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Resoconto d'Aula della Seduta n. 44 di mercoledì 22 maggio 2013
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   Presidenza del presidente Ardizzone


   FIORENZA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Caputo, D'Agostino, Fontana
  e Vullo sono in congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

            Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE. Comunico che, con nota del  22 maggio 2013,  pervenuta
  in  pari  data e protocollata al n. 6359/AULAPG, l'onorevole  Alice
  Anselmo   ha   dichiarato   di  aderire  al   Gruppo   parlamentare
  dell'Unione di Centro.
   Conseguentemente, l'onorevole Anselmo cessa contestualmente di far
  parte del Gruppo parlamentare   Misto .

   L'Assemblea ne prende atto.

     Rinvio dello svolgimento della rubrica  Energia e servizi di
                           pubblica utilità

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  con nota  e-mail   pervenuta  il   21
  maggio  2013,   e  protocollata al n.  6312/AULAPG  del  22  maggio
  successivo, la Segreteria particolare dell'Assessore per  l'energia
  e  i servizi di pubblica utilità  ha comunicato che l'Assessore non
  potrà partecipare alla seduta odierna per improrogabili impegni.
     Pertanto,  lo svolgimento della rubrica  Energia  e  servizi  di
  pubblica utilità  è rinviato alla prossima seduta.

   Così rimane stabilito.


   Presidenza del presidente Ardizzone


   Discussione della mozione numero 51 «Attivazione delle procedure
       relative al Patto verticale incentivato per l'anno 2013»

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, si passa al IV punto  dell'ordine
  del  giorno: Discussione della mozione numero 51 «Attivazione delle
  procedure relative al Patto verticale incentivato per l'anno 2013»,
  degli onorevoli Grasso, Cascio Salvatore, Digiacomo.
   Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO che le norme che disciplinano il patto di stabilità degli
  enti  locali per l'anno 2013 sono quelle riportate nella  legge  n.
  183/2011  (Legge  di  stabilità 2012), così come  modificate  dalla
  Legge  n.  228/2012 (Legge di stabilità 2013). A detta disposizione
  si  aggiungono  altre disposizioni contenute nel D.L.  n.  98/2011,
  convertito  dalla legge n. 111/2011, che ha introdotto il  concetto
  di  virtuosità degli enti ed nel D.L. n. 16/2012 che ha  introdotto
  il Patto di stabilità interno nazionale orizzontale;

   CONSIDERATO che:

   da quest'anno si allarga la platea degli enti interessati al punto
  che  anche i comuni più piccoli, con popolazione compresa tra 1.001
  e  5.000  abitanti,  sono  soggetti alla disciplina  del  Patto  di
  stabilità  e  che ad essi si applica la stessa disciplina  prevista
  per i Comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti, con alcune
  modifiche relative alle percentuali di partecipazione alla  manovra
  che appaiono apparentemente meno pesanti;

   la  determinazione  degli obiettivi e del saldo  del  Patto  viene
  effettuata  in termini di competenza mista, ovvero considerando  la
  competenza  (accertamenti ed impegni) per le  entrate  e  le  spese
  correnti e la cassa (riscossioni e pagamenti) per le entrate  e  le
  spese  in  conto  capitale (con esclusione delle entrate  derivanti
  dalla   riscossione  di  crediti  e  delle  spese  derivanti  dalla
  concessione  di  crediti),  prendendo  come  riferimento  la  media
  storica  triennale delle spese correnti (2007/2009) per il  calcolo
  dell'obiettivo;

   in  simili condizioni rispettare il vincolo del patto di stabilità
  interno,  inerente  principalmente la gestione  di  cassa,  diviene
  praticamente   impossibile,  poiché  la  modalità  di   costruzione
  dell'obiettivo  assegnato  a ciascun ente  non  tiene  conto  della
  circostanza che i pagamenti dei Comuni sono conseguenza  necessaria
  degli  impegni  di  spesa assunti per obbligazioni   legittimamente
  perfezionate, anche negli esercizi precedenti. E' frequente  avere,
  infatti, degli impegni di spesa in conto capitale a residuo  per  i
  quali  la  relativa entrata si è realizzata negli anni passati.  In
  tal senso, per poter liberare questo tipo di pagamenti a residuo in
  conto  capitale occorre necessariamente fare ricorso ad altre  leve
  quali  ad esempio la massimizzazione delle entrate correnti,  anche
  mediante  aumento di aliquote e tariffe non sempre perseguibile  in
  un  momento  di  congiuntura economica particolarmente  sfavorevole
  come quello attuale;

   CONSIDERATO altresì che, se l'ente che non rispetterà il Patto  di
  stabilità 2013 e quelli successivi:
   -  è  assoggettato  ad  una riduzione del  fondo  sperimentale  di
  riequilibrio o del fondo perequativo in misura pari alla differenza
  tra   il   risultato   registrato   e   l'obiettivo   programmatico
  predeterminato. In proposito, va segnalato che il D.L. n. 16/2  012
  ha  eliminato il tetto alla sanzione precedentemente fissato al  3%
  delle  entrate  correnti  registrate  nell'ultimo  consuntivo,  con
  conseguente, ulteriore penalizzazione per gli enti inadempienti;

   - gli enti locali della Regione siciliana e della regione Sardegna
  sono  assoggettati alla riduzione dei trasferimenti erariali  nella
  misura  indicata  al  primo  periodo. In  caso  di  incapienza  dei
  predetti fondi, essi sono tenuti a versare all'entrata del bilancio
  dello  Stato le somme residue. La sanzione non si applica nel  caso
  in  cui  il  superamento  degli obiettivi del  patto  di  stabilità
  interno   sia  determinato  dalla  maggiore  spesa  per  interventi
  realizzati  con la quota di finanziamento nazionale e correlati  ai
  finanziamenti  dell'Unione  Europea  rispetto  alla   media   della
  corrispondente spesa del triennio precedente;

   - non può impegnare spese correnti in misura superiore all'importo
  annuale  medio  dei  corrispondenti impegni effettuati  nell'ultimo
  triennio  così  come risultanti dal conto consuntivo  senza  alcuna
  esclusione;

   - non può ricorrere all'indebitamento per gli investimenti;

   -  i  mutui  e  i  prestiti obbligazionari  posti  in  essere  con
  istituzioni  creditizie  o finanziarie per il  finanziamento  degli
  investimenti  devono essere corredati da apposita  attestazione  da
  cui risulti il conseguimento degli obiettivi del patto di stabilità
  interno   per   l'anno   precedente.  L'istituto   finanziatore   o
  l'intermediario finanziario non può procedere al finanziamento o al
  collocamento del prestito in assenza della predetta attestazione;

   - non può procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo,
  con qualsivoglia tipologia contrattuale, ivi compresi i rapporti di
  collaborazione  continuata e continuativa  e  di  somministrazione,
  anche con riferimento ai processi di stabilizzazione in atto;

   -  è  tenuto a rideterminare le indennità di funzione ed i gettoni
  di presenza indicati nell'articolo 82 del citato testo unico di cui
  al Decreto Legislativo n. 267 del 2000, e successive modificazioni,
  con   una   riduzione  del  30  per  cento  rispetto  all'ammontare
  risultante alla data del 30 giugno 2010;

   RILEVATO che:

   una  possibilità per correggere l'obiettivo del patto è quella del
  patto  regionale verticale incentivato di cui all'articolo 1, commi
  122 e seguenti, della legge di stabilità 2013 che ha riproposto  il
  meccanismo del patto verticale incentivato introdotto dall'articolo
  16,  comma 12-bis e seguenti, del decreto legge 6 luglio  2012,  n.
  95, a cui però nel 2012 la Regione siciliana non ha aderito;

   secondo  tali  regole le regioni possono cedere  spazi  finanziari
  agli  enti locali residenti nel proprio territorio che ne  facciano
  richiesta  ricevendo in cambio un contributo del valore complessivo
  di  800  milioni  di  euro (pari all'83,33 per  cento  degli  spazi
  finanziari  ceduti)  da  destinare esclusivamente  alla  riduzione,
  anche parziale, del debito. Tali spazi finanziari non devono essere
  restituiti;

   gli enti locali beneficiari possono utilizzare tali maggiori spazi
  solo per effettuare pagamenti a valere sui residui passivi in conto
  capitale in favore dei creditori;

   la  norma  prevede,  inoltre, che gli 800 milioni  di  euro  siano
  attribuiti  alle regioni in base alla distribuzione indicata  nella
  tabella  allegata al richiamato articolo 1, comma 122, della  legge
  di  stabilità  2013  modificata  mediante  accordo  tra  Governo  e
  Regioni.  Lo spazio teorico per i Comuni della Regione siciliana  è
  pari a 121.090.263,00 euro (accordo Governo/regioni del 7.02.2013);

   gli enti locali che intendono ricorrere all'applicazione del patto
  regionale   verticale  incentivato  dovranno  comunicare  all'ANCI,
  all'UPI  e  alle regioni e province autonome l'entità  degli  spazi
  finanziari  di  cui  necessitano nel  corso  dell'anno  (comma  140
  dell'articolo  1 della legge n. 220 del 2010) in tempi  congrui  al
  fine di permettere alle regioni di rispettare il termine perentorio
  del  31  maggio previsto per terminare la procedura di assegnazione
  di spazi finanziari mediante il patto verticale incentivato;
   RITENUTO  che,  al  fine  di dare attuazione  al  patto  verticale
  incentivato ed alla conseguente erogazione del contributo  previsto
  a favore delle regioni che cedono spazi finanziari agli enti che ne
  fanno richiesta, le regioni comunicano al Ministero dell'economia e
  delle finanze, entro il termine perentorio del 31 maggio 2013,  con
  riferimento  a ciascun ente beneficiario, gli elementi  informativi
  occorrenti  per  la  verifica del mantenimento dell'equilibrio  dei
  saldi di finanza pubblica,

                   IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
                              e per esso
                      L'ASSESSORE PER L'ECONOMIA
              E L'ASSESSORE PER LE AUTONOMIE LOCALI E LA
                           FUNZIONE PUBBLICA

   ad  attivare tutte le procedure di cui all'art. 1, commi 122, 123,
  124  e  125, della legge di stabilità 2013 al fine di mitigare  gli
  obiettivi  del patto di stabilità 2013 degli enti locali siciliani,
  permettendo agli stessi di effettuare almeno parte di pagamenti dei
  residui passivi in conto capitale ed evitare gli effetti fortemente
  negativi per i comuni e per l'economia dell'Isola».

   Ha  facoltà di parlare l'onorevole Grasso, primo firmatario  della
  mozione, per illustrarla.

   GRASSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
  oggi  devo porre all'attenzione due problemi: uno relativo al Patto
  di  stabilità  verticale  e  l'altro relativo  ai  fondi  FERS  che
  rischiamo   di   perdere.   Approfitto,  quindi,   della   presenza
  dell'assessore Bianchi perché, prima di parlare della  mozione,  mi
  sia  consentito di parlare dello sforamento del Patto di  stabilità
  da parte dei Dipartimenti dell'Assessorato regionale.
   Assessore,  prima  di affrontare il discorso della  mozione  -  ho
  appreso,  in parte, che avete fatto da poco una conferenza  stampa,
  ma  ne parlerò fra un minuto - voglio porre all'attenzione dell'ARS
  e  alla  sua attenzione un problema serio, grave, perché la Sicilia
  rischia, non voglio fare allarmismo, di perdere i fondi comunitari.
  Mi riferisco ai fondi strutturali PO FESR 2007/2013.
   Da  oltre un anno e mezzo, la Sicilia e i suoi territori aspettano
  l'emanazione  di  decreti per progetti che hanno presentato  e  che
  sono stati finanziati coi fondi strutturali PO FESR 2007/2013 e  da
  un   anno   e   mezzo  vaghiamo  per  gli  assessorati  in   attesa
  dell'emanazione dei decreti.
   Per  quanto  mi  riguarda, il comune di  Caprileone  ha  avuto  il
  finanziamento  di  un  asilo  nido,  ma  non  solo  il  comune   di
  Caprileone, anche una serie di comuni della Sicilia, e con  il  PIS
  abbiamo  avuto finanziamenti in tutta la Sicilia, credo  per  circa
  200 milioni di euro. Ebbene, ieri abbiamo appreso, dopo vari viaggi
  e  dopo  varie richieste, che il Dipartimento dei beni culturali  e
  dell'identità  siciliana aveva sforato il Patto di  stabilità,  per
  cui l'emanazione di questi decreti non è possibile.
   Evidentemente,  mi chiedo se le risorse destinate ai  dipartimenti
  siano servite per le spese correnti ed abbiano ritardato i decreti;
  se  avessero  fatto  i decreti e non avessero  potuto  spendere  le
  risorse  per le spese correnti a quest'ora già i decreti  sarebbero
  stati emessi.
   Siccome c'è il problema del disimpegno delle somme, significa  che
  se  queste somme non verranno spese entro il 2013, dovranno  essere
  restituite alla Comunità Europea con grave rischio non solo per  lo
  sviluppo,  lasciando stare i progetti, ma per l'economia siciliana.
  Siccome questo è un problema che riguarda tutti gli assessorati, la
  prego, assessore, non solo di attenzionare ma di verificare e porre
  in essere - perché non abbiamo  più tempo, e per questo la invito a
  dare una risposta -  tutti i rimedi necessari.
   Fra  l'altro,  mi  sembra di ricordare che il 29 marzo  scorso  il
  Presidente  della  Regione ha annunciato che  aveva  raggiunto  col
  Governo  nazionale un accordo di sforamento del Patto di  stabilità
  di 300 milioni di euro.
   Vorrei  capire  se è stato emanato un decreto che  consentisse  ai
  dipartimenti questo sforamento e come si intende porre  dei  rimedi
  rispetto a questa situazione che - lei comprende meglio di me  -  è
  una  situazione gravissima perché rischiamo di vanificare il lavoro
  di tutti i territori della Sicilia con probabili refluenze negative
  anche sulla successiva programmazione, se non si pone rimedio.
   Per quanto riguarda il Patto di stabilità, assessore, potrei anche
  ritirare  la  mozione,  perché  ho  assistito,  per  caso,  ad  una
  conferenza  stampa  che lei ha fatto insieme  all'ANCI,  nel  corso
  della quale ha annunciato che la Sicilia aveva attivato il Patto di
  stabilità verticale.
   Le  faccio  i complimenti perché se la Regione Sicilia  quest'anno
  finalmente   si   è   attivata  non  può   che   dare   sicuramente
  soddisfazione, in quanto l'importante è raggiungere i risultati.
   Io,   però,   le   ricordo  che  a  marzo  avevo  presentato   una
  interrogazione, lei sa bene perché gliene aveva anche parlato, sono
  stata   più   volte  in  assessorato,  facendomi  portavoce   della
  preoccupazione  dei  sindaci  e  lamentando  lo  scarso   interesse
  dell'ANCI  rispetto a questo problema e rispetto anche al  problema
  delle riserve relative alla legge 7, che sono state eliminate e non
  più ripristinate.
   Allora,  torniamo al Patto di stabilità verticale.  Quale  era  la
  preoccupazione?
   Che  quest'anno  anche  ai  comuni  con  popolazione  inferiore  a
  cinquemila  abitanti  è  stato  imposto  di  aderire  al  Patto  di
  stabilità  con grave rischio per le imprese, perché se  il  Governo
  era  intervenuto  con  il decreto  salva   imprese ,  che  dava  la
  possibilità  ai  comuni fino al 2012 di pagare le imprese  per  gli
  investimenti e quindi di aprire quegli spazi finanziari, la Regione
  non  aveva  fatto  nulla, soprattutto nella considerazione  che  il
  decreto  in atto, in conversione al Governo, dava e dà come termine
  ultimo  quello del 31 maggio 2013. C'è semplicemente un emendamento
  approvato in Commissione, che deve essere poi recepito dal Governo,
  che sposterebbe questo termine fino al 30 giugno.
   La preoccupazione di tutti i comuni siciliani quale era? Che tutte
  le  Regioni, dalla Sardegna alla Puglia e alla Calabria,  si  erano
  già  attivate a marzo, ad aprile e ai primi di maggio  per  emanare
  una delibera di Giunta e fare un avviso, in modo tale che i comuni,
  entro  il  30 maggio, rispondessero, dessero contezza e chiedessero
  quale era lo spazio finanziario di cui avevano bisogno.
   Noi,  oggi,  stiamo  navigando a vista,  gli  enti  locali  stanno
  navigando  a  vista, ma non perché spendono i  soldi  per  feste  e
  festini,  ma  perché  non  hanno i soldi per  garantire  i  servizi
  essenziali.
   Quindi, io prendo atto della conferenza stampa, ma da parlamentare
  avrei  gradito,  e penso che sarebbe stato più corretto  anche  dal
  punto di vista procedurale, che si rispondesse alle interrogazioni.
  Quanto  meno desidero non solo che l'Assemblea approvi la  mozione,
  perché  la  Regione e questo Governo, al di là degli accordi  fatti
  con  l'ANCI  -  a  me è stato comunicato ieri sera  dal  Presidente
  dell'ANCI  che era stato raggiunto questo accordo - ci  dica  quali
  sono  le  procedure che intende mettere in atto e quando,  in  modo
  tale  che  i  comuni,  ma non solo i comuni, pure  le  imprese  che
  vantano  crediti nei confronti dei comuni, abbiano la tranquillità,
  e  questo  sicuramente  con atti e non con  accordi  stipulati  con
  associazioni di comuni, ma con atti emanati dal Governo  regionale,
  che   sono   quegli  atti  che  poi  restano  e   che   servano   a
  tranquillizzare,   appunto,  anche  dal  punto   di   vista   della
  correttezza procedurale.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.   Signor   Presidente,  signor  assessore,   onorevoli
  colleghi,  io  sono non felice ma particolarmente  contento  perché
  oggi  si  chiude una delle pagine più brutte, più buie, degli  enti
  locali.
   L'avere approvato il Patto di stabilità verticale rappresenta  per
  la Regione siciliana e per i comuni davvero una boccata di ossigeno
  importante. Avere la possibilità di azzerare per il 100  per  cento
  il  saldo per i comuni al di sotto dei cinquemila abitanti e del 78
  per cento per i comuni superiori a cinquemila abitanti, rappresenta
  una  boccata di ossigeno per quelle imprese, per quei fornitori che
  tutti  noi  sappiamo si trovavano e si trovano in grande difficoltà
  perché  ingessati da una politica finanziaria che  ha  bloccato  la
  spesa per i comuni.
   Io  ringrazio  l'onorevole Grasso, che ha fatto  riferimento  alla
  mozione di marzo.
   Il   24  dicembre dell'anno scorso, permettetemi di  dire,  io  ho
  sollevato questo problema in Aula. Era presente l'assessore per  le
  autonomie  locali  e, credetemi, non serve prendersela  con  l'ANCI
  perché  io  avevo avuto indicazioni, avevo avuto un  confronto  col
  presidente e col segretario dell'ANCI.
   La  necessità  del  Patto di stabilità verticale regionalizzato  è
  stato  dibattuto  in  Aula,  ritorno a dire,  il  24  dicembre.  E'
  sufficiente  verificare gli atti parlamentari, dove si può  leggere
  che  io,  rivolgendomi all'assessore Valenti, ho ricordato che  era
  necessario correre, volare, per garantire l'attuazione del Patto di
  stabilità  verticale. Devo dire anche - e capisco che, a differenza
  dei   parlamentari  di  minoranza,  noi  abbiamo  un'interlocuzione
  diversa  - che per i mesi a seguire la disponibilità dell'assessore
  Valenti  e dell'assessore Bianchi, che io ritengo come una  fortuna
  che  ci  è stata mandata dal cielo, da Roma, non so da chi,  ci  ha
  messo  in  condizione di raggiungere l'obiettivo con l'adozione  di
  questo documento.
   Io  mi  permetto di dire che l'ANCI ha fatto la sua parte e io  ne
  sono  stato  l'interprete in Aula già il 24 dicembre  nella  seduta
  dedicata  all'esame  del  DPEF.  Ricordo  che  rispondevo   ad   un
  intervento dopo l'onorevole Musumeci e, soffermandomi su una  serie
  di  cose,  ho ribadito l'importanza di non perdere l'occasione  del
  Patto  di  stabilità  verticale. Dopodiché,  ci  sono  stati  degli
  incontri  e  il  Governo, come al solito, ha dimostrato  di  essere
  governo ed ha preso le determinazioni che andavano prese attraverso
  il   confronto   e  la  concertazione  con  l'ANCI,   che   non   è
  un'associazione qualunque. L'ANCI è l'associazione che  rappresenta
  tutti  i  comuni siciliani, rappresenta tutti i sindaci e noi  e  i
  colleghi, che abbiamo fatto anche i sindaci, sappiamo  mi auguro di
  non  disturbare  troppo  l'Aula. La prego, signor  Presidente,  sto
  completando il mio intervento

   PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, l'assessore Bianchi l'ascolta, e
  pure la Presidenza come la gran parte dei deputati presenti.

   DIPASQUALE. Signor Presidente, lei sa che già la sua attenzione mi
  riempie di gioia e di soddisfazione  Concludo nel dire che  oggi  è
  una  giornata  importante per gli enti locali della Sicilia  perché
  iniziano a vedere un futuro diverso.
   Questa  è  la collaborazione reale e mi dispiace che  non  ci  sia
  stata  anche  in passato perché tanti comuni nel 2012  sono  usciti
  fuori  dal  Patto di stabilità, proprio per non avere avuto  questo
  tipo di aiuto, proprio per avere avuto un saldo così alto. Abbiamo,
  finalmente,  un  intervento e io volevo esprimere  la  mia  estrema
  gioia e soddisfazione per il raggiungimento di questo obiettivo.


   Presidenza del presidente Ardizzone


   Indirizzo di saluto agli studenti e ai docenti della scuola media
                                statale
                    Dante Alighieri  di Pantelleria

   PRESIDENTE.  Rivolgo  un  indirizzo  di  saluto  e  ringrazio  gli
  studenti  e  i docenti della scuola media statale  Dante Alighieri
  di Pantelleria, che ci danno l'onore di partecipare a questa seduta
  d'Aula  un  po' convulsa, a dire la verità. Comunque è una  gradita
  presenza.


   Presidenza del presidente Ardizzone


            Riprende la discussione della mozione numero 51

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   signori
  assessori, anch'io mi unisco al giudizio positivo espresso  da  chi
  mi  ha preceduto, sull'azione intrapresa dal Governo in favore  dei
  Comuni.   Lo  dico  da  Vicepresidente  vicario  della  Commissione
  Bilancio.
   Era  quanto  avevamo  sollecitato al Governo. Era  quanto  avevamo
  sollecitato,  insieme  al presidente Dina,  all'assessore  Bianchi,
  proprio per venire incontro a quelle che erano le legittime attese,
  le  aspettative  e  le  richieste che, varie volte,  l'Associazione
  nazionale dei Comuni era venuta a perorare in Commissione Bilancio.
   Quindi,  se  da  questo punto di vista non posso  non  dichiararmi
  soddisfatto  perché  il  Governo  si  è  adeguato  alla   richiesta
  formulata a suo tempo dalla Commissione Bilancio, dall'altra  parte
  intendo  sottoporre  all'assessore Bianchi un  problema  gravissimo
  che,  più volte, anche in fase di approvazione dei disegni di legge
  del  bilancio  e  della  finanziaria, ho posto  al  Governo  e  che
  purtroppo,  ad  oggi, non è stato ancora affrontato e  risolto  dal
  Governo correndo il rischio, col ritardo che sta avendo il Governo,
  di fare perdere un finanziamento di 378 milioni di euro.
   Assessore  Bianchi, mi riferisco in particolare  al  finanziamento
  dei  lotti  n. 678 della Siracusa -Gela, della strada a scorrimento
  veloce Agrigento - Palermo e della Agrigento - Porto Empedocle.
   Come  lei  sa,  in  data 12 marzo l'Assessorato Infrastrutture  ha
  chiesto al Governo regionale di deliberare, in merito all'esistenza
  ancora  nel  bilancio regionale, 378 milioni di euro, che  sono  la
  quota di cofinanziamento dei lavori di cui ho parlato.
   Tale  richiesta dell'Assessorato alle infrastrutture è  stata,  in
  data  19  marzo, asseverata come vera da parte del suo Assessorato,
  l'Assessorato Economia, è andata alla Programmazione e  dal  27  di
  aprile questo provvedimento giace presso la segreteria della Giunta
  della Presidenza.
   Assessore,  noi  dobbiamo completare questi  lavori  entro  il  13
  dicembre  2015,  altrimenti, se non riusciamo  a  completarli  e  a
  collaudarli,  corriamo il rischio di perdere 378 milioni  di  euro,
  che è la quota di compartecipazione della Comunità Europea a queste
  tre grandi infrastrutture.
   Cosa osta a che il Governo regionale faccia questa delibera?
   Ho  più  volte sollecitato la segreteria della Giunta, ho  parlato
  persino con il Presidente.
   Credo  sia la cosa più banale e più semplice che il Governo  debba
  fare,  deve  fare soltanto una delibera di presa d'atto che  queste
  somme sono ancora nelle disponibilità delle casse regionali.
   Perché  continuo  ad  insistere  su  questo?  Anche  perché  altri
  esponenti,  assessore  Bianchi, pure del  suo  partito,  della  sua
  coalizione continuano a sostenere che queste somme sarebbero  state
  destinate  ad  altre finalità, che sarebbero state tolte  dal  ramo
  delle   infrastrutture  per  essere  destinate  a    coriandoli   e
  balocchi ,  per usare un espressione a noi molto nota. Allora,  sta
  ingenerandosi  pure  in  me  il dubbio  che  tale  affermazione  di
  autorevole esponenti della maggioranza sia veritiera.
   Per   fugare   ogni   dubbio,  per  cercare  di  dare   finalmente
  tranquillità  ai siciliani - anche perché ricordo  che  queste  tre
  grandi infrastrutture, al di là del valore per le quali sono  state
  progettate  e  finanziate,  in questo momento  hanno  una  finalità
  sociale,  nel  momento  in  cui migliaia di  siciliani  sono  senza
  lavoro,  se  partono  queste tre grandi  infrastrutture  avremo  la
  possibilità, per alcuni anni, di fare lavorare centinaia di operai,
  e  non  si  capisce, quindi, qual è la ragione occulta per  cui  il
  Governo continua su questa vicenda a non dare la risposta che tutti
  ci  aspettiamo  -  per questo motivo, Assessore,  dal  momento  che
  giovedì  mi  pare  di capire ci sia l'ennesima  Giunta  di  Governo
  regionale,  la prego di farsi parte attiva e diligente,  altrimenti
  saremo costretti ad intraprendere una serie di azioni plateali  per
  costringere  il  Governo a fare due cose: ammettere  che  sia  vera
  l'affermazione  di alcuni esponenti della maggioranza  secondo  cui
  questi  soldi non ci sono più, oppure ci troviamo di fronte  ad  un
  caso  di  inefficienza insopportabile, perché tenere  bloccata,  in
  questo  momento,  una somma così importante significa  proprio  non
  amare la Sicilia.
   Quindi, proprio per evitare che io debba continuare a difendere il
  Governo  e  vedere, invece, esponenti del suo partito e  della  sua
  coalizione  che accusano il Governo, la prego - glielo  chiedo  per
  l'ultima  volta - di intervenire presso il Presidente Crocetta,  in
  maniera  tale che o si fa la delibera, se le somme ci sono,  oppure
  non  si  fa  la  delibera ammettendo che queste  somme  sono  state
  distratte per altri fini.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  vorrei  porre
  l'attenzione su una questione che è stata sollevata in  Commissione
   Lavoro  in questi giorni, se non altro perché la tentazione è  che
  si continui a fare riferimento a dei lavoratori, rassicurandoli,  e
  poi  di volta in volta trovando smentite rispetto all'atteggiamento
  del Governo.
   Stamattina  ho  avuto  la possibilità di  dare  continuità  ad  un
  momento,  quando  avevo  partecipato in Commissione   Lavoro   alla
  audizione, avvenuta venerdì 10 maggio, con i 190 lavoratori  ATO.
   In  quella  occasione ricordo che il Governo  assunse  un  impegno
  generico  rispetto  al  futuro  di questi  lavoratori.  Venne  dato
  mandato preciso alla Commissione, su richiesta dei sindaci e  delle
  parti  sociali  - e ricordo erano presenti tutte le  organizzazione
  sindacali  -  di convocare l'assemblea dei soci, quindi l'assemblea
  dei  sindaci.  Quella assemblea, in effetti, è stata  convocata  in
  data  14  maggio ed è stato dato mandato al Direttore  generale  di
  dare  prosecuzione  immediata ai contratti di lavoro  di  quei  190
  dipendenti,  che  si  sono  visti recapitare  a  casa,  in  maniera
  unilaterale, una lettera di licenziamento. Venne data garanzia  che
  fino  al  30 settembre quei contratti avrebbero avuto prosecuzione,
  così  come  previsto dalla legge 9, fino alla data  di costituzione
  delle  nuove  società  di regolamentazione dei  rifiuti.  Bene,  si
  considerò  che  otto giorni sarebbero stati utili,  necessari,  per
  poter  trovare  una soluzione tecnica rispetto alla definizione  di
  quei contratti.
   Oggi,  quegli otto giorni sono scaduti, ahimè infruttuosamente,  e
  non  mi sembra che ad oggi ci sia una soluzione tecnica, come venne
  definita dall'assessore, rispetto a quei contratti.
   La  realtà vera è che, sentiti i sindaci, nessun contratto è stato
  perfezionato  e  in questa fase l'unica certezza è  che,  trascorsi
  infruttuosamente  quei  giorni,  i  contratti  di   lavoro   stanno
  terminando,  si  sono  conclusi  in maniera  unilaterale  da  parte
  dell'ATO  Palermo 4, quindi col coinvolgimento di COIRES,  si  sono
  conclusi in maniera unilaterale e, quindi, illegittima.
   Pertanto,   mi  sento  di  esprimere  solidarietà  a  questi   190
  dipendenti.
   Si è tracciata quasi una sorta di linea di demarcazione tra chi  è
  a favore di quei dipendenti perché in qualche modo, in questi anni,
  si  è  generato quel bacino e chi, invece, è contro quei lavoratori
  perché non era stato protagonista delle fasi che hanno portato alla
  creazione di quel bacino.
   Assessore, io credo che sia arrivato il momento di porre fine alla
  questione.
   Quei  190  dipendenti  devono trovare una  collocazione  e  se  di
  illegittimità  fino  a  questo  momento  si  può  parlare,   quella
  illegittimità risiede soltanto nell'atto unilaterale  che  è  stato
  compiuto  dall'ATO  Palermo  4  e che  in  questo  momento  a  quei
  lavoratori non ha dato nessuna garanzia.

   BIANCHI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BIANCHI,  assessore  per l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati, il tema che si pone oggi è di particolare rilevanza.
   Fin  dall'inizio  del  nostro insediamento come  Governo,  abbiamo
  sempre  ritenuto che la sostenibilità economica degli  Enti  locali
  fosse uno dei temi fondamentali.
   Le  azioni  che  abbiamo condotto, pur in  un  quadro  di  finanza
  pubblica,  come  sapete,  molto  difficile,  hanno  sempre  teso  a
  salvaguardare  il  più possibile la capacità di  spesa  degli  enti
  locali,  e  dei comuni in particolare, che rappresentano poi,  come
  sapete, l'istituzione più vicina ai cittadini, in cui i tagli  alla
  spesa  rischiano di incidere più pesantemente sulla  qualità  della
  vita dei cittadini.
   Proprio  a  tal proposito, abbiamo letto con grande attenzione  la
  mozione  presentata  dall'onorevole  Grasso,  che  si  è  collocata
  all'interno di un lavoro che, ovviamente, avevamo già avviato e  su
  cui,  peraltro,  ci  eravamo confrontati,  sia  con  l'associazione
  nazionale dei Comuni sia con i tanti sindaci della Regione,  alcuni
  deputati, altri no.
   Nel  corso di moltissimi incontri avvenuti da novembre ad oggi con
  tantissimi   sindaci   della  Regione,  abbiamo   avuto   modo   di
  attenzionare i problemi che, appunto i sindaci, affrontavano.
   Una delle scelte strategiche iniziali che noi abbiamo assunto,  in
  fase  di  stesura  del  DPEF - se ricordate -  uno  dei  principali
  elementi di discontinuità che avevamo affermato, era proprio quello
  della  volontà di aderire e portare il sistema dei Comuni al  Patto
  di  stabilità  verticale incentivato. Anzi, questo dicevo,  era  un
  elemento di discontinuità, perché il precedente Governo, unico  tra
  le  Regioni  italiane,  non aveva aderito  al  Patto  di  stabilità
  verticale che, come sapete, prevede la cessione di spazi  di  Patto
  dalla  Regione agli enti locali, e probabilmente se ci fosse  stato
  nel 2012, come si ricordava, molti comuni non avrebbero sforato  il
  patto.
   Da quel momento abbiamo subito avviato in Conferenza delle Regioni
  un  confronto,  a  volte anche molto duro, perché  la  ripartizione
  degli  spazi  di  patto definiti precedentemente,  ovviamente,  non
  teneva  conto della Sicilia, ed era fatto su un accordo  fortemente
  penalizzante.
   Siamo  riusciti  ad  ottenere  un revisione  dell'accordo  che  ha
  permesso  una  prima  trance di Patto di stabilità  definito  dalla
  Conferenza  delle  Regioni,  poi c'è  stato  un  rallentamento  del
  processo, ma tendo a dire non per nostra responsabilità;  ma,  come
  sapete, il D.L. n. 35, cioè il decreto legge sui pagamenti,  ha  in
  qualche  misura  inglobato al suo interno l'impatto  del  Patto  di
  stabilità verticale, ampliandone decisamente la portata.  A  questo
  punto  abbiamo  completato  l'attività di  istruttoria  che  ci  ha
  permesso  proprio  oggi,  seguendo  un  percorso  che  avevamo  già
  definito  in piena collaborazione con l'Assemblea regionale,  senza
  volere minimamente limitare o sminuire la necessità di un dibattito
  parlamentare su questo tema ma, effettivamente, la scadenza del  31
  maggio  ci  impediva di ritardare ulteriormente  l'accordo  siglato
  oggi  tra  Regione siciliana e ANCE, a cui seguirà una delibera  di
  Giunta  che  tiene  conto  degli accordi già  avuti  dal  Ministero
  dell'Economia  che  permetterà - e  questa  credo  sia  una  grande
  notizia  per  tanti  sindaci dei comuni  siciliani  -  di  azzerare
  l'impatto  del  patto di stabilità per i comuni fino  a  cinquemila
  abitanti.
   Noi  siamo  forse  l'unica,  anzi  assolutamente  l'unica  Regione
  italiana  che,  grazie  a  questo accordo, abbiamo  sostanzialmente
  procrastinato gli effetti del Patto al 2014.
   I  comuni che prima non avevano il Patto, non dovevano contribuire
  al Patto di stabilità nazionale, ma dal 2013, per effetto del Patto
  di  stabilità incentivato si, cioè della cessione di spazi di spesa
  da  parte  dei  comuni, delle Regioni e dello  Stato  nazionale,  i
  comuni  fino  a cinquemila abitanti avranno zero come obiettivo  di
  Patto  di  stabilità,  e  per  tutti i comuni  oltre  i  cinquemila
  abitanti, questo accordo di oggi farà sì che l'impatto del Patto di
  stabilità  calerà dell'80 per cento. Cioè rispetto ad un  obiettivo
  di Patto di 420 milioni di euro, l'obiettivo scende a 75 milioni di
  euro.
   Questo  ha un impatto determinante sulla sopravvivenza dei comuni,
  sulla loro capacità di spesa, di fare investimenti strutturali.
   Faccio  soltanto  un esempio: pensate che in base  agli  obiettivi
  2013  pre-adesione al Patto di stabilità, il solo Comune di Palermo
  aveva  61 milioni di obiettivo di Patto; calcolate che, per effetto
  del  nostro  accordo,  tutti  i comuni  siciliani,  nel  complesso,
  avranno 73 milioni; il Comune di Palermo passa da 61 milioni  a  13
  milioni  di  impatto. Era qui presente l'assessore al bilancio  del
  Comune  di  Palermo,  che  ha sottolineato l'importanza  di  questo
  accordo.
   Riteniamo  che con questo accordo il Governo abbia dato continuità
  ad  un  impegno che aveva assunto anche innanzi a questa Assemblea;
  lo avevamo detto pure in sede di approvazione della finanziaria.
   Il  contributo che noi chiediamo ai comuni è molto limitato.  Come
  sapete,  il  fondo  Enti locali cala appena - e  dico  appena,  pur
  consapevole di quanto ciò incida naturalmente per i comuni - dell'8
  per  cento;  su  questo c'è stato un accordo anche  con  l'ANCI;  a
  fronte, però, di quel calo noi abbiamo detto che il pacchetto per i
  comuni riguarderà altri interventi.
   Questo  tipo di intervento - l'azzeramento del Patto di  stabilità
  per i comuni fino a cinquemila abitanti e il calo dell'80 per cento
  dell'obiettivo di Patto per gli altri comuni - rappresenta  l'altro
  contributo che dà la Regione alla sopravvivenza dei comuni stessi.
   A  ciò si aggiungeranno gli effetti del decreto legge n. 35, anche
  in  termini di pagamento per oltre 350 milioni, di cui 200  milioni
  attraverso  i comuni, dei debiti delle pubbliche amministrazioni  e
  dei comuni verso le imprese. Questo vuol dire alleggerire, risanare
  i  bilanci  dei comuni e, soprattutto, dare un po' di  ossigeno  al
  sistema delle imprese.
   Noi crediamo che leggendo tutto questo pacchetto di interventi che
  il   Governo   sta  mettendo  in  atto  verso  gli   Enti   locali,
  probabilmente anche molte delle contrapposizioni emerse nella prima
  fase  di  lettura  della legge di stabilità -  e  le  dichiarazioni
  dell'ANCI  di  oggi ce ne danno conto - consentono di  guardare  al
  futuro  e  al corso dell'anno con maggiore serenità e di perseguire
  quel  percorso necessario di risanamento, in cui però - lo  abbiamo
  detto all'inizio - le sorti dei comuni, le sorti delle province, le
  sorti  delle Regioni sono strettamente collegate. E se riusciamo  a
  mettere   in  campo  una  serie  di  interventi  che  salvaguardano
  soprattutto la spesa sociale e la spesa per investimenti, che è  la
  spesa  per  lo sviluppo, per la crescita, per le nuove generazioni,
  probabilmente  riusciremo molto più facilmente a uscire  da  questa
  fase  di  difficoltà e a riportare la Sicilia a  quel  sentiero  di
  sviluppo che merita.

   PRESIDENTE. Onorevole Grasso, considerato che la mozione impegnava
  il  Governo  ad attivare tutte le procedure di cui all'articolo  1,
  commi 122, 123, 124 e 125, devo darle atto che lei, giustamente, ha
  insistito  perché si anticipasse la trattazione di questa  mozione,
  quindi ad adiuvandum del percorso fatto dal Governo, gliene do atto
  e gliene deve dare atto tutta l'Aula.
   La  invito  però,  sulla base anche delle considerazioni  e  delle
  risposte   date  dall'assessore  Bianchi,  a  volerla   considerare
  superata, perché il Governo ha già provveduto da sé.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  avere  posto  il
  problema  significava per me avere la certezza che  il  Governo  si
  impegnasse,  perché  la  Sicilia,  così  come  ha  ricordato  anche
  l'assessore,  è stata l'unica Regione l'anno scorso a  non  aderire
  alla  Conferenza Stato - Regioni e quindi a non attivare il  Patto,
  con tutti i problemi che ne sono nati.
   Da  sindaco  mi  sono posta il problema e, come  ho  detto  prima,
  ringrazio l'assessore Bianchi perché è stato attento e puntuale. Ho
  contestato solo l'iter, ma perché sono un deputato.
   Però l'importante è raggiungere i risultati e per noi, da sindaci,
  è  una  soddisfazione  ma anche una tranquillità,  soprattutto  per
  tutti i creditori.
   Quindi non è importante oggi avere votato la mozione. Io sono  una
  persona  che sa collaborare, sono un parlamentare rispettoso  delle
  regole e delle istituzioni e mi piace quando tutti siamo rispettosi
  delle regole e delle istituzioni.
   Assessore, la prego vivamente, lei sa bene il problema che abbiamo
  affrontato prima del discorso del patto, perché ne abbiamo  parlato
  ieri,  qui c'è il rischio che i Dipartimenti devono comunicarvi  se
  hanno  sforato il Patto, e se lo hanno fatto, la prego, si  inventi
  qualsiasi  forma  di ingegneria finanziaria, non possiamo  perdere,
  perché ci siamo giocati la programmazione 2007/2013, e lei sa  bene
  cosa significa, come lo sappiamo tutti noi.
   PRESIDENTE.  La  ringrazio, onorevole  Grasso.  Allora  non  serve
  mettere  ai voti la mozione, ma rimane agli atti anche il contenuto
  della mozione stessa.
   Onorevoli   colleghi,  sospendo  la  brevemente  la   seduta   per
  concordare con i Presidenti dei Gruppi parlamentari le modalità  di
  voto  dei  componenti il Comitato misto paritetico per  le  servitù
  militari  previsto  dall'articolo 322 del  Codice  dell'ordinamento
  militare.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.41, è ripresa alle ore 18.05)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Ardizzone


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Ferreri  è  in  congedo  per
  oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Ardizzone


      Elezioni dei componenti il comitato misto paritetico per le
        servitù militari previsto dall'articolo 322 del Codice
                       dell'ordinamento militare

   PRESIDENTE. Si passa al secondo punto posto all'ordine del giorno:
  Elezioni dei componenti il comitato misto paritetico per le servitù
  militari  previsto  dall'articolo 322 del  Codice  dell'ordinamento
  militare.
   Come  ben  sapete, si tratta di un adempimento di legge che  ci  è
  stato  più  volte sollecitato: devono essere eletti  da  quest'Aula
  sette componenti effettivi e sette supplenti.
   A  norma  dell'articolo  127, comma 7,  del  Regolamento  interno,
  indìco  la  votazione a scrutinio segreto per l'elezione dei  sette
  rappresentanti effettivi e dei sette rappresentanti supplenti.
   Scelgo  la  Commissione  di  scrutinio che  risulta  composta  dai
  deputati Anselmo, presidente, Fazio e Greco Giovanni.
   Invito  i  deputati nominati scrutatori a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.
   Sollecitiamo i deputati ad essere presenti in Aula  perché, per la
  validità della votazione, occorre la presenza di 43 deputati.
   Preciso  che verranno consegnate due schede per votare sia  per  i
  componenti effettivi sia per i supplenti.
   Dichiaro aperta la votazione.
   Invito il deputato segretario a procedere all'appello.

                       (Si procede all'appello)

   PRESIDENTE.  Dichiaro chiusa la votazione ed invito la Commissione
  di  scrutinio a procedere allo spoglio delle schede per  l'elezione
  dei sette componenti effettivi.

        (La Commissione di scrutinio procede allo spoglio delle
                                schede)

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Comunico  il risultato della  votazione  a  scrutinio
  segreto  per l'elezione dei sette componenti effettivi il  comitato
  misto paritetico per le servitù militari previsto dall'articolo 322
  del Codice dell'ordinamento militare:

   Presenti e votanti          55

   Hanno riportato voti:

   Castrogiovanni Davide      24
   Marinello Vincenzo         22
   Di Rosolia Giovanni        21
   Russo Calogero             19
   Aiello Massimo             16
   Foresta Salvatore, Amato Daniel
   Pirrone  Domenico          8
   Castelli Carlo             6
   D'Antoni Valerio, Lentini Salvatore
   Speciale Francesco         1
   Schede nulle               1

   Risultano  eletti: Castrogiovanni Davide, Marinello  Vincenzo,  Di
  Rosolia Giovanni, Russo Calogero, Aiello Massimo, Foresta Salvatore
  e Amato Daniel

   PRESIDENTE. Invito la stessa Commissione di scrutinio a  procedere
  allo  spoglio  delle  schede per l'elezione  dei  sette  componenti
  supplenti.

        (La Commissione di scrutinio procede allo spoglio delle
                                schede)

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Comunico il risultato della votazione per  l'elezione
  dei sette componenti supplenti il comitato misto paritetico per  le
  servitù   militari   previsto   dall'articolo   322   del    Codice
  dell'ordinamento militare.

   Presenti e votanti           55
   Hanno ottenuto voti:

   D'Antoni Valerio  .          16
   Russo Francesco    ..        15
   Speciale Francesco, Pirrone Domenico
   Cannarozzo Francesco Giovanni
   Montalto GIUSEPPE, Calcò Maria Grazia,
   Di Rosolia Giovanni..        11
   Castrogiovanni Davide
   Lentini Salvatore, Castelli Carlo
   Russo Calogero, Marinello Vincenzo
   Zanghì Antonino, Foresta Salvatore
   Schede bianche                8
   Schede nulle                  3

   Risultano  eletti:  D'Antoni Valerio,  Russo  Francesco,  Speciale
  Francesco,   Pirrone   Domenico,  Cannarozzo  Francesco   Giovanni,
  Montalto Giuseppe e Calcò Maria Grazia.
   Onorevoli colleghi, hanno riportato voti alcune persone che  erano
  già  state  votate  come  componenti  della  Commissione  a  titolo
  effettivo, è chiaro che prevale la votazione a titolo effettivo.


   Presidenza del presidente Ardizzone


      Comunicazione di decreto di composizione della Commissione
                          regionale Antimafia

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che,  essendo  pervenute
  tutte  le designazioni, ho proceduto a firmare il decreto di nomina
  della  Commissione  parlamentare  di  inchiesta  e  vigilanza   sul
  fenomeno  della  mafia  in  Sicilia,  che  risulta  composta  dagli
  onorevoli  Arancio,  Assenza,  Caputo,  Ciaccio,  Cordaro,   Fazio,
  Ferrandelli,  Lantieri, Lentini, Lo Sciuto,  Malafarina,  Micciché,
  Musumeci, Picciolo e Zito.
   Avverto  che  l'insediamento della Commissione  Antimafia  avverrà
  domani,  giovedì  23 maggio 2013, alle ore 15.00,  presso  la  Sala
  Rossa.  Raccomando la puntualità, perché ricordo a  tutti  noi  che
  proprio domani ricorre il ventunesimo ann.rio della strage di Capaci.
   Era  stata  programmata  Aula anche per domani  sera,  ma  abbiamo
  ritenuto  opportuno sospenderla e dare un significato  proprio  con
  l'insediamento   dell'Ufficio  di  Presidenza   della   Commissione
  antimafia,  anche  per  dare  la  possibilità  ai  parlamentari  di
  partecipare  alle  diverse manifestazioni che sono  previste  nella
  città di Palermo e non solo.
   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a  martedì  28  maggio
  2013, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Ardizzone


   I   - Comunicazioni
  II   - Comunicazioni del Governo sulle procedure di nomina dei
  manager delle Aziende provinciali sanitarie

       III   -  Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della
        Rubrica:  Energia e servizi di pubblica utilità . (v. allegato)
  IV   - Discussione del disegno di legge:

         -  Modifiche all'articolo 5, comma 2, della legge regionale 30
             dicembre 2000, n. 36  (n. 222/A)

                   La seduta è tolta alle ore 20.08

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli