Presidenza del Presidente Ardizzone
La seduta è aperta alle ore 16.15
FIGUCCIA, segretario, dà lettura dei processi verbali delle sedute
n. 420 del 20 aprile 2017 e n. 421 del 21 aprile 2017 che, non
sorgendo osservazioni, si intendono approvati.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per la salute:
N. 3785 - Notizie in ordine all'apertura dell'ospedale San Marco
di Librino (CT).
Firmatari: Giuffrida Salvatore
- Con nota prot. n. 15118/IN.16 del 21 marzo 2017, il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore regionale per la salute.
N. 3823 - Chiarimenti in merito ai fondi aggiuntivi per l'ospedale
Abele Ajello di Mazara del Vallo (TP).
Firmatari: Tancredi Sergio; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciancio
Gianina; Cappello Francesco; Palmeri Valentina; Zafarana Valentina;
Ciaccio Giorgio; Mangiacavallo Matteo; Ferreri Vanessa; Siragusa
Salvatore; Foti Angela; La Rocca Claudia; Trizzino Giampiero; Zito
Stefano
- Con nota prot. n. 13630/IN.16 del 14 marzo 2017 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per la salute.
Comunicazione di richieste di parere pervenute
ed assegnate alla Commissione competente
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute dal Governo ed assegnate
alla competente Commissione le seguenti richieste di parere:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Stazione consorziale di granicoltura per la Sicilia.
Designazione componenti del Consiglio di amministrazione. (n.
179/I).
Pervenuto in data 18 aprile 2017.
Inviato in data 21 aprile 2017.
- C.C.I.A.A. di Caltanissetta. Designazione componente effettivo
in seno al collegio dei revisori dei conti. (n. 180/I).
Pervenuto in data 18 aprile 2017.
Inviato in data 21 aprile 2017.
Comunicazione di parere reso
PRESIDENTE. Comunico che è stato reso dalla competente Commissione
Servizi sociali e sanitari (VI), il seguente parere:
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Piano delle Azioni e dei Servizi sociosanitari e del Sistema
unico di accreditamento dei soggetti che erogano prestazioni
sociosanitarie (n. 81/VI-II).
Reso in data 29 marzo 2017.
Inviato in data 19 aprile 2017.
Comunicazione di deliberazione della Giunta regionale
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta la deliberazione della Giunta
regionale n. 160 del 4 aprile 2017 relativa a: Accordo di
Programma Quadro (APQ) rafforzato - Interventi sulla rete viaria
siciliana gestita dall'ANAS S.p.A.' - Apprezzamento .
La predetta delibera è stata trasmessa alla II, alla IV
Commissione legislativa ed alla Commissione per l'esame delle
questioni concernenti l'attività dell'Unione europea.
Copia della stessa è disponibile presso l'archivio del Servizio
Commissioni.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo, per oggi, gli
onorevoli, Tamajo, Turano, Maggio.
L'Assemblea ne prende atto.
comprensivo di Naso (ME)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Indirizzo di saluto al corpo docente e agli studenti
dell'Istituto comprensivo di Naso (ME)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, porgiamo il saluto, come
Parlamento, all'Istituto comprensivo di Naso.
Gli studenti, seduti tra il pubblico, stanno portando avanti un
percorso sulla legalità, proprio stamattina sono stati ospiti nella
Sala d'Ercole simulando, anche, un procedimento legislativo.
Quindi, rinnoviamo il nostro saluto ai ragazzi e agli insegnanti.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Sull'ordine dei lavori
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo
intervento è per chiarire un po' la dinamica della riunione di
stamattina che è avvenuta con l'Anci e i Presidenti dei Gruppi
parlamentari di questo Parlamento.
Presidente Ardizzone, mi ascolti un attimo: io le avevo chiesto
di intervenire, lei non mi ha dato la possibilità, non so per quale
motivo, però, io le debbo dire, con molta franchezza, che questo
tipo di riunione, per la sua importanza, o parlano quelli che
intervengono in questa riunione, io parlo e mi riferisco ai
Sindaci, sia ai Presidenti dei Gruppi parlamentari, che
intervengono a questa riunione perché, signor Presidente, può darsi
che nel dibattito che viene effettuato nella riunione possa
nascere la soluzione al problema che noi abbiamo di tutti i
comunicati che fa l'Assessorato agli Enti locali, o alla Funzione
pubblica, - come si parla -, e si poteva soprassedere.
Perché, signor Presidente? Perché io non credo che sia colpa dei
sindaci che non approvano il bilancio entro il 31, ma per una
semplice ragione, Presidente, è che noi, qua, in questa Assemblea,
non so se possiamo fare un comunicato che noi non abbiamo nessuna
colpa, noi abbiamo la nostra parte perche perché da Reggio Calabria
in poi questa norma funziona. Perché non deve funzionare in
Sicilia? Glielo dico subito Se la ripartizione dei fondi avvenisse
entro il 31 dicembre penso che entro il 31 marzo i comuni avrebbero
tutto il tempo per approvare i bilanci. Chi pertanto non è capace
di approvare il bilancio entro il 31 marzo è giusto che vada a
casa.
Con una semplice norma in cui noi diciamo che il bilancio viene
approvato tre mesi dopo la ripartizione dei fondi, noi non dobbiamo
toccare quella norma perché si applica da Reggio Calabria in su e
non vedo la ragione per cui non debba applicarsi anche in Sicilia.
Dobbiamo solo approvare questa norma che se la ripartizione
avviene il primo gennaio, entro il 31 marzo devono approvare i
bilanci altrimenti se ne vanno a casa.
Non è corretto che in un'assemblea dei sindaci venga detto che la
responsabilità è da ricondursi al voto segreto. E lei ha detto una
cosa giusta, Presidente, chi chiede il voto segreto comunque deve
essere appoggiato da altri consiglieri, secondo Regolamento
interno. E non siamo vigliacchi, cioè chi chiede il voto segreto.
E' vigliacca quella maggioranza che in Aula non fornisce i numeri
adatti per potere amministrare.
Non è corretto che un collega intervenga dandomi del vigliacco
perché chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto. Ed è
ciò che avviene in questo Parlamento e credo sia vergognoso
GRASSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Raccomando la brevità degli interventi,
passeremo a contingentare i tempi perché dovremmo comunque
approvare la finanziaria.
GRASSO. Signor Presidente, Governo, colleghi - mi spiace che non
siano presenti l'Assessore per la sanità e l'Assessore per la
famiglia -, si sta verificando in questi giorni un caos che
riguarda la disabilità.
Sono stati stanziati fondi, alcuni disabili avevano già usufruito
del servizio, ai sensi del decreto assessoriale 95/2015, è arrivata
dalle ASP una comunicazione secondo cui possono fare richiesta o
per accedere ai benefici - quindi ai servizi - o eventualmente per
avere delle somme di denaro.
Ciò sta generando un caos perché vi sono soggetti che non avevano
partecipato a quel bando in quanto vi è una disabilità successiva.
Vi è una larga parte di soggetti in possesso della legge 104 del
92 e che hanno disabilità gravissima che non possono accedere a
questi benefici.
E' importante che l'Assessorato della famiglia, di concerto con
l'Assessorato della sanità, emani immediatamente una direttiva per
supplire a queste carenze e per invitare le ASP a fare una
ricognizione di tutti i bisogni, di tutti gli invalidi che ci sono
attraverso un accertamento.
Si sta verificando, infatti, che in quasi tutte le province vi
sono disabili e poi se i fondi che verranno distribuiti - qualora
non si procedesse all'accertamento - solo per una parte di disabili
che hanno partecipato a quel bando e che possono essere rilevati
dai comuni ci sarebbe una discriminazione tra chi non rientra.
Le lascio una nota, Assessore, e la invito di farsi portavoce e
consegnarla sia all'Assessorato della famiglia che all'Assessorato
della sanità perché intervengano prontamente.
CIMINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Vi invito ad attenerci all'ordine dei
lavori, comunque alla finanziaria.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
delle brevi considerazioni che ritengo importanti in un momento in
cui l'Assemblea regionale si trova impegnata a discutere della
Finanziaria e, imminentemente, anche del collegato alla
Finanziaria.
Ritengo che sia corretto, - così come oggi si è tenuta la
riunione con i sindaci e con i consiglieri comunali, importante,
dopo la pronuncia del TAR -, tenere conto anche della pronuncia
della Corte dei Conti riguardo al sistema pensionistico per chi già
gode di un diritto alla pensione della Regione siciliana e ritengo
che per evitare maggiori aggravi, queste pronunce, in questa fase
di finanziaria e di collegato alla finanziaria, vadano
attenzionate.
Così come, sempre nell'ambito delle comunicazioni, ritengo che sia
importante che il Governo possa urgentemente riferire all'Aula,
posto che nei prossimi giorni e nel collegato vi è la volontà del
Governo di creare le condizioni per una fusione del CAS con l'ANAS,
la questione di aver tolto le risorse per la Palermo-Agrigento nel
documento pluriennale di programmazione economica, risorse che
erano stanziate, in quanto si rischia di bloccare un'arteria di
area indispensabile che collega bene la Sicilia Occidentale, così
come anche il tema delle manutenzioni dei viadotti e dei ponti che
l'ANAS sta facendo, dovrebbe realizzare per la Sicilia.
zioni programmatiche e correttive per l'anno 2017. Legge di stabi-
lità regionale'.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Seguito della discussione del disegno di legge n. 1276/A
«Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2017. Legge
di stabilità regionale»
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione dei disegni di legge. Si riprende con il seguito della
discussione del disegno n. 1276/A «Disposizioni programmatiche e
correttive per l'anno 2017. Legge di stabilità regionale», posto al
n. 2).
Eravamo all'articolo 1 Assegnazione agli enti locali e
precisamente all'emendamento 1.19.
FIGUCCIA. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.27, a firma dell'onorevole Formica.
Onorevole Formica, lo ritira?
FORMICA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.33, a firma del Governo.
Comunico che all'emendamento 1.33 sono stati presentati due
subemendamenti, il subemendamento 1.33.1, a firma degli onorevoli
Lupo e Di Giacinto, che così recita: dopo le parole calamitosi
straordinari sono aggiunte le parole verificatisi nell'anno 2016
e il subemendamento 1.33.3, a firma degli onorevoli Vinciullo e
altri, che così recita: dopo le parole incendi aggiungere le
parole cenere lavica .
GRECO GIOVANNI. Presidente, ci può fare illustrare il
subemendamento 1.33.1?
PRESIDENTE. Non occorre, onorevole Greco. Si tratta di eventi
calamitosi verificatisi nell'anno 2016. Serve a delimitare
temporalmente. Mi sembra chiaro.
Si passa all'emendamento 1.33.1. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.33.3. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 1.33, così come emendato.
SIRAGUSA. Presidente, non sono passati trenta minuti per la
votazione.
PRESIDENTE. Insiste, onorevole Siragusa?
GRECO GIOVANNI. Se non insiste l'onorevole Siragusa, insisto io
PRESIDENTE. Onorevole Greco, l'ho capito che lei si vuole
iscrivere al Movimento Cinque Stelle Ha questa aspirazione
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per quindici minuti anche
per consentire che decorrano i previsti trenta minuti dal preavviso
di votazione mediante procedimento elettronico, ed avverto che la
stessa riprenderà alle ore 16.45.
(La seduta, sospesa alle ore 16.34, è ripresa alle ore 17.08)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, eravamo all'emendamento 1.33 che
era stato subemendato. Lo pongo in votazione.
CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
brevemente sull'ordine dei lavori.
Rispetto alle esigenze che si sono registrate ed anche alle
proposte che provengono da parte dei Gruppi parlamentari, pare si
possa trovare una sintesi estrapolando le norme che hanno più
cogenza anche in termini temporali per le esigenze dei comuni,
delle province.
Tra l'altro, stiamo parlando di massimo 8 norme su 44, di cui
l'articolo 2 è già approvato.
Per cui, se l'onorevole Cancelleri che ha chiesto la votazione per
scrutinio nominale è d'accordo, possiamo fare una velocissima
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari per concordare,
di fatto, di riportare a poco più di 6 articoli, 7 articoli da
approvare, su 44 e tutto il resto si porta al Collegato.
Se riusciamo a trovare una sintesi di questo tipo secondo me
consentirebbe una velocizzazione dei lavori
FORMICA. Qual è la sintesi?
PANEPINTO. La proposta è che poiché si è raccolta una esigenza che
trattare 44 articoli ci verrebbe complicato e difficile, c'è la
proposta di fare l'articolo 1 che stiamo trattando, l'articolo 2
che abbiamo già approvato, l'articolo 3, l'articolo 6 che credo che
siano gli Enti in liquidazione, l'articolo 8 le Partecipate,
l'articolo 12 Consorzi per avviare la campagna irrigua, l'articolo
15 che è quello dei disabili e il 34 Aras, che sono già licenziate.
Se il Presidente ed i colleghi sono d'accordo alla sospensione di
10 minuti, questa è la mia proposta.
'Cannizzaro' di Palermo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Indirizzo di saluto agli studenti del liceo scientifico
Cannizzaro di Palermo
PRESIDENTE. Rivolgo un indirizzo di saluto gli studenti del liceo
scientifico Cannizzaro di Palermo che stanno seguendo il progetto
Alternanza scuola-lavoro con il Giornale di Sicilia.
Questo è il primo approccio con l'Aula; capitano in un momento
particolare di approvazione della Finanziaria. L'approvazione della
Finanziaria avviene generalmente in Aula ma ci sono, sto parlando
con gli studenti, non con lei onorevole Formica, per questo
progetto avviato con il Giornale di Sicilia, perché sembrerebbe
strano che sono appena entrati e alla fine si sospendono i lavori.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
1276/A
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, c'è una richiesta da parte del
Gruppo PD, nella persona del vicepresidente del Gruppo, onorevole
Panepinto, rivolto in particolar modo questo invito al Movimento
Cinque Stelle, di una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari per raccordarci sul percorso d'Aula.
Quindi, rispetto ad una richiesta che mi è stata formulato da un
Presidente di Gruppo parlamentare e l'adesione sul tenere la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari un po' condivisa,
vedo l'assenso generalizzato da parte di diversi Presidenti dei
Gruppi parlamentari, non posso che sospendere la seduta.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che sia
opportuno ricordare, Presidente della Commissione Bilancio ed
Assessore per l'economia, c'era una sollecitazione del Governo, di
carattere generale, a proposito dei Fondi comunitari che - credo -
il Direttore generale, Falgares, aveva predisposto e che era
funzionale alla conclusione di un iter che è molto importante,
altrimenti rischieremmo di perdere risorse ed è una richiesta, che
credo interessi tutti, di carattere generale.
I Gruppi parlamentari, pertanto, valutino l'opportunità anche di
inserire questo emendamento.
PRESIDENTE. Onorevole Di Mauro, ha fatto bene a precisarlo perché
già la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari si era
determinata nel senso da lei indicato.
Quindi, la seduta sarà sospesa per riprendere alle ore 18.00. Alle
ore18.00 perché abbiamo una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari; io penserei alle ore 18.00 così se c'è un raccordo
generalizzato si può andare avanti.
(Brusio in Aula)
Onorevoli colleghi, decidiamo in Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari; per me possiamo inserire tutto, possiamo
andare avanti, se c'è una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari senza creare il procedimento si può fare, non posso
decidere io questo o quell'altro.
Pertanto, la seduta è sospesa e riprenderà alle ore 18.00.
(La seduta, sospesa alle ore 17.14, è ripresa alle ore 18.01
La seduta è ripresa.
parlamentari
Presidenza del Presidente Ardizzone
Determinazioni della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, come ben sapete, si è tenuta una
proficua Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari e, la
stessa Conferenza, si è determinata nell'approvare una finanziaria
ulteriormente contenuta richiamando alcuni articoli del
collegato .
Già c'era stata una determinazione in tal senso, su richiesta da
parte del Governo, ed alcune norme della finanziaria sono demandate
al collegato . Resta inteso che, prima dell'approvazione finale
della finanziaria, incardineremo il collegato .
Tratteremo: l'articolo 1 Disposizioni in materia di assegnazione
finanziaria ai Comuni ; l'articolo 2 Disposizioni in materia di
assegnazione ai liberi Consorzi comunali ed alle Città
metropolitane è già stato approvato; poi tratteremo l'articolo 3
Rifinanziamento leggi di spesa - Disposizioni finanziarie ;
l'articolo 6 Disposizioni in materia di Enti in liquidazione ;
l'articolo 8 Disposizioni in materia di Società partecipate ;
l'articolo 12 Interventi per i Consorzi di bonifica - Garanzie
occupazionali per i settori della Forestazione e della Manutenzione
del Territorio ; l'articolo 13 Costituzione del patrimonio
immobiliare del Fondo pensioni ai Dipendenti della Regione ;
l'articolo 15 Disposizione della disabilità e della non-
autosufficienza ; l'articolo 22 Disposizioni in materia di
soggetti utilizzati in attività e lavori socialmente utili ;
l'articolo 23 Potenziamento centri per l'impiego ; l'articolo 26
Pubblicità del Rendiconto semplificato per il cittadino , sul
quale c'è un emendamento di riscrittura; l'articolo 34
Disposizioni in materia di associazione regionale per gli
allevatori ; l'articolo 43 Fondi globali e tabelle ; l'articolo 44
Effetti della manovra e copertura finanziaria ; l'articolo 45
Abrogazione e modifiche di norme e l'articolo 46 Entrata in
vigore .
Dal collegato abbiamo richiamato gli articoli 7, 35, 61 e 68,
che erano già stati inseriti ed erano quelli relativi alle
indicazioni pervenute da parte del Governo.
Allora, onorevoli colleghi, procediamo, non ci dovrebbero essere
grosse difficoltà, è chiaro che su alcuni articoli già i problemi
sono stati evidenziati e ci può essere un momento di riflessione.
Io mi auguro che la finanziaria, nel giro di due, tre giorni,
possa essere finanziaria, auspicabilmente in due giorni.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
1276/A
PRESIDENTE. Si riprende l'esame dell'articolo 1.
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, in virtù della collaborazione
che stiamo cercando di avere, dichiaro di ritirare gli emendamenti
soppressivi a mia firma all'articolo 3 e all'articolo 6.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.33, del Governo. Il parere della
Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione, così come emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.25 bis, dell'onorevole Apprendi.
Onorevole Apprendi, lo mantiene o lo ritira?
APPRENDI. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole a maggioranza.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 1.17 è assorbito.
Si passa all'emendamento 1.26, dell'onorevole Panepinto.
Comunico che è stato presentato il subemendamento 1.26.1,
dell'onorevole Cancelleri.
Pongo in votazione il sub emendamento 1.26.1.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
BACCEI, assessore per l'economia. Dov'è la copertura?
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, davo per scontato che ci fosse la
copertura sul sub emendamento 1.26.1, a firma dell'onorevole
Cancelleri.
Non si può procedere in questo modo, avendo fatto un accordo.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siccome avevamo
ridotto con un altro emendamento la dotazione della riserva degli
otto milioni e l'avevamo portata a sei milioni, abbiamo disponibili
due milioni di cui 300.000 sono serviti non ricordo per quale
emendamento; se l'incrementiamo, onorevole Cancelleri, di un
milione e trecentomila, oggi abbiamo copertura finanziaria ma
ritengo che su due milioni e mezzo non abbiamo copertura
finanziaria.
Abbiamo ridotto da 8 a 6 milioni quello sulle autonomie locali.
Otto milioni che nella stesura iniziale venivano destinati alla
Protezione civile
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Si tratta di riserve, credo che la proposta dell'onorevole
Cancelleri possa essere accolta.
E' una riserva su una somma che vale all'origine 340 milioni di
euro.
PRESIDENTE. Una riserva sul fondo? Chiedo al Governo se c'è la
copertura finanziaria.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, se ho capito bene, onorevole Panepinto, è una riserva sul
fondo delle autonomie locali che è di 340 milioni, al di là degli 8
milioni non abbiamo più vincoli di riserve, se non mi sbaglio,
perché il vincolo l'abbiamo tolto, per cui la copertura finanziaria
c'è, poi la valutazione politica è un altro discorso.
La copertura finanziaria c'è
PRESIDENTE. Comunico che all'emendamento 1.26.1 a firma Cancelleri
c'è la copertura finanziaria, non ci sono dubbi.
Si passa all'emendamento 1.26 R nel testo risultante. Il parere
della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi,
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.32 del Governo, il parere della
Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 1 nel testo risultante .
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Ci sono altri emendamenti.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, scusate, gli emendamenti devono
essere presentati presso gli Uffici, non solo in II Commissione.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, non si tratta di nuovi
emendamenti, si tratta di un emendamento che non è stato discusso
perché è mancato il numero legale e quindi lo abbiamo rinviato;
quindi quell'emendamento è ancora in vita, perché ricordo ha
chiesto il numero legale l'onorevole Siragusa,
PRESIDENTE. A quale si sta riferendo?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Stiamo parlando, per essere chiari, dell'emendamento su Ragusa Ibla
che non è stato ancora votato.
PRESIDENTE. L'emendamento 1.19 è stato ritirato, il soppressivo
dell'1.19.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
E quindi lo approviamo
PRESIDENTE. Non c'è la soppressione, onorevoli Vinciullo, quindi
resta.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Presidente, va bene così, possiamo votare.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ci sono altri
emendamenti che erano stati presentati, prima che cadesse il numero
legale nella seduta scorsa, a firma Panarello, Currenti, un
emendamento che si era discusso era l'intervento finanziario di cui
all'articolo 1, comma 9, legge regionale 27/28 dicembre 2016, si
estende anche ai comuni che abbiano dichiarato lo stato di dissesto
entro il 31dicembre 2016, e non serve copertura di spesa, ma
semplicemente si amplia la platea. E poi c'è l'emendamento A 132
che riguardava i comuni con personale a tempo indeterminato in
mobilità, perché noi, come dire, stiamo garantendo i contrattisti
..
PRESIDENTE. Onorevole Panepinto lei deposita gli emendamenti e gli
Uffici li verificano.
PANEPINTO. Presidente, io li deposito e li inseriamo nel collegato
se è possibile.
PRESIDENTE. Perché mi dovete mettere in difficoltà, capisco che
all'esterno diventa semplice dire che è stato il Presidente
dell'ARS a non volere inserire alcuni emendamenti, perché questo è
un gioco ormai noto.
Non so di quali emendamenti stia parlando, perché sono tutti
annunciati o altro. Intanto li depositi, gli Uffici li
verificheranno e, a maggior ragione lei si è fatto promotore di un
accordo, e dobbiamo aggravare il procedimento, non penso sia
PANEPINTO. Signor Presidente, voglio aiutarla ad accelerare la
conclusione dei lavori, pertanto, le chiedo semplicemente
PRESIDENTE. Onorevole Panepinto, lei è bravo ed esperto. Vi sono
alcune norme che possono andare nelle norme di abrogazione e
modifica.
PANEPINTO. Signor Presidente, mi attengo a quello che lei dice,
però
PRESIDENTE. Sul contenuto sono perfettamente d'accordo, però non
posso entrare nel merito delle singole norme. Li deposita e
verranno trattate quando l'Aula sarà messa nelle condizioni di
esaminarle.
PANEPINTO. Sono depositate.
PRESIDENTE. Sono depositate, dove? Ci sono milleduecento
emendamenti presentati da tutti i deputati, onorevole Panepinto,
non mi mettete in difficoltà. Non ci può essere una corsia
privilegiata.
PANEPINTO. L'articolo 1 sulle autonomie locali era attinente.
Detto ciò, siccome era stato già depositato, chiedo agli uffici che
venga valutato per essere inserito nel collegato , signor
Presidente.
PRESIDENTE. Quindi lei chiede che venga inserito nel collegato .
PANEPINTO. Signor Presidente, non sono emendamenti che riguardano
né la mia provincia
PRESIDENTE. Lo so, non è questo il punto. Però proceduralmente mi
mettete in difficoltà. Nessuno sta mettendo in discussione la bontà
dell'emendamento, onorevole Panepinto. Noi formalmente non li
abbiamo questi emendamenti.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Vanno nel collegato.
PRESIDENTE. Lei ancora insiste. Vanno nel collegato questi
emendamenti.
ZITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, al comma 19
c'era una riscrittura che avevamo ripresentato dove c'era un fondo
unico di tremilioni di euro ad una distribuzione di un milione a
testa per le tre leggi sui centri storici che non è stato trattato.
PRESIDENTE. Questi sono preclusi; andati avanti. Siamo alla
votazione finale.
Avendo bocciato Ortigia ed Agrigento, questo non si può votare.
Pongo in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'articolo 2 è già stato approvato in altra seduta.
L'articolo 3 lo rimandiamo perché procediamo dove non ci sono
problemi.
Si passa, pertanto, all'articolo 6. Ne do lettura:
«Articolo 6
Disposizioni in materia di enti in liquidazione
1. In armonia con i principi e i criteri stabiliti dall'articolo
15 del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito con
modificazioni dalla legge 15 luglio 2011, n. 111 e successive
modifiche e integrazioni, per gli enti soppressi e messi in
liquidazione la Regione non risponde delle passività eccedenti
l'attivo della singola liquidazione. Per le liquidazioni
deficitarie, con decreto del Presidente della Regione si fa luogo
alla liquidazione coatta amministrativa.
2. Al termine delle operazioni di liquidazione, il saldo finale,
se positivo, è versato al bilancio della Regione.
3. Per gli enti la cui liquidazione sia assunta dall'Ufficio
speciale per la chiusura delle liquidazioni, la rappresentanza
anche in giudizio spetta all'Ufficio medesimo che si avvale del
patrocinio dell'Avvocatura dello Stato alle stesse condizioni e con
le stesse modalità con le quali se ne avvalgono gli altri uffici
della Regione.
4. Al fine di pervenire alla soppressione delle Aziende autonome
Terme Acireale e Sciacca ai sensi dell'articolo 1 della legge
regionale 19 aprile 2007, n. 11 nonché dell'Agenzia della Regione
siciliana per le erogazioni in agricoltura, ai sensi dell'articolo
40 della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9, la definizione delle
operazioni di liquidazione già poste in essere è affidata
all'Ufficio speciale per la chiusura delle liquidazioni».
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 6R, di
riscrittura dell'intero articolo.
Credo che c'era un'intesa in tal senso per andare avanti.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, l'articolo, di fatto, recepisce una norma nazionale
relativa agli enti in liquidazione. Quindi non stiamo parlando di
società, ma di enti, in quanto le società in liquidazione sono
regolamentate dal codice civile. L'articolo nazionale mutua in
qualche modo la disciplina che c'è per le società anche per gli
enti. Per cui si fa fronte, di fatto, alle passività attraverso
l'attivo, liquidando con l'attivo.
Laddove l'attivo non dovesse essere bastevole, occorrerà fare
delle transazioni con i creditori riducendo l'importo complessivo
in proporzione a quello che è la disponibilità dell'attivo
ovviamente secondo delle priorità dei crediti che sono definiti
dalla legge.
Se invece il saldo, alla fine della liquidazione, dopo aver pagato
tutti i creditori, fosse positivo, verrebbe versato al bilancio
della Regione.
Abbiamo aggiunto nel comma 1, una parte che è di salvaguardia del
personale che era uno degli elementi che erano emersi dalla
discussione in Aula, ossia, il personale laddove non fosse
utilizzato nell'ambito della liquidazione, appunto per gestire la
liquidazione, dovrebbe transitare alla Resais S.p.a., e quindi
salvando il proprio posto di lavoro.
Si dà poi la possibilità, con il comma 3, di gestire le
liquidazioni, anziché attraverso dei liquidatori, attraverso
l'ufficio delle liquidazioni che sta dentro l'assessorato
all'Economia. C'è un ufficio speciale per la gestione delle
liquidazioni di società ed enti partecipati, per cui la
liquidazione verrebbe internalizzata questo per due ordini di
motivi: il primo perché alcune liquidazioni sono difficoltose -
l'altra volta citavamo il caso dell'Arsea, e quindi non si trovano
liquidatori disposti ad accettare questa liquidazione -; il secondo
motivo è anche un motivo di ordine economico perché, ovviamente,
internalizzandola, si risparmiano i soldi della liquidazione, ma
ancora più importante, si tende ad evitare che questi tempi si
dilunghino all'infinito, perché ovviamente c'è un interesse nel
percepire il compenso della liquidazione.
Al comma 5 è stata inserita una richiesta del Movimento Cinque
Stelle, che il Governo aveva fatto propria, relativa alla redazione
di una relazione da presentare ogni anno alla Commissione Bilancio,
relativa all'andamento della liquidazione degli enti.
Al comma 4 si fa riferimento alla chiusura della liquidazione, non
delle società delle Terme, ma delle aziende autonome che esistevano
prima della costituzione delle S.p.a., che ancora sono attive. Di
fatto, quindi, le S.p.a. sono all'interno di un processo di
liquidazione per il quale avevamo fatto anche la possibilità di
scritturare il mutuo per acquisire i beni, se vi ricordate. Prima
ancora delle S.p.a c'erano delle aziende autonome che non hanno
praticamente più nulla, per quali quindi si agisce con norma per
chiudere la liquidazione delle stesse aziende autonome.
Questo emendamento è quindi la riscrittura che recepisce un po',
spero, tutti gli interventi che erano stati fatti in Aula.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, sorge un problema da parte
della Commissione.
Per quanto riguarda l'assunzione del personale, si fa riferimento
alla data di entrata in vigore della presente legge. Credo che
sarebbe opportuno indicare la data del 31 dicembre 2016, dal
momento che, dopo quella data sicuramente non dovevano essere
fatte, quindi abbiamo una data certa.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, lo presenti sotto forma di
subemendamento.
DI GIACINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, relativamente
al personale che transita, noi parliamo del trattamento economico
normativo, ma trasferiamo anche il TFR che queste società devono
poi al personale? O di TFR qui non ne parliamo, e poi avremo un
problema?
PRESIDENTE. E' materia previdenziale questa.
DI GIACINTO. Ma il TFR è in capo all'azienda, se non è stato
trasferito al fondo.
PRESIDENTE. Ma se l'azienda è in liquidazione, significa
fallimento, se ne dovrà fare carico, in base al codice civile,
l'INPS.
DI GIACINTO. L'importante è che il TFR sia garantito.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, l'onorevole
Anselmo aveva avanzato una richiesta, al comma 3, dove si diceva
che la liquidazione è assunta qualora si volesse procedere con
commissari esterni, l'Assessore per l'economia, tramite decreto,
può farle. Era una cosa del genere, ma ci siamo dimenticati ad
inserirlo nell'emendamento di riscrittura. Si tratta proprio di un
inciso nel comma 3.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, volevo
un chiarimento. Dove c'è scritto che per gli enti soppressi e messi
in liquidazione, la Regione non risponde delle passività eccedente
l'attivo della singola liquidazione, chi ne risponderà?
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, come spiegavo
prima, se il passivo dovesse essere maggiore dell'attivo, si
procede a delle transazioni, e quindi rispettando l'ordine di
priorità dei crediti stabilito dalla legge, perché non tutti i
crediti hanno la stessa priorità.
RINALDI. Ma nelle transazioni qualora
BACCEI, assessore per l'economia. Lo fa il liquidatore.
RINALDI. L'ho capito. Ma qualora le attività della liquidazione
non dovessero bastare, chi paga?
BACCEI, assessore per l'economia. Se si fanno le transazioni, si
stanzierà l'80%, il 70%, il 60%, il 90%. Dipende quanto è l'attivo,
l'ordine di priorità dei crediti e il lavoro del liquidatore è
questo.
RINALDI. Se si va in contenzioso, il debito che resta chi lo paga?
BACCEI, assessore per l'economia. No, non è che resta. E' il
lavoro del liquidatore cercare di gestire quell'attivo, questo è il
lavoro del liquidatore.
RINALDI. L'ho capito Ma se creditori non ci stanno alla
transazione e vanno in contenzioso, dei contenziosi che vengono in
essere, visto che la Regione non ne risponde, allora chi ne
risponde?
BACCEI, assessore per l'economia. Nei limiti dell'attivo, secondo
l'ordine di priorità dei crediti. Questa è la legge, ma anche il
codice civile è così.
RINALDI. Si, però non funziona così. Perché se io non accetto la
transazione e faccio causa e l'attivo arriva fino ad un certo
ammontare e la regione non ne risponde, io non credo che sia così.
Chiedo agli uffici di verificare.
BACCEI, assessore per l'economia. E' così
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Assenza.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole
Rinaldi ha già sollevato benissimo il problema. Io credo che su
questo la Presidenza e gli Uffici abbiano necessità di esprimersi e
anche sul comma 3 che estende, non si sa in base a quale codesta
normativa della legislazione regionale, i casi di rappresentanza
dell'Avvocatura dello Stato.
Se non ricordo male, c'è una legge nazionale che prevede
espressamente quali sono i compiti e le prerogative dell'Avvocatura
dello Stato e quali siano gli enti che possono essere rappresentati
dalla stessa Avvocatura. Non credo che spetti alla Regione
siciliana estendere quali siano le competenze di difesa e di
rappresentanza in giudizio dell'Avvocatura dello Stato.
Se vi fosse ancora il rappresentante e il Commissario dello Stato,
che molto allegramente abbiamo salutato come una vittoria
dell'Isola e che invece apre l'astura a porcherie' di questo
genere, che non hanno assolutamente le fondamenta normative e
giuridiche e logiche per potere proseguire. Lo stesso comma 1 dice
che se vi sono attivi, questo attivi vanno alla Regione, se vi sono
passività di enti che sono tutti enti regionali se le piangono i
creditori. I privati, i fornitori che magari per anni hanno fatto
affidamento sulla buona fede del partner pubblico, ad un certo
momento interviene ex post, la norma che dice scusate, abbiamo
scherzato, i debiti nostri ve li piangete voi, perché noi, con una
norma dell'Assemblea regionale siciliana - e qui invito tutti i
colleghi, a prescindere dagli schieramenti, a farsi un esame di
coscienza se abbiamo una norma che può creare accoglimento in una
pubblica Assemblea - abbiamo stabilito che se vi sono debiti, ve li
piangete voi, perché noi allegramente mettiamo una crocetta e ve li
cancelliamo. Altrimenti dobbiamo sperare che dalla liquidazione
qualcosa si ricava.
Comunque è una norma assolutamente illegittima che, anche se il
Parlamento dovesse malauguratamente, ma io penso di no, approvare,
troverebbe al minimo contenzioso una eccezione di illegittimità che
troverebbe accoglimento in qualsiasi parte d'Italia. Non parliamo
poi del comma 3, ma già l'ho accennato, che potere abbiamo noi,
Assemblea regionale siciliana, a prevedere un ampliamento dei casi
di rappresentanza dell'Avvocatura, dei poteri di rappresentanza
difesa in giudizio l'Avvocatura dello Stato, questo poi me lo dirà
qualcuno che ha avuto la bontà di scrivere una norma così
cervellotica.
PRESIDENTE. Onorevole Assenza, questa è una norma nazionale che
viene richiamata, entra nel nostro ordinamento perché è
contenimento della spesa.
LOMBARDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, pongo l'accento,
brevemente, su un problema prettamente politico che rivolgo
all'assessore Baccei, perché l'accoglimento e il recepimento di
questa norma nazionale - gli uffici staranno approfondendo le
questioni sollevate dagli onorevoli Rinaldi e Assenza - certamente
pongono dei dubbi. Siamo a due anni dalla messa in liquidazione
dell'A.R.S.E.A., assessore Baccei, sappiamo che ormai la A.G.E.A.
funge da organismo pagatore per l'erogazione in agricoltura, per la
sola Regione siciliana, perché tutte le regioni italiane hanno un
proprio organismo pagatore per i contributi in agricoltura. Penso,
ad esempio, alla Regione Toscana, assessore Baccei, che ha
l'A.R.T.E.A., che è l'agenzia regionale per i pagamenti in
agricoltura in Toscana e penso che, avendo, Presidente Ardizzone,
aperto questa legislatura - ormai possiamo dirlo dato che sta per
terminare - questa infelice legislatura, proprio discutendo della
mozione riguardante lo scioglimento dell'A.R.S.E.A., sarà, secondo
me, anche la vicenda dell'A.R.S.E.A. una di quelle vicende delle
quali questo Parlamento verrà chiamato ad occuparsi nel corso della
prossima legislatura. Perché, se è vero che all'articolo 13 andremo
a discutere di errori che sono stati posti in passato da qualche
Parlamento che ha preceduto questa legislatura, certamente la
prossima legislatura dovrà occupare, penso, la maggior parte della
propria attività per porre rimedio agli scempi che sono stati fatti
nel corso di questi quattro anni.
E, tra questi, c'è lo scioglimento di questa agenzia. Qui viene
dichiarato che le passività di questa liquidazione, non si capisce
bene chi dovrà ripagarle, ma quale costo ha avuto, oggi, non poter
implementare l'attività dell'A.R.S.E.A., assessore Baccei? Quale
danno economico ha avuto per l'agricoltore di Bivona o per
l'agricoltore di Terme Vigliatore non poter ottenere i pagamenti
dei contributi ettaro/coltura, così come accade in Puglia, in
Toscana o in Calabria entro novembre di ogni anno ma riceverli,
come accaduto quest'anno in Sicilia, a marzo, ad aprile, a maggio,
quindi sei, sette mesi dopo? Che tipo di ricaduta ha avuto sulla
concorrenza in ambito agricolo, all'interno dello stesso territorio
nazionale tra agricoltori della stessa nazione poter ricevere i
pagamenti sei mesi prima, sette mesi prima e poterli ricevere dopo?
Quale ricaduta economico-politica e amministrativa ha avuto
mantenere la A.G.E.A. come organismo pagatore per la sola Regione
Siciliana? Queste sono domande e sono nodi, onorevoli colleghi, che
mi rendo conto possano essere un po' tralasciati all'interno della
discussione di una legge di stabilità che ci vede correre attorno a
qualche articolo perché, giustamente, occorrerà garantire le
giornate ai lavoratori stagionali dei consorzi di bonifica o agli
ASU, e spero che l'Aula faccia presto.
Questa è l'ennesima vicenda che nei prossimi anni dovrà essere
affrontata. Io, assessore Baccei, oggi le faccio una domanda che
sicuramente è una domanda retorica, perché mi rendo conto che non
può essere la sua risposta, oggi, tecnica esaustiva.
Noi, - non cito non a caso l'agenzia per l'erogazione
dell'agricoltura in Toscana -, siamo l'unica Regione in Italia che
è a posto e non è riuscita ad implementare la propria Agenzia.
Questa è una vergogna, e il Parlamento siciliano, invece di
occuparsi di avere un'agenzia proprio alla vigilia della
presentazione dei bandi per l'agricoltura, un'agenzia forte, capace
di dare erogazioni per i propri agricoltori, si pone solo il
problema di gestire una liquidazione che sarà, ne sono certo,
onorevole Ardizzone, purtroppo l'ennesima liquidazione che tra
quindici venti anni vedrà questo Parlamento intervenire ancora
perché ci sarà da intervenire nel 2030 sulla messa in liquidazione
dell'A.R.S.E.A. avvenuta nel 2015.
MALAFARINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervento
brevissimo per chiedere una chiarificazione. Le partecipate
siciliane, se io ricordo bene, sono in larga parte società per
azioni o, comunque, alle quali la Regione partecipa in quota
capitale, quindi sottoposte, se non sbaglio, al regime di diritto
privato. Assessore, ci può dire quali sono le società che non sono
di diritto privato e per le quali sarebbe necessario approvare
questa norma? Perché due sono i casi o sono di diritto privato, e
si applica la normativa del Codice Civile, o sono di altra natura
per cui credo che dovremmo approfondire il discorso.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Baccei sugli
interventi che si sono svolti.
BACCEI, assessore per l'economia. Onorevole Malafarina lei mi
chiedeva un chiarimento tecnico. Allora, le società private sono
tutte normate dal Codice Civile. Qui stiamo parlando di enti
regionali per i quali, a livello nazionale, non vige, non si fa
riferimento al Codice Civile, ma alla legge che andiamo a recepire.
Proprio per loro, quindi, è prevista questa normativa che non è il
Codice Civile che si riferisce alle società private ma agli enti di
diritto pubblico che, però, in qualche modo, mutua gli stessi
principi.
Quindi, stiamo parlando di due normative diverse anche se nei
contenuti sono simili. Praticamente, per quello che diceva
l'onorevole Assenza, è l'ufficio di liquidazione della società che
si avvale dell'avvocatura non sono nuove fattispecie di enti,
onorevole Assenza, per cui questa è una cosa prevista.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che sono stati presentati
due subemendamenti che, peraltro, sono stati illustrati, il
subemendamento 6.R.1, a firma dell'onorevole Vinciullo nella
qualità di presidente della Commissione, che pone il limite: in
servizio alla data del 31 dicembre 2016 . Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Ed il subemendamento 6.R.2, a firma dell'onorevole Anselmo che
però faceva parte sostanzialmente di una riscrittura. Ne do
lettura: Per la liquidazione di cui al presente comma l'Assessore
regionale per l'economia può nominare un commissario liquidatore
che non abbia svolto alcuna funzione precedentemente nell'ente
stesso. , mi sembra una norma di buon senso.
Pongo in votazione il subemendamento 6.R.2.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 6.R, nel testo risultante.
ASSENZA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Onorevole Assenza, c'era un accordo. Scusate se noi
ASSENZA. Non ho partecipato a questo accordo.
PRESIDENTE. Scusate, invito l'onorevole Assenza a ritirare la
richiesta di voto segreto. Abbiamo svolto una serie di incontri.
Onorevole Assenza, ritiri la richiesta di voto segreto. Abbiamo
svolto una riunione dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, abbiamo
trovato un'intesa.
ASSENZA. Signor Presidente, allora tolgo il disturbo in Assemblea.
PRESIDENTE. No, non è questo il senso. Lei deve comprendere pure
le mie difficoltà in questo momento. Abbiamo bisogno di portare a
compimento la Finanziaria.
ASSENZA. Si finanzia una norma che è completamente folle
PRESIDENTE. Non è folle. La norma non è folle, è una norma
nazionale.
ASSENZA. Allora chiedo che la votazione sia per appello nominale.
PRESIDENTE. Sì, ma si può esprimere in maniera palese.
Sospendo l'Aula per due minuti.
(La seduta è sospesa alle ore 18,39, è ripresa alle ore 18.41)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Chiarito con l'onorevole Cimino, l'onorevole Assenza
insiste nella richiesta di voto di appello nominale?
ASSENZA. Sì. Chiedo che la votazione dell'emendamento 6.R avvenga
per scrutinio nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 6.R.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per appello nominale
dell'emendamento 6.R.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 45
Votanti 37
Maggioranza 19
Favorevoli 28
Contrari 5
Astenuti 4
(E' approvato)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi io ho bisogno di sospendere due
minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18.43, è ripresa alle ore 18.50)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Articolo 8.
Disposizioni in materia di società partecipate
1. La Regione siciliana e gli enti pubblici sottoposti a controllo
e vigilanza applicano le disposizioni del decreto legislativo 19
agosto 2016, n. 175 e le successive modifiche ed integrazioni,
nonché i relativi provvedimenti di attuazione. Le funzioni e i
compiti ivi attribuiti ai titolari degli organi politici e
amministrativi si intendono riferite alle corrispondenti figure
istituzionali in ambito regionale. Restano confermate le
disposizioni di cui all'articolo 33 della legge regionale 7 maggio
2015, n. 9, e successive modifiche e integrazioni.
2. All'articolo 33 della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9, sono
apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 1, lettera b), dopo le parole partecipazione della
Regione sono aggiunte le seguenti: , anche indiretta, nonché
nelle società che svolgono attività in house providing, individuate
con decreto del Presidente della Regione in relazione a specifiche
ragioni di adeguatezza organizzativa, ;
b) al comma 5 le parole ridotti del trenta per cento sono
sostituite dalle parole applicati tenuto conto della diversa
complessità organizzativa .
3. Sono abrogati i commi 1 e 3 dell'articolo 20 della legge
regionale 12 maggio 2010, n. 11.
4. All'articolo 64, comma 4, della legge regionale 12 agosto 2014,
n. 21 e successive modifiche ed integrazioni sono apportate le
seguenti modifiche:
a) le parole di cui al comma 1 dell'articolo 20 della legge
regionale 12 maggio 2010, n. 11 e successive modifiche e
integrazioni sono sostituite dalle parole partecipate dalla
Regione ;
b) dopo le parole l'IRFIS FinSicilia S.p.A. sono aggiunte le
parole e gli organismi strumentali della Regione, con esclusione
delle società affidatarie di servizi pubblici che operano in regime
di concessione regolata dalla normativa nazionale ;
c) le parole dovranno attingere sono sostituite dalle parole
non possono procedere a nuove assunzioni se non attingendo ;
d) alla fine, sono aggiunte le parole in deroga alle disposizioni
di cui all'articolo 20, comma 6, della legge regionale 12 maggio
2010, n. 11 e successive modifiche ed integrazioni, nonché in
deroga alle disposizioni di cui all'articolo 1, comma 10, della
legge regionale 29 dicembre 2008, n. 25 e successive modifiche e
integrazioni. L'articolo 62 della legge regionale 17 marzo 2016, n.
3 è abrogato. .
5. All'articolo 61 della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3 sono
apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 2 dopo le parole Servizi ausiliari Sicilia S.c.p.a.
sono aggiunte le parole o alle società a totale o maggioritaria
partecipazione regionale ;
b) è aggiunto il seguente comma:
2 ter. Al personale dell'Istituto regionale per l'integrazione
dei diversamente abili di Sicilia (IRIDAS) di cui all'articolo 48
della legge regionale 14 maggio 2009, n. 6, già soppresso e posto
il liquidazione ai sensi dell'articolo 63 della legge regionale 12
agosto 2014, n. 21, in servizio alla data di entrata in vigore
della medesima legge e non utilmente ricollocato, alla data di
entrata in vigore della presente legge, presso altro ente, istituto
o azienda, si applicano le disposizioni di cui al comma 2 nonché le
disposizioni di cui all'articolo 64 della legge regionale 12 agosto
2014, n. 21 e successive modifiche e integrazioni. .
6. Le disposizioni di cui all'articolo 64 della legge regionale 12
agosto 2014, n. 21 e successive modifiche ed integrazioni si
applicano anche ai dipendenti, in servizio con contratto di lavoro
subordinato a tempo indeterminato alla data di entrata in vigore
della presente legge, delle società delle quali è stata accertata
la causa di scioglimento ai sensi dell'articolo 2484 del Codice
Civile.
7. L'articolo 32, comma 3, della legge regionale 7 maggio 2015, n.
9 è abrogato».
Comunico che l'onorevole Greco Giovanni ha dichiarato di ritirare
tutti gli emendamenti soppressivi.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevole Cancelleri, c'è un suo emendamento soppressivo, lo
ritira?
CANCELLERI. Lo mantengo.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
intervenire perché credo che sia opportuno chiarire alcune cose con
l'assessore Baccei.
Assessore, io credo che, con questa norma, noi facciamo dei passi
indietro rispetto al rigore che ci eravamo proposti tutti quanti,
qualche mese or sono.
Intanto, vorrei che lei spiegasse all'Aula cosa vuol dire, a
proposito del comma 2, lettera a), le parole anche indiretta',
perché francamente non lo trovo scritto nella norma nazionale a
proposito delle società partecipate e lei, qui, fa una espressa
indicazione di una volontà che la Regione siciliana può partecipare
in società anche in forma indiretta.
Il punto b), riapre la maglia della spesa ed elimina la riduzione
del 30% dei compensi agli amministratori, che lei stesso, qualche
mese fa, aveva proposto come riduzione di spesa.
In più, elimina anche l'individuazione dell'articolo della legge
11, del 2010, commi 1 e 3, allorquando aveva individuato l'elenco
delle società strategiche che questo Parlamento aveva deciso di
mantenere in vita.
Lei elimina l'elenco, non elimina le società, e ci troviamo in una
condizione in cui togliendo questo articolo si dà mandato al
Presidente della Regione quando lo ritiene opportuno di potere
costituire anche con delibera di Giunta, una società.
Mi pare che, a proposito, praticamente, del comma 4, lettera b),
ci sia lo spazio anche di nuove riassunzione allorquando parla di
una opportunità che può essere data di utilizzare personale e,
quindi, questo deve essere chiarito se si tratta di assunzioni
nuove e, infine, per quanto riguarda la possibilità di assunzione
anche dei dipendenti delle società che sono state poste in
liquidazione.
Cioè l'ipotesi che noi abbiamo delle società in liquidazione, il
personale viene riassunto.
Relativamente poi, al comma 5, 2 ter, ho presentato un emendamento
in cui verrebbe eliminato, al quinto rigo, le parole e non
utilmente ricollocato ; faccio presente che trattasi di personale
che lavoro presso l'IRIDAS che si è trovato, a seguito di una serie
di interlocuzioni con l'Ufficio legislativo, con la lettera di
licenziamento.
Queste persone, in questo momento, qualcuno credo che possa avere
anche l'opportunità di lavorare, con queste parole e non
utilmente ricollocato in questo momento, ci può essere una
interpretazione che se una persona sta facendo un mese di
supplenza, un mese di lavoro nel pubblico o nel privato, rischia di
non essere utilizzato in una ricollocazione, quindi, se queste
parole e non utilmente ricollocato le cancelliamo, Assessore, la
norma è più snella e consente a queste persone di potere essere
utilizzate nella formulazione che è prevista dal comma 5, articolo
2 ter.
Per il resto ho presentato anche emendamento, al comma 7, dove
viene abrogato anche la riduzione del 30% per il compenso dei
direttori generali.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, al comma 2, alla
lettera b) con le parole del 30% sono sostituite tenuto conto
della diversa complessità organizzativa stiamo, nuovamente,
ampliando il Consiglio di amministrazione.
Noi avevamo approvato una legge che riduceva a tre componenti, per
tre anni, un Presidente e due componenti, con questo articolo
riapriamo nuovamente il numero del consiglio di amministrazione.
Credo non sia opportuno. Mi pare che abbiamo presentato un
emendamento - che manteniamo - che sopprime la lettera b).
PRESIDENTE. Assessore, sulla base di questi rilievi, è
necessario riscriverlo?
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Relativamente, alle richieste
fatte, in effetti si vanno ad abrogare una serie di norme che erano
state previste con l'obiettivo di diminuire i costi andando ad
assumere una posizione molto più rigorista di quella che ha assunto
lo Stato stesso.
Con questo articolo si va a rivedere per alcune società
particolarmente complesse la possibilità di ampliare membri del
consiglio di amministrazione, non avere un amministratore unico
bensì un consiglio di amministrazione per assicurare una
rappresentanza, un equilibrio all'interno della governance della
società e - per società più complesse - si va a rivedere il
compenso allineandolo di fatto con quello che è il compenso della
norma statale, quindi togliendo quel maggiore rigore che, in
precedenza, c'era stato.
Per quanto riguarda la distinzione fra società strategica e non,
di fatto, elaborando annualmente un piano delle partecipate - come
previsto dalla normativa statale dalla legge di stabilità,
sottoponendola all'attenzione della Corte dei Conti -, si vanno a
fare già delle valutazioni indipendentemente dal fatto che siano
strategiche o non perché questo richiede la normativa statale che è
esecutiva anche da noi.
Nei fatti è già sorpassata per cui si andava a fare ordine anche
su questa norma.
DI MAURO. Può riprendere questo concetto? Stiamo abolendo
l'articolo che stabilisce quali sono le società strategiche e si
lascia aperta una maglia
BACCEI, assessore per l'economia. Onorevole Di Mauro di fatto è
già così perché quando andiamo a fare delle considerazioni rispetto
alle società in base a dei parametri che ci indica la legge
nazionale di stabilità che ha regolamentato le società partecipate,
andiamo oltre quella valutazione strategica e non, perché andiamo a
considerare dei parametri di natura economico-finanziaria. Andiamo
a valutare l'attività che svolge la società se in house o di
mercato così come ci dice la legge che va oltre le considerazioni
che fa tra strategiche e non strategiche.
Se una società non ha i parametri ed è in perdita da più anni,
questa va in liquidazione indipendentemente dal fatto che sia
strategica o non strategica.
Se è una società strategica, è una società che opera sul mercato,
questa deve essere posta in vendita perché non rientra
nell'attività strumentale della Regione. Io la posso definire
strategica ma se è una società che opera sul mercato, per
disposizione comunitaria e nazionale, la devo porre, con i tempi e
le modalità che si vedrà, come si deve porre sul mercato.
La distinzione, pertanto, fra strategica e non strategica rispetto
a quanto è avvenuto successivamente a livello normativo è un po'
passata.
Quando faccio il piano delle società partecipate già devo fare
delle considerazioni, andando ad applicare delle indicazioni della
normativa comunitaria e statale che vanno oltre alle considerazioni
di strategico e non strategico' - cosa che è già successa e che
sta succedendo. Questa era la considerazione.
Per quanto riguarda le nuove assunzioni, altro punto importante
sollevato da lei, onorevole Di Mauro, la norma è fatta per
l'assorbimento del personale che è nell'albo delle partecipate,
dicendo che l'assorbimento di quelle persone che sono nell'albo
delle partecipate non costituisce nuova assunzione e si limita al
personale presente nell'albo delle società partecipate.
Ci sono anche delle interpretazioni fatte e pareri del CGA che
vanno in questo senso, però per chi poi deve mettere in atto questo
tipo di attività, ovviamente, è una norma che chiarisce una volta
per tutte questo aspetto, ma era insito nel fatto che si creasse un
albo delle partecipate per poi riassorbirlo all'interno delle
società stesse, per cui è, di fatto, un'interpretazione di quella
che era la ratio della legge che istituiva l'albo delle società
partecipate.
RINALDI. Chiedo di parlare per un chiarimento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Assessore,
io non ho capito una cosa.
Noi abbiamo approvato nel 2015, il 15 maggio, quindi quasi un anno
e mezzo fa, una norma che prevedeva, a proposito della lettera b),
dove stiamo dicendo: al comma 5 le parole ridotte del 30 per
cento sono sostituite dalle parole: applicati, tenuto conto della
diversa complessità organizzativa , cioè, se noi abbiamo
un'organizzazione complessa, invece di avere un consiglio di
amministrazione di tre, lo possiamo allargare ad un numero
indefinito perché non so con quali criteri verrà definita poi
questa struttura complessa.
Ma io voglio ricordare ai colleghi che la lettera b) della legge
che abbiamo approvato nel 2015, dice in questo modo: nelle altre
società a totale maggiore partecipazione della Regione,
l'amministrazione è affidata ad un consiglio di amministrazione con
durata triennale composta da un presidente e due consiglieri,
secondo le previsioni statutarie della rappresentanza dei soci e
così via , poi c'è l'articolo 2 che prevede anche l'importo da dare
a questi amministratori che non varia, è ridotto a 70 mila euro
per le società con numero di dipendenti inferiori quindi non
capisco in base a quale norma di spending review stiamo aumentando
nuovamente il consiglio di amministrazione abolendo una norma che,
invece, riduceva il costo; non capisco per quale motivo stiamo
facendo questa norma.
Non mi pare che stiamo riducendo il costo, ma stiamo aumentando il
consiglio di amministrazione e stiamo aumentando pure i costi; mi
pare una cosa diversa.
PRESIDENTE. L'Assessore è intervenuto dicendo che alcuni commi
potevano andare nel collegato; se lo volete riscrivere in qualche
modo per fare una votazione unica e proceduralmente decadono tutti
gli emendamenti.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, lei correttamente
ha convocato una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
cercando di interpretare gli umori dell'Aula e tutto ciò al fine di
accelerare quanto più possibile i lavori rendendo snella la
manovra.
Ora, suggerirei al Governo, per quanto riguarda questo articolo 8,
di presentare una riscrittura che sia rispettosa delle osservazioni
che sono emerse dall'Aula e mi riferisco in particolare a due
punti, Presidente. Prima questione: il Governo ci dice riguardo al
comma che si occupa delle cosiddette società strategiche che è una
previsione normativa che di fatto è superata, ma il modo come il
Governo intende superarla è quanto meno sospetto.
Cosa voglio dire? Io posso essere anche d'accordo con il Governo
nel dire che, di volta in volta, con il passare degli anni, possono
anche cambiare le società, l'appellativo di strategico che si vuole
dare ad una società, però, visto che con la normativa in atto c'è
stato un controllo del Parlamento che ha stabilito, su proposta del
Governo, quali erano le società strategiche, io mi sarei aspettato
che il Governo si presentasse con una novità aggiungendo qualche
società che ritiene che possa essere strategica o togliendone
qualche altra, ma non sta procedendo così
Il Governo sta semplicemente procedendo abolendo la norma di legge
che stabiliva quali erano le società. E qual è la conseguenza di
questa abolizione? Che in qualsiasi istante e con una semplice
delibera di Giunta e, quindi, senza il controllo del Parlamento, si
possono creare venti, trenta, mille, una società strategica e non
mi pare che questo sia un modo corretto di procedere sottraendo al
Parlamento e, quindi, al controllo popolare perché il Parlamento è
composto da persone elette dal popolo su una materia così
importante.
Allora, presidente Ardizzone, ritengo che qualora il Governo
voglia far passare questo articolo debba presentare una riscrittura
rispettosa delle obiezioni, a mio modo di vedere molto corrette,
che sono state sollevate dall'Aula, vuole modificare qual è il
campo, il perimetro, l'elenco delle priorità e delle società
strategiche, lo faccia, dicendo che il Governo presenta un nuovo
decalogo, una nuova indicazione, un nuovo numero di società che
ritiene strategiche e l'Aula non avrà alcun motivo, se ritiene che
ciò sia confacente e giusto approvarlo.
L'altra questione: il fatto di abolire quella norma che prevedeva
un limite agli stipendi, ebbene, siamo in un momento di
antipolitica. Se da un lato, si cerca giustamente di porre un
limite alla spesa pubblica e viene strombazzato questo dal Governo
in tutti i modi ed in tutte le maniere, non si può
contemporaneamente, con un comma, togliere quel limite e lasciare
praticamente libertà totale ed assoluta per alcune società; la SAS,
che ha quattromila dipendenti. Ma che sono quattromila dipendenti
della Fiat? Sono purtroppo quattromila dipendenti che sono
fuoriusciti da enti che sono falliti e, quindi, non è una società,
però con quattromila dipendenti, in base al Codice civile potrebbe
arrivare a stipendi, che ne so, di duecento, duecentocinquantamila
euro. Vi sembra una cosa corretta?
Allora, presidente Ardizzone, inviti anche lei, come lo sto
facendo io, il Governo, proprio in virtù dell'accordo che si è
fatto, a riscrivere questo articolo 8, perché se insiste su questo
tipo di formulazione noi staremo qui impelagati chissà quanto tempo
e non credo che ciò rientri nello spirito che, lei Presidente, ha
portato avanti con quella Conferenza dei Capigruppo. Lo riscriva il
Governo.
LO BELLO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO BELLO, assessore per le attività produttive. Intervengo in
riferimento al comma 2 per il quale ho visto registrare parecchi
interventi.
La prima questione riguarda un'introduzione di una norma che
vorrebbe non affidare solo ad un amministratore unico il governo
delle società che operano in house providing ed invece quella della
possibilità di avere un consiglio di amministrazione a tre.
Quindi, non c'è alcun allargamento. Stiamo sostituendo la figura
di un amministratore unico laddove viene individuata la posizione
strategica.
Quindi, per quando riguarda la lettera a) è sostituire con un
consiglio di amministrazione a tre, l'amministratore unico, mentre
per quanto riguarda la lettera b) del comma 2, è semplicemente non
applicare per alcune società tenendo conto, quindi, della diversa
complessità organizzativa quella riduzione che aveva visto ridurre
con la finanziaria del 2015 un'ulteriore riduzione del 30 per
cento.
Purtuttavia, quella riduzione, come sappiamo, fissava alcuni tetti
e con questa norma vorremmo non avere un'ulteriore riduzione.
Tuttavia, l'Aula, in questo senso riteniamo che del comma 2, la
lettera a) sia assolutamente un'esigenza che debba essere, in
questo senso, tenuta molto in considerazione, quindi passare
dall'amministratore unico al consiglio di amministrazione a tre;
sulla lettera b) quindi non prevedere la riduzione del 30 per cento
introdotta con la legge di stabilità del 2015, e la riduzione dei
componenti degli organi di amministrazione che erano, così come
ricordiamo, di 50 mila e di 25 mila quelli degli organi di
vigilanza.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, senza
entrare nel merito della norma, che ha una sua logica, però, è
chiaro che abbiamo trovato un'intesa in Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari, per cui sull'articolo 8 ritengo che vadano
salvaguardati i commi dal 4 in poi, mentre i commi 1 e 2 vadano
mandati nel disegno di legge collegato , chiudendo qui il
ragionamento ed andando avanti.
PRESIDENTE. Sulla base degli interventi che c'erano stati, il
Governo si faceva carico di una riscrittura.
PANEPINTO. E se ne fa carico la Commissione. Per cui chiedo di non
trattare primo, secondo e terzo comma, di stralciarli ed inviarli
al collegato, lasciando in questo testo i commi dal quattro in poi,
e di andare avanti così.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a salvaguardia di
un quadro generale che è stato nel tempo definito e che ha visto
questo Governo e l'assessore Baccei, la scorsa finanziaria,
proporre una serie di norme di ristrettezze, io sono d'accordo con
la proposta dell'onorevole Panepinto ma, relativamente al comma 4,
a proposito del punto a , io ritengo che eliminare il comma 1
dell'articolo 20 della legge n. 11 del 2010 voglia dire eliminare
in toto l'elenco, l'individuazione delle società, e non mi convince
l'interpretazione che dà l'Assessore, perché noi qui dobbiamo
sapere quali sono le società, cosa fanno, quali sono i compiti,
dopo che abbiamo operato una riduzione da 33 società ad 11. Le
abbiamo codificate, le abbiamo stabilite con legge; eliminare
questo tassello importante vuol dire, considerato che nella stessa
norma c'è praticamente la disponibilità del Presidente della
Regione di individuare, con proprio decreto, le società, poi c'è
l'obbligo di venire in Aula per portare praticamente l'aggiunta e
quindi inserirlo in questo testo. Se noi invece abroghiamo
quell'articolo abbiamo una libertà di azione, alla vigilia di un
momento di campagna elettorale, che non ritengo che sia consono a
quello che è stato, fino alla scorsa finanziaria, il comportamento
dell'assessore Baccei.
FORMICA. Eliminiamo il comma quattro
DI MAURO. Quattro, punto a).
PANEPINTO. Lo accantoniamo e andiamo avanti
DI MAURO. Mi correggo, comma tre.
PRESIDENTE. Onorevole Di Mauro, parlava del comma tre o del comma
quattro? Perché se è il comma tre, fa il paio con la proposta
dell'onorevole Panepinto.
DI MAURO. Il comma tre, allorquando dice: sono abrogati i commi 1
e 3 dell'articolo 20 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11 .
Mi ascolti, Presidente, poi va cassato anche il comma 4, lettera
a), perché a quel termine di cui al comma 1 della legge 11 del 2010
andava l'Assessore, correttamente, sostituito col termine
partecipate, quindi, vanno tolti il comma tre ed il comma quattro,
lettera a).
PRESIDENTE. Se il Governo, alla luce degli interventi che ci sono
stati, è d'accordo, si può passare alla votazione dell'articolo 8,
stralciando e mandando nel disegno di legge collegato i commi 1, 2,
3 e 4, lettera a).
Se siamo d'accordo mandiamo in collegato i commi 1, 2, 3 e 4,
lettera a).
LO BELLO, assessore per le attività produttive. Dobbiamo spiegare
meglio il comma 2, lettera a); non c'è stata una discussione su
questo
PRESIDENTE. Ma di che sta parlando?
Assessore Baccei, cortesemente presenti una riscrittura perché
proceduralmente mi decadono tutti gli emendamenti. Fate la
riscrittura come Governo e su questo decidiamo. La fa la
Commissione.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Volevo soltanto ribadire al Governo e all'Assessore che
sull'articolo richiamato dall'onorevole Di Mauro quando si parla di
comma 1 e 3, se non si cassa il comma 2, di fatto, rimane tutto
com'è, perché il comma 2 sono tutte le aree che definiscono la
strategia delle società. Quindi, dire che si cassano i commi 1 e 3
e rimane il comma 2 non funziona.. Per questo nella riscrittura
bisogna stare attenti a quello che vuole dire l'Assessore perché
riguarda i commi 1, 2 e 3. Pare strano che lasci il 2 nella legge.
PRESIDENTE. Stiamo ripetendo sempre la stessa storia. Addirittura,
l'onorevole Di Mauro ha aggiunto che andrebbe nel collegato il
comma 4 limitatamente alla lettera a). Però, la Commissione si
faccia carico e lo riscriva.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, io volevo fare una premessa prima
di entrare nello specifico dell'articolo 8. Siccome sento da
qualche collega richiamare un fantomatico accordo anche per chi sta
all'esterno di quest'Aula, forse è anche bene chiarire cosa
intendiamo perché altrimenti diventa fuorviante.
La proposta della maggioranza o del Governo, adesso non so
inquadrare bene da quale parte sia provenuta, era quella di mettere
da parte alcuni articoli e di non trattarne degli altri. Su questa
cosa noi abbiamo espresso la nostra condivisione. Chiaro che, però,
anche lei riporterà, come io abbia detto che sull'articolo 8 e
sull'articolo 13, eravamo ovviamente in assoluto disaccordo sulla
loro approvazione, ma il fatto di discutere gli altri articoli non
significa che una persona non possa chiedere un emendamento
piuttosto che anche il voto segreto.
Detto ciò, e così abbiamo chiarito anche questa posizione perché
altrimenti diventava davvero scomoda, le faccio presente il perché
secondo me questo articolo non va approvato. Per tutta una serie di
motivazioni che hanno già espresso i colleghi che hanno portato
alla proposta di mettere da parte i commi 1, 2 e 3 e anche il 4
lettera a), ma non è che la restante parte sia meglio.
Noi nel comma 5 ci andiamo ad occupare di personale che, in questo
momento, è, non il personale ma le modalità di assunzione che hanno
avuto nel tempo oggetto da parte della Magistratura. In questo
momento c'è l'approfondimento su questa cosa delle assunzioni e
c'era anche già una legge regionale che prevedeva il passaggio
all'Iridas all'Istituto Italiano Ciechi che, appunto, per effetto
di quell'indagine in corso, io credo che non abbia trovato
applicazione.
Non capisco perché stiamo andando a fare un'altra legge per
mettere ancora di più in crisi questa che dovrebbe essere una
situazione che dovrebbe risolversi prima nell'Aula di Tribunale e
dopo all'interno di questo Parlamento. Secondo noi del Movimento
Cinque Stelle tutto l'articolo va o bocciato o rimandato
direttamente nel collegato.
PRESIDENTE. Allora, questo è vero: in Conferenza dei Capigruppo il
Movimento Cinque Stelle, in ordine agli articoli 8 e 13 aveva
espresso delle riserve tant'è che io stesso avevo evidenziato
l'esigenza di un'interlocuzione con il Governo.
Per quanto riguarda il percorso d'Aula, invece, onorevole
Cancelleri, non significa che ci sono accordi, ma gli accordi in
politica avvengono sempre non è che l'accordo è complicità.
Attenzione, l'accordo ci sta in politica. Se dobbiamo celermente
andare avanti e si può evitare il voto segreto.
Se però accantoniamo l'articolo 8, c'è una proposta
CLEMENTE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CLEMENTE. Presidente, io invece ero d'accordo con la proposta
dell'onorevole Panepinto di accantonare o riscrivere, come lei
giustamente aveva detto, i commi 1, 2, 3 e 4 ma votare il 5, visto
che l'Aula, comunque, tutta non ha fatto obiezioni sul 5.
PRESIDENTE. Lo riscrive? Allora abbiamo un testo da distribuire ai
singoli deputati. Se la Commissione non lo riscrive, è inutile che
interveniamo. Quindi, intanto si deve riscrivere. Può essere che
anche sulla base della riscrittura le riserve manifestate da
qualche Gruppo vengano meno. Intanto è accantonato. Si chiude la
discussione sull'articolo 8. Se la Commissione intende riscriverlo,
decidete o Commissione o Governo, ce lo fa sapere. Se non lo
riscrive va tutto nel collegato.
Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:
«Articolo 12
Interventi per i Consorzi di Bonifica. Garanzie occupazionali per
i settori
della forestazione e della manutenzione del territorio
1. I commi da 1 bis a 1 quinquies dell'articolo 2 della legge
regionale 30 dicembre 1977, n. 106 e successive modifiche e
integrazioni, sono abrogati. Al comma 1 dell'articolo 2 della legge
regionale 30 dicembre 1977, n. 106 e successive modifiche e
integrazioni le parole da nella misura fino al 95 per cento a
dai singoli consorzi al sono sostituite dalle parole nei limiti
dello stanziamento annualmente previsto con legge di bilancio, in
proporzione alla spesa per il trattamento fondamentale del .
All'articolo 47, comma 12, della legge regionale 7 maggio 2015, n.
9 è abrogato il periodo tenuto conto delle disposizioni di cui al
comma 11 .
2. I Consorzi di bonifica sono autorizzati a disporre lo sgravio
parziale dei ruoli già sospesi ai sensi dell'articolo 10, comma 28,
della legge regionale 5 dicembre 2016, n. 24, limitatamente alla
misura eccedente gli oneri di contribuenza relativi all'anno 2013,
ed a riemetterli per l'importo sgravato entro e non oltre il 31
ottobre 2017.
3. In relazione alle disposizioni del presente articolo,
l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 47, comma 12 della
legge regionale 7 maggio 2015, n. 9 e successive modifiche ed
integrazioni è incrementata dell'importo di 10.614 migliaia di euro
per l'esercizio finanziario 2017, di 14.786 migliaia di euro
l'esercizio finanziario 2018 ed è determinata in 39.816 migliaia di
euro per l'esercizio finanziario 2019, di cui 520 migliaia di euro
annui per assicurare la funzionalità di canali di particolare
valore storico.
4. Per l'esercizio finanziario 2017 il finanziamento ordinario
determinato ai sensi del comma 3 è integrato da un'assegnazione
straordinaria, pari a 5.000 migliaia di euro, destinata al
pagamento delle retribuzioni non corrisposte negli anni 2015 e 2016
al personale a tempo indeterminato. Le eventuali disponibilità
residue sono ripartite con le medesime modalità previste
dall'articolo 2, comma 1, della legge regionale 30 dicembre 1977,
n. 106 e successive modifiche e integrazioni. L'assegnazione di cui
al primo periodo del presente comma è subordinata alla
presentazione, da parte dei consorzi beneficiari, di un programma
di misure finalizzate al miglioramento della capacità di
riscossione e al contenimento dei costi di gestione.
5. Per le finalità di cui all'articolo 10, comma 27, della legge
regionale 5 dicembre 2016, n. 24 è autorizzata, per l'esercizio
finanziario 2017, l'ulteriore spesa di 1.000 migliaia di euro.
6. Nel rispetto dei criteri sanciti dall'intesa Stato-Regioni in
materia di riordino dei Consorzi di bonifica, le disposizioni di
cui all'articolo 18, comma 1, della legge regionale 17 marzo 2016,
n. 3 si intendono riferite esclusivamente ai membri di cui
all'articolo 27 del decreto legge 31 dicembre 2007, n. 248, come
sostituito dalla legge di conversione 28 febbraio 2008, n. 31.
7. Il controllo preventivo di legittimità di cui all'articolo 21
della legge regionale 25 maggio 1995, n. 45 è effettuato dal
Dipartimento regionale dello sviluppo rurale e territoriale, previo
parere dell'Assessorato regionale competente per materia. Le
deliberazioni dei Consorzi sottoposte al controllo sono trasmesse
al Servizio competente entro 15 giorni dalla loro adozione, a pena
di nullità. Esse diventano esecutive se non ne viene pronunciato
l'annullamento, con provvedimento motivato, nel termine di 60
giorni dalla loro ricezione.
8. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 23, comma 3,
della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3 e successive modifiche ed
integrazioni, è rideterminata in euro 147.000 migliaia di euro per
l'esercizio finanziario 2017 e in euro 63.054.846,66 per
l'esercizio finanziario 2018. Al comma 5 dell'articolo 23 della
medesima legge regionale 17 marzo 2016, n. 3 le parole per
l'esercizio finanziario 2017 sono sostituite dalle parole per gli
esercizi finanziari 2017 e 2018 .
9. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 23, comma 2,
della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3 e successive modifiche ed
integrazioni, è incrementata, per ciascuno degli esercizi
finanziari 2017 e 2018, dell'importo annuo di 1.760 migliaia di
euro (Missione 16, Programma 3, Capitolo 147326).
10. Al fine di assicurare la continuità dei servizi, i dipendenti
titolari di garanzie occupazionali stagionali di cui all'articolo
1, comma 2, della legge regionale 1 febbraio 2006, n. 4 o
all'articolo 1 della legge regionale 28 giugno 2010, n. 14,
ancorché abbiano avviato azioni giudiziarie per la trasformazione a
tempo indeterminato dei loro contratti di lavoro, mantengono presso
i Consorzi di bonifica medesima precedente posizione lavorativa di
rapporto a tempo determinato, secondo la disciplina delle giornate
lavorative, prevista per la fascia di appartenenza. Dalle
disposizioni di cui al presente comma non possono derivare maggiori
oneri per il bilancio della Regione».
Si passa agli emendamenti soppressivi 12.2, 12.3, 12.4, 12.5, a
firma degli onorevoli Greco Giovanni e altri.
GRECO GIOVANNI. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarli.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 12.1, a firma degli onorevoli Panepinto
ed altri. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Il Governo si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 12.17, a firma degli onorevoli Panepinto
ed altri. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Il Governo si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 12.22, a firma del Governo. Il parere
della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 12.15, a firma dell'onorevole Di Mauro.
C'è un problema di copertura, si tratta di verificare se la
copertura.
DI MAURO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
12.19. Mi permetta, onorevole Raia,di suggerirle il ritiro.
RAIA. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 12.53, I parte, a firma del Governo. Il
parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 12.18, I parte. E' assorbito, è uguale
all'emendamento 12.53, I parte.
Si passa agli emendamenti 12.7, 12.8, 12.9, 12.10, 12.11, 12.12 a
firma degli onorevoli Greco Giovanni ed altri.
GRECO GIOVANNI. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarli.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 12.14, a firma dell'onorevole Di Mauro.
Al comma 10, dopo le parole fascia di appartenenza sono aggiunte
le parole previa risoluzione del contenzioso in essere . Il parere
del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Il Governo si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 12.21, a firma degli onorevoli Raia ed
altri è assorbito.
Si passa all'emendamento 12.13, a firma dell'onorevole Di Mauro.
Sull'emendamento 12.3 c'è un problema di copertura, onorevole Di
Mauro.
DI MAURO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 12.20, a firma degli onorevoli Raia ed
altri. Sono identici.
RAIA. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 12.18, II parte, a firma degli onorevoli
Panepinto ed Anselmo. Lo mantiene o lo ritira, onorevole Panepinto?
PANEPINTO. Signor Presidente, per la verità lo mantengo perché
comunque mantiene la stessa quota di contributo anche per il
personale e si collega all'emendamento dell'onorevole Di Mauro, in
qualche modo.
PRESIDENTE. Lo ritira, onorevole Panepinto?
PANEPINTO. Anche a nome dell'altro firmatario, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 12.18, III parte, a firma degli onorevoli
Panepinto ed Anselmo.
PANEPINTO. Anche a nome dell'altro firmatario, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 12.16, a firma degli onorevoli Assenza ed
altri.
Onorevole Assenza, cortesemente, lo ritira?
ASSENZA. No.
PRESIDETE. Onorevole Assenza, gliel'ho detto con un certo tono ed
era un invito che non voleva essere perentorio perché ho un appunto
da parte degli Uffici nella prima parte: Necessita della verifica
dei presupposti per debito fuori bilancio . Se, quindi, magari lei
lo vuole spiegare può essere che può convincere l'Aula sulla bontà
dell'emendamento.
PANEPINTO. Lo rinviamo al collegato.
PRESIDENTE. Lo rinviamo, invece, al collegato. Certo, tutto il
collegato viene incardinato prima della votazione. Va nel
collegato, non è ritirato. Questo va nel collegato per un
approfondimento, non è ritirato.
Pongo in votazione l'articolo 12, così come emendato.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei che il
Governo attenzionasse il comma 10 di questo articolo in cui viene
testualmente indicato che al fine di assicurare la continuità dei
servizi, i dipendenti titolari di garanzie occupazionali
ancorchè abbiano avviato azione giudiziaria per la trasformazione
a tempo indeterminato dei loro contratti di lavoro , non c'è la
specifica di com'è finita questa causa perché se noi vogliamo fare
con legge una sentenza
FORMICA. Non ha copertura.
DI MAURO. Ma lasci perdere la copertura, onorevole Formica, qua il
problema è se c'è una sentenza definitiva che conclude un'azione
giudiziaria perché se l'azione giudiziaria è stata avviata ma non è
conclusa non è che noi con legge possiamo fare una sorta di
transazione, per essere chiari. Credo che questo comma vada
stralciato magari, poi, con un approfondimento in sede di
collegato.
PRESIDENTE. Onorevole Di Mauro, abbiamo approvato un suo
emendamento dove c'era scritto previa risoluzione dei contenziosi
in essere .
DI MAURO. Posso chiedere se la controversia è in corso oppure se
la controversia è stata persa dai lavoratori?
PRESIDENTE. Scusate, però, abbiamo approvato proprio un suo
emendamento che andava in tal senso. Nel suo emendamento c'era
scritto previa risoluzione dei contenziosi in essere . Questo lo
abbiamo approvato. E' il suo emendamento che abbiamo approvato,
onorevole Di Mauro. Pensavo che fosse risolutivo della questione
che lei ha posto.
DI MAURO. Non è risolutivo perché non conosciamo lo stato di
questo contenzioso. Se il contenzioso è a favore della Pubblica
amministrazione è chiaro che noi non possiamo fare una transazione
con sentenza, se è a favore significa che noi aumentiamo il numero
degli assunti a tempo indeterminato, quindi il Governo relazioni,
ci faccia capire, oppure stralci questo articolo.
BACCEI, assessore per l'economia. Non è governativo
DI MAURO. Non è governativo Comunque è nel disegno di legge.
FORMICA. In effetti, è molto dubbio il comma.
PRESIDENTE. Sì, però mentre andavamo avanti, ne è stato
approvato uno. Io capisco tutto, non sto entrando nel merito, lo
mandiamo al Collegato, limitatamente al comma 10?
PANEPINTO. Cosa mandiamo al Collegato?
PRESIDENTE. Comma 10, limitatamente al comma 10. Va bene lo
mandiamo al Collegato; grazie, onorevole Panepinto.
Pongo in votazione l'articolo 12 nel testo risultante, precisando
che il comma 10 va nel Collegato, insieme all'altro emendamento
presentato dall'onorevole Assenza. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:
«Articolo 13.
Costituzione del patrimonio immobiliare del Fondo
pensioni
dei dipendenti della Regione siciliana
1. Per le finalità di cui al comma 3 dell'articolo 15 della legge
regionale 14 maggio 2009, n. 6 e al fine di costituire il fondo
immobiliare del Fondo pensioni dei dipendenti della Regione
siciliana, la Regione trasferisce in proprietà entro il 30 giugno
2017 complessi immobiliari per il valore di 177.000 migliaia di
euro.
2. Il trasferimento di cui al comma 1 compensa integralmente le
quote relative al triennio 2017-2019 del limite di impegno di cui
al comma 4 dell'articolo 15 della legge regionale 14 maggio 2009,
n. 6.
3. Il Fondo pensioni dei dipendenti della Regione siciliana è
autorizzato all'acquisto entro il 28 febbraio 2017 del cento per
cento delle quote del Fondo di cui all'articolo 9 della legge
regionale 28 dicembre 2004, n. 17 e successive modifiche ed
integrazioni, che assicura un rendimento netto pari ad almeno il
rendimento attuale delle corrispondenti risorse finanziarie
necessarie per l'acquisto aumentato del trenta per cento.
4. Per effetto del comma 3 è accertata in entrata del bilancio
della Regione siciliana per l'anno 2017, quale corrispettivo della
cessione, la somma di 22.750 migliaia di euro pari al trentacinque
per cento del capitale netto del FIPRS».
All'articolo 13 è stato presentato l'emendamento 13.9 R I, di
riscrittura dell'emendamento 13.9, a firma del Governo.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori Assessori, è chiaro
che è necessario approvare questo articolo anche se non lo
dovessimo condividere, per il semplice motivo che questo articolo
13 regge l'articolo 15, cioè quello sulle risorse destinate ai
disabili. Se non dovesse passare questo articolo verrà meno la
manovra sulla disabilità.
Io a questo proposito voglio, però, ricordare due cose. La prima:
avevamo chiesto al Governo di sapere a quanto ammontavano le
entrate da parte dell'IVA. Il Governo, non l'Assessore Baccei che
ha risposto, ma avevamo chiesto al Presidente di rispondere perché
è lui che rappresenta la Regione, volevamo sapere quanto valeva
questa manovra. Non siamo riusciti ancora a saperlo.
Abbiamo accantonato in maniera, così, prudenziale, questi 162
milioni di euro. Ci sono, però, difficoltà legate all'articolo 15 e
alla riscrittura dell'articolo 15 di cui la Commissione non è
ancora venuta a conoscenza della relazione e che, di conseguenza,
Presidente, proprio perché si tratta di un impegno importante,
serio da parte di questo Parlamento, avremmo bisogno della
relazione in maniera tale che possiamo giudicare serenamente,
tranquillamente quello che dobbiamo fare.
All'Assessore Baccei, però, chiedo una modifica. All'articolo 13
il comma 3 prevede che noi, rispetto a ciò che il Fondo riceve
dalla banca, diamo un incremento del 30 per cento. Siccome quello
che risparmiamo è oggettivamente una somma notevole io, Presidente,
chiedo che questo 30 per cento possa essere mutato in 50 per cento
in maniera tale che nel Fondo pensioni, anche per premiare i
dipendenti della Regione di questa operazione che ci stanno
consentendo di fare per venire incontro ai ragazzi, alle ragazze,
ai soggetti diversamente abili, abbiano un ritorno ancora più
consistente.
Pertanto, le chiedo di modificare l'acquisto aumentato anziché del
30 per cento, del 50 per cento e adesso la Commissione le farà
avere la riscrittura. E' chiaro che su questa vicenda non occorre
nemmeno una copertura finanziaria dal momento che trattasi di
introito certo dovuto al venir meno dei pesanti affitti che la
Regione non pagherà più.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, intervengo ad integrazione di quello che diceva il
Presidente Vinciullo.
Da un lato, ci terrei a spiegarvi questa operazione che va
ovviamente compresa bene, oltre ad aggiungere che quest'articolo
non solo è collegato all'articolo 15 dove dà una copertura di 118
milioni di euro ma, come vedete nel comma 4, ci sono ulteriori
quasi 23 milioni di euro, esattamente 22 milioni e 750 mila euro
che vanno a coprire la manovra complessiva; per cui, venendo meno
questo articolo non solo cadrebbe l'articolo 15, ma verrebbero a
mancare ulteriori 23 milioni di euro alla manovra per cui dovremmo
andare a ridurre spese negli articoli rimasti per una cifra
corrispondente.
Provo a spiegarvi la manovra che penso essere vantaggiosa per
tutte le parti. Questa manovra sugli immobili si ricollega ad una
vendita di immobili che fu fatta anni fa per un valore di 217
milioni di euro. Vendita che fu fatta costituendo un fondo, il
FIPRS, le cui quote sono poi state cedute a dei venditori
istituzionali per il 65 per cento, mentre la Regione ne ha
mantenuto il 35 per cento.
Col tempo gli investitori istituzionali sono diventati
sostanzialmente due: uno è Banca Intesa e l'altro è Unicredit, che
hanno complessivamente il 65 per cento attraverso una società
cosiddetta veicolo . Di questi 217 milioni del valore immobile
sono stati ceduti tre immobili, per cui il valore, a parità di
perimetro, è sceso a 195 milioni.
Di fatto, oggi, il mercato immobiliare è sceso, pertanto la
quotazione di questi immobili è diminuita di conseguenza, ci sono
delle interlocuzioni fra le parti per un valore equivalente degli
immobili di circa 160-170 milioni circa per cui inferiore
certamente ai 195 milioni che menzionavo prima. Di questi 160-170
milioni, 105 sono a copertura di un mutuo, per cui il valore reale
che si va a pagare sono 65 milioni. Questi 22 milioni 750 mila euro
sarebbero la quota derivante dalla vendita, da parte della Regione
per il 35 per cento delle quote, al Fondo pensioni.
Se calcolate il 35 per cento di 170 meno 105, quindi 65 milioni vi
viene 22 milioni 750 mila euro. Quindi questa sarebbe la quota del
Fondo che la Regione vende al Fondo pensioni.
Il Fondo pensioni poi acquisirebbe anche le altre quote degli
altri due investitori istituzionali, Banca Intesa e Unicredit e
acquisirebbe il 100 per cento degli immobili cosicché la Regione
ritornerebbe proprietaria dei suoi immobili ad un valore
sensibilmente più basso di quello a cui aveva venduto anni fa.
Questo cosa consentirebbe? Attualmente quegli immobili sono
affittati alla Regione stessa ad un tasso molto alto: fra il 9 ed
il 10 per cento, tant'è vero che noi paghiamo di affitti al FIPRS
20 milioni l'anno.
Con questo emendamento, che ora l'onorevole Vinciullo voleva
rettificare dal 30 al 50, però, diciamo che noi andremmo a pagare
un affitto al Fondo pensione pari al rendimento che, attualmente,
ha il Fondo pensioni nei suoi investimenti, perché non è che il
Fondo pensione, i soldi i circa 800, 900 milioni di euro che ha li
tiene in un cassetto, comunque li investe secondo delle
disposizioni che sono previste per i Fondi pensioni che sono ben
regolamentati in una serie di attività dove, normalmente, da prima
è un investimento immobiliare.
Come ho detto in Commissione Bilancio se prendete il patrimonio
immobiliare italiano è posseduto dall'Inps, l'Inail e i Fondi
assicurativi proprio perché è ritenuto essere un investimento
sicuro che dà un reddito garantito che sono quelli degli affitti.
Quindi, in questo caso, il reddito sarebbe garantito perché la
Regione occupa questi immobili, quindi, pagherebbe un affitto ad un
valore, come dice la legge, in questo caso sarebbe del 50 per cento
superiore al valore medio di rendimento attualmente ottenuto dal
Fondo pensione attraverso i suoi investimenti.
Fate conto che mediamente, oggi, il Fondo pensione ha circa il 3
per cento di investimento medio, in questo modo daremo il 4,5 per
cento, quindi, gli garantiremmo un flusso molto più elevato, il 50
per cento maggiore di quello che, attualmente, detiene.
Questo però cosa ci consentirebbe? Consentirebbe di abbassare il
valore degli affitti che la Regione paga dai 20 milioni attuali al
4,5 per cento del valore degli immobili che porteremmo a 160
milioni per cui verrebbero circa 7-8 milioni di euro, per cui
passeremmo da un valore degli affitti da 20 milioni a 8 milioni.
Quindi, sarebbe conveniente per la Regione, sarebbe conveniente per
il Fondo pensione perché ha un rendimento garantito del 50 per
cento superiore a quello medio che ottiene oggi e, poi, ci
sarebbero, ovviamente, i Fondi per ripagare la manutenzione, però,
sarebbero a parte, che non rientrano, oggi, in quelle cifre,
sicuramente, però, si potrebbe garantire una quota, visto che
risparmiamo, comunque, 12-13 milioni di euro, per garantire la
manutenzione degli immobili che, in effetti, ne hanno bisogno.
Quindi, questa è una operazione che è vantaggiosa da tutte le
parti e che, paradossalmente, va a dare valore all'operazione fatta
anni fa proprio perché si è abbassato il valore del mercato
immobiliare.
Invece, l'articolo 15 a cosa si legherebbe? Si legherebbe al fatto
che la Regione corrisponderebbe, per la quota di trattamenti
pensionistici che dovrebbe versare al Fondo pensione, anziché
versare 59 milioni di euro che è la quota annuale che la pensione
versa al Fondo pensione, verserebbe 59 milioni di immobili, di
nuovo trattasi di immobili già occupati dalla Regione, già occupati
da uffici regionali, in cui andremo a pagare l'affitto, quindi,
sarebbero 59 nel subemendamento per due anni, 118 milioni; di nuovo
se fate il 4,5 per cento di 118 milioni avremo altri 5 o 6 milioni,
quindi, aggiungendoli agli immobili, comunque, staremmo ben al di
sotto dei 20 milioni che attualmente paghiamo al FIPRS, di cui il
65 per cento - ricordo - sono gli investitori istituzionali.
Per cui, con questa operazione, avremmo 22 milioni 750 subito
dalla vendita del 35 per cento delle quote del Fondo e, poi,
avremmo, conferendo 59 milioni di euro di immobili per due anni
libereremmo 118 milioni cache che potremmo dedicare alla copertura
del Fondo per le disabilità.
Quindi, questa è la manovra complessiva. Se avete dubbi
chiariamoci prima della votazione, sarò qui a disposizione.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel corso del mio
intervento a proposito della discussione generale sulla
Finanziaria, avevo chiesto all'Assessore la possibilità di dare uno
sguardo all'elenco dei beni immobili ed al parere che d'obbligo,
secondo la legge n. 6 del 2009, del parere dell'Agenzia pubblica
del demanio.
Perché dico questo? Perché questo articolo, Assessore, in cui lei
ha avuto modo di rappresentare una parte significativa, per carità,
di tutto il provvedimento è un combinato disposto di quello che fu
l'articolo 9 della legge 17/2004 a proposito di valorizzazione dei
beni immobili.
Tengo a ribadire questo concetto, Assessore, questo termine
valorizzazione' dei beni immobili e il provvedimento legislativo
che citavo poc'anzi, legge regionale 6/2009 che istituisce il Fondo
pensioni.
L'istituzione del Fondo pensioni fu determinato con forza dal
Governo Lombardo perché si era scoperto che le pensioni venivano
pagate regolarmente e quotidianamente con la Cassa. Col Governo
Mattarella era stato dismesso il Fondo per dare liquidità alla
Regione.
Assessore, non conosciamo ancora quali siano questi beni immobili.
Non abbiamo preso visione del parere dell'Agenzia pubblica del
demanio - credo che queste carte le avrà portate e le distribuirà
in Aula - credo che la società che ha acquisito questi beni
immobili, in tutto questo periodo, non abbia mai proceduto alla
valorizzazione dei beni immobili.
Cosa vuol dire valorizzazione dei beni immobili? Valorizzazione
dei beni immobili vuol dire riuscire a renderli più appetibili di
quelli che erano al momento della costituzione di quel famoso Fondo
per far sì che la Regione - qualora dovesse rientrare in possesso
di questi beni immobili - potesse trovarsi con beni valorizzati
cioè messi nelle condizioni di superare tutte quelle difficoltà che
nel tempo i beni immobili hanno acquisito.
Ciò vuol dire un depauperamento del patrimonio, la messa in
sicurezza e tutta una serie di cose dovute per contratto. Adesso ci
viene propinata la vendita e non credo ci sia bisogno di una norma.
Il Fondo immobiliare è un ente pubblico economico che può
benissimo - se lo ritiene - rischiare di perdere parte della
liquidità, unica condizione necessaria affinché il Fondo sia in
equilibrio ed evitare di acquistare questi beni perché se da un
lato, la Regione ha un obbligo di trasferire ogni anno 59 milioni e
c'è stato già un anno per cui questa corresponsione non si è
realizzata.
Il trasferimento che era per un ammontare di 15 anni si è già
trasferito ad un anno successivo, si è spostato al 2025-2026.
Con questo trasferimento di beni immobili, che hanno ben poco di
commerciale, in cui non solo non si è proceduto alla valorizzazione
dei beni immobili ma - nel frattempo - sono trascorsi altri tredici
anni per cui i beni hanno perso il valore, facendo questa
operazione e facendola col consenso del Parlamento, credo che non
faremo cosa buona e giusta ma recheremo un danno al Fondo per le
pensioni.
A me dispiace quando il Presidente della Commissione Bilancio e
l'Assessore, in questo clima di attenzione verso il mondo dei
disabili, non è corretto dire che se non passa questa norma, non si
può istituire il Fondo. Il Fondo è una priorità, Presidente, è una
priorità per tutto il Parlamento e per il Governo - e su questo
siamo tutti d'accordo - ma dire che bisogna fare questa svendita o
acquisire questi beni perché solo così possiamo trasferire le
risorse all'articolo 15 che prevede il Fondo per i disabili, credo
non sia corretto. Lasciatemelo dire I soldi sono necessari per il
Fondo, ma non si può mettere in sinergia.
La manovra è stata costruita così, un articolo come questo, il 13
che è strutturato per arrecare un'ipotesi di natura economico-
finanziaria che non è funzionale a quella che è la sopravvivenza
dello stesso Fondo.
Non credo che debba aggiungere altro, ma invitare il Governo ad
una riflessione su questo articolo, vedere se è il caso di
modificarlo, di trovare risorse altrove, ferma restando l'esigenza
di dare risposte ai disabili.
PRESIDENTE. Siamo al punto di prima. C'è un invito da parte di
alcuni deputati a rivedere la norma. Il Governo sostiene la bontà
della norma; quindi, procediamo sulla base degli emendamenti
presentati.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, le devo dire che
su questa norma, nonostante l'Assessore abbia illustrato il motivo,
nutro diversi dubbi.
E devo anche dire al mio amico Vinciullo che non può dire dobbiamo
approvare questa norma, altrimenti salta il finanziamento ai
disabili, perché non è giusto, il Governo poteva benissimo trovare
questi fondi in un altro capitolo e non fare una norma che è,
intanto non credo che sia costituzionale, ma mi chiedo: posso
obbligare un fondo ad acquistare degli appartamenti per far fronte
alla cassa mia regionale per far fronte a una spesa dei disabili e
obbligare l'Aula a votare una norma del genere, senza che ci sia
una relazione che spieghi quali siano questi beni che valore hanno
in questo momento nel mercato; in che stato sono con la
manutenzione; se hanno tutti i requisiti per potere essere
affittati così come lo sono oggi, cioè se sono a norma, se hanno
l'agibilità, se hanno tutti i cosiddetti requisiti per essere
uffici destinati al servizio pubblico, se sono aggiornati con le
nuove norme, voglio dire, se sono adeguati e approviamo questa
norma senza che ci sia il consenso dei pensionati.
E come se io qui dicessi, Presidente, acquistiamo un immobile con
il fondo pensione che abbiamo in l'Assemblea senza chiedere ai
pensionati e senza convocare il fondo per dire se sono d'accordo o
no. Cioè una norma che obbliga e, tra l'altro approvata dalla
Regione, cioè dall'Assemblea, mi sembra una cosa veramente al di là
di tutto quello che ha esposto l'onorevole Di Mauro e che condivido
in pieno, credo che questa norma vada rivista per cui chiedo al
Governo di ritirarla.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la norma come
le annunciavo poc'anzi, questo articolo 13, a me dispiace che venga
posto come base della copertura di articoli che interessano
chiaramente tutti e che nessuno, ovviamente vuole, in qualche modo,
disconoscere.
La copertura della manovra sui disabili credo che stia a cuore a
tutti quelli di quest'Aula e nessuno può dire che l'abbia più a
cuore rispetto ad altri, però è chiaro che poi sembra che dobbiamo
giustificare questi articoli e la loro copertura finanziaria
attraverso delle cose che, invece, nessuno di noi vorrebbe fare.
Voglio porre all'attenzione di quest'Aula alcune considerazioni su
quella che è la norma sul fondo pensioni, perché non so se l'avete
capito, ma tecnicamente, cari colleghi, la storia è questa qui: la
Regione ha venduto a suo tempo gli immobili; li ha comprati una
società privata; il 65 per cento appartiene alle banche, il 35 per
cento è della Regione siciliana.
Oggi scopriamo che li possiamo di nuovo ricomprare ad un prezzo
minore e voi direte: che gran bella cosa . Io vi dico che non è
gran bella cosa perché li compriamo a prezzo minore semplicemente
per il fatto che non sono state fatte le manutenzioni e gli
stabili. Sono degli stabili che piano, piano si sono andati
deteriorando.
Quindi, forse, non è che conviene a noi comprarli, conviene,
forse, tanto a qualcuno che li sta vendendo. Poi, per effetto di
questa cosa, facciamo introitare, visto che è il fondo pensioni
della Regione e non la Regione che compra, da altri quel 35 per
cento dalla Regione stessa fa rientrare all'interno della casse
della Regione dei soldi che stiamo andando a spendere e stiamo
andando a mettere come copertura per alcune situazioni.
Però, qui c'è un problema, Presidente, perché la norma si pone in
contrasto con l'articolo 2 del Decreto Presidenziale del 23
dicembre 2009, il n. 14, che segnatamente cita: Il fondo è un ente
pubblico non economico, dotato di personalità giuridica e di
autonomia patrimoniale, finanziaria, gestionale, amministrativa e
contabile .
Ora, non ci vuole una laurea in giurisprudenza, non ci vuole un
master in attività legislativa, assolutamente nulla di questo per
capire che ad un fondo che ha autonomia patrimoniale, finanziaria,
gestionale, amministrativa e contabile non gli devi fare una legge
per fargli comprare gli immobili. Se li vogliono comprare, li
comprano loro Noi che cosa gli stiamo andando a dire a questi del
fondo patrimoniale Ed in più, poco fa qualcuno citava una
relazione del Fondo pensioni che dovevano dirci se erano
interessati effettivamente all'acquisto o no. Ma noi glielo abbiamo
chiesto a quelli che ogni mese contribuiscono a questo Fondo
pensioni se sono d'accordo? Perché con tutti i dipendenti della
Regione con cui ho parlato ne avessi trovato uno che è contento di
questa operazione
Tutti me l'hanno dipinta come: ma mi sa che stanno facendo
speculazione edilizia, o meglio speculazione patrimoniale con
quella che praticamente è la nostra riserva per pagarci le
pensioni .
Noi andando a guardare qualche cosa che in piccolo comunque
riguarda le Camere di commercio, di questi fondi patrimoniale che
si sono persi perché li abbiamo utilizzati per fare altro rispetto
al pagamento di pensioni, lo sappiamo che cosa è successo, perché è
di questi giorni che ci sono i problemi appunto sulle riserve
pensionistiche delle Camere di commercio. Non vorrei che questo sia
l'avvio affinché qualche cosa del genere sta andando a camminare.
E poi, un'altra cosa e chiudo. Però anche questa importante.
Lasciando le considerazioni relative a quello che vi dicevo prima,
le vicende legate alla valutazione degli stessi e alla
quantificazione dei canoni di locazione, è necessario considerare
che fanno parte di questo fondo gli immobili venduti alla Regione
come vi avevo prima citato. Ma su gran parte di questi immobili non
sono state realizzate le opere di adeguamento normativo. Quindi,
noi andiamo a dire sostanzialmente al Fondo pensionistico di andare
a comprare degli stabili che non sono neanche adeguati
normativamente, con i quali poi dovremmo sottoscrivere un accordo
che in questo momento è verbale, perché non lo sappiamo se poi
domani la Regione rimarrà in affitto in quei locali; perché vi dico
una cosa: io non ce li manderei a lavorare dipendenti della Regione
in un ufficio che non è normativamente adeguato, perché i ricorsi
sarebbero a centinaia qualora dovessero succedere delle cose.
Credo che tutta questa norma in piedi non si legge. Si legge solo
ed esclusivamente per un unico motivo che i soldi che sono tirati
fuori da questa norma vanno a coprire l'articolo che riguarda i
disabili e a me dispiace perché questa cosa che oggi è stata detta
in quest'Aula da parte dell'Assessore, da parte del Presidente
della Commissione Bilancio dà ancora una volta ragione a quella
che era stata la nostra critica rispetto a quell'articolo sui
disabili che ancora una volta sono state trovate coperture da una
politica che ha ritenuto quel tema non prioritario, ma secondario,
sono state trovate coperture che sono labili.
Però, oggi non ci stiamo a farci strozzare, né nel dibattito,
neanche nella nostra prerogativa d'Aula per potere votare contro un
articolo, questo il 13, che riteniamo non valido semplicemente
perché poi le coperture andranno a coprire i disabili.
I disabili, per loro stessa ammissione, sono handicappati, ma non
cretini Capiranno che questa è un'ulteriore speculazione ai danni
di altri cittadini che hanno la stessa dignità e questo Parlamento
li deve attenzionare, che sono i dipendenti della Regione che
contribuiscono al Fondo pensionistico.
PRESIDENTE. Il Governo ha chiesto una breve sospensione della
seduta. Pertanto, la seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 19.59, è ripresa alle ore 20.05)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, da una rapida consultazione, si è
convenuto di ritornare all'articolo 8 perché c'è una riscrittura
condivisa.
Pertanto, si riprende l'esame dell'articolo 8, precedentemente
accantonato.
Comunico che è stato presentato dalla Commissione l'emendamento 8R
di riscrittura dell'intero articolo.
I primi commi sono tutti saltati ed è saltata pure la lettera a)
del comma 4, come chiesto dall'onorevole Di Mauro.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Congedi
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che hanno chiesto congedo
gli onorevoli Dipasquale, Gennuso e Alfio Barbagallo.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
1276/A
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 8R. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, dobbiamo essere chiari; noi questa sera
potremmo approvare gli articoli 22, 23, 26 e al 34, perché mi
sembra che c'era una intesa. Però, se non apriamo questioni, e mi
riferisco all'articolo 22 Disposizioni in materia di soggetti
utilizzati in materia in attività di lavori socialmente utili . Io
ho fatto il ragionamento sulla base degli emendamenti presentati,
ma mi dice l'Assessore Baccei che boccerebbe quelli che hanno
copertura.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, a proposito dell'articolo 13 - che
credo sia accantonato - chiedo se è possibile avere l'elenco dei
beni immobili, con la relativa valutazione dell'agenzia pubblica
del demanio.
BACCEI, assessore per l'economia. Onorevole Di Mauro, per la lista
degli immobili non c'è problema, l'ho già chiesta l'altra volta al
ragioniere generale, e glielo richiedo un'altra volta di fornire la
lista degli immobili. Gli immobili sono stati valutati quando c'è
un fondo, un SGR che fa da advisor, quindi non c'entra l'agenzia
del demanio ma la valutazione è stata fatta dall'advisor
indipendente nominato dalla SGR, che è quello che prevede il
regolamento. L'agenzia del demanio non ho capito cosa c'entra.
DI MAURO. Noi non dobbiamo confondere la valutazione con la
questione del fondo. La valutazione, secondo l'articolo 9 della
legge n. 17 del 2004, deve essere fatta dall'agenzia. Questa
valutazione dell'agenzia era la valutazione che ci ha consentito
poi di fare il bando di gara. Altra cosa è il fondo dei beni
immobili. Lei deve attenersi alla legge, alla n. 6 del 2009 e
all'articolo 9 della legge n. 17 del 2004.
BACCEI, assessore per l'economia. Mi permetta, onorevole Di Mauro,
l'agenzia del demanio fa la congruità del valore degli affitti, le
valutazioni degli immobili le fa l'ex agenzia del territorio,
confluita nell'agenzia delle entrate, dietro pagamento oneroso,
cioè quando si vuol vendere un immobile si fa fare una valutazione
all'agenzia del territorio.
DI MAURO. Questo dobbiamo avere noi, questo dice la legge
regionale. Lei la guardi
BACCEI, assessore per l'economia. Oppure lo può fare il Genio
civile al posto dell'agenzia del demanio.
DI MAURO. La legge dice l'agenzia
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ritratteremo domani l'articolo 13,
domani mattina ci serve per chiarire questi aspetti.
Io avevo proposto di approvare gli articoli 22, 23, 26 e 34. Mi
dice l'assessore, laddove ci sono questioni di copertura, che ci
sono articoli che richiedono spesa, di fermarci perché prima
bisogna approvare l'articolo 13.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, poco fa abbiamo
approvato questo emendamento di riscrittura dell'articolo 8, in
maniera veloce, senza avere la possibilità di leggerlo ma alla
fine, dove c'è il comma 7, con l'articolo 32, comma 3 della legge
regionale 7 maggio 2015, n. 9, è abrogato, abbiamo eliminato l'albo
che avevamo istituito per cui le società era obbligate ad attingere
da quell'albo.
PRESIDENTE. L'onorevole Rinaldi ha posto una questione su un
articolo, peraltro, già approvato.
RINALDI. Signor Presidente, pongo l'attenzione perché il comma 3
dice di attingere all'albo del personale di cui al comma 1
dell'articolo 64 della legge regionale 12 agosto. Lo stiamo
abrogando questo. Purchè noi sappiamo quello che abbiamo votato.
Solo questo dico.
PRESIDENTE. Va bene.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, 27 aprile 2017,
alle ore 16.00, e si procederà no-stop fino alle ore 24.00 di
domani, partendo dall'esame dell'articolo 13, con il seguente
ordine del giorno:
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Bilancio di previsione della Regione siciliana per
l'esercizio finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio
2017-2019 . (n. 1275-1275 bis-1275 ter-1275 quater/A) (Seguito)
Relatore di maggioranza: on. Vinciullo
Relatore di minoranza: on. Cancelleri
2) - Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2017.
Legge di stabilità regionale . (n. 1276/A) (Seguito)
Relatore di maggioranza: on. Vinciullo
Relatore di minoranza: on. Cancelleri
La seduta è tolta alle ore 20.16
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio