Presidenza del presidente Ardizzone
LO GIUDICE, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Gianni, Foti, Ciaccio,
Zafarana e Vinciullo sono in congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore Attività produttive:
N. 32 - Sblocco dei fondi per il commercio.
Firmatario:Caputo Salvino
Con nota prot. n. 11042 del 27 febbraio 2013, il Presidente della
Regione ha delegato l'Assessore per le attività produttive.
N. 78 - Notizie sulla nomina del Commissario della Camera di
commercio di Ragusa.
Firmatario: Assenza Giorgio
Con nota prot. n. 10301 del 22 febbraio 2013 il Presidente della
Regione ha delegato l'Assessore per le attività produttive.
- da parte dell'Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità:
N. 57 - Notizie in ordine al funzionamento dei dissalatori per usi
civili di Gela (CL) - 5 modulo - e Porto Empedocle (AG), anche in
ordine alla continuità lavorativa del personale in servizio.
Firmatario: Cimino Michele
Con nota n. 10829 del 22 febbraio 2013, il Presidente della
Regione ha delegato l'Assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità.
N. 70 - Revoca dei mandati ai commissari ad acta dei comuni ed ATO
Idrico 8 per la consegna degli impianti al gestore privato Sai8.
Firmatari: Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Venturino Antonio; Zafarana
Valentina
Con nota n. 10305 del 22 febbraio 2013, si delega l'Assessore per
l'energia e i servizi di pubblica utilità a curarne la trattazione.
- da parte dell'Assessore Istruzione e Formazione:
N. 187 - Adozione delle norme di attuazione finalizzate alla
promozione della lingua dei segni italiana (LIS).
Firmatari:Ciaccio Giorgio; Siragusa Salvatore; Cancelleri Giovanni
Carlo; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Trizzino Giampiero; Venturino Antonio; Zafarana Valentina; Zito
Stefano
Con nota prot. n. 15633/IN.16 del 25 marzo 2013 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per l'istruzione.
N. 310 - Notizie in merito al piano di dimensionamento scolastico
per l'anno scolastico 2013/2014 e, in particolare, al distacco
della sede del liceo scientifico 'Archimede' di Aci Bonaccorsi
(CT).
Firmatario: Lombardo Salvatore Federico
Con nota prot. n. 17319/IN.16 del 4 aprile 2013 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per l'istruzione.
- da parte dell'Assessore Risorse Agricole e Alimentari:
N. 2 - Estensione delle misure d'intervento previste dal decreto
del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali del
18 ottobre 2012, per i danni subiti dagli agricoltori relativamente
agli alberi da frutta ed al raccolto.
Firmatario: D'Asero Antonino
Con nota prot. n. 10912 del 26 febbraio 2013, il Presidente della
Regione ha delegato l'Assessore per le risorse agricole e
alimentari.
N. 35 - Provvedimenti urgenti per l'agricoltura siciliana.
Firmatari:Assenza Giorgio
Con nota prot. n. 11047 del 27 febbraio 2013, il Presidente della
Regione ha delegato l'Assessore per le risorse agricole e
alimentari.
N. 170 - Notizie sulle misure da assumere a sostegno delle
attività economiche a seguito dell'incendio del 29 luglio scorso
nella discarica di Bellolampo a Palermo.
Firmatario: Caputo Salvino
Con nota prot. n. 665/GAB del 20 marzo 2013, l'Assessore per il
Turismo ha eccepito la propria incompetenza. - Con nota prot. n.
15623/IN.16 del 25 marzo 2013 il Presidente della Regione ha
delegato l'Assessore per le risorse agricole.
N. 209 - Iniziative per assicurare l'approvazione del piano
regionale faunistico-venatorio 2011/2016 e l'ottemperanza
all'ordinanza del Consiglio di giustizia amministrativa per la
Regione siciliana n. 21 del 10 gennaio 2013.
Firmatari: Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Zafarana Valentina;
Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa Salvatore; Trizzino
Giampiero; Venturino Antonio; Foti Angela; La Rocca Claudia; Zito
Stefano
Con nota prot. n. 11152 del 27 febbraio 2013, il Presidente della
Regione ha delegato l'Assessore per le risorse agricole e
alimentari.
N. 357 - Misure urgenti a sostegno delle imprese agricole e degli
allevatori operanti all'interno della 'Zona di protezione da
diossina e PCB' a seguito dell'incendio avvenuto il 29 luglio 2012
nella discarica di Bellolampo (PA).
Firmatari: Figuccia Vincenzo; Di Mauro Giovanni; Lombardo
Salvatore Federico; Federico Giuseppe; Greco Giovanni; Lo Sciuto
Giovanni; Fiorenza Cataldo
Con nota prot. n. 17767 dell'8 aprile 2013, il Presidente della
Regione ha delegato l'Assessore per le risorse agricole e
alimentari.
- da parte dell'Assessore Salute:
N. 104 - Notizie in merito alla convenzione tra la Regione
siciliana e l'Azienda ospedaliera di Ferrara.
Firmatario: Turano Girolamo
Con nota prot. n. 15021/IN.16 del 21 marzo 2013 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per la salute.
Avverto che le risposte saranno pubblicate in allegato al
resoconto stenografico della presente seduta.
Annunzio di presentazione di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il seguente disegno di
legge:
- Modificazione dell'art. 24 comma 1 della legge regionale n. 15
del 5.11.2004, di recepimento dell'art. 32 comma 27 lettera d)
della Legge n. 326 del 24.11.2003. (n. 380)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Ioppolo,
Musumeci, Currenti e Formica in data 6 maggio 2013.
Comunicazione di presentazione e di contestuale invio di disegni
di legge alle competenti Commissioni
PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge presentati e inviati alle
Commissioni:
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Norme per la sicurezza del patrimonio edilizio nel territorio
regionale e istituzione del fascicolo del fabbricato. (n. 379)
di iniziativa parlamentare, presentato il 6 maggio 2013 e inviato
il 9 maggio 2013.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Interventi per assicurare il diritto allo studio. Istituzione
dell'Ente Regionale per il Diritto allo Studio Universitario. (n.
377)
di iniziativa parlamentare, presentato il 24 aprile 2013 e inviato
il 9 maggio 2013.
Parere I
- Sistema regionale per la ricerca e l'innovazione. (n. 378)
di iniziativa parlamentare, presentato il 6 maggio 2013 e inviato
il 9 maggio 2013, Parere III.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni
PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge inviati alle Commissioni:
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Istituzione dei Parchi locali. (n. 376)
di iniziativa parlamentare, inviato il 9 maggio 2013.
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Disciplina delle terapie mediante Pet therapy'. (n. 365)
di iniziativa parlamentare, inviato il 26 aprile 2013.
Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che
- l'onorevole Salvatore Oddo, con nota prot. n. 0005334/SG.LEG.PG.
del 24 aprile 2013, ha chiesto di apporre la propria firma al
disegno di legge n. 323 Nuova disciplina dell'edilizia
residenziale pubblica. Soppressione degli Istituti Autonomi Case
Popolari ed istituzione dell'Azienda regionale per l'edilizia
residenziale pubblica ;
- l'onorevole Giuseppe Federico, con nota prot. n.
0005741/SG.LEG.PG. dell'8 maggio 2013, ha chiesto di apporre la
propria firma al disegno di legge n. 161 Norme per il governo del
territorio .
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Anselmo è in congedo per
oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di parere reso
PRESIDENTE. Comunico il parere reso dalla Commissione:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Istituto sperimentale zootecnico per la Sicilia. Nomina
Commissario straordinario. (n. 11/I).
reso in data 24 aprile 2013, inviato in data 27 aprile 2013.
Comunicazione di elezione cariche interne a Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Informo che con nota del 2 maggio 2013, pervenuta alla
Presidenza dell'Assemblea il 9 maggio successivo, l'onorevole
Calogero Firetto ha comunicato che in data 30 aprile 2013 il Gruppo
parlamentare Unione di Centro ha proceduto ad eleggere le proprie
cariche interne, come di seguito riportate:
on. Calogero Firetto: Presidente;
on. Margherita La Rocca Ruvolo: Vicepresidente;
on. Gianluca Antonello Micciché: Segretario.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di ordinanze del Tribunale Amministrativo Regionale
della Sicilia
PRESIDENTE. Comunico che il Tribunale Amministrativo Regionale
della Sicilia - Sezione staccata di Catania - II, con le ordinanze
n. 957-959-960-962/2013 ha dichiarato rilevanti e non
manifestamente infondate, in relazione all'articolo 22 della legge
6 dicembre 1991 n. 394, le questioni di legittimità costituzionale
degli articoli 3, comma 1, lettera e), 6, comma 1, e 28, commi 1 e
2, della legge della Regione siciliana 6 maggio 1981 n. 98.
Copie delle ordinanze sono consultabili presso l'archivio del
Servizio Commissioni.
Comunicazione di segnalazione dell'Autorità Garante della
Concorrenza e del Mercato
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta, in data 26 aprile 2013,
prot. n. 5352/SG.LEG.PG., la Segnalazione dell'Autorità Garante
della Concorrenza e del Mercato ai sensi dell'articolo 22 della
legge 10 ottobre 1990, n. 287, in merito al progetto per la
realizzazione e l'esercizio dell'elettrodotto a 380 kV in doppia
terna denominato Sorgente-Rizziconi .
Copia della stessa è consultabile presso l'archivio del Servizio
Commissioni.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Falcone è in congedo per
oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 638 - Chiarimenti sul presunto completamento dei lavori
d'installazione del sistema militare MUOS in C.da Ulmo di Niscemi
ed interventi urgenti al fine di scongiurare la messa in opera del
predetto impianto.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; La Rocca Claudia; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Venturino Antonio; Zafarana
Valentina; Zito Stefano
N. 645 - Interventi finalizzati ad impedire la prosecuzione dei
lavori per la realizzazione del MUOS.
- Presidente Regione
Firmatario: Ferrandelli Fabrizio
N. 648 - Notizie in merito all'utilizzo parziale della camera
iperbarica dell'ospedale S. Antonio Abate di Trapani.
- Assessore Salute
Firmatario: Oddo Salvatore
N. 649 - Chiarimenti in merito alle ricadute nel territorio
regionale della Strategia energetica nazionale (SEN).
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Milazzo Antonella Maria
N. 652 - Chiarimenti sulla chiusura del punto nascita della
struttura ospedaliera di Paternò (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Salute
Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; La Rocca Claudia; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Venturino Antonio; Zafarana
Valentina; Zito Stefano
N. 653 - Interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli alla
spesa sociale derivanti dall'applicazione della norma sull'albo
regionale degli esperti.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatario: Ferrandelli Fabrizio
N. 654 - Iniziative presso le Ferrovie dello Stato per
l'eliminazione dei disservizi sui treni ICN 'Intercity notte' nella
tratta SR-ME.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Pogliese Salvatore Domenico
N. 658 - Notizie sul bando di concorso per 71 posti di operatore
socio-sanitario indetto dall'ASP 8 di Siracusa.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 659 - Provvedimenti finalizzati all'attivazione delle procedure
previste dall'art. 14 della legge n. 328 del 2000 in materia di
integrazione delle persone diversamente abili.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 660 - Interventi volti a rimuovere i disagi dei pazienti
dell'Ospedale di Mazara del Vallo (TP) a causa dei relativi lavori
di ristrutturazione.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Lo Sciuto Giovanni
N. 661 - Provvedimenti finalizzati ad assicurare le cure
radioterapiche ai residenti della provincia di Trapani.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Lo Sciuto Giovanni; Greco Giovanni; Figuccia Vincenzo;
Lombardo Salvatore Federico; Di Mauro Giovanni
N. 669 - Interventi urgenti per risolvere definitivamente i disagi
causati ai comuni dell'agro ericino e al comune di Paceco (TP), dai
ripetuti guasti al dissalatore di Nubia.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatario: Ruggirello Paolo
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta in Commissione:
N. 640 - Notizie in merito ai contributi per le attività del
CERISDI per l'esercizio finanziario 2013.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatario: Caputo Salvino
N. 670 - Notizie in merito ai lavori del pontile a 'T' del porto
di Presidiana di Cefalù.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatario: Caputo Salvino
Le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al Governo e
alla competente Commissione.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 639 - Chiarimenti circa il piano di dimensionamento delle
istituzioni scolastiche stabilito con D.A. n. 8 del 5 marzo 2013.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Venturino Antonio
N. 641 - Notizie in ordine all'avviamento al lavoro degli
operatori stagionali delle Terme di Sciacca (AG).
- Presidente Regione
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
- Assessore Economia
Firmatario: Cascio Salvatore
N. 642 - Chiarimenti in merito all'aggravio di spesa derivante
dalla nomina a commissari straordinario degli enti locali di
soggetti esterni all'Amministrazione regionale.
- Presidente Regione
Firmatario: Germanà Antonino Salvatore
N. 643 - Notizie in merito ai paventati licenziamenti nel settore
della formazione professionale.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatario: Alloro Mario; Panepinto Giovanni
N. 644 - Chiarimenti circa la nomina del direttore medico di unità
operativa complessa del Servizio materno-infantile dell'ASP 3 di
Catania.
- Assessore Salute
Firmatari: Foti Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; La
Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Venturino Antonio; Zafarana
Valentina; Zito Stefano
N. 646 - Chiarimenti circa il mancato rinnovo delle convenzioni
con i CAF siciliani per l'esenzione ticket sanitario 2013.
- Assessore Salute
Firmatari: La Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Venturino Antonio; Zafarana
Valentina; Zito Stefano
N. 647 - Chiarimenti sulla situazione del congiungimento del
lungomare di Aci Castello con quello di Acitrezza (CT) nonché sulle
concessioni demaniali e sull'inquinamento delle relative coste.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatari: Foti Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; La
Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Venturino Antonio; Zafarana
Valentina; Zito Stefano
N. 650 - Chiarimenti circa la nomina dell'avv. Giambattista
Bufardeci quale membro del Consiglio di giustizia amministrativa
per la Regione siciliana.
- Presidente Regione
Firmatari: Di Mauro Giovanni; Figuccia Vincenzo; Fiorenza Cataldo
N. 651 - Notizie in merito alla chiusura del punto nascite di
Petralia Sottana (PA) e interventi finalizzati a mantenerne
l'operatività a garanzia del diritto alla salute dei residenti del
comprensorio territoriale.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Siragusa Salvatore; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Trizzino Giampiero; Venturino Antonio; Zafarana Valentina; Zito
Stefano
N. 655 - Azioni di prevenzione nella lotta contro gli incendi del
patrimonio boschivo siciliano.
- Presidente Regione
- Assessore Risorse Agricole e Alimentari
Firmatari: Falcone Marco; Caputo Salvino; Assenza Giorgio
N. 656 - Provvedimenti per evitare i disservizi derivanti dalla
soppressione della Sezione distaccata di Bagheria del Tribunale di
Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatari: Siragusa Salvatore; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Foti Angela; Ferreri
Vanessa; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Trizzino Giampiero; Venturino Antonio; Zafarana Valentina; Zito
Stefano
N. 657 - Interventi urgenti per assicurare la riapertura del punto
nascita presso l'ospedale di Petralia Sottana (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Cordaro Salvatore
N. 662 - Interventi finalizzati a sollecitare gli organi statali
di competenza per la rapida istituzione del Parco degli Iblei.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatari: Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Venturino Antonio; Zafarana
Valentina
N. 663 - Verifica dei lavori di completamento del porto di
Pantelleria (TP).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatari: Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Venturino Antonio; Zafarana
Valentina
N. 664 - Verifiche ispettive presso l'ASP di Trapani in relazione
alle procedure di aggiudicazione del servizio di supporto
logistico.
- Assessore Salute
Firmatari: Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Venturino Antonio; Zafarana
Valentina
N. 665 - Notizie circa la disponibilità e i pagamenti a valere sui
fondi POR per i piani integrati per studenti disabili nelle scuole
delle province di Siracusa.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatari: Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Venturino Antonio; Zafarana
Valentina
N. 666 - Interventi finalizzati all'adozione e all'incentivazione
della cotonicoltura in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Risorse Agricole e Alimentari
Firmatari: La Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Venturino Antonio; Zafarana
Valentina; Zito Stefano
N. 667 - Misure volte al miglioramento dell'accoglienza dei
turisti presso il porto di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
- Assessore Attività produttive
Firmatari: La Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio
Giorgio; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Venturino Antonio; Zafarana
Valentina; Zito Stefano
N. 668 - Chiarimenti sulle problematiche delle aziende del settore
ristorazione, fra cui COT Ristorazione, aventi rapporti con gli
enti pubblici, sorte in relazione all'art. 61 del D.L. n. 1 del
2012, che disciplina le relazioni commerciali in materia di
cessione di prodotti agricoli e agroalimentari.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Firmatari: La Rocca Claudia; Zito Stefano; Zafarana Valentina;
Siragusa Salvatore; Palmeri Valentina; Trizzino Giampiero;
Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio;
Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Venturino
Antonio; Foti Angela
N. 671 - Notizie in merito al ripristino delle condizioni di
sicurezza della strada provinciale 20, in provincia di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Caputo Salvino.
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE. Comunico che é stata presentata l'interpellanza:
N. 47 - Iniziative circa la concessione dei mutui alle cooperative
edilizie.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatari: Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Venturino
Antonio; Zafarana Valentina.
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza si
intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere
svolta al proprio turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
- numero 105 Iniziative per il rilancio dell'autodromo di Pergusa
(EN) , degli onorevoli Musumeci Nello; Lantieri Annunziata Luisa;
Formica Santi; Ioppolo Giovanni, presentata il 26 aprile 203;
- numero 106 Istituzione di una Commissione parlamentare di
indagine e studio 'Anticrisi' , degli onorevoli Zito Stefano;
Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Venturino Antonio;
Zafarana Valentina, presentata il 30 aprile 2013.
Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
dell'art. 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Comunicazione relativa agli ordini del giorno 34, 71, 80
PRESIDENTE. Comunico che:
- a seguito di coordinamento finale, il titolo dell'ordine del
giorno n. 34, accettato come raccomandazione nella seduta d'Aula n.
39 del 29-30 aprile - 1 maggio 2013, è il seguente: Eliminazione
della figura di personale comandato presso l'Assemblea regionale
siciliana ;
- a seguito dell'accettazione come raccomandazione, nella seduta
d'Aula n. 39 del 29-30 aprile - 1 maggio 2013, dell'ordine del
giorno n. 71, è da intendersi preclusa la mozione n. 84, di
identico contenuto;
- a seguito dell'accettazione come raccomandazione, nella seduta
d'Aula n. 39 del 29-30 aprile - 1 maggio 2013, dell'ordine del
giorno n. 80, è da intendersi superata la mozione n. 104, di
identico contenuto.
Presidenza del presidente Ardizzone
Condoglianze per la scomparsa di Giuseppe Musumeci
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, quella che si sta per chiudere è
stata una settimana triste, funestata dalla improvvisa scomparsa di
Giuseppe Musumeci, figlio del nostro collega ed amico Nello; a lui
ed ai suoi cari, ancora una volta, vanno la vicinanza ed il
cordoglio dell'intera Assemblea.
Presidenza del presidente Ardizzone
Commemorazione di Agnese Borsellino
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sempre questa settimana, è stata
segnata dalla morte della signora Agnese Borsellino, vedova del
Giudice Paolo e madre dell'Assessore Lucia. Una donna che, per il
coraggio, la determinazione e la forza d'animo con cui ha ricercato
la verità, rappresenta un esempio per tutti noi.
In questi giorni, si è sottolineata la sua riservatezza; ha
parlato poco. Eppure, risuonano ancora le sue parole pronunciate in
occasione del ventennale della strage di via D'Amelio: caro Paolo
- disse - hai lasciato una bella eredità, oggi, raccolta da tanti
ragazzi di tutta Italia. Ho idealmente adottato tanti altri figli,
uniti nel tuo ricordo, dal nord al sud; non siamo soli .
Cari colleghi, è giusto e doveroso, quindi, che quest'Aula onori
la memoria della signora Agnese Borsellino, una donna che mai si è
sentita sola e che infonde speranza ai ragazzi del sud, ma anche
del nord, nella consapevolezza che il riscatto dell'Italia intera
passa dall'attuazione di quei principi e valori di cui sono stati
portatori tanti siciliani caduti per mano della mafia: magistrati,
forze dell'ordine, politici, sindacalisti, uomini delle
Istituzioni, giornalisti e comuni cittadini.
Alla signora Borsellino, quindi, testimone silenziosa del nostro
tempo, la cui memoria dovremo onorare, ogni giorno, con la coerenza
dei nostri comportamenti, questo Parlamento dedica un minuto di
silenzio.
(Tutti i deputati, in piedi, osservano un minuto di silenzio)
CORDARO. Chiedo di parlare. Signor Presidente, è morto Giulio
Andreotti, sette volte Presidente del Consiglio. Chiedo,
formalmente, di commemorarlo.
Lei, con la sua storia e noi, con la nostra storia comune, non
possiamo non ricordare
Presidenza del presidente Ardizzone
Comunicazione di impugnativa da parte del Commissario dello Stato
per la Regione Siciliana
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura della
comunicazione relativa all'impugnativa del Commissario dello Stato
avverso leggi regionali.
LO GIUDICE, deputato segretario:
Il Commissario dello Stato per la Regione siciliana, con ricorso
notificato il 9 maggio 2013, ha impugnato la deliberazione
legislativa recante Disposizioni programmatiche e correttive per
l'anno 2013. Legge di stabilità regionale. (ddl. n. 69/A),
approvata dall'Assemblea regionale siciliana il 29-30 aprile-1
maggio 2013, e precisamente:
ARTICOLO 8:
- per violazione degli articoli 81, quarto comma e 117,
terzo comma della Costituzione;
ARTICOLO 13:
-comma 1, limitatamente all'inciso a decorrere dall'1 gennaio
2013 , per violazione degli articoli 3 e 97 della Costituzione;
ARTICOLO 15:
- comma 4, lettere m) ed n) per violazione degli
articoli 3 e 97 della Costituzione;
ARTICOLO 16:
- per violazione dell'articolo 117, comma 2, lettera e)
della Costituzione e articolo 36 dello Statuto speciale
della Regione;
ARTICOLO 25:
- comma 5, per violazione dell'articolo 97 della
Costituzione e comma 7, limitatamente all'inciso senza
alcun compenso , per violazione degli articoli 3, 36 e 97
della Costituzione;
ARTICOLO 28:
- commi 2, 3, 5 e 6 per violazione degli articoli 81,
quarto comma e 3 e 97 della Costituzione;
ARTICOLO 40:
- commi 2 e 4, per violazione degli articoli 3, 51, 97,
81 e 117, comma 2, lettera l) della Costituzione;
ARTICOLO 46:
- comma 3, per violazione degli articoli 3 e 97 della
Costituzione;
ARTICOLO 49:
- per violazione degli articoli 3 e 97 della
Costituzione;
ARTICOLO 55:
- commi 3 e 4, per violazione dell'articolo 81, quarto
comma, e 117, comma 2, lettera e) della Costituzione;
ARTICOLO 56:
- per violazione dell'articolo 81, quarto comma, della
Costituzione;
ARTICOLO 60:
- per violazione dell'articolo 97 della Costituzione;
ARTICOLO 61:
- per violazione degli articoli 3 e 117, comma 2,
lettera e) della Costituzione;
ARTICOLO 62:
- per violazione dell'articolo 81, quarto comma della
Costituzione;
ARTICOLO 63:
- per violazione dell'articolo 81, quarto comma della
Costituzione;
ARTICOLO 64:
- commi 2 e 3, per violazione degli articoli 3 e 97
della Costituzione;
ARTICOLO 65:
- per violazione degli articoli 81, quarto comma, e 117,
comma 2, lettera e) della Costituzione;
ARTICOLO 66:
- per violazione degli articoli 3 e 97 della
Costituzione;
ARTICOLO 69:
- per violazione degli articoli 3, 97 e 81, quarto
comma, della Costituzione;
ARTICOLO 71:
- comma 2, per violazione dell'articolo 81, quarto comma
della Costituzione;
ARTICOLO 74:
- per violazione degli articoli 3 e 97 della
Costituzione;
ALLEGATO 1:
- relativamente ai capitoli 320013, 320014, e 320015,
per violazione degli articoli 3, 51, 97 e 117, comma 3,
della Costituzione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi è stato distribuito, sulla base
della comunicazione letta dal deputato Segretario, in ordine
all'impugnativa del Commissario dello Stato, un ordine del giorno,
sottoscritto da gran parte dei deputati e da parte dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari che, come di rito, impegna il Presidente
della Regione a promulgare la delibera legislativa approvata nella
seduta n. 39 del 29-30 aprile/1 maggio 2013 Disposizioni
programmatiche e correttive per l'anno 2013. Legge di stabilità
regionale , con l'omissione delle parti impugnati e dei connessi
effetti finanziari e di bilancio.
Presidenza del presidente Ardizzone
CORDARO. Chiedo di parlare sulle comunicazioni.
PRESIDENTE. Non posso darle la parola sulle comunicazioni.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono stupito circa
la disattenzione che .
CORDARO. Signor Presidente, l'onorevole Turano sta dicendo le cose
che volevo dire io quando le ho chiesto la parola.
TURANO. No, non è così. Ho capito le cose che vuole dire
l'onorevole Cordaro e, giuro, non ne farò menzione perché condivido
il suo pensiero. Voglio intervenire, esclusivamente, sull'ordine
del giorno, firmato dai Presidenti dei Gruppi parlamentari e che,
chiaramente, costituisce un problema politico che, secondo me,
l'Assemblea regionale deve valutare.
Signor Presidente, sotto il suo scranno, c'è una lapide
commemorativa del 50 anniversario della prima seduta
dell'Assemblea regionale siciliana.
Ho avuto la fortuna, insieme all'onorevole Cimino, di essere
presente a quella visita istituzionale del Presidente della
Repubblica, il quale, signor Presidente, per ben due volte, in
questa Assemblea - onorevole Caputo, anche lei era presente, mi
segua un attimo - ha detto Il Parlamento siciliano .
Dall'indomani mattina, il Presidente Cristaldi cominciò a dire,
per prassi, Il Parlamento approva e non L'Assemblea approva .
Ora, non voglio fare un intervento provocatorio, ma voglio dirle:
ma il Parlamento di che, signor Presidente?
Ho letto l'impugnativa del Commissario dello Stato e, mentre, tre
mesi fa, due mesi fa, quando l'onorevole. Cracolici ebbe a
rimarcare alcuni atteggiamenti del signor Commissario dello Stato,
io mi sentii in dovere di fare un intervento a difesa delle
funzioni del Commissario dello Stato, oggi, credo di poter dire che
vadano difese le funzioni dell'Assemblea regionale siciliana. E mi
stupisco come mai, il Presidente stesso non avverta la necessità di
leggere con attenzione quest'impugnativa che contiene un vulnus ai
poteri, alle prerogative di quest'Assemblea regionale.
Non vogliamo rubare ruoli e funzioni a nessuno, ma credo che
dobbiamo rispettare il ruolo e la funzione dell'Assemblea
regionale.
Ci sono parti dell'impugnativa la cui motivazione colpisce nel
segno: questa è, da un lato, una censura politica e, dall'altro, il
voler dire che l'Assemblea regionale non è in condizione di
legiferare. E non è vera né l'una né l'altra. Dobbiamo essere
chiari su questo punto.
Ho presentato un ordine del giorno, che ho firmato da solo, perché
non voglio mettere, come dire, in imbarazzo i colleghi, con il
quale impegno il Presidente dell'Assemblea regionale e il
Presidente della Regione a calendarizzare, immediatamente, un
disegno di legge, che è già presentato presso gli uffici della
Segreteria dell'Assemblea, che contiene tutte le norme che il
Commissario ha impugnato.
Lo faccio perché voglio che la Corte Costituzionale si pronunzi;
per capire se questa Assemblea è un'Assemblea, signor Presidente mi
lasci un termine forte, di fannulloni che l'ultima notte mettono
tutto e il contrario di tutto.
Perché ho l'impressione che il Commissario dello Stato, e spero
che questo intervento il Commissario dello Stato lo legga, abbia
impugnato tutte le norme che l'Assemblea ha inserito all'ultimo
minuto. Certo, posso dire Chi è causa del suo mal pianga se
stesso .
Questa prassi, secondo la quale si va dal Commissario dello Stato
per concordare o condividere le norme, non appartiene a questo
deputato, il quale sa bene quali sono i suoi poteri e non intende
derogare e non va dal Commissario dello Stato per farsi spiegare
quello che deve fare in Assemblea: va in Assemblea e fa quello che
il suo potere, derivante da una libera elezione, in nome di tutto
il popolo siciliano gli consente di fare.
Quando l'Assemblea regionale approva una norma che viene
censurata, faccio un esempio su tutti - perché nel disegno di legge
che ho presentato ho escluso, volontariamente, la Tabella H, così
evitiamo equivoci - che riguarda i Comuni: l'impugnativa del
Commissario dello Stato, all'articolo 13, sui Comuni recita,
testualmente, che non si capiscono quali sono le procedure
amministrative che dovrebbe seguire l'Assessore per le Autonomie
locali per spendere 600 mila euro.
Signor Presidente, l'Assemblea regionale siciliana o, come lei
stesso usa dire, il Parlamento siciliano, è un organo
costituzionale; nessuno di noi ha vinto un concorso per arrivare
qua; abbiamo vinto le elezioni e oggi rappresentiamo pure l'intero
popolo siciliano, pure quelli che si sono scommessi nelle nostre
liste e non ce l'hanno fatta.
Io non sono disponibile ad abdicare al mio ruolo e chiedo che il
Presidente dell'Assemblea faccia distribuire l'ordine del giorno
che ho presentato, per capire qual è la volontà dell'Assemblea
regionale.
Signor Presidente, infatti, si può vincere o si può perdere, ma,
alla propria dignità, al proprio ruolo, non intendo abdicare.
Prendo sempre atto del voto dell'Assemblea, ma non posso tollerare
che qualcuno cancelli, perché non concordato, perché non condiviso,
perché non capito, le norme che l'Assemblea regionale ha approvato.
GRECO Marcello. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, la invito a sedersi. Si riappropri
della sua notoria saggezza.
Non capisco perché lei vada alla ricerca di un incidente d'Aula.
Dobbiamo cercare tutto ciò che ci unisce, non che ci divide.
Intanto, andiamo avanti con l'ordine del giorno, così come è stato
proposto. Le darò la parola perché è un suo diritto richiederla ed
è mio dovere dargliela, quando arriverà il momento opportuno e
giusto previsto dal Regolamento.
GRECO Marcello. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
avendo preso visione dell'impugnativa posta in essere dal
Commissario dello Stato, mi sento veramente mortificato e il mio
ruolo, sia di Presidente della Commissione sia di parlamentare
regionale, viene umiliato dall'atteggiamento del Commissario dello
Stato.
Abbiamo per mesi esaminato e studiato la Finanziaria che il
Governo ci ha presentato, anzi, le sette, otto Finanziarie che il
Governo ci ha evidenziato, modificandole e mandandole, svolgendo il
ruolo di parlamentare.
Questo ruolo, con l'impugnativa del Commissario dello Stato, viene
veramente azzerato. Viene azzerato e viene posto a una funzione
quasi inutile, quella di perdita di tempo e basta. Lo dicevo, nelle
prime sedute di Commissione, dove mi rendevo conto che,
effettivamente, alla fine, saremmo arrivati dove siamo arrivati. E
non è questo, certamente, la Tabella H. Tra l'altro, ero anche
contro, insieme al mio Gruppo, alla Tabella H, ma è un insieme di
questioni e di norme.
Per esempio, quello che si è verificato con i 700 mila euro
dell'emendamento dei Vigili urbani della città di Messina, dove il
Commissario entra addirittura ad affrontare problemi che, a mio
modo di vedere, non gli competono. Non gli compete di stabilire se
una norma è giusta o è sbagliata; bisogna andare a vedere nel
merito le vicende. E, certamente, il Commissario dello Stato questo
non lo può sapere.
E, allora, l'invito forte che, più volte, ho fatto, da questo
scarno, è quello che rivolgo al Governo tutto e al Presidente
Crocetta: è arrivato il momento, una volta per tutte, che questo
Parlamento possa assumere il ruolo che deve assumere. Come? Secondo
me, l'unica soluzione è quella giuridica, quella di poter aprire un
procedimento per un conflitto di poteri dinanzi la Corte
Costituzionale. Facciamolo perché è l'unica soluzione che potrebbe
permettere a questo Parlamento di ritornare veramente a poter
legiferare senza alcuna problematica.
Noi, più tardi, avremo una riunione con lei, signor Presidente,
dove si discuterà, con tutti i presidenti, su come andare avanti
con i disegni di legge. A questa riunione, dovrebbe partecipare
anche il Commissario dello Stato, per vedere se, effettivamente,
possiamo o non possiamo affrontare i disegni di legge.
Perché, quando li affrontiamo, li esaminiamo e li studiamo e li
mandiamo, è chiaro che questo poi dovrà andare sempre al vaglio del
Commissario dello Stato. Secondo me, è sbagliato: non si può
certamente svilire il Parlamento siciliano; non si può svilire
questo ruolo che noi, effettivamente, con la mano del Commissario
dello Stato, subiamo.
Invito il Governo ad affrontare, una volta per tutte, questo
conflitto di attribuzione di poteri dinanzi la Corte
Costituzionale, per sapere se possiamo effettivamente essere un
Parlamento che legifera o un Parlamento ininfluente, subordinato
alle decisioni del Commissario dello Stato.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, guardo con
preoccupazione, soprattutto per quanto riguarda l'articolo 15 e mi
riferisco, in particolare, alle norme riguardanti il fondo e le
assegnazioni per i Comuni, l'impugnativa da parte del Commissario
dello Stato. Voglio essere anche realista, però, nel formulare
alcune considerazioni.
Se voi ricordate, ho fatto un intervento, in quest'Aula e sono
stata costretta a ritirare degli emendamenti. Gli emendamenti che
avevo presentato avevano un fondamento, volevano porre chiarezza e
volevano che le somme destinate agli enti locali avessero
effettivamente quei criteri che la legge impone e una legge
precedente, che era stata abrogata - e mi riferisco alla legge
numero 7 del 2010 - aveva posto dei criteri.
Dico che il nostro ruolo di deputato deve essere esercitato nei
principi e, soprattutto, ispirato a quelli che sono i criteri e i
principi dello Statuto - perché c'è uno Statuto - e della
Costituzione e, soprattutto, un ruolo istituzionale che non può
andare contro determinate regole legislative e leggi che sono poste
a fondamento del nostro Statuto.
Lo stesso articolo 28 dello Statuto siciliano da la possibilità al
Commissario di fare le impugnative. Sta a noi e all'Assemblea,
ricordo, soprattutto alle opposizioni, che, con un atto di
responsabilità, hanno cercato di collaborare con il Governo per
evitare che altre norme venissero impugnate.
Perché è stato impugnato l'art. 15, comma 4? Perché è un articolo
troppo generico; perché ha stabilito 600mila euro di fondi che
l'Assessore può destinare come vuole. Questo articolo, a monte,
aveva una legge, delle riserve, quelle riserve che avevo chiesto
che venissero approvate, perché davano la possibilità di destinare
le somme, non di essere lasciate alla discrezionalità
dell'Assessore.
Oggi, ci ritroviamo con una grande difficoltà, il fondo per gli
LSU. Dobbiamo stabilizzare gli articolisti perché, con questa
impugnativa, questa riserva è stata eliminata.
Sarebbe bastato ascoltare un po' di più e ripristinare,
riprendere, quelle riserve che assegnavano i fondi ai Comuni per
specifici obiettivi e con criteri predeterminati.
Oggi, abbiamo un unico obiettivo e un'unica possibilità:
ripresentare e rivedere come porre rimedio, soprattutto nel medio
termine, a questo articolo, perché i Comuni saranno in difficoltà.
Non potranno, infatti, garantire i servizi e tutto questo era stato
detto al Governo da parte della sottoscritta.
Non so chi abbia impedito a me e a tanti altri colleghi di
esercitare pienamente il proprio ruolo di parlamentare. E' bene che
si ascolti di più, anche per dare modo di esercitare esattamente
quello che è il nostro mandato, perché esercitiamo il nostro
mandato in base a quello che la legge impone.
La riserva per gli LSU - e mi avvio alla conclusione -, negli anni
precedenti, non era mai stata impugnata dal Commissario dello Stato
perché, a monte, la legge numero 7, del 2010, prevedeva dei criteri
uguali per tutti e una circolare esplicativa che stabiliva come
assegnare queste riserve.
Le riserve sui trasporti, infatti, non hanno subito impugnativa da
parte del Commissario dello Stato.
Chiedo a quest'Aula, a questo Parlamento e al Governo, di porre in
essere e rimodulare l'articolo 15 perché possa essere di nuovo
oggetto di valutazione da parte del Commissario.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che, per
completezza di ragionamento, in Aula, non possiamo limitarci
soltanto a questioni di natura giuridica o interpretativa, o a
criticare o a condividere l'iniziativa adottata dal Commissario
dello Stato. Faremmo un torto al Parlamento, trascureremmo il
Governo che è presente e che ci ascolta, e non daremmo giustizia
alla politica.
Io credo che oggi non possiamo non tenere conto di quello che è
successo in quelle notti nel voto d'Aula della mattina del primo
maggio, e che cosa è successo con le valutazioni da parte
dell'altissimo servitore dello Stato che è il Commissario dello
Stato presso la Regione Siciliana.
Perché chi, come me e tanti altri, da anni, siamo impegnati in
questo Parlamento, abbiamo visto di parti della finanziaria
impugnate, però mai, mai come questa volta, signor Presidente, a
parte l'apprezzamento - e questo mi fa onore e le fa onore
Presidente -, perché è chiaro che tutti hanno riconosciuto la sua
capacità di gestione e di conduzione dei lavori d'Aula in un
momento delicato, con grande autorevolezza e con grande equilibrio,
e io di questo, lei non è del mio partito, ma istituzionalmente le
sono grato perché ha evitato una deriva populista e una deriva
clientelare in questo Parlamento. Ma devo dire che leggendo
l'impugnativa del Commissario dello Stato, e quando si parla di
atti illegittimi, di norme oscure, di norme di difficile
interpretazione, onorevole Turano, noi possiamo proporre tutti gli
ordini del giorno per chiedere al Governo che impugni, davanti la
Suprema Corte, la Corte Costituzionale quindi, che impugni le norme
contestate dal Commissario dello Stato.
Tuttavia, oggi non possiamo fare a meno di segnalare dal punto di
vista politico che questa è la prima finanziaria, è il primo
bilancio del Governo Crocetta, ed è stato un bilancio che è stato
massacrato da parte del Commissario dello Stato, perché ne ha da
dire l'ottimo assessore per l'economia quando dice che ha retto
l'impalcatura
Guardate, ma che cosa ha retto? Per la prima volta, non so da
quanti anni e da quanti esercizi finanziari, sono state impugnate
le Entrate; ha messo in dubbio questo provvedimento e anche la
stessa ossatura e la stessa struttura programmatica della
finanziaria e del bilancio.
Perché non si tratta oggi di approvare in maniera ormai statica e
consuetudinaria l'ordine del giorno per autorizzare la
pubblicazione delle parti non impugnate Qui è stato messo in gioco
lo stesso progetto politico del Governo Crocetta. Perché mai una
finanziaria era stata contestata come questa volta: 21 articoli su
77, ivi comprese le Entrate, ivi compreso la Spesa.
Non è la Tabella H La Tabella H è forse la parte più macroscopica
perché è quella che è stata propagandata. Ma chi, come noi, conosce
l'impianto della finanziaria, sono state cassate tutte quelle norme
sullo sviluppo, quelle norme a sostegno dell'imprenditoria
femminile, tutte quelle norme che rappresentavano la parte del
progetto di questo Governo.
Il Governo ne è uscito bocciato; non è che il Parlamento ha subìto
l'impugnativa di 21 articoli, è il Governo che è stato impugnato ed
è stato cassato È stato bocciato il Governo perché oggi è un
Governo alla deriva senza la programmazione finanziaria e politica
di quest'anno.
Articolo per articolo è stato demolito l'impianto progettuale di
questo Governo, onorevoli Presidenti ed onorevoli colleghi, io
credo che il Presidente della Regione oggi doveva venire in
Parlamento e dire che cosa farà.
Qui non è presente l'assessore per l'economia, e mi dicono che è a
Roma, ma io voglio capire come farà l'assessore per l'economia a
riequilibrare la materia finanziaria e la Spesa quando è venuta
meno un'Entrata consistente. Per non parlare di quello che c'è
all'interno della maggioranza. Perché, guardate, non è che i fatti
accadono così e non lasciano il segno Ci sono ferite profonde, c'è
un vulnus politico che si è creato in questo Parlamento. Tutto
quello che c'è in questo momento all'interno del Partito
Democratico, un dibattito serrato e nel partito e nel Gruppo
Parlamentare, quello che è successo all'interno del Gruppo
Parlamentare, numeroso, Cinque Stelle, sono fatti
GUCCIARDI. Onorevole Caputo, si occupi del suo Gruppo, che ne ha
necessità.
CAPUTO. Onorevole Gucciardi, mi perdoni, io sto soltanto facendo
analisi politica. Lei sa, non entro nel merito, ma dico soltanto e
mi riferisco al Governo che in questo momento non ha una gestione
della maggioranza che possa dare garanzie di governabilità alla
Sicilia.
Io non ho alcun interesse su ciò che succede dentro i partiti, io
mi preoccupo che lo stato di confusione, di tensione e di criticità
che c'è all'interno del Parlamento e nell'area di Governo del
Presidente Crocetta, oggi pone problemi seri di governabilità. Qui
c'è una Sicilia allo sbando, c'è una Sicilia senza governo, c'è un
Governo senza maggioranza, ci sono partiti dilaniati al loro
interno. Questo è lo specchio in questo momento della Sicilia. E il
Parlamento, signor Presidente, lei ha un'occasione storica da
Presidente autorevole di questo Parlamento, di prendere in mano la
situazione dal punto di vista parlamentare e di dare una
correzione, una linea di gestione del Governo di questa Sicilia
perché c'è un Governo in piena confusione e un Parlamento che deve
conquistarsi il suo ruolo e deve creare un sistema di bilanciamento
rispetto al caos che c'è in questo momento all'interno del Governo
e all'interno di questa maggioranza, che ormai è dilaniata in
gruppi e gruppuscoli all'interno di questo Parlamento.
MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io invece
ritengo che l'ordine del giorno vada senz'altro sostenuto, non c'è
dubbio, anzi,io mi dichiaro tra i firmatari dell'ordine del giorno,
per colmare, diciamo, questo vuoto che in parte ha fatto ricadere
sulla manovra che questa Assemblea ha approvato.
Pur tuttavia, signor Presidente, io le dico che cercherò di fare
un intervento più saggio possibile, ma con tutto lo sforzo che io
potrò metterci nel fare l'intervento non posso che segnalare, in
controtendenza, che ciò che è stato fatto con riflessione, con
senso di responsabilità da parte di quest'Assemblea, non è stato
impugnato. Ciò che è stato fatto invece con premura, con poca
riflessione è stato, ahimé, impugnato dal Commissario dello Stato e
su alcuni articoli, signor Presidente, invece abbiamo aspettato che
il Commissario dello Stato, contro non solo il Commissario ma anche
l'opinione pubblica, su alcuni articoli di questa finanziaria,
abbiamo aspettato che il Commissario dello Stato la impugnasse.
Signor Presidente, non si può accettare che il Presidente Crocetta
se ne esca con un io non c'ero Il Presidente Crocetta non
racconti in giro la favoletta che non deve godere della fiducia
dell'Assemblea, invece deve godere della fiducia dell'Assemblea,
deve godere, eccome se deve godere della fiducia dell'Assemblea
Sarebbe bastato che il Presidente si alzasse, rivolgendosi alla
maggioranza, anzi, come ha fatto tante volte, rivolgendosi al
Parlamento siciliano, chiedendo di bocciare quell'articolo - vorrei
solo ricordare che l'onorevole Falcone aveva presentato un
emendamento soppressivo - e a quel punto sì che avrebbe messo di
fronte ad una responsabilità l'Assemblea. Pertanto, questo errore
che si è commesso in particolar modo sulla famigerata Tabella H,
non è un'iniziativa isolata che è esclusivamente da imputare
all'Assemblea. Il Presidente della Regione era qua e avrebbe potuto
- lo voglio ancora una volta sottolineare - dire che non era
d'accordo invitando la sua maggioranza a bocciare l'articolo.
Vorrei, signor Presidente, aggiungere che fra gli articoli non
impugnati da parte del Commissario dello Stato, e vorrei che lei se
ne facesse garante di questa cosa, c'è la norma che riguarda la ex
Social Trinacria'.
Il Presidente della Regione da questi banchi del Governo ha
assicurato che nemmeno un euro sarebbe stato tolto a questi
lavoratori. Oggi apprendiamo dalla stampa che questi lavoratori
guadagneranno meno, siccome io mi sono limitato durante
quell'intervento a ripetere le cose che il Presidente della Regione
aveva garantito ai lavoratori, ne approfitterò appena il Presidente
Crocetta sarà presente in Aula - e chiamerò lei quale garante
dell'Assemblea - a ripetere le cose che ha garantito, che non
avrebbero guadagnato un euro in meno; chiamerò l'Aula a
testimoniare e il Presidente della Regione ad assumersi le sue
responsabilità, perché là sotto non ho deciso di scenderci per
prendere applausi, non scenderò nemmeno per dire che non sono stato
nelle condizioni di essere testimone degli impegni del Presidente
della Regione, che invece con loro stessi ha assunto. E mi
impegnerò a vigilare su questa cosa, Presidente.
Le faccio, signor Presidente, da deputato neofita, eletto da
appena un mese, il mio apprezzamento per come lei si è anche
impuntato a non portare avanti a tutti i costi alcuni articoli,
bisogna fare anche autocritica, perché ritengo che le prerogative
del Commissario dello Stato non li possiamo condizionare e
determinare noi, anzi, forse è una garanzia questa che ci sia un
Commissario dello Stato che non sia connivente, che non sia
prestato alla politica, ma che abbia un modo tutto suo di pensare.
E forse se si aprisse una nuova fase di dialogo con il Commissario
dello Stato e una fase di maggiore riflessione da parte
dell'Assemblea quando è chiamata a legiferare, forse tutto questo
porterà a leggi più giuste e più accettate dal popolo dei
siciliani, Presidente. Grazie.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, ho chiesto di parlare, anche se ci
sono momenti in cui forse il silenzio parla di più di qualunque
cosa si possa dire, e l'ho fatto non per commentare l'impugnativa,
le ragioni dell'impugnativa, il Commissario dello Stato, le lacrime
di coccodrillo che spesso questo Parlamento cosparge nella
comunicazione politica. Non voglio entrare nel merito, è un film
che abbiamo già visto, forse è inutile che stiamo qui a parlarne,
ma c'è un problema: il problema della qualità della legislazione.
Dobbiamo interrogarci, anche perchè dico soltanto questo sulle
impugnative: ci sono norme lì che sono state impugnate 3 e 4 volte,
quindi il fatto che si perseveri vuole dire che in qualche modo è
come il muro che non vuole crollare, oppure il sordo che non vuol
sentire. Ed allora dovremmo interrogarci su come facciamo le leggi.
Io qui adesso vorrei parlare di un'altra cosa, che è la fiera
dell'ipocrisia in cui siamo tutti noi dentro e ci siamo cacciati,
ed è la mitica Tabella H. Lo dico a partire dal Governo, ma lo dico
anche alla Presidenza dell'Assemblea, lo dico ai funzionari, lo
dico a me stesso. Ma come è possibile che alimentiamo un dibattito,
anche con dichiarazioni, con favorevoli e contrari, con favorevoli
silenti, con contrari apparenti che poi sono favorevoli nell'azione
concreta, senza dire una cosa che è surreale: la Tabella H non
esiste più da tre anni Eppure, il dibattito politico in questa
Regione, se si va a vedere l'esito di questa finanziaria, ieri
tutti i giornali, i blog, commentavano che nella finanziaria è
stata bocciata la Tabella H.
Da tre anni la Tabella H è stata cancellata dall'ordinamento
contabile della Regione siciliana E lo dico con rammarico, perché
c'è una grande ipocrisia di tutti, compreso di questo Parlamento.
Dovremmo chiederci perché il Governo con questa manovra ha inteso
fare un provvedimento di finanziamento di singoli interventi con un
allegato, l'allegato 1, con il quale sono stati finanziati
interventi in forza di leggi vigenti in questa Regione, attività,
azioni politico- amministrative, per le quali appositamente si è
approvato un articolo dicendo che l'articolo x per l'importo y
finanzia gli interventi di cui all'allegato 1 . E li ha elencati.
Poi c'è un altro articolo per tipologie uguali, perché anche
quelli sono interventi, anche quelli sono interventi previsti da
norme. Si costruisce il lecca lecca al quale far determinare la
preda da sbranare e tutti gli allocchi guardano alla preda come
l'elemento che distingue il bene e il male.
Ora, vorrei capire se ci sono gli interventi che non hanno
copertura di legge - lo faccio formalmente - perché, se sono stati
previsti interventi che non hanno copertura di legge, c'è qualcuno
che ne dovrebbe rispondere, perché in un bilancio non possono
stare capitoli che non hanno copertura legislativa E siccome si
continua a dire che ci sono capitoli che non hanno legge, se così
è, qualcuno ha omesso di fare il suo lavoro, che è quello di
rendere legale l'atto che noi facciamo, cioè la copertura
legislativa a legislazione vigente
Perché sto dicendo questo? Perché non ci sto a passare e a far
passare questo Parlamento come il Parlamento che non si occupa, ad
esempio, di cose importanti come la norma che è stata impugnata con
l'articolo 8, che pone qualche problema di tenuta contabile ed è
una norma che probabilmente sarebbe stato necessario approvare
meglio, ma sicuramente, fortunatamente, non mette, almeno
nell'immediato, a rischio i conti della Regione. Però
l'impugnativa dell'articolo 8 ci pone un problema, ci dice
qualcosa che ci chiama in discussione per il futuro, però - come si
vede - si parla soltanto della tabella H , di una tabella - ripeto
- che non esiste più, che si è costruita soltanto come effetto
mediatico, dando l'idea che in quella tabella H chissà quante
schifezze ci sono Non si dice che in quella Tabella c'è la legge
sullo sport e che oggi si chiama allegato 2 Ripeto: non è più
tabella H , è già allegato 2. Ci sono norme che riguardano
interventi delle politiche sociali, ci sono norme che riguardano le
politiche culturali di questa Regione. E qui con un'aberrazione
ormai frutto della vandea demagogica si cancella tutto e tutti
Così si chiuderà il museo Mandralisca di Cefalù, dove c'è
l'Antonello da Messina e la Sicilia continua a dire: abbiamo
abolito la tabella H tanto era una schifezza Ma è possibile che si
discuta in questa maniera in questa Regione? E noi contribuiamo
con la nostra ipocrisia a far passare un messaggio sbagliato
Ecco, anche qui, l'ho voluto fare perché c'è un tempo in cui
bisogna anche reagire a questo insultante tentativo di massificare
senza distinzioni. E' insopportabile
Ripeto - forse era più opportuno il silenzio, associarsi al coro
dei silenti, ma ci sono cose che sinceramente fanno venire il
voltastomaco nel momento in cui si assiste a questa ipocrisia
generalizzata che sta finendo per uccidere la politica e le
istituzioni. Ecco l'ho voluto dire.
Nel merito il Commissario dello Stato avrà fatto bene, avrà fatto
male, era prevedibile in fondo quello che è avvenuto, ma quello è
un altro film. C'è un film preventivo che è il modo con cui
quest'Aula non riesce neanche a sapere le cose di cui parla perché
spesso parla delle cose di cui parlano gli altri di noi, senza
avere la competenza e la conoscenza delle cose di cui si parla in
questo Parlamento.
FAZIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivido in parte
l'intervento che mi ha preceduto, credo che sia un film visto e
rivisto. Non mi pare che nella storia parlamentare siciliana non ci
sia stata finanziaria che non sia stata tacciata d' impugnativa e
che, ovviamente, non si siano ripetuti sistematicamente questo tipo
di interventi.
Inviterei, prima di lasciarci andare ad interventi di natura
squisitamente politica e molto meno tecnica, a rivedere
possibilmente un po' di giurisprudenza costituzionale e soprattutto
un manuale di diritto costituzionale.
Che ci piaccia o non ci piaccia, la Sicilia non è uno Stato
federale. Ha, sì, un'autonomia, un'autonomia speciale, esclusiva
ma, checchè se ne dica, almeno sulla base della giurisprudenza
costituzionale, per autonomia non può che intendersi una relativa
indipendenza. Motivo per cui il Commissario dello Stato previsto
nel nostro Statuto, che ci piaccia o non ci piaccia, svolge un
compito che è quello di censurare le norme approvate dall'Assemblea
regionale siciliana, laddove ne ravvisa una illegittimità dal punto
di vista prettamente costituzionale.
Devo essere sincero, signor Presidente, lei non potrà che
convenire con me, è vero ma è altrettanto vero che la figura del
Commissario dello Stato prevista nel nostro Statuto, nel tempo è
stata modificata anche in dipendenza di una pronuncia della stessa
Corte Costituzionale che ne ha eliminato parte delle competenze
attribuite allo stesso, laddove a questa figura, nella fase
originaria fino ad un certo periodo, era consentito di impugnare le
leggi statali che invadevano la sfera di competenza della Regione.
Adesso lascia molto perplessi, in ordine alla sua posizione
cosiddetta di terzietà, e che, invece, in alcune occasioni forse
sconfina e sconfina, non limitandosi semplicemente, solamente ad
effettuare un giudizio di legittimità costituzionale; ma poiché il
limite di demarcazione tra legittimità e merito è molto sottile e
labile, forse, invade una sfera di competenza da parte del
Parlamento, ma non c'è alternativa. Che ci piaccia o non ci
piaccia, il Parlamento, oggi, non può che approvare quell'ordine
del giorno per dare esecuzione alle parti del bilancio e della
finanziaria non oggetto di impugnativa. Poi seguiranno tutte le
altre polemiche, ma le polemiche lasciano il tempo che trovano.
Quello che è importante, invece è, a mio avviso, che il Parlamento
rifletta e soprattutto il Governo rifletta. Non posso non notare
che alcune censure, mosse dal Commissario dello Stato, erano
rivolte esclusivamente ad iniziative del Governo che il Parlamento
ha semplicemente e solamente avallato. Ed è uno schiaffo, se lei
permette, all'Assemblea ma segnatamente al Governo.
L'onorevole Cracolici, che mi ha preceduto, ha evidenziato un
aspetto che, a mio avviso, mi sembra rilevante. Qualche altro lo ha
fatto ancor prima.
Il Commissario dello Stato per la prima volta mette in dubbio le
Entrate. Aggiungerei oltre. Credo che non possiamo fare una
riflessione e che questo ci serva da lezione, anche se sono molto
disilluso al riguardo. Il Parlamento deve legiferare nell'ambito
della sfera di competenza, senza immaginare di fare voli pindarici
o svolgere delle competenze o delle interferenze che non sono
previste dal nostro Ordinamento giuridico e di rimanere entro i
limiti dello stesso e non come sistematicamente fa, cercando di
superarlo o, addirittura, di ignorarlo.
Io faccio un invito al Governo, lo ha fatto, segnatamente, anche
chi mi ha preceduto, perché 21 articoli, molti dei quali
sicuramente importanti e fondamentali, non possono essere annullati
sic et simpliciter. Non può non esserci una iniziativa tempestiva
da parte del Governo di porre rimedio all'impugnativa con
iniziative che siano corrette e finalizzate all'interesse della
collettività.
Io sono stato, forse, quello che ha dissentito di più per quanto
riguarda la tabella H , non condivido, ovviamente, l'intervento
dell'onorevole Cracolici; ho sostenuto nel mio intervento che ci
sono cose importanti e fondamentali, ma ci sono cose che potevano
benissimo essere escluse o, comunque, non potevano farsi rientrare
nell'ambito delle cosiddette leggi-provvedimento, non previste per
l'Ordinamento siciliano.
E credo che il Governo non può non porre la giusta attenzione alle
cosiddette fasce sociali che erano previste nell'ambito della
Tabella H, vale a dire l'attività sportiva e le attività culturali,
ma ponendo in essere dei criteri trasparenti, equi e soprattutto
giusti e corretti.
Non credo che il Parlamento avrà da dire laddove l'iniziativa
sarebbe improntata alla generalità dei cittadini e non a far sì
che, con provvedimenti cosiddetti clientelari, si intendano
raggiungere alcuni obiettivi che nulla hanno a che fare con
l'interesse della collettività.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per la verità
avevo deciso di non intervenire però, considerati gli interventi
che ci sono stati, credo sia opportuno potere esprimere alcune
valutazioni in ordine all'impugnativa.
Io sono tra coloro che ritengono che la responsabilità di questa
impugnativa è certamente in capo al ritardo con cui la finanziaria,
per motivi oggettivamente non imputabili al Governo; ma di fatto il
Governo ha creato una condizione complicata per cui la finanziaria
è arrivata in questo Parlamento molto in ritardo, c'è stata una
corsa contro il tempo e devo affermare, con la responsabilità che
mi compete da parlamentare, che c'è stata un'attività dei
parlamentari senza il supporto adeguato, vista la ristrettezza del
tempo e senza, anche, una adeguata visitazione di quelle che sono
le norme. Un'attività legislativa che ha portato in parte
all'impugnativa ed in parte, anche, a un'attività a mio parere
straordinaria del Commissario dello Stato perché, leggendo
adeguatamente, ieri, l'impugnativa mi sembra che il Commissario, in
parte, sia andato al di là di quello che è il suo ruolo, perché non
c'è ombra di dubbio che nella discrezionalità delle tante cose che
il Parlamento ha deciso di fare, mi pare ci sia un'attività che va
al di là di quelle che sono le sue competenze.
Certo, ci sono strafalcioni da parte nostra come, per esempio,
quando ripetiamo una norma che era stata proposta la scorsa
legislatura - a proposito della moratoria dei debiti - che è
competenza, certamente, dello Stato, ed io chiesi al Governo cosa
volesse dire questa norma.
La mia non era una richiesta ultronea, ma una richiesta di chiara
consapevolezza che una norma di carattere finanziario, che riguarda
il sistema, che comunque è in capo allo Stato, non poteva
assolutamente essere modificato da questo Parlamento, perché così
è.
La volta scorsa avevamo deciso di spostare le date non più a sei
anni ma a dodici; questa volta avevamo stabilito un percorso tutto
particolare che non attiene alle competenze di questo Parlamento.
Ma c'è anche qualche altra cosa per cui credo che sia giusto che
il Parlamento faccia le sue rimostranze. A proposito di un termine
utilizzato dal Commissario dello Stato, per quanto riguarda la
famosa Tabella H, che è il termine istruttoria'. E' un termine che
ho sentito in questi giorni parlando in questo Parlamento, parlando
con il Governo, e credo che sia un termine inappropriato utilizzato
dal Commissario dello Stato perché l'istruttoria non solo gli
Uffici l'hanno sempre fatta, ma non c'è ombra di dubbio che
parecchi di questi importanti enti hanno subito una adeguata
istruttoria da parte degli Uffici del Dipartimento del bilancio,
senza la quale, certamente, non potevano essere fatti i relativi
pagamenti.
Credo che il Commissario dello Stato lì abbia esagerato
nell'attività. Per questo non voglio difendere l'insieme della
Tabella H ma lo faccio per rilevare che alcune cose sono di
competenza del Parlamento e rispetto alle quali - non c'è ombra di
dubbio - che a noi spetta assumere le decisioni, altra cosa è il
ruolo che deve esercitare il Commissario dello Stato in ordine ad
alcune attività legislative che questo Parlamento mette in campo e
che attengono alla sua autonomia, alla sua responsabilità e alla
sua attività propositiva.
Per il futuro auspico un Governo più attento, che dia il tempo
necessario. E a lei affido una interlocuzione con il Commissario
dello Stato, perché non c'è ombra di dubbio che una interlocuzione
con il Commissario dello Stato vada fatta perché tutti quanti ci
rimettiamo la faccia quando gli articoli impugnati sono 21, non si
tratta di due o di tre e, per fortuna, è rimasto inalterato quello
che è il sistema delle entrate, il sistema del bilancio che ci
consente di dire che abbiamo uno strumento finanziario approvato.
Auspico per il futuro un Governo più responsabile quanto meno nei
tempi e nella proposta perché il Parlamento possa essere più
riflessivo, più responsabile nella sua azione propositiva e possa
mettere in campo una attività legislativa degna di un Parlamento.
PRESIDENTE. E iscritto a parlare l'onorevole Lo Sciuto. Ne ha
facoltà.
LO SCIUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire che mi
sono sentito mortificato nel mio ruolo di deputato regionale nel
momento in cui ho visto censurare il 30 per cento della finanziaria
che noi abbiamo approvato.
Ritengo da questo punto di vista che è abbastanza chiaro che il
Commissario dello Stato in alcuni punti travalica quello che è il
suo ruolo istituzionale. E questo è abbastanza evidente quando il
Commissario dello Stato, a proposito della Tabella H, che ricordo
a tutti - io sono nuovo da questo punto di vista - esiste da tanti
anni e dal 2006 continua a non essere aggiornata, questi enti che
negli anni hanno avuto i finanziamenti da tempo hanno avuto la
fiducia del Parlamento regionale.
Il Commissario dello Stato può sicuramente rilevare
l'illegittimità dell'atto ma non può entrare nel merito
dell'assegnazione dei contributi perché questo spetta al Parlamento
regionale, nella valutazione degli enti.
Anche perché ho avuto l'impressione, e come diceva qualche
collega, che già dall'indomani si è detto attenti al lupo' con
questa Tabella H. Come se i deputati in questa Regione avessero
sponsorizzato qualche cosa.
Voglio ricordare a tutti che in quella Tabella c'erano i
contributi per lo sport, per tutta la Sicilia, che riguardano
tanti ragazzi che sono impegnati nello sport. In quella Tabella H'
c'erano i contributi per i diversamente abili, per tante
associazioni che si occupano di chi soffre e di chi ha bisogno. Ma
anche la cultura, lo spettacolo, i teatri.
Non possiamo sicuramente, oggi, gioire perché a livello mediatico
qualcuno grida sempre attenti al lupo' come se in questo nobile
Parlamento si portano avanti delle cose sbagliate e illegittime.
Questa è stata una grande scorrettezza da parte del Commissario
dello Stato. Lo dico apertamente e me ne assumo la responsabilità,
perché da oggi ci saranno tanti enti e tante associazioni, che
operano nel sociale, nello sport nella cultura, che avranno grosse
difficoltà, anche a pagare gli stipendi ai propri lavoratori.
Allora, io dico che bisogna stare attenti, ed è necessario che il
Parlamento si riappropri del proprio ruolo istituzionale e che
faccia sentire la sua voce; e, da questo punto di vista, sono
d'accordo con l'ordine del giorno presentato dall'On. Turano a cui
appongo la mia firma, perché è importante che il Parlamento si
faccia sentire.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Assenza. Ne ha
facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio sarà un
intervento contro corrente, perché, piuttosto che lamentarsi di
quello che è stato il naturale epilogo di una Finanziaria scritta
male, trasformata peggio, e arrivata al voto finale, tra l'altro,
con articoli in palese contraddizione l'uno con l'altro, non
poteva che attendersi questo giudizio impietoso.
Perché se è vero come è vero, che spesso alcuni articoli della
Legge Finanziaria hanno subìto, anche in passato, questa sorte, è
altresì vero, ritengo, avendo un po' spulciato gli atti delle
precedenti, che mai l'impugnativa aveva riguardato un terzo della
normativa nel suo complesso.
Non lo dico con soddisfazione o con contentezza, però alcuni dei
rilievi che il Commissario dello Stato ha avanzato io mi ero
permesso, con assoluta modestia, sollevarli in Aula nel
disinteresse generale della stessa e del Governo.
Introdurre norme retroattive in campo finanziario, senza nessuna
ragionevolezza, ma era un qualcosa che, mi si permetta, nemmeno
l'ultimo studente di Economia poteva pensare che potesse passare
indenne. O lasciare alla discrezionalità, ampia, della Presidenza
della Regione, l'indirizzo successivo di determinati capitoli di
spesa: era una norma generale in bianco, anche questa assolutamente
non possibile, non prevista nel nostro ordinamento.
Non lamentiamoci di quello che è un atto dovuto da parte del
Commissario dello Stato. Lamentiamoci di aver affrettato i tempi,
in ultimo, quando una legge di così fatta importanza, che è
l'ossatura dell'attività di un Governo deve essere preparata,
elaborata per tempo, e trasmessa al Parlamento e alle sue
Commissioni di merito, prima, e di Bilancio, dopo, consentendo alle
stesse un accurato lavoro di studio, se il caso di modifica, se il
caso di approvazione in toto.
Ci serva da lezione, per cui questa rivoluzione, più volte
annunciata ma finora, ahimè, mai messa in atto da questo Governo,
cominci dalle cose veramente serie.
Signor Presidente, mi consenta un'altra osservazione. La mia
origine politica è chiara, io sono un vecchio missino, non sono
stato mai un democristiano. Però, signor Presidente, mi consenta,
ritengo che questa Aula ha il dovere di commemorare la dipartita
del senatore Giulio Andreotti.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole D'Asero. Ne ha
facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in apertura del
mio intervento, voglio evidenziare che sia anche un fatto
importante pensare e ossequiare la memoria di Andreotti, come uomo
che ha avuto una sua azione di statista, una sua azione di grande
servitore delle istituzioni e quindi, come ha detto il Presidente
Napolitano, premesso che sarà la storia a fare le valutazioni nel
tempo, io ritengo che per chi ha avuto modo di apprezzarne doti e
qualità, vadano evidenziati anche per lo spirito di appartenenza a
una realtà politica che ci ha visto in grande sintonia oltre che
ideologica anche di principi, questi momenti e determinare un
ossequio alla sua memoria.
Ciò premesso, io dico che anche su quello che è il senso delle
Istituzioni e il senso dell'appartenenza deve esserci, in alcuni
momenti, una capacità di distinguere e di essere anche maturi per
esprimente valutazioni, oltre che di carattere obiettivo, anche di
carattere di riconoscenza di quella che è l'attività e la vita di
ognuno di noi.
Il livello di impegno politico e istituzionale, anche in
quest'Aula, ci deve portare a dire, in riferimento all'argomento
anche dell'impugnativa del Commissario dello Stato e quindi
dell'attività che questo Parlamento porta avanti, nella sua fase
integrata con i lavori delle Commissioni, che noi dobbiamo,
innanzitutto, salutare per alcuni aspetti il senso positivo di
quello che deve essere il livello di controllo e vigilanza, anzi,
c'è bisogno di dire che particolarmente anche negli atti
amministrativi e nelle nomine il Governo deve, forse, alzare il
livello di vigilanza.
Perché esistono momenti, poi, che denigrano le istituzioni.
E allora, l'attività che ha portato avanti il Parlamento, con un
momento che ha visto un esercizio provvisorio protrarsi per il suo
periodo massimo fino al 30 aprile, sicuramente non poteva essere
consentito all'attività del Parlamento un periodo di grande stress
che in breve tempo ha portato a non poter esprimere le potenzialità
che questo Parlamento ritengo abbia, nel dare contributi a quella
che è un'azione, un'attività parlamentare particolare che si
determina con l'approvazione dl Bilancio e Finanziaria.
Abbiamo avuto modo di esprimere in altri tempi, in altri momenti,
anche in occasione del DPEF, un momento di grande perplessità ma
anche spunti di forte criticità verso quello che è stato il
documento proposto dal Governo. E all'Assessore Bianchi abbiamo
detto che ci aspettavamo in quella occasione, atteso che avevamo
una fase di inizio legislatura da una parte e dall'altra il tempo
necessario per poter realizzare un'attività programmatica seria
visto che già era stato approvato l'esercizio provvisorio, di un
documento che poi di fatto è stato riproposto questo momento con
spunti di forte criticità anche col Bilancio e la Finanziaria, che
vedesse anche oltre ai fatti di ordinaria amministrazione, a una
Finanziaria di sopravvivenza come l'abbiamo definita, anche momenti
di proposte per quello che deve essere il futuro della nostra
Isola, compatibilmente con quella che è la capacità finanziaria, la
capacità di attivare processi innovativi, la capacità di utilizzare
al meglio le risorse comunitarie che in questo Parlamento, da
tempo, non se ne parla più e noi assistiamo alla conclusione di un
periodo importante che è il 2013 dove c'è la rendicontazione n+2 e
quindi andremo al 2015 e di cui non abbiamo più chiari contenuti di
quelle che sono le reali possibilità di utilizzo di queste risorse
finanziarie.
E noi assisteremo, probabilmente ancora una volta, a un grido di
allarme, a una grande capacità di impegno che questo Governo deve
dimostrare e che non dimostra, di capire come vanno al meglio
utilizzate queste opportunità.
In un momento in cui la crisi galoppante, le difficoltà reali,
vedere che per reperire risorse abbiamo dovuto assistere ad
un'azione del Governo che non abbiamo condiviso, di disimpegnare
risorse per investimenti, caro Assessore per le infrastrutture, per
determinare momenti di copertura - probabilmente anche poco
giustificata - di spese correnti; sicuramente davanti a una
capacità di impiego di risorse comunitarie che potrebbero essere
destinate in maniera diversa, e che ancora oggi non hanno un chiaro
programma d'impiego, se non per le continue azioni che in
Commissione Bilancio il Direttore alla programmazione, con
generiche considerazioni, ci lascia convinti che si potrebbe fare
di più ma non si riesce a farlo; dico che anche su quest'argomento
c'è bisogno di determinare un approfondimento affinché si capisca
cosa realmente è possibile, ad oggi, recuperare.
Anche questo è un pezzo del mosaico che deve rilegittimare le
nostre Istituzioni e l'attività del Parlamento siciliano. Così come
non possiamo accettare che una finanziaria d'emergenza possa
essere trattata in una sola settimana, perché l'attività delle
Commissioni, nella loro finalità istituzionale, abbiano il senso e
il significato di approfondire gli argomenti, di far sì che ogni
parlamentare possa dare un apporto concreto, insieme alla dirigenza
che deve essere messa nelle condizioni di analizzare e di proporre
criticità, di trovare soluzioni ed evitare, quindi, di sbattere poi
con l'analisi e il controllo che il Commissario dello Stato attua.
Dico che nessuna propensione alla crescita, nessuna rivoluzione
dichiarata è svolta e proposta, ma solo un'azione di ordinaria
amministrazione.
Il fatto più grave che va denunciato è questa carenza di
propensione alla crescita e al mondo produttivo: nessuna azione
concreta, e mi duole che la Confindustria Sicilia, che vede
impegnato qua anche un suo assessore, espressione di quel mondo,
esprima criticità fuori dal Palazzo, e nel Palazzo non determina un
momento di incisività diversa.
Concludo dicendo che anche col Commissario dello Stato, essendo un
organo previsto dalla legge ed essendo una realtà istituzionale
importante, va aperto un confronto in maniera diverso, perché se è
vero che da una parte esercita un controllo e dall'altra porta
avanti un'interlocuzione per capire come meglio definire i percorsi
normativi, allora c'è bisogno di riprendere uno spirito costruttivo
che per le istituzioni è un fatto importante.
Ricordiamoci che i fatti che poi vengono dimostrati con le azioni
quotidiane sono quelli che il popolo, la gente, i cittadini
leggono, e sicuramente il Parlamento, davanti a un'impugnativa che
vede circa un terzo della Finanziaria messa in discussione, non
riceve una valutazione positiva, e quel che è ancora peggio è che
la posizione delle istituzioni viene mortificata e demolita.
Allora dico che in questo senso dobbiamo portare avanti un'azione,
come Parlamento - essendo che quest'Aula è da lei rappresentata,
sig. Presidente - e da tutti noi, inciti il Governo affinché non
ricada in simili azioni che hanno di fatto dequalificato l'azione
del Parlamento tutto.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Lentini.
CORDARO. Signor Presidente, vorrei sapere quando sarà il mio turno
per svolgere l'intervento.
PRESIDENTE. Sull'ordine del giorno o sulla questione?
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi , io da anni ho
posto attenzione sull'attività del Commissario dello Stato; a volte
mi ha convinto, altre volte no. L'impugnazione dei 21 articoli che
ha letteralmente stralciato da questa Finanziaria, approvata nella
mattina del primo di maggio, è un fatto grave, e posso pure capire
che qualche distrazione ci sia stata.
Però vede, Presidente, tagliare, ad esempio, la Tabella H, cui
sono poco interessato - l'unico punto della Tabella a cui ho posto
attenzione è stato quello riguardante il Banco alimentare -
affinché la dotazione possa essere incrementata per dare
possibilità alle numerose famiglie che hanno bisogno delle prime
necessità, che sono il pane e la pasta.
Questo è stato il mio intervento sulla Tabella H, delle altre
cose, sicuramente sono poco interessato. Ma non è la prima volta
che questa Tabella viene votata, e il parere del Commissario dello
Stato è stato sempre favorevole, non ho mai visto nessuna azione
contro la Tabella.
A mio avviso questa è una offesa, non solo al Parlamento regionale
siciliano, è una offesa agli Uffici della Regione Siciliana, agli
Uffici dell'Assemblea Regionale, perché quando io presento un
emendamento, questo atto che io propongo all'Aula ha bisogno di un
parere - il parere può essere favorevole, può essere negativo - gli
uffici ci convincono a volte che quel determinato pensiero non può
andare avanti perché ci sono delle imperfezioni o perché vanno
contro la legge, quindi da quel momento viene sospeso, e io non ne
parlo più.
Ma questa finanziaria è stata una finanziaria approvata
velocemente e possibilmente c'è stato qualche errore. Io mi auguro
che le prossime finanziare vengano attenzionate e forse, visto che
il Commissario dello Stato - ad esempio, sul discorso del ticket
delle isole, oppure sui petrolieri per mettere una piccolissima
tassa per cercare di aumentare le entrate delle casse regionali -
non sono state nemmeno approvate, ma che mi dice il Commissario
dello Stato dell'articolo 37?
È possibile che la Regione Siciliana debba piangere lacrime e
sangue, giorno per giorno, e non tutelare tutti gli articoli dello
Statuto?
Io non sono a difesa di un articolo dello Statuto ma di tutti gli
articoli dello Statuto, quindi mi sembra che la politica non faccia
parte del Commissario dello Stato. Mi sarei aspettato da parte del
Commissario dello Stato che impugnasse quegli articoli che vanno
contro la legge ma non tutti. Nella Tabella H' non ci sono
articoli che riguardano solo ed esclusivamente enti che si occupano
di sport o sull'identità siciliana, ci sono articoli che
riguardano enti sanitari, enti che aiutano, enti come quelli dei
medullolesi, ci sono cose che sono imprescindibili, ci sono scelte
che non possono essere, così, buttate, accantonate, azzerate.
Il Governo sarà in confusione perché fra questi enti ci sono enti
che hanno personale che lavora da tanti anni, e non so come si
risolverà questo problema, e lo leggo sui giornali che i 24
milioni sono stati tagliati, e non se ne può nemmeno riparlare.
Ecco questa è la cosa che mi insospettisce. Questo è un Parlamento
eletto dal popolo, quando io vado in campagna elettorale cerco di
convincere l'elettore con un programma elettorale e politico dove
cerco di condividere con loro le mie e scrivono Lentini , devono
scrivere nome e cognome. Quindi è questa la cosa che non accetta il
Parlamento, se questo è un Parlamento autonomo, deve essere
autonomo anche nelle scelte.
Certo le scelte scellerate le lasciamo fuori da questo Parlamento,
però può capitare che a volte facciamo delle azioni per bene e su
questo i siciliani devono stare anche attenti perché non abbiamo
bisogno solo del Commissario dello Stato, ma abbiamo bisogno che lo
Stato stia attento a tutte le malefatte che la Sicilia subisce
giorno per giorno, ad iniziare dall'articolo 37, che non viene mai
rispettato
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha
facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, io
occuperò un minuto per parlare del tema dell'ordine del giorno
anche perché credo che, non volendomi unire al valzer delle
ipocrisie , come correttamente l'ha chiamato un collega che mi ha
preceduto, io credo che l'unica strada, c'è poco da dire, è quella
proposta dal collega Turano: noi dobbiamo uscire dall'equivoco e
dobbiamo stabilire una volta per tutte chi fa politica e chi fa
altro.
Io rivendico a quest'Assemblea regionale il ruolo della politica,
firmiamo tutti e novanta il disegno di legge dell'onorevole Turano,
non significa avere primazìe o meno, significa capire chi è per la
tutela del ruolo dei parlamentari e chi non lo è. Chi non firmerà
quel disegno di legge evidentemente non è per la tutela del ruolo
dei parlamentari e non è per tutelare il prestigio e il ruolo del
Parlamento.
Concludo sul punto dicendo che il Gruppo del Cantiere Popolare
voterà ed il sottoscritto ha apposto la sua firma sull'ordine del
giorno a firma di altri capigruppo per rendere, ovviamente,
immediatamente promulgabile la finanziaria o quanto meno quella
parte di finanziaria che non è stata impugnata.
Le avevo chiesto, signor Presidente, ad inizio della seduta la
parola, e quindi lei mi dà la possibilità e di questo la
ringrazio, di ottimizzare il mio tempo, perché di due interventi me
ne fa fare uno. E avevo chiesto di intervenire perché credo che lei
abbia dimenticato che questa settimana è venuto a mancare anche il
senatore a vita Giulio Andreotti.
Vede, signor Presidente, quando il senatore Andreotti faceva
politica io andavo ancora all'università, forse al liceo, e nella
mia carriera politica non ho avuto mai l'opportunità, nel bene o
nel male, di incontrarlo. Però, siccome ho notato che a rendere
omaggio al Presidente Andreotti si sono recati il Capo dello Stato,
Presidente Napolitano, il Presidente del Senato, senatore Grasso,
il Presidente del suo partito, Pier Ferdinando Casini, e tantissime
altre personalità importanti, da D'Alema a Veltroni, a tanti altri,
io credo, signor Presidente, che quest'Aula debba tributare -
glielo chiedo in maniera sommessa - un minuto di silenzio ad un
uomo che, come giustamente ha detto il Presidente Napolitano verrà
giudicato dalla storia ma che è stato per sette volte Presidente
del Consiglio dei Ministri.
Dopo di che, signor Presidente, lei secondo me ha commesso un
errore, a questo può riparare prima che la seduta si chiuda ed in
ogni caso faccia quel che vuole perché anche lei sarà giudicato
dalla storia per quello che farà o per quello che non farà.
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, io non ho la presunzione di essere
giudicato dalla storia, attiene ad altri, gli statisti.
E' iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non mi
attarderò a ragionare del merito delle scelte del Commissario dello
Stato riguardo la legge finanziaria che ha approvato questo
Parlamento.
Io, come ho già fatto, peraltro in sede di dichiarazione di voto
nell'approvazione di un'altra legge importante, che ha esitato
questo Parlamento e mi riferisco alla legge sull'abolizione delle
Province ripropongo un problema che è tutto interno a questo
Parlamento, interno a questa Aula, e che consta di due aspetti.
Il primo riguarda il fatto che mentre si sta cercando di costruire
un profilo istituzionale, grazie a tutti quanti, dalla Presidenza
di questo Parlamento ai gruppi, a tutti i 90 deputati, è insorta in
questi ultimi tempi una cattiva abitudine, che quando sono entrato
io la prima volta in questo Parlamento non albergava fra le pareti
di questa mobilissima e storica Aula, cioè di far sì che il
dibattito parlamentare, politico, istituzionale, dialetticamente
anche forte, anche di scontro, come è normale e tipico delle grandi
democrazie, debba necessariamente non concludersi all'interno di
questa Aula, ma debba necessariamente continuare fuori con un
profilo istituzionale distorto, come se ognuno non si rassegnasse
alla scelta che legittimamente la maggioranza di un Parlamento
democraticamente assume.
L'ho detto in quella sede, quando il Parlamento ha votato una
legge, quando nei giorni immediatamente successivi, cioè proprio
nei giorni in cui il Commissario dello Stato è chiamato ad
esaminare i testi che escono da questa Aula, c'è quasi
l'esortazione di chi non riesce ad ottenere in questa Aula ciò che
pensava legittimamente di ottenere, come risultato politico
istituzionale e legislativo, di continuare questa battaglia fuori
invocando la bocciatura del lavoro del Parlamento da parte di un
Prefetto della Repubblica, che io rispetto profondamente, ma
ognuno nell'alveo che le Istituzioni e che l'ordinamento giuridico
assegna.
Quindi, perché stupirci se in questi giorni, in maniera reiterata,
stucchevole e certamente delegittimante per il Parlamento
siciliano, tanti espressioni parlamentari hanno quasi chiesto,
invocato che il Commissario dello Stato intervenisse su questa o
quella norma.
Credo che il vero problema di questo Parlamento sia esattamente
questo, non di limitare o riformare i poteri del Commissario dello
Stato, ma credo di riacquistare una legittimazione che come accade
sempre nell'equilibrio fra i poteri, mi riferisco al potere
legislativo e al potere giudiziario, che in questi anni ha fatto
scorrere fiumi di inchiostro, sappiamo bene che non dipende
esattamente dal dettato letterale della Costituzione o dalle norme
che regolano l'ordinamento giuridico, ma dipende dalla
legittimazione che ogni potere, in un determinato momento storico,
riesce ad avere grazie alla bontà della propria iniziativa
legislativa ed istituzionale.
Signor Presidente, credo che sia questo il vero problema e le sono
grato per le volte che lei ha richiamato, pubblicamente e
privatamente, questo Parlamento ad esercitare con grande dignità
istituzionale la propria funzione.
L'altro aspetto, che riguarda sempre il Parlamento, fa riferimento
alla legittimazione che ognuno dà all'interlocutore, se qualcuno
immagina che delegittimando l'interlocutore dentro questo
meccanismo istituzionale di cui noi siamo protagonisti,
democraticamente protagonisti, se si pensa che questo possa servire
ad accrescere la legittimazione di ognuno, otterremmo esattamente
il risultato opposto e ricordavo, signor Presidente, mentre
ascoltavo gli interventi - ogni tanto mi piace leggere qualcosa -
un bel libro di Steinbeck La luna è tramontata , quando ad un
certo punto, nel voler definire e descrivere le conseguenze del
mancato rispetto da parte di una comunità, qualunque essa sia, di
qualunque ordine organizzato, delle regole scritte e non scritte,
Steinbeck descrive l'orribile inganno in cui cadono i vincitori e i
vinti che diventano indistinguibili nella comune sconfitta per non
aver saputo rispettare le regole e lo descrive in maniera
letterariamente splendida con questa frase terribile, anche
violenta: Le mosche conquistarono la carta moschicida in questo
scontro senza regole che c'è tra di esse .
Non voglio che questo prestigioso, antico Parlamento possa cadere
in questi equivoci, ognuno cerca di dare il suo contributo ed io,
più volte, da questa tribuna, in questa legislatura, ho detto e
sostenuto che ciascuno dei novanta parlamentari ha capacità,
intelligenza e forza morale e istituzionale per rendere prestigiose
le istituzioni parlamentari di questa Regione, ma proprio per
questo credo, signor Presidente, che sia ingiusto, non entro nel
merito, ma lo dico, non riconoscere il lavoro che il Governo,
l'assessore Bianchi e il Presidente Crocetta hanno fatto in questo
avvio di legislatura.
Ad inizio legislatura ballavamo sull'orlo del precipizio perché
non immaginavamo come affrontare questo peso di miliardi di euro
che in questo esercizio dovevamo essere in qualche modo
scongiurati nel loro peso opprimente che rischiava di chiudere
davvero la prospettiva di questa Regione.
E' stato in questi giorni consumata una ipocrisia davvero
insopportabile, non riconoscere che l'impianto della finanziaria,
così com'è stato concepito, ha retto ed informare falsamente
l'opinione pubblica di qualcosa che non è accaduto credo che questo
non faccia onore a nessuna istituzione dell'ordinamento regionale.
Lo sappiamo tutti che la finanziaria ha retto e, allora, anche il
Commissario dello Stato probabilmente si ricrederà, per esempio,
sull'articolo 8 tante volte citato stamattina, parliamo di
tecnicismi, che è giusto che nel rapporto tra diversi livelli
istituzionali si possano definire e chiarire, ma dire che c'è un
problema di impianto, che c'è un problema di entrate quando in
questo inizio di legislatura non avevamo neppure idea, nei mesi di
dicembre e gennaio, febbraio, di come definire anche per l'altra
tegola di quel buco del 2012 che sappiamo come si è costruito,
anche attraverso gli interventi del Parlamento e del Governo
nazionali, e dire che questa finanziaria è davvero quella che oggi
viene descritta sulla stampa credo che non faccia onore a nessuno.
E' stata fatta un'azione di disinformazione sbagliata e pericolosa
nei confronti della pubblica opinione che, certamente, non
contribuisce ad alimentare quella speranza e quella prospettiva che
ognuno di noi dice di volere alimentare nel popolo e nei cittadini
di questa Regione e non solo.
Bisogna avere il coraggio di rispettare profondamente, con grande
onestà intellettuale e rispetto istituzionale, ciò che ognuno fa;
ciò che è stato fatto certamente è stato fatto bene in larga parte,
altre cose andavano cancellate e bene ha fatto adesso il
Commissario dello Stato - lo dico adesso signor Presidente e chiudo
- perché non era coerente del tutto con l'ordinamento giuridico e
mi riferisco, in particolare, a quella famigerata tabella H) che
era diventata, rispetto a questo Parlamento, una specie di condanna
dantesca, eravamo costretti in un girone in cui si doveva per forza
approvare questa tabella H e nei termini come descriveva poco fa
l'onorevole Cracolici, però non ammettere che ci sono norme
importanti, che avviano un processo di risanamento di questa
Regione in questa finanziaria e non ammettere anche che c'è
un'entrata fuori da quello che l'ordinamento consente da parte del
Commissario dello Stato su alcune norme, credo che significherebbe
non dire esattamente tutta la verità.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lombardo. Ne ha
facoltà.
LOMBARDO. Signor Presidente, volevo brevemente rappresentare al
Parlamento un po' la stucchevole condizione in cui noi oggi ci
stiamo ritrovando, è accaduto un fatto grave, poche ore addietro,
che di fatto ha visto stroncata la Finanziaria, certo, fino a pochi
minuti fa si diceva che il complesso delle entrate e
dell'equilibrio finanziario non è stato intaccato da questa
impugnativa del Commissario, però il lavoro che ci ha visti
impegnati nelle ultime settimane purtroppo di fatto è stato
toccato, e come
Anche in alcuni punti nevralgici di questa norma e dinanzi ad un
atto così grave, che forse non trova precedenti all'interno
dell'approvazione della legge finanziaria di questo Parlamento,
notiamo, purtroppo, l'assenza dell'assessore Bianchi e del
Presidente Crocetta, sono presenti, peraltro, due autorevoli
assessori che si contraddistinguono per il loro impegno quotidiano,
su un fatto che naturalmente coinvolge anche loro, soprattutto
loro.
Vede, signor Presidente, nell'impugnativa che ci è stata
comunicata da parte del Commissario dello Stato emergono anche
delle responsabilità che non possono essere semplicemente
rimpallate e liquidate dall'assessore Bianchì, dicendo che sono
norme soprattutto di iniziativa parlamentare quelle impugnate dal
Commissario, perché se guardiamo all'articolo 8, se guardiamo
all'articolo 16, se guardiamo all'articolo 55, 60 e 61, vediamo che
sono norme prettamente governative e che lanciavano, soprattutto,
quella fase di sviluppo che è enunciata nella presentazione della
legge stessa.
Mi chiedo, e lo faccio con grande umiltà, ma con determinazione,
quando il Commissario dello Stato, giustamente, cerca di inserire
una questione che è importante ed è quella dell'equilibrio
finanziario, ormai, delle leggi di stabilità ed altro, e ci parla
dell'articolo 81 della Costituzione, questo principio vale soltanto
per alcuni articoli e non tocca, ad esempio, l'articolo 6 sul
concorso alla finanza pubblica che vedrà impegnata la Regione
l'anno prossimo per cifre maggiori ed ha visto l'utilizzo, proprio
per mezzo dell'articolo 6, di quel decreto legge n. 35 del 2013, di
una spropositata parte di queste somme per l'anno corrente e non
per il 2014, lì l'equilibrio finanziario non si denota, ma si
denota in altri articoli.
La domanda che pongo è questa ed appare ormai evidente, vede,
signor Presidente, il lavoro che è stato svolto in queste ultime
settimane è stato straordinario, importante, penso che anche il
Parlamento - prima si faceva riferimento alla responsabilità di
queste istituzioni -sia stato delicato e fondamentale. Appare ormai
evidente che in un equilibrio di potere e di rapporti tra
Parlamento, Governo e Commissario dello Stato, oggi è una data
importante, anzi quella di ieri, perché disegna di fatto uno
scivolamento di questa istituzione verso una non rappresentanza che
non ha difesa da parte di nessuno perché il Governo dice sì che
l'impianto è stato mantenuto, ma non dice che molte di queste norme
sono state concordate dal Governo stesso e molte di queste
provengono dal Governo stesso.
Mi appello, quindi, alla sua sensibilità affinché questo
Parlamento possa essere maggiormente tutelato e soprattutto -
faccio un invito agli assessori - spero che anche successivamente
non ci sia il cattivo, che è il Parlamento, che fa la tabella H),
che fa le norme impugnate dal Commissario dello Stato e, poi, c'è
il Governo che fa le norme che rispettano gli articoli 81 e
seguenti della Costituzione.
Spero che ci possa essere davvero sia di notte, ma anche di
giorno una collaborazione reale con il Governo affinché la Regione
ritrovi realmente uno spirito guida e possa affrontare l'emergenza
finanziaria.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi sono due ordini del giorno: il
primo sul quale penso ci sia l'unanimità, quello presentato dai
Presidenti dei Gruppi parlamentari che impegna il Presidente della
Regione a promulgare la delibera legislativa senza le parti
impugnate, il secondo, a firma dell'onorevole Turano, che,
obiettivamente, è condivisibile perché è una prassi che - gradirei
dall'onorevole Turano un po' di ascolto - nel corso degli anni è
stata pure utilizzata.
Sottopongo, però, alla riflessione dell'onorevole una questione
perché si intende impegnare sia il Presidente dell'Assemblea - e,
quindi, io dovrei portare poi la questione alla Conferenza dei
Capigruppo perché venga calendarizzata la discussione - sia il
Presidente della Regione a ripresentare il testo di legge così come
è stato esitato dall'Aula, ciò comporterebbe il non effettuare più
alcuna discussione nel merito.
Devo dire che da tutti gli interventi è emersa una volontà di una
migliore qualità della legislazione, come è stato detto da
qualcuno, ricordo che l'onorevole Assenza ha detto che alcune norme
erano palesemente incostituzionali con riferimento, ad esempio,
alla retroattività delle norme, per cui non credo ci sia distonia
tra il suo ordine del giorno e la volontà del Parlamento a
riaffrontare le stesse tematiche, ma a riaffrontarle in che
termini, onorevole Turano?
A riaffrontarle con le tecniche legislative dovute perché, veda,
quando il Commissario dello Stato evidenzia, a pagina 3, che gli
Uffici dell'Assemblea, non questa Presidenza - ed io di questo li
voglio pubblicamente ringraziare - avevano evidenziato al Governo
che mancavano le relazioni tecniche, quando questa Presidenza
dell'Assemblea si è dovuta fare carico di stralciare alcune norme,
ricordo ad esempio quelle relative all'Italtel ed alla Sirap,
avendo pure delle contestazioni, non personali, ma con riferimento
alla carica, perché mancavano le relazioni di carattere tecnico,
sono obiettivamente delle ovvietà alle quali non ci possiamo
sottrarre.
Quando avevamo evidenziato che mancavano le relazioni tecniche,
intendendosi per relazioni tecniche le relazioni, ad esempio,
all'emendamento poi diventato articolo sul CIAPI, così come devo
dire, onorevoli colleghi, che gli Uffici dell'Assemblea stanno
rimandando indietro, al Governo, senza alcuna vena polemica, perché
ogni volta che si parla sembra che si volesse polemizzare o aprire
una sorta di contrasto istituzionale, non è questa la volontà e lo
voglio ribadire, ma proprio perché ci sia una qualità della
legislazione all'altezza che è stato fatto tutto questo, tant'è che
sono stati rinviati indietro, al Governo, alcuni disegni di legge
perché fossero sottoposti all'approfondimento necessario e poi,
parlando con i singoli assessori - devo dire con la massima
chiarezza - si conviene su questa esigenza, perché ci viene chiesta
dalla legge, perché è chiaro che se noi prevediamo in una norma,
quando poi si parla di norme oscure o di difficile interpretazione,
tot assunzioni, tanto per fare il caso estremo, perché non è solo
la questione delle assunzioni, bisogna comprendere quante sono le
persone da assumere, dove si va a parare, per quanto tempo e
quant'altro.
Quindi, condivido l'ordine del giorno presentato dall'onorevole
Turano, anche perché era una proposta che volevo formulare ai
Presidenti dei gruppi parlamentari perché ci sono degli
emendamenti, che poi sono diventati legge, complessivamente, dei
singoli parlamentari, fatti propri dal Governo, tant'è che proprio
il nome Gov1, Gov 2, Gov3, questo è necessario sottolinearlo, in
una confusione generale perché è stata sotto gli occhi di tutti,
perché avevamo più volte evidenziato per i ritardi - senza alcuna
vena polemica - con la quale questa finanziaria era arrivata
all'esame delle Commissioni di merito e si era evidenziato il ruolo
che dovevano avere le Commissioni di merito e, proprio su questo,
ho indetto una riunione con i singoli Presidenti, così come martedì
la farò con i singoli Presidenti dei gruppi parlamentari.
Pertanto, se non ha difficoltà, onorevole Turano, la invito a
ritirarlo perché è già intenzione di questa Assemblea riproporre
nelle Commissioni di merito gli articoli che sono stati bocciati,
ma accompagnati da quelle relazioni e da quella istruttoria che
diventa necessaria, così come è stato detto, probabilmente anche
con riferimento alla Tabella H), chiamiamola impropriamente così,
se fosse stata illustrata almeno per alcune iniziative,
probabilmente non avrebbe avuto l'esito che ha avuto.
TURANO. Chiedo di Parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, raccolgo volentieri
il suo invito, vorrei, però, che si consumasse un passaggio per
evitare di compiere un vulnus dell'attività legislativa: si possono
presentare 21 disegni di legge, asettici, soltanto con la
disposizione approvata in Assemblea, e si possono portare in Aula,
dopo di che il Commissario potrà, liberamente, dopo il passaggio in
Commissione, l'importante che non si svolga un nuovo dibattito
assembleare e rimane cristallizzata la situazione come si è
consumata la sera dell'approvazione della finanziaria.
Fatto questo, signor Presidente, il Commissario può riproporre,
magari ripensandoci, piuttosto che 21 impugnative o in toto o in
parte, l'importante è che, anche se dovesse riproporre una sola
impugnativa o l'impugnativa di tutti gli articoli, si sollevi
conflitto di attribuzione, perché per le prerogative dell'Assemblea
credo che vada fatto questo.
Con il suo impegno della riproposizione, con questa tecnica,
ritiro volentieri l'ordine del giorno e mi affido alla
responsabilità sua e dell'Aula intera affinché prima della prossima
sessione si possa consumare con una finestra l'approvazione tecnica
delle norme impugnate.
PRESIDENTE. Onorevole Turano, rimetto alla Conferenza dei
Presidenti dei gruppi parlamentari la decisione sul percorso
legislativo, se si ripropongono le norme così come sono state
cassate, sostanzialmente non faremo l'interesse della qualità della
legislazione perché su alcune norme manca effettivamente la
relazione tecnica.
Noi riproporremo alle Commissioni di merito tutte le questioni
così come è giusto fare. L'Assemblea prende atto del ritiro del suo
ordine del giorno.
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 96.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Ardizzone
Comunico che la Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari
è convocata martedì 16 maggio, alle ore 12,00, ed in quella sede
sottoporrò la questione anche perché sarà commemorato l'onorevole
Andreotti, così come era intenzione di questa Presidenza, nella
prossima seduta, ma siccome io annetto alle commemorazioni un
significato di cose che ci debbono unire, l'esperienza di fatti
istituzionali precedenti non sono stati proprio in questo senso,
detto brevemente che si procederà alla commemorazione, sarà anche
oggetto della Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari
sulle stesse modalità, comunque era proprio nelle intenzioni della
Presidenza di farlo.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Clemente, Federico e
Musumeci hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
SIRAGUSA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SIRAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo rendere
partecipe all'Aula e al Governo della grave situazione igienico-
sanitaria che si sta creando nella città di Bagheria a causa della
difficoltà della raccolta dei rifiuti. E' un problema quella della
raccolta dei rifiuti che è comune a tutta l'Isola, ma in questo
momento, a Bagheria, sta raggiungendo dimensioni importanti,
soprattutto per gli incendi che ci sono la notte.
Volevo preannunciare il deposito di un ordine del giorno che
impegna il Governo ad attivarsi con tutti i mezzi possibili al fine
di aiutare la comunità bagherese ad espletare in maniera corretta
la raccolta dei rifiuti.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 14 maggio
2013, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Ardizzone
I - Comunicazioni
II - Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della
Rubrica: Turismo, sport e spettacolo .
La seduta è tolta alle ore 12.55
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni
Rubrica «Attività produttive»
CAPUTO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le
attività produttive, premesso che:
la crisi economica che ha colpito le attività commerciali della
Regione sta comportando la chiusura ed il fallimento di numerose
attività con aggravarsi dell'aumento della disoccupazione e della
mancanza di reddito per molte famiglie;
tale situazione determina un pericoloso aumento della soglia di
povertà della società e della comunità siciliana;
considerato che:
l'Assessorato ha la possibilità di sbloccare la somma di 42
milioni di euro dei fondi destinati al commercio;
tali risorse potrebbero consentire il rilancio delle attività
economiche e commerciali e la ripresa da una fase critica e
pericolosa di crisi del comparto produttivo legato al commercio;
ritenuto che la Sicilia attraversa un momento di pesante crisi
economica e che il settore produttivo legato al comparto del
commercio registra un'altrettanta grave crisi senza precedenti;
per sapere:
se il Governo della Regione abbia adottato misure in favore del
settore del commercio;
se la Regione abbia la disponibilità dei citati 42 milioni di
euro;
i motivi del blocco delle predette risorse;
quali provvedimenti il Governo della Regione abbia adottato o
intenda adottare per sbloccare i fondi destinati al commercio nella
misura di 42 milioni di euro;
quali provvedimenti, anche in via straordinaria ed urgente, il
Governo della Regione abbia adottato o intenda adottare in favore
del rilancio del comparto produttivo legato al commercio». (32)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. «Si riscontra l'interrogazione n. 32, dell'onorevole
Caputo Salvino, concernente quanto indicato in oggetto, per
rappresentare che:
- con D.P.Reg. 510/GAB del 17 aprile 2013, in esecuzione della
delibera di Giunta n. 132 del 3 aprile 2013 è stata prorogata la
durata della convenzione con IRFIS-FinSicilia S.p.A. per la
gestione del Fondo al Commercio, ex art. 60 della legge regionale
23 dicembre 2000 e successive modifiche ed integrazioni, fino al 30
settembre 2013;
- con D.P.Reg. 506/GAB del 19 marzo 2013, il dott. Pietro
Sciortino, dirigente dell'Amministrazione regionale in servizio
presso l'Assessorato regionale dell'Economia è stato nominato, su
proposta dell'Assessore alle Attività Produttive, Commissario
Straordinario del Comitato Amministrativo di cui all'art. 60, comma
5, della L.R. 23 dicembre 2000, n. 32 e ss.mm. e ii., prorogato con
D.P.Reg. 511/GAB del 17 aprile 2013, con il compito di provvedere
all'adozione degli atti deliberativi riguardanti la concessione di
agevolazioni in favore delle imprese beneficiarie, nonché di
deliberare in ordine alla situazione contabile del Fondo, alla
rendicontazione delle disponibilità, agli impegni e alle
insolvenze;
- con D.A. 86/GAB, in conformità a quanto previsto all'art. 11 del
D.A. n. 752 de 2 luglio 2002, in applicazione dell'art. 60 della
legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32, tenendo conto dei commi 4
bis e 4 ter del medesimo articolo, con i quali sono state
determinate alcune somme per fronteggiare alcune situazioni di
emergenza come quella nelle isole di Linosa e Lampedusa, causata
dall'eccezionale afflusso di migranti provenienti dai Paesi del
Nord Africa, nonché quella dei comuni di Messina colpiti dagli
eccezionali eventi alluvionali del 22 novembre 2011, le somme
destinate al fondo regionale per il commercio in parola sono state
suddivise, per le rispettive finalità, secondo il seguente
prospetto:
Finalità agevolative Dotazion Somme Copertu Nuove
e del disponib ra nuove destinaz
Fondo ili (non destinaz ioni per
impegnat ioni rispetti
e) proposte ve
per i finalità
commi
4/bis e
4/ter
Art. 60 comma 1, punto -
1 Aiuti all' 52.467.18 40.082.3 4.556.38 35.525.9
investimento 2,05 44,39 1,61 62,78
Art. 60 comma1, punto 2
Contributi in 11.006.72 3.034.57 3.034.57
c/interessi su mutui 7,76 8,42 8,42
Art. 60 comma 1, punto -
3 Contributi in 5.022.318 5.022.31 5.022.31
c/capitale (*) ,39 8,39 8,39
Art. 60 comma 1, punto
4 Contributo in 261.210,6 250.782, 250.782,
c/interessi leasing 0 44 44
Art. 60 commi 4/bis e 0
4/ter Lampedusa - Linosa 8.421.300 + 13.578.7
e Prov. Messina ,00 13.578.70 00,00
0,00
Art. 63 comma 1/A
Contributi in 12.654.75 2.668.94 2.668.94
c/interessi avviamento 6,36 0,71 0,71
Art. 63 comma 1/B
Contributi in 1.002.890 819.270, 819.270,
c/interessi Cess. Cred. ,48 02 02
Comm.
Art. 63 comma1/C
Contributi in 530.894,5 103.224, 103.224,
c/interessi ripianamento 4 42 42
Sub totale
91.367.28 51.981.4 55.981.4
0,18 58,79 58,79
Altre riserve -
4.479.517 4.479.51 4.000.00 479.517,
,64 7,64 0,00 64
Totale
95.846.79 56.460.9 56.460.9
7,82 76,43 76,43
(*) Non operativo per
mancata emanazione delle
norme di attuazione
L'Assessore
Vancheri
ASSENZA. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per le
attività produttive e all'Assessore per le infrastrutture e la
mobilità, premesso che a seguito delle ben note vicende che hanno
occupato le prime pagine dei quotidiani regionali, relative alle
dimissioni di buona parte dei consiglieri della C.C.I.A.A. di
Ragusa ed alle conseguenti dimissioni del presidente eletto Dott.
Gambuzza, l'Ente camerale di Ragusa, da diverse settimane, è ormai
privo della figura apicale;
considerato che la conseguente inoperatività dell'ente camerale è
di grave nocumento per una realtà provinciale già stremata dalla
più grave crisi economica dell'ultimo decennio;
verificato che si è aggiunto al nocumento di cui sopra, quale
ulteriore conseguenza negativa, la impossibilità, per la camera di
commercio di Ragusa, di intervenire a pieno titolo nelle decisioni
della SAC di Catania, della quale l'ente camerale è socio;
ritenuto che tale situazione di stallo sta provocando per
l'aeroporto di Comiso, la cui società di gestione SOACO spa conta
quale socio di maggioranza relativa la SAC di Catania, un evidente
cambio di passo rispetto agli scorsi mesi; infatti, l'apertura
dello scalo comisano è fissata per il prossimo 25 marzo 2013, ma,
nelle ultime settimane lo stesso Consiglio di Amministrazione non è
riuscito neppure a riunirsi, con ciò determinando il blocco di
quelle necessarie attività propedeutiche all'apertura dello scalo
che SOACO spa deve realizzare in convenzione con la società che
gestisce l'aeroporto di Fontanarossa;
per sapere se:
sia intendimento della Presidenza della Regione procedere alla
immediata nomina del commissario della C.C.I.A.A. di Ragusa;
al nominando commissario si intendano dare precise direttive circa
le future nomine che da socio della SAC di Catania deve concorrere
ad individuare, scegliendo tra soggetti di chiara competenza ed
accertata operatività e che, in ogni caso, non si siano di fatto
già posti in contrasto con la funzione di supporto della SAC di
Catania nei confronti della celere apertura dell'aeroporto di
Comiso». (78)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. «Si riscontra l'interrogazione n. 78, dell'onorevole
Assenza Giorgio, concernente quanto indicato in oggetto,
premettendo che con nota prot. 176 del 15 gennaio 2013 l'Assessore
regionale per le Attività produttive, a seguito delle dimissioni
del Presidente e di otto consiglieri, ha accertato la condizione
per lo scioglimento del Consiglio della Camera di Commercio di
Ragusa, a norma dell'art. 6, comma 1, lett. b), LR 29/95, come
sostituito dall'art. 3, comma 1, LR n. 4/10, designando il
nominativo di un Commissario straordinario.
La Giunta regionale, nella seduta del 24 gennaio 2013,
nell'assentire alla designazione da parte dell'Assessore regionale
per le Attività Produttive, ha avviato la richiesta del previsto
parere alla competente Commissione legislativa dell'ARS, come
introitata in data 5 febbraio 2013; al fine di assicurare la
funzionalità della Camera in questione rappresentava l'urgenza.
Considerato che il suddetto parere non è stato reso nei termini
previsti dal combinato disposto di cui all'art. 3 LR n. 35/76 e
art. 5 LR n. 5/11, in attuazione della delibera della Giunta
regionale n. 101 del 15 marzo 2013, con DP n. 72 del 27/03/2013 il
Consiglio della Camera di Commercio di Ragusa è stato sciolto,
nominando nel contempo il dott. Sebastiano Guerrieri, fino alla
ricostituzione degli ordinari organi di amministrazione e, comunque
per un periodo non superiore alla durata di mesi tre».
L'Assessore
Vancheri
Rubrica «Energia e Servizi di pubblica utilità»
CIMINO. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per
l'energia e i servizi di pubblica utilità, premesso che:
la grave crisi idrica, verificatasi in alcune province dell'Isola
sin dai primi anni '90, ha rappresentato in modo drammatico, a
causa dei gravi disagi patiti dalla popolazione, la necessità e
l'urgenza per il Governo della Regione di procedere alla
realizzazione di diversi impianti di dissalazione per la produzione
di acqua per usi civili avvalendosi, tra l'altro, di finanziamenti
disposti con apposite Ordinanze di Protezione Civile;
tra i primi esempi di acqua industriale per usi civili, si
riscontra quello rappresentato dal dissalatore di Gela (CL), la cui
produzione, tutt'oggi, viene convogliata verso la provincia di
Agrigento per essere miscelata con acqua di provenienza
sorgentizia;
non essendo sufficiente questo quantitativo di acqua dissalata,
trasportato tra l'altro verso la città e la provincia di Agrigento
attraverso ben 90 km di condotta che in passato ha avuto anche
problemi di rotture causati da sovrappressione, sono stati
realizzati, a supporto del dissalatore di Gela, tre minidissalatori
adiacenti l'area portuale in territorio di Porto Empedocle; i due
dissalatori, quello di Gela (5 modulo) e quello di Porto
Empedocle, sono di proprietà della Regione siciliana e su quello di
Porto Empedocle, di recente, sono stati anche eseguiti degli
interventi di ammodernamento;
atteso che:
una ditta privata, di recente, ha realizzato in project financing
un ulteriore dissalatore, installato a Porto Empedocle in adiacenza
dei cosiddetti 'minidissalatori', e, da notizie informalmente
assunte, pare che il Dipartimento Acque e Rifiuti, utilizzando una
clausola contrattuale, abbia previsto di riscattare ed annettere
anche questo impianto al patrimonio regionale;
senza voler entrare nel merito della necessità di riscattare un
impianto privato, la cui tecnologia ad osmosi inversa (multiflash)
mal si coniuga con le caratteristiche dell'acqua marina trattata a
causa della eccessiva torbidità della stessa (fondale basso e di
natura limo-sabbiosa) - circostanza che comporterà sicuramente
notevoli spese di manutenzione per rimettere in funzione l'impianto
fermo da tempo - deve essere invece posta attenzione e data
priorità alla prosecuzione della gestione di quegli impianti che
già sono di proprietà della Regione ed il cui fermo prolungato
potrebbe arrecare danni irrimediabili alla costose e preziose
attrezzature;
considerato che:
i dissalatori, di proprietà della Regione, producono acqua da più
di un ventennio, riuscendo sempre a dare un contributo sostanziale
nei momenti di grave crisi idrica, grazie anche all'impegno profuso
dai dipendenti che hanno sempre reso il servizio pronto ed
efficiente, sia nella fase della produzione che nella delicata fase
della manutenzione delle sofisticate apparecchiature;
le società che hanno in appalto sia la gestione del dissalatore -
5 modulo - di Gela che i mini dissalatori di Porto Empedocle, lo
scorso mese di gennaio, hanno infatti avuto ordinato l'immediato
blocco della produzione di acqua dissalata;
a breve scadrà il contratto di gestione e manutenzione dei due
impianti di proprietà della Regione mentre per quello di proprietà
privata, che si intende riscattare, non è stata ipotizzata alcuna
forma di gestione, atteso che il Dipartimento Acqua e Rifiuti non
può certo operare direttamente la conduzione;
il verificarsi delle circostanze di cui sopra sta determinando
allarme nella popolazione, che teme di non ricevere nemmeno il
livello minimo di approvvigionamento idrico, in atto garantito dai
suddetti dissalatori, oltre che nei lavoratori in atto impegnati
negli stessi impianti che temono di perdere il posto di lavoro;
considerato altresì che in passato, per il dissalatore di Trapani,
la Regione ha trasferito la gestione dell'impianto ed il personale
alla società Siciliacque;
per sapere se, nelle more del riordino del sistema di ripartizione
delle risorse idriche, al fine di mantenere in funzione i
dissalatori di acqua marina per usi civili di Gela - 5 modulo - e
Porto Empedocle già di proprietà della Regione siciliana,
garantendo, in tal modo, l'approvvigionamento idrico alla
popolazione di Agrigento e provincia e i livelli occupazionali in
atto in essere, non si intenda assegnare provvisoriamente gli
impianti ed il personale in servizio, alla scadenza dei relativi
contratti di gestione, alla conduzione di Siciliacque». (57)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «Si fa riferimento all'interrogazione n. 57 inerente
l'oggetto, rivolta dall'onorevole Cimino Michele al Presidente
della Regione ed allo scrivente Assessore regionale per l'Energia
ed i Servizi di pubblica utilità, di seguito delegato
dall'onorevole Presidente della Regione alla relativa trattazione
con nota prot. n. 10289 del 22 febbraio u.s. di codesta Segreteria
Generale che legge per conoscenza.
Al riguardo, alla luce degli elementi forniti dal Dipartimento
regionale dell'Acqua e dei Rifiuti, si rappresenta quanto segue.
L'impianto di Gela V modulo bis è stato messo in marcia
nell'anno 2002, affidato alla Di Vincenzo S.p.a con contratto
avente durata annuale e successivamente rinnovato, di anno in anno,
in regime di prorogatio, sulla scorta di provvedimenti Assessoriali
e di decreti del Commissario per l'Emergenza Idrica della Regione
Siciliana.
La produzione di acqua dissalata ad oggi risulta sospesa, così
come richiesto da Siciliacque S.p.A. con nota n. 7789/10 del
10.11.2010, ed il modulo di dissalazione è mantenuto in stand-by
per eventuali situazioni di emergenza idrica.
In data 20/04/12 si è proceduto alla sottoscrizione di un verbale
tra la società Di Vincenzo S.p.A., la Regione Siciliana e
Siciliacque s.p.a., in forza del quale si è proceduto alla consegna
da parte della Vincenzo S.p.A. dell'impianto V modulo bis alla
Regione Siciliana ed alla contestuale consegna da parte di
quest'ultima, in custodia, alla società Siciliacque S.p.A., in
attesa della stipula della convenzione di affidamento da effettuare
entro la data del 30/05/12.
A seguito della mancata stipula della convenzione di affidamento a
Siciliacque, quest'ultima ha richiesto con nota del 1.6.2012 di
poter procedere alla riconsegna dell'impianto alla Regione
Siciliana, considerato altresì lo scadere del termine del
30.5.2012.
Lo Scrivente intende portare la questione all'attenzione della
Giunta regionale affinchè l'organo collegiale di Governo possa
valutare e deliberare in merito alla destinazione del detto
dissalatore (nonché di quello di Porto Empedocle di cui infra), ad
oggi detenuto in custodia da Sicilacque s.p.a.
L'impianto di Porto Empedocle è stato gestito dalla R.T.I. Di
Vincenzo - Sopes in forza della Convenzione n. 5004 stipulata con
la Presidenza della Regione Siciliana nell'anno 2001.
L'impianto è composto dalle due unità originarie a termo-
compressione (moduli A e C ) e da una terza unità (modulo B )
osmosi inversa di recente realizzazione.
Con nota del gennaio 2011, Siciliacque s.p.a. ha comunicato al
Dipartimento regionale Acqua e Rifiuti di non aver più necessità
dell'acqua prodotta dal dissalatore di Porto Empedocle e che
pertanto lo stesso è stato posto in regime di stand-by; procedura
che prevede l'avvio di tutte quelle attività di manutenzione
finalizzate ad evitare che gli impianti si deteriorino
irrimediabilmente.
Con atto aggiuntivo del 9.9.2011 è stata concessa una proroga
tecnica di sei mesi, che prevede i pagamenti mensili, sulla base
dei soli costi fissi secondo la quantificazione effettuata nel
bilancio preventivo.
Il Dipartimento Acqua e Rifiuti, come già concordato nel corso
delle numerose riunioni ed anche in ottemperanza dell'ordinanza del
Tribunale di Palermo Sezione civile Rep. n. 536/2013, in data 3
aprile 2013 ha sottoscritto il verbale di consegna in custodia
dell'impianto di Dissalazione di Porto Empedocle dalla R.T.I. Di
Vincenzo - Sopes alla Regione siciliana e, da quest'ultima, a
Sicilacque s.p.a. (gestore del sovrambito in forza del parere
dell'ufficio Legislativo e Legale della Presidenza della Regione,
che ha equiparato i dissalatori ad impianti di potabilizzazione di
acqua marina e pertanto già inclusi sin dall'origine tra gli
impianti affidati a Siciliacque S.p.A. ai sensi della Convenzione
Rep. n.10994 del 20.04.2004, e dell'art. 9 della L.R. n.11/2002
come modificato dall'art. 15 della L.R. n.16/2006).
In particolare, Sicilacque ha preso in consegna per 30 gg. il
detto dissalatore di Porto Empedocle; entro il predetto termine la
Regione dovrà definitivamente decidere in merito all'impianto ed al
suo affidamento a Sicilacque s.p.a. e di detta questione sarà
investito l'Organo collegiale di Governo.
Quanto al personale dei predetti dissalatori rispetto al quale,
com'è noto, non sussiste a carico della Regione siciliana alcun
vincolo o onere giuridico, della questione sarà investita la Giunta
regionale, al fine di valutare ogni percorso possibile.
Sarà cura dello Scrivente fornire eventualmente ogni ulteriore
elemento di novità in merito alle problematiche sollevate».
L'Assessore
Dott. Nicolò Marino
ZITO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO - FERRERI - FOTI
- LA ROCCA - MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO -
VENTURINO - ZAFARANA. - «Al Presidente della Regione e
all'Assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità,
premesso che:
il procedimento di gara finalizzato all'affidamento del
servizio idrico integrato in provincia di Siracusa è risultato
inequivocabilmente illegittimo in base alla sentenza del CGA n.
290/11 del 15 dicembre 2010, depositata il 30 marzo 2011;
tale sentenza ha ravvisato nella vicenda di tale affidamento
elementi che potrebbero essere di competenza di altra magistratura,
ossia della magistratura penale;
la citata sentenza, tra altre mille considerazioni
condivisibilissime in merito alla perniciosità di un affidamento
che non garantisce affatto la parte pubblica, lasciando a carico
della stessa l'alea della gestione economico-finanziaria, afferma
che, nel caso in ispecie, l'annullabilità non può dissociarsi dalla
riconosciuta e sentenziata illegittimità, in quanto - citazione
letterale - 'La valutazione dell'assetto degli interessi pubblici
da perseguire rimonta infatti al Legislatore, il quale ha ammesso
la possibilità di una scissione tra illegittimità e annullabilità
soltanto nelle circoscritte ipotesi delle illegittimità non
invalidanti (di cui all'art. 21-octies della L. n. 241/1990), i cui
presupposti certamente non ricorrono nel caso di specie';
la successiva sentenza ad ottemperando (n. 19/12, del 18 ottobre
2011, depositata il 2 gennaio 2012), inspiegabilmente, dissocia
dalla precedente, sopra citata, la necessaria ed ineludibile
conseguenza della caducazione del contratto, citando fonti
normative non nuove ma già in vigore al momento della formulazione
della prima sentenza;
la strana circostanza meriterebbe forse un approfondimento da
parte della magistratura per un accertamento delle motivazioni che,
al variare di qualche elemento della commissione giudicante, hanno
portato ad una tale difformità e ad un tale insanabile
contraddizione del giudicato;
la società di gestione SAI8 non ha prodotto nei quattro mesi
graziosamente concessi dall'ATO la prescritta fideiussione per 14
milioni di euro, inottemperanza contrattuale foriera di necessarie
conseguenze risolutorie per 'responsabilità esclusive del
concessionario', secondo quanto indicato espressamente all'art. 7
del contratto di affidamento;
il presidente della Provincia di Siracusa, Nicola Bono, fu colpito
da dure accuse da parte di SAI8 e raggiunto da informazione di
garanzia subito dopo (e solo dopo) la sua decisione di spiccare
contro il gestore la diffida finalizzata all'avvio dell'azione
risolutoria;
tale circostanza ebbe come effetto l'autosospensione del
presidente Bono dalla presidenza dell'ATO, al fine di evitare di
essere sospettabile di poter reiterare il reato di cui fu accusato;
tale autosospensione portò al commissariamento dell'ATO;
il commissario regionale, dott. Gustavo Cardaci, subito dopo il
suo insediamento, non diede seguito alla delibera dell'Assemblea
dei sindaci che aveva dato mandato al CdA di approntare gli atti
finalizzati alla risoluzione del contratto di affidamento;
anzi egli ha annullato tale delibera, compiendo forse in tal modo
un abuso di potere, mentre avrebbe dovuto dar corso al dettato di
essa o, in caso di sua perplessità sulla legittimità dell'atto
deliberatorio, avrebbe dovuto adire la magistratura amministrativa
per chiederne l'eventuale annullamento, non essendo lui giudice
ma, in quanto commissario, figura sostitutiva del presidente e non
essendo potere del presidente quello di annullare un atto
deliberativo dell'Assemblea dei sindaci, anche nel caso di mancata
condivisione di esso;
i sindaci dei Comuni iblei non hanno consegnato gli impianti
idrici al gestore, dopo che questi (pur avendo partecipato alla
gara per l'affidamento del servizio in tutti i comuni dell'ATO e/o
della Provincia) si dichiarò non in grado di assumere da subito il
controllo dell'intera gestione e chiese (ed ottenne graziosamente)
di poter prendere in consegna gli impianti nell'arco di un triennio
in tre tranche successive;
tale mancata consegna (richiesta dal gestore incapace di gestire)
diede l'opportunità ai sindaci, che poi avrebbero giustamente
opposto resistenza alla consegna, di constatare gli innumerevoli
inconvenienti emersi nei Comuni gestiti sin dal primo anno, di
prendere atto delle gravi inadempienze contrattuali (fideiussione e
mancato pagamento del canone di gestione), di apprendere che nei
Comuni passati sotto il controllo della società SAI8 la stessa
percepiva le tariffe senza pagare l'energia elettrica consumata per
il pompaggio dell'acqua dai pozzi trivellati, ancora sino ad oggi
rimasta a carico dei Comuni stessi (e cioè dei cittadini, che in
tal modo pagano l'acqua due volte) malgrado i provvedimenti legali
di riscossione coatta da questi avviati, senza esito, nei confronti
di SAI8;
il precedente Governo ha ripetutamente tentato di forzare la mano
ai sindaci resistenti alla consegna degli impianti idrici al
gestore SAI8, nominando dei commissari ad acta;
la nomina di tali commissari, effettuata in modo
amministrativamente errato, è stata impugnata con successo davanti
al TAR dai sindaci resistenti;
l'ultimo tentativo di favorire il gestore, mediante nuovi
commissari ad acta, è stato perpetrato dal Governo Lombardo, ormai
moribondo, con nomine effettuate a cavallo del 4 agosto e firmate
dal dottor Claudio Torrisi (nominato assessore di un governo in
agonia) che si è affrettato a compiere un estremo tentativo di
consegna degli impianti alla società di cui è amministratore
delegato il di lui figlio, ingegnere Salvatore Torrisi, circostanza
che, a modesto avviso dell'interrogante, avrebbe dovuto
sconsigliargli, se non altro per decenza, di compiere un atto in
cui sembra ravvisabile una forma di favoritismo e forse anche un
vago sentore di concussione;
i sindaci dei Comuni iblei, affiancati da altri loro colleghi dei
Comuni già passati sotto la gestione di SAI8 e da schiere di
cittadini, hanno opposto ancora resistenza in modo gandhiano,
facendosi trovare schierati in fascia tricolore davanti ai palazzi
comunali, pubblici ufficiali responsabili dell'acqua pubblica di
fronte ad un pubblico ufficiale inviato da un potere bieco e
subdolo a imporre la consegna del servizio ad un gestore tale, in
conseguenza di un procedimento illegittimo, inadempiente agli
impegni contrattuali e, purtroppo, ancora in sella a causa della
lentezza e delle complicazioni delle procedure giudiziarie avviate;
non appare tollerabile lasciare usare il potere amministrativo a
vantaggio del gestore privato in questa contesa morale e giuridica
che vede contrapposti da una parte sindaci e cittadini e dall'altra
una società di gestione illegittima, inefficiente, inadempiente
agli impegni ed insolvente;
anche i Comuni agrigentini, attraverso pubbliche iniziative e
procedimenti giudiziari, si sono opposti e si oppongono alla
richiesta di consegna delle proprie risorse idriche, delle relative
reti e degli impianti al gestore privato 'Girgenti acque s.p.a.';
la magistratura amministrativa ha valutato positivamente le
ragioni dei sindaci resistenti;
il Presidente della Regione assieme all'Assessore competente,
giustamente sensibili alle richieste del Forum regionale per
l'acqua ed i beni comuni, certamente faranno quanto in loro potere
per riavviare da subito il disegno di legge di iniziativa popolare
per la ripubblicizzazione del servizio idrico, sottoscritto e
sostenuto anche da oltre 140 Consigli comunali e da qualche
Consiglio provinciale;
favorire gli interessi dei gestori privati, proprio quando sta per
concretizzarsi in legge la volontà popolare, sarebbe come
riproporre la politica tortuosa, ambigua e proditoria del
precedente governo;
il 12 e 13 giugno 2011, il 95% degli italiani partecipanti al
voto, manifestando il loro 'Sì' ai due referendum per l'acqua bene
comune, si sono implicitamente espressi anche per la liberazione
dell'acqua da una logica di mercato e di profitto;
recentemente la Corte costituzionale ha giustamente bloccato i
tentativi dei Governi Berlusconi e Monti di vanificare il risultato
referendario;
la volontà dei cittadini, la negativa esperienza delle
privatizzazioni già effettuate e delle angherie e dei disservizi
subiti, l'indignazione generale contro le innumerevoli
illegittimità e gli abusi perpetrati dai gestori, impongono un
deciso e immediato cambiamento di rotta rispetto al passato;
per sapere:
se non ritengano opportuno disporre immediatamente la revoca dei
mandati conferiti ai commissari ad acta, se non altro per una
legittima suspicione in merito all'uso che qualcuno ha tentato di
fare del potere amministrativo, forse solo al fine di dare manforte
ad una società di gestione fortemente criticabile, considerata dai
sindaci e dai cittadini inaffidabile, che tutto ha a cuore fuorché
la giustizia e l'interesse pubblico dei cittadini;
in attesa che la giustizia faccia il suo corso e dipani la
complessa matassa di accuse e controaccuse, se non ritengano giusto
e doveroso revocare i commissari ad acta (per non consentire un uso
distorto del potere sostitutivo a vantaggio della parte meno
affidabile di questo conflitto);
se non ritengano vi siano gli estremi per una rimozione del
commissario Cardaci, ora che è stata chiesta l'archiviazione delle
accuse (con tutta probabilità strumentali) mosse strategicamente
contro il presidente della Provincia di Siracusa e dell'ATO8, forse
solo per impedire lo svolgimento dell'iniziativa risolutoria». (70)
Risposta. - «Si fa riferimento all'interrogazione n. 70 inerente
l'oggetto, rivolta dall'onorevole Zito Stefano al Presidente della
Regione ed allo scrivente Assessore regionale per l'Energia ed i
Servizi di pubblica utilità, di seguito delegato dall'onorevole
Presidente della Regione alla relativa trattazione con nota prot.
n.10305 del 22 febbraio u.s. di codesta Segreteria Generale che
legge per conoscenza.
Al riguardo, anche alla luce degli elementi forniti, al riguardo,
dal Dipartimento regionale dell'Acqua e dei Rifiuti, nonché della
successiva entrata in vigore della legge regionale 9 gennaio 2013,
n. 2, si può rappresentare quanto segue.
I 12 Comuni del Consorzio ATO di Siracusa che si erano opposti
alla consegna delle reti al gestore SAI8 erano: Avola, Buscemi,
Canicattini Bagni, Carlentini, Cassaro, Ferla, Francofonte,
Lentini, Melilli, Palazzolo Acreide, Rosolini e Sortino.
Relativamente ai suddetti 12 Comuni, il Dipartimento regionale
Acqua e Rifiuti aveva provveduto a nominare i Commissari ad acta,
al fine di procedere alla consegna delle infrastrutture al gestore
del S.I.I., giusti DD.DD.GG. nn. 1462, 1461, 1460, 1459, 1458,
1457, 1456, 1455, 1454, 1453, 1452, 1451, del 07/10/2011. Ciascun
incarico, avrebbe dovuto essere portato a compimento entro 30
giorni naturali e consecutivi dalla data di notifica del
provvedimento al Commissario ad acta.
A seguito di sospensione cautelare da parte del TAR, poi comunque
annullata dal CGA, i predetti commissariamenti sono stati
riproposti, giusti DD.AA. numeri 916, 917, 918, 919, 920, 921, 922,
923, 924, 925, 926, 927 del 01/06/2012. Ciascun incarico, avrebbe
dovuto essere portato a compimento entro 60 giorni naturali e
consecutivi dalla data di notifica del provvedimento al Commissario
ad acta.
Con le note del 18/06/2012 e del 20/06/2012, assunte al protocollo
del Dipartimento regionale dell'Acqua e dei Rifiuti,
rispettivamente ai n.ri 29416 e 29414, il Commissario ad acta
nominato in sostituzione dei Comuni di Buscemi e Palazzolo Acreide,
ha rinunciato all'incarico, per sopravvenuti motivi familiari.
Con D.A. n. 1290 del 08/08/2012 sono stati prorogati di giorni 90
gli incarichi di Commissario ad acta in sostituzione dei Comuni di
Avola, Canicattini Bagni, Carlentini, Cassaro, Ferla, Francofonte,
Lentini, Melilli, Palazzolo Acreide, Rosolini e Sortino, al fine di
procedere alla consegna delle infrastrutture idriche, fognarie e
depurative tutte, al gestore del S.I.I. SAI 8 S.p.a.
Con i DD.AA. numeri 1291 e 1292 del 08/08/2012, si è provveduto a
nominare i commissari ad acta di Buscemi e Palazzolo Acreide, il
cui mandato doveva essere portato a termine entro 90 giorni.
Per completezza, si rappresenta che dei dodici Comuni sopra
citati, soltanto a Lentini il commissario è riuscito a portare a
termine il proprio mandato con la consegna delle reti al gestore
del S.I.I.
Alla luce di quanto rappresentato e tenuto conto della durata dei
mandati, tutti i commissariamenti, già prima della presentazione
dell'interrogazione, erano scaduti e non sono stati più prorogati.
Infatti, com'è noto, la legge regionale 9 gennaio 2013, n. 9,
all'art.1, comma 6, ha previsto che, nelle more dell'approvazione
della legge regionale sul riassetto del servizio idrico integrato
prevista dal precedente comma 5, i Comuni che non hanno consegnato
gli impianti ai gestori del servizio idrico integrato, continuano
la gestione diretta .
Infine, quanto all'esplicita richiesta di cui all'interrogazione
in oggetto, di rimozione del commissario Cardaci, si rappresenta
che, con nota del 05/01/2013, il Dott. Gustavo Cardaci ha
rassegnato le dimissioni dagli incarichi commissariali di cui ai
DD.AA. numeri 183/2012 e 232/2012, con i quali gli erano stati
conferiti rispettivamente: l'incarico di Commissario straordinario
in sostituzione del Consiglio di Amministrazione del Consorzio ATO
Idrico 8 di Siracusa e l'incarico di Commissario straordinario in
sostituzione delle funzioni specifiche attribuite al Presidente
della Provincia di Siracusa nell'ambito del Consorzio ATO Idrico 8
di Siracusa.
Nelle more, com'è noto, la l.r. n.2/2013 cit. ha posto in
liquidazione, dalla data della sua entrata in vigore, le attuali
Autorità d'Ambito istituite per la regolazione del S.I.I. in
Sicilia, affidando il ruolo di commissari straordinari e
liquidatori ai Presidenti dei Consigli di Amministrazione delle
disciolte Autorità.
Con il D.A. n. 33 del 18/01/2013, il Dipartimento regionale Acqua
e Rifiuti ha preso atto delle dimissioni formulate dal Dott.
Gustavo Cardaci dagli incarichi commissariali di cui ai citati
DD.AA. 183 e 232/12.
Di seguito, il Presidente della Provincia Regionale di Siracusa,
nell'esercizio delle sue funzioni, ha rappresentato la necessità,
per i gravi conflitti in essere con i vertici del soggetto Gestore
del SII, Sai 8, s.p.a. di astenersi dall'assumere la guida dell'ATO
8, invitando l'Assessorato regionale dell'Energia e dei Servizi di
Pubblica Utilità ad individuare altro soggetto cui attribuire le
funzioni di Commissario Straordinario e liquidatore dell'Autorità
d'ambito ai sensi dell'art. 1 della L.R. n.2/13.
Parimenti, il Presidente della SAI8 s.p.a. ha invitato il
Presidente della Provincia di Siracusa a volersi astenere
dall'esercizio delle funzioni di Commissario Straordinario e
Liquidatore e, al contempo, l'Assessorato regionale dell'Energia e
dei Servizi di pubblica utilità a volere garantire l'imparzialità
con l'individuazione di un nuovo Commissario Straordinario e
Liquidatore attraverso l'esercizio dei poteri sostitutivi
regionali.
Considerata l'evidente conflittualità, lo Scrivente, quale
Autorità vigilante competente per l'esercizio dei poteri
sostitutivi in materia (secondo quanto affermato dal Tribunale
Amministrativo Regionale per la Sicilia, sezione staccata di
Catania con le sentenze numeri 373, 375, 376, 378 e 379 del 10
febbraio 2012), ha ritenuto di disporre l'intervento sostitutivo
in subsidium dell'Ente, necessario per la realizzazione delle
esigenze di carattere unitario che, diversamente, sarebbero state
compromesse dall'impossibilità di funzionamento dell'Ente.
Con D.A. n. 351 del 20 marzo 2013 l'incarico di Commissario
straordinario e liquidatore del Consorzio d'Ambito Territoriale di
Siracusa è stato conferito ad un dirigente dell'Amministrazione
regionale che dovrà provvedere, contemporaneamente, alla gestione
ordinaria dell'Ente ed agli adempimenti connessi alla relativa
liquidazione secondo le direttive contenute nella circolare
n.2/2013 del 20 febbraio 2013.
La presente viene parimenti estesa al Presidente della Regione ed
alla Segreteria Generale della Presidenza della Regione».
L'Assessore
dott. Nicolò Marino
Rubrica «Istruzione e formazione professionale»
CIACCIO - SIRAGUSA - CANCELLERI - CAPPELLO - CIANCIO - FERRERI -
FOTI - LA ROCCA - MANGIACAVALLO - PALMERI -TRIZZINO - VENTURINO -
ZAFARANA - ZITO. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore
regionale per l'istruzione e la formazione professionale e
all'Assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica,
premesso che la Regione siciliana ha pubblicato sul Suppl. ord.
della G.U.R.S. (p. I), n. 47 dell'11-11-2011, la legge 4 novembre
2011, n. 23, recante: 'Promozione della lingua dei segni italiana
(LIS)';
rilevato che a tutt'oggi non sono state emanate le norme di
attuazione dell'art. 2, previste all'art 3, e che recita
testualmente:
'1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge, con regolamento emanato con decreto del Presidente della
Regione, previa delibera della Giunta regionale, su proposta
dell'Assessore regionale per l'istruzione e la formazione
professionale di concerto con l'Assessore regionale per le
autonomie locali e la funzione pubblica, sono adottate le norme di
attuazione di quanto previsto dall'articolo 2';
considerato che tale regolamento, così come previsto:
a) disciplina le modalità di utilizzo della LIS in ambito
scolastico e universitario, nel rispetto delle rispettive
autonomie;
b) promuove, nel rispetto dell'autonomia universitaria, sia
nell'ambito dei corsi di laurea sia nella formazione post lauream,
l'insegnamento e l'uso da parte degli studenti, della LIS e delle
altre tecniche, anche informatiche, idonee a favorire la
comunicazione delle persone sorde;
c) reca disposizioni volte a promuovere nei rapporti con le
amministrazioni pubbliche locali, l'amministrazione regionale e gli
enti strumentali della Regione, l'uso effettivo della LIS e di ogni
mezzo tecnico, anche informatico, idoneo a favorire la
comunicazione delle persone sorde;
d) promuove la diffusione della LIS come strumento e modalità di
accesso all'informazione e alla comunicazione, con particolare
riferimento alle trasmissioni televisive;
e) dispone circa i metodi di verifica sull'attuazione della
presente legge;
visto che, in coerenza con le risoluzioni del Parlamento europeo
del 17 giugno 1988, pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle
Comunità europee C187 del 18 luglio 1988, e del 18 novembre 1998,
pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee C379 del
7 dicembre 1998, nonché con la Convenzione delle Nazioni Unite sui
diritti delle persone con disabilità, fatta a New York il 13
dicembre 2006, ratificata con la legge 3 marzo 2009, n. 18, la
Regione promuove la Lingua dei Segni Italiana (LIS) come strumento
di ausilio e di integrazione della comunità dei sordi, la sua
acquisizione ed il suo uso;
considerato che a tutt'oggi la LIS è l'unico strumento di ausilio
per l'integrazione anche per le persone non vedenti e che se non
promossa adeguatamente si rischia di isolarle da ogni contesto
sociale;
considerato altresì che un'integrazione totale prevede
l'abbattimento di qualsiasi disagio a carico della persona sorda o
sordomuta o sordocieca e consente l'abbattimento delle barriere di
comunicazione e di dialogo fra le nazioni, consentendo agli
individui sordi/sordomuti e ciechi di esprimersi in totale
autonomia, con o senza il supporto del mediatore linguistico o del
mediatore culturale, creando quell'applicabilità dei diritti delle
persone con disabilità di cui un Paese civile possa rendersi
orgoglioso;
considerati i lavori preparatori della XV legislatura, preliminari
alla legge regionale 23 del 2011:
- D.D.L. n. 684 'Interventi in favore della diffusione della
lingua dei segni italiana (LIS) come lingua propria della comunità
dei sordi'. Iniziativa parlamentare: presentato dal deputato
Lentini il 9 febbraio 2011.Trasmesso alla Commissione 'Cultura,
formazione e lavoro' (V) il 24 febbraio 2011.
- D.D.L. n. 35 'Riconoscimento della lingua dei segni italiana'.
Iniziativa parlamentare: presentato dal deputato Caputo il 9
febbraio 2011. Trasmesso alla Commissione 'Cultura, formazione e
lavoro' (V) il 24 febbraio 2011.
- D.D.L. n. 279 'Istituzione del Registro dei mediatori della
comunicazione'. Iniziativa parlamentare: presentato dai deputati
Caronia, Leanza L., Ruggirello il 30 ottobre 2008. Trasmesso alla
Commissione 'Cultura, formazione e lavoro' (V) il 3 dicembre 2008.
- D.D.L. n. 322 'Riconoscimento della lingua dei segni e dei sordi
come minoranza linguistica'. Iniziativa parlamentare: presentato
dai deputati Caputo, Aricò, Buzzanca, Currenti, Falcone, Marrocco,
Pogliese, Scilla, Vinciullo l'11 dicembre 2008. Trasmesso alla
Commissione 'Cultura, formazione e lavoro' (V) il 24 febbraio 2011.
- D.D.L. n. 334 'Regolamentazione del registro regionale dei
mediatori linguistici'.Iniziativa parlamentare: presentato dal
deputato Caronia il 24 dicembre 2008. Trasmesso alla Commissione
'Cultura, formazione e lavoro' (V) il16 gennaio 2009.
Abbinati nella seduta n. 220 del 22 giugno 2011.
Esaminati dalla Commissione nelle sedute n. 203 del 5 aprile,
2011, n. 220 del 22 giugno 2011 e n. 225 del 13 luglio 2011.
Deliberato l'invio in Comitato per la qualità della legislazione
del testo coordinato nella seduta n. 225 del 13 luglio 2011. Parere
reso dal Comitato per la qualità della legislazione nella seduta n.
68 del 19 luglio 2011. Esitato per l'Aula nella seduta n. 233 del 3
agosto 2011. Relatore: Salvatore Lentini. Discusso dall'Assemblea
nelle sedute n. 288 del 5 ottobre 2011, n. 290 del 12 ottobre 2011
e n. 291 del 18 ottobre 2011. Approvato dall'Assemblea nella seduta
n. 291 del 18 ottobre 2011;
considerato altresì che a tutt'oggi nulla è stato regolamentato;
per sapere se non ritengano di dovere avviare con urgenza tutte le
procedure affinché venga emanato il relativo regolamento attuativo
di una legge che potrebbe consentire l'integrazione sociale di
persone già ampiamente penalizzate». (187)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «Perviene agli Uffici di diretta collaborazione di
questo Assessore l'interrogazione parlamentare n. 187 a firma
dell'onorevole Giorgio Ciaccio, il quale chiede chiarimenti circa
le iniziative intraprese da questo Assessorato in materia di
adozione delle norme di attuazione finalizzate alla promozione
della lingua italiana dei segni (LIS).
In merito a tale problematica si rappresenta quanto segue.
Le iniziative sulle quali l'interrogante richiama l'attenzione di
questo Assessore hanno la propria base normativa nella l.r 23/2011,
la quale impegna l'Esecutivo regionale ad adottare un regolamento
per la promozione della lingua italiana dei segni, su proposta di
questo Assessore, di concerto con quello per le Autonomie locali e
la Funzione pubblica.
Questo Assessore, preso atto dell'importanza sociale che riveste
la lingua italiana dei segni, indispensabile strumento per
l'integrazione dei soggetti audiolesi, ha dato mandato ai propri
uffici ed al dipartimento per la costituzione di un apposito tavolo
tecnico, di concerto con l'Assessorato regionale delle Autonomie
locali e della Funzione pubblica per la predisposizione del
regolamento attuativo della l.r. 23/2011.
A tal riguardo, con nota prot. 1531/GAB dell'8 aprile 2013
quest'Assessore ha invitato l'Assessorato delle Autonomie locali e
della Funzione pubblica a comunicare i nominativi dei soggetti da
inserire nel tavolo tecnico, al fine di poter elaborare il citato
atto regolamentare in tempi brevi.
Tanto si rappresenta a codesto illustrissimo Parlamento e si resta
a disposizione per eventuali altri chiarimenti od integrazioni».
L'Assessore
Scilabra
LOMBARDO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per
l'istruzione e la formazione professionale, premesso che:
l'Assessorato regionale dell'istruzione e della formazione
professionale, in adempimento agli obblighi di legge, sta
procedendo alla predisposizione del Piano di dimensionamento
scolastico per l'a.s. 2013/2014;
nella bozza elaborata dal suddetto Assessorato, oggetto di
discussione del tavolo tecnico all'uopo convocato in ossequio a
quanto previsto nel D.A. n. 1110 del 04.11.2008, relativamente alla
Provincia Regionale di Catania, sembrerebbe previsto il distacco
della sede del Liceo Scientifico Archimede di Aci Bonaccorsi dal
Liceo Scientifico - Linguistico di Acireale, con la conseguente
fusione del primo con l'I.T.I.S. Galileo Ferraris di S.G. La Punta;
ritenuto che:
la legge 15 luglio 2011, n. 111, recante disposizioni per la
stabilizzazione finanziaria, e la legge regionale 24 Febbraio 2000
n. 6 e s.m.i., recante disposizioni per l'attribuzione
dell'autonomia delle istituzioni scolastiche statali funzionanti
nella Regione, fissano i parametri numerici per la definizione
delle dimensioni ottimali degli istituti scolastici al fine di
garantirne e preservarne la piena funzionalità, la efficienza e la
qualità del servizio scolastico che offrono all'utenza;
nel rispetto dei richiamati parametri di legge ed in ottemperanza
alla nota ministeriale MIUR del 28.12.2012 prot. 9826, come si
legge in una nota del 25.01.2013 dell'Assessorato Istruzione, sono
stati adottati i seguenti criteri: nei casi di fusione o
aggregazione di scuole del primo ciclo, nell'ottica di una valida
razionalizzazione e di un riequilibrio dell'offerta scolastica sul
territorio di riferimento, che preveda dimensioni ottimali per
tutte le istituzioni scolastiche e la loro diffusione capillare nel
territorio, va privilegiata la costituzione di istituti comprensivi
di scuola dell'infanzia, primaria e secondaria di primo grado con
riferimento alla maggiore vicinanza territoriale dei plessi
scolastici; per le istituzioni scolastiche del secondo ciclo, si
procederà prioritariamente, al fine di salvaguardare l'identità
delle Istituzioni scolastiche, e per una maggiore funzionalità
organizzativa e didattica, alla aggregazione di istituti
sottodimensionati dello stesso ordine e tipo; la costituzione di
istituti di diverso ordine e tipo va realizzata nei casi in cui sia
indispensabile per garantire la permanenza della sede
dell'Istituzione scolastica nell'ambito territoriale di
riferimento, mantenendone di norma l'autonomia e la personalità
giuridica;
considerato che in relazione ai criteri disciplinanti i casi di
fusione di cui sopra ('maggiore vicinanza dei plessi scolastici',
'priorità per l'aggregazione di istituti sottodimensionati dello
stesso ordine e tipo', ecc...) oltre che per ragioni prettamente
storiche-eziologiche legate alla nascita del L.S. Archimede di Aci
Bonaccorsi, creato da un progetto interno del L.S. Archimede di
Acireale, sarebbe assolutamente irrazionale unire un liceo
scientifico, quale il Liceo Archimede di Aci Bonaccorsi, con un
Istituto Tecnico-Industriale, per l'appunto l'I.T.I.S. Galileo
Ferraris di S.G. La Punta;
per sapere se:
quali criteri si stiano seguendo, in concreto, nella
predisposizione del Piano di dimensionamento scolastico;
per quali motivate e comprovate ragioni, avuto riguardo alla bozza
del Piano di dimensionamento scolastico, si intenda derogare ai
criteri generali dettati dallo stesso Assessorato Istruzione in
data 25.01.2013 in relazione all'assurda, irrazionale ed
irragionevole fusione del Liceo Scientifico Archimede di Aci
Bonaccorsi con l'I.T.I.S. Galileo Ferraris di S.G. La Punta». (310)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «Perviene agli Uffici di diretta collaborazione di
questo Assessore la interrogazione n. 310 a firma dell'onorevole
Lombardo con la quale si chiede allo scrivente Assessorato di
conoscere quali criteri si stiano seguendo, in concreto, nella
predisposizione del piano di dimensionamento scolastico e per quali
motivate e comprovate ragioni, avuto riguardo alla bozza del Piano
di dimensionamento scolastico, si intenda derogare ai criteri
generali dettati da questo Assessorato in data 25.01.2013 in
relazione all'assurda, irrazionale ed irragionevole fusione del
Liceo scientifico Archimede di Aci Bonaccorsi con l'I.T.I.S.
Galileo Ferrarsi di S.G. La Punta.
In merito alla problematica de qua, si rappresenta
preliminarmente, che l'obiettivo prefissato dall'azione di
dimensionamento posta in essere da questo Assessore, è stato quello
di generare dirigenze titolari, senza il ricorso a conferimenti in
reggenza a dirigenti scolastici con incarico su altre istituzioni
scolastiche autonome, secondo i criteri dettati dall'autorità
statale: tali incarichi, infatti, oltre al rischio di pregiudicare
la programmazione ed il funzionamento delle scuole, porterebbero ad
un ulteriore esborso finanziario a carico dello Stato.
Nella fattispecie prospettata, oggetto della odierna
interrogazione e relativa alla fusione del Liceo scientifico
Archimede di Aci Bonaccorsi con l'I.T.I.S. Galileo Ferraris di S.G.
La Punta, occorre dapprima considerare due elementi: 1) il
sovradimensionamento riguardante la totalità del Liceo Scientifico
- Linguistico di Acireale (sede principale e sede distaccata di Aci
Bonaccorsi), recante un numero di 1668 allievi; 2) il
sottodimensionamento dell'I.T.I.S. Galileo Ferraris di S.G. La
Punta (565 allievi).
In ossequio ai criteri dettati dal Tavolo tecnico sul
dimensionamento della rete scolastica della Regione siciliana per
l'anno scolastico 2013/2014, iniziato il 25.01.2013, si è ritenuto,
così, di aggregare l'I.T.I.S. Galileo Ferraris di S.G. La Punta
alla sede del Liceo scientifico Archimede sito presso Aci
Bonaccorsi.
Tale dimensionamento ha determinato risvolti positivi: la
costituzione di un Istituto di Istruzione Superiore stabile e
dimensionato; la mancata perdita delle specificità relative agli
indirizzi dei due istituti accorpati; la contestuale salvaguardia
degli organici del corpo docente dei due specifici indirizzi,
poiché non configgenti tra loro per classi di concorso affini.
Peraltro, ipotesi alternative di aggregazione relative agli
istituti interessati, anche del medesimo indirizzo, non avrebbero
generato nuove dirigenze e raggiunto, quindi, lo scopo primario
dell'attività di dimensionamento».
L'Assessore
Scilabra
Rubrica «Risorse agricole e Alimentari»
D'ASERO. -«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le
risorse agricole e alimentari, premesso che:
con decreto del Ministro delle politiche agricole, alimentari e
forestali del 18 ottobre 2012, è stata dichiarata l'esistenza del
carattere di eccezionalità degli eventi calamitosi causati dalle
piogge alluvionali del mese di marzo 2012 nei territori ricadenti
nelle province di Enna, Agrigento, Catania, Ragusa e Siracusa;
in detto decreto è autorizzata l'applicazione delle specifiche
misure d'intervento previste dal decreto legislativo 29 marzo 2004,
n.102, nel testo modificato dal decreto legislativo 18 aprile 2008,
n. 82 per effetto dei danni alle strutture aziendali e alle
infrastrutture connesse all'attività agricole;
sottolineato che nel decreto suddetto non sono annoverati i danni
eventualmente riportati dagli agricoltori per ciò che concerne i
raccolti deteriorati e la rovina delle piante, quest'ultime
categorie non ricadenti nella specifica dei guasti riportati dalle
strutture, né dalle infrastrutture agricole;
ritenuto che un aiuto concreto agli agricoltori, gravemente
danneggiati dagli eventi alluvionali che hanno colpito la Sicilia
nello scorso mese di marzo, debba arrivare anche dal ripianamento
delle spese sostenute per far fronte alla perdita del raccolto e al
deperimento di centinaia di piante;
per sapere:
quali provvedimenti urgenti intendano assumere affinché le misure
risarcitorie previste dall'applicazione del decreto legislativo 29
marzo 2004, n.102, nel testo modificato dal decreto legislativo 18
aprile 2008, n. 82, possano essere estesi anche per i
danneggiamenti riportati dai raccolti e nelle piante;
se non ritengano necessario chiedere al Ministro per le politiche
agricole la proroga dei termini del decreto 18 ottobre 2012». (2)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. -«Con l'interrogazione numero 2 del 10 dicembre 2012, si
chiedevano notizie in merito alla estensione delle misure
d'intervento previste dal decreto del Ministero delle politiche
agricole alimentari e forestali del 18 ottobre 2012, per i danni
subiti dagli agricoltori relativamente agli alberi da frutta ed al
raccolto .
In ordine all'argomento oggetto dell'interrogazione il Dirigente
generale del Dipartimento Interventi Strutturali cui è demandata la
competenza, ha rappresentato che il decreto legislativo 29 marzo
2004, n. 102, nel testo modificato dal decreto legislativo 18
aprile 2008, n. 82, prevede l'istituzione di un Fondo di
solidarietà nazionale, avente lo scopo di promuovere principalmente
interventi di prevenzione per far fronte ai danni alle produzioni
agricole e zootecniche, alle strutture aziendali, agli impianti
produttivi ed alle infrastrutture agricole, nelle zone colpite da
calamità naturali o eventi eccezionali.
Per le finalità sopra menzionate il Fondo di solidarietà nazionale
interviene con diverse tipologie di intervento e in particolare:
mediante interventi compensativi, esclusivamente nel caso di danni
a produzioni, strutture e impianti produttivi non inseriti nel
Piano assicurativo agricolo annuale, finalizzati a favorire la
ripresa economica e produttiva delle imprese agricole danneggiate
da eventi calamitosi, nonché da avverse condizioni atmosferiche
previste dagli orientamenti comunitari;
mediante misure volte ad incentivare la stipula di contratti
assicurativi ed in particolare attraverso la concessione di un
contributo fino all'80 per cento del costo dei premi per contratti
assicurativi che prevedono un risarcimento qualora il danno sia
superiore al 30 per cento della produzione;
mediante interventi di ripristino delle infrastrutture connesse
all'attività agricola, tra cui quelle irrigue, compatibilmente con
le esigenze primarie delle imprese agricole.
Dall'applicazione della normativa nazionale ne consegue che non
risulta possibile indennizzare gli imprenditori agricoli, mediante
la corresponsione di contributi, per i danni cagionati dalle
produzioni vegetali assicurabili, previsti dal decreto ministeriale
di approvazione del Piano assicurativo nazionale annuale; di
contro, però, risulta praticabile il percorso finalizzato ad
incentivare la stipula di contratti assicurativi volti a garantire
un risarcimento nei casi in cui la produzione venga
irrimediabilmente danneggiata a causa di avverse condizioni
climatiche e/o calamità naturali.
Con L.R. n. 11 del 12.05.10 è stato istituito, all'art. 80, il
Fondo di solidarietà regionale destinato ad integrare le
provvidenze statali del Fondo di solidarietà nazionale, destinate
alla regione siciliana, in particolare il comma 4 dell'art. 80
della sopra richiamata normativa regionale, prevede che per le
finalità di cui al comma 2 dell'articolo 2 del decreto legislativo
n. 102/2004, l'Assessore regionale per le risorse agricole e
alimentari è autorizzato a contribuire al raggiungimento della
percentuale prevista dell'80 per cento del costo dei premi per la
stipula dei contratti assicurativi; viene, altresì, previsto, uno
stanziamento del bilancio di previsione della Regione, con cui
viene annualmente determinato l'ammontare delle somme necessarie
alla ricostituzione del Fondo regionale di cui sopra.
L'Amministrazione, in applicazione della suddetta disposizione
regionale, ha provveduto ad emettere, con D.D.G. n. 3968 del 25
ottobre 2011, apposita graduatoria delle domande di aiuto
presentate sia dai Consorzi di difesa che da imprese singole o
associate, finalizzata al pagamento dei premi assicurativi, fino
alla copertura dell'80 per cento della somma complessiva, inerente
il costo della polizza, elargita rispettivamente dalla Commissione
Europea, dallo Stato e dalla Regione.
Per il suddetto bando veniva stanziata la somma di euro
2.100.000,00 sul capitolo 542971 del Bilancio regionale.
Nella considerazione che, dall'esito dell'attività istruttoria
delle domande presentate, l'importo complessivo delle domande
ritenute ammissibili è risultato inferiore rispetto alle risorse
finanziarie messe a bando, l'Amministrazione sta procedendo alla
predisposizione di un nuovo bando per le medesime finalità.
In ordine al secondo punto prospettato dall'On.le interrogante, a
parere dello scrivente, si ritiene impraticabile la possibilità di
chiedere al competente Ministero la proroga dei termini del decreto
18 ottobre 2012, in quanto tale fattispecie non risulta prevista
dalle vigenti normative di settore».
L'Assessore
dott. Dario
Cartabellotta
ASSENZA. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le
risorse agricole e alimentari, premesso che per l'agricoltura, il
bilancio 2012 si sta per chiudere con una forte e negativa
flessione, e purtroppo il 2013 non si presenta certo con
prospettive migliori. Non si riescono a risolvere i problemi di
sempre: imprese assediate da costi opprimenti, prezzi non
remunerativi, redditi in caduta libera;
rilevato che i dati 2012 lasciano poco spazio alla fiducia: nel
corso dell'anno circa 20.000 imprese sono state costrette alla
chiusura. A pagare il prezzo più alto è stata certamente
l'agricoltura siciliana che subisce oneri aggiuntivi rispetto alle
altre regioni, dovuti, tra l'altro, ai maggiori costi di trasporto,
all'invasione di prodotti provenienti dall'estero, in particolare
dalla Francia, che con il monopolio assoluto dei grandi centri
commerciali impone la commercializzazione dei suoi prodotti, ed
all'importazione di prodotti provenienti dal Nord Africa,
certamente a costi più vantaggiosi;
rilevato in particolare che una serie di legittime proteste è in
corso in tutta la Sicilia, tendenti a sollecitare le pubbliche
istituzioni ad attuare provvedimenti in una materia come quella che
vede coinvolti da alcuni giorni tre agricoltori di Vittoria, che
dal 5 dicembre attuano lo sciopero della fame, siciliani ai quali
non può che andare la nostra solidarietà;
considerato che è nostro compito avviare ogni possibile iniziativa
utile a rivitalizzare il comparto che, nonostante tutto,
rappresenta una percentuale altissima del PIL siciliano;
per sapere se non ritengano opportuno attivare urgentemente misure
come:
la sospensione dei versamenti dei contributi agricoli per tutte le
imprese in difficoltà;
la moratoria di tutte le azioni in danno alle aziende agricole;
l'attuazione di un'immediata contrattazione con il Ministero
dell'agricoltura e con la Commissione europea finalizzata al
risanamento delle aziende agricole;
la ristrutturazione di tutti gli enti ed uffici regionali
finalizzata all'efficacia ed alla trasparenza e, conseguentemente,
alla capacità di garantire servizi alle imprese in tempi non
biblici;
l'avvio di un serio confronto con i rappresentanti della grande
distribuzione alfine di evitare la penalizzazione eccessiva dei
produttori con l'imposizione di prezzi assolutamente non
remunerativi». (35)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «Con l' interrogazione n. 35 del 14 dicembre 2012 l'
onorevole interrogante chiedeva notizie in merito ai
Provvedimenti urgenti per l'agricoltura .
In ordine all'argomento oggetto dell'interrogazione il Dirigente
Generale del Dipartimento Interventi Strutturali cui è demandata la
competenza, ha rappresentato che la situazione di crisi delle
imprese agricole siciliane - riportata nelle premesse
dell'interrogazione di cui all'oggetto - ha portato ad aggravare
l'accentuato livello di indebitamento delle stesse imprese non solo
nei riguardi del sistema bancario, ma anche nei riguardi dell'INPS
per il pagamento dei contributi previdenziali, dell'Amministrazione
finanziaria e dell'ISMEA.
Per andare incontro alle difficoltà delle imprese agricole
indebitate il legislatore siciliano è intervenuto con le norme
regionali specifiche, di seguito riportate:
- L.R. n. 6/09, art. 17, comma 1. lett.b) (Concorso nel pagamento
degli interessi sui prestiti di ristrutturazione dei debiti a breve
termine) con uno stanziamento di 3 Meuro;
- L.R. n. 6/09, art. 18 e s.m.i. (Concorso nel pagamento degli
interessi sui mutui di consolidamento delle passività onerose) con
uno stanziamento complessivo di 18 Meuro;
- L.R. n. 25/11, art. 7 (Concorso nel pagamento degli interessi su
finanziamenti agevolati finalizzati al consolidamento delle
esposizioni nei confronti degli Enti previdenziali) con uno
stanziamento di 2 Meuro.
L'indebitamento delle imprese agricole è - ovviamente - un
problema che riguarda tutta l'agricoltura italiana, con
accentuazioni diverse nelle varie Regioni.
Tale questione è stata affrontata dalla Commissione Politiche
agricole della Conferenza delle regioni e delle province autonome,
la quale ha sollecitato l'approvazione della proposta di legge
presentata alla Camera dei Deputati il 21 febbraio 2012, avente per
titolo Sospensione dei debiti per le aziende agricole e
imprenditori agricoli in difficoltà nei confronti
dell'amministrazione finanziaria, dell'INPS, dell'ISMEA e degli
Istituti di credito .
La proposta di legge di cui sopra non ha avuto seguito, vista
l'interruzione anticipata della XVI Legislatura della Repubblica
Italiana.
In ordine alla proposta dell'onorevole interrogante di avviare
una ristrutturazione di tutti gli Enti ed Uffici regionali,
finalizzata all'efficacia ed alla trasparenza e, conseguentemente,
alla capacità di garantire servizi alle imprese in tempi non
biblici, il Dirigente generale ha rappresentato che il
Dipartimento, in attuazione al Decreto del 15 Dicembre 2011
dell'Assessore alle Autonomie locali ed alla Funzione pubblica
Atto di indirizzo applicativo in materia di trasparenza ai sensi
della L.R. 5 Aprile 2011 n. 5, ed in osservanza degli articoli 8,
9, 13, 14, 16, 17, 18 e 20 del Codice antimafia ed anticorruzione
della Pubblica Amministrazione (c.d. Codice Vigna) , in data 26
novembre 2012 ha emanato la propria circolare applicativa,
finalizzata a ribadire, armonizzare ed integrare quanto già
esplicitato nel predetto atto d'indirizzo.
Infine, per quanto attiene alla proposta di avvio di un confronto
con i rappresentanti della grande distribuzione, al fine di evitare
l'eccessiva penalizzazione dei nostri produttori con l'imposizione
di prezzi assolutamente non remunerativi, si rappresenta che non
rientra tra i compiti istituzionali di questo Dipartimento l'avvio
di tale confronto».
L'Assessore
dott. Dario Cartabellotta
CAPUTO. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per le
attività produttive, all'Assessore per l'economia, all'Assessore
per le risorse agricole e alimentari, all'Assessore per la salute,
all'Assessore per il territorio e l'ambiente e all'Assessore per il
turismo, lo sport e lo spettacolo, premesso che un decreto del
Dirigente generale del dipartimento regionale attività sanitarie,
Lucia Borsellino, oggi Assessore al ramo, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale della Regione siciliana del novembre u.s., ha rafforzato
le misure di prevenzione da rischio diossina dopo l'incendio del 29
luglio scorso nella discarica di Bellolampo;
considerato che:
il decreto definisce i comuni di Borgetto, Carini, Giardinello e
Montelepre, nel Palermitano, 'zona di protezione da sospetta
contaminazione da diossine e policlorobifenili' e vieta l'uso e
consumo di latte e prodotti caseari provenienti dalle aziende dei
comuni della zona di protezione, la raccolta di funghi e lumache,
il pascolo di animali, vieta anche il consumo in proprio e la
cessione a terzi di carni e uova prodotti dopo il 29 luglio in
allevamenti da cortile rurali a conduzione familiare e lo
spostamento di animali (bovini, ovini, caprini, maiali, cavalli,
anatre, oche, tacchini eccetera) allevati per la produzione di
alimenti destinati al consumo umano, l'uso e la vendita di foraggi,
contaminati e di quelli esposti a contaminazione da diossina,
ordinando ai sindaci dei rispettivi comuni di dare immediata
esecuzione del provvedimento;
considerato inoltre che il provvedimento della Regione, a tutela
dell'incolumità pubblica, è stato opportuno e necessario;
rilevato che a seguito del provvedimento governativo tutte le
aziende agricole e gli allevatori hanno subìto danni rilevanti;
per sapere se non ritengano opportuno procedere e con la stessa
sollecitudine ad emanare anche un provvedimento a sostegno delle
aziende e delle attività economiche penalizzate dal blocco della
produzione e della vendita dei prodotti utile ad evitare che tutto
questo possa determinare ulteriori conseguenze e tenuto conto che
molti produttori hanno già avviato istanze di risarcimento nei
confronti della Regione». (170)
(L'interrogante richiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «Con l' interrogazione n. 170 del 18 gennaio 2013
l'onorevole interrogante ha chiesto Notizie sulle misure da
assumere a sostegno delle attività economiche a seguito
dell'incendio del 29 luglio scorso nella discarica di Bellolampo a
Palermo .
In ordine all'argomento oggetto dell'interrogazione il Dirigente
Generale del Dipartimento Interventi strutturali cui è demandata la
competenza, ha rappresentato che l'incendio che si è sviluppato il
29/07/2012 in località Bellolampo di Palermo, ha interessato la
discarica di Rifiuti Solidi Urbani e si è protratto per più di
dieci giorni, giusta dichiarazione dei Vigili del Fuoco, in cui si
rappresentava che lo stesso è stato tecnicamente spento il 07
Agosto 2012 causando l'emissione nell'atmosfera di notevoli
quantità di sostanze nocive per l'uomo e gli animali,
classificabili come sostanze tossiche ascrivibili al gruppo delle
diossine e (PCB) Policlorobifelini.
A seguito di opportune attività ricognitive ed analisi di
campionature, il Dipartimento regionale per le attività sanitarie e
Osservatorio epidimiologico dell'Assessorato regionale della Salute
con D.D.G. n.01690 del 29/08/2012, ha individuato una Zona di
Protezione da Diossine identificata nel territorio dei Comuni di
Palermo - Capaci (PA) e Torretta (PA), compresa nel raggio di 3 Km
dalla discarica di Rifiuti Solidi Urbani Bellolampo di Palermo.
Successivamente, su proposta dell'Assessore regionale per le
Risorse agricole e alimentari, la Giunta di Governo con Delibera n.
385 del 5 ottobre 2012 ha espresso parere favorevole al
riconoscimento dell'eccezionalità all'evento Incendio discarica di
Bellolampo di Palermo di cui al comma 122, sottocapitolo V.B.2.,
Capitolo V degli Orientamenti Comunitari per gli aiuti di Stato
nel settore agricolo e forestale 2007/2013 , per potere ipotizzare
una compensazione dei danni dovuti alla contaminazione da diossina
e PCB - diossina - simili, a seguito dell'incendio nella discarica
di Bellolampo (PA), agli allevamenti zootecnici, pascoli ed aziende
agricole del territorio interessato dal rischio di inquinamento, in
funzione della tipologia di allevamento ascrivibile a produzione di
reddito, escludendo quelle a carattere hobbistico (cavalli da
passeggio, ecc.) o per l'autoconsumo familiare (avicoli da aia,
ecc.).
Successivamente alla Delibera di Giunta, sopra citata,
l'Assessorato regionale della Salute, ha ritenuto di estendere le
misure sanitarie per la sicurezza alimentare ad un'area più vasta
comprendendo, oltre ai territori interessati dal precedente D.D.G.
n.01690 del 29/08/2012, anche i seguenti Comuni: Borgetto, Capaci,
Carini, Giardinello, Montelepre, Palermo (altri territori) e
Torretta;
ll Dipartimento Interventi strutturali Servizio 3 dell'
Assessorato regionale delle Risorse agricole e alimentari, al fine
di potere richiedere il riconoscimento della causa di
eccezionalità, dovuta all'inquinamento da diossine e simili, ed
ottenere l'autorizzazione, in conformità alla normativa sugli Aiuti
di Stato, della concessione degli aiuti alle imprese, ha richiesto
agli altri rami dell'Amministrazione regionale ed Enti competenti
in materia, le informazioni necessarie per potere elaborare un
dossier completo ed esaustivo, da trasmettere ai Servizi della
Commissione Europea.
Lo scrivente Assessorato regionale delle Risorse agricole e
alimentari, ad oggi, rimane in attesa di conoscere gli esiti delle
analisi dell'Istituto G. Caporale di Teramo, all'uopo incaricato
dall'Assessorato regionale della Salute, per i successivi
adempimenti di competenza che potranno essere adottati».
L'Assessore
dott. Dario Cartabellotta
PALMERI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO - ZAFARANA -
FERRERI - MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - TRIZZINO - VENTURINO - FOTI -
LA ROCCA - ZITO. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per
le risorse agricole e alimentari e all'Assessore per il territorio
e l'ambiente, premesso che:
l'articolo 1 della legge quadro nazionale 11 febbraio 1992, n.157,
sancisce che la fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello
Stato ed è tutelata nell'interesse della comunità nazionale ed
internazionale e che l'esercizio dell'attività venatoria è
consentito purché non contrasti con l'esigenza di conservazione
della fauna selvatica;
l'articolo 10 della predetta legge quadro prescrive che tutto il
territorio agro-silvo-pastorale nazionale è soggetto a
pianificazione faunistico-venatoria e che ai sensi del comma 1
dell'articolo 15 della legge regionale 1 settembre 1997, n. 33, il
piano regionale faunistico venatorio costituisce lo strumento di
pianificazione, delle prescrizioni, dei divieti e vincoli e di ogni
altro intervento per la tutela della fauna selvatica e per la sua
riproduzione naturale;
sulla portata e sulla rilevanza del piano a fini di tutela della
fauna è chiarificatore il recente pronunciamento definitivo del
Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione siciliana che,
con sentenza 510/2012 ha statuito, tra le altre cose, che il
Collegio non condivide il giudizio circa la natura meramente
programmatica del Piano il quale invece contiene, accanto alle
previsioni di stampo meramente programmatico, numerose statuizioni
aventi carattere espressamente e sostanzialmente costitutivo. In
altri termini, per quanto qui interessa, il piano costituisce anche
fonte di molteplici prescrizioni suscettibili di incidere
autonomamente ed immediatamente, e cioè a prescindere dalla
conseguente adozione dei calendari venatori annuali, sul livello
complessivo della tutela del patrimonio faunistico/ambientale
regionale, vincolando in modo irretrattabile la individuazione
delle linee portanti e strutturali del sistema;
considerato che:
da molti anni è ormai scaduto il piano regionale faunistico
venatorio 2006/2011, peraltro approvato in via provvisoria con
delibera di Giunta Regionale n. 253 del 18.5.2006 e n. 287 del
21.7.2006, mai sottoposto a valutazione ambientale strategia e a
valutazione di incidenza ed oggetto, unitamente ai calendari
venatori, di numerosi ricorsi e censure del Giudice Amministrativo
(sentenza TAR Palermo-sez. I n. 546/2011 sostanzialmente confermata
da CGA sent. n. 510/2012; ordinanza TAR Palermo-sez. I n. 638/2010,
confermata da CGA ord. n. 801/2010; sentenza TAR Palermo-sez. I n.
1205/2011 e precedente ordinanza TAR Palermo-sez. I n. 514/2010;
sentenza TAR Palermo-sez. I n. 552/2012 ed altre ancora) in
relazione alle quali si deve sottolineare la ripetuta
inottemperanza da parte dell'Assessorato regionale alle risorse
agricole e alimentari;
la Corte di Giustizia U.E., Sezione II con sentenza del 4 marzo
2010, resa nella causa C-241/08, ha ribadito e rafforzato l'obbligo
di sottoporre il piano faunistico-venatorio a opportuna valutazione
di incidenza, in assenza della quale (o ad esito negativo della
medesima) il piano deve considerarsi non in regola con le
prescrizioni comunitarie. Ciò con la logica conseguenza che
l'attività venatoria nei siti della Rete Natura 2000 (ZPS - Zone di
Protezione Speciale e SIC - Siti di Importanza Comunitaria) non
possa essere considerata ammissibile, come peraltro confermato
dalla giurisprudenza più consolidata formatasi sul punto (cfr. ex
ultimis TAR Sicilia-sez. I ord. n. 638/10 confermata da CGA ord. n.
801/2010, TAR Sicilia-sez. I sent. n .546/2011 confermata da CGA
sent. n. 510/2012);
atteso che:
il calendario venatorio emanato annualmente deve pertanto essere
attuativo e rispettoso delle prescrizioni, dei divieti e dei
vincoli per la regolamentazione del prelievo venatorio e per la
tutela della fauna previsti dal piano regionale;
in ultimo, con decreto cautelare n. 510/2012 e con successiva
ordinanza cautelare n. 583/2012 il TAR Sicilia - Palermo sez.I ha
sospeso il calendario venatorio 2012/2013 per assenza del piano
regionale faunistico venatorio (e della connessa valutazione
ambientale strategica) e per non essere stato sottoposto alla
preventiva valutazione di incidenza relativamente ai Siti Natura
2000 ed aree esterne contigue;
con DDG-Dipartimento Regionale Ambiente n. 442 del 10.8.2012 è
stato espresso il giudizio di valutazione ambientale strategica e
valutazione di incidenza sul piano regionale faunistico venatorio
2011/2016 e fissati divieti e prescrizioni rimasti ad oggi
inapplicati;
negli anni il Giudice Amministrativo, annullando i calendari
venatori, ha anche condannando la Regione siciliana al pagamento
delle spese processuali con conseguente ulteriore danno per il
pubblico erario che si somma a quello subito dal patrimonio
faunistico;
visto che:
la situazione della caccia in Sicilia continua gravemente ad
essere caratterizzata da una sostanziale disapplicazione della
normativa nazionale e comunitaria, soprattutto per gli aspetti
progressivamente innovativi a seguito dell'evoluzione del
diritto ambientale e delle acquisizioni tecnico-scientifiche;
nelle scorse settimane il Consiglio di Giustizia Amministrativa
per la Regione siciliana, con ordinanza n. 21 del 10 gennaio 2013
ha accolto il ricorso presentato dalle associazioni ambientaliste
il 28 novembre 2012 ed ha confermato la precedente ordinanza del
TAR Sicilia 583/2012 con cui era stato sospeso il calendario
2012/2013 emanato dall'ex Assessore Francesco Aiello, ha
ulteriormente rilevato che dall'applicazione della vigente
regolamentazione in materia di caccia discende un pregiudizio
all'ambiente ed alla fauna e soprattutto ha ordinato alla Regione
siciliana di provvedere entro i prossimi 60 giorni ad emanare il
piano regionale faunistico venatorio 2011/2016 e a conseguentemente
predisporre un conforme calendario venatorio;
per sapere:
le ragioni di un così grave ritardo nell'emanazione del piano
regionale faunistico venatorio 2011/2016 e nell'applicazione delle
misure di conservazione contenute nel provvedimento di valutazione
ambientale strategica e di valutazione di incidenza emanato
dall'Assessorato regionale per il territorio e ambiente con il
citato D.D.G. 442/2012;
se il Governo intenda farsi carico di urgenti iniziative per
ottemperare all'ordinanza 21/2013 del C.G.A. nell'integrale
rispetto del predetto provvedimento dell'Assessorato regionale
territorio e ambiente 442/2012;
quanti calendari venatori o atti di regolamentazione venatoria a
partire dal 2008 siano stati annullati e/o sospesi e l'importo
delle spese legali che la Regione sia stata condannata a risarcire
ai ricorrenti;
quali provvedimenti siano stati assunti nei confronti dei soggetti
responsabili dell'emanazione di atti ritenuti poi illegittimi per
l'addebitamento in danno degli stessi delle somme che la Regione
Siciliana abbia dovuto pagare a seguito delle sentenze di
condanna». (209)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «Con l'interrogazione n. 209 del 25 gennaio 2013 sono
state richieste notizie in merito alle Iniziative per assicurare
l'approvazione del piano regionale faunistico-venatorio 2011/2016 e
l'ottemperanza all'ordinanza del C.G.A. per la Regione Siciliana n.
21 del 10 gennaio 2013 .
In ordine all'argomento oggetto degli interroganti il Dirigente
Generale del Dipartimento Interventi Strutturali cui è demandata la
competenza, ha rappresentato allo scrivente, con nota prot. 29767
dell' 11 aprile 2013, l'iter che l'Amministrazione ha posto in
essere per la predisposizione del Piano regionale faunistico
venatorio (PRFV), che qui di seguito si illustra.
In data 19 ottobre 2009 il Dipartimento competente di questo
Assessorato, approssimandosi la scadenza del precedente piano
faunistico 2006/2011, ha stipulato una convenzione con il
Dipartimento di Biologia Animale G. Reverberi ( oggi
Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche, Chimiche e
Farmaceutiche - Laboratorio di Zoologia applicata ) dell'Università
degli Studi di Palermo per la realizzazione del progetto di ricerca
scientifica Sviluppo di strumenti gestionali propedeutici alla
pianificazione faunistico-venatoria ed ambientale ed alla
conservazione delle specie minacciate della Regione Siciliana ,
finalizzata anche alla stesura del piano faunistico venatorio.
Ai fini del rinnovo del Piano regionale Faunistico-Venatorio della
Regione Sicilia, il Servizio 7 Tutela e Valorizzazione del
Patrimonio Faunistico, Programmazione e Gestione dell'Attività
Venatoria del Dipartimento competente di questo Assessorato ha
avviato, a partire dal 2010, una prima serie di consultazioni con i
Dirigenti delle Ripartizioni faunistiche venatorie per
individuare le impostazioni, le modalità ed i contenuti generali
del nuovo piano regionale faunistico-venatorio (PRFV), che
avrebbero dovuto avere come obiettivo prioritario la protezione
della fauna selvatica omeoterma e la regolamentazione di
un'attività venatoria sostenibile in relazione alle risorse
ambientali.
A seguito di detta attività propedeutica è stata definita una
prima bozza di proposta di PRFV, nella quale venivano riportati
sinteticamente e genericamente gli obiettivi, la struttura e gli
argomenti da trattare.
Il Piano è stato studiato e realizzato dal Dipartimento di
Biologia animale G. Reverberi ( oggi Dipartimento di Scienze e
Tecnologie Biologiche, Chimiche e Farmaceutiche - Laboratorio di
Zoologia applicata) dell'Università degli Studi di Palermo, che si
è avvalso della collaborazione di esperti del settore, di gruppi di
lavoro universitari e del Servizio 7 Tutela e Valorizzazione del
Patrimonio Faunistico, Programmazione e Gestione dell'Attività
Venatoria e delle Ripartizioni faunistico-venatorie delle
province siciliane del Dipartimento competente di questo
Assessorato, ed è stato sottoposto alla valutazione delle
Associazioni venatorie ed ambientaliste per l'acquisizione dei
pareri in merito ai contenuti della bozza di proposta del PRFV.
Successivamente, nel rispetto del modello metodologico
(Deliberazione n. 200 del 10.06.2009 dell'Assessorato del
Territorio e dell'Ambiente Modello metodologico procedurale della
valutazione ambientale strategica (VAS) di piani e programmi della
Regione Siciliana ), il Servizio 7 Tutela e Valorizzazione del
Patrimonio Faunistico, Programmazione e Gestione dell'Attività
Venatoria del Dipartimento competente di questo Assessorato,
considerato che la pianificazione faunistico-venatoria si
interseca con il sistema ambientale regionale ed interessa i siti
di importanza comunitaria (SIC) e le zone di protezione speciale
(ZPS), ha concordato con il Servizio 1 VAS-VIA del Dipartimento
Regionale Ambiente l'espletamento della procedura integrata di VAS-
VIA, senza lo svolgimento della verifica di assoggettabilità
(combinato disposto comma 3 - art. 61 e comma 1 - art. 122 del D.
Lgs.vo n.152/2006 e s.m.i), ed ha trasmesso nella qualità di
Autorità procedente , con nota prot. n.17620 del 14.03.2011, al
Servizio 1 V.A.S.-VIA ( Autorità competente ) tutta la
documentazione necessaria per avviare la procedura di Valutazione
Ambientale Strategica (VAS) e di Valutazione di Incidenza (VI)
relativa alla proposta di Piano Faunistico Venatorio Regionale
2011/2016.
Considerato che la procedura richiamata prevede, al fine di
definire la portata ed il livello di dettaglio delle informazioni
da includere nel Rapporto Ambientale, l'avvio da parte
dell'Autorità procedente e dell'Autorità competente di pubbliche
consultazioni con altri soggetti che si ritengono competenti in
materia ambientale (SCMA) sin dai momenti preliminari dell'attività
di elaborazione del piano, in piena attuazione a quanto previsto
alla lettera b), comma 2 , art.11 del D. Lgs.vo n.152/2006, come
modificato dal D. Lgs.vo n.4/2008, sono stati individuati i
soggetti competenti in materia ambientale (SCMA) riportati nell'
elenco sottostante, successivamente integrato, a seguito di
richiesta avanzata da LEGAMBIENTE - Comitato Regionale Siciliano -
del 24 marzo 2011 (prot. 062/rn/VAS/PRFV), dal Servizio 1 VAS-
VIA (nota n. 29676 del 05.05.2011) con l'inserimento degli Enti
gestori delle riserve naturali:
Soggetti Competenti in Materia Ambientale (nazionali)
Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca
Ambientale (ISPRA)
Soggetti Competenti in Materia Ambientale (regionali)
Regione Sicilia, Assessorato presidenza, Dipartimento
programmazione
Regione Sicilia, Assessorato presidenza, Dipartimento
della protezione civile
Regione Sicilia, Assessorato risorse agricole e
alimentari -Dipartimento degli interventi strutturali
per l'agricoltura
Regione Sicilia, Assessorato risorse agricole e
alimentari -Dipartimento degli interventi infra
strutturali per l'agricoltura
Regione Sicilia, Assessorato risorse agricole e
alimentari -Dipartimento Regionale Azienda Regionale
Foreste Demaniali
Regione Sicilia, Assessorato risorse agricole e
alimentari - Dipartimento degli interventi per la pesca
Regione Sicilia, Assessorato sanità, Dipartimento per
la pianificazione strategica
Regione Sicilia, Assessorato territorio e ambiente -
Dipartimento Regionale ambiente
Regione Sicilia, Assessorato territorio e ambiente -
Dipartimento foreste
Regione Sicilia, Assessorato territorio e ambiente,
Dipartimento urbanistica
Regione Sicilia, Assessorato Territorio ed Ambiente
-Dipartimento Regionale dell'Ambiente - Servizio 2 -
Industrie a rischio e tutela dall'inquinamento
atmosferico, acustico, elettromagnetico
Regione Sicilia, Assessorato Territorio ed Ambiente
-Dipartimento Regionale dell'Ambiente - Servizio 3 -
Assetto del territorio e difesa del suolo
Regione Sicilia, Assessorato Territorio ed Ambiente
-Dipartimento Regionale dell'Ambiente - Servizio 4 -
Protezione Patrimonio naturale
Regione Sicilia, Assessorato Territorio ed Ambiente
-Dipartimento Regionale dell'Ambiente - Servizio 5 -
Demanio Marittimo
Regione Sicilia, Assessorato Territorio ed Ambiente
-Dipartimento Regionale dell'Ambiente - Servizio 7 -
Pianificazione e Governance Acque e rifiuti
Regione Sicilia, Assessorato turismo, comunicazioni e
trasporti, Dipartimento turismo sport e spettacolo
Regione Sicilia, Assessorato salute - Dipartimento per
le attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico
Regione Sicilia, Assessorato infrastrutture e mobilità
- Dipartimento delle infrastrutture, della mobilità e
dei trasporti
Regione Sicilia, Assessorato regionale economia -
Servizio statistica ed analisi economica
Regione Sicilia, Assessorato energia e servizi di
pubblica utilità - Dipartimento dell'acqua e dei
rifiuti
Regione Sicilia, Assessorato energia e servizi di
pubblica utilità - Dipartimento dell'energia
Regione Sicilia, Assessorato dei beni culturali e
dell'identità siciliana - Dipartimento dei beni
culturali e dell'identità siciliana
Agenzia regionale per i rifiuti e le acque (ARRA)
Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia A.
Mirri
Istituto Zootecnico Sperimentale della Sicilia.
Ente Parco fluviale dell'Alcantara
Ente Parco dell'Etna
Ente Parco delle Madonie
Ente Parco dei Nebrodi
Enti Gestori Riserve Naturali
ANCI Sicilia
Comando del Corpo Forestale della Regione Siciliana
Soggetti Competenti in Materia Ambientale (provinciali)
Provincia regionale di Agrigento
Provincia regionale di Caltanissetta
Provincia regionale di Catania
Provincia regionale di Enna
Provincia regionale di Messina
Provincia regionale di Palermo
Provincia regionale di Ragusa
Provincia regionale di Siracusa
Provincia regionale di Trapani
cui sottoporre il Rapporto preliminare.
Con nota prot. n.30276 del 24.05.2011 questo il Dipartimento
competente di questo Assessorato, nella qualità di Autorità
procedente , ha trasmesso all' Autorità competente la
documentazione relativa alla proposta di PRFV, costituita dai
seguenti elaborati: proposta di Piano, rapporto ambientale, sintesi
non tecnica, studio di incidenza, questionario di consultazione,
cartografie, avviso per la pubblicazione sulla G.U.R.S..
Successivamente, ottemperando alle disposizioni di cui all'art.14
del D. Lgs.vo n.152/2006 e s.m.i., con avviso pubblicato sulla GURS
n.24 del 03.06.2011, il cui contenuto è stato reso noto ai SCMA
peraltro anche con nota prot. n.30364 del 25.05.2011, è stata
comunicata all'utenza interessata la possibilità di consultazione
della proposta di Piano, del rapporto ambientale e della
valutazione d'incidenza, provvedendo anche alla pubblicazione
dell'avviso sia sul sito internet dell'Assessorato Regionale
Territorio ed Ambiente e del Dipartimento Interventi Strutturali
dell'Assessorato Regionale per le Risorse Agricole ed Alimentari,
sia presso gli uffici provinciali delle Ripartizioni faunistico-
venatorie.
Successivamente alla citata pubblicazione dell'avviso, con nota
prot. n.60228 del 21.09.2011, l' Autorità competente ha richiesto
all' Autorità procedente di provvedere alla trasmissione di
tutte le osservazioni pervenute da parte dei SCMA e dall'utenza
interessata, unitamente alle eventuali controdeduzioni .
Inoltre, essendo stata emanata durante il processo di
valutazione delle osservazioni pervenute, la legge regionale n.19
del 10 agosto 2011 Modifiche ed integrazioni alla legge regionale
1 settembre 1997 n.33, in materia di attività venatoria , che con
l'art.1, ha modificato la quota percentuale della superficie del
territorio agro-silvo-pastorale (TASP) destinata a protezione della
fauna selvatica fissandola in almeno il 20% del territorio agro-
silvo-pastorale della Regione, con la nota prima richiamata è
stato richiesto al Dipartimento competente di questo Assessorato di
riferire circa il mutamento dello scenario normativo di riferimento
introdotto con la sopracitata L.R. n.19/2011, essendo stata la
proposta di PRFV, già sottoposta a consultazione, disciplinata
dalla legge regionale n.33/97, che indicava nella quota del 25 %
il territorio agro-silvo-pastorale di ciascuna provincia regionale
e di ogni isola minore da destinare a protezione della fauna
selvatica.
Riscontrando la richiamata nota del Dipartimento Regionale
Ambiente, il Dipartimento competente di questo Assessorato, con
nota prot. n.6448 del 01.02.2012 ha rappresentato la necessità,
alla luce delle nuove disposizioni introdotte dalla L.R. n.19/2011,
di rimodulare il PRFV.
Ciò posto, con nota dell' Autorità competente prot. ARTA
n.13680 del 02.03.2012, ritenendo non necessario procedere ad una
nuova consultazione ex art. 13 comma 1 del D. Lgs.vo n.152/2006 e
s.m.i. su un nuovo Rapporto preliminare, poiché in quello già in
essere non veniva ad essere modificato in maniera sostanziale il
livello di dettaglio delle informazioni,ravvisando nel contempo
l'inopportunità di interrompere la procedura VAS, già in itinere.
Considerato che la modifica legislativa relativa alla
percentuale di superficie da destinare a protezione, di fatto,
andava ad interferire con l'impostazione pianificatoria nella parte
in cui si identificavano metodi e criteri per la individuazione di
superfici da destinare a protezione per il raggiungimento della
quota del 25% indicata nella precedente norma, veniva definito
l'iter procedurale integrativo per la prosecuzione delle attività
di VAS e di VIA del PRFV, convenendo di proseguire e concludere le
procedure già avviate modificando preliminarmente, a seguito della
redazione di un nuovo studio d'incidenza che analizzasse
puntualmente i singoli siti Rete Natura 2000 sui quali si riteneva
di poter consentire l'attività venatoria e rappresentasse le
ragioni poste alla base della scelta dei siti stessi, il PRFV nelle
parti interessate dalla novazione normativa.
Tale studio di incidenza è stato realizzato nel rispetto del
Decreto Ministeriale del 17 ottobre 2007 e delle eventuali
ulteriori misure di salvaguardia, al fine di rendere disponibili
all'esercizio venatorio anche delle aree all'interno di alcuni siti
Natura 2000, e con il precipuo obiettivo dell'amministrazione, a
fronte della necessità di ridurre il valore dell'indice di densità
venatoria - dove questo risultasse particolarmente elevato - e
della volontà di tenere conto degli aspetti sociali e logistici
come quelli dei cacciatori residenti nelle isole minori, di rendere
quanto più possibile omogenea, al fine di garantire parità di
condizioni nell'esercizio venatorio presso vari ambiti, la
percentuale di territorio agro-silvo-pastorale protetta tra i
differenti ATC.
A seguito di innovazioni apportate alla proposta di bozza di PRFV
si è quindi proceduto, secondo le disposizioni dell'art. 14 del
D.Lgs.vo n.152/2006 e s.m.i., ad una nuova consultazione, avviata
con la procedura di evidenza pubblica tramite pubblicazione sulla
G.U.R.S. e la "messa a disposizione" dei materiali ai S.C.M.A. ed
all'utenza interessata, relativa alle parti modificate e al nuovo
studio d'incidenza. Con l'avviso pubblicato sulla G.U.R.S., ed
anche sul sito internet dell' Assessorato Regionale Territorio ed
Ambiente e su quello del Dipartimento Interventi Strutturali
dell'Assessorato Regionale per le Risorse Agricole ed Alimentari, e
presso gli uffici delle Ripartizioni faunistico-venatorie. si
rendeva nota la disponibilità alla consultazione della modifica di
proposta di piano, dello studio di incidenza, del questionario di
consultazione e delle cartografie.
Con successiva nota prot. n.17690 del 13.03.2012, il Dipartimento
competente di questo Assessorato ha reso nota ai S.C.M.A la
disponibilità alla consultazione del materiale documentale
costituito dalla modifica della proposta di piano, dallo studio di
incidenza, dal questionario di consultazione e dalle cartografie ed
ha richiesto agli Enti gestori delle aree naturali protette il
rilascio del parere infraprocedimentale di valutazione di
incidenza. Durante i 60 giorni disponibili per la consultazione,
dal 16.03.2012 al 15.05.2012, sono pervenuti presso gli uffici
dell' Autorità procedente i questionari con le relative
osservazioni da parte di diversi soggetti.
I documenti contenenti le osservazioni insieme alle valutazioni
prodotte dal Dipartimento competente di questo Assessorato sono
stati raccolti in un unico fascicolo titolato Esito delle
consultazioni , con allegate le copie dei singoli questionari, e
trasmessi, con nota prot. n.38414 del 27 giugno 2012, all'Autorità
competente per il previsto parere di compatibilità ambientale.
Al termine dell'iter sopra descritto e dopo l'analisi di tutta la
documentazione, con D.D.G. n. 442 del 10.08.2012, l'Autorità
competente per la VAS, ha espresso, ai sensi del D. Lgs.vo
n.152/2006 e s.m.i., parere positivo circa la compatibilità
ambientale del rinnovo del PRFV, subordinatamente all'osservanza
delle prescrizioni ed indicazioni elencate nello stesso D.D.G., da
recepire in sede di adozione definitiva e approvazione del medesimo
Piano.
Le prescrizioni hanno interessato soprattutto l'esclusione
dell'esercizio venatorio in alcuni Siti Natura 2000, riducendo a 18
i siti in cui la caccia può essere esercitata, seppur con ulteriori
restrizioni rispetto a quelle indicate nello studio d'incidenza. Le
stesse hanno interessato, anche, la tutela della fauna, imponendo
limitazioni sul numero di capi di fauna prelevabili con l'attività
venatoria e disponendo la programmazione del prelievo venatorio
per la durata del piano.
Il D.D.G. n.442 ha anche dettato prescrizioni e limitazioni
riguardanti aree non ricadenti all'interno dei Siti Natura 2000,
entrando nel merito di materie che non rientrano fra le competenze
dell'Assessorato Regionale al Territorio e all'Ambiente, in quanto
la tutela della fauna selvatica, nella Regione Siciliana, è di
esclusiva competenza del Dipartimento competente di questo
Assessorato.
Per quanto sopra, ritenendo che le prescrizioni, le limitazioni
ed i divieti imposti in materia di tutela della fauna oltre a non
essere di competenza dell' Assessorato Regionale Territorio ed
Ambiente non fossero motivate e supportate da evidenza scientifica
(cfr. art.2 - comma 1 del D.M. del 17 ottobre 2007), il
Dipartimento competente di questo Assessorato, con nota prot. n.
3871 del 11.01.2013 ha espresso le proprie osservazioni,
richiedendo ufficialmente la modifica del D.D.G. n. 442.
Con nota prot. n. 5177 del 31/01/2013 il Dirigente Generale del
Dipartimento Regionale dell'Ambiente ha confermato la volontà di
non modificare i contenuti del predetto D.D.G. n. 442.
Nel frattempo, a seguito di ricorso avanzato da LEGAMBIENTE ed
altri, il C.G.A. per la Regione Sicilia, con ordinanza n. 21 del 10
gennaio 2013, ha ordinato, in via propulsiva, all'Amministrazione
Regionale di emanare il PRFV entro 60 giorni dalla notifica della
stessa.
Per quanto sopra detto, in sede di predisposizione della
versione definitiva del Piano Faunistico Venatorio, pur non
condividendo, in alcune delle sue parti, il D.D.G. n. 442 per
difetto di motivazioni (cfr. art. 2 comma 1 del D.M del 17 ottobre
2007), il Dipartimento competente di questo Assessorato, dando
puntuale riscontro anche alle osservazioni generali contenute nel
suddetto D.D.G n. 442, ha apportato le opportune modifiche al
Piano.
Così concluso pertanto l'iter procedurale il PRFV è stato
trasmesso alla Giunta di Governo per l'apprezzamento e conseguente
approvazione da parte della stessa e, la successiva conclusiva
emanazione del D.P.R.S. di adozione.
Passando, infine, ad altro punto posto con l'interrogazione cui
si risponde tendente a sapere quanti calendari venatori o atti
di regolamentazione venatoria a partire dal 2008 siano stati
annullati e/o sospesi e l'importo delle spese legali che la Regione
sia stata condannata a risarcire ai ricorrenti , si rappresenta
quanto di seguito:
Atti Importo Importo da
Pagato recuperare
Calenda Con decreto presidenziale Non risultano spese
rio n.1007/08 il TAR Palermo ha di giudizio
Venator sospeso il D.A. 21/07/2008 di
io emanazione del C.V. su ricorso
2008/20 proposto da Legambiente; con D.A.
09 12/09/2008 l'Amministrazione ha
revocato il D.A. del 21/07/2008
impugnato e con D.A. 25/09/2008 ha
approvato il nuovo C.V. ; il TAR
con ordinanza n. 1080/08 ha
respinto la domanda di misura
cautelare.
Calenda Sentenza TAR n. 546/11 Ricorso
rio 1214 del 2009 - Legambiente, Lega
Venator Antivivisezione e Ente Nazionale
io Protezione Animali contro
2009/20 Assessorato Agricoltura e Foreste 21.235,50 19.305,00
10 ed altri
Calend Sentenza TAR n. 547/11 proposto da
ario WWF contro Assessorato Agricoltura
Venator e Foreste ed Altri 7.078,50 6.435,00
io
2009/20
10
Calend Sentenza TAR n. 548/11 su ricorso
ario proposto da Associazione MAN
Venator contro Assessorato Agricoltura e
io Foreste ed altri 7.078,50 6.435,00
2009/20
10
Calenda Ordinanza TAR n. 1117/10 su
rio ricorso proposto da Legambiente e 1.808,54 602,85
Venator Associazione MAN contro
io Assessorato Risorse Agricole e
2010/20 Alimentari ed Altri
11
Calenda Con decreto n.510/2012 il TAR
rio Palermo accoglie l'istanza
Venator cautelare su ricorso di
io Legambiente ed altri e sospende 2.642.64
2012/20 l'efficacia dei DD.AA. n. ( da 2.202,20
13 2693/2012 e 2721/2012 di pagare) ( importo
emanazione del C.V. ; con che sarà
ordinanza n.583/2012 il TAR recuperato
Palermo sospende l'efficacia del )
calendario venatorio adottato per
la stagione 2012/2013 con i
suddetti decreti
Si ritiene opportuno precisare, relativamente agli atti
sopramenzionati, che l'Amministrazione Regionale è stata condannata
a pagare le spese di lite in solido con tutte le Associazioni
Venatorie. Tuttavia, come da apposito parere reso dall'Avvocatura,
poiché gli atti esecutivi sono stati notificati soltanto alla
scrivente Amministrazione, in considerazione anche della pluralità
dei soggetti coinvolti, è stato concordato che le spese venissero
pagate interamente dalla Amministrazione regionale, che avrebbe
successivamente provveduto a recuperarle, ripartendole in quota
parte tra le Associazioni venatorie coobbligate».
L'Assessore
dott. Dario Cartabellotta
FIGUCCIA - DI MAURO - LOMBARDO - FEDERICO - GRECO - G - LO SCIUTO
- FIORENZA. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per la
salute e all'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che
il grave incendio avuto luogo il 29 luglio 2012 nella discarica di
Bellolampo, balzato agli onori della cronaca nazionale per le
evidenti preoccupazioni circa la salubrità dei luoghi circostanti,
fu oggetto di una tempestiva task force interistituzionale che
coinvolse ARPA, Istituto Zooprofilattico di Teramo ed altri
autorevoli organismi esperti in problematiche ambientali,
coordinati dal Dipartimento Attività Sanitarie dell'Assessorato
regionale alla salute;
considerato che l'esito di tale intervento evidenziò il
superamento dei valori di diossina in alcuni campionamenti di latte
effettuati in tre allevamenti situati nel comprensorio palermitano
prossimo alla discarica, tanto che l'allora DDG, dott.ssa Lucia
Borsellino, emanò un apposito decreto con cui il territorio
compreso nel raggio di tre chilometri dalla discarica di rifiuti
solidi urbani Bellolampo di Palermo, veniva dichiarato Zona di
protezione da diossina e PCB. Il provvedimento in questione ha
imposto pesanti restrizioni alle attività agricole ed agli
allevamenti operanti nel territorio in considerazione, quali ad
esempio: divieto di utilizzare per alimentazione umana il latte
prodotto dalle aziende presenti nella zona di protezione; divieto
di spostamento e pascolo del bestiame di allevamento; divieto di
utilizzo di foraggio contaminato per le necessità dei propri
allevamenti;
rilevato che è fuor di dubbio l'opportunità di un siffatto
provvedimento quando esso, come in tal caso, rispose ad una
necessità di tutela della salute pubblica; ma è altrettanto
importante non dimenticare la situazione ancora oggi
quotidianamente vissuta dalle aziende agricole e di allevamento
fortemente penalizzate dalle misure di prevenzione disposte. A
distanza di oltre sei mesi dall'accaduto, in una situazione
attuale, riteniamo di emergenza ridimensionata, appare opportuno
prendere in considerazione misure che possano ristorare i danni
sofferti dagli operatori economici e dalle loro famiglie presenti
nei territori dei comuni di Borgetto, Montelepre, Giardinello,
Carini, Palermo (Bellolampo), offrendo loro un sostegno dovuto;
per sapere quali urgenti misure intendano adottare per sostenere
concretamente le imprese agricole interessate dagli effetti
dell'incendio della discarica di rifiuti solidi e urbani di
Bellolampo, la cui attività risulta ancora oggi paralizzata dalle
pesanti restrizioni imposte dal Governo regionale». (357)
Risposta. - «Con l' interrogazione n. 357 del 21 febbraio 2013
gli onorevoli interroganti hanno chiesto notizie in merito alle
Misure urgenti a sostegno delle imprese agricole e degli
allevatori operanti all'interno della Zona di protezione da
diossina e PCB a seguito dell'incendio avvenuto il 29 luglio 2012
nella discarica di Bellolampo (PA) .
In ordine all'argomento oggetto dell'interrogazione il Dirigente
Generale del Dipartimento Interventi Strutturali cui è demandata la
competenza, ha rappresentato che l'incendio che si è sviluppato il
29/07/2012 in località Bellolampo di Palermo, ha interessato la
discarica di Rifiuti Solidi Urbani e si è protratto per più di
dieci giorni, giusta dichiarazione dei Vigili del Fuoco, in cui si
rappresentava che lo stesso è stato tecnicamente spento il 07
Agosto 2012 causando l'emissione nell'atmosfera di notevoli
quantità di sostanze nocive per l'uomo e gli animali,
classificabili come sostanze tossiche ascrivibili al gruppo delle
diossine e (PCB) Policlorobifelini.
A seguito di opportune attività ricognitive ed analisi di
campionature, il Dipartimento Regionale per le attività sanitarie e
Osservatorio Epidimiologico dell'Assessorato regionale della Salute
con D.D.G. n.01690 del 29/08/2012, ha individuato una Zona di
Protezione da Diossine identificata nel territorio dei Comuni di
Palermo - Capaci (PA) e Torretta (PA), compresa nel raggio di 3 Km
dalla discarica di Rifiuti Solidi Urbani Bellolampo di Palermo.
Successivamente, su proposta dell'Assessore Regionale delle
Risorse agricole e alimentari, la Giunta di Governo con Delibera
n.385 del 5 ottobre 2012 ha espresso parere favorevole al
riconoscimento dell'eccezionalità all'evento Incendio discarica di
Bellolampo di Palermo di cui al comma 122, sottocapitolo V.B.2.,
Capitolo V degli Orientamenti Comunitari per gli aiuti di Stato
nel settore agricolo e forestale 2007/2013 , per potere ipotizzare
una compensazione dei danni dovuti alla contaminazione da diossina
e PCB - diossina - simili, a seguito dell'incendio nella discarica
di Bellolampo (PA), agli allevamenti zootecnici, pascoli ed aziende
agricole del territorio interessato dal rischio di inquinamento, in
funzione della tipologia di allevamento ascrivibile a produzione di
reddito, escludendo quelle a carattere hobbistico (cavalli da
passeggio, ecc.) o per l'autoconsumo familiare (avicoli da aia,
ecc.).
Successivamente alla Delibera di Giunta, sopra citata,
l'Assessorato regionale della Salute, ha ritenuto di estendere le
misure sanitarie per la sicurezza alimentare ad un'area più vasta
comprendendo, oltre ai territori interessati dal precedente D.D.G.
n.01690 del 29/08/2012, anche i seguenti Comuni: Borgetto, Capaci,
Carini, Giardinello, Montelepre, Palermo (altri territori) e
Torretta.
ll Dipartimento Interventi Strutturali Servizio 3
dell'Assessorato Regionale delle Risorse agricole e alimentari, al
fine di potere richiedere il riconoscimento della causa di
eccezionalità, dovuta all'inquinamento da diossine e simili, ed
ottenere l'autorizzazione, in conformità alla normativa sugli Aiuti
di Stato, della concessione degli aiuti alle imprese, ha richiesto
agli altri rami dell'Amministrazione regionale ed Enti competenti
in materia, le informazioni necessarie per potere elaborare un
dossier completo ed esaustivo, da trasmettere ai Servizi della
Commissione Europea.
Lo scrivente Assessorato regionale delle Risorse agricole e
alimentari, ad oggi, rimane in attesa di conoscere gli esiti delle
analisi dell'Istituto G. Caporale di Teramo, all'uopo incaricato
dall'Assessorato regionale della Salute, per i successivi
adempimenti di competenza che potranno essere adottati.
L'Assessore
dott. Dario Cartabellotta
Rubrica Salute
TURANO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
salute, premesso che:
con protocollo d'intesa sottoscritto in data 30 giugno 2011 tra
Regione Emilia-Romagna e Regione siciliana, si prevede la necessità
di predisporre e realizzare un progetto per la valorizzazione
dell'assistenza e della ricerca sanitaria nella regione siciliana,
estendendo l'ambito della collaborazione all'area della
riabilitazione, attraverso un ulteriore specifico progetto a cui
potranno concorrere i soggetti che verranno individuati dalle due
regioni;
è stato approvato fra le due Regioni un accordo di mobilità, con
il quale si prevede una riduzione del numero di pazienti siciliani
ricoverati presso strutture sanitarie della regione Emilia Romagna,
in relazione all'implementazione dell'offerta sanitaria regionale
della Sicilia nelle discipline maggiormente interessate dal
fenomeno della mobilità passiva nella suddetta Regione;
un elevato numero di pazienti siciliani sceglie di farsi curare
presso strutture ospedaliere collocate al di fuori della Regione
siciliana e che la valorizzazione dell'attuale flusso di mobilità
in neuro-riabilitazione insieme a quella del fabbisogno non
soddisfatto può stimarsi complessivamente in 14.000.000 di euro;
le due regioni s'impegnano preliminarmente a costituire un gruppo
di lavoro congiunto a cui viene assegnato il compito di individuare
ed attivare modelli operativi specifici finalizzati a realizzare
gli obiettivi della collaborazione secondo specifiche modalità;
la successiva convenzione sottoscritta tra l'Assessorato
regionale Salute in persona del dirigente generale del dipartimento
pianificazione strategica, dott. Maurizio Guzzardi, e l'azienda
Ospedaliero - Universitaria di Ferrara scaturisce dagli accordi
preventivamente oggetto del protocollo d'intesa;
l'Assessorato Salute al richiamato protocollo d'intesa ha
concluso con il rappresentante legale della S.A.S. Ginnic club
Vanico la locazione dell'immobile sito in Castelvetrano (TP) e
delle relative attrezzature che sarà messo nella piena
disponibilità dell'Azienda ospedaliera di Ferrara per tutto il
periodo della convenzione;
la Regione siciliana con apposito contratto di locazione con
l'Istituto di riabilitazione Ginnic club Vanico si impegna, qualora
necessario, a ristrutturare ed adeguare le strutture murarie ed
impiantistiche per renderle conformi alle esigenze operative della
azienda ospedaliera di Ferrara e alla normativa sulla
autorizzazione sanitaria per le funzioni previste
neuroriabilitazione, secondo le regole e le norme applicate dalla
Regione siciliana;
l'azienda ospedaliera di Ferrara per tanto rimane esclusa dal
pagamento del canone di locazione comprensivo di adeguamento
strutturale, impiantistico e di manutenzione straordinaria, che
verrà assunto interamente dalla Regione Siciliana;
considerato che:
la convenzione prevede che la Regione siciliana trasferisca
all'Azienda ospedaliero-universitaria di Ferrara l'uso senza
l'onere locativo della struttura sita in Castelvetrano per una
durata di nove anni rinnovabile per ulteriore nove anni e
rinegoziabile per tre volte;
la convenzione prevede che l'azienda ospedaliero-universitaria di
Ferrara indirizzi i cittadini siciliani verso la struttura di
Castelvetrano per le prestazioni che sono rese presso la stesa
stante quanto concordato nel protocollo d'intesa;
il centro 'Vanico' da notizie apprese dalla stampa sembrerebbe
essere di proprietà di un noto imprenditore del settore medico da
sempre impegnato in politica a Castelvetrano che da anni lo vedono
impegnato al fianco di esponenti dell'attuale Governo regionale;
probabilmente altre strutture pubbliche sono in possesso dei
requisiti strutturai e scientifici tali da ospitare le attività
oggetto della convenzione con l'Azienda ospedaliera di Ferrara;
tale intervento è stato redatto per abbattere i costi della
migrazione sanitaria che nel settore della neuro riabilitazione ha
inciso nell'esercizio finanziario precedente per un importo di
14.000.000 milioni di euro;
secondo in dati economici allegati alla convenzione per il 2012
si prevede una spesa di 15.328.000 comprensivi del costo dello
start up da riconoscere all'Azienda di Ferrara;
i costi stimati comprendono altresì il canone di locazione e gli
interventi strutturali da eseguire nel centro Vanico di
Castelvetarno per renderlo conforme alle prescrizioni normative
vigenti;
la scelta della struttura per ospitare le prestazioni fornite
dall'azienda di Ferrara non è certamente supportata da un'analisi
territoriale delle strutture esistenti già conformi all'obiettivo
della convenzione, fatto dimostrato dalla necessità di impiego di
fondi pubblici per adeguare una struttura privata;
per sapere:
quali siano i criteri adottati nell'identificazione del partner
privato e se sia stata pubblicizzata l'iniziativa o si sia condotto
uno studio presso la rete pubblica regionale. Se non reputi
eccessivamente oneroso il percorso sottoscritto con la regione
Emilia Romagna;
quali siano le ragioni di impiegare risorse pubbliche per
partnership private senza autorizzazione normativa in
considerazione anche del dettato dell'art. 8 quinquies del D.lgs.
502/92 e s.m.i. che prescrive la comparazione analitica della
qualità dei costi prima di sottoscrivere accordi finanziari con
strutture private;
quali siano le ragioni di interventi strutturali e di adeguamento
agli standard presso il centro Vanico se lo stesso opera già in
regime di convenzione per conto del SSR. (104)
(L'interrogante chiede risposta scritta)
Risposta. - «Ai sensi dell'art. 140, comma 5, del nuovo
regolamento interno dell'A.R.S. si anticipa il testo scritto della
risposta all'atto ispettivo in oggetto, che potrà subire variazioni
e/o aggiornamenti in funzione del tempo intercorrente per la
iscrizione all'ordine del giorno della relativa Rubrica salute.
In riscontro all'interrogazione indicata in oggetto con la quale
si chiedono notizie in merito alla convenzione tra la Regione
siciliana e l'Azienda ospedaliera di Ferrara, si relaziona quanto
segue.
La nostra Regione registra una forte mobilità passiva, che come è
noto evidenzia un saldo passivo di circa 200 milioni,
principalmente per le prestazioni ortopediche che con 49 euro/mln
incide per il 24 per cento sul costo dell'intera mobilità passiva,
seguite a distanza dalle prestazioni neurologiche che con 29
euro/mln incide per circa il 14 per cento e dalle prestazioni
cardiologiche che con 28 euro/mln incide per circa il 13 per cento
(fonti dati anno 2010). Tra le Regioni maggiormente recettive vi è
la Regione Emilia Romagna.
Conseguentemente, tra gli obiettivi generali del programma
Operativo 2010-2012, approvato dalla Giunta regionale con delibera
n. 497 del 30 dicembre 2010 e reso esecutivo con decreto
assessoriale di pari data, è stato previsto l'impegno da parte
della Regione di sottoscrivere accordi, ai sensi dell'articolo 19
del patto per la salute del 3 dicembre 2009, per ridurre gli
effetti della mobilità sanitaria extra regionale ed in particolare
con quelle Regioni verso le quali si registrano maggiori volumi di
mobilità sanitaria.
Già con il Protocollo di Intesa del 30 giugno 2011 i Presidenti
delle regioni Emilia Romagna e Regione Siciliana hanno condiviso la
necessità di predisporre e realizzare un progetto di gestione di un
centro ortopedico individuando per tale finalità l'Istituto
Ortopedico Rizzoli di Bologna (IOR). In tale Protocollo era altresì
prevista la possibilità di predisporre e realizzare progetti per la
valorizzazione dell'assistenza e della ricerca sanitaria nella
Regione Sicilia anche nell'ambito dell'area della riabilitazione.
Questo Assessorato, in esecuzione al sopra richiamato protocollo
di intesa e sulla base dell'assenso sull'idoneità di massima della
struttura manifestata dallo IOR, ha concluso con l'Amministratore e
custode giudiziario ex art. 316 del c.p.p. nonché rappresentante
legale della Srl Villa Santa Teresa Diagnostica per le immagini e
radioterapia , appositamente autorizzato dal Giudice Delegato, la
locazione dell'immobile (sito in Bagheria strada statale 113 km.
246,5009 e delle relative attrezzature, messo nella piena
disponibilità dello IOR per tutto il periodo della convenzione in
atto prevista.
E'del tutto evidente che il soggetto giuridico cui è affidata
l'attuale gestione è legato a finalità superindividuali, essendo
connotato da un chiaro orientamento a contenuti di valenza non
speculativa e di interesse pubblico, stante il suo status
giuridico, sotto l'egida dell'Autorità Giudiziaria procedete che ne
vigila ed autorizza l'intero operato.
Successivamente con l'Accordo per la gestione della mobilità del
20 giugno 2012 nonché con il Protocollo di Intesa approvato con DA
n. 1594/12 del 3 agosto 2012, i Presidenti delle Regioni Emilia
Romagna e Regione Siciliana hanno condiviso la realizzazione di un
progetto per la valorizzazione dell'assistenza e della ricerca
sanitaria nella Regione Sicilia nell'ambito della
neuroriabilitazione, individuando, tra l'altro, l'Azienda
Ospedaliera Universitaria S.Anna di Ferrara quale struttura
sanitaria di eccellenza, in cui opera il Dott. Basaglia luminare
nel campo della neuroriabilitazione, che per le loro dotazioni
tecnologiche, capacità professionali ed organizzative, costituisce
fonte di attrazione da tutte le regioni italiane di pazienti che
hanno la necessità di prestazioni di neuro riabilitazione.
A conferma di quanto descritto si sottolinea che le strutture
individuate sono pubbliche.
La ratio di preferire le strutture operanti nella Regione Emilia
Romagna è dettata, appunto, dalla cospicua mobilità passiva verso
tale Regione, oltre al fatto che tali strutture sanitarie sono
considerate di eccellenza. Pertanto, gli accordi sono volti nel
medio periodo alla riduzione della mobilità passiva ed inoltre
all'integrazione ed al trasferimento del know how agli operatori
del settore sanitario siciliano ed in ultimo, ma non ultimo, quello
di diffondere le competenze nelle discipline ad una platea locale
che coinvolga anche gli specializzandi delle nostre Università.
Si rappresenta che l'ASP di Trapani ha individuato il centro
Vanico poiché consta di una struttura con n. 90 posti letto già
accreditata ma non contrattualizzata e alla quale sarebbe stato
richiesto l'uso della struttura dietro il corrispettivo di un
canone di affitto appositamente valutato dall'UTE di Trapani.
Per completezza si chiarisce, infine, che gli accordi tra l'ASP
di Trapani e l'Azienda ospedaliera Universitaria S.Anna di
Ferrara per l'utilizzo di n. 90 posti letto della struttura Vanico
di castelvetrano, non sono in atto conclusi proprio per l'esame di
tutte le refluenze organizzative, economiche e gestionali
dell'operazione in essere. Di contro l'eventuale attivazione di
posti letto di neuro riabilitazione, alla luce delle disposizioni
normative contenute nel DL n. 95/2012 e s.m.i., dovrà
contestualizzarsi con la nuova programmazione dei posti letto in
Sicilia».
L'Assessore
dott.ssa Lucia
Borsellino