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Resoconto d'Aula della Seduta n. 40 di venerdì 10 maggio 2013
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   Presidenza del presidente Ardizzone


   LO  GIUDICE,  segretario, dà lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che gli onorevoli  Gianni,  Foti,  Ciaccio,
  Zafarana e Vinciullo sono in congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di risposte scritte a interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore Attività produttive:

   N. 32 - Sblocco dei fondi per il commercio.
   Firmatario:Caputo Salvino
   Con  nota prot. n. 11042 del 27 febbraio 2013, il Presidente della
  Regione ha delegato l'Assessore per le attività produttive.

   N.  78  -  Notizie  sulla nomina del Commissario della  Camera  di
  commercio di Ragusa.
   Firmatario: Assenza Giorgio
   Con  nota prot. n. 10301 del 22 febbraio 2013 il Presidente  della
  Regione ha delegato l'Assessore per le attività produttive.

   - da parte dell'Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità:

   N. 57 - Notizie in ordine al funzionamento dei dissalatori per usi
  civili di Gela (CL) - 5  modulo - e Porto Empedocle (AG), anche  in
  ordine alla continuità lavorativa del personale in servizio.
   Firmatario: Cimino Michele
   Con  nota  n.  10829  del 22 febbraio 2013,  il  Presidente  della
  Regione  ha  delegato  l'Assessore per l'energia  e  i  servizi  di
  pubblica utilità.

   N. 70 - Revoca dei mandati ai commissari ad acta dei comuni ed ATO
  Idrico 8 per la consegna degli impianti al gestore privato Sai8.
   Firmatari:  Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Venturino Antonio; Zafarana
  Valentina
   Con  nota n. 10305 del 22 febbraio 2013, si delega l'Assessore per
  l'energia e i servizi di pubblica utilità a curarne la trattazione.

   - da parte dell'Assessore Istruzione e Formazione:

   N.  187  -  Adozione  delle norme di attuazione  finalizzate  alla
  promozione della lingua dei segni italiana (LIS).
   Firmatari:Ciaccio Giorgio; Siragusa Salvatore; Cancelleri Giovanni
  Carlo;  Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Trizzino  Giampiero;  Venturino Antonio; Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano
   Con  nota  prot.  n. 15633/IN.16 del 25 marzo 2013  il  Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per l'istruzione.

   N.  310 - Notizie in merito al piano di dimensionamento scolastico
  per  l'anno  scolastico  2013/2014  e,  in particolare, al distacco
  della  sede  del  liceo scientifico 'Archimede' di  Aci  Bonaccorsi
  (CT).
   Firmatario: Lombardo Salvatore Federico
   Con  nota  prot.  n. 17319/IN.16 del 4 aprile 2013  il  Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per l'istruzione.

   - da parte dell'Assessore Risorse Agricole e Alimentari:

   N.  2  - Estensione delle misure d'intervento previste dal decreto
  del  Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali del
  18 ottobre 2012, per i danni subiti dagli agricoltori relativamente
  agli alberi da frutta ed al raccolto.
   Firmatario: D'Asero Antonino
   Con  nota prot. n. 10912 del 26 febbraio 2013, il Presidente della
  Regione   ha  delegato  l'Assessore  per  le  risorse  agricole   e
  alimentari.

   N. 35 - Provvedimenti urgenti per l'agricoltura siciliana.
   Firmatari:Assenza Giorgio
   Con  nota prot. n. 11047 del 27 febbraio 2013, il Presidente della
  Regione   ha  delegato  l'Assessore  per  le  risorse  agricole   e
  alimentari.

   N.  170  -  Notizie  sulle  misure da assumere  a  sostegno  delle
  attività  economiche a seguito dell'incendio del 29  luglio  scorso
  nella discarica di Bellolampo a Palermo.
   Firmatario: Caputo Salvino
   Con  nota prot. n. 665/GAB del 20 marzo 2013, l'Assessore  per  il
  Turismo  ha eccepito la propria incompetenza. - Con nota  prot.  n.
  15623/IN.16  del  25  marzo  2013 il Presidente  della  Regione  ha
  delegato l'Assessore per le risorse agricole.

   N.  209  -  Iniziative  per  assicurare l'approvazione  del  piano
  regionale    faunistico-venatorio   2011/2016    e   l'ottemperanza
  all'ordinanza  del  Consiglio di giustizia  amministrativa  per  la
  Regione siciliana n. 21 del 10 gennaio 2013.
   Firmatari: Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello
  Francesco;  Ciaccio  Giorgio; Ciancio Gianina; Zafarana  Valentina;
  Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa Salvatore; Trizzino
  Giampiero;  Venturino Antonio; Foti Angela; La Rocca Claudia;  Zito
  Stefano
   Con  nota prot. n. 11152 del 27 febbraio 2013, il Presidente della
  Regione   ha  delegato  l'Assessore  per  le  risorse  agricole   e
  alimentari.
   N.  357 - Misure urgenti a sostegno delle imprese agricole e degli
  allevatori  operanti  all'interno  della  'Zona  di  protezione  da
  diossina e PCB' a seguito dell'incendio avvenuto il 29 luglio  2012
  nella discarica di Bellolampo (PA).
   Firmatari:   Figuccia  Vincenzo;  Di  Mauro   Giovanni;   Lombardo
  Salvatore  Federico; Federico Giuseppe; Greco Giovanni;  Lo  Sciuto
  Giovanni; Fiorenza Cataldo
   Con  nota  prot. n. 17767 dell'8 aprile 2013, il Presidente  della
  Regione   ha  delegato  l'Assessore  per  le  risorse  agricole   e
  alimentari.

   - da parte dell'Assessore Salute:

   N.  104  -  Notizie  in  merito alla convenzione  tra  la  Regione
  siciliana e l'Azienda ospedaliera di Ferrara.
   Firmatario: Turano Girolamo
   Con  nota  prot.  n. 15021/IN.16 del 21 marzo 2013  il  Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per la salute.

   Avverto  che  le  risposte  saranno  pubblicate  in  allegato   al
  resoconto stenografico della presente seduta.

             Annunzio di presentazione di disegno di legge

   PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il seguente disegno di
  legge:

   -  Modificazione dell'art. 24 comma 1 della legge regionale n.  15
  del  5.11.2004,  di recepimento dell'art. 32 comma  27  lettera  d)
  della Legge n. 326 del 24.11.2003. (n. 380)
   di  iniziativa  parlamentare, presentato dagli onorevoli  Ioppolo,
  Musumeci, Currenti e Formica in data 6 maggio 2013.

   Comunicazione di presentazione e di contestuale invio di disegni
                 di legge alle competenti Commissioni

   PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge presentati e inviati  alle
  Commissioni:

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   -  Norme  per la sicurezza del patrimonio edilizio nel  territorio
  regionale e istituzione del fascicolo del fabbricato. (n. 379)
   di  iniziativa parlamentare, presentato il 6 maggio 2013 e inviato
  il 9 maggio 2013.

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -  Interventi  per assicurare il diritto allo studio.  Istituzione
  dell'Ente  Regionale per il Diritto allo Studio Universitario.  (n.
  377)
   di iniziativa parlamentare, presentato il 24 aprile 2013 e inviato
  il 9 maggio 2013.
   Parere I

   - Sistema regionale per la ricerca e l'innovazione. (n. 378)
   di  iniziativa parlamentare, presentato il 6 maggio 2013 e inviato
  il 9 maggio 2013, Parere III.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                              Commissioni

   PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge inviati alle Commissioni:

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   - Istituzione dei Parchi locali. (n. 376)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 9 maggio 2013.

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   - Disciplina delle terapie mediante  Pet therapy'. (n. 365)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 26 aprile 2013.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che

   - l'onorevole Salvatore Oddo, con nota prot. n. 0005334/SG.LEG.PG.
  del  24  aprile  2013, ha chiesto di apporre la  propria  firma  al
  disegno   di   legge   n.   323   Nuova  disciplina   dell'edilizia
  residenziale  pubblica. Soppressione degli Istituti  Autonomi  Case
  Popolari  ed  istituzione  dell'Azienda  regionale  per  l'edilizia
  residenziale pubblica ;

   -    l'onorevole   Giuseppe   Federico,   con   nota   prot.    n.
  0005741/SG.LEG.PG.  dell'8 maggio 2013, ha chiesto  di  apporre  la
  propria firma al disegno di legge n. 161  Norme per il governo  del
  territorio .

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Anselmo  è  in  congedo  per
  oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

                     Comunicazione di parere reso

   PRESIDENTE. Comunico il parere reso dalla Commissione:

                       AFFARI  ISTITUZIONALI (I)

   -   Istituto  sperimentale  zootecnico  per  la  Sicilia.   Nomina
  Commissario straordinario. (n. 11/I).
   reso in data 24 aprile 2013, inviato in data 27 aprile 2013.

    Comunicazione di elezione cariche interne a Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE. Informo che con nota del 2 maggio 2013, pervenuta alla
  Presidenza  dell'Assemblea  il  9  maggio  successivo,  l'onorevole
  Calogero Firetto ha comunicato che in data 30 aprile 2013 il Gruppo
  parlamentare  Unione di Centro  ha proceduto ad eleggere le proprie
  cariche interne, come di seguito riportate:
   on. Calogero Firetto: Presidente;
   on. Margherita La Rocca Ruvolo: Vicepresidente;
   on. Gianluca Antonello Micciché: Segretario.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunicazione di ordinanze del Tribunale Amministrativo Regionale
                             della Sicilia

   PRESIDENTE.  Comunico  che  il Tribunale Amministrativo  Regionale
  della  Sicilia - Sezione staccata di Catania - II, con le ordinanze
  n.    957-959-960-962/2013   ha   dichiarato   rilevanti   e    non
  manifestamente infondate, in relazione all'articolo 22 della  legge
  6  dicembre 1991 n. 394, le questioni di legittimità costituzionale
  degli articoli 3, comma 1, lettera e), 6, comma 1, e 28, commi 1  e
  2, della legge della Regione siciliana 6 maggio 1981 n. 98.

   Copie  delle  ordinanze  sono consultabili presso  l'archivio  del
  Servizio Commissioni.

       Comunicazione di segnalazione dell'Autorità Garante della
                       Concorrenza e del Mercato

   PRESIDENTE.  Comunico  che è pervenuta, in data  26  aprile  2013,
  prot.  n.  5352/SG.LEG.PG., la Segnalazione  dell'Autorità  Garante
  della  Concorrenza  e del Mercato ai sensi dell'articolo  22  della
  legge  10  ottobre  1990,  n. 287, in merito  al  progetto  per  la
  realizzazione e l'esercizio dell'elettrodotto a 380  kV  in  doppia
  terna denominato  Sorgente-Rizziconi .

   Copia  della stessa è consultabile presso l'archivio del  Servizio
  Commissioni.

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Falcone  è  in  congedo  per
  oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  638  -  Chiarimenti  sul  presunto  completamento  dei  lavori
  d'installazione del sistema militare MUOS in C.da Ulmo  di  Niscemi
  ed  interventi urgenti al fine di scongiurare la messa in opera del
  predetto impianto.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo;  Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio Gianina; La Rocca Claudia; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;   Mangiacavallo   Matteo;   Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore;   Trizzino   Giampiero;  Venturino   Antonio;   Zafarana
  Valentina; Zito Stefano

   N.  645 - Interventi finalizzati ad impedire  la prosecuzione  dei
  lavori per la realizzazione del MUOS.
   - Presidente Regione
   Firmatario: Ferrandelli Fabrizio

   N.  648  -  Notizie in merito all'utilizzo parziale  della  camera
  iperbarica dell'ospedale S. Antonio Abate di Trapani.
   - Assessore Salute
   Firmatario: Oddo Salvatore

   N.  649  -  Chiarimenti  in  merito alle ricadute  nel  territorio
  regionale della Strategia energetica nazionale (SEN).
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatario: Milazzo Antonella Maria

   N.  652  -  Chiarimenti  sulla chiusura del  punto  nascita  della
  struttura ospedaliera di Paternò (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Salute
   Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo;  Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio Gianina; La Rocca Claudia; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;   Mangiacavallo   Matteo;   Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore;   Trizzino   Giampiero;  Venturino   Antonio;   Zafarana
  Valentina; Zito Stefano

   N.  653  -  Interventi finalizzati a rimuovere gli  ostacoli  alla
  spesa  sociale  derivanti dall'applicazione della  norma  sull'albo
  regionale degli esperti.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatario: Ferrandelli Fabrizio
   N.   654   -  Iniziative  presso  le  Ferrovie  dello  Stato   per
  l'eliminazione dei disservizi sui treni ICN 'Intercity notte' nella
  tratta SR-ME.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Pogliese Salvatore Domenico

   N.  658  - Notizie sul bando di concorso per 71 posti di operatore
  socio-sanitario indetto dall'ASP 8 di Siracusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N. 659 - Provvedimenti finalizzati all'attivazione delle procedure
  previste  dall'art. 14 della legge n. 328 del 2000  in  materia  di
  integrazione delle persone diversamente abili.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  660  -  Interventi  volti a rimuovere i  disagi  dei  pazienti
  dell'Ospedale di Mazara del Vallo (TP) a causa dei relativi  lavori
  di ristrutturazione.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Lo Sciuto Giovanni

   N.   661  -  Provvedimenti  finalizzati  ad  assicurare  le   cure
  radioterapiche ai residenti della provincia di Trapani.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari: Lo Sciuto Giovanni; Greco Giovanni; Figuccia  Vincenzo;
  Lombardo Salvatore Federico; Di Mauro Giovanni

   N. 669 - Interventi urgenti per risolvere definitivamente i disagi
  causati ai comuni dell'agro ericino e al comune di Paceco (TP), dai
  ripetuti guasti al dissalatore di Nubia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatario: Ruggirello Paolo

   Avverto  che  le  interrogazioni testé  annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta in Commissione:

   N.  640  -  Notizie in merito ai contributi per  le  attività  del
  CERISDI per l'esercizio finanziario 2013.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatario: Caputo Salvino
   N.  670 - Notizie in merito ai lavori del pontile a 'T' del  porto
  di Presidiana di Cefalù.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatario: Caputo Salvino

   Le  interrogazioni testé annunziate saranno inviate al  Governo  e
  alla competente Commissione.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N.  639  -  Chiarimenti  circa il piano di  dimensionamento  delle
  istituzioni scolastiche stabilito con D.A. n. 8 del 5 marzo 2013.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo;  Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;  La  Rocca
  Claudia;   Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Venturino Antonio

   N.  641  -  Notizie  in  ordine  all'avviamento  al  lavoro  degli
  operatori stagionali delle Terme di Sciacca (AG).
   - Presidente Regione
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   - Assessore Economia
   Firmatario: Cascio Salvatore
   N.  642  -  Chiarimenti in merito all'aggravio di spesa  derivante
  dalla  nomina  a  commissari straordinario  degli  enti  locali  di
  soggetti esterni all'Amministrazione regionale.
   - Presidente Regione
   Firmatario: Germanà Antonino Salvatore

   N.  643 - Notizie in merito ai paventati licenziamenti nel settore
  della formazione professionale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatario: Alloro Mario; Panepinto Giovanni

   N. 644 - Chiarimenti circa la nomina del direttore medico di unità
  operativa  complessa del Servizio materno-infantile dell'ASP  3  di
  Catania.
   - Assessore Salute
   Firmatari:  Foti  Angela;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;   Cappello
  Francesco;  Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri  Vanessa;  La
  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;  Siragusa
  Salvatore;   Trizzino   Giampiero;  Venturino   Antonio;   Zafarana
  Valentina; Zito Stefano

   N.  646  -  Chiarimenti circa il mancato rinnovo delle convenzioni
  con i CAF siciliani per l'esenzione ticket sanitario 2013.
   - Assessore Salute
   Firmatari:  La Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio  Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
  Angela;   Mangiacavallo   Matteo;   Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore;   Trizzino   Giampiero;  Venturino   Antonio;   Zafarana
  Valentina; Zito Stefano

   N.  647  -  Chiarimenti  sulla situazione del  congiungimento  del
  lungomare di Aci Castello con quello di Acitrezza (CT) nonché sulle
  concessioni demaniali e sull'inquinamento delle relative coste.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatari:  Foti  Angela;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;   Cappello
  Francesco;  Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri  Vanessa;  La
  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;  Siragusa
  Salvatore;   Trizzino   Giampiero;  Venturino   Antonio;   Zafarana
  Valentina; Zito Stefano

   N.  650   -  Chiarimenti  circa la nomina  dell'avv.  Giambattista
  Bufardeci  quale  membro del Consiglio di giustizia  amministrativa
  per la Regione siciliana.
   - Presidente Regione
   Firmatari: Di Mauro Giovanni; Figuccia Vincenzo; Fiorenza Cataldo

   N.  651  -  Notizie in merito alla chiusura del punto  nascite  di
  Petralia   Sottana  (PA)  e  interventi  finalizzati  a  mantenerne
  l'operatività a garanzia del diritto alla salute dei residenti  del
  comprensorio territoriale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari: Siragusa Salvatore; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Trizzino  Giampiero;  Venturino Antonio; Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano

   N.  655 - Azioni di prevenzione nella lotta contro gli incendi del
  patrimonio boschivo siciliano.
   - Presidente Regione
   - Assessore Risorse Agricole e Alimentari
   Firmatari: Falcone Marco; Caputo Salvino; Assenza Giorgio

   N.  656  - Provvedimenti per evitare i disservizi derivanti  dalla
  soppressione della Sezione distaccata di Bagheria del Tribunale  di
  Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatari: Siragusa Salvatore; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
  Francesco;  Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Foti Angela;  Ferreri
  Vanessa; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Trizzino  Giampiero;  Venturino Antonio; Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano

   N. 657 - Interventi urgenti per assicurare la riapertura del punto
  nascita presso l'ospedale di Petralia Sottana (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Cordaro Salvatore

   N.  662  - Interventi finalizzati a sollecitare gli organi statali
  di competenza per la rapida istituzione del Parco degli Iblei.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatari:  Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Venturino Antonio; Zafarana
  Valentina

   N.  663  -  Verifica  dei  lavori di completamento  del  porto  di
  Pantelleria (TP).
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatari:  Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Venturino Antonio; Zafarana
  Valentina

   N.  664 - Verifiche ispettive presso l'ASP di Trapani in relazione
  alle   procedure  di  aggiudicazione  del  servizio   di   supporto
  logistico.
   - Assessore Salute
   Firmatari:  Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Venturino Antonio; Zafarana
  Valentina

   N. 665 - Notizie circa la disponibilità e i pagamenti a valere sui
  fondi  POR per i piani integrati per studenti disabili nelle scuole
  delle province di Siracusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatari:  Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Venturino Antonio; Zafarana
  Valentina

   N. 666 - Interventi  finalizzati all'adozione e all'incentivazione
  della cotonicoltura in Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Risorse Agricole e Alimentari
   Firmatari:  La Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;   Mangiacavallo   Matteo;   Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore;   Trizzino   Giampiero;  Venturino   Antonio;   Zafarana
  Valentina; Zito Stefano

   N.  667  -  Misure  volte  al miglioramento  dell'accoglienza  dei
  turisti presso il porto di Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   - Assessore Attività produttive
   Firmatari:  La  Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo;  Ciaccio
  Giorgio; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
  Angela;   Mangiacavallo   Matteo;   Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore;   Trizzino   Giampiero;  Venturino   Antonio;   Zafarana
  Valentina; Zito Stefano

   N. 668 - Chiarimenti sulle problematiche delle aziende del settore
  ristorazione,  fra cui COT Ristorazione, aventi  rapporti  con  gli
  enti  pubblici, sorte in relazione all'art. 61 del D.L.  n.  1  del
  2012,  che  disciplina  le  relazioni  commerciali  in  materia  di
  cessione di prodotti agricoli e agroalimentari.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Firmatari:  La  Rocca  Claudia; Zito Stefano; Zafarana  Valentina;
  Siragusa   Salvatore;   Palmeri  Valentina;   Trizzino   Giampiero;
  Cancelleri  Giovanni  Carlo; Cappello Francesco;  Ciaccio  Giorgio;
  Ciancio  Gianina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo;  Venturino
  Antonio; Foti Angela

   N.  671  -  Notizie  in merito al ripristino delle  condizioni  di
  sicurezza della strada provinciale 20, in provincia di Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Caputo Salvino.

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

                       Annunzio di interpellanza

   PRESIDENTE. Comunico che é stata presentata l'interpellanza:

   N. 47 - Iniziative circa la concessione dei mutui alle cooperative
  edilizie.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatari:  Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa  Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Venturino
  Antonio; Zafarana Valentina.

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia  fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza  si
  intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per  essere
  svolta al proprio turno.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:

   - numero 105  Iniziative per il rilancio dell'autodromo di Pergusa
  (EN) ,  degli onorevoli Musumeci Nello; Lantieri Annunziata  Luisa;
  Formica Santi; Ioppolo Giovanni, presentata il 26 aprile 203;

   -  numero  106   Istituzione  di una Commissione  parlamentare  di
  indagine  e  studio  'Anticrisi' , degli  onorevoli  Zito  Stefano;
  Cancelleri   Giovanni   Carlo;   Cappello  Francesco;       Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;  La  Rocca
  Claudia;   Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Venturino  Antonio;
  Zafarana Valentina, presentata il 30 aprile 2013.

   Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
  dell'art.   153  del  Regolamento  interno,  alla  Conferenza   dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

       Comunicazione relativa agli ordini del giorno 34, 71, 80

   PRESIDENTE. Comunico che:

   -  a  seguito  di coordinamento finale, il titolo dell'ordine  del
  giorno n. 34, accettato come raccomandazione nella seduta d'Aula n.
  39  del 29-30 aprile - 1  maggio 2013, è il seguente:  Eliminazione
  della  figura  di personale comandato presso l'Assemblea  regionale
  siciliana ;

   -  a  seguito dell'accettazione come raccomandazione, nella seduta
  d'Aula  n.  39  del 29-30 aprile - 1  maggio 2013, dell'ordine  del
  giorno  n.  71,  è  da intendersi preclusa la  mozione  n.  84,  di
  identico contenuto;
     - a seguito dell'accettazione come raccomandazione, nella seduta
  d'Aula  n.  39  del 29-30 aprile - 1  maggio 2013, dell'ordine  del
  giorno  n.  80,  è  da intendersi superata la mozione  n.  104,  di
  identico contenuto.


   Presidenza del presidente Ardizzone


          Condoglianze per la scomparsa di Giuseppe Musumeci

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, quella che si sta per  chiudere  è
  stata una settimana triste, funestata dalla improvvisa scomparsa di
  Giuseppe Musumeci, figlio del nostro collega ed amico Nello; a  lui
  ed  ai  suoi  cari,  ancora una volta, vanno  la  vicinanza  ed  il
  cordoglio dell'intera Assemblea.


   Presidenza del presidente Ardizzone


                  Commemorazione di Agnese Borsellino

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sempre questa settimana,  è  stata
  segnata  dalla  morte della signora Agnese Borsellino,  vedova  del
  Giudice Paolo e madre dell'Assessore Lucia. Una donna che,  per  il
  coraggio, la determinazione e la forza d'animo con cui ha ricercato
  la verità, rappresenta un esempio per tutti noi.
   In  questi  giorni,  si  è sottolineata la  sua  riservatezza;  ha
  parlato poco. Eppure, risuonano ancora le sue parole pronunciate in
  occasione del ventennale della strage di via D'Amelio:  caro Paolo
  -  disse -  hai lasciato una bella eredità, oggi, raccolta da tanti
  ragazzi di tutta Italia. Ho idealmente adottato tanti altri  figli,
  uniti nel tuo ricordo, dal nord al sud; non siamo soli .
   Cari  colleghi, è giusto e doveroso, quindi, che quest'Aula  onori
  la memoria della signora Agnese Borsellino, una donna che mai si  è
  sentita  sola e che infonde speranza ai ragazzi del sud,  ma  anche
  del  nord, nella consapevolezza che il riscatto dell'Italia  intera
  passa  dall'attuazione di quei principi e valori di cui sono  stati
  portatori  tanti siciliani caduti per mano della mafia: magistrati,
  forze    dell'ordine,   politici,   sindacalisti,   uomini    delle
  Istituzioni, giornalisti e comuni cittadini.
   Alla  signora Borsellino, quindi, testimone silenziosa del  nostro
  tempo, la cui memoria dovremo onorare, ogni giorno, con la coerenza
  dei  nostri  comportamenti, questo Parlamento dedica un  minuto  di
  silenzio.

     (Tutti i deputati, in piedi, osservano un minuto di silenzio)

   CORDARO.  Chiedo  di parlare. Signor Presidente,  è  morto  Giulio
  Andreotti,   sette   volte   Presidente  del   Consiglio.   Chiedo,
  formalmente, di commemorarlo.
   Lei,  con  la  sua storia e noi, con la nostra storia comune,  non
  possiamo non ricordare


   Presidenza del presidente Ardizzone


   Comunicazione di impugnativa da parte del Commissario dello Stato
                       per la Regione Siciliana

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  della
  comunicazione relativa all'impugnativa del Commissario dello  Stato
  avverso leggi regionali.

   LO GIUDICE, deputato segretario:

     Il Commissario dello Stato per la Regione siciliana, con ricorso
  notificato   il  9  maggio  2013,  ha  impugnato  la  deliberazione
  legislativa  recante Disposizioni programmatiche e  correttive  per
  l'anno  2013.  Legge  di  stabilità  regionale.   (ddl.  n.  69/A),
  approvata  dall'Assemblea  regionale siciliana  il  29-30  aprile-1
  maggio 2013, e precisamente:

      ARTICOLO 8:

      -  per violazione degli articoli 81, quarto comma e 117,
    terzo comma della Costituzione;

      ARTICOLO 13:

    -comma 1, limitatamente all'inciso  a decorrere dall'1 gennaio
       2013 , per violazione degli articoli 3 e 97 della Costituzione;

      ARTICOLO  15:

      -  comma  4,  lettere  m) ed n)   per  violazione  degli
    articoli 3 e 97 della Costituzione;

      ARTICOLO 16:

      -  per violazione dell'articolo 117, comma 2, lettera e)
    della  Costituzione e articolo 36 dello  Statuto  speciale
    della Regione;

      ARTICOLO 25:

      -   comma  5,  per  violazione  dell'articolo  97  della
    Costituzione  e  comma 7, limitatamente all'inciso   senza
    alcun compenso , per violazione degli articoli 3, 36 e  97
    della Costituzione;
      ARTICOLO 28:

      -  commi  2, 3, 5 e 6 per violazione degli articoli  81,
    quarto comma e 3 e 97 della Costituzione;

      ARTICOLO 40:

      -  commi 2 e 4, per violazione degli articoli 3, 51, 97,
    81 e 117, comma 2, lettera l) della Costituzione;

      ARTICOLO 46:

      -  comma  3, per violazione degli articoli 3 e 97  della
    Costituzione;

      ARTICOLO 49:

      -   per   violazione  degli  articoli  3  e   97   della
    Costituzione;

        ARTICOLO 55:

      -  commi 3 e 4, per violazione dell'articolo 81,  quarto
    comma, e 117, comma 2, lettera e) della Costituzione;

      ARTICOLO 56:

      -  per  violazione dell'articolo 81, quarto comma, della
    Costituzione;

      ARTICOLO 60:

      - per violazione dell'articolo 97 della Costituzione;

      ARTICOLO 61:

      -  per  violazione  degli articoli 3  e  117,  comma  2,
    lettera e) della Costituzione;

      ARTICOLO 62:

      -  per  violazione dell'articolo 81, quarto comma  della
    Costituzione;

      ARTICOLO 63:

      -  per  violazione dell'articolo 81, quarto comma  della
    Costituzione;

      ARTICOLO 64:

      -  commi  2 e 3, per violazione degli articoli  3  e  97
    della Costituzione;

      ARTICOLO 65:

      - per violazione degli articoli 81, quarto comma, e 117,
    comma 2, lettera e) della Costituzione;

      ARTICOLO 66:

      -   per   violazione  degli  articoli  3  e   97   della
    Costituzione;

      ARTICOLO 69:

      -  per  violazione degli articoli 3,  97  e  81,  quarto
    comma, della Costituzione;

      ARTICOLO 71:

      - comma 2, per violazione dell'articolo 81, quarto comma
    della Costituzione;
      ARTICOLO 74:

      -   per   violazione  degli  articoli  3  e   97   della
    Costituzione;

      ALLEGATO 1:

      -  relativamente ai capitoli 320013, 320014,  e  320015,
    per  violazione degli articoli 3, 51, 97 e 117,  comma  3,
    della Costituzione.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi è stato distribuito, sulla base
  della  comunicazione  letta  dal  deputato  Segretario,  in  ordine
  all'impugnativa del Commissario dello Stato, un ordine del  giorno,
  sottoscritto  da gran parte dei deputati e da parte dei  Presidenti
  dei  Gruppi  parlamentari che, come di rito, impegna il  Presidente
  della  Regione a promulgare la delibera legislativa approvata nella
  seduta   n.  39  del  29-30  aprile/1   maggio  2013   Disposizioni
  programmatiche  e  correttive per l'anno 2013. Legge  di  stabilità
  regionale ,  con l'omissione delle parti impugnati e  dei  connessi
  effetti finanziari e di bilancio.


   Presidenza del presidente Ardizzone


   CORDARO. Chiedo di parlare sulle comunicazioni.

   PRESIDENTE. Non posso darle la parola sulle comunicazioni.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono stupito  circa
  la disattenzione che  .

   CORDARO. Signor Presidente, l'onorevole Turano sta dicendo le cose
  che volevo dire io quando le ho chiesto la parola.

   TURANO.  No,  non  è  così.  Ho capito  le  cose  che  vuole  dire
  l'onorevole Cordaro e, giuro, non ne farò menzione perché condivido
  il  suo  pensiero. Voglio intervenire, esclusivamente,  sull'ordine
  del  giorno, firmato dai Presidenti dei Gruppi parlamentari e  che,
  chiaramente,  costituisce  un problema politico  che,  secondo  me,
  l'Assemblea regionale deve valutare.
   Signor   Presidente,  sotto  il  suo  scranno,  c'è   una   lapide
  commemorativa   del   50    anniversario   della    prima    seduta
  dell'Assemblea regionale siciliana.
   Ho  avuto  la  fortuna, insieme all'onorevole  Cimino,  di  essere
  presente  a  quella  visita  istituzionale  del  Presidente   della
  Repubblica,  il  quale, signor Presidente, per ben  due  volte,  in
  questa  Assemblea  - onorevole Caputo, anche lei era  presente,  mi
  segua un attimo  - ha detto  Il Parlamento siciliano .
   Dall'indomani  mattina, il Presidente Cristaldi cominciò  a  dire,
  per  prassi,   Il Parlamento approva  e non  L'Assemblea  approva .
  Ora,  non voglio fare un intervento provocatorio, ma voglio  dirle:
  ma il Parlamento di che, signor Presidente?
   Ho  letto l'impugnativa del Commissario dello Stato e, mentre, tre
  mesi  fa,  due  mesi  fa,  quando  l'onorevole.  Cracolici  ebbe  a
  rimarcare alcuni atteggiamenti del signor Commissario dello  Stato,
  io  mi  sentii  in  dovere  di fare un intervento  a  difesa  delle
  funzioni del Commissario dello Stato, oggi, credo di poter dire che
  vadano difese le funzioni dell'Assemblea regionale siciliana. E  mi
  stupisco come mai, il Presidente stesso non avverta la necessità di
  leggere con attenzione quest'impugnativa che contiene un vulnus  ai
  poteri, alle prerogative di quest'Assemblea regionale.
   Non  vogliamo  rubare  ruoli e funzioni a nessuno,  ma  credo  che
  dobbiamo   rispettare   il  ruolo  e  la  funzione   dell'Assemblea
  regionale.
   Ci  sono  parti dell'impugnativa la cui motivazione  colpisce  nel
  segno: questa è, da un lato, una censura politica e, dall'altro, il
  voler  dire  che  l'Assemblea regionale  non  è  in  condizione  di
  legiferare.  E  non  è  vera né l'una né l'altra.  Dobbiamo  essere
  chiari su questo punto.
   Ho presentato un ordine del giorno, che ho firmato da solo, perché
  non  voglio  mettere, come dire, in imbarazzo i  colleghi,  con  il
  quale   impegno  il  Presidente  dell'Assemblea  regionale   e   il
  Presidente  della  Regione  a  calendarizzare,  immediatamente,  un
  disegno  di  legge, che è già presentato presso  gli  uffici  della
  Segreteria  dell'Assemblea, che contiene  tutte  le  norme  che  il
  Commissario ha impugnato.
   Lo  faccio  perché voglio che la Corte Costituzionale si pronunzi;
  per capire se questa Assemblea è un'Assemblea, signor Presidente mi
  lasci  un termine forte, di  fannulloni che l'ultima notte  mettono
  tutto e il contrario di tutto.
   Perché  ho l'impressione che il Commissario dello Stato,  e  spero
  che  questo  intervento il Commissario dello Stato lo legga,  abbia
  impugnato  tutte  le  norme che l'Assemblea ha inserito  all'ultimo
  minuto.  Certo,  posso  dire  Chi è causa del  suo  mal  pianga  se
  stesso .
   Questa prassi, secondo la quale si va dal Commissario dello  Stato
  per  concordare  o  condividere le norme, non appartiene  a  questo
  deputato,  il quale sa bene quali sono i suoi poteri e non  intende
  derogare  e  non va dal Commissario dello Stato per farsi  spiegare
  quello che deve fare in Assemblea: va in Assemblea e fa quello  che
  il  suo potere, derivante da una libera elezione, in nome di  tutto
  il popolo siciliano gli consente di fare.
   Quando   l'Assemblea  regionale  approva  una  norma   che   viene
  censurata, faccio un esempio su tutti - perché nel disegno di legge
  che  ho presentato ho escluso, volontariamente, la Tabella H,  così
  evitiamo  equivoci  -  che  riguarda i  Comuni:  l'impugnativa  del
  Commissario  dello  Stato,  all'articolo  13,  sui  Comuni  recita,
  testualmente,  che  non  si  capiscono  quali  sono  le   procedure
  amministrative  che dovrebbe seguire l'Assessore per  le  Autonomie
  locali per spendere 600 mila euro.
   Signor  Presidente, l'Assemblea regionale siciliana  o,  come  lei
  stesso   usa   dire,   il  Parlamento  siciliano,   è   un   organo
  costituzionale;  nessuno di noi ha vinto un concorso  per  arrivare
  qua;  abbiamo vinto le elezioni e oggi rappresentiamo pure l'intero
  popolo  siciliano, pure quelli che si sono  scommessi  nelle nostre
  liste e non ce l'hanno fatta.
   Io  non sono disponibile ad abdicare al mio ruolo e chiedo che  il
  Presidente  dell'Assemblea faccia distribuire l'ordine  del  giorno
  che  ho  presentato,  per  capire qual è la volontà  dell'Assemblea
  regionale.
   Signor  Presidente, infatti, si può vincere o si può perdere,  ma,
  alla  propria  dignità,  al proprio ruolo,  non  intendo  abdicare.
  Prendo  sempre atto del voto dell'Assemblea, ma non posso tollerare
  che qualcuno cancelli, perché non concordato, perché non condiviso,
  perché non capito, le norme che l'Assemblea regionale ha approvato.

   GRECO Marcello. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, la invito a sedersi. Si  riappropri
  della sua notoria saggezza.
   Non capisco perché lei vada alla ricerca di un incidente d'Aula.
   Dobbiamo  cercare  tutto ciò che ci unisce,  non  che  ci  divide.
  Intanto, andiamo avanti con l'ordine del giorno, così come è  stato
  proposto. Le darò la parola perché è un suo diritto richiederla  ed
  è  mio  dovere  dargliela, quando arriverà il momento  opportuno  e
  giusto previsto dal Regolamento.

   GRECO  Marcello.  Signor Presidente, Governo, onorevoli  colleghi,
  avendo   preso  visione  dell'impugnativa  posta  in   essere   dal
  Commissario dello Stato, mi sento veramente mortificato  e  il  mio
  ruolo,  sia  di  Presidente della Commissione sia  di  parlamentare
  regionale, viene umiliato dall'atteggiamento del Commissario  dello
  Stato.
   Abbiamo  per  mesi  esaminato e studiato  la  Finanziaria  che  il
  Governo ci ha presentato, anzi, le sette, otto Finanziarie  che  il
  Governo ci ha evidenziato, modificandole e mandandole, svolgendo il
  ruolo di parlamentare.
   Questo ruolo, con l'impugnativa del Commissario dello Stato, viene
  veramente  azzerato. Viene azzerato e viene posto  a  una  funzione
  quasi inutile, quella di perdita di tempo e basta. Lo dicevo, nelle
  prime   sedute   di  Commissione,  dove  mi  rendevo   conto   che,
  effettivamente, alla fine, saremmo arrivati dove siamo arrivati.  E
  non  è  questo,  certamente, la Tabella H. Tra l'altro,  ero  anche
  contro,  insieme al mio Gruppo, alla Tabella H, ma è un insieme  di
  questioni e di norme.
   Per  esempio,  quello  che si è verificato con  i  700  mila  euro
  dell'emendamento dei Vigili urbani della città di Messina, dove  il
  Commissario  entra addirittura ad affrontare problemi  che,  a  mio
  modo di vedere, non gli competono. Non gli compete di stabilire  se
  una  norma  è  giusta o è sbagliata; bisogna andare  a  vedere  nel
  merito le vicende. E, certamente, il Commissario dello Stato questo
  non lo può sapere.
   E,  allora,  l'invito forte che,  più volte, ho fatto,  da  questo
  scarno,  è  quello  che rivolgo al Governo tutto  e  al  Presidente
  Crocetta:  è arrivato il momento, una volta per tutte,  che  questo
  Parlamento possa assumere il ruolo che deve assumere. Come? Secondo
  me, l'unica soluzione è quella giuridica, quella di poter aprire un
  procedimento   per  un  conflitto  di  poteri  dinanzi   la   Corte
  Costituzionale. Facciamolo perché è l'unica soluzione che  potrebbe
  permettere  a  questo  Parlamento di ritornare  veramente  a  poter
  legiferare senza alcuna problematica.
   Noi,  più  tardi, avremo una riunione con lei, signor  Presidente,
  dove  si  discuterà, con tutti i presidenti, su come andare  avanti
  con  i  disegni  di legge. A questa riunione, dovrebbe  partecipare
  anche  il  Commissario dello Stato, per vedere se,  effettivamente,
  possiamo o non possiamo affrontare i disegni di legge.
   Perché, quando  li affrontiamo, li esaminiamo e li studiamo  e  li
  mandiamo, è chiaro che questo poi dovrà andare sempre al vaglio del
  Commissario  dello  Stato. Secondo me,  è  sbagliato:  non  si  può
  certamente  svilire  il Parlamento siciliano; non  si  può  svilire
  questo  ruolo che noi, effettivamente, con la mano del  Commissario
  dello Stato, subiamo.
   Invito  il  Governo  ad affrontare, una volta  per  tutte,  questo
  conflitto   di   attribuzione   di   poteri   dinanzi   la    Corte
  Costituzionale,  per  sapere se possiamo effettivamente  essere  un
  Parlamento  che  legifera o un Parlamento ininfluente,  subordinato
  alle decisioni del Commissario dello Stato.
   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   guardo   con
  preoccupazione, soprattutto per quanto riguarda l'articolo 15 e  mi
  riferisco,  in particolare, alle norme riguardanti il  fondo  e  le
  assegnazioni  per i Comuni, l'impugnativa da parte del  Commissario
  dello  Stato.  Voglio  essere anche realista, però,  nel  formulare
  alcune considerazioni.
   Se  voi  ricordate, ho fatto un intervento, in quest'Aula  e  sono
  stata  costretta a ritirare degli emendamenti. Gli emendamenti  che
  avevo presentato avevano un fondamento,  volevano porre chiarezza e
  volevano   che  le  somme  destinate  agli  enti  locali   avessero
  effettivamente  quei  criteri  che la  legge  impone  e  una  legge
  precedente,  che  era  stata abrogata - e mi riferisco  alla  legge
  numero 7 del 2010 - aveva posto dei criteri.
   Dico  che  il nostro ruolo di deputato deve essere esercitato  nei
  principi e, soprattutto, ispirato a quelli che sono i criteri  e  i
  principi  dello  Statuto  -  perché  c'è  uno  Statuto  -  e  della
  Costituzione  e, soprattutto, un ruolo istituzionale  che  non  può
  andare contro determinate regole legislative e leggi che sono poste
  a fondamento del nostro Statuto.
   Lo stesso articolo 28 dello Statuto siciliano da la possibilità al
  Commissario  di  fare  le impugnative. Sta a noi  e  all'Assemblea,
  ricordo,  soprattutto  alle  opposizioni,  che,  con  un  atto   di
  responsabilità,  hanno cercato di collaborare con  il  Governo  per
  evitare che altre norme venissero impugnate.
   Perché  è stato impugnato l'art. 15, comma 4? Perché è un articolo
  troppo  generico;  perché ha stabilito 600mila euro  di  fondi  che
  l'Assessore  può  destinare come vuole. Questo articolo,  a  monte,
  aveva  una  legge, delle riserve, quelle riserve che avevo  chiesto
  che  venissero approvate, perché davano la possibilità di destinare
  le   somme,   non   di   essere   lasciate   alla   discrezionalità
  dell'Assessore.
   Oggi,  ci ritroviamo con una grande difficoltà, il fondo  per  gli
  LSU.  Dobbiamo  stabilizzare  gli articolisti  perché,  con  questa
  impugnativa, questa riserva è stata eliminata.
   Sarebbe   bastato   ascoltare  un  po'  di  più  e   ripristinare,
  riprendere,  quelle riserve che assegnavano i fondi ai  Comuni  per
  specifici obiettivi e con criteri predeterminati.
   Oggi,   abbiamo   un  unico  obiettivo  e  un'unica   possibilità:
  ripresentare e rivedere come porre rimedio, soprattutto  nel  medio
  termine,  a questo articolo, perché i Comuni saranno in difficoltà.
  Non potranno, infatti, garantire i servizi e tutto questo era stato
  detto al Governo da parte della sottoscritta.
   Non  so  chi  abbia  impedito a me e a  tanti  altri  colleghi  di
  esercitare pienamente il proprio ruolo di parlamentare. E' bene che
  si  ascolti  di più, anche per dare modo di esercitare  esattamente
  quello  che  è  il  nostro mandato, perché  esercitiamo  il  nostro
  mandato in base a quello che la legge impone.
   La riserva per gli LSU - e mi avvio alla conclusione -, negli anni
  precedenti, non era mai stata impugnata dal Commissario dello Stato
  perché, a monte, la legge numero 7, del 2010, prevedeva dei criteri
  uguali  per  tutti e una circolare esplicativa che  stabiliva  come
  assegnare queste riserve.
   Le riserve sui trasporti, infatti, non hanno subito impugnativa da
  parte del Commissario dello Stato.
   Chiedo a quest'Aula, a questo Parlamento e al Governo, di porre in
  essere  e  rimodulare l'articolo 15 perché possa  essere  di  nuovo
  oggetto di valutazione da parte del Commissario.

   CAPUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che,  per
  completezza  di  ragionamento,  in  Aula,  non  possiamo  limitarci
  soltanto  a  questioni di natura giuridica o  interpretativa,  o  a
  criticare  o  a  condividere l'iniziativa adottata dal  Commissario
  dello  Stato.  Faremmo  un  torto al Parlamento,  trascureremmo  il
  Governo  che  è presente e che ci ascolta, e non daremmo  giustizia
  alla politica.
   Io  credo che oggi non possiamo non tenere conto di quello  che  è
  successo  in quelle notti nel voto d'Aula della mattina  del  primo
  maggio,  e  che  cosa  è  successo  con  le  valutazioni  da  parte
  dell'altissimo  servitore dello Stato che è  il  Commissario  dello
  Stato presso la Regione Siciliana.
   Perché  chi,  come me e tanti altri, da anni, siamo  impegnati  in
  questo   Parlamento,  abbiamo  visto  di  parti  della  finanziaria
  impugnate,  però mai, mai come questa volta, signor  Presidente,  a
  parte  l'apprezzamento  -  e questo mi  fa  onore  e  le  fa  onore
  Presidente -, perché è chiaro che tutti hanno riconosciuto  la  sua
  capacità  di  gestione  e di conduzione dei  lavori  d'Aula  in  un
  momento delicato, con grande autorevolezza e con grande equilibrio,
  e  io di questo, lei non è del mio partito, ma istituzionalmente le
  sono  grato  perché ha evitato una deriva populista  e  una  deriva
  clientelare  in  questo  Parlamento.  Ma  devo  dire  che  leggendo
  l'impugnativa  del Commissario dello Stato, e quando  si  parla  di
  atti   illegittimi,  di  norme  oscure,  di  norme   di   difficile
  interpretazione, onorevole Turano, noi possiamo proporre tutti  gli
  ordini  del giorno per chiedere al Governo che impugni, davanti  la
  Suprema Corte, la Corte Costituzionale quindi, che impugni le norme
  contestate dal Commissario dello Stato.
   Tuttavia, oggi non possiamo fare a meno di segnalare dal punto  di
  vista  politico  che  questa è la prima  finanziaria,  è  il  primo
  bilancio del Governo Crocetta, ed è stato un bilancio che  è  stato
  massacrato da parte del Commissario dello Stato, perché  ne  ha  da
  dire  l'ottimo assessore per l'economia quando dice  che  ha  retto
  l'impalcatura
   Guardate,  ma  che cosa ha retto? Per la prima volta,  non  so  da
  quanti  anni e da quanti esercizi finanziari, sono state  impugnate
  le  Entrate;  ha messo in dubbio questo provvedimento  e  anche  la
  stessa   ossatura   e  la  stessa  struttura  programmatica   della
  finanziaria e del bilancio.
   Perché non si tratta oggi di approvare in maniera ormai statica  e
  consuetudinaria   l'ordine   del   giorno   per   autorizzare    la
  pubblicazione delle parti non impugnate  Qui è stato messo in gioco
  lo  stesso progetto politico del Governo Crocetta. Perché  mai  una
  finanziaria era stata contestata come questa volta: 21 articoli  su
  77, ivi comprese le Entrate, ivi compreso la Spesa.
   Non è la Tabella H  La Tabella H è forse la parte più macroscopica
  perché è quella che è stata propagandata. Ma chi, come noi, conosce
  l'impianto della finanziaria, sono state cassate tutte quelle norme
  sullo   sviluppo,   quelle  norme  a  sostegno   dell'imprenditoria
  femminile,  tutte  quelle norme che rappresentavano  la  parte  del
  progetto di questo Governo.
   Il Governo ne è uscito bocciato; non è che il Parlamento ha subìto
  l'impugnativa di 21 articoli, è il Governo che è stato impugnato ed
  è  stato  cassato   È stato bocciato il Governo perché  oggi  è  un
  Governo  alla deriva senza la programmazione finanziaria e politica
  di quest'anno.
   Articolo  per articolo è stato demolito l'impianto progettuale  di
  questo  Governo,  onorevoli Presidenti ed  onorevoli  colleghi,  io
  credo  che  il  Presidente  della Regione  oggi  doveva  venire  in
  Parlamento e dire che cosa farà.
   Qui non è presente l'assessore per l'economia, e mi dicono che è a
  Roma,  ma  io voglio capire come farà l'assessore per l'economia  a
  riequilibrare  la materia finanziaria e la Spesa  quando  è  venuta
  meno  un'Entrata  consistente. Per non parlare di  quello  che  c'è
  all'interno della maggioranza. Perché, guardate, non è che i  fatti
  accadono così e non lasciano il segno  Ci sono ferite profonde, c'è
  un  vulnus  politico  che si è creato in questo  Parlamento.  Tutto
  quello   che   c'è  in  questo  momento  all'interno  del   Partito
  Democratico,  un  dibattito serrato e  nel  partito  e  nel  Gruppo
  Parlamentare,  quello  che  è  successo  all'interno   del   Gruppo
  Parlamentare, numeroso, Cinque Stelle, sono fatti

   GUCCIARDI. Onorevole Caputo, si occupi del suo Gruppo, che  ne  ha
  necessità.

   CAPUTO.  Onorevole Gucciardi, mi perdoni, io sto soltanto  facendo
  analisi politica. Lei sa, non entro nel merito, ma dico soltanto  e
  mi  riferisco al Governo che in questo momento non ha una  gestione
  della  maggioranza  che possa dare garanzie di  governabilità  alla
  Sicilia.
   Io  non ho alcun interesse su ciò che succede dentro i partiti, io
  mi preoccupo che lo stato di confusione, di tensione e di criticità
  che  c'è  all'interno  del Parlamento e nell'area  di  Governo  del
  Presidente Crocetta, oggi pone problemi seri di governabilità.  Qui
  c'è una Sicilia allo sbando, c'è una Sicilia senza governo, c'è  un
  Governo  senza  maggioranza,  ci sono  partiti  dilaniati  al  loro
  interno. Questo è lo specchio in questo momento della Sicilia. E il
  Parlamento,  signor  Presidente, lei  ha  un'occasione  storica  da
  Presidente autorevole di questo Parlamento, di prendere in mano  la
  situazione  dal  punto  di  vista  parlamentare  e  di   dare   una
  correzione,  una  linea di gestione del Governo di  questa  Sicilia
  perché c'è un Governo in piena confusione e un Parlamento che  deve
  conquistarsi il suo ruolo e deve creare un sistema di bilanciamento
  rispetto al caos che c'è in questo momento all'interno del  Governo
  e  all'interno  di  questa maggioranza, che ormai  è  dilaniata  in
  gruppi e gruppuscoli all'interno di questo Parlamento.

   MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io invece
  ritengo che l'ordine del giorno vada senz'altro sostenuto, non  c'è
  dubbio, anzi,io mi dichiaro tra i firmatari dell'ordine del giorno,
  per  colmare, diciamo, questo vuoto che in parte ha fatto  ricadere
  sulla manovra che questa Assemblea ha approvato.
   Pur  tuttavia, signor Presidente, io le dico che cercherò di  fare
  un  intervento più saggio possibile, ma con tutto lo sforzo che  io
  potrò  metterci nel fare l'intervento non posso che  segnalare,  in
  controtendenza,  che  ciò che è stato fatto  con  riflessione,  con
  senso  di responsabilità da parte di quest'Assemblea, non  è  stato
  impugnato.  Ciò  che  è stato fatto invece con  premura,  con  poca
  riflessione è stato, ahimé, impugnato dal Commissario dello Stato e
  su alcuni articoli, signor Presidente, invece abbiamo aspettato che
  il Commissario dello Stato, contro non solo il Commissario ma anche
  l'opinione  pubblica,  su alcuni articoli  di  questa  finanziaria,
  abbiamo aspettato che il Commissario dello Stato la impugnasse.
   Signor Presidente, non si può accettare che il Presidente Crocetta
  se  ne  esca  con  un   io non c'ero   Il Presidente  Crocetta  non
  racconti  in  giro la favoletta che non deve godere  della  fiducia
  dell'Assemblea,  invece  deve godere della fiducia  dell'Assemblea,
  deve  godere,  eccome se deve godere della fiducia  dell'Assemblea
  Sarebbe  bastato  che il Presidente si alzasse,  rivolgendosi  alla
  maggioranza,  anzi,  come  ha fatto tante  volte,  rivolgendosi  al
  Parlamento siciliano, chiedendo di bocciare quell'articolo - vorrei
  solo   ricordare  che  l'onorevole  Falcone  aveva  presentato   un
  emendamento  soppressivo - e a quel punto sì che avrebbe  messo  di
  fronte  ad una responsabilità l'Assemblea. Pertanto, questo  errore
  che  si  è commesso in particolar modo sulla famigerata Tabella  H,
  non  è  un'iniziativa  isolata  che è  esclusivamente  da  imputare
  all'Assemblea. Il Presidente della Regione era qua e avrebbe potuto
  -  lo  voglio  ancora una volta sottolineare -  dire  che  non  era
  d'accordo invitando la sua maggioranza a bocciare l'articolo.
   Vorrei,  signor  Presidente, aggiungere che fra gli  articoli  non
  impugnati da parte del Commissario dello Stato, e vorrei che lei se
  ne  facesse garante di questa cosa, c'è la norma che riguarda la ex
   Social Trinacria'.
   Il  Presidente  della  Regione da questi  banchi  del  Governo  ha
  assicurato  che  nemmeno  un  euro sarebbe  stato  tolto  a  questi
  lavoratori.  Oggi  apprendiamo dalla stampa che  questi  lavoratori
  guadagneranno   meno,   siccome  io  mi   sono   limitato   durante
  quell'intervento a ripetere le cose che il Presidente della Regione
  aveva garantito ai lavoratori, ne approfitterò appena il Presidente
  Crocetta  sarà  presente  in Aula - e chiamerò  lei  quale  garante
  dell'Assemblea  -  a  ripetere le cose che ha  garantito,  che  non
  avrebbero   guadagnato  un  euro  in  meno;   chiamerò   l'Aula   a
  testimoniare  e  il Presidente della Regione ad  assumersi  le  sue
  responsabilità,  perché  là sotto non ho deciso  di  scenderci  per
  prendere applausi, non scenderò nemmeno per dire che non sono stato
  nelle  condizioni di essere testimone degli impegni del  Presidente
  della  Regione,  che  invece  con loro  stessi  ha  assunto.  E  mi
  impegnerò a vigilare su questa cosa, Presidente.
   Le  faccio,  signor  Presidente, da deputato  neofita,  eletto  da
  appena  un  mese,  il mio apprezzamento per come  lei  si  è  anche
  impuntato  a  non  portare avanti a tutti i costi alcuni  articoli,
  bisogna  fare anche autocritica, perché ritengo che le  prerogative
  del  Commissario  dello  Stato  non  li  possiamo  condizionare   e
  determinare noi, anzi, forse è una garanzia questa che  ci  sia  un
  Commissario  dello  Stato  che  non sia  connivente,  che  non  sia
  prestato  alla politica, ma che abbia un modo tutto suo di pensare.
  E  forse se si aprisse una nuova fase di dialogo con il Commissario
  dello   Stato  e  una  fase  di  maggiore  riflessione   da   parte
  dell'Assemblea quando è chiamata a legiferare, forse  tutto  questo
  porterà  a  leggi  più  giuste  e  più  accettate  dal  popolo  dei
  siciliani, Presidente. Grazie.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, ho chiesto di parlare, anche  se  ci
  sono  momenti  in cui forse il silenzio parla di più  di  qualunque
  cosa  si possa dire, e l'ho fatto non per commentare l'impugnativa,
  le ragioni dell'impugnativa, il Commissario dello Stato, le lacrime
  di   coccodrillo  che  spesso  questo  Parlamento  cosparge   nella
  comunicazione politica. Non voglio entrare nel merito,  è  un  film
  che  abbiamo già visto, forse è inutile che stiamo qui a  parlarne,
  ma  c'è  un problema: il problema della qualità della legislazione.
  Dobbiamo  interrogarci,  anche perchè dico  soltanto  questo  sulle
  impugnative: ci sono norme lì che sono state impugnate 3 e 4 volte,
  quindi  il fatto che si perseveri vuole dire che in qualche modo  è
  come  il muro che non vuole crollare, oppure il sordo che non  vuol
  sentire. Ed allora dovremmo interrogarci su come facciamo le leggi.
   Io  qui  adesso vorrei parlare di un'altra cosa, che  è  la  fiera
  dell'ipocrisia  in cui siamo tutti noi dentro e ci siamo  cacciati,
  ed è la mitica Tabella H. Lo dico a partire dal Governo, ma lo dico
  anche  alla  Presidenza dell'Assemblea, lo dico ai  funzionari,  lo
  dico a me stesso. Ma come è possibile che alimentiamo un dibattito,
  anche  con dichiarazioni, con favorevoli e contrari, con favorevoli
  silenti, con contrari apparenti che poi sono favorevoli nell'azione
  concreta,  senza  dire una cosa che è surreale: la  Tabella  H  non
  esiste  più  da tre anni  Eppure, il dibattito politico  in  questa
  Regione,  se  si  va  a vedere l'esito di questa finanziaria,  ieri
  tutti  i  giornali,  i blog, commentavano che nella  finanziaria  è
  stata bocciata la Tabella H.
   Da  tre  anni  la  Tabella  H è stata cancellata  dall'ordinamento
  contabile della Regione siciliana  E lo dico con rammarico,  perché
  c'è  una  grande ipocrisia di tutti, compreso di questo Parlamento.
  Dovremmo  chiederci perché il Governo con questa manovra ha  inteso
  fare un provvedimento di finanziamento di singoli interventi con un
  allegato,   l'allegato  1,  con  il  quale  sono  stati  finanziati
  interventi  in forza di leggi vigenti in questa Regione,  attività,
  azioni  politico- amministrative, per le quali appositamente  si  è
  approvato  un  articolo dicendo che  l'articolo x per  l'importo  y
  finanzia gli interventi di cui all'allegato 1 . E li ha elencati.
   Poi  c'è  un  altro  articolo per tipologie uguali,  perché  anche
  quelli  sono  interventi, anche quelli sono interventi previsti  da
  norme.  Si  costruisce il lecca lecca al quale far  determinare  la
  preda  da  sbranare e tutti gli allocchi guardano alla  preda  come
  l'elemento che distingue il bene e il male.
   Ora,  vorrei  capire  se  ci  sono gli interventi  che  non  hanno
  copertura di legge - lo faccio formalmente - perché, se sono  stati
  previsti  interventi che non hanno copertura di legge, c'è qualcuno
  che  ne  dovrebbe  rispondere,  perché in un bilancio  non  possono
  stare  capitoli che non hanno copertura  legislativa  E siccome  si
  continua a dire che ci sono capitoli che non hanno legge,  se  così
  è,  qualcuno  ha  omesso di fare il suo lavoro,  che  è  quello  di
  rendere   legale  l'atto  che  noi  facciamo,  cioè  la   copertura
  legislativa a legislazione vigente
   Perché  sto dicendo questo? Perché non ci sto a passare  e  a  far
  passare questo Parlamento come il Parlamento che non si occupa,  ad
  esempio, di cose importanti come la norma che è stata impugnata con
  l'articolo  8, che pone qualche problema di tenuta contabile  ed  è
  una  norma  che  probabilmente sarebbe stato  necessario  approvare
  meglio,   ma   sicuramente,  fortunatamente,  non   mette,   almeno
  nell'immediato,   a   rischio   i  conti   della    Regione.   Però
  l'impugnativa  dell'articolo   8  ci  pone  un  problema,  ci  dice
  qualcosa che ci chiama in discussione per il futuro, però - come si
  vede - si parla soltanto della tabella  H , di una tabella - ripeto
  -   che  non  esiste più, che si è costruita soltanto come  effetto
  mediatico,  dando  l'idea che in quella tabella  H   chissà  quante
  schifezze ci sono  Non si dice che in quella Tabella c'è  la  legge
  sullo  sport  e che oggi si chiama allegato 2  Ripeto: non  è   più
  tabella   H ,  è  già  allegato 2. Ci  sono  norme  che  riguardano
  interventi delle politiche sociali, ci sono norme che riguardano le
  politiche  culturali  di questa Regione. E qui  con  un'aberrazione
  ormai  frutto della vandea  demagogica si cancella tutto  e  tutti
  Così  si  chiuderà  il  museo  Mandralisca  di  Cefalù,  dove   c'è
  l'Antonello  da  Messina  e  la Sicilia continua  a  dire:  abbiamo
  abolito la tabella H tanto era una schifezza  Ma è possibile che si
  discuta  in  questa maniera in questa Regione? E  noi  contribuiamo
  con la nostra ipocrisia a far passare un messaggio sbagliato
     Ecco,  anche  qui, l'ho voluto fare perché c'è un tempo  in  cui
  bisogna anche reagire a questo insultante tentativo di  massificare
  senza distinzioni. E' insopportabile
   Ripeto  - forse era più opportuno il silenzio, associarsi al  coro
  dei  silenti,  ma  ci sono cose che sinceramente  fanno  venire  il
  voltastomaco  nel  momento  in cui si assiste  a  questa  ipocrisia
  generalizzata  che  sta  finendo per  uccidere  la  politica  e  le
  istituzioni. Ecco l'ho voluto dire.
   Nel merito il  Commissario dello Stato avrà fatto bene, avrà fatto
  male,  era prevedibile in fondo quello che è avvenuto, ma quello  è
  un  altro  film.  C'è un film preventivo che  è  il  modo  con  cui
  quest'Aula non riesce neanche a sapere le cose di cui parla  perché
  spesso  parla  delle cose di cui parlano gli altri  di  noi,  senza
  avere  la competenza e la conoscenza delle cose di cui si parla  in
  questo Parlamento.

   FAZIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAZIO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivido in  parte
  l'intervento  che mi ha preceduto, credo che sia un  film  visto  e
  rivisto. Non mi pare che nella storia parlamentare siciliana non ci
  sia  stata finanziaria che non sia stata tacciata d' impugnativa  e
  che, ovviamente, non si siano ripetuti sistematicamente questo tipo
  di interventi.
   Inviterei,  prima  di  lasciarci andare ad  interventi  di  natura
  squisitamente   politica   e  molto  meno   tecnica,   a   rivedere
  possibilmente un po' di giurisprudenza costituzionale e soprattutto
  un manuale di diritto costituzionale.
   Che  ci  piaccia  o non ci piaccia, la Sicilia  non  è  uno  Stato
  federale.  Ha,  sì, un'autonomia, un'autonomia speciale,  esclusiva
  ma,  checchè  se  ne  dica, almeno sulla base della  giurisprudenza
  costituzionale, per autonomia non può che intendersi  una  relativa
  indipendenza.  Motivo per cui il Commissario dello  Stato  previsto
  nel  nostro  Statuto, che ci piaccia o non ci  piaccia,  svolge  un
  compito che è quello di censurare le norme approvate dall'Assemblea
  regionale siciliana, laddove ne ravvisa una illegittimità dal punto
  di vista prettamente costituzionale.
   Devo  essere  sincero,  signor  Presidente,  lei  non  potrà   che
  convenire  con me, è vero ma è altrettanto vero che la  figura  del
  Commissario  dello Stato prevista nel nostro Statuto, nel  tempo  è
  stata  modificata anche in dipendenza di una pronuncia della stessa
  Corte  Costituzionale  che ne ha eliminato parte  delle  competenze
  attribuite  allo  stesso,  laddove  a  questa  figura,  nella  fase
  originaria fino ad un certo periodo, era consentito di impugnare le
  leggi statali che invadevano la sfera di competenza della Regione.
   Adesso  lascia  molto  perplessi, in  ordine  alla  sua  posizione
  cosiddetta  di  terzietà, e che, invece, in alcune occasioni  forse
  sconfina  e  sconfina, non limitandosi semplicemente, solamente  ad
  effettuare un giudizio di legittimità costituzionale; ma poiché  il
  limite  di demarcazione tra legittimità e merito è molto sottile  e
  labile,  forse,  invade  una  sfera  di  competenza  da  parte  del
  Parlamento,  ma  non  c'è alternativa. Che  ci  piaccia  o  non  ci
  piaccia,  il  Parlamento, oggi, non può che approvare  quell'ordine
  del  giorno  per  dare esecuzione alle parti del bilancio  e  della
  finanziaria  non  oggetto di impugnativa. Poi seguiranno  tutte  le
  altre polemiche, ma le polemiche lasciano il tempo che trovano.
   Quello che è importante, invece è, a mio avviso, che il Parlamento
  rifletta  e  soprattutto il Governo rifletta. Non posso non  notare
  che  alcune  censure,  mosse  dal Commissario  dello  Stato,  erano
  rivolte  esclusivamente ad iniziative del Governo che il Parlamento
  ha  semplicemente e solamente avallato. Ed è uno schiaffo,  se  lei
  permette, all'Assemblea ma segnatamente al Governo.
   L'onorevole  Cracolici,  che mi ha preceduto,  ha  evidenziato  un
  aspetto che, a mio avviso, mi sembra rilevante. Qualche altro lo ha
  fatto ancor prima.
   Il  Commissario dello Stato per la prima volta mette in dubbio  le
  Entrate.  Aggiungerei  oltre.  Credo  che  non  possiamo  fare  una
  riflessione e che questo ci serva da lezione, anche se  sono  molto
  disilluso  al  riguardo. Il Parlamento deve legiferare  nell'ambito
  della  sfera di competenza, senza immaginare di fare voli pindarici
  o  svolgere  delle  competenze o delle interferenze  che  non  sono
  previste  dal  nostro Ordinamento giuridico e di rimanere  entro  i
  limiti  dello  stesso e non come sistematicamente fa,  cercando  di
  superarlo o, addirittura, di ignorarlo.
   Io  faccio un invito al Governo, lo ha fatto, segnatamente,  anche
  chi   mi  ha  preceduto,  perché  21  articoli,  molti  dei   quali
  sicuramente importanti e fondamentali, non possono essere annullati
  sic  et  simpliciter. Non può non esserci una iniziativa tempestiva
  da   parte  del  Governo  di  porre  rimedio  all'impugnativa   con
  iniziative  che  siano corrette e finalizzate  all'interesse  della
  collettività.
   Io  sono stato, forse, quello che ha dissentito di più per  quanto
  riguarda  la   tabella H , non condivido, ovviamente,  l'intervento
  dell'onorevole  Cracolici; ho sostenuto nel mio intervento  che  ci
  sono  cose importanti e fondamentali, ma ci sono cose che  potevano
  benissimo  essere escluse o, comunque, non potevano farsi rientrare
  nell'ambito delle cosiddette leggi-provvedimento, non previste  per
  l'Ordinamento siciliano.
   E credo che il Governo non può non porre la giusta attenzione alle
  cosiddette  fasce  sociali  che erano  previste  nell'ambito  della
  Tabella H, vale a dire l'attività sportiva e le attività culturali,
  ma  ponendo  in essere dei criteri trasparenti, equi e  soprattutto
  giusti e corretti.
   Non  credo  che  il  Parlamento avrà da dire laddove  l'iniziativa
  sarebbe  improntata alla generalità dei cittadini e non  a  far  sì
  che,   con   provvedimenti  cosiddetti  clientelari,  si  intendano
  raggiungere  alcuni  obiettivi che  nulla  hanno  a  che  fare  con
  l'interesse della collettività.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, per  la  verità
  avevo  deciso  di non intervenire però, considerati gli  interventi
  che  ci  sono  stati, credo sia opportuno potere  esprimere  alcune
  valutazioni in ordine all'impugnativa.
   Io  sono tra coloro che ritengono che la responsabilità di  questa
  impugnativa è certamente in capo al ritardo con cui la finanziaria,
  per motivi oggettivamente non imputabili al Governo; ma di fatto il
  Governo  ha creato una condizione complicata per cui la finanziaria
  è  arrivata  in questo Parlamento molto in ritardo, c'è  stata  una
  corsa  contro il tempo e devo affermare, con la responsabilità  che
  mi   compete  da  parlamentare,  che  c'è  stata  un'attività   dei
  parlamentari senza il supporto adeguato, vista la ristrettezza  del
  tempo  e senza, anche, una adeguata visitazione di quelle che  sono
  le   norme.  Un'attività  legislativa  che  ha  portato  in   parte
  all'impugnativa  ed  in parte, anche, a un'attività  a  mio  parere
  straordinaria   del  Commissario  dello  Stato   perché,   leggendo
  adeguatamente, ieri, l'impugnativa mi sembra che il Commissario, in
  parte, sia andato al di là di quello che è il suo ruolo, perché non
  c'è  ombra di dubbio che nella discrezionalità delle tante cose che
  il  Parlamento ha deciso di fare, mi pare ci sia un'attività che va
  al di là di quelle che sono le sue competenze.
   Certo,  ci  sono strafalcioni da parte nostra come,  per  esempio,
  quando  ripetiamo  una  norma  che era  stata  proposta  la  scorsa
  legislatura  -  a  proposito della moratoria dei  debiti  -  che  è
  competenza,  certamente, dello Stato, ed io chiesi al Governo  cosa
  volesse dire questa norma.
   La  mia non era una richiesta ultronea, ma una richiesta di chiara
  consapevolezza che una norma di carattere finanziario, che riguarda
  il  sistema,  che  comunque  è  in  capo  allo  Stato,  non  poteva
  assolutamente essere modificato da questo Parlamento,  perché  così
  è.
   La  volta scorsa avevamo deciso di spostare le date non più a  sei
  anni  ma a dodici; questa volta avevamo stabilito un percorso tutto
  particolare che non attiene alle competenze di questo Parlamento.
   Ma  c'è anche qualche altra cosa per cui credo che sia giusto  che
  il  Parlamento faccia le sue rimostranze. A proposito di un termine
  utilizzato  dal  Commissario dello Stato, per  quanto  riguarda  la
  famosa Tabella H, che è il termine  istruttoria'. E' un termine che
  ho sentito in questi giorni parlando in questo Parlamento, parlando
  con il Governo, e credo che sia un termine inappropriato utilizzato
  dal  Commissario  dello  Stato perché l'istruttoria  non  solo  gli
  Uffici  l'hanno  sempre  fatta, ma non  c'è  ombra  di  dubbio  che
  parecchi  di  questi  importanti enti  hanno  subito  una  adeguata
  istruttoria  da parte degli Uffici del Dipartimento  del  bilancio,
  senza  la  quale, certamente, non potevano essere fatti i  relativi
  pagamenti.
   Credo   che   il  Commissario  dello  Stato  lì  abbia   esagerato
  nell'attività.  Per  questo  non voglio difendere  l'insieme  della
  Tabella  H  ma  lo  faccio per rilevare che  alcune  cose  sono  di
  competenza del Parlamento e rispetto alle quali - non c'è ombra  di
  dubbio  - che a noi spetta assumere le decisioni, altra cosa  è  il
  ruolo  che deve esercitare il Commissario dello Stato in ordine  ad
  alcune attività legislative che questo Parlamento mette in campo  e
  che  attengono alla sua autonomia, alla sua responsabilità  e  alla
  sua attività propositiva.
   Per  il  futuro auspico un Governo più attento, che dia  il  tempo
  necessario.  E  a lei affido una interlocuzione con il  Commissario
  dello  Stato, perché non c'è ombra di dubbio che una interlocuzione
  con  il Commissario dello Stato vada  fatta perché tutti quanti  ci
  rimettiamo la faccia quando gli articoli impugnati sono 21, non  si
  tratta  di due o di tre e, per fortuna, è rimasto inalterato quello
  che  è  il  sistema delle entrate, il sistema del bilancio  che  ci
  consente di dire che abbiamo uno strumento finanziario approvato.
   Auspico per il futuro un Governo più responsabile quanto meno  nei
  tempi  e  nella  proposta  perché il Parlamento  possa  essere  più
  riflessivo, più responsabile nella sua azione propositiva  e  possa
  mettere in campo una attività legislativa degna di un Parlamento.

   PRESIDENTE.  E  iscritto a parlare l'onorevole Lo Sciuto.   Ne  ha
  facoltà.

   LO SCIUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire che mi
  sono  sentito  mortificato nel mio ruolo di deputato regionale  nel
  momento in cui ho visto censurare il 30 per cento della finanziaria
  che noi abbiamo approvato.
   Ritengo  da questo punto di vista che è abbastanza chiaro  che  il
  Commissario dello Stato in alcuni punti travalica quello che  è  il
  suo  ruolo istituzionale. E questo è abbastanza evidente quando  il
  Commissario dello Stato, a proposito della Tabella H,  che  ricordo
  a tutti - io sono nuovo da questo punto di vista -  esiste da tanti
  anni e dal 2006 continua a non essere aggiornata,  questi enti  che
  negli  anni  hanno avuto i finanziamenti da tempo  hanno  avuto  la
  fiducia del Parlamento regionale.
   Il    Commissario    dello   Stato   può   sicuramente    rilevare
  l'illegittimità   dell'atto  ma  non   può   entrare   nel   merito
  dell'assegnazione dei contributi perché questo spetta al Parlamento
  regionale, nella valutazione degli enti.
   Anche  perché  ho  avuto  l'impressione,  e  come  diceva  qualche
  collega,  che  già dall'indomani si è detto  attenti al  lupo'  con
  questa  Tabella  H. Come se i deputati in questa  Regione  avessero
  sponsorizzato qualche cosa.
   Voglio  ricordare  a  tutti  che  in  quella  Tabella  c'erano   i
  contributi  per  lo sport,  per tutta la Sicilia,   che  riguardano
  tanti ragazzi che sono impegnati nello sport. In quella Tabella  H'
  c'erano   i   contributi  per  i  diversamente  abili,  per   tante
  associazioni che si occupano di chi soffre e di chi ha bisogno.  Ma
  anche la cultura, lo spettacolo, i teatri.
   Non  possiamo sicuramente, oggi, gioire perché a livello mediatico
  qualcuno  grida sempre  attenti al lupo' come se in  questo  nobile
  Parlamento si portano avanti delle cose sbagliate e illegittime.
   Questa  è  stata una grande  scorrettezza da parte del Commissario
  dello  Stato. Lo dico apertamente e me ne assumo la responsabilità,
  perché  da  oggi  ci  saranno tanti enti e tante associazioni,  che
  operano nel sociale, nello sport nella cultura, che avranno  grosse
  difficoltà, anche a pagare gli stipendi ai propri lavoratori.
   Allora, io dico che bisogna stare attenti, ed è necessario che  il
  Parlamento  si  riappropri del proprio ruolo  istituzionale  e  che
  faccia  sentire  la  sua voce; e, da questo punto  di  vista,  sono
  d'accordo con l'ordine del giorno presentato dall'On. Turano a  cui
  appongo  la  mia  firma, perché è importante che il  Parlamento  si
  faccia sentire.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di parlare l'onorevole  Assenza.  Ne  ha
  facoltà.

   ASSENZA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, il  mio  sarà  un
  intervento  contro  corrente, perché, piuttosto che  lamentarsi  di
  quello  che è stato il naturale epilogo di una Finanziaria  scritta
  male,  trasformata peggio, e arrivata al voto finale, tra  l'altro,
  con  articoli  in   palese contraddizione l'uno  con  l'altro,  non
  poteva che attendersi questo giudizio impietoso.
   Perché  se  è  vero come è vero, che spesso alcuni articoli  della
  Legge  Finanziaria hanno subìto, anche in passato, questa sorte,  è
  altresì  vero,  ritengo,  avendo un po' spulciato  gli  atti  delle
  precedenti,  che mai l'impugnativa aveva riguardato un terzo  della
  normativa nel suo complesso.
   Non  lo dico con soddisfazione o con contentezza, però alcuni  dei
  rilievi  che  il  Commissario dello Stato ha  avanzato  io  mi  ero
  permesso,   con   assoluta  modestia,  sollevarli   in   Aula   nel
  disinteresse generale della stessa e del Governo.
     Introdurre norme retroattive in campo finanziario, senza nessuna
  ragionevolezza,  ma  era un qualcosa che, mi si  permetta,  nemmeno
  l'ultimo  studente di Economia poteva pensare che  potesse  passare
  indenne.  O  lasciare alla discrezionalità, ampia, della Presidenza
  della  Regione,  l'indirizzo successivo di determinati capitoli  di
  spesa: era una norma generale in bianco, anche questa assolutamente
  non possibile, non prevista nel nostro ordinamento.
   Non  lamentiamoci  di  quello che è un atto dovuto  da  parte  del
  Commissario dello Stato. Lamentiamoci di aver affrettato  i  tempi,
  in  ultimo,  quando  una  legge di così  fatta  importanza,  che  è
  l'ossatura  dell'attività  di  un Governo  deve  essere  preparata,
  elaborata  per  tempo,  e  trasmessa  al  Parlamento  e  alle   sue
  Commissioni di merito, prima, e di Bilancio, dopo, consentendo alle
  stesse un accurato lavoro di studio, se il caso di modifica, se  il
  caso di approvazione in toto.
   Ci  serva  da  lezione,  per  cui questa  rivoluzione,  più  volte
  annunciata  ma finora, ahimè, mai messa in atto da questo  Governo,
  cominci dalle cose veramente serie.
   Signor  Presidente,  mi  consenta un'altra  osservazione.  La  mia
  origine  politica  è chiara, io sono un vecchio missino,  non  sono
  stato  mai un democristiano. Però, signor Presidente,  mi consenta,
  ritengo  che questa Aula ha il  dovere di commemorare la  dipartita
  del senatore Giulio Andreotti.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di parlare l'onorevole  D'Asero.  Ne  ha
  facoltà.

   D'ASERO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, in  apertura  del
  mio   intervento,  voglio  evidenziare  che  sia  anche  un   fatto
  importante pensare e ossequiare la memoria di Andreotti, come  uomo
  che  ha  avuto una sua azione di statista, una sua azione di grande
  servitore  delle istituzioni e quindi, come ha detto il  Presidente
  Napolitano,  premesso che sarà la storia a fare le valutazioni  nel
  tempo,  io ritengo che per chi ha avuto modo di apprezzarne doti  e
  qualità, vadano evidenziati anche per lo spirito di appartenenza  a
  una  realtà politica che ci ha visto in grande sintonia  oltre  che
  ideologica  anche  di  principi, questi momenti  e  determinare  un
  ossequio alla sua memoria.
   Ciò  premesso,  io dico che anche su quello che è il  senso  delle
  Istituzioni  e il senso dell'appartenenza deve esserci,  in  alcuni
  momenti,  una capacità di distinguere e di essere anche maturi  per
  esprimente valutazioni, oltre che di carattere obiettivo, anche  di
  carattere di riconoscenza di quella che è l'attività e la  vita  di
  ognuno di noi.
   Il   livello  di  impegno  politico  e  istituzionale,  anche   in
  quest'Aula,  ci  deve portare a dire, in riferimento  all'argomento
  anche   dell'impugnativa  del  Commissario  dello  Stato  e  quindi
  dell'attività  che questo Parlamento porta avanti, nella  sua  fase
  integrata  con  i  lavori  delle  Commissioni,  che  noi  dobbiamo,
  innanzitutto,  salutare per alcuni aspetti  il  senso  positivo  di
  quello  che deve essere il livello di controllo e vigilanza,  anzi,
  c'è   bisogno  di  dire  che  particolarmente  anche   negli   atti
  amministrativi  e  nelle nomine il Governo deve, forse,  alzare  il
  livello di vigilanza.
   Perché esistono momenti, poi, che denigrano le istituzioni.
   E  allora, l'attività che ha portato avanti il Parlamento, con  un
  momento che ha visto un esercizio provvisorio protrarsi per il  suo
  periodo  massimo fino al 30 aprile, sicuramente non  poteva  essere
  consentito all'attività del Parlamento un periodo di grande  stress
  che in breve tempo ha portato a non poter esprimere le potenzialità
  che  questo Parlamento ritengo abbia, nel dare contributi a  quella
  che  è  un'azione,  un'attività  parlamentare  particolare  che  si
  determina con l'approvazione dl  Bilancio e Finanziaria.
   Abbiamo  avuto modo di esprimere in altri tempi, in altri momenti,
  anche  in  occasione del DPEF, un momento di grande perplessità  ma
  anche  spunti  di  forte  criticità verso quello  che  è  stato  il
  documento  proposto  dal Governo. E all'Assessore  Bianchi  abbiamo
  detto  che  ci aspettavamo in quella occasione, atteso che  avevamo
  una  fase di inizio legislatura da una parte e dall'altra il  tempo
  necessario  per  poter realizzare un'attività  programmatica  seria
  visto  che già era stato approvato l'esercizio provvisorio,  di  un
  documento  che poi di fatto è stato  riproposto questo momento  con
  spunti di forte criticità anche col Bilancio e la Finanziaria,  che
  vedesse  anche oltre ai fatti di ordinaria amministrazione,  a  una
  Finanziaria di sopravvivenza come l'abbiamo definita, anche momenti
  di  proposte  per  quello che deve essere il  futuro  della  nostra
  Isola, compatibilmente con quella che è la capacità finanziaria, la
  capacità di attivare processi innovativi, la capacità di utilizzare
  al  meglio  le  risorse  comunitarie che in questo  Parlamento,  da
  tempo, non se ne parla più e noi assistiamo alla conclusione di  un
  periodo importante che è il 2013 dove c'è la rendicontazione n+2  e
  quindi andremo al 2015 e di cui non abbiamo più chiari contenuti di
  quelle  che sono le reali possibilità di utilizzo di queste risorse
  finanziarie.
   E  noi assisteremo, probabilmente ancora una volta, a un grido  di
  allarme,  a una grande capacità di impegno che questo Governo  deve
  dimostrare  e  che  non dimostra, di capire come  vanno  al  meglio
  utilizzate queste opportunità.
   In  un  momento  in cui la crisi galoppante, le difficoltà  reali,
  vedere  che  per  reperire  risorse  abbiamo  dovuto  assistere  ad
  un'azione  del  Governo che non abbiamo condiviso, di  disimpegnare
  risorse per investimenti, caro Assessore per le infrastrutture, per
  determinare  momenti  di  copertura  -  probabilmente  anche   poco
  giustificata  -  di  spese  correnti;  sicuramente  davanti  a  una
  capacità  di  impiego di risorse comunitarie che potrebbero  essere
  destinate in maniera diversa, e che ancora oggi non hanno un chiaro
  programma  d'impiego,  se  non  per  le  continue  azioni  che   in
  Commissione   Bilancio  il  Direttore  alla   programmazione,   con
  generiche  considerazioni, ci lascia convinti che si potrebbe  fare
  di  più ma non si riesce a farlo; dico che anche su quest'argomento
  c'è  bisogno di determinare un approfondimento affinché si  capisca
  cosa realmente è possibile, ad oggi, recuperare.
   Anche  questo  è  un pezzo del mosaico che deve  rilegittimare  le
  nostre Istituzioni e l'attività del Parlamento siciliano. Così come
  non  possiamo  accettare  che una  finanziaria  d'emergenza   possa
  essere  trattata  in  una sola settimana, perché  l'attività  delle
  Commissioni, nella loro finalità istituzionale, abbiano il senso  e
  il  significato di approfondire gli argomenti, di far sì  che  ogni
  parlamentare possa dare un apporto concreto, insieme alla dirigenza
  che  deve essere messa nelle condizioni di analizzare e di proporre
  criticità, di trovare soluzioni ed evitare, quindi, di sbattere poi
  con l'analisi e il controllo che il Commissario dello Stato attua.
     Dico  che nessuna propensione alla crescita, nessuna rivoluzione
  dichiarata  è  svolta  e proposta, ma solo un'azione  di  ordinaria
  amministrazione.
   Il  fatto  più  grave  che  va  denunciato  è  questa  carenza  di
  propensione  alla  crescita e al mondo produttivo:  nessuna  azione
  concreta,  e  mi  duole  che  la Confindustria  Sicilia,  che  vede
  impegnato  qua anche un suo assessore, espressione di  quel  mondo,
  esprima criticità fuori dal Palazzo, e nel Palazzo non determina un
  momento di incisività diversa.
   Concludo dicendo che anche col Commissario dello Stato, essendo un
  organo  previsto  dalla legge ed essendo una  realtà  istituzionale
  importante, va aperto un confronto in maniera diverso, perché se  è
  vero  che  da  una  parte esercita un controllo e dall'altra  porta
  avanti un'interlocuzione per capire come meglio definire i percorsi
  normativi, allora c'è bisogno di riprendere uno spirito costruttivo
  che per le istituzioni è un fatto importante.
   Ricordiamoci che i fatti che poi vengono dimostrati con le  azioni
  quotidiane  sono  quelli  che  il popolo,  la  gente,  i  cittadini
  leggono, e sicuramente il Parlamento, davanti a un'impugnativa  che
  vede  circa  un  terzo della Finanziaria messa in discussione,  non
  riceve una valutazione positiva, e quel che è ancora peggio  è  che
  la posizione delle istituzioni viene mortificata e demolita.
   Allora dico che in questo senso dobbiamo portare avanti un'azione,
  come  Parlamento  - essendo che quest'Aula è da lei  rappresentata,
  sig.  Presidente - e da tutti noi, inciti il Governo  affinché  non
  ricada  in simili azioni che hanno di fatto dequalificato  l'azione
  del Parlamento tutto.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Lentini.

   CORDARO. Signor Presidente, vorrei sapere quando sarà il mio turno
  per svolgere l'intervento.

   PRESIDENTE. Sull'ordine del giorno o sulla questione?

   LENTINI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi , io  da  anni  ho
  posto attenzione sull'attività del Commissario dello Stato; a volte
  mi ha convinto, altre volte no. L'impugnazione dei 21 articoli  che
  ha  letteralmente stralciato da questa Finanziaria, approvata nella
  mattina del primo di maggio, è un fatto grave, e posso pure  capire
  che qualche distrazione ci sia stata.
   Però  vede,  Presidente, tagliare, ad esempio, la Tabella  H,  cui
  sono poco interessato - l'unico punto della Tabella  a cui ho posto
  attenzione  è  stato  quello  riguardante  il  Banco  alimentare  -
  affinché   la  dotazione   possa  essere  incrementata   per   dare
  possibilità  alle numerose famiglie che hanno bisogno  delle  prime
  necessità, che sono il pane e la pasta.
   Questo  è  stato  il mio intervento sulla Tabella H,  delle  altre
  cose,  sicuramente sono poco interessato. Ma non è la  prima  volta
  che  questa Tabella viene votata, e il parere del Commissario dello
  Stato  è  stato sempre favorevole, non ho mai visto nessuna  azione
  contro la Tabella.
   A mio avviso questa è una offesa, non solo al Parlamento regionale
  siciliano,  è una offesa agli Uffici della Regione Siciliana,  agli
  Uffici  dell'Assemblea  Regionale, perché  quando  io  presento  un
  emendamento, questo atto che io propongo all'Aula ha bisogno di  un
  parere - il parere può essere favorevole, può essere negativo - gli
  uffici ci convincono a volte che quel determinato pensiero non  può
  andare  avanti  perché ci sono delle imperfezioni  o  perché  vanno
  contro la legge, quindi da quel momento viene sospeso, e io non  ne
  parlo più.
   Ma   questa   finanziaria  è  stata  una  finanziaria    approvata
  velocemente e possibilmente c'è stato qualche errore. Io mi  auguro
  che  le prossime finanziare vengano attenzionate e forse, visto che
  il  Commissario dello Stato - ad esempio, sul discorso  del  ticket
  delle  isole,  oppure sui petrolieri per mettere  una  piccolissima
  tassa per cercare di aumentare le entrate delle  casse regionali  -
  non  sono  state nemmeno approvate,  ma che mi dice il  Commissario
  dello Stato dell'articolo 37?
   È  possibile  che  la Regione Siciliana debba piangere  lacrime  e
  sangue, giorno per giorno, e non tutelare tutti gli articoli  dello
  Statuto?
   Io non sono a difesa di un articolo dello  Statuto ma di tutti gli
  articoli dello Statuto, quindi mi sembra che la politica non faccia
  parte del Commissario dello Stato. Mi sarei aspettato da parte  del
  Commissario  dello Stato che impugnasse quegli articoli  che  vanno
  contro  la  legge  ma  non tutti. Nella Tabella   H'  non  ci  sono
  articoli che riguardano solo ed esclusivamente enti che si occupano
  di    sport  o  sull'identità  siciliana,  ci  sono  articoli   che
  riguardano  enti sanitari, enti che aiutano, enti come  quelli  dei
  medullolesi, ci sono cose che sono imprescindibili, ci sono  scelte
  che non possono essere, così, buttate, accantonate, azzerate.
   Il  Governo sarà in confusione perché fra questi enti ci sono enti
  che  hanno  personale che lavora da tanti anni, e non  so  come  si
  risolverà  questo  problema, e lo  leggo  sui  giornali  che  i  24
  milioni sono stati tagliati,  e non se ne può nemmeno riparlare.
   Ecco questa è la cosa che mi insospettisce. Questo è un Parlamento
  eletto  dal popolo, quando io vado in campagna elettorale cerco  di
  convincere  l'elettore con un programma elettorale e politico  dove
  cerco  di condividere con loro le mie e scrivono  Lentini ,  devono
  scrivere nome e cognome. Quindi è questa la cosa che non accetta il
  Parlamento,  se  questo  è  un  Parlamento  autonomo,  deve  essere
  autonomo anche nelle scelte.
   Certo le scelte scellerate le lasciamo fuori da questo Parlamento,
  però  può capitare che a volte facciamo delle azioni per bene e  su
  questo  i  siciliani devono stare anche attenti perché non  abbiamo
  bisogno solo del Commissario dello Stato, ma abbiamo bisogno che lo
  Stato  stia  attento  a tutte le malefatte che la  Sicilia  subisce
  giorno per giorno, ad iniziare dall'articolo 37, che non viene  mai
  rispettato

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di parlare l'onorevole  Cordaro.  Ne  ha
  facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente, assessori,  onorevoli  colleghi,  io
  occuperò  un  minuto  per parlare del tema dell'ordine  del  giorno
  anche  perché  credo  che, non volendomi  unire  al   valzer  delle
  ipocrisie , come correttamente l'ha chiamato un collega che  mi  ha
  preceduto, io credo che l'unica strada, c'è poco da dire, è  quella
  proposta  dal  collega Turano: noi dobbiamo uscire dall'equivoco  e
  dobbiamo  stabilire una volta per tutte chi fa politica  e  chi  fa
  altro.
   Io  rivendico a quest'Assemblea regionale il ruolo della politica,
  firmiamo tutti e novanta il disegno di legge dell'onorevole Turano,
  non significa avere primazìe o meno, significa capire chi è per  la
  tutela  del ruolo dei parlamentari e chi non lo è. Chi non  firmerà
  quel  disegno di legge evidentemente non è per la tutela del  ruolo
  dei  parlamentari e non è per tutelare il prestigio e il ruolo  del
  Parlamento.
   Concludo  sul  punto dicendo che il Gruppo del  Cantiere  Popolare
  voterà  ed il sottoscritto ha apposto la sua firma sull'ordine  del
  giorno  a  firma  di  altri  capigruppo  per  rendere,  ovviamente,
  immediatamente  promulgabile la finanziaria o  quanto  meno  quella
  parte di finanziaria che non è stata impugnata.
   Le  avevo  chiesto, signor Presidente, ad inizio della  seduta  la
  parola,   e  quindi  lei  mi  dà  la possibilità  e  di  questo  la
  ringrazio, di ottimizzare il mio tempo, perché di due interventi me
  ne fa fare uno. E avevo chiesto di intervenire perché credo che lei
  abbia dimenticato che questa settimana è venuto a mancare anche  il
  senatore a vita Giulio Andreotti.
   Vede,  signor  Presidente,  quando il  senatore  Andreotti  faceva
  politica io andavo ancora all'università, forse al liceo,  e  nella
  mia  carriera politica non ho avuto mai l'opportunità, nel  bene  o
  nel   male,  di incontrarlo. Però, siccome ho notato che a  rendere
  omaggio al Presidente Andreotti si sono recati il Capo dello Stato,
  Presidente  Napolitano, il Presidente del Senato, senatore  Grasso,
  il Presidente del suo partito, Pier Ferdinando Casini, e tantissime
  altre personalità importanti, da D'Alema a Veltroni, a tanti altri,
  io  credo,  signor  Presidente, che quest'Aula  debba  tributare  -
  glielo  chiedo  in maniera sommessa - un minuto di silenzio  ad  un
  uomo  che, come giustamente ha detto il Presidente Napolitano verrà
  giudicato  dalla  storia ma che è stato per sette volte  Presidente
  del Consiglio dei Ministri.
   Dopo  di  che,  signor Presidente, lei secondo me ha  commesso  un
  errore, a questo può riparare prima che la seduta si chiuda  ed  in
  ogni  caso  faccia quel che vuole perché anche lei  sarà  giudicato
  dalla storia per quello che farà o per quello che non farà.

   PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, io non ho la presunzione di  essere
  giudicato dalla storia, attiene ad altri, gli statisti.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io  non  mi
  attarderò a ragionare del merito delle scelte del Commissario dello
  Stato  riguardo  la  legge  finanziaria  che  ha  approvato  questo
  Parlamento.
   Io,  come ho già fatto, peraltro in sede di dichiarazione di  voto
  nell'approvazione  di  un'altra legge importante,  che  ha  esitato
  questo  Parlamento e mi riferisco alla legge sull'abolizione  delle
  Province  ripropongo  un  problema che è  tutto  interno  a  questo
  Parlamento, interno a questa Aula, e che consta di due aspetti.
   Il primo riguarda il fatto che mentre si sta cercando di costruire
  un  profilo  istituzionale, grazie a tutti quanti, dalla Presidenza
  di questo Parlamento ai gruppi, a tutti i 90 deputati, è insorta in
  questi  ultimi tempi una cattiva abitudine, che quando sono entrato
  io  la prima volta in questo Parlamento non albergava fra le pareti
  di  questa  mobilissima  e storica Aula, cioè  di  far  sì  che  il
  dibattito  parlamentare,  politico, istituzionale,  dialetticamente
  anche forte, anche di scontro, come è normale e tipico delle grandi
  democrazie,  debba necessariamente non concludersi  all'interno  di
  questa  Aula,  ma  debba necessariamente continuare  fuori  con  un
  profilo  istituzionale distorto, come se ognuno non si  rassegnasse
  alla  scelta  che  legittimamente la maggioranza di  un  Parlamento
  democraticamente assume.
   L'ho  detto  in  quella sede, quando il Parlamento ha  votato  una
  legge,  quando nei giorni immediatamente successivi,  cioè  proprio
  nei  giorni  in  cui  il  Commissario dello  Stato  è  chiamato  ad
  esaminare   i   testi  che  escono  da  questa  Aula,   c'è   quasi
  l'esortazione di chi non riesce ad ottenere in questa Aula ciò  che
  pensava   legittimamente  di  ottenere,  come  risultato   politico
  istituzionale  e legislativo, di continuare questa battaglia  fuori
  invocando  la bocciatura del lavoro del Parlamento da parte  di  un
  Prefetto  della  Repubblica,   che io rispetto  profondamente,   ma
  ognuno  nell'alveo che le Istituzioni e che l'ordinamento giuridico
  assegna.
   Quindi, perché stupirci se in questi giorni, in maniera reiterata,
  stucchevole   e   certamente  delegittimante  per   il   Parlamento
  siciliano,  tanti  espressioni parlamentari  hanno  quasi  chiesto,
  invocato  che il Commissario dello Stato intervenisse su  questa  o
  quella norma.
   Credo  che  il vero problema di questo Parlamento sia  esattamente
  questo, non di limitare o riformare i poteri del Commissario  dello
  Stato,  ma credo di riacquistare una legittimazione che come accade
  sempre  nell'equilibrio  fra  i  poteri,  mi  riferisco  al  potere
  legislativo  e al potere giudiziario, che in questi anni  ha  fatto
  scorrere  fiumi  di  inchiostro,  sappiamo  bene  che  non  dipende
  esattamente dal dettato letterale della Costituzione o dalle  norme
  che    regolano   l'ordinamento   giuridico,   ma   dipende   dalla
  legittimazione che ogni potere, in un determinato momento  storico,
  riesce   ad  avere  grazie  alla  bontà  della  propria  iniziativa
  legislativa ed istituzionale.
   Signor Presidente, credo che sia questo il vero problema e le sono
  grato  per  le  volte  che  lei  ha  richiamato,  pubblicamente   e
  privatamente,  questo Parlamento ad esercitare con  grande  dignità
  istituzionale la propria funzione.
   L'altro aspetto, che riguarda sempre il Parlamento, fa riferimento
  alla  legittimazione che ognuno dà all'interlocutore,  se  qualcuno
  immagina   che   delegittimando   l'interlocutore   dentro   questo
  meccanismo   istituzionale   di   cui   noi   siamo   protagonisti,
  democraticamente protagonisti, se si pensa che questo possa servire
  ad  accrescere la legittimazione di ognuno, otterremmo  esattamente
  il   risultato  opposto  e  ricordavo,  signor  Presidente,  mentre
  ascoltavo  gli interventi - ogni tanto mi piace leggere qualcosa  -
  un  bel  libro  di Steinbeck  La luna è tramontata , quando  ad  un
  certo  punto,  nel voler definire e descrivere le  conseguenze  del
  mancato  rispetto da parte di una comunità, qualunque essa sia,  di
  qualunque  ordine organizzato, delle regole scritte e non  scritte,
  Steinbeck descrive l'orribile inganno in cui cadono i vincitori e i
  vinti che diventano indistinguibili nella comune sconfitta per  non
  aver  saputo  rispettare  le regole  e   lo  descrive  in   maniera
  letterariamente   splendida  con  questa  frase  terribile,   anche
  violenta:   Le mosche conquistarono la carta moschicida  in  questo
  scontro senza regole che c'è tra di esse .
   Non  voglio che questo prestigioso, antico Parlamento possa cadere
  in  questi equivoci, ognuno cerca di dare il suo contributo ed  io,
  più  volte,  da questa tribuna, in questa legislatura, ho  detto  e
  sostenuto  che  ciascuno  dei  novanta  parlamentari  ha  capacità,
  intelligenza e forza morale e istituzionale per rendere prestigiose
  le  istituzioni  parlamentari di questa  Regione,  ma  proprio  per
  questo  credo, signor Presidente, che sia ingiusto, non  entro  nel
  merito,  ma  lo  dico, non riconoscere il lavoro  che  il  Governo,
  l'assessore Bianchi e il Presidente Crocetta hanno fatto in  questo
  avvio di legislatura.
   Ad  inizio  legislatura ballavamo sull'orlo del precipizio  perché
  non  immaginavamo come affrontare questo peso di miliardi  di  euro
  che   in   questo  esercizio  dovevamo  essere   in  qualche   modo
  scongiurati  nel  loro  peso opprimente che rischiava  di  chiudere
  davvero la prospettiva di questa Regione.
   E'   stato  in  questi  giorni  consumata  una  ipocrisia  davvero
  insopportabile,  non riconoscere che l'impianto della  finanziaria,
  così  com'è  stato  concepito, ha retto  ed   informare  falsamente
  l'opinione pubblica di qualcosa che non è accaduto credo che questo
  non faccia onore a nessuna istituzione dell'ordinamento regionale.
   Lo  sappiamo tutti che la finanziaria ha retto e, allora, anche il
  Commissario  dello Stato probabilmente si ricrederà,  per  esempio,
  sull'articolo  8  tante  volte  citato  stamattina,   parliamo   di
  tecnicismi,  che  è  giusto che nel rapporto  tra  diversi  livelli
  istituzionali si possano definire e chiarire, ma dire  che  c'è  un
  problema  di  impianto, che c'è un problema di  entrate  quando  in
  questo inizio di legislatura non avevamo neppure idea, nei mesi  di
  dicembre  e  gennaio, febbraio, di come definire anche per  l'altra
  tegola  di  quel  buco del 2012 che sappiamo come si  è  costruito,
  anche  attraverso  gli  interventi del Parlamento  e  del   Governo
  nazionali, e dire che questa finanziaria è davvero quella che  oggi
  viene descritta sulla stampa credo che non faccia onore a nessuno.
   E' stata fatta un'azione di disinformazione sbagliata e pericolosa
  nei   confronti  della  pubblica  opinione  che,  certamente,   non
  contribuisce ad alimentare quella speranza e quella prospettiva che
  ognuno di noi dice di volere alimentare nel popolo e  nei cittadini
  di questa Regione e non solo.
   Bisogna avere il coraggio di rispettare profondamente, con  grande
  onestà  intellettuale e rispetto istituzionale, ciò che ognuno  fa;
  ciò che è stato fatto certamente è stato fatto bene in larga parte,
  altre   cose  andavano  cancellate  e  bene  ha  fatto  adesso   il
  Commissario dello Stato - lo dico adesso signor Presidente e chiudo
  -   perché non era coerente del tutto con l'ordinamento giuridico e
  mi  riferisco, in particolare, a quella famigerata tabella  H)  che
  era diventata, rispetto a questo Parlamento, una specie di condanna
  dantesca, eravamo costretti in un girone in cui si doveva per forza
  approvare  questa tabella H e nei termini come descriveva  poco  fa
  l'onorevole  Cracolici,  però  non  ammettere  che  ci  sono  norme
  importanti,  che  avviano  un processo  di  risanamento  di  questa
  Regione  in  questa  finanziaria e  non  ammettere  anche  che  c'è
  un'entrata fuori da quello che l'ordinamento consente da parte  del
  Commissario  dello Stato su alcune norme, credo che significherebbe
  non dire esattamente tutta la verità.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Lombardo.  Ne  ha
  facoltà.

   LOMBARDO.  Signor  Presidente, volevo brevemente rappresentare  al
  Parlamento  un  po' la stucchevole condizione in cui  noi  oggi  ci
  stiamo  ritrovando, è  accaduto un fatto grave, poche ore addietro,
  che di fatto ha visto stroncata la Finanziaria, certo, fino a pochi
  minuti   fa   si   diceva  che  il  complesso   delle   entrate   e
  dell'equilibrio  finanziario  non  è  stato  intaccato  da   questa
  impugnativa  del  Commissario, però  il  lavoro  che  ci  ha  visti
  impegnati  nelle  ultime  settimane  purtroppo  di  fatto  è  stato
  toccato, e come
   Anche  in alcuni punti nevralgici di questa norma e dinanzi ad  un
  atto  così  grave,  che  forse  non  trova  precedenti  all'interno
  dell'approvazione  della legge finanziaria  di  questo  Parlamento,
  notiamo,   purtroppo,  l'assenza  dell'assessore  Bianchi   e   del
  Presidente   Crocetta,  sono  presenti,  peraltro,  due  autorevoli
  assessori che si contraddistinguono per il loro impegno quotidiano,
  su  un  fatto  che  naturalmente coinvolge anche loro,  soprattutto
  loro.
   Vede,   signor  Presidente,  nell'impugnativa  che  ci   è   stata
  comunicata  da  parte  del Commissario dello Stato  emergono  anche
  delle   responsabilità   che  non  possono   essere   semplicemente
  rimpallate  e  liquidate dall'assessore Bianchì, dicendo  che  sono
  norme  soprattutto di iniziativa parlamentare quelle impugnate  dal
  Commissario,  perché  se  guardiamo all'articolo  8,  se  guardiamo
  all'articolo 16, se guardiamo all'articolo 55, 60 e 61, vediamo che
  sono  norme  prettamente governative e che lanciavano, soprattutto,
  quella  fase di sviluppo che è enunciata nella presentazione  della
  legge stessa.
   Mi  chiedo,  e lo faccio con grande umiltà, ma con determinazione,
  quando  il Commissario dello Stato, giustamente, cerca di  inserire
  una   questione  che  è  importante  ed  è  quella  dell'equilibrio
  finanziario, ormai, delle leggi di stabilità ed altro, e  ci  parla
  dell'articolo 81 della Costituzione, questo principio vale soltanto
  per  alcuni  articoli  e non tocca, ad esempio,  l'articolo  6  sul
  concorso  alla  finanza  pubblica che vedrà  impegnata  la  Regione
  l'anno  prossimo per cifre maggiori ed ha visto l'utilizzo, proprio
  per mezzo dell'articolo 6, di quel decreto legge n. 35 del 2013, di
  una  spropositata parte di queste somme per l'anno corrente  e  non
  per  il  2014,  lì l'equilibrio finanziario non si  denota,  ma  si
  denota in altri articoli.
   La  domanda  che  pongo è questa ed appare ormai  evidente,  vede,
  signor  Presidente, il lavoro che è stato svolto in  queste  ultime
  settimane  è  stato straordinario, importante, penso che  anche  il
  Parlamento  -  prima si faceva riferimento alla  responsabilità  di
  queste istituzioni -sia stato delicato e fondamentale. Appare ormai
  evidente  che  in  un  equilibrio  di  potere  e  di  rapporti  tra
  Parlamento,  Governo e Commissario dello Stato,  oggi  è  una  data
  importante,  anzi  quella  di ieri, perché  disegna  di  fatto  uno
  scivolamento di questa istituzione verso una non rappresentanza che
  non  ha  difesa da parte di nessuno perché il Governo dice  sì  che
  l'impianto è stato mantenuto, ma non dice che molte di queste norme
  sono  state  concordate  dal  Governo  stesso  e  molte  di  queste
  provengono dal Governo stesso.
   Mi   appello,   quindi,  alla  sua  sensibilità  affinché   questo
  Parlamento  possa  essere  maggiormente tutelato  e  soprattutto  -
  faccio  un  invito agli assessori - spero che anche successivamente
  non  ci sia il cattivo,  che è il Parlamento, che fa la tabella H),
  che  fa le norme impugnate dal Commissario dello Stato e, poi,  c'è
  il  Governo  che  fa  le norme che rispettano  gli  articoli  81  e
  seguenti della Costituzione.
   Spero  che  ci  possa essere davvero  sia di notte,  ma  anche  di
  giorno  una collaborazione reale con il Governo affinché la Regione
  ritrovi  realmente uno spirito guida e possa affrontare l'emergenza
  finanziaria.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi sono due ordini del giorno:  il
  primo  sul  quale penso ci sia l'unanimità, quello  presentato  dai
  Presidenti dei Gruppi parlamentari che impegna il Presidente  della
  Regione  a  promulgare  la  delibera  legislativa  senza  le  parti
  impugnate,   il  secondo,  a  firma  dell'onorevole  Turano,   che,
  obiettivamente, è condivisibile perché è una prassi che -  gradirei
  dall'onorevole Turano un po' di ascolto - nel corso  degli  anni  è
  stata pure utilizzata.
     Sottopongo, però, alla riflessione dell'onorevole una  questione
  perché  si intende impegnare  sia il Presidente dell'Assemblea - e,
  quindi,  io  dovrei  portare poi la questione alla  Conferenza  dei
  Capigruppo  perché  venga calendarizzata la discussione  -  sia  il
  Presidente della Regione a ripresentare il testo di legge così come
  è  stato esitato dall'Aula, ciò comporterebbe il non effettuare più
  alcuna discussione nel merito.
   Devo dire che da tutti gli interventi è emersa una volontà di  una
  migliore  qualità  della  legislazione,  come  è  stato  detto   da
  qualcuno, ricordo che l'onorevole Assenza ha detto che alcune norme
  erano  palesemente  incostituzionali con riferimento,  ad  esempio,
  alla  retroattività delle norme, per cui non credo ci sia  distonia
  tra  il  suo  ordine  del  giorno e la  volontà  del  Parlamento  a
  riaffrontare  le  stesse  tematiche,  ma  a  riaffrontarle  in  che
  termini, onorevole Turano?
   A  riaffrontarle con le tecniche legislative dovute perché,  veda,
  quando  il Commissario dello Stato evidenzia, a pagina 3,  che  gli
  Uffici  dell'Assemblea, non questa Presidenza - ed io di questo  li
  voglio  pubblicamente ringraziare - avevano evidenziato al  Governo
  che  mancavano  le  relazioni tecniche,  quando  questa  Presidenza
  dell'Assemblea si è dovuta fare carico di stralciare alcune  norme,
  ricordo  ad  esempio  quelle relative all'Italtel  ed  alla  Sirap,
  avendo  pure delle contestazioni, non personali, ma con riferimento
  alla  carica,  perché mancavano le relazioni di carattere  tecnico,
  sono  obiettivamente  delle  ovvietà alle  quali  non  ci  possiamo
  sottrarre.
   Quando  avevamo  evidenziato che mancavano le relazioni  tecniche,
  intendendosi  per  relazioni tecniche  le  relazioni,  ad  esempio,
  all'emendamento poi diventato articolo sul CIAPI,  così  come  devo
  dire,  onorevoli  colleghi,  che gli Uffici  dell'Assemblea  stanno
  rimandando indietro, al Governo, senza alcuna vena polemica, perché
  ogni  volta che si parla sembra che si volesse polemizzare o aprire
  una sorta di contrasto istituzionale, non è questa la volontà e  lo
  voglio  ribadire,  ma  proprio perché  ci  sia  una  qualità  della
  legislazione all'altezza che è stato fatto tutto questo, tant'è che
  sono  stati rinviati indietro, al Governo, alcuni disegni di  legge
  perché  fossero  sottoposti all'approfondimento necessario  e  poi,
  parlando  con  i  singoli  assessori - devo  dire  con  la  massima
  chiarezza - si conviene su questa esigenza, perché ci viene chiesta
  dalla  legge, perché è chiaro che se noi prevediamo in  una  norma,
  quando poi si parla di norme oscure o di difficile interpretazione,
  tot  assunzioni, tanto per fare il caso estremo, perché non è  solo
  la  questione delle assunzioni, bisogna comprendere quante sono  le
  persone  da  assumere,  dove si va a parare,  per  quanto  tempo  e
  quant'altro.
   Quindi,  condivido  l'ordine del giorno presentato  dall'onorevole
  Turano,  anche  perché  era una proposta che  volevo  formulare  ai
  Presidenti   dei   gruppi  parlamentari  perché   ci   sono   degli
  emendamenti,  che  poi sono diventati legge, complessivamente,  dei
  singoli parlamentari, fatti propri dal Governo,  tant'è che proprio
  il  nome Gov1, Gov 2, Gov3, questo è necessario sottolinearlo,   in
  una  confusione generale perché è stata sotto gli occhi  di  tutti,
  perché  avevamo più volte evidenziato per i ritardi - senza  alcuna
  vena  polemica  -  con  la  quale questa finanziaria  era  arrivata
  all'esame delle Commissioni di merito e si era evidenziato il ruolo
  che  dovevano avere le Commissioni di merito e, proprio su  questo,
  ho indetto una riunione con i singoli Presidenti, così come martedì
  la farò con i singoli Presidenti dei gruppi parlamentari.
   Pertanto,   se non ha difficoltà, onorevole Turano,  la  invito  a
  ritirarlo  perché  è già intenzione di questa Assemblea  riproporre
  nelle  Commissioni di merito gli articoli che sono stati  bocciati,
  ma  accompagnati  da quelle relazioni e da quella  istruttoria  che
  diventa  necessaria,  così come è stato detto, probabilmente  anche
  con  riferimento alla Tabella H),  chiamiamola impropriamente così,
  se   fosse   stata   illustrata  almeno  per   alcune   iniziative,
  probabilmente non avrebbe avuto l'esito che ha avuto.

   TURANO. Chiedo di Parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, raccolgo volentieri
  il  suo  invito, vorrei, però, che si consumasse un  passaggio  per
  evitare di compiere un vulnus dell'attività legislativa: si possono
  presentare  21  disegni  di  legge,  asettici,  soltanto   con   la
  disposizione approvata in Assemblea, e si possono portare in  Aula,
  dopo di che il Commissario potrà, liberamente, dopo il passaggio in
  Commissione,  l'importante  che non si svolga  un  nuovo  dibattito
  assembleare  e  rimane  cristallizzata  la  situazione  come  si  è
  consumata la sera dell'approvazione della finanziaria.
   Fatto  questo,  signor Presidente, il Commissario può  riproporre,
  magari  ripensandoci, piuttosto che 21 impugnative o in toto  o  in
  parte,  l'importante  è che, anche se dovesse riproporre  una  sola
  impugnativa  o  l'impugnativa di tutti  gli  articoli,  si  sollevi
  conflitto di attribuzione, perché per le prerogative dell'Assemblea
  credo che vada fatto questo.
   Con  il  suo  impegno  della riproposizione, con  questa  tecnica,
  ritiro   volentieri  l'ordine  del  giorno   e   mi   affido   alla
  responsabilità sua e dell'Aula intera affinché prima della prossima
  sessione si possa consumare con una finestra l'approvazione tecnica
  delle norme impugnate.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Turano,  rimetto  alla   Conferenza   dei
  Presidenti  dei  gruppi  parlamentari  la  decisione  sul  percorso
  legislativo,  se  si  ripropongono le norme così  come  sono  state
  cassate, sostanzialmente non faremo l'interesse della qualità della
  legislazione  perché  su  alcune  norme  manca  effettivamente   la
  relazione tecnica.
   Noi  riproporremo  alle Commissioni di merito tutte  le  questioni
  così come è giusto fare. L'Assemblea prende atto del ritiro del suo
  ordine del giorno.
   Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 96.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Presidenza del presidente Ardizzone


   Comunico  che la Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari
  è  convocata  martedì 16 maggio, alle ore 12,00, ed in quella  sede
  sottoporrò  la questione anche perché sarà commemorato  l'onorevole
  Andreotti,  così  come era intenzione di questa  Presidenza,  nella
  prossima  seduta,  ma   siccome io annetto alle  commemorazioni  un
  significato  di  cose che ci debbono unire, l'esperienza  di  fatti
  istituzionali  precedenti non sono stati proprio in  questo  senso,
  detto  brevemente che si procederà alla commemorazione, sarà  anche
  oggetto  della  Conferenza dei Presidenti dei  gruppi  parlamentari
  sulle  stesse modalità, comunque era proprio nelle intenzioni della
  Presidenza di farlo.
                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che gli onorevoli  Clemente,   Federico   e
  Musumeci hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

   SIRAGUSA.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   SIRAGUSA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  volevo  rendere
  partecipe  all'Aula  e al Governo della grave situazione  igienico-
  sanitaria che si sta creando nella città di Bagheria a causa  della
  difficoltà della raccolta dei rifiuti. E' un problema quella  della
  raccolta  dei  rifiuti che è comune a tutta l'Isola, ma  in  questo
  momento,   a  Bagheria,  sta  raggiungendo  dimensioni  importanti,
  soprattutto per gli incendi che ci sono la notte.
   Volevo  preannunciare  il deposito di un  ordine  del  giorno  che
  impegna il Governo ad attivarsi con tutti i mezzi possibili al fine
  di  aiutare la comunità bagherese ad espletare in maniera  corretta
  la raccolta dei rifiuti.
   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a  martedì,  14  maggio
  2013, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Ardizzone


       I   - Comunicazioni

       II   - Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della
        Rubrica:  Turismo, sport e spettacolo .

                   La seduta è tolta alle ore 12.55

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli

   ALLEGATO

                  Risposte scritte ad interrogazioni

                     Rubrica «Attività produttive»

   CAPUTO.  -  «Al  Presidente della Regione e all'Assessore  per  le
  attività produttive, premesso che:

   la  crisi  economica che ha colpito le attività commerciali  della
  Regione  sta  comportando la chiusura ed il fallimento di  numerose
  attività con aggravarsi dell'aumento della disoccupazione  e  della
  mancanza di reddito per molte famiglie;

   tale  situazione determina un pericoloso aumento della  soglia  di
  povertà della società e della comunità siciliana;

   considerato che:

   l'Assessorato  ha  la  possibilità di sbloccare  la  somma  di  42
  milioni di euro dei fondi destinati al commercio;

   tali  risorse  potrebbero  consentire il rilancio  delle  attività
  economiche  e  commerciali  e la ripresa  da  una  fase  critica  e
  pericolosa di crisi del comparto produttivo legato al commercio;

   ritenuto  che  la Sicilia attraversa un momento di  pesante  crisi
  economica  e  che  il  settore produttivo legato  al  comparto  del
  commercio registra un'altrettanta grave crisi senza precedenti;

   per sapere:

   se  il  Governo della Regione abbia adottato misure in favore  del
  settore del commercio;

   se  la  Regione  abbia la disponibilità dei citati 42  milioni  di
  euro;

   i motivi del blocco delle predette risorse;

   quali  provvedimenti  il Governo della Regione  abbia  adottato  o
  intenda adottare per sbloccare i fondi destinati al commercio nella
  misura di 42 milioni di euro;

   quali  provvedimenti, anche in via straordinaria  ed  urgente,  il
  Governo  della Regione abbia adottato o intenda adottare in  favore
  del rilancio del comparto produttivo legato al commercio». (32)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  «Si  riscontra l'interrogazione n.  32,  dell'onorevole
  Caputo  Salvino,  concernente  quanto  indicato  in  oggetto,   per
  rappresentare che:
   -  con  D.P.Reg.  510/GAB del 17 aprile 2013, in esecuzione  della
  delibera  di  Giunta n. 132 del 3 aprile 2013 è stata prorogata  la
  durata  della  convenzione  con  IRFIS-FinSicilia  S.p.A.  per   la
  gestione  del Fondo al Commercio, ex art. 60 della legge  regionale
  23 dicembre 2000 e successive modifiche ed integrazioni, fino al 30
  settembre 2013;
   -  con  D.P.Reg.  506/GAB  del  19 marzo  2013,  il  dott.  Pietro
  Sciortino,  dirigente  dell'Amministrazione regionale  in  servizio
  presso  l'Assessorato regionale dell'Economia è stato nominato,  su
  proposta   dell'Assessore  alle  Attività  Produttive,  Commissario
  Straordinario del Comitato Amministrativo di cui all'art. 60, comma
  5, della L.R. 23 dicembre 2000, n. 32 e ss.mm. e ii., prorogato con
  D.P.Reg.  511/GAB del 17 aprile 2013, con il compito di  provvedere
  all'adozione degli atti deliberativi riguardanti la concessione  di
  agevolazioni  in  favore  delle  imprese  beneficiarie,  nonché  di
  deliberare  in  ordine alla situazione contabile  del  Fondo,  alla
  rendicontazione   delle  disponibilità,   agli   impegni   e   alle
  insolvenze;
   - con D.A. 86/GAB, in conformità a quanto previsto all'art. 11 del
  D.A.  n.  752 de 2 luglio 2002, in applicazione dell'art. 60  della
  legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32, tenendo conto dei commi  4
  bis  e  4  ter  del  medesimo articolo,  con  i  quali  sono  state
  determinate  alcune  somme per fronteggiare  alcune  situazioni  di
  emergenza  come  quella nelle isole di Linosa e Lampedusa,  causata
  dall'eccezionale  afflusso di migranti provenienti  dai  Paesi  del
  Nord  Africa,  nonché  quella dei comuni di Messina  colpiti  dagli
  eccezionali  eventi  alluvionali del 22  novembre  2011,  le  somme
  destinate al fondo regionale per il commercio in parola sono  state
  suddivise,   per  le  rispettive  finalità,  secondo  il   seguente
  prospetto:

      Finalità agevolative    Dotazion    Somme    Copertu    Nuove
                                e del   disponib  ra nuove  destinaz
                                Fondo   ili (non  destinaz  ioni per
                                        impegnat    ioni    rispetti
                                           e)     proposte     ve
                                                    per i   finalità
                                                    commi
                                                   4/bis e
                                                    4/ter
      Art.  60 comma 1, punto                      -
    1        Aiuti       all' 52.467.18  40.082.3   4.556.38 35.525.9
    investimento                   2,05     44,39   1,61        62,78
      Art. 60 comma1, punto 2
    Contributi             in 11.006.72  3.034.57            3.034.57
    c/interessi su mutui           7,76      8,42                8,42
      Art.  60 comma 1, punto                      -
    3      Contributi      in 5.022.318  5.022.31   5.022.31
    c/capitale (*)                  ,39      8,39   8,39
      Art.  60 comma 1, punto
    4      Contributo      in 261.210,6  250.782,            250.782,
    c/interessi leasing               0        44                  44
      Art.  60 commi 4/bis  e                   0
    4/ter  Lampedusa - Linosa 8.421.300             +        13.578.7
    e Prov. Messina                 ,00           13.578.70     00,00
                                                  0,00
      Art.   63   comma   1/A
    Contributi             in 12.654.75  2.668.94            2.668.94
    c/interessi avviamento         6,36      0,71                0,71
      Art.   63   comma   1/B
    Contributi             in 1.002.890  819.270,            819.270,
    c/interessi  Cess.  Cred.       ,48        02                  02
    Comm.
      Art.     63    comma1/C
    Contributi             in 530.894,5  103.224,            103.224,
    c/interessi ripianamento          4        42                  42
      Sub totale
                              91.367.28  51.981.4            55.981.4
                                   0,18     58,79               58,79

      Altre riserve                                -
                              4.479.517  4.479.51   4.000.00 479.517,
                                    ,64      7,64   0,00           64
       Totale
                              95.846.79  56.460.9            56.460.9
                                   7,82     76,43               76,43
      (*)  Non operativo  per
    mancata emanazione  delle
    norme di attuazione

                                                        L'Assessore
                                                         Vancheri

   ASSENZA.  -  «Al  Presidente della Regione, all'Assessore  per  le
  attività  produttive  e all'Assessore per le  infrastrutture  e  la
  mobilità,  premesso che a seguito delle ben note vicende che  hanno
  occupato  le  prime pagine dei quotidiani regionali, relative  alle
  dimissioni  di  buona  parte dei consiglieri  della  C.C.I.A.A.  di
  Ragusa  ed alle conseguenti dimissioni del presidente eletto  Dott.
  Gambuzza, l'Ente camerale di Ragusa, da diverse settimane, è  ormai
  privo della figura apicale;

   considerato che la conseguente inoperatività dell'ente camerale  è
  di  grave  nocumento per una realtà provinciale già stremata  dalla
  più grave crisi economica dell'ultimo decennio;

   verificato  che  si è aggiunto al nocumento di  cui  sopra,  quale
  ulteriore conseguenza negativa, la impossibilità, per la camera  di
  commercio  di Ragusa, di intervenire a pieno titolo nelle decisioni
  della SAC di Catania, della quale l'ente camerale è socio;

   ritenuto  che  tale  situazione  di  stallo  sta  provocando   per
  l'aeroporto di Comiso, la cui società di gestione SOACO  spa  conta
  quale  socio di maggioranza relativa la SAC di Catania, un evidente
  cambio  di  passo  rispetto agli scorsi mesi;  infatti,  l'apertura
  dello  scalo comisano è fissata per il prossimo 25 marzo 2013,  ma,
  nelle ultime settimane lo stesso Consiglio di Amministrazione non è
  riuscito  neppure  a riunirsi, con ciò determinando  il  blocco  di
  quelle  necessarie attività propedeutiche all'apertura dello  scalo
  che  SOACO  spa deve realizzare in convenzione con la  società  che
  gestisce l'aeroporto di Fontanarossa;

   per sapere se:

   sia  intendimento  della Presidenza della Regione  procedere  alla
  immediata nomina del commissario della C.C.I.A.A. di Ragusa;

   al nominando commissario si intendano dare precise direttive circa
  le  future nomine che da socio della SAC di Catania deve concorrere
  ad  individuare,  scegliendo tra soggetti di chiara  competenza  ed
  accertata  operatività e che, in ogni caso, non si siano  di  fatto
  già  posti  in contrasto con la funzione di supporto della  SAC  di
  Catania  nei  confronti  della celere  apertura  dell'aeroporto  di
  Comiso». (78)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  «Si  riscontra l'interrogazione n.  78,  dell'onorevole
  Assenza   Giorgio,   concernente  quanto   indicato   in   oggetto,
  premettendo  che con nota prot. 176 del 15 gennaio 2013 l'Assessore
  regionale  per  le Attività produttive, a seguito delle  dimissioni
  del  Presidente e di otto consiglieri, ha accertato  la  condizione
  per  lo  scioglimento del Consiglio della Camera  di  Commercio  di
  Ragusa,  a  norma dell'art. 6, comma 1, lett. b),  LR  29/95,  come
  sostituito  dall'art.  3,  comma  1,  LR  n.  4/10,  designando  il
  nominativo di un Commissario straordinario.
   La   Giunta   regionale,  nella  seduta  del  24   gennaio   2013,
  nell'assentire alla designazione da parte dell'Assessore  regionale
  per  le  Attività Produttive, ha avviato la richiesta del  previsto
  parere  alla  competente  Commissione  legislativa  dell'ARS,  come
  introitata  in  data  5  febbraio 2013; al fine  di  assicurare  la
  funzionalità della Camera in questione rappresentava l'urgenza.
   Considerato  che il suddetto parere non è stato reso  nei  termini
  previsti  dal combinato disposto di cui all'art. 3 LR  n.  35/76  e
  art.  5  LR  n.  5/11,  in attuazione della delibera  della  Giunta
  regionale n. 101 del 15 marzo 2013, con DP n. 72 del 27/03/2013  il
  Consiglio  della  Camera di Commercio di Ragusa  è  stato  sciolto,
  nominando  nel  contempo il dott. Sebastiano Guerrieri,  fino  alla
  ricostituzione degli ordinari organi di amministrazione e, comunque
  per un periodo non superiore alla durata di mesi tre».

                                                            L'Assessore

                                                             Vancheri
            Rubrica «Energia e Servizi di pubblica utilità»

   CIMINO.   -  «Al  Presidente  della  Regione,  all'Assessore   per
  l'energia e i servizi di pubblica utilità, premesso che:

   la  grave crisi idrica, verificatasi in alcune province dell'Isola
  sin  dai  primi  anni '90, ha rappresentato in modo  drammatico,  a
  causa  dei  gravi disagi patiti dalla popolazione, la  necessità  e
  l'urgenza   per   il  Governo  della  Regione  di  procedere   alla
  realizzazione di diversi impianti di dissalazione per la produzione
  di  acqua per usi civili avvalendosi, tra l'altro, di finanziamenti
  disposti con apposite Ordinanze di Protezione Civile;

   tra  i  primi  esempi  di acqua industriale  per  usi  civili,  si
  riscontra quello rappresentato dal dissalatore di Gela (CL), la cui
  produzione,  tutt'oggi, viene convogliata  verso  la  provincia  di
  Agrigento   per   essere   miscelata  con  acqua   di   provenienza
  sorgentizia;

   non  essendo  sufficiente questo quantitativo di acqua  dissalata,
  trasportato tra l'altro verso la città e la provincia di  Agrigento
  attraverso  ben  90 km di condotta che in passato  ha  avuto  anche
  problemi   di  rotture  causati  da  sovrappressione,  sono   stati
  realizzati, a supporto del dissalatore di Gela, tre minidissalatori
  adiacenti l'area portuale in territorio di Porto Empedocle;  i  due
  dissalatori,  quello  di  Gela  (5   modulo)  e  quello  di   Porto
  Empedocle, sono di proprietà della Regione siciliana e su quello di
  Porto  Empedocle,  di  recente, sono  stati  anche  eseguiti  degli
  interventi di ammodernamento;

   atteso che:

   una  ditta privata, di recente, ha realizzato in project financing
  un ulteriore dissalatore, installato a Porto Empedocle in adiacenza
  dei  cosiddetti  'minidissalatori',  e,  da  notizie  informalmente
  assunte, pare che il Dipartimento Acque e Rifiuti, utilizzando  una
  clausola  contrattuale, abbia previsto di riscattare  ed  annettere
  anche questo impianto al patrimonio regionale;

   senza  voler  entrare nel merito della necessità di riscattare  un
  impianto  privato, la cui tecnologia ad osmosi inversa (multiflash)
  mal si coniuga con le caratteristiche dell'acqua marina trattata  a
  causa  della eccessiva torbidità della stessa (fondale basso  e  di
  natura  limo-sabbiosa)  -  circostanza che  comporterà  sicuramente
  notevoli spese di manutenzione per rimettere in funzione l'impianto
  fermo  da  tempo  -  deve  essere invece posta  attenzione  e  data
  priorità  alla prosecuzione della gestione di quegli  impianti  che
  già  sono  di  proprietà della Regione ed il cui  fermo  prolungato
  potrebbe  arrecare  danni  irrimediabili alla  costose  e  preziose
  attrezzature;

   considerato che:

   i  dissalatori, di proprietà della Regione, producono acqua da più
  di  un ventennio, riuscendo sempre a dare un contributo sostanziale
  nei momenti di grave crisi idrica, grazie anche all'impegno profuso
  dai  dipendenti  che  hanno  sempre  reso  il  servizio  pronto  ed
  efficiente, sia nella fase della produzione che nella delicata fase
  della manutenzione delle sofisticate apparecchiature;

   le società che hanno in appalto sia la gestione del dissalatore  -
  5   modulo - di Gela che i mini dissalatori di Porto Empedocle,  lo
  scorso  mese  di gennaio, hanno infatti avuto ordinato  l'immediato
  blocco della produzione di acqua dissalata;

   a  breve  scadrà il contratto di gestione e manutenzione  dei  due
  impianti  di proprietà della Regione mentre per quello di proprietà
  privata,  che si intende riscattare, non è stata ipotizzata  alcuna
  forma  di gestione, atteso che il Dipartimento Acqua e Rifiuti  non
  può certo operare direttamente la conduzione;

   il  verificarsi  delle circostanze di cui sopra  sta  determinando
  allarme  nella  popolazione, che teme di non  ricevere  nemmeno  il
  livello minimo di approvvigionamento idrico, in atto garantito  dai
  suddetti  dissalatori, oltre che nei lavoratori in  atto  impegnati
  negli stessi impianti che temono di perdere il posto di lavoro;

   considerato altresì che in passato, per il dissalatore di Trapani,
  la  Regione ha trasferito la gestione dell'impianto ed il personale
  alla società Siciliacque;

   per sapere se, nelle more del riordino del sistema di ripartizione
  delle  risorse  idriche,  al  fine  di  mantenere  in  funzione   i
  dissalatori di acqua marina per usi civili di Gela - 5  modulo -  e
  Porto   Empedocle   già  di  proprietà  della  Regione   siciliana,
  garantendo,   in   tal  modo,  l'approvvigionamento   idrico   alla
  popolazione  di Agrigento e provincia e i livelli occupazionali  in
  atto  in  essere,  non  si intenda assegnare  provvisoriamente  gli
  impianti  ed  il personale in servizio, alla scadenza dei  relativi
  contratti di gestione, alla conduzione di Siciliacque». (57)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  - «Si fa riferimento all'interrogazione n. 57  inerente
  l'oggetto,  rivolta  dall'onorevole Cimino  Michele  al  Presidente
  della  Regione ed allo scrivente Assessore regionale per  l'Energia
  ed   i   Servizi   di   pubblica  utilità,  di   seguito   delegato
  dall'onorevole  Presidente della Regione alla relativa  trattazione
  con  nota prot. n. 10289 del 22 febbraio u.s. di codesta Segreteria
  Generale che legge per conoscenza.
   Al  riguardo,  alla luce degli elementi forniti  dal  Dipartimento
  regionale dell'Acqua e dei Rifiuti, si rappresenta quanto segue.
   L'impianto  di  Gela   V  modulo bis   è  stato  messo  in  marcia
  nell'anno  2002,  affidato  alla Di Vincenzo  S.p.a  con  contratto
  avente durata annuale e successivamente rinnovato, di anno in anno,
  in regime di prorogatio, sulla scorta di provvedimenti Assessoriali
  e  di  decreti del Commissario per l'Emergenza Idrica della Regione
  Siciliana.
   La  produzione  di acqua dissalata ad oggi risulta  sospesa,  così
  come  richiesto  da  Siciliacque S.p.A. con  nota  n.  7789/10  del
  10.11.2010,  ed il modulo di dissalazione è mantenuto  in  stand-by
  per eventuali situazioni di emergenza idrica.
   In  data 20/04/12 si è proceduto alla sottoscrizione di un verbale
  tra  la  società  Di  Vincenzo  S.p.A.,  la  Regione  Siciliana   e
  Siciliacque s.p.a., in forza del quale si è proceduto alla consegna
  da  parte  della Vincenzo S.p.A. dell'impianto  V modulo bis   alla
  Regione  Siciliana  ed  alla  contestuale  consegna  da  parte   di
  quest'ultima,  in  custodia, alla società  Siciliacque  S.p.A.,  in
  attesa della stipula della convenzione di affidamento da effettuare
  entro la data del 30/05/12.
   A seguito della mancata stipula della convenzione di affidamento a
  Siciliacque,  quest'ultima ha richiesto con nota  del  1.6.2012  di
  poter   procedere  alla  riconsegna  dell'impianto   alla   Regione
  Siciliana,   considerato  altresì  lo  scadere  del   termine   del
  30.5.2012.
   Lo  Scrivente  intende  portare la questione all'attenzione  della
  Giunta  regionale  affinchè l'organo collegiale  di  Governo  possa
  valutare  e  deliberare  in  merito  alla  destinazione  del  detto
  dissalatore (nonché di quello di Porto Empedocle di cui infra),  ad
  oggi detenuto in custodia da Sicilacque s.p.a.
   L'impianto  di  Porto Empedocle è stato gestito  dalla  R.T.I.  Di
  Vincenzo  - Sopes in forza della Convenzione n. 5004 stipulata  con
  la Presidenza della Regione Siciliana nell'anno 2001.
   L'impianto  è  composto  dalle  due  unità  originarie  a   termo-
  compressione  (moduli  A  e  C ) e da una terza unità (modulo   B )
  osmosi inversa di recente realizzazione.
   Con  nota  del  gennaio 2011, Siciliacque s.p.a. ha comunicato  al
  Dipartimento  regionale Acqua e Rifiuti di non aver  più  necessità
  dell'acqua  prodotta  dal  dissalatore di  Porto  Empedocle  e  che
  pertanto  lo stesso è stato posto in regime di stand-by;  procedura
  che  prevede  l'avvio   di  tutte quelle attività  di  manutenzione
  finalizzate    ad   evitare   che  gli  impianti   si   deteriorino
  irrimediabilmente.
   Con  atto  aggiuntivo  del 9.9.2011 è stata concessa  una  proroga
  tecnica  di  sei mesi, che prevede i pagamenti mensili, sulla  base
  dei  soli  costi  fissi secondo la quantificazione  effettuata  nel
  bilancio preventivo.
   Il  Dipartimento  Acqua e Rifiuti, come già concordato  nel  corso
  delle numerose riunioni ed anche in ottemperanza dell'ordinanza del
  Tribunale  di Palermo Sezione civile Rep. n. 536/2013,  in  data  3
  aprile  2013  ha  sottoscritto il verbale di consegna  in  custodia
  dell'impianto di Dissalazione di Porto Empedocle dalla   R.T.I.  Di
  Vincenzo  -  Sopes  alla Regione siciliana e,  da  quest'ultima,  a
  Sicilacque  s.p.a.  (gestore del sovrambito  in  forza  del  parere
  dell'ufficio  Legislativo e Legale della Presidenza della  Regione,
  che ha equiparato i dissalatori ad  impianti di potabilizzazione di
  acqua  marina   e  pertanto già inclusi sin  dall'origine  tra  gli
  impianti  affidati a Siciliacque S.p.A. ai sensi della  Convenzione
  Rep.  n.10994  del 20.04.2004, e dell'art. 9 della  L.R.  n.11/2002
  come modificato dall'art. 15 della L.R. n.16/2006).
   In  particolare, Sicilacque ha preso in consegna  per  30  gg.  il
  detto dissalatore di Porto Empedocle; entro il predetto termine  la
  Regione dovrà definitivamente decidere in merito all'impianto ed al
  suo  affidamento  a  Sicilacque s.p.a. e di  detta  questione  sarà
  investito l'Organo collegiale di Governo.
   Quanto  al  personale dei predetti dissalatori rispetto al  quale,
  com'è  noto,  non  sussiste a carico della Regione siciliana  alcun
  vincolo o onere giuridico, della questione sarà investita la Giunta
  regionale, al fine di valutare ogni percorso possibile.
   Sarà  cura  dello Scrivente fornire eventualmente  ogni  ulteriore
  elemento di novità in merito alle problematiche sollevate».

      L'Assessore

      Dott. Nicolò Marino

   ZITO  - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO - FERRERI - FOTI
  -  LA  ROCCA  -  MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA  -  TRIZZINO  -
  VENTURINO   -   ZAFARANA.  -  «Al  Presidente   della   Regione   e
  all'Assessore  per  l'energia  e i  servizi  di  pubblica  utilità,
  premesso che:

   il    procedimento   di   gara   finalizzato  all'affidamento  del
  servizio  idrico  integrato in provincia di  Siracusa  è  risultato
  inequivocabilmente  illegittimo in base alla sentenza  del  CGA  n.
  290/11 del 15 dicembre 2010, depositata il 30 marzo 2011;

   tale  sentenza  ha  ravvisato nella vicenda  di  tale  affidamento
  elementi che potrebbero essere di competenza di altra magistratura,
  ossia della magistratura penale;

   la    citata    sentenza,    tra   altre   mille    considerazioni
  condivisibilissime in merito alla perniciosità  di  un  affidamento
  che  non  garantisce affatto la parte pubblica, lasciando a  carico
  della  stessa l'alea della gestione economico-finanziaria,  afferma
  che, nel caso in ispecie, l'annullabilità non può dissociarsi dalla
  riconosciuta  e  sentenziata illegittimità, in quanto  -  citazione
  letterale  - 'La valutazione dell'assetto degli interessi  pubblici
  da  perseguire rimonta infatti al Legislatore, il quale ha  ammesso
  la  possibilità di una scissione tra illegittimità e  annullabilità
  soltanto   nelle  circoscritte  ipotesi  delle  illegittimità   non
  invalidanti (di cui all'art. 21-octies della L. n. 241/1990), i cui
  presupposti certamente non ricorrono nel caso di specie';

   la  successiva sentenza ad ottemperando (n. 19/12, del 18  ottobre
  2011,  depositata  il  2 gennaio 2012), inspiegabilmente,  dissocia
  dalla  precedente,  sopra  citata,  la  necessaria  ed  ineludibile
  conseguenza   della  caducazione  del  contratto,   citando   fonti
  normative  non nuove ma già in vigore al momento della formulazione
  della prima sentenza;

   la  strana  circostanza  meriterebbe forse un  approfondimento  da
  parte della magistratura per un accertamento delle motivazioni che,
  al  variare di qualche elemento della commissione giudicante, hanno
  portato   ad   una   tale  difformità  e  ad  un  tale   insanabile
  contraddizione del giudicato;

   la  società  di  gestione SAI8 non ha prodotto  nei  quattro  mesi
  graziosamente concessi dall'ATO la prescritta fideiussione  per  14
  milioni  di euro, inottemperanza contrattuale foriera di necessarie
  conseguenze   risolutorie   per   'responsabilità   esclusive   del
  concessionario', secondo quanto indicato espressamente  all'art.  7
  del contratto di affidamento;

   il presidente della Provincia di Siracusa, Nicola Bono, fu colpito
  da  dure  accuse  da parte di SAI8 e raggiunto da  informazione  di
  garanzia  subito  dopo (e solo dopo) la sua decisione  di  spiccare
  contro  il  gestore  la  diffida finalizzata all'avvio  dell'azione
  risolutoria;

   tale   circostanza   ebbe  come   effetto  l'autosospensione   del
  presidente  Bono dalla presidenza dell'ATO, al fine di  evitare  di
  essere sospettabile di poter reiterare il reato di cui fu accusato;

   tale autosospensione portò al commissariamento dell'ATO;

   il  commissario regionale, dott. Gustavo Cardaci, subito  dopo  il
  suo  insediamento,  non diede seguito alla delibera  dell'Assemblea
  dei  sindaci che aveva dato mandato al CdA di approntare  gli  atti
  finalizzati alla risoluzione del contratto di affidamento;

   anzi  egli ha annullato tale delibera, compiendo forse in tal modo
  un  abuso di potere, mentre avrebbe dovuto dar corso al dettato  di
  essa  o,  in  caso  di sua perplessità sulla legittimità  dell'atto
  deliberatorio,  avrebbe dovuto adire la magistratura amministrativa
  per  chiederne  l'eventuale annullamento, non essendo  lui  giudice
  ma,  in quanto commissario, figura sostitutiva del presidente e non
  essendo   potere  del  presidente  quello  di  annullare  un   atto
  deliberativo dell'Assemblea dei sindaci, anche nel caso di  mancata
  condivisione di esso;

   i  sindaci  dei  Comuni  iblei non hanno consegnato  gli  impianti
  idrici  al  gestore, dopo che questi (pur avendo  partecipato  alla
  gara per l'affidamento del servizio in tutti i comuni dell'ATO  e/o
  della Provincia) si dichiarò non in grado di assumere da subito  il
  controllo  dell'intera gestione e chiese (ed ottenne graziosamente)
  di poter prendere in consegna gli impianti nell'arco di un triennio
  in tre tranche successive;

   tale  mancata consegna (richiesta dal gestore incapace di gestire)
  diede  l'opportunità  ai  sindaci, che  poi  avrebbero  giustamente
  opposto  resistenza alla consegna, di constatare  gli  innumerevoli
  inconvenienti  emersi nei Comuni gestiti sin  dal  primo  anno,  di
  prendere atto delle gravi inadempienze contrattuali (fideiussione e
  mancato  pagamento del canone di gestione), di apprendere  che  nei
  Comuni  passati  sotto il controllo della società  SAI8  la  stessa
  percepiva le tariffe senza pagare l'energia elettrica consumata per
  il  pompaggio dell'acqua dai pozzi trivellati, ancora sino ad  oggi
  rimasta  a carico dei Comuni stessi (e cioè dei cittadini,  che  in
  tal  modo pagano l'acqua due volte) malgrado i provvedimenti legali
  di riscossione coatta da questi avviati, senza esito, nei confronti
  di SAI8;

   il  precedente Governo ha ripetutamente tentato di forzare la mano
  ai  sindaci  resistenti  alla consegna  degli  impianti  idrici  al
  gestore SAI8, nominando dei commissari ad acta;

   la    nomina    di   tali   commissari,   effettuata    in    modo
  amministrativamente errato, è stata impugnata con successo  davanti
  al TAR dai sindaci resistenti;

   l'ultimo   tentativo  di  favorire  il  gestore,  mediante   nuovi
  commissari ad acta, è stato perpetrato dal Governo Lombardo,  ormai
  moribondo, con nomine effettuate a cavallo del 4 agosto  e  firmate
  dal  dottor  Claudio Torrisi (nominato assessore di un  governo  in
  agonia)  che  si  è affrettato a compiere un estremo  tentativo  di
  consegna  degli  impianti  alla società  di  cui  è  amministratore
  delegato il di lui figlio, ingegnere Salvatore Torrisi, circostanza
  che,   a   modesto   avviso   dell'interrogante,   avrebbe   dovuto
  sconsigliargli, se non altro per decenza, di compiere  un  atto  in
  cui  sembra ravvisabile una forma di favoritismo e forse  anche  un
  vago sentore di concussione;

   i  sindaci dei Comuni iblei, affiancati da altri loro colleghi dei
  Comuni  già  passati  sotto la gestione di SAI8  e  da  schiere  di
  cittadini,  hanno  opposto  ancora resistenza  in  modo  gandhiano,
  facendosi trovare schierati in fascia tricolore davanti ai  palazzi
  comunali,  pubblici ufficiali responsabili dell'acqua  pubblica  di
  fronte  ad  un  pubblico ufficiale inviato da  un  potere  bieco  e
  subdolo  a imporre la consegna del servizio ad un gestore tale,  in
  conseguenza  di  un  procedimento  illegittimo,  inadempiente  agli
  impegni  contrattuali e, purtroppo, ancora in sella a  causa  della
  lentezza e delle complicazioni delle procedure giudiziarie avviate;

   non  appare tollerabile lasciare usare il potere amministrativo  a
  vantaggio  del gestore privato in questa contesa morale e giuridica
  che vede contrapposti da una parte sindaci e cittadini e dall'altra
  una  società  di  gestione illegittima, inefficiente,  inadempiente
  agli impegni ed insolvente;

   anche  i  Comuni  agrigentini, attraverso pubbliche  iniziative  e
  procedimenti  giudiziari,  si  sono opposti  e  si  oppongono  alla
  richiesta di consegna delle proprie risorse idriche, delle relative
  reti e degli impianti al gestore privato 'Girgenti acque s.p.a.';

   la   magistratura  amministrativa  ha  valutato  positivamente  le
  ragioni dei sindaci resistenti;

   il  Presidente  della  Regione assieme  all'Assessore  competente,
  giustamente  sensibili  alle  richieste  del  Forum  regionale  per
  l'acqua ed i beni comuni, certamente faranno quanto in loro  potere
  per  riavviare da subito il disegno di legge di iniziativa popolare
  per  la  ripubblicizzazione  del servizio  idrico,  sottoscritto  e
  sostenuto  anche  da  oltre  140 Consigli  comunali  e  da  qualche
  Consiglio provinciale;

   favorire gli interessi dei gestori privati, proprio quando sta per
  concretizzarsi   in  legge  la  volontà  popolare,   sarebbe   come
  riproporre   la   politica  tortuosa,  ambigua  e  proditoria   del
  precedente governo;

   il  12  e  13  giugno 2011, il 95% degli italiani partecipanti  al
  voto, manifestando il loro 'Sì' ai due referendum per l'acqua  bene
  comune,  si  sono implicitamente espressi anche per la  liberazione
  dell'acqua da una logica di mercato e di profitto;

   recentemente  la  Corte costituzionale ha giustamente  bloccato  i
  tentativi dei Governi Berlusconi e Monti di vanificare il risultato
  referendario;

   la   volontà   dei   cittadini,  la  negativa   esperienza   delle
  privatizzazioni  già effettuate e delle angherie e  dei  disservizi
  subiti,    l'indignazione   generale   contro    le    innumerevoli
  illegittimità  e  gli  abusi perpetrati dai gestori,  impongono  un
  deciso e immediato cambiamento di rotta rispetto al passato;

   per sapere:

   se  non ritengano opportuno disporre immediatamente la revoca  dei
  mandati  conferiti  ai commissari ad acta, se  non  altro  per  una
  legittima  suspicione in merito all'uso che qualcuno ha tentato  di
  fare del potere amministrativo, forse solo al fine di dare manforte
  ad  una società di gestione fortemente criticabile, considerata dai
  sindaci  e dai cittadini inaffidabile, che tutto ha a cuore fuorché
  la giustizia e l'interesse pubblico dei cittadini;

   in  attesa  che  la  giustizia faccia il suo  corso  e  dipani  la
  complessa matassa di accuse e controaccuse, se non ritengano giusto
  e doveroso revocare i commissari ad acta (per non consentire un uso
  distorto  del  potere  sostitutivo a  vantaggio  della  parte  meno
  affidabile di questo conflitto);

   se  non  ritengano  vi  siano gli estremi per  una  rimozione  del
  commissario Cardaci, ora che è stata chiesta l'archiviazione  delle
  accuse  (con  tutta probabilità strumentali) mosse  strategicamente
  contro il presidente della Provincia di Siracusa e dell'ATO8, forse
  solo per impedire lo svolgimento dell'iniziativa risolutoria». (70)

   Risposta.  - «Si fa riferimento all'interrogazione n. 70  inerente
  l'oggetto, rivolta dall'onorevole Zito Stefano al Presidente  della
  Regione  ed allo scrivente Assessore regionale per l'Energia  ed  i
  Servizi  di  pubblica  utilità, di seguito delegato  dall'onorevole
  Presidente  della Regione alla relativa trattazione con nota  prot.
  n.10305  del  22 febbraio u.s. di codesta Segreteria  Generale  che
  legge per conoscenza.
   Al  riguardo, anche alla luce degli elementi forniti, al riguardo,
  dal  Dipartimento regionale dell'Acqua e dei Rifiuti, nonché  della
  successiva entrata in vigore della legge regionale 9 gennaio  2013,
  n. 2, si può rappresentare quanto segue.
   I  12  Comuni  del Consorzio ATO di Siracusa che si erano  opposti
  alla  consegna  delle reti al gestore SAI8 erano:  Avola,  Buscemi,
  Canicattini   Bagni,   Carlentini,  Cassaro,  Ferla,   Francofonte,
  Lentini, Melilli, Palazzolo Acreide, Rosolini e Sortino.
   Relativamente  ai  suddetti 12 Comuni, il  Dipartimento  regionale
  Acqua  e Rifiuti aveva provveduto a nominare i Commissari ad  acta,
  al  fine di procedere alla consegna delle infrastrutture al gestore
  del  S.I.I.,  giusti DD.DD.GG. nn. 1462, 1461,  1460,  1459,  1458,
  1457,  1456, 1455, 1454, 1453, 1452, 1451, del 07/10/2011.  Ciascun
  incarico,  avrebbe  dovuto essere portato  a  compimento  entro  30
  giorni   naturali  e  consecutivi  dalla  data  di   notifica   del
  provvedimento al Commissario ad acta.
   A  seguito di sospensione cautelare da parte del TAR, poi comunque
  annullata   dal  CGA,  i  predetti  commissariamenti   sono   stati
  riproposti, giusti DD.AA. numeri 916, 917, 918, 919, 920, 921, 922,
  923,  924, 925, 926, 927 del 01/06/2012. Ciascun incarico,  avrebbe
  dovuto  essere  portato a compimento entro  60  giorni  naturali  e
  consecutivi dalla data di notifica del provvedimento al Commissario
  ad acta.
   Con le note del 18/06/2012 e del 20/06/2012, assunte al protocollo
  del    Dipartimento   regionale   dell'Acqua   e    dei    Rifiuti,
  rispettivamente  ai  n.ri 29416 e 29414,  il  Commissario  ad  acta
  nominato in sostituzione dei Comuni di Buscemi e Palazzolo Acreide,
  ha rinunciato all'incarico, per sopravvenuti motivi familiari.
   Con D.A. n. 1290 del 08/08/2012 sono stati prorogati di giorni  90
  gli incarichi di Commissario ad acta in sostituzione dei Comuni  di
  Avola,  Canicattini Bagni, Carlentini, Cassaro, Ferla, Francofonte,
  Lentini, Melilli, Palazzolo Acreide, Rosolini e Sortino, al fine di
  procedere  alla consegna delle infrastrutture idriche,  fognarie  e
  depurative tutte, al gestore del S.I.I. SAI 8 S.p.a.
   Con i DD.AA. numeri 1291 e 1292 del 08/08/2012, si è provveduto  a
  nominare  i  commissari ad acta di Buscemi e Palazzolo Acreide,  il
  cui mandato doveva essere portato a termine entro 90 giorni.
   Per  completezza,  si  rappresenta che  dei  dodici  Comuni  sopra
  citati,  soltanto a Lentini il commissario è riuscito a  portare  a
  termine  il  proprio mandato con la consegna delle reti al  gestore
  del S.I.I.
   Alla luce di quanto rappresentato e tenuto conto della durata  dei
  mandati,  tutti  i commissariamenti, già prima della  presentazione
  dell'interrogazione, erano scaduti e non sono stati più prorogati.
   Infatti,  com'è  noto, la legge regionale 9 gennaio  2013,  n.  9,
  all'art.1,  comma  6, ha previsto che, nelle more dell'approvazione
  della  legge regionale sul riassetto del servizio idrico  integrato
  prevista dal precedente comma 5,  i Comuni che non hanno consegnato
  gli  impianti ai gestori del servizio idrico integrato,  continuano
  la gestione diretta .
   Infine,  quanto  all'esplicita richiesta di cui all'interrogazione
  in  oggetto,  di rimozione del commissario Cardaci,  si rappresenta
  che,  con  nota  del  05/01/2013,  il  Dott.  Gustavo  Cardaci   ha
  rassegnato le dimissioni dagli incarichi commissariali  di  cui  ai
  DD.AA.  numeri  183/2012 e 232/2012, con i quali  gli  erano  stati
  conferiti  rispettivamente: l'incarico di Commissario straordinario
  in  sostituzione del Consiglio di Amministrazione del Consorzio ATO
  Idrico  8 di Siracusa e l'incarico di Commissario straordinario  in
  sostituzione  delle  funzioni specifiche attribuite  al  Presidente
  della Provincia di Siracusa nell'ambito del Consorzio ATO Idrico  8
  di Siracusa.
   Nelle  more,  com'è  noto,  la l.r.  n.2/2013  cit.  ha  posto  in
  liquidazione,  dalla data della sua entrata in vigore,  le  attuali
  Autorità  d'Ambito  istituite  per la  regolazione  del  S.I.I.  in
  Sicilia,   affidando   il  ruolo  di  commissari   straordinari   e
  liquidatori  ai  Presidenti dei Consigli di  Amministrazione  delle
  disciolte Autorità.
   Con  il D.A. n. 33 del 18/01/2013, il Dipartimento regionale Acqua
  e  Rifiuti  ha  preso  atto delle dimissioni  formulate  dal  Dott.
  Gustavo  Cardaci  dagli incarichi commissariali di  cui  ai  citati
  DD.AA. 183 e 232/12.
   Di  seguito, il Presidente della Provincia Regionale di  Siracusa,
  nell'esercizio delle sue funzioni, ha rappresentato  la  necessità,
  per  i gravi conflitti in essere con i vertici del soggetto Gestore
  del SII, Sai 8, s.p.a. di astenersi dall'assumere la guida dell'ATO
  8,  invitando l'Assessorato regionale dell'Energia e dei Servizi di
  Pubblica  Utilità ad individuare altro soggetto cui  attribuire  le
  funzioni  di  Commissario Straordinario e liquidatore dell'Autorità
  d'ambito ai sensi dell'art. 1 della L.R. n.2/13.
   Parimenti,  il  Presidente  della  SAI8  s.p.a.  ha  invitato   il
  Presidente   della   Provincia  di  Siracusa  a  volersi   astenere
  dall'esercizio  delle  funzioni  di  Commissario  Straordinario   e
  Liquidatore e, al contempo, l'Assessorato regionale dell'Energia  e
  dei  Servizi  di pubblica utilità a volere garantire l'imparzialità
  con  l'individuazione  di  un  nuovo  Commissario  Straordinario  e
  Liquidatore   attraverso   l'esercizio   dei   poteri   sostitutivi
  regionali.
   Considerata   l'evidente  conflittualità,  lo   Scrivente,   quale
  Autorità   vigilante   competente  per   l'esercizio   dei   poteri
  sostitutivi  in  materia  (secondo quanto affermato  dal  Tribunale
  Amministrativo  Regionale  per  la  Sicilia,  sezione  staccata  di
  Catania  con  le sentenze numeri 373, 375, 376, 378 e  379  del  10
  febbraio  2012),  ha ritenuto di disporre l'intervento  sostitutivo
  in  subsidium  dell'Ente,  necessario per  la  realizzazione  delle
  esigenze  di carattere unitario che, diversamente, sarebbero  state
  compromesse dall'impossibilità di funzionamento dell'Ente.
   Con  D.A.  n.  351  del  20 marzo 2013 l'incarico  di  Commissario
  straordinario e liquidatore del Consorzio d'Ambito Territoriale  di
  Siracusa  è  stato  conferito ad un dirigente  dell'Amministrazione
  regionale  che dovrà provvedere, contemporaneamente, alla  gestione
  ordinaria  dell'Ente  ed  agli adempimenti connessi  alla  relativa
  liquidazione   secondo  le  direttive  contenute  nella   circolare
  n.2/2013 del 20 febbraio 2013.

   La  presente viene parimenti estesa al Presidente della Regione ed
  alla Segreteria Generale della Presidenza della Regione».

      L'Assessore

      dott. Nicolò Marino

            Rubrica «Istruzione e formazione professionale»

   CIACCIO  - SIRAGUSA - CANCELLERI - CAPPELLO - CIANCIO - FERRERI  -
  FOTI  - LA ROCCA - MANGIACAVALLO - PALMERI -TRIZZINO - VENTURINO  -
  ZAFARANA  -  ZITO.  -  «Al Presidente della Regione,  all'Assessore
  regionale   per  l'istruzione  e  la  formazione  professionale   e
  all'Assessore  per  le  autonomie locali e  la  funzione  pubblica,
  premesso  che  la Regione siciliana ha pubblicato sul  Suppl.  ord.
  della  G.U.R.S. (p. I), n. 47 dell'11-11-2011, la legge 4  novembre
  2011,  n.  23, recante: 'Promozione della lingua dei segni italiana
  (LIS)';

   rilevato  che  a  tutt'oggi non sono state  emanate  le  norme  di
  attuazione   dell'art.  2,  previste  all'art  3,  e   che   recita
  testualmente:
   '1.  Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente
  legge,  con  regolamento emanato con decreto del  Presidente  della
  Regione,  previa  delibera  della  Giunta  regionale,  su  proposta
  dell'Assessore   regionale  per  l'istruzione   e   la   formazione
  professionale  di  concerto  con  l'Assessore  regionale   per   le
  autonomie locali e la funzione pubblica, sono adottate le norme  di
  attuazione di quanto previsto dall'articolo 2';

   considerato che tale regolamento, così come previsto:
   a)  disciplina  le  modalità  di  utilizzo  della  LIS  in  ambito
  scolastico   e   universitario,  nel  rispetto   delle   rispettive
  autonomie;
   b)   promuove,  nel  rispetto  dell'autonomia  universitaria,  sia
  nell'ambito dei corsi di laurea sia nella formazione post  lauream,
  l'insegnamento e l'uso da parte degli studenti, della LIS  e  delle
  altre   tecniche,  anche  informatiche,  idonee   a   favorire   la
  comunicazione delle persone sorde;
   c)  reca  disposizioni  volte a promuovere  nei  rapporti  con  le
  amministrazioni pubbliche locali, l'amministrazione regionale e gli
  enti strumentali della Regione, l'uso effettivo della LIS e di ogni
  mezzo   tecnico,   anche   informatico,  idoneo   a   favorire   la
  comunicazione delle persone sorde;
   d)  promuove la diffusione della LIS come strumento e modalità  di
  accesso  all'informazione  e  alla comunicazione,  con  particolare
  riferimento alle trasmissioni televisive;
   e)  dispone  circa  i  metodi  di verifica  sull'attuazione  della
  presente legge;

   visto  che, in coerenza con le risoluzioni del Parlamento  europeo
  del  17  giugno  1988,  pubblicata nella Gazzetta  ufficiale  delle
  Comunità  europee C187 del 18 luglio 1988, e del 18 novembre  1998,
  pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee C379 del
  7  dicembre 1998, nonché con la Convenzione delle Nazioni Unite sui
  diritti  delle  persone con disabilità, fatta  a  New  York  il  13
  dicembre  2006,  ratificata con la legge 3 marzo 2009,  n.  18,  la
  Regione  promuove la Lingua dei Segni Italiana (LIS) come strumento
  di  ausilio  e  di integrazione della comunità dei  sordi,  la  sua
  acquisizione ed il suo uso;

   considerato che a tutt'oggi la LIS è l'unico strumento di  ausilio
  per  l'integrazione anche per le persone non vedenti e che  se  non
  promossa  adeguatamente  si rischia di isolarle  da  ogni  contesto
  sociale;

   considerato    altresì   che   un'integrazione   totale    prevede
  l'abbattimento di qualsiasi disagio a carico della persona sorda  o
  sordomuta o sordocieca e consente l'abbattimento delle barriere  di
  comunicazione  e  di  dialogo  fra  le  nazioni,  consentendo  agli
  individui   sordi/sordomuti  e  ciechi  di  esprimersi  in   totale
  autonomia, con o senza il supporto del mediatore linguistico o  del
  mediatore culturale, creando quell'applicabilità dei diritti  delle
  persone  con  disabilità  di  cui un Paese  civile  possa  rendersi
  orgoglioso;

   considerati i lavori preparatori della XV legislatura, preliminari
  alla legge regionale 23 del 2011:
   -  D.D.L.  n.  684  'Interventi in favore della  diffusione  della
  lingua  dei segni italiana (LIS) come lingua propria della comunità
  dei   sordi'.  Iniziativa  parlamentare:  presentato  dal  deputato
  Lentini  il  9  febbraio 2011.Trasmesso alla Commissione  'Cultura,
  formazione e lavoro' (V) il 24 febbraio 2011.
   -  D.D.L.  n. 35 'Riconoscimento della lingua dei segni italiana'.
  Iniziativa  parlamentare:  presentato  dal  deputato  Caputo  il  9
  febbraio  2011. Trasmesso alla Commissione 'Cultura,  formazione  e
  lavoro' (V) il 24 febbraio 2011.
   -  D.D.L.  n.  279 'Istituzione del Registro dei mediatori   della
  comunicazione'.  Iniziativa parlamentare: presentato  dai  deputati
  Caronia,  Leanza L., Ruggirello il 30 ottobre 2008. Trasmesso  alla
  Commissione 'Cultura, formazione e lavoro' (V) il 3 dicembre 2008.
   - D.D.L. n. 322 'Riconoscimento della lingua dei segni e dei sordi
  come  minoranza  linguistica'. Iniziativa parlamentare:  presentato
  dai  deputati Caputo, Aricò, Buzzanca, Currenti, Falcone, Marrocco,
  Pogliese,  Scilla,  Vinciullo l'11 dicembre  2008.  Trasmesso  alla
  Commissione 'Cultura, formazione e lavoro' (V) il 24 febbraio 2011.
   -  D.D.L.  n.  334  'Regolamentazione del registro  regionale  dei
  mediatori  linguistici'.Iniziativa  parlamentare:  presentato   dal
  deputato  Caronia  il 24 dicembre 2008. Trasmesso alla  Commissione
  'Cultura, formazione e lavoro' (V) il16 gennaio 2009.
   Abbinati nella seduta n. 220 del 22 giugno 2011.
   Esaminati  dalla  Commissione nelle sedute n. 203  del  5  aprile,
  2011,  n.  220  del  22 giugno 2011 e n. 225 del  13  luglio  2011.
  Deliberato  l'invio  in Comitato per la qualità della  legislazione
  del testo coordinato nella seduta n. 225 del 13 luglio 2011. Parere
  reso dal Comitato per la qualità della legislazione nella seduta n.
  68 del 19 luglio 2011. Esitato per l'Aula nella seduta n. 233 del 3
  agosto  2011.  Relatore: Salvatore Lentini. Discusso dall'Assemblea
  nelle sedute n. 288 del 5 ottobre 2011, n. 290 del 12 ottobre  2011
  e n. 291 del 18 ottobre 2011. Approvato dall'Assemblea nella seduta
  n. 291 del 18 ottobre 2011;

   considerato altresì che a tutt'oggi nulla è stato regolamentato;

   per sapere se non ritengano di dovere avviare con urgenza tutte le
  procedure  affinché venga emanato il relativo regolamento attuativo
  di  una  legge  che potrebbe consentire l'integrazione  sociale  di
  persone già ampiamente penalizzate». (187)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -  «Perviene agli Uffici di diretta  collaborazione  di
  questo  Assessore  l'interrogazione parlamentare  n.  187  a  firma
  dell'onorevole  Giorgio Ciaccio, il quale chiede chiarimenti  circa
  le  iniziative  intraprese  da questo  Assessorato  in  materia  di
  adozione  delle  norme  di attuazione finalizzate  alla  promozione
  della lingua italiana dei segni (LIS).
   In merito a tale problematica si rappresenta quanto segue.
   Le  iniziative sulle quali l'interrogante richiama l'attenzione di
  questo Assessore hanno la propria base normativa nella l.r 23/2011,
  la  quale  impegna l'Esecutivo regionale ad adottare un regolamento
  per  la promozione della lingua italiana dei segni, su proposta  di
  questo Assessore, di concerto con quello per le Autonomie locali  e
  la Funzione pubblica.
   Questo  Assessore, preso atto dell'importanza sociale che  riveste
  la   lingua  italiana  dei  segni,  indispensabile  strumento   per
  l'integrazione  dei soggetti audiolesi, ha dato mandato  ai  propri
  uffici ed al dipartimento per la costituzione di un apposito tavolo
  tecnico,  di  concerto con l'Assessorato regionale delle  Autonomie
  locali  e  della  Funzione  pubblica  per  la  predisposizione  del
  regolamento attuativo della l.r. 23/2011.
   A  tal  riguardo,  con  nota  prot. 1531/GAB  dell'8  aprile  2013
  quest'Assessore ha invitato l'Assessorato delle Autonomie locali  e
  della  Funzione pubblica a comunicare i nominativi dei soggetti  da
  inserire  nel tavolo tecnico, al fine di poter elaborare il  citato
  atto regolamentare in tempi brevi.
   Tanto si rappresenta a codesto illustrissimo Parlamento e si resta
  a disposizione per eventuali altri chiarimenti od integrazioni».

   L'Assessore

   Scilabra

   LOMBARDO.  -  «Al  Presidente della Regione  e  all'Assessore  per
  l'istruzione e la formazione professionale, premesso che:

   l'Assessorato   regionale  dell'istruzione  e   della   formazione
  professionale,  in  adempimento  agli  obblighi   di   legge,   sta
  procedendo   alla  predisposizione  del  Piano  di  dimensionamento
  scolastico per l'a.s. 2013/2014;

   nella  bozza  elaborata  dal  suddetto  Assessorato,  oggetto   di
  discussione  del tavolo tecnico all'uopo convocato  in  ossequio  a
  quanto previsto nel D.A. n. 1110 del 04.11.2008, relativamente alla
  Provincia  Regionale di Catania, sembrerebbe previsto  il  distacco
  della  sede  del Liceo Scientifico Archimede di Aci Bonaccorsi  dal
  Liceo  Scientifico  - Linguistico di Acireale, con  la  conseguente
  fusione del primo con l'I.T.I.S. Galileo Ferraris di S.G. La Punta;

   ritenuto che:

   la  legge  15  luglio  2011, n. 111, recante disposizioni  per  la
  stabilizzazione finanziaria, e la legge regionale 24 Febbraio  2000
  n.   6   e   s.m.i.,   recante   disposizioni   per  l'attribuzione
  dell'autonomia  delle istituzioni scolastiche  statali  funzionanti
  nella  Regione,  fissano i parametri numerici  per  la  definizione
  delle  dimensioni  ottimali degli istituti scolastici  al  fine  di
  garantirne e preservarne la piena funzionalità, la efficienza e  la
  qualità del servizio scolastico che offrono all'utenza;

   nel  rispetto dei richiamati parametri di legge ed in ottemperanza
  alla  nota  ministeriale MIUR del 28.12.2012 prot.  9826,  come  si
  legge in una nota del 25.01.2013 dell'Assessorato Istruzione,  sono
  stati   adottati  i  seguenti  criteri:  nei  casi  di  fusione   o
  aggregazione di scuole del primo ciclo, nell'ottica di  una  valida
  razionalizzazione e di un riequilibrio dell'offerta scolastica  sul
  territorio  di  riferimento, che preveda  dimensioni  ottimali  per
  tutte le istituzioni scolastiche e la loro diffusione capillare nel
  territorio, va privilegiata la costituzione di istituti comprensivi
  di  scuola dell'infanzia, primaria e secondaria di primo grado  con
  riferimento  alla  maggiore  vicinanza  territoriale   dei   plessi
  scolastici;  per le istituzioni scolastiche del secondo  ciclo,  si
  procederà  prioritariamente,  al fine di  salvaguardare  l'identità
  delle  Istituzioni  scolastiche, e per  una  maggiore  funzionalità
  organizzativa   e   didattica,  alla   aggregazione   di   istituti
  sottodimensionati  dello stesso ordine e tipo; la  costituzione  di
  istituti di diverso ordine e tipo va realizzata nei casi in cui sia
  indispensabile   per   garantire   la   permanenza    della    sede
  dell'Istituzione    scolastica    nell'ambito    territoriale    di
  riferimento,  mantenendone di norma l'autonomia  e  la  personalità
  giuridica;

   considerato che in relazione ai criteri disciplinanti  i  casi  di
  fusione  di  cui sopra ('maggiore vicinanza dei plessi scolastici',
  'priorità  per  l'aggregazione di istituti sottodimensionati  dello
  stesso  ordine  e tipo', ecc...) oltre che per ragioni  prettamente
  storiche-eziologiche legate alla nascita del L.S. Archimede di  Aci
  Bonaccorsi,  creato da un progetto interno del  L.S.  Archimede  di
  Acireale,   sarebbe  assolutamente  irrazionale  unire   un   liceo
  scientifico,  quale  il Liceo Archimede di Aci Bonaccorsi,  con  un
  Istituto  Tecnico-Industriale,  per  l'appunto  l'I.T.I.S.  Galileo
  Ferraris di S.G. La Punta;

   per sapere se:

   quali   criteri   si   stiano   seguendo,   in   concreto,   nella
  predisposizione del Piano di dimensionamento scolastico;

   per quali motivate e comprovate ragioni, avuto riguardo alla bozza
  del  Piano  di dimensionamento scolastico, si intenda  derogare  ai
  criteri  generali  dettati dallo stesso Assessorato  Istruzione  in
  data   25.01.2013   in   relazione  all'assurda,   irrazionale   ed
  irragionevole  fusione  del  Liceo  Scientifico  Archimede  di  Aci
  Bonaccorsi con l'I.T.I.S. Galileo Ferraris di S.G. La Punta». (310)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -  «Perviene agli Uffici di diretta  collaborazione  di
  questo  Assessore  la interrogazione n. 310 a firma  dell'onorevole
  Lombardo  con  la  quale  si chiede allo scrivente  Assessorato  di
  conoscere  quali  criteri si stiano seguendo,  in  concreto,  nella
  predisposizione del piano di dimensionamento scolastico e per quali
  motivate e comprovate ragioni, avuto riguardo alla bozza del  Piano
  di  dimensionamento  scolastico, si  intenda  derogare  ai  criteri
  generali  dettati  da  questo Assessorato  in  data  25.01.2013  in
  relazione  all'assurda,  irrazionale ed irragionevole  fusione  del
  Liceo  scientifico  Archimede  di  Aci  Bonaccorsi  con  l'I.T.I.S.
  Galileo Ferrarsi di S.G. La Punta.
   In    merito    alla   problematica   de   qua,   si   rappresenta
  preliminarmente,   che   l'obiettivo  prefissato   dall'azione   di
  dimensionamento posta in essere da questo Assessore, è stato quello
  di  generare dirigenze titolari, senza il ricorso a conferimenti in
  reggenza  a  dirigenti scolastici con incarico su altre istituzioni
  scolastiche  autonome,  secondo  i  criteri  dettati  dall'autorità
  statale:  tali incarichi, infatti, oltre al rischio di pregiudicare
  la programmazione ed il funzionamento delle scuole, porterebbero ad
  un ulteriore esborso finanziario a carico dello Stato.
   Nella    fattispecie    prospettata,   oggetto    della    odierna
  interrogazione  e  relativa  alla  fusione  del  Liceo  scientifico
  Archimede di Aci Bonaccorsi con l'I.T.I.S. Galileo Ferraris di S.G.
  La   Punta,  occorre  dapprima  considerare  due  elementi:  1)  il
  sovradimensionamento riguardante la totalità del Liceo  Scientifico
  - Linguistico di Acireale (sede principale e sede distaccata di Aci
  Bonaccorsi),   recante   un  numero  di   1668   allievi;   2)   il
  sottodimensionamento  dell'I.T.I.S. Galileo  Ferraris  di  S.G.  La
  Punta (565 allievi).
   In   ossequio   ai   criteri  dettati  dal  Tavolo   tecnico   sul
  dimensionamento della rete scolastica della Regione  siciliana  per
  l'anno scolastico 2013/2014, iniziato il 25.01.2013, si è ritenuto,
  così,  di  aggregare l'I.T.I.S. Galileo Ferraris di S.G.  La  Punta
  alla   sede  del  Liceo  scientifico  Archimede  sito  presso   Aci
  Bonaccorsi.
   Tale   dimensionamento  ha  determinato  risvolti   positivi:   la
  costituzione  di  un  Istituto di Istruzione  Superiore  stabile  e
  dimensionato;  la mancata perdita delle specificità  relative  agli
  indirizzi  dei due istituti accorpati; la contestuale  salvaguardia
  degli  organici  del  corpo  docente dei due  specifici  indirizzi,
  poiché non configgenti tra loro per classi di concorso affini.
   Peraltro,  ipotesi  alternative  di  aggregazione  relative   agli
  istituti  interessati, anche del medesimo indirizzo, non  avrebbero
  generato  nuove  dirigenze e raggiunto, quindi, lo  scopo  primario
  dell'attività di dimensionamento».

      L'Assessore

      Scilabra

                Rubrica «Risorse agricole e Alimentari»

   D'ASERO.  -«Al  Presidente della Regione e  all'Assessore  per  le
  risorse agricole e alimentari, premesso che:

   con  decreto  del Ministro delle politiche agricole, alimentari  e
  forestali  del 18 ottobre 2012, è stata dichiarata l'esistenza  del
  carattere  di  eccezionalità degli eventi calamitosi causati  dalle
  piogge  alluvionali del mese di marzo 2012 nei territori  ricadenti
  nelle province di Enna, Agrigento, Catania, Ragusa e Siracusa;

   in  detto  decreto  è autorizzata l'applicazione delle  specifiche
  misure d'intervento previste dal decreto legislativo 29 marzo 2004,
  n.102, nel testo modificato dal decreto legislativo 18 aprile 2008,
  n.  82  per  effetto  dei  danni alle strutture  aziendali  e  alle
  infrastrutture connesse all'attività agricole;

   sottolineato che nel decreto suddetto non sono annoverati i  danni
  eventualmente  riportati dagli agricoltori per ciò che  concerne  i
  raccolti   deteriorati  e  la  rovina  delle  piante,  quest'ultime
  categorie non ricadenti nella specifica dei guasti riportati  dalle
  strutture, né dalle infrastrutture agricole;

   ritenuto  che  un  aiuto  concreto  agli  agricoltori,  gravemente
  danneggiati dagli eventi alluvionali che hanno colpito  la  Sicilia
  nello  scorso  mese di marzo, debba arrivare anche dal ripianamento
  delle spese sostenute per far fronte alla perdita del raccolto e al
  deperimento di centinaia di piante;

   per sapere:

   quali  provvedimenti urgenti intendano assumere affinché le misure
  risarcitorie previste dall'applicazione del decreto legislativo  29
  marzo 2004, n.102, nel testo modificato dal decreto legislativo  18
  aprile   2008,   n.  82,  possano  essere  estesi   anche   per   i
  danneggiamenti riportati dai raccolti e nelle piante;

   se  non ritengano necessario chiedere al Ministro per le politiche
  agricole la proroga dei termini del decreto 18 ottobre 2012». (2)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta. -«Con l'interrogazione numero 2 del 10 dicembre 2012, si
  chiedevano   notizie  in  merito  alla   estensione  delle   misure
  d'intervento  previste  dal decreto del Ministero  delle  politiche
  agricole  alimentari e forestali del 18 ottobre 2012, per  i  danni
  subiti dagli agricoltori relativamente agli alberi da frutta ed  al
  raccolto .
   In  ordine  all'argomento oggetto dell'interrogazione il Dirigente
  generale del Dipartimento Interventi Strutturali cui è demandata la
  competenza,  ha rappresentato che il decreto legislativo  29  marzo
  2004,  n.  102,  nel  testo modificato dal decreto  legislativo  18
  aprile   2008,  n.  82,  prevede  l'istituzione  di  un  Fondo   di
  solidarietà nazionale, avente lo scopo di promuovere principalmente
  interventi  di prevenzione per far fronte ai danni alle  produzioni
  agricole  e  zootecniche, alle strutture aziendali,  agli  impianti
  produttivi  ed alle infrastrutture agricole, nelle zone colpite  da
  calamità naturali o eventi eccezionali.
   Per le finalità sopra menzionate il Fondo di solidarietà nazionale
  interviene con diverse tipologie di intervento e in particolare:
   mediante interventi compensativi, esclusivamente nel caso di danni
  a  produzioni,  strutture e impianti produttivi  non  inseriti  nel
  Piano  assicurativo  agricolo annuale, finalizzati  a  favorire  la
  ripresa  economica e produttiva delle imprese agricole  danneggiate
  da  eventi  calamitosi,  nonché da avverse condizioni  atmosferiche
  previste dagli orientamenti comunitari;
   mediante  misure  volte  ad incentivare la  stipula  di  contratti
  assicurativi  ed  in particolare attraverso la  concessione  di  un
  contributo fino all'80 per cento del costo dei premi per  contratti
  assicurativi  che prevedono un risarcimento qualora  il  danno  sia
  superiore al 30 per cento della produzione;
   mediante  interventi  di ripristino delle infrastrutture  connesse
  all'attività agricola, tra cui quelle irrigue, compatibilmente  con
  le esigenze primarie delle imprese agricole.
   Dall'applicazione della normativa nazionale ne  consegue  che  non
  risulta  possibile indennizzare gli imprenditori agricoli, mediante
  la  corresponsione  di  contributi, per  i  danni  cagionati  dalle
  produzioni vegetali assicurabili, previsti dal decreto ministeriale
  di  approvazione  del  Piano  assicurativo  nazionale  annuale;  di
  contro,  però,  risulta  praticabile  il  percorso  finalizzato  ad
  incentivare la stipula di contratti assicurativi volti a  garantire
  un   risarcimento   nei   casi   in   cui   la   produzione   venga
  irrimediabilmente   danneggiata  a  causa  di  avverse   condizioni
  climatiche e/o calamità naturali.
   Con  L.R.  n. 11 del 12.05.10 è stato istituito, all'art.  80,  il
  Fondo   di   solidarietà  regionale  destinato  ad   integrare   le
  provvidenze  statali del Fondo di solidarietà nazionale,  destinate
  alla  regione  siciliana, in particolare il comma  4  dell'art.  80
  della  sopra  richiamata normativa regionale, prevede  che  per  le
  finalità  di cui al comma 2 dell'articolo 2 del decreto legislativo
  n.  102/2004,  l'Assessore  regionale per  le  risorse  agricole  e
  alimentari  è  autorizzato a contribuire  al  raggiungimento  della
  percentuale prevista dell'80 per cento del costo dei premi  per  la
  stipula  dei contratti assicurativi; viene, altresì, previsto,  uno
  stanziamento  del  bilancio di previsione della  Regione,  con  cui
  viene  annualmente determinato l'ammontare delle  somme  necessarie
  alla ricostituzione del Fondo regionale di cui sopra.
   L'Amministrazione,  in  applicazione della  suddetta  disposizione
  regionale,  ha provveduto ad emettere, con D.D.G. n.  3968  del  25
  ottobre   2011,  apposita  graduatoria  delle  domande   di   aiuto
  presentate  sia  dai Consorzi di difesa che da  imprese  singole  o
  associate,  finalizzata al pagamento dei premi  assicurativi,  fino
  alla  copertura dell'80 per cento della somma complessiva, inerente
  il  costo della polizza, elargita rispettivamente dalla Commissione
  Europea, dallo Stato e dalla Regione.
   Per   il  suddetto  bando  veniva  stanziata  la  somma  di   euro
  2.100.000,00 sul capitolo 542971 del Bilancio regionale.
   Nella  considerazione  che,  dall'esito dell'attività  istruttoria
  delle  domande  presentate,  l'importo  complessivo  delle  domande
  ritenute  ammissibili è risultato inferiore rispetto  alle  risorse
  finanziarie  messe a bando, l'Amministrazione sta  procedendo  alla
  predisposizione di un nuovo bando per le medesime finalità.
   In ordine al secondo punto prospettato dall'On.le interrogante,  a
  parere dello scrivente, si ritiene impraticabile la possibilità  di
  chiedere al competente Ministero la proroga dei termini del decreto
  18  ottobre  2012, in quanto tale fattispecie non risulta  prevista
  dalle vigenti normative di settore».

                                                        L'Assessore
                                                   dott.        Dario
                                              Cartabellotta

   ASSENZA.  -  «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  le
  risorse  agricole e alimentari, premesso che per l'agricoltura,  il
  bilancio  2012  si  sta  per  chiudere con  una  forte  e  negativa
  flessione,  e  purtroppo  il  2013  non  si  presenta   certo   con
  prospettive  migliori. Non si riescono a risolvere  i  problemi  di
  sempre:   imprese  assediate  da  costi  opprimenti,   prezzi   non
  remunerativi, redditi in caduta libera;

   rilevato  che  i dati 2012 lasciano poco spazio alla fiducia:  nel
  corso  dell'anno  circa 20.000 imprese sono  state  costrette  alla
  chiusura.   A  pagare  il  prezzo  più  alto  è  stata   certamente
  l'agricoltura siciliana che subisce oneri aggiuntivi rispetto  alle
  altre regioni, dovuti, tra l'altro, ai maggiori costi di trasporto,
  all'invasione  di prodotti provenienti dall'estero, in  particolare
  dalla  Francia,  che con il monopolio assoluto  dei  grandi  centri
  commerciali  impone la commercializzazione dei  suoi  prodotti,  ed
  all'importazione   di  prodotti  provenienti   dal   Nord   Africa,
  certamente a costi più vantaggiosi;

   rilevato in particolare che una serie di legittime proteste  è  in
  corso  in  tutta  la Sicilia, tendenti a sollecitare  le  pubbliche
  istituzioni ad attuare provvedimenti in una materia come quella che
  vede  coinvolti da alcuni giorni tre agricoltori di  Vittoria,  che
  dal  5  dicembre attuano lo sciopero della fame, siciliani ai quali
  non può che andare la nostra solidarietà;

   considerato che è nostro compito avviare ogni possibile iniziativa
  utile   a   rivitalizzare  il  comparto  che,   nonostante   tutto,
  rappresenta una percentuale altissima del PIL siciliano;

   per sapere se non ritengano opportuno attivare urgentemente misure
  come:

   la sospensione dei versamenti dei contributi agricoli per tutte le
  imprese in difficoltà;

   la moratoria di tutte le azioni in danno alle aziende agricole;

   l'attuazione  di  un'immediata  contrattazione  con  il  Ministero
  dell'agricoltura  e  con  la  Commissione  europea  finalizzata  al
  risanamento delle aziende agricole;

   la   ristrutturazione  di  tutti  gli  enti  ed  uffici  regionali
  finalizzata  all'efficacia ed alla trasparenza e, conseguentemente,
  alla  capacità  di  garantire servizi alle  imprese  in  tempi  non
  biblici;

   l'avvio  di  un serio confronto con i rappresentanti della  grande
  distribuzione  alfine  di evitare la penalizzazione  eccessiva  dei
  produttori   con   l'imposizione  di   prezzi   assolutamente   non
  remunerativi». (35)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta. - «Con l' interrogazione n. 35 del 14 dicembre  2012  l'
  onorevole    interrogante   chiedeva   notizie   in    merito    ai
   Provvedimenti urgenti per l'agricoltura .
   In  ordine  all'argomento oggetto dell'interrogazione il Dirigente
  Generale del Dipartimento Interventi Strutturali cui è demandata la
  competenza,  ha  rappresentato che la  situazione  di  crisi  delle
  imprese    agricole   siciliane   -   riportata   nelle    premesse
  dell'interrogazione  di cui all'oggetto - ha portato  ad  aggravare
  l'accentuato livello di indebitamento delle stesse imprese non solo
  nei  riguardi del sistema bancario, ma anche nei riguardi dell'INPS
  per il pagamento dei contributi previdenziali, dell'Amministrazione
  finanziaria e dell'ISMEA.
   Per   andare  incontro  alle  difficoltà  delle  imprese  agricole
  indebitate  il  legislatore siciliano è intervenuto  con  le  norme
  regionali specifiche, di seguito riportate:
   -  L.R. n. 6/09, art. 17, comma 1. lett.b) (Concorso nel pagamento
  degli interessi sui prestiti di ristrutturazione dei debiti a breve
  termine) con uno stanziamento di 3 Meuro;
   -  L.R.  n.  6/09, art. 18 e s.m.i. (Concorso nel pagamento  degli
  interessi sui mutui di consolidamento delle passività onerose)  con
  uno stanziamento complessivo di 18 Meuro;
   - L.R. n. 25/11, art. 7 (Concorso nel pagamento degli interessi su
  finanziamenti   agevolati  finalizzati  al   consolidamento   delle
  esposizioni  nei  confronti  degli  Enti  previdenziali)  con   uno
  stanziamento di 2 Meuro.
   L'indebitamento  delle  imprese  agricole  è  -  ovviamente  -  un
  problema   che   riguarda   tutta   l'agricoltura   italiana,   con
  accentuazioni diverse nelle varie Regioni.
   Tale  questione  è  stata affrontata dalla  Commissione  Politiche
  agricole  della Conferenza delle regioni e delle province autonome,
  la  quale  ha  sollecitato l'approvazione della proposta  di  legge
  presentata alla Camera dei Deputati il 21 febbraio 2012, avente per
  titolo    Sospensione  dei  debiti  per  le  aziende   agricole   e
  imprenditori     agricoli    in    difficoltà     nei     confronti
  dell'amministrazione  finanziaria, dell'INPS,  dell'ISMEA  e  degli
  Istituti di credito .
   La  proposta  di  legge di cui sopra non ha avuto  seguito,  vista
  l'interruzione  anticipata della XVI  Legislatura della  Repubblica
  Italiana.
   In  ordine  alla proposta dell'onorevole interrogante  di  avviare
  una  ristrutturazione  di  tutti  gli  Enti  ed  Uffici  regionali,
  finalizzata  all'efficacia ed alla trasparenza e, conseguentemente,
  alla  capacità  di  garantire servizi alle  imprese  in  tempi  non
  biblici,   il   Dirigente   generale  ha   rappresentato   che   il
  Dipartimento,  in  attuazione  al  Decreto  del  15  Dicembre  2011
  dell'Assessore  alle  Autonomie locali ed  alla  Funzione  pubblica
   Atto  di indirizzo applicativo in materia di trasparenza ai  sensi
  della  L.R. 5 Aprile 2011 n. 5, ed in osservanza degli articoli  8,
  9,  13,  14, 16, 17, 18 e 20 del Codice antimafia ed anticorruzione
  della  Pubblica Amministrazione (c.d. Codice Vigna) ,  in  data  26
  novembre   2012  ha  emanato  la  propria  circolare   applicativa,
  finalizzata  a  ribadire,  armonizzare  ed  integrare  quanto   già
  esplicitato nel predetto atto d'indirizzo.
   Infine,  per quanto attiene alla proposta di avvio di un confronto
  con i rappresentanti della grande distribuzione, al fine di evitare
  l'eccessiva  penalizzazione dei nostri produttori con l'imposizione
  di  prezzi assolutamente non remunerativi, si rappresenta  che  non
  rientra  tra i compiti istituzionali di questo Dipartimento l'avvio
  di tale confronto».

      L'Assessore

      dott. Dario Cartabellotta

   CAPUTO.  -  «Al  Presidente della Regione,  all'Assessore  per  le
  attività  produttive,  all'Assessore per l'economia,  all'Assessore
  per  le risorse agricole e alimentari, all'Assessore per la salute,
  all'Assessore per il territorio e l'ambiente e all'Assessore per il
  turismo,  lo  sport e lo spettacolo, premesso che  un  decreto  del
  Dirigente  generale del dipartimento regionale attività  sanitarie,
  Lucia Borsellino, oggi Assessore al ramo, pubblicato nella Gazzetta
  Ufficiale  della Regione siciliana del novembre u.s., ha rafforzato
  le misure di prevenzione da rischio diossina dopo l'incendio del 29
  luglio scorso nella discarica di Bellolampo;
   considerato che:

   il  decreto definisce i comuni di Borgetto, Carini, Giardinello  e
  Montelepre,  nel  Palermitano,  'zona  di  protezione  da  sospetta
  contaminazione  da diossine e policlorobifenili' e  vieta  l'uso  e
  consumo  di latte e prodotti caseari provenienti dalle aziende  dei
  comuni  della zona di protezione, la raccolta di funghi e  lumache,
  il  pascolo  di  animali, vieta anche il consumo in  proprio  e  la
  cessione  a  terzi di carni e uova prodotti dopo il  29  luglio  in
  allevamenti  da  cortile  rurali  a  conduzione  familiare   e   lo
  spostamento  di  animali (bovini, ovini, caprini, maiali,  cavalli,
  anatre,  oche,  tacchini eccetera) allevati per  la  produzione  di
  alimenti destinati al consumo umano, l'uso e la vendita di foraggi,
  contaminati  e  di  quelli  esposti a contaminazione  da  diossina,
  ordinando  ai  sindaci  dei  rispettivi comuni  di  dare  immediata
  esecuzione del provvedimento;

   considerato inoltre che il provvedimento della Regione,  a  tutela
  dell'incolumità pubblica, è stato opportuno e necessario;

   rilevato  che  a  seguito del provvedimento governativo  tutte  le
  aziende agricole e gli allevatori hanno subìto danni rilevanti;

   per  sapere se non ritengano opportuno procedere e con  la  stessa
  sollecitudine  ad emanare anche un provvedimento a  sostegno  delle
  aziende  e  delle attività economiche penalizzate dal blocco  della
  produzione e della vendita dei prodotti utile ad evitare che  tutto
  questo  possa determinare ulteriori conseguenze e tenuto conto  che
  molti  produttori  hanno già avviato istanze  di  risarcimento  nei
  confronti della Regione». (170)

        (L'interrogante richiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -  «Con l' interrogazione n. 170 del  18  gennaio  2013
  l'onorevole  interrogante  ha chiesto    Notizie  sulle  misure  da
  assumere   a   sostegno   delle  attività  economiche   a   seguito
  dell'incendio del 29 luglio scorso nella discarica di Bellolampo  a
  Palermo .
   In  ordine  all'argomento oggetto dell'interrogazione il Dirigente
  Generale del Dipartimento Interventi strutturali cui è demandata la
  competenza, ha rappresentato che l'incendio che si è sviluppato  il
  29/07/2012  in  località Bellolampo di Palermo, ha  interessato  la
  discarica  di Rifiuti Solidi Urbani  e si è protratto  per  più  di
  dieci giorni, giusta dichiarazione dei Vigili del Fuoco, in cui  si
  rappresentava   che  lo stesso è stato tecnicamente  spento  il  07
  Agosto   2012  causando  l'emissione  nell'atmosfera  di   notevoli
  quantità   di   sostanze   nocive  per  l'uomo   e   gli   animali,
  classificabili come sostanze tossiche ascrivibili al  gruppo  delle
  diossine e (PCB) Policlorobifelini.
   A   seguito  di  opportune  attività  ricognitive  ed  analisi  di
  campionature, il Dipartimento regionale per le attività sanitarie e
  Osservatorio epidimiologico dell'Assessorato regionale della Salute
  con  D.D.G.  n.01690 del 29/08/2012, ha individuato  una   Zona  di
  Protezione da Diossine  identificata nel territorio dei  Comuni  di
  Palermo - Capaci (PA) e Torretta (PA),  compresa nel raggio di 3 Km
  dalla discarica di Rifiuti Solidi Urbani  Bellolampo  di Palermo.
   Successivamente,  su  proposta  dell'Assessore  regionale  per  le
  Risorse agricole e alimentari, la Giunta di Governo con Delibera n.
  385   del   5  ottobre  2012  ha  espresso  parere  favorevole   al
  riconoscimento dell'eccezionalità all'evento  Incendio discarica di
  Bellolampo   di Palermo di cui al comma 122, sottocapitolo  V.B.2.,
  Capitolo  V degli  Orientamenti Comunitari per gli aiuti  di  Stato
  nel  settore agricolo e forestale 2007/2013 , per potere ipotizzare
  una  compensazione dei danni dovuti alla contaminazione da diossina
  e  PCB - diossina - simili, a seguito dell'incendio nella discarica
  di Bellolampo (PA), agli allevamenti zootecnici, pascoli ed aziende
  agricole del territorio interessato dal rischio di inquinamento, in
  funzione della tipologia di allevamento ascrivibile a produzione di
  reddito,  escludendo  quelle  a carattere  hobbistico  (cavalli  da
  passeggio,  ecc.)  o per l'autoconsumo familiare (avicoli  da  aia,
  ecc.).
   Successivamente   alla   Delibera   di   Giunta,   sopra   citata,
  l'Assessorato regionale della Salute, ha ritenuto di  estendere  le
  misure  sanitarie per la sicurezza alimentare ad un'area più  vasta
  comprendendo, oltre ai territori interessati dal precedente  D.D.G.
  n.01690  del 29/08/2012, anche i seguenti Comuni: Borgetto, Capaci,
  Carini,  Giardinello,  Montelepre,  Palermo  (altri  territori)   e
  Torretta;
   ll   Dipartimento   Interventi  strutturali  Servizio   3    dell'
  Assessorato regionale delle Risorse agricole e alimentari, al  fine
  di   potere   richiedere   il   riconoscimento   della   causa   di
  eccezionalità,  dovuta all'inquinamento da diossine  e  simili,  ed
  ottenere l'autorizzazione, in conformità alla normativa sugli Aiuti
  di  Stato, della concessione degli aiuti alle imprese, ha richiesto
  agli  altri rami dell'Amministrazione regionale ed Enti  competenti
  in  materia,  le  informazioni necessarie per potere  elaborare  un
  dossier  completo  ed esaustivo, da trasmettere  ai  Servizi  della
  Commissione Europea.
   Lo  scrivente  Assessorato  regionale  delle  Risorse  agricole  e
  alimentari, ad oggi, rimane in attesa di conoscere gli esiti  delle
  analisi  dell'Istituto  G. Caporale  di Teramo, all'uopo incaricato
  dall'Assessorato   regionale  della  Salute,   per   i   successivi
  adempimenti di competenza che potranno essere adottati».

      L'Assessore
  dott. Dario Cartabellotta

   PALMERI  - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO - ZAFARANA  -
  FERRERI - MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - TRIZZINO - VENTURINO - FOTI  -
  LA  ROCCA - ZITO. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per
  le  risorse agricole e alimentari e all'Assessore per il territorio
  e l'ambiente, premesso che:

   l'articolo 1 della legge quadro nazionale 11 febbraio 1992, n.157,
  sancisce  che  la fauna selvatica è patrimonio indisponibile  dello
  Stato  ed  è  tutelata nell'interesse della comunità  nazionale  ed
  internazionale   e  che  l'esercizio  dell'attività   venatoria   è
  consentito  purché  non contrasti con l'esigenza  di  conservazione
  della fauna selvatica;

   l'articolo 10 della predetta legge quadro prescrive che  tutto  il
  territorio    agro-silvo-pastorale   nazionale   è    soggetto    a
  pianificazione  faunistico-venatoria e che ai  sensi  del  comma  1
  dell'articolo 15 della legge regionale 1 settembre 1997, n. 33,  il
  piano  regionale faunistico venatorio costituisce lo  strumento  di
  pianificazione, delle prescrizioni, dei divieti e vincoli e di ogni
  altro  intervento per la tutela della fauna selvatica e per la  sua
  riproduzione naturale;

   sulla  portata e sulla rilevanza del piano a fini di tutela  della
  fauna  è  chiarificatore il recente pronunciamento  definitivo  del
  Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione siciliana che,
  con  sentenza  510/2012  ha statuito, tra le  altre  cose,  che  il
  Collegio  non  condivide  il  giudizio circa  la  natura  meramente
  programmatica  del  Piano il quale invece  contiene,  accanto  alle
  previsioni  di stampo meramente programmatico, numerose statuizioni
  aventi  carattere espressamente e sostanzialmente  costitutivo.  In
  altri termini, per quanto qui interessa, il piano costituisce anche
  fonte   di   molteplici  prescrizioni  suscettibili   di   incidere
  autonomamente  ed  immediatamente,  e  cioè  a  prescindere   dalla
  conseguente  adozione dei calendari venatori annuali,  sul  livello
  complessivo   della  tutela  del  patrimonio  faunistico/ambientale
  regionale,  vincolando  in  modo irretrattabile  la  individuazione
  delle linee portanti e strutturali del sistema;

   considerato che:

   da  molti  anni  è  ormai  scaduto il piano  regionale  faunistico
  venatorio  2006/2011,  peraltro approvato in  via  provvisoria  con
  delibera  di  Giunta Regionale n. 253 del 18.5.2006 e  n.  287  del
  21.7.2006,  mai sottoposto a valutazione ambientale strategia  e  a
  valutazione  di  incidenza  ed  oggetto,  unitamente  ai  calendari
  venatori,  di numerosi ricorsi e censure del Giudice Amministrativo
  (sentenza TAR Palermo-sez. I n. 546/2011 sostanzialmente confermata
  da CGA sent. n. 510/2012; ordinanza TAR Palermo-sez. I n. 638/2010,
  confermata da CGA ord. n. 801/2010; sentenza TAR Palermo-sez. I  n.
  1205/2011  e  precedente ordinanza TAR Palermo-sez. I n.  514/2010;
  sentenza  TAR  Palermo-sez.  I  n. 552/2012  ed  altre  ancora)  in
  relazione   alle   quali   si   deve   sottolineare   la   ripetuta
  inottemperanza  da  parte dell'Assessorato regionale  alle  risorse
  agricole e alimentari;

   la  Corte di Giustizia U.E., Sezione II con sentenza del  4  marzo
  2010, resa nella causa C-241/08, ha ribadito e rafforzato l'obbligo
  di sottoporre il piano faunistico-venatorio a opportuna valutazione
  di  incidenza,  in assenza della quale (o ad esito  negativo  della
  medesima)  il  piano  deve  considerarsi  non  in  regola  con   le
  prescrizioni  comunitarie.  Ciò  con  la  logica  conseguenza   che
  l'attività venatoria nei siti della Rete Natura 2000 (ZPS - Zone di
  Protezione  Speciale  e SIC - Siti di Importanza  Comunitaria)  non
  possa  essere  considerata  ammissibile, come  peraltro  confermato
  dalla  giurisprudenza più consolidata formatasi sul punto (cfr.  ex
  ultimis TAR Sicilia-sez. I ord. n. 638/10 confermata da CGA ord. n.
  801/2010,  TAR Sicilia-sez. I sent. n .546/2011 confermata  da  CGA
  sent. n. 510/2012);

   atteso che:

   il  calendario venatorio emanato annualmente deve pertanto  essere
  attuativo  e  rispettoso  delle prescrizioni,  dei  divieti  e  dei
  vincoli  per la regolamentazione del prelievo venatorio  e  per  la
  tutela della fauna previsti dal piano regionale;

   in  ultimo,  con  decreto cautelare n. 510/2012 e  con  successiva
  ordinanza cautelare n. 583/2012 il TAR Sicilia - Palermo  sez.I  ha
  sospeso  il  calendario venatorio 2012/2013 per assenza  del  piano
  regionale   faunistico  venatorio  (e  della  connessa  valutazione
  ambientale  strategica)  e  per non essere  stato  sottoposto  alla
  preventiva  valutazione di incidenza relativamente ai  Siti  Natura
  2000 ed aree esterne contigue;

   con  DDG-Dipartimento Regionale Ambiente n. 442  del  10.8.2012  è
  stato  espresso il giudizio di valutazione ambientale strategica  e
  valutazione  di incidenza sul piano regionale faunistico  venatorio
  2011/2016  e  fissati  divieti  e  prescrizioni  rimasti  ad   oggi
  inapplicati;

   negli  anni  il  Giudice  Amministrativo, annullando  i  calendari
  venatori,  ha  anche condannando la Regione siciliana al  pagamento
  delle  spese  processuali con conseguente ulteriore  danno  per  il
  pubblico  erario  che  si  somma  a quello  subito  dal  patrimonio
  faunistico;

   visto che:

   la  situazione  della  caccia in Sicilia  continua  gravemente  ad
  essere  caratterizzata  da  una sostanziale  disapplicazione  della
  normativa  nazionale  e comunitaria, soprattutto  per  gli  aspetti
  progressivamente     innovativi   a  seguito  dell'evoluzione   del
  diritto ambientale e delle acquisizioni tecnico-scientifiche;

   nelle  scorse  settimane il Consiglio di Giustizia  Amministrativa
  per  la Regione siciliana, con ordinanza n. 21 del 10 gennaio  2013
  ha  accolto  il ricorso presentato dalle associazioni ambientaliste
  il  28  novembre 2012 ed ha confermato la precedente ordinanza  del
  TAR  Sicilia  583/2012  con  cui era stato  sospeso  il  calendario
  2012/2013   emanato   dall'ex  Assessore   Francesco   Aiello,   ha
  ulteriormente   rilevato   che  dall'applicazione   della   vigente
  regolamentazione  in  materia  di caccia  discende  un  pregiudizio
  all'ambiente  ed alla fauna e soprattutto ha ordinato alla  Regione
  siciliana  di provvedere entro i prossimi 60 giorni ad  emanare  il
  piano regionale faunistico venatorio 2011/2016 e a conseguentemente
  predisporre un conforme calendario venatorio;

   per sapere:

   le  ragioni  di  un così grave ritardo nell'emanazione  del  piano
  regionale faunistico venatorio 2011/2016 e nell'applicazione  delle
  misure  di conservazione contenute nel provvedimento di valutazione
  ambientale  strategica  e  di  valutazione  di  incidenza   emanato
  dall'Assessorato  regionale per il territorio  e  ambiente  con  il
  citato D.D.G. 442/2012;

   se  il  Governo  intenda  farsi carico di urgenti  iniziative  per
  ottemperare   all'ordinanza  21/2013  del   C.G.A.   nell'integrale
  rispetto  del  predetto  provvedimento  dell'Assessorato  regionale
  territorio e ambiente 442/2012;

   quanti  calendari venatori o atti di regolamentazione venatoria  a
  partire  dal  2008  siano stati annullati e/o sospesi  e  l'importo
  delle  spese legali che la Regione sia stata condannata a risarcire
  ai ricorrenti;

   quali provvedimenti siano stati assunti nei confronti dei soggetti
  responsabili  dell'emanazione di atti ritenuti poi illegittimi  per
  l'addebitamento in danno degli stessi delle somme  che  la  Regione
  Siciliana   abbia  dovuto  pagare  a  seguito  delle  sentenze   di
  condanna». (209)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta. - «Con l'interrogazione n. 209 del 25 gennaio 2013  sono
  state  richieste notizie in merito alle  Iniziative per  assicurare
  l'approvazione del piano regionale faunistico-venatorio 2011/2016 e
  l'ottemperanza all'ordinanza del C.G.A. per la Regione Siciliana n.
  21 del 10 gennaio 2013 .
   In  ordine  all'argomento oggetto degli interroganti il  Dirigente
  Generale del Dipartimento Interventi Strutturali cui è demandata la
  competenza,  ha rappresentato allo scrivente, con nota prot.  29767
  dell'  11  aprile 2013, l'iter che l'Amministrazione  ha  posto  in
  essere   per  la  predisposizione del  Piano  regionale  faunistico
  venatorio (PRFV), che qui di seguito si illustra.
   In  data  19  ottobre  2009 il Dipartimento competente  di  questo
  Assessorato,  approssimandosi  la  scadenza  del  precedente  piano
  faunistico   2006/2011,  ha  stipulato  una  convenzione   con   il
  Dipartimento   di   Biologia  Animale     G.  Reverberi    (   oggi
  Dipartimento  di  Scienze  e  Tecnologie  Biologiche,  Chimiche   e
  Farmaceutiche - Laboratorio di Zoologia applicata ) dell'Università
  degli Studi di Palermo per la realizzazione del progetto di ricerca
  scientifica   Sviluppo  di strumenti gestionali  propedeutici  alla
  pianificazione   faunistico-venatoria   ed   ambientale   ed   alla
  conservazione  delle  specie minacciate della  Regione  Siciliana ,
  finalizzata anche alla stesura del piano faunistico venatorio.
   Ai fini del rinnovo del Piano regionale Faunistico-Venatorio della
  Regione  Sicilia,  il  Servizio  7   Tutela  e  Valorizzazione  del
  Patrimonio  Faunistico,  Programmazione  e  Gestione  dell'Attività
  Venatoria   del  Dipartimento competente di questo  Assessorato  ha
  avviato, a partire dal 2010, una prima serie di consultazioni con i
  Dirigenti    delle    Ripartizioni   faunistiche   venatorie    per
  individuare  le  impostazioni, le modalità ed i contenuti  generali
  del   nuovo   piano  regionale  faunistico-venatorio  (PRFV),   che
  avrebbero  dovuto  avere come obiettivo prioritario  la  protezione
  della   fauna   selvatica  omeoterma  e  la   regolamentazione   di
  un'attività   venatoria  sostenibile  in  relazione  alle   risorse
  ambientali.
   A  seguito  di  detta attività propedeutica è stata  definita  una
  prima  bozza  di  proposta di PRFV, nella quale venivano  riportati
  sinteticamente  e genericamente gli obiettivi, la struttura  e  gli
  argomenti da trattare.
   Il  Piano  è  stato  studiato  e realizzato  dal  Dipartimento  di
  Biologia  animale   G. Reverberi  ( oggi Dipartimento di Scienze  e
  Tecnologie  Biologiche, Chimiche  e Farmaceutiche - Laboratorio  di
  Zoologia applicata) dell'Università degli Studi di Palermo, che  si
  è avvalso della collaborazione di esperti del settore, di gruppi di
  lavoro universitari e del  Servizio 7   Tutela e Valorizzazione del
  Patrimonio  Faunistico,  Programmazione  e  Gestione  dell'Attività
  Venatoria    e   delle   Ripartizioni  faunistico-venatorie   delle
  province   siciliane    del  Dipartimento  competente   di   questo
  Assessorato,   ed   è  stato  sottoposto  alla  valutazione   delle
  Associazioni  venatorie  ed ambientaliste  per  l'acquisizione  dei
  pareri in merito ai contenuti della bozza di proposta del PRFV.
   Successivamente,    nel   rispetto   del   modello    metodologico
  (Deliberazione   n.   200  del  10.06.2009   dell'Assessorato   del
  Territorio e dell'Ambiente  Modello metodologico procedurale  della
  valutazione ambientale strategica (VAS) di piani e programmi  della
  Regione  Siciliana ), il  Servizio 7   Tutela e Valorizzazione  del
  Patrimonio  Faunistico,  Programmazione  e  Gestione  dell'Attività
  Venatoria    del  Dipartimento competente  di  questo  Assessorato,
  considerato    che   la   pianificazione  faunistico-venatoria   si
  interseca con il sistema ambientale regionale ed interessa  i  siti
  di  importanza  comunitaria (SIC) e le zone di protezione  speciale
  (ZPS), ha concordato con  il Servizio 1   VAS-VIA  del Dipartimento
  Regionale Ambiente l'espletamento della procedura integrata di VAS-
  VIA,  senza  lo  svolgimento della  verifica  di  assoggettabilità
  (combinato disposto comma 3  - art. 61 e comma 1  - art. 122 del D.
  Lgs.vo  n.152/2006  e  s.m.i), ed ha  trasmesso  nella  qualità  di
   Autorità  procedente  , con nota prot. n.17620 del 14.03.2011,  al
  Servizio   1     V.A.S.-VIA   ( Autorità  competente )   tutta   la
  documentazione  necessaria per avviare la procedura di  Valutazione
  Ambientale  Strategica  (VAS) e di Valutazione  di  Incidenza  (VI)
  relativa  alla  proposta  di Piano Faunistico  Venatorio  Regionale
  2011/2016.
   Considerato  che  la  procedura richiamata  prevede,  al  fine  di
  definire  la  portata ed il livello di dettaglio delle informazioni
  da   includere   nel   Rapporto  Ambientale,   l'avvio   da   parte
  dell'Autorità  procedente e dell'Autorità competente  di  pubbliche
  consultazioni  con  altri soggetti che si ritengono  competenti  in
  materia ambientale (SCMA) sin dai momenti preliminari dell'attività
  di  elaborazione  del piano, in piena attuazione a quanto  previsto
  alla  lettera  b), comma 2 , art.11 del D. Lgs.vo n.152/2006,  come
  modificato  dal  D.  Lgs.vo  n.4/2008, sono  stati   individuati  i
  soggetti  competenti in materia ambientale (SCMA)  riportati  nell'
  elenco   sottostante,  successivamente  integrato,  a  seguito   di
  richiesta avanzata da LEGAMBIENTE - Comitato Regionale Siciliano  -
  del  24 marzo 2011 (prot. 062/rn/VAS/PRFV),  dal Servizio 1    VAS-
  VIA   (nota  n. 29676 del 05.05.2011) con l'inserimento degli  Enti
  gestori delle riserve naturali:

        Soggetti Competenti in Materia Ambientale (nazionali)
       Istituto  Superiore  per  la Protezione  e  la  Ricerca
       Ambientale (ISPRA)

        Soggetti Competenti in Materia Ambientale (regionali)
       Regione  Sicilia, Assessorato presidenza,  Dipartimento
       programmazione
       Regione  Sicilia, Assessorato presidenza,  Dipartimento
       della protezione civile
       Regione   Sicilia,  Assessorato  risorse   agricole   e
       alimentari  -Dipartimento degli interventi  strutturali
       per l'agricoltura
       Regione   Sicilia,  Assessorato  risorse   agricole   e
       alimentari   -Dipartimento   degli   interventi   infra
       strutturali per l'agricoltura
       Regione   Sicilia,  Assessorato  risorse   agricole   e
       alimentari  -Dipartimento Regionale  Azienda  Regionale
       Foreste Demaniali
       Regione   Sicilia,  Assessorato  risorse   agricole   e
       alimentari - Dipartimento degli interventi per la pesca
       Regione  Sicilia, Assessorato sanità, Dipartimento  per
       la pianificazione strategica
       Regione  Sicilia, Assessorato territorio e  ambiente  -
       Dipartimento Regionale ambiente
       Regione  Sicilia, Assessorato territorio e  ambiente  -
       Dipartimento foreste
       Regione  Sicilia,  Assessorato territorio  e  ambiente,
       Dipartimento urbanistica
       Regione  Sicilia,  Assessorato Territorio  ed  Ambiente
       -Dipartimento Regionale dell'Ambiente -  Servizio  2  -
       Industrie   a   rischio   e  tutela   dall'inquinamento
       atmosferico, acustico, elettromagnetico
       Regione  Sicilia,  Assessorato Territorio  ed  Ambiente
       -Dipartimento Regionale dell'Ambiente -  Servizio  3  -
       Assetto del territorio e difesa del suolo
       Regione  Sicilia,  Assessorato Territorio  ed  Ambiente
       -Dipartimento Regionale dell'Ambiente -  Servizio  4  -
       Protezione Patrimonio naturale
       Regione  Sicilia,  Assessorato Territorio  ed  Ambiente
       -Dipartimento Regionale dell'Ambiente -  Servizio  5  -
       Demanio Marittimo
       Regione  Sicilia,  Assessorato Territorio  ed  Ambiente
       -Dipartimento Regionale dell'Ambiente -  Servizio  7  -
       Pianificazione e Governance Acque e rifiuti

       Regione  Sicilia, Assessorato turismo, comunicazioni  e
       trasporti, Dipartimento turismo sport e spettacolo
       Regione Sicilia, Assessorato salute - Dipartimento  per
       le attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico
       Regione  Sicilia, Assessorato infrastrutture e mobilità
       -  Dipartimento delle infrastrutture, della mobilità  e
       dei trasporti
       Regione  Sicilia,  Assessorato  regionale  economia   -
       Servizio statistica ed analisi economica
       Regione  Sicilia,  Assessorato  energia  e  servizi  di
       pubblica  utilità  -  Dipartimento  dell'acqua  e   dei
       rifiuti
       Regione  Sicilia,  Assessorato  energia  e  servizi  di
       pubblica utilità - Dipartimento dell'energia
       Regione  Sicilia,  Assessorato  dei  beni  culturali  e
       dell'identità   siciliana  -  Dipartimento   dei   beni
       culturali e dell'identità siciliana
       Agenzia regionale per i rifiuti e le acque (ARRA)
       Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia  A.
       Mirri
       Istituto Zootecnico Sperimentale della Sicilia.
       Ente Parco fluviale dell'Alcantara
       Ente Parco dell'Etna
       Ente Parco delle Madonie
       Ente Parco dei Nebrodi
       Enti Gestori Riserve Naturali
       ANCI Sicilia
       Comando del Corpo Forestale della Regione Siciliana
       Soggetti Competenti in Materia Ambientale (provinciali)
       Provincia regionale di Agrigento
       Provincia regionale di Caltanissetta
       Provincia regionale di Catania
       Provincia regionale di Enna
       Provincia regionale di Messina
       Provincia regionale di Palermo
       Provincia regionale di Ragusa
       Provincia regionale di Siracusa
       Provincia regionale di Trapani

   cui sottoporre il Rapporto preliminare.
   Con  nota  prot.  n.30276  del 24.05.2011 questo  il  Dipartimento
  competente  di  questo  Assessorato,  nella  qualità  di   Autorità
  procedente ,    ha   trasmesso   all' Autorità   competente      la
  documentazione  relativa  alla proposta  di  PRFV,  costituita  dai
  seguenti elaborati: proposta di Piano, rapporto ambientale, sintesi
  non  tecnica,  studio di incidenza, questionario di  consultazione,
  cartografie, avviso per la pubblicazione sulla G.U.R.S..
   Successivamente, ottemperando alle disposizioni di cui  all'art.14
  del D. Lgs.vo n.152/2006 e s.m.i., con avviso pubblicato sulla GURS
  n.24  del  03.06.2011, il cui contenuto è stato reso noto  ai  SCMA
  peraltro  anche  con  nota prot. n.30364 del  25.05.2011,  è  stata
  comunicata  all'utenza interessata la possibilità di  consultazione
  della   proposta  di  Piano,  del  rapporto  ambientale   e   della
  valutazione   d'incidenza,  provvedendo  anche  alla  pubblicazione
  dell'avviso  sia  sul  sito  internet  dell'Assessorato   Regionale
  Territorio  ed  Ambiente e del Dipartimento Interventi  Strutturali
  dell'Assessorato Regionale per le Risorse Agricole  ed  Alimentari,
  sia  presso  gli uffici provinciali delle Ripartizioni  faunistico-
  venatorie.
   Successivamente  alla citata pubblicazione dell'avviso,  con  nota
  prot. n.60228 del 21.09.2011, l'  Autorità competente  ha richiesto
  all'   Autorità  procedente   di provvedere  alla  trasmissione  di
  tutte  le  osservazioni pervenute da parte dei SCMA  e  dall'utenza
  interessata, unitamente alle eventuali controdeduzioni .
   Inoltre,   essendo   stata   emanata  durante   il   processo   di
  valutazione delle osservazioni pervenute,  la legge regionale  n.19
  del  10 agosto 2011  Modifiche ed integrazioni alla legge regionale
  1 settembre 1997 n.33,  in materia di attività venatoria ,  che con
  l'art.1,  ha  modificato la quota percentuale della superficie  del
  territorio agro-silvo-pastorale (TASP) destinata a protezione della
  fauna  selvatica  fissandola in almeno il 20% del territorio  agro-
  silvo-pastorale  della  Regione, con la  nota  prima  richiamata  è
  stato richiesto al Dipartimento competente di questo Assessorato di
  riferire circa il mutamento dello scenario normativo di riferimento
  introdotto  con  la sopracitata L.R. n.19/2011,  essendo  stata  la
  proposta  di  PRFV,  già  sottoposta a consultazione,  disciplinata
  dalla legge regionale n.33/97,  che indicava nella quota del  25  %
  il  territorio agro-silvo-pastorale di ciascuna provincia regionale
  e  di  ogni  isola  minore  da destinare a protezione  della  fauna
  selvatica.
   Riscontrando   la  richiamata  nota  del  Dipartimento   Regionale
  Ambiente,  il  Dipartimento competente di questo  Assessorato,  con
  nota  prot.  n.6448 del 01.02.2012  ha rappresentato la  necessità,
  alla luce delle nuove disposizioni introdotte dalla L.R. n.19/2011,
  di rimodulare il PRFV.
   Ciò  posto,  con  nota  dell'   Autorità  competente   prot.  ARTA
  n.13680 del 02.03.2012, ritenendo non necessario procedere  ad  una
  nuova consultazione ex art. 13 comma 1  del D. Lgs.vo n.152/2006  e
  s.m.i.  su un nuovo Rapporto preliminare, poiché in quello  già  in
  essere  non  veniva ad essere modificato in maniera sostanziale  il
  livello  di  dettaglio delle informazioni,ravvisando  nel  contempo
  l'inopportunità di interrompere la procedura VAS, già in itinere.
   Considerato   che   la    modifica   legislativa   relativa   alla
  percentuale  di  superficie da destinare a  protezione,  di  fatto,
  andava ad interferire con l'impostazione pianificatoria nella parte
  in  cui si identificavano metodi e criteri per la individuazione di
  superfici  da  destinare a protezione per il  raggiungimento  della
  quota  del  25%  indicata nella precedente norma,  veniva  definito
  l'iter  procedurale integrativo per la prosecuzione delle  attività
  di  VAS e di VIA del PRFV, convenendo di proseguire e concludere le
  procedure già avviate modificando preliminarmente, a seguito  della
  redazione   di   un   nuovo  studio  d'incidenza  che   analizzasse
  puntualmente i singoli siti Rete Natura 2000 sui quali si  riteneva
  di  poter  consentire  l'attività  venatoria  e  rappresentasse  le
  ragioni poste alla base della scelta dei siti stessi, il PRFV nelle
  parti interessate dalla novazione normativa.
   Tale  studio  di  incidenza è stato realizzato  nel  rispetto  del
  Decreto   Ministeriale  del  17  ottobre  2007  e  delle  eventuali
  ulteriori  misure di salvaguardia, al fine di rendere   disponibili
  all'esercizio venatorio anche delle aree all'interno di alcuni siti
  Natura  2000, e con il precipuo obiettivo dell'amministrazione,   a
  fronte  della necessità di ridurre il valore dell'indice di densità
  venatoria  -  dove questo risultasse particolarmente  elevato  -  e
  della  volontà  di tenere conto degli aspetti sociali  e  logistici
  come quelli dei cacciatori residenti nelle isole minori, di rendere
  quanto  più  possibile  omogenea, al fine di  garantire  parità  di
  condizioni   nell'esercizio  venatorio  presso  vari   ambiti,   la
  percentuale  di  territorio agro-silvo-pastorale   protetta  tra  i
  differenti ATC.
   A  seguito di innovazioni apportate alla proposta di bozza di PRFV
  si  è  quindi proceduto, secondo le disposizioni dell'art.  14  del
  D.Lgs.vo  n.152/2006 e s.m.i., ad una nuova consultazione,  avviata
  con   la procedura di evidenza pubblica tramite pubblicazione sulla
  G.U.R.S.  e la "messa a disposizione" dei materiali ai S.C.M.A.  ed
  all'utenza interessata,  relativa alle parti modificate e al  nuovo
  studio  d'incidenza. Con l'avviso pubblicato  sulla  G.U.R.S.,   ed
  anche  sul sito internet dell' Assessorato Regionale Territorio  ed
  Ambiente  e  su  quello  del  Dipartimento  Interventi  Strutturali
  dell'Assessorato Regionale per le Risorse Agricole ed Alimentari, e
  presso  gli  uffici  delle  Ripartizioni  faunistico-venatorie.  si
  rendeva nota  la disponibilità alla consultazione della modifica di
  proposta di piano, dello studio di incidenza,  del questionario  di
  consultazione e delle  cartografie.
   Con  successiva nota prot. n.17690 del 13.03.2012, il Dipartimento
  competente  di  questo  Assessorato ha  reso  nota  ai  S.C.M.A  la
  disponibilità   alla   consultazione  del   materiale   documentale
  costituito dalla modifica della proposta di piano, dallo studio  di
  incidenza, dal questionario di consultazione e dalle cartografie ed
  ha  richiesto  agli  Enti gestori delle aree naturali  protette  il
  rilascio   del   parere  infraprocedimentale  di   valutazione   di
  incidenza.  Durante i 60 giorni disponibili per  la  consultazione,
  dal  16.03.2012  al  15.05.2012, sono pervenuti presso  gli  uffici
  dell'    Autorità  procedente   i  questionari  con   le   relative
  osservazioni da parte di diversi  soggetti.
   I  documenti  contenenti le osservazioni insieme alle  valutazioni
  prodotte  dal  Dipartimento competente di questo  Assessorato  sono
  stati   raccolti  in  un  unico  fascicolo  titolato   Esito  delle
  consultazioni ,  con allegate le copie dei singoli  questionari,  e
  trasmessi,  con nota prot. n.38414 del 27 giugno 2012, all'Autorità
  competente per il previsto parere di compatibilità ambientale.
   Al  termine dell'iter sopra descritto e dopo l'analisi di tutta la
  documentazione,  con  D.D.G.  n.  442  del  10.08.2012,  l'Autorità
  competente  per  la  VAS,  ha espresso,  ai  sensi  del  D.  Lgs.vo
  n.152/2006   e  s.m.i.,  parere  positivo  circa  la  compatibilità
  ambientale  del  rinnovo del PRFV, subordinatamente  all'osservanza
  delle prescrizioni ed indicazioni elencate nello stesso D.D.G.,  da
  recepire in sede di adozione definitiva e approvazione del medesimo
  Piano.
   Le   prescrizioni   hanno  interessato  soprattutto   l'esclusione
  dell'esercizio venatorio in alcuni Siti Natura 2000, riducendo a 18
  i siti in cui la caccia può essere esercitata, seppur con ulteriori
  restrizioni rispetto a quelle indicate nello studio d'incidenza. Le
  stesse  hanno interessato, anche, la tutela della fauna,  imponendo
  limitazioni sul numero di capi di fauna prelevabili con  l'attività
  venatoria   e disponendo la  programmazione del prelievo  venatorio
  per la durata del piano.
   Il  D.D.G.  n.442  ha  anche  dettato prescrizioni  e  limitazioni
  riguardanti  aree non ricadenti all'interno dei Siti  Natura  2000,
  entrando  nel merito di materie che non rientrano fra le competenze
  dell'Assessorato Regionale al Territorio e all'Ambiente, in  quanto
  la  tutela  della  fauna selvatica, nella Regione Siciliana,  è  di
  esclusiva  competenza   del   Dipartimento  competente  di   questo
  Assessorato.
   Per  quanto  sopra, ritenendo che le prescrizioni, le  limitazioni
  ed  i divieti imposti  in materia di tutela della fauna oltre a non
  essere  di  competenza  dell' Assessorato Regionale  Territorio  ed
  Ambiente  non fossero motivate e supportate da evidenza scientifica
  (cfr.  art.2  -  comma  1   del  D.M.  del  17  ottobre  2007),  il
  Dipartimento  competente di questo Assessorato, con nota  prot.  n.
  3871   del   11.01.2013   ha  espresso  le  proprie   osservazioni,
  richiedendo ufficialmente la modifica del D.D.G. n. 442.
   Con  nota  prot. n. 5177 del 31/01/2013 il Dirigente Generale  del
  Dipartimento  Regionale dell'Ambiente ha confermato la  volontà  di
  non modificare i contenuti del predetto D.D.G. n. 442.
   Nel  frattempo,  a seguito di ricorso avanzato da LEGAMBIENTE   ed
  altri, il C.G.A. per la Regione Sicilia, con ordinanza n. 21 del 10
  gennaio  2013,  ha ordinato, in via propulsiva, all'Amministrazione
  Regionale di emanare  il PRFV entro 60 giorni dalla notifica  della
  stessa.
     Per  quanto  sopra  detto,  in  sede  di  predisposizione  della
  versione  definitiva  del  Piano  Faunistico  Venatorio,  pur   non
  condividendo,  in  alcune delle sue parti, il  D.D.G.  n.  442  per
  difetto  di motivazioni (cfr. art. 2 comma 1 del D.M del 17 ottobre
  2007),  il  Dipartimento  competente di questo  Assessorato,  dando
  puntuale  riscontro anche alle osservazioni generali contenute  nel
  suddetto  D.D.G  n.  442,  ha apportato le opportune  modifiche  al
  Piano.
   Così   concluso  pertanto  l'iter  procedurale  il  PRFV  è  stato
  trasmesso  alla Giunta di Governo per l'apprezzamento e conseguente
  approvazione  da  parte  della stessa e, la  successiva  conclusiva
  emanazione del D.P.R.S. di adozione.
   Passando,  infine,  ad altro punto posto con l'interrogazione  cui
  si  risponde tendente a sapere    quanti calendari venatori o  atti
  di  regolamentazione  venatoria a  partire  dal  2008  siano  stati
  annullati e/o sospesi e l'importo delle spese legali che la Regione
  sia  stata  condannata a risarcire ai ricorrenti ,  si  rappresenta
  quanto di seguito:

                          Atti                  Importo   Importo da
                                                 Pagato   recuperare
  Calenda  Con      decreto      presidenziale  Non risultano spese
  rio      n.1007/08   il   TAR   Palermo   ha      di giudizio
  Venator  sospeso   il  D.A.  21/07/2008   di
  io       emanazione  del  C.V.  su   ricorso
  2008/20  proposto  da Legambiente; con  D.A.
  09       12/09/2008   l'Amministrazione   ha
           revocato  il  D.A.  del  21/07/2008
           impugnato e con D.A. 25/09/2008  ha
           approvato il nuovo C.V.  ;  il  TAR
           con   ordinanza   n.   1080/08   ha
           respinto   la  domanda  di   misura
           cautelare.

  Calenda  Sentenza TAR n. 546/11 Ricorso
  rio      1214 del 2009 - Legambiente, Lega
  Venator  Antivivisezione e Ente Nazionale
  io       Protezione Animali contro
  2009/20  Assessorato Agricoltura e Foreste   21.235,50   19.305,00
  10       ed altri

    Calend Sentenza TAR n. 547/11 proposto da
  ario     WWF contro Assessorato Agricoltura
  Venator  e Foreste ed Altri                    7.078,50   6.435,00
  io
  2009/20
  10
    Calend Sentenza TAR n. 548/11 su ricorso
  ario     proposto da Associazione MAN
  Venator  contro Assessorato Agricoltura e
  io       Foreste ed altri                      7.078,50   6.435,00
  2009/20
  10
  Calenda  Ordinanza TAR n. 1117/10 su
  rio      ricorso proposto da Legambiente e     1.808,54    602,85
  Venator  Associazione MAN  contro
  io       Assessorato Risorse Agricole e
  2010/20  Alimentari ed Altri
  11
  Calenda  Con decreto n.510/2012 il TAR
  rio      Palermo accoglie l'istanza
  Venator  cautelare su ricorso di
  io       Legambiente ed altri e sospende       2.642.64
  2012/20  l'efficacia dei DD.AA. n.              ( da      2.202,20
  13       2693/2012 e 2721/2012 di             pagare)    ( importo
           emanazione del C.V. ; con                       che sarà
           ordinanza n.583/2012 il TAR                    recuperato
           Palermo sospende l'efficacia del                    )
           calendario venatorio adottato per
           la stagione 2012/2013 con i
           suddetti decreti

   Si   ritiene   opportuno   precisare,  relativamente   agli   atti
  sopramenzionati, che l'Amministrazione Regionale è stata condannata
  a  pagare  le  spese  di lite in solido con tutte  le  Associazioni
  Venatorie.  Tuttavia, come da apposito parere reso dall'Avvocatura,
  poiché  gli  atti  esecutivi sono stati  notificati  soltanto  alla
  scrivente  Amministrazione, in considerazione anche della pluralità
  dei  soggetti coinvolti, è stato concordato che le spese  venissero
  pagate  interamente  dalla Amministrazione regionale,  che  avrebbe
  successivamente  provveduto a recuperarle,  ripartendole  in  quota
  parte tra le Associazioni  venatorie coobbligate».

      L'Assessore
  dott. Dario Cartabellotta

   FIGUCCIA - DI MAURO - LOMBARDO - FEDERICO - GRECO - G - LO  SCIUTO
  -  FIORENZA. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore  per  la
  salute e all'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che
  il  grave incendio avuto luogo il 29 luglio 2012 nella discarica di
  Bellolampo,  balzato  agli  onori della cronaca  nazionale  per  le
  evidenti  preoccupazioni circa la salubrità dei luoghi circostanti,
  fu  oggetto  di  una  tempestiva task force interistituzionale  che
  coinvolse  ARPA,  Istituto  Zooprofilattico  di  Teramo  ed   altri
  autorevoli   organismi   esperti   in   problematiche   ambientali,
  coordinati  dal  Dipartimento Attività  Sanitarie  dell'Assessorato
  regionale alla salute;

   considerato   che   l'esito  di  tale  intervento   evidenziò   il
  superamento dei valori di diossina in alcuni campionamenti di latte
  effettuati  in tre allevamenti situati nel comprensorio palermitano
  prossimo  alla  discarica, tanto che l'allora DDG,  dott.ssa  Lucia
  Borsellino,  emanò  un  apposito  decreto  con  cui  il  territorio
  compreso  nel raggio di tre chilometri dalla discarica  di  rifiuti
  solidi  urbani  Bellolampo di Palermo, veniva  dichiarato  Zona  di
  protezione  da  diossina e PCB. Il provvedimento  in  questione  ha
  imposto   pesanti  restrizioni  alle  attività  agricole  ed   agli
  allevamenti  operanti  nel territorio in considerazione,  quali  ad
  esempio:  divieto di utilizzare per alimentazione  umana  il  latte
  prodotto  dalle aziende presenti nella zona di protezione;  divieto
  di  spostamento e pascolo del bestiame di allevamento;  divieto  di
  utilizzo  di  foraggio  contaminato per  le  necessità  dei  propri
  allevamenti;

   rilevato  che  è  fuor  di  dubbio l'opportunità  di  un  siffatto
  provvedimento  quando  esso,  come in  tal  caso,  rispose  ad  una
  necessità  di  tutela  della  salute  pubblica;  ma  è  altrettanto
  importante    non   dimenticare   la   situazione    ancora    oggi
  quotidianamente  vissuta dalle aziende agricole  e  di  allevamento
  fortemente  penalizzate  dalle misure di  prevenzione  disposte.  A
  distanza  di  oltre  sei  mesi  dall'accaduto,  in  una  situazione
  attuale,  riteniamo di emergenza ridimensionata,  appare  opportuno
  prendere  in  considerazione misure che possano ristorare  i  danni
  sofferti  dagli operatori economici e dalle loro famiglie  presenti
  nei  territori  dei  comuni  di Borgetto, Montelepre,  Giardinello,
  Carini, Palermo (Bellolampo), offrendo loro un sostegno dovuto;

   per  sapere quali urgenti misure intendano adottare per  sostenere
  concretamente   le  imprese  agricole  interessate  dagli   effetti
  dell'incendio  della  discarica  di  rifiuti  solidi  e  urbani  di
  Bellolampo,  la cui attività risulta ancora oggi paralizzata  dalle
  pesanti restrizioni imposte dal Governo regionale». (357)

   Risposta.  -  «Con l' interrogazione n. 357 del 21  febbraio  2013
  gli  onorevoli  interroganti hanno chiesto notizie in  merito  alle
   Misure   urgenti  a  sostegno  delle  imprese  agricole  e   degli
  allevatori  operanti  all'interno  della  Zona  di  protezione   da
  diossina  e PCB a seguito dell'incendio avvenuto il 29 luglio  2012
  nella discarica di Bellolampo (PA) .
   In  ordine  all'argomento oggetto dell'interrogazione il Dirigente
  Generale del Dipartimento Interventi Strutturali cui è demandata la
  competenza, ha rappresentato che l'incendio che si è sviluppato  il
  29/07/2012  in  località Bellolampo di Palermo, ha  interessato  la
  discarica  di  Rifiuti Solidi Urbani e si è protratto  per  più  di
  dieci giorni, giusta dichiarazione dei Vigili del Fuoco, in cui  si
  rappresentava   che  lo stesso è stato tecnicamente  spento  il  07
  Agosto   2012  causando  l'emissione  nell'atmosfera  di   notevoli
  quantità   di   sostanze   nocive  per  l'uomo   e   gli   animali,
  classificabili come sostanze tossiche ascrivibili al  gruppo  delle
  diossine e (PCB) Policlorobifelini.
   A   seguito  di  opportune  attività  ricognitive  ed  analisi  di
  campionature, il Dipartimento Regionale per le attività sanitarie e
  Osservatorio Epidimiologico dell'Assessorato regionale della Salute
  con  D.D.G.  n.01690  del  29/08/2012, ha individuato  una Zona  di
  Protezione da Diossine  identificata nel territorio dei  Comuni  di
  Palermo - Capaci (PA) e Torretta (PA),  compresa nel raggio di 3 Km
  dalla discarica di Rifiuti Solidi Urbani  Bellolampo  di Palermo.
   Successivamente,  su  proposta  dell'Assessore   Regionale   delle
  Risorse  agricole e alimentari, la Giunta di Governo  con  Delibera
  n.385  del  5  ottobre  2012  ha  espresso  parere  favorevole   al
  riconoscimento dell'eccezionalità all'evento  Incendio discarica di
  Bellolampo   di Palermo di cui al comma 122, sottocapitolo  V.B.2.,
  Capitolo  V degli  Orientamenti Comunitari per gli aiuti  di  Stato
  nel  settore agricolo e forestale 2007/2013 , per potere ipotizzare
  una  compensazione dei danni dovuti alla contaminazione da diossina
  e  PCB - diossina - simili, a seguito dell'incendio nella discarica
  di Bellolampo (PA), agli allevamenti zootecnici, pascoli ed aziende
  agricole del territorio interessato dal rischio di inquinamento, in
  funzione della tipologia di allevamento ascrivibile a produzione di
  reddito,  escludendo  quelle  a carattere  hobbistico  (cavalli  da
  passeggio,  ecc.)  o per l'autoconsumo familiare (avicoli  da  aia,
  ecc.).
   Successivamente   alla   Delibera   di   Giunta,   sopra   citata,
  l'Assessorato regionale della Salute, ha ritenuto di  estendere  le
  misure  sanitarie per la sicurezza alimentare ad un'area più  vasta
  comprendendo, oltre ai territori interessati dal precedente  D.D.G.
  n.01690  del 29/08/2012, anche i seguenti Comuni: Borgetto, Capaci,
  Carini,  Giardinello,  Montelepre,  Palermo  (altri  territori)   e
  Torretta.
   ll     Dipartimento    Interventi    Strutturali    Servizio    3
  dell'Assessorato Regionale delle Risorse agricole e alimentari,  al
  fine  di  potere  richiedere  il  riconoscimento  della  causa   di
  eccezionalità,  dovuta all'inquinamento da diossine  e  simili,  ed
  ottenere l'autorizzazione, in conformità alla normativa sugli Aiuti
  di  Stato, della concessione degli aiuti alle imprese, ha richiesto
  agli  altri rami dell'Amministrazione regionale ed Enti  competenti
  in  materia,  le  informazioni necessarie per potere  elaborare  un
  dossier  completo  ed esaustivo, da trasmettere  ai  Servizi  della
  Commissione Europea.
   Lo  scrivente  Assessorato  regionale  delle  Risorse  agricole  e
  alimentari, ad oggi, rimane in attesa di conoscere gli esiti  delle
  analisi  dell'Istituto  G. Caporale  di Teramo, all'uopo incaricato
  dall'Assessorato   regionale  della  Salute,   per   i   successivi
  adempimenti di competenza che potranno essere adottati.

                                     L'Assessore
                                 dott. Dario Cartabellotta

                           Rubrica  Salute

   TURANO.  -  «Al  Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  salute, premesso che:

   con  protocollo d'intesa sottoscritto in data 30 giugno  2011  tra
  Regione Emilia-Romagna e Regione siciliana, si prevede la necessità
  di  predisporre  e  realizzare un progetto  per  la  valorizzazione
  dell'assistenza e della ricerca sanitaria nella regione  siciliana,
  estendendo    l'ambito   della   collaborazione   all'area    della
  riabilitazione, attraverso un ulteriore specifico  progetto  a  cui
  potranno  concorrere i soggetti che verranno individuati dalle  due
  regioni;

   è  stato approvato fra le due Regioni un accordo di mobilità,  con
  il  quale si prevede una riduzione del numero di pazienti siciliani
  ricoverati presso strutture sanitarie della regione Emilia Romagna,
  in  relazione all'implementazione dell'offerta sanitaria  regionale
  della   Sicilia  nelle  discipline  maggiormente  interessate   dal
  fenomeno della mobilità passiva nella suddetta Regione;

   un  elevato  numero di pazienti siciliani sceglie di farsi  curare
  presso  strutture ospedaliere collocate al di fuori  della  Regione
  siciliana  e che la valorizzazione dell'attuale flusso di  mobilità
  in   neuro-riabilitazione  insieme  a  quella  del  fabbisogno  non
  soddisfatto può stimarsi complessivamente in 14.000.000 di euro;

   le  due regioni s'impegnano preliminarmente a costituire un gruppo
  di lavoro congiunto a cui viene assegnato il compito di individuare
  ed  attivare  modelli operativi specifici finalizzati a  realizzare
  gli obiettivi della collaborazione secondo specifiche modalità;

   la   successiva   convenzione   sottoscritta   tra   l'Assessorato
  regionale Salute in persona del dirigente generale del dipartimento
  pianificazione  strategica, dott. Maurizio  Guzzardi,  e  l'azienda
  Ospedaliero  -  Universitaria di Ferrara scaturisce  dagli  accordi
  preventivamente oggetto del protocollo d'intesa;

   l'Assessorato   Salute  al  richiamato  protocollo   d'intesa   ha
  concluso  con  il  rappresentante legale della S.A.S.  Ginnic  club
  Vanico  la  locazione  dell'immobile sito in Castelvetrano  (TP)  e
  delle   relative   attrezzature  che   sarà   messo   nella   piena
  disponibilità  dell'Azienda ospedaliera di  Ferrara  per  tutto  il
  periodo della convenzione;

   la  Regione  siciliana  con apposito contratto  di  locazione  con
  l'Istituto di riabilitazione Ginnic club Vanico si impegna, qualora
  necessario,  a  ristrutturare ed adeguare le strutture  murarie  ed
  impiantistiche per renderle conformi alle esigenze operative  della
  azienda   ospedaliera   di   Ferrara   e   alla   normativa   sulla
  autorizzazione     sanitaria    per    le     funzioni     previste
  neuroriabilitazione, secondo le regole e le norme  applicate  dalla
  Regione siciliana;

   l'azienda  ospedaliera  di Ferrara per tanto  rimane  esclusa  dal
  pagamento  del  canone  di  locazione  comprensivo  di  adeguamento
  strutturale,  impiantistico  e di manutenzione  straordinaria,  che
  verrà assunto interamente dalla Regione Siciliana;

   considerato che:

   la  convenzione  prevede  che  la  Regione  siciliana  trasferisca
  all'Azienda   ospedaliero-universitaria  di  Ferrara  l'uso   senza
  l'onere  locativo  della struttura sita in  Castelvetrano  per  una
  durata  di  nove  anni  rinnovabile  per  ulteriore  nove  anni   e
  rinegoziabile per tre volte;

   la  convenzione prevede che l'azienda ospedaliero-universitaria di
  Ferrara  indirizzi  i  cittadini siciliani verso  la  struttura  di
  Castelvetrano  per  le prestazioni che sono rese  presso  la  stesa
  stante quanto concordato nel protocollo d'intesa;

   il  centro  'Vanico'  da notizie apprese dalla stampa  sembrerebbe
  essere  di proprietà di un noto imprenditore del settore medico  da
  sempre  impegnato in politica a Castelvetrano che da anni lo vedono
  impegnato al fianco di esponenti dell'attuale Governo regionale;

   probabilmente  altre  strutture pubbliche  sono  in  possesso  dei
  requisiti  strutturai  e scientifici tali da ospitare  le  attività
  oggetto della convenzione con l'Azienda ospedaliera di Ferrara;

   tale  intervento  è  stato  redatto per abbattere  i  costi  della
  migrazione sanitaria che nel settore della neuro riabilitazione  ha
  inciso  nell'esercizio finanziario precedente  per  un  importo  di
  14.000.000 milioni di euro;

   secondo  in dati economici allegati alla convenzione per  il  2012
  si  prevede  una  spesa di 15.328.000 comprensivi del  costo  dello
  start up da riconoscere all'Azienda di Ferrara;

   i  costi stimati comprendono altresì il canone di locazione e  gli
  interventi   strutturali  da  eseguire   nel   centro   Vanico   di
  Castelvetarno  per  renderlo conforme alle  prescrizioni  normative
  vigenti;

   la  scelta  della  struttura per ospitare le  prestazioni  fornite
  dall'azienda  di Ferrara non è certamente supportata da  un'analisi
  territoriale  delle strutture esistenti già conformi  all'obiettivo
  della  convenzione, fatto dimostrato dalla necessità di impiego  di
  fondi pubblici per adeguare una struttura privata;

   per sapere:

   quali  siano  i criteri adottati nell'identificazione del  partner
  privato e se sia stata pubblicizzata l'iniziativa o si sia condotto
  uno  studio  presso  la  rete pubblica  regionale.  Se  non  reputi
  eccessivamente  oneroso  il percorso sottoscritto  con  la  regione
  Emilia Romagna;

   quali  siano  le  ragioni  di  impiegare  risorse  pubbliche   per
  partnership    private    senza   autorizzazione    normativa    in
  considerazione anche del dettato dell'art. 8 quinquies  del  D.lgs.
  502/92  e  s.m.i.  che  prescrive la comparazione  analitica  della
  qualità  dei  costi prima di sottoscrivere accordi  finanziari  con
  strutture private;

   quali  siano le ragioni di interventi strutturali e di adeguamento
  agli  standard presso il centro Vanico se lo stesso  opera  già  in
  regime di convenzione per conto del SSR. (104)

               (L'interrogante chiede risposta scritta)

   Risposta.   -  «Ai  sensi  dell'art.  140,  comma  5,  del   nuovo
  regolamento interno dell'A.R.S. si anticipa il testo scritto  della
  risposta all'atto ispettivo in oggetto, che potrà subire variazioni
  e/o  aggiornamenti  in  funzione del  tempo  intercorrente  per  la
  iscrizione all'ordine del giorno della relativa Rubrica salute.
   In  riscontro all'interrogazione indicata in oggetto con la  quale
  si  chiedono  notizie  in merito alla convenzione  tra  la  Regione
  siciliana  e l'Azienda ospedaliera di Ferrara, si relaziona  quanto
  segue.
   La nostra Regione registra una forte mobilità passiva, che come  è
  noto   evidenzia   un   saldo  passivo  di   circa   200   milioni,
  principalmente per le prestazioni ortopediche che con  49  euro/mln
  incide  per il 24 per cento sul costo dell'intera mobilità passiva,
  seguite  a  distanza  dalle prestazioni  neurologiche  che  con  29
  euro/mln  incide  per  circa il 14 per cento  e  dalle  prestazioni
  cardiologiche che con 28 euro/mln incide per circa il 13 per  cento
  (fonti dati anno 2010). Tra le Regioni maggiormente recettive vi  è
  la Regione Emilia Romagna.
   Conseguentemente,  tra  gli  obiettivi  generali   del   programma
  Operativo 2010-2012, approvato dalla Giunta regionale con  delibera
  n.  497  del   30  dicembre  2010  e  reso  esecutivo  con  decreto
  assessoriale  di  pari data, è stato previsto  l'impegno  da  parte
  della  Regione di sottoscrivere accordi, ai sensi dell'articolo  19
  del  patto  per  la  salute del 3 dicembre 2009,  per  ridurre  gli
  effetti  della mobilità sanitaria extra regionale ed in particolare
  con quelle Regioni verso le quali si registrano maggiori volumi  di
  mobilità sanitaria.
   Già  con il  Protocollo di Intesa  del 30 giugno 2011 i Presidenti
  delle regioni Emilia Romagna e Regione Siciliana hanno condiviso la
  necessità di predisporre e realizzare un progetto di gestione di un
  centro   ortopedico  individuando  per  tale  finalità   l'Istituto
  Ortopedico Rizzoli di Bologna (IOR). In tale Protocollo era altresì
  prevista la possibilità di predisporre e realizzare progetti per la
  valorizzazione  dell'assistenza e  della  ricerca  sanitaria  nella
  Regione Sicilia anche nell'ambito dell'area della riabilitazione.
   Questo  Assessorato, in esecuzione al sopra richiamato  protocollo
  di  intesa e sulla base dell'assenso sull'idoneità di massima della
  struttura manifestata dallo IOR, ha concluso con l'Amministratore e
  custode  giudiziario  ex art. 316 del c.p.p. nonché  rappresentante
  legale della Srl  Villa Santa Teresa Diagnostica per le immagini  e
  radioterapia , appositamente autorizzato dal Giudice  Delegato,  la
  locazione  dell'immobile (sito in Bagheria strada statale  113  km.
  246,5009   e   delle  relative  attrezzature,  messo  nella   piena
  disponibilità  dello IOR per tutto il periodo della convenzione  in
  atto prevista.
   E'del  tutto  evidente che il soggetto giuridico  cui  è  affidata
  l'attuale  gestione  è legato a finalità superindividuali,  essendo
  connotato  da  un chiaro orientamento a contenuti  di  valenza  non
  speculativa  e  di  interesse  pubblico,  stante  il   suo   status
  giuridico, sotto l'egida dell'Autorità Giudiziaria procedete che ne
  vigila ed autorizza l'intero operato.
   Successivamente con l'Accordo per la gestione della  mobilità  del
  20  giugno 2012 nonché con il Protocollo di Intesa approvato con DA
  n.  1594/12  del  3 agosto 2012, i Presidenti delle Regioni  Emilia
  Romagna e Regione Siciliana hanno condiviso la realizzazione di  un
  progetto  per  la  valorizzazione dell'assistenza e  della  ricerca
  sanitaria     nella     Regione    Sicilia    nell'ambito     della
  neuroriabilitazione,   individuando,   tra    l'altro,    l'Azienda
  Ospedaliera  Universitaria   S.Anna   di  Ferrara  quale  struttura
  sanitaria  di  eccellenza, in cui opera il Dott. Basaglia  luminare
  nel  campo  della  neuroriabilitazione, che per le  loro  dotazioni
  tecnologiche, capacità professionali ed organizzative,  costituisce
  fonte  di  attrazione da tutte le regioni italiane di pazienti  che
  hanno la necessità di prestazioni di neuro riabilitazione.
   A  conferma  di  quanto descritto si sottolinea che  le  strutture
  individuate sono pubbliche.
   La  ratio di preferire le strutture operanti nella Regione  Emilia
  Romagna  è dettata, appunto, dalla cospicua mobilità passiva  verso
  tale  Regione,  oltre  al fatto che tali strutture  sanitarie  sono
  considerate  di  eccellenza. Pertanto, gli accordi sono  volti  nel
  medio  periodo  alla  riduzione della mobilità passiva  ed  inoltre
  all'integrazione  ed al trasferimento del know how  agli  operatori
  del settore sanitario siciliano ed in ultimo, ma non ultimo, quello
  di  diffondere le competenze nelle discipline ad una platea  locale
  che coinvolga anche gli specializzandi delle nostre Università.
   Si  rappresenta  che  l'ASP di Trapani ha  individuato  il  centro
  Vanico  poiché  consta di una struttura con n. 90 posti  letto  già
  accreditata  ma  non contrattualizzata e alla quale  sarebbe  stato
  richiesto  l'uso  della  struttura dietro il  corrispettivo  di  un
  canone di affitto appositamente valutato dall'UTE di Trapani.
   Per  completezza si chiarisce, infine, che gli accordi  tra  l'ASP
  di  Trapani  e  l'Azienda  ospedaliera  Universitaria   S.Anna   di
  Ferrara per l'utilizzo di n. 90 posti letto della struttura  Vanico
  di  castelvetrano, non sono in atto conclusi proprio per l'esame di
  tutte   le   refluenze  organizzative,  economiche   e   gestionali
  dell'operazione  in  essere. Di contro l'eventuale  attivazione  di
  posti  letto  di neuro riabilitazione, alla luce delle disposizioni
  normative   contenute   nel   DL  n.  95/2012   e   s.m.i.,   dovrà
  contestualizzarsi con la nuova programmazione dei  posti  letto  in
  Sicilia».

   L'Assessore
                                                     dott.ssa   Lucia
  Borsellino