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Resoconto d'Aula della Seduta n. 423 di giovedì 27 aprile 2017
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   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                   La seduta è aperta alle ore 16.33

   PRESIDENTE.   Avverto  che  del  processo  verbale  della   seduta
  precedente sarà data lettura nel corso di questa seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il   preavviso  di trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto congedo,  per  oggi,  gli
  onorevoli La Rocca Ruvolo, Vullo e Lombardo.

   L'Assemblea ne prende atto.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N. 3986 - Chiarimenti sulle immissioni in ruolo riguardo alle sedi
  di assegnazione dei docenti.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Papale Alfio

   N.  3988  -  Definizione delle rappresentanze di  categoria  nella
  CRIAS.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Falcone Marco

   N.   3989   -   Definizione  delle  rappresentanze  di   categoria
  nell'IRCAC.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Falcone Marco

   Avverto  che  le  interrogazioni testé  annunziate  saranno  posta
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N.  3987 - Chiarimenti sull'apertura del nuovo museo regionale  di
  Messina 'Maria Accascina'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
  Ciaccio Giorgio; Ciancio  Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La
  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;  Siragusa
  Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zito Stefano
   N.  3990  -  Emergenza ambientale e sanitaria per la  presenza  di
  amianto nel comune di Lentini (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Musumeci Nello; Formica Santi; Barbagallo Alfio

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

                       Annunzio di interpellanze

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interpellanze:

   N.   499  -  Irregolarità  nella  composizione  del  Consiglio  di
  amministrazione dell 'I.R.C.A.C.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Musumeci Nello; Formica Santi; Barbagallo Alfio

   N.  500  - Pronta attuazione del disposto di cui all'art.13  della
  l.r. n. 8 del 2016 in materia di formazione professionale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Musumeci Nello; Formica Santi; Barbagallo Alfio

   N.  501  - Iniziative in ordine al piano nazionale della sicurezza
  stradale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Foti   Angela;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello  Francesco;
  Ciaccio  Giorgio; Ferreri Vanessa;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo
  Matteo;  Trizzino  Giampiero; Ciancio Gianina;  Palmeri  Valentina;
  Siragusa  Salvatore;  Tancredi  Sergio;  Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze  si
  intendono  accettate e saranno iscritte all'ordine del  giorno  per
  essere svolta al loro turno.

                          Annunzio di mozione

   PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente mozione:

   N.  640  -  Programma di interventi per lo sviluppo e la messa  in
  sicurezza  di  itinerari  e  percorsi ciclabili  e  pedonali  nella
  Regione siciliana.
   Foti   Angela;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello  Francesco;
  Ciaccio   Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Ferreri  Vanessa;  La  Rocca
  Claudia;   Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano
   Presentata il 19/04/17

   Avverto  che la mozione testé annunziata sarà demandata,  a  norma
  dell'articolo  153  del Regolamento interno,  alla  Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto congedo,  per  oggi,  gli
  onorevoli Dina, Currenti, Anselmo, Federico, Milazzo Giuseppe.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                        Sull'ordine dei lavori

   CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non  c'è  il
  Governo ma mi rivolgo, soprattutto, al Presidente Ardizzone:  ieri,
  nella   Conferenza  dei  Presidenti  dei  Gruppi   parlamentari   -
  Conferenza  alla quale io non ho potuto partecipare -,  si  è  data
  priorità,   ad   una  serie  di  articoli  assolutamente   ritenuti
  fondamentali dai capigruppo e dalla Conferenza.
   Credo  che  sia  sfuggito, ed io vorrei che  anche  il  Segretario
  generale   mi  ascoltasse  insieme  al  Presidente,  il  comma   11
  dell'articolo  29. Cos'è, Presidente Ardizzone? E' la  proroga  dei
  contratti  relativi al trasporto pubblico locale,  nelle  more  dei
  bandi di gara per l'aggiudicazione del servizio.
   Se  questo  articolo  non viene approvato, in  particolare  questo
  comma,  si  sospende il trasporto pubblico locale, che  secondo  il
  Regolamento  comunitario va in prorogatio, e la norma va  in  linea
  con quanto stabilito col Regolamento comunitario, così facendo fino
  al 31 dicembre 2018.
   Per  questa  ragione, io lo pongo all'attenzione del Presidente  e
  dell'Aula,  perché  stiamo  parlando di un  servizio  assolutamente
  essenziale che non è né di destra né di sinistra, ma credo che  sia
  di tutti e, soprattutto, dei siciliani.

   PRESIDENTE. Onorevole Cordaro,  ha detto articolo 29?

   CORDARO. Comma 11, solo il comma 11. E' la proroga.

   FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi intervengo  anch'io
  sull'ordine  dei  lavori, per rappresentare a quest'Assemblea  e  a
  questa Presidenza che, forse, ieri, nella Conferenza dei Presidenti
  dei  Gruppi  parlamentari si è dimenticato di  inserire,   -  nella
  riscrittura che il Governo dovrà fare sui Fondi comunitari -, anche
  la   utilizzazione,  la  finalizzazione  dei  Fondi   POC,   quelli
  specificatamente della legge 3, l'art. 7 comma 22.
   Avevamo detto, qualche giorno prima, che, se c'era una volontà  di
  riscrivere  questi due articoli, l'articolo 7 e l'articolo  35  del
   Collegato , avremo, anche, inserito l'articolo 67.

   PANEPINTO. L'articolo 7 c'è

   FALCONE. Articoli 7 e 35, a cui aggiungevamo - ho capito -  a  cui
  si   aggiungeva   l'articolo  67.  Dopo  di   che,   fatta   questa
  precisazione, Presidente c'è un altro problema molto serio.
   L'articolo  20  è un riconoscimento di debiti fuori bilancio,  per
  quanto riguarda delle prestazioni già effettuate nel 2016 da  parte
  delle Comunità alloggio per minori.
   Le  Comunità  alloggio sono quegli istituti che  accolgono  minori
  sottoposti  ad un provvedimento dell'Autorità giudiziaria,  quindi,
  effettuano un servizio obbligatorio. Noi dobbiamo inserire,  anche,
  l'articolo  20, perché queste comunità non percepiscono  soldi  dal
  Maggio  2016.  E' quasi trascorso un anno; è giusto  che  a  questi
  istituti  siano  riconosciute anche le  spettanze  per  il  secondo
  semestre 2016.

   PRESIDENTE. E allora, onorevoli colleghi, ieri abbiamo tenuto  una
  apposita  Conferenza  dei  Presidenti dei Gruppi  parlamentari,  da
  parte  mia nulla osta, con l'accordo dell'Aula, all'inserimento  di
  nuove norme.

   FORMICA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA. Presidente, ritengo che anche l'onorevole Panepinto possa
  affermare  la  stessa cosa rispetto a quella norma  che  era  stata
  votata  all'unanimità  in Commissione, e presentata  dall'onorevole
  Falcone,  relativa  all'impiego dei fondi PAC  per  lo  scorrimento
  delle graduatorie delle vecchie finestre.
   Non  essendo  presente,  ieri, in Conferenza  dei  Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari l'onorevole Falcone, ritengo che  siamo  tutti
  d'accordo nel mandare avanti questa norma.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor  Presidente,  semplicemente,   -  anche  perché
  arriva  il Presidente della seconda Commissione e ci è di aiuto  -,
  assessore  Baccei, io ritengo che, considerando tutte  legittime  e
  importanti le richieste dei colleghi, però a me parrebbe necessario
  procedere  in questa maniera, se gli onorevoli Falcone,  Formica  e
  Cordaro sono d'accordo.
   L'onorevole  Falcone ha posto un problema che in realtà  è  dentro
  gli  articoli 7 e 35 del disegno di legge  Collegato   che  ritorna
  nella  finanziaria, per cui va riscritta la norma tenendo conto  di
  questo  ulteriore elemento di proroga rispetto ai fondi comunitari.
  Dopo  di che c'è la richiesta dell'onorevole Cordaro di estrapolare
  solo la questione relativa alla proroga.
   Io  procederei in questo modo, signor Presidente, se siamo di buon
  senso   approviamo  tutta  la  finanziaria  stasera,  e   pure   il
   Collegato , e andiamo avanti. Il problema che pongo io è,  siccome
  le   questioni   poste  dall'onorevole  Falcone  relativamente   ai
  finanziamenti comunitari e alla proroga siano questioni che, già di
  fatto,  erano  state inserite ieri con gli articoli 7  e  35,  però
  procederei  in questa maniera: approviamo le norme che  sono  state
  indicate nell'accordo, sapendo che poi, compresi gli articoli  7  e
  35,  compreso  il solo comma che riguarda... ma è il mio  punto  di
  vista.
   Poi  è  chiaro che c'era un accordo fatto, con tutti  i  Gruppi  -
  onorevole   Cancelleri  -,  tutti  i  Gruppi  se  siamo   d'accordo
  procediamo   nel   senso  che  facciamo   una   sosta   alla   fine
  dell'articolato,  dopo avere approvato l'articolo  13  e  le  altre
  norme.
   Per  quanto  riguarda il Partito Democratico, con  la  riscrittura
  degli  articoli  7  e  35 delle norme, con la  parte  che  riguarda
  l'articolo 66, va bene.
   È  chiaro,  colleghi, una cosa: anche io ho norme importanti  come
  tutti  voi, che abbiamo fatto approvare nelle Commissioni di merito
  e  nella II Commissione, è chiaro che se riapriamo complessivamente
  il ragionamento facciamo il gioco dell'oca e ritorniamo indietro.
   L'idea  di  potere non fermare il trasporto pubblico con  la  sola
  proroga, la questione posta relativamente agli articoli 7 e 35,  va
  bene,  ma  procediamo  con  l'approvare l'articolo  13  e  poi  sui
  disabili e le due norme si mettono insieme, necessariamente, e  poi
  queste due parti,  - se sono d'accordo gli altri -, è chiaro che il
  ragionamento che facciamo è nella consapevolezza e disponibilità di
  tutti  ad andare ad aggiungere qualche cosa all'accordo fatto nella
  Conferenza  dei Presidenti dei gruppi parlamentari, però  è  chiaro
  che,  come  dire,  se  poniamo  troppe  questioni  procedurali   ci
  fermiamo.
   Ovviamente,  io  mi auguro che il Governo, tranne  emendamenti  di
  natura  tecnica,  non  presenti nessun altro emendamento  perché  è
  chiaro  che  facciamo  saltare complessivamente  l'accordo.  Quindi
  chiedo  al Governo di astenersi dal presentare emendamenti che  non
  siano di natura tecnica.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,   per   quanto   riguarda   le
  osservazioni formulate dal Capogruppo di Forza Italia,  in  realtà,
  la   questione  l'aveva  posta  correttamente  due  Conferenze  dei
  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari fa, cioè  lo  stanziamento  di
  risorse PAC 14/20, che sono l'articolo 68 del  Collegato .
   La  Conferenza, successivamente, si era determinata  nell'inserire
  solo  due  norme, con l'articolo  7 e l'articolo 35, e  la  proroga
  della scadenza del termine del 128.
   Per  cui  da  parte mia nulla osta, con il consenso  dell'Aula,  a
  richiamare anche l'ex articolo 68 del  Collegato .
      L'onorevole  Cordaro  pone  correttamente  una  questione  che,
  peraltro,  è  all'interno degli articoli 29 e 30 che  camminano  di
  pari  passo  e sono state evidenziate le esigenze dell'approvazione
  da  parte dell'assessore Pistorio, nonostante l'impossibilità ovvia
  a  non essere presente per la trattazione, sia il 29 che il 30, che
  riguardano trasporti ed infrastrutture.
   Per  cui,  con l'accordo dell'Aula, noi inseriamo il 20, onorevole
  Falcone, il 29 ed il 30 e la questione stanziamento risorse PAC. Mi
  trovo  costretto a sospendere l'Aula per un incontro tra gli uffici
  dell'Assemblea  e  gli  uffici  della  Ragioneria,  magari  in   II
  Commissione, alla presenza del Presidente della II Commissione  che
  può coordinare questi lavori per quanto riguarda la nuova copertura
  finanziaria dell'articolo 13.
   Ripeto,   fanno parte dell'articolato il 20, il 29, il 30  e  l'ex
  articolo  68,PAC. Però mi trovo costretto, onorevole  Panepinto,  a
  dover  sospendere  i  lavori per problemi di copertura  finanziaria
  sull'articolo  13,  perché è arrivato in  questo  momento  ai  miei
  uffici  e  ci  sono  obiettive difficoltà. Lei ha  detto  bene:  se
  risolviamo i problemi dell'articolo 13 possiamo andare avanti.
   Però per chiudere l'articolo 13 ci sono problemi.

   PANEPINTO. Troviamo la copertura sull'articolo 13 e poi ritorniamo
  in Aula per altre piccole cose.

   PRESIDENTE.  Ma  quale altre piccole cose da  inserire,  che  vuol
  dire? Sono già lì, era la questione della Conferenza dei Presidenti
  dei  Gruppi  parlamentari,  sono già inserite  queste,  non  stiamo
  inserendo nuovi argomenti. La riunione con gli uffici si terrà   in
  II Commissione.
   Onorevoli  colleghi, sospendo pertanto, la seduta  che  riprenderà
  alle ore 17.30.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.49, riprende alle ore 18.16)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, dovremmo ripartire  dall'articolo
  13.    Il   Presidente   della  Commissione,  onorevole  Vinciullo,
  dovrebbe  riferire  sull'esito.  Io  ancora  non  ho  copia   della
  riscrittura  dell'articolo 13. Poi se, cortesemente, il  Presidente
  Crocetta viene in Aula.
   Intanto, onorevoli colleghi, il Governo ha presentato una norma di
  abrogazione della norma relativa alla questione dei sindaci, che  è
  stata dibattuta ieri.
   La  I  Commissione  è autorizzata a riunirsi ed esprimere  parere.
  Possiamo anche - nel frattempo è arrivato il Presidente Crocetta  -
  sospendere  la  seduta  per un quarto d'ora.  La  I  Commissione  è
  autorizzata ad esprimere parere ed è autorizzata a riunirsi in Sala
  Lettura.
   Invito gli Assistenti parlamentari a distribuire l'emendamento  di
  riscrittura dell'articolo 13.
   Pertanto, la seduta è sospesa e riprenderà alle ore 18.30.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.19, è ripresa alle ore 18.38)

  La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la I Commissione è ancora  riunita
  per  la  definizione  della  norma che riguarda  i  Comuni,  quindi
  sospendo   ulteriormente  la  seduta  avvertendo  che   la   stessa
  riprenderà alle ore 19.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.39, è ripresa alle ore 19.11)

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si ritorna all'esame dell'articolo
  13,  così  com'è  stato  riscritto dal  Governo  con  l'emendamento
  13R.bis, che è stato distribuito.
   Intanto  comunico  all'Aula che si è riunita la prima  Commissione
  alla  presenza del Governo per esaminare la questione relativa alla
  norma  sulla  decadenza dei sindaci in caso di mancata approvazione
  del bilancio. Dopo un'ampia e articolata discussione - ma su questo
  riferirà il presidente della prima Commissione - credo che  si  sia
  trovata una soluzione che, comunque, deve correttamente passare  al
  vaglio dell'Aula.
   Onorevoli   colleghi,  all'articolo  13  sono   stati   presentati
  emendamenti  soppressivi, quindi prima esaminiamo i  soppressivi  e
  poi,   eventualmente,   passiamo  all'esame   dell'emendamento   di
  riscrittura, però gradirei la presenza in Aula dei deputati.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor  Presidente, prima di intervenire  nel  merito
  della   riscrittura,  volevo  dirle  che  il  Gruppo   parlamentare
  Movimento Cinque Stelle non è d'accordo a reinserire quello che non
  è stato concordato dalla Conferenza dei Capigruppo.
   Siccome ho visto che, da più parti, erano pervenute richieste  per
  inserire  ancora altri articoli, o commi di articoli, tutto  quello
  che è stato deciso in quella fase, noi abbiamo partecipato, abbiamo
  dato,  ovviamente, il nostro parere favorevole affinché la  manovra
  potesse  essere esitata nei tempi previsti, però se allarghiamo  la
  maglia diventa per noi insostenibile e noi, chiaramente, non  siamo
  d'accordo.  Questo per rappresentarle il punto di vista del  Gruppo
  parlamentare.
   Venendo alla riscrittura, Presidente, non è cambiato assolutamente
  nulla,  o  meglio  tutte quelle che erano le  criticità  che  ieri,
  durante  gli interventi, avevamo messo in evidenza, non sono  state
  assolutamente superate. Anzi, mi pare paradossale leggere nel comma
  1  come facciamo, addirittura, obbligo al Fondo pensioni,  prima di
  procedere  a  contratti  di locazione presso  soggetti  privati,  a
  stipulare contratti di locazione novennali rinnovabili con il Fondo
  pensioni ,  cioè  alla  Regione diciamo che,  visto  che  il  Fondo
  pensioni  si  è  comprato questi immobili,  ci  dobbiamo  rivolgere
  prioritariamente a loro per fare contratti novennali e rinnovabili.
   Però  ieri noi avevamo sottolineato come questi immobili, in molti
  casi,  non  hanno gli adeguamenti normativi, quindi stiamo  dicendo
  alla  Regione  di  prendersi in locazione  immobili  che  non  sono
  ammodernati, che non hanno i relativi ammodernamenti normativi,  il
  che  significa mandare a lavorare personale pubblico  in  strutture
  che non sono, ovviamente, adeguate a questo scopo.
   Poi,  vorrei fare notare all'Aula un particolare che è  abbastanza
  curioso  e  vorrei rivolgere provocatoriamente anche una domanda  a
  tutti:  voi comprereste casa mia se io vi dicessi il prezzo,  però,
  con  il  quale l'ho fatta valutare 10 anni fa, cioè nel 2007?  Dopo
  che  per  10 anni non vi ho speso una lira o un centesimo di  euro,
  meglio dire, per ammodernarla, per metterla in sicurezza o comunque
  per  fare  la ordinaria e la straordinaria manutenzione? Perché  la
  tabella che ci hanno allegato con gli elenchi degli immobili per il
  fondo di quiescenza riporta, nella penultima colonna, che l'anno di
  valutazione  degli  immobili è del 2007, cioè prima  dello  scoppio
  della  bolla  speculativa americana che è nel  2009,  quindi  prima
  della morte di tutto il mercato immobiliare, non solo nazionale, ma
  internazione,  prima cioè dell'avvento della crisi che  poi  ci  ha
  investito anche qui da noi in Sicilia.
   Io  credo che questi prezzi siano estremamente gonfi di 10 anni di
  mancate manutenzioni, di un anno di valutazione che non può essere,
  dopo  10 anni, quello attendibile e, per tutte queste ragioni,  noi
  continuiamo  a  sostenere  che  questo  articolo  non  può   essere
  approvato  in  questa  forma, non può essere approvato  in  nessuna
  delle  forme,  anche  perché stiamo parlando di fare  un'operazione
  immobiliare,  o meglio di dare mandato con legge ad un  fondo  che,
  ripeto,  è  un  fondo autonomo dal punto di vista  finanziario,  lo
  dicevamo ieri, quindi non possiamo dare con legge un obbligo.
   Ora  cambia  la forma, lo invitiamo: ma lo invitiamo a fare  cosa?
  Noi non possiamo prevedere una copertura finanziaria sulla base  di
  una norma che da un invito a qualcuno a fare qualcosa; e se poi non
  volesse farlo? E se poi questa cosa non avvenisse? Io credo che non
  può,  davvero,  andare  avanti un modo  di  fare  leggi  in  questo
  Parlamento  che  si è sempre, quando ha trovato la  possibilità  di
  dialogare, come lo stiamo facendo in questo momento, la voglia e la
  forza di fare leggi che poi sono, comunque, risultate attendibili.
   Questo, secondo me, è una operazione davvero discutibile e che non
  ha  i  principi normativi per poter poi trovare anche  applicazione
  perché renderemmo questo fondo oggetto di ricorso da parte di tutti
  quelli  che,  in  questo  fondo,  ci  hanno  messo  i  soldi.   Non
  dimentichiamo  che  stiamo parlando di un fondo  dove  ci  sono  le
  pensioni di persone e diciamo a questo fondo di acquistare immobili
  e per noi rimane una speculazione.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,  prima   di   andare   avanti,
  l'onorevole  Cancelleri, prima di svolgere il suo ragionamento  nel
  merito dell'articolo 13, ha sollevato una questione in ordine  alle
  decisioni che erano state assunte in Conferenza dei Presidenti  dei
  gruppi parlamentari.
   Però,  intervenendo  in  Aula  prima  l'onorevole  Cordaro  ed,  a
  seguire,  l'onorevole Falcone avevano evidenziato la  necessità  di
  trattare  altre norme, con precisione l'articolo 20, 29, 30  e  67.
  Per l'onorevole Cancelleri bisogna, invece, fermarsi alla questione
  relativa alla decisione della Conferenza dei Presidenti dei  gruppi
  parlamentari.  Mi mettete in obiettive difficoltà, capisco  che  la
  vostra è una posizione politica, onorevole Cancelleri.

   DI MAURO. Metta la proposta in votazione.

   PRESIDENTE. Onorevole Di Mauro, lei era assente ma già la proposta
  è  stata  messa  ai  voti ed è stata messa ai  voti  dopo  che  era
  intervenuto  l'onorevole  Cordaro e l'onorevole  Falcone.  Però  un
  Gruppo consistente in quest'Aula, per ovvie ragioni politiche,  non
  è  d'accordo;  per  carità, non si sta entrando  nel  merito  delle
  questioni, c'era una decisione già assunta.
   Così  come io sollevo, come Presidente, un'altra questione, quella
  relativa   all'articolo  32  che,  in  atto,  non  ha   emendamenti
  soppressivi,  che  riguarda il riconoscimento di  un  debito  fuori
  bilancio per cui noi non possiamo non approvarlo adesso.
   Io sono dell'avviso di andare avanti con l'articolo 13 e, prima di
  arrivare   all'articolo  20,  vediamo  di  trovare  una   soluzione
  condivisibile  su questo ma non possiamo, obiettivamente,  rispetto
  ad  una  questione  che  viene  posta correttamente  da  un  Gruppo
  politico, fare finta di niente.
   E,   allora,  andiamo  avanti  intanto  sull'articolo  13.   Prima
  dell'articolo  20  ci fermiamo un momentino, se non  c'è  l'accordo
  d'Aula,  pazienza,  verranno  stralciate  e  rimandate  tutte   nel
  collegato. Intanto interveniamo sull'articolo 13.

   DI MAURO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.  Sull'ordine  dei  lavori?  Sull'articolo  13  non   è
  sull'ordine dei lavori, lei sta parlando sul merito.

   DI  MAURO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  brevemente,  è
  stata   distribuita  una  riscrittura  dell'articolo  13,   quindi,
  trattiamo la riscrittura?

   PRESIDENTE. Stiamo trattando l'articolo, onorevole Di Mauro. Lei è
  un esperto di quest'Aula molto più di me.

   DI MAURO. Mi dica quello che dobbiamo fare.

   PRESIDENTE.  Prima si pone in votazione l'emendamento soppressivo,
  successivamente  si  passa  alla riscrittura.  Se  viene  approvata
  interamente  la  riscrittura decadono  tutti  gli  emendamenti,  mi
  sembra  chiaro,  per  cui  la discussione è  sull'articolo  13,  in
  generale. Vuole intervenire sull'articolo 13 o no?

   DI MAURO. No. Iniziamo a votare.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                1276/A

   PRESIDENTE.  Bene, onorevoli colleghi, iniziamo a  votare   Stiamo
  intervenendo  intanto sull'articolo 13 cioè relativamente  a  tutti
  gli  emendamenti presentati ai soppressivi e soprattutto in  ordine
  alla riscrittura.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, ho  letto
  la  riscrittura  dell'articolo 13 e  francamente  mi  lascia  molto
  perplessa.
   Prima,  in  generale,  dico una considerazione  ed  una  premessa.
  Questa  è  una  partita di giro, cioè un'operazione  cartolare  che
  possiamo definire anche una finanza creativa, e spiego perché.
   Sappiamo  tutti  che l'articolo 118 impone avere  il  bilancio  di
  cassa.  Mentre  noi stiamo scrivendo, il Governo sta  scrivendo  in
  entrata  somme derivanti da operazioni patrimoniali  e  non  si  ha
  certezza  della patrimonializzazione, quindi, cominciamo da  questa
  prima e poi vediamo.
   Poi,  se  non si dovesse completare la patrimonializzazione  degli
  immobili, e fra l'altro non abbiamo contezza di quali immobili sono
  e  del loro valore, e non si ha certezza del ripristino delle somme
  che  si  stanno prelevando dal fondo pensioni. Si stanno prelevando
  somme  a  dei  lavoratori e poi bisogna, per  un'operazione  che  è
  un'operazione incerta, quantomeno questi immobili dovrebbero essere
  ricomprati  almeno al 20 per cento in meno rispetto a  quanto  sono
  stati  venduti perché quando sono stati venduti non c'è stata fatta
  manutenzione, il mercato immobiliare non era lo stesso  mercato  di
  oggi.
   Ma  la cosa più grave è che, ancora una volta, vengono penalizzati
  i comuni.
   Assessore Baccei, non sarei intervenuta dico, forse, se non avessi
  visto  il quarto comma. Il quarto comma mette a garanzia del  fondo
  il 35 per cento delle somme che vengono destinate ai comuni, pari a
  22.750  migliaia di euro. Queste somme verranno poi svincolate  nel
  momento  in  cui  si patrimonializza, ma quando si patrimonializza?
  Allora,  noi  abbiamo  la certezza che la terza  trimestralità  non
  verrà corrisposta ai comuni.
   Caro  Presidente Ardizzone, ieri si è preso un impegno durante  la
  riunione, anche qui a fatica, che i sindaci decadono e, quindi, non
  devono  decadere nel caso di mancata approvazione dei  bilanci,  ma
  qui  tutti  i bilanci non potranno mai essere approvati  perché  la
  terza trimestralità, nel momento in cui passa questo articolo,  non
  potrà   mai   essere   inviata  ai  comuni.  Spiegatemi   come   si
  patrimonializza da qui a sei mesi, come si fa? Ci sono delle  somme
  vincolate pari al 35 per cento. Voi avete vincolato il 10 per cento
  per  i  disabili  ed ancora vincolati 22.750 migliaia  di  euro  ai
  comuni.  E' inutile che cercate di fare norme per salvare i comuni.
  Domani  mattina tutti i comuni saranno in dissesto  perché  non  ci
  sarà nessun comune che potrà approvare il bilancio.
   Perché, onestamente, massacrare sempre i comuni?
   Ed   allora,  bisognava  essere  onesti  e  dire  e  non  fare  il
  ragionamento che si trovano le somme per gli invalidi e si prendono
  sempre  la  che per consentire la manovra si bloccano  i  fondi  ai
  comuni. Ricordo che il Presidente Crocetta aveva detto, sbandierato
  ai  quattro venti che non c'era più disavanzo, che i conti erano in
  ordine.  Bene   Per  non firmare, per non sottoscrivere  l'accordo,
  quindi,  con Roma, abbiamo dovuto bloccare, mi pare, cinque milioni
  di  euro  per  quanto riguarda l'entrata dell'IVA. Ma di  che  cosa
  stiamo parlando?
   Io  ritengo  che  è  il  caso  che ci fermiamo  qui.  Non  si  può
  continuare,  non è giusto, perché stiamo mandando  in  default  gli
  enti  locali che erogano servizi. Quest'Aula si prenderà una grossa
  e grande responsabilità.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  io  chiedo  di
  intervenire  perché  nonostante  questo  articolo  sostitutivo   di
  riscrittura,  è  fino ad un certo punto di riscrittura,  credo  che
  cambino  un  po' di cose. Volevo io, al Presidente e all'assessore,
  dire alcune cose che mi sembrano importanti su questo articolo.
   Innanzitutto,  riferendomi alle considerazioni fatte  dal  collega
  Cancelleri, questa valutazione, oltre che essere fatta nel 2007, le
  avevo  chiesto ieri, nel corso dei lavori, se fosse stata  compiuta
  così  come  prevede l'articolo 9 della legge 17/2004  dalla  famosa
  Agenzia Pubblica del Demanio. Questo dice la norma e a questo io mi
  ricollego.
   Lei  non  sa  assessore, io di fronte a questa valorizzazione  dei
  beni  immobili, certamente l'assessore Cracolici lo ricorderà, sono
  stato  sempre contrario perché fra gli altri immobili  c'era  anche
  questo  palazzo,  non so per fare che cosa. Era  un'operazione  che
  portava ben poco nelle casse della Regione siciliana.
   A  fronte  di  una valutazione degli immobili, nel giro  di  dieci
  anni,  questi  hanno  riacquistato un valore  come  sommatoria  dei
  canoni  di circa duecento milioni, e adesso questi immobili vengono
  venduti a noi con una valutazione di ben centosettanta milioni.
   Ora,  assessore, glielo avevo chiesto ieri, volevo  vedere  questa
  valutazione dell'Agenzia, lei ha risposto con l'SGR, ma  credo  che
  questo  non  sia  consono  a  quello che  è;  se  lei  ce  l'ha  la
  valutazione, la faccia vedere. Questo lo dice la legge,  l'articolo
  9.  Doveva  essere  fatta dall'Agenzia per i beni immobili,  tant'è
  che,  assessore, questi beni sono diversi da quelli che la  Società
  ha ritenuto interessanti.
   Questi   non  sono  i  beni,  per  capirci,  il  palazzo  di   Via
  Notarbartolo,  dove ha sede l'assessorato al bilancio,  o  dove  ha
  sede  l'assessorato al turismo. Qui ci sono elencati una  serie  di
  beni, e le faccio un esempio, il Palacongressi di Agrigento, che  è
  in  disuso  da  circa vent'anni, per un valore  di  più  di  undici
  milioni di euro che, ripeto, da quindici anni non è in funzione,  e
  che  è  stato affidato da tempo con legge al Parco Archeologico  di
  Agrigento.  Questi sono beni, assessore, che nel tempo  nessuno  ha
  voluto, perché nessuno li ha ritenuti validamente commerciabili.
   Lei  ritiene  di potere agire in un'operazione che  ha  un  valore
  complessivo  di  duecentosettantotto milioni, che costituiscono  un
  terzo  dei fondi accumulati con le risorse dei dipendenti e  con  i
  trasferimenti che ha fatto anche la Regione. Un'operazione che,  da
  un  lato,  in  Via Notarbartolo vende e in Viale Regione  Siciliana
  acquista.  E mi permetto di farle osservare che, a monte di  questa
  operazione, non c'è nessun documento ufficiale, né del Consiglio di
  Amministrazione del fondo, né tantomeno del CIV. E le dico di  più:
  un  anno  orsono, il CIV e il Consiglio di Amministrazione si  sono
  rifiutati di acquistare un immobile del valore di cinque milioni di
  euro.
   Ora,  io  credo  che  questa  operazione  sia  un'operazione   non
  funzionale né all'interesse del fondo, all'interesse della Regione,
  e  soprattutto non tiene conto delle enormi risorse che necessitano
  per tutti gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria,
  trattandosi di immobili che, ormai, hanno alcuni più di 50 anni.
   Allora, credo che questa norma debba essere messa da parte  perché
  se  è  vero  che  da  un  lato  c'è la  possibilità  di  avere  una
  redditività  superiore  a quella che, in questo  momento,  i  fondi
  hanno  attraverso investimenti che hanno fatto, intorno  al  3  per
  cento  -  lei propone addirittura un incremento quasi  del  50  per
  cento,  quindi 4,50 per cento -, ebbene, io le leggo la  norma  che
  regge  il  fondo  e  con precisione le leggo  l'articolo  9  e  poi
  l'articolo  15:   il consiglio di indirizzo e di  vigilanza  ha  il
  compito  di  definire  i  programmi  ed  individuare  le  linee  di
  indirizzo  del  Fondo,  emana le direttive  di  carattere  generale
  relative  all'attività  dell'ente, approva  in  via  definitiva  il
  bilancio   preventivo  e  il  conto  consuntivo  nonché   i   piani
  pluriennali,  i  criteri  generali  dei  piani  di  investimento  e
  disinvestimento .  In  più all'articolo 15 al  comma  2  dice:   la
  valutazione patrimoniale degli immobili oggetto di conferimento non
  potrà   prescindere  dalle  indicazioni  oltre   che   dal   valore
  patrimoniale  intrinseco  anche  dal  grado  di  redditività  e  di
  liquidabilità .
   Se  questi  beni hanno un valore realmente commerciale, Assessore,
  proceda lei a venderli e poi trasferisca le risorse, proceda lei  a
  venderli, noi attendiamo tutta questa valorizzazione con  legge  17
  del  2004,  da  13 anni ed ancora questi immobili  non  sono  stati
  ritenuti  da  nessuno interessanti, anche perché lei non  vende  un
  appartamento, non vende 100 metri quadrati, lei vende immobili come
  Genio  civile di Agrigento il cui valore qui è inserito  più  di  5
  milioni  di  euro  e  le  assicuro non ci  sarà  nessuno  che  sarà
  interessato all'acquisto, né tanto meno la redditività  dell'8  per
  cento  è  la  questione importante perché lei  sa,  Assessore,  che
  avendo  concluso i primi nove anni lei dovrà proporre a lei  stesso
  il Fondo alla Regione, praticamente la diminuzione del contratto di
  locazione per almeno una cifra tra il 20 e il 25 per cento; se  lei
  assomma a questo i costi di manutenzione ordinaria e straordinaria,
  vedrà  che  i conti non tornano e comunque il Fondo ha  bisogno  di
  liquidabilità, il Fondo ha bisogno di soldi per dare le pensioni.
   A  suo  tempo,  Regione, Governo e Parlamento, si  sono  impegnati
  affinché  si  trasferissero ogni anno 59 milioni e  solo  nell'anno
  2010,   a  seguito  di  una  crisi  seria,  si  è  rinviato  questo
  trasferimento, per cui come dicevo ieri il termine si è traslato di
  un  anno,  ma  non  possiamo permetterci il lusso di  prendere  278
  milioni  di  questo Fondo, cioè un terzo, per fare un'operazione  e
  finanziare  la  Regione siciliana o finanziare le  banche  che  non
  hanno  a  chi  piazzare questi immobili, per essere  molto  chiari.
  Assessore ritiri questo emendamento e lasci perdere.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,  ogni
  giorno quando penso di trovare 10 minuti penso di trovare 10 minuti
  per dedicarmi a come pensa l'assessore Baccei, a cosa gli passa per
  la testa.
   Da  3  anni  a questa parte, nelle ultime tre finanziarie  si  sta
  divertendo  prima  con  il personale della  Regione  siciliana:  ha
  iniziato  con  i  contributi,  col  passaggio  dal  retributivo  al
  contributivo,  considerato il fatto che i dipendenti  regionali  il
  retributivo  già l'avevano lasciato nel 2003, quindi, dal  2003  ad
  oggi,  tutto  contributivo  ed ha fatto questo  scherzetto  e  l'ha
  portato  avanti con un Parlamento che secondo me, a  volte,  lavora
  con incoscienza.
   Assessore, in un intervento, nella finanziaria scorsa, dissi a lei
  personalmente che stava prelevando 59 milioni, circa 60 milioni dal
  Fondo  pensioni,  per aiutare i comuni. Abbiamo  detto,  pure,  che
  c'era  la  possibilità che, ogni anno, doveva essere riversato  nel
  Fondo,  questa specie di prestito di 60 milioni che è stato  fatto,
  ad oggi, non è avvenuto, in questo momento il Fondo pensione non ha
  ricevuto, ha avuto tolti 59 milioni dal budget e, da quel  momento,
  non è ritornato un centesimo.
   Ora,  siccome  l'unica  voce,  la  sostanza  del  dove  andare  ad
  attingere dalla Rubrica, dal bilancio della Regione siciliana è  il
  Fondo  pensioni  dei regionali che ammonta a circa 400  milioni  di
  euro, che è stato gestito bene
   Noi,  oggi,  diciamo a chi è andato in pensione:   I  soldi  della
  buonuscita li vedrai fra 5 anni, pur essendoci i danari  in  cassa,
  per  gestire delle cose che questo Governo in questi 5 anni non  ha
  saputo fare .
   Questi soldi li volete utilizzare per la disabilità. La disabilità
  deve  essere,  sicuramente, aiutata. I disabili  gravissimi  devono
  essere  aiutati,  ma là c'è una Conferenza Stato-Regione  che  deve
  intervenire  per la Sicilia, perché la Sicilia non può  intervenire
  in questo senso. Non li può aiutare.
   Noi abbiamo bisogno di un aiuto nazionale per la disabilità.
   Oggi,  confezionate  un  pacco: la vendita  degli  immobili  della
  società,  delle banche del 65 per cento, l'impaccate,  fate  questo
  regalo di Natale al Fondo pensioni, come se il Fondo pensioni fosse
  gestito, ma da chi? Dalla Regione stessa.
   Il  Fondo  pensioni, quindi, non è una terza  persona,  non  è  un
  privato.
   Il Fondo pensioni è gestito dalla Regione siciliana, precisamente,
  dal Governo della Regione.
   Questi appartamenti, questi palazzi che sono stati ceduti 10  anni
  fa,  venduti  per 220 milioni di euro, per 10 anni,   praticamente,
  hanno riacquisito l'investimento, a 20 milioni l'anno.
   Oggi,  si  presenta il Governo:  Ma, cerchiamo di svuotare  questo
  contenitore ,  perché  quando si parla di raschiare  barili,  siete
  bravissimi  Li trovate ovunque
   Ho  dovuto penare per trovare 100 mila euro per due malattie rare
  Ho dovuto penare
   E,  ancora,  questo emendamento lo dobbiamo mettere in discussione
  e, possibilmente, votare. Forse
   Ma  vi  assumerete  le  responsabilità delle famiglie,  di  quelle
  pochissime  famiglie  che aspettano questo piccolo  segnale  da  un
  Governo.
   E, allora, i 59 milioni, l'anno scorso i soldi per i comuni, ora i
  soldi  per  comprare le patacche, perché qua non  siamo  a  Napoli,
  Assessore
   Il   Fondo   pensioni  sta  comprando  le  patacche   perché   per
  ristrutturare quegli immobili ci vogliono i soldini  Vero è  che  i
  siti  dove  sono  ubicati, sono palazzi che possono essere  venduti
  bene, ma prima li devi ristrutturare, perché per 10 anni non  vi  è
  stata neanche una tinteggiatura in una stanza
   Cosa  volete  fare  con il Fondo pensioni? Ve li  volete  prendere
  tutti?  Volete  spendere tutto? Ai dipendenti che  sono  andati  in
  pensione  gli avete detto che c'è una norma nazionale che dice  che
  la buonuscita può essere data dal 2  anno in poi,  dal  3 ,  dal  4
   Ma  voi  mi dovete spiegare una cosa: ma se c'è un Fondo  pensioni
  che  è  un contenitore virtuoso, che può soddisfare le famiglie  di
  chi va in pensione e si vuole godere una buonuscita nell'arco di un
  anno e spenderla, possibilmente per i figli, o aiutare i figli  per
  comprare  una casa, per studiare, voi li volete dare  -  perché  lo
  dice  la  legge nazionale - dopo 5, 6, 7 anni, quando i  pensionati
  muoiono e neanche hanno la soddisfazione di vedere denaro cash,  di
  vedere denaro, frutto del sacrificio di lavoro che hanno subito  in
  40 anni.
   Questa è una vergogna  Non potete trovare i soldi così  Andando  a
  razzolare  in  un contenitore virtuoso dove c'è stata una  gestione
  virtuosa.  E'  impensabile  Quei soldi diamoli a chi  è  andato  in
  pensione. Già i dipendenti regionali sono stati derubati  Li  avete
  derubati  Perché ci hanno rimesso il 10 per cento di chi  è  andato
  in pensione prima  Non è onesto  Se avete le capacità dovete andare
  a  Roma, se avete veramente le capacità, dovete chiedere a  Roma  i
  soldi, non dovete chiederli qua
   Signor Assessore, lei è venuto per demolire. Sarà demolito lei, ma
  non da me, dal suo stesso Governo, da chi lo ha messo là, perché in
  questi  4  anni  lei  ha fatto tutto quello  che  doveva  fare  per
  distruggere un comparto che era sano.
   Vorrei  vedere  se qualcuno mettesse le mani nelle vostre  tasche
  Subito  denuncia  particolare. Certo, Assessore  Marziano,  lei  si
  meraviglia.  Ma uno come me, che conosce il Dipartimento  regionale
  perché  ci  lavora  da 35 anni, e sa quello che vede  e  che  sente
  dentro quelle stanze... Ebbene, non si può arrivare a questo punto
   Signor  Presidente, questo è un emendamento che bisogna  togliere.
  Questo  è  un  emendamento che distrugge la società.  Questo  è  un
  emendamento per qualche furbacchione di bancari che non solo  hanno
  già  avuto  l'investimento e se lo sono  ripresi,  hanno  fatto  un
  investimento   se  lo  sono  ripresi,  benissimo.  Oggi,   vogliono
  ricapitalizzare con gli stessi soldi. Non è possibile

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  già  su  questo
  articolo  ho  fatto alcune riflessioni ieri e ho anche detto  quali
  sono le mie perplessità. Quindi, oggi, non rientro nel merito della
  riscrittura  ma solo qualche riflessione, sotto l'aspetto  tecnico,
  rispetto all'elenco che avete distribuito.
   La  riscrittura  dell'articolo 10, al comma 1, dice:   La  Regione
  trasferisce in proprietà complessi immobiliari che, all'entrata  in
  vigore  della  presente legge, sono in uso ad  uffici  regionali  e
  dagli  stessi  utilizzabili. .  Dall'elenco  che  ho  qui,  su   40
  immobili,  ce  ne sono soltanto 12  che hanno un utilizzo  con  una
  classificazione pubblica, il resto e cioè quasi il 67 per cento non
  è  rilevato, quindi, significa che non sono immobili che hanno  una
  rendita.
   Tra  l'altro  faccio  notare ai colleghi che questo  elenco  è  un
  elenco del 2007 dove la valutazione è fatta dalla stessa società.
   Noi sappiamo che, dal 2007 ad oggi 2017, il mercato immobiliare  è
  crollato  vertiginosamente, oltre il 40 per cento  del  valore  che
  avevano  inizialmente, se a questo si aggiunge che in tutti  questi
  anni,  così  come è stato sottolineato dai colleghi  che  mi  hanno
  preceduto, alcuni immobili sono realmente fatiscenti e che non sono
  utilizzabili,   questi non rappresenteranno per  il  Fondo  che  li
  acquisisce  una  valorizzazione e, quindi, un valore  aggiunto,  ma
  rappresenteranno una immobilizzazione per lo stesso Fondo pensioni,
  quindi,  stiamo  attenti  a quello che  diciamo  ed  a  quello  che
  facciamo.  Questi immobili che non sono, oggi, in uso rappresentano
  una immobilizzazione per il Fondo, non rappresentano alcuna risorsa
  né un valore aggiunto.

   FALCONE. Chiedo di parlare sull'articolo 13.

   PRESIDENTE.  Ne  ha fa facoltà. Ci sono altri iscritti  a  parlare
  sull'articolo 13?

   D'ASERO. Io volevo aggiungere una cosa.

   PRESIDENTE.  Lei  è  intervenuto tre  volte  sull'articolo  13.  A
  seguire è iscritto a parlare l'onorevole Tancredi.

   FALCONE.   Signor  Presidente,  noi  siamo  sicuramente   contrari
  sull'articolo 13, innanzitutto per una questione di opportunità.
   L'anno  scorso  quando  si  è  fatto  ricorso  al  Fondo  pensioni
  istituito  dalla legge n. 6 del 2009 per recuperare quei famosi  59
  milioni per i comuni si disse che era una norma emergenziale perché
  non  potevamo  depauperare un fondo che negli anni a  venire  dovrà
  essere  fluido cioè dovrà mettere in campo un ingente  quantitativo
  di denaro per poter pagare le pensioni dei regionali.
   Oggi,  quella norma che l'anno scorso era emergenziale è  come  se
  fosse diventata, invece, ordinaria, addirittura nella prima stesura
  dell'articolo  si  era ipotizzato di procedere  ad  una  norma  che
  piuttosto  che dare per tre anni quei 59 milioni di euro  al  Fondo
  pensioni dava invece immobili per tre anni.
   Mi  sembra  veramente  singolare che un Governo  che  ormai  è  al
  lumicino,  è  al  tramonto e di fine legislatura  perché  la  legge
  consente  ciò,  possa immaginare di legiferare per il  Governo  che
  verrà  da qui a sei mesi, presidente Musumeci. Possa questo Governo
  che  è agli sgoccioli del proprio mandato decidere sulle sorti  dei
  siciliani e dei dipendenti che hanno lavorato una vita per gli anni
  a venire.
   E,  allora, già sotto un profilo di opportunità questa  norma  non
  andrebbe presentata, non andava presentata.
   Ma  andiamo nel merito. Questa norma è carente anche nel merito ed
  è  carente nel merito tant'é che lo stesso Governo, qualche ora fa,
  è  corso ai ripari capendo che non era sostenibile procedere a  una
  patrimonializzazione  o, onorevole Grasso, una  valorizzazione  dei
  beni  da  assegnare per il valore di 177 milioni di euro perché  la
  Regione siciliana non ha questi immobili e - ora diremo il motivo -
  ,  per  cui  ha fatto marcia indietro e ha detto non 177 ma  appena
  118, due anni.
   E, allora, per fare ciò ha portato tutta una serie di immobili che
  teoricamente,   sulla  carta,  potrebbero  essere  valorizzati   e,
  addirittura,  venduti, salvo il fatto che siamo ad una  valutazione
  del  2007; una valutazione che già nel 2007 era gonfiata, e lo  era
  perché  questo  Governo,  gli esponenti di questo  Governo  avevano
  accusato all'allora Governo che le entrate, le valorizzazioni erano
  gonfiate.  L'onorevole  Cracolici  allora,  nel  2007,  da   questo
  pulpito,  additava  quel Governo dicendo che quelle  valorizzazioni
  non erano reali. Onorevole Cracolici, sono sempre le stesse, le  ha
  viste lei? Le ha lette? Le vada a leggere.
   Così  facendo,  per una curiosità, ho chiamato  un  amico  mio  ad
  Assoro, e sapete cosa mi ha detto - ad Assoro in provincia di  Enna
  -  quell'amico comune, onorevole Alloro? Che quel complesso  perché
  gli ho detto ma la Regione ha un immobile alla zona industriale  ed
  è  nel  comune  di Assoro? Mi ha detto  sì . Quell'immobile  che  è
  valutato 2 milioni 304 mila euro, quell'immobile sapete quanto  può
  valere 200 mila euro può valere, 200 mila euro.
   Assessore Baccei, ma lei c'è andato prima, ci vada  Perché lei  ha
  sbagliato  nel metodo e nel merito. Ha sbagliato nel metodo  perché
  la  stima  non  la  si fa sul cartaceo, ma la deve  fare  l'ufficio
  territoriale, la deve fare l'UTE, o lo deve fare l'agenzia  per  la
  valutazione  dei  beni  immobili,  degli  immobili  pubblici  o  di
  destinazione.
   Allora,  ha  sbagliato, poi, nel merito perché chiaramente  stiamo
  sopra  stimando  un patrimonio immobiliare che non  esiste,  o  che
  comunque è fatiscente, è sicuramente in condizione di non immediata
  fruizione  e, allora, qual è la conseguenza? La conseguenza  è  che
  stiamo vendendo al Fondo pensioni qualcosa che esiste, ma esiste ed
  ha  un  valore  sicuramente  inferiore,  di  gran  lunga  inferiore
  rispetto  al  valore col quale glielo vogliamo affibbiare,  quindi,
  una truffa
   Vogliamo  fare una truffa al Fondo pensioni, cioè ad  un  istituto
  che,  comunque,  ha  una  sua  autonomia  gestionale,  ha  una  sua
  autonomia  finanziaria, un fondo, un istituto, una realtà  pubblica
  che  quando  venne  creata e costituita  gli  si  diede,  in  prima
  battuta,  885 milioni di euro, onorevole Rinaldi e, poi,  via  via,
  dovevamo dare, c'era un limite di spesa di 59  milioni di euro,  ma
  non soltanto questo; se fosse questo ancora, ancora.
   Andiamo  ancora  avanti. Addirittura, si impone alla  Regione  che
  prima  di  procedere  a  contratti  di  locazione  presso  soggetti
  privati, dobbiamo stipulare contratti di locazione novennali,  cioè
  stiamo  sottoponendo ad una condizione sospensiva la  realizzazione
  di  un fatto, di un evento, cioè giuridicamente stiamo dicendo  che
  la  Regione deve prima stipulare dei contratti, e scusate contratti
  novennali,  e  se  i  privati non hanno di  questi  contratti  cosa
  facciamo,  cioè  se la Regione non ha la possibilità  di  stipulare
  questi  contratti  cosa facciamo? Non si realizza  l'operazione  e,
  quindi, è un'operazione fasulla
   Poi,  quando  si  dice  ancora:  al Fondo  pensioni  è  attribuita
  annualmente  una cifra corrispondente all'uno per cento  che  serve
  per  la  manutenzione, e serve anche per l'adeguamento . E  chi  lo
  dice che l'1 per cento è sufficiente per l'adeguamento? Nessuno  lo
  dice   Cioè,  non ci può essere un tecnico che materialmente  possa
  asseverare ciò
   Ma, andiamo avanti. Si dice che il Fondo pensioni dei dipendenti è
  autorizzato  all'acquisto del 100 per cento del Fondo di  cui  alla
  legge  17, cioè della SPI, sostanzialmente, del Fondo che  gestisce
  la SPI. Risulta, dagli uffici, che questo Fondo vale 217 milioni di
  euro,  quindi, più di 200 milioni di euro. Il 35 per cento dovrebbe
  valere, circa 70 milioni.
   Noi cosa stiamo facendo, invece, al comma successivo, al comma  4?
  Stiamo dicendo che, per effetto del comma 3, cioè per la vendita di
  quel Fondo della legge 17, stiamo introitando appena 22 milioni  di
  euro. E, c'è qualcosa che non va
   Io,  poi, per un attimo mi sono andato a rivedere i conti, i conti
  in  entrata di questo bilancio così risanato, e mi rendo conto  che
  vediamo,  ad esempio, l'imposta di bollo - per cui quest'anno  sono
  entrati,  nel 2016, 192 milioni di euro - da 220 milioni, l'abbiamo
  portata a 240 milioni.
   L'imposta di registro: ne sono entrati appena 180 milioni, da  205
  milioni  di previsione del 2016 l'abbiamo portata a 240 milioni  di
  euro. L'IRES: ne sono entrati appena 450 milioni, l'abbiamo portata
  a  504 milioni. Ma, addirittura l'IRPEF, Presidente e concludo, per
  dire  come  le  entrate  sono gonfiate. L'anno  scorso  facemmo  un
  accordo,  fece il Governo, che diceva nel 2016 entrava il 5,61  per
  cento, nel 2017 il 6,74 per cento.
   Sapete  su quanto, Presidente Crocetta? La Regione crea, matura  7
  miliardi  e  mezzo  di  IRPEF annuo.  Il  6,74  per  cento  non  è,
  sicuramente, 5 miliardi e 361 milioni, per cui abbiamo gonfiato. E,
  allora,  lo  voglio dire, perché se avete gonfiato  tante  entrate,
  trovate  i  soldi, gonfiate un'altra entrata, ma  non  fate  questa
  pagliacciata,  assessore  Baccei   Lei  stesso,  ma  veramente,  ci
  risparmi  Non concluda nel peggiore dei modi il suo mandato
   E,  allora,  siccome  non possiamo rovinare i comuni,  ha  ragione
  l'onorevole  Grasso:  voi  volete  mettere  alla  fame   i   Comuni
  dell'isola.  Quei 390 sindaci, presidente Crocetta, che  lei  vuole
  difendere, li deve difendere anche sotto un profilo finanziario. Il
  suo Assessore sta facendo delle cose che sono inconciliabili con le
  sue affermazioni o con i suoi buoni propositi.
   Concludo dicendo che abbiamo presentato una norma di soppressione,
  anche  all'emendamento  abbiamo presentato  altri  sub  emendamenti
  soppressivi dell'intero articolato e dei singoli commi, soprattutto
  dei commi 4 e 5.

   TANCREDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TANCREDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, che dire siamo ai
  titoli  di  coda,  sostanzialmente,  perché  c'è  un  film,  che  è
  cominciato  4  anni  e mezzo fa, che è ai titoli  di  coda  adesso.
  Purtroppo, su questo articolo, assessore Baccei, più volte ci siamo
  confrontati  in  Commissione  Bilancio', io, finalmente,  ho  avuto
  l'opportunità di avere l'elenco dei beni immobili e non le nascondo
  che avrei gradito molto averlo prima, anche per farmi un giro visto
  e  considerato che noi la Regione la giriamo in lungo e in largo e,
  probabilmente, da qualcuno di questi immobili, sarei potuto passare
  personalmente per andare a vedere lo stato reale, di cui non è dato
  sapere.
   Ho  fatto  un  giro veloce su Google Map, con il satellite,  e  la
  cosa,  francamente, lascia molto, molto perplessi. Ma la cosa  che,
  secondo   me,   è   più  importante  da  dire  è  il   fatto   che,
  sostanzialmente,  stiamo  aggredendo  un  tesoretto  -  andando   a
  raschiare  sul fondo del barile - prendendo dei fondi  che  debbono
  essere  destinati  alle pensioni dei dipendenti  regionali.  Questa
  cosa  è  una  cosa comune a tanti governi di questo paese,  noi  lo
  stiamo  replicando  a  livello  regionale,  ma  stiamo  rischiando,
  realmente,  da  qualche  tempo di non avere  nemmeno  i  fondi  per
  poterle erogare quelle pensioni.
   Stiamo  andando  ulteriormente ad impoverire quelle  che  sono  le
  possibilità economiche di un soggetto ben preciso, che è  il  Fondo
  pensioni regionale.
   Sostanzialmente in questa riscrittura siamo messi lì  a  chiedere,
  in  ginocchio,  al  Fondo  pensioni di farci  questa  cortesia,  di
  acquistare  questi immobili, e li stiamo invogliando  in  tutte  le
  maniere,   addirittura   promettendo   l'1   per   cento   per   le
  ristrutturazioni,  ovviamente  senza  nessuna  quantificazione   di
  merito   su   quanti   potrebbero  essere   i   costi   di   queste
  ristrutturazioni.
   La  mia domanda è una, ed è sostanzialmente questa: ma se il Fondo
  pensioni,  avvalendosi della facoltà di non  ottemperare  a  questa
  possibilità  -  perché è una possibilità che  gli  stiamo  dando  -
  queste somme che noi accantoniamo, dove le recupereremo domani,  se
  entro settembre loro non faranno questa operazione?
   Perché oggettivamente, a questo punto, abbiamo passato la palla in
  mano  al  responsabile  del  Fondo pensioni  che,  nell'eventualità
  l'operazione non fosse adeguata in prospettiva, se ne  assumerà  la
  responsabilità se dovesse rivelarsi una operazione negativa per  le
  casse del Fondo stesso.
   Quindi, la mia domanda è: nel momento in cui il Fondo dovesse  non
  ottemperare  a  questa possibilità che noi gentilmente  gli  stiamo
  concedendo, cosa accadrà?

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.  Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, è inutile
  negare che questo articolo è stato più volte dibattuto e analizzato
  nel  corso  del  dibattito, non solo parlamentare in Assemblea,  ma
  anche  in  Commissione  Bilancio . E io non entro nel merito  della
  bontà dell'operazione che, ricordo, l'assessore Baccei illustrò con
  dovizia  di  particolari, né nel merito della vetustà o  della  non
  agibilità  di  questi  immobili - Presidente  della  Regione,  deve
  aspettare tre minuti perché io ho bisogno di parlare con  lei,  non
  si può allontanare per fumare la sigaretta, la prego di parlare con
  me  -,  peraltro  per gli immobili che io conosco in  provincia  di
  Trapani non sono soltanto accoglienti, ma sono ubicati in posizione
  strategica.
   Però  se  non  ricordo  male, assessore Baccei,  agli  atti  della
  Commissione    Bilancio    fu  posto  un  problema   sull'effettiva
  applicazione  della  norma  se prima  il  Governo  non  provvede  a
  nominare  il cosiddetto CIV, che è il Consiglio di Indirizzo  e  di
  Vigilanza,  il  cui  Consiglio è decaduto  e  non  è  ancora  stato
  nominato dal Governo, nonostante le sollecitazioni.
   Io mi ricordo che in Commissione dissi:  non sarò io a chiedere al
  Governo  di  fare ulteriori nomine, visto già quante ne ha  fatte ,
  però  questa  è  una nomina indispensabile che il  Governo  avrebbe
  dovuto fare per rendere operativo l'articolo, e se non ricordo male
  vi  è agli atti della Commissione  Bilancio  una nota, sottoscritta
  anche dal Governo, che dice che se il CIV non viene nominato,  cioè
  se  l'organo di indirizzo e vigilanza previsto dall'articolo 9  del
  regolamento del Fondo pensioni non viene nominato, la stessa  norma
  che oggi noi dovremmo approvare non troverebbe attuazione.
    E allora io mi dico, mi chiedo: di cosa stiamo parlando? Possiamo
  sapere  se  l'organo previsto dall'articolo 9 del Fondo pensioni  è
  operativo  per  dare  l'assenso  sull'operazione?  Perché  se  così
  dovesse essere, che non è stato nominato, e dunque non è operativo,
  noi  oggi  staremmo parlando del nulla  Ecco perché ho  chiesto  al
  Presidente della Regione di avere un attimo di bontà, io credo  che
  su  questo il Governo debba essere chiaro, perché se costruiamo una
  norma  che  non  può  essere applicata perché  il  Governo  non  ha
  proceduto a fare le nomine, stiamo parlando del nulla

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, più dettagliatamente interverrà l'assessore Baccei  sulle
  questioni  meramente tecniche; però, guardate, una riflessione:  mi
  dispiace  molto che un'operazione che è positiva, sia per il  fondo
  pensioni  che per la Regione, venga rappresentata in una operazione
  negativa.
   L'operazione negativa è stata quella di qualche anno fa, quando si
  è consegnato il patrimonio della Regione ai privati. So che qui, in
  questa  Aula,  ci sono state anche allora assessori - mi  riferisco
  anche  all'onorevole  Di  Mauro, per  essere  chiaro  -  che  hanno
  bloccato  l'estensione della cessione immobiliare  a  bigotti,  per
  intenderci.  L'hanno  bloccato perché  gli  volevano  cedere  anche
  Palazzo  d'Orleans  ed  anche questa sede del  Parlamento.  C'erano
  tutti i beni di pregio, eccetera.
   Allora  i  temi  che  sono  stati  sollevati:  come  un'operazione
  incongrua, onorevole Falcone, perché prima si è dato ad una società
  di  consulenza  un appalto per il censimento degli  immobili  della
  Regione  di circa 80 milioni, la mappatura degli immobili è costata
  82  milioni;  con  quei  82 milioni quelli  si  sono  comprati  gli
  immobili, più altre cose, ovviamente, un'altra parte l'ha messo  la
  Regione  per creare il fondo immobiliare, valutandoci la  metà  del
  loro  valore  reale quegli immobili, la metà e riaffittandoceli  al
  doppio della congruità di mercato.
   Mi  dicono:  ma  questa cosa la dicesti? No, l'ho depositata  alla
  Procura antimafia di Palermo già da un paio di anni, quindi  non  è
  una  novità  per me, dopo due anni si può anche dire, anche  perché
  non penso di compromettere le indagini dopo due anni se l'annuncio.
  Questi  sono  i  termini  della questione, ora  a  prescindere  dai
  tecnicismi  della norma, di alcune cessioni anche  che  sono  state
  sollevate  e  che,  se si lavora con buon senso, credo  si  possono
  limare  e  rendere  più  certo il modo  come  operiamo.  Noi  siamo
  interessati  a  riprenderci  ad  un prezzo  congruo  gli  immobili.
  Chiaro?  In  una fase in cui il mercato immobiliare ci consente  di
  acquistare a prezzo basso.
   Naturalmente,  ha  ragione l'onorevole Falcone  che  dice  che  la
  valutazione  poi  la fa l'Ufficio tecnico erariale,  ma  mi  sembra
  normale. Per poter fare qualsiasi transazione  onorevole Greco,  la
  prego,  perché poi sento lei e mi distraggo; le chiedo con cortesia
  solo di non parlare più forte di me.
   E'  chiaro, quindi, che va fatta la valutazione tecnica  erariale.
  Si  vuole specificare? Lo si specifica, lo si specifica nel  testo
  Anche perché qui non è che c'è la valutazione degli immobili  Si  è
  detto  l'approvazione  può  avvenire fino  ad  un  massimo  di  118
  milioni. Non si è fatta la valutazione catastale degli immobili. Ed
  in  ogni caso, non ci può essere nessun acquisto da parte di nessun
  ente  pubblico senza - lo vogliamo precisare? -  Previa valutazione
  tecnica erariale  che mi sembra una norma di precauzione perché  la
  Regione si deve assicurare.
   Andiamo all'altra questione. Condivido che noi dobbiamo evitare di
  mettere a rischio il fondo. Questo come lo facciamo? Non investendo
  a  livello immobiliare? Tutti i fondi pensione investono a  livello
  immobiliare  perché  hanno  un livello  di  rendimento  quando  con
  l'operazione  immobiliare hanno un livello di  rendimento  maggiore
  rispetto l'investimento in banca.
   Allora,  noi  mettiamo  che  dentro questi  immobili  ci  mettiamo
  l'acquisizione soltanto di quegli immobili che affitta  la  Regione
  per  cui l'operazione è a rischio zero per il fondo  E, noi, invece
  di  continuare  a  pagare  Bigotti paghiamo  i  nostri  dipendenti,
  paghiamo  il  fondo  dei lavoratori perché  non  vorrei  che  nella
  critica  di  questa operazione si sommasse chi vuole  un'operazione
  più trasparente - e possiamo inserire le norme - con quelli che non
  vogliono l'operazione per niente e perché debbono continuare a fare
  guadagnare Bigotti.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor Presidente, onorevoli  colleghi, ho chiesto  di
  intervenire  perché  alle domande che ho fatto all'Assessore  mi  è
  sembrato, soprattutto in ordine a quella che è la valutazione degli
  immobili,   che   ci   fossero,   così  dall'atteggiamento,   delle
  considerazioni diverse.
   Allora,  per lei comprendere bene le questioni, e farebbe  bene  a
  consultare l'assessore Cracolici, quando all'articolo 9 della legge
  n.  17  del 2004 si parla al comma 2  La Regione siciliana promuove
  la  valorizzazione  eccetera    si avvale di un advisor in possesso
  di  provata  affidabilità e capacità incaricato in conformità  alla
  normativa  vigente, si traduce in un incarico di 20  mila  euro  al
  professor Imperatori - mi ascolti assessore, questa è la  storia  -
  per  cui l'advisor ha scelto il fondo che si è aggiudicato la gara.
  Argomento chiuso
   Per quanto riguarda il conferimento di beni immobili al Fondo, lei
  deve  leggere l'articolo 15 della legge n. 6 del 2009, al  comma  6
  che  dice:   I  beni immobili conferiti al fondo sono  valutati  da
  un'agenzia  indipendente  pubblica . Il Presidente  della  Regione,
  quindi,  non ci fa nessuna cortesia. Lei ha prodotto un elenco  che
  deve  essere  parte  integrante  di  questa  legge  e  deve  essere
  pubblicato sulla Gazzetta ufficiale con un valore che sia stabilito
  da un'agenzia pubblica ed indipendente. Chiacchiere non ne vogliamo
  sapere  perché  il  Presidente  della  Regione  ha  un'idea   della
  contabilità  tutta sua, tutta sua personale  Lei ha  l'obbligo  per
  legge di trasferire ogni anno 59 milioni al Fondo. Dia una risposta
  completa  Le ho fatto dieci domande, con questa l'undicesima

   PRESIDENTE.   Ha   facoltà   di   parlare   l'Assessore    Baccei,
  successivamente si procederà alla votazione.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Dopo l'intervento dell'assessore Baccei, si procederà
   al voto. Basta

   TURANO. Ho fatto una domanda

   PRESIDENTE.  No,  non può chiedere spiegazioni, avete  parlato  12
  minuti; basta
   Facciamo  parlare  l'assessore Baccei.  Subito  dopo  l'intervento
  dell'assessore Baccei si passerà alla votazione.
   Assessore Baccei, ha facoltà di parlare.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati, comincio dall'onorevole Di Mauro, dalla sua richiesta.
   Io  ho  una  relazione  di due pagine, che volendo  è  disponibile
  ovviamente presso l'Assemblea, fatta dal Ragioniere Generale  della
  Regione,  che  racconta tutta la storia di quella che  è  stata  la
  costituzione  e la valutazione di questi immobili e fa  riferimento
  all'articolo 9 della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17.
   Io  faccio  fede a quello che mi dice il Ragioniere Generale,  non
  sono io quello che deve fare la Relazione.

   DI MAURO. Legga il comma 6 dell'articolo 15.

   BACCEI,  assessore  per l'economia. Onorevole  Di  Mauro,  le  sto
  dicendo  quello  che ha scritto il Ragioniere - se non  lo  capisce
  glielo  spiegheremo  -  che dice che tutta  la  storia  porta  alla
  valutazione di FIPRS, alla quale abbiamo dato 80 milioni  di  euro,
  ottanta  milioni di euro questa Regione ha pagato, e non ventimila,
  ma  ottanta milioni di euro, non per fare una valutazione  cartacea
  come  qualcuno ha detto. Perché mi auguro che almeno sia andato  in
  loco  a fare tutte le rilevazioni del caso, ai sensi di quella  che
  era  una  legge regionale votata da questo Parlamento. Quindi,  noi
  abbiamo  un  archivio che ci è costato 80 milioni di euro,  in  cui
  sono  state  portate delle valutazioni. E' evidente, se  volete  lo
  possiamo  specificare  nella legge, come  ha  detto  il  Presidente
  Crocetta,  che  quando si fa una transazione non  viene  fatta  una
  valutazione,  ma due valutazioni: una da chi vende  e  una  da  chi
  acquista. Questo in tutte le transazioni, di immobili, di società.

   DI  MAURO.  La  legge  sul fondo immobiliare dice  un'altra  cosa,
  Assessore.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Per  cui  è  evidente,  e  lo
  possiamo specificare nel testo, che ci sarà una doppia valutazione,
  che  sarà fatta dagli uffici competenti, siano questi l'Agenzia del
  territorio,  e non quella del demanio, oggi Agenzia delle  Entrate,
  siano  gli  uffici tecnici della Regione, sia chi questo Parlamento
  decide  che  debba fare queste valutazioni. Ma è chiaro  che  nella
  transazione verrà fatta una valutazione...

   DI  MAURO. Ma c'è la legge già Presidente, c'è la legge sul  fondo
  immobiliare, comma 6 articolo 15.

   BACCEI,  assessore per l'economia. Onorevole Di Mauro, se  c'è  la
  legge la faremo fare come abbiamo fatto, ad esempio, quando abbiamo
  fatto la valutazione delle terme di Sciacca e le stiamo vendendo, e
  l'abbiamo  fatta  fare all'Agenzia delle Entrate, non  c'è  nessuno
  problema. Se c'è la legge non....

   DI MAURO. Lei non fa favori a nessuno, per essere chiari

   PRESIDENTE.  Onorevole  Di  Mauro,  però  dobbiamo  fare   parlare
  l'Assessore.

   BACCEI,  assessore  per l'economia. Quindi,  ripeto,  quando  sono
  state fatte delle vendite in questa Regione si è consultata come da
  legge  l'Agenzia  delle Entrate, che ha incorporato  l'Agenzia  del
  Territorio.  Quindi, se vogliamo lo specifichiamo nella  legge,  se
  c'è già la legge applicheremo quella, ma è chiaro che prima di fare
  un trasferimento occorre una valutazione. Questa è la stima che era
  stata fatta da FIPRS nel 2007, questa stima può essere rivista.
   Io  ho  sentito dei pareri, però qui non valgono quello che mi  ha
  detto un amico o quello che mi ha detto Google Maps o quello che mi
  ha  detto  l'amico dell'amico. Qui valgono le valutazioni fatte  in
  sede  di  transazione.  I regolamenti dei  fondi  pensione  di  chi
  investi  negli  immobili  sono  rigidissimi,  non  è  che  dobbiamo
  regolamentare e non è che nessuno vi fa il pacco di Natale.
   Proprio  perché  sono  i  soldi delle  pensioni,  come  diceva  il
  Presidente  Crocetta,  ci sono dei Regolamenti  rigidissimi,  delle
  regole  rigidissime da seguire, e quelle regole verranno rispettate
  e  come  sempre  ha  fatto questo Governo, se vogliamo  essere  più
  rigorosi  della  legge, saremo più rigorosi  della  legge.  Nessuno
  vuole fare dei pacchi, tantomeno al Fondo pensioni.
   Per  quanto  riguarda  le manutenzioni, noi ad  oggi  paghiamo  20
  milioni  di  affitto ai privati. Le manutenzioni che vengono  fatte
  oggi  sono  700-800  mila euro l'anno, noi stiamo  dicendo  che  le
  manutenzioni,  l'1  percento di 300 milioni fa 3  milioni  di  euro
  l'anno  di manutenzione degli immobili, ai quali si aggiungono  per
  molti  di  questi immobili degli stanziamenti che  sono  già  stati
  previsti nel Patto per la Sicilia, quindi alcuni di questi immobili
  già verranno ristrutturati, adeguati con il fondo e il Patto per la
  Sicilia  perché trattasi di immobili di pregio in contesti  storici
  per  cui  nel  Patto per la Sicilia abbiamo già  previsto  la  loro
  ristrutturazione.  In  aggiunta a questo prevediamo  di  mettere  3
  milioni   l'anno   per  fare  gli  adeguamenti   normativi   e   le
  ristrutturazioni,  cosa  che oggi non viene  fatta,  per  cui  oggi
  questi  immobili,  che  per  la gran parte  sono  già  occupati  da
  dipendenti regionali, stiamo parlando di immobili che per  la  gran
  parte sono già occupati da dipendenti regionali e che non hanno  la
  manutenzione,  grazie  a  questa norma  domani  potranno  avere  la
  manutenzione.
     Quindi,  stiamo  parlando di una operazione che  riacquista  gli
  immobili. Io le ho dato dei numeri che non erano corretti, oggi  me
  li  sono  riguardati, il valore iniziale era 259 milioni il  valore
  attuale  è  di  217 milioni, abbiamo ipotizzato un acquisto  a  170
  milioni quindi 37 milioni in meno di quello che è il valore  al  31
  dicembre 2016. Da questi 170 milioni, onorevole Falcone lei  che  è
  abile  con i numeri, se mi segue capirà che i numeri che  ha  detto
  non  sono  assolutamente  corretti e glielo  spiego.  L'ipotesi  di
  comprare  l'immobile a 170 milioni, il FIPRS ha  un  mutuo  di  105
  milioni  per  cui  l'acquisizione si fa per la  differenza  tra  il
  valore  degli immobili e il mutuo che fa 65 milioni, la Regione  ne
  chiede  il  35  per cento; se lei fa 65 milioni per  35  per  cento
  ottiene 22 milioni 750 mila euro che è esattamente la cifra  che  è
  indicata in questa norma.  Per cui, non c'è nessun inganno.

   TURANO. E non si può incassare perché c'è questa norma.

   BACCEI,   assessore   per  l'economia.  Come  dice   correttamente
  l'onorevole   Turano  a  cui  poi  il  Presidente   della   Regione
  interverrà,  per  rendere attuabile questa  operazione  occorre  la
  nomina  e  l'approvazione da parte del CID  di  questa  operazione,
  tanto è vero che noi abbiamo congelato la spesa, proprio per essere
  prudenti come lo siamo sempre stati, abbiamo congelato la spesa  in
  attesa della nomina e dell'approvazione da parte del CID. Se il CID
  non  dovesse  approvare  questi soldi non  ci  sono  e  andremo  in
  assestamento  e  recupereremo questa  somma,  come  abbiamo  sempre
  fatto.
   Io   l'anno  scorso  mi  ricordo  commenti,   i  500  milioni  non
  arrivavano  poi  non  arrivavano i 50  poi  non  arrivavano .  Sono
  arrivati   tutti   Onorevole  Falcone,  lei  continua  a  guardarsi
  capitolo per capitolo, ma c'è un dato importante di un bilancio che
  lei  sa  perfettamente, perché è troppo preparato per non  saperlo,
  che  è il risultato finale del bilancio e noi il bilancio del  2015
  l'abbiamo  chiuso in avanzo e il bilancio del 2016 lo chiudiamo  in
  avanzo  per cui andare a vedere capitolo per capitolo come  lei  sa
  benissimo serve a poco; quella che interessa è la riga finale e per
  il  secondo anno consecutivo chiuderemo in avanzo perché le  nostre
  entrate  sono vere e non abbiamo bisogno di ricorrere ad  ulteriori
  debiti  e  non  produciamo disavanzo alla fine della  gestione,  ma
  stiamo  recuperando il disavanzo degli anni precedenti ad un  ritmo
  maggiore  di  quello  previsto e, come  prevede  la  legge,  stiamo
  riducendo i tempi di ammortamento di quel disavanzo.
   Per cui, ripeto, questa operazione è vantaggiosa sia dal punto  di
  vista  patrimoniale, perché stiamo acquistando immobili a un prezzo
  molto  più basso di quello del loro valore attuale e sia dal  punto
  di  vista  economico, perché considerando i canoni  che  andremo  a
  pagare che comunque consente al fondo pensioni un rendimento del 50
  per  cento maggiore di quello che loro attualmente hanno  dal  loro
  investimento, perché come ho detto ieri non è che il fondo pensioni
  mette  i  soldi  nel  cassetto, li investe ad un  rendimento  medio
  intorno al 3 per cento, noi gli garantiamo il 50 per cento  in  più
  quindi  un  rendimento  intorno al  4  e  mezzo  per  cento  a  cui
  aggiungiamo  un 1 per cento per pagare le spese di ristrutturazione
  e  di  adeguamento a cu,i eventualmente, aggiungeremo le  eventuali
  spese  di  gestione, mettendo tutto insieme invece dei  20  milioni
  attuali  andremo a spendere 16-17 milioni con un numero di immobili
  affittati  maggiori, per cui con un risparmio netto da parte  della
  Regione.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole Formica, l'avevo detto chiaro prima:  questo
  è stato l'ultimo intervento. Basta

   FORMICA. Io non sono intervenuto

   PRESIDENTE. Sì, però, l'avevo detto prima chi si iscrive a parlare
  e parlava per ultimo il Governo.

   FORMICA. Siamo in una lotteria?
   PRESIDENTE. No, siamo in un Parlamento  Siamo in un Parlamento

   FORMICA.   Signor  Presidente,  non  mi  sta  facendo  intervenire
  sull'articolo 13.

   PRESIDENTE. Va bene, non la sto facendo intervenire. Ha facoltà di
  parlare l'assessore Baccei per una ulteriore precisazione.

   BACCEI,   assessore  per  l'economia.  Ho  dimenticato  una   cosa
  importante.  Abbiamo  fatto  una riscrittura  dell'articolo  13  ed
  abbiamo  inserito  un  articolo 13 bis in cui questi  due  articoli
  vanno a finanziare

                           (Brusio in Aula)

    BACCEI, assessore per l'economia. Scusate, è importante ...

   PRESIDENTE.  Debbo  far  distribuire  l'emendamento,  che   è   la
  copertura sui disabili. Prego, se lo spiega cortesemente.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia.  Scusate,  questo  aspetto  è
  importante.  Abbiamo  cambiato la struttura  del  finanziamento  di
  questa manovra, in che senso? Abbiamo scritto questo articolo 13 ed
  abbiamo  aggiunto un articolo 13 bis che va a finanziare la manovra
  nel  suo complesso. Cosa vuol dire? Che questi 118 milioni,  più  i
  22.750.000,00  derivanti dal  riacquisto  delle  quote,  più  i  53
  milioni,  non mi ricordo quanti sono esattamente, che prendiamo  da
  IRFIS,  più 27 milioni che prendiamo prolungando sostanzialmente  e
  modificando  le regolazioni contabili con lo Stato per il  rimborso
  delle   tasse   automobilistiche,  non  vanno  più   a   finanziare
  specificatamente i disabili, ma vanno a finanziare la  manovra  nel
  suo  complesso, perché abbiamo ritenuto giusto che non ci fosse una
  copertura  che  qualcuno poteva dire non certa per  i  disabili.  I
  disabili devono avere certezza delle coperture come e più  .

   MILAZZO GIUSEPPE. Non ho parlato in tutta la finanziaria

   PRESIDENTE. Sta parlando l'assessore, onorevole Milazzo. Cerchi di
  stare  seduto  Mentre parla l'assessore, lei con questo ditino   Si
  accomodi, cortesemente

   MILAZZO GIUSEPPE. Non mi ha fatto parlare

   PRESIDENTE. Se vuole creare il caso, lo può pure creare, però,  un
  po'  di  rispetto  occorre  per  il  Parlamento   Prosegua  il  suo
  intervento, assessore Baccei.

   MILAZZO GIUSEPPE. Non mi ha fatto parlare

   PRESIDENTE.   Sta  parlando   Sta  spiegando  i  contenuti  e  lei
  interviene, girando questo ditino

   MILAZZO GIUSEPPE. Per parlare che devo fare? Le mando la mail,  un
   fax

   PRESIDENTE. Si accomodi, si accomodi, onorevole Milazzo

   BACCEI,  assessore  per  l'economia.  Stavo  dicendo  che  abbiamo
  ritenuto  di  finanziare la manovra nel complesso, per evitare  che
  eventuali problemi su una copertura causassero problemi su una voce
  specifica  del  bilancio o della finanziaria, in  questo  caso  dei
  disabili. Tutte le norme, quindi, comunque, vengono finanziate  nel
  loro  complesso,  per cui se dovesse venir meno l'articolo  13,  in
  tutto  o  in  parte, o il 13 bis, non mancherebbero i soldi  per  i
  disabili,  ma mancherebbero i soldi per finanziare la manovra,  per
  cui occorrerebbe, se si volessero, se dobbiamo quadrare la manovra,
  andare   a   recuperare  i  soldi  dove  quest'Aula   deciderà   di
  recuperarli,  ma non in automatico verrebbe meno la  copertura  sui
  disabili  che,  per noi, giusto Presidente, sono assolutamente  una
  priorità e così abbiamo voluto difenderli.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  No   Non  do  la parola  ad  alcuno,  neanche  a  lei
  onorevole  Panepinto   Né all'onorevole Formica,  né  all'onorevole
  Milazzo.

   MILAZZO GIUSEPPE. Ma non ho parlato, signor Presidente, per  tutta
   la finanziaria .

   PRESIDENTE. Sospendo la seduta per 2 minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 20.29, è ripresa alle ore 20.39)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, ha chiesto di parlare l'onorevole
  Panepinto, nella qualità di vicepresidente del Partito Democratico,
  per avanzare una proposta all'Aula. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  visto   che
  l'assessore  Baccei ha rappresentato, qualche minuto  fa  in  Aula,
  sulla certezza della stessa norma, peraltro l'articolo 13 non è una
  norma nuova, era già stata esitata in Commissione bilancio, e  oggi
  arriva  pure il 13 bis, al netto di ragionamenti che possono essere
  più  o meno condivisi, ora in questo momento si pone una necessità.
  La  necessità  è  quella  di sospendere  i  lavori,  convocare  una
  Conferenza  dei  Capigruppo di maggioranza e non solo,  insieme  al
  Presidente  della  Regione, all'assessore Baccei  e  al  Presidente
  della  Commissione Bilancio, per stabilire se ci sono le condizioni
  rispetto  a  dubbi  e  perplessità che sono  emerse,  di  norme  di
  salvaguardia, o quanto si possa legislativamente calare  in  questo
  testo.
   Perché   è   chiaro  che  l'articolo  13  rappresenta   di   fatto
  l'architrave di tutta la manovra finanziaria, cioè vale a dire  non
  possiamo andare avanti sulle altre norme concordate in Commissione,
  magari  anche con deroghe, se l'articolo 13 non venisse  approvato,
  così come l'articolo 13 bis va letto necessariamente.
   Signor  Presidente,  l'onorevole Rinaldi  è  chiamato  a  vigilare
  sull'ordine.  L'norevole Greco ci stà, fa parte - diciamo  -  della
  sua  attività di disturbatore professionale, ma l'onorevole Rinaldi
  no
   Detto  questo,  formalizzo  la proposta  anche  a  nome  di  altri
  colleghi  della  maggioranza di sospendere  la  seduta  un'ora  per
  convocare  una  riunione  dei Capigruppo con  il  Presidente  della
  Regione,  l'assessore  al  bilancio,  e  il  Presidente  della   II
  Commissione.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io  comprendo  la
  difficoltà  dell'onorevole Panepinto di  procedere  sui  lavori  in
  maniera  spedita; è vero, ci sono state una serie di  consultazioni
  anche  nella  Conferenza dei Capigruppo, e sono  state  anche  oggi
  stabilite delle norme da portare all'attenzione dell'assemblea,  ma
  non  è  che  tutte  le  norme  che vengono  portate  all'attenzione
  dell'assemblea   poi   possono  essere   approvate   o   apprezzate
  favorevolmente.  Ci  sono norme e norme,  noi  abbiamo  trovato  un
  percorso  e  abbiamo immaginato un percorso su quelle che  dovevano
  essere  le  norme da valutare. Dopodiché sul voto  c'è  chi  fa  la
  maggioranza e c'è chi fa l'opposizione.
   Noi  - e concludo - siamo qua, manteniamo il numero legale, che  è
  una  cosa importante Presidente Crocetta, perché la maggioranza  se
  fosse - diciamo così - da sola, non sarebbe autosufficiente, quindi
  noi  già manteniamo il numero legale, ma sulla libertà del voto non
  potete anche costringerci.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,  abbiamo   una   proposta   di
  sospensione, non di un'ora ma di mezz'ora. Io vorrei dire la mia su
  questo.

   TURANO. Non serve

   PRESIDENTE. Onorevole Turano, lei aveva fatto una proposta che  si
  poteva emendare quell'articolo 13 bis e il Governo addiveniva  alle
  sue conclusioni; praticamente se si chiede un minimo di sospensione
  per  questo  è proprio sulla base degli interventi che avete  fatto
  voi;  io  difatti  non comprendo l'irrigidimento  su  tutta  questa
  vicenda, dopo che siete intervenuti.
   Chi parla a favore della proposta di sospensione?

   CIMINO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ritengo   che
  l'intervento dell'onorevole Panepinto sia un intervento saggio.
   Dopo  gli  interveti  che abbiamo avuto modo  di  ascoltare  degli
  onorevoli  colleghi,  indipendentemente  se  di  maggioranza  e  di
  opposizione, sull'articolo 13 bis e sulla riscrittura dell'articolo
  13, sono sorte alcune perplessità, alcuni dubbi che, probabilmente,
  una  maggiore  verifica  in Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari  alla  presenza  del  Presidente  della  Regione,  può
  trovare degli elementi per poter procedere più speditamente.
   Per  questo, anche io sono favorevole ad una sospensione  tale  da
  poter  attivare,  immediatamente, un voto,  che  non  sia  un  voto
  contrario, ma che possa essere un voto convinto e che possa portare
  e dare un risultato sereno a questa manovra.

   PRESIDENTE.  L'onorevole Milazzo Giuseppe ha  chiesto  di  parlare
  contro la sospensione. Ne ha facoltà.

   MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, poco  fa,
  quando  lei ha contingentato giustamente i tempi, io non lo sapevo,
  pensavo  perché si dovesse andare spediti. Ma io dico a me  stesso,
  che  senso ha dire ai deputati non si parla su un articolo per  poi
  fare  sospensioni, e sospensioni, e sospensioni per  arrivare  alle
  20,45 senza aver approvato un solo articolo?
   Io,   per   quanto  mi  riguarda,  provo  vergogna  ad   approvare
  un'ulteriore  sospensione per dire ai siciliani  Ci riuniamo  nelle
  segrete stanze, lo sapete perché? Perché ci dobbiamo convincere che
  i  soldi  che  servono  per lo sviluppo, per fare  investimenti  li
  usiamo per coprire spesa corrente .
   Perché,  il  succo del dibattito è questo. Questo 13 GOV  serve  a
  prendere  soldi  che  servono  allo  sviluppo,  cioè  a  finanziare
  speranza  ed  entusiasmo:  e li mettiamo in   marchette ,  in  cose
  consolidate  che non si finanziano con investimenti, ma  con  spesa
  corrente. Le due cose non si possono coniugare.
   Dopo, sulla sospensione. Ma perché sospendere? Qual è l'obiettivo?
  C'è  una sintesi? Abbiamo fatto più di una sospensione, Presidente
  L'onorevole  Panepinto,  se si deve riunire  coi  suoi,  mentre  si
  alterneranno le dichiarazioni di voto, lo può fare. Quindi, io sono
  contrario

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pongo in votazione la proposta  di
  sospensione avanzata dall'onorevole Panepinto. Votazione  semplice,
  nel senso che chi è a favore della sospensione schiaccia verde, non
  ci sarà registrazione, chi è contro schiaccia rosso.
   Dichiaro aperta la votazione.
   Presenti e votanti 59
   Maggioranza   30
   Favorevoli    34
   Contrari      24
   Astenuti       1

                            (E' approvata)

   L'Assemblea  approva la sospensione, però per mezz'ora,  onorevole
  Panepinto.
   La seduta riprenderà alle ore 21.15.

     (La seduta, sospesa alle ore 20.48, è ripresa alle ore 21.27)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevole colleghi, comunico che la seduta è rinviata
  fino  alle  ore  22.15  per una riscrittura dell'articolo  13,  che
  speriamo di approvare entro le ore 24.00.
   Ai  fini  dell'organizzazione dei lavori è chiaro che  gli  stessi
  riprenderanno, trascorse le ore 24.00 domani, 28 aprile 2017,  alle
  ore  12.00. Ci auguriamo stasera di approvare la norma fondamentale
  che è proprio quella dell'articolo 13. La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 21.28, è ripresa alle ore 22.19)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  ha  chiesto   di   intervenire
  l'assessore Baccei anche per relazionare l'esito dei contatti avuti
  sulla  possibilità di riscrittura alla luce del dibattito  che  c'è
  stato e con riferimento proprio all'articolo 13.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati, abbiamo preso atto della discussione che c'è stata e  dei
  timori relativamente sia alla norma del fondo pensioni che a quella
  di  IRFIS,  anche  se  su  IRFIS non era  stato  ancora  aperto  il
  dibattito,  però informalmente sappiamo delle diverse  posizioni  e
  comunque dei rilievi che molti di voi hanno nei confronti di questa
  norma.
   Stiamo  facendo  una  riscrittura  per  cercare  di  aumentare  le
  possibili  cautele  nei  confronti  sia  di  IRFIS  che  del  fondo
  pensioni.  Le soluzioni che stiamo riscrivendo prevedono per  IRFIS
  il fatto che i 53 milioni che si vanno a prendere vengano ripianati
  nei  successivi  tre  anni, prevedendo dei  limiti  di  impegno  al
  bilancio,  per cui di fatto sarebbe un prestito che IRFIS  fa  alla
  Regione.
   Per il fondo pensioni stiamo inserendo delle cautele che sia sulla
  parte  patrimoniale,  che  se ci sarà  ogni  anno  una  valutazione
  indipendente come è normalmente previsto in questi casi,  e  se  il
  valore  degli  immobili  dovesse scendere  la  Regione  ripiana  il
  differenziale,  e  che il canone di affitto viene sempre  calcolato
  sul  valore  nominale iniziale e non su quello che va a  diminuire,
  quindi il rendimento sarebbe calcolato sul valore più alto e non su
  quello  più  basso. Questo per garantire sempre  un  rendimento  in
  linea  e  prevedibile, fin dall'inizio, per il  fondo  pensioni,  e
  intervenire   in  caso  di  diminuzione  del  valore   patrimoniale
  attestato annualmente da un advisor indipendente.
   In  più, visto che uno dei rilievi era relativo ai 59 milioni  che
  sono  stati  presi l'anno scorso, anche su questi stiamo prevedendo
  la  restituzione in tre anni a partire dal 2018, quindi in tre rate
  annuali. Ora, come si distribuiscono i tre anni lo stanno vedendo a
  seconda  delle  somme  che possono essere disponibili  a  bilancio,
  comunque  sia  il prestito, i soldi che prendiamo  a  IRFIS,  i  59
  milioni  prelevati  l'anno  scorso per darli  ai  comuni,  verranno
  restituiti nel triennio 2018/2020.
   Questo sono solo delle cautele che abbiamo inserito e penso che in
  qualche  modo  vadano incontro alla discussione che  c'è  stata  in
  Aula, indirizzando le varie preoccupazioni espresse ai deputati.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, in  Commissione,
  insieme  agli  uffici  dell'assessorato,  stanno  per  ultimare  la
  riscrittura dell'articolo, con la quale riscrittura vengono accolte
  tutte  quelle che sono state le richieste che i colleghi, nei  vari
  interventi, hanno fatto.
   La  nostra  volontà è quella di garantire assolutamente  il  fondo
  pensione  da  eventuali perdite, anzi rafforzare le  entrate,  come
  adesso   potrete  vedere,  e  dall'altra  parte  c'è   un   disegno
  strategico, che è quello di riacquistare gli immobili che nel  2007
  sono  stati venduti, o svenduti, a secondo dell'opinione di  ognuno
  di noi.
   Come ricorderete, è stata la legge regionale n. 17 del 2004 che ha
  dato  vita a questo fondo, e adesso io poi consegnerò ad ognuno  di
  voi l'ultima delibera che è stata dal direttore Signorino, dove  si
  evince  quanto  costano questi affitti. Per essere  chiari,  questi
  affitti costano 5.748.165,65 euro, in rate quadrimestrali, per  cui
  ogni  anno la Regione siciliana esce fuori circa 23 milioni di euro
  per  pagare gli affitti che sono in questo fondo. Attraverso questa
  operazione,  che  è  strategica perché  tende  a  riacquistare  gli
  immobili nel nostro patrimonio, c'è anche un'altra tattica,  che  è
  quella  di  versare  sul conto della Regione le  risorse  che  sono
  destinate  alle persone con disabilità. E' un impegno  che  un  po'
  tutti abbiamo preso, sia in Commissione Sanità, e mi fa piacere che
  il Presidente Digiacomo sia ancora presente, sia quando sono venuti
  in  Commissione Bilancio, ed è chiaro che la manovra  si  fonda  in
  maniera  quasi  esclusiva  sulla  possibilità  di  riavere   queste
  risorse.
   Insieme  a  questa  delibera,  che vorrei  venisse  fotocopiata  e
  venisse distribuita ai colleghi, così ci rendiamo conto di che cosa
  stiamo  parlando,  abbiamo anche consegnato e spero  che  l'abbiate
  avuta,  tutti gli immobili che sono stati a suo tempo  inseriti  in
  questa  operazione.  Il  valore  di questi  immobili,  come  potete
  vedere, è di centoquarantasettemilioni di euro e posso assicurarvi,
  ad  esempio, per quanto riguarda quelli della mia provincia  perché
  non  ho  dati  per  quanto  riguarda  le  altre  province  che   la
  valutazione  è  quasi la metà di quello che è il  reale,  effettivo
  valore  degli immobili che sono presi in considerazione.  Immobili,
  per  essere  chiaro,  su cui in questi anni si  è  anche  investito
  risorse.  Basti  vedere il palazzo della GIL, la gioventù  italiana
  del  Littorio  che  abbiamo appunto nella città di  Siracusa  e  vi
  rendete conto come è tenuta e quali investimenti negli ultimi  anni
  sono stati fatti per consolidare questa struttura.
   L'onorevole Formica è contento perché è la struttura del GIL. Però
  devo  dire  anche  quell'altro palazzo quello che ospita  il  genio
  civile in questi giorni

   FORMICA. La GIL non è solo a Siracusa, c'è anche a Messina.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Quella  della  città  di  Siracusa, se  mi  consente,  è  veramente
  gradevole anche a vedersi.
   Ritenevamo    di   poter   utilizzare   questa   possibilità    di
  riappropriarci  del nostro patrimonio. E' chiaro che,  come  diceva
  l'onorevole Cancelleri, l'onorevole Di Mauro, come hanno  detto  un
  po'  tutti i colleghi, l'onorevole Lentini, con la passione che gli
  riconosciamo,  l'onorevole  Falcone, l'onorevole  Cordaro,  c'è  la
  necessità di garantire il fondo pensioni.
   Il  fondo pensione viene garantito, non solo con gli immobili,  ma
  anche  con  eventuale  copertura di minus valenza  da  parte  della
  Regione,  per  cui  adesso vedrete se ci sarà una  diminuzione  del
  valore  degli  immobili la Regione interverrà  per  mantenere  quel
  valore.  Fermo restando il diritto del fondo pensioni che a  giorni
  verrà  integrato  con  la persona che manca, in  maniera  tale  che
  queste risorse saranno immediatamente disponibili, potrà, se vorrà,
  prendere l'immobile oppure potrà anche non accettare l'immobile.
   Se    ci   fate   caso   c'è   scritto   l'espressione   fino    a
  centodiciottomilioni perché significa che siccome il  valore  degli
  immobili   è   molto   più   elevato,   di   conseguenza   fino   a
  centodiciottomilioni il fondo pensioni può scegliere all'interno di
  questi trentatre immobili che stiamo proponendo loro. In più  viene
  proposta  la  cristallizzazione degli interessi  annui  che  devono
  essere  sì quelli previsti, che stanno prendendo in questo momento,
  aumentati  del  50 per cento, fermo restando che a  diminuzione  di
  interesse o a diminuzione del valore degli immobili, noi garantiamo
  sempre la stessa cifra di cui abbiamo adesso parlato.
   Questo era un modo, per essere chiaro, per garantire, per blindare
  il  fondo  pensione che comunque continuerà ad essere  autonomo,  a
  prescindere da quello che prevede la legge.
   Per  quanto  riguarda, invece, la restituzione  dei59  milioni  di
  euro,  l'onorevole Lentini, in modo particolare, aveva posto questo
  problema  e  verranno  restituiti diciannove l'anno  prossimo,  poi
  venti  e venti in maniera tale che ciò che è stato tolto nel  fondo
  pensione, verrà reintegrato.
   Per  quanto riguarda invece l'altro articolo che riguarda l'IRFIS,
  anche  in questo caso ci sarà la restituzione triennale delle somme
  di  10  milioni nel 2018, 20 milioni nel 2019, 23 milioni nel 2020,
  in  maniera  tale  che  non  ci potranno essere  nemmeno  eventuali
  osservazioni da parte della Banca d'Italia.
   Di   conseguenza,   presidente  Ardizzone,  gli   emendamenti   di
  riscrittura  sono  il  13, il 13 bis e il 13 ter,  perché  facciamo
  precedere  il 13 bis dal 13 ter che è quello che offre la copertura
  agli altri articoli così come verranno presentati.
   Noi  li  abbiamo pronti, come Commissione siamo pronti a firmarli.
  Se li vuole firmare il Governo, li può firmare. Abbiamo predisposto
  gli  atti  ascoltando  e con il contributo  di  tutti  i  colleghi,
  nessuno escluso, in questa soluzione che ci sembra onorevole e  che
  va  nell'interesse  del  Fondo pensioni e va  nell'interesse  delle
  persone con disabilità.

   PRESIDENTE.  Onorevole Vinciullo, se li deposita in modo  tale  da
  procedere ad una verifica da parte degli Uffici, se poi viene anche
  certificata  da  parte  dell'Assessore per  il  bilancio  la  reale
  copertura  finanziaria, però devono essere depositati e distribuiti
  ai deputati.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente, mi rendo conto che bisogna  dare  il
  giusto  rilievo  al Parlamento. E mi rendo pure conto  che  sia  il
  presidente  Vinciullo  a fare la relazione su questi  provvedimenti
  modificativi  che  -  a detta dell'onorevole Vinciullo,  Presidente
  della  Commissione   Bilancio' - hanno recepito  le  preoccupazioni
  dell'Aula.
   Mi  chiedo  e non mi pento di averla votata, onorevole  Vinciullo,
  sono   un   non  pentito  di  averla  votata  a  Presidente   della
  Commissione.
   Mi  chiedo, però, ma questo emendamento - è un dubbio venuto a  me
  ed  al  mio  compagno di banco che sulla materia  si  è  dimostrato
  essere  ferratissimo  ed  è  stato  un  po'  da  tutti  delegato  a
  rappresentare  le  giuste  istanze  del  Parlamento,  mi  riferisco
  all'onorevole  Di  Mauro  -,  lo ha scritto  la  Commissione  o  il
  Governo?
   Da quanto abbiamo capito - non siamo pregiudizialmente contro - le
  risposte  anziché darle il Governo le ha riassunte lei. Il  Governo
  non  le ha date perché non era in grado? Non credo  Non le ha  date
  perché  si è un po' vergognato di quanto presentato prima? Vorremmo
  capire
   Chi  è  che  ha firmato questo emendamento? Lo firma il Presidente
  della  Commissione  Bilancio' a nome del Parlamento,  recependo  le
  istanze  di forte critica che il Parlamento stesso ha proposto  nei
  confronti di quell'articolo 13 ed anche del 13 bis e del 13 Gov?
   Voglio  ricordare  che sull'emendamento 13  Gov  gli  appunti  che
  c'erano  da  fare,  mi  riferisco ai fondi che  venivano  sottratti
  all'IRFIS, non erano appunti di poco conto.
   Si  sottraevano, infatti, fondi per l'investimento ad una  Regione
  che dopo questi cinque anni è stata rasa al suolo, al suolo
   Si  sottraevano  questi fondi per spesa corrente,  nonostante  una
  circolare  esplicita  di  Banca d'Italia  reciti  testualmente  che
  qualsiasi  variazione in aumento o in diminuzione delle  somme  che
  vengono conferite all'istituto che esercita il credito - in  questo
  caso  l'IRFIS,  sottoposto  alla  vigilanza  di  Banca  d'Italia  -
  dovrebbero essere comunicate trenta giorni prima, per la preventiva
  autorizzazione, alla Banca d'Italia.
   Capisco  che  in  base alle critiche, fortissime, emerse  in  modo
  evidente in Parlamento, si stia ponendo rimedio.
   Volevo solo sapere se questi correttivi li ha fatti la Commissione
  o il Governo.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Signor   Presidente,   onorevoli  colleghi,  Assessori,   onorevole
  Formica

   FORMICA. La ascolto, Presidente, non sono pentito.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Sarebbe grave se lei si pentisse.
   E'  chiaro che la Commissione ha ascoltato tutti i componenti  che
  rappresentano  i  partiti  all'interno  della  Commissione,  tranne
  l'onorevole  Di  Mauro  perché  l'ho  ascoltato  ripetutamente,  in
  continuazione ed ho fatto ammenda.

   DI MAURO. Allora, lo scriva: con esclusione della mia firma

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Ho  parlato con quasi tutti i Capigruppo, ho parlato con la maggior
  parte dei colleghi con esclusione del Presidente Di Mauro.
   Abbiamo  recepito  le istanze che provenivano dal  Parlamento  che
  erano  quelle di garantire il Fondo pensioni per evitare  eventuali
  sorprese.  Abbiamo ascoltato anche altri colleghi per  vedere  come
  potevamo  superare le difficoltà legate a queste anticipazioni  che
  riguardano   l'Irfis;  come  Commissione  abbiamo   elaborato   una
  soluzione che abbiamo sottoposto al Governo che l'ha immediatamente
  accettata ed ha detto di essere disponibile a farla propria.
   Siccome  quello  che  abbiamo scritto è ciò che  ha  chiesto  lei,
  onorevole  Formica, mi pare, perché tutti avete  richiesto  che  il
  fondo venga blindato e venga garantito; è quello che ognuno di  voi
  intervenendo  ha chiesto, quindi, ci sembrava utile fare  una  cosa
  del  genere. Dopodiché lo sottoponiamo all'approvazione  di  questa
  Assemblea

   DI MAURO. Lo firmi personalmente

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Non  è  un problema firmarlo, lo firmerà anche il Governo, se vuole
  lo  firmiamo  insieme, l'importante è che usciamo da questo  vicolo
  cieco.

   PRESIDENTE. Vorrei precisare all'Aula che ancora questa Presidenza
  non è in possesso di alcun emendamento.
   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  No, uno ce l'ha, Presidente.
   Se lei  mi da 5 minuti.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor  Presidente, in questi anni,  sicuramente,  ne
  abbiamo  viste  di  qualunque specie,  e  mi  fa  piacere  che  lei
  confermi,  abbiamo visto davvero qualunque cosa, cose  di  assoluto
  pregio  all'interno di quest'Aula e cose anche un po' meno. Stasera
  scopro che il Presidente della mia Commissione fa anche valutazioni
  immobiliari ed io di questo ne sono contento visto che ho una  casa
  che  fra  un po' cercherò di vendere e magari mi darà una mano  per
  stabilire  il migliore prezzo da potere assegnare per la messa  sul
  mercato.
   Però, in realtà, c'è un argomento che è ben più serio. Questo è un
  Parlamento,  a  tratti cerca di essere anche  un  Parlamento  serio
  quando cerchiamo di discutere ed io credo che, Presidente, dobbiamo
  discutere  con  le carte alla mano. Al di là della  possibilità  di
  credere  o meno alle parole dell'assessore Baccei, alle parole  del
  Presidente   della  Commissione  al  quale  io  sottolineo   -   ma
  interverranno per gli altri Gruppi gli altri colleghi esponenti  di
  altri  Gruppi parlamentari -, il Movimento Cinque Stelle non  aveva
  sicuramente rassegnato le indicazioni che lui dice di avere trovato
  per  mettere  d'accordo  tutti perché noi gli  avevamo  chiesto  di
  togliere  questa storia dell'articolo 13, proprio di toglierlo  dal
  mezzo,  di  togliere  il  Fondo  pensioni,  di  togliere  i   soldi
  dell'Irfis,  di  togliere tutte le altre cose  che  sono  contenute
  all'interno.
   Se  si vogliono trovare coperture si trovano in altri lidi non con
  rassicurazioni perché non abbiamo ancora letto l'emendamento ma  ci
  sembra  che  le coperture nel momento in cui questa operazione  non
  dovesse  funzionare le rimandiamo ai futuri Governi e,  quindi,  ai
  futuri cittadini di questa Regione e non ci sta bene neanche questo
  e non erano queste le soluzioni che noi avevamo rappresentato.
   Quindi,  noi  non  abbiamo  partecipato  alla  stesura  di  questo
  emendamento che, per quanto ci riguarda, non può essere ritenuto un
  emendamento   di  Commissione.  Sarà  sicuramente  un   emendamento
  proposto dal Presidente della Commissione  Bilancio', ma non  dalla
  Commissione  nella  sua  interezza. Non  abbiamo  partecipato,  non
  abbiamo  delegato  alcuno a trovare queste soluzioni  e  la  prego,
  quando  è possibile, di sospendere l'Aula e di poter parlare  carte
  alla  mano ,  perché  al momento stiamo parlando  assolutamente  di
  nulla, perché nessuno dei colleghi ha l'emendamento in mano.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, incuriosito dall'argomento sottoposto
  all'attenzione dell'Aula e del Governo dai colleghi  che  mi  hanno
  preceduto,  ho  contattato il collega Clemente per  sapere  com'era
  andata  la riunione della Commissione della quale aveva parlato  il
  presidente Vinciullo. E il collega Clemente mi ha detto che non c'è
  stata alcuna riunione di Commissione.
   E  siccome a questa Commissione, non solo non hanno partecipato  i
  colleghi  del  Movimento  Cinque  Stelle,  ma  non  ha  partecipato
  l'onorevole Di Giacinto, non ha partecipato l'onorevole  Di  Mauro,
  non   ha   partecipato  l'onorevole  Formica,  non  ha  partecipato
  l'onorevole Clemente

   DI MAURO. Non è stata convocata

   CORDARO. Allora, signor Presidente, capisco che questo Governo  ci
  abbia  abituato  ai  pasticci  e  che  questi  pasticci  li  voglia
  riproporre almeno per i prossimi tre anni alle future generazioni e
  soprattutto  ad un incolpevole futuro Governo che, certamente,  non
  vedrà  alcuno  dei  presenti seduto su questi   scranni,  perché  è
  vergognoso  immaginare che alla fine si arrivi  ad  un  prestito  -
  perché  questa è la sostanza -; abbiamo fatto otto ore di dibattito
  su  questo articolo 13 e poi abbiamo scoperto che i 59 milioni  che
  prendevamo   dal  Fondo  pensioni  in  una  maniera   assolutamente
  incomprensibile,   perché  non  è  dato  sapere  attraverso   quale
  meccanismo   normativo  e  insieme  matematico  dovrebbero   essere
  restituiti  13 milioni nel 2018, 20 milioni nel 2019 e  23  milioni
  nel 2020. Così come non è dato comprendere se l'operazione fatta di
  restituzione  all'Irfis  sia un'operazione  concordato  con  quelle
  autorità che rispetto ad una tale operazione devono necessariamente
  dare  un preventivo assenso  Presidente Crocetta  Ma di cosa  state
  parlando?  Ma che cos'è Rischia tutto  Si dice una cosa  e  poi  si
  cambia  E poi si cambia ancora  E' una cosa che non c'è
   Presidente  Ardizzone, la prego  Noi vogliamo una  soluzione,  che
  valuteremo  Siete ridicoli  Ridicoli
   Allora,  a questo punto, signor Presidente, la prego, per il  bene
  di  questo Parlamento, chiuda questa paradossale seduta.  Rinvii  a
  domani.  Nessuno  ha detto no, pregiudizialmente,  al  Governo.  E'
  questo  il  paradosso dei paradossi  Ma non siete in condizione  di
  presentare  una  norma  che  abbia un minimo  di  aderenza  con  un
  criterio   che   sia  di  buon  senso,  prima  che   giuridicamente
  apprezzabile.
   E io lo dico ai deputati: Baccei stasera c'è, domani se ne torna a
  Roma.  Ma  noi  restiamo  qua  Ma con quale faccia  vi  presentate,
  Governo e maggioranza, ai siciliani
   Signor Presidente, prima che diventi veramente una barzelletta, se
  già  non lo è diventata, perché anche il tono dell'assessore Baccei
  era,  davvero, quanto meno, imbarazzato, per non dire dimesso,  per
  non dire quasi vergognato da una soluzione che aveva portato questo
  Assessore al bilancio a fare, in buona sostanza, una sorta  di  aut
  aut a questo Parlamento: o votate l'articolo 13 così com'è, o salta
  tutta  la  finanziaria  e non ci saranno  neanche  i  soldi  per  i
  disabili.  Non  l'ho voluta chiamare minaccia,  ma  questa  era   E
  dopodiché  che  succede dopo un'ora? Cambia  tutto  e  passiamo  al
  prestito
   Presidente, la prego, abbia almeno lei il buon senso,  proprio  in
  ragione  del  fatto che non c'è uno straccio di carta, di  chiudere
  questa  imbarazzante seduta ed aggiornarci a domani. Sulla base  di
  quello  che  sarete in grado di scrivere, noi,  per  un  tema  così
  importante per la Sicilia, valuteremo senza pregiudizi -  noi  -  e
  poi decideremo.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, io non ho capito granché delle  cose
  dette  dal  Presidente  della  Commissione,  perché,  convinto  che
  parlasse   così,   tanto  per  calare  in  questa  discussione   un
  incidentale, poi, ho compreso che, in realtà, aveva avuto un  input
  dal  Governo  ed  aveva  assunto  come  suo  un  provvedimento,  un
  emendamento,  per  meglio dire, e lo proponeva al Parlamento,  come
  quasi fosse un'iniziativa parlamentare per risolvere la questione.
   Io  non  intendo più rivolgermi né all'Assessore, né al Presidente
  della Regione perché comprendo che su questo argomento non c'è  una
  sensibilità  adeguata  nei confronti dei  soggetti  interessati  al
  Fondo  pensioni. Ma mi rivolgo a lei, Presidente:  credo  che  ogni
  norma  di  questa  finanziaria,  ai sensi  dell'articolo  81  della
  Costituzione, debba avere un esatto equilibrio tra le entrate e  le
  uscite.  Qui, le uscite, secondo l'articolo 15 della  legge  6  del
  2009,   deve   essere   garantito  da  una  agenzia   di   Pubblica
  amministrazione,  che deve certificare qual è il  reale  valore  di
  questo immobile.
   Io  ho  documentato, in quest'Aula, che ci sono immobili  che  non
  hanno  reddito, per cui le affermazioni dell'assessore Baccei,  che
  questi  immobili, Presidente dell'Assemblea, sono stati   posti  in
  vendita  tre  volte  e per tre volte le gare sono  andate  deserte,
  adesso  vengono propinati al Fondo perché si adduce come  incentivo
  una  presunta  entrata  come affitto. Non è  così,  ed  ho  portato
  l'esempio  di quello che il Palacongressi di Agrigento,  che  tutti
  gli  agrigentini  sanno, che da quindici anni  è  sfitto  e  che  è
  affidato al Parco archeologico di Agrigento e non produce reddito.
   Vorrei  capire  qual è il giusto equilibrio che si  garantisce  al
  Fondo pensioni, il quale deve avere una sua liquidabilità ed un suo
  interesse  a fare questo investimento. Il Fondo pensioni,  vi  dico
  altresì,  è  un  soggetto pubblico economico, che  può  acquistare,
  vendere,   così   come   investe  nei  fondi,   senza   che   passi
  dall'Assemblea regionale siciliana, lo fa direttamente con  il  suo
  consiglio di amministrazione e con il suo comitato di vigilanza.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. Proprio in questo momento  è  arrivato
  l'emendamento sottoscritto dal presidente Crocetta e gli Uffici  lo
  stanno  esaminando.  Onorevole Turano, prima di  darlo  a  lei  gli
  Uffici lo devono esaminare.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati, intanto vi invito a separare la discussione sull'IRFIS da
  quella  dell'articolo  13.  In questo  momento,  stiamo  discutendo
  dell'articolo   13,   quando   parleremo   dell'IRFIS,    parleremo
  dell'IRFIS, sono due questioni diverse, totalmente diverse.
   A me sicuramente dispiace assistere ad un gioco surreale in cui si
  capovolgono i termini della questione.

   DI MAURO. Noi non capovolgiamo niente

   CROCETTA,  presidente della Regione. Non mi faccia  essere  troppo
  dettagliato, onorevole Di Mauro, la prego. Anche perché, dentro  la
  vicenda  Bigotti  c'è Dennis Verdini, nella vicenda  Consip,  degli
  affari  comuni,  non  mi  faccia essere troppo  dettagliato  e  non
  cominciamo  a fare apparire quella che è un'operazione di  pulizia,
  come un gioco di contrasto  Bene, bene, bene

   DI MAURO. Parli

   CORDARO. Se ha argomenti, vada all'argomento. Basta

   MUSUMECI.  Basta con le minacce; basta con i ricatti, dica  quello
  che deve dire

   DI MAURO. Parli, parli, parli

   CROCETTA,  presidente della Regione. Riconduciamo la  politica  al
  bilancio.  E quali interessi si agitano dietro il volere  mantenere
  gli interessi ai privati.

                          (Subbuglio in Aula)

    PRESIDENTE. La seduta è sospesa due minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 22.50, è ripresa alle ore 22.53)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Continuiamo con l'intervento del presidente  Crocetta.
  Gli Uffici stanno esaminando gli emendamenti presentati.
   CROCETTA,    presidente   della   Regione.    Vorrei    ricondurre
  all'essenzialità della questione.
   I Fondi pensione investono normalmente sul patrimonio immobiliare;
  l'investimento  in  questo  caso è  garantito  da  una  cosa  molto
  semplice:  1) che il valore reale dell'immobile non potrà  scendere
  rispetto  all'acquisto  perché  l'acquisto  viene  garantito  dalla
  Regione,  quindi, il Fondo pensioni non potrà materialmente  vedere
  una  situazione  patrimoniale inferiore rispetto a  quello  che  ha
  adesso;  2) il rendimento è assicurato 50 per cento in più rispetto
  al  deposito  bancario, quindi, possiamo parlare di  valorizzazione
  del   patrimonio;  3)  viene  garantito  l'affitto  dalla  Regione,
  quindi, quelle entrate vengono garantite tutte.
   E' quindi un'operazione: 1) di valorizzazione del Fondo e di farlo
  fruttare  di  più;  2) di ripresa del patrimonio immobiliare  della
  Regione  che  diventa  di nuovo proprietaria  a  prezzi  più  bassi
  rispetto a quello che ha venduto del patrimonio immobiliare, invece
  di continuare a pagare affitti ai privati.
   Spiegatemi  dov'è  l'illiceità  della  manovra  e  se  questa  non
  dovrebbe essere considerata, da questo Parlamento, un'operazione di
  grande valore e di grande interesse per la Regione siciliana?

   PRESIDENTE. Ci sono interventi?

   TURANO. Ci saranno interventi appena leggeremo il testo.

   PRESIDENTE.  Gli  Uffici  stanno ancora verificando,  perché  sono
  stati  presentati  diversi emendamenti di copertura.  Non  ci  sono
  interventi?

   TURANO. Non c'è il testo.

   PRESIDENTE.  Possiamo  pure sospendere e  rinviare  a  domani,  io
  almeno questo articolo lo volevo approvare questa sera.

   GRECO GIOVANNI. La notte porta consiglio.

   PRESIDENTE.  Di  notte  non  approviamo niente,  onorevole  Greco.
  Neanche  ce  ne andiamo. L'impegno è di chiudere entro le  ore  24,
  laddove possiamo chiudere le norme che hanno copertura finanziaria.
  Sospendiamo un quarto d'ora.

                           (Brusio in Aula)

   Noi  dobbiamo  approvare la finanziaria entro il 30 aprile.  Oggi,
  non  abbiamo  approvato  alcun  articolo.  Ci  siamo  aggrovigliati
  intorno a questo articolo 13 che, sulla base di quello che dice  il
  Governo, è un articolo che dà copertura all'intera manovra.

   LENTINI. Lo dice il Governo

   PRESIDENTE. Onorevole Lentini, lo dice il Governo, dobbiamo  stare
  attenti pure nei passaggi che facciamo, quindi, il dibattito non  è
  stato assolutamente inutile.
   Siccome sono stati presentati, da pochi minuti, non un emendamento
  ma più di un emendamento, relativamente all'intero articolo 13, gli
  Uffici  hanno il dovere di verificare prima di distribuirli. Questo
  è il punto.
   Per cui, onorevole Falcone, siccome il problema è stato sviscerato
  analiticamente,   se   gli   Uffici  ci  confortano   sulla   bontà
  dell'emendamento, lo distribuiamo e almeno questo che  riguarda  le
  entrate  lo possiamo approvare questa sera. Sospendiamo  un  quarto
  d'ora. L'Aula riprenderà alle 23.15.

     (La seduta, sospesa alle ore 22.57, è ripresa alle ore 23.21)
   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, il  Governo  ha  presentato  due
  emendamenti  all'articolo 13, il 13 R ter e il 13 Gov1.  Gli  altri
  emendamenti si intendono ritirati. Invito, pertanto, gli assistenti
  parlamentari a distribuirli.

   DI  MAURO. Chiedo cinque minuti di sospensione per consentirne  la
  lettura.

   PRESIDENTE.  Presidente  della I Commissione  Cascio,  mi  rivolgo
  soprattutto  a  lei presidente Crocetta, così evitiamo  discussioni
  domani.  In  ordine alla questione della decadenza dei  sindaci  il
  Governo  ha formalmente presentato un articolo 1 che ripristina  la
  situazione ex ante prima delle modifiche che erano state  apportate
  in  questa  legislatura sia con la legge di agosto, ma  soprattutto
  con  l'interpretazione  autentica. Non so qual  è  l'esito  formale
  della  riunione della Commissione, ma in ogni caso  il  testo  base
  rimane  quello  del  Governo. Questo ai fini procedurali.  Ai  fini
  procedurali si procederà così.

   CASCIO SALVATORE. Posso intervenire sull'argomento?

   PRESIDENTE. Non le ho dato ancora la parola. Siccome si è  riunita
  la  Commissione  e  formalmente io non  so  l'esito,  questo  è  un
  discorso di domani.

   CASCIO SALVATORE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO SALVATORE. Signor presidente, io prendo atto di quello  che
  ha  detto  lei.  Questa discussione è rinviata  a  domani.  Allora,
  formalmente,  per  come  ha  fatto lei, formalmente  le  chiedo  il
  termine  per  subemendare  questo emendamento  del  Governo  quando
  scade?

   PRESIDENTE. E' scaduto.

   CASCIO SALVATORE. Come è scaduto.

   PRESIDENTE.  Glielo  abbiamo  dato  prima.  La  Commissione  si  è
  riunita.

   CASCIO SALVATORE. Se vuole l'esito della Commissione glielo dico.

   PRESIDENTE.  Allora, non c'è nessun esito. Va bene,  ne  ho  preso
  atto che non c'è alcun esito.

   CASCIO SALVATORE. Abbiamo votato, non è vero

   PRESIDENTE.  Allora, se avete votato me lo formalizzate.  Scusate,
  io  non  ce l'ho. Non c'è. Lei  lo deposita con la firma; peraltro,
  quella  può  essere una modifica rispetto a quello  presentato  dal
  Governo  e  su  entrambi  voterà l'Aula. Su questo  voterà  l'Aula,
  perché  domani  l'Aula sarà chiamata a votare e  lei  ha  avuto  il
  tempo,   come   Presidente  della  Commissione,  di  esaminare   il
  provvedimento del Governo, e l'Aula che voterà? Quello del  Governo
  con  gli  emendamenti eventualmente si potrà votare la  riscrittura
  sua. Ma è chiaro che l'emendamento del Governo è depositato.
   Io  do  per  scontato che quello sia comunque l'emendamento  della
  Commissione. Quindi, possiamo distribuire tutti questi  emendamenti
  questa sera e domani chi  vuole subemendare  può subemendare perché
  c'era anche una terza soluzione.
   Invito  gli assistenti parlamentari, chiaramente questo  argomento
  lo  tratteremo domani, a distribuire l'emendamento A101.1; è  stato
  presentato  proprio  in  questo momento non prima,  dal  Presidente
  della  I  Commissione insieme alla 181 del Governo. E' chiaro  che,
  formalmente,  prima  si vota l'emendamento interamente  sostitutivo
  della  Commissione;  se  non dovesse passare  si  vota  quello  del
  Governo.
   Si  passa  all'emendamento 13.1 degli onorevoli Greco Giovanni  ed
  altri.

   GRECO GIOVANNI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 13.5 degli onorevoli Falcone ed altri.

   FALCONE. Lo mantengo.

   CANCELLERI. Chiedo la verifica del numero legale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                Richiesta di verifica del numero legale

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  invito gli onorevoli deputati a  registrare  la  loro
  presenza con la scheda di votazione.
   Chiarisco  le modalità di registrazione: il deputato  può  pigiare
  qualunque tasto.
   Dichiaro aperta la verifica.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la verifica.

                       Risultato della verifica

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti            40

   L'Assemblea non è in numero legale.
   Onorevoli  colleghi, la seduta è sospesa e riprenderà domani  alle
  ore 12.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 23.33 di giovedì 27 aprile 2017,
          è ripresa alle ore 12.26 di venerdì 28 aprile 2017)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario  a  dare  lettura  del
  verbale della seduta precedente.

   FIGUCCIA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto congedo,  per  oggi,  gli
  onorevoli Dina, Giuffrida e Lombardo.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                        Sull'ordine dei lavori

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  GIOVANNI. Signor Presidente, intervengo perché vorrei  dire
  la  mia  sull'articolo 13. Lei sicuramente avrà questa nota che  io
  sto  per  leggere, Presidente, e avere questa nota e  continuare  a
  portare   avanti   l'approvazione  dell'articolo  13,   Presidente,
  converrà  che significa non andare da nessuna parte. Lei sa,  e  se
  non  lo  sa  glielo  sto per dire, che io sono un pensionato  della
  Regione siciliana, 1995.

   PRESIDENTE. E' in conflitto di interessi, lei non può parlare

   GRECO GIOVANNI. Grazie, Presidente, per l'aiuto che mi sta dando.
   Presidente,  leggendo  questa nota, questo parere  dato  dai  suoi
  Uffici,  sono fermamente convinto che dobbiamo bocciare  l'articolo
  13.   Perché?   Glielo  dico  subito,  glielo  leggo  subito.   Lei
  sicuramente lo avrà letto, però, io glielo leggo.
   Ecco perché le dico che non possiamo approvare l'articolo 13.  Noi
  prendiamo  l'articolo  13,  lo accantoniamo,  Presidente,  portiamo
  avanti la finanziaria, nel frattempo gli Uffici, il Governo trovano
  le coperture, anche se sicuramente lo bocceremo perché, Presidente,
  la   mia  buona  volontà  finisce,  io  chiederò  il  voto  segreto
  sull'articolo  13  e  mi auguro di avere l'appoggio,  perché  è  un
  articolo che non possiamo approvare.
   Quindi,  troviamo  una soluzione. La soluzione,  quando  vuole  la
  politica  si  trova,  andiamo  avanti con  la  finanziaria  perché,
  altrimenti, lei non la porterà in porto la finanziaria, Presidente,
  anche  perché  non  faremmo gli interessi dei siciliani.  Leggo  la
  nota, anzi gliela faccio avere, io l'ho letta.
   In  questa nota, Presidente, i suoi Uffici dicono chiaramente  che
  questi  fondi  dell'IRFIS non possono essere  prelevati,  questo  è
  tutto il succo della nota.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Greco,  per  chi  ci  ascolta   fuori   da
  quest'Aula,  ai  fini di evitare equivoci, i rilievi  così  come  è
  normale  che  avvenga, gli Uffici li hanno proposti  pubblicamente,
  non è un fatto segreto, in Commissione, chiedendo espressamente  al
  Governo   di  certificare  la  copertura  finanziaria,  quindi,   è
  responsabilità del Governo certificare la copertura finanziaria, se
  sono  superate quelle questioni. Quindi, queste cose vengono  fatte
  alla luce del sole

   GRECO  GIOVANNI.  Bisogna  farlo rilevare  che  gli  Uffici  della
  Presidenza sono contrari

   PRESIDENTE.  Ma  infatti  l'hanno  esaminato  in  II  Commissione,
  quindi, non è un mistero

   GRECO GIOVANNI. Per me era un mistero, l'ho saputo ora

   PANEPINTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,  solo
  due  considerazione anche per fare il punto della situazione,  alla
  luce  del  fatto  che,  ieri, nonostante i suoi  sforzi  e  la  sua
  determinazione,  alla fine, non abbiamo approvato alcuna  norma  e,
  oggi,  ritorniamo esattamente al punto di partenza e  sull'articolo
  13.
   Io  gradirei  che l'assessore Baccei seguisse l'intervento  e  non
  voglio  disturbare i colleghi che sono più presenti  al  banco  del
  Governo   che   in  Aula  quando  si  vota   Questa   è   una   mia
  considerazione
   Sull'articolo  13  sarebbe opportuno che  venisse  fatta  assoluta
  chiarezza,  assessore Baccei, perché credo che si stia  ingenerando
  un'idea, secondo me, assolutamente falsa, che stiamo attaccando  la
  sicurezza con il Fondo pensioni dei pensionati della Regione. Ed  è
  chiaro  che  va anche detto che questa manovra si rende  necessaria
  per  garantire,  sostanzialmente, tutta l'architettura  finanziaria
  del  testo  e se rispetto alla riscrittura che ho visto  ieri,  che
  l'Aula  ha  visto ieri, che mette in garanzia, anche rispetto  alla
  rendita  che il Fondo pensioni avrà, ed è giusto, anche, assessore,
  spiegare  meglio quello che come Giunta avete deciso di fare,  cioè
  un'operazione di carattere immobiliare che in Sicilia ricorda anche
  altro,  cioè  un  errore madornale che fu fatto a metà  degli  anni
  duemila  e che vide la Regione iscrivere in bilancio 950 mila  euro
  con la Pirelli e spenderne solo 50 milioni senza alcun utile.
   Per  evitare di ingenerare una confusione anche rispetto al grande
  tema di questa distanza che, ormai, diventa glaciale, siderale, tra
  questo   Parlamento  ed  i  cittadini  siciliani,  una  spiegazione
  puntuale,  rassicurante  con  i numeri,  aiuterebbe  all'esterno  a
  capire  che non c'è alcuna finanza creativa di mezzo, che  non  c'è
  alcun  tentativo  e  lo deve fare lei ed è chiaro  che  quello  che
  diceva  l'onorevole  Giovanni Greco avrà un senso  se  riusciamo  a
  dimostrare  che  legittimi rilievi degli  Uffici  delle  Presidenza
  dell'Assemblea  siano, di fatto, elementi  di  prudenza  e  non  di
  criticità che starebbero dentro la norma.
   Con  molta  franchezza, presidente Ardizzone, onorevoli  colleghi,
  quelli  che  siamo  presenti, Governo, sappiamo  benissimo  che  il
  tentativo di ieri si è fermato e si è arenato; si arena e si ferma,
  dobbiamo  fare  un'operazione di verità e  chiarezza  perché,  alla
  fine,  resteremo qui  guardiani del bidone  e saremo i responsabili
  di ciò che non si è fatto e, francamente, a titolo personale, io se
  alle tre, constato che non ci sono presenti persone o Presidenti di
  Gruppi  parlamentari di maggioranza chiedono la verifica del numero
  legale, io l'idiota in questo Parlamento non lo faccio e chiedo  al
  presidente  Crocetta  ed  a  tutto il suo  staff  di  assumersi  la
  responsabilità  di  ricollegare i fili di una  maggioranza  che  in
  questo  Parlamento  non  c'è  Perché  ieri  tra  i  richiedenti  la
  verifica  del  numero  legale c'era pure un  Presidente  di  Gruppo
  parlamentare  di  maggioranza. Questo a scanso di  equivoci  ed  il
  Partito  Democratico nonostante il Presidente del Gruppo  ammalato,
  alcuni  deputati fisicamente ammalati, era presente con 19 deputati
  su 24.
   Detto  ciò,  credo  che qualora, oggi, si volesse  continuare  con
  questo  accanimento  terapeutico senza numeri  non  avrebbe  senso.
  Dobbiamo provare a capire perché, alla fine, alle 23.30 durante  la
  verifica  del  numero  legale eravamo in quaranta,  c'erano  alcuni
  deputati che avevano - oggettivamente capita a tutti alle volte  di
  non  pigiare  bene  il  tasto - ma, alla fine,  si  ritorna  qua  a
  ripetere, probabilmente, quanto già accaduto ieri.
   Dico  ciò,  signor Presidente, perché opportuno fare chiarezza  su
  una  cosa.  La  Commissione  Bilancio' e le Commissioni  di  merito
  hanno  lavorato su due testi, prima un testo e, poi, sono diventati
  due  in  Commissione  Bilancio', la Conferenza dei  Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari  ha fatto una scelta e per  una  volta  e  per
  sempre, a meno che non ho capito male io, non lo escludo, oggi,  ci
  siano  dubbi, cioè con l'accordo di tutti i Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari di tutta l'Assemblea è stato deciso che le  norme  che
  ben  conosciamo  andavano  sulla  finanziaria,  le  altre  venivano
  iscritte nel testo del collegato.
   Dopodiché  le richieste, anche quelle del Governo che  non  aiuta,
  assessore  Baccei,  quest'Assemblea ad  approvare  la  finanziaria,
  perché quando il Governo, ieri, si è riproposto con altre due norme
  h chiaro che ha creato fibrillazione in un contesto già sfilacciato
  dove  non  c'è una maggioranza che riesce a reggere alle  legittime
  azioni dell'opposizione.
   Per cui, ritengo, signor Presidente - lei vuole continuare oggi in
  Aula  e  fa  bene perché siamo nei termini -, ed è chiaro,  che  la
  manovra complessiva non possa essere rimessa in discussione  se  il
  Capogruppo di Forza Italia chiede l'articolo 20 perché, altrimenti,
  c'è  l'esenzione sugli inoccupati che per  me è importante, ci sono
  altre norme che sono importanti per altri deputati.
   Siccome dobbiamo convincerci e non siamo convinti che collegato  e
  finanziaria debbano essere il risultato finale di un'unica sessione
  di  bilancio, se non c'è questa certezza, il rischio è  che  ognuno
  proverà  a  sottrarsi, avendo lavorato non alle  marchette ,  ma  a
  norme   importanti;   per  me  l'esenzione   degli   inoccupati   è
  fondamentale  per  dare un segnale, non per  risolvere  i  problemi
  della  Sicilia ma, certamente, perché è stato oggetto di dibattito,
  di discussione, così come tante altre norme.
   Per  cui  la  mia  proposta, assessore Baccei, è questa,  facciamo
  chiarezza  su un'operazione che sta passando all'esterno  come  una
  delle  solite operazioni che ricordano quella già fatta da  governi
  passati:  i 950 milioni che, poi, non portarono un solo  euro  alle
  casse della Regione, ma hanno sottratto a quel fondo 50 milioni  di
  spese.
   Facciamo un'operazione di chiarezza che è fondamentale all'esterno
  perché  è  chiaro, poi, come noi, lei, nel senso di  numeri,  diano
  sicurezza  ai  pensionati della Regione. Ho  letto  la  norma,  non
  essendo  un  premio Nobel dell'economia, mi pare che la riscrittura
  consenta di garantire, ovviamente, senza più pressione della lobby,
  perché è chiaro che se le legittime preoccupazioni di un mondo,  di
  gente  che  ha  lavorato ed ha diritto ad avere  la  sicurezza  non
  devono diventare oggetto di pressione su questo Parlamento perche è
  chiaro  che  votano i pensionati, votano i disoccupati, votano  gli
  ammalati,  in  Sicilia votano tutti, quindi, voglio dire,  dobbiamo
  chiudere questa manovra.
   L'altra  cosa  che  chiedo, prego il Presidente dell'Assemblea  di
  fissare  quali  sono  i paletti, esattamente di  tutta  la  manovra
  finanziaria.  Chiederei  di  non  aggiungere  alcun   altra   norma
  sull'accordo  fatto  dalla  Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari sulla finanziaria. Il testo è quello del collegato con
  le  norme che sono state espunte dalla legge di stabilità e portate
  sul collegato e procediamo in questa direzione.
   Procediamo anche, signor Presidente, nella logica che le norme che
  saranno  approvate diventeranno norme, quelle che saranno  bocciate
  non saranno norme.
   Per cui chiedo, anche, signor Presidente, di provare a fissare,  a
  partire  da  ora, anche un calendario dei lavori, che  lei  per  la
  verità   già   aveva  fissato,  stabilendo  la   data   e   dicendo
  all'Assemblea che, prima del voto finale della finanziaria  avrebbe
  incardinato  il collegato ed il 9 di maggio o il 3 di  maggio,  non
  ricordo, iniziare. Rifissiamo questi punti in modo tale  che ognuno
  sappia  qual  è  il percorso,  in modo tale che non diventino  film
  diversi  ma  che  siano puntate e pezzi della  stessa  sessione  di
  bilancio  che è iniziata nel mese di ottobre del 2016 e proviamo  a
  chiudere  nelle prossime ore, il 1  maggio, per me possiamo  andare
  ad  oltranza  e  votiamo perché la rappresentazione  che  diamo  di
  questo  Parlamento all'esterno, oggi, sui giornali e  nell'opinione
  pubblica generalizzata della Sicilia è che noi siamo il vero grande
  problema della Sicilia.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  spesso  ci  dimentichiamo,  per
  raccontarci  un  film è necessario che ci siano gli  attori  e  gli
  attori  presenti in quest'Aula, in atto, sono solo quaranta,  tutti
  maggioranza ed opposizione.
   Per  recitare un film, io non parlerei di recita, occorrerebbe che
  tutti gli attori fossero presenti, anche se non siamo al cinema.
   Gradirei l'attenzione per fissare una volta per tutte, quelli  che
  sono  i  paletti, anche se per me era definitivo e chiaro perché  i
  paletti  li  fissa  la Conferenza dei Capigruppo o  possono  essere
  modificati dall'Aula.
   Gradirei    l'attenzione   da   parte   di   tutti    i    Gruppi,
  indipendentemente dalla presenza dei singoli Capigruppo perché  una
  volta che si è deciso non si viene meno.
   La  Conferenza  dei  Capigruppo si  era  determinata  nel  portare
  all'approvazione in finanziaria gli articoli 1, 2, 3, 6, 8, 12, 13,
  15,  22, 23, 26, 34, 43, 44, 45 e, poi, avevamo il 7-35 che era  un
  unico articolo, quelli del collegato, il 61 e il 68, oltre la norma
  di rito, quella sull'entrata in vigore.
   Su   questo  ci  eravamo  determinati.  Si  era  detto,  onorevole
  Panepinto,   che  se  avessimo  approvata  la  finanziaria,   visto
  l'andamento sull'approvazione del bilancio molto celere,  entro  la
  precedente     settimana,    avremmo    chiaramente    incardinato,
  contestualmente all'approvazione della finanziaria, il collegato ed
  avremmo  iniziato  la trattazione del collegato già  a  partire  da
  giorno 3 maggio 2017.
   Se non avessimo approvata la finanziaria la settimana scorsa, così
  come è successo, avremmo incardinato, cosa che viene confermato, il
  collegato  con l'approvazione della finanziaria - preciso  ove  non
  fosse  chiaro  -  un  minuto prima di dare  il  voto  finale  sulla
  finanziaria viene incardinato il collegato. Nel collegato finiranno
  tutte quelle norme che non sono approvate in finanziaria.
   Sulla   base  degli  interventi di ieri dell'onorevole  Cordaro  e
  dell'onorevole  Falcone  -  e su questo  avevo  chiesto  l'adesione
  dell'Aula  -,  si  era  sollecitata  l'ulteriore  approvazione   in
  finanziaria degli articoli 20, 29, 30 e 67 del collegato.

   GRASSO. Il 30 no.

   PRESIDENTE.  Come  no? Stiamo parlando dei due  interventi  perché
  l'onorevole  Cordaro - onorevole Grasso io sono  attento  -  faceva
  riferimento  ad  un articolo, non ricordo se il  29  o  il  30  che
  riguardava il settore dei trasporti, un comma solo.
   Possiamo  ritirarli,  attenzione, questa è una  proposta  che  sto
  facendo sulla base del richiamo dell'onorevole Panepinto.
   E' intervenuto, successivamente, il Movimento Cinque Stelle, a ciò
  si  aggiunga che c'è un articolo, l'ho evidenziato come Ufficio  di
  Presidenza  che è l'articolo 32 che è un riconoscimento  di  debito
  fuori   bilancio  che,  alla  luce  del  ritiro  degli  emendamenti
  soppressivi  da  parte  dell'onorevole Greco,  poteva  pure  essere
  trattato perché non c'erano emendamenti soppressivi.
   Quindi,   era   un'esigenza  oggettiva   che   aveva   manifestato
  l'Assemblea  perché si bloccava una transazione già  avviata  dagli
  Uffici,   non   fatta   dagli  Uffici  dell'Assemblea,   ma   fatta
  dall'Assessorato all'Agricoltura.
   Detto  ciò, anche in considerazione dell'intervento del  Movimento
  Cinque   Stelle   e   nella  considerazione  che  capisco   l'avere
  ulteriormente  reinserito articoli, sulla base, però  di  richieste
  formulate da singoli deputati perché chi non era in Conferenza  dei
  Capigruppo,   chi   era   disattento,   si   potrebbe    dare    la
  rappresentazione,   non rispondente al vero che,  quasi  quasi,  il
  collegato sarebbe una legge da incardinare e non trattare.
   Per  me, se siamo d'accordo, ritorniamo all'impostazione di  base,
  però, su questo, una volta che decide l'Assemblea decide e, quindi,
  richiamo, faccio mie le parole dell'onorevole Panepinto, si  inizia
  a  votare, si approva o si boccia, indipendentemente dalla presenza
  in  Aula dei deputati di maggioranza o di opposizione; se manca  il
  numero  legale rinviamo no stop. E' chiaro che entro il  30  aprile
  2017  dovremmo  approvare  comunque la finanziaria,  perché  sapete
  benissimo che gli orologi ci bloccano alle ore 24.00 del 31  aprile
  2017 perché non possiamo  proseguire, tecnicamente, con l'esercizio
  provvisorio.
   Quindi,  se  siamo  d'accordo gli argomenti  da  trattare  sono  -
  andiamo  all'esito, però su questo gradirei l'assenso dell'Aula  -:
  1, 2, a parte quelli trattati, 3, 6, 8, 12, 13, 15, 22, 23, 26, 34,
  43, 44, 45, gli articoli aggiuntivi del collegato, il 7-35 che sono
  un  unico  articolo, il 61 e il 68 oltre l'articolo 46 che riguarda
  l'entrata  in  vigore; nel 45 abbiamo l'abrogazione e modifiche  di
  norme.  Siamo d'accordo su questo? Ovviamente, il 32 lo avevo  dato
  per  scontato  perché non ci sono emendamenti. Però,  scusate,  non
  posso ripartire sempre sul
   E l'articolo 32 chiaramente.

   FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente qua noi dobbiamo essere chiari e leali.
   Io  mi  rendo conto che questa maggioranza non abbia i numeri  per
  andare  avanti,  io  prendo atto anche che questa  maggioranza  col
  ricatto  nei confronti dell'Aula vorrebbe propinare norme  che  non
  possono   andare   in  alcun  posto  e  non  per  cattiva   volontà
  dell'opposizione  ma,  soprattutto, per una  pervicacia  di  alcuni
  pezzi  della maggioranza che devono ricattare, oggi, il Presidente,
  domani  qualche altro Assessore e dopodomani farsi tra di loro  una
  guerra fratricida.
   Noi  ieri, per individuare un percorso agevole, un percorso quanto
  più   chiaro  nell'interesse  esclusivo  della  Sicilia,  non   per
  accontentare  pochi  amici  o qualche amico  degli  amici,  abbiamo
  individuato delle norme sulle quali questo Parlamento è chiamato  a
  valutare.
   Poi,  possono  essere  valutate  positivamente  o  possono  essere
  valutate  negativamente,  cioè possono essere  votate  o  bocciate;
  questo  atterrà alle prerogative del Parlamento e dei parlamentari,
  però,  se  oggi  noi  vogliamo fare il gioco  dell'oca  e  vogliamo
  ritornare   indietro,  credo  che  sia  uno  sgarbo  nei  confronti
  dell'Aula  e,  chiaramente,  poi,  l'Aula  via  via  si   andrà   a
  determinare.
   Allora, fermiamoci e, invece, continuiamo.
   Sull'articolo 13 vogliamo discutere, vogliamo  andare avanti?  Noi
  ieri  vi  abbiamo detto vi manteniamo il numero legale, non  ce  ne
  andiamo,  però, attenzione, poi, voi siete maggioranza e  dovete  i
  numeri per votarla, se avete i numeri, se perdete, perdete, se poi,
  invece, dobbiamo fare qua  ostruzionismo  possiamo stare sino  a  l
  1  maggio mattina, anche dopo, noi non ce ne andiamo, i cambi ce li
  siamo  portati  e  nel caso in cui non ci fossero per  le  prossime
  nottate ce li compriamo, ma possiamo stare qua.
   Siamo noi stacanovisti, ve lo possiamo garantire

   PRESIDENTE.  Sì,  siamo  sulle  questioni  procedurali.  Onorevole
  Cancelleri gradirei sentire il suo parere. C'è il Movimento  Cinque
  Stelle con ben 14 rappresentanti.

   CANCELLERI. Signor Presidente, brevemente, noi siamo,  come  avevo
  ribadito  ieri  nell'intervento, disposti  a  potere  trattare  gli
  articoli  concordati  dalla  Conferenza  dei  Capigruppo,   quindi,
  quelli  che lei, poco fa, ha citato numericamente, uno per  uno,  e
  siamo  disponibili a potere inserire il 32 che è una norma di  buon
  senso  visto  che  si  parla del riconoscimento  di  somme  a  chi,
  giustamente,  aveva fatto un ricorso nel confronti  del  bando  del
  biologico. Il resto, per noi, non esiste.

   PRESIDENTE. Grazie. Su questo voterà l'Aula, chiaramente.

   GRECO GIOVANNI. Il 32 cos'è, il biologico?

   PRESIDENTE.  E'  una  transazione già fatta  ed  un  debito  fuori
  bilancio.

   DI GIACINTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  GIACINTO. Signor Presidente, avevamo individuato un  percorso,
  nella   Conferenza   dei   Capigruppo,  che   portava   velocemente
  all'approvazione  di  questa  finanziaria.  Io   non   vorrei   che
  l'inserimento  di  tante altre norme possa non farci  approvare  la
  finanziaria,  per  i tempi, non perché non sono argomenti  che  non
  dobbiamo  trattare.  Verifichiamo, allora,  signor  Presidente,  le
  condizioni, dopodiché

   PRESIDENTE. Va bene. C'è una proposta, su questa vota  l'Aula  per
  alzata  e  seduta.  La  proposta è  di  portare  in  votazione,  in
  finanziaria,  solo  gli  articoli  concordati  in  Conferenza   dei
  Capigruppo con l'aggiunta dell'articolo 32

   FALCONE. Abbiamo detto o tutto o nulla

   PRESIDENTE. Questa è la proposta che sto formulando all'Aula

   FALCONE. O indietro tutto o nulla

   PRESIDENTE. Ma questo lo sta dicendo lei  Lei non è l'Aula  Lei  è
  un Capogruppo, io non le ho neanche contestato che il suo Gruppo  è
  stato in silenzio

   FALCONE.  Ma  che  stiamo dicendo? Qual è la  proposta.  Lei  deve
  essere corretto, o tutto fuori o tutto dentro.

   PRESIDENTE.  Io sono corretto  E la invito a sedersi. Sono  troppo
  corretto   Anche  nei  suoi confronti   Perché  se  lei  non  fosse
  intervenuto,  io  non ho sollevato la questione  che  lei  non  era
  presente  in  Conferenza  dei  Capigruppo.  Non  mi  richiami  alla
  correttezza

   FALCONE.  Dobbiamo essere chiari. Ed io allora le dico:  Cerchiamo
  di essere chiari  .

   PRESIDENTE. E allora, l'Aula vota sulla proposta di

   CORDARO. Cosa vota l'Aula?

   PRESIDENTE.  Lei  è  arrivato adesso, quindi,  non  sa   Ora,  sto
  parlando  della  proposta, perché lei peraltro è pure  interessato,
  avendo sollevato una questione.

   PICCIOLO. Ha interessi

   PRESIDENTE.  Interessi in senso positivo, interessi  legittimi  ed
  interessi  diffusi, onorevole Picciolo. Io non  ho  mai  contestato
  all'onorevole  Cordaro di essere portatore di interessi  personali,
  perché  se  ieri mi ha sollevato una questione è pure una questione
  legittima.

   PICCIOLO. Ma stavamo scherzando

   PRESIDENTE.  No, siccome c'è un clima tutto particolare,  e  siamo
  all'inizio

   PANEPINTO. Signor Presidente, un minuto di sospensione.

   PRESIDENTE.  Un  minuto di sospensione per che cosa?  Lei,  prima,
  richiama ad andare avanti con l'Aula, ora  Io ho sentito i Gruppi.
   Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.

    (La seduta, sospesa alle ore 12.58, è ripresa alle ore 13.10).

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ho dovuto purtroppo constatare che
  la   maggioranza   non   è   coesa,  e   lo   stesso   debbo   dire
  dell'opposizione,   per  cui  faccio  un  appello   al   senso   di
  responsabilità dei singoli deputati. Andiamo avanti no-stop  adesso
  sui  singoli  articoli, e quindi si vota a favore o contro  secondo
  questo ordine: 13, 15, 22, 23, 26, 34, 32, 43, 44, 45, 7, 35, 61  e
  68,  il  solo  comma 11 dell'articolo 29; il 30 verrà trattato  nel
  collegato. Se ci sono le condizioni, l'articolo 20 e l'articolo  67
  verranno  trattati  in  coda  alla finanziaria.  Ribadisco  che  un
  secondo prima dell'approvazione della finanziaria incardineremo  il
   collegato , per far transitare quelle eventuali norme che non sono
  state  approvate  -  chiaramente se sono  state  bocciate  no  -  o
  rinviate  in  finanziaria. Contestualmente  all'approvazione  della
  finanziaria dovremmo approvare, vediamo se in una norma a parte,  o
  nell'articolo  che riguarda modificazioni e norme, la  norma  sulla
  decadenza  dei  sindaci,  ma questo lo  voglio  vedere  insieme  al
  Presidente  della  I Commissione e alla I Commissione  in  generale
  stessa.
   Su  questo  allora  resto deciso e andiamo  avanti.  Non  ci  sono
  osservazioni in contrario.
   Allora   io  ora  mi  rivolgo  al  Governo,  in  particolar   modo
  all'assessore  Baccei,  però gradirei che si prestasse  attenzione.
  Assessore  Baccei lo deve dire lei, perché è inutile  che  facciamo
  forzature, maggioranze non ce ne sono precostituite, può  succedere
  di  tutto  in  Aula, così come peraltro, viste le  condizioni,  può
  essere  anche normale che sia così. Lei ritiene opportuno  trattare
  l'articolo  13  o  possiamo andare avanti  con  le  altre  norme  e
  l'articolo 13 lo vediamo in corso d'opera?
   Onorevole  Musumeci, se il Governo mi dice che tutta la  copertura
  finanziaria viene data dall'articolo 13, non posso essere io a dire
  che  non  è  così, deve essere il Governo a dirlo.  Cioè  questa  è
  un'assunzione  di responsabilità da parte di tutte  le  istituzioni
  presenti.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  il punto è che noi abbiamo già approvato il  bilancio  e
  alcuni articoli della finanziaria abbastanza pesanti in termini  di
  impegno  finanziario quali i comuni, le province e in  consorzi  di
  bonifica.
   Se  noi consideriamo che all'interno dell'articolo 13, quindi  fra
  IRFIS  53  milioni, i 27 milioni del debito con lo Stato, considero
  solo il 2017, e fanno 80 milioni, 119 milioni e siamo a 200 milioni
  più i 22 milioni siamo a 222 milioni. Io non ho fatto i calcoli, ma
  non so già se tutti gli articoli che dobbiamo approvare valgono più
  o  meno 220 milioni. Quindi vuol dire che rischieremo di andare  ad
  approvare degli articoli senza avere la copertura finanziaria.  Può
  essere  che  gli articoli che approviamo valgano qualcosa  di  più,
  però  io  non  ho  questo conto ma a naso, secondo me,  questi  220
  milioni  coprono  quasi tutti gli articoli che dovremmo  andare  ad
  approvare. Per cui è a obbligatorio prima dare la copertura  e  poi
  dopo  andare ad approvare gli articoli. Purtroppo avendo  approvato
  ormai tutto il bilancio e buona parte della finanziaria quello  che
  rimane  non  so esattamente quanto valga. Se volete ci fermiamo  10
  minuti e facciamo il calcolo, però a naso 220 milioni sono parecchi
  e penso che finanziano quasi tutto il resto della manovra. Se vuole
  in dieci minuti facciamo il calcolo corretto.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  il  Governo   mi   chiede   la
  sospensione per 10 minuti. L'Aula riprende alle ore 13.30.

     (La seduta, sospese alle ore 13.17, è ripresa alle ore 13.41)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che ha chiesto congedo per oggi  l'onorevole
  Gennuso.
   L'Assemblea ne prende atto.

        Riprende la discussione del disegno di legge n. 1276/A
   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   GRASSO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, il  mio  è
  un discorso di ordine politico, non di merito.
   Oggi  io  vorrei  capire,  non oggi, ma in  questi  giorni  mi  dà
  l'impressione che c'è una parte di deputati che è qui  per  cercare
  di risolvere ed approvare una finanziaria che interessa lavoratori,
  cittadini, ecc. e poi invece mi sembra che tra i banchi del Governo
  e della maggioranza si giochi un'altra partita.
   La  partita  è  che  i banchi sono vuoti ed allora  il  Presidente
  Crocetta  forse  dovrebbe chiarire anche alla  sua  maggioranza  se
  vuole   andare  avanti,  anche  perché,  dove  noi  abbiamo  potuto
  raggiungere  un accordo, i Capi gruppo lo hanno fatto  sulle  norme
  più  urgenti da trattare ma non sul risultato e quindi,  se  queste
  norme si bocciano o si approvano, è perché ciascuno esprime il voto
  secondo  il  proprio convincimento, che non è solo un convincimento
  personale, ma che è anche un convincimento di responsabilità  sulle
  refluenze che certe norme possono avere sui cittadini, sui Comuni e
  quant'altro, ma è qui è lavora.
   C'è  una parte della maggioranza di questo Governo che non c'è,  e
  allora  se  si  deve  giocare la partita  del  rimpasto  e  bisogna
  aspettare  domani mattina che qualcuno telefoni per dire   ecco  io
  sono  venuto e sono stato presente, perché poi ci può essere più  o
  meno  il  ricatto del rimpasto, o non rimpasto, allora che si  dica
  chiaro.
   Però,  Presidente Ardizzone, sono cinque giorni che  siamo  qui  e
  abbiamo  approvato tre articoli e lei che conosce bene l'Aula,  per
  evitare  di  non  fare approvare gli articoli, ha  sospeso  per  10
  volte.
   Io  la  prego  Presidente  che l'Aula da  questo  momento  in  poi
  continui  no  stop  in  modo tale che noi possiamo  andare  avanti,
  apprezzare le norme e, di volta in volta, decidere se votarle o  no
  e  non aspettare che questa fantomatica maggioranza e i colleghi di
  questa   maggioranza   arrivino  dopo  le  telefonate,   perché   è
  mortificante per chi viene qui per fare il proprio lavoro, per  chi
  viene qui e rappresenta i territori e chi invece la politica la  fa
  fuori dal palazzo.
   Noi  siamo legislatori ed entro il 30 aprile ci sono cittadini che
  aspettano  che  vengano  approvate  le  norme.  O  si  approva   la
  finanziaria  o ci dimettiamo - l'ho già detto - e ce ne  andiamo  a
  casa e forse facciamo un bel servizio, un regalo ai siciliani.
   Certo  che  sto notando che questo Governo, ancora una volta,  per
  l'ultima  finanziaria, sta d0ando alla Sicilia la dimostrazione  di
  quello che è stato e di quello che è il loro operare.

   MUSUMECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne  ha facoltà

   MUSUMECI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  siamo  rimasti
  tutti spettatori di quello che è accaduto in questi giorni in  Aula
  e soprattutto spettatori attoniti presumo i siciliani che seguono i
  lavori   del   Parlamento   regionale,   certamente   con   qualche
  manifestazione di disgusto.
   Sono  state 22, dico 22 le sospensioni che lei, signor Presidente,
  ha  determinato da ieri mattina a pochi minuti fa,  non  certo  per
  provare  il  piacere  della  sospensione  dei  lavori,  ma   perché
  costretto  dalle  condizioni  che  si  sono  venute  a  creare   in
  Parlamento.
   Lei  è  uomo  esperiente e sa benissimo che in  queste  condizioni
  appare, assolutamente, difficile potere andare avanti.
   Nessun  articolo  da ieri mattina è stato approvato.  Né  lei  può
  pensare di continuare a concedere sospensioni nel vano tentativo di
  ritrovare un punto di incontro.
   I  12 articoli concordati da trattare sono diventati nel frattempo
  16,  mentre si continua a discutere sulla presenza in Aula  di  una
  maggioranza che non c'è.
   Non c'è anche quando numericamente i banchi sono occupati.
   Non c'è politicamente. Non c'è strategia. Non c'è regia.
   Questa maggioranza non ha un'anima.
   E  voi  continuate  a  pretendere, lo dico  al  Governo,  che  sia
  l'opposizione a garantire, come spesso è avvenuto finora, il numero
  legale.
   Siamo alla paralisi  Questo Governo è senza maggioranza, eppure ci
  si  diverte, da un lato a criminalizzare i pensionati della Regione
  siciliana, dall'altro lato ad utilizzare i disabili gravissimi  per
  strumentalizzazioni politiche assolutamente gravi, fino a rasentare
  il sospetto del ricatto costante.
   Nessuna  risposta  è stata data in questa legge  finanziaria,  per
  quello  che  finora  è stato discusso, ai veri e concreti  problemi
  della Regione.
   Signor  Presidente, sull'articolo 13 non ci può mai essere accordo
  con  l'opposizione.  Glielo dico assumendomi la  responsabilità  di
  quello che dico, dopo avere consultato i colleghi dell'opposizione.
   E,  se  l'articolo 13, come dice l'assessore Baccei, è  strategico
  perché  manovra  una  massa finanziaria di oltre   220  milioni,  è
  inutile pensare di potere allungare questa agonia.
   Abbiamo il dovere, lei per primo signor Presidente, che ha alto il
  profilo istituzionale, abbiamo il dovere di prendere atto che siamo
  in una condizione di assoluta paralisi.
   Serve un atto di coraggio. Serve un colpo di reni.
   Serve   che  46  deputati  contestualmente  dichiarino  di  volere
  determinare lo scioglimento dell'Assemblea ed anticipiamo  soltanto
  di 60 giorni la data della consultazione elettorale già prevista in
  calendario.
   Continuare  con  questo contesto, con i banchi  della  maggioranza
  deserti,  con  un'opposizione  che non  cede  ai  ricatti  ed  alle
  lusinghe,  agli  ammiccamenti, mi permetto di dire,  è  davvero  un
  suicidio.
   Questo Parlamento non lo merita e non lo meritano i siciliani.
   Ecco  perché, signor Presidente, e concludo, il mio appello  è  al
  coraggio di una parte di questa Assemblea affinché prenda atto, ove
  mai  lei  non  dovesse  ritenere che non  ci  sia  più  spazio  per
  continuare con i lavori, mi auguro che 46 colleghi, 45, io sarò  il
  46  o sarò il 1 , poco conta, si avverte l'esigenza di porre fine a
  questo  calvario  che offre del Parlamento uno  spettacolo  davvero
  indecoroso e desolante.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ci eravamo lasciati col  dire  che
  l'assessore  Baccei avrebbe dovuto riferire sull'articolo  13.  Per
  dare  la  possibilità  di andare avanti e votare  con  coscienza  e
  consapevolmente  di  ciò  che si vota. Io inviterei  l'Assessore  a
  relazionare  sull'articolo 13. Successivamente, siccome  ognuno  di
  noi  vuole  riflettere  sulla  Tabella  che  è  stata  distribuita,
  seguitemi    sui    passaggi,   sospendiamo    dopo    l'intervento
  dell'Assessore. Riprendiamo alle ore 15.00 e alle 15.15 si vota.
   Alle  15.00  chi vuole intervenire, siccome è stato riscritto  più
  volte,  potrei  richiamare il Regolamento. E' stato  riscritto  più
  volte, chi chiede di intervenire interviene.
   Ribadisco,  diamo la parola all'Assessore, si sospende  fino  alle
  15.00. Alle 15.15 si inizia a votare. E dalla ripresa i tempi  sono
  contingentati perché dobbiamo approvare la finanziaria,  nel  senso
  che sono cinque minuti ciascuno per ogni articolo.
   Ha facoltà di parlare l'Assessore Baccei.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  vi  è  stata distribuita una Tabella che  è  la  tabella
  esplicativa  effetti articolo 13. Abbiamo provato a simulare  quali
  sarebbero gli effetti tra dieci anni dell'operazione, nel caso  che
  venga  o non venga fatta. Abbiamo preso 10 anni perché per valutare
  un investimento il periodo minimo di riferimento sono appunto dieci
  anni.  Sulla  parte  sinistra,  vedete  cosa  succederebbe  se  non
  facciamo  l'operazione, ossia se lasciamo tutto così  com'è.  Sulla
  parte  destra, invece, vedete quello che succederebbe se  facessimo
  l'operazione così come risulta dall'ultima riscrittura fatta ieri.
   Abbiamo diviso nei tre attori che partecipano a questa operazione.
  Il  FIPRS  che  è  costituito, come sapete, al 65 per  cento  dalle
  banche  e  al  35 per cento dalla Regione, il Fondo pensioni  e  la
  Regione.
   Allora nella prima ipotesi, se lasciamo così com'è, fra 10 anni il
  FIPRS  è  ancora proprietario al 65 per cento degli immobili  della
  Regione. E incasserebbe affitti - secondo l'ultimo dato che abbiamo
  riferito al valore nominale attuale degli affitti - di 20,3 milioni
  di euro l'anno per 10 anni. Per cui 203 milioni di euro. Per cui le
  banche  continuerebbero  ad  avere la  proprietà  degli  affitti  e
  incasserebbero 203 milioni di euro.
   Il  Fondo pensioni dovrebbe ricevere - qua ho messo solo due  rate
  per  semplificare  perché tanto è uguale dappertutto  -  di  flussi
  finanziari,  quindi 59 più 59 milioni, 118 milioni, questa  ipotesi
  di  denaro che reinvestirebbe al tasso medio attuale - che è  il  3
  per cento, non ho fatto la capitalizzazione per non complicarlo  ma
  non  l'ho fatta neanche dal'altra parte - sarebbe quindi il  3  per
  cento  su  118  milioni per dieci anni che fa 35,4 milioni.  Quindi
  incasserebbe   in  questi  dieci  anni  118  milioni   di   denaro;
  investendoli  sarebbero 153,4 milioni. La Regione cosa  pagherebbe?
  Pagherebbe  gli  affitti per 203 milioni, che  incasserebbero  come
  abbiamo  visto  le  banche, pagherebbe 118 milioni  cash  che  sono
  quelli  sopra  che  ha  il Fondo pensioni, e incasserebbe  comunque
  degli  utili  dal  FIPRS  perché ha  il  35  per  cento  di  quote.
  L'ipotesi,  che è quella più recente, del 10 per cento  del  valore
  degli  affitti.  Per  cui  gli affitti  sono  203  milioni,  quindi
  incasserebbe 20 milioni. Il saldo fra le tre, quindi -200,  -118  +
  20, fa 300 milioni di euro che è il saldo che uscirebbe dalle casse
  della Regione. Questo se lasciassimo tutto com'è.
   Dall'altra  parte  andiamo  a  vedere  cosa  succederebbe  facendo
  l'operazione così come delineata ieri dall'ultima riscrittura.
   Le   banche  non  avrebbero  più  gli  immobili  perché  sarebbero
  riacquistati dal Fondo pensioni. Incasserebbero il 65 per cento  di
  65 milioni, dove - se vi ricordate - 65 milioni è la differenza fra
  170  milioni del valore degli immobili e i 105 milioni di mutuo che
  grava su questi immobili.
   Quindi,  di  questi 65 milioni - come abbiamo visto -  il  65  per
  cento andrebbe alle banche per un valore di 42 milioni, il restante
  22 milioni 750 - come abbiamo visto ieri - entrerebbero nelle casse
  della Regione perché il 100 per cento delle quote andrebbe al Fondo
  pensioni.
   Se confrontiamo quello che succederebbe ai privati, lasciando così
  com'è,  i  privati  terrebbero gli immobili ed  incasserebbero  200
  milioni,  facendo l'operazione i privati perderebbero gli  immobili
  ed  incasserebbero 42 milioni, cioè incasserebbero 162  milioni  di
  euro in meno e perderebbero gli immobili. Quindi, chiaramente,  per
  i privati questa operazione non risulta essere vantaggiosa.
   Il  Fondo pensioni acquisirebbe immobili garantiti - come  abbiamo
  scritto   ieri   -  con  capitale  garantito,  perché   nell'ultima
  riscrittura  abbiamo  inserito che, se  il  valore  degli  immobili
  scende,  la  Regione  interviene e colma la differenza  fra  valore
  stimato  annualmente  dall'advisor e valore nominale  di  cessione.
  Quindi, avrebbe un capitale nominale di 118 milioni.
   Acquisirebbe  65 milioni di immobili, quelli dentro le  quote,  la
  differenza  fra  i  170 milioni ed i 105 milioni di  mutuo,  quindi
  valorizziamo  solo  i  65  milioni,  ovviamente,  ed  avrebbe   dei
  rendimenti  che vengono calcolati sui 170 di immobili - perché  gli
  affitti non si pagano sui 65 ma sui 170 - più i 118 milioni  ad  un
  tasso  del 4,5 per cento garantito. Quindi, il 50 per cento in  più
  di quello che avrebbero da un investimento normale.
   Per  cui,  il 4,5 per cento di 170 più 118 che fa 288 milioni  per
  dieci  anni fa 129,6 milioni e dovrebbe pagare 65 milioni  di  cui,
  abbiamo visto, 42,25 al FIPS e 22,75 alla Regione. Il saldo fa  247
  milioni.
   Per  cui  fra  dieci anni il Fondo pensioni non si troverebbe  153
  milioni ma 247 milioni.
   Quindi,  quasi 100 milioni in più rispetto a quello che  si  trova
  mantenendo tutto così com'è.
   La  Regione  cosa farebbe? Dovrebbe pagare il 4,5 per cento  degli
  affitti  che  vanno  al  Fondo  pensioni  più  l'1  per  cento   di
  manutenzione  che in questo caso io non ho considerato.  In  realtà
  poi le manutenzioni accrescono il valore degli immobili.
   Però,  non  lo consideriamo. Consideriamo che lo paga  ma  non  in
  incremento  del  Fondo  pensioni.  Quindi,  siamo  cautelativi.   E
  andrebbe  a  spendere,  dunque, il 5,5%  di  170  milioni  più  118
  milioni, che sono il valore degli immobili e che fa 158 milioni  di
  euro in dieci anni.
   Pagherebbe 118 milioni di immobili, per cui sarebbe un segno meno,
  ed incasserebbe il 35% delle quote del FIPS, quindi 22 milioni 750,
  che  abbiamo  visto essere un comma dell'emendamento  dell'articolo
  che  abbiamo  scritto  ieri. Per cui tirerebbe  fuori  253  milioni
  anziché 300 milioni.
   Quindi,  vedendo e confrontando l'operazione, la Regione tirerebbe
  fuori 50 milioni in meno, il Fondo pensioni incasserebbe quasi  100
  milioni di euro in più, i privati perderebbero 160 milioni di euro,
  che è il saldo fra 203 e 42 milioni e non sarebbero più proprietari
  degli immobili.
   Questa è l'operazione così come formulata nell'ultimo emendamento.
   Per cui le conclusioni penso che siano abbastanza chiare.
   L'altra  cosa che volevo dire è che i 59 milioni del  flusso  sono
  relativi alla ricostituzione del monte contributivo ante 2009, cioè
  i  lavoratori del contratto due le cui pensioni saranno pagate  dal
  Fondo pensioni, hanno cominciato a versare contributi al Fondo  dal
  2010.
   Per  gli  anni  precedenti si stanno dando 59 milioni  l'anno  per
  ricostituire il monte contributivo.
   Ai  59 milioni vanno aggiunti i contributi versati di questo anno,
  come si fa dal 2010 in poi che valgono 73 milioni di euro.
   Quindi, in realtà, la Regione versa al Fondo pensioni non 59 ma 59
  più 73 milioni.
   Attualmente  il Fondo pensioni riceve 170 milioni  di  euro  e  ne
  paga,  visto che pochi sono i dipendenti in pensione con  contratto
  2,  perché l'età è molto più bassa del contratto 1, paga  circa  10
  milioni l'anno che, ovviamente, andranno ad aumentare perché sempre
  più persone andranno in pensione.
   Io  mi  sono fatto fare le curve attuariali e ne ho una copia,  il
  grosso  dei  contributi verrà versato tra 15 anni, si  comincerà  a
  pagare fra 15 anni, perché oramai le persone intorno ai 52-53  anni
  attualmente il grosso delle persone, per cui cosa succede che  oggi
  il fondo pensioni riceve 170 milioni ne spende 10, per questo è una
  gestione  virtuosa,  perché  ogni anno gli  avanzano  160  milioni,
  quindi  ogni  anno  accumula 160 milioni, che via via  diminuiranno
  perché  le  persone  andranno sempre più  in  pensione;  però,  gli
  investimenti  si fanno ora, perché ora ho l'eccesso di  cassa,  per
  poi  cominciare  a  rientrare via via nel tempo fino  ad  avere  il
  massimo  fra  15-20 anni, quindi questa è la situazione  del  fondo
  pensioni, i versamenti e quello che succederebbe in 10 anni fra  il
  fare e non fare l'operazione.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  come  resta  inteso  la  seduta
  riprenderà  puntualmente  alle ore 15.00.  Ciascun  deputato  potrà
  intervenire  per  5  minuti.  Subito dopo  gli  interventi,  quindi
  presumibilmente  dalle ore 15.15 in poi, iniziamo  a  votare  senza
  stop.
   Pertanto, la seduta è sospesa e riprenderà alle ore 15.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 14.01, è ripresa alle ore 15.06)

   La seduta è ripresa.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Presidente
  della  Regione, fermo restando che parliamo di un fondo,  il  Fondo
  pensioni  che è il fondo di proprietà dei dipendenti regionali  che
  in  tutti  questi  anni versano alla Regione  siciliana  un  grosso
  contributo,  per appunto avere - dopo tanti anni  di  lavoro  e  di
  sacrifici  -  una  degna  pensione,  io  volevo  ricordare   quando
  l'assessore  poco  fa  ha prospettato, ha  chiarito,  ha  dato  una
  spiegazione di questa tabella così come è stata fatta.  Io  non  la
  condivido,  ma  non la condivide nessuno: io voglio  ricordare  che
  fino  al  2009,  i  versamenti che facevano i dipendenti  regionali
  venivano incamerati dalla Regione siciliana, quindi praticamente da
  un  lato  pagava gli stipendi, pagava i contributi e dall'altro  li
  tratteneva  essendo praticamente che il fondo era  curato  fino  al
  2009 direttamente dalla Regione siciliana.
   La Corte dei Conti, nel 2009, obbliga il Presidente della Regione,
  allora  l'onorevole Lombardo, a creare un Fondo Pensioni, e così  è
  stato  fatto  con  legge, la legge 6 del 2009: viene  istituito  il
  Fondo  per  le  pensioni dei dipendenti regionali.  Si  arriva  con
  quella  legge  ad  un accordo, perché la Regione  siciliana  doveva
  sborsare  tutti questi quattrini e trasferirli nel fondo, cosa  che
  non  è stata fatta, o meglio è stata fatta in parte, perché intanto
  l'accordo prevedeva 50 milioni di rata, quindi di versamenti che la
  Regione  doveva fare al Fondo pensioni, di 59 milioni per  quindici
  anni,  ci  sono  due  anni  che la Regione  siciliana  non  paga  e
  sarebbero  il  2010 e il 2016. Questi due anni non si  capisce  per
  quale motivo non sono stati pagati, ed il Fondo pensioni deve avere
  fiducia  alla Regione siciliana; se vi ricordate pure i 59  milioni
  dei comuni dell'anno scorso, la Finanziaria passata.
   Il  Fondo  pensione, governato da un Consiglio di  Amministrazione
  che  ad  oggi scaduto perché è durato 4 anni, è scaduto, cosiddetto
  CIV,  che praticamente non è altro che il consiglio di indirizzo  e
  di vigilanza composto dal presidente, che è nominato dal Presidente
  della Regione, e altri personaggi che fanno parte del Consiglio  di
  amministrazione, c'è pure un sindacato, i sindacati che controllano
  praticamente la strategia degli investimenti.
   Tenete  presente  che il Fondo pensioni, queste somme  non  le  ha
  trattenute, non sono messe in un cassetto ed ogni tanto  pagano  le
  pensioni. Assolutissimamente  Questo fondo è stato investito   Sono
  880  milioni di euro che sono stati investiti in titoli  di  Stato,
  che producono il 3 per cento di quella somma annuale.
   Oggi  la  Regione siciliana, cioè il Governo, ci porta un   affare
  patacca' dove in questo momento paga l'8 per cento alle banche  per
  gli  affitti,  e  quindi quel 65 per cento di  società,  ed  invece
  offre,  di  comprare  il Fondo pensioni per 170  milioni,  comprare
  quindi queste strutture che, poi, tra le altre cose, non sono tutte
  affittate,  quindi, molte di queste sono bloccate, e non  producono
  il al 4,5 per cento.
   Ma  qual  è  la  differenza, qual è la convenienza per  il  Fondo?
  Considerate  che  con i titoli di Stato il 3 per cento  sono  soldi
  sicuri, che incamerano e sono tranquilli, ma il problema vero è che
  la  Regione  siciliana non può rispettare la  strategia  che  vuole
  mettere in atto con questo documento, non la può rispettare  perché
  non lo ha mai rispettato e non lo rispetterà mai.
   Quindi,  come  può  fare la Regione siciliana  a  fare  in  questo
  momento - noi siamo qua, carissimi amici e colleghi - siamo  qua  a
  votare una norma per il Fondo pensioni che, in questo momento,  non
  ha  neanche un Consiglio di amministrazione, quindi, si  parla  con
  nessuno,  e la Regione siciliana che vuole fare di tutto e  di  più
  per  racimolare  queste somme, che poi alla fine  di  tutto  questo
   ambaradam', sono circa 22 milioni di quel 35 per cento, racimolerà
  quindi 22,5 milioni circa per per metterli appunto con gli altri 53
  milioni  dell'Irfis, l'altra vergogna, per metterli e  darli  tutti
  alla disabilità.
   Ma  noi tutti siamo per la disabilità grave, noi, veramente, forse
  abbiamo  perso  tempo. A non aiutare queste persone  abbiamo  perso
  tempo  Ma io, da deputato, non posso sapere se la Regione pagava  o
  no. Se con la legge 328, i piani di zona sono stati gestiti in malo
  modo  e, quindi, non hanno aiutato i disabili gravi è stato, questo
  è  un  errore  a cui dobbiamo rimediare, ma lo ripeto,  l'ho  detto
  ieri, dobbiamo rimediare, ma la Sicilia non può rimediare così  Non
  può  togliere 53 milioni cash dalle casse dell'IRFIS per darli alla
  disabilità  e non dare la possibilità alle imprese, a tutti  coloro
  che  hanno  avanzato richiesta e che aspettano i soldi  per  creare
  un'impresa.
   E  allora  prendiamo in giro i giovani  Createvi  un'impresa,  vai
  all'IRFIS   No,  non  ci sono fondi non ti possiamo  aiutare .  Non
  possiamo  aiutare  le imprese. Le uniche tre cose  che  funzionano,
  lancio  un allarme a tutti i deputati, che sono l'IRFIS, l'IRCAC  e
  la  CRIAS,  con le cooperative, con l'artigianato e col  commercio,
  dopo  che  abbiamo  inserito  pure l'edilizia  privata  ed  abbiamo
  inserito anche l'agricoltura.
   Non  è possibile, non è pensabile che non diamo o non cacciamo una
  lira  in  quel fondo, anzi glieli togliamo e non c'è la possibilità
  di dare sviluppo in questa benedetta Isola.
   Ma  possono  tutti  vivere di parassitismo? Tutti  parassiti,  può
  essere mai? Se ci sono quelle belle menti che vogliono dare un'idea
  di impresa, diamogliela. Non glielo possiamo dire ti diamo questo ,
  cinquecento  euro del piano giovani che ad oggi  non  è  servito  a
  niente.
   Che  cosa  ha  prodotto il piano giovani? Niente  Che  cosa  hanno
  prodotto  i piani di inserimento professionale, negli anni  scorsi?
  Niente
   Le  uniche  cose  vere  sono questi tre  istituiti  che  danno  le
  possibilità  alle  imprese.  Sono solo questi  tre  istituti.  Vedo
  l'indifferenza  di un presidente della Regione e  di  un  assessore
  all'economia che all'approvazione di questa legge, chi si  è  visto
  si è visto, si trasferirà a Roma, arrivederci e grazie
   Sarà cacciato via, state tranquilli.
   Con  l'indifferenza, giocano con i telefonini,  guardate   Giocano
  con i telefonini.
   Mandate  i  messaggi a Roma, signor presidente, veramente  c'è  da
  ridere con lei

   CROCETTA. L'emendamento lo abbiamo cambiato.

   LENTINI.  C'è  solo da ridere e quando sarò da solo mi  metterò  a
  piangere  per  quante volte ho cercato voti per lei. Mi  metterò  a
  piangere  e mi taglierei la mano, per quando l'ho fatto e oggi  lei
  non sta dando nessuna soddisfazione a questa Sicilia.
   Ora,  l'unica cosa che funziona la tagliamo. Dove vedete soldi  vi
  ci buttate a capofitto.
   Vergogna  Vergogna  Se siete veramente uomini .

   PRESIDENTE. La invito a chiudere, onorevole Lentini.

   LENTINI.  Mi  scusi,  signor Presidente, sto chiudendo.  Se  siete
  veramente  uomini,  dimettetevi  e dimettiamoci  tutti.  Andiamo  a
  votare e la Sicilia, finalmente, sceglierà un nuovo Parlamento,  un
  nuovo  Governo, una nuova realtà che, sicuramente, non sarà  quella
  sua,  signor  presidente  Crocetta,  perché  lei  è  qua  solo  per
  distruggere.

   PRESIDENTE. Onorevoli, colleghi vorrei avvertire l'Aula che se non
  ci  sono  altri iscritti a parlare, come non ce ne sono,  dopo  gli
  onorevoli  Lentini, Di Mauro, Rinaldi, Greco Giovanni,  Cancelleri,
  Assenza, Falcone e Forzese non ci sono  più iscritti a parlare.

   GRECO  Giovanni. Lei non lo può fare, se arriva un collega e vuole
  parlare .

   PRESIDENTE. No, io lo posso fare, già che ho fatto parlare più  di
  cinque minuti. Lo posso fare, così ognuno si regola. Vedo io quello
  che posso fare e non posso fare.
   Sono chiuse le iscrizioni a parlare.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ritorniamo  a
  trattare  l'articolo 13, nella terza edizione, nella consapevolezza
  che  l'articolo  13,  così  come era stato  impostato  e  riscritto
  meritava una notevole attenzione.
   Nel  senso che quello che era scritto non andava bene e credo  che
  il lavoro che abbiamo fatto ieri non è stato un lavoro inutile.
   E  voglio  ritornare su alcune cose soprattutto su  quello  che  è
  scritto  in questo articolo e sono a mio parere, Presidente,  punti
  fondamentali  e volevo cominciare a fare alcune considerazioni  che
  sono  delle  contestazioni  precise in ordine  a  questo  articolo,
  cominciando dal primo comma.
   Il  primo  comma  fa riferimento a una sorta di  individuazione  e
  valutazione da parte degli organi competenti all'atto trasferimento
  d'intesa col Fondo pensioni.
   Presidente Crocetta, io non voglio ritornare sulle cose che ho già
  detto,   però   mi   corre  l'obbligo  di  riferirle,   perché   ho
  l'impressione  che le norme non sono state lette con attenzione,  e
  sono  quelle della costituzione del Fondo che, per quanto  riguarda
  la  individuazione,  o  meglio  ancora  il  conferimento  dei  beni
  immobili,  c'è  tutt'ora  una  procedura  tassativa.  Lei   sorride
  Presidente, ma vede, sono sicuro che lei non ha mai letto la  legge
  che  istituisce  il  Fondo  pensioni. Sono  consapevole  che  si  è
  affidato  a  tecnici  e  anche all'Assessore  credendo  che  questi
  l'abbiano informato bene, ma non è così.
   Glielo  leggo, e glielo leggo per sua informazione Presidente,  mi
  riferisco alla legge 17, articolo 9, comma 1 ter che dice:  I  beni
  immobili  del  fondo  immobiliare  devono  essere  individuati  con
  delibera  della  Giunta  regionale  sulla  base  di  una  relazione
  presentata dall'Assessore regionale per il bilancio e le finanze da
  cui  si  evince:  a)  il censimento informatizzato  del  patrimonio
  immobiliare;  b)  l'elenco  dei beni immobili  conferiti  al  fondo
  immobiliare   e   la  ragione  della  scelta;  c)  la   descrizione
  dell'attività    di    valorizzazione,    di    trasformazione    e
  commercializzazione relativamente a  ciascun bene immobile  scelto;
  d)  il  valore complessivo e il valore al metro quadro  di  ciascun
  bene immobile .
   Quindi,  questa  dizione  che viene  usata  nella  norma  che  lei
  presenta, è errata, perché qui non stiamo parlando di cose a  caso,
  stiamo  parlando  di risorse, stiamo parlando  di  soldi  e  stiamo
  parlando  di beni che, in teoria, dovrebbero costituire redditività
  per il fondo e liquidabilità.
   E  credo  Presidente  che,  a  proposito  della  redditività,  sia
  corretto nei confronti del Fondo far sì che ai beni che lei intende
  conferire per scelta della Giunta di Governo - e qui non c'è alcuna
  scelta  del  Governo  -  sia opportuno che venga  fatta  la  esatta
  valutazione da parte dell'Agenzia compente in questo senso,  che  è
  un Agenzia pubblica del demanio.
   Le  devo  dire, inoltre, Presidente, che quelle che lei  considera
  persone  che  in passato sono state - diciamo - così  superficiali,
  non voglio parlare di denunzia, di altre cose che lei ha fatto,  ma
  si sono rivolte all'Agenzia e, allora, un tale ingegnere Imbroglini
  -   non   sorrida  Presidente,  si  chiama  proprio  Imbroglini   -
  dell'Agenzia  del demanio, ha fatto la valutazione  di  quel  tempo
  degli immobili. Qui si fa la valutazione, mettiamoci d'accordo  col
  Fondo  e  vediamo quale immobile possiamo scegliere, quanto possono
  essere pagati e quale redditività.
   Io  ritengo  necessario che ci sia una corretta valutazione  degli
  immobili,  la  scelta è un problema che farete voi e,  in  più,  la
  redditività,  mi  fa piacere; e siccome io resto convinto  che  lei
  queste  norme non le ha lette, perché giustamente un Presidente  si
  affida  ai suoi collaboratori, oggi noi ci troviamo invece con  una
  norma che è una specie di  mettiamoci d'accordo , da individuare  e
  valutare  da parte dell'organo competente, d'intesa con la Regione,
  e  poi  ogni  volta  vediamo di trovare l'accordo praticamente  per
  cercare di stabilire l'importo.
   Dice  testualmente  la  norma:   al Fondo  pensioni  è  attribuita
  annualmente  una  cifra corrispondente all'1 per cento  del  valore
  degli  immobili  di  cui al presente articolo  votata,  entrata  in
  vigore,   della   presente   legge  da   destinare   esclusivamente
  all'attività di manutenzione e adeguamento alle norme vigenti .
   Mi  pare  il gioco delle tre carte, questo, signor Presidente.  Mi
  pare  il  gioco  delle tre carte, perché io vorrei capire  da  dove
  prendono  queste risorse dell'1%, credo che sia di 118 milioni,  se
  noi non siamo certi della redditività degli immobili che lei allega
  e che deve costituire.
   Signor  Presidente,  un elenco preciso, dettagliato,  deve  essere
  pubblicato  sulla  Gazzetta Ufficiale con  accanto  il  totale  del
  valore  di  questi immobili, e accanto il totale della redditività,
  altrimenti noi ci adopereremo per creare un buco.
   E  le  cito  un'altra cosa, signor Presidente.  Signor  Presidente
  della Regione mi può ascoltare?
   A  suo  tempo,  questo  Parlamento,  a  proposito  degli  immobili
  dell'ESA,  certamente  l'assessore  Cracolici  ricorderà,  oggi   è
  assessore, fu stipulato un accordo di programma per un valore di 35
  milioni  affinché  gli immobili passassero alla valorizzazione  dei
  beni immobili, quindi a questo Fondo, per una certa redditività. Di
  questi 35 milioni, ovviamente, non si è visto niente  Carte scritte
  che  non  hanno  trovato,  poi,  il  relativo  trasferimento  delle
  risorse.
   Signor Presidente, allora, credo che, più che il Fondo, ecco,  noi
  dobbiamo cercare di comprendere bene che cosa dobbiamo fare.
   Signor  Presidente,  vorrei  che  lei  non  si  allontanasse,  sto
  finendo, proprio tre minuti.
   Seconda questione. Vorrei che la smettessimo col comma 3. Il comma
  3  è  quello  che fa l'assist al sistema bancario. Intanto,  questa
  manfrina del 4,50%, signor Presidente, l'8% che poi diventa  4,50%,
  scaturisce dalla norma finanziaria, non, onorevole Falcone, da  una
  norma  finanziaria,  perché lei sa che noi dobbiamo  diminuire  gli
  affitti. Voi avete mandato anche una lettera a questi del Fondo per
  diminuire  gli  affitti  e quelli del Fondo rispondono:   Va  bene,
  andatevene  .  Ma  dove ve ne andate se non c'è una  programmazione
  dove  andare  ad ubicare questi uffici? Non facciamo un  favore  ad
  alcuno, quindi.
   Voi  operate una riduzione dei contratti di locazione perché è  un
  obbligo di legge finanziaria.
   Per  la  verità, l'obbligo è da tanto tempo perché  abbiamo  tanti
  contratti  di  locazione  anche con privati.  L'abbiamo  messo  con
  norma,  l'abbiamo  sancito, come lo sanciamo anche  qui  in  questa
  norma in cui diciamo con un rigore straordinario:  Guardate che gli
  immobili  dobbiamo  darli soltanto in affitto. Quando  noi  abbiamo
  bisogno  di  un immobile dobbiamo rivolgerci a questi immobili  del
  Fondo  pensioni, altrimenti succede   . Non succede niente,  signor
  Presidente
   Non  c'è un immobile della legge che lei ha voluto per cui è stato
  ridotto il contratto di locazione.
   Signor Presidente, allora, io credo che sarebbe opportuno assumere
  una decisione importante, signor Presidente della Regione, che è la
  seguente:  noi  non  siamo in condizione in questa  finanziaria  di
  trasferire  risorse al Fondo e dobbiamo sospendere  per  2  anni  i
  trasferimenti al Fondo.
   Io  le  faccio questa proposta, responsabilmente. E  le  dico  con
  convincimento  che dobbiamo dare le risorse a coloro  i  quali,  in
  questo  momento,  attendono per un impegno che  ha  preso  lei,  il
  Governo ed il Parlamento, cioè ai disabili.
   Sospendiamo  per  due  anni il trasferimento  al  Fondo  pensioni,
  perché  altrimenti  avremmo arrecato con questi  beni  immobili  un
  danno; non trasferiamo i beni immobili al Fondo pensioni, che è una
  cosa  corretta. Diciamo francamente:  Non abbiamo i  soldi,  signor
  Presidente. . Non lo possiamo fare per due anni, per il 2017 ed  il
  2018.
   Facciamo  in  modo,  signor Presidente, che non  arrechiamo  alcun
  danno  patrimoniale a quello che è il Fondo patrimoniale. Prendiamo
  questi  118 milioni, facciamo la copertura finanziaria all'articolo
  15, che è una cosa corretta, che è un impegno di tutti e portiamo a
  casa il risultato di non avere arrecato danno ad altri.
   Signor  Presidente,  lo faccio con senso di  responsabilità  e  di
  dovere  verso  coloro  i  quali sono soggetti  svantaggiati  e  che
  meritano di essere tutelati.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Se c'è l'intesa va  bene   e,
  poi, successivamente

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Rinaldi.  Ne  ha
  facoltà.

   RINALDI. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, ho dato
  un'occhiata   a  questo  prospetto  che  è  stato  distribuito   e,
  nell'ipotesi  in  cui  si  fa  l'operazione  della  cessione  degli
  immobili, vedo qua dei numeri che non mi quadrano. Non mi  quadrano
  perché credo che manchi la quota del pagamento delle rate di  mutuo
  che non è considerata

   BACCEI, assessore per l'economia.  Sono 170 meno 105  .

   RINALDI.  Sì,  però appena io acquisisco gli immobili  e,  quindi,
  acquisisco anche l'onere del mutuo, la rata del mutuo poi la  dovrò
  pagare.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. E' il  netto   Il  rendimento
  sull'intero  .

   RINALDI. Si ho capito. Però, appena io acquisisco la rata  poi  la
  dovrò   pagare  come  proprietario  dell'immobile.   Qua   non   lo
  considerate.  Dal momento in cui divento proprietario  la  rata  mi
  sarà

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. La rata non la paghi più

   RINALDI. Non la pago più? Non la paghi tu Regione, ma il Fondo  la
  paga

   BACCEI, assessore per l'economia. Sto ridando 105  E' il netto

   RINALDI.  L'ho  capito   Ma chi acquisisce  l'immobile  e  diventa
  proprietario,  la rata del mutuo la paga oppure no?  Oppure  questo
  mutuo di 100 milioni diventa gratis?
   Assessore, le sto dicendo un'altra cosa. Questi 105 alla fine  chi
  li paga?

   PRESIDENTE.  Onorevoli  Rinaldi, alla fine l'Assessore  replicherà
  alle sue osservazioni.

   RINALDI. Io resto della mia opinione.
   Un'altra  questione  che  qui non va è  il  rendimento  che  viene
  calcolato sull'intero patrimonio immobiliare, 170 + 118, è come  se
  noi  già  in  questo momento abbiamo deciso che tutti gli  immobili
  sono  già affittati e che quindi hanno questo rendimento. Non credo
  che  sia  così. Credo che la verità sta in quello che mi diceva  il
  professore  di ragioneria quando andavo a scuola che la contabilità
  è come una parte del corpo umano dell'uomo: si stringe e si allarga
  come si vuole.

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO   GIOVANNI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   nel
  precedente intervento avevo fatto un appello a lei e al  Governo  e
  cioè  se  si poteva accantonare questo articolo. Penso che  era  la
  migliore  proposta da fare ed è ancora attuale, perché pur perdendo
  ancora  del tempo vedo che nei banchi della maggioranza  invece  di
  aumentare, diminuiscono.
   Quindi,  fare in modo di bocciare questo articolo che in parte  mi
  ha convinto che è importante. Però signor Presidente, come si fa  5
  rinvii  dove  noi  abbiamo  dato  la  possibilità  al  Governo   di
  presentare  una  nuova copertura e in 5 rinvii ha  dato  sempre  la
  stessa  soluzione. Cioè ormai l'Assessore ha preso  una  decisione:
  deve  togliere dal patrimonio di  Unicredit e di Banca Intesa delle
  catapecchie e  ce li prenderemo noi come Regione  E se 10  anni  fa
  hanno fatto la porcheria di vendere tutti gli immobili, oggi faremo
  una nuova porcheria riprendendoceli
   Quindi,  signor  Presidente, finchè siamo in tempo  e  abbiamo  la
  possibilità ancora di essere lucidi, accantoniamo questo  articolo.
  Non  lo  vuole  fare lei? Lo metta ai voti dell'Aula e accantoniamo
  l'articolo.  Questa  è  la mia proposta.  Una  proposta  di  rinvio
  dell'articolo 13 facendola votare all'Aula.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   signori
  Assessori,  credo che prima della sospensione, nella relazione  che
  ha  fatto l'Assessore Baccei ci siano molte  non verità ,  se  così
  vogliamo definirle  altrimenti dovremmo definirle bugie, menzogne o
  cose  non  vere. E mi riferisco a quella che è stata la spiegazione
  della  tabella,  di questa stringatissima tabella che  ci  è  stata
  fornita. Ma io lo farò con carte alla mano, senza timore di  essere
  smentito.
   Innanzitutto, c'è una cosa che va ribadita e va messa in chiaro  :
  questo  fondo di investimenti, che è costituito dal 100  per  cento
  delle azioni, per il 35 per cento è della Regione siciliana   ed  è
  vero;   per  il  65 per cento l'Assessore dice che appartiene  alle
  banche, Unicredit ed Intesa San Paolo, e questo non è vero,  perché
  le   banche   sono   le  banche  finanziatrici   del   mutuo   che,
  probabilmente,  sono anche proprietarie delle quote  ipotecarie  ma
  non sono le proprietarie delle quote del fondo.
   Noi,  quando  andiamo a pagare il 65 per cento, quel  del  65  per
  cento  del  fondo,  stiamo  pagando  a  soggetti  che  ancora,   in
  quest'Aula, noi non sappiamo come si chiamano.
   Forse, sono fondi di investimento che hanno sede in Lussemburgo .

   BACCEI, assessore per l'economia. Questo prima

   CANCELLERI. Non è prima, è ora  Questo nella relazione di  PRELIOS
  che  è un documento riservato e dove è scritto tutto nero su bianco
  ed è qui.
   Sono  soggetti finanziatori, non sono i proprietari del fondo.  E'
  scritto  qui,  nero su bianco e non è smentibile perché  non  è  un
  documento né del Movimento Cinque Stelle né di uno che passava  qui
  per caso, ma è il documento del fondo di investimento.
   E  questa è la prima cosa. La seconda:  perché ce lo dovrebbe dire
  chi  è  il quotista, giusto? Ci dovrebbe dire nome e cognome e  non
  può  continuarci  a  dire che sono Unicredit ed Intesa  San  Paolo,
  perché non è vero.

   BACCEI, assessore per l'economia. Sono due società veicolo.

   CANCELLERI.  Ah ecco  Scopriamo che sono due società veicolo,  già
  non sono più loro.
   Questo,  però, ci basta per evidenziare che poco fa  non  è  stata
  detta comunque la verità a questo Parlamento.
   La  seconda  cosa  importante è che nella  tabella  che  ci  hanno
  fornito,  nella  parte di destra - quella che ci fa  rendere  conto
  della  bontà dell'operazione - se facessimo l'operazione accadrebbe
  questo e ci guadagnerebbero tutti, la Regione, il fondo pensioni  -
  ed  aveva  ragione, io sono d'accordo con l'onorevole Rinaldi,  che
  manca  la  quota  del  mutuo e mi dico -  poi  lei  chiaramente  mi
  smentirà ma io sono convinto di avere anche lì ragione - che quando
  si  fa riferimento agli incassi della vendita alle quote del 65 per
  cento  di  65  milioni, si dice che il soggetto privato,  che  sono
  appunto   questi  due  quotisti  di  cui  non  sappiamo  il   nome,
  incasserebbero  42  milioni  250 euro.  In  realtà,  guadagnano  42
  milioni  più 250 milioni di euro più di 104 milioni 444  mila  euro
  del  mutuo che gli stiamo togliendo dai problemi, cioè non riescono
  più  a  pagare praticamente. Perché ce lo andiamo ad accollare  noi
  con quest'operazione
   Sarà  il  Fondo  pensioni della Regione a dover  andare  a  pagare
  questo  mutuo.  Ed  anche qui io direi che  allora   nel  prospetto
  sempre  di destra alla voce del Fondo pensioni, quando diciamo  che
  il  Fondo  pensioni,  passano i 10 anni, se  non  lo  facciamo  153
  milioni,  se  lo facciamo 247 milioni, dobbiamo andare  a  togliere
  anche  i  105  milioni del mutuo quindi scenderebbe a 142  milioni.
  Cioè, va in perdita anche il Fondo pensioni.
   Lo  dico  io?  Lo dice qualcuno del Parlamento,lo dice un  signore
  che  passava?  No, lo dice di nuovo, a pagina 30, questa  relazione
  della PRELIOS.
   A questo punto io la leggo, signor Presidente, perché è importante
  che  cominciamo  a  mettere i puntini sulle  i .  Mi  darà  qualche
  secondo  di  tempo perché sono davvero poche righe. La  raccontiamo
  tutta la storia questa volta.
   A  pagina  30 di questa relazione, ripeto è la relazione del fondo
  di  investimenti, quindi sono loro quelli che devono vendere queste
  quote che stanno scrivendo una relazione e dicono:
    1.9 Fatti avvenuti dopo la chiusura della relazione.
     Si segnala che in data 14 febbraio 2017, la PRELIOS, società  di
  gestione del risparmio, ha ricevuto una comunicazione contenente la
  manifestazione d'interesse da parte di un investitore istituzionale
  terzo all'acquisto del 100 per cento delle quote del fondo .
   Ora,   fermiamoci  un  attimo  perché  questa  manifestazione   di
  interesse  sapete qual è? E' praticamente questo: quando  esce  sui
  giornali  che  potrebbe  esserci un articolo  che  riguarda  questa
  vendita di quote, ad un certo punto il fondo pensioni della Regione
  scrive  al  Dipartimento  delle finanze  della  Regione  siciliana,
  dell'Assessorato dell'economia e gli chiede:  mi dai  delucidazioni
  su quello che volete fare nella finanziaria? Mi dici quali immobili
  sono  oggetto  di  questo  passaggio? . Qualcuno  del  dipartimento
  finanze  prende questa domanda e la gira al fondo di  investimenti,
  il  fondo  di  investimenti fa diventare una semplice richiesta  di
  informazioni una manifestazione di interesse all'acquisto, mi  pare
  abbastanza paradossale
   Ma continuo ancora:  In data 16 febbraio del 2017 i quotisti , che
  oggi  abbiamo  scoperto  non  essere le  banche,  del  fondo  hanno
  riscontrato  la  suddetta  comunicazione  manifestando  la  propria
  disponibilità  ad avviare trattative volte alla possibile  cessione
  del  fondo  da  essi detenute , ed io visto che c'è scritto  questa
  cosa   prima   di   procedere  al  voto   vorrei   vederla   questa
  manifestazione di interesse, perché adesso io non ci credo più,  in
  vista  della  scadenza  del  contratto di  finanziamento,  e  delle
  manifestazione di interesse ricevuta per l'acquisto della  totalità
  delle quote del fondo.  In data 15 febbraio 2017 la PRELIOS società
  di   gestione  e  risparmio,  ha  inviato  alla  banca  agendo  una
  comunicazione  contente  la richiesta di  posticipare  la  data  di
  scadenza  del  mutuo  al  30 novembre del 2017,  nelle  more  delle
  negoziazioni tra i partecipanti.
   Infatti,  la  società di gestione del risparmio  ha  richiesto  il
  tempo  necessario per definire e implementare le migliori strategie
  per  l'estinzione  del debito in essere, in quanto  il  buon  esito
  delle  trattative di cessione delle quote potrebbe  comportare  non
  solo una diversa strategia di gestione del portafoglio immobiliare,
  ma  anche  nuove  opportunità di estinzione o  rifinanziamento  del
  debito in essere .
   Quindi,  questo  debito,  lo  scrive PRELIOS,  lo  paga  il  fondo
  pensioni  che  si va a comprare le quote del fondo di investimento.
  E'  una  cosa  talmente tanto chiara, talmente tanto lampante,  che
  ancora  oggi  vedere un assessore di questo Governo  continuarci  a
  mentire in Aula, davanti a carte scritte dicendoci che non è vero.
   Io   veramente  non  voglio  più  neanche  continuare  a  rimanere
  all'interno   di   quest'Aula.  Presidente,  o   qui   portano   la
  manifestazione di interesse del fondo pensioni, oppure davvero  non
  so occupiamo i banchi del Governo, facciamo qualche cosa, ma l'Aula
  non  può continuare ad andare avanti, manca un documento importante
  che  deve  essere  il  tassello fondamentale per  potere  giudicare
  quella  che  secondo  noi è una speculazione  finanziaria  punto  e
  basta,  fatta solo ed unicamente con i soldi delle persone,  con  i
  soldi dei dipendenti regionali
   E  poi,  una cosa volevo dire, cari colleghi dell'opposizione,  la
  maggioranza  non  mantiene  il  numero  legale  in  Aula,   perché,
  Presidente, purtroppo il numero legale di quest'Aula è diventata la
  pensione  che  scatta il 6 giugno, a 4 anni 6  mesi  ed  1  giorno
  Nessuno della maggioranza si accolla di votare queste porcherie del
  Governo, e non vengono in Aula ma nessuno però vuole mandare a casa
  questo Governo, perché devono tenersi il loro privilegio, a 4  anni
  6  mesi  ed  1 giorno e prendersi la pensione, questa è  la  verità
  delle cose  E' solo questa la verità delle cose

   BACCEI,  assessore  per l'economia.  Chiedo di parlare  per  fatto
  personale.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore  per l'economia. Onorevole  Cancelleri,  lei  è
  libero  di  votare o non votare l'emendamento, ma del bugiardo  lei
  non  me lo dà  Glielo spiego, glielo spiego se lei non capisce deve
  stare  attento  però, no glielo spiego: io prendo  170  milioni  il
  valore  degli  immobili, pago 105 milioni di  mutuo,  lo  estinguo,
  quanto  mi  rimane? 170 meno 105 fa 65. Quindi,  se  io  prendo  il
  valore  degli immobili e pago i mutui e mi estinguo il  valore  del
  fondo al netto fra il valore degli immobili ed il valore dei mutui,
  se  io con 170 milioni ne pago 105 di mutuo ne rimane 65, questo  è
  il  valore non è una bugia, è matematica caro onorevole Cancelleri
  E il 65  per cento vale 42 milioni, il 35 per cento vale quello che
  è  scritto  nell'articolo  22 milioni 750  mila  euro,  quindi  non
  considero il mutuo, perché io col valore degli immobili estinguo il
  mutuo e mi rimane il netto.
   E'  quello  che  si  calcola  per la valutazione,  caro  onorevole
  Cancelleri, non è una bugia, è economia ed è matematica. Non è  una
  bugia  è che forse lei non ci arriva a capirlo ed allora glielo  ho
  rispiegato.  Quindi, lei del bugiardo a me non lo dà  Perché  tutto
  mi può dire, tranne che io sono bugiardo  Chiaro
   Seconda  cosa. Dietro le società veicolo e le partecipazioni  solo
  di  Banca  Intesa e di Unicredit, le società veicolo si  fanno  per
  fare  queste operazioni, non c'è niente di strano, sono  operazioni
  normali  che si fanno in questo tipo di operazioni. Si va a  vedere
  il  quotista  ultimo, il quotista ultimo dietro le società  veicolo
  sono  Banca  Intesa ed Unicredit. Io bugie non  ne  dico   Lei  può
  votare  contrario, può urlare, può fare quello che vuole, ma  a  me
  che  non  so  di economia o di matematica non me lo viene  a  dire
  Chiaro?  E lei bugiardo non me lo può dare in quest'Aula e  neanche
  fuori da quest'Aula

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, nelle more della  discussione,  è
  stato  presentato l'emendamento 13 R ter.1,sostitutivo  dell'intero
  13  R  ter,  presentato  dagli onorevoli Di Mauro  e  Falcone,  che
  secondo  gli uffici è ammissibile per cui io lo faccio distribuire.
  È  chiaro che su questo dovrà esprimere parere il Governo una volta
  che verrà posto in votazione e anche sulla copertura, è chiaro.
   Pertanto,   invito  gli  assistenti  parlamentari  a   distribuire
  l'emendamento 13 R ter.1.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo  su
  questo  famigerato articolo 13 ed esordisco che  mancava  anche  su
  questa  vicenda il richiamo alla battaglia di legalità, tanto  cara
  al  governatore Crocetta, che ci ha informato che già da oltre  due
  anni  su  questo  fondo  ha informato la Procura  della  Repubblica
  perché  ci  sarebbero  irregolarità.  Mi  complimento,  governatore
  Crocetta,  che  ha  presentato  la  denuncia  alla  Procura   della
  Repubblica, ma per due anni ha lasciato le cose com'erano.

   CROCETTA, presidente della Regione. Li arrestavo io direttamente?

     ASSENZA.  Dato  che  dovevamo  intervenire  su  questo  lei,  da
  presidente  della  Regione, che aveva appurato queste  irregolarità
  cercava di risolvere la situazione concreta due anni fa e non  dopo
  due anni e mezzo.
   Detto  questo, signor Presidente, io penso che l'onorevole Falcone
  e  l'onorevole  Di  Mauro hanno dato a questo Governo  l'ancora  di
  salvezza per trovare comunque quelle risorse necessarie per salvare
  i  trasferimenti in favore dei disabili e quant'altro.  E  dovreste
  fare  un  monumento  all'opposizione che vi  sta  togliendo  queste
  castagne  dal fuoco ed impedendo un'operazione truffaldina,  perché
  va  detto,  caro  assessore  Baccei,  un'operazione  truffaldina  a
  vantaggio  del  socio  privato. Sia Unicredit  o  sia  una  società
  partecipata  dell'Unicredit questa operazione  ha  un  solo  scopo:
  favorire il socio privato.
   Questa  tabella  distribuita  oggi  farebbe  impallidire  il  mago
  Merlino   Di  fronte a queste alchimie contabili e  a  questi  dati
  forniti il mago Merlino è un dilettante allo sbaraglio
   Caro  Presidente, qui stiamo sommando le mele con le pere,  stiamo
  alterando all'interno delle due tabelle dati a 2 anni e dati  a  10
  anni, stiamo omettendo completamente di considerare tra le spese il
  mutuo, 105 milioni. Lei ha voglia di dire il mutuo lo paghiamo; lei
  fa un'operazione aritmetica: 65 più, 65 meno, si azzerano. Ma i 105
  milioni del mutuo chi li paga? Aggiunga questi 105 milioni e  nella
  tabella  vi sarà un'operazione in perdita di 57 milioni di euro   A
  vantaggio  di  chi?  A  vantaggio  di  chi?  A  vantaggio  di  chi?
  Chiediamocelo
   Presidente Crocetta, io credo nella sua buona fede. Elimini questo
  articolo 13 nella formula indicata dall'assessore Baccei e  noi  le
  verremo  incontro con quell'emendamento. Blocchiamo  purtroppo  per
  due anni i finanziamenti al fondo pensioni, ma ricaviamo le risorse
  per  assicurarle agli invalidi e a quant'altro, altrimenti  non  ne
  usciamo più.
   Oltre   alle   difficoltà  tecnico-giuridiche  che   ha   indicato
  benissimo   l'onorevole  Di  Mauro,  voi  metterete   in   impianto
  altrimenti  una  norma  priva di efficacia  pratica,  perché  senza
  quegli   adempimenti   previsti  dalla   legge   del   2004,   quel
  trasferimento  sarà  impossibile e  il  fondo  pensioni  non  potrà
  acquisire beni immobili e, quindi, avremo un trasferimento che  non
  si potrà assolutamente verificare.
   Allora,  tagliamo  il  rischio, lo spavento,  lo  spauracchio  che
  stiamo  trasferendo  al fondo pensioni una patacca  avvelenata  che
  costerà  milioni  di  euro  al  fondo  pensioni  e  per  essa  alla
  collettività siciliana.
   Chiediamo un sacrificio: per questi due anni le somme comunque con
  questa  versione  dell'articolo 13 non glieli trasferite  comunque,
  perché il comma 3 ve lo dice chiaramente che per questi due anni  i
  trasferimenti  sono sostituiti da questa patacca  avvelenata  degli
  immobili.
   Quindi  eliminiamo l'ambaradan costruito ad arte, raggiungiamo  lo
  scopo  di  trovare comunque il finanziamento alle entrate e  questo
  emendamento  dell'opposizione  sia chiaro,  me  lo  garantisce,  ed
  eliminiamo  qualsiasi sospetto, perché anche i sospetti  in  questo
  clima  colorato possono avere la loro importanza di chi sa cosa  si
  nasconda  dietro  questa operazione. Ed in questo  conteggio  sulle
  spese e i costi della manutenzione per i dieci anni, non è previsto
  nemmeno un euro di manutenzione nei dieci anni a fronte di immobili
  che  hanno  40-50 anni, 60 anni. E questo costo chi lo ha superato?
  Sempre  questo  fondo pensioni? Allora, chiediamo il sacrificio  al
  fondo  pensioni per questi due anni. Noi soldi non ne  trasferiamo,
  ma ripeto, non diamogli questa patacca avvelenata.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà. La invito,  in  parte  lo  ha  fatto
  l'onorevole Assenza, a spiegare anche il contenuto dell'emendamento
  presentato da lei e dall'onorevole Di Mauro.

   FALCONE. Signor Presidente, noi stiamo prendendo atto dell'empasse
  sostanziale  al di là di quello che si vuole dire.  La  Sicilia  ci
  guarda con attenzione ed esprime un giudizio profondamente censorio
  nei  nostri  confronti, di censura, di disapprovazione.  Io,  però,
  gradirei  che venisse anche il Presidente Crocetta, perché  mancano
  l'assessore  Baccei  e  il  Presidente Crocetta.  Se  poi  vogliamo
  parlarci addosso, possiamo continuare.

   CORDARO. Baccei si è dimesso

   FALCONE. Se si è dimesso ne prendiamo atto, non casca il mondo  Un
  assessore  va,  ne abbiamo cambiati cinque assessori alle  finanze,
  chiameremo anche Roma e ci faremo arrivare un altro assessore,  uno
  più uno meno
   Presidente, possiamo sospendere un minuto?

   PRESIDENTE. E'presente il Vicepresidente, l'assessore Lo Bello.
   Presidente  Crocetta, cortesemente, non c'è né lei, né l'assessore
  Baccei.

   FALCONE.  Grazie.  Tra l'altro, io non entro nelle  polemiche  che
  magari  hanno  irritato  l'assessore Baccei.  Non  mi  permetto  di
  entrare e di esprimere un giudizio sulla moralità, sull'eticità dei
  comportamenti.  Io  credo che ciascuno,  il  Governo  da  un  lato,
  l'opposizione  dall'altro lato, faccia ed attui  dei  provvedimenti
  che  possono essere discrezionali, condivisibili o meno,  ma  tutti
  improntati a principi di trasparenza, e quindi di legalità.
   Dopodiché,  però, noi riteniamo che l'operazione che  ha  proposto
  l'assessore  Baccei sia assolutamente fragile e  rischiosa.  E  sia
  fragile  e  rischiosa  proprio perché  dalla  tabella  che  lui  ha
  introdotto  in  Aula convince al contrario, cioè insinua  ulteriori
  perplessità,  e  vi  spiego, cercherò di essere  chiaro.  Il  saldo
  finale,  se  non facessimo l'operazione, per la Regione sarebbe  di
  300  milioni di euro in meno, se facessimo l'operazione sarebbe  di
  253 milioni in meno in 10 anni.
   Quindi, ho un'operazione di 4 milioni e 700 milioni ogni anno,  ma
  in  questo calcolo l'assessore Baccei ha dimenticato l'ultima parte
  del  primo comma, laddove si dice che la cifra corrispondente all'1
  per  cento  sui 118 milioni di euro dovrà essere impegnata  per  le
  manutenzioni,  per l'ammodernamento, per l'adeguamento  e  l'1  per
  cento equivale a ben 1 milione e 200 mila euro annuo, quindi non  è
  più un'operazione così vantaggiosa
   L'altra cosa, assessore Baccei, l'altra questione. Quando lei alla
  fine  dice nell'ultima parte che comunque  la Regione eventualmente
  assicura  il  differenziale  tra l'attività  di  inizio  e  poi  la
  verifica  alla fine dell'anno , c'è un rischio, c'è un'area  che  è
  commerciale,  ma  nella  maggior parte dei  casi  quell'area,  quel
  rischio di impresa si verifica. Ed allora, assessore Baccei, con il
  collega  Di  Mauro,  noi  vogliamo uscire  da  questo  impasse,  ci
  rendiamo  conto che l'Aula deve andare avanti, ci sono i  disabili,
  ci  sono tante altre iniziative di persone, di realtà che aspettano
  l'approvazione di questa Finanziaria per continuare quanto  meno  a
  sopravvivere.
   Ed  allora,  noi  facciamo una proposta,  lo  dico  al  Presidente
  Crocetta,  lo dico al Governo, lo dico a lei, assessore Baccei,  lo
  rappresentiamo  all'Aula, noi rispetto ad  una  operazione  che  ha
  molte  perplessità, non da noi, anche dal Fondo pensione vista  con
  delle  perplessità, perché dobbiamo incaponirci? Facciamo una  cosa
  molto più semplice: sospendiamo per due anni questi limiti di spesa
  nei  confronti  del  Fondo  pensione, cioè  l'anno  scorso  abbiamo
  sospeso per un anno, quest'anno si sospende per due anni, il  Fondo
  pensione doveva ricevere dalla Regione siciliana dal 2010  al  2025
  doveva  ricevere 59 milioni di euro annui, vuol dire che la Regione
  siciliana  provvederà sino al 2028 anziché al 2025,  nel  frattempo
  noi  possiamo  fare un altro subemendamento, assessore  Baccei,  sa
  qual è? Se quest'anno noi dallo Stato percepiamo il 6, 74 decimi su
  7  miliardi e mezzo, 7 miliardi e 8 di Irpef ma l'anno prossimo  ne
  riceveremo  7,10 in quel caso mettiamo una clausola di salvaguardia
  se è possibile già dall'anno prossimo integreremo questo Fondo.
   Così  come, Assessore, abbiamo un'altra soluzione: lei ha  parlato
  delle  regolazioni  contabili, le regolazioni  contabili  che  sono
  messe  per 27 milioni di euro sulle tasse automobilistiche, ma  lei
  sa  che valgono tutte le regolazioni contabili 800 milioni di euro.
  Eventualmente blocchiamo questi, abbiamo capito che  anche  là  c'è
  una fragilità.
     Ed  allora, l'unica soluzione è questo emendamento che  sospende
  gli  effetti per i limiti di spesa per due anni, non togliamo nulla
  al Fondo pensioni perché il Fondo pensioni andrà a regime dal 2022,
  2024,  2026,  entro  quella data noi avremo erogato  una  massa  di
  denaro tale che potrà essere sostenuta interamente la spesa ma  non
  affibbiamo al Fondo pensioni un carico immobiliare che non vuole  e
  che  gli  stessi dipendenti regionali nei confronti del  quale  gli
  stessi dipendenti regionali manifestano grosse perplessità.
      Troviamo  questa  via  di  uscita,  assessore  Baccei,   perché
  altrimenti  stiamo qua; può anche darsi che da molti settori  della
  maggioranza,  nel voto segreto dell'urna, ci sia un voto  contrario
  col rischio che salti l'intera Finanziaria con il rischio che tanti
  altri  settori  verranno  penalizzati e privati  di  uno  strumento
  finanziario  necessario a far continuare l'attività  amministrativa
  di  questo ente. Questa è una proposta che non doveva venire da noi
  ma  noi per spirito di responsabilità con l'onorevole Di Mauro,  ci
  siamo  sentiti  di assumere e la vogliamo rappresentare  così  come
  abbiamo fatto e consegnare al giudizio dell'Aula.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico  che  ha chiesto di  essere  considerata  in
  congedo, per oggi,  l'onorevole La Rocca Ruvolo.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino


            Si torna all'esame del disegno di legge 1276/A

   FORZESE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   FORZESE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo, al  di  là
  di  ciò  che  si è, come detto.. Presidente Ardizzone, mi  ascolta?
  Avrei voluto quanto meno avere il piacere che lei mi ascoltasse per
  pochi minuti. Possiamo?

   PRESIDENTE. Vada avanti, onorevole Forzese.

   FORZESE. Ma c'è una ragione. Ho l'impressione che in quest'Aula il
  più  delle  volte si parla, cercando di gridare, come se,  gridando
  più  forte si ha l'accesso ad una capacità di essere ascoltato. Per
  tale  ragione ritengo che al di là di una, come dire, anche lezione
  di  matematica che ho visto poco fa e di insulti che,  sicuramente,
  condividendo  il ragionamento dell'assessore, non  è  corretto  che
  possa  essere  dato  del  bugiardo a chi,  oggi,  svolge  un  ruolo
  all'interno  di quest'Assemblea, nonché nel Governo in  qualità  di
  assessore, così come non è corretto nemmeno, praticamente,  pensare
  che gridando si possa avere un qualcosa di sé nell'essere ascoltati
  o  nell'essere  visti come sicuramente migliori  di  qualche  altro
  collega. E, mi riferisco, ad esempio ad una vicenda che, al  di  là
  dei numeri, sono certo che ciò che deve essere visto come punto  di
  riferimento è che deve essere condiviso un percorso per cercare  di
  riuscire a portare avanti questa finanziaria.
   Così come abbiamo iniziato, facendo una riunione in Conferenza dei
  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari e si era detto  che  bisognava
  snellire i punti di partenza della finanziaria, tant'è che  si  era
  detto  di farla snella e che, poi, man mano che siamo andati avanti
  si  è  formata questa finanziaria ad uso  fisarmonica'. Così  com'è
  successo  che in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,
  ho  già detto, che la nota vicenda legata alle primarie del  PD  ci
  porta  sicuramente ad avere un'assenza politica da parte di  alcuni
  colleghi, perché ritengo che le primarie del PD non sono certamente
  da  non  tenerne in  conto, perciò se qualche volta,  - e questa  è
  una  battuta che tento di restituire al collega Panepinto  -   che,
  strumentalmente, mi è sembrato di capire, come se  io  ieri  avessi
  pigiato  il pulsante per poter chiedere il voto del numero  legale,
  se  l'ho fatto certamente non era di mia iniziativa farlo ed  è  un
  errore,  ma  così come è un errore, caro onorevole   Picciolo,  non
  tenere  conto  che  le  primarie del  PD  portano,  senza  volerlo,
  all'assenza  di qualche collega dove tenta, nel proprio territorio,
  di  fare una validissima scommessa per poi riuscire a dimostrare di
  avere una forza all'interno del meccanismo politico del PD.
   Allora,  la  mia riflessione, signor Presidente, era dato  che  in
  Conferenza   dei   Presidenti   dei   Gruppi   parlamentari   avevo
  inizialmente detto, ed era stata condiviso da tutti, perché anziché
  trattare  il numero di articoli, così come era stata presentata  la
  finanziaria, potesse, quanto meno, la finanziaria, essere fatta  in
  un  modo tale da considerarla con gli articoli tali importanti  per
  poi  mettere  davanti l'allegato che ci consentiva di portarla.  Mi
  ascolta?

   PRESIDENTE. La stiamo ascoltando.

   FORZESE.  E, allora, il ragionamento qual è, il ragionamento  così
  com'era  stato  detto  in  Conferenza  dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari,   che  la  finanziaria  doveva  essere  snella,  ieri
  mattina  mi è sembrato di capire che gli articoli 29 e 30, che  tra
  l'altro  riguardano l'amico Giovanni Pistorio,  oggi  siamo  venuti
  ancora una volta a dire che non saranno trattati.
   Se così fosse, signor presidente Ardizzone e l'amico Marco Falcone
  che,  quando  parla pretende di essere ascoltato, e ti  ascoltiamo,
  perché se vuoi la mia, del tuo emendamento non me ne frega granché,
  cioè  nulla,  poi valuteremo se bocciarlo o meno. Io penso  che  se
  questa  Assemblea  non parte con il piede giusto,  che  era  quello
  iniziale  di portare avanti una finanziaria snella, per quello  che
  mi  riguarda,  il  gruppo dei centristi voterà contro,  per  essere
  chiari.
   Non possiamo aprire una fisarmonica quando la vogliamo e chiuderla
  quando non lo si ritiene corretto. Noi abbiamo l'esigenza, sia  per
  vicende che poi non comportano spese all'interno della finanziaria,
  che  vengano  trattati gli articoli 29 e 30 per  poi  buttarla  nel
  campo  della matematica, ho netta fiducia al Governo, così  come  è
  corretto  che  venga detto all'onorevole Cancelleri che,  oltre  ad
  apprezzare  la  sua eleganza spiccata in questi  ultimi  mesi,  con
  abiti   abbastanza  piacevoli,  che  in  Assemblea   non   possiamo
  permetterci il lusso di insultarci se non correttamente limitarci a
  quelli che sono gli interventi legati alla politica.
   Signor  Presidente,  siccome  capisco  che  lei  ha  in  mano   un
  telefonino  e  cerca di inviare un sms, non so a chi, io  ribadisco
  che  ho  l'esigenza che la finanziaria o viene vista, così  come  è
  stata  presentata,  sin dal primo momento o, praticamente,  vengano
  trattati gli articoli 29 e 30.

   PRESIDENTE.  Purtroppo, la sua incostante  presenza  in  Aula,  mi
  porta a ribadire quello che l'Aula ha già votato.
   Il  percorso è stato stabilito da questa Aula che già ne ha  preso
  atto, dopo ampio discorso, purtroppo essendo lei assente, credo che
  sia anche tardivo il suo intervento.

   FORZESE. Chiedo di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE.  Non  le ho dato la parola, onorevole Forzese.  Stiamo
  parlando di cose serie, onorevole Forzese.

   FORZESE Chiedo di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE.  No,  onorevole Forzese, non le  ho  dato  la  parola
  Onorevole Forzese non le ho dato la parola  La prego di accomodarsi
  e sia rispettoso delle istituzioni.

   FORZESE.  Non  mi  muovo perché ho chiesto di  parlare  per  fatto
  personale.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Forzese,  la  invito  a  sedersi,   primo
  ammonimento.  Onorevole  Forzese,  la  invito  a  sedersi,  secondo
  ammonimento, onorevole Forzese, la invito a sedersi.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare dal pulpito.

   PRESIDENTE.  Come componente del Governo. Non è una  divisione  di
  ruoli.   Solo  per  qualche  precisazione  di  carattere   tecnico,
  l'assessore Cracolici.

                    (Proteste dai banchi di destra)

   CRACOLICI. Signor presidente, io la ringrazio .

   PRESIDENTE.  Assessore Cracolici, parli dal suo  posto.  Se  parla
  come Governo parla dal suo posto.

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca  mediterranea.  Signor presidente, io ritenevo  solo  per  un
  fatto agevole poter parlare da lì e sentirmi in questo momento,  al
  di  là  del  fatto  che  sono  componente  del  Governo,  anche  un
  parlamentare .

   PRESIDENTE. Assessore, io ribadisco, quello che vale per gli altri
  deputati vale pure per lei. Non perché è componente del Governo.
   Avevamo  dato  un  termine  per  la chiusura  delle  iscrizioni  a
  parlare.  Non  so  se  lei era presente o  meno.  Lei  non  si  era
  iscritto.
   Adesso mi ha chiesto di intervenire e fare qualche precisazione di
  carattere tecnico.

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca  mediterranea.  Signor presidente, vista la sua precisazione,
  la  accolgo perché non mi sono registrato come deputato semplice  e
  approfitto  dell'essere componente del Governo per poter  fare  una
  precisazione rispetto alle cose che sono state dette, ed  evito  di
  rispondere  alle  chiamate  che sono  state  fatte  in  queste  due
  giornate  rispetto alle vicende di cui ci occupiamo,  relativamente
  agli atti che hanno generato negli anni scorsi questi provvedimenti
  di  vendita  degli immobili e di finanziarizzazione del  patrimonio
  della Regione.
   Voglio  però  fare  una  precisazione, per chiarimento,  perché  è
  chiaro  che  nella  battaglia politica  ci  sta  tutto,  ci  stanno
  opinioni  diverse,  ci  stanno  anche  le  posizioni  che   possono
  strumentalmente utilizzare un argomento rispetto ad un altro, però,
  primo,  abbiamo il dovere di dire le cose di cui ci stiamo parlando
  con  sufficiente  chiarezza  gli argomenti  di  cui  ci  occupiamo;
  secondo,  evitare  di  costruire una dietrologia  che  rovescia  la
  verità, perché dico questo? Perché parto dalla questione del  terzo
  e  quarto comma del 13 ter, consentitemi di dire, io oggi considero
  una possibilità di successo di questo Parlamento la prospettiva  di
  ritornare ad essere proprietari, attraverso il fondo pensioni della
  Regione,  di  patrimonio che dieci anni fa abbiamo  venduto  a  una
  società, a un fondo immobiliare di cui la Regione era parte al  35%
  ma   che   è   servita,   allora,  a   fare   una   operazione   di
  finanziarizzazione del patrimonio della Regione.
   Detto  in  altre  parole abbiamo nascosto un  indebitamento,  cioè
  abbiamo  fatto  un  mutuo senza farlo, invece di  pagare  il  mutuo
  pagavamo  gli  affitti  e attraverso gli affitti  consentivamo  una
  rendita  a  chi  ci ha messo i capitali, comprese le banche.  Detto
  questo,  se  oggi  la Regione attraverso il suo  fondo  immobiliare
  ritorna   in   possesso  del  100%  di  quel  fondo  e   quindi   è
  l'amministrazione pubblica proprietaria, tra l'altro, in gran parte
  degli  assessorati cioè sedi istituzionali di questa Regione io  lo
  considero un fatto positivo.
   Quindi, vorrei sgomberare il campo perché proprio chi ha fatto  la
  battaglia,  -   lo dico all'onorevole Di Mauro -,  come  me  contro
  quella  scelta  che fu fatta dieci anni fa io non  capisco  perché,
  oggi,  ci preoccupiamo se torniamo proprietari di beni che  avevamo
  ceduto.
   Seconda  questione,  la questione che pone l'onorevole  Di  Mauro,
  relativamente  alle modalità di cessione di altro  patrimonio,  non
  stiamo   parlando  del  patrimonio  della  fondazione,   di   altro
  patrimonio che oggi è di proprietà della Regione e che la  proposta
  che viene fatta dal Governo è la seguente: invece di darti due rate
  di  quella somma, che dal 2010 la Regione si è impegnata ad erogare
  al fondo pensioni, di cinquantanove milioni l'anno per compensare i
  trasferimenti  che non sono stati fatti nel passato  a  favore  del
  fondo,   invece   di  darti  due  rate  di  cinquantanove   milioni
  l'Amministrazione,  oggi,  propone: io ti  do  patrimonio;  quindi,
  consento al fondo di patrimonializzare e voglio qui dire anche  una
  questione  per sgomberare il campo dagli equivoci, non  c'è  nessun
  pericolo per i dipendenti della Regione, non esiste nessun  rischio
  per  i dipendenti che possono non trovarsi le pensioni quando  loro
  andranno  in  pensione, evitiamo di solleticare paure  inesistenti,
  perché  dico  questo? Perché il fondo pensioni  ha  già,  oggi,  un
  obbligo  che  è  la  propria liquidità, tanto più,  come  ha  detto
  l'Assessore Baccei, a regime il fondo comincerà ad erogare pensioni
  agli  attuali  contribuenti  fra quindici  anni  circa,  in  questi
  quinidici anni man mano riceverà gli introiti, il fondo pensionisia
  per  la parte corrente che per la parte degli arretratiil fondo  ha
  l'obbligo  di reinvestire questi soldi tant'è che, oggi,  il  fondo
  pensioni utilizza l'investimento in titoli azionari di Stato, Bot e
  CCT,  come  dire, costruire una riserva di risorse che si ritroverà
  con  una rendita annuale, che si ritroverà nel momento in cui dovrà
  erogare le pensioni.
     Se, oggi, noi diciamo:  Fondo pensioni,  invece di investirli in
  BOT  e  CCT, noi ti garantiamo, attraverso la patrimonializzazione,
  la  rendita , e forse gliela garantiamo, se ho capito bene,  ad  un
  punto più alto,  che oggi avresti dall'investimento azionario ,  io
  non  credo che stiamo facendo un danno al Fondo pensioni, anzi, gli
  stiamo  consentendo di rafforzarsi sul terreno  del  patrimonio  e,
  nello  stesso tempo, di avere una liquidità crescente, grazie  alla
  rendita.
   Qual  è  la  preoccupazione,  e  su  questo  posso  convenire  con
  l'onorevole Di Mauro, siamo sicuri che noi siamo in grado  di  fare
  questa  operazione,  anche  per  le  procedure  che  riguardano  la
  valutazione ?

   DI  MAURO. Anche sulla redditività, ci sono immobili che non hanno
  redditività.

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca  mediterranea. Perfetto  Siamo sicuri che  questa  operazione
  può  andare  in  porto,  così  come  la  disegniamo  oggi,  con  le
  procedure,   prima  deve essere fatto da parte  del  CV  del  Fondo
  pensioni una propria valutazione sui beni che incamera e, al di  là
  se  l'attuale consiglio di amministrazione è fatto da dipendenti  o
  ex   dipendenti  regionali  che  lo  amministreranno,  siccome  chi
  acquista  si assumerà la responsabilità, comunque, degli  atti  che
  fa,  non credo che ci sarà un consiglio di amministrazione  che,  a
  cuor  leggero,  metterà una firma sull'acquisizione di  patrimonio,
  senza  una  valutazione che sia, come dire, provante dell'effettiva
  redditività di quei beni.
   In  ogni  caso,  qualora questa procedura non vada  in  porto  nei
  termini che noi prevediamo di fare tra il 2017 ed il 2018, convengo
  con  la  proposta  Di  Mauro,  cioè introduciamo  una  clausola  di
  salvaguardia  che  dice:  Se le procedure non  si  completeranno  a
  causa  del fatto che le valutazioni non corrispondono all'effettivo
  trasferimento delle risorse, sospendiamo, per il 2017 ed  il  2018,
  la  rata di cinquantanove milioni che avremmo dovuto erogare per il
  2017  ed il 2018, li trasliamo di due anni più avanti, non facciamo
  danni  al Fondo, ci spostiamo di due anni il pagamento delle rate.
  Ma  tutto questo è un'operazione di contabilità, nulla a che vedere
  con  le  dietrologie, tutti i meccanismi ecc., anche perché  vorrei
  ricordare  che,  nel  peggiore  dei casi,  noi  saremmo  in  questa
  condizione in cui la Regione dovrebbe cedere patrimonio pubblico ad
  un   Fondo  pensione  che  è  interamente  pubblico,  cioè  che   è
  interamente controllato dalla Regione.
   Attenzione,  non  stiamo  facendo operazioni  speculative,  stiamo
  facendo  operazioni, di  ingegneria finanziaria  che non  è  né  la
  prima  né l'ultima, di trasferire, semplicemente, la titolarità  di
  patrimonio  dalla  Regione al Fondo, sempre che  questo  patrimonio
  corrisponda ai valori che noi vogliamo dare nel non erogare  i  118
  milioni.
   Ecco, perché, consentitemi di dire, io sono per tenere in piedi il
  13  ter,  trasformando l'emendamento Di Mauro - Falcone,  in  norma
  aggiuntiva  di  salvaguardia, nel caso in cui le operazioni  tecno-
  contabili  di trasferimento non si completino, in maniera  tale  da
  non creare un buco di bilancio. Questa è la questione.
   Ho  voluto  fare  questo intervento perché ne ho sentite,  come  è
  giusto  che sia, in politica ci sta, però, attenzione, non mandiamo
  messaggi  sbagliati  né ai dipendenti della Regione  né  di  chissà
  quale  operazione   vergogna  che staremmo facendo  col  patrimonio
  della Regione perché lo faremmo, comunque, col Fondo pensioni della
  Regione siciliana.
   Stiamo  facendo, cioè, una cosa che se c'è una speculazione,  alla
  fine chi ci guadagna è comunque il Pubblico, o in un senso o in  un
  altro.
   Ho  ritenuto,  quindi, di parlare, nella qualità  di  Governo,  mi
  dispiace  di  non  averlo potuto fare nella  qualità  di  deputato,
  perché avrei risposto all'onorevole Di Mauro anche su altro.
   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Allora, onorevole Formica,  è da ieri che  discutiamo
  sull'articolo 13, non do più la  parola.

   CORDARO. Siccome finalmente ho sentito la  politica , spero che il
  Presidente  Crocetta  abbia ascoltato, però su  un  paio  di  temi,
  almeno, si riapra il dibattito

   PRESIDENTE. Siccome l'Assessore Cracolici ha parlato in nome e per
  conto  del  Governo, per altro fa parte del Governo e ne  ha  pieno
  titolo, ha cercato di fare sintesi tra l'emendamento 13.R ter -  ha
  precisato che il Governo intanto mantiene il 13. R.ter da integrare
  con  il  13.R. ter 1 che porta la firma degli onorevoli Di Mauro  e
  Falcone.  Chiaramente, per fare questo occorre una riscrittura  del
  Governo.

   DI MAURO. Il mio emendamento non si tocca

   PRESIDENTE. Onorevole Di Mauro, già gli uffici avevano  posto  dei
  problemi  sull'emendamento  a firma  degli  onorevoli  Di  Mauro  e
  Falcone. Uno in ordine, ...

   DI MAURO. Lei l'emendamento lo ha ammesso

   PRESIDENTE.  Onorevole Di Mauro, lei mi sembra troppo  nervoso.  O
  lei vuole risolvere il problema, oppure,...

   FALCONE. Ritiro l'emendamento.

   PRESIDENTE.   Allora,  l'emendamento  viene  ritirato.   Assessore
  Cracolici l'emendamento Falcone viene ritirato.

   DI MAURO. No, lo mantengo

   PRESIDENTE. Decidete, o lo mantenete o lo ritirate  Mi sembrate un
  po' confusi, siete due, uno lo mantiene e l'altro lo ritira.

   DI MAURO. Io lo mantengo

   PRESIDENTE. Allora, l'emendamento è mantenuto.
   Onorevole  Vinciullo, lei mi sta dicendo che la Commissione  vuole
  riscrivere,  cioè fare sintesi, fra l'emendamento 13 ter  e  quello
  presentato dall'onorevole Di Mauro?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Sì.

   PRESIDENTE.  Sospendo  la  seduta  per  due  minuti  per  dare  la
  possibilità alla Commissione di riscriverlo.
   La seduta è sospesa.

       (La seduta, sospesa alle 16.24, è ripresa alle ore 16.28)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la seduta è stata sospesa  perché
  il   presidente  della  Commissione,  onorevole  Vinciullo,  voleva
  tentare  una  sintesi  tra  gli  emendamenti.  Gradirei,  onorevole
  Vinciullo, conoscere  qual è l'esito.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Signor Presidente, onorevoli colleghi, non si riesce a trovare  una
  soluzione

   PRESIDENTE. Non si riesce a trovare una soluzione.
   Allora, per essere chiari noi abbiamo quattro emendamenti. Il suo,
  onorevole Di Mauro, è ritirato?

   DI MAURO. E' ritirato.

   PRESIDENTE. Onorevole Falcone è ritirato?

   FALCONE. E' ritirato

   PRESIDENTE.  Sia  l'onorevole Di Mauro,  che  l'onorevole  Falcone
  quali  unici  firmatari dell'emendamento 13 R ter  1  lo  ritirano,
  pertanto non fa più parte del corpo degli emendamenti.
   Quindi, in sostanza abbiamo tre emendamenti da votare.
   Si passa all'emendamento soppressivo 13.5, degli onorevoli Falcone
  ed altri. Lei lo mantiene onorevole Falcone?

   FALCONE. Lo mantengo.

   PRESIDENTE. Onorevole Panepinto, mi scusi, mi sono inteso  con  il
  Presidente Crocetta che, fino a prova contraria, rappresenta  tutto
  il Governo.
   Allora,  siamo  all'emendamento  soppressivo  13.5  dell'onorevole
  Falcone.  Scusate, è chiaro che, se dovesse essere bocciato  questo
  emendamento,  ai fini di andare avanti, l'Aula si blocca,  non  che
  non  si  approva  la finanziaria, si blocca per la riconsiderazione
  della spesa, ripeto, questo per capire l'andamento dell'Aula.
   Onorevole  Musumeci, sto facendo una precisazione,  significa  che
  bisogna  riscrivere  quanto meno l'articolo 3 che  riguardavano  le
  disposizioni di spesa. Se viene soppresso l'articolo, il Governo si
  ferma,  riscrive completamente la manovra, o trova altre entrate  o
  elimina le spese, però deve essere firmata in questi termini.
   Comunico che il Governo ha presentato il sub emendamento al  13  R
  ter 2. Allora, prima si vota il soppressivo 13.5. Se dovesse essere
  respinto  l'emendamento soppressivo 13.5, andiamo al subemendamento
  presentato  adesso dal Governo, che in parte richiama quanto  detto
  dagli  onorevoli  Falcone  e Di Mauro,  e  a  seguire  esamineremmo
  l'emendamento 13 R ter e infine l'emendamento 13 Gov 1.ù
   Pongo in votazione l'emendamento soppressivo 13.5.

   FALCONE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino


        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 13.5.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 13.5.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  63
   Maggioranza         32
   Favorevoli          26
   Contrari            37

                           (Non è approvato)

   Si  passa  al  subemendamento 13 R ter 2, del Governo.  Il  parere
  della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 13 R ter, così come emendato. Lo pongo in
  votazione.

   CANCELLERI.   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per   scrutinio
  nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino


      Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 13 R ter.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio   nominale
  dell'emendamento 13 R ter.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  61
   Maggioranza         31
   Favorevoli          38
   Contrari            22
   Astenuto             1

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 13 Gov 1.

   CANCELLERI.   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per   scrutinio
  nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino


      Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 13 Gov 1.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio   nominale
  dell'emendamento 13 Gov 1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  59
   Maggioranza         30
   Favorevoli          36
   Contrari            21
   Astenuti             2

                            (E' approvato)

   Complimenti. Sono servite 36 ore ma alla fine ci siamo riusciti

   GRECO GIOVANNI. 48 ore

   PRESIDENTE.  48  ore.  Ha ragione, onorevole Greco,  questa  volta
  siamo d'accordo, ha visto?


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Zafarana ha chiesto  congedo
  per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino


             Riprende l'esame del disegno di legge 1276/A
   PRESIDENTE. Si passa all'esame dell'articolo 15. Ne do lettura:

                             «Articolo 15
      Disposizioni per la disabilità e per la non autosufficienza

   l.  L'articolo  1  della legge regionale 1  marzo  2017,  n.  4  è
  sostituito dal seguente:

                                 Art. 1
    Fondo regionale per la disabilità e per la non autosufficienza

   1.  Al  fine  di garantire l'attuazione dei livelli di assistenza,
  anche  domiciliare, con riguardo ai soggetti con disabilità di  cui
  all'articolo  3  del  decreto  del Ministro  per  il  lavoro  e  le
  politiche  sociali  del  26 settembre 2016  di  riparto  del  Fondo
  nazionale per la non autosufficienza e di cui all'articolo 3, comma
  3,  della  legge  5  febbraio 1992, n. 104 è  istituito  il   Fondo
  sociale  per  le  disabilità  gravissime  e  gravi  e  per  la  non
  autosufficienza  di seguito denominato  Fondo , da  destinare,  nei
  limiti  degli stanziamenti di bilancio, ad interventi di assistenza
  in  relazione  al  progetto individuale per la  vita  indipendente,
  tenuto conto della situazione economica equivalente (ISEE).

   2.  Costituiscono fonti di finanziamento del  Fondo   le  seguenti
  risorse:

   a) Fondo sociale per le disabilità gravissime e gravi e per la non
  autosufficienza regionale ed altri fondi regionali dedicati;

   b)  Fondo  sanitario regionale, ivi compresi i risparmi  derivanti
  dalle   gare  centralizzate  degli  acquisti,  che  devono   essere
  aggiuntivi  rispetto  alla spesa sostenuta  per  il  settore  delle
  disabilità negli anni precedenti;

   c) risorse statali finalizzate;

   d)   risorse  degli  enti  locali  in  relazione  alle  specifiche
  competenze in materia socio-assistenziale;

   e) eventuali risorse di altri soggetti istituzionali.

   3.  Il   Fondo   finanzia  le  prestazioni  ed  i  servizi  socio-
  assistenziali e socio-sanitari, non sostitutivi di quelli sanitari,
  ai  sensi  della  normativa vigente, tenendo conto specificatamente
  delle  esigenze dei minori affetti da disabilità. Gli interventi  a
  carico del  Fondo , nel rispetto dei vincoli previsti per le  fonti
  di  finanziamento  diverse  da  quelle  regionali,  possono  essere
  erogati  mediante forme di assistenza diretta o indiretta,  per  le
  quali ciascun avente diritto esercita la propria opzione.

   4. Ai soggetti con disabilità gravissima di cui all'articolo 3 del
  decreto  del Ministro per il lavoro e le politiche sociali  del  26
  settembre  2016 possono essere riconosciuti trasferimenti  monetari
  diretti  per ciascun soggetto in relazione al piano individuale  di
  assistenza  attraverso  la sottoscrizione  di  contratto  e  previa
  rendicontazione delle spese sostenute, da erogarsi mensilmente, nel
  rispetto  dei criteri di cui al decreto presidenziale adottato  con
  deliberazione della Giunta regionale n. 136 del 20 marzo 2017.

   5.  Per  l'esercizio finanziario 2017 i criteri e le  modalità  di
  erogazione agli aventi diritto dei trasferimenti di cui al comma 2,
  lettera  a), fatte salve le disposizioni del comma 4, sono definiti
  con  decreto  del  Presidente della Regione, da emanarsi  entro  90
  giorni  dalla  data di entrata in vigore della presente  legge,  su
  proposta  dell'Assessore regionale per la  famiglia,  le  politiche
  sociali  e  il  lavoro e dell'Assessore regionale  per  la  salute,
  previo  parere  della  VI  Commissione  legislativa  dell'Assemblea
  regionale siciliana  Servizi sociali e sanitari .

   6.  A decorrere dall'esercizio finanziario 2018 le competenze  per
  l'assistenza     socio-sanitaria    integrata    sono     assegnate
  all'Assessorato regionale della salute che elabora, di concerto con
  l'Assessorato regionale della famiglia, delle politiche  sociali  e
  del  lavoro,  il  Piano regionale degli interventi  e  dei  servizi
  sociali, integrato con il Piano sanitario regionale e con gli altri
  interventi statali e degli enti locali, ed in raccordo con gli atti
  di  programmazione  in materia educativa e formativa,  del  lavoro,
  culturale  ed  abitativa, nel rispetto dei criteri definiti  con  i
  decreti presidenziali individuati nel presente articolo.

   7.  Le risorse del Fondo direttamente gestite dalla Regione, fatte
  salve  le  disposizioni del comma 4, vengono annualmente  ripartite
  tra i comuni, singoli ed associati, che sottoscrivono l'accordo  di
  programma regionale, coerente con le indicazioni definite nel Piano
  regionale degli interventi e dei servizi sociali.

   8. All'articolo 6, comma 1, della legge regionale 5 dicembre 2016,
  n.  24 è aggiunto il seguente periodo:  Le Città metropolitane e  i
  liberi   Consorzi  comunali  possono  incrementare  i  livelli   di
  assistenza anche con fondi propri. .

   9.  La programmazione, la gestione ed il controllo del  Fondo   di
  cui  al  presente articolo è attuata attraverso un adeguato sistema
  informativo,  integrato con analoghi servizi  informativi  previsti
  per  la  gestione dei fondi statali e del fondo sanitario  e  altri
  sistemi  informativi eventualmente esistenti, alimentato  da  tutti
  gli  operatori  che  a livello regionale e locale  operano  per  lo
  gestione delle risorse del  Fondo .

   10.  Per  le finalità di cui al comma 2, lettera a) è autorizzata,
  per  l'esercizio finanziario 2017, la spesa di 84.680  migliaia  di
  euro  cui  si  provvede, per l'importo di 16.000 migliaia  di  euro
  mediante riduzione della Missione 20, Programma 3, Capitolo  613950
  e per l'importo di 68.680 migliaia di euro con le risorse assegnate
  alla  Regione siciliana per gli anni 2016 e 2017 a valere sul Fondo
  nazionale  per  le  non autosufficienze istituito dall'articolo  1,
  comma  1264,  della legge 27 dicembre 2006, n. 296. Le assegnazioni
  del Fondo nazionale per le non autosufficienze, non utilizzate alla
  data  di  entrata in vigore della presente legge, sono  programmate
  nell'anno  2017  nel  rispetto  delle disposizioni  della  presente
  legge.

   11.  Per  le  medesime finalità è autorizzata,  per  gli  esercizi
  finanziari 2018 e 2019, la spesa annua di 158.000 migliaia di  euro
  cui si provvede:

   a)  per l'importo di 63.000 migliaia di euro annui a valere  sulle
  maggiori entrate derivanti dall'Accordo per l'attribuzione  diretta
  alla Regione siciliana della compartecipazione IVA per passare  dal
  criterio  del   riscosso   a quello del   maturato ,  in  corso  di
  definizione;

   b)  per  l'importo  di  59.000 migliaia  di  euro  annui  mediante
  riduzione delle quote relative agli anni 2018 e 2019 del limite  di
  impegno di cui al comma 4 dell'articolo 15 della legge regionale 14
  maggio 2009, n. 6;

   c)  per l'importo annuo stimato in 36.000 migliaia di euro con  le
  risorse  assegnate alla Regione siciliana per ciascuno  degli  anni
  2018 e 2019 a valere sul Fondo nazionale per le non autosufficienze
  istituito dall'articolo l, comma 1264, della legge n. 296/2006.

   12.  Le risorse destinate al finanziamento delle comunità alloggio
  per  i  disabili psichici iscritte alla Missione 12,  Programma  2,
  Capitolo  182519  dell'Allegato l - Parte B, della presente  legge,
  quantificate in 11.500 migliaia di euro annui per il triennio 2017-
  2019,  integrano  le risorse regionali destinate al  sistema  delle
  disabilità.

   13.  Le  risorse derivanti dai risparmi delle gare della  centrale
  acquisti  del settore sanitario sono destinate, nel rispetto  della
  specifica  disciplina vigente, nel limite annuo di 50.000  migliaia
  di  euro,  al finanziamento degli interventi in favore dei disabili
  di cui al presente articolo. .

   2.  Sono  fatti salvi i provvedimenti emanati in attuazione  delle
  disposizioni   della  legge  regionale  l   marzo   2017,   n.   4,
  antecedentemente alle modifiche introdotte con la presente legge.

   3.  All'articolo 91 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11 le
  parole   e  con  una  quota non inferiore al  50  per  cento   sono
  sostituite dalle parole  nell'ambito della programmazione del .

   4.  All'articolo  7,  comma 7, della legge regionale  24  febbraio
  2000,  n.  6 e successive modifiche ed integrazioni, sono  aggiunte
  alla  fine le seguenti parole  , quanto al 50 per cento sulla  base
  del  numero  degli studenti iscritti e quanto al  restante  50  per
  cento sulla base del numero degli studenti iscritti con disabilità.
  Per  le  finalità  del  presente comma, per il  triennio  2017-2019
  l'autorizzazione di spesa di cui all'Allegato 1 - parte A, Missione
  4,  Programma 1, Capitolo 373315 è incrementata dell'importo  annuo
  di  250 migliaia di euro cui si provvede mediante riduzione di pari
  importo  della spesa autorizzata dal medesimo Allegato l,  Missione
  4,  Programma  6  per  le  finalità  dell'articolo  9  della  legge
  regionale 5 dicembre 2016, n. 24. ».

   Comunico  che  è  stato  presentato dal Governo  l'emendamento  di
  riscrittura dell'intero articolo 15.R, che è in distribuzione.

   GRECO  GIOVANNI.  Dichiaro di ritirare tutti  i  miei  emendamenti
  soppressivi all'articolo 15.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  soltanto  una
  precisazione.
   Stiamo  parlando  di  tre  pagine  e  mezzo,  quattro  pagine   di
  emendamento.  Io  ritengo che un attimino dobbiamo  anche  leggere,
  perché  ci sono anche parti aggiunte. Se lo vogliamo anche emendare
  non abbiamo neanche il tempo per poterlo fare. Quindi, io la prego,
  di andare ad altri articoli e poi ritorniamo su questo.
   Noi  in linea di principio siamo d'accordo, ma qualcosa può  anche
  sfuggirci ed è giusto correggerla eventualmente.

   PRESIDENTE.  Va  bene, mi trova d'accordo con  la  sua  obiezione,
  onorevole Falcone.
   Invito su questo gli uffici ed il Governo, siccome gli emendamenti
  che dovremo trattare sono il 3, 15, 22, 23, 26, 32, 34, 43, 44,  45
   abrogazione e modifiche di norme , gli aggiuntivi 7, 35, 61 e  68,
  e  a seguire, in base all'andamento dell'Aula, il 20 e il 67, oltre
  al comma 11 dell'articolo 29, se vi sono riscritture da fare invito
  il  Governo a prepararle già così le distribuiamo e possiamo andare
  avanti celermente con la votazione ed evitiamo obiezioni.

   GRECO  GIOVANNI.  Non  dimentichi  che  deve  essere  allegata  la
  relazione tecnica.

   PRESIDENTE.  Non se lo dimenticano, siamo all'ultima  finanziaria,
  almeno questo il Governo lo ha imparato.
   Non sorgendo osservazioni accantoniamo l'articolo 15.
   Si passa all'esame dell'articolo 22. Ne do lettura:

                             «Articolo 22
      Disposizioni in materia di soggetti utilizzati in attività e
                       lavori socialmente utili

   1.  Ai  sensi  dell'articolo 73, comma 1, lettera e), del  decreto
  legislativo  23  giugno  2011, n. 118  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni  è  riconosciuta  la  legittimità  del  debito   fuori
  bilancio   della  Regione  per  il  valore  complessivo   di   euro
  2.510.381,00  per  il pagamento della mensilità  di  dicembre  2016
  relativa  alle  attività socialmente utili  svolte  dai  lavoratori
  inseriti  nell'elenco di cui all'articolo 30, comma 1, della  legge
  regionale  28  gennaio  2014,  n.  5  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni (Missione 15, Programma 3, Capitolo 313318).

   2.  L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 4, comma 3 della
  legge  regionale  29 dicembre 2016, n. 27 è incrementata,  per  gli
  esercizi  finanziari 2017, 2018 e 2019 dell'importo annuo di  1.786
  migliaia  di  euro  ed  è  incrementata  dello  stesso  importo  la
  quantificazione della spesa prevista per gli anni 2020 e 2021.

   3.  I  soggetti  che  alla  data del 31 dicembre  2016,  risultano
  impegnati nelle attività di lavori socialmente utili finanziati con
  fondi  a  carico  del Fondo sociale occupazione formazione  di  cui
  all'articolo  78 della legge 23 dicembre 2000, n. 388,  beneficiari
  delle  convenzioni  stipulate fino al 2016  tra  il  Ministero  del
  Lavoro  e  l'Amministrazione regionale ai  sensi  dell'articolo  78
  commi  2  e  3  della predetta legge transitano, con  decorrenza  1
  gennaio   2018,   nel  bacino  dei  lavoratori  socialmente   utili
  finanziato  con fondi a carico del bilancio regionale. Ai  soggetti
  di  cui  al  presente  comma si applicano le disposizioni  previste
  dall'articolo  4, commi 1 e 2 , della legge regionale  29  dicembre
  2016, n. 27.

   4. Per le finalità di cui al comma 3, l'autorizzazione di spesa di
  cui all'articolo 4, comma 3 della legge regionale 29 dicembre 2016,
  n.  27  è  ulteriormente incrementata, per gli esercizi  finanziari
  2018  e  2019,  dell'importo  di  2.000  migliaia  di  euro  ed   è
  ulteriormente  incrementata dello stesso importo la quantificazione
  della  spesa  prevista  per  gli anni 2020  e  2021  (Missione  15,
  Programma 3, Capitolo 313318).

   5.  All'articolo  4,  comma 2, della legge regionale  29  dicembre
  2016, n. 27 è aggiunto il seguente periodo:  L'intervento di cui al
  presente  comma può essere riconosciuto a titolo di  contributo  ai
  datori  di  lavoro,  ivi  compresi  le  aziende  ed  enti  pubblici
  dipendenti e/o strumentali dell'Amministrazione regionale, gli enti
  locali  territoriali o istituzionali, nonché gli enti e aziende  da
  questi dipendenti, per ogni lavoratore inserito nell'elenco di  cui
  all'articolo  30,  comma  1, della legge 28  gennaio  2014,  n.  5,
  impegnato  nei lavori socialmente utili finanziati con risorse  del
  bilancio  regionale,  a  cui  viene  assicurata  l'occupazione  con
  contratti  a  tempo  indeterminato,  nel  rispetto  della   vigente
  normativa,  con  un  compenso non inferiore a quello  percepito  in
  qualità di lavoratore socialmente utile.».

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   TURANO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   assessori,
  l'articolo 13 è stato sfiancante, sono serviti due giorni di lavori
  per  determinarne l'approvazione. Purtroppo non ho  partecipato  al
  voto finale perché ero fuori.
   All'articolo  22,  invece, speriamo di  contenere  i  tempi  e  di
  riuscire nell'arco di poco tempo a definire l'approvazione stessa.
   Io vorrei partire dall'articolato che ha licenziato la Commissione
  Bilancio,  ovverosia quello inserito nel testo che condivido  nella
  sua  interezza,  circa il primo comma che trova le risorse  per  il
  2016, il secondo comma che invece le porta a regime per il 2017, il
  terzo  comma  che  sana la posizione dei lavoratori  del  bacino  -
  chiamiamolo così - nazionale, vorrei che il Governo seguisse questo
  ragionamento  perché  non vorrei trovarmi su posizioni  dialettiche
  contrastanti.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                  Presidenza del Vicepresidente Lupo

   Il  terzo  comma  parla del pasticcio comminato per  gli  ASU  del
  cosiddetto  Fondo nazionale, il quarto comma individua  le  risorse
  per  il  fondo, per il trasferimento delle persone con la copertura
  finanziaria  e  il  quinto comma diciamo che  è  un  esercizio  che
  l'assessore   Baccei   offre  all'Aula  di   disponibilità   perché
  finalmente  individua un percorso che dà agli  ASU  la  possibilità
  della contrattualizzazione a tempo indeterminato.
   Assessore  Baccei, siccome io sul punto non voglio fare  sconti  a
  nessuno  e  voglio  dire  la verità, vorrei  che  mi  seguisse  con
  attenzione  perché  riconosco che il  quinto  comma  che  individua
  l'assessore Baccei permette di individuare un percorso per arrivare
  alla contrattualizzazione a tempo indeterminato degli ASU.
   Il  problema del Governo è che continua a considerare gli ASU come
  una  categoria di figli illegittimi, io lo voglio dire a scanso  di
  equivoci,   io non faccio parte della categoria di quella politica,
  o della deputazione che in quest'Aula ha creato precariato. Io l'ho
  subita  come tanti altri, faceva parte di una politica che  non  mi
  appartiene,  e  sulla  quale io non ho costruito  nessuna  carriere
  politica  e  nessuna fortuna elettorale. E questo perché  lo  dico?
  Perché io sono qua ancorato al principio che in questa Regione  non
  si  deve fare un solo precario in più di quelli che esistono perché
  ne  abbiamo tanti ma dobbiamo trovare la soluzione per tutti,  dico
  per tutti, non soltanto per un pezzo di precari.
   E  allora io ho presentato un emendamento, l'emendamento 22.9, che
  individua,  alla luce del percorso che ha stabilito il Governo,  la
  procedura  che chiude il cerchio e voglio essere chiaro. Sinora  il
  Governo ha trattato questa categoria come soggetti, come si possono
  considerare i figli spuri, soggetti che di cui conosco l'esistenza,
  ma  li ignoro, faccio una legge ogni anno, metto 40 milioni di euro
  poi  il  rapporto questi soggetti ce l'hanno tra l'Inps e gli  enti
  utilizzatori. Io faccio finta che non esistono.
   Con l'emendamento 22.9, a mia firma, dei colleghi la Rocca Ruvolo,
  Di  Giacinto che in Commissione ha collaborato, Savona ed altri, si
  stabilisce  il principio secondo il quale la procedura  diventa  in
  capo alla Regione.
   Allora,  signor  Presidente,  non  so  perché  gli  uffici   hanno
  considerato  l'emendamento 22.9 come sostitutivo dell'articolo  22.
  Se lei legge i commi 1, 2, e 3 che cerco di emendare, il comma 4 ed
  il  comma  5 vedrà che aggiungono materia ai cinque commi  che  già
  fanno  parte  dell'articolo 22. Chiedo, quindi,  che  l'emendamento
  22.9 sia considerato aggiuntivo all'articolo 22 nella parte in  cui
  riguarda i primi cinque commi.
   Io stesso ho presentato un sub-emendamento che abroga, sopprime il
  comma 6 perché nel comma 6 dell'emendamento 22.9, che definisce  la
  procedura di stabilizzazione per un importo di 750 euro ma per  tre
  anni.  Il  Governo, invece, la stabilisce per un importo  inferiore
  per cinque anni.
   Pertanto, la richiesta conclusiva che avanzo all'Assemblea  è  che
  dichiaro  il voto favorevole all'articolo 22 formulato dal  Governo
  ed  approvato  in  Commissione  Bilancio  e  chiedo  di  aggiungere
  all'articolo 22 l'emendamento 22.9 relativamente ai commi 1, 2,  4,
  5  ed  il  sub-emendamento che sostituisce il comma 3 ed abroga  il
  comma  6.  L'articolo  22.9,  se il  Governo  dovesse  dare  parere
  favorevole,  è  un atto di responsabilità nei confronti  di  questi
  soggetti  che  da  oggi in poi vengono riconosciuti  come  soggetti
  facente  parte  della platea del precariato, precariato  nel  quale
  elenco già questi soggetti sono ricompresi.
   Nessuno  vuole  fare  un precario in più, anzi,  dovrebbe  esserci
  qualche giorno un giudizio sulla politica che ha determinato  tutto
  questo  precariato, ma pensare di salvare soltanto qualcuno  e  non
  anche  gli  altri  è  una vigliaccata che io  non  consento  e  non
  permetterò.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Giovanni  Greco.  Ne
  ha facoltà.

   GRECO  GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
  solo  per  dire  che  l'emendamento che ha  presentato  l'onorevole
  Turano,  non so per quale motivo, è identico a quello mio.  Qquindi
  rinuncio a parlare.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Formica.  Ne  ha
  facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intanto  faccio
  notare   agli  Uffici  che  analogo  emendamento,  il  22.7   avevo
  presentato pure io, e non vedo qui citato.
   Pur tuttavia, non è un problema perché sono talmente d'accordo che
  ho presentato un emendamento analogo e  considero anche questo come
  se fosse un mio emendamento.
   Detto  questo,  io  credo che, finalmente, dopo tanti  anni,  oggi
  abbiamo l'occasione di porre rimedio ad alcune decisioni errate che
  sono  state  prese in passato e avverso le quali io, pubblicamente,
  allora ricordo quasi in solitaria mi sono opposto in Aula.
   Mi riferisco, per esempio, quando si è deciso credo nel 2004, alla
  stabilizzazione  dei  precari  che lavoravano  negli  uffici  della
  Regione.
   Allora,  io  solo, da questo pulpito, mi sono espresso in  maniera
  contraria perché ritenevo allora e lo ritengo ancora oggi  che,  in
  un settore di grande sofferenza come quello del precariato, nessuno
  può   permettersi  di  assumere  decisioni  che,  poi,  a   cascata
  determinano soggetti di serie A e soggetti di serie B, di serie  C,
  di serie D.
   Quindi,  prendo atto, favorevolmente, che finalmente si cerca  con
  questa  norma  di  porre rimedio a tanti anni di  scelte  sbagliate
  perché quel mondo o camminava tutto assieme o non poteva accettarsi
  che una parte la si mandava avanti e l'altra no.
   Anch'io  propongo  che l'emendamento 22.7 venga  considerato  come
  aggiuntivo  all'articolo  del governo perché  in  effetti  tale  è.
  Quindi,   lasciando  il  predicato,  i  primi  commi   in   maniera
  impregiudicata ,  i primi commi dell'articolo 22,  a  questi  commi
  aggiungiamo l'emendamento 22.7 che, finalmente, dà dignità a questi
  lavoratori  perché  sono tutti lavoratori che  mandano  avanti  gli
  uffici  che  sono  nelle  ASP, che sono ai  beni  culturali  e  che
  svolgono esattamente lo stesso lavoro dei loro colleghi.
   Sono  lavoratori che spesso sono nella stanza, pur essendo in  una
  condizione di discriminazione il che non è accettabile.
   Con questo emendamento, finalmente il parlamento opera un atto  di
  giustizia  e  dà nuovamente dignità al lavoro, ai lavoratori,  alle
  persone  perché un governo non può accettare che ci siano cittadini
  di serie A e cittadini di serie B.
   L'emendamento ha le coperture necessarie, dà l'assetto tecnico  su
  come  operare  e, pertanto, a questo punto ritengo che  velocemente
  possiamo dare attuazione e mettere un punto almeno su questa grande
  categoria.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Falcone.  Ne  ha
  facoltà.

   FALCONE.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   intervengo
  brevissimamente  per  dire  che noi siamo  perché  la  norma  venga
  approvata  perché  la condividiamo. A questo mondo  del  precariato
  dobbiamo  dare  una  prospettiva, ma mi sono  permesso  assieme  ai
  colleghi   Foti,  Giuffrida,  Vinciullo,  Raia  a   presentare   un
  emendamento che riguarda anche quelle sette persone del  Comune  di
  Milo,  su  cui si è parlato tanto e su cui, per varie ragioni,  non
  sono mai potuti rientrare.
   Lo abbiamo verificato con gli uffici. Abbiamo presentato anche una
  relazione  tecnica.  Io  chiedo  che  il  Governo  dia  un   parere
  favorevole e che l'Aula lo posso apprezzare favorevolmente.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Forzese.  Ne  ha
  facoltà.

   FORZESE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, all'amico Roberto,
  dico:   Non è difficile farti sognare, Roberto . Onorevole Formica,
  non mi ascolta?
   Onorevole Formica, vorrei far sognare l'amico Roberto e, se  mi  è
  consentito, partendo da un sogno che poi diventa realtà, mi  spiace
  tanto che non ci sia l'amico, presidente Ardizzone presente, perché
  mi  sembra corretto, Presidente, che ancora una volta avrei  voluto
  più  che  altro  fare,  in questo caso, un complimento  perché  gli
  interventi che sono stati fatti prima del mio, ho visto  che  vi  è
  una   voglia   tanta   di   manifestare,  a   chi   è   interessato
  all'approvazione   dell'articolo,   che   siamo   tutti   d'accordo
  nell'essere  così bravi, nel condividere, per ciò che  concerne  la
  stabilizzazione, per ciò che concerne come dare una vera e  propria
  possibilità  di aspettative a chi, in questi anni, non  le  ha  mai
  avute. E, certamente, ribadisco ancora una volta che, così come  in
  questo articolo, dopo essere stati bloccati per ben due giorni  per
  ciò  che concerne l'articolo precedente, io spero, presidente Lupo,
  in  più  occasioni  lei  ha manifestato una  saggezza  particolare,
  tant'è  vero che io ho tentato di candidarlo, in più occasioni,  ad
  eventi  molto più prestigiosi. Se poco fa mi sono permesso di  dire
  che siamo partiti con una spettacolare riunione come Conferenza dei
  Presidenti   dei   Gruppi  parlamentari,  e  mi   riferisco   anche
  all'onorevole  Cancelleri,  in quella riunione  di  Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari  era stato praticamente deciso  che  bisognava
  renderla  snella la finanziaria, tentando di mettere da  parte  una
  serie di articoli e, successivamente, abbiamo visto una finanziaria
  come se fosse una fisarmonica: questo si, questo no
   Poi abbiamo avuto un'altra riunione, una Conferenza dei Presidenti
  dei  Gruppi  parlamentari molto riservata, in Sala  rossa,  eravamo
  circa  30,  e vista la riservatezza della riunione era stato  anche
  detto  che  gli  articoli 29 e 30 venivano, di fatto,  trattati,  e
  questo lo dico anche a lei Assessore.
   Stamattina,  visto che l'amico presidente Ardizzone faceva  notare
  una  mia assenza, cosa che non era affatto vera perché ero qui alla
  13.47, lo si può vedere attraverso la mia scheda, così come è stata
  messa, ho semplicemente avvertito che non verranno più trattati  il
  29  e  30,  tanto  ho  capito che vi sono dei momenti  là  dove  si
  utilizza  una demagogia politica che non serve se non a  dimostrare
  come  qualcuno vuole essere più bravo degli altri e ritengo che  la
  finanziaria,  nella  sua  interezza,  è  tutta  importante  ed   è,
  sicuramente,  una  responsabilità  tale  che  noi  tutti   dobbiamo
  assumerci  come  Parlamentari. Poco fa, il  mio  concetto  non  era
  quello  di  far  notare l'assenza di taluni  colleghi  del  PD  per
  capriccio,  ma se qualcuno è assente è perché volevo  dare  proprio
  una vera e propria testimonianza dell'importanza di queste primarie
  e, non a caso, per il 30 di aprile, ed era una delle ragione perché
  io  avevo chiesto espressamente nella Conferenza dei Presidenti dei
  Gruppi  parlamentari  perché poteva essere  attuata  una  possibile
  prospettiva di snellire la finanziaria.
   Ma così non è
   Tanto  la mia non voleva essere, poca fa, una minaccia, così  come
  l'assessore  Cracolici,  dice:  Cosa hai fatto?  Hai  votato? ;  ho
  sempre  dato me stesso nella responsabilità delle cose ma  è  anche
  vero che bisogna, comunque, convincerci che non possiamo utilizzare
  un criterio e 32 misure a convenienza.
   Intanto,  ribadisco ancora il mio concetto e gradirei che  lei  si
  possa  far carico di questo mio intervento, presidente Lupo, perché
  ritengo importante, mai come oggi, che il 29 e il 30 come articoli,
  vanno trattati in questa giornata.
   Per  quanto concerne l'onorevole Turano, che ringrazio sempre  per
  la sua affettuosità, la sua capacità, la sua professionalità, io lo
  condivido nella sua interezza il suo intervento perché siamo  tutti
  qua, caro Mimmo, a dare delle risposte concrete.
   Ecco   perché,   noi   voteremo  questo  articolo,   voteremo   la
  finanziaria,  ma  lei  deve farsi carico, Presidente  Lupo,  perché
  ancora  una  volta ribadisco che l'articolo 29 e 30  devono  essere
  trattati quest'oggi.

   PRESIDENTE.  Onorevole,  sull'argomento la  Presidenza  si  è  già
  pronunciata,  ovviamente  non  potrei  fare  diversamente,   quindi
  ribadisco quanto già affermato dal Presidente Ardizzone.
   È iscritto a parlare l'onorevole Rinaldi. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo  presentato
  un  emendamento che non trovo qui fra i vari emendamenti presentati
  ma,  sostanzialmente, era a favore di questa norma e, più  o  meno,
  ricalcava  gli  emendamenti che qui vedo già  presentati.  Con  una
  differenza al quinto comma - i primi quattro sono tutti quelli  che
  finanziano la categoria e vanno bene - e con l'emendamento tentiamo
  di  inserire  una norma di salvaguardia per gli ASU e  diciamo,  in
  questo  periodo:  gli enti locali e i territori nonché gli  enti  e
  aziende  da  questi  dipendenti per  ogni  lavoratore  ,  cioè  noi
  diciamo anche tutte le aziende, gli enti che sono sottoposti a  gli
  enti  pubblici  noi  garantiamo , ma ci  sono  molti  ASU  che  non
  rientrano anche in queste categorie.
   Nel  mio emendamento avevo previsto che anche tutti quelli che  in
  questo  momento non hanno un'utilizzazione presso un ente locale  o
  un  ente  pubblico,  ma che sono ancora nelle  cooperative,  devono
  avere  comunque  una  collocazione, e non  vedo  negli  emendamenti
  presentati un risultato del genere.
   Noi  dobbiamo  garantire a tutti gli ASU, anche a  quelli  che  in
  questo momento non sono utilizzati o dalle ASP o dai comuni,  o  da
  qualsiasi altro ente pubblico, attraverso l'ufficio provinciale del
  lavoro,  in  concerto  anche  con l'assessorato  competente,  della
  famiglia, una collocazione del personale che in questo momento è  a
  carico   della   cooperativa,  e  non  è  presso   qualsiasi   ente
  utilizzatore.
   Mi  pongo anche un altro problema. Molti di questi ASU, in  questo
  momento,  ad esempio, lavorano anche presso le province  regionali,
  dove  c'è  un  esubero già del personale delle  province  che  deve
  essere trasferito nei comuni. Anche questo personale che resta  lì,
  e  fare  un  contratto a tempo indeterminato, non vorrei che  fosse
  penalizzato  rispetto a tutti gli altri ASU che  invece  sono  alle
  ASP,  dove  la  collocazione sarà certa, o  nei  comuni,  dove  già
  svolgono  servizio  da  tanti anni e c'è una  carenza  di  organico
  rispetto,  ripeto,  a questi della provincia o a  quelli  che  sono
  ancora  nelle  cooperative  che  non  hanno  una  collocazione  ben
  precisa.
   Il  mio  emendamento - non so dove sia andato a finire - prevedeva
  che anche gli ASU che in questo momento non hanno una collocazione,
  e  quindi non sono a carico di un ente utilizzatore, devono  essere
  garantiti   e  inseriti  in  qualche  elenco  attraverso  l'ufficio
  provinciale  del  lavoro,  di  concerto  con  l'assessorato   della
  famiglia.

   PRESIDENTE.  Grazie  onorevole Rinaldi, gli Uffici  verificheranno
  questo emendamento di cui parlava.
   È iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha facoltà.

   DI MAURO. Rinuncio.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a  parlare l'onorevole  D'Asero.  Ne  ha
  facoltà.

   D'ASERO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  io  intervengo
  perché, evidentemente, il problema del personale è un problema  che
  sta   a   cuore  sempre  a  tutti  e,  quindi,  anche  come  Gruppo
  parlamentare  seguiamo la problematica e vogliamo  che  l'Assemblea
  prenda  atto  e  possa anche integrare, ove lo  ritenga  opportuno,
  l'iniziativa  relativa  all'articolo 22, perché  il  principio  del
  lavoro  socialmente utile, o dei soggetti utilizzati in attività  e
  lavori socialmente utili, diventino sempre più un momento reale  di
  positività, una opportunità per la Pubblica Amministrazione, e  non
  un  peso  e,  quindi,  in questo io direi che,  attesa  la  normale
  procedura che porta sostanzialmente a un obiettivo che vuole essere
  quello  di un percorso di  stabilizzazione futura , c'è e ci  debba
  essere  una  necessità di capire qual è realmente il  rapporto  fra
  costo  e beneficio. Fare passare un nuovo messaggio che consenta  a
  chiunque  nella  pubblica amministrazione di diventare  momento  di
  opportunità  e,  quindi, di reale servizio che produce  in  maniera
  concreta  un  risultato e, quindi, partecipa  a  quel  processo  di
  crescita  della nostra realtà siciliana sicuramente è  un  elemento
  importante.
   Allora,  io  invito i colleghi, al di là di quella che può  essere
  anche  la  legittima corsa a sostenere una iniziativa che  crei  in
  ognuno  di  noi  delle aspettative, alcuni pensano  di  determinare
  consenso, ma il vero consenso, oggi, deve diventare sempre  più  il
  risultato  di un momento produttivo positivo che crei  ricadute  in
  questa direzione.
   Allora  se  i colleghi ritengono, così come il Governo, così  come
  viene  anche  sollecitato  da alcuni colleghi  una  possibilità  di
  aprire  questa  opportunità a chiunque abbia  oggi  una  parità  di
  condizione e, quindi, che a vario titolo, ha partecipato a  questo,
  come  dire,  momento che può essere definito di  ASU,  che  ci  sia
  concreta  opportunità  anche per quelli che  non  hanno  avuto  una
  ipotesi  in questo articolo in maniera, e neanche negli emendamenti
  successivi  che  ho  visto.  Quindi noi siamo  d'accordo,  siamo  a
  sostegno di questo percorso e voglio indicare e chiedere al Governo
  un  approfondimento che possa determinare anche con un  emendamento
  un  percorso che valuti e determini e realizzi questo processo, fra
  virgolette,  di   dimostrata  produttività'  di  un  servizio  che,
  attraverso  i  lavoratori  che rientrino in  questo  bacino,  possa
  essere, appunto, valutato positivamente.

   CANI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, intervengo
  brevemente per fare delle considerazioni in merito all'articolo  22
  che,   finalmente,  oggi  approda  in  questa  Assemblea   con   la
  possibilità  di venire approvato e di chiudere una lunga  parentesi
  che   ha   visto  coinvolti  centinaia,  migliaia,  di   lavoratori
  cosiddetti  ASU, cioè lavoratori impegnati in attività  socialmente
  utili  che oggi, anche se ci sono gli strumenti, non possono ancora
  essere  stabilizzati  laddove è possibile  nei  vari  Enti  locali,
  Comuni,  ex  Province,  dove esiste la  possibilità  in  base  alla
  dotazione organica di trovare spazio e di essere stabilizzati.
   Finalmente diamo certezza a questi lavoratori perché da tempo sono
  in  ansia, in preda della paura, la paura di non vedere un  futuro.
  Quindi  saluto con grande gioia questo momento, perché rassicuriamo
  migliaia  di  lavoratori ma, soprattutto, voglio porre l'attenzione
  sull'emendamento  22.9  illustrato  precedentemente   dal   collega
  Turano,  che  è  stato  firmato  anche  dal  sottoscritto,   perché
  finalmente,  se  passa questo emendamento, si dà la possibilità  di
  creare  l'albo degli esuberi e, quindi, va a sistemare  anche  quei
  lavoratori   che  non  possono  essere  stabilizzati  nelle   varie
  amministrazioni  locali,  Comuni,  ex  Province  ed  altro  perché,
  magari, non c'è la possibilità nella pianta organica.
   Con questo elenco che viene, eventualmente, previsto degli esuberi
  si  dà  la possibilità a queste persone di essere trasferite  anche
  presso  altri  enti  e  di  avere la  possibilità  così  di  essere
  utilizzati  e rasserenati. Queste persone portano dietro  una  dote
  economica per il triennio e, quindi, con questa agevolazione si  dà
  la  possibilità,  l'incentivo, lo stimolo a levare amministrazioni,
  ad  enti, a partecipate, in ogni caso a tutte le società dipendenti
  dalla  Regione  di  poter  assumere,  di  poter  utilizzare  questo
  personale e, quindi, ripeto dare una risposta concreta non  solo  a
  tutti   coloro  che  avranno  la  possibilità  di  essere  inseriti
  direttamente  nelle amministrazioni dove ci sarà  lo  spazio  nella
  pianta  organica. Ma si viene a dare anche una risposta  finalmente
  seria e definitiva a tutti coloro che oggi sono preoccupati di  non
  trovare  spazio  nelle  piante organiche  dei  Comuni  o  delle  ex
  Province  o  di  altri società e magari rischiano  di  restare  non
  utilizzati e, magari, avere solo l'obbligo dell'uscita dal circuito
  del lavoro.
   Io  mi  auguro  che  questo  articolo e questo  emendamento  venga
  approvato  nella  sua  interezza così  noi  riusciamo  a  dare  una
  risposta a questi lavoratori.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Alloro.  Ne  ha
  facoltà.

   ALLORO.  Signor  Presidente, onorevoli non  mi  dilungo  perché  i
  colleghi  sono  stati abbondantemente esaustivi.  Volevo  dire  che
  questa  materia  e  all'emendamento 22.9, a firma  degli  onorevoli
  Turano, Savona, Di Giacinto ed altri, avevo apposto la firma già in
  Commissione  Bilancio facendo un ragionamento. Il ragionamento  era
  quello  di  dire se questi lavoratori ASU sono stati  inseriti  nel
  bacino unico è chiaro che dobbiamo mantenere un filo, cioè dobbiamo
  garantire  agli stessi un percorso di stabilizzazione  seppure  non
  immediato però evitare di abbandonarli al loro destino.
   Al   collega   Rinaldi   volevo  dire  che  se   dovesse   passare
  l'emendamento 22.9 fa riferimento sia ai pubblici che  ai  privati,
  perché  per come è fatto l'emendamento riguarda anche quelli  delle
  cooperative.
   Signor  Presidente, c'è un altro problema che riguarda quelli  che
  sono  gli enti sottoposti a controllo e tutela e quindi per esempio
  tra questi anche quelli dell'IRSAP che attualmente tutta la materia
  IRSAP  è stata stralciata dalla finanziaria per andare al collegato
  e  li  era  previsto un emendamento del Governo che  riguardava  il
  transito  del  personale sia dell'LSU che ASU, quindi  di  tutti  i
  precari dalla liquidazione all'IRSAP proprio.
   Nel  momento  in  cui noi trattiamo questo tipo  di  ragionamento,
  dobbiamo  farci carico di tutti perché è chiaro che c'è  un  bacino
  che  riguarda, se non sbaglio, 4.500 lavoratori ASU e non  possiamo
  fare quelli di seria a) e quelli di serie b), dobbiamo mantenere un
  filo ed una futura  possibilità di stabilizzazione per tutti.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Grasso.  Ne  ha
  facoltà.

   GRASSO.  Signor  Presidente,  Governo,  onorevoli  colleghi,  solo
  pochissimo  tempo perché non mi voglio dilungare. Avevo  presentato
  anch'io un emendamento e non lo trovo, come tanti emendamenti forse
  finiti negli aggiuntivi ma non è questo il problema.
   Gli  ASU  vengono da tempo utilizzati nei Comuni  e  quindi  oggi,
  sicuramente, tutti gli enti utilizzatori traggono un beneficio ed è
  arrivato  il  momento,  forse,  in  cui  si  può  dare  dignità  di
  lavoratori  anche a questa categoria. Come diceva bene  l'onorevole
  Rinaldi noi non possiamo lasciare nel momento in cui si affronta il
  problema  del  precariato  e quindi si  va  verso  un  processo  di
  stabilizzazione  qui stanno per restare fuori alcuni  soggetti  che
  comunque  vengono utilizzati non da enti pubblici  e  quindi  dalle
  scuole,  immagino le province o anche enti regionali,  per  esempio
  gli  ASU che prestano attività e servizio presso le Sovrintendenze,
  quindi vi prego di aspettare un attimo che stiamo predisponendo  un
  sub  emendamento  affinché  anche questa categoria  di  lavoratori,
  questa categoria di ASU possa beneficiare - come è giusto che sia -
  possa accedere al processo di stabilizzazione.
   Solo un attimo che predisponiamo il sub emendamento.

   PRESIDENTE. ..E' iscritto a parlare l'onorevole Di Giacinto. Ne ha
  facoltà.

   DI  GIACINTO.  Signor  Presidente,  Governo,  onorevoli  colleghi,
  questo emendamento che ha ben spiegato all'inizio il collega Turano
  che è il 22.9, già discusso ed approvato in Commissione, purtroppo,
  ha avuto un iter negativo in Commissione Bilancio, per cui noi oggi
  chiediamo la possibilità che anche per quelle persone che da decine
  di  anni  lavorano come ASU, di dare anche loro la  possibilità  di
  avviare un percorso di stabilizzazione.
   Diversamente,  queste persone rimarrebbero  sempre  ASU,  non  gli
  daremmo  mai  la  possibilità  di poter  entrare  in  una  pubblica
  amministrazione definitivamente, come è stato fatto in passato  per
  gli  altri ASU che poi sono diventati contrattisti, oggi  sono  nei
  comuni,  sono nelle ex province, sono presso le ASP, sono presso  i
  vari   assessorati  regionali.  Per  cui  diciamo  che   diamo   la
  possibilità a queste persone, finalmente, di avere un futuro certo.
   Per quanto riguarda l'intervento sia del collega Rinaldi che della
  collega che ha parlato prima di me, ritengo corretto che si  faccia
  un sub-emendamento per dare la possibilità anche a tutti colori che
  sono  presso  delle cooperative private di essere  inseriti  in  un
  percorso di stabilizzazione presso eventuali enti pubblici,  perché
  altrimenti  queste persone rimarrebbero a vita come ASU,  e  quindi
  con un assegno integrativo.
   Pertanto,  signor Presidente, io le chiedo, e chiedo  al  Governo,
  approvando anche il subemendamento 22.9.1 che sostituisce il  comma
  3 e sopprime il comma 6, di dare parere favorevole, affinché questo
  emendamento di riscrittura possa essere approvato.

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. La prego di chiarire se i  soppressivi
  sono ritirati e anche l'emendamento 22.7, grazie.

   GRECO  GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
  solo  per  comunicare  che  dichiaro di ritirare  l'emendamento  di
  riscrittura 22.7, e appongo la mia firma all'emendamento 22.9 e  al
  sub-emendamento 22.9.1.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Dichiarano di apporre la loro firma all'emendamento 22.9 e al sub-
  emendamento  22.9.1  anche  gli onorevol Tamajo,  Mariella  Maggio,
  Alongi, Currenti, Savona, Panepinto, Vinciullo, Cirone, Alloro,  Lo
  Giudice,  Lo Sciuto e Apprendi. Mi pare di capire, sostanzialmente,
  tutta l'Aula.
   Pertanto,  l'emendamento 22.7 è ritirato. L'emendamento  il  22.9,
  dopo  le  dichiarazioni fatte dall'onorevole Turano, quindi,  viene
  considerato aggiuntivo e non sostitutivo, giusto onorevole Turano?

   TURANO. Si, signor Presidente.

   PRESIDENTE. Si passa quindi al subemendamento 22.9.1, che  preciso
  prevede  anche  la  soppressione del comma 5 perché  è  lesivo  del
  principio  di  parità  di trattamento. Quindi  se  siamo  d'accordo
  includiamo anche la soppressione del comma 5.
   Comunico   che  è  stato  presentato  dall'onorevole  Rinaldi   un
  subemendamento al subemendamento 22.9.1.

   RINALDI. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor  Presidente,  Governo,  onorevoli  colleghi,   mi
  riallaccio al sub emendamento che è stato presentato e condiviso da
  tutti  ed  inserisco  la  frase dove l'assessore  alla  famiglia  e
  l'assessore  competente  al  ramo  ha  l'obbligo,  per  tutti  quei
  soggetti  che  in questo momento non sono utilizzati  presso  alcun
  ente  utilizzatore,  di  collocarli anche  questi  presso  un  ente
  utilizzatore.   Non   lasciamo   a   casa   nessuno    da    questa
  stabilizzazione, diciamo.
   Sempre quelli comunque che rientrano in elenco, signor Presidente.

   PRESIDENTE. Abbiamo esigenza di approfondire l'emendamento?

   RINALDI.  Parlo sempre di quelli che ci sono nell'elenco unico  di
  cui alla legge che abbiamo approvato. Quindi non stiamo parlando di
  un  altro  bacino. Parlo sempre di quei ragazzi che  sono  inseriti
  nell'elenco, ma che in questo momento

   TURANO. E' già previsto

   RINALDI. Non è così. Mi permetto di insistere e chiedere di votare
  questo sub emendamento.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Rinaldi,  il  testo  non  è   chiaramente
  formulato.   La  inviterei  a  riformulare  il  testo  in   maniera
  perfettamente comprensibile perché ci sono delle correzioni che non
  ne rendono agevole la lettura.
   Il subemendamento 22.9.1.1 è in corso di distribuzione.

   DI GIACINTO. Dichiaro di ritirare  l'emendamento 22.8 a mia firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa al subemendamento 22.9.1.1. Il parere del Governo?

   BACCEI, Assessore per l'economia. Il Governo si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  La Commissione si rimette all'Aula; avremmo, però, la necessità che
  fosse un po' più chiaro.

   GRECO   GIOVANNI.   Dichiaro  di   apporre   la   mia   firma   al
  subemendamento.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   TAMAJO. Chiedo di apporre la firma al subemendamento.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 22.9.1 a firma dell'onorevole Rinaldi  e
  altri, soppressivo del comma 5 dell'emendamento 22.9. Il parere del
  Governo?

   BACCEI, Assessore per l'economia. Si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 22.9 così come subemendato.  Il
  parere del Governo?

   BACCEI, Assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Ricordo che l'emendamento 22.9 è aggiuntivo.
   Pongo in votazione l'articolo 22.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, era stato presentato l'emendamento che
  riguardava i precari del comune di Milo. Ne avevo parlato anche col
  Governo, è stato presentato anche dalla Commissione.
   C'è  un  accordo  generale. Credo che su questo dobbiamo  chiamare
  l'Aula ad esprimersi.

   PRESIDENTE.  L'emendamento è fuori termine, se c'è una riscrittura
  del  Governo o della Commissione, il Parlamento la valuta. Ci  sono
  anche altre proposte di emendamento ma presentati fuori termini.

   FALCONE. Presidente Vinciullo, possiamo farlo della Commissione?

   PRESIDENTE.  Presidente Vinciullo, c'è una proposta dell'onorevole
  Falcone. Credo che l'emendamento non è stato presentato nei termini
  per  cui  c'è  una riscrittura della Commissione che include  anche
  questo emendamento.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Siete  d'accordo,  voi?  Se  me lo fate avere  lo  sottopongo  alla
  Commissione e lo firmiamo.

   PRESIDENTE. Ovviamente, sulla proposta di riscrittura chiederò  il
  parere  del  Governo  per verificare anche  la  copertura.  Quindi,
  invito il Governo già fin d'ora a valutarla.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Presidente, la Commissione all'unanimità lo propone all'Assemblea e
  al Governo.

   PRESIDENTE.  Quindi, la Commissione lo fa proprio. Il  parere  del
  Governo?

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Ci rimettiamo all'Aula.
   PRESIDENTE. L'Assessore Lantieri si rimette all'Aula ma chiedo  il
  parere all'Assessore per l'economia.
   Il  Presidente della Regione si rimette all'Aula quindi il Governo
  si   rimette   all'Aula.  Intanto  chiedo  di  distribuire   questo
  emendamento perché i deputati giustamente lo chiedono.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.   Signor   presidente,  noi  la  scorsa  settimana   avevamo
  presentato l'emendamento. Si tratta di un argomento discusso  tante
  e tante volte anche in Commissione.
   Nel  bacino  dei precari ci sono 7 precari, come tutti gli  altri,
  che  per  una spiacevole circostanza nel comune di Milo, 2 anni  fa
  non  si videro prorogato il contratto come tutti gli altri precari.
  Noi  nell'emendamento che è stato discusso in  Commissione,  che  è
  stato sottoposto all'attenzione dell'Assessore che ogni anno quando
  dispone  il  fondo di riparto per tutti i comuni include  anche  il
  comune di Milo, ma il cui Sindaco non si è avvalso della facoltà di
  prorogare perché desiderava imprecisate raccomandazioni.
   Allora,  qui  noi  cosa  si  vuole  intendere?  Si  intende   dare
  l'opportunità  di rimettere nella loro posizione  i  precari,  i  7
  precari che allora furono esclusi. Ovviamente, gli anni in cui  non
  sono stati in servizio sono persi e il Sindaco concedere la facoltà
  di riprenderli in forza ai dipendenti comunali.

   PRESIDENTE. L'emendamento 22.10 è stato distribuito. Il parere del
  Governo?

   BACCEI,  assessore per l'economia. Il Governo si rimette all'Aula.
  Richiede una copertura ma lo copriamo nella manovra.

   PRESIDENTE.  Quindi,  il Governo si rimette all'Aula  ma  ha  dato
  parere  positivo sulla copertura nell'ambito della manovra. Quindi,
  il  Governo ha quantificato la spesa e dà parere positivo. Lo pongo
  in  votazione.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

      Pongo in votazione l'articolo 22, nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Si passa all'articolo 23. Ne do lettura:

                             «Articolo 23.
                  Potenziamento Centri per l'Impiego

   1.   Al  fine  di  assicurare  il  potenziamento  dei  centri  per
  l'impiego  in  materia di servizi, politiche attive del  lavoro  ed
  altri  servizi  specialistici anche  nei  confronti  di  target  di
  soggetti  svantaggiati, l'Assessorato regionale del  lavoro,  della
  famiglia  e delle politiche sociali è autorizzato ad avvalersi  del
  CIAPI di Priolo, ente in house della Regione.

   2.  Per  le  finalità  di cui al comma 1, il  CIAPI  di  Priolo  è
  autorizzato, per il tramite di procedure selettive, che valorizzano
  l'esperienza  professionale, ad avvalersi dei soggetti appartenenti
  agli ex sportelli multifunzionali di cui all'elenco unico istituito
  con  la  legge regionale 17 marzo 2016, n. 3 presso il Dipartimento
  regionale del lavoro nel rispetto della normativa vigente.

   3.  Per  le  finalità  di  cui al comma  2  sono  stanziati  6.000
  migliaia di euro, nonché risorse nazionali e comunitarie».

   Sono  stati presentati diversi emendamenti soppressivi 23.1, 23.2,
  23.3 e 23.4, che sono ritirati.
   Si  passa  all'emendamento 23.5 a firma del Governo. Lo  pongo  in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

      Pongo in votazione l'articolo 23, nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si riprende l'esame dell'articolo 15, in precedenza accantonato.
   Ci sono diversi subemendamenti alla riscrittura del Governo.
   In   attesa   che   distribuiscano  i  subemendamenti   si   passa
  all'articolo 26. Ne do lettura:

                             «Articolo 26.
        Pubblicità del rendiconto semplificato per il cittadino

   1.  All'articolo 11 della legge regionale 13 gennaio 2015, n. 3  è
  aggiunto il seguente comma:

    14  bis.  La  Regione,  e  i suoi enti ed organismi  strumentali,
  pubblicano  il rendiconto semplificato per il cittadino redatto  ai
  sensi  dell'articolo 11 del decreto legislativo n. 118/2011,  oltre
  che  sui  rispettivi siti internet, anche sui quotidiani a maggiore
  diffusione  regionale,  individuali tramite  i  dati  ADSI  facendo
  riferimento  al  numero  di  copie  vendute  nelle  edicole   della
  provincia in cui essi hanno sede legale. L'obbligo di cui al  primo
  periodo  è esteso anche alle Aziende Sanitarie Provinciali  e  alle
  Aziende ospedaliere. .

   2.  Per  le finalità di cui al comma 1 è autorizzata la  spesa  di
  1.000 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2017. ».

   L'emendamento  soppressivo  26.1,  a  firma  dell'onorevole  Greco
  Giovanni ed altri, è ritirato.
   Si passa all'emendamento di riscrittura 26.7, a firma del Governo.
  Il Presidente della Regione conferma che la riscrittura va bene.
   Quindi,   onorevole  Cancelleri,  il  26.6  pertanto  è  decaduto.
  Mettiamo direttamente in votazione la riscrittura del Governo.

   CANCELLERI. Perché è decaduto?

   PRESIDENTE.  Perché  si  riferisce ad  un  articolo  che  è  stato
  riscritto. Dopodichè lei si deve pronunciare sul 26.7, o a favore o
  contro, il risultato non cambia.

   CANCELLERI. Il Governo illustra l'emendamento 26.7?

   PRESIDENTE.  C'è  una richiesta dell'onorevole Cancelleri  che  mi
  sembra  legittima,  se  il  Governo  può  illustrare  il  26.7.  La
  riscrittura era stata richiesta per contrasto al 118.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Ce l'ha chiesta la Presidenza
  dell'ARS,  e  quindi gli Uffici dell'ARS in merito alla  conformità
  rispetto   alla  normativa  nazionale,  quindi  è  un   emendamento
  meramente  tecnico  altrimenti  ci  l'articolo  era  inammissibile.
  Questi  sono  i  termini. Quindi, è una riscrittura sostanzialmente
  tecnica  per  rendere ammissibile l'emendamento. Questo  non  è  un
  lavoro di fantasia per intenderci.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor Presidente, io capisco che l'emendamento  26.7
  può  essere  la riscrittura di adeguamento che gli Uffici  dell'ARS
  hanno  richiesto.  Poi,  mi  piacerebbe  sapere  se  questi  Uffici
  dell'ARS l'hanno richiesto per davvero; ma va bene, qualche  giorno
  glielo  chiederemo nei corridoi, visto che qui in  Aula,  poi,  non
  possono  parlare.  Ma,  il  contenuto,  non  il  perché  lo   avete
  sostituito e chi ve lo ha chiesto.
   Il contenuto, si può sapere di che parla questa cosa, visto che  è
  il  comma  5  dell'articolo 4 del decreto legislativo  23  che  noi
  abbiamo  sei secondi per sapere tutte le leggi d'Italia a  memoria.
  Cioè,  o ci fermiamo e ci date il tempo di studiare i testi  oppure
  ce  lo  spiegate, fermo restando che poi vi dovremmo anche credere,
  dico, ma quella è un'altra storia.

   CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  Presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  il  tema è questo. Noi abbiamo inserito una  norma  che,
  praticamente pubblicizza i contratti e prevede anche i  subappalti,
  perché  molto  spesso  i subappalti sono oggetto  di  una  gestione
  occulta,  molto  spesso si nasconde il malaffare,  quindi  rendiamo
  visibile non solo il contratto, gli appalti, eccetera, ma  anche  i
  subappalti.  Una  norma di trasparenza per i cittadini  per  potere
  giudicare anche il comportamento delle stazioni appaltanti dopo  la
  gara, tutto qua. Non è niente di sconvolgente.

   VINCIULLO, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Onorevoli  colleghi,  premetto  che  l'emendamento  del  Governo  è
  identico   a  quello  della  Commissione.  Cosa  prevede?   Prevede
  l'adeguamento alla normativa nazionale sugli obblighi di pubblicità
  in  materia di appalti e di conseguenza estende tali obblighi anche
  per  i subappalti. Perché il problema vero di eventuali commistioni
  che  spesso  si  sono  verificate,  riguarda  la  parte  successiva
  all'appalto, quello che riguarda i subappalti.
   Per questo motivo volevamo estendere l'obbligo della pubblicità in
  maniera  tale che tutti sappiano quello che sta succedendo  e  come
  stanno  procedendo  negli appalti. Senza voler  invocare  nulla  di
  eccezionale,  è una norma che serve proprio a questo, a  combattere
  eventuali infiltrazioni di qualsiasi natura, prima nelle gare e poi
  nella  concessione  di subappalti. Solo questo, ci  adeguiamo  alla
  normativa nazionale.

   PRESIDENTE. Io credo che, così come formulato, l'emendamento  26.7
  sia  di riscrittura dell'intero articolo, non solo del comma  1  e,
  quindi, invito il Governo a precisarlo ed anche il Presidente della
  Commissione che lo ha presentato.

   VINCIULLO, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Sì, è chiaro che si tratta di una riscrittura, perché il comma 1  è
  sostituito dal seguente, cioè, quindi, tutto ciò che riguardava  il
  comma 1.

   PRESIDENTE. Quindi, riscrittura dell'intero articolo 26. Assessore
  Baccei, conferma?

   BACCEI,  assessore per l'economia. Confermiamo; è  la  riscrittura
  dell'articolo e non serve più la copertura.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento 26.7, di riscrittura
  dell'articolo  26,  a  firma del Governo  e  anche  proposto  dalla
  Commissione.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   E', pertanto, approvato l'articolo 26.
   C'è  una richiesta di chiarimento dell'onorevole Rinaldi anche  se
  abbiamo  già  votato.  Se   il  Presidente  della  Commissione  può
  rispondere.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Tutte  le cariche evidentemente anche quelle del comparto sanitario
  e,   quindi,  sia  aziende  sanitarie  provinciali  quanto  aziende
  ospedaliere. Su questo non ci sono dubbi. E' già incluso.

   PRESIDENTE. Si ritorna all'articolo 15, in precedenza accantonato.

   ALONGI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALONGI.  Signor Presidente, presidente Crocetta, signor Assessore,
  onorevoli  colleghi,  vi  chiedo  la  cortesia  di  due  minuti  di
  attenzione perché è un tema particolarmente delicato.
   Io  non  ho  fatto nessun subemendamento perché volevo prima  fare
  l'intervento  e confrontarmi con il Governo per capire  qual  è  il
  percorso che si può individuare.
   Ero  intervenuto,  già,  durante la  fase  dei  lavori,  prima  di
  cominciare a votare gli emendamenti, per quanto riguarda i disabili
  psichici  gravi,  cioè  quelli che fino al  1999  erano  ricoverati
  presso i Manicomi.
   Dal  '99  questi  soggetti  non sono  più  in  capo  come  risorse
  all'Assessorato  della Sanità ma, dal '99 in poi,  sono  transitati
  all'Assessorato della Famiglia.
   Il  capitolo  è  più precisamente il 182519. Voi sapete  e  l'Aula
  conosce,  i  colleghi  sanno, che i Sindaci sui  disabili  psichici
  gravi hanno l'obbligo del ricovero presso le Comunità alloggio.
   Questo  comporta anche un impegno economico da parte  dei  Sindaci
  che,  poi, a sua volta, ricevono da parte della Regione, a  partite
  di giro, le risorse per potere pagare le rette alle Comunità.
   Va  detto  chiaramente  che, ad oggi, le risorse  che  sono  state
  inserite  o che sono state calcolate nel capitolo 182519  non  sono
  sufficienti a coprire queste necessità.
   Io  non voglio ritornare e diventare polemico ma ho detto, l'altro
  giorno,  che  mi  dispiace che, alla fine,  realtà  particolarmente
  deboli  e  delicate  come disabili psichici  gravi,  il  presidente
  Crocetta,  che  non vengono sotto il suo ufficio a protestare,  che
  non vanno in Rai a protestare, che non vanno al Giornali di Sicilia
  a protestare, rimangano in un angolo e nessuno se ne occupa.
   Io,  da  quattro  legislature, questo tema l'ho sempre  sottoposto
  all'attenzione dell'Aula.
   Credo  che  oggi, nell'approvazione dell'emendamento dell'articolo
  5,  credo  che  questo  sia un tema che vada  affrontato  con  pari
  dignità  perché  credo  che  questo sia  un  tema  che  non  va  né
  sottovalutato e neanche disconosciuto, quindi, chiedo all'assessore
  Baccei,  al  presidente Crocetta, all'Assessore per la  Famiglia  e
  all'Assessore  per  la  Sanità, ove  è  possibile,  di  trovare  un
  percorso, non dico riscrittura, un emendamento o un subemendamento,
  che  può  descrivere  il  Governo stesso, affinché  si  trovino  le
  risorse anche per questa categoria, perché io l'ho detto poco fa in
  una  battuta,  lo dicevo nei giorni scorsi, non è che  perché  alla
  fine  molti di questi non sono potenziali elettori perché non vanno
  a votare o non fanno consenso, alla fine vanno lasciati all'angolo.
  Io  credo che bisogna avere rispetto degli uomini fino in  fondo  e
  questi,  che sono gli ultimi degli ultimi, vanno sostenuti fino  in
  fondo.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  è  chiaro che i disabili psichici sono  all'interno  dei
  fondi  per la disabilità. Questo è un fondo unico per la disabilità
  e  la non autosufficienza ed è l'innovazione legislativa che stiamo
  ponendo con questo articolato.
   Fra  l'altro,  voglio ricordare, che tra gli emendamenti  che  già
  abbiamo approvato c'è quello del fondo unico a valere comunale dove
  il  10  per cento dei trasferimenti vanno ai gravi. Qui è  indicato
  con  molta  chiarezza  che  ci saranno  le  direttive  che  dovremo
  concordare  con  il Parlamento, con la Commissione Sanità,  insieme
  agli assessorati della famiglia e della salute, io le assicuro  che
  già così come è scritto l'articolo copre tutte queste cose.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                  Presidenza del Presidente ARDIZZONE

   Voglio  precisare che già quest'anno, anche rispetto ai fondi  che
  saranno   trasferiti  ai  comuni,  praticamente  la   spesa   viene
  raddoppiata,  perché andiamo all'anticipazione  delle  risorse  che
  ancora  il  Governo  non  ci  ha neppure  assegnato,  diventano  68
  rispetto  ai  34 milioni degli altri anni, con anni arretrati,  per
  cui  ci sono tutte le risorse. Se noi lo vogliamo specificare, però
  io  ripeto  è ridondante che il fondo della non autosufficienza  si
  applichi  anche  all'articolo 1, si applichi anche alla  disabilità
  psichica,  a  me  sembra  pacifico.  Se  lo  dobbiamo  inserire  lo
  inseriamo.
   Il problema è che lo dobbiamo inserire nel punto giusto. Adesso lo
  guardiamo.  Perché poi non esiste una tipologia di malattia  che  è
  grave  in  quanto tale. Per esempio la sclerosi multipla in  alcuni
  momenti  è gravissima, in altri momenti è leggera, in altri momenti
  è  grave.  La  malattia psichica può essere supergravissima  e  può
  essere  leggera.  Non  possiamo definire il disagio  psichico  come
  gravissimo o grave, noi dobbiamo specificare che rientra nel  fondo
  della  non  autosufficienza. Ci sono persone con disagio gravissimo
  che  necessitano  di andare in casa famiglia, ci  sono  quelli  che
  addirittura possono lavorare. In relazione ai piani individuali  di
  cura  e  di assistenza si fa il riferimento, però il fondo  globale
  per la non autosufficienza, per legge, ingloba anche le persone con
  disagio psichico.

   ALONGI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALONGI.  Signor  Presidente, assessore Baccei, io  insisto  perché
  credo che basterebbe individuare, all'interno dell'articolato,  che
  il  capitolo 18 può attingere a questo fondo, può essere  ripianato
  da  questo  fondo. Il problema vero è un altro.  Le  somme  che  ci
  vogliono  -  sono censiti già questi soggetti - sono 24 milioni  di
  euro e ad oggi soltanto 11 milioni di euro sono disponibili.
   Credo  che vada inserito perché c'è un suo capitolo a sé stante  e
  se  non  lo  specifichiamo corriamo il rischio di  non  poter  fare
  l'intervento di integrazione del capitolo.

   ARANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo rassicurare
  l'onorevole  Alongi,  essendo  nella  vita  psichiatra  ed   avendo
  partecipato  anche alla Commissione invalidi civili, che  la  legge
  del  5  febbraio  1992, n. 104, articolo 3, comma 3,  riguarda  sia
  l'invalidità  fisica  che psichica. Possiamo stare  tranquilli  che
  sarebbe  ridondante aggiungere, anzi aggiungendo, forse, escludiamo
  qualche altra patologia.

   PRESIDENTE. Soppressivi ritirati, c'è una riscrittura del  Governo
  alla quale sono stati presentati diversi emendamenti.

   FALCONE.  Signor  Presidente  le  stanno  per  arrivare  miei  tre
  subemendamenti.

   PRESIDENTE. Allora, onorevoli colleghi, sospendo la seduta per due
  minuti, però, non vi allontanate dall'Aula.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.01, è ripresa alle ore 18.10)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.   Comunico   che   sono  stati   presentati   numerosi
  emendamenti per cui occorre un po' di attenzione.
   Onorevoli  colleghi, ai fini del coordinamento  degli  emendamenti
  presentati sospendo nuovamente la seduta per altri due minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.11, è ripresa alle ore 18.21)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.    Onorevoli   colleghi,   sono    stati    presentati
  all'emendamento 15R i subemendamenti 15 R3, 15 R9, 15 R6, 15 R4, 15
  R7, 15 R11, 15 R12, 15 R5, 15 R1, 15 R10, 15 R2, 15 R8.

   ALONGI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALONGI.  Signor Presidente, intervengo solo per un  minuto  -  non
  voglio  essere  logorroico, però, credo che stiamo  commettendo  un
  errore  di  carattere tecnico, Assessore Baccei, se  mi  presta  un
  attimo di attenzione.
   Oggi, onorevole Presidente, in Sicilia presso le comunità alloggio
  sono ricoverati 2.100 disabiliti psichici, in capo ed in carico  ai
  comuni, con responsabilità penale per i sindaci.
   Il  capitolo  non è capiente. Ci sono soltanto undici  milioni  di
  euro e la necessità è di oltre quaranta milioni di euro.
   Assessore  Baccei,  bisogna  preparare  un  subemendamento   dove,
  chiaramente, individuare una parte delle risorse di questo articolo
  per i disabili psichici gravi.
   Se  ciò  non avviene voterò ugualmente l'articolo 15, ma  -  molto
  onestamente -  affermo che diventerà la mia battaglia perché non  è
  possibile  che una categoria di soggetti non difesi  da  nessuno  o
  indifendibili,  perché soli, rimangono all'angolo,  e  non  è  come
  afferma il Presidente Crocetta
   C'è  un  capitolo a se stante per cui o si rimpingua, o alla  fine
  rimangono scoperti, non so come meglio spiegare questa cosa.
   Facciamo  un'integrazione con un emendamento in cui si  rifinanzia
  questo specifico capitolo con queste risorse.

   DIGIACOMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIGIACOMO.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   il   mio
  intervento è volto a tranquillizzare l'onorevole Alongi, perché  il
  problema che pone è reale.
   Gli  volevo  ricordare che abbiamo esitato, con parere favorevole,
  il  decreto  di  integrazione socio-sanitaria che ha  un  fondo  di
  duecentoventi milioni di euro che copre ampiamente - in modo  molto
  sistematico e organizzato - il servizio a supporto della disabilità
  mentale.
   E'  un  decreto  estremamente innovativo che pone  la  Sicilia  in
  un'avanguardia  nazionale  rispetto  alla  trattazione  di   questi
  problemi, e credo che nei prossimi giorni sarà pubblicato.
   I  soldi  in  questo fondo ci sono, le ricordo, onorevole  Alongi,
  che  il  fondo  complessivamente, tra  sanità  e  servizi  sociali,
  intorno ai duecento milioni di euro, credo duecentoventi milioni di
  euro e queste sono risorse, come dire, aggiuntive rispetto a quanto
  già previsto nel decreto di integrazione socio-sanitaria.
   Non so se ciò  è valso, onorevole Alongi, a rassicurarla, insomma,
  come dire, la sua legittima preoccupazione può rientrare nell'aureo
  della  tranquillità  perché  non ci  siamo  dimenticati  di  questo
  aspetto che è molto, molto rilevante.
   Tra  l'altro, mi permetterei di suggerire agli onorevoli  colleghi
  che,  per carità ne hanno facoltà, di tenere presente che  noi  con
  questo  decreto stiamo costituendo un fondo e i decreti  attuativi,
  poi,  passeranno dal vaglio della Commissione di merito, quindi  io
  non inzepperei questa norma di molti distinguo e quant'altro perché
  rischiamo di fare confusione anziché, come dire, costituire  questo
  fondo  che, oggettivamente, rispetto al passato è cospicuo  e  che,
  insomma,  nell'immediato  passato,  - per parafrasare  una  battuta
  felicissima -  non c'erano neanche i congiuntivi altro  che  soldi.
  Adesso  il fondo è cospicuo e noi possiamo fare un buon lavoro,  ma
  non penso che sia questo il momento e questa la sede.

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'esame  dell'emendamento  15.R3,  primo
  firmatario l'onorevole Cancelleri.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.   Signor  Presidente  intervengo  brevemente.   Volevo
  illustrare due degli emendamenti che mi vedono primo firmatario: Il
  15R3  e  il  15R4,  che vogliono, in qualche modo,  introdurre  due
  concetti  che  secondo me sono importanti e anche interessanti  per
  questa  norma  per svilupparla e, insomma, renderla all'avanguardia
  rispetto anche alle altre Regioni.
   Io credo che sia una opportunità. Spero che l'Aula possa valutare,
  che il Governo, il Presidente della Regione possano valutare questa
  proposta.
   Il 15R3 propone una modifica del comma 3, inserendo la possibilità
  a  i soggetti che sono percettori di un trasferimento monetario, di
  potere  effettuare una scelta anche in forma combinata dei soggetti
  che  devono,  appunto,  erogare  il servizio,  chiaramente  vengono
  citate  le  cooperative  ma  vengono  citati  anche  gli  operatori
  iscritti  al  Registro pubblico degli assistenti  familiari  che  è
  istituito  con  decreto del 22 aprile 2010, ai  sensi  della  legge
  regionale  10 del 2003 presso l'Assessorato, ma anche gli operatori
  OSA e OSS e inseriamo la figura anche del caregiver e spieghiamo la
  specifica  figura  del  caregiver  familiare convivente,  entro  il
  secondo  grado di parentela o affinità, ai sensi del Titolo  V  del
  libro I del Codice Civile.
   Questo,  secondo me, dà la possibilità al soggetto che  percepisce
  questo denaro di potere espletare una scelta che è chiaramente  poi
  alla fine semplicemente personale.
   Il  15R4  invece  è un lavoro di raccordo con quello  che  era  il
  frutto del lavoro che c'era stato in Commissione. Il comma 4  della
  scrittura  dell'articolo  così come era  uscito  dalla  Commissione
  prevedeva che appunto questi soggetti che percepivano trasferimenti
  monetari  dovessero in qualche modo poi anche effettuare un  minimo
  di rendicontazione delle spese effettuate.
   E'  scomparsa  questa dicitura dalla riscrittura del  Governo,  la
  vogliamo   reinserire  al  comma  6  dove  appunto  in  coda   alla
  possibilità di sottoscrivere un patto di cura, come il  Governo  lo
  ha  chiamato, sottoposta a verifiche periodiche e a rendicontazione
  delle spese sostenute.
   Sono  due  proposte di buon senso e io spero che il Governo  e  il
  Presidente  della  Regione possano accettare quelle  che  sono,  in
  parte,  anche delle proposte che provengono proprio dal  mondo  dei
  soggetti  disabili gravissimi e che possono rappresentare,  secondo
  me,  un  fattore  di  estrema efficacia nella scrittura  di  questo
  articolo.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  onorevole Cancelleri, per quanto riguarda  l'emendamento
  15R.3   mi   pare  che  contempli  la  linea  del  Governo   perché
  sostanzialmente risponde alla logica di dire  io mi faccio  seguire
  da un mio familiare e non ho bisogno di nessun altro'. Ed è il caso
  di  una  bambina  che  ho incontrato oggi alla  manifestazione  dei
  disabili,  con  due  genitori in carrozzina. Questa  ragazza  si  è
  diplomata.     Cosa  fai  nella  vita?'.   Adesso   dovevo   andare
  all'Università  e non ci posso andare.'  Perché?'.    Perché  debbo
  badare ai miei genitori.'.
   Però  questo articolo fa a pugni con l'altro che, invece,  ha  una
  logica  veramente fiscalista e giustizialista di dire  io ti faccio
  la  rendicontazione'.  Ma  se  io me  ne  vado  all'Università  che
  rendicontazione ti debbo fare? Quella che mi sono pagato gli  studi
  per assistere i miei genitori?
   Affidiamo tutta questa parte delle rendicontazioni al discorso che
  dobbiamo  fare con le associazioni dei disabili e alla Commissione,
  dove ci siete tutti  Perché il Governo non è che dice  noi vogliamo
  fare  il  decreto senza sentire nessuno'. Quello che dovrà dare  la
  Commissione  parlamentare  è  un  parere  vincolante  ai  fini  del
  decreto.
   Poi  vi  rappresento un'altra questione. Una famiglia  povera  che
  cosa  deve rendicontare? Noi pretendiamo che loro spendano i  soldi
  prima,  e sei mesi dopo noi gli daremo i soldi? Come avviene  nella
  burocrazia?  Non mettiamo vincoli. Vi prego, vi faccio un  appello.
  Perché  io trovo ragionevole l'emendamento 15R.3, ma nel  15R.4  ci
  vedo  la  prepotenza dello Stato che pensa di essere  etico'  e  le
  famiglie indegne. Noi non dobbiamo dare lezioni a nessuno.
   Vediamo  insieme. Lo concordiamo con le famiglie della disabilità,
  perché   dobbiamo   garantire  che  i   soldi   vengano   destinati
  effettivamente  alla cura del disabile con un  piano  preciso,  che
  dovrà  essere giustificato. Però se cominciamo a dire che ci  vuole
  la  pezza  giustificativa, ci perdiamo.
   Vi  chiedo  di ritirare questo emendamento e finiremo  insieme  in
  Commissione.  Accogliamo il primo, perché lo  trovo  in  linea  con
  quello  che  pensiamo  noi. Trovo, invece, inopportuno,  in  questa
  fase,  un sistema per cui è complicatissimo dare i soldi.  Io  l'ho
  visto  in questi mesi quello che succede. Succede che prima avevamo
  2.750  disabili, ora ne abbiamo 1.750. Poi che loro debbono firmare
  il  patto  di  cura  e  debbono specificare è  un  altro  discorso.
  Parecchia di questa gente è totalmente abbandonata, quindi  sarebbe
  opportuno  che  noi,  rispetto a questi problemi,  cominciassimo  a
  stabilire  criteri che ci consentano di raggiungere  questa  gente,
  pensando che interveniamo rapidamente.
   Credo  che  il  primo emendamento specifichi ampiamente  i  limiti
  entro  cui si deve svolgere l'assistenza, e quindi non c'è  bisogno
  di  precisare  ulteriormente che debbono spendere  prima  i  soldi,
  perché  molti non hanno neanche i soldi per affittarsi la casa,  no
  per assumere ad uno.
   Il  caso  dei fratelli Viviano, quattro fratelli con una  malattia
  gravissima  progressiva. Abitano fuori Lipari. Dovrebbero  fare  la
  telemedicina,  però  non c'è la rete wi-fi e non  arriva  internet.
  Dovrebbero avere qualcuno che li assiste dalla mattina alla sera, e
  non  hanno  nessuno. Dovrebbero avere una casa degna di tale  nome.
  L'affitto rientra nella rendicontazione, o no?
   Allora, stabiliamoceli con calma questi parametri. Perché anche la
  legge  104,  non è che fa riferimento solo all'assistenza  ed  alla
  cura,  fa  riferimento anche al benessere fisico e  psichico  della
  persona  con disabilità, ed il contesto socio-economico e familiare
  in  cui vive. Quindi, non liquidiamo con un emendamento che oggi ci
  bloccherebbe, invece, una discussione aperta e democratica che  noi
  dobbiamo fare, con l'intero Parlamento.
   Quindi,  il  Governo esprime parere favorevole sul primo.  Per  il
  secondo  vi  chiedo, cortesemente, di definirlo insieme, stabilendo
  una materia che è di una complessità incredibile, che io mi ci sono
  dovuto  confrontare  ogni giorno, e dopo avere stanziato  i  soldi,
  decretato   i   trasferimenti  alle  ASP,  ancora  -   proprio   in
  considerazione a tutte le questioni burocratiche che si  pongono  -
  convochiamole ulteriormente.

   PRESIDENTE. Presidente Crocetta, per mia chiarezza, quindi lei  dà
  parere favorevole al 15.R3 e parere contrario al 15.R4.
   Siccome  l'emendamento 15.R3 è sostitutivo del comma 3, tutti  gli
  emendamenti  agganciati  al  comma 3 decadono  di  conseguenza,  se
  dovesse essere approvato.
   Il parere della Commissione sull'emendamento 15.R3?

   VINCIULLO,   presidente   della   Commissione   e   relatore    di
   maggioranza. Favorevole.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo riconoscere  che
  dovere  trattare questo argomento in Aula, su una riscrittura  così
  vasta,  è veramente complicato per via della delicatezza del  tema.
  Però occorre fare delle precisazioni e mi permetto di rivolgermi al
  Presidente,   ponendo  la  discussione  su  questa  vicenda   della
  rendicontazione.
   Noi,  in alcun modo vogliamo rappresentare quella parte del  Paese
  che sta col mitra puntato di uno Stato oppressore, però bisogna non
  confondere  le  cose.  Se noi queste misure, questo  fondo  per  la
  disabilità  lo  vogliamo fare diventare un  fondo  di  sostegno  al
  reddito, eliminando la rendicontazione agevoliamo la strada  a  chi
  potrebbe fare un uso distorto di queste somme, e ci spieghiamo.  Ad
  esempio,  il  Presidente ha parlato dell'incontro di  oggi  con  la
  giovane donna, la giovane ragazza che accudisce i genitori  e  che,
  giustamente,  vede la sua vita interamente dedicata alla  cura  dei
  propri parenti. Ora, non è che noi chiediamo la rendicontazione  di
  quello  che  la  signora farà con le sue somme. Noi  gli  diamo  la
  disponibilità   di  potere  pagare  delle  persone,   mentre   lei,
  giustamente, va all'università.
   Perché, caro Presidente, come ha detto lei, ci sono tante famiglie
  estremamente  povere e con strumenti culturali molto  ridotti  che,
  vedendosi   arrivare   dei  trasferimenti   monetari   diretti,   e
  Presidente,   trasferimenti  monetari  diretti   di   soldi   cash,
  potrebbero lasciare spazio ad approfittatori.
   Presidente, se lei vuole fare il reddito minimo di cittadinanza fa
  una norma con questo titolo, non può confondere fischi con fiaschi,
  perché di confusione ne ha fatto abbastanza.
   Quindi,  secondo  noi  la rendicontazione è uno  strumento  utile,
  perché  quando  si  va ad assumere del personale  qualificato,  per
  carità,  o  si  decide  di procurarselo  da  sé,  o  si  decide  di
  rivolgersi  a  delle strutture già organizzate e  riconosciute,  in
  quei casi la rendicontazione si rende necessaria. Perché altrimenti
  noi  ci  ritroveremo  tanti  farabutti  che  metteranno  i  parenti
  disabili  nel  sottoscala,  li  manterranno  in  vita  per   potere
  intascare  la  remunerazione economica diretta;  invece,  a  tutela
  delle  persone serie e dei disabili, la rendicontazione  permetterà
  di  avere  direttamente  e  di  curare  l'interesse  della  persona
  disabile.
   Poi,   quando   vogliamo  parlare  di  reddito  di   cittadinanza,
  Presidente, dato che lei sono quattro anni che lo annuncia e non lo
  fa, lo facciamo con il titolo giusto.

   ARANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARANCIO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  intervengo  su
  questa questione della rendicontazione.
   Allora,  io  vorrei  dire questo, noi siamo qui  per  risolvere  i
  problemi delle persone o per crearne altri?
   Perché  se  siamo qui, avere la visione paradoidea nel  senso  che
  ognuno è qui per fregare qualcuno o qualcos'altro, non ha senso.
   Se  noi  dobbiamo risolvere i problemi delle persone, intanto,  se
  dobbiamo  accreditare delle somme, accreditiamole; se poi  dobbiamo
  assicurarci  che  le somme vengono spese per l'assistenza,  allora,
  possiamo  mettere  una  supervisione,  una  supervisione   di   una
  assistenza  sociale del Comune, o una assistenza  sociale  dell'ASP
  per  vedere,  rispetto  al  progetto  riabilitativo,  rispetto   al
  progetto di cure, se effettivamente si sta effettuando, ma  rompere
  le  scatole, Presidente, alle persone ed andare a rendicontare  per
  stabilire ciò che è rendicontabile, ciò che non è rendicontabile io
  mi  immagino,  e  questo ve lo dico sempre  da  esperto,  e  faccio
  l'esperto  in  Aula  gratis, una famiglia con  disabilità  mentale,
  attimi  fa sono intervenuto sulla disabilità mentale, vorrei vedere
  una famiglia a cui diamo l'assistenza con il reddito e deve fare la
  rendicontazione,  poi la famiglia che deve andare  a  chiamarsi  un
  esperto  che gli fa la rendicontazione e, quindi, oltre ai problemi
  che  hanno  con  quei quattro soldi che gli diamo  gli  creiamo  un
  ulteriore problema?
   Io,  quindi,  sono disponibile ed invito il Governo a scrivere  un
  sub-emendamento per un controllo attraverso il servizio sociale ma,
  che ci sia una rendicontazione, mi pare una cosa allucinante per le
  famiglie  che hanno sofferenza e alle famiglie che hanno sofferenza
  non dobbiamo creare altri problemi ma dobbiamo risolverglieli.

   RAIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io ho presentato
  dei  sub-emendamenti  perché penso che  noi,  nel  momento  in  cui
  formuliamo  delle  leggi e facciamo delle leggi, le  dobbiamo  fare
  affinché  dietro  le leggi, poi, non si nascondano distorsioni  del
  meccanismo stesso perché noi dobbiamo tutelare le persone che hanno
  diritto  e bisogno ad essere tutelati fermo restando che siamo  dei
  legislatori e, quindi, facciamo le leggi.
   Ora, noi stiamo andando a formulare e, parlare di un intervento  e
  parlare   di   cose  abbastanza  delicate  come  la  disabilità   e
  quant'altro, certamente, non è assolutamente facile ma io mi chiedo
  e  faccio  una domanda e intanto non sono d'accordo col  Presidente
  quando dice veramente che noi non stiamo dando e non possiamo dare,
  non  possiamo creare il reddito di cittadinanza quando questo, poi,
  sarà creato, sarà creato, ma adesso non è questo il tema, il tema è
  come queste risorse arrivino alle persone, in che forma arrivino e,
  fino  ad  oggi,  come  sono arrivate alla  persone  perché  se  noi
  pensiamo  che  la Sicilia, in questo modo, diventa all'avanguardia,
  secondo me ci sbagliamo di grosso perché è l'unica Regione che  sta
  attivando un meccanismo di erogazione diretta delle somme.
   Tutti quanti noi sappiamo che, dietro determinati meccanismi, poi,
  si possono nascondere mille risvolti.
   Io  sono  perché le cure vengano date, ma vengano date in  maniera
  puntuale  e precisa, ecco perché penso che l'erogazione dei  titoli
  deve  essere tracciabile, non può essere che a chiunque  arrivi  il
  titolo  così  e  lo si può spendere come si vuole, non  lo  ritengo
  corretto; ritengo, invece, altrettanto corretto che questi  vengano
  spesi  nel migliore dei modi.
   Non  dimentichiamo,  fra  l'altro, che  dietro  questo  mondo  che
  abbiamo conosciuto fino ad oggi, prestano lavoro tantissime persone
  nella  nostra  Regione, vengono occupate migliaia di  persone.  Dal
  momento in cui noi stiamo cambiando il sistema del welfare,  o  una
  parte  di questo, dobbiamo renderci conto che andiamo a mettere  in
  discussione   anche  il  lavoro  di  centinaia   e   centinaia   di
  professionisti che, fino ad oggi, invece, hanno dato assistenza.
   Col  Presidente  io  non  sono assolutamente  d'accordo,  sono  in
  assoluto  disaccordo e, per quanto mi riguarda, se non intervengono
  modifiche   o   se  non  vengono  apportate  modifiche   a   questo
  emendamento, proposto dal Governo, voterò contro.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a  parlare l'onorevole  Forzese.  Ne  ha
  facoltà.

   FORZESE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  nell'arco  di
  pochissimi  minuti anzi direi quasi un minuto, volevo semplicemente
  dire che il più delle volte - ritengo che bisogna evidenziarlo - ci
  sono  degli  emendamenti che per chi ci segue da casa sono  un  po'
  complicati, anche se chi è addetto ai lavori deve trovare  un  modo
  in  cui  entrare sotto l'aspetto tattico e tecnico per poi valutare
  quali  sono  le  cose da realizzare e non. Quando uno  presenta  un
  emendamento sarebbe il caso anche che lo stesso lo possa delucidare
  o,  quantomeno,  il  Governo, se se ne fa carico,  per  quello  che
  concerne  un qualcosa legato alla Finanziaria, potesse  essere  più
  chiaro  ed esplicito, ma non vi è dubbio che anche in certi aspetti
  viene utilizzata una pura demagogia per poi non dire niente.
   Io  penso  che  tutti qui, in primis il Presidente della  Regione,
  Rosario  Crocetta, così come l'Assemblea, abbiano un solo interesse
  che è quello di salvaguardare non solo i diversamente abili o, così
  chiamati  disabili,  o quantomeno migliorare la  qualità  di  vita.
  Ritengo,  per  le  cose che sono state viste e dette  attraverso  i
  sistemi  di  comunicazione, che sarebbe il caso di non arrivare  al
  punto di non essere complicati nel dire le cose.
   Dobbiamo semplicemente trovare la quadra, Presidente, come lei  ha
  fatto  in diverse occasioni in presenza di autorevoli esponenti  di
  associazioni che rappresentano il mondo della disabilità, così come
  l'esempio che ha fatto poco fa, della studentessa universitaria che
  non  può andare all'università per poi trovare un modo per rimanere
  vicino ai propri genitori.
   Qual  è  il  messaggio che voglio lanciare? È quello che  dobbiamo
  trovare  una  dialettica  più chiara, più  lucida,  più  esplicita,
  perché  mi rendo conto che ogni forza politica o lo stesso Governo,
  comprese anche le opposizioni o le minoranze, non hanno se  non  la
  rivendicazione  nel dire  bene dobbiamo trovare un modo  perché  la
  disabilità  trovi  maggiori  fondi,  perché  è  corretto   che   la
  disabilità possa quantomeno essere rispettata'. Però se noi  usiamo
  un  linguaggio  tecnico e tattico, il più delle  volte,  vi  è  una
  confusione  tale da non far capire nulla a chi ci  segue  fuori  da
  questa Assemblea.
   Concludo  col dire che sarebbe bello che, al di là del  fatto  che
  ognuno  possa dire  bene, condivido il ragionamento nel  trarre  un
  solo  messaggio,  occorre migliorare tutto ciò che  concerne  nella
  vicenda  dei  diversamente abili', sarebbe anche  corretto  che  lo
  stesso  assessore per l'economia, gli stessi addetti ai lavori  per
  chi ha la delega potessero essere più chiari ed espliciti.

   DI GIACINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  a
  sostegno, questa volta, del Presidente Crocetta, dopo tanto  tempo.
  Sono preoccupato in quest'Aula, ma sono preoccupato di una cosa: ma
  c'è  qualcuno  che  pensa che dare risorse a queste  famiglie,  che
  hanno una disabilità gravissima a casa, gli risolve il problema? Io
  penso  che  qui ci stiamo incartando nel tentare di far fare  delle
  cose a queste famiglie: i rendiconti, sul sito web.
   Facciamo un sito e diciamo: che cosa ha speso questa famiglia  per
  la  disabilità questo mese? Ma di che cosa state parlando? Io credo
  che  ci  voglia un controllo da parte degli assistenti sociali  dei
  Comuni che vanno a verificare se i servizi sono dati a quel ragazzo
  oppure  no,  ma  chiedere la rendicontazione settimanale,  mensile,
  annuale,  ma  di  che  cosa  state parlando?  Ma  pensate  così  di
  alleviare i bisogni delle famiglie? Io credo che, giustamente,  gli
  assistenti sociali vanno a verificare qual'è il bisogno  di  questa
  famiglia,  dopodiché fatto questo da parte dei Comuni,  vediamo  di
  metterci  un  punto, non complichiamo ulteriormente; c'è  anche  il
  tutore,  ci  sono tutte queste cose, quindi vediamo di evitare,  di
  complicare  ancora  di più la vita a queste famiglie  che  già,  vi
  assicuro,  ce  l'hanno  talmente complicata  e  quindi  non  gliela
  dobbiamo complicare completamente.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati, il Governo non intende dare risorse senza criteri e senza
  delle  logiche.  Quando  qui  c'è scritto  che   insieme  vedremo ,
  Parlamento  e  Governo, i criteri di applicazione, le direttive  da
  fare  significa  che o il Parlamento non si fida della  Commissione
  parlamentare che ha nominato dove vi sono tutte le forze  politiche
  oppure  intendiamo, frettolosamente, normare una materia complicata
  dove  esistono una serie di leggi con piccoli emendamenti:  non  lo
  possiamo fare, perché rischiamo di introdurre, anche fra l'altro il
  detto  che  la massima logica formalistica della legge è  la  somma
  ingiustizia, un proverbio antico.
   A  volte il legislatore, nell'eccesso di legislazione, finisce per
  creare  vincoli e paletti sui cui rimane avviluppato e che  rendono
  impossibile gli interventi. Noi non possiamo assolutamente  pensare
  che  la famiglia non faccia parte del contesto assistenziale  della
  persona  con  disabilità, perché è parte integrante  nella  visione
  della  stessa  Costituzione, dove la famiglia è  indicata  come  la
  cellula  di  base  della società che è coinvolta  nel  processo  di
  assistenza e cura della persona con disabilità. Noi non la vogliamo
  deresponsabilizzare la famiglia.
   Quando io ho dato parere favorevole alla figura del care giver che
  volevo già prevedere, fra l'altro, con decreto, quindi l'ho sposata
  interamente  perché  erano queste le linee del decreto  che  volevo
  operare,  questa  figura del care giver che significa?  Utilizziamo
  una  parola inglese che significa  il donatore di cura ,  donatore,
  donare è diverso del giver cioè prestatore di cura, infatti indica,
  e  l'ho visto bene, l'emendamento una serie di cose alternative che
  possono  essere  l'assistenza diretta,  indiretta,  il  riferimento
  puntuale,  ecc.  Allora il ragionamento è,  però  io  invito  tutti
  quanti a fare una riflessione perché il contesto su cui qui noi  ci
  muoviamo non è fra chi vuole la giustificazione delle spese  e  chi
  non  la  vuole, è fra chi vuole incardinare tutta l'assistenza  col
  mondo  delle cooperative e chi è contrario alla libera  scelta  del
  disabile. Questo è il rischio che correte in questa Aula.
   Forse  non  avete capito alcuni interventi allora,  la  partita  è
  questa ora se uno vuole ottenere cento e finisce per ottenere  zero
  stia  attento,  stia  attento  perché  noi  questo  problema  della
  rendicontazione  lo  possiamo giustificare però rendicontazione  in
  italiano vuol dire che prima io spendo i soldi e poi ricevo  quello
  che ho speso.
   Nella  maggior  parte  delle  famiglie  con  disabilità  questo  è
  tecnicamente impossibile. Questa partita la vogliamo affidare  alla
  Commissione parlamentare? Dove tutte le forze politiche ci  sono  e
  stabiliamo   li   i  criteri  di  giustificazione;  stabiliamo   la
  decorrenza  dei  controlli periodici; stabiliamo   che  all'interno
  delle  ASP  insieme ai Comuni si organizzino delle task  force  che
  controllano periodicamente e senza avvertire, improvvisamente,  per
  valutare, stabilire un quadro di spese ammissibili?
   Io  ve lo dico: nel progetto individuale di cura, per  esempio per
  i  fratelli Viviano c'è previsto l'affitto della casa; è  destinata
  la  cura  del disabile, quindi o ci chiariamo tutte queste  cose  o
  questo emendamento è frettoloso.
   Non   sto   dicendo  che  è  ingiustificato,  quindi  vi   invito,
  sinceramente,  siccome  la norma quadro e l'articolo  15.3R  queste
  vicende definiamole in fase successiva in Commissione. Tutto qua.
   Rispetto  alle perplessità dell'onorevole Raia, deve  stare  molto
  tranquilla  perché  con i fondi che noi stiamo  stanziando  c'è  un
  mondo  sociale  che continua a lavorare e che incrementerà  le  sue
  attività, considerato che già solo come fondi  della legge  n.  328
  quest'anno verrà trasferito dal fondo nazionale il doppio  rispetto
  all'anno  scorso, che i comuni potranno destinare.  Però,  scusate,
  per  essere  chiari se io non voglio che mia figlia con  disabilità
  venga curata nella sua igiene personale da una persona estranea, ho
  il  diritto  di  poterlo fare e di assumermi un mio  familiare.  Ho
  questo diritto
   Questo  è il tema e se una persona con disabilità, me lo ha  detto
  una ragazza in carrozzina, me lo ha scritto una ragazza giornalista
  sulla Repubblica con una lettera aperta dicendo:  Presidente se c'è
  una  cosa  che condivido  è la sua libertà, il fatto che  ci  vuole
  dare la libertà di scelta .
   Dovrei rendicontarlo senza criteri e senza stabilire quali sono le
  spese  ammissibili,  quali quelli inammissibili  e  questo  sarebbe
  avventato e suicida.

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'emendamento  15.3.   Il  parere  della
  Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CROCETTA, presidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico che gli emendamenti 15R9 e 15R6 sono assorbiti.
   Si passa all'emendamento 15R13, dell'onorevole Alongi, che estende
  ai disabili psichici, ricoverati nelle comunità alloggio. Il parere
  della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.
   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CROCETTA, presidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 15R4, dell'onorevole Cancelleri.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI. Signor Presidente, intervengo 10 secondi,  non  voglio
  neanche  proprio  assolutamente fare polemica  anzi  riportiamo  il
  binario  della  discussione all'interno del  confronto  che  questo
  tema, chiaramente, merita.
   Io   sono   d'accordo  con  lei,  non  possiamo   pretendere   che
  rendicontino  i  soldi che non hanno ancora avuto  e  quindi  farci
  rendicontare  prima  la  somma per poi darla  dopo,  tant'è  che  è
  scritto  in un modo che è il trasferimento monetario che  poi  deve
  avere  la rendicontazione. Cioè, noi glieli diamo intanto i  soldi,
  poi  loro, e chiaramente questa cosa è lasciata talmente libera che
  li decidete voi, li decidete voi col patto di cura quali saranno  i
  criteri di rendicontazione, cosa devono rendicontare.
   Io  credo  che sia la soluzione più giusta più semplice, rimane  a
  voi la libertà di scelta. Io ho imparato che tutto quello che passa
  dalle Commissioni, caro Presidente, qua in questo Parlamento,  poi,
  spesso  e  volentieri, si blocca. Se lo fate  io  dico  che  questo
  Governo  si  dovrebbe prendere la responsabilità amministrativa  di
  decidere cosa c'è all'interno del patto di cura. Però, per carità.

   CROCETTA,  presidente  della Regione.  di fronte  alla  Corte  dei
  Conti e di fronte alla nostra coscienza, la cosa più importante.

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'emendamento  15R.4.  Il  parere  della
  Commissione?

   VINCIULLO,  presidente della Commissione e relatore.  Contrario  a
  maggioranza.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CROCETTA, presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri, ritira l'emendamento?

   CANCELLERI.  No,  chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  nominale.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio   nominale
  dell'emendamento 15R.4.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  51
   Maggioranza         26
   Favorevoli          14
   Contrari            36
   Astenuti             1

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 15R.7 è precluso.
   Si passa all'emendamento 15R.11, dell'onorevole Falcone.
   L'onorevole  Falcone non è presente in Aula pertanto l'emendamento
  decade.
   Si  passa  all'emendamento 15R.12, degli onorevoli  Cancelleri  ed
  altri, che prevede la soppressione del comma 11.
   Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CROCETTA,  presidente  della Regione. Contrario.  Contrari  perché
  abbiamo  già  fatto  un emendamento che ripristina  esattamente  il
  ragionamento

   PRESIDENTE. No, onorevole Presidente, è la soppressione del  comma
  11.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Brevemente onorevole Foti.

   FOTI.  Signor  Presidente, al comma 15 si faceva riferimento  alle
  risorse destinate ai disabili psichici ora

   PRESIDENTE. Comma 11 dell'articolo 15.

   FOTI.  Al  comma 11. Ora diciamo rientrando nelle definizioni  del
  fondo,  con  l'emendamento Alongi, anche la categoria dei  disabili
  psichici penso che questo emendamento è superato e lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  al  subemendamento 15 R.5 dell'onorevole Cancelleri  ed
  altri, relativo alla soppressione del comma 15 dell'articolo 15,  e
  all'emendamento  15  R.1  dell'onorevole  Panepinto  ed  altri,  di
  identico contenuto.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   PANEPINTO.   Signor   Presidente,  Governo,  onorevoli   colleghi,
  intervengo  brevemente  per  dire  che,  finalmente,  grazie   alla
  determinazione  del Governo e del presidente Crocetta,  quest'Aula,
  ormai  da  giorni  e  giorni  tratta il problema  delle  disabilità
  gravissime.
   La  stessa fortuna non hanno avuto i disabili minori quando  hanno
  avuto  approvato  una  norma, l'articolo 91 della  finanziaria  del
  2010,  nella  quale  si  prevedevano i piani personalizzati  per  i
  minori disabili.
   L'Assessorato  della famiglia, anche allora, con un'apposita  nota
  all'Assemblea, chiese di non applicare la norma e non ho mai capito
  perché,  ad oggi a mio parere, considerare la riscrittura è diversa
  al  testo  iniziale  approvato in Commissione  Bilancio',  dove  si
  cambiava  l'assegnazione di risorse, per  cui  ritengo  che  dovere
  togliere questo 50 per cento della quota delle disabilità nazionali
  nelle parole  dell'ambito della programmazione del' , secondo me, è
  un torto che si fa alle famiglie e ai minori disabili.
   Propongo di abrogare il comma 17 e mantenere l'articolo 91

   PRESIDENTE. Comma 15, non 17.

   PANEPINTO.  Chiedo di abrogare il comma 15 dell'articolo  15.  Poi
  interverrò  sul comma 17 che, secondo me, va modificato perché  fra
  non  molto manderemo i commissari nei comuni e stabiliremo  pure  i
  progetti.

   PRESIDENTE. Onorevole Panepinto, parli adesso pure del comma 17.

   PANEPINTO.  Con  il mio subemendamento 15 R.2,   modificativo  del
  comma  17,  ritengo che non ci sia nulla che sia stato discusso  in
  Commissione  Bilancio', per cui abolirei pure la II Commissione  al
  comma 18.
   Detto  ciò  noi  abbiamo  già  vincolato  il  10  per  cento   dei
  trasferimenti di parte corrente ai comuni, e va bene. Ora  proviamo
  a vincolare quindicimilioni di euro sugli investimenti. Considerato
  che  sono  poco più di centomilioni e servono a pagare le rate  dei
  mutui  dei  comuni, sono talmente tanti, direi,  siccome  i  comuni
  fanno  sempre interventi di manutenzione ordinaria, non  spieghiamo
  esattamente  quello che devono fare, perché onestamente  immaginare
  l'abbattimento delle barriere architettoniche nelle strade  urbane,
  negli  edifici  pubblici, previsioni di un posto auto,  adeguamento
  degli   attraversamenti,   va  bene   tutto,   ma   lasciamo   alla
  discrezionalità   degli   enti   locali   come   spendere    questi
  quindicimilioni.
   E  preferirei che togliessimo questo comma 17 perché  secondo  me,
  anche  se  le  finalità del comma 17 sono importanti, come  rendere
  normale  la vita dei disabili nei contri urbani, però non  possiamo
  immaginare  che questo emisfero o questa astronave di  intelligenza
  poi   sottrae  risorse  ai  comuni  per  impedirgli  di   procedere
  sostanzialmente  al  pagamento delle rate dei mutui  con  la  Cassa
  depositi e prestiti e con l'Istituto di credito sportivo

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente, sul  comma
  15  non  abbiamo nessun problema, si sopprime, non si sopprime,  ci
  rimettiamo all'Aula.
   Sul comma 17 non capisco più la questione.
   Onorevole Panepinto, oggi ricorre il 70  anniversario di  Gramsci,
  qualche evento di questo anno. Che diceva Gramsci a proposito delle
  note  su  Machiavelli? Il novello principe e  l'architetto  di  una
  nuova società. E' l'architetto di una nuova società.
   La  politica, il Governo della cosa pubblica, costruisce una nuova
  etica.
   FORMICA. E' renziano oramai, cosa c'entra Gramsci

   CROCETTA, presidente della Regione. Non voglio entrare nel  merito
  della  politica, parlare di Gramsci e Renzi ha un contesto  un  po'
  diverso.

   PRESIDENTE. Chiudiamo polemiche

   CROCETTA,  presidente  della Regione. Siamo  in  contesti  storici
  completamente diversi.
   E'  l'architetto di una nuova società. La politica non può  essere
  slegata,  facciamogli fare quello che vogliono   Non  c'è  un  solo
  semaforo  in  Sicilia in cui ci sia l'avvertimento  sonoro  per  le
  persone non vedenti. Facciamogli fare quello che vogliono
   Ci  sono centinaia di comuni dove non c'è un solo ascensore per le
  persone diversamente abili.
   Se stabiliamo che una parte dei fondi per gli investimenti vengano
  destinati  ad  abbattere  le  barriere architettoniche,  stabiliamo
  risorse  invece di fare norme manifesto inutili che non  rispettano
  nessuno.
   Si  devono destinare quei 15 milioni globali e i comuni per averli
  devono presentare dei progetti.
   Le  risorse  le  avranno  soltanto quei comuni  che  presentano  i
  progetti  ed hanno la capacità di pensare anche che il non  vedente
  possa  passeggiare col suo cane, sapendo che c'è in tutte le strade
  di Palermo un semaforo che non è soltanto visivo ma anche sonoro.
   Questo  è  il  primato della politica, questo è il  primato  delle
  istituzioni con la  I' e con la  P'.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 15.R.5, soppressivo del comma
  15, degli onorevoli Cancelleri ed altri. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento 15.R.1 è assorbito.
   Si  passa all'emendamento soppressivo del comma 17. C'è un  errore
  materiale   nell'emendamento  di  riscrittura  del  Governo,   sono
  presenti due commi 17.
   Onorevole Falcone, col suo emendamento fa riferimento al 17 A?  Il
  vero 17, per essere chiari. L'altro comma prenderà numerazione 18.
   Al  comma 17 è stato presentato un emendamento soppressivo ed  uno
  modificativo a firma Panepinto.
   Prima  si pone in votazione il soppressivo, a firma dell'onorevole
  Falcone,  qualora  non  fosse  approvato  si  passa  a  votare   il
  modificativo, a firma dell'onorevole Panepinto.

   PANEPINTO. Il mio emendamento non è soppressivo.

   PRESIDENTE.  Ma  di  fatto non stiamo votando  il  suo,  onorevole
  Panepinto,  stiamo  votando  quello dell'onorevole  Falcone  che  è
  soppressivo.
   Il parere del Governo sull'emendamento 15.R.10.

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario a maggioranza.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                          (Non è  approvato)

   Si   passa  all'emendamento  modificativo  15R.2  degli  onorevoli
  Panepinto, Raia, Di Pasquale e Alloro.

   PANEPINTO. Per consentire la vita indipendente, ma lo stabiliscono
  i Comuni, no che bisogna fare la domanda all'Assessore.

   PRESIDENTE.  All'emendamento dell'onorevole  Panepinto  appone  la
  firma l'onorevole Fontana.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CROCETTA,  presidente  della Regione.  Il  parere  del  Governo  è
  favorevole    perché    mantiene   la   destinazione    a    favore
  dell'abbattimento delle barriere architettoniche ma non  affida  le
  risorse all'Assessorato ma li lascia a carico dei Comuni.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrari si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 15R8 del Governo.
   Il parere della Commissione.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrari si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 15R, come modificato, interamente
  sostitutivo dell'articolo 15.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, voglio, con
  sincerità,  ringraziare  tutto il Parlamento  per  avere  fatto  un
  grande  sforzo in una Regione che sicuramente non nuota nell'oro  e
  per avere stabilito con questo fondo che la Regione siciliana è una
  Regione italiana che destina più risorse per la non autosufficienza
  e  per  la  disabilità.  Io credo che vada un  applauso  di  questo
  Parlamento.

   PRESIDENTE.  Si passa all'esame dell'articolo 29 limitatamente  al
  comma 11.

                             «Articolo 29
            Continuità servizi di Trasporto Pubblico Locale
                         passeggeri su strada

   1.   Ai   fini  dell'attivazione  delle  procedure  previste   dal
  Regolamento  (CE)  n.  1370/2007 del  23  ottobre  2007,  ai  sensi
  dell'articolo  4  ter  del  D.P.R.  17  dicembre  1953,  n.   1113,
  l'Assessore regionale per le infrastrutture e la mobilità determina
  con   proprio   decreto,   sentite  le   organizzazioni   sindacali
  confederali, le associazioni nazionali di categoria del settore del
  trasporto  di persone e le associazioni dei consumatori,  e  previa
  intesa  con  gli Enti locali e delibera della Giunta regionale,  il
  livello  dei  servizi  minimi  di  propria  competenza  in  termini
  quantitativi  e  qualitativi,  in conformità  ai  criteri  previsti
  all'articolo 16 del decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422  e
  successive  modifiche e integrazioni ed in modo  da  soddisfare  le
  esigenze  essenziali di mobilità dei cittadini,  in  conformità  al
  Regolamento   (CE)   1191/69   e  successive   modificazioni,   con
  particolare attenzione alle persone con ridotta capacità motoria.

   2.  I  servizi minimi di cui al  comma 1 possono essere articolati
  in  più lotti ai fini di economicità ed efficienza di gestione,  da
  conseguirsi  anche  attraverso  l'integrazione  modale  o  modalità
  differenziate di trasporto o integrazione di servizi,  in  coerenza
  agli  atti  di indirizzo dell'Autorità di Regolazione dei Trasporti
  ed  alle  indicazioni programmatiche contenute  nel  vigente  Piano
  regionale dei Trasporti, adottato ai sensi della legge regionale 14
  giugno 1983, n. 68.

   3. L'Amministrazione regionale, in considerazione del mantenimento
  della  partecipazione  societaria regionale nell'Azienda  Siciliana
  Trasporti s.p.a. in virtù di quanto previsto all'articolo 20, comma
  1,  lettera  a),  della legge regionale 12 maggio  2010,  n.  11  e
  successive  modifiche e integrazioni, può procedere all'affidamento
  diretto  dei  servizi di trasporto pubblico extraurbano  su  strada
  alla  predetta società, qualora sussistano i presupposti  stabiliti
  dall'articolo 5, comma 2 del Regolamento (CE) n. 1370/2007,  e  con
  le modalità previste nel citato Regolamento.

   4.   I   contributi  regionali  concessi  ai  Comuni,   ai   sensi
  dell'articolo  27, comma 6 della legge regionale 22 dicembre  2005,
  n.  19 e successive modifiche e integrazioni per l'espletamento dei
  servizi  urbani  di trasporto sono corrisposti fino  alla  naturale
  scadenza dei contratti di affidamento stipulati in attuazione  alla
  citata  normativa.  Ai fini del rinnovo dei contratti  di  servizio
  esistenti,  da  attuarsi in conformità alle prescrizioni  contenute
  nel  Regolamento  (CE) 1370/2007, il livello dei servizi  minimi  a
  carattere   locale  da  garantirsi  da  parte  degli  enti   locali
  territoriali  sarà determinato, ai sensi dell'articolo  4  ter  del
  D.P.R.  17  dicembre  1953,  n. 1113,  con  decreto  dell'Assessore
  regionale  per le infrastrutture e la mobilità, previa  intesa  con
  gli   enti   locali   interessati,  sentite  le  associazioni   dei
  consumatori  e  le  associazioni  di  categoria  del  settore   del
  trasporto di persone.

   5.  Per l'espletamento delle attività propedeutiche all'attuazione
  del  Regolamento  (CE)  n.  1370/2007 e  dei  connessi  adempimenti
  previsti   dalle   direttive  dell'Autorità  di   regolazione   dei
  trasporti,  il  Dipartimento regionale delle infrastrutture,  della
  mobilità  e  dei trasporti è autorizzato ad avvalersi  di  supporti
  specialistici da attivare secondo le procedure previste dal decreto
  legislativo  18  aprile 2016, n. 50. Per le finalità  del  presente
  comma è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2017, la spesa  di
  50 migliaia di euro.

   6.  Nelle  more  della riforma organica del settore del  trasporto
  pubblico  locale regionale e dell'affidamento dei servizi ai  sensi
  del  Regolamento  (CE)  1370/2007, a parziale  modifica  di  quanto
  disposto  dall'articolo  27,  comma 6,  della  legge  regionale  22
  dicembre   2005,   n.   19,   il   Dipartimento   regionale   delle
  infrastrutture,  della  mobilità e dei trasporti  può  autorizzare,
  nell'ambito  dei  contratti di affidamento provvisorio  di  cui  al
  predetto  articolo,  l'esercizio  di  nuovi  servizi  regionali  di
  trasporto  di  linea  aggiuntivi, a  totale  carico  finanziario  e
  rischio  imprenditoriale  dei contraenti  proponenti.  In  caso  di
  pluralità  di richieste di autorizzazioni per il medesimo  servizio
  aggiuntivo da parte di operatori diversi sarà attribuita preferenza
  al  titolare  del  contratto di servizio che  esercita  nell'ambito
  geografico  in  cui ricade il servizio aggiuntivo maggiori  servizi
  pubblici  convenzionati,  quantificati in  base  al  chilometraggio
  annuo contrattualizzato.

   7.  Il Dipartimento regionale delle infrastrutture, della mobilità
  e  dei  trasporti,  per i servizi di trasporto pubblico  locale  da
  affidare  ai  sensi del comma 3 del presente articolo,  nonché  per
  quelli  già  affidati  all'Azienda Siciliana  Trasporti  S.p.A.,  è
  autorizzato a decorrere dall'esercizio finanziario 2017  e  per  il
  successivo  biennio 2018-2019 ad adeguare il costo dei  servizi  di
  trasporto pubblico ai valori di mercato, al fine di consentire alla
  società di continuare ad operare quelle tratte non sufficientemente
  remunerative,  ma necessarie a garantire la mobilità dei  cittadini
  nell'ambito del territorio regionale, nel rispetto delle  norme  di
  settore nazionali e comunitarie vigenti (Missione 10, Programma l).

   8.  Per  le  finalità di cui al comma 7 del presente  articolo  si
  provvede  entro il limite massimo di 22.040 migliaia  di  euro  per
  ciascuno  degli  esercizi finanziari 2017,  2018  e  2019  mediante
  stanziamento in apposito capitolo che è nell'ambito della  Missione
  10, Programma 1.

   9.  Sono  abrogati l'articolo 11 della legge regionale  29  luglio
  1965,  n.  19,  il  comma 13 dell'articolo 10  e  i  commi  6  e  8
  dell'articolo 12 della legge regionale 14 giugno 1983, n. 68,  come
  modificata  dall'articolo  71, comma 3  della  legge  regionale  12
  agosto  2014,  n.  21,  il  comma l dell'articolo  33  della  legge
  regionale 26 marzo 2002, n. 2 e l'articolo 76 della legge regionale
  12 maggio 2010, n. 11.

   10.  Le  somme già erogate ai sensi delle norme di cui al comma  9
  del  presente  articolo, costituiscono anticipo  sui  corrispettivi
  riconosciuti in applicazione del precedente comma 7.

   11. Al fine di completare le attività propedeutiche necessarie per
  l'indizione  dei  bandi  di gara per l'aggiudicazione  dei  servizi
  minimi,  coincidenti  con l'attuale rete  dei  servizi  in  termini
  quantitativi   e   qualitativi,  salvo  eventuali  adeguamenti   in
  conformità   ai  criteri  previsti  all'articolo  16  del   decreto
  legislativo  19  novembre  1997, n. 422 e  successive  modifiche  e
  integrazioni,  onde non compromettere la regolare continuità  degli
  affidamenti  del  trasporto pubblico locale  e  regionale,  di  cui
  all'articolo  27,  commi  6 e seguenti, della  legge  regionale  22
  dicembre  2005,  n.  19 e successive modifiche e  integrazioni,  la
  scadenza  dei  relativi  contratti è prorogata  al  termine  ultimo
  previsto  dall'articolo  8, paragrafo 2, del  Regolamento  (CE)  n.
  1370/2007».

   Onorevole Cordaro, diamo per illustrato il comma 11 e non ci  sono
  emendamenti soppressivi.
   Pertanto, lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)
   Così  come  concordato, il resto dell'articolo 29 e l'articolo  30
  vanno nel  collegato .
   Si passa all'esame dell'articolo 32. Ne do lettura:

                             «Articolo 32.
          Accordo transattivo relativo alla misura 214/1 PSR
                           Sicilia 2007-2013

   1. L'Assessorato regionale dell'agricoltura, dello sviluppo rurale
  e  della  pesca mediterranea è autorizzato a procedere alla stipula
  di  apposito accordo transattivo finalizzato alla risoluzione della
  controversia inerente al bando relativo alla misura 214/1  del  PSR
  Sicilia  2007/2013, pubblicato nella G.U.R.S. n. 47 del 2  novembre
  2012, e dei provvedimenti successivi ad esso connessi.

   2.  Per  le  finalità  di  cui  al  comma  1  è  autorizzata,  per
  l'esercizio  finanziario  2017, la spesa  quantificata  nel  limite
  massimo  di 370 migliaia di euro, da iscrivere in apposito capitolo
  nell'ambito della Missione 16, Programma 1».

   Gli  emendamenti  soppressivi sono stati ritirati  dai  rispettivi
  firmatari.
   Pertanto,  lo  pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 34. Ne do lettura:

                             «Articolo 34.
        Disposizioni in materia di associazioni regionali degli
                              allevatori

   1.  L'articolo  6 della legge regionale 5 giugno  1989,  n.  12  e
  successive modifiche e integrazioni è così modificato:

   a) dopo il comma 8 è aggiunto il seguente:

    8  bis.  Qualora  gli enti di cui al comma  1  si  trovino  nelle
  condizioni eccezionali di non potere svolgere il servizio, al  fine
  di scongiurare l'interruzione dei servizi di selezione del bestiame
  per  i  libri  genealogici, i controlli funzionali e i  servizi  di
  assistenza tecnica agronomica-veterinaria di cui al comma 7, per lo
  svolgimento   delle   predette  attività  l'Istituto   sperimentale
  zootecnico, nelle more della stipula delle convenzioni  di  cui  al
  comma  8,  si avvale temporaneamente del personale già in  servizio
  presso gli enti di cui al comma 1 alla data del 28 febbraio 2017. .

   b) il comma 9 è sostituito dal seguente:

    9.  Alla spesa per le azioni di cui ai commi precedenti da  parte
  degli  organismi interessati si fa fronte con le disponibilità  del
  bilancio regionale previste nei capitoli 144111 e 143707, oltre che
  con   il   finanziamento   del  MIPAAF  destinato   alle   predette
  iniziative. .

   2.  Le disposizioni di cui all'articolo 14 della legge regionale 5
  dicembre  2016,  n.  24 e successive modifiche  e  integrazioni  si
  estendono al triennio 2017-2019.

   3. La spesa per la finalità di cui al comma 2 trova copertura, per
  il  triennio 2017-2019, nell'ambito dell'autorizzazione di spesa di
  cui  all'articolo 44 della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9, nel
  limite  massimo  annuo  di 1.400 migliaia  di  euro  (Missione  16,
  Programma 1, Capitolo 144111).

   4.  All'articolo  14,  comma 4, della legge regionale  5  dicembre
  2016,  n.  24 e successive modifiche e integrazioni, sono soppresse
  le  parole   con  i  requisiti specifici  relativi  al  sistema  di
  consulenza  aziendale  secondo l'articolo  13  del  Regolamento  n.
  1306/2013  del Parlamento europeo e del Consiglio del  17  dicembre
  2013 . Per l'effetto, le attività finanziate  e impegnate, ai sensi
  dell'articolo  14  della legge regionale 5 dicembre  2016,  n.  24,
  possono essere realizzate entro l'anno 2017».

   Onorevole  Greco, gli emendamenti soppressivi vengono mantenuti  o
  ritirati?

   GRECO GIOVANNI. Dichiaro di ritirarli.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Comunico   che  è  stato  presentato  dall'onorevole  Alloro,   un
  emendamento tecnico, il 34.7.

   ALLORO. Era solo sbagliato il capitolo.

   PRESIDENTE.  Gli emendamenti presentateli adesso,  così  diamo  la
  possibilità agli Uffici di verificarli. La manovra potrebbe  essere
  approvata  anche  entro stasera per come stiamo  andando,  però  ci
  vuole un po' di buon volontà da parte di tutti noi.

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca   mediterranea.   Signor  Presidente,   onorevoli   colleghi,
  intervengo su questo articolo che riguarda l'Associazione regionale
  allevatori, che è una vicenda assai delicata, perché nel  frattempo
  -  come  è noto - è intervenuta una dichiarazione di fallimento  da
  parte del Tribunale di Palermo avverso l'ARAS.
   Come  è  noto,  noi  nella scorsa legge di variazione,  nel  2016,
  avevamo previsto che una parte del capitolo di bilancio, vorrei che
  i  colleghi mi ascoltassero, perché stiamo parlando di una  vicenda
  delicata e fra qualche giorno avremo gli allevatori di Sicilia che,
  se  non  avranno  registrati i loro capi, rischiano  di  non  avere
  pagati  i  premi  previsti dal PAC, con grave danno alla  zootecnia
  siciliana.
   Noi,  a  seguito  del provvedimento del giudice  di  dichiarazione
  fallimentare, in applicazione delle disposizioni vigenti, che  sono
  fissate  dalla  legge  nazionale che è la n.  30/1991,  nonché  dai
  decreti  ministeriali  previsti per i  controlli  sulle  razze  che
  producono  latte  e sulle razze che producono carne,  abbiamo  come
  Amministrazione affidato, così come prevede la norma,  il  servizio
  dei  controlli  funzionali e della tenuta dei registri  genealogici
  all'AIA - cioè all'Associazione italiana allevatori che, per legge,
  ha la competenza sulla gestione dei controlli - la quale si avvale,
  per fare questi controlli, delle associazioni regionali.
   Nel   momento  in  cui  l'associazione  regionale  non   è   nelle
  condizioni, come nel caso in specie, di svolgere l'attività,  l'AIA
  avoca   a   sé   i   controlli   e  li  fa   direttamente,   seppur
  temporaneamente,   perché  la  norma  prevede   che   deve   essere
  un'associazione  allevatoriale regionale o provinciale  organizzata
  su  base  regionale.  Quindi noi abbiamo provveduto  ad  attribuire
  all'AIA la competenza per svolgere i controlli.
   Poiché  il fallimento ha determinato anche la chiusura dei  luoghi
  dove   l'ARAS   svolgeva   le  attività,  abbiamo   assunto   anche
  l'iniziativa   di   mettere  a  disposizione  dell'AIA   i   locali
  istituzionali dell'Amministrazione regionale e in particolare:  gli
  uffici  dell'Istituto zootecnico di Palermo e le sedi  periferiche,
  gli  uffici dell'Istituto per l'incremento ippico ed eventuali sedi
  periferiche e ad oggi anche il Corfilac che, come è noto, è un ente
  di   ricerca   controllato   prevalentemente   dall'Amministrazione
  regionale,   che   tra  l'altro  dispone  dei  laboratori   e,   in
  particolare,   le   attività   sui   controlli   del   latte   sono
  prevalentemente nella provincia di Ragusa.
   Perché  ho fatto tutta questa tiritera? Per due ragioni. La prima:
  con  questa  norma  stiamo  estendendo la possibilità  di  affidare
  l'assistenza tecnica non utilizzando nuove risorse, ma  utilizzando
  le risorse che già sono nel bilancio della Regione e che da qualche
  anno non riuscivamo a dare all'ARAS perché è un regime di aiuto.
   Noi,  tra  l'altro,  avevamo notificato a favore  dell'ARAS  anche
  l'assistenza  tecnica  per potere erogare un ulteriore  e  quattro,
  oltre  i due milioni e sei che venivano erogati ogni anno,  tra  il
  contributo Stato ed il contributo Regione, però, proprio il  giorno
  che  ci  è  arrivata  la  notifica  da  Bruxelles  è  arrivato   il
  provvedimento di fallimento da parte del tribunale.
   Pertanto, con questa norma, non solo, grazie al fatto che  abbiamo
  il  bilancio triennale, possiamo estendere l'assistenza tecnica per
  tre anni, ma stiamo modificando la vecchia norma per consentire  di
  affidare   all'AIA  in  house  la  gestione  anche  dell'assistenza
  tecnica.  Quindi,  ciò al fine di garantire non  solo  i  controlli
  funzionali  ma migliorare complessivamente la qualità dei  servizi,
  ed  i  servizi  stessi erogati a favore degli allevatori  da  parte
  dell'associazione allevatoriale.
   Per  quanto  riguarda,  invece, gli effetti  del  fallimento,  noi
  abbiamo inteso ribadire all'AIA l'intendimento dell'amministrazione
  che  è  quello di salvaguardare il posto. Quindi, fermo restando  i
  diritti  degli  allevatori, abbiamo inteso  ribadire  all'AIA,  che
  quelle  risorse  che  la Regione, sia per la  parte  sui  controlli
  funzionali,  sia  per la parte dell'assistenza tecnica,  intendiamo
  erogarli  all'AIA, fermo restando la garanzia occupazionale  per  i
  lavoratori. L'AIA ha assunto l'impegno che, immediatamente,  per  i
  controlli   sul   latte,  dal  momento  in  cui  partirà   assumerà
  trentacinque tra controllori ed amministrativi a tempo  determinato
  e  sulla base di un orario di lavoro part-time, così come in  parte
  era  stato già concordato con le organizzazioni sindacali prima del
  fallimento  dell'ARAS. Dopo che daremo anche l'assistenza  tecnica,
  l'orario  di lavoro si estenderà a full-time. Ma, assieme, diciamo,
  all'orario di lavoro per i trentacinque, l'AIA si è impegnata  che,
  con  le  risorse  e  le attività che sono state allora  affidate  -
  ricordo  che quando anche l'attività sul controllo degli equidi,  e
  quindi  dei cavalli e delle razze equine - l'AIA si è impegnato  ad
  assorbire   l'intera  manodopera  a  che  rifunzionalizzando   quel
  personale  che  negli  anni  per mille  ragioni  non  svolgeva  più
  attività  nelle  aziende  e invece faceva attività  prevalentemente
  amministrativa.
   Ma   questo  rapporto  tra  amministrativi  ed  operativi  non   è
  compatibile con la gestione finanziaria di questo ente, pertanto si
  è assunta l'impegno di rifunzionalizzare il personale e di mandarlo
  in  campagna  anche per recuperare un rapporto con gli  allevatori,
  visto che ci sono oltre 2.500 allevatori che godono servizi di  cui
  non  si  sa  se  molti di questi continuano ad  essere  soci  della
  vecchia ARAS, nonché oggi della nuova AIA. Quindi, in qualche modo,
  l'impegno su cui stiamo lavorando è garantire da un lato i  servizi
  agli  allevatori,  dall'altro lato il lavoro alle  persone  che  ci
  lavoravano.
   La  proposta  che  viene fatta da parte di  Panepinto,  Alloro  ed
  altri,  in  particolare  sul comma 1, è una proposta  che  presenta
  qualche   criticità,   perché?  Perché,  i   colleghi   provano   a
  interpretare una norma che già vigeva nell'ordinamento regionale ma
  che era precedente alla legge 30 del 91, infatti questa è una legge
  dell''89, che sostanzialmente prevedeva la possibilità di  affidare
  all'istituto zootecnico di avvalersi dell'ARAS per fare i controlli
  funzionali.
   La  legge nazionale ha stabilito che i controlli funzionali li può
  fare  solo  l'AIA o le associazioni allevatoriali,  non  può  farlo
  altro  organismo perché altrimenti lo Stato non eroga la  parte  di
  contributo nazionale che eroga alle associazioni allevatoriali.
   Ecco  perché  io  chiedo ai colleghi di evitare, non  di  abrogare
  quella norma, quella che c'è, non interveniamo su quella norma  che
  c'è,  perché  eventualmente  potrà essere  una  norma  che  potremo
  eventualmente utilizzare laddove dovesse precipitare la situazione.
  Aggiungo  che,  siccome  il  fallimento  dell'ARAS  ancora  non   è
  definitivo, perché c'è un ricorso pendente davanti al tribunale  di
  Palermo,   per   cui   se   dovesse  essere  ripristinata   l'ARAS,
  paradossalmente,    l'Istituto   zootecnico   potrebbe    avvalersi
  dell'ARAS, ma oggi non può avvalersi dell'ARAS se non c'è l'ARAS.
   Allora,  io  chiedo  ai colleghi, di non intervenire  sulla  legge
  dell'89,  di  non  fare nessuna modifica perché  noi  rischiamo  di
  riavere un'altra impugnativa visto che nel 2010, a seguito anche di
  una   iniziativa   parlamentare  allora  fatta  dal   sottoscritto,
  dall'onorevole   Vinciullo  e  da  altri  colleghi   della   scorsa
  legislatura,  il Commissario dello Stato impugnò quelle  norme  che
  approvammo  in Aula, determinando una condizione in cui  ci  disse,
  sostanzialmente,  che  la  competenza della  Regione  era  limitata
  rispetto ai controlli funzionali e alla tenuta dei registri che  la
  legge affida alle Associazioni nazionali.
   Quindi,  la mia proposta è approvare l'articolo 34, con le piccole
  modifiche  che il Governo ha proposto sul piano tecnico,  non  dare
  corso  al comma 1, cioè, abrogare l'articolo in questione sul comma
  1, perché non vorrei che, per fare qualcosa di ottimo, rischiamo di
  determinare una condizione di impazzimento per cui blocchiamo tutto
  il  sistema  perché,  alla fine, non si sa più  chi  dovrebbe  fare
  l'attività.
   Io, quello che posso garantire all'Aula, così come l'ho detto alla
  Commissione,  l'ho detto in altri passaggi che abbiamo  avuto,  noi
  stiamo lavorando perché, da un lato si garantisca il servizio  agli
  allevatori,  si  garantisce la possibilità di ottenere  i  benefici
  previsti  dai  servizi  e, dall'altro lato  di  garantire  anche  i
  lavoratori  in una prospettiva in cui dando più risorse  garantiamo
  più  ore  di lavoro e, quindi, garantiamo il diritto al  lavoro  di
  persone   che,   oggi,  lo  hanno  avuto  pesantemente   messo   in
  discussione.
   Dopodiché,  questa è la proposta che il Governo fa  e  mi  rimetto
  alla valutazione dell'Aula su questo tema.

   ALLORO. Chiedo di  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALLORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, purtroppo, noi,  su
  questa vicenda dell'ARAS, poi, ci sbattiamo la testa da cinque anni
  e  nel  tentativo di non arrivare alla situazione nella quale siamo
  arrivati.
   Adesso,  sostanzialmente, ci troviamo nella paradossale situazione
  dove ci sono i soldi e manca il contenitore.
   Manca il contenitore perché, come diceva l'assessore Cracolici, se
  l'Assessore  mi  dà un attimo di attenzione, manca  il  contenitore
  perché   come   diceva   l'assessore  Cracolici,   c'è   stata   la
  dichiarazione  di  fallimento e, in seguito, alla dichiarazione  di
  fallimento, c'è stata la dichiarazione del curatore che non intende
  continuare   nella  fase  fallimentare  a  garantire  i   controlli
  funzionali  seppure in presenza delle risorse che la Regione  e  il
  Ministero  pagano,  perché  io sono decisamente  contrario  ad  una
  ipotesi  di  prosecuzione  di  questi  controlli  funzionali  e  di
  assistenza  tecnica da parte dell'AIA, perché sulla affidabilità  e
  sulla  credibilità  dell'AIA,  non solo  dico  l'Aula  ma  tutti  i
  dipendenti non si fidano più, non si fidano più perché l'AIA  è  il
  soggetto  che  ha  tenuto commissariato ARAS per otto  anni  ed  ha
  determinato,  di  fatto,  questa  situazione,  cioè  la  situazione
  rispetto  alla  quale  c'è  una Regione che  spende  i  soldi,  voi
  considerate che nel 2016 noi abbiamo una spesa ammessa di 5 milione
  878,  il  Ministero dà 1 milione e 462, la Regione ne dà 2.683  ivi
  compresi  i  controlli  funzionali e  l'assistenza  tecnica  e  gli
  allevatori ne pagano 1.700.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                Presidenza del vicepresidente Venturino

   Quindi,  dico  c'è la paradossale situazione dove, questi  sono  i
  dati,  i dati sono questi, dico c'è la paradossale situazione  dove
  Regione e allevatori escono la gran parte dei soldi, ovviamente gli
  allevatori  li escono a fronte dei controlli che vengono effettuati
  e, poi, di fatto chi determina tutto è l'AIA.
   Noi  abbiamo questa legge che è una legge viva, che è la legge che
  fa riferimento alla possibilità di utilizzare l'Istituto zootecnico
  e,  sostanzialmente,  questa  legge  che  è  una  legge  viva,  col
  subemendamento  che  presentiamo  vogliamo,  transitoriamente,   in
  attesa che facciano le cose che diceva l'assessore Cracolici e che,
  quindi,  venga  firmata  la  convenzione,  venga  fatta  una  nuova
  associazione,  o si attenda che il tribunale rigetti  l'ipotesi  di
  fallimento da parte dell'AIA, prendiamo l'Istituto zootecnico,  gli
  facciamo  fare  questi controlli e i lavoratori vengono  trasferiti
  alla SAS.
     È  una cosa che può essere fatta. L'abbiamo fatta valutare  agli
  Uffici e ci dicono che è una cosa assolutamente fattibile e noi  in
  questo modo sì che andiamo a sbloccare, oggettivamente, un problema
  che  si  sta venendo a creare. L'anno scorso abbiamo messo i  soldi
  per  l'assistenza tecnica e non li abbiamo potuti utilizzare, quasi
  un  milione e mezzo, attualmente ci sono gli allevatori e tutto  il
  comparto zootecnico che non riesce a fare le certificazioni  perché
  c'è chi non gliele fa, se questo sistema non ha funzionato io dico,
  assessore, cambiamolo. Cambiamo il sistema, anziché dargli  solo  i
  locali  dell'Istituto  zootecnico, utilizziamo  lo  zootecnico,  lo
  Statuto della Regione siciliana a noi dà la competenza esclusiva in
  queste materie, lo zootecnico nel suo Statuto lo prevede.
   Questa  può  essere una soluzione, fermo restando che io  apprezzo
  l'impegno  che  l'Assessore Cracolici in questa  vicenda  ha  avuto
  anche nell'interlocuzione difficile e complicata che c'è stata  con
  l'A.I.A.,  però  l'A.I.A. se doveva risolvere i problemi  ha  avuto
  otto  anni per risolverli, a questo punto la Regione così  come  ci
  mette  i  soldi è giusto che si riprenda le competenze  e  sblocchi
  questa situazione.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  per
  precisare  e  puntualizzare, poi interverranno gli  altri  colleghi
  perché  mi  piace  sottolineare che riporta  la  firma  di  qualche
  deputato,  in  realtà ci sono tutti i componenti della  Commissione
  II,   ma   anche   altri  colleghi  come  l'onorevole   Cancelleri,
  l'onorevole   Mangiacavallo,   l'onorevole   Arancio,   l'onorevole
  Clemente   e  tutti  gli  altri,  ovviamente  per  una  parte   del
  ragionamento  parleranno  altri  colleghi,  l'onorevole  Cimino   e
  l'onorevole Clemente.
   Fermo  restando  che l'Assessore Cracolici, prontamente,  con  una
  nota del 31 marzo 2007, protocollo n. 16737, ovvero il dirigente ma
  su   iniziativa   dell'Assessore,  come  ci   venne   spiegato   in
  Commissione,  scrivendo  all'Associazione Italiana  Allevatori,  al
  Ministero  dell'Agricoltura e, ovviamente,  il  dirigente  proforma
  scrive  pure al suo Assessore, di fatto in cinque punti pone  tutte
  le  questioni aperte. Prima di tutto quella di garantire i  servizi
  che  garantiva  l'ARAS e, quindi, a garanzia degli  allevatori  che
  facevano  parte, come soci, dell'ARAS stessa che fallisce e  chiede
  garanzie anche per i dipendenti.
   Comprendo   perfettamente   e  concretamente   le   preoccupazioni
  dell'Assessore  rispetto ad una ipotesi che  oggi  vedrebbe  questo
  Parlamento  legiferare  senza che si siano  concluse  le  procedure
  addirittura anche di fallimento della stessa ARAS. Però, rispetto a
  quello   che  l'Assessore  Cracolici  diceva,  c'è  una  diversità.
  L'impugnativa di cui parla lui fu quella preventiva che avvenne con
  il  Commissario  dello  Stato, questa che oggi  potrebbe  avvenire,
  avviene da parte del Consiglio dei Ministri e, quindi, di fatto, la
  norma entra in vigore.
   Ho  grande  rispetto  per l'A.I.A., ho avuto modo  -  e  ringrazio
  l'Assessore  per avermelo permesso - insieme al collega Dipasquale,
  su  mandato  della Commissione  Bilancio  e del suo Presidente,  di
  partecipare  ad un incontro. Fu un incontro anche di  negoziazione,
  perché  l'Assessore difendeva gli interessi dei lavoratori e  delle
  aziende agricole.
   Francamente,  però, debbo dire rispetto anche alle ansie  -  senza
  volerci  fare  carico del mondo intero - di questi  lavoratori,  ma
  anche  alla qualità stessa dei servizi, perché è chiaro  che  l'AIA
  fino  ad  ora  ha  utilizzato l'equivalente strumentale  la  stessa
  associazione degli allevatori. Ricominciare da capo, riorganizzare.
  Per  cui, basterebbe, secondo me, che al secondo comma del transito
  aggiungiamo  con contratto a tempo determinato  e apportiamo quelle
  modifiche  che  possano, nell'eventualità l'Aras per  ritornare  in
  bonis,  ci  fossero  le  condizioni  di  fatto  per  ribaltare  una
  procedura  fallimentare  che,  alla fine,  di  fatto,  non  sarebbe
  necessario farli transitare nella società Sas.
   Lo   dico   perché   tutti   qui,  chiaramente,   nessun   escluso
  dall'assessore   a   chi  presiede  la  seduta,   la   commissione,
  all'onorevole Cimino che, probabilmente, è lui che ha pensato  alla
  SAS  mentre  prima si pensava alla Resais, vediamo  di  trovare  la
  soluzione migliore che garantisca la qualità dei servizi, e  quindi
  gli allevatori, ma anche gli operatori.

   CLEMENTE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CLEMENTE.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Assessore,
  proprio  stasera, non mi sentirei di smentirla o di  andare  contro
  ciò  che  lei  dice  proprio perché ha dato un  grande  aiuto  oggi
  all'Aula per proseguire i lavori però, su questa cosa dell'AIA  lei
  ha  certezze che io non ho. Anche perché in Commissione, più  volte
  convocati,  i  signori  dell'AIA non  hanno  mai  preso  impegni  o
  ufficialmente, sulle nostre richieste.
   Io  non  so  con  lei  che impegni abbiano  preso.  Lei  dice  che
  garantiscono  l'assunzione di 35 persone, poi  dell'implementazione
  delle  ore,  poi del completamento delle altre cose, in Commissione
  hanno detto totalmente cose diverse. Hanno parlato di prendere  dei
  lavoratori  nuovi  al  rapporto con  agenzie  interinali  ai  quali
  dovremmo insegnare quali sono le strade, quali sono i paesi,  quali
  sono  le aziende della Sicilia, quindi queste certezze che  lei  ha
  noi non le abbiamo.
   Condivido   totalmente   con  l'onorevole   Panepinto   anche   la
  possibilità di inserire temporaneamente nel secondo comma, così  ci
  consentirebbe di aspettare qual è la soluzione del tribunale. Anche
  perché, ricordiamoci, l'AIA ha tenuto l'ARAS per 8 anni, secondo me
  causando  il fallimento della stessa ARAS. Ricordo che  ha  vietato
  agli  allevatori  di riunirsi per fare il nuovo  organigramma,  per
  fare il nuovo presidente, quindi questa fiducia che lei ha dell'AIA
  io, le ripeto, non posso averla.
   Quindi,  io  sono  convinto - ho firmato l'emendamento  assieme  a
  tutti  i  colleghi  della  Commissione  -  che  temporaneamente  la
  soluzione sia questa, aspettando con grande fiducia quello che farà
  il  tribunale  e  tutto quanto anche perché una società  onlus  che
  fallisce  io  non l'avevo mai sentito dire. Comunque questa  è  una
  decisione  del  tribunale  sul quale,  ovviamente,  non  entro  nel
  merito,   però  c'è  una  opposizione  valida,  aspettiamo  l'esito
  dell'opposizione e ne riparliamo dopo.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   Assessori,
  l'argomento sicuramente è molto delicato e va affrontato con grande
  attenzione  e mi preoccupa notevolmente l'intervento dell'assessore
  Cracolici.
   Mi  preoccupa  l'intervento dell'assessore  Cracolici  perché,  di
  fatto, rischia di passare alla storia come l'assessore che ha fatto
  chiudere  l'Associazione regionale allevatori  dando  ai  carnefici
  dell'Associazione regionale allevatori il ruolo di mandare  a  casa
  il personale specializzato che negli anni ha lavorato ed ha operato
  in quella associazione che, di fatto, carnefici ha commissariato  e
  che,  di  fatto,  adesso  vuole mettere a casa  e  inventare  nuove
  soluzioni.
   Dall'intervento dell'assessore Cracolici, ed è facile anche  poter
  leggerne  il  resoconto stenografico, di fatto, giuridicamente  non
  c'è nessuna certezza per le attività di sanità animale che dovranno
  farsi  in  Sicilia  e  non  si ha nessuna  certezza  anche  per  il
  personale  che,  ad  oggi, è impegnato.  Discussione  -   i  latini
  dicevano   verba   volant  -  in  un  momento  che,  probabilmente,
  probabilmente,  ad inizio di legislatura si poteva anche  accettare
  ma  a  conclusione di legislatura rischiamo che gli impegni che  il
  Governo  e  l'Assessore Cracolici vuole poter  portare  avanti  nel
  breve,  nel medio e nel lungo termine non sarà nelle condizioni  di
  portare avanti.
   Io   voglio  poter  evidenziare  delle  fasi  procedurali  e   che
  giuridicamente - secondo me, anche in riferimento a quello  che  ha
  accennato l'Assessore poc'anzi - si può pensare di sviluppare.
      Giustamente,  veniva  segnalata  l'esigenza  di    riuscire   a
  rispettare   l'attività   di  sanità    animale,   l'attività   che
  l'Associazione  regionale allevatori negli anni ha svolto  e  nello
  stesso   tempo   riuscire   a  salvaguardare   le   professionalità
  veterinarie  e  amministrative  che  sono  state  dentro   e   sono
  attualmente dentro l'Associazione allevatori.
   Per  riuscire a compiere la missione che l'Associazione allevatori
  di  fatto  negli anni ha svolto - sebbene commissariata  e  sebbene
  questo  problema  è  un  problema che ormai  l'Assemblea  regionale
  conosce  da  diverso  tempo  - prima di tutto  bisogna  riuscire  a
  salvaguardare  il  personale,  perché  se  non  salvaguardiamo   il
  personale  non riusciamo, di fatto, a svolgere quella missione  che
  negli  anni  è  stata  svolta e questo  personale  non  può  essere
  delegato  ad  una associazione nazionale degli allevatori  che,  di
  fatto, è responsabile  del fallimento dell'associazione regionale.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                  Presidenza del Vicepresidente Lupo

   Qual  è il rapporto giuridico, tecnico tra l'Associazione italiana
  allevatori e l'Associazione regionale allevatori siciliana che è in
  fallimento?   Abbiamo  avuto  modo  di  incontrare  in  Commissione
   Bilancio   il  Commissario  liquidatore  nominato  dal  Tribunale,
  quindi già siamo in una fase avanzata.
   E  allora, la mia proposta, che con l'onorevole Cascio e  con  gli
  altri   colleghi  del  Gruppo  di  Sicilia  Futura  abbiamo  voluto
  attenzionare  all'Aula, è una proposta semplice che già  trova  dei
  procedimenti e dei percorsi già svolti da quest'Aula per competenze
  che  l'Amministrazione regionale e l'Assemblea regionale ha  voluto
  ulteriormente  non  dico  salvare,  ma  soprattutto  tenere   nelle
  branche della Pubblica Amministrazione regionale per continuare  la
  valorizzazione del loro impegno.
   Ricordo  i  casi del Cerisdi, di Sviluppo Italia e gli altri  casi
  che   in   Commissione    Bilancio ,   grazie   anche   all'impegno
  dell'Assessore  Baccei,  sono stati inseriti in  un  albo  e  spero
  presto    possano   dare   un   valido   contributo   alla   nostra
  Amministrazione.
   Passaggio, secondo me, fondamentale è quello di fare in modo che i
  lavoratori  dell'Associazione  regionale  allevatori  vadano   alla
  Società  regionale dei servizi ausiliari, come fatto  con  Sviluppo
  Italia, col Cerisdi e con l'Istituto del giornalismo.
   Se  l'Assessore Cracolici ritiene che l'AIA deve per  forza  avere
  una  sua associazione regionale per svolgere questo compito, allora
  le  ipotesi  sono  due  Assessore: per il tramite  del  Commissario
  liquidatore  si fa un affitto del ramo di azienda dell'Associazione
  regionale allevatori in fallimento, quel ramo di azienda è di fatto
  il  ramo  di  azienda  cui la SAS dà il personale  e  il  personale
  continua  a svolgere la propria  attività. Altra ipotesi  -  che  è
  l'ipotesi che segnalava l'onorevole Panepinto e gli altri  colleghi
  -  è se l'Associazione italiana allevatori è disponibile, di fatto,
  a  far  svolgere  questo  lavoro per il  tramite   delle  strutture
  dell'Amministrazione regionale.
   Per  me,  giuridicamente, un ente regionale è molto più  credibile
  rispetto  ad  un'associazione e quindi parlare dello  zootecnico  o
  parlare  dello stesso Corfilac per poter fare in modo  che  la  SAS
  possa  comandare  questo  personale  nello  svolgimento  di  questa
  attività, ritengo che non vi siano difficoltà tecniche e giuridiche
  per il compimento della missione che i lavoratori dell'associazione
  regionale allevatori negli anni hanno svolto.
   Ma  voglio anche concludere dicendo come, di fatto, ad oggi questa
  attività  che  doveva  avere una sua vigilanza  e  una  sua  anche,
  ritengo,      responsabilità     contabile     e     amministrativa
  dell'Associazione  italiana  allevatori  rispetto  all'Associazione
  regionale  allevatori, a maggior ragione noi creiamo le  condizioni
  togliendo  dalla  liquidazione fallimentare il  personale  tale  da
  rendere  la  liquidazione  che  deve il  Commissario  nominato  dal
  Tribunale, anche più facile e più semplice.
   Capisco  che  la  procedura successiva  ha  la  necessità  di  una
  interlocuzione con l'AIA, ma prima di tutto è necessario riuscire a
  salvaguardare il personale e noi riuscendo questa sera con legge  a
  dare la possibilità al personale della certezza di poter continuare
  a  svolgere il proprio lavoro in base alle proprie competenze o per
  il  tramite  delle aziende sanitarie locali o per  il  tramite  del
  Corfilac o per il tramite dello zooprofilattico o dello zootecnico,
  di  fatto  noi  abbiamo dato la possibilità e la  certezza  già  da
  domani,  già  da  domani dico perché siamo a fine legislatura,  che
  quei  lavoratori sanno chi è il loro interlocutore, sanno chi è  il
  loro datore di lavoro.
   Il  loro  datore di lavoro può inviarli in base alle competenze  e
  alle  richieste dell'Assessorato nei posti dove quell'attività deve
  essere svolta e quella attività deve essere compiuta.
   Io  ritengo che se non si dovesse seguire questa strada  e  chiedo
  anche  all'assessore Baccei il conforto su questa norma  posto  che
  non  abbiamo alcun problema di costituzionalità considerato che  vi
  sono  dei precedenti che abbiamo già fatto e che hanno superato  il
  vaglio  anche  del Consiglio del Ministri, questa è l'unica  strada
  percorribile che può dare certezza ai lavoratori e dare soprattutto
  anche  la  continuità della ricerca e della sicurezza nella  sanità
  animale in Sicilia.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,   intervengo   sulla  questione  che   stava   sollevando
  l'onorevole Cimino, non so se poi ci saranno altri interventi.
   Relativamente al passaggio dei lavoratori alla SAS, ferma restando
  la volontà di tutelare i lavoratori, di trovare una soluzione per i
  lavoratori,  sulla  SAS  come sapete c'è un'operazione  che  stiamo
  portando  avanti  da tempo, abbastanza delicata,  che  prevede  una
  procedura specifica e abbiamo cercato di evitare qualsiasi tipo  di
  deroghe a questa procedura.
   Quindi,  premesso che non so se l'ARAS possa avere la  possibilità
  di  rientrare nel bacino delle partecipate, verifica che  va  fatta
  che io in questo momento non so, ammettiamo che fosse possibile, la
  procedura dovrebbe essere analoga a quella che hanno seguito  tutte
  le  altre  società.  Per cui entrano nell'Albo, si  richiedono  dei
  servizi, entrano con le stesse qualifiche, gli stessi stipendi a 32
  ore  e  dopo  di  che si vede successivamente, una volta  che  sono
  entrati i lavoratori, se si può aumentare il numero di ore.
   Questo  abbiamo  sempre detto, infatti c'era stato  anche,  se  vi
  ricordate, un emendamento relativo  ai lavoratori SPI che  dovevano
  transitare  direttamente, ci siamo resi conto che questa  cosa  non
  era  né fattibile dal punto di vista giuridico, ma soprattutto  dal
  punto  di  vista etico perché i lavoratori che erano  nell'albo  si
  vedevano passar sopra altre persone.
   Quindi,  detto che dobbiamo verificare se è fattibile, vista  poi,
  bisogna capire la volontà dell'Aula. Comunque, io non derogherei da
  una  procedura che abbiamo utilizzato fino ad oggi per  rispetto  a
  quelle  persone  che sono in attesa da tempo e  che  hanno  seguito
  tutte  le  indicazioni  che  abbiamo  dato.  Questo  era  il  senso
  dell'intervento.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Signor   Presidente,  Governo,  onorevoli  colleghi,  una   vicenda
  complessa,  complicata che per anni abbiamo cercato di  affrontare,
  risolvere  all'interno della Commissione  Bilancio ,  ma  ci  siamo
  scontrati  contro un muro di gomma. Un muro di gomma  rappresentato
  da  chi  era  stato  chiamato a svolgere funzioni commissariali  in
  Sicilia  e  che, anziché venire incontro alle legittime attese  del
  Parlamento  per evitare quello che poi è successo, in tutti  questi
  anni non hanno dato risposte concrete e certe.
   La  legge  15  gennaio  1991,  n. 30, e  successive  modifiche  ed
  integrazioni  all'articolo  6,  commi  2  e  3,  dispone   che   le
  associazioni  periferiche di primo grado, in  questo  caso  l'ARAS,
  giuridicamente  riconosciuta, provvedono  all'organizzazione  e  al
  corretto  funzionamento  degli uffici  periferici,  assumendone  le
  relative  responsabilità. Esse consentono e facilitano in qualunque
  momento   le  ispezioni  effettuate  senza  preavviso  sull'ufficio
  periferico delle stesse tenute.
   L'Associazione italiana allevatori può provvedere direttamente, in
  via  temporanea,  stiamo  attenti, in  via  solo  temporanea,  alle
  attività di controllo nelle aree territoriali, nelle quali  non  si
  verificano  le condizioni di cui al precedente comma, cioè  sciolto
  l'ARAS,  per  un periodo di tempo determinato, l'AIA  può  svolgere
  queste  funzioni. E giustamente l'Assessorato si è dovuto rivolgere
  all'AIA perché l'AIA è l'unica che è riconosciuta dalla legge. Però
  è  anche  vero che prima di arrivare a questo fallimento,  ci  sono
  stati  otto  anni di commissariamento, otto anni durante  i  quali,
  ripeto,  la  Commissione  Bilancio' ha cercato  di  chiarire  quali
  erano le vicende.
   Vedete,  colleghi, abbiamo convocato tutti, direttori, presidenti,
  revisori dei conti, non siamo riusciti nemmeno a comprendere qual è
  il reale stato passivo della società perché in un confronto, in più
  confronti   drammatici fra i funzionari della Regione,  i  revisori
  dei  conti  e il rappresentante dell'AIA quello che è venuto  fuori
  che  è una situazione difficile da comprendere, sembrerebbe che  il
  buco,   perché  di  questo  si  tratta,  si  attesta   intorno   ai
  diecimilioni   di   euro,  nonostante  come   ricordava   poco   fa
  l'Assessore, le risorse che la Regione ha destinato in questi  anni
  sono state sempre superiori a quelle che è stato possibile spendere
  perché  è  chiaro che c'era un progetto di aiuto di  Stato  che  ci
  impediva  di  venire incontro a tutte le attese  pesanti  da  parte
  dell'associazione.
   Tanto  è vero per essere chiari che quando tre lavoratori,  vedete
  non  sono  stati esterni alla società, si sono rivolti al  giudice,
  alla  fine  c'è  stata la sentenza 27 del 2 marzo 2017  emessa  dal
  tribunale civile di Palermo che, per la prima volta, ha ritenuto di
  intervenire su una società onlus, l'ha sciolta come se fosse  stata
  una  società  per  azioni,  ma l'ha sciolta  per  poche  decine  di
  migliaia di euro, non stiamo parlando che è stata sciolta  per  una
  somma importante.
   E l'AIA, in questa vicenda, che avrebbe dovuto vigilare ed evitare
  di  portare questi libri non in attivo, o comunque in pareggio, per
  quattordici  milioni alla fine, ha fatto sì che la società  venisse
  dichiarata insolvente e, quindi, destinata al fallimento.
   Due  sono  le  categorie colpite: gli allevatori;  vedete,  sì  il
  problema  del personale è importante, ma ci sono 3.500  stalle  che
  rischiano  di  chiudere,  ci sono 3.500 famiglie  legate  a  queste
  stalle  che  rischiano  di non prendere i contributi  che  verranno
  dall'attività  che  l'AIA, l'ARAS o chi per  loro,  avrebbe  dovuto
  svolgere perché il prezzo della carne è inferiore rispetto a quello
  di 15 anni fa. Il prezzo del latte è inferiore rispetto a quello di
  15  anni fa, i prodotti che gli animali mangiano sono aumentati  in
  maniera esponenziale.
   L'unica  possibilità  che  abbiamo  di  mantenere,  con  tutte  le
  difficoltà  tempo,  3500 stalle è solo grazie a qualche  contributo
  che  arriva  da parte della Comunità europea, che arriva  da  parte
  dello Stato.
   Se  non  facciamo più i controlli, è chiaro che questi  contributi
  non arriveranno più. Se non facciamo i controlli e non arrivando  i
  contributi, le stalle sono destinate a chiudere, 3500 stalle.
   Si  pensa dai dati che abbiamo - evidentemente l'ARAS ha un elenco
  ben  preciso - che sono almeno due le famiglie che vivono  su  ogni
  stalla.
   Il  risultato  è che se non affrontiamo in maniera chiara,  certa,
  questa  vicenda ci ritroviamo con settemila famiglie che di  qui  a
  qualche  settimana, a qualche giorno, rimarranno senza  lavoro.  Di
  conseguenza  la  necessità di intervenire.  Il  milione  e  quattro
  prevede la possibilità di continuare a fare i controlli funzionali.
   Assessore, all'AIA dobbiamo dire alcune cose. Nel controllo  degli
  equidi  anziché  prendere  personale che  già  faceva  parte  della
  società, stanno facendo accordi con soggetti esterni e questo non è
  possibile.
   L'AIA  non  può  pensare di scavalcare i lavoratori  che  facevano
  parte  dell'ARAS creando un altro bacino di lavoratori. I controlli
  li devono affidare a coloro i quali fino ad oggi li hanno affidati.
   Vogliono  fare  i  Co.co.co, vogliono fare partita  IVA,  facciano
  quello  che  la  legge consente loro ma la facciano, utilizzando  i
  lavoratori che attualmente facevano parte del bacino dell'ARAS.
   Assessore,  mi  è dispiaciuto che per ben due volte  il  direttore
  dell'AIA  aveva  annunciato la sua presenza nella seduta  congiunta
  della Commissione  Bilancio' e della Commissione  Lavoro'.
   Abbiamo certezza che veterinari che non facevano parte dell'elenco
  dei  dipendenti ARAS sono stati contrattualizzati in questi giorni.
  Questo non può accadere
   E'  chiaro  che 135 sono i lavoratori, 115 adesso, se  ne  vengono
  contrattualizzati 35 ne rimangono 80. Di questi 80,  attraverso  un
  accordo  all'Ispettorato del lavoro, dobbiamo capire come  verranno
  assunti,  da  chi  verranno  assunti, come  potranno  continuare  a
  lavorare.
   Per chiarezza, Presidente, Assessori, colleghi, abbiamo davanti un
  dramma da affrontare che riguarda settemila famiglie siciliane  che
  sono  le  settemila famiglie che si reggono sulle 3500  stalle  che
  abbiamo nella nostra Regione.
   Dobbiamo  stare  attenti, dobbiamo evitare di sbagliare,  dobbiamo
  tirare  fuori un testo di legge che sia condiviso da tutti in  modo
  tale che possiamo affrontare in maniera serena questa annata perché
  se  dovessimo sbagliare, di qui a qualche giorno ci troveremo  3500
  famiglie  con  i  trattori sotto l'Assemblea a rivendicare  per  il
  giusto  controllo  sulla  loro  attività  per  potere  accedere   a
  contributo statale ed europeo.

   VENTURINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VENTURINO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  a
  proposito dell'emendamento 34.7R da cui siamo partiti perché mi  fa
  riflettere su quanto sta succedendo in questi giorni in questa Sala
  d'Ercole  quando  la telecamera si spegne e si vedono  delle  scene
  difficili da raccontare.
   Partono, dopo un emendamento approvato, telefonate improvvise  per
  mettere  il  cappellino sopra l'emendamento che è  appena  passato,
  partono  battimano  o  cose  di questo genere,  vecchio  stile.  Un
  vecchio  stile che colpisce soprattutto quando il vecchio  stile  è
  interpretato da attori giovani, recenti, delle comparse nuove nella
  scena della politica nazionale.
   Ritornando  all'emendamento 34.7 mi viene in mente una  frase  che
  disse  proprio lei, Presidente Musumeci, quando ci incontrammo  sul
  treno  venendo a Palermo una mattina, lei disse  sono entrati nella
  palude,  vedremo se ne sapranno uscire fuori senza malaria'.  Ahimè
  siete  entrati  qui per cambiare il parlamento,  il  Parlamento  ha
  finito per cambiare qualcos'altro. In questo 34.7, che porta, oltre
  la  firma  di  Panepinto, Alloro, Di Pasquale e Milazzo,  anche  la
  firma   dell'onorevole   Cancelleri,   Palmeri.   Cosa   è   questo
  emendamento?   Mi   rifaccio   un   attimo   all'ultimo   passaggio
  dell'onorevole  Vinciullo.  L'onorevole  Vinciullo  ha  detto  bene
   dobbiamo  stare  attenti  quando  parliamo  di  famiglie,   quando
  parliamo  di lavoratori, quando parliamo di persone che guardano  a
  questo   Parlamento   per  trovare  risposte   alla   loro   fatica
  quotidiana'.
   Questo  Parlamento è chiamato di volta in volta,  anche  nel  caos
  apparentemente più generale, ad assumere delle responsabilità serie
  nei  confronti dei siciliani. Invece che si fa. Pur di potere  fare
  qualche  altra  telefonata veloce, al bar dicendo  l'abbiamo  fatto
  passare'  si  fa  un  emendamento del  tutto  incostituzionale.  Un
  emendamento  che,  se  passa, sicuramente  verrà  impugnato  e  che
  getterà nello sconforto quei lavoratori che questa sera, presi  per
  i  fondelli, da questo parlamento credono di avere risolto il  loro
  problema occupazionale.
   Ora, non me ne vogliano i colleghi che appartengono a stagioni più
  lontane  da  quelle  che  ho vissuto io, questo  fa  parte  di  una
  politica  che doveva cambiare, che si voleva cambiare  entrando  in
  questo parlamento e invece no. Trova oggi, questa è la cosa che  fa
  più  rabbia  ed  è  questo che io spero arrivi  a  chi  ci  ascolta
  attraverso lo streaming, viene portata avanti da quegli attori  che
  dovevano  cambiare  la  scena  e che invece  sono  diventati  delle
  comparse  di  secondo ordine che si portano avanti con  emendamenti
  appoggiando,  votando  a  favore,  etc.  dietro  una  parvenza   di
  opposizione che poi non c'è, e poi si limitano anche a presentare -
  ridicolo  quell'emendamento  di poco  fa  -  un  emendamento  sulla
  rendicontazione  per  le  famiglie che  hanno  a  che  fare  con  i
  disabili.
   Chiaro  che  è  diventata  anche quella  una  sindrome  che  forse
  andrebbe normata, perché va curata evidentemente. Torniamo al 34.7.
  Io  invito  i  colleghi  a trovare un'altra  soluzione  per  questi
  lavoratori,    perché   questi   lavoratori   all'indomani    della
  pubblicazione in gazzetta ufficiale vedranno impugnata questa norma
  perché  è  anticostituzionale,  si prendono  soggetti  da  un  ente
  privato e si passano in un ente pubblico. Non si può fare. La legge
  lo impedisce.
   Allora,  come dissi nell'intervento di qualche settimana fa.  anzi
  della volta scorsa, uno scatto d'orgoglio, la campagna elettorale è
  partita  e  va bene ma qua dentro cerchiamo di adottare  norme  che
  diano  risposte serie a tutti i siciliani e non ad una parte.  Poco
  fa  abbiamo  votato  per  sette precari di Milo,  tutta  la  grande
  solidarietà  per questi lavoratori, ma ne abbiamo 20 mila.  Non  si
  può  procedere  con  emendamenti ad hoc, non si può  procedere  con
  pezze  quando  poi  scopriamo che magari  in  Commissione  da  anni
  giacciono delle leggi veramente quelle si di riforma del settore.
   Allora  su  questo emendamento io invito i colleghi e qua  io  non
  chiedo  al  Presidente di fare una sospensione,  una  pausa  perché
  credo  che qualcuno mi darà sotto, perché di pause ne abbiamo avute
  tante, 52 ne contava il Presidente Musumeci nel suo intervento però
  questo emendamento così com'è non è serio, non è da Parlamento  che
  rispetta e da valore ai propri conterranei.
   Questo  dovevo  chiarirlo per chi ci ascolta,  altrimenti  non  ci
  capiremo  mai  e  questa terra avrà pochissime speranze  di  potere
  vedere stagioni migliori.

   PRESIDENTE.  Sono iscritti a parlare gli onorevoli Dipasquale,  Di
  Mauro,  Savona e Cimino, che credo sia già intervenuto. Ha  facoltà
  di parlare l'onorevole Dipasquale

   DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io penso che se
  il  collega Venturino lo permette inizio subito da lei dicendo  che
  ha  sbagliato sicuramente i modi, perché penso che quando  qualcuno
  si   pone  nei  confronti  del  Parlamento,  dei  colleghi,   della
  Commissione  in  maniera  costruttiva, chiedendo  di  rivedere  una
  posizione, di fare un passo indietro, sicuramente i modi  non  sono
  quelli suoi.
   Io  penso che nessuno presenta cose poco serie. Ognuno di  noi  ha
  delle  convinzioni,  fa le proprie battaglie e  le  fa  in  maniera
  legittima, in maniera seria, in maniera coscienziosa. Quindi non mi
  sono  piaciuti i modi e li ritengo proprio sbagliati nei  confronti
  della Commissione.
   Colleghi vi prego, mi sembra un'Aula piena di comunelle. Sembriamo
  in una piazza, non in Parlamento.

   PRESIDENTE.  Invito  i colleghi a prendere posto  e  ad  ascoltare
  l'intervento  dell'onorevole Dipasquale. E' un suo diritto  parlare
  ed  essere  ascoltato  dai  colleghi.  Invito  i  colleghi  Cimino,
  Fontana,  Alloro, Greco a prendere posto, per favorire il dibattito
  parlamentare. Grazie.

   DIPASQUALE.  Grazie signor Presidente. La questione è estremamente
  seria.  Io  ho  sottoscritto questo emendamento, è vero.  E  questo
  emendamento ha delle criticità che ha ben espresso l'assessore, che
  su  questa  materia  ha fatto una parte piena,  totale  e  non  era
  facile.
   Ritorno  a  dire che noi ci troviamo - e qualcuno lo ha detto  già
  prima  di me - ad affrontare questa duplice problematica. La prima,
  come  ha  detto il presidente Vinciullo, fondamentale, che riguarda
  le  imprese,  che  riguarda gli agricoltori -  lo  ha  detto  anche
  l'assessore.   La   seconda  riguarda  i  lavoratori,   altrettanto
  importante,  riguarda  le  cento famiglie.  Ma  il  problema  degli
  allevatori  riguarda le diverse migliaia e migliaia di imprese  che
  sono interessate dai controlli funzionali.
   Qual  è  la  mia vera preoccupazione? Il presidente  Vinciullo  ha
  detto  una cosa sacrosanta: l'AIA non può utilizzare per i  servizi
  personale  diverso  da quello assunto. Lo recita  il  contratto  di
  settore  all'articolo 42. Ed è l'unico motivo per il quale  non  li
  hanno  licenziati  E' l'unico motivo per cui non li mandano a  casa
  tutti  E' l'unico motivo per il quale l'AIA ci viene dietro, perché
  questi lavoratori - e vi prego di seguirmi in questo ragionamento -
  che   non  saranno  mai  lavoratori  della  Regione,  in  caso   di
  licenziamento e di perdita del posto di lavoro hanno un vero e solo
  diritto,  che è nei confronti dell'AIA, che per l'articolo  42  del
  contratto nazionale del lavoro   io poche materie conosco e  questa
  è  una  di quelle; la conosco bene e da tanti anni. Quindi il  vero
  motivo  è  questo  Perché ancora l'AIA viene dietro su  questo   Vi
  faccio uno scenario, ipotetico ovviamente. Se dovesse definirsi  il
  fallimento  e  il licenziamento questi cento e passa lavoratori  se
  fanno  ricorso  presso il Giudice del lavoro  all'AIA,  lo  vincono
  tutti,  perché l'articolo 42 è estremamente chiaro ed è  il  motivo
  per il quale ci vengono dietro. Ed il motivo per cui non possono  -
  no  che  non  vogliono - rompere il cordone ombelicale  con  questi
  lavoratori.
   Allora   io  dico  che  dobbiamo  stare  attenti,  perché   questo
  emendamento,  che  io  ho sottoscritto, lo dobbiamo  valutare  bene
  tutti  insieme.  Può  succedere. Non tanto mi preoccupo  del  fatto
  dell'impugnativa che è un problema, ma casomai abbiamo  la  seconda
  opzione.  Io  mi  preoccupo che rompiamo il cordone ombelicale  con
  l'AIA. Cioè, mi preoccupo che gli togliamo la possibilità di quello
  che  la norma, l'articolo 42 del contratto nazionale di lavoro  gli
  garantisce,  che  il rapporto, che la continuità del  rapporto  con
  l'AIA. Questa è l'unica mia, vera, grande preoccupazione.
   Io  sono  convinto che noi, la soluzione penso che sia  quella  lì
  prospettata  dall'assessore,  io  penso,  perché  se   è   vero   -
  utilizziamo alcuni minuti per verificare queste cose che ho  detto.
  Se  è  vero,così come io penso che sia vero, che l'articolo 42  del
  contratto  nazionale  di lavoro gli garantisce questo  collegamento
  eterno,  cioè costringe l'AIA a prendersi sempre questi  lavoratori
  anche se cambia forma, proprio lo recita il contratto nazionale  di
  lavoro,  appena  noi oggi gli diciamo per norma si  è  concluso  il
  percorso  con  l'AIA ed andate a tempo determinato  con  l'istituto
  zootecnico,  noi - da una parte non gli avremo garantito  il  posto
  fisso  alla Regione e neanche un'aspettativa definitiva, dall'altra
  parte gli abbiamo definitivamente tranciato quello che è il diritto
  acquisito che hanno nei confronti dell'AIA in base all'articolo 42.
  Quindi, io mi rimetto ai colleghi, e mi rimetto a lei Presidente ed
  all'assessore ovviamente, di valutare questo aspetto.

  PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  di  Mauro.  Ne  ha
  facoltà.

   DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, io non
  mi  dilungo a ripetere le cose che hanno detto i colleghi in ordine
  alle ditte, all'importanza, all'interesse che hanno, ovviamente,  a
  questo servizio ed alla professionalità dei lavoratori. Però vorrei
  dare   un   suggerimento  al  Governo,  affinché   si   conservasse
  l'interezze della gente a questo servizio, e soprattutto  potessimo
  avvalerci  tutti quanti di queste professionalità. Ed io credo  che
  possa  essere  utile immaginare l'istituzione di  un  albo  in  cui
  verrebbero  inseriti  tutti questi lavoratori e  l'affidamento  del
  servizio  all'istituto zootecnico con l'obbligo  di  utilizzare  il
  personale che è inserito in questo apposito albo e fermarci oggi  a
  questa attività legislativa.
   Se  noi  dovessimo  andare  più  in là,  incorreremmo  in  rischi,
  assessore  incorreremmo in rischi di impugnativa  certamente  e  ci
  potremmo  trovare  anche nelle condizioni che di  qui  a  sei  mesi
  riparlare  di  questo Governo. L'istituzione di  un  albo  con  cui
  questi lavoratori potrebbero lavorare, o con una convenzione o  con
  contratto   a  tempo  determinato  -  che  è  competenza   in   via
  amministrativa   -  assessore  Cracolici,  in  via   amministrativa
  dell'istituto zootecnico, permetterebbe all'istituto di  continuare
  l'attività, ai lavoratori di avere un riferimento in  un  albo  che
  in  questa  Regione - viva Dio un albo non si è negato  a  nessuno,
  assessore Cracolici. Di albi, ne abbiamo di diversi tipi. Ma questo
  sarebbe un albo di settore, con le competenze di cui all'elenco che
  certamente     l'associazione    allevatori    potrà    trasmettere
  all'istituto,  è  un  attività a latere  del  Governo,  che  è  una
  competenza  che  gestisce  l'istituto  stesso,  e  noi  affideremmo
  praticamente all'istituto le risorse e le attività.
   L'istituto,  in via amministrativa attingerebbe da  quest'albo  le
  persone che riterrebbe utile nell'intero anno di potere utilizzare.
  Così  non  ci troveremmo dinnanzi ad impugnative, non ci troveremmo
  dinnanzi a preoccupazioni di qua a sei mesi, potremmo innestare  un
  meccanismo  virtuoso  che  darebbe  risposta  alle  Aziende  ed  ai
  lavoratori.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Savona.  Ne  ha
  facoltà.

   SAVONA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivido la  tesi
  dell'onorevole  Di  Mauro che sono convinto,  dopo  aver  ascoltato
  tutto  quello che è successo in Commissione, il fallimento lo hanno
  voluto  anche  loro, l'AIA, perché sapevano benissimo  che  c'erano
  diverse  criticità all'interno dei loro bilanci che erano  difformi
  da  quelli che aveva la Regione siciliana, quindi, la cosa è andata
  avanti  da  anni e abbiamo continuato adesso con la conduzione  del
  fallimento.
   Questi  lavoratori che hanno diritto di ritornare perché loro  non
  hanno   colpe,  non  vedo  che  si  possa  fare  quello  che   vedo
  nell'emendamento  34.7,  perché  è  fuori  da  ogni   logica,   con
  l'Istituto zootecnico è possibile attivarlo perché noi con  la  SAS
  abbiamo già previsto, con norme, di creare un albo e ci sono  tutta
  una serie di lavoratori che sono in attesa.
   Questa norma non può scavalcare o modificare l'assetto delle cose,
  quindi,  con  un  albo che si va al'interno dello nostro  tetto  si
  inseriscono i lavoratori che ne hanno diritto e da lì si parte.
   Allora,  al  bisogno  li  pigliano  o  attraverso  partita  Iva  o
  attraverso i lavoratori a tempo determinato.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Assenza.  Ne  ha
  facoltà.
   Non  ci  sono altri iscritti a parlare sull'articolo 34. Invito  i
  colleghi,    eventualmente   a   farlo   entro    la    conclusione
  dell'intervento dell'onorevole Assenza.

   ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'ARAS è stato uno
  dei punti dolenti di questa legislatura.
   Sin  dall'inizio abbiamo dovuto affrontare, bilancio per bilancio,
  Finanziaria   per   Finanziaria,  le  problematiche   relative   al
  finanziamento  di questa associazione benemerita che  svolge  e  ha
  svolto il ruolo essenziale per l'economia siciliana, in particolare
  per gli allevatori siciliani e, quindi, per tutto il comparto della
  zootecnia,  non dimentichiamo che qualcuno, negli anni  scorsi,  ha
  avuto la brillante idea financo di metterle a bando, cioè, di  fare
  i  finanziamenti dall'ARAS come un vanto, così come per la Corfilac
  e via dicendo.

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. Con me che ero contrario

   ASSENZA. Per carità, assessore, perché se la sta prendendo lei, io
  sto  ripercorrendo quello che è avvenuto, credo  che  sto  parlando
  abbastanza correttamente.
   Ecco,  detto  questo, purtroppo, siamo arrivati ad un epilogo  già
  annunciato,   già  annunciato  perché  qualcuno   ha   avuto,   sin
  dall'inizio,  lo  scopo, nemmeno tanto celato, di  accaparrarsi  le
  funzioni che in Sicilia ha svolto notevolmente l'ARAS.
   Io  sono abituato a dare nomi e cognomi, questo qualcuno si chiama
  coltivatore diretto, Coldiretti.
   Noi,  ora, mi dispiace assessore Cracolici, perché noi avevamo  un
  testo che usciva dalla Commissione che, secondo me, al momento  era
  l'unico  praticabile  perché ti diceva le funzioni  le  continua  a
  svolgere  l'Istituto  sperimentale zootecnico  che  è  un  Istituto
  regionale e che ha, tra i suoi compiti, la possibilità di svolgerli
  e  li  svolge  avvalendosi dei soggetti che, fin'ora, hanno  svolto
  questo compito.
   Ora, poiché teoricamente e nessuno potrebbe essere contrario a che
  questi  soggetti  che,  per  lo più, sono  personale  assolutamente
  qualificato,  veterinari  e quant'altro,  si  potesse  trovare  una
  sistemazione definitiva ma è chiaro che non possiamo tout court con
  una   norma   che   già  l'assessore  Baccei,   in   questo   caso,
  correttamente,   ha   già   detto  che   è   inapplicabile   perché
  introdurremmo  una  eccezione ad un principio che  potrebbe  essere
  sfruttato da altri e farebbe saltare qualunque possibilità  di,  ma
  la  cosa  più grave è che vi è un emendamento governativo che  dice
  che questa funzione, invece, dell'Istituto sperimentale

   PRESIDENTE.  Scusi,  onorevole Assenza, onorevole  Panepinto,  per
  favore  se consente all'assessore Cracolici di seguire l'intervento
  dell'onorevole Assenza.

   ASSENZA.  Secondo  me  il Governo dovrebbe  avere  buon  senso  di
  ritirare l'emendamento così come anche l'emendamento a firma  degli
  onorevoli Panepinto e Anselmo, perché se noi apriamo la possibilità
  di  affidare  questo  servizio all'A.I.A., come giustamente  diceva
  l'onorevole Cimino, noi abbiamo regalato su un piatto d'argento  al
  carnefice la vittima sacrificale.
   Questa associazione avrà raggiunto il suo scopo, cioè accaparrarsi
  in  Sicilia  questo  servizio e noi non  possiamo  e  non  dobbiamo
  consentirlo  perché, anche se per altri settori questa associazione
  svolge  un'opera assolutamente meritoria, nel campo della zootecnia
  e   dell'allevamento  l'A.R.A.S.  aveva  svolto  e  svolgeva,  fino
  all'altro  ieri, un compito assolutamente fuori da ogni sospetto  e
  nell'esclusivo  interesse  pubblico.  Invito,  pertanto,   sia   il
  Governo,  sia  l'onorevole  Panepinto a ritirare  gli  emendamenti.
  Torniamo  al  testo base dell'articolo 34 che mi sembra  abbastanza
  saggio  che  garantisce,  da un lato agli allevatori  di  avere  la
  garanzia dei controlli, dall'altro il personale perché dice che per
  effettuare questo servizio l'Istituto dovrà avvalersi del personale
  già  in  servizio, personale già in servizio che, evidentemente,  è
  quello  che è l'A.R.A.S. Salveremmo capre e cavoli. Poi,  si  salva
  l'A.R.A.S. però non dimentichiamo che nel momento in cui vi  è  una
  procedura  fallimentare in corso tutto quanto passa  attraverso  il
  bene  placido degli organismi fallimentari, quindi si introdurrebbe
  in  un  meccanismo che lascia assolutamente dei punti interrogativi
  sull'epilogo,  perché  nessuno  può  dare  per  scontato  che   gli
  organismi fallimentari, soprattutto il tribunale fallimentare e  il
  giudice  delegato  siano  d'accordo  a  consentire  prosecuzioni  o
  affitto d'azienda o quant'altro, sono ipotesi che possono anche non
  trovare  accoglienza negli organi fallimentari. Ecco perché ritengo
  che,   invece,  garantire  la  continuità  del  servizio  in   capo
  all'Istituto  sperimentale  e  far sì  che  per  effettuare  questo
  servizio  l'Istituto  sperimentale si avvalga  degli  operatori  ex
  A.R.A.S. sia la quadratura del cerchio.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Brevemente, perché è già intervenuto.

   PANEPINTO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  dopo   aver
  ascoltato l'Assessore e i vari interventi, con una volontà  unanime
  di  trovare una soluzione che sia idonea a salvaguardare quello che
  tutti  i  colleghi  hanno  detto  a partire  dal  Presidente  della
  Commissione, delle settemila aziende, dei lavoratori.
   Io  accantonerei al momento il testo, probabilmente c'è  necessità
  di  ritornare  al  testo  base, facendo la verifica  se  l'Istituto
  sperimentale  zootecnico  può  o  meno  svolgere  queste  funzioni.
  Accantoniamo, al momento, il testo e verifichiamo la fattibilità di
  raggiungere  risultati  che  sono i controlli,  Assessore,  con  un
  elemento  che lei, certamente, aiuterà a trovare, ed  è  quello  di
  continuare  a  svolgere le funzioni probabilmente  utilizzando  gli
  enti  di  cui  la  Regione  dispone  per  garantire  allevatori   e
  operatori,  perché  è  chiaro  che ad  oggi  questa  situazione  si
  determina per una serie di negligenze o condizioni di criticità.
   Per  cui, una sospensione con passaggio alla trattazione di  altri
  punti, per riscrivere la norma che mette in garanzia gli allevatori
  e gli operatori.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino


             Assume la Presidenza il Presidente ARDIZZONE

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. Signor Presidente, onorevoli colleghi, premesso
  che raccolgo lo sforzo che l'Aula sta facendo di affrontare, in  un
  momento  di emergenza, cercando di trovare una soluzione che  tenga
  insieme due esigenze: gli allevatori, è stato detto, per prima e  i
  lavoratori che lavoravano all'associazione allevatori. Lo  dico  al
  collega  Cimino,  io spero di passare alla storia per  tante  cose,
  anzi  spero di non passare alla storia, di occuparmi della cronaca,
  la  storia la fa chi non c'è più, ma certamente attribuire a me ciò
  che  ha  fatto  un tribunale, con tutto il rispetto ancora  non  ho
  poteri né divinatori, né sostitutivi che il tribunale di Palermo ha
  dichiarato  fallita  l'Associazione  allevatori  lo  ha  fatto   in
  funzione  di  un  dato  che  l'Associazione  allevatori  -  e   non
  l'Assessorato - è risultata incapace di poter erogare persino delle
  indennità  spettanti  a  dei  lavoratori,  quanti  erano  onorevole
  Vinciullo,  15-20  mila euro, non so neanche quanto  era  la  cifra
  effettiva che è stata poi oggetto.
   Per la verità, bisogna dirlo con onestà, ma quello è l'epilogo  di
  una  crisi  che dura a lungo, non a caso i lavoratori dell'ARAS  da
  diverso  tempo  erano in contratto di solidarietà.  Non  a  caso  i
  lavoratori  dell'ARAS, molti di essi, non percepiscono stipendi  da
  diverso  tempo, con un paradosso, ripeto, che quando  l'Assessorato
  erogava  le risorse o dello Stato o quelle direttamente che erogava
  la  Regione  noi  difficilmente davamo  i  soldi  all'ARAS  perché,
  siccome il DURC dell'ARAS era sempre negativo, visto che aveva  una
  situazione  di  sofferenza  che  si innescava  senza  soluzione  di
  continuità,  noi  gran  parte delle risorse  che  abbiamo  erogato,
  soprattutto nel periodo in cui si sono stato io, le abbiamo erogate
  alla  Riscossione Sicilia ed all'Inps per sostituirci all'ARAS  che
  non pagava né gli oneri contributivi né quelli tributari.
   Allora lo dico perché le cose, capisco che siamo in un periodo  di
  propaganda  elettorale  ed ognuno vuol fare,  come  al  solito,  un
  raccontino  soltanto di quello che gli conviene a seconda,  magari,
  della  sollecitazione che riceve. Anche a me piacerebbe trovare  la
  soluzione  immediata, anche io avevo trovato   l'uovo  di  Colombo
  quando   ho  visto  la  norma  dell'89  che  dice   c'è  l'istituto
  zootecnico,  bene  l'ARAS è fallita trasferiamo tutto  all'istituto
  zootecnico'.
   Oltretutto vi parla uno che, già nel 2010, tentò questa norma, non
  ora  ma  già  nel 2010, per consentire allora nel 2010,  visto  che
  l'ARAS  era  già  in  crisi  nel  2010,  di  utilizzare  l'Istituto
  zootecnico  per affidargli i servizi dei controlli funzionali,  dei
  registri, ecc ecc.
   Cari  colleghi: non si può fare  Mi dispiace dirvelo: non  si  può
  fare, al di la delle prove di ginnastica che ognuno di noi vorrebbe
  fare.   La  legge  n.  30  del  1991  attribuisce  all'Associazione
  allevatori  nazionali  ed alle proprie organizzazioni  territoriali
  che  non  possono che essere associazioni allevatoriali che  devono
  essere,  come quelli della formazione: accreditati. Quindi con  uno
  strumento giuridico per cui lo Stato eroga una parte delle  risorse
  a  tutte  le  associazioni che operano in tutta Italia,  tranne  il
  Trentino  e  la  Valle d'Aosta che, autonomamente,  e  con  risorse
  esclusivamente proprie lo fanno.
   Faccio    un'altra   parentesi:   il   sistema   dell'associazione
  allevatoriale è in crisi in tutta Italia. La regione  Lazio  ha  la
  nostra   stessa  situazione,  le  Marche  hanno  la  nostra  stessa
  situazione.  Il  sistema  è  saltato per  aria  non  tanto  per  le
  responsabilità solo di gestione dell'AIA o dell'ARAs, anche  perché
  a  seguito della riforma che è stata fatta del sistema forfettario,
  lo  Stato,  su disposizione della Comunità europea, riconosce  alle
  associazioni allevatoriali un importo forfettario per il numero  di
  capi e di aziende che vengono controllate.
   Questo   sistema   forfettario  ha,   di   fatto,   dimezzato   il
  finanziamento  a  tutte  le associazioni allevatoriali.  Noi,  come
  Regione  siciliana, nel 2014, abbiamo erogato 2,5 milioni di  euro,
  più lo Stato ha erogato 1,5 milioni; nel 2015, tra Stato e Regione,
  abbiamo  potuto  erogare  insieme la metà  di  quello  che  abbiamo
  erogato  nel  2014, perché è cambiato il sistema di  riconoscimento
  del sistema, appunto, forfettario.
   Cosa  è che si poteva fare e non si è fatto? Non voglio attribuire
  responsabilità  a nessuno però, proprio a proposito  della  storia,
  anche  perché,  collega  Cimino, l'ARAS non  si  occupa  di  sanità
  animale, i controlli funzionali riguardano le qualità del  latte  e
  della  carne non riguardano la sanità veterinaria che è un'attività
  delle  aziende sanitarie locali e dell'Istituto Zooprofilattico  Ma
  non  siamo  noi, non c'entriamo noi, non è l'ARAS, non ha  attività
  sanitarie l'ARAS.
   Onorevole Cimino io non sono né un veterinario, né un esperto,  né
  un  agronomo  io sto dicendo quello che sto dicendo sulla  base  di
  tutta una serie di elementi che ho colto qui alla luce anche di  un
  approfondimento che ho fatto con gli uffici.
   Nel  momento in cui noi oggi affrontiamo il tema del come mandiamo
  avanti questa situazione, partendo dal fatto che dobbiamo garantire
  gli allevatori, per poter garantire anche i lavoratori dobbiamo far
  ripartire l'attività.
   Abbiamo  chiesto  all'AIA di partire e l'AIA ci ha  detto  che  la
  prima  cosa  che dobbiamo fare visto che entro il 31 maggio  devono
  essere   pagati  i  premi  per  i  bovini  da  latte,  noi  abbiamo
  immediatamente  trentacinque persone  tra  controllori  e  attività
  amministrative    per    fare   fronte    a    questa    emergenza,
  contemporaneamente   avviamo il programma  sul  controllo  carni  e
  utilizzeremo  anche un'altra parte del personale. Complessivamente,
  rispetto  al regime forfettario, le unità che andrebbero utilizzate
  per  i coefficienti dati dal Ministero sono sessantasei unità. Cosa
  abbiamo  detto  all'AIA? Invece di prendere  sessantasei  unità  ne
  prendi  centocinque  ad orario ridotto, riconverti  quelli  che  in
  questi  anni  non conoscono neanche dov'è una campagna  -  per  cui
  magari  mandiamo in campagna chi da troppi anni sta  negli  uffici,
  tanto  per essere chiari, perché dobbiamo difendere chi lavora,  ma
  dobbiamo difendere chi lavora no chi fa finta di lavorare -  quindi
  riconvertiamo il personale, nel frattempo ti affidiamo l'assistenza
  tecnica  con  1.400.000, nel momento in cui tu ricevi il  1.400.000
  hai 2.560.000 dai controlli funzionali, hai le entrate che dovranno
  provenire  dagli allevatori - perché gli allevatori una  parte  del
  servizio  lo  devono  pagare  - tutto  ciò  ti  consente  di  avere
  4.500.000-4.700.000, ti mettiamo a disposizione persino i locali  e
  questo  ti  consentirà di assorbire l'intera manodopera non  più  a
   part time  ma a  full time .
   Onorevole Clemente, io non mi occupo di fare contratti di  lavoro,
  la  materia  è  regolata dal rapporto tra l'AIA e le organizzazioni
  sindacali.
   L'accordo sindacale si è già avviato venerdì scorso tra l'AIA e le
  organizzazioni sindacali siciliane che hanno condiviso il  percorso
  di   ripartenza  di  questa  attività,  dopodiché  io  capisco   la
  preoccupazione dell'AIA e siccome qui, sostanzialmente,  la  novità
  della  norma  che abbiamo proposto - aldilà del primo comma  che  è
  stata  iniziativa della Commissione e che io ritengo purtroppo  che
  non  si può fare, non si può fare perché la legge nazionale non  lo
  prevede - io suggerirei che dove noi prevediamo la modifica che qui
  stiamo  facendo  di dare 1.400.000 anche all'Associazione  italiana
  allevatori  per  l'assistenza  tecnica,  suggerirei  di   fare   un
  emendamento   aggiuntivo  dicendo   Per  salvaguardare   le   unità
  lavorative  precedentemente utilizzate dall'Associazione  regionale
  allevatori siciliani  nelle forme che poi vedremo.
   Quindi,  diciamo  con  norma che le risorse  che  noi  daremo  per
  l'assistenza  tecnica sono sì, per l'assistenza tecnica,  ma  hanno
  anche una finalità che è quella della salvaguardia occupazionale di
  chi lavorava presso l'ARAS. Io credo che sia lo sforzo massimo dove
  noi  possiamo oggi arrivare, fermo restando che - e concludo - come
  diceva  giustamente il presidente Vinciullo, l'AIA può  fare  tutto
  ciò temporaneamente.
   Noi,  una  volta che si è chiusa la partita ARAS, o col fallimento
  definitivo o col ripristino dell'associazione, comunque  o  ritorna
  l'ARAS  ma  riformata  e  forse  ripulita  e  forse  ridando   agli
  allevatori  la  possibilità - tanto per  essere  chiari,  io  avevo
  concordato  con  l'ARAS che i soldi dell'assistenza tecnica  glieli
  davo  se  si  fissavano anche le elezioni - ma se non passa  questa
  cosa  dell'ARAS  noi  dobbiamo  pretendere  che  le  organizzazioni
  allevatoriali,  no  la Regione onorevole Clemente,  gli  allevatori
  costituiscano  una  nuova  associazione  di  allevatori;   poi   si
  aggregheranno a Coldiretti, a Confagricoltura, sono cavoli loro. Io
  dico  che  dovranno  loro formare un'associazione  che  gestisce  i
  servizi agli allevatori.
   Quindi la mia proposta è di superare la questione del primo comma,
  di  sub-emendare  nella  parte in cui prevediamo  che  l'assistenza
  tecnica,  la  affidiamo anche all'associazione italiana  allevatori
  perché  ci  diamo quel margine rispetto alla possibilità  che  ARAS
  torni  in  vita, quindi anche all'associazione italiana allevatori,
  fermo  restando che queste risorse avranno come finalità  anche  il
  pieno  impiego  della  forza  lavoro  dei  dipendenti  in  organico
  all'ARAS al 28 o quello che era.
   Mi  pare questa una soluzione che possa rispondere a quella doppia
  esigenza  di  cui  parlavamo, allevatori da un  lato  e  lavoratori
  dall'altro, ma evitiamo di fare una cosa che, se sbagliamo,  domani
  - lo dico e purtroppo non lo posso dire a bassa voce perché non c'è
  tutta questa contentezza di AIA di prendersi il servizio, tanto per
  essere  chiari, glielo stiamo imponendo - non vorrei  che  qualcuno
  trovi  una giustificazione per dire  visto che voi avete fatto  una
  norma  che vedremo se si potrà applicare, nel frattempo non  si  fa
  nulla in Sicilia'. Guardate che avremo centinaia di allevatori  che
  verranno a Palermo, come dire, quando meno a tirarci qualche fiore.
   Quindi  io  suggerirei all'Aula di procedere con ciò  che  oggi  è
  possibile  fare.  L'impegno  dell'AIA  è  quello  di  garantire  il
  riassorbimento  della  forza lavoro a tempo  indeterminato  con  la
  gradualità dei vari controlli e contemporaneamente l'impegno  della
  Regione  è  dare  soldi  in più e mezzi strumentali  per  garantire
  meglio il servizio. Io più di questo sinceramente non sono in grado
  di proporre.

   PRESIDENTE.    L'onorevole   Rinaldi   ha   apposto    la    firma
  all'emendamento.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, io  non
  voglio  deludere  l'assessore Cracolici, però non  mi  ha  convinto
  assessore  e  non mi ha convinto perché al netto della  spiegazione
  addottrinata io non posso e non voglio minimamente pensare  che  ci
  sia  la  possibilità di scegliere, sempre fra quelli  che  lavorano
  ovviamente, e chi le parla ha avuto la fortuna, tra virgolette,  di
  stare  sempre  all'opposizione quindi, anche volendo,  non  ha  mai
  potuto  difendere chi non lavorava. Quelle sono cose che può  fare,
  se lo vuole, chi sta al Governo, perché ha il potere di fare questo
  ed  altro, io dico che immaginare di mandare al lavoro trentacinque
  persone su centoquindici è un lusso che quest'Assemblea non si  può
  permettere  e  quindi,  lo  dico con molta  chiarezza,  non  voglio
  pensare  che lei o chi per lei abbia già scelto questi trentacinque
  perché so che non è così però certo voglio dire quanto meno siccome
  non si è parlato di criteri, non si è parlato diciamo di metodi.

   CRACOLI, assessore regionale per l'agricoltura, lo sviluppo rurale
  e  la  pesca  mediterranea. I criteri sono legati  al  sistema  dei
  controlli

   CORDARO. Siccome non si è parlato di criteri, non si è parlato  di
  metodi,  quello che mi preme dire con estrema chiarezza, presidente
  Ardizzone,  è  che  il mio punto di vista, che ho  confrontato  con
  molti  colleghi  che  hanno  più di me affrontato  ed  approfondito
  questa  tematica,  è  quello ed è questa la  richiesta  formale  di
  accantonare  questo  articolo  perché  si  faccia  una  valutazione
  approfondita,  perché  dobbiamo  fare  di  tutto  per  trovare  una
  soluzione   che   possa  essere  di  salvaguardia   per   tutti   i
  centoquindici  licenziati  -  perché  sono  stati  già  licenziati,
  onorevole  Dipasquale - che credo non possano avere, anche  per  il
  caso  di questa categoria di lavoratori, l'unico difetto di  essere
  persone  per bene. Le persone per bene vanno salvaguardate e  credo
  che  noi  dobbiamo  fermarci e trovare una  soluzione.  Che  questa
  soluzione poi si chiami bacino, si chiami SAS, sia chiami AIA, a me
  poco  importa.  Importa invece che noi ci fermiamo e  cerchiamo  di
  fare il miglior lavoro possibile.
   Quindi, signor Presidente, chiedo intanto se lo vuole accantonare.
   PRESIDENTE.  Siccome  ho compreso che c'è una  volontà  unanime  a
  salvaguardare  questo  personale,  ci  possono  essere   divergenze
  diverse, la proposta di scrivere assieme all'Assessore stesso, alla
  Commissione,  ai proponenti dello stesso articolo, un  emendamento.
  Vediamo di trovare una soluzione condivisa.
   Onorevoli colleghi, ogni deputato giustamente mi chiede quali sono
  i  tempi,  ma non posso essere io a dettarli dipende dall'andamento
  dell'Aula.
   Sostanzialmente   il  dibattito  su  questo  articolo   abbastanza
  complesso  si  è  già svolto, bisogna arrivare  ad  un  momento  di
  sintesi. Chiaramente bisogna aprire la discussione sull'articolo  3
  se è necessario.
   Il  Governo  ha  già  riscritto  l'articolo  3.  C'è  già  qualche
  perplessità, ho avuto modo di confrontarmi con la Commissione,  con
  il  presidente, soprattutto sugli ultimi due commi finali, relativi
  alla  copertura  e  alla  effettiva dotazione  dello  stanziamento.
  Siccome vorrei semplificare, intanto si riscrive questo emendamento
  sull'ARAS.
   Nelle  more della riscrittura dell'emendamento sull'ARAS,  siccome
  c'era  un'intesa ad andare avanti sugli articoli 7, 35,  61  e  68,
  avevamo lasciato in sospeso il 20 e il 67, in base al clima d'Aula,
  questo  era l'accordo che era stato fatto per essere chiari,  c'era
  un'altra esigenza che era stata manifestata da parte dell'onorevole
  Falcone  e  avevamo  rinviato  la  questione  alle  condizioni   di
  agibilità  d'Aula,  che  secondo  me  ci  sono,  sia  sul  67  che,
  eventualmente, sul 20, che in effetti è un riconoscimento di debiti
  fuori  bilancio  per  le comunità di alloggio,  delle  quali  si  è
  parlato  molto.  Non  voglio condizionare nessuno  rispetto  ad  un
  accordo che è stato preso.
   Il  Governo ha riscritto, inserendoli in un emendamento, il 7,  il
  35,  68, 61, 67 e 68 che provvedo a fare distribuire, l'emendamento
  45.5. E' inutile aprire discussione su questo.
   Se  c'è intesa lo possiamo votare in una battuta e ci siamo  tolti
  gli articoli del collegato.
   Per  quello che mi riguarda sul 20 non ci sono difficoltà.  Rimane
  aperta  la questione ARAS e l'articolo 3. Comunque ormai  siamo  in
  dirittura d'arrivo.
   Onorevole  Falcone,  chiedo di non aggravare il  procedimento  per
  andare speditamente avanti.
   Comunico    che   all'emendamento   45.5   è   stato    presentato
  dall'onorevole  Formica il sub emendamento 45.5.1, sostitutivo  del
  comma 7.
   Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Il Governo si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Ci  dia  due  minuti di tempo, signor Presidente.  Mi  perdoni,  il
  45.5.1  è  già compreso in quello del Governo. Ma quindi  significa
  che il comma 7 deve essere sostituito.

   PRESIDENTE. Si. Il Governo si è rimesso all'Aula, la Commissione è
  favorevole. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 45.5, così come emendato. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, vorrei sospendere per un momento.
   Ho   capito   che   sull'ARAS   c'è  ancora   l'esigenza   di   un
  approfondimento.  Sono  le  ore  21.00.  Abbiamo  finito  con   gli
  articoli.  Abbiamo l'articolo 3 sul quale c'è una  riscrittura.  Io
  sono  anche per l'approvazione dell'articolo 20 che aveva sollevato
  l'onorevole Falcone.

   TAMAJO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TAMAJO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   intervengo
  sull'ordine dei lavori per capire la norma che riguarda  il  bacino
  degli ex pip se verrà trattata in questa fase oppure nel collegato.

   PRESIDENTE. E' già stata approvata, onorevole Tamajo.
   Si passa all'articolo 20. Ne do lettura:

                             «Articolo 20.
          Riconoscimento debiti fuori bilancio ai sensi delle
        lettere a) ed e) dell'articolo 73, comma 1, del decreto
                        legislativo n. 118/2011

   1.  Per  far  fronte agli oneri derivanti dai rapporti,  anche  in
  convenzione,  con  le comunità alloggio per i minori  sottoposti  a
  provvedimenti dell'autorità giudiziaria minorile nell'ambito  della
  competenza civile ed amministrativa ai sensi dell'articolo 23 della
  legge   regionale   29  dicembre  2003,  n.  21,  come   modificato
  dall'articolo  127,  comma 68, della legge  regionale  28  dicembre
  2004,  n. 17, quale saldo delle somme riconosciute per l'anno 2016,
  è  autorizzata la spesa di 3.299.835,00 ai sensi e per gli  effetti
  dell'articolo  73, comma 1, lettera e), del decreto legislativo  23
  giugno  2011,  n.  118 e successive modifiche ed  integrazioni.  Le
  somme  di  cui  al  presente  comma  sono  iscritte  nell'esercizio
  finanziario 2017 alla Missione 12, Programma 1, Capitolo 182526.

   2. Ai sensi dell'articolo 73, comma 1, lettere a) e lettera e) del
  decreto  legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive  modifiche
  ed  integrazioni,  è riconosciuta la legittimità dei  debiti  fuori
  bilancio  della  Regione  derivanti, rispettivamente,  da  sentenze
  esecutive  e/o  provvedimenti giudiziari esecutivi  per  il  valore
  complessivo di euro 526.895,44 di cui all'Allegato 4 alla  presente
  legge,  e  da  acquisizione  di  beni  e  servizi  in  assenza  del
  preventivo  impegno  di  spesa per il valore  complessivo  di  euro
  1.311.733,86 di cui all'Allegato 5 alla presente legge. Le somme di
  cui  al  presente  comma  sono iscritte nell'esercizio  finanziario
  2017, per euro 1.745.359,46 alla Missione 10, Programma 4, Capitolo
  478106, e per euro 93.269,84 alla Missione 8, Programma 2, Capitolo
  272505.

   3.  All'adozione  dei  provvedimenti di  spesa  dei  debiti  fuori
  bilancio  riconosciuti  con  il  presente  articolo  provvedono  le
  strutture   regionali  competenti  nell'ambito   delle   rispettive
  specifiche dotazioni finanziarie».

   All'articolo  emendamenti sono stati presentati  solo  emendamenti
  soppressivi dell'onorevole Greco. Onorevole Greco, li ritira?

   GRECO GIOVANNI. Dichiaro di ritirarli.
   Pongo  in votazione l'articolo 20. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   CIRONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIRONE.   Signor  Presidente,  ho  sentito  che  è  in  atto   una
  riscrittura dell'articolo 3, che è dedicato alle leggi di spesa. Io
  ne   prendo  atto  ed  è  evidente  che  vi  è  una  necessità   di
  rimodulazione.
   All'interno   di   questo   articolo  3   io   vorrei   riproporre
  all'attenzione  dei  colleghi, dei capigruppo e  della  Commissione
   Bilancio',  il  comma che per un incidente  di  percorso  è  stato
  bocciato,  riguardante i finanziamenti di due leggi  speciali,  che
  riguardano il centro storico della città di Siracusa, Ortigia, e il
  centro  storico  di Agrigento. Tanto più che il centro  storico  di
  Ragusa ha avuto il finanziamento che gli spettava, cosa della quale
  io  sono molto contenta, perché credo che non si parli di norme che
  riguardano in particolare dei territori, ma che riguardano l'intero
  contesto siciliano.
   Aggiungo  che  per  quanto riguarda il centro storico  di  Ortigia
  sarebbe  davvero incomprensibile che quest'anno noi  saltassimo  di
  finanziare   una  legge  che  ha  prodotto  effetti  positivi   sul
  territorio, proprio nell'anno nel quale si festeggia il 2.750  anni
  della fondazione della città.
   Richiamo l'attenzione dei colleghi. Credo che questo sia un errore
  che  l'Aula  vorrà  riparare. Aspetto che mi si  dica  la  modalità
  attraverso la quale correre ai ripari. Può essere fatto adesso e io
  credo  che nell'articolo 3 potremmo trovare lo spazio per ripianare
  il  vulnus  che è stato creato e che, probabilmente, nessuno  aveva
  l'intenzione  di  compiere, ma che nei  fatti  ha  penalizzato  due
  comunità, due città, ma io credo l'intero contesto siciliano.

   PRESIDENTE. E' stata sollevata un'altra questione. Stiamo  andando
  avanti  in  maniera molto chiara. C'è la vicenda ARAS ed è  aperta,
  perché  occorre  un'intesa  e, quindi,  sta  per  essere  riscritto
  l'articolo.
   C'è  la  vicenda  relativa all'articolo 3: l'onorevole  Cirone  ha
  aperto una nuova questione e debbo dire anche l'assessore Marziano.
  Formalmente né Ortigia, né Agrigento possono essere riprese essendo
  nella  stessa  votazione  d'Aula. Però, considerato  il  clima,  io
  rimetto  la  questione. Presidente della Commissione  Bilancio'  mi
  segua: il Governo ha riscritto l'articolo 3. Se in quest'ora che io
  proporrò   di  sospensione,  così  arrivando  in  Aula   approviamo
  direttamente  sia  l'articolo  3 con gli  emendamenti;  gli  Uffici
  daranno  una mano e quelli che dobbiamo estrapolare li estrapoliamo
  senza  tanta  discussione. Se ci sono cose che non  reggono  da  un
  punto   di   vista  contabile  le  tiriamo  fuori.  Li  dichiariamo
  inammissibili.
   Il  Governo  ha riscritto l'articolo 3. Sull'articolo  3  vi  sono
  delle  perplessità relativamente ad alcuni commi. Su questo mi  sto
  rimettendo  alla  Commissione. So che c'è con gli Uffici  un'intesa
  sulla  questione. Sulla questione, anche a lei cara, di Ortigia  ed
  Agrigento,  se ci sono le condizioni, c'è chi mi dice di  approvare
  questa sera, c'è chi mi dice di andare a domani mattina.
   Io  sono per approvare stasera però abbiamo due articoli ancora in
  sospeso.  Uno  è l'articolo dell'ARAS, so che c'è una  riscrittura,
  per cortesia la concordate perché il Governo ci deve dare il parere
  ed  alla fine si arriverà ad una soluzione, secondo me. Perché,  la
  mia  idea  è  quella  di sospendere un'ora. In quest'ora  però,  la
  Commissione  deve lavorare, onorevole Vinciullo,  in  quest'ora  la
  Commissione  deve  lavorare sulla riscrittura  già  effettuata  dal
  Governo   senza   grosse   difficoltà.  Gli  emendamenti   inseriti
  nell'articolo  3 che magari sono stati aggiunti rispetto  a  quelli
  precedenti che possono essere estrapolati, li estrapoliamo e  vanno
  nel collegato.
   Mi  è  stata posta un'altra questione: Agrigento ed Ortigia.  Deve
  essere  posta  diversamente da come l'ha posta l'onorevole  Cirone,
  perché  noi  non  possiamo recuperare norme già bocciate.  Noi  non
  possiamo  recuperare  norme  già bocciate.  Se  c'è  una  soluzione
  tecnica   anche  d'intesa  con  l'assessore  Baccei  la   troviamo,
  altrimenti nei fondi globali facciamo affluire le somme  che  erano
  già  destinate ad Ortigia. Come no? Dovete trovare i soldi,  vedete
  voi

                           (Brusio in Aula)

     Allora,  scusate, io vi sto dicendo c'è grande disponibilità  da
  parte  di questa Presidenza su questa vicenda. Voglio semplificare
  E' chiaro che se sull'articolo 3 non ci sarà condivisione andiamo a
  domani,  perché  sto  tentando   di  evitare  tutta  una  serie  di
  sospensioni continuamente.

   CORDARO.  Presidente, chiedo di parlare prima  della  sospensione.
  Voglio porre un problema sull'articolo 3.

   PRESIDENTE. Se ci sono problemi è chiaro che io prenderò atto  che
  ci sono problemi ed andremo a domani.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, io vorrei per un attimo  l'attenzione
  dell'assessore Baccei e dei colleghi tutti, perché fra le cose  che
  sono  sfuggite credo che ce ne sia una di straordinaria importanza,
  che  io  sottopongo  al  Governo ed all'Aula  ed  alla  Commissione
  Bilancio in primis al suo Presidente.
   Ebbene,  la  legge  7  aprile  del 2017  n.  47,  legge  nazionale
   Disposizioni  in  materia  di  misure  di  protezione  dei  minori
  stranieri  non  accompagnati ,  è  entrata  in  vigore,   è   stata
  promulgata il 21 aprile del 2017.
   Questa  legge nazionale dice testualmente, leggo soltanto l'inizio
  che  entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente
  legge,  presso ogni tribunale per i minorenni è istituito un elenco
  dei  tutori  volontari  che in buona sostanza  dovrà  occuparsi  di
  questi minori. Ebbene, il Governo regionale - assessore Baccei, non
  gliene  faccio  una colpa, mi sarebbe piaciuto conoscere  il  nuovo
  assessore  alla famiglia che non ho il piacere o il  dispiacere  di
  conoscere a seconda di come si dovesse evolvere il nostro rapporto,
  perché  sarebbe stato a lei che l'avrei detto - ebbene, il  Governo
  regionale ha nominato il garante per l'infanzia, ma non ha  pensato
  di  mettergli un euro di dotazione, ragione per la quale, posto che
  è proprio il garante dell'infanzia a dovere intervenire sull'elenco
  dei  tutori  volontari  ed ha bisogno quanto  meno  di  una  minima
  organizzazione, se il Governo regionale non vuole disapplicare  una
  legge  nazionale  - ed io sono sicuro che ciò non  lo  vuole  -  il
  Governo  regionale  deve  accogliere  il  subemendamento  che   noi
  appoggeremo  ad un emendamento all'articolo 3, che  adesso  vado  a
  precisare e, quindi, chiedo onorevoli colleghi, di attenzionare una
  tematica  che  non  è  di Cordaro come non è  di  Musumeci,  è  una
  tematica  di  straordinario valore che  riguarda  una  figura  come
  quella del garante dell'infanzia che rischia, ancora una volta,  di
  essere uno spot drammatico per questa Regione, nella quale si fanno
  le leggi e, poi, non si applicano.
   La  legge  nazionale  è entrata in vigore il 21  aprile,  ossia  7
  giorni fa, impone a tutte le Regioni di adeguarsi e di intervenire.
  Stabilite la dotazione. Noi abbiamo scritto 100 mila euro  all'anno
  per  cinque  anni. Avete nominato questo Garante dell'infanzia  che
  non  ho  il  piacere di conoscere, credo che dovremmo  metterlo  se
  abbiamo un po' di dignità e di rispetto per quelle che sono le vere
  tematiche  generali,  nelle condizioni non di non  operare,  questo
  spero lo faccia anche, ma di operare. Grazie.

   PRESIDENTE. E' chiaro quanto detto dall'onorevole Cordaro.
   Onorevoli  colleghi,  è stato riscritto un emendamento  in  ordine
  all'ARAS da parte di tutta la Commissione.
   Considerato l'andamento d'Aula, il Movimento Cinque Stelle e anche
  l'onorevole Panepinto, ma credo che siano tutti d'accordo, mi hanno
  chiesto di recuperare l'articolo 35,  Esenzione ticket inoccupati .
   Non essendoci emendamenti perché sono tutti soppressivi e, quindi,
  non essendoci emendamenti, pongo in votazione l'articolo 35.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevole Panepinto, possiamo andare all'articolo 34?

   PANEPINTO. Sì.

   PRESIDENTE. Si passa pertanto, all'articolo 34. Ne do lettura:

                             «Articolo 34.
        Disposizioni in materia di associazioni regionali degli
                              allevatori

   1.  L'articolo  6 della legge regionale 5 giugno  1989,  n.  12  e
  successive modifiche e integrazioni è così modificato:

   a) dopo il comma 8 è aggiunto il seguente:

    8  bis.  Qualora  gli enti di cui al comma  1  si  trovino  nelle
  condizioni eccezionali di non potere svolgere il servizio, al  fine
  di scongiurare l'interruzione dei servizi di selezione del bestiame
  per  i  libri  genealogici, i controlli funzionali e i  servizi  di
  assistenza tecnica agronomica-veterinaria di cui al comma 7, per lo
  svolgimento   delle   predette  attività  l'Istituto   sperimentale
  zootecnico, nelle more della stipula delle convenzioni  di  cui  al
  comma  8,  si avvale temporaneamente del personale già in  servizio
  presso gli enti di cui al comma 1 alla data del 28 febbraio 2017. .

   b) il comma 9 è sostituito dal seguente:

    9.  Alla spesa per le azioni di cui ai commi precedenti da  parte
  degli  organismi interessati si fa fronte con le disponibilità  del
  bilancio regionale previste nei capitoli 144111 e 143707, oltre che
  con   il   finanziamento   del  MIPAAF  destinato   alle   predette
  iniziative. .

   2.  Le disposizioni di cui all'articolo 14 della legge regionale 5
  dicembre  2016,  n.  24 e successive modifiche  e  integrazioni  si
  estendono al triennio 2017-2019.

   3. La spesa per la finalità di cui al comma 2 trova copertura, per
  il  triennio 2017-2019, nell'ambito dell'autorizzazione di spesa di
  cui  all'articolo 44 della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9, nel
  limite  massimo  annuo  di 1.400 migliaia  di  euro  (Missione  16,
  Programma 1, Capitolo 144111).

   4.  All'articolo  14,  comma 4, della legge regionale  5  dicembre
  2016,  n.  24 e successive modifiche e integrazioni, sono soppresse
  le  parole   con  i  requisiti specifici  relativi  al  sistema  di
  consulenza  aziendale  secondo l'articolo  13  del  Regolamento  n.
  1306/2013  del Parlamento europeo e del Consiglio del  17  dicembre
  2013 . Per l'effetto, le attività finanziate  e impegnate, ai sensi
  dell'articolo  14  della legge regionale 5 dicembre  2016,  n.  24,
  possono essere realizzate entro l'anno 2017».

   E'  stata  presentata una riscrittura da parte  della  Commissione
  sull'articolo 34.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                        Sull'ordine dei lavori

   FOTI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  sull'ordine  dei
  lavori. Non le nascondo che io ho apprezzato la fermezza e la calma
  con cui lei ha affrontato queste giornate ed anche l'attenzione che
  ha  messo  a  dare  risposta  anche alle opposizioni  che  volevano
  leggere gli emendamenti.
   Ora  abbiamo approvato il 45.5 che è, insomma, abbastanza  corposo
  e, dopo l'approvazione, ci ritroviamo e vorrei chiedere, nonostante
  sia approvato, l'assessore Baccei a cosa è servito, a chi è servito
  modificare  la  lettera  C , del comma 6, dell'articolo  68,  della
  legge n. 9 del 2015.
   Allora, glielo dico io perché, nel frattempo che i deputati  vanno
  a  vedere  questi  corposi articoli che ci vengono  frettolosamente
  fatti  approvare  con  ci  alziamo e ci  sediamo,  siamo  andati  a
  modificare  una  norma  che era stata fatta in  quest'Aula  con  la
  volontà  di  tutti per ripristinare la legalità e la  giustizia  in
  questa Regione, ossia la perdita di diritto di entrare o meno in un
  bacino a meno che non si fossero commessi reati contro, aspetti che
  lo  leggo  qui, persone che non si rendano responsabili  di  azioni
  contrarie  all'ordine pubblico e al patrimonio alle persone  perché
  era  giusto che delle persone che beneficiano di una misura sociale
  che  permette  loro di lavorare almeno non avessero commesso  degli
  atti  contro  la Pubblica amministrazione, invece, ora  diciamo  da
  quel momento in poi.
   Io  vorrei capire dall'Assessore quale bisogno la Sicilia aveva di
  questa  norma, io che gliel'ho suggerita se lo si può sapere  anche
  se tutto il Parlamento si potrà fregiare di averla approvata.
   Grazie, tanto ci sono emendamenti, Presidente, la prego di dare il
  tempo che venga bene

   PRESIDENTE. Onorevole Foti, guardi che proprio su questo argomento
  io non accetto questo tipo di ragionamento.
   Questo  emendamento faceva parte del  collegato'; è stato discusso
  in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, alla presenza
  di tutti i Gruppi compreso il Movimento Cinque Stelle.
   Più  volte  ho  detto che si sarebbe trattato  l'articolo  68  del
  collegato. Ho detto più volte che l'Aula, se d'accordo,  lo  poteva
  trattare  in uno. Il merito era conosciuto perché già faceva  parte
  del collegato e, comunque, l'ha presentato il Governo.

   FOTI.  Però,  Presidente, scusi, arriva un foglio frettolosamente,
  il  tempo  di leggere cosa c'è e cosa non c'è e già si approva.  Se
  l'Assessore ritiene che era una norma da firmare.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Foti, se vogliamo noi  trasformare,  tutto
  sommato, una buona Finanziaria, le vogliamo dare una coloritura che
  tende   verso  il  nero,  ognuno  svolge  il  proprio   ruolo,   ma
  realisticamente l'Aula ha votato consapevolmente perché questo  era
  un  emendamento  inserito nel collegato. Il Governo  l'aveva  fatto
  proprio  in quegli articoli che dovevano essere inseriti - non  sto
  entrando nel merito, posso pure essere nel merito d'accordo con lei
  -   nella  Finanziaria,  l'abbiamo  più  volte  ribadito  e  detto.
  Proceduralmente, abbiamo inserito tutti gli articoli che il Governo
  ha  ritenuto, più volte, di portare all'approvazione d'Aula, in  un
  unico  articolo. Poi sul merito possiamo pure non essere d'accordo,
  però  non  si  può  dire  che è stato un colpo  di  mano  da  parte
  dell'Aula.

   FOTI. Per me sì, Presidente

   PRESIDENTE.  Questo già faceva parte del collegato e  dell'accordo
  in Conferenza dei Capigruppo


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                1276/A
   PRESIDENTE.   Si  passa  all'emendamento  34.11.  Gli  emendamenti
  soppressivi sono ritirati. Il parere del Governo?

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca  mediterranea.  Sono contrario a questa  riscrittura  e  sono
  contrario anche al comma 1, così com'è contenuto e tra l'altro lei,
  Presidente,  aveva  obbligato in qualche modo  ad  una  riscrittura
  perché  così com'è non può funzionare, la riscrittura che  è  stata
  fatta dalla Commissione non risolve il problema perché di fondo c'è
  un  problema che probabilmente in quest'Aula è oggi un tema su  cui
  non si riesce a trovare un punto di incontro.
   Ribadisco,  la legge non attribuisce a nessuno, se non all'AIA  la
  potestà  sui controlli funzionali, compresa la tenuta dei registri.
  Non è possibile affidarla all'Istituto zootecnico perché contro  la
  norma  nazionale,  quindi  non  si possono  fare  queste  attività.
  Aggiungo che, qualora oggi dovesse passare questa norma, in  attesa
  che possa poi essere esaminata dal Consiglio dei Ministri, temo che
  l'A.I.A.  potrebbe raffreddare anche l'attività che è  obbligata  a
  fare  sui controlli funzionali, ma che non è obbligata a utilizzare
  il personale ARAS.

   PANEPINTO. C'è una norma di salvaguardia.

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca  mediterranea.  No,  ma  quella  è  sull'assistenza  tecnica,
  onorevole  Panepinto.  La  norma che ho proposto  io  è  quella  di
  utilizzare  il milione e 400 mila anche per garantire  le  garanzie
  occupazionali dei lavoratori ARAS, ma è nel comma 2. Sul  comma  1,
  ho  il dovere di dirlo, poi l'Aula si determinerà che si farà, però
  ognuno si assume la responsabilità, io ho il dovere di dire che  il
  Governo non può assecondare una cosa che allo stato degli atti  non
  è possibile realizzare.

   PRESIDENTE.  Il  Governo  non  è favorevole.  Pongo  in  votazione
  l'emendamento 34.11. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
  si alzi.

                            (E' approvato)

   Si   passa  all'emendamento  34.8.1  del  Governo.  Lo  pongo   in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 34.8 sempre del Governo.  Lo  pongo  in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento  34.9 è assorbito, gli altri sono  tutti  assorbiti.
  Pongo  in  votazione  l'articolo 34, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi sospendiamo per un'ora, riprendiamo  alle  ore
  22.30. Significa che alle ore 22.30 l'interlocutore privilegiato  è
  il  Presidente della Commissione, sull'articolo 3 mi sto riferendo.
  Se   riusciamo  a  trovare  un'intesa  sull'articolo  3,  anche  in
  considerazione  delle cose dette dall'onorevole Cordaro,  tutte  le
  questioni  che ci sono andiamo avanti, ai primi problemi rinvieremo
  a domani mattina.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  La Commissione  Bilancio  è convocata.

   PRESIDENTE. La seduta è sospesa e riprenderà alle ore 22.30.

     (la seduta, sospesa alle ore 21.22, è ripresa alle ore 22.34)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Presidente  Vinciullo,  se  può   riferire
  sull'esito della riunione e se intanto ci consegna copia di  questo
  articolo.

   VINCIULLO,   Presidente  Commissione  Bilancio   e   relatore   di
  maggioranza.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  il
  Governo ha presentato una riscrittura che sostanzialmente è  simile
  all'articolo  così  come  è  stato  licenziato  dalla   Commissione
  Bilancio.   L'unica  variazione  riguarda  l'art.  3  bis   che   è
  finalizzato   a   migliorare  le  competenze   amministrative   con
  particolare riferimento ai controlli interni e l'altro invece è  il
  comma  14  bis  che  è un comma di fondamentale  importanza  perché
  vengono certificate due cose:
   1)   che  dall'anno  prossimo  è  confermato  l'azzeramento  della
  maggiorazione  dell'aliquota dell'imposta regionale sulle  attività
  produttive  cioè sull'Irap e sempre a decorrere dall'anno  prossimo
  la  maggiorazione dell'aliquota dell'addizionale regionale Irpef  è
  ridotta  dallo 0,5 allo 0,27, venendo così incontro  a  quelli  che
  sono   stati  gli  impegni  che  questo  Parlamento  aveva  assunto
  nell'approvazione  della  Finanziaria  e  del  bilancio   dell'anno
  scorso. Un risultato importante.

   PRESIDENTE. Capisco che sono tutti risultati importanti   Rispetto
  al testo del Governo 3 bis possiamo andare avanti così?

   VINCIULLO, Presidente Commissione e relatore di maggioranza.  Così
  va  bene   Poi se c'è qualche emendamento lo vediamo  ma  non  sono
  emerse  decisioni unanime da parte dei componenti della Commissione
  per  cui  riteniamo che ci fermiamo al testo previsto  dall'art.  3
  anche  perché le somme a disposizione sono veramente poche e quindi
  non abbiamo la possibilità di soddisfare le pur legittime attese  e
  aspettative di tutti i colleghi.
   Abbiamo,  forse, una disponibilità intorno al milione  e  due  non
  riusciamo   ad  andare  oltre  questa  somma,  c'è  una   richiesta
  importante  da  parte  del movimento 5 stelle  che  la  Commissione
  voleva  condividere cioè quello di destinare una  parte  di  queste
  somme  all'IPAB  poi  c'erano delle richiesta  che  riguardavano  i
  ragazzi  che  avevano una patologia gravissima per quanto  riguarda
  una   malattia  rara  e  la  richiesta  che  era  stata   formulata
  dall'onorevole  Cordaro  e  quella  dell'onorevole  Formica,  erano
  queste  le  4  richieste che possiamo inserire nell'articolo  3  se
  l'Aula  sarà  disponibile  a farlo. Non è  stato  possibile  invece
  raggiungere e in più l'associazione Falcone che chiedeva appunto di
  poter  celebrare degnamente l'anniversario della morte del giudice.
  Erano queste le uniche 5 proposte.

   PRESIDENTE. Mi scusi qual è l'associazione Falcone?

   VINCIULLO, Presidente Commissione e relatore di maggioranza. E' un
  emendamento Apprendi-Panepinto che aggiunge  il seguente  articolo:
   per   il  proseguimento  delle  finalità    adesso  è  qui  glielo
  consegniamo.

   PRESIDENTE. No non possiamo andare avanti così

   VINCIULLO,  Presidente  Commissione  e  relatore  di  maggioranza.
  Sostanzialmente,  noi siamo fermi al testo licenziato  dal  Governo
  altro  non  siamo  riusciti ad inserire. Articolo 3,  sì  perfetto
  perché poi i colleghi.

   PRESIDENTE. I commi 25 e 26?

   VINCIULLO, Presidente Commissione e relatore di maggioranza. No.

   PRESIDENTE. No che?

   VINCIULLO,  Presidente Commissione e relatore  di  maggioranza.  I
  commi  25 e 26 no. Gli ho detto che ci siamo fermati al 24 che  era
  quello che era stato licenziato dalla Commissione.

   PRESIDENTE. Quindi, il 25 e il 26 vanno al  collegato'.

   VINCIULLO,  Presidente  Commissione  e  relatore  di  maggioranza.
  Anche  perché ci sono grosse difficoltà nel comprendere come potere
  utilizzare  le risorse, anche perché manca la relazione per  essere
  chiari,  e  le  risorse  si intersecano fra loro  per  cui  abbiamo
  l'impressione che una volta servono per l'emendamento  comma  25  e
  una volta per l'emendamento del comma 26.

   PRESIDENTE. Bene, quindi 25 e 26 vanno al collegato?

   VINCIULLO,  Presidente Commissione e relatore di maggioranza.  Sì,
  certo; è chiaro.

   PRESIDENTE.  Va  bene,  quindi  l'emendamento  3  R.  bis   è   di
  riscrittura dell'articolo 3 se noi approviamo questo emendamento  è
  definitivamente approvato l'articolo 3.

                           (Brusio in Aula)

   Subemendamento a che cosa? E allora l'elencazione che ha  fatto  a
  che  cosa è riferita? No  Non funziona così  Io pensavo che  la  II
  Commissione si fosse riunita per riscrivere eventualmente il 3.  R.
  bis, non farò la raccolta di singoli emendamenti  Non mi mettete in
  difficoltà   Abbiamo svolto un buon lavoro, evitiamo  di  aggravare
  il procedimento  Non funziona così
   All'Allegato   1,  ci  sono  gli  emendamenti.  Lei   ha   portato
  emendamenti  aggiuntivi  rispetto a quelli che  c'erano,  onorevole
  Vinciullo, non riesco a spiegarmi.
   Troppo  semplice  il ragionamento, così lei è  molto  voluto  bene
  dall'Assemblea, in questo momento, capisco, perché è facile dire  a
  tutti sì, il difficile è confrontarsi con i dati
   Non c'è sintesi, o c'è?
   Avrei una proposta: andiamo avanti con la riscrittura del Governo.
  Gli ultimi due commi vanno al collegato, incardiniamo il collegato,
  approviamo  il  3  bis e fissiamo - tutto sommato abbiamo  concluso
  anche prima rispetto al previsto -  neanche al 9 maggio ma a giorno
  3, 4 maggio 2017. Incardiniamo e diamo termine per la presentazione
  degli emendamenti.
   Gli  emendamenti all'allegato 1 si intendono tutti ritirati.  Come
  no?
   Va bene allora non sono ritirati. Li chiamo uno per uno.
   Andiamo avanti.

   ZITO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO,  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, Grazie  Presidente,
  innanzitutto  la  volevo  ringraziar a nome  mio,  del  Gruppo,  ma
  sicuramente anche di tanti altri colleghi per aver dato grandissima
  disponibilità  .

   PRESIDENTE. La seduta è sospesa.

     (La seduta sospesa alle ore 22.48, è ripresa  alle ore 22.50)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Zito per  proseguire
  il suo intervento.

   ZITO.  Signor Presidente, le chiedo solo due minuti di attenzione.
  Innanzitutto, come prima dicevo, la volevo ringraziare per  la  sua
  disponibilità, da parte mia, del Gruppo ma, sicuramente,  anche  da
  parte  di altri colleghi, per avere dato questa apertura per quanto
  riguarda Agrigento ed Ortigia.
   Ho  visto, purtroppo, che nell'articolo 3Rbis non è presente e, mi
  dispiace,  voglio escludere che ci sia qualcuno che si sia  opposto
  all'inserimento di questa norma all'interno dell'articolo 3 bis. Le
  chiedo,  signor  Presidente, qualora non fosse inserito  in  questo
  articolo,  se può essere direttamente inserito nell'articolato  del
  collegato,  in maniera da potere essere discusso, già, la  prossima
  settimana,   signor  Presidente.  Se  è  già  possibile   inserirlo
  nell'articolato del collegato.

   PRESIDENTE.  Sto  dicendo che se votiamo il  3  bis,  incardiniamo
  immediatamente il collegato ed anticipiamo dal 9 al 3 maggio.

   ZITO.  Sì,  perfetto.  Signor Presidente,  mi  riferivo  a  questo
  emendamento  che è quello su Agrigento ed Ortigia,  se  può  essere
  inserito direttamente nell'articolato.

   PRESIDENTE. Sì,  non nel collegato?

   ZITO. Nell'articolato del collegato.

   PRESIDENTE. Nel collegato, sì.

   ZITO.   Ah,   perfetto   Grazie,  la  ringrazio  ancora   per   la
  disponibilità.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, ho letto, anche se credo  meriterebbe
  un  maggiore approfondimento, l'emendamento 3R bis che viene  fuori
  dalla  riunione  della commissione bilancio e non sono  riuscito  a
  trovare la parte relativa al garante dell'infanzia.
   Signor  Presidente,  vorrei rivolgermi a lei.  Capisco  che  siamo
  tutti stanchi e lei è più stanco di tutti noi perché mi rendo conto
  che  presiedere  quest'Aula non è impresa facile, però,  con  molta
  serenità  e  con altrettanta chiarezza ... la mancata  approvazione
  dell'emendamento   sul  finanziamento  del  garante   dell'infanzia
  determina una violazione di legge, ragione per la quale io desidero
  sapere,  sommessamente,  se  questa norma  è  stata  cassata  dalla
  commissione  o  dalla Presidenza, perché credo che  ciascuno  debba
  assumersi  le sue responsabilità e, siccome la legge è già  entrata
  in  vigore,  la  legge nazionale, il 21 aprile  2017,  io  desidero
  sapere  che  fine  ha  fatto perché vorrei capire,  poi,  sotto  il
  profilo  politico  per quanto mi riguarda, io  mi  occupo  solo  di
  politica,  a chi devo rivolgermi per capire, poi, giorno 2,  quando
  dovrò  spiegare  al garante dell'infanzia, che avrò  finalmente  il
  piacere  di  conoscere,  chi è che non ha  permesso  che  la  legge
  nazionale, ripeto, entrata in vigore il 21 aprile 2017, che prevede
  l'elaborazione  di un elenco di tutori che si devono  occupare  dei
  minori  senza tutela e ha determinato condizioni di inagibilità  di
  una norma nazionale.

   PRESIDENTE. La Presidenza non ha cassato assolutamente niente.  Ci
  sono  mille  emendamenti   Io non ho nulla  in  contrario  rispetto
  all'emendamento   Garante dell'infanzia , rispetto  all'emendamento
  dell'onorevole  Lentini. Avevo rassegnato alla  II  Commissione  la
  possibilità  di, a parte le norme ordinamentali che vanno  comunque
  nel  collegato, di fare una sintesi su alcune cose. Non è che posso
  essere io?

   CORDARO. Questa è una norma contabile

   PRESIDENTE.   Appunto,   e   poteva  essere   benissimo   inserita
  nell'articolo 3. L'onorevole Lentini ha ragione a fare questo  tipo
  di ragionamento su tutto. Non è inserito nel 3 bis, perché potevano
  essere inseriti direttamente da parte del Governo, ma non sarò io a
  dire questo sì, quell'altro no
   Per essere chiari, io debbo stabilire un metodo. Se approviamo  il
  3  bis, bene  Altrimenti, la Commissione mi dice cha ha bisogno  di
  tempo,  trova quattro, cinque cose significative - che erano  IPAB,
  che  era  Garante dell'infanzia, cose sulle quali non  si  può  non
  essere  d'accordo,  che  era la vicenda delle  malattie  rare  -  e
  chiudiamo. Questo è il punto  Però, non posso essere io   a  farlo
  Gli  abbiamo  dato un'ora di disponibilità a fare  questo  tipo  di
  ragionamento
   Va  bene,  ho  capito   Allora,  andiamo  avanti  con  il  3  bis.
  Riprendiamo dall'Allegato 1.
   L'emendamento  a  firma  degli onorevoli  Panepinto  e  Anselmo  è
  inammissibile, non ha copertura.

   RINALDI. Presidente, ma non si era detto di fare solo questo?

   PRESIDENTE. No, l'allegato era stato già depositato e  cammina  di
  pari  passo con questo. L'allegato è, formalmente, depositato.  Gli
  altri   sono  emendamenti  aggiuntivi,  che  sono  arrivati   dopo.
  Formalmente andiamo avanti, vediamo dove arriviamo.
   L'emendamento  AL  1.2  ha  la copertura.  Onorevole  Falcone,  lo
  mantiene?

   FALCONE. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  L'emendamento  AL 1.3  non  è  necessario,  perché  è
  contenuto  nello stralcio. L'emendamento AL 1.4 non  ha  copertura.
  L'emendamento AL1.5 non ha copertura. L'emendamento AL 1.6  non  ha
  copertura. L'emendamento AL 1.7, degli onorevoli  Raia ed  Anselmo,
  non ha copertura.

   RAIA. No, non è vero

   PRESIDENTE.  No, no manca la copertura. Me lo dicono  gli  uffici,
  onorevole Raia. Questa è una copertura che è sullo stralcio.
   Sospendo brevemente la seduta.

     La seduta, sospesa alle ore 22.58, è ripresa alle ore 22.59)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Chiariscono, nuovamente, gli uffici: ha la  copertura
  sullo  stralcio   Le norma stralciate andavano  a  copertura  delle
  norme  sul  collegato,  quindi non c'è copertura   Per  l'assessore
  c'era la copertura
   L'emendamento AL1.8 a firma dell'onorevole Currenti ed altri,  non
  ha  copertura. L'emendamento AL 1.9 non ha copertura. L'emendamento
  AL  1.10  non ha copertura. L'emendamento AL 1.11 non ha copertura.
  L'emendamento  AL 1.12, a firma dell'onorevole Turano,  decade  per
  assenza del firmatario.
   L'emendamento AL1.13  decade per assenza del Firmatario.
   Si  passa all'emendamento AL1.14, a firma degli onorevoli Apprendi
  ed altri.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, stiamo  parlando
  del  Centro  di assistenza delle cooperative. Sono dei  Centri  che
  hanno  svolto  un  servizio a sostegno del  terzo  settore.  L'anno
  scorso  nel  capitolo c'erano 60 mila euro. Ora  io  dico  noi  non
  possiamo dare quest'anno 150. Però c'è un mio emendamento che  dice
  50  mila euro. Non li massacriamo completamente ma diamo un segnale
  di  attenzione anche a questo settore. Il settore del  mondo  della
  cooperazione va comunque guardato.
   Non  è una scemenza  Infatti io dico che sono troppi 150 mila euro
  ma  vanno bene invece 50 mila euro. Invito l'Aula a dare un voto di
  sostegno  a questo emendamento, al mio emendamento, all'emendamento
  AL1.15.

   PRESIDENTE. Stiamo parlando dell'emendamento AL1.14.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  per
  capire

   PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Formica. Volevo dire all'onorevole
  Falcone che il suo emendamento, come quello dell'onorevole Raia, ha
  copertura  sullo stralcio. Perché è sul soppresso articolo  17.  Mi
  dispiace,   non  è  ammissibile.  E  quindi  quello  dell'onorevole
  Apprendi va bene.

   D'ASERO. Vorrei sapere cosa dice il Governo.

   PRESIDENTE.  Non c'entra il Governo qua, onorevole  D'Asero.  Vada
  all'emendamento dell'onorevole Falcone, c'è scritto  Alla superiore
  somma  si  farà  fronte con l'economia del soppresso articolo  17 .
  L'articolo 17 è nello stralcio.
   Prego, onorevole Formica.

   FORMICA. Io capisco bene l'improbo compito che le viene assegnato.
  Lo  capisco perfettamente. E sono d'accordo con lei che bisogna  in
  qualche modo arrivare ad una sintesi che non può competere a lei  e
  che dovrebbe competere alla Commissione e al Governo.
   Però,  signor Presidente, noi dobbiamo avere alcune certezze anche
  ai  fini della regolamentazione dell'Aula. La copertura durante  la
  finanziaria, sia in Commissione Bilancio che - a maggior ragione in
  Aula - la da il Governo o la da la Presidenza? Su questo punto  noi
  dobbiamo  avere  le  idee chiare. La copertura la  da  il  Governo.
  Quindi il Governo deve essere responsabilizzato, si metta d'accordo
  con  la  Presidenza, per stabilire se c'è la copertura  oppure  no.
  Perché  altrimenti, signor Presidente, noi rischiamo di  introdurre
  un precedente molto ma molto pericoloso.

   PRESIDENTE. La prossima legislatura, chi arriverà al nostro posto,
  provvederà diversamente.

   FORMICA.  Presidente,  le  coperture  le  dà  il  Governo,  le  dà
  l'assessore all'economia. Sono d'accordo a tutte le sue  obiezioni,
  Presidente, però le coperture le dà il Governo.

   PRESIDENTE. Sono d'accordo pure io.

   FORMICA. Quindi, troviamo un punto d'incontro.

   PRESIDENTE. Però, sicuramente, siamo entrati in corto circuito con
  il Governo perché

   FALCONE. C'è l'emendamento AL1.16 che risolve il problema.

   PRESIDENTE. L'emendamento A1.16, mi dicono gli Uffici che va bene.
   Scusate,   dobbiamo  approvare  la  finanziaria  o  no,  onorevole
  Falcone?
   Onorevole  D'Asero, se lei pensa che il Governo è più agevole  nel
  dare  copertura finanziaria, lo può dire con la massima  chiarezza.
  Stia  tranquillo che non ci sono percorsi privilegiati per nessuno.
  Se  lei  pensa  che il Governo possa essere più agevole,  si  sente
  confortato da parte del Governo

   D'ASERO. Ma completamente no

   PRESIDENTE. Quindi, onorevole D'Asero, si dia una regolata, si dia
  una bella regolata perché credo che lei stia esagerando.
   Solo l'emendamento AL1.14 dell'onorevole Apprendi ha la copertura,
  perché prende da un capitolo e trasferisce su un altro.

   CANCELLERI.  Quali  capitoli? Da dove prende  e  dove  trasferisce
  nello specifico?

   PRESIDENTE.  Prende  dal  capitolo del movimento  turistico  e  li
  trasferisce alle imprese cooperative.
   Onorevole Apprendi, insiste? Lo ritira? Lo mantiene? Che fa?

   APPRENDI. Nel  collegato , Presidente. Lo rinviamo al  collegato .

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Apprendi.
   L'emendamento AL1.15 è privo di copertura.

   PANEPINTO. Mettiamo tutto nel  collegato .

   PRESIDENTE. Mi sembra chiaro, no?

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.  Volevo rassicurarla che non c'era una primogenitura.  Il
  senso  era proprio questo: siccome, comunque, sui capitoli si  deve
  pronunciare il Governo, se il Governo è contrario finisce il film .

   PRESIDENTE. No, l'onorevole Panepinto ha detto una cosa diversa.

   D'ASERO. Che tutto va al  collegato , sono d'accordo pure io.  Era
  questo il senso. Però vale Panepinto e non la mia proposta.

   PRESIDENTE. Va bene, tutti gli emendamenti del fascicolo vanno  al
   collegato .
   Scusate,  su  questo l'Aula se non c'è accordo  andiamo  avanti  e
  pure questi li trattiamo nel  collegato .
   Ci  sono due questioni quella del garante per l'infanzia e  quella
  delle malattie rare, perché è pur vero che l'onorevole Lentini l'ha
  più   volte   sollecitato,   mi   sembra   strano   che   non   sia
  nell'emendamento di riscrittura del Governo, se il Governo  ritiene
  di inserirle.
   Pongo  in  votazione il 3R bis 2, a firma dell'onorevole  Cordaro.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione il 3R bis 1. Chi è favorevole resti seduto; chi
  è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione il 3R bis ad eccezione dei commi 25 e 26. Chi è
  favorevole resti seduto: chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Sospendo brevemente la seduta.

     La seduta, sospesa alle ore 23.11, è ripresa alle ore 23.14)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento 3R 2, a firma dell'onorevole
  Grasso. Il parere del Governo?

     BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

      VINCIULLO,  Presidente Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

      PRESIDENTE.  Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Abbiamo approvato definitivamente l'articolo 3.
   Si passa alle modifiche ed abrogazioni di norme.
   Sospendo brevemente la seduta.

     La seduta, sospesa alle ore 23.16, è ripresa alle ore 23.17)

   La seduta è ripresa.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente, colleghi, io sono stata in  Commissione
  come  ha detto lei. Mi rivolgo a tutti i deputati. Qui abbiamo  una
  questione  che  riguarda  i lavoratori delle  IPAB.  Perché  devono
  essere esclusi in maniera sistematica dal dibattito politico?
   Tutti  quanti  l'onorevole Lupo, lei, l'assessore,  i  deputati  a
  vario  titolo li avete ricevuti negli anni e li avete  illusi.  Gli
  avete  promesso  una  riforma  che non  avete  voluto  fare,  delle
  integrazioni   alle   rette  che  non   avete   voluto   fare,   il
  rimpinguamento di un capitolo che, per due anni, avete azzerato.
   Orbene.  Questi signori lavorano, non stanno seduti su un  gradino
  ad aspettare che mamma regione porti loro lo stipendio.
   Accudiscono  gli  anziani  inabili, li imboccano,  li  lavano,  li
  profumano  e tutto il resto. E' possibile che nel capitolo  non  si
  possa trovare una risorsa?
   Quest'anno  avevo  tentato.  Ho pensato  non  volendo  danneggiare
  nessun  ente, azzerare nessun capitolo, perché ognuno ha le proprie
  esigenze tra cui tante categorie svantaggiate che ci stanno  qui  a
  seguire,  avevo  proposto un piccolo taglio  dell'1   per  cento  o
  dell'1,5 per cento dalle tabelle.
   Significa  che  chi  prende 100 mila euro ne prenderebbe  99  mila
  euro.
   Ma  qui è stata buttata nel gabinetto anche questa versione. Vorrà
  dire che si arrangeranno

   PRESIDENTE.  Ho  compreso  che  l'Aula  su  3  emendamenti  -   se
  effettivamente  c'è  la  copertura -  questione  IPAB,  se  c'è  la
  copertura, vicenda teatri comunali, se c'è la copertura,  il  resto
  si chiude con l'aggiuntivo ..
   Se  l'assessore dice che c'è la copertura su tutti e tre ne fa uno
  e si chiude.

   FORZESE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORZESE.   Signor   presidente,   onorevoli   colleghi,   Io    ho
  l'impressione che, ancora una volta, l'unico interesse è di  creare
  un  caos.  Perché, fermo restando che condivido l'intervento  fatto
  dalla collega Angela Foti, perché ritengo che il più delle volte ci
  sono determinati argomenti che non vogliono essere trattati, perché
  al  di  là  del  ruolo, al di là dell'appartenenza  di  un  Gruppo,
  sappiamo tutti che ci sono delle strutture come IPAB che da 27 mesi
  non riscuotono praticamente lo stipendio.
   Sappiamo  perfettamente che abbiamo più volte tentato  di  portare
  avanti  determinati disegni di legge, ma sono trascorsi ben quattro
  anni e mezzo, e non si è fatto mai nulla di concreto.
   Allora  qui sono due le cose, Presidente Ardizzone, o  non  si  ha
  fiducia  sulla finanziaria con l'allegato che dovrà essere trattato
  giorno  3  maggio, perché qui due sono le cose, o ci  prendiamo  in
  giro,  perché nessuno crede a questo allegato, o di fatto  dobbiamo
  capire quali sono le cose urgenti, perché oggi noi abbiamo soltanto
  ventotto,  se  non  mi  sbaglio. Giorno 3 maggio  significa  cinque
  giorni,   allora  o  il  Governo,  in  questo  caso  nella  persona
  dell'assessore dovrà dire che vi è la copertura per queste cose che
  dovranno  essere trattate con l'allegato, o di fatto significa  che
  tentiamo  ancora  una  volta  di  prendere  in  giro  non  solo  il
  Parlamento, ma l'intera Sicilia, cercando di dire lo facciamo il  3
  di maggio, e poi non si è fatto nulla.
   Allora  io, nel condividere il ragionamento della collega, ma  non
  ritengo  che  dopo  27  mesi  e quattro giorni  possa  cambiare  un
  qualcosa.  Ora, se il criterio è quello di rispettare, di approvare
  la  finanziaria  così  come  si era detto,  ha  un  senso,  se  poi
  praticamente  è  una scusante per poi rimandare tutto  e  non  fare
  nulla, cambia l'aspetto della finanziaria.

   PRESIDENTE. Chiaro il suo intervento e in parte condivisibile.

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi. Io ritengo che qua
  c'è  una  questione  di  fondo.  I  parlamentari  hanno  tutti  una
  particolare  attenzione,  un  particolare  interesse  legittimo  di
  rappresentare le istanze dei territori della Sicilia, e quindi  gli
  argomenti  che  man mano ognuno di noi porta avanti e  tira  fuori,
  sono degli argomenti sacrosanti.
   Però,  io  chiedo per un senso di rispetto reciproco, prima  della
  istituzione  che rappresentiamo e poi del senso della  serietà  che
  dobbiamo dimostrare in ogni nostra azione, che non possono  esserci
  fughe in avanti.
   Quindi,  signor  Presidente,  onorevoli  colleghi  e  Governo,  se
  abbiamo detto che andava posto un punto, atteso che fra sei  giorni
  ci  rivediamo,  io ritengo che vada posto un punto perché  ci  sono
  anche  da  parte  di  altri  colleghi, e in  quanto  capogruppo  mi
  sollecitano alcune emergenze, che vanno pure rappresentate.  Allora
  qua, o li tiriamo fuori tutti, e quindi continueremo ad oltranza, e
  ritengo che non facciamo un servizio alla Sicilia, oppure chiudiamo
  qua  il  punto e ci aggiorniamo con l'impegno di portare avanti  le
  altre  cose che con serietà vanno affrontate con i tempi, senza  le
  emergenze,  leggendo  le  carte,  guardando  le  cose,   dando   un
  contributo, e finendo questa farsa che a questo punto non  fa  bene
  proprio  a  nessuno. Presidente, se mi consente era questo  che  le
  volevo prima, anche quando lei non mi voleva fare parlare la  volta
  precedente.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  come avevamo stabilito nella Conferenza dei  Capigruppo,
  tutte  le risorse che dipendevano dalle norme che sono state  messe
  in prima battuta nel collegato, o stralciate da questa finanziaria,
  tutte  quelle somme verranno congelate nei fondi globali, e  quindi
  rese  disponibili nel collegato. Per cui il collegato non sarà  una
  legge  senza  risorse, ma avrà tutte le risorse che erano  previste
  nelle  norme  stralciate. Secondo me qualche milione  c'è.  In  più
  abbiamo  visto che qua era avanzato un milione, un milione  e  due,
  che  era quello che volevamo mettere ora a disposizione per  alcune
  cose che erano emerse.
   Se  si  decide  di  mettere  un  punto,  rimettiamo  anche  quelle
  nell'ambito  del  collegato, si comincia la  settimana  prossima  a
  discutere  del  collegato, tutte le risorse che erano  disponibili,
  rimangono disponibili, e quindi ...

   MUSUMECI. La soluzione migliore.

   BACCEI,  assessore per l'economia. A me va bene, decidete voi,  si
  possono  decidere  per priorità di farle ora oppure  rimandare  con
  calma  tutte  nel collegato, si comincia a discutere  la  settimana
  prossima  con le somme che sono disponibili. Ora la quantificazione
  non  c'è  ma  qualche  milione c'è, saranno  tre,  quattro,  cinque
  milioni  non lo so, forse di più perché solo la norma quella  dello
  sviluppo  vale  5  milioni per cui saranno una  decina  di  milioni
  disponibili  per fare il  collegato , in quell'ambito  si  farà  la
  discussione.

   PRESIDENTE. Va bene, allora va tutto nel  collegato .

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  assessori,  io
  avevo  rappresentato l'esigenza di recuperare il comma 10 dell'art.
  12   che  è  stato  rinviato  al   collegato .  È  chiaro,  l'avevo
  sollecitato perché preoccupato del fatto che il  collegato  potesse
  essere  trattato  chissà  poi  quanto  tempo,  se  però  noi  tutti
  prendiamo  atto che giorno 3 maggio incardiniamo questo  collegato
  per  cui  c'è  questa norma che riguarda circa,  cioè  incardiniamo
  stasera per già andare in Aula il 3 maggio, se non è il 3 sarà il 5
  ma sarà anche il 10, stiamo attenti il problema è uno, qua parliamo
  di  lavoratori,  lavoratori che sono dei Consorzi di  bonifica  che
  avevano  promosso  una  azione giudiziaria e  avevano  ottenuto  un
  pronunciamento  favorevole in I grado in  virtù  del  quale  erano
  stati  strutturati,  erano  stati assunti  a  tempo  indeterminato,
  successivamente   la   Corte  di  Appello   ha   ribaltato   questo
  pronunciamento del I  grado per cui si sono trovati fuori sia dalle
  garanzie  occupazionali  che dalle loro dotazioni  organiche  degli
  stessi Consorzi di bonifica.
   Chiaramente parliamo di padri di famiglia che hanno avuto che tipo
  di colpa? Quella di poter rivendicare i propri diritti lavorando da
  12  anni, da 15 anni con una sottoforma di precariato? Voglio dire,
  così  come mi permetto in quest'Aula di fare riferimento  anche  ai
  precari  degli  ex consorzi delle aree di sviluppo industriali,  ci
  sono questi precari dell'Irsap che malgrado siano stati al servizio
  degli  ex  consorzi  Asi da 10, da 12, da 22 anni  ancora  oggi,  a
  seguito  di una norma che abbiamo fatto, Vicepresidente  Lo  Bello,
  abbiamo  ridefinito  la pianta organica dell'Irsap  non  prevedendo
  però  dei  posti  per  queste persone   Allora  l'appello  che  noi
  vogliamo  lanciare è che questi precari possano trovare magari  nel
   collegato   una risposta da parte di un'Aula che sta  cercando  di
  dare risposte ad ampio spettro a tutto il mondo del precariato.
     Rimane in ultimo ma non ultimi quei precari delle Ipab o  meglio
  quelle  persone  che  sono  andate in liquidazione,  ad  esempio  a
  Caltagirone  ci sono 5 persone che sono rimasti fuori dall'Ipab  di
  Caltagirone  perché  l'Ipab è stata messa in  liquidazione,  queste
  persone non possono essere figli di nessuno ma hanno anche loro una
  dignità
     Nel   collegato  io prego il Governo ma prego la  maggioranza  e
  l'intera  Aula che faccia riferimento e dia risposta a  queste  tre
  categorie di lavoratori.

   CIRONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIRONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, siccome
  al   collegato  sono appese ormai le speranze di  moltissima  parte
  della  Sicilia, io, Presidente e cari colleghi, intendo  sottoporre
  alla vostra attenzione la vicenda dei catalogatori.
   Questa vicenda appassiona la Sicilia da una decina di anni almeno,
  hanno una legge, sono inseriti nelle piante organiche, svolgono  un
  lavoro  di  tutto  rispetto  nelle  Soprintendenze  e  non  vengono
  riconosciuti    come   lavoratori   effettivi;    vengono    tenuti
  costantemente appesi ad una speranza.
   Allora,  siccome da questo pulpito, ormai, mi pare  che  ci  siamo
  ridotti  come al parco inglese da cui ogni cittadino parla, intendo
  rivendicare  l'assoluta condizione di abbandono  nei  quali  questi
  lavoratori si ritrovano.
   Questa  Assemblea deve essere responsabilizzata  ad  assumere  una
  decisione definitiva nei confronti di questi lavoratori.

   PRESIDENTE.   La  Commissione  ha  presentato,  per  fortuna,   un
  emendamento  abbastanza  contenuto di abrogazione  e  modifiche  di
  norme se lo distribuiamo.
   Il  Presidente della I Commissione, onorevole Cascio,  abbiamo  la
  norma  dei sindaci, questa deve essere trattata. Abbiamo  la  norma
  relativa  ai  sindaci.  C'è  una  norma  scritta  dal  Governo,  la
  recuperiamo?

   CAPPELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   CAPPELLO. Signor Presidente, Governo, colleghi, sono le 23.33, noi
  desideravamo  sapere  in  che modo la S.V.  voleva  organizzare  il
  prosieguo  dei  lavori perché dopo tre giorni che  l'assenza  della
  maggioranza ci ha tenuti inchiodati sull'articolo 13, non riteniamo
  opportuno  di  proseguire  oltre le ore 24.00,  non  faremo  notte,
  pertanto,  chiediamo  di  tornare domani  per  il  prosieguo  della
  discussione  qualunque  altra norma sia rimasta  finanche  il  voto
  finale.  Pertanto,  teniamo  fede a  quanto  questa  Presidenza  ha
  imposto a quest'Aula in ordine alla prosecuzione dei lavori.

   PRESIDENTE.   Allora,   c'è   la  riscrittura   dell'articolo   45
   Abrogazione   e  modifiche  di  norme .  Nelle  more   che   venga
  distribuito  questo  articolo di riscrittura, dov'è  il  Presidente
  Cascio? Scusate però  ho bisogno della collaborazione dell'Aula. Il
  Governo  nella persona del presidente Crocetta, che è  presente  in
  Aula,  insieme a questa Presidenza che non avrebbe creato  problemi
  procedurali  anche  se  li  abbiamo superati  gli  stessi  problemi
  procedurali, alla presenza anche se non di tutti ma di  gran  parte
  dei  Capigruppo,  si  era impegnata con una  delegazione  folta  di
  sindaci  almeno  200  a  modificare  la  norma  che  riguardava  la
  decadenza  dei  sindaci  a  seguito della  decadenza  dei  Consigli
  comunali.  Inutile dire che si è discusso molto su questa  norma  e
  finanche  stasera  sono arrivate ulteriormente due  sospensive  del
  provvedimento di decadenza dei sindaci che si aggiungono  a  quello
  originario  che  riguarda  San  Piero  Patti  e,  addirittura,  che
  rimettono in sella il sindaco.
   Onorevole  Di  Giacinto,  io lavoro sulle  carte  che  sono  state
  depositate.
   Non si gioca con le norme. Onorevole Vinciullo, lei si accomodi.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Andiamo avanti.

   PRESIDENTE.  Andiamo  avanti così come  ci  siamo  raccordanti  in
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari ed in Aula.
   Comunico  che  il  Governo ha presentato l'emendamento  A181  che,
  sostanzialmente  abroga  definitivamente,  la  norma    originaria,
  quella  del  mese  di  agosto, quindi, ciò  riporterebbe  tutto  ab
  origine.
   Sono  stati  presentati dalla Commissione, purtroppo,  più  di  un
  emendamento di riscrittura.

   CASCIO. C'era un emendamento della Commissione, Presidente.  Posso
  intervenire?

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cascio,  se  lei  mi  insiste  su   questo
  emendamento, devo dichiararlo inammissibile. L'inammissibilità  non
  può essere sindacata.

   CASCIO. Posso intervenire?

   PRESIDENTE.  Se lei mi dice che è modificato, bene.  L'emendamento
  scritto da lei è assolutamente inammissibile perché vengono  creati
  tre casi di decadenza o di riammissione.
   L'A181.1  è  inammissibile. L'A181.2 è inammissibile,  l'A101.1  è
  inammissibile.
   C'è un emendamento ammissibile a firma dell'onorevole Di Giacinto.

   CASCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Interviene nel merito, questi sono inammissibili.
   L'unico  ammissibile, a parte quello del Governo che è  abbastanza
  chiaro, è quello a firma dell'onorevole Di Giacinto che recita:  la
  mancata  approvazione  del  bilancio  di  previsione  o  del  conto
  consuntivo  del Comune non comporta lo scioglimento  del  Consiglio
  Comunale  e  la  cessazione  dalla  carica  del  Sindaco  e   della
  rispettiva  Giunta. Nei casi di cui al presente  comma  l'assessore
  regionale per le autonomie locali e la funzione pubblica, nomina un
  commissario   che   provveda  all'approvazione  del   bilancio   di
  previsione  o  del  conto consuntivo entro  il  termine  di  trenta
  giorni .
   Questo da un punto di vista procedurale è ammissibile.
   E' chiaro che questo emendamento deve essere accompagnato anche da
  un  ordine del giorno che autorizza il Governo - ma il Governo  già
  lo  potrebbe  fare  -  a sospendere tutte le procedure  avviate  di
  decadenza.
   Quindi,  gli unici emendamenti ammissibili sono quello del Governo
  l'A181 e l'A181.3.
   E  se  dovesse essere approvato quello dell'onorevole Di Giacinto,
  sostitutivo   dell'A181,  decade  quello  del   Governo,   con   la
  precisazione  relativa al comma 5 che riguarda i  comuni.  Si  farà
  l'ordine del giorno.
   Distribuiamo gli unici due emendamenti ammissibili.

   CASCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, non  vorrei  dare
  l'impressione che si stia innescando una querelle personale tra  me
  e lei, in quest'Aula.
   Siccome  noi  di personale non abbiamo niente ma  lei  fa  il  suo
  lavoro ed io faccio il mio e penso di farlo con scienza e coscienza
  ed anche discretamente bene, non per falsa modestia.
   Lei  in  pratica  ha  dichiarato, testé, che vuole  trattare  solo
  l'emendamento del Governo, del presidente Crocetta.

   PRESIDENTE.  Proceduralmente, è ammissibile da un punto  di  vista
  costituzionale. Sono ammissibili quello dell'onorevole Di  Giacinto
  e quello del Governo.

   CASCIO.  E  continuo.  E, poi, ha aggiunto, l'altro ammissibile  è
  quello  dell'onorevole  Di  Giacinto.  A  parte  che  l'emendamento
  dell'onorevole Di Giacinto è contenuto nell'A181.1, a  firma  della
  Commissione, integralmente, letteralmente e, quindi, se non è buono
  l'uno  non  è buono l'altro. Ergo significa che è la seconda  parte
  dell'emendamento che lei giudica incostituzionale.
   Che cosa dice la seconda parte dell'emendamento?
   La  seconda parte dell'emendamento è perfettamente coerente ad una
  legge che, oggi, abbiamo, ad una legge che, oggi, è esistente. Ed è
  la legge che ha fatto quest'Aula, che ha detto che la decadenza del
  Consiglio comunale comporta anche la decadenza del Sindaco.
   L'abbiamo  fatta  noi  Abbiamo o non abbiamo sbagliato,  questo  è
  quello che abbiamo fatto.
   Come  può  essere, quindi, incostituzionale una legge  che  è  già
  esistente, che è la seconda parte dell'emendamento?
   Questo è il primo quesito che, modestamente, da non giurista  come
  lei, le pongo e lo pongo a difesa della Commissione e dell'Aula.
   Voglio, poi, entrare nel merito della questione.
   Lei  ha  accennato che è stata fatta, su sollecitazione dell'ANCI,
  una  riunione a cui io ho partecipato, ha partecipato il Presidente
  della  II  Commissione,  era  presente  lei  ed  era  presente   il
  Presidente della Regione.
   In  questa riunione, non ho avuto timore ad esprimere le idee  che
  sto dicendo, perché anche in quella riunione ho difeso un principio
  che è il seguente: che la Sicilia non ha fatto altro che allinearsi
  ad  una loggia già esistente che vige dalla Locride fino alla Valle
  d'Aosta,  da Roma  a Milano. Questa nostra specificità  che  tanto,
  ogni  volta, si vuole manifestare, a volte, non è che è un  segnale
  positivo,   ma   è   un  segnale  di  debolezza,  perché   dobbiamo
  confrontarci col resto d'Italia.
   Penso,  onorevole Musumeci, e lo dico con l'orgoglio di siciliano,
  che non siamo meno ad alcuno. E perché delle leggi speciali per  la
  Sicilia? Perché i siciliani sono etichettati come disonesti? Perché
  i siciliani sono coloro che cercano la piccola vendetta personale?
   Io  rifuggo  da tale concetto e lo dico con l'orgoglio  di  essere
  siciliano.
   Penso che i siciliani abbiano la stessa dignità di tutti gli altri
  italiani e, quindi, una legge che vale in Valle d'Aosta, per me,  è
  una legge che può essere valida anche in Sicilia.
   Non  ci trovo niente di strano, niente di scandaloso, semmai trovo
  esattamente il contrario.
   E trovo esattamente il contrario, Presidente, la specificità tutta
  nostra  che,  ogni volta, che qualcuno ci tira la giacca,  dobbiamo
  fare  marcia  indietro e ritornare sui nostri passi.  Ritornare  su
  quello che questo Parlamento, giusto o sbagliato, ha legiferato.
   Questa  è  una legge della Regione siciliana. Non è una legge  che
  stiamo  facendo. L'emendamento del sottoscritto e della Commissione
  andava  nel  senso  della mediazione politica,  perché  questo  può
  essere solamente il problema, un fatto di mediazione politica,  non
  un  fatto  di costituzionalità. E la mediazione politica  l'avevamo
  trovata, nel senso dell'applicabilità della legge.
   Se come qualcuno dice non possiamo cambiare le carte in tavola,  a
  partita già iniziata, abbiamo messo nell'emendamento che è a valere
  dalla prossima tornata utile dei rinnovi dei consigli comunali  che
  produce effetti questa legge, per tagliare la testa al toro.
   Qual  è,  quindi, l'incostituzionalità di questo emendamento?  Non
  me lo spiego
   E  l'insistenza nel voler cassare quest'emendamento ingenererà,  a
  mio  avviso - attenzione, io prendo atto di quello che l'Aula dirà,
  perché  sono ligio e rispettoso di una maggioranza -, un meccanismo
  perverso  che  farà  bocciare tutto, e la  figura  che  faremo  nei
  confronti  di quei sindaci, con i quali lei ha preso impegni,  sarà
  ancora  più  grave per gli effetti che produrrà, cioè,  ritorneremo
  allo  status  quo   E,  poi, voglio vedere quale  Presidente  della
  Regione,  dopo che ritorneremo allo status quo, dopo  che bocceremo
  l'emendamento, potrà fare decreti di revoca nel momento in cui  c'è
  una legge esistente.
   La  mia  modesta  opinione,  andava  incontro  ad  una  mediazione
  politica. Non era un muro contro muro. Tant'è che io ne ho  parlato
  col  Presidente della Regione e, in camera caritatis  de  visu,  il
  Presidente  della Regione non è rimasto, per nulla, obiettivamente,
  scandalizzato  da  questa  proposta  che  trovava  una   mediazione
  politica. Questo è il motivo del contendere.
   Poi,  Presidente,  ho  finito  e  non  la  disturbo  più,  lei   è
  giustamente  arbitro  di  quest'Aula.  Lei  può  ammettere,   senza
  giustificazione,  o  non  ammettere l'emendamento.  Io  ne  prendo,
  solamente, atto. Però, era doveroso spiegare le ragioni  che  hanno
  portato a quest'emendamento.

   PRESIDENTE. Prima di dare la parola al presidente Crocetta, vorrei
  dirvi  di evitare di presentare subemendamenti o altro, perché  non
  ne  ammetto  su  questa materia delicata  Riconosco  grande  onestà
  intellettuale al presidente Cascio - so le difficoltà che ha dovuto
  passare in questi anni, dalla legge sulle Province a tutto il resto
  -,  però,  bisogna essere seri. Se noi pensiamo, con emendamenti  o
  subemendamenti,  di  intervenire su questa legge.  Però,  ha  fatto
  delle osservazioni che, proprio perché ne rimanga traccia, meritano
  qualche considerazione.
   Intanto, purtroppo, probabilmente, sarà una svista materiale  sua,
  presidente  Cascio,  ma  l'emendamento  A181.3  dell'onorevole   Di
  Giacinto, non è assolutamente identico, neanche nella prima  parte,
  all'emendamento   presentato   da  lei   quale   Presidente   della
  Commissione, che io leggo testualmente.
   Il  suo  emendamento recita:  In via transitoria, fino al  rinnovo
  degli  organi  comunali esistenti alla data di  entrata  in  vigore
  della  presente  legge,  la mancata approvazione  del  bilancio  di
  previsione  del     in via transitoria fino al rinnovo,  in  vigore
  alla data della presente legge .
   Significa,  siccome  la presente legge entrerà  in  vigore  il  10
  maggio,  che  bene  vada,  per i casi di  decadenza  del  Consiglio
  comunale,  successivamente al 10 maggio non si applica la decadenza
  del sindaco.
   Lei  mi lascia in vigore, invece, la decadenza già avvenuta e  per
  la quale già si sono pronunciati, chiamiamola come vogliamo, alcuni
  tribunali  e  si pronunceranno perché ormai l'indirizzo  è  quello.
  Dobbiamo  essere chiari  E mi posticipa, addirittura, l'entrata  in
  vigore al rinnovo, quando entrerà a regime.
   Quindi, lei ha stabilito, nel giro di due mesi tre casi. La  norma
  non  solo  è irragionevole, irrazionale, come ha detto  il  TAR;  è
  illogica, è immotivata. Sembra quasi - non era questo il senso  per
  carità  -  mirata solo ad alcuni comuni perché, se l'emendamento  è
  stato  scritto  in  questi termini, guardi che è di  una  chiarezza
  unica   Perché  mi  dice, dalla data di entrata in  vigore  non  si
  applica;  per  quelli  già decaduti, quindi, si  applica  la  norma
  vigente che era proprio la decadenza in automatico; quando andrà  a
  regime si applicherà pure per gli altri. E' un obbrobrio giuridico,
  per cui il suo emendamento è, assolutamente, inammissibile
   Prima  di  dare la parola all'onorevole Cordaro, anche  alla  luce
  delle   considerazioni  fatte  dall'onorevole  presidente   Cascio,
  gradirei  che  si esprimesse il presidente Crocetta  con  il  quale
  eravamo  rimasti  fermi sulla presentazione di un emendamento  che,
  correttamente, il Governo ha presentato.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Onorevoli colleghi,  premesso
  che degli emendamenti depositati dalla Commissione e dall'onorevole
  Di   Giacinto   ne  prendo  visione,  oggi,  abbiamo  discusso   in
  Commissione ed esaminato delle questioni.
   L'emendamento  presentato dal Governo è un  emendamento  radicale.
  Ripristina la situazione rispetto anche alla norma precedente.  Non
  perché  il  Governo  non voglia affrontare il  tema  del  possibile
  recepimento della normativa nazionale. Ritengo che nel  momento  in
  cui  andiamo ad alterare, in qualche modo, le regole del  gioco  ci
  dobbiamo  chiedere,  ragionevolmente,  il  complesso  delle   varie
  situazioni  che  si  creano,  quale  parte  della  legge  nazionale
  recepiamo  e non recepiamo, perché poi una legge, in qualche  modo,
  deve  essere  un corpus organico, un corpo organico  che  abbia  un
  senso  in  tutte le sue parti. E' chiaro che se noi procediamo  per
  modifiche parziali non credo che questa organicità, oggettivamente,
  la possa avere. Quindi, questo era il tema.
   L'altra  questione  che  ci  siamo  posti  nel  presentare  questo
  articolo  è  questa.  Il  Parlamento  ha  approvato  una  norma  di
  interpretazione autentica che, in qualche modo, contrastava con  il
  parere già espresso dal CGA sull'inapplicabilità retroattiva  della
  norma.
   In  pratica, cosa diceva il primo parere del CGA? Il primo  parere
  del  CGA  dice  una  cosa molto semplice. Essendo  stati  eletti  i
  sindaci   con   alcune  norme  e,  quindi,  influendo   su   organi
  costituzionalmente  rilevanti, non si possono modificare  le  norme
  per  coloro  che  hanno  già votato. Tali  norme  sono  applicabili
  soltanto  per  i  consigli comunali che verranno  eletti.  Infatti,
  sulla  base di quel parere, abbiamo sospeso ogni atto di  decadenza
  che  provocava  la  decadenza dei sindaci e  nessuno  ci  ha  fatto
  ricorso, per essere chiari. Non abbiamo avuto una conflittualità su
  questo, per intenderci.
   La  norma recente approvata dall'Aula ha stabilito che la norma si
  applicava  immediatamente e, quindi, a prescindere se si era  stati
  eletti  con  regole  di  ingaggio diverse  rispetto  a  quelle  che
  venivano successivamente stabilite.
   Abbiamo chiesto un nuovo parere al CGA - anche perché, poi, non  è
  che  nelle citazioni sulla responsabilità si chiama il legislatore,
  si chiama l'amministratore, cioè il rappresentante legale dell'ente
  -  che ci ha dato in giornata il parere.
   In questo parere cosa si dice? Che rimangono fondati tutti i dubbi
  di costituzionalità in relazione all'applicazione retroattiva della
  norma,   che   i  sindaci  possono  fare  ricorso  e,  addirittura,
  suggerisce  alla Presidenza della Regione, proprio  in  autotutela,
  per   non   essere   responsabile  dei   procedimenti   civili   ed
  amministrativi  che la potrebbero coinvolgere,  di  costituirsi  ad
  adiuvandum, o minimamente non costituirsi avverso i sindaci.
   Nelle  sentenze  che abbiamo avuto, quando si dice la  sospensiva,
  non  è  che  sono  i sindaci che hanno ottenuto la sospensiva,  per
  intenderci,  della trattazione del procedimento; hanno ottenuto  la
  sospensiva dei provvedimenti emessi dalla Presidenza della  Regione
  che  li  fa  decadere, quindi, sono entrati in carica a  tutti  gli
  effetti  nei  loro  posti.  Questa  è  la  norma,  queste  sono  le
  decisioni.
   Fissando  il  merito,  laddove  il  merito  è  sostanzialmente  la
  questione del fatto che siano stati inseriti nella convocazione dei
  comizi elettorali, quindi, se annullare totalmente il provvedimento
  al 18 di maggio, normalmente questi si sarebbero
   Perché?  Perché i medesimi non si sono svolti e rivolti al giudice
  monocratico  che  poteva  stabilire anche altro,  con  percorsi  ed
  immediatamente  revocare, per intenderci, e hanno chiesto  il  rito
  normale,  ordinario e, quindi, come tale dice:  io  ho  intanto  il
  sospetto  riconoscendo il principio di bonis iuris, altrimenti  non
  aveva  alcun motivo per sospendere, e nel frattempo nel  merito  se
  dobbiamo  annullare  anche il decreto di  convocazione  dei  comizi
  elettorali  per quel che riguarda, decideremo il 18.  Questo  è  il
  quadro.
   Ora il Governo non contesta il fatto che il Parlamento abbia fatto
  una  norma, anche se politicamente io, lo ripeto, non la condivido,
  però  dura lex sed lex: il Parlamento è sovrano  e approva le leggi
  o le boccia.
   Il Governo politicamente si pone il problema drammatico che non ha
  assicurato con la legge elettorale siciliana un congruo  premio  di
  maggioranza  che  permetta  la  stabilità,  dopo  avere  votato  in
  primavera, a ottobre, con il primo bilancio possa essere sfiduciato
  qualsiasi  sindaco siciliano di destra, di sinistra, del  Movimento
  Cinque  Stelle,  senza partito proprio perché non  è  accompagnata,
  ripeto, ad una visione di insieme.
   Li  vogliamo  sfiduciare? Allora, diamo la maggioranza qualificata
  che può consentire la governabilità, ma questo attiene alla visione
  della politica.
   Sul   piano  strettamente  tecnico  il  problema  è  stato  creato
  dall'interpretazione autentica.
   Ora, il tema che ci ha posto la Presidenza dell'Assemblea qual  è:
  noi  possiamo modificare la norma di un'interpretazione  autentica?
  Facciamo  l'interpretazione  dell'interpretazione?  Questo   è   il
  quesito che pone, mi pare, correttamente la Presidenza.
   Sulla  base  di  questo  principio,  persino  di  non  contrastare
  un'interpretazione  autentica  fatta  dal  Parlamento,  creando  un
  pericoloso  vulnus democratico, d'altra parte che  verrebbe  creato
  ulteriormente  con la delegittimazione da parte dei TAR  o,  peggio
  ancora,  della Corte Costituzionale, noi abbiamo detto:  ritorniamo
  allo  status  quo  ante,  ripristiniamo la legislazione  e  poi  se
  dobbiamo fare, nulla ci vieta di trattare la questione in modo  più
  organico  nel   collegato ,  eventualmente,  rivedere  insieme  con
  l'intero  Parlamento,  posto  che  il  Governo,  comunque  si  deve
  misurare  rispetto  alle norme che vengono ammesse  dal  Presidente
  dell'Assemblea.
   Rispetto   alla   questione  dell'emendamento  dell'onorevole   Di
  Giacinto,  io  voglio rappresentare - così come è formulato  -  una
  sola questione, la questione che praticamente non decade più né  il
  consiglio  comunale, né il sindaco, a parte l'ovvia  considerazione
  che con questo meccanismo non ci sarà più un bilancio approvato  da
  nessun  consiglio  comunale, e quindi verranno  tutti  regolarmente
  approvati  solo dai commissari della Regione. Dovremo  assumere  un
  bel  po'  di gente e abolire totalmente la democrazia; ma questa  è
  una  considerazione politica. Nella fattispecie risolve un problema
  momentaneo, solo che nella fattispecie l'emendamento, così  come  è
  presentato, non lo risolve per i comuni che sono già decaduti e che
  sono  in  ricorso,  insinuando  che  poi  alla  fine  questa  norma
  dell'interpretazione e della decadenza venga circoscritta  soltanto
  a  quei  cinque  comuni che se ne vanno a votare,  perché  sciolti,
  quasi una norma ad personam.
   Io  voglio rappresentarvi tutte queste, cose come è giusto, quindi
  decidiamo un percorso però ripeto in questo percorso non ci possono
  essere  quelli  fregati,  quelli  salvati,  dobbiamo  stabilire  un
  principio  di  equo  trattamento. Se  la  norma  dell'onorevole  Di
  Giacinto dà mandato alla Presidenza della Regione di procedere agli
  atti  di sospensione dei comizi elettorali per quei comuni che sono
  decaduti,  sulla  base  di  una interpretazione  autentica  che  il
  Consiglio     di    Giustizia    Amministrativa    solleva     come
  incostituzionale, io credo che abbiamo fatto mandare  a  casa  quei
  sindaci  sulla base di una norma incostituzionale, mi pare  che  un
  atto elementare di giustizia porrebbe questo problema stop.
   Credo  che  su  questo  noi  dobbiamo  avere  tutti  un  atto   di
  responsabilità  e  di  coerenza per non dare sensazioni  sbagliate,
  perché  non credo che l'intenzione del legislatore fosse quella  di
  premiare alcuni sindaci o altri, questo noi lo dobbiamo sgombrare.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che è  stato  presentato
  l'emendamento  A 181.3, degli onorevoli Panepinto, Arancio,  Alloro
  ed  altro,  che completa l'emendamento dell'onorevole Di  Giacinto,
  sulla  base anche delle riflessioni credo del Presidente  Crocetta.
  Dove  c'è  scritto  si intendono decaduti i provvedimenti adottati,
  nel  caso  di  approvazione,  sulla  base  dell'articolo  2,  legge
  regionale  n.  6 del 2017, l'assessore regionale per  le  autonomie
  locali  apporta  le conseguenti modifiche al decreto  di  indizione
  delle  elezioni per il rinnovo dei comuni fissate per  l'11  giugno
  2017 .  Sono considerazioni politiche, come correttamente ha  detto
  il  Presidente  Crocetta, considerazioni politiche che  si  possono
  fare  in  questo momento, non si possono fare, non lo so, solo  che
  nessuno  approverà  più  i  bilanci, e  su  questo  ha  ragione  il
  Presidente Crocetta.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente  della
  Regione, assessori, molto velocemente, nel tempo che mi è concesso,
  desidero intanto rivisitare la questione fin dall'inizio.
   Lo farò in un minuto. Quando il Governo ha proposto in Commissione
  I  e  poi  in Aula il disegno di legge che introduceva il principio
  della  decadenza dei sindaci insieme allo scioglimento dei consigli
  comunali,  già  in Commissione Affari Istituzionali  sollevammo  la
  difficoltà  di evitare che in corso d'opera, allo scioglimento  dei
  consigli  comunali, si potesse aggiungere anche  la  decadenza  dei
  sindaci.  In  quell'occasione si decise di  rimettere  all'Aula  il
  tema,  e  nonostante il Governo, col Presidente Crocetta in  testa,
  avesse  insistito  in  Aula  perché  la  norma  restasse  così,  fu
  presentato  dall'onorevole Falcone e dal sottoscritto l'emendamento
  A10,  che  sosteneva  che la decadenza dei  sindaci  sarebbe  stata
  introdotta dal momento dei rinnovi.
   Il Presidente Crocetta, presente in Aula, invitò in maniera chiara
  e  palese,  direi  plateale, l'assessore per  gli  enti  locali  ad
  esprimere  parere  contrario a questo  emendamento  di  buon  senso
  dell'opposizione.
   L'assessore  Lantieri  espresse parere contrario,  la  maggioranza
  d'Aula  bocciò  quell'emendamento di  buon  senso  di  tal  che  la
  conseguenza  era, in maniera assolutamente chiara e  lampante,  che
  allo  scioglimento dei consigli comunali si aggiungeva la decadenza
  dei  sindaci  ex nunc, cioè dal momento di entrata in vigore  delle
  leggi.
   Vi  fu  una  querelle che tutti conoscete, vi fu  addirittura  chi
  minacciò o chi denunziò l'assessore per gli enti locali perché  non
  aveva  provveduto ai decreti di decadenza dei sindaci, si tornò  in
  aula e si approvò un'interpretazione autentica.
   Non  entro  nel  merito  di CGA ed Uffici  legali  dai  quali,  io
  personalmente in questa materia - con tutto il rispetto per  quelle
  istituzioni  - non me ne faccio un baffo perché non ci  può  essere
  interprete  autentico delle proprie leggi di chi le fa, soprattutto
  se  queste  leggi  vengono discusse e dibattute  con  l'ausilio  di
  validissimi  uffici, nelle commissioni di merito,  poi  vengono  in
  Aula,  hanno  pareri favorevoli, hanno una materia  ed  uno  studio
  legislativo,  normativo  e di precedenti  alle  spalle  e  vengono,
  dunque, approvati.
   Ebbene,  arriva l'assemblea dell'ANCI e vi spiega che ci sono  dei
  morti che vanno resuscitati.
   Posto  che  noi  non  siamo maghi ma siamo  legislatori,  oggi  ci
  troviamo  - a mio modesto parere - nella paradossale condizione  di
  trovare un emendamento scritto dalla prima commissione, secondo  il
  mio  personalissimo parere di buon senso, dichiarato  inammissibile
  secondo l'insindacabile decisione del Presidente, e due emendamenti
  che  io vi invito a leggere che, a mio parere, onorevole Ardizzone,
  sono  un fuor d'opera, perché l'emendamento Di Giacinto, del  quale
  io  comprendo la vena pacificatrice ma non posso mai condividere un
  emendamento  che  in  buona  sostanza salva  tutti,  che  in  buona
  sostanza  fa  macerie dui una legge nazionale che,  da  diciassette
  anni, in maniera assolutamente serena, viene applicata in tutto  il
  resto  del  Paese  e  stabilisce che, in caso di  scioglimento  del
  Consiglio  comunale  per mancata approvazione del  bilancio  o  per
  bocciatura dello stesso, anche il sindaco decade.
   Forse  siamo  nella Repubblica nazionale della Sicilia  e  non  lo
  sapevamo.  Ma  quello che è ancora più paradossale è immaginare  di
  votare  l'emendamento del Governo nel quale addirittura  si  chiede
  un'autorizzazione per via normativa, lì sì con nomi  e  cognomi  di
  sindaci  da  salvare  perché avete avuto l'impudicizia  di  mettere
  anche  i nomi dei comuni che devono essere resuscitati, quando  già
  c'è un decreto di scioglimento.
   Ma  di  cosa  stiamo parlando? Io mi vergogno. Ma  quale  ANCI  ed
  ANCI
   Allora, Presidente Ardizzone non sono queste le motivazioni che mi
  spingeranno a lasciare l'Aula e a non votare la finanziaria.
   Le  motivazioni  sono  altre ed hanno ragioni soltanto  normative.
  L'articolo  118 del decreto legislativo stabilisce  quali  sono  le
  materie che possono essere trattate in sessione di bilancio.
   Certamente tra queste materie non vi è quella che stiamo trattando
  tanto è vero che lei, durante l'assestamento, quando si presentò il
  disegno   di   legge  d'interpretazione  autentica,   impose   alla
  commissione prima affari istituzionali e poi all'Aula di presentare
  un  distinto  disegno di legge che doveva essere di interpretazione
  autentica  perché  non  si poteva fare confusione  tra  la  materia
  finanziaria e quella elettorale.
   Se  ci  sarà  imposto di votare questo disegno di legge  o  questa
  norma, io abbandonerò l'Aula, e mi dispiace perché alla fine  credo
  fosse  venuta  fuori una discreta finanziaria, perché  non  intendo
  votare una norma contra legem.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Cordaro.  Il  suo  intervento  mi
  permette,  ai fini procedurali di precisare, così come  è  avvenuto
  con  l'esercizio provvisorio, che l'approvazione di questa norma  è
  contenuta in un disegno di legge stralcio. Poi, l'Aula può  votare,
  ma  proprio  per  questo  non si è vincolati  a  votare  contro  la
  finanziaria.  Lei  può  votare contro questa  norma,  e  votare  la
  finanziaria se ritiene che sia apprezzabile.

   DI GIACINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  GIACINTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  poiché  più
  volte   sono  stato  additato  di  chissà  quale  fatto  in  questa
  Assemblea, io volevo fare, così come ha fatto poco fa Totò Cordaro,
  un escursus legislativo. Perché se facciamo l'escursus legislativo,
  ci  accorgiamo sicuramente che, se in questo momento c'è un empasse
  su questa norma, non è certo colpa del Parlamento regionale.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                  Presidenza del Vicepresidente Lupo

   Quando  noi  ad  agosto del 2016 abbiamo approvato  questa  norma,
  proprio  su  questo articolo, comma 2 bis, c'erano due emendamenti,
  presentati tutti e due da Forza Italia, uno dall'onorevole  Falcone
  e  uno  dall'onorevole Rinaldi, che dicevano precisamente una cosa:
  che  l'entrata  in vigore del comma 2 bis valeva dalla  legislatura
  successiva. Che cosa è successo? L'Aula ha bocciato sia  l'uno  che
  l'altro emendamento.
   Dopodiché  succede  un'altra cosa: viene  promulgata  la  legge  e
  viene  fatta, giustamente, una circolare dall'assessorato regionale
  agli  enti locali la quale prevedeva che, laddove c'era la  mancata
  approvazione  dei  bilanci  e dei conti  consuntivi  da  parte  dei
  consigli, decadeva anche il sindaco e quindi la Giunta. Questi sono
  i fatti
   Il  Presidente  Crocetta ritiene di dover chiedere  un  parere  di
  interpretazione    autentica   al   CGA,    non    a    quest'Aula.
  L'interpretazione autentica la può fare quest'Aula, non la può fare
  il  CGA, né in sede consultiva e neanche in altre sedi, e glielo ha
  ribadito anche il Presidente Ardizzone al Presidente Crocetta,  che
  adesso è andato via, in Aula, quando abbiamo approvato una mozione,
  il  5 dicembre 2016, che diceva al Presidente Crocetta - col parere
  favorevole  del Governo e all'unanimità di quest'Aula - che  quella
  norma si approvava dalla data di pubblicazione della legge.
   Che  cosa  fa  allora il Presidente Crocetta? Fa una  delibera  di
  Giunta  e  continua  a dire "non mi interessa quello  che  dice  il
  Parlamento, io applico il parere del CGA". In I Commissione, su  un
  emendamento non mio, viene approvata una interpretazione  autentica
  della legge, successivamente portata in Aula e, chiaramente non  si
  può  fare  altro  che  approvarla, perché è l'iter  legislativo  di
  questa legge, non è il piacere di nessun deputato, nessuno ce  l'ha
  con  nessun sindaco caro Presidente, e mi dispiace che siano uscite
  fuori queste cose.
   Allora,  stasera  noi stiamo parlando di cosa? Quello  che  volete
  fare  voi  stasera  è dare retroattività ad una norma,  quello  che
  volete  fare stasera voi è quello di far fare delle interpretazioni
  al  contrario, fare delle sanatorie. Voi chiedete all'Aula:  dateci
  l'autorizzazione  a  revocare i decreti di  decadenza.  Ma  di  che
  parlate?
   Io  ho  presentato l'emendamento perché ho capito  che  ci  poteva
  essere una mediazione ma sicuramente, caro Presidente Crocetta,  la
  mediazione non può essere la vostra norma che ritorna indietro e fa
  una  cosa, la norma presentata dal Presidente Crocetta sapete  cosa
  fa?  Perché  noi ascoltiamo solo i sindaci; i consiglieri  comunali
  non  contano  più  in  Sicilia,  8 mila  consiglieri  comunali.  Il
  Presidente Crocetta nella norma che reinserisce che cosa dice?   Se
  se  ne  va  il sindaco, al primo turno utile si va al voto,  questo
  subito    Se  invece  se ne va il Consiglio comunale,  si  va  alle
  elezioni alla fine della legislatura: è questo è una cosa corretta,
  perché noi stiamo difendendo soltanto una parte della democrazia, i
  sindaci  Non stiamo difendendo l'altra parte della democrazia,  che
  sono i consiglieri comunali che controllano.
   Sembra  corretto che un sindaco possa rimanere in carica per  tre,
  quattro anni senza che abbia di contro il Consiglio comunale. E voi
  parlate a noi? Qualcuno parla a me, a noi di correttezze di  norme?
  Ma  di  che state parlando? Allora io vi dico: facciamo una  norma,
  ecco  perché  la  mia  è  quasi  una  provocazione  quella  che  ho
  presentato io, di dire non se ne va nessuno a casa  Perché qui  c'è
  la  logica  di chi vuole mandare i Consigli a casa, e  siamo  tutti
  d'accordo,  e il partito dei sindaci che vuole rimanere. Presidente
  non può essere questa
   Allora io vi chiedo, Presidente, lo chiedo a lei, so del suo  buon
  senso,  glielo chiedo perché non è vero che sono state  date  delle
  sospensive, Presidente, io ho tutte e due le Ordinanze  emesse  dal
  Tribunale, il Tribunale dice un'altra cosa, Presidente, e fa  anche
  una cosa e dice anche quello che ha dichiarato lei, che lei non  si
  vuole  costituire anzi si vuole costituire ad adiuvandum, cosa  che
  lei non può fare, lei è il Presidente della Regione
   Questo  riporta  quella  sentenza  che  ho,  che  non  rimette  in
  servizio  i  sindaci,  stiamo  attenti   Da  questo  momento,   non
  reintegra  nessun  sindaco, tant'è che  io  ho  letto  poco  fa  un
  ulteriore decreto che è stato emesso, non reintegra nessun  sindaco
  per   intanto   sospende  fino  alla  decisione  collegiale   sulla
  sospensiva che è il 18 maggio, però il Tar che ha bisogno?  Il  Tar
  ha  bisogno  di  una  legge che noi facciamo stasera  per  dare  la
  sospensiva  e  revocare. Questo è quello di cui  c'è  bisogno,  c'è
  bisogno  di questo, perché in quelle Ordinanze, decreti, chiamateli
  come  volete si presenta soltanto il sindaco, perché non sono state
  notificate alle controparti, per cui non è presente nessuno, quindi
  uno solo assieme al Presidente del Tribunale.
   Questa  è  la storia  Allora io le dico, Presidente, non  facciamo
  ulteriori  papocchi su questa questione, io vi invito,  abbiamo  un
   collegato   che  comincia  la  prossima  settimana,   siccome   le
  sospensive  saranno date da qui al 18, vediamo che cosa  dicono  le
  sospensive, caro Presidente Ardizzone, ma io lo chiedo anche a  lei
  che  so  che  è uomo di buon senso, e in questi giorni  ne  abbiamo
  parlato  tanto di questa questione, che mi veniva additata come  se
  ero  io il responsabile di chi sa quale tragedia greca ho fatto  in
  questo  periodo, allora io le dico, Presidente, vediamo, fermiamoci
  un  attimo,  lo  dico  anche alla Giunta,  lo  dico  al  Presidente
  Crocetta, se ci fermiamo da qui alla prossima settimana non succede
  niente, verifichiamo quali sono gli eventi.

   LO SCIUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  SCIUTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  se
  consideriamo  il  fatto che questa norma è stata  approvata  in  un
  momento  di confusione, tipo un blitz, perché non capisco che  cosa
  c'entrava  l'esercizio  provvisorio con  l'approvazione  di  questa
  norma.  Il  Governo non era presente, l'assessore non era presente,
  anche  io  ho votato in maniera frettolosa, non me ne sono  neanche
  accorto  perché ero uscito cinque minuti e non mi sono  accorto  di
  quello che stavo votando.
   Detto  questo,  faccio  mea culpa, ma chi lo  dice  che  la  legge
  nazionale è giusta?
   Signor  Presidente,  vorrei capire per quale  motivo,  se  c'è  un
  Consiglio comunale e una Giunta che approva un bilancio  e  poi  il
  Consiglio  comunale  consiglia che sono sovrani  nell'approvare  un
  bilancio e non l'approvano, che colpa ne ha il sindaco? Perché deve
  cadere  il  sindaco,  quando è un atto responsabile  da  parte  dei
  consiglieri?
   Seconda  cosa, vi rendete conto che approvando questa norma  diamo
  la  possibilità a pochi consiglieri, perché sapete che nel  momento
  in  cui  il bilancio non si approva nel primo mandato, nel  secondo
  mandato  basta  la maggioranza utile, basta in un Consiglio  di  20
  persone, 10 persone per fare cadere un sindaco.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                  Presidenza del Presidente Ardizzone

   Vi  rendete conto di cosa stiamo discutendo? Io sto difendendo  la
  norma. Approvando questa norma cosa stiamo facendo? Noi mettiamo in
  condizione tutti i sindaci di essere ricattati da una minoranza  di
  persone e questa è una cosa veramente aberrante; non lo so  come  è
  che  si può discutere questa cosa. Secondo me la legge nazionale  è
  sbagliata  e  noi non la dobbiamo approvare perché noi  sentiamo  i
  sindaci per certi versi prigionieri di minoranze, vedete che è  una
  norma pericolosa questa, quindi io sono per abrogare la norma.
   Presidente,  facciamo  una cosa giusta per  la  Sicilia  e  per  i
  siciliani

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole Greco, proprio deve  intervenire?  Non  può
  rinunciare? Ha rinunciato in questi tre giorni sempre e ora non può
  rinunciare?
   Onorevoli  colleghi  il dibattito è stato più che  utile.  Intanto
  c'è,  secondo me, una certezza: che le norme di questa portata  non
  possono    essere   discusse   nell'ambito   prima   dell'esercizio
  provvisorio  e  a  seguire  di  una  legge  finanziaria;   se   noi
  interveniamo in questa sede è perché c'è un fatto contingente,  pur
  nella  consapevolezza che l'eventuale approvazione di questa  norma
  va  in un disegno di legge a parte rispetto alla finanziaria  e  ci
  sarà un'altra votazione.
   Il dibattito è stato pure importante perché sono state evidenziate
  quali  sono le problematicità dei rapporti fra sindaco e  consiglio
  comunale - ripeto - che meritano di approfondimento.
   Per  quanto  riguarda le vicende che vengono fatte  nel  resto  di
  Italia  e  da noi no, io vorrei ricordare che proprio questa  Aula,
  nel  lontano 1992, sulla base probabilmente della rivolta  popolare
  conseguente  alle  stragi  votò  e fu  antesignana  in  Italia  per
  l'elezione diretta dei sindaci e dei presidenti delle Province.
   Siccome  abbiamo  una Commissione I che obiettivamente  lavora  in
  grossissime  difficoltà  perché ci  sono  una  serie  di  norme  in
  continua  evoluzione,  proprio  con  alcune  colleghi  parlamentari
  parlavamo  in precedenza sull'opportunità o meno di rivedere  anche
  la  legge  sulle province in base al ragionamento che viene  fatto,
  allora  rinviamo il dibattito complessivo ad una apposita  sessione
  per quanto riguarda questa fase e ripristiniamo la situazione. Devo
  dare atto all'onorevole Cordaro, che ha fatto giustamente un ottima
  ricostruzione,  quando  evidenzia che  lui,  insieme  all'onorevole
  Falcone,  nel  corso dei lavori, avevano evidenziato le  difficoltà
  applicative  di posticipare, successivamente è stato  costruito  il
  papocchio con l'interpretazione autentica. E allora io propongo  di
  votare  l'emendamento del Governo modificando  l'ultimo  comma,  il
  quinto,  perché in effetti quando dice l'onorevole Cordaro, vengono
  individuati i comuni, non può essere così.
   Siccome  l'onorevole  Panepinto ha già  presentato  in  tal  senso
  l'emendamento  A.181.4,  che  recita:   si  intendono  decaduti   i
  provvedimenti  adottati sulla base dell'articolo  2 ,  praticamente
  viene reso generale.
   Pongo in votazione l'emendamento A.181.4.

   GRECO  GIOVANNI.  Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

   PRESIDENTE. Sì, sul voto finale

   GRECO GIOVANNI. No, signor Presidente, su tutte le votazioni.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, incardiniamo il collegato. Votiamo
  la  norma  sulla finanziaria, si vedrà se a scrutinio  palese  o  a
  scrutinio segreto, e a seguire la finanziaria.
   Onorevole Panepinto, giustamente mi dicono gli uffici che  occorre
  aprire una nuova seduta.
   Pongo quindi in votazione l'emendamento A181.4

   GRECO  GIOVANNI. Ribadisco la richiesta di votazione per scrutinio
  segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino


        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento A181.4

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   a    scrutinio    segreto
  dell'emendamento A181.4.
   Chi  vota  a  favore dell'emendamento vota verde; chi vota  contro
  vota rosso, chi si astiene preme il pulsante bianco.

   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti .................... 57
   Votanti .................... 57
   Maggioranza ............29
   Favorevoli ............... 31
   Contrari ................... 26

                            (E' approvato)

   Pongo quindi in votazione l'emendamento A181.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   GRECO  GIOVANNI. Signor Presidente, avevo chiesto il voto  segreto
  per tutto.

   PRESIDENTE.  Questo  lo  abbiamo già approvato,  onorevole  Greco.
  Comunque va bene.
   Pongo in votazione l'emendamento A181, così come emendato.

   GRECO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento A181

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   a    scrutinio    segreto
  dell'emendamento A181.
   Chi  vota  a  favore dell'emendamento governativo vota verde;  chi
  vota contro vota rosso, chi si astiene preme il pulsante bianco.

   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti .................... 55
   Votanti ....................  55
   Maggioranza ............ 28
   Favorevoli ...............  29
   Contrari     ...............  25
   Astenuto ...................   1

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento A181.5. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico che il voto finale verrà dato a seguire la finanziaria.
   Si  passa  all'emendamento  Abrogazioni  e  modifiche  di  norme ,
  interamente  sostitutivo dell'articolo 45. Lo pongo  in  votazione.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 43. Ne do lettura:

                             «Articolo 43.
                        Fondi globali e tabelle

   1.  Gli importi da iscrivere nei fondi globali di cui all'articolo
  10  della  legge  regionale  8 luglio  1977,  n.  47  e  successive
  modifiche  ed  integrazioni, per il finanziamento dei provvedimenti
  legislativi  che si perfezionano dopo l'approvazione del  bilancio,
  destinati ad interventi di spese correnti, restano determinati  per
  ciascuno  degli anni 2017, 2018 e 2019 nelle misure indicate  nella
  tabella  A .

   2.  Ai  sensi  dell'articolo 3, comma 2, lettera  g)  della  legge
  regionale  n.  10/1999 e successive modifiche ed integrazioni,  gli
  stanziamenti autorizzati in relazione a disposizioni  di  legge  la
  cui   quantificazione  è  demandata  alla  legge  finanziaria  sono
  determinati nell'allegata tabella  G ».

   Comunico che sono stati presentati due emendamenti alla tabella G,
  a firma degli onorevoli Vinciullo e Formica. Vengono mantenuti?

   VINCIULLO,  presidente della Commissione relatore di  maggioranza.
  Dichiaro di mantenerli.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo sulla tabella G1?

   BACCEI, assessore per l'economia. Il Governo si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Il parere del Governo sulla tabella G2?

   BACCEI, assessore per l'economia. Il Governo si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO,  presidente della Commissione relatore di maggioranza..
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa alla riscrittura, del Governo, 43 4R della tabella A,  a
  seguito delle modifiche intervenute. La pongo in votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Pongo in votazione la tabella G come modificata e le tabelle.  Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si passa all'articolo 44. Ne do lettura:

                             «Articolo 44.
             Effetti della manovra e copertura finanziaria

   1. Gli effetti della manovra finanziaria della presente legge e la
  relativa copertura sono indicati nel prospetto allegato.

   2.  Le  disposizioni  della presente legge si applicano,  ove  non
  diversamente disposto, a decorrere dall'1 gennaio 2017».

   Comunico  che non sono stati presentati emendamenti, i soppressivi
  sono ritirati.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

      Si passa all'articolo 46. Ne do lettura:

                             «Articolo 46.
                           Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
  sua pubblicazione.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico che sono stati presentati ai sensi dell'articolo 117  del
  Regolamento interno gli emendamenti  117.1, 117.2 e 117.3.
   Li  pongo  congiuntamente in votazione.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Sono approvati)

   Comunico che la Giunta si deve riunire per fare le modifiche.

   sizioni programmatiche e correttive per l'anno 2017. Legge di stabi-
   lità regionale' (n. 1276/A).
   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
  «Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2017. Legge di
                     stabilità regionale» (1276/A)

    PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno di legge «Disposizioni programmatiche e correttive  per
  l'anno  2017.  Legge  di stabilità regionale»  (1276/A).  Indìco  la
  votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            39

   L'Assemblea non è in numero legale.

   La  seduta è sospesa e riprenderà domani, 29 aprile 2017, alle ore
  10.00.

    (La seduta, sospesa alle ore 00.37 di sabato 29 aprile 2017, è
                        ripresa alle ore 10.43)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, essendo necessaria la presenza del
  Governo e della II Comissione, l'Aula è rinviata alle ore 12.00.

     (La seduta sospesa alle ore 10.44, è ripresa alle ore 12.08)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo per la seduta odierna gli
  onorevoli Sammartino, Raia, Alongi, Germanà, Ferreri, Tancredi,  La
  Rocca Claudia, Foti e Zafarana.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino


        Riprende la discussione del disegno di legge n. 1276/A

   PRESIDENTE.   Comunico che è stato presentato  un  emendamento  ai
  sensi  dell'articolo  117  del Regolamento  interno,  inerente  una
  modifica  di  copertura. Lo pongo in votazione.  Chi  è  favorevole
  resti  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   sizioni programmatiche e correttive per l'anno 2017. Legge di stabi-
   lità regionale' (n. 1276/A)
   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino


     Votazione  finale per scrutinio nominale del  disegno  di  legge
  «Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2017. Legge di
  stabilità regionale» (1276/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno di legge «Disposizioni programmatiche e correttive per
  l'anno 2017. Legge di stabilità regionale» (1276/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  59
   Maggioranza         30
   Favorevoli          37
   Contrari            15
   Astenuti             7

                         (L'Assemblea approva)

    Onorevoli  colleghi, la  Giunta è autorizzata a riunirsi  per  le
  relative  variazioni.  Pertanto, la seduta è sospesa  e  riprenderà
  alle ore 12.30.

     (La seduta, sospesa alle ore 12.16, è ripresa alle ore 12.49)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è pervenuta la nota di  variazione
  al  disegno  di legge concernente il  Bilancio di previsione  della
  Regione siciliana per l'anno finanziario 2017 e per il periodo 2017-
  20179 . La pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                         (L'Assemblea approva)

   Allora,   nell'ordine,  se  prendete  posto,  gli  Uffici   stanno
  procedendo ad una verifica.
   Nell'ordine  voteremo  il  1276,  stralcio  II/A,  per  intenderci
   Comuni ,  a  seguire  Bilancio.  Chiuderemo  questa  seduta  e  ne
  apriremo  un'altra  per  incardinare il  collegato.  Sul  collegato
  confluiranno gli ordini del giorno.
   Da   una   rapida  consultazione  con  i  Presidenti  dei   Gruppi
  parlamentari, si è convenuto di dare termine fino al 5 maggio  2017
  per  la  presentazione  degli  emendamenti,  dare  la  possibilità,
  quindi,  alla  Commissione di esaminarli e ripartire  il  9  maggio
  2017.
   E,  allora,  si passa alla votazione finale del disegno  di  legge
  1276  stralcio  II/A 'Modifiche di norme in materia  di  cessazione
  degli organi comunali'.

   GRECO  GIOVANNI.  Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

   PRESIDENTE.   C'è   una  richiesta  di  voto  segreto   da   parte
  dell'onorevole Greco. Procediamo alla verifica dei richiedenti.

    (La richiesta non risulta appoggiata a termini di Regolamento)

   Non ci sono i 12 richiedenti. Sono solo.

   DI GIACINTO. Sta scherzando?

   PRESIDENTE. Io su queste cose non scherzo
   I   richiedenti  sono:  Clemente  Roberto,  Currenti  Carmelo,  Di
  Giacinto  Giovanni,  Di Mauro Giovanni, Greco Giovanni,  Malafarina
  Antonio, Milazzo Giuseppe, Musumeci Nello e Oddo Salvatore.

   n. 1276/A Stralcio II/A 'Modifiche di norme in materia di cessazione
   degli organi comunali'.
   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge  1276
  stralcio  II/A  «Modifiche di norme in materia di cessazione  degli
  organi comunali».

    PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
  del disegno di 1276 stralcio II/A «Modifiche di norme in materia di
  cessazione degli organi comunali».
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  44
   Maggioranza         23
   Favorevoli          37
   Contrari            04
   Astenuti            03

                         (L'Assemblea approva)

   FONTANA. L'onorevole Falcone mi ha tirato fuori il tesserino

   PRESIDENTE. Onorevole Falcone.
   Onorevole Fontana il suo voto, comunque, com'era? Lo dichiari.

   FONTANA. Favorevole.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   E'  un fatto grave quello che è successo, onorevole Falcone, penso
  che sia stata solo una goliardata, mi auguro questo.
   Scusate, non è finita.
   Ripeto,  l'onorevole  Fontana ha votato  a  favore  e  l'onorevole
  Musumeci si è astenuto.

   'Bilancio di previsione della Regione siciliana  per  l'esercizio
   finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019'
   (n. 1275-1275 bis-1275 ter-1275 quater/A).
   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
    «Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'esercizio
  finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019».
               (n. 1275-1275 bis-1275 ter-1275 quater/A)

    PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del disegno di legge  Bilancio di previsione della Regione siciliana
  per  l'esercizio  finanziario  2017 e bilancio  pluriennale  per  il
  triennio  2017-2019 .  (n.  1275-1275 bis-1275  ter-1275  quater/A),
  come modificato dalla nota di variazione.
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  59
   Maggioranza         30
   Favorevoli          36
   Contrari            14
   Astenuti            09

                         (L'Assemblea approva)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   Onorevoli colleghi, formalmente chiudiamo la seduta e la riapriamo
  tra un minuto per incardinare il collegato.
   Pertanto,  la  seduta è rinviata ad oggi, sabato 29  aprile  2017,
  alle ore 12.55, con il seguente ordine del giorno:

  - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

   Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2017.  Legge
  di stabilità regionale. Stralcio I . (n. 1276 Stralcio I/A)

   Relatore di maggioranza: on. Vinciullo

   Relatore di minoranza: on. Cancelleri

                   La seduta è tolta alle ore 12.54

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio