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Resoconto d'Aula della Seduta n. 436 di lunedì 10 luglio 2017
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   Presidenza del Presidente Ardizzone


                   La seduta è aperta alle ore 16.20

   FIGUCCIA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il  preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   -  Norme  sulla  trasparenza amministrativa degli organi  ed  enti
  pubblici  della  Regione.  Divulgazione  degli  atti  normativi   e
  amministrativi di interesse generale. (n. 1328).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli D'Agostino,
  Picciolo, Tamajo, Cascio S., Greco M., Lo Giudice e Cimino in  data
  5 luglio 2017.

   -  Norme  per  il  contenimento delle spese  durante  la  campagna
  elettorale  per l'elezione dell'Assemblea Regionale Siciliana.  (n.
  1329).
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli  Apprendi,
  Anselmo e Panepinto in data 4 luglio 2017.

   -  Modifica del decreto del Presidente della Regione n. 3  del  20
  agosto 1960.   (n. 1330).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Musumeci  e
  Formica in data 4 luglio 2017.

   -  Norme  per la regolarizzazione delle occupazioni  sine  titulo
  degli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica. (n. 1331).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Vinciullo in
  data 4 luglio 2017.

   - Disposizioni in materia di autonomie locali. (n. 1332).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Vinciullo,
  Dipasquale,  Savona, Clemente, Lupo, Alloro, Cimino,  Di  Giacinto,
  Formica, Panepinto e Sammartino in data 4 luglio 2017.

   -  Assegnazioni  di risorse finanziarie straordinarie  alle  Città
  Metropolitane e ai Liberi Consorzi Comunali. (n. 1333).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Vinciullo,
  Dipasquale,  Savona, Clemente, Lupo, Alloro, Cimino,  Di  Giacinto,
  Formica, Panepinto e Sammartino in data 4 luglio 2017.

   -  Modifica dell'articolo 13 della legge regionale n.  65  del  27
  settembre   1995    Norme   per   la  tutela   e   l'incentivazione
  dell'apicoltura e della bachicoltura'.            (n. 1334).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Vinciullo in
  data 4 luglio 2017.

   -  Disposizioni  in materia di svolgimento degli scrutini  per  il
  primo turno delle elezioni amministrative. (n. 1336).
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dagli  onorevoli  Nicotra,
  Ruggirello, Sammartino e Sudano in data 5 luglio 2017.

   -  Provvedimenti per la conservazione degli organi  antichi  e  la
  tutela dell'arte organaria. (n. 1337).
   Di  iniziativa  parlamentare presentato  dagli  onorevoli  Cimino,
  Picciolo,  Tamajo, Cascio S., Greco M., Lo Giudice e D'Agostino  in
  data 7 luglio 2017.

   -  Disposizioni in materia di elezione del Sindaco e del Consiglio
  comunale  nei comuni con popolazione compresa tra 10.000  e  15.000
  abitanti. (n. 1338).
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dall'onorevole  Cirone  in
  data 7 luglio 2017.

   -  Istituzione del  Fondo unico per il ristoro dei danni provocati
  da incendi .          (n. 1339).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Vinciullo,
  D'Asero, Alongi, Di Maggio, Fontana, Germanà e Lo Sciuto in data  7
  luglio 2017.

                 Comunicazione di richieste di parere

   PRESIDENTE.  Comunico  che è pervenuta ed è stata  assegnata  alla
  competente Commissione la seguente richiesta di parere:

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   -  Legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5, articolo 13 e successive
  modifiche. Consorzi di bonifica della Sicilia. Proposta  di  schema
  tipo di Regolamento di organizzazione e proposta di schema tipo  di
  Statuto. (n. 197/III).
   Pervenuto in data 3 luglio 2017.
   Inviato in data 5 luglio 2017.

          Comunicazione di elezione di Vicepresidente della I
                              Commissione

   PRESIDENTE.  Comunico che, nella seduta n. 306 del 4 luglio  2017,
  la Commissione legislativa permanente  Affari Istituzionali' (I) ha
  proceduto  all'elezione di un nuovo Vicepresidente ed  è  risultato
  eletto l'onorevole Carmelo Currenti.

   L'Assemblea ne prende atto.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  4321 - Notizie sul depotenziamento della U.O.C. di cardiologia
  dell'ospedale Garibaldi-Nesima di Catania.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Forzese Marco Lucio

   N.  4322  - Notizie sul bando pubblico per la sottomisura  4.1  di
  sostegno ad investimenti nelle aziende agricole.
   - Presidente Regione
   - Assessore  Agricoltura  sviluppo  rurale  e  pesca mediterranea
   Forzese Marco Lucio

   N.  4326  -  Notizie in merito ai vincitori del  concorso  bandito
  dall'Assessorato Beni culturali nel 2000.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   - Assessore Economia
   Falcone Marco

   N.  4330  -  Iniziative in ordine al pagamento TARI nel comune  di
  Pozzallo (RG).
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Assenza Giorgio

   N. 4331 - Provvedimenti urgenti per il comune di Bagheria (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Germanà Antonino Salvatore; Alongi Pietro

   N.  4332 - Pagamento dei contributi alle sezioni primavera e  alle
  scuola primarie.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   - Assessore Economia
   Vinciullo Vincenzo

   N.  4333  -  Chiarimenti  sulla  paventata  chiusura  dei  PTE  di
  Palazzolo Acreide Pachino e Rosolini (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Vinciullo Vincenzo

   N.   4334    -    Pagamento    dei    contributi    alle    scuole
  dell'infanzia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   - Assessore Economia
   Vinciullo Vincenzo

   N. 4335 - Mantenimento del radiotelescopio di Noto (SR).
   - Presidente Regione
   Vinciullo Vincenzo

   N.  4340 - Contrasto alle emissioni maleodoranti nel territorio di
  Siracusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Vinciullo Vincenzo

   N. 4345 - Stabilizzazione del personale addetto alla catalogazione
  dei beni culturali.
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Cirone Maria in Di Marco

   N.  4346 - Paventato trasferimento dell'Annunciazione di Antonello
  da Messina da Palazzo Bellomo (Siracusa) a Taormina (ME).
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Vinciullo Vincenzo

   N. 4347 - Paventato trasferimento del Seppellimento di Santa Lucia
  del Caravaggio da Siracusa a Taormina (ME).
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Vinciullo Vincenzo

   N.  4348  -  Chiarimenti  sulla  nuova  procedura  di  valutazione
  dell'impatto ambientale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Vinciullo Vincenzo

   N. 4349 - Notizie sul Consorzio di depurazione di Mascali (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Forzese Marco Lucio

   N.  4353  -  Provvedimenti  urgenti  a  garanzia  dei contribuenti
  siciliani.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Vinciullo Vincenzo

   N.  4354 - Ristoro agli agricoltori di Pachino, Portopalo  e  Noto
  dai  danni  subiti in occasione della gelata del  dicembre  2014  -
  gennaio 2015.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore  Agricoltura  sviluppo  rurale  e  pesca mediterranea
   Vinciullo Vincenzo

   N.  4355  -  Completamento dei lotti autostradali 6, 7 e  8  della
  Siracusa-Gela (CL).
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Vinciullo Vincenzo

   N.  4359  -  Legalità nel Consorzio di gestione  delle  autostrade
  siciliane.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Alongi Pietro

   N. 4360 - Misure urgenti per la formazione professionale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Vinciullo Vincenzo; Savona Riccardo

   N. 4361 - Invio di ispettori presso il Comune di Gela (CL).
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Musumeci Nello; Formica Santi; Barbagallo Alfio

   Avverto  che  le  interrogazioni testé  annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Comunico  che  è  stata presentata la seguente interrogazione  con
  richiesta di risposta in Commissione:

   N.    4351    -    Gestione   del   servizio   idrico    integrato
  nell'agrigentino.
   - Presidente Regione
   La Rocca Ruvolo Margherita

   Avverto  che  l'interrogazione testé annunziata  sarà  inviata  al
  Governo ed alla competente Commissione.
   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N.   4323  -  Chiarimenti  sulla  nomina  del  Direttore  generale
  dell'IRSAP.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Apprendi Giuseppe

   N.     4324    -    Notizie   sull'Istituto   professionale    per
  l'agricoltura e l'ambiente 'Danilo Dolci'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Figuccia Vincenzo

   N. 4325 - Lotta all'inquinamento nel territorio di Siracusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Coltraro Giambattista

   N.  4327  - Presunte  irregolarità  nell'affidamento dell'impianto
  sportivo presso il Comune di Giarre (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Musumeci Nello; Formica Santi; Barbagallo Alfio

   N.  4328  -  Fuoriuscita  di percolato  dalla  discarica  sita  in
  località Mazzarà Sant'Andrea (ME).
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Ferreri Vanessa; Foti Angela;
  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
  Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zito Stefano

   N.  4329  - Presunte gravi irregolarità di gestione nel comune  di
  Pachino (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   - Assessore Economia
   Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello  Francesco;
  Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;  La
  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;  Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio

   N.  4336  - Iniziative per riportare a Palermo il quadro di  Donna
  Franca Florio del pittore Giovanni Boldini.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Trizzino Giampiero; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
  Tancredi   Sergio;   Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Zafarana
  Valentina;   Ferreri   Vanessa;  Mangiacavallo   Matteo;   Siragusa
  Salvatore;  Foti Angela; Palmeri Valentina; La Rocca Claudia;  Zito
  Stefano

   N.  4337  - Valorizzazione dello stabilimento termale di  Sclafani
  Bagni (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Siragusa Salvatore; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
  Tancredi  Sergio;  Ciancio  Gianina;  Zafarana  Valentina;  Ferreri
  Vanessa;  Mangiacavallo  Matteo; Palmeri  Valentina;  Foti  Angela;
  Trizzino Giampiero; Zito Stefano

   N.  4338  -  Superamento delle irregolarità riscontrate presso  il
  Comune di Piazza Armerina (EN).
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Siragusa Salvatore; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
  Ciancio   Gianina;  Ferreri  Vanessa;  Foti  Angela;  Mangiacavallo
  Matteo;  Palmeri  Valentina; Tancredi Sergio;  Trizzino  Giampiero;
  Zafarana Valentina; Zito Stefano

   N.  4339  -  Chiarimenti in merito alla proroga di n. 8  dirigenti
  presso il comune di Catania.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Ciancio        Gianina;   Cancelleri   Giovanni   Carlo;   Palmeri
  Valentina;       Zito   Stefano;   Cappello   Francesco;    Ciaccio
  Giorgio;   La  Rocca  Claudia;  Foti  Angela;  Trizzino  Giampiero;
  Mangiacavallo          Matteo;   Siragusa    Salvatore;    Zafarana
  Valentina; Tancredi Sergio; Ferreri Vanessa

   N.  4341 - Programmazione della rete ospedaliera nell'area  ionica
  del catanese.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Giuffrida Salvatore

   N. 4342 - Funzionamento della rete ospedaliera siciliana.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Giuffrida Salvatore

   N. 4343 - Notizie sull'I.R.C.A.C.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Cimino Michele

   N. 4344 - Lotta all'inquinamento nel territorio di Siracusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Salute
   Coltraro Giambattista

   N. 4350 - Mantenimento della sede INPS di Paternò (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Sammartino  Luca;  Sudano  Valeria;  Nicotra  Raffaele   Giuseppe;
  Ruggirello Paolo

   N.  4352 - Messa in sicurezza del ponte Petrolo e rifacimento  del
  tratto stradale S.S. 185 tra i comuni di Gaggi e Graniti (ME).
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Rinaldi Francesco

   N. 4356 - Incentivi per auto e veicoli commerciali leggeri.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Figuccia Vincenzo

   N. 4357 - Servizi idrici e fognari nel comune di Bolognetta (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Figuccia Vincenzo

   N.    4358    -    Ripristino   della   corretta   amministrazione
  dell'I.R.C.C.S. Oasi Maria SS. di Troina (EN).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Siragusa Salvatore; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
  Ciancio   Gianina;  Ferreri  Vanessa;  Foti  Angela;  Mangiacavallo
  Matteo;  Palmeri  Valentina; Trizzino Giampiero;  Tancredi  Sergio;
  Zafarana Valentina; Zito Stefano

   N.  4362  -  Ripristino  e  messa  in  sicurezza  della  strada  a
  scorrimento veloce 'Due Fiumare'.(ME).
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Rinaldi Francesco

   N. 4363 - Mantenimento del punto INPS di Lipari (ME).
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Picciolo Giuseppe

   N. 4364 - Mantenimento dell'agenzia INPS di Augusta (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Economia
   Vinciullo Vincenzo

   N.  4365  - Stabilità strutturale del viadotto Morandi che collega
  Agrigento con Porto Empedocle.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Cimino Michele

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


    Comunicazione di dimissioni dalla carica di deputato regionale

   PRESIDENTE. Do lettura della nota  a firma dell'onorevole  Ciaccio
  datata  7 luglio 2017, pervenuta alla Presidenza dell'Assemblea  in
  pari data e protocollata al n. 5433/AulaPG del 10 luglio 2017:

    Alla cortese attenzione del Presidente dell'A.R.S.

   On.le Giovanni Ardizzone

   Oggetto:   dimissioni   On.  Ciaccio,   deputato   regionale   XVI
  Legislatura.

         La  presente  per  informare La SV e l'Assemblea  tutta  che
        intendo rassegnare le mie dimissioni dalla carica di deputato
        regionale della XVI Legislatura.
          Un  rappresentante  della  massima  Istituzione  regionale
        diceva Paolo Borsellino,  non deve soltanto essere onesto, ma
        deve  anche  apparire tale . Circostanza questa  che  il  mio
        rinvio  a giudizio rischia oggi di compromettere, proiettando
        ombre  sul  mio  operato futuro e rischiando  di  danneggiare
        l'onorabilità dell'Assemblea regionale siciliana.
         Chi  mi  conosce,  e soprattutto chi conosce la  mia  storia
        personale, sa chi sono e il tipo di lavoro istituzionale  che
        ho portato avanti in questi cinque anni da deputato regionale
        del Movimento Cinque Stelle; sa che ho sempre posto al centro
        delle  mie  battaglie il bene collettivo  e  la  salvaguardia
        delle Istituzioni.
           Attorno  a  questi  aspetti ho costruito  un  percorso  di
        coerenza etica  che ha avuto lo scopo di gettare le basi  per
        costruire un modello virtuoso di gestione della cosa pubblica
        per  le  generazioni future. Di tutto ciò vado  profondamente
        fiero.
         Sono  fiero anche di avere avuto al mio fianco 13  splendidi
        compagni  di  viaggio,  con i quali ho  condiviso  e  portato
        avanti un progetto politico strepitoso, che si è contrapposto
        costantemente ad un sistema politico/amministrativo marcio ed
        a tratti corrotto da interessi personali o di potere.
         Sono  stati  per  me anni di grande fatica, di  rinunce,  di
        sacrifici,  di tempo sottratto alla mia attività e  alla  mia
        famiglia,  ma  ripagati dalla soddisfazione  di  ascoltare  i
        frutti del mio lavoro, parlando con la gente e stando tra  la
        gente. Ora, però, mio malgrado, devo fermarmi.
            Nonostante  il  regolamento  interno  del  Movimento  non
        preveda in caso di rinvio a giudizio l'obbligo di dimettersi,
        credo si a doveroso fare un passo indietro. O meglio, di lato
        come direbbe Beppe Grillo. Sarò, infatti, sempre a fianco dei
        ragazzi  che  si  stanno spendendo e che si  spenderanno  per
        questo grande progetto di rivoluzione politica e culturale.
         Grazie  a  tutti  coloro  che mi hanno  sostenuto  in  tutti
        questi anni. Adesso tocca a voi.

         Cordiali saluti.

         Palermo, lì 07/07/2017.

        On. Giorgio Ciaccio

   Avverto  che  le predette dimissioni saranno poste all'ordine  del
  giorno della successiva seduta.

   Falcone collocata davanti la scuola dedicata al giudice nel quartie-
   re Zen di Palermo
   Presidenza del Presidente Ardizzone


      Messaggio di condanna per il danneggiamento della statua di
   Giovanni Falcone collocata davanti la scuola dedicata al giudice
                     nel quartiere Zen di Palermo

    PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, prima di procedere  nei  lavori,
  voglio  esprimere,  anche a nome dell'intera  Assemblea,  la  netta
  condanna  per il vigliacco danneggiamento della statua di  Giovanni
  Falcone,  collocata  davanti la scuola  dedicata  al  giudice,  nel
  quartiere Zen di Palermo.
    Episodi esecrabili, come questo, turbano e sconcertano l'opinione
  pubblica,  anche perché colpiscono un luogo, come  la  scuola,  che
  rappresenta un presidio di civiltà, ma anche perché oltraggiano  la
  memoria di un fedele servitore dello Stato come Falcone.
    Alla  dirigente dell'Istituto scolastico, Daniela Lo Verde -  che
  ho  già chiamato per esprimere la mia solidarietà personale  -,  al
  corpo insegnanti e a tutti gli studenti ed alle loro famiglie va il
  sostegno  e  la vicinanza del Parlamento siciliano, con l'invito  a
  non  farsi  intimidire  ma a proseguire quel percorso  di  crescita
  culturale   che   serve   ad  affrancare   la   Sicilia   da   ogni
  condizionamento mafioso.

   Regione siciliana per l'esercizio finanziario 2016

   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Comunicazioni del Governo in ordine al rendiconto generale della
                           Regione siciliana
                   per l'esercizio finanziario 2016

    PRESIDENTE.  Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Comunicazioni  del Governo in ordine al rendiconto  generale  della
  Regione siciliana per l'esercizio finanziario 2016
    Onorevoli colleghi, prima di dare la parola all'assessore Baccei,
  permettetemi di fare alcune considerazioni.
   Il  Rendiconto  generale della Regione, ai sensi dell'articolo  19
  dello  Statuto, è sottoposto all'approvazione dell'Assemblea.  Come
  con  legge  sono  fissati i limiti per la gestione finanziaria  del
  bilancio  di previsione, sempre con legge si approvano i  risultati
  della gestione medesima.
   Ai  sensi  delle norme di attuazione di cui al decreto legislativo
  n.  665/1948  e  s.m.i.  (articoli 2  e  6)  nonché  della  vigente
  normativa  regionale  di  contabilità  (articolo  52  della   legge
  regionale  n.  6/2001), la verifica sul Rendiconto  generale  della
  Regione siciliana è effettuata dalla Sezione regionale di controllo
  e sulla decisione di parificazione deliberano le Sezioni riunite in
  sede  di  controllo, in conformità alle corrispondenti disposizioni
  previste  per il rendiconto generale dello Stato e con le formalità
  della  giurisdizione contenziosa, ed evidenzio   con  le  formalità
  della giurisdizione contenziosa .
   Il  giudizio di parificazione è trasmesso all'Assemblea unitamente
  alla   relazione  sul  Rendiconto,  che  rappresenta  il  documento
  fondamentale  dell'attività di referto della  Corte  dei  conti  al
  Parlamento regionale. Il disegno di legge sul Rendiconto, una volta
  parificato  dalla  Corte  dei  conti,  è  presentato  dal   Governo
  all'Assemblea, è assegnato per l'esame alla Commissione Bilancio e,
  quindi, è approvato dall'Aula.
   Com'è  noto, nel corso dell'udienza del 30 giugno u.s., le Sezioni
  riunite  della Corte dei Conti per la Regione siciliana in sede  di
  controllo  hanno,  con  ordinanza,  disposto  la  sospensione   del
  giudizio  di  regolarità  sul  Rendiconto  generale  della  Regione
  siciliana  per l'esercizio finanziario 2016, assegnando alle  parti
  in  contraddittorio  il  termine del 10 luglio  2017,  al  fine  di
  procedere  ad un supplemento istruttorio e rinviando l'udienza  per
  la parificazione al 19 luglio 2017.
   Pertanto,  non  essendosi concluso il procedimento  giudiziale  di
  parificazione,  l'odierna  seduta è  esclusivamente  finalizzata  a
  consentire al Governo, nel rispetto delle prerogative proprie delle
  Istituzioni  coinvolte,  di  fornire al  Parlamento  regionale  una
  tempestiva   informazione  sugli  approfondimenti  istruttori   che
  intende rendere alla Corte.
   Informo  quindi  che,  per  tali ragioni,  dopo  l'intervento  del
  Governo,  non  si  darà  luogo ad alcun  dibattito,  che  si  terrà
  successivamente  all'udienza per la parificazione del  prossimo  19
  luglio,  auspicabilmente in sede di esame del disegno di  legge  di
  Rendiconto per l'anno 2016.

    GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE. Non ci sono ordini dei lavori, onorevole Greco


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                                Congedi

    PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto  congedo  gli  onorevoli
  Ciaccio,  dal  6  luglio al 5 agosto 2017. Gli onorevoli  Sorbello,
  Foti, Trizzino, La Rocca, Ferreri e Alloro per oggi. L'Assemblea ne
  prende atto.

   rale della Regione siciliana per l'esercizio finanziario 2016

   Presidenza del Presidente Ardizzone


    Si torna alle Comunicazioni del Governo in ordine al rendiconto
   generale della Regione siciliana per l'esercizio finanziario 2016

    GRECO GIOVANNI. Presidente, ma è normale fare una relazione senza
  la Commissione Bilancio?

    PRESIDENTE. Prego, assessore Baccei.

    BACCEI,  assessore  per  l'economia Signor Presidente,  onorevoli
  deputati com'è noto la Corte dei Conti, nell'udienza del 30  giugno
  2017  relativa al giudizio di parificazione del Rendiconto generale
  della  Regione  siciliana  per l'esercizio  2016,  ha  ordinato  la
  sospensione del giudizio per instaurare un contraddittorio  con  la
  Regione  siciliana  in ordine alla composizione  del  risultato  di
  amministrazione relativamente alle quattro voci riferite alla parte
  accantonata della predetta composizione, assegnando il termine  del
  10 luglio, oggi,  per il deposito di eventuali memorie e stabilendo
  la data del 19 luglio per il nuovo giudizio.
   Questo   fatto   ha   determinato,  da  un  lato   una   legittima
  preoccupazione  dall'altro  una serie  di  strumentalizzazioni  che
  hanno  messo  in dubbio l'azione risanatoria dei conti  operata  da
  questo Governo.
   Siamo  qui,  oggi, in Aula da un lato per spiegare  nel  merito  i
  rilievi  della Corte e le risposte del Governo a questi rilievi  ma
  dall'altro per riaffermare con forza e dimostrare con i numeri  che
  il bilancio della Regione è un bilancio solido e sano, lo ripeto: è
  un bilancio solido e sano.
   Per comprendere il significato dei rilievi della Corte dei Conti e
  dimostrare  come  alcune  analisi  fatte  dalla  Corte  stessa,  in
  apparente  contrasto con le affermazione del presente  Governo,  in
  realtà  rappresentino solo diverse modalità di analisi degli stessi
  fatti, dovrò entrare in alcuni tecnicismi.
   Lasciatemi partire dalle affermazioni della Corte che sembrano  in
  netto contrasto con quelle fino ad oggi fatte  dal Governo.
   Il   Procuratore  generale  nella  sua  requisitoria  afferma,  ad
  esempio, e tutti i giornali lo riportano fedelmente che le  entrate
  2016 verso 2015 sono in calo del 3,24% passando da 21,9 miliardi  a
  21,2 miliardi e le spese sono in crescita passando da 19,4 miliardi
  a 21 miliardi.
   Io  stesso,  anche  in questa Aula, ho affermato  che  le  entrate
  tributarie  sono in netta crescita passando dai 10,4  miliardi  nel
  2014,  ai 10,7 del 2015, ai 12,2 del 2016,  quindi con una crescita
  di 1,8 miliardi tra il 2016 e il 2014.
   Io  stesso ho affermato che la spesa comprimibile è in netto calo,
  confrontando il 2012 con il 2016 sono 900 milioni di euro in  meno,
  dai 4,7 miliardi del 2012 a 3,8 miliardi del 2016.
   Sono  due  affermazioni quelle della Corte dei Conti e quelle  del
  Governo entrambe vere, proviamo a capire come.
   Innanzi   tutto  il  Bilancio  della  Regione  è  logicamente   il
  consolidato  di due bilanci diversi, uno, vi sono le entrate  e  le
  spese  e i fondi regionali, l'altro sono le entrate e le spese  dei
  fondi extraregionali.
   Sostanzialmente  uno,  quello  regionale,  rappresenta  la   spesa
  corrente  con  una chiara confrontabilità tra due anni consecutivi.
  Tale confronto deve comunque essere fatto evidenziando una serie di
  poste che possono avere un diverso andamento negli anni in funzione
  delle azioni fatte.
   L'altro  Bilancio quello delle spese extraregionali è un  bilancio
  legato  ad investimenti pluriennali legato soprattutto alle logiche
  di  programmazione su orizzonti di 7 - 9 anni con alcuni  anni  che
  vedano   accavallamenti  di  programmazione   con   sfasature   tra
  accertamenti  di  spese  e  di  entrata  che  rendono   scarsamente
  significativo  il  confronto di un anno  sull'altro.  Il  confronto
  andrebbe  fatto per analoghi periodi di programmazione, i  primi  3
  anni   verso i primi 3 anni di due programmazioni analoghe o meglio
  ancora sull'intero periodo di programmazione.
   La  prima  operazione che occorre fare è quindi quella di leggere,
  separatamente,  i due bilanci focalizzandoci nel  nostro  caso  sul
  Bilancio  dei  Fondi  regionali quello  che  poi  è  oggetto  delle
  attenzioni principali di questa Aula in sede di legge di stabilità.
   Confrontando   le  entrate  accertate  nell'esercizio   di   fondi
  regionali 2016 con quelle del 2015 cominciamo a vedere che le prime
  sono  maggiori delle seconde di circa 600 milioni di euro,  12,  98
  miliardi nel 2016 contro 12, 37 miliardi nel 2015.
   Andando  nel dettaglio vediamo poi che nel 2015 abbiamo avuto  220
  milioni  in  più  di  entrate da mutui ed  abbiamo  utilizzato  673
  milioni di Fondi sviluppo e coesione per coprire la spesa corrente.
  Andando  a  vedere le entrate tributarie sono infatti aumentate  di
  1,5  miliardi, quindi i 600 miliardi che vedevamo prima, i 220  dei
  mutui  e  680  di  Fondi sviluppo e coesione. La lettura  corretta,
  quindi,  di  questo  fenomeno è che nel 2016 -  grazie  all'accordo
  firmato  con lo Stato -  siamo stati capaci di coprire, con entrate
  ordinarie,  quello che nel 2015 eravamo stati costretti  a  coprire
  con Fondo sviluppo e coesione e mutui, generando un ulteriore delta
  positivo - i 600 milioni - che è stato utilizzato per migliorare il
  risultato di gestione di competenza, dopo aver coperto anche debiti
  fuori bilancio.
   Per  le  spese  può  essere fatto un discorso analogo  andando  ad
  escludere, per l'analisi, una serie di poste su cui la Regione  non
  ha  leve,  ad esempio il concorso alla finanza pubblica,  la  spesa
  sanitaria ed altre poste, per enucleare quelle che chiamiamo  spesa
  comprimibile,  ossia quella su cui possiamo incidere attraverso  le
  leggi,  come  le  leggi di stabilità che approviamo in  quest'Aula,
  quindi  dal  costo del personale, l'acquisto di beni e servizi,  da
  trasferimenti.  Siccome negli ultimi anni la spesa  incomprimibile,
  in particolare il concorso alla finanza pubblica, ma anche la spesa
  sanitaria,  sono cresciute in maniera esponenziale, quello  che  ha
  dovuto   fare  questo  Governo  è  comprimere  la  spesa,   appunto
  comprimibile, per cercare di dare seguito alla spesa derivante  dal
  concorso alla finanza pubblica, alla spesa sanitaria, per tenere in
  equilibrio i conti.
   Siamo  riusciti  in questo sforzo e dal 2015 le spese  sono  state
  minori  delle entrate, generando quindi un risultato di  competenza
  dei fondi regionali positivo. Anche ieri qualche giornale riportava
  che  le spese sono costantemente superiori alle entrate, questo  da
  due anni non è più vero.
     Vi  riporto  i dati del risultato di gestione di competenza  dei
  fondi regionali delle ultime due legislature:
   nel 2008 il risultato è stato negativo per 911 milioni;
   nel 2009 per 906 milioni negativo;
   nel 2010 in negativo per 82 milioni;
   nel 2011 in negativo per 986 milioni;
   nel 2012 in negativo per un miliardo e 422 milioni;
   nel 2013 in negativo per 385 milioni;
   nel 2014 in negativo per un miliardo e 525 milioni.
   Finalmente  nel  2015, dopo almeno sette anni, non  so  prima,  il
  risultato è diventato positivo per 68 milioni.
   Nel  2016  il  risultato è nuovamente positivo per 51 milioni.  Se
  consideriamo,  in  aggiunta a questi 51 milioni  la  copertura  dei
  debiti  fuori  bilancio,  il  risultato  diventa  positivo  di  209
  milioni.
    Sempre nell'ottica di affermare la solidità del bilancio vogliamo
  evidenziare  la  situazione che abbiamo  trovato  quando  ci  siamo
  insediati  e  le  azioni  che abbiamo fatto per  migliorare  questa
  situazione. Tutte le azioni saranno riportate dettagliatamente  nel
  DEF,  con  dovizia di allegati numerici, in quanto consideriamo  il
  DEF  di  quest'anno,  non  solo come al  solito  uno  strumento  di
  programmazione  ma  anche  di  un  bilancio  di  mandato   per   la
  legislatura che si sta esaurendo.
   Come è noto nel passato i bilanci erano caratterizzati da:
   un  enorme  mole  di residui attivi non esigibili  nell'ordine  di
  circa  5  miliardi  di  Euro,  criticità  che  veniva  regolarmente
  evidenziata  dalla stessa Corte dei Conti. Però, allo stesso  tempo
  era  stato  eroso - negli anni passati - quel fondo che  era  stato
  costituito proprio per porre rimedio ai residui attivi. Tale  fondo
  era  pari  a due miliardi nel 2002, a 1,6 miliardi nel 2008  e  nel
  2011 era stato completamente eroso.
   Le entrate tributarie erano in continuo declino principalmente per
  il  fenomeno  dell'erosione  del  riscosso  rispetto  al  maturato,
  principalmente per il gettito IRPEF ed IVA.
   Tale  erosione,  ad  esempio, ha portato  l'IRPEF  riscossa  dalla
  Regione  dal  68 per cento del 2003 al 55 per cento del  2014,  con
  cali di gettito di diverse centinaia di milioni di euro l'anno.
   La spesa corrente - come abbiamo visto - era stabilmente superiore
  alle  entrate correnti. I costi della politica decisamente più alti
  rispetto al resto d'Italia.
   Una  mole di debiti fuori bilancio, ad oggi, emersi e coperti  per
  oltre  trecento  milioni ivi compresi quelli della Cassa  regionale
  continuamente  disallineata con quella del tesoriere  per  continui
  pignoramenti non regolarizzati contabilmente.
   Una  spesa estremamente rigida dovuta all'alta incidenza del costo
  del  personale direttamente o indirettamente a carico del  bilancio
  della Regione.
   Il   trattamento  previdenziale  dei  dipendenti  regionali,   del
  cosiddetto   contratto 1' non più sostenibile in quanto le  persone
  andavano in pensione con un trattamento pensionistico superiore  al
  trattamento retributivo.
   Le  Società regionali in perdita costante sprovviste di  contratti
  di   servizio  e,  laddove  esistevano,  contratti  senza   tariffe
  congruite.
   Le  Società in liquidazione da decenni senza che si procedesse  ad
  una loro chiusura.
   La  situazione  di cassa che evidenziava una cronica  mancanza  di
  liquidità. Il patto di stabilità rispettato solo attraverso  rinvio
  di   oltre  un  miliardo  di  euro  l'anno  di  pagamenti  all'anno
  successivo.
   Per  ognuna delle suddette criticità il Governo è intervenuto  con
  azioni tali da rendere oggi il Bilancio solido.
   La  cancellazione di circa cinque miliardi di residui  attivi  non
  più  esigibili,  prevalentemente di origine tributaria  ante  2011,
  secondo le modalità previste dal DL 118 del 2011.
   La  sottoscrizione del patto con lo Stato relativo  all'IRPEF  che
  risolve  il  problema  dell'erosione  del  gettito,  passando   dal
  criterio  del riscosso a quello del maturato congela le regolazioni
  contabili  che  stavano continuamente crescendo  e  riconosce  alla
  Regione  1,7  miliardi di euro in più l'anno riparando al  fenomeno
  erosivo  che  si era manifestato negli ultimi anni in  misura  pari
  allo  squilibrio  creato nei conti, attuando  così  le  indicazioni
  della Corte Costituzionale.
   Le    attuazioni    di   diverse   misure   di   contenimento    e
  razionalizzazione della spesa, tetti alle retribuzioni più bassi di
  quelli   statali,  revisione  del  sistema  previdenziale  per   il
   contratto  1  allineandolo a quello statale, prepensionamento  del
  personale   regionale,   revisione  delle  aspettative   sindacali,
  costituzione  della  centrale  acquisti  regionale,  riduzione  del
  personale  dei  diversi  bacini, riorganizzazione  della  struttura
  amministrativa ed altri interventi.
   L'allineamento  dei  costi  della  politica  a  quelli  del  resto
  d'Italia.
   La  definizione di contratti di servizio con tariffe congruite per
  ciascuna delle Società partecipate.
   La  messa  in  liquidazione delle Società in  perdita  secondo  le
  disposizioni  della  legge nazionale e la  liquidazione  di  quelle
  società  che  non  avevano più contratti e  quindi  prospettive  di
  ricavi.
   La  chiusura  di  liquidazioni decennali di  società,  ad  esempio
  Sicilia Turismo, CIEM, QUARIT, Sicilia Innovazione, Sicilia Ricerca
  e altre società.
   I risultati di questa azione sono evidenti.
   L'incremento stabile delle entrate tributarie - come abbiamo detto
  un miliardoottocentomilioni in più del 2016 - rispetto al 2014.
   La riduzione di novecento milioni di spesa l'anno.
   Abbiamo detto dal 2016 al 2012.
   La  copertura dal 2016 con risorse correnti del Bilancio regionale
  del concorso alla finanza pubblica.
   Non  sono  più  state  utilizzate dal 2016 le  risorse  del  Fondo
  sviluppo   e   coesione   del   nuovo  ciclo   di   programmazione,
  precedentemente utilizzate non per lo sviluppo ma in gran parte per
  la  copertura del contributo di finanza pubblica e per il pagamento
  delle rate del mutuo  sanità'.
   L'utilizzazione  conseguente dei predetti fondi  per  il  rilancio
  della  spesa di investimenti ed operativamente destinati al   Patto
  per il Sud', che esplicherà i suoi effetti a partire dal 2017.
   Il   segno  positivo,  come  abbiamo  visto,  della  gestione   di
  competenza  a  partire dal 2015, dopo almeno 7  anni  di  risultati
  negativi.
   La regolarizzazione di oltre 300 milioni di debiti fuori bilancio.
   Il  passaggio per il  Patto di stabilità' dal sistema dei tetti di
  spesa  al  sistema degli equilibri di bilancio. Questo passaggio  è
  stato possibile grazie al rispetto del Patto di stabilità nel  2015
  e  dell'opera di risanamento riconosciuta dal Governo nazionale che
  garantisce  una  flessibilità  molto  maggiore  ed  una  più  ampia
  autonomia di gestione.
   Conseguenza   diretta  delle  suddette  azioni,  è   stato,   poi,
  l'incremento  della  liquidità, grazie anche alla  ristrutturazione
  dell'indebitamento, grazie al DL n. 35 del 2013 ed  al  superamento
  dei  vincoli  dovuti al patto di stabilità che  ha  portato  ad  un
  deciso miglioramento dei tempi di pagamento rispetto al passato.
   A  titolo  di esempio: nel 2016 il 95% delle somme impegnate  sono
  state  pagate  nell'anno, 11,5 miliardi di  pagamenti  contro  12,2
  miliari  di  impegni. Tale percentuale nel 2012 era ferma  al  66%,
  contro  il  95% del 2016. Nel 2012 si pagavano 7,8 miliardi  contro
  11,7 di impegni. Nel 2016, nel settore sanità, il 95% delle risorse
  sono state pagate nell'anno, contro il 40% del 2012.
   A  loro volta le ASP, hanno ridotto del 60% i tempi di ritardo nei
  pagamenti,  passando  dai 51 giorni del 2014  ai  22  del  2016.  I
  residui  da  pagare a fine anno sono passati da  5,3  miliardi  nel
  2012, ad 1,8 miliardi del 2016, con una riduzione del 66%.
   Ma veniamo, ora, ai rilievi della Corte dei Conti.
   La  prima fondamentale considerazione di fondo è che i rilievi non
  riguardano il Bilancio in senso stretto, così come l'abbiamo appena
  presentato,  costituito  da entrate accertate,  spese  impegnate  e
  conseguentemente   dal   risultato  di  gestione   di   competenza,
  comprensivo della gestione dei residui.
   Tale  risultato  finale, relativo sia ai fondi regionali,  che  ai
  fondi extraregionali, è pari ad un disavanzo di 99 milioni di euro,
  e  questo  non cambia in quanto non ha subìto rilievi. Il Bilancio,
  quindi,  non  ha subito alcun rilievo. Per effetto di ciò,  non  ci
  sarà alcuna manovra correttiva, stante questi rilievi.
   Così come il prospetto delle coperture non ha subito rilievi.
   Tuttavia tale prospetto è stato modificato dal Governo per  tenere
  conto  degli effetti derivanti dall'articolo 3, commi 6 e 7,  della
  legge regionale n. 8 del 2017, la legge di stabilità regionale, che
  ha  consentito  di  aumentare le coperture  da  7  miliardi  a  7,5
  miliardi.
   Ciò  che  ha  subito  rilievi è, invece, la  parte  inferiore  del
  prospetto dimostrativo del risultato di amministrazione  che  vi  è
  stato  distribuito. Nella versione originale, oggetto  della  Corte
  dei Conti, -  penso che li abbiate questi due prospetti -, ne avete
  due fogli: uno, quello che chiude con un disavanzo di 5 miliardi  e
  896 milioni é quello che è stato oggetto del Giudizio di parifica e
  della  sospensione, il secondo, quello che chiude con un  disavanzo
  di  6  miliardi e  98 milioni, è quello che è stato approvato dalla
  Giunta venerdì scorso.
   Quindi questo prospetto, la parte inferiore di questo prospetto ha
  subìto dei rilievi.
   Se vedete la parte superiore in ambedue i prospetti è riportato il
  risultato  di  meno novantanove milioni, che è il risultato  finale
  del  bilancio  comprensivo di risorse dei  fondi  regionali  ed  ex
  regionali.  Questa  parte,  è la parte  del  bilancio,  come  siamo
  abituati  a  conoscere  negli anni, non ha subìto  rilievi.  Questo
  prospetto è un prospetto di prima applicazione del 118, è il  primo
  anno  che  si  fa, fa parte integrante del rendiconto ma  viene  ad
  agire,  - almeno la parte che ha subìto rilievi - è la parte sotto,
  quella del risultato di bilancio che siamo abituati a conoscere.
   Sostanzialmente   questo   prospetto  parte   dal   risultato   di
  amministrazione  al 31 dicembre 2016 che, come  detto,  è  pari  ad
  disavanzo di novantanove milioni,  - qui entriamo nei tecnicismi  e
  mi scuso -, sottrae in pratica i risultati dei fondi extraregionali
  che  sta  in due voci, nei due miliardi sette e settantasette,  nei
  due  miliardi cinque e novantuno, ritornando al risultato dei fondi
  regionali  e  sommando  quelle  che sono  le  quote  accantonate  e
  vincolate, e arrivando, nella versione  oggetto dei rilievi  ad  un
  disavanzo di cinque miliardi otto e novantasei.
   La  cosa  importante  è che questo risultato  sia  inferiore  alle
  coperture:  ho  detto prima che le coperture, come presentate  alla
  Corte  dei  Conti,  erano  pari a sette  miliardi,  quindi,  di  un
  miliardo e cento milioni maggiori del disavanzo, quindi un  eccesso
  di   coperture   di  un  miliardo  e  cento  milioni.  Addirittura,
  applicando le disposizioni dell'ultima legge di stabilità regionale
  le  coperture passano da sette miliardi a sette miliardi  e  mezzo,
  per cui l'eccesso di copertura diventa addirittura di un miliardo e
  seicento   milioni,   quindi  non  è  un  problema   di   coperture
  complessive.
   Prima  di  entrare  nello specifico dei singoli rilievi  riteniamo
  inoltre utile evidenziare che si tratta della prima applicazione di
  questo  prospetto che come tale, ovviamente, non consente il  fatto
  di disporre di uno storico; il fatto di disporre, magari sempre, di
  un  corredo  informativo sufficiente; del fatto di  disporre  delle
  procedure  consolidate  non  solo all'interno  dell'Amministrazione
  regionale ma all'interno dell'Amministrazione in senso lato.
   In  questo  senso va il mio sentito ringraziamento alla Corte  dei
  Conti  che  attraverso  i  suoi rilievi  ci  offre  l'occasione  di
  approfondire  le  analisi e di rettificare alcune  delle  posizioni
  precedentemente assunte, alla ricerca delle procedure più  corrette
  di stima delle quote accantonate e della migliore esposizione delle
  stesse nei documenti, nella fattispecie di questo prospetto.
    Vediamo ora i rilievi che riguardano le quattro quote accantonate
  evidenziando  ancora  una volta però che non ci  sarà  bisogno  che
  queste  quote  non  trovano copertura nelle entrate  ordinarie  nel
  bilancio,  ma sul risultato complessivo, sul disavanzo che  trovate
  in fondo  totale parte disponibile , quello andremo a modificare.
   Il  primo rilievo riguarda l'omesso accantonamento residui perenti
  al 31 dicembre 2016.
   Nel  rendiconto che abbiamo presentato per il Giudizio di parifica
  le  somme  necessarie alla re-iscrizione delle  somme  perenti  sui
  fondi extraregionali erano già state inserite nella parte vincolata
  del  risultato di amministrazione all'interno della somma  di  euro
  due miliardi settecentosettantesette milioni, la voce che si chiama
   vincoli derivanti da trasferimenti , quindi questa quota c'era per
  i  fondi  vincolati  all'interno di questa  voce,  si  conferma  il
  trattamento e se ne darà separata esposizione nella relazione.
   Per  le  somme ricorrenti per la re-iscrizione dei residui perenti
  dei  fondi liberi era stata prevista, nel Bilancio 2017, una  quota
  pari a trentaquattro e nove milioni di euro nei capitoli: 215701  e
  613903.
   A causa delle nuove regole di contabilizzazione previste dal DL n.
  118 del 2011, le somme relative ai residui perenti sono destinate a
  diminuire per esaurirsi negli anni.
   Negli  ultimi anni infatti le quote sono state pari a 113  milioni
  nel  2014, a 73 milioni nel 2015 e a 38,3 milioni nel 2016;  quindi
  come   vedete   c'è   un  trend  decrescente  proprio   perché   la
  contabilizzazione  prevede una nuova modalità di  estinzione  delle
  somme ante 2015.
   Come  ho detto, quello che avevamo fatto era accantonare una cifra
  analoga all'ultimo anno, che era stato di 38,3 milioni, noi avevamo
  previsto  un accantonamento pari a 34,9 milioni nel bilancio  2017.
  Attenzione, usando una maggior prudenza di quella prevista  dal  DL
  118,  iscrivendo le somme nel bilancio 2017, infatti  la  copertura
  non  era  nel disavanzo, ma era nelle entrare ordinarie, sottraendo
  risorse per ulteriore spesa, quindi con un eccesso di prudenza.
   Ad  ogni  buon conto, in aggiunta a questo trattamento prudenziale
  già  previsto, aggiungiamo, come richiesto dalla Corte  dei  Conti,
  un   apposito   accantonamento   all'interno   del   risultato   di
  amministrazione per l'importo di circa 95 milioni di  euro,  quello
  che  chiude a 6 miliardi e 98 milioni, se vedete la seconda riga  è
  accantonamento residui perenti al 31/12/16.
   Questo  è quello che ci chiede esplicitamente la Corte dei  Conti,
  in   aggiunta   al   trattamento  prudenziale  previsto,   facciamo
  l'accantonamento all'interno di questo prospetto andando ovviamente
  ad  aumentare  il disavanzo nell'ambito dell'eccesso  di  coperture
  previste.
   Passiamo  al  secondo rilievo, l'omesso accantonamento  del  Fondo
  Perdite  Società  Partecipate. Anche in questo  caso,  abbiamo  una
  situazione analoga a quella dei residui perenti, infatti era  stato
  adottato un trattamento più prudenziale di quello previsto  dal  DL
  118  del  2011,  istituendo  nel bilancio  2017  il  Fondo  per  la
  ricapitalizzazione delle società partecipate, di  cui  al  capitolo
  615  609,  con  uno stanziamento di 5 milioni di euro,  coperto  di
  nuovo da entrate ordinarie.
   Tale   Fondo  è  stato  istituito  per  specifici  interventi   di
  ricapitalizzazione ed evitare interventi generalizzati di  soccorso
  finanziario  ripetutamente  censurati  dalla  Corte  dei  Conti   e
  descritti   con   dovizia   di  particolari   nella   deliberazione
  n.419/2013.
   Tuttavia   anche  in  questo  caso,  in  aggiunta  al  trattamento
  contabile  estremamente prudenziale fatto,  accogliamo  il  rilievo
  fatto  dalla  Corte dei Conti e quindi aggiungiamo  al  trattamento
  previsto nel bilancio 2017, alla luce della specifica disciplina di
  cui all'articolo 1 commi 551 e 552 della Legge n. 147 del 2013,  il
  cui  contenuto  è  stato  trasfuso  nell'articolo  21  del  decreto
  legislativo  n.  175/16,  si  destina ad  accantonamento  la  somma
  complessiva di circa euro 3 milioni e mezzo, quantificato ai  sensi
  di  dette leggi, quindi secondo la normativa nazionale la quota  da
  accantonare è pari a 3 milioni e mezzo.
   Abbiamo  creato  anche qui alla quarta riga nella parte  inferiore
  del  prospetto un Fondo per le società partecipate per 3 milioni  e
  mezzo  di  euro.  Considerate di nuovo che noi  avevamo  fatto  nel
  bilancio 2017 un accantonamento al Fondo ricapitalizzazione  per  5
  milioni  di  euro coperto da entrate ordinarie, quindi  in  maniera
  molto più prudenziale di quella prevista dalla normativa nazionale.
   Veniamo   al   terzo   rilievo,  altri   accantonamenti,   mancata
  valorizzazione del fondo passività potenziali relative  al  rischio
  concernente i contratti derivati.
   La quantificazione del rischio complessivo sui contratti derivati,
  come  già  indicato dal Ragioniere generale in apposita  nota  alla
  Corte dei Conti, risulta di circa 70 milioni di euro.
   Quindi,  il  rischio di questo contratto è pari a  70  milioni  di
  euro,  che  si  manifesterebbe laddove le  due  banche  controparti
  decidessero  di  uscire  in   maniera unilaterale  dall'operazione.
  Questa   possibilità  esiste  per  le  banche  qualora  esista   un
  abbassamento del giudizio di rating che le società di rating  fanno
  alla Regione siciliana.
   Nel  rendiconto presentato alla Corte dei Conti era stato previsto
  inizialmente un accantonamento di 20,5 milioni di euro  all'interno
  della  voce,   vincoli derivanti da leggi e da principi contabili ,
  che  valeva nel prospetto iniziale 212 milioni di euro, di  cui  20
  milioni  erano per il fondo a tutela dei derivati. Quindi il  fondo
  esisteva e valeva 20 milioni di euro.
   Relativamente al dimensionamento del fondo, che deve  essere  pari
  ad  una  percentuale  dei 70 milioni e non al  totale  del  rischio
  complessivo, tale percentuale deve essere determinata  in  funzione
  della  rischiosità stimata, quindi la possibilità  che  ci  sia  un
  abbassamento  del  rating della Regione e  degli  anni  residui  di
  downgrading  della  Regione utile di questi contratti derivati  che
  scadono tra il 2022 e il 2023.
   Considerando  che  dal  2015 in poi le  agenzie  di  rating  hanno
  sostanzialmente confermato  la valutazione della Regione siciliana,
  sia in ordine al rating che in ordine all'outlook, ad eccezione  di
  Moody's  che a dicembre 2016 ha modificato l'outlook, da stabile  a
  negativo  e  questo  non  in  ragione  delle  performance  negative
  dell'Ente  Regione,  quanto  piuttosto per  il  deterioramento  del
  quadro  politico  nazionale, a seguito  dell'esito  del  referendum
  costituzionale  dei primi di dicembre 2016, che ha portato  ad  una
  rivisitazione dell'outlook dell'Italia e di conseguenza  di  quello
  di tutte le regioni ed enti locali.
   Quello  che fanno queste agenzie di rating che ancorano il  rating
  degli  enti  locali  a quello del Governo sovrano,  se  si  abbassa
  quello del Governo sovrano, in automatico si abbassano quelli degli
  enti locali.
   Alla fine del 2016, dopo il Referendum Moody's ha abbassato quello
  italiano,  e  conseguentemente ha abbassato  quello  della  Regione
  siciliana,  ma è stata l'unica delle tre agenzie di rating,  perché
  altre  hanno  confermato  i giudizi di rating  e  dato  un  outlook
  positivo.
   Anche recentemente nell'ultimo mese le due società di rating hanno
  confermato rating e dato un outlook positivo, stiamo aspettando  la
  credit opinion di Moody's.
   Inoltre,  sempre  nella considerazione del valore  del  fondo,  va
  tenuto conto che l'opera di risanamento nel bilancio regionale  che
  vi  ho  precedentemente  illustrato, ma  anche  le  prospettive  di
  miglioramento   generale   dell'economia,   inducono   a   ritenere
  ragionevole  una prospettiva concreta di mantenimento  del  rating,
  riducendo   al  massimo  il  rischio  di  richiesta  di  estinzione
  anticipata dei contratti derivati in essere.
   Le  uniche  due occasioni in cui è stata preannunciata,  da  parte
  delle  banche contraenti sopracitate, la riserva di far  valere  la
  clausola  di  estinzione anticipata in caso  di  peggioramento  del
  rating,  senza  mai attivarla, sono relative agli anni  2012  e  al
  2013,  ovvero  al  periodo  in  cui la situazione  finanziaria  del
  bilancio regionale si presentava nella fase più critica.
   Si   ritiene   pertanto  che  possa  essere  considerato   congruo
  l'ammontare delle risorse disponibili sul bilancio regionale,  pari
  appunto  a  20,5  milioni  di  cui al  capitolo  in  entrata  2620,
  utilizzabili come accantonamento, cui si devono aggiungere le quote
  già  stanziate  sul  capitolo di spesa 21497 in  favore  delle  due
  banche  controparti per complessivi 9 milioni e 700 mila  euro  per
  l'anno  2017, 10 milioni 200 mila euro per l'anno 2018 e 10 milioni
  600 mila euro per l'anno 2019.
   Complessivamente infatti le risorse disponibili per far fronte  ad
  eventuali  richieste di estinzione anticipata, azionabili  solo  in
  caso di peggioramento del rating, risultano pari a circa il 43  per
  cento  del  rischio complessivo, elevandosi al 51 per cento  al   1
  gennaio 2018 e al 62 per cento al 1 gennaio 2019.
   Nell'attuale    prospettiva    di    miglioramento    finanziario,
  un'immobilizzazione finanziaria maggiore di quanto  possa  stimarsi
  indispensabile  sarebbe  ingiustificata, tenuto  conto  che,  dalla
  naturale  diminuzione progressiva del Mark to Market  nei  prossimi
  semestri, legata all'avvicinarsi delle scadenze contrattuali -  una
  nel  2022, l'altra nel 2023 - a seguito dei meccanismi tecnici  che
  intervengono  sui  nozionali di riferimento già  evidenziati  nella
  nota del Ragioniere generale - quindi avvicinandosi la scadenza  il
  rischio,   ovviamente,  è  molto  più  basso   -   ma   soprattutto
  considerando che questi derivati consentono alle banche controparti
  dei guadagni molto più alti di quelli che sono i normali rendimenti
  del  mercato  finanziario.  Quindi, le  banche  non  hanno  nessuna
  convenienza a recedere, visto che la situazione del bilancio  della
  Regione  è  solida,  per quanto riguarda questa  voce,  confermiamo
  l'importo. L'unica variazione che abbiamo fatto l'abbiamo enucleata
  dal  fondo, che infatti passa da 212 milioni del primo prospetto  a
  192  del secondo prospetto, perché tre righe sotto c'è una voce  di
  20  milioni e 500 mila euro con la dizione  altri vincoli contratti
  derivati . Quindi lo stesso importo, però evidenziato in  una  riga
  sottostante,  per  favorire  la  trasparenza  e  la   lettura   del
  prospetto.
   Il  quarto  rilievo  riguardo l'omesso  accantonamento  del  fondo
  contenzioso.
   Anche  in  questo  caso  per  il fondo  erano  stati  inizialmente
  previsti  nel  bilancio 2017, quindi di nuovo coperti  con  risorse
  ordinarie  e  non nel disavanzo, 34 milioni di euro,  che  poi  nel
  corso dell'iter di approvazione della legge di stabilità sono stati
  ridotti a 5 milioni di euro.
   Con  circolare n. 24 del 2016, in fase di redazione  del  bilancio
  2017-2019, era stata richiesta una ricognizione dei contenziosi, da
  cui  è  emerso  un  dato  di complessivi 207  milioni,  relativo  a
  contenziosi  con  significative probabilità di  soccombenza  o  con
  sentenza  non  definitive e non esecutive,  originate  in  esercizi
  precedenti al 2017.
   Volendo rispondere ai rilievi mossi dalla Corte dei Conti, tenendo
  conto  della necessità di non immobilizzare risorse finanziarie  in
  misura  superiore a quanto effettivamente necessario  -  visto  che
  siamo  un  ente pubblico e la nostra finalità è quella di  dare  le
  risorse  a  chi  ne ha bisogno e non di bloccarle  inutilmente  nel
  bilancio  -  e  nella  considerazione che  i  dati  comunicati  dai
  Dipartimenti  potrebbero risentire, da un lato di  sottovalutazioni
  dovute  alla possibilità di eventuali carenze informative -  e  qua
  incidono due fenomeni: il primo che non tutti i Dipartimenti  hanno
  risposto,  il  secondo  che  alcuni  Dipartimenti  potrebbero   non
  conoscere  o  non  avere valutato tutto il contenzioso.  Quindi  in
  questo  senso potrebbe esserci una sottostima, dall'altro  potrebbe
  esserci  una  sovrastima,  dovuta  al  fatto  che  probabilmente  i
  Dipartimenti,   non   sapendo  giudicare,   perché   oggettivamente
  difficile e dove c'è un alto grado di soccombenza hanno messo tutto
  il  contenzioso che conoscevano e l'hanno messo per tutto l'importo
  potenziale,  qualora  si  perda  poi  si  può  dover  pagare  somme
  inferiori  a  quelle  richieste, che non è detto  che  li  perdiamo
  proprio  tutti,  ma soprattutto non è detto che li  perdiamo  tutti
  nello  stesso anno, quindi in funzione di queste considerazioni  si
  ritiene  di dover procedere all'accantonamento al fondo contenzioso
  nella  misura prudenziale del 50 per cento dell'importo complessivo
  risultante.
   Quindi avevamo parlato di più di 200 milioni, e l'accantonamento è
  di  103 milioni e 553 mila euro, e lo trovate nella prima parte del
  prospetto,  ovviamente di quello che chiude a 6  miliardi  098,  la
  terza riga  Fondo rischi contenzioso'.
   A  titolo di conferma della congruità del Fondo, si consideri  che
  nel  corso del 2016 abbiamo fatto un'analisi per cercare di  capire
  uno  storico,  anche se come capite, essendo una prima applicazione
  non  è  semplice: il totale degli impegni su tutti  i  capitoli  di
  Spese  per liti e arbitraggi, ammonta a 9 milioni e 200 mila  euro;
  il  totale  dei pignoramenti presso la cassa regionale,  quindi  le
  sentenze  già  esecutive, è stato pari, nel 2016 a  24  milioni  di
  euro; abbiamo poi coperto debiti fuori bilancio per circa 8 milioni
  e 900 mila euro.
   Se facciamo la somma di queste tre fattispecie, quello che abbiamo
  speso per contenziosi, i pignoramenti presso terzi e i debiti fuori
  bilancio  coperti  -  quando  parliamo  di  debiti  fuori  bilancio
  potrebbe  ancora non essere iniziato il contenzioso  -  abbiamo  un
  totale  di circa 40 milioni, ne andiamo ad accantonare 103 milioni,
  quindi  è  più del doppio di quello che abbiamo speso nel 2016,  la
  somma  è di nuovo calcolata per eccesso. E anche questa somma viene
  riportata nel prospetto.
   Quello  che succede, dopo aver riportato tre fondi nuovi  che  non
  risultavano  nel prospetto ma che, ripeto, avevano  un  trattamento
  ancora  più prudenziale perché andavano a bloccare entrate  proprie
  nel  bilancio  2017, avendo evidenziato questi tre fondi  e  avendo
  enucleato  un fondo che già c'era che è quello dei derivati,  siamo
  andati  ad  aumentare  corrispondentemente l'avanzo  di  circa  200
  milioni che passa da 5 miliardi 896 a 6 miliardi e 98 milioni.
   Essendo  la  copertura i 7 miliardi e mezzo,  capite  bene  che  7
  miliardi  e  mezzo  è  molto maggiore di 6 miliardi  e  98,  quindi
  abbiamo  ancora  un  eccesso di copertura  di  un  miliardo  e  400
  milioni,  il  che  ci  consente  di stare  tranquilli,  soprattutto
  proprio  per  le modalità in cui viene assicurata la copertura  che
  non incide, assolutamente, sulle poste di bilancio.
   Al  momento,  se questi sono i rilievi e queste risposte  verranno
  accolte  dalla  Corte  dei Conti, non ci sarà  bisogno  di  nessuna
  manovra correttiva.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   PRESIDENTE. Avendo sentito la relazione dell'Assessore,  l'Aula  è
  rinviata  a giovedì 20 luglio 2017, alle ore 11.00, con il seguente
  ordine del giorno:

   I - Comunicazioni

   II  -  Dimissioni dell'onorevole Giorgio Ciaccio dalla  carica  di
   deputato regionale

   III  -  Dibattito in ordine al rendiconto generale  della  regione
   siciliana per l'esercizio finanziario 2016

                   La seduta è tolta alle ore 17.18.

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio