Presidenza del presidente Ardizzone
FIORENZA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Caputo, D'Agostino, Fontana
e Vullo sono in congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 22 maggio 2013, pervenuta
in pari data e protocollata al n. 6359/AULAPG, l'onorevole Alice
Anselmo ha dichiarato di aderire al Gruppo parlamentare
dell'Unione di Centro.
Conseguentemente, l'onorevole Anselmo cessa contestualmente di far
parte del Gruppo parlamentare Misto .
L'Assemblea ne prende atto.
Rinvio dello svolgimento della rubrica Energia e servizi di
pubblica utilità
PRESIDENTE. Comunico che, con nota e-mail pervenuta il 21
maggio 2013, e protocollata al n. 6312/AULAPG del 22 maggio
successivo, la Segreteria particolare dell'Assessore per l'energia
e i servizi di pubblica utilità ha comunicato che l'Assessore non
potrà partecipare alla seduta odierna per improrogabili impegni.
Pertanto, lo svolgimento della rubrica Energia e servizi di
pubblica utilità è rinviato alla prossima seduta.
Così rimane stabilito.
Presidenza del presidente Ardizzone
Discussione della mozione numero 51 «Attivazione delle procedure
relative al Patto verticale incentivato per l'anno 2013»
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al IV punto dell'ordine
del giorno: Discussione della mozione numero 51 «Attivazione delle
procedure relative al Patto verticale incentivato per l'anno 2013»,
degli onorevoli Grasso, Cascio Salvatore, Digiacomo.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che le norme che disciplinano il patto di stabilità degli
enti locali per l'anno 2013 sono quelle riportate nella legge n.
183/2011 (Legge di stabilità 2012), così come modificate dalla
Legge n. 228/2012 (Legge di stabilità 2013). A detta disposizione
si aggiungono altre disposizioni contenute nel D.L. n. 98/2011,
convertito dalla legge n. 111/2011, che ha introdotto il concetto
di virtuosità degli enti ed nel D.L. n. 16/2012 che ha introdotto
il Patto di stabilità interno nazionale orizzontale;
CONSIDERATO che:
da quest'anno si allarga la platea degli enti interessati al punto
che anche i comuni più piccoli, con popolazione compresa tra 1.001
e 5.000 abitanti, sono soggetti alla disciplina del Patto di
stabilità e che ad essi si applica la stessa disciplina prevista
per i Comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti, con alcune
modifiche relative alle percentuali di partecipazione alla manovra
che appaiono apparentemente meno pesanti;
la determinazione degli obiettivi e del saldo del Patto viene
effettuata in termini di competenza mista, ovvero considerando la
competenza (accertamenti ed impegni) per le entrate e le spese
correnti e la cassa (riscossioni e pagamenti) per le entrate e le
spese in conto capitale (con esclusione delle entrate derivanti
dalla riscossione di crediti e delle spese derivanti dalla
concessione di crediti), prendendo come riferimento la media
storica triennale delle spese correnti (2007/2009) per il calcolo
dell'obiettivo;
in simili condizioni rispettare il vincolo del patto di stabilità
interno, inerente principalmente la gestione di cassa, diviene
praticamente impossibile, poiché la modalità di costruzione
dell'obiettivo assegnato a ciascun ente non tiene conto della
circostanza che i pagamenti dei Comuni sono conseguenza necessaria
degli impegni di spesa assunti per obbligazioni legittimamente
perfezionate, anche negli esercizi precedenti. E' frequente avere,
infatti, degli impegni di spesa in conto capitale a residuo per i
quali la relativa entrata si è realizzata negli anni passati. In
tal senso, per poter liberare questo tipo di pagamenti a residuo in
conto capitale occorre necessariamente fare ricorso ad altre leve
quali ad esempio la massimizzazione delle entrate correnti, anche
mediante aumento di aliquote e tariffe non sempre perseguibile in
un momento di congiuntura economica particolarmente sfavorevole
come quello attuale;
CONSIDERATO altresì che, se l'ente che non rispetterà il Patto di
stabilità 2013 e quelli successivi:
- è assoggettato ad una riduzione del fondo sperimentale di
riequilibrio o del fondo perequativo in misura pari alla differenza
tra il risultato registrato e l'obiettivo programmatico
predeterminato. In proposito, va segnalato che il D.L. n. 16/2 012
ha eliminato il tetto alla sanzione precedentemente fissato al 3%
delle entrate correnti registrate nell'ultimo consuntivo, con
conseguente, ulteriore penalizzazione per gli enti inadempienti;
- gli enti locali della Regione siciliana e della regione Sardegna
sono assoggettati alla riduzione dei trasferimenti erariali nella
misura indicata al primo periodo. In caso di incapienza dei
predetti fondi, essi sono tenuti a versare all'entrata del bilancio
dello Stato le somme residue. La sanzione non si applica nel caso
in cui il superamento degli obiettivi del patto di stabilità
interno sia determinato dalla maggiore spesa per interventi
realizzati con la quota di finanziamento nazionale e correlati ai
finanziamenti dell'Unione Europea rispetto alla media della
corrispondente spesa del triennio precedente;
- non può impegnare spese correnti in misura superiore all'importo
annuale medio dei corrispondenti impegni effettuati nell'ultimo
triennio così come risultanti dal conto consuntivo senza alcuna
esclusione;
- non può ricorrere all'indebitamento per gli investimenti;
- i mutui e i prestiti obbligazionari posti in essere con
istituzioni creditizie o finanziarie per il finanziamento degli
investimenti devono essere corredati da apposita attestazione da
cui risulti il conseguimento degli obiettivi del patto di stabilità
interno per l'anno precedente. L'istituto finanziatore o
l'intermediario finanziario non può procedere al finanziamento o al
collocamento del prestito in assenza della predetta attestazione;
- non può procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo,
con qualsivoglia tipologia contrattuale, ivi compresi i rapporti di
collaborazione continuata e continuativa e di somministrazione,
anche con riferimento ai processi di stabilizzazione in atto;
- è tenuto a rideterminare le indennità di funzione ed i gettoni
di presenza indicati nell'articolo 82 del citato testo unico di cui
al Decreto Legislativo n. 267 del 2000, e successive modificazioni,
con una riduzione del 30 per cento rispetto all'ammontare
risultante alla data del 30 giugno 2010;
RILEVATO che:
una possibilità per correggere l'obiettivo del patto è quella del
patto regionale verticale incentivato di cui all'articolo 1, commi
122 e seguenti, della legge di stabilità 2013 che ha riproposto il
meccanismo del patto verticale incentivato introdotto dall'articolo
16, comma 12-bis e seguenti, del decreto legge 6 luglio 2012, n.
95, a cui però nel 2012 la Regione siciliana non ha aderito;
secondo tali regole le regioni possono cedere spazi finanziari
agli enti locali residenti nel proprio territorio che ne facciano
richiesta ricevendo in cambio un contributo del valore complessivo
di 800 milioni di euro (pari all'83,33 per cento degli spazi
finanziari ceduti) da destinare esclusivamente alla riduzione,
anche parziale, del debito. Tali spazi finanziari non devono essere
restituiti;
gli enti locali beneficiari possono utilizzare tali maggiori spazi
solo per effettuare pagamenti a valere sui residui passivi in conto
capitale in favore dei creditori;
la norma prevede, inoltre, che gli 800 milioni di euro siano
attribuiti alle regioni in base alla distribuzione indicata nella
tabella allegata al richiamato articolo 1, comma 122, della legge
di stabilità 2013 modificata mediante accordo tra Governo e
Regioni. Lo spazio teorico per i Comuni della Regione siciliana è
pari a 121.090.263,00 euro (accordo Governo/regioni del 7.02.2013);
gli enti locali che intendono ricorrere all'applicazione del patto
regionale verticale incentivato dovranno comunicare all'ANCI,
all'UPI e alle regioni e province autonome l'entità degli spazi
finanziari di cui necessitano nel corso dell'anno (comma 140
dell'articolo 1 della legge n. 220 del 2010) in tempi congrui al
fine di permettere alle regioni di rispettare il termine perentorio
del 31 maggio previsto per terminare la procedura di assegnazione
di spazi finanziari mediante il patto verticale incentivato;
RITENUTO che, al fine di dare attuazione al patto verticale
incentivato ed alla conseguente erogazione del contributo previsto
a favore delle regioni che cedono spazi finanziari agli enti che ne
fanno richiesta, le regioni comunicano al Ministero dell'economia e
delle finanze, entro il termine perentorio del 31 maggio 2013, con
riferimento a ciascun ente beneficiario, gli elementi informativi
occorrenti per la verifica del mantenimento dell'equilibrio dei
saldi di finanza pubblica,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
e per esso
L'ASSESSORE PER L'ECONOMIA
E L'ASSESSORE PER LE AUTONOMIE LOCALI E LA
FUNZIONE PUBBLICA
ad attivare tutte le procedure di cui all'art. 1, commi 122, 123,
124 e 125, della legge di stabilità 2013 al fine di mitigare gli
obiettivi del patto di stabilità 2013 degli enti locali siciliani,
permettendo agli stessi di effettuare almeno parte di pagamenti dei
residui passivi in conto capitale ed evitare gli effetti fortemente
negativi per i comuni e per l'economia dell'Isola».
Ha facoltà di parlare l'onorevole Grasso, primo firmatario della
mozione, per illustrarla.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
oggi devo porre all'attenzione due problemi: uno relativo al Patto
di stabilità verticale e l'altro relativo ai fondi FERS che
rischiamo di perdere. Approfitto, quindi, della presenza
dell'assessore Bianchi perché, prima di parlare della mozione, mi
sia consentito di parlare dello sforamento del Patto di stabilità
da parte dei Dipartimenti dell'Assessorato regionale.
Assessore, prima di affrontare il discorso della mozione - ho
appreso, in parte, che avete fatto da poco una conferenza stampa,
ma ne parlerò fra un minuto - voglio porre all'attenzione dell'ARS
e alla sua attenzione un problema serio, grave, perché la Sicilia
rischia, non voglio fare allarmismo, di perdere i fondi comunitari.
Mi riferisco ai fondi strutturali PO FESR 2007/2013.
Da oltre un anno e mezzo, la Sicilia e i suoi territori aspettano
l'emanazione di decreti per progetti che hanno presentato e che
sono stati finanziati coi fondi strutturali PO FESR 2007/2013 e da
un anno e mezzo vaghiamo per gli assessorati in attesa
dell'emanazione dei decreti.
Per quanto mi riguarda, il comune di Caprileone ha avuto il
finanziamento di un asilo nido, ma non solo il comune di
Caprileone, anche una serie di comuni della Sicilia, e con il PIS
abbiamo avuto finanziamenti in tutta la Sicilia, credo per circa
200 milioni di euro. Ebbene, ieri abbiamo appreso, dopo vari viaggi
e dopo varie richieste, che il Dipartimento dei beni culturali e
dell'identità siciliana aveva sforato il Patto di stabilità, per
cui l'emanazione di questi decreti non è possibile.
Evidentemente, mi chiedo se le risorse destinate ai dipartimenti
siano servite per le spese correnti ed abbiano ritardato i decreti;
se avessero fatto i decreti e non avessero potuto spendere le
risorse per le spese correnti a quest'ora già i decreti sarebbero
stati emessi.
Siccome c'è il problema del disimpegno delle somme, significa che
se queste somme non verranno spese entro il 2013, dovranno essere
restituite alla Comunità Europea con grave rischio non solo per lo
sviluppo, lasciando stare i progetti, ma per l'economia siciliana.
Siccome questo è un problema che riguarda tutti gli assessorati, la
prego, assessore, non solo di attenzionare ma di verificare e porre
in essere - perché non abbiamo più tempo, e per questo la invito a
dare una risposta - tutti i rimedi necessari.
Fra l'altro, mi sembra di ricordare che il 29 marzo scorso il
Presidente della Regione ha annunciato che aveva raggiunto col
Governo nazionale un accordo di sforamento del Patto di stabilità
di 300 milioni di euro.
Vorrei capire se è stato emanato un decreto che consentisse ai
dipartimenti questo sforamento e come si intende porre dei rimedi
rispetto a questa situazione che - lei comprende meglio di me - è
una situazione gravissima perché rischiamo di vanificare il lavoro
di tutti i territori della Sicilia con probabili refluenze negative
anche sulla successiva programmazione, se non si pone rimedio.
Per quanto riguarda il Patto di stabilità, assessore, potrei anche
ritirare la mozione, perché ho assistito, per caso, ad una
conferenza stampa che lei ha fatto insieme all'ANCI, nel corso
della quale ha annunciato che la Sicilia aveva attivato il Patto di
stabilità verticale.
Le faccio i complimenti perché se la Regione Sicilia quest'anno
finalmente si è attivata non può che dare sicuramente
soddisfazione, in quanto l'importante è raggiungere i risultati.
Io, però, le ricordo che a marzo avevo presentato una
interrogazione, lei sa bene perché gliene aveva anche parlato, sono
stata più volte in assessorato, facendomi portavoce della
preoccupazione dei sindaci e lamentando lo scarso interesse
dell'ANCI rispetto a questo problema e rispetto anche al problema
delle riserve relative alla legge 7, che sono state eliminate e non
più ripristinate.
Allora, torniamo al Patto di stabilità verticale. Quale era la
preoccupazione?
Che quest'anno anche ai comuni con popolazione inferiore a
cinquemila abitanti è stato imposto di aderire al Patto di
stabilità con grave rischio per le imprese, perché se il Governo
era intervenuto con il decreto salva imprese , che dava la
possibilità ai comuni fino al 2012 di pagare le imprese per gli
investimenti e quindi di aprire quegli spazi finanziari, la Regione
non aveva fatto nulla, soprattutto nella considerazione che il
decreto in atto, in conversione al Governo, dava e dà come termine
ultimo quello del 31 maggio 2013. C'è semplicemente un emendamento
approvato in Commissione, che deve essere poi recepito dal Governo,
che sposterebbe questo termine fino al 30 giugno.
La preoccupazione di tutti i comuni siciliani quale era? Che tutte
le Regioni, dalla Sardegna alla Puglia e alla Calabria, si erano
già attivate a marzo, ad aprile e ai primi di maggio per emanare
una delibera di Giunta e fare un avviso, in modo tale che i comuni,
entro il 30 maggio, rispondessero, dessero contezza e chiedessero
quale era lo spazio finanziario di cui avevano bisogno.
Noi, oggi, stiamo navigando a vista, gli enti locali stanno
navigando a vista, ma non perché spendono i soldi per feste e
festini, ma perché non hanno i soldi per garantire i servizi
essenziali.
Quindi, io prendo atto della conferenza stampa, ma da parlamentare
avrei gradito, e penso che sarebbe stato più corretto anche dal
punto di vista procedurale, che si rispondesse alle interrogazioni.
Quanto meno desidero non solo che l'Assemblea approvi la mozione,
perché la Regione e questo Governo, al di là degli accordi fatti
con l'ANCI - a me è stato comunicato ieri sera dal Presidente
dell'ANCI che era stato raggiunto questo accordo - ci dica quali
sono le procedure che intende mettere in atto e quando, in modo
tale che i comuni, ma non solo i comuni, pure le imprese che
vantano crediti nei confronti dei comuni, abbiano la tranquillità,
e questo sicuramente con atti e non con accordi stipulati con
associazioni di comuni, ma con atti emanati dal Governo regionale,
che sono quegli atti che poi restano e che servano a
tranquillizzare, appunto, anche dal punto di vista della
correttezza procedurale.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, signor assessore, onorevoli
colleghi, io sono non felice ma particolarmente contento perché
oggi si chiude una delle pagine più brutte, più buie, degli enti
locali.
L'avere approvato il Patto di stabilità verticale rappresenta per
la Regione siciliana e per i comuni davvero una boccata di ossigeno
importante. Avere la possibilità di azzerare per il 100 per cento
il saldo per i comuni al di sotto dei cinquemila abitanti e del 78
per cento per i comuni superiori a cinquemila abitanti, rappresenta
una boccata di ossigeno per quelle imprese, per quei fornitori che
tutti noi sappiamo si trovavano e si trovano in grande difficoltà
perché ingessati da una politica finanziaria che ha bloccato la
spesa per i comuni.
Io ringrazio l'onorevole Grasso, che ha fatto riferimento alla
mozione di marzo.
Il 24 dicembre dell'anno scorso, permettetemi di dire, io ho
sollevato questo problema in Aula. Era presente l'assessore per le
autonomie locali e, credetemi, non serve prendersela con l'ANCI
perché io avevo avuto indicazioni, avevo avuto un confronto col
presidente e col segretario dell'ANCI.
La necessità del Patto di stabilità verticale regionalizzato è
stato dibattuto in Aula, ritorno a dire, il 24 dicembre. E'
sufficiente verificare gli atti parlamentari, dove si può leggere
che io, rivolgendomi all'assessore Valenti, ho ricordato che era
necessario correre, volare, per garantire l'attuazione del Patto di
stabilità verticale. Devo dire anche - e capisco che, a differenza
dei parlamentari di minoranza, noi abbiamo un'interlocuzione
diversa - che per i mesi a seguire la disponibilità dell'assessore
Valenti e dell'assessore Bianchi, che io ritengo come una fortuna
che ci è stata mandata dal cielo, da Roma, non so da chi, ci ha
messo in condizione di raggiungere l'obiettivo con l'adozione di
questo documento.
Io mi permetto di dire che l'ANCI ha fatto la sua parte e io ne
sono stato l'interprete in Aula già il 24 dicembre nella seduta
dedicata all'esame del DPEF. Ricordo che rispondevo ad un
intervento dopo l'onorevole Musumeci e, soffermandomi su una serie
di cose, ho ribadito l'importanza di non perdere l'occasione del
Patto di stabilità verticale. Dopodiché, ci sono stati degli
incontri e il Governo, come al solito, ha dimostrato di essere
governo ed ha preso le determinazioni che andavano prese attraverso
il confronto e la concertazione con l'ANCI, che non è
un'associazione qualunque. L'ANCI è l'associazione che rappresenta
tutti i comuni siciliani, rappresenta tutti i sindaci e noi e i
colleghi, che abbiamo fatto anche i sindaci, sappiamo mi auguro di
non disturbare troppo l'Aula. La prego, signor Presidente, sto
completando il mio intervento
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, l'assessore Bianchi l'ascolta, e
pure la Presidenza come la gran parte dei deputati presenti.
DIPASQUALE. Signor Presidente, lei sa che già la sua attenzione mi
riempie di gioia e di soddisfazione Concludo nel dire che oggi è
una giornata importante per gli enti locali della Sicilia perché
iniziano a vedere un futuro diverso.
Questa è la collaborazione reale e mi dispiace che non ci sia
stata anche in passato perché tanti comuni nel 2012 sono usciti
fuori dal Patto di stabilità, proprio per non avere avuto questo
tipo di aiuto, proprio per avere avuto un saldo così alto. Abbiamo,
finalmente, un intervento e io volevo esprimere la mia estrema
gioia e soddisfazione per il raggiungimento di questo obiettivo.
Presidenza del presidente Ardizzone
Indirizzo di saluto agli studenti e ai docenti della scuola media
statale
Dante Alighieri di Pantelleria
PRESIDENTE. Rivolgo un indirizzo di saluto e ringrazio gli
studenti e i docenti della scuola media statale Dante Alighieri
di Pantelleria, che ci danno l'onore di partecipare a questa seduta
d'Aula un po' convulsa, a dire la verità. Comunque è una gradita
presenza.
Presidenza del presidente Ardizzone
Riprende la discussione della mozione numero 51
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
assessori, anch'io mi unisco al giudizio positivo espresso da chi
mi ha preceduto, sull'azione intrapresa dal Governo in favore dei
Comuni. Lo dico da Vicepresidente vicario della Commissione
Bilancio.
Era quanto avevamo sollecitato al Governo. Era quanto avevamo
sollecitato, insieme al presidente Dina, all'assessore Bianchi,
proprio per venire incontro a quelle che erano le legittime attese,
le aspettative e le richieste che, varie volte, l'Associazione
nazionale dei Comuni era venuta a perorare in Commissione Bilancio.
Quindi, se da questo punto di vista non posso non dichiararmi
soddisfatto perché il Governo si è adeguato alla richiesta
formulata a suo tempo dalla Commissione Bilancio, dall'altra parte
intendo sottoporre all'assessore Bianchi un problema gravissimo
che, più volte, anche in fase di approvazione dei disegni di legge
del bilancio e della finanziaria, ho posto al Governo e che
purtroppo, ad oggi, non è stato ancora affrontato e risolto dal
Governo correndo il rischio, col ritardo che sta avendo il Governo,
di fare perdere un finanziamento di 378 milioni di euro.
Assessore Bianchi, mi riferisco in particolare al finanziamento
dei lotti n. 678 della Siracusa -Gela, della strada a scorrimento
veloce Agrigento - Palermo e della Agrigento - Porto Empedocle.
Come lei sa, in data 12 marzo l'Assessorato Infrastrutture ha
chiesto al Governo regionale di deliberare, in merito all'esistenza
ancora nel bilancio regionale, 378 milioni di euro, che sono la
quota di cofinanziamento dei lavori di cui ho parlato.
Tale richiesta dell'Assessorato alle infrastrutture è stata, in
data 19 marzo, asseverata come vera da parte del suo Assessorato,
l'Assessorato Economia, è andata alla Programmazione e dal 27 di
aprile questo provvedimento giace presso la segreteria della Giunta
della Presidenza.
Assessore, noi dobbiamo completare questi lavori entro il 13
dicembre 2015, altrimenti, se non riusciamo a completarli e a
collaudarli, corriamo il rischio di perdere 378 milioni di euro,
che è la quota di compartecipazione della Comunità Europea a queste
tre grandi infrastrutture.
Cosa osta a che il Governo regionale faccia questa delibera?
Ho più volte sollecitato la segreteria della Giunta, ho parlato
persino con il Presidente.
Credo sia la cosa più banale e più semplice che il Governo debba
fare, deve fare soltanto una delibera di presa d'atto che queste
somme sono ancora nelle disponibilità delle casse regionali.
Perché continuo ad insistere su questo? Anche perché altri
esponenti, assessore Bianchi, pure del suo partito, della sua
coalizione continuano a sostenere che queste somme sarebbero state
destinate ad altre finalità, che sarebbero state tolte dal ramo
delle infrastrutture per essere destinate a coriandoli e
balocchi , per usare un espressione a noi molto nota. Allora, sta
ingenerandosi pure in me il dubbio che tale affermazione di
autorevole esponenti della maggioranza sia veritiera.
Per fugare ogni dubbio, per cercare di dare finalmente
tranquillità ai siciliani - anche perché ricordo che queste tre
grandi infrastrutture, al di là del valore per le quali sono state
progettate e finanziate, in questo momento hanno una finalità
sociale, nel momento in cui migliaia di siciliani sono senza
lavoro, se partono queste tre grandi infrastrutture avremo la
possibilità, per alcuni anni, di fare lavorare centinaia di operai,
e non si capisce, quindi, qual è la ragione occulta per cui il
Governo continua su questa vicenda a non dare la risposta che tutti
ci aspettiamo - per questo motivo, Assessore, dal momento che
giovedì mi pare di capire ci sia l'ennesima Giunta di Governo
regionale, la prego di farsi parte attiva e diligente, altrimenti
saremo costretti ad intraprendere una serie di azioni plateali per
costringere il Governo a fare due cose: ammettere che sia vera
l'affermazione di alcuni esponenti della maggioranza secondo cui
questi soldi non ci sono più, oppure ci troviamo di fronte ad un
caso di inefficienza insopportabile, perché tenere bloccata, in
questo momento, una somma così importante significa proprio non
amare la Sicilia.
Quindi, proprio per evitare che io debba continuare a difendere il
Governo e vedere, invece, esponenti del suo partito e della sua
coalizione che accusano il Governo, la prego - glielo chiedo per
l'ultima volta - di intervenire presso il Presidente Crocetta, in
maniera tale che o si fa la delibera, se le somme ci sono, oppure
non si fa la delibera ammettendo che queste somme sono state
distratte per altri fini.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei porre
l'attenzione su una questione che è stata sollevata in Commissione
Lavoro in questi giorni, se non altro perché la tentazione è che
si continui a fare riferimento a dei lavoratori, rassicurandoli, e
poi di volta in volta trovando smentite rispetto all'atteggiamento
del Governo.
Stamattina ho avuto la possibilità di dare continuità ad un
momento, quando avevo partecipato in Commissione Lavoro alla
audizione, avvenuta venerdì 10 maggio, con i 190 lavoratori ATO.
In quella occasione ricordo che il Governo assunse un impegno
generico rispetto al futuro di questi lavoratori. Venne dato
mandato preciso alla Commissione, su richiesta dei sindaci e delle
parti sociali - e ricordo erano presenti tutte le organizzazione
sindacali - di convocare l'assemblea dei soci, quindi l'assemblea
dei sindaci. Quella assemblea, in effetti, è stata convocata in
data 14 maggio ed è stato dato mandato al Direttore generale di
dare prosecuzione immediata ai contratti di lavoro di quei 190
dipendenti, che si sono visti recapitare a casa, in maniera
unilaterale, una lettera di licenziamento. Venne data garanzia che
fino al 30 settembre quei contratti avrebbero avuto prosecuzione,
così come previsto dalla legge 9, fino alla data di costituzione
delle nuove società di regolamentazione dei rifiuti. Bene, si
considerò che otto giorni sarebbero stati utili, necessari, per
poter trovare una soluzione tecnica rispetto alla definizione di
quei contratti.
Oggi, quegli otto giorni sono scaduti, ahimè infruttuosamente, e
non mi sembra che ad oggi ci sia una soluzione tecnica, come venne
definita dall'assessore, rispetto a quei contratti.
La realtà vera è che, sentiti i sindaci, nessun contratto è stato
perfezionato e in questa fase l'unica certezza è che, trascorsi
infruttuosamente quei giorni, i contratti di lavoro stanno
terminando, si sono conclusi in maniera unilaterale da parte
dell'ATO Palermo 4, quindi col coinvolgimento di COIRES, si sono
conclusi in maniera unilaterale e, quindi, illegittima.
Pertanto, mi sento di esprimere solidarietà a questi 190
dipendenti.
Si è tracciata quasi una sorta di linea di demarcazione tra chi è
a favore di quei dipendenti perché in qualche modo, in questi anni,
si è generato quel bacino e chi, invece, è contro quei lavoratori
perché non era stato protagonista delle fasi che hanno portato alla
creazione di quel bacino.
Assessore, io credo che sia arrivato il momento di porre fine alla
questione.
Quei 190 dipendenti devono trovare una collocazione e se di
illegittimità fino a questo momento si può parlare, quella
illegittimità risiede soltanto nell'atto unilaterale che è stato
compiuto dall'ATO Palermo 4 e che in questo momento a quei
lavoratori non ha dato nessuna garanzia.
BIANCHI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BIANCHI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, il tema che si pone oggi è di particolare rilevanza.
Fin dall'inizio del nostro insediamento come Governo, abbiamo
sempre ritenuto che la sostenibilità economica degli Enti locali
fosse uno dei temi fondamentali.
Le azioni che abbiamo condotto, pur in un quadro di finanza
pubblica, come sapete, molto difficile, hanno sempre teso a
salvaguardare il più possibile la capacità di spesa degli enti
locali, e dei comuni in particolare, che rappresentano poi, come
sapete, l'istituzione più vicina ai cittadini, in cui i tagli alla
spesa rischiano di incidere più pesantemente sulla qualità della
vita dei cittadini.
Proprio a tal proposito, abbiamo letto con grande attenzione la
mozione presentata dall'onorevole Grasso, che si è collocata
all'interno di un lavoro che, ovviamente, avevamo già avviato e su
cui, peraltro, ci eravamo confrontati, sia con l'associazione
nazionale dei Comuni sia con i tanti sindaci della Regione, alcuni
deputati, altri no.
Nel corso di moltissimi incontri avvenuti da novembre ad oggi con
tantissimi sindaci della Regione, abbiamo avuto modo di
attenzionare i problemi che, appunto i sindaci, affrontavano.
Una delle scelte strategiche iniziali che noi abbiamo assunto, in
fase di stesura del DPEF - se ricordate - uno dei principali
elementi di discontinuità che avevamo affermato, era proprio quello
della volontà di aderire e portare il sistema dei Comuni al Patto
di stabilità verticale incentivato. Anzi, questo dicevo, era un
elemento di discontinuità, perché il precedente Governo, unico tra
le Regioni italiane, non aveva aderito al Patto di stabilità
verticale che, come sapete, prevede la cessione di spazi di Patto
dalla Regione agli enti locali, e probabilmente se ci fosse stato
nel 2012, come si ricordava, molti comuni non avrebbero sforato il
patto.
Da quel momento abbiamo subito avviato in Conferenza delle Regioni
un confronto, a volte anche molto duro, perché la ripartizione
degli spazi di patto definiti precedentemente, ovviamente, non
teneva conto della Sicilia, ed era fatto su un accordo fortemente
penalizzante.
Siamo riusciti ad ottenere un revisione dell'accordo che ha
permesso una prima trance di Patto di stabilità definito dalla
Conferenza delle Regioni, poi c'è stato un rallentamento del
processo, ma tendo a dire non per nostra responsabilità; ma, come
sapete, il D.L. n. 35, cioè il decreto legge sui pagamenti, ha in
qualche misura inglobato al suo interno l'impatto del Patto di
stabilità verticale, ampliandone decisamente la portata. A questo
punto abbiamo completato l'attività di istruttoria che ci ha
permesso proprio oggi, seguendo un percorso che avevamo già
definito in piena collaborazione con l'Assemblea regionale, senza
volere minimamente limitare o sminuire la necessità di un dibattito
parlamentare su questo tema ma, effettivamente, la scadenza del 31
maggio ci impediva di ritardare ulteriormente l'accordo siglato
oggi tra Regione siciliana e ANCE, a cui seguirà una delibera di
Giunta che tiene conto degli accordi già avuti dal Ministero
dell'Economia che permetterà - e questa credo sia una grande
notizia per tanti sindaci dei comuni siciliani - di azzerare
l'impatto del patto di stabilità per i comuni fino a cinquemila
abitanti.
Noi siamo forse l'unica, anzi assolutamente l'unica Regione
italiana che, grazie a questo accordo, abbiamo sostanzialmente
procrastinato gli effetti del Patto al 2014.
I comuni che prima non avevano il Patto, non dovevano contribuire
al Patto di stabilità nazionale, ma dal 2013, per effetto del Patto
di stabilità incentivato si, cioè della cessione di spazi di spesa
da parte dei comuni, delle Regioni e dello Stato nazionale, i
comuni fino a cinquemila abitanti avranno zero come obiettivo di
Patto di stabilità, e per tutti i comuni oltre i cinquemila
abitanti, questo accordo di oggi farà sì che l'impatto del Patto di
stabilità calerà dell'80 per cento. Cioè rispetto ad un obiettivo
di Patto di 420 milioni di euro, l'obiettivo scende a 75 milioni di
euro.
Questo ha un impatto determinante sulla sopravvivenza dei comuni,
sulla loro capacità di spesa, di fare investimenti strutturali.
Faccio soltanto un esempio: pensate che in base agli obiettivi
2013 pre-adesione al Patto di stabilità, il solo Comune di Palermo
aveva 61 milioni di obiettivo di Patto; calcolate che, per effetto
del nostro accordo, tutti i comuni siciliani, nel complesso,
avranno 73 milioni; il Comune di Palermo passa da 61 milioni a 13
milioni di impatto. Era qui presente l'assessore al bilancio del
Comune di Palermo, che ha sottolineato l'importanza di questo
accordo.
Riteniamo che con questo accordo il Governo abbia dato continuità
ad un impegno che aveva assunto anche innanzi a questa Assemblea;
lo avevamo detto pure in sede di approvazione della finanziaria.
Il contributo che noi chiediamo ai comuni è molto limitato. Come
sapete, il fondo Enti locali cala appena - e dico appena, pur
consapevole di quanto ciò incida naturalmente per i comuni - dell'8
per cento; su questo c'è stato un accordo anche con l'ANCI; a
fronte, però, di quel calo noi abbiamo detto che il pacchetto per i
comuni riguarderà altri interventi.
Questo tipo di intervento - l'azzeramento del Patto di stabilità
per i comuni fino a cinquemila abitanti e il calo dell'80 per cento
dell'obiettivo di Patto per gli altri comuni - rappresenta l'altro
contributo che dà la Regione alla sopravvivenza dei comuni stessi.
A ciò si aggiungeranno gli effetti del decreto legge n. 35, anche
in termini di pagamento per oltre 350 milioni, di cui 200 milioni
attraverso i comuni, dei debiti delle pubbliche amministrazioni e
dei comuni verso le imprese. Questo vuol dire alleggerire, risanare
i bilanci dei comuni e, soprattutto, dare un po' di ossigeno al
sistema delle imprese.
Noi crediamo che leggendo tutto questo pacchetto di interventi che
il Governo sta mettendo in atto verso gli Enti locali,
probabilmente anche molte delle contrapposizioni emerse nella prima
fase di lettura della legge di stabilità - e le dichiarazioni
dell'ANCI di oggi ce ne danno conto - consentono di guardare al
futuro e al corso dell'anno con maggiore serenità e di perseguire
quel percorso necessario di risanamento, in cui però - lo abbiamo
detto all'inizio - le sorti dei comuni, le sorti delle province, le
sorti delle Regioni sono strettamente collegate. E se riusciamo a
mettere in campo una serie di interventi che salvaguardano
soprattutto la spesa sociale e la spesa per investimenti, che è la
spesa per lo sviluppo, per la crescita, per le nuove generazioni,
probabilmente riusciremo molto più facilmente a uscire da questa
fase di difficoltà e a riportare la Sicilia a quel sentiero di
sviluppo che merita.
PRESIDENTE. Onorevole Grasso, considerato che la mozione impegnava
il Governo ad attivare tutte le procedure di cui all'articolo 1,
commi 122, 123, 124 e 125, devo darle atto che lei, giustamente, ha
insistito perché si anticipasse la trattazione di questa mozione,
quindi ad adiuvandum del percorso fatto dal Governo, gliene do atto
e gliene deve dare atto tutta l'Aula.
La invito però, sulla base anche delle considerazioni e delle
risposte date dall'assessore Bianchi, a volerla considerare
superata, perché il Governo ha già provveduto da sé.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avere posto il
problema significava per me avere la certezza che il Governo si
impegnasse, perché la Sicilia, così come ha ricordato anche
l'assessore, è stata l'unica Regione l'anno scorso a non aderire
alla Conferenza Stato - Regioni e quindi a non attivare il Patto,
con tutti i problemi che ne sono nati.
Da sindaco mi sono posta il problema e, come ho detto prima,
ringrazio l'assessore Bianchi perché è stato attento e puntuale. Ho
contestato solo l'iter, ma perché sono un deputato.
Però l'importante è raggiungere i risultati e per noi, da sindaci,
è una soddisfazione ma anche una tranquillità, soprattutto per
tutti i creditori.
Quindi non è importante oggi avere votato la mozione. Io sono una
persona che sa collaborare, sono un parlamentare rispettoso delle
regole e delle istituzioni e mi piace quando tutti siamo rispettosi
delle regole e delle istituzioni.
Assessore, la prego vivamente, lei sa bene il problema che abbiamo
affrontato prima del discorso del patto, perché ne abbiamo parlato
ieri, qui c'è il rischio che i Dipartimenti devono comunicarvi se
hanno sforato il Patto, e se lo hanno fatto, la prego, si inventi
qualsiasi forma di ingegneria finanziaria, non possiamo perdere,
perché ci siamo giocati la programmazione 2007/2013, e lei sa bene
cosa significa, come lo sappiamo tutti noi.
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Grasso. Allora non serve
mettere ai voti la mozione, ma rimane agli atti anche il contenuto
della mozione stessa.
Onorevoli colleghi, sospendo la brevemente la seduta per
concordare con i Presidenti dei Gruppi parlamentari le modalità di
voto dei componenti il Comitato misto paritetico per le servitù
militari previsto dall'articolo 322 del Codice dell'ordinamento
militare.
(La seduta, sospesa alle ore 17.41, è ripresa alle ore 18.05)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Ardizzone
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Ferreri è in congedo per
oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Ardizzone
Elezioni dei componenti il comitato misto paritetico per le
servitù militari previsto dall'articolo 322 del Codice
dell'ordinamento militare
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto posto all'ordine del giorno:
Elezioni dei componenti il comitato misto paritetico per le servitù
militari previsto dall'articolo 322 del Codice dell'ordinamento
militare.
Come ben sapete, si tratta di un adempimento di legge che ci è
stato più volte sollecitato: devono essere eletti da quest'Aula
sette componenti effettivi e sette supplenti.
A norma dell'articolo 127, comma 7, del Regolamento interno,
indìco la votazione a scrutinio segreto per l'elezione dei sette
rappresentanti effettivi e dei sette rappresentanti supplenti.
Scelgo la Commissione di scrutinio che risulta composta dai
deputati Anselmo, presidente, Fazio e Greco Giovanni.
Invito i deputati nominati scrutatori a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Sollecitiamo i deputati ad essere presenti in Aula perché, per la
validità della votazione, occorre la presenza di 43 deputati.
Preciso che verranno consegnate due schede per votare sia per i
componenti effettivi sia per i supplenti.
Dichiaro aperta la votazione.
Invito il deputato segretario a procedere all'appello.
(Si procede all'appello)
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione ed invito la Commissione
di scrutinio a procedere allo spoglio delle schede per l'elezione
dei sette componenti effettivi.
(La Commissione di scrutinio procede allo spoglio delle
schede)
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione a scrutinio
segreto per l'elezione dei sette componenti effettivi il comitato
misto paritetico per le servitù militari previsto dall'articolo 322
del Codice dell'ordinamento militare:
Presenti e votanti 55
Hanno riportato voti:
Castrogiovanni Davide 24
Marinello Vincenzo 22
Di Rosolia Giovanni 21
Russo Calogero 19
Aiello Massimo 16
Foresta Salvatore, Amato Daniel
Pirrone Domenico 8
Castelli Carlo 6
D'Antoni Valerio, Lentini Salvatore
Speciale Francesco 1
Schede nulle 1
Risultano eletti: Castrogiovanni Davide, Marinello Vincenzo, Di
Rosolia Giovanni, Russo Calogero, Aiello Massimo, Foresta Salvatore
e Amato Daniel
PRESIDENTE. Invito la stessa Commissione di scrutinio a procedere
allo spoglio delle schede per l'elezione dei sette componenti
supplenti.
(La Commissione di scrutinio procede allo spoglio delle
schede)
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione per l'elezione
dei sette componenti supplenti il comitato misto paritetico per le
servitù militari previsto dall'articolo 322 del Codice
dell'ordinamento militare.
Presenti e votanti 55
Hanno ottenuto voti:
D'Antoni Valerio . 16
Russo Francesco .. 15
Speciale Francesco, Pirrone Domenico
Cannarozzo Francesco Giovanni
Montalto GIUSEPPE, Calcò Maria Grazia,
Di Rosolia Giovanni.. 11
Castrogiovanni Davide
Lentini Salvatore, Castelli Carlo
Russo Calogero, Marinello Vincenzo
Zanghì Antonino, Foresta Salvatore
Schede bianche 8
Schede nulle 3
Risultano eletti: D'Antoni Valerio, Russo Francesco, Speciale
Francesco, Pirrone Domenico, Cannarozzo Francesco Giovanni,
Montalto Giuseppe e Calcò Maria Grazia.
Onorevoli colleghi, hanno riportato voti alcune persone che erano
già state votate come componenti della Commissione a titolo
effettivo, è chiaro che prevale la votazione a titolo effettivo.
Presidenza del presidente Ardizzone
Comunicazione di decreto di composizione della Commissione
regionale Antimafia
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che, essendo pervenute
tutte le designazioni, ho proceduto a firmare il decreto di nomina
della Commissione parlamentare di inchiesta e vigilanza sul
fenomeno della mafia in Sicilia, che risulta composta dagli
onorevoli Arancio, Assenza, Caputo, Ciaccio, Cordaro, Fazio,
Ferrandelli, Lantieri, Lentini, Lo Sciuto, Malafarina, Micciché,
Musumeci, Picciolo e Zito.
Avverto che l'insediamento della Commissione Antimafia avverrà
domani, giovedì 23 maggio 2013, alle ore 15.00, presso la Sala
Rossa. Raccomando la puntualità, perché ricordo a tutti noi che
proprio domani ricorre il ventunesimo ann.rio della strage di Capaci.
Era stata programmata Aula anche per domani sera, ma abbiamo
ritenuto opportuno sospenderla e dare un significato proprio con
l'insediamento dell'Ufficio di Presidenza della Commissione
antimafia, anche per dare la possibilità ai parlamentari di
partecipare alle diverse manifestazioni che sono previste nella
città di Palermo e non solo.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì 28 maggio
2013, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Ardizzone
I - Comunicazioni
II - Comunicazioni del Governo sulle procedure di nomina dei
manager delle Aziende provinciali sanitarie
III - Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della
Rubrica: Energia e servizi di pubblica utilità . (v. allegato)
IV - Discussione del disegno di legge:
- Modifiche all'articolo 5, comma 2, della legge regionale 30
dicembre 2000, n. 36 (n. 222/A)
La seduta è tolta alle ore 20.08
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli