Presidenza del Presidente Ardizzone
La seduta è aperta alle ore 16.37
LO GIUDICE, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta scritta:
N. 3881 - Accreditamento istituzionale del centro
chirurgico ambulatoriale Villa Maria s.r.l.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina;Ferreri Vanessa; Foti Angela; La
Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zito Stefano
N. 3882 - Realizzazione del centro oncologico di
eccellenza di Messina.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;
La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zito Stefano
N. 3883 - Riorganizzazione dei servizi riabilitativi resi dall'ASP
di Messina.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;
La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zito Stefano
N. 3884 - Realizzazione della strada di collegamento tra il viale
Gazzi e l'approdo F.S. per via Don Blasco a Messina.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Coltraro Giambattista
N. 3885 - Affidamento dei servizi di collegamento marittimo da e
per le isole Egadi ed Eolie.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Alongi Pietro
Avverto che le interrogazioni testè annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interpellanza:
N. 497 - Manutenzione del cavalcavia n. 29, denominato 'Gelatusi'
sull'autostrada A18.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Foti Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciaccio Giorgio; Ferreri Vanessa; La Rocca Claudia;
Mangiacavallo Matteo; Trizzino Giampiero; Ciancio Gianina; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza si
intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere
svolta al proprio turno.
Congedi
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che gli onorevoli Alloro,
Vullo, Fazio, Lombardo, Lo Sciuto, hanno chiesto congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Comunicazioni del Presidente dell'Assemblea
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ho da fare delle comunicazioni, a
seguire darò la parola - così come convenuto al presidente della
Commissione Antimafia , onorevole Nello Musumeci. Gradirei un pò
di attenzione perché c'è troppo vocìo.
Prendete posto, cortesemente, evitiamo quando si parla e parlano
i colleghi, di alzare il ditino subito dopo l'intervento
dell'onorevole Musumeci, non me ne voglia nessuno, chiuderemo la
discussione su questa vicenda. Non ci sono fatti personali che
possono interessare in questo momento il Parlamento,
successivamente, quando convocheremo la Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari decideremo il da farsi. Non si tratta di
una questione dei singoli. Consentitemi, è in gioco più il
Parlamento e la dignità del Parlamento nella sua complessità.
Onorevoli colleghi, onorevole D'Asaro, cortesemente, si accomodi.
D'ASARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole D'Asero, alla fine dello svolgimento degli
argomenti posti all'ordine del giorno potrà farlo ai sensi
dell'articolo 83 del Regolamento interno.
Onorevoli colleghi, come ben sapete subito dopo l'ultima
trasmissione L'Arena' ho chiesto immediatamente, la sera stessa, e
mi dispiace se non vi ho consultato, almeno i Capigruppo, ma ho
ritenuto opportuno chiedere audizione in Commissione nazionale
Antimafia per la gravità delle affermazioni rese in quel
contesto, in una trasmissione nazionale, dall'amministratore di una
società strategica per la Regione siciliana.
Testualmente l'amministratore di detta società ha dichiarato -
Arena' del 19 febbraio 2017 - una cifra mostruosa, sono
cinquantadue miliardi di euro che negli ultimi dieci anni non si
sono riscossi in Sicilia. Trenta di questi miliardi sono ormai
irrecuperabili perché si sono prescritti. Ce ne sono ancora
ventidue da recuperare, sono recuperabili se vi sarà volontà
politica di recuperarli. Se daranno i mezzi, se vorranno rompere
questo patto criminale che finora ha consentito di buttare dalla
finestra cinquantadue miliardi etc Alla domanda del conduttore, il
sig. Giletti, chiede C'è speranza, si possono recuperare questi
miliardi? Sono in prescrizione, ribadisce l'amministratore,
possiamo recuperarne ventidue ma dipende dalla Finanziaria che
voterà l'Assemblea regionale siciliana. Se non avverrà dipenderà da
questa scelta se i siciliani potranno fare una sicilia diversa o
continuare a piangersi addosso. .
La sera stessa ho chiesto - proprio la sera di domenica -,
l'audizione in Commissione Antimafia , anzi la sera del 5 marzo,
perché c'è stato un replay come ben sapete.
Pochi minuti fa, dice il conduttore, prima del telegiornale, ho
fatto una telefonata ad una persona che è venuta in questa
trasmissione conosciamo perfettamente la storia.
A stretto giro è stata accolta la mia richiesta, ieri si è tenuta
l'audizione. Ho chiesto che non venisse secretata, non c'era
assolutamente motivo, ciascuno di voi, ma tutti i siciliani la
possono ascoltare, peraltro l'ho postata già da stamattina sui
social, quindi, non ci possono essere libere interpretazioni, non
ci sono filtri particolari e ognuno trarrà le conclusioni che
ritiene più opportune e doverose.
Ho ritenuto di depositare un promemoria alla Commissione di
inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni
criminali che è a disposizione intanto dei Capigruppo, è un volume
abbastanza corposo che ricostruisce tutte le vicende, con documenti
allegati, che riguardano Riscossione Sicilia.
Debbo dare atto, - l'ho già fatto ieri in Commissione Antimafia
-, che da parte di tutti i Gruppi parlamentari, tutti inclusi,
nessuno escluso, c'era la volontà di addivenire ad una soluzione
che portasse ad una migliore riscossione dei tributi in Sicilia.
Mio malgrado, mi sono visto costretto, a contestare le false
informazioni in ordine a questa maglia rosa' che si sarebbe
conquistata la società siciliana, - dico io purtroppo, magari
fosse stato così -, non tanto per le dichiarazioni dell'Assessore
Baccei, - mi sono visto costretto ad evidenziare che nelle
Commissioni apposite il dibattito è stato molto articolato -, ho
fatto riferimento ad esempio all'interrogazione molto opportuna
sollecitata dal Movimento Cinque Stelle a livello nazionale e alla
quale ha risposto il sottosegretario Zanetti, con la quale si
chiedeva perché non era possibile per la società Riscossione
Sicilia attingere dal sistema SOGEI, e chiaramente il
sottosegretario dava pure una risposta, e diceva: avviate rapporti
fra pubbliche amministrazioni , non so se sono state avviate, non
so se non sono state avviate.
Ieri ho scoperto poco prima di andare in Commissione Antimafia
attraverso un articolo di Repubblica di lettere riservate tra
l'Assessore all'Economia Baccei ed il Governatore, dove si faceva
presente - ed erano i dubbi che erano stati manifestati, do atto
all'intera Commissione, all'interno della Commissione, al suo
Presidente ma a tutta la Commissione -, che non era stato
presentato un piano industriale ed un bilancio, e purtroppo, mio
malgrado, ho dovuto sostenere che nonostante quello che si voleva
fare apparire, la Corte dei Conti, che è il soggetto terzo, quello
titolato a decidere proprio sui conti, aveva evidenziato come c'era
stata una continua iniezione di finanziamenti, e i risultati non
erano stato quelli auspicati.
Addirittura il risultato di esercizio aveva subito un decremento.
Noi passiamo da un -14,6 del 2014, a un - 15,6 del 2015. Per quanto
riguarda il 2016, allo stato nulla possiamo dire, perché ancora i
risultati debbono essere portati alla luce da quello che ci
risulta.
Alla precisa domanda: ma è oggetto di questa Commissione o
potrebbe essere oggetto della Commissione Finanze? No E' oggetto
della Commissione Antimafia , proprio perché la Commissione
Antimafia, - ma questo l'ha chiarito successivamente la presidente
Bindi -, ha avviato una indagine sulla mafia e sul modo di fare
antimafia.
Ed è oggetto della Commissione Antimafia , e questo l'ho voluto
ribadire, e per questo ho chiesto di essere audito in Commissione
Antimafia, perché questo Parlamento deve essere in condizione di
votare senza condizionamenti di nessuna sorta ed ho voluto
precisare che se questo Parlamento non dovesse votare la
ricapitalizzazione non significa che continua il patto criminale
fra questo corpo legislativo e il resto, non so cosa si
sottointenda. Noi non possiamo subire condizionamenti di nessun
genere e a nessun livello.
Per cui, invito i parlamentari in questo mese, è inutile farsi
illusione, riferirà il presidente della Commissione, sarà l'ultima
finanziaria, io faccio un appello ai parlamentari: smettiamo le
nostre vesti di appartenenza, chiaramente ognuno con i propri
ragionamenti, con i propri convincimenti, così come correttamente è
stato fatto nelle Commissioni di merito. Io do atto, e l'ho detto
ieri al Capogruppo di Forza Italia, l'onorevole Falcone, che in un
particolare verbale ha evidenziato come sostanzialmente, mentre
Equitalia aveva una riscossione in crescendo, in Sicilia c'era un
decremento, e nonostante questo abbiamo proceduto alla
ricapitalizzazione nel 2016, dopo la bocciatura della
ricapitalizzazione per due milioni e mezzo avvenuta su votazione di
un emendamento presentato dal Movimento Cinque Stelle, ma condiviso
dalla maggior parte dell'Aula, tant'è che è stato, alla fine, il
ragionamento che è stato sostenuto dal Governo, probabilmente non
avrà convinto.
Peraltro, io non mi sento neanche di criminalizzare, - questo
l'ho detto - neanche i dipendenti, perché se subito dopo queste
trasmissioni i dipendenti dalla Fabi, alla Cgil hanno rappresentato
l'esigenza di aderire a questo nuovo ente pubblico economico a
livello nazionale, una ragione ci sarà, non è una soluzione,
attenzione, che sto trasmettendo, io sto dicendo non ci facciamo
condizionare in questo momento, cerchiamo di supplire alle
mancanze, non me ne vogliano gli assessori presenti, del Governo
stesso che non ci fornisce le relazioni, che non ci fornisce i
documenti appositi, anche con riferimento alla vicenda Riscossione
Sicilia.
Io chiudo leggendo, ma ripeto è pubblica la mia audizione, le
ultime dichiarazioni fatte dalla Presidente Bindi, testualmente Le
relazioni dell'avvocato Antonio Fiumefreddo, e del Presidente
dell'Ars Giovanni Ardizzone, sono sicuramente due audizioni che non
potranno che essere interessanti, soprattutto sotto il profilo
della nostra inchiesta sull'antimafia , lo ha detto la Presidente
della Commissione nazionale antimafia Rosy Bindi, al termine
dell'audizione del Presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana,
Giovanni Ardizzone, sul caso Riscossione Sicilia, perché io credo
che dobbiamo prosegue la Bindi, combattere la mafia ma dobbiamo
essere anche molto avvertiti nell'uso della lotta alla mafia per
altri fini, e per altri obiettivi .
Io penso che debba essere questo lo spirito che ci debba condurre
in questo momento, so che sarà difficile, capisco, io avevo
previsto che ci sarebbe stata un'attenzione mediatica esagerata,
enfatizzata, l'avevamo previsto, ci chiediamo il perché, non lo so,
solo per alimentare il nostro ego? Mi augurerei che fosse così, ma,
ripeto, non ci lasciamo condizionare, questo è l'importante, perché
abbiamo un dovere, dare le risposte migliori ai siciliani, dobbiamo
essere convinti nel momento in cui votiamo, perché siamo in un
passaggio fondamentale non solo di questa legislatura, ma direi
della storia della Sicilia, perché il sistema di riscossione nel
resto d'Italia già è partito, in Sicilia siamo ancora fermi alle
polemiche, alimentate ad arte perché, obiettivamente, i dati non
sono confortanti.
Da un punto di vista politico, e chiudo, - ma ho il dovere di
fare una riflessione -, mi sono sentito mortificato, dopo le
dichiarazioni, da responsabile di una istituzione, ma soprattutto
da siciliano, perché dopo le dichiarazioni che sono state rese
nelle TV nazionali, lasciamo stare la questione della Sicilia
canaglia', lasciamo stare la questione dei disabili fasulli che
sono usciti sul Gazzettino del Veneto, ma dopo le dichiarazioni
rilasciate all'Arena di Giletti, che ormai nel nome dell'audience e
dello share si fa qualunque cosa; Libero ha titolato La Sicilia
ha rubato cinquantadue miliardi all'Italia , il Giornale ha
pubblicato La Sicilia dei furbetti non paga più le tasse , bene in
quella trasmissione lo stesso amministratore ha dichiarato che vi
erano cinquantadue miliardi di evasione fiscale. Più precisamente,
sono tributi accertati e non riscossi, che sono cosa diversa. Ha
dichiarato - su questo gli riconosco onestà intellettuale, ma
nessuno lo ha messo in evidenza - che il non riscosso nel resto
d'Italia era di milleduecentoventi miliardi. Nessuno, dico nessuno,
ha evidenziato che solo il 4,3 percento di non riscosso riguarda la
Sicilia.
Ieri ho avuto modo di evidenziare in Commissione Antimafia - sì è
vero, se è vero che ci sono dei debiti in prescrizione, gli
avvocati sanno benissimo, ma non solo gli avvocati -, che esiste un
istituto giuridico che è l'interruzione della prescrizione, un
semplice atto per interrompere la prescrizione.
Non stanno i buoni da una parte e i cattivi dall'altra. Ho inteso
tutelare questo Parlamento perché ritengo che sia giusto e
doveroso, le questioni dei singoli saranno trattate nelle sedi
opportune, nella maniera che ognuno riterrà opportuno. Chiaramente
mi riferisco al fatto che, se ognuno si è sentito leso, può fare
ricorso alle Procure della Repubblica, ma questo riguarda, ripeto,
il singolo, chiaramente non riguarda il Parlamento.
Il Parlamento già si è determinato, ha presentato un querela
subito dopo le prime gravi dichiarazioni, non per vilipendio del
Parlamento, perchè c'è anche chi vuole banalizzare, ma dobbiamo
essere rispettosi. L'abbiamo presentata in forza dell'applicazione
dell'articolo 595, terzo e quarto comma del Codice Penale, che è la
diffamazione ad un corpo politico. E se definire questo atto di
pirateria, o mascalzoni travestiti da uomini delle istituzioni, non
è diffamazione, ditemi voi cosa è diffamazione.
Ho voluto evidenziare che siamo passati pure al folklore, ed
invito i componenti della II Commissione di non farsene un cruccio,
se si vuole fare accompagnare il video della II Commissione con un
messaggio subliminale mandando la musica del Padrino. Queste cose
non ci devono condizionare, questo è l'importante.
Non l'ho detto in Commissione Antimafia, lo voglio evidenziare in
questo Parlamento. Devo ringraziare tra gli altri pure l'onorevole
Cordaro che, in Commissione - mi sono riletto tutti i verbali in
tre giorni, credetemi, da venerdì a domenica, e devo dire che è
stato fatto, onestamente, un buon lavoro - ha voluto evidenziare,
l'onorevole Cordaro nel suo intervento che già sotto la presidenza
dell'avvocato Lucia Di Salvo erano state notificate cartelle
esattoriali molto ma molto corpose nei confronti di singoli
parlamentari, e ciò è avvenuto in silenzio. I deputati si sono
tenuti in silenzio e si sono difesi in silenzio, così come bisogna
riconoscere che il precedente amministratore di Riscossione Sicilia
ha agito in silenzio, come è giusto e doveroso che facciano tutti
coloro che hanno incarichi di responsabilità.
Quindi, onorevoli colleghi, non me ne voglia l'onorevole Musumeci,
questa Terra non diventerà bellissima, questa è una Terra
bellissima, onorevole Musumeci. L'importante è non oltraggiarla, e
a nessuno è permesso oltraggiarla.
Quindi, armiamoci di buona volontà, su ogni questione esaminiamo
gli articoli uno per uno, so che probabilmente non avremo
collaborativo il Governo, forse singoli assessori, però dobbiamo
dare delle risposte alla Sicilia così come è giusto e doveroso che
sia, proprio perché è l'ultima finanziaria.
MUSUMECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, signori Assessori, onorevoli
colleghi, ho chiesto di parlare nella qualità di presidente della
Commissione Antimafia, e ringrazio la Presidenza per avermelo
consentito, alla luce di alcuni fatti accaduti nei giorni scorsi e
che, a mio avviso, meritano qualche considerazione e riflessione,
perché in un certo senso chiamano in causa la credibilità di questo
Parlamento, la sua autonomia, l'affidabilità dei suoi componenti.
I precedenti sono noti. Da tempo ormai, e fino alla scorsa
settimana, una nota trasmissione televisiva della TV di Stato punta
la propria attenzione sulla Regione siciliana, sulla Regione e
sull'Assemblea regionale siciliana, affrontando temi che vanno
dalla soppressione delle province isolane ai costi dei lavoratori
forestali, dai vitalizi dei deputati ai servizi negati ai disabili
gravi, dal contributo di solidarietà a Riscossione Sicilia.
Evidentemente questi temi devono aver fatto audience, se si
insiste con singolare puntualità e sospetta frequenza. Il buon
giornalismo, se non è animato da pregiudizi, serve anche a questo.
Serve a denunciare incongruenze, sprechi, sperperi, privilegi,
tutele di casta, se ci sono e quando ci sono.
Ma non è nel merito di questi temi che desidero entrare, Signor
Presidente, quello che in questa sede parlamentare voglio
rappresentare, non è la pressoché costante presenza in quel salotto
televisivo del Presidente della Regione siciliana, ma la condotta
irresponsabile, politicamente parlando, del Governatore, allorché
egli si presta, quando parla e quando non parla, a fare da comoda
sponda a chi spesso, senza sufficienti elementi conoscitivi e
qualche volta fornendo notizie infondate, vuole offrire
all'opinione pubblica un'immagine della Istituzione parlamentare
siciliana distorta, negativa, ben al di là degli innegabili torti e
degli evidenti limiti che pure gravano su questa Assemblea
regionale.
Sia chiaro, questo Parlamento ha molte colpe da farsi perdonare,
colpe antiche e recenti, e il presidente Crocetta avrebbe tutto il
diritto di denunciarle le colpe, se il suo non si fosse rivelato un
metodo perverso, squallido e cinico, finalizzato soltanto a
utilizzare un potete strumento mediatico per delegittimare il ceto
politico parlamentare, persino quello che appartiene alla sua
parte.
Per rendere cioè più netta e appariscente la presunta distinzione
tra buoni e cattivi, tra un Parlamento di privilegiati, ostili e
refrattari ad ogni cambiamento e un Presidente della Regione che
finisce per l'esserne vittima, quasi frenato e ostacolato nel suo
coraggioso e generoso slancio riformista e rivoluzionario.
Si pone un serio problema, Signor Presidente, colleghi deputati,
un problema che prima di essere politico è di galateo istituzionale
e di etica pubblica, che esula dalla normale dialettica che
caratterizza e deve caratterizzare il rapporto tra il Governatore e
l'Assemblea, il Governatore e la maggioranza, il Governatore e
l'opposizione.
Piersanti Mattarella metteva in guardia, diceva testualmente
Credo che non giovi ad alcuno diffondere discredito nelle
Istituzioni, accreditare Istituzioni deboli nei confronti della
illegalità. Ciò finirebbe con l'essere una forma indiretta di
indebolimento del fronte che vuole combattere e vincere questa
battaglia. Fu uno dei suoi ultimi discorsi in questa Aula nel
novembre del 1979.
Lo scontro tra partiti, anche quando è aspro purché leale, è il
lievito, è il sale della democrazia. Lo scontro tra le Istituzioni
è la morte della democrazia.
Ma sarebbe un grave errore, un peccato di ingenuità, pensare che
questa disarmante condotta del Presidente Crocetta sia solo il
frutto della sua collaudata e conclamata auto-referenzialità. Tale
condotta invece, a mio avviso, è funzionale ad un perverso sistema
di potere politico che da anni in Sicilia usa l'antimafia come
clava, come strumento di lotta politica, per colpire gli avversari,
interni ed esterni, dello stesso partito e degli altri partiti. E'
una antimafia opportunistica, di carriera, finalizzata a garantire
favori, incarichi e consensi ai propri aggregati. Ma serve,
soprattutto, a copertura della inettitudine politica di Rosario
Crocetta.
Sì, il Presidente della Regione, è il primo beneficiario di questo
allucinante sistema di potere, sebbene egli non ne sia il regista.
Ed è concreto il sospetto che questo tipo di antimafia obbedisca a
motivazioni assai meno nobili di quelle ufficiali. Tanto che la
legalità rischia di apparire l'ultima impostura alla siciliana. Il
reclutamento del personale politico operato da questo cerchio
magico crocettiano avviene attraverso la coptazione di personaggi
che debbono apparire al di sopra di ogni sospetto. Vengono concesse
loro patenti preventive di credibilità, ma se poi scavi a fondo ti
accorgi che alcuni di questi personaggi non sono poi così
meritevoli della credibilità attribuita.
Il fenomeno non è nuovo. E' stato già oggetto di analisi da parte
di un luminare del diritto penale che non appartiene certo alla mia
parte politica. Parlo del professore Giovanni Fiandaca, il quale
scrive, riferendosi alla Sicilia: Si è assistito e si assiste
ancora a fenomeni di populismo penale a livello politico . In che
cosa si traduce il populismo penale? Si traduce nella tendenza, o
meglio ancora, nella tentazione di sfruttare impropriamente per
fini di consenso o di potere, la legge penale o la creazione di
nuovi reati, il processo penale e la stessa denuncia penale come
risorse privilegiate di intervento politico in senso stretto e in
senso lato.
Questi fenomeni comportano - dice ancora il professore Fiandaca -
sul versante politico che l'uomo che ne abbia (e ne abbiamo esempi
anche in Sicilia), faccia di complemento cioè diventi supplementare
agli investigatori pubblici, ai pubblici ministeri. Il politico che
si sostituisce al Magistrato. Attenzione, però, privilegiare gli
strumenti repressivi come metodo di azione politica può anche
costituire una comoda scorciatoia o un alibi per coprire una
sostanziale incapacità di fare politica con gli strumenti propri
dell'azione politica .
Bé signor Presidente, colleghi, sembrerebbe scritta apposta per
noi questa considerazione del professore Fiandaca, tutti sappiamo -
e se non lo sapete mi assumo la responsabilità di quello che dico
nel comunicarvelo - che il cerchio magico esiste, ed esiste almeno
da 10 anni. Conferisce ai propri gregari incarichi di sottogoverno
nelle partecipate, nelle ASP, negli Enti minori con una
spregiudicatezza inaudita, usa paradigmi etico-politici e socio-
criminologici per comportare il cosiddetto mascariamento
mediatico della persona che si vuole distruggere.
E torna in mente Il giorno della civetta , quando il maresciallo
siciliano al capitano continentale spiega che in Sicilia se
vogliono distruggere una persona prima la chiaccherano e poi dicono
è chiaccherata.
Ed è a questa logica che obbedisce il vertice politico di
Riscossione Sicilia, invece di essere una società esattoriale
efficiente chiamata a riscuoter le somme che ogni contribuente - e
per primi noi politici, anche a rate - ha il dovere di versare al
fisco.
Questa società interamente partecipata dalla Regione è ormai
prossima alla morte, come ha ammesso in Commissione antimafia
l'altro giorno qui a Palermo lo stesso amministratore, è uno degli
strumenti utilizzati dal cerchio magico per scaricare palate di
fango sugli avversari di Crocetta. Ma Presidente, su Riscossione
Sicilia io non ho nulla da aggiungere rispetto a quanto ho detto la
scorsa settimana in una apposita conferenza stampa a Catania.
Da Crocetta all'ultimo dei gregari, i protagonisti di questo
sistema di potere diventano professionisti dell'odio e della
violenza verbale, impracabili giustizialisti giacobini con gli
avversari, teneri garantisti con i propri amici e tengono
costantemente aggiornate le liste di proscrizione, chi è con loro è
contro la mafia, chi non è con loro è amico dei mafiosi.
Questo è il cerchio magico che opera al di fuori da questo Palazzo
e che, da un decennio, decide le maggioranze di Governo, i
componenti della Giunta regionale, persino la durata in carica di
un Assessore, mentre mantiene una complessa rete di relazioni
interpersonali con esponenti di rilievo del mondo imprenditoriale,
e non solo del mondo imprenditoriale.
Questo è l'uso ambiguo e pericoloso che si fa della morale sulla
scena politica siciliana da parte di questa cricca che potremmo
definire, per il potere che esercita con la intimidazione politica
e mediatica, una sorta di mafia dell'antimafia.
Se poi li si osserva da vicino ci si imbatte in personaggi
politici dalla discutibile moralità, adusi a frequentare allegri
festini serali con compagnie equivoche, ci si imbatte in manager
senza titoli, in disinvolti amministratori abituati a conferire
incarichi legali per contenziosi anche di oltre 100 milioni di euro
senza alcuna evidenza pubblica, senza attingere ad un regolare albo
interno, ma solo perché l'avvocato è amico del giaguaro o perché
l'avvocato è avvocato per altri inconfessabili ragioni.
Sono questi gli eroi dell'antimafia e della legalità in Sicilia?
Vi chiedo colleghi deputati?
Aveva ragione La Rochefoucauld il quale avvertiva: Gli eroi sono
come certi quadri, per apprezzarli non devi guardarli molto da
vicino .
Sono i tragediatori, come li chiama Francesco Forgione in un suo
libro appena uscito, sono coloro che nei salotti televisivi, nei
convegni, sui giornali, nelle assemblee pubbliche mettono sotto
processo questo Parlamento; sono coloro che convogliano il
disprezzo dei cittadini sulla politica siciliana e sui suoi
rappresentanti.
E come risponde l'Assemblea regionale a questa vergognosa e
perdurante aggressione? Colleghi, come risponde? Col silenzio, con
l'imbarazzato silenzio di tutti, se si fa eccezione per la presa di
posizione del Presidente Ardizzone e dei due Vicepresidenti. Ecco
perché sostengo che tutto questo ce lo siamo meritati.
E' la logica conseguenza del fatto che per anni questo Parlamento
ha rinunciato a riaffermare il primato della politica, perché
abbiamo delegato a Roma la gestione del nostro Statuto, persino la
sua interpretazione; perché questo Parlamento ha perso la sua
autorevolezza, perché non ha voluto spiegare ai cittadini la
differenza fra i costi della politica e i costi della democrazia;
perché si vanta di avere ridotto i suoi componenti da novanta a
settanta, tacendo sul fatto che così centinaia di migliaia di
siciliani, soprattutto nelle piccole province, non saranno più
rappresentati in Parlamento; perché questo Parlamento non ha avuto
la forza di dire che il problema non sta nel numero degli eletti,
ma nei privilegi degli eletti; perché questa Assemblea si è
ostinata a inseguire una folle riforma delle province togliendo di
mezzo gli elettori invece di aumentarne la partecipazione; perché a
questa Assemblea è mancata la consapevolezza della necessità di una
responsabilità politica indipendente e separata dalla
responsabilità penale, e aspetta rassegnata che arrivi il
magistrato, invece di sforzarsi di arrivare prima del magistrato
quando deve togliere il marcio; perché questa Assemblea ha
giudicato il codice etico proposto dalla Commissione antimafia come
una sorta di limitazione della propria autonomia, invece di
considerarlo come uno strumento extra penale atto a rendere le
istituzioni pubbliche più impermeabili ad episodi corruttivi, a
degenerazioni, a pressioni, collusioni, condizionamenti e
infiltrazioni esterne.
Colleghi, ci attardiamo a lunghe disquisizioni sulla concessione
dei vitalizi - che la gente, giustamente, stenta a capire e a
condividere - però non abbiamo il coraggio neppure di ammettere che
questo Parlamento, negli ultimi tre anni, ha rinunciato ad alcuni
suoi odiosi privilegi. Non abbiamo il coraggio neppure di ammettere
questo Non ne parliamo. E' come se avessimo la coscienza sporca.
Come si fa a non spiegare alla gente che questo Parlamento si è
ridotto di oltre il 40 per cento la propria indennità di carica; la
cancellazione della pensione retributiva, trasformandola in
contributiva; la rinuncia alle auto blu per i Presidenti di
Commissione; l'abolizione dell'assegno vitalizio dei deputati; la
soppressione dell'assegno di fine mandato, come era stato
conosciuto per decenni.
Certo, non sono atti di eroismo, per carità, ma sono scelte,
tardive per quanto si voglia, improntate a senso di responsabilità.
Abbiamo perso autorevolezza signor Presidente, perché la politica
ha rinunciato alla funzione di mediazione tra interessi diversi e
spesso conflittuali, perché la politica ha rinunciato alla funzione
di orientamento e di Governo, sì la politica non governa più la
società siciliana
Si limita soltanto a interpretarne gli umori e le suggestioni a
prescindere dalla loro natura, e invece questo Parlamento deve
avere la consapevolezza degli errori compiuti e deve compiere uno
scatto di orgoglio, tutti nessuno escluso Abbiamo ancora quattro
mesi per poterlo fare, quattro mesi di tempo per dare esempi e
segnali concreti al popolo siciliano, per fare valere le ragioni
forti di una politica debole che deve trovare la capacità di
difendere la propria autonomia, la propria indispensabilità, perché
la politica non ha alternative E ritrovare la voglia di ascoltare
la gente, a cominciare dagli ultimi, dai più deboli, dai non
garantiti. La politica può trovare la forza e l'orgoglio di
attingere alla passione di Giuseppe Alessi, all'intransigenza di
Pio La Torre, al coraggio di Pier Santi Mattarella, alla scrupolo
di Pippo Tricoli, che pur nelle diversità dei ruoli e delle scelte
ideali, in quest'Aula, hanno sempre avuto una visione alta e nobile
delle Istituzioni. La politica può trovare la forza e l'orgoglio di
neutralizzare la velleità di chi, come Crocetta, considera
canaglia questa Sicilia, che semmai ha la colpa di averlo eletto
al più alto ruolo di questa Istituzione
La stragrande maggioranza dei deputati in quest'Aula non ha conti
in sospeso con la giustizia, chi ne ha attende con rispetto verso
la Magistratura l'epilogo della propria vicenda giudiziaria, ma una
cosa è la responsabilità penale, altra cosa è la responsabilità
politica, né l'una né l'altra possono alimentare o giustificare uno
scontro tra Istituzioni. L'ho detto e lo ripeto, in quest'Aula non
ci sono santi, ma non ci sono neppure diavoli
Questo non è un Parlamento di nominati, chi è in quest'Aula è
stato votato, scelto, preferito dai siciliani, quest'Aula è dunque
la viva rappresentazione della Sicilia, così com'è fuori da questo
Palazzo, Presidente, pavida e coraggiosa con spinte ideali e con
miserie clientelari, egoista e solidale, rancorosa e remissiva,
onesta e spregiudicata, coerente e voltagabbana.
Mi avvio alla conclusione: chi riveste ruoli istituzionali di
vertici a qualsiasi livello deve avvertire sempre l'esigenza di
preservare le Istituzioni dalla contesa partitica e dagli interessi
di parte. Spero - per quanto mi riguarda - di averne dato prova in
questi quattro anni alla guida della Commissione antimafia, alla
quale sono stato chiamato con voto unanime dei colleghi componenti,
e lo dico con legittimo orgoglio perché non era mai accaduto nei
trent'anni di vita dell'organismo parlamentare, un Presidente
eletto all'unanimità. E questo non torna certo a merito del
sottoscritto, che non ha alcun titolo per meritarlo, ma merito di
tutti i Gruppi politici che hanno voluto in tal senso dare un
segnale unitario nella lotta contro ogni forma di mafia e di
illegalità che la politica deve essere capace di promuovere giorno
dopo giorno con alta tensione ideale.
Abbiamo lavorato in Commissione con spirito unitario, pur nelle
diversità delle posizioni, ma ogni scelta importante, ogni indagine
promossa, ogni relazione conclusiva è stata sempre votata alla
unanimità dei suoi componenti. Questa è la più grande garanzia che
io posso offrire, signor Presidente, a Lei e a questo Parlamento.
Un Parlamento che si avvia ormai a vivere gli ultimi suoi mesi di
questa legislatura.
Le elezioni regionali del prossimo ottobre si preannunciano già
una stagione di veleni; a quella consultazione - come è noto - chi
vi parla potrebbe partecipare da candidato alla Presidenza.
Non potrei mai e poi mai affrontare una così lunga e faticosa
campagna elettorale e alternare la mia attività di candidato con
quella di Presidente della Commissione senza correre il rischio di
alimentare facili strumentalizzazioni, specie se si tratta di una
Commissione che per le sue specifiche finalità impone, soprattutto
a chi la guida, sobrietà, equilibrio e spirito super partes.
Per questa ragione, che è politica e morale al tempo stesso,
signor Presidente, io le preannuncio che il 27 marzo, giorno
d'avvio della campagna elettorale per la mia coalizione, lascerò la
guida della Commissione Antimafia, rimanendone componente attivo e
spero fattivo.
Mi conforta sapere che, grazie a tutti i colleghi commissari, al
personale di segreteria, ai consulenti a titolo tutti gratuito,
abbiamo ottenuto risultati, credo significativi, pur nei limiti
entro i quali è chiamato ad operare l'organo parlamentare.
Molto lavoro abbiamo prodotto e non mi attardo qui ad elencarlo,
molto altro già avviato rimane da completare e sono sicuro che sarà
completato nei prossimi mesi.
A Lei signor Presidente, debbo un particolare ringraziamento per
l'attenzione con cui ha seguito e sostenuto il lavoro della
Commissione, riconoscendoci autonomia assoluta di scelta e di
giudizio e la ringrazio assieme a tanti colleghi deputati, anche
dell'opposizione, se mi consentite quelli dell'opposizione li
ringrazio due volte per la fiducia e la stima che hanno voluto
manifestarmi in più occasioni, anche recenti.
Tante cose ci hanno diviso, colleghi, e tanti ci dividono in
quest'Aula, ma tutti abbiamo il dovere di tenere alto e
incontaminato il valore della politica e di lavorare perché si
possa recuperare la fiducia del popolo siciliano nelle istituzioni
democratiche, innanzitutto, prima che nelle persone di ciascuno di
noi, questo è l'auspicio, signor Presidente, che sono convinto
troverà fertilità di ascolto nel senso e nello spirito.
La ringrazio.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Musumeci, neanche ci tento a
chiederle di ripensarci perché so che Lei è innanzitutto un
galantuomo, un uomo delle istituzioni e quindi se ha assunto questa
decisone non ha bisogno di sollecitazione alcuna. Chiaramente da
Presidente del Parlamento mi dispiace che Lei interrompa per una
scelta condivisibile sul piano del percorso istituzionale e
politico.
Lei già ha preannunciato di essere in corsa per la Presidenza
della Regione, quindi la motivazione le fa onore. Ci attrezzeremo
per il futuro nella speranza che in questi mesi, il lavoro che lei
ha avviato, possa continuare proficuamente con l'Ufficio di
Presidenza che è costituito e quindi potrà portare a compimento il
lavoro da lei avviato.
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo
giusto per un senso di responsabilità circa il ragionamento e il
problema che è stato prima di me, con grande senso di compiutezza,
rappresentato dall'onorevole Musumeci circa le condizioni che vive
il Parlamento e i parlamentari davanti a momenti in cui chi è
responsabile di alcune azioni che portano sostanzialmente verso
obiettivi non del tutto istituzionali, probabilmente colpisce e
quindi colpisce anche i parlamentari.
Allora, io con senso di responsabilità, innanzitutto per un senso
di dovere verso gli amici, i miei cari, il Parlamento, che è la
parte più importante a cui io voglio rivolgere una doverosa
puntualizzazione e un doveroso momento di rispetto, faccio presente
che sono stato chiamato in causa come beneficiario sulla
problematica Serit in quanto avrei rateizzato un debito e quindi
per questo, e non ne capisco le particolari ragioni, vengo chiamato
in causa.
Sostanzialmente, vorrei fare presente che io nel 2015, dopo una
ricognizione, ho avuto modo di avere avuto una rateizzazione per un
debito che parte da 3 mila e 200 euro, aggiunti a 960 euro di mora
e 290 euro di interessi di compensi di riscossione, per un totale
di circa 4.473 euro.
Nel settembre del 2015 ho proceduto al cosiddetto primo pagamento,
quindi alla rateizzazione al pagamento della prima rata, avendo
pagato ad oggi 18 rate di questo debito ed avendo ad oggi circa
2500 euro di debito residuo. Io evidenzio questo perché ritengo che
non può passare un messaggio il cui parlamentare vuole utilizzare
momenti di beneficio diversi dai cittadini, ma nello stesso tempo
voglio evidenziare che da parlamentare ho voluto avere una
possibilità come cittadino per una rateizzazione che è prevista
dalla legge, e che è prevista dal decreto legislativo 159 del 2015,
il quale decreto dice che nel momento in cui si avviano le
rateizzazioni si sospendono tutte le procedure.
D'altronde, se Riscossione Sicilia ha il compito di riscuotere, di
recuperare le somme, ed i parlamentari, come gli altri, pagano
questi debiti, non vedo perché debba esserci questo momento di
denigrazione, questo momento di accusa, questa ingiusta accusa che
porta sicuramente ad aprire una fase di riflessione circa il ruolo
istituzionale che anche noi dobbiamo potere rappresentare.
Considerato che esiste un aspetto soggettivo, esiste un aspetto
oggettivo ed esiste un aspetto tecnico, se l'aspetto soggettivo è
quello che consente di avere una richiesta di rateizzazione, e
quindi al momento in cui il soggetto accetta questa rateizzazione,
di fatto ne ha avuto, come dire, contezza e anche un momento di
garanzia al pagamento e il pagamento delle rate per il cittadino -
e quindi anche per il parlamentare - significa rispondere a questo
impegno assunto, io ritengo che esiste anche un momento oggettivo
che è rappresentato dalla garanzia, che è data da un momento in cui
in questo caso il cittadino o il parlamentare, in funzione del
proprio stipendio, può continuare a pagare e quindi lo sta facendo
con obiettivo e puntuale riscontro non ne capisco anche in questo
secondo momento la causa.
Terzo aspetto, l'aspetto tecnico tributario, dove esiste sia
giurisprudenza sotto il profilo tributario che anche civilistico,
che di fatto ne determina una opportunità, una possibilità prevista
dalla norma. Quindi, sotto questo aspetto, volevo puntualizzarlo,
ed infatti avevo chiesto al Presidente di potere parlare, e
correttamente mi ha fatto presente che c'era l'intervento
dell'onorevole Musumeci.
Dopo questo intervento dell'onorevole Musumeci, io ho voluto fare
una puntualizzazione per un preciso senso di responsabilità e di
correttezza, anche di comportamento, che un parlamentare non solo
deve avere, ma deve dimostrare di potere avere e la prima
dimostrazione, se mi consentite, va tenuta davanti il nostro
Parlamento.
PRESIDENTE. Onorevole D'Asero, lei ha toccato questioni che
appartengono più la sfera personale da contribuente. Noi non siamo
in Commissione tributaria.
Siccome ho tutto una serie di richieste di interventi, io vorrei
che si evitasse di parlare per fatti specifici, ci sono gli
strumenti adeguati, mi riferisco ai ricorsi, ognuno se li fa, le
posso già dire che vi sono casi di parlamentari - ma lo dico
incidentalmente - che addirittura hanno fatto ricorso per
pignoramenti abbastanza esosi e il giudice dell'esecuzione ha
condannato Riscossione Sicilia, e quindi tutti noi, ahimè, come
siciliani, a pagare le spese giudiziale abbastanza alte.
Però sono questioni che appartengono al singolo, noi dobbiamo
evitare, essendo una istituzione, di parlare di casi personali. Se
è possibile atteniamoci alle questioni di carattere generali,
sarebbe un grave errore per le istituzioni se ognuno pensa di
svolgere le proprie ragioni all'interno di questo Parlamento,
dandole atto che è chiaro che ognuno si può sentire leso perché
essendo un parlamentare si vede sbattuto mediaticamente nelle prime
pagine e non fa assolutamente piacere ma con il tempo arriverà
anche la giustizia.
Onorevoli colleghi, vi prego di non chiedermi di parlare su fatti
personali. Evitiamo singoli interventi che non hanno assolutamente
senso.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ancora una volta mi
sento in dovere di venire a rappresentarle quello che oggi è su
tutte le pagine dei giornali, ma che noi deputati conosciamo e se
non sappiamo quello che sta succedendo dobbiamo essere messi al
corrente.
Avrete sentito dire che, per l'ennesima volta, la Magistratura,
attraverso le sue indagini, con una retata ha sgominato una banda
di criminali, tra cui anche dei funzionari della Regione che
attraverso delle allegre autorizzazioni permettevano a discariche
per inerti di diventare discariche per rifiuti urbani ed
allegramente di ottenere autorizzazioni. Direte: cosa c'è di nuovo?
Un paio di anni fa era successo. Grazie sempre alla Magistratura,
si è scoperto che attraverso la corruzione, attraverso lo scambio
di favori o chi sa altro, altre discariche, come quella di Oikos di
Motta Sant'Anastasia, Misterbianco, avevano ottenuto abbondanti
ampliamenti, abbondanti autorizzazioni, e così via.
La novità non c'è La novità che è stupefacente è con quanta
nonchalance il nostro Presidente Crocetta cade dal pero. Perché,
Presidente, dopo quei fatti non si è diligentemente, in maniera
precisa, andati a rivedere tutti gli atti a firma, non solo di quel
funzionario, ma di tutti quelli che operavano?
PRESIDENTE. Onorevoli Foti, lei mi poteva chiedere questo tipo di
intervento ai sensi dell'articolo 83, perché è entrata in un'altra
materia, perché in base all'ordine dei lavori avrei dovuto dare
prima la parola al Presidente della Commissione.
FOTI. Mi scusi, signor Presidente. Mi fa intervenire dopo? Mi dica
lei.
PRESIDENTE. Ma che vuol dire, mi dica lei? Poi non vorrei che si
dicesse che uno l'ha stoppata : Prego, continui, e se è possibile,
finisca. C'è un ordine nelle cose.
FOTI. Mi dica se posso continuare.
PRESIDENTE. Continui, prego, non sia mai
FOTI. Perfetto. Con molta nonchalance non si è andati a verificare
tutti gli atti autorizzativi che erano a firma di quell'ufficio, di
quella unità operativa, ma si è dovuto aspettare di nuovo
l'intervento della Magistratura.
Ora Presidente io penso che tutto questo sia inaccettabile, specie
dopo il fatto che quando l'assessorato pubblicò le relazioni
dell'assessore Marino in merito alle procedure autorizzative,
l'unica cosa che si è ottenuta è stato un assessore defenestrato e
delle rotazioni del tutto inutili, perché lo spostamento è stato
inefficace, evidentemente.
Che cosa oggi ci preoccupa moltissim? Primo: la Cismol, per avere
ottenuto queste autorizzazioni, ha incamerato il polverino della
Ilva, polverino proveniente da un cumulo sequestrato, polverino di
cui non c'è evidenza degli allegati della caratterizzazione, e
vorremmo che l'assessore all'energia acqua e rifiuti provvedesse a
interfacciarsi col Ministero, dato che probabilmente questi atti
non sono pubblicati su richiesta dell'Ilva stessa, perché si mette
in pericolo i cittadini. Secondo: che si rivedano le ordinanze del
Presidente Crocetta, che a colpi di ordinanze ha destinato un
enorme numero di comuni che devono conferire in quella discarica,
che tratta i rifiuti assolutamente al di fuori di ogni procedura
che metta in sicurezza la salute dei cittadini, e ad una tariffa
che è stata stabilita, come avviene qui in Sicilia, non attraverso
un tavolo e un assessorato, ma dai privati, e poi, a fronte delle
parole puniremo i funzionari , vorrei sollecitare il Presidente
Crocetta affinché si puniscano, come ritiene lui, i funzionari ma
che si premino quelli che invece hanno difeso la nostra regione, e
mi riferisco ad un funzionario in particolare, Genchi, che è stato
oggetto di due delibere di Giunta che lo hanno praticamente
classificato come non meritevole, ed ancora il Presidente Crocetta
si ostina a mantenere queste delibere.
per l'esercizio finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il
triennio 2017 - 2019' (n. 1275/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Disegno di legge Bilancio di previsione della Regione siciliana
per l'esercizio finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il
triennio 2017- 2019 (1275/A)
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, cortesemente se ci può dire lo
stato dell'arte in ordine alla finanziaria e alla legge di
bilancio?
VINCIULLO, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, assessori, ieri abbiamo ascoltato i commissari
delle province, e dall'esame che è stato fatto dei documenti
contabili di ogni singola provincia e del prelievo forzoso che lo
Stato vorrebbe imporre, o ha già imposto alle province siciliane,
viene fuori una situazione drammatica: le province siciliane devono
allo Stato, attraverso questo prelievo forzoso,
duecentosessantamilioni di euro, che potrebbe essere attenuato in
parte da una manovra di settantamilioni di euro che lo Stato
potrebbe destinare a favore della Sicilia. A fronte quindi di
centonovanta milioni di euro che le province devono allo Stato, e
di conseguenza quindi le province si spoglierebbero di tutte le
proprie entrate fino al 62%, le provincie ieri hanno rappresentato
che per poter rimanere in vita e poter concludere questo anno,
hanno bisogno di duecentoundicimilioni di euro. A fronte di
duecentoundicimilioni di euro, nella finanziaria regionale sono
appostate somme che non coprono nemmeno il 15% della richiesta da
parte dei commissari.
Di conseguenza, Presidente, il Governo di deve sforzare di trovare
le risorse per le province, oppure non siamo nelle condizioni di
approvare il bilancio, si deve sforzare di farlo attraverso fondi
propri, ma anche andando a Roma, come stanno facendo con grande
interesse, con grande attenzione sia l'assessore Lantieri quanto
l'assessore Baccei, per costringere il Governo nazionale a dare
alla Sicilia quello che sta dando alle regioni a statuto autonomo.
Non giovanoi continui attacchi del Presidente della Regione nei
confronti dell'assessore in un momento così difficile. In un
momento così drammatico, ci saremmo aspettati il massimo della
coerenza e della lealtà nei confronti del proprio assessore, e non
di meno la fiducia che la Commissione bilancio ha nei confronti
dell'assessore Baccei, ci sta spingendo ad andare avanti cercando
di risolvere e affrontare i problemi che riguardano le province, e
riguarda, Presidente Ardizzone, questa voglia del Presidente
Crocetta di inseguire il carpe diem, il momento, per cui ci giunge
notizia che poco fa la Giunta avrebbe tolto sedici milioni ad un
assessorato per destinarli ad un altro.
Ora, come è possibile, immaginabile, che in piena finanziaria e
bilancio si decida di distruggere l'assessorato alla formazione e
l'attività che viene fatta per i ragazzi e le ragazze che hanno
l'obbligo scolastico, e si porta su un altro capitolo?
Così come ci giunge notizia, perché non è stata notificata alla
Commissione, di una riduzione o di un accantonamento del dieci
percento delle risorse destinate ai Comuni, per destinarle sempre
alla diversità. Bene, è importante questo settore, ma dobbiamo
trovare risorse alternative, non possiamo distruggere già dove ci
sono poche risorse.
E in più abbiamo il dramma dell'ARAS: centodiciassette
licenziamenti, ma non solo i centodiciassette licenziamenti,
corriamo il rischio che circa quattro mila aziende siciliane
restino senza assistenza. Quattro mila aziende agricole significa
almeno due famiglie che gravano su queste aziende, otto mila che
rischierebbero di rimanere senza lavoro. E lei lo sa che in ogni
famiglia in genere vi sono tre, quattro persone. Un problema che
riguarda al momento trenta mila famiglie siciliane.
Stiamo discutendo, domani verrà nuovamente l'amministratore, il
direttore generale dell'AIA, per cercare di trovare una soluzione
dove sono impegnati tutti i componenti della Commissione Bilancio,
e che domani insieme all'assessore ci auguriamo dovremmo trovare
una soluzione.
Signor Presidente, non è ancora chiara la vicenda dell'IPAB, come
ha ieri detto l'onorevole Foti richiamandoci, appunto, a trovare
delle soluzioni affinché i lavoratori delle IPAB, come gli altri,
vengono messi nelle condizioni di svolgere la propria attività. E
lo stesso discorso potremmo dire per gli sportellisti, mentre per
ASU, lavoratori socialmente utili statali, con la partecipazione
intelligente dell'assessore Baccei, siamo riusciti a trovare
soluzioni condivise.
Però, veda, il problema serio, signor Presidente, è chi deve
venire a giustificare centotrenta milioni di euro destinati in tre
anni alla società Riscossione Sicilia.
Ieri sera, alle ore 16:00, la RAI di Stato, che è la RAI che
dovrebbe occuparsi di tutti i siciliani, di tutti gli italiani, la
RAI che è un servizio pubblico, ha trovato da ridire su ciò che era
stato detto in Commissione Bilancio, coinvolgendo perfino il
prefetto di Catania in una vicenda di cui il prefetto di Catania
non sa assolutamente nulla.
Per essere chiari, noi dobbiamo sapere da qualcuno, questi
centotrenta milioni di euro a che cosa servono? Perché negli anni,
a differenza di quello che è stato detto, la Commissione Bilancio
ha sempre concesso risorse a Riscossione. E noi avevamo convocato
il Presidente e l'amministratore delegato per dirci a cosa gli
servono trentadue milioni e mezzo quest'anno, a cosa gli servono
sessantasette milioni di euro l'anno prossimo, e a cosa gli servono
trentadue milioni e mezzo fra due anni.
Non volendo dirci a che cosa gli servivano queste risorse, ha
trasformato la Commissione in un ring, ricorrendo a queste
intimidazioni e violenza mediatica, di cui purtroppo la RAI di
Stato è protagonista.
Ciò posto, Presidente, noi abbiamo convocato il Presidente
Crocetta, in qualità di socio unico di Riscossione Sicilia, perché
lui ora deve venirci a dire a che cosa servono queste risorse.
E siamo qui, giorno e notte in Commissione Bilancio, di fronte ad
un disinteresse totale del Presidente della Regione che, fino a
stamattina, fino a mezzora fa, ha cambiato il bilancio e la
finanziaria e che di conseguenza ci costringe a rivedere ancora una
volta quello che abbiamo fatto. Poche ore fa ci sono interventi per
cinquanta milioni di euro: sedici per i diversamente abili tolti
alla formazione, e trentaquattro tolti ai Comuni.
Ma lei pensa, Presidente, che siamo nelle condizioni di poter
approvare una manovra che sia coerente come quella dell'anno
scorso?
Perché, ricordo che l'anno scorso è stata la prima manovra dopo 38
anni che abbiamo chiuso in pareggio; adesso non siamo più al
pascolo abusivo ; bisognerebbe spiegare al Presidente Crocetta, ai
suoi uomini, che adesso c'è un decreto legislativo, il n. 118 del
23 giugno 2011, che ci impone di chiudere lo strumento finanziario
nel rispetto di dati certi.
Per questo motivo, Presidente, le comunico che non siamo nelle
condizioni di poter portare una manovra di bilancio e nemmeno la
finanziaria, perché attendiamo ad horas che queste ulteriori
variazioni, apportate dal Governo arrivino in Commissione per
poterle inviare poi alle Commissioni di merito, perché ci sono dei
settori strategici che vengono intaccati in maniera tale che la
Commissione li possa ancora una volta esaminare.
Lavoreremo anche questa notte Ma a che serve lavorare se vengono
cambiate le situazioni iniziali?
PRESIDENTE. Presidente Vinciullo, è stato abbastanza chiaro. In
considerazione di quello che lei ha detto, invito il Governo a
farsi promotore di un'ulteriore proroga dell'esercizio provvisorio
fino al 30 aprile, e per questo rinvieremo l'Aula al 28 marzo,
neanche alla prossima settimana, nella speranza che possano
arrivare i documenti richiesti correttamente dalla II Commissione
Bilancio, né saranno ammesse norme all'ultimo minuto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo, per oggi, l'onorevole
Palmeri.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2 del Regolamento interno
GREGO GIOVANNI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma
2 del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, se non oggi, domani lei
convocherà una Conferenza dei Capigruppo. Non essendo Capogruppo,
volevo chiederle se nella riunione può inserire all'ordine del
giorno la votazione di un componente che noi, con la nuova legge,
dobbiamo eleggere per la Corte dei Conti.
PRESIDENTE. Onorevole Greco, mi viene d'aiuto; difatti abbiamo
aderito ad una richiesta da parte del Presidente della Sezione di
Controllo della Corte dei Conti, nel fare il calendario possiamo ed
aprire una finestra per questa elezione.
Lo porterò in Conferenza dei Capigruppo che terremo giorno 28
marzo alle ore 12.00.
MALAFARINA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che oggi,
con l'apertura delle sue comunicazioni, finalmente questo
Parlamento ha riacquistato una dignità violata.
Ho apprezzato sia il suo intervento, sia la sua richiesta di
essere udito dalla Commissione Antimafia, sia l'intervento
dell'onorevole Musumeci, che ritengo di alto profilo istituzionale:
non lo condivido pienamente, qualche aspetto probabilmente era di
parte politica, però nel suo complesso lo valuto molto
positivamente.
Veda, Presidente, oggi in Commissione Antimafia abbiamo sentito la
relazione di un professore universitario incaricato dalla
Commissione per verificare quello che è il sentire delle nuove
generazioni nel rapporto fra criminalità e istituzioni e dei dati
che sono stati comunicati sono assolutamente drammatici.
Per quarant'anni della mia vita sono stato, spero con onore, un
rappresentate dello Stato, un rappresentante di un'istituzione in
particolare che è delegata alla sicurezza dei cittadini e che
esercita, con grande senso del dovere e senso dello Stato, una
assoluta e imparziale opera a tutela della società.
Oggi, sentire che i ragazzi attribuiscono scarsa credibilità,
scarsa funzionalità allo Stato è sicuramente doloroso. Doloroso
perché è un po' il fallimento di ciò che si è fatto nel corso degli
anni e credo che queste ultime settimane abbiano portato ancora una
volta acqua ai detrattori delle Istituzioni. Purtroppo, per
demagogie e fini forse non confessabili, si aggrediscono le
Istituzioni. Si è aggredito questo Parlamento, ingenerando quel
clima di velenosità e di sfiducia che poi si traduce nella
disaffezione ai valori della democrazia, della partecipazione e del
rispetto.
Volevo dirle questo perché ho apprezzato veramente il suo
intervento. E vorrei sottolineare che una TV di Stato che è pagata
da tutti i cittadini non si può prestare sic et simpliciter a
queste opere di demonizzazione di una Regione importante
dell'Italia, ma anche se fosse la più piccola, non potrebbe
comunque farlo. Non può delegittimare né una Istituzione, né tanto
meno additare un intero popolo come un popolo di evasori o,
addirittura peggio ancora, di canaglie.
Io ho vissuto in mezzo alle canaglie, le ho combattute, le ho
messe in galera, le ho arrestate. Però, tra le poche, pochissime
canaglie che ci sono state - e mi riferisco a tante esperienze che
ho avuto nelle zone più difficili della Sicilia - c'era tantissima
gente che aveva e che ha dei valori che sono da preservare, da
tutelare e da rispettare.
Allora, io chiedo, come lei ha giustamente fatto, il rispetto per
questo Parlamento, per questa Istituzione che ricordo essere la più
antica d'Europa, dove si è esercitata veramente la democrazia nel
passato e dove ancora oggi si esercita, nella legittima e giusta
distinzione di ruolo e di appartenenza.
Ma le chiedo anche, signor Presidente, di fare un passo in più. Le
chiedo che lei interessi la Commissione di vigilanza sulla Rai
affinché chiarisca i risvolti poco chiari di tutta questa vicenda.
Chiedo che la Commissione vigilanza sulla Rai apra una indagine,
una inchiesta su quella trasmissione per capire per quale pervicace
volontà abbia additato questo Parlamento e la Sicilia intera come
un popolo di canaglie .
Credo che sia doveroso per i cittadini che rappresentiamo e credo
che sia doveroso per la tutela di questa Istituzione.
PRESIDENTE. Grazie. In via informale abbiamo avviato contatti con
la Commissione vigilanza Rai. Ho personalmente sentito il
Presidente, l'onorevole Roberto Fico. Vi sono delle procedure
particolari alle quali attenersi, ma è chiaro che mi sono già
attivato in parallelo con la richiesta di audizione in Commissione
vigilanza Rai.
TURANO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori Assessori,
ho chiesto all'onorevole Zito di poter intervenire al posto suo
promettendo che sarò brevissimo e spero di contenere il mio
intervento nell'arco di un minuto.
Non parlo della sua relazione, né dell'intervento dell'onorevole
Musumeci che ho molto apprezzato. Cercherò, però, signor
Presidente, di evitare che domani mattina qualcuno possa speculare
su una sua dichiarazione.
Il Presidente Vinciullo, purtroppo, ha detto la verità e ha fatto
un'analisi disarmante. Ora, io non ho bisogno di difendere
l'Assessore per l'economia Baccei che, per sua fortuna, non ha
bisogno della mia difesa, l'ho fatto sui giornali quando è
servito, voglio soltanto dire che il Presidente della Regione in
questi tre mesi di esercizio provvisorio non è venuto soltanto una
volta in Commissione a illustrare la sua manovra. E lo dico perché
voglio evitare che domani mattina qualcuno speculi sul fatto che la
Presidenza dell'Assemblea o la Commissione Bilancio utilizzi
ulteriore tempo per l'esercizio provvisorio.
Noi siamo per approvare il bilancio e la finanziaria in nottata
se avessimo una proposta, sono chiaro? Se avessimo una proposta E
non mancherà alla Commissione Bilancio lavorare anche nel fine
settimana per approvare e permettere all'Assemblea di approvare un
documento finanziario nei tempi. Ma se il Governatore non viene
soltanto una volta a dirci quello che vuole fare con questa
finanziaria e non basta, mi creda l'Assessore Baccei perché spesso
l'Assessore Baccei è costretto a cambiare provvedimenti perché il
Governatore gli chiede di cambiar provvedimenti.
Allora, se noi non sappiamo qual è la proposta definitiva del
Governo non siamo nelle condizioni di operare. Lo faccio per
puntualizzare un aspetto che secondo me merita di essere
puntualizzato ovvero sia che non c'è nessun termine dilatorio, ma
ancora oggi il Governo continua a cambiare le carte in tavola.
PRESIDENTE. Onorevole Turano, le ribadisco che dal mio
insediamento mi sono imposto che non avrei fatto finanziarie
omnibus come eravamo abituati a fare.
Poiché è l'ultima finanziaria, non ammetterò che sulla base
dell'urgenza arrivi il Governo e allora sarò più chiaro, che mi
presenti 200 emendamenti dove c'è tutto ed il contrario di tutto
Quest'Aula ha il dovere di esaminare tutti gli articoli, di
razionalizzarli per dare risposte a tutta la Sicilia che siano
risposte legittime, per questo c'è bisogno di tempo perché se
avessimo aderito all'urgenza del Governo noi avremmo dovuto
approvare la finanziaria il 31 dicembre senza i soldi per i
disabili perché se ne sono accorti dopo, senza tutte le altre
emergenze ed è stato detto, oppure si è travisato quando si è detto
che avevamo pure stabilizzato i precari ed io in controtendenza da
solo, da Presidente di questo Parlamento, ho detto che non era
assolutamente vero
Per cui, in questo mese, nel mese di aprile, dovremo con
attenzione esaminare articolo per articolo, prima in Commissione e
poi in Aula, perché sarà l'ultima finanziaria e potremo contenere
quelle riforme strutturali da consegnare alla prossima legislatura.
Non ci sarà un 30 marzo dove arriveranno all'ultimo momento le
emergenze che scoppieranno e si diranno che la colpa è
dell'Assemblea L'ha detto perfettamente molto bene il Presidente
Vinciullo, lei l'ha voluto ribadire; io le ribadisco che staremo in
Aula 30 giorni ad esaminare articolo per articolo alla luce del
sole
ZITO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, intanto un piccolo appunto; il discorso
che è stato fatto dal Presidente della Commissione Bilancio e
quello soprattutto che ha detto lei di prorogare per un altro mese
l'esercizio provvisorio chissà perché nei corridoi di questa
Assemblea già si sapeva da gennaio.
PRESIDENTE. Lei ormai è un decano, ma se non sono arrivate le
carte e lei stesso che partecipa all'attività di Commissione sa che
vengono cambiate le carte in tavola non è che si può pensare che
questa Assemblea possa recepire tutto all'ultimo minuto Perché
abbiamo l'urgenza di completare la legislatura perché è proprio nei
momenti di maggiore, sembrerebbe, emergenza che si consumano le
peggiori cose e questo non lo consentirò
ZITO. Ma guardi, nell'emergenza si fanno i migliori affari e,
purtroppo, i migliori disastri Questa è stata la caratteristica
della Regione siciliana.
Comunque, detto questo, io spero che poi lei saprà stralciare o
dichiarare inammissibili molti degli articoli pericolosi che ci
sono possibilmente all'interno della finanziaria, quelli che
saranno presentati, quelli che potranno creare ulteriori bacini di
precari e quant'altro.
Detto questo, approfitto della presenza dell'Assessore per i beni
culturali perché - a parte che abbiamo visto tutti il video che
riguardano non tanto i custodi, caro Assessore, ma la condizione
dei nostri beni archeologici nei nostri siti museali - se noi
dobbiamo vivere e possiamo vivere, possiamo mangiare con la cultura
dobbiamo efficientare tutto quello che c'è ed abbiamo un patrimonio
architettonico bellissimo ma, purtroppo, spesso anche le
Soprintendenze sono distratte.
Io ho fatto un'interrogazione su quella che è Villa Bella, una
delle ville ma non l'unica villa, ad esempio, del periodo Liberty,
che ancora non ha un vincolo anche indiretto.
Ho chiesto di fare ulteriori approfondimenti ma ancora questo non
è avvenuto, possibilmente questa villa sarà abbattuta e verrà
costruito un palazzo con i legittimi interessi da parte del
costruttore e dei proprietari - per l'amor di Dio - questo è
ovvio.
Abbiamo i nostri siti abbandonati; io vorrei ricordare che ancora
non è stato istituito quello che è il Parco della Neapolis, dove
abbiamo l'Ara di Ierone abbandonata, l'Anfiteatro abbandonato,
praticamente parte del Teatro Greco è chiuso e pieno di sterpaglie,
quando si potrebbero utilizzare i forestali a costo zero per pulire
e dare un'immagine - non dico ai servizi, perché quelli sappiamo
che ormai mancano in maniera cronica - diversa dei nostri siti e
soprattutto dimostrare che ci teniamo, teniamo veramente a questi
siti.
Questo, purtroppo, non sta avvenendo, oltre al fatto che, da
quello che sta emergendo, c'è una distribuzione dei custodi un po'
impropria e anche questa va riformata.
Dobbiamo vedere perché, ad esempio, il Museo Paolo Orsi abbiamo
visto immagini in cui pioveva dentro e anche lì io so ci sono stati
dei fondi europei, non so perché cosa erano designati esattamente,
ma sono stati spesi dei soldi e capire come sono stati spesi
effettivamente e per migliorare quali servizi.
E un'altra cosa: effettivamente l'Assessorato eroga le somme
dovute per il minimo sostentamento di questi siti o no? Perché se
li eroga allora il problema è amministrativo, il problema è
gestionale e se è gestionale rimoviamo chi non è in grado di
gestire questi siti; se invece il problema è regionale allora
capiamo effettivamente qual è anche il minimo indispensabile per
sopravvivere e per garantire comunque che siano dei beni
effettivamente fruibili.
Io le chiedo massima attenzione per tutti i siti siciliani, anche
quelli dimenticati, perché l'efficientamento e una maggiore
organizzazione potrebbe portare all'apertura di ulteriori siti,
lavori per altre guide turistiche, lavori per attività
imprenditoriali quali ristorazione ed altri servizi a seguito,
invece questo ad oggi non è mai avvenuto e, ripeto, l'istituzione
per quanto riguarda la mia Provincia del Parco della Neapolis che
è qualcosa che si aspetta ormai da troppo tempo.
Chiuso con questo argomento, io volevo fare un appunto, caro
Presidente, è giusto quello che dice lei, ha fatto interventi per
quanto riguarda L'Arena di Giletti, perché ormai si fa di più
grazie all'Arena di Giletti che non per un dibattito serio e
concreto all'interno di questa Assemblea e questo mi dispiace
perché il Parlamento nasce per questo, nasce per dibattere su
alcune problematiche.
Io ne sollevo uno, a parte quello dei vitalizi, perché è ormai un
problema, un discorso che viene affrontato spesso, ma solo a
livello di comunicati stampa e non all'interno dell'Ufficio di
Presidenza. Vorrei ricordare a questa Assemblea che con la legge n.
5 del 2014 la legge Trentina ha tagliato i vitalizi del 30 per
cento, ha fatto un gesto molto forte che potrebbe fare anche questa
Assemblea. Dice: Ma noi siamo legati al Senato basta una delibera
del Consiglio di Presidenza . Bene, è una cosa ancora più semplice;
ma ancor di più io vorrei ricordare che con la legge n. 1 del 2014
questa Assemblea, ad esempio, nella distribuzione delle cariche ha
stabilito che i Presidenti dei Gruppi parlamentari percepiscono
1159 euro lordi in più.
Ma non è quello il problema Il problema è passando un attimo per
la citazione dell'articolo 23 del Regolamento dell'Assemblea, al
comma 2 si dice che ciascun Gruppo deve essere costituito da
almeno 5 deputati . Il problema è che attualmente sui 12 Gruppi
parlamentari che noi abbiamo, ne abbiamo ben 6, facciamo 5
escludendo il Gruppo Misto, che hanno 4 componenti: il Partito dei
Siciliani, Sicilia Democratica, Grande Sud-Pid, Partito Socialista
e Lista Musumeci.
Se vogliamo dare segnali e lei, Presidente, può e lo può fare, se
poi non lo vuole fare l'unica cosa che sa fare è dichiarare
inammissibili i nostri emendamenti o irricevibili i nostri ordini
del giorno poi non ci lamentiamo se Accursio Sabella o Giletti
scrivono articoli su questa Assemblea perché ce li meritiamo
PRESIDENTE. No, no, un attimo Non vale la pena replicare
Comunico all'Assemblea, lo volevo fare in Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari, se vogliamo effettivamente risolvere il
problema dei vitalizi, se si vuole risolvere, mi farò promotore di
una legge voto che parta dalla Sicilia e che interessi, poiché
riguarda il sistema previdenziale, il Parlamento nazionale, ma
dobbiamo essere tutti convinti Qua non è il gioco del cerino che
passa da un lato all'altro per i comunicati stampa, bisogna essere
seri nelle nostre decisioni, in quello che diciamo
Capisco che diventa facile fare populisti, parlare alla pancia
della gente Una cosa vorrei dire: la Sicilia è quella che ha
contribuito - in termini di contributo di solidarietà - per 6
milioni e mezzo Il Parlamento siciliano Nessun Consiglio
regionale ha raggiunto questa cifra E se si vuole continuare ad
equivocare sul concetto di contributo di solidarietà, non lo
consento a nessuno
Poi, tutto il resto che ognuno non ha argomenti e parla sempre di
cose altre che chiaramente fanno presa nell'opinione pubblica, ci
rendiamo conto Vogliamo essere incisivi Votiamo una legge voto
Ce ne facciamo carico con i Gruppi di riferimento, la portiamo al
Parlamento nazionale e parte dalla tanto vituperata Assemblea
regionale siciliana, i cui costi sono pari a quelli del piccolo
Molise
Onorevole Zito, il suo Gruppo - e me ne dispiace - non ha votato
la legge 1 ed è stato l'unico Gruppo a non votarla ed è quella la
vera riforma perché ci siamo sganciati dal Senato sulle nostre
indennità Sa perché Perché noi abbiamo le carte in regola per
fare la voce grossa Abbiamo le carte in regola - come diceva Pier
Santi Mattarella, richiamato dal Presidente Musumeci - su questo è
Noi incidiamo su quello che possiamo incidere
Guardi, lei non ha votato, lei e il suo Gruppo non ha votato, non
ha votato lei e il suo Gruppo, lei ha una possibilità: voti la
legge voto
ZITO. Non c'è bisogno della legge voto
PRESIDENTE. Ci misuriamo in Aula. So su quale può essere la
soluzione migliore e poi impegniamo i nostri Gruppi parlamentari di
riferimento poiché riguarda il sistema previdenziale di
intervenire. Questo lo porterò in Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari, se vogliamo essere consequenziali.
Comodo dire è l'Ufficio di Presidenza, il Trentino ha fatto
questo , il Trentino non ha fatto niente Non è contributo di
solidarietà, mi dispiace, voi siete un Gruppo che approfondite i
temi Le lasci dire ad altri - anche Istituzioni di questa Regione
- ma voi, proprio perché approfondite sapete che sul contributo di
solidarietà gli altri Consigli non hanno fatto quello che abbiamo
fatto noi Gli altri Consigli hanno tolto, hanno ulteriormente
ridotto di una misura percentuale al di sotto di 90 mila euro per
implementare loro fondi previdenziali e non tutti i Consigli
È inutile alimentare perché ci rimettiamo tutti Io capisco che il
Movimento Cinque Stelle ha tutto l'interesse nel disgregarsi del
sistema istituzionale e ne trae un vantaggio politico, però mi
creda non serve neanche all'Italia questo, non servirà neanche a
voi
Io vi riconosco che in questi anni siete stati attenti,
scrupolosi, avete studiato i problemi, ma finiamola, proprio perché
siamo alla fin, di alimentare questa anti politica Non porterà da
nessuna parte
Se vi candidate ad essere partito di Governo, dovete essere anche
voi responsabili Perché diventa facile parlare alla pancia della
gente
In questo momento le potrei dire, lei mi dice: aboliamoli .
Aboliamoli Le posso dire che siamo stati i primi ad abolirli.
Onorevole Zito, l'Assemblea Regionale siciliana, è stata la prima
fra le Assemblee e i Consigli regionali per uniformità al Senato ad
applicare la pensione rinunciando all'assegno vitalizio. Tant'è che
è l'unico tra i Consigli regionali ad avere un doppio sistema
misto, parte retributivo e parte contributivo, e lei non sa che
alcuni parlamentari mi hanno portato in tribunale - chiaramente
nella qualità di Presidente - dinanzi alla Corte dei conti, in ben
due casi: sia per la questione della revoca dell'assegno vitalizio
ai condannati, perché c'era l'incertezza; sia per quanto riguarda
la soppressione dell'assegno vitalizio per coloro che non avevano
ancora maturato i sessant'anni. Sono finito dinanzi alla Corte dei
conti e l'ho affrontato
ZITO. E avete vinto?
PRESIDENTE. Certo che abbiamo vinto Ma sa perché abbiamo vinto,
onorevole Zito? Abbiamo vinto perché siamo agganciati ad una
normativa nazionale, nessun altro la potrà cambiare.
Su questo approfondite, voi siete bravi Capisco che andate in
ogni Consiglio regionale a depositare la vostra pro postina, ma non
porta da nessuna parte Vi candidate ad essere uomini delle
istituzioni? Cercate di essere responsabili Può essere che fra un
anno, poco meno, avrete il Governo di questa Regione Cercate di
essere responsabili, i problemi non vanno solo alimentati ed
enfatizzati, non vanno agitati, perché chi agita i problemi
significa che non ha la soluzione. Bisogna trovare la soluzione, ma
che sia giuridicamente sostenibile.
Le posso dire una cosa e ne approfitto. In quella, ormai famosa,
trasmissione di Giletti è stato detto il falso, da un giornalista
siciliano, è questo è grave Ascari del giornalismo E' stato detto
che il contributo di solidarietà era stato applicato a 20 deputati.
Falso A 41; a più del doppio e nell'opinione pubblica, questo fa
la differenza. Se avessi applicato il contributo di solidarietà
come è stato applicato alle altre regioni, sa che significa? Che
solo ben 106 deputati hanno il minimo, al di sotto dei 5 mila euro
annui, più o meno. Quindi di che cosa parliamo? Cerchiamo di essere
conseguenti
C'è un appello che io condivido, dell'onorevole Malafarina e
dell'onorevole Musumeci. In questi mesi che ci rimangono cerchiamo
di essere sobri, di fare l'interesse disinteressato; chiunque
governerà dopo, sapendo che purtroppo a nostro fianco,
difficilmente avremo il Governo, glielo dico con la massima
chiarezza Cerchiamo in questa finanziaria di riempire di contenuti
le nostre norme; ma lo dovremmo fare con diligenza Ma se ognuno di
noi pensa di portare acqua al proprio mulino, al proprio Gruppo,
guardi che abbiamo assolutamente sbagliato la mira
ZITO. Non è così e lei lo sa bene
PRESIDENTE. Lei mi ha dato la possibilità, di chiarire anche
alcune cose.
GRASSO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo qui da
settimane, da mesi e abbiamo recentemente, un mese fa, approvato
l'esercizio provvisorio. C'è una Sicilia fuori e ci sono dei
cittadini, dei siciliani, delle categorie sociali che stanno
vivendo momenti di grande disagio.
Lei ha già fatto un appello e una richiesta di assunzione di
responsabilità che questo Parlamento accoglie, però se il Governo
non fa pervenire in Commissione Bilancio le relazioni tecniche e
i documenti, sicuramente la Commissione Bilancio non può operare
e noi siamo quasi impediti per colpa di un Governo inetto, a fare
il nostro ruolo, ad esercitare il nostro ruolo di deputati.
Ieri si è consumata l'ultima farsa da parte del Presidente della
Regione con l'emanazione della delibera dell'istituendo fondo di
solidarietà per i disabili. Questo fondo, prevede, lo diceva
pocanzi il Presidente della Commissione Bilancio che il 10 per
cento dei Comuni lo debbano riservare per la disabilità.
Domani il Presidente della Regione dirà: ecco, ma la Giunta ha
emanato una delibera all'Assemblea regionale. Il Parlamento
regionale non ha voluto approvare e destinare il 10 per cento
perché non si potrà destinare il 10 per cento che i Comuni non
potranno vincolare il 10 per cento per la disabilità. Per cui, io
ho fatto la mia parte , e scaricherà sull'Assemblea regionale
siciliana.
Bene, quella delibera in parte è illegittima. Io vorrei richiamare
l'attenzione, so che è stato nominato un nuovo Assessore per la
famiglia, che non si possono togliere somme da un capitolo e
destinarle ad un altro quando ciò non è possibile perché il fondo
della disabilità è già previsto con la legge 328.
L'Assessorato della Famiglia piuttosto che trattenere il 10 per
cento delle somme che trasferisce ai Comuni perché la competenza è
dei distretti socio-sanitari trasferisca tutte le somme necessarie
della 328 perché in un momento di grave crisi economica i Comuni
non sono nelle condizioni di non erogare servizi.
Per ora l'Assessorato delle autonomie locali non sta trasferendo
ancora le somme necessarie per le spese correnti. Vi sono Comuni in
dissesto i cui lavoratori dipendenti non percepiscono stipendi da
10 mesi. Vi sono i precari che sono stati prorogati fino al 30
marzo, mi pare. Quindi, abbiamo la difficoltà perché ci sono
precari che non riescono a percepire lo stipendio e ancora ci sono
150 dipendenti dell'ARNAS che non si capirà che fine faranno.
Si sta cercando una soluzione ma non si possono distruggere in
continuazione enti e funzioni e, peraltro, abbiamo visto che mentre
si parla di vitalizio, io concordo e mi complimento con lei
Presidente per l'azione che ha fatto in difesa delle istituzioni.
Ahimè, quando le istituzioni si devono difendere significa che la
politica è debole, però lei ha brillantemente svolto il suo ruolo
da Presidente dell'Assemblea regionale non perché questo Parlamento
dovesse giustificarsi, ma perché purtroppo alcuni detrattori hanno
consentito che questo Parlamento venisse fuori trattato come se i
parlamentari fossero dei criminali quando ciascuno di noi viene qui
ogni giorno ed è stato eletto e cerca di rappresentare le esigenze
e le istanze dei territori con responsabilità e con grande senso
delle istituzioni. Se poi si fanno quattro sedute e in queste
quattro sedute non si riesce a concludere niente, noi lo dovremmo
chiedere, come lo ha chiesto lei, al Governo ma non è sicuramente
colpa del Parlamento
Quindi, anche qui, io credo che ieri i disabili, questo fondo
regionale, ieri l'ho detto al Presidente della Regione sarà una
ulteriore beffa perché non si può scaricare sul Parlamento e non si
può scaricare sugli altri enti responsabilità che sono proprie del
Governo.
Vi è una norma nazionale, che è la 328, che stabilisce che la
fonte normativa che disciplina la materia e che trasferisce le
risorse. La Sicilia ha perso 36 milioni di euro per una
responsabilità collettiva dei distretti socio-sanitari e ne ha
persi altri 150 milioni di euro per una responsabilità che è divisa
soprattutto, parla un Sindaco, ma che dipende dai distretti socio-
sanitari. Che il Governo si preoccupi di vigilare e di recuperare
queste risorse e soprattutto di non trattenere risorse per doppioni
di bandi Che li trasferisca ai Comuni e che la smetta con le
demagogie perché qui la Sicilia sta morendo E mi pare che non c'è
nessuna attenzione nei confronti della Sicilia, dei siciliani, dei
giovani, dello sviluppo
Non c'è una sola norma Siamo a marzo 2017 e ancora parliamo di
Patto per il Sud. Se ne parlerà nel 2019 e parliamo di bandi,
parliamo di PSR ma senza programmazione.
Anche questi fondi comunitari si spenderanno nella prossima
legislatura, anzi ritorneranno indietro come tutte le risorse per
l'incapacità di un Governo che pensa non solo a fare demagogia ma
che pensa a fare semplicemente, ad occupare questi mesi a fare solo
ed esclusivamente clientela.
DI GIACINTO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma
2, del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Non vuole intervenire? Non è
necessario.
DI GIACINTO. Sì, sono stato attaccato dal Governo, perché ho
chiesto l'esercizio provvisorio.
Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, anche se pochi,
molto, molto pochi, intanto la mia vicinanza al collega Musumeci
per quanto fatto, poco fa, rispetto alle dimissioni dalla
Commissione Antimafia , le fa molto onore, quello che ha fatto,
Presidente, anche se tutti auspichiamo che lei ci possa ripensare.
Io volevo rientrare nell'esercizio provvisorio, Presidente, perché
io venti giorni fa quando un giorno di sabato pomeriggio, in
Commissione Bilancio ho fatto la proposta di rinviare di un
altro mese di esercizio provvisorio, sono stato attaccato sui
media, dal presidente Crocetta che l'ha definito un orrore quello
che stavamo facendo, una follia, una pazzia, e sono stato attaccato
dal gruppo del PD, che non vede presente in Aula, tranne un solo
collega che sicuramente non ha responsabilità rispetto a quello che
è stato detto e al Vice Presidente Lupo, - stavo arrivando a lei -
, che noi non stavamo affrontando in quel momento problemi della
Sicilia, degli ASU, delle provincie, di tutto quello, ma meno male
che quella sera eravamo otto, e abbiamo votato il rinvio perché
altrimenti saremmo qui ad avere approvato non so che cosa, perché i
problemi della Sicilia non sono stati affrontati.
Oggi, ci risulta che le province, il nostro caro Presidente
Crocetta, non ha convocato la paritetica per andare a risolvere i
problemi di circa settanta milioni per le Provincie.
E stasera ci risulta che ha fatto altre variazioni di bilancio che
arriveranno in Commissione Bilancio.
Veda, signor Presidente io non sono d'accordo che venga rinviato
di un altro mese l'esercizio provvisorio. Ma sa perché? Perché
domani mattina il Presidente Crocetta dirà che è colpa del
Parlamento se stiamo rinviando di un altro mese, che noi non
vogliamo affrontare i problemi della Sicilia, mentre lui tutti i
giorni li affronta e difatti sono tutti risolti, al 90%, diciamo
che al 90% abbiamo risolto il problema della Sicilia. Ci manca il
10%, ma sei mesi ci bastano per finire di sistemare tutto, per cui
io, signor Presidente, andrò in Commissione Bilancio perché è
convocata dopo l'Aula, e chiederò di andare avanti e se è possibile
il 28 arrivare qui con la finanziaria perché non è possibile che
qualcuno che ha grossissime responsabilità politiche domani possa
dire su tutti i giornali che la colpa è di questo Parlamento.
Io è da stamattina che sono qua. Da stamattina, dalle dieci, che
giro fra I Commissione, Commissione Bilancio e quant'altro, per
capire se possiamo affrontare i problemi della Sicilia, cosa che
non affronta il nostro Presidente Crocetta, per cui io adesso vado
lì in Commissione, signor Presidente, e chiederò che la Commissione
cominci a lavorare per portare giorno 28 in Aula la finanziaria,
signor Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Giacinto. E' chiaro che se gli
atti dovessero essere completi potremmo votare la finanziaria, ma
considerato che ancora non c'è tratta e che il Governo continua a
cambiare le carte credo che non ci arriveremo, io me lo
auspicherei.
Certo, ribadisco un concetto, che non consentirò che si arrivi al
30 marzo e che il Governo possa confezionare un centinaio di norme
dove tutti, ad occhi chiusi, andremo a votare tanto è l'ultima
finanziaria.
Io insieme all'onorevole Dina, all'onorevole Savona, abbiamo
passato tantissime ultime finanziarie e sappiamo quante impugnative
ci sono state da parte del Commissario dello Stato, non possiamo
neanche fregiarci del fatto che non essendoci il Commissario dello
Stato tanto poi ci penserà il Governo nazionale, non sarebbe un
buon viatico per la futura legislatura, ho tenuto questo metodo e
penso di portarlo in fondo fino alla conclusione della XVI
legislatura.
Alle ore 12.00 si terrà una Conferenza dei capigruppo, anche
considerando la possibilità di aprire una finestra in ordine alle
possibilità di nominare un componente della Corte dei Conti, se c'è
una intesa; il 28 decidiamo, intanto l'attività amministrativa gli
uffici l'hanno completata, sono state esaminate le istanze
pervenute, però deciderà la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari.
CLEMENTE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CLEMENTE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, condividendo le
sue perplessità in merito alla possibilità di andare avanti con la
finanziaria, proprio per ciò che ci siamo detti, non sarebbe pure
il caso di aprire qualche finestra per disegni di legge che
giacciono?
PRESIDENTE. Su questo mi rimetterò alla Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari.
Io parto da un presupposto
CLEMENTE. Signor Presidente, io la voglio lanciare come proposta,
poi è ovvio
PRESIDENTE. Io le dico subito, quello che dirò alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, glielo preannuncio, la
legislatura non si chiuderà il 30 aprile, la legislatura
proseguirà, su questo non c'è dubbio, dobbiamo essere chiari.
CLEMENTE. Potremmo utilizzare il tempo che abbiamo, in attesa, è
da dicembre che siamo fermi signor Presidente.
PRESIDENTE. No non siamo fermi, c'è il lavoro nelle Commissioni,
non mandiamo questo messaggio all'esterno che non è così.
CLEMENTE. No, signor Presidente voglio chiarire siamo fermi in
Aula, che le Commissioni hanno lavorato, e hanno esitato diversi
disegni di legge che sono già all'ordine del giorno potremmo
utilizzare il tempo
PRESIDENTE. Su questo non c'è dubbio, però mi rimetto alla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, potremmo
utilizzare una finestra legislativa, possiamo anche decidere che
successivamente si faranno .
CLEMENTE. Non c'è dubbio, signor Presidente, volevo soltanto fare
una proposta che sarà vagliata da lei e dalla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari.
PRESIDENTE. La legislatura non finisce il 30 aprile, per essere
chiari
Presidenza del Presidente Ardizzone
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 28 marzo 2017,
alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
I - COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Bilancio di previsione della Regione siciliana per
l'esercizio finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio
2017- 2019 . (n. 1275)
2) - Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2017.
Legge di stabilità regionale . (n. 1276)
La seduta è tolta alle ore 18.37
La seduta è tolta alle ore xx.xx
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio