Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 420 di giovedì 20 aprile 2017
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                   La seduta è aperta alle ore 11.22

   FIGUCCIA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il  preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto congedo,  per  oggi,  gli
  onorevoli Musumeci, Milazzo Antonella, Lo Sciuto.

   L'Assemblea ne prende atto.

   matiche e correttive per l'anno 2017. Legge di stabilità regionale'.
   (n. 1276/A)
   Presidenza del vicepresidente Lupo


     Seguito della discussione del disegno di legge «Disposizioni
                            programmatiche
    e correttive per l'anno 2017. Legge di stabilità regionale» (n.
                                1276/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione dei disegni di legge.
   Si  procede con il seguito della discussione del disegno di  legge
  n.  1276/A  «Disposizioni programmatiche e  correttive  per  l'anno
  2017. Legge di stabilità regionale», posto al n. 2).

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  io  volevo  fare una breve relazione  in  risposta  agli
  interventi che sono stati fatti ieri, illustrando un po' quelli che
  sono i punti principali di questa finanziaria.
   Ripercorrendo   gli   interventi   sia   della   maggioranza   che
  dell'opposizione,  la maggioranza ha sottolineato  l'operazione  di
  risanamento  del  bilancio  che  è  stato  fatto,  soprattutto  gli
  onorevoli Panepinto e l'onorevole Dipasquale.
   L'onorevole Panepinto ha evidenziato la diminuizione delle imposte
  che  sarà  attiva  dal 2018, è stato sottolineato  come  si  stiano
  trovando  le  risorse  per  i  disabili,  è  vero  sotto  pressione
  giustamente  fatta  da  diversi esponenti, anche  del  mondo  dello
  spettacolo,  ma  è  un problema che c'è da tantissimi  anni  e  che
  comunque ora, grazie a loro, grazie a questa esposizione mediatica,
  sul quale stiamo trovando una soluzione.
   L'onorevole Panepinto, poi, diceva che abbiamo passato molta parte
  del  nostro  tempo a litigare, soprattutto all'inizio, ma  per  poi
  trovare una specie di via comune, e uguali litigi fatti con diversi
  altri  esponenti  del partito democratico e della maggioranza,  con
  l'onorevole  Dipasquale, con l'onorevole Digiacomo, con l'onorevole
  Turano e via dicendo. Dopo ritornerò su questo punto che secondo me
  è fondamentale.
   Dall'altro  lato, l'opposizione, ci ha accusato di  una  serie  di
  fatti,  quindi la nostra subalternità verso lo Stato, il fatto  che
  lo  Stato ci abbia fatto solo poca elemosina, ci abbia riconosciuto
  pochi  soldi  -  questo soprattutto da parte del  Movimento  cinque
  stelle  -,  l'onorevole  Grasso  ed  altri  hanno  accusato  questa
  finanziaria  di  essere  piena  di   marchette   di   manciugghia .
  Scusate se lo dico male, ma sto imparando l'idioma.
   L'onorevole Cordaro che poche riforme sono state fatte rispetto  a
  quelle  che  sono state preannunciate, che non ci sono soldi,  zero
  soldi  per  gli  investimenti; l'onorevole Di Mauro  ha  fatto  una
  richiesta  a  cui peraltro stiamo dando seguito, che  è  quella  di
  avere   maggiori  informazioni  relativamente  agli  immobili   che
  verrebbero  trasferiti al fondo pensioni, e  ha  evidenziato  anche
  alcune  discussioni anche pubbliche che ci sono state fra me  e  il
  Presidente  Crocetta,  e faceva particolare  riferimento  a  quella
  sulla centrale unica degli acquisti.
   Ieri  sera non ho ritenuto di intervenire, ho sentito l'intervento
  del  Ministro Padoan ieri in Parlamento, dove diceva che non  siamo
  soddisfatti  come  Governo nazionale, troppi  problemi  ancora  sul
  tavolo.  Diceva  che  bisogna accelerare  sulla  crescita,  bisogna
  accelerare sull'occupazione, ma che la strada intrapresa era quella
  giusta. Non mi voglio certo paragonare al ministro Padoan, lungi da
  me,  ma penso che in qualche modo le parole del ministro Padoan ben
  rappresentino  anche quella che è ora la situazione  della  Regione
  siciliana.
   Io    vorrei    dar   seguito   alle   parole   degli    esponenti
  dell'opposizione, con la possibilità di portare anche dei numeri  a
  riferimento  delle  parole degli esponenti della  maggioranza  che,
  avendo  diretta  conoscenza del bilancio posso  portare,  ma  anche
  evidenziando ciò che rimane da fare, perché è indubbio, ed è  anche
  questo  nei dati, che la situazione di difficoltà della popolazione
  siciliana sia sotto gli occhi di tutti.
   Non  voglio  parlare né di PIL, di occupazione, perché per  questi
  dati, ovviamente, non c'è una sola fonte ufficiale, non c'è un dato
  certo, ci sono delle stime, modelli di analisi diversi, quello  che
  è  certo  è  che  dopo sette, otto anni di diminuzione  del  PIL  e
  dell'occupazione, il primo è arrivato a diminuire di 10 - 15  punti
  negli  ultimi due anni, e la previsione per il 2017 è sulla  stessa
  linea.  C'è  stata un'inversione di tendenza, c'è chi stima  questa
  inversione  di  tendenza di 4,8 punti di PIL in tre  anni,  chi  la
  stima  in  tre  punti  e mezzo, non sappiamo dove  sia  la  verità,
  diversi  sono  gli  studi fatti, sicuramente questa  inversione  di
  tendenza è rilevata da tutte le varie associazioni che fanno questo
  lavoro di mestiere. C'è un rapporto di Confindustria che parla  del
  maggior  numero  di  imprese nel Sud, che  parla  dell'aumento  del
  fatturato   di   queste  imprese,  che  parla  dell'aumento   della
  redditività  di  queste  imprese, quindi ci  sono  dei  segnali  di
  crescita.
   Da parte mia io posso portare dei numeri certi, che sono numeri di
  bilancio.  Il  primo numero è quello delle entrate  tributarie,  il
  consuntivo del 2014 per le entrate tributarie era di nove  miliardi
  e  ottocentomilioni,  la  previsione  per  il  2017  delle  entrate
  tributarie è di dodici miliari e duecento milioni, per cui sono due
  miliardi e quattrocento milioni in più ogni anno sul bilancio della
  Regione  siciliana. Ci sono poi sette ottocento milioni  di  minori
  spese  sul  bilancio  regionale, e per rispondere  sui  soldi  allo
  sviluppo,  ci  sono  ogni anni settecento milioni  in  più  che  la
  Regione  da  allo sviluppo, o meglio che non toglie allo  sviluppo,
  perché  fino al 2015, 2015 compreso, settecento milioni  dei  fondi
  sviluppo  e  coesione venivano utilizzati per coprire  i  buchi  di
  bilancio, ora sono dedicati allo sviluppo, agli investimenti.
   La  Sicilia, con la riduzione delle aliquote fiscali che  ci  sarà
  nel  2017,  diventerà una delle regioni più virtuose in Italia,  la
  pressione fiscale per quanto riguarda le aliquote regionali, quelle
  su  cui  noi  possiamo  intervenire,  azzererà  lo  0,97%  che  era
  l'addizionale Irap, e porterà l'addizionale Irpef dallo  0,50  allo
  0,27%,   per  cui  la  riduzione  fiscale  sarà  circa  1,2   punti
  percentuali, considerate che nelle Regioni che probabilmente  hanno
  una  considerazione  molto più alta della  nostra  nell'immaginario
  collettivo,  come  possono  essere  il  Piemonte  o  il  Lazio,  la
  pressione  fiscale delle addizionali regionali  arriva  a  3  punti
  percentuali,   contro   il   nostro  0,27.   Quindi,   quella   che
  nell'immaginario collettivo era considerata la scalcinata  Sicilia,
  diventa  la Regione con un bilancio sano e con la pressione fiscale
  più  bassa  in Italia, penso che questo sia un risultato  oggettivo
  che  è  nei numeri, e che questo Governo, questo Parlamento, questa
  maggioranza, porta a casa e su questi numeri penso che poco ci  sia
  da discutere.
   Un'altra  indicazione importante che è figlia  dell'aumento  delle
  entrate e della riduzione della spesa, e su cui poco c'è da dire  è
  la  cassa  regionale. Quando io sono arrivato a fine  2014  c'erano
  cento  milioni di euro in cassa, e quasi due miliardi  di  euro  di
  mandati  di pagamento da effettuare. Oggi, fatti tutti i pagamenti,
  ci rimane sempre una riserva di 700 o 800 milioni di euro in cassa.
   Cosa  vuol dire questo? Vuol dire che siamo in grado di  pagare  i
  fornitori nei tempi.
   Oggi  trasferiamo il 95 per cento delle risorse della sanità entro
  l'anno,  ed  anche  il  100 per cento. Cosa che  era  assolutamente
  inimmaginabile nel 2014, e tutta questa pressione si scaricava  sui
  fornitori  allungando  i tempi di pagamento  e  mandando  in  crisi
  finanziaria le aziende, soprattutto le piccole aziende che dovevano
  chiudere. Anche questo è sviluppo.
   Con  il  rendiconto  del  2016, per il  secondo  anno  consecutivo
  andremo a diminuire il disavanzo ad una velocità maggiore di quella
  prevista per legge. Non solo andremo a pagare le rate previste,  ma
  grazie   ad   un  maggior  risultato  sui  fondi  extra  regionali,
  riusciremo a ridurre il disavanzo.
   Quindi,  è  da due anni che non solo non si crea più un disavanzo,
  ma  si  va  a  ridurre, ripeto, alla velocità  maggiore  di  quella
  prevista  dalla legge. Questo vuol dire un minor peso  sui  bilanci
  futuri e una maggiore possibilità di dar vita agli investimenti.
   Sono  stati cancellati dal bilancio della Regione sei miliardi  di
  residui  attivi,  che costituivano un macigno  sul  bilancio  della
  Regione.  Ora la Regione non ha più in bilancio quelle minacce  che
  tante volte la Corte dei Conti aveva evidenziato. Questa operazione
  di pulizia è stata fatta.
   Contrariamente  a  quanto  è  stato riportato  anche  da  articoli
  nazionali,  e per questo io ho anche scritto e parlato  col  dottor
  Mieli,  il giornalista del Corriere della sera, non è vero  che  la
  Sicilia ha un debito fuori controllo.
   L'aumento  del 40 per cento dell'indebitamento è stato un  effetto
  del  DL 35, delle anticipazioni richieste dalla Commissione europea
  a  tutte  le  Nazioni,  ed  in Italia a tutte  le  Regioni.  Questo
  indebitamento è servito a sbloccare quella liquidità che poi  siamo
  riusciti  a  consolidare attraverso i patti fatti con lo  Stato.  I
  giudizi delle agenzie di rating che vi riporto manifestano  che  il
  livello di indebitamento della Sicilia è basso e sotto controllo.
   Fitch  parla  di  un  livello di indebitamento basso,  Standard  &
  Poor's  dice  che  il  debito della Regione  siciliana,  nonostante
  l'aumento  causato  dalle  anticipazioni  bancarie  richieste   dal
  Governo,  rimane basso e sotto controllo. Le rate  dei  mutui  sono
  regolarmente pagate e nel triennio del bilanci c'è copertura per le
  rate  di  mutuo,  per cui nei giudizi delle agenzie  di  rating  il
  bilancio  della  Sicilia è sano ed il debito è assolutamente  sotto
  controllo.
   La  sanità, sappiamo essere in attivo ormai da anni. Negli  ultimi
  due  anni  abbiamo  ricaricato dei costi che  erano  impropriamente
  caricati sul bilancio regionale, per un valore di circa 250 milioni
  di  euro  annui e, nonostante questo, i conti della sanità sono  in
  equilibrio o in attivo.
   L'Agilas ha indicato e ha posizionato al settimo posto in  Italia,
  la Sanità siciliana.
   Abbiamo  parlato di un bilancio pieno di  marchette , ma  mi  pare
  che  abbiamo  approvato  in mezz'ora, con ottocento  mila  euro  di
  emendamenti,  di  cui 400 mila approvati e 400  mila  respinti,  un
  bilancio di oltre 20 miliardi di euro.
   Se fosse un bilancio pieno di  marchette  e di grasso, ovviamente,
  avremmo  avuto migliaia di emendamenti, ma così non è stato  perché
  400 mila euro su 20 miliardi è una goccia nell'oceano.
   Penso  che  in questo modo abbiamo risposto alle critiche  che  ci
  sono  state  fatte  sullo sviluppo, sul fatto che  ci  siano  delle
   marchette .
   Sulle  riforme, volevo porre l'attenzione. Alcune cose sono  state
  fatte. E' stata una riforma delle pensioni. Sono stati fatti 5 mila
  prepensionamenti, sono in corso 5 mila prepensionamenti.
   Quest'anno  verrà  fatta  per il secondo  anno  in  tre  anni,  la
  riorganizzazione  di  tutta  la  macchina  amministrativa  con   la
  riduzione  di  oltre il 30 per cento delle posizioni organizzative;
  sono  state  ridotte le società partecipate, sono state  chiuse  la
  metà delle società che erano in liquidazione da oltre vent'anni;  è
  stato  posto  un tetto ai compensi ben più rigoroso di  quello  del
  Governo  nazionale;  è stata fatta una legge sulla  stabilizzazione
  dei precari dopo che era trent'anni che si aspettava. Certo, ora la
  dobbiamo applicare, ma intanto la legge è stata fatta e - contro le
  aspettative  di  tutto  quello che è stato  detto  -  non  è  stata
  impugnata  dal  Governo nazionale, per cui la  legge  è  pienamente
  efficace.
   E'  stata istituita una centrale unica degli acquisti, che ha  già
  portato  centinaia  di  milioni  di  risparmi  che  verranno,   per
  l'appunto,  utilizzati  già per andare a migliorare  i  livelli  di
  assistenza   per  i  disabili  stessi  nell'assistenza  domiciliare
  integrata.
   Ovviamente non è stato fatto tutto, secondo me manca ancora  molto
  da  fare,  c'è  una  macchina amministrativa che  va  completamente
  trasformata.
   L'economia  siciliana  poggiava  su  quello  che  era  un'economia
  pubblica,  la Regione paga 100-150 mila stipendi. Ovviamente,  come
  qualcuno  aveva  anche  suggerito sulle pagine  di  un  giornale  e
  l'onorevole Panepinto ne ha dato giusta risposta, io non penso  che
  sia  possibile licenziare metà di questi dipendenti e ripartire più
  snelli,  perché  come  è  successo si  citava  questo  articolo  in
  Inghilterra perché, ovviamente, l'economia inglese non è l'economia
  siciliana.
   Quello  che  dobbiamo fare - e che secondo me stiamo facendo  -  è
  cambiare  la direzione di questa macchina, snellendola come  stiamo
  facendo,  cercando  le competenze che servono, riformandole  perché
  mancano delle competenze soprattutto in quello che dovrebbe  essere
  la   competenza  primaria  di  una  Regione  che  è  quella   della
  programmazione e del controllo.
   Io  penso  che su questo la Regione sia particolarmente carente  e
  questo blocca la capacità di spesa della Regione.
   I  soldi  ci  sono sul bilancio regionale, ci sono i  soldi  extra
  regionali  da  spendere,  il passaggio  su  cui  ora  è  necessario
  investire   energie  è  quello  di  investire  sulle  capacità   di
  programmazione e di controllo di questa spesa, il modo di  spendere
  i  soldi  che  ci  sono  velocemente e bene, facendoli  arrivare  a
  cittadini e imprese.
   Questa è la sfida importante che ancora manca e, in qualche  modo,
  è  un po' la sfida che ha visto litigare anche me con il Presidente
  Crocetta  su  alcune cose, con l'onorevole Panepinto - come  diceva
  ieri - e con altri deputati della maggioranza.
   Io penso che siano discussioni costruttive che ci devono essere in
  un partito di Governo, perché quando bisogna cambiare l'economia di
  una  Regione  da  un'economia  basata  sul  settore  pubblico  -  e
  conseguentemente  sul  consenso elettorale  a  questa  legata  -  a
  un'economia  che deve diventare un'economia di mercato, un'economia
  di  sviluppo che richiede un altro consenso elettorale,  richiedono
  una profonda trasformazione anche della politica.
   All'interno di questo Governo e di questa maggioranza ci sono pure
  state  due  anime, una rappresentata da me che ho il privilegio  di
  non  avere  la  necessità di richiedere voti e di essere  rieletto,
  perché  io  non  faccio politica, quindi posso spingere  il  pedale
  sull'innovazione e sulle riforme, dall'altra parte, a  partire  dal
  Presidente  ma  per tutti gli onorevoli della maggioranza,  c'è  la
  necessità  di ricercare questo consenso elettorale, di mantenere  i
  legami  con le specificità, con il Territorio e cercare  la  giusta
  marcia di questo cambiamento. E' come se io mi spingessi oltre e  o
  il  Presidente  o  gli  onorevoli, soprattutto  della  maggioranza,
  cercassero di darmi la giusta direzione e la giusta velocità.
   Questa  è  la discussione che c'è stata tra me e il Presidente  in
  questi  anni,  che  c'è stata tra me e la gran parte  dei  deputati
  della  maggioranza,  e in parte anche dell'opposizione,  in  questi
  anni.  Nasce proprio dalla volontà di riformare, ma questa  volontà
  di  riformare  porta  delle grandi difficoltà, perché  richiede  un
  cambiamento epocale dell'economia.
   Dei passi avanti importanti sono stati fatti, la direzione è stata
  presa, il cambiamento del PIL lo dimostra, abbiamo un bilancio sano
  che ci permette di affrontare queste sfide.
   Io di nuovo ringrazio il Presidente Crocetta che mi ha dato spazio
  per  fare  questi cambiamenti, che è stato il primo  a  credere  in
  questo cambiamento.
   Io  non  rispondo a nessun diktat da Roma, non c'è nessuno che  mi
  chiama per dire cosa fare, il mio ruolo è frutto di una volontà del
  Presidente Crocetta e della maggioranza di quest'Aula. Mi si chiede
  di  fare  delle  riforme  e mi si dice quando  sto  andando  troppo
  veloce, in una direzione non completamente esatta
   Dalla discussione sono nati risultati che sono in questo bilancio,
  che  sono  frutto, non solo della mia azione, ma del lavoro  comune
  fatto  con  questo Governo, col Presidente e con la maggioranza  di
  questo   Parlamento   e,  spesso,  con  l'opposizione   di   questo
  Parlamento.  Non ci nascondiamo dietro al fatto che  in  Sicilia  i
  problemi  sono  ancora  enormi,  che  la  disoccupazione  è  ancora
  altissima,  che  il  lavoro da fare è ancora  tantissimo  ma  siamo
  sicuri  -  e  la  storia  dei  bilanci ce  lo  testimonierà  -  che
  importanti  passi  avanti  sono stati fatti  e  questa  finanziaria
  consolida questi risultati che trovano la loro manifestazione, come
  ho  detto  prima,  nella diminuzione delle tasse e  nelle  maggiori
  risorse che si sono trovate per importanti criticità, come  sono  i
  disabili, come sono le Province, il cui stanziamento passa da 20  a
  120  milioni, quindi sforzi importanti ed in tanti altri soldi  che
  abbiamo dato non in  marchette  ma su necessità sul territorio,  su
  eccellenze sul territorio.
   Penso  che  questa finanziaria testimoni questo  sforzo  mio,  del
  Presidente Crocetta, di tutto il Governo e di tutta la maggioranza.


   Presidenza del vicepresidente Lupo


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che gli onorevole Arancio  e  Papale  hanno
  chiesto congedo per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Lupo


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                1276/A

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  voglio   ricordarvi   che   la
  discussione   generale  è  chiusa.  Già  ieri  10   colleghi   sono
  intervenuti sull'articolo 1.

   MILAZZO GIUSEPPE. Io sono intervenuto sull'ordine dei lavori

   PRESIDENTE.    L'onorevole   Milazzo   Giuseppe   è    intervenuto
  sull'articolo  1, quindi finché siamo all'articolo  1,  chi  è  già
  intervenuto  e  cioè  gli  onorevoli  Di  Mauro,  Cordaro,  Milazzo
  Giuseppe, Grasso, Panepinto, Formica, Cappello, Di Pasquale, Greco,
  Foti, ovviamente non possono reintervenire.

   APPRENDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   APPRENDI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  assessore,  mi
  pare   che   dopo  la  relazione  dell'assessore  Baccei   potremmo
  tranquillizzare  tutti  i  sindaci che hanno  avuto  difficoltà  in
  questi  anni,  addirittura 7 comuni non hanno  potuto  chiudere  il
  bilancio, proprio per i nostri ritardi, per la mancanza di certezza
  dell'assegnazione dei fondi.
   Penso che adesso potranno garantire servizi ai disabili, penso che
  potranno  pagare gli operatori delle case famiglia che da 7-8  mesi
  non  prendono  soldi,  penso  che potranno  assicurare  tutti  quei
  servizi  che,  fino  ad  ora,  non  sono  stati  in  condizione  di
  assicurare.  Quindi avremo certamente da parte  dell'ANCI,  ma  non
  solo dell'ANCI ma di tutti i sindaci, un plauso.
   Mi  pare, però, che alcune cose non siano state toccate e verranno
  fuori, sicuramente, nel seguito della discussione ma vorrei parlare
  di  marchette , anche se susciterò sicuramente qualche sorriso. Sto
  leggendo il termine  marchetta , Presidente, e lo faccio non a caso
  perché  il  termine  marchetta , vorrei ricordare all'assessore,  è
  stato  messo in questa Aula prima dal Presidente Crocetta e poi  il
  presidente Ardizzone, per non essere da meno, ha apostrofato con il
  termine   marchetta   gli  emendamenti  dei  deputati  come  se   i
  deputati, nel fare emendamenti, non facessero il loro lavoro,  come
  in tutti i consessi elettivi.
   Il termine  marchetta  recita così:  Lavoro non impegnativo, fatto
  per  compiacere qualcuno o per ottenere un minimo guadagno. Fornire
  prestazioni sessuali dietro pagamento per metonimia. Prostituta  o,
  anche, omosessuale maschio che si prostituisce. .
   Ora,  invito  i  massimi rappresentanti di questo consesso,  della
  Presidenza  della  Regione,  dell'Assemblea,  a  rivedere  il  loro
  linguaggio  perché credo che non possono giocare su due tavoli:  da
  un  lato  fanno finta che si offendono quando la stampa ci insulta,
  quando  i mezzi di comunicazione ci insultano ma, dall'altra parte,
  loro prestano il fianco a chi, fuori da quest'Aula, ci insulta.
   E'  stato  definito,  l'altro  giorno,   marchetta   da  parte  di
  qualcuno,  ad esempio, il  Castelbuono Festival Jazz ,  dimostrando
  una grande ignoranza, perché quello è un festival che va avanti  da
  25  anni.  E' un festival che ha visto esibire grandi artisti  come
  Lucio  Dalla  e,  qui, è stato definito  marchetta .  E  questo  fa
  abbassare  notevolmente il livello di rappresentanza culturale  nei
  confronti dei siciliani.
   Voglio  autodenunciarmi, voglio autodenunciarmi  precisando  quali
  sono,  io li chiamo emendamenti, sono stati definiti  marchette   e
  voglio  parlare di questi emendamenti, come li chiamo  io,  che  ho
  presentato.
   Preciso,  intanto, che non sono, che non conduco io la  Fondazione
  Orchestra   Sinfonica.  Da  oltre  4  mesi,  già,  non   sono   più
  rappresentante della FOS.
   Ho  presentato un emendamento, caro Presidente, per il rientro dei
  cervelli,  perché facciamo tanto parlare di rientro dei cervelli  e
  ho  presentato  un  emendamento per far sì  che  alcuni  di  questi
  ricercatori potessero rientrare in Sicilia.
   Ho  presentato un emendamento per i campi magnetici. C'è una legge
  regionale che stabilisce che si deve fare il catasto delle  antenne
  ed  i  comuni, però, non hanno i soldi per potere fare  il  catasto
  delle antenne, con grave inquinamento che c'è nelle nostre città.
   Ho  presentato un emendamento per fare il comitato per la garanzia
  dei   diritti  degli  animali.  Un  tema  molto  caro   ai   nostri
  concittadini. Se non lo sapete, una persona, una famiglia ogni  tre
  famiglie in casa ha un animale.
   E,  a  proposito  dell'emendamento  sull'Orchestra  Sinfonica,   è
  collegato  all'obbligo ed al coinvolgimento di giovani di quartieri
  a  rischio,  per  tutte  quelle  istituzioni  che  usufruiscono  di
  finanziamenti per attività culturali.
   Ancora,  ho presentato un emendamento per l'osservatorio regionale
  dei suicidi. In questi giorni, è venuto fuori un dato allarmante in
  Sicilia, a partire da Gela. A Gela, nel 2016, ci sono stati ben  40
  suicidi e questo fenomeno è presente dentro e fuori le carceri,  ed
  è  presente  fra  i detenuti e la polizia penitenziaria.  E  questo
  emendamento è stato bocciato anche in commissione bilancio.
   Ho presentato un emendamento sulla Protezione civile.
   Ho  presentato  due  emendamenti  per  la  riduzione  della  spesa
  pubblica.
   Ho  presentato  un  emendamento per istituire i  parcheggi  per  i
  disabili in tutte le scuole ed in tutti gli edifici pubblici.
   Ed  ancora,  un altro emendamento per il TFR dei pensionati  della
  Regione siciliana.
   Ora, caro Presidente, sfido il Governo, sfido chi non vuole questi
  emendamenti, che si discutano, perché se il nostro compito si  deve
  limitare ad alzare ed abbassare la mano, francamente, hanno ragione
  i  siciliani  quando parlano di questo Parlamento e lo  considerano
  inutile.

   PRESIDENTE.  Mi  corre l'obbligo sottolineare  che  il  Presidente
  Ardizzone  non ha mai usato espressioni dispregiative nei confronti
  dei   colleghi,  anzi,  più  volte,  è  intervenuto  per   tutelare
  l'immagine  del  Parlamento, dell'Assemblea regionale  siciliana  e
  dell'operato dei colleghi deputati regionali.

   MALAFARINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   MALAFARINA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessore
  Baccei,  in  merito a questa sua relazione, che  ho  ascoltato  con
  molto  interesse, la invito a divulgare i dati che  lei  ha  citato
  perché  sicuramente sono molto interessanti. I numeri - si  dice  -
  non mentono mai e quindi li accettiamo come veri.
   Si  dà  il  caso  che  la  percezione  generale  della  situazione
  siciliana non sia come lei l'abbia dipinta. Sarà colpa dei  cattivi
  media  che  continuamente danno addosso alla  Sicilia,  sarà  colpa
  delle  trasmissioni  di  Giletti, dove il  nostro  caro  Presidente
  Crocetta,  rimedia  delle magre figure, sarà colpa  del  fatto  che
  amministratori di questa Regione, la definiscono come un popolo  di
  evasori  e  di canaglie. Sarà colpa di questo Parlamento che  forse
  non riesce a dare le dimensioni delle cose che si fanno; non so  di
  chi sia la colpa ma la percezione comune della situazione siciliana
  al  di là dei dati tecnici reading delle agenzie di analisi, non  è
  esattamente quella che viene dipinta.
   Tra  l'altro  avrei  gradito che questa  sua  relazione,  l'avesse
  presentata  il  Presidente Crocetta, che  si  fosse  presentato  in
  quest'Aula,  visto  e  considerato  tra  l'altro  che  è   l'ultima
  finanziaria di questa legislatura a rappresentare correttamente  il
  bilancio  della  sua attività di Governo che ormai  si  protrae  da
  quattro anni e mezzo, attività di governo nel cui questo Gruppo  di
  4  deputati,  non ha mai partecipato efficacemente perché  si  sono
  assunte  decisioni, non si sa bene da parte di chi  e  neanche  con
  quali  meccanismi che sono passati sulla testa di coloro che  hanno
  sostenuto  e che stanno sostenendo lealmente il governo nelle  cose
  importanti da farsi.
   Una maggioranza che partecipato poche e rare volte a dei tavoli di
  riunione,  inizialmente  partecipavamo anche  noi,  dove  tutto  si
  faceva  tranne  che  definire  un  programma,  un  percorso,  degli
  obiettivi da raggiungere.
   Lei ha fatto bene assessore, e su questo non ci sono assolutamente
  dubbi.  Ma è stato lei, assessore Baccei, a tenere dritto il timone
  delle  riforme  per  recuperare  un debito  rilevante,  per  ridare
  certezza  finanziaria alla regione, ma il costo di questa  certezza
  finanziaria è enorme.
   Non appartengo al popolo delle clientele, dell'impiego pubblico  e
  quant'altro,  i  miei riferimenti sono altri, non ho  clientele  da
  difendere,  né  orchestre sinfoniche, né tanto  meno  mi  interessa
  sapere cosa sia una marchetta. Già si sa
   Quello  che  mi interessa è creare le occasioni per lo sviluppo  e
  consentire  a questa Sicilia di far cessare il fenomeno  migratorio
  dei  giovani siciliani verso l'estero, magari evitando che  vengano
  sostituiti  dalle migliaia e migliaia e migliaia di  disperati  che
  vengono  dal nord Africa e su cui, per inciso, ben poco si fa,  per
  eliminare il fenomeno.
   Vede  assessore,  lei  è un'autorevole esponente,  non  di  questa
  politica,  ma  della politica romana, perché è  vero  che  lei  non
  subisce  condizionamenti, ma sicuramente è  persona  competente  ed
  ascoltata a Roma.
   Ci  sono  delle  vergogne romane che continuano a  colpire  questa
  Sicilia:  le  vergogne della retromarcia sul Ponte  dello  Stretto;
  dopo  le visite del nostro ex premier Renzi, il Ponte sullo Stretto
  è  caduto,  qualcuno  già comincia a parlare di  tunnel,  la  pista
  dell'aeroporto  di  Catania, i miliardi di  euro  promessi  per  le
  ferrovie e mai pervenuti.
   Da  vent'anni si promettono miliardi di euro per lo sviluppo della
  rete  ferroviaria;  le centinaia di milioni per  le  infrastrutture
  siciliane  che  non sono mai decollate, prova ne  sia  la  Catania-
  Ragusa, il completamento dell'anello autostradale; prova ne sia  la
  discussione  infinita sul riassetto della sanità in  Sicilia,  dove
  sono  stati tagliati numerosi posti letto e dove non c'è stata  una
  vera  programmazione; prova ne sia le discussioni infinte sui Fondi
  europei che non si capisce bene come, quando e se saranno del tutto
  spesi;  prova  ne sia l'enorme, gigantesco, continuo, assillante  e
  vergognoso   numero   di  arresti  di  personale   della   Pubblica
  Amministrazione siciliana coinvolta quotidianamente in  scandali  e
  in finanziamenti illeciti.
   Non compete a lei sicuramente tracciare un indirizzo politico, lei
  dovrebbe  essere il tecnico della situazione, invece vedo  con  mio
  piacere,  sottolineo con mio piacere, che forse è una  delle  poche
  persone che ha una voglia di programmazione, e anche politica,  che
  non ho trovato in altre situazioni.
   Lei  ha  degli obiettivi da raggiungere, li ha delineati,  i  suoi
  primi  obiettivi sono stati raggiunti positivamente e io per questo
  la ringrazio, perché lei ha risanato un bilancio disastroso, ma non
  è sufficiente.
   Non  è  sufficiente perché non può essere solo il  Sig.  Baccei  a
  indirizzare una politica siciliana, dovrebbe essere compito di  una
  politica distratta, assente, prova ne sia il deserto di quest'Aula,
  prova  ne  sia che non c'è un tavolo politico dove si dice dobbiamo
  realizzare:  questo,  questo, questo e  quest'altro,  a  cominciare
  dalle infrastrutture, a cominciare dalla scuola, a cominciare dalla
  sanità,  a  cominciare  dai  rifiuti, a  cominciare  dall'acqua,  a
  cominciare  dalle  province, tavoli che non sono mai  stati  fatti,
  dove   gli  interventi  si  sono  succeduti  nel  tempo   in   modo
  disorganico, parziale, distratto e praticamente inutile.
   Assessore,  lei rivendica i suoi giusti meriti, ma  nel  complesso
  questi  meriti  non emergono ma nell'immaginario collettivo  questa
  Terra  è  rimasta  una  terra marginale con scarse  possibilità  di
  sviluppo.
   Credo   che   sia  tardi  ormai  appellarsi  alla   politica   che
  personalmente  reputo completamente inesistente  e  inefficiente  e
  direi  anche incapace, incapace di una visione strategica,  di  una
  visione condivisa, della voglia, della capacità di realizzare delle
  innovazioni  riformatrici sia per quanto riguarda  l'organizzazione
  della  Regione,  sia  per quanto riguarda le  infrastrutture  e  lo
  sviluppo di questa  Terra.
   Le  prossime  elezioni saranno un grosso banco di  prova,  vedremo
  quali  idee  e  quali  proposte saranno messe  sul  tappeto,  però,
  certamente,  parlare  con dei siciliani profondamente  disillusi  e
  profondamente pessimisti, sarà un compito arduo per i politici  che
  si accingeranno a presentare delle proposte, perché questa politica
  ha perso la sua credibilità.
   Senza  idee,  senza progetti, senza programmi e senza la  coerenza
  necessaria per realizzarle, le promesse resteranno tali.
   La   ringrazio,  Assessore,  la  ringrazio  veramente   di   cuore
  nonostante qualche volta abbiamo avuto delle divergenze su  qualche
  opinione;  la  ringrazio di cuore perché lei è  stata  una  persona
  attenta, seria, capace e competente, avrei voluto, sottolineo,  che
  questo  suo  discorso, questa sua relazione,  questo  suo  bilancio
  fosse  presentato dal Presidente Crocetta che, come è noto,  con  i
  numeri  ci  litiga  spesso e volentieri,  forse  anche  perché  non
  conosce  esattamente  né  i  numeri  né  i  fenomeni  che  dovrebbe
  risolvere in Sicilia.
   Personalmente non mi presenterò alle prossime elezioni,  considero
  chiusa  la mia esperienza politica occasionale, accidentale  e  non
  voluta in questa ma sicuramente da cittadino chiederò alla politica
  un  atteggiamento diverso, più capace, più intelligente, non voglio
  dire  più   onesto perché credo che l'onestà ci sia, salvo  qualche
  eccezione, ma con quella dose di intelligenza e di attenzione verso
  le  necessità  della Sicilia che io fino ad oggi non ho  percepito.
  Buon  lavoro  a  lei  assessore e buon  lavoro  ai  colleghi  della
  politica per il futuro.


   Presidenza del vicepresidente Lupo


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto congedo,  per  oggi,  gli
  onorevoli Gennuso, Grasso.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Lupo


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                1276/A

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Alongi.  Ne  ha
  facoltà.

   ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, io parto
  dalle  parole  finali dell'amico Malafarina, io  a  differenza  del
  collega  mi  candiderò nuovamente, ma mi candiderò per  un  motivo,
  perché  sono  fermamente convinto che il lavoro di risanamento,  il
  lavoro  sulla sanità, il lavoro fatto nel disinnescare,   -  voglio
  usare  termini  appropriati  -, il lavoro  di  disinfettare  sacche
  pesanti  che  ci  hanno  portati ad un fardello, in  questi  ultimi
  anni,  pesantissimo, sicuramente non è stato un lavoro semplice,  e
  io  ringrazio  l'assessore Baccei per l'equilibrio, e aggiungo,  mi
  permetto  di  dire,  anche  per  l'onestà  intellettuale;  è  stato
  accusato  spesso di essere stato colui che viene mandato  da  Roma,
  telecomandato a distanza, per eseguire ordini, invece devo dire che
  ho  registrato,   - ti voglio dare del tu, oggi, per  un  segno  di
  stima, in questo senso, per il senso di vicinanza vera, perché  hai
  fatto   un   lavoro   straordinario  -,  come  lo   stesso   lavoro
  straordinario,  lo  devo  dire  con  molta  schiettezza,  ha  fatto
  l'assessore  per  la  Sanità,  perché quando  nessuno  ci  credeva,
  l'assessore  per la Sanità si è messo di buzzo buono a lavorare per
  un  obiettivo  straordinario, con un lavoro  straordinario  che  ha
  fatto la Commissione Sanità, lo voglio dire con grande schiettezza,
  maggioranza e opposizione, dove la politica seria che si  fa  così,
  hanno  guardato agli interessi del territorio e non agli  interessi
  personali  e  dei  propri amici, questa è  la  politica  con  la  P
  maiuscola, questa è la politica del fare che dovremmo tutti  quanti
  sviluppare.
   In   queste   settimane,  ed  entro  nel   merito   di   un   tema
  particolarmente  caro e importante, sui temi della disabilità  caro
  assessore per la Sanità e caro assessore per l'Economia, e qualcuno
  su  questi  temi ha voluto pescare nel torbido, qualcuno ha  voluto
  fare  teatro,  teatrino,  io  credo che  sulla  disabilità  non  si
  scherza,  è  una  partita  particolarmente seria,  bisogna  trovare
  risorse, bisogna trovare norme, bisogna approvarle e fare  in  modo
  che  i  servizi  vengano  garantiti sempre.  Però  mi  permetto  di
  aggiungere,  ed  è  l'invito che faccio oggi  qui  a  tutti  e  due
  assessori  presenti,  Bilancio e Sanità,  mi  dispiace  che  manchi
  l'assessore per il  Sociale, c'è un tema che riguarda ancora quelli
  più  deboli  dei  disabili gravi, perché mentre il  disabile  grave
  sulla carrozzina, che ha la nostra vicinanza, si presenta a Palazzo
  d'Orleans,  con  uno  slogan azzeccatissimo, che  io  condivido  ci
  mancherebbe  altro,   Siamo handicappati  ma  non  siamo  cretini',
  quindi loro hanno la possibilità di potere esprimere un confronto e
  un  giudizio, esiste una categoria particolarmente ancora più grave
  e disabile che non hanno né la possibilità di potersi esprimere, mi
  permetto  di  aggiungere e neanche la possibilità di  potersi  fare
  rappresentare, che sono i disabili psichici degli ex manicomi, cioè
  uomini  e  donne  che  non hanno la capacità  di  interloquire,  di
  interfacciarsi,  di  protestare,  perché  il  disabile  grave   può
  arrivare  con il suo familiare a Palazzo d'Orleans, giustamente  io
  aggiungo, e rivendicare la giusta, legittima richiesta,  e  non  si
  possono  permettere  di  aprire  uno  striscione,  non  si  possono
  permette  di andare da  Pif' e confrontarsi perché non ne hanno  le
  capacità,  né  mentali  e  neanche  giuridiche,  aggiungo.  Neanche
  giuridiche, va ricordato.
   E  quindi  chiedo  fortemente che degli ultimi di  cui  non  parla
  nessuno,  forse  -  scusatemi il tono - perché non  hanno  consenso
  elettorale?  Forse  perché non vanno neanche a votare?  Perché  non
  vanno neanche a votare i disabili psichici. Forse anche per questo?
  Mi auguro di no.
   Spero e mi auguro che questa Aula, in questa finanziaria, oltre  a
  trovare  risorse  per  i  disabili gravi, possa  individuare  anche
  risorse  per  quei  disabili di cui nessuno se ne  occupa,  di  cui
  nessuno  ne  parla. E sono gli ultimi. Sono come  quelli  del  film
   Qualcuno  volò sul nido del cuculo , ve lo ricordate  questo  film
  straordinario.  Allora,  mi  rivolgo alle  famiglie  e  guardo  con
  attenzione   a  quelle  famiglie, guardo con  attenzione  ancora  a
  quegli  uomini. Perché quando un uomo, un disabile psichico, grave,
  è  in  un  centro ricoverato e non c'è assistenza, va  sottolineato
  perché non è capace di difendersi. Ridiamogli almeno la dignità  di
  uomini e donne.
   E  allora caro Assessore e caro Assessore per la Sanità, credo che
  sia  opportuno rivedere in questa ridistribuzione anche un aiuto  e
  un  sostegno a questa categoria che, secondo me, va difesa fino  in
  fondo come tutti gli altri.


   Presidenza del vicepresidente Lupo


                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Laccoto ha chiesto di  essere
  considerato in congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Lupo


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                1276/A

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Assenza.  Ne  ha
  facoltà.

   ASSENZA.  Signor  Presidente,  non sono  intervenuto  in  sede  di
  discussione  generale perché ritenevo che alla  quinta  finanziaria
  ripetere  le argomentazioni che purtroppo, e sottolineo  purtroppo,
  siamo  stati  abituati a fare negli anni passati, anche  quest'anno
  era veramente inutile.
   L'unico  argomento positivo che si poteva dire è che finalmente  è
  finita.  Sì, finalmente è finita. E' finita questa legislatura  che
  sicuramente  non  verrà ricordata fra le più  brillanti  e  le  più
  positive per la Sicilia. E' finita questa avventura di Governo che,
  dove  ha  messo  mani, è riuscito a rovinare i  settori  toccati  o
  pseudo  interessati  o  contaminati da  queste  riforme  labiali  e
  cartacee.  E'  finita questa legislatura che invitando  l'Assessore
  Baccei  a  scendere  dalle  nuvole che  lo  hanno  avvolto  durante
  l'epopea che ha narrato in questo suo discorso ma che al di  là  di
  una  narrazione, per certi versi efficace, rimane solo tale, perché
  si  scontra  con la realtà di tutti i giorni che vivono sulle  loro
  spalle  i cittadini siciliani, soprattutto le categorie più deboli,
  soprattutto  i giovani che si sono visti preclusi, in questi  anni,
  qualsiasi speranza di guardare con una certa fiducia al loro futuro
  e  che  stanno finanche a rinunziare alla ricerca di  un  posto  di
  lavoro perché sanno che il più delle volte è una ricerca inutile  e
  mortificante.
   Allora,  c'è poco da gloriarsi. C'è poco da dire che riduciamo  la
  pressione fiscale. Ma quale pressione fiscale riduciamo? E a  spese
  di   chi?   Addossandola  sugli  Enti  locali?   Addossandola   sui
  consumatori?  Addossandola  sui  pazienti?  Vergogna   Che   vedono
  preclusi  tanti  servizi  che  prima  erano  gratuiti,  che  spesso
  rinunciano a fare la fila per pagare il ticket perché la differenza
  fra  il  ticket e il pagamento della visita specialistica  ormai  è
  minimo, e parlate e cianciate di riduzione di tasse?
   E'  facile ridurre le tasse quando poi si costringono i comuni  al
  dissesto, all'inverosimile.
   E' facile dire abbiamo risanato la sanità a spese degli utenti,  è
  facile gloriarsi di queste cose.
   E  si  viene  a  dire  abbiamo pagato  i  fornitori,  ormai  quasi
  puntualmente, e i diciotto mesi di ritardo ai formatori chi  glielo
  spiega?  E  il  mese  di  dicembre che ancora  devono  percepire  i
  forestali  chi glielo racconta? Glielo racconta l'Assessore  Baccei
  venuto   a    Miracolo  mostrare'  dal  Nord  che  dice  di   avere
  intrattenuto  rapporti  corretti col Governo  nazionale,  dopo  che
  abbiamo  rinunciato  in  maniera vergognosa  a  tutti  i  conflitti
  costituzionali  elevati in passato che nei casi  in  cui  si  erano
  conclusi  si  erano  conclusi positivamente dalla  Regione  Sicilia
  accontentandoci  di un piatto di lenticchie per potere  chiudere  i
  numeri dell'ultima finanziaria e poi Assessore Baccei sa perché lei
  questo discorso comunque non poteva farlo? Perché è vergognoso  che
  al  quinto  anno e quindi all'ultimo anno di questa legislatura   -
  noi  siamo al 20 aprile  ancora a discutere di legge finanziaria  -
  avendo    fatto   ricorso  per  ben  quattro  volte   all'esercizio
  provvisorio altro che  bilancio sano, altro che bilancio nel  quale
  non ci sono sotterfugi, quando per fare collimare i vari dati delle
  entrate   e  delle  uscite  siamo  costretti,  come  nel  2016,   a
  intervenire  per  quattro volte in quattro  occasioni  diverse  sul
  bilancio, e voi mi parlate di opera salvifica fatta per la Sicilia,
  ma  scendete  dalle nuvole dalle quali siete avvolti  andate  nelle
  piazze,  andate  nelle  campagne, andate nei  mercati,  andate  nei
  quartieri più poveri e vi accorgerete della disperazione  vera  che
  purtroppo  alligna  nella povera gente, ecco  perché  finalmente  è
  finita.
   L'unica   cosa   positiva  da  dire  oggi  è  questa,   finalmente
  quest'incubo  è  finito  per  la  Sicilia.  Io  ho  apprezzato   la
  dichiarazione di un galantuomo come l'onorevole Malafarina che dice
  per   me questa esperienza è finita. Il sottoscritto non lo  sa  se
  per  lui  è  finita  o no dipende anche dalla resipiscenza  che  un
  centrodestra, io mi auguro, possa recuperare ed avere nei confronti
  di  un  elettorato che è stato sempre dalla parte dei  moderati  in
  stragrande  maggioranza ma che oggi si vede  smarrita  tra  veti  e
  contro veti. E siccome io non sono uomo aduso  a tutte le battaglie
  per  tutte  le  stagioni  tutto dipenderà  da  questa  attività  di
  resipiscenza  e  soprattutto dall'individuazione  di  un  candidato
  autorevole  al  di fuori di ogni sospetto che possa guidare  questo
  fronte dei moderati alla conquista del Governo siciliano per ridare
  fiducia ai siciliani.

                    (Applausi dai banchi di destra)

   PRESIDENTE. Non ci sono altri iscritti a parlare, ho già detto che
  siete già  intervenuti sull'articolo 1.

   VINCIULLO,  presidente della Commissione  Bilancio  e relatore  di
  maggioranza. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO,  presidente della Commissione  Bilancio  e relatore  di
  maggioranza. L'Assessore Baccei può un attimo dedicarmi un  momento
  di attenzione?
    Gli ordini dei Commercialisti delle nove province siciliane hanno
  scritto a tutti voi non so se avete già ricevuto la nota.
   Il  servizio  on-line di Riscossione Sicilia  è  andato  in  tilt,
  domani  è  l'ultimo giorno attraverso il quale si può  operare,  di
  conseguenza  i  commercialisti siciliani vista la grave  situazione
  che  si  verrebbero  a trovare dal momento che la  Sicilia  sarebbe
  l'unica  Regione che non potrà procedere alla rottamazione,   -  io
  faccio  un  appello proprio perché non usufruirò  assolutamente  di
  questa   rottamazione  perché  nulla  ho  da  rottamare  -   invito
  l'Assessore  Baccei  ad attivarsi anche col Governo  nazionale  per
  vedere  se  è possibile avere anche una proroga di qualche  giorno,
  per consentire a tutti i siciliani che ancora non l'hanno fatto, di
  potersi  mettere  in regola con le tasse, così come  sta  avvenendo
  normalmente  e regolarmente nel resto d'Italia; non è  un  problema
  che   riguarda   l'ordine  dei  commercialisti,  riguarda   appunto
  l'impossibilità che stanno avendo i nostri commercialisti di potere
  entrare  nella banca dati di riscossione Sicilia, grazie  assessore
  per quello che farà, grazie Presidente per avermi consentito questo
  intervento extra ordinem.

   PRESIDENTE.  Comunico che sono stati presentati degli  emendamenti
  all'articolo 1, siamo già all'esame dell'articolo 1.
   Si  passa  all'emendamento  1.1 che è  soppressivo  dell'articolo,
  considerato  che  riguarda tutti i comuni della  Sicilia  inviterei
  l'onorevole  Greco  Giovanni  al  ritiro.  Avverto   che   si   può
  intervenire  una sola volta sull'insieme di tutti gli  emendamenti,
  quindi  considerato  che  l'articolo 1 ha  molti  emendamenti,  lei
  valuti  se  è  opportuno farlo adesso oppure più avanti,  come  lei
  ritiene.

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, lei sa  che
  gli  emendamenti soppressivi sono importanti, anche se c'è qualcuno
  che   pensa  di  eliminare  questo  strumento  democratico,   colgo
  l'occasione  nell'introdurre  l'argomento  per  dare  una  risposta
  all'assessore  Baccei,  perché è colui che ha  formalizzato  questo
  articolo di legge.
   Vede assessore Baccei quando ha fatto la relazione mi sembrava  la
  controfigura di Renzi, lei si ricorda Renzi, sempre in televisione,
  che  diceva  che tutte le cose andavano bene da Reggio Calabria  in
  sù,  e  la  Sicilia era una rivoluzione, e anche lei  ha  fatto  un
  elenco  di  tutte le cose che ha fatto, che non ha  fatto,  ma  che
  dice,  come se andasse tutto bene, come se non ci fossero  problemi
  in  questa nostra regione. Ebbene lei sa che fine ha fatto  il  suo
  amico  Renzi?  Non  glielo auguro, anche perché in  molti  casi  ha
  dimostrato  una  certa serietà. Signor  Presidente io  dichiaro  di
  ritirare  l'emendamento soppressivo, perché è chiaro che ai  comuni
  sia  anche  alle  province, dobbiamo dare la possibilità  di  avere
  subito questi fondi, confermo signor Presidente di essere contrario
  al  prelievo del 10% dallo stanziamento dei comuni, quindi anticipo
  la  richiesta  di  voto  segreto per  l'articolo  che  riguarda  il
  prelievo del 10% dei fondi comunali.

   PRESIDENTE.  Quindi  considero ritirato l'emendamento  soppressivo
  dell'articolo 1, così come  quelli soppressivi dei commi 1, 2, 3.
   Onorevoli  Greco quindi sono ritirati gli emendamenti  soppressivi
  numero  1.1,  1.2,  1.3  e  1.4  che è  soppressivo  del  comma  3.
  L'onorevole Falcone ritira l'emendamento soppressivo 1.22 che  è  a
  pagina 6 del fascicolo.

   FALCONE. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si   passa  all'emendamento  1.5,  a  firma  dell'onorevole  Greco
  Giovanni.

   GRECO GIOVANNI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI. Signor Presidente, signori assessori, onorevoli colleghi,
  assessore Baccei, le volevo chiedere. Noi avevamo presentato questi
  emendamenti  di soppressione perché, rispetto alla lettera  C),  al
  comma  due,  le  parole  sono stabilite entro il 31  maggio ,  fino
  all'articolo  2  della  legge  regionale,  sono  sostituite   dalle
  seguenti  entro il 15 aprile .
   E'  la  lettera C) dell'articolo 1. E' solo una questione tecnica.
  Diciamo  ai  comuni  che devono programmare ad aprile,  rispetto  a
  gennaio?  Lo  facciamo  ora perché siamo in esercizio  provvisorio?
  Oppure resterà sempre questa data di aprile, per i comuni?

   PRESIDENTE.   Se   gli  assessori  Lantieri  o   Baccei   vogliono
  intervenire ne hanno facoltà.

   BACCEI, assessore per l'economia. Onorevole Rinaldi, l'obiettivo è
  quello  di  accelerare l'assegnazione dei fondi ai comuni  ed  è  a
  regime  questa  norma,  non  è perché c'è l'esercizio  provvisorio,
  quindi, viene anticipata la programmazione del riparto, in modo  di
  fare  avere, il prima possibile, le risorse finanziarie ai  Comuni.
  Questo è l'obiettivo.

   RINALDI. Grazie per il chiarimento assessore Baccei.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, all'emendamento 1.25  sono  stati
  presentati due sub emendamenti che sono 1.25.1 e 1.25.2. Il prima a
  firma  dell'onorevole Formica ed il secondo a firma  dell'onorevole
  Vinciullo e quindi della Commissione.

   PANEPINTO. Chiedo di intervenire per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Onorevoli  colleghi,  io  intervengo  per   dire   che
  l'emendamento   1.25,   così   come  l'1.20,   così   come   quello
  dell'onorevole  Formica, così come il subemendamento  a  firma  del
  presidente  della  Commissione  ed  altri,  secondo  me  ci  stanno
  benissimo  come  unica  riscrittura,  se  siamo  d'accordo,  oppure
  approviamo i singoli emendamenti.
   Dopodiché, siccome viene ridotta la somma da 8 a 6, c'è  un  altro
  emendamento che riporta alla legge n. 72, è l'emendamento 1.26 che,
  di fatto, rifinanzia il trasporto degli alunni pendolari ai Comuni,
  quelli  degli  istituti superiori, vale a dire gli  alunni  che  si
  recano in scuole di altri comuni e così viene garantito, secondo le
  fasce di reddito, il diritto  a frequentare le scuole.

   PRESIDENTE. Sono argomenti diversi, ovviamente l'emendamento  1.26
  sarà trattato quando sarà il momento.
   Pongo in votazione il subemendamento 1.25.1.

   RINALDI. L'emendamento non è chiaro.

   PRESIDENTE. Invito, allora, il Presidente Vinciullo a dare lettura
  dell'emendamento 1.25.2, di cui è firmatario. Se può darne  lettura
  perché non è chiarissimo.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Dopo   2017   sono aggiunte le parole  e  nevicata del 31  dicembre
  2014 .

   PRESIDENTE.  Prima non era chiarissimo, adesso lo è,  quindi  dopo
   2017   aggiungere   e  nevicata del 31 dicembre  2014 .  Invito  i
  colleghi a scrivere gli emendamenti in modo leggibile  e quindi con
  una penna che li renda perfettamente leggibili.
   Per  maggiore chiarezza, preciso che gli emendamenti  sono  due  e
  sono    stati   distribuiti:   l'emendamento   1.25.1,   a    firma
  dell'onorevole  Formica,  e l'emendamento  1.25.2,  a  firma  della
  Commissione,  degli  onorevoli Vinciullo, Panepinto,  ma  anche  Di
  Giacinto, Savona ed altri.
   Pongo in votazione l'emendamento 1.25.1.

   GRECO GIOVANNI. Lo ritiri, per cortesia, questo emendamento.

   PRESIDENTE.  C'è  un invito al ritiro. Onorevole Vinciullo  se  lo
  vuole meglio motivare.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Signor Presidente, signori Assessori, onorevole Giovanni Greco,  la
  Regione  siciliana è fatta di 9 province e la provincia di Siracusa
  fa anche parte della Regione siciliana.
   Io  vorrei  invitarvi  a vedere quali sono  i  finanziamenti,  gli
  stanziamenti che sono stati stanziati per la provincia di Siracusa:
  nessuno
   E'  una finanziaria che è stata fatta su Palermo, Agrigento, forse
  su  Catania, qualcosa su Messina, che lei abbia pure il coraggio di
  parlare  dopo tutto ciò che è stato fatto per le altre  Province  e
  sarebbe  l'unica previsione di spesa per la Provincia di  Siracusa,
  dopo che le somme  che erano state già destinate alla Provincia  di
  Siracusa con una delibera del Governo sono state destinate ad altre
  provincia   Veda,  lei è anche ignorante onorevole,  se  lo  faccia
  dire

   PRESIDENTE.   No,  Presidente  Vinciullo,  invito  ad   utilizzare
  espressioni che non siano offensive dei colleghi.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza
  Io le ripeto centinaia di volte se vuole l'aggettivo
   Il  31  dicembre 2014 c'è stata una nevicata che ha  distrutto  la
  campagna  e  l'agricoltura della Provincia di Siracusa,  nonostante
  sia  più  a  sud di Tunisi quella zona non è stata mai interessata.
  Questo Parlamento più volte ha deliberato su quella nevicata e  più
  volte le somme sono state destinate ad altre finalità.
   Io  chiedo  che  venga posto in votazione, chiedo ai  colleghi  di
  esprimersi  su  questa vicenda, un fatto che al Parlamento  è  noto
  perché, ripeto, più volte questo Parlamento ha legiferato.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.25.1. Il Parere del
  Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Il Governo si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.   L'onorevole  Cancelleri   chiede   al   Governo   di
  esplicitare meglio.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI, assessore per l'economia. E' una riserva, nell'ambito  del
  fondo delle autonomie locali.

   PRESIDENTE.  La copertura è indicata, non è un di cui rispetto  al
  complessivo.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  1.21.1.  Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  il  subemendamento  1.25.2.  Il  parere  del
  Governo?

   BACCEI,  assessore per l'economia. Il Governo si rimette all'Aula.

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca  mediterranea. Se ho capito dall'intervento che ha  fatto  il
  collega Vinciullo, si riferisce, se non ricordo male, a Pachino.

   FORMICA. Il subemendamento è l'1.25.1 o l'1.25.2?

   PRESIDENTE.  Abbiamo  già  votato  il  subemendamento  1.25.1.  Ho
  chiesto   il  parere  del  Governo  sul  subemendamento  1.25.2   e
  l'assessore Baccei si è rimesso all'Aula. L'assessore Cracolici  ha
  chiesto di intervenire.

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca  mediterranea. Allora, siccome in regime di  aiuti  specifico
  per   i   danni   in   agricoltura   è   gestito   dall'Assessorato
  dell'agricoltura, qui con questo emendamento stiamo dicendo che  la
  Protezione   civile   interviene  sui  danni  di   Pachino.   Sulle
  infrastrutture o i danni agli agricoltori?
   PANEPINTO. Sulle infrastrutture.

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca  mediterranea. Quindi, non era la Protezione  civile,  quindi
  sulle  infrastrutture. Stiamo parlando di attività della Protezione
  civile, vorrei che fosse chiaro prima.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   FALCONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, mi  ero
  ripromesso di non intervenire, però devo dire che non vorrei essere
  qui  colui che cerca di scompaginare il cosiddetto gioco, come  nei
  bambini  quando si cerca di giocare. Però, onorevole Vinciullo,  io
  faccio   delle  considerazioni:  noi  avevamo  detto   che   questa
  finanziaria  doveva  essere una finanziaria abbastanza  snella  che
  evitasse  l'assalto alla diligenza, con il rischio che,  purtroppo,
  noi  stiamo  depauperando  il  fondo  delle  autonomie  locali  ma,
  soprattutto, rischiamo che queste norme che, per l'amor del  cielo,
  sono tutte condivisibili perché sono finalizzate ad una

   GRECO GIOVANNI. Invitalo al ritiro

   FALCONE.  No,  io voglio fare un ragionamento, poi  vediamo,  alla
  fine decidiamo.
   Presidente,  io vorrei parlare con l'Assessore, però  se  si  può;
  diversamente parlo all'Aula.

   PRESIDENTE.  Invito i colleghi a non disturbare gli Assessori  che
  devono seguire gli interventi.

   FALCONE. Dicevo questo, lo volevo dire anche all'assessore Baccei,
  che magari mi rendo conto che, da qui a breve, lasciando la Sicilia
  poco  può  importare;  però,  ritengo che  noi,  come  legislatori,
  abbiamo il dovere di capire la portata delle norme, ma, per  quanto
  vi  sia la buona volontà dei singoli deputati ad interessare questo
  o  quel  comune,  questo o quel territorio  per  dare  agli  stessi
  contesti un sollievo finanziario, dobbiamo poi comprendere  fino  a
  che  punto  il  percorso  legislativo  diventa  conducente  per  il
  raggiungimento dell'obiettivo che ci siamo prefissati.
   Io ho qualche dubbio devo dire, e lo dico all'onorevole Vinciullo.
  Poi,  per  me  se l'Aula lo vuole votare, io non invito l'onorevole
  Vinciullo  al ritiro, onorevole Greco. Ciascuno di noi  deve  anche
  rispondere  e, se presente a qualcosa, vuol dire che ha  anche  una
  finalità  nobile,  alta, una finalità che abbia le  caratteristiche
  della  generalità,  dell'astrattezza, ma alcune volte,  proprio  in
  ragione  di  quell'astrattezza,  noi  rischiamo  che  facciamo   un
  intervento talmente astratto che rimane solo sulla carta che,  poi,
  sotto   un   profilo  amministrativo,  rischierà   di   non   avere
  un'attuazione, perché quando si dice  le nevicate del 2014 ,  quali
  sono  queste nevicate? Come facciamo a dire che sono di  Pachino  o
  che sono di Zafferana Etnea?
   C'è   stata  nel  2014  un'imponente  nevicata  a  Sant'Alfio.   A
  Sant'Alfio, a Milo, a Zafferana, a Santa Venerina, onorevole  Foti,
  ricordiamo  che nel 2014 ci fu una nevicata che durò una settimana,
  con un danno enorme alle colture.
   Allora,   io   non  so,  noi  lo  possiamo  anche  votare   questo
  emendamento,  però,  è  chiaro,  è  un  emendamento  che   andrebbe
  precisato   nella   sua   forma,  nella   sua   attuazione,   nella
  finalizzazione,  dopodiché, io mi rimetto  all'Aula  e  mi  rimetto
  anche  al  buon  senso del Governo, perché quando  si  presenta  un
  emendamento,  mi rendo conto, Assessore, che magari su  alcuni  c'è
  una svista e su altri, invece, abbiamo una maggiore attenzione.  Io
  dico, però, è il vostro compito, attiene alla vostra responsabilità
  di Governo ed amministrativa.

   FOTI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.   Signor   Presidente,  è  chiaro,  l'ha  anche   dichiarato
  l'onorevole Vinciullo, questi sono contrappesi a quello che è stato
  infilato dentro la finanziaria. In merito, però,  alle nevicate del
  2014,  penso, signor Presidente, che nel caso di questo  genere  di
  emendamenti, vada indicata quanto meno la dichiarazione dello stato
  di calamità da parte della Giunta regionale. Vi ricordo che qualche
  mese fa, ne avevamo proprio calcolate, durante gli ultimi anni,  ce
  n'erano state a decine, tra inondazioni, grandinate, non ultima  la
  grandinata  di  Pasqua  che  ha colpito  gli  agrumeti  che  stanno
  fiorendo nella Piana di Catania.
   Onorevole  Vinciullo, con questi emendamenti,  è  chiaro  che  lei
  mette  in difficoltà l'Aula perché non viene indicato il numero  di
  uno stato di calamità.
   Parlo  con  l'assessore Cracolici. Lei, penso che,  continuamente,
  venga  richiamato  a porre l'attenzione su eventi  atmosferici  che
  colpiscono  tutte le zone della nostra Regione. Se ci può,  quindi,
  dare  dei  chiarimenti,  perché io le credo  che  ha  nevicato,  ci
  mancherebbe   Avrà  nevicato in tanti altri posti,  come  ha  detto
  l'onorevole Falcone, però, almeno, siccome nelle altre province  si
  è   fatto  questo,  si  è  fatto  quest'altro,  questo  sembra   un
  contrappeso  e  una  ritorsione, più  che  un  concreto  aiuto  nei
  confronti degli agricoltori.
   Mi auguro che lei, signor Presidente, anche, non renda ammissibili
  certi  emendamenti,  perché,  fino a ieri, si è discusso  un'intera
  giornata, qui ed in altre sedi, del fatto che la finanziaria doveva
  essere  per tutti astratta ma, qua, praticamente, stiamo andando  a
  geolocalizzare  i  problemi  di  equilibrio  politico   all'interno
  dell'Aula.

   PRESIDENTE.  Per  una ulteriore puntualizzazione,  ha  facoltà  di
  parlare l'onorevole Vinciullo.

   VINCIULLO, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Solo  per  chiarire: c'è la dichiarazione di calamità  naturale  da
  parte del Consiglio dei Ministri.

   PRESIDENTE.  Con questa ulteriore precisazione, l'Assessore  si  è
  rimesso  all'Aula, la Commissione ha proposto l'emendamento,  pongo
  in  votazione  il  subemendamento 1.25.2. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 1.25, a firma degli   onorevoli
  Panepinto ed Anselmo, così come subemendato. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Il Governo si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)
   Si  passa all'emendamento 1.20, degli onorevoli Falcone ed  altri.
  Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Il Governo si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Gli  emendamenti  1.6,  1.7,  1.8 e  1.9,  degli  onorevoli  Greco
  Giovanni ed altri, sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 1.14, degli onorevoli Falcone ed altri.

   FALCONE. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 1.10, soppressivo del comma 9 è ritirato?

   GRECO GIOVANNI. No, è mantenuto. E' quello che riguarda i comuni.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

   GRECO  GIOVANNI.  Chiedo  che  la votazione  avvenga  per  appello
  nominale.


   Presidenza del vicepresidente Lupo


                       Verifica dei richiedenti

   PRESIDENTE. La richiesta non risulta appoggiata.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore  per l'economia. Signor Presidente,  su  questo
  articolo che fa parte del pacchetto più ampio sulla disabilità,  mi
  rendo  conto  che le somme comuni sono già state ridotte  e  che  i
  comuni sono in gravi difficoltà, d'altro lato il fatto di prevedere
  nell'ambito  dei  bilanci  comunali  delle  risorse  a  favore  dei
  disabili,  penso che sia un fatto importante, anche  perché  queste
  risorse  non  sarebbero  aggiuntive rispetto  agli  interventi  già
  previsti nei bilanci.
   Quello  che alla fine si chiede è che una somma pari a 34  milioni
  di euro complessivamente nei 390 comuni siciliani sia dedicata alla
  disabilità.
   Probabilmente,  già  è così; probabilmente, già  nei  bilanci  dei
  comuni  vengono già dedicate queste somme; probabilmente, è già  di
  più, non lo sappiamo con esattezza, vorremmo avere una garanzia che
  almeno  34 milioni nei bilanci 390 comuni siano dedicati  a  favore
  della disabilità.
   Io  sono ragionevolmente sicuro che già sia così, bisognerà vedere
  a  livello  di  riparto,  assegnazione, se nei  singoli  comuni  si
  rispetti  questo  limite, ma io penso che sia un fatto  di  civiltà
  importante perché non stiamo parlando di somme aggiuntive  rispetto
  a  quanto già oggi i comuni stanziano in bilancio, per cui prima di
  votare, ovviamente siete liberi di votare come ritenete, però penso
  sia importante, considerare che stiamo parlando complessivamente di
  una somma abbastanza esigua.

   FALCONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei intervenire
  perché   secondo  me  ancora  una  volta  il  Governo   per   bocca
  dell'Assessore per l'economia vuole propinare una grande menzogna.
   Mi  ero ripromesso in questa finanziaria di non intervenire  e  di
  stare  un po' a guardarla da lontano, atteso il netto fallimento  e
  la  certificazione  chiara dei reiterati insuccessi  che  le  varie
  finanziarie,   questa  è  la  quinta,  del  Governo   Crocetta   ha
  conclamato.
   E  lo  voglio  dire  al  collega Assenza, il quale  giustamente  e
  opportunamente  ha detto: quattro esercizi provvisori.  Ai  quattro
  esercizi  provvisori, caro onorevole Assenza, si sono aggiunti  tre
  esercizi provvisori in un unico anno, quello del 2017.
   Questo è stato il quadro da cui partiamo, Assessore Baccei,  e  il
  quadro da cui si parte, dovremmo andare un po' più indietro  per  i
  comuni  e capire lo stato finanziario dei comuni dell'Isola, quello
  stato  finanziario che è stato analizzato qualche  giorno  addietro
  dall'Associazione    nazionale    dei    comuni     siciliani.    E
  quell'associazione che ha detto che, tra le altre  cose,  ha  anche
  sottolineato  la difficoltà finanziaria del Fondo per le  autonomie
  locali, che non era di 340 milioni di euro, qualche anno fa, ma nel
  2010  era  di  ben  780 milioni di euro, caro  onorevole  La  Rocca
  Ruvolo.  Lei è sindaco di un Comune piccolo, ma quel Comune piccolo
  partecipava nel 2008 a un riparto di 940 milioni di euro; quel  suo
  piccolo Comune partecipava a un riparto nel 2016 di ben 550 milioni
  di  euro; quel riparto oggi è appena di 340 milioni di euro  a  cui
  vengono tolti 90 milioni di euro per riserve varie e li conosciamo,
  riserve  di  tutti  i tipi, riserve come prebende  per  fare  delle
  compensazioni   all'interno  della  maggioranza  per   dare   degli
  strapuntini a qualcuno.
   E  siccome  c'è un fondo di 340 milioni di euro che sembra  chissà
  quale fondo, ma i comuni sono ridotti al lumicino, ai comuni a  cui
  prima  dicevamo  non  dovete fare più feste, non  hanno  fatto  più
  feste   Non  dovete dare più consulenze: non hanno dato consulenze
  Non   dovete   sprecare   in   varie  spese   che   non   rientrino
  nell'ordinarietà: non lo stanno più facendo
   Quei  comuni  però  ci  rendiamo conto che  oggi,  su  390  comuni
  del'Isola,   ben   55  sono  in  una  situazione  di   riequilibrio
  finanziario, rischiano di saltare comuni importanti come Catania  e
  come Palermo, se oggi il Comune di Palermo deve far fronte - e  qua
  vorrei  il  conforto del già consigliere comunale ottimo  onorevole
  Milazzo  - a 180 milioni di anticipazione di tesoreria che comporta
  sulle  casse  dei  palermitani - lo devono sapere i  palermitani  -
  comporta ben 12 milioni di euro di interessi passivi ogni anno, che
  i  palermitani lo sappiano bene  Altrettanto il Comune di  Catania,
  laddove una società importante quale la MT sta mettendo in mezzo  a
  una  strada  900  dipendenti. Significa, signori del  Governo,  che
  siamo  arrivati  al disastro, altro che Partito Democratico   Siete
  riusciti a creare il disastro in Sicilia  In 5 anni avete messo una
  Sicilia  in  ginocchio  Questo è il fatturato e il tornaconto   Con
  questo merito, assessore Baccei, se ne ritorna nella sua Toscana.

   PRESIDENTE.  Le ricordo che sta intervenendo per dichiarazione  di
  voto;  sull'articolo  1  ha già detto, chi è  intervenuto  non  può
  intervenire nuovamente; la pregherei per rispetto dei colleghi  che
  devono ancora intervenire.

   FALCONE.  Non  ho  parlato  per dichiarazione   di  voto  dopo  la
  discussione  generale,  però ritengo, signor  Presidente,  che  sia
  giusto anche esprimere alcuni concetti rispetto ad una grande bugia
  fatta da questo Governo.
   Se  ai  comuni abbiamo tolto 90 milioni di riserve, quindi abbiamo
  340 meno 90, siamo 250 milioni, stiamo togliendo altri 34 milioni e
  stiamo  andando a poco più di 200 milioni di euro,  ma  vi  rendete
  conto  dove  ci  state portando? Assessori ,altro che  sorrisi   Io
  veramente  un  sorrisino lo farei, ma lo faremo  quando  andrete  a
  casa,  perché  saranno i siciliani a mandarvi  a  casa   Noi  siamo
  contrari.

   DIGIACOMO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIGIACOMO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Presidente
  della  Regione, Assessori, il mio intervento è solo per  informare,
  prima del voto, che nel caso di bocciatura di questo articolo della
  Finanziaria,   onorevole  Falcone,  facciamo  rivivere   la   norma
  precedente che blocca il 30 per cento.
   Noi  abbiamo votato una norma, e lei era mio collega in quest'Aula
  insieme ad altri, in cui noi abbiamo fatto una riserva del  30  per
  cento  sui trasferimenti ai Comuni; questo 30 per cento con  questa
  norma  lo  riduciamo al 10 per cento e lo finalizziamo. Se bocciamo
  questa norma io per primo chiederò l'applicazione del 30 per  cento
  di  riserva.  Quindi, mi permetterei di suggerire di  essere  molto
  cauti  e  di  ritirare l'emendamento perché facciamo  danni  gravi,
  onorevole Falcone.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, io con estrema sincerità, vorrei richiamare tutti  quanti
  ad  una  riflessione molto corretta intorno a tutta la vicenda  dei
  disabili   per   cercare  di  evitare  che   diventi   oggetto   di
  speculazioni, strumentalizzazioni politiche e sinceramente  persino
  mi rammarico che io debba intervenire su questa vicenda, perché non
  vorrei  che il mio intervento venisse interpretato nel senso  della
  difesa  del  Governoe  della  politica,  oppure  che  ci  sia   uno
  schieramento politico che voglia fare più degli altri ed  altri  di
  meno.
   Noi  da anni abbiamo incardinato tutto il sistema della disabilità
  attraverso  la  legge n. 328, l'abbiamo incardinato  attraverso  il
  sistema dei distretti sanitari e dei Comuni.
   Ci  sono dei passaggi che noi dovremmo considerare nella storia di
  tutta  questa vicenda che riguarda il trattamento della disabilità:
  da un lato un Fondo nazionale sulla disabilità che è ridicolo e non
  lo  dice  nessuno  questo. Ho visto ieri il riparto  nazionale,  il
  Fondo è di 400 milioni e ne hanno stanziato persino 380. Quindi, lo
  Stato  italiano  nella  globalità  sulla  disabilità  investe   380
  milioni, per essere chiari, escludendo la parte sanitaria che, poi,
  è  in  concorso  con  le  Regioni, quelle che  attengono  al  Fondo
  sanitario, perché vorrei ricordarvi che sul Fondo sanitario  che  è
  di circa 300 milioni in Sicilia, 150 in pratica sono dello Stato  e
  150   sono  fondi  regionali.  Lo  Stato  per  la  disabilità,  per
  l'assistenza  socio-assistenziale investe. Nel  frattempo  c'è  una
  legge  che opera da anni che dice che tutto il sistema si incardina
  attraverso i Comuni.
   Voglio  ricordare, storicamente, che prima che si  costituisse  il
  Fondo   per  le  autonomie  locali,  i  Fondi  ai  Comuni  venivano
  trasferiti  con  destinazione  di  vincolo.  Significa  che  i  300
  milioni,   i  340 milioni che noi prevediamo, in passato,  venivano
  distribuiti tanto per la scuola, tanto per la disabilità, tanto per
  il  trasporto  alunni, tanto per i buoni scolastici, eccetera.  Nel
  frattempo, tutto questo si è trasformato in un Fondo unico che  non
  ha più destinazioni di vincoli.
   La Regione siciliana, in questi anni, grazie al contributo vostro,
  nostro, ha mantenuto comunque il trasferimento nei confronti  degli
  Enti  locali  in  presenza di progressive riduzioni  dei  fondi  ai
  Comuni  su  altre  cose, perché lo Stato non è che  trasferiva  per
  queste  finalità   Lo Stato, per queste finalità,  trasferiva  alla
  Regione  siciliana  36  milioni di  euro,  per  intenderci,  ed  ha
  continuato  a  trasferire questo, che per legge,  non  erano  nelle
  casse  della  Regione, ma andavano destinati  ai  distretti  socio-
  sanitari per potere fare la politica dei disabili.
   Capite bene che questo ha significato
   Mi  piacerebbe  molto se l'onorevole Falcone mi ascoltasse  perché
  gli  vorrei  parlare con il cuore. Onorevole Falcone, mi piacerebbe
  molto  se  lei mi ascoltasse perché le vorrei parlare con il  cuore
  prima che con la testa, perché se in questa vicenda non ci mettiamo
  un  po'  di testa e un po' di cuore, alla fine, noi questo problema
  non lo risolveremo mai.
   I  termini  sono questi. Si è verificato un progressivo  abbandono
  dei  disabili. Questo è il tema. La Regione sta facendo  quest'anno
  uno sforzo
   Onorevole Falcone, però, io sto intervenendo per lei. Posso  anche
  ritirare  il  mio intervento. O esiste una dialettica  possibile  e
  democratica  oppure  tutto  diventa una finzione  in  questa  Aula.
  Votare, non votare, il voto segreto, io lo trovo scandaloso che  si
  chieda  il voto segreto su una vicenda come la disabilità. Intanto,
  lo  trovo  scandaloso  sempre perché ognuno dovrebbe  assumersi  la
  responsabilità degli atti che vota e non vota.
   Ora,  noi  abbiamo  Comuni che, in pratica, non  hanno  più  speso
  risorse.  Questo  è il tema. La Regione, nel passato,  non  era  in
  condizione di fare, abbiamo trovato 2 miliardi per intenderci  meno
  e  vi  ricordo che ogni nuova spesa è stata impugnata per  ben  tre
  anni.  Ve la ricordate la vicenda, no? Ogni volta che tentavamo  di
  mettere  risorse c'era il Commissario dello Stato  che  ci  diceva:
   Siccome avete il disavanzo voi, prioritariamente, non potete avere
  capitoli  di   bilancio  che  non erano  già  previsti  negli  anni
  precedenti , quindi noi, praticamente, per il 2013, 2014 e 2015 non
  abbiamo potuto creare alcuna nuova spesa.
   Quest'anno siamo finalmente in condizione
   Io  ringrazio anche il mondo della disabilità, anche  gli  artisti
  che  si sono mobilitati, ma anche i Gruppi parlamentari che pongono
  questa  vicenda, però, noi dobbiamo stabilire un principio: che  in
  questa  vicenda  ci  deve stare lo Stato nei  confronti  del  quale
  dobbiamo avviare un contenzioso perché è ridicolo quel fondo, al di
  là delle appartenenze politiche; è ridicolo un fondo.
   Nessuno  pone questo problema. Noi lo dobbiamo fare diventare  per
  forza lo scontro politico all'interno della Regione quando, invece,
  su  questo non dovremmo fare alcun tentativo né di mettere cappello
  su  quello che si fa, né di attribuire responsabilità su quello che
  non si fa.
   Qui  c'è  un primato che noi dobbiamo stabilire che sono i diritti
  delle  persone  diversamente abili, anzi non mi piace  il  termine,
  direi  soggetti  con diversa abilità, che è più giusto  perché  non
  esiste  la  classificazione delle persone in relazione all'handicap
  che  può avere, esiste l'uomo, il cittadino, il titolare di diritti
  e di doveri.
   Noi siamo responsabili, in questi anni, di non avere previsto anzi
  no  in  questi anni, perché se noi non lo abbiamo potuto  fare  nel
  2013,  2014  e 2015 perché le spese non erano previste prima e  noi
  dovevamo  coprire  il  disavanzo di meno  2  miliardi  che  abbiamo
  trovato nel 2012, significa che negli anni precedenti non era stato
  previsto alcun fondo addizionale regionale sulla disabilità.
   Stiamo  facendo  lo sforzo. Non sono numeri a caso  perché  quando
  vedrete tutti gli emendamenti vi renderete conto che stiamo facendo
  lo sforzo. Stiamo facendo lo sforzo che è semplice, io lo considero
  persino un dovere e mi vergogno per il fatto che noi non ci abbiamo
  pensato  prima  a  fare queste cose e, quindi, credo  che  pur  non
  sentendomi   personalmente   responsabile,   politicamente    debba
  assumermi la responsabilità di un Governo anche se queste cose  non
  possano essere un alibi per giustificarsi.
   Noi  dobbiamo chiedere scusa ai disabili, però dobbiamo  stabilire
  al  concorso  della spesa così come dice la legge  n.  328  debbono
  partecipare tutti. Perché debbono partecipare tutti? Perché c'è una
  competenza  dello Stato a cui dobbiamo chiedere di più,  Comuni  ai
  quali dobbiamo chiedere di più su questo fronte, Regione alla quale
  dobbiamo chiedere il massimo. Questo è il tema.
   Solo  attraverso un concetto, infatti, noi non mettiamo  eccessivi
  vincoli  perché  questi  vincoli se li troveranno  anche  i  valori
  successivi  che non avranno alcuna possibilità di risolvere  se  le
  cose  rimangono  incardinate dentro il quadro legislativo  che  noi
  abbiamo.
   Ora  abbiamo la necessità di aprire un tavolo con i soggetti della
  diversa  abilità, e con loro vedere il modo migliore come  arrecare
  le somme e come fare l'assistenza.
   Un  potere democratico si confronta senza arroganza con la società
  ed  io  ho accettato anche il massacro mediatico su questo  pur  di
  discutere, non mi sono rifiutato ai confronti massacranti,  laddove
  c'è  un Presidente della Regione che sta proponendo, in quest'Aula,
  un  emendamento  di  100  milioni, poi diventano  20,  ditelo  alla
  stampa, dimenticate che quei 20 in realtà ci sono, perché sono quei
  20 milioni che sono spariti in Commissione  Bilancio' finalizzati e
  che,  giustamente,  noi  concordandolo  anche  con  la  Commissione
   Bilancio' abbiamo ritenuto giusto ripristinare, perché  non  penso
  che la Commissione, poi, le forze politiche volessero togliere quei
  milioni; c'era un intesa che l'avremmo fatto e lo abbiamo fatto.
   Poi, stiamo anticipando le risorse del 2016 e del 2017 dello Stato
  che  non  ci vengono versate, abbiamo già stanziato 19.150  milioni
  per il trasporto che abbiamo già trasferito, destiniamo  34 milioni
  ai comuni come compito.
   Vogliamo  mettere  un'ulteriore clausola? Che  sono  obbligati  se
  necessario,  qualora  le  risorse trasferite  siano  insufficienti?
  Questa  potrebbe essere una clausola di mediazione,  però,  se  noi
  pensiamo  che  i  comuni  non  debbano  impegnare  quelle   risorse
  prioritariamente a queste cose
   Vi  faccio  un  piccolo esempio: quando ero sindaco  di  Gela  ero
  componente dell'ATO CL2, c'era un piccolo comune che doveva  pagare
  300 mila euro l'anno di rifiuti, quel comune quei 300 mila euro  di
  rifiuti  non  li pagava mai, però, faceva 300 mila euro  l'anno  di
  consulenze.

   FORMICA. Chi era?

   CROCETTA,  presidente della Regione. Non voglio accusare  nessuno,
  infatti,  non  sto  citando  neanche i nomi.  Stiamo  dicendo  che,
  prioritariamente, loro debbono occuparsi di queste  esigenze,  così
  come  stiamo  facendo  noi,  perché  è  chiaro  che  se  prendiamo,
  anticipiamo delle risorse all'Irfis, anche quelle incidono su altre
  voci,  oppure se tagliamo risorse incidono su altre voci, però,  se
  noi  decidiamo di tagliare quella linea di indirizzo che mi obbliga
  i  comuni,  prioritariamente, a destinare  il  10  per  cento  alla
  disabilità,  allora,  chi  fa  questi  emendamenti  deve  avere  il
  coraggio di presentare un emendamento in Aula in cui toglie risorse
  da  altre  voci e se ne assume la responsabilità, perché  è  facile
  dire   no   e   creare   il  caos,  bisogna   avere   la   capacità
  dell'opposizione costruttiva.
   Si vogliono dare, in pratica, più risorse ai comuni, bene  Allora,
  si  abbia il coraggio di dire dobbiamo trovare questi 34 milioni da
  altre  fonti  finanziarie. Che significa? Ciò  significa  avere  il
  coraggio di fare un'opposizione costruttiva, altrimenti, è soltanto
  caos,  è  soltanto  lotta  di  tutti  contro  tutti,  e  diamo   la
  possibilità di apparire nell'immaginario anche nazionale,  come  la
  Regione  che  privilegia tutti. Le spese dei  disabili  sono  spese
  urgenti,  necessarie e prioritarie esattamente come lo sono  quelle
  dei forestali, quelle degli articolisti, e quelle dei trasferimenti
  ai  comuni,  con la differenza che qui c'è una lesione fondamentale
  dei  diritti  dell'uomo  che compromette  l'uguaglianza  di  questi
  soggetti,  quindi, non possiamo assolutamente pensare  di  tagliare
  senza fare proposte alternative.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi prego di intervenire sempre per
  dichiarazione di voto. Non riapriamo dibattiti.

   RINALDI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non ho  capito
  una cosa e cioè se li stiamo aiutando oppure no. Non mi ricordo  se
  nella  legge  n. 328 ci sia un limite, ma qualora ci  fosse  questa
  percentuale  del 30 per cento e adesso diamo il 10  per  cento  per
  svolgere  tutti  i  servizi che i Comuni devono  svolgere,  abbiamo
  diminuito le risorse ai Comuni per sostenere tutte le categorie dei
  disabili che ci sono all'interno di ogni territorio
   Questa maggioranza si deve mettere d'accordo. Li stiamo aiutando o
  stiamo decurtando soldi?
   Decidete e fateci sapere perché, a mio avviso, state dicendo tutto
  ed il contrario di tutto.
   Fateci sapere quello che volete fare perché non si possono aiutare
  diminuendo

   CROCETTA,  presidente della Regione. Non ci  sono  altre  risorse.
  Sono aggiuntive

   TANCREDI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TANCREDI.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   onorevole
  Presidente  della Regione, ho apprezzato il suo intervento  perché,
  giustamente,  gli ultimi vanno aiutati, ma è quattro anni  e  mezzo
  che governate

   CROCETTA, presidente della Regione. Ho spiegato le ragioni per cui
  non potevamo mettere altri capitoli.

   TANCREDI.  Questo  me  lo potevo aspettare i  primi  sei  mesi  di
  legislatura.  Me  lo  sarei aspettato nelle  concertazioni  con  lo
  Stato, me lo sarei aspettato nella richiesta di risorse aggiuntive,
  me lo sarei aspettato nel 2013. Non lo possiamo fare gli ultimi sei
  mesi, tra l'altro, le ricordo che le risorse di comuni

   CROCETTA, presidente della Regione. Allora votate contro

   TANCREDI.   I  Comuni  sono  alla  canna  del  gas   Tagliando   e
  continuando  a  tagliare, sugli ultimi, perché i  Comuni  sono  gli
  ultimi, in questo momento, non oso pensare di mettermi nei panni di
  un sindaco in questo momento
   Le  risorse  agli  ultimi  vanno trovate,  ma  non  vanno  trovate
  tagliando  altri servizi ad altri cittadini perché,  fino  a  prova
  contraria, tutti i cittadini hanno gli stessi diritti.
   Nel  momento  in  cui noi impediamo ad i Comuni di  avere  risorse
  adeguate   per   tutti,  automaticamente,  in  maniera   indiretta,
  danneggiamo anche quei disabili.

   CROCETTA, presidente della Regione. Mi dice dove li troviamo? Fate
  gli emendamenti sostitutivi e vi assumete le vostre responsabilità.

   TANCREDI.  Il  ragionamento  va  fatto  a  360  gradi,  in  ambito
  collettivo  ed andava ragionato con lo Stato, in maniera  adeguata,
  in  tempi  precedenti. Adesso, purtroppo, la coperta è  cortissima,
  non corta ed ovviamente ci troviamo tutti in difficoltà.

   MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà..

   MILAZZO   GIUSEPPE.    Signor  Presidente,   onorevoli   colleghi,
  onorevole  Presidente  della  Regione,  ho  ascoltato  con   grande
  interesse quello che lei ha detto.
     Lei  ha  detto  dobbiamo avviare un contenzioso. Lasciamo  stare
  perché sui contenziosi già noi ci siamo mortificati abbastanza  con
  Roma.  Si sono susseguiti diversi Assessori per l'economia.  Ognuno
  di  questi ha portato un diverso accordo e su ogni accordo  abbiamo
  rinunciato a qualche contenzioso, anche su contenziosi dove avevamo
  ed  avremmo  avuto  ampi  margini di  vincita  davanti  alla  Corte
  Costituzionale,  presidente  della  Regione.  Me  lo   ricordo   da
  componente   della  Commissione   Bilancio'  e   questo   ce   l'ho
  chiarissimo.

   CROCETTA, presidente della Regione. Parlate di disabili

   MILAZZO  GIUSEPPE.  Onorevole  Presidente,  lei  poco  fa  ci   ha
  richiamato  al rispetto. Io l'ho ascoltata, almeno ascolti  chi  la
  pensa  diversamente  da  lei.  Lei vuole  il  confronto  ed  io  al
  confronto ci sto.
   Abbiamo  dato  la  colpa  al Commissario dello  Stato  che  ci  ha
  impugnato delle leggi.
   No,  le  avete  scritte  male le leggi, per  questo  ce  le  hanno
  impugnate.  Anche  questa è scritta male, presidente  Crocetta,  la
  leggo con lei:  Per le finalità di cui alla legge 8/2000 n. 328   -
  la  la finalità, il cuore della legge, l'impianto stesso è un aiuto
  concreto  alle  persone o alle famiglie in difficoltà.  Noi  stiamo
  infilando nella n. 328 somme che hanno un'altra finalità, perché la
  n.  328 non è solo ed esclusivamente destinata a disabili ma  parla
  di  persone  o  famiglie in difficoltà, quindi,  questi  soldi  che
  infilerete  non  hanno nemmeno la certezza di  essere  destinati  a
  finalità che voi volete dare.
   Ma  leggiamo tutto il giro che deve fare questa somma:   I  Comuni
  destinano  il 10 per cento  quindi, delle loro risorse,  Presidente
  della  Regione  stiamo  facendo, se  volessimo  citare  un  vecchio
  ministro  dell'economia, una teoria Tremonti, cioè un provvedimento
  lineare, cioé il 10 per cento per tutti i Comuni, senza distinzione
  alcuna, quindi i Comuni che ne hanno meno li devono vincolare e non
  li potranno utilizzare per fare altro, i Comuni che ne hanno di più
  non avranno risorse maggiori per potere garantire più disabili. Già
  è   iniquo  questo 10 per cento, a Palermo diciamo  orbu ,  10  per
  cento  per  tutti, quindi il comune di Blufi che  ne  ha  uno  deve
  destinare il 10 per cento, ingessare, destinare significa ingessare
  per legge.
   Io  dico  che è una norma anticostituzionale perché va a intaccare
  l'autonomia di un Comune, perché il bilancio del Comune  è  materia
  esclusiva  del Consiglio Comunale, Presidente della Regione,  e  da
  voi su questo non possono certamente arrivare lezioni.
   Quindi,  la  Regione  va  a ledere una competenza  costituzionale,
  perché  il  Comune di Palermo, il Comune di Catania, il  Comune  di
  Canicattì ha ampia discrezionalità sul proprio bilancio.
   Non posso dire il 10 per cento del tuo bilancio, io posso dire  il
  10  per  cento di un nuovo trasferimento lo devi destinare, quindi,
  fare  una riserva lo vado a destinare, ad esempio ti do un  milione
  di euro, il 10 per cento di questa risorsa deve essere destinato  a
  questo.
   Noi stiamo vincolando il 10 per cento, stiamo destinando il 10 per
  cento  per una finalità, quindi, Blufi, lo ripeto di nuovo,  ha  un
  disabile il 10 per cento, Palermo ha 300 disabili  - quindi non  ci
  arriverà  a  coprire solo col 10 per cento  - non avrà  come  fare,
  quindi,   attaccati al tram  visto che è un argomento  palermitano,
  infatti, ZTL è cosa che sta a cuore
   Seconda lacuna di questa norma - lei ha voluto il confronto  e  io
  glielo  ho  letto -, andiamo alla parte finale, guardate che  giro:
   Sulla  base  degli atti di indirizzo da emanarsi entro  30  giorni
  dalla  data  dell'entrata  in  vigore  della  presente  legge   con
  provvedimento   del   Presidente   della   Regione,   su   proposta
  dell'Assessore regionale per la famiglia e le politiche sociali  e,
  poi,  previo  parere  della IV Commissione  ,  -  mettiamoci  pure,
  chiamiamoli  ad  uno  ad  uno  al telefono  -,  ebbene,  quando  li
  prenderanno queste risorse? Presidente, la promessina che lei aveva
  fatto di un trasferimento diretto a questi disabili non c'è scritto
  in  questa legge. Non le boccerò questa, Presidente, non glielo  do
  questo  alibi, non glielo darò questo vantaggio. Io le dico  che  è
  una norma

   CROCETTA,    presidente   della   Regione.   Vi   assumerete    le
  responsabilità  perché se qui non esce la legge  sulla  disabilità
  Io la faccia per voi non ce la metto. Scorretti

   MILAZZO GIUSEPPE. Lei si può adirare quanto vuole, Presidente,  io
  le  dico  che  questa  norma è inefficace, i disabili  non  saranno
  garantiti,  io  non  gliela  boccerò  perché  altrimenti  dirà   E'
  Milazzo .
    Presidente, se un deputato inveisce contro un altro deputato  lei
  chiama i questori ed i commessi, questa regola vale per tutti,  non
  è  valido  il  fatto che visto che si tratta del  Presidente  della
  Regione  può  sbraitare contro un parlamentare e poi  uscire  dalla
  porta  e  continuare e gli viene concesso, perché le regole valgono
  per tutti da Milazzo a tutti.
   Ritorniamo  al merito della legge. Io la legge non gliela  boccerò
  perché  poi direte che è il Parlamento, perché tutti scaricano  sul
  Parlamento.
   Io  ve l'avevo data la soluzione: bocciamo tutta la finanziaria  e
  ce ne andiamo a casa che siamo più seri, però, dobbiamo fare questo
  spot elettorale, facciamolo, sarà una norma inefficace.
   Chi  è  intervenuto Pif? Jovanotti? La prossima  volta  interverrà
  Benigni,  non  so  chi,  anche capi di  altri  Stati,  non  so  chi
  interverrà  la  Merkel dicendo:  Ve lo spiegheremo  noi  come  dare
  questi  quattro  soldi  a  questi  signori  che  da  anni,  ora   è
  un'emergenza, quattro anni e mezzo, ora è un'emergenza, gli  ultimi
  sei mesi di questa legislatura ci siamo accorti che i disabili sono
  un'emergenza,  per  4  anni  e mezzo, in  questa  Aula,  la  parola
   disabile   non  è stata pronunciata  Nelle leggi  che  sono  state
  impugnate da parte del Commissario la parola  disabile  non  c'era.
  Ma  di  che  cosa  state  parlando? Ed ora, negli  ultimi  6  mesi,
  dall'approvazione della legge altri 30 giorni, poi,  chiederemo  un
  altro parere, poi, aspetteremo la Commissione e siamo lì per lì che
  è finita la legislatura e tutto è compiuto, Presidente.
   Per me è una farsa


   Presidenza del vicepresidente Lupo


        Comunicazione relativa a nuova denominazione di Gruppo
                             parlamentare

   PRESIDENTE. Do lettura della nota a firma dell'onorevole  D'Asero,
  testé pervenuta in data odierna a questa Presidenza:

   «Palermo, 19/04/2017

   Il  sottoscritto  onorevole  Antonino D'Asero,  nella  qualità  di
  Presidente  del Gruppo parlamentare  Nuovo Centro Destra ,  con  la
  presente,  a  nome  di  tutti  i  componenti  dello  stesso  Gruppo
  parlamentare, comunica che, a far data da oggi, quest'ultimo assume
  la  seguente  nuova denominazione  Alternativa Popolare .  Distinti
  saluti».

   Pertanto,  a  decorrere dal 20 aprile 2017, il Gruppo parlamentare
  presieduto  dallo  stesso deputato assume  la  nuova  denominazione
   Alternativa Popolare .

   L'Assemblea ne prende atto.

                              (Applausi)


   Presidenza del vicepresidente Lupo


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                1276/A

   FOTI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. A seguire l'onorevole Ragusa Orazio.

   FOTI. Signor Presidente, onorevole colleghi, Assessori, non è  che
  si capisca molto, tra l'altro gli interventi, in particolare, della
  maggioranza  ci hanno lasciato alquanto perplessi. Mi  riferisco  a
  quanto  è  stato  detto dall'onorevole Di Giacomo, cioè  attenzione
  esiste  già una norma per cui il 30 per cento delle somme destinate
  ai  Comuni  deve  essere,  in  qualche modo,  vincolato  al  socio-
  sanitario, alla disabilità.
   Allora,  ci  chiediamo:  stiamo  riducendo  o  stiamo  aumentando?
  Perché, Presidente, penso che l'ultima cosa di cui si abbia bisogno
  siano scudi umani.
   Dobbiamo  trattare  come  scudi umani le persone  con  disabilità?
  Questo  è quello che ci chiediamo, perché qui il problema è  capire
  se  ai  Comuni  si può imporre o meno di destinare delle  somme  in
  maniera  vincolata. E, se questi Comuni, come ho  sentito  dire  in
  Aula, hanno destinato i soldi per questioni abbastanza futili, tipo
  feste per anziani, si diceva questo, pensiamo di risolverlo con una
  norma?
   Ora,  io  ho  sentito anche il presidente Crocetta, direi  che  di
  tempo ne ha avuto, ha alternato ben 5 Assessori, anzi ne approfitto
  per  salutare il nuovo Assessore, di tempo ce n'è stato, è da tempo
  che  si chiede di creare l'integrazione socio-sanitaria ed il fondo
  unico.  Ci  si  è arrivati last minute, sulla spinta  mediatica  ma
  vorremmo capire e, magari, che gli Assessori o l'assessore Lantieri
  o  l'assessore Mangano ai servizi sociali ci facciano capire meglio
  se  questo 10 per cento è una novità oppure se già esiste questo 30
  per  cento vincolato e, se è stato utilizzato male, Presidente, qui
  mi  sembra che si vada di nuovo verso una toppa che è peggiore  del
  buco.
   Vorrei  dire, poi, al presidente Crocetta che bisogna  trovare  le
  coperture.  Noi come Gruppo parlamentare attraverso le decurtazioni
  dei  nostri  stipendi  abbiamo di recente finanziato  60  borse  di
  studio  per atleti disabili, proprio per permettere loro  di  poter
  eccedere ad uno dei diritti che dovrebbe essere consentito a tutti,
  per carità, ma a maggior ragione a chi ha una situazione, di fatto,
  di  svantaggio.  Quindi,  se le risorse  si  vogliono  trovare,  la
  maggioranza  ha  tutti  i margini per fare dei  tagli  opportuni  e
  trovare copertura per i servizi ai disabili. Quindi, mi aspetto che
  gli  Assessori al ramo ci chiariscono quali sarebbero le differenze
  tra  il  prima ed il dopo, con l'approvazione eventuale  di  questo
  articolo.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di interviene il Presidente della  Regione,
  onorevole Crocetta.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  siccome  dalla  Commissione  Salute',  dove  sono  molto
  tecnici,  ci fanno sapere che già sui fondi trasferiti  ai  comuni,
  esiste  un vincolo del 30 per cento che deve essere destinato  alla
  spesa  sociale che è generico, il 10 per cento, almeno  il  10  per
  cento, deve essere destinato ai disabili.
   E, quindi, non gli stiamo togliendo niente ai comuni

   FALCONE. E' ambiguo

   CROCETTA,  presidente  della  Regione.  E'  ambiguo.  E'  ambiguo,
  quindi,  lo precisiamo. Chiediamo cinque minuti di sospensione  per
  potere  scrivere  un emendamento per risolvere le perplessità.  C'è
  sempre una soluzione.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Ragusa.   Nel
  frattempo    il    Governo   può   procedere    alla    riscrittura
  dell'emendamento; se fosse necessario sospendere per qualche minuto
  lo faremo.

   RAGUSA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ringrazio   il
  Presidente Crocetta perché privando dell'enfasi delle sue  crociate
  interventistiche in Aula, poi, quando si calma, riesce a far capire
  alla platea, a tutti i deputati, il senso reale di questo comma 9.
   Di  fatto, cosa stiamo facendo stamattina? Assumendoci una  grande
  responsabilità,   preso  atto  che  le  disabilità   vanno   sempre
  rispettate,  preso atto che forse questo Governo non ha  fatto  poi
  così tanto nei confronti delle disabilità, ad oggi c'è una presa di
  coscienza  forte  ed  importante di tutte  le  parti  sociali,  ivi
  compresa la politica. Noi stiamo solo dicendo, stamattina,  che  il
  10%  dei  trasferimenti che vanno ai comuni attraverso la legge  n.
  328,  saranno destinati alle disabilità. Ed ora, più chiaro di così
  forse non si può dire.
   Sarebbe,  allora,  opportuno che la norma  venisse  riscritta  per
  essere  più  chiara, così non incorriamo in alcuna  mistificazione,
  non incorriamo in alcuna incomprensione e siamo tutti convinti che,
  ad oggi, finalmente, questo Governo ha preso atto che in Sicilia ci
  sono le disabilità, e le aiuta e le sostiene.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.   Signor   Presidente,  Governo,  onorevoli   colleghi,
  brevemente, per dire di chiudere la polemica su questo  10%,  e  lo
  dico  da  sindaco,  perché  è  chiaro che  la  conferenza  Regione-
  Autonomie  locali potrà meglio modulare esattamente  l'utilizzo  di
  questa riserva che viene contenuta in questa norma.
   E, chiedo umilmente ai colleghi di chiudere questa partita che, se
  continua  ad  essere  poggiata, come ragionamento,  sul  dolore  di
  persone, famiglie, ed ognuno di noi prova, magari non conoscendo  i
  dettagli  delle riserve, non conoscendo un percorso anche normativo
  di questi anni, rischiamo di parlarci addosso e di far parlare male
  di  noi.  Per cui, da sindaco, pur sapendo che, in questi anni,  il
  fondo delle autonomie locali è stato ridotto sensibilmente di  anno
  in  anno  e di legislatura in legislatura, dico di chiudere  questa
  partita  ed andare avanti e non intratteniamoci ancora a filosofare
  sul diritto dei disabili gravissimi rispetto a questo 10%.
   Mi  auguro  che l'assessore alle autonomie locali, con l'assessore
  al  welfare  della Regione siciliana, possano trovare un  modo  per
  articolare l'utilizzo di queste risorse rispetto alle decisioni  ed
  ai provvedimenti dei comuni.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  questo  è  un
  problema  abbastanza grave ed importante da seguire,  anche  perché
  ormai   i  disabili,  in  particolare  quelli  gravi,  sono   ormai
  all'attenzione  di  tutti e, quindi, ahimé,  forse  è  stato  anche
  sbagliato  non  pensarci  prima,  perché  ci  sono  tanti  disabili
  tetraplegici  che  hanno sofferto veramente la loro  condizione  di
  vita e mettendoci tanto anche di tasca propria.
   Sulla  legge 328 del 2000 che, ricordo a memoria avendo  fatto  il
  Consigliere  comunale  a  Palermo  per  dieci  anni,  è  una  legge
  abbastanza  complicata,  considerate  che  le  risorse  la  Regione
  siciliana le mette a disposizione dei comuni in base alla  densità,
  in  base  al  numero degli abitanti; considerate che i comuni  come
  Palermo,  Catania  e  Messina prendono quasi  tutto,  essendo  aree
  metropolitane abbastanza vaste.
   Ricordo  benissimo  che  esiste  la  possibilità,  attraverso   la
  Conferenza Stato-Regioni, di intervenire, perché le uniche  risorse
  che possono essere utilizzate sono quelle dello Stato. Non possiamo
  più  tagliare,  oggi con il comma 9 all'articolo 1,  il  dieci  per
  cento,  dove già in questi anni abbiamo ridotto veramente i  comuni
  al lumicino e ancora ci azzardiamo a dire di ridurre un altro dieci
  per  cento  per  agevolare  questo  percorso,  che  secondo  me   è
  sbagliato.
   Quindi, una Conferenza Stato-Regioni dove va a utilizzare i  fondi
  PAC,  che già di questo mi ricordo in quel periodo in cui  feci  il
  consigliere   comunale,   c'era   la   possibilità   ogni   biennio
  dell'utilizzo dei fondi PAC che danno la possibilità  alla  Regione
  dell'utilizzo  e  di  dare finalmente più ossigeno  ai  comuni  per
  appunto agevolare queste persone che tanto hanno bisogno.
   Questa potrebbe essere un'iniziativa. Poi l'errore grave è che  il
  sociale  è entrato pure nel patto di stabilità. Quindi la  Sicilia,
  grande  regione,  con  5 milioni di abitanti,  essendo  che  queste
  risorse entrano pure nel patto di stabilità, mettono ancora di  più
  in croce, il Governo, il Parlamento nelle decisioni.
   Questa è una delle cose che a mio avviso il Presidente del Governo
  regionale  deve intraprendere: un percorso con il Governo nazionale
  affinché  possa  portare risorse fuori dal patto  di  stabilità  ed
  essere  attribuita la Regione siciliana, altrimenti non  c'entriamo
  anche in questa percentuale.
   Considerate che la legge n. 328 ha un raggio di interventi che  si
  fanno  con gli anziani, minori, disabili, tossici, nomadi.  Pensate
  che i comuni danno risorse anche ai nomadi.
   Quindi è una voce di spesa, un intervento molto, molto complicato,
  dove  se  non c'è l'aiuto dello Stato, la Sicilia e le  regioni  in
  particolare  del  meridione d'Italia, ne  avranno  sicuramente  una
  condizione di vita molto fragile.

   RINALDI. Chiedo di parlare per un chiarimento.

   LUPO. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo dire  che,
  alla luce dei chiarimenti esposti dal Governo, e che cioè questo 10
  per cento è all'interno del 30 per cento, abbiamo capito che questa
  norma  è una presa in giro per i disabili; praticamente non  stiamo
  aggiungendo  nulla di nuovo rispetto alle somme  già  destinate  ai
  comuni e per questi disabili.
   Stiamo  prendendo  in giro i disabili per l'ennesima  volta,  cioè
  questo   Governo,  che  si  era  impegnato  a  dare  delle  risorse
  aggiuntive per i disabili, non fa altro che dire: delle risorse che
  generalmente  e  annualmente  diamo  ai  comuni  anche  per  queste
  disabilità  gravi, il 10 per cento lo diamo a loro.  E  qual  è  la
  novità?  Qual  è  l'aiuto in più che questo Governo  sta  dando  ai
  disabili?

   PRESIDENTE. Aspettiamo la riscrittura, dopo di che potremo  meglio
  valutare.   Se  la  riscrittura  è  pronta  invito  il  Governo   a
  presentarla per distribuirla ai deputati.
   In  attesa della riscrittura, se l'Assessore per l'economia prende
  posto,  potremmo  accantonare i due emendamenti  1.10,  1.15  e,  a
  guadagno  di  tempo, passare all'emendamento 1.11 che è soppressivo
  del comma 10.
   Chiedo  all'onorevole Greco se l'emendamento 1.11  è  mantenuto  o
  ritirato?

   GRECO GIOVANNI. Aspettiamo la riscrittura.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la seduta  è  sospesa  in  attesa
  della riscrittura del comma 9 da parte del Governo, considerati gli
  emendamenti soppressivi 1.10, 1.15.

     (La seduta sospesa alle ore 13.42, è ripresa alle ore 13.56)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, è in distribuzione  l'emendamento
  1.34, a firma del Governo, che è una parziale riscrittura del comma
  9 dell'articolo 1
   Invito il Governo a illustrare l'emendamento di riscrittura.

   DI MAURO. Ma a quale comma è?

   PRESIDENTE. Al comma 9.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati, io avevo sentito la priorità ed ho fatto fare ai tecnici.
  Una  volta ogni tanto diciamo che i tecnici potrebbero essere anche
  precisi, non sempre è precisa la politica.
   Io  ho  sentito un po' mi è sembrato di capire anche parlando  con
  l'onorevole  Falcone  con  altri che  l'obiettivo  è  di  destinare
  sostanzialmente ai disabili gravi e non di confonderli con i  soldi
  della 328 fondi, per il quale rappresento che quest'anno noi stiamo
  già  anticipando  68  milioni in corso  di  trasferimento.  Quindi,
  andare a impinguare ulteriore risorse sulla 328 generica non serve,
  sui gravissimi mi pare che abbiamo già disciplinato abbastanza; c'è
  un  problema  per  i  gravi che spesso non hanno  alcuna  forma  di
  assistenza.  Ed questo, così mi pare che alla fine rimanga  l'unico
  vincolo  scritto  in questi termini, scritto in  questi  termini  è
  l'unico vincolo che hanno.
   Tenuto presente che la spesa storicizzata era il 30 per cento, noi
  stiamo  dicendo  che  hanno un vincolo che si  potrebbe  apprezzare
  anche  dicendo  che quella percentuale va considerata eventualmente
  anche  in  altri vincoli, però posta così io credo che  funzioni  e
  assicuriamo soprattutto un intervento immediato ai disabili  gravi,
  che  è  il  tema  principale che abbiamo è la  disabilità  grave  e
  gravissima.
   Questo  potrebbe consentire immediatamente di avere un intervento,
  immediatamente  perché  potrebbe  permettere  all'Assessorato  alla
  Famiglia  già  approvato in bilancio di fare quei  trasferimenti  e
  quindi  potrebbe permettere immediatamente ai Comuni di avviare  un
  intervento per i gravi.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Le chiedo peraltro se, alla luce  della
  riscrittura, ritira l'emendamento soppressivo a sua firma.

   FALCONE.  Cerchiamo  di spiegarlo signor Presidente,  noi  abbiamo
  ascoltato un po' gli interventi che si sono susseguiti: dopo di  me
  l'onorevole Digiacomo, poi successivamente il Presidente  Crocetta,
  ancora  l'onorevole Panepinto, abbiamo ascoltato questi,  per  dire
  gli  interventi  più  importanti della  maggioranza,  per  spiegare
  l'importanza dell'intervento ai disabili.
   L'onorevole Milazzo aveva spiegato giustappunto che così come  era
  articolata  la  norma  non avrebbe sortito  alcun  effetto,  perché
  destinare la somma del 328 significa tutto ma non significa  nulla;
  la  328  del  2000, che è una legge tra l'altro non recepita  dalla
  regione  siciliana, vuole dire un ampio spettro  di  assistenza  ai
  disabili,  alle categorie fragili, alle donne sole, agli uomini  in
  difficoltà  e così via. Allora il Presidente Crocetta  è  corso  ai
  ripari  e  ha voluto procedere ad una riscrittura, finalizzando  il
  10%  per  l'assistenza  ai disabili gravi, cercando  nel  combinato
  disposto   con  l'articolo  15  successivamente,  di  trovare   una
  soluzione per questa categoria.
   Noi, in linea di principio siamo d'accordo, assolutamente, chi non
  è d'accordo a dare un sostegno ai disabili? Ma riteniamo, onorevole
  Di  Mauro, che lo strumento che stiamo utilizzando, che il  Governo
  vuole  utilizzare,  sia  per un certo senso inefficace,  per  altro
  senso inutile, per altro verso ancora sia di aggravio ai comuni,  e
  spiego il motivo. Cosa faranno quei comuni che non hanno una platea
  di  disabili  gravi pari al 10% dei trasferimenti  che  la  Regione
  assegna  loro?  Se il comune di Casteldaccia - vedo l'onorevole  Di
  Giacinto   -   non  ha  disabili  per  la  cifra,  prenderà   circa
  settecentomila euro di trasferimenti, forse ottocentomila euro,  ma
  se ha un solo disabile grave cosa fa? Destina comunque quella cifra
  del  10% ad un disabile che non ha? E se i comuni di San Cono,  per
  andare  a  Catania, o di Delia per andare ad altre province,  hanno
  invece una platea superiore di disabili gravi, cosa fanno? Col  10%
  questi  comuni non sono nelle condizioni. Gli altri  soldi  chi  li
  mette,  se  tra  l'altro stiamo creando il combinato  disposto  col
  successivo  articolo  15,  che dice che i  disabili  comunque,  qua
  dovremmo  capire  poi  se  sono  solo  quelli  gravissimi,  vengono
  assistiti  dalle  Asp, e addirittura i disabili gravi  vengono  con
  quel fondo che si crea, e che si è creato con i trentaseimilioni in
  precedenza?   Vengono  assistiti  con  la  dazione   diretta,   con
  l'erogazione  diretta  di  un assegno,  su  cui  tra  l'altro  sono
  intervenuti il terzo settore delle cooperative, ma lo diremo poi al
  successivo articolo 15 la dove si dice, che questa che si  potrebbe
  aprire il mercato delle cosiddette erogazioni dirette.
   Allora, Presidente Crocetta, noi siamo convinti che la materia dei
  disabili vada inserita in un unico articolo, cerchiamo di fare  una
  norma  di buon senso, e una norma per la quale lei non deve salvare
  la faccia, lei deve dare una risposta ai disabili, noi non dobbiamo
  fare  una  norma paravento perché lei deve salvarsi  da  Pif,  deve
  salvarsi  da  Jovanotti, deve salvarsi dai  fratelli  disabili  che
  giustamente rivendicano il loro diritto all'assistenza, qua  noi  e
  questo  Parlamento  deve dare una risposta alla  categoria,  e  non
  domani, non domani scaricando in capo ai comuni che non hanno già i
  soldi per garantire altre esigenze necessarie.

   CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA, Presidente della Regione. Per un brevissimo chiarimento,
  io  sono  favorevole a dire il fondo totale, però occhio ai numeri
  Perché  nei primi approcci che noi abbiamo avuto rispetto ai numeri
  per   esempio   dei  gravissimi,  la  città  di  Palermo   che   fa
  ottocentomila abitanti faceva 100 disabili gravissimi ed il  comune
  di Partinico ne faceva 150.
   Quindi,  stabiliamo che il fondo totale è il 10  per  cento  delle
  autonomie  locali.  Per  la legge dei grandi  numeri  i  numeri  si
  rassomigliano,   cioè  se  l'Emilia  Romagna   ha   1400   disabili
  gravissimi,  su  un  popolazione di 4 milioni e mezza,  in  Sicilia
  possono essere 1700.
   Infatti,  dopo gli accertamenti che abbiamo fatto, sono 1750.  Per
  la legge dei grandi numeri, si rassomigliano, poi ci possono essere
  situazioni locali.
   Possiamo  trovare, onorevole Falcone, dei meccanismi compensativi.
  Secondo me vanno fatte direttive certe. Questo andrebbe fatto sulla
  base  di direttive specifiche che verranno emanate dall'assessorato
  alla  famiglia,  come tutte le altre cose, e si potrebbero  evitare
  questi problemi.
   Il  tema  c'è perché a quel punto ci potrebbe essere un  interesse
  per esempio, a sottovalutare persino il numero dei disabili.
   Questo è il tema perché un comune che ne ha di meno può migliorare
  le  prestazioni.  Ci  sono i fondi aggiuntivi perché  se  andate  a
  vedere gli altri emendamenti, per esempio, il fondo nazionale verrà
  trasferito attraverso i distretti, poi dovremo stabilire i  criteri
  nel nuovo fondo creato con il nuovo emendamento.
   Questa  norma è fatta. Noi abbiamo pensato ad un intervento mirato
  ai  gravissimi. Ci rimangono scoperti in questo momento i gravi. Se
  diamo questo trasferimento i comuni, il mese prossimo possono  fare
  subito gli interventi per i gravi, nelle more che riorganizziamo il
  sistema.
   Vogliamo  creare strumenti, anche intermedi ed immediati  che  non
  tengono  perché la materia della disabilità, purtroppo,  io  me  la
  sono dovuta studiare e l'ho fatto persino volentieri  Lo Stato da i
  fondi,  poi  non  te  li da poi devi stabilire i  criteri,  poi  la
  Regione  non  li riceve, poi ai distretti, poi i distretti  debbono
  riunirsi ai comuni.
   Stiamo  dando  un  fondo  ai Comuni, prescindendo  da  tutto  quel
  meccanismo  immediato. Stiamo dicendo  la parte vostra  destinatela
  nel  modo  più  efficace  che ritenete  e  i  Comuni  più  virtuosi
  sapranno migliorare i servizi.
   Gli  permettiamo, con l'intervento immediato che non lascia  senza
  cura, nelle more della riorganizzazione del sistema.
   Occhio  ai  numeri,  onorevole Falcone, diamo  la  possibilità  di
  intervento  diretto,  immediato.  E'  anche  giusto  che  i  comuni
  partecipino alla spesa.
   GRECO Giovanni. Al 30 per cento aggiungiamo un 10 per cento

   CROCETTA,  presidente  della Regione.  Ripeto,  per  anni  abbiamo
  imposto  il  30 per cento alla spesa sociale. La spesa  sociale  ai
  Comuni  era  generica perché quando parliamo di  sociale  è  tutto,
  anche le manifestazioni culturali sono sociali.

   GRECO Giovanni. Eliminiamo il comma 9

   CROCETTA, presidente della Regione. No n parliamo di quel  30  per
  cento.  Parliamo  del  10  per  cento  che  deve  essere  destinato
  specificatamente ai gravissimi.
   Capite, però che i Comuni possono fare subito gli interventi.  Per
  i   cento  milioni  addizionali  che  abbiamo  rappresentato,   più
  l'anticipazione  di due anni del fondo nazionale, serve  tempo,  ma
  questo   è   un   fondo  necessario  perché  permette   ai   Comuni
  immediatamente di intervenire.
   Se dicono  non ho i soldi . No, ce li hai, perché il mese prossimo
  ti  possiamo  trasferire, immediatamente, approvata la finanziaria,
  il fondo.
   Quindi, anche questo alibi che non hanno soldi perché debbono fare
  la   programmazioni  nell'ambito  di  distretto,  cade.   Tu   puoi
  intervenire  nei casi a te noti per assicurare forme di  assistenza
  e,  in  questo  caso,  stiamo dicendo  una platea  che  riguarda  i
  gravi .

   DI GIACINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   GIACINTO.   Signor  Presidente,  Presidente  della   Regione,
  onorevoli  colleghi, io vorrei dei chiarimenti su  questo  articolo
  perché mi sono un po' confuso, perché noi facciamo riferimento alla
  328  già i Comuni, ricordo, che rispetto alla legge 328 già mettono
  il 10 per cento è un obbligo previsto dalla legge e i Comuni quando
  vanno ad approvare i piani ai sensi della legge 328 già inseriscono
  all'interno di quel bilancio il proprio 10 per cento perché  se  no
  questo non si può fare.

   CROCETTA, presidente della Regione. Il 10 per cento del fondo o..

   DI GIACINTO. No il 10 per cento proprio, i Comuni devono mettere

   CROCETTA, presidente della Regione. Il 10 per cento della 328?

   DI  GIACINTO. No, all'interno della 328 i Comuni per  approvare  i
  piani  devono mettere dai propri fondi, dai fondi trasferiti  dallo
  Stato, dalla Regione o da altro devono già mettere il 10 per  cento
  se  no il piano della 328 non può essere approvato, quindi già ogni
  Comune  mette  di suo il 10 per cento. Ora, io voglio capire:  noi,
  rispetto a quello che stiamo scrivendo, è un'ulteriore 10 per cento
  che  stiamo mettendo, o è sempre quel 10 per cento? Perché se è  un
  altro  10 per cento noi stiamo dicendo che i Comuni devono  mettere
  il  20  per cento. Ci siamo? Quindi questa è la mia preoccupazione.
  Presidente voglio capire questo.

   GRECO Giovanni. Si deve eliminare il comma 9

   CROCETTA, presidente della Regione. L'ANCI su questo non ha  posto
  alcun problema.

   DI  GIACINTO.  Volevo capire, signor Presidente, se  è  questa  la
  questione. Sto chiedendo un'informazione perché, ripeto, già il  10
  per cento lo mettono  i Comuni, se è un ulteriore 10 per cento o se
  è  un 10 per cento del trasferimento di fondi - quindi un ulteriore
  10 per cento - rispetto a quello che trasferisce la Regione.
   Se  questo è, signor Presidente, io le dico che in questo  momento
  sono  per  la  disabilità e so benissimo quale è  la  questione  in
  questo momento della disabilità, però guardiamo con un occhio tutto
  nel  senso che ci sono in questo momento Comuni che non pagano  gli
  stipendi  da mesi. Ricordiamoci pure questo, quindi verifichiamo  e
  fra  l'altro mi trovo d'accordo con l'onorevole Falcone - quasi mai
  ci  siamo  trovati d'accordo  - di fare un ragionamento  unico  sul
  fondo  per  la  disabilità, perché li diamo  chiarezza  rispetto  a
  quello  che dobbiamo fare, perché se no se un Comune non attiva  il
  piano che cosa si fa? Su questo, con molta serenità e tranquillità,
  vediamo  che cosa dobbiamo fare e se possiamo scrivere un  articolo
  unico.

   CROCETTA, presidente della Regione. Quando noi destiniamo  risorse
  regionali non abbiamo altri problemi oppure queste risorse  noi  ce
  le abbiamo all'infinito?
   Ci  sono  i consorzi di bonifica che stanno fallendo, i lavoratori
  che  non riescono ad essere pagati, ci sono gli ATO destinatari  di
  cose e situazioni, si fanno delle scelte e nell'ambito delle scelte
  il problema è di stabilire che la disabilità è una priorità. Questo
  è il tema che stiamo ponendo: è una priorità  E non ha meno dignità
  di altre priorità.
   Io  vorrei  capire però se queste risorse - così  come  diciamo  -
  fossero sufficienti e i Comuni veramente hanno fatto questi sforzi,
  vorrei capire perché un disabile gravissimo ha attualmente due  ore
  di assistenza  domiciliare.
   Tutto  è incardinato dentro questo sistema della 328, che  non  ha
  funzionato,  e con il tavolo della disabilità dobbiamo  rivedere  i
  criteri,  però  vorremmo distinguere tra gli interventi  che  vanno
  fatti nel medio periodo, che richiedono un ragionamento complessivo
  programmatorio, ecc
   Io  voglio,  per essere chiari, il Governo vuole che approvata  la
  finanziaria   i  Comuni  abbiano  un  pacchetto  di   risorse   per
  intervenire almeno nei confronti dei disabili gravi, sui gravissimi
  stiamo intervenendo: giusto, sbagliato, parziale, temporaneo,  ecc,
  però lo sforzo lo stiamo facendo.
   Stiamo  rimpinguando  questo fondo, nella  legge  quadro  che  noi
  facciamo  che  è  l'altro  emendamento,  non  volevamo  mettere  la
  discussione  che  riguardava  gli  enti  locali  insieme   a   quel
  ragionamento della legge quadro che fa riferimento, comunque, ad un
  fondo  comunale.  Noi  stiamo creando  un  fondo  comunale  per  le
  disabilità  gravi,  dov'è  lo scandalo? Veramente  pensiamo  che  i
  Comuni  non possono sopravvivere? Hanno pure obbligo di  legge:  la
  328  stabilisce  che  tu  hai l'obbligo di  legge  di  assistere  i
  disabili,  alla giusta assistenza, sulla base dei piani individuali
  di cura. Solo che questa legge non la rispetta nessuno.
   Allora,  per  fare  in modo che si rispetti, si  sono  aggiuntivi,
  onorevole Di Giacinto, e le dico che sono pochi, perché i parametri
  sono  questi, sono parametri e rientrano nell'ambito  del  30%  che
  veniva  stabilito  per spese sociali. Chiaro? Però  stiamo  dicendo
  che,  nell'ambito  delle  spese sociali, siccome  è  spesa  sociale
  chiamare  anche  Jovanotti per la festa della  Madonna  e  fare  il
  concerto, sicuramente noi stiamo dicendo che, prima di questa spesa
  sociale  vengono  altre, è spesa sociale dare  un  contributo  alla
  squadra  di  calcio, è spesa sociale qualsiasi altra cosa,  fare  i
  programmi culturali, tutto è spese sociali.
   Noi  stiamo  dicendo:  tu ti programmi le risorse  come  vuoi  ma,
  nell'ambito di quelle risorse, il 10% lo devi destinare  ai  gravi.
  Dov'è  lo  scandalo? Perché se questo ragionamento noi lo dovessimo
  fare,  anche noi mica nuotiamo nell'oro  Anche lo Stato  non  nuota
  nell'oro, però mentre destina un sacco di risorse a tutta una serie
  di  cose anche inutili, destina ai disabili a livello nazionale 400
  milioni.   No  ai  disabili,  al  fondo  nazionale   per   la   non
  autosufficienza,  che è un concetto molto più vasto  rispetto  alla
  disabilità gravissima o grave.
   Stiamo  cercando  di dare un sistema ed anche fare  da  architetti
  della costruzione del nuovo modello di solidarietà. I Comuni non si
  sono  lamentati,  nessuno dell'ANCI o nessun sindaco  mi  ha  posto
  questo  problema. Lo stiamo ponendo noi, essendo più  realisti  del
  re. Non ci sarà un Comune che si lamenterà per questo, non ci sarà,
  ve lo assicuro.
   Però evitiamo di lamentarni nuatri quando stiamo facendo una norma
  di  cui  dobbiamo essere orgogliosi. Stiamo dicendo ai Comuni:  una
  parte del tuo bilancio destinalo alla disabilità.

   PRESIDENTE.  Se  non ci sono altre richieste di intervento  chiedo
  all'onorevole Greco se l'emendamento 1.10, soppressivo del comma 9,
  alla  luce della riscrittura presentata dal Governo, è mantenuto  o
  lo ritira.

   GRECO Giovanni. E' mantenuto.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.10, soppressivo del
  comma 9.

   GRECO  Giovanni.  Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

                           (Brusio in Aula)

   DIGIACOMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà. Siamo in fase di  votazione,  quindi
  soltanto per dichiarazione di voto.

   DIGIACOMO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  per
  dichiarazione  di  voto  onorevole  Greco  vorrei  avere   la   sua
  attenzione, ci tengo molto perché credo che il mio intervento possa
  contribuire a fare chiarezza su un punto fondamentale, tra l'altro,
  vedo   qui   tanti  amministratori  locali,  consiglieri  comunali,
  sindaci, che mi capiranno.
   Con   questa  norma,  proposta  dal  Governo,  signor  Presidente,
  onorevoli  colleghi, noi stiamo dicendo che nei  bilanci  comunali,
  che  non sono le ASP, non hanno questa capacità immediata di spesa,
  nel  momento  in cui noi deliberiamo questa manovra,  questi  soldi
  affluiscono  nei  bilanci  dei comuni.  Ed  in  quei  bilanci,  nel
  capitolo   Servizi  sociali  obblighiamo  una  spesa  del  10%  sul
  montante complessivo, destinata ai disabili gravi. Io, cioè, ti  do
  un  milione  di euro come trasferimento, onorevole Di Giacinto,  tu
  mettevi 300 mila euro come servizi sociali, di questi 300 mila,  io
  ti  obbligo  a metterne 100 mila per i disabili gravi. Chiaro?  Non
  stiamo   dicendo  altro.  Non  facciamo  fantapolitica   e   fanta-
  amministrazione, perché non è così. Non è così.
   Ora,  noi  possiamo  valutare se questo  10%  sia  eccessivo,  sia
  insufficiente, sia quello che sia, ma stiamo votando questo.

   ASSENZA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Signor Presidente, evidentemente, la riscrittura  ha  un
  po'   circoscritto  l'argomento  in  discussione,  perché,  almeno,
  specifichiamo  finalmente che questo 10% è  riservato  ai  disabili
  gravi,  perché,  altrimenti, andava nel calderone  della  socialità
  tout court.
   Forse  sarà  la  deformazione  professionale,  però  noi  dobbiamo
  chiarire  che  questo  10% che assegniamo,  Presidente  Crocetta  e
  Presidente  Di  Giacomo, è il 10% delle somme  che  trasferiamo  ai
  sensi dell'articolo 1, comma a, quindi, i 340 milioni. Questo  deve
  essere  chiaro.  Noi,  cioè, dei 340 milioni  che  trasferiamo  con
  l'articolo 1, comma a, ossia l'addizionale IRPEF, destiniamo questi
  34  milioni  al fondo per i disabili gravi. E per me, va  bene.  Va
  benissimo.
   Lo  subordiniamo, però, a tutta una serie di adempimenti che  sono
  demandati  in  parte  all'assessorato regionale  e  questo,  previo
  parere della Commissione competente e quant'altro, è chiaro che non
  renderà  bancabili,  per usare un termine di  stretta  finanziaria,
  domani mattina, ma richiederà un tempo di adeguamento
   Ma  mi  perdoni, Presidente, la norma così è scritta, perché  dice
   destinano sulla base degli atti di indirizzo, da emanarsi entro 30
  giorni . In ogni caso, quindi, voi, entro 30 giorni, dovete emanare
  un   provvedimento  del  Presidente  della  Regione,  su   proposta
  dell'assessore per la famiglia, previo parere della VI Commissione.
   In  ogni  caso,  lei,  entro questi 30  giorni  deve  dare  queste
  direttive.  Non  diciamo che domani mattina sono  bancabili  queste
  somme, perché se non dà le direttive non lo sono.
   Allora,  signor  Presidente, dobbiamo  chiarire  che,  con  questo
  articolo  9, non stiamo aggiungendo un euro in più. Stiamo  dicendo
  dei  soldi che trasferisco, questo decimo dell'euro è riservato  ai
  disabili.  Questo  perché sia chiaro per tutti,  perché,  poi,  non
  dobbiamo  prendere in giro le persone, stiamo finanziando  qualcosa
  di   altro.  No   Stiamo  dicendo,  tu,  comune,  di  questi  soldi
  trasferisci questa percentuale, vai a destinarla ai disabili gravi.
   Chiarito questo, è chiaro che nessuno può essere contrario ad  una
  specificazione  di  questo tipo. E' chiaro che  andremo  a  gravare
  ancora una volta, e di più, sui bilanci del comune. Motivo per cui,
  il  mio  Gruppo  si  asterrà per non ostacolare  l'approvazione  di
  questa  norma  e questo trasferimento, ma è chiaro  che  non  è  la
  panacea di cui si è parlato tanto e tante volte a vanvera.

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  GIOVANNI. Signor Presidente, è da un'ora  e  mezza  che  ci
  soffermiamo  su discussioni, se questo 10 per cento lo  aggiungiamo
  al 30 per cento previsto per la 328; diciamo chiaramente che questo
  dieci  per cento lo pagano tutti i comuni e va aggiunto al  30  per
  cento,  perché se il Presidente lo dice chiaramente, ritiro il  mio
  emendamento soppressivo, perché non sarà per l'onorevole Greco  che
  richiede una votazione a scrutinio segreto nell'ipocrisia totale di
  questo Parlamento. Perché se richiedo il voto segreto, l'articolo 9
  viene soppresso.
   E allora, noi vogliamo dare una percentuale sicura dell'intervento
  per  i  disabili entro il 30 per cento? Allora dobbiamo modificare,
  ma non con quella modifica che fa ridere e tutti qua diciamo che  è
  la  salvezza. No  Noi dobbiamo dire con chiarezza che questo  dieci
  per cento viene aumentato al 30 per cento.

   DI MAURO. Non c'entra il 30 per cento

   GRECO  Giovanni. Il 30 per cento è quello previsto per la 328.  Se
  mi sbaglio, a maggior ragione ritiro l'emendamento soppressivo. Non
  è che sono come voi che vi nascondete per un emendamento.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea  prende atto del ritiro  dell'emendamento
  soppressivo 1.10.
   Onorevole Falcone ritirato l'emendamento 1.15?

   FALCONE. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento 1.34, del Governo?  Il  parere
  della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 1.11, dell'onorevole Greco, soppressivo
  del comma 10.

   GRECO Giovanni. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 1.16 dell'onorevole Falcone, soppressivo
  del comma 10. E' ritirato?

   FALCONE.  No,  signor  Presidente,  chiedo  che  venga  messo   in
  votazione.


   Presidenza del vicepresidente Lupo


                        Sull'ordine dei lavori

   PANEPINTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO. Signor Presidente, grazie di avermi concesso la parola.
   Chiedo    ai   colleghi,   visto   che   l'articolo   1   riguarda
  complessivamente  assegnazione di risorse ai comuni  attraverso  la
  ripartizione   della  Conferenza  autonomie   locali   e   regione,
  considerato   che   ci  sono  delle  norme  che   dovevano   finire
  sull'articolo  1,  ed  invece probabilmente  sono  finite  tra  gli
  aggiuntivi, che riguardano il tema che abbiamo trattato  in  questi
  mesi  dei tanti comuni in predissesto e dei comuni sottoposti  alla
  procedura  di  mobilità  e  quindi  abbiamo  il  paradosso  dove  i
  dipendenti  a  tempo determinato, li garantiamo con  le  norme  già
  approvate a dicembre, quelli invece che rientrano o vanno  oltre  i
  parametri  nazionali,  del  codice della pubblica  amministrazione,
  vale   a  dire  del  rapporto  uno  ogni  centosettanta  cittadini,
  rischiamo  di  mandarli  in  mobilità,  se  era  possibile,  signor
  Presidente, rinviare la seduta di un'ora dopo il lungo dibattito di
  questa mattina.

   PRESIDENTE. Sarei anch'io dell'avviso di sospendere. In realtà  lo
  avevamo  già  previsto. La seduta è sospesa e riprenderà  alle  ore
  15.30.

     (La seduta sospesa alle ore 14.24, è ripresa alle ore 15.50)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del vicepresidente Lupo


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                1276/A

   PRESIDENTE. Si riprende l'esame dell'emendamento 1.16, soppressivo
  del comma 10, dell'onorevole Falcone.
   Onorevole Falcone, lo mantiene o lo ritira?

   FALCONE. Lo mantengo.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DIPASQUALE, vicepresidente della Commissione. Contrario.
   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.

   FALCONE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del vicepresidente Lupo


        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 1.16

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'emendamento 1.16.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            17

   L'Assemblea non è in numero legale; pertanto la seduta è  rinviata
  di un'ora.

     (La seduta, sospesa alle ore 15.50, è ripresa alle ore 17.03)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del vicepresidente Lupo


                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Nicola D'Agostino, La Rocca
  Claudia,  Alfio  Barbagallo hanno chiesto  congedo  per  la  seduta
  odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Riprende il seguito della discussione del disegno di legge 1276/A

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, l'Assessore Baccei ha  presentato
  l'emendamento  1.35  che  è  in  corso  di  distribuzione.   Invito
  l'Assessore ad illustrarlo.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati, mi è sembrato di capire dall'interlocuzione che ci  fosse
  questa   parola   che  nell'emendamento  potesse   creare   qualche
  confusione o interpretazione non corretta, per cui, su richiesta in
  particolare  dell'onorevole D'Asero ma anche di altri  di  voi,  ho
  eliminato la parola.
   Spiego  il significato dell'articolo, volevo farlo prima. L'agenda
  digitale  prevede che si razionalizzi, si diminuisca il  numero  di
  data center sul territorio, garantendo al contempo delle condizioni
  di sicurezza adeguate per la criticità dei dati.
   Spesso i piccoli Comuni hanno dei data center non in linea  con  i
  requisiti  di  sicurezza,  per cui noi  offriamo  gratuitamente  ai
  Comuni la possibilità di migrare i loro dati e le loro applicazioni
  a  quello  che  è il data center regionale, così otteniamo  diversi
  benefici. Uno è quello che risparmiano dei soldi perché non  se  li
  devono  più  gestire, ma soprattutto che hanno  i  dati  tenuti  in
  sicurezza  con tutte delle procedure di task recovery, per  cui  se
  c'è un problema su quello principale hanno tutto il backup dei dati
  garantiti.  Oltretutto,  oltre a ciò,  gli  verranno  poi  dati  in
  maniera  gratuita  una  serie  di  servizi  come  la  conservazione
  sostitutiva   dei   documenti   e   tutto   ciò   che   il   codice
  dell'amministrazione digitale prevede. Per cui, è un  servizio  che
  offriamo  ai Comuni che vogliono aderire. Se i Comuni non  vogliono
  aderire rimangono nelle condizioni in cui sono oggi.

   PRESIDENTE. Onorevole Falcone, alla luce del chiarimento?

   FALCONE. Insistiamo per votare.

   PRESIDENTE. Insiste per la soppressione. L'emendamento  è  l'1.16,
  la  riscrittura è l'1.35. Se non c'è una richiesta di voto  segreto
  lo pongo in votazione per alzata e seduta.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento 1.16, a  firma  dell'onorevole
  Falcone,  soppressivo del comma 10 dell'articolo 1. Il  parere  del
  Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario a maggioranza.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti  seduto;
  chi  è favorevole all'approvazione dell'emendamento soppressivo  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento è approvato, pertanto  il comma 10 è soppresso.
   Gli emendamenti 1.21 e 1.28 sono pertanto assorbiti.
   L'emendamento  1.24,  a firma degli onorevoli  Greco  Giovanni  ed
  altri,   è  assorbito  in  quanto   era  modificativo  e  quindi  è
  assorbito.
   L'emendamento  1.12, degli onorevoli Greco Giovanni  ed  altri,  è
  ritirato.

   CANCELLERI. Lo faccio mio.

   PRESIDENTE.  L'onorevole Cancelleri fa suo  l'emendamento  1.12  e
  quindi  l'emendamento 1.12, originariamente a firma  dell'onorevole
  Greco  Giovanni che l'onorevole intendeva ritirare, è fatto proprio
  dall'onorevole Cancelleri.
   Se l'assessore può illustrare il comma 15 probabilmente aiuterebbe
  ad  una  riconsiderazione, o il Presidente  della  Commissione,  se
  volesse.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Signor Presidente, onorevoli colleghi si tratta, per essere chiari,
  del rifinanziamento di due leggi speciali, che riguardano Ortigia e
  Agrigento, e una legge su cui ogni anno è stata sempre prevista una
  riserva. Quindi, nulla di eccezionale, nulla di personale.

   PRESIDENTE. Il chiarimento, penso che sia stato sufficiente.

   CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga con scrutinio segreto.

                (La  richiesta  risulta  appoggiata  a  termini  di
              Regolamento)


   Presidenza del vicepresidente Lupo


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.12

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 1.12.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            47
   Votanti             46
   Maggioranza         24
   Favorevoli          27
   Contrari            18
   Astenuti             1

                            (E' approvato)

   L'emendamento 1.18 è, pertanto, assorbito.
   L'emendamento 1.23 è precluso.
   Si  passa  all'emendamento  1.13, a firma  degli  onorevoli  Greco
  Giovanni ed altri.

   GRECO GIOVANNI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 1.19, a firma degli onorevoli Falcone ed
  altri.

   FALCONE. Dichiaro di ritirarlo.

   CANCELLERI. Lo faccio mio.

   PRESIDENTE. L'onorevole Cancelleri lo fa suo e, pertanto, pongo in
  votazione l'emendamento 1.19. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

   SIRAGUSA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

                (La  richiesta  risulta  appoggiata  a  termini  di
              Regolamento)


   Presidenza del vicepresidente Lupo


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.19

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indico   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 1.19.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota si preme il  pulsante
  verde, chi vota no preme il pulsante rosso, chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            36

   L'Assemblea non è in numero legale. Pertanto, la seduta è  sospesa
  e riprenderà alle ore 18.15.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.16, è ripresa alle ore 18.24)

   La seduta è ripresa.

   VENTURINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VENTURINO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  una   delle
  espressioni  che ho imparato in questa esperienza  qui  all'ARS  da
  parte  dei  colleghi più anziani è quella:  non volevo  intervenire
  però non posso esimermi dal farlo'.
   Grazie  onorevole D'Asaro. Intervengo per fare un pò di  chiarezza
  perché con gli ultimi due emendamenti, il primo è arrivato fino  al
  voto  ed  è passato bocciando il finanziamento per Ortigia, l'altro
  invece,  fortunatamente, e mai mancanza di numero legale fosse  più
  provvidenziale,  grazie ancora all'onorevole  D'Asaro,  che  mi  da
  suggerimenti  qui accanto, perché fortunatamente  la  mancanza  del
  numero  legale ci ha permesso di non bocciare un altro  emendamento
  che andava a finanziare per un milione di euro un centro storico di
  cui tutti noi siamo molto orgogliosi.
   Ora,  fermo  restando che è verissimo che per quanto riguarda  gli
  interventi  che  bisogna fare a tutela di tutti  i  centri  storici
  importanti che abbiamo in Sicilia, e sono parecchi - io per esempio
  vengo  da Piazza Armerina che è anche sito Unesco, che ha un centro
  storico di rara bellezza - trovo giusto che questa Assemblea, prima
  o  poi,  nella Commissione di merito magari, affronti un intervento
  organico  a favore di tutti questi centri storici che costituiscono
  il vero patrimonio architettonico della nostra Isola.
   Però  andiamo  nello specifico, anche perché molte  volte,  questa
  legge  ancora  non  esiste. Speriamo che  la  prossima  legislatura
  qualcuno penserà veramente di portare avanti un discorso di  questo
  genere  e  creare  un fondo che tuteli tutti i centri  storici  del
  nostro territorio, ma al momento non c'è. Il fatto che non ci  sia,
  però, non giustifica che laddove si può intervenire con delle leggi
  che abbiamo - parlo per noi nuovi deputati - trovato, ad esempio il
  comma 17 che fa riferimento alla legge 1981, non significa che  per
  questo  motivo bisogna penalizzare quei territori che queste  leggi
  speciali ce le hanno già.
   Mi  spiego  meglio. Poco fa abbiamo assistito a qualcosa  che  tra
  l'altro  ha dello schizofrenico, perché in un'Aula semi-deserta  si
  portano  avanti scaramucce politiche che fanno veramente sorridere,
  se  le conseguenze poi non fossero così tragiche. Spieghiamo a  chi
  ci  ascolta  in questo momento attraverso la diretta streaming  che
  cosa è successo.
   C'era un emendamento soppressivo presentato dall'onorevole Falcone
  al comma 17, che era appunto quello che prevedeva 1 milione di euro
  per  il  centro Ibla, ma non solo, anche il recupero di  una  parte
  della  città  di Ragusa. Ad un certo, dico io, tra lo  stupore  mio
  personale,  ma  anche lo sdegno dei colleghi ragusani,  l'onorevole
  Cancelleri si precipita a dire  lo faccio mio' e, in un  gioco  che
  oramai  è consolidato, come dire, va a connotare l'attività  d'Aula
  del  Movimento 5 Stelle che è quello di voto segreto, voto nominale
  etc.   etc..  Chiede  un  voto  segreto  che  poteva  portare  alla
  bocciatura di un finanziamento che andava alla città di Ragusa, che
  se  non  ricordo  male è governata da un Sindaco  tra  l'altro  del
  movimento 5 Stelle.
   Io  vorrei sentire il Sindaco di Ragusa cosa pensa dell'iniziativa
  brillante  portata dal capogruppo del movimento di  riferimento  in
  Assemblea.  Ma  il  fatto è più grave. Il fatto è  che  con  questo
  atteggiamento di scaramuccia politica, di rivalsa, di voti segreti,
  si  vanno a penalizzare fortemente quei patrimoni che ci sono stati
  riconosciuti anche dall'Unesco.
   Ora,  capisco  che sarebbe più giusto ed equo avere delle  risorse
  per  tutelare  tutto il patrimonio che noi abbiamo, perché  l'Isola
  tutta   è   un  patrimonio  -  se  proprio  vogliamo  esagerare   -
  dell'Unesco,  ma  non c'è ancora una norma. Ci  sono  delle  norme,
  laddove  possiamo  intervenire  a tutela  perché  Ibla  non  è  dei
  ragusani, Ibla è mia in quanto siciliano, quindi intervenire per un
  gioco politico e dire  votiamo con il voto segreto, lo faccio  mio,
  bocciamo'  per  rivalsa poi non si sa bene di chi, ecco  io  vorrei
  capire  cosa  è  che  spinge un parlamentare  a  remare  contro  un
  patrimonio  che  tutto il mondo ci riconosce, che è  l'orgoglio  di
  questa  terra. Eppure si decide di cassare 1 milione  di  euro  per
  Ragusa Ibla.
   Francamente io lascio ai ragusani in primo luogo, ai 5 stelle e ai
  cittadini   di  Ragusa  in  secondo  luogo,  a  tutti  i  siciliani
  riflettere  su  come viene concepita la propria  attività  politica
  parlamentare all'interno dell'Assemblea da parte di questo gruppo e
  da parte del suo capogruppo. Io lo trovo francamente scandaloso, lo
  trovo   ridicolo,   schizofrenico  per  certi  aspetti   e   volevo
  intervenire proprio per dire questo perché quando noi leggiamo  per
  le finalità di cui la legge 61 del 1981, al comma 6, la spesa di un
  migliaio di euro al comma 6, la gente che ci segue dice:  Ma di che
  stanno parlando? .
   Ecco,  spieghiamo, si tratta di mettere delle somme a tutela  e  a
  salvaguardia di un patrimonio culturale e architettonico che  è  di
  tutti  e  che, oggi, qualcuno, per giochi politici, per far  notare
  che non c'è una maggioranza in Aula, per poter dire che non c'è una
  presa  di  coscienza da parte di questi Deputati che  non  hanno  a
  cuore la Sicilia mentre loro sì, si va a votare contro la difesa di
  questo  patrimonio  che - ripeto - è anche  mio,  è  anche  mio  da
  Siciliano.
   E,  allora,  io  inviterei tutti i colleghi -  questa  è  l'ultima
  finanziaria  che  andiamo a fare - ad uno scatto  di  orgoglio,  un
  minimo di senso di appartenenza, sganciatevi da quelle che sono  le
  vostre,  quasi legittime per un certo senso, dinamiche parlamentari
  e pensiamo a questa Terra.
   Abbiamo portato questa Isola ad una velocità sostenuta ad andare a
  sbattere  contro un muro, io vi chiedo, onestamente,  cerchiamo  di
  riflettere con un senso alto, diverso, su questa Finanziaria e,  là
  dove  c'è  da  intervenire, mettendo da parte quelle  che  sono  le
  proprie  aspirazioni personali pensare veramente al bene di  questa
  Terra  e  non  dare  la possibilità sempre e  comunque  a  chi  del
  populismo  ne ha fatto l'unica vera arma di battaglia,  di  portare
  avanti la propria battaglia politica.
   Allora, uno scatto d'orgoglio, una presa di coscienza da parte  di
  tutti,  è l'ultima Finanziaria, dobbiamo esitarla entro giorno  30,
  chiedo a tutti quanti, capisco che siamo in campagna elettorale, ci
  sono Primaria, c'è l'altro, ma qui abbiamo un compito serissimo che
  è  quello che ci deve portare all'approvazione della Finanziaria e,
  poi,  perché no, perché i tempi ci sono, lo ribadiva il Presidente,
  in  più  di  un  intervento ieri in Aula, si può anche  pensare  al
  collegato, ma questo richiede una certa serietà da parte di tutti e
  non  lasciamo  che  il  populismo, la demagogia,  la  dabbenaggine,
  prenda il sopravvento in Sala d'Ercole.


   Presidenza del vicepresidente Lupo


                          Per fatto personale

   CANCELLERI. Chiedi di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE. Credo che non ci sia un fatto personale, in ogni caso,
  se  lei  ritiene che ci sia, probabilmente il suo pensiero è  stato
  equivocato.
   Ne ha facoltà.

   CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io  intanto  la
  ringrazio  della  parola e ringrazio soprattutto il  vicepresidente
  vicario  dell'Assemblea regionale siciliana, l'onorevole Venturino,
  per la sua lezione.
   L'ho appellata male?
   Non  mi  pare,  vicepresidente  vicario  dell'Assemblea  regionale
  siciliana,  onorevole Venturino, Antonio in confidenza,  monsignore
  eccellentissimo onorevole Antonio Venturino.
   Benissimo.
   Ma,  dico,  lo ringrazio per questa lezione di stile  e  di  -  in
  qualche   modo  -  anche  di  buona  creanza  che  ci   ha   fatto,
  richiamandoci  a  quelli  che dovrebbero essere  i  valori  di  una
  persona  che dovrebbe interpretare nell'esercizio del suo  mandato,
  quello che realmente un Parlamentare dovrebbe fare.
   Ad  esempio, mi sarebbe piaciuto sentire dalle sue parole  che  un
  Parlamentare eletto con i voti di un Movimento, qualora passi in un
  altro Movimento, si dimette, che sarebbe stato molto più rispettoso
  del  mandato  dei cittadini che viene richiamato da questa  persona
  che,  in maniera molto volgare, prima viene eletto all'interno  del
  Parlamento  siciliano,  poi  viene  eletto  vicepresidente  vicario
  dell'Assemblea  regionale siciliana e, poi, se  ne  va  al  Partito
  socialista.
   Questo   è  il  vicepresidente  vicario  dell'Assemblea  regionale
  siciliana, il signor Antonio Venturino, questo è
   Presidente, per favore, richiami i Deputati Questori perché mi sta
  disturbando nell'esercizio delle mie funzioni.
   Io  l'ho  ascoltato  in religioso silenzio e  pretendo  che  anche
  quella persona mi ascolti in religioso silenzio.

   PRESIDENTE.   Invito  tutti  a  fare  silenzio  e   ad   ascoltare
  l'intervento ed anche a intervenire sull'oggetto che, appunto, è un
  emendamento che riguarda la Finanziaria.
   Cerchiamo,  nell'interesse  della  Sicilia  e  dei  Siciliani,  di
  evitare ogni polemica che può essere superflua.

   CANCELLERI. Detto questo, le anticipo anche un'altra cosa,  questo
  anche  a  smentire  quelle che sono le fandonie,  le  frottole  che
  vengono  raccontate  quando qualcuno prende, poi,  la  parola  qui,
  perché quando si prende la parola qui, purtroppo, tante volte,  c'è
  chi  dice  la verità, c'è chi dice un 50% della verità e  c'è  chi,
  invece, come poco fa, prende la parola semplicemente per dire  cose
  che non sono minimamente vere.
   Io  annuncio  che su questo emendamento chiediamo il  voto  palese
  nominale  elettronico  e che il Movimento Cinque  Stelle  voterà  a
  favore. Questo a dimostrazione del fatto che qui dentro non c'è una
  maggioranza  in grado di approvare nulla. E' questa la  verità  dei
  fatti.  Non  è  in  grado di approvare nulla e  vediamo,  i  nostri
  pulsanti  spunteranno lì tutti verdi, tutti verdi per questa  legge
  su  Ibla, ma la voglio vedere la maggioranza che deve approvare qui
  in  questo  Parlamento quella norma, perché non ci sono  i  numeri,
  perché  c'è  un  fuggi fuggi' generale, perché c'è uno  schifo  dal
  punto di vista anche dello sguardo che ha questa stessa maggioranza
  del suo stesso provvedimento che ha esitato, che ha portato in Aula
  e  che,  poi, non si presenta perché gli scranni sono lì,  i  posti
  vacanti, i posti vuoti sono quelli. Ma che devono raccontare
   Allora,  la  prego,  per favore, la prossima  volta  che  qualcuno
  interviene  di  richiamarlo perché non siamo più  in  grado  né  di
  tollerare queste parole che vengono articolate, questi giudizi  nei
  nostri  confronti. Questo dovrebbe essere un Parlamento serio  dove
  gente,  in  maniera seria, dovrebbe intervenire  ed,  invece,  ogni
  volta  dobbiamo  assistere a quelle che sono  così  le  boutade  di
  qualcuno  che  forse si è dimenticato che il comico,  il  mimo,  lo
  faceva fuori da questo Parlamento, qui dovrebbe essere un onorevole
  dell'Assemblea Regionale Siciliana.


   Presidenza del vicepresidente Lupo


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                1276/A

   VINCIULLO.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Signor    Presidente,   onorevoli   colleghi,   assessori,   vedete
  nell'ascoltare   l'intervento  dell'onorevole  Cancelleri   rimango
  impietrito. Per lui ci sono due pesi e due misure. A Ragusa, perché
  hanno  il sindaco, si vota a favore della proposta di finanziamento
  della  legge  per Ibla; a Siracusa, siccome fanno finta  di  essere
  all'opposizione, hanno deciso, con il voto segreto dei  vigliacchi,
  con  il  voto dei barbari, di coloro i quali non hanno il  coraggio
  delle  loro  azioni  e  si nascondono dietro ad  una  maschera,  di
  bocciare la proposta di destinare un finanziamento ad Ortigia.
   Veda, onorevole Cancelleri, a prescindere dal suo voto e da quello
  del  suo  Gruppo,  Ortigia rimane Ortigia, lei  rimane  Cancelleri.
  Ortigia  rimane  il  centro più importante  del  Mediterraneo,  lei
  rimane  colui  il quale nel giro di qualche secondo  solo  per  una
  questione di bottega cambia idea e ciò che pensa di fare ad Ortigia
  non lo fa a Ragusa.
   Ciò  posto, signor Presidente Lupo, non chiedevo nessun favore per
  la mia città ma solo esclusivamente l'applicazione di una legge. Mi
  rendo  conto che in questo Parlamento, fatto di maschere,  chiedere
  l'applicazione  di  una legge e di una norma è diventata  una  cosa
  difficilissima.  Abbiamo  paura  di  votare  a  viso  aperto  e  ci
  nascondiamo  dietro  le  maschere.  Abbiamo  paura  di   affrontare
  l'opinione  pubblica e ci nascondiamo dietro  un  velo.  Ecco,  poi
  possibilmente  verrà  a Siracusa a dire che il  centro  storico  di
  Siracusa è il migliore, il più bello quando farà il Presidente  non
  so quanti milioni di euro farà arrivare ad Ortigia, ma oggi, oggi è
  stato  il killer colui il quale ha ucciso una norma che non  è  una
  norma ad personam né tanto meno una norma fatta per amici, ma è una
  legge  e  come tutte le leggi, fin quando reggerà la democrazia  in
  questo Paese, in questo Parlamento, va rispettata.
   Lo  dico  a chi pensava che stavamo pensando di fare un  favore  a
  qualcuno  per  le finalità di cui all'articolo 19,  comma  2  della
  legge regionale 8 agosto 1985. Questa legge esiste dal 1985,  è  la
  n.  34  e  successive modifiche ed integrazioni,  mentre  gli  anni
  passati  sono  stati  concessi parecchi milioni  di  euro,  com'era
  giusto  che fosse, adesso la legge si è ridotta a lumicino, qualche
  centinaia  di  migliaia di euro, settecentocinquanta mila  euro  da
  investire nel centro della cultura occidentale, Ortigia.
   Perché vede lei, onorevole Cancelleri, non capisce, non può capire
  che   cosa  significa  Ortigia.  Ortigia  è  il  centro  del  mondo
  occidentale, Ortigia è il luogo dove sono sbarcati i greci e  hanno
  dato  vita  alla cultura occidentale, Ortigia è il luogo  dove  San
  Paolo  per  la  prima  volta  sbarcato ha  dato  vita  alla  Chiesa
  d'Occidente. Ortigia è tutto questo, Ortigia è il mondo, Ortigia  è
  il  luogo  che  tutti ci invidiano. Non saranno settecentocinquanta
  mila  miserabili euro che cambieranno la sorte del centro del mondo
  e  del  centro  dell'occidente. Ortigia andrà avanti.  Questo  anno
  Ortigia   celebra   duemilasettecentocinquanta   anni   dalla   sua
  fondazione, ne farà altrettanti e possibilmente ancora di più,  non
  sarà  un  contributo misero che determinerà il  destino  della  mia
  città, il destino della capitale dell'Occidente greca.
   E  allora  vede, a lei che almeno ha avuto il coraggio di chiedere
  il  voto  segreto, ma mi riferisco ai tredici franchi  tiratori,  a
  tredici  colleghi della maggioranza che, anziché votare nel segreto
  dell'urna, non lo hanno fatto, a tutti voi dico, questa finanziaria
  è  una  finanziaria che è stata fatta solo per otto province,  alla
  provincia  di  Siracusa l'unico finanziamento  che  toccava  -  che
  toccava  non perché abbiamo elemosinato -, riguardava Ortigia.  Noi
  non abbiamo PIP, non abbiamo consorzi di bonifica, non abbiamo ESA,
  non abbiamo istituti di incremento ippico, non abbiamo istituti zoo
  profilattici, non abbiamo nulla delle decine e decine di enti e  di
  soggetti  che  grazie alla Regione, io aggiungo anche  giustamente,
  vivono.
   La  provincia  di  Siracusa che aveva avuto  assegnato  da  questo
  Parlamento  quattro milioni di euro per le gelate di Pachino  e  di
  Porto  Palo, con una delibera 380 della giunta di Governo ha  avuto
  scippati anche questi fondi che sono andati ad Agrigento, Palermo e
  Messina.  La  Comunità  Europea che aveva dato  alla  provincia  di
  Siracusa,  attraverso  una  direttiva,  la  sede  dell'autorità  di
  sistema   portuale,   ha  avuto  da  questo  Governo,   da   questa
  maggioranza, scippata perfino l'autorità portuale.
   Non  ci  pieghiamo di fronte a ciò che il Governo e  anche  questo
  Parlamento, nel segreto dell'urna, fa. Vede, se oggi la finanziaria
  arriva   in   Aula  è  perché  il  sottoscritto,  pur  notoriamente
  all'opposizione,  ha avuto il coraggio di votare  la  manovra  che,
  ricordo, è passata con cinque voti contro quattro, bastava che  non
  l'avessi  votata  e nessuno di voi oggi sarebbe  qui  a  parlare  e
  discutere di finanziaria. Mi sono assunto l'impegno e anche l'onere
  di  votare questa finanziaria, di portarla in quest'Aula perché ero
  convinto   di   affidare  questa  finanziaria  a   colleghi   seri,
  responsabili, corretti, leali, come serio, responsabile, corretto e
  leale sono stato con tutti voi io in Commissione Bilancio.
   Mi  rendo che ciò non è vero, non posso non rappresentare  il  mio
  sdegno  per  quello  che  è successo, ripeto,  ricorrendo  al  voto
  segreto, ma a prescindere da questo voto, domani il sole continuerà
  a  sorgere,  e  domani il sole continuerà ad illuminare  il  centro
  storico   più   bello   che   esista  al   mondo.   Non   erano   i
  settecentocinquanta mila euro che avrebbero messo l'energia al sole
  per  fare questo movimento e per illuminare ancora una volta la mia
  città.
   Andremo  avanti  a  prescindere dal Governo  regionale  che  ci  è
  notoriamente ostile, a prescindere da questo Parlamento che non  ha
  compreso - e forse la responsabilità è anche mia - il valore di una
  legge  che,  come ha ricordato l'onorevole Venturino che ringrazio,
  dovrebbe  essere  estesa  a tutti i centri storici  della  Sicilia,
  proprio perché ciò che è antico va salvaguardato, tutelato, difeso,
  garantito ai nostri figli, ai nostri nipoti, anche perché ciò che è
  antico  va  salvaguardato, tutelato, difeso,  garantito  ai  nostri
  figli,  ai  nostri  nipoti anche perché ciò che è antico  significa
  anche introito di tasse importanti per questa Regione.
   E  nel  concludere vorrei ricordare un solo dato: mentre da questa
  finanziaria non arriverà un solo centesimo nei confronti della  mia
  Provincia,  la  Provincia di Siracusa, fra  le  nove  siciliane,  è
  quella  che dà più di tutte alla Sicilia, al bilancio della Regione
  siciliana,  perché gli introiti delle raffinerie e gli introiti  di
  tutti  coloro  i  quali hanno causato anche decine  di  morti,  non
  dobbiamo  dimenticarlo, contribuiscono in maniera  determinante  al
  bilancio di questa Regione, al bilancio di questo Stato. Per questo
  vi  dico grazie per la miopia con la quale avete affrontato  questo
  argomento.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la ringrazio per la
  sua generosità nell'attenzione che rivolge all'Aula, però un'ora di
  sospensione  non  è  servita per trovare un  clima  sereno.  Allora
  vorrei  soltanto  che  si rispettasse il Regolamento  nel  caso  di
  specie.
   Non  parliamo  più. E' mancato il numero legale su una  votazione,
  riprendiamo  con  le votazioni. Oppure, se non  c'è  il  clima  per
  continuare  serenamente a lavorare, sospendiamo la  seduta.  Ma  se
  continuiamo  con gli interventi solo per dare sfogo,  non  serve  a
  nessuno,  non  siamo neppure all'articolo 35, siamo all'articolo  1
  ancora e dobbiamo affrontare un'intera finanziaria.
   Non  mi sembra il clima utile per lavorare celermente. Quindi,  la
  pregherei, cortesemente, com'è previsto - non vuole apparire il mio
  come  un  richiamo,  sarei poco rispettoso -  è  caduto  il  numero
  legale, si riprenda con la votazione così come si è sempre fatto.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Turano,  il  Regolamento   prevede   che,
  riprendendo  i lavori, i deputati possano continuare ad intervenire
  per  dichiarazione di voto. E' un loro diritto, hanno cinque minuti
  di  tempo  per  farlo, è un diritto dei deputati che io  non  posso
  comprimere, né limitare, è una loro discrezionalità, il  Parlamento
  è qui per questo. E' una loro facoltà potere intervenire.
   Certamente faccio mio l'invito, l'appello a trovare una sintesi di
  buon  senso  che  possa  agevolare il buon  andamento  dei  lavori,
  considerato  che abbiamo l'obbligo costituzionale di  approvare  la
  Finanziaria  e  la  legge di Bilancio entro il mese,  e  che  siamo
  ancora all'articolo 1.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor Presidente, assessori, colleghi  parlamentari,
  io  capisco  l'indignazione dell'opposizione  quando  vede  assente
  parte della maggioranza in uno strumento così importante. Avete  la
  mia condivisione assoluta, così come anche per me e per tanti altri
  miei  colleghi,  sicuramente, proviamo lo stesso  sentimento.  Però
  questo non può mai giustificare un danno, o l'assunzione di un atto
  sbagliato  nei  confronti  delle  nostre  comunità,  questo  non  è
  possibile.
   Io apprezzo le parole dell'onorevole Cancelleri, l'aver rivisto la
  posizione  su Ibla. Perché, le dico una cosa onorevole  Cancelleri,
  ci  sono  delle  cose  che  appartengono a questo  Parlamento,  non
  appartengono  né alle maggioranze né alle minoranze.  La  legge  su
  Ibla  nasce  nel  1981  da un uomo comunista,  promotore,  che  era
  l'onorevole  Giorgio  Chessari  e  passa  grazie  alla   Democrazia
  Cristiana,  come?  Attraverso  un altro  appoggio  che  era  quello
  dell'onorevole  Nello  Rosso. Due uomini  del  tempo,  che  portano
  avanti  una norma importante, che è stata la legge su Ibla  che  ha
  fatto  diventare, che ha rappresentato in Sicilia una norma dove  i
  soldi  si sono spesi veramente senza furti, senza ruberie,  cioè  è
  diventato  patrimonio dell'UNESCO, è diventata Ibla  quella  che  è
  diventata  grazie  a questo Parlamento che se ne fece  carico,  nel
  1981,  e  grazie poi, negli anni successivi, al Parlamento  che  in
  maniera  trasversale, maggioranza ed opposizione,  e  qua  ci  sono
  tanti  uomini  che  sono stati testimoni - io penso  a  Savona,  in
  Commissione, io penso a Clemente, penso a Cimino - che hanno  visto
  sostenere,  in  maniera  trasversale la legge  su  Ibla  perché,  a
  differenza sicuramente di tanti altri esempi nel nostro paese ed in
  Italia, quelle sono state risorse che si sono spese veramente.
   Cioè,  Ibla  ha  cambiato  il  volto  ed  è  diventata  patrimonio
  dell'UNESCO, veramente grazie ad un Parlamento che ha fatto propria
  davvero quella norma.
   Purtroppo, l'anno scorso, il rifinanziamento è saltato. E' saltato
  perché io ho commesso un errore. Pensavo di farla rifinanziare  con
  le  royalties, ho fatto un errore e l'errore, purtroppo,  l'abbiamo
  pagato perché non è stato accettata quel tipo di impostazione.
   Quest'anno, dopo aver fatto un lavoro in Commissione  e  la  legge
  ritorna  rifinanziata e ritorna finanziata per un milione di  euro,
  non può esserci un problema di maggioranza e di opposizione, perché
  quella è una norma, ed è una legge di questo Parlamento da tempo, e
  da tantissimi anni.
   E   il  Parlamento,  dopo  aver  fatto  un  lavoro  importante  in
  Commissione, non può prendere quella che è, proprio, una  parte  di
  sé stesso, una parte di questo Parlamento e cancellarla.
   Quindi,  io  sono  contento  di questo la  ringrazio.  Capisco  la
  motivazione di rabbia, la voglia di far evidenziare ed evincere che
  la  maggioranza deve stare, dev'essere presente, però la  legge  su
  Ibla non è stata mai frutto o non è stata mai uno strumento di  una
  maggioranza.
   Nasce  da  un  uomo  dell'opposizione,  la  vota  una  maggioranza
  democristiana ed il Parlamento l'ha sostenuta per tanti anni, e  io
  penso che dobbiamo continuare a fare in questo modo.

   DIGIACOMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIGIACOMO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi   io   voglio
  manifestare  con  grande  chiarezza il mio compiacimento  che,  per
  quello  che  credo  di capire, salverà la norma relativa  a  Ragusa
  Ibla. Non si può che essere contenti di questo.
   Però, francamente Signor Presidente, non mi pare che abbiamo fatto
  un buon lavoro per Ortigia e per Agrigento. Non possiamo fare finta
  che  questa ferita grave, grave oltre ogni limite, non debba essere
  ripresa  da quest'Aula. Sarebbe, veramente, una prova di  incultura
  politica
   Signor  Assessore - io parlo al Governo - la inviterei, in  questo
  momento delicato, a formulare lei, come Governo, un emendamento che
  recuperi  le  problematiche relative al sostegno  a  due  monumento
  dell'arte internazionale, della storia dei popoli, che non  possono
  non vederli protagonisti in questa finanziaria.
   Anzi  vorrei aggiungere, assessore Baccei, di essere  un  po'  più
  generoso  su questo argomento, perché noi strombazziamo ai  quattro
  venti  e  in  tutti  i giornali le possibilità  di  recupero  dalla
  Sicilia  su  due  portanti: una di queste è la  valorizzazione  del
  patrimonio d'arte.
   E, insieme ai risultati ragguardevoli che lei ha elencato, e io ho
  colto,  e mi complimento pubblicamente, perché erano risultati  non
  scontati, io penso che se una volta per tutte, come da me  proposto
  ormai da nove anni, onorevole Cimino, si riuscisse ad allocare  una
  risorsa  generosa, di qualche decina di milioni di euro, così  come
  abbiamo fatto anche per altre cose, a centinaia di milioni di euro,
  con grande disinvoltura noi abbiamo riequilibrato anche a proposito
  del  fondo sanitario situazioni per centinaia di milioni  di  euro,
  250  milioni di euro. Se noi mettessimo un fondo di 20  milioni  di
  euro  da  destinare  non impressionisticamente alla  Sicilia,  come
  diceva  il mio concittadino e amico, Salvatore Fiume, alla  Sicilia
  basta  la vita di un uomo, cioè in Sicilia un uomo ha sempre  delle
  ragioni  per  compiacersi della bellezza di  un  monumento,  di  un
  paesaggio, quant'altro
   Non  questo tipo di letterarietà ma una cosa sancita dall'universo
  mondo,   cioè   i   siti   patrimonio  dell'Unesco,   la   comunità
  internazionale che ama le cose di cultura, di arte,  di  paesaggio,
  ha  stabilito dei parametri ben precisi, attraverso cui indicare un
  sito  che non è patrimonio mio, voglio dare proprio corposità anche
  a quanto detto dall'onorevole Venturino, cioè cosa vuol dire Ragusa
  Iblei  è mia? È la trasposizione sentimentale di quello che  dicono
  le  norme,  perché  ama  un  sito che è patrimonio  dell'Unesco,  è
  patrimonio dell'umanità
   Ora  posso credere, assessore Baccei, che in mezzo a tutti  questi
  miliardi  che  abbiamo  recuperato  e  centinaia  di  milioni,  non
  riusciamo a mettere su una norma con un fondo adeguato per  evitare
  ogni  volta  che ci sia questo strappo reciproco, che  è  una  cosa
  imbarazzante anche in qualche modo politicamente infame, che  vince
  Ragusa  ed  è tutta contenta perché ha fregato Agrigento  piuttosto
  che Ortigia, piuttosto che via dei Crociferi, piuttosto che Scicli,
  piuttosto che il percorso Normanno di Palermo.
   Ma io credo veramente che noi dovremmo fermarci perché, se insieme
  alle  tante  cose che abbiamo fatto, alcune non le  abbiamo  fatte,
  devo  dire all'onorevole Cancellieri questa mia riflessione: l'Aula
  per  raggiungere degli obiettivi comuni, come abbiamo fatto  alcune
  volte  e come dire, alla prossima sfida elettorale chi lo sa  anche
  voi  potreste essere chiamati a fare ragionamenti di questo genere,
  no?  Noi costituiamo dietro di noi un patrimonio secondo cui quando
  c'è il bene comune non si va a voto segreto, non si gioca e non  si
  scherza, perché quello è patrimonio comune
   Ora è possibile, signor Presidente, assessore Baccei, è possibile,
  è  civile,  è opportuno che ci fermiamo un momento per  cercare  di
  recuperare  questo torto che abbiamo fatto anche  in  un  clima  di
  contrapposizione, insomma, alle migliori tradizione  della  civiltà
  siciliana? Oppure tiriamo dritto? E vediamo dove andare  a  parare
  No, io chiedo che noi ci dobbiamo fermare, noi abbiamo commesso  un
  errore  grave, noi siamo un Parlamento autorevole, abbiamo tutti  i
  numeri  per  potere recuperare da questa ferita  Questa  è  la  mia
  proposta.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, ritengo
  che  il  voto  di  poc'anzi che ha bocciato  il  finanziamento,  il
  rifinanziamento  della legge speciale per il  recupero  dei  centri
  storici di Agrigento e di Siracusa debba farci riflettere. E  debba
  farci  riflettere innanzitutto rispetto ai provvedimenti che  siamo
  chiamati a votare da qui alle prossime ore.
   Nella  mia  esperienza, nell'attività legislativa sia in  fase  di
  Finanziaria che di Bilancio ma anche nei diversi disegni di  legge,
  non ho mai voluto rivestire il ruolo di parlamentare di maggioranza
  o  di  opposizione,  ma  ho  cercato di  leggere  l'importanza,  la
  validità   dell'emendamento  indipendentemente  da  chi  di   fatto
  quell'emendamento lo sottoscrivesse.
   Ritengo  che  prioritariamente, indipendentemente  dal  fatto  che
  l'emendamento sia firmato dal Governo o da un collega  parlamentare
  debba  essere letto per cercare di risolvere alcune emergenze della
  nostra  Regione nell'interesse dei siciliani e non nello  scoop  di
  qualche firma sull'emendamento stesso.
   L'onorevole Cancelleri ha richiamato all'attenzione la presenza in
  Aula  della maggioranza e del Governo che - francamente - è un atto
  che si riesce facilmente a fotografare.
   Questa  legge Finanziaria e questo Bilancio deve potere essere  la
  Finanziaria ed il Bilancio dell'Assemblea regionale che  ci  crede,
  che vuole provare a fare qualcosa di buono per la Sicilia.
   Non  penso  che  sia questo il momento adatto per richiamare  alla
  responsabilità la maggioranza.
   Non  penso  che  sia  il momento utile per bocciare  provvedimenti
  importanti.
  Ciascuno di noi pensi, proprio in questo scorcio di legislatura, di
  potere  dare  il massimo delle proprie capacità per realizzare  dei
  provvedimenti che siano dei provvedimenti importanti per il  nostro
  territorio.
   Non  condivido  i  provvedimenti  a  macchia  di  leopardo  e  non
  condivido neanche le azioni politiche a zig zag.
   Ieri  nel silenzio dell'Aula è stato approvato un finanziamento  a
  favore  della mitica e conosciuta da quest'Aula - perché più  volte
  bocciata - della Biblioteca di Trapani.
   Nessuno ha detto niente
   Probabilmente i colleghi trapanesi avendo avuto l'esito favorevole
  su  quel provvedimento oggi, ben contenti, sono assenti e non  sono
  in quest'Assemblea.

   TURANO. Non è proprio così

   CIMINO. L'onorevole Turano è presente e mi fa piacere.
   Ho  votato  favorevolmente  al provvedimento  di  Agrigento  e  di
  Siracusa e voterò favorevolmente al provvedimento per Ibla.
   Non  capisco, francamente non capisco chi ha votato contrariamente
  su  Siracusa ed Agrigento, come mai, oggi, dopo pochi minuti voterà
  a  favore di Ortigia. Probabilmente si sta attenti a chi amministra
  quella città.
   Ritengo  che  più che al sindaco bisogna pensare ai siciliani,  ai
  cittadini  di Agrigento, Siracusa, Ibla - così anche per gli  altri
  provvedimenti che verranno ad essere esitati - indipendentemente da
  chi amministra quelle città.

   DI GIACINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   GIACINTO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   questa
  discussione  non mi appassiona tanto perché faccio il  parlamentare
  regionale.
   Non  voglio parlare di Palermo, non voglio parlare di Catania,  ho
  votato  ieri per Trapani, ho votato oggi per Agrigento e  Siracusa,
  voterò per Ragusa.
   Signor  Presidente,  ribadisco che  voglio  fare  il  parlamentare
  regionale;    conosco   la  sensibilità  del  collega   Cancelleri,
  pertanto,  non  penso possa essere contrario alla mia  proposta  di
  fermarci   per un minuto e tentiamo in questo minuto, di riscrivere
  una  norma che consenta di finanziare quelle eccellenze che ci sono
  a  Siracusa, ad Agrigento, a Ragusa perché credo che qui facciamo i
  parlamentari regionali, non facciamo in consiglieri comunali.
   Quando  facciamo i consiglieri comunali facciamo gli interessi  di
  un  singolo  territorio, di una singola parte della Sicilia.  Credo
  che  il nostro buon senso, siccome credo che per dimostrare che non
  c'era  una  maggioranza, che non c'era la presenza  dei  Gruppi  di
  maggioranza  in  Aula, si è fatto un qualcosa che andava  oltre,  e
  quindi, si stanno penalizzando delle realtà importanti.
   Signor Presidente, so qual è il Regolamento d'Aula, però le chiedo
  uno sforzo affinché,  - credo che nessuno possa essere contrario  a
  questa  mia proposta -, e  non stiamo facendo delle cose complicate
  rispetto  a  quello che era la finanziaria, per cui  le  chiedo  un
  minuto  di sospensione per capire se è possibile di riscrivere  una
  norma complessiva che recuperi sia Ragusa Ibla perché ancora non  è
  stata  votata, ma che recuperi anche il centro storico di Agrigento
  e Ortigia in questo unico comma che riscriveremmo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Fontana.  Ne  ha
  facoltà.

   FONTANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, per  la
  verità non volevo intervenire proprio per evitare ulteriori perdite
  di  tempo visto che ormai abbiamo superato veramente di gran  lunga
  il tempo per l'approvazione di questo bilancio.
   Siamo ormai arrivati alla fine di aprile, oggi è già il 20 aprile,
  siamo  in una fase veramente avanzatissima, ci restano pochi giorni
  per non andare in gestione provvisoria e quindi credo che ci voglia
  veramente  molto  buon  senso da parte di tutti  per  continuare  i
  lavori,  e   quindi consentire anche a questa Regione di  avere  un
  Bilancio con una Finanziaria approvata.
   A  questo  punto mi sento anche di fare un plauso alla Commissione
   Bilancio , a tutti i componenti, al suo presidente, per il  lavoro
  che  è stato fatto, giornate intere e anche  nottate in cui è stato
  fatto   un   lavoro  veramente  immane  per  potere  chiudere   una
  finanziaria  con tantissime difficoltà perché quando la  coperta  è
  stretta, purtroppo, ognuno la tira dalla propria parte e si rischia
  soltanto  di lacerarla e, invece, sono riusciti con grande maestria
  a  chiudere i lavori in Commissione e a portare una Finanziaria  in
  Aula  che,  tra l'altro poi, è stata in parte stralciata  e  quindi
  ridotta agli articoli più importanti che sono stati ritenuti  dalla
  Presidenza.
   Devo dire che alla fine credo che il lavoro che è stato fatto è un
  lavoro apprezzabile, anche se poi ognuno, magari, ha avuto tagliata
  qualche risorsa, ha dovuto rinunciare a qualche cosa, è chiaro  che
  le  rinunce fanno parte anche del gioco in considerazione del fatto
  che  le risorse non erano sufficienti per tutti i desideri, ma  non
  solo  i  desideri, ma le segnalazioni che vengono dai lavoratori  e
  dai siciliani.
   Comunque,  devo dire che anche l'assessore Baccei - mi  congratulo
  con  lui  -,  perché anche lui ha avuto sempre un atteggiamento  di
  grande  disponibilità,  e  devo  dire  che,  pur  non  essendo   un
  siciliano,  si  è veramente adattato ed adeguato al  nostro  clima,
  alle  nostre  esigenze,  è stato sempre disponibile  a  cercare  di
  aiutare  tutti  i  parlamentari e a far crescere  questa  benedetta
  Sicilia.
   L'incidente  di Ortigia, francamente, mi lascia molto perplesso  e
  non  perché ci sia anche Agrigento nella questione che riguarda  il
  finanziamento perché sapete bene che nella legge di Ortigia  è  una
  legge che riguarda non solo Siracusa ma anche Agrigento. Credo  che
  questo sia veramente un incidente di percorso che abbassa anche  il
  livello del dibattito, della discussione, perché ricorrere  poi  al
  voto segreto a mio parere è anche un fatto di uno squallore
   Io  credo  che  un  deputato debba assumersi in  Aula  le  proprie
  responsabilità e quindi votare secondo scienza e coscienza evitando
  di  nascondersi dietro il voto segreto per impallinare anche  delle
  norme  o  dei commi che sono invece di grande rilievo.  Ortigia  ed
  Agrigento  e  Akràgas le conosciamo tutti, sono, assieme  a  Ragusa
  Ibla,  delle  città che hanno una storia antichissima, hanno  delle
  tradizioni  antiche  e  una legge che è  stata  fatta  proprio  per
  Ortigia  e  per Agrigento venticinque anni fa il fatto  che  ancora
  oggi  questa legge è in vigore ha un suo significato per cui a  mio
  parere,  cari  colleghi, ricorrere al voto segreto per  impallinare
  questa  norma  è stato un fatto, a mio parere, di una  scorrettezza
  unica.  Oggi,  invece si chiede il voto palese per Ragusa.  Ma  che
  facciamo  due  pesi  e  due misure? Lo  ha  già  detto  chi  mi  ha
  preceduto, credo che sia stato l'onorevole Vinciullo, cioè due pesi
  e  due  misure.  Allora a Ragusa perché il sindaco è del  Movimento
  Cinque  Stelle  dobbiamo  votare  in  maniera  palese,  invece  per
  Siracusa  ed Agrigento dove non ci sono i sindaci di Cinque  Stelle
  allora possiamo ricorrere al voto segreto .

   CANCELLERI. Basta, basta, questo è troppo

   FONTANA.     per far saltare le cose. E allora, la mia proposta  è
  quella  di chiedere, -  io non ho mai urlato in Aula -, francamente
  queste  urla  non capisco a chi sono dirette, io sto  dicendo  come
  sono   andate  le  cose  in  questa  Aula.  E  allora  io  chiedere
  all'Assessore  Baccei,  se fosse possibile  recuperare,  lo  diceva
  anche  l'onorevole  Di Giacomo, il Presidente  di  Giacomo,  questo
  emendamento  con  un subemendamento del Governo  che  possa  invece
  recuperare  il  milione  e mezzo di euro per  Ortigia  ed  Akràgas.
  Questo  è  quello  che io mi sento di dire e mi auguro  che  l'Aula
  nella sua interezza e con coscienza possa votare favorevolmente.

   PRESIDENTE.    Onorevoli    Colleghi    ascoltiamo    l'intervento
  dell'onorevole Fontana che per altro invito a concludere  perché  è
  decorso il tempo. Grazie onorevole.

   FONTANA.  Signor Presidente,  la mia proposta è quella di chiedere
  se fosse possibile, se il Regolamento interno lo consente, le norme
  lo  consentono, di potere recuperare queste risorse per Siracusa ed
  Agrigento.

   SIRAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SIRAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi il problema non  è
  Ragusa,  il  problema non è Siracusa, il problema non è  Agrigento,
  non  è  l'articolo  di  ieri  di Trapani,  e  qua  nessuno  si  sta
  nascondendo dietro il voto segreto per impallinare chissà che cosa,
  qua c'è tre quarti del Parlamento che si nasconde ai siciliani.  E'
  questo il vero problema in questo momento, quindi qua non si tratta
  di andare a cercare qual è il problema legato alla singola città  o
  alla  singola realtà perché giusto sarebbe premiare tutti i  centri
  storici  di  tutte le città siciliane, premiare tutte le  località,
  tutte le possibilità che la nostra Regione può avere, ma mettendoci
  la faccia.
   Io  invito ad inquadrare l'Aula, inquadrate l'Aula fate vedere  ai
  siciliani  la  presenza folta dei parlamentari in  questo  momento.
  Vogliamo  riscrivere  l'articolo  se  il  Regolamento  interno   lo
  consente?  Facciamolo  Ma si sospende l'Aula, e si riprende  domani
  mattina  con  tutti  i parlamentari presenti,  con  la  maggioranza
  presente, perché non si può abbandonare la Sicilia e i siciliani  e
  dare  la colpa a un voto segreto su una legge, per altro, di  poche
  decine di migliaia di euro.
   Siamo   all'articolo  1,  dobbiamo  esaminare  quaranta  e   passa
  articoli, secondo voi ci riusciamo in queste condizioni? Che questo
  Parlamento   si  assuma  la  responsabilità  di  dare   una   legge
  finanziaria  ai siciliani e non lasciare i siciliani abbandonati  a
  se stessi. Grazie.

   CLEMENTE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CLEMENTE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  io  non  volevo
  intervenire però mi sembra corretto da uomo di minoranza  ma  anche
  da  componente della Commissione  Bilancio  rappresentare anche  il
  mio disagio rispetto a questo voto contrario che è avvenuto con  un
  voto  segreto.  Io  ho votato favorevolmente in  Commissione  e  ho
  votato contro la soppressione in Aula, proprio perché ritengo, e lo
  diceva  bene chi mi ha preceduto, che alcune cose sono bene comune.
  Quindi  vorrei  fare  solo un invito chiedendo la  sospensione  dei
  lavori   e  dicendo  all'Assessore  Baccei  di  recuperare   questo
  incidente di percorso che c'è stato. Non facciamo un danno  ad  una
  parte politica,  - che è vero -, la maggioranza non è in Aula e non
  riesce  a tenere neanche il numero legale di quest'Aula, non  è  la
  prima  volta  che  succede,  ma siccome  noi,  responsabilmente  la
  minoranza abbiamo tenuto il numero legale in Commissione, lo stiamo
  tenendo  in  Aula, e hanno ragione i colleghi del Movimento  Cinque
  Stelle quando dicono che il problema è nella maggioranza. Quindi io
  la  prego,  signor Presidente, di fermare i lavori  per  vedere  di
  recuperare questo incidente di percorso.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO. Signor Presidente, io intervengo perché una discussione
  che  è  iniziata  con  l'onorevole Venturino, è  continuata  e  sta
  portando  a  ribaltare  tutto il problema. Onorevole  Clemente,  mi
  perdoni   Io  non contesto che il Movimento Cinque Stelle  utilizzi
  come  tecnica parlamentare, come Gruppo di opposizione la richiesta
  del  voto  segreto quando lo ritiene opportuno. Contesto, però,  le
  conclusioni  finali  cioè sappiamo che il voto segreto  diventa  un
  agguato  al di là del contenuto e delle norme. Io non mi  sento  di
  contestare  le scelte che fa il Movimento Cinque Stelle  che  è  un
  movimento  che in questo Parlamento è libero di comportarsi  in  un
  modo anziché in un altro modo. Non c'è dubbio che nel voto segreto,
  oggi, la città di Agrigento e la capitale Siracusa, come diceva  il
  presidente  della  Commissione,  la  capitale  del  mondo  ellenico
  antico,     oggi     continuerà    a    vivere     nonostante     i
  settecentocinquantamila Euro in meno.
   Il  problema per me, a prescindere la scelta, e il voto segreto su
  alcune  cose  non la condivido, per cui non posso dire ai  colleghi
  del  Movimento  Cinque  Stelle che di questo  Parlamento  hanno  la
  funzione  essenziale  importante, che è  un  errore  utilizzare  in
  questa  occasione  la richiesta della conta segreta.  Ad  oggi,  mi
  pare,  che  il  tema  stia diventando quasi della  maggioranza.  Il
  Partito  Democratico è presente con la stragrande  maggioranza  dei
  suoi deputati, siamo in quindici, stamattina c'erano gli Assessori,
  è  chiaro che non siamo presenti, ma non solo la maggioranza, pezzi
  di  maggioranza, pezzi di opposizione perché nell'ultima  votazione
  eravamo in quarantasei. Manca un bel numero di parlamentari.
   Detto ciò, per evitare che apriamo, come dire, un'altra situazione
  che  ci  porterà,  lo  diceva l'onorevole Cimino  a  cuocerci,  noi
  stessi,  con  una  fiamma  lenta  ma  inutile,  sterile  anche   un
  dibattito. Io non so se tecnicamente è possibile recuperare le  due
  norme.  Come  dire,  le  considero  importanti  per  la  città   di
  Agrigento, come per la città di Siracusa, così come per la città di
  Ragusa. Condivido che ci sono altri centri storici importanti ma si
  trattava di un rifinanziamento di spesa, solo questo.
   Assessore Baccei, il tema che mi pongo è uno, Presidente Lupo,  la
  sua   attenzione  mi  è  necessaria.  Noi  ci  siamo  dati,   nella
  Conferenza  dei  Presidenti dei Gruppi  parlamentari  di  ieri,  io
  sostituivo,  perché  assente il presidente  del  Gruppo,  onorevole
  Anselmo, dei tempi.
   Siamo all'articolo 1, questo è il dato di fatto.
   Ora,  siccome  dovremmo  approvare per quello  che  ieri  è  stato
  stabilito,  cioè vale a dire approvare la Finanziaria,  incardinare
  il  collegato,  dare il voto finale prima del  30  aprile  e,  poi,
  ritornare il 3 maggio per approvare il collegato per il quale,  nel
  frattempo, saranno presentati emendamenti al testo collegato.
   Io  direi,  Presidente  Lupo,  se lei  è  d'accordo,  sospendiamo,
  riprendiamo domani mattina

   FALCONE. Meglio rinviare a mercoledì.

   PANEPINTO.  Signor Presidente, può chiedere ai colleghi,  oltre  a
  chiedere  convocazione  alla carta con  il  menù  a  seconda  delle
  esigenze  che  ognuno  ha, se posso terminare  questi  cinquantadue
  secondi di intervento che mi restano?
   Io  ritengo  che i lavori ed i tempi siano stati segnati  ieri  in
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari; poi, se qualcuno
  vuole  il  voto  palese,  se  altri, è chiaro  che  io  chiedo,  se
  possibile  e se, qualora, si insistesse per chiedere voto  nominale
  che  è  un  voto  di  una catarsi improvvisa, io  chiederò  che  il
  Presidente  del mio Gruppo, dica al Gruppo stesso di non  votare  e
  chiudiamo  la  partita  ora e si ricomincia domani  e  si  continua
  domani.
   Chi  ha  creato la questione e le condizioni per bloccarci, ormai,
  da  tre  ore,  non può, ora, cambiare l'ordine delle cose,  quindi,
  signor  Presidente,  siccome ci sono richieste  del  Gruppo  di  Di
  Giacinto, dell'onorevole Cimino, dell'onorevole Fontana,  di  tanti
  altri   Parlamentari, non so quale sia la soluzione  dal  punto  di
  vista dei diritto parlamentare possibile per cui, a mio parere,  io
  se  si  recuperano i soldi per il centro storico di Agrigento,  per
  me,  e  ho parlato dopo gli onorevoli Fontana, Cimino, ritengo  che
  sia  necessario, e se poi li appostiamo e per continuare, onorevole
  Cimino  e  onorevole Di Mauro, un'opera importantissima  che  è  il
  ritrovamento  del  teatro  di  Agrigento,  se  dovessimo  fare  una
  riscrittura,  ancora meglio, perché contribuiremmo a  dare  risorse
  per continuare questo importante ritrovamento che è significativo.
   Quindi

   GRECO  GIOVANNI. E diamo anche i soldi per il castello  Beccadelli
  di Marineo.

   PANEPINTO. Onorevole Giovanni Greco, lei c'è, è un pezzo di questo
  Parlamento, per cui ne prendo atto.
   Detto  ciò,  signor Presidente, io ritengo che  i  lavori  debbano
  fermarsi qui, dal mio punto di vista.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  mi  pare  che
  l'incidente che si è verificato a proposito del centro  storico  di
  Agrigento, di Ortigia e di Ibla, sia un incidente che può  avvenire
  nel  corso  dei  lavori  parlamentari,  però  voglio  rilevare  che
  trattasi,  a fondamento di questo intervento di natura Finanziaria,
  di  una serie di leggi che, nel tempo, cominciando dalla numero  70
  che  riguarda la città di Agrigento del 1976 che prevedevano  delle
  leggi speciali sul centro storico di Agrigento così come su Ortigia
  e così come anche altre realtà importanti come Ibla di Ragusa.
   Posto questo che non è, a mio parere, certamente, lei lo sa meglio
  di  me, recuperabile in questo disegno di legge, se c'è volontà del
  Parlamento  di  farlo,  nel  collegato, quando  sarà  opportuno  lo
  faremo,  lo  dico  da agrigentino, ma lo dico perché  non  possiamo
  sovvertire  le  regole di lavori parlamentari che  in  questi  anni
  hanno   sempre,  come  posso  dire,  regolato  i  nostri   rapporti
  parlamentari e, soprattutto, i lavori del Parlamento.
   Posto  questo,  mi  pare  che  l'onorevole  Panepinto  abbia,  con
  eleganza  e anche con stile, illustrato la necessità di operare  un
  raccordo  della  sua maggioranza e, in parole povere,  trattasi  di
  fare  una  serie  di telefonate affinché, domani,  questi  colleghi
  possano essere presenti e partecipare ai lavori.
   Credo che questa decisione, prima di evitare ulteriore danno,  sia
  una  cosa  saggia, proponiamo il rinvio, anche noi, a domani  nella
  speranza  che questa maggioranza si faccia viva e non sia latitante
  come  stasera. La percentuale dei presenti dei Gruppi  parlamentari
  della  maggioranza  è  circa del 20, 25  per  cento.  Fino  ad  ora
  l'opposizione è stata in Aula per cercare di dare dignità ai lavori
  parlamentari,  ma se lei signor Presidente conta i  presenti  della
  maggioranza credo che a due decine non ci arriviamo.

   PRESIDENTE.   Invito  i  colleghi  che  volessero  intervenire   a
  chiederlo entro la fine dell'intervento dell'onorevole Falcone.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo  che  si
  stia  chiudendo questa giornata nella maniera meno decorosa per  la
  maggioranza  e  questo  non  per  colpa  dell'opposizione  ma   per
  responsabilità  assoluta della stessa maggioranza  e  dei  deputati
  della  maggioranza.  Bene, qua il tema è  se  dobbiamo  rinviare  a
  domani  o  a martedì. Noi possiamo anche aderire alla richiesta  di
  rinviarla  a  domani  però,  signor Presidente,  secondo  me  è  un
  ulteriore  incaponimento, un'ulteriore forzatura  perché  domani  è
  venerdì e molti deputati, non dell'opposizione - chi vi parla  sarà
  presente  come  ogni  volta anche domani qua in  quest'Aula  se  la
  Presidenza deciderà di rinviare a domani la seduta d'Aula - però, a
  mio  avviso,  domani  non si porterà nulla  a  casa  perché  domani
  mancheranno molti parlamentari, parlamentari della maggioranza.
   E,  allora, se troviamo una quadratura, se c'è un ragionamento  se
  anziché  mettere  norme  all'ultimo  momento,  se  anziché  volerci
  incaponire  su  alcune  norme che non  sono  sostenibili,  che  non
  potranno  essere votate favorevolmente e che subiranno la  falcidia
  di quest'Aula, dico, ci si siede un attimo, la maggioranza abbia un
  sussulto di orgoglio e di dignità, porti una Finanziaria  stretta',
  portino  le norme necessarie che servono non a fare clientele,  non
  ad  accontentare  qualche  amico ed alcuni  o  pochi  amici,  ma  a
  risolvere alcune strategiche emergenze della Sicilia, diversamente,
  il  clima  d'Aula non cambierà e non perché ci sarà  un'opposizione
  che  si  opporrà a norme-mancia o a prebende, ma perché all'interno
  della  maggioranza  esploderanno tutte le contraddizioni  che  sono
  manifeste,  che  sono  eclatanti e che stanno, purtroppo,  nuocendo
  alla Sicilia.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Greco Giovanni.  Ne
  ha facoltà.

   GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dall'inizio
  ho  detto che se non è una Finanziaria leggera è difficile portarla
  in porto. Il lavoro fin qui svolto mi dà ragione.
   Veda, signor Presidente, stiamo perdendo tre ore a discutere su un
  emendamento  bocciato, quindi, già l'Aula si è espressa.  Onorevole
  Fontana, se non mi ascolta il Presidente, è tutto inutile.

   PRESIDENTE. La ascolto. Prosegua il suo intervento.

   GRECO  GIOVANNI. Signor Presidente, le facevo rilevare che noi  da
  tre  ore parliamo su un emendamento bocciato e, quindi, non  è  più
  all'ordine del giorno, è bocciato. Lei è da tre ore che  sta  dando
  la  parola  a  tutti  su  un emendamento già bocciato,  quindi,  il
  vicepresidente  Venturino, che è venuto a fare  un  intervento  per
  aiutare  un  altro emendamento su cui  non c'era  stato  il  numero
  legale,  non  lo  so se ha aiutato quell'emendamento  perché  tutti
  potevano parlare meno lui, però l'ha fatto e ci sta facendo perdere
  tre  ore, quindi, quando non viene l'onorevole Crocetta e non viene
  Venturino, noi le cose le facciamo.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Greco,  evitiamo  polemiche;  non   stiamo
  intervenendo  su un emendamento bocciato, ma sull'emendamento  1.19
  che è all'esame dell'Aula.

   GRECO  GIOVANNI.  Noi  abbiamo parlato dell'emendamento  bocciato,
  abbiamo   parlato  sull'emendamento  bocciato  e  lei  non   poteva
  intervenire su un emendamento che già era stato bocciato.

   VENTURINO.  Ma  di che cosa sta parlando? Lei non  capisce  niente
  come sempre  Lei è nel posto sbagliato  Lei è anomalo  Non capisce
  Vada in pensione  Lei non capisce

   GRECO  GIOVANNI.  Ma  è  normale  che  il  Vicepresidente  Vicario
  interrompa un collega mentre fa l'intervento  Io andrò via  per  la
  mia  pensione  ma lei andrà via di nuovo e va a Londra  a  fare  di
  nuovo l'attore, non può fare il deputato .

   PRESIDENTE.  Onorevole  Greco,  per favore,  torniamo  all'oggetto
  della discussione, la inviterei a concludere. Grazie.

   GRECO  GIOVANNI.  Se  il suo collega Vicepresidente  Venturino  mi
  aiuta io concludo il mio intervento.
   Veda,  Presidente, ho sentito alcuni interventi dei miei  colleghi
  sul  voto  segreto,  questi argomenti sono sempre  presenti  quando
  manca   la  maggioranza.  Io  ho  chiesto  una  votazione  di   una
  finanziaria  molto  leggera  e secondo me  questo  principio  resta
  sempre  valido  e  prima lo attuiamo, prima  andremo  a  votare  la
  finanziaria.


   Presidenza del vicepresidente Lupo


                          Per fatto personale

   VENTURINO. Chiedo di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VENTURINO.  Signor presidente, sarò brevissimo perché il  problema
  dell'onorevole  Greco,  lo capisco perché l'età  è  quella  che  è,
  interviene  sempre  su cose sbagliate. Non ha  capito  che  il  mio
  intervento  era su un emendamento che non era stato sbocciato,  che
  semplicemente non è stato votato perché non c'era il numero legale,
  poi non ho capito perché tutti potevano parlare tranne io
   E'  chiaro  che  è  un onorevole, un collega che ha  dei  problemi
  serissimi;  per cui,  ha raggiunto i suoi 70 anni, si  dimette,  si
  gode  la  pensione ed evita di dire  cialtronate' quando  viene  su
  questo podio


   Presidenza del vicepresidente Lupo


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                1276/A

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, voglio ricordare  a  tutti  noi,
  perché tutti noi siamo conoscitori del Regolamento, conosciamo bene
  il  Regolamento,  l'articolo 111 al comma 2  è  molto  chiaro   non
  possono  proporsi  sotto  qualsiasi  forma  articoli  aggiuntivi  o
  emendamenti     contrastanti    con    precedenti     deliberazioni
  dell'Assemblea adottate sull'argomento . Ovviamente, il Regolamento
  è estremamente chiaro.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  La  Commissione  concorda con la scelta da  lei  operata  perché  è
  quella giusta che risponde al Regolamento.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI. Signor Presidente, lei ha ragione perché il Regolamento è
  così  come  lei ha descritto, però il Regolamento si deve applicare
  sempre.  Io le ricordo che nell'Assestamento di bilancio il Governo
  a  cui era stato bocciato un emendamento sul pagamento dell'IVA  lo
  ha  riproposto con un altro articolo nella stessa seduta ed è stato
  approvato,  per  cui  non capisco perché quando  serve  al  Governo
  questo  Regolamento  viene  stravolto ed  invece  quando  serve  ai
  deputati il Regolamento viene applicato in maniera rigida.  Vediamo
  di applicare le regole per tutti e non per qualcuno.

   PRESIDENTE.  Il  Regolamento lo applichiamo sempre;  peraltro,  in
  questo caso il Governo chiedeva esattamente il contrario e la norma
  è  stata  soppressa, quindi è esattamente nel senso che le  dicevo.
  Comunque, il Regolamento è chiaro.


   Presidenza del vicepresidente Lupo


   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a  domani,  venerdì  21
  aprile 2017, alle ore 11.00, con il seguente ordine del giorno:

  I   - COMUNICAZIONI
  II   - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

  1)   -   Bilancio  di  previsione della  Regione  siciliana  per
     l'esercizio finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio
     2017-2019 . (n. 1275-1275 bis-1275 ter-1275 quater/A) (Seguito)

                Relatore di maggioranza: on. Vinciullo

                Relatore di minoranza: on. Cancelleri

  2)  -  Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2017.
     Legge di stabilità regionale . (n. 1276/A) (Seguito)

                Relatore di maggioranza: on. Vinciullo

                Relatore di minoranza: on. Cancelleri

                   La seduta è tolta alle ore 19.34

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio