particolari.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia.  Signor  Presidente,   vorrei
  ricordare che l'emendamento dell'onorevole Turano è stato  bocciato
  in I Commissione e dichiarato inammissibile in II Commissione.

   TURANO.  Le  prerogative del deputato prevedono la ripresentazione
  in Aula.

   PRESIDENTE.  Formalmente il Governo ha riscritto il comma  4,  per
  cui  la trattazione del suo emendamento 4.7 è preclusa. L'onorevole
  Turano  ha  fatto  però  un  altro tipo di  ragionamento,  cioè  di
  fermarci non per un'ulteriore riscrittura ma per un'aggiunta

   BACCEI, assessore per l'economia. Il Governo è contrario.

   PRESIDENTE.   Essendo   contrario  il   Governo,   ribadisco   che
  l'emendamento 4.7 è precluso.

                   (Proteste dell'onorevole Turano)

   Onorevole  Turano, non mi metta in difficoltà. Quando si  vota  un
  emendamento  di  riscrittura,  tutti  gli  altri  emendamenti  sono
  assorbiti e comunque decadono.

   TURANO. Signor Presidente, richiamo per l'ordine dei lavori e  lei
  non ha nessun bisogno dei miei suggerimenti.
   L'articolo  di  riscrittura del Governo  era  stato  formulato  in
  maniera  maldestra,  tanto che l'approvazione di  quell'emendamento
  avrebbe  fatto saltare la stabilizzazione degli ASU perché  era  al
  comma  1.  Il  Governo, accortosi dell'errore, lo ha  riscritto  in
  maniera  tale  da  salvare  l'uno  e  l'altro,  e  non  può  adesso
  precludere l'esercizio dell'attività parlamentare ad un deputato.
   Chiedo  soltanto che venga messo in votazione il mio  emendamento;
  l'Aula poi potrà approvarlo o non approvarlo.
   Non  si  può  utilizzare l'escamotage dicendo che l'emendamento  è
  precluso   perché  il  Governo  è  contrario  per  determinare   la
  trattazione di un emendamento presentato nei termini e - io dico  -
  correttamente, perché diversamente se utilizziamo questo escamotage
  saremo costretti a riguardare le scritture del Governo.

   BACCEI, assessore per l'economia. Il Governo lo ha scritto bene

   TURANO. Il Governo non lo ha scritto bene.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'emendamento 4.6, degli onorevoli
  Greco Giovanni ed altri è ritirato dall'onorevole Greco.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento  4.8,  del  Governo.  Il  parere  della
  Commissione?

   CASCIO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (E'approvato)

   L'emendamento 4.1 è assorbito.
   L'emendamento  4.4 è precluso dall'approvazione  dell'articolo  1,
  comma 8.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 4, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E'approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                              «Articolo 5
        Interventi per la tutela e l'occupazione dei lavoratori
         utilizzati nei Cantieri di Servizi già percettori del
                    reddito minimo di inserimento.

   1.  Le  misure  di  cui all'articolo 8 del decreto  legislativo  1
  dicembre  1997,  n.  468, ancora vigente per espressa  disposizione
  dell'articolo 26 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150,
  per  la  conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro,
  sono  estese anche ai lavoratori utilizzati nei Cantieri di Servizi
  già percettori del reddito minimo di inserimento.

   2.   Il   Dipartimento   Regionale   del   Lavoro,   dell'Impiego,
  dell'Orientamento, dei Servizi e delle Attività Formative, al  fine
  di   favorire  la  fuoriuscita  dal  bacino  di  appartenenza   dei
  lavoratori utilizzati nei cantieri di servizio, già percettori  del
  reddito minimo di inserimento, è autorizzato a concedere, a  coloro
  che ne fanno richiesta, per la fuoriuscita definitiva dal bacino di
  appartenenza,    un'indennità    omnicomprensiva     di     importo
  corrispondente ad anni 5 del sussidio di cui all'articolo 1,  comma
  3 della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5,  da corrispondere in
  rate  annuali. Le misure di cui al presente comma sono riconosciute
  unicamente  ai soggetti per i quali il numero di anni necessari  al
  raggiungimento dei requisiti di pensionabilità non  è  inferiore  a
  dieci.

   3.  Agli oneri derivanti dalle disposizioni del presente articolo,
  quantificati in 9.400 migliaia di euro annui per gli esercizi  2017-
  2021,   si   provvede   per   il  triennio   2017-2019   a   valere
  sull'autorizzazione di spesa di cui alla tabella  G  (Missione  15,
  Programma 1, capitolo 712402) della legge regionale 17 marzo  2016,
  n.  3,  come  modificata dalla legge regionale n.  24/2016,  che  è
  rideterminata  per  ciascuno  degli  esercizi  2018-2019  in  9.400
  migliaia di euro».

   Tutti  gli emendamenti soppressivi presentati all'articolo 5 dagli
  onorevoli Greco Giovanni ed altri sono stati ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione l'articolo 5. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (E'approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                              «Articolo 6
        Tutele per i soggetti appartenenti al bacino  Emergenza
                            Palermo ex PIP

   1.  Le  misure  di  cui all'articolo 8 del decreto  legislativo  1
  dicembre  1997,  n.  468, ancora vigente per espressa  disposizione
  dell'articolo 26 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150,
  per  la  conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro,
  sono  estese  anche  ai soggetti appartenenti al bacino   Emergenza
  Palermo ex PIP .

   2.  L'articolo  68,  comma 3, lettera a) della legge  regionale  7
  maggio 2015 n. 9, è così sostituito:

    3.  I  soggetti  di  cui al comma 1 possono  richiedere,  per  la
  fuoriuscita    definitiva   dal   bacino   di   appartenenza,    la
  corresponsione   di   un'indennità   omnicomprensiva   di   importo
  corrispondente ad anni 5 dell'assegno di sostegno al reddito già in
  godimento, da corrispondere in rate annuali. Le misure  di  cui  al
  presente comma sono riconosciute unicamente ai soggetti per i quali
  il  numero  di  anni necessari al raggiungimento dei  requisiti  di
  pensionabilità non è inferiore a dieci. .

   3.  Agli oneri derivanti dalle disposizioni del presente articolo,
  quantificati in 29.463 migliaia di euro annui per gli esercizi 2017-
  2021,  si  provvede a valere dell'autorizzazione di  spesa  di  cui
  all'articolo  24  della legge regionale 18 marzo 2016,  n.  3,  che
  viene incrementata, per il biennio 2017-2018 dell'importo annuo  di
  463  migliaia  di euro e determinata, complessivamente,  in  misura
  pari a 29.463 per l'esercizio finanziario 2019».

   Si  passa  all'emendamento 6.1, della Commissione. Il  parere  del
  Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 6, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                              «Articolo 7
                         Copertura finanziaria

   1. Gli oneri derivanti dalle disposizioni della presente legge sono
       riepilogati nella seguente tabella.

   2.  Agli  oneri derivanti dalle disposizioni della presente  legge
  per  il biennio 2017-2018, riepilogati al comma precedente,  si  fa
  fronte  mediante  la  riduzione delle  spese  e  le  nuove  entrate
  riepilogate nella seguente tabella:

   3.  Agli  oneri per l'anno 2019, riepilogati al comma 1,  ed  agli
  oneri   previsti   a  decorrere  dall'anno  2020  derivanti   dalle
  disposizioni  di  cui  all'articolo 3, comma  21,  pari  a  226.700
  migliaia di euro annui dal 2020 al 2038, e dagli articoli 4, 5 e 6,
  pari  a  75.225  migliaia di euro annui per gli anni 2019-2021,  si
  provvede  mediante le entrate derivanti dalle norme  di  attuazione
  dello  Statuto  di cui all'articolo 1, commi 509 e  seguenti  della
  legge 11 dicembre 2016, n. 232.

   4.  Negli stati di previsione delle entrate e delle spese  per  il
  triennio 2016-2018 sono introdotte rispettivamente le variazioni di
  cui  alle  allegate tabelle A e B, derivanti dalle disposizioni  di
  cui alla presente legge».

   Onorevoli  colleghi, formalmente ci dobbiamo  fermare.  Adesso  io
  faccio  una proposta all'Aula, capisco che poi ognuno in  base alle
  proprie  esigenze  può dire di andare avanti  o  fermarci,  bisogna
  sospendere  la  seduta  in  quanto si deve  riunire  il  Governo  e
  riformulare  le  tabelle. A seguire si deve  esaminare  l'esercizio
  provvisorio  e  il  DEFR;  per cui, cosa giusta  e  saggia,  avendo
  approvato   la   norma   sui  precari,   la   legge   sui   precari
  sostanzialmente è approvata, il Governo ha bisogno pure di fermarsi
  perché  questo lo prevede la procedura, sarebbe logico  rinviare  a
  domani mattina alle ore 11.00.

                           (Brusio in Aula)

   Onorevoli  colleghi, io non voglio strozzare il dibattito,  ognuno
  deve  fare  le dichiarazioni di voto e quant'altro; si sospende  la
  seduta per consentire al Governo di riunirsi. Pertanto, la seduta è
  sospesa per consentire al Governo di rivedere le tabelle.

     (La seduta, sospesa alle ore 20.01, è ripresa alle ore 20.27)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  nell'attesa  che  arrivino   le
  tabelle  completate,  prima  della  sospensione  aveva  chiesto  di
  intervenire  per dichiarazione di voto l'onorevole Cordaro.  Ne  ha
  facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, Presidente della Regione,  Assessori,
  onorevoli colleghi, abbiamo dato, come Cantiere Popolare, il nostro
  contributo  responsabile al buon esito, per una gran parte,  di  un
  disegno  di  legge che riguarda varie categorie di  precari  e  per
  questa  ragione,  lo  dico  in premessa,  il  Gruppo  del  Cantiere
  Popolare  voterà favorevolmente al disegno di legge che andiamo  ad
  esitare.
   Tuttavia,  rimangono,  a  mio parere ed  a  parere  nostro,  delle
  criticità  importanti.  Potrei snocciolarle  tutte;  mi  limito  ad
  alcune  che  sono  apparse, a mio modo di  vedere,  particolarmente
  gravi e che sono rimaste irrisolte.
   Vorrei,  ad  esempio,  cogliere  l'occasione,  avendo  l'assessore
  Gucciardi  presente. Assessore Gucciardi volevo  rivolgermi  a  lei
  perché, vede, è stata fatta una buona opera legislativa, oltre  che
  politica,  nell'approvare l'emendamento dell'onorevole  Grasso  che
  riguardava  una classe di infermieri che rischiavano di  non  poter
  proseguire, dopo avere accumulato grande esperienza.
   Però,  vorrei  cogliere l'occasione per chiedere che fine  faranno
  gli  psicologi  giudiziari storici degli  istituti  penitenziari  e
  delle  case  di  reclusione di Palermo e  di  Catania,  proprio  in
  ragione  dell'aspetto legato alle graduatorie,  professionisti  con
  grandissima  esperienza  che  da vent'anni  operano  in  luoghi  di
  grandissima   criticità  e  che  non  sono  stati   inclusi   nelle
  graduatorie  nel  passaggio  dal  Ministero  della  Giustizia  alla
  Regione.
   Questo è un problema, Assessore, che io auspico - perché questa  è
  la  via  - che venga risolto presto in via amministrativa,  perché,
  come lei sa, il servizio che gli psicologi giudiziari offrono è  un
  servizio LEA, cioè che riguarda i livelli essenziali di assistenza,
  e  non è possibile immaginare che una professionalità storica  come
  quella che riguarda questi medici possa essere vanificata.
   Ci attendiamo, quindi, responsabilmente delle risposta dal Governo
  e,  soprattutto con riferimento all'articolo 2 - e qui  mi  rivolgo
  all'assessore  Baccei ed al Governo nazionale - resta  il  problema
  irrisolto dei duecentoquaranta milioni di euro.
   Vedete, io non voglio personalizzare, non l'ho mai fatto e non  lo
  farò mai, nonostante il Presidente Crocetta ogni tanto pensa che io
  possa  cadere in questa tentazione. La verità è che lo Stato impone
  un taglio orizzontale del quindici percento quale precondizione per
  dare  il via libera alle proroghe nelle more della stabilizzazione;
  ebbene,  in  realtà questo taglio orizzontale che mette  a  rischio
  tanti  lavoratori  delle  ex  province,  finisce  per  produrre  un
  risparmio  di  trenta milioni di euro a fronte dei duecentoquaranta
  milioni di euro che servirebbero per dare sicurezza a quella platea
  di  lavoratori.  Resta un problema irrisolto, ed  io  penso,  senza
  spirito  polemico, ma sempre cercando di costruire, che  se  cinque
  anni  fa  invece  di  proclamare la fine delle  province  si  fosse
  cominciato  a  lavorare per la stabilizzazione  dei  precari,  oggi
  certamente non ci troveremmo a questo punto.
   La  verità quindi resta una, ed è questo il rimprovero e l'appello
  forte  che  io  rivolgo al Governo regionale,  fin  quando  non  si
  ridiscuterà  il  patto  di  stabilità  col  Governo  nazionale  noi
  rischieremmo di tenere in mano una bomba sociale che può  esplodere
  da  una settimana all'altra; è necessario aprire una vertenza seria
  con  il Governo nazionale, perché l'unica strada per dare sicurezza
  ai lavoratori degli enti locali, e soprattutto delle ex province, è
  appunto  quella  di  ridiscutere il patto di  stabilità,  per  dare
  serenità,  pace  sociale, un futuro alle famiglie siciliane,  e  ai
  tanti  figli  che oggi, in ragione del nulla che si è  prodotto  in
  questi  anni, sempre più spesso lasciano la Sicilia per trovare  un
  futuro lontano.
   E   allora,  rispetto  a  questo,  Presidente  Crocetta,  Governo,
  assessore  Baccei,  mi rivolgo soprattutto a lei come  promanazione
  del  Governo nazionale qui in Sicilia, vesta il panni del siciliano
  per  una  volta,  e ci aiuti a spiegare al suo PD  a  Roma  che  la
  vicenda  che  riguarda migliaia di lavoratori  non  è  una  vicenda
  politica, ma è prima una vicenda sociale, prima ancora una  vicenda
  umana;  per queste ragioni noi manteniamo le riserve, ma con grande
  senso  di  responsabilità, volendo mettere in sicurezza  la  grande
  platea  di  precari  che operano e che tengono in  piedi  grandi  e
  piccoli  comuni, enti locali, ex province, ed enti  collegati,  noi
  voteremo favorevolmente al disegno di legge che abbiamo discusso.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   noi   come
  opposizione  siamo stati leali e collaborativi oltre  ogni  limite,
  per  far  si  che si addivenisse a questa - come dire - valvola  di
  sicurezza,  chiamiamola  come  vogliamo,  per  impedire   ulteriori
  disastri  rispetto  ad  una procedura veramente  disastrosa  che  è
  diventata assolutamente ancora più distruttiva in questa  fine  del
  2016.
   Se  pensiamo  che  ci siamo ridotti al 22 dicembre  a  ricevere  i
  documenti di bilancio e che fino all'altro ieri ancora si discuteva
  se approvare o meno bilancio e finanziaria entro 6 giorni, compreso
  Natale  e  Capodanno,  e  si era messa in  discussione  persino  la
  presentazione dell'esercizio provvisorio, questo la dice  lunga  su
  quale  è  stata  la  conduzione di tutta  la  vicenda  rispetto  ad
  argomenti  essenziali e che toccano da vicino decine  e  decine  di
  migliaia di persone della nostra Regione.
   Solo la caparbietà da parte dell'opposizione - lo dobbiamo dire  -
  nel  voler  perseguire l'obiettivo di mettere in  sicurezza  queste
  categorie, ha fatto sì che, passando sopra termini, passando  sopra
  regolamenti, passando sopra ciò che prevede il Regolamento di  ogni
  Parlamento,   non  di  questo  Parlamento,  cioè   che   si   possa
  approfondire  temi cruciali ed importanti, solo questo  ci  guidato
  nel  non  frapporre alcun tipo di ostacolo rispetto alle  procedure
  seguite.
   Pertanto,  siamo  contenti che si è riusciti in  qualche  modo  ad
  evitare ulteriori disastri. Questa non è la panacea promessa, non è
  la  stabilizzazione, si tratta di proroghe che lasciano intatto  il
  problema.  Il  problema  che,  per  essere  risolto,  deve   essere
  affrontato in maniera pesante da un Governo pesante, nei  confronti
  di  Roma  che  ancora  una  volta della Sicilia  se  ne  è  fregata
  altissimamente.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa all'emendamento 7.6,  del
  Governo.
   Il parere della Commissione?

   CASCIO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  7.7,  del  Governo.  Il  parere  della
  Commissione?

   CASCIO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  alla  Tabella  Tab.Gov, del Governo.  Il  parere  della
  Commissione?

   CASCIO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 7 nel  testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                              «Articolo 8
                           Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  Ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
  sua pubblicazione, con effetto dall'1 gennaio 2017.

   2.  È  fatto  obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi, tutti gli ordini del giorno vengono accettati
  come  raccomandazione  da  parte del Governo.  E'  inutile  che  ci
  mettiamo a discutere sugli ordini del giorno.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  su queste cose degli ASU ho chiarito già. Le risorse  ci
  sono  tutte.  Il  progetto  è  di  centoventimilioni  di  euro  per
  intenderci,  due  tranches,  una  riguarda  i  fondi   di   vecchia
  programmazione  e  l'altra delibera che è stata fatta  riguarda  la
  nuova programmazione.
   Per tranquillità degli ASU, faremo questa delibera di presa d'atto
  degli impegni già assunti dai dirigenti.

   PRESIDENTE.   Gli   ordini   del  giorno   sono   accettati   come
  raccomandazioni.
   Onorevoli  colleghi, dopo la votazione non andate  via  perché  il
  Governo  si  deve ulteriormente riunire per modificare il  bilancio
  già  depositato sulla base della legge che noi abbiamo votato,  che
  riguarda  i  precari  e quindi, di conseguenza, votare  l'esercizio
  provvisorio.

   Disposizioni in materia di autonomie locali e per la stabiliz-
   zazione del personale precario. (n. 1278/A)
   Presidenza del Presidente Ardizzone


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
         «Disposizioni in materia di autonomie locali e per la
          stabilizzazione del personale precario» (n. 1278/A)

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del disegno di legge «Disposizioni in materia di autonomie locali  e
  per la stabilizzazione del personale precario» (n. 1278/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  63
   Maggioranza         32
   Favorevoli          49
   Astenuti            14

   Gli onorevoli Tamajo, Germanà e Dipasquale hanno votato a favore.

                         (L'Assemblea approva)

   Il Governo è invitato a riunirsi per fare le modifiche.
   Invito  gli onorevoli colleghi a restare in Aula per approvare  il
  DEFR,  il  disegno di legge sulla certificazione che  va  approvato
  entro il 31 dicembre e l'esercizio provvisorio.
   Sospendo l'Aula avvertendo che riprenderà alle 20.50.

       (La seduta, sospesa alle ore 20.44, è ripresa alle 20.54)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'Assessore Baccei mi conferma che
  la  Giunta  ha proceduto alla modifica del bilancio già  depositato
  sulla  base delle variazioni relative all'approvazione della  legge
  cosiddetta   sui   precari,  quindi  possiamo   passare   all'esame
  dell'esercizio provvisorio.

   Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione
   per l'esercizio 2017.
   Presidenza del Presidente Ardizzone


     Seguito della discussione del disegno di legge numero 1279/A
                            «Autorizzazione
       all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per
                           l'esercizio 2017»

   PRESIDENTE.  Si  procede  con  il seguito  della  discussione  del
  disegno  di  legge  «Autorizzazione all'esercizio  provvisorio  del
  bilancio  della  Regione per l'esercizio 2017»  (1279/A)  posto  al
  numero 2).
   Invito  i  componenti la II Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                             «Articolo 1.
         Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio
                            della Regione.
                       Disposizioni finanziarie

   1.  Il Governo della Regione è autorizzato, ai sensi dell'articolo
  43  del  decreto  legislativo 23 giugno 2011, n. 118  e  successive
  modifiche ed integrazioni e delle disposizioni contenute nel  punto
  8 dell'Allegato 4/2 al medesimo decreto legislativo n. 118/2011, ad
  esercitare  provvisoriamente, fino a quando non sarà approvato  con
  legge regionale e comunque non oltre il 28 febbraio 2017, lo schema
  di bilancio annuale della Regione per l'esercizio finanziario 2017,
  secondo  gli stati di previsione dell'entrata e della spesa  ed  il
  relativo disegno di legge approvato con deliberazione della  Giunta
  regionale  n. 423 del 17 dicembre 2017 nonché secondo  le  note  di
  variazioni  di cui alla presente legge e alla delibera  legislativa
   Disposizioni   in   materia  di  autonomie   locali   e   per   la
  stabilizzazione del  personale precario .

   2.  Al  comma 1 dell'articolo 8 della legge regionale  13  gennaio
  2015,  n.  3  le parole  Per ciascuno degli anni 2015 e 2016   sono
  sostituite dalle parole  A decorrere dall'anno 2015 .

   3.  Le  misure per il conseguimento di risparmi di spesa  previste
  dai  commi  2 e 3 dell'articolo 13 della legge regionale 11  giugno
  2014,  n.  13  sono  confermate per il  triennio  2017-2019,  ferme
  restando  le disposizioni previste dai restanti commi del  medesimo
  articolo.

   4.  Al  fine  di  garantire  la  rilevazione  unitaria  dei  fatti
  gestionali  sia sotto il profilo finanziario che sotto  il  profilo
  economico-patrimoniale, in applicazione delle disposizioni  di  cui
  all'articolo  2 del decreto legislativo 23 giugno 2011,  n.  118  e
  successive  modifiche  ed integrazioni, il  Ragioniere  generale  è
  autorizzato ad effettuare le variazioni di bilancio occorrenti  per
  iscrivere  su  differenti capitoli gli stanziamenti prefissati  con
  legge  per  adeguarli al piano dei conti integrato, ferma  restando
  l'entrata  e  la spesa complessivamente autorizzata rispettivamente
  per Titoli e Tipologie e Missioni e Programmi».

   Onorevoli  colleghi,  comunico che sono stati  presentati  diversi
  emendamenti soppressivi dagli onorevoli Greco Giovanni ed altri.

   GRECO  GIOVANNI. Dichiaro di ritirare tutti gli emendamenti a  mia
  firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                             «Articolo 2.
          Disposizioni in materia di residui passivi perenti

   l.  Le  somme  eliminate  nei precedenti esercizi  finanziari  per
  perenzione amministrativa agli effetti amministrativi, relative  ad
  impegni assunti fino all'esercizio 2006, non reiscritte in bilancio
  entro  la chiusura dell'esercizio finanziario 2016, sono cancellate
  dalle  scritture contabili della Regione dell'esercizio finanziario
  medesimo  salvo  comunicazione  dell'interruzione  dei  termini  di
  prescrizione da parte dell'Amministrazione competente. Con  decreto
  del Ragioniere generale della Regione sono individuate le somme  da
  eliminare  ai  sensi del presente comma. Copia di detto  decreto  è
  allegata  al  rendiconto  generale della  Regione  per  l'esercizio
  finanziario 2016.

   2.  Le  somme  eliminate  nei precedenti esercizi  finanziari  per
  perenzione amministrativa agli effetti amministrativi, relative  ad
  impegni assunti a decorrere dall' esercizio 2007, non reiscritte in
  bilancio entro la chiusura dell'esercizio finanziario 2016, cui non
  corrispondono   obbligazioni   giuridicamente   vincolanti,    sono
  cancellate  dalle scritture contabili della Regione  dell'esercizio
  finanziario  medesimo.  Con decreto del Ragioniere  generale  della
  Regione,  su  indicazione  delle competenti  amministrazioni,  sono
  individuate  le  somme da eliminare ai sensi  del  presente  comma.
  Copia  di  detto  decreto è allegata al rendiconto  generale  della
  Regione per l'esercizio finanziario 2016.

   3.  Le  disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non si  applicano  alle
  spese  per  esecuzione  di  opere qualora  il  progetto  dell'opera
  finanziata sia esecutivo e gli enti appaltanti abbiano già adottato
  le  deliberazioni che indicono la gara, stabilendone le modalità di
  appalto.

   4.  Qualora, a fronte delle somme eliminate ai sensi del comma  1,
  sia  successivamente  documentata  l'interruzione  dei  termini  di
  prescrizione e, a fronte delle somme eliminate ai sensi  del  comma
  2, sussista ancora l'obbligo della Regione, si provvede al relativo
  pagamento mediante iscrizione in bilancio delle relative somme,  da
  effettuarsi  con decreti del Ragioniere generale della  Regione  ai
  sensi  e  per gli effetti dell'articolo 27 della legge 31  dicembre
  2009, n. 196 e successive modifiche ed integrazioni e dell'articolo
  47  della  legge  regionale  7 agosto  1997,  n.  30  e  successive
  modifiche ed integrazioni.

   Onorevoli  colleghi,  comunico che sono stati  presentati  diversi
  emendamenti soppressivi dagli onorevoli Greco Giovanni ed altri.

   GRECO  GIOVANNI. Dichiaro di ritirare tutti gli emendamenti a  mia
  firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                             «Articolo 3.
                 Norme in materia di spesa comunitaria

   1.  Al  comma 2 dell'articolo 15 della legge regionale  17  maggio
  2016,  n.  8, dopo le parole  domanda di proroga  e dopo le  parole
   la proroga al  le parole  31 dicembre 2016  sono sostituite con le
  parole  31 gennaio 2017 .

   2.  Al  comma 5 dell'articolo 15 della legge regionale  17  maggio
  2016,  n.  8,  dopo le parole  rispettivamente al   le  parole   31
  dicembre 2016  sono sostituite con le parole  31 gennaio 2017 .

   3.  Il  comma  3 dell'articolo 50 della legge regionale  6  agosto
  2009, n. 9, è sostituito dal seguente:

    3.  Le  proposte concernenti i programmi generali  di  attuazione
  della   programmazione  regionale  unitaria  nonché  le  successive
  modifiche di carattere finanziario e di merito sono presentate  dal
  Governo  all'Assemblea regionale siciliana,  sono  esaminate  dalla
  Commissione  Bilancio  e  dalle  altre  Commissioni  competenti   e
  sottoposte  all'Assemblea  regionale  siciliana  che  delibera  con
  ordine del giorno».

   Onorevoli  colleghi,  comunico che sono stati  presentati  diversi
  emendamenti soppressivi dagli onorevoli Greco Giovanni ed altri.

   GRECO  GIOVANNI. Dichiaro di ritirare tutti gli emendamenti a  mia
  firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   FALCONE. Dichiaro di ritirare gli emendamenti 3.6, 3.8, 3.1 e 3.7,
  a mia firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   Pongo  in  votazione l'articolo 3. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                             «Articolo 4.
                           Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  Ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
  sua pubblicazione, con effetto dall'1  gennaio 2017.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi,  in  questo momento l'onorevole  Falcone  sta
  presentando  un  ordine  del giorno che  il  Governo  accetta  come
  raccomandazione.

   CORDARO. C'erano anche degli emendamenti aggiuntivi.

   PRESIDENTE.  Gli  Uffici mi hanno comunicato che  gli  emendamenti
  aggiuntivi erano tutti inammissibili. Abbiamo già votato, onorevole
  Cordaro, non mi metta in difficoltà.
   Eventualmente  li  colleghiamo  con  il  disegno  di  legge  sulla
  certificazione. Non c'entra con l'esercizio provvisorio.

   Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione
   per l'esercizio 2017 (n. 1279/A)
   Presidenza del Presidente Ardizzone


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
     «Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della
                Regione per l'esercizio 2017» (1279/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno di legge «Autorizzazione all'esercizio provvisorio del
  bilancio della Regione per l'esercizio 2017» (1279/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  65
   Maggioranza         33
   Favorevoli          46
   Contrari            14
   Astenuti             5

                         (L'Assemblea approva)

   zione regionale (n. 1269/A)

   Presidenza del Presidente Ardizzone


      Seguito della discussione del disegno di legge «Sistema di
                            certificazione
                          regionale (1269/A)»

   PRESIDENTE.  Si  procede  con  il seguito  della  discussione  del
  disegno  di  legge  «Sistema di certificazione regionale»  (1269/A)
  posto al numero 2) del IV punto all'ordine del giorno.
   Invito  i componenti la III Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                             «Articolo 1.
                  Sistema di Certificazione Regionale

   1.  La  Regione  siciliana, ai sensi del  decreto  legislativo  16
  gennaio   2013,   n.   13,   è   ente  pubblico   titolare'   della
  regolamentazione  dei  servizi  di  individuazione,  validazione  e
  certificazione  delle  competenze.  Tali  servizi,  nella   cornice
  dell'apprendimento permanente, sono finalizzati  a  valorizzare  il
  patrimonio  degli  apprendimenti comunque acquisiti  dai  cittadini
  favorendone il riconoscimento, la trasparenza e la spendibilità sul
  mercato del lavoro.

   2.  In  attuazione di quanto previsto dal decreto  legislativo  16
  gennaio  2013,  n.  13  e  dalle conseguenti  norme  secondarie  di
  attuazione,  e  nell'esercizio delle funzioni di indirizzo  di  cui
  all'articolo 2, comma 1, della legge regionale 15 maggio  2000,  n.
  10   e  successive  modifiche  ed  integrazioni,  con  decreto  del
  Presidente   della  Regione,  emanato  su  proposta  dell'Assessore
  regionale  per  la famiglia, le politiche sociali  e  il  lavoro  e
  dell'Assessore   regionale  per  l'istruzione   e   la   formazione
  professionale,  sono  definite le caratteristiche  del  Sistema  di
  Certificazione   Regionale   e  le   linee   guida   per   la   sua
  implementazione.

   3.  Il  Sistema di cui alle disposizioni precedenti  disciplina  i
  servizi  di  individuazione,  validazione  e  certificazione  delle
  competenze  acquisite in contesti formali, non formali e informali,
  di  titolarità  regionale, in coerenza con i livelli essenziali  di
  prestazioni e standard minimi di servizio (processo, attestazione e
  sistema) di cui al richiamato decreto legislativo 16 gennaio  2013,
  n. 13 e alle conseguenti norme secondarie di attuazione. Il Sistema
  di   certificazione   regionale  assume,   come   riferimento   per
  l'individuazione,  validazione  e certificazione  delle  competenze
  acquisite  in  contesti  formali,  non  formali  e  informali,   il
  Repertorio  regionale delle qualificazioni adottato in applicazione
  dell'articolo 30 della legge regionale del 17 maggio 2016, n. 8.

   4. Nell'esercizio delle funzioni previste dal comma 1, l'Assessore
  regionale  per l'istruzione e la formazione professionale individua
  gli  enti  titolati e definisce la procedura per la  certificazione
  delle competenze acquisite in ambito formale.

   5. Nell'esercizio delle funzioni previste dal comma 1, l'Assessore
  regionale  per  la  famiglia, le politiche  sociali  e  il  lavoro,
  definisce  le modalità di attuazione e individua gli enti  titolati
  all'erogazione  del  servizi  di  individuazione,   validazione   e
  certificazione delle competenze acquisite in ambito non  formale  e
  informale  tra  i  quali  saranno inclusi i  Centri  per  l'Impiego
  regionali  che  rispondano  alle  caratteristiche  previste   dalla
  normativa   nazionale  in  termini  di  livelli  essenziali   delle
  prestazioni.

   6. Gli enti titolati all'erogazione del servizio si avvarranno, se
  necessario, delle competenze tecniche e delle strutture  logistiche
  dei  soggetti della rete per l'apprendimento permanente  così  come
  descritti nelle intese istituzionali tra Governo, Regioni  ed  Enti
  Locali in materia».

   Onorevoli  colleghi, tutti gli emendamenti soppressivi sono  stati
  ritirati dai rispettivi firmatari.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevole  Cordaro, per quanto riguarda questa norma,  il  Governo
  non  ritiene  indispensabile approvarla entro il 31 dicembre  2016,
  quindi ne riparliamo dopo.
   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                             «Articolo 2.
                           Norma finanziaria

   1.  Dalle  disposizioni di cui al presente disegno  di  legge  non
  derivano  nuovi  o  maggiori  oneri a  carico  del  bilancio  della
  Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                             «Articolo 3.
                             Norma finale

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Sistema di certificazione regionale (n. 1269/A)

   Presidenza del Presidente Ardizzone


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
            «Sistema di certificazione regionale (1269/A)»

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del   disegno  di  legge  «Sistema  di  certificazione   regionale»
  (1269/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  56
   Maggioranza         29
   Favorevoli          41
   Contrari            12
   Astenuti             3

                         (L'Assemblea approva)

   Gli onorevoli Cirone e Laccoto hanno votato.

   (DEFR) per gli anni 2017-2019

   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Seguito dell'esame del Documento di Economia e Finanza Regionale
                                (DEFR)
                        per gli anni 2017-2019

   PRESIDENTE. Si passa al punto III dell'ordine del giorno:  Seguito
  dell'esame del Documento di Economia e Finanza Regionale (DEFR) per
  gli anni 2017-2019.
    Si passa all'ordine del giorno n. 639  Approvazione del DEFR 2017-
  2019  e  della  relativa  nota di aggiornamento ,  degli  onorevoli
  Vinciullo, D'Asero ed altri.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, comunico che domani, giovedì 29 dicembre 2016,
  alle ore 11.00 - lo dico chiaramente ai componenti del Consiglio di
  Presidenza  -  è  convocato il Consiglio di  Amministrazione  della
  Fondazione  Federico  II e successivamente ,  alle  ore  12.00.  il
  Consiglio di Presidenza dell'Assemblea Regionale Siciliana.
   Onorevole Di Giacinto, sono stati votati gli articoli - ha ragione
  l'onorevole  Cordaro - che riguardano la questione  temporale,  che
  dovevano  essere  approvati necessariamente entro il  31  dicembre.
  Tutto il resto è rinviato al disegno di legge sulla finanziaria.
   Comunico  che martedì 10 gennaio 2017, alle ore 12.00, è convocata
  la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a martedì,  10  gennaio
  2017, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:

       I. COMUNICAZIONI
  II.DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

  1)  -  Modifiche alla legge regionale 12 luglio 2011, n. 12 e alla
     legge regionale 17 maggio 2016, n. 8 in materia di UREGA . (n. 1264
     - Stralcio I/A) (Seguito)

                Relatore: on. Maggio

  2)  -  Valorizzazione del demanio trazzerale . (n. 349/A) (Seguito)

                Relatore: on. Laccoto

  3)  -   Variazione di denominazione dei comuni termali . (n. 843/A)
     (Seguito)

                Relatore: on. Mangiacavallo

  4)  -  Disciplina della ricerca e della coltivazione delle acque
     minerali, di sorgente e termali . (n. 1064/A)

                Relatore: on. Maggio

       III.SVOLGIMENTO DELL'INTERROGAZIONE:

         N. 3025  -  Chiarimenti sul provvedimento di  scioglimento
              dell'Amministrazione comunale di Scicli in  relazione
              alle   gravi  dichiarazioni  rese  alla  stampa   dal
              Presidente della Regione.

         (8 maggio 2015)

                                                            ASSENZA

       IV.DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 496 - Iniziative in ordine al reclutamento di personale
              nelle aziende del Servizio sanitario regionale.

         (4 novembre 2015)

                          CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO -
                          FERRERI - FOTI - LA ROCCA - MANGIACAVALLO -
                           PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI -
                                                      ZAFARANA - ZITO

       V. DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

             Codice  etico per gli eletti a cariche pubbliche,  per
              gli  amministratori e per i dipendenti della  Regione
              Siciliana . (n. 854/A) (Seguito)

                Relatore: on. La Rocca Ruvolo

       VI.DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 494 -  Iniziative urgenti finalizzate alla revoca della
                convenzione  sottoscritta  tra  Regione  siciliana,
                Università  degli studi Kore di Enna e Associazione
                Proserpina,  avente ad oggetto  l'apertura  di  una
                nuova facoltà di medicina e chirurgia.

         (3 novembre 2015)

                   ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO - MANGIACAVALLO
                   - ZITO - CIACCIO - SIRAGUSA - TANCREDI - CIANCIO
                   - FOTI - FERRERI - PALMERI - LA ROCCA - CAPPELLO

       VII.DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 204 - Verifica della presenza di gas radon indoor negli
              edifici  utilizzati  da enti  pubblici  e  privati  e
              osservanza  dei  criteri  di legge  negli  interventi
              edilizi di nuova edificazione.

         (24 ottobre 2013)

                   FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO
                   V FERRERI - LA ROCCA - MANGIACAVALLO - PALMERI -
                   SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO

       VIII. DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 573  -  Provvedimenti urgenti a favore  dei  pensionati
              dell'Ente acquedotti siciliani.

         (12 maggio 2016)

                                GRECO G. - DI MAURO - CASCIO S.- DI
                                   GIACINTO - CORDARO - PANARELLO -
                           PANEPINTO - RUGGIRELLO - SUDANO -FALCONE
                                                           - TAMAJO

       IX.DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 290   -   Chiarimenti  circa  l'incidenza  dei  fattori
              ambientali sull'aumento della percentuale  di  malati
              di  leucemia  e tumori nel territorio di  Siracusa  e
              nomina  di  una Commissione parlamentare speciale  di
              indagine e di studio in argomento.

         (16 aprile 2014)

                     ZITO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO
                       - FERRERI - FOTI - LA  ROCCA - MANGIACAVALLO -
                           PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI -
                                                             ZAFARANA

       X. DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 531  -  Riduzione  della  tariffa del  servizio  idrico
              integrato  nel  comune di Siracusa nei  casi  in  cui
              l'acqua non sia utilizzabile per fini alimentari.

         (4 febbraio 2016)

                     ZITO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO
                        - FERRERI - FOTI - LA ROCCA - MANGIACAVALLO -
                           PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI -
                                                             ZAFARANA

       XI.DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 537  -  Accelerazione  dei tempi di  valutazione  delle
              istanze  presentate in ordine al bando sul lavoro  in
              proprio.

         (16 febbraio 2016)

                     ZITO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO
                        - FERRERI - FOTI - LA ROCCA - MANGIACAVALLO -
                           PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI -
                                                             ZAFARANA

       XII.DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 603  -  Ritiro in autotutela dell'Avviso n.  8/2016  in
              materia di formazione professionale in Sicilia.

         (25 ottobre 2016)

                     TANCREDI - CIACCIO - CIANCIO - TRIZZINO - FOTI -
                      MANGIACAVALLO - CAPPELLO - PALMERI - ZAFARANA -
                    CANCELLERI - ZITO - SIRAGUSA - LA ROCCA - FERRERI

       XIII. DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 599  -  Iniziative per il potenziamento delle redazioni
              giornalistiche RAI in Sicilia.

         (5 ottobre 2016)

                    MUSUMECI - FORMICA - BARBAGALLO ALFIO - ASSENZA

                   La seduta è tolta alle ore 21.03

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio