Presidenza del vicepresidente Venturino
BARBAGALLO, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Annunzio di risposte scritte a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per l'Istruzione e la Formazione
N. 324 - Aggiornamento dell'albo degli operatori della formazione
professionale di cui all'art. 14 della legge regionale 6 marzo
1976, n. 14, e D.A. n. 135 del 14 marzo 1986.
Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Trizzino
Giampiero; Venturino Antonio; Zafarana Valentina; Siragusa
Salvatore; Zito Stefano
- Con nota prot. n. 17016/IN.16 del 3 aprile 2013 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per l'istruzione.
- da parte dell'Assessore per le Risorse Agricole e Alimentari
N. 25 - Salvaguardia dell'Istituto zootecnico per la Sicilia.
Firmatario: Caputo Salvino
- Con nota prot. n. 10982 del 26 febbraio 2013, il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per le risorse agricole e
alimentari.
- da parte dell'Assessore per la Salute
N. 23 - Revoca del decreto del 9 agosto 2012 in materia di
accreditamento e contrattualizzazione delle strutture sanitarie
di medicina di laboratorio private.
Firmatario: Caputo Salvino
- Con nota prot. n. 7320/IN.16 del 6 febbraio 2013, il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per la salute.
N. 305 - Interventi urgenti per salvaguardare il diritto alla
salute nella provincia di Siracusa.
Firmatario: Gianni Giuseppe
N. 360 - Notizie in merito ai lavori di ristrutturazione
dell'ospedale A. Aiello di Mazara del Vallo e sulla necessità di
attivare alcuni servizi essenziali nell'area di emergenza - urgenza
della struttura vicariante di via Livorno.
Firmatario: Turano Girolamo
- Con nota prot. n. 17860/IN.16 dell'8 aprile 2013 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore regionale per la salute.
N. 367 - Interventi diretti al potenziamento della rete di cure
palliative e di terapia del dolore in favore di soggetti affetti da
malattie inguaribili.
Firmatari:Figuccia Vincenzo; Di Mauro Giovanni; Lombardo Salvatore
Federico; Federico Giuseppe; Greco Giovanni; Lo Sciuto Giovanni;
Fiorenza Cataldo
- Con nota prot. n. 20329 del 22 aprile 2013, il Presidente della
Regione ha delegato l'Assessore per la salute.
N. 615 - Ricostituzione della Commissione per i diritti degli
animali di cui alla legge regionale n. 15 del 2000.
Firmatari: Zafarana Valentina; Palmeri Valentina; Zito
Stefano; Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio
Giorgio; La Rocca Claudia; Venturino Antonio; Foti Angela; Trizzino
Giampiero; Mangiacavallo Matteo; Siragusa Salvatore; Ferreri
Vanessa; Ciancio Gianina.
Avverto che le risposte saranno pubblicate in allegato al
resoconto stenografico della presente seduta.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Miccichè e Lo Sciuto sono
in congedo per la seduta odierna.
Missione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Caputo è autorizzato, ai
sensi dell'articolo 1 del DPA 4 marzo 2008, n. 82, a recarsi in
missione a Bordeaux dal 16 al 19 giugno 2013.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Istituzione dell'Ente Sicilia Diritto Studio Universitario
(E.S.D.S.U.). (n. 407)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Di Giacinto,
Coltraro, Dipasquale, Oddo e Anselmo in data 16 maggio 2013.
- Iniziative in materia di agevolazioni per l'edilizia privata a
scopo Sociale - Istituzione del Fondo Unico per il Sociale. (n.
409)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Cascio F. in
data 16 maggio 2013.
- Controllo della spesa politica. (n. 410)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Cirone in
data 16 maggio 2013.
- Modifiche alla legge regionale 3 giugno 2005, n. 7, nuova
disciplina per l'elezione dei Deputati dell'Assemblea regionale
siciliana. (n. 411)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Anselmo in
data 17 maggio 2013.
- Misure urgenti in favore delle attività turistico - ricettive.
(n. 412)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Cimino in
data 17 maggio 2013.
- Norme per i professionisti delle scienze motorie e sportive. (n.
413)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Trizzino,
Tancredi, Cappello, Mangiacavallo, Ferreri, Zito, Cancelleri,
Ciancio, Foti, La Rocca, Palmeri, Siragusa, Ciaccio e Zafarana in
data 20 maggio 2013.
- Disciplina delle attività produttive del settore turismo. (n.
414)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Lupo,
Gucciardi e Marziano in data 20 maggio 2013.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alle Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Interventi per la promozione e lo sviluppo dell'associazionismo
nella Regione siciliana. (n. 332)
di iniziativa parlamentare, inviato il 15 maggio 2013.
- Disposizioni in materia di assegnazioni agli enti locali. (n.
387)
di iniziativa parlamentare, inviato il 17 maggio 2013.
- Norme per la trasparenza e la pubblicità dell'attività
amministrativa. Pubblicazione di informazioni su avvisi e bandi.
(n. 390)
di iniziativa parlamentare, inviato il 15 maggio 2013.
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Norme per orientare e sostenere il consumo dei prodotti agricoli
a chilometri zero. (n. 358)
di iniziativa parlamentare, inviato il 17 maggio 2013, parere UE.
- Consorzi di bonifica. (n. 385)
di iniziativa parlamentare, inviato il 15 maggio 2013, parere V.
- Agevolazioni di natura fiscale per la ricomposizione fondiaria.
(n. 392)
di iniziativa parlamentare, inviato il 15 maggio 2013.
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Soppressione degli Enti Parco regionali e trasferimento delle
competenze ai liberi Consorzi comunali. (n. 359)
di iniziativa parlamentare, inviato il 17 maggio 2013, parere I.
- Tutela e valorizzazione delle aree naturali protette, delle aree
marine protette e degli spazi verdi dei Comuni siciliani,
attraverso Marketing sociale e processi virtuosi in un'ottica di
rilancio dell'economia siciliana. (n. 370)
di iniziativa parlamentare, inviato il 17 maggio 2013, parere III
e UE.
- Norme a favore dello sviluppo delle attività sportive delle
persone disabili. (n. 372)
di iniziativa parlamentare, inviato il 17 maggio 2013, parere VI
- Personale dissalatori. (n. 388)
di iniziativa parlamentare, inviato il 17 maggio 2013.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Norme in materia di viaggi di istruzione per gli alunni delle
scuole siciliane primarie, secondarie di primo grado e secondarie
di secondo grado limitatamente ai primi due anni del corso di
studi. (n. 357)
di iniziativa parlamentare, inviato il 17 maggio 2013.
- Norme per la realizzazione di cantieri di lavoro presso gli
immobili di proprietà degli Enti di culto. (n. 382)
di iniziativa parlamentare, inviato il 17 maggio 2013, parere I
- Soppressione CIAPI di Palermo - Norme di attuazione. (n. 391)
di iniziativa parlamentare, inviato il 15 maggio 2013.
- Contributi ad enti, fondazioni, associazioni ed altri organismi.
(n. 393)
di iniziativa parlamentare, inviato il 15 maggio 2013.
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Finanziamento della spesa sanitaria. (n. 389)
di iniziativa parlamentare, inviato il 17 maggio 2013.
Comunicazione di riassegnazione di disegno di legge alla
Commissione
PRESIDENTE. Comunico che il seguente disegno di legge è stato
riassegnato alla Commissione:
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Utilizzo dei residui Fondi PAR FAS 2007/2013 per il
finanziamento dei cantieri di lavoro a favore degli enti locali e
degli enti di culto. (n. 202)
di iniziativa parlamentare, inviato il 15 maggio 2013, parere I.
Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Calogero Firetto, con nota
prot. n. 6020/SG.LEG.PG. del 15 maggio 2013, ha chiesto di apporre
la firma al disegno di legge n. 381 Norme per la tutela della
salute e del territorio dai rischi derivanti dall'amianto .
Comunicazione di ritiro di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Giuseppe Lupo, con nota prot.
n. 6144/SG.LEG.PG. del 17 maggio 2013, ha ritirato il disegno di
legge n. 406 Disciplina organica delle attività produttive del
settore turismo presentato in data 15 maggio 2013.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 706 - Interventi per il recupero dei finanziamenti europei per
il completamento del porto commerciale di Augusta (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Economia
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 707 - Iniziative per riorganizzare e migliorare il servizio
reso dai Consorzi di Bonifica.
- Presidente Regione
- Assessore Risorse Agricole e Alimentari
Firmatari: Figuccia Vincenzo; Di Mauro Giovanni; Fiorenza Cataldo;
Lombardo Salvatore Federico; Lo Sciuto Giovanni; Federico Giuseppe
N. 708 - Iniziative a tutela del bilancio della Regione in
conseguenza delle sentenze favorevoli ai corsisti ricorrenti
avverso la 'Riscossione Sicilia s.p.a.'.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 709 - Verifica degli impianti e stabilimenti industriali a
rischio disastro ecologico in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 710 - Provvedimenti per evitare il fallimento dell'Azienda
siciliana trasporti (AST).
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Economia
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 712 - Notizie sulle gravi disfunzioni e limitazioni nei
collegamenti da e per le isole Pelagie.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Firetto Calogero
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 694 - Notizie sul decreto dell'Assessore per la salute del 26
ottobre 2012 e del successivo decreto 734 del 2013 circa la
definizione dei centri di procreazione medicalmente assistita.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: D'Asero Antonino
N. 695 - Notizie sull'avviso pubblico per la formazione
dell'elenco degli aspiranti idonei alla nomina a Direttore generale
delle Aziende sanitarie e delle AOUP pubblicato dall'Assessorato
della salute.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Fontana Vincenzo; D'Asero Antonino
N. 696 - Notizie sull'ex biblioteca regionale universitaria di
Messina.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatario: Germanà Antonino Salvatore
N. 697 - Notizie sul ridimensionamento del Presidio ospedaliero
SS. Salvatore di Paternò (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Falcone Marco
N. 698 - Chiarimenti circa la distribuzione diretta di accessori e
presidi per pazienti stomizzati.
- Presidente Regione
Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; La Rocca Claudia; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano; Venturino Antonio
N. 699 - Riapertura dell'ufficio postale della frazione di
Villapriolo (EN) e di tutti gli altri sportelli interessati dal
recente ridimensionamento dell'azienda.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; La Rocca Claudia; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano; Venturino Antonio
N. 700 - Notizie sull'ospedale Gravina di Caltagirone (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano; Venturino Antonio
701 - Notizie sulle vicende dell'azienda Ortogel S.P.A. e sulla
qualificazione del 'pastazzo' quale alimento zootecnico.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
- Assessore Risorse Agricole e Alimentari
Firmatario: Falcone Marco
N. 702 - Chiarimenti circa la realizzazione di nuovi impianti di
raffinazione petrolifera nel territorio siracusano.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatari: Foti Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; La
Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Venturino Antonio;
Zafarana Valentina; Zito Stefano
N. 703 - Interventi in favore delle isole minori.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
- Assessore Economia
Firmatari: Musumeci Nello; Formica Santi; Currenti Carmelo;
Ioppolo Giovanni; Ruggirello Paolo
N. 704 - Iniziative per la tutela e messa in sicurezza del sito
archeologico di contrada 'Campanarazzu' di Misterbianco (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Firmatari: Musumeci Nello; Ioppolo Giovanni
N. 705 - Chiarimenti sui rapporti obbligazionari tra la società
Acque di Caltanissetta s. p.a. e 'Aqualia Gestion Integral de Agua
s.a.' in merito alla realizzazione di opere finalizzate alla
fornitura dell'acqua potabile.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Miccichè Gianluca Antonello
N. 711 - Chiarimenti in merito alla concessione e successiva
revoca della proroga per la presentazione delle manifestazione di
interesse di cui all'Avviso pubblico per l'affidamento a soggetti
privati della gestione e valorizzazione del complesso termale di
Sciacca (AG).
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Firmatari: Mangiacavallo Matteo; Cancelleri Giovanni Carlo;
Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri
Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Venturino Antonio;
Zafarana Valentina; Zito Stefano
N. 713 - Chiarimenti sulla paventata soppressione del Presidio per
la riabilitazione del nosocomio di Santo Pietro di Caltagirone
(CT).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Ioppolo Giovanni; Musumeci Nello; Formica Santi;
Currenti Carmelo; Ruggirello Paolo
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
N. 55 - Ripristino del finanziamento del progetto 'I ART: IL POLO
DIFFUSO PER LE IDENTITA' E L'ARTE CONTEMPORANEA IN SICILIA' - linea
di intervento 3.1.3.3. del PO FESR 2007 - 2013.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Firmatari: Zafarana Valentina; Foti Angela; Ciancio Gianina;
Palmeri Valentina; Zito Stefano; Cappello Francesco; Cancelleri
Giovanni Carlo; Ciaccio Giorgio; La Rocca Claudia; Venturino
Antonio; Trizzino Giampiero; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Tancredi Sergio; Ferreri Vanessa
N. 56 - Iniziative di contrasto all'abusivismo edilizio.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatari: Palmeri Valentina; Ciancio Gianina; Cancelleri Giovanni
Carlo; Cappello Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio;
Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia; Zito
Stefano
N. 57 - Interventi a garanzia dei livelli occupazionali degli
operatori degli impianti di dissalazione di Porto Empedocle (AG) e
Gela (CL).
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatari: Firetto Calogero; La Rocca Ruvolo Margherita; Miccichè
Gianluca Antonello; Cimino Michele.
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si
intendono accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per
essere svolta al proprio turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
numero 110 Interventi a tutela del cantiere navale di Palermo ,
degli onorevoli Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Cappello
Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio Giorgio; Ciancio
Gianina; Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo;
Siragusa Salvatore; Palmeri Valentina; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Zito Stefano, presentata il 14 maggio 2013;
numero 111 Riattivazione e messa in sicurezza del punto nascite
del P.O. 'dei Bianchi' di Corleone (PA) , degli onorevoli Di
Giacinto Giovanni; Coltraro Giambattista; Dipasquale Emanuele; Oddo
Salvatore; Anselmo Alice, presentata il 15 maggio 2013;
numero 112 Iniziative in materia di contributi per l'abbattimento
delle barriere architettoniche in Sicilia , degli onorevoli
Cancelleri Giovanni Carlo; Trizzino Giampiero; Cappello Francesco;
Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Zafarana
Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Palmeri Valentina; Foti Angela; La Rocca Claudia; Zito
Stefano, presentata il 16 maggio 2013;
numero 113 Iniziative urgenti per ottenere la restituzione al
Demanio regionale delle aree militari dismesse presenti nel
territorio della Regione siciliana , degli onorevoli Zafarana
Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Trizzino Giampiero;
Mangiacavallo Matteo; Zito Stefano; Ciaccio Giorgio; Siragusa
Salvatore; Tancredi Sergio; Ciancio Gianina; Foti Angela; Ferreri
Vanessa; Palmeri Valentina; La Rocca Claudia; Cappello Francesco,
presentata il 17 maggio 2013.
Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
dell'art. 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Comunicazione relativa alle interrogazioni 608 e 629
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, preciso che le interrogazioni
numeri 608 e 629, annunciate rispettivamente nelle sedute d'Aula
numeri 36 e 37 del 24 e 26 aprile 2013, sono da intendersi
presentate con richiesta di risposta in Commissione.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 16 maggio 2013, pervenuta
in pari data e protocollata al n. 6207/AULAPG del 20 maggio 2013,
l'onorevole Alice Anselmo ha dichiarato di aderire al Gruppo
parlamentare Misto.
L'Assemblea ne prende atto.
Conseguentemente, l'on. Anselmo cessa contestualmente di far
parte del Gruppo parlamentare Democratici Riformisti per la
Sicilia .
Onorevoli colleghi, per organizzare al meglio i lavori
parlamentari dell'odierna seduta, sospendo l'Aula per dieci minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 16.43, è ripresa alle ore 16.56)
La seduta è ripresa.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Rinvio dell'elezione di componenti il comitato misto paritetico
per le servitù militari previsto dall'art. 322 del Codice
dell'ordinamento militare
PRESIDENTE. Si passa al II punto all'ordine del giorno: Elezione
di componenti il comitato misto paritetico per le servitù militari
previsto dall'art. 322 del Codice dell'ordinamento militare
(decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66).
Al riguardo comunico che, con nota prot. n.
MDE24502 13062/INFR SMP/1.9.2 del 21 maggio 2013, il Comando
Regione militare Sud - SM - Ufficio Logistico, Infrastrutture e
Servitù militari, ha rappresentato che a seguito, fra l'altro, del
decesso di un componente e le dimissioni di altro componente, a
suo tempo eletti da questa Assemblea regionale e nominati con
decreto del Presidente della Regione (n. 144/Servizio I / U.O.
1/SG del 10 giugno 2002), il Comitato misto paritetico della
Regione siciliana, previsto dall'articolo 322 del decreto
legislativo 15 marzo 2010, n. 66 (Codice dell'Ordinamento
militare) abbisogna di integrazione in quanto la sua attuale
composizione non consente all'Organismo Rappresentativo della
Regione di esercitare in pienezza i poteri che la Legge gli
assegna .
Conclude, la succitata nota, chiedendo a questa Presidenza di
voler promuovere le azioni necessarie al fine di completare il
novero dei rappresentanti, con la designazione dei componenti
mancanti ovvero procedendo alla loro nomina ex novo.
Pertanto, per quanto precede, questa Presidenza, in considerazione
del lungo lasso di tempo trascorso dal decreto di nomina e
considerati altresì tanto la situazione dei due componenti sopra
menzionati, quanto l'avvio della nuova corrente XVI Legislatura, si
orienta, non sorgendo osservazioni, a procedere al rinnovo
integrale dei componenti di spettanza.
Ciò premesso, ricordo che l'art. 322, comma 1, del decreto
legislativo 15 marzo 2010, n. 66, prescrive:
"In ciascuna Regione è costituito un Comitato misto paritetico di
reciproca consultazione per l'esame (...) dei problemi connessi
all'armonizzazione tra i piani di assetto territoriale (...) della
Regione (...) e i programmi delle installazioni militari e delle
conseguenti limitazioni.
(O M I S S I S )
Il Comitato è formato (...) da sette rappresentanti della Regione
nominati dal Presidente della Giunta regionale, su designazione,
con voto limitato, del Consiglio regionale.
Per ogni membro è nominato un supplente.".
(O M I S S I S )
In assenza di ulteriori specificazioni della legge, si applica
l'articolo 26 del Regolamento interno dell'ARS che così recita:
"(...) per la nomina di tutte le commissioni, la cui elezione
spetta all'Assemblea, ciascun deputato vota per due terzi dei
membri da eleggersi. Le frazioni dell'unità sono computate come
unità intera se superiori a un mezzo; non sono computate in caso
contrario.(...) Si intendono nominati i deputati che, a primo
scrutinio, ottengano il maggior numero di voti. A parità di voti si
applica l'ultimo comma dell'articolo 4".
Avverto dunque che sarà effettuata un'unica votazione, nel corso
della quale saranno consegnate a ciascun deputato due distinte
schede, rispettivamente per l'elezione dei sette rappresentanti
effettivi e dei sette supplenti, con voto limitato a due terzi,
da depositare nella relativa urna.
Pertanto, ogni deputato potrà segnare in ciascuna scheda fino a
cinque nominativi.
Risulterà eletto chi, al primo scrutinio, avrà riportato il
maggior numero di voti, sino alla concorrenza di sette nominativi
per ciascuna delle due categorie di eletti (7 effettivi e 7
supplenti).
Per tale adempimento il secondo punto dell'ordine del giorno viene
rinviato alla seduta di domani delle ore 16.00.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
CORDARO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo
l'attenzione dell'Aula e del Segretario Generale, oltre che del
Presidente, perché credo che l'Aula debba essere consapevole di
quanto appreso, almeno da me personalmente e spero non per carenza
mia - ma sono quasi certo che non si sia trattato di una mia
carenza -, attraverso quella che io, durante la scorsa legislatura,
ho definito, tra il serio e il faceto, la nuova Gazzetta Ufficiale
della Regione Siciliana e cioè Live Sicilia , e che oggi confermo,
visto che mi era del tutto ignoto che, secondo un'interpretazione
degli uffici di Palazzo dei Normanni, incombe sui Presidenti dei
Gruppi parlamentari anche una responsabilità penale che potrebbe
portare all'ammenda o all'arresto fino a tre mesi, credo, con
riferimento alla sicurezza dei Gruppi.
Io accuso l'ignoranza ma, ribadisco, non credo che sia mia
ignoranza per ciò che da qui a poco dirò.
Intanto, saluto l'amico Nello Musumeci, e proseguo.
Entro il 31 maggio di quest'anno, i datori di lavoro dei Gruppi
parlamentari dovranno necessariamente presentare il documento di
valutazione dei rischi negli ambiti di lavoro.
Secondo un'interpretazione degli uffici, i datori di lavoro dei
Gruppi parlamentari sarebbero i capigruppo. Ciò sarebbe legato ad
un'interpretazione del decreto legislativo 81 del 2008, relativo
alle norme di sicurezza all'interno di un luogo di lavoro.
Si dice pure in questo articolo che, fino ai mesi scorsi, ci siamo
muniti - non so chi, io sono capogruppo dal 5 dicembre 2012 - di
un'autocertificazione e che da oltre un anno, si riferisce sempre
in questo articolo, il segretario generale, Giovanni Tomasello, ha
richiesto reiteratamente l'applicazione di questa norma.
Intanto, io credo che, se così stessero le cose, e non ho dubbio,
il 5 dicembre, eletti i nuovi Presidenti dei Gruppi parlamentari,
gli uffici di Palazzo dei Normanni avrebbero dovuto comunicare a
tutti i capigruppo che c'era questa vicenda in ballo.
Ciò non è avvenuto e, quindi, lo apprendo soltanto adesso.
Ci sarebbe, secondo l'interpretazione degli uffici, una differenza
giuridica tra il soggetto titolare dell'immobile e il soggetto
utilizzatore degli spazi.
Io capisco che, in tempi di finanza creativa, di turismo creativo
- qui c'è l'assessore Stancheris - si possa fare anche
giurisprudenza creativa; però, stabilire che gli utilizzatori degli
spazi, che sarebbero pro tempore i Presidenti dei Gruppi
parlamentari, ma non soltanto perché eletti e l'indomani non più
capigruppo, ma anche perché, come l'esperienza di questa
legislatura ci insegna, i Gruppi erano cinque, poi sono diventati
otto, poi sono diventati undici e, conseguentemente, le stanze e i
locali, che sono i luoghi nei quali dovrebbe albergare la
sicurezza, sono cambiati diventando oggi di pertinenza mia, domani
dell'onorevole Gianni, dopodomani dell'onorevole Clemente e così di
seguito, io credo che vieppiù, legandola all'esperienza che stiamo
facendo in queste settimane, è assolutamente inopinabile stabilire
che il soggetto utilizzatore degli spazi sia il soggetto che debba
rispondere della sicurezza degli immobili. Mentre credo, molto più
opportunamente, sia il soggetto titolare dell'immobile a dovere
rispondere, secondo una corretta interpretazione, della sicurezza
degli immobili. In buona sostanza, si sosterrebbe da parte degli
Uffici dell'Assemblea che una cosa è l'ARS, un'altra cosa sono i
Gruppi parlamentari.
Ora, rispetto a questo, io credo che i Presidenti dei Gruppi
parlamentari debbano chiedere una riunione urgente al Presidente
dell'Assemblea perché i Gruppi parlamentari, colleghi, e questa è
un'argomentazione che io ho sviluppato, seppur da modesto giurista,
sono costituiti all'interno del Parlamento e in esso ospitati per
lo svolgimento dei lavori e delle funzioni loro attribuite.
Gli stessi Gruppi parlamentari non possono considerarsi luoghi di
lavoro estranei alla organizzazione parlamentare superiore; gli
stessi luoghi di lavoro non sono, dunque, assoggettati alle
previsioni normative di cui al decreto legislativo 81/2008, in
particolare nella parte in cui prevede che il datore di lavoro
stili un documento di valutazione del rischio in un luogo in cui
non vige nessuna forma contrattuale prevista dalla norma stessa,
contratto di appalto o d'opera.
Risulta, pertanto, a mio parere, di impossibile applicazione la
risultanza redatta dall'Ufficio del Segretario generale dell'ARS,
secondo quanto stabilito dall'articolo 26 del decreto legislativo
81 del 2008.
Allora, siccome sul tema il Regolamento dell'ARS non stabilisce
nulla, come sempre è accaduto, credo che dovremmo rivolgerci per
analogia ai regolamenti della Camera o del Senato.
Il regolamento della Camera, all'articolo 16, dice che ai Gruppi
parlamentari è assicurata la disponibilità di locali ed
attrezzature; l'articolo 15 del regolamento della Camera dice che,
per l'esplicazione delle loro funzioni, ai Gruppi parlamentari è
assicurata la disponibilità di locali e attrezzature secondo
modalità stabilite dall'Ufficio di Presidenza, tenendo presenti
l'esistenza di basi comuni ad ogni Gruppo e la consistenza numerica
dei Gruppi stessi.
Allora, se questa è la legge di riferimento, perché nulla è
regolamentato dal nostro Regolamento, io credo che la scorciatoia
degli Uffici che vuole fare ricadere sui Presidenti dei Gruppi
parlamentari la sicurezza dei locali dei Gruppi non sia
giuridicamente plausibile, perché se è vero che ai Gruppi vengono
assicurati disponibilità e quant'altro, secondo modalità stabilite
dall'Ufficio di Presidenza, è evidente che la sicurezza non può
ricadere sui Presidenti dei Gruppi parlamentari ma deve ricadere su
coloro che rappresentano la Presidenza.
Ed allora, Presidente pro tempore la prego, io non temo il 31
maggio, ribadisco non tanto perché mi è ignoto il principio secondo
cui ignorantia legis non excusat, ma perché credo che la prima
regola doveva essere quella di una lettera, il 5 dicembre 2012,
quando i nuovi capigruppo si sono insediati e, da quel momento,
sono anche, secondo la mia non condivisibile lettura
dell'interpretazione dell'Ufficio di Segreteria generale, diventati
responsabili di quei Gruppi.
Concludo: fate qualcosa e fatelo presto, spiegateci come è giusto
comportarci, convincetemi del contrario, credo che non ci
riuscirete, sotto il profilo giuridico e normativo e, poi,
Presidente, non parliamo di sicurezza in un Palazzo nel quale c'è
un ascensore rotto da sei mesi, che impedisce l'accesso al Gruppo
parlamentare del Cantiere Popolare.
Invito i questori, i prefetti, i capi, i sottocapi, a mettere in
atto tutte le loro prerogative perché se c'è un portatore di
handicap che vuole andare al Gruppo del PDL o del Cantiere
Popolare, per non voler essere autoreferenziale, non ci può andare,
credo che sia arrivato il momento di non parlare di sicurezza, ma
di farla veramente.
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, la ringrazio per avere portato in
Assemblea questo problema, che sicuramente verrà attenzionato prima
dagli uffici ed è chiaro che sull'argomento sarà necessario
convocare una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari per
analizzare più attentamente questa vicenda.
Prima di dare la parola all'onorevole Cappello, vorrei ringraziare
l'onorevole Musumeci, che è qui presente, al quale vanno le mie più
sentite condoglianze e credo di poter dire anche quelle di tutta
l'Assemblea. Grazie per essere di nuovo tra noi, onorevole.
E' iscritto a parlare l'onorevole Cappello. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, ciò che sto per dirle non è una
questione personale, nel senso che il mio intervento, proprio a
norma di Regolamento, non è una questione personale, però le faccio
presente che se oggi lei siede sullo scranno più alto di questo
Parlamento, se oggi lei è deputato in questo Parlamento in
rappresentanza della Sicilia, lo deve innanzitutto ad un simbolo,
che è quello del Movimento Cinque Stelle, e in secondo luogo anche
al concorso di 14 voti che quella sera le diedero la possibilità di
divenire vicepresidente di questo Parlamento.
Oggi, lei ha aderito al Gruppo Misto, dimostrando di non
rappresentare più né il Movimento Cinque Stelle né questo
Parlamento.
Quello che le chiedo è un atto di coerenza e di umiltà, visto che
non posso chiederle di dimettersi da parlamentare, dando ragione in
questo modo a tutti coloro che l'hanno eletta per mandare avanti un
programma e un impegno preciso che lei ha inteso disattendere in
barba a tutti coloro che ci hanno votato per le motivazioni che lei
sa benissimo, le chiedo formalmente di dimettersi da
vicepresidente. Lei non rappresenta né il Movimento né questo
Parlamento.
Abbia un sussulto di dignità e rassegni immediatamente le
dimissioni.
(Applausi)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Caputo. Ne ha
facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assicuro che non
entrerò nelle beghe interne al Movimento Cinque Stelle, cercheremo
di volare alto su temi di sicuro interesse per la Sicilia.
Vorrei portare all'attenzione del Parlamento, ma anche del Governo
rappresentato dai pregevoli e competenti assessori ai beni
culturali ed al turismo, una vicenda particolare: abbiamo
approvato, durante il lungo percorso della legge finanziaria, la
norma che riguarda i lavoratori ex PIP e sono note le vicende
legate alla loro società, Social Trinacria Onlus, che il Presidente
della Regione ha definito non esistente perché carente dei
presupposti giuridici e amministrativi.
Ora, signor Presidente, questi lavoratori sono in una sorta di
limbo e mi auguro che i deputati eletti in provincia di Palermo,
onorevole Ferrandelli, siano attenti - sto parlando degli ex PIP,
onorevole Ferrandelli - perché, com'è noto, sono in una posizione
tale che non sono stati né licenziati dalla Trinacria Onlus né
presi in carico dall'INPS, che ha mandato le lettere, e nessuno li
paga, nessuno li utilizza, nessuno li riconosce. Parliamo di 3.000
e oltre lavoratori, di categorie particolarmente sensibili ed
economicamente precarie e di 3.000 e oltre famiglie.
Questi lavoratori avevano avuto l'illusione di una definitiva
sistemazione, adesso si trovano non riconosciuti a nessuno, quindi
un problema serissimo, grave, di cui ritengo il Parlamento debba
farsi carico. Pertanto chiedo al Governo di costituire subito un
tavolo tecnico e sono convinto che gli assessori si faranno
portavoce presso il Presidente della Regione al fine di creare un
tavolo tecnico immediato col comune di Palermo e con l'INPS per
capire questi lavoratori di chi sono, chi li deve mandare a
lavorare, chi li deve assumere e chi li deve pagare.
E' chiaro che, in mancanza di risposte, temo che la loro giusta
reazione, nel senso della protesta per richiamare l'attenzione, non
sia soltanto prevedibile ma sia motivo di attenzione e
preoccupazione per questo Governo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Grasso. Ne ha
facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore Sgarlata,
chiedo oggi la sua attenzione, in quanto è un argomento che
interessa il suo Dipartimento ed è una questione che sta allarmando
parecchi comuni e parecchi territori.
Da un anno e mezzo circa, noi aspettiamo l'emanazione di alcuni
decreti che riguardano progetti presentati con i vari visti,
decreti che devono essere emanati dal suo Assessorato.
Ad agosto ci era stato detto che questi decreti non potevano
essere emanati perché il Dipartimento aveva sforato il patto di
stabilità. Quindi, abbiamo aspettato fino a dicembre e da quindici
giorni, due mesi, sollecitiamo l'emanazione di questi decreti e,
onestamente, non voglio fare allarmismo, però stamattina abbiamo
saputo e ci è stato detto in maniera informale che il Dipartimento
Beni culturali avrebbe sforato il patto di stabilità sulle risorse
dei fondi strutturali PO FESR 2007-2013.
Io spero e mi auguro che ciò non sia vero e che i fondi comunitari
non rientrino fra quelli legati al Patto di stabilità. C'è da dire
che ad agosto il Dipartimento aveva già sforato il Patto di
stabilità, poi il Governo Monti con un decreto aveva aperto una
finestra; ma alcuni decreti erano stati firmati, altri no perché
evidentemente non c'era lo spazio.
Ora, se ciò fosse vero, questa situazione comporterebbe il
disimpegno automatico in quanto, entro il 31 dicembre 2013,
occorrerebbe impegnare le risorse relative a tutti i fondi
strutturali.
Siccome è una situazione gravissima, perché ciò significa perdere
oltre 400 milioni di euro, la prego - sono otto giorni che giro per
i vari Dipartimenti ed è questa la notizia, avevo sollecitato lei -
di fare una ricognizione con l'assessore Bianchi per sbloccare
questa situazione, perché altrimenti non potremo più parlare di
sviluppo oltre che perdere somme e fondi che sono importanti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole D'Asero. Ne ha
facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, vorrei
riprendere - perché lo ritengo particolarmente delicato ed
importante - l'argomento trattato dall'onorevole Cordaro sul
problema della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Vista la disquisizione di carattere giuridico che ha
brillantemente portato in questa sede l'onorevole Cordaro, atteso
che c'è da parte dell'Assemblea, quindi della Presidenza e della
Segreteria generale, un orientamento che sicuramente merita
approfondimenti perché trova una tesi contrapposta alla
considerazione che lei, Presidente, ha fatto circa una Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, mi permetto di chiederle
che ciò possa avvenire con urgenza, magari domani, perché il tema
è, oltre che di particolare delicatezza ed importanza, anche
prossimo ad una scadenza e, quindi, dobbiamo sapere come
comportarci, atteso che su questo aspetto la responsabilità diretta
che investe i Presidenti dei Gruppi parlamentari è sicuramente
motivo di preoccupazione.
E, siccome, ognuno di noi ritiene di fare il proprio dovere con
senso di responsabilità ed anche di serenità, riteniamo che su
questa problematica occorra una risoluzione quanto più opportuna e
celere possibile. Quindi, invito la Presidenza, ove possibile, a
dare comunicazione stasera stessa all'Assemblea per affrontare
domani stesso questo problema in maniera determinate.
PRESIDENTE. Onorevole D'Asero, comprendiamo tutti l'urgenza, ma
per domani non posso garantire nulla. Mi devo raccordare
preventivamente con il presidente Ardizzone.
Se così dovesse essere, lo faremo sapere; ma temo che per domani
sia impossibile.
Sottolineo comunque anch'io l'importanza e l'urgenza del tema.
E' iscritto a parlare l'onorevole Gianni. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, non la voglio difendere, ma il collega
Cappello commette un errore. Lei, per il 50 per cento non
rappresenta più il Movimento Cinque Stelle ma rappresenta il
Parlamento che l'ha votata. Io le ricordo che lei ha preso i voti
di un bel po' di deputati, tra cui il mio e, quindi, si chiarisca
e, comunque, lei rappresenta il Parlamento.
Assessore Sgarlata, da circa sei mesi in Commissione - lei non
c'era, è arrivata dopo - stiamo trattando il problema Novamusa
che, come lei sa, anche se è arrivata da poco, ha messo fuori dal
circuito lavorativo un bel po' di personale perché Novamusa ha
perso la gara, una nuova azienda l'ha vinta, ma il trasferimento
del personale da Novamusa all'altra azienda non è mai avvenuto.
Sembra che l'Assessorato abbia chiesto parere al TAR, che ha già
dato già il parere, così come avevo previsto e come è stato detto
in Commissione, perché un bando di qualunque tipo, nel momento in
cui viene pubblicato e non subisce alcuna opposizione, è
vincolante.
Stiamo perdendo tempo. Speriamo che questi lavoratori, come
sarebbe giusto fare, non chiedano un risarcimento dei danni
all'Assessorato e, quindi, ai dirigenti che, per conto
dell'Assessorato, a norma della legge 10, non hanno ottemperato
alle norme di legge.
Poi le chiedo ufficialmente, Assessore, di farsi carico di
chiarire le problematiche inerenti i commercianti dell'area
antistante il Teatro Greco di Siracusa.
Sono convinto che lei riuscirà a farlo, prima lo fa e meglio è.
Terzo ed ultimo punto. Lei sa che esiste un Parco di Siracusa, del
quale lei è sicuramente il più grande difensore. Glielo volevo solo
ricordare anche perché pare che il Parco archeologico di Siracusa
sia stato messo fuori dai circuiti...
SGARLATA, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Non è vero.
GIANNI. Infatti, ho detto pare e sono felice se lei potrà
smentire queste apparenze che ci inducono in cattiva tentazione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha
facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, anche io tornerò sulla questione,
d'altra parte questa è la prima volta che la vede in questo ruolo
di vicepresidente, come già era dall'inizio della legislatura, ma
in un ruolo anche conteso all'interno del partito. Io non entrerò
nel merito di scelte interne, da una parte, e personali
dall'altra. Voglio guardare alla questione sul piano strettamente
istituzionale.
Personalmente, posi la questione esattamente a poche settimane
dall'insediamento di questo Parlamento e la posi quando, ad inizio
della legislatura, vennero indicati da parte dei Gruppi
parlamentari i presidenti di Commissione, i vicepresidenti di
Commissione e, a quella data, ivi compreso l'Ufficio di Presidenza,
vennero indicati i deputati che dovevano avere un ruolo all'interno
delle singole istituzioni.
Ritengo che bene abbia fatto il Parlamento, per voce di due o più
deputati, oggi pomeriggio, a sollevare la questione perché ritengo
che debba essere affrontata e debba essere affrontata, non soltanto
con riferimento al Vicepresidente di quest'Assemblea, ma con
riferimento ai presidenti di Commissione, ai vicepresidenti di
Commissione, a tutti coloro che oggi, in questo Parlamento,
rivestono un ruolo in maniera indebita. Non capisco per quale
ragione, oggi, sia saltato, in maniera assoluta e decisa,
l'equilibrio dei partiti non rappresentati all'interno del
Parlamento e per quale ragione ciò accada senza che alcuno muova un
dito.
Chiederò, con una nota formale indirizzata al Presidente
dell'Assemblea, di rivedere il Regolamento e, in funzione di una
rivisitazione del Regolamento, di ristabilire gli equilibri in seno
al Parlamento non solo con riferimento al ruolo della
Vicepresidenza dell'Assemblea, ma anche alle Commissioni
parlamentari.
Colgo l'occasione per richiamare l'attenzione su un altro aspetto.
Nelle ultime settimane è stato affrontata la questione dei PIP,
dei piani di inserimento professionale, e sembrava che la soluzione
fosse stata risolta. Vennero date delle garanzie circa un reddito
fisso, si parlò di 833 euro; oggi quel reddito fisso mi sembra sia
saltato.
Oggi, purtroppo, dobbiamo constatare che non ci sono garanzie su
quel reddito, si parla di un compenso, definito così
illegittimamente, perché compenso non è, visto che si parla di
un'indennità di circa 600 euro. E non vorrei che dietro quella
paventata soluzione del momento, che venne trovata durante la
notte, quando dovevamo chiudere la finanziaria, si dovesse sancire
la morte di un popolo di precari, che sono oltre tremila, i quali
adesso si interrogano se quella soluzione fosse di comodo, dettata
dalle circostanze, o fosse una soluzione definitiva.
Anche su questo attendiamo un chiarimento dal Governo e le
prossime settimane saranno utili per capire quale soluzione si
vuole trovare.
PRESIDENTE. Comunico che il Governo, secondo quanto stabilito
dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari riferirà in
Aula relativamente alla vicenda dei manager della sanità giovedì
prossimo, 23 maggio 2013.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 22
maggio 2013, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Venturino
I - Comunicazioni
II - Elezione di componenti il Comitato misto paritetico per le
servitu' militari previsto dall'art. 322 del Codice
dell'ordinamento militare
III - Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della
Rubrica: Energia e servizi di pubblica utilità . (v. allegato)
IV - Discussione della mozione:
N. 51 - Attivazione delle procedure relative al Patto
verticale incentivato per l'anno 2013.
(04.03.2013)
GRASSO - CASCIO S. - LANTIERI - DIGIACOMO
La seduta è tolta alle ore 17.28
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni
Rubrica «Istruzione e Formazione»
CAPPELLO-CANCELLERI-CIACCIO-CIANCIO-FERRERI-FOTI-LAROCCA-ZITO-
MANGIACAVALLO-PALMERI-TRIZZINO-VENTURINO-ZAFARANA-TROISI-SIRAGUSA.
- «Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e
la formazione professionale, visto quanto reca la legge regionale 6
marzo 1976, n. 24 in materia di addestramento professionale dei
lavoratori;
premesso che:
la L.R. n. 24/1976 ha istituito presso l'Assessorato regionale del
lavoro e della cooperazione l'albo regionale del personale docente
dei corsi di formazione professionale, stabilendo altresì che le
modalità per l'iscrizione, la cancellazione e la tenuta dell'albo
medesimo saranno determinate dalla commissione di cui all'art. 15;
con Decreto Assessoriale n. 135 del 14 marzo 1986 (a seguito delle
determinazioni della Commissione di cui all'art. 15 l.r. n.
24/1976) sono state approvate le modalità di iscrizione,
cancellazione e tenuta dell'albo regionale degli operatori della
formazione professionale;
il sopra indicato decreto assessoriale dispone che gli enti
gestori, entro il 31 ottobre di ogni anno, dovranno comunicare
all'Assessorato regionale del lavoro le variazioni intervenute nel
proprio organico nel corso dell'anno formativo precedente al fine
di operare l'aggiornamento annuale dell'albo;
l'ultimo aggiornamento dell'Albo operato a mente dell'art. 14, è
stato effettuato mediante decreto assessoriale del 8 febbraio 1997,
giusta pubblicazione nella Gurs n. 10 dell'1 marzo 1997;
considerato che:
l'ex Assessore Mario Centorrino ha istituito con D.A. 5074 del
22/12/2010 altro albo/elenco in palese violazione della l.r. n.
24/1976;
tale illegittimo provvedimento è stato contestato da molti
operatori con ricorso straordinario al Presidente della Regione (in
atto pendente al CGA);
a far data 1998 nessun assessore al ramo ha provveduto ad
adempiere a quanto previsto dalla superiore legge (aggiornamento
annuale dell'Albo);
vista legge regionale del 6 marzo 1976, n. 24 e, in particolare,
l'art. 14 che ha istituito presso l'Assessorato regionale del
lavoro e della cooperazione l'albo regionale del personale docente
dei corsi di formazione professionale, stabilendo altresì che le
modalità per l'iscrizione, la cancellazione e la tenuta dell'albo
saranno determinate dalla commissione di cui all'art. 15;
per sapere se intendano procedere con l'aggiornamento dell'albo
nel rispetto del dettato normativo attualmente vigente in materia
ovvero in che modo intendano procedere per il ripristino della
legalità nel settore di cui trattasi». (324)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta.- «Perviene agli Uffici di diretta collaborazione di
questo Assessore l'interrogazione parlamentare n. 324 a firma
dell'onorevole Francesco Cappello, il quale chiede chiarimenti
circa l'aggiornamento dell'Albo degli operatori della formazione
professionale di cui all'art. 14 l.r. 24/76:
In merito a tale problematica si rappresenta quanto segue.
Nelle premesse dell'interrogazione, il deputato fa riferimento ad
un albo/elenco istituito con D.A. 5074 del 22.12.2010 in violazione
della l.r. 24/76.
In realtà, tale elenco non costituisce un albo dei formatori ai
sensi della l.r. 24/1976, bensì un elenco strumentale al solo
Avviso 20, il quale prevedeva infatti l'attribuzione di premialità
per gli enti concorrenti che avrebbero attinto a quest'elenco
approvato con decreto assessoriale.
Ciò posto, questo Assessore, con apposito atto di indirizzo, ha
invitato il Dipartimento a predisporre ogni atto gestionale utile
all'aggiornamento dell'albo dei formatori di cui alla l.r. 24/1976.
Tanto si rappresenta a codesto illustrissimo Parlamento e si resta
a disposizione per eventuali altri chiarimenti od integrazioni».
L'Assessore
N. Scilabra
Rubrica «Risorse agricole e alimentari»
CAPUTO. -«Al Presidente della Regione, premesso che:
l' Istituto zootecnico per la Sicilia rappresenta un punto di
riferimento per la zootecnia siciliana e ha una struttura di
eccellenza nel panorama agricolo italiano e europeo;
le risorse economiche e finanziarie sono insufficienti sia per il
personale sia per assicurare il mantenimento dell'alimentazione
degli animali allevati all'interno dell'Ente;
considerato che:
è necessario assicurare il rilancio delle attività;
l'ente è in gestione commissariale;
ritenuto che occorre rilanciare l'attività dell'Istituto;
per sapere:
se il Governo della Regione intenda attuare un programma di
rilancio dell'istituto;
se il Governo procederà ad incrementare il capitolo di spesa nel
bilancio della regione;
se il Governo precederà alla nomina del presidente e del consiglio
di amministrazione;
gli atti che il Governo intenda adottare per la salvaguardia
dell'attività dell'Istituto Zootecnico siciliano». (25)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta.- «Con l'interrogazione 00025 dell'11 dicembre 2012
l'On.le interrogante ha richiesto notizie in merito alle iniziative
per la Salvaguardia dell'Istituto Zootecnico per la Sicilia .
In ordine all'argomento oggetto dell'interrogazione si rappresenta
che, nella consapevolezza che l'Istituto Sperimentale Zootecnico
per la Sicilia rappresenta una struttura di eccellenza che va
riorganizzata, ammodernata secondo l'evoluzione del contesto
produttivo del settore e valorizzata ampliando anche l'ambito di
interesse e di intervento, con delibera n. 4 dell'8 gennaio 2013 la
Giunta di Governo, su proposta dello scrivente in applicazione
dell'art. 24 della L.R. n. 10/1999, ha condiviso la necessità di
procedere alla fusione e/o incorporazione dell'Istituto
Sperimentale Zootecnico per la Sicilia e dell'Istituto di
Incremento Ippico di Catania.
In considerazione del programma di rilancio delle attività
dell'Istituto che il Governo intende promuovere, il quale va
considerato anche in relazione alla proposta di riorganizzazione
dell'Assessorato regionale delle Risorse Agricole ed Alimentari
sottoposte all'approvazione dell'Assemblea regionale Siciliana,
nelle more dell'avvio delle procedure propedeutiche alle modifiche
Statutarie conseguenti il processo di fusione e/o incorporazione
dei due istituti, anche relativamente alla ricostituzione degli
Organi di Amministrazione, la Giunta di Governo ha condiviso la
proposta dello scrivente di procedere alla nomina di un Commissario
Straordinario cui affidare il mandato di dare impulso all'azione di
rinnovamento dell'Istituto, oltreché assicurare l'ordinaria e
straordinaria amministrazione dello stesso.
Infine, nella proposta di Bilancio di previsione e della legge di
stabilità attualmente sottoposte all'approvazione dell'Assemblea
Regionale Siciliana, pur in presenza di notevoli riduzioni rispetto
agli anni precedenti delle risorse finanziarie, è stata prevista
per l'istituto una dotazione finanziaria necessaria a consentirne
la continuità gestionale».
L'Assessore
dott. Dario Cartabellotta
Rubrica «Salute»
CAPUTO.- «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
salute, premesso che:
con decreto del 9 agosto 2012 pubblicato nella GURS del 31.08.2012
la Regione, più precisamente l'Assessore regionale per la salute,
ha stabilito le nuove regole per l'accreditamento e la
contrattualizzazione dei laboratori di diagnostica. Prevedendo la
soglia minima di 100.000 prestazione annue per il biennio 2013/2014
e di n. 200.000 prestazione annue a partire dall'1 gennaio 2015.
Per prestazioni si intendono le prestazioni di medicina di
laboratorio effettivamente erogate, in regime di libero
professionista e regolarmente fatturate;
le strutture private non convenzionate che alla data del
31.12.2012 non hanno raggiunto al soglia minima non potranno
erogare prestazioni per conto del servizio sanitario regionale;
considerato che:
quindi i requisiti richiesti dalla Regione sono assolutamente
coercitivi e limitativi;
la natura di questo provvedimento rischia di penalizzare i
laboratori più piccoli creando una situazione di vantaggio solo per
quelli di grandi dimensioni;
conseguentemente molti saranno costretti a chiudere o saranno
assorbiti dai più grandi;
tale situazione potrebbe causare pericoli o danni alla salute del
cittadino;
ritenuto che la Regione deve tutelare e garantire il diritto alla
salute del cittadino;
ritenuto, altresì, che:
la VI Commissione legislativa permanente dell'ARS della precedente
legislatura ha espresso parere negativo;
pertanto il decreto deve essere revocato perché è in contrasto con
quanto espresso dall'ARS e soprattutto perché in danno della salute
dei cittadini;
per sapere quali provvedimenti il Governo intende adottare o ha
già adottato:
per la tutela del diritto alla salute;
per evitare la cessazione delle attività dei laboratori di medie o
piccole dimensioni;
se intendano revocare con effetto immediato il decreto del 9
agosto 2012». (23)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «In riscontro all'interrogazione in oggetto si
precisa quanto segue.
Il DA n. 1629/2012 di Aggiornamento delle direttive per
l'autorizzazione, l'accreditamento e la contrattualizzazione delle
strutture sanitarie nella Regione Siciliana di Medicina di
Laboratorio private intende concludere, dopo le precedenti fasi di
accompagnamento, un processo di riorganizzazione e riqualificazione
della rete laboratoristica siciliana.
In tale decreto vengono adottate come condizioni necessarie per
l'accreditamento e la contrattualizzazione dei valori soglia
annui di prestazioni, inserendo inoltre la partecipazione
obbligatoria alle Verifiche Esterne di Qualità (VEQ) regionali sia
per le strutture pubbliche che per le strutture private.
Tale provvedimento è in coerenza:
con il D.A. n. 890 del 17 giugno 2002, ove è previsto che Il
laboratorio deve svolgere programmi di controllo interno di qualità
e partecipare a programmi di valutazione esterna di qualità
promossi dalle Regioni, o, in assenza di questi, a programmi
validati a livello nazionale o internazionale ;
con quanto indicato nell'Accordo tra il Governo, le Regioni e le
Province autonome di Trento e Bolzano sui Criteri per la
riorganizzazione delle reti di offerta di diagnostica di
laboratorio del 23 marzo 2011, che prevede che nei criteri di
accreditamento dovrà essere prevista una soglia minima di attività,
al di sotto della quale non si può riconoscere l'idoneità al
riconoscimento di produttore accreditato e a contratto e che
debbono essere previsti programmi specifici di controllo interno
di qualità e la partecipazione a schemi di valutazione esterna di
qualità (VEQ), [ ] raccomandando preferibilmente quelli di valenza
sovraregionale, nazionale o internazionale, che dovranno essere
gestiti da soggetti terzi e non da aziende produttrici o
distributrici di prodotti del settore e servizi della diagnostica
di laboratorio.
con il decreto assessoriale del 30 dicembre 2010 con il quale è
stato approvato, previo parere favorevole espresso dalla VI
Commissione legislativa nella seduta del 29 dicembre 2010 e previa
deliberazione della Giunta regionale n. 497 del 30 dicembre 2010,
il Programma operativo 2010-2012 , che prevedeva tra i risultati
programmati la Definizione di un nuovo Piano di aggregazione
finalizzato ad addivenire progressivamente, entro il 2012, a una
soglia minima di 200.000 esami/anno, attraverso la promozione
dell'aggregazione dei laboratori con volumi di produzione inferiori
alle 200.000 prestazioni annue, coerentemente a quanto indicato dal
competente Ministero .
Il processo di aggregazione mira a realizzare una rete di
laboratori con una struttura analitica centralizzata dotata di
tecnologie ad alta produttività ed una serie di punti prelievo ad
essa collegati via informatica, in grado di operare con maggiore
performance e con attività tracciabili. La partecipazione alle VEQ
tende a realizzare un processo di modernizzazione,
standardizzazione e monitoraggio continuo delle attività di
laboratorio con particolare riguardo alla verifica oggettiva delle
qualità delle prestazioni e quindi della qualità del servizio
offerto al paziente.
Si ricorda tuttavia che, a seguito di ricorsi presentati da un
gruppo di laboratori privati (ric n. 1578/12) e dalla Federbiologi
Sicilia, Laisan ed altri laboratori (ric. n. 1579/12) il TAR
Sicilia, con le ordinanze n. 599 e n. 600 del 2012, ha sospeso il
predetto D.A., non mettendo però in discussione i requisiti ma
esprimendosi limitatamente agli articoli 3 e 7 e della connessa
clausola n. 8 del contratto tipo contenuto nell'allegato A e cioè
solo sugli articoli relativi alla tempistica necessaria a
raggiungere la soglia minima di prestazioni utili
all'accreditamento e alla contrattualizzazione, ritenuta troppo
stringente.
La sospensiva è stata confermata con ordinanza n.655 del
24/10/2012 e l'udienza fissata per il 24/10/2013.
Si ritiene in ultimo utile precisare che relativamente alle
problematiche inerenti l'attività dei laboratori di analisi
accreditati è stato avviato un tavolo con le Associazioni di
categoria».
L'Assessore
Dr.ssa Lucia Borsellino
GIANNI. -«All'Assessore per la salute, premesso che:
con l'entrata in vigore della legge regionale n. 5 del 14 aprile
2009, in Sicilia si è avviato il riordino della rete sanitaria
attraverso percorsi di rifunzionalizzazione e/o conversione di
alcuni presìdi, oltre che tramite un ridimensionamento dei posti
letto disponibili per l'intero territorio siciliano;
il dettato normativo sopra citato ha definito le regole perché si
avviasse una riforma generale del settore sanitario, mantenendo ed
assicurando gli standard minimi perché fosse garantito il diritto
all'assistenza medica e, quindi, alla salute;
tale principio, nonostante le dichiarazioni dell'assessore
regionale per la salute, è stato spesso messo in secondo piano, in
virtù di tagli indiscriminati e spesso contrari allo stesso dettato
legislativo;
i sempre più diffusi casi di malasanità che si sono registrati
nell'isola non sono spesso riconducibili all'incuria del comparto
medico, ma più verosimilmente alle condizioni precarie in cui gli
operatori sanitari si vedono costretti ad operare, con condizioni
sempre più inaccettabili in termini di strutture e servizi;
nonostante la politica di tagli indiscriminati adottata
dall'Assessore regionale per la salute, la maggior parte delle
aziende sanitarie regionali continua ad aumentare la propria
situazione debitoria, a fronte di una sempre più povera offerta
sanitaria;
il legislatore regionale, nell'approvare le norme di riordino
sanitario di cui sopra, ha espresso con chiarezza la volontà di
potenziare l'offerta ospedaliera nelle aree considerate a rischio
ambientale;
considerato che:
il depotenziamento dei servizi sanitari in provincia di Siracusa
ha impoverito anche l'ospedale Umberto I che ricopre il ruolo di
capofila della sanità provinciale, al punto di non dar vita al
previsto reparto di rianimazione pediatrica e l'assenza di alta
specializzazione fa registrare l'impossibilità di intervenire sui
pazienti in tempo reale;
nella mattinata odierna un bimbo di appena 5 anni è deceduto dopo
i vani tentativi di rianimazione tradizionale senza che i medici
avessero a disposizione gli strumenti ormai indispensabili per
intervenire con urgenza sui casi limite e sarebbero dovuti
ricorrere al trasferimento in elisoccorso a Palermo;
nettamente in contrasto con quanto esposto in premessa appare la
decisione di procedere, sostanzialmente, al declassamento
dell'Ospedale
Muscatello» di Augusta, che rischia di diventare esclusivamente un
presidio per la lungodegenza, in seguito alla decisone di
sopprimere il pronto soccorso e di trasferire il reparto di
ginecologia e di pediatria;
nel territorio in cui ricade l'Ospedale Muscatello», ovvero quello
di Augusta, zona ad alto
rischio ambientale per la massiccia presenza di produzione di
idrocarburi, i casi di malattie oncologiche sono purtroppo
annualmente in crescita e che lo stesso territorio ospita le basi
militari;
in assoluto disprezzo dei livelli essenziali di assistenza, ad
oggi non si è proceduto a dotare la rete ospedaliera siracusana dei
reparti di radiologia avanzata nonostante gli impegni più volte
assunti dal Governo regionale;
sia nella richiamata legge regionale n. 5 del 14 aprile 2009, sia
nell'accordo sottoscritto il 31 luglio 2007 tra le parti in causa,
in cui veniva definito il piano di contenimento e riqualificazione
del servizio sanitario (piano di rientro della Regione siciliana)
non si menzionano dismissioni di presìdi sanitari, soprattutto se
ricadenti in aree industriali a forte impatto ambientale, secondo
quanto previsto dall'articolo 6, comma 3, della legge sopra citata;
a giudizio dell'interrogante, la politica del Governo siciliano,
in materia di sanità pubblica, si scontra, di fatto, con il dettato
costituzionale in materia di diritto alla salute, penalizzando i
cittadini della provincia di Siracusa, che non solo subiscono le
conseguenze determinate dal vivere in una zona a forte rischio
ambientale, ma si vedono anche privare dell'unico presidio medico
ospedaliero nell'area di Augusta;
per sapere se:
non si ritenga necessario intervenire con la massima urgenza per
assicurare alla provincia di Siracusa una rete ospedaliera in linea
agli standard qualitativi che qualsiasi nosocomio deve avere ed
avviare la presenza capillare dei servizi di pediatria avanzati
(rianimazione - pronto soccorso) ed una rete di reparti di
radiologia che contemplino tutte le apparecchiature per assicurare
l'erogazione del servizio;
non reputi inaccettabile che un paziente in età pediatrica non
possa ricevere cure appropriate nei tempi dovuti per carenza di
servizi strutturali che colpiscono l'intero territorio
provinciale». (305)
Risposta. -«In riscontro all'interrogazione specificata in oggetto
con la quale si chiedono interventi urgenti per salvaguardare il
diritto alla salute nella provincia di Siracusa, si precisa quanto
segue.
E' in corso un'ulteriore revisione della rete ospedaliera, secondo
i parametri fissati dal D.L. 6 luglio 2012 convertito con
modificazioni dalla legge 7 agosto 2012 n. 135 e dal regolamento
attuativo, basati sull'assistenza organizzata per intensità
assistenziale e non più per patologia, e che in tale sede potranno
essere valutate le osservazioni dell'Onorevole interrogante.
Premesso ciò, si rappresenta che questo Assessorato ha proceduto
alla revisione della rete ospedaliera in attuazione del D.A. 15
giugno 2009 n. 1150, recante Indirizzi e criteri per il riordino,
la rifunzionalizzazione e la riconversione della rete ospedaliera e
territoriale regionale , con il quale è stato definito il quadro
complessivo della dotazione di posti e le regole per il governo del
sistema ospedaliero regionale.
Il processo di razionalizzazione delle prestazioni sanitarie
ospedaliere, con l'obiettivo di spostare il baricentro
dall'ospedale al territorio, ha portato ad elevare la qualità dei
servizi offerti e l'efficienza nella loro erogazione e ad adeguare,
tendenzialmente, il tasso di ospedalizzazione che era più alto
rispetto alla media nazionale.
Nella prima fase del processo è stato definito il fabbisogno di
posti letto per acuti, riabilitazione post acuzie e lungodegenza.
Conseguentemente la rimodulazione della rete ospedaliera ha
comportato la variazione del numero dei posti letto di alcune
discipline, in rapporto all'effettivo fabbisogno rilevato nonché il
raggiungimento, in termini percentuali, della dotazione di 3,87
posti letto per mille abitanti, di cui 3,22 per acuti e 0,65 per
riabilitazione e lungodegenza, andando dunque incontro ai parametri
introdotti dall'Intesa del 3 dicembre 2009 tra il Governo, le
Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano concernente
il nuovo Patto per la salute 2010-2012.
Tuttavia la riduzione dei posti letto non ha costituito da sola la
risposta all'obiettivo di revisione dell'assistenza sanitaria
regionale, il cui scopo principale è stato quello di garantire
sicurezza e appropriatezza delle prestazioni ed efficacia e
economicità del sistema.
Gli obiettivi individuati per il completamento del processo di
riorganizzazione della rete ospedaliera, fanno infatti riferimento
a:
·Analisi della domanda e rimodulazione dell'offerta.
·Riduzione del numero di posti letto ospedalieri per acuti e del
numero delle Unità Operative Complesse (UOC) e Semplici (UOS).
·Individuazione delle strutture in cui disattivare le funzioni di
ricovero per acuti duplicate.
·Trasferimento di prestazioni ospedaliere ad alto rischio di
inappropriatezza verso forme di assistenza alternative al ricovero
(ciò ha determinato il progressivo allineamento del tasso di
ospedalizzazione dal valore di 202,59 x 1000 abitanti [Dati SDO
anno 2009] ai parametri nazionali [180 x1000 abitanti].
Relativamente al caso segnalato riguardante il piccolo paziente
deceduto, si precisa che con nota prot. 32159 del 05 aprile 2013 il
competente Servizio 5 Qualità, governo clinico e sicurezza dei
pazienti' del Dipartimento per le attività sanitarie ed
Osservatorio epidemiologico ha fatto richiesta alla Direzione
Generale dell'ASP di Siracusa di produrre adeguata relazione,
facendo particolare riferimento all'attività di rianimazione
pediatrica presente presso l'Azienda ed al segnalato evento
avverso.
La Direzione generale dell'ASP ha riscontrato con apposita
relazione della Direzione sanitaria, che si allega,con la quale, in
risposta a quanto segnalato nell'interrogazione, è stato precisato
che, a seguito di verifica interna, il decesso del piccolo bimbo di
5 anni non è da addebitare a carenze strutturali ovvero di
apparecchiature né tantomeno ad errore medico , allegando a ciò
apposita relazione esplicativa di approfondimento del caso.
Con la predetta relazione inoltre vengono riscontrate le ulteriori
questioni poste con l'interrogazione di che trattasi su tematiche
riguardanti la programmazione regionale ed i provvedimenti ad essa
collegati».
L'Assessore
Dr.ssa Lucia Borsellino
TURANO.- «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
salute, premesso che:
al fine di consentire, con finanziamenti a carico dei fondi
europei, la realizzazione di lavori di ristrutturazione
dell'Ospedale A. Aiello di Mazara del Vallo, ivi compressa anche
l'allocazione di apparecchiature per la radioterapia, è stata
ipotizzato, per un periodo di due anni, l'allestimento di una
struttura vicariante in grado di garantire tutte le emergenze;
il cronoprogramma delle attività da mettere in atto prevedeva
l'allestimento della struttura vicariante entro il dicembre 2011,
l'inizio dei lavori a gennaio del 2012 e la fine di essi, pena la
perdita del finanziamento, entro dicembre 2013;
il suddetto cronoprogramma prevedeva inoltre il trasferimento
temporaneo, con rientro a Mazara del Vallo al termine dei lavori di
ristrutturazione, di tutti i reparti da allocare presso Presìdi
ospedalieri viciniori e con l'impegno che essi potessero operare in
assoluta autonomia;
i lavori appaltati a fine dicembre 2012, a meno dell'esecuzione di
sondaggi e carotaggi, non erano ancora iniziati, e si paventa
peraltro il rischio incombente di un fallimento della ditta
aggiudicataria dell'appalto;
da oltre un anno molti reparti sono stati trasferiti,
ridimensionati e depotenziati, spesso praticamente accorpati e
taluni soppressi, con sempre maggiore difficoltà a reperire posti
letto per acuti (con i pazienti sempre più costretti a
trasferimenti presso altre province lontane);
non è stato onorato l'impegno a mantenere un Chirurgo, un
Ostetrico ed un Pediatra per gli interventi di urgenza, ed
addirittura da più di sei mesi le emergenze vengono trasferite
nelle ambulanze senza la presenza a bordo di un medico;
la sala operatoria dell'ospedale è stata chiusa, configurando
un'interruzione di pubblico servizio, prima ancora che venisse
attivata quella prevista nella struttura vicariante, rendendo
impossibile ogni intervento in estrema urgenza indifferibile (es.
rottura di milza, gravidanza extrauterina, tamponamento cardiaco,
pace maker provvisorio);
l'unica Unità Operativa Complessa con degenze rimasta di
Cardiologia con UTIC e centro di Cardiostimolazione (3 in Sicilia
per numero di impianti e 1 dotato di strumentazione Carto per
l'ablazione dei substrati aritmogeni acquisiti con fondi europei
per circa mezzo milione di euro) è stata resa sostanzialmente
inoperante e viene pressata con accanimento per essere trasferita,
ridimensionata e depotenziata, presso il P.O. di Castelvetrano
anziché allocarla nell'area di emergenza urgenza di via Livorno,
lasciando cosi di fatto nella sede dell'area di emergenza soltanto
una guardia cardiologica senza adeguata strumentazione che non
sarebbe in grado di garantire le emergenze cardiologiche, prima
causa di mortalità, considerata anche la difficoltà a reperire
posti letto di Utic;
il tavolo tecnico svoltosi in data 3 dicembre 2012 ha determinato
che i servizi di cui sarà dotata l'area di emergenza - urgenza sono
da considerarsi per le varie specializzazioni in regime
ambulatoriale, mentre per il resto si fa riferimento solamente a
Pronto Soccorso Triage, posti tecnici di terapia intensiva (solo 4
posti O.B.I. osservazione breve ed intensiva), sala chirurgica per
le emergenze (solo con personale reperibile),anestesia e
rianimazione, cardiologia (solo in regime ambulatoriale e per
impianto di pacemaker provvisori);
considerato che la Regione deve tutelare e garantire il diritto
alla salute dei cittadini;
per sapere se si ritiene opportuno che oltre alla permanenza di
chirurghi per affrontare le indifferibili e non trasferibili
emergenze, nell'area di emergenza urgenza di via Livorno vicariante
il presidio Ospedaliero A.Ajello, sia prevista la specifica
permanenza di una UTIC con almeno 4 posti letto e 6 posti di post-
intensiva (sicuramente realizzabili data la disponibilità di spazi
da articolare in maniera più razionale), considerato che essa trova
indicazione assoluta in quanto:
- la permanenza di posti letto (4 di UTIC e 6 di post-intensiva
possibili se voluti e non ostacolati a qualsiasi costo stante la
disponibilità di locali) con degenza (con DRG codificato 19 0354 al
P.O. di Mazara) nell'area di emergenza vicaria in allestimento, e
oltretutto con la disponibilità di una sala operatoria dedicata
(che altrimenti rimarrebbe inspiegabilmente inutilizzata),
consentirebbe di garantire realmente le emergenze, prima causa di
mortalità (data l'elevata incidenza), mantenendo vitale il presidio
A.Ajello;
- le urgenze - emergenze vere sono prevalentemente cardiologiche e
devono essere risolte nel giro di pochi minuti, costituendo la
prima causa di mortalità;
- nessuna guardia cardiologica, da sola, potrà mai garantire la
complessità della gestione di una emergenza cardiaca (es.
tamponamento cardiaco, infarto con blocco, aritmie con arresto
cardiaco);
- nessun Pronto Soccorso potrebbe garantire la cosiddetta
osservazione breve con un solo cardiologo che dovrebbe occuparsi
contemporaneamente di trasferire pazienti con infarto presso le
strutture emodinamiche, e comunque non è chiaro di chi sarebbe la
responsabilità della gestione di pazienti instabili a rischio di
morte improvvisa;
- i posti letto di UTIC sono assolutamente insufficienti in tutta
la Sicilia occidentale e spesso i pazienti sono costretti a
trasferimenti presso Ospedali lontanissimi;
- non esistono apparecchiature sufficienti per garantire una
diagnostica e una interventistica in due sedi distinte (1 solo
ecografo e 1 solo intensificatore di brillanza per impiantistica di
P.M.);
- apparecchiature inscindibili (Angiografo e sistema Carto per
impiantistica di PM e ICD e terapie ablative) acquistati con fondi
europei per circa mezzo milione di euro (uniche in Sicilia in un
Ospedale pubblico) non troverebbero allocazione presso le sale
operatorie di altri presìdi e, oltre a disperdere la elevatissima
professionalità acquisita nel corso di un ventennio,
ricomincerebbero le migrazioni passive extraregionali che si
erano evitate;
- un solo cardiologo in consulenza al Pronto Soccorso, senza
possibilità di poter contare su una equipe di supporto con adeguata
strumentazione e sulla possibilità di ricovero, esporrebbe sia i
pazienti a rischi di malasanità sia i medici a possibili
conseguenze di natura legale;
per sapere infine se quando i lavori di ristrutturazione del
nosocomio saranno ultimati (pare che i termini inizialmente
previsti di dicembre 2013, pena la perdita dei fondi del
finanziamento, siano stati postergati alla fine del 2015), resti
fermo l'impegno di riallocare in esso i reparti attualmente e
momentaneamente trasferiti negli Ospedali limitrofi, ovvero sia nei
programmi futuri del Governo la sua riconversione e/o dismissione,
e tutto ciò a discapito del legittimo diritto alla salute di una
così vasta comunità». (360)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «In riscontro all'interrogazione specificata in
oggetto con la quale si chiedono notizie in merito al futuro
dell'Ospedale Abele Ajello e sull'attivazione dei servizi in
dotazione all'area di emergenza, si precisa quanto segue.
E' in corso un'ulteriore revisione della rete ospedaliera, secondo
i parametri fissati dal D.L. 6/07/2012 convertito con modificazioni
dalla legge 7/08/2012 n. 135 e dal regolamento attuativo, basati
sull'assistenza organizzata per intensità assistenziale e non più
per patologia, e che in tale sede potranno essere valutate le
osservazioni dell'Onorevole interrogante.
Premesso ciò, si rappresenta che questo Assessorato ha proceduto
alla revisione della rete ospedaliera in attuazione del D.A. 15
giugno 2009 n. 1150, recante Indirizzi e criteri per il riordino,
la rifunzionalizzazione e la riconversione della rete ospedaliera e
territoriale regionale , con il quale è stato definito il quadro
complessivo della dotazione di posti e le regole per il governo del
sistema ospedaliero regionale.
Il processo di razionalizzazione delle prestazioni sanitarie
ospedaliere, con l'obiettivo di spostare il baricentro
dall'ospedale al territorio, ha portato ad elevare la qualità dei
servizi offerti e l'efficienza nella loro erogazione e ad adeguare,
tendenzialmente, il tasso di ospedalizzazione che era più alto
rispetto alla media nazionale.
Nella prima fase del processo è stato definito il fabbisogno di
posti letto per acuti, riabilitazione post acuzie e lungodegenza.
Conseguentemente la rimodulazione della rete ospedaliera ha
comportato la variazione del numero dei posti letto di alcune
discipline, in rapporto all'effettivo fabbisogno rilevato nonché il
raggiungimento, in termini percentuali, della dotazione di 3,87
posti letto per mille abitanti, di cui 3,22 per acuti e 0,65 per
riabilitazione e lungodegenza, andando dunque incontro ai parametri
introdotti dal l'Intesa del 3 dicembre 2009 tra il Governo, le
Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano concernente
il nuovo Patto per la salute per gli anni 2010-2012.
Tuttavia la riduzione dei posti letto non ha costituito da sola la
risposta all'obiettivo di revisione dell'assistenza sanitaria
regionale, il cui scopo principale è stato quello di garantire
sicurezza e appropriatezza delle prestazioni ed efficacia e
economicità del sistema.
Gli obiettivi individuati per il completamento del processo di
riorganizzazione della rete ospedaliera, fanno infatti riferimento
a:
·Analisi della domanda e rimodulazione dell'offerta.
·Riduzione del numero di posti letto ospedalieri per acuti e del
numero delle Unità Operative Complesse (UOC) e Semplici (UOS).
·Individuazione delle strutture in cui disattivare le funzioni di
ricovero per acuti duplicate.
·Trasferimento di prestazioni ospedaliere ad alto rischio di
inappropriatezza verso forme di assistenza alternative al ricovero
(ciò ha determinato il progressivo allineamento del tasso di
ospedalizzazione dal valore di 202,59 x 1000 abitanti [Dati SDO
anno 2009] ai parametri nazionali [180 x1000 abitanti]».
L'Assessore
Dr.ssa Lucia Borsellino
FIGUCCIA-DI MAURO-LOMBARDO-FEDERICO-GRECO-LO SCIUTO-FIORENZA.- «Al
Presidente della Regione ed all'Assessore per la salute, premesso
che, dal 1996 - anno in cui nella Regione siciliana viene emanata
la legge 26 che ha programmato la realizzazione della rete
d'interventi in favore dei soggetti affetti da malattie inguaribili
- ad oggi, il quadro normativo regionale ha visto un susseguirsi di
norme volte a disciplinare l'accesso e lo sviluppo nel nostro
territorio delle cure palliative. Nel corso di questi anni sono
stati realizzati, quantomeno sulla carta, nelle ASP dei principali
centri siciliani, hospice per un totale di 89 posti letto, anche se
non tutti risultano completati e disponibili. Si è cercato,
inoltre, di potenziare la rete di assistenza domiciliare palliativa
che viene erogata attraverso apposite convenzioni con efficienti
enti no profit operanti nella nostra Regione;
considerato che la legge 38 del 15 marzo 2010 sancisce
definitivamente il diritto del cittadino ad accedere alle cure
palliative ed alla terapia del dolore che assurge, finalmente, a
livello di assistenza essenziale;
preso atto che la nostra Regione, pur avendo costituito, secondo
quanto stabilito dalla normativa nazionale, un coordinamento di
cure palliative a supporto dell'Assessorato per la Sanità cui è
demandato, tra l'altro, il compito di mantenere uniformi i livelli
di assistenza ai malati, non offre riscontri significativi rispetto
a quanto stabilito nei provvedimenti normativi regionali in
materia. Numerose sono le segnalazioni dell'utenza che lamenta la
scarsa disponibilità di accesso alle strutture ed all'assistenza
domiciliare per i propri familiari che vivono il dramma di una
malattia in fase terminale. L'assenza di risorse umane
professionali necessarie a garantire l'operatività dei servizi,
forme di assistenza discontinue e pertanto inefficaci rispetto alle
finalità per cui dovrebbero essere erogate, l'assenza di criteri
effettivi che determinano l'ammissione alle cure palliative, sono
soltanto alcuni degli aspetti negativi che certamente non possono
essere giustificati dalla mancanza di risorse conseguente
all'esigenza di rispettare il piano di rientro del deficit
economico sanitario;
rilevato che in Sicilia, nel corso del 2010, l'incidenza dei
tumori è stata di 16.144 casi (9.096 uomini e 7.048 donne), mentre
la mortalità ha toccato quota 9.699 decessi: 5.903 uomini e 3.796
donne. Tra i malati oncologici che avrebbero diritto a
un'assistenza negli hospice, o a domicilio, con personale adeguato
e preparato, solo il 40% attualmente ha accesso a un programma di
cure palliative, tutti gli altri vengono assistiti in modo
discontinuo;
atteso che l'obbiettivo di conseguire un potenziamento della rete
di assistenza domiciliare ai malati terminali, ha determinato
l'impiego di medici e personale infermieristico che per anni aveva
prestato la propria attività, con competenza, grande
professionalità ed assoluta dedizione, presso gli enti che operano
in tale ambito a livello regionale (SAMOT e SAMO). Tali enti, nel
percorso di accreditamento alla Regione siciliana, hanno dovuto
sacrificare delle professionalità che erano indispensabili per lo
svolgimento di attività altamente specialistiche a detrimento di
una numerosa utenza;
per sapere:
quali provvedimenti urgenti intendano assumere per garantire
un'efficiente rete di assistenza ai malati in stato terminale, nel
rispetto della programmazione sancita dalla normativa regionale e
nazionale in materia;
se non ritengano opportuno, in considerazione della consolidata
esperienza dei centri che offrono da anni assistenza specialistica
ai malati terminali, prevedere una deroga rispetto alla norma che
sancisce l'incompatibilità tra il ruolo di medico e infermiere
ricoperto in altri ambiti e l'incarico in strutture specialistiche,
facendo prevalere il principio della competenza e dell'esperienza
specialistica». (367)
Risposta.- «In riscontro all'interrogazione specificata in oggetto
si rappresenta quanto segue.
Preliminarmente, si ritiene utile fare un breve cenno su quanto è
stato fatto in ambito regionale in ordine agli interventi diretti
al potenziamento delle reti di cure palliative e di terapia del
dolore.
A riguardo, l'adozione del programma nazionale per la
realizzazione in ciascuna regione di strutture residenziali
dedicate all'assistenza palliativa, operata con decreto del
Ministro della Sanità del 28/09/1999 ai sensi della legge 39/99,
seppur lentamente, ha dato la stura in Sicilia per la realizzazione
della rete di cure palliative.
Infatti, la Regione con decreto n. 32881 del 9 ottobre 2000 ha
approvato, in attuazione delle succitate fonti normative, il
programma per la realizzazione della rete di assistenza ai malati
in fase avanzata e terminale prevedendo, in una prima fase,
l'attivazione di nove hospice presso Aziende Sanitarie Pubbliche
con l'utilizzo delle risorse statali destinate alla Regione per le
finalità di cui alla legge 39/99.
Ancora, con decreto 5 dicembre 2001, al fine di uniformare i
comportamenti su tutto il territorio regionale, sono state emanate
le linee guida per la realizzazione del programma regionale di cure
palliative relativamente alla rete assistenziale dei malati in fase
terminale e delle strutture hospice finanziate dal Ministero della
Salute.
Successivamente, in attuazione del decreto del Ministero della
Salute 5 settembre 2001, con il quale sono state assegnate risorse
aggiuntive alla regione per la realizzazione di ulteriori strutture
hospice, sono state ammesse a finanziamento le Aziende sanitarie
che avevano avuti approvati dalla apposita Commissione i progetti
preliminari per le predette finalità.
Ciò premesso, in applicazione delle disposizioni regionali in
materia, con particolare riferimento al D.A. 8 maggio 2009 n. 873
recante Nuova organizzazione delle cure palliative in Sicilia le
azioni di questo Assessorato sono state orientate
all'implementazione e potenziamento della rete di cure palliative.
Il succitato decreto, nell'approvare la nuova organizzazione delle
cure palliative in Sicilia, ha fissato in ragione dei finanziamenti
statali previsti dal programma la dotazione dei posti letto dei
centri residenziali hospice facenti parte della rete regionale di
cure palliative nella misura complessiva di . 165 posti distribuiti
in 15 strutture come da tabella allegata al decreto medesimo.
Inoltre, ai sensi dell'art. 7 del decreto medesimo è stato
istituito il Coordinamento regionale per le cure palliative, con il
compito di assicurare il monitoraggio ed il governo della rete dei
servizi dedicati per le differenti tipologie di assistenza.
Dalla recente ricognizione effettuata circa lo stato dell'arte
della rete delle cure palliative in Sicilia è emerso che in atto
sono stati realizzati ed attivati n. 128 posti hospice.
Ciò premesso, l'offerta di posti letto dell'attuale rete regionale
degli hospice, ancora in parte in corso di attivazione, risulta
sottodimensionata rispetto allo standard nazionale e dei parametri
introdotti dalla legge regionale n. 26 del 6 aprile 1996 (n. 1 p.l.
ogni 20.000 abitanti).
Pertanto, ferme restando le previsioni del programma operativo
2010-2012 in ordine alla realizzazione di 165 posti hospice, il
percorso che si intende intraprendere è quello di monitorare le
strutture dedicate operanti sul territorio regionale, i tempi di
attivazione delle strutture non ancora operative nonché quello di
pianificare il potenziamento della rete di cure palliative nella
misura riconducibile al succitato standard introdotto con legge
regionale.
L'obiettivo che questa Amministrazione si prefigge è perseguibile
ed economicamente sostenibile solo attraverso una adeguata
ricollocazione delle risorse e un riorientamento all'uso
appropriato dei servizi.
Questo percorso che si inserisce nell'ambito del riordino,
rifunzionalizzazione e riorganizzazione della rete ospedaliera e
territoriale regionale, punta all'obiettivo di sgravare le
strutture di ricovero ospedaliero da attività inappropriate e da
maggiori oneri ed offrire percorsi assistenziali più adeguati e più
rispondenti ai bisogni delle persone che necessitano di tali cure.
A tal fine, questa Amministrazione in coerenza con le linee
progettuali derivanti dall'accordo tra il Governo, le Regioni e le
province autonome di Trento e Bolzano per l'utilizzo da parte delle
regioni delle risorse vincolate per la realizzazione degli
obiettivi di carattere prioritario e di livello nazionale e con il
livello organizzativo raggiunto ha elaborato nel corso del
precedente triennio dei progetti sulle cure palliative e terapia
del dolore da realizzare in ambito di ciascuna Azienda Sanitaria
Provinciale volti al potenziamento delle rispettive reti e a
garantire il diritto del cittadino di accedere a tali cure, così
come previsto dalla legge n. 38 del 15 marzo 2010.
Ciò premesso, per ultimo, in riscontro al punto secondo di quanto
richiesto di sapere da parte dell'On.le interrogante e in
particolare: se (i destinatari della interrogazione di cui
all'oggetto) non ritengano opportuno, in considerazione della
consolidata esperienza dei centri che offrono da anni assistenza
specialistica ai malati terminali, prevedere una deroga rispetto
alla norma che sancisce l'incompatibilità tra il ruolo di medico e
infermiere ricoperto in altri ambiti e l'incarico in strutture
specialistiche; si rammenta che il rispetto di tale obbligo di cui
al decreto 8 maggio 2012 recante Integrazione al decreto
assessoriale 14 novembre 2011 di approvazione dei requisiti per
l'autorizzazione all'esercizio e per l'accreditamento istituzionale
degli organismi non lucrativi di utilità sociale (Onlus) per
l'assistenza domiciliare alle persone in fase terminale che
necessitano di cure palliative' non è espressione di questa
Amministrazione regionale ma bensì discende dalla vigente normativa
statale in tema di esclusività del rapporto di lavoro e/o di
incompatibilità di cui all'art. 4 comma 7 della legge delega n. 412
del 1991».
L'Assessore
Dr.ssa Lucia Borsellino
ZAFARANA-PALMERI-ZITO-CAPPELLO-CANCELLERI-CIACCIO-LA ROCCA-
VENTURINO-FOTI-TRIZZINO-MANGIACAVALLO-SIRAGUSA-FERRERI-CIANCIO. -
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per la salute, premesso
che:
con l'art. 10 della legge regionale 3 luglio 2000, n. 15, recante
l' istituzione dell'anagrafe canina e norme per la tutela degli
animali da affezione e la prevenzione del randagismo, pubblicata
sulla GURS del 7 luglio 2000, n. 32, in attuazione alla legge 14
agosto 1991, n. 281, si obbliga alla istituzione della commissione
per i diritti degli animali;
rilevato che l'istituzione della commissione per i diritti degli
animali ha compiti consultivi sullo stato di attuazione e sulle
materie inerenti alla suddetta legge;
considerato che la commissione, oltre agli indispensabili compiti
consultivi, ha funzione di notevole utilità di monitoraggio e
verifica e, di conseguenza, di indirizzo a possibili adeguamenti
delle norme del D.P. n. 7 del 12 gennaio 2007 sul regolamento
esecutivo dell'art. 4 della legge 15/2000, in linea con le
evoluzioni sociali, ambientali e scientifiche e che la mancanza di
tale organo, oltre a contravvenire ad una disposizione di legge,
costituisce un dannoso vuoto per l'adeguamento delle disposizioni
finalizzate alla prevenzione del randagismo;
visto che la durata del mandato della prima commissione per i
diritti degli animali è scaduta a gennaio del 2009 e che,
nonostante ne siano stati espletati gli atti utili, la stessa, a
distanza di quattro anni, non è stata ancora ricostituita;
per sapere perché la Commissione per i diritti degli animali non
sia stata ricostituita dopo la scadenza del 2009 e se si intenda
procedere con la dovuta celerità alla ricostituzione della stessa,
in ossequio al preciso disposto dell'art. 10 della legge regionale
n. 15/2000». (615)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta urgente)
Risposta. - «In riscontro all'interrogazione specificata in
oggetto si rappresenta che è stato avviato l'iter procedurale per
ricomposizione della Commissione per i diritti degli animali di cui
alla legge regionale n. 15/2000.
Infatti, ai fini dell'individuazione dei soggetti previsti
dall'art. 10 della richiamata legge regionale, il Dipartimento per
le attività sanitarie ed Osservatorio epidemiologico - Servizio 8
Sanità veterinaria ha provveduto a richiedere alle Associazioni
protezionistiche iscritte all'Albo regionale ex l.r. 15/2000 ed
all'Ordine dei medici veterinari i nominativi dei propri
rappresentanti e dell'etologo.
In esito a ciò si potrà procedere alla ricomposizione della
Commissione».
L'Assessore
Dr.ssa Lucia Borsellino