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Resoconto d'Aula della Seduta n. 421 di venerdì 21 aprile 2017
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   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


                   La seduta è aperta alle ore 11.32

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, avverto che del processo  verbale
  della seduta precedente verrà data lettura in altra seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il   preavviso  di trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli Dina,
  Giuffrida, Clemente, Sammartino e Nicotra per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

   matiche e correttive per l'anno 2017. Legge di stabilità regionale'
   (n. 1276/A).
   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


     Seguito della discussione del disegno di legge «Disposizioni
                            programmatiche
    e correttive per l'anno 2017. Legge di stabilità regionale» (n.
                                1276/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione dei disegni di legge.
   Si  procede con il seguito della discussione del disegno di  legge
  n.  1276/A  «Disposizioni programmatiche e  correttive  per  l'anno
  2017. Legge di stabilità regionale», posto al n. 2).
   Onorevoli  colleghi,  si  riprende l'esame dell'emendamento  1.19;
  ieri, come tutti ricordiamo, c'è stato anche un lungo dibattito  su
  questo  punto. Se non ci sono altre richieste di intervento,  pongo
  in  votazione l'emendamento, soppressivo del comma 17 dell'articolo
  1.
   Essendo assenti i firmatari, l'emendamento 1.19, se nessuno lo  fa
  proprio, è decaduto.

   ZITO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, stiamo predisponendo
  un  emendamento  sostitutivo  in  modo  da  fare  qualcosa  di  più
  organico.  Quindi,  le  chiedo  se è possibile  sospendere  l'Aula,
  proprio per completare la scrittura di questo emendamento.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo l'Aula per trenta  minuti
  anche ai fini del preavviso del voto elettronico, però vi chiedo di
  non  andare  oltre  perché non possiamo ulteriormente  ritardare  i
  lavori.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO. Signor presidente, volevo capire, se la riscrittura del
  comma 17 riguarda Ragusa Ibla?

   PRESIDENTE. Sì, il comma 17 riguarda Ragusa Ibla.

   PANEPINTO.   Signor   Presidente,  nel   frattempo   c'erano   due
  emendamenti  che  erano stati presentati, ma che  ora  presenta  la
  Commissione, attinenti all'articolo 1.
   Se è possibile che gli Uffici li verifichino, in questa mezz'ora.

   PRESIDENTE. Ci sono ulteriori subemendamenti, ovviamente, a  norma
  di  Regolamento. Invito i colleghi a presentarli, così  utilizziamo
  questa mezz'ora per potere ottimizzare la prosecuzione dei lavori.
   Avverto che la seduta è sospesa e riprenderà alle ore 12.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 11.36, è ripresa alle ore 12.36)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


                  Presidenza del Presidente Ardizzone

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, comunico che  arriverà  apposito
  invito ai Presidenti dei Gruppi parlamentari ed ai Presidenti delle
  Commissioni  I e II, tra l'altro qui presenti e lo sto  comunicando
  ai  Presidenti,  che l'ANCI ha chiesto un incontro in  ordine  alla
  norma  relativa  alla  decadenza di  sindaci  ed  ai  trasferimenti
  regionali  agli Enti locali per il 2017, la complessiva  situazione
  finanziaria degli Enti locali dell'Isola.
   Abbiamo  concordato la data del 26 aprile 2017,  alle  ore  12.00,
  credo  che saranno presenti tutti e 390 sindaci, questo si prevede.
  A  mio  avviso abbiamo anche il dovere di dare serenità  agli  Enti
  locali che rappresentano l'ossatura della nostra Terra, evitare  di
  andare avanti in maniera scomposta, per cui quello che suggerisco è
  di accantonare l'articolo 1.

   MILAZZO  GIUSEPPE. Suggerisco di approvarlo subito  Non approviamo
  norme sull'onda di pressioni

   PRESIDENTE.   Lei  suggerisce  di  approvarlo  subito,   onorevole
  Giuseppe  Milazzo. Non è pressione, guardi che non  è  che  c'è  la
  pressione  dei Comuni. I Comuni rappresentano una parte  importante
  della nostra Sicilia.

   MILAZZO GIUSEPPE. Io lo so, ne faccio parte.

   PRESIDENTE.  Lo  so  che ne fa parte, a maggior  ragione  dovrebbe
  essere  convinto. L'articolo 1 è accantonato. Io ho deciso  Sentire
  l'Aula su che cosa? C'è un problema di tenuta istituzionale qui,  o
  non ci rendiamo conto? O dobbiamo fare saltare tutto? Non ho capito
  onorevole Milazzo

   MILAZZO  GIUSEPPE.  Se  l'articolo 1 è scritto  bene,  qual  è  il
  problema?

   PRESIDENTE. Se era scritto bene non si andava avanti  a  colpi  di
  scrutinio segreto, se proprio lo vuole sapere.
   Con  riferimento, gradirei l'attenzione da parte del Governo,  che
  peraltro  ne  è  già  a  conoscenza,  all'emendamento  15.33,   per
  intenderci   l'emendamento   relativo   ai   disabili   interamente
  sostitutivo  dell'articolo 15 del disegno  di  legge  di  stabilità
  presentato  in  Aula  in  data 19 aprile 2017,  si  chiede  di  far
  pervenire la relazione tecnica di cui all'articolo 7, comma 2 della
  legge  regionale n. 47/1997 e successive modifiche ed integrazioni,
  necessaria ai fini dell'ammissibilità degli emendamenti governativi
  ai   sensi   dell'articolo   67   ter   del   Regolamento   interno
  dell'Assemblea regionale siciliana . Sarò più chiaro. E' necessario
  che   la   copertura  finanziaria  in  ordine  ai  disabili   venga
  certificata dal Governo in maniera chiarissima.
   Capisco  che ognuno di voi vuole intervenire su questioni  aperte,
  però  dobbiamo  pure  andare avanti, perché  il  30  aprile  è  tra
  pochissimi giorni.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Signor  Presidente,  la  Commissione   Bilancio'  concorda  con  la
  decisione  da lei assunta. Stiamo parlando di quello che  ha  letto
  adesso.  Noi  come  Commissione abbiamo  bisogno  della  relazione,
  altrimenti abbiamo oggettive difficoltà a dare un parere.
   Quindi,  su  questo  la Commissione concorda  con  quanto  da  lei
  stabilito.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi  ricollego  al
  discorso  sull'articolo 15, perché oggi mi è capitato un fatto  che
  mi  ha  lasciato  un  po'  sorpreso, e  su  cui  vorrei  richiamare
  l'attenzione dell'Aula.
   Oggi  scadrebbe,  secondo una fantomatica  circolare,  un  termine
  perché  tutti  i  disabili,  gravissimi  ma  anche  gravi,  possano
  inoltrare domanda presso i Comuni, perché la stessa istanza sia poi
  indirizzata  all'ASP di competenza, e al Presidente  della  Regione
  personalmente,  per  dei  trasferimenti  monetari.   Noi   vorremmo
  comprendere  se  queste richieste, che stanno affluendo  in  alcuni
  Comuni  e  in molte ASP, sono il frutto di una circolare  e  se  la
  circolare  da una norma che nel frattempo l'Assemblea si prepara  a
  modificare: è la legge regionale n. 4/2017.
   Allora  vorrei  rivolgere al qua presente Governo, immagino  nella
  personale  dell'assessore Baccei, così zelante e  così  attento  ai
  conti  della  Regione  siciliana, se è  stato  fatto  un  piano  di
  finanziamento,  se  ci sono già stanziate le  somme,  o  se  invece
  queste istanze saranno nient'altro che un'ulteriore bugia rivolta a
  tante   famiglie  che  vivono  un  grave  disagio,  una  gravissima
  sofferenza.
   Poiché  oggi scade questo termine io vorrò capire chi  ha  fissato
  questo termine, vorrò comprendere la circolare che è stata posta in
  essere  e se questa circolare deriva da un decreto attuativo,  così
  come la legge n. 4 prevedeva.

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  GIOVANNI. Signor Presidente, comunico il ritiro di tutti  i
  miei emendamenti soppressivi all'articolo 2, per dare un contributo
  di velocità.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  sulle
  comunicazioni  fatte per l'incontro chiesto dall'ANCI.  Io  ritengo
  che  l'Assemblea, anche con la Conferenza dei Presidenti dei gruppi
  parlamentari,  debba  anticipare la soluzione  di  un  articolo  di
  interpretazione autentica che già dal parere del CGA, si evince che
  è  incostituzionale e che tra l'altro ho già avuto modo di dire  in
  quest'Aula  che  rispetto  alla  questione  nazionale,  ai   comuni
  nazionali,  noi  abbiamo una tipicità, perché lì il Presidente  del
  Consiglio  è anche sindaco, qui abbiamo invece due figure  distinte
  per cui si è commesso un errore gravissimo ai danni dei sindaci che
  in   queste  situazioni  non  possono  più  governare  secondo  una
  soluzione prevista, siamo cioè molto lontani da quella impostazione
  della  legge  7  che prima era stata considerata  una  delle  leggi
  migliori fatte dalla Regione siciliana, rispetto al resto d'Italia.
   Stiamo massacrando i Comuni in queste condizioni.
   Se  non ci rendiamo conto che una norma del genere penalizza quasi
  il  50  per  cento  dei comuni che, nelle condizioni  attuali,  per
  problemi  di  risorse  economiche, di  ritardo  nelle  risorse  che
  vengono  date  dalla Regione anche dopo 8, 9 mesi,  per  situazioni
  particolari,   sarebbero  ostaggio  di  alcuni  consiglieri   senza
  rendersi conto di qual è la gravità anche del momento.
   Accolgo,  però dico che non ci dobbiamo fare trascinare,  dobbiamo
  anticipare  quelle  che sono le soluzioni dell'Aula  attraverso  un
  emendamento che venga sottoscritto da tutti i Capi Gruppo  e  venga
  presentato  già il 26 aprile nell'incontro con l'Anci. Non  avrebbe
  senso   andare  all'incontro  senza  avere  trovato  la   soluzione
  immediata.
   Questa  è la mia proposta perché in queste condizioni non possiamo
  più continuare.

   PRESIDENTE.  Grazie. Ritengo la sua proposta  conducente,  ma  per
  semplificare   se  qualcuno  si  fa  parte  attiva,   se   c'è   un
  coinvolgimento  da  parte  di  tutti  i  Gruppi,  già  ci  potremmo
  presentare,  non  occorre  una  regia  politica  su  questo;  regia
  politica significa che ci vuole qualcuno che l'assuma.
   Se  ritenete  di assumere questa indicazione già ci  presenteremmo
  con  l'emendamento. Indipendentemente dal fare  la  Conferenza  dei
  Presidente  dei  Gruppi parlamentari o meno,  il  fatto  stesso  di
  sottoscrivere l'emendamento.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, d'accordo con il
  Presidente  del  Gruppo, onorevole Anselmo,  ci  faremo  carico  di
  contattare  come  diceva  l'onorevole Laccoto,  gli  altri  Gruppi,
  ovviamente mi auguro che sia unanime, questa decisione, perché  Lei
  bene  ha  fatto  a  farsi interprete, come  spesso  le  accade,  di
  un'esigenza per restituire alle autonomie locali la certezza  della
  governabilità,  perché questa norma - è notorio che  io  ho  votato
  sempre contro, in ogni sede, sia in Commissione quanto in Aula, non
  ultimo  la  legge  che  è stata approvata  a  dicembre  -  per  cui
  raccogliamo  il suo appello, lo trasferiamo a tutti  i  Gruppi,  in
  modo  tale che si possa restituire serenità nella governante  degli
  enti  locali in Sicilia, secondo la rappresentazione che  ci  viene
  dall'associazione nazionale che ci viene dai Comuni d'Italia.
   Quindi  proveremo ad aiutarla in tal senso, in modo tale che  alla
  ripresa  dell'Aula  posa esserci un testo condiviso  largamente  in
  questo Parlamento.

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                             «Articolo 2.
           Istituzione di una sezione della Corte dei Conti
               per il controllo sugli enti della Regione

   1.  La commissione paritetica di cui all'articolo 43 dello Statuto
  della  Regione, approvato con Regio decreto legislativo  15  maggio
  1946,  n.  455, convertito dalla legge costituzionale  26  febbraio
  1948,  n. 2 procede, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore
  della  presente  legge, all'istituzione, ai sensi dell'articolo  23
  dello  Statuto,  di  una  Sezione della  Corte  dei  Conti  per  il
  controllo sugli enti della Regione siciliana, analogamente a quanto
  previsto per lo Stato dalla legge 21 marzo 1958, n. 259.

   2.  Al  fine  di rafforzare la funzione di controllo  sulla  spesa
  pubblica  e  la  prevenzione e repressione  della  corruzione,  con
  decreto  dell'Assessore  regionale per le  autonomie  locali  e  la
  funzione  pubblica è determinato un contingente di n. 15  unità  di
  personale  regionale,  munito di laurea in  materie  giuridiche  ed
  economiche, da destinare alla Sezione di controllo ed alla  procura
  generale d'appello della Corte dei Conti per la Regione siciliana e
  d'intesa  con  il  segretario generale della  Corte  dei  Conti,  a
  supporto  delle  funzioni  connesse al  giudizio  di  parifica  del
  rendiconto  generale  della Regione e delle ulteriori  attribuzioni
  determinate dalla legge, senza oneri a carico della Corte.».

   Onorevoli  colleghi, all'articolo 2 sono già  stati  ritirati  gli
  emendamenti soppressivi dell'onorevole Greco, 2.1, 2.2, 2.3 e 2.4.
   Rimane l'emendamento 2.5, a firma dell'onorevole Vinciullo.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento 2.5.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, Governo, questo emendamento
  si  rende  necessario  perché in alcune province,  di  fronte  alla
  richiesta da parte di privati di avere pagate le fatture  che  sono
  state  emesse  negli  anni, si procede pagando  le  fatture  e  non
  pagando il personale.
   Noi  vorremmo  ribadire il concetto che prima viene  il  personale
  dipendente  e  poi  le  altre incombenze,  anche  perché  diamo  91
  milioni, in una provincia assegniamo 5 milioni, arriva una  fattura
  di  6  milioni, viene pagata la fattura e il personale rimane senza
  stipendi, come sta accadendo.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.5. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 2,  così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                             «Articolo 3.
       Rifinanziamento leggi di spesa. Disposizioni finanziarie

   1.  Gli  interventi individuati nell'Allegato 1 - Parte A allegato
  alla presente legge sono rideterminati, per ciascuno degli anni del
  triennio 2017-2019, negli importi dalla stessa indicati.

   2.  Gli  interventi individuati nell'Allegato 1 - Parte B allegato
  alla presente legge sono rideterminati, per ciascuno degli anni del
  triennio 2017-2019, negli importi dalla stessa indicati.

   3.  Gli  interventi  finanziari in favore di soggetti  di  cui  la
  Regione   si   avvale,  sulla  base  di  disposizioni   legislative
  regionali, per attività promosse o sostenute dalla stessa, inseriti
  negli  allegati di cui ai commi 1 e 2, sono erogati con le modalità
  previste dall'articolo 32, comma 6, della legge regionale  7  marzo
  1997,  n. 6 e successive modifiche ed integrazioni. Le disposizioni
  di  cui  al  presente  comma si applicano anche  alle  assegnazioni
  relative all'anno 2016.

   4.  All'articolo 16 delle legge regionale 15 maggio 2000, n. 10  e
  successive  modifiche  ed integrazioni sono apportate  le  seguenti
  modiche:

   a)  al  comma 7 dopo le parole  Assessorato del bilancio  e  delle
  finanze  sono aggiunte le parole  nonché dell'Assessorato regionale
  della salute ;

   b)   le  parole   al  personale  dell'Assessorato  medesimo   sono
  sostituite dalle parole  al personale degli Assessorati medesimi ;

   c)  dopo  le parole  incardinati presso il medesimo  sono aggiunte
  le parole  nonché del dirigente generale del Dipartimento regionale
  per la pianificazione strategica ;

   d)  è  aggiunto  il  seguente capoverso:   La  spesa  riferita  al
  Dipartimento   regionale   per  la  pianificazione   strategica   è
  quantificata  in  90  migliaia  di  euro  annui  per  gli  esercizi
  finanziari 2017, 2018 e 2019. .

   5.  All'articolo 20, comma 4, della legge regionale 17 marzo 2016,
  n.  3  le parole  per l'esercizio finanziario 2016  sono sostituite
  dalle parole  per gli esercizi finanziari 2016 e 2017 .

   6.  Al  comma  1  bis  dell'articolo 1 della  legge  regionale  30
  settembre  2015,  n. 21, introdotto con l'articolo  2  della  legge
  regionale   14   luglio  2016,  n.  14,  le  parole   A   decorrere
  dall'esercizio finanziario 2016  sono sostituite dalle parole   Per
  gli esercizi finanziari 2016, 2017 e 2018 .

   7.  All'articolo 1 della legge regionale n. 21/2015 è aggiunto  il
  seguente comma:

    1  ter.  A decorrere dall'esercizio finanziario 2019 la quota  di
  disavanzo di amministrazione derivante dall'accantonamento al fondo
  anticipazione di liquidità, come determinata ai sensi del comma 692
  e  seguenti  della legge 28 dicembre 2015, n. 208,  è  destinata  a
  confluire nel risultato di amministrazione. .

   8.  Nelle  more della definizione dei processi di riforma relativi
  alle modalità di attribuzione alla Regione delle entrate spettanti,
  la  somma di 162.000 migliaia di euro per ciascuno degli anni 2017,
  2018  e  2019,  è  accantonata in un apposito  fondo  in  cui  sono
  iscritte  le risorse derivanti dalle riduzioni delle autorizzazioni
  di  spesa  indicate nell'Allegato 2, per gli importi  indicati  per
  ciascuna autorizzazione di spesa.

   9. A seguito della verifica di cui al comma 8, da effettuare entro
  il  30 giugno 2017, sono ripristinate le autorizzazioni di spesa di
  cui  al  medesimo  Allegato 2, in misura proporzionale  alla  stima
  aggiornata.  Con  decreto  del Ragioniere generale  della  Regione,
  previa  delibera della Giunta regionale, sono apportate al bilancio
  della    Regione    le    variazioni   di   bilancio    discendenti
  dall'applicazione del presente comma.

   10. Ad integrazione di quanto previsto per l'esercizio finanziario
  2017 dall'articolo 5 della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3,  in
  relazione  all'accertamento  delle entrate  relative  al  Fondo  di
  sviluppo  e  coesione per una quota pari a euro  73.069.153,34  per
  l'esercizio   finanziario  2018  e  42.130.901,83  per  l'esercizio
  finanziario  2019,  le  complessive  risorse  sono  destinate  agli
  interventi  di  cui  alla lettera b) del medesimo  articolo  5.  Il
  Ragioniere  generale della Regione è autorizzato ad  effettuare  le
  conseguenti variazioni di bilancio. All'Allegato 3 di cui al  comma
  2 del medesimo articolo sono apportate le conseguenti modifiche.

   11.  Il  comma 2 dell'articolo 59 della legge regionale  17  marzo
  2016, n. 3 è così sostituito:

    2. La spesa di cui al comma 1, a seguito di riparto delle risorse
  correnti  del  Fondo  sanitario regionale, è iscritta  in  appositi
  capitoli  dell'Assessorato  regionale  dell'economia,  Dipartimento
  regionale del bilancio e del tesoro, Missione 13, Programma 7. .

   12.  Alla  lettera  d) del comma 8 dell'articolo  11  della  legge
  regionale  13 gennaio 2015, n. 3, ai sensi dell'articolo 18,  comma
  1,  lettera b), del decreto legislativo 23 giugno 2011,  n.  118  è
  aggiunto  il  seguente periodo:  A decorrere dall'1  gennaio  2017,
  entro  il  31  luglio, con preventiva approvazione da  parte  della
  Giunta entro il 30 aprile, è approvato il rendiconto generale della
  Regione dell'anno precedente. .

   13.  Per  la  restituzione delle somme, comprensive di  interessi,
  dovute  alla  Presidenza del Consiglio dei Ministri -  Dipartimento
  delle  pari  opportunità,  a  causa della  mancata  attuazione  del
  progetto   Conciliazione Tempi di Vita e di Lavoro ,  di  cui  alla
  convenzione sottoscritta in data 17 dicembre 2010, affidato per  la
  realizzazione  alla  Società  Lavoro  Sicilia  S.p.A.,   dichiarata
  fallita  con  sentenza del Tribunale di Palermo numero  78  del  13
  maggio  2015,  è autorizzata per l'esercizio finanziario  2017,  la
  spesa  complessiva di 372 migliaia di euro (Missione 12,  Programma
  7, Capitolo 185202).

   14. All'articolo 7 della legge regionale 11 agosto 2015, n. 16  il
  periodo   le  maggiori  entrate  di  cui  all'U.P.B.  4.3.1.1.6.  -
  capitolo 1218 discendenti dalle disposizioni della presente  legge
  è sostituito dal seguente  a valere sull'autorizzazione di spesa di
  cui  alla  Missione  1, Programma 4, Capitolo 216518  del  bilancio
  della Regione per il triennio 2017-2019 .

   15. L'autorizzazione di spesa di cui alla Missione 1, Programma 3,
  Capitolo  215724  dello  stato di previsione  della  spesa  per  il
  triennio  2017-2019  è destinata alle spese  per  le  procedure  di
  liquidazione di enti ed aziende regionali e società partecipate  la
  cui  definizione è affidata all'Assessorato regionale dell'economia
  - Ufficio speciale per la chiusura delle liquidazioni nonché per le
  procedure di liquidazione coatta amministrativa.

   16.  Per le finalità di cui all'articolo 14, comma 4, della  legge
  regionale  15  maggio  1991, n. 27 è autorizzata,  per  l'esercizio
  finanziario 2017, la spesa di euro 69.500 (Missione 1, Programma 2,
  Capitolo 105702).

   17.  L'articolo 13 della legge regionale 12 maggio 2010, n.  11  è
  abrogato.

   18.  Disposizione stralciata dalla Presidenza nella seduta  d'Aula
  n. 417 dell'11 aprile 2017

   19.  Per  le  finalità dell'articolo 88 della legge  regionale  10
  dicembre  2001,  n.  21, è autorizzata per l'esercizio  finanziario
  2017 la somma di 120 migliaia di euro (ex capitolo 413722).

   20.  Per le finalità del comma 3 bis dell'articolo 91 della  legge
  regionale  7  maggio  2015,  n.  9 è  autorizzata  per  l'esercizio
  finanziario  2017  la spesa di 410 migliaia di  euro  (Missione  9,
  Programma 2, Capitolo 442545).

   21.  Disposizione stralciata dalla Presidenza nella seduta  d'Aula
  n. 417 dell'11 aprile 2017

   22.  Il contributo di cui al comma 4 dell'articolo 28 della  legge
  regionale  17  marzo  2016,  n.  3  per  ciascuno  degli   esercizi
  finanziari 2017 e 2018 è ridotto di 215 migliaia di euro  (Missione
  4, Programma 4, Capitolo 373347).

   23.  Per  il  sostegno  all'attività svolta nel  territorio  della
  Regione  dalla Fondazione Banco alimentare onlus, anche  attraverso
  propri   comitati,   sezioni,  articolazioni   e   dipendenze,   di
  somministrazione  di  generi alimentari e  di  prima  necessità  in
  favore   di   enti   ed   organizzazioni   direttamente   impegnati
  nell'assistenza  verso  categorie sociali  marginalizzate  o  verso
  altre  forme  di  povertà estrema, è autorizzato,  per  l'esercizio
  finanziario 2017, un contributo di 200 migliaia di euro.

   24.  Allegato 1, capitolo 148102 (+ 100 migliaia di euro per 2017,
  2018 e 2019).».

   Comunico che l'articolo 3 è accantonato.
   Gli articoli 4 e 5 sono stralciati.
   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                             «Articolo 6.
            Disposizioni in materia di enti in liquidazione

   1.  In  armonia con i principi e i criteri stabiliti dall'articolo
  15  del  decreto  legge  6  luglio  2011,  n.  98,  convertito  con
  modificazioni  dalla  legge 15 luglio 2011,  n.  111  e  successive
  modifiche  e  integrazioni,  per gli  enti  soppressi  e  messi  in
  liquidazione  la  Regione  non risponde delle  passività  eccedenti
  l'attivo   della   singola  liquidazione.   Per   le   liquidazioni
  deficitarie, con decreto del Presidente della Regione si  fa  luogo
  alla liquidazione coatta amministrativa.

   2.  Al  termine delle operazioni di liquidazione, il saldo finale,
  se positivo, è versato al bilancio della Regione.

   3.  Per  gli  enti  la  cui liquidazione sia assunta  dall'Ufficio
  speciale  per  la  chiusura delle liquidazioni,  la  rappresentanza
  anche  in  giudizio spetta all'Ufficio medesimo che si  avvale  del
  patrocinio dell'Avvocatura dello Stato alle stesse condizioni e con
  le  stesse  modalità con le quali se ne avvalgono gli altri  uffici
  della Regione.

   4.  Al  fine di pervenire alla soppressione delle Aziende autonome
  Terme  Acireale  e  Sciacca ai sensi dell'articolo  1  della  legge
  regionale  19 aprile 2007, n. 11 nonché dell'Agenzia della  Regione
  siciliana  per le erogazioni in agricoltura, ai sensi dell'articolo
  40  della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9, la definizione delle
  operazioni   di  liquidazione  già  poste  in  essere  è   affidata
  all'Ufficio speciale per la chiusura delle liquidazioni».

   Onorevoli    colleghi,   all'articolo   6   è   stato   presentato
  l'emendamento soppressivo 6.1, dell'onorevole Greco.
   Lo dichiaro decaduto.
   Si passa all'emendamento 6.9, dell'onorevole Foti.

   FOTI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, con  questo
  emendamento si aggiunge il comma 5 che stabilisce che, entro il  30
  giugno  di  ogni  anno,  l'ufficio speciale produca  una  relazione
  dettagliata  che  rappresenti lo stato dell'arte e  con  la  stessa
  relazione venga trasferita, pubblicata, ecc., ecc.
   Questo,  signor Presidente, lo trovo come un atto di buon senso  e
  trasparenza perché spesso le liquidazioni vanno avanti per decenni,
  a  volte  anche più di un decennio, e nessuno ne sa niente. Quindi,
  anziché  stressare  a  colpi  di telefonate  o  inventare  leggende
  metropolitane, trovo giusto che sulla liquidazione ci sia, di volta
  in volta, una comunicazione ufficiale uguale per tutti.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Governo,  a  me
  sembra  fin  troppo  chiaro  che si parla  delle  liquidazioni  che
  saranno disposte e non delle liquidazioni già in essere.
   Cerchiamo di chiarirlo e lasciamolo agli atti parlamentari.
   Il  provvedimento che stiamo approvando, una legge,  non  può  che
  disporre  che  per  l'avvenire, stabilisce  il  principio  indicato
  dall'articolo 6 per tutte le liquidazioni che verranno  disposte  e
  non per quelle già in essere.
   Vorrei su questo sentire il Governo e gli Uffici, altrimenti  sono
  costretto a predisporre un subemendamento e scrivere  per gli  enti
  soppressi  e  messi in liquidazione a far data dalla  pubblicazione
  della presente legge .
   A me sembra un principio di diritto e di buon senso.

   PRESIDENTE.  Che  vuol dire? Come possiamo fare questo  discrimine
  fra  quelli  precedenti  e  l'altro?  E'  una  norma  di  carattere
  generale.

   PANEPINTO. Io vorrei sapere cosa dice il Governo.

   PRESIDENTE.  Prima  di  dare la parola all'Assessore,  l'onorevole
  Foti ha illustrato parte dell'emendamento che prevede, al comma  3,
  la  possibilità di nominare un commissario liquidatore, al comma  4
  elimina  il  riferimento  all'ARSEA ed, al  comma  5,  prevede  una
  relazione annuale sull'attività dell'Ufficio liquidazioni.
   Quindi, è più complesso di come è stato rappresentato.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati, per rispondere alle richieste all'onorevole Turano,  come
  accennava correttamente il Presidente Ardizzone, nell'articolo  non
  si  fanno distinguo, nel senso che si applica agli Enti che sono in
  liquidazione e a quelli che andranno in liquidazione, anche  perché
  ci  si  uniforma  da un lato a quella che è la normativa  nazionale
  degli  enti,  dall'altro  a  quello  che  succede  per  le  società
  partecipate.
   Per  rispondere,  invece, all'onorevole Foti  io  sono  da'accordo
  all'introduzione del comma 5, va bene la relazione.
   Il  comma 3, soprattutto quello dell'ARSEA, è perché spesso c'è la
  difficoltà  ad  individuare dei liquidatori che si facciano  carico
  della liquidazione.
   Quindi, il fatto che se ne faccia carico l'ufficio speciale, da un
  lato  è  un  risparmio, dall'altro accelera molto le  procedure  ed
  evita  che questi commissari stiano per anni ed anni a fare  queste
  liquidazioni.
   Dall'altro,  in  situazioni  complicate  come  l'ARSEA  è  proprio
  difficile  individuare un liquidatore per cui la  liquidazione  non
  procede.   Quindi,  è  fatto  con  l'ottica  di  risparmio   e   di
  accelerazione delle procedure di liquidazione.
   Pertanto,  a  parte il comma 5, le altre proposte non mi  sembrano
  opportune in linea con l'emendamento.
   Sono  favorevole al comma 5, cioè all'introduzione -  come  diceva
  l'onorevole Foti - della relazione. Quello per me va bene.

   PRESIDENTE. Che vuol dire il comma 5?

   BACCEI,  assessore per l'economia. Signor Presidente,  se  non  ho
  capito male l'onorevole Foti proponeva una relazione annuale  sullo
  stato delle liquidazioni.
   Per me questo va bene, sono favorevole.

   PRESIDENTE.  Ai  fini  procedurali che sia il  Governo  a  farsene
  carico.

   BACCEI, assessore per l'economia. Sono d'accordo.

   PRESIDENTE. Questa parte è presentata come subemendamento da parte
  del Governo, che si aggiunge all'articolo 6.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   condividendo
  l'impostazione  dell'articolo  ed anche  dell'emendamento,  per  il
  quale  è  corretto che vi sia un ufficio che abbia le competenze  e
  possa   seguire  direttamente  anche  le  attività  connesse   alla
  liquidazione degli enti dell'Amministrazione regionale, così come è
  corretto anche che quest'Amministrazione si debba avvalere - per le
  attività  legali  -  del  patrocinio dell'Avvocatura  dello  Stato,
  ritengo  opportuno presentare un sub emendamento che possa chiarire
  anche  la  posizione dei dipendenti delle Terme  di  Sciacca  e  di
  Acireale  perché  vivono  una situazione alquanto  particolare,  in
  quanto sono pagati dall'Amministrazione regionale ma non hanno,  di
  fatto, alcun contratto.
   Quindi,  sto predisponendo un emendamento che, spero,  il  Governo
  possa  esitare  favorevolmente,  in  quanto  attiene  proprio  alla
  materia che stiamo trattando.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la collega  del
  Movimento Cinque Stelle è intervenuta dicendo che l'emendamento 6.9
  era solamente l'inserimento del comma 5. Non è così, perché c'è una
  modifica al comma 3 dove si prevede

   PRESIDENTE. Lo abbiamo già chiarito. È stralciato, il  Governo  si
  fa carico solo del comma 5.

   DIPASQUALE. È poi c'è una modifica al comma 4.

   PRESIDENTE. Sì, lo abbiamo già detto.

   DIPASQUALE. Quindi significa che rimane solo il comma 5.

   PRESIDENTE. Sì, onorevole Dipasquale.

   DIPASQUALE. Volevo solamente capirlo.

   PRESIDENTE. Meno male che era tutto tranquillo su questo articolo
  Stanno arrivando troppi emendamenti.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  io  su  questo
  articolo ho qualche dubbio e chiederei all'Assessore un pizzico  di
  attenzione per farmi capire un po' meglio la portata e l'articolo.
   Allora,  intanto  noi  stiamo  facendo  riferimento  a  una  norma
  nazionale  che  parla  di  enti pubblici ed  enti  sottoposti  alla
  vigilanza  dello  Stato. Quindi, io vorrei capire  se  il  richiamo
  della  norma  nazionale ha una portata su tutte le  nostre  società
  partecipate o se soltanto nei confronti di alcune. Quindi questa  è
  la prima domanda che voglio rivolgere.
   Secondo  problema. Qua si dice  in armonia ai criteri, alla  norma
  nazionale   la  Regione  non  risponde  delle  passività  eccedenti
  l'attivo   della  singola  liquidazione .  In  effetti,  la   norma
  nazionale  non parla proprio di questo, dice una cosa  un  attimino
  diversa.  Io  mi  pongo la domanda: le passività eccedenti  chi  le
  paga?  I  creditori  a chi faranno riferimento?  È  giusto  che  la
  Regione  debba tenersi sollevata, ma fino a che punto una norma  di
  questa potrà essere sollevata da questo onere? Questo è un problema
  che io mi pongo, Assessore. Sono i due problemi al comma 1.
   Eventualmente poi parliamo degli altri commi.

   PRESIDENTE.  Sono costretto ad accantonare questo articolo  perché
  stanno   arrivando  numerosissimi  emendamenti  e  non   mi   posso
  pronunciare.
   Pertanto, l'articolo 6 è accantonato.
   Onorevoli  colleghi, volevo procedere con l'articolo 11   centrale
  unica  di  committenza , ma vedo che pure questo  non  lo  possiamo
  fare. Sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 13.06, è ripresa alle ore 13.07)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, da una rapida consultazione con  i
  Capigruppo, per quello che è stato possibile consultare, la  seduta
  sarà   rinviata  a  mercoledì  26  aprile  2017  alle  ore   16.00.
  Attenzione,   oggi   abbiamo   consumato,   credo,   un   passaggio
  importantissimo  sulla   base  degli  interventi;   raccomando   la
  presenza  dei  Capigruppo  e dei Presidenti  della  I  e  della  II
  Commissione alla riunione con l'ANCI.
   Raccogliendo  lo  spirito dell'intervento  dell'onorevole  Laccoto
  fatto  proprio dal gruppo del PD, mi auguro che per quella data  ci
  possiamo  presentare anche con un emendamento condiviso  in  ordine
  alla questione della decadenza dei sindaci.
   Preciso che la riunione con i Capigruppo e l'ANCI è alle ore 12.00
  del  26  aprile  prossimo; il termine ultimo di approvazione  della
  finanziaria è il 30 aprile 2017.


   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Onorevoli colleghi, pertanto la seduta è rinviata a mercoledì,  26
  aprile 2017, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:

  I   - COMUNICAZIONI
  II   - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

  1)   -   Bilancio  di  previsione della  Regione  siciliana  per
     l'esercizio finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio
     2017-2019 . (n. 1275-1275 bis-1275 ter-1275 quater/A) (Seguito)

                Relatore di maggioranza: on. Vinciullo

                Relatore di minoranza: on. Cancelleri

  2)  -  Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2017.
     Legge di stabilità regionale . (n. 1276/A) (Seguito)

                Relatore di maggioranza: on. Vinciullo

                Relatore di minoranza: on. Cancelleri

                   La seduta è tolta alle ore 13.08

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio