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Resoconto d'Aula della Seduta n. 43 di martedì 21 maggio 2013
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   Presidenza del vicepresidente Venturino


   BARBAGALLO,  segretario,  dà lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

             Annunzio di risposte scritte a interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore per l'Istruzione e la Formazione

   N.  324 - Aggiornamento dell'albo degli operatori della formazione
  professionale  di  cui all'art. 14 della legge  regionale  6  marzo
  1976, n. 14, e D.A. n. 135 del 14 marzo 1986.
   Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo;  Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;  La  Rocca
  Claudia;   Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri   Valentina;   Trizzino
  Giampiero;   Venturino   Antonio;  Zafarana   Valentina;   Siragusa
  Salvatore; Zito Stefano
   -  Con  nota  prot. n. 17016/IN.16 del 3 aprile 2013 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per l'istruzione.

   - da parte dell'Assessore per le Risorse Agricole e Alimentari

   N. 25 - Salvaguardia dell'Istituto zootecnico per la Sicilia.
   Firmatario: Caputo Salvino
   -  Con  nota  prot. n. 10982 del 26 febbraio 2013,  il  Presidente
  della  Regione  ha delegato l'Assessore per le risorse  agricole  e
  alimentari.

   - da parte dell'Assessore per la Salute

   N.  23  -  Revoca  del  decreto del 9 agosto 2012  in  materia  di
  accreditamento e  contrattualizzazione  delle  strutture  sanitarie
  di medicina di laboratorio private.
   Firmatario: Caputo Salvino
   -  Con nota prot. n. 7320/IN.16 del 6 febbraio 2013, il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per la salute.

   N.  305  -  Interventi urgenti per salvaguardare il  diritto  alla
  salute nella provincia di Siracusa.
   Firmatario: Gianni Giuseppe

   N.   360  -  Notizie  in  merito  ai  lavori  di  ristrutturazione
  dell'ospedale  A. Aiello di Mazara del Vallo e sulla  necessità  di
  attivare alcuni servizi essenziali nell'area di emergenza - urgenza
  della struttura vicariante di via Livorno.
   Firmatario: Turano Girolamo
   -  Con  nota prot. n. 17860/IN.16 dell'8 aprile 2013 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore regionale per la salute.

   N.  367  - Interventi diretti al potenziamento della rete di  cure
  palliative e di terapia del dolore in favore di soggetti affetti da
  malattie inguaribili.
   Firmatari:Figuccia Vincenzo; Di Mauro Giovanni; Lombardo Salvatore
  Federico;  Federico Giuseppe; Greco Giovanni; Lo  Sciuto  Giovanni;
  Fiorenza Cataldo
   -  Con nota prot. n. 20329 del 22 aprile 2013, il Presidente della
  Regione ha delegato l'Assessore per la salute.

   N.  615  -  Ricostituzione della Commissione per i  diritti  degli
  animali di cui alla legge regionale n. 15 del 2000.
   Firmatari:   Zafarana   Valentina;   Palmeri    Valentina;    Zito
  Stefano;  Cappello  Francesco; Cancelleri Giovanni  Carlo;  Ciaccio
  Giorgio; La Rocca Claudia; Venturino Antonio; Foti Angela; Trizzino
  Giampiero;   Mangiacavallo  Matteo;  Siragusa  Salvatore;   Ferreri
  Vanessa; Ciancio Gianina.

   Avverto  che  le  risposte  saranno  pubblicate  in  allegato   al
  resoconto stenografico della presente seduta.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli Miccichè e Lo Sciuto  sono
  in congedo per la seduta odierna.

                               Missione

   PRESIDENTE.  Comunico  che l'onorevole Caputo  è  autorizzato,  ai
  sensi  dell'articolo 1 del DPA 4 marzo 2008, n. 82,  a  recarsi  in
  missione a Bordeaux dal 16 al 19 giugno 2013.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   -  Istituzione  dell'Ente  Sicilia  Diritto  Studio  Universitario
  (E.S.D.S.U.). (n. 407)
   di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Di Giacinto,
  Coltraro, Dipasquale, Oddo e Anselmo in data 16 maggio 2013.

   -  Iniziative in materia di agevolazioni per l'edilizia privata  a
  scopo  Sociale  - Istituzione del Fondo Unico per il  Sociale.  (n.
  409)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Cascio F. in
  data 16 maggio 2013.

   - Controllo della spesa politica. (n. 410)
   di  iniziativa  parlamentare presentato dall'onorevole  Cirone  in
  data 16 maggio 2013.

   -  Modifiche  alla  legge regionale 3 giugno  2005,  n.  7,  nuova
  disciplina  per  l'elezione dei Deputati  dell'Assemblea  regionale
  siciliana. (n. 411)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole  Anselmo  in
  data 17 maggio 2013.
   -  Misure  urgenti in favore delle attività turistico - ricettive.
  (n. 412)
   di  iniziativa  parlamentare presentato dall'onorevole  Cimino  in
  data 17 maggio 2013.

   - Norme per i professionisti delle scienze motorie e sportive. (n.
  413)
   di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli  Trizzino,
  Tancredi,   Cappello,  Mangiacavallo,  Ferreri,  Zito,  Cancelleri,
  Ciancio,  Foti, La Rocca, Palmeri, Siragusa, Ciaccio e Zafarana  in
  data 20 maggio 2013.

   -  Disciplina  delle attività produttive del settore turismo.  (n.
  414)
   di   iniziativa  parlamentare  presentato  dagli  onorevoli  Lupo,
  Gucciardi e Marziano in data 20 maggio 2013.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                              Commissioni

   PRESIDENTE.  Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  inviati alle Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Interventi per la promozione e lo sviluppo dell'associazionismo
  nella Regione siciliana. (n. 332)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 15 maggio 2013.

   -  Disposizioni in materia di assegnazioni agli enti  locali.  (n.
  387)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 17 maggio 2013.

   -   Norme   per  la  trasparenza  e  la  pubblicità  dell'attività
  amministrativa.  Pubblicazione di informazioni su avvisi  e  bandi.
  (n. 390)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 15 maggio 2013.

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   - Norme per orientare e sostenere il consumo dei prodotti agricoli
  a chilometri zero. (n. 358)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 17 maggio 2013, parere UE.

   - Consorzi di bonifica. (n. 385)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 15 maggio 2013, parere V.

   -  Agevolazioni di natura fiscale per la ricomposizione fondiaria.
  (n. 392)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 15 maggio 2013.

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   -  Soppressione  degli Enti Parco regionali e trasferimento  delle
  competenze ai liberi Consorzi comunali. (n. 359)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 17 maggio 2013, parere I.

   - Tutela e valorizzazione delle aree naturali protette, delle aree
  marine   protette  e  degli  spazi  verdi  dei  Comuni   siciliani,
  attraverso  Marketing sociale e processi virtuosi in  un'ottica  di
  rilancio dell'economia siciliana. (n. 370)
   di  iniziativa parlamentare, inviato il 17 maggio 2013, parere III
  e UE.

   -  Norme  a  favore dello sviluppo delle attività  sportive  delle
  persone disabili. (n. 372)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 17 maggio 2013, parere VI
   - Personale dissalatori. (n. 388)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 17 maggio 2013.

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -  Norme  in materia di viaggi di istruzione per gli alunni  delle
  scuole  siciliane primarie, secondarie di primo grado e  secondarie
  di  secondo  grado  limitatamente ai primi due anni  del  corso  di
  studi. (n. 357)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 17 maggio 2013.

   -  Norme  per  la realizzazione di cantieri di lavoro  presso  gli
  immobili di proprietà degli Enti di culto. (n. 382)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 17 maggio 2013, parere I

   - Soppressione CIAPI di Palermo - Norme di attuazione. (n. 391)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 15 maggio 2013.

   - Contributi ad enti, fondazioni, associazioni ed altri organismi.
  (n. 393)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 15 maggio 2013.

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   - Finanziamento della spesa sanitaria. (n. 389)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 17 maggio 2013.

       Comunicazione di riassegnazione di disegno di legge alla
                              Commissione

   PRESIDENTE.  Comunico che il seguente disegno  di  legge  è  stato
  riassegnato alla Commissione:

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -   Utilizzo   dei  residui  Fondi  PAR  FAS  2007/2013   per   il
  finanziamento dei cantieri di lavoro a favore degli enti  locali  e
  degli enti di culto. (n. 202)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 15 maggio 2013, parere I.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Calogero Firetto,  con  nota
  prot.  n. 6020/SG.LEG.PG. del 15 maggio 2013, ha chiesto di apporre
  la  firma  al  disegno di legge n. 381  Norme per la  tutela  della
  salute e del territorio dai rischi derivanti dall'amianto .

              Comunicazione di ritiro di disegno di legge

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Giuseppe Lupo, con nota prot.
  n.  6144/SG.LEG.PG. del 17 maggio 2013, ha ritirato il  disegno  di
  legge  n.  406   Disciplina organica delle attività produttive  del
  settore turismo  presentato in data 15 maggio 2013.
                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  706 - Interventi per il recupero dei finanziamenti europei per
  il completamento del porto commerciale di Augusta (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Economia
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  707  -  Iniziative per riorganizzare e migliorare il  servizio
  reso dai Consorzi di Bonifica.
   - Presidente Regione
   - Assessore Risorse Agricole e Alimentari
   Firmatari: Figuccia Vincenzo; Di Mauro Giovanni; Fiorenza Cataldo;
  Lombardo Salvatore Federico; Lo Sciuto Giovanni; Federico Giuseppe

   N.  708  -  Iniziative  a  tutela del bilancio  della  Regione  in
  conseguenza  delle  sentenze  favorevoli  ai  corsisti   ricorrenti
  avverso la 'Riscossione Sicilia s.p.a.'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  709  -  Verifica degli impianti e stabilimenti  industriali  a
  rischio disastro ecologico in Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  710  -  Provvedimenti per evitare il  fallimento  dell'Azienda
  siciliana trasporti (AST).
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Economia
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  712  -  Notizie  sulle  gravi disfunzioni  e  limitazioni  nei
  collegamenti da e per le isole Pelagie.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Firetto Calogero

   Avverto  che  le  interrogazioni testé  annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N.  694 - Notizie sul decreto dell'Assessore per la salute del  26
  ottobre  2012  e  del  successivo decreto 734  del  2013  circa  la
  definizione dei centri di procreazione medicalmente assistita.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: D'Asero Antonino
   N.   695   -   Notizie  sull'avviso  pubblico  per  la  formazione
  dell'elenco degli aspiranti idonei alla nomina a Direttore generale
  delle  Aziende  sanitarie e delle AOUP pubblicato  dall'Assessorato
  della salute.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari: Fontana Vincenzo; D'Asero Antonino

   N.  696  -  Notizie sull'ex biblioteca regionale universitaria  di
  Messina.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatario: Germanà Antonino Salvatore

   N.  697  -  Notizie sul ridimensionamento del Presidio ospedaliero
  SS. Salvatore di Paternò (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Falcone Marco

   N. 698 - Chiarimenti circa la distribuzione diretta di accessori e
  presidi per pazienti stomizzati.
   - Presidente Regione
   Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo;  Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio Gianina; La Rocca Claudia; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;   Mangiacavallo   Matteo;   Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano; Venturino Antonio

   N.  699  -  Riapertura  dell'ufficio  postale  della  frazione  di
  Villapriolo  (EN)  e di tutti gli altri sportelli  interessati  dal
  recente ridimensionamento dell'azienda.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo;  Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio Gianina; La Rocca Claudia; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;   Mangiacavallo   Matteo;   Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano; Venturino Antonio

   N. 700 - Notizie sull'ospedale Gravina di Caltagirone (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo;  Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;  La  Rocca
  Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi  Sergio;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano; Venturino Antonio

   701  -  Notizie sulle vicende dell'azienda Ortogel S.P.A. e  sulla
  qualificazione del 'pastazzo' quale  alimento zootecnico.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Risorse Agricole e Alimentari
   Firmatario: Falcone Marco

   N.  702 - Chiarimenti circa la realizzazione di nuovi impianti  di
  raffinazione petrolifera nel  territorio siracusano.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatari:  Foti  Angela;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;   Cappello
  Francesco;  Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri  Vanessa;  La
  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;  Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Venturino  Antonio;
  Zafarana Valentina; Zito Stefano

   N. 703 - Interventi in favore delle isole minori.
   - Presidente Regione
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   - Assessore Economia
   Firmatari:  Musumeci  Nello;  Formica  Santi;  Currenti   Carmelo;
  Ioppolo Giovanni; Ruggirello Paolo

   N.  704  - Iniziative per la tutela e messa in sicurezza del  sito
  archeologico di contrada 'Campanarazzu' di Misterbianco (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Firmatari: Musumeci Nello; Ioppolo Giovanni

   N.  705  - Chiarimenti sui rapporti obbligazionari tra la  società
  Acque di Caltanissetta s. p.a. e 'Aqualia Gestion Integral de  Agua
  s.a.'  in  merito  alla  realizzazione di  opere  finalizzate  alla
  fornitura dell'acqua potabile.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Miccichè Gianluca Antonello

   N.  711  -  Chiarimenti  in merito alla concessione  e  successiva
  revoca  della proroga per la presentazione delle manifestazione  di
  interesse  di cui all'Avviso pubblico per l'affidamento a  soggetti
  privati  della gestione  e valorizzazione del complesso termale  di
  Sciacca (AG).
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Firmatari:   Mangiacavallo  Matteo;  Cancelleri  Giovanni   Carlo;
  Cappello  Francesco;  Ciaccio Giorgio;  Ciancio   Gianina;  Ferreri
  Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Venturino  Antonio;
  Zafarana Valentina; Zito Stefano

   N. 713 - Chiarimenti sulla paventata soppressione del Presidio per
  la  riabilitazione  del  nosocomio di Santo Pietro  di  Caltagirone
  (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari:  Ioppolo  Giovanni;  Musumeci  Nello;  Formica   Santi;
  Currenti Carmelo; Ruggirello Paolo

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

                       Annunzio di interpellanze

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interpellanze:

   N.  55 - Ripristino del finanziamento del progetto 'I ART: IL POLO
  DIFFUSO PER LE IDENTITA' E L'ARTE CONTEMPORANEA IN SICILIA' - linea
  di intervento 3.1.3.3. del PO FESR 2007 - 2013.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Firmatari:  Zafarana  Valentina;  Foti  Angela;  Ciancio  Gianina;
  Palmeri  Valentina;  Zito Stefano; Cappello  Francesco;  Cancelleri
  Giovanni  Carlo;  Ciaccio  Giorgio;  La  Rocca  Claudia;  Venturino
  Antonio;   Trizzino  Giampiero;  Mangiacavallo   Matteo;   Siragusa
  Salvatore; Tancredi Sergio; Ferreri Vanessa

   N. 56 - Iniziative di contrasto all'abusivismo edilizio.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatari: Palmeri Valentina; Ciancio Gianina; Cancelleri Giovanni
  Carlo;   Cappello  Francesco;  Tancredi  Sergio;  Ciaccio  Giorgio;
  Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia;  Zito
  Stefano

   N.  57  -  Interventi  a garanzia dei livelli occupazionali  degli
  operatori degli impianti di dissalazione di Porto Empedocle (AG)  e
  Gela (CL).
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatari: Firetto Calogero; La Rocca Ruvolo Margherita;  Miccichè
  Gianluca Antonello; Cimino Michele.

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze  si
  intendono  accettate e saranno iscritte all'ordine del  giorno  per
  essere svolta al proprio turno.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:

   numero  110  Interventi a tutela del cantiere navale di  Palermo ,
  degli  onorevoli  Tancredi  Sergio;  Trizzino  Giampiero;  Cappello
  Francesco;  Cancelleri  Giovanni Carlo;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio
  Gianina; Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo;
  Siragusa  Salvatore;  Palmeri  Valentina;  Foti  Angela;  La  Rocca
  Claudia; Zito Stefano, presentata il 14 maggio 2013;
   numero  111  Riattivazione e messa in sicurezza del punto  nascite
  del  P.O.  'dei  Bianchi'  di Corleone (PA) ,  degli  onorevoli  Di
  Giacinto Giovanni; Coltraro Giambattista; Dipasquale Emanuele; Oddo
  Salvatore; Anselmo Alice, presentata il 15 maggio 2013;

   numero 112  Iniziative in materia di contributi per l'abbattimento
  delle   barriere  architettoniche  in  Sicilia ,  degli   onorevoli
  Cancelleri  Giovanni Carlo; Trizzino Giampiero; Cappello Francesco;
  Tancredi   Sergio;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;   Zafarana
  Valentina;   Ferreri   Vanessa;  Mangiacavallo   Matteo;   Siragusa
  Salvatore;  Palmeri Valentina; Foti Angela; La Rocca Claudia;  Zito
  Stefano, presentata il 16 maggio 2013;

   numero  113   Iniziative urgenti per ottenere la  restituzione  al
  Demanio  regionale  delle  aree  militari  dismesse  presenti   nel
  territorio  della  Regione  siciliana ,  degli  onorevoli  Zafarana
  Valentina;   Cancelleri   Giovanni   Carlo;   Trizzino   Giampiero;
  Mangiacavallo  Matteo;  Zito  Stefano;  Ciaccio  Giorgio;  Siragusa
  Salvatore;  Tancredi Sergio; Ciancio Gianina; Foti Angela;  Ferreri
  Vanessa;  Palmeri Valentina; La Rocca Claudia; Cappello  Francesco,
  presentata il 17 maggio 2013.

   Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
  dell'art.   153  del  Regolamento  interno,  alla  Conferenza   dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

         Comunicazione relativa alle interrogazioni 608 e 629

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, preciso  che  le  interrogazioni
  numeri  608  e 629, annunciate rispettivamente nelle sedute  d'Aula
  numeri  36  e  37  del  24  e 26 aprile 2013,  sono  da  intendersi
  presentate con richiesta di risposta in Commissione.

   L'Assemblea ne prende atto.

            Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE.  Comunico che, con nota del 16 maggio 2013,  pervenuta
  in  pari data e protocollata al n. 6207/AULAPG del 20 maggio  2013,
  l'onorevole  Alice  Anselmo  ha dichiarato  di  aderire  al  Gruppo
  parlamentare  Misto.

   L'Assemblea ne prende atto.
   Conseguentemente,   l'on.  Anselmo cessa contestualmente   di  far
  parte  del  Gruppo  parlamentare   Democratici  Riformisti  per  la
  Sicilia .

   Onorevoli   colleghi,  per  organizzare   al   meglio   i   lavori
  parlamentari dell'odierna seduta, sospendo l'Aula per dieci minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.43, è ripresa alle ore 16.56)

   La seduta è ripresa.

   Presidenza del vicepresidente Venturino


    Rinvio dell'elezione di componenti il comitato misto paritetico
       per le servitù militari previsto dall'art. 322 del Codice
                       dell'ordinamento militare

   PRESIDENTE.  Si passa al II punto all'ordine del giorno:  Elezione
  di  componenti il comitato misto paritetico per le servitù militari
  previsto   dall'art.  322  del  Codice  dell'ordinamento   militare
  (decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66).
   Al     riguardo    comunico    che,    con    nota    prot.     n.
  MDE24502 13062/INFR SMP/1.9.2  del  21  maggio  2013,  il   Comando
  Regione  militare  Sud - SM - Ufficio Logistico,  Infrastrutture  e
  Servitù militari, ha rappresentato che a seguito, fra l'altro,  del
  decesso  di  un componente e le dimissioni  di altro componente,  a
  suo  tempo   eletti da questa Assemblea regionale  e  nominati  con
  decreto  del Presidente della Regione (n. 144/Servizio  I   /  U.O.
  1/SG  del  10  giugno  2002), il Comitato  misto  paritetico  della
  Regione   siciliana,  previsto  dall'articolo   322   del   decreto
  legislativo   15   marzo  2010,   n.  66  (Codice  dell'Ordinamento
  militare)  abbisogna   di integrazione  in quanto  la  sua  attuale
  composizione   non  consente  all'Organismo  Rappresentativo  della
  Regione   di  esercitare in pienezza i poteri  che  la  Legge   gli
  assegna .
   Conclude,  la  succitata nota, chiedendo a  questa  Presidenza  di
  voler  promuovere  le azioni necessarie al fine  di  completare  il
  novero  dei  rappresentanti,  con la designazione  dei   componenti
  mancanti ovvero procedendo  alla loro nomina ex novo.
   Pertanto, per quanto precede, questa Presidenza, in considerazione
  del  lungo  lasso  di  tempo  trascorso dal  decreto  di  nomina  e
  considerati  altresì  tanto la situazione dei due componenti  sopra
  menzionati, quanto l'avvio della nuova corrente XVI Legislatura, si
  orienta,  non  sorgendo  osservazioni,  a  procedere   al   rinnovo
  integrale dei componenti di spettanza.
   Ciò  premesso,  ricordo  che  l'art. 322,  comma  1,  del  decreto
  legislativo 15 marzo 2010, n. 66, prescrive:
   "In ciascuna Regione è costituito un Comitato misto paritetico  di
  reciproca  consultazione per l'esame (...)  dei  problemi  connessi
  all'armonizzazione tra i piani di assetto territoriale (...)  della
  Regione  (...) e i programmi delle installazioni militari  e  delle
  conseguenti limitazioni.

   (O M I S S I S )

   Il Comitato è formato (...) da  sette rappresentanti della Regione
  nominati  dal  Presidente della Giunta regionale,  su designazione,
  con voto limitato, del  Consiglio regionale.
   Per ogni membro è nominato un  supplente.".

   (O M I S S I S )

   In  assenza  di ulteriori specificazioni della legge,  si  applica
  l'articolo  26  del Regolamento interno dell'ARS che  così  recita:
  "(...)  per  la  nomina di tutte le commissioni,  la  cui  elezione
  spetta  all'Assemblea, ciascun deputato vota  per  due  terzi   dei
  membri  da  eleggersi. Le frazioni dell'unità sono  computate  come
  unità  intera se superiori a un mezzo; non sono computate  in  caso
  contrario.(...)  Si  intendono nominati i  deputati  che,  a  primo
  scrutinio, ottengano il maggior numero di voti. A parità di voti si
  applica l'ultimo comma dell'articolo 4".
   Avverto  dunque che sarà effettuata un'unica votazione, nel  corso
  della  quale  saranno  consegnate a ciascun deputato  due  distinte
  schede,  rispettivamente  per l'elezione dei  sette  rappresentanti
  effettivi  e dei  sette supplenti, con  voto limitato a due  terzi,
  da depositare  nella relativa urna.
   Pertanto, ogni deputato potrà segnare in ciascuna scheda   fino  a
  cinque nominativi.
   Risulterà  eletto  chi,  al  primo scrutinio,  avrà  riportato  il
  maggior  numero di voti, sino alla  concorrenza di sette nominativi
  per  ciascuna  delle  due categorie di  eletti  (7  effettivi  e  7
  supplenti).
   Per tale adempimento il secondo punto dell'ordine del giorno viene
  rinviato alla seduta di domani delle ore 16.00.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   CORDARO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    chiedo
  l'attenzione  dell'Aula e del Segretario Generale,  oltre  che  del
  Presidente,  perché  credo che l'Aula debba essere  consapevole  di
  quanto  appreso, almeno da me personalmente e spero non per carenza
  mia  -  ma  sono  quasi certo che non si sia trattato  di  una  mia
  carenza -, attraverso quella che io, durante la scorsa legislatura,
  ho  definito, tra il serio e il faceto, la nuova Gazzetta Ufficiale
  della Regione Siciliana e cioè  Live Sicilia , e che oggi confermo,
  visto  che  mi era del tutto ignoto che, secondo un'interpretazione
  degli  uffici  di Palazzo dei Normanni, incombe sui Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari anche una responsabilità penale  che  potrebbe
  portare  all'ammenda  o all'arresto fino a  tre  mesi,  credo,  con
  riferimento alla sicurezza dei Gruppi.
   Io  accuso  l'ignoranza  ma, ribadisco,  non  credo  che  sia  mia
  ignoranza per ciò che da qui a poco dirò.
   Intanto, saluto l'amico Nello Musumeci, e proseguo.
   Entro  il  31 maggio di quest'anno, i datori di lavoro dei  Gruppi
  parlamentari  dovranno necessariamente presentare il  documento  di
  valutazione dei rischi negli ambiti di lavoro.
   Secondo  un'interpretazione degli uffici, i datori di  lavoro  dei
  Gruppi  parlamentari sarebbero i capigruppo. Ciò sarebbe legato  ad
  un'interpretazione  del decreto legislativo 81 del  2008,  relativo
  alle norme di sicurezza all'interno di un luogo di lavoro.
   Si dice pure in questo articolo che, fino ai mesi scorsi, ci siamo
  muniti  - non so chi, io sono capogruppo dal 5 dicembre 2012  -  di
  un'autocertificazione e che da oltre un anno, si  riferisce  sempre
  in  questo articolo, il segretario generale, Giovanni Tomasello, ha
  richiesto reiteratamente l'applicazione di questa norma.
   Intanto, io credo che, se così stessero le cose, e non ho  dubbio,
  il  5  dicembre, eletti i nuovi Presidenti dei Gruppi parlamentari,
  gli  uffici  di Palazzo dei Normanni avrebbero dovuto comunicare  a
  tutti i capigruppo che c'era questa vicenda in ballo.
   Ciò non è avvenuto e, quindi, lo apprendo soltanto adesso.
   Ci sarebbe, secondo l'interpretazione degli uffici, una differenza
  giuridica  tra  il soggetto titolare dell'immobile  e  il  soggetto
  utilizzatore degli spazi.
   Io  capisco che, in tempi di finanza creativa, di turismo creativo
  -   qui   c'è   l'assessore  Stancheris  -  si  possa  fare   anche
  giurisprudenza creativa; però, stabilire che gli utilizzatori degli
  spazi,   che   sarebbero  pro  tempore  i  Presidenti  dei   Gruppi
  parlamentari,  ma non soltanto perché eletti e l'indomani  non  più
  capigruppo,   ma   anche  perché,  come  l'esperienza   di   questa
  legislatura  ci insegna, i Gruppi erano cinque, poi sono  diventati
  otto, poi sono diventati undici e, conseguentemente, le stanze e  i
  locali,  che  sono  i  luoghi  nei  quali  dovrebbe  albergare   la
  sicurezza, sono cambiati diventando oggi di pertinenza mia,  domani
  dell'onorevole Gianni, dopodomani dell'onorevole Clemente e così di
  seguito, io credo che vieppiù, legandola all'esperienza che  stiamo
  facendo  in queste settimane, è assolutamente inopinabile stabilire
  che  il soggetto utilizzatore degli spazi sia il soggetto che debba
  rispondere della sicurezza degli immobili. Mentre credo, molto  più
  opportunamente,  sia  il soggetto titolare dell'immobile  a  dovere
  rispondere,  secondo una corretta interpretazione, della  sicurezza
  degli  immobili. In buona sostanza, si sosterrebbe da  parte  degli
  Uffici  dell'Assemblea che una cosa è l'ARS, un'altra cosa  sono  i
  Gruppi parlamentari.
   Ora,  rispetto  a  questo, io credo che i  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari  debbano chiedere una riunione urgente  al  Presidente
  dell'Assemblea perché i Gruppi parlamentari, colleghi, e  questa  è
  un'argomentazione che io ho sviluppato, seppur da modesto giurista,
  sono  costituiti all'interno del Parlamento e in esso ospitati  per
  lo svolgimento dei lavori e delle funzioni loro attribuite.
   Gli stessi Gruppi parlamentari non possono considerarsi luoghi  di
  lavoro  estranei  alla organizzazione parlamentare  superiore;  gli
  stessi  luoghi  di  lavoro  non  sono,  dunque,  assoggettati  alle
  previsioni  normative  di  cui al decreto legislativo  81/2008,  in
  particolare  nella  parte in cui prevede che il  datore  di  lavoro
  stili  un documento di valutazione del rischio in un luogo  in  cui
  non  vige  nessuna forma contrattuale prevista dalla norma  stessa,
  contratto di appalto o d'opera.
   Risulta,  pertanto, a mio parere, di impossibile  applicazione  la
  risultanza  redatta dall'Ufficio del Segretario generale  dell'ARS,
  secondo  quanto stabilito dall'articolo 26 del decreto  legislativo
  81 del 2008.
   Allora,  siccome sul tema il Regolamento dell'ARS  non  stabilisce
  nulla,  come  sempre è accaduto, credo che dovremmo rivolgerci  per
  analogia ai regolamenti della Camera o del Senato.
   Il  regolamento della Camera, all'articolo 16, dice che ai  Gruppi
  parlamentari   è   assicurata  la  disponibilità   di   locali   ed
  attrezzature; l'articolo 15 del regolamento della Camera dice  che,
  per  l'esplicazione delle loro funzioni, ai Gruppi  parlamentari  è
  assicurata  la  disponibilità  di  locali  e  attrezzature  secondo
  modalità  stabilite  dall'Ufficio di Presidenza,  tenendo  presenti
  l'esistenza di basi comuni ad ogni Gruppo e la consistenza numerica
  dei Gruppi stessi.
   Allora,  se  questa  è  la legge di riferimento,  perché  nulla  è
  regolamentato  dal nostro Regolamento, io credo che la  scorciatoia
  degli  Uffici  che  vuole fare ricadere sui Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari   la  sicurezza  dei  locali  dei   Gruppi   non   sia
  giuridicamente  plausibile, perché se è vero che ai Gruppi  vengono
  assicurati disponibilità e quant'altro, secondo modalità  stabilite
  dall'Ufficio  di  Presidenza, è evidente che la sicurezza  non  può
  ricadere sui Presidenti dei Gruppi parlamentari ma deve ricadere su
  coloro che rappresentano la Presidenza.
   Ed  allora,  Presidente pro tempore la prego, io non  temo  il  31
  maggio, ribadisco non tanto perché mi è ignoto il principio secondo
  cui  ignorantia  legis non excusat, ma perché credo  che  la  prima
  regola  doveva  essere quella di una lettera, il 5  dicembre  2012,
  quando  i  nuovi capigruppo si sono insediati e, da  quel  momento,
  sono    anche,   secondo   la   mia   non   condivisibile   lettura
  dell'interpretazione dell'Ufficio di Segreteria generale, diventati
  responsabili di quei Gruppi.
   Concludo: fate qualcosa e fatelo presto, spiegateci come è  giusto
  comportarci,  convincetemi  del  contrario,  credo   che   non   ci
  riuscirete,  sotto  il  profilo  giuridico  e  normativo  e,   poi,
  Presidente, non parliamo di sicurezza in un Palazzo nel  quale  c'è
  un  ascensore rotto da sei mesi, che impedisce l'accesso al  Gruppo
  parlamentare del Cantiere Popolare.
   Invito  i questori, i prefetti, i capi, i sottocapi, a mettere  in
  atto  tutte  le  loro  prerogative perché se c'è  un  portatore  di
  handicap  che  vuole  andare  al Gruppo  del  PDL  o  del  Cantiere
  Popolare, per non voler essere autoreferenziale, non ci può andare,
  credo  che sia arrivato il momento di non parlare di sicurezza,  ma
  di farla veramente.

   PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, la ringrazio per avere  portato  in
  Assemblea questo problema, che sicuramente verrà attenzionato prima
  dagli  uffici  ed  è  chiaro  che  sull'argomento  sarà  necessario
  convocare una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari per
  analizzare più attentamente questa vicenda.
   Prima di dare la parola all'onorevole Cappello, vorrei ringraziare
  l'onorevole Musumeci, che è qui presente, al quale vanno le mie più
  sentite  condoglianze e credo di poter dire anche quelle  di  tutta
  l'Assemblea. Grazie per essere di nuovo tra noi, onorevole.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Cappello. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO.  Signor  Presidente, ciò che sto per  dirle  non  è  una
  questione  personale,  nel senso che il mio intervento,  proprio  a
  norma di Regolamento, non è una questione personale, però le faccio
  presente  che  se oggi lei siede sullo scranno più alto  di  questo
  Parlamento,  se  oggi  lei  è  deputato  in  questo  Parlamento  in
  rappresentanza della Sicilia, lo deve innanzitutto ad  un  simbolo,
  che  è quello del Movimento Cinque Stelle, e in secondo luogo anche
  al concorso di 14 voti che quella sera le diedero la possibilità di
  divenire vicepresidente di questo Parlamento.
   Oggi,  lei  ha  aderito  al  Gruppo  Misto,  dimostrando  di   non
  rappresentare  più  né  il  Movimento  Cinque  Stelle   né   questo
  Parlamento.
   Quello che le chiedo è un atto di coerenza e di umiltà, visto  che
  non posso chiederle di dimettersi da parlamentare, dando ragione in
  questo modo a tutti coloro che l'hanno eletta per mandare avanti un
  programma  e  un impegno preciso che lei ha inteso disattendere  in
  barba a tutti coloro che ci hanno votato per le motivazioni che lei
  sa    benissimo,   le   chiedo   formalmente   di   dimettersi   da
  vicepresidente.  Lei  non rappresenta né  il  Movimento  né  questo
  Parlamento.
   Abbia  un  sussulto  di  dignità  e  rassegni  immediatamente   le
  dimissioni.

                              (Applausi)

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Caputo.  Ne  ha
  facoltà.

   CAPUTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assicuro  che  non
  entrerò  nelle beghe interne al Movimento Cinque Stelle, cercheremo
  di volare alto su temi di sicuro interesse per la Sicilia.
   Vorrei portare all'attenzione del Parlamento, ma anche del Governo
  rappresentato  dai  pregevoli  e  competenti  assessori   ai   beni
  culturali   ed   al  turismo,  una  vicenda  particolare:   abbiamo
  approvato,  durante il lungo percorso della legge  finanziaria,  la
  norma  che  riguarda  i lavoratori ex PIP e sono  note  le  vicende
  legate alla loro società, Social Trinacria Onlus, che il Presidente
  della  Regione  ha  definito  non  esistente  perché  carente   dei
  presupposti giuridici e amministrativi.
   Ora,  signor  Presidente, questi lavoratori sono in una  sorta  di
  limbo  e  mi auguro che i deputati eletti in provincia di  Palermo,
  onorevole Ferrandelli, siano attenti - sto parlando degli  ex  PIP,
  onorevole  Ferrandelli - perché, com'è noto, sono in una  posizione
  tale  che  non  sono stati né licenziati dalla Trinacria  Onlus  né
  presi in carico dall'INPS, che ha mandato le lettere, e nessuno  li
  paga,  nessuno li utilizza, nessuno li riconosce. Parliamo di 3.000
  e  oltre  lavoratori,  di  categorie particolarmente  sensibili  ed
  economicamente precarie e di 3.000 e oltre famiglie.
   Questi  lavoratori  avevano avuto l'illusione  di  una  definitiva
  sistemazione, adesso si trovano non riconosciuti a nessuno,  quindi
  un  problema  serissimo, grave, di cui ritengo il Parlamento  debba
  farsi  carico. Pertanto chiedo al Governo di costituire  subito  un
  tavolo  tecnico  e  sono  convinto che  gli  assessori  si  faranno
  portavoce  presso il Presidente della Regione al fine di creare  un
  tavolo  tecnico  immediato col comune di Palermo e con  l'INPS  per
  capire  questi  lavoratori  di chi sono,  chi  li  deve  mandare  a
  lavorare, chi li deve assumere e chi li deve pagare.
   E'  chiaro  che, in mancanza di risposte, temo che la loro  giusta
  reazione, nel senso della protesta per richiamare l'attenzione, non
  sia   soltanto   prevedibile  ma  sia  motivo   di   attenzione   e
  preoccupazione per questo Governo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Grasso.  Ne  ha
  facoltà.

   GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore Sgarlata,
  chiedo  oggi  la  sua  attenzione, in quanto  è  un  argomento  che
  interessa il suo Dipartimento ed è una questione che sta allarmando
  parecchi comuni e parecchi territori.
   Da  un  anno e mezzo circa, noi aspettiamo l'emanazione di  alcuni
  decreti  che  riguardano  progetti presentati  con  i  vari  visti,
  decreti che devono essere emanati dal suo Assessorato.
   Ad  agosto  ci  era  stato detto che questi decreti  non  potevano
  essere  emanati perché il Dipartimento aveva sforato  il  patto  di
  stabilità. Quindi, abbiamo aspettato fino a dicembre e da  quindici
  giorni,  due mesi, sollecitiamo l'emanazione di questi  decreti  e,
  onestamente,  non  voglio fare allarmismo, però stamattina  abbiamo
  saputo  e ci è stato detto in maniera informale che il Dipartimento
  Beni  culturali avrebbe sforato il patto di stabilità sulle risorse
  dei fondi strutturali PO FESR 2007-2013.
   Io spero e mi auguro che ciò non sia vero e che i fondi comunitari
  non  rientrino fra quelli legati al Patto di stabilità. C'è da dire
  che  ad  agosto  il  Dipartimento aveva già  sforato  il  Patto  di
  stabilità,  poi  il Governo Monti con un decreto aveva  aperto  una
  finestra;  ma alcuni decreti erano stati firmati, altri  no  perché
  evidentemente non c'era lo spazio.
   Ora,  se  ciò  fosse  vero,  questa  situazione  comporterebbe  il
  disimpegno  automatico  in  quanto,  entro  il  31  dicembre  2013,
  occorrerebbe  impegnare  le  risorse  relative  a  tutti  i   fondi
  strutturali.
   Siccome  è una situazione gravissima, perché ciò significa perdere
  oltre 400 milioni di euro, la prego - sono otto giorni che giro per
  i vari Dipartimenti ed è questa la notizia, avevo sollecitato lei -
  di  fare  una  ricognizione con l'assessore Bianchi  per  sbloccare
  questa  situazione, perché altrimenti non potremo  più  parlare  di
  sviluppo oltre che perdere somme e fondi che sono importanti.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  D'Asero.  Ne  ha
  facoltà.

   D'ASERO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  vorrei
  riprendere   -  perché  lo  ritengo  particolarmente  delicato   ed
  importante  -  l'argomento  trattato  dall'onorevole  Cordaro   sul
  problema della sicurezza nei luoghi di lavoro.
   Vista   la   disquisizione   di   carattere   giuridico   che   ha
  brillantemente  portato in questa sede l'onorevole Cordaro,  atteso
  che  c'è  da parte dell'Assemblea, quindi della Presidenza e  della
  Segreteria   generale,  un  orientamento  che  sicuramente   merita
  approfondimenti   perché   trova   una   tesi   contrapposta   alla
  considerazione  che lei, Presidente, ha fatto circa una  Conferenza
  dei  Presidenti dei Gruppi parlamentari, mi permetto  di  chiederle
  che  ciò possa avvenire con urgenza, magari domani, perché il  tema
  è,  oltre  che  di  particolare delicatezza  ed  importanza,  anche
  prossimo   ad   una  scadenza  e,  quindi,  dobbiamo  sapere   come
  comportarci, atteso che su questo aspetto la responsabilità diretta
  che  investe  i  Presidenti dei Gruppi parlamentari  è  sicuramente
  motivo di preoccupazione.
   E,  siccome, ognuno di noi ritiene di fare il proprio  dovere  con
  senso  di  responsabilità ed anche di serenità,  riteniamo  che  su
  questa problematica occorra una risoluzione quanto più opportuna  e
  celere  possibile. Quindi, invito la Presidenza, ove  possibile,  a
  dare  comunicazione  stasera  stessa all'Assemblea  per  affrontare
  domani stesso questo problema in maniera determinate.

   PRESIDENTE.  Onorevole D'Asero, comprendiamo tutti  l'urgenza,  ma
  per   domani   non  posso  garantire  nulla.  Mi  devo   raccordare
  preventivamente con il presidente Ardizzone.
   Se  così dovesse essere, lo faremo sapere; ma temo che per  domani
  sia impossibile.
   Sottolineo comunque anch'io l'importanza e l'urgenza del tema.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Gianni. Ne ha facoltà.

   GIANNI.  Signor Presidente, non la voglio difendere, ma il collega
  Cappello  commette  un  errore.  Lei,  per  il  50  per  cento  non
  rappresenta  più  il  Movimento Cinque  Stelle  ma  rappresenta  il
  Parlamento che l'ha votata. Io le ricordo che lei ha preso  i  voti
  di  un  bel po' di deputati, tra cui il mio e, quindi, si chiarisca
  e, comunque, lei rappresenta il Parlamento.
   Assessore  Sgarlata, da circa sei mesi in Commissione  -  lei  non
  c'era,  è  arrivata dopo - stiamo trattando il problema   Novamusa
  che,  come lei sa, anche se è arrivata da poco, ha messo fuori  dal
  circuito  lavorativo  un bel po' di personale  perché  Novamusa  ha
  perso  la  gara, una nuova azienda l'ha vinta, ma il  trasferimento
  del personale da Novamusa all'altra azienda non è mai avvenuto.
   Sembra che l'Assessorato abbia chiesto parere al TAR,  che ha  già
  dato  già il parere, così come avevo previsto e come è stato  detto
  in  Commissione, perché un bando di qualunque tipo, nel momento  in
  cui   viene   pubblicato  e  non  subisce  alcuna  opposizione,   è
  vincolante.
   Stiamo  perdendo  tempo.  Speriamo  che  questi  lavoratori,  come
  sarebbe  giusto  fare,  non  chiedano  un  risarcimento  dei  danni
  all'Assessorato   e,   quindi,  ai   dirigenti   che,   per   conto
  dell'Assessorato,  a  norma della legge 10, non  hanno  ottemperato
  alle norme di legge.
   Poi  le  chiedo  ufficialmente,  Assessore,  di  farsi  carico  di
  chiarire   le  problematiche  inerenti  i  commercianti   dell'area
  antistante il Teatro Greco di Siracusa.
   Sono convinto che lei riuscirà a farlo,  prima lo fa e meglio è.
   Terzo ed ultimo punto. Lei sa che esiste un Parco di Siracusa, del
  quale lei è sicuramente il più grande difensore. Glielo volevo solo
  ricordare  anche perché pare che il Parco archeologico di  Siracusa
  sia stato messo fuori dai circuiti...

   SGARLATA,  assessore per i beni culturali e l'identità  siciliana.
  Non è vero.

   GIANNI.  Infatti,  ho  detto  pare  e sono  felice  se  lei  potrà
  smentire queste apparenze che ci inducono in cattiva tentazione.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Figuccia.  Ne  ha
  facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor  Presidente, anche io tornerò  sulla  questione,
  d'altra  parte questa è la prima volta che la vede in questo  ruolo
  di  vicepresidente, come già era dall'inizio della legislatura,  ma
  in  un  ruolo anche conteso all'interno del partito. Io non entrerò
  nel   merito  di  scelte   interne,  da  una  parte,  e   personali
  dall'altra.  Voglio guardare alla questione sul piano  strettamente
  istituzionale.
   Personalmente,  posi la questione esattamente  a  poche  settimane
  dall'insediamento di questo Parlamento e la posi quando, ad  inizio
  della   legislatura,   vennero  indicati  da   parte   dei   Gruppi
  parlamentari  i  presidenti di Commissione,  i   vicepresidenti  di
  Commissione e, a quella data, ivi compreso l'Ufficio di Presidenza,
  vennero indicati i deputati che dovevano avere un ruolo all'interno
  delle singole istituzioni.
   Ritengo che bene abbia fatto il Parlamento, per voce di due o  più
  deputati, oggi pomeriggio, a sollevare la questione perché  ritengo
  che debba essere affrontata e debba essere affrontata, non soltanto
  con  riferimento  al  Vicepresidente  di  quest'Assemblea,  ma  con
  riferimento  ai  presidenti di Commissione,  ai  vicepresidenti  di
  Commissione,  a  tutti  coloro  che  oggi,  in  questo  Parlamento,
  rivestono  un  ruolo  in maniera indebita. Non  capisco  per  quale
  ragione,   oggi,  sia  saltato,  in  maniera  assoluta  e   decisa,
  l'equilibrio   dei  partiti  non  rappresentati   all'interno   del
  Parlamento e per quale ragione ciò accada senza che alcuno muova un
  dito.
   Chiederò,   con   una  nota  formale  indirizzata  al   Presidente
  dell'Assemblea,  di rivedere il Regolamento e, in funzione  di  una
  rivisitazione del Regolamento, di ristabilire gli equilibri in seno
  al   Parlamento   non   solo  con  riferimento   al   ruolo   della
  Vicepresidenza   dell'Assemblea,   ma   anche   alle    Commissioni
  parlamentari.
   Colgo l'occasione per richiamare l'attenzione su un altro aspetto.
   Nelle  ultime settimane è stato affrontata la questione  dei  PIP,
  dei piani di inserimento professionale, e sembrava che la soluzione
  fosse  stata risolta. Vennero date delle garanzie circa un  reddito
  fisso, si parlò di 833 euro; oggi quel reddito fisso mi sembra  sia
  saltato.
   Oggi,  purtroppo, dobbiamo constatare che non ci sono garanzie  su
  quel   reddito,   si   parla   di  un   compenso,   definito   così
  illegittimamente,  perché compenso non è, visto  che  si  parla  di
  un'indennità  di  circa 600 euro. E non vorrei  che  dietro  quella
  paventata  soluzione  del  momento, che venne  trovata  durante  la
  notte,  quando dovevamo chiudere la finanziaria, si dovesse sancire
  la  morte di un popolo di precari, che sono oltre tremila, i  quali
  adesso  si interrogano se quella soluzione fosse di comodo, dettata
  dalle circostanze, o fosse una soluzione definitiva.
   Anche  su  questo  attendiamo  un chiarimento  dal  Governo  e  le
  prossime  settimane  saranno  utili per capire quale  soluzione  si
  vuole trovare.

   PRESIDENTE.  Comunico  che  il Governo, secondo  quanto  stabilito
  dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari riferirà in
  Aula  relativamente alla vicenda dei manager della  sanità  giovedì
  prossimo, 23 maggio 2013.
   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì  22
  maggio 2013, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Venturino


       I  - Comunicazioni

       II - Elezione di componenti il Comitato misto paritetico per le
        servitu'   militari  previsto  dall'art.  322   del   Codice
        dell'ordinamento militare

  III   -  Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della
  Rubrica:  Energia e servizi di pubblica utilità . (v. allegato)

  IV   - Discussione della mozione:

         N. 51  -  Attivazione  delle procedure relative  al  Patto
              verticale incentivato per l'anno 2013.

         (04.03.2013)

                          GRASSO - CASCIO S. - LANTIERI - DIGIACOMO

                   La seduta è tolta alle ore 17.28

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli
   ALLEGATO

                  Risposte scritte ad interrogazioni

                   Rubrica «Istruzione e Formazione»

   CAPPELLO-CANCELLERI-CIACCIO-CIANCIO-FERRERI-FOTI-LAROCCA-ZITO-
  MANGIACAVALLO-PALMERI-TRIZZINO-VENTURINO-ZAFARANA-TROISI-SIRAGUSA.
  -  «Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione  e
  la formazione professionale, visto quanto reca la legge regionale 6
  marzo  1976,  n.  24 in materia di addestramento professionale  dei
  lavoratori;

   premesso che:

   la L.R. n. 24/1976 ha istituito presso l'Assessorato regionale del
  lavoro  e della cooperazione l'albo regionale del personale docente
  dei  corsi di formazione professionale, stabilendo altresì  che  le
  modalità  per l'iscrizione, la cancellazione e la tenuta  dell'albo
  medesimo saranno determinate dalla commissione di cui all'art. 15;

   con Decreto Assessoriale n. 135 del 14 marzo 1986 (a seguito delle
  determinazioni  della  Commissione  di  cui  all'art.  15  l.r.  n.
  24/1976)   sono   state  approvate  le  modalità   di   iscrizione,
  cancellazione  e  tenuta dell'albo regionale degli operatori  della
  formazione professionale;

   il  sopra  indicato  decreto assessoriale  dispone  che  gli  enti
  gestori,  entro  il  31 ottobre di ogni anno,  dovranno  comunicare
  all'Assessorato regionale del lavoro le variazioni intervenute  nel
  proprio  organico nel corso dell'anno formativo precedente al  fine
  di operare l'aggiornamento annuale dell'albo;

   l'ultimo aggiornamento dell'Albo operato a mente dell'art.  14,  è
  stato effettuato mediante decreto assessoriale del 8 febbraio 1997,
  giusta pubblicazione nella Gurs n. 10 dell'1 marzo 1997;

   considerato che:

   l'ex  Assessore Mario Centorrino ha istituito con  D.A.  5074  del
  22/12/2010  altro albo/elenco in palese violazione  della  l.r.  n.
  24/1976;

   tale   illegittimo  provvedimento  è  stato  contestato  da  molti
  operatori con ricorso straordinario al Presidente della Regione (in
  atto pendente al CGA);

   a  far  data  1998  nessun  assessore al  ramo  ha  provveduto  ad
  adempiere  a  quanto previsto dalla superiore legge  (aggiornamento
  annuale dell'Albo);

   vista  legge  regionale del 6 marzo 1976, n. 24 e, in particolare,
  l'art.  14  che  ha  istituito presso l'Assessorato  regionale  del
  lavoro  e della cooperazione l'albo regionale del personale docente
  dei  corsi di formazione professionale, stabilendo altresì  che  le
  modalità  per l'iscrizione, la cancellazione e la tenuta  dell'albo
  saranno determinate dalla commissione di cui all'art. 15;

   per  sapere  se intendano procedere con l'aggiornamento  dell'albo
  nel  rispetto del dettato normativo attualmente vigente in  materia
  ovvero  in  che  modo intendano procedere per il  ripristino  della
  legalità nel settore di cui trattasi». (324)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta.-  «Perviene  agli  Uffici di diretta  collaborazione  di
  questo  Assessore  l'interrogazione parlamentare  n.  324  a  firma
  dell'onorevole  Francesco  Cappello, il  quale  chiede  chiarimenti
  circa  l'aggiornamento dell'Albo degli operatori  della  formazione
  professionale di cui all'art. 14 l.r. 24/76:
   In merito a tale problematica si rappresenta quanto segue.
   Nelle premesse dell'interrogazione, il deputato fa riferimento  ad
  un albo/elenco istituito con D.A. 5074 del 22.12.2010 in violazione
  della l.r. 24/76.
   In  realtà,  tale elenco non costituisce un albo dei formatori  ai
  sensi  della  l.r.  24/1976, bensì un elenco  strumentale  al  solo
  Avviso  20, il quale prevedeva infatti l'attribuzione di premialità
  per  gli  enti  concorrenti che avrebbero  attinto  a  quest'elenco
  approvato con decreto assessoriale.
   Ciò  posto,  questo Assessore, con apposito atto di indirizzo,  ha
  invitato  il Dipartimento a predisporre ogni atto gestionale  utile
  all'aggiornamento dell'albo dei formatori di cui alla l.r. 24/1976.
   Tanto si rappresenta a codesto illustrissimo Parlamento e si resta
  a disposizione per eventuali altri chiarimenti od integrazioni».

                                                        L'Assessore
                                                        N. Scilabra

                Rubrica «Risorse agricole e alimentari»

   CAPUTO. -«Al Presidente della Regione, premesso che:

   l'  Istituto  zootecnico per la Sicilia rappresenta  un  punto  di
  riferimento  per  la  zootecnia siciliana e  ha  una  struttura  di
  eccellenza nel panorama agricolo italiano e europeo;

   le  risorse economiche e finanziarie sono insufficienti sia per il
  personale  sia  per  assicurare il mantenimento  dell'alimentazione
  degli animali allevati all'interno dell'Ente;

   considerato che:

   è necessario assicurare il rilancio delle attività;

   l'ente è in gestione commissariale;

   ritenuto che occorre rilanciare l'attività dell'Istituto;

   per sapere:

   se  il  Governo  della  Regione intenda attuare  un  programma  di
  rilancio dell'istituto;

   se  il Governo procederà ad incrementare il capitolo di spesa  nel
  bilancio della regione;

   se il Governo precederà alla nomina del presidente e del consiglio
  di amministrazione;

   gli  atti  che  il  Governo intenda adottare per  la  salvaguardia
  dell'attività dell'Istituto Zootecnico siciliano». (25)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta.-  «Con  l'interrogazione  00025  dell'11  dicembre  2012
  l'On.le interrogante ha richiesto notizie in merito alle iniziative
  per la  Salvaguardia dell'Istituto Zootecnico per la Sicilia .
   In ordine all'argomento oggetto dell'interrogazione si rappresenta
  che,  nella  consapevolezza che l'Istituto Sperimentale  Zootecnico
  per  la  Sicilia  rappresenta una struttura di  eccellenza  che  va
  riorganizzata,  ammodernata  secondo  l'evoluzione   del   contesto
  produttivo  del settore e valorizzata ampliando anche  l'ambito  di
  interesse e di intervento, con delibera n. 4 dell'8 gennaio 2013 la
  Giunta  di  Governo,  su proposta dello scrivente  in  applicazione
  dell'art.  24  della L.R. n. 10/1999, ha condiviso la necessità  di
  procedere    alla   fusione   e/o   incorporazione    dell'Istituto
  Sperimentale   Zootecnico  per  la  Sicilia  e   dell'Istituto   di
  Incremento Ippico di Catania.
   In   considerazione  del  programma  di  rilancio  delle  attività
  dell'Istituto  che  il  Governo intende  promuovere,  il  quale  va
  considerato  anche  in relazione alla proposta di  riorganizzazione
  dell'Assessorato  regionale delle Risorse  Agricole  ed  Alimentari
  sottoposte  all'approvazione  dell'Assemblea  regionale  Siciliana,
  nelle  more dell'avvio delle procedure propedeutiche alle modifiche
  Statutarie  conseguenti il processo di fusione  e/o  incorporazione
  dei  due  istituti,  anche relativamente alla ricostituzione  degli
  Organi  di  Amministrazione, la Giunta di Governo ha  condiviso  la
  proposta dello scrivente di procedere alla nomina di un Commissario
  Straordinario cui affidare il mandato di dare impulso all'azione di
  rinnovamento  dell'Istituto,  oltreché  assicurare  l'ordinaria   e
  straordinaria amministrazione dello stesso.
   Infine, nella proposta di Bilancio di previsione e della legge  di
  stabilità  attualmente  sottoposte all'approvazione  dell'Assemblea
  Regionale Siciliana, pur in presenza di notevoli riduzioni rispetto
  agli  anni  precedenti delle risorse finanziarie, è stata  prevista
  per  l'istituto una dotazione finanziaria necessaria a  consentirne
  la continuità gestionale».

                                                  L'Assessore
                                           dott. Dario Cartabellotta

                            Rubrica «Salute»

   CAPUTO.-  «Al  Presidente della Regione  e  all'Assessore  per  la
  salute, premesso che:

   con decreto del 9 agosto 2012 pubblicato nella GURS del 31.08.2012
  la  Regione, più precisamente l'Assessore regionale per la  salute,
  ha   stabilito   le   nuove  regole  per  l'accreditamento   e   la
  contrattualizzazione dei laboratori di diagnostica.  Prevedendo  la
  soglia minima di 100.000 prestazione annue per il biennio 2013/2014
  e  di  n. 200.000 prestazione annue a partire dall'1 gennaio  2015.
  Per  prestazioni  si  intendono  le  prestazioni  di  medicina   di
  laboratorio   effettivamente   erogate,   in   regime   di   libero
  professionista e regolarmente fatturate;

   le   strutture  private  non  convenzionate  che  alla  data   del
  31.12.2012  non  hanno  raggiunto al  soglia  minima  non  potranno
  erogare prestazioni per conto del servizio sanitario regionale;

   considerato che:

   quindi  i  requisiti  richiesti dalla Regione  sono  assolutamente
  coercitivi e limitativi;

   la  natura  di  questo  provvedimento  rischia  di  penalizzare  i
  laboratori più piccoli creando una situazione di vantaggio solo per
  quelli di grandi dimensioni;

   conseguentemente  molti saranno costretti  a  chiudere  o  saranno
  assorbiti dai più grandi;

   tale situazione potrebbe causare pericoli o danni alla salute  del
  cittadino;

   ritenuto che la Regione deve tutelare e garantire il diritto  alla
  salute del cittadino;

   ritenuto, altresì, che:

   la VI Commissione legislativa permanente dell'ARS della precedente
  legislatura ha espresso parere negativo;

   pertanto il decreto deve essere revocato perché è in contrasto con
  quanto espresso dall'ARS e soprattutto perché in danno della salute
  dei cittadini;

   per  sapere quali provvedimenti il Governo intende adottare  o  ha
  già adottato:

   per la tutela del diritto alla salute;

   per evitare la cessazione delle attività dei laboratori di medie o
  piccole dimensioni;

   se  intendano  revocare con effetto immediato  il  decreto  del  9
  agosto 2012». (23)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -  «In  riscontro  all'interrogazione  in  oggetto   si
  precisa quanto segue.
   Il   DA  n.  1629/2012  di   Aggiornamento  delle  direttive   per
  l'autorizzazione, l'accreditamento e la contrattualizzazione  delle
  strutture   sanitarie  nella  Regione  Siciliana  di  Medicina   di
  Laboratorio private  intende concludere, dopo le precedenti fasi di
  accompagnamento, un processo di riorganizzazione e riqualificazione
  della rete laboratoristica siciliana.
   In  tale  decreto vengono adottate come condizioni necessarie  per
  l'accreditamento  e  la contrattualizzazione  dei  valori   soglia
  annui   di   prestazioni,  inserendo  inoltre   la   partecipazione
  obbligatoria alle Verifiche Esterne di Qualità (VEQ) regionali  sia
  per le strutture pubbliche che per le strutture private.
   Tale provvedimento è in coerenza:
     con  il  D.A. n. 890 del 17 giugno 2002, ove è previsto che   Il
  laboratorio deve svolgere programmi di controllo interno di qualità
  e  partecipare  a  programmi  di  valutazione  esterna  di  qualità
  promossi  dalle  Regioni,  o, in assenza  di  questi,  a  programmi
  validati a livello nazionale o internazionale ;
   con  quanto indicato nell'Accordo tra il Governo, le Regioni e  le
  Province  autonome  di  Trento  e  Bolzano  sui   Criteri  per   la
  riorganizzazione   delle  reti  di  offerta   di   diagnostica   di
  laboratorio   del 23 marzo 2011, che prevede che   nei  criteri  di
  accreditamento dovrà essere prevista una soglia minima di attività,
  al  di  sotto  della  quale  non si può riconoscere  l'idoneità  al
  riconoscimento  di  produttore accreditato e  a  contratto   e  che
   debbono  essere previsti programmi specifici di controllo  interno
  di  qualità e la partecipazione a schemi di valutazione esterna  di
  qualità  (VEQ), [ ] raccomandando preferibilmente quelli di valenza
  sovraregionale,  nazionale o internazionale,  che  dovranno  essere
  gestiti   da  soggetti  terzi  e  non  da  aziende  produttrici   o
  distributrici  di prodotti del settore e servizi della  diagnostica
  di laboratorio.
   con  il  decreto assessoriale del 30 dicembre 2010 con il quale  è
  stato  approvato,   previo  parere  favorevole  espresso  dalla  VI
  Commissione legislativa nella seduta del 29 dicembre 2010 e  previa
  deliberazione  della Giunta regionale n. 497 del 30 dicembre  2010,
  il   Programma operativo 2010-2012 , che prevedeva tra i  risultati
  programmati  la   Definizione di un nuovo  Piano  di  aggregazione
  finalizzato  ad addivenire progressivamente, entro il 2012,  a  una
  soglia  minima  di  200.000  esami/anno, attraverso  la  promozione
  dell'aggregazione dei laboratori con volumi di produzione inferiori
  alle 200.000 prestazioni annue, coerentemente a quanto indicato dal
  competente Ministero .
   Il  processo  di  aggregazione  mira  a  realizzare  una  rete  di
  laboratori  con  una  struttura analitica centralizzata  dotata  di
  tecnologie  ad alta produttività ed una serie di punti prelievo  ad
  essa  collegati via informatica, in grado di operare  con  maggiore
  performance e con attività tracciabili. La partecipazione alle  VEQ
  tende    a    realizzare    un   processo    di    modernizzazione,
  standardizzazione  e  monitoraggio  continuo  delle   attività   di
  laboratorio con particolare riguardo alla verifica oggettiva  delle
  qualità  delle  prestazioni  e quindi della  qualità  del  servizio
  offerto al paziente.
   Si  ricorda  tuttavia che, a seguito di ricorsi presentati  da  un
  gruppo  di laboratori privati (ric n. 1578/12) e dalla Federbiologi
  Sicilia,  Laisan  ed  altri laboratori (ric.  n.  1579/12)  il  TAR
  Sicilia, con le ordinanze n. 599 e n. 600 del 2012, ha sospeso   il
  predetto  D.A.,  non mettendo però  in discussione i  requisiti  ma
  esprimendosi   limitatamente agli articoli  3 e 7 e della  connessa
  clausola n. 8 del contratto tipo contenuto nell'allegato A  e  cioè
  solo   sugli   articoli  relativi  alla  tempistica  necessaria   a
  raggiungere    la    soglia    minima    di    prestazioni    utili
  all'accreditamento  e  alla contrattualizzazione,  ritenuta  troppo
  stringente.
   La   sospensiva  è  stata  confermata  con  ordinanza  n.655   del
  24/10/2012 e l'udienza fissata per il 24/10/2013.
   Si  ritiene  in  ultimo  utile precisare  che  relativamente  alle
  problematiche  inerenti  l'attività  dei  laboratori   di   analisi
  accreditati  è  stato  avviato un tavolo  con  le  Associazioni  di
  categoria».

                                                   L'Assessore
                                             Dr.ssa Lucia Borsellino

   GIANNI. -«All'Assessore per la salute, premesso che:

   con  l'entrata in vigore della legge regionale n. 5 del 14  aprile
  2009,  in  Sicilia  si è avviato il riordino della  rete  sanitaria
  attraverso  percorsi  di rifunzionalizzazione  e/o  conversione  di
  alcuni  presìdi, oltre che tramite un ridimensionamento  dei  posti
  letto disponibili per l'intero territorio siciliano;

   il  dettato normativo sopra citato ha definito le regole perché si
  avviasse una riforma generale del settore sanitario, mantenendo  ed
  assicurando gli standard minimi perché fosse garantito  il  diritto
  all'assistenza medica e, quindi, alla salute;

   tale   principio,   nonostante  le  dichiarazioni   dell'assessore
  regionale per la salute, è stato spesso messo in secondo piano,  in
  virtù di tagli indiscriminati e spesso contrari allo stesso dettato
  legislativo;

   i  sempre  più  diffusi casi di malasanità che si sono  registrati
  nell'isola  non sono spesso riconducibili all'incuria del  comparto
  medico,  ma più verosimilmente alle condizioni precarie in cui  gli
  operatori  sanitari si vedono costretti ad operare, con  condizioni
  sempre più inaccettabili in termini di strutture e servizi;

   nonostante   la   politica   di  tagli   indiscriminati   adottata
  dall'Assessore  regionale per la salute,  la  maggior  parte  delle
  aziende  sanitarie  regionali  continua  ad  aumentare  la  propria
  situazione  debitoria, a fronte di una sempre  più  povera  offerta
  sanitaria;

   il  legislatore  regionale, nell'approvare le  norme  di  riordino
  sanitario  di  cui sopra, ha espresso con chiarezza la  volontà  di
  potenziare l'offerta ospedaliera nelle aree considerate  a  rischio
  ambientale;

   considerato che:

   il  depotenziamento dei servizi sanitari in provincia di  Siracusa
  ha  impoverito anche l'ospedale Umberto I che ricopre il  ruolo  di
  capofila  della  sanità provinciale, al punto di non  dar  vita  al
  previsto  reparto  di rianimazione pediatrica e l'assenza  di  alta
  specializzazione fa registrare l'impossibilità di  intervenire  sui
  pazienti in tempo reale;

   nella mattinata odierna un bimbo di appena 5 anni è deceduto  dopo
  i  vani  tentativi di rianimazione tradizionale senza che i  medici
  avessero  a  disposizione  gli strumenti ormai  indispensabili  per
  intervenire  con  urgenza  sui  casi  limite  e  sarebbero   dovuti
  ricorrere al trasferimento in elisoccorso a Palermo;

   nettamente in contrasto con quanto esposto in premessa  appare  la
  decisione   di   procedere,   sostanzialmente,   al   declassamento
  dell'Ospedale
   Muscatello» di Augusta, che rischia di diventare esclusivamente un
  presidio   per  la  lungodegenza,  in  seguito  alla  decisone   di
  sopprimere  il  pronto  soccorso e  di  trasferire  il  reparto  di
  ginecologia e di pediatria;

   nel territorio in cui ricade l'Ospedale Muscatello», ovvero quello
  di Augusta, zona ad alto
   rischio  ambientale  per la massiccia presenza  di  produzione  di
  idrocarburi,   i  casi  di  malattie  oncologiche  sono   purtroppo
  annualmente in crescita e che lo stesso territorio ospita  le  basi
  militari;

   in  assoluto  disprezzo dei livelli essenziali di  assistenza,  ad
  oggi non si è proceduto a dotare la rete ospedaliera siracusana dei
  reparti  di  radiologia avanzata nonostante gli impegni  più  volte
  assunti dal Governo regionale;

   sia  nella richiamata legge regionale n. 5 del 14 aprile 2009, sia
  nell'accordo sottoscritto il 31 luglio 2007 tra le parti in  causa,
  in  cui veniva definito il piano di contenimento e riqualificazione
  del  servizio sanitario (piano di rientro della Regione  siciliana)
  non  si menzionano dismissioni di presìdi sanitari, soprattutto  se
  ricadenti  in aree industriali a forte impatto ambientale,  secondo
  quanto previsto dall'articolo 6, comma 3, della legge sopra citata;

   a  giudizio  dell'interrogante, la politica del Governo siciliano,
  in materia di sanità pubblica, si scontra, di fatto, con il dettato
  costituzionale  in materia di diritto alla salute,  penalizzando  i
  cittadini  della provincia di Siracusa, che non solo  subiscono  le
  conseguenze  determinate dal vivere in una  zona  a  forte  rischio
  ambientale,  ma si vedono anche privare dell'unico presidio  medico
  ospedaliero nell'area di Augusta;
   per sapere se:

   non  si ritenga necessario intervenire con la massima urgenza  per
  assicurare alla provincia di Siracusa una rete ospedaliera in linea
  agli  standard  qualitativi che qualsiasi nosocomio deve  avere  ed
  avviare  la  presenza capillare dei servizi di  pediatria  avanzati
  (rianimazione  -  pronto  soccorso)  ed  una  rete  di  reparti  di
  radiologia  che contemplino tutte le apparecchiature per assicurare
  l'erogazione del servizio;

   non  reputi  inaccettabile che un paziente in età  pediatrica  non
  possa  ricevere  cure appropriate nei tempi dovuti per  carenza  di
  servizi    strutturali    che   colpiscono   l'intero    territorio
  provinciale». (305)

   Risposta. -«In riscontro all'interrogazione specificata in oggetto
  con  la  quale si chiedono interventi urgenti per salvaguardare  il
  diritto alla salute nella provincia di Siracusa, si precisa  quanto
  segue.
   E' in corso un'ulteriore revisione della rete ospedaliera, secondo
  i   parametri  fissati  dal  D.L.  6  luglio  2012  convertito  con
  modificazioni  dalla legge 7 agosto 2012 n. 135 e  dal  regolamento
  attuativo,   basati  sull'assistenza  organizzata   per   intensità
  assistenziale e non più per patologia, e che in tale sede  potranno
  essere valutate le osservazioni dell'Onorevole interrogante.
   Premesso  ciò, si rappresenta che questo Assessorato ha  proceduto
  alla  revisione della rete ospedaliera in attuazione  del  D.A.  15
  giugno  2009 n. 1150, recante  Indirizzi e criteri per il riordino,
  la rifunzionalizzazione e la riconversione della rete ospedaliera e
  territoriale  regionale , con il quale è stato definito  il  quadro
  complessivo della dotazione di posti e le regole per il governo del
  sistema ospedaliero regionale.
   Il  processo  di  razionalizzazione  delle  prestazioni  sanitarie
  ospedaliere,   con   l'obiettivo   di   spostare   il    baricentro
  dall'ospedale al territorio, ha portato ad elevare la  qualità  dei
  servizi offerti e l'efficienza nella loro erogazione e ad adeguare,
  tendenzialmente,  il tasso di ospedalizzazione  che  era  più  alto
  rispetto alla media nazionale.
   Nella  prima  fase del processo è stato definito il fabbisogno  di
  posti letto per acuti, riabilitazione post acuzie e lungodegenza.
   Conseguentemente  la  rimodulazione  della  rete  ospedaliera   ha
  comportato  la  variazione del numero dei  posti  letto  di  alcune
  discipline, in rapporto all'effettivo fabbisogno rilevato nonché il
  raggiungimento,  in termini percentuali, della  dotazione  di  3,87
  posti  letto per mille abitanti, di cui 3,22 per acuti e  0,65  per
  riabilitazione e lungodegenza, andando dunque incontro ai parametri
  introdotti  dall'Intesa  del 3 dicembre 2009  tra  il  Governo,  le
  Regioni  e  le Province autonome di Trento e di Bolzano concernente
  il nuovo Patto per la salute 2010-2012.
   Tuttavia la riduzione dei posti letto non ha costituito da sola la
  risposta   all'obiettivo  di  revisione  dell'assistenza  sanitaria
  regionale,  il  cui  scopo principale è stato quello  di  garantire
  sicurezza  e  appropriatezza  delle  prestazioni  ed  efficacia   e
  economicità del sistema.
   Gli  obiettivi  individuati per il completamento del  processo  di
  riorganizzazione della rete ospedaliera, fanno infatti  riferimento
  a:
      ·Analisi della domanda e rimodulazione dell'offerta.
  ·Riduzione del numero di posti letto ospedalieri per acuti e del
  numero delle Unità Operative Complesse (UOC) e Semplici (UOS).
  ·Individuazione delle strutture in cui disattivare le funzioni di
  ricovero per acuti duplicate.
  ·Trasferimento di prestazioni ospedaliere ad alto rischio di
  inappropriatezza verso forme di assistenza alternative al ricovero
  (ciò ha determinato il progressivo allineamento del tasso di
  ospedalizzazione dal valore di 202,59 x 1000 abitanti [Dati SDO
  anno 2009] ai parametri nazionali [180 x1000 abitanti].
   Relativamente  al  caso segnalato riguardante il piccolo  paziente
  deceduto, si precisa che con nota prot. 32159 del 05 aprile 2013 il
  competente  Servizio 5  Qualità, governo clinico  e  sicurezza  dei
  pazienti'   del   Dipartimento  per  le   attività   sanitarie   ed
  Osservatorio  epidemiologico  ha  fatto  richiesta  alla  Direzione
  Generale  dell'ASP  di  Siracusa di  produrre  adeguata  relazione,
  facendo   particolare  riferimento  all'attività  di   rianimazione
  pediatrica  presente  presso  l'Azienda  ed  al  segnalato   evento
  avverso.
   La   Direzione  generale  dell'ASP  ha  riscontrato  con  apposita
  relazione della Direzione sanitaria, che si allega,con la quale, in
  risposta  a quanto segnalato nell'interrogazione, è stato precisato
  che, a seguito di verifica interna, il decesso del piccolo bimbo di
  5  anni   non  è  da  addebitare a carenze  strutturali  ovvero  di
  apparecchiature  né tantomeno ad errore medico ,  allegando  a  ciò
  apposita relazione esplicativa di approfondimento del caso.
   Con la predetta relazione inoltre vengono riscontrate le ulteriori
  questioni  poste con l'interrogazione di che trattasi su  tematiche
  riguardanti la programmazione regionale ed i provvedimenti ad  essa
  collegati».

                                                  L'Assessore
                                            Dr.ssa Lucia Borsellino

   TURANO.-  «Al  Presidente della Regione  e  all'Assessore  per  la
  salute, premesso che:

   al  fine  di  consentire, con finanziamenti  a  carico  dei  fondi
  europei,   la   realizzazione   di   lavori   di   ristrutturazione
  dell'Ospedale  A. Aiello di Mazara del Vallo, ivi  compressa  anche
  l'allocazione  di  apparecchiature per  la  radioterapia,  è  stata
  ipotizzato,  per  un  periodo di due anni,  l'allestimento  di  una
  struttura vicariante in grado di garantire tutte le emergenze;

   il  cronoprogramma  delle attività da mettere  in  atto  prevedeva
  l'allestimento  della struttura vicariante entro il dicembre  2011,
  l'inizio dei lavori a gennaio del 2012 e la fine di essi,  pena  la
  perdita del finanziamento, entro dicembre 2013;

   il  suddetto  cronoprogramma prevedeva  inoltre  il  trasferimento
  temporaneo, con rientro a Mazara del Vallo al termine dei lavori di
  ristrutturazione,  di  tutti i reparti da allocare  presso  Presìdi
  ospedalieri viciniori e con l'impegno che essi potessero operare in
  assoluta autonomia;

   i lavori appaltati a fine dicembre 2012, a meno dell'esecuzione di
  sondaggi  e  carotaggi,  non erano ancora iniziati,  e  si  paventa
  peraltro  il  rischio  incombente  di  un  fallimento  della  ditta
  aggiudicataria dell'appalto;

   da   oltre   un   anno   molti  reparti  sono  stati   trasferiti,
  ridimensionati  e  depotenziati, spesso  praticamente  accorpati  e
  taluni  soppressi, con sempre maggiore difficoltà a reperire  posti
  letto   per   acuti  (con  i  pazienti  sempre  più   costretti   a
  trasferimenti presso altre province lontane);

   non  è  stato  onorato  l'impegno  a  mantenere  un  Chirurgo,  un
  Ostetrico  ed  un  Pediatra  per  gli  interventi  di  urgenza,  ed
  addirittura  da  più  di sei mesi le emergenze  vengono  trasferite
  nelle ambulanze senza la presenza a bordo di un medico;

   la  sala  operatoria  dell'ospedale è stata  chiusa,  configurando
  un'interruzione  di  pubblico servizio, prima  ancora  che  venisse
  attivata  quella  prevista  nella  struttura  vicariante,  rendendo
  impossibile  ogni intervento in estrema urgenza indifferibile  (es.
  rottura  di milza, gravidanza extrauterina, tamponamento  cardiaco,
  pace maker provvisorio);

   l'unica   Unità  Operativa  Complessa  con  degenze   rimasta   di
  Cardiologia con UTIC e centro di Cardiostimolazione (3  in  Sicilia
  per  numero  di  impianti e 1  dotato di strumentazione  Carto  per
  l'ablazione  dei substrati aritmogeni acquisiti con  fondi  europei
  per  circa  mezzo  milione  di euro) è stata  resa  sostanzialmente
  inoperante  e viene pressata con accanimento per essere trasferita,
  ridimensionata  e  depotenziata, presso il  P.O.  di  Castelvetrano
  anziché  allocarla nell'area di emergenza urgenza di  via  Livorno,
  lasciando cosi di fatto nella sede dell'area di emergenza  soltanto
  una  guardia  cardiologica senza adeguata  strumentazione  che  non
  sarebbe  in  grado  di garantire le emergenze cardiologiche,  prima
  causa  di  mortalità,  considerata anche la difficoltà  a  reperire
  posti letto di Utic;

   il  tavolo tecnico svoltosi in data 3 dicembre 2012 ha determinato
  che i servizi di cui sarà dotata l'area di emergenza - urgenza sono
  da   considerarsi   per   le  varie  specializzazioni   in   regime
  ambulatoriale,  mentre per il resto si fa riferimento  solamente  a
  Pronto Soccorso Triage, posti tecnici di terapia intensiva (solo  4
  posti O.B.I. osservazione breve ed intensiva), sala chirurgica  per
  le   emergenze   (solo   con   personale  reperibile),anestesia   e
  rianimazione,  cardiologia  (solo in  regime  ambulatoriale  e  per
  impianto di pacemaker provvisori);

   considerato  che la Regione deve tutelare e garantire  il  diritto
  alla salute dei cittadini;

   per  sapere  se si ritiene opportuno che oltre alla permanenza  di
  chirurghi  per  affrontare  le  indifferibili  e  non  trasferibili
  emergenze, nell'area di emergenza urgenza di via Livorno vicariante
  il   presidio  Ospedaliero  A.Ajello,  sia  prevista  la  specifica
  permanenza di una UTIC con almeno 4 posti letto e 6 posti di  post-
  intensiva (sicuramente realizzabili data la disponibilità di  spazi
  da articolare in maniera più razionale), considerato che essa trova
  indicazione assoluta in quanto:

   -  la  permanenza di posti letto (4 di UTIC e 6 di  post-intensiva
  possibili  se voluti e non ostacolati a qualsiasi costo  stante  la
  disponibilità di locali) con degenza (con DRG codificato 19 0354 al
  P.O.  di Mazara) nell'area di emergenza vicaria in allestimento,  e
  oltretutto  con  la  disponibilità di una sala operatoria  dedicata
  (che   altrimenti   rimarrebbe   inspiegabilmente    inutilizzata),
  consentirebbe di garantire realmente le emergenze, prima  causa  di
  mortalità (data l'elevata incidenza), mantenendo vitale il presidio
  A.Ajello;

   - le urgenze - emergenze vere sono prevalentemente cardiologiche e
  devono  essere  risolte  nel giro di pochi minuti,  costituendo  la
  prima causa di mortalità;

   -  nessuna  guardia cardiologica, da sola, potrà mai garantire  la
  complessità   della  gestione  di  una  emergenza   cardiaca   (es.
  tamponamento  cardiaco,  infarto con blocco,  aritmie  con  arresto
  cardiaco);

   -   nessun   Pronto  Soccorso  potrebbe  garantire  la  cosiddetta
  osservazione  breve  con un solo cardiologo che dovrebbe  occuparsi
  contemporaneamente  di trasferire pazienti con  infarto  presso  le
  strutture  emodinamiche, e comunque non è chiaro di chi sarebbe  la
  responsabilità della gestione di pazienti instabili  a  rischio  di
  morte improvvisa;

   -  i posti letto di UTIC sono assolutamente insufficienti in tutta
  la  Sicilia  occidentale  e  spesso i  pazienti  sono  costretti  a
  trasferimenti presso Ospedali lontanissimi;

   -  non  esistono  apparecchiature sufficienti  per  garantire  una
  diagnostica  e  una interventistica in due sedi  distinte  (1  solo
  ecografo e 1 solo intensificatore di brillanza per impiantistica di
  P.M.);

   -  apparecchiature  inscindibili (Angiografo e sistema  Carto  per
  impiantistica di PM e ICD e terapie ablative) acquistati con  fondi
  europei  per circa mezzo milione di euro (uniche in Sicilia  in  un
  Ospedale  pubblico)  non troverebbero allocazione  presso  le  sale
  operatorie  di altri presìdi e, oltre a disperdere la  elevatissima
  professionalità   acquisita  nel    corso    di    un    ventennio,
  ricomincerebbero     le  migrazioni  passive extraregionali che  si
  erano evitate;

   -  un  solo  cardiologo  in consulenza al Pronto  Soccorso,  senza
  possibilità di poter contare su una equipe di supporto con adeguata
  strumentazione  e sulla possibilità di ricovero, esporrebbe  sia  i
  pazienti   a  rischi  di  malasanità  sia  i  medici  a   possibili
  conseguenze di natura legale;

   per  sapere  infine  se  quando i lavori di  ristrutturazione  del
  nosocomio   saranno  ultimati  (pare  che  i  termini  inizialmente
  previsti   di  dicembre  2013,  pena  la  perdita  dei  fondi   del
  finanziamento,  siano stati postergati alla fine del  2015),  resti
  fermo  l'impegno  di  riallocare in esso i  reparti  attualmente  e
  momentaneamente trasferiti negli Ospedali limitrofi, ovvero sia nei
  programmi  futuri del Governo la sua riconversione e/o dismissione,
  e  tutto ciò a discapito del legittimo diritto alla salute  di  una
  così vasta comunità». (360)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -  «In  riscontro  all'interrogazione  specificata   in
  oggetto  con  la  quale si chiedono notizie  in  merito  al  futuro
  dell'Ospedale  Abele  Ajello  e  sull'attivazione  dei  servizi  in
  dotazione all'area di emergenza, si precisa quanto segue.
   E' in corso un'ulteriore revisione della rete ospedaliera, secondo
  i parametri fissati dal D.L. 6/07/2012 convertito con modificazioni
  dalla  legge  7/08/2012 n. 135 e dal regolamento attuativo,  basati
  sull'assistenza organizzata per intensità assistenziale e  non  più
  per  patologia,  e  che in tale sede potranno  essere  valutate  le
  osservazioni dell'Onorevole interrogante.
   Premesso  ciò, si rappresenta che questo Assessorato ha  proceduto
  alla  revisione della rete ospedaliera in attuazione  del  D.A.  15
  giugno  2009 n. 1150, recante  Indirizzi e criteri per il riordino,
  la rifunzionalizzazione e la riconversione della rete ospedaliera e
  territoriale  regionale , con il quale è stato definito  il  quadro
  complessivo della dotazione di posti e le regole per il governo del
  sistema ospedaliero regionale.
   Il  processo  di  razionalizzazione  delle  prestazioni  sanitarie
  ospedaliere,   con   l'obiettivo   di   spostare   il    baricentro
  dall'ospedale al territorio, ha portato ad elevare la  qualità  dei
  servizi offerti e l'efficienza nella loro erogazione e ad adeguare,
  tendenzialmente,  il tasso di ospedalizzazione  che  era  più  alto
  rispetto alla media nazionale.
   Nella  prima  fase del processo è stato definito il fabbisogno  di
  posti letto per acuti, riabilitazione post acuzie e lungodegenza.
   Conseguentemente  la  rimodulazione  della  rete  ospedaliera   ha
  comportato  la  variazione del numero dei  posti  letto  di  alcune
  discipline, in rapporto all'effettivo fabbisogno rilevato nonché il
  raggiungimento,  in termini percentuali, della  dotazione  di  3,87
  posti  letto per mille abitanti, di cui 3,22 per acuti  e 0,65  per
  riabilitazione e lungodegenza, andando dunque incontro ai parametri
  introdotti  dal  l'Intesa del 3 dicembre 2009 tra  il  Governo,  le
  Regioni  e  le Province autonome di Trento e di Bolzano concernente
  il nuovo Patto per la salute per gli anni 2010-2012.
   Tuttavia la riduzione dei posti letto non ha costituito da sola la
  risposta   all'obiettivo  di  revisione  dell'assistenza  sanitaria
  regionale,  il  cui  scopo principale è stato quello  di  garantire
  sicurezza  e  appropriatezza  delle  prestazioni  ed  efficacia   e
  economicità del sistema.
   Gli  obiettivi  individuati per il completamento del  processo  di
  riorganizzazione della rete ospedaliera, fanno infatti  riferimento
  a:
      ·Analisi della domanda e rimodulazione dell'offerta.
  ·Riduzione del numero di posti letto ospedalieri per acuti e del
  numero delle Unità Operative Complesse (UOC) e Semplici (UOS).
  ·Individuazione delle strutture in cui disattivare le funzioni di
  ricovero per acuti duplicate.
  ·Trasferimento di prestazioni ospedaliere ad alto rischio di
  inappropriatezza verso forme di assistenza alternative al ricovero
  (ciò ha determinato il progressivo allineamento del tasso di
  ospedalizzazione dal valore di 202,59 x 1000 abitanti [Dati SDO
  anno 2009] ai parametri nazionali [180 x1000 abitanti]».

                                                L'Assessore
                                          Dr.ssa Lucia Borsellino

   FIGUCCIA-DI MAURO-LOMBARDO-FEDERICO-GRECO-LO SCIUTO-FIORENZA.- «Al
  Presidente  della Regione ed all'Assessore per la salute,  premesso
  che,  dal 1996 - anno in cui nella Regione siciliana viene  emanata
  la  legge  26  che  ha  programmato  la  realizzazione  della  rete
  d'interventi in favore dei soggetti affetti da malattie inguaribili
  - ad oggi, il quadro normativo regionale ha visto un susseguirsi di
  norme  volte  a  disciplinare l'accesso e lo  sviluppo  nel  nostro
  territorio  delle  cure palliative. Nel corso di questi  anni  sono
  stati  realizzati, quantomeno sulla carta, nelle ASP dei principali
  centri siciliani, hospice per un totale di 89 posti letto, anche se
  non  tutti  risultano  completati  e  disponibili.  Si  è  cercato,
  inoltre, di potenziare la rete di assistenza domiciliare palliativa
  che  viene  erogata attraverso apposite convenzioni con  efficienti
  enti no profit operanti nella nostra Regione;

   considerato   che  la  legge  38  del  15  marzo   2010   sancisce
  definitivamente  il  diritto del cittadino ad  accedere  alle  cure
  palliative  ed  alla terapia del dolore che assurge, finalmente,  a
  livello di assistenza essenziale;

   preso  atto che la nostra Regione, pur avendo costituito,  secondo
  quanto  stabilito  dalla normativa nazionale, un  coordinamento  di
  cure  palliative a supporto dell'Assessorato per la  Sanità  cui  è
  demandato, tra l'altro, il compito di mantenere uniformi i  livelli
  di assistenza ai malati, non offre riscontri significativi rispetto
  a   quanto  stabilito  nei  provvedimenti  normativi  regionali  in
  materia.  Numerose sono le segnalazioni dell'utenza che lamenta  la
  scarsa  disponibilità di accesso alle strutture  ed  all'assistenza
  domiciliare  per  i propri familiari che vivono il  dramma  di  una
  malattia   in   fase   terminale.  L'assenza   di   risorse   umane
  professionali  necessarie  a garantire l'operatività  dei  servizi,
  forme di assistenza discontinue e pertanto inefficaci rispetto alle
  finalità  per cui dovrebbero essere erogate, l'assenza  di  criteri
  effettivi  che determinano l'ammissione alle cure palliative,  sono
  soltanto  alcuni degli aspetti negativi che certamente non  possono
  essere   giustificati   dalla  mancanza  di   risorse   conseguente
  all'esigenza  di  rispettare  il  piano  di  rientro  del   deficit
  economico sanitario;

   rilevato  che  in  Sicilia, nel corso del  2010,  l'incidenza  dei
  tumori  è stata di 16.144 casi (9.096 uomini e 7.048 donne), mentre
  la  mortalità ha toccato quota 9.699 decessi: 5.903 uomini e  3.796
  donne.   Tra   i   malati  oncologici  che  avrebbero   diritto   a
  un'assistenza negli hospice, o a domicilio, con personale  adeguato
  e  preparato, solo il 40% attualmente ha accesso a un programma  di
  cure   palliative,  tutti  gli  altri  vengono  assistiti  in  modo
  discontinuo;

   atteso che l'obbiettivo di conseguire un potenziamento della  rete
  di  assistenza  domiciliare  ai malati  terminali,  ha  determinato
  l'impiego di medici e personale infermieristico che per anni  aveva
  prestato    la    propria   attività,   con   competenza,    grande
  professionalità ed assoluta dedizione, presso gli enti che  operano
  in  tale ambito a livello regionale (SAMOT e SAMO). Tali enti,  nel
  percorso  di  accreditamento alla Regione siciliana,  hanno  dovuto
  sacrificare delle professionalità che erano indispensabili  per  lo
  svolgimento  di attività altamente specialistiche a  detrimento  di
  una numerosa utenza;

   per sapere:

   quali  provvedimenti  urgenti  intendano  assumere  per  garantire
  un'efficiente rete di assistenza ai malati in stato terminale,  nel
  rispetto  della programmazione sancita dalla normativa regionale  e
  nazionale in materia;

   se  non  ritengano opportuno, in considerazione della  consolidata
  esperienza  dei centri che offrono da anni assistenza specialistica
  ai  malati terminali, prevedere una deroga rispetto alla norma  che
  sancisce  l'incompatibilità tra il ruolo  di  medico  e  infermiere
  ricoperto in altri ambiti e l'incarico in strutture specialistiche,
  facendo  prevalere il principio della competenza e  dell'esperienza
  specialistica». (367)

   Risposta.- «In riscontro all'interrogazione specificata in oggetto
  si rappresenta quanto segue.
   Preliminarmente, si ritiene utile fare un breve cenno su quanto  è
  stato  fatto in ambito regionale in ordine agli interventi  diretti
  al  potenziamento delle reti di cure palliative e  di  terapia  del
  dolore.
   A   riguardo,   l'adozione   del  programma   nazionale   per   la
  realizzazione   in  ciascuna  regione  di  strutture   residenziali
  dedicate   all'assistenza  palliativa,  operata  con  decreto   del
  Ministro  della Sanità del 28/09/1999 ai sensi della  legge  39/99,
  seppur lentamente, ha dato la stura in Sicilia per la realizzazione
  della rete di cure palliative.
   Infatti,  la  Regione con decreto n. 32881 del 9 ottobre  2000  ha
  approvato,  in  attuazione  delle  succitate  fonti  normative,  il
  programma  per la realizzazione della rete di assistenza ai  malati
  in  fase  avanzata  e  terminale prevedendo,  in  una  prima  fase,
  l'attivazione  di  nove hospice presso Aziende Sanitarie  Pubbliche
  con l'utilizzo delle risorse statali destinate alla Regione per  le
  finalità di cui alla legge 39/99.
   Ancora,  con  decreto  5 dicembre 2001, al fine  di  uniformare  i
  comportamenti su tutto il territorio regionale, sono state  emanate
  le linee guida per la realizzazione del programma regionale di cure
  palliative relativamente alla rete assistenziale dei malati in fase
  terminale e delle strutture hospice finanziate dal Ministero  della
  Salute.
   Successivamente,  in  attuazione del decreto del  Ministero  della
  Salute  5 settembre 2001, con il quale sono state assegnate risorse
  aggiuntive alla regione per la realizzazione di ulteriori strutture
  hospice,  sono  state ammesse a finanziamento le Aziende  sanitarie
  che  avevano avuti approvati dalla apposita Commissione i  progetti
  preliminari per le predette finalità.
   Ciò  premesso,  in  applicazione delle disposizioni  regionali  in
  materia, con particolare riferimento al D.A. 8 maggio 2009  n.  873
  recante  Nuova organizzazione delle cure palliative in Sicilia   le
  azioni    di    questo    Assessorato    sono    state    orientate
  all'implementazione e potenziamento della rete di cure palliative.
   Il succitato decreto, nell'approvare la nuova organizzazione delle
  cure palliative in Sicilia, ha fissato in ragione dei finanziamenti
  statali  previsti dal programma la dotazione dei  posti  letto  dei
  centri  residenziali hospice facenti parte della rete regionale  di
  cure palliative nella misura complessiva di . 165 posti distribuiti
  in 15 strutture come da tabella allegata al decreto medesimo.
   Inoltre,  ai  sensi  dell'art.  7 del  decreto  medesimo  è  stato
  istituito il Coordinamento regionale per le cure palliative, con il
  compito di assicurare il monitoraggio ed il governo della rete  dei
  servizi dedicati per le differenti tipologie di assistenza.
   Dalla  recente  ricognizione effettuata circa lo  stato  dell'arte
  della  rete delle cure palliative in Sicilia è emerso che  in  atto
  sono stati realizzati ed attivati n. 128 posti hospice.
   Ciò premesso, l'offerta di posti letto dell'attuale rete regionale
  degli  hospice,  ancora in parte in corso di  attivazione,  risulta
  sottodimensionata rispetto allo standard nazionale e dei  parametri
  introdotti dalla legge regionale n. 26 del 6 aprile 1996 (n. 1 p.l.
  ogni 20.000 abitanti).
   Pertanto,  ferme  restando le previsioni del  programma  operativo
  2010-2012  in  ordine alla realizzazione di 165 posti  hospice,  il
  percorso  che  si intende intraprendere è quello di  monitorare  le
  strutture  dedicate operanti sul territorio regionale, i  tempi  di
  attivazione delle strutture non ancora operative nonché  quello  di
  pianificare  il  potenziamento della rete di cure palliative  nella
  misura  riconducibile  al succitato standard introdotto  con  legge
  regionale.
   L'obiettivo  che questa Amministrazione si prefigge è perseguibile
  ed   economicamente  sostenibile  solo  attraverso   una   adeguata
  ricollocazione   delle   risorse  e   un   riorientamento   all'uso
  appropriato dei servizi.
   Questo   percorso  che  si  inserisce  nell'ambito  del  riordino,
  rifunzionalizzazione e riorganizzazione della  rete  ospedaliera  e
  territoriale   regionale,  punta  all'obiettivo  di   sgravare   le
  strutture  di ricovero ospedaliero da attività inappropriate  e  da
  maggiori oneri ed offrire percorsi assistenziali più adeguati e più
  rispondenti ai bisogni delle persone che necessitano di tali cure.
   A  tal  fine,  questa  Amministrazione in coerenza  con  le  linee
  progettuali derivanti dall'accordo tra il Governo, le Regioni e  le
  province autonome di Trento e Bolzano per l'utilizzo da parte delle
  regioni   delle  risorse  vincolate  per  la  realizzazione   degli
  obiettivi di carattere prioritario e di livello nazionale e con  il
  livello   organizzativo  raggiunto  ha  elaborato  nel  corso   del
  precedente  triennio dei progetti sulle cure palliative  e  terapia
  del  dolore  da realizzare in ambito di ciascuna Azienda  Sanitaria
  Provinciale  volti  al  potenziamento delle  rispettive  reti  e  a
  garantire  il diritto del cittadino di accedere a tali  cure,  così
  come previsto dalla legge n. 38 del 15 marzo 2010.
   Ciò  premesso, per ultimo, in riscontro al punto secondo di quanto
  richiesto  di  sapere  da  parte  dell'On.le  interrogante   e   in
  particolare:  se  (i  destinatari  della  interrogazione   di   cui
  all'oggetto)  non  ritengano  opportuno,  in  considerazione  della
  consolidata  esperienza dei centri che offrono da  anni  assistenza
  specialistica  ai malati terminali, prevedere una  deroga  rispetto
  alla norma che sancisce l'incompatibilità tra il ruolo di medico  e
  infermiere  ricoperto  in  altri ambiti e l'incarico  in  strutture
  specialistiche; si rammenta che il rispetto di tale obbligo di  cui
  al   decreto  8  maggio  2012  recante   Integrazione  al   decreto
  assessoriale  14  novembre 2011 di approvazione dei  requisiti  per
  l'autorizzazione all'esercizio e per l'accreditamento istituzionale
  degli  organismi  non  lucrativi di  utilità  sociale  (Onlus)  per
  l'assistenza  domiciliare  alle  persone  in  fase  terminale   che
  necessitano  di  cure  palliative'  non  è  espressione  di  questa
  Amministrazione regionale ma bensì discende dalla vigente normativa
  statale  in  tema  di esclusività del rapporto  di  lavoro  e/o  di
  incompatibilità di cui all'art. 4 comma 7 della legge delega n. 412
  del 1991».

                                                 L'Assessore
                                            Dr.ssa Lucia Borsellino

   ZAFARANA-PALMERI-ZITO-CAPPELLO-CANCELLERI-CIACCIO-LA ROCCA-
   VENTURINO-FOTI-TRIZZINO-MANGIACAVALLO-SIRAGUSA-FERRERI-CIANCIO.  -
  «Al Presidente della Regione, all'Assessore per la salute, premesso
  che:

   con  l'art. 10 della legge regionale 3 luglio 2000, n. 15, recante
  l'  istituzione  dell'anagrafe canina e norme per la  tutela  degli
  animali  da  affezione e la prevenzione del randagismo,  pubblicata
  sulla  GURS del 7 luglio 2000, n. 32, in attuazione alla  legge  14
  agosto  1991, n. 281, si obbliga alla istituzione della commissione
  per i diritti degli animali;

   rilevato  che l'istituzione della commissione per i diritti  degli
  animali  ha  compiti consultivi sullo stato di attuazione  e  sulle
  materie inerenti alla suddetta legge;

   considerato che la commissione, oltre agli indispensabili  compiti
  consultivi,  ha  funzione  di notevole utilità  di  monitoraggio  e
  verifica  e,  di conseguenza, di indirizzo a possibili  adeguamenti
  delle  norme  del  D.P.  n. 7 del 12 gennaio 2007  sul  regolamento
  esecutivo  dell'art.  4  della  legge  15/2000,  in  linea  con  le
  evoluzioni sociali, ambientali e scientifiche e che la mancanza  di
  tale  organo, oltre a contravvenire ad una disposizione  di  legge,
  costituisce  un dannoso vuoto per l'adeguamento delle  disposizioni
  finalizzate alla prevenzione del randagismo;

   visto  che  la  durata del mandato della prima commissione  per  i
  diritti  degli  animali  è  scaduta  a  gennaio  del  2009  e  che,
  nonostante  ne siano stati espletati gli atti utili, la  stessa,  a
  distanza di quattro anni, non è stata ancora ricostituita;

   per  sapere perché la Commissione per i diritti degli animali  non
  sia  stata  ricostituita dopo la scadenza del 2009 e se si  intenda
  procedere con la dovuta celerità alla ricostituzione della  stessa,
  in  ossequio al preciso disposto dell'art. 10 della legge regionale
  n. 15/2000». (615)

         (Gli interroganti chiedono risposta scritta urgente)

   Risposta.  -  «In  riscontro  all'interrogazione  specificata   in
  oggetto  si rappresenta che è stato avviato l'iter procedurale  per
  ricomposizione della Commissione per i diritti degli animali di cui
  alla legge regionale n. 15/2000.
   Infatti,   ai  fini  dell'individuazione  dei  soggetti   previsti
  dall'art. 10 della richiamata legge regionale, il Dipartimento  per
  le  attività sanitarie ed Osservatorio epidemiologico - Servizio  8
   Sanità  veterinaria ha provveduto a richiedere  alle  Associazioni
  protezionistiche  iscritte all'Albo regionale ex  l.r.  15/2000  ed
  all'Ordine   dei   medici  veterinari  i  nominativi   dei   propri
  rappresentanti e dell'etologo.
   In  esito  a  ciò  si  potrà procedere alla  ricomposizione  della
  Commissione».

                                                 L'Assessore
                                            Dr.ssa Lucia Borsellino