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Resoconto d'Aula della Seduta n. 413 di mercoledì 15 marzo 2017
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   Presidenza del Presidente Ardizzone


                   La seduta è aperta alle ore 16.37

   LO  GIUDICE,  segretario, dà lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il  preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta scritta:

   N.       3881   -   Accreditamento   istituzionale   del    centro
  chirurgico ambulatoriale Villa Maria s.r.l.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
  Ciaccio  Giorgio; Ciancio  Gianina;Ferreri Vanessa; Foti Angela; La
  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;  Siragusa
  Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zito Stefano

   N.       3882   -   Realizzazione   del   centro   oncologico   di
  eccellenza di Messina.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Ferreri Vanessa; Foti Angela;
  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
  Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zito Stefano

   N. 3883 - Riorganizzazione dei servizi riabilitativi resi dall'ASP
  di Messina.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
  Ciaccio   Giorgio;  Ciancio  Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;
  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
  Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zito Stefano

   N.  3884 - Realizzazione della strada di collegamento tra il viale
  Gazzi e l'approdo F.S. per via Don Blasco a Messina.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Coltraro Giambattista

   N.  3885 - Affidamento dei servizi di collegamento marittimo da  e
  per le isole Egadi ed Eolie.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Alongi Pietro
   Avverto che le interrogazioni testè annunziate saranno inviate  al
  Governo.

                       Annunzio di interpellanza

   PRESIDENTE.   Comunico   che  è  stata  presentata   la   seguente
  interpellanza:

   N.  497 - Manutenzione del cavalcavia n. 29, denominato 'Gelatusi'
  sull'autostrada A18.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Foti   Angela;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello  Francesco;
  Ciaccio    Giorgio;    Ferreri    Vanessa;    La   Rocca   Claudia;
  Mangiacavallo Matteo; Trizzino Giampiero; Ciancio Gianina;  Palmeri
  Valentina; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia  fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza  si
  intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per  essere
  svolta al proprio turno.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che gli onorevoli Alloro,
  Vullo, Fazio, Lombardo, Lo Sciuto, hanno chiesto congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


              Comunicazioni del Presidente dell'Assemblea
   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ho da fare delle comunicazioni,  a
  seguire  darò  la parola - così come convenuto al presidente  della
  Commissione  Antimafia , onorevole Nello Musumeci. Gradirei  un  pò
  di attenzione perché c'è troppo vocìo.
     Prendete posto, cortesemente, evitiamo quando si parla e parlano
  i   colleghi,   di  alzare  il  ditino  subito  dopo   l'intervento
  dell'onorevole  Musumeci, non me ne voglia nessuno,  chiuderemo  la
  discussione  su  questa vicenda. Non ci sono  fatti  personali  che
  possono    interessare   in   questo   momento    il    Parlamento,
  successivamente, quando convocheremo la Conferenza  dei  Presidenti
  dei  Gruppi parlamentari decideremo il da farsi. Non si  tratta  di
  una  questione  dei  singoli.  Consentitemi,  è  in  gioco  più  il
  Parlamento e la dignità del Parlamento nella sua complessità.
   Onorevoli colleghi, onorevole D'Asaro, cortesemente, si accomodi.

   D'ASARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole D'Asero, alla fine dello svolgimento  degli
  argomenti  posti  all'ordine  del  giorno  potrà  farlo  ai   sensi
  dell'articolo 83 del Regolamento interno.
   Onorevoli   colleghi,  come  ben  sapete  subito   dopo   l'ultima
  trasmissione  L'Arena' ho chiesto immediatamente, la sera stessa, e
  mi  dispiace  se non vi ho consultato, almeno i Capigruppo,  ma  ho
  ritenuto  opportuno  chiedere audizione  in  Commissione  nazionale
   Antimafia   per  la  gravità  delle  affermazioni  rese  in   quel
  contesto, in una trasmissione nazionale, dall'amministratore di una
  società strategica per la Regione siciliana.
   Testualmente  l'amministratore di detta società  ha  dichiarato  -
   Arena'   del  19  febbraio  2017  -  una  cifra  mostruosa,   sono
  cinquantadue miliardi di euro che negli ultimi dieci  anni  non  si
  sono  riscossi  in  Sicilia. Trenta di questi miliardi  sono  ormai
  irrecuperabili  perché  si  sono  prescritti.  Ce  ne  sono  ancora
  ventidue  da  recuperare,  sono recuperabili  se  vi  sarà  volontà
  politica  di  recuperarli. Se daranno i mezzi, se vorranno  rompere
  questo  patto  criminale che finora ha consentito di buttare  dalla
  finestra cinquantadue miliardi etc  Alla domanda del conduttore, il
  sig.  Giletti,  chiede  C'è speranza, si possono recuperare  questi
  miliardi?     Sono  in  prescrizione,  ribadisce  l'amministratore,
  possiamo  recuperarne  ventidue ma dipende  dalla  Finanziaria  che
  voterà l'Assemblea regionale siciliana. Se non avverrà dipenderà da
  questa  scelta se i siciliani potranno fare una sicilia  diversa  o
  continuare a piangersi addosso. .
   La  sera  stessa  ho  chiesto -  proprio la sera  di  domenica  -,
  l'audizione in Commissione  Antimafia , anzi la sera del  5  marzo,
  perché c'è stato un replay come ben sapete.
    Pochi  minuti fa, dice il conduttore, prima del telegiornale,  ho
  fatto  una  telefonata  ad  una persona  che  è  venuta  in  questa
  trasmissione   conosciamo perfettamente la storia.
   A  stretto giro è stata accolta la mia richiesta, ieri si è tenuta
  l'audizione.  Ho  chiesto  che  non venisse  secretata,  non  c'era
  assolutamente  motivo, ciascuno di voi, ma  tutti  i  siciliani  la
  possono  ascoltare, peraltro l'ho postata già  da   stamattina  sui
  social, quindi, non ci possono essere libere interpretazioni,   non
  ci  sono  filtri  particolari e ognuno trarrà  le  conclusioni  che
  ritiene più opportune e doverose.
   Ho  ritenuto  di  depositare  un promemoria  alla  Commissione  di
  inchiesta  sul  fenomeno  delle mafie e  sulle  altre  associazioni
  criminali che è a disposizione intanto dei Capigruppo, è un  volume
  abbastanza corposo che ricostruisce tutte le vicende, con documenti
  allegati, che riguardano Riscossione Sicilia.
   Debbo dare atto,  - l'ho già fatto ieri in Commissione  Antimafia
  -,   che  da  parte di tutti i Gruppi parlamentari, tutti  inclusi,
  nessuno  escluso, c'era la volontà di addivenire ad  una  soluzione
  che  portasse ad una migliore riscossione dei tributi  in  Sicilia.
  Mio  malgrado,  mi  sono  visto costretto, a  contestare  le  false
  informazioni  in  ordine  a questa  maglia  rosa'  che  si  sarebbe
  conquistata  la  società siciliana,  - dico  io  purtroppo,  magari
  fosse  stato  così -, non tanto per le dichiarazioni dell'Assessore
  Baccei,   -  mi  sono  visto  costretto ad  evidenziare  che  nelle
  Commissioni  apposite il dibattito è stato molto articolato  -,  ho
  fatto  riferimento  ad esempio all'interrogazione  molto  opportuna
  sollecitata dal Movimento Cinque Stelle a livello nazionale e  alla
  quale  ha  risposto il sottosegretario Zanetti,  con  la  quale  si
  chiedeva  perché  non  era  possibile per  la  società  Riscossione
  Sicilia   attingere   dal   sistema   SOGEI,   e   chiaramente   il
  sottosegretario dava pure una risposta, e diceva:  avviate rapporti
  fra  pubbliche amministrazioni , non so se sono state avviate,  non
  so se non sono state avviate.
   Ieri  ho  scoperto poco prima di andare in Commissione  Antimafia
  attraverso  un  articolo  di Repubblica di  lettere  riservate  tra
  l'Assessore all'Economia Baccei ed il Governatore, dove  si  faceva
  presente  -  ed erano i dubbi che erano stati manifestati, do  atto
  all'intera  Commissione,  all'interno  della  Commissione,  al  suo
  Presidente  ma  a  tutta  la  Commissione  -,  che  non  era  stato
  presentato  un  piano industriale ed un bilancio, e purtroppo,  mio
  malgrado,  ho dovuto sostenere che nonostante quello che si  voleva
  fare  apparire, la Corte dei Conti, che è il soggetto terzo, quello
  titolato a decidere proprio sui conti, aveva evidenziato come c'era
  stata  una  continua iniezione di finanziamenti, e i risultati  non
  erano stato quelli auspicati.
   Addirittura  il risultato di esercizio aveva subito un decremento.
  Noi passiamo da un -14,6 del 2014, a un - 15,6 del 2015. Per quanto
  riguarda  il 2016, allo stato nulla possiamo dire, perché ancora  i
  risultati  debbono  essere  portati alla  luce  da  quello  che  ci
  risulta.
   Alla  precisa  domanda:   ma è oggetto  di  questa  Commissione  o
  potrebbe  essere oggetto della Commissione Finanze? No  E'  oggetto
  della   Commissione   Antimafia ,  proprio  perché  la  Commissione
  Antimafia,  - ma questo l'ha chiarito successivamente la presidente
  Bindi  -,  ha avviato una indagine sulla mafia e sul modo  di  fare
  antimafia.
   Ed  è  oggetto della Commissione  Antimafia , e questo l'ho voluto
  ribadire,  e  per questo ho chiesto di essere audito in Commissione
  Antimafia,  perché questo Parlamento deve essere in  condizione  di
  votare   senza  condizionamenti  di  nessuna  sorta  ed  ho  voluto
  precisare   che  se  questo  Parlamento  non  dovesse   votare   la
  ricapitalizzazione  non significa che continua il  patto  criminale
  fra   questo  corpo  legislativo  e  il  resto,  non  so  cosa   si
  sottointenda.  Noi  non possiamo subire condizionamenti  di  nessun
  genere e a nessun livello.
   Per  cui,  invito i parlamentari in questo mese, è  inutile  farsi
  illusione, riferirà il presidente della Commissione, sarà  l'ultima
  finanziaria,  io  faccio un appello ai parlamentari:  smettiamo  le
  nostre  vesti  di  appartenenza, chiaramente ognuno  con  i  propri
  ragionamenti, con i propri convincimenti, così come correttamente è
  stato  fatto nelle Commissioni di merito. Io do atto, e l'ho  detto
  ieri al Capogruppo di Forza Italia, l'onorevole Falcone, che in  un
  particolare  verbale  ha  evidenziato come sostanzialmente,  mentre
  Equitalia aveva una riscossione in crescendo, in Sicilia  c'era  un
  decremento,   e   nonostante   questo   abbiamo   proceduto    alla
  ricapitalizzazione   nel   2016,   dopo   la    bocciatura    della
  ricapitalizzazione per due milioni e mezzo avvenuta su votazione di
  un emendamento presentato dal Movimento Cinque Stelle, ma condiviso
  dalla  maggior parte dell'Aula, tant'è che è stato, alla  fine,  il
  ragionamento  che è stato sostenuto dal Governo, probabilmente  non
  avrà convinto.
   Peraltro,   io non mi sento neanche di criminalizzare,   -  questo
  l'ho  detto  - neanche i dipendenti, perché se subito  dopo  queste
  trasmissioni i dipendenti dalla Fabi, alla Cgil hanno rappresentato
  l'esigenza  di  aderire a questo nuovo ente  pubblico  economico  a
  livello  nazionale,  una  ragione ci sarà,  non  è  una  soluzione,
  attenzione,  che sto trasmettendo, io sto dicendo non  ci  facciamo
  condizionare   in  questo  momento,  cerchiamo  di  supplire   alle
  mancanze,  non me ne vogliano gli assessori presenti,  del  Governo
  stesso  che  non ci fornisce le relazioni, che non  ci  fornisce  i
  documenti  appositi, anche con riferimento alla vicenda Riscossione
  Sicilia.
   Io  chiudo  leggendo, ma ripeto è pubblica la  mia  audizione,  le
  ultime dichiarazioni fatte dalla Presidente Bindi, testualmente  Le
  relazioni  dell'avvocato  Antonio  Fiumefreddo,  e  del  Presidente
  dell'Ars Giovanni Ardizzone, sono sicuramente due audizioni che non
  potranno  che  essere interessanti, soprattutto  sotto  il  profilo
  della  nostra inchiesta sull'antimafia , lo ha detto la  Presidente
  della  Commissione  nazionale  antimafia  Rosy  Bindi,  al  termine
  dell'audizione  del Presidente dell'Assemblea Regionale  Siciliana,
  Giovanni Ardizzone, sul caso Riscossione Sicilia,  perché io  credo
  che  dobbiamo  prosegue la Bindi, combattere la mafia  ma  dobbiamo
  essere  anche molto avvertiti nell'uso della lotta alla  mafia  per
  altri fini, e per altri obiettivi .
   Io  penso che debba essere questo lo spirito che ci debba condurre
  in  questo  momento,  so  che  sarà difficile,  capisco,  io  avevo
  previsto  che  ci sarebbe stata un'attenzione mediatica  esagerata,
  enfatizzata, l'avevamo previsto, ci chiediamo il perché, non lo so,
  solo per alimentare il nostro ego? Mi augurerei che fosse così, ma,
  ripeto, non ci lasciamo condizionare, questo è l'importante, perché
  abbiamo un dovere, dare le risposte migliori ai siciliani, dobbiamo
  essere  convinti  nel momento in cui votiamo, perché  siamo  in  un
  passaggio  fondamentale non solo di questa  legislatura,  ma  direi
  della  storia  della Sicilia, perché il sistema di riscossione  nel
  resto  d'Italia già è partito, in Sicilia siamo ancora  fermi  alle
  polemiche,  alimentate ad arte perché, obiettivamente, i  dati  non
  sono confortanti.
   Da  un  punto di vista politico, e chiudo,  - ma ho il  dovere  di
  fare  una  riflessione  -,  mi sono sentito  mortificato,  dopo  le
  dichiarazioni,  da responsabile di una istituzione, ma  soprattutto
  da  siciliano,  perché dopo le dichiarazioni che  sono  state  rese
  nelle  TV  nazionali,  lasciamo stare la  questione  della  Sicilia
   canaglia',  lasciamo stare la questione dei disabili  fasulli  che
  sono  usciti  sul  Gazzettino del Veneto, ma dopo le  dichiarazioni
  rilasciate all'Arena di Giletti, che ormai nel nome dell'audience e
  dello  share si fa qualunque cosa;  Libero ha titolato  La  Sicilia
  ha   rubato  cinquantadue  miliardi  all'Italia ,  il  Giornale  ha
  pubblicato  La Sicilia dei furbetti non paga più le tasse , bene in
  quella  trasmissione lo stesso amministratore ha dichiarato che  vi
  erano  cinquantadue miliardi di evasione fiscale. Più precisamente,
  sono  tributi accertati e non riscossi, che sono cosa  diversa.  Ha
  dichiarato  -  su  questo  gli riconosco onestà  intellettuale,  ma
  nessuno  lo  ha messo in evidenza - che il non riscosso  nel  resto
  d'Italia era di milleduecentoventi miliardi. Nessuno, dico nessuno,
  ha evidenziato che solo il 4,3 percento di non riscosso riguarda la
  Sicilia.
   Ieri ho avuto modo di evidenziare in Commissione Antimafia - sì  è
  vero,  se  è  vero  che  ci sono dei debiti  in  prescrizione,  gli
  avvocati sanno benissimo, ma non solo gli avvocati -, che esiste un
  istituto  giuridico  che  è l'interruzione della  prescrizione,  un
  semplice atto per interrompere la prescrizione.
   Non  stanno i buoni da una parte e i cattivi dall'altra. Ho inteso
  tutelare  questo  Parlamento  perché  ritengo  che  sia  giusto   e
  doveroso,  le  questioni dei singoli saranno  trattate  nelle  sedi
  opportune,  nella maniera che ognuno riterrà opportuno. Chiaramente
  mi  riferisco al fatto che, se ognuno si è sentito leso,  può  fare
  ricorso  alle Procure della Repubblica, ma questo riguarda, ripeto,
  il singolo, chiaramente non riguarda il Parlamento.
   Il  Parlamento  già  si  è determinato, ha presentato  un  querela
  subito  dopo  le prime gravi dichiarazioni, non per vilipendio  del
  Parlamento,  perchè  c'è anche chi vuole banalizzare,  ma  dobbiamo
  essere  rispettosi. L'abbiamo presentata in forza dell'applicazione
  dell'articolo 595, terzo e quarto comma del Codice Penale, che è la
  diffamazione  ad un corpo politico. E se definire  questo  atto  di
  pirateria, o mascalzoni travestiti da uomini delle istituzioni, non
  è diffamazione, ditemi voi cosa è diffamazione.
   Ho  voluto  evidenziare che siamo passati  pure  al  folklore,  ed
  invito i componenti della II Commissione di non farsene un cruccio,
  se  si vuole fare accompagnare il video della II Commissione con un
  messaggio  subliminale mandando la musica del Padrino. Queste  cose
  non ci devono condizionare, questo è l'importante.
   Non l'ho detto in Commissione Antimafia, lo voglio evidenziare  in
  questo  Parlamento. Devo ringraziare tra gli altri pure l'onorevole
  Cordaro  che, in Commissione - mi sono riletto tutti i  verbali  in
  tre  giorni, credetemi, da venerdì a domenica, e devo  dire  che  è
  stato  fatto,  onestamente, un buon lavoro - ha voluto evidenziare,
  l'onorevole Cordaro nel suo intervento che già sotto la  presidenza
  dell'avvocato  Lucia  Di  Salvo  erano  state  notificate  cartelle
  esattoriali  molto  ma  molto  corpose  nei  confronti  di  singoli
  parlamentari,  e  ciò è avvenuto in silenzio. I  deputati  si  sono
  tenuti  in silenzio e si sono difesi in silenzio, così come bisogna
  riconoscere che il precedente amministratore di Riscossione Sicilia
  ha  agito in silenzio, come è giusto e doveroso che facciano  tutti
  coloro che hanno incarichi di responsabilità.
   Quindi, onorevoli colleghi, non me ne voglia l'onorevole Musumeci,
  questa   Terra  non  diventerà  bellissima,  questa  è  una   Terra
  bellissima, onorevole Musumeci. L'importante è non oltraggiarla,  e
  a nessuno è permesso oltraggiarla.
   Quindi,  armiamoci di buona volontà, su ogni questione  esaminiamo
  gli   articoli  uno  per  uno,  so  che  probabilmente  non  avremo
  collaborativo  il Governo, forse singoli assessori,  però  dobbiamo
  dare delle risposte alla Sicilia così come è giusto e doveroso  che
  sia, proprio perché è l'ultima finanziaria.

   MUSUMECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI.   Signor   Presidente,  signori   Assessori,   onorevoli
  colleghi,  ho chiesto di parlare nella qualità di presidente  della
  Commissione  Antimafia,  e  ringrazio la  Presidenza  per  avermelo
  consentito, alla luce di alcuni fatti accaduti nei giorni scorsi  e
  che,  a  mio avviso, meritano qualche considerazione e riflessione,
  perché in un certo senso chiamano in causa la credibilità di questo
  Parlamento, la sua autonomia, l'affidabilità dei suoi componenti.
   I  precedenti  sono  noti.  Da tempo ormai,  e  fino  alla  scorsa
  settimana, una nota trasmissione televisiva della TV di Stato punta
  la  propria  attenzione sulla Regione siciliana,  sulla  Regione  e
  sull'Assemblea  regionale  siciliana, affrontando  temi  che  vanno
  dalla  soppressione delle province isolane ai costi dei  lavoratori
  forestali, dai vitalizi dei deputati ai servizi negati ai  disabili
  gravi, dal contributo di solidarietà a Riscossione Sicilia.
   Evidentemente  questi  temi  devono aver  fatto  audience,  se  si
  insiste  con  singolare puntualità e sospetta  frequenza.  Il  buon
  giornalismo, se non è animato da pregiudizi, serve anche a  questo.
  Serve  a  denunciare  incongruenze, sprechi,  sperperi,  privilegi,
  tutele di casta, se ci sono e quando ci sono.
   Ma  non  è nel merito di questi temi che desidero entrare,  Signor
  Presidente,   quello   che  in  questa  sede  parlamentare   voglio
  rappresentare, non è la pressoché costante presenza in quel salotto
  televisivo  del Presidente della Regione siciliana, ma la  condotta
  irresponsabile,  politicamente parlando, del Governatore,  allorché
  egli  si presta, quando parla e quando non parla, a fare da  comoda
  sponda  a  chi  spesso,  senza sufficienti elementi  conoscitivi  e
  qualche   volta   fornendo   notizie   infondate,   vuole   offrire
  all'opinione  pubblica  un'immagine della Istituzione  parlamentare
  siciliana distorta, negativa, ben al di là degli innegabili torti e
  degli   evidenti  limiti  che  pure  gravano  su  questa  Assemblea
  regionale.
   Sia  chiaro, questo Parlamento ha molte colpe da farsi  perdonare,
  colpe antiche e recenti, e il presidente Crocetta avrebbe tutto  il
  diritto di denunciarle le colpe, se il suo non si fosse rivelato un
  metodo  perverso,  squallido  e  cinico,  finalizzato  soltanto   a
  utilizzare un potete strumento mediatico per delegittimare il  ceto
  politico  parlamentare,  persino quello  che  appartiene  alla  sua
  parte.
   Per  rendere cioè più netta e appariscente la presunta distinzione
  tra  buoni e cattivi, tra un Parlamento di privilegiati,  ostili  e
  refrattari  ad ogni cambiamento e un Presidente della  Regione  che
  finisce  per l'esserne vittima, quasi frenato e ostacolato nel  suo
  coraggioso e generoso slancio riformista e rivoluzionario.
   Si  pone  un serio problema, Signor Presidente, colleghi deputati,
  un problema che prima di essere politico è di galateo istituzionale
  e  di  etica  pubblica,  che  esula dalla  normale  dialettica  che
  caratterizza e deve caratterizzare il rapporto tra il Governatore e
  l'Assemblea,  il  Governatore e la maggioranza,  il  Governatore  e
  l'opposizione.
   Piersanti  Mattarella  metteva  in  guardia,  diceva  testualmente
   Credo  che  non  giovi  ad  alcuno  diffondere  discredito   nelle
  Istituzioni,  accreditare Istituzioni deboli  nei  confronti  della
  illegalità.  Ciò  finirebbe con l'essere  una  forma  indiretta  di
  indebolimento  del  fronte che vuole combattere  e  vincere  questa
  battaglia.   Fu  uno dei suoi ultimi discorsi in  questa  Aula  nel
  novembre del 1979.
   Lo  scontro tra partiti, anche quando è aspro purché leale,  è  il
  lievito,  è il sale della democrazia. Lo scontro tra le Istituzioni
  è la morte della democrazia.
   Ma  sarebbe un grave errore, un peccato di ingenuità, pensare  che
  questa  disarmante  condotta del Presidente Crocetta  sia  solo  il
  frutto della sua collaudata e conclamata auto-referenzialità.  Tale
  condotta invece, a mio avviso, è funzionale ad un perverso  sistema
  di  potere  politico  che da anni in Sicilia usa  l'antimafia  come
  clava, come strumento di lotta politica, per colpire gli avversari,
  interni ed esterni, dello stesso partito e degli altri partiti.  E'
  una  antimafia opportunistica, di carriera, finalizzata a garantire
  favori,  incarichi  e  consensi  ai  propri  aggregati.  Ma  serve,
  soprattutto,  a  copertura della inettitudine politica  di  Rosario
  Crocetta.
   Sì, il Presidente della Regione, è il primo beneficiario di questo
  allucinante sistema di potere, sebbene egli non ne sia il  regista.
  Ed è concreto il sospetto che questo tipo di antimafia obbedisca  a
  motivazioni  assai meno nobili di quelle ufficiali.  Tanto  che  la
  legalità rischia di apparire l'ultima impostura alla siciliana.  Il
  reclutamento  del  personale politico operato  da  questo   cerchio
  magico  crocettiano  avviene attraverso la coptazione di personaggi
  che debbono apparire al di sopra di ogni sospetto. Vengono concesse
  loro patenti preventive di credibilità, ma se poi scavi a fondo  ti
  accorgi  che  alcuni  di  questi  personaggi  non  sono  poi   così
  meritevoli della credibilità attribuita.
   Il  fenomeno non è nuovo. E' stato già oggetto di analisi da parte
  di un luminare del diritto penale che non appartiene certo alla mia
  parte  politica. Parlo del professore Giovanni Fiandaca,  il  quale
  scrive,  riferendosi  alla Sicilia:  Si è assistito  e  si  assiste
  ancora  a fenomeni di populismo penale a livello politico . In  che
  cosa  si traduce il populismo penale? Si traduce nella tendenza,  o
  meglio  ancora,  nella tentazione di sfruttare  impropriamente  per
  fini  di  consenso o di potere, la legge penale o la  creazione  di
  nuovi  reati, il processo penale e la stessa denuncia  penale  come
  risorse privilegiate di intervento politico in senso stretto  e  in
  senso lato.
    Questi fenomeni comportano - dice ancora il professore Fiandaca -
  sul  versante politico che l'uomo che ne abbia (e ne abbiamo esempi
  anche in Sicilia), faccia di complemento cioè diventi supplementare
  agli investigatori pubblici, ai pubblici ministeri. Il politico che
  si  sostituisce al Magistrato.  Attenzione, però, privilegiare  gli
  strumenti  repressivi  come  metodo di azione  politica  può  anche
  costituire  una  comoda  scorciatoia o un  alibi  per  coprire  una
  sostanziale  incapacità di fare politica con gli  strumenti  propri
  dell'azione politica .
   Bé  signor  Presidente, colleghi, sembrerebbe scritta apposta  per
  noi questa considerazione del professore Fiandaca, tutti sappiamo -
  e  se  non lo sapete mi assumo la responsabilità di quello che dico
  nel  comunicarvelo - che il cerchio magico esiste, ed esiste almeno
  da  10 anni. Conferisce ai propri gregari incarichi di sottogoverno
  nelle   partecipate,  nelle  ASP,  negli  Enti   minori   con   una
  spregiudicatezza  inaudita, usa paradigmi etico-politici  e  socio-
  criminologici   per   comportare   il   cosiddetto    mascariamento
  mediatico  della persona che si vuole distruggere.
   E  torna in mente  Il giorno della civetta , quando il maresciallo
  siciliano  al  capitano  continentale  spiega  che  in  Sicilia  se
  vogliono distruggere una persona prima la chiaccherano e poi dicono
  è chiaccherata.
   Ed  è  a  questa  logica  che obbedisce  il  vertice  politico  di
  Riscossione  Sicilia,  invece  di essere  una  società  esattoriale
  efficiente chiamata a riscuoter le somme che ogni contribuente -  e
  per  primi noi politici, anche a rate - ha il dovere di versare  al
  fisco.
   Questa  società  interamente partecipata  dalla  Regione  è  ormai
  prossima  alla  morte,  come ha ammesso  in  Commissione  antimafia
  l'altro giorno qui a Palermo lo stesso amministratore, è uno  degli
  strumenti  utilizzati dal cerchio magico per  scaricare  palate  di
  fango  sugli  avversari di Crocetta. Ma Presidente, su  Riscossione
  Sicilia io non ho nulla da aggiungere rispetto a quanto ho detto la
  scorsa settimana in una apposita conferenza stampa a Catania.
   Da  Crocetta  all'ultimo  dei gregari, i  protagonisti  di  questo
  sistema  di  potere  diventano  professionisti  dell'odio  e  della
  violenza  verbale,  impracabili giustizialisti  giacobini  con  gli
  avversari,  teneri  garantisti  con  i  propri  amici   e   tengono
  costantemente aggiornate le liste di proscrizione, chi è con loro è
  contro la mafia, chi non è con loro è amico dei mafiosi.
   Questo è il cerchio magico che opera al di fuori da questo Palazzo
  e  che,  da  un  decennio,  decide le  maggioranze  di  Governo,  i
  componenti della Giunta regionale, persino la durata in  carica  di
  un  Assessore,  mentre  mantiene una complessa  rete  di  relazioni
  interpersonali  con esponenti di rilievo del mondo imprenditoriale,
  e non solo del mondo imprenditoriale.
   Questo  è l'uso ambiguo e pericoloso che si fa della morale  sulla
  scena  politica  siciliana da parte di questa cricca  che  potremmo
  definire, per il potere che esercita con la intimidazione  politica
  e mediatica, una sorta di mafia dell'antimafia.
   Se  poi  li  si  osserva  da vicino ci si  imbatte  in  personaggi
  politici  dalla  discutibile moralità, adusi a frequentare  allegri
  festini  serali con compagnie equivoche, ci si imbatte  in  manager
  senza  titoli,  in disinvolti amministratori abituati  a  conferire
  incarichi legali per contenziosi anche di oltre 100 milioni di euro
  senza alcuna evidenza pubblica, senza attingere ad un regolare albo
  interno,  ma solo perché l'avvocato è amico del giaguaro  o  perché
  l'avvocato è avvocato per altri inconfessabili ragioni.
   Sono  questi gli eroi dell'antimafia e della legalità in  Sicilia?
  Vi chiedo colleghi deputati?
   Aveva ragione La Rochefoucauld il quale avvertiva:  Gli eroi  sono
  come  certi  quadri,  per apprezzarli non devi guardarli  molto  da
  vicino .
   Sono  i tragediatori, come li chiama Francesco Forgione in un  suo
  libro  appena  uscito, sono coloro che nei salotti televisivi,  nei
  convegni,  sui  giornali, nelle assemblee pubbliche  mettono  sotto
  processo   questo  Parlamento;  sono  coloro  che  convogliano   il
  disprezzo  dei  cittadini  sulla  politica  siciliana  e  sui  suoi
  rappresentanti.
   E  come  risponde  l'Assemblea regionale  a  questa  vergognosa  e
  perdurante aggressione? Colleghi, come risponde? Col silenzio,  con
  l'imbarazzato silenzio di tutti, se si fa eccezione per la presa di
  posizione  del Presidente Ardizzone e dei due Vicepresidenti.  Ecco
  perché sostengo che tutto questo ce lo siamo meritati.
   E'  la logica conseguenza del fatto che per anni questo Parlamento
  ha  rinunciato  a  riaffermare il primato  della  politica,  perché
  abbiamo delegato a Roma la gestione del nostro Statuto, persino  la
  sua  interpretazione;  perché questo Parlamento  ha  perso  la  sua
  autorevolezza,  perché  non  ha voluto  spiegare  ai  cittadini  la
  differenza  fra i costi della politica e i costi della  democrazia;
  perché  si  vanta di avere ridotto i suoi componenti da  novanta  a
  settanta,  tacendo  sul  fatto che così centinaia  di  migliaia  di
  siciliani,  soprattutto  nelle piccole province,  non  saranno  più
  rappresentati in Parlamento; perché questo Parlamento non ha  avuto
  la  forza di dire che il problema non sta nel numero degli  eletti,
  ma  nei  privilegi  degli  eletti; perché  questa  Assemblea  si  è
  ostinata a inseguire una folle riforma delle province togliendo  di
  mezzo gli elettori invece di aumentarne la partecipazione; perché a
  questa Assemblea è mancata la consapevolezza della necessità di una
  responsabilità    politica   indipendente    e    separata    dalla
  responsabilità  penale,  e  aspetta  rassegnata   che   arrivi   il
  magistrato,  invece di sforzarsi di arrivare prima  del  magistrato
  quando  deve  togliere  il  marcio;  perché  questa  Assemblea   ha
  giudicato il codice etico proposto dalla Commissione antimafia come
  una  sorta  di  limitazione  della  propria  autonomia,  invece  di
  considerarlo  come  uno strumento extra penale atto  a  rendere  le
  istituzioni  pubbliche  più impermeabili ad episodi  corruttivi,  a
  degenerazioni,   a   pressioni,   collusioni,   condizionamenti   e
  infiltrazioni esterne.
   Colleghi,  ci attardiamo a lunghe disquisizioni sulla  concessione
  dei  vitalizi  - che la gente, giustamente, stenta  a  capire  e  a
  condividere - però non abbiamo il coraggio neppure di ammettere che
  questo  Parlamento, negli ultimi tre anni, ha rinunciato ad  alcuni
  suoi odiosi privilegi. Non abbiamo il coraggio neppure di ammettere
  questo  Non ne parliamo. E' come se avessimo la coscienza sporca.
   Come  si fa a non spiegare alla gente che questo Parlamento  si  è
  ridotto di oltre il 40 per cento la propria indennità di carica; la
  cancellazione   della  pensione  retributiva,   trasformandola   in
  contributiva;  la  rinuncia  alle auto  blu  per  i  Presidenti  di
  Commissione;  l'abolizione dell'assegno vitalizio dei deputati;  la
  soppressione   dell'assegno  di  fine  mandato,  come   era   stato
  conosciuto per decenni.
   Certo,  non  sono  atti di eroismo, per carità,  ma  sono  scelte,
  tardive per quanto si voglia, improntate a senso di responsabilità.
   Abbiamo  perso autorevolezza signor Presidente, perché la politica
  ha  rinunciato alla funzione di mediazione tra interessi diversi  e
  spesso conflittuali, perché la politica ha rinunciato alla funzione
  di  orientamento e di Governo, sì la politica non  governa  più  la
  società siciliana
   Si  limita  soltanto a interpretarne gli umori e le suggestioni  a
  prescindere  dalla  loro  natura, e invece questo  Parlamento  deve
  avere  la consapevolezza degli errori compiuti e deve compiere  uno
  scatto  di orgoglio, tutti nessuno escluso  Abbiamo ancora  quattro
  mesi  per  poterlo fare, quattro mesi di tempo per  dare  esempi  e
  segnali  concreti al popolo siciliano, per fare valere  le  ragioni
  forti  di  una  politica  debole che deve trovare  la  capacità  di
  difendere la propria autonomia, la propria indispensabilità, perché
  la  politica non ha alternative  E ritrovare la voglia di ascoltare
  la  gente,  a  cominciare dagli ultimi, dai  più  deboli,  dai  non
  garantiti.  La  politica  può trovare  la  forza  e  l'orgoglio  di
  attingere  alla  passione di Giuseppe Alessi, all'intransigenza  di
  Pio  La  Torre, al coraggio di Pier Santi Mattarella, alla scrupolo
  di  Pippo Tricoli, che pur nelle diversità dei ruoli e delle scelte
  ideali, in quest'Aula, hanno sempre avuto una visione alta e nobile
  delle Istituzioni. La politica può trovare la forza e l'orgoglio di
  neutralizzare   la  velleità  di  chi,  come  Crocetta,   considera
   canaglia  questa Sicilia, che semmai ha la colpa di averlo  eletto
  al più alto ruolo di questa Istituzione
   La  stragrande maggioranza dei deputati in quest'Aula non ha conti
  in  sospeso con la giustizia, chi ne ha attende con rispetto  verso
  la Magistratura l'epilogo della propria vicenda giudiziaria, ma una
  cosa  è  la  responsabilità penale, altra cosa è la  responsabilità
  politica, né l'una né l'altra possono alimentare o giustificare uno
  scontro tra Istituzioni. L'ho detto e lo ripeto, in quest'Aula  non
  ci sono santi, ma non ci sono neppure diavoli
   Questo  non  è  un Parlamento di nominati, chi è in  quest'Aula  è
  stato  votato, scelto, preferito dai siciliani, quest'Aula è dunque
  la  viva rappresentazione della Sicilia, così com'è fuori da questo
  Palazzo,  Presidente, pavida e coraggiosa con spinte ideali  e  con
  miserie  clientelari,  egoista e solidale, rancorosa  e  remissiva,
  onesta e spregiudicata, coerente e voltagabbana.
   Mi  avvio  alla  conclusione: chi riveste ruoli  istituzionali  di
  vertici  a  qualsiasi livello deve avvertire sempre  l'esigenza  di
  preservare le Istituzioni dalla contesa partitica e dagli interessi
  di  parte. Spero - per quanto mi riguarda - di averne dato prova in
  questi  quattro  anni alla guida della Commissione antimafia,  alla
  quale sono stato chiamato con voto unanime dei colleghi componenti,
  e  lo  dico con legittimo orgoglio perché non era mai accaduto  nei
  trent'anni  di  vita  dell'organismo  parlamentare,  un  Presidente
  eletto  all'unanimità.  E  questo non  torna  certo  a  merito  del
  sottoscritto, che non ha alcun titolo per meritarlo, ma  merito  di
  tutti  i  Gruppi  politici che hanno voluto in tal  senso  dare  un
  segnale  unitario  nella lotta contro ogni  forma  di  mafia  e  di
  illegalità che la politica deve essere capace di promuovere  giorno
  dopo giorno con alta tensione ideale.
   Abbiamo  lavorato in Commissione con spirito unitario,  pur  nelle
  diversità delle posizioni, ma ogni scelta importante, ogni indagine
  promossa,  ogni  relazione conclusiva è stata  sempre  votata  alla
  unanimità dei suoi componenti. Questa è la più grande garanzia  che
  io  posso  offrire, signor Presidente, a Lei e a questo Parlamento.
  Un  Parlamento che si avvia ormai a vivere gli ultimi suoi mesi  di
  questa legislatura.
   Le  elezioni  regionali del prossimo ottobre si preannunciano  già
  una  stagione di veleni; a quella consultazione - come è noto - chi
  vi parla potrebbe partecipare da candidato alla Presidenza.
   Non  potrei  mai  e poi mai affrontare una così lunga  e  faticosa
  campagna  elettorale e alternare la mia attività di  candidato  con
  quella di Presidente della Commissione senza correre il rischio  di
  alimentare facili strumentalizzazioni, specie se si tratta  di  una
  Commissione  che per le sue specifiche finalità impone, soprattutto
  a chi la guida, sobrietà, equilibrio e spirito super partes.
   Per  questa  ragione,  che è politica e morale  al  tempo  stesso,
  signor  Presidente,  io  le preannuncio che  il  27  marzo,  giorno
  d'avvio della campagna elettorale per la mia coalizione, lascerò la
  guida della Commissione Antimafia, rimanendone componente attivo  e
  spero fattivo.
   Mi  conforta sapere che, grazie a tutti i colleghi commissari,  al
  personale  di  segreteria, ai consulenti a titolo  tutti  gratuito,
  abbiamo  ottenuto risultati, credo significativi,  pur  nei  limiti
  entro i quali è chiamato ad operare l'organo parlamentare.
   Molto  lavoro abbiamo prodotto e non mi attardo qui ad  elencarlo,
  molto altro già avviato rimane da completare e sono sicuro che sarà
  completato nei prossimi mesi.
   A  Lei signor Presidente, debbo un particolare ringraziamento  per
  l'attenzione  con  cui  ha  seguito e  sostenuto  il  lavoro  della
  Commissione,  riconoscendoci autonomia  assoluta  di  scelta  e  di
  giudizio  e  la ringrazio assieme a tanti colleghi deputati,  anche
  dell'opposizione,  se  mi  consentite  quelli  dell'opposizione  li
  ringrazio  due  volte per la fiducia e la stima  che  hanno  voluto
  manifestarmi in più occasioni, anche recenti.
   Tante  cose  ci  hanno diviso, colleghi, e tanti  ci  dividono  in
  quest'Aula,   ma  tutti  abbiamo  il  dovere  di  tenere   alto   e
  incontaminato  il  valore della politica e di  lavorare  perché  si
  possa  recuperare la fiducia del popolo siciliano nelle istituzioni
  democratiche, innanzitutto, prima che nelle persone di ciascuno  di
  noi,  questo  è  l'auspicio, signor Presidente, che  sono  convinto
  troverà fertilità di ascolto nel senso e nello spirito.
   La ringrazio.

   PRESIDENTE.  Grazie  onorevole  Musumeci,  neanche  ci   tento   a
  chiederle  di  ripensarci  perché so  che  Lei  è  innanzitutto  un
  galantuomo, un uomo delle istituzioni e quindi se ha assunto questa
  decisone  non  ha bisogno di sollecitazione alcuna. Chiaramente  da
  Presidente  del Parlamento mi dispiace che Lei interrompa  per  una
  scelta  condivisibile  sul  piano  del  percorso  istituzionale   e
  politico.
   Lei  già  ha  preannunciato di essere in corsa per  la  Presidenza
  della  Regione, quindi la motivazione le fa onore. Ci  attrezzeremo
  per  il futuro nella speranza che in questi mesi, il lavoro che lei
  ha   avviato,  possa  continuare  proficuamente  con  l'Ufficio  di
  Presidenza che è costituito e quindi potrà portare a compimento  il
  lavoro da lei avviato.

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  io  intervengo
  giusto  per un senso di responsabilità circa il ragionamento  e  il
  problema  che è stato prima di me, con grande senso di compiutezza,
  rappresentato dall'onorevole Musumeci circa le condizioni che  vive
  il  Parlamento  e i parlamentari davanti a momenti  in  cui  chi  è
  responsabile  di  alcune azioni che portano  sostanzialmente  verso
  obiettivi  non  del tutto istituzionali, probabilmente  colpisce  e
  quindi colpisce anche i parlamentari.
   Allora, io con senso di responsabilità, innanzitutto per un  senso
  di  dovere verso gli amici, i miei cari, il Parlamento,  che  è  la
  parte  più  importante  a  cui  io voglio  rivolgere  una  doverosa
  puntualizzazione e un doveroso momento di rispetto, faccio presente
  che   sono   stato  chiamato  in  causa  come  beneficiario   sulla
  problematica  Serit in quanto avrei rateizzato un debito  e  quindi
  per questo, e non ne capisco le particolari ragioni, vengo chiamato
  in causa.
   Sostanzialmente, vorrei fare presente che io nel  2015,  dopo  una
  ricognizione, ho avuto modo di avere avuto una rateizzazione per un
  debito che parte da 3 mila e 200 euro, aggiunti a 960 euro di  mora
  e  290  euro di interessi di compensi di riscossione, per un totale
  di circa 4.473 euro.
   Nel settembre del 2015 ho proceduto al cosiddetto primo pagamento,
  quindi  alla  rateizzazione al pagamento della prima  rata,  avendo
  pagato  ad  oggi 18 rate di questo debito ed avendo ad  oggi  circa
  2500 euro di debito residuo. Io evidenzio questo perché ritengo che
  non  può  passare un messaggio il cui parlamentare vuole utilizzare
  momenti  di beneficio diversi dai cittadini, ma nello stesso  tempo
  voglio  evidenziare  che  da  parlamentare  ho  voluto  avere   una
  possibilità  come cittadino per una rateizzazione  che  è  prevista
  dalla legge, e che è prevista dal decreto legislativo 159 del 2015,
  il  quale  decreto  dice  che nel momento  in  cui  si  avviano  le
  rateizzazioni si sospendono tutte le procedure.
   D'altronde, se Riscossione Sicilia ha il compito di riscuotere, di
  recuperare  le  somme, ed i parlamentari, come  gli  altri,  pagano
  questi  debiti,  non vedo perché debba esserci  questo  momento  di
  denigrazione, questo momento di accusa, questa ingiusta accusa  che
  porta  sicuramente ad aprire una fase di riflessione circa il ruolo
  istituzionale che anche noi dobbiamo potere rappresentare.
   Considerato  che esiste un aspetto soggettivo, esiste  un  aspetto
  oggettivo  ed esiste un aspetto tecnico, se l'aspetto soggettivo  è
  quello  che  consente  di avere una richiesta di  rateizzazione,  e
  quindi  al momento in cui il soggetto accetta questa rateizzazione,
  di  fatto  ne ha avuto, come dire, contezza e anche un  momento  di
  garanzia al pagamento e il pagamento delle rate per il cittadino  -
  e  quindi anche per il parlamentare - significa rispondere a questo
  impegno  assunto, io ritengo che esiste anche un momento  oggettivo
  che è rappresentato dalla garanzia, che è data da un momento in cui
  in  questo  caso  il cittadino o il parlamentare, in  funzione  del
  proprio  stipendio, può continuare a pagare e quindi lo sta facendo
  con  obiettivo e puntuale riscontro non ne capisco anche in  questo
  secondo momento la causa.
   Terzo  aspetto,  l'aspetto  tecnico tributario,  dove  esiste  sia
  giurisprudenza  sotto il profilo tributario che anche  civilistico,
  che di fatto ne determina una opportunità, una possibilità prevista
  dalla  norma.  Quindi, sotto questo aspetto, volevo puntualizzarlo,
  ed  infatti  avevo  chiesto  al Presidente  di  potere  parlare,  e
  correttamente   mi   ha  fatto  presente  che  c'era   l'intervento
  dell'onorevole Musumeci.
   Dopo  questo intervento dell'onorevole Musumeci, io ho voluto fare
  una  puntualizzazione per un preciso senso di responsabilità  e  di
  correttezza, anche di comportamento, che un parlamentare  non  solo
  deve  avere,  ma  deve  dimostrare  di  potere  avere  e  la  prima
  dimostrazione,  se  mi  consentite, va  tenuta  davanti  il  nostro
  Parlamento.

   PRESIDENTE.  Onorevole  D'Asero,  lei  ha  toccato  questioni  che
  appartengono più la sfera personale da contribuente. Noi non  siamo
  in Commissione tributaria.
   Siccome  ho tutto una serie di richieste di interventi, io  vorrei
  che  si  evitasse  di  parlare per fatti  specifici,  ci  sono  gli
  strumenti  adeguati, mi riferisco ai ricorsi, ognuno se li  fa,  le
  posso  già  dire  che vi sono casi di parlamentari  -  ma  lo  dico
  incidentalmente   -  che  addirittura  hanno  fatto   ricorso   per
  pignoramenti  abbastanza  esosi  e il  giudice  dell'esecuzione  ha
  condannato  Riscossione Sicilia, e quindi tutti  noi,  ahimè,  come
  siciliani, a pagare le spese giudiziale abbastanza alte.
   Però  sono  questioni  che appartengono al singolo,  noi  dobbiamo
  evitare, essendo una istituzione, di parlare di casi personali.  Se
  è  possibile  atteniamoci  alle questioni  di  carattere  generali,
  sarebbe  un  grave  errore per le istituzioni se  ognuno  pensa  di
  svolgere  le  proprie  ragioni all'interno  di  questo  Parlamento,
  dandole  atto  che è chiaro che ognuno si può sentire  leso  perché
  essendo un parlamentare si vede sbattuto mediaticamente nelle prime
  pagine  e  non  fa assolutamente piacere ma con il  tempo  arriverà
  anche la giustizia.
   Onorevoli colleghi, vi prego di non chiedermi di parlare su  fatti
  personali.  Evitiamo singoli interventi che non hanno assolutamente
  senso.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ancora una volta  mi
  sento  in  dovere di venire a rappresentarle quello che oggi  è  su
  tutte le pagine dei giornali, ma che noi deputati conosciamo  e  se
  non  sappiamo  quello che sta succedendo dobbiamo essere  messi  al
  corrente.
   Avrete  sentito  dire che, per l'ennesima volta, la  Magistratura,
  attraverso le sue indagini, con una retata ha sgominato  una  banda
  di  criminali,  tra  cui  anche dei funzionari  della  Regione  che
  attraverso  delle allegre autorizzazioni permettevano a  discariche
  per   inerti  di  diventare  discariche  per  rifiuti   urbani   ed
  allegramente di ottenere autorizzazioni. Direte: cosa c'è di nuovo?
   Un  paio di anni fa era successo. Grazie sempre alla Magistratura,
  si  è  scoperto che attraverso la corruzione, attraverso lo scambio
  di favori o chi sa altro, altre discariche, come quella di Oikos di
  Motta  Sant'Anastasia,  Misterbianco, avevano  ottenuto  abbondanti
  ampliamenti, abbondanti autorizzazioni, e così via.
   La  novità  non  c'è  La novità che è stupefacente  è  con  quanta
  nonchalance  il nostro Presidente Crocetta cade dal  pero.  Perché,
  Presidente,  dopo  quei fatti non si è diligentemente,  in  maniera
  precisa, andati a rivedere tutti gli atti a firma, non solo di quel
  funzionario, ma di tutti quelli che operavano?

   PRESIDENTE. Onorevoli Foti, lei mi poteva chiedere questo tipo  di
  intervento ai sensi dell'articolo 83, perché è entrata in  un'altra
  materia,  perché  in base all'ordine dei lavori avrei  dovuto  dare
  prima la parola al Presidente della Commissione.

   FOTI. Mi scusi, signor Presidente. Mi fa intervenire dopo? Mi dica
  lei.

   PRESIDENTE. Ma che vuol dire, mi dica lei? Poi non vorrei  che  si
  dicesse  che uno l'ha stoppata : Prego, continui, e se è possibile,
  finisca. C'è un ordine nelle cose.

   FOTI.  Mi dica se posso continuare.

   PRESIDENTE. Continui, prego, non sia mai

   FOTI. Perfetto. Con molta nonchalance non si è andati a verificare
  tutti gli atti autorizzativi che erano a firma di quell'ufficio, di
  quella  unità  operativa,  ma  si  è  dovuto  aspettare  di   nuovo
  l'intervento della Magistratura.
   Ora Presidente io penso che tutto questo sia inaccettabile, specie
  dopo  il  fatto  che  quando l'assessorato  pubblicò  le  relazioni
  dell'assessore  Marino  in  merito  alle  procedure  autorizzative,
  l'unica cosa che si è ottenuta è stato un assessore defenestrato  e
  delle  rotazioni del tutto inutili, perché lo spostamento  è  stato
  inefficace, evidentemente.
   Che  cosa oggi ci preoccupa moltissim? Primo: la Cismol, per avere
  ottenuto  queste  autorizzazioni, ha incamerato il polverino  della
  Ilva, polverino proveniente da un cumulo sequestrato, polverino  di
  cui  non  c'è  evidenza  degli allegati della caratterizzazione,  e
  vorremmo che l'assessore all'energia acqua e rifiuti provvedesse  a
  interfacciarsi  col Ministero, dato che probabilmente  questi  atti
  non  sono pubblicati su richiesta dell'Ilva stessa, perché si mette
  in  pericolo i cittadini. Secondo: che si rivedano le ordinanze del
  Presidente  Crocetta,  che  a colpi di ordinanze  ha  destinato  un
  enorme  numero di comuni che devono conferire in quella  discarica,
  che  tratta  i rifiuti assolutamente al di fuori di ogni  procedura
  che  metta  in sicurezza la salute dei cittadini, e ad una  tariffa
  che  è stata stabilita, come avviene qui in Sicilia, non attraverso
  un  tavolo e un assessorato, ma dai privati, e poi, a fronte  delle
  parole   puniremo i funzionari , vorrei sollecitare  il  Presidente
  Crocetta  affinché si puniscano, come ritiene lui, i funzionari  ma
  che si premino quelli che invece hanno difeso la nostra regione,  e
  mi  riferisco ad un funzionario in particolare, Genchi, che è stato
  oggetto  di  due  delibere  di Giunta  che  lo  hanno  praticamente
  classificato come non meritevole, ed ancora il Presidente  Crocetta
  si ostina a mantenere queste delibere.

   per l'esercizio finanziario 2017 e bilancio pluriennale per   il
   triennio 2017 - 2019' (n. 1275/A)
   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Disegno di legge  Bilancio di previsione della Regione siciliana
    per l'esercizio finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il
                     triennio 2017- 2019  (1275/A)

   PRESIDENTE.  Onorevole Vinciullo, cortesemente se ci può  dire  lo
  stato  dell'arte  in  ordine  alla  finanziaria  e  alla  legge  di
  bilancio?

   VINCIULLO,   presidente  della  Commissione.  Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi, assessori, ieri abbiamo ascoltato i commissari
  delle  province,  e  dall'esame che è  stato  fatto  dei  documenti
  contabili di ogni singola provincia e del prelievo forzoso  che  lo
  Stato  vorrebbe imporre, o ha già imposto alle province  siciliane,
  viene fuori una situazione drammatica: le province siciliane devono
  allo     Stato,     attraverso     questo     prelievo     forzoso,
  duecentosessantamilioni di euro, che potrebbe essere  attenuato  in
  parte  da  una  manovra di settantamilioni di  euro  che  lo  Stato
  potrebbe  destinare  a favore della Sicilia.  A  fronte  quindi  di
  centonovanta milioni di euro che le province devono allo  Stato,  e
  di  conseguenza quindi le province si spoglierebbero  di  tutte  le
  proprie  entrate fino al 62%, le provincie ieri hanno rappresentato
  che  per  poter  rimanere in vita e poter concludere  questo  anno,
  hanno  bisogno  di  duecentoundicimilioni  di  euro.  A  fronte  di
  duecentoundicimilioni  di  euro, nella finanziaria  regionale  sono
  appostate  somme che non coprono nemmeno il 15% della richiesta  da
  parte dei commissari.
   Di conseguenza, Presidente, il Governo di deve sforzare di trovare
  le  risorse  per le province, oppure non siamo nelle condizioni  di
  approvare  il bilancio, si deve sforzare di farlo attraverso  fondi
  propri,  ma  anche andando a Roma, come stanno facendo  con  grande
  interesse,  con  grande attenzione sia l'assessore Lantieri  quanto
  l'assessore  Baccei, per costringere il Governo  nazionale  a  dare
  alla Sicilia quello che sta dando alle regioni a statuto autonomo.
   Non  giovanoi continui attacchi del Presidente della  Regione  nei
  confronti  dell'assessore  in  un momento  così  difficile.  In  un
  momento  così  drammatico, ci saremmo aspettati  il  massimo  della
  coerenza e della lealtà nei confronti del proprio assessore, e  non
  di  meno  la  fiducia che la Commissione bilancio ha nei  confronti
  dell'assessore  Baccei, ci sta spingendo ad andare avanti  cercando
  di risolvere e affrontare i problemi che riguardano le province,  e
  riguarda,   Presidente  Ardizzone,  questa  voglia  del  Presidente
  Crocetta di inseguire il carpe diem, il momento, per cui ci  giunge
  notizia  che poco fa la Giunta avrebbe tolto sedici milioni  ad  un
  assessorato per destinarli ad un altro.
   Ora,  come  è possibile, immaginabile, che in piena finanziaria  e
  bilancio  si decida di distruggere l'assessorato alla formazione  e
  l'attività  che  viene fatta per i ragazzi e le ragazze  che  hanno
  l'obbligo scolastico, e si porta su un altro capitolo?
   Così  come  ci giunge notizia, perché non è stata notificata  alla
  Commissione,  di  una  riduzione o di un accantonamento  del  dieci
  percento  delle risorse destinate ai Comuni, per destinarle  sempre
  alla  diversità.  Bene, è importante questo  settore,  ma  dobbiamo
  trovare  risorse alternative, non possiamo distruggere già dove  ci
  sono poche risorse.
   E   in   più   abbiamo   il  dramma  dell'ARAS:   centodiciassette
  licenziamenti,   ma  non  solo  i  centodiciassette  licenziamenti,
  corriamo  il  rischio  che  circa quattro  mila  aziende  siciliane
  restino  senza assistenza. Quattro mila aziende agricole  significa
  almeno  due famiglie che gravano su queste aziende, otto  mila  che
  rischierebbero di rimanere senza lavoro. E lei lo sa  che  in  ogni
  famiglia  in  genere vi sono tre, quattro persone. Un problema  che
  riguarda al momento trenta mila famiglie siciliane.
   Stiamo  discutendo,  domani verrà nuovamente l'amministratore,  il
  direttore  generale dell'AIA, per cercare di trovare una  soluzione
  dove  sono impegnati tutti i componenti della Commissione Bilancio,
  e  che  domani insieme all'assessore ci auguriamo dovremmo  trovare
  una soluzione.
   Signor Presidente, non è ancora chiara la vicenda dell'IPAB,  come
  ha  ieri  detto l'onorevole Foti richiamandoci, appunto, a  trovare
  delle  soluzioni affinché i lavoratori delle IPAB, come gli  altri,
  vengono  messi nelle condizioni di svolgere la propria attività.  E
  lo  stesso discorso potremmo dire per gli sportellisti, mentre  per
  ASU,  lavoratori  socialmente utili statali, con la  partecipazione
  intelligente  dell'assessore  Baccei,  siamo  riusciti  a   trovare
  soluzioni condivise.
   Però,  veda,  il  problema serio, signor Presidente,  è  chi  deve
  venire a giustificare centotrenta milioni di euro destinati in  tre
  anni alla società Riscossione Sicilia.
   Ieri  sera,  alle ore 16:00, la RAI di Stato, che  è  la  RAI  che
  dovrebbe occuparsi di tutti i siciliani, di tutti gli italiani,  la
  RAI che è un servizio pubblico, ha trovato da ridire su ciò che era
  stato  detto  in  Commissione  Bilancio,  coinvolgendo  perfino  il
  prefetto  di Catania in una vicenda di cui il prefetto  di  Catania
  non sa assolutamente nulla.
   Per  essere  chiari,  noi  dobbiamo  sapere  da  qualcuno,  questi
  centotrenta milioni di euro a che cosa servono? Perché negli  anni,
  a  differenza di quello che è stato detto, la Commissione  Bilancio
  ha  sempre  concesso risorse a Riscossione. E noi avevamo convocato
  il  Presidente  e l'amministratore delegato per dirci  a  cosa  gli
  servono  trentadue milioni e mezzo quest'anno, a cosa  gli  servono
  sessantasette milioni di euro l'anno prossimo, e a cosa gli servono
  trentadue milioni e mezzo fra due anni.
   Non  volendo  dirci  a che cosa gli servivano queste  risorse,  ha
  trasformato  la  Commissione  in  un  ring,  ricorrendo  a   queste
  intimidazioni  e  violenza mediatica, di cui purtroppo  la  RAI  di
  Stato è protagonista.
   Ciò   posto,  Presidente,  noi  abbiamo  convocato  il  Presidente
  Crocetta, in qualità di socio unico di Riscossione Sicilia,  perché
  lui ora deve venirci a dire a che cosa servono queste risorse.
   E  siamo qui, giorno e notte in Commissione Bilancio, di fronte ad
  un  disinteresse totale del Presidente della Regione  che,  fino  a
  stamattina,  fino  a  mezzora fa, ha  cambiato  il  bilancio  e  la
  finanziaria e che di conseguenza ci costringe a rivedere ancora una
  volta quello che abbiamo fatto. Poche ore fa ci sono interventi per
  cinquanta  milioni di euro: sedici per i diversamente  abili  tolti
  alla formazione, e trentaquattro tolti ai Comuni.
   Ma  lei  pensa,  Presidente, che siamo nelle condizioni  di  poter
  approvare  una  manovra  che  sia coerente  come  quella  dell'anno
  scorso?
   Perché, ricordo che l'anno scorso è stata la prima manovra dopo 38
  anni  che  abbiamo  chiuso in pareggio; adesso  non  siamo  più  al
   pascolo abusivo ; bisognerebbe spiegare al Presidente Crocetta, ai
  suoi  uomini, che adesso c'è un decreto legislativo, il n. 118  del
  23  giugno 2011, che ci impone di chiudere lo strumento finanziario
  nel rispetto di dati certi.
   Per  questo  motivo, Presidente, le comunico che non  siamo  nelle
  condizioni  di poter portare una manovra di bilancio e  nemmeno  la
  finanziaria,  perché  attendiamo  ad  horas  che  queste  ulteriori
  variazioni,  apportate  dal  Governo arrivino  in  Commissione  per
  poterle inviare poi alle Commissioni di merito, perché ci sono  dei
  settori  strategici che vengono intaccati in maniera  tale  che  la
  Commissione li possa ancora una volta esaminare.
   Lavoreremo anche questa notte  Ma a che serve lavorare se  vengono
  cambiate le situazioni iniziali?

   PRESIDENTE.  Presidente Vinciullo, è stato abbastanza  chiaro.  In
  considerazione  di  quello che lei ha detto, invito  il  Governo  a
  farsi  promotore di un'ulteriore proroga dell'esercizio provvisorio
  fino  al  30  aprile, e per questo rinvieremo l'Aula al  28  marzo,
  neanche   alla  prossima  settimana,  nella  speranza  che  possano
  arrivare  i  documenti richiesti correttamente dalla II Commissione
  Bilancio, né saranno ammesse norme all'ultimo minuto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo, per oggi, l'onorevole
  Palmeri.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2 del Regolamento interno

   GREGO GIOVANNI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma
  2 del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  GIOVANNI.  Signor  Presidente,  se  non  oggi,  domani  lei
  convocherà  una Conferenza dei Capigruppo. Non essendo  Capogruppo,
  volevo  chiederle  se  nella riunione può inserire  all'ordine  del
  giorno  la votazione di un componente che noi, con la nuova  legge,
  dobbiamo eleggere per la Corte dei Conti.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Greco, mi viene d'aiuto;  difatti  abbiamo
  aderito  ad una richiesta da parte del Presidente della Sezione  di
  Controllo della Corte dei Conti, nel fare il calendario possiamo ed
  aprire una finestra per questa elezione.
   Lo  porterò  in  Conferenza dei Capigruppo che terremo  giorno  28
  marzo alle ore 12.00.

   MALAFARINA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che oggi,
  con   l'apertura   delle  sue  comunicazioni,   finalmente   questo
  Parlamento ha riacquistato una dignità violata.
   Ho  apprezzato  sia  il suo intervento, sia la  sua  richiesta  di
  essere   udito   dalla  Commissione  Antimafia,  sia   l'intervento
  dell'onorevole Musumeci, che ritengo di alto profilo istituzionale:
  non  lo condivido pienamente, qualche aspetto probabilmente era  di
  parte   politica,   però  nel  suo  complesso   lo   valuto   molto
  positivamente.
   Veda, Presidente, oggi in Commissione Antimafia abbiamo sentito la
  relazione   di   un   professore  universitario  incaricato   dalla
  Commissione  per  verificare quello che è il  sentire  delle  nuove
  generazioni nel rapporto fra criminalità e istituzioni e  dei  dati
  che sono stati comunicati sono assolutamente drammatici.
   Per  quarant'anni della mia vita sono stato, spero con  onore,  un
  rappresentate  dello Stato, un rappresentante di un'istituzione  in
  particolare  che  è  delegata alla sicurezza dei  cittadini  e  che
  esercita,  con  grande senso del dovere e senso  dello  Stato,  una
  assoluta e imparziale opera a tutela della società.
   Oggi,  sentire  che  i  ragazzi attribuiscono scarsa  credibilità,
  scarsa  funzionalità  allo Stato è sicuramente  doloroso.  Doloroso
  perché è un po' il fallimento di ciò che si è fatto nel corso degli
  anni e credo che queste ultime settimane abbiano portato ancora una
  volta  acqua  ai  detrattori  delle  Istituzioni.  Purtroppo,   per
  demagogie  e  fini  forse  non  confessabili,  si  aggrediscono  le
  Istituzioni.  Si  è aggredito questo Parlamento,  ingenerando  quel
  clima  di  velenosità  e  di  sfiducia che  poi  si  traduce  nella
  disaffezione ai valori della democrazia, della partecipazione e del
  rispetto.
   Volevo  dirle  questo  perché  ho  apprezzato  veramente  il   suo
  intervento. E vorrei sottolineare che una TV di Stato che è  pagata
  da  tutti  i  cittadini non si può prestare sic  et  simpliciter  a
  queste   opere   di   demonizzazione  di  una  Regione   importante
  dell'Italia,  ma  anche  se  fosse la  più  piccola,  non  potrebbe
  comunque farlo. Non può delegittimare né una Istituzione, né  tanto
  meno  additare  un  intero  popolo come un  popolo  di  evasori  o,
  addirittura peggio ancora, di canaglie.
   Io  ho  vissuto  in mezzo alle canaglie, le ho combattute,  le  ho
  messe  in  galera, le ho arrestate. Però, tra le poche,  pochissime
  canaglie che ci sono state - e mi riferisco a tante esperienze  che
  ho  avuto nelle zone più difficili della Sicilia - c'era tantissima
  gente  che  aveva  e che ha dei valori che sono da  preservare,  da
  tutelare e da rispettare.
   Allora, io chiedo, come lei ha giustamente fatto, il rispetto  per
  questo Parlamento, per questa Istituzione che ricordo essere la più
  antica  d'Europa, dove si è esercitata veramente la democrazia  nel
  passato  e dove ancora oggi si esercita, nella legittima  e  giusta
  distinzione di ruolo e di appartenenza.
   Ma le chiedo anche, signor Presidente, di fare un passo in più. Le
  chiedo  che  lei  interessi la Commissione di vigilanza  sulla  Rai
  affinché  chiarisca i risvolti poco chiari di tutta questa vicenda.
  Chiedo  che  la Commissione vigilanza sulla Rai apra una  indagine,
  una inchiesta su quella trasmissione per capire per quale pervicace
  volontà  abbia additato questo Parlamento e la Sicilia intera  come
   un popolo di canaglie .
   Credo  che sia doveroso per i cittadini che rappresentiamo e credo
  che sia doveroso per la tutela di questa Istituzione.

   PRESIDENTE. Grazie. In via informale abbiamo avviato contatti  con
  la   Commissione  vigilanza  Rai.  Ho  personalmente   sentito   il
  Presidente,  l'onorevole  Roberto Fico.  Vi  sono  delle  procedure
  particolari  alle  quali attenersi, ma è chiaro  che  mi  sono  già
  attivato  in parallelo con la richiesta di audizione in Commissione
  vigilanza Rai.

   TURANO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori Assessori,
  ho  chiesto  all'onorevole Zito di poter intervenire al  posto  suo
  promettendo  che  sarò  brevissimo e  spero  di  contenere  il  mio
  intervento nell'arco di un minuto.
   Non  parlo  della sua relazione, né dell'intervento dell'onorevole
  Musumeci   che   ho  molto  apprezzato.  Cercherò,   però,   signor
  Presidente, di evitare che domani mattina qualcuno possa  speculare
  su una sua dichiarazione.
   Il  Presidente Vinciullo, purtroppo, ha detto la verità e ha fatto
  un'analisi  disarmante.  Ora,  io  non  ho  bisogno  di   difendere
  l'Assessore  per  l'economia Baccei che, per sua  fortuna,  non  ha
  bisogno  della  mia  difesa,   l'ho fatto  sui  giornali  quando  è
  servito,  voglio soltanto dire che il Presidente della  Regione  in
  questi tre mesi di esercizio provvisorio non è venuto soltanto  una
  volta  in Commissione a illustrare la sua manovra. E lo dico perché
  voglio evitare che domani mattina qualcuno speculi sul fatto che la
  Presidenza  dell'Assemblea  o  la Commissione   Bilancio   utilizzi
  ulteriore tempo per l'esercizio provvisorio.
   Noi  siamo per approvare il  bilancio e la finanziaria in  nottata
  se avessimo una proposta, sono chiaro? Se avessimo una proposta   E
  non  mancherà alla Commissione  Bilancio  lavorare anche  nel  fine
  settimana per approvare e permettere all'Assemblea di approvare  un
  documento  finanziario nei tempi.  Ma se il Governatore  non  viene
  soltanto  una  volta  a  dirci quello che  vuole  fare  con  questa
  finanziaria e non basta, mi creda l'Assessore Baccei perché  spesso
  l'Assessore Baccei è costretto a cambiare provvedimenti  perché  il
  Governatore gli chiede di cambiar provvedimenti.
   Allora,  se  noi  non sappiamo qual è la proposta  definitiva  del
  Governo  non  siamo  nelle condizioni di  operare.  Lo  faccio  per
  puntualizzare   un  aspetto  che  secondo  me  merita   di   essere
  puntualizzato  ovvero sia che non c'è nessun termine dilatorio,  ma
  ancora oggi il Governo continua a cambiare le carte in tavola.

   PRESIDENTE.   Onorevole   Turano,  le  ribadisco   che   dal   mio
  insediamento  mi  sono  imposto  che non  avrei  fatto  finanziarie
  omnibus come eravamo abituati a fare.
   Poiché  è  l'ultima  finanziaria, non  ammetterò  che  sulla  base
  dell'urgenza  arrivi il Governo e allora sarò più  chiaro,  che  mi
  presenti 200 emendamenti dove c'è tutto ed il contrario di tutto
   Quest'Aula  ha  il  dovere di esaminare  tutti  gli  articoli,  di
  razionalizzarli  per  dare risposte a tutta la  Sicilia  che  siano
  risposte  legittime,  per questo c'è bisogno  di  tempo  perché  se
  avessimo  aderito  all'urgenza  del  Governo  noi  avremmo   dovuto
  approvare  la  finanziaria  il 31 dicembre  senza  i  soldi  per  i
  disabili  perché  se  ne sono accorti dopo, senza  tutte  le  altre
  emergenze ed è stato detto, oppure si è travisato quando si è detto
  che avevamo pure stabilizzato i precari ed io in controtendenza  da
  solo,  da  Presidente di questo Parlamento, ho detto  che  non  era
  assolutamente vero
   Per  cui,  in  questo  mese,  nel  mese  di  aprile,  dovremo  con
  attenzione esaminare articolo per articolo, prima in Commissione  e
  poi  in  Aula, perché sarà l'ultima finanziaria e potremo contenere
  quelle riforme strutturali da consegnare alla prossima legislatura.
  Non  ci  sarà  un 30 marzo dove arriveranno all'ultimo  momento  le
  emergenze   che  scoppieranno  e  si  diranno  che   la   colpa   è
  dell'Assemblea  L'ha detto perfettamente molto  bene il  Presidente
  Vinciullo, lei l'ha voluto ribadire; io le ribadisco che staremo in
  Aula  30  giorni ad esaminare articolo per articolo alla  luce  del
  sole

   ZITO.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma  2,  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO.  Signor Presidente, intanto un piccolo appunto; il  discorso
  che  è  stato  fatto dal Presidente della Commissione  Bilancio   e
  quello soprattutto che ha detto lei di prorogare per  un altro mese
  l'esercizio  provvisorio  chissà  perché  nei  corridoi  di  questa
  Assemblea già si sapeva da gennaio.

   PRESIDENTE.  Lei  ormai è un decano, ma se non  sono  arrivate  le
  carte e lei stesso che partecipa all'attività di Commissione sa che
  vengono  cambiate le carte in tavola non è che si può pensare   che
  questa  Assemblea  possa recepire tutto all'ultimo  minuto   Perché
  abbiamo l'urgenza di completare la legislatura perché è proprio nei
  momenti  di  maggiore, sembrerebbe, emergenza che si  consumano  le
  peggiori cose e questo non lo consentirò

   ZITO.  Ma  guardi,  nell'emergenza si fanno i migliori  affari  e,
  purtroppo,  i  migliori disastri  Questa è stata la  caratteristica
  della Regione siciliana.
   Comunque,  detto questo, io spero che poi lei saprà  stralciare  o
  dichiarare  inammissibili molti degli articoli  pericolosi  che  ci
  sono  possibilmente  all'interno  della  finanziaria,  quelli   che
  saranno presentati, quelli che potranno creare ulteriori bacini  di
  precari e quant'altro.
   Detto questo, approfitto della presenza dell'Assessore per i  beni
  culturali  perché - a parte che abbiamo visto tutti  il  video  che
  riguardano  non tanto i custodi, caro Assessore, ma  la  condizione
  dei  nostri  beni  archeologici nei nostri siti museali  -  se  noi
  dobbiamo vivere e possiamo vivere, possiamo mangiare con la cultura
  dobbiamo efficientare tutto quello che c'è ed abbiamo un patrimonio
  architettonico   bellissimo   ma,  purtroppo,   spesso   anche   le
  Soprintendenze sono distratte.
     Io  ho fatto un'interrogazione su quella che è Villa Bella,  una
  delle  ville ma non l'unica villa, ad esempio, del periodo Liberty,
  che ancora non ha un vincolo anche indiretto.
   Ho  chiesto di fare ulteriori approfondimenti ma ancora questo non
  è  avvenuto,  possibilmente questa villa  sarà  abbattuta  e  verrà
  costruito  un  palazzo  con  i legittimi  interessi  da  parte  del
  costruttore  e  dei proprietari - per l'amor di Dio    -  questo  è
  ovvio.
   Abbiamo i nostri siti abbandonati; io vorrei ricordare che  ancora
  non  è stato istituito quello che è il Parco della  Neapolis,  dove
  abbiamo  l'Ara  di  Ierone  abbandonata, l'Anfiteatro  abbandonato,
  praticamente parte del Teatro Greco è chiuso e pieno di sterpaglie,
  quando si potrebbero utilizzare i forestali a costo zero per pulire
  e  dare  un'immagine  - non dico ai servizi, perché quelli sappiamo
  che  ormai mancano in maniera cronica - diversa dei nostri  siti  e
  soprattutto dimostrare che ci teniamo, teniamo veramente  a  questi
  siti.
   Questo,  purtroppo,  non sta avvenendo, oltre  al  fatto  che,  da
  quello che sta emergendo, c'è una distribuzione dei custodi un  po'
  impropria e anche questa va riformata.
   Dobbiamo  vedere perché, ad esempio, il Museo Paolo  Orsi  abbiamo
  visto immagini in cui pioveva dentro e anche lì io so ci sono stati
  dei fondi europei, non so perché  cosa erano designati esattamente,
  ma  sono  stati  spesi  dei soldi e capire come  sono  stati  spesi
  effettivamente e per migliorare quali servizi.
   E  un'altra  cosa:  effettivamente l'Assessorato  eroga  le  somme
  dovute  per il minimo sostentamento di questi siti o no? Perché  se
  li  eroga  allora  il  problema  è amministrativo,  il  problema  è
  gestionale  e  se  è gestionale rimoviamo chi non  è  in  grado  di
  gestire  questi  siti;  se invece il problema  è  regionale  allora
  capiamo  effettivamente qual è anche il minimo  indispensabile  per
  sopravvivere  e  per  garantire  comunque  che   siano   dei   beni
  effettivamente fruibili.
   Io  le chiedo massima attenzione per tutti i siti siciliani, anche
  quelli   dimenticati,  perché  l'efficientamento  e  una   maggiore
  organizzazione  potrebbe portare all'apertura  di  ulteriori  siti,
  lavori   per   altre   guide  turistiche,   lavori   per   attività
  imprenditoriali  quali  ristorazione ed altri  servizi  a  seguito,
  invece  questo  ad oggi non è mai avvenuto e, ripeto, l'istituzione
  per  quanto riguarda la mia Provincia  del Parco della Neapolis che
  è qualcosa che si aspetta ormai da troppo tempo.
   Chiuso  con  questo  argomento, io volevo fare  un  appunto,  caro
  Presidente,  è giusto quello che dice lei, ha fatto interventi  per
  quanto  riguarda  L'Arena  di Giletti, perché ormai si  fa  di  più
  grazie  all'Arena  di  Giletti che non per  un  dibattito  serio  e
  concreto  all'interno  di questa Assemblea  e  questo  mi  dispiace
  perché  il  Parlamento  nasce per questo, nasce  per  dibattere  su
  alcune problematiche.
   Io ne sollevo uno,  a parte quello dei vitalizi, perché è ormai un
  problema,  un  discorso  che viene affrontato  spesso,  ma  solo  a
  livello  di  comunicati  stampa e non all'interno  dell'Ufficio  di
  Presidenza. Vorrei ricordare a questa Assemblea che con la legge n.
  5  del  2014  la legge Trentina ha tagliato i vitalizi del  30  per
  cento, ha fatto un gesto molto forte che potrebbe fare anche questa
  Assemblea. Dice:  Ma noi siamo legati al Senato basta una  delibera
  del Consiglio di Presidenza . Bene, è una cosa ancora più semplice;
  ma  ancor di più io vorrei ricordare che con la legge n. 1 del 2014
  questa Assemblea, ad esempio, nella distribuzione delle cariche  ha
  stabilito  che  i  Presidenti dei Gruppi parlamentari  percepiscono
  1159 euro lordi in più.
   Ma  non è quello il problema  Il problema è passando un attimo per
  la  citazione  dell'articolo 23 del Regolamento dell'Assemblea,  al
  comma  2  si  dice che    ciascun Gruppo deve essere costituito  da
  almeno  5  deputati . Il problema è che attualmente sui  12  Gruppi
  parlamentari  che  noi  abbiamo,  ne  abbiamo  ben  6,  facciamo  5
  escludendo il Gruppo Misto, che hanno 4 componenti: il Partito  dei
  Siciliani,  Sicilia Democratica, Grande Sud-Pid, Partito Socialista
  e Lista Musumeci.
   Se  vogliamo dare segnali e lei, Presidente, può e lo può fare, se
  poi  non  lo  vuole  fare l'unica cosa che  sa  fare  è  dichiarare
  inammissibili  i nostri emendamenti o irricevibili i nostri  ordini
  del  giorno  poi  non ci lamentiamo se Accursio Sabella  o  Giletti
  scrivono articoli su questa Assemblea perché ce li meritiamo

   PRESIDENTE.  No,  no,  un  attimo  Non  vale  la  pena  replicare
  Comunico all'Assemblea, lo volevo fare in Conferenza dei Presidenti
  dei  Gruppi  parlamentari, se vogliamo effettivamente risolvere  il
  problema dei vitalizi, se si vuole risolvere, mi farò promotore  di
  una  legge  voto  che parta dalla Sicilia e che  interessi,  poiché
  riguarda  il  sistema  previdenziale, il Parlamento  nazionale,  ma
  dobbiamo  essere tutti convinti  Qua non è il gioco del cerino  che
  passa  da un lato all'altro per i comunicati stampa, bisogna essere
  seri nelle nostre decisioni, in quello che diciamo
   Capisco  che  diventa facile fare populisti, parlare  alla  pancia
  della  gente   Una cosa vorrei dire:  la Sicilia è  quella  che  ha
  contribuito  -  in  termini di contributo di solidarietà  -  per  6
  milioni   e   mezzo   Il  Parlamento  siciliano   Nessun  Consiglio
  regionale  ha  raggiunto questa cifra  E se si vuole continuare  ad
  equivocare  sul  concetto  di contributo  di  solidarietà,  non  lo
  consento a nessuno
   Poi, tutto il resto che ognuno non ha argomenti e parla sempre  di
  cose  altre che chiaramente fanno presa nell'opinione pubblica,  ci
  rendiamo  conto  Vogliamo essere incisivi  Votiamo una legge  voto
  Ce  ne facciamo carico con i Gruppi di riferimento, la portiamo  al
  Parlamento  nazionale  e  parte dalla  tanto  vituperata  Assemblea
  regionale  siciliana, i cui costi sono pari a  quelli  del  piccolo
  Molise
   Onorevole  Zito, il suo Gruppo - e me ne dispiace - non ha  votato
  la  legge 1 ed è stato l'unico Gruppo a non votarla ed è quella  la
  vera  riforma  perché  ci siamo sganciati dal Senato  sulle  nostre
  indennità   Sa  perché  Perché noi abbiamo le carte in  regola  per
  fare  la voce grossa  Abbiamo le carte in regola - come diceva Pier
  Santi Mattarella, richiamato dal Presidente Musumeci - su questo è
  Noi incidiamo su quello che possiamo incidere
   Guardi, lei non ha votato, lei e il suo Gruppo non ha votato,  non
  ha  votato  lei  e il suo Gruppo, lei ha una possibilità:  voti  la
  legge voto

   ZITO. Non c'è bisogno della legge voto

   PRESIDENTE.  Ci  misuriamo in Aula. So  su  quale  può  essere  la
  soluzione migliore e poi impegniamo i nostri Gruppi parlamentari di
  riferimento   poiché   riguarda   il   sistema   previdenziale   di
  intervenire.  Questo lo porterò in Conferenza  dei  Presidenti  dei
  Gruppi parlamentari, se vogliamo essere consequenziali.
   Comodo  dire     è l'Ufficio di Presidenza, il Trentino  ha  fatto
  questo  ,  il  Trentino non ha fatto niente  Non  è  contributo  di
  solidarietà,  mi dispiace, voi siete un Gruppo che  approfondite  i
  temi   Le lasci dire ad altri - anche Istituzioni di questa Regione
  -  ma voi, proprio perché approfondite sapete che sul contributo di
  solidarietà  gli altri Consigli non hanno fatto quello che  abbiamo
  fatto  noi   Gli  altri Consigli hanno tolto,  hanno  ulteriormente
  ridotto  di una misura percentuale al di sotto di 90 mila euro  per
  implementare loro fondi previdenziali e non tutti i Consigli
   È inutile alimentare perché ci rimettiamo tutti  Io capisco che il
  Movimento  Cinque Stelle ha tutto l'interesse nel  disgregarsi  del
  sistema  istituzionale  e ne trae un vantaggio  politico,  però  mi
  creda  non  serve neanche all'Italia questo, non servirà neanche  a
  voi
   Io   vi   riconosco  che  in  questi  anni  siete  stati  attenti,
  scrupolosi, avete studiato i problemi, ma finiamola, proprio perché
  siamo alla fin, di alimentare questa anti politica  Non porterà  da
  nessuna parte
   Se  vi candidate ad essere partito di Governo, dovete essere anche
  voi  responsabili  Perché diventa facile parlare alla pancia  della
  gente
   In  questo  momento  le potrei dire,  lei mi  dice:   aboliamoli .
  Aboliamoli   Le  posso dire che siamo stati i  primi  ad  abolirli.
  Onorevole Zito, l'Assemblea Regionale siciliana, è stata  la  prima
  fra le Assemblee e i Consigli regionali per uniformità al Senato ad
  applicare la pensione rinunciando all'assegno vitalizio. Tant'è che
  è  l'unico  tra  i  Consigli regionali ad avere un  doppio  sistema
  misto,  parte retributivo e parte contributivo, e lei  non  sa  che
  alcuni  parlamentari  mi hanno portato in tribunale  -  chiaramente
  nella qualità di Presidente - dinanzi alla Corte dei conti, in  ben
  due  casi: sia per la questione della revoca dell'assegno vitalizio
  ai  condannati, perché c'era l'incertezza; sia per quanto  riguarda
  la  soppressione dell'assegno vitalizio per coloro che non  avevano
  ancora maturato i sessant'anni. Sono finito dinanzi alla Corte  dei
  conti e l'ho affrontato

   ZITO. E avete vinto?

   PRESIDENTE.  Certo che abbiamo vinto  Ma sa perché abbiamo  vinto,
  onorevole  Zito?  Abbiamo  vinto perché  siamo  agganciati  ad  una
  normativa nazionale, nessun altro la potrà cambiare.
   Su  questo  approfondite, voi siete bravi  Capisco che  andate  in
  ogni Consiglio regionale a depositare la vostra pro postina, ma non
  porta  da  nessuna  parte   Vi candidate  ad  essere  uomini  delle
  istituzioni? Cercate di essere responsabili  Può essere che fra  un
  anno,  poco meno, avrete il Governo di questa Regione   Cercate  di
  essere  responsabili,  i  problemi non  vanno  solo  alimentati  ed
  enfatizzati,  non  vanno  agitati,  perché  chi  agita  i  problemi
  significa che non ha la soluzione. Bisogna trovare la soluzione, ma
  che sia giuridicamente sostenibile.
   Le  posso dire una cosa e ne approfitto. In quella, ormai  famosa,
  trasmissione  di Giletti è stato detto il falso, da un  giornalista
  siciliano, è questo è grave  Ascari del giornalismo  E' stato detto
  che il contributo di solidarietà era stato applicato a 20 deputati.
  Falso   A 41; a più del doppio e nell'opinione pubblica, questo  fa
  la  differenza.  Se avessi applicato il contributo  di  solidarietà
  come  è  stato applicato alle altre regioni, sa che significa?  Che
  solo  ben 106 deputati hanno il minimo, al di sotto dei 5 mila euro
  annui, più o meno. Quindi di che cosa parliamo? Cerchiamo di essere
  conseguenti
   C'è  un  appello  che  io condivido, dell'onorevole  Malafarina  e
  dell'onorevole Musumeci. In questi mesi che ci rimangono  cerchiamo
  di  essere  sobri,  di  fare  l'interesse disinteressato;  chiunque
  governerà   dopo,   sapendo   che  purtroppo   a   nostro   fianco,
  difficilmente  avremo  il  Governo,  glielo  dico  con  la  massima
  chiarezza  Cerchiamo in questa finanziaria di riempire di contenuti
  le nostre norme; ma lo dovremmo fare con diligenza  Ma se ognuno di
  noi  pensa  di portare acqua al proprio mulino, al proprio  Gruppo,
  guardi che abbiamo assolutamente sbagliato la mira

   ZITO. Non è così e lei lo sa bene

   PRESIDENTE.  Lei  mi  ha dato la possibilità,  di  chiarire  anche
  alcune cose.

   GRASSO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  siamo  qui  da
  settimane,  da  mesi e abbiamo recentemente, un mese fa,  approvato
  l'esercizio  provvisorio.  C'è una Sicilia  fuori  e  ci  sono  dei
  cittadini,  dei  siciliani,  delle  categorie  sociali  che  stanno
  vivendo momenti di grande disagio.
   Lei  ha  già  fatto  un appello e una richiesta di  assunzione  di
  responsabilità che questo Parlamento accoglie, però se  il  Governo
  non fa pervenire in Commissione  Bilancio  le relazioni tecniche  e
  i  documenti, sicuramente la Commissione  Bilancio  non può operare
  e  noi siamo quasi impediti per colpa di un Governo inetto,  a fare
  il nostro ruolo, ad esercitare il nostro ruolo  di deputati.
   Ieri  si è consumata l'ultima farsa da parte del Presidente  della
  Regione  con l'emanazione della delibera dell'istituendo  fondo  di
  solidarietà  per  i  disabili. Questo  fondo,  prevede,  lo  diceva
  pocanzi  il Presidente della Commissione  Bilancio  che il  10  per
  cento dei Comuni lo debbano riservare per la disabilità.
   Domani  il  Presidente della Regione dirà:  ecco, ma la Giunta  ha
  emanato   una  delibera  all'Assemblea  regionale.  Il   Parlamento
  regionale  non  ha voluto approvare e destinare  il  10  per  cento
  perché  non  si potrà destinare il 10 per cento che  i  Comuni  non
  potranno vincolare il 10 per cento per la disabilità. Per  cui,  io
  ho  fatto  la  mia  parte  , e scaricherà sull'Assemblea  regionale
  siciliana.
   Bene, quella delibera in parte è illegittima. Io vorrei richiamare
  l'attenzione,  so  che è stato nominato un nuovo Assessore  per  la
  famiglia,  che  non  si possono togliere somme  da  un  capitolo  e
  destinarle ad un altro quando ciò non è possibile perché  il  fondo
  della disabilità è già previsto con la legge 328.
   L'Assessorato della Famiglia piuttosto che trattenere  il  10  per
  cento delle somme che trasferisce ai Comuni perché la competenza  è
  dei  distretti socio-sanitari trasferisca tutte le somme necessarie
  della  328 perché in un momento di grave crisi economica  i  Comuni
  non sono nelle condizioni di non erogare servizi.
   Per  ora  l'Assessorato delle autonomie locali non sta trasferendo
  ancora le somme necessarie per le spese correnti. Vi sono Comuni in
  dissesto  i cui lavoratori dipendenti non percepiscono stipendi  da
  10  mesi.  Vi sono i precari che sono stati prorogati  fino  al  30
  marzo,  mi  pare.  Quindi,  abbiamo la difficoltà  perché  ci  sono
  precari che non riescono a percepire lo stipendio e ancora ci  sono
  150 dipendenti dell'ARNAS che non si capirà che fine faranno.
   Si  sta  cercando una soluzione ma non si possono  distruggere  in
  continuazione enti e funzioni e, peraltro, abbiamo visto che mentre
  si  parla  di  vitalizio,  io concordo e  mi  complimento  con  lei
  Presidente  per l'azione che ha fatto in difesa delle  istituzioni.
  Ahimè,  quando le istituzioni si devono difendere significa che  la
  politica  è debole, però lei ha brillantemente svolto il suo  ruolo
  da Presidente dell'Assemblea regionale non perché questo Parlamento
  dovesse giustificarsi, ma perché purtroppo alcuni detrattori  hanno
  consentito che questo Parlamento venisse fuori trattato come  se  i
  parlamentari fossero dei criminali quando ciascuno di noi viene qui
  ogni  giorno ed è stato eletto e cerca di rappresentare le esigenze
  e  le  istanze dei territori con responsabilità e con grande  senso
  delle  istituzioni.  Se poi si fanno quattro sedute  e  in   queste
  quattro  sedute non si riesce a concludere niente, noi lo  dovremmo
  chiedere,  come lo ha chiesto lei, al Governo ma non è  sicuramente
  colpa del Parlamento
   Quindi,  anche  qui,  io credo che ieri i disabili,  questo  fondo
  regionale,  ieri  l'ho detto al Presidente della Regione  sarà  una
  ulteriore beffa perché non si può scaricare sul Parlamento e non si
  può  scaricare sugli altri enti responsabilità che sono proprie del
  Governo.
   Vi  è  una  norma nazionale, che è la 328, che stabilisce  che  la
  fonte  normativa  che disciplina la materia e  che  trasferisce  le
  risorse.  La  Sicilia  ha  perso  36  milioni  di  euro   per   una
  responsabilità  collettiva dei distretti  socio-sanitari  e  ne  ha
  persi altri 150 milioni di euro per una responsabilità che è divisa
  soprattutto, parla un Sindaco, ma che dipende dai distretti  socio-
  sanitari.  Che il Governo si preoccupi di vigilare e di  recuperare
  queste risorse e soprattutto di non trattenere risorse per doppioni
  di  bandi   Che  li trasferisca ai Comuni e che la  smetta  con  le
  demagogie perché qui la Sicilia sta morendo  E mi pare che non  c'è
  nessuna attenzione nei confronti della Sicilia, dei siciliani,  dei
  giovani, dello sviluppo
   Non  c'è  una sola norma  Siamo a marzo 2017 e ancora parliamo  di
  Patto  per  il  Sud.  Se ne parlerà nel 2019 e parliamo  di  bandi,
  parliamo di PSR ma senza programmazione.
   Anche  questi  fondi  comunitari  si  spenderanno  nella  prossima
  legislatura, anzi ritorneranno indietro come tutte le  risorse  per
  l'incapacità  di un Governo che pensa non solo a fare demagogia  ma
  che pensa a fare semplicemente, ad occupare questi mesi a fare solo
  ed esclusivamente clientela.

     DI  GIACINTO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma
  2, del Regolamento interno.
   PRESIDENTE.   Ne  ha  facoltà.  Non  vuole  intervenire?   Non   è
  necessario.

   DI  GIACINTO.  Sì,  sono stato attaccato dal  Governo,  perché  ho
  chiesto l'esercizio provvisorio.
   Signor  Presidente, Governo, onorevoli colleghi, anche  se  pochi,
  molto,  molto  pochi, intanto la mia vicinanza al collega  Musumeci
  per   quanto  fatto,  poco  fa,  rispetto  alle  dimissioni   dalla
  Commissione   Antimafia , le fa molto onore, quello che  ha  fatto,
  Presidente, anche se tutti auspichiamo che lei ci possa ripensare.
   Io volevo rientrare nell'esercizio provvisorio, Presidente, perché
  io  venti  giorni  fa  quando un giorno di  sabato  pomeriggio,  in
  Commissione   Bilancio  ho fatto la proposta  di  rinviare  di   un
  altro  mese  di  esercizio provvisorio, sono  stato  attaccato  sui
  media,  dal presidente Crocetta che l'ha definito un orrore  quello
  che stavamo facendo, una follia, una pazzia, e sono stato attaccato
  dal  gruppo del PD, che non vede presente in Aula, tranne  un  solo
  collega che sicuramente non ha responsabilità rispetto a quello che
  è stato detto e al Vice Presidente Lupo,  - stavo arrivando a lei -
  ,  che  noi non stavamo affrontando in quel momento problemi  della
  Sicilia, degli ASU, delle provincie, di tutto quello, ma meno  male
  che  quella  sera eravamo otto, e abbiamo votato il  rinvio  perché
  altrimenti saremmo qui ad avere approvato non so che cosa, perché i
  problemi della Sicilia non sono stati affrontati.
   Oggi,  ci  risulta  che  le province, il  nostro  caro  Presidente
  Crocetta,  non ha convocato la paritetica per andare a risolvere  i
  problemi di circa settanta milioni per le Provincie.
   E stasera ci risulta che ha fatto altre variazioni di bilancio che
  arriveranno in Commissione Bilancio.
   Veda,  signor Presidente io non sono d'accordo che venga  rinviato
  di  un  altro  mese l'esercizio provvisorio. Ma sa  perché?  Perché
  domani  mattina  il  Presidente  Crocetta  dirà  che  è  colpa  del
  Parlamento  se  stiamo  rinviando di un altro  mese,  che  noi  non
  vogliamo  affrontare i problemi della Sicilia, mentre lui  tutti  i
  giorni  li  affronta e difatti sono tutti risolti, al 90%,  diciamo
  che  al 90% abbiamo risolto il problema della Sicilia. Ci manca  il
  10%, ma sei mesi ci bastano per finire di sistemare tutto, per  cui
  io,  signor  Presidente, andrò in Commissione  Bilancio   perché  è
  convocata dopo l'Aula, e chiederò di andare avanti e se è possibile
  il  28  arrivare qui con la finanziaria perché non è possibile  che
  qualcuno  che ha grossissime responsabilità politiche domani  possa
  dire su tutti i giornali che la colpa è di questo Parlamento.
   Io  è da stamattina che sono qua. Da stamattina, dalle dieci,  che
  giro  fra I Commissione, Commissione  Bilancio  e quant'altro,  per
  capire  se possiamo affrontare i problemi della Sicilia,  cosa  che
  non  affronta il nostro Presidente Crocetta, per cui io adesso vado
  lì in Commissione, signor Presidente, e chiederò che la Commissione
  cominci  a  lavorare per portare giorno 28 in Aula la  finanziaria,
  signor Presidente.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Giacinto. E' chiaro  che  se  gli
  atti  dovessero essere completi potremmo votare la finanziaria,  ma
  considerato che ancora non c'è tratta e che il Governo  continua  a
  cambiare  le  carte  credo  che  non  ci  arriveremo,  io   me   lo
  auspicherei.
   Certo, ribadisco un concetto, che non consentirò che si arrivi  al
  30  marzo e che il Governo possa confezionare un centinaio di norme
  dove  tutti,  ad  occhi chiusi, andremo a votare tanto  è  l'ultima
  finanziaria.
   Io  insieme  all'onorevole  Dina,  all'onorevole  Savona,  abbiamo
  passato tantissime ultime finanziarie e sappiamo quante impugnative
  ci  sono  state da parte del Commissario dello Stato, non  possiamo
  neanche fregiarci del fatto che non essendoci il Commissario  dello
  Stato  tanto  poi ci penserà il Governo nazionale, non  sarebbe  un
  buon  viatico per la futura legislatura, ho tenuto questo metodo  e
  penso  di  portarlo  in  fondo  fino  alla  conclusione  della  XVI
  legislatura.
   Alle  ore  12.00  si  terrà una Conferenza dei  capigruppo,  anche
  considerando la possibilità di aprire una finestra in  ordine  alle
  possibilità di nominare un componente della Corte dei Conti, se c'è
  una  intesa; il 28 decidiamo, intanto l'attività amministrativa gli
  uffici   l'hanno  completata,  sono  state  esaminate  le   istanze
  pervenute,  però deciderà la Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari.

   CLEMENTE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CLEMENTE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, condividendo  le
  sue perplessità in merito alla possibilità di andare avanti con  la
  finanziaria,  proprio per ciò che ci siamo detti, non sarebbe  pure
  il  caso  di  aprire  qualche finestra per  disegni  di  legge  che
  giacciono?

   PRESIDENTE. Su questo mi rimetterò alla Conferenza dei  Presidenti
  dei Gruppi parlamentari.
   Io parto da un presupposto

   CLEMENTE.  Signor Presidente, io la voglio lanciare come proposta,
  poi è ovvio

   PRESIDENTE. Io le dico subito, quello che dirò alla Conferenza dei
  Presidenti   dei   Gruppi  parlamentari,  glielo  preannuncio,   la
  legislatura   non  si  chiuderà  il  30  aprile,   la   legislatura
  proseguirà, su questo non c'è dubbio, dobbiamo essere chiari.

   CLEMENTE.  Potremmo utilizzare il tempo che abbiamo, in attesa,  è
  da dicembre che siamo fermi signor Presidente.

   PRESIDENTE.  No non siamo fermi, c'è il lavoro nelle  Commissioni,
  non mandiamo questo messaggio all'esterno che non è così.

   CLEMENTE.  No,  signor Presidente voglio chiarire siamo  fermi  in
  Aula,  che  le Commissioni hanno lavorato, e hanno esitato  diversi
  disegni  di  legge  che  sono già all'ordine  del  giorno  potremmo
  utilizzare il tempo

   PRESIDENTE.  Su  questo  non  c'è dubbio,  però  mi  rimetto  alla
  Conferenza   dei  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari,   potremmo
  utilizzare  una finestra legislativa, possiamo anche  decidere  che
  successivamente si faranno  .

   CLEMENTE. Non c'è dubbio, signor  Presidente, volevo soltanto fare
  una  proposta  che  sarà  vagliata da lei e  dalla  Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari.

   PRESIDENTE.  La legislatura non finisce il 30 aprile,  per  essere
  chiari


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 28 marzo 2017,
  alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:

   I - COMUNICAZIONI

   II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

  1)   -   Bilancio  di  previsione della  Regione  siciliana  per
     l'esercizio finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio
     2017- 2019 . (n. 1275)

  2)  -  Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2017.
  Legge di stabilità regionale .  (n. 1276)

                   La seduta è tolta alle ore 18.37

                   La seduta è tolta alle ore xx.xx

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio