Presidenza del vicepresidente Lupo
La seduta è aperta alle ore 11.22
FIGUCCIA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo, per oggi, gli
onorevoli Musumeci, Milazzo Antonella, Lo Sciuto.
L'Assemblea ne prende atto.
matiche e correttive per l'anno 2017. Legge di stabilità regionale'.
(n. 1276/A)
Presidenza del vicepresidente Lupo
Seguito della discussione del disegno di legge «Disposizioni
programmatiche
e correttive per l'anno 2017. Legge di stabilità regionale» (n.
1276/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione dei disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
n. 1276/A «Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno
2017. Legge di stabilità regionale», posto al n. 2).
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, io volevo fare una breve relazione in risposta agli
interventi che sono stati fatti ieri, illustrando un po' quelli che
sono i punti principali di questa finanziaria.
Ripercorrendo gli interventi sia della maggioranza che
dell'opposizione, la maggioranza ha sottolineato l'operazione di
risanamento del bilancio che è stato fatto, soprattutto gli
onorevoli Panepinto e l'onorevole Dipasquale.
L'onorevole Panepinto ha evidenziato la diminuizione delle imposte
che sarà attiva dal 2018, è stato sottolineato come si stiano
trovando le risorse per i disabili, è vero sotto pressione
giustamente fatta da diversi esponenti, anche del mondo dello
spettacolo, ma è un problema che c'è da tantissimi anni e che
comunque ora, grazie a loro, grazie a questa esposizione mediatica,
sul quale stiamo trovando una soluzione.
L'onorevole Panepinto, poi, diceva che abbiamo passato molta parte
del nostro tempo a litigare, soprattutto all'inizio, ma per poi
trovare una specie di via comune, e uguali litigi fatti con diversi
altri esponenti del partito democratico e della maggioranza, con
l'onorevole Dipasquale, con l'onorevole Digiacomo, con l'onorevole
Turano e via dicendo. Dopo ritornerò su questo punto che secondo me
è fondamentale.
Dall'altro lato, l'opposizione, ci ha accusato di una serie di
fatti, quindi la nostra subalternità verso lo Stato, il fatto che
lo Stato ci abbia fatto solo poca elemosina, ci abbia riconosciuto
pochi soldi - questo soprattutto da parte del Movimento cinque
stelle -, l'onorevole Grasso ed altri hanno accusato questa
finanziaria di essere piena di marchette di manciugghia .
Scusate se lo dico male, ma sto imparando l'idioma.
L'onorevole Cordaro che poche riforme sono state fatte rispetto a
quelle che sono state preannunciate, che non ci sono soldi, zero
soldi per gli investimenti; l'onorevole Di Mauro ha fatto una
richiesta a cui peraltro stiamo dando seguito, che è quella di
avere maggiori informazioni relativamente agli immobili che
verrebbero trasferiti al fondo pensioni, e ha evidenziato anche
alcune discussioni anche pubbliche che ci sono state fra me e il
Presidente Crocetta, e faceva particolare riferimento a quella
sulla centrale unica degli acquisti.
Ieri sera non ho ritenuto di intervenire, ho sentito l'intervento
del Ministro Padoan ieri in Parlamento, dove diceva che non siamo
soddisfatti come Governo nazionale, troppi problemi ancora sul
tavolo. Diceva che bisogna accelerare sulla crescita, bisogna
accelerare sull'occupazione, ma che la strada intrapresa era quella
giusta. Non mi voglio certo paragonare al ministro Padoan, lungi da
me, ma penso che in qualche modo le parole del ministro Padoan ben
rappresentino anche quella che è ora la situazione della Regione
siciliana.
Io vorrei dar seguito alle parole degli esponenti
dell'opposizione, con la possibilità di portare anche dei numeri a
riferimento delle parole degli esponenti della maggioranza che,
avendo diretta conoscenza del bilancio posso portare, ma anche
evidenziando ciò che rimane da fare, perché è indubbio, ed è anche
questo nei dati, che la situazione di difficoltà della popolazione
siciliana sia sotto gli occhi di tutti.
Non voglio parlare né di PIL, di occupazione, perché per questi
dati, ovviamente, non c'è una sola fonte ufficiale, non c'è un dato
certo, ci sono delle stime, modelli di analisi diversi, quello che
è certo è che dopo sette, otto anni di diminuzione del PIL e
dell'occupazione, il primo è arrivato a diminuire di 10 - 15 punti
negli ultimi due anni, e la previsione per il 2017 è sulla stessa
linea. C'è stata un'inversione di tendenza, c'è chi stima questa
inversione di tendenza di 4,8 punti di PIL in tre anni, chi la
stima in tre punti e mezzo, non sappiamo dove sia la verità,
diversi sono gli studi fatti, sicuramente questa inversione di
tendenza è rilevata da tutte le varie associazioni che fanno questo
lavoro di mestiere. C'è un rapporto di Confindustria che parla del
maggior numero di imprese nel Sud, che parla dell'aumento del
fatturato di queste imprese, che parla dell'aumento della
redditività di queste imprese, quindi ci sono dei segnali di
crescita.
Da parte mia io posso portare dei numeri certi, che sono numeri di
bilancio. Il primo numero è quello delle entrate tributarie, il
consuntivo del 2014 per le entrate tributarie era di nove miliardi
e ottocentomilioni, la previsione per il 2017 delle entrate
tributarie è di dodici miliari e duecento milioni, per cui sono due
miliardi e quattrocento milioni in più ogni anno sul bilancio della
Regione siciliana. Ci sono poi sette ottocento milioni di minori
spese sul bilancio regionale, e per rispondere sui soldi allo
sviluppo, ci sono ogni anni settecento milioni in più che la
Regione da allo sviluppo, o meglio che non toglie allo sviluppo,
perché fino al 2015, 2015 compreso, settecento milioni dei fondi
sviluppo e coesione venivano utilizzati per coprire i buchi di
bilancio, ora sono dedicati allo sviluppo, agli investimenti.
La Sicilia, con la riduzione delle aliquote fiscali che ci sarà
nel 2017, diventerà una delle regioni più virtuose in Italia, la
pressione fiscale per quanto riguarda le aliquote regionali, quelle
su cui noi possiamo intervenire, azzererà lo 0,97% che era
l'addizionale Irap, e porterà l'addizionale Irpef dallo 0,50 allo
0,27%, per cui la riduzione fiscale sarà circa 1,2 punti
percentuali, considerate che nelle Regioni che probabilmente hanno
una considerazione molto più alta della nostra nell'immaginario
collettivo, come possono essere il Piemonte o il Lazio, la
pressione fiscale delle addizionali regionali arriva a 3 punti
percentuali, contro il nostro 0,27. Quindi, quella che
nell'immaginario collettivo era considerata la scalcinata Sicilia,
diventa la Regione con un bilancio sano e con la pressione fiscale
più bassa in Italia, penso che questo sia un risultato oggettivo
che è nei numeri, e che questo Governo, questo Parlamento, questa
maggioranza, porta a casa e su questi numeri penso che poco ci sia
da discutere.
Un'altra indicazione importante che è figlia dell'aumento delle
entrate e della riduzione della spesa, e su cui poco c'è da dire è
la cassa regionale. Quando io sono arrivato a fine 2014 c'erano
cento milioni di euro in cassa, e quasi due miliardi di euro di
mandati di pagamento da effettuare. Oggi, fatti tutti i pagamenti,
ci rimane sempre una riserva di 700 o 800 milioni di euro in cassa.
Cosa vuol dire questo? Vuol dire che siamo in grado di pagare i
fornitori nei tempi.
Oggi trasferiamo il 95 per cento delle risorse della sanità entro
l'anno, ed anche il 100 per cento. Cosa che era assolutamente
inimmaginabile nel 2014, e tutta questa pressione si scaricava sui
fornitori allungando i tempi di pagamento e mandando in crisi
finanziaria le aziende, soprattutto le piccole aziende che dovevano
chiudere. Anche questo è sviluppo.
Con il rendiconto del 2016, per il secondo anno consecutivo
andremo a diminuire il disavanzo ad una velocità maggiore di quella
prevista per legge. Non solo andremo a pagare le rate previste, ma
grazie ad un maggior risultato sui fondi extra regionali,
riusciremo a ridurre il disavanzo.
Quindi, è da due anni che non solo non si crea più un disavanzo,
ma si va a ridurre, ripeto, alla velocità maggiore di quella
prevista dalla legge. Questo vuol dire un minor peso sui bilanci
futuri e una maggiore possibilità di dar vita agli investimenti.
Sono stati cancellati dal bilancio della Regione sei miliardi di
residui attivi, che costituivano un macigno sul bilancio della
Regione. Ora la Regione non ha più in bilancio quelle minacce che
tante volte la Corte dei Conti aveva evidenziato. Questa operazione
di pulizia è stata fatta.
Contrariamente a quanto è stato riportato anche da articoli
nazionali, e per questo io ho anche scritto e parlato col dottor
Mieli, il giornalista del Corriere della sera, non è vero che la
Sicilia ha un debito fuori controllo.
L'aumento del 40 per cento dell'indebitamento è stato un effetto
del DL 35, delle anticipazioni richieste dalla Commissione europea
a tutte le Nazioni, ed in Italia a tutte le Regioni. Questo
indebitamento è servito a sbloccare quella liquidità che poi siamo
riusciti a consolidare attraverso i patti fatti con lo Stato. I
giudizi delle agenzie di rating che vi riporto manifestano che il
livello di indebitamento della Sicilia è basso e sotto controllo.
Fitch parla di un livello di indebitamento basso, Standard &
Poor's dice che il debito della Regione siciliana, nonostante
l'aumento causato dalle anticipazioni bancarie richieste dal
Governo, rimane basso e sotto controllo. Le rate dei mutui sono
regolarmente pagate e nel triennio del bilanci c'è copertura per le
rate di mutuo, per cui nei giudizi delle agenzie di rating il
bilancio della Sicilia è sano ed il debito è assolutamente sotto
controllo.
La sanità, sappiamo essere in attivo ormai da anni. Negli ultimi
due anni abbiamo ricaricato dei costi che erano impropriamente
caricati sul bilancio regionale, per un valore di circa 250 milioni
di euro annui e, nonostante questo, i conti della sanità sono in
equilibrio o in attivo.
L'Agilas ha indicato e ha posizionato al settimo posto in Italia,
la Sanità siciliana.
Abbiamo parlato di un bilancio pieno di marchette , ma mi pare
che abbiamo approvato in mezz'ora, con ottocento mila euro di
emendamenti, di cui 400 mila approvati e 400 mila respinti, un
bilancio di oltre 20 miliardi di euro.
Se fosse un bilancio pieno di marchette e di grasso, ovviamente,
avremmo avuto migliaia di emendamenti, ma così non è stato perché
400 mila euro su 20 miliardi è una goccia nell'oceano.
Penso che in questo modo abbiamo risposto alle critiche che ci
sono state fatte sullo sviluppo, sul fatto che ci siano delle
marchette .
Sulle riforme, volevo porre l'attenzione. Alcune cose sono state
fatte. E' stata una riforma delle pensioni. Sono stati fatti 5 mila
prepensionamenti, sono in corso 5 mila prepensionamenti.
Quest'anno verrà fatta per il secondo anno in tre anni, la
riorganizzazione di tutta la macchina amministrativa con la
riduzione di oltre il 30 per cento delle posizioni organizzative;
sono state ridotte le società partecipate, sono state chiuse la
metà delle società che erano in liquidazione da oltre vent'anni; è
stato posto un tetto ai compensi ben più rigoroso di quello del
Governo nazionale; è stata fatta una legge sulla stabilizzazione
dei precari dopo che era trent'anni che si aspettava. Certo, ora la
dobbiamo applicare, ma intanto la legge è stata fatta e - contro le
aspettative di tutto quello che è stato detto - non è stata
impugnata dal Governo nazionale, per cui la legge è pienamente
efficace.
E' stata istituita una centrale unica degli acquisti, che ha già
portato centinaia di milioni di risparmi che verranno, per
l'appunto, utilizzati già per andare a migliorare i livelli di
assistenza per i disabili stessi nell'assistenza domiciliare
integrata.
Ovviamente non è stato fatto tutto, secondo me manca ancora molto
da fare, c'è una macchina amministrativa che va completamente
trasformata.
L'economia siciliana poggiava su quello che era un'economia
pubblica, la Regione paga 100-150 mila stipendi. Ovviamente, come
qualcuno aveva anche suggerito sulle pagine di un giornale e
l'onorevole Panepinto ne ha dato giusta risposta, io non penso che
sia possibile licenziare metà di questi dipendenti e ripartire più
snelli, perché come è successo si citava questo articolo in
Inghilterra perché, ovviamente, l'economia inglese non è l'economia
siciliana.
Quello che dobbiamo fare - e che secondo me stiamo facendo - è
cambiare la direzione di questa macchina, snellendola come stiamo
facendo, cercando le competenze che servono, riformandole perché
mancano delle competenze soprattutto in quello che dovrebbe essere
la competenza primaria di una Regione che è quella della
programmazione e del controllo.
Io penso che su questo la Regione sia particolarmente carente e
questo blocca la capacità di spesa della Regione.
I soldi ci sono sul bilancio regionale, ci sono i soldi extra
regionali da spendere, il passaggio su cui ora è necessario
investire energie è quello di investire sulle capacità di
programmazione e di controllo di questa spesa, il modo di spendere
i soldi che ci sono velocemente e bene, facendoli arrivare a
cittadini e imprese.
Questa è la sfida importante che ancora manca e, in qualche modo,
è un po' la sfida che ha visto litigare anche me con il Presidente
Crocetta su alcune cose, con l'onorevole Panepinto - come diceva
ieri - e con altri deputati della maggioranza.
Io penso che siano discussioni costruttive che ci devono essere in
un partito di Governo, perché quando bisogna cambiare l'economia di
una Regione da un'economia basata sul settore pubblico - e
conseguentemente sul consenso elettorale a questa legata - a
un'economia che deve diventare un'economia di mercato, un'economia
di sviluppo che richiede un altro consenso elettorale, richiedono
una profonda trasformazione anche della politica.
All'interno di questo Governo e di questa maggioranza ci sono pure
state due anime, una rappresentata da me che ho il privilegio di
non avere la necessità di richiedere voti e di essere rieletto,
perché io non faccio politica, quindi posso spingere il pedale
sull'innovazione e sulle riforme, dall'altra parte, a partire dal
Presidente ma per tutti gli onorevoli della maggioranza, c'è la
necessità di ricercare questo consenso elettorale, di mantenere i
legami con le specificità, con il Territorio e cercare la giusta
marcia di questo cambiamento. E' come se io mi spingessi oltre e o
il Presidente o gli onorevoli, soprattutto della maggioranza,
cercassero di darmi la giusta direzione e la giusta velocità.
Questa è la discussione che c'è stata tra me e il Presidente in
questi anni, che c'è stata tra me e la gran parte dei deputati
della maggioranza, e in parte anche dell'opposizione, in questi
anni. Nasce proprio dalla volontà di riformare, ma questa volontà
di riformare porta delle grandi difficoltà, perché richiede un
cambiamento epocale dell'economia.
Dei passi avanti importanti sono stati fatti, la direzione è stata
presa, il cambiamento del PIL lo dimostra, abbiamo un bilancio sano
che ci permette di affrontare queste sfide.
Io di nuovo ringrazio il Presidente Crocetta che mi ha dato spazio
per fare questi cambiamenti, che è stato il primo a credere in
questo cambiamento.
Io non rispondo a nessun diktat da Roma, non c'è nessuno che mi
chiama per dire cosa fare, il mio ruolo è frutto di una volontà del
Presidente Crocetta e della maggioranza di quest'Aula. Mi si chiede
di fare delle riforme e mi si dice quando sto andando troppo
veloce, in una direzione non completamente esatta
Dalla discussione sono nati risultati che sono in questo bilancio,
che sono frutto, non solo della mia azione, ma del lavoro comune
fatto con questo Governo, col Presidente e con la maggioranza di
questo Parlamento e, spesso, con l'opposizione di questo
Parlamento. Non ci nascondiamo dietro al fatto che in Sicilia i
problemi sono ancora enormi, che la disoccupazione è ancora
altissima, che il lavoro da fare è ancora tantissimo ma siamo
sicuri - e la storia dei bilanci ce lo testimonierà - che
importanti passi avanti sono stati fatti e questa finanziaria
consolida questi risultati che trovano la loro manifestazione, come
ho detto prima, nella diminuzione delle tasse e nelle maggiori
risorse che si sono trovate per importanti criticità, come sono i
disabili, come sono le Province, il cui stanziamento passa da 20 a
120 milioni, quindi sforzi importanti ed in tanti altri soldi che
abbiamo dato non in marchette ma su necessità sul territorio, su
eccellenze sul territorio.
Penso che questa finanziaria testimoni questo sforzo mio, del
Presidente Crocetta, di tutto il Governo e di tutta la maggioranza.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevole Arancio e Papale hanno
chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
1276/A
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, voglio ricordarvi che la
discussione generale è chiusa. Già ieri 10 colleghi sono
intervenuti sull'articolo 1.
MILAZZO GIUSEPPE. Io sono intervenuto sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. L'onorevole Milazzo Giuseppe è intervenuto
sull'articolo 1, quindi finché siamo all'articolo 1, chi è già
intervenuto e cioè gli onorevoli Di Mauro, Cordaro, Milazzo
Giuseppe, Grasso, Panepinto, Formica, Cappello, Di Pasquale, Greco,
Foti, ovviamente non possono reintervenire.
APPRENDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
APPRENDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, mi
pare che dopo la relazione dell'assessore Baccei potremmo
tranquillizzare tutti i sindaci che hanno avuto difficoltà in
questi anni, addirittura 7 comuni non hanno potuto chiudere il
bilancio, proprio per i nostri ritardi, per la mancanza di certezza
dell'assegnazione dei fondi.
Penso che adesso potranno garantire servizi ai disabili, penso che
potranno pagare gli operatori delle case famiglia che da 7-8 mesi
non prendono soldi, penso che potranno assicurare tutti quei
servizi che, fino ad ora, non sono stati in condizione di
assicurare. Quindi avremo certamente da parte dell'ANCI, ma non
solo dell'ANCI ma di tutti i sindaci, un plauso.
Mi pare, però, che alcune cose non siano state toccate e verranno
fuori, sicuramente, nel seguito della discussione ma vorrei parlare
di marchette , anche se susciterò sicuramente qualche sorriso. Sto
leggendo il termine marchetta , Presidente, e lo faccio non a caso
perché il termine marchetta , vorrei ricordare all'assessore, è
stato messo in questa Aula prima dal Presidente Crocetta e poi il
presidente Ardizzone, per non essere da meno, ha apostrofato con il
termine marchetta gli emendamenti dei deputati come se i
deputati, nel fare emendamenti, non facessero il loro lavoro, come
in tutti i consessi elettivi.
Il termine marchetta recita così: Lavoro non impegnativo, fatto
per compiacere qualcuno o per ottenere un minimo guadagno. Fornire
prestazioni sessuali dietro pagamento per metonimia. Prostituta o,
anche, omosessuale maschio che si prostituisce. .
Ora, invito i massimi rappresentanti di questo consesso, della
Presidenza della Regione, dell'Assemblea, a rivedere il loro
linguaggio perché credo che non possono giocare su due tavoli: da
un lato fanno finta che si offendono quando la stampa ci insulta,
quando i mezzi di comunicazione ci insultano ma, dall'altra parte,
loro prestano il fianco a chi, fuori da quest'Aula, ci insulta.
E' stato definito, l'altro giorno, marchetta da parte di
qualcuno, ad esempio, il Castelbuono Festival Jazz , dimostrando
una grande ignoranza, perché quello è un festival che va avanti da
25 anni. E' un festival che ha visto esibire grandi artisti come
Lucio Dalla e, qui, è stato definito marchetta . E questo fa
abbassare notevolmente il livello di rappresentanza culturale nei
confronti dei siciliani.
Voglio autodenunciarmi, voglio autodenunciarmi precisando quali
sono, io li chiamo emendamenti, sono stati definiti marchette e
voglio parlare di questi emendamenti, come li chiamo io, che ho
presentato.
Preciso, intanto, che non sono, che non conduco io la Fondazione
Orchestra Sinfonica. Da oltre 4 mesi, già, non sono più
rappresentante della FOS.
Ho presentato un emendamento, caro Presidente, per il rientro dei
cervelli, perché facciamo tanto parlare di rientro dei cervelli e
ho presentato un emendamento per far sì che alcuni di questi
ricercatori potessero rientrare in Sicilia.
Ho presentato un emendamento per i campi magnetici. C'è una legge
regionale che stabilisce che si deve fare il catasto delle antenne
ed i comuni, però, non hanno i soldi per potere fare il catasto
delle antenne, con grave inquinamento che c'è nelle nostre città.
Ho presentato un emendamento per fare il comitato per la garanzia
dei diritti degli animali. Un tema molto caro ai nostri
concittadini. Se non lo sapete, una persona, una famiglia ogni tre
famiglie in casa ha un animale.
E, a proposito dell'emendamento sull'Orchestra Sinfonica, è
collegato all'obbligo ed al coinvolgimento di giovani di quartieri
a rischio, per tutte quelle istituzioni che usufruiscono di
finanziamenti per attività culturali.
Ancora, ho presentato un emendamento per l'osservatorio regionale
dei suicidi. In questi giorni, è venuto fuori un dato allarmante in
Sicilia, a partire da Gela. A Gela, nel 2016, ci sono stati ben 40
suicidi e questo fenomeno è presente dentro e fuori le carceri, ed
è presente fra i detenuti e la polizia penitenziaria. E questo
emendamento è stato bocciato anche in commissione bilancio.
Ho presentato un emendamento sulla Protezione civile.
Ho presentato due emendamenti per la riduzione della spesa
pubblica.
Ho presentato un emendamento per istituire i parcheggi per i
disabili in tutte le scuole ed in tutti gli edifici pubblici.
Ed ancora, un altro emendamento per il TFR dei pensionati della
Regione siciliana.
Ora, caro Presidente, sfido il Governo, sfido chi non vuole questi
emendamenti, che si discutano, perché se il nostro compito si deve
limitare ad alzare ed abbassare la mano, francamente, hanno ragione
i siciliani quando parlano di questo Parlamento e lo considerano
inutile.
PRESIDENTE. Mi corre l'obbligo sottolineare che il Presidente
Ardizzone non ha mai usato espressioni dispregiative nei confronti
dei colleghi, anzi, più volte, è intervenuto per tutelare
l'immagine del Parlamento, dell'Assemblea regionale siciliana e
dell'operato dei colleghi deputati regionali.
MALAFARINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore
Baccei, in merito a questa sua relazione, che ho ascoltato con
molto interesse, la invito a divulgare i dati che lei ha citato
perché sicuramente sono molto interessanti. I numeri - si dice -
non mentono mai e quindi li accettiamo come veri.
Si dà il caso che la percezione generale della situazione
siciliana non sia come lei l'abbia dipinta. Sarà colpa dei cattivi
media che continuamente danno addosso alla Sicilia, sarà colpa
delle trasmissioni di Giletti, dove il nostro caro Presidente
Crocetta, rimedia delle magre figure, sarà colpa del fatto che
amministratori di questa Regione, la definiscono come un popolo di
evasori e di canaglie. Sarà colpa di questo Parlamento che forse
non riesce a dare le dimensioni delle cose che si fanno; non so di
chi sia la colpa ma la percezione comune della situazione siciliana
al di là dei dati tecnici reading delle agenzie di analisi, non è
esattamente quella che viene dipinta.
Tra l'altro avrei gradito che questa sua relazione, l'avesse
presentata il Presidente Crocetta, che si fosse presentato in
quest'Aula, visto e considerato tra l'altro che è l'ultima
finanziaria di questa legislatura a rappresentare correttamente il
bilancio della sua attività di Governo che ormai si protrae da
quattro anni e mezzo, attività di governo nel cui questo Gruppo di
4 deputati, non ha mai partecipato efficacemente perché si sono
assunte decisioni, non si sa bene da parte di chi e neanche con
quali meccanismi che sono passati sulla testa di coloro che hanno
sostenuto e che stanno sostenendo lealmente il governo nelle cose
importanti da farsi.
Una maggioranza che partecipato poche e rare volte a dei tavoli di
riunione, inizialmente partecipavamo anche noi, dove tutto si
faceva tranne che definire un programma, un percorso, degli
obiettivi da raggiungere.
Lei ha fatto bene assessore, e su questo non ci sono assolutamente
dubbi. Ma è stato lei, assessore Baccei, a tenere dritto il timone
delle riforme per recuperare un debito rilevante, per ridare
certezza finanziaria alla regione, ma il costo di questa certezza
finanziaria è enorme.
Non appartengo al popolo delle clientele, dell'impiego pubblico e
quant'altro, i miei riferimenti sono altri, non ho clientele da
difendere, né orchestre sinfoniche, né tanto meno mi interessa
sapere cosa sia una marchetta. Già si sa
Quello che mi interessa è creare le occasioni per lo sviluppo e
consentire a questa Sicilia di far cessare il fenomeno migratorio
dei giovani siciliani verso l'estero, magari evitando che vengano
sostituiti dalle migliaia e migliaia e migliaia di disperati che
vengono dal nord Africa e su cui, per inciso, ben poco si fa, per
eliminare il fenomeno.
Vede assessore, lei è un'autorevole esponente, non di questa
politica, ma della politica romana, perché è vero che lei non
subisce condizionamenti, ma sicuramente è persona competente ed
ascoltata a Roma.
Ci sono delle vergogne romane che continuano a colpire questa
Sicilia: le vergogne della retromarcia sul Ponte dello Stretto;
dopo le visite del nostro ex premier Renzi, il Ponte sullo Stretto
è caduto, qualcuno già comincia a parlare di tunnel, la pista
dell'aeroporto di Catania, i miliardi di euro promessi per le
ferrovie e mai pervenuti.
Da vent'anni si promettono miliardi di euro per lo sviluppo della
rete ferroviaria; le centinaia di milioni per le infrastrutture
siciliane che non sono mai decollate, prova ne sia la Catania-
Ragusa, il completamento dell'anello autostradale; prova ne sia la
discussione infinita sul riassetto della sanità in Sicilia, dove
sono stati tagliati numerosi posti letto e dove non c'è stata una
vera programmazione; prova ne sia le discussioni infinte sui Fondi
europei che non si capisce bene come, quando e se saranno del tutto
spesi; prova ne sia l'enorme, gigantesco, continuo, assillante e
vergognoso numero di arresti di personale della Pubblica
Amministrazione siciliana coinvolta quotidianamente in scandali e
in finanziamenti illeciti.
Non compete a lei sicuramente tracciare un indirizzo politico, lei
dovrebbe essere il tecnico della situazione, invece vedo con mio
piacere, sottolineo con mio piacere, che forse è una delle poche
persone che ha una voglia di programmazione, e anche politica, che
non ho trovato in altre situazioni.
Lei ha degli obiettivi da raggiungere, li ha delineati, i suoi
primi obiettivi sono stati raggiunti positivamente e io per questo
la ringrazio, perché lei ha risanato un bilancio disastroso, ma non
è sufficiente.
Non è sufficiente perché non può essere solo il Sig. Baccei a
indirizzare una politica siciliana, dovrebbe essere compito di una
politica distratta, assente, prova ne sia il deserto di quest'Aula,
prova ne sia che non c'è un tavolo politico dove si dice dobbiamo
realizzare: questo, questo, questo e quest'altro, a cominciare
dalle infrastrutture, a cominciare dalla scuola, a cominciare dalla
sanità, a cominciare dai rifiuti, a cominciare dall'acqua, a
cominciare dalle province, tavoli che non sono mai stati fatti,
dove gli interventi si sono succeduti nel tempo in modo
disorganico, parziale, distratto e praticamente inutile.
Assessore, lei rivendica i suoi giusti meriti, ma nel complesso
questi meriti non emergono ma nell'immaginario collettivo questa
Terra è rimasta una terra marginale con scarse possibilità di
sviluppo.
Credo che sia tardi ormai appellarsi alla politica che
personalmente reputo completamente inesistente e inefficiente e
direi anche incapace, incapace di una visione strategica, di una
visione condivisa, della voglia, della capacità di realizzare delle
innovazioni riformatrici sia per quanto riguarda l'organizzazione
della Regione, sia per quanto riguarda le infrastrutture e lo
sviluppo di questa Terra.
Le prossime elezioni saranno un grosso banco di prova, vedremo
quali idee e quali proposte saranno messe sul tappeto, però,
certamente, parlare con dei siciliani profondamente disillusi e
profondamente pessimisti, sarà un compito arduo per i politici che
si accingeranno a presentare delle proposte, perché questa politica
ha perso la sua credibilità.
Senza idee, senza progetti, senza programmi e senza la coerenza
necessaria per realizzarle, le promesse resteranno tali.
La ringrazio, Assessore, la ringrazio veramente di cuore
nonostante qualche volta abbiamo avuto delle divergenze su qualche
opinione; la ringrazio di cuore perché lei è stata una persona
attenta, seria, capace e competente, avrei voluto, sottolineo, che
questo suo discorso, questa sua relazione, questo suo bilancio
fosse presentato dal Presidente Crocetta che, come è noto, con i
numeri ci litiga spesso e volentieri, forse anche perché non
conosce esattamente né i numeri né i fenomeni che dovrebbe
risolvere in Sicilia.
Personalmente non mi presenterò alle prossime elezioni, considero
chiusa la mia esperienza politica occasionale, accidentale e non
voluta in questa ma sicuramente da cittadino chiederò alla politica
un atteggiamento diverso, più capace, più intelligente, non voglio
dire più onesto perché credo che l'onestà ci sia, salvo qualche
eccezione, ma con quella dose di intelligenza e di attenzione verso
le necessità della Sicilia che io fino ad oggi non ho percepito.
Buon lavoro a lei assessore e buon lavoro ai colleghi della
politica per il futuro.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo, per oggi, gli
onorevoli Gennuso, Grasso.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
1276/A
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Alongi. Ne ha
facoltà.
ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, io parto
dalle parole finali dell'amico Malafarina, io a differenza del
collega mi candiderò nuovamente, ma mi candiderò per un motivo,
perché sono fermamente convinto che il lavoro di risanamento, il
lavoro sulla sanità, il lavoro fatto nel disinnescare, - voglio
usare termini appropriati -, il lavoro di disinfettare sacche
pesanti che ci hanno portati ad un fardello, in questi ultimi
anni, pesantissimo, sicuramente non è stato un lavoro semplice, e
io ringrazio l'assessore Baccei per l'equilibrio, e aggiungo, mi
permetto di dire, anche per l'onestà intellettuale; è stato
accusato spesso di essere stato colui che viene mandato da Roma,
telecomandato a distanza, per eseguire ordini, invece devo dire che
ho registrato, - ti voglio dare del tu, oggi, per un segno di
stima, in questo senso, per il senso di vicinanza vera, perché hai
fatto un lavoro straordinario -, come lo stesso lavoro
straordinario, lo devo dire con molta schiettezza, ha fatto
l'assessore per la Sanità, perché quando nessuno ci credeva,
l'assessore per la Sanità si è messo di buzzo buono a lavorare per
un obiettivo straordinario, con un lavoro straordinario che ha
fatto la Commissione Sanità, lo voglio dire con grande schiettezza,
maggioranza e opposizione, dove la politica seria che si fa così,
hanno guardato agli interessi del territorio e non agli interessi
personali e dei propri amici, questa è la politica con la P
maiuscola, questa è la politica del fare che dovremmo tutti quanti
sviluppare.
In queste settimane, ed entro nel merito di un tema
particolarmente caro e importante, sui temi della disabilità caro
assessore per la Sanità e caro assessore per l'Economia, e qualcuno
su questi temi ha voluto pescare nel torbido, qualcuno ha voluto
fare teatro, teatrino, io credo che sulla disabilità non si
scherza, è una partita particolarmente seria, bisogna trovare
risorse, bisogna trovare norme, bisogna approvarle e fare in modo
che i servizi vengano garantiti sempre. Però mi permetto di
aggiungere, ed è l'invito che faccio oggi qui a tutti e due
assessori presenti, Bilancio e Sanità, mi dispiace che manchi
l'assessore per il Sociale, c'è un tema che riguarda ancora quelli
più deboli dei disabili gravi, perché mentre il disabile grave
sulla carrozzina, che ha la nostra vicinanza, si presenta a Palazzo
d'Orleans, con uno slogan azzeccatissimo, che io condivido ci
mancherebbe altro, Siamo handicappati ma non siamo cretini',
quindi loro hanno la possibilità di potere esprimere un confronto e
un giudizio, esiste una categoria particolarmente ancora più grave
e disabile che non hanno né la possibilità di potersi esprimere, mi
permetto di aggiungere e neanche la possibilità di potersi fare
rappresentare, che sono i disabili psichici degli ex manicomi, cioè
uomini e donne che non hanno la capacità di interloquire, di
interfacciarsi, di protestare, perché il disabile grave può
arrivare con il suo familiare a Palazzo d'Orleans, giustamente io
aggiungo, e rivendicare la giusta, legittima richiesta, e non si
possono permettere di aprire uno striscione, non si possono
permette di andare da Pif' e confrontarsi perché non ne hanno le
capacità, né mentali e neanche giuridiche, aggiungo. Neanche
giuridiche, va ricordato.
E quindi chiedo fortemente che degli ultimi di cui non parla
nessuno, forse - scusatemi il tono - perché non hanno consenso
elettorale? Forse perché non vanno neanche a votare? Perché non
vanno neanche a votare i disabili psichici. Forse anche per questo?
Mi auguro di no.
Spero e mi auguro che questa Aula, in questa finanziaria, oltre a
trovare risorse per i disabili gravi, possa individuare anche
risorse per quei disabili di cui nessuno se ne occupa, di cui
nessuno ne parla. E sono gli ultimi. Sono come quelli del film
Qualcuno volò sul nido del cuculo , ve lo ricordate questo film
straordinario. Allora, mi rivolgo alle famiglie e guardo con
attenzione a quelle famiglie, guardo con attenzione ancora a
quegli uomini. Perché quando un uomo, un disabile psichico, grave,
è in un centro ricoverato e non c'è assistenza, va sottolineato
perché non è capace di difendersi. Ridiamogli almeno la dignità di
uomini e donne.
E allora caro Assessore e caro Assessore per la Sanità, credo che
sia opportuno rivedere in questa ridistribuzione anche un aiuto e
un sostegno a questa categoria che, secondo me, va difesa fino in
fondo come tutti gli altri.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Laccoto ha chiesto di essere
considerato in congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
1276/A
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Assenza. Ne ha
facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, non sono intervenuto in sede di
discussione generale perché ritenevo che alla quinta finanziaria
ripetere le argomentazioni che purtroppo, e sottolineo purtroppo,
siamo stati abituati a fare negli anni passati, anche quest'anno
era veramente inutile.
L'unico argomento positivo che si poteva dire è che finalmente è
finita. Sì, finalmente è finita. E' finita questa legislatura che
sicuramente non verrà ricordata fra le più brillanti e le più
positive per la Sicilia. E' finita questa avventura di Governo che,
dove ha messo mani, è riuscito a rovinare i settori toccati o
pseudo interessati o contaminati da queste riforme labiali e
cartacee. E' finita questa legislatura che invitando l'Assessore
Baccei a scendere dalle nuvole che lo hanno avvolto durante
l'epopea che ha narrato in questo suo discorso ma che al di là di
una narrazione, per certi versi efficace, rimane solo tale, perché
si scontra con la realtà di tutti i giorni che vivono sulle loro
spalle i cittadini siciliani, soprattutto le categorie più deboli,
soprattutto i giovani che si sono visti preclusi, in questi anni,
qualsiasi speranza di guardare con una certa fiducia al loro futuro
e che stanno finanche a rinunziare alla ricerca di un posto di
lavoro perché sanno che il più delle volte è una ricerca inutile e
mortificante.
Allora, c'è poco da gloriarsi. C'è poco da dire che riduciamo la
pressione fiscale. Ma quale pressione fiscale riduciamo? E a spese
di chi? Addossandola sugli Enti locali? Addossandola sui
consumatori? Addossandola sui pazienti? Vergogna Che vedono
preclusi tanti servizi che prima erano gratuiti, che spesso
rinunciano a fare la fila per pagare il ticket perché la differenza
fra il ticket e il pagamento della visita specialistica ormai è
minimo, e parlate e cianciate di riduzione di tasse?
E' facile ridurre le tasse quando poi si costringono i comuni al
dissesto, all'inverosimile.
E' facile dire abbiamo risanato la sanità a spese degli utenti, è
facile gloriarsi di queste cose.
E si viene a dire abbiamo pagato i fornitori, ormai quasi
puntualmente, e i diciotto mesi di ritardo ai formatori chi glielo
spiega? E il mese di dicembre che ancora devono percepire i
forestali chi glielo racconta? Glielo racconta l'Assessore Baccei
venuto a Miracolo mostrare' dal Nord che dice di avere
intrattenuto rapporti corretti col Governo nazionale, dopo che
abbiamo rinunciato in maniera vergognosa a tutti i conflitti
costituzionali elevati in passato che nei casi in cui si erano
conclusi si erano conclusi positivamente dalla Regione Sicilia
accontentandoci di un piatto di lenticchie per potere chiudere i
numeri dell'ultima finanziaria e poi Assessore Baccei sa perché lei
questo discorso comunque non poteva farlo? Perché è vergognoso che
al quinto anno e quindi all'ultimo anno di questa legislatura -
noi siamo al 20 aprile ancora a discutere di legge finanziaria -
avendo fatto ricorso per ben quattro volte all'esercizio
provvisorio altro che bilancio sano, altro che bilancio nel quale
non ci sono sotterfugi, quando per fare collimare i vari dati delle
entrate e delle uscite siamo costretti, come nel 2016, a
intervenire per quattro volte in quattro occasioni diverse sul
bilancio, e voi mi parlate di opera salvifica fatta per la Sicilia,
ma scendete dalle nuvole dalle quali siete avvolti andate nelle
piazze, andate nelle campagne, andate nei mercati, andate nei
quartieri più poveri e vi accorgerete della disperazione vera che
purtroppo alligna nella povera gente, ecco perché finalmente è
finita.
L'unica cosa positiva da dire oggi è questa, finalmente
quest'incubo è finito per la Sicilia. Io ho apprezzato la
dichiarazione di un galantuomo come l'onorevole Malafarina che dice
per me questa esperienza è finita. Il sottoscritto non lo sa se
per lui è finita o no dipende anche dalla resipiscenza che un
centrodestra, io mi auguro, possa recuperare ed avere nei confronti
di un elettorato che è stato sempre dalla parte dei moderati in
stragrande maggioranza ma che oggi si vede smarrita tra veti e
contro veti. E siccome io non sono uomo aduso a tutte le battaglie
per tutte le stagioni tutto dipenderà da questa attività di
resipiscenza e soprattutto dall'individuazione di un candidato
autorevole al di fuori di ogni sospetto che possa guidare questo
fronte dei moderati alla conquista del Governo siciliano per ridare
fiducia ai siciliani.
(Applausi dai banchi di destra)
PRESIDENTE. Non ci sono altri iscritti a parlare, ho già detto che
siete già intervenuti sull'articolo 1.
VINCIULLO, presidente della Commissione Bilancio e relatore di
maggioranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione Bilancio e relatore di
maggioranza. L'Assessore Baccei può un attimo dedicarmi un momento
di attenzione?
Gli ordini dei Commercialisti delle nove province siciliane hanno
scritto a tutti voi non so se avete già ricevuto la nota.
Il servizio on-line di Riscossione Sicilia è andato in tilt,
domani è l'ultimo giorno attraverso il quale si può operare, di
conseguenza i commercialisti siciliani vista la grave situazione
che si verrebbero a trovare dal momento che la Sicilia sarebbe
l'unica Regione che non potrà procedere alla rottamazione, - io
faccio un appello proprio perché non usufruirò assolutamente di
questa rottamazione perché nulla ho da rottamare - invito
l'Assessore Baccei ad attivarsi anche col Governo nazionale per
vedere se è possibile avere anche una proroga di qualche giorno,
per consentire a tutti i siciliani che ancora non l'hanno fatto, di
potersi mettere in regola con le tasse, così come sta avvenendo
normalmente e regolarmente nel resto d'Italia; non è un problema
che riguarda l'ordine dei commercialisti, riguarda appunto
l'impossibilità che stanno avendo i nostri commercialisti di potere
entrare nella banca dati di riscossione Sicilia, grazie assessore
per quello che farà, grazie Presidente per avermi consentito questo
intervento extra ordinem.
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati degli emendamenti
all'articolo 1, siamo già all'esame dell'articolo 1.
Si passa all'emendamento 1.1 che è soppressivo dell'articolo,
considerato che riguarda tutti i comuni della Sicilia inviterei
l'onorevole Greco Giovanni al ritiro. Avverto che si può
intervenire una sola volta sull'insieme di tutti gli emendamenti,
quindi considerato che l'articolo 1 ha molti emendamenti, lei
valuti se è opportuno farlo adesso oppure più avanti, come lei
ritiene.
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, lei sa che
gli emendamenti soppressivi sono importanti, anche se c'è qualcuno
che pensa di eliminare questo strumento democratico, colgo
l'occasione nell'introdurre l'argomento per dare una risposta
all'assessore Baccei, perché è colui che ha formalizzato questo
articolo di legge.
Vede assessore Baccei quando ha fatto la relazione mi sembrava la
controfigura di Renzi, lei si ricorda Renzi, sempre in televisione,
che diceva che tutte le cose andavano bene da Reggio Calabria in
sù, e la Sicilia era una rivoluzione, e anche lei ha fatto un
elenco di tutte le cose che ha fatto, che non ha fatto, ma che
dice, come se andasse tutto bene, come se non ci fossero problemi
in questa nostra regione. Ebbene lei sa che fine ha fatto il suo
amico Renzi? Non glielo auguro, anche perché in molti casi ha
dimostrato una certa serietà. Signor Presidente io dichiaro di
ritirare l'emendamento soppressivo, perché è chiaro che ai comuni
sia anche alle province, dobbiamo dare la possibilità di avere
subito questi fondi, confermo signor Presidente di essere contrario
al prelievo del 10% dallo stanziamento dei comuni, quindi anticipo
la richiesta di voto segreto per l'articolo che riguarda il
prelievo del 10% dei fondi comunali.
PRESIDENTE. Quindi considero ritirato l'emendamento soppressivo
dell'articolo 1, così come quelli soppressivi dei commi 1, 2, 3.
Onorevoli Greco quindi sono ritirati gli emendamenti soppressivi
numero 1.1, 1.2, 1.3 e 1.4 che è soppressivo del comma 3.
L'onorevole Falcone ritira l'emendamento soppressivo 1.22 che è a
pagina 6 del fascicolo.
FALCONE. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.5, a firma dell'onorevole Greco
Giovanni.
GRECO GIOVANNI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, signori assessori, onorevoli colleghi,
assessore Baccei, le volevo chiedere. Noi avevamo presentato questi
emendamenti di soppressione perché, rispetto alla lettera C), al
comma due, le parole sono stabilite entro il 31 maggio , fino
all'articolo 2 della legge regionale, sono sostituite dalle
seguenti entro il 15 aprile .
E' la lettera C) dell'articolo 1. E' solo una questione tecnica.
Diciamo ai comuni che devono programmare ad aprile, rispetto a
gennaio? Lo facciamo ora perché siamo in esercizio provvisorio?
Oppure resterà sempre questa data di aprile, per i comuni?
PRESIDENTE. Se gli assessori Lantieri o Baccei vogliono
intervenire ne hanno facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Onorevole Rinaldi, l'obiettivo è
quello di accelerare l'assegnazione dei fondi ai comuni ed è a
regime questa norma, non è perché c'è l'esercizio provvisorio,
quindi, viene anticipata la programmazione del riparto, in modo di
fare avere, il prima possibile, le risorse finanziarie ai Comuni.
Questo è l'obiettivo.
RINALDI. Grazie per il chiarimento assessore Baccei.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, all'emendamento 1.25 sono stati
presentati due sub emendamenti che sono 1.25.1 e 1.25.2. Il prima a
firma dell'onorevole Formica ed il secondo a firma dell'onorevole
Vinciullo e quindi della Commissione.
PANEPINTO. Chiedo di intervenire per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Onorevoli colleghi, io intervengo per dire che
l'emendamento 1.25, così come l'1.20, così come quello
dell'onorevole Formica, così come il subemendamento a firma del
presidente della Commissione ed altri, secondo me ci stanno
benissimo come unica riscrittura, se siamo d'accordo, oppure
approviamo i singoli emendamenti.
Dopodiché, siccome viene ridotta la somma da 8 a 6, c'è un altro
emendamento che riporta alla legge n. 72, è l'emendamento 1.26 che,
di fatto, rifinanzia il trasporto degli alunni pendolari ai Comuni,
quelli degli istituti superiori, vale a dire gli alunni che si
recano in scuole di altri comuni e così viene garantito, secondo le
fasce di reddito, il diritto a frequentare le scuole.
PRESIDENTE. Sono argomenti diversi, ovviamente l'emendamento 1.26
sarà trattato quando sarà il momento.
Pongo in votazione il subemendamento 1.25.1.
RINALDI. L'emendamento non è chiaro.
PRESIDENTE. Invito, allora, il Presidente Vinciullo a dare lettura
dell'emendamento 1.25.2, di cui è firmatario. Se può darne lettura
perché non è chiarissimo.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Dopo 2017 sono aggiunte le parole e nevicata del 31 dicembre
2014 .
PRESIDENTE. Prima non era chiarissimo, adesso lo è, quindi dopo
2017 aggiungere e nevicata del 31 dicembre 2014 . Invito i
colleghi a scrivere gli emendamenti in modo leggibile e quindi con
una penna che li renda perfettamente leggibili.
Per maggiore chiarezza, preciso che gli emendamenti sono due e
sono stati distribuiti: l'emendamento 1.25.1, a firma
dell'onorevole Formica, e l'emendamento 1.25.2, a firma della
Commissione, degli onorevoli Vinciullo, Panepinto, ma anche Di
Giacinto, Savona ed altri.
Pongo in votazione l'emendamento 1.25.1.
GRECO GIOVANNI. Lo ritiri, per cortesia, questo emendamento.
PRESIDENTE. C'è un invito al ritiro. Onorevole Vinciullo se lo
vuole meglio motivare.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, signori Assessori, onorevole Giovanni Greco, la
Regione siciliana è fatta di 9 province e la provincia di Siracusa
fa anche parte della Regione siciliana.
Io vorrei invitarvi a vedere quali sono i finanziamenti, gli
stanziamenti che sono stati stanziati per la provincia di Siracusa:
nessuno
E' una finanziaria che è stata fatta su Palermo, Agrigento, forse
su Catania, qualcosa su Messina, che lei abbia pure il coraggio di
parlare dopo tutto ciò che è stato fatto per le altre Province e
sarebbe l'unica previsione di spesa per la Provincia di Siracusa,
dopo che le somme che erano state già destinate alla Provincia di
Siracusa con una delibera del Governo sono state destinate ad altre
provincia Veda, lei è anche ignorante onorevole, se lo faccia
dire
PRESIDENTE. No, Presidente Vinciullo, invito ad utilizzare
espressioni che non siano offensive dei colleghi.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza
Io le ripeto centinaia di volte se vuole l'aggettivo
Il 31 dicembre 2014 c'è stata una nevicata che ha distrutto la
campagna e l'agricoltura della Provincia di Siracusa, nonostante
sia più a sud di Tunisi quella zona non è stata mai interessata.
Questo Parlamento più volte ha deliberato su quella nevicata e più
volte le somme sono state destinate ad altre finalità.
Io chiedo che venga posto in votazione, chiedo ai colleghi di
esprimersi su questa vicenda, un fatto che al Parlamento è noto
perché, ripeto, più volte questo Parlamento ha legiferato.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.25.1. Il Parere del
Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Il Governo si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. L'onorevole Cancelleri chiede al Governo di
esplicitare meglio.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. E' una riserva, nell'ambito del
fondo delle autonomie locali.
PRESIDENTE. La copertura è indicata, non è un di cui rispetto al
complessivo. Pongo in votazione l'emendamento 1.21.1. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il subemendamento 1.25.2. Il parere del
Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Il Governo si rimette all'Aula.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Se ho capito dall'intervento che ha fatto il
collega Vinciullo, si riferisce, se non ricordo male, a Pachino.
FORMICA. Il subemendamento è l'1.25.1 o l'1.25.2?
PRESIDENTE. Abbiamo già votato il subemendamento 1.25.1. Ho
chiesto il parere del Governo sul subemendamento 1.25.2 e
l'assessore Baccei si è rimesso all'Aula. L'assessore Cracolici ha
chiesto di intervenire.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Allora, siccome in regime di aiuti specifico
per i danni in agricoltura è gestito dall'Assessorato
dell'agricoltura, qui con questo emendamento stiamo dicendo che la
Protezione civile interviene sui danni di Pachino. Sulle
infrastrutture o i danni agli agricoltori?
PANEPINTO. Sulle infrastrutture.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Quindi, non era la Protezione civile, quindi
sulle infrastrutture. Stiamo parlando di attività della Protezione
civile, vorrei che fosse chiaro prima.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
FALCONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, mi ero
ripromesso di non intervenire, però devo dire che non vorrei essere
qui colui che cerca di scompaginare il cosiddetto gioco, come nei
bambini quando si cerca di giocare. Però, onorevole Vinciullo, io
faccio delle considerazioni: noi avevamo detto che questa
finanziaria doveva essere una finanziaria abbastanza snella che
evitasse l'assalto alla diligenza, con il rischio che, purtroppo,
noi stiamo depauperando il fondo delle autonomie locali ma,
soprattutto, rischiamo che queste norme che, per l'amor del cielo,
sono tutte condivisibili perché sono finalizzate ad una
GRECO GIOVANNI. Invitalo al ritiro
FALCONE. No, io voglio fare un ragionamento, poi vediamo, alla
fine decidiamo.
Presidente, io vorrei parlare con l'Assessore, però se si può;
diversamente parlo all'Aula.
PRESIDENTE. Invito i colleghi a non disturbare gli Assessori che
devono seguire gli interventi.
FALCONE. Dicevo questo, lo volevo dire anche all'assessore Baccei,
che magari mi rendo conto che, da qui a breve, lasciando la Sicilia
poco può importare; però, ritengo che noi, come legislatori,
abbiamo il dovere di capire la portata delle norme, ma, per quanto
vi sia la buona volontà dei singoli deputati ad interessare questo
o quel comune, questo o quel territorio per dare agli stessi
contesti un sollievo finanziario, dobbiamo poi comprendere fino a
che punto il percorso legislativo diventa conducente per il
raggiungimento dell'obiettivo che ci siamo prefissati.
Io ho qualche dubbio devo dire, e lo dico all'onorevole Vinciullo.
Poi, per me se l'Aula lo vuole votare, io non invito l'onorevole
Vinciullo al ritiro, onorevole Greco. Ciascuno di noi deve anche
rispondere e, se presente a qualcosa, vuol dire che ha anche una
finalità nobile, alta, una finalità che abbia le caratteristiche
della generalità, dell'astrattezza, ma alcune volte, proprio in
ragione di quell'astrattezza, noi rischiamo che facciamo un
intervento talmente astratto che rimane solo sulla carta che, poi,
sotto un profilo amministrativo, rischierà di non avere
un'attuazione, perché quando si dice le nevicate del 2014 , quali
sono queste nevicate? Come facciamo a dire che sono di Pachino o
che sono di Zafferana Etnea?
C'è stata nel 2014 un'imponente nevicata a Sant'Alfio. A
Sant'Alfio, a Milo, a Zafferana, a Santa Venerina, onorevole Foti,
ricordiamo che nel 2014 ci fu una nevicata che durò una settimana,
con un danno enorme alle colture.
Allora, io non so, noi lo possiamo anche votare questo
emendamento, però, è chiaro, è un emendamento che andrebbe
precisato nella sua forma, nella sua attuazione, nella
finalizzazione, dopodiché, io mi rimetto all'Aula e mi rimetto
anche al buon senso del Governo, perché quando si presenta un
emendamento, mi rendo conto, Assessore, che magari su alcuni c'è
una svista e su altri, invece, abbiamo una maggiore attenzione. Io
dico, però, è il vostro compito, attiene alla vostra responsabilità
di Governo ed amministrativa.
FOTI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, è chiaro, l'ha anche dichiarato
l'onorevole Vinciullo, questi sono contrappesi a quello che è stato
infilato dentro la finanziaria. In merito, però, alle nevicate del
2014, penso, signor Presidente, che nel caso di questo genere di
emendamenti, vada indicata quanto meno la dichiarazione dello stato
di calamità da parte della Giunta regionale. Vi ricordo che qualche
mese fa, ne avevamo proprio calcolate, durante gli ultimi anni, ce
n'erano state a decine, tra inondazioni, grandinate, non ultima la
grandinata di Pasqua che ha colpito gli agrumeti che stanno
fiorendo nella Piana di Catania.
Onorevole Vinciullo, con questi emendamenti, è chiaro che lei
mette in difficoltà l'Aula perché non viene indicato il numero di
uno stato di calamità.
Parlo con l'assessore Cracolici. Lei, penso che, continuamente,
venga richiamato a porre l'attenzione su eventi atmosferici che
colpiscono tutte le zone della nostra Regione. Se ci può, quindi,
dare dei chiarimenti, perché io le credo che ha nevicato, ci
mancherebbe Avrà nevicato in tanti altri posti, come ha detto
l'onorevole Falcone, però, almeno, siccome nelle altre province si
è fatto questo, si è fatto quest'altro, questo sembra un
contrappeso e una ritorsione, più che un concreto aiuto nei
confronti degli agricoltori.
Mi auguro che lei, signor Presidente, anche, non renda ammissibili
certi emendamenti, perché, fino a ieri, si è discusso un'intera
giornata, qui ed in altre sedi, del fatto che la finanziaria doveva
essere per tutti astratta ma, qua, praticamente, stiamo andando a
geolocalizzare i problemi di equilibrio politico all'interno
dell'Aula.
PRESIDENTE. Per una ulteriore puntualizzazione, ha facoltà di
parlare l'onorevole Vinciullo.
VINCIULLO, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Solo per chiarire: c'è la dichiarazione di calamità naturale da
parte del Consiglio dei Ministri.
PRESIDENTE. Con questa ulteriore precisazione, l'Assessore si è
rimesso all'Aula, la Commissione ha proposto l'emendamento, pongo
in votazione il subemendamento 1.25.2. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 1.25, a firma degli onorevoli
Panepinto ed Anselmo, così come subemendato. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Il Governo si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.20, degli onorevoli Falcone ed altri.
Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Il Governo si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 1.6, 1.7, 1.8 e 1.9, degli onorevoli Greco
Giovanni ed altri, sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.14, degli onorevoli Falcone ed altri.
FALCONE. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.10, soppressivo del comma 9 è ritirato?
GRECO GIOVANNI. No, è mantenuto. E' quello che riguarda i comuni.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
GRECO GIOVANNI. Chiedo che la votazione avvenga per appello
nominale.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Verifica dei richiedenti
PRESIDENTE. La richiesta non risulta appoggiata.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, su questo
articolo che fa parte del pacchetto più ampio sulla disabilità, mi
rendo conto che le somme comuni sono già state ridotte e che i
comuni sono in gravi difficoltà, d'altro lato il fatto di prevedere
nell'ambito dei bilanci comunali delle risorse a favore dei
disabili, penso che sia un fatto importante, anche perché queste
risorse non sarebbero aggiuntive rispetto agli interventi già
previsti nei bilanci.
Quello che alla fine si chiede è che una somma pari a 34 milioni
di euro complessivamente nei 390 comuni siciliani sia dedicata alla
disabilità.
Probabilmente, già è così; probabilmente, già nei bilanci dei
comuni vengono già dedicate queste somme; probabilmente, è già di
più, non lo sappiamo con esattezza, vorremmo avere una garanzia che
almeno 34 milioni nei bilanci 390 comuni siano dedicati a favore
della disabilità.
Io sono ragionevolmente sicuro che già sia così, bisognerà vedere
a livello di riparto, assegnazione, se nei singoli comuni si
rispetti questo limite, ma io penso che sia un fatto di civiltà
importante perché non stiamo parlando di somme aggiuntive rispetto
a quanto già oggi i comuni stanziano in bilancio, per cui prima di
votare, ovviamente siete liberi di votare come ritenete, però penso
sia importante, considerare che stiamo parlando complessivamente di
una somma abbastanza esigua.
FALCONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei intervenire
perché secondo me ancora una volta il Governo per bocca
dell'Assessore per l'economia vuole propinare una grande menzogna.
Mi ero ripromesso in questa finanziaria di non intervenire e di
stare un po' a guardarla da lontano, atteso il netto fallimento e
la certificazione chiara dei reiterati insuccessi che le varie
finanziarie, questa è la quinta, del Governo Crocetta ha
conclamato.
E lo voglio dire al collega Assenza, il quale giustamente e
opportunamente ha detto: quattro esercizi provvisori. Ai quattro
esercizi provvisori, caro onorevole Assenza, si sono aggiunti tre
esercizi provvisori in un unico anno, quello del 2017.
Questo è stato il quadro da cui partiamo, Assessore Baccei, e il
quadro da cui si parte, dovremmo andare un po' più indietro per i
comuni e capire lo stato finanziario dei comuni dell'Isola, quello
stato finanziario che è stato analizzato qualche giorno addietro
dall'Associazione nazionale dei comuni siciliani. E
quell'associazione che ha detto che, tra le altre cose, ha anche
sottolineato la difficoltà finanziaria del Fondo per le autonomie
locali, che non era di 340 milioni di euro, qualche anno fa, ma nel
2010 era di ben 780 milioni di euro, caro onorevole La Rocca
Ruvolo. Lei è sindaco di un Comune piccolo, ma quel Comune piccolo
partecipava nel 2008 a un riparto di 940 milioni di euro; quel suo
piccolo Comune partecipava a un riparto nel 2016 di ben 550 milioni
di euro; quel riparto oggi è appena di 340 milioni di euro a cui
vengono tolti 90 milioni di euro per riserve varie e li conosciamo,
riserve di tutti i tipi, riserve come prebende per fare delle
compensazioni all'interno della maggioranza per dare degli
strapuntini a qualcuno.
E siccome c'è un fondo di 340 milioni di euro che sembra chissà
quale fondo, ma i comuni sono ridotti al lumicino, ai comuni a cui
prima dicevamo non dovete fare più feste, non hanno fatto più
feste Non dovete dare più consulenze: non hanno dato consulenze
Non dovete sprecare in varie spese che non rientrino
nell'ordinarietà: non lo stanno più facendo
Quei comuni però ci rendiamo conto che oggi, su 390 comuni
del'Isola, ben 55 sono in una situazione di riequilibrio
finanziario, rischiano di saltare comuni importanti come Catania e
come Palermo, se oggi il Comune di Palermo deve far fronte - e qua
vorrei il conforto del già consigliere comunale ottimo onorevole
Milazzo - a 180 milioni di anticipazione di tesoreria che comporta
sulle casse dei palermitani - lo devono sapere i palermitani -
comporta ben 12 milioni di euro di interessi passivi ogni anno, che
i palermitani lo sappiano bene Altrettanto il Comune di Catania,
laddove una società importante quale la MT sta mettendo in mezzo a
una strada 900 dipendenti. Significa, signori del Governo, che
siamo arrivati al disastro, altro che Partito Democratico Siete
riusciti a creare il disastro in Sicilia In 5 anni avete messo una
Sicilia in ginocchio Questo è il fatturato e il tornaconto Con
questo merito, assessore Baccei, se ne ritorna nella sua Toscana.
PRESIDENTE. Le ricordo che sta intervenendo per dichiarazione di
voto; sull'articolo 1 ha già detto, chi è intervenuto non può
intervenire nuovamente; la pregherei per rispetto dei colleghi che
devono ancora intervenire.
FALCONE. Non ho parlato per dichiarazione di voto dopo la
discussione generale, però ritengo, signor Presidente, che sia
giusto anche esprimere alcuni concetti rispetto ad una grande bugia
fatta da questo Governo.
Se ai comuni abbiamo tolto 90 milioni di riserve, quindi abbiamo
340 meno 90, siamo 250 milioni, stiamo togliendo altri 34 milioni e
stiamo andando a poco più di 200 milioni di euro, ma vi rendete
conto dove ci state portando? Assessori ,altro che sorrisi Io
veramente un sorrisino lo farei, ma lo faremo quando andrete a
casa, perché saranno i siciliani a mandarvi a casa Noi siamo
contrari.
DIGIACOMO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIGIACOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente
della Regione, Assessori, il mio intervento è solo per informare,
prima del voto, che nel caso di bocciatura di questo articolo della
Finanziaria, onorevole Falcone, facciamo rivivere la norma
precedente che blocca il 30 per cento.
Noi abbiamo votato una norma, e lei era mio collega in quest'Aula
insieme ad altri, in cui noi abbiamo fatto una riserva del 30 per
cento sui trasferimenti ai Comuni; questo 30 per cento con questa
norma lo riduciamo al 10 per cento e lo finalizziamo. Se bocciamo
questa norma io per primo chiederò l'applicazione del 30 per cento
di riserva. Quindi, mi permetterei di suggerire di essere molto
cauti e di ritirare l'emendamento perché facciamo danni gravi,
onorevole Falcone.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, io con estrema sincerità, vorrei richiamare tutti quanti
ad una riflessione molto corretta intorno a tutta la vicenda dei
disabili per cercare di evitare che diventi oggetto di
speculazioni, strumentalizzazioni politiche e sinceramente persino
mi rammarico che io debba intervenire su questa vicenda, perché non
vorrei che il mio intervento venisse interpretato nel senso della
difesa del Governoe della politica, oppure che ci sia uno
schieramento politico che voglia fare più degli altri ed altri di
meno.
Noi da anni abbiamo incardinato tutto il sistema della disabilità
attraverso la legge n. 328, l'abbiamo incardinato attraverso il
sistema dei distretti sanitari e dei Comuni.
Ci sono dei passaggi che noi dovremmo considerare nella storia di
tutta questa vicenda che riguarda il trattamento della disabilità:
da un lato un Fondo nazionale sulla disabilità che è ridicolo e non
lo dice nessuno questo. Ho visto ieri il riparto nazionale, il
Fondo è di 400 milioni e ne hanno stanziato persino 380. Quindi, lo
Stato italiano nella globalità sulla disabilità investe 380
milioni, per essere chiari, escludendo la parte sanitaria che, poi,
è in concorso con le Regioni, quelle che attengono al Fondo
sanitario, perché vorrei ricordarvi che sul Fondo sanitario che è
di circa 300 milioni in Sicilia, 150 in pratica sono dello Stato e
150 sono fondi regionali. Lo Stato per la disabilità, per
l'assistenza socio-assistenziale investe. Nel frattempo c'è una
legge che opera da anni che dice che tutto il sistema si incardina
attraverso i Comuni.
Voglio ricordare, storicamente, che prima che si costituisse il
Fondo per le autonomie locali, i Fondi ai Comuni venivano
trasferiti con destinazione di vincolo. Significa che i 300
milioni, i 340 milioni che noi prevediamo, in passato, venivano
distribuiti tanto per la scuola, tanto per la disabilità, tanto per
il trasporto alunni, tanto per i buoni scolastici, eccetera. Nel
frattempo, tutto questo si è trasformato in un Fondo unico che non
ha più destinazioni di vincoli.
La Regione siciliana, in questi anni, grazie al contributo vostro,
nostro, ha mantenuto comunque il trasferimento nei confronti degli
Enti locali in presenza di progressive riduzioni dei fondi ai
Comuni su altre cose, perché lo Stato non è che trasferiva per
queste finalità Lo Stato, per queste finalità, trasferiva alla
Regione siciliana 36 milioni di euro, per intenderci, ed ha
continuato a trasferire questo, che per legge, non erano nelle
casse della Regione, ma andavano destinati ai distretti socio-
sanitari per potere fare la politica dei disabili.
Capite bene che questo ha significato
Mi piacerebbe molto se l'onorevole Falcone mi ascoltasse perché
gli vorrei parlare con il cuore. Onorevole Falcone, mi piacerebbe
molto se lei mi ascoltasse perché le vorrei parlare con il cuore
prima che con la testa, perché se in questa vicenda non ci mettiamo
un po' di testa e un po' di cuore, alla fine, noi questo problema
non lo risolveremo mai.
I termini sono questi. Si è verificato un progressivo abbandono
dei disabili. Questo è il tema. La Regione sta facendo quest'anno
uno sforzo
Onorevole Falcone, però, io sto intervenendo per lei. Posso anche
ritirare il mio intervento. O esiste una dialettica possibile e
democratica oppure tutto diventa una finzione in questa Aula.
Votare, non votare, il voto segreto, io lo trovo scandaloso che si
chieda il voto segreto su una vicenda come la disabilità. Intanto,
lo trovo scandaloso sempre perché ognuno dovrebbe assumersi la
responsabilità degli atti che vota e non vota.
Ora, noi abbiamo Comuni che, in pratica, non hanno più speso
risorse. Questo è il tema. La Regione, nel passato, non era in
condizione di fare, abbiamo trovato 2 miliardi per intenderci meno
e vi ricordo che ogni nuova spesa è stata impugnata per ben tre
anni. Ve la ricordate la vicenda, no? Ogni volta che tentavamo di
mettere risorse c'era il Commissario dello Stato che ci diceva:
Siccome avete il disavanzo voi, prioritariamente, non potete avere
capitoli di bilancio che non erano già previsti negli anni
precedenti , quindi noi, praticamente, per il 2013, 2014 e 2015 non
abbiamo potuto creare alcuna nuova spesa.
Quest'anno siamo finalmente in condizione
Io ringrazio anche il mondo della disabilità, anche gli artisti
che si sono mobilitati, ma anche i Gruppi parlamentari che pongono
questa vicenda, però, noi dobbiamo stabilire un principio: che in
questa vicenda ci deve stare lo Stato nei confronti del quale
dobbiamo avviare un contenzioso perché è ridicolo quel fondo, al di
là delle appartenenze politiche; è ridicolo un fondo.
Nessuno pone questo problema. Noi lo dobbiamo fare diventare per
forza lo scontro politico all'interno della Regione quando, invece,
su questo non dovremmo fare alcun tentativo né di mettere cappello
su quello che si fa, né di attribuire responsabilità su quello che
non si fa.
Qui c'è un primato che noi dobbiamo stabilire che sono i diritti
delle persone diversamente abili, anzi non mi piace il termine,
direi soggetti con diversa abilità, che è più giusto perché non
esiste la classificazione delle persone in relazione all'handicap
che può avere, esiste l'uomo, il cittadino, il titolare di diritti
e di doveri.
Noi siamo responsabili, in questi anni, di non avere previsto anzi
no in questi anni, perché se noi non lo abbiamo potuto fare nel
2013, 2014 e 2015 perché le spese non erano previste prima e noi
dovevamo coprire il disavanzo di meno 2 miliardi che abbiamo
trovato nel 2012, significa che negli anni precedenti non era stato
previsto alcun fondo addizionale regionale sulla disabilità.
Stiamo facendo lo sforzo. Non sono numeri a caso perché quando
vedrete tutti gli emendamenti vi renderete conto che stiamo facendo
lo sforzo. Stiamo facendo lo sforzo che è semplice, io lo considero
persino un dovere e mi vergogno per il fatto che noi non ci abbiamo
pensato prima a fare queste cose e, quindi, credo che pur non
sentendomi personalmente responsabile, politicamente debba
assumermi la responsabilità di un Governo anche se queste cose non
possano essere un alibi per giustificarsi.
Noi dobbiamo chiedere scusa ai disabili, però dobbiamo stabilire
al concorso della spesa così come dice la legge n. 328 debbono
partecipare tutti. Perché debbono partecipare tutti? Perché c'è una
competenza dello Stato a cui dobbiamo chiedere di più, Comuni ai
quali dobbiamo chiedere di più su questo fronte, Regione alla quale
dobbiamo chiedere il massimo. Questo è il tema.
Solo attraverso un concetto, infatti, noi non mettiamo eccessivi
vincoli perché questi vincoli se li troveranno anche i valori
successivi che non avranno alcuna possibilità di risolvere se le
cose rimangono incardinate dentro il quadro legislativo che noi
abbiamo.
Ora abbiamo la necessità di aprire un tavolo con i soggetti della
diversa abilità, e con loro vedere il modo migliore come arrecare
le somme e come fare l'assistenza.
Un potere democratico si confronta senza arroganza con la società
ed io ho accettato anche il massacro mediatico su questo pur di
discutere, non mi sono rifiutato ai confronti massacranti, laddove
c'è un Presidente della Regione che sta proponendo, in quest'Aula,
un emendamento di 100 milioni, poi diventano 20, ditelo alla
stampa, dimenticate che quei 20 in realtà ci sono, perché sono quei
20 milioni che sono spariti in Commissione Bilancio' finalizzati e
che, giustamente, noi concordandolo anche con la Commissione
Bilancio' abbiamo ritenuto giusto ripristinare, perché non penso
che la Commissione, poi, le forze politiche volessero togliere quei
milioni; c'era un intesa che l'avremmo fatto e lo abbiamo fatto.
Poi, stiamo anticipando le risorse del 2016 e del 2017 dello Stato
che non ci vengono versate, abbiamo già stanziato 19.150 milioni
per il trasporto che abbiamo già trasferito, destiniamo 34 milioni
ai comuni come compito.
Vogliamo mettere un'ulteriore clausola? Che sono obbligati se
necessario, qualora le risorse trasferite siano insufficienti?
Questa potrebbe essere una clausola di mediazione, però, se noi
pensiamo che i comuni non debbano impegnare quelle risorse
prioritariamente a queste cose
Vi faccio un piccolo esempio: quando ero sindaco di Gela ero
componente dell'ATO CL2, c'era un piccolo comune che doveva pagare
300 mila euro l'anno di rifiuti, quel comune quei 300 mila euro di
rifiuti non li pagava mai, però, faceva 300 mila euro l'anno di
consulenze.
FORMICA. Chi era?
CROCETTA, presidente della Regione. Non voglio accusare nessuno,
infatti, non sto citando neanche i nomi. Stiamo dicendo che,
prioritariamente, loro debbono occuparsi di queste esigenze, così
come stiamo facendo noi, perché è chiaro che se prendiamo,
anticipiamo delle risorse all'Irfis, anche quelle incidono su altre
voci, oppure se tagliamo risorse incidono su altre voci, però, se
noi decidiamo di tagliare quella linea di indirizzo che mi obbliga
i comuni, prioritariamente, a destinare il 10 per cento alla
disabilità, allora, chi fa questi emendamenti deve avere il
coraggio di presentare un emendamento in Aula in cui toglie risorse
da altre voci e se ne assume la responsabilità, perché è facile
dire no e creare il caos, bisogna avere la capacità
dell'opposizione costruttiva.
Si vogliono dare, in pratica, più risorse ai comuni, bene Allora,
si abbia il coraggio di dire dobbiamo trovare questi 34 milioni da
altre fonti finanziarie. Che significa? Ciò significa avere il
coraggio di fare un'opposizione costruttiva, altrimenti, è soltanto
caos, è soltanto lotta di tutti contro tutti, e diamo la
possibilità di apparire nell'immaginario anche nazionale, come la
Regione che privilegia tutti. Le spese dei disabili sono spese
urgenti, necessarie e prioritarie esattamente come lo sono quelle
dei forestali, quelle degli articolisti, e quelle dei trasferimenti
ai comuni, con la differenza che qui c'è una lesione fondamentale
dei diritti dell'uomo che compromette l'uguaglianza di questi
soggetti, quindi, non possiamo assolutamente pensare di tagliare
senza fare proposte alternative.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi prego di intervenire sempre per
dichiarazione di voto. Non riapriamo dibattiti.
RINALDI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non ho capito
una cosa e cioè se li stiamo aiutando oppure no. Non mi ricordo se
nella legge n. 328 ci sia un limite, ma qualora ci fosse questa
percentuale del 30 per cento e adesso diamo il 10 per cento per
svolgere tutti i servizi che i Comuni devono svolgere, abbiamo
diminuito le risorse ai Comuni per sostenere tutte le categorie dei
disabili che ci sono all'interno di ogni territorio
Questa maggioranza si deve mettere d'accordo. Li stiamo aiutando o
stiamo decurtando soldi?
Decidete e fateci sapere perché, a mio avviso, state dicendo tutto
ed il contrario di tutto.
Fateci sapere quello che volete fare perché non si possono aiutare
diminuendo
CROCETTA, presidente della Regione. Non ci sono altre risorse.
Sono aggiuntive
TANCREDI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TANCREDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, ho apprezzato il suo intervento perché,
giustamente, gli ultimi vanno aiutati, ma è quattro anni e mezzo
che governate
CROCETTA, presidente della Regione. Ho spiegato le ragioni per cui
non potevamo mettere altri capitoli.
TANCREDI. Questo me lo potevo aspettare i primi sei mesi di
legislatura. Me lo sarei aspettato nelle concertazioni con lo
Stato, me lo sarei aspettato nella richiesta di risorse aggiuntive,
me lo sarei aspettato nel 2013. Non lo possiamo fare gli ultimi sei
mesi, tra l'altro, le ricordo che le risorse di comuni
CROCETTA, presidente della Regione. Allora votate contro
TANCREDI. I Comuni sono alla canna del gas Tagliando e
continuando a tagliare, sugli ultimi, perché i Comuni sono gli
ultimi, in questo momento, non oso pensare di mettermi nei panni di
un sindaco in questo momento
Le risorse agli ultimi vanno trovate, ma non vanno trovate
tagliando altri servizi ad altri cittadini perché, fino a prova
contraria, tutti i cittadini hanno gli stessi diritti.
Nel momento in cui noi impediamo ad i Comuni di avere risorse
adeguate per tutti, automaticamente, in maniera indiretta,
danneggiamo anche quei disabili.
CROCETTA, presidente della Regione. Mi dice dove li troviamo? Fate
gli emendamenti sostitutivi e vi assumete le vostre responsabilità.
TANCREDI. Il ragionamento va fatto a 360 gradi, in ambito
collettivo ed andava ragionato con lo Stato, in maniera adeguata,
in tempi precedenti. Adesso, purtroppo, la coperta è cortissima,
non corta ed ovviamente ci troviamo tutti in difficoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà..
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
onorevole Presidente della Regione, ho ascoltato con grande
interesse quello che lei ha detto.
Lei ha detto dobbiamo avviare un contenzioso. Lasciamo stare
perché sui contenziosi già noi ci siamo mortificati abbastanza con
Roma. Si sono susseguiti diversi Assessori per l'economia. Ognuno
di questi ha portato un diverso accordo e su ogni accordo abbiamo
rinunciato a qualche contenzioso, anche su contenziosi dove avevamo
ed avremmo avuto ampi margini di vincita davanti alla Corte
Costituzionale, presidente della Regione. Me lo ricordo da
componente della Commissione Bilancio' e questo ce l'ho
chiarissimo.
CROCETTA, presidente della Regione. Parlate di disabili
MILAZZO GIUSEPPE. Onorevole Presidente, lei poco fa ci ha
richiamato al rispetto. Io l'ho ascoltata, almeno ascolti chi la
pensa diversamente da lei. Lei vuole il confronto ed io al
confronto ci sto.
Abbiamo dato la colpa al Commissario dello Stato che ci ha
impugnato delle leggi.
No, le avete scritte male le leggi, per questo ce le hanno
impugnate. Anche questa è scritta male, presidente Crocetta, la
leggo con lei: Per le finalità di cui alla legge 8/2000 n. 328 -
la la finalità, il cuore della legge, l'impianto stesso è un aiuto
concreto alle persone o alle famiglie in difficoltà. Noi stiamo
infilando nella n. 328 somme che hanno un'altra finalità, perché la
n. 328 non è solo ed esclusivamente destinata a disabili ma parla
di persone o famiglie in difficoltà, quindi, questi soldi che
infilerete non hanno nemmeno la certezza di essere destinati a
finalità che voi volete dare.
Ma leggiamo tutto il giro che deve fare questa somma: I Comuni
destinano il 10 per cento quindi, delle loro risorse, Presidente
della Regione stiamo facendo, se volessimo citare un vecchio
ministro dell'economia, una teoria Tremonti, cioè un provvedimento
lineare, cioé il 10 per cento per tutti i Comuni, senza distinzione
alcuna, quindi i Comuni che ne hanno meno li devono vincolare e non
li potranno utilizzare per fare altro, i Comuni che ne hanno di più
non avranno risorse maggiori per potere garantire più disabili. Già
è iniquo questo 10 per cento, a Palermo diciamo orbu , 10 per
cento per tutti, quindi il comune di Blufi che ne ha uno deve
destinare il 10 per cento, ingessare, destinare significa ingessare
per legge.
Io dico che è una norma anticostituzionale perché va a intaccare
l'autonomia di un Comune, perché il bilancio del Comune è materia
esclusiva del Consiglio Comunale, Presidente della Regione, e da
voi su questo non possono certamente arrivare lezioni.
Quindi, la Regione va a ledere una competenza costituzionale,
perché il Comune di Palermo, il Comune di Catania, il Comune di
Canicattì ha ampia discrezionalità sul proprio bilancio.
Non posso dire il 10 per cento del tuo bilancio, io posso dire il
10 per cento di un nuovo trasferimento lo devi destinare, quindi,
fare una riserva lo vado a destinare, ad esempio ti do un milione
di euro, il 10 per cento di questa risorsa deve essere destinato a
questo.
Noi stiamo vincolando il 10 per cento, stiamo destinando il 10 per
cento per una finalità, quindi, Blufi, lo ripeto di nuovo, ha un
disabile il 10 per cento, Palermo ha 300 disabili - quindi non ci
arriverà a coprire solo col 10 per cento - non avrà come fare,
quindi, attaccati al tram visto che è un argomento palermitano,
infatti, ZTL è cosa che sta a cuore
Seconda lacuna di questa norma - lei ha voluto il confronto e io
glielo ho letto -, andiamo alla parte finale, guardate che giro:
Sulla base degli atti di indirizzo da emanarsi entro 30 giorni
dalla data dell'entrata in vigore della presente legge con
provvedimento del Presidente della Regione, su proposta
dell'Assessore regionale per la famiglia e le politiche sociali e,
poi, previo parere della IV Commissione , - mettiamoci pure,
chiamiamoli ad uno ad uno al telefono -, ebbene, quando li
prenderanno queste risorse? Presidente, la promessina che lei aveva
fatto di un trasferimento diretto a questi disabili non c'è scritto
in questa legge. Non le boccerò questa, Presidente, non glielo do
questo alibi, non glielo darò questo vantaggio. Io le dico che è
una norma
CROCETTA, presidente della Regione. Vi assumerete le
responsabilità perché se qui non esce la legge sulla disabilità
Io la faccia per voi non ce la metto. Scorretti
MILAZZO GIUSEPPE. Lei si può adirare quanto vuole, Presidente, io
le dico che questa norma è inefficace, i disabili non saranno
garantiti, io non gliela boccerò perché altrimenti dirà E'
Milazzo .
Presidente, se un deputato inveisce contro un altro deputato lei
chiama i questori ed i commessi, questa regola vale per tutti, non
è valido il fatto che visto che si tratta del Presidente della
Regione può sbraitare contro un parlamentare e poi uscire dalla
porta e continuare e gli viene concesso, perché le regole valgono
per tutti da Milazzo a tutti.
Ritorniamo al merito della legge. Io la legge non gliela boccerò
perché poi direte che è il Parlamento, perché tutti scaricano sul
Parlamento.
Io ve l'avevo data la soluzione: bocciamo tutta la finanziaria e
ce ne andiamo a casa che siamo più seri, però, dobbiamo fare questo
spot elettorale, facciamolo, sarà una norma inefficace.
Chi è intervenuto Pif? Jovanotti? La prossima volta interverrà
Benigni, non so chi, anche capi di altri Stati, non so chi
interverrà la Merkel dicendo: Ve lo spiegheremo noi come dare
questi quattro soldi a questi signori che da anni, ora è
un'emergenza, quattro anni e mezzo, ora è un'emergenza, gli ultimi
sei mesi di questa legislatura ci siamo accorti che i disabili sono
un'emergenza, per 4 anni e mezzo, in questa Aula, la parola
disabile non è stata pronunciata Nelle leggi che sono state
impugnate da parte del Commissario la parola disabile non c'era.
Ma di che cosa state parlando? Ed ora, negli ultimi 6 mesi,
dall'approvazione della legge altri 30 giorni, poi, chiederemo un
altro parere, poi, aspetteremo la Commissione e siamo lì per lì che
è finita la legislatura e tutto è compiuto, Presidente.
Per me è una farsa
Presidenza del vicepresidente Lupo
Comunicazione relativa a nuova denominazione di Gruppo
parlamentare
PRESIDENTE. Do lettura della nota a firma dell'onorevole D'Asero,
testé pervenuta in data odierna a questa Presidenza:
«Palermo, 19/04/2017
Il sottoscritto onorevole Antonino D'Asero, nella qualità di
Presidente del Gruppo parlamentare Nuovo Centro Destra , con la
presente, a nome di tutti i componenti dello stesso Gruppo
parlamentare, comunica che, a far data da oggi, quest'ultimo assume
la seguente nuova denominazione Alternativa Popolare . Distinti
saluti».
Pertanto, a decorrere dal 20 aprile 2017, il Gruppo parlamentare
presieduto dallo stesso deputato assume la nuova denominazione
Alternativa Popolare .
L'Assemblea ne prende atto.
(Applausi)
Presidenza del vicepresidente Lupo
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
1276/A
FOTI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. A seguire l'onorevole Ragusa Orazio.
FOTI. Signor Presidente, onorevole colleghi, Assessori, non è che
si capisca molto, tra l'altro gli interventi, in particolare, della
maggioranza ci hanno lasciato alquanto perplessi. Mi riferisco a
quanto è stato detto dall'onorevole Di Giacomo, cioè attenzione
esiste già una norma per cui il 30 per cento delle somme destinate
ai Comuni deve essere, in qualche modo, vincolato al socio-
sanitario, alla disabilità.
Allora, ci chiediamo: stiamo riducendo o stiamo aumentando?
Perché, Presidente, penso che l'ultima cosa di cui si abbia bisogno
siano scudi umani.
Dobbiamo trattare come scudi umani le persone con disabilità?
Questo è quello che ci chiediamo, perché qui il problema è capire
se ai Comuni si può imporre o meno di destinare delle somme in
maniera vincolata. E, se questi Comuni, come ho sentito dire in
Aula, hanno destinato i soldi per questioni abbastanza futili, tipo
feste per anziani, si diceva questo, pensiamo di risolverlo con una
norma?
Ora, io ho sentito anche il presidente Crocetta, direi che di
tempo ne ha avuto, ha alternato ben 5 Assessori, anzi ne approfitto
per salutare il nuovo Assessore, di tempo ce n'è stato, è da tempo
che si chiede di creare l'integrazione socio-sanitaria ed il fondo
unico. Ci si è arrivati last minute, sulla spinta mediatica ma
vorremmo capire e, magari, che gli Assessori o l'assessore Lantieri
o l'assessore Mangano ai servizi sociali ci facciano capire meglio
se questo 10 per cento è una novità oppure se già esiste questo 30
per cento vincolato e, se è stato utilizzato male, Presidente, qui
mi sembra che si vada di nuovo verso una toppa che è peggiore del
buco.
Vorrei dire, poi, al presidente Crocetta che bisogna trovare le
coperture. Noi come Gruppo parlamentare attraverso le decurtazioni
dei nostri stipendi abbiamo di recente finanziato 60 borse di
studio per atleti disabili, proprio per permettere loro di poter
eccedere ad uno dei diritti che dovrebbe essere consentito a tutti,
per carità, ma a maggior ragione a chi ha una situazione, di fatto,
di svantaggio. Quindi, se le risorse si vogliono trovare, la
maggioranza ha tutti i margini per fare dei tagli opportuni e
trovare copertura per i servizi ai disabili. Quindi, mi aspetto che
gli Assessori al ramo ci chiariscono quali sarebbero le differenze
tra il prima ed il dopo, con l'approvazione eventuale di questo
articolo.
PRESIDENTE. Ha chiesto di interviene il Presidente della Regione,
onorevole Crocetta.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
deputati, siccome dalla Commissione Salute', dove sono molto
tecnici, ci fanno sapere che già sui fondi trasferiti ai comuni,
esiste un vincolo del 30 per cento che deve essere destinato alla
spesa sociale che è generico, il 10 per cento, almeno il 10 per
cento, deve essere destinato ai disabili.
E, quindi, non gli stiamo togliendo niente ai comuni
FALCONE. E' ambiguo
CROCETTA, presidente della Regione. E' ambiguo. E' ambiguo,
quindi, lo precisiamo. Chiediamo cinque minuti di sospensione per
potere scrivere un emendamento per risolvere le perplessità. C'è
sempre una soluzione.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Ragusa. Nel
frattempo il Governo può procedere alla riscrittura
dell'emendamento; se fosse necessario sospendere per qualche minuto
lo faremo.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio il
Presidente Crocetta perché privando dell'enfasi delle sue crociate
interventistiche in Aula, poi, quando si calma, riesce a far capire
alla platea, a tutti i deputati, il senso reale di questo comma 9.
Di fatto, cosa stiamo facendo stamattina? Assumendoci una grande
responsabilità, preso atto che le disabilità vanno sempre
rispettate, preso atto che forse questo Governo non ha fatto poi
così tanto nei confronti delle disabilità, ad oggi c'è una presa di
coscienza forte ed importante di tutte le parti sociali, ivi
compresa la politica. Noi stiamo solo dicendo, stamattina, che il
10% dei trasferimenti che vanno ai comuni attraverso la legge n.
328, saranno destinati alle disabilità. Ed ora, più chiaro di così
forse non si può dire.
Sarebbe, allora, opportuno che la norma venisse riscritta per
essere più chiara, così non incorriamo in alcuna mistificazione,
non incorriamo in alcuna incomprensione e siamo tutti convinti che,
ad oggi, finalmente, questo Governo ha preso atto che in Sicilia ci
sono le disabilità, e le aiuta e le sostiene.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
brevemente, per dire di chiudere la polemica su questo 10%, e lo
dico da sindaco, perché è chiaro che la conferenza Regione-
Autonomie locali potrà meglio modulare esattamente l'utilizzo di
questa riserva che viene contenuta in questa norma.
E, chiedo umilmente ai colleghi di chiudere questa partita che, se
continua ad essere poggiata, come ragionamento, sul dolore di
persone, famiglie, ed ognuno di noi prova, magari non conoscendo i
dettagli delle riserve, non conoscendo un percorso anche normativo
di questi anni, rischiamo di parlarci addosso e di far parlare male
di noi. Per cui, da sindaco, pur sapendo che, in questi anni, il
fondo delle autonomie locali è stato ridotto sensibilmente di anno
in anno e di legislatura in legislatura, dico di chiudere questa
partita ed andare avanti e non intratteniamoci ancora a filosofare
sul diritto dei disabili gravissimi rispetto a questo 10%.
Mi auguro che l'assessore alle autonomie locali, con l'assessore
al welfare della Regione siciliana, possano trovare un modo per
articolare l'utilizzo di queste risorse rispetto alle decisioni ed
ai provvedimenti dei comuni.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo è un
problema abbastanza grave ed importante da seguire, anche perché
ormai i disabili, in particolare quelli gravi, sono ormai
all'attenzione di tutti e, quindi, ahimé, forse è stato anche
sbagliato non pensarci prima, perché ci sono tanti disabili
tetraplegici che hanno sofferto veramente la loro condizione di
vita e mettendoci tanto anche di tasca propria.
Sulla legge 328 del 2000 che, ricordo a memoria avendo fatto il
Consigliere comunale a Palermo per dieci anni, è una legge
abbastanza complicata, considerate che le risorse la Regione
siciliana le mette a disposizione dei comuni in base alla densità,
in base al numero degli abitanti; considerate che i comuni come
Palermo, Catania e Messina prendono quasi tutto, essendo aree
metropolitane abbastanza vaste.
Ricordo benissimo che esiste la possibilità, attraverso la
Conferenza Stato-Regioni, di intervenire, perché le uniche risorse
che possono essere utilizzate sono quelle dello Stato. Non possiamo
più tagliare, oggi con il comma 9 all'articolo 1, il dieci per
cento, dove già in questi anni abbiamo ridotto veramente i comuni
al lumicino e ancora ci azzardiamo a dire di ridurre un altro dieci
per cento per agevolare questo percorso, che secondo me è
sbagliato.
Quindi, una Conferenza Stato-Regioni dove va a utilizzare i fondi
PAC, che già di questo mi ricordo in quel periodo in cui feci il
consigliere comunale, c'era la possibilità ogni biennio
dell'utilizzo dei fondi PAC che danno la possibilità alla Regione
dell'utilizzo e di dare finalmente più ossigeno ai comuni per
appunto agevolare queste persone che tanto hanno bisogno.
Questa potrebbe essere un'iniziativa. Poi l'errore grave è che il
sociale è entrato pure nel patto di stabilità. Quindi la Sicilia,
grande regione, con 5 milioni di abitanti, essendo che queste
risorse entrano pure nel patto di stabilità, mettono ancora di più
in croce, il Governo, il Parlamento nelle decisioni.
Questa è una delle cose che a mio avviso il Presidente del Governo
regionale deve intraprendere: un percorso con il Governo nazionale
affinché possa portare risorse fuori dal patto di stabilità ed
essere attribuita la Regione siciliana, altrimenti non c'entriamo
anche in questa percentuale.
Considerate che la legge n. 328 ha un raggio di interventi che si
fanno con gli anziani, minori, disabili, tossici, nomadi. Pensate
che i comuni danno risorse anche ai nomadi.
Quindi è una voce di spesa, un intervento molto, molto complicato,
dove se non c'è l'aiuto dello Stato, la Sicilia e le regioni in
particolare del meridione d'Italia, ne avranno sicuramente una
condizione di vita molto fragile.
RINALDI. Chiedo di parlare per un chiarimento.
LUPO. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo dire che,
alla luce dei chiarimenti esposti dal Governo, e che cioè questo 10
per cento è all'interno del 30 per cento, abbiamo capito che questa
norma è una presa in giro per i disabili; praticamente non stiamo
aggiungendo nulla di nuovo rispetto alle somme già destinate ai
comuni e per questi disabili.
Stiamo prendendo in giro i disabili per l'ennesima volta, cioè
questo Governo, che si era impegnato a dare delle risorse
aggiuntive per i disabili, non fa altro che dire: delle risorse che
generalmente e annualmente diamo ai comuni anche per queste
disabilità gravi, il 10 per cento lo diamo a loro. E qual è la
novità? Qual è l'aiuto in più che questo Governo sta dando ai
disabili?
PRESIDENTE. Aspettiamo la riscrittura, dopo di che potremo meglio
valutare. Se la riscrittura è pronta invito il Governo a
presentarla per distribuirla ai deputati.
In attesa della riscrittura, se l'Assessore per l'economia prende
posto, potremmo accantonare i due emendamenti 1.10, 1.15 e, a
guadagno di tempo, passare all'emendamento 1.11 che è soppressivo
del comma 10.
Chiedo all'onorevole Greco se l'emendamento 1.11 è mantenuto o
ritirato?
GRECO GIOVANNI. Aspettiamo la riscrittura.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa in attesa
della riscrittura del comma 9 da parte del Governo, considerati gli
emendamenti soppressivi 1.10, 1.15.
(La seduta sospesa alle ore 13.42, è ripresa alle ore 13.56)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è in distribuzione l'emendamento
1.34, a firma del Governo, che è una parziale riscrittura del comma
9 dell'articolo 1
Invito il Governo a illustrare l'emendamento di riscrittura.
DI MAURO. Ma a quale comma è?
PRESIDENTE. Al comma 9.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
deputati, io avevo sentito la priorità ed ho fatto fare ai tecnici.
Una volta ogni tanto diciamo che i tecnici potrebbero essere anche
precisi, non sempre è precisa la politica.
Io ho sentito un po' mi è sembrato di capire anche parlando con
l'onorevole Falcone con altri che l'obiettivo è di destinare
sostanzialmente ai disabili gravi e non di confonderli con i soldi
della 328 fondi, per il quale rappresento che quest'anno noi stiamo
già anticipando 68 milioni in corso di trasferimento. Quindi,
andare a impinguare ulteriore risorse sulla 328 generica non serve,
sui gravissimi mi pare che abbiamo già disciplinato abbastanza; c'è
un problema per i gravi che spesso non hanno alcuna forma di
assistenza. Ed questo, così mi pare che alla fine rimanga l'unico
vincolo scritto in questi termini, scritto in questi termini è
l'unico vincolo che hanno.
Tenuto presente che la spesa storicizzata era il 30 per cento, noi
stiamo dicendo che hanno un vincolo che si potrebbe apprezzare
anche dicendo che quella percentuale va considerata eventualmente
anche in altri vincoli, però posta così io credo che funzioni e
assicuriamo soprattutto un intervento immediato ai disabili gravi,
che è il tema principale che abbiamo è la disabilità grave e
gravissima.
Questo potrebbe consentire immediatamente di avere un intervento,
immediatamente perché potrebbe permettere all'Assessorato alla
Famiglia già approvato in bilancio di fare quei trasferimenti e
quindi potrebbe permettere immediatamente ai Comuni di avviare un
intervento per i gravi.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Le chiedo peraltro se, alla luce della
riscrittura, ritira l'emendamento soppressivo a sua firma.
FALCONE. Cerchiamo di spiegarlo signor Presidente, noi abbiamo
ascoltato un po' gli interventi che si sono susseguiti: dopo di me
l'onorevole Digiacomo, poi successivamente il Presidente Crocetta,
ancora l'onorevole Panepinto, abbiamo ascoltato questi, per dire
gli interventi più importanti della maggioranza, per spiegare
l'importanza dell'intervento ai disabili.
L'onorevole Milazzo aveva spiegato giustappunto che così come era
articolata la norma non avrebbe sortito alcun effetto, perché
destinare la somma del 328 significa tutto ma non significa nulla;
la 328 del 2000, che è una legge tra l'altro non recepita dalla
regione siciliana, vuole dire un ampio spettro di assistenza ai
disabili, alle categorie fragili, alle donne sole, agli uomini in
difficoltà e così via. Allora il Presidente Crocetta è corso ai
ripari e ha voluto procedere ad una riscrittura, finalizzando il
10% per l'assistenza ai disabili gravi, cercando nel combinato
disposto con l'articolo 15 successivamente, di trovare una
soluzione per questa categoria.
Noi, in linea di principio siamo d'accordo, assolutamente, chi non
è d'accordo a dare un sostegno ai disabili? Ma riteniamo, onorevole
Di Mauro, che lo strumento che stiamo utilizzando, che il Governo
vuole utilizzare, sia per un certo senso inefficace, per altro
senso inutile, per altro verso ancora sia di aggravio ai comuni, e
spiego il motivo. Cosa faranno quei comuni che non hanno una platea
di disabili gravi pari al 10% dei trasferimenti che la Regione
assegna loro? Se il comune di Casteldaccia - vedo l'onorevole Di
Giacinto - non ha disabili per la cifra, prenderà circa
settecentomila euro di trasferimenti, forse ottocentomila euro, ma
se ha un solo disabile grave cosa fa? Destina comunque quella cifra
del 10% ad un disabile che non ha? E se i comuni di San Cono, per
andare a Catania, o di Delia per andare ad altre province, hanno
invece una platea superiore di disabili gravi, cosa fanno? Col 10%
questi comuni non sono nelle condizioni. Gli altri soldi chi li
mette, se tra l'altro stiamo creando il combinato disposto col
successivo articolo 15, che dice che i disabili comunque, qua
dovremmo capire poi se sono solo quelli gravissimi, vengono
assistiti dalle Asp, e addirittura i disabili gravi vengono con
quel fondo che si crea, e che si è creato con i trentaseimilioni in
precedenza? Vengono assistiti con la dazione diretta, con
l'erogazione diretta di un assegno, su cui tra l'altro sono
intervenuti il terzo settore delle cooperative, ma lo diremo poi al
successivo articolo 15 la dove si dice, che questa che si potrebbe
aprire il mercato delle cosiddette erogazioni dirette.
Allora, Presidente Crocetta, noi siamo convinti che la materia dei
disabili vada inserita in un unico articolo, cerchiamo di fare una
norma di buon senso, e una norma per la quale lei non deve salvare
la faccia, lei deve dare una risposta ai disabili, noi non dobbiamo
fare una norma paravento perché lei deve salvarsi da Pif, deve
salvarsi da Jovanotti, deve salvarsi dai fratelli disabili che
giustamente rivendicano il loro diritto all'assistenza, qua noi e
questo Parlamento deve dare una risposta alla categoria, e non
domani, non domani scaricando in capo ai comuni che non hanno già i
soldi per garantire altre esigenze necessarie.
CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, Presidente della Regione. Per un brevissimo chiarimento,
io sono favorevole a dire il fondo totale, però occhio ai numeri
Perché nei primi approcci che noi abbiamo avuto rispetto ai numeri
per esempio dei gravissimi, la città di Palermo che fa
ottocentomila abitanti faceva 100 disabili gravissimi ed il comune
di Partinico ne faceva 150.
Quindi, stabiliamo che il fondo totale è il 10 per cento delle
autonomie locali. Per la legge dei grandi numeri i numeri si
rassomigliano, cioè se l'Emilia Romagna ha 1400 disabili
gravissimi, su un popolazione di 4 milioni e mezza, in Sicilia
possono essere 1700.
Infatti, dopo gli accertamenti che abbiamo fatto, sono 1750. Per
la legge dei grandi numeri, si rassomigliano, poi ci possono essere
situazioni locali.
Possiamo trovare, onorevole Falcone, dei meccanismi compensativi.
Secondo me vanno fatte direttive certe. Questo andrebbe fatto sulla
base di direttive specifiche che verranno emanate dall'assessorato
alla famiglia, come tutte le altre cose, e si potrebbero evitare
questi problemi.
Il tema c'è perché a quel punto ci potrebbe essere un interesse
per esempio, a sottovalutare persino il numero dei disabili.
Questo è il tema perché un comune che ne ha di meno può migliorare
le prestazioni. Ci sono i fondi aggiuntivi perché se andate a
vedere gli altri emendamenti, per esempio, il fondo nazionale verrà
trasferito attraverso i distretti, poi dovremo stabilire i criteri
nel nuovo fondo creato con il nuovo emendamento.
Questa norma è fatta. Noi abbiamo pensato ad un intervento mirato
ai gravissimi. Ci rimangono scoperti in questo momento i gravi. Se
diamo questo trasferimento i comuni, il mese prossimo possono fare
subito gli interventi per i gravi, nelle more che riorganizziamo il
sistema.
Vogliamo creare strumenti, anche intermedi ed immediati che non
tengono perché la materia della disabilità, purtroppo, io me la
sono dovuta studiare e l'ho fatto persino volentieri Lo Stato da i
fondi, poi non te li da poi devi stabilire i criteri, poi la
Regione non li riceve, poi ai distretti, poi i distretti debbono
riunirsi ai comuni.
Stiamo dando un fondo ai Comuni, prescindendo da tutto quel
meccanismo immediato. Stiamo dicendo la parte vostra destinatela
nel modo più efficace che ritenete e i Comuni più virtuosi
sapranno migliorare i servizi.
Gli permettiamo, con l'intervento immediato che non lascia senza
cura, nelle more della riorganizzazione del sistema.
Occhio ai numeri, onorevole Falcone, diamo la possibilità di
intervento diretto, immediato. E' anche giusto che i comuni
partecipino alla spesa.
GRECO Giovanni. Al 30 per cento aggiungiamo un 10 per cento
CROCETTA, presidente della Regione. Ripeto, per anni abbiamo
imposto il 30 per cento alla spesa sociale. La spesa sociale ai
Comuni era generica perché quando parliamo di sociale è tutto,
anche le manifestazioni culturali sono sociali.
GRECO Giovanni. Eliminiamo il comma 9
CROCETTA, presidente della Regione. No n parliamo di quel 30 per
cento. Parliamo del 10 per cento che deve essere destinato
specificatamente ai gravissimi.
Capite, però che i Comuni possono fare subito gli interventi. Per
i cento milioni addizionali che abbiamo rappresentato, più
l'anticipazione di due anni del fondo nazionale, serve tempo, ma
questo è un fondo necessario perché permette ai Comuni
immediatamente di intervenire.
Se dicono non ho i soldi . No, ce li hai, perché il mese prossimo
ti possiamo trasferire, immediatamente, approvata la finanziaria,
il fondo.
Quindi, anche questo alibi che non hanno soldi perché debbono fare
la programmazioni nell'ambito di distretto, cade. Tu puoi
intervenire nei casi a te noti per assicurare forme di assistenza
e, in questo caso, stiamo dicendo una platea che riguarda i
gravi .
DI GIACINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente, Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, io vorrei dei chiarimenti su questo articolo
perché mi sono un po' confuso, perché noi facciamo riferimento alla
328 già i Comuni, ricordo, che rispetto alla legge 328 già mettono
il 10 per cento è un obbligo previsto dalla legge e i Comuni quando
vanno ad approvare i piani ai sensi della legge 328 già inseriscono
all'interno di quel bilancio il proprio 10 per cento perché se no
questo non si può fare.
CROCETTA, presidente della Regione. Il 10 per cento del fondo o..
DI GIACINTO. No il 10 per cento proprio, i Comuni devono mettere
CROCETTA, presidente della Regione. Il 10 per cento della 328?
DI GIACINTO. No, all'interno della 328 i Comuni per approvare i
piani devono mettere dai propri fondi, dai fondi trasferiti dallo
Stato, dalla Regione o da altro devono già mettere il 10 per cento
se no il piano della 328 non può essere approvato, quindi già ogni
Comune mette di suo il 10 per cento. Ora, io voglio capire: noi,
rispetto a quello che stiamo scrivendo, è un'ulteriore 10 per cento
che stiamo mettendo, o è sempre quel 10 per cento? Perché se è un
altro 10 per cento noi stiamo dicendo che i Comuni devono mettere
il 20 per cento. Ci siamo? Quindi questa è la mia preoccupazione.
Presidente voglio capire questo.
GRECO Giovanni. Si deve eliminare il comma 9
CROCETTA, presidente della Regione. L'ANCI su questo non ha posto
alcun problema.
DI GIACINTO. Volevo capire, signor Presidente, se è questa la
questione. Sto chiedendo un'informazione perché, ripeto, già il 10
per cento lo mettono i Comuni, se è un ulteriore 10 per cento o se
è un 10 per cento del trasferimento di fondi - quindi un ulteriore
10 per cento - rispetto a quello che trasferisce la Regione.
Se questo è, signor Presidente, io le dico che in questo momento
sono per la disabilità e so benissimo quale è la questione in
questo momento della disabilità, però guardiamo con un occhio tutto
nel senso che ci sono in questo momento Comuni che non pagano gli
stipendi da mesi. Ricordiamoci pure questo, quindi verifichiamo e
fra l'altro mi trovo d'accordo con l'onorevole Falcone - quasi mai
ci siamo trovati d'accordo - di fare un ragionamento unico sul
fondo per la disabilità, perché li diamo chiarezza rispetto a
quello che dobbiamo fare, perché se no se un Comune non attiva il
piano che cosa si fa? Su questo, con molta serenità e tranquillità,
vediamo che cosa dobbiamo fare e se possiamo scrivere un articolo
unico.
CROCETTA, presidente della Regione. Quando noi destiniamo risorse
regionali non abbiamo altri problemi oppure queste risorse noi ce
le abbiamo all'infinito?
Ci sono i consorzi di bonifica che stanno fallendo, i lavoratori
che non riescono ad essere pagati, ci sono gli ATO destinatari di
cose e situazioni, si fanno delle scelte e nell'ambito delle scelte
il problema è di stabilire che la disabilità è una priorità. Questo
è il tema che stiamo ponendo: è una priorità E non ha meno dignità
di altre priorità.
Io vorrei capire però se queste risorse - così come diciamo -
fossero sufficienti e i Comuni veramente hanno fatto questi sforzi,
vorrei capire perché un disabile gravissimo ha attualmente due ore
di assistenza domiciliare.
Tutto è incardinato dentro questo sistema della 328, che non ha
funzionato, e con il tavolo della disabilità dobbiamo rivedere i
criteri, però vorremmo distinguere tra gli interventi che vanno
fatti nel medio periodo, che richiedono un ragionamento complessivo
programmatorio, ecc
Io voglio, per essere chiari, il Governo vuole che approvata la
finanziaria i Comuni abbiano un pacchetto di risorse per
intervenire almeno nei confronti dei disabili gravi, sui gravissimi
stiamo intervenendo: giusto, sbagliato, parziale, temporaneo, ecc,
però lo sforzo lo stiamo facendo.
Stiamo rimpinguando questo fondo, nella legge quadro che noi
facciamo che è l'altro emendamento, non volevamo mettere la
discussione che riguardava gli enti locali insieme a quel
ragionamento della legge quadro che fa riferimento, comunque, ad un
fondo comunale. Noi stiamo creando un fondo comunale per le
disabilità gravi, dov'è lo scandalo? Veramente pensiamo che i
Comuni non possono sopravvivere? Hanno pure obbligo di legge: la
328 stabilisce che tu hai l'obbligo di legge di assistere i
disabili, alla giusta assistenza, sulla base dei piani individuali
di cura. Solo che questa legge non la rispetta nessuno.
Allora, per fare in modo che si rispetti, si sono aggiuntivi,
onorevole Di Giacinto, e le dico che sono pochi, perché i parametri
sono questi, sono parametri e rientrano nell'ambito del 30% che
veniva stabilito per spese sociali. Chiaro? Però stiamo dicendo
che, nell'ambito delle spese sociali, siccome è spesa sociale
chiamare anche Jovanotti per la festa della Madonna e fare il
concerto, sicuramente noi stiamo dicendo che, prima di questa spesa
sociale vengono altre, è spesa sociale dare un contributo alla
squadra di calcio, è spesa sociale qualsiasi altra cosa, fare i
programmi culturali, tutto è spese sociali.
Noi stiamo dicendo: tu ti programmi le risorse come vuoi ma,
nell'ambito di quelle risorse, il 10% lo devi destinare ai gravi.
Dov'è lo scandalo? Perché se questo ragionamento noi lo dovessimo
fare, anche noi mica nuotiamo nell'oro Anche lo Stato non nuota
nell'oro, però mentre destina un sacco di risorse a tutta una serie
di cose anche inutili, destina ai disabili a livello nazionale 400
milioni. No ai disabili, al fondo nazionale per la non
autosufficienza, che è un concetto molto più vasto rispetto alla
disabilità gravissima o grave.
Stiamo cercando di dare un sistema ed anche fare da architetti
della costruzione del nuovo modello di solidarietà. I Comuni non si
sono lamentati, nessuno dell'ANCI o nessun sindaco mi ha posto
questo problema. Lo stiamo ponendo noi, essendo più realisti del
re. Non ci sarà un Comune che si lamenterà per questo, non ci sarà,
ve lo assicuro.
Però evitiamo di lamentarni nuatri quando stiamo facendo una norma
di cui dobbiamo essere orgogliosi. Stiamo dicendo ai Comuni: una
parte del tuo bilancio destinalo alla disabilità.
PRESIDENTE. Se non ci sono altre richieste di intervento chiedo
all'onorevole Greco se l'emendamento 1.10, soppressivo del comma 9,
alla luce della riscrittura presentata dal Governo, è mantenuto o
lo ritira.
GRECO Giovanni. E' mantenuto.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.10, soppressivo del
comma 9.
GRECO Giovanni. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(Brusio in Aula)
DIGIACOMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Siamo in fase di votazione, quindi
soltanto per dichiarazione di voto.
DIGIACOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, per
dichiarazione di voto onorevole Greco vorrei avere la sua
attenzione, ci tengo molto perché credo che il mio intervento possa
contribuire a fare chiarezza su un punto fondamentale, tra l'altro,
vedo qui tanti amministratori locali, consiglieri comunali,
sindaci, che mi capiranno.
Con questa norma, proposta dal Governo, signor Presidente,
onorevoli colleghi, noi stiamo dicendo che nei bilanci comunali,
che non sono le ASP, non hanno questa capacità immediata di spesa,
nel momento in cui noi deliberiamo questa manovra, questi soldi
affluiscono nei bilanci dei comuni. Ed in quei bilanci, nel
capitolo Servizi sociali obblighiamo una spesa del 10% sul
montante complessivo, destinata ai disabili gravi. Io, cioè, ti do
un milione di euro come trasferimento, onorevole Di Giacinto, tu
mettevi 300 mila euro come servizi sociali, di questi 300 mila, io
ti obbligo a metterne 100 mila per i disabili gravi. Chiaro? Non
stiamo dicendo altro. Non facciamo fantapolitica e fanta-
amministrazione, perché non è così. Non è così.
Ora, noi possiamo valutare se questo 10% sia eccessivo, sia
insufficiente, sia quello che sia, ma stiamo votando questo.
ASSENZA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, evidentemente, la riscrittura ha un
po' circoscritto l'argomento in discussione, perché, almeno,
specifichiamo finalmente che questo 10% è riservato ai disabili
gravi, perché, altrimenti, andava nel calderone della socialità
tout court.
Forse sarà la deformazione professionale, però noi dobbiamo
chiarire che questo 10% che assegniamo, Presidente Crocetta e
Presidente Di Giacomo, è il 10% delle somme che trasferiamo ai
sensi dell'articolo 1, comma a, quindi, i 340 milioni. Questo deve
essere chiaro. Noi, cioè, dei 340 milioni che trasferiamo con
l'articolo 1, comma a, ossia l'addizionale IRPEF, destiniamo questi
34 milioni al fondo per i disabili gravi. E per me, va bene. Va
benissimo.
Lo subordiniamo, però, a tutta una serie di adempimenti che sono
demandati in parte all'assessorato regionale e questo, previo
parere della Commissione competente e quant'altro, è chiaro che non
renderà bancabili, per usare un termine di stretta finanziaria,
domani mattina, ma richiederà un tempo di adeguamento
Ma mi perdoni, Presidente, la norma così è scritta, perché dice
destinano sulla base degli atti di indirizzo, da emanarsi entro 30
giorni . In ogni caso, quindi, voi, entro 30 giorni, dovete emanare
un provvedimento del Presidente della Regione, su proposta
dell'assessore per la famiglia, previo parere della VI Commissione.
In ogni caso, lei, entro questi 30 giorni deve dare queste
direttive. Non diciamo che domani mattina sono bancabili queste
somme, perché se non dà le direttive non lo sono.
Allora, signor Presidente, dobbiamo chiarire che, con questo
articolo 9, non stiamo aggiungendo un euro in più. Stiamo dicendo
dei soldi che trasferisco, questo decimo dell'euro è riservato ai
disabili. Questo perché sia chiaro per tutti, perché, poi, non
dobbiamo prendere in giro le persone, stiamo finanziando qualcosa
di altro. No Stiamo dicendo, tu, comune, di questi soldi
trasferisci questa percentuale, vai a destinarla ai disabili gravi.
Chiarito questo, è chiaro che nessuno può essere contrario ad una
specificazione di questo tipo. E' chiaro che andremo a gravare
ancora una volta, e di più, sui bilanci del comune. Motivo per cui,
il mio Gruppo si asterrà per non ostacolare l'approvazione di
questa norma e questo trasferimento, ma è chiaro che non è la
panacea di cui si è parlato tanto e tante volte a vanvera.
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, è da un'ora e mezza che ci
soffermiamo su discussioni, se questo 10 per cento lo aggiungiamo
al 30 per cento previsto per la 328; diciamo chiaramente che questo
dieci per cento lo pagano tutti i comuni e va aggiunto al 30 per
cento, perché se il Presidente lo dice chiaramente, ritiro il mio
emendamento soppressivo, perché non sarà per l'onorevole Greco che
richiede una votazione a scrutinio segreto nell'ipocrisia totale di
questo Parlamento. Perché se richiedo il voto segreto, l'articolo 9
viene soppresso.
E allora, noi vogliamo dare una percentuale sicura dell'intervento
per i disabili entro il 30 per cento? Allora dobbiamo modificare,
ma non con quella modifica che fa ridere e tutti qua diciamo che è
la salvezza. No Noi dobbiamo dire con chiarezza che questo dieci
per cento viene aumentato al 30 per cento.
DI MAURO. Non c'entra il 30 per cento
GRECO Giovanni. Il 30 per cento è quello previsto per la 328. Se
mi sbaglio, a maggior ragione ritiro l'emendamento soppressivo. Non
è che sono come voi che vi nascondete per un emendamento.
PRESIDENTE. L'Assemblea prende atto del ritiro dell'emendamento
soppressivo 1.10.
Onorevole Falcone ritirato l'emendamento 1.15?
FALCONE. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento 1.34, del Governo? Il parere
della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.11, dell'onorevole Greco, soppressivo
del comma 10.
GRECO Giovanni. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.16 dell'onorevole Falcone, soppressivo
del comma 10. E' ritirato?
FALCONE. No, signor Presidente, chiedo che venga messo in
votazione.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Sull'ordine dei lavori
PANEPINTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, grazie di avermi concesso la parola.
Chiedo ai colleghi, visto che l'articolo 1 riguarda
complessivamente assegnazione di risorse ai comuni attraverso la
ripartizione della Conferenza autonomie locali e regione,
considerato che ci sono delle norme che dovevano finire
sull'articolo 1, ed invece probabilmente sono finite tra gli
aggiuntivi, che riguardano il tema che abbiamo trattato in questi
mesi dei tanti comuni in predissesto e dei comuni sottoposti alla
procedura di mobilità e quindi abbiamo il paradosso dove i
dipendenti a tempo determinato, li garantiamo con le norme già
approvate a dicembre, quelli invece che rientrano o vanno oltre i
parametri nazionali, del codice della pubblica amministrazione,
vale a dire del rapporto uno ogni centosettanta cittadini,
rischiamo di mandarli in mobilità, se era possibile, signor
Presidente, rinviare la seduta di un'ora dopo il lungo dibattito di
questa mattina.
PRESIDENTE. Sarei anch'io dell'avviso di sospendere. In realtà lo
avevamo già previsto. La seduta è sospesa e riprenderà alle ore
15.30.
(La seduta sospesa alle ore 14.24, è ripresa alle ore 15.50)
La seduta è ripresa.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
1276/A
PRESIDENTE. Si riprende l'esame dell'emendamento 1.16, soppressivo
del comma 10, dell'onorevole Falcone.
Onorevole Falcone, lo mantiene o lo ritira?
FALCONE. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DIPASQUALE, vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
FALCONE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 1.16
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 1.16.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 17
L'Assemblea non è in numero legale; pertanto la seduta è rinviata
di un'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 15.50, è ripresa alle ore 17.03)
La seduta è ripresa.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Nicola D'Agostino, La Rocca
Claudia, Alfio Barbagallo hanno chiesto congedo per la seduta
odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge 1276/A
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'Assessore Baccei ha presentato
l'emendamento 1.35 che è in corso di distribuzione. Invito
l'Assessore ad illustrarlo.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, mi è sembrato di capire dall'interlocuzione che ci fosse
questa parola che nell'emendamento potesse creare qualche
confusione o interpretazione non corretta, per cui, su richiesta in
particolare dell'onorevole D'Asero ma anche di altri di voi, ho
eliminato la parola.
Spiego il significato dell'articolo, volevo farlo prima. L'agenda
digitale prevede che si razionalizzi, si diminuisca il numero di
data center sul territorio, garantendo al contempo delle condizioni
di sicurezza adeguate per la criticità dei dati.
Spesso i piccoli Comuni hanno dei data center non in linea con i
requisiti di sicurezza, per cui noi offriamo gratuitamente ai
Comuni la possibilità di migrare i loro dati e le loro applicazioni
a quello che è il data center regionale, così otteniamo diversi
benefici. Uno è quello che risparmiano dei soldi perché non se li
devono più gestire, ma soprattutto che hanno i dati tenuti in
sicurezza con tutte delle procedure di task recovery, per cui se
c'è un problema su quello principale hanno tutto il backup dei dati
garantiti. Oltretutto, oltre a ciò, gli verranno poi dati in
maniera gratuita una serie di servizi come la conservazione
sostitutiva dei documenti e tutto ciò che il codice
dell'amministrazione digitale prevede. Per cui, è un servizio che
offriamo ai Comuni che vogliono aderire. Se i Comuni non vogliono
aderire rimangono nelle condizioni in cui sono oggi.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, alla luce del chiarimento?
FALCONE. Insistiamo per votare.
PRESIDENTE. Insiste per la soppressione. L'emendamento è l'1.16,
la riscrittura è l'1.35. Se non c'è una richiesta di voto segreto
lo pongo in votazione per alzata e seduta.
Pongo in votazione l'emendamento 1.16, a firma dell'onorevole
Falcone, soppressivo del comma 10 dell'articolo 1. Il parere del
Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario a maggioranza.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto;
chi è favorevole all'approvazione dell'emendamento soppressivo si
alzi.
(E' approvato)
L'emendamento è approvato, pertanto il comma 10 è soppresso.
Gli emendamenti 1.21 e 1.28 sono pertanto assorbiti.
L'emendamento 1.24, a firma degli onorevoli Greco Giovanni ed
altri, è assorbito in quanto era modificativo e quindi è
assorbito.
L'emendamento 1.12, degli onorevoli Greco Giovanni ed altri, è
ritirato.
CANCELLERI. Lo faccio mio.
PRESIDENTE. L'onorevole Cancelleri fa suo l'emendamento 1.12 e
quindi l'emendamento 1.12, originariamente a firma dell'onorevole
Greco Giovanni che l'onorevole intendeva ritirare, è fatto proprio
dall'onorevole Cancelleri.
Se l'assessore può illustrare il comma 15 probabilmente aiuterebbe
ad una riconsiderazione, o il Presidente della Commissione, se
volesse.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi si tratta, per essere chiari,
del rifinanziamento di due leggi speciali, che riguardano Ortigia e
Agrigento, e una legge su cui ogni anno è stata sempre prevista una
riserva. Quindi, nulla di eccezionale, nulla di personale.
PRESIDENTE. Il chiarimento, penso che sia stato sufficiente.
CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga con scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di
Regolamento)
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.12
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 1.12.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 47
Votanti 46
Maggioranza 24
Favorevoli 27
Contrari 18
Astenuti 1
(E' approvato)
L'emendamento 1.18 è, pertanto, assorbito.
L'emendamento 1.23 è precluso.
Si passa all'emendamento 1.13, a firma degli onorevoli Greco
Giovanni ed altri.
GRECO GIOVANNI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.19, a firma degli onorevoli Falcone ed
altri.
FALCONE. Dichiaro di ritirarlo.
CANCELLERI. Lo faccio mio.
PRESIDENTE. L'onorevole Cancelleri lo fa suo e, pertanto, pongo in
votazione l'emendamento 1.19. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
SIRAGUSA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di
Regolamento)
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.19
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indico la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 1.19.
Chiarisco il significato del voto: chi vota si preme il pulsante
verde, chi vota no preme il pulsante rosso, chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 36
L'Assemblea non è in numero legale. Pertanto, la seduta è sospesa
e riprenderà alle ore 18.15.
(La seduta, sospesa alle ore 17.16, è ripresa alle ore 18.24)
La seduta è ripresa.
VENTURINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VENTURINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, una delle
espressioni che ho imparato in questa esperienza qui all'ARS da
parte dei colleghi più anziani è quella: non volevo intervenire
però non posso esimermi dal farlo'.
Grazie onorevole D'Asaro. Intervengo per fare un pò di chiarezza
perché con gli ultimi due emendamenti, il primo è arrivato fino al
voto ed è passato bocciando il finanziamento per Ortigia, l'altro
invece, fortunatamente, e mai mancanza di numero legale fosse più
provvidenziale, grazie ancora all'onorevole D'Asaro, che mi da
suggerimenti qui accanto, perché fortunatamente la mancanza del
numero legale ci ha permesso di non bocciare un altro emendamento
che andava a finanziare per un milione di euro un centro storico di
cui tutti noi siamo molto orgogliosi.
Ora, fermo restando che è verissimo che per quanto riguarda gli
interventi che bisogna fare a tutela di tutti i centri storici
importanti che abbiamo in Sicilia, e sono parecchi - io per esempio
vengo da Piazza Armerina che è anche sito Unesco, che ha un centro
storico di rara bellezza - trovo giusto che questa Assemblea, prima
o poi, nella Commissione di merito magari, affronti un intervento
organico a favore di tutti questi centri storici che costituiscono
il vero patrimonio architettonico della nostra Isola.
Però andiamo nello specifico, anche perché molte volte, questa
legge ancora non esiste. Speriamo che la prossima legislatura
qualcuno penserà veramente di portare avanti un discorso di questo
genere e creare un fondo che tuteli tutti i centri storici del
nostro territorio, ma al momento non c'è. Il fatto che non ci sia,
però, non giustifica che laddove si può intervenire con delle leggi
che abbiamo - parlo per noi nuovi deputati - trovato, ad esempio il
comma 17 che fa riferimento alla legge 1981, non significa che per
questo motivo bisogna penalizzare quei territori che queste leggi
speciali ce le hanno già.
Mi spiego meglio. Poco fa abbiamo assistito a qualcosa che tra
l'altro ha dello schizofrenico, perché in un'Aula semi-deserta si
portano avanti scaramucce politiche che fanno veramente sorridere,
se le conseguenze poi non fossero così tragiche. Spieghiamo a chi
ci ascolta in questo momento attraverso la diretta streaming che
cosa è successo.
C'era un emendamento soppressivo presentato dall'onorevole Falcone
al comma 17, che era appunto quello che prevedeva 1 milione di euro
per il centro Ibla, ma non solo, anche il recupero di una parte
della città di Ragusa. Ad un certo, dico io, tra lo stupore mio
personale, ma anche lo sdegno dei colleghi ragusani, l'onorevole
Cancelleri si precipita a dire lo faccio mio' e, in un gioco che
oramai è consolidato, come dire, va a connotare l'attività d'Aula
del Movimento 5 Stelle che è quello di voto segreto, voto nominale
etc. etc.. Chiede un voto segreto che poteva portare alla
bocciatura di un finanziamento che andava alla città di Ragusa, che
se non ricordo male è governata da un Sindaco tra l'altro del
movimento 5 Stelle.
Io vorrei sentire il Sindaco di Ragusa cosa pensa dell'iniziativa
brillante portata dal capogruppo del movimento di riferimento in
Assemblea. Ma il fatto è più grave. Il fatto è che con questo
atteggiamento di scaramuccia politica, di rivalsa, di voti segreti,
si vanno a penalizzare fortemente quei patrimoni che ci sono stati
riconosciuti anche dall'Unesco.
Ora, capisco che sarebbe più giusto ed equo avere delle risorse
per tutelare tutto il patrimonio che noi abbiamo, perché l'Isola
tutta è un patrimonio - se proprio vogliamo esagerare -
dell'Unesco, ma non c'è ancora una norma. Ci sono delle norme,
laddove possiamo intervenire a tutela perché Ibla non è dei
ragusani, Ibla è mia in quanto siciliano, quindi intervenire per un
gioco politico e dire votiamo con il voto segreto, lo faccio mio,
bocciamo' per rivalsa poi non si sa bene di chi, ecco io vorrei
capire cosa è che spinge un parlamentare a remare contro un
patrimonio che tutto il mondo ci riconosce, che è l'orgoglio di
questa terra. Eppure si decide di cassare 1 milione di euro per
Ragusa Ibla.
Francamente io lascio ai ragusani in primo luogo, ai 5 stelle e ai
cittadini di Ragusa in secondo luogo, a tutti i siciliani
riflettere su come viene concepita la propria attività politica
parlamentare all'interno dell'Assemblea da parte di questo gruppo e
da parte del suo capogruppo. Io lo trovo francamente scandaloso, lo
trovo ridicolo, schizofrenico per certi aspetti e volevo
intervenire proprio per dire questo perché quando noi leggiamo per
le finalità di cui la legge 61 del 1981, al comma 6, la spesa di un
migliaio di euro al comma 6, la gente che ci segue dice: Ma di che
stanno parlando? .
Ecco, spieghiamo, si tratta di mettere delle somme a tutela e a
salvaguardia di un patrimonio culturale e architettonico che è di
tutti e che, oggi, qualcuno, per giochi politici, per far notare
che non c'è una maggioranza in Aula, per poter dire che non c'è una
presa di coscienza da parte di questi Deputati che non hanno a
cuore la Sicilia mentre loro sì, si va a votare contro la difesa di
questo patrimonio che - ripeto - è anche mio, è anche mio da
Siciliano.
E, allora, io inviterei tutti i colleghi - questa è l'ultima
finanziaria che andiamo a fare - ad uno scatto di orgoglio, un
minimo di senso di appartenenza, sganciatevi da quelle che sono le
vostre, quasi legittime per un certo senso, dinamiche parlamentari
e pensiamo a questa Terra.
Abbiamo portato questa Isola ad una velocità sostenuta ad andare a
sbattere contro un muro, io vi chiedo, onestamente, cerchiamo di
riflettere con un senso alto, diverso, su questa Finanziaria e, là
dove c'è da intervenire, mettendo da parte quelle che sono le
proprie aspirazioni personali pensare veramente al bene di questa
Terra e non dare la possibilità sempre e comunque a chi del
populismo ne ha fatto l'unica vera arma di battaglia, di portare
avanti la propria battaglia politica.
Allora, uno scatto d'orgoglio, una presa di coscienza da parte di
tutti, è l'ultima Finanziaria, dobbiamo esitarla entro giorno 30,
chiedo a tutti quanti, capisco che siamo in campagna elettorale, ci
sono Primaria, c'è l'altro, ma qui abbiamo un compito serissimo che
è quello che ci deve portare all'approvazione della Finanziaria e,
poi, perché no, perché i tempi ci sono, lo ribadiva il Presidente,
in più di un intervento ieri in Aula, si può anche pensare al
collegato, ma questo richiede una certa serietà da parte di tutti e
non lasciamo che il populismo, la demagogia, la dabbenaggine,
prenda il sopravvento in Sala d'Ercole.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Per fatto personale
CANCELLERI. Chiedi di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE. Credo che non ci sia un fatto personale, in ogni caso,
se lei ritiene che ci sia, probabilmente il suo pensiero è stato
equivocato.
Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intanto la
ringrazio della parola e ringrazio soprattutto il vicepresidente
vicario dell'Assemblea regionale siciliana, l'onorevole Venturino,
per la sua lezione.
L'ho appellata male?
Non mi pare, vicepresidente vicario dell'Assemblea regionale
siciliana, onorevole Venturino, Antonio in confidenza, monsignore
eccellentissimo onorevole Antonio Venturino.
Benissimo.
Ma, dico, lo ringrazio per questa lezione di stile e di - in
qualche modo - anche di buona creanza che ci ha fatto,
richiamandoci a quelli che dovrebbero essere i valori di una
persona che dovrebbe interpretare nell'esercizio del suo mandato,
quello che realmente un Parlamentare dovrebbe fare.
Ad esempio, mi sarebbe piaciuto sentire dalle sue parole che un
Parlamentare eletto con i voti di un Movimento, qualora passi in un
altro Movimento, si dimette, che sarebbe stato molto più rispettoso
del mandato dei cittadini che viene richiamato da questa persona
che, in maniera molto volgare, prima viene eletto all'interno del
Parlamento siciliano, poi viene eletto vicepresidente vicario
dell'Assemblea regionale siciliana e, poi, se ne va al Partito
socialista.
Questo è il vicepresidente vicario dell'Assemblea regionale
siciliana, il signor Antonio Venturino, questo è
Presidente, per favore, richiami i Deputati Questori perché mi sta
disturbando nell'esercizio delle mie funzioni.
Io l'ho ascoltato in religioso silenzio e pretendo che anche
quella persona mi ascolti in religioso silenzio.
PRESIDENTE. Invito tutti a fare silenzio e ad ascoltare
l'intervento ed anche a intervenire sull'oggetto che, appunto, è un
emendamento che riguarda la Finanziaria.
Cerchiamo, nell'interesse della Sicilia e dei Siciliani, di
evitare ogni polemica che può essere superflua.
CANCELLERI. Detto questo, le anticipo anche un'altra cosa, questo
anche a smentire quelle che sono le fandonie, le frottole che
vengono raccontate quando qualcuno prende, poi, la parola qui,
perché quando si prende la parola qui, purtroppo, tante volte, c'è
chi dice la verità, c'è chi dice un 50% della verità e c'è chi,
invece, come poco fa, prende la parola semplicemente per dire cose
che non sono minimamente vere.
Io annuncio che su questo emendamento chiediamo il voto palese
nominale elettronico e che il Movimento Cinque Stelle voterà a
favore. Questo a dimostrazione del fatto che qui dentro non c'è una
maggioranza in grado di approvare nulla. E' questa la verità dei
fatti. Non è in grado di approvare nulla e vediamo, i nostri
pulsanti spunteranno lì tutti verdi, tutti verdi per questa legge
su Ibla, ma la voglio vedere la maggioranza che deve approvare qui
in questo Parlamento quella norma, perché non ci sono i numeri,
perché c'è un fuggi fuggi' generale, perché c'è uno schifo dal
punto di vista anche dello sguardo che ha questa stessa maggioranza
del suo stesso provvedimento che ha esitato, che ha portato in Aula
e che, poi, non si presenta perché gli scranni sono lì, i posti
vacanti, i posti vuoti sono quelli. Ma che devono raccontare
Allora, la prego, per favore, la prossima volta che qualcuno
interviene di richiamarlo perché non siamo più in grado né di
tollerare queste parole che vengono articolate, questi giudizi nei
nostri confronti. Questo dovrebbe essere un Parlamento serio dove
gente, in maniera seria, dovrebbe intervenire ed, invece, ogni
volta dobbiamo assistere a quelle che sono così le boutade di
qualcuno che forse si è dimenticato che il comico, il mimo, lo
faceva fuori da questo Parlamento, qui dovrebbe essere un onorevole
dell'Assemblea Regionale Siciliana.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
1276/A
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, vedete
nell'ascoltare l'intervento dell'onorevole Cancelleri rimango
impietrito. Per lui ci sono due pesi e due misure. A Ragusa, perché
hanno il sindaco, si vota a favore della proposta di finanziamento
della legge per Ibla; a Siracusa, siccome fanno finta di essere
all'opposizione, hanno deciso, con il voto segreto dei vigliacchi,
con il voto dei barbari, di coloro i quali non hanno il coraggio
delle loro azioni e si nascondono dietro ad una maschera, di
bocciare la proposta di destinare un finanziamento ad Ortigia.
Veda, onorevole Cancelleri, a prescindere dal suo voto e da quello
del suo Gruppo, Ortigia rimane Ortigia, lei rimane Cancelleri.
Ortigia rimane il centro più importante del Mediterraneo, lei
rimane colui il quale nel giro di qualche secondo solo per una
questione di bottega cambia idea e ciò che pensa di fare ad Ortigia
non lo fa a Ragusa.
Ciò posto, signor Presidente Lupo, non chiedevo nessun favore per
la mia città ma solo esclusivamente l'applicazione di una legge. Mi
rendo conto che in questo Parlamento, fatto di maschere, chiedere
l'applicazione di una legge e di una norma è diventata una cosa
difficilissima. Abbiamo paura di votare a viso aperto e ci
nascondiamo dietro le maschere. Abbiamo paura di affrontare
l'opinione pubblica e ci nascondiamo dietro un velo. Ecco, poi
possibilmente verrà a Siracusa a dire che il centro storico di
Siracusa è il migliore, il più bello quando farà il Presidente non
so quanti milioni di euro farà arrivare ad Ortigia, ma oggi, oggi è
stato il killer colui il quale ha ucciso una norma che non è una
norma ad personam né tanto meno una norma fatta per amici, ma è una
legge e come tutte le leggi, fin quando reggerà la democrazia in
questo Paese, in questo Parlamento, va rispettata.
Lo dico a chi pensava che stavamo pensando di fare un favore a
qualcuno per le finalità di cui all'articolo 19, comma 2 della
legge regionale 8 agosto 1985. Questa legge esiste dal 1985, è la
n. 34 e successive modifiche ed integrazioni, mentre gli anni
passati sono stati concessi parecchi milioni di euro, com'era
giusto che fosse, adesso la legge si è ridotta a lumicino, qualche
centinaia di migliaia di euro, settecentocinquanta mila euro da
investire nel centro della cultura occidentale, Ortigia.
Perché vede lei, onorevole Cancelleri, non capisce, non può capire
che cosa significa Ortigia. Ortigia è il centro del mondo
occidentale, Ortigia è il luogo dove sono sbarcati i greci e hanno
dato vita alla cultura occidentale, Ortigia è il luogo dove San
Paolo per la prima volta sbarcato ha dato vita alla Chiesa
d'Occidente. Ortigia è tutto questo, Ortigia è il mondo, Ortigia è
il luogo che tutti ci invidiano. Non saranno settecentocinquanta
mila miserabili euro che cambieranno la sorte del centro del mondo
e del centro dell'occidente. Ortigia andrà avanti. Questo anno
Ortigia celebra duemilasettecentocinquanta anni dalla sua
fondazione, ne farà altrettanti e possibilmente ancora di più, non
sarà un contributo misero che determinerà il destino della mia
città, il destino della capitale dell'Occidente greca.
E allora vede, a lei che almeno ha avuto il coraggio di chiedere
il voto segreto, ma mi riferisco ai tredici franchi tiratori, a
tredici colleghi della maggioranza che, anziché votare nel segreto
dell'urna, non lo hanno fatto, a tutti voi dico, questa finanziaria
è una finanziaria che è stata fatta solo per otto province, alla
provincia di Siracusa l'unico finanziamento che toccava - che
toccava non perché abbiamo elemosinato -, riguardava Ortigia. Noi
non abbiamo PIP, non abbiamo consorzi di bonifica, non abbiamo ESA,
non abbiamo istituti di incremento ippico, non abbiamo istituti zoo
profilattici, non abbiamo nulla delle decine e decine di enti e di
soggetti che grazie alla Regione, io aggiungo anche giustamente,
vivono.
La provincia di Siracusa che aveva avuto assegnato da questo
Parlamento quattro milioni di euro per le gelate di Pachino e di
Porto Palo, con una delibera 380 della giunta di Governo ha avuto
scippati anche questi fondi che sono andati ad Agrigento, Palermo e
Messina. La Comunità Europea che aveva dato alla provincia di
Siracusa, attraverso una direttiva, la sede dell'autorità di
sistema portuale, ha avuto da questo Governo, da questa
maggioranza, scippata perfino l'autorità portuale.
Non ci pieghiamo di fronte a ciò che il Governo e anche questo
Parlamento, nel segreto dell'urna, fa. Vede, se oggi la finanziaria
arriva in Aula è perché il sottoscritto, pur notoriamente
all'opposizione, ha avuto il coraggio di votare la manovra che,
ricordo, è passata con cinque voti contro quattro, bastava che non
l'avessi votata e nessuno di voi oggi sarebbe qui a parlare e
discutere di finanziaria. Mi sono assunto l'impegno e anche l'onere
di votare questa finanziaria, di portarla in quest'Aula perché ero
convinto di affidare questa finanziaria a colleghi seri,
responsabili, corretti, leali, come serio, responsabile, corretto e
leale sono stato con tutti voi io in Commissione Bilancio.
Mi rendo che ciò non è vero, non posso non rappresentare il mio
sdegno per quello che è successo, ripeto, ricorrendo al voto
segreto, ma a prescindere da questo voto, domani il sole continuerà
a sorgere, e domani il sole continuerà ad illuminare il centro
storico più bello che esista al mondo. Non erano i
settecentocinquanta mila euro che avrebbero messo l'energia al sole
per fare questo movimento e per illuminare ancora una volta la mia
città.
Andremo avanti a prescindere dal Governo regionale che ci è
notoriamente ostile, a prescindere da questo Parlamento che non ha
compreso - e forse la responsabilità è anche mia - il valore di una
legge che, come ha ricordato l'onorevole Venturino che ringrazio,
dovrebbe essere estesa a tutti i centri storici della Sicilia,
proprio perché ciò che è antico va salvaguardato, tutelato, difeso,
garantito ai nostri figli, ai nostri nipoti, anche perché ciò che è
antico va salvaguardato, tutelato, difeso, garantito ai nostri
figli, ai nostri nipoti anche perché ciò che è antico significa
anche introito di tasse importanti per questa Regione.
E nel concludere vorrei ricordare un solo dato: mentre da questa
finanziaria non arriverà un solo centesimo nei confronti della mia
Provincia, la Provincia di Siracusa, fra le nove siciliane, è
quella che dà più di tutte alla Sicilia, al bilancio della Regione
siciliana, perché gli introiti delle raffinerie e gli introiti di
tutti coloro i quali hanno causato anche decine di morti, non
dobbiamo dimenticarlo, contribuiscono in maniera determinante al
bilancio di questa Regione, al bilancio di questo Stato. Per questo
vi dico grazie per la miopia con la quale avete affrontato questo
argomento.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la ringrazio per la
sua generosità nell'attenzione che rivolge all'Aula, però un'ora di
sospensione non è servita per trovare un clima sereno. Allora
vorrei soltanto che si rispettasse il Regolamento nel caso di
specie.
Non parliamo più. E' mancato il numero legale su una votazione,
riprendiamo con le votazioni. Oppure, se non c'è il clima per
continuare serenamente a lavorare, sospendiamo la seduta. Ma se
continuiamo con gli interventi solo per dare sfogo, non serve a
nessuno, non siamo neppure all'articolo 35, siamo all'articolo 1
ancora e dobbiamo affrontare un'intera finanziaria.
Non mi sembra il clima utile per lavorare celermente. Quindi, la
pregherei, cortesemente, com'è previsto - non vuole apparire il mio
come un richiamo, sarei poco rispettoso - è caduto il numero
legale, si riprenda con la votazione così come si è sempre fatto.
PRESIDENTE. Onorevole Turano, il Regolamento prevede che,
riprendendo i lavori, i deputati possano continuare ad intervenire
per dichiarazione di voto. E' un loro diritto, hanno cinque minuti
di tempo per farlo, è un diritto dei deputati che io non posso
comprimere, né limitare, è una loro discrezionalità, il Parlamento
è qui per questo. E' una loro facoltà potere intervenire.
Certamente faccio mio l'invito, l'appello a trovare una sintesi di
buon senso che possa agevolare il buon andamento dei lavori,
considerato che abbiamo l'obbligo costituzionale di approvare la
Finanziaria e la legge di Bilancio entro il mese, e che siamo
ancora all'articolo 1.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, assessori, colleghi parlamentari,
io capisco l'indignazione dell'opposizione quando vede assente
parte della maggioranza in uno strumento così importante. Avete la
mia condivisione assoluta, così come anche per me e per tanti altri
miei colleghi, sicuramente, proviamo lo stesso sentimento. Però
questo non può mai giustificare un danno, o l'assunzione di un atto
sbagliato nei confronti delle nostre comunità, questo non è
possibile.
Io apprezzo le parole dell'onorevole Cancelleri, l'aver rivisto la
posizione su Ibla. Perché, le dico una cosa onorevole Cancelleri,
ci sono delle cose che appartengono a questo Parlamento, non
appartengono né alle maggioranze né alle minoranze. La legge su
Ibla nasce nel 1981 da un uomo comunista, promotore, che era
l'onorevole Giorgio Chessari e passa grazie alla Democrazia
Cristiana, come? Attraverso un altro appoggio che era quello
dell'onorevole Nello Rosso. Due uomini del tempo, che portano
avanti una norma importante, che è stata la legge su Ibla che ha
fatto diventare, che ha rappresentato in Sicilia una norma dove i
soldi si sono spesi veramente senza furti, senza ruberie, cioè è
diventato patrimonio dell'UNESCO, è diventata Ibla quella che è
diventata grazie a questo Parlamento che se ne fece carico, nel
1981, e grazie poi, negli anni successivi, al Parlamento che in
maniera trasversale, maggioranza ed opposizione, e qua ci sono
tanti uomini che sono stati testimoni - io penso a Savona, in
Commissione, io penso a Clemente, penso a Cimino - che hanno visto
sostenere, in maniera trasversale la legge su Ibla perché, a
differenza sicuramente di tanti altri esempi nel nostro paese ed in
Italia, quelle sono state risorse che si sono spese veramente.
Cioè, Ibla ha cambiato il volto ed è diventata patrimonio
dell'UNESCO, veramente grazie ad un Parlamento che ha fatto propria
davvero quella norma.
Purtroppo, l'anno scorso, il rifinanziamento è saltato. E' saltato
perché io ho commesso un errore. Pensavo di farla rifinanziare con
le royalties, ho fatto un errore e l'errore, purtroppo, l'abbiamo
pagato perché non è stato accettata quel tipo di impostazione.
Quest'anno, dopo aver fatto un lavoro in Commissione e la legge
ritorna rifinanziata e ritorna finanziata per un milione di euro,
non può esserci un problema di maggioranza e di opposizione, perché
quella è una norma, ed è una legge di questo Parlamento da tempo, e
da tantissimi anni.
E il Parlamento, dopo aver fatto un lavoro importante in
Commissione, non può prendere quella che è, proprio, una parte di
sé stesso, una parte di questo Parlamento e cancellarla.
Quindi, io sono contento di questo la ringrazio. Capisco la
motivazione di rabbia, la voglia di far evidenziare ed evincere che
la maggioranza deve stare, dev'essere presente, però la legge su
Ibla non è stata mai frutto o non è stata mai uno strumento di una
maggioranza.
Nasce da un uomo dell'opposizione, la vota una maggioranza
democristiana ed il Parlamento l'ha sostenuta per tanti anni, e io
penso che dobbiamo continuare a fare in questo modo.
DIGIACOMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIGIACOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi io voglio
manifestare con grande chiarezza il mio compiacimento che, per
quello che credo di capire, salverà la norma relativa a Ragusa
Ibla. Non si può che essere contenti di questo.
Però, francamente Signor Presidente, non mi pare che abbiamo fatto
un buon lavoro per Ortigia e per Agrigento. Non possiamo fare finta
che questa ferita grave, grave oltre ogni limite, non debba essere
ripresa da quest'Aula. Sarebbe, veramente, una prova di incultura
politica
Signor Assessore - io parlo al Governo - la inviterei, in questo
momento delicato, a formulare lei, come Governo, un emendamento che
recuperi le problematiche relative al sostegno a due monumento
dell'arte internazionale, della storia dei popoli, che non possono
non vederli protagonisti in questa finanziaria.
Anzi vorrei aggiungere, assessore Baccei, di essere un po' più
generoso su questo argomento, perché noi strombazziamo ai quattro
venti e in tutti i giornali le possibilità di recupero dalla
Sicilia su due portanti: una di queste è la valorizzazione del
patrimonio d'arte.
E, insieme ai risultati ragguardevoli che lei ha elencato, e io ho
colto, e mi complimento pubblicamente, perché erano risultati non
scontati, io penso che se una volta per tutte, come da me proposto
ormai da nove anni, onorevole Cimino, si riuscisse ad allocare una
risorsa generosa, di qualche decina di milioni di euro, così come
abbiamo fatto anche per altre cose, a centinaia di milioni di euro,
con grande disinvoltura noi abbiamo riequilibrato anche a proposito
del fondo sanitario situazioni per centinaia di milioni di euro,
250 milioni di euro. Se noi mettessimo un fondo di 20 milioni di
euro da destinare non impressionisticamente alla Sicilia, come
diceva il mio concittadino e amico, Salvatore Fiume, alla Sicilia
basta la vita di un uomo, cioè in Sicilia un uomo ha sempre delle
ragioni per compiacersi della bellezza di un monumento, di un
paesaggio, quant'altro
Non questo tipo di letterarietà ma una cosa sancita dall'universo
mondo, cioè i siti patrimonio dell'Unesco, la comunità
internazionale che ama le cose di cultura, di arte, di paesaggio,
ha stabilito dei parametri ben precisi, attraverso cui indicare un
sito che non è patrimonio mio, voglio dare proprio corposità anche
a quanto detto dall'onorevole Venturino, cioè cosa vuol dire Ragusa
Iblei è mia? È la trasposizione sentimentale di quello che dicono
le norme, perché ama un sito che è patrimonio dell'Unesco, è
patrimonio dell'umanità
Ora posso credere, assessore Baccei, che in mezzo a tutti questi
miliardi che abbiamo recuperato e centinaia di milioni, non
riusciamo a mettere su una norma con un fondo adeguato per evitare
ogni volta che ci sia questo strappo reciproco, che è una cosa
imbarazzante anche in qualche modo politicamente infame, che vince
Ragusa ed è tutta contenta perché ha fregato Agrigento piuttosto
che Ortigia, piuttosto che via dei Crociferi, piuttosto che Scicli,
piuttosto che il percorso Normanno di Palermo.
Ma io credo veramente che noi dovremmo fermarci perché, se insieme
alle tante cose che abbiamo fatto, alcune non le abbiamo fatte,
devo dire all'onorevole Cancellieri questa mia riflessione: l'Aula
per raggiungere degli obiettivi comuni, come abbiamo fatto alcune
volte e come dire, alla prossima sfida elettorale chi lo sa anche
voi potreste essere chiamati a fare ragionamenti di questo genere,
no? Noi costituiamo dietro di noi un patrimonio secondo cui quando
c'è il bene comune non si va a voto segreto, non si gioca e non si
scherza, perché quello è patrimonio comune
Ora è possibile, signor Presidente, assessore Baccei, è possibile,
è civile, è opportuno che ci fermiamo un momento per cercare di
recuperare questo torto che abbiamo fatto anche in un clima di
contrapposizione, insomma, alle migliori tradizione della civiltà
siciliana? Oppure tiriamo dritto? E vediamo dove andare a parare
No, io chiedo che noi ci dobbiamo fermare, noi abbiamo commesso un
errore grave, noi siamo un Parlamento autorevole, abbiamo tutti i
numeri per potere recuperare da questa ferita Questa è la mia
proposta.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, ritengo
che il voto di poc'anzi che ha bocciato il finanziamento, il
rifinanziamento della legge speciale per il recupero dei centri
storici di Agrigento e di Siracusa debba farci riflettere. E debba
farci riflettere innanzitutto rispetto ai provvedimenti che siamo
chiamati a votare da qui alle prossime ore.
Nella mia esperienza, nell'attività legislativa sia in fase di
Finanziaria che di Bilancio ma anche nei diversi disegni di legge,
non ho mai voluto rivestire il ruolo di parlamentare di maggioranza
o di opposizione, ma ho cercato di leggere l'importanza, la
validità dell'emendamento indipendentemente da chi di fatto
quell'emendamento lo sottoscrivesse.
Ritengo che prioritariamente, indipendentemente dal fatto che
l'emendamento sia firmato dal Governo o da un collega parlamentare
debba essere letto per cercare di risolvere alcune emergenze della
nostra Regione nell'interesse dei siciliani e non nello scoop di
qualche firma sull'emendamento stesso.
L'onorevole Cancelleri ha richiamato all'attenzione la presenza in
Aula della maggioranza e del Governo che - francamente - è un atto
che si riesce facilmente a fotografare.
Questa legge Finanziaria e questo Bilancio deve potere essere la
Finanziaria ed il Bilancio dell'Assemblea regionale che ci crede,
che vuole provare a fare qualcosa di buono per la Sicilia.
Non penso che sia questo il momento adatto per richiamare alla
responsabilità la maggioranza.
Non penso che sia il momento utile per bocciare provvedimenti
importanti.
Ciascuno di noi pensi, proprio in questo scorcio di legislatura, di
potere dare il massimo delle proprie capacità per realizzare dei
provvedimenti che siano dei provvedimenti importanti per il nostro
territorio.
Non condivido i provvedimenti a macchia di leopardo e non
condivido neanche le azioni politiche a zig zag.
Ieri nel silenzio dell'Aula è stato approvato un finanziamento a
favore della mitica e conosciuta da quest'Aula - perché più volte
bocciata - della Biblioteca di Trapani.
Nessuno ha detto niente
Probabilmente i colleghi trapanesi avendo avuto l'esito favorevole
su quel provvedimento oggi, ben contenti, sono assenti e non sono
in quest'Assemblea.
TURANO. Non è proprio così
CIMINO. L'onorevole Turano è presente e mi fa piacere.
Ho votato favorevolmente al provvedimento di Agrigento e di
Siracusa e voterò favorevolmente al provvedimento per Ibla.
Non capisco, francamente non capisco chi ha votato contrariamente
su Siracusa ed Agrigento, come mai, oggi, dopo pochi minuti voterà
a favore di Ortigia. Probabilmente si sta attenti a chi amministra
quella città.
Ritengo che più che al sindaco bisogna pensare ai siciliani, ai
cittadini di Agrigento, Siracusa, Ibla - così anche per gli altri
provvedimenti che verranno ad essere esitati - indipendentemente da
chi amministra quelle città.
DI GIACINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa
discussione non mi appassiona tanto perché faccio il parlamentare
regionale.
Non voglio parlare di Palermo, non voglio parlare di Catania, ho
votato ieri per Trapani, ho votato oggi per Agrigento e Siracusa,
voterò per Ragusa.
Signor Presidente, ribadisco che voglio fare il parlamentare
regionale; conosco la sensibilità del collega Cancelleri,
pertanto, non penso possa essere contrario alla mia proposta di
fermarci per un minuto e tentiamo in questo minuto, di riscrivere
una norma che consenta di finanziare quelle eccellenze che ci sono
a Siracusa, ad Agrigento, a Ragusa perché credo che qui facciamo i
parlamentari regionali, non facciamo in consiglieri comunali.
Quando facciamo i consiglieri comunali facciamo gli interessi di
un singolo territorio, di una singola parte della Sicilia. Credo
che il nostro buon senso, siccome credo che per dimostrare che non
c'era una maggioranza, che non c'era la presenza dei Gruppi di
maggioranza in Aula, si è fatto un qualcosa che andava oltre, e
quindi, si stanno penalizzando delle realtà importanti.
Signor Presidente, so qual è il Regolamento d'Aula, però le chiedo
uno sforzo affinché, - credo che nessuno possa essere contrario a
questa mia proposta -, e non stiamo facendo delle cose complicate
rispetto a quello che era la finanziaria, per cui le chiedo un
minuto di sospensione per capire se è possibile di riscrivere una
norma complessiva che recuperi sia Ragusa Ibla perché ancora non è
stata votata, ma che recuperi anche il centro storico di Agrigento
e Ortigia in questo unico comma che riscriveremmo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fontana. Ne ha
facoltà.
FONTANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, per la
verità non volevo intervenire proprio per evitare ulteriori perdite
di tempo visto che ormai abbiamo superato veramente di gran lunga
il tempo per l'approvazione di questo bilancio.
Siamo ormai arrivati alla fine di aprile, oggi è già il 20 aprile,
siamo in una fase veramente avanzatissima, ci restano pochi giorni
per non andare in gestione provvisoria e quindi credo che ci voglia
veramente molto buon senso da parte di tutti per continuare i
lavori, e quindi consentire anche a questa Regione di avere un
Bilancio con una Finanziaria approvata.
A questo punto mi sento anche di fare un plauso alla Commissione
Bilancio , a tutti i componenti, al suo presidente, per il lavoro
che è stato fatto, giornate intere e anche nottate in cui è stato
fatto un lavoro veramente immane per potere chiudere una
finanziaria con tantissime difficoltà perché quando la coperta è
stretta, purtroppo, ognuno la tira dalla propria parte e si rischia
soltanto di lacerarla e, invece, sono riusciti con grande maestria
a chiudere i lavori in Commissione e a portare una Finanziaria in
Aula che, tra l'altro poi, è stata in parte stralciata e quindi
ridotta agli articoli più importanti che sono stati ritenuti dalla
Presidenza.
Devo dire che alla fine credo che il lavoro che è stato fatto è un
lavoro apprezzabile, anche se poi ognuno, magari, ha avuto tagliata
qualche risorsa, ha dovuto rinunciare a qualche cosa, è chiaro che
le rinunce fanno parte anche del gioco in considerazione del fatto
che le risorse non erano sufficienti per tutti i desideri, ma non
solo i desideri, ma le segnalazioni che vengono dai lavoratori e
dai siciliani.
Comunque, devo dire che anche l'assessore Baccei - mi congratulo
con lui -, perché anche lui ha avuto sempre un atteggiamento di
grande disponibilità, e devo dire che, pur non essendo un
siciliano, si è veramente adattato ed adeguato al nostro clima,
alle nostre esigenze, è stato sempre disponibile a cercare di
aiutare tutti i parlamentari e a far crescere questa benedetta
Sicilia.
L'incidente di Ortigia, francamente, mi lascia molto perplesso e
non perché ci sia anche Agrigento nella questione che riguarda il
finanziamento perché sapete bene che nella legge di Ortigia è una
legge che riguarda non solo Siracusa ma anche Agrigento. Credo che
questo sia veramente un incidente di percorso che abbassa anche il
livello del dibattito, della discussione, perché ricorrere poi al
voto segreto a mio parere è anche un fatto di uno squallore
Io credo che un deputato debba assumersi in Aula le proprie
responsabilità e quindi votare secondo scienza e coscienza evitando
di nascondersi dietro il voto segreto per impallinare anche delle
norme o dei commi che sono invece di grande rilievo. Ortigia ed
Agrigento e Akràgas le conosciamo tutti, sono, assieme a Ragusa
Ibla, delle città che hanno una storia antichissima, hanno delle
tradizioni antiche e una legge che è stata fatta proprio per
Ortigia e per Agrigento venticinque anni fa il fatto che ancora
oggi questa legge è in vigore ha un suo significato per cui a mio
parere, cari colleghi, ricorrere al voto segreto per impallinare
questa norma è stato un fatto, a mio parere, di una scorrettezza
unica. Oggi, invece si chiede il voto palese per Ragusa. Ma che
facciamo due pesi e due misure? Lo ha già detto chi mi ha
preceduto, credo che sia stato l'onorevole Vinciullo, cioè due pesi
e due misure. Allora a Ragusa perché il sindaco è del Movimento
Cinque Stelle dobbiamo votare in maniera palese, invece per
Siracusa ed Agrigento dove non ci sono i sindaci di Cinque Stelle
allora possiamo ricorrere al voto segreto .
CANCELLERI. Basta, basta, questo è troppo
FONTANA. per far saltare le cose. E allora, la mia proposta è
quella di chiedere, - io non ho mai urlato in Aula -, francamente
queste urla non capisco a chi sono dirette, io sto dicendo come
sono andate le cose in questa Aula. E allora io chiedere
all'Assessore Baccei, se fosse possibile recuperare, lo diceva
anche l'onorevole Di Giacomo, il Presidente di Giacomo, questo
emendamento con un subemendamento del Governo che possa invece
recuperare il milione e mezzo di euro per Ortigia ed Akràgas.
Questo è quello che io mi sento di dire e mi auguro che l'Aula
nella sua interezza e con coscienza possa votare favorevolmente.
PRESIDENTE. Onorevoli Colleghi ascoltiamo l'intervento
dell'onorevole Fontana che per altro invito a concludere perché è
decorso il tempo. Grazie onorevole.
FONTANA. Signor Presidente, la mia proposta è quella di chiedere
se fosse possibile, se il Regolamento interno lo consente, le norme
lo consentono, di potere recuperare queste risorse per Siracusa ed
Agrigento.
SIRAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SIRAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi il problema non è
Ragusa, il problema non è Siracusa, il problema non è Agrigento,
non è l'articolo di ieri di Trapani, e qua nessuno si sta
nascondendo dietro il voto segreto per impallinare chissà che cosa,
qua c'è tre quarti del Parlamento che si nasconde ai siciliani. E'
questo il vero problema in questo momento, quindi qua non si tratta
di andare a cercare qual è il problema legato alla singola città o
alla singola realtà perché giusto sarebbe premiare tutti i centri
storici di tutte le città siciliane, premiare tutte le località,
tutte le possibilità che la nostra Regione può avere, ma mettendoci
la faccia.
Io invito ad inquadrare l'Aula, inquadrate l'Aula fate vedere ai
siciliani la presenza folta dei parlamentari in questo momento.
Vogliamo riscrivere l'articolo se il Regolamento interno lo
consente? Facciamolo Ma si sospende l'Aula, e si riprende domani
mattina con tutti i parlamentari presenti, con la maggioranza
presente, perché non si può abbandonare la Sicilia e i siciliani e
dare la colpa a un voto segreto su una legge, per altro, di poche
decine di migliaia di euro.
Siamo all'articolo 1, dobbiamo esaminare quaranta e passa
articoli, secondo voi ci riusciamo in queste condizioni? Che questo
Parlamento si assuma la responsabilità di dare una legge
finanziaria ai siciliani e non lasciare i siciliani abbandonati a
se stessi. Grazie.
CLEMENTE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CLEMENTE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non volevo
intervenire però mi sembra corretto da uomo di minoranza ma anche
da componente della Commissione Bilancio rappresentare anche il
mio disagio rispetto a questo voto contrario che è avvenuto con un
voto segreto. Io ho votato favorevolmente in Commissione e ho
votato contro la soppressione in Aula, proprio perché ritengo, e lo
diceva bene chi mi ha preceduto, che alcune cose sono bene comune.
Quindi vorrei fare solo un invito chiedendo la sospensione dei
lavori e dicendo all'Assessore Baccei di recuperare questo
incidente di percorso che c'è stato. Non facciamo un danno ad una
parte politica, - che è vero -, la maggioranza non è in Aula e non
riesce a tenere neanche il numero legale di quest'Aula, non è la
prima volta che succede, ma siccome noi, responsabilmente la
minoranza abbiamo tenuto il numero legale in Commissione, lo stiamo
tenendo in Aula, e hanno ragione i colleghi del Movimento Cinque
Stelle quando dicono che il problema è nella maggioranza. Quindi io
la prego, signor Presidente, di fermare i lavori per vedere di
recuperare questo incidente di percorso.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, io intervengo perché una discussione
che è iniziata con l'onorevole Venturino, è continuata e sta
portando a ribaltare tutto il problema. Onorevole Clemente, mi
perdoni Io non contesto che il Movimento Cinque Stelle utilizzi
come tecnica parlamentare, come Gruppo di opposizione la richiesta
del voto segreto quando lo ritiene opportuno. Contesto, però, le
conclusioni finali cioè sappiamo che il voto segreto diventa un
agguato al di là del contenuto e delle norme. Io non mi sento di
contestare le scelte che fa il Movimento Cinque Stelle che è un
movimento che in questo Parlamento è libero di comportarsi in un
modo anziché in un altro modo. Non c'è dubbio che nel voto segreto,
oggi, la città di Agrigento e la capitale Siracusa, come diceva il
presidente della Commissione, la capitale del mondo ellenico
antico, oggi continuerà a vivere nonostante i
settecentocinquantamila Euro in meno.
Il problema per me, a prescindere la scelta, e il voto segreto su
alcune cose non la condivido, per cui non posso dire ai colleghi
del Movimento Cinque Stelle che di questo Parlamento hanno la
funzione essenziale importante, che è un errore utilizzare in
questa occasione la richiesta della conta segreta. Ad oggi, mi
pare, che il tema stia diventando quasi della maggioranza. Il
Partito Democratico è presente con la stragrande maggioranza dei
suoi deputati, siamo in quindici, stamattina c'erano gli Assessori,
è chiaro che non siamo presenti, ma non solo la maggioranza, pezzi
di maggioranza, pezzi di opposizione perché nell'ultima votazione
eravamo in quarantasei. Manca un bel numero di parlamentari.
Detto ciò, per evitare che apriamo, come dire, un'altra situazione
che ci porterà, lo diceva l'onorevole Cimino a cuocerci, noi
stessi, con una fiamma lenta ma inutile, sterile anche un
dibattito. Io non so se tecnicamente è possibile recuperare le due
norme. Come dire, le considero importanti per la città di
Agrigento, come per la città di Siracusa, così come per la città di
Ragusa. Condivido che ci sono altri centri storici importanti ma si
trattava di un rifinanziamento di spesa, solo questo.
Assessore Baccei, il tema che mi pongo è uno, Presidente Lupo, la
sua attenzione mi è necessaria. Noi ci siamo dati, nella
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari di ieri, io
sostituivo, perché assente il presidente del Gruppo, onorevole
Anselmo, dei tempi.
Siamo all'articolo 1, questo è il dato di fatto.
Ora, siccome dovremmo approvare per quello che ieri è stato
stabilito, cioè vale a dire approvare la Finanziaria, incardinare
il collegato, dare il voto finale prima del 30 aprile e, poi,
ritornare il 3 maggio per approvare il collegato per il quale, nel
frattempo, saranno presentati emendamenti al testo collegato.
Io direi, Presidente Lupo, se lei è d'accordo, sospendiamo,
riprendiamo domani mattina
FALCONE. Meglio rinviare a mercoledì.
PANEPINTO. Signor Presidente, può chiedere ai colleghi, oltre a
chiedere convocazione alla carta con il menù a seconda delle
esigenze che ognuno ha, se posso terminare questi cinquantadue
secondi di intervento che mi restano?
Io ritengo che i lavori ed i tempi siano stati segnati ieri in
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari; poi, se qualcuno
vuole il voto palese, se altri, è chiaro che io chiedo, se
possibile e se, qualora, si insistesse per chiedere voto nominale
che è un voto di una catarsi improvvisa, io chiederò che il
Presidente del mio Gruppo, dica al Gruppo stesso di non votare e
chiudiamo la partita ora e si ricomincia domani e si continua
domani.
Chi ha creato la questione e le condizioni per bloccarci, ormai,
da tre ore, non può, ora, cambiare l'ordine delle cose, quindi,
signor Presidente, siccome ci sono richieste del Gruppo di Di
Giacinto, dell'onorevole Cimino, dell'onorevole Fontana, di tanti
altri Parlamentari, non so quale sia la soluzione dal punto di
vista dei diritto parlamentare possibile per cui, a mio parere, io
se si recuperano i soldi per il centro storico di Agrigento, per
me, e ho parlato dopo gli onorevoli Fontana, Cimino, ritengo che
sia necessario, e se poi li appostiamo e per continuare, onorevole
Cimino e onorevole Di Mauro, un'opera importantissima che è il
ritrovamento del teatro di Agrigento, se dovessimo fare una
riscrittura, ancora meglio, perché contribuiremmo a dare risorse
per continuare questo importante ritrovamento che è significativo.
Quindi
GRECO GIOVANNI. E diamo anche i soldi per il castello Beccadelli
di Marineo.
PANEPINTO. Onorevole Giovanni Greco, lei c'è, è un pezzo di questo
Parlamento, per cui ne prendo atto.
Detto ciò, signor Presidente, io ritengo che i lavori debbano
fermarsi qui, dal mio punto di vista.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi pare che
l'incidente che si è verificato a proposito del centro storico di
Agrigento, di Ortigia e di Ibla, sia un incidente che può avvenire
nel corso dei lavori parlamentari, però voglio rilevare che
trattasi, a fondamento di questo intervento di natura Finanziaria,
di una serie di leggi che, nel tempo, cominciando dalla numero 70
che riguarda la città di Agrigento del 1976 che prevedevano delle
leggi speciali sul centro storico di Agrigento così come su Ortigia
e così come anche altre realtà importanti come Ibla di Ragusa.
Posto questo che non è, a mio parere, certamente, lei lo sa meglio
di me, recuperabile in questo disegno di legge, se c'è volontà del
Parlamento di farlo, nel collegato, quando sarà opportuno lo
faremo, lo dico da agrigentino, ma lo dico perché non possiamo
sovvertire le regole di lavori parlamentari che in questi anni
hanno sempre, come posso dire, regolato i nostri rapporti
parlamentari e, soprattutto, i lavori del Parlamento.
Posto questo, mi pare che l'onorevole Panepinto abbia, con
eleganza e anche con stile, illustrato la necessità di operare un
raccordo della sua maggioranza e, in parole povere, trattasi di
fare una serie di telefonate affinché, domani, questi colleghi
possano essere presenti e partecipare ai lavori.
Credo che questa decisione, prima di evitare ulteriore danno, sia
una cosa saggia, proponiamo il rinvio, anche noi, a domani nella
speranza che questa maggioranza si faccia viva e non sia latitante
come stasera. La percentuale dei presenti dei Gruppi parlamentari
della maggioranza è circa del 20, 25 per cento. Fino ad ora
l'opposizione è stata in Aula per cercare di dare dignità ai lavori
parlamentari, ma se lei signor Presidente conta i presenti della
maggioranza credo che a due decine non ci arriviamo.
PRESIDENTE. Invito i colleghi che volessero intervenire a
chiederlo entro la fine dell'intervento dell'onorevole Falcone.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che si
stia chiudendo questa giornata nella maniera meno decorosa per la
maggioranza e questo non per colpa dell'opposizione ma per
responsabilità assoluta della stessa maggioranza e dei deputati
della maggioranza. Bene, qua il tema è se dobbiamo rinviare a
domani o a martedì. Noi possiamo anche aderire alla richiesta di
rinviarla a domani però, signor Presidente, secondo me è un
ulteriore incaponimento, un'ulteriore forzatura perché domani è
venerdì e molti deputati, non dell'opposizione - chi vi parla sarà
presente come ogni volta anche domani qua in quest'Aula se la
Presidenza deciderà di rinviare a domani la seduta d'Aula - però, a
mio avviso, domani non si porterà nulla a casa perché domani
mancheranno molti parlamentari, parlamentari della maggioranza.
E, allora, se troviamo una quadratura, se c'è un ragionamento se
anziché mettere norme all'ultimo momento, se anziché volerci
incaponire su alcune norme che non sono sostenibili, che non
potranno essere votate favorevolmente e che subiranno la falcidia
di quest'Aula, dico, ci si siede un attimo, la maggioranza abbia un
sussulto di orgoglio e di dignità, porti una Finanziaria stretta',
portino le norme necessarie che servono non a fare clientele, non
ad accontentare qualche amico ed alcuni o pochi amici, ma a
risolvere alcune strategiche emergenze della Sicilia, diversamente,
il clima d'Aula non cambierà e non perché ci sarà un'opposizione
che si opporrà a norme-mancia o a prebende, ma perché all'interno
della maggioranza esploderanno tutte le contraddizioni che sono
manifeste, che sono eclatanti e che stanno, purtroppo, nuocendo
alla Sicilia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Greco Giovanni. Ne
ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dall'inizio
ho detto che se non è una Finanziaria leggera è difficile portarla
in porto. Il lavoro fin qui svolto mi dà ragione.
Veda, signor Presidente, stiamo perdendo tre ore a discutere su un
emendamento bocciato, quindi, già l'Aula si è espressa. Onorevole
Fontana, se non mi ascolta il Presidente, è tutto inutile.
PRESIDENTE. La ascolto. Prosegua il suo intervento.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, le facevo rilevare che noi da
tre ore parliamo su un emendamento bocciato e, quindi, non è più
all'ordine del giorno, è bocciato. Lei è da tre ore che sta dando
la parola a tutti su un emendamento già bocciato, quindi, il
vicepresidente Venturino, che è venuto a fare un intervento per
aiutare un altro emendamento su cui non c'era stato il numero
legale, non lo so se ha aiutato quell'emendamento perché tutti
potevano parlare meno lui, però l'ha fatto e ci sta facendo perdere
tre ore, quindi, quando non viene l'onorevole Crocetta e non viene
Venturino, noi le cose le facciamo.
PRESIDENTE. Onorevole Greco, evitiamo polemiche; non stiamo
intervenendo su un emendamento bocciato, ma sull'emendamento 1.19
che è all'esame dell'Aula.
GRECO GIOVANNI. Noi abbiamo parlato dell'emendamento bocciato,
abbiamo parlato sull'emendamento bocciato e lei non poteva
intervenire su un emendamento che già era stato bocciato.
VENTURINO. Ma di che cosa sta parlando? Lei non capisce niente
come sempre Lei è nel posto sbagliato Lei è anomalo Non capisce
Vada in pensione Lei non capisce
GRECO GIOVANNI. Ma è normale che il Vicepresidente Vicario
interrompa un collega mentre fa l'intervento Io andrò via per la
mia pensione ma lei andrà via di nuovo e va a Londra a fare di
nuovo l'attore, non può fare il deputato .
PRESIDENTE. Onorevole Greco, per favore, torniamo all'oggetto
della discussione, la inviterei a concludere. Grazie.
GRECO GIOVANNI. Se il suo collega Vicepresidente Venturino mi
aiuta io concludo il mio intervento.
Veda, Presidente, ho sentito alcuni interventi dei miei colleghi
sul voto segreto, questi argomenti sono sempre presenti quando
manca la maggioranza. Io ho chiesto una votazione di una
finanziaria molto leggera e secondo me questo principio resta
sempre valido e prima lo attuiamo, prima andremo a votare la
finanziaria.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Per fatto personale
VENTURINO. Chiedo di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VENTURINO. Signor presidente, sarò brevissimo perché il problema
dell'onorevole Greco, lo capisco perché l'età è quella che è,
interviene sempre su cose sbagliate. Non ha capito che il mio
intervento era su un emendamento che non era stato sbocciato, che
semplicemente non è stato votato perché non c'era il numero legale,
poi non ho capito perché tutti potevano parlare tranne io
E' chiaro che è un onorevole, un collega che ha dei problemi
serissimi; per cui, ha raggiunto i suoi 70 anni, si dimette, si
gode la pensione ed evita di dire cialtronate' quando viene su
questo podio
Presidenza del vicepresidente Lupo
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
1276/A
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, voglio ricordare a tutti noi,
perché tutti noi siamo conoscitori del Regolamento, conosciamo bene
il Regolamento, l'articolo 111 al comma 2 è molto chiaro non
possono proporsi sotto qualsiasi forma articoli aggiuntivi o
emendamenti contrastanti con precedenti deliberazioni
dell'Assemblea adottate sull'argomento . Ovviamente, il Regolamento
è estremamente chiaro.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
La Commissione concorda con la scelta da lei operata perché è
quella giusta che risponde al Regolamento.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, lei ha ragione perché il Regolamento è
così come lei ha descritto, però il Regolamento si deve applicare
sempre. Io le ricordo che nell'Assestamento di bilancio il Governo
a cui era stato bocciato un emendamento sul pagamento dell'IVA lo
ha riproposto con un altro articolo nella stessa seduta ed è stato
approvato, per cui non capisco perché quando serve al Governo
questo Regolamento viene stravolto ed invece quando serve ai
deputati il Regolamento viene applicato in maniera rigida. Vediamo
di applicare le regole per tutti e non per qualcuno.
PRESIDENTE. Il Regolamento lo applichiamo sempre; peraltro, in
questo caso il Governo chiedeva esattamente il contrario e la norma
è stata soppressa, quindi è esattamente nel senso che le dicevo.
Comunque, il Regolamento è chiaro.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, venerdì 21
aprile 2017, alle ore 11.00, con il seguente ordine del giorno:
I - COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Bilancio di previsione della Regione siciliana per
l'esercizio finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio
2017-2019 . (n. 1275-1275 bis-1275 ter-1275 quater/A) (Seguito)
Relatore di maggioranza: on. Vinciullo
Relatore di minoranza: on. Cancelleri
2) - Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2017.
Legge di stabilità regionale . (n. 1276/A) (Seguito)
Relatore di maggioranza: on. Vinciullo
Relatore di minoranza: on. Cancelleri
La seduta è tolta alle ore 19.34
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio