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Resoconto d'Aula della Seduta n. 422 di mercoledì 26 aprile 2017
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   Presidenza del Presidente Ardizzone


                   La seduta è aperta alle ore 16.15

   FIGUCCIA, segretario, dà lettura dei processi verbali delle sedute
  n.  420  del 20 aprile 2017 e n. 421 del 21 aprile 2017   che,  non
  sorgendo osservazioni, si intendono approvati.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il   preavviso  di trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

            Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore per la salute:

   N.  3785 - Notizie in ordine all'apertura dell'ospedale San  Marco
  di Librino (CT).
   Firmatari: Giuffrida Salvatore
   -  Con  nota prot. n. 15118/IN.16 del 21 marzo 2017, il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore regionale per la salute.

   N. 3823 - Chiarimenti in merito ai fondi aggiuntivi per l'ospedale
  Abele Ajello di Mazara del Vallo (TP).
   Firmatari:  Tancredi Sergio; Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Ciancio
  Gianina; Cappello Francesco; Palmeri Valentina; Zafarana Valentina;
  Ciaccio  Giorgio;  Mangiacavallo Matteo; Ferreri Vanessa;  Siragusa
  Salvatore; Foti Angela; La Rocca Claudia; Trizzino Giampiero;  Zito
  Stefano
   -  Con  nota  prot. n. 13630/IN.16 del 14 marzo 2017 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per la salute.

            Comunicazione di richieste di parere pervenute
               ed assegnate alla Commissione competente

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute dal Governo ed  assegnate
  alla competente Commissione  le seguenti richieste di parere:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -   Stazione   consorziale  di  granicoltura   per   la   Sicilia.
  Designazione  componenti  del  Consiglio  di  amministrazione.  (n.
  179/I).
   Pervenuto in data 18 aprile 2017.
   Inviato in data 21 aprile 2017.

   -  C.C.I.A.A. di Caltanissetta. Designazione componente  effettivo
  in seno al collegio dei revisori dei conti. (n. 180/I).
   Pervenuto in data 18 aprile 2017.
   Inviato in data 21 aprile 2017.

                     Comunicazione di parere reso

   PRESIDENTE. Comunico che è stato reso dalla competente Commissione
   Servizi sociali e sanitari  (VI), il seguente parere:

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   -  Piano  delle Azioni e dei Servizi sociosanitari e  del  Sistema
  unico  di  accreditamento  dei  soggetti  che  erogano  prestazioni
  sociosanitarie (n. 81/VI-II).
   Reso in data 29 marzo 2017.
   Inviato in data 19 aprile 2017.

         Comunicazione di deliberazione della Giunta regionale

   PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta la deliberazione della Giunta
  regionale  n.  160  del  4  aprile 2017  relativa  a:   Accordo  di
  Programma  Quadro (APQ) rafforzato -  Interventi sulla rete  viaria
  siciliana gestita dall'ANAS S.p.A.' - Apprezzamento .

   La   predetta  delibera  è  stata  trasmessa  alla  II,  alla   IV
  Commissione  legislativa  ed  alla Commissione  per  l'esame  delle
  questioni concernenti l'attività dell'Unione europea.

   Copia  della stessa  è disponibile presso l'archivio del  Servizio
  Commissioni.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto congedo,  per  oggi,  gli
  onorevoli, Tamajo, Turano, Maggio.

   L'Assemblea ne prende atto.

   comprensivo di Naso (ME)
   Presidenza del Presidente Ardizzone


         Indirizzo di saluto al corpo docente e agli studenti
                dell'Istituto comprensivo di Naso (ME)

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  porgiamo   il   saluto,   come
  Parlamento, all'Istituto comprensivo di Naso.
   Gli  studenti, seduti tra il pubblico, stanno portando  avanti  un
  percorso sulla legalità, proprio stamattina sono stati ospiti nella
  Sala d'Ercole simulando, anche, un procedimento legislativo.
   Quindi, rinnoviamo il nostro saluto ai ragazzi e agli insegnanti.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                        Sull'ordine dei lavori

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  GIOVANNI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  questo
  intervento  è  per  chiarire un po' la dinamica della  riunione  di
  stamattina  che  è  avvenuta con l'Anci e i Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari di questo Parlamento.
   Presidente  Ardizzone, mi ascolti un attimo:  io le avevo  chiesto
  di intervenire, lei non mi ha dato la possibilità, non so per quale
  motivo,  però, io le debbo dire, con molta franchezza,  che  questo
  tipo  di  riunione,  per la sua importanza, o  parlano  quelli  che
  intervengono  in  questa  riunione, io  parlo  e  mi  riferisco  ai
  Sindaci,   sia   ai   Presidenti  dei  Gruppi   parlamentari,   che
  intervengono a questa riunione perché, signor Presidente, può darsi
  che   nel  dibattito  che  viene effettuato  nella  riunione  possa
  nascere  la  soluzione  al problema che noi  abbiamo   di  tutti  i
  comunicati  che fa l'Assessorato agli Enti locali, o alla  Funzione
  pubblica,  - come si parla -, e si poteva soprassedere.
   Perché, signor Presidente?  Perché io non credo che sia colpa  dei
  sindaci  che  non approvano il bilancio entro il  31,  ma  per  una
  semplice  ragione, Presidente, è che noi, qua, in questa Assemblea,
  non  so  se possiamo fare un comunicato che noi non abbiamo nessuna
  colpa, noi abbiamo la nostra parte perche perché da Reggio Calabria
  in  poi  questa  norma  funziona.  Perché non  deve  funzionare  in
  Sicilia? Glielo dico subito  Se la ripartizione dei fondi avvenisse
  entro il 31 dicembre penso che entro il 31 marzo i comuni avrebbero
  tutto  il tempo per approvare i bilanci. Chi pertanto non è  capace
  di  approvare  il bilancio entro il 31 marzo è giusto  che  vada  a
  casa.
   Con  una  semplice norma in cui noi diciamo che il bilancio  viene
  approvato tre mesi dopo la ripartizione dei fondi, noi non dobbiamo
  toccare quella norma perché si applica da Reggio Calabria in  su  e
  non vedo la ragione per cui non debba applicarsi anche in Sicilia.
   Dobbiamo  solo  approvare  questa norma  che  se  la  ripartizione
  avviene  il  primo  gennaio, entro il 31 marzo devono  approvare  i
  bilanci altrimenti se ne vanno a casa.
   Non è corretto che in un'assemblea dei sindaci venga detto che  la
  responsabilità è da ricondursi al voto segreto. E lei ha detto  una
  cosa  giusta, Presidente, chi chiede il voto segreto comunque  deve
  essere    appoggiato  da  altri  consiglieri,  secondo  Regolamento
  interno. E non siamo vigliacchi, cioè chi chiede il voto segreto.
   E'  vigliacca quella maggioranza che in Aula non fornisce i numeri
  adatti per potere amministrare.
   Non  è  corretto che un collega intervenga dandomi  del  vigliacco
  perché chiedo che la  votazione avvenga per scrutinio segreto. Ed è
  ciò che  avviene in questo Parlamento e credo sia vergognoso

   GRASSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Raccomando la brevità degli interventi,
  passeremo   a  contingentare  i  tempi  perché  dovremmo   comunque
  approvare la finanziaria.

   GRASSO.  Signor Presidente, Governo, colleghi - mi spiace che  non
  siano  presenti  l'Assessore per la sanità  e  l'Assessore  per  la
  famiglia  -,  si  sta  verificando in questi  giorni  un  caos  che
  riguarda la disabilità.
   Sono  stati stanziati fondi, alcuni disabili avevano già usufruito
  del servizio, ai sensi del decreto assessoriale 95/2015, è arrivata
  dalle  ASP  una comunicazione secondo cui possono fare richiesta  o
  per  accedere ai benefici - quindi ai servizi - o eventualmente per
  avere delle somme di denaro.
   Ciò  sta generando un caos perché vi sono soggetti che non avevano
  partecipato a quel bando in quanto vi è una disabilità successiva.
   Vi  è una larga parte di soggetti in possesso della legge 104  del
   92  e  che hanno disabilità gravissima che non possono accedere  a
  questi benefici.
   E'  importante che l'Assessorato della famiglia, di  concerto  con
  l'Assessorato della sanità, emani immediatamente una direttiva  per
  supplire  a  queste  carenze  e per invitare  le  ASP  a  fare  una
  ricognizione di tutti i bisogni, di tutti gli invalidi che ci  sono
  attraverso un accertamento.
   Si  sta  verificando, infatti, che in quasi tutte le  province  vi
  sono  disabili e poi se i fondi che verranno distribuiti -  qualora
  non si procedesse all'accertamento - solo per una parte di disabili
  che  hanno  partecipato a quel bando e che possono essere  rilevati
  dai comuni ci sarebbe una discriminazione tra chi non rientra.
   Le  lascio  una nota, Assessore, e la invito di farsi portavoce  e
  consegnarla  sia all'Assessorato della famiglia che all'Assessorato
  della sanità perché intervengano prontamente.

   CIMINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. Vi invito ad attenerci all'ordine  dei
  lavori, comunque alla finanziaria.

   CIMINO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  intervengo  per
  delle brevi considerazioni che ritengo importanti in un momento  in
  cui  l'Assemblea  regionale si trova impegnata  a  discutere  della
  Finanziaria   e,   imminentemente,   anche   del   collegato   alla
  Finanziaria.
   Ritengo  che  sia  corretto,  - così come  oggi  si  è  tenuta  la
  riunione  con  i sindaci e con i consiglieri comunali,  importante,
  dopo  la  pronuncia del TAR -, tenere conto anche  della  pronuncia
  della Corte dei Conti riguardo al sistema pensionistico per chi già
  gode  di un diritto alla pensione della Regione siciliana e ritengo
  che  per evitare maggiori aggravi, queste pronunce, in questa  fase
  di   finanziaria   e   di   collegato  alla   finanziaria,   vadano
  attenzionate.
   Così come, sempre nell'ambito delle comunicazioni, ritengo che sia
  importante  che  il  Governo possa urgentemente riferire  all'Aula,
  posto  che nei prossimi giorni e nel collegato vi è la volontà  del
  Governo di creare le condizioni per una fusione del CAS con l'ANAS,
  la  questione di aver tolto le risorse per la Palermo-Agrigento nel
  documento  pluriennale  di programmazione  economica,  risorse  che
  erano  stanziate,  in quanto si rischia di bloccare  un'arteria  di
  area  indispensabile che collega bene la Sicilia Occidentale,  così
  come anche il tema delle manutenzioni dei viadotti e dei ponti  che
  l'ANAS sta facendo, dovrebbe realizzare per la Sicilia.

   zioni programmatiche e correttive per l'anno 2017. Legge di stabi-
   lità regionale'.
   Presidenza del Presidente Ardizzone


       Seguito della discussione del disegno di legge n. 1276/A
   «Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2017. Legge
                        di stabilità regionale»

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione dei disegni di legge. Si riprende con il seguito  della
  discussione  del  disegno n. 1276/A «Disposizioni programmatiche  e
  correttive per l'anno 2017. Legge di stabilità regionale», posto al
  n. 2).
   Eravamo   all'articolo  1   Assegnazione  agli  enti   locali    e
  precisamente all'emendamento 1.19.

   FIGUCCIA.  Anche  a  nome  degli  altri  firmatari,  dichiaro   di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 1.27, a firma dell'onorevole Formica.
   Onorevole Formica, lo ritira?

   FORMICA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 1.33, a firma del Governo.
   Comunico  che  all'emendamento  1.33  sono  stati  presentati  due
  subemendamenti,  il subemendamento 1.33.1, a firma degli  onorevoli
  Lupo  e  Di  Giacinto, che così recita: dopo le parole   calamitosi
  straordinari  sono aggiunte le parole  verificatisi nell'anno 2016
  e  il  subemendamento 1.33.3, a firma degli onorevoli  Vinciullo  e
  altri,  che  così  recita: dopo le parole  incendi   aggiungere  le
  parole   cenere lavica .

   GRECO   GIOVANNI.   Presidente,  ci   può   fare   illustrare   il
  subemendamento 1.33.1?

   PRESIDENTE.  Non  occorre, onorevole Greco. Si  tratta  di  eventi
  calamitosi   verificatisi  nell'anno  2016.  Serve   a   delimitare
  temporalmente. Mi sembra chiaro.
   Si passa all'emendamento 1.33.1. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 1.33.3. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 1.33, così come emendato.

   SIRAGUSA.  Presidente,  non  sono passati  trenta  minuti  per  la
  votazione.

   PRESIDENTE. Insiste, onorevole Siragusa?

   GRECO GIOVANNI. Se non insiste l'onorevole Siragusa, insisto io

   PRESIDENTE.  Onorevole  Greco,  l'ho  capito  che  lei  si   vuole
  iscrivere al Movimento Cinque Stelle  Ha questa aspirazione
   Onorevoli  colleghi, sospendo la seduta per quindici minuti  anche
  per consentire che decorrano i previsti trenta minuti dal preavviso
  di  votazione mediante procedimento elettronico, ed avverto che  la
  stessa riprenderà alle ore 16.45.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.34, è ripresa alle ore 17.08)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, eravamo all'emendamento  1.33  che
  era stato subemendato. Lo pongo in votazione.

   CANCELLERI.   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per   scrutinio
  nominale.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo
  brevemente sull'ordine dei lavori.
   Rispetto  alle  esigenze  che si sono  registrate  ed  anche  alle
  proposte che provengono da parte dei Gruppi parlamentari,  pare  si
  possa  trovare  una  sintesi estrapolando le norme  che  hanno  più
  cogenza  anche  in  termini temporali per le esigenze  dei  comuni,
  delle province.
   Tra  l'altro,  stiamo parlando di massimo 8 norme su  44,  di  cui
  l'articolo 2 è già approvato.
   Per cui, se l'onorevole Cancelleri che ha chiesto la votazione per
  scrutinio  nominale  è  d'accordo, possiamo  fare  una  velocissima
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari per  concordare,
  di  fatto,  di  riportare a poco più di 6 articoli, 7  articoli  da
  approvare, su 44 e tutto il resto si porta al Collegato.
   Se  riusciamo  a  trovare una sintesi di questo  tipo  secondo  me
  consentirebbe una velocizzazione dei lavori

   FORMICA. Qual è la sintesi?

   PANEPINTO. La proposta è che poiché si è raccolta una esigenza che
  trattare  44  articoli ci verrebbe complicato e difficile,  c'è  la
  proposta  di  fare l'articolo 1 che stiamo trattando, l'articolo  2
  che abbiamo già approvato, l'articolo 3, l'articolo 6 che credo che
  siano  gli  Enti  in  liquidazione, l'articolo  8  le  Partecipate,
  l'articolo  12 Consorzi per avviare la campagna irrigua, l'articolo
  15 che è quello dei disabili e il 34 Aras, che sono già licenziate.
   Se  il Presidente ed i colleghi sono d'accordo alla sospensione di
  10 minuti, questa è la mia proposta.

   'Cannizzaro' di Palermo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


        Indirizzo di saluto agli studenti del liceo scientifico
                         Cannizzaro  di Palermo

   PRESIDENTE. Rivolgo un indirizzo di saluto gli studenti del  liceo
  scientifico  Cannizzaro  di Palermo che stanno seguendo il progetto
   Alternanza scuola-lavoro  con il Giornale di Sicilia.
   Questo  è  il primo approccio con l'Aula; capitano in  un  momento
  particolare di approvazione della Finanziaria. L'approvazione della
  Finanziaria  avviene generalmente in Aula ma ci sono, sto  parlando
  con  gli  studenti,  non  con  lei onorevole  Formica,  per  questo
  progetto  avviato  con il Giornale di Sicilia,  perché  sembrerebbe
  strano che sono appena entrati e alla fine si sospendono i lavori.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                1276/A

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, c'è una richiesta  da  parte  del
  Gruppo  PD, nella persona del vicepresidente del Gruppo,  onorevole
  Panepinto,  rivolto in particolar modo questo invito  al  Movimento
  Cinque   Stelle,  di  una  Conferenza  dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari per raccordarci sul percorso d'Aula.
   Quindi, rispetto ad una richiesta che mi è stata formulato  da  un
  Presidente  di  Gruppo  parlamentare e  l'adesione  sul  tenere  la
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari un po' condivisa,
  vedo  l'assenso  generalizzato da parte di diversi  Presidenti  dei
  Gruppi parlamentari, non posso che sospendere la seduta.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo  che  sia
  opportuno  ricordare, Presidente della Commissione   Bilancio    ed
  Assessore per l'economia, c'era una sollecitazione del Governo,  di
  carattere generale, a proposito dei Fondi comunitari che - credo  -
  il  Direttore  generale,  Falgares, aveva  predisposto  e  che  era
  funzionale  alla  conclusione di un iter che  è  molto  importante,
  altrimenti rischieremmo di perdere risorse ed è una richiesta,  che
  credo  interessi tutti, di carattere generale.
   I  Gruppi parlamentari, pertanto, valutino l'opportunità anche  di
  inserire questo emendamento.

   PRESIDENTE. Onorevole Di Mauro, ha fatto bene a precisarlo  perché
  già  la  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari  si  era
  determinata nel senso da lei indicato.
   Quindi, la seduta sarà sospesa per riprendere alle ore 18.00. Alle
  ore18.00  perché abbiamo una Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari;  io penserei alle ore 18.00 così se c'è  un  raccordo
  generalizzato si può andare avanti.

                           (Brusio in Aula)

   Onorevoli  colleghi, decidiamo in Conferenza  dei  Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari;  per  me  possiamo inserire  tutto,  possiamo
  andare  avanti,  se  c'è una Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari  senza creare il procedimento si può fare,  non  posso
  decidere io questo o quell'altro.
   Pertanto, la seduta è sospesa e riprenderà alle ore 18.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.14, è ripresa alle ore 18.01

   La seduta è ripresa.

                            parlamentari

   Presidenza del Presidente Ardizzone


       Determinazioni della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
                             parlamentari

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, come ben sapete, si è  tenuta  una
  proficua  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari  e,  la
  stessa  Conferenza, si è determinata nell'approvare una finanziaria
  ulteriormente   contenuta   richiamando   alcuni    articoli    del
   collegato .
   Già  c'era stata una determinazione in tal senso, su richiesta  da
  parte del Governo, ed alcune norme della finanziaria sono demandate
  al   collegato .  Resta inteso che, prima dell'approvazione  finale
  della finanziaria, incardineremo il  collegato .
   Tratteremo:  l'articolo 1  Disposizioni in materia di assegnazione
  finanziaria  ai Comuni ; l'articolo 2  Disposizioni in  materia  di
  assegnazione   ai   liberi   Consorzi  comunali   ed   alle   Città
  metropolitane  è già stato approvato; poi tratteremo  l'articolo  3
   Rifinanziamento  leggi  di  spesa  -  Disposizioni   finanziarie ;
  l'articolo  6   Disposizioni in materia di Enti  in  liquidazione ;
  l'articolo  8   Disposizioni in materia  di  Società  partecipate ;
  l'articolo  12   Interventi per i Consorzi di bonifica  -  Garanzie
  occupazionali per i settori della Forestazione e della Manutenzione
  del   Territorio ;  l'articolo  13   Costituzione  del   patrimonio
  immobiliare  del  Fondo  pensioni  ai  Dipendenti  della  Regione ;
  l'articolo   15   Disposizione  della  disabilità  e   della   non-
  autosufficienza ;  l'articolo  22   Disposizioni  in   materia   di
  soggetti  utilizzati  in  attività  e  lavori  socialmente  utili ;
  l'articolo  23  Potenziamento centri per l'impiego ; l'articolo  26
   Pubblicità  del  Rendiconto semplificato per  il  cittadino ,  sul
  quale   c'è   un   emendamento   di  riscrittura;   l'articolo   34
   Disposizioni  in  materia  di  associazione  regionale   per   gli
  allevatori ; l'articolo 43  Fondi globali e tabelle ; l'articolo 44
   Effetti  della  manovra  e copertura finanziaria ;  l'articolo  45
   Abrogazione  e  modifiche di norme  e l'articolo  46   Entrata  in
  vigore .
   Dal   collegato  abbiamo richiamato gli articoli 7, 35, 61  e  68,
  che  erano  già  stati  inseriti  ed  erano  quelli  relativi  alle
  indicazioni pervenute da parte del Governo.
   Allora,  onorevoli colleghi, procediamo, non ci dovrebbero  essere
  grosse  difficoltà, è chiaro che su alcuni articoli già i  problemi
  sono stati evidenziati e ci può essere un momento di riflessione.
   Io  mi  auguro  che la finanziaria, nel giro di due,  tre  giorni,
  possa essere finanziaria, auspicabilmente in due giorni.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                1276/A

   PRESIDENTE. Si riprende l'esame dell'articolo 1.

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  GIOVANNI. Signor Presidente, in virtù della  collaborazione
  che  stiamo cercando di avere, dichiaro di ritirare gli emendamenti
  soppressivi a mia firma all'articolo 3 e all'articolo 6.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento  1.33, del  Governo.  Il  parere  della
  Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione, così come emendato.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 1.25 bis, dell'onorevole Apprendi.
   Onorevole Apprendi, lo mantiene o lo ritira?

   APPRENDI. Lo mantengo.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole a maggioranza.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento 1.17 è assorbito.
   Si passa all'emendamento 1.26, dell'onorevole Panepinto.
   Comunico   che  è  stato  presentato  il  subemendamento   1.26.1,
  dell'onorevole Cancelleri.
   Pongo in votazione il sub emendamento 1.26.1.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   BACCEI, assessore per l'economia. Dov'è la copertura?

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, davo per scontato che ci fosse  la
  copertura  sul  sub  emendamento  1.26.1,  a  firma  dell'onorevole
  Cancelleri.
   Non si può procedere in questo modo, avendo fatto un accordo.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siccome  avevamo
  ridotto  con un altro emendamento la dotazione della riserva  degli
  otto milioni e l'avevamo portata a sei milioni, abbiamo disponibili
  due  milioni  di  cui 300.000 sono serviti non  ricordo  per  quale
  emendamento;  se  l'incrementiamo,  onorevole  Cancelleri,  di   un
  milione  e  trecentomila,  oggi abbiamo  copertura  finanziaria  ma
  ritengo   che  su  due  milioni  e  mezzo  non  abbiamo   copertura
  finanziaria.
   Abbiamo  ridotto  da 8 a 6 milioni quello sulle autonomie  locali.
  Otto  milioni  che nella stesura iniziale venivano  destinati  alla
  Protezione civile

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Si   tratta  di  riserve,  credo  che  la  proposta  dell'onorevole
  Cancelleri possa essere accolta.
   E'  una  riserva su una somma che vale all'origine 340 milioni  di
  euro.

   PRESIDENTE.  Una riserva sul fondo? Chiedo al Governo  se  c'è  la
  copertura finanziaria.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati, se ho capito bene, onorevole Panepinto, è una riserva sul
  fondo delle autonomie locali che è di 340 milioni, al di là degli 8
  milioni  non  abbiamo più vincoli di riserve, se  non  mi  sbaglio,
  perché il vincolo l'abbiamo tolto, per cui la copertura finanziaria
  c'è, poi la valutazione politica è un altro discorso.
   La copertura finanziaria c'è

   PRESIDENTE. Comunico che all'emendamento 1.26.1 a firma Cancelleri
  c'è la copertura finanziaria, non ci sono dubbi.
   Si  passa  all'emendamento 1.26 R nel testo risultante. Il  parere
  della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi,

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  1.32  del  Governo,  il  parere  della
  Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 1 nel testo risultante .

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Ci sono altri emendamenti.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, scusate, gli  emendamenti  devono
  essere presentati presso gli Uffici, non solo in II Commissione.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, non  si  tratta  di  nuovi
  emendamenti,  si tratta di un emendamento che non è stato  discusso
  perché  è  mancato  il numero legale e quindi lo abbiamo  rinviato;
  quindi  quell'emendamento  è  ancora in  vita,  perché  ricordo  ha
  chiesto il numero legale l'onorevole Siragusa,

   PRESIDENTE. A quale si sta riferendo?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Stiamo parlando, per essere chiari, dell'emendamento su Ragusa Ibla
  che non è stato ancora votato.

   PRESIDENTE.  L'emendamento 1.19 è stato ritirato,  il  soppressivo
  dell'1.19.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  E quindi lo approviamo

   PRESIDENTE.  Non c'è la soppressione, onorevoli Vinciullo,  quindi
  resta.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Presidente, va bene così, possiamo votare.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ci  sono  altri
  emendamenti che erano stati presentati, prima che cadesse il numero
  legale  nella  seduta  scorsa,  a  firma  Panarello,  Currenti,  un
  emendamento che si era discusso era l'intervento finanziario di cui
  all'articolo  1, comma 9, legge regionale 27/28 dicembre  2016,  si
  estende anche ai comuni che abbiano dichiarato lo stato di dissesto
  entro  il  31dicembre  2016, e non serve  copertura  di  spesa,  ma
  semplicemente  si amplia la platea. E poi c'è l'emendamento  A  132
  che  riguardava  i  comuni con personale a tempo  indeterminato  in
  mobilità,  perché noi, come dire, stiamo garantendo i  contrattisti
   ..

   PRESIDENTE. Onorevole Panepinto lei deposita gli emendamenti e gli
  Uffici li verificano.

   PANEPINTO. Presidente, io li deposito e li inseriamo nel collegato
  se è possibile.

   PRESIDENTE.  Perché mi dovete mettere in difficoltà,  capisco  che
  all'esterno  diventa  semplice  dire  che  è  stato  il  Presidente
  dell'ARS a non volere inserire alcuni emendamenti, perché questo  è
  un gioco ormai noto.
   Non  so  di  quali  emendamenti stia parlando, perché  sono  tutti
  annunciati   o   altro.  Intanto  li  depositi,   gli   Uffici   li
  verificheranno e, a maggior ragione lei si è fatto promotore di  un
  accordo, e dobbiamo aggravare il procedimento,  non penso sia

   PANEPINTO.  Signor Presidente, voglio aiutarla  ad  accelerare  la
  conclusione dei lavori, pertanto, le chiedo semplicemente

   PRESIDENTE.  Onorevole Panepinto, lei è bravo ed esperto. Vi  sono
  alcune  norme  che  possono andare nelle  norme  di  abrogazione  e
  modifica.

   PANEPINTO.  Signor Presidente, mi attengo a quello che  lei  dice,
  però

   PRESIDENTE. Sul contenuto sono perfettamente d'accordo,  però  non
  posso  entrare  nel  merito  delle singole  norme.  Li  deposita  e
  verranno  trattate  quando l'Aula sarà messa  nelle  condizioni  di
  esaminarle.

   PANEPINTO. Sono depositate.

   PRESIDENTE.   Sono   depositate,  dove?  Ci   sono   milleduecento
  emendamenti  presentati da tutti i deputati,  onorevole  Panepinto,
  non  mi  mettete  in  difficoltà. Non  ci  può  essere  una  corsia
  privilegiata.

   PANEPINTO.  L'articolo  1 sulle autonomie  locali  era  attinente.
  Detto ciò, siccome era stato già depositato, chiedo agli uffici che
  venga   valutato  per  essere  inserito  nel   collegato ,   signor
  Presidente.

   PRESIDENTE. Quindi lei chiede che venga inserito nel  collegato .

   PANEPINTO.  Signor Presidente, non sono emendamenti che riguardano
  né la mia provincia

   PRESIDENTE. Lo so, non è questo il punto. Però proceduralmente  mi
  mettete in difficoltà. Nessuno sta mettendo in discussione la bontà
  dell'emendamento,  onorevole  Panepinto.  Noi  formalmente  non  li
  abbiamo questi emendamenti.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Vanno nel collegato.

   PRESIDENTE.  Lei  ancora  insiste. Vanno  nel   collegato   questi
  emendamenti.

   ZITO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, al comma  19
  c'era  una riscrittura che avevamo ripresentato dove c'era un fondo
  unico  di tremilioni di euro ad una  distribuzione di un milione  a
  testa per le tre leggi sui centri storici che non è stato trattato.

   PRESIDENTE.  Questi  sono  preclusi;  andati  avanti.  Siamo  alla
  votazione finale.
   Avendo bocciato Ortigia ed Agrigento, questo non si può votare.
   Pongo  in  votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'articolo 2 è già stato approvato in altra seduta.
   L'articolo  3  lo rimandiamo perché procediamo dove  non  ci  sono
  problemi.
   Si passa, pertanto, all'articolo 6. Ne do lettura:

                              «Articolo 6
            Disposizioni in materia di enti in liquidazione

   1.  In  armonia con i principi e i criteri stabiliti dall'articolo
  15  del  decreto  legge  6  luglio  2011,  n.  98,  convertito  con
  modificazioni  dalla  legge 15 luglio 2011,  n.  111  e  successive
  modifiche  e  integrazioni,  per gli  enti  soppressi  e  messi  in
  liquidazione  la  Regione  non risponde delle  passività  eccedenti
  l'attivo   della   singola  liquidazione.   Per   le   liquidazioni
  deficitarie, con decreto del Presidente della Regione si  fa  luogo
  alla liquidazione coatta amministrativa.

   2.  Al  termine delle operazioni di liquidazione, il saldo finale,
  se positivo, è versato al bilancio della Regione.

   3.  Per  gli  enti  la  cui liquidazione sia assunta  dall'Ufficio
  speciale  per  la  chiusura delle liquidazioni,  la  rappresentanza
  anche  in  giudizio spetta all'Ufficio medesimo che si  avvale  del
  patrocinio dell'Avvocatura dello Stato alle stesse condizioni e con
  le  stesse  modalità con le quali se ne avvalgono gli altri  uffici
  della Regione.

   4.  Al  fine di pervenire alla soppressione delle Aziende autonome
  Terme  Acireale  e  Sciacca ai sensi dell'articolo  1  della  legge
  regionale  19 aprile 2007, n. 11 nonché dell'Agenzia della  Regione
  siciliana  per le erogazioni in agricoltura, ai sensi dell'articolo
  40  della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9, la definizione delle
  operazioni   di  liquidazione  già  poste  in  essere  è   affidata
  all'Ufficio speciale per la chiusura delle liquidazioni».

   Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento  6R,  di
  riscrittura dell'intero articolo.
   Credo che c'era un'intesa in tal senso per andare avanti.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  l'articolo,  di  fatto, recepisce  una  norma  nazionale
  relativa  agli enti in liquidazione. Quindi non stiamo parlando  di
  società,  ma  di  enti, in quanto le società in  liquidazione  sono
  regolamentate  dal  codice civile. L'articolo  nazionale  mutua  in
  qualche  modo  la disciplina che c'è per le società anche  per  gli
  enti.  Per  cui  si fa fronte, di fatto, alle passività  attraverso
  l'attivo, liquidando con l'attivo.
   Laddove  l'attivo  non  dovesse essere bastevole,  occorrerà  fare
  delle  transazioni con i creditori riducendo l'importo  complessivo
  in   proporzione  a  quello  che  è  la  disponibilità  dell'attivo
  ovviamente  secondo delle priorità dei crediti  che  sono  definiti
  dalla legge.
   Se invece il saldo, alla fine della liquidazione, dopo aver pagato
  tutti  i  creditori, fosse positivo, verrebbe versato  al  bilancio
  della Regione.
   Abbiamo aggiunto nel comma 1, una parte che è di salvaguardia  del
  personale  che  era  uno  degli elementi  che  erano  emersi  dalla
  discussione  in  Aula,  ossia,  il  personale  laddove  non   fosse
  utilizzato  nell'ambito della liquidazione, appunto per gestire  la
  liquidazione,  dovrebbe  transitare alla Resais  S.p.a.,  e  quindi
  salvando il proprio posto di lavoro.
   Si  dà  poi  la  possibilità,  con  il  comma  3,  di  gestire  le
  liquidazioni,   anziché  attraverso  dei  liquidatori,   attraverso
  l'ufficio   delle   liquidazioni  che  sta   dentro   l'assessorato
  all'Economia.  C'è  un  ufficio  speciale  per  la  gestione  delle
  liquidazioni   di  società  ed  enti  partecipati,   per   cui   la
  liquidazione  verrebbe  internalizzata questo  per  due  ordini  di
  motivi:  il  primo perché alcune liquidazioni sono  difficoltose  -
  l'altra  volta citavamo il caso dell'Arsea, e quindi non si trovano
  liquidatori disposti ad accettare questa liquidazione -; il secondo
  motivo  è  anche un motivo di ordine economico perché,  ovviamente,
  internalizzandola,  si risparmiano i soldi della  liquidazione,  ma
  ancora  più  importante, si tende ad evitare che  questi  tempi  si
  dilunghino  all'infinito, perché ovviamente c'è  un  interesse  nel
  percepire il compenso della liquidazione.
   Al  comma  5  è stata inserita una richiesta del Movimento  Cinque
  Stelle, che il Governo aveva fatto propria, relativa alla redazione
  di una relazione da presentare ogni anno alla Commissione Bilancio,
  relativa all'andamento della liquidazione degli enti.
   Al comma 4 si fa riferimento alla chiusura della liquidazione, non
  delle società delle Terme, ma delle aziende autonome che esistevano
  prima  della costituzione delle S.p.a., che ancora sono attive.  Di
  fatto,  quindi,  le  S.p.a.  sono all'interno  di  un  processo  di
  liquidazione  per  il quale avevamo fatto anche la  possibilità  di
  scritturare  il mutuo per acquisire i beni, se vi ricordate.  Prima
  ancora  delle  S.p.a c'erano delle aziende autonome che  non  hanno
  praticamente  più nulla, per quali quindi si agisce con  norma  per
  chiudere la liquidazione delle stesse aziende autonome.
   Questo  emendamento è quindi la riscrittura che recepisce un  po',
  spero, tutti gli interventi che erano stati fatti in Aula.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, sorge un problema da  parte
  della Commissione.
   Per  quanto riguarda l'assunzione del personale, si fa riferimento
  alla  data  di  entrata in vigore della presente legge.  Credo  che
  sarebbe  opportuno  indicare la data  del  31  dicembre  2016,  dal
  momento  che,  dopo  quella data sicuramente  non  dovevano  essere
  fatte, quindi abbiamo una data certa.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Vinciullo,  lo  presenti  sotto  forma  di
  subemendamento.

   DI GIACINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, relativamente
  al  personale che transita, noi parliamo del trattamento  economico
  normativo,  ma  trasferiamo anche il TFR che queste società  devono
  poi  al  personale? O di TFR qui non ne parliamo, e poi  avremo  un
  problema?

   PRESIDENTE. E' materia previdenziale questa.

   DI  GIACINTO.  Ma il TFR è in capo all'azienda,  se  non  è  stato
  trasferito al fondo.

   PRESIDENTE.   Ma   se  l'azienda  è  in  liquidazione,   significa
  fallimento,  se  ne  dovrà fare carico, in base al  codice  civile,
  l'INPS.

   DI GIACINTO. L'importante è che il TFR sia garantito.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore per l'economia. Signor Presidente,  l'onorevole
  Anselmo  aveva avanzato una richiesta, al comma 3, dove  si  diceva
  che  la  liquidazione  è assunta qualora si volesse  procedere  con
  commissari  esterni, l'Assessore per l'economia,  tramite  decreto,
  può  farle.  Era  una cosa del genere, ma ci siamo  dimenticati  ad
  inserirlo nell'emendamento di riscrittura. Si tratta proprio di  un
  inciso nel comma 3.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  volevo
  un chiarimento. Dove c'è scritto che per gli enti soppressi e messi
  in  liquidazione, la Regione non risponde delle passività eccedente
  l'attivo della singola liquidazione, chi ne risponderà?

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, come spiegavo
  prima,  se  il  passivo  dovesse essere  maggiore  dell'attivo,  si
  procede  a  delle  transazioni, e quindi  rispettando  l'ordine  di
  priorità  dei  crediti stabilito dalla legge, perché  non  tutti  i
  crediti hanno la stessa priorità.

   RINALDI. Ma nelle transazioni qualora

   BACCEI, assessore per l'economia. Lo fa il liquidatore.

   RINALDI.  L'ho  capito. Ma qualora le attività della  liquidazione
  non dovessero bastare, chi paga?

   BACCEI,  assessore per l'economia. Se si fanno le transazioni,  si
  stanzierà l'80%, il 70%, il 60%, il 90%. Dipende quanto è l'attivo,
  l'ordine  di  priorità dei crediti e il lavoro  del  liquidatore  è
  questo.

   RINALDI. Se si va in contenzioso, il debito che resta chi lo paga?

   BACCEI,  assessore  per l'economia. No, non è  che  resta.  E'  il
  lavoro del liquidatore cercare di gestire quell'attivo, questo è il
  lavoro del liquidatore.

   RINALDI.  L'ho  capito   Ma  se  creditori  non  ci  stanno   alla
  transazione e vanno in contenzioso, dei contenziosi che vengono  in
  essere,  visto  che  la  Regione non ne  risponde,  allora  chi  ne
  risponde?

   BACCEI,  assessore per l'economia. Nei limiti dell'attivo, secondo
  l'ordine  di priorità dei crediti. Questa è la legge, ma  anche  il
  codice civile è così.

   RINALDI.  Si, però non funziona così. Perché se io non accetto  la
  transazione  e  faccio causa e l'attivo arriva  fino  ad  un  certo
  ammontare e la regione non ne risponde, io non credo che sia così.
   Chiedo agli uffici di verificare.

   BACCEI, assessore per l'economia. E' così

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Assenza.

   ASSENZA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   l'onorevole
  Rinaldi  ha  già sollevato benissimo il problema. Io credo  che  su
  questo la Presidenza e gli Uffici abbiano necessità di esprimersi e
  anche  sul  comma 3 che estende, non si sa in base a quale  codesta
  normativa  della  legislazione regionale, i casi di  rappresentanza
  dell'Avvocatura dello Stato.
   Se   non  ricordo  male,  c'è  una  legge  nazionale  che  prevede
  espressamente quali sono i compiti e le prerogative dell'Avvocatura
  dello Stato e quali siano gli enti che possono essere rappresentati
  dalla   stessa  Avvocatura.  Non  credo  che  spetti  alla  Regione
  siciliana  estendere  quali  siano le competenze  di  difesa  e  di
  rappresentanza in giudizio dell'Avvocatura dello Stato.
   Se vi fosse ancora il rappresentante e il Commissario dello Stato,
  che   molto   allegramente  abbiamo  salutato  come  una   vittoria
  dell'Isola  e  che  invece apre l'astura a   porcherie'  di  questo
  genere,  che  non  hanno  assolutamente le fondamenta  normative  e
  giuridiche e logiche per potere proseguire. Lo stesso comma 1  dice
  che se vi sono attivi, questo attivi vanno alla Regione, se vi sono
  passività  di enti che sono tutti enti regionali se le  piangono  i
  creditori.  I privati, i fornitori che magari per anni hanno  fatto
  affidamento  sulla  buona fede del partner pubblico,  ad  un  certo
  momento  interviene  ex post, la norma che dice   scusate,  abbiamo
  scherzato, i debiti nostri ve li piangete voi, perché noi, con  una
  norma  dell'Assemblea regionale siciliana - e qui  invito  tutti  i
  colleghi,  a  prescindere dagli schieramenti, a farsi un  esame  di
  coscienza se abbiamo una norma che può creare accoglimento  in  una
  pubblica Assemblea - abbiamo stabilito che se vi sono debiti, ve li
  piangete voi, perché noi allegramente mettiamo una crocetta e ve li
  cancelliamo.  Altrimenti dobbiamo sperare  che  dalla  liquidazione
  qualcosa si ricava.
   Comunque  è una norma assolutamente illegittima che, anche  se  il
  Parlamento  dovesse malauguratamente, ma io penso di no, approvare,
  troverebbe al minimo contenzioso una eccezione di illegittimità che
  troverebbe  accoglimento in qualsiasi parte d'Italia. Non  parliamo
  poi  del  comma 3, ma già l'ho accennato, che potere  abbiamo  noi,
  Assemblea regionale siciliana, a prevedere un ampliamento dei  casi
  di  rappresentanza  dell'Avvocatura, dei poteri  di  rappresentanza
  difesa in giudizio l'Avvocatura dello Stato, questo poi me lo  dirà
  qualcuno  che  ha  avuto  la  bontà  di  scrivere  una  norma  così
  cervellotica.

   PRESIDENTE.  Onorevole Assenza, questa è una norma  nazionale  che
  viene   richiamata,   entra  nel  nostro   ordinamento   perché   è
  contenimento della spesa.

   LOMBARDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, pongo l'accento,
  brevemente,  su  un  problema  prettamente  politico  che   rivolgo
  all'assessore  Baccei, perché l'accoglimento e  il  recepimento  di
  questa  norma  nazionale  -  gli uffici staranno  approfondendo  le
  questioni  sollevate dagli onorevoli Rinaldi e Assenza - certamente
  pongono  dei  dubbi. Siamo a due anni dalla messa  in  liquidazione
  dell'A.R.S.E.A., assessore Baccei, sappiamo che ormai  la  A.G.E.A.
  funge da organismo pagatore per l'erogazione in agricoltura, per la
  sola  Regione siciliana, perché tutte le regioni italiane hanno  un
  proprio organismo pagatore per i contributi in agricoltura.  Penso,
  ad   esempio,  alla  Regione  Toscana,  assessore  Baccei,  che  ha
  l'A.R.T.E.A.,  che  è  l'agenzia  regionale  per  i  pagamenti   in
  agricoltura  in Toscana e penso che, avendo, Presidente  Ardizzone,
  aperto  questa legislatura - ormai possiamo dirlo dato che sta  per
  terminare  - questa infelice legislatura, proprio discutendo  della
  mozione  riguardante lo scioglimento dell'A.R.S.E.A., sarà, secondo
  me,  anche  la vicenda dell'A.R.S.E.A. una di quelle vicende  delle
  quali questo Parlamento verrà chiamato ad occuparsi nel corso della
  prossima legislatura. Perché, se è vero che all'articolo 13 andremo
  a  discutere di errori che sono stati posti in passato  da  qualche
  Parlamento  che  ha  preceduto questa  legislatura,  certamente  la
  prossima legislatura dovrà occupare, penso, la maggior parte  della
  propria attività per porre rimedio agli scempi che sono stati fatti
  nel corso di questi quattro anni.
   E,  tra  questi, c'è lo scioglimento di questa agenzia. Qui  viene
  dichiarato che le passività di questa liquidazione, non si  capisce
  bene  chi dovrà ripagarle, ma quale costo ha avuto, oggi, non poter
  implementare  l'attività dell'A.R.S.E.A., assessore  Baccei?  Quale
  danno  economico  ha  avuto  per  l'agricoltore  di  Bivona  o  per
  l'agricoltore  di Terme Vigliatore non poter ottenere  i  pagamenti
  dei  contributi  ettaro/coltura, così come  accade  in  Puglia,  in
  Toscana  o  in  Calabria entro novembre di ogni anno ma  riceverli,
  come  accaduto quest'anno in Sicilia, a marzo, ad aprile, a maggio,
  quindi  sei,  sette mesi dopo? Che tipo di ricaduta ha avuto  sulla
  concorrenza in ambito agricolo, all'interno dello stesso territorio
  nazionale  tra  agricoltori della stessa nazione poter  ricevere  i
  pagamenti sei mesi prima, sette mesi prima e poterli ricevere dopo?
  Quale   ricaduta  economico-politica  e  amministrativa  ha   avuto
  mantenere  la A.G.E.A. come organismo pagatore per la sola  Regione
  Siciliana? Queste sono domande e sono nodi, onorevoli colleghi, che
  mi  rendo conto possano essere un po' tralasciati all'interno della
  discussione di una legge di stabilità che ci vede correre attorno a
  qualche  articolo  perché,  giustamente,  occorrerà  garantire   le
  giornate ai lavoratori stagionali dei consorzi di bonifica  o  agli
  ASU, e spero che l'Aula faccia presto.
   Questa  è  l'ennesima vicenda che nei prossimi anni  dovrà  essere
  affrontata.  Io, assessore Baccei, oggi le faccio una  domanda  che
  sicuramente è una domanda retorica, perché mi rendo conto  che  non
  può essere la sua risposta, oggi, tecnica esaustiva.
   Noi,    -   non   cito  non  a  caso  l'agenzia  per  l'erogazione
  dell'agricoltura in Toscana -, siamo l'unica Regione in Italia  che
  è  a  posto  e  non è riuscita ad implementare la propria  Agenzia.
  Questa  è  una  vergogna,  e  il Parlamento  siciliano,  invece  di
  occuparsi   di   avere  un'agenzia  proprio  alla   vigilia   della
  presentazione dei bandi per l'agricoltura, un'agenzia forte, capace
  di  dare  erogazioni  per i propri agricoltori,  si  pone  solo  il
  problema  di  gestire  una liquidazione che sarà,  ne  sono  certo,
  onorevole  Ardizzone,  purtroppo l'ennesima  liquidazione  che  tra
  quindici  venti  anni  vedrà questo Parlamento  intervenire  ancora
  perché  ci sarà da intervenire nel 2030 sulla messa in liquidazione
  dell'A.R.S.E.A. avvenuta nel 2015.

   MALAFARINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MALAFARINA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervento
  brevissimo   per  chiedere  una  chiarificazione.  Le   partecipate
  siciliane,  se  io  ricordo bene, sono in larga parte  società  per
  azioni  o,  comunque,  alle  quali la Regione  partecipa  in  quota
  capitale,  quindi sottoposte, se non sbaglio, al regime di  diritto
  privato. Assessore, ci può dire quali sono le società che non  sono
  di  diritto  privato  e  per le quali sarebbe necessario  approvare
  questa  norma? Perché due sono i casi o sono di diritto privato,  e
  si  applica la normativa del Codice Civile, o sono di altra  natura
  per cui credo che dovremmo approfondire il discorso.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'assessore  Baccei   sugli
  interventi che si sono svolti.

   BACCEI,  assessore  per l'economia. Onorevole  Malafarina  lei  mi
  chiedeva  un  chiarimento tecnico. Allora, le società private  sono
  tutte  normate  dal  Codice Civile. Qui  stiamo  parlando  di  enti
  regionali  per i quali, a livello nazionale, non vige,  non  si  fa
  riferimento al Codice Civile, ma alla legge che andiamo a recepire.
  Proprio per loro, quindi, è prevista questa normativa che non è  il
  Codice Civile che si riferisce alle società private ma agli enti di
  diritto  pubblico  che,  però, in qualche modo,  mutua  gli  stessi
  principi.
   Quindi,  stiamo  parlando di due normative diverse  anche  se  nei
  contenuti  sono  simili.  Praticamente,   per  quello  che   diceva
  l'onorevole Assenza, è l'ufficio di liquidazione della società  che
  si  avvale  dell'avvocatura  non sono nuove  fattispecie  di  enti,
  onorevole Assenza, per cui questa è una cosa prevista.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che sono stati presentati
  due  subemendamenti  che,  peraltro,  sono  stati  illustrati,   il
  subemendamento  6.R.1,  a  firma  dell'onorevole  Vinciullo   nella
  qualità  di  presidente della Commissione, che pone il limite:   in
  servizio  alla  data del 31 dicembre 2016 . Lo pongo in  votazione.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Ed  il  subemendamento 6.R.2, a firma dell'onorevole  Anselmo  che
  però  faceva  parte  sostanzialmente di  una  riscrittura.   Ne  do
  lettura:   Per la liquidazione di cui al presente comma l'Assessore
  regionale  per  l'economia può nominare un commissario  liquidatore
  che  non  abbia  svolto  alcuna funzione precedentemente  nell'ente
  stesso. ,   mi sembra una norma di buon senso.

   Pongo in votazione il subemendamento 6.R.2.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 6.R, nel testo risultante.

   ASSENZA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE. Onorevole Assenza, c'era un accordo. Scusate se noi

   ASSENZA. Non ho partecipato a questo accordo.

   PRESIDENTE.  Scusate,  invito l'onorevole Assenza  a  ritirare  la
  richiesta  di  voto segreto. Abbiamo svolto una serie di  incontri.
  Onorevole  Assenza,  ritiri la richiesta di voto  segreto.  Abbiamo
  svolto una riunione dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, abbiamo
  trovato un'intesa.

   ASSENZA. Signor Presidente, allora tolgo il disturbo in Assemblea.

   PRESIDENTE.  No, non è questo il senso. Lei deve comprendere  pure
  le  mie difficoltà in questo momento. Abbiamo bisogno di portare  a
  compimento la Finanziaria.

   ASSENZA. Si finanzia una norma che è completamente folle

   PRESIDENTE.  Non  è  folle. La norma non  è  folle,  è  una  norma
  nazionale.

   ASSENZA. Allora chiedo che la votazione sia  per appello nominale.

   PRESIDENTE. Sì, ma si può esprimere in maniera palese.
   Sospendo l'Aula per due minuti.

    (La seduta è sospesa alle ore 18,39, è ripresa alle ore 18.41)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Chiarito con l'onorevole Cimino, l'onorevole  Assenza
  insiste nella richiesta di voto di appello nominale?

   ASSENZA. Sì. Chiedo che la votazione dell'emendamento 6.R  avvenga
  per scrutinio nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Ardizzone


        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 6.R.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per    appello    nominale
  dell'emendamento 6.R.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            45
   Votanti             37
   Maggioranza         19
   Favorevoli          28
   Contrari             5
   Astenuti             4

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi io ho bisogno  di  sospendere  due
  minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.43, è ripresa alle ore 18.50)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                             «Articolo 8.
            Disposizioni in materia di società partecipate

   1. La Regione siciliana e gli enti pubblici sottoposti a controllo
  e  vigilanza  applicano le disposizioni del decreto legislativo  19
  agosto  2016,  n.  175 e le successive modifiche  ed  integrazioni,
  nonché  i  relativi provvedimenti di attuazione. Le  funzioni  e  i
  compiti  ivi  attribuiti  ai  titolari  degli  organi  politici   e
  amministrativi  si  intendono riferite alle  corrispondenti  figure
  istituzionali   in   ambito  regionale.   Restano   confermate   le
  disposizioni di cui all'articolo 33 della legge regionale 7  maggio
  2015, n. 9, e successive modifiche e integrazioni.

   2. All'articolo 33 della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9, sono
  apportate le seguenti modifiche:

   a)  al  comma 1, lettera b), dopo le parole  partecipazione  della
  Regione   sono  aggiunte  le seguenti:  , anche  indiretta,  nonché
  nelle società che svolgono attività in house providing, individuate
  con  decreto del Presidente della Regione in relazione a specifiche
  ragioni di adeguatezza organizzativa, ;

   b)  al  comma  5  le parole  ridotti del trenta  per  cento   sono
  sostituite  dalle  parole   applicati tenuto  conto  della  diversa
  complessità organizzativa .

   3.  Sono  abrogati  i  commi 1 e 3 dell'articolo  20  della  legge
  regionale 12 maggio 2010, n. 11.

   4. All'articolo 64, comma 4, della legge regionale 12 agosto 2014,
  n.  21  e  successive modifiche ed integrazioni sono  apportate  le
  seguenti modifiche:

   a)  le  parole   di cui al comma 1 dell'articolo  20  della  legge
  regionale   12  maggio  2010,  n.  11  e  successive  modifiche   e
  integrazioni   sono  sostituite  dalle  parole   partecipate  dalla
  Regione ;

   b)  dopo  le  parole  l'IRFIS FinSicilia S.p.A.  sono aggiunte  le
  parole   e  gli organismi strumentali della Regione, con esclusione
  delle società affidatarie di servizi pubblici che operano in regime
  di concessione regolata dalla normativa nazionale ;

   c)  le  parole   dovranno attingere  sono sostituite dalle  parole
   non possono procedere a nuove assunzioni se non attingendo ;

   d) alla fine, sono aggiunte le parole  in deroga alle disposizioni
  di  cui  all'articolo 20, comma 6, della legge regionale 12  maggio
  2010,  n.  11  e  successive modifiche ed integrazioni,  nonché  in
  deroga  alle  disposizioni di cui all'articolo 1, comma  10,  della
  legge  regionale 29 dicembre 2008, n. 25 e successive  modifiche  e
  integrazioni. L'articolo 62 della legge regionale 17 marzo 2016, n.
  3 è abrogato. .

   5.  All'articolo 61 della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3 sono
  apportate le seguenti modifiche:

   a)  al comma 2 dopo le parole  Servizi ausiliari Sicilia S.c.p.a.
  sono  aggiunte  le parole  o alle società a totale o  maggioritaria
  partecipazione regionale ;

   b) è aggiunto il seguente comma:

    2  ter.  Al  personale dell'Istituto regionale per l'integrazione
  dei  diversamente abili di Sicilia (IRIDAS) di cui all'articolo  48
  della  legge regionale 14 maggio 2009, n. 6, già soppresso e  posto
  il  liquidazione ai sensi dell'articolo 63 della legge regionale 12
  agosto  2014,  n.  21, in servizio alla data di entrata  in  vigore
  della  medesima  legge e non utilmente ricollocato,  alla  data  di
  entrata in vigore della presente legge, presso altro ente, istituto
  o azienda, si applicano le disposizioni di cui al comma 2 nonché le
  disposizioni di cui all'articolo 64 della legge regionale 12 agosto
  2014, n. 21 e successive modifiche e integrazioni. .

   6. Le disposizioni di cui all'articolo 64 della legge regionale 12
  agosto  2014,  n.  21  e successive modifiche  ed  integrazioni  si
  applicano anche ai dipendenti, in servizio con contratto di  lavoro
  subordinato  a tempo indeterminato alla data di entrata  in  vigore
  della  presente legge, delle società delle quali è stata  accertata
  la  causa  di scioglimento ai sensi dell'articolo 2484  del  Codice
  Civile.

   7. L'articolo 32, comma 3, della legge regionale 7 maggio 2015, n.
  9 è abrogato».

   Comunico  che l'onorevole Greco Giovanni ha dichiarato di ritirare
  tutti gli emendamenti soppressivi.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevole  Cancelleri,  c'è  un suo  emendamento  soppressivo,  lo
  ritira?

   CANCELLERI. Lo mantengo.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho  chiesto  di
  intervenire perché credo che sia opportuno chiarire alcune cose con
  l'assessore Baccei.
   Assessore, io credo che, con questa norma, noi facciamo dei  passi
  indietro  rispetto al rigore che ci eravamo proposti tutti  quanti,
  qualche mese or sono.
   Intanto,  vorrei  che lei spiegasse all'Aula  cosa  vuol  dire,  a
  proposito  del  comma 2, lettera a), le parole   anche  indiretta',
  perché  francamente non lo trovo scritto nella  norma  nazionale  a
  proposito  delle  società partecipate e lei, qui, fa  una  espressa
  indicazione di una volontà che la Regione siciliana può partecipare
  in società anche in forma indiretta.
   Il  punto b), riapre la maglia della spesa ed elimina la riduzione
  del  30%  dei compensi agli amministratori, che lei stesso, qualche
  mese fa, aveva proposto come riduzione di spesa.
   In  più, elimina anche l'individuazione dell'articolo della  legge
  11,  del  2010, commi 1 e 3, allorquando aveva individuato l'elenco
  delle  società  strategiche che questo Parlamento aveva  deciso  di
  mantenere in vita.
   Lei elimina l'elenco, non elimina le società, e ci troviamo in una
  condizione  in  cui  togliendo questo articolo  si  dà  mandato  al
  Presidente  della  Regione quando lo ritiene  opportuno  di  potere
  costituire anche con delibera di Giunta, una società.
   Mi  pare che, a proposito, praticamente, del comma 4, lettera  b),
  ci  sia lo spazio anche di nuove riassunzione allorquando parla  di
  una  opportunità  che  può essere data di utilizzare  personale  e,
  quindi,  questo  deve  essere chiarito se si tratta  di  assunzioni
  nuove  e,  infine, per quanto riguarda la possibilità di assunzione
  anche  dei  dipendenti  delle  società  che  sono  state  poste  in
  liquidazione.
   Cioè  l'ipotesi che noi abbiamo delle società in liquidazione,  il
  personale viene riassunto.
   Relativamente poi, al comma 5, 2 ter, ho presentato un emendamento
  in  cui  verrebbe  eliminato, al quinto  rigo,  le  parole   e  non
  utilmente  ricollocato ; faccio presente che trattasi di  personale
  che lavoro presso l'IRIDAS che si è trovato, a seguito di una serie
  di  interlocuzioni  con l'Ufficio legislativo, con  la  lettera  di
  licenziamento.
   Queste persone, in questo momento, qualcuno credo che possa  avere
  anche  l'opportunità  di  lavorare,  con  queste  parole    e   non
  utilmente  ricollocato   in  questo  momento,  ci  può  essere  una
  interpretazione  che  se  una  persona  sta  facendo  un  mese   di
  supplenza, un mese di lavoro nel pubblico o nel privato, rischia di
  non  essere  utilizzato in una ricollocazione,  quindi,  se  queste
  parole  e non utilmente ricollocato  le cancelliamo, Assessore,  la
  norma  è  più  snella e consente a queste persone di potere  essere
  utilizzate nella formulazione che è prevista dal comma 5,  articolo
  2 ter.
   Per  il  resto ho presentato anche emendamento, al comma  7,  dove
  viene  abrogato  anche la riduzione del 30%  per  il  compenso  dei
  direttori generali.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, al comma  2,  alla
  lettera  b)  con le parole  del 30% sono sostituite   tenuto  conto
  della   diversa  complessità  organizzativa   stiamo,   nuovamente,
  ampliando il Consiglio di amministrazione.
   Noi avevamo approvato una legge che riduceva a tre componenti, per
  tre  anni,  un  Presidente e due componenti,  con  questo  articolo
  riapriamo nuovamente il numero del consiglio di amministrazione.
   Credo  non  sia  opportuno.  Mi pare  che  abbiamo  presentato  un
  emendamento - che manteniamo -  che sopprime la lettera b).

  PRESIDENTE.  Assessore,  sulla  base  di  questi  rilievi,  è
  necessario riscriverlo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore per l'economia. Relativamente,  alle  richieste
  fatte, in effetti si vanno ad abrogare una serie di norme che erano
  state  previste  con l'obiettivo di diminuire i  costi  andando  ad
  assumere una posizione molto più rigorista di quella che ha assunto
  lo Stato stesso.
   Con   questo  articolo  si  va  a  rivedere  per  alcune   società
  particolarmente  complesse la possibilità di  ampliare  membri  del
  consiglio  di  amministrazione, non avere un  amministratore  unico
  bensì   un   consiglio  di  amministrazione  per   assicurare   una
  rappresentanza,  un equilibrio all'interno della  governance  della
  società  e  -  per  società più complesse - si  va  a  rivedere  il
  compenso  allineandolo di fatto con quello che è il compenso  della
  norma  statale,  quindi  togliendo quel  maggiore  rigore  che,  in
  precedenza, c'era stato.
   Per  quanto riguarda la distinzione fra società strategica e  non,
  di  fatto, elaborando annualmente un piano delle partecipate - come
  previsto   dalla  normativa  statale  dalla  legge  di   stabilità,
  sottoponendola all'attenzione della Corte dei Conti -, si  vanno  a
  fare  già  delle valutazioni indipendentemente dal fatto che  siano
  strategiche o non perché questo richiede la normativa statale che è
  esecutiva anche da noi.
   Nei  fatti è già sorpassata per cui si andava a fare ordine  anche
  su questa norma.

   DI   MAURO.  Può  riprendere  questo  concetto?  Stiamo   abolendo
  l'articolo  che stabilisce quali sono le società strategiche  e  si
  lascia aperta una maglia

   BACCEI,  assessore per l'economia. Onorevole Di Mauro di  fatto  è
  già così perché quando andiamo a fare delle considerazioni rispetto
  alle  società  in  base  a dei parametri che  ci  indica  la  legge
  nazionale di stabilità che ha regolamentato le società partecipate,
  andiamo oltre quella valutazione strategica e non, perché andiamo a
  considerare dei parametri di natura economico-finanziaria.  Andiamo
  a  valutare  l'attività che svolge la società  se  in  house  o  di
  mercato  così  come ci dice la legge che va oltre le considerazioni
  che fa tra strategiche e non strategiche.
   Se  una  società non ha i parametri ed è in perdita da  più  anni,
  questa  va  in  liquidazione indipendentemente dal  fatto  che  sia
  strategica o non strategica.
   Se  è una società strategica, è una società che opera sul mercato,
  questa   deve   essere   posta  in  vendita  perché   non   rientra
  nell'attività  strumentale  della Regione.  Io  la  posso  definire
  strategica  ma  se  è  una  società  che  opera  sul  mercato,  per
  disposizione comunitaria e nazionale, la devo porre, con i tempi  e
  le modalità che si vedrà, come si deve porre sul mercato.
   La distinzione, pertanto, fra strategica e non strategica rispetto
  a  quanto è avvenuto successivamente a livello normativo è  un  po'
  passata.
   Quando  faccio  il piano delle società partecipate già  devo  fare
  delle  considerazioni, andando ad applicare delle indicazioni della
  normativa comunitaria e statale che vanno oltre alle considerazioni
  di   strategico e non strategico' - cosa che è già successa  e  che
  sta succedendo. Questa era la considerazione.
   Per  quanto  riguarda le nuove assunzioni, altro punto  importante
  sollevato  da  lei,  onorevole  Di Mauro,  la  norma  è  fatta  per
  l'assorbimento  del  personale che è nell'albo  delle  partecipate,
  dicendo  che  l'assorbimento di quelle persone che  sono  nell'albo
  delle  partecipate non costituisce nuova assunzione e si limita  al
  personale presente nell'albo delle società partecipate.
   Ci  sono  anche delle interpretazioni fatte e pareri del  CGA  che
  vanno in questo senso, però per chi poi deve mettere in atto questo
  tipo  di attività, ovviamente, è una norma che chiarisce una  volta
  per tutte questo aspetto, ma era insito nel fatto che si creasse un
  albo  delle  partecipate  per  poi riassorbirlo  all'interno  delle
  società  stesse, per cui è, di fatto, un'interpretazione di  quella
  che  era  la  ratio della legge che istituiva l'albo delle  società
  partecipate.

   RINALDI. Chiedo di parlare per un chiarimento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Assessore,
  io non ho capito una cosa.
   Noi abbiamo approvato nel 2015, il 15 maggio, quindi quasi un anno
  e  mezzo fa, una norma che prevedeva, a proposito della lettera b),
  dove  stiamo  dicendo: al comma 5 le parole   ridotte  del  30  per
  cento  sono sostituite dalle parole:  applicati, tenuto conto della
  diversa   complessità   organizzativa ,  cioè,   se   noi   abbiamo
  un'organizzazione  complessa,  invece  di  avere  un  consiglio  di
  amministrazione  di  tre,  lo  possiamo  allargare  ad  un   numero
  indefinito  perché  non  so con quali criteri  verrà  definita  poi
  questa struttura complessa.
   Ma  io  voglio ricordare ai colleghi che la lettera b) della legge
  che  abbiamo approvato nel 2015, dice in questo modo:  nelle  altre
  società   a   totale   maggiore   partecipazione   della   Regione,
  l'amministrazione è affidata ad un consiglio di amministrazione con
  durata  triennale  composta  da un presidente  e  due  consiglieri,
  secondo  le previsioni statutarie della rappresentanza dei soci   e
  così via , poi c'è l'articolo 2 che prevede anche l'importo da dare
  a  questi  amministratori che non varia, è ridotto a 70  mila  euro
   per  le  società con numero di dipendenti inferiori    quindi  non
  capisco  in base a quale norma di spending review stiamo aumentando
  nuovamente il consiglio di amministrazione abolendo una norma  che,
  invece,  riduceva  il  costo; non capisco per quale  motivo  stiamo
  facendo questa norma.
   Non mi pare che stiamo riducendo il costo, ma stiamo aumentando il
  consiglio  di amministrazione e stiamo aumentando pure i costi;  mi
  pare una cosa diversa.

   PRESIDENTE.  L'Assessore è intervenuto dicendo  che  alcuni  commi
  potevano  andare nel collegato; se lo volete riscrivere in  qualche
  modo  per fare una votazione unica e proceduralmente decadono tutti
  gli emendamenti.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA. Signor  Presidente, onorevoli colleghi, lei correttamente
  ha  convocato una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
  cercando di interpretare gli umori dell'Aula e tutto ciò al fine di
  accelerare  quanto  più  possibile  i  lavori  rendendo  snella  la
  manovra.
   Ora, suggerirei al Governo, per quanto riguarda questo articolo 8,
  di presentare una riscrittura che sia rispettosa delle osservazioni
  che  sono  emerse  dall'Aula e mi riferisco in  particolare  a  due
  punti, Presidente. Prima questione: il Governo ci dice riguardo  al
  comma che si occupa delle cosiddette società strategiche che è  una
  previsione  normativa che di fatto è superata, ma il modo  come  il
  Governo intende superarla è quanto meno sospetto.
   Cosa  voglio dire? Io posso essere anche d'accordo con il  Governo
  nel dire che, di volta in volta, con il passare degli anni, possono
  anche cambiare le società, l'appellativo di strategico che si vuole
  dare  ad una società, però, visto che con la normativa in atto  c'è
  stato un controllo del Parlamento che ha stabilito, su proposta del
  Governo,  quali erano le società strategiche, io mi sarei aspettato
  che  il  Governo si presentasse con una novità aggiungendo  qualche
  società  che  ritiene  che  possa essere strategica  o  togliendone
  qualche altra, ma non sta procedendo così
   Il Governo sta semplicemente procedendo abolendo la norma di legge
  che  stabiliva  quali erano le società. E qual è la conseguenza  di
  questa  abolizione?  Che in qualsiasi istante e  con  una  semplice
  delibera di Giunta e, quindi, senza il controllo del Parlamento, si
  possono creare venti, trenta, mille, una società strategica  e  non
  mi  pare che questo sia un modo corretto di procedere sottraendo al
  Parlamento e, quindi, al controllo popolare perché il Parlamento  è
  composto  da  persone  elette  dal  popolo  su  una  materia   così
  importante.
   Allora,  presidente  Ardizzone, ritengo  che  qualora  il  Governo
  voglia far passare questo articolo debba presentare una riscrittura
  rispettosa  delle obiezioni, a mio modo di vedere  molto  corrette,
  che  sono  state sollevate dall'Aula, vuole modificare  qual  è  il
  campo,  il  perimetro,  l'elenco delle  priorità  e  delle  società
  strategiche,  lo faccia, dicendo che il Governo presenta  un  nuovo
  decalogo,  una  nuova indicazione, un nuovo numero di  società  che
  ritiene strategiche e l'Aula non avrà alcun motivo, se ritiene  che
  ciò sia confacente e giusto approvarlo.
   L'altra  questione: il fatto di abolire quella norma che prevedeva
  un   limite   agli  stipendi,  ebbene,  siamo  in  un  momento   di
  antipolitica.  Se  da  un lato, si cerca giustamente  di  porre  un
  limite  alla spesa pubblica e viene strombazzato questo dal Governo
  in   tutti   i   modi  ed  in  tutte  le  maniere,   non   si   può
  contemporaneamente, con un comma, togliere quel limite  e  lasciare
  praticamente libertà totale ed assoluta per alcune società; la SAS,
  che  ha  quattromila dipendenti. Ma che sono quattromila dipendenti
  della   Fiat?  Sono  purtroppo  quattromila  dipendenti  che   sono
  fuoriusciti da enti che sono falliti e, quindi, non è una  società,
  però  con quattromila dipendenti, in base al Codice civile potrebbe
  arrivare  a stipendi, che ne so, di duecento, duecentocinquantamila
  euro. Vi sembra una cosa corretta?
   Allora,  presidente  Ardizzone, inviti  anche  lei,  come  lo  sto
  facendo  io,  il Governo, proprio in virtù dell'accordo  che  si  è
  fatto,  a riscrivere questo articolo 8, perché se insiste su questo
  tipo di formulazione noi staremo qui impelagati chissà quanto tempo
  e  non credo che ciò rientri nello spirito che, lei Presidente,  ha
  portato avanti con quella Conferenza dei Capigruppo. Lo riscriva il
  Governo.

   LO BELLO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  BELLO,  assessore  per le attività produttive.  Intervengo  in
  riferimento  al  comma 2 per il quale ho visto registrare  parecchi
  interventi.
   La  prima  questione riguarda un'introduzione  di  una  norma  che
  vorrebbe  non affidare solo ad un amministratore unico  il  governo
  delle società che operano in house providing ed invece quella della
  possibilità di avere un consiglio di amministrazione a tre.
   Quindi,  non c'è alcun allargamento. Stiamo sostituendo la  figura
  di  un  amministratore unico laddove viene individuata la posizione
  strategica.
   Quindi,  per  quando riguarda la lettera a) è  sostituire  con  un
  consiglio di amministrazione a tre, l'amministratore unico,  mentre
  per  quanto riguarda la lettera b) del comma 2, è semplicemente non
  applicare  per alcune società tenendo conto, quindi, della  diversa
  complessità organizzativa quella riduzione che aveva visto  ridurre
  con  la  finanziaria  del 2015 un'ulteriore riduzione  del  30  per
  cento.
   Purtuttavia, quella riduzione, come sappiamo, fissava alcuni tetti
  e con questa norma vorremmo non avere un'ulteriore riduzione.
   Tuttavia,  l'Aula, in questo senso riteniamo che del comma  2,  la
  lettera  a)  sia  assolutamente un'esigenza che  debba  essere,  in
  questo  senso,  tenuta  molto  in  considerazione,  quindi  passare
  dall'amministratore  unico al consiglio di amministrazione  a  tre;
  sulla lettera b) quindi non prevedere la riduzione del 30 per cento
  introdotta con la legge di stabilità del 2015, e la riduzione   dei
  componenti  degli  organi di amministrazione che erano,  così  come
  ricordiamo,  di  50  mila  e  di 25 mila  quelli  degli  organi  di
  vigilanza.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, senza
  entrare  nel  merito della norma, che ha una sua  logica,  però,  è
  chiaro  che  abbiamo trovato un'intesa in Conferenza dei Presidenti
  dei Gruppi parlamentari, per cui sull'articolo 8 ritengo che vadano
  salvaguardati i commi dal 4 in poi, mentre i commi  1  e  2  vadano
  mandati  nel  disegno  di  legge   collegato ,  chiudendo  qui   il
  ragionamento ed andando avanti.

   PRESIDENTE.  Sulla  base degli interventi che  c'erano  stati,  il
  Governo si faceva carico di una riscrittura.

   PANEPINTO. E se ne fa carico la Commissione. Per cui chiedo di non
  trattare  primo, secondo e terzo comma, di stralciarli ed  inviarli
  al collegato, lasciando in questo testo i commi dal quattro in poi,
  e di andare avanti così.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a salvaguardia di
  un  quadro generale che è stato nel tempo definito e che  ha  visto
  questo   Governo  e  l'assessore  Baccei,  la  scorsa  finanziaria,
  proporre una serie di norme di ristrettezze, io sono d'accordo  con
  la  proposta dell'onorevole Panepinto ma, relativamente al comma 4,
  a  proposito  del punto  a , io ritengo che eliminare  il  comma  1
  dell'articolo  20 della legge n. 11 del 2010 voglia dire  eliminare
  in toto l'elenco, l'individuazione delle società, e non mi convince
  l'interpretazione  che  dà l'Assessore,  perché  noi  qui  dobbiamo
  sapere  quali  sono le società, cosa fanno, quali sono  i  compiti,
  dopo  che  abbiamo operato una riduzione da 33 società  ad  11.  Le
  abbiamo  codificate,  le  abbiamo stabilite  con  legge;  eliminare
  questo  tassello importante vuol dire, considerato che nella stessa
  norma  c'è  praticamente  la  disponibilità  del  Presidente  della
  Regione  di individuare, con proprio decreto, le società,  poi  c'è
  l'obbligo  di venire in Aula per portare praticamente l'aggiunta  e
  quindi   inserirlo  in  questo  testo.  Se  noi  invece  abroghiamo
  quell'articolo abbiamo una libertà di azione, alla  vigilia  di  un
  momento  di campagna elettorale, che non ritengo che sia consono  a
  quello  che è stato, fino alla scorsa finanziaria, il comportamento
  dell'assessore Baccei.

   FORMICA. Eliminiamo il comma quattro

   DI MAURO. Quattro, punto a).

   PANEPINTO. Lo accantoniamo e andiamo avanti

   DI MAURO. Mi correggo, comma tre.
   PRESIDENTE. Onorevole Di Mauro, parlava del comma tre o del  comma
  quattro?  Perché  se è il comma tre,  fa il paio  con  la  proposta
  dell'onorevole Panepinto.

   DI MAURO. Il comma tre, allorquando dice:  sono abrogati i commi 1
  e  3 dell'articolo 20 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11 .
  Mi  ascolti, Presidente, poi va cassato anche il comma  4,  lettera
  a), perché a quel termine di cui al comma 1 della legge 11 del 2010
  andava   l'Assessore,   correttamente,   sostituito   col   termine
  partecipate, quindi, vanno tolti il comma tre ed il comma  quattro,
  lettera a).

   PRESIDENTE. Se il Governo, alla luce degli interventi che ci  sono
  stati, è d'accordo, si può passare alla votazione dell'articolo  8,
  stralciando e mandando nel disegno di legge collegato i commi 1, 2,
  3 e 4, lettera a).
   Se  siamo  d'accordo mandiamo in collegato i commi 1, 2,  3  e  4,
  lettera a).

   LO  BELLO, assessore per le attività produttive. Dobbiamo spiegare
  meglio  il  comma 2, lettera a); non c'è stata una  discussione  su
  questo

   PRESIDENTE. Ma di che sta parlando?
   Assessore  Baccei,  cortesemente presenti una  riscrittura  perché
  proceduralmente  mi  decadono  tutti  gli  emendamenti.   Fate   la
  riscrittura  come  Governo  e  su  questo  decidiamo.  La   fa   la
  Commissione.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Volevo  soltanto ribadire al Governo e all'Assessore  che
  sull'articolo richiamato dall'onorevole Di Mauro quando si parla di
  comma  1  e  3, se non si cassa il comma 2, di fatto, rimane  tutto
  com'è,  perché  il  comma 2 sono tutte le aree che  definiscono  la
  strategia delle società. Quindi, dire che si cassano i commi 1 e  3
  e  rimane  il  comma 2 non funziona.. Per questo nella  riscrittura
  bisogna  stare  attenti a quello che vuole dire l'Assessore  perché
  riguarda i commi 1, 2 e 3. Pare strano che lasci il 2 nella legge.

   PRESIDENTE. Stiamo ripetendo sempre la stessa storia. Addirittura,
  l'onorevole  Di  Mauro ha aggiunto che andrebbe  nel  collegato  il
  comma  4  limitatamente alla lettera a). Però,  la  Commissione  si
  faccia carico e lo riscriva.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor Presidente, io volevo fare una premessa  prima
  di  entrare  nello  specifico dell'articolo  8.  Siccome  sento  da
  qualche collega richiamare un fantomatico accordo anche per chi sta
  all'esterno  di  quest'Aula,  forse  è  anche  bene  chiarire  cosa
  intendiamo perché altrimenti diventa fuorviante.
   La  proposta  della  maggioranza o  del  Governo,  adesso  non  so
  inquadrare bene da quale parte sia provenuta, era quella di mettere
  da  parte alcuni articoli e di non trattarne degli altri. Su questa
  cosa noi abbiamo espresso la nostra condivisione. Chiaro che, però,
  anche  lei  riporterà, come io abbia detto che  sull'articolo  8  e
  sull'articolo  13, eravamo ovviamente in assoluto disaccordo  sulla
  loro approvazione, ma il fatto di discutere gli altri articoli  non
  significa  che  una  persona  non  possa  chiedere  un  emendamento
  piuttosto che anche il voto segreto.
   Detto  ciò, e così abbiamo chiarito anche questa posizione  perché
  altrimenti diventava davvero scomoda, le faccio presente il  perché
  secondo me questo articolo non va approvato. Per tutta una serie di
  motivazioni  che  hanno già espresso i colleghi che  hanno  portato
  alla  proposta di mettere da parte i commi 1, 2 e 3 e  anche  il  4
  lettera a), ma non è che la restante parte sia meglio.
   Noi nel comma 5 ci andiamo ad occupare di personale che, in questo
  momento, è, non il personale ma le modalità di assunzione che hanno
  avuto  nel  tempo  oggetto da parte della Magistratura.  In  questo
  momento  c'è  l'approfondimento su questa cosa delle  assunzioni  e
  c'era  anche  già  una legge regionale che prevedeva  il  passaggio
  all'Iridas  all'Istituto Italiano Ciechi che, appunto, per  effetto
  di  quell'indagine  in  corso,  io  credo  che  non  abbia  trovato
  applicazione.
   Non  capisco  perché  stiamo andando a  fare  un'altra  legge  per
  mettere  ancora  di  più in crisi questa che  dovrebbe  essere  una
  situazione  che dovrebbe risolversi prima nell'Aula di Tribunale  e
  dopo  all'interno di questo Parlamento. Secondo noi  del  Movimento
  Cinque   Stelle  tutto  l'articolo  va  o  bocciato   o   rimandato
  direttamente nel collegato.

   PRESIDENTE. Allora, questo è vero: in Conferenza dei Capigruppo il
  Movimento  Cinque  Stelle, in ordine agli articoli  8  e  13  aveva
  espresso  delle  riserve  tant'è che io  stesso  avevo  evidenziato
  l'esigenza di un'interlocuzione con il Governo.
   Per   quanto  riguarda  il  percorso  d'Aula,  invece,   onorevole
  Cancelleri,  non significa che ci sono accordi, ma gli  accordi  in
  politica  avvengono  sempre  non  è  che  l'accordo  è  complicità.
  Attenzione,  l'accordo ci sta in politica. Se  dobbiamo  celermente
  andare avanti e si può evitare il voto segreto.
   Se però accantoniamo l'articolo 8, c'è una proposta

   CLEMENTE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CLEMENTE.  Presidente,  io invece ero d'accordo  con  la  proposta
  dell'onorevole  Panepinto di accantonare  o  riscrivere,  come  lei
  giustamente aveva detto, i commi 1, 2, 3 e 4 ma votare il 5,  visto
  che l'Aula, comunque, tutta non ha fatto obiezioni sul 5.

   PRESIDENTE. Lo riscrive? Allora abbiamo un testo da distribuire ai
  singoli deputati. Se la Commissione non lo riscrive, è inutile  che
  interveniamo.  Quindi, intanto si deve riscrivere. Può  essere  che
  anche  sulla  base  della  riscrittura le  riserve  manifestate  da
  qualche  Gruppo vengano meno. Intanto è accantonato. Si  chiude  la
  discussione sull'articolo 8. Se la Commissione intende riscriverlo,
  decidete  o  Commissione o Governo, ce lo  fa  sapere.  Se  non  lo
  riscrive va tutto nel collegato.
   Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:

                             «Articolo 12
   Interventi per i Consorzi di Bonifica. Garanzie occupazionali per
                               i settori
        della forestazione e della manutenzione del territorio

   1.  I  commi  da 1 bis a 1 quinquies dell'articolo 2  della  legge
  regionale  30  dicembre  1977,  n. 106  e  successive  modifiche  e
  integrazioni, sono abrogati. Al comma 1 dell'articolo 2 della legge
  regionale  30  dicembre  1977,  n. 106  e  successive  modifiche  e
  integrazioni  le parole da  nella misura fino al 95  per  cento   a
   dai  singoli consorzi al  sono sostituite dalle parole  nei limiti
  dello  stanziamento annualmente previsto con legge di bilancio,  in
  proporzione  alla  spesa  per  il  trattamento  fondamentale  del .
  All'articolo 47, comma 12, della legge regionale 7 maggio 2015,  n.
  9  è abrogato il periodo  tenuto conto delle disposizioni di cui al
  comma 11 .

   2.  I  Consorzi di bonifica sono autorizzati a disporre lo sgravio
  parziale dei ruoli già sospesi ai sensi dell'articolo 10, comma 28,
  della  legge  regionale 5 dicembre 2016, n. 24, limitatamente  alla
  misura eccedente gli oneri di contribuenza relativi all'anno  2013,
  ed  a  riemetterli per l'importo sgravato entro e non oltre  il  31
  ottobre 2017.

   3.   In   relazione  alle  disposizioni  del  presente   articolo,
  l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 47,  comma  12  della
  legge  regionale  7  maggio 2015, n. 9 e  successive  modifiche  ed
  integrazioni è incrementata dell'importo di 10.614 migliaia di euro
  per  l'esercizio  finanziario 2017,  di  14.786  migliaia  di  euro
  l'esercizio finanziario 2018 ed è determinata in 39.816 migliaia di
  euro  per l'esercizio finanziario 2019, di cui 520 migliaia di euro
  annui  per  assicurare  la funzionalità di  canali  di  particolare
  valore storico.

   4.  Per  l'esercizio  finanziario 2017 il finanziamento  ordinario
  determinato  ai  sensi del comma 3 è integrato  da  un'assegnazione
  straordinaria,  pari  a  5.000  migliaia  di  euro,  destinata   al
  pagamento delle retribuzioni non corrisposte negli anni 2015 e 2016
  al  personale  a  tempo  indeterminato. Le eventuali  disponibilità
  residue   sono   ripartite  con  le  medesime   modalità   previste
  dall'articolo  2, comma 1, della legge regionale 30 dicembre  1977,
  n. 106 e successive modifiche e integrazioni. L'assegnazione di cui
  al   primo   periodo   del  presente  comma  è   subordinata   alla
  presentazione, da parte dei consorzi beneficiari, di  un  programma
  di   misure   finalizzate  al  miglioramento  della   capacità   di
  riscossione e al contenimento dei costi di gestione.
   5.  Per le finalità di cui all'articolo 10, comma 27, della  legge
  regionale  5  dicembre 2016, n. 24 è autorizzata,  per  l'esercizio
  finanziario 2017, l'ulteriore spesa di 1.000 migliaia di euro.

   6.  Nel rispetto dei criteri sanciti dall'intesa Stato-Regioni  in
  materia  di  riordino dei Consorzi di bonifica, le disposizioni  di
  cui  all'articolo 18, comma 1, della legge regionale 17 marzo 2016,
  n.  3  si  intendono  riferite  esclusivamente  ai  membri  di  cui
  all'articolo  27 del decreto legge 31 dicembre 2007, n.  248,  come
  sostituito dalla legge di conversione 28 febbraio 2008, n. 31.

   7.  Il controllo preventivo di legittimità di cui all'articolo  21
  della  legge  regionale  25 maggio 1995, n.  45  è  effettuato  dal
  Dipartimento regionale dello sviluppo rurale e territoriale, previo
  parere  dell'Assessorato  regionale  competente  per  materia.   Le
  deliberazioni  dei Consorzi sottoposte al controllo sono  trasmesse
  al  Servizio competente entro 15 giorni dalla loro adozione, a pena
  di  nullità.  Esse diventano esecutive se non ne viene  pronunciato
  l'annullamento,  con  provvedimento motivato,  nel  termine  di  60
  giorni dalla loro ricezione.

   8.  L'autorizzazione  di spesa di cui all'articolo  23,  comma  3,
  della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3 e successive modifiche ed
  integrazioni, è rideterminata in euro 147.000 migliaia di euro  per
  l'esercizio   finanziario  2017  e  in   euro   63.054.846,66   per
  l'esercizio  finanziario 2018. Al comma 5  dell'articolo  23  della
  medesima  legge  regionale  17 marzo 2016,  n.  3  le  parole   per
  l'esercizio finanziario 2017  sono sostituite dalle parole  per gli
  esercizi finanziari 2017 e 2018 .

   9.  L'autorizzazione  di spesa di cui all'articolo  23,  comma  2,
  della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3 e successive modifiche ed
  integrazioni,   è   incrementata,  per  ciascuno   degli   esercizi
  finanziari  2017  e 2018, dell'importo annuo di 1.760  migliaia  di
  euro (Missione 16, Programma 3, Capitolo 147326).

   10.  Al fine di assicurare la continuità dei servizi, i dipendenti
  titolari  di  garanzie occupazionali stagionali di cui all'articolo
  1,  comma  2,  della  legge  regionale 1  febbraio  2006,  n.  4  o
  all'articolo  1  della  legge regionale  28  giugno  2010,  n.  14,
  ancorché abbiano avviato azioni giudiziarie per la trasformazione a
  tempo indeterminato dei loro contratti di lavoro, mantengono presso
  i  Consorzi di bonifica medesima precedente posizione lavorativa di
  rapporto  a tempo determinato, secondo la disciplina delle giornate
  lavorative,   prevista  per  la  fascia  di   appartenenza.   Dalle
  disposizioni di cui al presente comma non possono derivare maggiori
  oneri per il bilancio della Regione».

   Si  passa agli emendamenti soppressivi 12.2, 12.3, 12.4,  12.5,  a
  firma degli onorevoli Greco Giovanni e altri.

   GRECO  GIOVANNI. Anche a nome degli altri firmatari,  dichiaro  di
  ritirarli.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 12.1, a firma degli onorevoli Panepinto
  ed altri. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Il Governo si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 12.17, a firma degli onorevoli  Panepinto
  ed altri. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Il Governo si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 12.22, a firma del Governo.  Il  parere
  della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 12.15, a firma dell'onorevole Di  Mauro.
  C'è  un  problema  di  copertura, si tratta  di  verificare  se  la
  copertura.

   DI MAURO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  12.19. Mi permetta, onorevole Raia,di suggerirle il ritiro.

   RAIA. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   Si  passa all'emendamento 12.53, I parte, a firma del Governo.  Il
  parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 12.18, I parte. E' assorbito, è  uguale
  all'emendamento 12.53, I parte.
   Si passa agli emendamenti 12.7, 12.8, 12.9, 12.10, 12.11, 12.12  a
  firma degli onorevoli Greco Giovanni ed altri.

   GRECO  GIOVANNI. Anche a nome degli altri firmatari,  dichiaro  di
  ritirarli.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 12.14, a firma dell'onorevole Di  Mauro.
  Al  comma 10, dopo le parole  fascia di appartenenza  sono aggiunte
  le parole  previa risoluzione del contenzioso in essere . Il parere
  del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Il Governo si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 12.21, a firma degli onorevoli  Raia  ed
  altri è assorbito.
   Si  passa all'emendamento 12.13, a firma dell'onorevole Di  Mauro.
  Sull'emendamento  12.3 c'è un problema di copertura,  onorevole  Di
  Mauro.

   DI  MAURO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 12.20, a firma degli onorevoli  Raia  ed
  altri. Sono identici.

   RAIA. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 12.18, II parte, a firma degli onorevoli
  Panepinto ed Anselmo. Lo mantiene o lo ritira, onorevole Panepinto?

   PANEPINTO.  Signor  Presidente, per la verità lo  mantengo  perché
  comunque  mantiene  la  stessa quota di  contributo  anche  per  il
  personale e si collega all'emendamento dell'onorevole Di Mauro,  in
  qualche modo.

   PRESIDENTE. Lo ritira, onorevole Panepinto?

   PANEPINTO.  Anche  a  nome  dell'altro  firmatario,  dichiaro   di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 12.18, III parte, a firma degli onorevoli
  Panepinto ed Anselmo.

   PANEPINTO.  Anche  a  nome  dell'altro  firmatario,  dichiaro   di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 12.16, a firma degli onorevoli Assenza ed
  altri.
   Onorevole Assenza, cortesemente, lo ritira?

   ASSENZA. No.

   PRESIDETE. Onorevole Assenza, gliel'ho detto con un certo tono  ed
  era un invito che non voleva essere perentorio perché ho un appunto
  da  parte degli Uffici nella prima parte:  Necessita della verifica
  dei  presupposti per debito fuori bilancio . Se, quindi, magari lei
  lo  vuole spiegare può essere che può convincere l'Aula sulla bontà
  dell'emendamento.

   PANEPINTO. Lo rinviamo al collegato.

   PRESIDENTE.   Lo rinviamo, invece, al collegato. Certo,  tutto  il
  collegato   viene  incardinato  prima  della  votazione.   Va   nel
  collegato,  non  è  ritirato.  Questo  va  nel  collegato  per   un
  approfondimento, non è ritirato.
   Pongo in votazione l'articolo 12, così come emendato.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  che  il
  Governo  attenzionasse il comma 10 di questo articolo in cui  viene
  testualmente indicato che  al fine di assicurare la continuità  dei
  servizi,   i   dipendenti  titolari  di  garanzie   occupazionali
    ancorchè abbiano avviato azione giudiziaria per la trasformazione
  a  tempo indeterminato dei loro contratti di lavoro  , non  c'è  la
  specifica di com'è finita questa causa perché se noi vogliamo  fare
  con legge una sentenza

   FORMICA. Non ha copertura.

   DI MAURO. Ma lasci perdere la copertura, onorevole Formica, qua il
  problema  è  se c'è una sentenza definitiva che conclude  un'azione
  giudiziaria perché se l'azione giudiziaria è stata avviata ma non è
  conclusa  non  è  che  noi con legge possiamo  fare  una  sorta  di
  transazione,  per  essere  chiari.  Credo  che  questo  comma  vada
  stralciato  magari,  poi,  con  un  approfondimento  in   sede   di
  collegato.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Di  Mauro,  abbiamo  approvato   un   suo
  emendamento  dove c'era scritto  previa risoluzione dei contenziosi
  in essere .

   DI  MAURO. Posso chiedere se la controversia è in corso oppure  se
  la controversia è stata persa dai lavoratori?

   PRESIDENTE.  Scusate,  però,  abbiamo  approvato  proprio  un  suo
  emendamento  che  andava in tal senso. Nel  suo  emendamento  c'era
  scritto   previa risoluzione dei contenziosi in essere . Questo  lo
  abbiamo  approvato.  E' il suo emendamento che  abbiamo  approvato,
  onorevole  Di  Mauro. Pensavo che fosse risolutivo della  questione
  che lei ha posto.

   DI  MAURO.  Non  è risolutivo perché non conosciamo  lo  stato  di
  questo  contenzioso.  Se il contenzioso è a favore  della  Pubblica
  amministrazione è chiaro che noi non possiamo fare una  transazione
  con  sentenza, se è a favore significa che noi aumentiamo il numero
  degli  assunti a tempo indeterminato, quindi il Governo  relazioni,
  ci faccia capire, oppure stralci questo articolo.

   BACCEI, assessore per l'economia. Non è governativo

   DI MAURO. Non è governativo  Comunque è nel disegno di legge.

   FORMICA. In effetti, è molto dubbio il comma.

      PRESIDENTE.  Sì,  però  mentre  andavamo  avanti,  ne  è  stato
  approvato  uno. Io capisco tutto, non sto entrando nel  merito,  lo
  mandiamo al Collegato, limitatamente al comma 10?

     PANEPINTO. Cosa mandiamo al Collegato?

     PRESIDENTE.  Comma 10, limitatamente al comma 10.   Va  bene  lo
  mandiamo al Collegato; grazie, onorevole Panepinto.
   Pongo  in votazione l'articolo 12 nel testo risultante, precisando
  che  il  comma  10 va nel Collegato, insieme all'altro  emendamento
  presentato  dall'onorevole Assenza. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:

                             «Articolo 13.
           Costituzione del patrimonio immobiliare del Fondo
                               pensioni
                dei dipendenti della Regione siciliana

   1.  Per le finalità di cui al comma 3 dell'articolo 15 della legge
  regionale  14  maggio 2009, n. 6 e al fine di costituire  il  fondo
  immobiliare  del  Fondo  pensioni  dei  dipendenti  della   Regione
  siciliana, la Regione trasferisce in proprietà entro il  30  giugno
  2017  complessi  immobiliari per il valore di 177.000  migliaia  di
  euro.

   2.  Il  trasferimento di cui al comma 1 compensa integralmente  le
  quote  relative al triennio 2017-2019 del limite di impegno di  cui
  al  comma 4 dell'articolo 15 della legge regionale 14 maggio  2009,
  n. 6.

   3.  Il  Fondo  pensioni dei dipendenti della Regione  siciliana  è
  autorizzato  all'acquisto entro il 28 febbraio 2017 del  cento  per
  cento  delle  quote  del Fondo di cui all'articolo  9  della  legge
  regionale  28  dicembre  2004,  n. 17  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni, che assicura un rendimento netto pari  ad  almeno  il
  rendimento   attuale   delle  corrispondenti  risorse   finanziarie
  necessarie per l'acquisto aumentato del trenta per cento.

   4.  Per  effetto del comma 3 è accertata in entrata  del  bilancio
  della  Regione siciliana per l'anno 2017, quale corrispettivo della
  cessione,  la somma di 22.750 migliaia di euro pari al trentacinque
  per cento del capitale netto del FIPRS».

   All'articolo  13 è stato presentato l'emendamento  13.9  R  I,  di
  riscrittura dell'emendamento 13.9, a firma del Governo.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, signori Assessori, è chiaro
  che  è  necessario  approvare  questo  articolo  anche  se  non  lo
  dovessimo  condividere, per il semplice motivo che questo  articolo
  13  regge  l'articolo  15, cioè quello sulle risorse  destinate  ai
  disabili.  Se  non dovesse passare questo articolo  verrà  meno  la
  manovra sulla disabilità.
   Io  a questo proposito voglio, però, ricordare due cose. La prima:
  avevamo  chiesto  al  Governo di sapere  a  quanto  ammontavano  le
  entrate  da parte dell'IVA. Il Governo, non l'Assessore Baccei  che
  ha  risposto, ma avevamo chiesto al Presidente di rispondere perché
  è  lui  che  rappresenta la Regione, volevamo sapere quanto  valeva
  questa manovra. Non siamo riusciti ancora a saperlo.
   Abbiamo  accantonato  in  maniera, così, prudenziale,  questi  162
  milioni di euro. Ci sono, però, difficoltà legate all'articolo 15 e
  alla  riscrittura  dell'articolo 15 di cui  la  Commissione  non  è
  ancora  venuta a conoscenza della relazione e che, di  conseguenza,
  Presidente,  proprio  perché si tratta di  un  impegno  importante,
  serio   da  parte  di  questo  Parlamento,  avremmo  bisogno  della
  relazione  in  maniera  tale  che possiamo  giudicare  serenamente,
  tranquillamente quello che dobbiamo fare.
   All'Assessore  Baccei, però, chiedo una modifica. All'articolo  13
  il  comma  3  prevede che noi, rispetto a ciò che il  Fondo  riceve
  dalla  banca, diamo un incremento del 30 per cento. Siccome  quello
  che risparmiamo è oggettivamente una somma notevole io, Presidente,
  chiedo che questo 30 per cento possa essere mutato in 50 per  cento
  in  maniera  tale  che  nel Fondo pensioni, anche  per  premiare  i
  dipendenti  della  Regione  di  questa  operazione  che  ci  stanno
  consentendo  di fare per venire incontro ai ragazzi, alle  ragazze,
  ai  soggetti  diversamente abili, abbiano  un  ritorno  ancora  più
  consistente.
   Pertanto, le chiedo di modificare l'acquisto aumentato anziché del
  30  per  cento,  del 50 per cento e adesso la Commissione  le  farà
  avere  la riscrittura. E' chiaro che su questa vicenda non  occorre
  nemmeno  una  copertura  finanziaria dal momento  che  trattasi  di
  introito  certo  dovuto al venir meno dei pesanti  affitti  che  la
  Regione non pagherà più.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  intervengo  ad  integrazione di  quello  che  diceva  il
  Presidente Vinciullo.
   Da  un  lato,  ci  terrei  a spiegarvi questa  operazione  che  va
  ovviamente  compresa bene, oltre ad aggiungere  che  quest'articolo
  non  solo è collegato all'articolo 15 dove dà una copertura di  118
  milioni  di  euro  ma, come vedete nel comma 4, ci  sono  ulteriori
  quasi  23  milioni di euro, esattamente 22 milioni e 750 mila  euro
  che  vanno a coprire la manovra complessiva; per cui, venendo  meno
  questo  articolo non solo cadrebbe l'articolo 15, ma  verrebbero  a
  mancare  ulteriori 23 milioni di euro alla manovra per cui dovremmo
  andare  a  ridurre  spese  negli articoli  rimasti  per  una  cifra
  corrispondente.
   Provo  a  spiegarvi  la manovra che penso essere  vantaggiosa  per
  tutte  le parti. Questa manovra sugli immobili si ricollega ad  una
  vendita  di  immobili che fu fatta anni fa per  un  valore  di  217
  milioni  di  euro. Vendita che fu fatta costituendo  un  fondo,  il
  FIPRS,  le  cui  quote  sono  poi  state  cedute  a  dei  venditori
  istituzionali  per  il  65  per cento,  mentre  la  Regione  ne  ha
  mantenuto il 35 per cento.
   Col   tempo   gli   investitori   istituzionali   sono   diventati
  sostanzialmente due: uno è Banca Intesa e l'altro è Unicredit,  che
  hanno  complessivamente  il  65 per cento  attraverso  una  società
  cosiddetta   veicolo . Di questi 217 milioni  del  valore  immobile
  sono  stati  ceduti tre immobili, per cui il valore,  a  parità  di
  perimetro, è sceso a 195 milioni.
   Di  fatto,  oggi,  il  mercato immobiliare è  sceso,  pertanto  la
  quotazione di questi immobili è diminuita di conseguenza,  ci  sono
  delle  interlocuzioni fra le parti per un valore equivalente  degli
  immobili   di  circa  160-170  milioni  circa  per  cui   inferiore
  certamente  ai 195 milioni che menzionavo prima. Di questi  160-170
  milioni,  105 sono a copertura di un mutuo, per cui il valore reale
  che si va a pagare sono 65 milioni. Questi 22 milioni 750 mila euro
  sarebbero la quota derivante dalla vendita, da parte della  Regione
  per il 35 per cento delle quote, al Fondo pensioni.
   Se calcolate il 35 per cento di 170 meno 105, quindi 65 milioni vi
  viene 22 milioni 750 mila euro. Quindi questa sarebbe la quota  del
  Fondo che la Regione vende al Fondo pensioni.
   Il  Fondo  pensioni  poi acquisirebbe anche le altre  quote  degli
  altri  due  investitori istituzionali, Banca Intesa e  Unicredit  e
  acquisirebbe  il 100 per cento degli immobili cosicché  la  Regione
  ritornerebbe   proprietaria  dei  suoi  immobili   ad   un   valore
  sensibilmente più basso di quello a cui aveva venduto anni fa.
   Questo  cosa  consentirebbe?  Attualmente  quegli  immobili   sono
  affittati alla Regione stessa ad un tasso molto alto: fra il  9  ed
  il  10  per cento, tant'è vero che noi paghiamo di affitti al FIPRS
  20 milioni l'anno.
   Con  questo  emendamento,  che  ora l'onorevole  Vinciullo  voleva
  rettificare dal 30 al 50, però, diciamo che noi andremmo  a  pagare
  un  affitto  al Fondo pensione pari al rendimento che, attualmente,
  ha  il  Fondo pensioni nei suoi investimenti, perché non è  che  il
  Fondo pensione, i soldi i circa 800, 900 milioni di euro che ha  li
  tiene   in   un   cassetto,  comunque  li  investe  secondo   delle
  disposizioni  che sono previste per i Fondi pensioni che  sono  ben
  regolamentati in una serie di attività dove, normalmente, da  prima
  è un investimento immobiliare.
   Come  ho detto in Commissione  Bilancio  se prendete il patrimonio
  immobiliare  italiano  è posseduto dall'Inps,  l'Inail  e  i  Fondi
  assicurativi  proprio  perché  è ritenuto  essere  un  investimento
  sicuro che dà un reddito garantito che sono quelli degli affitti.
   Quindi,  in  questo caso, il reddito sarebbe garantito  perché  la
  Regione occupa questi immobili, quindi, pagherebbe un affitto ad un
  valore, come dice la legge, in questo caso sarebbe del 50 per cento
  superiore  al  valore medio di rendimento attualmente ottenuto  dal
  Fondo pensione attraverso i suoi investimenti.
   Fate  conto che mediamente, oggi, il Fondo pensione ha circa il  3
  per  cento di investimento medio, in questo modo daremo il 4,5  per
  cento, quindi, gli garantiremmo un flusso molto più elevato, il  50
  per cento maggiore di quello che, attualmente, detiene.
   Questo  però cosa ci consentirebbe? Consentirebbe di abbassare  il
  valore degli affitti che la Regione paga dai 20 milioni attuali  al
  4,5  per  cento  del  valore degli immobili che  porteremmo  a  160
  milioni  per  cui  verrebbero circa 7-8 milioni di  euro,  per  cui
  passeremmo  da un valore degli affitti da 20 milioni a  8  milioni.
  Quindi, sarebbe conveniente per la Regione, sarebbe conveniente per
  il  Fondo  pensione perché ha un rendimento garantito  del  50  per
  cento  superiore  a  quello  medio che  ottiene  oggi  e,  poi,  ci
  sarebbero, ovviamente, i Fondi per ripagare la manutenzione,  però,
  sarebbero  a  parte,  che  non rientrano, oggi,  in  quelle  cifre,
  sicuramente,  però,  si potrebbe garantire  una  quota,  visto  che
  risparmiamo,  comunque,  12-13 milioni di euro,  per  garantire  la
  manutenzione degli immobili che, in effetti, ne hanno bisogno.
   Quindi,  questa  è una operazione che è vantaggiosa  da  tutte  le
  parti e che, paradossalmente, va a dare valore all'operazione fatta
  anni  fa  proprio  perché  si è abbassato  il  valore  del  mercato
  immobiliare.
   Invece, l'articolo 15 a cosa si legherebbe? Si legherebbe al fatto
  che  la  Regione  corrisponderebbe, per  la  quota  di  trattamenti
  pensionistici  che  dovrebbe  versare al  Fondo  pensione,  anziché
  versare  59 milioni di euro che è la quota annuale che la  pensione
  versa  al  Fondo  pensione, verserebbe 59 milioni di  immobili,  di
  nuovo trattasi di immobili già occupati dalla Regione, già occupati
  da  uffici  regionali, in cui andremo a pagare  l'affitto,  quindi,
  sarebbero 59 nel subemendamento per due anni, 118 milioni; di nuovo
  se fate il 4,5 per cento di 118 milioni avremo altri 5 o 6 milioni,
  quindi, aggiungendoli agli immobili, comunque, staremmo ben  al  di
  sotto  dei 20 milioni che attualmente paghiamo al FIPRS, di cui  il
  65 per cento - ricordo - sono gli investitori istituzionali.
   Per  cui,  con  questa operazione, avremmo 22 milioni  750  subito
  dalla  vendita  del  35 per cento delle quote  del  Fondo  e,  poi,
  avremmo,  conferendo 59 milioni di euro di immobili  per  due  anni
  libereremmo 118 milioni cache che potremmo dedicare alla  copertura
  del Fondo per le disabilità.
   Quindi,   questa  è  la  manovra  complessiva.  Se   avete   dubbi
  chiariamoci prima della votazione, sarò qui a disposizione.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel corso del mio
  intervento   a   proposito   della   discussione   generale   sulla
  Finanziaria, avevo chiesto all'Assessore la possibilità di dare uno
  sguardo  all'elenco dei beni immobili ed al parere  che  d'obbligo,
  secondo  la  legge n. 6 del 2009, del parere dell'Agenzia  pubblica
  del demanio.
   Perché dico questo? Perché questo articolo, Assessore, in cui  lei
  ha avuto modo di rappresentare una parte significativa, per carità,
  di  tutto il provvedimento è un combinato disposto di quello che fu
  l'articolo 9 della legge 17/2004 a proposito di valorizzazione  dei
  beni immobili.
   Tengo  a  ribadire  questo  concetto,  Assessore,  questo  termine
   valorizzazione'  dei beni immobili e il provvedimento  legislativo
  che citavo poc'anzi, legge regionale 6/2009 che istituisce il Fondo
  pensioni.
   L'istituzione  del  Fondo pensioni fu determinato  con  forza  dal
  Governo  Lombardo  perché si era scoperto che le pensioni  venivano
  pagate  regolarmente e quotidianamente con la  Cassa.  Col  Governo
  Mattarella  era  stato dismesso il Fondo per  dare  liquidità  alla
  Regione.
   Assessore, non conosciamo ancora quali siano questi beni immobili.
  Non  abbiamo  preso  visione del parere dell'Agenzia  pubblica  del
  demanio  -  credo che queste carte le avrà portate e le distribuirà
  in  Aula  -  credo  che  la società che ha  acquisito  questi  beni
  immobili,  in  tutto questo periodo, non abbia mai  proceduto  alla
  valorizzazione dei beni immobili.
   Cosa  vuol  dire  valorizzazione dei beni immobili? Valorizzazione
  dei  beni immobili vuol dire riuscire a renderli più appetibili  di
  quelli che erano al momento della costituzione di quel famoso Fondo
  per  far  sì che la Regione - qualora dovesse rientrare in possesso
  di  questi  beni  immobili - potesse trovarsi con beni  valorizzati
  cioè messi nelle condizioni di superare tutte quelle difficoltà che
  nel tempo i beni immobili hanno acquisito.
   Ciò  vuol  dire  un  depauperamento del patrimonio,  la  messa  in
  sicurezza e tutta una serie di cose dovute per contratto. Adesso ci
  viene propinata la vendita e non credo ci sia bisogno di una norma.
   Il  Fondo  immobiliare  è  un  ente  pubblico  economico  che  può
  benissimo  -  se  lo  ritiene - rischiare di  perdere  parte  della
  liquidità,  unica condizione necessaria affinché il  Fondo  sia  in
  equilibrio  ed evitare di acquistare questi beni perché  se  da  un
  lato, la Regione ha un obbligo di trasferire ogni anno 59 milioni e
  c'è  stato  già  un  anno per cui questa corresponsione  non  si  è
  realizzata.
   Il  trasferimento che era per un ammontare di 15  anni  si  è  già
  trasferito ad un anno successivo, si è spostato al 2025-2026.
   Con  questo trasferimento di beni immobili, che hanno ben poco  di
  commerciale, in cui non solo non si è proceduto alla valorizzazione
  dei beni immobili ma - nel frattempo - sono trascorsi altri tredici
  anni  per  cui  i  beni  hanno  perso  il  valore,  facendo  questa
  operazione e facendola col consenso del Parlamento, credo  che  non
  faremo  cosa buona e giusta ma recheremo un danno al Fondo  per  le
  pensioni.
   A  me dispiace quando il Presidente della Commissione  Bilancio  e
  l'Assessore,  in  questo clima di attenzione  verso  il  mondo  dei
  disabili, non è corretto dire che se non passa questa norma, non si
  può  istituire il Fondo. Il Fondo è una priorità, Presidente, è una
  priorità  per tutto il Parlamento e per il Governo -  e  su  questo
  siamo tutti d'accordo - ma dire che bisogna fare questa svendita  o
  acquisire  questi  beni  perché solo così  possiamo  trasferire  le
  risorse all'articolo 15 che prevede il Fondo per i disabili,  credo
  non sia corretto. Lasciatemelo dire  I soldi sono necessari per  il
  Fondo, ma non si può mettere in sinergia.
   La  manovra è stata costruita così, un articolo come questo, il 13
  che  è  strutturato  per arrecare un'ipotesi di  natura  economico-
  finanziaria  che  non è funzionale a quella che è la  sopravvivenza
  dello stesso Fondo.
   Non  credo  che debba aggiungere altro, ma invitare il Governo  ad
  una  riflessione  su  questo articolo,  vedere  se  è  il  caso  di
  modificarlo, di trovare risorse altrove, ferma restando  l'esigenza
  di dare risposte ai disabili.

   PRESIDENTE.  Siamo al punto di prima. C'è un invito  da  parte  di
  alcuni  deputati a rivedere la norma. Il Governo sostiene la  bontà
  della  norma;  quindi,  procediamo  sulla  base  degli  emendamenti
  presentati.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, le devo dire  che
  su questa norma, nonostante l'Assessore abbia illustrato il motivo,
  nutro diversi dubbi.
   E devo anche dire al mio amico Vinciullo che non può dire dobbiamo
  approvare  questa  norma,  altrimenti  salta  il  finanziamento  ai
  disabili, perché non è giusto, il Governo poteva benissimo  trovare
  questi  fondi  in  un altro capitolo e non fare una  norma  che  è,
  intanto  non  credo  che sia costituzionale, ma  mi  chiedo:  posso
  obbligare un fondo ad acquistare degli appartamenti per far  fronte
  alla cassa mia regionale per far fronte a una spesa dei disabili  e
  obbligare  l'Aula a votare una norma del genere, senza che  ci  sia
  una  relazione che spieghi quali siano questi beni che valore hanno
  in   questo  momento  nel  mercato;  in  che  stato  sono  con   la
  manutenzione;  se  hanno  tutti  i  requisiti  per  potere   essere
  affittati  così come lo sono oggi, cioè se sono a norma,  se  hanno
  l'agibilità,  se  hanno  tutti i cosiddetti  requisiti  per  essere
  uffici  destinati al servizio pubblico, se sono aggiornati  con  le
  nuove  norme,  voglio  dire, se sono adeguati e  approviamo  questa
  norma senza che ci sia il consenso dei pensionati.
   E  come se io qui dicessi, Presidente, acquistiamo un immobile con
  il  fondo  pensione  che abbiamo in l'Assemblea senza  chiedere  ai
  pensionati e senza convocare il fondo per dire se sono d'accordo  o
  no.  Cioè  una  norma  che obbliga e, tra l'altro  approvata  dalla
  Regione, cioè dall'Assemblea, mi sembra una cosa veramente al di là
  di tutto quello che ha esposto l'onorevole Di Mauro e che condivido
  in  pieno,  credo che questa norma vada rivista per cui  chiedo  al
  Governo di ritirarla.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la  norma  come
  le annunciavo poc'anzi, questo articolo 13, a me dispiace che venga
  posto  come  base  della  copertura  di  articoli  che  interessano
  chiaramente tutti e che nessuno, ovviamente vuole, in qualche modo,
  disconoscere.
   La  copertura della manovra sui disabili credo che stia a cuore  a
  tutti  quelli  di quest'Aula e nessuno può dire che l'abbia  più  a
  cuore  rispetto ad altri, però è chiaro che poi sembra che dobbiamo
  giustificare  questi  articoli  e  la  loro  copertura  finanziaria
  attraverso delle cose che, invece, nessuno di noi vorrebbe fare.
   Voglio porre all'attenzione di quest'Aula alcune considerazioni su
  quella  che è la norma sul fondo pensioni, perché non so se l'avete
  capito, ma tecnicamente, cari colleghi, la storia è questa qui:  la
  Regione  ha  venduto a suo tempo gli immobili; li ha  comprati  una
  società privata; il 65 per cento appartiene alle banche, il 35  per
  cento è della Regione siciliana.
   Oggi  scopriamo che li possiamo di nuovo ricomprare ad  un  prezzo
  minore e voi direte:  che gran bella cosa  . Io vi dico che  non  è
  gran  bella  cosa perché li compriamo a prezzo minore semplicemente
  per  il  fatto  che  non  sono state fatte le  manutenzioni  e  gli
  stabili.  Sono  degli  stabili  che piano,  piano  si  sono  andati
  deteriorando.
   Quindi,  forse,  non  è  che conviene a noi  comprarli,  conviene,
  forse,  tanto a qualcuno che li sta vendendo. Poi, per  effetto  di
  questa  cosa,  facciamo introitare, visto che è il  fondo  pensioni
  della  Regione e non la Regione che compra, da altri  quel  35  per
  cento  dalla  Regione stessa fa rientrare all'interno  della  casse
  della  Regione  dei  soldi che stiamo andando a spendere  e  stiamo
  andando a mettere come copertura per alcune situazioni.
   Però, qui c'è un problema, Presidente, perché la norma si pone  in
  contrasto  con  l'articolo  2  del  Decreto  Presidenziale  del  23
  dicembre 2009, il n. 14, che segnatamente cita:  Il fondo è un ente
  pubblico  non  economico,  dotato di  personalità  giuridica  e  di
  autonomia  patrimoniale, finanziaria, gestionale, amministrativa  e
  contabile .
   Ora,  non  ci vuole una laurea in giurisprudenza, non ci vuole  un
  master  in attività legislativa, assolutamente nulla di questo  per
  capire  che ad un fondo che ha autonomia patrimoniale, finanziaria,
  gestionale, amministrativa e contabile non gli devi fare una  legge
  per  fargli  comprare  gli immobili. Se li  vogliono  comprare,  li
  comprano loro  Noi che cosa gli stiamo andando a dire a questi  del
  fondo  patrimoniale   Ed  in  più,  poco  fa  qualcuno  citava  una
  relazione   del  Fondo  pensioni  che  dovevano  dirci   se   erano
  interessati effettivamente all'acquisto o no. Ma noi glielo abbiamo
  chiesto  a  quelli  che  ogni mese contribuiscono  a  questo  Fondo
  pensioni  se  sono  d'accordo? Perché con tutti i dipendenti  della
  Regione con cui ho parlato ne avessi trovato uno che è contento  di
  questa operazione
   Tutti  me  l'hanno  dipinta come:  ma mi  sa  che  stanno  facendo
  speculazione  edilizia,  o  meglio  speculazione  patrimoniale  con
  quella  che  praticamente  è  la  nostra  riserva  per  pagarci  le
  pensioni .
   Noi  andando  a  guardare  qualche cosa che  in  piccolo  comunque
  riguarda  le Camere di commercio, di questi fondi patrimoniale  che
  si  sono persi perché li abbiamo utilizzati per fare altro rispetto
  al pagamento di pensioni, lo sappiamo che cosa è successo, perché è
  di  questi  giorni  che  ci sono i problemi appunto  sulle  riserve
  pensionistiche delle Camere di commercio. Non vorrei che questo sia
  l'avvio affinché qualche cosa del genere sta andando a camminare.
   E  poi,  un'altra  cosa  e chiudo. Però anche  questa  importante.
  Lasciando le considerazioni relative a quello che vi dicevo  prima,
  le   vicende   legate  alla  valutazione  degli   stessi   e   alla
  quantificazione  dei canoni di locazione, è necessario  considerare
  che  fanno parte di questo fondo gli immobili venduti alla  Regione
  come vi avevo prima citato. Ma su gran parte di questi immobili non
  sono  state  realizzate le opere di adeguamento normativo.  Quindi,
  noi andiamo a dire sostanzialmente al Fondo pensionistico di andare
  a   comprare   degli   stabili  che  non  sono   neanche   adeguati
  normativamente, con i quali poi dovremmo sottoscrivere  un  accordo
  che  in  questo  momento è verbale, perché non lo sappiamo  se  poi
  domani la Regione rimarrà in affitto in quei locali; perché vi dico
  una cosa: io non ce li manderei a lavorare dipendenti della Regione
  in  un  ufficio che non è normativamente adeguato, perché i ricorsi
  sarebbero a centinaia qualora dovessero succedere delle cose.
   Credo che tutta questa norma in piedi non si legge. Si legge  solo
  ed  esclusivamente per un unico motivo che i soldi che sono  tirati
  fuori  da  questa norma vanno a coprire l'articolo che  riguarda  i
  disabili e a me dispiace perché questa cosa che oggi è stata  detta
  in  quest'Aula  da  parte dell'Assessore, da parte  del  Presidente
  della  Commissione  Bilancio  dà ancora una volta ragione a  quella
  che  era  stata  la  nostra critica rispetto a  quell'articolo  sui
  disabili che ancora una volta sono state trovate coperture  da  una
  politica  che ha ritenuto quel tema non prioritario, ma secondario,
  sono state trovate coperture che sono labili.
   Però,  oggi  non  ci stiamo a farci strozzare, né  nel  dibattito,
  neanche nella nostra prerogativa d'Aula per potere votare contro un
  articolo,  questo  il  13, che riteniamo non  valido  semplicemente
  perché poi le coperture andranno a coprire i disabili.
   I  disabili, per loro stessa ammissione, sono handicappati, ma non
  cretini  Capiranno che questa è un'ulteriore speculazione ai  danni
  di  altri cittadini che hanno la stessa dignità e questo Parlamento
  li  deve  attenzionare,  che sono i dipendenti  della  Regione  che
  contribuiscono al Fondo pensionistico.

   PRESIDENTE.  Il  Governo  ha chiesto una breve  sospensione  della
  seduta. Pertanto, la seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.59, è ripresa alle ore 20.05)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, da una rapida consultazione, si  è
  convenuto  di  ritornare all'articolo 8 perché c'è una  riscrittura
  condivisa.
   Pertanto,  si  riprende l'esame dell'articolo  8,  precedentemente
  accantonato.
   Comunico che è stato presentato dalla Commissione l'emendamento 8R
  di riscrittura dell'intero articolo.
   I  primi commi sono tutti saltati ed è saltata pure la lettera  a)
  del comma 4, come chiesto dall'onorevole Di Mauro.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                                Congedi

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che hanno chiesto congedo
  gli onorevoli Dipasquale, Gennuso e Alfio Barbagallo.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                1276/A

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 8R. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi,  dobbiamo  essere  chiari;  noi  questa  sera
  potremmo  approvare  gli articoli 22, 23, 26 e  al  34,  perché  mi
  sembra che c'era una intesa. Però, se non apriamo questioni,  e  mi
  riferisco  all'articolo  22  Disposizioni in  materia  di  soggetti
  utilizzati in materia in attività di lavori socialmente utili .  Io
  ho  fatto  il ragionamento sulla base degli emendamenti presentati,
  ma  mi  dice  l'Assessore Baccei che boccerebbe  quelli  che  hanno
  copertura.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, a proposito dell'articolo 13  -  che
  credo  sia  accantonato - chiedo se è possibile avere l'elenco  dei
  beni  immobili,  con la relativa valutazione dell'agenzia  pubblica
  del demanio.

   BACCEI, assessore per l'economia. Onorevole Di Mauro, per la lista
  degli immobili non c'è problema, l'ho già chiesta l'altra volta  al
  ragioniere generale, e glielo richiedo un'altra volta di fornire la
  lista  degli immobili. Gli immobili sono stati valutati quando  c'è
  un  fondo,  un SGR che fa da advisor, quindi non c'entra  l'agenzia
  del   demanio   ma  la  valutazione  è  stata  fatta   dall'advisor
  indipendente  nominato  dalla SGR, che  è  quello  che  prevede  il
  regolamento. L'agenzia del demanio non ho capito cosa c'entra.

   DI  MAURO.  Noi  non  dobbiamo confondere la  valutazione  con  la
  questione  del  fondo. La valutazione, secondo l'articolo  9  della
  legge  n.  17  del  2004,  deve essere fatta  dall'agenzia.  Questa
  valutazione  dell'agenzia era la valutazione che ci  ha  consentito
  poi  di  fare  il  bando di gara. Altra cosa è il  fondo  dei  beni
  immobili.  Lei  deve attenersi alla legge, alla n.  6  del  2009  e
  all'articolo 9 della legge n. 17 del 2004.

   BACCEI, assessore per l'economia. Mi permetta, onorevole Di Mauro,
  l'agenzia del demanio fa la congruità del valore degli affitti,  le
  valutazioni  degli  immobili  le fa l'ex  agenzia  del  territorio,
  confluita  nell'agenzia  delle entrate, dietro  pagamento  oneroso,
  cioè  quando si vuol vendere un immobile si fa fare una valutazione
  all'agenzia del territorio.

   DI  MAURO.  Questo  dobbiamo  avere  noi,  questo  dice  la  legge
  regionale. Lei la guardi

   BACCEI,  assessore  per l'economia. Oppure lo può  fare  il  Genio
  civile al posto dell'agenzia del demanio.

   DI MAURO. La legge dice l'agenzia

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ritratteremo domani l'articolo 13,
  domani mattina ci serve per chiarire questi aspetti.
   Io  avevo proposto di approvare gli articoli 22, 23, 26 e  34.  Mi
  dice  l'assessore, laddove ci sono questioni di copertura,  che  ci
  sono  articoli  che  richiedono spesa,  di  fermarci  perché  prima
  bisogna approvare l'articolo 13.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, poco  fa  abbiamo
  approvato  questo  emendamento di riscrittura dell'articolo  8,  in
  maniera  veloce,  senza avere la possibilità di  leggerlo  ma  alla
  fine,  dove c'è il comma 7, con l'articolo 32, comma 3 della  legge
  regionale 7 maggio 2015, n. 9, è abrogato, abbiamo eliminato l'albo
  che avevamo istituito per cui le società era obbligate ad attingere
  da quell'albo.

   PRESIDENTE.  L'onorevole  Rinaldi ha posto  una  questione  su  un
  articolo, peraltro, già approvato.

   RINALDI. Signor Presidente, pongo l'attenzione perché il  comma  3
  dice  di  attingere  all'albo  del personale  di  cui  al  comma  1
  dell'articolo  64  della  legge  regionale  12  agosto.  Lo  stiamo
  abrogando  questo. Purchè noi sappiamo quello che  abbiamo  votato.
  Solo questo dico.

   PRESIDENTE. Va bene.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, 27 aprile 2017,
  alle  ore  16.00,  e si procederà no-stop fino alle  ore  24.00  di
  domani,  partendo  dall'esame dell'articolo  13,  con  il  seguente
  ordine del giorno:

      I -COMUNICAZIONI
  II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

  1)   -   Bilancio  di  previsione della  Regione  siciliana  per
     l'esercizio finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio
     2017-2019 . (n. 1275-1275 bis-1275 ter-1275 quater/A) (Seguito)

                Relatore di maggioranza: on. Vinciullo

                Relatore di minoranza: on. Cancelleri

  2)  -  Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2017.
     Legge di stabilità regionale . (n. 1276/A) (Seguito)

                Relatore di maggioranza: on. Vinciullo

                Relatore di minoranza: on. Cancelleri

                   La seduta è tolta alle ore 20.16

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio