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Resoconto d'Aula della Seduta n. 440 di mercoledì 26 luglio 2017
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   Presidenza del Presidente Ardizzone


                   La seduta è aperta alle ore 16.21

   LO  GIUDICE,  segretario, dà lettura dei  processi  verbali  delle
  sedute  n.  438  e  n.  439 del 25 luglio 2017  che,  non  sorgendo
  osservazioni, si intendono approvati.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il  preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Barbagallo Alfio, Musumeci,
  Foti,  Zafarana,  Siragusa,  Forzese,  Dina,  Giuffrida,  Lombardo,
  Digiacomo ed Arancio sono in congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

       Comunicazione della nota pervenuta dalla Procura Generale
                               d'Appello
            della Corte dei Conti per la Regione siciliana

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, proprio oggi mi è  pervenuta  una
  nota  da  parte  della Procura generale d'Appello della  Corte  dei
  Conti  per  la Regione siciliana, a firma del dottor Pino  Zingale,
  protocollo  n.  55, con oggetto  Rendiconto generale della  Regione
  siciliana, esercizio finanziario 2016.   Che leggo:
    Illustre  Presidente,  nel quadro di una corretta  collaborazione
  istituzionale con codesta Assemblea, mi corre l'obbligo  informarla
  che  questa  Procura  generale è pervenuta alla  determinazione  di
  proporre   ricorso,  innanzi  alle  Sezioni  riunite  in   speciale
  composizione,  avverso la delibera di parificazione del  rendiconto
  in  oggetto,  emessa  dalle  locali  Sezioni  riunite  in  sede  di
  controllo.
   A   tal   proposito,   si  sottolinea  che,  ferme   restando   le
  insindacabili  ed  autonome  decisioni  del  Parlamento  siciliano,
  l'eventuale  approvazione  del  rendiconto  da  parte  di   codesta
  Assemblea paralizzerebbe il ricorso giurisdizionale.
   Con sincera stima

   Pino Zingale

   CORDARO. E quindi?

   PRESIDENTE. Dobbiamo, quindi, approvare il Rendiconto 2016.

   FORMICA. A nostro rischio e pericolo

   PRESIDENTE.  No,  non  c'è  un problema  di  rischio  e  pericolo.
  L'attività legislativa è questa. Era giusto e doveroso  che  io  ne
  dessi comunicazione all'Assemblea regionale siciliana.

   matiche e correttive per l'anno 2017.   Legge di stabilità regionale.
   Stralcio I'. (n. 1276 Stralcio I/A)
   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Discussione  del disegno di legge:  Disposizioni programmatiche  e
  correttive per l'anno 2017. Legge di stabilità regionale.  Stralcio
  I . (n. 1276 Stralcio I/A) (Seguito).

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, si passa al II punto  dell'ordine
  del giorno, recante  Discussione del disegno di legge .
   Si  procede  con  il   seguito della discussione  del  disegno  di
  legge:   Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno  2017.
  Legge di stabilità regionale. Stralcio I . (n. 1276 Stralcio I/A).

   Si riprende con l'esame dell'articolo 19. Ne do lettura:

                             «Articolo 19.
                    Trasporto ferroviario regionale

   1.  Per  le  finalità dell'articolo 9 del decreto  legislativo  19
  novembre  1997, n. 422, dell'articolo 1, comma 3, del  decreto  del
  Presidente  della  Repubblica  17  dicembre  1953,  n.  1113   come
  modificato  dal  decreto legislativo 11 settembre 2000,  n.  296  e
  dell'articolo 48, comma 5, della legge regionale 17 marzo 2016,  n.
  3  è  autorizzata, a decorrere dall'esercizio finanziario  2020  la
  spesa complessiva di 83.380 migliaia di euro, in ragione di:
   - 1.870 migliaia di euro, per l'esercizio finanziario 2020;
   - 8.580 migliaia di euro, per l'esercizio finanziario 2021;
   - 10.560 migliaia di euro, per l'esercizio finanziario 2022;
   - 12.540 migliaia di euro, per l'esercizio finanziario 2023;
   - 14.520 migliaia di euro,per l'esercizio finanziario 2024;
   - 16.610 migliaia di euro,per l'esercizio finanziario 2025;
   - 18.700 migliaia di euro,per l'esercizio finanziario 2026. »

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Presidente, assessori, onorevoli colleghi. Io ieri  avevo
  sollevato  qualche  perplessità  su  questo  articolo  e   mi   ero
  ripromessa, anche con l'assessore, di rivedere meglio,  ed  esterno
  di  nuovo le perplessità manifestate ieri. Perché, anche per  avere
  dei chiarimenti: sostanzialmente, l'articolo 19 stanzia delle somme
  per  gli  esercizi  2020,  2021, 2022, 2023,  2024,  2025  e  2026,
  qualcuno  diceva ieri, per i metalmeccanici, per il doppio binario,
  e non so che cosa.
   Io,  onestamente,  ritengo che queste somme -   non  si  comprende
  bene per che cosa sono state inserite -, perché quando lo Stato  ha
  trasferito  le  competenze in materia di trasporto  ferroviario  ha
  anche  stabilito  quale era lo stanziamento, quindi  c'è  stato  un
  accordo-quadro.   Dall'accordo-quadro  deriva   il   Contratto   di
  servizio.  Il Contratto di servizio non ha bisogno di una copertura
  o di un'approvazione da parte dell'Assemblea.
   Questa  è  l'IVA  che  noi dobbiamo pagare? Queste  somme  a  cosa
  servono?  Volevo  capire queste somme a cosa  servono,  perché  nel
  momento  in  cui, dicevo, c'è stato il passaggio di competenza  dei
  servizi ferroviari, il Ministero dell'Economia e delle Finanze  che
  cosa  dice?  Provvede al trasferimento delle risorse in  conformità
  degli ordinamenti finanziari delle singole Regioni e Province,  nei
  limiti  degli  stanziamenti  di bilancio  utilizzando  risorse  già
  destinate a tale titolo al pagamento dei corrispettivi in favore di
  Trenitalia,  derivanti dal contratto di servizi in  essere  con  lo
  Stato.
   Quindi,  lo  Stato  trasferisce alle Regioni le competenze  e  nel
  passaggio  tutta  la provvista finanziaria,  - così  come  dice  la
  Ragioneria dello Stato -, è omnicomprensiva di ogni onere diretto e
  indiretto.  Quindi  francamente perché si chiede l'approvazione  di
  questo  articolo? E poi il 2019 non c'è. Partiamo per gli  esercizi
  2020,  2021,  2022,  2023.  Se  è l'IVA,  l'IVA  già  gliel'abbiamo
  riconosciuta, il passaggio nel trasferimento, a me è questo  quello
  che mi sfugge, nel passaggio di competenze dal servizio ferroviario
  tutti gli oneri sono compresi, quindi ritengo onestamente che o c'è
  un approfondimento o ho compreso male io.

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà l'onorevole Formica.

   GRECO GIOVANNI. Cedo volentieri il passo all'onorevole Formica.

   FORMICA.  I palermitani sono d'accordo signor Presidente.  Vorrei,
  semplicemente,  al  pari di ciò che ha chiesto l'onorevole  Grasso,
  capire un po' meglio. Che ci siano delle somme da prevedere,   -non
  so  se  per questo contratto di servizio, oppure che dobbiamo  dare
  comunque  a  Trenitalia,  a  Ferrovie dello  Stato,  questa  storia
  l'abbiamo,  abbondantemente, discussa  in  Commissione   Bilancio ,
  c'era  la  questione dell'IVA e quant'altro. Quello che  io  voglio
  chiedere,  signor  Presidente - siccome vedo  che  c'è  una  intesa
  cordiale  da  parte  di molti deputati - il Contratto  di  servizio
  penso  che  preveda,  -  può darsi che mi  sbagli  -,  ma  dovrebbe
  prevedere  il  fatto  che  ci sono alcuni  interventi  sulle  linee
  ferroviarie  che bisogna fare. Vorrei capire,  - se è possibile  -,
  quali  sono gli interventi, per esempio, a proposito del  raddoppio
  ferroviario   Messina-Palermo  che,  secondo  me,  è   una   grande
  incompiuta e di incompiute non ne dobbiamo lasciare in piedi,  cosa
  prevede  questo Contratto di servizio? Visto che ci spingiamo  fino
  al 2028;  onorevole Grasso fino a quale anno ci spingiamo?

   GRASSO. Fino al 2028.

   FORMICA.  Fino al 2028, quindi ci spingiamo per i prossimi  dieci,
  undici, anni. A mio modo di vedere, sarebbe logico pensare che  già
  ora  bisognerebbe prevedere quali sono gli interventi da  fare  con
  questo  Contratto  di  servizio,  posto  che,  ripeto,  noi  stiamo
  approvando,  mettendoci sopra le norme e i soldini, fino  al  2028.
  Vorrei  capire,  a  proposito  del  raddoppio  Messina-Palermo,  o,
  meglio, da Patti fino a Cefalù cosa è previsto?

   GRASSO. Non c'entra Trenitalia, è RFI.

   FORMICA.  RFI,   Trenitalia  non  c'entra.  Ma  gli  stiamo  dando
  ottantatre  milioni di Euro? Vorrei capire se ci  sono  notizie  in
  questo senso.

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  GIOVANNI.  Signor  Presidente, ho  dato  la  precedenza  al
  collega  Formica per l'età. È un ragazzo più grande di me quindi  è
  giusto  dargli  la  priorità. Per quanto  riguarda  l'articolo  19,
  signor  Presidente,  sono  stato uno dei deputati  che  ha  chiesto
  l'accantonamento  per  un approfondimento di  questo  tema.  Questo
  articolo  19   va  a  rinnovare il Contratto  di  servizio  con  le
  Ferrovie  dello  Stato  e tutto quello che ne  comprende.  Io  sono
  consapevole  che  un  articolo  di questo  genere  dovrebbe  essere
  approvato a inizio di legislatura e non alla fine, ma va a  scadere
  ora  e  quindi siamo costretti. La domanda che le pongo, Assessore,
  nel  comparto  che  comprende  tutto il  servizio  che  diamo  alle
  ferrovie, andiamo ad esaminare tutte le problematiche che  ci  sono
  con  il  personale? Parlo del personale della Ferrotel,  parlo  del
  personale  come mi hanno suggerito i colleghi del Movimento  Cinque
  Stelle,   della  Ferrotel;  che facciamo  di  questo  personale  in
  esubero  che c'è in questi servizi? L'avete affrontato? È  compreso
  in  questo  articolo?  Se non è compreso io  invito  l'Assemblea  a
  presentare un subemendamento - signor Presidente, se mi  ascolta  è
  una  cosa  di buon senso quella che propongo - cercare,  così  come
  abbiamo fatto ieri con i Consorzi di bonifica di salvaguardare quel
  personale  che,  a  seguito  di  una sentenza  favorevole,  abbiamo
  recuperato, dandogli la possibilità di essere rimesso a lavorare.
   Lei,  Assessore Bosco, questo problema lo ha esaminato  o  lo  sta
  sentendo per la prima volta da me? Io penso di no, perché se lei va
  a  rinnovare  un contratto di servizio, è chiaro che sono  comprese
  tutte le problematiche in essere che ci sono per quanto riguarda  i
  lavoratori,  come il problema sollevato dall'onorevole Formica  per
  il doppio binario Palermo-Messina.
   Io  tengo  molto  a questi lavoratori e prima di approvare  questo
  articolo,  se il Presidente è d'accordo, facciamo un subemendamento
  con  gli  Uffici per vedere di salvaguardare tutti quei lavoratori,
  quindi,  ex  Keller, Ferrotel e così via e diamo,  secondo  me,  un
  segnale   di   aiuto  per  questi  lavoratori,  queste   categorie.
  Presidente Lupo, lei già conosce,  essendo un ex sindacalista, si è
  occupato anche di questo.
   Grazie Presidente.

   BOSCO,  assessore per le infrastrutture e la mobilità.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Cortesemente, assessore può  rispondere
  in  piedi?  Se  ritiene può stare seduto, se  ci  sono  particolari
  esigenze.

   BOSCO,  assessore  per  le infrastrutture e  la  mobilità.  Signor
  Presidente,  deputati,  scusate,  ma  sono  convalescente  per   un
  problema ad una gamba e vi chiedo scusa se intervengo da seduto.
   Guardate, io desidero illustrare la natura di questo articolo.
   Questo  articolo è una norma autorizzatoria che è stata  elaborata
  d'intesa con il Bilancio. A che cosa serve? C'è una differenza  tra
  l'accordo quadro e il contratto di servizio. L'accordo quadro,  che
  abbiamo  firmato con le ferrovie, individua quali sono  le  risorse
  interne  di  rete  che  possono  essere  utilizzare  nella  Regione
  Sicilia. Invece, questo articolo, riguarda i contratti di servizio.
   I contratti di servizio, per i quali lo Stato mette 111 milioni di
  Euro  l'anno,  vengono integrati complessivamente nei  dieci  anni,
  quindi,  111  milioni l'anno significa 1 miliardo  110  milioni  di
  euro,  e   vengono integrati con ottantatre milioni  dalla  Regione
  siciliana, che sono spalmati negli anni che sono riportati.  A  che
  cosa servono?
   Sostanzialmente,   il  sistema  ferroviario   siciliano   si   sta
  arricchendo   di  nuove  tratte,  ne  cito  alcune:   il   passante
  ferroviario di Palermo, la linea Canicattì-Modica, tra qualche anno
  ci sarà la Trapani-Milo, viene aperta la fermata aeroporto Catania

   FORMICA. La Messina-Palermo.

   BOSCO,  assessore per le infrastrutture e la mobilità. La Messina-
  Palermo, però, è un problema che riguarda non Trenitalia ma RFI, ci
  stiamo  attivando intanto per sbloccare l'inizio dei lavori per  un
  valore  di quattrocento milioni di Euro nel tratto di Cefalù perché
  sono state superate alcune difficoltà.
   E'  previsto  un intervento, ma questo non c'entra  niente  con  i
  Contratti  di servizio, ovviamente, io devo dire, da Assessore  del
  comune  di  Catania ho seguito alcune vicende, dobbiamo  registrare
  che,  finalmente, c'è stata una inversione di tendenza  della  rete
  ferroviaria italiana che aveva trascurato totalmente la Sicilia  ed
  ora  ci  sono delle attenzioni, vi dico che le attenzioni sono  sia
  sulla  Palermo-Messina,  sia  sulla  Catania-Messina  e  sia  sulla
  Catania-Palermo per la quale ci sono sei miliardi  di  Euro  ed  in
  corso abbiamo una rimodulazione, però, questo esula - ripeto -  che
  è questo.
   Guardate,  io  vi  dico  semplicemente  una  cosa,  pensate   cosa
  significa  avere il raddoppio del binario tra Taormina e Catania  e
  non  potere avere la possibilità di utilizzare dei servizi di treni
  per  trasformarli  in una sorta di servizio metropolitano;  pensate
  cosa   significa  avere  la  Palermo-Punta  Raisi  e   non   potere
  utilizzarla perché non c'è la possibilità di integrare  con  queste
  cose.
   Quindi, questo punto, relativo al trasporto ferroviario regionale,
  riguarda  una integrazione che sarà attivata a partire dai prossimi
  tre  anni  ma  che comporta un impegno, da parte di Trenitalia,  di
  rendere i servizi fin da adesso.

   GRECO GIOVANNI. Il personale coinvolto in questo settore che  fine
  fa?

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  andiamo   con
  ordine.
   Prendo atto delle precisazioni del Governo e voglio precisare  che
  noi     siamo     tutti     ben     consapevoli     dell'importanza
  dell'infrastrutturazione perchè è inutile che si parli di turismo e
  che  si  parli di altro quando mancano gli elementi base per potere
  essere  considerati un Paese non al top in Europa e nel mondo  come
  sviluppo  ma  addirittura con un paese da Terzo  mondo.  Da  questo
  punto  di  vista, Governo, noi non abbiamo difficoltà oggettive  ad
  approvare  velocemente questo, le avevo chiesto pure,  non  era  un
  caso  che  glielo  chiedevo,   -  lei  giustamente  ha  fatto   una
  precisazione  :   pensate a quello che vuol dire avere  Taormina  e
  Catania  con  la possibilità di renderla quasi una metro-ferrovia ,
  nel  senso  che con un treno ogni mezz'ora, ogni venti minuti,  che
  collega l'Aeroporto con la stazione, quindi, mi rendo perfettamente
  conto,  volevo capire se, come giustamente ha detto lei, visto  che
  da  parte di Trenitalia e di Ferrovie dello Stato, in generale, c'è
  stato  l'abbandono  totale negli ultimi  anni  di  questa  regione,
  nessun  investimento e visto che l'unico tratto di  doppio  binario
  esistente  -   che  è  stato fatto tempo fa è la Messina-Patti,  55
  chilometri   che,  vi  posso  assicurare,  prende  quel  territorio
  all'interno,  proprio  lo  descrive come  l'ha  descritto  lei,  un
  territorio  in cui c'è la possibilità, ogni mezz'ora, di  avere  un
  treno  da  e  per  Messina, quindi, come avere  una  metropolitana,
  dicevo  non  le sembra il caso di prevedere fin da  oggi,  -  e  le
  chiedevo lumi in questo senso -, la progettazione per completare da
  Patti  a Capo d'Orlando, una località molto turistica come lei  ben
  conoscerà  e poi da capo D'orlando fino a Sant'Agata e, quindi,  il
  congiungimento  con  Cefalù, completando  finalmente  un'opera,  la
  Dorsale Nord delle ferrovie? C'è in questo senso la previsione  per
  la  progettazione,  almeno,  di questo  completamento?  Questo  era
  quello che volevo sapere. La questione  Fiumefreddo-Cefalù, che era
  già  appaltato, si sono fermati i lavori, c'erano i soldi,  quindi,
  Fiumetorto-Cefalù-Ogliastrillo  quella  la  conoscevamo  assessore.
  Vorrei  sapere da lei, se è in grado di potercelo dire,  se  è  già
  previsto nella programmazione prossima futura, se sono già previsti
  interventi  per  lo meno sulla progettazione del  completamento  da
  Patti a Ogliastrillo.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole Grasso, brevemente, siamo ancora  al  primo
  articolo di oggi. Ne ha facoltà.

   GRASSO.   Signor Presidente, onorevoli colleghi, siccome,  ripeto,
  senza retro pensiero, leggo un articolo e l'articolo 19 recita  che
   per le finalità di cui all'articolo 9 ecc.. ecc.., come modificato
  dal  decreto  legislativo e dall'articolo 48 comma  5  della  legge
  regionale 17 marzo 2016 e complessivi 83 milioni, migliaia di  euro
  in  ragione  di   e  li  specifica dal 2020. Ho  dato  una  lettura
  all'articolo 48,  che noi abbiamo approvato nel 2016, il  comma  5.
  Il  comma  5 che richiama, quindi, questo stesso articolo  19.  Che
  cosa   diceva?    Al   fine  di  assumere  l'onore   dell'Iva   sui
  corrispettivi  dovuti a Trenitalia per l'esercizio dei  servizi  di
  trasporto ferroviario è autorizzata la spesa di 8 milioni  di  euro
  per  l'esercizio 2016 e poi 11 migliaia dal 2017 al 2019  per  cui,
  ritengo  che  se  noi  oggi approviamo l'articolo  19,  richiamando
  l'articolo  48 della legge già approvata, noi oggi non parliamo  né
  di  ammodernamento,  né  di  lotto ordinario,  né  di  garantire  i
  dipendenti delle cooperative, né di garantire nessuno, ma  parliamo
  di  un  ulteriore  incremento di Iva e ritengo,  altresì,  che  non
  dobbiamo  confondere. Siccome io ho le posso assicurare che  quando
  si tratta di Trenitalia e di RFI per mia natura, siccome in Sicilia
  ci  hanno  fatto  viaggiare da Terzo mondo, sono  una  persona  che
  diffida  di Trenitalia e di RFI. Quindi, ritengo che loro  dovevano
  fare  degli  investimenti che non hanno fatto, che hanno utilizzato
  risorse  dello  Stato che in Sicilia non hanno  preso,  che  ancora
  abbiamo  tratte e linee di Terzo mondo per cui, prima  di  dare  un
  solo  euro, per quel che mi riguarda, voglio capirci chiaro se devo
  votare.
   Quindi,  ripeto, Trenitalia non fa investimenti, gli  investimenti
  in  Sicilia  li  fa RFI. La Regione Sicilia con RFI  non  ha  alcun
  rapporto,  così come mi è stato chiarito in una interlocuzione  con
  l'Assessorato.
   Se  noi  approviamo questo articolo, prevedendo  che  devono  fare
  maggiori   investimenti  dagli  anni  agli  anni,   che   si   deve
  implementare il contratto di servizio, a mio avviso non va bene,  e
  quindi questo articolo va modificato, perché richiama una legge, un
  articolo  di  una  norma  che noi abbiamo già  approvato  e  questo
  articolo faceva riferimento solo ed esclusivamente all'IVA,  quindi
  io  non posso sentirmi dire che c'è il doppio binario, che ci  sono
  ulteriori investimenti, perché non li fa Trenitalia li fa RFI.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per oggi  gli  oggi
  l'onorevole   Alfio   Papale,  l'onorevole  Giuseppe   Federico   e
  l'onorevole Giorgio Assenza.
   L'assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Seguito della discussione del disegno di legge 1276- Stralcio I/A

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, riprendiamo la discussione.

   MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vengo  in
  soccorso  dei  colleghi che hanno posto più di una  questione  alle
  quali  non  è  stata  data alcuna risposta, perché  l'Assessore  ha
  parlato di una linea immaginaria, di un prospetto che nulla  a  che
  fare  con la legge che stiamo facendo, per cui io gradirei  almeno,
  Presidente, visto che in Commissione le cose vengono approfondite -
  e  penso che le Commissioni di merito ci sono per questo -  che  il
  preparatissimo onorevole Vinciullo ci spieghi cosa hanno detto  gli
  Uffici in Commissione Bilancio su questo articolo.
   Altrimenti,   signor   Presidente,  le   chiedo   formalmente   di
  accantonare momentaneamente l'articolo 19, perché noi riteniamo  di
  dire  la verità e di avere ragione su questo articolo e sulle  tesi
  che   abbiamo   precedentemente  esposto  quindi,  se   l'onorevole
  Vinciullo,  che  con la Commissione ha avuto modo  di  confrontarsi
  anche  con  gli  Uffici,  ci  può dire  cosa  hanno  raccontato  in
  Commissione.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  però  dobbiamo   decidere   il
  percorso,  perché mi era stato detto che su questo  articolo  c'era
  una intesa.

   PANARELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  capisco   i
  ragionamenti  che  hanno fatto i colleghi, però non  mi  piace  che
  l'onorevole  Milazzo  ironizzi su una  questione  che  è,  diciamo,
  abbastanza chiara.
   L'Assessore  tra  l'altro  ha chiarito all'onorevole  Formica  che
  giustamente ha sollevato il tema della rete ferroviaria siciliana a
  partire  dal  completamento  della  Messina-Palermo,  intesa   come
  dorsale tirrenica, che una cosa è l'accordo quadro - chiaro, chiaro
  - e una cosa è il contratto di servizio, e mi pare che il contratto
  di servizio è chiaro a che cosa serve.
   E' un modo, è l'unico modo perché la Sicilia assieme a FS assicuri
  determinati servizi per i pendolari, piuttosto che per  i  treni  a
  lunga  percorrenza e così via dicendo. Dopo di che dice la  collega
  Grasso   che  ci  sarebbe  un  problema  per  quanto  riguarda   il
  riferimento normativo. Io non ho i riferimenti normativi  e  quindi
  non sono in grado di accertarlo, però che si tratti di contratto di
  servizio  è  fuori discussione, come peraltro anche qua l'onorevole
  Grasso ha fatto un riferimento diciamo così improprio.
   Io  ieri mi sono permesso di dire all'onorevole Greco che è  in  V
  Commissione al pari di me - vorrei che Milazzo mi ascoltasse perché
  riguarda Palermo - che a proposito del contratto di servizio è  una
  delle  possibilità per i lavoratori ex Keller di trovare uno sbocco
  nell'ambito  dei servizi che FS dovrebbe assicurare  attraverso  il
  contratto  di  servizio. Tant'è che sono venute  le  rappresentanze
  sindacali   -    l'onorevole  Figuccia  ne  è   testimone   -   dei
  metalmeccanici  che  rappresentano  i  dipendenti  ex  Keller,  per
  chiedere  lo  stralcio dell'articolo 19 così da  poterlo  approvare
  subito, che era propedeutico alla possibilità di impegnare le FS  a
  trovare  una  soluzione  per  questi  lavoratori,  nell'ambito  del
  contratto  di servizio, e consentire anche la proroga delle  tutele
  sociali che stanno per scadere per tutti i dipendenti ex Keller.
   Quindi, non si tratta di fare discendere dal destino degli  operai
  ex  Keller la necessità di approvare questa norma ma, al contrario,
  l'approvazione di questa norma, che è ineludibile perché altrimenti
  la   Sicilia  si  priverebbe  della  possibilità  di  un   servizio
  ferroviario  più  adeguato alle esigenze dei  siciliani,  anche  il
  problema degli operai ex Keller.
   Non  credo di avere introdotto, riportando una richiesta che viene
  da questi lavoratori, un elemento di disturbo rispetto al dibattito
  parlamentare.
   Quindi,  signor  Presidente, immagino che il presidente  Vinciullo
  potrà approfondire ulteriormente questo tema. Chiarito il punto che
  ha  sollevato  l'onorevole Grasso, se c'è un riferimento  sbagliato
  alla  normativa.  Ma si tratta di contratto di  servizio  e  questo
  Parlamento è stato più volte impegnato su questo terreno,  anzi  ha
  denunciato  il  ritardo  del  Governo  regionale  per   non   avere
  sottoscritto il contratto di servizio con FS.

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,
  torno sull'argomento e ringrazio l'onorevole Panarello che ha messo
  a  nudo  il  problema che ho posto io. Nessuno vieta che in  questo
  contratto  di  servizio mettiamo una norma che va  a  salvaguardare
  quei lavoratori che sono nel settore e sono disoccupati. Nessuno ce
  lo nega. Perché non lo dobbiamo mettere nella legge?
   Lei,  ieri,  ha  approvato l'articolo 14, con il quale  andiamo  a
  garantire la categoria dei giornalisti dando una riserva del 50 per
  cento nella legge. Quindi, perché non lo dobbiamo andare a fare per
  i lavoratori ex Keller.

   PRESIDENTE. Presidente Vinciullo, cosa intende fare? Ci illumini.

   VINCIULLO,  presidente  della Commissione.  Signor  Presidente,  è
  chiaro  che alcune motivazioni  esposte, a cominciare dalla collega
  Grasso,   sono  condivisibili,  cioè  ne  senso  che   il   periodo
  dell'articolo  48, comma 5, della legge regionale 17 marzo 2016, n.
  3, lo potremmo anche cassare e non cambia proprio nulla.
   Se  ci fate caso, con l'articolo 48, comma 5, colleghi, avete però
  sollevato   una   serie  di  problematiche,  avete   chiesto   alla
  Commissione   di  pronunciarsi,  adesso  la  Commissione   si   sta
  pronunciando anche in virtù di quello che abbiamo ascoltato durante
  le numerose riunioni che abbiamo fatto con Trenitalia, e l'articolo
  48,  comma  5  cosa dice? Al fine di assumere l'onere dell'Iva  sui
  corrispettivi dovuti a Trenitalia s.p.a per l'esercizio dei servizi
  di  trasporto ferroviario, è autorizzata la spesa di 8 milioni  366
  migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2016 e 11.150.000 euro
  per  gli  esercizi finanziari 2017 - 2018. Qui finisce il  comma  5
  dell'articolo 48 della legge regionale n. 3 del 2016. Si chiude  la
  partita relativa all'Iva.
   Poi onorevoli colleghi, a partire dal 2020, c'è un anno in cui  si
  ferma,  non c'è nessun contributo da parte della Regione a  partire
  dall'anno successivo a quello dove non diamo nulla il 2019, cioè il
  2020,  si  parte prevedendo questo contributo, che è un  contributo
  che deve essere dato a prescindere dal comma 5 dell'articolo 48  di
  cui  io, se volete, adesso predispongo di cassare il periodo in cui
  dobbiamo  a Trenitalia un contributo per sette esercizi finanziari.
  Per  essere chiari, attraverso il quale contributo Trenitalia  deve
  realizzare due cose: uno, il raddoppio della Catania - Messina,  lo
  dico in maniera generale anche se già c'è un pezzo di tratta che  è
  oggetto  di  raddoppio, e l'altro la velocizzazione,  e  in  alcune
  parti  il  raddoppio,  della  Catania  -  Palermo,  che  è  l'altro
  obiettivo che Trenitalia si è posto di dovere realizzare.
   Onorevole  Milazzo credo di aver risposto alla sua  richiesta,  ed
  anche  a  quella  dell'onorevole Grasso,  che  penso  potrà  essere
  soddisfatta se noi andiamo a cassare questa parte, in maniera  tale
  che  non  vi  siano più dubbi da parte del Parlamento.  Spesso  uno
  mette più cose convinto di poter accontentare le esigenze di tutti;
  in questo caso posso dire che si è trattato di un refuso, quindi se
  i  colleghi sono d'accordo presentiamo l'emendamento soppressivo  e
  possiamo approvarlo all'unanimità.

   PRESIDENTE.  Su questa proposta del Presidente della  Commissione,
  il Governo avrebbe trovato una soluzione presentando un emendamento
  soppressivo di una parte.

   BOSCO,  assessore per le infrastrutture e la mobilità.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BOSCO,  assessore  per  le infrastrutture e  la  mobilità.  Signor
  Presidente, onorevoli deputati, su questa proposta sono d'accordo a
  cassare questo, però ho il dovere di fare una precisazione che è di
  natura   tecnica.   C'è  una  differenza  fondamentale   tra   Rete
  Ferroviaria Italiana e Trenitalia; Trenitalia è una struttura  che,
  andando  anche in concorrenza con dei privati, gestisce il servizio
  sulla  rete.  Questa  problematica riguarda solo  la  gestione  del
  servizio,  se noi aumentiamo le tratte in servizio e non aumentiamo
  i  fondi  disponibili,  è  chiaro che  diminuisce  la  qualità  del
  servizio che può essere dato.
   Questi  fondi servono a garantire quanto meno il mantenimento  del
  servizio alla luce del fatto che già a Catania c'è una nuova  linea
  col  doppio binario che richiede una maggiore presenza, ci sarà  al
  più  presto,  non quest'anno ma al più presto, il collegamento  con
  l'aeroporto  Palermo,  voi immaginate cosa  significa  se  di  quei
  fondi,  di  centoundicimilioni l'anno, una parte va  giustamente  a
  finire  a questo servizio, significa che il resto della Sicilia  ha
  una qualità inferiore.
   Per  quello  che  invece giustamente solleva l'onorevole  Formica,
  posso dire una cosa, che ci sarà un nostro fortissimo impegno anche
  a  sollecitare  RFI  ad attivarsi sulla linea  Messina  -  Palermo;
  tenuto  conto, però, che dal punto di vista tecnico, il tratto  tra
  Patti  e Castelbuono per le situazioni olografiche è complesso,  ma
  interventi si possono progettare, si può migliorare moltissimo,  io
  così  dico - fuori sacco - che anche sulla Catania - Palermo,  Rete
  Ferroviarie  Italiane sta proponendo un intervento sostitutivo  che
  garantisce  comunque la qualità. Diciamo che anticipa  i  tempi,  e
  prevederà  in  un tratto centrale alla realizzazione di  una  nuova
  linea  totalmente indipendente, mentre per quello che  riguarda  la
  vecchia linea ci sarà un ammodernamento e un miglioramento.
   Per  quello  che  riguarda, invece, la problematica  degli  operai
  della    Keller    ed    altri,   c'è   un    impegno    fortissimo
  dell'Amministrazione di avviare una trattativa con  Trenitalia  per
  consentire la risoluzione di questi problemi, ma esula da questo.

   CAPPELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  cittadini,  il
  Gruppo   del   quale   faccio  parte  ha  già  sollevato   numerose
  osservazioni  e  moltissime perplessità fin  dalla  IV  Commissione
  dove, ovviamente, questo articolo è stato proposto ed ha trovato la
  luce perché,  se non ho capito male, voi state chiedendo - cioè  il
  Governo  regionale  -  a questo Parlamento di accettare  a  scatola
  chiusa un investimento da parte della Regione rispetto al contenuto
  di un contratto che fino a questo momento, tanto per il servizio  e
  la   sua  qualità,  quanto  per  i  lavoratori,  è  esposto   solo,
  semplicemente, come sempre a parole.
   Per cui fino a quando nella IV Commissione sia i pendolari, sia  i
  Deputati che ne fanno parte e quanto altro   no Presidente Maggio è
  inutile  che  fa  in  questo modo perché  se  noi  non  vediamo  il
  contratto non è possibile fare un accordo.
   Tanto  più  che,  ricordo  a me stesso,  questo  Governo  è  stato
  poc'anzi  delegittimato dal Procuratore della Corte dei Conti   che
  ha impugnato la parifica fatta dalla Corte stessa.

   MARZIANO,    assessore   per   l'istruzione   e   la    formazione
  professionale.   Ha  delegittimato la Sezione  di  Controllo  della
  Corte dei Conti non il Governo regionale.

   CAPPELLO.  Signor  Presidente, siccome si  tratta  di  un  accordo
  decennale,  io  mi  chiedo sulla base di quale  legittimità  questo
  Governo regionale ci propini questo ennesimo accordo.
   Siccome  il  servizio che RFI ha garantito ai  siciliani  è  stato
  sempre  un servizio di serie  b  rispetto a tutte le altre  Regioni
  d'Italia,  con  molta franchezza noi a questo  gioco  non  possiamo
  starci. Fateci conoscere il contenuto del contratto, quali sono gli
  investimenti  che  RFI  intende effettivamente  fare  sulle  nostre
  tratte e in che modo intende tutelare i lavoratori. Grazie.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cappello, al fine di non dare  una  visione
  distorta  delle  cose,  non c'è stata nessuna  delegittimazione  da
  parte  del  Procuratore dott. Zingale, questo può servire  ai  fini
  mediatici,  i  suoi interventi chiaramente, non  quello  del  dott.
  Zingale.
   Il  dott.  Zingale,  su un principio di leale  collaborazione,  ha
  voluto comunicare che avrebbe impugnato il provvedimento. Lo stesso
  dott.  Zingale aggiunge che nell'auspicata ipotesi - e spero quanto
  prima  possibile  -  che  quest'Aula  approvi  il  rendiconto   già
  parificato,  perché il dato è che il rendiconto è stato  parificato
  dalla Corte dei Conti, cessa la materia del contendere. Quindi  non
  diamo un'immagine distorta di cose che non ci sono, ognuno esercita
  il  proprio ruolo: il Procuratore esercita il suo ruolo,  la  Corte
  dei  Conti  a  sezione  riunite, quella locale  ha  deciso,  questo
  Parlamento ha il dovere di prendere una decisione perché è doveroso
  comunque approvare un rendiconto.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  io  a
  prescindere dell'intervento del collega Cappello, che solitamente è
  sobrio  e  attento  a quello che dice, è chiaro  che  l'avvicinarsi
  della  campagna  elettorale porta a utilizzare un argomento  che  è
  stato  sbattuto  sulle prime pagine dei giornali con  un  risultato
  diverso  da  quello che l'onorevole Cappello intendeva  dire,  cioè
  oggi noi abbiamo avuto parificato il bilancio e, chiaramente, anche
  le  motivazioni  che  hanno  portato nell'apposita  seduta  d'Aula,
  convocata  dal  Presidente  Ardizzone,  quelle  argomentazioni  che
  vennero qui illustrate sono state fatte proprie dalla stessa  Corte
  dei  Conti. E quindi per una volta che i numeri  di questa  Regione
  rispettano  i  principi  fondamentali di qualunque  bilancio,  cioè
  sostanzialmente sono veritieri, io vorrei andare avanti.
   Vorrei  pregare  però  l'Assessore Bosco, considerato  che  stiamo
  affrontando un articolo che ci sta impegnando parecchio, non perché
  si  tratta  di  una norma che stanzia ben 83 milioni, però  sarebbe
  opportuno - e lo dico all'Assessore Bosco, all'Assessore  Baccei  e
  al  Presidente della Commissione bilancio -   siccome ci  sono  due
  partite, cassare, l'IVA è compresa, non è compresa, e sull'Iva  era
  stato  fatto già un ragionamento, era stata tolta in una precedente
  finanziaria  e poi reintegrata. Poi non si capisce se  rifinanziamo
  per  intero il contratto per le prestazioni che prevede, oppure  ci
  sono  parti  aggiuntive.  Per cui io direi,  Presidente  Ardizzone,
  siccome rischiamo di dare una rappresentazione quasi approssimativa
  di una vicenda seria ed importante, direi di accantonare l'articolo
  19.  L'Assessore  al bilancio, l'Assessore alle infrastrutture,  il
  Presidente della Commissione Bilancio riscrivono, eventualmente, la
  parte  che va cassata, ma anche per dare certezze sull'utilizzo  di
  questa somma da 83 milioni, perché dico non può essere prevista due
  volte,  e  così  come va messa la parola fine sul  tema  se  stiamo
  parlando  di servizi aggiuntivi oppure siamo esattamente dentro  la
  novazione di un contratto già in essere.
   Per  cui  vorrei  pregare  il Governo e  il  Presidente  della  II
  Commissione  di  prodigarsi a riscrivere e a fare  una  riscrittura
  della  norma  ed  andare  avanti in  modo  tale  che,  fra  due/tre
  articoli,  possiamo  ritornare sull'articolo  19  e  chiudiamo  con
  certezza la partita.

   APPRENDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   APPRENDI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessori.
  Brevemente come al solito. Ricordo a me stesso che questo contratto
  di  servizi  che andiamo ad approvare è stato più volte sollecitato
  dalle   organizzazioni  sindacali,  da  tutte   le   organizzazione
  sindacali,  peraltro  cercando anche più  volte  di  incontrare  il
  neoassessore,  e  gli  incontri sono andati abbastanza  bene.  Sono
  state  prospettate  alcune  esigenze e  l'assessore  se  n'è  fatto
  carico.  E'  pure  indiscutibile che ci sono  problemi,  assessore,
  nessuno lo può negare.
   Qualcuno l'ha detto prima di me: ci sono problemi laddove ci  sono
  alcune  linee,  che dovrebbero essere efficientate meglio,  bisogna
  dare  risposte ai cittadini, ai pendolari e quant'altro. Vengo alla
  questione  Keller.  Ieri è stata approvata  una  risoluzione  in  V
  Commissione nei confronti di questi lavoratori che sono da parecchi
  anni in cassa integrazione, una risoluzione per dare loro risposte,
  intanto  per  continuare  ad  avere sostegno  al  reddito  con  gli
  ammortizzatori sociali e poi l'indirizzo era quello di  prospettare
  ad  RFI  una soluzione come quella che è stata adottata per  la  ex
  Imesi,  anche  questo stabilimento, ex Imesi, si  trova  proprio  a
  Carini.  E  lì  il  percorso si è completato  lo  scorso  anno  con
  l'assunzione di questo personale, ex Imesi-Finmeccanica.
   Ora,  se  noi dobbiamo dare seguito a questa risoluzione  dobbiamo
  produrre atti concreti, quindi io, intanto, le chiedo assessore  di
  intervenire  in  merito a questo argomento  perché  lei  ieri,  per
  motivo  d'ufficio, non era presente e, quindi, non  abbiamo  potuto
  sentire  dalla sua voce cosa intende fare il Governo. Io da  qui  a
  qualche  minuto  presenterò  un  ordine  del  giorno  proprio   per
  impegnare  il  Governo  a  portare a termine  questa  problematica,
  cercando tutte le strade possibili, per far si che questo personale
  possa essere, nei dovuti modi, assunto appunto da RFI.

   MAGGIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAGGIO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  sulla
  questione  relativa alle cifre che sono messe in  bilancio  per  la
  sottoscrizione  del  contratto di servizio, io vorrei  ricordare  a
  tutti  che  in  Commissione abbiamo avuto più di una audizione  con
  Trenitalia che è venuta a spiegare in maniera chiara quali  saranno
  le future implementazioni di attività, l'acquisto di nuovi mezzi e,
  quindi,  la  possibilità che non raggiungendo le  risorse  loro  si
  ritrovino, invece, a tagliare tratte e a non espletare quei servizi
  che  tra l'altro le associazioni dei pendolari hanno richiesto  più
  volte nel momento in cui sono venuti in Commissione.
   In Commissione è stato chiarito tutto, non so chi non era presente
  che idea si è fatta, ma si tratta di risorse necessarie affinché si
  riveda  un  contratto di servizio con tutte le  garanzie  che  noi,
  naturalmente, dovremo mettere in quel contratto di servizio,  sulla
  qualità  dei  servizi,  sulle  verifiche,  sull'apertura  di  nuove
  tratte, su mezzi che siano compatibili.
   Ci  è  stato  presentato anche un crono-programma  con  tutti  gli
  interventi  che verranno fatti, cadenzati nel tempo.  Se  vogliamo,
  pertanto, mettere, davvero, una pietra tombale anche a questo  tipo
  di  attività  nella  nostra  Regione,  non  votiamo  la  norma.  Se
  vogliamo,  invece, potenziare i servizi e determinare,  finalmente,
  la  sottoscrizione,  non  più di un contratto  ponte,  non  più  le
  clausole  che,  assolutamente,  sono  insufficienti,  ma  un  nuovo
  contratto teso a garantire i servizi, e servizi di qualità, ritengo
  che sia necessario.
   Per  quanto riguarda invece la questione dell'Iva, c'è  una  parte
  che,  in  effetti, si riferisce alla quantità di risorse necessarie
  alla  copertura dei 100 milioni canonici del contratto che è  stato
  prorogato,  l'altra  parte che viene definita è  semplicemente  una
  parte  previsionale  e  si  riferisce  ad  ulteriori  servizi,   ad
  ulteriori  implementazioni  e, quindi,  ad  ulteriori  risorse  che
  devono  essere trasferite e che, naturalmente, comporteranno  anche
  il  pagamento  dell'Iva. Per cui si possono anche togliere,  perché
  parliamo  di una previsione, parliamo di ipotesi, sapendo poi  che,
  così  come  è  successo questa volta, chi sarà  dovrà  andare  alla
  rincorsa  delle risorse da aggiungere per l'Iva che sarà necessaria
  per tutte le ulteriori attività.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a  parlare l'onorevole Figuccia.  Ne  ha
  facoltà.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che  spesso
   l'ottimo rischi di diventare nemico del bene . E questo volersi  a
  tutti  i costi intestare le meraviglie ed i percorsi virtuosi  che,
  da  qui  a  quattro  mesi,  devono  coinvolgere  il  sistema  delle
  infrastrutture  che  coinvolge Trenitalia,  Ferrovie  dello  Stato,
  Contrat, con mezzi, vagoni e treni, mi sembra davvero troppo.
   Credo  che  con  questa  norma si riesca, finalmente,  a  dare  un
  contributo. Un contributo che andava restituito in funzione di  una
  serie  di carenze che ci sono. Le risorse, certamente, sono  poche,
  le   scelte  non  sono  sempre  oculate,  adeguate,  e  da  qui  la
  considerazione  legittima  di alcuni colleghi,  che  chiedevano  al
  Governo di fare di più. Ma da qui, ovviamente, a sostenere  che  le
  risorse  non  devono  essere pianificate per  gli  anni  a  venire,
  francamente,  mi sembra troppo. Mi sembra troppo, persino,  da  chi
  vuole  tenere posizioni di opposizione, ma rispetto alle quali  non
  possiamo negare le nostre stesse tutele ed opportunità.
   Devo  dire,  per  altro,  che, come componente  della  Commissione
  lavoro,  da  almeno un mese abbiamo audito prima le  organizzazioni
  sindacali,  poi  la rappresentanza degli stessi lavoratori,  che  a
  Palermo, ad esempio, vede coinvolti gli operatori della Keller che,
  ovviamente,  fanno  il  paio con altre  realtà  presenti  in  altre
  province della Sicilia e di Palermo, rispetto alle quali, categorie
  di  lavoratori, francamente, io non me la sento di puntare il  dito
  o,  peggio  ancora,  il fucile. Perché è chiaro  che  prendere  una
  posizione  contraria, in questo momento, rispetto a  questa  norma,
  non soltanto significa togliere ossigeno alla possibilità di creare
  infrastrutturazione  nell'ambito  del  sistema  della  mobilità  in
  Sicilia,  ma  significa soprattutto porre un freno alla possibilità
  di   reinserimento   di   soggetti   che   si   sono   qualificati,
  specializzati,  professionalizzati in tanti anni, che  hanno  visto
  poi  l'intervento di un privato, ahimè, egoisticamente  interessato
  solo alla mission e agli obiettivi della propria azienda, che hanno
  visto orrori del Governo regionale che, quando ha pensato di creare
  unità  di  crisi, ha guardato all'area di Carini nel solo interesse
  dell'imprenditore e che ha lasciato, evidentemente, quei  padri  di
  famiglia  che, al di là della dimensione umana e della  tutela  dei
  diritti, sono professionisti difficilmente formabili, difficilmente
  specializzabili,  così come è accaduto in questo  tempo  da  quando
  hanno iniziato a prestare quella loro opera fino ad oggi.
   Credo  che  oggi venga offerta un'opportunità. Certo,  ripeto,  le
  meraviglie  sono sempre la prospettiva ideale alla quale  guardare,
  ma questa opportunità è pur sempre un'opportunità con la quale fare
  i  conti, quindi io guardo a questo doppio binario per stare  nella
  metafora. Da una parte infrastrutture, dall'altra tutele  di  posti
  di  lavoro  e  di soggetti che, come nel caso degli operai  dell'ex
  Keller, possono finalmente tornare al lavoro.
   Così come, dall'altra parte, abbiamo richiesto con la risoluzione,
  che  tutti i componenti della Commissione  Lavoro  conoscono  bene,
  che  oltre  alla  possibilità del reinserimento  prevede  anche  un
  sistema di mobilità, prevede anche l'opportunità di derogare a quei
  vincoli  che  sono posti, in modo da garantire loro un  sistema  di
  ammortizzatori  sociali  che li accompagni al  reinserimento  tanto
  auspicato   dall'intera  Commissione   Lavoro ,   tanto   richiesto
  legittimamente  dalle organizzazioni sindacali e  tanto  sperato  e
  desiderato dagli stessi lavoratori.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor   Presidente,  io devo  manifestare,  rispetto  a
  questo   articolo  19  che  si  occupa  del  trasporto  ferroviario
  regionale, tutte le mie perplessità in ragione di quanto  è  emerso
  in questo dibattito in Aula.
   Io mi appello a lei, Presidente Ardizzone, perché noi non possiamo
  votare  una  norma  che  prevede lo  stanziamento,  seppur  in  più
  esercizi  finanziari, di 83 milioni. Una norma  che  ha  alla  base
  numeri   assolutamente  incongruenti,  relazioni  incongruenti,   e
  tuttalpiù  la spiegazione, così come ci è stato detto dallo  stesso
  Presidente  della  Commissione, la spiegazione in  Commissione  dei
  funzionari e dei dirigenti di Trenitalia, perché quando poi abbiamo
  cercato   di   tradurre  quella  spiegazione  in  una   spiegazione
  amministrativa da parte dei nostri dirigenti, questo  purtroppo  ha
  determinato  che quella norma che era già poco chiara, è  diventata
  addirittura nebulosa.
   Allora,  rispetto  a  questo dato di fatto, io  non  mi  farò  mai
  artefice  in un tempo in cui abbiamo sentito delle tante  categorie
  disagiate  delle  quali  questa  Assemblea  si  è  occupata  e   si
  continuerà  ad occupare, Presidente Ardizzone, rebus sic stantibus,
  una  norma  che  stanzia 83 milioni così come è stata architettata,
  senza che ci venga spiegato con precisione di cosa stiamo parlando,
  perché più parlate, più le acque di confondono. In un tempo in  cui
  dai  comuni  alle  province  sono al disastro,  faccio  due  esempi
  banali,  due  esempi  banali, dei cadeaux che  ci  ha  regalato  la
  gestione Crocetta, io mi opporrò a questa norma, perché rispetto  a
  questo  c'è  anche l'ulteriore insulto di prevedere  in  questi  83
  milioni   nientepopodimeno  che  la  previsione   per   i   servizi
  migliorativi.
   Ma  migliorativi di che cosa? Ed allora, Presidente Ardizzone,  io
  la  prego,  questa norma va cestinata, soprattutto in  ragione  del
  fatto che l'Assessore Baccei, interrogato, dice di non conoscere la
  norma  E l'Assessore per l'economia della Regione Siciliana non può
  non conoscere una norma che stanzia 83 milioni di euro  Capisco che
  siete  il Governo delle barzellette, ma io mi ostinerò per fare  in
  modo che questa non diventi l'Assemblea delle barzellette

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati due emendamenti: il
  19.6,   presentato  dalla Commissione, e il  19.5,  presentato  dal
  Governo. Il 19.5 riguarda parte della copertura.

   GRECO  GIOVANNI. Signor Presidente, non avevamo detto  che  se  ci
  fossero state delle complicanze lo avremmo messo da parte? Possiamo
  avere una riflessione?

   PRESIDENTE.  Ci sono stati oltre 10, 12, interventi. Si  boccia  e
  basta.  Accantonare non ha più senso  Se non si è  convinti  l'Aula
  vota, in un senso o nell'altro.
   Si  passa  all'emendamento 19.6 della Commissione. Il  parere  del
  Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Il Governo si rimette all'Aula.

   GRECO  GIOVANNI. Presidente, mi costringe a chiedere  la  verifica
  del numero legale.

   PRESIDENTE.  Si  può votare senza registrazione  del  voto.  Senza
  bisogno  di alzata e seduta. Così ognuno se non è convinto vota.  È
  da due ore che stiamo discutendo di questo articolo.

                           (Brusio in Aula)

   Onorevoli colleghi, abbiamo preso un impegno ieri e, almeno fino a
  ieri, l'abbiamo mantenuto, di andare avanti.

   PANEPINTO. Accantoniamolo.

   PRESIDENTE.   Sì,   però,   onorevole   Panepinto,   accantonando,
  accantonando,  dopo due ore di discussione, il discorso  questo  è.
  Perché poi mi dite che questo è uno degli articoli fondamentali.
   Se  non  si  è  convinti  l'Aula vota e lo boccia.  Non  riesco  a
  comprendere questo tergiversare intorno alle norme. La cosa che  ci
  bloccherebbe  è  il  numero legale, di questo mi  rendo  conto.  Ma
  quelli  che  responsabilmente sono  in  Aula  ognuno  ha  avuto  la
  possibilità di manifestare la propria decisione senza registrazione
  del  voto. Si può votare per alzata e seduta. Siccome poi lei pensa
  che  chissà  come si possano contare i voti, dico  di  farla  senza
  registrazione di voto e chi non è convinto di votare l'articolo  lo
  boccia; e andiamo avanti così

   FORMICA. Andiamo avanti così

   PRESIDENTE.  Andiamo  avanti così  Onorevole  Figuccia,  lei  dice
  votiamo?


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                Richiesta di verifica del numero legale

   GRECO GIOVANNI. Chiedo la verifica del numero legale.

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  invito  gli onorevoli deputati a  registrare  la  loro
  presenza con la scheda di votazione.
   Chiarisco  le  modalità di registrazione: il deputato  può  pigiare
  qualunque tasto.
    Dichiaro aperta la verifica.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la verifica.
                       Risultato della verifica

    PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti            42

   L'Assemblea è in numero legale.
   Si passa all'emendamento 19.6, a firma della Commissione.
   Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia.  Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 19.5, a firma del Governo.
   Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Pongo in votazione l'articolo 19.

   CORDARO. Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Ardizzone


           Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 19

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto dell'articolo
  19.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  47
   Maggioranza         24
   Favorevoli          25
   Contrari            22
   Astenuti             0

                            (E' approvato)

   Sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.43, è ripresa alle ore 17.46)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, abbiamo  impegnato  molto  tempo
  sull'articolo 19, vediamo di accelerare su alcuni articoli.  Faccio
  una  proposta:  vi sono gli articoli, dal 64 al 70, che  riguardano
  l'agricoltura e la sanità. Sembrerebbe che non abbiano avuto grosse
  difficoltà nelle Commissioni.

   GRECO GIOVANNI. Io sono per procedere in ordine.

   PRESIDENTE.   Li   elenco   Noi  possiamo  andare   avanti   anche
  dall'articolo 1 in poi.
   Allora,  sto  dicendo  ve  ne  sono alcuni,  siccome  noi  stasera
  dobbiamo

   GRECO GIOVANNI. Dobbiamo fare favori all'assessore Gucciardi

   PRESIDENTE. Onorevole Greco, non stiamo facendo nessun favore  Non
  mi  sono  neanche  sentito con gli Assessori. Io ho  il  dovere  di
  portare a compimento e di dirigere i lavori di quest'Aula per  dare
  la  possibilità  di esitare questo  collegato   che  tutti  a  voce
  dicono  di  volere esitare  Siccome siamo stati 2 ore sull'articolo
  19  e  vi  sono  questi  articoli,  mi  sono   raccordando  con  la
  Commissione  su  quelli  che  non hanno  avuto  grosse  difficoltà,
  esitiamo, almeno, una decina di articoli nel giro di un'ora

   GRECO GIOVANNI. Andiamo per ordine

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 64. Ne do lettura:

                             «Articolo 64.
                          Agricoltura sociale

   1.  La  Regione, in attuazione dei principi recati della legge  18
  agosto  2015, n. 141, promuove l'agricoltura sociale quale  esempio
  della multifunzionalità delle attività agricole per lo sviluppo  di
  servizi sociali, socio-sanitari ed educativi nelle comunità locali,
  in particolare nelle zone rurali.

   2.  Per agricoltura sociale si intendono le attività svolte  dagli
  imprenditori agricoli di cui all'articolo 2135 del codice civile  e
  dalle cooperative sociali di cui alla legge n. 381/1991, nei limiti
  e  secondo  le  modalità previste dall'articolo 2, comma  4,  della
  legge n. 141 del 2015, dirette:

   a)   all'inserimento   socio-lavorativo  dei   soggetti   indicati
  dall'articolo  2,  nn. 3 e 4 del Regolamento  UE  n.  65l/2014,  di
  persone  svantaggiate come definite dall'articolo 4 della legge  n.
  381/1991 e di minori disabili in età lavorativa;

   b)  ad affiancare le terapie mediche, psicologiche e riabilitative
  anche  mediante  l'ausilio di animali allevati  e  la  coltivazione
  delle piante;

   c)  alla  realizzazione  di progetti ed iniziative  di  educazione
  ambientale  ed  alimentare, di salvaguardia della biodiversità,  di
  accoglienza e soggiorno di bambini in età prescolare e di  soggetti
  in stato di difficoltà sociale, fisica e psichica, di ospitalità di
  famiglie di extracomunitari profughi;

   d)  allo  svolgimento  di  prestazioni e  attività  sociali  e  di
  servizio  per  le  comunità locali mediante la utilizzazione  delle
  risorse  materiali  e immateriali dell'agricoltura  per  realizzare
  azioni di inclusione sociale e lavorativa e di servizi utili per la
  vita quotidiana.

   3.  Le attività esercitate dall'imprenditore agricolo di cui  alle
  lettere  b),  c)  e d) del comma 2, costituiscono, conformemente  a
  quanto  previsto  dall'articolo 2, comma 3, della citata  legge  n.
  141/2015, attività connesse ai sensi dell'articolo 2135 del  codice
  civile.

   4.   E'   istituito   l'elenco  delle  fattorie   sociali   presso
  l'Assessorato  regionale  dell'agricoltura,  cui  sono  iscritti  i
  soggetti che esercitano le attività di cui ai commi l e 2.

   5.  Le  aree  e i locali utilizzati per le attività di agricoltura
  sociale  mantengono  la  destinazione  ad  uso  agricolo   e   sono
  strumentali   all'esercizio   dell'attività   agricola   ai    fini
  urbanistici.

   6.  Con  decreto  dell'Assessore regionale per  l'agricoltura,  lo
  sviluppo   rurale  e  la  pesca  mediterranea,  di   concerto   con
  l'Assessore  regionale per la famiglia, le politiche sociali  e  il
  lavoro  e  l'Assessore regionale per la salute,  sono  definite  le
  modalità attuative delle disposizioni del presente articolo.

   7.  La vigilanza e il controllo sull'osservanza delle disposizioni
  in  materia di agricoltura sociale sono esercitati dall'Assessorato
  all'agricoltura,  ferma  restando la competenza  sui  controlli  in
  materia di igiene, sicurezza alimentare e degli ambienti di  lavoro
  prevista dalla normativa statale e regionale».

   Assessore  Cracolici,  vuole spiegare  brevemente  l'articolo  64?
  Molto brevemente possibilmente.

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca   mediterranea.   Signor  Presidente,   onorevoli   colleghi,
  l'agricoltura sociale è una norma che opera nel nostro  ordinamento
  nazionale  che le Regioni avevano il dovere e questa legge  c'è  da
  qualche  tempo,  è stata esitata dalla Commissione  diverso,  forse
  qualche anno, ha avuto un ulteriore approfondimento dal momento  in
  cui   sono   stato  nominato  assessore,  nel  confronto   con   la
  Commissione,  inoltre l'agricoltura sociale è uno  degli  obiettivi
  del  PSR  ed  è  una delle attività previste dalla  misura  16  che
  consentirà   di   sviluppare   la  rete  dell'agricoltura   sociale
  attraverso  le fattorie didattiche, attraverso l'attività  che  può
  essere   fatta   anche   dalle   cooperative   sociali   ai    fini
  dell'integrazione  del  mondo agricolo delle  cosiddette  fasce  di
  fragilità,   dalla   disabilità  ad  altre   fasce   di   cittadini
  svantaggiati.
   Pertanto,  questa  norma  inserisce nel mondo  agricolo  anche  un
  profilo  di  reinserimento sociale e per queste finalità  il  nuovo
  piano di sviluppo rurale ne prevede alcune premialità.
   Pertanto,  questa norma riporta la Sicilia ad un  tema  nazionale,
  ricordando  che questa è la Regione che in materia di  cooperazione
  sociale  ha  agito molti anni fa e per tempo e, quindi, riconoscere
  quello  che  la Sicilia ha fatto nel corso degli anni e riconoscere
  alle  cooperative sociali anche il valore di imprese agricole è  un
  modo  per  recuperare quel gap che si è determinato  nel  corso  di
  questi anni.

   PRESIDENTE.   Comunico   che  è  stato  presentato   l'emendamento
  soppressivo  64.1  dell'onorevole Greco  che  chiedo  di  ritirare.
  Comunico  altresì che è stato presentato l'emendamento  interamente
  sostitutivo 64.9 a firma del Movimento Cinque Stelle, che  gradirei
  sapere se lo mantengono o lo ritirano.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente,  c'era  un  emendamento  che  non  è
  specifico sull'agricoltura sociale ma che comunque è  nella Rubrica
  Agricoltura che si tratta di una semplice correzione di  un  lapsus
  della   finanziaria  per  la  vigilanza  venatoria   che   potevamo
  agganciare  qua.  Presidente, serve semplicemente a  sbloccare  dal
  punto  di  vista  burocratico  le follie  a  cui  assistiamo,  cioè
  nell'ultima    finanziaria    se    glielo    volete     dare     è
  compressibilissimo.
   Quella   norma  ce  l'abbiamo  nell'ultima  finanziaria   vogliono
  specificati  gli  uffici purché abbiano attivato  il  servizio,  ci
  mancherebbe  altro. Mi pare che è una cosa assolutamente  logica  e
  coerente.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Onorevole  Palmeri, mi riferisco a lei che è la  prima  firmataria,
  l'articolo  64 riferitosi all'agricoltura sociale era  un  articolo
  che  abbiamo  presentato in Commissione  Bilancio   e  che  abbiamo
  condiviso  tutti i Gruppi parlamentari. A me dispiace che  non  c'è
  l'onorevole Tancredi altrimenti avrebbe potuto anche lui confermare
  quello  che  sto  dicendo, di conseguenza riproporre  o  modificare
  l'articolo  venendo  meno a quella che è stata  una  decisione  che
  abbiamo   concordato  tutti  i  Gruppi  mi  sembra  una   eccessiva
  mortificazione della Commissione  Bilancio  dove - ripeto - insieme
  abbiamo proposto e approvato questo articolo.
   Per  cui, onorevole Palmeri, proprio per far rispettare il  lavoro
  unitario, collegiale,  di sintesi che abbiamo svolto in Commissione
   Bilancio  anche con i rappresentanti del suo partito le  chiederei
  di ritirare l'emendamento.

   PRESIDENTE. L'emendamento 64.9 è ritirato.

   MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  GIUSEPPE.  Signor Presidente, l articolo  è  un  articolo
  importante però secondo me, Presidente Vinciullo mi segua,  sarebbe
  il  caso  di  aggiungere  al  comma 6 che  l'apposito  decreto  che
  l'Assessore  dovrà emanare potrebbe sottoporlo alla Commissione  di
  merito  per  un  maggiore coinvolgimento; quindi,  se  qualcuno  lo
  scrive questo, perché noi conosciamo l'Assessore Cracolici che  poi
  si porta il pallone e non lo vediamo più.

   PRESIDENTE.  Allora, abbiamo due emendamenti: uno su  suggerimento
  corretto  dell'onorevole  Milazzo che sta scrivendo  il  Presidente
  della  Commissione,  sentita la competente  Commissione;  però,  ha
  ragione Cracolici ci sono tre Assessorati coinvolti.
   Si  passa all'emendamento 64.10, dell'onorevole Formica, che aveva
  già illustrato.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 64.10.1,  dell'onorevole Vinciullo.  Lo
  pongo  in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
  si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 64, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 65. Ne do lettura.

                             «Articolo 65.
                             Vie del Vento

   1.  Le  Vie del vento  sono percorsi segnalati e pubblicizzati con
  appositi   cartelli,  lungo  i  quali  insistono  valori  naturali,
  culturali  e ambientali nell'ambito di territori marini e  costieri
  caratterizzali da attività indotte e connesse alla vela, al turismo
  ed alle discipline sportive legate alle energie naturali.

   2.  Le  Vie del Vento , su richiesta del Comitato promotore,  sono
  istituite e riconosciute con decreto del Presidente della Regione.

   3.  Il  Comitato promotore è composto dai delegati del  Presidente
  del libero Consorzio, dai Sindaci dei comuni interessati, nonché da
  rappresentanti  della locale Camera di Commercio e  delle  aziende,
  singole  o  associate, le cui attività economiche si  svolgono  nel
  territorio attraversato dalle  Vie del Vento .

   4.  Il  Comitato  promotore presenta al Presidente della  Regione,
  unitamente  alla  domanda, il Disciplinare della   Via  del  vento
  contenente il nome, le caratteristiche, le finalità ed il  percorso
  lungo  il  quale si sviluppa la via del vento nonché  gli  standard
  minimi per l'adesione delle aziende. Il disciplinare detta le linee
  guida  per  lo  schema organizzativo e gestionale  della   Via  del
  Vento .

   5.  Il  Presidente della Regione, entro 120 giorni dalla  data  di
  entrata  in vigore della presente legge, approva il regolamento  di
  attuazione».

   MILAZZO ANTONELLA. Chiedo di parlare per illustrare l'articolo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO   ANTONELLA.   Signor  Presidente,  Assessori,   onorevoli
  colleghi, il vento è diventato una risorsa importante perché fra le
  offerte turistiche  - più che l'assessore Cracolici,  riguardava la
  III  Commissione,  le attività produttive - che la  nostra  Regione
  offre, soprattutto mi riferisco alle province costiere, di Trapani,
  di  Ragusa,  di  Siracusa, hanno registrato negli  ultimi  anni  un
  aumento del turismo legato agli sport di vela.
   La  mia provincia, la mia città vive uno sviluppo grandissimo  per
  quanto riguarda per esempio l'attività del kytesurfing, per cui  si
  riversano  verso  la  Sicilia,  spinti  anche  dalle  vicende   che
  riguardano  il  vicino  oriente o l'Africa, molti  appassionati  da
  tutto  il  mondo e dal nord Europa. Quindi, creare un circuito  che
  ricordi  e  ricalchi  un po' quelle che sono le  strade  del  vino,
  quindi  un  brand  che  leghi  lo sport  con  quelle  che  sono  le
  caratteristiche naturali, l'enograstonomia, i nostri  prodotti,  le
  nostre  aziende,  il nostro sistema di accoglienza  turistica,  può
  diventare  un  modo per legare e creare un marchio,  un  brand  che
  attiri  e  che  fidelizzi questo turismo di cui in  questo  momento
  beneficiamo ma che deve essere in qualche modo consolidato.
   Ovviamente,  tutto dovrà essere contenuto in un  disciplinare,  in
  un  regolamento e l'articolo non prevede alcun costo aggiuntivo per
  la Regione.

   PRESIDENTE. La Commissione aveva espresso parere favorevole.
   Poiché  sono  stati presentati emendamenti soppressivi,  pongo  in
  votazione  il  mantenimento dell'articolo. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 66. Ne do lettura:

                             «Articolo 66.
                        Farmacie piccoli centri

   1.  Fatta  salva  la procedura concorsuale di cui all'articolo  11
  del   decreto   legge  24  gennaio  2012  ,  n.1   convertito   con
  modificazioni,  dalla  legge 24 marzo 2012,  n.  27,  l'Assessorato
  regionale della Salute, a seguito delle variazioni demografiche  in
  riduzione   intervenute,   e   del  conseguente   mutato   rapporto
  farmacia/numero abitanti, qualora nei piccoli comuni  con  meno  di
  12.500  abitanti  le  sedi farmaceutiche non  sussidiate  risultano
  essere  eccedenti il quorum previsto dall'articolo l secondo comma,
  della  legge  2  aprile  1968  n. 475  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni  autorizza,  su  richiesta  degli  aventi  titolo,  il
  trasferimento  delle  farmacie  eccedenti  in  altro  comune  della
  Regione siciliana, nei quali all'esito della revisione biennale  di
  cui  all'articolo 2, comma 2, della legge 2 aprile 1968, n. 475,  e
  successive  modifiche  ed integrazioni, vi  sono  sedi  disponibili
  sulla  base di una graduatoria per titoli redatta sulla base di  un
  apposito  Decreto  assessoriale che tenga conto  anche  dell'ordine
  cronologico  delle istanze di trasferimento presentate,  e  che  si
  perfezioni in data anteriore all'avvio della procedura quadriennale
  del  concorso  ordinario, di cui all'articolo  48,  comma  29,  del
  decreto   legge   30  settembre  2003,  n.  269,   convertito   con
  modificazioni  dalla  legge  24  novembre  2003,  n.  326,   previo
  pagamento  di  una tassa di concessione governativa pari  a  20.000
  euro».

   E'    stato    presentato    un   emendamento    di    riscrittura
  dell'emendamento  presentato  dall'onorevole  Rinaldi,  66.6R.  Gli
  uffici mi dicono che è sostitutivo del suo, onorevole Rinaldi.
   Il parere del Governo?

   GUCCIADI, assessore per la Salute. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   CIANCIO. Chiedo ai firmatari di illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  D'Asero   per
  illustrare l'emendamento 66.6R.

   D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo emendamento
  prevede nella sostanza una norma che di fatto, a livello nazionale,
  ha  già  definito queste procedure, cioè a dire le  cosidette  sedi
  provvisorie,  dove  gli operatori in assegnazione  provvisoria  che
  esercitano  questa attività in funzione dei requisisti posseduti  a
  quella  data, hanno da tempo in esercizio questa attività.  Quindi,
  attraverso  questa  norma  gli  si  consente  di  continuare  nella
  attività e nella titolarità, così come appunto vuole e prevedeva la
  norma.
   Evidentemente  trattasi di casi in cui chi ha la  titolarità  deve
  avere il requisito di legge che a quella data possiede, che già  da
  più di cinque anni, di sette anni, di dieci anni è già presente  in
  quella  realtà,  e  quindi  di fatto vuole  essere  una  definitiva
  possibilità di prosecuzione dell'attività.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, pongo in votazione  l'emendamento
  66.6R, degli onorevoli D'Asero ed altri.

   CAPPELLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

       (La richiesta risulta appoggiata termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Ardizzone


        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 66.6R

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'emendamento 66.6R.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            39

   L'Assemblea non è in numero legale; pertanto la seduta è  rinviata
  di un'ora.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.05, è ripresa alle ore 19.00)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.    Onorevoli   colleghi,   l'articolo    66    è
   accantonato.
   Si passa all'articolo 58. Ne do lettura:

                               «Art. 58
        Modifiche all'articolo 10 della legge regionale 17 marzo
                              2016, n. 3
                   in materia di organo di revisione

    1. L'articolo 10 della legge regionale 17 marzo 2016, n.  3
  e  successive  modifiche  ed integrazioni  è  sostituito  dal
  seguente:

                                Art. 10
      Organo di revisione economico-finanziaria degli enti locali

    1.  Negli enti locali della Regione la revisione economico-
  finanziaria  è svolta da un collegio di revisori  dei  conti,
  composto  da  tre membri, scelto con le modalità  di  cui  al
  presente  articolo. Nei comuni con popolazione fino  a  5.000
  abitanti  e  nelle  unioni di comuni la revisione  economico-
  finanziaria è svolta da un solo revisore dei conti.

    2.  In conformità alle disposizioni di cui all'articolo 16,
  comma  25,  del  decreto  legge  13  agosto  2011,  n.   138,
  convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge  14  settembre
  2011,  n.  148, i revisori dei conti degli enti  locali  sono
  scelti  mediante  estrazione  a sorte  tra  i  professionisti
  residenti  in  Sicilia,  iscritti nel registro  dei  revisori
  legali di cui al decreto legislativo 27 gennaio 2010, n.  39,
  nonché    tra    gli   iscritti   all'ordine   dei    dottori
  commercialisti e degli esperti contabili, che siano  iscritti
  all'elenco  di  cui  al successivo comma  10  e  che  abbiano
  richiesto   di   partecipare   alla   procedura   di   scelta
  dell'organo  di  revisione  dell'ente  locale  e   siano   in
  possesso dei seguenti requisiti:

    a) fascia 1 - Comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti:

    1)  iscrizione da almeno due anni nel registro dei revisori
  legali  o  all'ordine  dei  dottori  commercialisti  e  degli
  esperti contabili;

    2)   conseguimento,  nell'anno  precedente,  di  almeno  10
  crediti   formativi   riconosciuti  dai   competenti   ordini
  professionali e da associazioni rappresentative dei  revisori
  riconosciute  a  livello nazionale, per  aver  partecipato  a
  corsi  e/o  seminari  formativi  in  materia  di  contabilità
  pubblica  e  gestione  economica  e  finanziaria  degli  enti
  territoriali  i  cui  programmi  di  approfondimento   ed   i
  relativi   test   di  verifica  siano  stati  preventivamente
  condivisi con il Ministero dell'Interno;

    3)  avere  svolto almeno un incarico di revisore dei  conti
  presso enti locali della durata di tre anni;

    b)  fascia  2  - Comuni con popolazione superiore  a  5.000
  abitanti e fino a 15.000 abitanti:

    l)  iscrizione  da  almeno cinque  anni  nel  registro  dei
  revisori  legali  o all'ordine dei dottori  commercialisti  e
  degli esperti contabili;

    2)   conseguimento,  nell'anno  precedente,  di  almeno  10
  crediti   formativi   riconosciuti  dai   competenti   ordini
  professionali e da associazioni rappresentative dei  revisori
  riconosciute  a  livello nazionale, per  aver  partecipato  a
  corsi  e/o  seminari  formativi  in  materia  di  contabilità
  pubblica  e  gestione  economica  e  finanziaria  degli  enti
  territoriali  i  cui  programmi  di  approfondimento   ed   i
  relativi   test   di  verifica  siano  stati  preventivamente
  condivisi  con il Ministero dell'Interno. Nella  composizione
  del  Collegio dei Revisori della fascia 2 un solo  componente
  può  essere  al  primo incarico. Gli altri  due  devono  aver
  svolto  almeno  un incarico, della durata  di  tre  anni,  di
  revisore dei conti presso enti locali;

    c)  fascia 3 - Comuni con popolazione superiore a  15  .000
  abitanti:

    1)  iscrizione  da  almeno  dieci  anni  nel  registro  dei
  revisori  legali  o all'ordine dei dottori  commercialisti  e
  degli esperti contabili;

    2)  avere svolto almeno due incarichi di revisore dei conti
  presso enti locali, ciascuno per la durata di tre anni;

    3)   conseguimento,  nell'anno  precedente,  di  almeno  10
  crediti   formativi   riconosciuti  dai   competenti   ordini
  professionali e da associazioni rappresentative dei  revisori
  riconosciute  a  livello nazionale, per  aver  partecipato  a
  corsi  e/o  seminari  formativi  in  materia  di  contabilità
  pubblica  e  gestione  economica  e  finanziaria  degli  enti
  territoriali  i  cui  programmi  di  approfondimento   ed   i
  relativi   test   di  verifica  siano  stati  preventivamente
  condivisi con il Ministero dell'Interno.

    3.  Al  fine  della scelta del revisore o del collegio  dei
  revisori,  ciascun  comune, entro  il  termine  di  due  mesi
  anteriori  alla scadenza dell'organo di revisione,  emana  un
  avviso  da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale della  Regione
  siciliana per un periodo non inferiore a 30 giorni, nel  sito
  istituzionale dell'ente locale ed in quello del  Dipartimento
  regionale  delle  autonomie locali. Nel caso  di  rinuncia  o
  cessazione,  per qualsiasi causa, dall'incarico del  revisore
  o  di un componente del collegio, il comune emana l'avviso di
  cui  al  presente  comma  entro 15  giorni  dalla  cessazione
  dall'incarico medesimo.

    4.  L'estrazione  a sorte è effettuata pubblicamente,  alla
  presenza   del  segretario  comunale,  in  una   seduta   del
  consiglio  comunale da svolgersi entro 45 giorni  dalla  data
  di scadenza dell'organo di revisione.

    5.  L'inosservanza  dei termini di  cui  ai  commi  3  e  4
  comporta, previa diffida con termine ad adempiere, la  nomina
  di  un  commissario ad acta ai sensi dell'articolo  24  della
  legge   regionale  3  dicembre  1991,  n.  44  e   successive
  modifiche ed integrazioni.

    6.  Nei collegi dei revisori le funzioni di presidente sono
  esercitate dal componente che ha svolto il maggior numero  di
  incarichi  di  revisore presso enti locali  e,  a  parità  di
  incarichi,  tali  funzioni sono assunte da colui  che  le  ha
  esercitate nell'ente di maggiore dimensione demografica.

    7.  Ciascun revisore non può assumere complessivamente  più
  di  otto  incarichi, tra i quali non più di quattro incarichi
  in  comuni  con  popolazione inferiore a 5.000 abitanti,  non
  più di tre in comuni con popolazione compresa tra i 5.000  ed
  i  99.999 abitanti e non più di uno in comune con popolazione
  pari  o  superiore  a  100.000  abitanti.  Le  province  sono
  equiparate  ai  comuni con popolazione  pari  o  superiore  a
  100.000  abitanti  e  le  comunità  montane  ai  comuni   con
  popolazione inferiore a 5.000 abitanti.

    8.  L'affidamento dell'incarico di revisione è  subordinato
  alla  dichiarazione, resa nelle forme di  cui  alla  legge  4
  gennaio  1968, n. 15, e successive modifiche ed integrazioni,
  con  la  quale il soggetto attesta il rispetto dei limiti  di
  cui al comma 7.

    9. In sede di prima applicazione e cioè sino al 31 dicembre
  2017,  nelle  more dell'effettivo avvio del  procedimento  di
  cui  al presente articolo, in luogo dei crediti formativi  di
  cui  alle lettere a), b) e c) del comma 2 per tutte le  fasce
  di  comuni, i richiedenti devono avere conseguito,  nell'anno
  precedente,  almeno  10  crediti formativi  riconosciuti  dai
  competenti    ordini   professionali   e   da    associazioni
  rappresentative   dei   revisori   riconosciute   a   livello
  nazionale,   per  aver  partecipato  a  corsi  e/o   seminari
  formativi  in  materia  di contabilità  pubblica  e  gestione
  economica e finanziaria degli enti territoriali.

    10. All'articolo 57 della legge 8 giugno 1990, n. 142, come
  introdotto dall'articolo 1, comma 1, lettera i), della  legge
  regionale 11 dicembre 1991, n. 48, e successive modifiche  ed
  integrazioni, sono apportate le seguenti modifiche:

    a) il comma 2 è soppresso;

    b)  al comma 3 le parole  e sono rieleggibili per una  sola
  volta  sono soppresse;

    11.  Entro  trenta giorni dalla data di entrata  in  vigore
  della  presente norma l'Assessorato regionale delle autonomie
  locali   e  della  funzione  pubblica  istituirà  un  elenco,
  accessibile  dal  proprio sito internet, sul  quale  dovranno
  essere  censiti  tutti  i revisori dei  conti  che  intendono
  partecipare  alle  estrazioni.  In  tale  elenco   oltre   le
  generalità  di ciascun revisore dovranno essere  riportati  i
  crediti  conseguiti  in  ciascun anno  e  gli  incarichi  già
  svolti  o  in corso di svolgimento. L'aggiornamento di  detto
  elenco  è operato entro il 31 gennaio di ciascun anno a  cura
  di    ciascun   revisore   o   al   verificarsi   di   eventi
  modificativi».

   Si procede con l'emendamento 58.6.

   DI GIACINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  GIACINTO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  assessori,
  condivido quanto fatto dal segretario con la riserva sulla  lettera
  d)  perché,  praticamente,  dice  salvo  diversa  disposizione  del
  Regolamento comunale .
   Quindi  il  Regolamento  può aumentare e  può  fare  cose  diverse
  rispetto  a  quello  che diciamo nella norma.  Per  cui,  condivido
  questo  aspetto,  fermo restando il numero degli incarichi  perché,
  che  cosa facciamo? Noi aumentiamo in questa norma il numero  degli
  incarichi rispetto a quelli che sono in questo momento. Li portiamo
  a 8. Sono divise per fasce: 4 fino a 5 mila abitanti, 3 da 5 mila a
  100  mila abitanti ed 1 superiore a 100 mila abitanti, per  cui  ci
  adeguiamo  a  quella  che è una normativa nazionale.  Per  cui,  se
  possibile, approviamolo.

   PRESIDENTE.  Però, con un subemendamento che sopprime  la  lettera
  d).

   DI GIACINTO. Va bene, perfetto.

   PRESIDENTE.   Comunico  che  la  Commissione  ha   presentato   il
  subemendamento  58.6.1  che sopprime la lettera  d).  Lo  pongo  in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento di riscrittura 58.6  nel  testo
  risultante. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 87. Ne do lettura:

                             «Articolo 87
       Regolarizzazione istanza di pensione personale regionale

   1.  I  dipendenti dell'amministrazione regionale, in possesso  dei
  requisiti  previsti  dall'art. 52 della legge  regionale  7  maggio
  2015,  n. 9, che hanno presentato domanda di pensionamento entro  i
  termini indicati dall'art. 52, comma 3 e 5, della legge regionale 7
  maggio 2015, n. 9, come modificati dall'articolo l, comma 8,  della
  legge   regionale   10  luglio  2015,  n.  12,  non   accolta   per
  irregolarità, possono regolarizzarla entro 60 giorni dalla data  di
  entrata in vigore della presente legge».

   Essendo  stati  presentati emendamenti  soppressivi,  si  vota  il
  mantenimento dell'articolo.

   GRECO GIOVANNI. Chiedo la verifica del numero legale. Ora basta

   PRESIDENTE. Allora onorevole Greco, sto facendo quelli dove non ci
  sono difficoltà.

   GRECO  GIOVANNI. Chiedo la verifica del numero legale.  Presidente
  mi dia la possibilità di applicare il Regolamento

   DI GIACINTO. Accantoniamolo.

   PRESIDENTE.  No,  non  è  un  problema di  accantonamento,  questo
  articolo era senza emendamenti.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                Richiesta di verifica del numero legale

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  invito  gli onorevoli deputati a  registrare  la  loro
  presenza con la scheda di votazione.
   Chiarisco  le  modalità di registrazione: il deputato  può  pigiare
  qualunque tasto.
   Dichiaro aperta la verifica.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la verifica.
                       Risultato della verifica

    PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti  23

   L'Assemblea  non  è  in  numero legale. Gli  onorevoli  Cordaro  e
  D'Asero erano presenti.
   Onorevoli  colleghi, non possiamo continuare con questo clima,  lo
  dico con la massima chiarezza

   PANEPINTO. Non possiamo essere ostaggio dell'onorevole Greco

   PRESIDENTE.  No,  no, noi siamo ostaggio degli assenti,  onorevole
  Panepinto  Non siamo ostaggio dei presenti che chiedono  il  numero
  legale

                              (Applausi)

   Senza  differenziazione dei Gruppi, non possiamo chiedere  questo.
  Così  come  non potremo chiedere a chi fa l'opposizione  di  essere
  presente al momento dell'approvazione del Rendiconto, che è l'unico
  vero problema in questo momento.

   GRECO GIOVANNI. Sarò presente.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  così  come  era   stato
  previsto,  fra  cinque  minuti esatti  cominciano  i  lavori  della
  commissione bilancio, pertanto, vi invito a venire ad assistere.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che oggi la  Commissione
  Regolamento   ha  esitato  la  modifica  del  Regolamento   interno
  dell'Assemblea, l'adeguamento alla riduzione dei parlamentari.   La
  seduta, pertanto, sarà rinviata a martedì, 1 agosto 2017, alle  ore
  16.00,  per  riprendere  con  l'esame  del   collegato .  Mercoledì
  dovremmo  trattare,  ci  siamo  intesi  con  il  Presidente   della
  Commissione, l'Assestamento ed il Rendiconto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   La  seduta,  è rinviata a martedì, 1 agosto 2017, alle ore  16.00,
  con il seguente ordine del giorno:

    I-  COMUNICAZIONI
  II-RENDICONTO DELLE ENTRATE E DELLE SPESE DELL'ASSEMBLEA REGIONALE
  SICILIANA PER L'ANNO FINANZIARIO 2016  ( Doc. n. 153)

        Relatori i deputati Questori

    III-DISCUSSIONE DELLE PROPOSTE DI MODIFICA AL REGOLAMENTO INTERNO
   DELL'ASSEMBLEA (Doc. V)

        Relatore : il Presidente

    IV-DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

     Disposizioni  programmatiche  e correttive  per  l'anno  2017.
        Legge  di  stabilità  regionale.  Stralcio  I .  (n.   1276
        Stralcio I/A) (Seguito)

        Relatore di maggioranza: on. Vinciullo

        Relatore di minoranza: on. Cancelleri

    V- DISCUSSIONE, AI SENSI DELL'ART. 68 BIS DEL REGOLAMENTO INTERNO,
   DEL DISEGNO DI LEGGE:

    Norme in materia di Consorzio autostrade siciliane (CAS) .  (n.
     1276/A Stralcio III) (Seguito)

    VI-DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

  1)   -   Istituzione dei nuovi parchi archeologici in Sicilia  e
     modifiche alla legge regionale 3 novembre 2000, n. 20.    (n.
     1212/A)

                Relatore: on. Greco Marcello

  2)  -   Legge di modifica dell'articolo 8 della legge regionale 23
     dicembre 2000, n. 30. Variazione di denominazione dei  comuni
     termali.  (n. 843/A)

                Relatore: on. Mangiacavallo

  3)   -   Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento della
     Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto,  recante
     'Riconoscimento e tutela della minoranza linguistica gallo-italica
     ai sensi della Legge 15 dicembre 1999, n. 482.'  (n. 1229/A)

                Relatore: on. Greco Marcello

  4)  -  Norme per il riconoscimento e la promozione delle attività
     artistiche di strada.  (n. 1221/A)

                Relatore: on. Greco Marcello

  5)   -   Legge regionale 23 dicembre 2000, n. 30 e D.P. 24 marzo
     2003,  n.  8. Progetto di variazione territoriale finalizzato
     all'aggregazione al Comune di Grammichele di parte di territorio e
     di popolazione del Comune contermine di Mineo (c.da Saie).  (n.
     1266/A)

                Relatore: on. Siragusa

  6)  -  Interventi a sostegno dei soggetti con Disturbi Specifici di
     Apprendimento (DSA).  (n. 1120/A)

                Relatore: on. Panarello

  7)  -   Valorizzazione del demanio trazzerale.  (n. 349/A)

                Relatore: on. Laccoto

  8)   -  Codice etico per gli eletti a cariche pubbliche, per gli
     amministratori e per i dipendenti della Regione Siciliana.  (n.
     854/A)

                Relatore: on. La Rocca Ruvolo

                   La seduta è tolta alle ore 19.08

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio