Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
La seduta è aperta alle ore 16.09
LO GIUDICE, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Commemorazione per la scomparsa dell'onorevole Mario Mazzaglia
VULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, volevo
ringraziare anche l'onorevole Alloro perchè mi ha dato la
possibilità di ricordare l'onorevole Mario Mazzaglia. Lo voglio
ringraziare perché mi ha dato questa possibilità perché noi due
abbiamo una stessa provenienza politica, la provenienza politica
dei socialisti, - ce ne sono diversi in Aula - mentre scorrevo con
gli occhi ho visto anche l'onorevole Marica Cirone Di Marco.
L'onorevole Mario Mazzaglia, signor Presidente, è stato deputato
per sei legislature, è stato anche Vicepresidente. E' stato un
deputato che ha dato tantissimo alla Sicilia e tantissimo alla sua
terra di origine, che è la provincia di Enna, nella fattispecie
Catenanuova. Mi sembrava opportuno, doveroso, - l'abbiamo fatto, in
questi anni, con tanti nostri colleghi che, purtroppo, non ci sono
più -, ricordare la figura dell'onorevole Mario Mazzaglia.
Io la ringrazio. Come è suo solito, nella sua cortesia
istituzionale sicuramente farà osservare un minuto di silenzio per
ricordare questa bella figura di siciliano. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Invito i deputati ad osservare un minuto di
raccoglimento in ricordo dell'onorevole Mario Mazzaglia.
(I Deputati, in piedi, osservano un minuto di silenzio)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per oggi gli
onorevoli Di Maggio, Dina, Zafarana, La Rocca, Federico per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 3981 - Completamento dei lavori di costruzione di una piscina
comunale coperta in c.da Cugni Camporeale a Pachino (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Economia
Vinciullo Vincenzo
N. 3982 - Completamento dei lavori del Centro
agroindustriale polivalente nel comune di Avola (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Economia
Vinciullo Vincenzo
N. 3983 - Completamento dei lavori di costruzione di 16 alloggi di
edilizia residenziale pubblica nel comune di Augusta (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Economia
Vinciullo Vincenzo
N. 3984 - Dimensionamento della rete scolastica della Sicilia per
l'anno scolastico 2016-2017.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Vinciullo Vincenzo
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che è stata presentata la seguente interrogazione con
richiesta di risposta scritta:
N. 3985 - Problematiche relative alla Biofabbrica di Ramacca (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Foti Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciaccio Giorgio; Ferreri Vanessa; La Rocca Claudia;
Mangiacavallo Matteo; Trizzino Giampiero; Ciancio Gianina; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente mozione:
N. 639 - Inserimento del P.O. Umberto I di Siracusa tra le
strutture accreditate per l'esercizio delle attività
sanitarie di procreazione medicalmente assistita di I, II e III
livello.
Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;
La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina
Presentata il 18/04/17
Avverto che la mozione testé annunziata sarà demandata, a norma
dell'articolo 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
grammatiche e correttive per l'anno 2017. Legge di stabilità regio-
nale' (n. 1276/A).
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Seguito della discussione del disegno di legge «Disposizioni
programmatiche
e correttive per l'anno 2017. Legge di stabilità regionale» ( n.
1276/A)
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegno di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
n. 1276/A «Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno
2017. Legge di stabilità regionale».
Onorevoli colleghi, come metodo di lavoro, se siamo d'accordo,
possiamo andare avanti sin da stasera sugli articoli dove non ci
sono difficoltà, accantonando quelli dove ci sono difficoltà.
Sta al buon senso di ciascuno di noi seguire un percorso.
Mi è stato chiesto da più parti la questione collegato o meno.
Non c'è nessuna difficoltà ad incardinare il collegato prima del 30
aprile. Dipende dal percorso che faremo anche con la finanziaria.
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, pongo in votazione
il passaggio all'esame degli articoli. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1.
Disposizioni in materia di assegnazioni finanziarie ai
comuni
1. All'articolo 6 della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 e
successive modifiche e integrazioni sono apportate le seguenti
modifiche:
a) al comma 1 le parole da In attuazione delle a addizionale
comunale all'IRPEF sono sostituite dalle seguenti: Per il
triennio 2017-2019 la Regione assicura ai Comuni il trasferimento
di risorse di parte corrente pari a 340.000 migliaia di euro per
l'anno 2017, e a 212.150 migliaia di euro per ciascuno degli anni
2018 e 2019. ;
b) il comma 2 è abrogato;
c) al comma 3, le parole da sono stabilite entro il 31 maggio
fino a dell'articolo 2 della legge regionale 13 gennaio 2015, n.
3, sono sostituite dalle seguenti: entro il 15 aprile di ciascun
anno si provvede al riparto delle assegnazioni previste dal comma
1, per una quota, in proporzione alla base imponibile IRPEF valida
ai fini del calcolo dell'addizionale comunale all'IRPEF e, per la
rimanente quota, .
2. Per effetto dell'abrogazione del comma 2 dell'articolo 6 della
legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 e successive modifiche e
integrazioni, tutti i riferimenti di legge al medesimo comma ovvero
al previgente Fondo perequativo con lo stesso istituito sono da
intendere riferiti all'assegnazione di cui al comma 1 dell'articolo
6 della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 e successive
modifiche e integrazioni.
3. All'articolo 7, comma 2, della legge regionale 17 marzo 2016,
n. 3 sono abrogate le parole da ed in 325.000 migliaia di euro
fino a medesimo articolo . Per effetto dell'abrogazione di cui al
presente comma, tutti i riferimenti di legge all'articolo 7, comma
2 della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3 sono da intendere
riferiti all'assegnazione di cui al comma 1 dell'articolo 6 della
legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 e successive modifiche e
integrazioni.
4. All'articolo 1 della legge regionale 29 dicembre 2016, n. 27
sono apportate le seguenti modifiche:
- il comma 1 è abrogato;
- è aggiunto il seguente comma 7 bis:
7 bis. Per l'esercizio finanziario 2017 a valere sul Fondo
perequativo di cui al comma 2 dell'articolo 6 della legge regionale
n. 5/2014 e successive modifiche ed integrazioni, la somma di 8.000
migliaia di euro, da iscrivere su apposito capitolo di spesa del
bilancio della Regione - Dipartimento regionale della protezione
civile, è destinata ad interventi urgenti in materia di protezione
civile. .
5. Al comma 8 dell'articolo 4 della regionale 17 marzo 2016, n. 3,
come modificato dall'articolo 1, comma 11, lettera b) della legge
regionale 29 dicembre 2016, n. 27, dopo le parole variazioni di
bilancio per gli esercizi finanziari 2017, 2018 e 2019. sono
aggiunte le parole In caso di disponibilità parziale delle risorse
non utilizzate per le finalità di cui al comma 7, le autorizzazioni
di spesa di cui al presente comma sono proporzionalmente ridotte. .
6. All'articolo 5, comma 1, della legge regionale 28 gennaio 2014,
n. 5, le parole per gli anni 2014, 2015 e 2016 sono sostituite
dalle parole per gli anni dal 2014 al 2019 .
7. A decorrere dall'esercizio finanziario 2017 cessano gli effetti
prodotti dall'articolo 27, comma 6, della regionale 17 marzo 2016,
n. 3 e quelli prodotti dall'articolo 8, comma 6, della legge
regionale 5 dicembre 2016, n. 24. Per gli effetti generati dal
presente comma è, conseguentemente, abrogato il comma 10
dell'articolo 1 della legge regionale 29 dicembre 2016, n. 27.
8. Al comma 10 dell'articolo 3 della legge regionale 29 dicembre
2016, n. 27 dopo la lettera d) è aggiunta la seguente lettera:
e) per le Unioni di Comuni si provvede esclusivamente mediante
l'utilizzo di parte del Fondo di cui all'articolo 30, comma 7 della
legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 e successive modifiche ed
integrazioni mentre la quota complementare rimane a carico delle
stesse Unioni. .
9. Per le finalità di cui alla legge 8 novembre 2000, n. 328 e
successive modifiche e integrazioni, i Comuni destinano per gli
esercizi finanziari 2017, 2018 e 2019 il 10 per cento dei
trasferimenti di cui al comma 1, lettera a) del presente articolo,
sulla base degli atti di indirizzo da emanarsi entro 30 giorni
dalla data di entrata in vigore della presente legge con
provvedimento del Presidente della Regione, su proposta
dell'Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro, previo parere della VI Commissione legislativa
dell'Assemblea regionale siciliana Servizi sociali e sanitari .
10. Per il finanziamento delle spese relative ai canoni a carico
degli enti locali che aderiscono al progetto per la migrazione in
data center regionale/cloud delle applicazioni esistenti, è
autorizzata, per l'esercizio finanziario 2017 la spesa di 100
migliaia di euro, per l'esercizio finanziario 2018 la spesa di 200
migliaia di euro e per l'esercizio finanziario 2019 la spesa di 300
migliaia di euro.
11. In relazione ai danni causati dall'incendio verificatosi nel
Comune di Cefalù in data 16 giugno 2016, è concesso, a domanda dei
soggetti interessati, un indennizzo fino al 50 per cento delle
spese sostenute per interventi di riparazione, ripristino o
ricostruzione degli immobili destinati ad uso abitativo o
produttivo. Con decreto del Presidente della Regione, da emanarsi
entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, sono disciplinate le modalità attuative per la concessione
dell'indennizzo straordinario di cui al presente comma, per il
quale è autorizzata la spesa di 1.000 migliaia di euro a valere
sulle assegnazioni di cui all'articolo 6, comma 1, della legge
regionale n. 5/2014 e successive modifiche e integrazioni.
12. A valere sulle risorse del fondo per investimenti dei comuni è
istituita, per l'esercizio finanziario 2017, una riserva di 250
migliaia di euro da destinare al Comune di Canicattì (AG) per
l'ammodernamento dello Stadio Carlotta Bordonaro.
13. Al fine di provvedere alla immediata sistemazione dei danni
provocati a seguito dell'evento calamitoso del 26 novembre 2016 che
ha prodotto particolari danni nell'area del cimitero comunale è
concesso per l'esercizio finanziario 2017, al Comune di Partanna,
un contributo di 200 migliaia di euro per il tempestivo intervento
necessario al ripristino e alla messa in sicurezza dei luoghi, a
valere delle assegnazioni di cui all'articolo 6, comma 1, della
legge regionale n. 5/2014 e successive modifiche e integrazioni.
14. Al fine di concedere un contributo, quantificato dal
Dipartimento regionale della protezione civile attraverso appositi
sopralluoghi o acquisizione di documentazione che attesti le spese
sostenute, a seguito degli eventi calamitosi scaturiti da eventi
meteorici particolarmente avversi che hanno creato smottamenti e
allagamenti nella località salita Mezzagno Palermo nel periodo
settembre 2009, a titolo di risarcimento a coloro i quali hanno
presentato formale istanza al comune di Palermo o alla Regione
entro 30 giorni dalla fine dell'evento calamitoso, è autorizzata,
per l'esercizio finanziario 2017, la spesa di 200 migliaia di euro
complessivi, a valere sulle assegnazioni di cui all'articolo 6,
comma 1 della legge regionale n. 5/2014 e successive modifiche e
integrazioni.
15. Per le finalità di cui all'articolo 19, comma 2, della legge
regionale 8 agosto 1985, n. 34 e successive modifiche e
integrazioni, per gli interventi di cui agli articoli 8 e 9 della
legge medesima è autorizzata, a valere sulle assegnazioni di cui
all'articolo 6, comma 1, della legge regionale n. 5/2014 e
successive modifiche e integrazioni, per l'esercizio finanziario
2017, lo spesa di 1.500 migliaia di euro, in ragione di 750
migliaia di euro per ciascun intervento.
16. Per il comune di Barcellona Pozzo di Gotto interessato
dall'alluvione dell'autunno 2015 è autorizzata, per l'esercizio
finanziario 2017, la spesa di 300 migliaia di euro, a valere sulle
assegnazioni di cui all'articolo 6, comma l, della legge regionale
n. 5/2014 e successive modifiche e integrazioni.
17. Per le finalità di cui alla legge regionale 11 aprile 1981, n.
61, è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2017, la spesa di
1.000 migliaia di euro a valere sulle assegnazioni di cui
all'articolo 6, comma l, della legge regionale n. 5/2014 e
successive modifiche e integrazioni».
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che bisogna
ricollegarsi a quanto lei ha dichiarato. Cioè, noi dobbiamo capire
qual è il percorso che questa Assemblea vuole darsi per
l'approvazione di questa legge di stabilità, ed eventualmente del
disegno di legge chiamato collegato .
E' chiaro che sono due testi che escono da un lavoro intenso della
Commissione Bilancio fatto qualche sera addietro, ma che vede oggi,
a differenza di come avevamo percepito, di come avevamo pensato,
due percorsi differenti.
Da un lato vi è un percorso sulla legge finanziaria e dall'altro
lato sulla legge cosiddetta collegato . Ed è chiaro, ritengo che
la sua decisione è da attribuire al fatto che nell'altro disegno di
legge - il collegato, appunto - vi siano delle norme che magari
hanno poco a che fare con norme finanziarie, ma sarebbero ancor
meglio riconducibili a delle leggi di settore atteso la loro
portata, attesa la loro specificità.
Mi è stato detto, però, che in queste ore ci sono stati degli
incontri, soprattutto tra i partiti di maggioranza, o cosiddetti
tali, ma anche con la Presidenza dell'Assemblea, e si sarebbe
convenuto che, fermo restando il percorso della legge di stabilità,
vi sia anche una idea, rappresentazione di quattro, cinque, otto
norme da espungere dalla legge cosiddetta collegato e da
introdurre nella legge finanziaria, che trovassero una condivisione
sostanziale tra i vari Gruppi parlamentari.
Noi vorremmo capire fino a che punto ciò è vero, e vorremmo anche
comprendere quali sono queste norme, fermo restando che io mi sono
fermato a leggere l'articolo 1 e nell'articolo 1 vedo che mancano
alcuni emendamenti che il mio Gruppo parlamentare ha presentato e
ve ne sono altri che non hanno nulla a che vedere con l'articolato
sugli enti locali, ma che istituiscono fondi o parlano anche di
altro.
Per cui vorrei capire, innanzitutto, se è vero che vi è stato
questo tipo di confronto tra Governo e Presidenza dell'Assemblea,
per vedere se possiamo fare una norma, una legge finanziaria, che
inglobi anche parte di alcune norme del cosiddetto collegato . E
poi, vorrei anche capire, Presidente, come mai alcune norme hanno
trovato ingresso in questa legge finanziaria, mentre altri
emendamenti ne sono rimasti esclusi.
PRESIDENTE. Le rispondo, spero, con la massima chiarezza. È vero,
è normale che nell'interlocuzione tra la Presidenza dell'Assemblea
ed il Governo si sia stabilito un percorso. Il Governo mi ha
manifestato l'esigenza di recuperare in finanziaria l'emendamento
relativo al CAS-Anas, che almeno si possa aprire un dibattito in
Aula e poi l'Aula, liberamente, vota. Peraltro, da un punto di
vista procedurale è correttissimo perché, essendo stato bocciato in
Commissione, noi non ce la ritroviamo neanche nel collegato
questa norma.
CANCELLERI. E' stato bocciato nel collegato
PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri, quando si tratterà della norma
lei avrà la possibilità di parlare.
L'altra norma che mi ha chiesto il Governo di essere presa in
assoluta considerazione è l'articolo 7, che riguarda la
programmazione dei fondi comunitari. Il Governo non ha chiesto
altro alla Presidenza. Su questo, informalmente, mi sono sentito
con il Presidente della II Commissione ed ho sentito, così come è
giusto, singoli parlamentari o Capigruppo con i quali, peraltro, si
è convenuto - io, otto, nove, dieci articoli non so da dove esca
fuori questa cifra - che laddove non ci sono degli articoli, ad
esempio ce n'è qualcuno di interpretazione autentica, che non
comportano problemi, se c'è un'indicazione di massima si va avanti,
altrimenti rimangono fermi al collegato. Né più e né meno, questo
con la massima chiarezza.
Intanto dobbiamo portare in porto entro il 30 aprile la
finanziaria, con la speranza che si possa incardinare e votare
successivamente il collegato, successivamente al 30 aprile. Io non
mi farò promotore di nessuna interlocuzione o mediazione di questo
o di quell'articolo. Laddove, se si tratta di norme di
interpretazione autentica, se si tratta di norme che sono in gran
parte condivise, bene. Se pensate che si possa aprire un percorso
di mediazione, francamente, da parte di questa Presidenza non ci
può essere, purtroppo, nessuna apertura. Questo per la massima
chiarezza.
Io vi proponevo di andare avanti con la finanziaria per quegli
articoli che non comportano problemi.
Capisco, onorevole Alloro, che lei sicuramente, essendo stato in
II Commissione ha spinto per alcuni articoli o altri emendamenti,
tutto quello che volete.
ALLORO. Io non ho spinto nessuno
PRESIDENTE. Onorevole Alloro, capisco tutto. Noi abbiamo un
dovere, portare a compimento la finanziaria. Non ci sono articoli
da privilegiare rispetto ad altri. Portiamo a compimento la
finanziaria. Intanto la finanziaria è quella che è alla vostra
visione, con tutte le norme stralciate.
Se c'è una condivisione di carattere generale, discutiamo,
altrimenti non discutiamo neanche delle norme sollecitate dal
Governo.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi,
intervengo, prima di entrare nel merito del disegno di legge sulla
finanziaria, perché vorrei che, contro ogni idea di mediazione - ed
in questo sono d'accordo con lei, Presidente - noi facessimo, se
vogliamo procedere in maniera ordinata e corretta, una valutazione
preventiva, che credo si possa fare solo in Conferenza dei
Capigruppo, fra cosa noi votiamo relativamente al disegno di legge
sulla finanziaria e cosa noi inseriamo nel cosiddetto collegato',
perché ho molte perplessità circa l'affidamento al buon senso della
possibilità di trattare questa norma piuttosto che quest'altra
norma, senza avere stabilito preordinatamente categorie precise.
Se vogliamo operare in maniera ordinata, credo che dobbiamo fare
chiarezza prima fra noi stessi e poi rispetto alle esigenze reali
che ci sono.
Fatta questa prima distinzione fra ciò che va in finanziaria e ciò
che va nel collegato', è necessario, Presidente, stabilire
previamente se il collegato' si tratterà oppure no e quando,
perché altrimenti rischiamo di procedere con una finanziaria che,
rispetto alle tante aspettative dei colleghi che ci sono e che -
per carità - non mi appartengono, non solo perché non faccio parte
della Commissione Bilancio', ma perché potrebbe essere forte la
tentazione da parte di qualche collega di bocciare qualche norma
fondamentale della finanziaria per spiegare alla Presidenza
dell'Assemblea che senza collegato' finanziaria non se ne fa
Io esco fuori dai giochini del Palazzo, che non mi sono mai stati
propri e che non mi piacciono.
Con molta chiarezza, Presidente, credo che dobbiamo riunirci,
confrontarci perché il mio Gruppo parlamentare ha lavorato sulla
norma che riallineava - ad esempio - alla disciplina nazionale la
materia dei revisori dei conti.
Avevamo presentato una norma che ridisegnava un percorso serio per
la dirigenza regionale che è stata stravolta, rispetto alla quale
faremo le nostre rimostranze, se e quando ci sarà data la
possibilità di farlo, ovviamente sempre nel caso in cui la
Presidenza non dovesse dichiararla inammissibile nel collegato'.
Ci siamo occupati del Corpo forestale, che deve continuare ad
essere un Corpo di polizia, ci siamo occupati della necessità di
allineare le imprese siciliane alla norma salva-Italia', che
prevede una serie di sgravi, una serie di benefici mai recepiti in
Sicilia.
Ci siamo occupati di quella stortura della 104 per cui in tutte le
parti di Italia, ad esempio, i familiari di disabili possono
goderne sia in termini di ore che in termini di giorni, e invece in
Sicilia non si capisce bene perché non dovrebbe più così.
Dove sono finite queste norme, ci è dato saperlo? Oppure man mano
dovremmo scoprire che, siccome non c'è il buon senso di trattarle,
vengono spostate nel collegato'?
Signor Presidente, credo che noi - e mi ci metto pure io facendo
riferimento al senso di responsabilità, ed in questo la richiamo
pienamente - non dobbiamo dare la stura perché questa ultima
finanziaria di questa disastrosa esperienza Crocetta diventi ancora
una volta uno spettacolo assolutamente deteriore per quei siciliani
che hanno ancora la pazienza di ascoltarci.
Per questa ragione, credo quindi e, ribadisco, è assolutamente
necessario, e per quanto mi riguarda imprescindibile, stabilire
cosa c'è in un disegno di legge prima di iniziare a trattare la
finanziaria e cosa c'è nell'altro disegno di legge e stabilire poi
se nel disegno di legge del collegato , una volta individuata la
materia da inserirvi, soprattutto se è di carattere regolamentare,
e ne abbiamo parlato più volte, questo collegato si farà e
quando.
Sa anche perché, Presidente Ardizzone? Perché in un'ottica di buon
senso, noi avevamo anche immaginato che così come da lei proposto -
e quando dico noi, parlo dei Capigruppo - il collegato si potesse
incardinare durante il percorso della finanziaria. Però è
assolutamente inaccettabile che questa idea passi come proposta del
Presidente della Regione, che magari l'ha colta in qualche
corridoio di questo Palazzo e dice che lui è in grado di dire urbi
et orbi che il collegato non solo si farà, perché magari lo ha
sentito dire, così camminando, ma che si incardinerà perché lo ha
stabilito lui, magari nel corso della finanziaria.
Allora, Presidente, ecco perché io dico di individuare percorsi
netti e chiari così da fare un buon lavoro.
PRESIDENTE. Scusi onorevole Panepinto, se lei proprio ha
l'esigenza di intervenire. Intanto parla a titolo personale, o come
rappresentante del Gruppo del PD?
PANEPINTO. Come rappresentante del Gruppo parlamentare del PD.
PRESIDENTE. Per me è interessante saperlo questo Ha facoltà di
parlare.
PANEPINTO. Signor Presidente, a me pare che lei, nella sua
introduzione, sia stato chiaro anche sull'ordine e sulla cronologia
dei lavori. Per cui come dire, il fatto che lei abbia detto che
verrà incardinato il collegato mi rassicura rispetto alle cose
che c'eravamo detti nella precedente seduta, e mi pare che oggi si
inizi - come ha detto il Presidente di questa Assemblea, onorevole
Ardizzone - a lavorare sulle norme che non comportino complessità e
quindi, come è prassi di questo Parlamento, si approvi e poi in una
fase conclusiva, tre quarti del percorso della finanziaria, si
incardina il testo del collegato in modo tale che i tre documenti
contabili o i tre atti legislativi possano arrivare
contemporaneamente all'approvazione finale. Mi pare, onorevole
Cordaro, che questo ci possa rassicurare tutti, così come gli altri
colleghi. A me oggi, se non ho capito male, Presidente, rispetto al
percorso che lei ha tracciato all'inizio mi conforta nel dire ..
PRESIDENTE. No, lei è andato oltre il mio dire, onorevole
Panepinto. Io ho detto che non ho nessuna difficoltà ad incardinare
il collegato entro il 30 aprile e lei parla di contemporaneità
dell'approvazione. Io, nel mio ruolo, le posso dire che potremmo
trovare una soluzione di incardinare prima, ma non posso dire che
deve essere approvato contemporaneamente alla finanziaria perché
sono state trattate materie, quelle dei dirigenti ad esempio ,che
hanno comportato la necessità di sentire i sindacati e i sindacati
stessi all'unanimità hanno chiesto una riflessione concordata con
loro stessi perché c'è grande confusione.
PANEPINTO. Io non voglio interromperla ma avevo capito bene. Lei
ha detto entro il 30 aprile.
PRESIDENTE. Entro il 30 aprile, incardinare il testo; però lei è
andato oltre, dicendo di approvare contemporaneamente.
PANEPINTO. Signor Presidente, lei ha anche detto adesso che non ha
problemi ad incardinarlo nel corso dell'approvazione della
finanziaria. Per cui io le cose le chiedo, Presidente, che noi
siamo capaci, come Parlamento, di manifestazione di grande senso di
responsabilità collettivo, però ci aiuti a chiudere la partita su
un elemento, così almeno iniziamo a lavorare tutti o alcune norme
saranno approvate e altre bocciate, altre modificate.
Io ritengo che stabilisca lei il percorso, lei Presidente di
questo Parlamento. Dopo di che, una sola considerazione: le norme
che sono nel collegato che non reggono per ragioni di
incostituzionalità, le togliamo, però in modo tale che ci sia un
quadro di insieme complessivo. Proviamo ad uscire fuori da questa
empasse.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, mentre si parlava mi è giunta una
nota da parte del Presidente della Regione che amplia il
ragionamento rispetto a quello che c'eravamo detti, ma non era
ancora formalizzato, e riguardava la possibilità di recuperare due
norme, quella, per intenderci, del Consorzio Autostrade Siciliane e
quella dei Fondi comunitari. Ha ampliato altri sette o otto
argomenti - forse per questo era intervenuto l'onorevole Falcone -
per cui vi è l'esigenza, arrivati a questo punto, di fermarci un
momentino con il Presidente della II Commissione ed i Presidenti
dei Gruppi parlamentari per fare una riflessione sul percorso
d'Aula.
Se non c'è una condivisione, per quello che mi riguarda, noi
andremo avanti con il disegno di legge della finanziaria con le
norme stralciate che rimangano stralciate e non sarà ammesso
assolutamente niente. Vi è, quindi, l'esigenza, arrivati a questo
punto, ripeto, di una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari e l'Aula si aggiornerà.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Su che cosa? Sulla Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari?
TURANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ma non ho dato la parola all'onorevole Alloro
sull'ordine dei lavori. Capisco che ognuno di voi fa il proprio
intervento, dice alcune cose. Gli interventi erano stati già
esaustivi, quello dell'onorevole Falcone, dell'onorevole Panepinto,
dell'onorevole Cordaro. Dico, per carità, se poi ognuno ha in mente
di raggiungere un obiettivo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Sull'ordine dei lavori
ALLORO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALLORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non ho in mente di
raggiungere nessuno obiettivo, però, questa farsa, che ormai da
qualche anno facciamo, che ci tiene in Commissione Bilancio per
giornate intere e serate intere, dove andiamo a fare una
finanziaria snella perché c'è un collegato che, come giustamente
diceva ieri l'assessore Baccei, è un collegato dove ci sono delle
norme importanti
PRESIDENTE. Meno male che lo diceva l'assessore Baccei E meno
male che lei ha parlato di farse in II Commissione, onorevole
Alloro, non mi faccia andare oltre.
ALLORO. Signor Presidente, posso continuare?
PRESIDENTE. Abbiamo avuto le premesse di carattere generale, se
lei mi vuole sostenere. Capisco le difficoltà della II Commissione
ad esitare una finanziaria, ma noi per esitare una finanziaria non
possiamo inserire tutto ed il contrario di tutto, con le premesse
che sono scoppiate in particolar modo quelle la che riguardano i
dirigenti, norma alla quale aveva fatto correttamente riferimento
l'onorevole Cordaro che parte in un modo ed arriva in un altro e
non si sa neanche chi è il padre di questa norma.
ALLORO. Signor Presidente, se lei mi perdona .
PRESIDENTE. Quale perdonare
ALLORO. Io l'ho ascoltata. Se mi fa finire di parlare.
PRESIDENTE. Se parliamo inutilmente, per lei noi dobbiamo
necessariamente approvare il collegato , onorevole Alloro, e non
ci siamo. Qua stiamo facendo norme
ALLORO. Signor Presidente, posso continuare?
PRESIDENTE. Prego.
ALLORO. Però, se lei s'impegna a non interrompermi, perché
altrimenti perdo il filo e poi non riesco.
Volevo dire che noi abbiamo fatto una finanziaria snella perché in
Commissione tutti assieme, sotto la guida del Presidente Vinciullo,
e penso anche concordato con lei, si era stabilito che si faceva un
collegato ai sensi del 181, giusto? Dopo di ché, ci sono delle
norme che non vanno, ce ne saranno altre che vanno, anche nelle
finanziarie ci sono norme che vanno ed altre che non vanno, poi
l'assemblea avrà il compito di potere stabilire quello che vota e
quello che non vota.
Quello che volevo dire, se lei me lo consente, è un'altra cosa. Se
qui c'è il tentativo di andare a fare uno stralcio dal collegato
per imbucarlo in finanziaria adesso, come dire prendendo in giro
tutta l'Assemblea perché a quel punto, se stralciamo dieci, undici,
venti norme dal collegato e le mettiamo in finanziaria, capiamo
tutti che il collegato non ci sarà più, è bene che lo facciamo
con chiarezza, lo si dica, ed ogni parlamentare deciderà cosa fare.
Volevo dirle solo questo, non penso che ho peccato di lesa maestà.
PRESIDENTE. Va bene, grazie.
Onorevoli colleghi, intanto la V Commissione, su richiesta del
Presidente Greco Marcello, è autorizzata a riunirsi.
TURANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, capisco il
nervosismo che oggi si registra e mi creda faccio questo intervento
con l'obiettivo di semplificare i lavori per un'approvazione rapida
della finanziaria.
Lo dico a me stesso, io sono uno di quelli che ha presentato
parecchi emendamenti al testo della finanziaria, che vengono
proprio dal collegato , perché non ho capito qual è il tavolo di
gioco su cui confrontarsi, se sono i due testi, se è soltanto un
testo e faccio questo intervento perché sono certo che la
Presidenza dell'Assemblea, alla fine, permetterà di trovare una
sintesi e quindi permetterà, magari a questo parlamentare, di
ritirare tutti gli emendamenti, perché so che c'è la certezza che
saranno affrontati dopo.
Se questo non vi è, chiaramente dovrò esercitare il mio legittimo
diritto di emendare dei testi. Ora faccio un esempio, Presidente,
Assessore Baccei. Esistono due norme che io ho presentato in
Commissione Bilancio e che sono state approvate che voglio
illustrare brevemente.
PRESIDENTE. Sull'ordine dei lavori?
TURANO. No, no Presidente, sull'ordine dei lavori. Io non
considero farsa quello che si è fatto in Commissione Bilancio. Io
considero un lavoro che ricade pesantemente sui territori. Per
esempio, voglio sapere
PANEPINTO. Non possiamo aspettare la Conferenza dei capigruppo?
TURANO. Signor Presidente, io ho la doppia veste di essere stato
Capogruppo fino a qualche ora fa, e ora non esserlo più, e siccome
sono abituato a rispettare le regole, non ho intenzione di venire
in Conferenza dei Capigruppo, ma ho la necessità di capire. Per
esempio, se c'è un ente pubblico che ha avuto il finanziamento per
realizzare una bretella autostradale nella mia provincia, viene
trattato l'emendamento che va in deroga ai piani paesistici o no?
Viene trattato l'emendamento che prevede che l'OIF, che oggi
risulta appannaggio di cinque, sei enti per cinquanta milioni di
euro? Viene trattato in questa Assemblea per fare un mondo di
evidenza pubblica o no? Ho la necessità di capire questo, non
perché cambi la mia valutazione perché io sono per approvare
celermente la finanziaria, ma devo capire quali sono gli strumenti
che da parlamentare posso esercitare, se devo esercitare la
funzione di collaborazionista per approvare celermente un testo o
se devo, per esempio, approvare il testo nella parte in cui mi
riguarda che sono soltanto i disabili e poi posso legittimamente
esercitare il mio diritto di parlamentare nella richiesta di numero
legale o meno.
Siccome penso che il Governo ci deve dire cosa pensa su alcuni
argomenti, io vorrei che la Presidenza dell'Assemblea, alla fine
della Conferenza dei Capigruppo ,dicesse con chiarezza qual è il
ragionamento da fare, se dobbiamo fare la finanziaria secca e in un
secondo luogo il collegato .
Attenzione, io penso che nel collegato ci possano essere delle
sbavature .
PRESIDENTE. Siamo d'accordo, già l'ha detto diverse volte. Ho
capito quale è la sua posizione.
TURANO. Bene, perfetto.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, io dichiaro invece di essere
perfettamente d'accordo con l'impostazione che lei sta dando.
D'altra parte si sono fatte delle scelte, la Commissione Bilancio è
andata avanti, ha lavorato per tempo, secondo uno schema che adesso
lei sta tracciando con riferimento al testo e al correlato.
Procediamo intanto senza fare scelte strane, dove mettiamo dentro
delle cose che evidentemente nulla hanno a che fare con la
finanziaria in senso stretto, procediamo in maniera serena, secondo
questa impostazione che mi sembra la più corretta, non vedo per
quali ragioni noi dobbiamo andare a recuperare delle cose per le
quali oggettivamente non c'è spazio in un atteggiamento che vede
qualcosa come mille emendamenti. Ma per fare una cortesia a chi? In
funzione di quale criterio noi dovremmo ora scegliere dal
pallottoliere secondo nuovi criteri e nuove armonie decise dai
Capigruppo, ma i Capigruppo non ci rappresentano, non ci
rappresentano
CORDARO. Parla per il tuo
FIGUCCIA non ci rappresentano per una questione evidente: 800
emendamenti in Assemblea evidentemente delegittimano gli assetti di
maggioranza e opposizione, delegittimano la maggioranza e non si
può che seguire un atteggiamento istituzionale che il Presidente
dell'Assemblea, giustamente, sta tracciando.
Anche perché, Presidente, nessuna norma è stata immaginata, ad
esempio, rispetto agli enti di formazione, si parla di questi 31
milioni di euro che dovrebbero servire a salvare questo personale
che è stato invece lasciato e abbandonato a se stesso, nessuna
norma è stata immaginata, io parlo ovviamente per Palermo, a
beneficio di quel bacino degli ex PIP che aspettavano una
rassicurazione da parte del Presidente della Regione che aveva
detto loro che ci sarebbero state equiparazioni rispetto
all'A.S.U., rispetto agli L.S.U., mentre invece di tutto questo non
c'è stato nulla ed io sono stato a guardare e ad aspettare quale
era la mossa del Governo e di questa maggioranza.
Se ci fosse stato un solo emendamento in questa direzione,
Presidente, la stessa cosa per le province, la stessa cosa per
Riscossione Sicilia. C'è stato un momento, Presidente, su
Riscossione Sicilia in cui immagino che avremmo dovuto
salvaguardare le peculiarità statutarie e immaginare di fare
riferimento alla possibilità di salvare Riscossione Sicilia,
invece, da questo dibattito tra alcuni parlamentari da una parte,
il Presidente di Riscossione della Sicilia, oggi io mi convinco del
fatto che vanno salvaguardati i dipendenti.
La stessa cosa, Presidente, sempre per rafforzare la tesi che lei
sta portando avanti e che mi trova perfettamente d'accordo,
rispetto ai dipendenti regionali, dipendenti regionali su cui si
sta consumando un'anomalia rispetto alla quale mi sento di spendere
una parola in favore invece di quello che ha detto l'assessore
Lantieri quando dice che qualsiasi riforma andrebbe concordata con
le organizzazioni sindacali e questo determina che andrebbe fatta
una scelta diversa in armonia, d'altra parte, a quanto prevede
l'articolo 11 della Legge 124/2015, ovvero la riforma Madia, che
dispone il transito, tra l'altro senza nuovi o maggiori oneri a
carico della finanza, in un'unica fascia dirigenziale evitando
questo atteggiamento che sa del ridicolo e che fa riferimento a
promozioni a pioggia.
Quindi, Presidente, procediamo secondo questo criterio che è
istituzionale tanto tutti gli equilibri sono saltati, una
maggioranza in questo Parlamento non esiste più, né tanto meno
questo Governo dopo cinque anni può immaginare di svegliarsi oggi
per tracciare una nuova rotta.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'assessore Cracolici ha chiesto di
essere considerato in congedo per motivi di salute.
L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vorrei precisare che la Conferenza
dei Capigruppo è un organo previsto dal Regolamento, fondamentale
nel funzionamento di rappresentanza e di interlocuzione con la
Presidenza dell'Assemblea, poi se ognuno si vuole differenziare
dall'indicazione che si è avuta in Conferenza dei Capigruppo è
libero di farlo in base al Regolamento dell'Assemblea e interviene.
Quindi, io ho il dovere di sentirmi con la Conferenza dei
Capigruppo perché siamo ad un passaggio fondamentale del nostro
percorso.
Vorrei precisare, a scanso di equivoci, che se non ci sarà accordo
la finanziaria è quella che è già a vostra disposizione, gli
articoli stralciati rimangono stralciati, gli articoli che devono
essere riscritti andranno riscritti e tutto rimane confermato
eventualmente nel collegato, proprio per questo parlavo di buon
senso, ma io condivido l'esigenza manifestata da più parti di
riunirci in Conferenza dei Capigruppo per stabilire un percorso,
anche alla luce della nuova richiesta del Presidente della Regione
che fa riferimento ad alcune norme che dovrebbero trovare
trattazione in quest'Aula.
Certo, vorrei riprendere il discorso di tutti, ma l'onorevole
Cordaro ha detto, in un passaggio fondamentale del suo intervento:
Non vorrei che poi alla fine si volesse condizionare la Presidenza
dell'Assemblea, magari bocciando alcune delle norme fondamentali .
Ognuno si assume le proprie responsabilità su questo. Tutti ci
siamo detti, ci siamo stracciati le vesti, che le norme
fondamentali erano quelle che riguardavano l'assegnazione di fondi
ai comuni, ai liberi consorzi ed ai disabili, e queste sono le
norme che secondo me dovranno trovare prioritario accesso.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Sull'ordine dei lavori
CANCELLERI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, io
dovevo intervenire per forza, perché dovevo assolutamente
richiamare uno degli interventi che mi ha preceduto, quello del mio
collega, che ormai scherzosamente chiamo il giovane deputato
Girolamo Turano detto Mimmo , che poco fa cosa ha fatto? Questa è
proprio l'apoteosi all'interno di quest'Aula, che io ritengo essere
un luogo molto importante per la vita dei siciliani e di questa
Regione. E' stato proprio decantato, in quell'intervento, il
peggiore manuale di politica, e ripercorro le sue parole, perché ha
detto: qualora dal collegato' alcune norme potessero di nuovo
tornare all'interno della Finanziaria, allora sì che ci sarebbe una
condivisione da parte mia, quindi io potrei valutare con serenità
la Finanziaria; ma se questo non dovesse avvenire, mi limiterò a
votare positivamente solo
TURANO. Lei vuole giudicare il mio voto?
CANCELLERI. Onorevole Turano, questo, per quello che mi riguarda,
si chiama voto di scambio Lei scambia il suo voto favorevole solo
nella possibilità di potere avere qualcosa in cambio Lei può fare
quello che vuole, ma a me non può togliere la possibilità di dire
che questo mi fa schifo
Signor Presidente, non so quali siano i termini della condivisione
che lei cerca, è chiaro che da questo intervento si capisce che già
il Movimento Cinque Stelle condivisione non ne avrà su questo
discorso, quello che era nel disegno di legge collegato rimane
nel collegato
Poi, io voglio fare un monito a tutti i miei colleghi, a tutti i
parlamentari, al Presidente della Commissione Bilancio in primis
ed anche al Presidente dell'Assemblea, in questo caso. L'onorevole
Presidente della Regione ci ha trattato come pezza da piedi, dando
ogni volta la responsabilità a questo Parlamento per tutte le sue
incapacità, giorno dopo giorno, davanti a tutte le telecamere di
tutte le televisioni nazionali, ed oggi ci viene a chiedere, con
una nota, di potere reinserire alcune norme a lui care No
Assolutamente no Se qui dentro c'è un minimo di cuore, un minimo
di onestà ed un minimo di amore per quella che è questa Regione e
per quello che è il nostro lavoro, a questa persona dovremmo
rispondere con un due di picche, dovremmo prendere la sua nota e
stracciarla, o meglio, dovremmo utilizzarla come lui utilizza
questo Parlamento: come pezza da piedi Questo è l'unico senso che
dovremmo dare al nostro lavoro oggi, e non di riprenderci di nuovo
lì, e riguardare, cercare di raccattare altri sette o otto voti,
cosa ha fatto? Ha fatto la cernita su quelli che sono emendamenti
che in quest'Aula possono fargli quadrare la maggioranza per una
finanziaria? E veramente un lavoro vergognoso quello che ci
apprestiamo a fare
Spero che la maggior parte dei colleghi, oggi, qui dentro abbia
più che altro rispetto per la propria dignità e non abbia invece
rispetto per quello che invece sono le patetiche elargizioni di una
persona che si definisce il Presidente della Regione siciliana, ma
che è ormai un uomo anziano e solo sul viale del tramonto
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa e riprenderà
alle ore 18.00 per consentire lo svolgimento della Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, che si terrà adesso nella Sala
Pio La Torre.
(La seduta, sospesa alle ore 17.10, è ripresa alle ore 18.10)
La seduta è ripresa.
matiche e correttive per l'anno 2017. Legge di stabilità regionale'
(n. 1276/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Riprende la discussione del disegno di legge «Disposizioni
programmatiche
e correttive per l'anno 2017. Legge di stabilità regionale»( n.
1276/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dopo ampia discussione in
Conferenza dei Capigruppo si è arrivati ad una sintesi, che è
questa: della proposta del Presidente della Regione vengono
estrapolate e inserite in finanziaria, sulla base dell'assenso,
attenzione non è discrezionale quello che è stato fatto,
dell'assessore Baccei presente alla Conferenza dei Capigruppo, due
norme che hanno delle scadenze ben precise.
La norma che riguarda la proroga al 30 giugno 2017, della scadenza
del termine per l'attuazione delle iniziative finanziate ai sensi
dell'articolo 128 della legge regionale n. 11 del 2010, articolo 61
del disegno di legge collegato, e la norma disposizioni sulle
modalità di chiusura delle operazioni finanziate con i programmi
comunitari 2047/2013 , allegato come sintesi articoli 7 e 35 del
collegato. Parliamo della programmazione dei fondi comunitari.
Tutte le altre norme vanno nel collegato .
Resta inteso che il collegato dovrà essere incardinato poco
prima della votazione finale del disegno di legge di bilancio e
della finanziaria.
Se riuscissimo ad esitare la finanziaria entro questa settimana,
cosa auspicabile, potremmo noi ritornare in Aula, quindi daremmo il
termine per la presentazione degli emendamenti al collegato e
ritornare in Aula nella prima settimana di maggio. Altrimenti,
ritornare in Aula per iniziare l'esame del collegato nella
seconda settimana di maggio, intorno al 9 maggio.
Quindi o 3 maggio o 9 maggio.
Questa è la sintesi del discorso, per cui il calendario preciso lo
faremo in corso d'opera una volta che sapremo quando può essere
esitata la finanziaria. Credo che non ci siano grosse difficoltà ad
esitare la finanziaria, tutto sommato.
E' stata trovata questa onorevole intesa fra i Capigruppo. Si sono
privilegiate, appunto con l'assenso del Governo, proprio quelle
norme precise che hanno una scadenza rispetto a quelle che erano
state proposte e, soprattutto, vorrei precisare quello che ho detto
più volte, la legislatura continua, nel senso che avremo la
possibilità di esaminare e di fare dei disegni di legge omogenei
che vengono razionalizzati e metabolizzati da parte dell'Assemblea
tutta.
Si procede con l'esame dell'articolo 1.
DI MAURO. Signor Presidente, ma la discussione generale?
PRESIDENTE. L'abbiamo fatta.
DI MAURO. Signor Presidente ha parlato il Presidente della
Commissione e il relatore di minoranza.
PRESIDENTE. Forse lei era assente, però non c'è nessuna difficoltà
ad intervenire.
Si interviene sull'articolo 1, non c'è il problema di intervenire.
Tra l'altro, c'è una intesa di massima ed in questo momento non sto
calendarizzando precisamente gli interventi limitandoli ai cinque
minuti.
Ripeto, l'auspicio è di esitare entro questa settimana, altrimenti
dovremmo andare dal 26 in poi.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che sia
giusto fare un minimo di discussione su questa finanziaria
considerato anche il clima che mi pare, tutto sommato,
collaborativo, sia in commissione Bilancio per via della assenza
reale di una maggioranza che più volte è venuta meno, e solo il
senso di responsabilità dell'opposizione ha potuto consentire, nei
vari giorni di lavoro, di determinare uno strumento legislativo di
natura finanziaria che consentisse al Parlamento di potere
esaminare un documento che è stato - mi permetto di dire da parte
della Commissione - certamente migliorato.
Perché dico questo? Perché se ritorniamo ai primi documenti
finanziari elaborati dal Governo, possiamo dire che la finanziaria
che ha presentato il Governo il 21 dicembre, è tutt'altro che una
finanziaria che poteva degnamente concludere una legislatura, era
uno strumento tanto per dotare di un documento il Parlamento, per
dire approvate e poi chi si è visto si è visto . Per fortuna il
senso di responsabilità di tutti i componenti della Commissione ci
ha consentito di affrontare e di inserire una serie di argomenti
che, a mio parere, dovevano essere certamente trattati,
innanzitutto dal Governo e, poi, dal Parlamento. Mi riferisco al
tema dei precari, al tema degli sportellisti, al tema degli ASU, al
tema delle province, al tema anche dell'associazione dei lavoratori
e così tante altre cose come, per esempio, la mancata eliminazione
dell'ESA, che è un ente che spesso, ricordo, l'attuale Assessore
per l'agricoltura aveva citato come carrozzone inutile che andava
eliminato e che, invece, vediamo in ripresa, vediamo far parte di
un disegno strategico che non si riesce a capire, fra l'altro, qual
è, un riposizionamento dell'ESa come soggetto strategico del
Governo regionale.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Vicepresidente Lupo
Dico questo perché spesso il ruolo dei parlamentari porta a
svolgere posizioni diverse. Tanti interventi sono stati fatti nel
tempo da parte del Partito Democratico, in quest'Aula, sostenendo
l'eliminazione dell'ESA, ed oggi l'ESA diventa invece un ente su
cui puntare, su cui volgere un'attenzione particolare, perché si
ritiene che possa dare una mano d'aiuto agli agricoltori.
Io sono sempre convinto, Presidente, che l'ente, così come è
concepito, è un ente superato, un ente che non ha più ragione, in
questi termini, di esistere ma va rimodulata la mission e va messa
in atto una strategia diversa che possa consentire agli
agricoltori, in realtà, di avere qualcuno che si occupi delle loro
cose.
Oltre questo, Presidente, credo che sia giusto fare alcuni rilievi
a questa finanziaria. Tutto lo sforzo che era stato compiuto nella
legislatura precedente, quello di mettere in atto una serie di
misure volte alla riduzione della spesa, al contingentamento della
spesa, fare in modo che i tanti interventi che nel tempo venivano
fatti con la finanziaria fossero messi da parte, perché l'idea era
quella che attraversavamo un momento di grande difficoltà economico-
finanziaria per cui bisognava ragionare in termini diversi. Questa
finanziaria mette in atto una serie di cose che, a mio parere, sono
molto strane. La prima è l'eliminazione dell'articolo che riguarda
la legge, se non ricordo male, n. 11 del 2010, in cui venivano
elencate, credo all'articolo 20, le società considerate
strategiche. Oggi con questa finanziaria viene eliminato questo
elenco. Addirittura, si potrà ricorrere con provvedimento
amministrativo del Presidente della Regione alla individuazione di
altre società. Questa credo che sia una cosa veramente antipatica,
veramente insopportabile.
Precedentemente, tutti d'accordo, il Parlamento aveva fatto uno
sforzo di ridurre le società da 33 a 11, adesso c'è il rischio che
venendo meno questo articolo, che era la pietra miliare di quello
che doveva essere il ruolo della Regione nelle società strategiche,
l'eliminazione di questo articolo pone una libertà di azione, una
libertà di movimento. Così come viene ad essere eliminata la
riduzione del compenso del 30 per cento agli amministratori e
adesso, addirittura, viene determinato un compenso in ordine alla
capacità dell'attività che svolge questa società.
Se noi dovessimo prendere, per esempio, la società SARS, che ha
circa quattromila dipendenti, francamente, non so quanto
diventerebbe questo compenso. Quindi allarghiamo le maglie per
cercare di dare un contentino - e questo è un risvolto solo di
natura politica - a chi in questo momento è stato chiamato a
svolgere un ruolo di sottogoverno.
Il governo quindi fa un passo indietro rispetto all'azione di
riduzione di spesa e dopo i sacrifici compiuti negli anni
precedenti si allarga la maglia e si cerca di accontentare tutti.
Aggiungo un altro tema importante: il Fondo pensioni.
Presidente, non riesco a capire, Assessore Baccei, cosa c'entri
questa norma quando trattasi di Fondo pensione che è un ente
pubblico economico e la Regione siciliana.
Cosa c'entra mettere in campo una norma che da un lato elimina il
trasferimento per i prossimi tre anni di 59 milioni e mette in
campo un trasferimento di beni immobili di cui, personalmente, non
conosco l'elenco e sarebbe interessante conoscere l'elenco e
sarebbe necessario comprendere chi ha compiuto questa valutazione
per un complessivo di 177 milioni, tenendo conto che obiettivo
essenziale del Fondo è essere liquido, cioè capacità di natura
finanziaria, e di essere in equilibrio.
Credo che questo trasferimento di beni immobili che non conosciamo
quali siano, di cui non sappiamo la valutazione - se fatta secondo
la legge 6 del 2009 che determinava chi fosse il soggetto che
doveva compiere la valutazione -, metta a rischio il Fondo stesso
che è un'attività importante che ha messo in campo la Regione
perché come sa, Assessore, nel tempo era stato sciolto questo Fondo
e non si era creata una posizione abbastanza seria per il
riconoscimento di quelle che sono le spettanze per chi va in
pensione.
Volevo aggiungere un'altra cosa a proposito delle società.
C'è un'indicazione per cui la Regione siciliana può anche, in
forma indiretta - che non comprendo cosa significhi - prendere
parte a società in cui la Regione avrebbe una parte.
Questa formula anche indiretta non fa riferimento alcuna norma
nazionale.
La costituzione del centro unico di committenza.
Signor Presidente, credo che dobbiamo avere chiarezza perché non è
possibile che da un lato il Presidente della Regione gridi al
centro unico di committenza, attacchi l'Assessore, lo indichi come
colui il quale vuole trasferire il sistema Consip in Sicilia, e poi
qui viene il Governo a proporre una norma per creare una struttura
similare a quella che in questo momento è sotto gli occhi
dell'autorità giudiziaria e inoltre di stamattina un articolo di
stampa in base al quale il Presidente della Regione ritiene che non
debba essere una struttura all'interno di un dipartimento ma
addirittura un dipartimento.
Credo che tutto questo sia fatto perché si vuole togliere un
controllo diretto dell'Assessorato del bilancio.
Credo che siamo in una condizione, oggi, sul piano politico, di
avere ancora attenzione a quello che è il bilancio.
A proposito dei consorzi di bonifica, mi sembra ci sia stata una
marcia indietro rispetto a quella che è stata l'indicazione del
passato. Avevamo pensato che i consorzi di bonifica potessero
reggere da soli attraverso una formulazione di finanziamento da
parte della Regione che andava sempre più ridotta di anno in anno.
In questa finanziaria andiamo a premiare coloro i quali, invece,
non hanno prodotto alcuna attività per incassare i relativi canoni.
Diamo dei contributi a fondo perduto e cerchiamo anche di tutelare
coloro i quali hanno perso le cause dinnanzi al giudice del lavoro
e gli garantiamo le opportunità delle competenze.
Ed infine, Presidente, mi sembra molto strana la norma che prevede
lo svuotamento dell'Assessorato della famiglia in ordine al Fondo
per la povertà.
Questa competenza, la cosiddetta associazione socio-sanitaria
integrativa, verrà ad essere di competenza dell'Assessorato della
sanità.
Sono scelte del Governo, ci mancherebbe altro
Ma siccome in questi mesi si è soltanto puntato il dito contro
l'Assessorato alla Famiglia e si è detto che l'Assessorato alla
famiglia doveva essere competente per affrontare questo tema così
spinoso, e mi sembrava anche una cosa giusta e corretta, non credo
che se trasferiamo la competenza alla sanità facciamo un favore
all'Assessorato alla Sanità, perché già innumerevoli sono le
competenze, mi sembra corretto che invece una competenza di questo
tipo resti in capo all'Assessorato alla famiglia.
Forse c'è una influenza da parte dell'Assessore alla Sanità, una
scelta di partito, una scelta interna al Governo. Però, credo che
tutto ciò che riguardi povertà, tutto ciò che riguardi sostegno
alle famiglie bisognose, tutto ciò che riguardi sostegno ai
disabili non può che essere competenza della famiglia. Credo che il
Governo faccia bene a ritirare praticamente alcune misure di questo
disegno di legge, credo che il Governo faccia bene a rivedere tutto
ciò che serva ad allargare la spesa, credo che il Governo faccia
bene a ritirare qualsiasi provvedimento di natura clientelare
perché altro non è se vuole che si lavori speditamente e non ci
siano intoppi da parte degli interventi dei parlamentari.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la discussione
generale a mio parere è assolutamente necessaria per inquadrare
quelli che devono essere i temi fondamentali che dobbiamo discutere
in questa ultima finanziaria della disastrosa gestione Crocetta in
questi 5 anni.
In realtà la speranza che il lavoro laboriosamente compiuto in
Commissione Bilancio potesse trovare un necessario e utile sbocco
in Aula con il passare dei giorni diventa sempre più complicato da
credere in ragione del fatto che ci rendiamo conto che alcune delle
norme più importanti per il riordino per la Regione sono state allo
stato stralciate e hanno composto un disegno di legge detto
collegato' che non si sa, se e quando, verrà concretamente
trattato. Allora andiamo a valutare cosa è rimasto in questa
finanziaria e purtroppo è rimasto molto poco e la speranza che io
oggi ho la necessità di esprimere in questa Aula e che quel poco
che è rimasto diventi concreto perché se dovesse invece essere
relegato alle vane promesse del Presidente della Regione allora non
potrei amplificare i sentimenti della mia preoccupazione.
Questa finanziaria ha dovuto affrontare, e il Governo ha fatto
grandi proclami, alcune emergenze che non erano, come qualcuno ha
cercato di spiegare, estemporanee, ma che erano il frutto di una
gestione quinquennale assolutamente scriteriata, che non ha mai
avuto idea di garantire i minimi bisogni per coloro che bisogni ne
avevano più degli altri.
Allora, sulla vicenda disabili io non desidero minimamente
strumentalizzare, aspettiamo che questi 100 milioni che il
Presidente della Regione ha detto essere in questa finanziaria
vengano davvero approvati e vengano prima che essere approvati
perché su questo sono certo ci sarà la volontà di tutto il
Parlamento, e soprattutto delle opposizioni che, come noi,
responsabilmente, hanno a cuore questo tema e dovranno trovare
finalmente una risposta.
Al netto delle piazzate che abbiamo visto in questi ultimi mesi,
credo che su temi come questo bisogna agire prima che parlare. Si è
molto parlato e poco agito e auspico che in questo momento, che è
quello della decisione e del momento dell'appostamento delle somme
si diventi concreti e che in un secondo momento, poi, concretamente
si determinino e si individuino le categorie a cui con un criterio
di assoluto rigore debbano essere distribuite queste somme. Vado,
ovviamente, per flash, signor Presidente, perché il tempo è
contingentato.
La formazione. Non è vero che non c'è proprio nulla come diceva
prima un collega, perché c'è la possibilità anche se questo tema è
stato anche nel nostro caso trasferito nel collegato. Noi abbiamo
fatto un emendamento come Gruppo parlamentare del Cantiere popolare
che impone, qualora l'Aula dovesse approvarlo, di intervenire
prioritariamente sul bacino già formato e di attingere all'albo
formativo che già esiste perché, se ieri qualcuno parlava di
assunzioni in Assemblea, sarebbe davvero paradossale immaginare di
aprire a nuove assunzioni nel mondo della formazione senza
precedentemente avere riportato a lavoro quelle centinaia, quelle
migliaia di madri e padri di famiglia che nel mondo della
formazione hanno acquisito un know-how e devono essere ripristinati
nel loro legittimo, serio, corretto ruolo e spero che su questo
l'assessore Marziano possa spendersi.
Nell'ambito della formazione o comunque nelle vicinanze degli
sportellisti. Se io dovessi parlare nella lingua siciliana, perché
come tutti sapete non è un dialetto, dovrei dire che degli
sportellisti questo Governo ha fatto minnitta . Ed allora, anche
in questo caso ci sono questi 6 milioni che sono stati appostati,
anche in questo caso credo che siano stati trasferiti sul
collegato e che la norma dovrà essere valutata in quella
occasione. Rispetto a questo credo che il Governo debba passarsi ed
il suo Presidente una mano sulla coscienza, credo che questo
Parlamento forse debba fare di più, certamente tutto il possibile
per dare risposte ad una categoria di lavoratori o di ex lavoratori
che hanno, forse, come massima colpa quella di essere delle persone
perbene. E' un segnale negativissimo che si dà. Dobbiamo affrontare
seriamente questo problema e dobbiamo provare a risolverlo.
Sui comuni e sui liberi Consorzi un'altra barzelletta, un'altra
barzelletta targata Crocetta. 100 milioni di euro, 500 milioni di
euro - scusate, anch'io come il Presidente Crocetta ogni tanto mi
confondo fra tutte queste centinaia di milioni di euro - solo che
non si capisce perché siccome la copertura è vincolata ancora il
Presidente Crocetta non si sia recato a Roma. Spero che ci vada
presto per firmare questo accordo con lo Stato che finalmente
darebbe una boccata d'ossigeno ai liberi Consorzi, ex Province, mai
diventati liberi Consorzi, ed ai dipendenti dei Comuni ed agli enti
locali tutti. Speriamo che questo aereo si trovi presto e che il
Presidente Crocetta vada a Roma ogni tanto per fare una cosa buona.
Riscossione Sicilia. Il bilancio è in perdita, lo è sempre stato,
continuerà ad esserlo. Il Parlamento ha maturato una sua idea, lo
ha fatto la Commissione Bilancio. Questo Parlamento, soprattutto
in questa fase storica, in questa fase socio-economica così
complessa deve garantire necessariamente un punto e cioè la tutela
del livello occupazionale, la tutela dei lavoratori di Riscossione
Sicilia. Va fatta un'analisi approfondita prima di votare
definitivamente una norma, perché se tutelando il posto di lavoro
dei dipendenti e, quindi, il livello occupazionale, siamo nelle
condizioni di garantire un servizio più utile, più snello,
addirittura abbattendo i costi e, quindi, le perdite che si sono in
questi anni, che sono state subite dal bilancio regionale, credo
che una norma di buon senso vada valutata e, se del caso, vada
votata.
Aspettiamo da 5 anni il riordino delle Partecipate. Anche qui solo
slogan, solo spot, mai un atto concreto in questa direzione.
In questa finanziaria è corretto che i siciliani sappiano non vi è
una sola misura a favore del turismo; non vi è una sola misura a
favore del turismo; non vi è un euro per lo sviluppo della Sicilia,
anche questo, un tema che da tante parti è stato strombazzato, la
Sicilia non ha bisogno di altro, solo di turismo per potersi
sostenere. Tutti lo sappiamo, anche i bambini, probabilmente solo
il Presidente Crocetta ancora non lo ha ben compreso. E credo che
il tempo sia scaduto anche per questo.
In realtà, questa finanziaria altro non è che lo specchio del
fallimento dell'esperienza Crocetta. Un'esperienza assolutamente
disastrosa, non abbiamo individuato né in questa ultima, né nelle
precedenti, una sola misura di crescita. E', quindi, lo specchio di
un fallimento, del fallimento politico e di governo di un
Presidente, del fallimento politico e gestionale della sua
maggioranza.
Ciò nonostante, la nostra opposizione voterà tutte quelle norme
che sono nell'esclusivo interesse dei siciliani perché sui bisogni
della gente è arrivato il momento di mettere chiarezza. Basta spot
Se ci sono le disponibilità economiche queste vengano gestite in
maniera seria alla fine almeno della legislatura e vengano
indirizzate davvero verso coloro che il bisogno lo vivono
quotidianamente come qualcosa che diventa di giorno in giorno
sempre più insopportabile.
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, io avrei una proposta invece
che ancora non è stata detta in Assemblea, che a me piace, non so
se piacerà al Presidente della Regione.
L'idea era questa, Presidente, vediamo se riesco a illustrarla.
Magari, chiederemo ai siciliani gli ultimi tre mesi di sacrifici
visto che è da quattro anni e mezzo che gli chiediamo sacrifici,
almeno una volta per una buona causa; ovvero, la soluzione a tutti
questi problemi sia di percorso che di natura normativa sarebbe,
Assessore Baccei lei avrebbe subito il nulla osta per ritornare
assessore là, al suo paese, ci liberiamo subito: bocciamo la
finanziaria.
Ci vuole coraggio Bocciamo questa finanziaria, sciogliamo il
Parlamento e che si voti subito, così vediamo se è nato prima
l'uovo, la gallina, quello che mi serve, quello che non mi serve,
chi ti sierve Milazzo se tu vieni . Bocciamo la finanziaria Vi
faccio vedere che chi voterà a favore della bocciatura, quindi chi
voterà contro l'approvazione di questa finanziaria e ci libereremo
in un solo colpo di tanti problemi, non solo tecnici, anche di
molti politici, problemi politici e di politici che creano questi
problemi e sarebbe una bellissima idea. Ma non è una provocazione,
io poco fa ho chiesto al mio capogruppo veramente di lavorare per
raggiungere una maggioranza in questo Parlamento e bocciare la
finanziaria, così in un solo colpo ce ne andiamo tutti a casa e
finisce Crocetta, Ardizzone, Fiumefreddo, finisce Ingroia, finisce
tutto questo carrozzone di finanziaria, ogni due mesi e finisce
questa litania , si dice quando uno va in chiesa, e andiamo subito
a votare, e vediamo se questo Governo ha fatto bene e si vedrà
subito Se il Movimento Cinque Stelle ha una proposta di governo e
si vedrà subito Se il centrodestra si saprà contattare, si vedrà
subito
Facciamo chiarezza perché quello che stiamo esercitando è una
lunga agonia che va solo contro i siciliani. Questi siciliani, di
cui noi ci riempiamo sempre la bocca e io non sto promettendo
niente a nessuno, per tre mesi niente per nessuno Andiamo al voto
subito, ognuno presenta il proprio programma, lo firma, lo presenta
e dice: io farò questo .
Sicuramente Crocetta quando presenterà il suo programma tutti gli
crederanno, dopo tutte le cose buone che ha fatto ci sarà la fila
al suo comitato elettorale, io me lo immagino, dopo tutta questa
riscossione che abbiamo fatto, tutto questo risanamento, tutto
questo turismo
Io mi ricordo che vergogna essere precari ; addirittura ai PIP
diceva: siete schiavi della politica . Almeno essere schiavi
comportava uno status, lui li ha completamente azzerati, annullati,
mortificati perché lavorano in alcuni siti, fanno prestazione
lavorativa e dicono loro: no, lei non è un lavoratore . Certo,
però che io la porta la apro, al telefono rispondo, il bagno lo
vado a pulire, la scopa la passo, la spazzola, il pavimento, però
non sono un lavoratore.
Ed ancora, questa Assemblea regionale siciliana che ad ogni fine
settimana, ogni domenica è bersaglio di qualche rete nazionale ed
un motivo ci sarà
Ed allora, andiamo a votare, se abbiamo fatto tutti questi tagli
di cui noi dobbiamo essere orgogliosi, andiamo a votare,
presentiamoci con questi risultati.
Ed ancora, le società partecipate, se le abbiamo risanate andiamo
a votare; bocciamo la finanziaria, dimostriamo di avere un po' di
dignità, tanto che cos'è due mesi in più o due mesi in meno Ma uno
scatto di orgoglio E lo chiedo ai parlamentari, che da questo
Governo scatti d'orgoglio non ne sono arrivati per quattro anni e
mezzo, non ne arriveranno negli ultimi cinque, sei mesi. Ma
andando a votare, almeno noi come Parlamento, daremo un chiaro
segnale, ci rimettiamo in discussione, andiamo a votare prima
dell'estate e vediamo quello che si fa.
Noi alcune proposte le abbiamo, su qualche nome possiamo anche
correre; vedo qua il Presidente Musumeci, io sarei pronto a
sostenerlo subito senza se e senza ma, ma sicuramente altri Gruppi
parlamentari possono prendere la parola e sfoggiare altri nomi
autorevoli. Come vede, non si ci gira attorno nelle cose.
Io penso che a questo punto è il giudizio dei siciliani che conta.
E' inutile che ognuno cerca di girarci attorno Sì, c'è questo
gioco: collegato dopo, collegato dopo, collegato fra quattro
settimane e prolunghiamo l'agonia. Queste sono delle vergogne, la
verità è questa
Qua c'è tutto esaurito quando ci sono le mozioni di sfiducia e
vediamo il Presidente della Regione in testa perché figurati San
Paolo diceva: la prima carità falla a te stesso ; figurati se lui
non viene a mettere un bel no alla sfiducia
Ma il tema è: è mai possibile che questo Parlamento ha un numero
veramente serio solo quando si tratta di salvare la sedia? Ed
allora, bocciamo la finanziaria e lasciamo stare i lavoratori, non
interessa niente a nessuno; bocciando la finanziaria e si va a
votare io penso che ogni siciliano farà questi tre mesi di
sacrifici per potersi esprimere, per farsi giustizia, per dare il
suo giudizio, per dare forza alla sua proposta. Questa è l'unica
cosa seria, Presidente, perché dalla Commissione Bilancio esce
una misura che aiuta tutti coloro i quali sono stati colpiti da
eventi calamitosi, stralciata.
Ed allora, quali sono le cose utili? Da cinque mesi diciamo che
pensiamo ai disabili ed ogni giorno una testata giornalistica o un
personaggio del mondo dello spettacolo dice che siamo degli
imbroglioni, che questi soldi non glieli cacciamo, non glieli diamo
né a rate né tutti insieme, non glieli diamo, questi ancora hanno
garanzie. Cosa abbiamo fatto in questo periodo? Ci facciamo solo
sbugiardare Ci facciamo mortificare da un sistema che ormai è
bloccato, ormai siamo assuefatti da questo sistema e non ce ne
possiamo uscire.
La testimonianza è l'ultima Conferenza dei Capigruppo. E' arrivata
qualche proposta per sbloccare l'Aula? No Ormai ognuno è sulle
proprie posizioni; c'è una parte che non vuole fare niente e vuole
portare avanti solo le cose che a loro interessano ed un'altra
parte che deve subire. Così come la legge elettorale è stata fatta
a colpi di maggioranza e ci sono oggi danni nei Comuni.
Allora, il tema è questo, Presidente Lupo, io sono per bocciare
tutto, si bocci tutto e ce ne andiamo tutti a casa e ci andiamo a
fare la campagna elettorale Chi è stato bravo e chi è bravo sarà
eletto; chi non lo è stato starà a casa e si occuperà di altro.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRSIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, sto da
poco leggendo e apprezzando la legge finanziaria e gli articoli di
cui si compone il testo che è giunto in Aula.
Mi sono sottratta, fino a questo momento, dall'intervenire, perché
ritengo che ormai sia anche superfluo ripetere le stesse cose;
però, non è possibile affrontare i problemi nel momento in cui si
presentano, mettendo delle pezze, tartassando sempre gli enti
locali, i cittadini. Oggi, si affronta il problema dei disabili
perché c'è un'emergenza, perché qualche regista ed i disabili
stessi si sono mobilitati; abbiamo assistito alle conferenze e alle
sfilate sul tema nei giorni scorsi, e allora sta esplodendo il
problema e bisogna recuperare le somme, quando questo Governo da 5
anni - siamo ormai a fine legislatura - non è stato capace di
programmare e di pianificare le risorse statali che provenivano ed
erano a disposizione, bastava una giusta programmazione. Ed invece,
ci accorgiamo che al comma 9 dell'articolo 1 ancora una volta il 10
per cento dei fondi i comuni devono destinarlo ad interventi in
favore della disabilità. Ma avete idea di come funzioni la macchina
amministrativa e quanti comuni dal proprio bilancio già destinano
dei fondi per sopperire e venire incontro, per garantire alcuni
servizi per i disabili?
In bilancio, per contro, ancora abbiamo visto che sono stati
stanziati 25 milioni di euro all'AST, servizio pubblico. Si
continua a mantenere un carrozzone che non serve a nessuno, un
carrozzone che non serve ai siciliani, e sapete quanto costa?
Dobbiamo anche risanarne il bilancio, perché al chilometro, mentre
il costo del privato concessionario è pari, mediamente, a 1,50
euro, il costo che paghiamo all'AST al chilometro è di 4,50 euro,
quindi manteniamo un'azienda in perdita, che ha mezzi obsoleti, e
invece di recuperare risorse e pretendere che quest'Azienda se è
sana continui, altrimenti no, continuiamo a toglierli ai comuni,
che rischiano il default, e il default lo rischiano ogni giorno
perché sono in emergenza rifiuti e per risolvere l'emergenza
rifiuti il Presidente della Regione sapete cosa ha fatto? Ha
commissariato le SRR, nominando o togliendo quei commissari, e
mettendo altri commissari, senza prevedere un adeguato piano
rifiuti .
Ancora non si ha contezza se effettivamente si faranno gli
impianti, come si potranno fare, quanti soldi sono disponibili. I
comuni stanno esplodendo, i cittadini non ne possono più, e ancora
togliamo soldi ai comuni per coprire cosa? Poi se il Parlamento lo
boccia ecco: il Parlamento non ha consentito di approvare la norma
che prevede lo stanziamento a favore dei disabili.
Ed allora, se si deve continuare questa finanziaria cominciamo a
fare pulizia in quei capitoli in cui serve, cominciamo a togliere
risorse da quelle sacche dove non servono e cominciamo a destinarle
ai disabili e cominciamo a programmare, ma non togliamo risorse ai
comuni, non togliamo risorse ai servizi, non togliamo risorse per
quei servizi che servono e necessitano di essere erogati ai
cittadini. Cominciamo a tagliare risorse che invece servono per
mantenere clientele, per mantenere prebende; questa finanziaria è
piena di clientele, di prebende e di nomine
Cominciamo da qui, e invito i colleghi a bocciare il comma 9
dell'articolo 1, e il 10 per cento delle somme cerchiamo di
finanziarlo lì, cominciamo a togliere 10 milioni di euro all'AST.
I concessionari privati stanno fallendo, vi sono comuni dove hanno
tagliato le corse, vi sono comuni di montagna che sono privati da
un servizio pubblico e continuare a mantenere poltrone, sedie e
prebende è veramente impossibile
Questo Governo si ricorderà e lo ricorderemo tutti e lo
ricorderanno i siciliani perché è il Governo del fallimento, il
Governo peggiore che la Sicilia e che i siciliani potessero avere
E mi dispiace per i colleghi, per i tanti colleghi, della
maggioranza che finora non hanno visto errori, hanno approvato
questa assenza di programmazione, hanno aiutato questo Governo a
tirare avanti. Troppo tardi, colleghi, per prendere le distanze
Per prendere le distanze da questo Governo, bisogna che ci sia
un'azione di forza di questo Parlamento, tutti e novanta
depositiamo contemporaneamente le firme, tutte le firme, tutte
contemporaneamente qui - e no non approviamo la finanziaria - e
andiamocene a casa Perché anche un parlamentare - io sono alla
prima legislatura e faccio il sindaco e mi dà fastidio venire qui
ed essere insultata fuori Perché questo Governo non ha avuto
neanche l'autorevolezza di difendere la politica, perché non c'è
più la politica Questo è il tempo della mediocrazìa, e questo
Governo si è distinto per la mediocrazìa
Vogliamo parlare di acque, vogliamo parlare di rifiuti, vogliamo
parlare di tutte le cause che tutti i privati, i comuni, gli enti
hanno promosso? Vogliamo parlare di agricoltura? L'altro giorno,
l'assessore Cracolici diceva: in Sicilia vi sono tante aziende ;
ma perché non parla delle sentenze del TAR che hanno bloccato le
graduatorie del GAC, che hanno bloccato le graduatorie del GAL.
Perché non parliamo dei fondi comunitari che sono stati
rendicontati con i progetti retrospettivi? Perché non diciamo ai
siciliani questo? I cantieri di servizio, tre anni fa, ve li
ricordate? Dove sono andati a finire? Quale norma c'è per
l'occupazione, per lo sviluppo? Spiegatemelo
E allora, cerchiamo, tagliamo tutto quello che serve, tutto quello
che c'è da tagliare e destiniamolo, almeno in quest'ultima
finanziaria se proprio si deve approvare, destiniamolo per i
soggetti più deboli, destiniamolo per i disabili, destiniamolo per
il turismo, destiniamolo per dove servono.
E vi dico un'altra cosa: energia Manca un piano per l'energia. I
comuni devono destinare il dieci per cento delle risorse per i
disabili, ma non possono mettere in campo nessuna azione virtuosa
per risanare i bilanci. Da qui ad un anno saranno tutti falliti
Bene, e in Sicilia i pali eolici si faranno lo stesso, sapete
perché? Perché lo ha deciso una sentenza del TAR, perché manca,
anche lì, un piano dell'energia, in piano dell'energie rinnovabili
e ci ritroveremo con una Sicilia piena di pali eolici
Allora, fermiamoci un attimo, vediamo quello che c'è da eliminare
in questa finanziaria e poi proseguiamo.
CORDARO. Chiedo di parlare per una precisazione.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, molto velocemente
gli uffici mi hanno dato un'indicazione errata circa i sei milioni
stanziati agli sportellisti. Sono grato al collega Clemente, della
Commissione Bilancio, per avermi, invece, detto che i sei milioni
sono rimasti nella finanziaria e, quindi caro assessore Baccei,
siamo sul pezzo su questa cosa, lei come noi.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi io ho
ascoltato gli interventi dell'onorevole Milazzo e della collega che
hanno parlato prima di me e, ovviamente, invitavano a dimetterci a
firmare
MILAZZO GIUSEPPE. No, ho detto di bocciare la finanziaria
PANEPINTO. Ora, che questi cinque anni dovranno essere raccontati
e, probabilmente, rivisti in ogni loro parte, soprattutto chi ci ha
messo l'anima e il cuore - non io, che sono diventato deputato -
quei tanti che hanno creduto e continuano, probabilmente con un
calo di tensione, a credere in questa esperienza. Però, io invito
il collega Milazzo e la collega a evitare di fare copying di altri.
Voi siete una parte, come lo sono io, di quella classe politica
che è stata in questo Parlamento, che ha criticato, che ha
condiviso, che ha tenuto una posizione su ogni singolo, o quasi, su
tutti i singoli atti parlamentare.
Ad oggi, onorevole collega, io credo che proviamo a fare qualcosa
di semplice, abbiamo una Finanziaria che destina risorse
importanti, facciamo la verifica quando arriveremo, mi pare,
all'articolo 14 se non ricordo male, sui disabili, su cui
onestamente ho apprezzato l'urlo di indignazione che è arrivato da
tante parti, ma ad oggi tocca a noi stanziare le risorse che per la
verità abbiamo già stanziate a dicembre e sono prima 16 milioni ma
sono certamente insufficienti. Proviamo a chiudere una storia per
quanto riguarda il Parlamento, cioè vale a dire la storia che
riguarda i famosi sportellisti, a turno sono stati adottati da
tutti, da maggioranza, opposizione, dall'opposizione della
maggioranza, dalla maggioranza dell'opposizione
C'è una norma che stanzia finalmente soldi freschi, 6 milioni di
euro, e aggancia le risorse stanziate dal Governo regionale con
diversi atti deliberativi della Giunta regionale.
C'è la questione, lo dico alla collega che è anche sindaco, io ho
presentato un emendamento per finanziare, sottraendo un po' di
risorse agli 8 milioni assegnati alla Protezione civile per i danni
che man mano si vanno verificando per l'alluvione o quant'altro nei
vari comuni da destinare a uno degli elementi fondamentali per il
diritto allo studio delle persone meno abbienti, cioè vale a dire
rifinanziare una legge del '72 sul trasporto urbano degli alunni
pendolari. In questa Finanziaria c'è anche un dato di fatto, non
sono state aumentate le tasse nonostante siano state annunciate
tasse per coprire servizi importanti quali era quella dei disabili.
Alla fine abbiamo avuto una riduzione delle tasse stesse, penso che
siamo una delle Regioni che sul versante della tassazione sta forse
insieme a quelle più virtuose, abbiamo verificato che ci sono
norme, non è una Finanziaria risolutiva di tutti i problemi della
Sicilia ma ci sono diverse norme che sono importanti, io ho la
fissazione del grande tema di come in un momento in cui
l'agricoltura è diventato un settore che ritorna ad attrarre
capitale umano, persone anche professionalmente capace, non è un
ripiego l'agricoltura, c'è un ritorno non a sanare i debiti dei
consorzi di bonifica ma a rendere razionale la spesa, e anche
quindi la possibilità di aumentare i comprensori. Vengono fatti
salvi tutte quelle categorie che in una Regione come la nostra sono
legati, i lori destini personali e delle loro famiglie, sono legati
alla spesa pubblica. Parlo dei forestali, parlo dei precari, parlo
dei contrattisti, parlo degli enti locali che, e sono d'accordo con
la collega bisogna aumentare le risorse perché attorno ai comuni,
però siamo passati da una fase in cui avevamo soldi ipotetiche,
risorse, oggi invece che io considero insufficiente l'assegnazione
per i comuni, e lo dico da uno che smette di fare il sindaco per il
secondo mandato del secondo giro, avendo io e tu, cara Bernadette,
non voluto il terzo mandato, diciamolo
Voglio dire ai colleghi che hanno parlato prima di me e finisco,
non buttiamo tutto a mare perché oggi si apre la campagna
elettorale, io personalmente ho molte critiche da fare al Governo
su norme che abbiamo approvato, i 100 milioni della Finanziaria
approvata nel marzo scorso che prevedevano soldi per i cantieri di
servizio, per la raccolta differenziata, addirittura una norma di
10 milioni per le start up che è ancora ferma negli Uffici
dell'Assessorato alle Attività produttive e probabilmente lì
resterà fino a nuova fortuna di questa legge.
Ovviamente, questa Finanziaria chiude una partita e lo dico anche
la chiude insieme al collegato perché la Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari ha deciso che il 3 maggio comunque si
ritorna in Aula dopo che si incardina il collegato si determini per
gli emendamenti per essere approvato perché il collegato non è
l'atto per la quale ci sono le speranze o l'appagamento di singoli
deputati, il collegato ha la dignità di un testo importante tant'è
che il Governo, assessore, ha chiesto di spostare ben otto norme
dal collegato alla finanziaria. Ovviamente lo dico, come direbbe
Giovanni Di Giacinto, tecnicamente .
E' chiaro che spostata la norma sul CAS - semmai qualcuno la
scrive - perché non è neanche nel collegato visto che è stata
bocciata in II Commissione. Io ero a favore, ma è stata bocciata.
Quindi, sarebbe opportuno, lo dico al Presidente Ardizzone e al
Presidente Crocetta, che qualcuno scrivesse la norma e la
riproponesse per andare almeno nel collegato.
Detto questo, io mi auguro che questa finanziaria venga approvata
senza distorcere le sue ragioni. E, probabilmente, essendo le
ultime scene - e si chiuderà il sipario - non tanto sul Parlamento
ma sull'esperienza, io voglio ringraziare - lo dico nella
discussione generale all'articolo 1 -l'assessore Baccei con il
quale ho trascorso quattro quinti del suo tempo passati in
Commissione a litigare. Siamo in una media che dovrebbe essere sui
quattro quinti o qualcosa in più.
Non ci siamo trovati d'accordo su molte cose ma debbo dire che se
oggi, insieme al Governo, a questo Parlamento, a quello che resta
della maggioranza, se volete la Regione siciliana ha un bilancio
che rispecchia i principi della contabilità che sono la veridicità,
la trasparenza dei numeri rispetto anche ai cosiddetti nuovi
bilanci che sono di cassa e non più di competenza con la bonifica
di tutti i residui falsi , diamo atto che questo Governo lo ha
fatto e lo ha fatto con l'assessore Baccei.
Poi, ovviamente, ognuno di noi ha un elenco di doglianze. Io
probabilmente ne ho di più, perché ritenevo di essere organico ad
una maggioranza rispetto all'azione complessiva del Governo.
Però, oggi, cari colleghi, lo dico all'onorevole Milazzo, alla
collega Grasso e ad altri, proviamo ad approvare questa finanziaria
perché a sentire troppo dolore per la sofferenza dei siciliani e
non approvare la finanziaria voi sapete benissimo che il 1 maggio
siamo in gestione commissariata, vale a dire non saremo in
condizione di pagare stipendi, di pagare fornitori.
Per cui se anche voi volete fare una rivoluzione fatela a partire
da dopo la festa dei lavoratori. Li garantiamo per il 1 maggio e
poi le rivoluzioni, le dimissioni, tutto il resto lo fate dopo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Formica. Ne ha
facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ci apprestiamo ad
approvare
MILAZZO GIUSEPPE. Bocciare.
FORMICA. Approvare o bocciare, onorevole Milazzo, è chiaro. Il
Governo l'ha presentata con l'auspicio di approvarla - e la sua
maggioranza -, ma non è la prima volta che accade qualche brutto
inconveniente in Aula e sarebbe il caso che anche stavolta
accadesse più di un inconveniente sul cammino di questa manovra.
Una manovra che per la verità è iniziata a dicembre, e ricordo a
me stesso e anche ai colleghi, che a dicembre il nostro
scoppiettante Presidente, immaginifico Presidente pure, aveva
presentato una finanziaria qualche giorno prima della scadenza
dell'anno e pretendeva, nella sua immaginazione, che il Parlamento,
le Commissioni di merito prima, la Commissione Bilancio dopo e
l'Aula in qualche giorno, ripeto qualche giorno, tre o quattro
giorni approvassero questo bellissimo documento di programmazione
che lui e il suo Governo si erano degnati di presentare con
gravissimo ritardo rispetto a ciò che prevede la legge, dopo ben
quattro mesi da quanto prevede la normativa, e solo qualche giorno
prima della scadenza dell'anno.
Voglio dire a me stesso, ma anche ai colleghi, che tutto questo è
stato coerente con i quattro anni e mezzo che abbiamo vissuto. Sono
stati quattro anni e mezzo che sono cominciati alla vigilia della
festa dei morti', e che sono stati caratterizzati dai proclami.
Quattro anni e mezzo iniziati con la guerra alle manciugghie',
quattro anni e mezzo cominciati con la dichiarazione che si
sarebbero chiuse tutte le partecipate, quattro anni e mezzo
cominciati con il proclama che si sarebbero stabilizzati i precari,
che si sarebbero spesi tutti i fondi europei, che si sarebbero
utilizzati tutti i fondi nazionali, che ci sarebbe stata la
trasparenza nella nomina degli enti di sottogoverno, che ci
sarebbero stati il riordino e la soppressione di tutti gli enti
inutili, che si sarebbe data, finalmente, certezza ai forestali,
sistemazione ai consorzi di bonifica, dato addio ai cantieri,
strombazzati fin dall'inizio in tutte le Finanziarie.
Ebbene, nulla di tutto questo è avvenuto. Noi abbiamo assistito,
di anno in anno, allo stravolgimento di tutto ciò che si dichiarava
da un lato, con tutto ciò che si faceva dall'altro lato.
Si dichiarava trasparenza e si procedeva con la nomina e con
l'occupazione di tutto ciò che era occupabile, in dispregio a tutto
ciò che le leggi prevedono. Nomine senza che i nominati avessero i
requisiti, nomine reiterate per dodici, tredici, quattordici volte.
Tipico l'esempio dell'Esa, ente che per bocca di Crocetta e del PD,
che negli anni ha fatto una battaglia, si doveva chiudere. E,
invece, l'attuale Assessore per l'agricoltura che, più di tutti, si
è battuto nel corso di più legislature presentando emendamenti per
chiudere l'Esa, quell'Assessore ha consentito non solo che l'ente
non venisse chiuso, ma ha consentito che a commissario di
quell'ente fosse nominato un soggetto che, per giunta, non ha i
requisiti per fare il presidente dell'Esa, venisse nominato per ben
quattordici volte e, ogni volta, ogni tre mesi o ogni sei mesi con
la dicitura in attesa che si rinnovi il Consiglio di
Amministrazione . Ma il Consiglio di Amministrazione lo rinnovano
la Giunta e il Presidente, e se la Giunta e il Presidente non
rinnovano il Consiglio di Amministrazione mettono in campo la
possibilità, per loro stessi, con la loro omissione, di rinnovare
il Commissario. Un cane che si morde la corda, un circolo vizioso
pericolosissimo e, soprattutto, che cancella tutto ciò che,
falsamente, è stato annunciato durante tutta la campagna elettorale
e durante tutti i proclami che il Presidente e questo Governo o
questi governi, - perché in questi quattro anni e mezzo di governi
ne abbiamo visti tanti -, dai governi tecnici ai governi tecno-
politici, ai governi politici, ma non è cambiato assolutamente
nulla. Si è continuato a prendere in giro i siciliani con le
promesse non mantenute, con le disgrazie procurate, con i giovani
che sono stati costretti a scappare via, con la popolazione che si
è ridotta veramente alla fame, col più basso tasso di sviluppo
d'Europa, di questa regione, e con il più alto tasso di povertà.
Non una delle promesse o dei provvedimenti che sono stati di volta
in volta inseriti nella Finanziaria sono stati poi minimamente
attuati, neanche quelli che avevano le relative coperture.
Di volta in volta è stato il buon senso del Parlamento, che è
riuscito ad evitare disastri ulteriori, modificando le norme
presentate e mettendo delle pezze all'assoluta incapacità e
incongruenza che questo Governo ha dimostrato negli anni.
Oggi, dopo quel tentativo di finanziaria, di cui parlava
all'inizio, presentata dopo quattro mesi e solo quattro giorni
prima con la pretesa, folle e assurda, di approvarla subito, dopo
quattro mesi da allora siamo di nuovo al punto di partenza. Una
finanziaria del nulla Una finanziaria che certifica l'assoluto
fallimento di un Governo incapace di amministrare persino un
condominio, altro che una Regione come la Sicilia che è uno Stato
quanto il Belgio, quanto l'Olanda, quanto la Svizzera. Non siamo
l'ultima Regione d'Italia Non siamo una regioncella' di due-
trecentomila abitanti. La Sicilia è uno Stato e ha bisogno di un
Governo tale, di un Governo degno di amministrare e governare uno
Stato.
Non è stato fatto nulla per la spesa dei fondi europei. Il Governo
nazionale ci ha scippato ben tre miliardi di euro, altro che grande
conquista di Crocetta con l'accordo con lo Stato
Tengo solo a ricordare che, per quanto riguarda la misura dei
Governi nazionali per risanamento del bilancio dello Stato, la
Lombardia con dieci milioni di abitanti, una delle regioni più
ricche d'Europa, contribuisce per un miliardo e quattrocento
milioni di euro all'anno, e non solo fondi europei. Questo è denaro
contante, trasferimento di denaro contante.
Quindi, la Lombardia con dieci milioni di abitanti, la regione più
ricca di Europa, un miliardo e quattrocento milioni di euro
all'anno, la Sicilia - concludo Presidente, non ero intervenuto
nella discussione generale - cinque milioni di abitanti, una delle
regioni più povere d'Europa, contribuisce per un miliardo e
trecentoventi milioni all'anno. Dov'è l'equivalenza?
Con questo ci hanno fregato - se dovessimo fare un'equivalenza
corretta, intorno a ottocento, novecento milioni -, hanno sottratto
cinquecento milioni di euro all'anno e ancora stanno lì a parlare,
a blaterare, con le comparsate in televisione, spesso dimostrando
una impreparazione tale che ci ha fatto vergognare, diciamolo
chiaro Quando si farfugliano cifre tipo centomila, duecentomila,
un milione, no centomilioni, ci siamo vergognati di fronte a quello
spettacolo dando anche àgio a chi da tempo si è scagliato contro la
Sicilia, addirittura alterando le cifre - come tutti i canali di
comunicazione fanno, e come ha denunciato, giustamente, il
Presidente dell'ARS, onorevole Ardizzone. C'è un tentativo sulla
stampa nazionale, sui giornali del Nord e sulle televisioni atto a
screditare la Sicilia ma per rubarci altri soldi, non per sfizio
perché ce l'hanno con i siciliani, per rubarci altri soldi di
fronte ad un Governo inerme ed incapace.
Il nostro giudizio non può che essere assolutamente negativo su
questi cinque anni di disastro e sul tentativo, - con alcune norme
assolutamente clientelari -, di porre qualche pezza secondo il
criterio io speriamo che me la cavo'.
Noi a questo gioco non ci stiamo Voteremo contro tutte quelle
norme che riterremo siano contro gli interessi dei siciliani e,
soprattutto, vigileremo perché non si cerchi con questa finanziaria
dell'ultimo respiro e anche quella dell'addio di porre rimedio alle
malefatte di cinque anni di disastro e di favorire qualcuno per
cercare di favorire la propria rielezione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cappello. Ne ha
facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo che non
c'è, cittadini, siamo alle battute conclusive come è già stato
detto dai colleghi che mi hanno preceduto.
Ho in mano il testo e come è stato detto bene dai colleghi che mi
hanno preceduto il testo reca una data precisa che appunto è quella
del 21 dicembre 2016 e questa credo, ma i colleghi della
Commissione Bilancio potranno certamente smentirmi o comunque
correggermi, siamo alla quarta versione della finanziaria che è
stata esaminata dalla Commissione Bilancio stessa che ha subìto
tutto l'iter previsto dalle procedure regolamentari, che ha visto
sostanzialmente tutti i colleghi impegnati nella proposizione degli
emendamenti e, quindi, nel tentativo sostanzialmente di migliorarla
e siamo presenti, a mio avviso, a quello che ormai, se dovessimo
fare un bilancio dell'azione di questo Governo anche per quanto
concerne il metodo che ha sempre applicato durante il corso di
questi anni appunto ad un metodo vero e proprio, ovvero, sia una
finanziaria molto scarna, una maggioranza che si presenta
all'ultimo momento continuando ad invocare sistematicamente il
senso di responsabilità perché se il Parlamento non vota la
finanziaria allora non si potranno pagare gli stipendi e, quindi,
ci saranno tanti siciliani che moriranno di fame, bla bla bla,
quindi parole, su parole, su parole, fino a quando poi è stato
introdotto il concetto di collegato che penso sia delle ultime due
o tre finanziarie che poi è la finanziaria vera perché contiene
esclusivamente il mercimonio che deputati della maggioranza,
deputati della minoranza e via dicendo ecco, concedono in questo
documento che è stato oggetto fino a poche ore fa della Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari della richiesta da parte del
Presidente Crocetta in ordine ad alcuni articoli che dovevano
essere inseriti e via dicendo.
Ma sapete cosa vi dico? Io penso che in realtà questo Governo
della Finanziaria non sia mai importato assolutamente nulla perché
è concentrato su tutt'altro e ha sempre privilegiato trattare
questa Regione più che sotto il profilo legislativo, - soprattutto
quando si tratta di questa legge che è una legge fondamentale
perché regola i conti della nostra Regione - almeno fino alla fine
dell'anno per quanto concerne questo provvedimento, ecco si è
sempre concentrata come dicevano prima i miei predecessori sul
piano amministrativo e su tutto quello che questo ha comportato
perché in realtà questo Governo ha sempre trattato il Parlamento,
come diceva il collega Cancelleri come un peso', come una palla
al piede', come un luogo dal quale scappare tanto è vero che
stasera c'è soltanto l'assessore Baccei, il Presidente Crocetta non
c'è, ho visto qualche altro assessore che entrava e usciva dal
Parlamento; ecco un peso confrontarsi con i parlamentari,
confrontarsi con chi propone magari delle cose giuste, per carità,
non tutto può fare ingresso nella buona sostanza di questo
provvedimento.
Un Governo che comunque da questo punto di vista - e le cronache
nazionali ce ne danno atto - è assolutamente funzionale alla
stampa nazionale che ci massacra sistematicamente sui giornali,
come denunciato dal Presidente Ardizzone, dalle TV nazionali -
vedi Giletti innanzitutto -, perché forse noi dobbiamo essere la
pecora nera dello Stato. Questa Regione deve essere il peso, questa
Regione deve essere il cappio dello Stato, e probabilmente ha
ragione l'onorevole Formica quando dice, giustamente, che essere
pecora nera significa prestare il fianco a quelle risorse che ci
vengono sottratte e che il Governo, ovviamente, non ha alcuna
capacità di difendere.
Io non lo so su che cosa questo Governo è concentrato,
probabilmente sulla bufala della rete ospedaliera, probabilmente su
tutti i tagli che hanno accettato supinamente senza battere ciglio.
Del resto, se noi impieghiamo quattro mesi a discutere,
sostanzialmente, di finanziaria ed undici ore a discutere di rete
ospedaliera, ecco, qualche cosa vorrà dire cioè se il Governo ha
bisogno di un parere per poi agire in via amministrativa e basta, è
chiaro che questo terreno di scontro e di confronto, come dire, è
un terreno che trova un Governo sempre latitante e milioni di
chilometri distante, sostanzialmente, dai cittadini.
Il risultato qual è? Ma è sotto gli occhi di tutti, le strade
continuano ad essere dissestate, la nostra viabilità non esiste,
l'unica opera probabilmente più concreta che riguarda il territorio
che mi appartiene e dal quale provengo è Libertinia, ma della
delibera di Giunta che è stata approvata qualche giorno fa e che,
appunto, ha ad oggetto l'accordo di programma-quadro, non ve n'è
assolutamente traccia.
Sulla disoccupazione degli edili non si è fatto nulla, più di
novantamila unità, praticamente, che non trovano lavoro negli
ultimi dieci anni, ma questi non esistono più, sono al di fuori dei
radar, praticamente, di questo Governo regionale.
I comuni che sono ormai non più allo stremo, ma ridotti,
sostanzialmente, in braghe di tela' perché no riescono più a fare
fronte alle esigenze più elementari e a dare le risposte che
vogliono, pertanto, e concludo, è ovvio che l'onorevole Milazzo
sfonda una porta aperta quando dice Bocciamo la finanziaria. . Noi
lo abbiamo fatto negli ultimi quattro anni, vorremmo che lo
facessero anche gli altri per mettere un punto definitivo a questa
esperienza che, voglio dire, giudicare fallimentare è come sparare
sulla Croce Rossa.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha
facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,
presidente della Commissione, veramente non volevo intervenire poi
ho pensato, ma questa è davvero l'ultima finanziaria che noi
approviamo in Aula dopo cinque anni che sicuramente non hanno
brillato per una gestione facile di quella che è stata
l'approvazione della finanziaria per due motivi, ma voglio fare un
intervento dove mi sforzerò di non essere né parte, né controparte,
perché secondo me l'errore che facciamo tutti è che, quando
discutiamo della finanziaria, che è uno strumento nostro proprio
del Parlamento, lo facciamo diventare come il consuntivo del
Governo e, quindi, la possibilità di attaccare o di difendere il
Governo regionale, il Presidente Crocetta.
Non sono stati cinque anni facili, sono stati cinque anni
difficili per tutti quanti noi, ed io penso, in particolar modo,
per i nuovi parlamentari, coloro che ci siamo trovati qui nelle
diverse posizioni, chi della maggioranza, o chi di opposizione, e
che pensavano di fare tantissime cose e che poi ci siamo resi
conto che non era così semplice, che non è stato così semplice
perché quando ci siamo insediati, ricordo la prima Finanziaria
benissimo anche se non facevo parte della Commissione Bilancio ,
partecipavo, allora per altri motivi, per seguire le cose del mio
territorio, proprio in quella Commissione e ricordo le difficoltà,
- allora c'era il presidente Dina -, le difficoltà per chiudere
quella Finanziaria.
Da allora, subito, evinceva che chi aveva un'esperienza anche non
di Aula, ma un'esperienza amministrativa come potevo avere io fatta
nei ruoli precedenti nell'amministrazione locale, da sindaco della
città di Ragusa, e non solo, che era una Finanziaria falsa cioè noi
avevamo un Bilancio ed una Finanziaria che non corrispondeva al
vero, cioè, dove le entrate erano entrate fasulle in parte, e dove
c'erano solamente le uscite che erano certe e non voglio entrare
neanche in merito, l'ho fatto altre volte, ma non m'interessa, di
come avevamo trovato le uscite, di quali erano state le politiche
che avevano portato ad ingessare la macchina regionale con le
responsabilità di tutti, di maggioranza, di opposizione del tempo
perché, purtroppo, era diventato uno stipendificio' la Sicilia e
basta.
Ma non voglio entrate in merito a questo, noi avevamo trovato uno
strumento finanziario che era uno strumento finanziario non vero.
Entrate importanti, erano entrate che non esistevano, e quindi
producevano anno dopo anno debiti fuori bilancio e, appunto,
andavano a strutturare dal punto di vista contabile proprio uno
strumento fasullo.
E io penso che il fatto stesso che noi oggi siamo riusciti - e
nessuno può dire che non è così -, siamo riusciti noi, Parlamento,
gli assessori al bilancio che si sono susseguiti, - io ringrazio
Baccei, l'ho fatto più volte - perché sicuramente il suo ruolo è
stato importantissimo, però siamo riusciti finalmente a consegnare
la Sicilia con un bilancio vero, una finanziaria vera, con capitoli
di entrate vere, certe e sapete che nessuno di noi può dire cose
diverse intervenendo qui, che ci mettono in condizione, e
metteranno in condizione davvero la Sicilia di ripartire.
A questo si aggiunge anche un riconoscimento da parte dello Stato,
di entrate importanti che ci sono. Io lo capisco, molti di voi
l'hanno detto, lo diranno, sono pochi, ne servivano di più,
dovevano essere di più, ma rimane il fatto che prima non ci sono
mai state, non ci sono mai state e finalmente noi ci siamo riusciti
a portare qualcosa verso casa e verso il nostro bilancio. Noi
tutti. Quindi, ed è vero, l'abbiamo fatto con le difficoltà di una
maggioranza, - oggi dite, l'avete detto più volte -, sbriciolata,
assente, non solo io vi dico di più, io ringrazio, voglio
ringraziare l'opposizione per quello che ha fatto in Commissione,
perché ha permesso alla maggioranza di esitare la manovra.
Io ringrazio il Movimento Cinque Stelle, ma anche Forza Italia e
le altre forze politiche perché purtroppo l'abbiamo pagato e lo
paghiamo un prezzo, che è quello là, che siamo stati eletti senza
una maggioranza. Noi non dimentichiamolo, siamo stati eletti senza
una maggioranza, la nostra è una maggioranza che si è costruita
strada facendo con i limiti che ha, che può avere questo, e la
nostra è una maggioranza che purtroppo, arrivati alla fine,
ovviamente, quelle pecche, quelle carenze che ci sono state nel non
avere una maggioranza forte sin dall'inizio perché una cosa che
veramente non siamo riusciti a fare è una norma che garantisca al
prossimo presidente della Regione una maggioranza in Aula. Questo è
un vero errore che abbiamo fatto noi. Ve ne accorgerete, nella
prossima legislatura chiunque andrà a governare la Sicilia si
ritroverà di nuovo a vivere i vuoti di una non maggioranza e sarà
costretto a costruirsi una maggioranza nell'Aula con i limiti che
ha, il fatto di costruirsi una maggioranza in un percorso, in una
legislatura.
Quindi, io non è che sono contentissimo, ovviamente, tante cose
che volevo fare non le ho potuto fare, non le ho potute vedere
realizzate, e sono uno che per partecipare a questa esperienza ha
fatto scelte importanti, radicali, importantissime, mettendoci la
faccia, mi sono dimesso anche da sindaco per dare un contributo
alla Sicilia, e l'ho fatto con tutto il cuore e con coraggio
rischiando di scomparire.
Purtroppo non sono riuscito a vedere tutte le cose che speravo di
vedere fatte, ma è dovuto a tutte a una serie di cose che abbiamo
trovato qui e che i prossimi non troveranno; chi verrà dopo di noi
troverà un bilancio vero, troverà una finanziaria vera e troverà
risorse nuove.
Ovviamente l'augurio è che non si ritorni come prima. In questa
finanziaria ci sono tante cose che mancano, ma ci sono tante cose
positive, ed io penso che finalmente riusciremo a dare delle
risorse in più per i soggetti più bisognosi, avremo delle risorse
in più rispetto agli anni passati anche per gli enti locali e per
le province, risolveremo qualche difficoltà per quel che riguarda i
consorzi di bonifica, qualcosa c'è in più, ma la cosa più
importante è quella che finalmente la Regione siciliana ha bilancio
e finanziaria vere e da dove può ripartire una politica per la
Sicilia.
Io me lo sono chiesto, a volte: ma ne valeva la pena dimettersi
da sindaco per dare questo contributo in Assemblea? . Penso che se
il contributo alla fine sia quello di aver consegnato alla Sicilia,
aver contribuito a consegnare un bilancio vero, una finanziaria
vera, poter ripartire da questo per un bilancio della nostra isola,
va bene così.
Io ci tengo a ringraziare di nuovo il Presidente della Commissione
Bilancio, qui spesso lo attacchiamo, lo critichiamo, io per primo
forse non lo collaboro da Vice Presidente così come lui
meriterebbe, però ha svolto un ruolo importante insieme a tutta la
Commissione, e ritorno a dire insieme all'opposizione, perché ha
portato in Aula una finanziaria che è il massimo, secondo me, che
questo Parlamento, che tutte le forze politiche insieme potevano
fare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Greco Giovanni. Ne
ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, ci sono colleghi che in questa
finanziaria - che, secondo me, doveva essere una finanziaria
leggera - trattano solo gli argomenti per i fondi ai comuni, alle
città metropolitane e all'argomento dell'ordine del giorno che sono
i disabili, dove si è fatto di tutto e di più cercando di
mercificare questo tipo di disagio sociale.
Alcuni colleghi fanno le lodi dell'assessore Baccei, al quale va
la mia stima, ma penso che se debbo andare a cercare i risultati
ottenuti, ne debbo contare pochi. Così anche le lodi fatte dal
Presidente della Commissione Bilancio per il direttore
dell'Assessorato all'Economia, parlo del Dott. Sammartano, che
sebbene in pensione ed è stato due settimane con noi a lavorare.
Ma, Presidente Vinciullo, qual è il risultato che hanno portato
l'assessore Baccei ed il Dott. Sammartano? Prendiamo subito
l'argomento che doveva stare a cuore a questa Assemblea: l'EAS.
Il personale in pensione EAS, del quale voi finalmente, e ve ne
debbo dare atto, nelle ultime sedute della Commissione, avete già
parlato, quindi questo è il risultato che abbiamo ottenuto dopo che
in un articolo della finanziaria che andremo ad approvare su un
debito fuori bilancio, andiamo a trovare ventisei milioni di euro e
non troviamo mai la copertura finanziaria per dare quello che
spetta ai pensionati dell'EAS. Non dobbiamo dare di più, il diritto
intangibile stabilito da una sentenza della Corte Costituzionale
per il pensionati dell'IRSAP,, che sono equivalenti, lei lo sa,
Presidente Vinciullo, quindi ancora non ho capito perché stentiamo
a dare il diritto della pensione integrativa ai pensionati
dell'EAS. Questo glielo condanno, sia all'assessore Baccei sia al
direttore Sammartano. E guardate che non hanno dato e non danno la
pensione integrativa ai lavoratori dell'EAS perché c'era un parere
della Corte dei Conti che gli ha fatto aprire gli occhi, dicendogli
che non c'era una norma.
Intanto dico alla Corte dei conti, come mai se ne sia accorta nel
2009, e poi non è che la Corte dei conti gli ha dato il parere ed
ha detto all'Assessore pro tempore di non fare la norma, anzi,
mancando la norma, lo ha invitato a farla. Solo così si può
ripristinare il diritto dei pensionati dell'EAS, e non è vero che
non ci sono fondi, assessore Baccei. E' una vergogna di debiti
fuori bilancio dove siamo andati a trovare i fondi.
Come ha fatto a trovare tutti quei fondi sui debiti fuori bilancio
che abbiamo approvato a novembre e a dicembre del 2016? Dove li ha
trovati? Quindi c'è una mancanza della politica a risolvere questo
problema. Mi dispiace non poterle fare gli apprezzamenti che ho
fatto in passato su di lei, perché gliene faccio una colpa se su
questa norma lei non ha trovato la soluzione.
Anche io sono d'accordo col collega che mi ha preceduto, sono
contrario al prelievo del 10% sui fondi riservati ai comuni, già
che i comuni sono troppo oberati, non possiamo levare queste somme
dai loro fondi. Leviamole dalle manciugghie , come dice il collega
Formica. Leviamo tutte le manciugghie e troviamo i soldi per i
disabili, non leviamo altri fondi ai comuni, che sono alla fame, e
poi paga sempre il cittadino, con nuove tasse e così via.
Veda, bene ha fatto la Commissione Bilancio a bocciare Riscossione
Sicilia. Ma dove si è detto mai che un amministratore di
Riscossione Sicilia che ha la responsabilità di dirigere un ufficio
così delicato, si scopre che deve pagare ventottomila euro alla
Sicilia? Ma in altre Regioni, in altri posti, avrebbe dovuto
andarsene, e questo ha fatto un casino
FALCONE. Non si dice questa parola
PRESIDENTE. Onorevole Greco, la invito ad utilizzare una
terminologia consona al dibattito parlamentare.
GRECO GIOVANNI. Ad ogni mio intervento lei mi fa questo appunto.
La ringrazio, ma è dovuto alla foga. Ecco perché, al contrario di
altri colleghi che l'hanno come uno che ha saputo denunziare tante
cose, è facile in questa maniera.
Un altro appunto, assessore Baccei, i lavoratori SFAS. Lei sa che
buona parte di questi lavoratori, parlo dei lavoratori ex beni
culturali, sono a 32 ore; lei mi guarda, e lei lo sa che non ha
risolto un problema di questi lavoratori. Anche lì togliamo le
somme dalle manciugghie , togliamole dai contributi che diamo
ancora come ex tabella H , leviamole
E poi, confermo che noi dobbiamo riuscire a trovare una sintesi e
fare una finanziaria leggera - e dico leggera, mi ripeto, sui
comuni, sulle città metropolitane e sui disabili - tutte le altre
norme, che io penso non siano norme che si dovevano presentare alla
fine di una legislatura, assessore Baccei, io le dico, subito che
sono norme importanti e degne di nota, però non erano norme da
presentare nell'ultima finanziaria.
E io, ripeto e faccio appello a tutti i colleghi, approviamo
queste tre norme, approviamo la finanziaria e cominciamo, anzi
cominciano a farsi la campagna elettorale
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi non mi ero iscritta a
parlare, però l'onorevole Dipasquale mi ha ispirata perché con il
suo discorso così di entusiasmo - ha raccontato questi cinque anni,
questo excursus - quasi quasi ci stavamo credendo.
Però lo vorrei risvegliare, perché il suo entusiasmo magari lo
comprendo, ha fatto tanta fatica ad entrare dentro la grande
famiglia del PD, e proprio nel momento in cui c'è entrato, il sogno
è svanito come una bolla di sapone.
Vorrei ricordare di queste famose risorse che finalmente la
Sicilia ha, a che prezzo le abbiamo pagate Vorrei ricordargli che,
se pensa forse che i conti oggi quadrano, ci sono centinaia,
migliaia di siciliani che, oggi, non percepiscono, non hanno più
alcun reddito
Vorrei dire che in questi anni in cui si è fatto tanto, anche
grazie alle opposizioni, ma noi ce ne guardiamo bene dall'essere
accomunati a qualsiasi azione che ha contraddistinto questo Governo
in questi anni.
MUSUMECI. Tranne il modello Sicilia
FOTI. Quello è solo giornalistico In questi anni si è distrutta,
rasa al suolo, la formazione che, ovviamente, viene ritenuta come
un settore strategico per lo sviluppo, per l'innovazione, per il
rilancio della nostra regione. E, quasi, come quella persona che,
per curare il dito, decide di amputare l'intero braccio, questo
Governo ha agito radendo al suolo uno dei nostri settori più
importanti.
Lo Stato, questo Stato a cui la regione ha continuato ad essere,
assolutamente, soggiogata ci sottrae delle somme che spetterebbero
a noi. Se noi, oggi, avessimo un rapporto alla pari, un rapporto di
dignità, un rapporto di una regione a Statuto speciale noi non
andremmo ad elemosinare, il suo Governo non andrebbe ad elemosinare
sommette per fare quadrare i conti, esattamente su quello che poi
intende utilizzare come bacino elettorale
Perché dire che le cose vanno bene, è veramente irrispettoso
rispetto a tutte quelle persone che, in questi cinque anni, hanno
atteso e che, ancora oggi, non hanno risposta e che, in
quell'allegato in questa finanziaria, non ne troveranno
Vorrei dire i grandi successi. Ci sono state sottratte risorse,
fondi europei, tutto ritirato per collegare, creare il cosiddetto
Patto per il Sud , di cui ancora gli effetti non si vedono.
Presidente, siamo praticamente a fine Aprile. Ancora, di progetti
e di cantieri che partono non ce ne sono.
Ultima mazzata, il DEF nazionale. La Sicilia è stata tagliata
fuori dagli investimenti per quanto riguarda le infrastrutture. Non
si parla più, per esempio, del collegamento Caltagirone-Gela-
Niscemi, il famoso ponte che è crollato. Dove sono finiti questi
investimenti?
E ancora qui, da questo scranno, si parla di questo Governo e del
rapporto che è riuscito ad intessere col Governo nazionale.
Io, più che in un sogno, spero e mi auguro che ci si risvegli da
quest'incubo e si incomincino a chiamare le cose con il loro nome,
senza buonismo ma guardando in faccia la realtà di un Governo che,
in cinque anni, non ha saputo assolutamente dare dignità a questo
Parlamento e a questa regione.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
PRESIDENTE. Non avendo alcun altro deputato chiesto di parlare, la
seduta è rinviata a domani, giovedì 20 aprile 2017, alle ore 11.00,
con il seguente ordine del giorno:
I - COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Bilancio di previsione della Regione siciliana per
l'esercizio finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio
2017-2019 . (n. 1275-1275 bis-1275 ter-1275 quater/A) (Seguito)
Relatore di maggioranza: on. Vinciullo
Relatore di minoranza: on. Cancelleri
2) - Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2017.
Legge di stabilità regionale . (n. 1276/A) (Seguito)
Relatore di maggioranza: on. Vinciullo
Relatore di minoranza: on. Cancelleri
La seduta è tolta alle ore 19.46
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio