Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
La seduta è aperta alle ore 16.33
PRESIDENTE. Avverto che del processo verbale della seduta
precedente sarà data lettura nel corso di questa seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo, per oggi, gli
onorevoli La Rocca Ruvolo, Vullo e Lombardo.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 3986 - Chiarimenti sulle immissioni in ruolo riguardo alle sedi
di assegnazione dei docenti.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Papale Alfio
N. 3988 - Definizione delle rappresentanze di categoria nella
CRIAS.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Falcone Marco
N. 3989 - Definizione delle rappresentanze di categoria
nell'IRCAC.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Falcone Marco
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno posta
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 3987 - Chiarimenti sull'apertura del nuovo museo regionale di
Messina 'Maria Accascina'.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La
Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zito Stefano
N. 3990 - Emergenza ambientale e sanitaria per la presenza di
amianto nel comune di Lentini (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Musumeci Nello; Formica Santi; Barbagallo Alfio
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
N. 499 - Irregolarità nella composizione del Consiglio di
amministrazione dell 'I.R.C.A.C.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Musumeci Nello; Formica Santi; Barbagallo Alfio
N. 500 - Pronta attuazione del disposto di cui all'art.13 della
l.r. n. 8 del 2016 in materia di formazione professionale.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Musumeci Nello; Formica Santi; Barbagallo Alfio
N. 501 - Iniziative in ordine al piano nazionale della sicurezza
stradale.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Foti Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciaccio Giorgio; Ferreri Vanessa; La Rocca Claudia; Mangiacavallo
Matteo; Trizzino Giampiero; Ciancio Gianina; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina; Zito
Stefano
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si
intendono accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per
essere svolta al loro turno.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente mozione:
N. 640 - Programma di interventi per lo sviluppo e la messa in
sicurezza di itinerari e percorsi ciclabili e pedonali nella
Regione siciliana.
Foti Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
Presentata il 19/04/17
Avverto che la mozione testé annunziata sarà demandata, a norma
dell'articolo 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo, per oggi, gli
onorevoli Dina, Currenti, Anselmo, Federico, Milazzo Giuseppe.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Sull'ordine dei lavori
CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non c'è il
Governo ma mi rivolgo, soprattutto, al Presidente Ardizzone: ieri,
nella Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari -
Conferenza alla quale io non ho potuto partecipare -, si è data
priorità, ad una serie di articoli assolutamente ritenuti
fondamentali dai capigruppo e dalla Conferenza.
Credo che sia sfuggito, ed io vorrei che anche il Segretario
generale mi ascoltasse insieme al Presidente, il comma 11
dell'articolo 29. Cos'è, Presidente Ardizzone? E' la proroga dei
contratti relativi al trasporto pubblico locale, nelle more dei
bandi di gara per l'aggiudicazione del servizio.
Se questo articolo non viene approvato, in particolare questo
comma, si sospende il trasporto pubblico locale, che secondo il
Regolamento comunitario va in prorogatio, e la norma va in linea
con quanto stabilito col Regolamento comunitario, così facendo fino
al 31 dicembre 2018.
Per questa ragione, io lo pongo all'attenzione del Presidente e
dell'Aula, perché stiamo parlando di un servizio assolutamente
essenziale che non è né di destra né di sinistra, ma credo che sia
di tutti e, soprattutto, dei siciliani.
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, ha detto articolo 29?
CORDARO. Comma 11, solo il comma 11. E' la proroga.
FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi intervengo anch'io
sull'ordine dei lavori, per rappresentare a quest'Assemblea e a
questa Presidenza che, forse, ieri, nella Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari si è dimenticato di inserire, - nella
riscrittura che il Governo dovrà fare sui Fondi comunitari -, anche
la utilizzazione, la finalizzazione dei Fondi POC, quelli
specificatamente della legge 3, l'art. 7 comma 22.
Avevamo detto, qualche giorno prima, che, se c'era una volontà di
riscrivere questi due articoli, l'articolo 7 e l'articolo 35 del
Collegato , avremo, anche, inserito l'articolo 67.
PANEPINTO. L'articolo 7 c'è
FALCONE. Articoli 7 e 35, a cui aggiungevamo - ho capito - a cui
si aggiungeva l'articolo 67. Dopo di che, fatta questa
precisazione, Presidente c'è un altro problema molto serio.
L'articolo 20 è un riconoscimento di debiti fuori bilancio, per
quanto riguarda delle prestazioni già effettuate nel 2016 da parte
delle Comunità alloggio per minori.
Le Comunità alloggio sono quegli istituti che accolgono minori
sottoposti ad un provvedimento dell'Autorità giudiziaria, quindi,
effettuano un servizio obbligatorio. Noi dobbiamo inserire, anche,
l'articolo 20, perché queste comunità non percepiscono soldi dal
Maggio 2016. E' quasi trascorso un anno; è giusto che a questi
istituti siano riconosciute anche le spettanze per il secondo
semestre 2016.
PRESIDENTE. E allora, onorevoli colleghi, ieri abbiamo tenuto una
apposita Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, da
parte mia nulla osta, con l'accordo dell'Aula, all'inserimento di
nuove norme.
FORMICA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Presidente, ritengo che anche l'onorevole Panepinto possa
affermare la stessa cosa rispetto a quella norma che era stata
votata all'unanimità in Commissione, e presentata dall'onorevole
Falcone, relativa all'impiego dei fondi PAC per lo scorrimento
delle graduatorie delle vecchie finestre.
Non essendo presente, ieri, in Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari l'onorevole Falcone, ritengo che siamo tutti
d'accordo nel mandare avanti questa norma.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, semplicemente, - anche perché
arriva il Presidente della seconda Commissione e ci è di aiuto -,
assessore Baccei, io ritengo che, considerando tutte legittime e
importanti le richieste dei colleghi, però a me parrebbe necessario
procedere in questa maniera, se gli onorevoli Falcone, Formica e
Cordaro sono d'accordo.
L'onorevole Falcone ha posto un problema che in realtà è dentro
gli articoli 7 e 35 del disegno di legge Collegato che ritorna
nella finanziaria, per cui va riscritta la norma tenendo conto di
questo ulteriore elemento di proroga rispetto ai fondi comunitari.
Dopo di che c'è la richiesta dell'onorevole Cordaro di estrapolare
solo la questione relativa alla proroga.
Io procederei in questo modo, signor Presidente, se siamo di buon
senso approviamo tutta la finanziaria stasera, e pure il
Collegato , e andiamo avanti. Il problema che pongo io è, siccome
le questioni poste dall'onorevole Falcone relativamente ai
finanziamenti comunitari e alla proroga siano questioni che, già di
fatto, erano state inserite ieri con gli articoli 7 e 35, però
procederei in questa maniera: approviamo le norme che sono state
indicate nell'accordo, sapendo che poi, compresi gli articoli 7 e
35, compreso il solo comma che riguarda... ma è il mio punto di
vista.
Poi è chiaro che c'era un accordo fatto, con tutti i Gruppi -
onorevole Cancelleri -, tutti i Gruppi se siamo d'accordo
procediamo nel senso che facciamo una sosta alla fine
dell'articolato, dopo avere approvato l'articolo 13 e le altre
norme.
Per quanto riguarda il Partito Democratico, con la riscrittura
degli articoli 7 e 35 delle norme, con la parte che riguarda
l'articolo 66, va bene.
È chiaro, colleghi, una cosa: anche io ho norme importanti come
tutti voi, che abbiamo fatto approvare nelle Commissioni di merito
e nella II Commissione, è chiaro che se riapriamo complessivamente
il ragionamento facciamo il gioco dell'oca e ritorniamo indietro.
L'idea di potere non fermare il trasporto pubblico con la sola
proroga, la questione posta relativamente agli articoli 7 e 35, va
bene, ma procediamo con l'approvare l'articolo 13 e poi sui
disabili e le due norme si mettono insieme, necessariamente, e poi
queste due parti, - se sono d'accordo gli altri -, è chiaro che il
ragionamento che facciamo è nella consapevolezza e disponibilità di
tutti ad andare ad aggiungere qualche cosa all'accordo fatto nella
Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari, però è chiaro
che, come dire, se poniamo troppe questioni procedurali ci
fermiamo.
Ovviamente, io mi auguro che il Governo, tranne emendamenti di
natura tecnica, non presenti nessun altro emendamento perché è
chiaro che facciamo saltare complessivamente l'accordo. Quindi
chiedo al Governo di astenersi dal presentare emendamenti che non
siano di natura tecnica.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per quanto riguarda le
osservazioni formulate dal Capogruppo di Forza Italia, in realtà,
la questione l'aveva posta correttamente due Conferenze dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari fa, cioè lo stanziamento di
risorse PAC 14/20, che sono l'articolo 68 del Collegato .
La Conferenza, successivamente, si era determinata nell'inserire
solo due norme, con l'articolo 7 e l'articolo 35, e la proroga
della scadenza del termine del 128.
Per cui da parte mia nulla osta, con il consenso dell'Aula, a
richiamare anche l'ex articolo 68 del Collegato .
L'onorevole Cordaro pone correttamente una questione che,
peraltro, è all'interno degli articoli 29 e 30 che camminano di
pari passo e sono state evidenziate le esigenze dell'approvazione
da parte dell'assessore Pistorio, nonostante l'impossibilità ovvia
a non essere presente per la trattazione, sia il 29 che il 30, che
riguardano trasporti ed infrastrutture.
Per cui, con l'accordo dell'Aula, noi inseriamo il 20, onorevole
Falcone, il 29 ed il 30 e la questione stanziamento risorse PAC. Mi
trovo costretto a sospendere l'Aula per un incontro tra gli uffici
dell'Assemblea e gli uffici della Ragioneria, magari in II
Commissione, alla presenza del Presidente della II Commissione che
può coordinare questi lavori per quanto riguarda la nuova copertura
finanziaria dell'articolo 13.
Ripeto, fanno parte dell'articolato il 20, il 29, il 30 e l'ex
articolo 68,PAC. Però mi trovo costretto, onorevole Panepinto, a
dover sospendere i lavori per problemi di copertura finanziaria
sull'articolo 13, perché è arrivato in questo momento ai miei
uffici e ci sono obiettive difficoltà. Lei ha detto bene: se
risolviamo i problemi dell'articolo 13 possiamo andare avanti.
Però per chiudere l'articolo 13 ci sono problemi.
PANEPINTO. Troviamo la copertura sull'articolo 13 e poi ritorniamo
in Aula per altre piccole cose.
PRESIDENTE. Ma quale altre piccole cose da inserire, che vuol
dire? Sono già lì, era la questione della Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari, sono già inserite queste, non stiamo
inserendo nuovi argomenti. La riunione con gli uffici si terrà in
II Commissione.
Onorevoli colleghi, sospendo pertanto, la seduta che riprenderà
alle ore 17.30.
(La seduta, sospesa alle ore 16.49, riprende alle ore 18.16)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dovremmo ripartire dall'articolo
13. Il Presidente della Commissione, onorevole Vinciullo,
dovrebbe riferire sull'esito. Io ancora non ho copia della
riscrittura dell'articolo 13. Poi se, cortesemente, il Presidente
Crocetta viene in Aula.
Intanto, onorevoli colleghi, il Governo ha presentato una norma di
abrogazione della norma relativa alla questione dei sindaci, che è
stata dibattuta ieri.
La I Commissione è autorizzata a riunirsi ed esprimere parere.
Possiamo anche - nel frattempo è arrivato il Presidente Crocetta -
sospendere la seduta per un quarto d'ora. La I Commissione è
autorizzata ad esprimere parere ed è autorizzata a riunirsi in Sala
Lettura.
Invito gli Assistenti parlamentari a distribuire l'emendamento di
riscrittura dell'articolo 13.
Pertanto, la seduta è sospesa e riprenderà alle ore 18.30.
(La seduta, sospesa alle ore 18.19, è ripresa alle ore 18.38)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la I Commissione è ancora riunita
per la definizione della norma che riguarda i Comuni, quindi
sospendo ulteriormente la seduta avvertendo che la stessa
riprenderà alle ore 19.00.
(La seduta, sospesa alle ore 18.39, è ripresa alle ore 19.11)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si ritorna all'esame dell'articolo
13, così com'è stato riscritto dal Governo con l'emendamento
13R.bis, che è stato distribuito.
Intanto comunico all'Aula che si è riunita la prima Commissione
alla presenza del Governo per esaminare la questione relativa alla
norma sulla decadenza dei sindaci in caso di mancata approvazione
del bilancio. Dopo un'ampia e articolata discussione - ma su questo
riferirà il presidente della prima Commissione - credo che si sia
trovata una soluzione che, comunque, deve correttamente passare al
vaglio dell'Aula.
Onorevoli colleghi, all'articolo 13 sono stati presentati
emendamenti soppressivi, quindi prima esaminiamo i soppressivi e
poi, eventualmente, passiamo all'esame dell'emendamento di
riscrittura, però gradirei la presenza in Aula dei deputati.
CANCELLERI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, prima di intervenire nel merito
della riscrittura, volevo dirle che il Gruppo parlamentare
Movimento Cinque Stelle non è d'accordo a reinserire quello che non
è stato concordato dalla Conferenza dei Capigruppo.
Siccome ho visto che, da più parti, erano pervenute richieste per
inserire ancora altri articoli, o commi di articoli, tutto quello
che è stato deciso in quella fase, noi abbiamo partecipato, abbiamo
dato, ovviamente, il nostro parere favorevole affinché la manovra
potesse essere esitata nei tempi previsti, però se allarghiamo la
maglia diventa per noi insostenibile e noi, chiaramente, non siamo
d'accordo. Questo per rappresentarle il punto di vista del Gruppo
parlamentare.
Venendo alla riscrittura, Presidente, non è cambiato assolutamente
nulla, o meglio tutte quelle che erano le criticità che ieri,
durante gli interventi, avevamo messo in evidenza, non sono state
assolutamente superate. Anzi, mi pare paradossale leggere nel comma
1 come facciamo, addirittura, obbligo al Fondo pensioni, prima di
procedere a contratti di locazione presso soggetti privati, a
stipulare contratti di locazione novennali rinnovabili con il Fondo
pensioni , cioè alla Regione diciamo che, visto che il Fondo
pensioni si è comprato questi immobili, ci dobbiamo rivolgere
prioritariamente a loro per fare contratti novennali e rinnovabili.
Però ieri noi avevamo sottolineato come questi immobili, in molti
casi, non hanno gli adeguamenti normativi, quindi stiamo dicendo
alla Regione di prendersi in locazione immobili che non sono
ammodernati, che non hanno i relativi ammodernamenti normativi, il
che significa mandare a lavorare personale pubblico in strutture
che non sono, ovviamente, adeguate a questo scopo.
Poi, vorrei fare notare all'Aula un particolare che è abbastanza
curioso e vorrei rivolgere provocatoriamente anche una domanda a
tutti: voi comprereste casa mia se io vi dicessi il prezzo, però,
con il quale l'ho fatta valutare 10 anni fa, cioè nel 2007? Dopo
che per 10 anni non vi ho speso una lira o un centesimo di euro,
meglio dire, per ammodernarla, per metterla in sicurezza o comunque
per fare la ordinaria e la straordinaria manutenzione? Perché la
tabella che ci hanno allegato con gli elenchi degli immobili per il
fondo di quiescenza riporta, nella penultima colonna, che l'anno di
valutazione degli immobili è del 2007, cioè prima dello scoppio
della bolla speculativa americana che è nel 2009, quindi prima
della morte di tutto il mercato immobiliare, non solo nazionale, ma
internazione, prima cioè dell'avvento della crisi che poi ci ha
investito anche qui da noi in Sicilia.
Io credo che questi prezzi siano estremamente gonfi di 10 anni di
mancate manutenzioni, di un anno di valutazione che non può essere,
dopo 10 anni, quello attendibile e, per tutte queste ragioni, noi
continuiamo a sostenere che questo articolo non può essere
approvato in questa forma, non può essere approvato in nessuna
delle forme, anche perché stiamo parlando di fare un'operazione
immobiliare, o meglio di dare mandato con legge ad un fondo che,
ripeto, è un fondo autonomo dal punto di vista finanziario, lo
dicevamo ieri, quindi non possiamo dare con legge un obbligo.
Ora cambia la forma, lo invitiamo: ma lo invitiamo a fare cosa?
Noi non possiamo prevedere una copertura finanziaria sulla base di
una norma che da un invito a qualcuno a fare qualcosa; e se poi non
volesse farlo? E se poi questa cosa non avvenisse? Io credo che non
può, davvero, andare avanti un modo di fare leggi in questo
Parlamento che si è sempre, quando ha trovato la possibilità di
dialogare, come lo stiamo facendo in questo momento, la voglia e la
forza di fare leggi che poi sono, comunque, risultate attendibili.
Questo, secondo me, è una operazione davvero discutibile e che non
ha i principi normativi per poter poi trovare anche applicazione
perché renderemmo questo fondo oggetto di ricorso da parte di tutti
quelli che, in questo fondo, ci hanno messo i soldi. Non
dimentichiamo che stiamo parlando di un fondo dove ci sono le
pensioni di persone e diciamo a questo fondo di acquistare immobili
e per noi rimane una speculazione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di andare avanti,
l'onorevole Cancelleri, prima di svolgere il suo ragionamento nel
merito dell'articolo 13, ha sollevato una questione in ordine alle
decisioni che erano state assunte in Conferenza dei Presidenti dei
gruppi parlamentari.
Però, intervenendo in Aula prima l'onorevole Cordaro ed, a
seguire, l'onorevole Falcone avevano evidenziato la necessità di
trattare altre norme, con precisione l'articolo 20, 29, 30 e 67.
Per l'onorevole Cancelleri bisogna, invece, fermarsi alla questione
relativa alla decisione della Conferenza dei Presidenti dei gruppi
parlamentari. Mi mettete in obiettive difficoltà, capisco che la
vostra è una posizione politica, onorevole Cancelleri.
DI MAURO. Metta la proposta in votazione.
PRESIDENTE. Onorevole Di Mauro, lei era assente ma già la proposta
è stata messa ai voti ed è stata messa ai voti dopo che era
intervenuto l'onorevole Cordaro e l'onorevole Falcone. Però un
Gruppo consistente in quest'Aula, per ovvie ragioni politiche, non
è d'accordo; per carità, non si sta entrando nel merito delle
questioni, c'era una decisione già assunta.
Così come io sollevo, come Presidente, un'altra questione, quella
relativa all'articolo 32 che, in atto, non ha emendamenti
soppressivi, che riguarda il riconoscimento di un debito fuori
bilancio per cui noi non possiamo non approvarlo adesso.
Io sono dell'avviso di andare avanti con l'articolo 13 e, prima di
arrivare all'articolo 20, vediamo di trovare una soluzione
condivisibile su questo ma non possiamo, obiettivamente, rispetto
ad una questione che viene posta correttamente da un Gruppo
politico, fare finta di niente.
E, allora, andiamo avanti intanto sull'articolo 13. Prima
dell'articolo 20 ci fermiamo un momentino, se non c'è l'accordo
d'Aula, pazienza, verranno stralciate e rimandate tutte nel
collegato. Intanto interveniamo sull'articolo 13.
DI MAURO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Sull'ordine dei lavori? Sull'articolo 13 non è
sull'ordine dei lavori, lei sta parlando sul merito.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, brevemente, è
stata distribuita una riscrittura dell'articolo 13, quindi,
trattiamo la riscrittura?
PRESIDENTE. Stiamo trattando l'articolo, onorevole Di Mauro. Lei è
un esperto di quest'Aula molto più di me.
DI MAURO. Mi dica quello che dobbiamo fare.
PRESIDENTE. Prima si pone in votazione l'emendamento soppressivo,
successivamente si passa alla riscrittura. Se viene approvata
interamente la riscrittura decadono tutti gli emendamenti, mi
sembra chiaro, per cui la discussione è sull'articolo 13, in
generale. Vuole intervenire sull'articolo 13 o no?
DI MAURO. No. Iniziamo a votare.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
1276/A
PRESIDENTE. Bene, onorevoli colleghi, iniziamo a votare Stiamo
intervenendo intanto sull'articolo 13 cioè relativamente a tutti
gli emendamenti presentati ai soppressivi e soprattutto in ordine
alla riscrittura.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, ho letto
la riscrittura dell'articolo 13 e francamente mi lascia molto
perplessa.
Prima, in generale, dico una considerazione ed una premessa.
Questa è una partita di giro, cioè un'operazione cartolare che
possiamo definire anche una finanza creativa, e spiego perché.
Sappiamo tutti che l'articolo 118 impone avere il bilancio di
cassa. Mentre noi stiamo scrivendo, il Governo sta scrivendo in
entrata somme derivanti da operazioni patrimoniali e non si ha
certezza della patrimonializzazione, quindi, cominciamo da questa
prima e poi vediamo.
Poi, se non si dovesse completare la patrimonializzazione degli
immobili, e fra l'altro non abbiamo contezza di quali immobili sono
e del loro valore, e non si ha certezza del ripristino delle somme
che si stanno prelevando dal fondo pensioni. Si stanno prelevando
somme a dei lavoratori e poi bisogna, per un'operazione che è
un'operazione incerta, quantomeno questi immobili dovrebbero essere
ricomprati almeno al 20 per cento in meno rispetto a quanto sono
stati venduti perché quando sono stati venduti non c'è stata fatta
manutenzione, il mercato immobiliare non era lo stesso mercato di
oggi.
Ma la cosa più grave è che, ancora una volta, vengono penalizzati
i comuni.
Assessore Baccei, non sarei intervenuta dico, forse, se non avessi
visto il quarto comma. Il quarto comma mette a garanzia del fondo
il 35 per cento delle somme che vengono destinate ai comuni, pari a
22.750 migliaia di euro. Queste somme verranno poi svincolate nel
momento in cui si patrimonializza, ma quando si patrimonializza?
Allora, noi abbiamo la certezza che la terza trimestralità non
verrà corrisposta ai comuni.
Caro Presidente Ardizzone, ieri si è preso un impegno durante la
riunione, anche qui a fatica, che i sindaci decadono e, quindi, non
devono decadere nel caso di mancata approvazione dei bilanci, ma
qui tutti i bilanci non potranno mai essere approvati perché la
terza trimestralità, nel momento in cui passa questo articolo, non
potrà mai essere inviata ai comuni. Spiegatemi come si
patrimonializza da qui a sei mesi, come si fa? Ci sono delle somme
vincolate pari al 35 per cento. Voi avete vincolato il 10 per cento
per i disabili ed ancora vincolati 22.750 migliaia di euro ai
comuni. E' inutile che cercate di fare norme per salvare i comuni.
Domani mattina tutti i comuni saranno in dissesto perché non ci
sarà nessun comune che potrà approvare il bilancio.
Perché, onestamente, massacrare sempre i comuni?
Ed allora, bisognava essere onesti e dire e non fare il
ragionamento che si trovano le somme per gli invalidi e si prendono
sempre la che per consentire la manovra si bloccano i fondi ai
comuni. Ricordo che il Presidente Crocetta aveva detto, sbandierato
ai quattro venti che non c'era più disavanzo, che i conti erano in
ordine. Bene Per non firmare, per non sottoscrivere l'accordo,
quindi, con Roma, abbiamo dovuto bloccare, mi pare, cinque milioni
di euro per quanto riguarda l'entrata dell'IVA. Ma di che cosa
stiamo parlando?
Io ritengo che è il caso che ci fermiamo qui. Non si può
continuare, non è giusto, perché stiamo mandando in default gli
enti locali che erogano servizi. Quest'Aula si prenderà una grossa
e grande responsabilità.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io chiedo di
intervenire perché nonostante questo articolo sostitutivo di
riscrittura, è fino ad un certo punto di riscrittura, credo che
cambino un po' di cose. Volevo io, al Presidente e all'assessore,
dire alcune cose che mi sembrano importanti su questo articolo.
Innanzitutto, riferendomi alle considerazioni fatte dal collega
Cancelleri, questa valutazione, oltre che essere fatta nel 2007, le
avevo chiesto ieri, nel corso dei lavori, se fosse stata compiuta
così come prevede l'articolo 9 della legge 17/2004 dalla famosa
Agenzia Pubblica del Demanio. Questo dice la norma e a questo io mi
ricollego.
Lei non sa assessore, io di fronte a questa valorizzazione dei
beni immobili, certamente l'assessore Cracolici lo ricorderà, sono
stato sempre contrario perché fra gli altri immobili c'era anche
questo palazzo, non so per fare che cosa. Era un'operazione che
portava ben poco nelle casse della Regione siciliana.
A fronte di una valutazione degli immobili, nel giro di dieci
anni, questi hanno riacquistato un valore come sommatoria dei
canoni di circa duecento milioni, e adesso questi immobili vengono
venduti a noi con una valutazione di ben centosettanta milioni.
Ora, assessore, glielo avevo chiesto ieri, volevo vedere questa
valutazione dell'Agenzia, lei ha risposto con l'SGR, ma credo che
questo non sia consono a quello che è; se lei ce l'ha la
valutazione, la faccia vedere. Questo lo dice la legge, l'articolo
9. Doveva essere fatta dall'Agenzia per i beni immobili, tant'è
che, assessore, questi beni sono diversi da quelli che la Società
ha ritenuto interessanti.
Questi non sono i beni, per capirci, il palazzo di Via
Notarbartolo, dove ha sede l'assessorato al bilancio, o dove ha
sede l'assessorato al turismo. Qui ci sono elencati una serie di
beni, e le faccio un esempio, il Palacongressi di Agrigento, che è
in disuso da circa vent'anni, per un valore di più di undici
milioni di euro che, ripeto, da quindici anni non è in funzione, e
che è stato affidato da tempo con legge al Parco Archeologico di
Agrigento. Questi sono beni, assessore, che nel tempo nessuno ha
voluto, perché nessuno li ha ritenuti validamente commerciabili.
Lei ritiene di potere agire in un'operazione che ha un valore
complessivo di duecentosettantotto milioni, che costituiscono un
terzo dei fondi accumulati con le risorse dei dipendenti e con i
trasferimenti che ha fatto anche la Regione. Un'operazione che, da
un lato, in Via Notarbartolo vende e in Viale Regione Siciliana
acquista. E mi permetto di farle osservare che, a monte di questa
operazione, non c'è nessun documento ufficiale, né del Consiglio di
Amministrazione del fondo, né tantomeno del CIV. E le dico di più:
un anno orsono, il CIV e il Consiglio di Amministrazione si sono
rifiutati di acquistare un immobile del valore di cinque milioni di
euro.
Ora, io credo che questa operazione sia un'operazione non
funzionale né all'interesse del fondo, all'interesse della Regione,
e soprattutto non tiene conto delle enormi risorse che necessitano
per tutti gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria,
trattandosi di immobili che, ormai, hanno alcuni più di 50 anni.
Allora, credo che questa norma debba essere messa da parte perché
se è vero che da un lato c'è la possibilità di avere una
redditività superiore a quella che, in questo momento, i fondi
hanno attraverso investimenti che hanno fatto, intorno al 3 per
cento - lei propone addirittura un incremento quasi del 50 per
cento, quindi 4,50 per cento -, ebbene, io le leggo la norma che
regge il fondo e con precisione le leggo l'articolo 9 e poi
l'articolo 15: il consiglio di indirizzo e di vigilanza ha il
compito di definire i programmi ed individuare le linee di
indirizzo del Fondo, emana le direttive di carattere generale
relative all'attività dell'ente, approva in via definitiva il
bilancio preventivo e il conto consuntivo nonché i piani
pluriennali, i criteri generali dei piani di investimento e
disinvestimento . In più all'articolo 15 al comma 2 dice: la
valutazione patrimoniale degli immobili oggetto di conferimento non
potrà prescindere dalle indicazioni oltre che dal valore
patrimoniale intrinseco anche dal grado di redditività e di
liquidabilità .
Se questi beni hanno un valore realmente commerciale, Assessore,
proceda lei a venderli e poi trasferisca le risorse, proceda lei a
venderli, noi attendiamo tutta questa valorizzazione con legge 17
del 2004, da 13 anni ed ancora questi immobili non sono stati
ritenuti da nessuno interessanti, anche perché lei non vende un
appartamento, non vende 100 metri quadrati, lei vende immobili come
Genio civile di Agrigento il cui valore qui è inserito più di 5
milioni di euro e le assicuro non ci sarà nessuno che sarà
interessato all'acquisto, né tanto meno la redditività dell'8 per
cento è la questione importante perché lei sa, Assessore, che
avendo concluso i primi nove anni lei dovrà proporre a lei stesso
il Fondo alla Regione, praticamente la diminuzione del contratto di
locazione per almeno una cifra tra il 20 e il 25 per cento; se lei
assomma a questo i costi di manutenzione ordinaria e straordinaria,
vedrà che i conti non tornano e comunque il Fondo ha bisogno di
liquidabilità, il Fondo ha bisogno di soldi per dare le pensioni.
A suo tempo, Regione, Governo e Parlamento, si sono impegnati
affinché si trasferissero ogni anno 59 milioni e solo nell'anno
2010, a seguito di una crisi seria, si è rinviato questo
trasferimento, per cui come dicevo ieri il termine si è traslato di
un anno, ma non possiamo permetterci il lusso di prendere 278
milioni di questo Fondo, cioè un terzo, per fare un'operazione e
finanziare la Regione siciliana o finanziare le banche che non
hanno a chi piazzare questi immobili, per essere molto chiari.
Assessore ritiri questo emendamento e lasci perdere.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, ogni
giorno quando penso di trovare 10 minuti penso di trovare 10 minuti
per dedicarmi a come pensa l'assessore Baccei, a cosa gli passa per
la testa.
Da 3 anni a questa parte, nelle ultime tre finanziarie si sta
divertendo prima con il personale della Regione siciliana: ha
iniziato con i contributi, col passaggio dal retributivo al
contributivo, considerato il fatto che i dipendenti regionali il
retributivo già l'avevano lasciato nel 2003, quindi, dal 2003 ad
oggi, tutto contributivo ed ha fatto questo scherzetto e l'ha
portato avanti con un Parlamento che secondo me, a volte, lavora
con incoscienza.
Assessore, in un intervento, nella finanziaria scorsa, dissi a lei
personalmente che stava prelevando 59 milioni, circa 60 milioni dal
Fondo pensioni, per aiutare i comuni. Abbiamo detto, pure, che
c'era la possibilità che, ogni anno, doveva essere riversato nel
Fondo, questa specie di prestito di 60 milioni che è stato fatto,
ad oggi, non è avvenuto, in questo momento il Fondo pensione non ha
ricevuto, ha avuto tolti 59 milioni dal budget e, da quel momento,
non è ritornato un centesimo.
Ora, siccome l'unica voce, la sostanza del dove andare ad
attingere dalla Rubrica, dal bilancio della Regione siciliana è il
Fondo pensioni dei regionali che ammonta a circa 400 milioni di
euro, che è stato gestito bene
Noi, oggi, diciamo a chi è andato in pensione: I soldi della
buonuscita li vedrai fra 5 anni, pur essendoci i danari in cassa,
per gestire delle cose che questo Governo in questi 5 anni non ha
saputo fare .
Questi soldi li volete utilizzare per la disabilità. La disabilità
deve essere, sicuramente, aiutata. I disabili gravissimi devono
essere aiutati, ma là c'è una Conferenza Stato-Regione che deve
intervenire per la Sicilia, perché la Sicilia non può intervenire
in questo senso. Non li può aiutare.
Noi abbiamo bisogno di un aiuto nazionale per la disabilità.
Oggi, confezionate un pacco: la vendita degli immobili della
società, delle banche del 65 per cento, l'impaccate, fate questo
regalo di Natale al Fondo pensioni, come se il Fondo pensioni fosse
gestito, ma da chi? Dalla Regione stessa.
Il Fondo pensioni, quindi, non è una terza persona, non è un
privato.
Il Fondo pensioni è gestito dalla Regione siciliana, precisamente,
dal Governo della Regione.
Questi appartamenti, questi palazzi che sono stati ceduti 10 anni
fa, venduti per 220 milioni di euro, per 10 anni, praticamente,
hanno riacquisito l'investimento, a 20 milioni l'anno.
Oggi, si presenta il Governo: Ma, cerchiamo di svuotare questo
contenitore , perché quando si parla di raschiare barili, siete
bravissimi Li trovate ovunque
Ho dovuto penare per trovare 100 mila euro per due malattie rare
Ho dovuto penare
E, ancora, questo emendamento lo dobbiamo mettere in discussione
e, possibilmente, votare. Forse
Ma vi assumerete le responsabilità delle famiglie, di quelle
pochissime famiglie che aspettano questo piccolo segnale da un
Governo.
E, allora, i 59 milioni, l'anno scorso i soldi per i comuni, ora i
soldi per comprare le patacche, perché qua non siamo a Napoli,
Assessore
Il Fondo pensioni sta comprando le patacche perché per
ristrutturare quegli immobili ci vogliono i soldini Vero è che i
siti dove sono ubicati, sono palazzi che possono essere venduti
bene, ma prima li devi ristrutturare, perché per 10 anni non vi è
stata neanche una tinteggiatura in una stanza
Cosa volete fare con il Fondo pensioni? Ve li volete prendere
tutti? Volete spendere tutto? Ai dipendenti che sono andati in
pensione gli avete detto che c'è una norma nazionale che dice che
la buonuscita può essere data dal 2 anno in poi, dal 3 , dal 4
Ma voi mi dovete spiegare una cosa: ma se c'è un Fondo pensioni
che è un contenitore virtuoso, che può soddisfare le famiglie di
chi va in pensione e si vuole godere una buonuscita nell'arco di un
anno e spenderla, possibilmente per i figli, o aiutare i figli per
comprare una casa, per studiare, voi li volete dare - perché lo
dice la legge nazionale - dopo 5, 6, 7 anni, quando i pensionati
muoiono e neanche hanno la soddisfazione di vedere denaro cash, di
vedere denaro, frutto del sacrificio di lavoro che hanno subito in
40 anni.
Questa è una vergogna Non potete trovare i soldi così Andando a
razzolare in un contenitore virtuoso dove c'è stata una gestione
virtuosa. E' impensabile Quei soldi diamoli a chi è andato in
pensione. Già i dipendenti regionali sono stati derubati Li avete
derubati Perché ci hanno rimesso il 10 per cento di chi è andato
in pensione prima Non è onesto Se avete le capacità dovete andare
a Roma, se avete veramente le capacità, dovete chiedere a Roma i
soldi, non dovete chiederli qua
Signor Assessore, lei è venuto per demolire. Sarà demolito lei, ma
non da me, dal suo stesso Governo, da chi lo ha messo là, perché in
questi 4 anni lei ha fatto tutto quello che doveva fare per
distruggere un comparto che era sano.
Vorrei vedere se qualcuno mettesse le mani nelle vostre tasche
Subito denuncia particolare. Certo, Assessore Marziano, lei si
meraviglia. Ma uno come me, che conosce il Dipartimento regionale
perché ci lavora da 35 anni, e sa quello che vede e che sente
dentro quelle stanze... Ebbene, non si può arrivare a questo punto
Signor Presidente, questo è un emendamento che bisogna togliere.
Questo è un emendamento che distrugge la società. Questo è un
emendamento per qualche furbacchione di bancari che non solo hanno
già avuto l'investimento e se lo sono ripresi, hanno fatto un
investimento se lo sono ripresi, benissimo. Oggi, vogliono
ricapitalizzare con gli stessi soldi. Non è possibile
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, già su questo
articolo ho fatto alcune riflessioni ieri e ho anche detto quali
sono le mie perplessità. Quindi, oggi, non rientro nel merito della
riscrittura ma solo qualche riflessione, sotto l'aspetto tecnico,
rispetto all'elenco che avete distribuito.
La riscrittura dell'articolo 10, al comma 1, dice: La Regione
trasferisce in proprietà complessi immobiliari che, all'entrata in
vigore della presente legge, sono in uso ad uffici regionali e
dagli stessi utilizzabili. . Dall'elenco che ho qui, su 40
immobili, ce ne sono soltanto 12 che hanno un utilizzo con una
classificazione pubblica, il resto e cioè quasi il 67 per cento non
è rilevato, quindi, significa che non sono immobili che hanno una
rendita.
Tra l'altro faccio notare ai colleghi che questo elenco è un
elenco del 2007 dove la valutazione è fatta dalla stessa società.
Noi sappiamo che, dal 2007 ad oggi 2017, il mercato immobiliare è
crollato vertiginosamente, oltre il 40 per cento del valore che
avevano inizialmente, se a questo si aggiunge che in tutti questi
anni, così come è stato sottolineato dai colleghi che mi hanno
preceduto, alcuni immobili sono realmente fatiscenti e che non sono
utilizzabili, questi non rappresenteranno per il Fondo che li
acquisisce una valorizzazione e, quindi, un valore aggiunto, ma
rappresenteranno una immobilizzazione per lo stesso Fondo pensioni,
quindi, stiamo attenti a quello che diciamo ed a quello che
facciamo. Questi immobili che non sono, oggi, in uso rappresentano
una immobilizzazione per il Fondo, non rappresentano alcuna risorsa
né un valore aggiunto.
FALCONE. Chiedo di parlare sull'articolo 13.
PRESIDENTE. Ne ha fa facoltà. Ci sono altri iscritti a parlare
sull'articolo 13?
D'ASERO. Io volevo aggiungere una cosa.
PRESIDENTE. Lei è intervenuto tre volte sull'articolo 13. A
seguire è iscritto a parlare l'onorevole Tancredi.
FALCONE. Signor Presidente, noi siamo sicuramente contrari
sull'articolo 13, innanzitutto per una questione di opportunità.
L'anno scorso quando si è fatto ricorso al Fondo pensioni
istituito dalla legge n. 6 del 2009 per recuperare quei famosi 59
milioni per i comuni si disse che era una norma emergenziale perché
non potevamo depauperare un fondo che negli anni a venire dovrà
essere fluido cioè dovrà mettere in campo un ingente quantitativo
di denaro per poter pagare le pensioni dei regionali.
Oggi, quella norma che l'anno scorso era emergenziale è come se
fosse diventata, invece, ordinaria, addirittura nella prima stesura
dell'articolo si era ipotizzato di procedere ad una norma che
piuttosto che dare per tre anni quei 59 milioni di euro al Fondo
pensioni dava invece immobili per tre anni.
Mi sembra veramente singolare che un Governo che ormai è al
lumicino, è al tramonto e di fine legislatura perché la legge
consente ciò, possa immaginare di legiferare per il Governo che
verrà da qui a sei mesi, presidente Musumeci. Possa questo Governo
che è agli sgoccioli del proprio mandato decidere sulle sorti dei
siciliani e dei dipendenti che hanno lavorato una vita per gli anni
a venire.
E, allora, già sotto un profilo di opportunità questa norma non
andrebbe presentata, non andava presentata.
Ma andiamo nel merito. Questa norma è carente anche nel merito ed
è carente nel merito tant'é che lo stesso Governo, qualche ora fa,
è corso ai ripari capendo che non era sostenibile procedere a una
patrimonializzazione o, onorevole Grasso, una valorizzazione dei
beni da assegnare per il valore di 177 milioni di euro perché la
Regione siciliana non ha questi immobili e - ora diremo il motivo -
, per cui ha fatto marcia indietro e ha detto non 177 ma appena
118, due anni.
E, allora, per fare ciò ha portato tutta una serie di immobili che
teoricamente, sulla carta, potrebbero essere valorizzati e,
addirittura, venduti, salvo il fatto che siamo ad una valutazione
del 2007; una valutazione che già nel 2007 era gonfiata, e lo era
perché questo Governo, gli esponenti di questo Governo avevano
accusato all'allora Governo che le entrate, le valorizzazioni erano
gonfiate. L'onorevole Cracolici allora, nel 2007, da questo
pulpito, additava quel Governo dicendo che quelle valorizzazioni
non erano reali. Onorevole Cracolici, sono sempre le stesse, le ha
viste lei? Le ha lette? Le vada a leggere.
Così facendo, per una curiosità, ho chiamato un amico mio ad
Assoro, e sapete cosa mi ha detto - ad Assoro in provincia di Enna
- quell'amico comune, onorevole Alloro? Che quel complesso perché
gli ho detto ma la Regione ha un immobile alla zona industriale ed
è nel comune di Assoro? Mi ha detto sì . Quell'immobile che è
valutato 2 milioni 304 mila euro, quell'immobile sapete quanto può
valere 200 mila euro può valere, 200 mila euro.
Assessore Baccei, ma lei c'è andato prima, ci vada Perché lei ha
sbagliato nel metodo e nel merito. Ha sbagliato nel metodo perché
la stima non la si fa sul cartaceo, ma la deve fare l'ufficio
territoriale, la deve fare l'UTE, o lo deve fare l'agenzia per la
valutazione dei beni immobili, degli immobili pubblici o di
destinazione.
Allora, ha sbagliato, poi, nel merito perché chiaramente stiamo
sopra stimando un patrimonio immobiliare che non esiste, o che
comunque è fatiscente, è sicuramente in condizione di non immediata
fruizione e, allora, qual è la conseguenza? La conseguenza è che
stiamo vendendo al Fondo pensioni qualcosa che esiste, ma esiste ed
ha un valore sicuramente inferiore, di gran lunga inferiore
rispetto al valore col quale glielo vogliamo affibbiare, quindi,
una truffa
Vogliamo fare una truffa al Fondo pensioni, cioè ad un istituto
che, comunque, ha una sua autonomia gestionale, ha una sua
autonomia finanziaria, un fondo, un istituto, una realtà pubblica
che quando venne creata e costituita gli si diede, in prima
battuta, 885 milioni di euro, onorevole Rinaldi e, poi, via via,
dovevamo dare, c'era un limite di spesa di 59 milioni di euro, ma
non soltanto questo; se fosse questo ancora, ancora.
Andiamo ancora avanti. Addirittura, si impone alla Regione che
prima di procedere a contratti di locazione presso soggetti
privati, dobbiamo stipulare contratti di locazione novennali, cioè
stiamo sottoponendo ad una condizione sospensiva la realizzazione
di un fatto, di un evento, cioè giuridicamente stiamo dicendo che
la Regione deve prima stipulare dei contratti, e scusate contratti
novennali, e se i privati non hanno di questi contratti cosa
facciamo, cioè se la Regione non ha la possibilità di stipulare
questi contratti cosa facciamo? Non si realizza l'operazione e,
quindi, è un'operazione fasulla
Poi, quando si dice ancora: al Fondo pensioni è attribuita
annualmente una cifra corrispondente all'uno per cento che serve
per la manutenzione, e serve anche per l'adeguamento . E chi lo
dice che l'1 per cento è sufficiente per l'adeguamento? Nessuno lo
dice Cioè, non ci può essere un tecnico che materialmente possa
asseverare ciò
Ma, andiamo avanti. Si dice che il Fondo pensioni dei dipendenti è
autorizzato all'acquisto del 100 per cento del Fondo di cui alla
legge 17, cioè della SPI, sostanzialmente, del Fondo che gestisce
la SPI. Risulta, dagli uffici, che questo Fondo vale 217 milioni di
euro, quindi, più di 200 milioni di euro. Il 35 per cento dovrebbe
valere, circa 70 milioni.
Noi cosa stiamo facendo, invece, al comma successivo, al comma 4?
Stiamo dicendo che, per effetto del comma 3, cioè per la vendita di
quel Fondo della legge 17, stiamo introitando appena 22 milioni di
euro. E, c'è qualcosa che non va
Io, poi, per un attimo mi sono andato a rivedere i conti, i conti
in entrata di questo bilancio così risanato, e mi rendo conto che
vediamo, ad esempio, l'imposta di bollo - per cui quest'anno sono
entrati, nel 2016, 192 milioni di euro - da 220 milioni, l'abbiamo
portata a 240 milioni.
L'imposta di registro: ne sono entrati appena 180 milioni, da 205
milioni di previsione del 2016 l'abbiamo portata a 240 milioni di
euro. L'IRES: ne sono entrati appena 450 milioni, l'abbiamo portata
a 504 milioni. Ma, addirittura l'IRPEF, Presidente e concludo, per
dire come le entrate sono gonfiate. L'anno scorso facemmo un
accordo, fece il Governo, che diceva nel 2016 entrava il 5,61 per
cento, nel 2017 il 6,74 per cento.
Sapete su quanto, Presidente Crocetta? La Regione crea, matura 7
miliardi e mezzo di IRPEF annuo. Il 6,74 per cento non è,
sicuramente, 5 miliardi e 361 milioni, per cui abbiamo gonfiato. E,
allora, lo voglio dire, perché se avete gonfiato tante entrate,
trovate i soldi, gonfiate un'altra entrata, ma non fate questa
pagliacciata, assessore Baccei Lei stesso, ma veramente, ci
risparmi Non concluda nel peggiore dei modi il suo mandato
E, allora, siccome non possiamo rovinare i comuni, ha ragione
l'onorevole Grasso: voi volete mettere alla fame i Comuni
dell'isola. Quei 390 sindaci, presidente Crocetta, che lei vuole
difendere, li deve difendere anche sotto un profilo finanziario. Il
suo Assessore sta facendo delle cose che sono inconciliabili con le
sue affermazioni o con i suoi buoni propositi.
Concludo dicendo che abbiamo presentato una norma di soppressione,
anche all'emendamento abbiamo presentato altri sub emendamenti
soppressivi dell'intero articolato e dei singoli commi, soprattutto
dei commi 4 e 5.
TANCREDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TANCREDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, che dire siamo ai
titoli di coda, sostanzialmente, perché c'è un film, che è
cominciato 4 anni e mezzo fa, che è ai titoli di coda adesso.
Purtroppo, su questo articolo, assessore Baccei, più volte ci siamo
confrontati in Commissione Bilancio', io, finalmente, ho avuto
l'opportunità di avere l'elenco dei beni immobili e non le nascondo
che avrei gradito molto averlo prima, anche per farmi un giro visto
e considerato che noi la Regione la giriamo in lungo e in largo e,
probabilmente, da qualcuno di questi immobili, sarei potuto passare
personalmente per andare a vedere lo stato reale, di cui non è dato
sapere.
Ho fatto un giro veloce su Google Map, con il satellite, e la
cosa, francamente, lascia molto, molto perplessi. Ma la cosa che,
secondo me, è più importante da dire è il fatto che,
sostanzialmente, stiamo aggredendo un tesoretto - andando a
raschiare sul fondo del barile - prendendo dei fondi che debbono
essere destinati alle pensioni dei dipendenti regionali. Questa
cosa è una cosa comune a tanti governi di questo paese, noi lo
stiamo replicando a livello regionale, ma stiamo rischiando,
realmente, da qualche tempo di non avere nemmeno i fondi per
poterle erogare quelle pensioni.
Stiamo andando ulteriormente ad impoverire quelle che sono le
possibilità economiche di un soggetto ben preciso, che è il Fondo
pensioni regionale.
Sostanzialmente in questa riscrittura siamo messi lì a chiedere,
in ginocchio, al Fondo pensioni di farci questa cortesia, di
acquistare questi immobili, e li stiamo invogliando in tutte le
maniere, addirittura promettendo l'1 per cento per le
ristrutturazioni, ovviamente senza nessuna quantificazione di
merito su quanti potrebbero essere i costi di queste
ristrutturazioni.
La mia domanda è una, ed è sostanzialmente questa: ma se il Fondo
pensioni, avvalendosi della facoltà di non ottemperare a questa
possibilità - perché è una possibilità che gli stiamo dando -
queste somme che noi accantoniamo, dove le recupereremo domani, se
entro settembre loro non faranno questa operazione?
Perché oggettivamente, a questo punto, abbiamo passato la palla in
mano al responsabile del Fondo pensioni che, nell'eventualità
l'operazione non fosse adeguata in prospettiva, se ne assumerà la
responsabilità se dovesse rivelarsi una operazione negativa per le
casse del Fondo stesso.
Quindi, la mia domanda è: nel momento in cui il Fondo dovesse non
ottemperare a questa possibilità che noi gentilmente gli stiamo
concedendo, cosa accadrà?
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, è inutile
negare che questo articolo è stato più volte dibattuto e analizzato
nel corso del dibattito, non solo parlamentare in Assemblea, ma
anche in Commissione Bilancio . E io non entro nel merito della
bontà dell'operazione che, ricordo, l'assessore Baccei illustrò con
dovizia di particolari, né nel merito della vetustà o della non
agibilità di questi immobili - Presidente della Regione, deve
aspettare tre minuti perché io ho bisogno di parlare con lei, non
si può allontanare per fumare la sigaretta, la prego di parlare con
me -, peraltro per gli immobili che io conosco in provincia di
Trapani non sono soltanto accoglienti, ma sono ubicati in posizione
strategica.
Però se non ricordo male, assessore Baccei, agli atti della
Commissione Bilancio fu posto un problema sull'effettiva
applicazione della norma se prima il Governo non provvede a
nominare il cosiddetto CIV, che è il Consiglio di Indirizzo e di
Vigilanza, il cui Consiglio è decaduto e non è ancora stato
nominato dal Governo, nonostante le sollecitazioni.
Io mi ricordo che in Commissione dissi: non sarò io a chiedere al
Governo di fare ulteriori nomine, visto già quante ne ha fatte ,
però questa è una nomina indispensabile che il Governo avrebbe
dovuto fare per rendere operativo l'articolo, e se non ricordo male
vi è agli atti della Commissione Bilancio una nota, sottoscritta
anche dal Governo, che dice che se il CIV non viene nominato, cioè
se l'organo di indirizzo e vigilanza previsto dall'articolo 9 del
regolamento del Fondo pensioni non viene nominato, la stessa norma
che oggi noi dovremmo approvare non troverebbe attuazione.
E allora io mi dico, mi chiedo: di cosa stiamo parlando? Possiamo
sapere se l'organo previsto dall'articolo 9 del Fondo pensioni è
operativo per dare l'assenso sull'operazione? Perché se così
dovesse essere, che non è stato nominato, e dunque non è operativo,
noi oggi staremmo parlando del nulla Ecco perché ho chiesto al
Presidente della Regione di avere un attimo di bontà, io credo che
su questo il Governo debba essere chiaro, perché se costruiamo una
norma che non può essere applicata perché il Governo non ha
proceduto a fare le nomine, stiamo parlando del nulla
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, più dettagliatamente interverrà l'assessore Baccei sulle
questioni meramente tecniche; però, guardate, una riflessione: mi
dispiace molto che un'operazione che è positiva, sia per il fondo
pensioni che per la Regione, venga rappresentata in una operazione
negativa.
L'operazione negativa è stata quella di qualche anno fa, quando si
è consegnato il patrimonio della Regione ai privati. So che qui, in
questa Aula, ci sono state anche allora assessori - mi riferisco
anche all'onorevole Di Mauro, per essere chiaro - che hanno
bloccato l'estensione della cessione immobiliare a bigotti, per
intenderci. L'hanno bloccato perché gli volevano cedere anche
Palazzo d'Orleans ed anche questa sede del Parlamento. C'erano
tutti i beni di pregio, eccetera.
Allora i temi che sono stati sollevati: come un'operazione
incongrua, onorevole Falcone, perché prima si è dato ad una società
di consulenza un appalto per il censimento degli immobili della
Regione di circa 80 milioni, la mappatura degli immobili è costata
82 milioni; con quei 82 milioni quelli si sono comprati gli
immobili, più altre cose, ovviamente, un'altra parte l'ha messo la
Regione per creare il fondo immobiliare, valutandoci la metà del
loro valore reale quegli immobili, la metà e riaffittandoceli al
doppio della congruità di mercato.
Mi dicono: ma questa cosa la dicesti? No, l'ho depositata alla
Procura antimafia di Palermo già da un paio di anni, quindi non è
una novità per me, dopo due anni si può anche dire, anche perché
non penso di compromettere le indagini dopo due anni se l'annuncio.
Questi sono i termini della questione, ora a prescindere dai
tecnicismi della norma, di alcune cessioni anche che sono state
sollevate e che, se si lavora con buon senso, credo si possono
limare e rendere più certo il modo come operiamo. Noi siamo
interessati a riprenderci ad un prezzo congruo gli immobili.
Chiaro? In una fase in cui il mercato immobiliare ci consente di
acquistare a prezzo basso.
Naturalmente, ha ragione l'onorevole Falcone che dice che la
valutazione poi la fa l'Ufficio tecnico erariale, ma mi sembra
normale. Per poter fare qualsiasi transazione onorevole Greco, la
prego, perché poi sento lei e mi distraggo; le chiedo con cortesia
solo di non parlare più forte di me.
E' chiaro, quindi, che va fatta la valutazione tecnica erariale.
Si vuole specificare? Lo si specifica, lo si specifica nel testo
Anche perché qui non è che c'è la valutazione degli immobili Si è
detto l'approvazione può avvenire fino ad un massimo di 118
milioni. Non si è fatta la valutazione catastale degli immobili. Ed
in ogni caso, non ci può essere nessun acquisto da parte di nessun
ente pubblico senza - lo vogliamo precisare? - Previa valutazione
tecnica erariale che mi sembra una norma di precauzione perché la
Regione si deve assicurare.
Andiamo all'altra questione. Condivido che noi dobbiamo evitare di
mettere a rischio il fondo. Questo come lo facciamo? Non investendo
a livello immobiliare? Tutti i fondi pensione investono a livello
immobiliare perché hanno un livello di rendimento quando con
l'operazione immobiliare hanno un livello di rendimento maggiore
rispetto l'investimento in banca.
Allora, noi mettiamo che dentro questi immobili ci mettiamo
l'acquisizione soltanto di quegli immobili che affitta la Regione
per cui l'operazione è a rischio zero per il fondo E, noi, invece
di continuare a pagare Bigotti paghiamo i nostri dipendenti,
paghiamo il fondo dei lavoratori perché non vorrei che nella
critica di questa operazione si sommasse chi vuole un'operazione
più trasparente - e possiamo inserire le norme - con quelli che non
vogliono l'operazione per niente e perché debbono continuare a fare
guadagnare Bigotti.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
intervenire perché alle domande che ho fatto all'Assessore mi è
sembrato, soprattutto in ordine a quella che è la valutazione degli
immobili, che ci fossero, così dall'atteggiamento, delle
considerazioni diverse.
Allora, per lei comprendere bene le questioni, e farebbe bene a
consultare l'assessore Cracolici, quando all'articolo 9 della legge
n. 17 del 2004 si parla al comma 2 La Regione siciliana promuove
la valorizzazione eccetera si avvale di un advisor in possesso
di provata affidabilità e capacità incaricato in conformità alla
normativa vigente, si traduce in un incarico di 20 mila euro al
professor Imperatori - mi ascolti assessore, questa è la storia -
per cui l'advisor ha scelto il fondo che si è aggiudicato la gara.
Argomento chiuso
Per quanto riguarda il conferimento di beni immobili al Fondo, lei
deve leggere l'articolo 15 della legge n. 6 del 2009, al comma 6
che dice: I beni immobili conferiti al fondo sono valutati da
un'agenzia indipendente pubblica . Il Presidente della Regione,
quindi, non ci fa nessuna cortesia. Lei ha prodotto un elenco che
deve essere parte integrante di questa legge e deve essere
pubblicato sulla Gazzetta ufficiale con un valore che sia stabilito
da un'agenzia pubblica ed indipendente. Chiacchiere non ne vogliamo
sapere perché il Presidente della Regione ha un'idea della
contabilità tutta sua, tutta sua personale Lei ha l'obbligo per
legge di trasferire ogni anno 59 milioni al Fondo. Dia una risposta
completa Le ho fatto dieci domande, con questa l'undicesima
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore Baccei,
successivamente si procederà alla votazione.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Dopo l'intervento dell'assessore Baccei, si procederà
al voto. Basta
TURANO. Ho fatto una domanda
PRESIDENTE. No, non può chiedere spiegazioni, avete parlato 12
minuti; basta
Facciamo parlare l'assessore Baccei. Subito dopo l'intervento
dell'assessore Baccei si passerà alla votazione.
Assessore Baccei, ha facoltà di parlare.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, comincio dall'onorevole Di Mauro, dalla sua richiesta.
Io ho una relazione di due pagine, che volendo è disponibile
ovviamente presso l'Assemblea, fatta dal Ragioniere Generale della
Regione, che racconta tutta la storia di quella che è stata la
costituzione e la valutazione di questi immobili e fa riferimento
all'articolo 9 della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17.
Io faccio fede a quello che mi dice il Ragioniere Generale, non
sono io quello che deve fare la Relazione.
DI MAURO. Legga il comma 6 dell'articolo 15.
BACCEI, assessore per l'economia. Onorevole Di Mauro, le sto
dicendo quello che ha scritto il Ragioniere - se non lo capisce
glielo spiegheremo - che dice che tutta la storia porta alla
valutazione di FIPRS, alla quale abbiamo dato 80 milioni di euro,
ottanta milioni di euro questa Regione ha pagato, e non ventimila,
ma ottanta milioni di euro, non per fare una valutazione cartacea
come qualcuno ha detto. Perché mi auguro che almeno sia andato in
loco a fare tutte le rilevazioni del caso, ai sensi di quella che
era una legge regionale votata da questo Parlamento. Quindi, noi
abbiamo un archivio che ci è costato 80 milioni di euro, in cui
sono state portate delle valutazioni. E' evidente, se volete lo
possiamo specificare nella legge, come ha detto il Presidente
Crocetta, che quando si fa una transazione non viene fatta una
valutazione, ma due valutazioni: una da chi vende e una da chi
acquista. Questo in tutte le transazioni, di immobili, di società.
DI MAURO. La legge sul fondo immobiliare dice un'altra cosa,
Assessore.
BACCEI, assessore per l'economia. Per cui è evidente, e lo
possiamo specificare nel testo, che ci sarà una doppia valutazione,
che sarà fatta dagli uffici competenti, siano questi l'Agenzia del
territorio, e non quella del demanio, oggi Agenzia delle Entrate,
siano gli uffici tecnici della Regione, sia chi questo Parlamento
decide che debba fare queste valutazioni. Ma è chiaro che nella
transazione verrà fatta una valutazione...
DI MAURO. Ma c'è la legge già Presidente, c'è la legge sul fondo
immobiliare, comma 6 articolo 15.
BACCEI, assessore per l'economia. Onorevole Di Mauro, se c'è la
legge la faremo fare come abbiamo fatto, ad esempio, quando abbiamo
fatto la valutazione delle terme di Sciacca e le stiamo vendendo, e
l'abbiamo fatta fare all'Agenzia delle Entrate, non c'è nessuno
problema. Se c'è la legge non....
DI MAURO. Lei non fa favori a nessuno, per essere chiari
PRESIDENTE. Onorevole Di Mauro, però dobbiamo fare parlare
l'Assessore.
BACCEI, assessore per l'economia. Quindi, ripeto, quando sono
state fatte delle vendite in questa Regione si è consultata come da
legge l'Agenzia delle Entrate, che ha incorporato l'Agenzia del
Territorio. Quindi, se vogliamo lo specifichiamo nella legge, se
c'è già la legge applicheremo quella, ma è chiaro che prima di fare
un trasferimento occorre una valutazione. Questa è la stima che era
stata fatta da FIPRS nel 2007, questa stima può essere rivista.
Io ho sentito dei pareri, però qui non valgono quello che mi ha
detto un amico o quello che mi ha detto Google Maps o quello che mi
ha detto l'amico dell'amico. Qui valgono le valutazioni fatte in
sede di transazione. I regolamenti dei fondi pensione di chi
investi negli immobili sono rigidissimi, non è che dobbiamo
regolamentare e non è che nessuno vi fa il pacco di Natale.
Proprio perché sono i soldi delle pensioni, come diceva il
Presidente Crocetta, ci sono dei Regolamenti rigidissimi, delle
regole rigidissime da seguire, e quelle regole verranno rispettate
e come sempre ha fatto questo Governo, se vogliamo essere più
rigorosi della legge, saremo più rigorosi della legge. Nessuno
vuole fare dei pacchi, tantomeno al Fondo pensioni.
Per quanto riguarda le manutenzioni, noi ad oggi paghiamo 20
milioni di affitto ai privati. Le manutenzioni che vengono fatte
oggi sono 700-800 mila euro l'anno, noi stiamo dicendo che le
manutenzioni, l'1 percento di 300 milioni fa 3 milioni di euro
l'anno di manutenzione degli immobili, ai quali si aggiungono per
molti di questi immobili degli stanziamenti che sono già stati
previsti nel Patto per la Sicilia, quindi alcuni di questi immobili
già verranno ristrutturati, adeguati con il fondo e il Patto per la
Sicilia perché trattasi di immobili di pregio in contesti storici
per cui nel Patto per la Sicilia abbiamo già previsto la loro
ristrutturazione. In aggiunta a questo prevediamo di mettere 3
milioni l'anno per fare gli adeguamenti normativi e le
ristrutturazioni, cosa che oggi non viene fatta, per cui oggi
questi immobili, che per la gran parte sono già occupati da
dipendenti regionali, stiamo parlando di immobili che per la gran
parte sono già occupati da dipendenti regionali e che non hanno la
manutenzione, grazie a questa norma domani potranno avere la
manutenzione.
Quindi, stiamo parlando di una operazione che riacquista gli
immobili. Io le ho dato dei numeri che non erano corretti, oggi me
li sono riguardati, il valore iniziale era 259 milioni il valore
attuale è di 217 milioni, abbiamo ipotizzato un acquisto a 170
milioni quindi 37 milioni in meno di quello che è il valore al 31
dicembre 2016. Da questi 170 milioni, onorevole Falcone lei che è
abile con i numeri, se mi segue capirà che i numeri che ha detto
non sono assolutamente corretti e glielo spiego. L'ipotesi di
comprare l'immobile a 170 milioni, il FIPRS ha un mutuo di 105
milioni per cui l'acquisizione si fa per la differenza tra il
valore degli immobili e il mutuo che fa 65 milioni, la Regione ne
chiede il 35 per cento; se lei fa 65 milioni per 35 per cento
ottiene 22 milioni 750 mila euro che è esattamente la cifra che è
indicata in questa norma. Per cui, non c'è nessun inganno.
TURANO. E non si può incassare perché c'è questa norma.
BACCEI, assessore per l'economia. Come dice correttamente
l'onorevole Turano a cui poi il Presidente della Regione
interverrà, per rendere attuabile questa operazione occorre la
nomina e l'approvazione da parte del CID di questa operazione,
tanto è vero che noi abbiamo congelato la spesa, proprio per essere
prudenti come lo siamo sempre stati, abbiamo congelato la spesa in
attesa della nomina e dell'approvazione da parte del CID. Se il CID
non dovesse approvare questi soldi non ci sono e andremo in
assestamento e recupereremo questa somma, come abbiamo sempre
fatto.
Io l'anno scorso mi ricordo commenti, i 500 milioni non
arrivavano poi non arrivavano i 50 poi non arrivavano . Sono
arrivati tutti Onorevole Falcone, lei continua a guardarsi
capitolo per capitolo, ma c'è un dato importante di un bilancio che
lei sa perfettamente, perché è troppo preparato per non saperlo,
che è il risultato finale del bilancio e noi il bilancio del 2015
l'abbiamo chiuso in avanzo e il bilancio del 2016 lo chiudiamo in
avanzo per cui andare a vedere capitolo per capitolo come lei sa
benissimo serve a poco; quella che interessa è la riga finale e per
il secondo anno consecutivo chiuderemo in avanzo perché le nostre
entrate sono vere e non abbiamo bisogno di ricorrere ad ulteriori
debiti e non produciamo disavanzo alla fine della gestione, ma
stiamo recuperando il disavanzo degli anni precedenti ad un ritmo
maggiore di quello previsto e, come prevede la legge, stiamo
riducendo i tempi di ammortamento di quel disavanzo.
Per cui, ripeto, questa operazione è vantaggiosa sia dal punto di
vista patrimoniale, perché stiamo acquistando immobili a un prezzo
molto più basso di quello del loro valore attuale e sia dal punto
di vista economico, perché considerando i canoni che andremo a
pagare che comunque consente al fondo pensioni un rendimento del 50
per cento maggiore di quello che loro attualmente hanno dal loro
investimento, perché come ho detto ieri non è che il fondo pensioni
mette i soldi nel cassetto, li investe ad un rendimento medio
intorno al 3 per cento, noi gli garantiamo il 50 per cento in più
quindi un rendimento intorno al 4 e mezzo per cento a cui
aggiungiamo un 1 per cento per pagare le spese di ristrutturazione
e di adeguamento a cu,i eventualmente, aggiungeremo le eventuali
spese di gestione, mettendo tutto insieme invece dei 20 milioni
attuali andremo a spendere 16-17 milioni con un numero di immobili
affittati maggiori, per cui con un risparmio netto da parte della
Regione.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Formica, l'avevo detto chiaro prima: questo
è stato l'ultimo intervento. Basta
FORMICA. Io non sono intervenuto
PRESIDENTE. Sì, però, l'avevo detto prima chi si iscrive a parlare
e parlava per ultimo il Governo.
FORMICA. Siamo in una lotteria?
PRESIDENTE. No, siamo in un Parlamento Siamo in un Parlamento
FORMICA. Signor Presidente, non mi sta facendo intervenire
sull'articolo 13.
PRESIDENTE. Va bene, non la sto facendo intervenire. Ha facoltà di
parlare l'assessore Baccei per una ulteriore precisazione.
BACCEI, assessore per l'economia. Ho dimenticato una cosa
importante. Abbiamo fatto una riscrittura dell'articolo 13 ed
abbiamo inserito un articolo 13 bis in cui questi due articoli
vanno a finanziare
(Brusio in Aula)
BACCEI, assessore per l'economia. Scusate, è importante ...
PRESIDENTE. Debbo far distribuire l'emendamento, che è la
copertura sui disabili. Prego, se lo spiega cortesemente.
BACCEI, assessore per l'economia. Scusate, questo aspetto è
importante. Abbiamo cambiato la struttura del finanziamento di
questa manovra, in che senso? Abbiamo scritto questo articolo 13 ed
abbiamo aggiunto un articolo 13 bis che va a finanziare la manovra
nel suo complesso. Cosa vuol dire? Che questi 118 milioni, più i
22.750.000,00 derivanti dal riacquisto delle quote, più i 53
milioni, non mi ricordo quanti sono esattamente, che prendiamo da
IRFIS, più 27 milioni che prendiamo prolungando sostanzialmente e
modificando le regolazioni contabili con lo Stato per il rimborso
delle tasse automobilistiche, non vanno più a finanziare
specificatamente i disabili, ma vanno a finanziare la manovra nel
suo complesso, perché abbiamo ritenuto giusto che non ci fosse una
copertura che qualcuno poteva dire non certa per i disabili. I
disabili devono avere certezza delle coperture come e più .
MILAZZO GIUSEPPE. Non ho parlato in tutta la finanziaria
PRESIDENTE. Sta parlando l'assessore, onorevole Milazzo. Cerchi di
stare seduto Mentre parla l'assessore, lei con questo ditino Si
accomodi, cortesemente
MILAZZO GIUSEPPE. Non mi ha fatto parlare
PRESIDENTE. Se vuole creare il caso, lo può pure creare, però, un
po' di rispetto occorre per il Parlamento Prosegua il suo
intervento, assessore Baccei.
MILAZZO GIUSEPPE. Non mi ha fatto parlare
PRESIDENTE. Sta parlando Sta spiegando i contenuti e lei
interviene, girando questo ditino
MILAZZO GIUSEPPE. Per parlare che devo fare? Le mando la mail, un
fax
PRESIDENTE. Si accomodi, si accomodi, onorevole Milazzo
BACCEI, assessore per l'economia. Stavo dicendo che abbiamo
ritenuto di finanziare la manovra nel complesso, per evitare che
eventuali problemi su una copertura causassero problemi su una voce
specifica del bilancio o della finanziaria, in questo caso dei
disabili. Tutte le norme, quindi, comunque, vengono finanziate nel
loro complesso, per cui se dovesse venir meno l'articolo 13, in
tutto o in parte, o il 13 bis, non mancherebbero i soldi per i
disabili, ma mancherebbero i soldi per finanziare la manovra, per
cui occorrerebbe, se si volessero, se dobbiamo quadrare la manovra,
andare a recuperare i soldi dove quest'Aula deciderà di
recuperarli, ma non in automatico verrebbe meno la copertura sui
disabili che, per noi, giusto Presidente, sono assolutamente una
priorità e così abbiamo voluto difenderli.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. No Non do la parola ad alcuno, neanche a lei
onorevole Panepinto Né all'onorevole Formica, né all'onorevole
Milazzo.
MILAZZO GIUSEPPE. Ma non ho parlato, signor Presidente, per tutta
la finanziaria .
PRESIDENTE. Sospendo la seduta per 2 minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 20.29, è ripresa alle ore 20.39)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ha chiesto di parlare l'onorevole
Panepinto, nella qualità di vicepresidente del Partito Democratico,
per avanzare una proposta all'Aula. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, visto che
l'assessore Baccei ha rappresentato, qualche minuto fa in Aula,
sulla certezza della stessa norma, peraltro l'articolo 13 non è una
norma nuova, era già stata esitata in Commissione bilancio, e oggi
arriva pure il 13 bis, al netto di ragionamenti che possono essere
più o meno condivisi, ora in questo momento si pone una necessità.
La necessità è quella di sospendere i lavori, convocare una
Conferenza dei Capigruppo di maggioranza e non solo, insieme al
Presidente della Regione, all'assessore Baccei e al Presidente
della Commissione Bilancio, per stabilire se ci sono le condizioni
rispetto a dubbi e perplessità che sono emerse, di norme di
salvaguardia, o quanto si possa legislativamente calare in questo
testo.
Perché è chiaro che l'articolo 13 rappresenta di fatto
l'architrave di tutta la manovra finanziaria, cioè vale a dire non
possiamo andare avanti sulle altre norme concordate in Commissione,
magari anche con deroghe, se l'articolo 13 non venisse approvato,
così come l'articolo 13 bis va letto necessariamente.
Signor Presidente, l'onorevole Rinaldi è chiamato a vigilare
sull'ordine. L'norevole Greco ci stà, fa parte - diciamo - della
sua attività di disturbatore professionale, ma l'onorevole Rinaldi
no
Detto questo, formalizzo la proposta anche a nome di altri
colleghi della maggioranza di sospendere la seduta un'ora per
convocare una riunione dei Capigruppo con il Presidente della
Regione, l'assessore al bilancio, e il Presidente della II
Commissione.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io comprendo la
difficoltà dell'onorevole Panepinto di procedere sui lavori in
maniera spedita; è vero, ci sono state una serie di consultazioni
anche nella Conferenza dei Capigruppo, e sono state anche oggi
stabilite delle norme da portare all'attenzione dell'assemblea, ma
non è che tutte le norme che vengono portate all'attenzione
dell'assemblea poi possono essere approvate o apprezzate
favorevolmente. Ci sono norme e norme, noi abbiamo trovato un
percorso e abbiamo immaginato un percorso su quelle che dovevano
essere le norme da valutare. Dopodiché sul voto c'è chi fa la
maggioranza e c'è chi fa l'opposizione.
Noi - e concludo - siamo qua, manteniamo il numero legale, che è
una cosa importante Presidente Crocetta, perché la maggioranza se
fosse - diciamo così - da sola, non sarebbe autosufficiente, quindi
noi già manteniamo il numero legale, ma sulla libertà del voto non
potete anche costringerci.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, abbiamo una proposta di
sospensione, non di un'ora ma di mezz'ora. Io vorrei dire la mia su
questo.
TURANO. Non serve
PRESIDENTE. Onorevole Turano, lei aveva fatto una proposta che si
poteva emendare quell'articolo 13 bis e il Governo addiveniva alle
sue conclusioni; praticamente se si chiede un minimo di sospensione
per questo è proprio sulla base degli interventi che avete fatto
voi; io difatti non comprendo l'irrigidimento su tutta questa
vicenda, dopo che siete intervenuti.
Chi parla a favore della proposta di sospensione?
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che
l'intervento dell'onorevole Panepinto sia un intervento saggio.
Dopo gli interveti che abbiamo avuto modo di ascoltare degli
onorevoli colleghi, indipendentemente se di maggioranza e di
opposizione, sull'articolo 13 bis e sulla riscrittura dell'articolo
13, sono sorte alcune perplessità, alcuni dubbi che, probabilmente,
una maggiore verifica in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari alla presenza del Presidente della Regione, può
trovare degli elementi per poter procedere più speditamente.
Per questo, anche io sono favorevole ad una sospensione tale da
poter attivare, immediatamente, un voto, che non sia un voto
contrario, ma che possa essere un voto convinto e che possa portare
e dare un risultato sereno a questa manovra.
PRESIDENTE. L'onorevole Milazzo Giuseppe ha chiesto di parlare
contro la sospensione. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, poco fa,
quando lei ha contingentato giustamente i tempi, io non lo sapevo,
pensavo perché si dovesse andare spediti. Ma io dico a me stesso,
che senso ha dire ai deputati non si parla su un articolo per poi
fare sospensioni, e sospensioni, e sospensioni per arrivare alle
20,45 senza aver approvato un solo articolo?
Io, per quanto mi riguarda, provo vergogna ad approvare
un'ulteriore sospensione per dire ai siciliani Ci riuniamo nelle
segrete stanze, lo sapete perché? Perché ci dobbiamo convincere che
i soldi che servono per lo sviluppo, per fare investimenti li
usiamo per coprire spesa corrente .
Perché, il succo del dibattito è questo. Questo 13 GOV serve a
prendere soldi che servono allo sviluppo, cioè a finanziare
speranza ed entusiasmo: e li mettiamo in marchette , in cose
consolidate che non si finanziano con investimenti, ma con spesa
corrente. Le due cose non si possono coniugare.
Dopo, sulla sospensione. Ma perché sospendere? Qual è l'obiettivo?
C'è una sintesi? Abbiamo fatto più di una sospensione, Presidente
L'onorevole Panepinto, se si deve riunire coi suoi, mentre si
alterneranno le dichiarazioni di voto, lo può fare. Quindi, io sono
contrario
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pongo in votazione la proposta di
sospensione avanzata dall'onorevole Panepinto. Votazione semplice,
nel senso che chi è a favore della sospensione schiaccia verde, non
ci sarà registrazione, chi è contro schiaccia rosso.
Dichiaro aperta la votazione.
Presenti e votanti 59
Maggioranza 30
Favorevoli 34
Contrari 24
Astenuti 1
(E' approvata)
L'Assemblea approva la sospensione, però per mezz'ora, onorevole
Panepinto.
La seduta riprenderà alle ore 21.15.
(La seduta, sospesa alle ore 20.48, è ripresa alle ore 21.27)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevole colleghi, comunico che la seduta è rinviata
fino alle ore 22.15 per una riscrittura dell'articolo 13, che
speriamo di approvare entro le ore 24.00.
Ai fini dell'organizzazione dei lavori è chiaro che gli stessi
riprenderanno, trascorse le ore 24.00 domani, 28 aprile 2017, alle
ore 12.00. Ci auguriamo stasera di approvare la norma fondamentale
che è proprio quella dell'articolo 13. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 21.28, è ripresa alle ore 22.19)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ha chiesto di intervenire
l'assessore Baccei anche per relazionare l'esito dei contatti avuti
sulla possibilità di riscrittura alla luce del dibattito che c'è
stato e con riferimento proprio all'articolo 13.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, abbiamo preso atto della discussione che c'è stata e dei
timori relativamente sia alla norma del fondo pensioni che a quella
di IRFIS, anche se su IRFIS non era stato ancora aperto il
dibattito, però informalmente sappiamo delle diverse posizioni e
comunque dei rilievi che molti di voi hanno nei confronti di questa
norma.
Stiamo facendo una riscrittura per cercare di aumentare le
possibili cautele nei confronti sia di IRFIS che del fondo
pensioni. Le soluzioni che stiamo riscrivendo prevedono per IRFIS
il fatto che i 53 milioni che si vanno a prendere vengano ripianati
nei successivi tre anni, prevedendo dei limiti di impegno al
bilancio, per cui di fatto sarebbe un prestito che IRFIS fa alla
Regione.
Per il fondo pensioni stiamo inserendo delle cautele che sia sulla
parte patrimoniale, che se ci sarà ogni anno una valutazione
indipendente come è normalmente previsto in questi casi, e se il
valore degli immobili dovesse scendere la Regione ripiana il
differenziale, e che il canone di affitto viene sempre calcolato
sul valore nominale iniziale e non su quello che va a diminuire,
quindi il rendimento sarebbe calcolato sul valore più alto e non su
quello più basso. Questo per garantire sempre un rendimento in
linea e prevedibile, fin dall'inizio, per il fondo pensioni, e
intervenire in caso di diminuzione del valore patrimoniale
attestato annualmente da un advisor indipendente.
In più, visto che uno dei rilievi era relativo ai 59 milioni che
sono stati presi l'anno scorso, anche su questi stiamo prevedendo
la restituzione in tre anni a partire dal 2018, quindi in tre rate
annuali. Ora, come si distribuiscono i tre anni lo stanno vedendo a
seconda delle somme che possono essere disponibili a bilancio,
comunque sia il prestito, i soldi che prendiamo a IRFIS, i 59
milioni prelevati l'anno scorso per darli ai comuni, verranno
restituiti nel triennio 2018/2020.
Questo sono solo delle cautele che abbiamo inserito e penso che in
qualche modo vadano incontro alla discussione che c'è stata in
Aula, indirizzando le varie preoccupazioni espresse ai deputati.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, in Commissione,
insieme agli uffici dell'assessorato, stanno per ultimare la
riscrittura dell'articolo, con la quale riscrittura vengono accolte
tutte quelle che sono state le richieste che i colleghi, nei vari
interventi, hanno fatto.
La nostra volontà è quella di garantire assolutamente il fondo
pensione da eventuali perdite, anzi rafforzare le entrate, come
adesso potrete vedere, e dall'altra parte c'è un disegno
strategico, che è quello di riacquistare gli immobili che nel 2007
sono stati venduti, o svenduti, a secondo dell'opinione di ognuno
di noi.
Come ricorderete, è stata la legge regionale n. 17 del 2004 che ha
dato vita a questo fondo, e adesso io poi consegnerò ad ognuno di
voi l'ultima delibera che è stata dal direttore Signorino, dove si
evince quanto costano questi affitti. Per essere chiari, questi
affitti costano 5.748.165,65 euro, in rate quadrimestrali, per cui
ogni anno la Regione siciliana esce fuori circa 23 milioni di euro
per pagare gli affitti che sono in questo fondo. Attraverso questa
operazione, che è strategica perché tende a riacquistare gli
immobili nel nostro patrimonio, c'è anche un'altra tattica, che è
quella di versare sul conto della Regione le risorse che sono
destinate alle persone con disabilità. E' un impegno che un po'
tutti abbiamo preso, sia in Commissione Sanità, e mi fa piacere che
il Presidente Digiacomo sia ancora presente, sia quando sono venuti
in Commissione Bilancio, ed è chiaro che la manovra si fonda in
maniera quasi esclusiva sulla possibilità di riavere queste
risorse.
Insieme a questa delibera, che vorrei venisse fotocopiata e
venisse distribuita ai colleghi, così ci rendiamo conto di che cosa
stiamo parlando, abbiamo anche consegnato e spero che l'abbiate
avuta, tutti gli immobili che sono stati a suo tempo inseriti in
questa operazione. Il valore di questi immobili, come potete
vedere, è di centoquarantasettemilioni di euro e posso assicurarvi,
ad esempio, per quanto riguarda quelli della mia provincia perché
non ho dati per quanto riguarda le altre province che la
valutazione è quasi la metà di quello che è il reale, effettivo
valore degli immobili che sono presi in considerazione. Immobili,
per essere chiaro, su cui in questi anni si è anche investito
risorse. Basti vedere il palazzo della GIL, la gioventù italiana
del Littorio che abbiamo appunto nella città di Siracusa e vi
rendete conto come è tenuta e quali investimenti negli ultimi anni
sono stati fatti per consolidare questa struttura.
L'onorevole Formica è contento perché è la struttura del GIL. Però
devo dire anche quell'altro palazzo quello che ospita il genio
civile in questi giorni
FORMICA. La GIL non è solo a Siracusa, c'è anche a Messina.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Quella della città di Siracusa, se mi consente, è veramente
gradevole anche a vedersi.
Ritenevamo di poter utilizzare questa possibilità di
riappropriarci del nostro patrimonio. E' chiaro che, come diceva
l'onorevole Cancelleri, l'onorevole Di Mauro, come hanno detto un
po' tutti i colleghi, l'onorevole Lentini, con la passione che gli
riconosciamo, l'onorevole Falcone, l'onorevole Cordaro, c'è la
necessità di garantire il fondo pensioni.
Il fondo pensione viene garantito, non solo con gli immobili, ma
anche con eventuale copertura di minus valenza da parte della
Regione, per cui adesso vedrete se ci sarà una diminuzione del
valore degli immobili la Regione interverrà per mantenere quel
valore. Fermo restando il diritto del fondo pensioni che a giorni
verrà integrato con la persona che manca, in maniera tale che
queste risorse saranno immediatamente disponibili, potrà, se vorrà,
prendere l'immobile oppure potrà anche non accettare l'immobile.
Se ci fate caso c'è scritto l'espressione fino a
centodiciottomilioni perché significa che siccome il valore degli
immobili è molto più elevato, di conseguenza fino a
centodiciottomilioni il fondo pensioni può scegliere all'interno di
questi trentatre immobili che stiamo proponendo loro. In più viene
proposta la cristallizzazione degli interessi annui che devono
essere sì quelli previsti, che stanno prendendo in questo momento,
aumentati del 50 per cento, fermo restando che a diminuzione di
interesse o a diminuzione del valore degli immobili, noi garantiamo
sempre la stessa cifra di cui abbiamo adesso parlato.
Questo era un modo, per essere chiaro, per garantire, per blindare
il fondo pensione che comunque continuerà ad essere autonomo, a
prescindere da quello che prevede la legge.
Per quanto riguarda, invece, la restituzione dei59 milioni di
euro, l'onorevole Lentini, in modo particolare, aveva posto questo
problema e verranno restituiti diciannove l'anno prossimo, poi
venti e venti in maniera tale che ciò che è stato tolto nel fondo
pensione, verrà reintegrato.
Per quanto riguarda invece l'altro articolo che riguarda l'IRFIS,
anche in questo caso ci sarà la restituzione triennale delle somme
di 10 milioni nel 2018, 20 milioni nel 2019, 23 milioni nel 2020,
in maniera tale che non ci potranno essere nemmeno eventuali
osservazioni da parte della Banca d'Italia.
Di conseguenza, presidente Ardizzone, gli emendamenti di
riscrittura sono il 13, il 13 bis e il 13 ter, perché facciamo
precedere il 13 bis dal 13 ter che è quello che offre la copertura
agli altri articoli così come verranno presentati.
Noi li abbiamo pronti, come Commissione siamo pronti a firmarli.
Se li vuole firmare il Governo, li può firmare. Abbiamo predisposto
gli atti ascoltando e con il contributo di tutti i colleghi,
nessuno escluso, in questa soluzione che ci sembra onorevole e che
va nell'interesse del Fondo pensioni e va nell'interesse delle
persone con disabilità.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, se li deposita in modo tale da
procedere ad una verifica da parte degli Uffici, se poi viene anche
certificata da parte dell'Assessore per il bilancio la reale
copertura finanziaria, però devono essere depositati e distribuiti
ai deputati.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, mi rendo conto che bisogna dare il
giusto rilievo al Parlamento. E mi rendo pure conto che sia il
presidente Vinciullo a fare la relazione su questi provvedimenti
modificativi che - a detta dell'onorevole Vinciullo, Presidente
della Commissione Bilancio' - hanno recepito le preoccupazioni
dell'Aula.
Mi chiedo e non mi pento di averla votata, onorevole Vinciullo,
sono un non pentito di averla votata a Presidente della
Commissione.
Mi chiedo, però, ma questo emendamento - è un dubbio venuto a me
ed al mio compagno di banco che sulla materia si è dimostrato
essere ferratissimo ed è stato un po' da tutti delegato a
rappresentare le giuste istanze del Parlamento, mi riferisco
all'onorevole Di Mauro -, lo ha scritto la Commissione o il
Governo?
Da quanto abbiamo capito - non siamo pregiudizialmente contro - le
risposte anziché darle il Governo le ha riassunte lei. Il Governo
non le ha date perché non era in grado? Non credo Non le ha date
perché si è un po' vergognato di quanto presentato prima? Vorremmo
capire
Chi è che ha firmato questo emendamento? Lo firma il Presidente
della Commissione Bilancio' a nome del Parlamento, recependo le
istanze di forte critica che il Parlamento stesso ha proposto nei
confronti di quell'articolo 13 ed anche del 13 bis e del 13 Gov?
Voglio ricordare che sull'emendamento 13 Gov gli appunti che
c'erano da fare, mi riferisco ai fondi che venivano sottratti
all'IRFIS, non erano appunti di poco conto.
Si sottraevano, infatti, fondi per l'investimento ad una Regione
che dopo questi cinque anni è stata rasa al suolo, al suolo
Si sottraevano questi fondi per spesa corrente, nonostante una
circolare esplicita di Banca d'Italia reciti testualmente che
qualsiasi variazione in aumento o in diminuzione delle somme che
vengono conferite all'istituto che esercita il credito - in questo
caso l'IRFIS, sottoposto alla vigilanza di Banca d'Italia -
dovrebbero essere comunicate trenta giorni prima, per la preventiva
autorizzazione, alla Banca d'Italia.
Capisco che in base alle critiche, fortissime, emerse in modo
evidente in Parlamento, si stia ponendo rimedio.
Volevo solo sapere se questi correttivi li ha fatti la Commissione
o il Governo.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, onorevole
Formica
FORMICA. La ascolto, Presidente, non sono pentito.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Sarebbe grave se lei si pentisse.
E' chiaro che la Commissione ha ascoltato tutti i componenti che
rappresentano i partiti all'interno della Commissione, tranne
l'onorevole Di Mauro perché l'ho ascoltato ripetutamente, in
continuazione ed ho fatto ammenda.
DI MAURO. Allora, lo scriva: con esclusione della mia firma
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Ho parlato con quasi tutti i Capigruppo, ho parlato con la maggior
parte dei colleghi con esclusione del Presidente Di Mauro.
Abbiamo recepito le istanze che provenivano dal Parlamento che
erano quelle di garantire il Fondo pensioni per evitare eventuali
sorprese. Abbiamo ascoltato anche altri colleghi per vedere come
potevamo superare le difficoltà legate a queste anticipazioni che
riguardano l'Irfis; come Commissione abbiamo elaborato una
soluzione che abbiamo sottoposto al Governo che l'ha immediatamente
accettata ed ha detto di essere disponibile a farla propria.
Siccome quello che abbiamo scritto è ciò che ha chiesto lei,
onorevole Formica, mi pare, perché tutti avete richiesto che il
fondo venga blindato e venga garantito; è quello che ognuno di voi
intervenendo ha chiesto, quindi, ci sembrava utile fare una cosa
del genere. Dopodiché lo sottoponiamo all'approvazione di questa
Assemblea
DI MAURO. Lo firmi personalmente
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Non è un problema firmarlo, lo firmerà anche il Governo, se vuole
lo firmiamo insieme, l'importante è che usciamo da questo vicolo
cieco.
PRESIDENTE. Vorrei precisare all'Aula che ancora questa Presidenza
non è in possesso di alcun emendamento.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
No, uno ce l'ha, Presidente.
Se lei mi da 5 minuti.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, in questi anni, sicuramente, ne
abbiamo viste di qualunque specie, e mi fa piacere che lei
confermi, abbiamo visto davvero qualunque cosa, cose di assoluto
pregio all'interno di quest'Aula e cose anche un po' meno. Stasera
scopro che il Presidente della mia Commissione fa anche valutazioni
immobiliari ed io di questo ne sono contento visto che ho una casa
che fra un po' cercherò di vendere e magari mi darà una mano per
stabilire il migliore prezzo da potere assegnare per la messa sul
mercato.
Però, in realtà, c'è un argomento che è ben più serio. Questo è un
Parlamento, a tratti cerca di essere anche un Parlamento serio
quando cerchiamo di discutere ed io credo che, Presidente, dobbiamo
discutere con le carte alla mano. Al di là della possibilità di
credere o meno alle parole dell'assessore Baccei, alle parole del
Presidente della Commissione al quale io sottolineo - ma
interverranno per gli altri Gruppi gli altri colleghi esponenti di
altri Gruppi parlamentari -, il Movimento Cinque Stelle non aveva
sicuramente rassegnato le indicazioni che lui dice di avere trovato
per mettere d'accordo tutti perché noi gli avevamo chiesto di
togliere questa storia dell'articolo 13, proprio di toglierlo dal
mezzo, di togliere il Fondo pensioni, di togliere i soldi
dell'Irfis, di togliere tutte le altre cose che sono contenute
all'interno.
Se si vogliono trovare coperture si trovano in altri lidi non con
rassicurazioni perché non abbiamo ancora letto l'emendamento ma ci
sembra che le coperture nel momento in cui questa operazione non
dovesse funzionare le rimandiamo ai futuri Governi e, quindi, ai
futuri cittadini di questa Regione e non ci sta bene neanche questo
e non erano queste le soluzioni che noi avevamo rappresentato.
Quindi, noi non abbiamo partecipato alla stesura di questo
emendamento che, per quanto ci riguarda, non può essere ritenuto un
emendamento di Commissione. Sarà sicuramente un emendamento
proposto dal Presidente della Commissione Bilancio', ma non dalla
Commissione nella sua interezza. Non abbiamo partecipato, non
abbiamo delegato alcuno a trovare queste soluzioni e la prego,
quando è possibile, di sospendere l'Aula e di poter parlare carte
alla mano , perché al momento stiamo parlando assolutamente di
nulla, perché nessuno dei colleghi ha l'emendamento in mano.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, incuriosito dall'argomento sottoposto
all'attenzione dell'Aula e del Governo dai colleghi che mi hanno
preceduto, ho contattato il collega Clemente per sapere com'era
andata la riunione della Commissione della quale aveva parlato il
presidente Vinciullo. E il collega Clemente mi ha detto che non c'è
stata alcuna riunione di Commissione.
E siccome a questa Commissione, non solo non hanno partecipato i
colleghi del Movimento Cinque Stelle, ma non ha partecipato
l'onorevole Di Giacinto, non ha partecipato l'onorevole Di Mauro,
non ha partecipato l'onorevole Formica, non ha partecipato
l'onorevole Clemente
DI MAURO. Non è stata convocata
CORDARO. Allora, signor Presidente, capisco che questo Governo ci
abbia abituato ai pasticci e che questi pasticci li voglia
riproporre almeno per i prossimi tre anni alle future generazioni e
soprattutto ad un incolpevole futuro Governo che, certamente, non
vedrà alcuno dei presenti seduto su questi scranni, perché è
vergognoso immaginare che alla fine si arrivi ad un prestito -
perché questa è la sostanza -; abbiamo fatto otto ore di dibattito
su questo articolo 13 e poi abbiamo scoperto che i 59 milioni che
prendevamo dal Fondo pensioni in una maniera assolutamente
incomprensibile, perché non è dato sapere attraverso quale
meccanismo normativo e insieme matematico dovrebbero essere
restituiti 13 milioni nel 2018, 20 milioni nel 2019 e 23 milioni
nel 2020. Così come non è dato comprendere se l'operazione fatta di
restituzione all'Irfis sia un'operazione concordato con quelle
autorità che rispetto ad una tale operazione devono necessariamente
dare un preventivo assenso Presidente Crocetta Ma di cosa state
parlando? Ma che cos'è Rischia tutto Si dice una cosa e poi si
cambia E poi si cambia ancora E' una cosa che non c'è
Presidente Ardizzone, la prego Noi vogliamo una soluzione, che
valuteremo Siete ridicoli Ridicoli
Allora, a questo punto, signor Presidente, la prego, per il bene
di questo Parlamento, chiuda questa paradossale seduta. Rinvii a
domani. Nessuno ha detto no, pregiudizialmente, al Governo. E'
questo il paradosso dei paradossi Ma non siete in condizione di
presentare una norma che abbia un minimo di aderenza con un
criterio che sia di buon senso, prima che giuridicamente
apprezzabile.
E io lo dico ai deputati: Baccei stasera c'è, domani se ne torna a
Roma. Ma noi restiamo qua Ma con quale faccia vi presentate,
Governo e maggioranza, ai siciliani
Signor Presidente, prima che diventi veramente una barzelletta, se
già non lo è diventata, perché anche il tono dell'assessore Baccei
era, davvero, quanto meno, imbarazzato, per non dire dimesso, per
non dire quasi vergognato da una soluzione che aveva portato questo
Assessore al bilancio a fare, in buona sostanza, una sorta di aut
aut a questo Parlamento: o votate l'articolo 13 così com'è, o salta
tutta la finanziaria e non ci saranno neanche i soldi per i
disabili. Non l'ho voluta chiamare minaccia, ma questa era E
dopodiché che succede dopo un'ora? Cambia tutto e passiamo al
prestito
Presidente, la prego, abbia almeno lei il buon senso, proprio in
ragione del fatto che non c'è uno straccio di carta, di chiudere
questa imbarazzante seduta ed aggiornarci a domani. Sulla base di
quello che sarete in grado di scrivere, noi, per un tema così
importante per la Sicilia, valuteremo senza pregiudizi - noi - e
poi decideremo.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, io non ho capito granché delle cose
dette dal Presidente della Commissione, perché, convinto che
parlasse così, tanto per calare in questa discussione un
incidentale, poi, ho compreso che, in realtà, aveva avuto un input
dal Governo ed aveva assunto come suo un provvedimento, un
emendamento, per meglio dire, e lo proponeva al Parlamento, come
quasi fosse un'iniziativa parlamentare per risolvere la questione.
Io non intendo più rivolgermi né all'Assessore, né al Presidente
della Regione perché comprendo che su questo argomento non c'è una
sensibilità adeguata nei confronti dei soggetti interessati al
Fondo pensioni. Ma mi rivolgo a lei, Presidente: credo che ogni
norma di questa finanziaria, ai sensi dell'articolo 81 della
Costituzione, debba avere un esatto equilibrio tra le entrate e le
uscite. Qui, le uscite, secondo l'articolo 15 della legge 6 del
2009, deve essere garantito da una agenzia di Pubblica
amministrazione, che deve certificare qual è il reale valore di
questo immobile.
Io ho documentato, in quest'Aula, che ci sono immobili che non
hanno reddito, per cui le affermazioni dell'assessore Baccei, che
questi immobili, Presidente dell'Assemblea, sono stati posti in
vendita tre volte e per tre volte le gare sono andate deserte,
adesso vengono propinati al Fondo perché si adduce come incentivo
una presunta entrata come affitto. Non è così, ed ho portato
l'esempio di quello che il Palacongressi di Agrigento, che tutti
gli agrigentini sanno, che da quindici anni è sfitto e che è
affidato al Parco archeologico di Agrigento e non produce reddito.
Vorrei capire qual è il giusto equilibrio che si garantisce al
Fondo pensioni, il quale deve avere una sua liquidabilità ed un suo
interesse a fare questo investimento. Il Fondo pensioni, vi dico
altresì, è un soggetto pubblico economico, che può acquistare,
vendere, così come investe nei fondi, senza che passi
dall'Assemblea regionale siciliana, lo fa direttamente con il suo
consiglio di amministrazione e con il suo comitato di vigilanza.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Proprio in questo momento è arrivato
l'emendamento sottoscritto dal presidente Crocetta e gli Uffici lo
stanno esaminando. Onorevole Turano, prima di darlo a lei gli
Uffici lo devono esaminare.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
deputati, intanto vi invito a separare la discussione sull'IRFIS da
quella dell'articolo 13. In questo momento, stiamo discutendo
dell'articolo 13, quando parleremo dell'IRFIS, parleremo
dell'IRFIS, sono due questioni diverse, totalmente diverse.
A me sicuramente dispiace assistere ad un gioco surreale in cui si
capovolgono i termini della questione.
DI MAURO. Noi non capovolgiamo niente
CROCETTA, presidente della Regione. Non mi faccia essere troppo
dettagliato, onorevole Di Mauro, la prego. Anche perché, dentro la
vicenda Bigotti c'è Dennis Verdini, nella vicenda Consip, degli
affari comuni, non mi faccia essere troppo dettagliato e non
cominciamo a fare apparire quella che è un'operazione di pulizia,
come un gioco di contrasto Bene, bene, bene
DI MAURO. Parli
CORDARO. Se ha argomenti, vada all'argomento. Basta
MUSUMECI. Basta con le minacce; basta con i ricatti, dica quello
che deve dire
DI MAURO. Parli, parli, parli
CROCETTA, presidente della Regione. Riconduciamo la politica al
bilancio. E quali interessi si agitano dietro il volere mantenere
gli interessi ai privati.
(Subbuglio in Aula)
PRESIDENTE. La seduta è sospesa due minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 22.50, è ripresa alle ore 22.53)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Continuiamo con l'intervento del presidente Crocetta.
Gli Uffici stanno esaminando gli emendamenti presentati.
CROCETTA, presidente della Regione. Vorrei ricondurre
all'essenzialità della questione.
I Fondi pensione investono normalmente sul patrimonio immobiliare;
l'investimento in questo caso è garantito da una cosa molto
semplice: 1) che il valore reale dell'immobile non potrà scendere
rispetto all'acquisto perché l'acquisto viene garantito dalla
Regione, quindi, il Fondo pensioni non potrà materialmente vedere
una situazione patrimoniale inferiore rispetto a quello che ha
adesso; 2) il rendimento è assicurato 50 per cento in più rispetto
al deposito bancario, quindi, possiamo parlare di valorizzazione
del patrimonio; 3) viene garantito l'affitto dalla Regione,
quindi, quelle entrate vengono garantite tutte.
E' quindi un'operazione: 1) di valorizzazione del Fondo e di farlo
fruttare di più; 2) di ripresa del patrimonio immobiliare della
Regione che diventa di nuovo proprietaria a prezzi più bassi
rispetto a quello che ha venduto del patrimonio immobiliare, invece
di continuare a pagare affitti ai privati.
Spiegatemi dov'è l'illiceità della manovra e se questa non
dovrebbe essere considerata, da questo Parlamento, un'operazione di
grande valore e di grande interesse per la Regione siciliana?
PRESIDENTE. Ci sono interventi?
TURANO. Ci saranno interventi appena leggeremo il testo.
PRESIDENTE. Gli Uffici stanno ancora verificando, perché sono
stati presentati diversi emendamenti di copertura. Non ci sono
interventi?
TURANO. Non c'è il testo.
PRESIDENTE. Possiamo pure sospendere e rinviare a domani, io
almeno questo articolo lo volevo approvare questa sera.
GRECO GIOVANNI. La notte porta consiglio.
PRESIDENTE. Di notte non approviamo niente, onorevole Greco.
Neanche ce ne andiamo. L'impegno è di chiudere entro le ore 24,
laddove possiamo chiudere le norme che hanno copertura finanziaria.
Sospendiamo un quarto d'ora.
(Brusio in Aula)
Noi dobbiamo approvare la finanziaria entro il 30 aprile. Oggi,
non abbiamo approvato alcun articolo. Ci siamo aggrovigliati
intorno a questo articolo 13 che, sulla base di quello che dice il
Governo, è un articolo che dà copertura all'intera manovra.
LENTINI. Lo dice il Governo
PRESIDENTE. Onorevole Lentini, lo dice il Governo, dobbiamo stare
attenti pure nei passaggi che facciamo, quindi, il dibattito non è
stato assolutamente inutile.
Siccome sono stati presentati, da pochi minuti, non un emendamento
ma più di un emendamento, relativamente all'intero articolo 13, gli
Uffici hanno il dovere di verificare prima di distribuirli. Questo
è il punto.
Per cui, onorevole Falcone, siccome il problema è stato sviscerato
analiticamente, se gli Uffici ci confortano sulla bontà
dell'emendamento, lo distribuiamo e almeno questo che riguarda le
entrate lo possiamo approvare questa sera. Sospendiamo un quarto
d'ora. L'Aula riprenderà alle 23.15.
(La seduta, sospesa alle ore 22.57, è ripresa alle ore 23.21)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il Governo ha presentato due
emendamenti all'articolo 13, il 13 R ter e il 13 Gov1. Gli altri
emendamenti si intendono ritirati. Invito, pertanto, gli assistenti
parlamentari a distribuirli.
DI MAURO. Chiedo cinque minuti di sospensione per consentirne la
lettura.
PRESIDENTE. Presidente della I Commissione Cascio, mi rivolgo
soprattutto a lei presidente Crocetta, così evitiamo discussioni
domani. In ordine alla questione della decadenza dei sindaci il
Governo ha formalmente presentato un articolo 1 che ripristina la
situazione ex ante prima delle modifiche che erano state apportate
in questa legislatura sia con la legge di agosto, ma soprattutto
con l'interpretazione autentica. Non so qual è l'esito formale
della riunione della Commissione, ma in ogni caso il testo base
rimane quello del Governo. Questo ai fini procedurali. Ai fini
procedurali si procederà così.
CASCIO SALVATORE. Posso intervenire sull'argomento?
PRESIDENTE. Non le ho dato ancora la parola. Siccome si è riunita
la Commissione e formalmente io non so l'esito, questo è un
discorso di domani.
CASCIO SALVATORE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO SALVATORE. Signor presidente, io prendo atto di quello che
ha detto lei. Questa discussione è rinviata a domani. Allora,
formalmente, per come ha fatto lei, formalmente le chiedo il
termine per subemendare questo emendamento del Governo quando
scade?
PRESIDENTE. E' scaduto.
CASCIO SALVATORE. Come è scaduto.
PRESIDENTE. Glielo abbiamo dato prima. La Commissione si è
riunita.
CASCIO SALVATORE. Se vuole l'esito della Commissione glielo dico.
PRESIDENTE. Allora, non c'è nessun esito. Va bene, ne ho preso
atto che non c'è alcun esito.
CASCIO SALVATORE. Abbiamo votato, non è vero
PRESIDENTE. Allora, se avete votato me lo formalizzate. Scusate,
io non ce l'ho. Non c'è. Lei lo deposita con la firma; peraltro,
quella può essere una modifica rispetto a quello presentato dal
Governo e su entrambi voterà l'Aula. Su questo voterà l'Aula,
perché domani l'Aula sarà chiamata a votare e lei ha avuto il
tempo, come Presidente della Commissione, di esaminare il
provvedimento del Governo, e l'Aula che voterà? Quello del Governo
con gli emendamenti eventualmente si potrà votare la riscrittura
sua. Ma è chiaro che l'emendamento del Governo è depositato.
Io do per scontato che quello sia comunque l'emendamento della
Commissione. Quindi, possiamo distribuire tutti questi emendamenti
questa sera e domani chi vuole subemendare può subemendare perché
c'era anche una terza soluzione.
Invito gli assistenti parlamentari, chiaramente questo argomento
lo tratteremo domani, a distribuire l'emendamento A101.1; è stato
presentato proprio in questo momento non prima, dal Presidente
della I Commissione insieme alla 181 del Governo. E' chiaro che,
formalmente, prima si vota l'emendamento interamente sostitutivo
della Commissione; se non dovesse passare si vota quello del
Governo.
Si passa all'emendamento 13.1 degli onorevoli Greco Giovanni ed
altri.
GRECO GIOVANNI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 13.5 degli onorevoli Falcone ed altri.
FALCONE. Lo mantengo.
CANCELLERI. Chiedo la verifica del numero legale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Richiesta di verifica del numero legale
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, invito gli onorevoli deputati a registrare la loro
presenza con la scheda di votazione.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può pigiare
qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la verifica.
Risultato della verifica
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 40
L'Assemblea non è in numero legale.
Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa e riprenderà domani alle
ore 12.00.
(La seduta, sospesa alle ore 23.33 di giovedì 27 aprile 2017,
è ripresa alle ore 12.26 di venerdì 28 aprile 2017)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura del
verbale della seduta precedente.
FIGUCCIA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo, per oggi, gli
onorevoli Dina, Giuffrida e Lombardo.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Sull'ordine dei lavori
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, intervengo perché vorrei dire
la mia sull'articolo 13. Lei sicuramente avrà questa nota che io
sto per leggere, Presidente, e avere questa nota e continuare a
portare avanti l'approvazione dell'articolo 13, Presidente,
converrà che significa non andare da nessuna parte. Lei sa, e se
non lo sa glielo sto per dire, che io sono un pensionato della
Regione siciliana, 1995.
PRESIDENTE. E' in conflitto di interessi, lei non può parlare
GRECO GIOVANNI. Grazie, Presidente, per l'aiuto che mi sta dando.
Presidente, leggendo questa nota, questo parere dato dai suoi
Uffici, sono fermamente convinto che dobbiamo bocciare l'articolo
13. Perché? Glielo dico subito, glielo leggo subito. Lei
sicuramente lo avrà letto, però, io glielo leggo.
Ecco perché le dico che non possiamo approvare l'articolo 13. Noi
prendiamo l'articolo 13, lo accantoniamo, Presidente, portiamo
avanti la finanziaria, nel frattempo gli Uffici, il Governo trovano
le coperture, anche se sicuramente lo bocceremo perché, Presidente,
la mia buona volontà finisce, io chiederò il voto segreto
sull'articolo 13 e mi auguro di avere l'appoggio, perché è un
articolo che non possiamo approvare.
Quindi, troviamo una soluzione. La soluzione, quando vuole la
politica si trova, andiamo avanti con la finanziaria perché,
altrimenti, lei non la porterà in porto la finanziaria, Presidente,
anche perché non faremmo gli interessi dei siciliani. Leggo la
nota, anzi gliela faccio avere, io l'ho letta.
In questa nota, Presidente, i suoi Uffici dicono chiaramente che
questi fondi dell'IRFIS non possono essere prelevati, questo è
tutto il succo della nota.
PRESIDENTE. Onorevole Greco, per chi ci ascolta fuori da
quest'Aula, ai fini di evitare equivoci, i rilievi così come è
normale che avvenga, gli Uffici li hanno proposti pubblicamente,
non è un fatto segreto, in Commissione, chiedendo espressamente al
Governo di certificare la copertura finanziaria, quindi, è
responsabilità del Governo certificare la copertura finanziaria, se
sono superate quelle questioni. Quindi, queste cose vengono fatte
alla luce del sole
GRECO GIOVANNI. Bisogna farlo rilevare che gli Uffici della
Presidenza sono contrari
PRESIDENTE. Ma infatti l'hanno esaminato in II Commissione,
quindi, non è un mistero
GRECO GIOVANNI. Per me era un mistero, l'ho saputo ora
PANEPINTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, solo
due considerazione anche per fare il punto della situazione, alla
luce del fatto che, ieri, nonostante i suoi sforzi e la sua
determinazione, alla fine, non abbiamo approvato alcuna norma e,
oggi, ritorniamo esattamente al punto di partenza e sull'articolo
13.
Io gradirei che l'assessore Baccei seguisse l'intervento e non
voglio disturbare i colleghi che sono più presenti al banco del
Governo che in Aula quando si vota Questa è una mia
considerazione
Sull'articolo 13 sarebbe opportuno che venisse fatta assoluta
chiarezza, assessore Baccei, perché credo che si stia ingenerando
un'idea, secondo me, assolutamente falsa, che stiamo attaccando la
sicurezza con il Fondo pensioni dei pensionati della Regione. Ed è
chiaro che va anche detto che questa manovra si rende necessaria
per garantire, sostanzialmente, tutta l'architettura finanziaria
del testo e se rispetto alla riscrittura che ho visto ieri, che
l'Aula ha visto ieri, che mette in garanzia, anche rispetto alla
rendita che il Fondo pensioni avrà, ed è giusto, anche, assessore,
spiegare meglio quello che come Giunta avete deciso di fare, cioè
un'operazione di carattere immobiliare che in Sicilia ricorda anche
altro, cioè un errore madornale che fu fatto a metà degli anni
duemila e che vide la Regione iscrivere in bilancio 950 mila euro
con la Pirelli e spenderne solo 50 milioni senza alcun utile.
Per evitare di ingenerare una confusione anche rispetto al grande
tema di questa distanza che, ormai, diventa glaciale, siderale, tra
questo Parlamento ed i cittadini siciliani, una spiegazione
puntuale, rassicurante con i numeri, aiuterebbe all'esterno a
capire che non c'è alcuna finanza creativa di mezzo, che non c'è
alcun tentativo e lo deve fare lei ed è chiaro che quello che
diceva l'onorevole Giovanni Greco avrà un senso se riusciamo a
dimostrare che legittimi rilievi degli Uffici delle Presidenza
dell'Assemblea siano, di fatto, elementi di prudenza e non di
criticità che starebbero dentro la norma.
Con molta franchezza, presidente Ardizzone, onorevoli colleghi,
quelli che siamo presenti, Governo, sappiamo benissimo che il
tentativo di ieri si è fermato e si è arenato; si arena e si ferma,
dobbiamo fare un'operazione di verità e chiarezza perché, alla
fine, resteremo qui guardiani del bidone e saremo i responsabili
di ciò che non si è fatto e, francamente, a titolo personale, io se
alle tre, constato che non ci sono presenti persone o Presidenti di
Gruppi parlamentari di maggioranza chiedono la verifica del numero
legale, io l'idiota in questo Parlamento non lo faccio e chiedo al
presidente Crocetta ed a tutto il suo staff di assumersi la
responsabilità di ricollegare i fili di una maggioranza che in
questo Parlamento non c'è Perché ieri tra i richiedenti la
verifica del numero legale c'era pure un Presidente di Gruppo
parlamentare di maggioranza. Questo a scanso di equivoci ed il
Partito Democratico nonostante il Presidente del Gruppo ammalato,
alcuni deputati fisicamente ammalati, era presente con 19 deputati
su 24.
Detto ciò, credo che qualora, oggi, si volesse continuare con
questo accanimento terapeutico senza numeri non avrebbe senso.
Dobbiamo provare a capire perché, alla fine, alle 23.30 durante la
verifica del numero legale eravamo in quaranta, c'erano alcuni
deputati che avevano - oggettivamente capita a tutti alle volte di
non pigiare bene il tasto - ma, alla fine, si ritorna qua a
ripetere, probabilmente, quanto già accaduto ieri.
Dico ciò, signor Presidente, perché opportuno fare chiarezza su
una cosa. La Commissione Bilancio' e le Commissioni di merito
hanno lavorato su due testi, prima un testo e, poi, sono diventati
due in Commissione Bilancio', la Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari ha fatto una scelta e per una volta e per
sempre, a meno che non ho capito male io, non lo escludo, oggi, ci
siano dubbi, cioè con l'accordo di tutti i Presidenti dei Gruppi
parlamentari di tutta l'Assemblea è stato deciso che le norme che
ben conosciamo andavano sulla finanziaria, le altre venivano
iscritte nel testo del collegato.
Dopodiché le richieste, anche quelle del Governo che non aiuta,
assessore Baccei, quest'Assemblea ad approvare la finanziaria,
perché quando il Governo, ieri, si è riproposto con altre due norme
h chiaro che ha creato fibrillazione in un contesto già sfilacciato
dove non c'è una maggioranza che riesce a reggere alle legittime
azioni dell'opposizione.
Per cui, ritengo, signor Presidente - lei vuole continuare oggi in
Aula e fa bene perché siamo nei termini -, ed è chiaro, che la
manovra complessiva non possa essere rimessa in discussione se il
Capogruppo di Forza Italia chiede l'articolo 20 perché, altrimenti,
c'è l'esenzione sugli inoccupati che per me è importante, ci sono
altre norme che sono importanti per altri deputati.
Siccome dobbiamo convincerci e non siamo convinti che collegato e
finanziaria debbano essere il risultato finale di un'unica sessione
di bilancio, se non c'è questa certezza, il rischio è che ognuno
proverà a sottrarsi, avendo lavorato non alle marchette , ma a
norme importanti; per me l'esenzione degli inoccupati è
fondamentale per dare un segnale, non per risolvere i problemi
della Sicilia ma, certamente, perché è stato oggetto di dibattito,
di discussione, così come tante altre norme.
Per cui la mia proposta, assessore Baccei, è questa, facciamo
chiarezza su un'operazione che sta passando all'esterno come una
delle solite operazioni che ricordano quella già fatta da governi
passati: i 950 milioni che, poi, non portarono un solo euro alle
casse della Regione, ma hanno sottratto a quel fondo 50 milioni di
spese.
Facciamo un'operazione di chiarezza che è fondamentale all'esterno
perché è chiaro, poi, come noi, lei, nel senso di numeri, diano
sicurezza ai pensionati della Regione. Ho letto la norma, non
essendo un premio Nobel dell'economia, mi pare che la riscrittura
consenta di garantire, ovviamente, senza più pressione della lobby,
perché è chiaro che se le legittime preoccupazioni di un mondo, di
gente che ha lavorato ed ha diritto ad avere la sicurezza non
devono diventare oggetto di pressione su questo Parlamento perche è
chiaro che votano i pensionati, votano i disoccupati, votano gli
ammalati, in Sicilia votano tutti, quindi, voglio dire, dobbiamo
chiudere questa manovra.
L'altra cosa che chiedo, prego il Presidente dell'Assemblea di
fissare quali sono i paletti, esattamente di tutta la manovra
finanziaria. Chiederei di non aggiungere alcun altra norma
sull'accordo fatto dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari sulla finanziaria. Il testo è quello del collegato con
le norme che sono state espunte dalla legge di stabilità e portate
sul collegato e procediamo in questa direzione.
Procediamo anche, signor Presidente, nella logica che le norme che
saranno approvate diventeranno norme, quelle che saranno bocciate
non saranno norme.
Per cui chiedo, anche, signor Presidente, di provare a fissare, a
partire da ora, anche un calendario dei lavori, che lei per la
verità già aveva fissato, stabilendo la data e dicendo
all'Assemblea che, prima del voto finale della finanziaria avrebbe
incardinato il collegato ed il 9 di maggio o il 3 di maggio, non
ricordo, iniziare. Rifissiamo questi punti in modo tale che ognuno
sappia qual è il percorso, in modo tale che non diventino film
diversi ma che siano puntate e pezzi della stessa sessione di
bilancio che è iniziata nel mese di ottobre del 2016 e proviamo a
chiudere nelle prossime ore, il 1 maggio, per me possiamo andare
ad oltranza e votiamo perché la rappresentazione che diamo di
questo Parlamento all'esterno, oggi, sui giornali e nell'opinione
pubblica generalizzata della Sicilia è che noi siamo il vero grande
problema della Sicilia.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, spesso ci dimentichiamo, per
raccontarci un film è necessario che ci siano gli attori e gli
attori presenti in quest'Aula, in atto, sono solo quaranta, tutti
maggioranza ed opposizione.
Per recitare un film, io non parlerei di recita, occorrerebbe che
tutti gli attori fossero presenti, anche se non siamo al cinema.
Gradirei l'attenzione per fissare una volta per tutte, quelli che
sono i paletti, anche se per me era definitivo e chiaro perché i
paletti li fissa la Conferenza dei Capigruppo o possono essere
modificati dall'Aula.
Gradirei l'attenzione da parte di tutti i Gruppi,
indipendentemente dalla presenza dei singoli Capigruppo perché una
volta che si è deciso non si viene meno.
La Conferenza dei Capigruppo si era determinata nel portare
all'approvazione in finanziaria gli articoli 1, 2, 3, 6, 8, 12, 13,
15, 22, 23, 26, 34, 43, 44, 45 e, poi, avevamo il 7-35 che era un
unico articolo, quelli del collegato, il 61 e il 68, oltre la norma
di rito, quella sull'entrata in vigore.
Su questo ci eravamo determinati. Si era detto, onorevole
Panepinto, che se avessimo approvata la finanziaria, visto
l'andamento sull'approvazione del bilancio molto celere, entro la
precedente settimana, avremmo chiaramente incardinato,
contestualmente all'approvazione della finanziaria, il collegato ed
avremmo iniziato la trattazione del collegato già a partire da
giorno 3 maggio 2017.
Se non avessimo approvata la finanziaria la settimana scorsa, così
come è successo, avremmo incardinato, cosa che viene confermato, il
collegato con l'approvazione della finanziaria - preciso ove non
fosse chiaro - un minuto prima di dare il voto finale sulla
finanziaria viene incardinato il collegato. Nel collegato finiranno
tutte quelle norme che non sono approvate in finanziaria.
Sulla base degli interventi di ieri dell'onorevole Cordaro e
dell'onorevole Falcone - e su questo avevo chiesto l'adesione
dell'Aula -, si era sollecitata l'ulteriore approvazione in
finanziaria degli articoli 20, 29, 30 e 67 del collegato.
GRASSO. Il 30 no.
PRESIDENTE. Come no? Stiamo parlando dei due interventi perché
l'onorevole Cordaro - onorevole Grasso io sono attento - faceva
riferimento ad un articolo, non ricordo se il 29 o il 30 che
riguardava il settore dei trasporti, un comma solo.
Possiamo ritirarli, attenzione, questa è una proposta che sto
facendo sulla base del richiamo dell'onorevole Panepinto.
E' intervenuto, successivamente, il Movimento Cinque Stelle, a ciò
si aggiunga che c'è un articolo, l'ho evidenziato come Ufficio di
Presidenza che è l'articolo 32 che è un riconoscimento di debito
fuori bilancio che, alla luce del ritiro degli emendamenti
soppressivi da parte dell'onorevole Greco, poteva pure essere
trattato perché non c'erano emendamenti soppressivi.
Quindi, era un'esigenza oggettiva che aveva manifestato
l'Assemblea perché si bloccava una transazione già avviata dagli
Uffici, non fatta dagli Uffici dell'Assemblea, ma fatta
dall'Assessorato all'Agricoltura.
Detto ciò, anche in considerazione dell'intervento del Movimento
Cinque Stelle e nella considerazione che capisco l'avere
ulteriormente reinserito articoli, sulla base, però di richieste
formulate da singoli deputati perché chi non era in Conferenza dei
Capigruppo, chi era disattento, si potrebbe dare la
rappresentazione, non rispondente al vero che, quasi quasi, il
collegato sarebbe una legge da incardinare e non trattare.
Per me, se siamo d'accordo, ritorniamo all'impostazione di base,
però, su questo, una volta che decide l'Assemblea decide e, quindi,
richiamo, faccio mie le parole dell'onorevole Panepinto, si inizia
a votare, si approva o si boccia, indipendentemente dalla presenza
in Aula dei deputati di maggioranza o di opposizione; se manca il
numero legale rinviamo no stop. E' chiaro che entro il 30 aprile
2017 dovremmo approvare comunque la finanziaria, perché sapete
benissimo che gli orologi ci bloccano alle ore 24.00 del 31 aprile
2017 perché non possiamo proseguire, tecnicamente, con l'esercizio
provvisorio.
Quindi, se siamo d'accordo gli argomenti da trattare sono -
andiamo all'esito, però su questo gradirei l'assenso dell'Aula -:
1, 2, a parte quelli trattati, 3, 6, 8, 12, 13, 15, 22, 23, 26, 34,
43, 44, 45, gli articoli aggiuntivi del collegato, il 7-35 che sono
un unico articolo, il 61 e il 68 oltre l'articolo 46 che riguarda
l'entrata in vigore; nel 45 abbiamo l'abrogazione e modifiche di
norme. Siamo d'accordo su questo? Ovviamente, il 32 lo avevo dato
per scontato perché non ci sono emendamenti. Però, scusate, non
posso ripartire sempre sul
E l'articolo 32 chiaramente.
FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente qua noi dobbiamo essere chiari e leali.
Io mi rendo conto che questa maggioranza non abbia i numeri per
andare avanti, io prendo atto anche che questa maggioranza col
ricatto nei confronti dell'Aula vorrebbe propinare norme che non
possono andare in alcun posto e non per cattiva volontà
dell'opposizione ma, soprattutto, per una pervicacia di alcuni
pezzi della maggioranza che devono ricattare, oggi, il Presidente,
domani qualche altro Assessore e dopodomani farsi tra di loro una
guerra fratricida.
Noi ieri, per individuare un percorso agevole, un percorso quanto
più chiaro nell'interesse esclusivo della Sicilia, non per
accontentare pochi amici o qualche amico degli amici, abbiamo
individuato delle norme sulle quali questo Parlamento è chiamato a
valutare.
Poi, possono essere valutate positivamente o possono essere
valutate negativamente, cioè possono essere votate o bocciate;
questo atterrà alle prerogative del Parlamento e dei parlamentari,
però, se oggi noi vogliamo fare il gioco dell'oca e vogliamo
ritornare indietro, credo che sia uno sgarbo nei confronti
dell'Aula e, chiaramente, poi, l'Aula via via si andrà a
determinare.
Allora, fermiamoci e, invece, continuiamo.
Sull'articolo 13 vogliamo discutere, vogliamo andare avanti? Noi
ieri vi abbiamo detto vi manteniamo il numero legale, non ce ne
andiamo, però, attenzione, poi, voi siete maggioranza e dovete i
numeri per votarla, se avete i numeri, se perdete, perdete, se poi,
invece, dobbiamo fare qua ostruzionismo possiamo stare sino a l
1 maggio mattina, anche dopo, noi non ce ne andiamo, i cambi ce li
siamo portati e nel caso in cui non ci fossero per le prossime
nottate ce li compriamo, ma possiamo stare qua.
Siamo noi stacanovisti, ve lo possiamo garantire
PRESIDENTE. Sì, siamo sulle questioni procedurali. Onorevole
Cancelleri gradirei sentire il suo parere. C'è il Movimento Cinque
Stelle con ben 14 rappresentanti.
CANCELLERI. Signor Presidente, brevemente, noi siamo, come avevo
ribadito ieri nell'intervento, disposti a potere trattare gli
articoli concordati dalla Conferenza dei Capigruppo, quindi,
quelli che lei, poco fa, ha citato numericamente, uno per uno, e
siamo disponibili a potere inserire il 32 che è una norma di buon
senso visto che si parla del riconoscimento di somme a chi,
giustamente, aveva fatto un ricorso nel confronti del bando del
biologico. Il resto, per noi, non esiste.
PRESIDENTE. Grazie. Su questo voterà l'Aula, chiaramente.
GRECO GIOVANNI. Il 32 cos'è, il biologico?
PRESIDENTE. E' una transazione già fatta ed un debito fuori
bilancio.
DI GIACINTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente, avevamo individuato un percorso,
nella Conferenza dei Capigruppo, che portava velocemente
all'approvazione di questa finanziaria. Io non vorrei che
l'inserimento di tante altre norme possa non farci approvare la
finanziaria, per i tempi, non perché non sono argomenti che non
dobbiamo trattare. Verifichiamo, allora, signor Presidente, le
condizioni, dopodiché
PRESIDENTE. Va bene. C'è una proposta, su questa vota l'Aula per
alzata e seduta. La proposta è di portare in votazione, in
finanziaria, solo gli articoli concordati in Conferenza dei
Capigruppo con l'aggiunta dell'articolo 32
FALCONE. Abbiamo detto o tutto o nulla
PRESIDENTE. Questa è la proposta che sto formulando all'Aula
FALCONE. O indietro tutto o nulla
PRESIDENTE. Ma questo lo sta dicendo lei Lei non è l'Aula Lei è
un Capogruppo, io non le ho neanche contestato che il suo Gruppo è
stato in silenzio
FALCONE. Ma che stiamo dicendo? Qual è la proposta. Lei deve
essere corretto, o tutto fuori o tutto dentro.
PRESIDENTE. Io sono corretto E la invito a sedersi. Sono troppo
corretto Anche nei suoi confronti Perché se lei non fosse
intervenuto, io non ho sollevato la questione che lei non era
presente in Conferenza dei Capigruppo. Non mi richiami alla
correttezza
FALCONE. Dobbiamo essere chiari. Ed io allora le dico: Cerchiamo
di essere chiari .
PRESIDENTE. E allora, l'Aula vota sulla proposta di
CORDARO. Cosa vota l'Aula?
PRESIDENTE. Lei è arrivato adesso, quindi, non sa Ora, sto
parlando della proposta, perché lei peraltro è pure interessato,
avendo sollevato una questione.
PICCIOLO. Ha interessi
PRESIDENTE. Interessi in senso positivo, interessi legittimi ed
interessi diffusi, onorevole Picciolo. Io non ho mai contestato
all'onorevole Cordaro di essere portatore di interessi personali,
perché se ieri mi ha sollevato una questione è pure una questione
legittima.
PICCIOLO. Ma stavamo scherzando
PRESIDENTE. No, siccome c'è un clima tutto particolare, e siamo
all'inizio
PANEPINTO. Signor Presidente, un minuto di sospensione.
PRESIDENTE. Un minuto di sospensione per che cosa? Lei, prima,
richiama ad andare avanti con l'Aula, ora Io ho sentito i Gruppi.
Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 12.58, è ripresa alle ore 13.10).
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ho dovuto purtroppo constatare che
la maggioranza non è coesa, e lo stesso debbo dire
dell'opposizione, per cui faccio un appello al senso di
responsabilità dei singoli deputati. Andiamo avanti no-stop adesso
sui singoli articoli, e quindi si vota a favore o contro secondo
questo ordine: 13, 15, 22, 23, 26, 34, 32, 43, 44, 45, 7, 35, 61 e
68, il solo comma 11 dell'articolo 29; il 30 verrà trattato nel
collegato. Se ci sono le condizioni, l'articolo 20 e l'articolo 67
verranno trattati in coda alla finanziaria. Ribadisco che un
secondo prima dell'approvazione della finanziaria incardineremo il
collegato , per far transitare quelle eventuali norme che non sono
state approvate - chiaramente se sono state bocciate no - o
rinviate in finanziaria. Contestualmente all'approvazione della
finanziaria dovremmo approvare, vediamo se in una norma a parte, o
nell'articolo che riguarda modificazioni e norme, la norma sulla
decadenza dei sindaci, ma questo lo voglio vedere insieme al
Presidente della I Commissione e alla I Commissione in generale
stessa.
Su questo allora resto deciso e andiamo avanti. Non ci sono
osservazioni in contrario.
Allora io ora mi rivolgo al Governo, in particolar modo
all'assessore Baccei, però gradirei che si prestasse attenzione.
Assessore Baccei lo deve dire lei, perché è inutile che facciamo
forzature, maggioranze non ce ne sono precostituite, può succedere
di tutto in Aula, così come peraltro, viste le condizioni, può
essere anche normale che sia così. Lei ritiene opportuno trattare
l'articolo 13 o possiamo andare avanti con le altre norme e
l'articolo 13 lo vediamo in corso d'opera?
Onorevole Musumeci, se il Governo mi dice che tutta la copertura
finanziaria viene data dall'articolo 13, non posso essere io a dire
che non è così, deve essere il Governo a dirlo. Cioè questa è
un'assunzione di responsabilità da parte di tutte le istituzioni
presenti.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, il punto è che noi abbiamo già approvato il bilancio e
alcuni articoli della finanziaria abbastanza pesanti in termini di
impegno finanziario quali i comuni, le province e in consorzi di
bonifica.
Se noi consideriamo che all'interno dell'articolo 13, quindi fra
IRFIS 53 milioni, i 27 milioni del debito con lo Stato, considero
solo il 2017, e fanno 80 milioni, 119 milioni e siamo a 200 milioni
più i 22 milioni siamo a 222 milioni. Io non ho fatto i calcoli, ma
non so già se tutti gli articoli che dobbiamo approvare valgono più
o meno 220 milioni. Quindi vuol dire che rischieremo di andare ad
approvare degli articoli senza avere la copertura finanziaria. Può
essere che gli articoli che approviamo valgano qualcosa di più,
però io non ho questo conto ma a naso, secondo me, questi 220
milioni coprono quasi tutti gli articoli che dovremmo andare ad
approvare. Per cui è a obbligatorio prima dare la copertura e poi
dopo andare ad approvare gli articoli. Purtroppo avendo approvato
ormai tutto il bilancio e buona parte della finanziaria quello che
rimane non so esattamente quanto valga. Se volete ci fermiamo 10
minuti e facciamo il calcolo, però a naso 220 milioni sono parecchi
e penso che finanziano quasi tutto il resto della manovra. Se vuole
in dieci minuti facciamo il calcolo corretto.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il Governo mi chiede la
sospensione per 10 minuti. L'Aula riprende alle ore 13.30.
(La seduta, sospese alle ore 13.17, è ripresa alle ore 13.41)
La seduta è ripresa.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per oggi l'onorevole
Gennuso.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende la discussione del disegno di legge n. 1276/A
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
GRASSO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, il mio è
un discorso di ordine politico, non di merito.
Oggi io vorrei capire, non oggi, ma in questi giorni mi dà
l'impressione che c'è una parte di deputati che è qui per cercare
di risolvere ed approvare una finanziaria che interessa lavoratori,
cittadini, ecc. e poi invece mi sembra che tra i banchi del Governo
e della maggioranza si giochi un'altra partita.
La partita è che i banchi sono vuoti ed allora il Presidente
Crocetta forse dovrebbe chiarire anche alla sua maggioranza se
vuole andare avanti, anche perché, dove noi abbiamo potuto
raggiungere un accordo, i Capi gruppo lo hanno fatto sulle norme
più urgenti da trattare ma non sul risultato e quindi, se queste
norme si bocciano o si approvano, è perché ciascuno esprime il voto
secondo il proprio convincimento, che non è solo un convincimento
personale, ma che è anche un convincimento di responsabilità sulle
refluenze che certe norme possono avere sui cittadini, sui Comuni e
quant'altro, ma è qui è lavora.
C'è una parte della maggioranza di questo Governo che non c'è, e
allora se si deve giocare la partita del rimpasto e bisogna
aspettare domani mattina che qualcuno telefoni per dire ecco io
sono venuto e sono stato presente, perché poi ci può essere più o
meno il ricatto del rimpasto, o non rimpasto, allora che si dica
chiaro.
Però, Presidente Ardizzone, sono cinque giorni che siamo qui e
abbiamo approvato tre articoli e lei che conosce bene l'Aula, per
evitare di non fare approvare gli articoli, ha sospeso per 10
volte.
Io la prego Presidente che l'Aula da questo momento in poi
continui no stop in modo tale che noi possiamo andare avanti,
apprezzare le norme e, di volta in volta, decidere se votarle o no
e non aspettare che questa fantomatica maggioranza e i colleghi di
questa maggioranza arrivino dopo le telefonate, perché è
mortificante per chi viene qui per fare il proprio lavoro, per chi
viene qui e rappresenta i territori e chi invece la politica la fa
fuori dal palazzo.
Noi siamo legislatori ed entro il 30 aprile ci sono cittadini che
aspettano che vengano approvate le norme. O si approva la
finanziaria o ci dimettiamo - l'ho già detto - e ce ne andiamo a
casa e forse facciamo un bel servizio, un regalo ai siciliani.
Certo che sto notando che questo Governo, ancora una volta, per
l'ultima finanziaria, sta d0ando alla Sicilia la dimostrazione di
quello che è stato e di quello che è il loro operare.
MUSUMECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo rimasti
tutti spettatori di quello che è accaduto in questi giorni in Aula
e soprattutto spettatori attoniti presumo i siciliani che seguono i
lavori del Parlamento regionale, certamente con qualche
manifestazione di disgusto.
Sono state 22, dico 22 le sospensioni che lei, signor Presidente,
ha determinato da ieri mattina a pochi minuti fa, non certo per
provare il piacere della sospensione dei lavori, ma perché
costretto dalle condizioni che si sono venute a creare in
Parlamento.
Lei è uomo esperiente e sa benissimo che in queste condizioni
appare, assolutamente, difficile potere andare avanti.
Nessun articolo da ieri mattina è stato approvato. Né lei può
pensare di continuare a concedere sospensioni nel vano tentativo di
ritrovare un punto di incontro.
I 12 articoli concordati da trattare sono diventati nel frattempo
16, mentre si continua a discutere sulla presenza in Aula di una
maggioranza che non c'è.
Non c'è anche quando numericamente i banchi sono occupati.
Non c'è politicamente. Non c'è strategia. Non c'è regia.
Questa maggioranza non ha un'anima.
E voi continuate a pretendere, lo dico al Governo, che sia
l'opposizione a garantire, come spesso è avvenuto finora, il numero
legale.
Siamo alla paralisi Questo Governo è senza maggioranza, eppure ci
si diverte, da un lato a criminalizzare i pensionati della Regione
siciliana, dall'altro lato ad utilizzare i disabili gravissimi per
strumentalizzazioni politiche assolutamente gravi, fino a rasentare
il sospetto del ricatto costante.
Nessuna risposta è stata data in questa legge finanziaria, per
quello che finora è stato discusso, ai veri e concreti problemi
della Regione.
Signor Presidente, sull'articolo 13 non ci può mai essere accordo
con l'opposizione. Glielo dico assumendomi la responsabilità di
quello che dico, dopo avere consultato i colleghi dell'opposizione.
E, se l'articolo 13, come dice l'assessore Baccei, è strategico
perché manovra una massa finanziaria di oltre 220 milioni, è
inutile pensare di potere allungare questa agonia.
Abbiamo il dovere, lei per primo signor Presidente, che ha alto il
profilo istituzionale, abbiamo il dovere di prendere atto che siamo
in una condizione di assoluta paralisi.
Serve un atto di coraggio. Serve un colpo di reni.
Serve che 46 deputati contestualmente dichiarino di volere
determinare lo scioglimento dell'Assemblea ed anticipiamo soltanto
di 60 giorni la data della consultazione elettorale già prevista in
calendario.
Continuare con questo contesto, con i banchi della maggioranza
deserti, con un'opposizione che non cede ai ricatti ed alle
lusinghe, agli ammiccamenti, mi permetto di dire, è davvero un
suicidio.
Questo Parlamento non lo merita e non lo meritano i siciliani.
Ecco perché, signor Presidente, e concludo, il mio appello è al
coraggio di una parte di questa Assemblea affinché prenda atto, ove
mai lei non dovesse ritenere che non ci sia più spazio per
continuare con i lavori, mi auguro che 46 colleghi, 45, io sarò il
46 o sarò il 1 , poco conta, si avverte l'esigenza di porre fine a
questo calvario che offre del Parlamento uno spettacolo davvero
indecoroso e desolante.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ci eravamo lasciati col dire che
l'assessore Baccei avrebbe dovuto riferire sull'articolo 13. Per
dare la possibilità di andare avanti e votare con coscienza e
consapevolmente di ciò che si vota. Io inviterei l'Assessore a
relazionare sull'articolo 13. Successivamente, siccome ognuno di
noi vuole riflettere sulla Tabella che è stata distribuita,
seguitemi sui passaggi, sospendiamo dopo l'intervento
dell'Assessore. Riprendiamo alle ore 15.00 e alle 15.15 si vota.
Alle 15.00 chi vuole intervenire, siccome è stato riscritto più
volte, potrei richiamare il Regolamento. E' stato riscritto più
volte, chi chiede di intervenire interviene.
Ribadisco, diamo la parola all'Assessore, si sospende fino alle
15.00. Alle 15.15 si inizia a votare. E dalla ripresa i tempi sono
contingentati perché dobbiamo approvare la finanziaria, nel senso
che sono cinque minuti ciascuno per ogni articolo.
Ha facoltà di parlare l'Assessore Baccei.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, vi è stata distribuita una Tabella che è la tabella
esplicativa effetti articolo 13. Abbiamo provato a simulare quali
sarebbero gli effetti tra dieci anni dell'operazione, nel caso che
venga o non venga fatta. Abbiamo preso 10 anni perché per valutare
un investimento il periodo minimo di riferimento sono appunto dieci
anni. Sulla parte sinistra, vedete cosa succederebbe se non
facciamo l'operazione, ossia se lasciamo tutto così com'è. Sulla
parte destra, invece, vedete quello che succederebbe se facessimo
l'operazione così come risulta dall'ultima riscrittura fatta ieri.
Abbiamo diviso nei tre attori che partecipano a questa operazione.
Il FIPRS che è costituito, come sapete, al 65 per cento dalle
banche e al 35 per cento dalla Regione, il Fondo pensioni e la
Regione.
Allora nella prima ipotesi, se lasciamo così com'è, fra 10 anni il
FIPRS è ancora proprietario al 65 per cento degli immobili della
Regione. E incasserebbe affitti - secondo l'ultimo dato che abbiamo
riferito al valore nominale attuale degli affitti - di 20,3 milioni
di euro l'anno per 10 anni. Per cui 203 milioni di euro. Per cui le
banche continuerebbero ad avere la proprietà degli affitti e
incasserebbero 203 milioni di euro.
Il Fondo pensioni dovrebbe ricevere - qua ho messo solo due rate
per semplificare perché tanto è uguale dappertutto - di flussi
finanziari, quindi 59 più 59 milioni, 118 milioni, questa ipotesi
di denaro che reinvestirebbe al tasso medio attuale - che è il 3
per cento, non ho fatto la capitalizzazione per non complicarlo ma
non l'ho fatta neanche dal'altra parte - sarebbe quindi il 3 per
cento su 118 milioni per dieci anni che fa 35,4 milioni. Quindi
incasserebbe in questi dieci anni 118 milioni di denaro;
investendoli sarebbero 153,4 milioni. La Regione cosa pagherebbe?
Pagherebbe gli affitti per 203 milioni, che incasserebbero come
abbiamo visto le banche, pagherebbe 118 milioni cash che sono
quelli sopra che ha il Fondo pensioni, e incasserebbe comunque
degli utili dal FIPRS perché ha il 35 per cento di quote.
L'ipotesi, che è quella più recente, del 10 per cento del valore
degli affitti. Per cui gli affitti sono 203 milioni, quindi
incasserebbe 20 milioni. Il saldo fra le tre, quindi -200, -118 +
20, fa 300 milioni di euro che è il saldo che uscirebbe dalle casse
della Regione. Questo se lasciassimo tutto com'è.
Dall'altra parte andiamo a vedere cosa succederebbe facendo
l'operazione così come delineata ieri dall'ultima riscrittura.
Le banche non avrebbero più gli immobili perché sarebbero
riacquistati dal Fondo pensioni. Incasserebbero il 65 per cento di
65 milioni, dove - se vi ricordate - 65 milioni è la differenza fra
170 milioni del valore degli immobili e i 105 milioni di mutuo che
grava su questi immobili.
Quindi, di questi 65 milioni - come abbiamo visto - il 65 per
cento andrebbe alle banche per un valore di 42 milioni, il restante
22 milioni 750 - come abbiamo visto ieri - entrerebbero nelle casse
della Regione perché il 100 per cento delle quote andrebbe al Fondo
pensioni.
Se confrontiamo quello che succederebbe ai privati, lasciando così
com'è, i privati terrebbero gli immobili ed incasserebbero 200
milioni, facendo l'operazione i privati perderebbero gli immobili
ed incasserebbero 42 milioni, cioè incasserebbero 162 milioni di
euro in meno e perderebbero gli immobili. Quindi, chiaramente, per
i privati questa operazione non risulta essere vantaggiosa.
Il Fondo pensioni acquisirebbe immobili garantiti - come abbiamo
scritto ieri - con capitale garantito, perché nell'ultima
riscrittura abbiamo inserito che, se il valore degli immobili
scende, la Regione interviene e colma la differenza fra valore
stimato annualmente dall'advisor e valore nominale di cessione.
Quindi, avrebbe un capitale nominale di 118 milioni.
Acquisirebbe 65 milioni di immobili, quelli dentro le quote, la
differenza fra i 170 milioni ed i 105 milioni di mutuo, quindi
valorizziamo solo i 65 milioni, ovviamente, ed avrebbe dei
rendimenti che vengono calcolati sui 170 di immobili - perché gli
affitti non si pagano sui 65 ma sui 170 - più i 118 milioni ad un
tasso del 4,5 per cento garantito. Quindi, il 50 per cento in più
di quello che avrebbero da un investimento normale.
Per cui, il 4,5 per cento di 170 più 118 che fa 288 milioni per
dieci anni fa 129,6 milioni e dovrebbe pagare 65 milioni di cui,
abbiamo visto, 42,25 al FIPS e 22,75 alla Regione. Il saldo fa 247
milioni.
Per cui fra dieci anni il Fondo pensioni non si troverebbe 153
milioni ma 247 milioni.
Quindi, quasi 100 milioni in più rispetto a quello che si trova
mantenendo tutto così com'è.
La Regione cosa farebbe? Dovrebbe pagare il 4,5 per cento degli
affitti che vanno al Fondo pensioni più l'1 per cento di
manutenzione che in questo caso io non ho considerato. In realtà
poi le manutenzioni accrescono il valore degli immobili.
Però, non lo consideriamo. Consideriamo che lo paga ma non in
incremento del Fondo pensioni. Quindi, siamo cautelativi. E
andrebbe a spendere, dunque, il 5,5% di 170 milioni più 118
milioni, che sono il valore degli immobili e che fa 158 milioni di
euro in dieci anni.
Pagherebbe 118 milioni di immobili, per cui sarebbe un segno meno,
ed incasserebbe il 35% delle quote del FIPS, quindi 22 milioni 750,
che abbiamo visto essere un comma dell'emendamento dell'articolo
che abbiamo scritto ieri. Per cui tirerebbe fuori 253 milioni
anziché 300 milioni.
Quindi, vedendo e confrontando l'operazione, la Regione tirerebbe
fuori 50 milioni in meno, il Fondo pensioni incasserebbe quasi 100
milioni di euro in più, i privati perderebbero 160 milioni di euro,
che è il saldo fra 203 e 42 milioni e non sarebbero più proprietari
degli immobili.
Questa è l'operazione così come formulata nell'ultimo emendamento.
Per cui le conclusioni penso che siano abbastanza chiare.
L'altra cosa che volevo dire è che i 59 milioni del flusso sono
relativi alla ricostituzione del monte contributivo ante 2009, cioè
i lavoratori del contratto due le cui pensioni saranno pagate dal
Fondo pensioni, hanno cominciato a versare contributi al Fondo dal
2010.
Per gli anni precedenti si stanno dando 59 milioni l'anno per
ricostituire il monte contributivo.
Ai 59 milioni vanno aggiunti i contributi versati di questo anno,
come si fa dal 2010 in poi che valgono 73 milioni di euro.
Quindi, in realtà, la Regione versa al Fondo pensioni non 59 ma 59
più 73 milioni.
Attualmente il Fondo pensioni riceve 170 milioni di euro e ne
paga, visto che pochi sono i dipendenti in pensione con contratto
2, perché l'età è molto più bassa del contratto 1, paga circa 10
milioni l'anno che, ovviamente, andranno ad aumentare perché sempre
più persone andranno in pensione.
Io mi sono fatto fare le curve attuariali e ne ho una copia, il
grosso dei contributi verrà versato tra 15 anni, si comincerà a
pagare fra 15 anni, perché oramai le persone intorno ai 52-53 anni
attualmente il grosso delle persone, per cui cosa succede che oggi
il fondo pensioni riceve 170 milioni ne spende 10, per questo è una
gestione virtuosa, perché ogni anno gli avanzano 160 milioni,
quindi ogni anno accumula 160 milioni, che via via diminuiranno
perché le persone andranno sempre più in pensione; però, gli
investimenti si fanno ora, perché ora ho l'eccesso di cassa, per
poi cominciare a rientrare via via nel tempo fino ad avere il
massimo fra 15-20 anni, quindi questa è la situazione del fondo
pensioni, i versamenti e quello che succederebbe in 10 anni fra il
fare e non fare l'operazione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, come resta inteso la seduta
riprenderà puntualmente alle ore 15.00. Ciascun deputato potrà
intervenire per 5 minuti. Subito dopo gli interventi, quindi
presumibilmente dalle ore 15.15 in poi, iniziamo a votare senza
stop.
Pertanto, la seduta è sospesa e riprenderà alle ore 15.00.
(La seduta, sospesa alle ore 14.01, è ripresa alle ore 15.06)
La seduta è ripresa.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Presidente
della Regione, fermo restando che parliamo di un fondo, il Fondo
pensioni che è il fondo di proprietà dei dipendenti regionali che
in tutti questi anni versano alla Regione siciliana un grosso
contributo, per appunto avere - dopo tanti anni di lavoro e di
sacrifici - una degna pensione, io volevo ricordare quando
l'assessore poco fa ha prospettato, ha chiarito, ha dato una
spiegazione di questa tabella così come è stata fatta. Io non la
condivido, ma non la condivide nessuno: io voglio ricordare che
fino al 2009, i versamenti che facevano i dipendenti regionali
venivano incamerati dalla Regione siciliana, quindi praticamente da
un lato pagava gli stipendi, pagava i contributi e dall'altro li
tratteneva essendo praticamente che il fondo era curato fino al
2009 direttamente dalla Regione siciliana.
La Corte dei Conti, nel 2009, obbliga il Presidente della Regione,
allora l'onorevole Lombardo, a creare un Fondo Pensioni, e così è
stato fatto con legge, la legge 6 del 2009: viene istituito il
Fondo per le pensioni dei dipendenti regionali. Si arriva con
quella legge ad un accordo, perché la Regione siciliana doveva
sborsare tutti questi quattrini e trasferirli nel fondo, cosa che
non è stata fatta, o meglio è stata fatta in parte, perché intanto
l'accordo prevedeva 50 milioni di rata, quindi di versamenti che la
Regione doveva fare al Fondo pensioni, di 59 milioni per quindici
anni, ci sono due anni che la Regione siciliana non paga e
sarebbero il 2010 e il 2016. Questi due anni non si capisce per
quale motivo non sono stati pagati, ed il Fondo pensioni deve avere
fiducia alla Regione siciliana; se vi ricordate pure i 59 milioni
dei comuni dell'anno scorso, la Finanziaria passata.
Il Fondo pensione, governato da un Consiglio di Amministrazione
che ad oggi scaduto perché è durato 4 anni, è scaduto, cosiddetto
CIV, che praticamente non è altro che il consiglio di indirizzo e
di vigilanza composto dal presidente, che è nominato dal Presidente
della Regione, e altri personaggi che fanno parte del Consiglio di
amministrazione, c'è pure un sindacato, i sindacati che controllano
praticamente la strategia degli investimenti.
Tenete presente che il Fondo pensioni, queste somme non le ha
trattenute, non sono messe in un cassetto ed ogni tanto pagano le
pensioni. Assolutissimamente Questo fondo è stato investito Sono
880 milioni di euro che sono stati investiti in titoli di Stato,
che producono il 3 per cento di quella somma annuale.
Oggi la Regione siciliana, cioè il Governo, ci porta un affare
patacca' dove in questo momento paga l'8 per cento alle banche per
gli affitti, e quindi quel 65 per cento di società, ed invece
offre, di comprare il Fondo pensioni per 170 milioni, comprare
quindi queste strutture che, poi, tra le altre cose, non sono tutte
affittate, quindi, molte di queste sono bloccate, e non producono
il al 4,5 per cento.
Ma qual è la differenza, qual è la convenienza per il Fondo?
Considerate che con i titoli di Stato il 3 per cento sono soldi
sicuri, che incamerano e sono tranquilli, ma il problema vero è che
la Regione siciliana non può rispettare la strategia che vuole
mettere in atto con questo documento, non la può rispettare perché
non lo ha mai rispettato e non lo rispetterà mai.
Quindi, come può fare la Regione siciliana a fare in questo
momento - noi siamo qua, carissimi amici e colleghi - siamo qua a
votare una norma per il Fondo pensioni che, in questo momento, non
ha neanche un Consiglio di amministrazione, quindi, si parla con
nessuno, e la Regione siciliana che vuole fare di tutto e di più
per racimolare queste somme, che poi alla fine di tutto questo
ambaradam', sono circa 22 milioni di quel 35 per cento, racimolerà
quindi 22,5 milioni circa per per metterli appunto con gli altri 53
milioni dell'Irfis, l'altra vergogna, per metterli e darli tutti
alla disabilità.
Ma noi tutti siamo per la disabilità grave, noi, veramente, forse
abbiamo perso tempo. A non aiutare queste persone abbiamo perso
tempo Ma io, da deputato, non posso sapere se la Regione pagava o
no. Se con la legge 328, i piani di zona sono stati gestiti in malo
modo e, quindi, non hanno aiutato i disabili gravi è stato, questo
è un errore a cui dobbiamo rimediare, ma lo ripeto, l'ho detto
ieri, dobbiamo rimediare, ma la Sicilia non può rimediare così Non
può togliere 53 milioni cash dalle casse dell'IRFIS per darli alla
disabilità e non dare la possibilità alle imprese, a tutti coloro
che hanno avanzato richiesta e che aspettano i soldi per creare
un'impresa.
E allora prendiamo in giro i giovani Createvi un'impresa, vai
all'IRFIS No, non ci sono fondi non ti possiamo aiutare . Non
possiamo aiutare le imprese. Le uniche tre cose che funzionano,
lancio un allarme a tutti i deputati, che sono l'IRFIS, l'IRCAC e
la CRIAS, con le cooperative, con l'artigianato e col commercio,
dopo che abbiamo inserito pure l'edilizia privata ed abbiamo
inserito anche l'agricoltura.
Non è possibile, non è pensabile che non diamo o non cacciamo una
lira in quel fondo, anzi glieli togliamo e non c'è la possibilità
di dare sviluppo in questa benedetta Isola.
Ma possono tutti vivere di parassitismo? Tutti parassiti, può
essere mai? Se ci sono quelle belle menti che vogliono dare un'idea
di impresa, diamogliela. Non glielo possiamo dire ti diamo questo ,
cinquecento euro del piano giovani che ad oggi non è servito a
niente.
Che cosa ha prodotto il piano giovani? Niente Che cosa hanno
prodotto i piani di inserimento professionale, negli anni scorsi?
Niente
Le uniche cose vere sono questi tre istituiti che danno le
possibilità alle imprese. Sono solo questi tre istituti. Vedo
l'indifferenza di un presidente della Regione e di un assessore
all'economia che all'approvazione di questa legge, chi si è visto
si è visto, si trasferirà a Roma, arrivederci e grazie
Sarà cacciato via, state tranquilli.
Con l'indifferenza, giocano con i telefonini, guardate Giocano
con i telefonini.
Mandate i messaggi a Roma, signor presidente, veramente c'è da
ridere con lei
CROCETTA. L'emendamento lo abbiamo cambiato.
LENTINI. C'è solo da ridere e quando sarò da solo mi metterò a
piangere per quante volte ho cercato voti per lei. Mi metterò a
piangere e mi taglierei la mano, per quando l'ho fatto e oggi lei
non sta dando nessuna soddisfazione a questa Sicilia.
Ora, l'unica cosa che funziona la tagliamo. Dove vedete soldi vi
ci buttate a capofitto.
Vergogna Vergogna Se siete veramente uomini .
PRESIDENTE. La invito a chiudere, onorevole Lentini.
LENTINI. Mi scusi, signor Presidente, sto chiudendo. Se siete
veramente uomini, dimettetevi e dimettiamoci tutti. Andiamo a
votare e la Sicilia, finalmente, sceglierà un nuovo Parlamento, un
nuovo Governo, una nuova realtà che, sicuramente, non sarà quella
sua, signor presidente Crocetta, perché lei è qua solo per
distruggere.
PRESIDENTE. Onorevoli, colleghi vorrei avvertire l'Aula che se non
ci sono altri iscritti a parlare, come non ce ne sono, dopo gli
onorevoli Lentini, Di Mauro, Rinaldi, Greco Giovanni, Cancelleri,
Assenza, Falcone e Forzese non ci sono più iscritti a parlare.
GRECO Giovanni. Lei non lo può fare, se arriva un collega e vuole
parlare .
PRESIDENTE. No, io lo posso fare, già che ho fatto parlare più di
cinque minuti. Lo posso fare, così ognuno si regola. Vedo io quello
che posso fare e non posso fare.
Sono chiuse le iscrizioni a parlare.
E' iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritorniamo a
trattare l'articolo 13, nella terza edizione, nella consapevolezza
che l'articolo 13, così come era stato impostato e riscritto
meritava una notevole attenzione.
Nel senso che quello che era scritto non andava bene e credo che
il lavoro che abbiamo fatto ieri non è stato un lavoro inutile.
E voglio ritornare su alcune cose soprattutto su quello che è
scritto in questo articolo e sono a mio parere, Presidente, punti
fondamentali e volevo cominciare a fare alcune considerazioni che
sono delle contestazioni precise in ordine a questo articolo,
cominciando dal primo comma.
Il primo comma fa riferimento a una sorta di individuazione e
valutazione da parte degli organi competenti all'atto trasferimento
d'intesa col Fondo pensioni.
Presidente Crocetta, io non voglio ritornare sulle cose che ho già
detto, però mi corre l'obbligo di riferirle, perché ho
l'impressione che le norme non sono state lette con attenzione, e
sono quelle della costituzione del Fondo che, per quanto riguarda
la individuazione, o meglio ancora il conferimento dei beni
immobili, c'è tutt'ora una procedura tassativa. Lei sorride
Presidente, ma vede, sono sicuro che lei non ha mai letto la legge
che istituisce il Fondo pensioni. Sono consapevole che si è
affidato a tecnici e anche all'Assessore credendo che questi
l'abbiano informato bene, ma non è così.
Glielo leggo, e glielo leggo per sua informazione Presidente, mi
riferisco alla legge 17, articolo 9, comma 1 ter che dice: I beni
immobili del fondo immobiliare devono essere individuati con
delibera della Giunta regionale sulla base di una relazione
presentata dall'Assessore regionale per il bilancio e le finanze da
cui si evince: a) il censimento informatizzato del patrimonio
immobiliare; b) l'elenco dei beni immobili conferiti al fondo
immobiliare e la ragione della scelta; c) la descrizione
dell'attività di valorizzazione, di trasformazione e
commercializzazione relativamente a ciascun bene immobile scelto;
d) il valore complessivo e il valore al metro quadro di ciascun
bene immobile .
Quindi, questa dizione che viene usata nella norma che lei
presenta, è errata, perché qui non stiamo parlando di cose a caso,
stiamo parlando di risorse, stiamo parlando di soldi e stiamo
parlando di beni che, in teoria, dovrebbero costituire redditività
per il fondo e liquidabilità.
E credo Presidente che, a proposito della redditività, sia
corretto nei confronti del Fondo far sì che ai beni che lei intende
conferire per scelta della Giunta di Governo - e qui non c'è alcuna
scelta del Governo - sia opportuno che venga fatta la esatta
valutazione da parte dell'Agenzia compente in questo senso, che è
un Agenzia pubblica del demanio.
Le devo dire, inoltre, Presidente, che quelle che lei considera
persone che in passato sono state - diciamo - così superficiali,
non voglio parlare di denunzia, di altre cose che lei ha fatto, ma
si sono rivolte all'Agenzia e, allora, un tale ingegnere Imbroglini
- non sorrida Presidente, si chiama proprio Imbroglini -
dell'Agenzia del demanio, ha fatto la valutazione di quel tempo
degli immobili. Qui si fa la valutazione, mettiamoci d'accordo col
Fondo e vediamo quale immobile possiamo scegliere, quanto possono
essere pagati e quale redditività.
Io ritengo necessario che ci sia una corretta valutazione degli
immobili, la scelta è un problema che farete voi e, in più, la
redditività, mi fa piacere; e siccome io resto convinto che lei
queste norme non le ha lette, perché giustamente un Presidente si
affida ai suoi collaboratori, oggi noi ci troviamo invece con una
norma che è una specie di mettiamoci d'accordo , da individuare e
valutare da parte dell'organo competente, d'intesa con la Regione,
e poi ogni volta vediamo di trovare l'accordo praticamente per
cercare di stabilire l'importo.
Dice testualmente la norma: al Fondo pensioni è attribuita
annualmente una cifra corrispondente all'1 per cento del valore
degli immobili di cui al presente articolo votata, entrata in
vigore, della presente legge da destinare esclusivamente
all'attività di manutenzione e adeguamento alle norme vigenti .
Mi pare il gioco delle tre carte, questo, signor Presidente. Mi
pare il gioco delle tre carte, perché io vorrei capire da dove
prendono queste risorse dell'1%, credo che sia di 118 milioni, se
noi non siamo certi della redditività degli immobili che lei allega
e che deve costituire.
Signor Presidente, un elenco preciso, dettagliato, deve essere
pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale con accanto il totale del
valore di questi immobili, e accanto il totale della redditività,
altrimenti noi ci adopereremo per creare un buco.
E le cito un'altra cosa, signor Presidente. Signor Presidente
della Regione mi può ascoltare?
A suo tempo, questo Parlamento, a proposito degli immobili
dell'ESA, certamente l'assessore Cracolici ricorderà, oggi è
assessore, fu stipulato un accordo di programma per un valore di 35
milioni affinché gli immobili passassero alla valorizzazione dei
beni immobili, quindi a questo Fondo, per una certa redditività. Di
questi 35 milioni, ovviamente, non si è visto niente Carte scritte
che non hanno trovato, poi, il relativo trasferimento delle
risorse.
Signor Presidente, allora, credo che, più che il Fondo, ecco, noi
dobbiamo cercare di comprendere bene che cosa dobbiamo fare.
Signor Presidente, vorrei che lei non si allontanasse, sto
finendo, proprio tre minuti.
Seconda questione. Vorrei che la smettessimo col comma 3. Il comma
3 è quello che fa l'assist al sistema bancario. Intanto, questa
manfrina del 4,50%, signor Presidente, l'8% che poi diventa 4,50%,
scaturisce dalla norma finanziaria, non, onorevole Falcone, da una
norma finanziaria, perché lei sa che noi dobbiamo diminuire gli
affitti. Voi avete mandato anche una lettera a questi del Fondo per
diminuire gli affitti e quelli del Fondo rispondono: Va bene,
andatevene . Ma dove ve ne andate se non c'è una programmazione
dove andare ad ubicare questi uffici? Non facciamo un favore ad
alcuno, quindi.
Voi operate una riduzione dei contratti di locazione perché è un
obbligo di legge finanziaria.
Per la verità, l'obbligo è da tanto tempo perché abbiamo tanti
contratti di locazione anche con privati. L'abbiamo messo con
norma, l'abbiamo sancito, come lo sanciamo anche qui in questa
norma in cui diciamo con un rigore straordinario: Guardate che gli
immobili dobbiamo darli soltanto in affitto. Quando noi abbiamo
bisogno di un immobile dobbiamo rivolgerci a questi immobili del
Fondo pensioni, altrimenti succede . Non succede niente, signor
Presidente
Non c'è un immobile della legge che lei ha voluto per cui è stato
ridotto il contratto di locazione.
Signor Presidente, allora, io credo che sarebbe opportuno assumere
una decisione importante, signor Presidente della Regione, che è la
seguente: noi non siamo in condizione in questa finanziaria di
trasferire risorse al Fondo e dobbiamo sospendere per 2 anni i
trasferimenti al Fondo.
Io le faccio questa proposta, responsabilmente. E le dico con
convincimento che dobbiamo dare le risorse a coloro i quali, in
questo momento, attendono per un impegno che ha preso lei, il
Governo ed il Parlamento, cioè ai disabili.
Sospendiamo per due anni il trasferimento al Fondo pensioni,
perché altrimenti avremmo arrecato con questi beni immobili un
danno; non trasferiamo i beni immobili al Fondo pensioni, che è una
cosa corretta. Diciamo francamente: Non abbiamo i soldi, signor
Presidente. . Non lo possiamo fare per due anni, per il 2017 ed il
2018.
Facciamo in modo, signor Presidente, che non arrechiamo alcun
danno patrimoniale a quello che è il Fondo patrimoniale. Prendiamo
questi 118 milioni, facciamo la copertura finanziaria all'articolo
15, che è una cosa corretta, che è un impegno di tutti e portiamo a
casa il risultato di non avere arrecato danno ad altri.
Signor Presidente, lo faccio con senso di responsabilità e di
dovere verso coloro i quali sono soggetti svantaggiati e che
meritano di essere tutelati.
CROCETTA, presidente della Regione. Se c'è l'intesa va bene e,
poi, successivamente
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Rinaldi. Ne ha
facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, ho dato
un'occhiata a questo prospetto che è stato distribuito e,
nell'ipotesi in cui si fa l'operazione della cessione degli
immobili, vedo qua dei numeri che non mi quadrano. Non mi quadrano
perché credo che manchi la quota del pagamento delle rate di mutuo
che non è considerata
BACCEI, assessore per l'economia. Sono 170 meno 105 .
RINALDI. Sì, però appena io acquisisco gli immobili e, quindi,
acquisisco anche l'onere del mutuo, la rata del mutuo poi la dovrò
pagare.
BACCEI, assessore per l'economia. E' il netto Il rendimento
sull'intero .
RINALDI. Si ho capito. Però, appena io acquisisco la rata poi la
dovrò pagare come proprietario dell'immobile. Qua non lo
considerate. Dal momento in cui divento proprietario la rata mi
sarà
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. La rata non la paghi più
RINALDI. Non la pago più? Non la paghi tu Regione, ma il Fondo la
paga
BACCEI, assessore per l'economia. Sto ridando 105 E' il netto
RINALDI. L'ho capito Ma chi acquisisce l'immobile e diventa
proprietario, la rata del mutuo la paga oppure no? Oppure questo
mutuo di 100 milioni diventa gratis?
Assessore, le sto dicendo un'altra cosa. Questi 105 alla fine chi
li paga?
PRESIDENTE. Onorevoli Rinaldi, alla fine l'Assessore replicherà
alle sue osservazioni.
RINALDI. Io resto della mia opinione.
Un'altra questione che qui non va è il rendimento che viene
calcolato sull'intero patrimonio immobiliare, 170 + 118, è come se
noi già in questo momento abbiamo deciso che tutti gli immobili
sono già affittati e che quindi hanno questo rendimento. Non credo
che sia così. Credo che la verità sta in quello che mi diceva il
professore di ragioneria quando andavo a scuola che la contabilità
è come una parte del corpo umano dell'uomo: si stringe e si allarga
come si vuole.
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel
precedente intervento avevo fatto un appello a lei e al Governo e
cioè se si poteva accantonare questo articolo. Penso che era la
migliore proposta da fare ed è ancora attuale, perché pur perdendo
ancora del tempo vedo che nei banchi della maggioranza invece di
aumentare, diminuiscono.
Quindi, fare in modo di bocciare questo articolo che in parte mi
ha convinto che è importante. Però signor Presidente, come si fa 5
rinvii dove noi abbiamo dato la possibilità al Governo di
presentare una nuova copertura e in 5 rinvii ha dato sempre la
stessa soluzione. Cioè ormai l'Assessore ha preso una decisione:
deve togliere dal patrimonio di Unicredit e di Banca Intesa delle
catapecchie e ce li prenderemo noi come Regione E se 10 anni fa
hanno fatto la porcheria di vendere tutti gli immobili, oggi faremo
una nuova porcheria riprendendoceli
Quindi, signor Presidente, finchè siamo in tempo e abbiamo la
possibilità ancora di essere lucidi, accantoniamo questo articolo.
Non lo vuole fare lei? Lo metta ai voti dell'Aula e accantoniamo
l'articolo. Questa è la mia proposta. Una proposta di rinvio
dell'articolo 13 facendola votare all'Aula.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
Assessori, credo che prima della sospensione, nella relazione che
ha fatto l'Assessore Baccei ci siano molte non verità , se così
vogliamo definirle altrimenti dovremmo definirle bugie, menzogne o
cose non vere. E mi riferisco a quella che è stata la spiegazione
della tabella, di questa stringatissima tabella che ci è stata
fornita. Ma io lo farò con carte alla mano, senza timore di essere
smentito.
Innanzitutto, c'è una cosa che va ribadita e va messa in chiaro :
questo fondo di investimenti, che è costituito dal 100 per cento
delle azioni, per il 35 per cento è della Regione siciliana ed è
vero; per il 65 per cento l'Assessore dice che appartiene alle
banche, Unicredit ed Intesa San Paolo, e questo non è vero, perché
le banche sono le banche finanziatrici del mutuo che,
probabilmente, sono anche proprietarie delle quote ipotecarie ma
non sono le proprietarie delle quote del fondo.
Noi, quando andiamo a pagare il 65 per cento, quel del 65 per
cento del fondo, stiamo pagando a soggetti che ancora, in
quest'Aula, noi non sappiamo come si chiamano.
Forse, sono fondi di investimento che hanno sede in Lussemburgo .
BACCEI, assessore per l'economia. Questo prima
CANCELLERI. Non è prima, è ora Questo nella relazione di PRELIOS
che è un documento riservato e dove è scritto tutto nero su bianco
ed è qui.
Sono soggetti finanziatori, non sono i proprietari del fondo. E'
scritto qui, nero su bianco e non è smentibile perché non è un
documento né del Movimento Cinque Stelle né di uno che passava qui
per caso, ma è il documento del fondo di investimento.
E questa è la prima cosa. La seconda: perché ce lo dovrebbe dire
chi è il quotista, giusto? Ci dovrebbe dire nome e cognome e non
può continuarci a dire che sono Unicredit ed Intesa San Paolo,
perché non è vero.
BACCEI, assessore per l'economia. Sono due società veicolo.
CANCELLERI. Ah ecco Scopriamo che sono due società veicolo, già
non sono più loro.
Questo, però, ci basta per evidenziare che poco fa non è stata
detta comunque la verità a questo Parlamento.
La seconda cosa importante è che nella tabella che ci hanno
fornito, nella parte di destra - quella che ci fa rendere conto
della bontà dell'operazione - se facessimo l'operazione accadrebbe
questo e ci guadagnerebbero tutti, la Regione, il fondo pensioni -
ed aveva ragione, io sono d'accordo con l'onorevole Rinaldi, che
manca la quota del mutuo e mi dico - poi lei chiaramente mi
smentirà ma io sono convinto di avere anche lì ragione - che quando
si fa riferimento agli incassi della vendita alle quote del 65 per
cento di 65 milioni, si dice che il soggetto privato, che sono
appunto questi due quotisti di cui non sappiamo il nome,
incasserebbero 42 milioni 250 euro. In realtà, guadagnano 42
milioni più 250 milioni di euro più di 104 milioni 444 mila euro
del mutuo che gli stiamo togliendo dai problemi, cioè non riescono
più a pagare praticamente. Perché ce lo andiamo ad accollare noi
con quest'operazione
Sarà il Fondo pensioni della Regione a dover andare a pagare
questo mutuo. Ed anche qui io direi che allora nel prospetto
sempre di destra alla voce del Fondo pensioni, quando diciamo che
il Fondo pensioni, passano i 10 anni, se non lo facciamo 153
milioni, se lo facciamo 247 milioni, dobbiamo andare a togliere
anche i 105 milioni del mutuo quindi scenderebbe a 142 milioni.
Cioè, va in perdita anche il Fondo pensioni.
Lo dico io? Lo dice qualcuno del Parlamento,lo dice un signore
che passava? No, lo dice di nuovo, a pagina 30, questa relazione
della PRELIOS.
A questo punto io la leggo, signor Presidente, perché è importante
che cominciamo a mettere i puntini sulle i . Mi darà qualche
secondo di tempo perché sono davvero poche righe. La raccontiamo
tutta la storia questa volta.
A pagina 30 di questa relazione, ripeto è la relazione del fondo
di investimenti, quindi sono loro quelli che devono vendere queste
quote che stanno scrivendo una relazione e dicono:
1.9 Fatti avvenuti dopo la chiusura della relazione.
Si segnala che in data 14 febbraio 2017, la PRELIOS, società di
gestione del risparmio, ha ricevuto una comunicazione contenente la
manifestazione d'interesse da parte di un investitore istituzionale
terzo all'acquisto del 100 per cento delle quote del fondo .
Ora, fermiamoci un attimo perché questa manifestazione di
interesse sapete qual è? E' praticamente questo: quando esce sui
giornali che potrebbe esserci un articolo che riguarda questa
vendita di quote, ad un certo punto il fondo pensioni della Regione
scrive al Dipartimento delle finanze della Regione siciliana,
dell'Assessorato dell'economia e gli chiede: mi dai delucidazioni
su quello che volete fare nella finanziaria? Mi dici quali immobili
sono oggetto di questo passaggio? . Qualcuno del dipartimento
finanze prende questa domanda e la gira al fondo di investimenti,
il fondo di investimenti fa diventare una semplice richiesta di
informazioni una manifestazione di interesse all'acquisto, mi pare
abbastanza paradossale
Ma continuo ancora: In data 16 febbraio del 2017 i quotisti , che
oggi abbiamo scoperto non essere le banche, del fondo hanno
riscontrato la suddetta comunicazione manifestando la propria
disponibilità ad avviare trattative volte alla possibile cessione
del fondo da essi detenute , ed io visto che c'è scritto questa
cosa prima di procedere al voto vorrei vederla questa
manifestazione di interesse, perché adesso io non ci credo più, in
vista della scadenza del contratto di finanziamento, e delle
manifestazione di interesse ricevuta per l'acquisto della totalità
delle quote del fondo. In data 15 febbraio 2017 la PRELIOS società
di gestione e risparmio, ha inviato alla banca agendo una
comunicazione contente la richiesta di posticipare la data di
scadenza del mutuo al 30 novembre del 2017, nelle more delle
negoziazioni tra i partecipanti.
Infatti, la società di gestione del risparmio ha richiesto il
tempo necessario per definire e implementare le migliori strategie
per l'estinzione del debito in essere, in quanto il buon esito
delle trattative di cessione delle quote potrebbe comportare non
solo una diversa strategia di gestione del portafoglio immobiliare,
ma anche nuove opportunità di estinzione o rifinanziamento del
debito in essere .
Quindi, questo debito, lo scrive PRELIOS, lo paga il fondo
pensioni che si va a comprare le quote del fondo di investimento.
E' una cosa talmente tanto chiara, talmente tanto lampante, che
ancora oggi vedere un assessore di questo Governo continuarci a
mentire in Aula, davanti a carte scritte dicendoci che non è vero.
Io veramente non voglio più neanche continuare a rimanere
all'interno di quest'Aula. Presidente, o qui portano la
manifestazione di interesse del fondo pensioni, oppure davvero non
so occupiamo i banchi del Governo, facciamo qualche cosa, ma l'Aula
non può continuare ad andare avanti, manca un documento importante
che deve essere il tassello fondamentale per potere giudicare
quella che secondo noi è una speculazione finanziaria punto e
basta, fatta solo ed unicamente con i soldi delle persone, con i
soldi dei dipendenti regionali
E poi, una cosa volevo dire, cari colleghi dell'opposizione, la
maggioranza non mantiene il numero legale in Aula, perché,
Presidente, purtroppo il numero legale di quest'Aula è diventata la
pensione che scatta il 6 giugno, a 4 anni 6 mesi ed 1 giorno
Nessuno della maggioranza si accolla di votare queste porcherie del
Governo, e non vengono in Aula ma nessuno però vuole mandare a casa
questo Governo, perché devono tenersi il loro privilegio, a 4 anni
6 mesi ed 1 giorno e prendersi la pensione, questa è la verità
delle cose E' solo questa la verità delle cose
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare per fatto
personale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Onorevole Cancelleri, lei è
libero di votare o non votare l'emendamento, ma del bugiardo lei
non me lo dà Glielo spiego, glielo spiego se lei non capisce deve
stare attento però, no glielo spiego: io prendo 170 milioni il
valore degli immobili, pago 105 milioni di mutuo, lo estinguo,
quanto mi rimane? 170 meno 105 fa 65. Quindi, se io prendo il
valore degli immobili e pago i mutui e mi estinguo il valore del
fondo al netto fra il valore degli immobili ed il valore dei mutui,
se io con 170 milioni ne pago 105 di mutuo ne rimane 65, questo è
il valore non è una bugia, è matematica caro onorevole Cancelleri
E il 65 per cento vale 42 milioni, il 35 per cento vale quello che
è scritto nell'articolo 22 milioni 750 mila euro, quindi non
considero il mutuo, perché io col valore degli immobili estinguo il
mutuo e mi rimane il netto.
E' quello che si calcola per la valutazione, caro onorevole
Cancelleri, non è una bugia, è economia ed è matematica. Non è una
bugia è che forse lei non ci arriva a capirlo ed allora glielo ho
rispiegato. Quindi, lei del bugiardo a me non lo dà Perché tutto
mi può dire, tranne che io sono bugiardo Chiaro
Seconda cosa. Dietro le società veicolo e le partecipazioni solo
di Banca Intesa e di Unicredit, le società veicolo si fanno per
fare queste operazioni, non c'è niente di strano, sono operazioni
normali che si fanno in questo tipo di operazioni. Si va a vedere
il quotista ultimo, il quotista ultimo dietro le società veicolo
sono Banca Intesa ed Unicredit. Io bugie non ne dico Lei può
votare contrario, può urlare, può fare quello che vuole, ma a me
che non so di economia o di matematica non me lo viene a dire
Chiaro? E lei bugiardo non me lo può dare in quest'Aula e neanche
fuori da quest'Aula
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, nelle more della discussione, è
stato presentato l'emendamento 13 R ter.1,sostitutivo dell'intero
13 R ter, presentato dagli onorevoli Di Mauro e Falcone, che
secondo gli uffici è ammissibile per cui io lo faccio distribuire.
È chiaro che su questo dovrà esprimere parere il Governo una volta
che verrà posto in votazione e anche sulla copertura, è chiaro.
Pertanto, invito gli assistenti parlamentari a distribuire
l'emendamento 13 R ter.1.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo su
questo famigerato articolo 13 ed esordisco che mancava anche su
questa vicenda il richiamo alla battaglia di legalità, tanto cara
al governatore Crocetta, che ci ha informato che già da oltre due
anni su questo fondo ha informato la Procura della Repubblica
perché ci sarebbero irregolarità. Mi complimento, governatore
Crocetta, che ha presentato la denuncia alla Procura della
Repubblica, ma per due anni ha lasciato le cose com'erano.
CROCETTA, presidente della Regione. Li arrestavo io direttamente?
ASSENZA. Dato che dovevamo intervenire su questo lei, da
presidente della Regione, che aveva appurato queste irregolarità
cercava di risolvere la situazione concreta due anni fa e non dopo
due anni e mezzo.
Detto questo, signor Presidente, io penso che l'onorevole Falcone
e l'onorevole Di Mauro hanno dato a questo Governo l'ancora di
salvezza per trovare comunque quelle risorse necessarie per salvare
i trasferimenti in favore dei disabili e quant'altro. E dovreste
fare un monumento all'opposizione che vi sta togliendo queste
castagne dal fuoco ed impedendo un'operazione truffaldina, perché
va detto, caro assessore Baccei, un'operazione truffaldina a
vantaggio del socio privato. Sia Unicredit o sia una società
partecipata dell'Unicredit questa operazione ha un solo scopo:
favorire il socio privato.
Questa tabella distribuita oggi farebbe impallidire il mago
Merlino Di fronte a queste alchimie contabili e a questi dati
forniti il mago Merlino è un dilettante allo sbaraglio
Caro Presidente, qui stiamo sommando le mele con le pere, stiamo
alterando all'interno delle due tabelle dati a 2 anni e dati a 10
anni, stiamo omettendo completamente di considerare tra le spese il
mutuo, 105 milioni. Lei ha voglia di dire il mutuo lo paghiamo; lei
fa un'operazione aritmetica: 65 più, 65 meno, si azzerano. Ma i 105
milioni del mutuo chi li paga? Aggiunga questi 105 milioni e nella
tabella vi sarà un'operazione in perdita di 57 milioni di euro A
vantaggio di chi? A vantaggio di chi? A vantaggio di chi?
Chiediamocelo
Presidente Crocetta, io credo nella sua buona fede. Elimini questo
articolo 13 nella formula indicata dall'assessore Baccei e noi le
verremo incontro con quell'emendamento. Blocchiamo purtroppo per
due anni i finanziamenti al fondo pensioni, ma ricaviamo le risorse
per assicurarle agli invalidi e a quant'altro, altrimenti non ne
usciamo più.
Oltre alle difficoltà tecnico-giuridiche che ha indicato
benissimo l'onorevole Di Mauro, voi metterete in impianto
altrimenti una norma priva di efficacia pratica, perché senza
quegli adempimenti previsti dalla legge del 2004, quel
trasferimento sarà impossibile e il fondo pensioni non potrà
acquisire beni immobili e, quindi, avremo un trasferimento che non
si potrà assolutamente verificare.
Allora, tagliamo il rischio, lo spavento, lo spauracchio che
stiamo trasferendo al fondo pensioni una patacca avvelenata che
costerà milioni di euro al fondo pensioni e per essa alla
collettività siciliana.
Chiediamo un sacrificio: per questi due anni le somme comunque con
questa versione dell'articolo 13 non glieli trasferite comunque,
perché il comma 3 ve lo dice chiaramente che per questi due anni i
trasferimenti sono sostituiti da questa patacca avvelenata degli
immobili.
Quindi eliminiamo l'ambaradan costruito ad arte, raggiungiamo lo
scopo di trovare comunque il finanziamento alle entrate e questo
emendamento dell'opposizione sia chiaro, me lo garantisce, ed
eliminiamo qualsiasi sospetto, perché anche i sospetti in questo
clima colorato possono avere la loro importanza di chi sa cosa si
nasconda dietro questa operazione. Ed in questo conteggio sulle
spese e i costi della manutenzione per i dieci anni, non è previsto
nemmeno un euro di manutenzione nei dieci anni a fronte di immobili
che hanno 40-50 anni, 60 anni. E questo costo chi lo ha superato?
Sempre questo fondo pensioni? Allora, chiediamo il sacrificio al
fondo pensioni per questi due anni. Noi soldi non ne trasferiamo,
ma ripeto, non diamogli questa patacca avvelenata.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. La invito, in parte lo ha fatto
l'onorevole Assenza, a spiegare anche il contenuto dell'emendamento
presentato da lei e dall'onorevole Di Mauro.
FALCONE. Signor Presidente, noi stiamo prendendo atto dell'empasse
sostanziale al di là di quello che si vuole dire. La Sicilia ci
guarda con attenzione ed esprime un giudizio profondamente censorio
nei nostri confronti, di censura, di disapprovazione. Io, però,
gradirei che venisse anche il Presidente Crocetta, perché mancano
l'assessore Baccei e il Presidente Crocetta. Se poi vogliamo
parlarci addosso, possiamo continuare.
CORDARO. Baccei si è dimesso
FALCONE. Se si è dimesso ne prendiamo atto, non casca il mondo Un
assessore va, ne abbiamo cambiati cinque assessori alle finanze,
chiameremo anche Roma e ci faremo arrivare un altro assessore, uno
più uno meno
Presidente, possiamo sospendere un minuto?
PRESIDENTE. E'presente il Vicepresidente, l'assessore Lo Bello.
Presidente Crocetta, cortesemente, non c'è né lei, né l'assessore
Baccei.
FALCONE. Grazie. Tra l'altro, io non entro nelle polemiche che
magari hanno irritato l'assessore Baccei. Non mi permetto di
entrare e di esprimere un giudizio sulla moralità, sull'eticità dei
comportamenti. Io credo che ciascuno, il Governo da un lato,
l'opposizione dall'altro lato, faccia ed attui dei provvedimenti
che possono essere discrezionali, condivisibili o meno, ma tutti
improntati a principi di trasparenza, e quindi di legalità.
Dopodiché, però, noi riteniamo che l'operazione che ha proposto
l'assessore Baccei sia assolutamente fragile e rischiosa. E sia
fragile e rischiosa proprio perché dalla tabella che lui ha
introdotto in Aula convince al contrario, cioè insinua ulteriori
perplessità, e vi spiego, cercherò di essere chiaro. Il saldo
finale, se non facessimo l'operazione, per la Regione sarebbe di
300 milioni di euro in meno, se facessimo l'operazione sarebbe di
253 milioni in meno in 10 anni.
Quindi, ho un'operazione di 4 milioni e 700 milioni ogni anno, ma
in questo calcolo l'assessore Baccei ha dimenticato l'ultima parte
del primo comma, laddove si dice che la cifra corrispondente all'1
per cento sui 118 milioni di euro dovrà essere impegnata per le
manutenzioni, per l'ammodernamento, per l'adeguamento e l'1 per
cento equivale a ben 1 milione e 200 mila euro annuo, quindi non è
più un'operazione così vantaggiosa
L'altra cosa, assessore Baccei, l'altra questione. Quando lei alla
fine dice nell'ultima parte che comunque la Regione eventualmente
assicura il differenziale tra l'attività di inizio e poi la
verifica alla fine dell'anno , c'è un rischio, c'è un'area che è
commerciale, ma nella maggior parte dei casi quell'area, quel
rischio di impresa si verifica. Ed allora, assessore Baccei, con il
collega Di Mauro, noi vogliamo uscire da questo impasse, ci
rendiamo conto che l'Aula deve andare avanti, ci sono i disabili,
ci sono tante altre iniziative di persone, di realtà che aspettano
l'approvazione di questa Finanziaria per continuare quanto meno a
sopravvivere.
Ed allora, noi facciamo una proposta, lo dico al Presidente
Crocetta, lo dico al Governo, lo dico a lei, assessore Baccei, lo
rappresentiamo all'Aula, noi rispetto ad una operazione che ha
molte perplessità, non da noi, anche dal Fondo pensione vista con
delle perplessità, perché dobbiamo incaponirci? Facciamo una cosa
molto più semplice: sospendiamo per due anni questi limiti di spesa
nei confronti del Fondo pensione, cioè l'anno scorso abbiamo
sospeso per un anno, quest'anno si sospende per due anni, il Fondo
pensione doveva ricevere dalla Regione siciliana dal 2010 al 2025
doveva ricevere 59 milioni di euro annui, vuol dire che la Regione
siciliana provvederà sino al 2028 anziché al 2025, nel frattempo
noi possiamo fare un altro subemendamento, assessore Baccei, sa
qual è? Se quest'anno noi dallo Stato percepiamo il 6, 74 decimi su
7 miliardi e mezzo, 7 miliardi e 8 di Irpef ma l'anno prossimo ne
riceveremo 7,10 in quel caso mettiamo una clausola di salvaguardia
se è possibile già dall'anno prossimo integreremo questo Fondo.
Così come, Assessore, abbiamo un'altra soluzione: lei ha parlato
delle regolazioni contabili, le regolazioni contabili che sono
messe per 27 milioni di euro sulle tasse automobilistiche, ma lei
sa che valgono tutte le regolazioni contabili 800 milioni di euro.
Eventualmente blocchiamo questi, abbiamo capito che anche là c'è
una fragilità.
Ed allora, l'unica soluzione è questo emendamento che sospende
gli effetti per i limiti di spesa per due anni, non togliamo nulla
al Fondo pensioni perché il Fondo pensioni andrà a regime dal 2022,
2024, 2026, entro quella data noi avremo erogato una massa di
denaro tale che potrà essere sostenuta interamente la spesa ma non
affibbiamo al Fondo pensioni un carico immobiliare che non vuole e
che gli stessi dipendenti regionali nei confronti del quale gli
stessi dipendenti regionali manifestano grosse perplessità.
Troviamo questa via di uscita, assessore Baccei, perché
altrimenti stiamo qua; può anche darsi che da molti settori della
maggioranza, nel voto segreto dell'urna, ci sia un voto contrario
col rischio che salti l'intera Finanziaria con il rischio che tanti
altri settori verranno penalizzati e privati di uno strumento
finanziario necessario a far continuare l'attività amministrativa
di questo ente. Questa è una proposta che non doveva venire da noi
ma noi per spirito di responsabilità con l'onorevole Di Mauro, ci
siamo sentiti di assumere e la vogliamo rappresentare così come
abbiamo fatto e consegnare al giudizio dell'Aula.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto di essere considerata in
congedo, per oggi, l'onorevole La Rocca Ruvolo.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Si torna all'esame del disegno di legge 1276/A
FORZESE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
FORZESE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo, al di là
di ciò che si è, come detto.. Presidente Ardizzone, mi ascolta?
Avrei voluto quanto meno avere il piacere che lei mi ascoltasse per
pochi minuti. Possiamo?
PRESIDENTE. Vada avanti, onorevole Forzese.
FORZESE. Ma c'è una ragione. Ho l'impressione che in quest'Aula il
più delle volte si parla, cercando di gridare, come se, gridando
più forte si ha l'accesso ad una capacità di essere ascoltato. Per
tale ragione ritengo che al di là di una, come dire, anche lezione
di matematica che ho visto poco fa e di insulti che, sicuramente,
condividendo il ragionamento dell'assessore, non è corretto che
possa essere dato del bugiardo a chi, oggi, svolge un ruolo
all'interno di quest'Assemblea, nonché nel Governo in qualità di
assessore, così come non è corretto nemmeno, praticamente, pensare
che gridando si possa avere un qualcosa di sé nell'essere ascoltati
o nell'essere visti come sicuramente migliori di qualche altro
collega. E, mi riferisco, ad esempio ad una vicenda che, al di là
dei numeri, sono certo che ciò che deve essere visto come punto di
riferimento è che deve essere condiviso un percorso per cercare di
riuscire a portare avanti questa finanziaria.
Così come abbiamo iniziato, facendo una riunione in Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari e si era detto che bisognava
snellire i punti di partenza della finanziaria, tant'è che si era
detto di farla snella e che, poi, man mano che siamo andati avanti
si è formata questa finanziaria ad uso fisarmonica'. Così com'è
successo che in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,
ho già detto, che la nota vicenda legata alle primarie del PD ci
porta sicuramente ad avere un'assenza politica da parte di alcuni
colleghi, perché ritengo che le primarie del PD non sono certamente
da non tenerne in conto, perciò se qualche volta, - e questa è
una battuta che tento di restituire al collega Panepinto - che,
strumentalmente, mi è sembrato di capire, come se io ieri avessi
pigiato il pulsante per poter chiedere il voto del numero legale,
se l'ho fatto certamente non era di mia iniziativa farlo ed è un
errore, ma così come è un errore, caro onorevole Picciolo, non
tenere conto che le primarie del PD portano, senza volerlo,
all'assenza di qualche collega dove tenta, nel proprio territorio,
di fare una validissima scommessa per poi riuscire a dimostrare di
avere una forza all'interno del meccanismo politico del PD.
Allora, la mia riflessione, signor Presidente, era dato che in
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari avevo
inizialmente detto, ed era stata condiviso da tutti, perché anziché
trattare il numero di articoli, così come era stata presentata la
finanziaria, potesse, quanto meno, la finanziaria, essere fatta in
un modo tale da considerarla con gli articoli tali importanti per
poi mettere davanti l'allegato che ci consentiva di portarla. Mi
ascolta?
PRESIDENTE. La stiamo ascoltando.
FORZESE. E, allora, il ragionamento qual è, il ragionamento così
com'era stato detto in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, che la finanziaria doveva essere snella, ieri
mattina mi è sembrato di capire che gli articoli 29 e 30, che tra
l'altro riguardano l'amico Giovanni Pistorio, oggi siamo venuti
ancora una volta a dire che non saranno trattati.
Se così fosse, signor presidente Ardizzone e l'amico Marco Falcone
che, quando parla pretende di essere ascoltato, e ti ascoltiamo,
perché se vuoi la mia, del tuo emendamento non me ne frega granché,
cioè nulla, poi valuteremo se bocciarlo o meno. Io penso che se
questa Assemblea non parte con il piede giusto, che era quello
iniziale di portare avanti una finanziaria snella, per quello che
mi riguarda, il gruppo dei centristi voterà contro, per essere
chiari.
Non possiamo aprire una fisarmonica quando la vogliamo e chiuderla
quando non lo si ritiene corretto. Noi abbiamo l'esigenza, sia per
vicende che poi non comportano spese all'interno della finanziaria,
che vengano trattati gli articoli 29 e 30 per poi buttarla nel
campo della matematica, ho netta fiducia al Governo, così come è
corretto che venga detto all'onorevole Cancelleri che, oltre ad
apprezzare la sua eleganza spiccata in questi ultimi mesi, con
abiti abbastanza piacevoli, che in Assemblea non possiamo
permetterci il lusso di insultarci se non correttamente limitarci a
quelli che sono gli interventi legati alla politica.
Signor Presidente, siccome capisco che lei ha in mano un
telefonino e cerca di inviare un sms, non so a chi, io ribadisco
che ho l'esigenza che la finanziaria o viene vista, così come è
stata presentata, sin dal primo momento o, praticamente, vengano
trattati gli articoli 29 e 30.
PRESIDENTE. Purtroppo, la sua incostante presenza in Aula, mi
porta a ribadire quello che l'Aula ha già votato.
Il percorso è stato stabilito da questa Aula che già ne ha preso
atto, dopo ampio discorso, purtroppo essendo lei assente, credo che
sia anche tardivo il suo intervento.
FORZESE. Chiedo di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE. Non le ho dato la parola, onorevole Forzese. Stiamo
parlando di cose serie, onorevole Forzese.
FORZESE Chiedo di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE. No, onorevole Forzese, non le ho dato la parola
Onorevole Forzese non le ho dato la parola La prego di accomodarsi
e sia rispettoso delle istituzioni.
FORZESE. Non mi muovo perché ho chiesto di parlare per fatto
personale.
PRESIDENTE. Onorevole Forzese, la invito a sedersi, primo
ammonimento. Onorevole Forzese, la invito a sedersi, secondo
ammonimento, onorevole Forzese, la invito a sedersi.
CRACOLICI. Chiedo di parlare dal pulpito.
PRESIDENTE. Come componente del Governo. Non è una divisione di
ruoli. Solo per qualche precisazione di carattere tecnico,
l'assessore Cracolici.
(Proteste dai banchi di destra)
CRACOLICI. Signor presidente, io la ringrazio .
PRESIDENTE. Assessore Cracolici, parli dal suo posto. Se parla
come Governo parla dal suo posto.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Signor presidente, io ritenevo solo per un
fatto agevole poter parlare da lì e sentirmi in questo momento, al
di là del fatto che sono componente del Governo, anche un
parlamentare .
PRESIDENTE. Assessore, io ribadisco, quello che vale per gli altri
deputati vale pure per lei. Non perché è componente del Governo.
Avevamo dato un termine per la chiusura delle iscrizioni a
parlare. Non so se lei era presente o meno. Lei non si era
iscritto.
Adesso mi ha chiesto di intervenire e fare qualche precisazione di
carattere tecnico.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Signor presidente, vista la sua precisazione,
la accolgo perché non mi sono registrato come deputato semplice e
approfitto dell'essere componente del Governo per poter fare una
precisazione rispetto alle cose che sono state dette, ed evito di
rispondere alle chiamate che sono state fatte in queste due
giornate rispetto alle vicende di cui ci occupiamo, relativamente
agli atti che hanno generato negli anni scorsi questi provvedimenti
di vendita degli immobili e di finanziarizzazione del patrimonio
della Regione.
Voglio però fare una precisazione, per chiarimento, perché è
chiaro che nella battaglia politica ci sta tutto, ci stanno
opinioni diverse, ci stanno anche le posizioni che possono
strumentalmente utilizzare un argomento rispetto ad un altro, però,
primo, abbiamo il dovere di dire le cose di cui ci stiamo parlando
con sufficiente chiarezza gli argomenti di cui ci occupiamo;
secondo, evitare di costruire una dietrologia che rovescia la
verità, perché dico questo? Perché parto dalla questione del terzo
e quarto comma del 13 ter, consentitemi di dire, io oggi considero
una possibilità di successo di questo Parlamento la prospettiva di
ritornare ad essere proprietari, attraverso il fondo pensioni della
Regione, di patrimonio che dieci anni fa abbiamo venduto a una
società, a un fondo immobiliare di cui la Regione era parte al 35%
ma che è servita, allora, a fare una operazione di
finanziarizzazione del patrimonio della Regione.
Detto in altre parole abbiamo nascosto un indebitamento, cioè
abbiamo fatto un mutuo senza farlo, invece di pagare il mutuo
pagavamo gli affitti e attraverso gli affitti consentivamo una
rendita a chi ci ha messo i capitali, comprese le banche. Detto
questo, se oggi la Regione attraverso il suo fondo immobiliare
ritorna in possesso del 100% di quel fondo e quindi è
l'amministrazione pubblica proprietaria, tra l'altro, in gran parte
degli assessorati cioè sedi istituzionali di questa Regione io lo
considero un fatto positivo.
Quindi, vorrei sgomberare il campo perché proprio chi ha fatto la
battaglia, - lo dico all'onorevole Di Mauro -, come me contro
quella scelta che fu fatta dieci anni fa io non capisco perché,
oggi, ci preoccupiamo se torniamo proprietari di beni che avevamo
ceduto.
Seconda questione, la questione che pone l'onorevole Di Mauro,
relativamente alle modalità di cessione di altro patrimonio, non
stiamo parlando del patrimonio della fondazione, di altro
patrimonio che oggi è di proprietà della Regione e che la proposta
che viene fatta dal Governo è la seguente: invece di darti due rate
di quella somma, che dal 2010 la Regione si è impegnata ad erogare
al fondo pensioni, di cinquantanove milioni l'anno per compensare i
trasferimenti che non sono stati fatti nel passato a favore del
fondo, invece di darti due rate di cinquantanove milioni
l'Amministrazione, oggi, propone: io ti do patrimonio; quindi,
consento al fondo di patrimonializzare e voglio qui dire anche una
questione per sgomberare il campo dagli equivoci, non c'è nessun
pericolo per i dipendenti della Regione, non esiste nessun rischio
per i dipendenti che possono non trovarsi le pensioni quando loro
andranno in pensione, evitiamo di solleticare paure inesistenti,
perché dico questo? Perché il fondo pensioni ha già, oggi, un
obbligo che è la propria liquidità, tanto più, come ha detto
l'Assessore Baccei, a regime il fondo comincerà ad erogare pensioni
agli attuali contribuenti fra quindici anni circa, in questi
quinidici anni man mano riceverà gli introiti, il fondo pensionisia
per la parte corrente che per la parte degli arretratiil fondo ha
l'obbligo di reinvestire questi soldi tant'è che, oggi, il fondo
pensioni utilizza l'investimento in titoli azionari di Stato, Bot e
CCT, come dire, costruire una riserva di risorse che si ritroverà
con una rendita annuale, che si ritroverà nel momento in cui dovrà
erogare le pensioni.
Se, oggi, noi diciamo: Fondo pensioni, invece di investirli in
BOT e CCT, noi ti garantiamo, attraverso la patrimonializzazione,
la rendita , e forse gliela garantiamo, se ho capito bene, ad un
punto più alto, che oggi avresti dall'investimento azionario , io
non credo che stiamo facendo un danno al Fondo pensioni, anzi, gli
stiamo consentendo di rafforzarsi sul terreno del patrimonio e,
nello stesso tempo, di avere una liquidità crescente, grazie alla
rendita.
Qual è la preoccupazione, e su questo posso convenire con
l'onorevole Di Mauro, siamo sicuri che noi siamo in grado di fare
questa operazione, anche per le procedure che riguardano la
valutazione ?
DI MAURO. Anche sulla redditività, ci sono immobili che non hanno
redditività.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Perfetto Siamo sicuri che questa operazione
può andare in porto, così come la disegniamo oggi, con le
procedure, prima deve essere fatto da parte del CV del Fondo
pensioni una propria valutazione sui beni che incamera e, al di là
se l'attuale consiglio di amministrazione è fatto da dipendenti o
ex dipendenti regionali che lo amministreranno, siccome chi
acquista si assumerà la responsabilità, comunque, degli atti che
fa, non credo che ci sarà un consiglio di amministrazione che, a
cuor leggero, metterà una firma sull'acquisizione di patrimonio,
senza una valutazione che sia, come dire, provante dell'effettiva
redditività di quei beni.
In ogni caso, qualora questa procedura non vada in porto nei
termini che noi prevediamo di fare tra il 2017 ed il 2018, convengo
con la proposta Di Mauro, cioè introduciamo una clausola di
salvaguardia che dice: Se le procedure non si completeranno a
causa del fatto che le valutazioni non corrispondono all'effettivo
trasferimento delle risorse, sospendiamo, per il 2017 ed il 2018,
la rata di cinquantanove milioni che avremmo dovuto erogare per il
2017 ed il 2018, li trasliamo di due anni più avanti, non facciamo
danni al Fondo, ci spostiamo di due anni il pagamento delle rate.
Ma tutto questo è un'operazione di contabilità, nulla a che vedere
con le dietrologie, tutti i meccanismi ecc., anche perché vorrei
ricordare che, nel peggiore dei casi, noi saremmo in questa
condizione in cui la Regione dovrebbe cedere patrimonio pubblico ad
un Fondo pensione che è interamente pubblico, cioè che è
interamente controllato dalla Regione.
Attenzione, non stiamo facendo operazioni speculative, stiamo
facendo operazioni, di ingegneria finanziaria che non è né la
prima né l'ultima, di trasferire, semplicemente, la titolarità di
patrimonio dalla Regione al Fondo, sempre che questo patrimonio
corrisponda ai valori che noi vogliamo dare nel non erogare i 118
milioni.
Ecco, perché, consentitemi di dire, io sono per tenere in piedi il
13 ter, trasformando l'emendamento Di Mauro - Falcone, in norma
aggiuntiva di salvaguardia, nel caso in cui le operazioni tecno-
contabili di trasferimento non si completino, in maniera tale da
non creare un buco di bilancio. Questa è la questione.
Ho voluto fare questo intervento perché ne ho sentite, come è
giusto che sia, in politica ci sta, però, attenzione, non mandiamo
messaggi sbagliati né ai dipendenti della Regione né di chissà
quale operazione vergogna che staremmo facendo col patrimonio
della Regione perché lo faremmo, comunque, col Fondo pensioni della
Regione siciliana.
Stiamo facendo, cioè, una cosa che se c'è una speculazione, alla
fine chi ci guadagna è comunque il Pubblico, o in un senso o in un
altro.
Ho ritenuto, quindi, di parlare, nella qualità di Governo, mi
dispiace di non averlo potuto fare nella qualità di deputato,
perché avrei risposto all'onorevole Di Mauro anche su altro.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Allora, onorevole Formica, è da ieri che discutiamo
sull'articolo 13, non do più la parola.
CORDARO. Siccome finalmente ho sentito la politica , spero che il
Presidente Crocetta abbia ascoltato, però su un paio di temi,
almeno, si riapra il dibattito
PRESIDENTE. Siccome l'Assessore Cracolici ha parlato in nome e per
conto del Governo, per altro fa parte del Governo e ne ha pieno
titolo, ha cercato di fare sintesi tra l'emendamento 13.R ter - ha
precisato che il Governo intanto mantiene il 13. R.ter da integrare
con il 13.R. ter 1 che porta la firma degli onorevoli Di Mauro e
Falcone. Chiaramente, per fare questo occorre una riscrittura del
Governo.
DI MAURO. Il mio emendamento non si tocca
PRESIDENTE. Onorevole Di Mauro, già gli uffici avevano posto dei
problemi sull'emendamento a firma degli onorevoli Di Mauro e
Falcone. Uno in ordine, ...
DI MAURO. Lei l'emendamento lo ha ammesso
PRESIDENTE. Onorevole Di Mauro, lei mi sembra troppo nervoso. O
lei vuole risolvere il problema, oppure,...
FALCONE. Ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE. Allora, l'emendamento viene ritirato. Assessore
Cracolici l'emendamento Falcone viene ritirato.
DI MAURO. No, lo mantengo
PRESIDENTE. Decidete, o lo mantenete o lo ritirate Mi sembrate un
po' confusi, siete due, uno lo mantiene e l'altro lo ritira.
DI MAURO. Io lo mantengo
PRESIDENTE. Allora, l'emendamento è mantenuto.
Onorevole Vinciullo, lei mi sta dicendo che la Commissione vuole
riscrivere, cioè fare sintesi, fra l'emendamento 13 ter e quello
presentato dall'onorevole Di Mauro?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Sì.
PRESIDENTE. Sospendo la seduta per due minuti per dare la
possibilità alla Commissione di riscriverlo.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle 16.24, è ripresa alle ore 16.28)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è stata sospesa perché
il presidente della Commissione, onorevole Vinciullo, voleva
tentare una sintesi tra gli emendamenti. Gradirei, onorevole
Vinciullo, conoscere qual è l'esito.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, non si riesce a trovare una
soluzione
PRESIDENTE. Non si riesce a trovare una soluzione.
Allora, per essere chiari noi abbiamo quattro emendamenti. Il suo,
onorevole Di Mauro, è ritirato?
DI MAURO. E' ritirato.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone è ritirato?
FALCONE. E' ritirato
PRESIDENTE. Sia l'onorevole Di Mauro, che l'onorevole Falcone
quali unici firmatari dell'emendamento 13 R ter 1 lo ritirano,
pertanto non fa più parte del corpo degli emendamenti.
Quindi, in sostanza abbiamo tre emendamenti da votare.
Si passa all'emendamento soppressivo 13.5, degli onorevoli Falcone
ed altri. Lei lo mantiene onorevole Falcone?
FALCONE. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Onorevole Panepinto, mi scusi, mi sono inteso con il
Presidente Crocetta che, fino a prova contraria, rappresenta tutto
il Governo.
Allora, siamo all'emendamento soppressivo 13.5 dell'onorevole
Falcone. Scusate, è chiaro che, se dovesse essere bocciato questo
emendamento, ai fini di andare avanti, l'Aula si blocca, non che
non si approva la finanziaria, si blocca per la riconsiderazione
della spesa, ripeto, questo per capire l'andamento dell'Aula.
Onorevole Musumeci, sto facendo una precisazione, significa che
bisogna riscrivere quanto meno l'articolo 3 che riguardavano le
disposizioni di spesa. Se viene soppresso l'articolo, il Governo si
ferma, riscrive completamente la manovra, o trova altre entrate o
elimina le spese, però deve essere firmata in questi termini.
Comunico che il Governo ha presentato il sub emendamento al 13 R
ter 2. Allora, prima si vota il soppressivo 13.5. Se dovesse essere
respinto l'emendamento soppressivo 13.5, andiamo al subemendamento
presentato adesso dal Governo, che in parte richiama quanto detto
dagli onorevoli Falcone e Di Mauro, e a seguire esamineremmo
l'emendamento 13 R ter e infine l'emendamento 13 Gov 1.ù
Pongo in votazione l'emendamento soppressivo 13.5.
FALCONE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 13.5.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 13.5.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 63
Maggioranza 32
Favorevoli 26
Contrari 37
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento 13 R ter 2, del Governo. Il parere
della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 13 R ter, così come emendato. Lo pongo in
votazione.
CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 13 R ter.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 13 R ter.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 61
Maggioranza 31
Favorevoli 38
Contrari 22
Astenuto 1
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 13 Gov 1.
CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 13 Gov 1.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 13 Gov 1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 59
Maggioranza 30
Favorevoli 36
Contrari 21
Astenuti 2
(E' approvato)
Complimenti. Sono servite 36 ore ma alla fine ci siamo riusciti
GRECO GIOVANNI. 48 ore
PRESIDENTE. 48 ore. Ha ragione, onorevole Greco, questa volta
siamo d'accordo, ha visto?
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Zafarana ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Riprende l'esame del disegno di legge 1276/A
PRESIDENTE. Si passa all'esame dell'articolo 15. Ne do lettura:
«Articolo 15
Disposizioni per la disabilità e per la non autosufficienza
l. L'articolo 1 della legge regionale 1 marzo 2017, n. 4 è
sostituito dal seguente:
Art. 1
Fondo regionale per la disabilità e per la non autosufficienza
1. Al fine di garantire l'attuazione dei livelli di assistenza,
anche domiciliare, con riguardo ai soggetti con disabilità di cui
all'articolo 3 del decreto del Ministro per il lavoro e le
politiche sociali del 26 settembre 2016 di riparto del Fondo
nazionale per la non autosufficienza e di cui all'articolo 3, comma
3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104 è istituito il Fondo
sociale per le disabilità gravissime e gravi e per la non
autosufficienza di seguito denominato Fondo , da destinare, nei
limiti degli stanziamenti di bilancio, ad interventi di assistenza
in relazione al progetto individuale per la vita indipendente,
tenuto conto della situazione economica equivalente (ISEE).
2. Costituiscono fonti di finanziamento del Fondo le seguenti
risorse:
a) Fondo sociale per le disabilità gravissime e gravi e per la non
autosufficienza regionale ed altri fondi regionali dedicati;
b) Fondo sanitario regionale, ivi compresi i risparmi derivanti
dalle gare centralizzate degli acquisti, che devono essere
aggiuntivi rispetto alla spesa sostenuta per il settore delle
disabilità negli anni precedenti;
c) risorse statali finalizzate;
d) risorse degli enti locali in relazione alle specifiche
competenze in materia socio-assistenziale;
e) eventuali risorse di altri soggetti istituzionali.
3. Il Fondo finanzia le prestazioni ed i servizi socio-
assistenziali e socio-sanitari, non sostitutivi di quelli sanitari,
ai sensi della normativa vigente, tenendo conto specificatamente
delle esigenze dei minori affetti da disabilità. Gli interventi a
carico del Fondo , nel rispetto dei vincoli previsti per le fonti
di finanziamento diverse da quelle regionali, possono essere
erogati mediante forme di assistenza diretta o indiretta, per le
quali ciascun avente diritto esercita la propria opzione.
4. Ai soggetti con disabilità gravissima di cui all'articolo 3 del
decreto del Ministro per il lavoro e le politiche sociali del 26
settembre 2016 possono essere riconosciuti trasferimenti monetari
diretti per ciascun soggetto in relazione al piano individuale di
assistenza attraverso la sottoscrizione di contratto e previa
rendicontazione delle spese sostenute, da erogarsi mensilmente, nel
rispetto dei criteri di cui al decreto presidenziale adottato con
deliberazione della Giunta regionale n. 136 del 20 marzo 2017.
5. Per l'esercizio finanziario 2017 i criteri e le modalità di
erogazione agli aventi diritto dei trasferimenti di cui al comma 2,
lettera a), fatte salve le disposizioni del comma 4, sono definiti
con decreto del Presidente della Regione, da emanarsi entro 90
giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, su
proposta dell'Assessore regionale per la famiglia, le politiche
sociali e il lavoro e dell'Assessore regionale per la salute,
previo parere della VI Commissione legislativa dell'Assemblea
regionale siciliana Servizi sociali e sanitari .
6. A decorrere dall'esercizio finanziario 2018 le competenze per
l'assistenza socio-sanitaria integrata sono assegnate
all'Assessorato regionale della salute che elabora, di concerto con
l'Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali e
del lavoro, il Piano regionale degli interventi e dei servizi
sociali, integrato con il Piano sanitario regionale e con gli altri
interventi statali e degli enti locali, ed in raccordo con gli atti
di programmazione in materia educativa e formativa, del lavoro,
culturale ed abitativa, nel rispetto dei criteri definiti con i
decreti presidenziali individuati nel presente articolo.
7. Le risorse del Fondo direttamente gestite dalla Regione, fatte
salve le disposizioni del comma 4, vengono annualmente ripartite
tra i comuni, singoli ed associati, che sottoscrivono l'accordo di
programma regionale, coerente con le indicazioni definite nel Piano
regionale degli interventi e dei servizi sociali.
8. All'articolo 6, comma 1, della legge regionale 5 dicembre 2016,
n. 24 è aggiunto il seguente periodo: Le Città metropolitane e i
liberi Consorzi comunali possono incrementare i livelli di
assistenza anche con fondi propri. .
9. La programmazione, la gestione ed il controllo del Fondo di
cui al presente articolo è attuata attraverso un adeguato sistema
informativo, integrato con analoghi servizi informativi previsti
per la gestione dei fondi statali e del fondo sanitario e altri
sistemi informativi eventualmente esistenti, alimentato da tutti
gli operatori che a livello regionale e locale operano per lo
gestione delle risorse del Fondo .
10. Per le finalità di cui al comma 2, lettera a) è autorizzata,
per l'esercizio finanziario 2017, la spesa di 84.680 migliaia di
euro cui si provvede, per l'importo di 16.000 migliaia di euro
mediante riduzione della Missione 20, Programma 3, Capitolo 613950
e per l'importo di 68.680 migliaia di euro con le risorse assegnate
alla Regione siciliana per gli anni 2016 e 2017 a valere sul Fondo
nazionale per le non autosufficienze istituito dall'articolo 1,
comma 1264, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. Le assegnazioni
del Fondo nazionale per le non autosufficienze, non utilizzate alla
data di entrata in vigore della presente legge, sono programmate
nell'anno 2017 nel rispetto delle disposizioni della presente
legge.
11. Per le medesime finalità è autorizzata, per gli esercizi
finanziari 2018 e 2019, la spesa annua di 158.000 migliaia di euro
cui si provvede:
a) per l'importo di 63.000 migliaia di euro annui a valere sulle
maggiori entrate derivanti dall'Accordo per l'attribuzione diretta
alla Regione siciliana della compartecipazione IVA per passare dal
criterio del riscosso a quello del maturato , in corso di
definizione;
b) per l'importo di 59.000 migliaia di euro annui mediante
riduzione delle quote relative agli anni 2018 e 2019 del limite di
impegno di cui al comma 4 dell'articolo 15 della legge regionale 14
maggio 2009, n. 6;
c) per l'importo annuo stimato in 36.000 migliaia di euro con le
risorse assegnate alla Regione siciliana per ciascuno degli anni
2018 e 2019 a valere sul Fondo nazionale per le non autosufficienze
istituito dall'articolo l, comma 1264, della legge n. 296/2006.
12. Le risorse destinate al finanziamento delle comunità alloggio
per i disabili psichici iscritte alla Missione 12, Programma 2,
Capitolo 182519 dell'Allegato l - Parte B, della presente legge,
quantificate in 11.500 migliaia di euro annui per il triennio 2017-
2019, integrano le risorse regionali destinate al sistema delle
disabilità.
13. Le risorse derivanti dai risparmi delle gare della centrale
acquisti del settore sanitario sono destinate, nel rispetto della
specifica disciplina vigente, nel limite annuo di 50.000 migliaia
di euro, al finanziamento degli interventi in favore dei disabili
di cui al presente articolo. .
2. Sono fatti salvi i provvedimenti emanati in attuazione delle
disposizioni della legge regionale l marzo 2017, n. 4,
antecedentemente alle modifiche introdotte con la presente legge.
3. All'articolo 91 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11 le
parole e con una quota non inferiore al 50 per cento sono
sostituite dalle parole nell'ambito della programmazione del .
4. All'articolo 7, comma 7, della legge regionale 24 febbraio
2000, n. 6 e successive modifiche ed integrazioni, sono aggiunte
alla fine le seguenti parole , quanto al 50 per cento sulla base
del numero degli studenti iscritti e quanto al restante 50 per
cento sulla base del numero degli studenti iscritti con disabilità.
Per le finalità del presente comma, per il triennio 2017-2019
l'autorizzazione di spesa di cui all'Allegato 1 - parte A, Missione
4, Programma 1, Capitolo 373315 è incrementata dell'importo annuo
di 250 migliaia di euro cui si provvede mediante riduzione di pari
importo della spesa autorizzata dal medesimo Allegato l, Missione
4, Programma 6 per le finalità dell'articolo 9 della legge
regionale 5 dicembre 2016, n. 24. ».
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento di
riscrittura dell'intero articolo 15.R, che è in distribuzione.
GRECO GIOVANNI. Dichiaro di ritirare tutti i miei emendamenti
soppressivi all'articolo 15.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, soltanto una
precisazione.
Stiamo parlando di tre pagine e mezzo, quattro pagine di
emendamento. Io ritengo che un attimino dobbiamo anche leggere,
perché ci sono anche parti aggiunte. Se lo vogliamo anche emendare
non abbiamo neanche il tempo per poterlo fare. Quindi, io la prego,
di andare ad altri articoli e poi ritorniamo su questo.
Noi in linea di principio siamo d'accordo, ma qualcosa può anche
sfuggirci ed è giusto correggerla eventualmente.
PRESIDENTE. Va bene, mi trova d'accordo con la sua obiezione,
onorevole Falcone.
Invito su questo gli uffici ed il Governo, siccome gli emendamenti
che dovremo trattare sono il 3, 15, 22, 23, 26, 32, 34, 43, 44, 45
abrogazione e modifiche di norme , gli aggiuntivi 7, 35, 61 e 68,
e a seguire, in base all'andamento dell'Aula, il 20 e il 67, oltre
al comma 11 dell'articolo 29, se vi sono riscritture da fare invito
il Governo a prepararle già così le distribuiamo e possiamo andare
avanti celermente con la votazione ed evitiamo obiezioni.
GRECO GIOVANNI. Non dimentichi che deve essere allegata la
relazione tecnica.
PRESIDENTE. Non se lo dimenticano, siamo all'ultima finanziaria,
almeno questo il Governo lo ha imparato.
Non sorgendo osservazioni accantoniamo l'articolo 15.
Si passa all'esame dell'articolo 22. Ne do lettura:
«Articolo 22
Disposizioni in materia di soggetti utilizzati in attività e
lavori socialmente utili
1. Ai sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e), del decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed
integrazioni è riconosciuta la legittimità del debito fuori
bilancio della Regione per il valore complessivo di euro
2.510.381,00 per il pagamento della mensilità di dicembre 2016
relativa alle attività socialmente utili svolte dai lavoratori
inseriti nell'elenco di cui all'articolo 30, comma 1, della legge
regionale 28 gennaio 2014, n. 5 e successive modifiche ed
integrazioni (Missione 15, Programma 3, Capitolo 313318).
2. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 4, comma 3 della
legge regionale 29 dicembre 2016, n. 27 è incrementata, per gli
esercizi finanziari 2017, 2018 e 2019 dell'importo annuo di 1.786
migliaia di euro ed è incrementata dello stesso importo la
quantificazione della spesa prevista per gli anni 2020 e 2021.
3. I soggetti che alla data del 31 dicembre 2016, risultano
impegnati nelle attività di lavori socialmente utili finanziati con
fondi a carico del Fondo sociale occupazione formazione di cui
all'articolo 78 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, beneficiari
delle convenzioni stipulate fino al 2016 tra il Ministero del
Lavoro e l'Amministrazione regionale ai sensi dell'articolo 78
commi 2 e 3 della predetta legge transitano, con decorrenza 1
gennaio 2018, nel bacino dei lavoratori socialmente utili
finanziato con fondi a carico del bilancio regionale. Ai soggetti
di cui al presente comma si applicano le disposizioni previste
dall'articolo 4, commi 1 e 2 , della legge regionale 29 dicembre
2016, n. 27.
4. Per le finalità di cui al comma 3, l'autorizzazione di spesa di
cui all'articolo 4, comma 3 della legge regionale 29 dicembre 2016,
n. 27 è ulteriormente incrementata, per gli esercizi finanziari
2018 e 2019, dell'importo di 2.000 migliaia di euro ed è
ulteriormente incrementata dello stesso importo la quantificazione
della spesa prevista per gli anni 2020 e 2021 (Missione 15,
Programma 3, Capitolo 313318).
5. All'articolo 4, comma 2, della legge regionale 29 dicembre
2016, n. 27 è aggiunto il seguente periodo: L'intervento di cui al
presente comma può essere riconosciuto a titolo di contributo ai
datori di lavoro, ivi compresi le aziende ed enti pubblici
dipendenti e/o strumentali dell'Amministrazione regionale, gli enti
locali territoriali o istituzionali, nonché gli enti e aziende da
questi dipendenti, per ogni lavoratore inserito nell'elenco di cui
all'articolo 30, comma 1, della legge 28 gennaio 2014, n. 5,
impegnato nei lavori socialmente utili finanziati con risorse del
bilancio regionale, a cui viene assicurata l'occupazione con
contratti a tempo indeterminato, nel rispetto della vigente
normativa, con un compenso non inferiore a quello percepito in
qualità di lavoratore socialmente utile.».
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
l'articolo 13 è stato sfiancante, sono serviti due giorni di lavori
per determinarne l'approvazione. Purtroppo non ho partecipato al
voto finale perché ero fuori.
All'articolo 22, invece, speriamo di contenere i tempi e di
riuscire nell'arco di poco tempo a definire l'approvazione stessa.
Io vorrei partire dall'articolato che ha licenziato la Commissione
Bilancio, ovverosia quello inserito nel testo che condivido nella
sua interezza, circa il primo comma che trova le risorse per il
2016, il secondo comma che invece le porta a regime per il 2017, il
terzo comma che sana la posizione dei lavoratori del bacino -
chiamiamolo così - nazionale, vorrei che il Governo seguisse questo
ragionamento perché non vorrei trovarmi su posizioni dialettiche
contrastanti.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Vicepresidente Lupo
Il terzo comma parla del pasticcio comminato per gli ASU del
cosiddetto Fondo nazionale, il quarto comma individua le risorse
per il fondo, per il trasferimento delle persone con la copertura
finanziaria e il quinto comma diciamo che è un esercizio che
l'assessore Baccei offre all'Aula di disponibilità perché
finalmente individua un percorso che dà agli ASU la possibilità
della contrattualizzazione a tempo indeterminato.
Assessore Baccei, siccome io sul punto non voglio fare sconti a
nessuno e voglio dire la verità, vorrei che mi seguisse con
attenzione perché riconosco che il quinto comma che individua
l'assessore Baccei permette di individuare un percorso per arrivare
alla contrattualizzazione a tempo indeterminato degli ASU.
Il problema del Governo è che continua a considerare gli ASU come
una categoria di figli illegittimi, io lo voglio dire a scanso di
equivoci, io non faccio parte della categoria di quella politica,
o della deputazione che in quest'Aula ha creato precariato. Io l'ho
subita come tanti altri, faceva parte di una politica che non mi
appartiene, e sulla quale io non ho costruito nessuna carriere
politica e nessuna fortuna elettorale. E questo perché lo dico?
Perché io sono qua ancorato al principio che in questa Regione non
si deve fare un solo precario in più di quelli che esistono perché
ne abbiamo tanti ma dobbiamo trovare la soluzione per tutti, dico
per tutti, non soltanto per un pezzo di precari.
E allora io ho presentato un emendamento, l'emendamento 22.9, che
individua, alla luce del percorso che ha stabilito il Governo, la
procedura che chiude il cerchio e voglio essere chiaro. Sinora il
Governo ha trattato questa categoria come soggetti, come si possono
considerare i figli spuri, soggetti che di cui conosco l'esistenza,
ma li ignoro, faccio una legge ogni anno, metto 40 milioni di euro
poi il rapporto questi soggetti ce l'hanno tra l'Inps e gli enti
utilizzatori. Io faccio finta che non esistono.
Con l'emendamento 22.9, a mia firma, dei colleghi la Rocca Ruvolo,
Di Giacinto che in Commissione ha collaborato, Savona ed altri, si
stabilisce il principio secondo il quale la procedura diventa in
capo alla Regione.
Allora, signor Presidente, non so perché gli uffici hanno
considerato l'emendamento 22.9 come sostitutivo dell'articolo 22.
Se lei legge i commi 1, 2, e 3 che cerco di emendare, il comma 4 ed
il comma 5 vedrà che aggiungono materia ai cinque commi che già
fanno parte dell'articolo 22. Chiedo, quindi, che l'emendamento
22.9 sia considerato aggiuntivo all'articolo 22 nella parte in cui
riguarda i primi cinque commi.
Io stesso ho presentato un sub-emendamento che abroga, sopprime il
comma 6 perché nel comma 6 dell'emendamento 22.9, che definisce la
procedura di stabilizzazione per un importo di 750 euro ma per tre
anni. Il Governo, invece, la stabilisce per un importo inferiore
per cinque anni.
Pertanto, la richiesta conclusiva che avanzo all'Assemblea è che
dichiaro il voto favorevole all'articolo 22 formulato dal Governo
ed approvato in Commissione Bilancio e chiedo di aggiungere
all'articolo 22 l'emendamento 22.9 relativamente ai commi 1, 2, 4,
5 ed il sub-emendamento che sostituisce il comma 3 ed abroga il
comma 6. L'articolo 22.9, se il Governo dovesse dare parere
favorevole, è un atto di responsabilità nei confronti di questi
soggetti che da oggi in poi vengono riconosciuti come soggetti
facente parte della platea del precariato, precariato nel quale
elenco già questi soggetti sono ricompresi.
Nessuno vuole fare un precario in più, anzi, dovrebbe esserci
qualche giorno un giudizio sulla politica che ha determinato tutto
questo precariato, ma pensare di salvare soltanto qualcuno e non
anche gli altri è una vigliaccata che io non consento e non
permetterò.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Giovanni Greco. Ne
ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
solo per dire che l'emendamento che ha presentato l'onorevole
Turano, non so per quale motivo, è identico a quello mio. Qquindi
rinuncio a parlare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Formica. Ne ha
facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto faccio
notare agli Uffici che analogo emendamento, il 22.7 avevo
presentato pure io, e non vedo qui citato.
Pur tuttavia, non è un problema perché sono talmente d'accordo che
ho presentato un emendamento analogo e considero anche questo come
se fosse un mio emendamento.
Detto questo, io credo che, finalmente, dopo tanti anni, oggi
abbiamo l'occasione di porre rimedio ad alcune decisioni errate che
sono state prese in passato e avverso le quali io, pubblicamente,
allora ricordo quasi in solitaria mi sono opposto in Aula.
Mi riferisco, per esempio, quando si è deciso credo nel 2004, alla
stabilizzazione dei precari che lavoravano negli uffici della
Regione.
Allora, io solo, da questo pulpito, mi sono espresso in maniera
contraria perché ritenevo allora e lo ritengo ancora oggi che, in
un settore di grande sofferenza come quello del precariato, nessuno
può permettersi di assumere decisioni che, poi, a cascata
determinano soggetti di serie A e soggetti di serie B, di serie C,
di serie D.
Quindi, prendo atto, favorevolmente, che finalmente si cerca con
questa norma di porre rimedio a tanti anni di scelte sbagliate
perché quel mondo o camminava tutto assieme o non poteva accettarsi
che una parte la si mandava avanti e l'altra no.
Anch'io propongo che l'emendamento 22.7 venga considerato come
aggiuntivo all'articolo del governo perché in effetti tale è.
Quindi, lasciando il predicato, i primi commi in maniera
impregiudicata , i primi commi dell'articolo 22, a questi commi
aggiungiamo l'emendamento 22.7 che, finalmente, dà dignità a questi
lavoratori perché sono tutti lavoratori che mandano avanti gli
uffici che sono nelle ASP, che sono ai beni culturali e che
svolgono esattamente lo stesso lavoro dei loro colleghi.
Sono lavoratori che spesso sono nella stanza, pur essendo in una
condizione di discriminazione il che non è accettabile.
Con questo emendamento, finalmente il parlamento opera un atto di
giustizia e dà nuovamente dignità al lavoro, ai lavoratori, alle
persone perché un governo non può accettare che ci siano cittadini
di serie A e cittadini di serie B.
L'emendamento ha le coperture necessarie, dà l'assetto tecnico su
come operare e, pertanto, a questo punto ritengo che velocemente
possiamo dare attuazione e mettere un punto almeno su questa grande
categoria.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Falcone. Ne ha
facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
brevissimamente per dire che noi siamo perché la norma venga
approvata perché la condividiamo. A questo mondo del precariato
dobbiamo dare una prospettiva, ma mi sono permesso assieme ai
colleghi Foti, Giuffrida, Vinciullo, Raia a presentare un
emendamento che riguarda anche quelle sette persone del Comune di
Milo, su cui si è parlato tanto e su cui, per varie ragioni, non
sono mai potuti rientrare.
Lo abbiamo verificato con gli uffici. Abbiamo presentato anche una
relazione tecnica. Io chiedo che il Governo dia un parere
favorevole e che l'Aula lo posso apprezzare favorevolmente.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Forzese. Ne ha
facoltà.
FORZESE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, all'amico Roberto,
dico: Non è difficile farti sognare, Roberto . Onorevole Formica,
non mi ascolta?
Onorevole Formica, vorrei far sognare l'amico Roberto e, se mi è
consentito, partendo da un sogno che poi diventa realtà, mi spiace
tanto che non ci sia l'amico, presidente Ardizzone presente, perché
mi sembra corretto, Presidente, che ancora una volta avrei voluto
più che altro fare, in questo caso, un complimento perché gli
interventi che sono stati fatti prima del mio, ho visto che vi è
una voglia tanta di manifestare, a chi è interessato
all'approvazione dell'articolo, che siamo tutti d'accordo
nell'essere così bravi, nel condividere, per ciò che concerne la
stabilizzazione, per ciò che concerne come dare una vera e propria
possibilità di aspettative a chi, in questi anni, non le ha mai
avute. E, certamente, ribadisco ancora una volta che, così come in
questo articolo, dopo essere stati bloccati per ben due giorni per
ciò che concerne l'articolo precedente, io spero, presidente Lupo,
in più occasioni lei ha manifestato una saggezza particolare,
tant'è vero che io ho tentato di candidarlo, in più occasioni, ad
eventi molto più prestigiosi. Se poco fa mi sono permesso di dire
che siamo partiti con una spettacolare riunione come Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, e mi riferisco anche
all'onorevole Cancelleri, in quella riunione di Presidenti dei
Gruppi parlamentari era stato praticamente deciso che bisognava
renderla snella la finanziaria, tentando di mettere da parte una
serie di articoli e, successivamente, abbiamo visto una finanziaria
come se fosse una fisarmonica: questo si, questo no
Poi abbiamo avuto un'altra riunione, una Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari molto riservata, in Sala rossa, eravamo
circa 30, e vista la riservatezza della riunione era stato anche
detto che gli articoli 29 e 30 venivano, di fatto, trattati, e
questo lo dico anche a lei Assessore.
Stamattina, visto che l'amico presidente Ardizzone faceva notare
una mia assenza, cosa che non era affatto vera perché ero qui alla
13.47, lo si può vedere attraverso la mia scheda, così come è stata
messa, ho semplicemente avvertito che non verranno più trattati il
29 e 30, tanto ho capito che vi sono dei momenti là dove si
utilizza una demagogia politica che non serve se non a dimostrare
come qualcuno vuole essere più bravo degli altri e ritengo che la
finanziaria, nella sua interezza, è tutta importante ed è,
sicuramente, una responsabilità tale che noi tutti dobbiamo
assumerci come Parlamentari. Poco fa, il mio concetto non era
quello di far notare l'assenza di taluni colleghi del PD per
capriccio, ma se qualcuno è assente è perché volevo dare proprio
una vera e propria testimonianza dell'importanza di queste primarie
e, non a caso, per il 30 di aprile, ed era una delle ragione perché
io avevo chiesto espressamente nella Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari perché poteva essere attuata una possibile
prospettiva di snellire la finanziaria.
Ma così non è
Tanto la mia non voleva essere, poca fa, una minaccia, così come
l'assessore Cracolici, dice: Cosa hai fatto? Hai votato? ; ho
sempre dato me stesso nella responsabilità delle cose ma è anche
vero che bisogna, comunque, convincerci che non possiamo utilizzare
un criterio e 32 misure a convenienza.
Intanto, ribadisco ancora il mio concetto e gradirei che lei si
possa far carico di questo mio intervento, presidente Lupo, perché
ritengo importante, mai come oggi, che il 29 e il 30 come articoli,
vanno trattati in questa giornata.
Per quanto concerne l'onorevole Turano, che ringrazio sempre per
la sua affettuosità, la sua capacità, la sua professionalità, io lo
condivido nella sua interezza il suo intervento perché siamo tutti
qua, caro Mimmo, a dare delle risposte concrete.
Ecco perché, noi voteremo questo articolo, voteremo la
finanziaria, ma lei deve farsi carico, Presidente Lupo, perché
ancora una volta ribadisco che l'articolo 29 e 30 devono essere
trattati quest'oggi.
PRESIDENTE. Onorevole, sull'argomento la Presidenza si è già
pronunciata, ovviamente non potrei fare diversamente, quindi
ribadisco quanto già affermato dal Presidente Ardizzone.
È iscritto a parlare l'onorevole Rinaldi. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo presentato
un emendamento che non trovo qui fra i vari emendamenti presentati
ma, sostanzialmente, era a favore di questa norma e, più o meno,
ricalcava gli emendamenti che qui vedo già presentati. Con una
differenza al quinto comma - i primi quattro sono tutti quelli che
finanziano la categoria e vanno bene - e con l'emendamento tentiamo
di inserire una norma di salvaguardia per gli ASU e diciamo, in
questo periodo: gli enti locali e i territori nonché gli enti e
aziende da questi dipendenti per ogni lavoratore , cioè noi
diciamo anche tutte le aziende, gli enti che sono sottoposti a gli
enti pubblici noi garantiamo , ma ci sono molti ASU che non
rientrano anche in queste categorie.
Nel mio emendamento avevo previsto che anche tutti quelli che in
questo momento non hanno un'utilizzazione presso un ente locale o
un ente pubblico, ma che sono ancora nelle cooperative, devono
avere comunque una collocazione, e non vedo negli emendamenti
presentati un risultato del genere.
Noi dobbiamo garantire a tutti gli ASU, anche a quelli che in
questo momento non sono utilizzati o dalle ASP o dai comuni, o da
qualsiasi altro ente pubblico, attraverso l'ufficio provinciale del
lavoro, in concerto anche con l'assessorato competente, della
famiglia, una collocazione del personale che in questo momento è a
carico della cooperativa, e non è presso qualsiasi ente
utilizzatore.
Mi pongo anche un altro problema. Molti di questi ASU, in questo
momento, ad esempio, lavorano anche presso le province regionali,
dove c'è un esubero già del personale delle province che deve
essere trasferito nei comuni. Anche questo personale che resta lì,
e fare un contratto a tempo indeterminato, non vorrei che fosse
penalizzato rispetto a tutti gli altri ASU che invece sono alle
ASP, dove la collocazione sarà certa, o nei comuni, dove già
svolgono servizio da tanti anni e c'è una carenza di organico
rispetto, ripeto, a questi della provincia o a quelli che sono
ancora nelle cooperative che non hanno una collocazione ben
precisa.
Il mio emendamento - non so dove sia andato a finire - prevedeva
che anche gli ASU che in questo momento non hanno una collocazione,
e quindi non sono a carico di un ente utilizzatore, devono essere
garantiti e inseriti in qualche elenco attraverso l'ufficio
provinciale del lavoro, di concerto con l'assessorato della
famiglia.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Rinaldi, gli Uffici verificheranno
questo emendamento di cui parlava.
È iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Rinuncio.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole D'Asero. Ne ha
facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo
perché, evidentemente, il problema del personale è un problema che
sta a cuore sempre a tutti e, quindi, anche come Gruppo
parlamentare seguiamo la problematica e vogliamo che l'Assemblea
prenda atto e possa anche integrare, ove lo ritenga opportuno,
l'iniziativa relativa all'articolo 22, perché il principio del
lavoro socialmente utile, o dei soggetti utilizzati in attività e
lavori socialmente utili, diventino sempre più un momento reale di
positività, una opportunità per la Pubblica Amministrazione, e non
un peso e, quindi, in questo io direi che, attesa la normale
procedura che porta sostanzialmente a un obiettivo che vuole essere
quello di un percorso di stabilizzazione futura , c'è e ci debba
essere una necessità di capire qual è realmente il rapporto fra
costo e beneficio. Fare passare un nuovo messaggio che consenta a
chiunque nella pubblica amministrazione di diventare momento di
opportunità e, quindi, di reale servizio che produce in maniera
concreta un risultato e, quindi, partecipa a quel processo di
crescita della nostra realtà siciliana sicuramente è un elemento
importante.
Allora, io invito i colleghi, al di là di quella che può essere
anche la legittima corsa a sostenere una iniziativa che crei in
ognuno di noi delle aspettative, alcuni pensano di determinare
consenso, ma il vero consenso, oggi, deve diventare sempre più il
risultato di un momento produttivo positivo che crei ricadute in
questa direzione.
Allora se i colleghi ritengono, così come il Governo, così come
viene anche sollecitato da alcuni colleghi una possibilità di
aprire questa opportunità a chiunque abbia oggi una parità di
condizione e, quindi, che a vario titolo, ha partecipato a questo,
come dire, momento che può essere definito di ASU, che ci sia
concreta opportunità anche per quelli che non hanno avuto una
ipotesi in questo articolo in maniera, e neanche negli emendamenti
successivi che ho visto. Quindi noi siamo d'accordo, siamo a
sostegno di questo percorso e voglio indicare e chiedere al Governo
un approfondimento che possa determinare anche con un emendamento
un percorso che valuti e determini e realizzi questo processo, fra
virgolette, di dimostrata produttività' di un servizio che,
attraverso i lavoratori che rientrino in questo bacino, possa
essere, appunto, valutato positivamente.
CANI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, intervengo
brevemente per fare delle considerazioni in merito all'articolo 22
che, finalmente, oggi approda in questa Assemblea con la
possibilità di venire approvato e di chiudere una lunga parentesi
che ha visto coinvolti centinaia, migliaia, di lavoratori
cosiddetti ASU, cioè lavoratori impegnati in attività socialmente
utili che oggi, anche se ci sono gli strumenti, non possono ancora
essere stabilizzati laddove è possibile nei vari Enti locali,
Comuni, ex Province, dove esiste la possibilità in base alla
dotazione organica di trovare spazio e di essere stabilizzati.
Finalmente diamo certezza a questi lavoratori perché da tempo sono
in ansia, in preda della paura, la paura di non vedere un futuro.
Quindi saluto con grande gioia questo momento, perché rassicuriamo
migliaia di lavoratori ma, soprattutto, voglio porre l'attenzione
sull'emendamento 22.9 illustrato precedentemente dal collega
Turano, che è stato firmato anche dal sottoscritto, perché
finalmente, se passa questo emendamento, si dà la possibilità di
creare l'albo degli esuberi e, quindi, va a sistemare anche quei
lavoratori che non possono essere stabilizzati nelle varie
amministrazioni locali, Comuni, ex Province ed altro perché,
magari, non c'è la possibilità nella pianta organica.
Con questo elenco che viene, eventualmente, previsto degli esuberi
si dà la possibilità a queste persone di essere trasferite anche
presso altri enti e di avere la possibilità così di essere
utilizzati e rasserenati. Queste persone portano dietro una dote
economica per il triennio e, quindi, con questa agevolazione si dà
la possibilità, l'incentivo, lo stimolo a levare amministrazioni,
ad enti, a partecipate, in ogni caso a tutte le società dipendenti
dalla Regione di poter assumere, di poter utilizzare questo
personale e, quindi, ripeto dare una risposta concreta non solo a
tutti coloro che avranno la possibilità di essere inseriti
direttamente nelle amministrazioni dove ci sarà lo spazio nella
pianta organica. Ma si viene a dare anche una risposta finalmente
seria e definitiva a tutti coloro che oggi sono preoccupati di non
trovare spazio nelle piante organiche dei Comuni o delle ex
Province o di altri società e magari rischiano di restare non
utilizzati e, magari, avere solo l'obbligo dell'uscita dal circuito
del lavoro.
Io mi auguro che questo articolo e questo emendamento venga
approvato nella sua interezza così noi riusciamo a dare una
risposta a questi lavoratori.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Alloro. Ne ha
facoltà.
ALLORO. Signor Presidente, onorevoli non mi dilungo perché i
colleghi sono stati abbondantemente esaustivi. Volevo dire che
questa materia e all'emendamento 22.9, a firma degli onorevoli
Turano, Savona, Di Giacinto ed altri, avevo apposto la firma già in
Commissione Bilancio facendo un ragionamento. Il ragionamento era
quello di dire se questi lavoratori ASU sono stati inseriti nel
bacino unico è chiaro che dobbiamo mantenere un filo, cioè dobbiamo
garantire agli stessi un percorso di stabilizzazione seppure non
immediato però evitare di abbandonarli al loro destino.
Al collega Rinaldi volevo dire che se dovesse passare
l'emendamento 22.9 fa riferimento sia ai pubblici che ai privati,
perché per come è fatto l'emendamento riguarda anche quelli delle
cooperative.
Signor Presidente, c'è un altro problema che riguarda quelli che
sono gli enti sottoposti a controllo e tutela e quindi per esempio
tra questi anche quelli dell'IRSAP che attualmente tutta la materia
IRSAP è stata stralciata dalla finanziaria per andare al collegato
e li era previsto un emendamento del Governo che riguardava il
transito del personale sia dell'LSU che ASU, quindi di tutti i
precari dalla liquidazione all'IRSAP proprio.
Nel momento in cui noi trattiamo questo tipo di ragionamento,
dobbiamo farci carico di tutti perché è chiaro che c'è un bacino
che riguarda, se non sbaglio, 4.500 lavoratori ASU e non possiamo
fare quelli di seria a) e quelli di serie b), dobbiamo mantenere un
filo ed una futura possibilità di stabilizzazione per tutti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Grasso. Ne ha
facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, solo
pochissimo tempo perché non mi voglio dilungare. Avevo presentato
anch'io un emendamento e non lo trovo, come tanti emendamenti forse
finiti negli aggiuntivi ma non è questo il problema.
Gli ASU vengono da tempo utilizzati nei Comuni e quindi oggi,
sicuramente, tutti gli enti utilizzatori traggono un beneficio ed è
arrivato il momento, forse, in cui si può dare dignità di
lavoratori anche a questa categoria. Come diceva bene l'onorevole
Rinaldi noi non possiamo lasciare nel momento in cui si affronta il
problema del precariato e quindi si va verso un processo di
stabilizzazione qui stanno per restare fuori alcuni soggetti che
comunque vengono utilizzati non da enti pubblici e quindi dalle
scuole, immagino le province o anche enti regionali, per esempio
gli ASU che prestano attività e servizio presso le Sovrintendenze,
quindi vi prego di aspettare un attimo che stiamo predisponendo un
sub emendamento affinché anche questa categoria di lavoratori,
questa categoria di ASU possa beneficiare - come è giusto che sia -
possa accedere al processo di stabilizzazione.
Solo un attimo che predisponiamo il sub emendamento.
PRESIDENTE. ..E' iscritto a parlare l'onorevole Di Giacinto. Ne ha
facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
questo emendamento che ha ben spiegato all'inizio il collega Turano
che è il 22.9, già discusso ed approvato in Commissione, purtroppo,
ha avuto un iter negativo in Commissione Bilancio, per cui noi oggi
chiediamo la possibilità che anche per quelle persone che da decine
di anni lavorano come ASU, di dare anche loro la possibilità di
avviare un percorso di stabilizzazione.
Diversamente, queste persone rimarrebbero sempre ASU, non gli
daremmo mai la possibilità di poter entrare in una pubblica
amministrazione definitivamente, come è stato fatto in passato per
gli altri ASU che poi sono diventati contrattisti, oggi sono nei
comuni, sono nelle ex province, sono presso le ASP, sono presso i
vari assessorati regionali. Per cui diciamo che diamo la
possibilità a queste persone, finalmente, di avere un futuro certo.
Per quanto riguarda l'intervento sia del collega Rinaldi che della
collega che ha parlato prima di me, ritengo corretto che si faccia
un sub-emendamento per dare la possibilità anche a tutti colori che
sono presso delle cooperative private di essere inseriti in un
percorso di stabilizzazione presso eventuali enti pubblici, perché
altrimenti queste persone rimarrebbero a vita come ASU, e quindi
con un assegno integrativo.
Pertanto, signor Presidente, io le chiedo, e chiedo al Governo,
approvando anche il subemendamento 22.9.1 che sostituisce il comma
3 e sopprime il comma 6, di dare parere favorevole, affinché questo
emendamento di riscrittura possa essere approvato.
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. La prego di chiarire se i soppressivi
sono ritirati e anche l'emendamento 22.7, grazie.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
solo per comunicare che dichiaro di ritirare l'emendamento di
riscrittura 22.7, e appongo la mia firma all'emendamento 22.9 e al
sub-emendamento 22.9.1.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Dichiarano di apporre la loro firma all'emendamento 22.9 e al sub-
emendamento 22.9.1 anche gli onorevol Tamajo, Mariella Maggio,
Alongi, Currenti, Savona, Panepinto, Vinciullo, Cirone, Alloro, Lo
Giudice, Lo Sciuto e Apprendi. Mi pare di capire, sostanzialmente,
tutta l'Aula.
Pertanto, l'emendamento 22.7 è ritirato. L'emendamento il 22.9,
dopo le dichiarazioni fatte dall'onorevole Turano, quindi, viene
considerato aggiuntivo e non sostitutivo, giusto onorevole Turano?
TURANO. Si, signor Presidente.
PRESIDENTE. Si passa quindi al subemendamento 22.9.1, che preciso
prevede anche la soppressione del comma 5 perché è lesivo del
principio di parità di trattamento. Quindi se siamo d'accordo
includiamo anche la soppressione del comma 5.
Comunico che è stato presentato dall'onorevole Rinaldi un
subemendamento al subemendamento 22.9.1.
RINALDI. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, mi
riallaccio al sub emendamento che è stato presentato e condiviso da
tutti ed inserisco la frase dove l'assessore alla famiglia e
l'assessore competente al ramo ha l'obbligo, per tutti quei
soggetti che in questo momento non sono utilizzati presso alcun
ente utilizzatore, di collocarli anche questi presso un ente
utilizzatore. Non lasciamo a casa nessuno da questa
stabilizzazione, diciamo.
Sempre quelli comunque che rientrano in elenco, signor Presidente.
PRESIDENTE. Abbiamo esigenza di approfondire l'emendamento?
RINALDI. Parlo sempre di quelli che ci sono nell'elenco unico di
cui alla legge che abbiamo approvato. Quindi non stiamo parlando di
un altro bacino. Parlo sempre di quei ragazzi che sono inseriti
nell'elenco, ma che in questo momento
TURANO. E' già previsto
RINALDI. Non è così. Mi permetto di insistere e chiedere di votare
questo sub emendamento.
PRESIDENTE. Onorevole Rinaldi, il testo non è chiaramente
formulato. La inviterei a riformulare il testo in maniera
perfettamente comprensibile perché ci sono delle correzioni che non
ne rendono agevole la lettura.
Il subemendamento 22.9.1.1 è in corso di distribuzione.
DI GIACINTO. Dichiaro di ritirare l'emendamento 22.8 a mia firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa al subemendamento 22.9.1.1. Il parere del Governo?
BACCEI, Assessore per l'economia. Il Governo si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
La Commissione si rimette all'Aula; avremmo, però, la necessità che
fosse un po' più chiaro.
GRECO GIOVANNI. Dichiaro di apporre la mia firma al
subemendamento.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
TAMAJO. Chiedo di apporre la firma al subemendamento.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 22.9.1 a firma dell'onorevole Rinaldi e
altri, soppressivo del comma 5 dell'emendamento 22.9. Il parere del
Governo?
BACCEI, Assessore per l'economia. Si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 22.9 così come subemendato. Il
parere del Governo?
BACCEI, Assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Ricordo che l'emendamento 22.9 è aggiuntivo.
Pongo in votazione l'articolo 22.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, era stato presentato l'emendamento che
riguardava i precari del comune di Milo. Ne avevo parlato anche col
Governo, è stato presentato anche dalla Commissione.
C'è un accordo generale. Credo che su questo dobbiamo chiamare
l'Aula ad esprimersi.
PRESIDENTE. L'emendamento è fuori termine, se c'è una riscrittura
del Governo o della Commissione, il Parlamento la valuta. Ci sono
anche altre proposte di emendamento ma presentati fuori termini.
FALCONE. Presidente Vinciullo, possiamo farlo della Commissione?
PRESIDENTE. Presidente Vinciullo, c'è una proposta dell'onorevole
Falcone. Credo che l'emendamento non è stato presentato nei termini
per cui c'è una riscrittura della Commissione che include anche
questo emendamento.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Siete d'accordo, voi? Se me lo fate avere lo sottopongo alla
Commissione e lo firmiamo.
PRESIDENTE. Ovviamente, sulla proposta di riscrittura chiederò il
parere del Governo per verificare anche la copertura. Quindi,
invito il Governo già fin d'ora a valutarla.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Presidente, la Commissione all'unanimità lo propone all'Assemblea e
al Governo.
PRESIDENTE. Quindi, la Commissione lo fa proprio. Il parere del
Governo?
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Ci rimettiamo all'Aula.
PRESIDENTE. L'Assessore Lantieri si rimette all'Aula ma chiedo il
parere all'Assessore per l'economia.
Il Presidente della Regione si rimette all'Aula quindi il Governo
si rimette all'Aula. Intanto chiedo di distribuire questo
emendamento perché i deputati giustamente lo chiedono.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor presidente, noi la scorsa settimana avevamo
presentato l'emendamento. Si tratta di un argomento discusso tante
e tante volte anche in Commissione.
Nel bacino dei precari ci sono 7 precari, come tutti gli altri,
che per una spiacevole circostanza nel comune di Milo, 2 anni fa
non si videro prorogato il contratto come tutti gli altri precari.
Noi nell'emendamento che è stato discusso in Commissione, che è
stato sottoposto all'attenzione dell'Assessore che ogni anno quando
dispone il fondo di riparto per tutti i comuni include anche il
comune di Milo, ma il cui Sindaco non si è avvalso della facoltà di
prorogare perché desiderava imprecisate raccomandazioni.
Allora, qui noi cosa si vuole intendere? Si intende dare
l'opportunità di rimettere nella loro posizione i precari, i 7
precari che allora furono esclusi. Ovviamente, gli anni in cui non
sono stati in servizio sono persi e il Sindaco concedere la facoltà
di riprenderli in forza ai dipendenti comunali.
PRESIDENTE. L'emendamento 22.10 è stato distribuito. Il parere del
Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Il Governo si rimette all'Aula.
Richiede una copertura ma lo copriamo nella manovra.
PRESIDENTE. Quindi, il Governo si rimette all'Aula ma ha dato
parere positivo sulla copertura nell'ambito della manovra. Quindi,
il Governo ha quantificato la spesa e dà parere positivo. Lo pongo
in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 22, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 23. Ne do lettura:
«Articolo 23.
Potenziamento Centri per l'Impiego
1. Al fine di assicurare il potenziamento dei centri per
l'impiego in materia di servizi, politiche attive del lavoro ed
altri servizi specialistici anche nei confronti di target di
soggetti svantaggiati, l'Assessorato regionale del lavoro, della
famiglia e delle politiche sociali è autorizzato ad avvalersi del
CIAPI di Priolo, ente in house della Regione.
2. Per le finalità di cui al comma 1, il CIAPI di Priolo è
autorizzato, per il tramite di procedure selettive, che valorizzano
l'esperienza professionale, ad avvalersi dei soggetti appartenenti
agli ex sportelli multifunzionali di cui all'elenco unico istituito
con la legge regionale 17 marzo 2016, n. 3 presso il Dipartimento
regionale del lavoro nel rispetto della normativa vigente.
3. Per le finalità di cui al comma 2 sono stanziati 6.000
migliaia di euro, nonché risorse nazionali e comunitarie».
Sono stati presentati diversi emendamenti soppressivi 23.1, 23.2,
23.3 e 23.4, che sono ritirati.
Si passa all'emendamento 23.5 a firma del Governo. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 23, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 15, in precedenza accantonato.
Ci sono diversi subemendamenti alla riscrittura del Governo.
In attesa che distribuiscano i subemendamenti si passa
all'articolo 26. Ne do lettura:
«Articolo 26.
Pubblicità del rendiconto semplificato per il cittadino
1. All'articolo 11 della legge regionale 13 gennaio 2015, n. 3 è
aggiunto il seguente comma:
14 bis. La Regione, e i suoi enti ed organismi strumentali,
pubblicano il rendiconto semplificato per il cittadino redatto ai
sensi dell'articolo 11 del decreto legislativo n. 118/2011, oltre
che sui rispettivi siti internet, anche sui quotidiani a maggiore
diffusione regionale, individuali tramite i dati ADSI facendo
riferimento al numero di copie vendute nelle edicole della
provincia in cui essi hanno sede legale. L'obbligo di cui al primo
periodo è esteso anche alle Aziende Sanitarie Provinciali e alle
Aziende ospedaliere. .
2. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata la spesa di
1.000 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2017. ».
L'emendamento soppressivo 26.1, a firma dell'onorevole Greco
Giovanni ed altri, è ritirato.
Si passa all'emendamento di riscrittura 26.7, a firma del Governo.
Il Presidente della Regione conferma che la riscrittura va bene.
Quindi, onorevole Cancelleri, il 26.6 pertanto è decaduto.
Mettiamo direttamente in votazione la riscrittura del Governo.
CANCELLERI. Perché è decaduto?
PRESIDENTE. Perché si riferisce ad un articolo che è stato
riscritto. Dopodichè lei si deve pronunciare sul 26.7, o a favore o
contro, il risultato non cambia.
CANCELLERI. Il Governo illustra l'emendamento 26.7?
PRESIDENTE. C'è una richiesta dell'onorevole Cancelleri che mi
sembra legittima, se il Governo può illustrare il 26.7. La
riscrittura era stata richiesta per contrasto al 118.
CROCETTA, presidente della Regione. Ce l'ha chiesta la Presidenza
dell'ARS, e quindi gli Uffici dell'ARS in merito alla conformità
rispetto alla normativa nazionale, quindi è un emendamento
meramente tecnico altrimenti ci l'articolo era inammissibile.
Questi sono i termini. Quindi, è una riscrittura sostanzialmente
tecnica per rendere ammissibile l'emendamento. Questo non è un
lavoro di fantasia per intenderci.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, io capisco che l'emendamento 26.7
può essere la riscrittura di adeguamento che gli Uffici dell'ARS
hanno richiesto. Poi, mi piacerebbe sapere se questi Uffici
dell'ARS l'hanno richiesto per davvero; ma va bene, qualche giorno
glielo chiederemo nei corridoi, visto che qui in Aula, poi, non
possono parlare. Ma, il contenuto, non il perché lo avete
sostituito e chi ve lo ha chiesto.
Il contenuto, si può sapere di che parla questa cosa, visto che è
il comma 5 dell'articolo 4 del decreto legislativo 23 che noi
abbiamo sei secondi per sapere tutte le leggi d'Italia a memoria.
Cioè, o ci fermiamo e ci date il tempo di studiare i testi oppure
ce lo spiegate, fermo restando che poi vi dovremmo anche credere,
dico, ma quella è un'altra storia.
CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, Presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, il tema è questo. Noi abbiamo inserito una norma che,
praticamente pubblicizza i contratti e prevede anche i subappalti,
perché molto spesso i subappalti sono oggetto di una gestione
occulta, molto spesso si nasconde il malaffare, quindi rendiamo
visibile non solo il contratto, gli appalti, eccetera, ma anche i
subappalti. Una norma di trasparenza per i cittadini per potere
giudicare anche il comportamento delle stazioni appaltanti dopo la
gara, tutto qua. Non è niente di sconvolgente.
VINCIULLO, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Onorevoli colleghi, premetto che l'emendamento del Governo è
identico a quello della Commissione. Cosa prevede? Prevede
l'adeguamento alla normativa nazionale sugli obblighi di pubblicità
in materia di appalti e di conseguenza estende tali obblighi anche
per i subappalti. Perché il problema vero di eventuali commistioni
che spesso si sono verificate, riguarda la parte successiva
all'appalto, quello che riguarda i subappalti.
Per questo motivo volevamo estendere l'obbligo della pubblicità in
maniera tale che tutti sappiano quello che sta succedendo e come
stanno procedendo negli appalti. Senza voler invocare nulla di
eccezionale, è una norma che serve proprio a questo, a combattere
eventuali infiltrazioni di qualsiasi natura, prima nelle gare e poi
nella concessione di subappalti. Solo questo, ci adeguiamo alla
normativa nazionale.
PRESIDENTE. Io credo che, così come formulato, l'emendamento 26.7
sia di riscrittura dell'intero articolo, non solo del comma 1 e,
quindi, invito il Governo a precisarlo ed anche il Presidente della
Commissione che lo ha presentato.
VINCIULLO, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Sì, è chiaro che si tratta di una riscrittura, perché il comma 1 è
sostituito dal seguente, cioè, quindi, tutto ciò che riguardava il
comma 1.
PRESIDENTE. Quindi, riscrittura dell'intero articolo 26. Assessore
Baccei, conferma?
BACCEI, assessore per l'economia. Confermiamo; è la riscrittura
dell'articolo e non serve più la copertura.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 26.7, di riscrittura
dell'articolo 26, a firma del Governo e anche proposto dalla
Commissione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
E', pertanto, approvato l'articolo 26.
C'è una richiesta di chiarimento dell'onorevole Rinaldi anche se
abbiamo già votato. Se il Presidente della Commissione può
rispondere.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Tutte le cariche evidentemente anche quelle del comparto sanitario
e, quindi, sia aziende sanitarie provinciali quanto aziende
ospedaliere. Su questo non ci sono dubbi. E' già incluso.
PRESIDENTE. Si ritorna all'articolo 15, in precedenza accantonato.
ALONGI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALONGI. Signor Presidente, presidente Crocetta, signor Assessore,
onorevoli colleghi, vi chiedo la cortesia di due minuti di
attenzione perché è un tema particolarmente delicato.
Io non ho fatto nessun subemendamento perché volevo prima fare
l'intervento e confrontarmi con il Governo per capire qual è il
percorso che si può individuare.
Ero intervenuto, già, durante la fase dei lavori, prima di
cominciare a votare gli emendamenti, per quanto riguarda i disabili
psichici gravi, cioè quelli che fino al 1999 erano ricoverati
presso i Manicomi.
Dal '99 questi soggetti non sono più in capo come risorse
all'Assessorato della Sanità ma, dal '99 in poi, sono transitati
all'Assessorato della Famiglia.
Il capitolo è più precisamente il 182519. Voi sapete e l'Aula
conosce, i colleghi sanno, che i Sindaci sui disabili psichici
gravi hanno l'obbligo del ricovero presso le Comunità alloggio.
Questo comporta anche un impegno economico da parte dei Sindaci
che, poi, a sua volta, ricevono da parte della Regione, a partite
di giro, le risorse per potere pagare le rette alle Comunità.
Va detto chiaramente che, ad oggi, le risorse che sono state
inserite o che sono state calcolate nel capitolo 182519 non sono
sufficienti a coprire queste necessità.
Io non voglio ritornare e diventare polemico ma ho detto, l'altro
giorno, che mi dispiace che, alla fine, realtà particolarmente
deboli e delicate come disabili psichici gravi, il presidente
Crocetta, che non vengono sotto il suo ufficio a protestare, che
non vanno in Rai a protestare, che non vanno al Giornali di Sicilia
a protestare, rimangano in un angolo e nessuno se ne occupa.
Io, da quattro legislature, questo tema l'ho sempre sottoposto
all'attenzione dell'Aula.
Credo che oggi, nell'approvazione dell'emendamento dell'articolo
5, credo che questo sia un tema che vada affrontato con pari
dignità perché credo che questo sia un tema che non va né
sottovalutato e neanche disconosciuto, quindi, chiedo all'assessore
Baccei, al presidente Crocetta, all'Assessore per la Famiglia e
all'Assessore per la Sanità, ove è possibile, di trovare un
percorso, non dico riscrittura, un emendamento o un subemendamento,
che può descrivere il Governo stesso, affinché si trovino le
risorse anche per questa categoria, perché io l'ho detto poco fa in
una battuta, lo dicevo nei giorni scorsi, non è che perché alla
fine molti di questi non sono potenziali elettori perché non vanno
a votare o non fanno consenso, alla fine vanno lasciati all'angolo.
Io credo che bisogna avere rispetto degli uomini fino in fondo e
questi, che sono gli ultimi degli ultimi, vanno sostenuti fino in
fondo.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, è chiaro che i disabili psichici sono all'interno dei
fondi per la disabilità. Questo è un fondo unico per la disabilità
e la non autosufficienza ed è l'innovazione legislativa che stiamo
ponendo con questo articolato.
Fra l'altro, voglio ricordare, che tra gli emendamenti che già
abbiamo approvato c'è quello del fondo unico a valere comunale dove
il 10 per cento dei trasferimenti vanno ai gravi. Qui è indicato
con molta chiarezza che ci saranno le direttive che dovremo
concordare con il Parlamento, con la Commissione Sanità, insieme
agli assessorati della famiglia e della salute, io le assicuro che
già così come è scritto l'articolo copre tutte queste cose.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente ARDIZZONE
Voglio precisare che già quest'anno, anche rispetto ai fondi che
saranno trasferiti ai comuni, praticamente la spesa viene
raddoppiata, perché andiamo all'anticipazione delle risorse che
ancora il Governo non ci ha neppure assegnato, diventano 68
rispetto ai 34 milioni degli altri anni, con anni arretrati, per
cui ci sono tutte le risorse. Se noi lo vogliamo specificare, però
io ripeto è ridondante che il fondo della non autosufficienza si
applichi anche all'articolo 1, si applichi anche alla disabilità
psichica, a me sembra pacifico. Se lo dobbiamo inserire lo
inseriamo.
Il problema è che lo dobbiamo inserire nel punto giusto. Adesso lo
guardiamo. Perché poi non esiste una tipologia di malattia che è
grave in quanto tale. Per esempio la sclerosi multipla in alcuni
momenti è gravissima, in altri momenti è leggera, in altri momenti
è grave. La malattia psichica può essere supergravissima e può
essere leggera. Non possiamo definire il disagio psichico come
gravissimo o grave, noi dobbiamo specificare che rientra nel fondo
della non autosufficienza. Ci sono persone con disagio gravissimo
che necessitano di andare in casa famiglia, ci sono quelli che
addirittura possono lavorare. In relazione ai piani individuali di
cura e di assistenza si fa il riferimento, però il fondo globale
per la non autosufficienza, per legge, ingloba anche le persone con
disagio psichico.
ALONGI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALONGI. Signor Presidente, assessore Baccei, io insisto perché
credo che basterebbe individuare, all'interno dell'articolato, che
il capitolo 18 può attingere a questo fondo, può essere ripianato
da questo fondo. Il problema vero è un altro. Le somme che ci
vogliono - sono censiti già questi soggetti - sono 24 milioni di
euro e ad oggi soltanto 11 milioni di euro sono disponibili.
Credo che vada inserito perché c'è un suo capitolo a sé stante e
se non lo specifichiamo corriamo il rischio di non poter fare
l'intervento di integrazione del capitolo.
ARANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo rassicurare
l'onorevole Alongi, essendo nella vita psichiatra ed avendo
partecipato anche alla Commissione invalidi civili, che la legge
del 5 febbraio 1992, n. 104, articolo 3, comma 3, riguarda sia
l'invalidità fisica che psichica. Possiamo stare tranquilli che
sarebbe ridondante aggiungere, anzi aggiungendo, forse, escludiamo
qualche altra patologia.
PRESIDENTE. Soppressivi ritirati, c'è una riscrittura del Governo
alla quale sono stati presentati diversi emendamenti.
FALCONE. Signor Presidente le stanno per arrivare miei tre
subemendamenti.
PRESIDENTE. Allora, onorevoli colleghi, sospendo la seduta per due
minuti, però, non vi allontanate dall'Aula.
(La seduta, sospesa alle ore 18.01, è ripresa alle ore 18.10)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati numerosi
emendamenti per cui occorre un po' di attenzione.
Onorevoli colleghi, ai fini del coordinamento degli emendamenti
presentati sospendo nuovamente la seduta per altri due minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18.11, è ripresa alle ore 18.21)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sono stati presentati
all'emendamento 15R i subemendamenti 15 R3, 15 R9, 15 R6, 15 R4, 15
R7, 15 R11, 15 R12, 15 R5, 15 R1, 15 R10, 15 R2, 15 R8.
ALONGI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALONGI. Signor Presidente, intervengo solo per un minuto - non
voglio essere logorroico, però, credo che stiamo commettendo un
errore di carattere tecnico, Assessore Baccei, se mi presta un
attimo di attenzione.
Oggi, onorevole Presidente, in Sicilia presso le comunità alloggio
sono ricoverati 2.100 disabiliti psichici, in capo ed in carico ai
comuni, con responsabilità penale per i sindaci.
Il capitolo non è capiente. Ci sono soltanto undici milioni di
euro e la necessità è di oltre quaranta milioni di euro.
Assessore Baccei, bisogna preparare un subemendamento dove,
chiaramente, individuare una parte delle risorse di questo articolo
per i disabili psichici gravi.
Se ciò non avviene voterò ugualmente l'articolo 15, ma - molto
onestamente - affermo che diventerà la mia battaglia perché non è
possibile che una categoria di soggetti non difesi da nessuno o
indifendibili, perché soli, rimangono all'angolo, e non è come
afferma il Presidente Crocetta
C'è un capitolo a se stante per cui o si rimpingua, o alla fine
rimangono scoperti, non so come meglio spiegare questa cosa.
Facciamo un'integrazione con un emendamento in cui si rifinanzia
questo specifico capitolo con queste risorse.
DIGIACOMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIGIACOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio
intervento è volto a tranquillizzare l'onorevole Alongi, perché il
problema che pone è reale.
Gli volevo ricordare che abbiamo esitato, con parere favorevole,
il decreto di integrazione socio-sanitaria che ha un fondo di
duecentoventi milioni di euro che copre ampiamente - in modo molto
sistematico e organizzato - il servizio a supporto della disabilità
mentale.
E' un decreto estremamente innovativo che pone la Sicilia in
un'avanguardia nazionale rispetto alla trattazione di questi
problemi, e credo che nei prossimi giorni sarà pubblicato.
I soldi in questo fondo ci sono, le ricordo, onorevole Alongi,
che il fondo complessivamente, tra sanità e servizi sociali,
intorno ai duecento milioni di euro, credo duecentoventi milioni di
euro e queste sono risorse, come dire, aggiuntive rispetto a quanto
già previsto nel decreto di integrazione socio-sanitaria.
Non so se ciò è valso, onorevole Alongi, a rassicurarla, insomma,
come dire, la sua legittima preoccupazione può rientrare nell'aureo
della tranquillità perché non ci siamo dimenticati di questo
aspetto che è molto, molto rilevante.
Tra l'altro, mi permetterei di suggerire agli onorevoli colleghi
che, per carità ne hanno facoltà, di tenere presente che noi con
questo decreto stiamo costituendo un fondo e i decreti attuativi,
poi, passeranno dal vaglio della Commissione di merito, quindi io
non inzepperei questa norma di molti distinguo e quant'altro perché
rischiamo di fare confusione anziché, come dire, costituire questo
fondo che, oggettivamente, rispetto al passato è cospicuo e che,
insomma, nell'immediato passato, - per parafrasare una battuta
felicissima - non c'erano neanche i congiuntivi altro che soldi.
Adesso il fondo è cospicuo e noi possiamo fare un buon lavoro, ma
non penso che sia questo il momento e questa la sede.
PRESIDENTE. Si passa all'esame dell'emendamento 15.R3, primo
firmatario l'onorevole Cancelleri.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente intervengo brevemente. Volevo
illustrare due degli emendamenti che mi vedono primo firmatario: Il
15R3 e il 15R4, che vogliono, in qualche modo, introdurre due
concetti che secondo me sono importanti e anche interessanti per
questa norma per svilupparla e, insomma, renderla all'avanguardia
rispetto anche alle altre Regioni.
Io credo che sia una opportunità. Spero che l'Aula possa valutare,
che il Governo, il Presidente della Regione possano valutare questa
proposta.
Il 15R3 propone una modifica del comma 3, inserendo la possibilità
a i soggetti che sono percettori di un trasferimento monetario, di
potere effettuare una scelta anche in forma combinata dei soggetti
che devono, appunto, erogare il servizio, chiaramente vengono
citate le cooperative ma vengono citati anche gli operatori
iscritti al Registro pubblico degli assistenti familiari che è
istituito con decreto del 22 aprile 2010, ai sensi della legge
regionale 10 del 2003 presso l'Assessorato, ma anche gli operatori
OSA e OSS e inseriamo la figura anche del caregiver e spieghiamo la
specifica figura del caregiver familiare convivente, entro il
secondo grado di parentela o affinità, ai sensi del Titolo V del
libro I del Codice Civile.
Questo, secondo me, dà la possibilità al soggetto che percepisce
questo denaro di potere espletare una scelta che è chiaramente poi
alla fine semplicemente personale.
Il 15R4 invece è un lavoro di raccordo con quello che era il
frutto del lavoro che c'era stato in Commissione. Il comma 4 della
scrittura dell'articolo così come era uscito dalla Commissione
prevedeva che appunto questi soggetti che percepivano trasferimenti
monetari dovessero in qualche modo poi anche effettuare un minimo
di rendicontazione delle spese effettuate.
E' scomparsa questa dicitura dalla riscrittura del Governo, la
vogliamo reinserire al comma 6 dove appunto in coda alla
possibilità di sottoscrivere un patto di cura, come il Governo lo
ha chiamato, sottoposta a verifiche periodiche e a rendicontazione
delle spese sostenute.
Sono due proposte di buon senso e io spero che il Governo e il
Presidente della Regione possano accettare quelle che sono, in
parte, anche delle proposte che provengono proprio dal mondo dei
soggetti disabili gravissimi e che possono rappresentare, secondo
me, un fattore di estrema efficacia nella scrittura di questo
articolo.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, onorevole Cancelleri, per quanto riguarda l'emendamento
15R.3 mi pare che contempli la linea del Governo perché
sostanzialmente risponde alla logica di dire io mi faccio seguire
da un mio familiare e non ho bisogno di nessun altro'. Ed è il caso
di una bambina che ho incontrato oggi alla manifestazione dei
disabili, con due genitori in carrozzina. Questa ragazza si è
diplomata. Cosa fai nella vita?'. Adesso dovevo andare
all'Università e non ci posso andare.' Perché?'. Perché debbo
badare ai miei genitori.'.
Però questo articolo fa a pugni con l'altro che, invece, ha una
logica veramente fiscalista e giustizialista di dire io ti faccio
la rendicontazione'. Ma se io me ne vado all'Università che
rendicontazione ti debbo fare? Quella che mi sono pagato gli studi
per assistere i miei genitori?
Affidiamo tutta questa parte delle rendicontazioni al discorso che
dobbiamo fare con le associazioni dei disabili e alla Commissione,
dove ci siete tutti Perché il Governo non è che dice noi vogliamo
fare il decreto senza sentire nessuno'. Quello che dovrà dare la
Commissione parlamentare è un parere vincolante ai fini del
decreto.
Poi vi rappresento un'altra questione. Una famiglia povera che
cosa deve rendicontare? Noi pretendiamo che loro spendano i soldi
prima, e sei mesi dopo noi gli daremo i soldi? Come avviene nella
burocrazia? Non mettiamo vincoli. Vi prego, vi faccio un appello.
Perché io trovo ragionevole l'emendamento 15R.3, ma nel 15R.4 ci
vedo la prepotenza dello Stato che pensa di essere etico' e le
famiglie indegne. Noi non dobbiamo dare lezioni a nessuno.
Vediamo insieme. Lo concordiamo con le famiglie della disabilità,
perché dobbiamo garantire che i soldi vengano destinati
effettivamente alla cura del disabile con un piano preciso, che
dovrà essere giustificato. Però se cominciamo a dire che ci vuole
la pezza giustificativa, ci perdiamo.
Vi chiedo di ritirare questo emendamento e finiremo insieme in
Commissione. Accogliamo il primo, perché lo trovo in linea con
quello che pensiamo noi. Trovo, invece, inopportuno, in questa
fase, un sistema per cui è complicatissimo dare i soldi. Io l'ho
visto in questi mesi quello che succede. Succede che prima avevamo
2.750 disabili, ora ne abbiamo 1.750. Poi che loro debbono firmare
il patto di cura e debbono specificare è un altro discorso.
Parecchia di questa gente è totalmente abbandonata, quindi sarebbe
opportuno che noi, rispetto a questi problemi, cominciassimo a
stabilire criteri che ci consentano di raggiungere questa gente,
pensando che interveniamo rapidamente.
Credo che il primo emendamento specifichi ampiamente i limiti
entro cui si deve svolgere l'assistenza, e quindi non c'è bisogno
di precisare ulteriormente che debbono spendere prima i soldi,
perché molti non hanno neanche i soldi per affittarsi la casa, no
per assumere ad uno.
Il caso dei fratelli Viviano, quattro fratelli con una malattia
gravissima progressiva. Abitano fuori Lipari. Dovrebbero fare la
telemedicina, però non c'è la rete wi-fi e non arriva internet.
Dovrebbero avere qualcuno che li assiste dalla mattina alla sera, e
non hanno nessuno. Dovrebbero avere una casa degna di tale nome.
L'affitto rientra nella rendicontazione, o no?
Allora, stabiliamoceli con calma questi parametri. Perché anche la
legge 104, non è che fa riferimento solo all'assistenza ed alla
cura, fa riferimento anche al benessere fisico e psichico della
persona con disabilità, ed il contesto socio-economico e familiare
in cui vive. Quindi, non liquidiamo con un emendamento che oggi ci
bloccherebbe, invece, una discussione aperta e democratica che noi
dobbiamo fare, con l'intero Parlamento.
Quindi, il Governo esprime parere favorevole sul primo. Per il
secondo vi chiedo, cortesemente, di definirlo insieme, stabilendo
una materia che è di una complessità incredibile, che io mi ci sono
dovuto confrontare ogni giorno, e dopo avere stanziato i soldi,
decretato i trasferimenti alle ASP, ancora - proprio in
considerazione a tutte le questioni burocratiche che si pongono -
convochiamole ulteriormente.
PRESIDENTE. Presidente Crocetta, per mia chiarezza, quindi lei dà
parere favorevole al 15.R3 e parere contrario al 15.R4.
Siccome l'emendamento 15.R3 è sostitutivo del comma 3, tutti gli
emendamenti agganciati al comma 3 decadono di conseguenza, se
dovesse essere approvato.
Il parere della Commissione sull'emendamento 15.R3?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo riconoscere che
dovere trattare questo argomento in Aula, su una riscrittura così
vasta, è veramente complicato per via della delicatezza del tema.
Però occorre fare delle precisazioni e mi permetto di rivolgermi al
Presidente, ponendo la discussione su questa vicenda della
rendicontazione.
Noi, in alcun modo vogliamo rappresentare quella parte del Paese
che sta col mitra puntato di uno Stato oppressore, però bisogna non
confondere le cose. Se noi queste misure, questo fondo per la
disabilità lo vogliamo fare diventare un fondo di sostegno al
reddito, eliminando la rendicontazione agevoliamo la strada a chi
potrebbe fare un uso distorto di queste somme, e ci spieghiamo. Ad
esempio, il Presidente ha parlato dell'incontro di oggi con la
giovane donna, la giovane ragazza che accudisce i genitori e che,
giustamente, vede la sua vita interamente dedicata alla cura dei
propri parenti. Ora, non è che noi chiediamo la rendicontazione di
quello che la signora farà con le sue somme. Noi gli diamo la
disponibilità di potere pagare delle persone, mentre lei,
giustamente, va all'università.
Perché, caro Presidente, come ha detto lei, ci sono tante famiglie
estremamente povere e con strumenti culturali molto ridotti che,
vedendosi arrivare dei trasferimenti monetari diretti, e
Presidente, trasferimenti monetari diretti di soldi cash,
potrebbero lasciare spazio ad approfittatori.
Presidente, se lei vuole fare il reddito minimo di cittadinanza fa
una norma con questo titolo, non può confondere fischi con fiaschi,
perché di confusione ne ha fatto abbastanza.
Quindi, secondo noi la rendicontazione è uno strumento utile,
perché quando si va ad assumere del personale qualificato, per
carità, o si decide di procurarselo da sé, o si decide di
rivolgersi a delle strutture già organizzate e riconosciute, in
quei casi la rendicontazione si rende necessaria. Perché altrimenti
noi ci ritroveremo tanti farabutti che metteranno i parenti
disabili nel sottoscala, li manterranno in vita per potere
intascare la remunerazione economica diretta; invece, a tutela
delle persone serie e dei disabili, la rendicontazione permetterà
di avere direttamente e di curare l'interesse della persona
disabile.
Poi, quando vogliamo parlare di reddito di cittadinanza,
Presidente, dato che lei sono quattro anni che lo annuncia e non lo
fa, lo facciamo con il titolo giusto.
ARANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo su
questa questione della rendicontazione.
Allora, io vorrei dire questo, noi siamo qui per risolvere i
problemi delle persone o per crearne altri?
Perché se siamo qui, avere la visione paradoidea nel senso che
ognuno è qui per fregare qualcuno o qualcos'altro, non ha senso.
Se noi dobbiamo risolvere i problemi delle persone, intanto, se
dobbiamo accreditare delle somme, accreditiamole; se poi dobbiamo
assicurarci che le somme vengono spese per l'assistenza, allora,
possiamo mettere una supervisione, una supervisione di una
assistenza sociale del Comune, o una assistenza sociale dell'ASP
per vedere, rispetto al progetto riabilitativo, rispetto al
progetto di cure, se effettivamente si sta effettuando, ma rompere
le scatole, Presidente, alle persone ed andare a rendicontare per
stabilire ciò che è rendicontabile, ciò che non è rendicontabile io
mi immagino, e questo ve lo dico sempre da esperto, e faccio
l'esperto in Aula gratis, una famiglia con disabilità mentale,
attimi fa sono intervenuto sulla disabilità mentale, vorrei vedere
una famiglia a cui diamo l'assistenza con il reddito e deve fare la
rendicontazione, poi la famiglia che deve andare a chiamarsi un
esperto che gli fa la rendicontazione e, quindi, oltre ai problemi
che hanno con quei quattro soldi che gli diamo gli creiamo un
ulteriore problema?
Io, quindi, sono disponibile ed invito il Governo a scrivere un
sub-emendamento per un controllo attraverso il servizio sociale ma,
che ci sia una rendicontazione, mi pare una cosa allucinante per le
famiglie che hanno sofferenza e alle famiglie che hanno sofferenza
non dobbiamo creare altri problemi ma dobbiamo risolverglieli.
RAIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io ho presentato
dei sub-emendamenti perché penso che noi, nel momento in cui
formuliamo delle leggi e facciamo delle leggi, le dobbiamo fare
affinché dietro le leggi, poi, non si nascondano distorsioni del
meccanismo stesso perché noi dobbiamo tutelare le persone che hanno
diritto e bisogno ad essere tutelati fermo restando che siamo dei
legislatori e, quindi, facciamo le leggi.
Ora, noi stiamo andando a formulare e, parlare di un intervento e
parlare di cose abbastanza delicate come la disabilità e
quant'altro, certamente, non è assolutamente facile ma io mi chiedo
e faccio una domanda e intanto non sono d'accordo col Presidente
quando dice veramente che noi non stiamo dando e non possiamo dare,
non possiamo creare il reddito di cittadinanza quando questo, poi,
sarà creato, sarà creato, ma adesso non è questo il tema, il tema è
come queste risorse arrivino alle persone, in che forma arrivino e,
fino ad oggi, come sono arrivate alla persone perché se noi
pensiamo che la Sicilia, in questo modo, diventa all'avanguardia,
secondo me ci sbagliamo di grosso perché è l'unica Regione che sta
attivando un meccanismo di erogazione diretta delle somme.
Tutti quanti noi sappiamo che, dietro determinati meccanismi, poi,
si possono nascondere mille risvolti.
Io sono perché le cure vengano date, ma vengano date in maniera
puntuale e precisa, ecco perché penso che l'erogazione dei titoli
deve essere tracciabile, non può essere che a chiunque arrivi il
titolo così e lo si può spendere come si vuole, non lo ritengo
corretto; ritengo, invece, altrettanto corretto che questi vengano
spesi nel migliore dei modi.
Non dimentichiamo, fra l'altro, che dietro questo mondo che
abbiamo conosciuto fino ad oggi, prestano lavoro tantissime persone
nella nostra Regione, vengono occupate migliaia di persone. Dal
momento in cui noi stiamo cambiando il sistema del welfare, o una
parte di questo, dobbiamo renderci conto che andiamo a mettere in
discussione anche il lavoro di centinaia e centinaia di
professionisti che, fino ad oggi, invece, hanno dato assistenza.
Col Presidente io non sono assolutamente d'accordo, sono in
assoluto disaccordo e, per quanto mi riguarda, se non intervengono
modifiche o se non vengono apportate modifiche a questo
emendamento, proposto dal Governo, voterò contro.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Forzese. Ne ha
facoltà.
FORZESE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nell'arco di
pochissimi minuti anzi direi quasi un minuto, volevo semplicemente
dire che il più delle volte - ritengo che bisogna evidenziarlo - ci
sono degli emendamenti che per chi ci segue da casa sono un po'
complicati, anche se chi è addetto ai lavori deve trovare un modo
in cui entrare sotto l'aspetto tattico e tecnico per poi valutare
quali sono le cose da realizzare e non. Quando uno presenta un
emendamento sarebbe il caso anche che lo stesso lo possa delucidare
o, quantomeno, il Governo, se se ne fa carico, per quello che
concerne un qualcosa legato alla Finanziaria, potesse essere più
chiaro ed esplicito, ma non vi è dubbio che anche in certi aspetti
viene utilizzata una pura demagogia per poi non dire niente.
Io penso che tutti qui, in primis il Presidente della Regione,
Rosario Crocetta, così come l'Assemblea, abbiano un solo interesse
che è quello di salvaguardare non solo i diversamente abili o, così
chiamati disabili, o quantomeno migliorare la qualità di vita.
Ritengo, per le cose che sono state viste e dette attraverso i
sistemi di comunicazione, che sarebbe il caso di non arrivare al
punto di non essere complicati nel dire le cose.
Dobbiamo semplicemente trovare la quadra, Presidente, come lei ha
fatto in diverse occasioni in presenza di autorevoli esponenti di
associazioni che rappresentano il mondo della disabilità, così come
l'esempio che ha fatto poco fa, della studentessa universitaria che
non può andare all'università per poi trovare un modo per rimanere
vicino ai propri genitori.
Qual è il messaggio che voglio lanciare? È quello che dobbiamo
trovare una dialettica più chiara, più lucida, più esplicita,
perché mi rendo conto che ogni forza politica o lo stesso Governo,
comprese anche le opposizioni o le minoranze, non hanno se non la
rivendicazione nel dire bene dobbiamo trovare un modo perché la
disabilità trovi maggiori fondi, perché è corretto che la
disabilità possa quantomeno essere rispettata'. Però se noi usiamo
un linguaggio tecnico e tattico, il più delle volte, vi è una
confusione tale da non far capire nulla a chi ci segue fuori da
questa Assemblea.
Concludo col dire che sarebbe bello che, al di là del fatto che
ognuno possa dire bene, condivido il ragionamento nel trarre un
solo messaggio, occorre migliorare tutto ciò che concerne nella
vicenda dei diversamente abili', sarebbe anche corretto che lo
stesso assessore per l'economia, gli stessi addetti ai lavori per
chi ha la delega potessero essere più chiari ed espliciti.
DI GIACINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, a
sostegno, questa volta, del Presidente Crocetta, dopo tanto tempo.
Sono preoccupato in quest'Aula, ma sono preoccupato di una cosa: ma
c'è qualcuno che pensa che dare risorse a queste famiglie, che
hanno una disabilità gravissima a casa, gli risolve il problema? Io
penso che qui ci stiamo incartando nel tentare di far fare delle
cose a queste famiglie: i rendiconti, sul sito web.
Facciamo un sito e diciamo: che cosa ha speso questa famiglia per
la disabilità questo mese? Ma di che cosa state parlando? Io credo
che ci voglia un controllo da parte degli assistenti sociali dei
Comuni che vanno a verificare se i servizi sono dati a quel ragazzo
oppure no, ma chiedere la rendicontazione settimanale, mensile,
annuale, ma di che cosa state parlando? Ma pensate così di
alleviare i bisogni delle famiglie? Io credo che, giustamente, gli
assistenti sociali vanno a verificare qual'è il bisogno di questa
famiglia, dopodiché fatto questo da parte dei Comuni, vediamo di
metterci un punto, non complichiamo ulteriormente; c'è anche il
tutore, ci sono tutte queste cose, quindi vediamo di evitare, di
complicare ancora di più la vita a queste famiglie che già, vi
assicuro, ce l'hanno talmente complicata e quindi non gliela
dobbiamo complicare completamente.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
deputati, il Governo non intende dare risorse senza criteri e senza
delle logiche. Quando qui c'è scritto che insieme vedremo ,
Parlamento e Governo, i criteri di applicazione, le direttive da
fare significa che o il Parlamento non si fida della Commissione
parlamentare che ha nominato dove vi sono tutte le forze politiche
oppure intendiamo, frettolosamente, normare una materia complicata
dove esistono una serie di leggi con piccoli emendamenti: non lo
possiamo fare, perché rischiamo di introdurre, anche fra l'altro il
detto che la massima logica formalistica della legge è la somma
ingiustizia, un proverbio antico.
A volte il legislatore, nell'eccesso di legislazione, finisce per
creare vincoli e paletti sui cui rimane avviluppato e che rendono
impossibile gli interventi. Noi non possiamo assolutamente pensare
che la famiglia non faccia parte del contesto assistenziale della
persona con disabilità, perché è parte integrante nella visione
della stessa Costituzione, dove la famiglia è indicata come la
cellula di base della società che è coinvolta nel processo di
assistenza e cura della persona con disabilità. Noi non la vogliamo
deresponsabilizzare la famiglia.
Quando io ho dato parere favorevole alla figura del care giver che
volevo già prevedere, fra l'altro, con decreto, quindi l'ho sposata
interamente perché erano queste le linee del decreto che volevo
operare, questa figura del care giver che significa? Utilizziamo
una parola inglese che significa il donatore di cura , donatore,
donare è diverso del giver cioè prestatore di cura, infatti indica,
e l'ho visto bene, l'emendamento una serie di cose alternative che
possono essere l'assistenza diretta, indiretta, il riferimento
puntuale, ecc. Allora il ragionamento è, però io invito tutti
quanti a fare una riflessione perché il contesto su cui qui noi ci
muoviamo non è fra chi vuole la giustificazione delle spese e chi
non la vuole, è fra chi vuole incardinare tutta l'assistenza col
mondo delle cooperative e chi è contrario alla libera scelta del
disabile. Questo è il rischio che correte in questa Aula.
Forse non avete capito alcuni interventi allora, la partita è
questa ora se uno vuole ottenere cento e finisce per ottenere zero
stia attento, stia attento perché noi questo problema della
rendicontazione lo possiamo giustificare però rendicontazione in
italiano vuol dire che prima io spendo i soldi e poi ricevo quello
che ho speso.
Nella maggior parte delle famiglie con disabilità questo è
tecnicamente impossibile. Questa partita la vogliamo affidare alla
Commissione parlamentare? Dove tutte le forze politiche ci sono e
stabiliamo li i criteri di giustificazione; stabiliamo la
decorrenza dei controlli periodici; stabiliamo che all'interno
delle ASP insieme ai Comuni si organizzino delle task force che
controllano periodicamente e senza avvertire, improvvisamente, per
valutare, stabilire un quadro di spese ammissibili?
Io ve lo dico: nel progetto individuale di cura, per esempio per
i fratelli Viviano c'è previsto l'affitto della casa; è destinata
la cura del disabile, quindi o ci chiariamo tutte queste cose o
questo emendamento è frettoloso.
Non sto dicendo che è ingiustificato, quindi vi invito,
sinceramente, siccome la norma quadro e l'articolo 15.3R queste
vicende definiamole in fase successiva in Commissione. Tutto qua.
Rispetto alle perplessità dell'onorevole Raia, deve stare molto
tranquilla perché con i fondi che noi stiamo stanziando c'è un
mondo sociale che continua a lavorare e che incrementerà le sue
attività, considerato che già solo come fondi della legge n. 328
quest'anno verrà trasferito dal fondo nazionale il doppio rispetto
all'anno scorso, che i comuni potranno destinare. Però, scusate,
per essere chiari se io non voglio che mia figlia con disabilità
venga curata nella sua igiene personale da una persona estranea, ho
il diritto di poterlo fare e di assumermi un mio familiare. Ho
questo diritto
Questo è il tema e se una persona con disabilità, me lo ha detto
una ragazza in carrozzina, me lo ha scritto una ragazza giornalista
sulla Repubblica con una lettera aperta dicendo: Presidente se c'è
una cosa che condivido è la sua libertà, il fatto che ci vuole
dare la libertà di scelta .
Dovrei rendicontarlo senza criteri e senza stabilire quali sono le
spese ammissibili, quali quelli inammissibili e questo sarebbe
avventato e suicida.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 15.3. Il parere della
Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CROCETTA, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che gli emendamenti 15R9 e 15R6 sono assorbiti.
Si passa all'emendamento 15R13, dell'onorevole Alongi, che estende
ai disabili psichici, ricoverati nelle comunità alloggio. Il parere
della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CROCETTA, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 15R4, dell'onorevole Cancelleri.
CANCELLERI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, intervengo 10 secondi, non voglio
neanche proprio assolutamente fare polemica anzi riportiamo il
binario della discussione all'interno del confronto che questo
tema, chiaramente, merita.
Io sono d'accordo con lei, non possiamo pretendere che
rendicontino i soldi che non hanno ancora avuto e quindi farci
rendicontare prima la somma per poi darla dopo, tant'è che è
scritto in un modo che è il trasferimento monetario che poi deve
avere la rendicontazione. Cioè, noi glieli diamo intanto i soldi,
poi loro, e chiaramente questa cosa è lasciata talmente libera che
li decidete voi, li decidete voi col patto di cura quali saranno i
criteri di rendicontazione, cosa devono rendicontare.
Io credo che sia la soluzione più giusta più semplice, rimane a
voi la libertà di scelta. Io ho imparato che tutto quello che passa
dalle Commissioni, caro Presidente, qua in questo Parlamento, poi,
spesso e volentieri, si blocca. Se lo fate io dico che questo
Governo si dovrebbe prendere la responsabilità amministrativa di
decidere cosa c'è all'interno del patto di cura. Però, per carità.
CROCETTA, presidente della Regione. di fronte alla Corte dei
Conti e di fronte alla nostra coscienza, la cosa più importante.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 15R.4. Il parere della
Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario a
maggioranza.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CROCETTA, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri, ritira l'emendamento?
CANCELLERI. No, chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 15R.4.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 51
Maggioranza 26
Favorevoli 14
Contrari 36
Astenuti 1
(Non è approvato)
L'emendamento 15R.7 è precluso.
Si passa all'emendamento 15R.11, dell'onorevole Falcone.
L'onorevole Falcone non è presente in Aula pertanto l'emendamento
decade.
Si passa all'emendamento 15R.12, degli onorevoli Cancelleri ed
altri, che prevede la soppressione del comma 11.
Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CROCETTA, presidente della Regione. Contrario. Contrari perché
abbiamo già fatto un emendamento che ripristina esattamente il
ragionamento
PRESIDENTE. No, onorevole Presidente, è la soppressione del comma
11.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Brevemente onorevole Foti.
FOTI. Signor Presidente, al comma 15 si faceva riferimento alle
risorse destinate ai disabili psichici ora
PRESIDENTE. Comma 11 dell'articolo 15.
FOTI. Al comma 11. Ora diciamo rientrando nelle definizioni del
fondo, con l'emendamento Alongi, anche la categoria dei disabili
psichici penso che questo emendamento è superato e lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa al subemendamento 15 R.5 dell'onorevole Cancelleri ed
altri, relativo alla soppressione del comma 15 dell'articolo 15, e
all'emendamento 15 R.1 dell'onorevole Panepinto ed altri, di
identico contenuto.
PANEPINTO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
intervengo brevemente per dire che, finalmente, grazie alla
determinazione del Governo e del presidente Crocetta, quest'Aula,
ormai da giorni e giorni tratta il problema delle disabilità
gravissime.
La stessa fortuna non hanno avuto i disabili minori quando hanno
avuto approvato una norma, l'articolo 91 della finanziaria del
2010, nella quale si prevedevano i piani personalizzati per i
minori disabili.
L'Assessorato della famiglia, anche allora, con un'apposita nota
all'Assemblea, chiese di non applicare la norma e non ho mai capito
perché, ad oggi a mio parere, considerare la riscrittura è diversa
al testo iniziale approvato in Commissione Bilancio', dove si
cambiava l'assegnazione di risorse, per cui ritengo che dovere
togliere questo 50 per cento della quota delle disabilità nazionali
nelle parole dell'ambito della programmazione del' , secondo me, è
un torto che si fa alle famiglie e ai minori disabili.
Propongo di abrogare il comma 17 e mantenere l'articolo 91
PRESIDENTE. Comma 15, non 17.
PANEPINTO. Chiedo di abrogare il comma 15 dell'articolo 15. Poi
interverrò sul comma 17 che, secondo me, va modificato perché fra
non molto manderemo i commissari nei comuni e stabiliremo pure i
progetti.
PRESIDENTE. Onorevole Panepinto, parli adesso pure del comma 17.
PANEPINTO. Con il mio subemendamento 15 R.2, modificativo del
comma 17, ritengo che non ci sia nulla che sia stato discusso in
Commissione Bilancio', per cui abolirei pure la II Commissione al
comma 18.
Detto ciò noi abbiamo già vincolato il 10 per cento dei
trasferimenti di parte corrente ai comuni, e va bene. Ora proviamo
a vincolare quindicimilioni di euro sugli investimenti. Considerato
che sono poco più di centomilioni e servono a pagare le rate dei
mutui dei comuni, sono talmente tanti, direi, siccome i comuni
fanno sempre interventi di manutenzione ordinaria, non spieghiamo
esattamente quello che devono fare, perché onestamente immaginare
l'abbattimento delle barriere architettoniche nelle strade urbane,
negli edifici pubblici, previsioni di un posto auto, adeguamento
degli attraversamenti, va bene tutto, ma lasciamo alla
discrezionalità degli enti locali come spendere questi
quindicimilioni.
E preferirei che togliessimo questo comma 17 perché secondo me,
anche se le finalità del comma 17 sono importanti, come rendere
normale la vita dei disabili nei contri urbani, però non possiamo
immaginare che questo emisfero o questa astronave di intelligenza
poi sottrae risorse ai comuni per impedirgli di procedere
sostanzialmente al pagamento delle rate dei mutui con la Cassa
depositi e prestiti e con l'Istituto di credito sportivo
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, sul comma
15 non abbiamo nessun problema, si sopprime, non si sopprime, ci
rimettiamo all'Aula.
Sul comma 17 non capisco più la questione.
Onorevole Panepinto, oggi ricorre il 70 anniversario di Gramsci,
qualche evento di questo anno. Che diceva Gramsci a proposito delle
note su Machiavelli? Il novello principe e l'architetto di una
nuova società. E' l'architetto di una nuova società.
La politica, il Governo della cosa pubblica, costruisce una nuova
etica.
FORMICA. E' renziano oramai, cosa c'entra Gramsci
CROCETTA, presidente della Regione. Non voglio entrare nel merito
della politica, parlare di Gramsci e Renzi ha un contesto un po'
diverso.
PRESIDENTE. Chiudiamo polemiche
CROCETTA, presidente della Regione. Siamo in contesti storici
completamente diversi.
E' l'architetto di una nuova società. La politica non può essere
slegata, facciamogli fare quello che vogliono Non c'è un solo
semaforo in Sicilia in cui ci sia l'avvertimento sonoro per le
persone non vedenti. Facciamogli fare quello che vogliono
Ci sono centinaia di comuni dove non c'è un solo ascensore per le
persone diversamente abili.
Se stabiliamo che una parte dei fondi per gli investimenti vengano
destinati ad abbattere le barriere architettoniche, stabiliamo
risorse invece di fare norme manifesto inutili che non rispettano
nessuno.
Si devono destinare quei 15 milioni globali e i comuni per averli
devono presentare dei progetti.
Le risorse le avranno soltanto quei comuni che presentano i
progetti ed hanno la capacità di pensare anche che il non vedente
possa passeggiare col suo cane, sapendo che c'è in tutte le strade
di Palermo un semaforo che non è soltanto visivo ma anche sonoro.
Questo è il primato della politica, questo è il primato delle
istituzioni con la I' e con la P'.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 15.R.5, soppressivo del comma
15, degli onorevoli Cancelleri ed altri. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 15.R.1 è assorbito.
Si passa all'emendamento soppressivo del comma 17. C'è un errore
materiale nell'emendamento di riscrittura del Governo, sono
presenti due commi 17.
Onorevole Falcone, col suo emendamento fa riferimento al 17 A? Il
vero 17, per essere chiari. L'altro comma prenderà numerazione 18.
Al comma 17 è stato presentato un emendamento soppressivo ed uno
modificativo a firma Panepinto.
Prima si pone in votazione il soppressivo, a firma dell'onorevole
Falcone, qualora non fosse approvato si passa a votare il
modificativo, a firma dell'onorevole Panepinto.
PANEPINTO. Il mio emendamento non è soppressivo.
PRESIDENTE. Ma di fatto non stiamo votando il suo, onorevole
Panepinto, stiamo votando quello dell'onorevole Falcone che è
soppressivo.
Il parere del Governo sull'emendamento 15.R.10.
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario a maggioranza.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento modificativo 15R.2 degli onorevoli
Panepinto, Raia, Di Pasquale e Alloro.
PANEPINTO. Per consentire la vita indipendente, ma lo stabiliscono
i Comuni, no che bisogna fare la domanda all'Assessore.
PRESIDENTE. All'emendamento dell'onorevole Panepinto appone la
firma l'onorevole Fontana.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CROCETTA, presidente della Regione. Il parere del Governo è
favorevole perché mantiene la destinazione a favore
dell'abbattimento delle barriere architettoniche ma non affida le
risorse all'Assessorato ma li lascia a carico dei Comuni.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrari si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 15R8 del Governo.
Il parere della Commissione.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrari si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 15R, come modificato, interamente
sostitutivo dell'articolo 15.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, voglio, con
sincerità, ringraziare tutto il Parlamento per avere fatto un
grande sforzo in una Regione che sicuramente non nuota nell'oro e
per avere stabilito con questo fondo che la Regione siciliana è una
Regione italiana che destina più risorse per la non autosufficienza
e per la disabilità. Io credo che vada un applauso di questo
Parlamento.
PRESIDENTE. Si passa all'esame dell'articolo 29 limitatamente al
comma 11.
«Articolo 29
Continuità servizi di Trasporto Pubblico Locale
passeggeri su strada
1. Ai fini dell'attivazione delle procedure previste dal
Regolamento (CE) n. 1370/2007 del 23 ottobre 2007, ai sensi
dell'articolo 4 ter del D.P.R. 17 dicembre 1953, n. 1113,
l'Assessore regionale per le infrastrutture e la mobilità determina
con proprio decreto, sentite le organizzazioni sindacali
confederali, le associazioni nazionali di categoria del settore del
trasporto di persone e le associazioni dei consumatori, e previa
intesa con gli Enti locali e delibera della Giunta regionale, il
livello dei servizi minimi di propria competenza in termini
quantitativi e qualitativi, in conformità ai criteri previsti
all'articolo 16 del decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422 e
successive modifiche e integrazioni ed in modo da soddisfare le
esigenze essenziali di mobilità dei cittadini, in conformità al
Regolamento (CE) 1191/69 e successive modificazioni, con
particolare attenzione alle persone con ridotta capacità motoria.
2. I servizi minimi di cui al comma 1 possono essere articolati
in più lotti ai fini di economicità ed efficienza di gestione, da
conseguirsi anche attraverso l'integrazione modale o modalità
differenziate di trasporto o integrazione di servizi, in coerenza
agli atti di indirizzo dell'Autorità di Regolazione dei Trasporti
ed alle indicazioni programmatiche contenute nel vigente Piano
regionale dei Trasporti, adottato ai sensi della legge regionale 14
giugno 1983, n. 68.
3. L'Amministrazione regionale, in considerazione del mantenimento
della partecipazione societaria regionale nell'Azienda Siciliana
Trasporti s.p.a. in virtù di quanto previsto all'articolo 20, comma
1, lettera a), della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11 e
successive modifiche e integrazioni, può procedere all'affidamento
diretto dei servizi di trasporto pubblico extraurbano su strada
alla predetta società, qualora sussistano i presupposti stabiliti
dall'articolo 5, comma 2 del Regolamento (CE) n. 1370/2007, e con
le modalità previste nel citato Regolamento.
4. I contributi regionali concessi ai Comuni, ai sensi
dell'articolo 27, comma 6 della legge regionale 22 dicembre 2005,
n. 19 e successive modifiche e integrazioni per l'espletamento dei
servizi urbani di trasporto sono corrisposti fino alla naturale
scadenza dei contratti di affidamento stipulati in attuazione alla
citata normativa. Ai fini del rinnovo dei contratti di servizio
esistenti, da attuarsi in conformità alle prescrizioni contenute
nel Regolamento (CE) 1370/2007, il livello dei servizi minimi a
carattere locale da garantirsi da parte degli enti locali
territoriali sarà determinato, ai sensi dell'articolo 4 ter del
D.P.R. 17 dicembre 1953, n. 1113, con decreto dell'Assessore
regionale per le infrastrutture e la mobilità, previa intesa con
gli enti locali interessati, sentite le associazioni dei
consumatori e le associazioni di categoria del settore del
trasporto di persone.
5. Per l'espletamento delle attività propedeutiche all'attuazione
del Regolamento (CE) n. 1370/2007 e dei connessi adempimenti
previsti dalle direttive dell'Autorità di regolazione dei
trasporti, il Dipartimento regionale delle infrastrutture, della
mobilità e dei trasporti è autorizzato ad avvalersi di supporti
specialistici da attivare secondo le procedure previste dal decreto
legislativo 18 aprile 2016, n. 50. Per le finalità del presente
comma è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2017, la spesa di
50 migliaia di euro.
6. Nelle more della riforma organica del settore del trasporto
pubblico locale regionale e dell'affidamento dei servizi ai sensi
del Regolamento (CE) 1370/2007, a parziale modifica di quanto
disposto dall'articolo 27, comma 6, della legge regionale 22
dicembre 2005, n. 19, il Dipartimento regionale delle
infrastrutture, della mobilità e dei trasporti può autorizzare,
nell'ambito dei contratti di affidamento provvisorio di cui al
predetto articolo, l'esercizio di nuovi servizi regionali di
trasporto di linea aggiuntivi, a totale carico finanziario e
rischio imprenditoriale dei contraenti proponenti. In caso di
pluralità di richieste di autorizzazioni per il medesimo servizio
aggiuntivo da parte di operatori diversi sarà attribuita preferenza
al titolare del contratto di servizio che esercita nell'ambito
geografico in cui ricade il servizio aggiuntivo maggiori servizi
pubblici convenzionati, quantificati in base al chilometraggio
annuo contrattualizzato.
7. Il Dipartimento regionale delle infrastrutture, della mobilità
e dei trasporti, per i servizi di trasporto pubblico locale da
affidare ai sensi del comma 3 del presente articolo, nonché per
quelli già affidati all'Azienda Siciliana Trasporti S.p.A., è
autorizzato a decorrere dall'esercizio finanziario 2017 e per il
successivo biennio 2018-2019 ad adeguare il costo dei servizi di
trasporto pubblico ai valori di mercato, al fine di consentire alla
società di continuare ad operare quelle tratte non sufficientemente
remunerative, ma necessarie a garantire la mobilità dei cittadini
nell'ambito del territorio regionale, nel rispetto delle norme di
settore nazionali e comunitarie vigenti (Missione 10, Programma l).
8. Per le finalità di cui al comma 7 del presente articolo si
provvede entro il limite massimo di 22.040 migliaia di euro per
ciascuno degli esercizi finanziari 2017, 2018 e 2019 mediante
stanziamento in apposito capitolo che è nell'ambito della Missione
10, Programma 1.
9. Sono abrogati l'articolo 11 della legge regionale 29 luglio
1965, n. 19, il comma 13 dell'articolo 10 e i commi 6 e 8
dell'articolo 12 della legge regionale 14 giugno 1983, n. 68, come
modificata dall'articolo 71, comma 3 della legge regionale 12
agosto 2014, n. 21, il comma l dell'articolo 33 della legge
regionale 26 marzo 2002, n. 2 e l'articolo 76 della legge regionale
12 maggio 2010, n. 11.
10. Le somme già erogate ai sensi delle norme di cui al comma 9
del presente articolo, costituiscono anticipo sui corrispettivi
riconosciuti in applicazione del precedente comma 7.
11. Al fine di completare le attività propedeutiche necessarie per
l'indizione dei bandi di gara per l'aggiudicazione dei servizi
minimi, coincidenti con l'attuale rete dei servizi in termini
quantitativi e qualitativi, salvo eventuali adeguamenti in
conformità ai criteri previsti all'articolo 16 del decreto
legislativo 19 novembre 1997, n. 422 e successive modifiche e
integrazioni, onde non compromettere la regolare continuità degli
affidamenti del trasporto pubblico locale e regionale, di cui
all'articolo 27, commi 6 e seguenti, della legge regionale 22
dicembre 2005, n. 19 e successive modifiche e integrazioni, la
scadenza dei relativi contratti è prorogata al termine ultimo
previsto dall'articolo 8, paragrafo 2, del Regolamento (CE) n.
1370/2007».
Onorevole Cordaro, diamo per illustrato il comma 11 e non ci sono
emendamenti soppressivi.
Pertanto, lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Così come concordato, il resto dell'articolo 29 e l'articolo 30
vanno nel collegato .
Si passa all'esame dell'articolo 32. Ne do lettura:
«Articolo 32.
Accordo transattivo relativo alla misura 214/1 PSR
Sicilia 2007-2013
1. L'Assessorato regionale dell'agricoltura, dello sviluppo rurale
e della pesca mediterranea è autorizzato a procedere alla stipula
di apposito accordo transattivo finalizzato alla risoluzione della
controversia inerente al bando relativo alla misura 214/1 del PSR
Sicilia 2007/2013, pubblicato nella G.U.R.S. n. 47 del 2 novembre
2012, e dei provvedimenti successivi ad esso connessi.
2. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2017, la spesa quantificata nel limite
massimo di 370 migliaia di euro, da iscrivere in apposito capitolo
nell'ambito della Missione 16, Programma 1».
Gli emendamenti soppressivi sono stati ritirati dai rispettivi
firmatari.
Pertanto, lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 34. Ne do lettura:
«Articolo 34.
Disposizioni in materia di associazioni regionali degli
allevatori
1. L'articolo 6 della legge regionale 5 giugno 1989, n. 12 e
successive modifiche e integrazioni è così modificato:
a) dopo il comma 8 è aggiunto il seguente:
8 bis. Qualora gli enti di cui al comma 1 si trovino nelle
condizioni eccezionali di non potere svolgere il servizio, al fine
di scongiurare l'interruzione dei servizi di selezione del bestiame
per i libri genealogici, i controlli funzionali e i servizi di
assistenza tecnica agronomica-veterinaria di cui al comma 7, per lo
svolgimento delle predette attività l'Istituto sperimentale
zootecnico, nelle more della stipula delle convenzioni di cui al
comma 8, si avvale temporaneamente del personale già in servizio
presso gli enti di cui al comma 1 alla data del 28 febbraio 2017. .
b) il comma 9 è sostituito dal seguente:
9. Alla spesa per le azioni di cui ai commi precedenti da parte
degli organismi interessati si fa fronte con le disponibilità del
bilancio regionale previste nei capitoli 144111 e 143707, oltre che
con il finanziamento del MIPAAF destinato alle predette
iniziative. .
2. Le disposizioni di cui all'articolo 14 della legge regionale 5
dicembre 2016, n. 24 e successive modifiche e integrazioni si
estendono al triennio 2017-2019.
3. La spesa per la finalità di cui al comma 2 trova copertura, per
il triennio 2017-2019, nell'ambito dell'autorizzazione di spesa di
cui all'articolo 44 della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9, nel
limite massimo annuo di 1.400 migliaia di euro (Missione 16,
Programma 1, Capitolo 144111).
4. All'articolo 14, comma 4, della legge regionale 5 dicembre
2016, n. 24 e successive modifiche e integrazioni, sono soppresse
le parole con i requisiti specifici relativi al sistema di
consulenza aziendale secondo l'articolo 13 del Regolamento n.
1306/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 17 dicembre
2013 . Per l'effetto, le attività finanziate e impegnate, ai sensi
dell'articolo 14 della legge regionale 5 dicembre 2016, n. 24,
possono essere realizzate entro l'anno 2017».
Onorevole Greco, gli emendamenti soppressivi vengono mantenuti o
ritirati?
GRECO GIOVANNI. Dichiaro di ritirarli.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato dall'onorevole Alloro, un
emendamento tecnico, il 34.7.
ALLORO. Era solo sbagliato il capitolo.
PRESIDENTE. Gli emendamenti presentateli adesso, così diamo la
possibilità agli Uffici di verificarli. La manovra potrebbe essere
approvata anche entro stasera per come stiamo andando, però ci
vuole un po' di buon volontà da parte di tutti noi.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
intervengo su questo articolo che riguarda l'Associazione regionale
allevatori, che è una vicenda assai delicata, perché nel frattempo
- come è noto - è intervenuta una dichiarazione di fallimento da
parte del Tribunale di Palermo avverso l'ARAS.
Come è noto, noi nella scorsa legge di variazione, nel 2016,
avevamo previsto che una parte del capitolo di bilancio, vorrei che
i colleghi mi ascoltassero, perché stiamo parlando di una vicenda
delicata e fra qualche giorno avremo gli allevatori di Sicilia che,
se non avranno registrati i loro capi, rischiano di non avere
pagati i premi previsti dal PAC, con grave danno alla zootecnia
siciliana.
Noi, a seguito del provvedimento del giudice di dichiarazione
fallimentare, in applicazione delle disposizioni vigenti, che sono
fissate dalla legge nazionale che è la n. 30/1991, nonché dai
decreti ministeriali previsti per i controlli sulle razze che
producono latte e sulle razze che producono carne, abbiamo come
Amministrazione affidato, così come prevede la norma, il servizio
dei controlli funzionali e della tenuta dei registri genealogici
all'AIA - cioè all'Associazione italiana allevatori che, per legge,
ha la competenza sulla gestione dei controlli - la quale si avvale,
per fare questi controlli, delle associazioni regionali.
Nel momento in cui l'associazione regionale non è nelle
condizioni, come nel caso in specie, di svolgere l'attività, l'AIA
avoca a sé i controlli e li fa direttamente, seppur
temporaneamente, perché la norma prevede che deve essere
un'associazione allevatoriale regionale o provinciale organizzata
su base regionale. Quindi noi abbiamo provveduto ad attribuire
all'AIA la competenza per svolgere i controlli.
Poiché il fallimento ha determinato anche la chiusura dei luoghi
dove l'ARAS svolgeva le attività, abbiamo assunto anche
l'iniziativa di mettere a disposizione dell'AIA i locali
istituzionali dell'Amministrazione regionale e in particolare: gli
uffici dell'Istituto zootecnico di Palermo e le sedi periferiche,
gli uffici dell'Istituto per l'incremento ippico ed eventuali sedi
periferiche e ad oggi anche il Corfilac che, come è noto, è un ente
di ricerca controllato prevalentemente dall'Amministrazione
regionale, che tra l'altro dispone dei laboratori e, in
particolare, le attività sui controlli del latte sono
prevalentemente nella provincia di Ragusa.
Perché ho fatto tutta questa tiritera? Per due ragioni. La prima:
con questa norma stiamo estendendo la possibilità di affidare
l'assistenza tecnica non utilizzando nuove risorse, ma utilizzando
le risorse che già sono nel bilancio della Regione e che da qualche
anno non riuscivamo a dare all'ARAS perché è un regime di aiuto.
Noi, tra l'altro, avevamo notificato a favore dell'ARAS anche
l'assistenza tecnica per potere erogare un ulteriore e quattro,
oltre i due milioni e sei che venivano erogati ogni anno, tra il
contributo Stato ed il contributo Regione, però, proprio il giorno
che ci è arrivata la notifica da Bruxelles è arrivato il
provvedimento di fallimento da parte del tribunale.
Pertanto, con questa norma, non solo, grazie al fatto che abbiamo
il bilancio triennale, possiamo estendere l'assistenza tecnica per
tre anni, ma stiamo modificando la vecchia norma per consentire di
affidare all'AIA in house la gestione anche dell'assistenza
tecnica. Quindi, ciò al fine di garantire non solo i controlli
funzionali ma migliorare complessivamente la qualità dei servizi,
ed i servizi stessi erogati a favore degli allevatori da parte
dell'associazione allevatoriale.
Per quanto riguarda, invece, gli effetti del fallimento, noi
abbiamo inteso ribadire all'AIA l'intendimento dell'amministrazione
che è quello di salvaguardare il posto. Quindi, fermo restando i
diritti degli allevatori, abbiamo inteso ribadire all'AIA, che
quelle risorse che la Regione, sia per la parte sui controlli
funzionali, sia per la parte dell'assistenza tecnica, intendiamo
erogarli all'AIA, fermo restando la garanzia occupazionale per i
lavoratori. L'AIA ha assunto l'impegno che, immediatamente, per i
controlli sul latte, dal momento in cui partirà assumerà
trentacinque tra controllori ed amministrativi a tempo determinato
e sulla base di un orario di lavoro part-time, così come in parte
era stato già concordato con le organizzazioni sindacali prima del
fallimento dell'ARAS. Dopo che daremo anche l'assistenza tecnica,
l'orario di lavoro si estenderà a full-time. Ma, assieme, diciamo,
all'orario di lavoro per i trentacinque, l'AIA si è impegnata che,
con le risorse e le attività che sono state allora affidate -
ricordo che quando anche l'attività sul controllo degli equidi, e
quindi dei cavalli e delle razze equine - l'AIA si è impegnato ad
assorbire l'intera manodopera a che rifunzionalizzando quel
personale che negli anni per mille ragioni non svolgeva più
attività nelle aziende e invece faceva attività prevalentemente
amministrativa.
Ma questo rapporto tra amministrativi ed operativi non è
compatibile con la gestione finanziaria di questo ente, pertanto si
è assunta l'impegno di rifunzionalizzare il personale e di mandarlo
in campagna anche per recuperare un rapporto con gli allevatori,
visto che ci sono oltre 2.500 allevatori che godono servizi di cui
non si sa se molti di questi continuano ad essere soci della
vecchia ARAS, nonché oggi della nuova AIA. Quindi, in qualche modo,
l'impegno su cui stiamo lavorando è garantire da un lato i servizi
agli allevatori, dall'altro lato il lavoro alle persone che ci
lavoravano.
La proposta che viene fatta da parte di Panepinto, Alloro ed
altri, in particolare sul comma 1, è una proposta che presenta
qualche criticità, perché? Perché, i colleghi provano a
interpretare una norma che già vigeva nell'ordinamento regionale ma
che era precedente alla legge 30 del 91, infatti questa è una legge
dell''89, che sostanzialmente prevedeva la possibilità di affidare
all'istituto zootecnico di avvalersi dell'ARAS per fare i controlli
funzionali.
La legge nazionale ha stabilito che i controlli funzionali li può
fare solo l'AIA o le associazioni allevatoriali, non può farlo
altro organismo perché altrimenti lo Stato non eroga la parte di
contributo nazionale che eroga alle associazioni allevatoriali.
Ecco perché io chiedo ai colleghi di evitare, non di abrogare
quella norma, quella che c'è, non interveniamo su quella norma che
c'è, perché eventualmente potrà essere una norma che potremo
eventualmente utilizzare laddove dovesse precipitare la situazione.
Aggiungo che, siccome il fallimento dell'ARAS ancora non è
definitivo, perché c'è un ricorso pendente davanti al tribunale di
Palermo, per cui se dovesse essere ripristinata l'ARAS,
paradossalmente, l'Istituto zootecnico potrebbe avvalersi
dell'ARAS, ma oggi non può avvalersi dell'ARAS se non c'è l'ARAS.
Allora, io chiedo ai colleghi, di non intervenire sulla legge
dell'89, di non fare nessuna modifica perché noi rischiamo di
riavere un'altra impugnativa visto che nel 2010, a seguito anche di
una iniziativa parlamentare allora fatta dal sottoscritto,
dall'onorevole Vinciullo e da altri colleghi della scorsa
legislatura, il Commissario dello Stato impugnò quelle norme che
approvammo in Aula, determinando una condizione in cui ci disse,
sostanzialmente, che la competenza della Regione era limitata
rispetto ai controlli funzionali e alla tenuta dei registri che la
legge affida alle Associazioni nazionali.
Quindi, la mia proposta è approvare l'articolo 34, con le piccole
modifiche che il Governo ha proposto sul piano tecnico, non dare
corso al comma 1, cioè, abrogare l'articolo in questione sul comma
1, perché non vorrei che, per fare qualcosa di ottimo, rischiamo di
determinare una condizione di impazzimento per cui blocchiamo tutto
il sistema perché, alla fine, non si sa più chi dovrebbe fare
l'attività.
Io, quello che posso garantire all'Aula, così come l'ho detto alla
Commissione, l'ho detto in altri passaggi che abbiamo avuto, noi
stiamo lavorando perché, da un lato si garantisca il servizio agli
allevatori, si garantisce la possibilità di ottenere i benefici
previsti dai servizi e, dall'altro lato di garantire anche i
lavoratori in una prospettiva in cui dando più risorse garantiamo
più ore di lavoro e, quindi, garantiamo il diritto al lavoro di
persone che, oggi, lo hanno avuto pesantemente messo in
discussione.
Dopodiché, questa è la proposta che il Governo fa e mi rimetto
alla valutazione dell'Aula su questo tema.
ALLORO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALLORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, purtroppo, noi, su
questa vicenda dell'ARAS, poi, ci sbattiamo la testa da cinque anni
e nel tentativo di non arrivare alla situazione nella quale siamo
arrivati.
Adesso, sostanzialmente, ci troviamo nella paradossale situazione
dove ci sono i soldi e manca il contenitore.
Manca il contenitore perché, come diceva l'assessore Cracolici, se
l'Assessore mi dà un attimo di attenzione, manca il contenitore
perché come diceva l'assessore Cracolici, c'è stata la
dichiarazione di fallimento e, in seguito, alla dichiarazione di
fallimento, c'è stata la dichiarazione del curatore che non intende
continuare nella fase fallimentare a garantire i controlli
funzionali seppure in presenza delle risorse che la Regione e il
Ministero pagano, perché io sono decisamente contrario ad una
ipotesi di prosecuzione di questi controlli funzionali e di
assistenza tecnica da parte dell'AIA, perché sulla affidabilità e
sulla credibilità dell'AIA, non solo dico l'Aula ma tutti i
dipendenti non si fidano più, non si fidano più perché l'AIA è il
soggetto che ha tenuto commissariato ARAS per otto anni ed ha
determinato, di fatto, questa situazione, cioè la situazione
rispetto alla quale c'è una Regione che spende i soldi, voi
considerate che nel 2016 noi abbiamo una spesa ammessa di 5 milione
878, il Ministero dà 1 milione e 462, la Regione ne dà 2.683 ivi
compresi i controlli funzionali e l'assistenza tecnica e gli
allevatori ne pagano 1.700.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Venturino
Quindi, dico c'è la paradossale situazione dove, questi sono i
dati, i dati sono questi, dico c'è la paradossale situazione dove
Regione e allevatori escono la gran parte dei soldi, ovviamente gli
allevatori li escono a fronte dei controlli che vengono effettuati
e, poi, di fatto chi determina tutto è l'AIA.
Noi abbiamo questa legge che è una legge viva, che è la legge che
fa riferimento alla possibilità di utilizzare l'Istituto zootecnico
e, sostanzialmente, questa legge che è una legge viva, col
subemendamento che presentiamo vogliamo, transitoriamente, in
attesa che facciano le cose che diceva l'assessore Cracolici e che,
quindi, venga firmata la convenzione, venga fatta una nuova
associazione, o si attenda che il tribunale rigetti l'ipotesi di
fallimento da parte dell'AIA, prendiamo l'Istituto zootecnico, gli
facciamo fare questi controlli e i lavoratori vengono trasferiti
alla SAS.
È una cosa che può essere fatta. L'abbiamo fatta valutare agli
Uffici e ci dicono che è una cosa assolutamente fattibile e noi in
questo modo sì che andiamo a sbloccare, oggettivamente, un problema
che si sta venendo a creare. L'anno scorso abbiamo messo i soldi
per l'assistenza tecnica e non li abbiamo potuti utilizzare, quasi
un milione e mezzo, attualmente ci sono gli allevatori e tutto il
comparto zootecnico che non riesce a fare le certificazioni perché
c'è chi non gliele fa, se questo sistema non ha funzionato io dico,
assessore, cambiamolo. Cambiamo il sistema, anziché dargli solo i
locali dell'Istituto zootecnico, utilizziamo lo zootecnico, lo
Statuto della Regione siciliana a noi dà la competenza esclusiva in
queste materie, lo zootecnico nel suo Statuto lo prevede.
Questa può essere una soluzione, fermo restando che io apprezzo
l'impegno che l'Assessore Cracolici in questa vicenda ha avuto
anche nell'interlocuzione difficile e complicata che c'è stata con
l'A.I.A., però l'A.I.A. se doveva risolvere i problemi ha avuto
otto anni per risolverli, a questo punto la Regione così come ci
mette i soldi è giusto che si riprenda le competenze e sblocchi
questa situazione.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
precisare e puntualizzare, poi interverranno gli altri colleghi
perché mi piace sottolineare che riporta la firma di qualche
deputato, in realtà ci sono tutti i componenti della Commissione
II, ma anche altri colleghi come l'onorevole Cancelleri,
l'onorevole Mangiacavallo, l'onorevole Arancio, l'onorevole
Clemente e tutti gli altri, ovviamente per una parte del
ragionamento parleranno altri colleghi, l'onorevole Cimino e
l'onorevole Clemente.
Fermo restando che l'Assessore Cracolici, prontamente, con una
nota del 31 marzo 2007, protocollo n. 16737, ovvero il dirigente ma
su iniziativa dell'Assessore, come ci venne spiegato in
Commissione, scrivendo all'Associazione Italiana Allevatori, al
Ministero dell'Agricoltura e, ovviamente, il dirigente proforma
scrive pure al suo Assessore, di fatto in cinque punti pone tutte
le questioni aperte. Prima di tutto quella di garantire i servizi
che garantiva l'ARAS e, quindi, a garanzia degli allevatori che
facevano parte, come soci, dell'ARAS stessa che fallisce e chiede
garanzie anche per i dipendenti.
Comprendo perfettamente e concretamente le preoccupazioni
dell'Assessore rispetto ad una ipotesi che oggi vedrebbe questo
Parlamento legiferare senza che si siano concluse le procedure
addirittura anche di fallimento della stessa ARAS. Però, rispetto a
quello che l'Assessore Cracolici diceva, c'è una diversità.
L'impugnativa di cui parla lui fu quella preventiva che avvenne con
il Commissario dello Stato, questa che oggi potrebbe avvenire,
avviene da parte del Consiglio dei Ministri e, quindi, di fatto, la
norma entra in vigore.
Ho grande rispetto per l'A.I.A., ho avuto modo - e ringrazio
l'Assessore per avermelo permesso - insieme al collega Dipasquale,
su mandato della Commissione Bilancio e del suo Presidente, di
partecipare ad un incontro. Fu un incontro anche di negoziazione,
perché l'Assessore difendeva gli interessi dei lavoratori e delle
aziende agricole.
Francamente, però, debbo dire rispetto anche alle ansie - senza
volerci fare carico del mondo intero - di questi lavoratori, ma
anche alla qualità stessa dei servizi, perché è chiaro che l'AIA
fino ad ora ha utilizzato l'equivalente strumentale la stessa
associazione degli allevatori. Ricominciare da capo, riorganizzare.
Per cui, basterebbe, secondo me, che al secondo comma del transito
aggiungiamo con contratto a tempo determinato e apportiamo quelle
modifiche che possano, nell'eventualità l'Aras per ritornare in
bonis, ci fossero le condizioni di fatto per ribaltare una
procedura fallimentare che, alla fine, di fatto, non sarebbe
necessario farli transitare nella società Sas.
Lo dico perché tutti qui, chiaramente, nessun escluso
dall'assessore a chi presiede la seduta, la commissione,
all'onorevole Cimino che, probabilmente, è lui che ha pensato alla
SAS mentre prima si pensava alla Resais, vediamo di trovare la
soluzione migliore che garantisca la qualità dei servizi, e quindi
gli allevatori, ma anche gli operatori.
CLEMENTE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CLEMENTE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,
proprio stasera, non mi sentirei di smentirla o di andare contro
ciò che lei dice proprio perché ha dato un grande aiuto oggi
all'Aula per proseguire i lavori però, su questa cosa dell'AIA lei
ha certezze che io non ho. Anche perché in Commissione, più volte
convocati, i signori dell'AIA non hanno mai preso impegni o
ufficialmente, sulle nostre richieste.
Io non so con lei che impegni abbiano preso. Lei dice che
garantiscono l'assunzione di 35 persone, poi dell'implementazione
delle ore, poi del completamento delle altre cose, in Commissione
hanno detto totalmente cose diverse. Hanno parlato di prendere dei
lavoratori nuovi al rapporto con agenzie interinali ai quali
dovremmo insegnare quali sono le strade, quali sono i paesi, quali
sono le aziende della Sicilia, quindi queste certezze che lei ha
noi non le abbiamo.
Condivido totalmente con l'onorevole Panepinto anche la
possibilità di inserire temporaneamente nel secondo comma, così ci
consentirebbe di aspettare qual è la soluzione del tribunale. Anche
perché, ricordiamoci, l'AIA ha tenuto l'ARAS per 8 anni, secondo me
causando il fallimento della stessa ARAS. Ricordo che ha vietato
agli allevatori di riunirsi per fare il nuovo organigramma, per
fare il nuovo presidente, quindi questa fiducia che lei ha dell'AIA
io, le ripeto, non posso averla.
Quindi, io sono convinto - ho firmato l'emendamento assieme a
tutti i colleghi della Commissione - che temporaneamente la
soluzione sia questa, aspettando con grande fiducia quello che farà
il tribunale e tutto quanto anche perché una società onlus che
fallisce io non l'avevo mai sentito dire. Comunque questa è una
decisione del tribunale sul quale, ovviamente, non entro nel
merito, però c'è una opposizione valida, aspettiamo l'esito
dell'opposizione e ne riparliamo dopo.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
l'argomento sicuramente è molto delicato e va affrontato con grande
attenzione e mi preoccupa notevolmente l'intervento dell'assessore
Cracolici.
Mi preoccupa l'intervento dell'assessore Cracolici perché, di
fatto, rischia di passare alla storia come l'assessore che ha fatto
chiudere l'Associazione regionale allevatori dando ai carnefici
dell'Associazione regionale allevatori il ruolo di mandare a casa
il personale specializzato che negli anni ha lavorato ed ha operato
in quella associazione che, di fatto, carnefici ha commissariato e
che, di fatto, adesso vuole mettere a casa e inventare nuove
soluzioni.
Dall'intervento dell'assessore Cracolici, ed è facile anche poter
leggerne il resoconto stenografico, di fatto, giuridicamente non
c'è nessuna certezza per le attività di sanità animale che dovranno
farsi in Sicilia e non si ha nessuna certezza anche per il
personale che, ad oggi, è impegnato. Discussione - i latini
dicevano verba volant - in un momento che, probabilmente,
probabilmente, ad inizio di legislatura si poteva anche accettare
ma a conclusione di legislatura rischiamo che gli impegni che il
Governo e l'Assessore Cracolici vuole poter portare avanti nel
breve, nel medio e nel lungo termine non sarà nelle condizioni di
portare avanti.
Io voglio poter evidenziare delle fasi procedurali e che
giuridicamente - secondo me, anche in riferimento a quello che ha
accennato l'Assessore poc'anzi - si può pensare di sviluppare.
Giustamente, veniva segnalata l'esigenza di riuscire a
rispettare l'attività di sanità animale, l'attività che
l'Associazione regionale allevatori negli anni ha svolto e nello
stesso tempo riuscire a salvaguardare le professionalità
veterinarie e amministrative che sono state dentro e sono
attualmente dentro l'Associazione allevatori.
Per riuscire a compiere la missione che l'Associazione allevatori
di fatto negli anni ha svolto - sebbene commissariata e sebbene
questo problema è un problema che ormai l'Assemblea regionale
conosce da diverso tempo - prima di tutto bisogna riuscire a
salvaguardare il personale, perché se non salvaguardiamo il
personale non riusciamo, di fatto, a svolgere quella missione che
negli anni è stata svolta e questo personale non può essere
delegato ad una associazione nazionale degli allevatori che, di
fatto, è responsabile del fallimento dell'associazione regionale.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Vicepresidente Lupo
Qual è il rapporto giuridico, tecnico tra l'Associazione italiana
allevatori e l'Associazione regionale allevatori siciliana che è in
fallimento? Abbiamo avuto modo di incontrare in Commissione
Bilancio il Commissario liquidatore nominato dal Tribunale,
quindi già siamo in una fase avanzata.
E allora, la mia proposta, che con l'onorevole Cascio e con gli
altri colleghi del Gruppo di Sicilia Futura abbiamo voluto
attenzionare all'Aula, è una proposta semplice che già trova dei
procedimenti e dei percorsi già svolti da quest'Aula per competenze
che l'Amministrazione regionale e l'Assemblea regionale ha voluto
ulteriormente non dico salvare, ma soprattutto tenere nelle
branche della Pubblica Amministrazione regionale per continuare la
valorizzazione del loro impegno.
Ricordo i casi del Cerisdi, di Sviluppo Italia e gli altri casi
che in Commissione Bilancio , grazie anche all'impegno
dell'Assessore Baccei, sono stati inseriti in un albo e spero
presto possano dare un valido contributo alla nostra
Amministrazione.
Passaggio, secondo me, fondamentale è quello di fare in modo che i
lavoratori dell'Associazione regionale allevatori vadano alla
Società regionale dei servizi ausiliari, come fatto con Sviluppo
Italia, col Cerisdi e con l'Istituto del giornalismo.
Se l'Assessore Cracolici ritiene che l'AIA deve per forza avere
una sua associazione regionale per svolgere questo compito, allora
le ipotesi sono due Assessore: per il tramite del Commissario
liquidatore si fa un affitto del ramo di azienda dell'Associazione
regionale allevatori in fallimento, quel ramo di azienda è di fatto
il ramo di azienda cui la SAS dà il personale e il personale
continua a svolgere la propria attività. Altra ipotesi - che è
l'ipotesi che segnalava l'onorevole Panepinto e gli altri colleghi
- è se l'Associazione italiana allevatori è disponibile, di fatto,
a far svolgere questo lavoro per il tramite delle strutture
dell'Amministrazione regionale.
Per me, giuridicamente, un ente regionale è molto più credibile
rispetto ad un'associazione e quindi parlare dello zootecnico o
parlare dello stesso Corfilac per poter fare in modo che la SAS
possa comandare questo personale nello svolgimento di questa
attività, ritengo che non vi siano difficoltà tecniche e giuridiche
per il compimento della missione che i lavoratori dell'associazione
regionale allevatori negli anni hanno svolto.
Ma voglio anche concludere dicendo come, di fatto, ad oggi questa
attività che doveva avere una sua vigilanza e una sua anche,
ritengo, responsabilità contabile e amministrativa
dell'Associazione italiana allevatori rispetto all'Associazione
regionale allevatori, a maggior ragione noi creiamo le condizioni
togliendo dalla liquidazione fallimentare il personale tale da
rendere la liquidazione che deve il Commissario nominato dal
Tribunale, anche più facile e più semplice.
Capisco che la procedura successiva ha la necessità di una
interlocuzione con l'AIA, ma prima di tutto è necessario riuscire a
salvaguardare il personale e noi riuscendo questa sera con legge a
dare la possibilità al personale della certezza di poter continuare
a svolgere il proprio lavoro in base alle proprie competenze o per
il tramite delle aziende sanitarie locali o per il tramite del
Corfilac o per il tramite dello zooprofilattico o dello zootecnico,
di fatto noi abbiamo dato la possibilità e la certezza già da
domani, già da domani dico perché siamo a fine legislatura, che
quei lavoratori sanno chi è il loro interlocutore, sanno chi è il
loro datore di lavoro.
Il loro datore di lavoro può inviarli in base alle competenze e
alle richieste dell'Assessorato nei posti dove quell'attività deve
essere svolta e quella attività deve essere compiuta.
Io ritengo che se non si dovesse seguire questa strada e chiedo
anche all'assessore Baccei il conforto su questa norma posto che
non abbiamo alcun problema di costituzionalità considerato che vi
sono dei precedenti che abbiamo già fatto e che hanno superato il
vaglio anche del Consiglio del Ministri, questa è l'unica strada
percorribile che può dare certezza ai lavoratori e dare soprattutto
anche la continuità della ricerca e della sicurezza nella sanità
animale in Sicilia.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, intervengo sulla questione che stava sollevando
l'onorevole Cimino, non so se poi ci saranno altri interventi.
Relativamente al passaggio dei lavoratori alla SAS, ferma restando
la volontà di tutelare i lavoratori, di trovare una soluzione per i
lavoratori, sulla SAS come sapete c'è un'operazione che stiamo
portando avanti da tempo, abbastanza delicata, che prevede una
procedura specifica e abbiamo cercato di evitare qualsiasi tipo di
deroghe a questa procedura.
Quindi, premesso che non so se l'ARAS possa avere la possibilità
di rientrare nel bacino delle partecipate, verifica che va fatta
che io in questo momento non so, ammettiamo che fosse possibile, la
procedura dovrebbe essere analoga a quella che hanno seguito tutte
le altre società. Per cui entrano nell'Albo, si richiedono dei
servizi, entrano con le stesse qualifiche, gli stessi stipendi a 32
ore e dopo di che si vede successivamente, una volta che sono
entrati i lavoratori, se si può aumentare il numero di ore.
Questo abbiamo sempre detto, infatti c'era stato anche, se vi
ricordate, un emendamento relativo ai lavoratori SPI che dovevano
transitare direttamente, ci siamo resi conto che questa cosa non
era né fattibile dal punto di vista giuridico, ma soprattutto dal
punto di vista etico perché i lavoratori che erano nell'albo si
vedevano passar sopra altre persone.
Quindi, detto che dobbiamo verificare se è fattibile, vista poi,
bisogna capire la volontà dell'Aula. Comunque, io non derogherei da
una procedura che abbiamo utilizzato fino ad oggi per rispetto a
quelle persone che sono in attesa da tempo e che hanno seguito
tutte le indicazioni che abbiamo dato. Questo era il senso
dell'intervento.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, una vicenda
complessa, complicata che per anni abbiamo cercato di affrontare,
risolvere all'interno della Commissione Bilancio , ma ci siamo
scontrati contro un muro di gomma. Un muro di gomma rappresentato
da chi era stato chiamato a svolgere funzioni commissariali in
Sicilia e che, anziché venire incontro alle legittime attese del
Parlamento per evitare quello che poi è successo, in tutti questi
anni non hanno dato risposte concrete e certe.
La legge 15 gennaio 1991, n. 30, e successive modifiche ed
integrazioni all'articolo 6, commi 2 e 3, dispone che le
associazioni periferiche di primo grado, in questo caso l'ARAS,
giuridicamente riconosciuta, provvedono all'organizzazione e al
corretto funzionamento degli uffici periferici, assumendone le
relative responsabilità. Esse consentono e facilitano in qualunque
momento le ispezioni effettuate senza preavviso sull'ufficio
periferico delle stesse tenute.
L'Associazione italiana allevatori può provvedere direttamente, in
via temporanea, stiamo attenti, in via solo temporanea, alle
attività di controllo nelle aree territoriali, nelle quali non si
verificano le condizioni di cui al precedente comma, cioè sciolto
l'ARAS, per un periodo di tempo determinato, l'AIA può svolgere
queste funzioni. E giustamente l'Assessorato si è dovuto rivolgere
all'AIA perché l'AIA è l'unica che è riconosciuta dalla legge. Però
è anche vero che prima di arrivare a questo fallimento, ci sono
stati otto anni di commissariamento, otto anni durante i quali,
ripeto, la Commissione Bilancio' ha cercato di chiarire quali
erano le vicende.
Vedete, colleghi, abbiamo convocato tutti, direttori, presidenti,
revisori dei conti, non siamo riusciti nemmeno a comprendere qual è
il reale stato passivo della società perché in un confronto, in più
confronti drammatici fra i funzionari della Regione, i revisori
dei conti e il rappresentante dell'AIA quello che è venuto fuori
che è una situazione difficile da comprendere, sembrerebbe che il
buco, perché di questo si tratta, si attesta intorno ai
diecimilioni di euro, nonostante come ricordava poco fa
l'Assessore, le risorse che la Regione ha destinato in questi anni
sono state sempre superiori a quelle che è stato possibile spendere
perché è chiaro che c'era un progetto di aiuto di Stato che ci
impediva di venire incontro a tutte le attese pesanti da parte
dell'associazione.
Tanto è vero per essere chiari che quando tre lavoratori, vedete
non sono stati esterni alla società, si sono rivolti al giudice,
alla fine c'è stata la sentenza 27 del 2 marzo 2017 emessa dal
tribunale civile di Palermo che, per la prima volta, ha ritenuto di
intervenire su una società onlus, l'ha sciolta come se fosse stata
una società per azioni, ma l'ha sciolta per poche decine di
migliaia di euro, non stiamo parlando che è stata sciolta per una
somma importante.
E l'AIA, in questa vicenda, che avrebbe dovuto vigilare ed evitare
di portare questi libri non in attivo, o comunque in pareggio, per
quattordici milioni alla fine, ha fatto sì che la società venisse
dichiarata insolvente e, quindi, destinata al fallimento.
Due sono le categorie colpite: gli allevatori; vedete, sì il
problema del personale è importante, ma ci sono 3.500 stalle che
rischiano di chiudere, ci sono 3.500 famiglie legate a queste
stalle che rischiano di non prendere i contributi che verranno
dall'attività che l'AIA, l'ARAS o chi per loro, avrebbe dovuto
svolgere perché il prezzo della carne è inferiore rispetto a quello
di 15 anni fa. Il prezzo del latte è inferiore rispetto a quello di
15 anni fa, i prodotti che gli animali mangiano sono aumentati in
maniera esponenziale.
L'unica possibilità che abbiamo di mantenere, con tutte le
difficoltà tempo, 3500 stalle è solo grazie a qualche contributo
che arriva da parte della Comunità europea, che arriva da parte
dello Stato.
Se non facciamo più i controlli, è chiaro che questi contributi
non arriveranno più. Se non facciamo i controlli e non arrivando i
contributi, le stalle sono destinate a chiudere, 3500 stalle.
Si pensa dai dati che abbiamo - evidentemente l'ARAS ha un elenco
ben preciso - che sono almeno due le famiglie che vivono su ogni
stalla.
Il risultato è che se non affrontiamo in maniera chiara, certa,
questa vicenda ci ritroviamo con settemila famiglie che di qui a
qualche settimana, a qualche giorno, rimarranno senza lavoro. Di
conseguenza la necessità di intervenire. Il milione e quattro
prevede la possibilità di continuare a fare i controlli funzionali.
Assessore, all'AIA dobbiamo dire alcune cose. Nel controllo degli
equidi anziché prendere personale che già faceva parte della
società, stanno facendo accordi con soggetti esterni e questo non è
possibile.
L'AIA non può pensare di scavalcare i lavoratori che facevano
parte dell'ARAS creando un altro bacino di lavoratori. I controlli
li devono affidare a coloro i quali fino ad oggi li hanno affidati.
Vogliono fare i Co.co.co, vogliono fare partita IVA, facciano
quello che la legge consente loro ma la facciano, utilizzando i
lavoratori che attualmente facevano parte del bacino dell'ARAS.
Assessore, mi è dispiaciuto che per ben due volte il direttore
dell'AIA aveva annunciato la sua presenza nella seduta congiunta
della Commissione Bilancio' e della Commissione Lavoro'.
Abbiamo certezza che veterinari che non facevano parte dell'elenco
dei dipendenti ARAS sono stati contrattualizzati in questi giorni.
Questo non può accadere
E' chiaro che 135 sono i lavoratori, 115 adesso, se ne vengono
contrattualizzati 35 ne rimangono 80. Di questi 80, attraverso un
accordo all'Ispettorato del lavoro, dobbiamo capire come verranno
assunti, da chi verranno assunti, come potranno continuare a
lavorare.
Per chiarezza, Presidente, Assessori, colleghi, abbiamo davanti un
dramma da affrontare che riguarda settemila famiglie siciliane che
sono le settemila famiglie che si reggono sulle 3500 stalle che
abbiamo nella nostra Regione.
Dobbiamo stare attenti, dobbiamo evitare di sbagliare, dobbiamo
tirare fuori un testo di legge che sia condiviso da tutti in modo
tale che possiamo affrontare in maniera serena questa annata perché
se dovessimo sbagliare, di qui a qualche giorno ci troveremo 3500
famiglie con i trattori sotto l'Assemblea a rivendicare per il
giusto controllo sulla loro attività per potere accedere a
contributo statale ed europeo.
VENTURINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VENTURINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo a
proposito dell'emendamento 34.7R da cui siamo partiti perché mi fa
riflettere su quanto sta succedendo in questi giorni in questa Sala
d'Ercole quando la telecamera si spegne e si vedono delle scene
difficili da raccontare.
Partono, dopo un emendamento approvato, telefonate improvvise per
mettere il cappellino sopra l'emendamento che è appena passato,
partono battimano o cose di questo genere, vecchio stile. Un
vecchio stile che colpisce soprattutto quando il vecchio stile è
interpretato da attori giovani, recenti, delle comparse nuove nella
scena della politica nazionale.
Ritornando all'emendamento 34.7 mi viene in mente una frase che
disse proprio lei, Presidente Musumeci, quando ci incontrammo sul
treno venendo a Palermo una mattina, lei disse sono entrati nella
palude, vedremo se ne sapranno uscire fuori senza malaria'. Ahimè
siete entrati qui per cambiare il parlamento, il Parlamento ha
finito per cambiare qualcos'altro. In questo 34.7, che porta, oltre
la firma di Panepinto, Alloro, Di Pasquale e Milazzo, anche la
firma dell'onorevole Cancelleri, Palmeri. Cosa è questo
emendamento? Mi rifaccio un attimo all'ultimo passaggio
dell'onorevole Vinciullo. L'onorevole Vinciullo ha detto bene
dobbiamo stare attenti quando parliamo di famiglie, quando
parliamo di lavoratori, quando parliamo di persone che guardano a
questo Parlamento per trovare risposte alla loro fatica
quotidiana'.
Questo Parlamento è chiamato di volta in volta, anche nel caos
apparentemente più generale, ad assumere delle responsabilità serie
nei confronti dei siciliani. Invece che si fa. Pur di potere fare
qualche altra telefonata veloce, al bar dicendo l'abbiamo fatto
passare' si fa un emendamento del tutto incostituzionale. Un
emendamento che, se passa, sicuramente verrà impugnato e che
getterà nello sconforto quei lavoratori che questa sera, presi per
i fondelli, da questo parlamento credono di avere risolto il loro
problema occupazionale.
Ora, non me ne vogliano i colleghi che appartengono a stagioni più
lontane da quelle che ho vissuto io, questo fa parte di una
politica che doveva cambiare, che si voleva cambiare entrando in
questo parlamento e invece no. Trova oggi, questa è la cosa che fa
più rabbia ed è questo che io spero arrivi a chi ci ascolta
attraverso lo streaming, viene portata avanti da quegli attori che
dovevano cambiare la scena e che invece sono diventati delle
comparse di secondo ordine che si portano avanti con emendamenti
appoggiando, votando a favore, etc. dietro una parvenza di
opposizione che poi non c'è, e poi si limitano anche a presentare -
ridicolo quell'emendamento di poco fa - un emendamento sulla
rendicontazione per le famiglie che hanno a che fare con i
disabili.
Chiaro che è diventata anche quella una sindrome che forse
andrebbe normata, perché va curata evidentemente. Torniamo al 34.7.
Io invito i colleghi a trovare un'altra soluzione per questi
lavoratori, perché questi lavoratori all'indomani della
pubblicazione in gazzetta ufficiale vedranno impugnata questa norma
perché è anticostituzionale, si prendono soggetti da un ente
privato e si passano in un ente pubblico. Non si può fare. La legge
lo impedisce.
Allora, come dissi nell'intervento di qualche settimana fa. anzi
della volta scorsa, uno scatto d'orgoglio, la campagna elettorale è
partita e va bene ma qua dentro cerchiamo di adottare norme che
diano risposte serie a tutti i siciliani e non ad una parte. Poco
fa abbiamo votato per sette precari di Milo, tutta la grande
solidarietà per questi lavoratori, ma ne abbiamo 20 mila. Non si
può procedere con emendamenti ad hoc, non si può procedere con
pezze quando poi scopriamo che magari in Commissione da anni
giacciono delle leggi veramente quelle si di riforma del settore.
Allora su questo emendamento io invito i colleghi e qua io non
chiedo al Presidente di fare una sospensione, una pausa perché
credo che qualcuno mi darà sotto, perché di pause ne abbiamo avute
tante, 52 ne contava il Presidente Musumeci nel suo intervento però
questo emendamento così com'è non è serio, non è da Parlamento che
rispetta e da valore ai propri conterranei.
Questo dovevo chiarirlo per chi ci ascolta, altrimenti non ci
capiremo mai e questa terra avrà pochissime speranze di potere
vedere stagioni migliori.
PRESIDENTE. Sono iscritti a parlare gli onorevoli Dipasquale, Di
Mauro, Savona e Cimino, che credo sia già intervenuto. Ha facoltà
di parlare l'onorevole Dipasquale
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io penso che se
il collega Venturino lo permette inizio subito da lei dicendo che
ha sbagliato sicuramente i modi, perché penso che quando qualcuno
si pone nei confronti del Parlamento, dei colleghi, della
Commissione in maniera costruttiva, chiedendo di rivedere una
posizione, di fare un passo indietro, sicuramente i modi non sono
quelli suoi.
Io penso che nessuno presenta cose poco serie. Ognuno di noi ha
delle convinzioni, fa le proprie battaglie e le fa in maniera
legittima, in maniera seria, in maniera coscienziosa. Quindi non mi
sono piaciuti i modi e li ritengo proprio sbagliati nei confronti
della Commissione.
Colleghi vi prego, mi sembra un'Aula piena di comunelle. Sembriamo
in una piazza, non in Parlamento.
PRESIDENTE. Invito i colleghi a prendere posto e ad ascoltare
l'intervento dell'onorevole Dipasquale. E' un suo diritto parlare
ed essere ascoltato dai colleghi. Invito i colleghi Cimino,
Fontana, Alloro, Greco a prendere posto, per favorire il dibattito
parlamentare. Grazie.
DIPASQUALE. Grazie signor Presidente. La questione è estremamente
seria. Io ho sottoscritto questo emendamento, è vero. E questo
emendamento ha delle criticità che ha ben espresso l'assessore, che
su questa materia ha fatto una parte piena, totale e non era
facile.
Ritorno a dire che noi ci troviamo - e qualcuno lo ha detto già
prima di me - ad affrontare questa duplice problematica. La prima,
come ha detto il presidente Vinciullo, fondamentale, che riguarda
le imprese, che riguarda gli agricoltori - lo ha detto anche
l'assessore. La seconda riguarda i lavoratori, altrettanto
importante, riguarda le cento famiglie. Ma il problema degli
allevatori riguarda le diverse migliaia e migliaia di imprese che
sono interessate dai controlli funzionali.
Qual è la mia vera preoccupazione? Il presidente Vinciullo ha
detto una cosa sacrosanta: l'AIA non può utilizzare per i servizi
personale diverso da quello assunto. Lo recita il contratto di
settore all'articolo 42. Ed è l'unico motivo per il quale non li
hanno licenziati E' l'unico motivo per cui non li mandano a casa
tutti E' l'unico motivo per il quale l'AIA ci viene dietro, perché
questi lavoratori - e vi prego di seguirmi in questo ragionamento -
che non saranno mai lavoratori della Regione, in caso di
licenziamento e di perdita del posto di lavoro hanno un vero e solo
diritto, che è nei confronti dell'AIA, che per l'articolo 42 del
contratto nazionale del lavoro io poche materie conosco e questa
è una di quelle; la conosco bene e da tanti anni. Quindi il vero
motivo è questo Perché ancora l'AIA viene dietro su questo Vi
faccio uno scenario, ipotetico ovviamente. Se dovesse definirsi il
fallimento e il licenziamento questi cento e passa lavoratori se
fanno ricorso presso il Giudice del lavoro all'AIA, lo vincono
tutti, perché l'articolo 42 è estremamente chiaro ed è il motivo
per il quale ci vengono dietro. Ed il motivo per cui non possono -
no che non vogliono - rompere il cordone ombelicale con questi
lavoratori.
Allora io dico che dobbiamo stare attenti, perché questo
emendamento, che io ho sottoscritto, lo dobbiamo valutare bene
tutti insieme. Può succedere. Non tanto mi preoccupo del fatto
dell'impugnativa che è un problema, ma casomai abbiamo la seconda
opzione. Io mi preoccupo che rompiamo il cordone ombelicale con
l'AIA. Cioè, mi preoccupo che gli togliamo la possibilità di quello
che la norma, l'articolo 42 del contratto nazionale di lavoro gli
garantisce, che il rapporto, che la continuità del rapporto con
l'AIA. Questa è l'unica mia, vera, grande preoccupazione.
Io sono convinto che noi, la soluzione penso che sia quella lì
prospettata dall'assessore, io penso, perché se è vero -
utilizziamo alcuni minuti per verificare queste cose che ho detto.
Se è vero,così come io penso che sia vero, che l'articolo 42 del
contratto nazionale di lavoro gli garantisce questo collegamento
eterno, cioè costringe l'AIA a prendersi sempre questi lavoratori
anche se cambia forma, proprio lo recita il contratto nazionale di
lavoro, appena noi oggi gli diciamo per norma si è concluso il
percorso con l'AIA ed andate a tempo determinato con l'istituto
zootecnico, noi - da una parte non gli avremo garantito il posto
fisso alla Regione e neanche un'aspettativa definitiva, dall'altra
parte gli abbiamo definitivamente tranciato quello che è il diritto
acquisito che hanno nei confronti dell'AIA in base all'articolo 42.
Quindi, io mi rimetto ai colleghi, e mi rimetto a lei Presidente ed
all'assessore ovviamente, di valutare questo aspetto.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole di Mauro. Ne ha
facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, io non
mi dilungo a ripetere le cose che hanno detto i colleghi in ordine
alle ditte, all'importanza, all'interesse che hanno, ovviamente, a
questo servizio ed alla professionalità dei lavoratori. Però vorrei
dare un suggerimento al Governo, affinché si conservasse
l'interezze della gente a questo servizio, e soprattutto potessimo
avvalerci tutti quanti di queste professionalità. Ed io credo che
possa essere utile immaginare l'istituzione di un albo in cui
verrebbero inseriti tutti questi lavoratori e l'affidamento del
servizio all'istituto zootecnico con l'obbligo di utilizzare il
personale che è inserito in questo apposito albo e fermarci oggi a
questa attività legislativa.
Se noi dovessimo andare più in là, incorreremmo in rischi,
assessore incorreremmo in rischi di impugnativa certamente e ci
potremmo trovare anche nelle condizioni che di qui a sei mesi
riparlare di questo Governo. L'istituzione di un albo con cui
questi lavoratori potrebbero lavorare, o con una convenzione o con
contratto a tempo determinato - che è competenza in via
amministrativa - assessore Cracolici, in via amministrativa
dell'istituto zootecnico, permetterebbe all'istituto di continuare
l'attività, ai lavoratori di avere un riferimento in un albo che
in questa Regione - viva Dio un albo non si è negato a nessuno,
assessore Cracolici. Di albi, ne abbiamo di diversi tipi. Ma questo
sarebbe un albo di settore, con le competenze di cui all'elenco che
certamente l'associazione allevatori potrà trasmettere
all'istituto, è un attività a latere del Governo, che è una
competenza che gestisce l'istituto stesso, e noi affideremmo
praticamente all'istituto le risorse e le attività.
L'istituto, in via amministrativa attingerebbe da quest'albo le
persone che riterrebbe utile nell'intero anno di potere utilizzare.
Così non ci troveremmo dinnanzi ad impugnative, non ci troveremmo
dinnanzi a preoccupazioni di qua a sei mesi, potremmo innestare un
meccanismo virtuoso che darebbe risposta alle Aziende ed ai
lavoratori.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Savona. Ne ha
facoltà.
SAVONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivido la tesi
dell'onorevole Di Mauro che sono convinto, dopo aver ascoltato
tutto quello che è successo in Commissione, il fallimento lo hanno
voluto anche loro, l'AIA, perché sapevano benissimo che c'erano
diverse criticità all'interno dei loro bilanci che erano difformi
da quelli che aveva la Regione siciliana, quindi, la cosa è andata
avanti da anni e abbiamo continuato adesso con la conduzione del
fallimento.
Questi lavoratori che hanno diritto di ritornare perché loro non
hanno colpe, non vedo che si possa fare quello che vedo
nell'emendamento 34.7, perché è fuori da ogni logica, con
l'Istituto zootecnico è possibile attivarlo perché noi con la SAS
abbiamo già previsto, con norme, di creare un albo e ci sono tutta
una serie di lavoratori che sono in attesa.
Questa norma non può scavalcare o modificare l'assetto delle cose,
quindi, con un albo che si va al'interno dello nostro tetto si
inseriscono i lavoratori che ne hanno diritto e da lì si parte.
Allora, al bisogno li pigliano o attraverso partita Iva o
attraverso i lavoratori a tempo determinato.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Assenza. Ne ha
facoltà.
Non ci sono altri iscritti a parlare sull'articolo 34. Invito i
colleghi, eventualmente a farlo entro la conclusione
dell'intervento dell'onorevole Assenza.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'ARAS è stato uno
dei punti dolenti di questa legislatura.
Sin dall'inizio abbiamo dovuto affrontare, bilancio per bilancio,
Finanziaria per Finanziaria, le problematiche relative al
finanziamento di questa associazione benemerita che svolge e ha
svolto il ruolo essenziale per l'economia siciliana, in particolare
per gli allevatori siciliani e, quindi, per tutto il comparto della
zootecnia, non dimentichiamo che qualcuno, negli anni scorsi, ha
avuto la brillante idea financo di metterle a bando, cioè, di fare
i finanziamenti dall'ARAS come un vanto, così come per la Corfilac
e via dicendo.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Con me che ero contrario
ASSENZA. Per carità, assessore, perché se la sta prendendo lei, io
sto ripercorrendo quello che è avvenuto, credo che sto parlando
abbastanza correttamente.
Ecco, detto questo, purtroppo, siamo arrivati ad un epilogo già
annunciato, già annunciato perché qualcuno ha avuto, sin
dall'inizio, lo scopo, nemmeno tanto celato, di accaparrarsi le
funzioni che in Sicilia ha svolto notevolmente l'ARAS.
Io sono abituato a dare nomi e cognomi, questo qualcuno si chiama
coltivatore diretto, Coldiretti.
Noi, ora, mi dispiace assessore Cracolici, perché noi avevamo un
testo che usciva dalla Commissione che, secondo me, al momento era
l'unico praticabile perché ti diceva le funzioni le continua a
svolgere l'Istituto sperimentale zootecnico che è un Istituto
regionale e che ha, tra i suoi compiti, la possibilità di svolgerli
e li svolge avvalendosi dei soggetti che, fin'ora, hanno svolto
questo compito.
Ora, poiché teoricamente e nessuno potrebbe essere contrario a che
questi soggetti che, per lo più, sono personale assolutamente
qualificato, veterinari e quant'altro, si potesse trovare una
sistemazione definitiva ma è chiaro che non possiamo tout court con
una norma che già l'assessore Baccei, in questo caso,
correttamente, ha già detto che è inapplicabile perché
introdurremmo una eccezione ad un principio che potrebbe essere
sfruttato da altri e farebbe saltare qualunque possibilità di, ma
la cosa più grave è che vi è un emendamento governativo che dice
che questa funzione, invece, dell'Istituto sperimentale
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Assenza, onorevole Panepinto, per
favore se consente all'assessore Cracolici di seguire l'intervento
dell'onorevole Assenza.
ASSENZA. Secondo me il Governo dovrebbe avere buon senso di
ritirare l'emendamento così come anche l'emendamento a firma degli
onorevoli Panepinto e Anselmo, perché se noi apriamo la possibilità
di affidare questo servizio all'A.I.A., come giustamente diceva
l'onorevole Cimino, noi abbiamo regalato su un piatto d'argento al
carnefice la vittima sacrificale.
Questa associazione avrà raggiunto il suo scopo, cioè accaparrarsi
in Sicilia questo servizio e noi non possiamo e non dobbiamo
consentirlo perché, anche se per altri settori questa associazione
svolge un'opera assolutamente meritoria, nel campo della zootecnia
e dell'allevamento l'A.R.A.S. aveva svolto e svolgeva, fino
all'altro ieri, un compito assolutamente fuori da ogni sospetto e
nell'esclusivo interesse pubblico. Invito, pertanto, sia il
Governo, sia l'onorevole Panepinto a ritirare gli emendamenti.
Torniamo al testo base dell'articolo 34 che mi sembra abbastanza
saggio che garantisce, da un lato agli allevatori di avere la
garanzia dei controlli, dall'altro il personale perché dice che per
effettuare questo servizio l'Istituto dovrà avvalersi del personale
già in servizio, personale già in servizio che, evidentemente, è
quello che è l'A.R.A.S. Salveremmo capre e cavoli. Poi, si salva
l'A.R.A.S. però non dimentichiamo che nel momento in cui vi è una
procedura fallimentare in corso tutto quanto passa attraverso il
bene placido degli organismi fallimentari, quindi si introdurrebbe
in un meccanismo che lascia assolutamente dei punti interrogativi
sull'epilogo, perché nessuno può dare per scontato che gli
organismi fallimentari, soprattutto il tribunale fallimentare e il
giudice delegato siano d'accordo a consentire prosecuzioni o
affitto d'azienda o quant'altro, sono ipotesi che possono anche non
trovare accoglienza negli organi fallimentari. Ecco perché ritengo
che, invece, garantire la continuità del servizio in capo
all'Istituto sperimentale e far sì che per effettuare questo
servizio l'Istituto sperimentale si avvalga degli operatori ex
A.R.A.S. sia la quadratura del cerchio.
PANEPINTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Brevemente, perché è già intervenuto.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dopo aver
ascoltato l'Assessore e i vari interventi, con una volontà unanime
di trovare una soluzione che sia idonea a salvaguardare quello che
tutti i colleghi hanno detto a partire dal Presidente della
Commissione, delle settemila aziende, dei lavoratori.
Io accantonerei al momento il testo, probabilmente c'è necessità
di ritornare al testo base, facendo la verifica se l'Istituto
sperimentale zootecnico può o meno svolgere queste funzioni.
Accantoniamo, al momento, il testo e verifichiamo la fattibilità di
raggiungere risultati che sono i controlli, Assessore, con un
elemento che lei, certamente, aiuterà a trovare, ed è quello di
continuare a svolgere le funzioni probabilmente utilizzando gli
enti di cui la Regione dispone per garantire allevatori e
operatori, perché è chiaro che ad oggi questa situazione si
determina per una serie di negligenze o condizioni di criticità.
Per cui, una sospensione con passaggio alla trattazione di altri
punti, per riscrivere la norma che mette in garanzia gli allevatori
e gli operatori.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Assume la Presidenza il Presidente ARDIZZONE
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Signor Presidente, onorevoli colleghi, premesso
che raccolgo lo sforzo che l'Aula sta facendo di affrontare, in un
momento di emergenza, cercando di trovare una soluzione che tenga
insieme due esigenze: gli allevatori, è stato detto, per prima e i
lavoratori che lavoravano all'associazione allevatori. Lo dico al
collega Cimino, io spero di passare alla storia per tante cose,
anzi spero di non passare alla storia, di occuparmi della cronaca,
la storia la fa chi non c'è più, ma certamente attribuire a me ciò
che ha fatto un tribunale, con tutto il rispetto ancora non ho
poteri né divinatori, né sostitutivi che il tribunale di Palermo ha
dichiarato fallita l'Associazione allevatori lo ha fatto in
funzione di un dato che l'Associazione allevatori - e non
l'Assessorato - è risultata incapace di poter erogare persino delle
indennità spettanti a dei lavoratori, quanti erano onorevole
Vinciullo, 15-20 mila euro, non so neanche quanto era la cifra
effettiva che è stata poi oggetto.
Per la verità, bisogna dirlo con onestà, ma quello è l'epilogo di
una crisi che dura a lungo, non a caso i lavoratori dell'ARAS da
diverso tempo erano in contratto di solidarietà. Non a caso i
lavoratori dell'ARAS, molti di essi, non percepiscono stipendi da
diverso tempo, con un paradosso, ripeto, che quando l'Assessorato
erogava le risorse o dello Stato o quelle direttamente che erogava
la Regione noi difficilmente davamo i soldi all'ARAS perché,
siccome il DURC dell'ARAS era sempre negativo, visto che aveva una
situazione di sofferenza che si innescava senza soluzione di
continuità, noi gran parte delle risorse che abbiamo erogato,
soprattutto nel periodo in cui si sono stato io, le abbiamo erogate
alla Riscossione Sicilia ed all'Inps per sostituirci all'ARAS che
non pagava né gli oneri contributivi né quelli tributari.
Allora lo dico perché le cose, capisco che siamo in un periodo di
propaganda elettorale ed ognuno vuol fare, come al solito, un
raccontino soltanto di quello che gli conviene a seconda, magari,
della sollecitazione che riceve. Anche a me piacerebbe trovare la
soluzione immediata, anche io avevo trovato l'uovo di Colombo
quando ho visto la norma dell'89 che dice c'è l'istituto
zootecnico, bene l'ARAS è fallita trasferiamo tutto all'istituto
zootecnico'.
Oltretutto vi parla uno che, già nel 2010, tentò questa norma, non
ora ma già nel 2010, per consentire allora nel 2010, visto che
l'ARAS era già in crisi nel 2010, di utilizzare l'Istituto
zootecnico per affidargli i servizi dei controlli funzionali, dei
registri, ecc ecc.
Cari colleghi: non si può fare Mi dispiace dirvelo: non si può
fare, al di la delle prove di ginnastica che ognuno di noi vorrebbe
fare. La legge n. 30 del 1991 attribuisce all'Associazione
allevatori nazionali ed alle proprie organizzazioni territoriali
che non possono che essere associazioni allevatoriali che devono
essere, come quelli della formazione: accreditati. Quindi con uno
strumento giuridico per cui lo Stato eroga una parte delle risorse
a tutte le associazioni che operano in tutta Italia, tranne il
Trentino e la Valle d'Aosta che, autonomamente, e con risorse
esclusivamente proprie lo fanno.
Faccio un'altra parentesi: il sistema dell'associazione
allevatoriale è in crisi in tutta Italia. La regione Lazio ha la
nostra stessa situazione, le Marche hanno la nostra stessa
situazione. Il sistema è saltato per aria non tanto per le
responsabilità solo di gestione dell'AIA o dell'ARAs, anche perché
a seguito della riforma che è stata fatta del sistema forfettario,
lo Stato, su disposizione della Comunità europea, riconosce alle
associazioni allevatoriali un importo forfettario per il numero di
capi e di aziende che vengono controllate.
Questo sistema forfettario ha, di fatto, dimezzato il
finanziamento a tutte le associazioni allevatoriali. Noi, come
Regione siciliana, nel 2014, abbiamo erogato 2,5 milioni di euro,
più lo Stato ha erogato 1,5 milioni; nel 2015, tra Stato e Regione,
abbiamo potuto erogare insieme la metà di quello che abbiamo
erogato nel 2014, perché è cambiato il sistema di riconoscimento
del sistema, appunto, forfettario.
Cosa è che si poteva fare e non si è fatto? Non voglio attribuire
responsabilità a nessuno però, proprio a proposito della storia,
anche perché, collega Cimino, l'ARAS non si occupa di sanità
animale, i controlli funzionali riguardano le qualità del latte e
della carne non riguardano la sanità veterinaria che è un'attività
delle aziende sanitarie locali e dell'Istituto Zooprofilattico Ma
non siamo noi, non c'entriamo noi, non è l'ARAS, non ha attività
sanitarie l'ARAS.
Onorevole Cimino io non sono né un veterinario, né un esperto, né
un agronomo io sto dicendo quello che sto dicendo sulla base di
tutta una serie di elementi che ho colto qui alla luce anche di un
approfondimento che ho fatto con gli uffici.
Nel momento in cui noi oggi affrontiamo il tema del come mandiamo
avanti questa situazione, partendo dal fatto che dobbiamo garantire
gli allevatori, per poter garantire anche i lavoratori dobbiamo far
ripartire l'attività.
Abbiamo chiesto all'AIA di partire e l'AIA ci ha detto che la
prima cosa che dobbiamo fare visto che entro il 31 maggio devono
essere pagati i premi per i bovini da latte, noi abbiamo
immediatamente trentacinque persone tra controllori e attività
amministrative per fare fronte a questa emergenza,
contemporaneamente avviamo il programma sul controllo carni e
utilizzeremo anche un'altra parte del personale. Complessivamente,
rispetto al regime forfettario, le unità che andrebbero utilizzate
per i coefficienti dati dal Ministero sono sessantasei unità. Cosa
abbiamo detto all'AIA? Invece di prendere sessantasei unità ne
prendi centocinque ad orario ridotto, riconverti quelli che in
questi anni non conoscono neanche dov'è una campagna - per cui
magari mandiamo in campagna chi da troppi anni sta negli uffici,
tanto per essere chiari, perché dobbiamo difendere chi lavora, ma
dobbiamo difendere chi lavora no chi fa finta di lavorare - quindi
riconvertiamo il personale, nel frattempo ti affidiamo l'assistenza
tecnica con 1.400.000, nel momento in cui tu ricevi il 1.400.000
hai 2.560.000 dai controlli funzionali, hai le entrate che dovranno
provenire dagli allevatori - perché gli allevatori una parte del
servizio lo devono pagare - tutto ciò ti consente di avere
4.500.000-4.700.000, ti mettiamo a disposizione persino i locali e
questo ti consentirà di assorbire l'intera manodopera non più a
part time ma a full time .
Onorevole Clemente, io non mi occupo di fare contratti di lavoro,
la materia è regolata dal rapporto tra l'AIA e le organizzazioni
sindacali.
L'accordo sindacale si è già avviato venerdì scorso tra l'AIA e le
organizzazioni sindacali siciliane che hanno condiviso il percorso
di ripartenza di questa attività, dopodiché io capisco la
preoccupazione dell'AIA e siccome qui, sostanzialmente, la novità
della norma che abbiamo proposto - aldilà del primo comma che è
stata iniziativa della Commissione e che io ritengo purtroppo che
non si può fare, non si può fare perché la legge nazionale non lo
prevede - io suggerirei che dove noi prevediamo la modifica che qui
stiamo facendo di dare 1.400.000 anche all'Associazione italiana
allevatori per l'assistenza tecnica, suggerirei di fare un
emendamento aggiuntivo dicendo Per salvaguardare le unità
lavorative precedentemente utilizzate dall'Associazione regionale
allevatori siciliani nelle forme che poi vedremo.
Quindi, diciamo con norma che le risorse che noi daremo per
l'assistenza tecnica sono sì, per l'assistenza tecnica, ma hanno
anche una finalità che è quella della salvaguardia occupazionale di
chi lavorava presso l'ARAS. Io credo che sia lo sforzo massimo dove
noi possiamo oggi arrivare, fermo restando che - e concludo - come
diceva giustamente il presidente Vinciullo, l'AIA può fare tutto
ciò temporaneamente.
Noi, una volta che si è chiusa la partita ARAS, o col fallimento
definitivo o col ripristino dell'associazione, comunque o ritorna
l'ARAS ma riformata e forse ripulita e forse ridando agli
allevatori la possibilità - tanto per essere chiari, io avevo
concordato con l'ARAS che i soldi dell'assistenza tecnica glieli
davo se si fissavano anche le elezioni - ma se non passa questa
cosa dell'ARAS noi dobbiamo pretendere che le organizzazioni
allevatoriali, no la Regione onorevole Clemente, gli allevatori
costituiscano una nuova associazione di allevatori; poi si
aggregheranno a Coldiretti, a Confagricoltura, sono cavoli loro. Io
dico che dovranno loro formare un'associazione che gestisce i
servizi agli allevatori.
Quindi la mia proposta è di superare la questione del primo comma,
di sub-emendare nella parte in cui prevediamo che l'assistenza
tecnica, la affidiamo anche all'associazione italiana allevatori
perché ci diamo quel margine rispetto alla possibilità che ARAS
torni in vita, quindi anche all'associazione italiana allevatori,
fermo restando che queste risorse avranno come finalità anche il
pieno impiego della forza lavoro dei dipendenti in organico
all'ARAS al 28 o quello che era.
Mi pare questa una soluzione che possa rispondere a quella doppia
esigenza di cui parlavamo, allevatori da un lato e lavoratori
dall'altro, ma evitiamo di fare una cosa che, se sbagliamo, domani
- lo dico e purtroppo non lo posso dire a bassa voce perché non c'è
tutta questa contentezza di AIA di prendersi il servizio, tanto per
essere chiari, glielo stiamo imponendo - non vorrei che qualcuno
trovi una giustificazione per dire visto che voi avete fatto una
norma che vedremo se si potrà applicare, nel frattempo non si fa
nulla in Sicilia'. Guardate che avremo centinaia di allevatori che
verranno a Palermo, come dire, quando meno a tirarci qualche fiore.
Quindi io suggerirei all'Aula di procedere con ciò che oggi è
possibile fare. L'impegno dell'AIA è quello di garantire il
riassorbimento della forza lavoro a tempo indeterminato con la
gradualità dei vari controlli e contemporaneamente l'impegno della
Regione è dare soldi in più e mezzi strumentali per garantire
meglio il servizio. Io più di questo sinceramente non sono in grado
di proporre.
PRESIDENTE. L'onorevole Rinaldi ha apposto la firma
all'emendamento.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, io non
voglio deludere l'assessore Cracolici, però non mi ha convinto
assessore e non mi ha convinto perché al netto della spiegazione
addottrinata io non posso e non voglio minimamente pensare che ci
sia la possibilità di scegliere, sempre fra quelli che lavorano
ovviamente, e chi le parla ha avuto la fortuna, tra virgolette, di
stare sempre all'opposizione quindi, anche volendo, non ha mai
potuto difendere chi non lavorava. Quelle sono cose che può fare,
se lo vuole, chi sta al Governo, perché ha il potere di fare questo
ed altro, io dico che immaginare di mandare al lavoro trentacinque
persone su centoquindici è un lusso che quest'Assemblea non si può
permettere e quindi, lo dico con molta chiarezza, non voglio
pensare che lei o chi per lei abbia già scelto questi trentacinque
perché so che non è così però certo voglio dire quanto meno siccome
non si è parlato di criteri, non si è parlato diciamo di metodi.
CRACOLI, assessore regionale per l'agricoltura, lo sviluppo rurale
e la pesca mediterranea. I criteri sono legati al sistema dei
controlli
CORDARO. Siccome non si è parlato di criteri, non si è parlato di
metodi, quello che mi preme dire con estrema chiarezza, presidente
Ardizzone, è che il mio punto di vista, che ho confrontato con
molti colleghi che hanno più di me affrontato ed approfondito
questa tematica, è quello ed è questa la richiesta formale di
accantonare questo articolo perché si faccia una valutazione
approfondita, perché dobbiamo fare di tutto per trovare una
soluzione che possa essere di salvaguardia per tutti i
centoquindici licenziati - perché sono stati già licenziati,
onorevole Dipasquale - che credo non possano avere, anche per il
caso di questa categoria di lavoratori, l'unico difetto di essere
persone per bene. Le persone per bene vanno salvaguardate e credo
che noi dobbiamo fermarci e trovare una soluzione. Che questa
soluzione poi si chiami bacino, si chiami SAS, sia chiami AIA, a me
poco importa. Importa invece che noi ci fermiamo e cerchiamo di
fare il miglior lavoro possibile.
Quindi, signor Presidente, chiedo intanto se lo vuole accantonare.
PRESIDENTE. Siccome ho compreso che c'è una volontà unanime a
salvaguardare questo personale, ci possono essere divergenze
diverse, la proposta di scrivere assieme all'Assessore stesso, alla
Commissione, ai proponenti dello stesso articolo, un emendamento.
Vediamo di trovare una soluzione condivisa.
Onorevoli colleghi, ogni deputato giustamente mi chiede quali sono
i tempi, ma non posso essere io a dettarli dipende dall'andamento
dell'Aula.
Sostanzialmente il dibattito su questo articolo abbastanza
complesso si è già svolto, bisogna arrivare ad un momento di
sintesi. Chiaramente bisogna aprire la discussione sull'articolo 3
se è necessario.
Il Governo ha già riscritto l'articolo 3. C'è già qualche
perplessità, ho avuto modo di confrontarmi con la Commissione, con
il presidente, soprattutto sugli ultimi due commi finali, relativi
alla copertura e alla effettiva dotazione dello stanziamento.
Siccome vorrei semplificare, intanto si riscrive questo emendamento
sull'ARAS.
Nelle more della riscrittura dell'emendamento sull'ARAS, siccome
c'era un'intesa ad andare avanti sugli articoli 7, 35, 61 e 68,
avevamo lasciato in sospeso il 20 e il 67, in base al clima d'Aula,
questo era l'accordo che era stato fatto per essere chiari, c'era
un'altra esigenza che era stata manifestata da parte dell'onorevole
Falcone e avevamo rinviato la questione alle condizioni di
agibilità d'Aula, che secondo me ci sono, sia sul 67 che,
eventualmente, sul 20, che in effetti è un riconoscimento di debiti
fuori bilancio per le comunità di alloggio, delle quali si è
parlato molto. Non voglio condizionare nessuno rispetto ad un
accordo che è stato preso.
Il Governo ha riscritto, inserendoli in un emendamento, il 7, il
35, 68, 61, 67 e 68 che provvedo a fare distribuire, l'emendamento
45.5. E' inutile aprire discussione su questo.
Se c'è intesa lo possiamo votare in una battuta e ci siamo tolti
gli articoli del collegato.
Per quello che mi riguarda sul 20 non ci sono difficoltà. Rimane
aperta la questione ARAS e l'articolo 3. Comunque ormai siamo in
dirittura d'arrivo.
Onorevole Falcone, chiedo di non aggravare il procedimento per
andare speditamente avanti.
Comunico che all'emendamento 45.5 è stato presentato
dall'onorevole Formica il sub emendamento 45.5.1, sostitutivo del
comma 7.
Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Il Governo si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Ci dia due minuti di tempo, signor Presidente. Mi perdoni, il
45.5.1 è già compreso in quello del Governo. Ma quindi significa
che il comma 7 deve essere sostituito.
PRESIDENTE. Si. Il Governo si è rimesso all'Aula, la Commissione è
favorevole. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 45.5, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, vorrei sospendere per un momento.
Ho capito che sull'ARAS c'è ancora l'esigenza di un
approfondimento. Sono le ore 21.00. Abbiamo finito con gli
articoli. Abbiamo l'articolo 3 sul quale c'è una riscrittura. Io
sono anche per l'approvazione dell'articolo 20 che aveva sollevato
l'onorevole Falcone.
TAMAJO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TAMAJO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
sull'ordine dei lavori per capire la norma che riguarda il bacino
degli ex pip se verrà trattata in questa fase oppure nel collegato.
PRESIDENTE. E' già stata approvata, onorevole Tamajo.
Si passa all'articolo 20. Ne do lettura:
«Articolo 20.
Riconoscimento debiti fuori bilancio ai sensi delle
lettere a) ed e) dell'articolo 73, comma 1, del decreto
legislativo n. 118/2011
1. Per far fronte agli oneri derivanti dai rapporti, anche in
convenzione, con le comunità alloggio per i minori sottoposti a
provvedimenti dell'autorità giudiziaria minorile nell'ambito della
competenza civile ed amministrativa ai sensi dell'articolo 23 della
legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, come modificato
dall'articolo 127, comma 68, della legge regionale 28 dicembre
2004, n. 17, quale saldo delle somme riconosciute per l'anno 2016,
è autorizzata la spesa di 3.299.835,00 ai sensi e per gli effetti
dell'articolo 73, comma 1, lettera e), del decreto legislativo 23
giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni. Le
somme di cui al presente comma sono iscritte nell'esercizio
finanziario 2017 alla Missione 12, Programma 1, Capitolo 182526.
2. Ai sensi dell'articolo 73, comma 1, lettere a) e lettera e) del
decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche
ed integrazioni, è riconosciuta la legittimità dei debiti fuori
bilancio della Regione derivanti, rispettivamente, da sentenze
esecutive e/o provvedimenti giudiziari esecutivi per il valore
complessivo di euro 526.895,44 di cui all'Allegato 4 alla presente
legge, e da acquisizione di beni e servizi in assenza del
preventivo impegno di spesa per il valore complessivo di euro
1.311.733,86 di cui all'Allegato 5 alla presente legge. Le somme di
cui al presente comma sono iscritte nell'esercizio finanziario
2017, per euro 1.745.359,46 alla Missione 10, Programma 4, Capitolo
478106, e per euro 93.269,84 alla Missione 8, Programma 2, Capitolo
272505.
3. All'adozione dei provvedimenti di spesa dei debiti fuori
bilancio riconosciuti con il presente articolo provvedono le
strutture regionali competenti nell'ambito delle rispettive
specifiche dotazioni finanziarie».
All'articolo emendamenti sono stati presentati solo emendamenti
soppressivi dell'onorevole Greco. Onorevole Greco, li ritira?
GRECO GIOVANNI. Dichiaro di ritirarli.
Pongo in votazione l'articolo 20. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
CIRONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIRONE. Signor Presidente, ho sentito che è in atto una
riscrittura dell'articolo 3, che è dedicato alle leggi di spesa. Io
ne prendo atto ed è evidente che vi è una necessità di
rimodulazione.
All'interno di questo articolo 3 io vorrei riproporre
all'attenzione dei colleghi, dei capigruppo e della Commissione
Bilancio', il comma che per un incidente di percorso è stato
bocciato, riguardante i finanziamenti di due leggi speciali, che
riguardano il centro storico della città di Siracusa, Ortigia, e il
centro storico di Agrigento. Tanto più che il centro storico di
Ragusa ha avuto il finanziamento che gli spettava, cosa della quale
io sono molto contenta, perché credo che non si parli di norme che
riguardano in particolare dei territori, ma che riguardano l'intero
contesto siciliano.
Aggiungo che per quanto riguarda il centro storico di Ortigia
sarebbe davvero incomprensibile che quest'anno noi saltassimo di
finanziare una legge che ha prodotto effetti positivi sul
territorio, proprio nell'anno nel quale si festeggia il 2.750 anni
della fondazione della città.
Richiamo l'attenzione dei colleghi. Credo che questo sia un errore
che l'Aula vorrà riparare. Aspetto che mi si dica la modalità
attraverso la quale correre ai ripari. Può essere fatto adesso e io
credo che nell'articolo 3 potremmo trovare lo spazio per ripianare
il vulnus che è stato creato e che, probabilmente, nessuno aveva
l'intenzione di compiere, ma che nei fatti ha penalizzato due
comunità, due città, ma io credo l'intero contesto siciliano.
PRESIDENTE. E' stata sollevata un'altra questione. Stiamo andando
avanti in maniera molto chiara. C'è la vicenda ARAS ed è aperta,
perché occorre un'intesa e, quindi, sta per essere riscritto
l'articolo.
C'è la vicenda relativa all'articolo 3: l'onorevole Cirone ha
aperto una nuova questione e debbo dire anche l'assessore Marziano.
Formalmente né Ortigia, né Agrigento possono essere riprese essendo
nella stessa votazione d'Aula. Però, considerato il clima, io
rimetto la questione. Presidente della Commissione Bilancio' mi
segua: il Governo ha riscritto l'articolo 3. Se in quest'ora che io
proporrò di sospensione, così arrivando in Aula approviamo
direttamente sia l'articolo 3 con gli emendamenti; gli Uffici
daranno una mano e quelli che dobbiamo estrapolare li estrapoliamo
senza tanta discussione. Se ci sono cose che non reggono da un
punto di vista contabile le tiriamo fuori. Li dichiariamo
inammissibili.
Il Governo ha riscritto l'articolo 3. Sull'articolo 3 vi sono
delle perplessità relativamente ad alcuni commi. Su questo mi sto
rimettendo alla Commissione. So che c'è con gli Uffici un'intesa
sulla questione. Sulla questione, anche a lei cara, di Ortigia ed
Agrigento, se ci sono le condizioni, c'è chi mi dice di approvare
questa sera, c'è chi mi dice di andare a domani mattina.
Io sono per approvare stasera però abbiamo due articoli ancora in
sospeso. Uno è l'articolo dell'ARAS, so che c'è una riscrittura,
per cortesia la concordate perché il Governo ci deve dare il parere
ed alla fine si arriverà ad una soluzione, secondo me. Perché, la
mia idea è quella di sospendere un'ora. In quest'ora però, la
Commissione deve lavorare, onorevole Vinciullo, in quest'ora la
Commissione deve lavorare sulla riscrittura già effettuata dal
Governo senza grosse difficoltà. Gli emendamenti inseriti
nell'articolo 3 che magari sono stati aggiunti rispetto a quelli
precedenti che possono essere estrapolati, li estrapoliamo e vanno
nel collegato.
Mi è stata posta un'altra questione: Agrigento ed Ortigia. Deve
essere posta diversamente da come l'ha posta l'onorevole Cirone,
perché noi non possiamo recuperare norme già bocciate. Noi non
possiamo recuperare norme già bocciate. Se c'è una soluzione
tecnica anche d'intesa con l'assessore Baccei la troviamo,
altrimenti nei fondi globali facciamo affluire le somme che erano
già destinate ad Ortigia. Come no? Dovete trovare i soldi, vedete
voi
(Brusio in Aula)
Allora, scusate, io vi sto dicendo c'è grande disponibilità da
parte di questa Presidenza su questa vicenda. Voglio semplificare
E' chiaro che se sull'articolo 3 non ci sarà condivisione andiamo a
domani, perché sto tentando di evitare tutta una serie di
sospensioni continuamente.
CORDARO. Presidente, chiedo di parlare prima della sospensione.
Voglio porre un problema sull'articolo 3.
PRESIDENTE. Se ci sono problemi è chiaro che io prenderò atto che
ci sono problemi ed andremo a domani.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, io vorrei per un attimo l'attenzione
dell'assessore Baccei e dei colleghi tutti, perché fra le cose che
sono sfuggite credo che ce ne sia una di straordinaria importanza,
che io sottopongo al Governo ed all'Aula ed alla Commissione
Bilancio in primis al suo Presidente.
Ebbene, la legge 7 aprile del 2017 n. 47, legge nazionale
Disposizioni in materia di misure di protezione dei minori
stranieri non accompagnati , è entrata in vigore, è stata
promulgata il 21 aprile del 2017.
Questa legge nazionale dice testualmente, leggo soltanto l'inizio
che entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, presso ogni tribunale per i minorenni è istituito un elenco
dei tutori volontari che in buona sostanza dovrà occuparsi di
questi minori. Ebbene, il Governo regionale - assessore Baccei, non
gliene faccio una colpa, mi sarebbe piaciuto conoscere il nuovo
assessore alla famiglia che non ho il piacere o il dispiacere di
conoscere a seconda di come si dovesse evolvere il nostro rapporto,
perché sarebbe stato a lei che l'avrei detto - ebbene, il Governo
regionale ha nominato il garante per l'infanzia, ma non ha pensato
di mettergli un euro di dotazione, ragione per la quale, posto che
è proprio il garante dell'infanzia a dovere intervenire sull'elenco
dei tutori volontari ed ha bisogno quanto meno di una minima
organizzazione, se il Governo regionale non vuole disapplicare una
legge nazionale - ed io sono sicuro che ciò non lo vuole - il
Governo regionale deve accogliere il subemendamento che noi
appoggeremo ad un emendamento all'articolo 3, che adesso vado a
precisare e, quindi, chiedo onorevoli colleghi, di attenzionare una
tematica che non è di Cordaro come non è di Musumeci, è una
tematica di straordinario valore che riguarda una figura come
quella del garante dell'infanzia che rischia, ancora una volta, di
essere uno spot drammatico per questa Regione, nella quale si fanno
le leggi e, poi, non si applicano.
La legge nazionale è entrata in vigore il 21 aprile, ossia 7
giorni fa, impone a tutte le Regioni di adeguarsi e di intervenire.
Stabilite la dotazione. Noi abbiamo scritto 100 mila euro all'anno
per cinque anni. Avete nominato questo Garante dell'infanzia che
non ho il piacere di conoscere, credo che dovremmo metterlo se
abbiamo un po' di dignità e di rispetto per quelle che sono le vere
tematiche generali, nelle condizioni non di non operare, questo
spero lo faccia anche, ma di operare. Grazie.
PRESIDENTE. E' chiaro quanto detto dall'onorevole Cordaro.
Onorevoli colleghi, è stato riscritto un emendamento in ordine
all'ARAS da parte di tutta la Commissione.
Considerato l'andamento d'Aula, il Movimento Cinque Stelle e anche
l'onorevole Panepinto, ma credo che siano tutti d'accordo, mi hanno
chiesto di recuperare l'articolo 35, Esenzione ticket inoccupati .
Non essendoci emendamenti perché sono tutti soppressivi e, quindi,
non essendoci emendamenti, pongo in votazione l'articolo 35.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevole Panepinto, possiamo andare all'articolo 34?
PANEPINTO. Sì.
PRESIDENTE. Si passa pertanto, all'articolo 34. Ne do lettura:
«Articolo 34.
Disposizioni in materia di associazioni regionali degli
allevatori
1. L'articolo 6 della legge regionale 5 giugno 1989, n. 12 e
successive modifiche e integrazioni è così modificato:
a) dopo il comma 8 è aggiunto il seguente:
8 bis. Qualora gli enti di cui al comma 1 si trovino nelle
condizioni eccezionali di non potere svolgere il servizio, al fine
di scongiurare l'interruzione dei servizi di selezione del bestiame
per i libri genealogici, i controlli funzionali e i servizi di
assistenza tecnica agronomica-veterinaria di cui al comma 7, per lo
svolgimento delle predette attività l'Istituto sperimentale
zootecnico, nelle more della stipula delle convenzioni di cui al
comma 8, si avvale temporaneamente del personale già in servizio
presso gli enti di cui al comma 1 alla data del 28 febbraio 2017. .
b) il comma 9 è sostituito dal seguente:
9. Alla spesa per le azioni di cui ai commi precedenti da parte
degli organismi interessati si fa fronte con le disponibilità del
bilancio regionale previste nei capitoli 144111 e 143707, oltre che
con il finanziamento del MIPAAF destinato alle predette
iniziative. .
2. Le disposizioni di cui all'articolo 14 della legge regionale 5
dicembre 2016, n. 24 e successive modifiche e integrazioni si
estendono al triennio 2017-2019.
3. La spesa per la finalità di cui al comma 2 trova copertura, per
il triennio 2017-2019, nell'ambito dell'autorizzazione di spesa di
cui all'articolo 44 della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9, nel
limite massimo annuo di 1.400 migliaia di euro (Missione 16,
Programma 1, Capitolo 144111).
4. All'articolo 14, comma 4, della legge regionale 5 dicembre
2016, n. 24 e successive modifiche e integrazioni, sono soppresse
le parole con i requisiti specifici relativi al sistema di
consulenza aziendale secondo l'articolo 13 del Regolamento n.
1306/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 17 dicembre
2013 . Per l'effetto, le attività finanziate e impegnate, ai sensi
dell'articolo 14 della legge regionale 5 dicembre 2016, n. 24,
possono essere realizzate entro l'anno 2017».
E' stata presentata una riscrittura da parte della Commissione
sull'articolo 34.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Sull'ordine dei lavori
FOTI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sull'ordine dei
lavori. Non le nascondo che io ho apprezzato la fermezza e la calma
con cui lei ha affrontato queste giornate ed anche l'attenzione che
ha messo a dare risposta anche alle opposizioni che volevano
leggere gli emendamenti.
Ora abbiamo approvato il 45.5 che è, insomma, abbastanza corposo
e, dopo l'approvazione, ci ritroviamo e vorrei chiedere, nonostante
sia approvato, l'assessore Baccei a cosa è servito, a chi è servito
modificare la lettera C , del comma 6, dell'articolo 68, della
legge n. 9 del 2015.
Allora, glielo dico io perché, nel frattempo che i deputati vanno
a vedere questi corposi articoli che ci vengono frettolosamente
fatti approvare con ci alziamo e ci sediamo, siamo andati a
modificare una norma che era stata fatta in quest'Aula con la
volontà di tutti per ripristinare la legalità e la giustizia in
questa Regione, ossia la perdita di diritto di entrare o meno in un
bacino a meno che non si fossero commessi reati contro, aspetti che
lo leggo qui, persone che non si rendano responsabili di azioni
contrarie all'ordine pubblico e al patrimonio alle persone perché
era giusto che delle persone che beneficiano di una misura sociale
che permette loro di lavorare almeno non avessero commesso degli
atti contro la Pubblica amministrazione, invece, ora diciamo da
quel momento in poi.
Io vorrei capire dall'Assessore quale bisogno la Sicilia aveva di
questa norma, io che gliel'ho suggerita se lo si può sapere anche
se tutto il Parlamento si potrà fregiare di averla approvata.
Grazie, tanto ci sono emendamenti, Presidente, la prego di dare il
tempo che venga bene
PRESIDENTE. Onorevole Foti, guardi che proprio su questo argomento
io non accetto questo tipo di ragionamento.
Questo emendamento faceva parte del collegato'; è stato discusso
in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, alla presenza
di tutti i Gruppi compreso il Movimento Cinque Stelle.
Più volte ho detto che si sarebbe trattato l'articolo 68 del
collegato. Ho detto più volte che l'Aula, se d'accordo, lo poteva
trattare in uno. Il merito era conosciuto perché già faceva parte
del collegato e, comunque, l'ha presentato il Governo.
FOTI. Però, Presidente, scusi, arriva un foglio frettolosamente,
il tempo di leggere cosa c'è e cosa non c'è e già si approva. Se
l'Assessore ritiene che era una norma da firmare.
PRESIDENTE. Onorevole Foti, se vogliamo noi trasformare, tutto
sommato, una buona Finanziaria, le vogliamo dare una coloritura che
tende verso il nero, ognuno svolge il proprio ruolo, ma
realisticamente l'Aula ha votato consapevolmente perché questo era
un emendamento inserito nel collegato. Il Governo l'aveva fatto
proprio in quegli articoli che dovevano essere inseriti - non sto
entrando nel merito, posso pure essere nel merito d'accordo con lei
- nella Finanziaria, l'abbiamo più volte ribadito e detto.
Proceduralmente, abbiamo inserito tutti gli articoli che il Governo
ha ritenuto, più volte, di portare all'approvazione d'Aula, in un
unico articolo. Poi sul merito possiamo pure non essere d'accordo,
però non si può dire che è stato un colpo di mano da parte
dell'Aula.
FOTI. Per me sì, Presidente
PRESIDENTE. Questo già faceva parte del collegato e dell'accordo
in Conferenza dei Capigruppo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
1276/A
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 34.11. Gli emendamenti
soppressivi sono ritirati. Il parere del Governo?
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Sono contrario a questa riscrittura e sono
contrario anche al comma 1, così com'è contenuto e tra l'altro lei,
Presidente, aveva obbligato in qualche modo ad una riscrittura
perché così com'è non può funzionare, la riscrittura che è stata
fatta dalla Commissione non risolve il problema perché di fondo c'è
un problema che probabilmente in quest'Aula è oggi un tema su cui
non si riesce a trovare un punto di incontro.
Ribadisco, la legge non attribuisce a nessuno, se non all'AIA la
potestà sui controlli funzionali, compresa la tenuta dei registri.
Non è possibile affidarla all'Istituto zootecnico perché contro la
norma nazionale, quindi non si possono fare queste attività.
Aggiungo che, qualora oggi dovesse passare questa norma, in attesa
che possa poi essere esaminata dal Consiglio dei Ministri, temo che
l'A.I.A. potrebbe raffreddare anche l'attività che è obbligata a
fare sui controlli funzionali, ma che non è obbligata a utilizzare
il personale ARAS.
PANEPINTO. C'è una norma di salvaguardia.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. No, ma quella è sull'assistenza tecnica,
onorevole Panepinto. La norma che ho proposto io è quella di
utilizzare il milione e 400 mila anche per garantire le garanzie
occupazionali dei lavoratori ARAS, ma è nel comma 2. Sul comma 1,
ho il dovere di dirlo, poi l'Aula si determinerà che si farà, però
ognuno si assume la responsabilità, io ho il dovere di dire che il
Governo non può assecondare una cosa che allo stato degli atti non
è possibile realizzare.
PRESIDENTE. Il Governo non è favorevole. Pongo in votazione
l'emendamento 34.11. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 34.8.1 del Governo. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 34.8 sempre del Governo. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 34.9 è assorbito, gli altri sono tutti assorbiti.
Pongo in votazione l'articolo 34, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi sospendiamo per un'ora, riprendiamo alle ore
22.30. Significa che alle ore 22.30 l'interlocutore privilegiato è
il Presidente della Commissione, sull'articolo 3 mi sto riferendo.
Se riusciamo a trovare un'intesa sull'articolo 3, anche in
considerazione delle cose dette dall'onorevole Cordaro, tutte le
questioni che ci sono andiamo avanti, ai primi problemi rinvieremo
a domani mattina.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
La Commissione Bilancio è convocata.
PRESIDENTE. La seduta è sospesa e riprenderà alle ore 22.30.
(la seduta, sospesa alle ore 21.22, è ripresa alle ore 22.34)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevole Presidente Vinciullo, se può riferire
sull'esito della riunione e se intanto ci consegna copia di questo
articolo.
VINCIULLO, Presidente Commissione Bilancio e relatore di
maggioranza. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, il
Governo ha presentato una riscrittura che sostanzialmente è simile
all'articolo così come è stato licenziato dalla Commissione
Bilancio. L'unica variazione riguarda l'art. 3 bis che è
finalizzato a migliorare le competenze amministrative con
particolare riferimento ai controlli interni e l'altro invece è il
comma 14 bis che è un comma di fondamentale importanza perché
vengono certificate due cose:
1) che dall'anno prossimo è confermato l'azzeramento della
maggiorazione dell'aliquota dell'imposta regionale sulle attività
produttive cioè sull'Irap e sempre a decorrere dall'anno prossimo
la maggiorazione dell'aliquota dell'addizionale regionale Irpef è
ridotta dallo 0,5 allo 0,27, venendo così incontro a quelli che
sono stati gli impegni che questo Parlamento aveva assunto
nell'approvazione della Finanziaria e del bilancio dell'anno
scorso. Un risultato importante.
PRESIDENTE. Capisco che sono tutti risultati importanti Rispetto
al testo del Governo 3 bis possiamo andare avanti così?
VINCIULLO, Presidente Commissione e relatore di maggioranza. Così
va bene Poi se c'è qualche emendamento lo vediamo ma non sono
emerse decisioni unanime da parte dei componenti della Commissione
per cui riteniamo che ci fermiamo al testo previsto dall'art. 3
anche perché le somme a disposizione sono veramente poche e quindi
non abbiamo la possibilità di soddisfare le pur legittime attese e
aspettative di tutti i colleghi.
Abbiamo, forse, una disponibilità intorno al milione e due non
riusciamo ad andare oltre questa somma, c'è una richiesta
importante da parte del movimento 5 stelle che la Commissione
voleva condividere cioè quello di destinare una parte di queste
somme all'IPAB poi c'erano delle richiesta che riguardavano i
ragazzi che avevano una patologia gravissima per quanto riguarda
una malattia rara e la richiesta che era stata formulata
dall'onorevole Cordaro e quella dell'onorevole Formica, erano
queste le 4 richieste che possiamo inserire nell'articolo 3 se
l'Aula sarà disponibile a farlo. Non è stato possibile invece
raggiungere e in più l'associazione Falcone che chiedeva appunto di
poter celebrare degnamente l'anniversario della morte del giudice.
Erano queste le uniche 5 proposte.
PRESIDENTE. Mi scusi qual è l'associazione Falcone?
VINCIULLO, Presidente Commissione e relatore di maggioranza. E' un
emendamento Apprendi-Panepinto che aggiunge il seguente articolo:
per il proseguimento delle finalità adesso è qui glielo
consegniamo.
PRESIDENTE. No non possiamo andare avanti così
VINCIULLO, Presidente Commissione e relatore di maggioranza.
Sostanzialmente, noi siamo fermi al testo licenziato dal Governo
altro non siamo riusciti ad inserire. Articolo 3, sì perfetto
perché poi i colleghi.
PRESIDENTE. I commi 25 e 26?
VINCIULLO, Presidente Commissione e relatore di maggioranza. No.
PRESIDENTE. No che?
VINCIULLO, Presidente Commissione e relatore di maggioranza. I
commi 25 e 26 no. Gli ho detto che ci siamo fermati al 24 che era
quello che era stato licenziato dalla Commissione.
PRESIDENTE. Quindi, il 25 e il 26 vanno al collegato'.
VINCIULLO, Presidente Commissione e relatore di maggioranza.
Anche perché ci sono grosse difficoltà nel comprendere come potere
utilizzare le risorse, anche perché manca la relazione per essere
chiari, e le risorse si intersecano fra loro per cui abbiamo
l'impressione che una volta servono per l'emendamento comma 25 e
una volta per l'emendamento del comma 26.
PRESIDENTE. Bene, quindi 25 e 26 vanno al collegato?
VINCIULLO, Presidente Commissione e relatore di maggioranza. Sì,
certo; è chiaro.
PRESIDENTE. Va bene, quindi l'emendamento 3 R. bis è di
riscrittura dell'articolo 3 se noi approviamo questo emendamento è
definitivamente approvato l'articolo 3.
(Brusio in Aula)
Subemendamento a che cosa? E allora l'elencazione che ha fatto a
che cosa è riferita? No Non funziona così Io pensavo che la II
Commissione si fosse riunita per riscrivere eventualmente il 3. R.
bis, non farò la raccolta di singoli emendamenti Non mi mettete in
difficoltà Abbiamo svolto un buon lavoro, evitiamo di aggravare
il procedimento Non funziona così
All'Allegato 1, ci sono gli emendamenti. Lei ha portato
emendamenti aggiuntivi rispetto a quelli che c'erano, onorevole
Vinciullo, non riesco a spiegarmi.
Troppo semplice il ragionamento, così lei è molto voluto bene
dall'Assemblea, in questo momento, capisco, perché è facile dire a
tutti sì, il difficile è confrontarsi con i dati
Non c'è sintesi, o c'è?
Avrei una proposta: andiamo avanti con la riscrittura del Governo.
Gli ultimi due commi vanno al collegato, incardiniamo il collegato,
approviamo il 3 bis e fissiamo - tutto sommato abbiamo concluso
anche prima rispetto al previsto - neanche al 9 maggio ma a giorno
3, 4 maggio 2017. Incardiniamo e diamo termine per la presentazione
degli emendamenti.
Gli emendamenti all'allegato 1 si intendono tutti ritirati. Come
no?
Va bene allora non sono ritirati. Li chiamo uno per uno.
Andiamo avanti.
ZITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO, Signor Presidente, onorevoli colleghi, Grazie Presidente,
innanzitutto la volevo ringraziar a nome mio, del Gruppo, ma
sicuramente anche di tanti altri colleghi per aver dato grandissima
disponibilità .
PRESIDENTE. La seduta è sospesa.
(La seduta sospesa alle ore 22.48, è ripresa alle ore 22.50)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Zito per proseguire
il suo intervento.
ZITO. Signor Presidente, le chiedo solo due minuti di attenzione.
Innanzitutto, come prima dicevo, la volevo ringraziare per la sua
disponibilità, da parte mia, del Gruppo ma, sicuramente, anche da
parte di altri colleghi, per avere dato questa apertura per quanto
riguarda Agrigento ed Ortigia.
Ho visto, purtroppo, che nell'articolo 3Rbis non è presente e, mi
dispiace, voglio escludere che ci sia qualcuno che si sia opposto
all'inserimento di questa norma all'interno dell'articolo 3 bis. Le
chiedo, signor Presidente, qualora non fosse inserito in questo
articolo, se può essere direttamente inserito nell'articolato del
collegato, in maniera da potere essere discusso, già, la prossima
settimana, signor Presidente. Se è già possibile inserirlo
nell'articolato del collegato.
PRESIDENTE. Sto dicendo che se votiamo il 3 bis, incardiniamo
immediatamente il collegato ed anticipiamo dal 9 al 3 maggio.
ZITO. Sì, perfetto. Signor Presidente, mi riferivo a questo
emendamento che è quello su Agrigento ed Ortigia, se può essere
inserito direttamente nell'articolato.
PRESIDENTE. Sì, non nel collegato?
ZITO. Nell'articolato del collegato.
PRESIDENTE. Nel collegato, sì.
ZITO. Ah, perfetto Grazie, la ringrazio ancora per la
disponibilità.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, ho letto, anche se credo meriterebbe
un maggiore approfondimento, l'emendamento 3R bis che viene fuori
dalla riunione della commissione bilancio e non sono riuscito a
trovare la parte relativa al garante dell'infanzia.
Signor Presidente, vorrei rivolgermi a lei. Capisco che siamo
tutti stanchi e lei è più stanco di tutti noi perché mi rendo conto
che presiedere quest'Aula non è impresa facile, però, con molta
serenità e con altrettanta chiarezza ... la mancata approvazione
dell'emendamento sul finanziamento del garante dell'infanzia
determina una violazione di legge, ragione per la quale io desidero
sapere, sommessamente, se questa norma è stata cassata dalla
commissione o dalla Presidenza, perché credo che ciascuno debba
assumersi le sue responsabilità e, siccome la legge è già entrata
in vigore, la legge nazionale, il 21 aprile 2017, io desidero
sapere che fine ha fatto perché vorrei capire, poi, sotto il
profilo politico per quanto mi riguarda, io mi occupo solo di
politica, a chi devo rivolgermi per capire, poi, giorno 2, quando
dovrò spiegare al garante dell'infanzia, che avrò finalmente il
piacere di conoscere, chi è che non ha permesso che la legge
nazionale, ripeto, entrata in vigore il 21 aprile 2017, che prevede
l'elaborazione di un elenco di tutori che si devono occupare dei
minori senza tutela e ha determinato condizioni di inagibilità di
una norma nazionale.
PRESIDENTE. La Presidenza non ha cassato assolutamente niente. Ci
sono mille emendamenti Io non ho nulla in contrario rispetto
all'emendamento Garante dell'infanzia , rispetto all'emendamento
dell'onorevole Lentini. Avevo rassegnato alla II Commissione la
possibilità di, a parte le norme ordinamentali che vanno comunque
nel collegato, di fare una sintesi su alcune cose. Non è che posso
essere io?
CORDARO. Questa è una norma contabile
PRESIDENTE. Appunto, e poteva essere benissimo inserita
nell'articolo 3. L'onorevole Lentini ha ragione a fare questo tipo
di ragionamento su tutto. Non è inserito nel 3 bis, perché potevano
essere inseriti direttamente da parte del Governo, ma non sarò io a
dire questo sì, quell'altro no
Per essere chiari, io debbo stabilire un metodo. Se approviamo il
3 bis, bene Altrimenti, la Commissione mi dice cha ha bisogno di
tempo, trova quattro, cinque cose significative - che erano IPAB,
che era Garante dell'infanzia, cose sulle quali non si può non
essere d'accordo, che era la vicenda delle malattie rare - e
chiudiamo. Questo è il punto Però, non posso essere io a farlo
Gli abbiamo dato un'ora di disponibilità a fare questo tipo di
ragionamento
Va bene, ho capito Allora, andiamo avanti con il 3 bis.
Riprendiamo dall'Allegato 1.
L'emendamento a firma degli onorevoli Panepinto e Anselmo è
inammissibile, non ha copertura.
RINALDI. Presidente, ma non si era detto di fare solo questo?
PRESIDENTE. No, l'allegato era stato già depositato e cammina di
pari passo con questo. L'allegato è, formalmente, depositato. Gli
altri sono emendamenti aggiuntivi, che sono arrivati dopo.
Formalmente andiamo avanti, vediamo dove arriviamo.
L'emendamento AL 1.2 ha la copertura. Onorevole Falcone, lo
mantiene?
FALCONE. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'emendamento AL 1.3 non è necessario, perché è
contenuto nello stralcio. L'emendamento AL 1.4 non ha copertura.
L'emendamento AL1.5 non ha copertura. L'emendamento AL 1.6 non ha
copertura. L'emendamento AL 1.7, degli onorevoli Raia ed Anselmo,
non ha copertura.
RAIA. No, non è vero
PRESIDENTE. No, no manca la copertura. Me lo dicono gli uffici,
onorevole Raia. Questa è una copertura che è sullo stralcio.
Sospendo brevemente la seduta.
La seduta, sospesa alle ore 22.58, è ripresa alle ore 22.59)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Chiariscono, nuovamente, gli uffici: ha la copertura
sullo stralcio Le norma stralciate andavano a copertura delle
norme sul collegato, quindi non c'è copertura Per l'assessore
c'era la copertura
L'emendamento AL1.8 a firma dell'onorevole Currenti ed altri, non
ha copertura. L'emendamento AL 1.9 non ha copertura. L'emendamento
AL 1.10 non ha copertura. L'emendamento AL 1.11 non ha copertura.
L'emendamento AL 1.12, a firma dell'onorevole Turano, decade per
assenza del firmatario.
L'emendamento AL1.13 decade per assenza del Firmatario.
Si passa all'emendamento AL1.14, a firma degli onorevoli Apprendi
ed altri.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, stiamo parlando
del Centro di assistenza delle cooperative. Sono dei Centri che
hanno svolto un servizio a sostegno del terzo settore. L'anno
scorso nel capitolo c'erano 60 mila euro. Ora io dico noi non
possiamo dare quest'anno 150. Però c'è un mio emendamento che dice
50 mila euro. Non li massacriamo completamente ma diamo un segnale
di attenzione anche a questo settore. Il settore del mondo della
cooperazione va comunque guardato.
Non è una scemenza Infatti io dico che sono troppi 150 mila euro
ma vanno bene invece 50 mila euro. Invito l'Aula a dare un voto di
sostegno a questo emendamento, al mio emendamento, all'emendamento
AL1.15.
PRESIDENTE. Stiamo parlando dell'emendamento AL1.14.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
capire
PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Formica. Volevo dire all'onorevole
Falcone che il suo emendamento, come quello dell'onorevole Raia, ha
copertura sullo stralcio. Perché è sul soppresso articolo 17. Mi
dispiace, non è ammissibile. E quindi quello dell'onorevole
Apprendi va bene.
D'ASERO. Vorrei sapere cosa dice il Governo.
PRESIDENTE. Non c'entra il Governo qua, onorevole D'Asero. Vada
all'emendamento dell'onorevole Falcone, c'è scritto Alla superiore
somma si farà fronte con l'economia del soppresso articolo 17 .
L'articolo 17 è nello stralcio.
Prego, onorevole Formica.
FORMICA. Io capisco bene l'improbo compito che le viene assegnato.
Lo capisco perfettamente. E sono d'accordo con lei che bisogna in
qualche modo arrivare ad una sintesi che non può competere a lei e
che dovrebbe competere alla Commissione e al Governo.
Però, signor Presidente, noi dobbiamo avere alcune certezze anche
ai fini della regolamentazione dell'Aula. La copertura durante la
finanziaria, sia in Commissione Bilancio che - a maggior ragione in
Aula - la da il Governo o la da la Presidenza? Su questo punto noi
dobbiamo avere le idee chiare. La copertura la da il Governo.
Quindi il Governo deve essere responsabilizzato, si metta d'accordo
con la Presidenza, per stabilire se c'è la copertura oppure no.
Perché altrimenti, signor Presidente, noi rischiamo di introdurre
un precedente molto ma molto pericoloso.
PRESIDENTE. La prossima legislatura, chi arriverà al nostro posto,
provvederà diversamente.
FORMICA. Presidente, le coperture le dà il Governo, le dà
l'assessore all'economia. Sono d'accordo a tutte le sue obiezioni,
Presidente, però le coperture le dà il Governo.
PRESIDENTE. Sono d'accordo pure io.
FORMICA. Quindi, troviamo un punto d'incontro.
PRESIDENTE. Però, sicuramente, siamo entrati in corto circuito con
il Governo perché
FALCONE. C'è l'emendamento AL1.16 che risolve il problema.
PRESIDENTE. L'emendamento A1.16, mi dicono gli Uffici che va bene.
Scusate, dobbiamo approvare la finanziaria o no, onorevole
Falcone?
Onorevole D'Asero, se lei pensa che il Governo è più agevole nel
dare copertura finanziaria, lo può dire con la massima chiarezza.
Stia tranquillo che non ci sono percorsi privilegiati per nessuno.
Se lei pensa che il Governo possa essere più agevole, si sente
confortato da parte del Governo
D'ASERO. Ma completamente no
PRESIDENTE. Quindi, onorevole D'Asero, si dia una regolata, si dia
una bella regolata perché credo che lei stia esagerando.
Solo l'emendamento AL1.14 dell'onorevole Apprendi ha la copertura,
perché prende da un capitolo e trasferisce su un altro.
CANCELLERI. Quali capitoli? Da dove prende e dove trasferisce
nello specifico?
PRESIDENTE. Prende dal capitolo del movimento turistico e li
trasferisce alle imprese cooperative.
Onorevole Apprendi, insiste? Lo ritira? Lo mantiene? Che fa?
APPRENDI. Nel collegato , Presidente. Lo rinviamo al collegato .
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Apprendi.
L'emendamento AL1.15 è privo di copertura.
PANEPINTO. Mettiamo tutto nel collegato .
PRESIDENTE. Mi sembra chiaro, no?
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Volevo rassicurarla che non c'era una primogenitura. Il
senso era proprio questo: siccome, comunque, sui capitoli si deve
pronunciare il Governo, se il Governo è contrario finisce il film .
PRESIDENTE. No, l'onorevole Panepinto ha detto una cosa diversa.
D'ASERO. Che tutto va al collegato , sono d'accordo pure io. Era
questo il senso. Però vale Panepinto e non la mia proposta.
PRESIDENTE. Va bene, tutti gli emendamenti del fascicolo vanno al
collegato .
Scusate, su questo l'Aula se non c'è accordo andiamo avanti e
pure questi li trattiamo nel collegato .
Ci sono due questioni quella del garante per l'infanzia e quella
delle malattie rare, perché è pur vero che l'onorevole Lentini l'ha
più volte sollecitato, mi sembra strano che non sia
nell'emendamento di riscrittura del Governo, se il Governo ritiene
di inserirle.
Pongo in votazione il 3R bis 2, a firma dell'onorevole Cordaro.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il 3R bis 1. Chi è favorevole resti seduto; chi
è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il 3R bis ad eccezione dei commi 25 e 26. Chi è
favorevole resti seduto: chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Sospendo brevemente la seduta.
La seduta, sospesa alle ore 23.11, è ripresa alle ore 23.14)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 3R 2, a firma dell'onorevole
Grasso. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, Presidente Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Abbiamo approvato definitivamente l'articolo 3.
Si passa alle modifiche ed abrogazioni di norme.
Sospendo brevemente la seduta.
La seduta, sospesa alle ore 23.16, è ripresa alle ore 23.17)
La seduta è ripresa.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, colleghi, io sono stata in Commissione
come ha detto lei. Mi rivolgo a tutti i deputati. Qui abbiamo una
questione che riguarda i lavoratori delle IPAB. Perché devono
essere esclusi in maniera sistematica dal dibattito politico?
Tutti quanti l'onorevole Lupo, lei, l'assessore, i deputati a
vario titolo li avete ricevuti negli anni e li avete illusi. Gli
avete promesso una riforma che non avete voluto fare, delle
integrazioni alle rette che non avete voluto fare, il
rimpinguamento di un capitolo che, per due anni, avete azzerato.
Orbene. Questi signori lavorano, non stanno seduti su un gradino
ad aspettare che mamma regione porti loro lo stipendio.
Accudiscono gli anziani inabili, li imboccano, li lavano, li
profumano e tutto il resto. E' possibile che nel capitolo non si
possa trovare una risorsa?
Quest'anno avevo tentato. Ho pensato non volendo danneggiare
nessun ente, azzerare nessun capitolo, perché ognuno ha le proprie
esigenze tra cui tante categorie svantaggiate che ci stanno qui a
seguire, avevo proposto un piccolo taglio dell'1 per cento o
dell'1,5 per cento dalle tabelle.
Significa che chi prende 100 mila euro ne prenderebbe 99 mila
euro.
Ma qui è stata buttata nel gabinetto anche questa versione. Vorrà
dire che si arrangeranno
PRESIDENTE. Ho compreso che l'Aula su 3 emendamenti - se
effettivamente c'è la copertura - questione IPAB, se c'è la
copertura, vicenda teatri comunali, se c'è la copertura, il resto
si chiude con l'aggiuntivo ..
Se l'assessore dice che c'è la copertura su tutti e tre ne fa uno
e si chiude.
FORZESE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORZESE. Signor presidente, onorevoli colleghi, Io ho
l'impressione che, ancora una volta, l'unico interesse è di creare
un caos. Perché, fermo restando che condivido l'intervento fatto
dalla collega Angela Foti, perché ritengo che il più delle volte ci
sono determinati argomenti che non vogliono essere trattati, perché
al di là del ruolo, al di là dell'appartenenza di un Gruppo,
sappiamo tutti che ci sono delle strutture come IPAB che da 27 mesi
non riscuotono praticamente lo stipendio.
Sappiamo perfettamente che abbiamo più volte tentato di portare
avanti determinati disegni di legge, ma sono trascorsi ben quattro
anni e mezzo, e non si è fatto mai nulla di concreto.
Allora qui sono due le cose, Presidente Ardizzone, o non si ha
fiducia sulla finanziaria con l'allegato che dovrà essere trattato
giorno 3 maggio, perché qui due sono le cose, o ci prendiamo in
giro, perché nessuno crede a questo allegato, o di fatto dobbiamo
capire quali sono le cose urgenti, perché oggi noi abbiamo soltanto
ventotto, se non mi sbaglio. Giorno 3 maggio significa cinque
giorni, allora o il Governo, in questo caso nella persona
dell'assessore dovrà dire che vi è la copertura per queste cose che
dovranno essere trattate con l'allegato, o di fatto significa che
tentiamo ancora una volta di prendere in giro non solo il
Parlamento, ma l'intera Sicilia, cercando di dire lo facciamo il 3
di maggio, e poi non si è fatto nulla.
Allora io, nel condividere il ragionamento della collega, ma non
ritengo che dopo 27 mesi e quattro giorni possa cambiare un
qualcosa. Ora, se il criterio è quello di rispettare, di approvare
la finanziaria così come si era detto, ha un senso, se poi
praticamente è una scusante per poi rimandare tutto e non fare
nulla, cambia l'aspetto della finanziaria.
PRESIDENTE. Chiaro il suo intervento e in parte condivisibile.
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi. Io ritengo che qua
c'è una questione di fondo. I parlamentari hanno tutti una
particolare attenzione, un particolare interesse legittimo di
rappresentare le istanze dei territori della Sicilia, e quindi gli
argomenti che man mano ognuno di noi porta avanti e tira fuori,
sono degli argomenti sacrosanti.
Però, io chiedo per un senso di rispetto reciproco, prima della
istituzione che rappresentiamo e poi del senso della serietà che
dobbiamo dimostrare in ogni nostra azione, che non possono esserci
fughe in avanti.
Quindi, signor Presidente, onorevoli colleghi e Governo, se
abbiamo detto che andava posto un punto, atteso che fra sei giorni
ci rivediamo, io ritengo che vada posto un punto perché ci sono
anche da parte di altri colleghi, e in quanto capogruppo mi
sollecitano alcune emergenze, che vanno pure rappresentate. Allora
qua, o li tiriamo fuori tutti, e quindi continueremo ad oltranza, e
ritengo che non facciamo un servizio alla Sicilia, oppure chiudiamo
qua il punto e ci aggiorniamo con l'impegno di portare avanti le
altre cose che con serietà vanno affrontate con i tempi, senza le
emergenze, leggendo le carte, guardando le cose, dando un
contributo, e finendo questa farsa che a questo punto non fa bene
proprio a nessuno. Presidente, se mi consente era questo che le
volevo prima, anche quando lei non mi voleva fare parlare la volta
precedente.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, come avevamo stabilito nella Conferenza dei Capigruppo,
tutte le risorse che dipendevano dalle norme che sono state messe
in prima battuta nel collegato, o stralciate da questa finanziaria,
tutte quelle somme verranno congelate nei fondi globali, e quindi
rese disponibili nel collegato. Per cui il collegato non sarà una
legge senza risorse, ma avrà tutte le risorse che erano previste
nelle norme stralciate. Secondo me qualche milione c'è. In più
abbiamo visto che qua era avanzato un milione, un milione e due,
che era quello che volevamo mettere ora a disposizione per alcune
cose che erano emerse.
Se si decide di mettere un punto, rimettiamo anche quelle
nell'ambito del collegato, si comincia la settimana prossima a
discutere del collegato, tutte le risorse che erano disponibili,
rimangono disponibili, e quindi ...
MUSUMECI. La soluzione migliore.
BACCEI, assessore per l'economia. A me va bene, decidete voi, si
possono decidere per priorità di farle ora oppure rimandare con
calma tutte nel collegato, si comincia a discutere la settimana
prossima con le somme che sono disponibili. Ora la quantificazione
non c'è ma qualche milione c'è, saranno tre, quattro, cinque
milioni non lo so, forse di più perché solo la norma quella dello
sviluppo vale 5 milioni per cui saranno una decina di milioni
disponibili per fare il collegato , in quell'ambito si farà la
discussione.
PRESIDENTE. Va bene, allora va tutto nel collegato .
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io
avevo rappresentato l'esigenza di recuperare il comma 10 dell'art.
12 che è stato rinviato al collegato . È chiaro, l'avevo
sollecitato perché preoccupato del fatto che il collegato potesse
essere trattato chissà poi quanto tempo, se però noi tutti
prendiamo atto che giorno 3 maggio incardiniamo questo collegato
per cui c'è questa norma che riguarda circa, cioè incardiniamo
stasera per già andare in Aula il 3 maggio, se non è il 3 sarà il 5
ma sarà anche il 10, stiamo attenti il problema è uno, qua parliamo
di lavoratori, lavoratori che sono dei Consorzi di bonifica che
avevano promosso una azione giudiziaria e avevano ottenuto un
pronunciamento favorevole in I grado in virtù del quale erano
stati strutturati, erano stati assunti a tempo indeterminato,
successivamente la Corte di Appello ha ribaltato questo
pronunciamento del I grado per cui si sono trovati fuori sia dalle
garanzie occupazionali che dalle loro dotazioni organiche degli
stessi Consorzi di bonifica.
Chiaramente parliamo di padri di famiglia che hanno avuto che tipo
di colpa? Quella di poter rivendicare i propri diritti lavorando da
12 anni, da 15 anni con una sottoforma di precariato? Voglio dire,
così come mi permetto in quest'Aula di fare riferimento anche ai
precari degli ex consorzi delle aree di sviluppo industriali, ci
sono questi precari dell'Irsap che malgrado siano stati al servizio
degli ex consorzi Asi da 10, da 12, da 22 anni ancora oggi, a
seguito di una norma che abbiamo fatto, Vicepresidente Lo Bello,
abbiamo ridefinito la pianta organica dell'Irsap non prevedendo
però dei posti per queste persone Allora l'appello che noi
vogliamo lanciare è che questi precari possano trovare magari nel
collegato una risposta da parte di un'Aula che sta cercando di
dare risposte ad ampio spettro a tutto il mondo del precariato.
Rimane in ultimo ma non ultimi quei precari delle Ipab o meglio
quelle persone che sono andate in liquidazione, ad esempio a
Caltagirone ci sono 5 persone che sono rimasti fuori dall'Ipab di
Caltagirone perché l'Ipab è stata messa in liquidazione, queste
persone non possono essere figli di nessuno ma hanno anche loro una
dignità
Nel collegato io prego il Governo ma prego la maggioranza e
l'intera Aula che faccia riferimento e dia risposta a queste tre
categorie di lavoratori.
CIRONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIRONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, siccome
al collegato sono appese ormai le speranze di moltissima parte
della Sicilia, io, Presidente e cari colleghi, intendo sottoporre
alla vostra attenzione la vicenda dei catalogatori.
Questa vicenda appassiona la Sicilia da una decina di anni almeno,
hanno una legge, sono inseriti nelle piante organiche, svolgono un
lavoro di tutto rispetto nelle Soprintendenze e non vengono
riconosciuti come lavoratori effettivi; vengono tenuti
costantemente appesi ad una speranza.
Allora, siccome da questo pulpito, ormai, mi pare che ci siamo
ridotti come al parco inglese da cui ogni cittadino parla, intendo
rivendicare l'assoluta condizione di abbandono nei quali questi
lavoratori si ritrovano.
Questa Assemblea deve essere responsabilizzata ad assumere una
decisione definitiva nei confronti di questi lavoratori.
PRESIDENTE. La Commissione ha presentato, per fortuna, un
emendamento abbastanza contenuto di abrogazione e modifiche di
norme se lo distribuiamo.
Il Presidente della I Commissione, onorevole Cascio, abbiamo la
norma dei sindaci, questa deve essere trattata. Abbiamo la norma
relativa ai sindaci. C'è una norma scritta dal Governo, la
recuperiamo?
CAPPELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
CAPPELLO. Signor Presidente, Governo, colleghi, sono le 23.33, noi
desideravamo sapere in che modo la S.V. voleva organizzare il
prosieguo dei lavori perché dopo tre giorni che l'assenza della
maggioranza ci ha tenuti inchiodati sull'articolo 13, non riteniamo
opportuno di proseguire oltre le ore 24.00, non faremo notte,
pertanto, chiediamo di tornare domani per il prosieguo della
discussione qualunque altra norma sia rimasta finanche il voto
finale. Pertanto, teniamo fede a quanto questa Presidenza ha
imposto a quest'Aula in ordine alla prosecuzione dei lavori.
PRESIDENTE. Allora, c'è la riscrittura dell'articolo 45
Abrogazione e modifiche di norme . Nelle more che venga
distribuito questo articolo di riscrittura, dov'è il Presidente
Cascio? Scusate però ho bisogno della collaborazione dell'Aula. Il
Governo nella persona del presidente Crocetta, che è presente in
Aula, insieme a questa Presidenza che non avrebbe creato problemi
procedurali anche se li abbiamo superati gli stessi problemi
procedurali, alla presenza anche se non di tutti ma di gran parte
dei Capigruppo, si era impegnata con una delegazione folta di
sindaci almeno 200 a modificare la norma che riguardava la
decadenza dei sindaci a seguito della decadenza dei Consigli
comunali. Inutile dire che si è discusso molto su questa norma e
finanche stasera sono arrivate ulteriormente due sospensive del
provvedimento di decadenza dei sindaci che si aggiungono a quello
originario che riguarda San Piero Patti e, addirittura, che
rimettono in sella il sindaco.
Onorevole Di Giacinto, io lavoro sulle carte che sono state
depositate.
Non si gioca con le norme. Onorevole Vinciullo, lei si accomodi.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Andiamo avanti.
PRESIDENTE. Andiamo avanti così come ci siamo raccordanti in
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari ed in Aula.
Comunico che il Governo ha presentato l'emendamento A181 che,
sostanzialmente abroga definitivamente, la norma originaria,
quella del mese di agosto, quindi, ciò riporterebbe tutto ab
origine.
Sono stati presentati dalla Commissione, purtroppo, più di un
emendamento di riscrittura.
CASCIO. C'era un emendamento della Commissione, Presidente. Posso
intervenire?
PRESIDENTE. Onorevole Cascio, se lei mi insiste su questo
emendamento, devo dichiararlo inammissibile. L'inammissibilità non
può essere sindacata.
CASCIO. Posso intervenire?
PRESIDENTE. Se lei mi dice che è modificato, bene. L'emendamento
scritto da lei è assolutamente inammissibile perché vengono creati
tre casi di decadenza o di riammissione.
L'A181.1 è inammissibile. L'A181.2 è inammissibile, l'A101.1 è
inammissibile.
C'è un emendamento ammissibile a firma dell'onorevole Di Giacinto.
CASCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Interviene nel merito, questi sono inammissibili.
L'unico ammissibile, a parte quello del Governo che è abbastanza
chiaro, è quello a firma dell'onorevole Di Giacinto che recita: la
mancata approvazione del bilancio di previsione o del conto
consuntivo del Comune non comporta lo scioglimento del Consiglio
Comunale e la cessazione dalla carica del Sindaco e della
rispettiva Giunta. Nei casi di cui al presente comma l'assessore
regionale per le autonomie locali e la funzione pubblica, nomina un
commissario che provveda all'approvazione del bilancio di
previsione o del conto consuntivo entro il termine di trenta
giorni .
Questo da un punto di vista procedurale è ammissibile.
E' chiaro che questo emendamento deve essere accompagnato anche da
un ordine del giorno che autorizza il Governo - ma il Governo già
lo potrebbe fare - a sospendere tutte le procedure avviate di
decadenza.
Quindi, gli unici emendamenti ammissibili sono quello del Governo
l'A181 e l'A181.3.
E se dovesse essere approvato quello dell'onorevole Di Giacinto,
sostitutivo dell'A181, decade quello del Governo, con la
precisazione relativa al comma 5 che riguarda i comuni. Si farà
l'ordine del giorno.
Distribuiamo gli unici due emendamenti ammissibili.
CASCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non vorrei dare
l'impressione che si stia innescando una querelle personale tra me
e lei, in quest'Aula.
Siccome noi di personale non abbiamo niente ma lei fa il suo
lavoro ed io faccio il mio e penso di farlo con scienza e coscienza
ed anche discretamente bene, non per falsa modestia.
Lei in pratica ha dichiarato, testé, che vuole trattare solo
l'emendamento del Governo, del presidente Crocetta.
PRESIDENTE. Proceduralmente, è ammissibile da un punto di vista
costituzionale. Sono ammissibili quello dell'onorevole Di Giacinto
e quello del Governo.
CASCIO. E continuo. E, poi, ha aggiunto, l'altro ammissibile è
quello dell'onorevole Di Giacinto. A parte che l'emendamento
dell'onorevole Di Giacinto è contenuto nell'A181.1, a firma della
Commissione, integralmente, letteralmente e, quindi, se non è buono
l'uno non è buono l'altro. Ergo significa che è la seconda parte
dell'emendamento che lei giudica incostituzionale.
Che cosa dice la seconda parte dell'emendamento?
La seconda parte dell'emendamento è perfettamente coerente ad una
legge che, oggi, abbiamo, ad una legge che, oggi, è esistente. Ed è
la legge che ha fatto quest'Aula, che ha detto che la decadenza del
Consiglio comunale comporta anche la decadenza del Sindaco.
L'abbiamo fatta noi Abbiamo o non abbiamo sbagliato, questo è
quello che abbiamo fatto.
Come può essere, quindi, incostituzionale una legge che è già
esistente, che è la seconda parte dell'emendamento?
Questo è il primo quesito che, modestamente, da non giurista come
lei, le pongo e lo pongo a difesa della Commissione e dell'Aula.
Voglio, poi, entrare nel merito della questione.
Lei ha accennato che è stata fatta, su sollecitazione dell'ANCI,
una riunione a cui io ho partecipato, ha partecipato il Presidente
della II Commissione, era presente lei ed era presente il
Presidente della Regione.
In questa riunione, non ho avuto timore ad esprimere le idee che
sto dicendo, perché anche in quella riunione ho difeso un principio
che è il seguente: che la Sicilia non ha fatto altro che allinearsi
ad una loggia già esistente che vige dalla Locride fino alla Valle
d'Aosta, da Roma a Milano. Questa nostra specificità che tanto,
ogni volta, si vuole manifestare, a volte, non è che è un segnale
positivo, ma è un segnale di debolezza, perché dobbiamo
confrontarci col resto d'Italia.
Penso, onorevole Musumeci, e lo dico con l'orgoglio di siciliano,
che non siamo meno ad alcuno. E perché delle leggi speciali per la
Sicilia? Perché i siciliani sono etichettati come disonesti? Perché
i siciliani sono coloro che cercano la piccola vendetta personale?
Io rifuggo da tale concetto e lo dico con l'orgoglio di essere
siciliano.
Penso che i siciliani abbiano la stessa dignità di tutti gli altri
italiani e, quindi, una legge che vale in Valle d'Aosta, per me, è
una legge che può essere valida anche in Sicilia.
Non ci trovo niente di strano, niente di scandaloso, semmai trovo
esattamente il contrario.
E trovo esattamente il contrario, Presidente, la specificità tutta
nostra che, ogni volta, che qualcuno ci tira la giacca, dobbiamo
fare marcia indietro e ritornare sui nostri passi. Ritornare su
quello che questo Parlamento, giusto o sbagliato, ha legiferato.
Questa è una legge della Regione siciliana. Non è una legge che
stiamo facendo. L'emendamento del sottoscritto e della Commissione
andava nel senso della mediazione politica, perché questo può
essere solamente il problema, un fatto di mediazione politica, non
un fatto di costituzionalità. E la mediazione politica l'avevamo
trovata, nel senso dell'applicabilità della legge.
Se come qualcuno dice non possiamo cambiare le carte in tavola, a
partita già iniziata, abbiamo messo nell'emendamento che è a valere
dalla prossima tornata utile dei rinnovi dei consigli comunali che
produce effetti questa legge, per tagliare la testa al toro.
Qual è, quindi, l'incostituzionalità di questo emendamento? Non
me lo spiego
E l'insistenza nel voler cassare quest'emendamento ingenererà, a
mio avviso - attenzione, io prendo atto di quello che l'Aula dirà,
perché sono ligio e rispettoso di una maggioranza -, un meccanismo
perverso che farà bocciare tutto, e la figura che faremo nei
confronti di quei sindaci, con i quali lei ha preso impegni, sarà
ancora più grave per gli effetti che produrrà, cioè, ritorneremo
allo status quo E, poi, voglio vedere quale Presidente della
Regione, dopo che ritorneremo allo status quo, dopo che bocceremo
l'emendamento, potrà fare decreti di revoca nel momento in cui c'è
una legge esistente.
La mia modesta opinione, andava incontro ad una mediazione
politica. Non era un muro contro muro. Tant'è che io ne ho parlato
col Presidente della Regione e, in camera caritatis de visu, il
Presidente della Regione non è rimasto, per nulla, obiettivamente,
scandalizzato da questa proposta che trovava una mediazione
politica. Questo è il motivo del contendere.
Poi, Presidente, ho finito e non la disturbo più, lei è
giustamente arbitro di quest'Aula. Lei può ammettere, senza
giustificazione, o non ammettere l'emendamento. Io ne prendo,
solamente, atto. Però, era doveroso spiegare le ragioni che hanno
portato a quest'emendamento.
PRESIDENTE. Prima di dare la parola al presidente Crocetta, vorrei
dirvi di evitare di presentare subemendamenti o altro, perché non
ne ammetto su questa materia delicata Riconosco grande onestà
intellettuale al presidente Cascio - so le difficoltà che ha dovuto
passare in questi anni, dalla legge sulle Province a tutto il resto
-, però, bisogna essere seri. Se noi pensiamo, con emendamenti o
subemendamenti, di intervenire su questa legge. Però, ha fatto
delle osservazioni che, proprio perché ne rimanga traccia, meritano
qualche considerazione.
Intanto, purtroppo, probabilmente, sarà una svista materiale sua,
presidente Cascio, ma l'emendamento A181.3 dell'onorevole Di
Giacinto, non è assolutamente identico, neanche nella prima parte,
all'emendamento presentato da lei quale Presidente della
Commissione, che io leggo testualmente.
Il suo emendamento recita: In via transitoria, fino al rinnovo
degli organi comunali esistenti alla data di entrata in vigore
della presente legge, la mancata approvazione del bilancio di
previsione del in via transitoria fino al rinnovo, in vigore
alla data della presente legge .
Significa, siccome la presente legge entrerà in vigore il 10
maggio, che bene vada, per i casi di decadenza del Consiglio
comunale, successivamente al 10 maggio non si applica la decadenza
del sindaco.
Lei mi lascia in vigore, invece, la decadenza già avvenuta e per
la quale già si sono pronunciati, chiamiamola come vogliamo, alcuni
tribunali e si pronunceranno perché ormai l'indirizzo è quello.
Dobbiamo essere chiari E mi posticipa, addirittura, l'entrata in
vigore al rinnovo, quando entrerà a regime.
Quindi, lei ha stabilito, nel giro di due mesi tre casi. La norma
non solo è irragionevole, irrazionale, come ha detto il TAR; è
illogica, è immotivata. Sembra quasi - non era questo il senso per
carità - mirata solo ad alcuni comuni perché, se l'emendamento è
stato scritto in questi termini, guardi che è di una chiarezza
unica Perché mi dice, dalla data di entrata in vigore non si
applica; per quelli già decaduti, quindi, si applica la norma
vigente che era proprio la decadenza in automatico; quando andrà a
regime si applicherà pure per gli altri. E' un obbrobrio giuridico,
per cui il suo emendamento è, assolutamente, inammissibile
Prima di dare la parola all'onorevole Cordaro, anche alla luce
delle considerazioni fatte dall'onorevole presidente Cascio,
gradirei che si esprimesse il presidente Crocetta con il quale
eravamo rimasti fermi sulla presentazione di un emendamento che,
correttamente, il Governo ha presentato.
CROCETTA, presidente della Regione. Onorevoli colleghi, premesso
che degli emendamenti depositati dalla Commissione e dall'onorevole
Di Giacinto ne prendo visione, oggi, abbiamo discusso in
Commissione ed esaminato delle questioni.
L'emendamento presentato dal Governo è un emendamento radicale.
Ripristina la situazione rispetto anche alla norma precedente. Non
perché il Governo non voglia affrontare il tema del possibile
recepimento della normativa nazionale. Ritengo che nel momento in
cui andiamo ad alterare, in qualche modo, le regole del gioco ci
dobbiamo chiedere, ragionevolmente, il complesso delle varie
situazioni che si creano, quale parte della legge nazionale
recepiamo e non recepiamo, perché poi una legge, in qualche modo,
deve essere un corpus organico, un corpo organico che abbia un
senso in tutte le sue parti. E' chiaro che se noi procediamo per
modifiche parziali non credo che questa organicità, oggettivamente,
la possa avere. Quindi, questo era il tema.
L'altra questione che ci siamo posti nel presentare questo
articolo è questa. Il Parlamento ha approvato una norma di
interpretazione autentica che, in qualche modo, contrastava con il
parere già espresso dal CGA sull'inapplicabilità retroattiva della
norma.
In pratica, cosa diceva il primo parere del CGA? Il primo parere
del CGA dice una cosa molto semplice. Essendo stati eletti i
sindaci con alcune norme e, quindi, influendo su organi
costituzionalmente rilevanti, non si possono modificare le norme
per coloro che hanno già votato. Tali norme sono applicabili
soltanto per i consigli comunali che verranno eletti. Infatti,
sulla base di quel parere, abbiamo sospeso ogni atto di decadenza
che provocava la decadenza dei sindaci e nessuno ci ha fatto
ricorso, per essere chiari. Non abbiamo avuto una conflittualità su
questo, per intenderci.
La norma recente approvata dall'Aula ha stabilito che la norma si
applicava immediatamente e, quindi, a prescindere se si era stati
eletti con regole di ingaggio diverse rispetto a quelle che
venivano successivamente stabilite.
Abbiamo chiesto un nuovo parere al CGA - anche perché, poi, non è
che nelle citazioni sulla responsabilità si chiama il legislatore,
si chiama l'amministratore, cioè il rappresentante legale dell'ente
- che ci ha dato in giornata il parere.
In questo parere cosa si dice? Che rimangono fondati tutti i dubbi
di costituzionalità in relazione all'applicazione retroattiva della
norma, che i sindaci possono fare ricorso e, addirittura,
suggerisce alla Presidenza della Regione, proprio in autotutela,
per non essere responsabile dei procedimenti civili ed
amministrativi che la potrebbero coinvolgere, di costituirsi ad
adiuvandum, o minimamente non costituirsi avverso i sindaci.
Nelle sentenze che abbiamo avuto, quando si dice la sospensiva,
non è che sono i sindaci che hanno ottenuto la sospensiva, per
intenderci, della trattazione del procedimento; hanno ottenuto la
sospensiva dei provvedimenti emessi dalla Presidenza della Regione
che li fa decadere, quindi, sono entrati in carica a tutti gli
effetti nei loro posti. Questa è la norma, queste sono le
decisioni.
Fissando il merito, laddove il merito è sostanzialmente la
questione del fatto che siano stati inseriti nella convocazione dei
comizi elettorali, quindi, se annullare totalmente il provvedimento
al 18 di maggio, normalmente questi si sarebbero
Perché? Perché i medesimi non si sono svolti e rivolti al giudice
monocratico che poteva stabilire anche altro, con percorsi ed
immediatamente revocare, per intenderci, e hanno chiesto il rito
normale, ordinario e, quindi, come tale dice: io ho intanto il
sospetto riconoscendo il principio di bonis iuris, altrimenti non
aveva alcun motivo per sospendere, e nel frattempo nel merito se
dobbiamo annullare anche il decreto di convocazione dei comizi
elettorali per quel che riguarda, decideremo il 18. Questo è il
quadro.
Ora il Governo non contesta il fatto che il Parlamento abbia fatto
una norma, anche se politicamente io, lo ripeto, non la condivido,
però dura lex sed lex: il Parlamento è sovrano e approva le leggi
o le boccia.
Il Governo politicamente si pone il problema drammatico che non ha
assicurato con la legge elettorale siciliana un congruo premio di
maggioranza che permetta la stabilità, dopo avere votato in
primavera, a ottobre, con il primo bilancio possa essere sfiduciato
qualsiasi sindaco siciliano di destra, di sinistra, del Movimento
Cinque Stelle, senza partito proprio perché non è accompagnata,
ripeto, ad una visione di insieme.
Li vogliamo sfiduciare? Allora, diamo la maggioranza qualificata
che può consentire la governabilità, ma questo attiene alla visione
della politica.
Sul piano strettamente tecnico il problema è stato creato
dall'interpretazione autentica.
Ora, il tema che ci ha posto la Presidenza dell'Assemblea qual è:
noi possiamo modificare la norma di un'interpretazione autentica?
Facciamo l'interpretazione dell'interpretazione? Questo è il
quesito che pone, mi pare, correttamente la Presidenza.
Sulla base di questo principio, persino di non contrastare
un'interpretazione autentica fatta dal Parlamento, creando un
pericoloso vulnus democratico, d'altra parte che verrebbe creato
ulteriormente con la delegittimazione da parte dei TAR o, peggio
ancora, della Corte Costituzionale, noi abbiamo detto: ritorniamo
allo status quo ante, ripristiniamo la legislazione e poi se
dobbiamo fare, nulla ci vieta di trattare la questione in modo più
organico nel collegato , eventualmente, rivedere insieme con
l'intero Parlamento, posto che il Governo, comunque si deve
misurare rispetto alle norme che vengono ammesse dal Presidente
dell'Assemblea.
Rispetto alla questione dell'emendamento dell'onorevole Di
Giacinto, io voglio rappresentare - così come è formulato - una
sola questione, la questione che praticamente non decade più né il
consiglio comunale, né il sindaco, a parte l'ovvia considerazione
che con questo meccanismo non ci sarà più un bilancio approvato da
nessun consiglio comunale, e quindi verranno tutti regolarmente
approvati solo dai commissari della Regione. Dovremo assumere un
bel po' di gente e abolire totalmente la democrazia; ma questa è
una considerazione politica. Nella fattispecie risolve un problema
momentaneo, solo che nella fattispecie l'emendamento, così come è
presentato, non lo risolve per i comuni che sono già decaduti e che
sono in ricorso, insinuando che poi alla fine questa norma
dell'interpretazione e della decadenza venga circoscritta soltanto
a quei cinque comuni che se ne vanno a votare, perché sciolti,
quasi una norma ad personam.
Io voglio rappresentarvi tutte queste, cose come è giusto, quindi
decidiamo un percorso però ripeto in questo percorso non ci possono
essere quelli fregati, quelli salvati, dobbiamo stabilire un
principio di equo trattamento. Se la norma dell'onorevole Di
Giacinto dà mandato alla Presidenza della Regione di procedere agli
atti di sospensione dei comizi elettorali per quei comuni che sono
decaduti, sulla base di una interpretazione autentica che il
Consiglio di Giustizia Amministrativa solleva come
incostituzionale, io credo che abbiamo fatto mandare a casa quei
sindaci sulla base di una norma incostituzionale, mi pare che un
atto elementare di giustizia porrebbe questo problema stop.
Credo che su questo noi dobbiamo avere tutti un atto di
responsabilità e di coerenza per non dare sensazioni sbagliate,
perché non credo che l'intenzione del legislatore fosse quella di
premiare alcuni sindaci o altri, questo noi lo dobbiamo sgombrare.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato
l'emendamento A 181.3, degli onorevoli Panepinto, Arancio, Alloro
ed altro, che completa l'emendamento dell'onorevole Di Giacinto,
sulla base anche delle riflessioni credo del Presidente Crocetta.
Dove c'è scritto si intendono decaduti i provvedimenti adottati,
nel caso di approvazione, sulla base dell'articolo 2, legge
regionale n. 6 del 2017, l'assessore regionale per le autonomie
locali apporta le conseguenti modifiche al decreto di indizione
delle elezioni per il rinnovo dei comuni fissate per l'11 giugno
2017 . Sono considerazioni politiche, come correttamente ha detto
il Presidente Crocetta, considerazioni politiche che si possono
fare in questo momento, non si possono fare, non lo so, solo che
nessuno approverà più i bilanci, e su questo ha ragione il
Presidente Crocetta.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
Regione, assessori, molto velocemente, nel tempo che mi è concesso,
desidero intanto rivisitare la questione fin dall'inizio.
Lo farò in un minuto. Quando il Governo ha proposto in Commissione
I e poi in Aula il disegno di legge che introduceva il principio
della decadenza dei sindaci insieme allo scioglimento dei consigli
comunali, già in Commissione Affari Istituzionali sollevammo la
difficoltà di evitare che in corso d'opera, allo scioglimento dei
consigli comunali, si potesse aggiungere anche la decadenza dei
sindaci. In quell'occasione si decise di rimettere all'Aula il
tema, e nonostante il Governo, col Presidente Crocetta in testa,
avesse insistito in Aula perché la norma restasse così, fu
presentato dall'onorevole Falcone e dal sottoscritto l'emendamento
A10, che sosteneva che la decadenza dei sindaci sarebbe stata
introdotta dal momento dei rinnovi.
Il Presidente Crocetta, presente in Aula, invitò in maniera chiara
e palese, direi plateale, l'assessore per gli enti locali ad
esprimere parere contrario a questo emendamento di buon senso
dell'opposizione.
L'assessore Lantieri espresse parere contrario, la maggioranza
d'Aula bocciò quell'emendamento di buon senso di tal che la
conseguenza era, in maniera assolutamente chiara e lampante, che
allo scioglimento dei consigli comunali si aggiungeva la decadenza
dei sindaci ex nunc, cioè dal momento di entrata in vigore delle
leggi.
Vi fu una querelle che tutti conoscete, vi fu addirittura chi
minacciò o chi denunziò l'assessore per gli enti locali perché non
aveva provveduto ai decreti di decadenza dei sindaci, si tornò in
aula e si approvò un'interpretazione autentica.
Non entro nel merito di CGA ed Uffici legali dai quali, io
personalmente in questa materia - con tutto il rispetto per quelle
istituzioni - non me ne faccio un baffo perché non ci può essere
interprete autentico delle proprie leggi di chi le fa, soprattutto
se queste leggi vengono discusse e dibattute con l'ausilio di
validissimi uffici, nelle commissioni di merito, poi vengono in
Aula, hanno pareri favorevoli, hanno una materia ed uno studio
legislativo, normativo e di precedenti alle spalle e vengono,
dunque, approvati.
Ebbene, arriva l'assemblea dell'ANCI e vi spiega che ci sono dei
morti che vanno resuscitati.
Posto che noi non siamo maghi ma siamo legislatori, oggi ci
troviamo - a mio modesto parere - nella paradossale condizione di
trovare un emendamento scritto dalla prima commissione, secondo il
mio personalissimo parere di buon senso, dichiarato inammissibile
secondo l'insindacabile decisione del Presidente, e due emendamenti
che io vi invito a leggere che, a mio parere, onorevole Ardizzone,
sono un fuor d'opera, perché l'emendamento Di Giacinto, del quale
io comprendo la vena pacificatrice ma non posso mai condividere un
emendamento che in buona sostanza salva tutti, che in buona
sostanza fa macerie dui una legge nazionale che, da diciassette
anni, in maniera assolutamente serena, viene applicata in tutto il
resto del Paese e stabilisce che, in caso di scioglimento del
Consiglio comunale per mancata approvazione del bilancio o per
bocciatura dello stesso, anche il sindaco decade.
Forse siamo nella Repubblica nazionale della Sicilia e non lo
sapevamo. Ma quello che è ancora più paradossale è immaginare di
votare l'emendamento del Governo nel quale addirittura si chiede
un'autorizzazione per via normativa, lì sì con nomi e cognomi di
sindaci da salvare perché avete avuto l'impudicizia di mettere
anche i nomi dei comuni che devono essere resuscitati, quando già
c'è un decreto di scioglimento.
Ma di cosa stiamo parlando? Io mi vergogno. Ma quale ANCI ed
ANCI
Allora, Presidente Ardizzone non sono queste le motivazioni che mi
spingeranno a lasciare l'Aula e a non votare la finanziaria.
Le motivazioni sono altre ed hanno ragioni soltanto normative.
L'articolo 118 del decreto legislativo stabilisce quali sono le
materie che possono essere trattate in sessione di bilancio.
Certamente tra queste materie non vi è quella che stiamo trattando
tanto è vero che lei, durante l'assestamento, quando si presentò il
disegno di legge d'interpretazione autentica, impose alla
commissione prima affari istituzionali e poi all'Aula di presentare
un distinto disegno di legge che doveva essere di interpretazione
autentica perché non si poteva fare confusione tra la materia
finanziaria e quella elettorale.
Se ci sarà imposto di votare questo disegno di legge o questa
norma, io abbandonerò l'Aula, e mi dispiace perché alla fine credo
fosse venuta fuori una discreta finanziaria, perché non intendo
votare una norma contra legem.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cordaro. Il suo intervento mi
permette, ai fini procedurali di precisare, così come è avvenuto
con l'esercizio provvisorio, che l'approvazione di questa norma è
contenuta in un disegno di legge stralcio. Poi, l'Aula può votare,
ma proprio per questo non si è vincolati a votare contro la
finanziaria. Lei può votare contro questa norma, e votare la
finanziaria se ritiene che sia apprezzabile.
DI GIACINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, poiché più
volte sono stato additato di chissà quale fatto in questa
Assemblea, io volevo fare, così come ha fatto poco fa Totò Cordaro,
un escursus legislativo. Perché se facciamo l'escursus legislativo,
ci accorgiamo sicuramente che, se in questo momento c'è un empasse
su questa norma, non è certo colpa del Parlamento regionale.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Vicepresidente Lupo
Quando noi ad agosto del 2016 abbiamo approvato questa norma,
proprio su questo articolo, comma 2 bis, c'erano due emendamenti,
presentati tutti e due da Forza Italia, uno dall'onorevole Falcone
e uno dall'onorevole Rinaldi, che dicevano precisamente una cosa:
che l'entrata in vigore del comma 2 bis valeva dalla legislatura
successiva. Che cosa è successo? L'Aula ha bocciato sia l'uno che
l'altro emendamento.
Dopodiché succede un'altra cosa: viene promulgata la legge e
viene fatta, giustamente, una circolare dall'assessorato regionale
agli enti locali la quale prevedeva che, laddove c'era la mancata
approvazione dei bilanci e dei conti consuntivi da parte dei
consigli, decadeva anche il sindaco e quindi la Giunta. Questi sono
i fatti
Il Presidente Crocetta ritiene di dover chiedere un parere di
interpretazione autentica al CGA, non a quest'Aula.
L'interpretazione autentica la può fare quest'Aula, non la può fare
il CGA, né in sede consultiva e neanche in altre sedi, e glielo ha
ribadito anche il Presidente Ardizzone al Presidente Crocetta, che
adesso è andato via, in Aula, quando abbiamo approvato una mozione,
il 5 dicembre 2016, che diceva al Presidente Crocetta - col parere
favorevole del Governo e all'unanimità di quest'Aula - che quella
norma si approvava dalla data di pubblicazione della legge.
Che cosa fa allora il Presidente Crocetta? Fa una delibera di
Giunta e continua a dire "non mi interessa quello che dice il
Parlamento, io applico il parere del CGA". In I Commissione, su un
emendamento non mio, viene approvata una interpretazione autentica
della legge, successivamente portata in Aula e, chiaramente non si
può fare altro che approvarla, perché è l'iter legislativo di
questa legge, non è il piacere di nessun deputato, nessuno ce l'ha
con nessun sindaco caro Presidente, e mi dispiace che siano uscite
fuori queste cose.
Allora, stasera noi stiamo parlando di cosa? Quello che volete
fare voi stasera è dare retroattività ad una norma, quello che
volete fare stasera voi è quello di far fare delle interpretazioni
al contrario, fare delle sanatorie. Voi chiedete all'Aula: dateci
l'autorizzazione a revocare i decreti di decadenza. Ma di che
parlate?
Io ho presentato l'emendamento perché ho capito che ci poteva
essere una mediazione ma sicuramente, caro Presidente Crocetta, la
mediazione non può essere la vostra norma che ritorna indietro e fa
una cosa, la norma presentata dal Presidente Crocetta sapete cosa
fa? Perché noi ascoltiamo solo i sindaci; i consiglieri comunali
non contano più in Sicilia, 8 mila consiglieri comunali. Il
Presidente Crocetta nella norma che reinserisce che cosa dice? Se
se ne va il sindaco, al primo turno utile si va al voto, questo
subito Se invece se ne va il Consiglio comunale, si va alle
elezioni alla fine della legislatura: è questo è una cosa corretta,
perché noi stiamo difendendo soltanto una parte della democrazia, i
sindaci Non stiamo difendendo l'altra parte della democrazia, che
sono i consiglieri comunali che controllano.
Sembra corretto che un sindaco possa rimanere in carica per tre,
quattro anni senza che abbia di contro il Consiglio comunale. E voi
parlate a noi? Qualcuno parla a me, a noi di correttezze di norme?
Ma di che state parlando? Allora io vi dico: facciamo una norma,
ecco perché la mia è quasi una provocazione quella che ho
presentato io, di dire non se ne va nessuno a casa Perché qui c'è
la logica di chi vuole mandare i Consigli a casa, e siamo tutti
d'accordo, e il partito dei sindaci che vuole rimanere. Presidente
non può essere questa
Allora io vi chiedo, Presidente, lo chiedo a lei, so del suo buon
senso, glielo chiedo perché non è vero che sono state date delle
sospensive, Presidente, io ho tutte e due le Ordinanze emesse dal
Tribunale, il Tribunale dice un'altra cosa, Presidente, e fa anche
una cosa e dice anche quello che ha dichiarato lei, che lei non si
vuole costituire anzi si vuole costituire ad adiuvandum, cosa che
lei non può fare, lei è il Presidente della Regione
Questo riporta quella sentenza che ho, che non rimette in
servizio i sindaci, stiamo attenti Da questo momento, non
reintegra nessun sindaco, tant'è che io ho letto poco fa un
ulteriore decreto che è stato emesso, non reintegra nessun sindaco
per intanto sospende fino alla decisione collegiale sulla
sospensiva che è il 18 maggio, però il Tar che ha bisogno? Il Tar
ha bisogno di una legge che noi facciamo stasera per dare la
sospensiva e revocare. Questo è quello di cui c'è bisogno, c'è
bisogno di questo, perché in quelle Ordinanze, decreti, chiamateli
come volete si presenta soltanto il sindaco, perché non sono state
notificate alle controparti, per cui non è presente nessuno, quindi
uno solo assieme al Presidente del Tribunale.
Questa è la storia Allora io le dico, Presidente, non facciamo
ulteriori papocchi su questa questione, io vi invito, abbiamo un
collegato che comincia la prossima settimana, siccome le
sospensive saranno date da qui al 18, vediamo che cosa dicono le
sospensive, caro Presidente Ardizzone, ma io lo chiedo anche a lei
che so che è uomo di buon senso, e in questi giorni ne abbiamo
parlato tanto di questa questione, che mi veniva additata come se
ero io il responsabile di chi sa quale tragedia greca ho fatto in
questo periodo, allora io le dico, Presidente, vediamo, fermiamoci
un attimo, lo dico anche alla Giunta, lo dico al Presidente
Crocetta, se ci fermiamo da qui alla prossima settimana non succede
niente, verifichiamo quali sono gli eventi.
LO SCIUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO SCIUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, se
consideriamo il fatto che questa norma è stata approvata in un
momento di confusione, tipo un blitz, perché non capisco che cosa
c'entrava l'esercizio provvisorio con l'approvazione di questa
norma. Il Governo non era presente, l'assessore non era presente,
anche io ho votato in maniera frettolosa, non me ne sono neanche
accorto perché ero uscito cinque minuti e non mi sono accorto di
quello che stavo votando.
Detto questo, faccio mea culpa, ma chi lo dice che la legge
nazionale è giusta?
Signor Presidente, vorrei capire per quale motivo, se c'è un
Consiglio comunale e una Giunta che approva un bilancio e poi il
Consiglio comunale consiglia che sono sovrani nell'approvare un
bilancio e non l'approvano, che colpa ne ha il sindaco? Perché deve
cadere il sindaco, quando è un atto responsabile da parte dei
consiglieri?
Seconda cosa, vi rendete conto che approvando questa norma diamo
la possibilità a pochi consiglieri, perché sapete che nel momento
in cui il bilancio non si approva nel primo mandato, nel secondo
mandato basta la maggioranza utile, basta in un Consiglio di 20
persone, 10 persone per fare cadere un sindaco.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Presidente Ardizzone
Vi rendete conto di cosa stiamo discutendo? Io sto difendendo la
norma. Approvando questa norma cosa stiamo facendo? Noi mettiamo in
condizione tutti i sindaci di essere ricattati da una minoranza di
persone e questa è una cosa veramente aberrante; non lo so come è
che si può discutere questa cosa. Secondo me la legge nazionale è
sbagliata e noi non la dobbiamo approvare perché noi sentiamo i
sindaci per certi versi prigionieri di minoranze, vedete che è una
norma pericolosa questa, quindi io sono per abrogare la norma.
Presidente, facciamo una cosa giusta per la Sicilia e per i
siciliani
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Greco, proprio deve intervenire? Non può
rinunciare? Ha rinunciato in questi tre giorni sempre e ora non può
rinunciare?
Onorevoli colleghi il dibattito è stato più che utile. Intanto
c'è, secondo me, una certezza: che le norme di questa portata non
possono essere discusse nell'ambito prima dell'esercizio
provvisorio e a seguire di una legge finanziaria; se noi
interveniamo in questa sede è perché c'è un fatto contingente, pur
nella consapevolezza che l'eventuale approvazione di questa norma
va in un disegno di legge a parte rispetto alla finanziaria e ci
sarà un'altra votazione.
Il dibattito è stato pure importante perché sono state evidenziate
quali sono le problematicità dei rapporti fra sindaco e consiglio
comunale - ripeto - che meritano di approfondimento.
Per quanto riguarda le vicende che vengono fatte nel resto di
Italia e da noi no, io vorrei ricordare che proprio questa Aula,
nel lontano 1992, sulla base probabilmente della rivolta popolare
conseguente alle stragi votò e fu antesignana in Italia per
l'elezione diretta dei sindaci e dei presidenti delle Province.
Siccome abbiamo una Commissione I che obiettivamente lavora in
grossissime difficoltà perché ci sono una serie di norme in
continua evoluzione, proprio con alcune colleghi parlamentari
parlavamo in precedenza sull'opportunità o meno di rivedere anche
la legge sulle province in base al ragionamento che viene fatto,
allora rinviamo il dibattito complessivo ad una apposita sessione
per quanto riguarda questa fase e ripristiniamo la situazione. Devo
dare atto all'onorevole Cordaro, che ha fatto giustamente un ottima
ricostruzione, quando evidenzia che lui, insieme all'onorevole
Falcone, nel corso dei lavori, avevano evidenziato le difficoltà
applicative di posticipare, successivamente è stato costruito il
papocchio con l'interpretazione autentica. E allora io propongo di
votare l'emendamento del Governo modificando l'ultimo comma, il
quinto, perché in effetti quando dice l'onorevole Cordaro, vengono
individuati i comuni, non può essere così.
Siccome l'onorevole Panepinto ha già presentato in tal senso
l'emendamento A.181.4, che recita: si intendono decaduti i
provvedimenti adottati sulla base dell'articolo 2 , praticamente
viene reso generale.
Pongo in votazione l'emendamento A.181.4.
GRECO GIOVANNI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
PRESIDENTE. Sì, sul voto finale
GRECO GIOVANNI. No, signor Presidente, su tutte le votazioni.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, incardiniamo il collegato. Votiamo
la norma sulla finanziaria, si vedrà se a scrutinio palese o a
scrutinio segreto, e a seguire la finanziaria.
Onorevole Panepinto, giustamente mi dicono gli uffici che occorre
aprire una nuova seduta.
Pongo quindi in votazione l'emendamento A181.4
GRECO GIOVANNI. Ribadisco la richiesta di votazione per scrutinio
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento A181.4
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione a scrutinio segreto
dell'emendamento A181.4.
Chi vota a favore dell'emendamento vota verde; chi vota contro
vota rosso, chi si astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti .................... 57
Votanti .................... 57
Maggioranza ............29
Favorevoli ............... 31
Contrari ................... 26
(E' approvato)
Pongo quindi in votazione l'emendamento A181.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, avevo chiesto il voto segreto
per tutto.
PRESIDENTE. Questo lo abbiamo già approvato, onorevole Greco.
Comunque va bene.
Pongo in votazione l'emendamento A181, così come emendato.
GRECO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento A181
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione a scrutinio segreto
dell'emendamento A181.
Chi vota a favore dell'emendamento governativo vota verde; chi
vota contro vota rosso, chi si astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti .................... 55
Votanti .................... 55
Maggioranza ............ 28
Favorevoli ............... 29
Contrari ............... 25
Astenuto ................... 1
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento A181.5. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che il voto finale verrà dato a seguire la finanziaria.
Si passa all'emendamento Abrogazioni e modifiche di norme ,
interamente sostitutivo dell'articolo 45. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 43. Ne do lettura:
«Articolo 43.
Fondi globali e tabelle
1. Gli importi da iscrivere nei fondi globali di cui all'articolo
10 della legge regionale 8 luglio 1977, n. 47 e successive
modifiche ed integrazioni, per il finanziamento dei provvedimenti
legislativi che si perfezionano dopo l'approvazione del bilancio,
destinati ad interventi di spese correnti, restano determinati per
ciascuno degli anni 2017, 2018 e 2019 nelle misure indicate nella
tabella A .
2. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera g) della legge
regionale n. 10/1999 e successive modifiche ed integrazioni, gli
stanziamenti autorizzati in relazione a disposizioni di legge la
cui quantificazione è demandata alla legge finanziaria sono
determinati nell'allegata tabella G ».
Comunico che sono stati presentati due emendamenti alla tabella G,
a firma degli onorevoli Vinciullo e Formica. Vengono mantenuti?
VINCIULLO, presidente della Commissione relatore di maggioranza.
Dichiaro di mantenerli.
PRESIDENTE. Il parere del Governo sulla tabella G1?
BACCEI, assessore per l'economia. Il Governo si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Il parere del Governo sulla tabella G2?
BACCEI, assessore per l'economia. Il Governo si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione relatore di maggioranza..
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla riscrittura, del Governo, 43 4R della tabella A, a
seguito delle modifiche intervenute. La pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione la tabella G come modificata e le tabelle. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa all'articolo 44. Ne do lettura:
«Articolo 44.
Effetti della manovra e copertura finanziaria
1. Gli effetti della manovra finanziaria della presente legge e la
relativa copertura sono indicati nel prospetto allegato.
2. Le disposizioni della presente legge si applicano, ove non
diversamente disposto, a decorrere dall'1 gennaio 2017».
Comunico che non sono stati presentati emendamenti, i soppressivi
sono ritirati.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 46. Ne do lettura:
«Articolo 46.
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che sono stati presentati ai sensi dell'articolo 117 del
Regolamento interno gli emendamenti 117.1, 117.2 e 117.3.
Li pongo congiuntamente in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Sono approvati)
Comunico che la Giunta si deve riunire per fare le modifiche.
sizioni programmatiche e correttive per l'anno 2017. Legge di stabi-
lità regionale' (n. 1276/A).
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2017. Legge di
stabilità regionale» (1276/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Disposizioni programmatiche e correttive per
l'anno 2017. Legge di stabilità regionale» (1276/A). Indìco la
votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 39
L'Assemblea non è in numero legale.
La seduta è sospesa e riprenderà domani, 29 aprile 2017, alle ore
10.00.
(La seduta, sospesa alle ore 00.37 di sabato 29 aprile 2017, è
ripresa alle ore 10.43)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, essendo necessaria la presenza del
Governo e della II Comissione, l'Aula è rinviata alle ore 12.00.
(La seduta sospesa alle ore 10.44, è ripresa alle ore 12.08)
La seduta è ripresa.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo per la seduta odierna gli
onorevoli Sammartino, Raia, Alongi, Germanà, Ferreri, Tancredi, La
Rocca Claudia, Foti e Zafarana.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Riprende la discussione del disegno di legge n. 1276/A
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato un emendamento ai
sensi dell'articolo 117 del Regolamento interno, inerente una
modifica di copertura. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
sizioni programmatiche e correttive per l'anno 2017. Legge di stabi-
lità regionale' (n. 1276/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2017. Legge di
stabilità regionale» (1276/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Disposizioni programmatiche e correttive per
l'anno 2017. Legge di stabilità regionale» (1276/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 59
Maggioranza 30
Favorevoli 37
Contrari 15
Astenuti 7
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, la Giunta è autorizzata a riunirsi per le
relative variazioni. Pertanto, la seduta è sospesa e riprenderà
alle ore 12.30.
(La seduta, sospesa alle ore 12.16, è ripresa alle ore 12.49)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è pervenuta la nota di variazione
al disegno di legge concernente il Bilancio di previsione della
Regione siciliana per l'anno finanziario 2017 e per il periodo 2017-
20179 . La pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(L'Assemblea approva)
Allora, nell'ordine, se prendete posto, gli Uffici stanno
procedendo ad una verifica.
Nell'ordine voteremo il 1276, stralcio II/A, per intenderci
Comuni , a seguire Bilancio. Chiuderemo questa seduta e ne
apriremo un'altra per incardinare il collegato. Sul collegato
confluiranno gli ordini del giorno.
Da una rapida consultazione con i Presidenti dei Gruppi
parlamentari, si è convenuto di dare termine fino al 5 maggio 2017
per la presentazione degli emendamenti, dare la possibilità,
quindi, alla Commissione di esaminarli e ripartire il 9 maggio
2017.
E, allora, si passa alla votazione finale del disegno di legge
1276 stralcio II/A 'Modifiche di norme in materia di cessazione
degli organi comunali'.
GRECO GIOVANNI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
PRESIDENTE. C'è una richiesta di voto segreto da parte
dell'onorevole Greco. Procediamo alla verifica dei richiedenti.
(La richiesta non risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Non ci sono i 12 richiedenti. Sono solo.
DI GIACINTO. Sta scherzando?
PRESIDENTE. Io su queste cose non scherzo
I richiedenti sono: Clemente Roberto, Currenti Carmelo, Di
Giacinto Giovanni, Di Mauro Giovanni, Greco Giovanni, Malafarina
Antonio, Milazzo Giuseppe, Musumeci Nello e Oddo Salvatore.
n. 1276/A Stralcio II/A 'Modifiche di norme in materia di cessazione
degli organi comunali'.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge 1276
stralcio II/A «Modifiche di norme in materia di cessazione degli
organi comunali».
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di 1276 stralcio II/A «Modifiche di norme in materia di
cessazione degli organi comunali».
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 44
Maggioranza 23
Favorevoli 37
Contrari 04
Astenuti 03
(L'Assemblea approva)
FONTANA. L'onorevole Falcone mi ha tirato fuori il tesserino
PRESIDENTE. Onorevole Falcone.
Onorevole Fontana il suo voto, comunque, com'era? Lo dichiari.
FONTANA. Favorevole.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
E' un fatto grave quello che è successo, onorevole Falcone, penso
che sia stata solo una goliardata, mi auguro questo.
Scusate, non è finita.
Ripeto, l'onorevole Fontana ha votato a favore e l'onorevole
Musumeci si è astenuto.
'Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'esercizio
finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019'
(n. 1275-1275 bis-1275 ter-1275 quater/A).
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'esercizio
finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019».
(n. 1275-1275 bis-1275 ter-1275 quater/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge Bilancio di previsione della Regione siciliana
per l'esercizio finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il
triennio 2017-2019 . (n. 1275-1275 bis-1275 ter-1275 quater/A),
come modificato dalla nota di variazione.
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 59
Maggioranza 30
Favorevoli 36
Contrari 14
Astenuti 09
(L'Assemblea approva)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Onorevoli colleghi, formalmente chiudiamo la seduta e la riapriamo
tra un minuto per incardinare il collegato.
Pertanto, la seduta è rinviata ad oggi, sabato 29 aprile 2017,
alle ore 12.55, con il seguente ordine del giorno:
- DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2017. Legge
di stabilità regionale. Stralcio I . (n. 1276 Stralcio I/A)
Relatore di maggioranza: on. Vinciullo
Relatore di minoranza: on. Cancelleri
La seduta è tolta alle ore 12.54
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio