Presidenza del Presidente Ardizzone
La seduta è aperta alle ore 16.21
LO GIUDICE, segretario, dà lettura dei processi verbali delle
sedute n. 438 e n. 439 del 25 luglio 2017 che, non sorgendo
osservazioni, si intendono approvati.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Barbagallo Alfio, Musumeci,
Foti, Zafarana, Siragusa, Forzese, Dina, Giuffrida, Lombardo,
Digiacomo ed Arancio sono in congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione della nota pervenuta dalla Procura Generale
d'Appello
della Corte dei Conti per la Regione siciliana
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, proprio oggi mi è pervenuta una
nota da parte della Procura generale d'Appello della Corte dei
Conti per la Regione siciliana, a firma del dottor Pino Zingale,
protocollo n. 55, con oggetto Rendiconto generale della Regione
siciliana, esercizio finanziario 2016. Che leggo:
Illustre Presidente, nel quadro di una corretta collaborazione
istituzionale con codesta Assemblea, mi corre l'obbligo informarla
che questa Procura generale è pervenuta alla determinazione di
proporre ricorso, innanzi alle Sezioni riunite in speciale
composizione, avverso la delibera di parificazione del rendiconto
in oggetto, emessa dalle locali Sezioni riunite in sede di
controllo.
A tal proposito, si sottolinea che, ferme restando le
insindacabili ed autonome decisioni del Parlamento siciliano,
l'eventuale approvazione del rendiconto da parte di codesta
Assemblea paralizzerebbe il ricorso giurisdizionale.
Con sincera stima
Pino Zingale
CORDARO. E quindi?
PRESIDENTE. Dobbiamo, quindi, approvare il Rendiconto 2016.
FORMICA. A nostro rischio e pericolo
PRESIDENTE. No, non c'è un problema di rischio e pericolo.
L'attività legislativa è questa. Era giusto e doveroso che io ne
dessi comunicazione all'Assemblea regionale siciliana.
matiche e correttive per l'anno 2017. Legge di stabilità regionale.
Stralcio I'. (n. 1276 Stralcio I/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Discussione del disegno di legge: Disposizioni programmatiche e
correttive per l'anno 2017. Legge di stabilità regionale. Stralcio
I . (n. 1276 Stralcio I/A) (Seguito).
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al II punto dell'ordine
del giorno, recante Discussione del disegno di legge .
Si procede con il seguito della discussione del disegno di
legge: Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2017.
Legge di stabilità regionale. Stralcio I . (n. 1276 Stralcio I/A).
Si riprende con l'esame dell'articolo 19. Ne do lettura:
«Articolo 19.
Trasporto ferroviario regionale
1. Per le finalità dell'articolo 9 del decreto legislativo 19
novembre 1997, n. 422, dell'articolo 1, comma 3, del decreto del
Presidente della Repubblica 17 dicembre 1953, n. 1113 come
modificato dal decreto legislativo 11 settembre 2000, n. 296 e
dell'articolo 48, comma 5, della legge regionale 17 marzo 2016, n.
3 è autorizzata, a decorrere dall'esercizio finanziario 2020 la
spesa complessiva di 83.380 migliaia di euro, in ragione di:
- 1.870 migliaia di euro, per l'esercizio finanziario 2020;
- 8.580 migliaia di euro, per l'esercizio finanziario 2021;
- 10.560 migliaia di euro, per l'esercizio finanziario 2022;
- 12.540 migliaia di euro, per l'esercizio finanziario 2023;
- 14.520 migliaia di euro,per l'esercizio finanziario 2024;
- 16.610 migliaia di euro,per l'esercizio finanziario 2025;
- 18.700 migliaia di euro,per l'esercizio finanziario 2026. »
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Presidente, assessori, onorevoli colleghi. Io ieri avevo
sollevato qualche perplessità su questo articolo e mi ero
ripromessa, anche con l'assessore, di rivedere meglio, ed esterno
di nuovo le perplessità manifestate ieri. Perché, anche per avere
dei chiarimenti: sostanzialmente, l'articolo 19 stanzia delle somme
per gli esercizi 2020, 2021, 2022, 2023, 2024, 2025 e 2026,
qualcuno diceva ieri, per i metalmeccanici, per il doppio binario,
e non so che cosa.
Io, onestamente, ritengo che queste somme - non si comprende
bene per che cosa sono state inserite -, perché quando lo Stato ha
trasferito le competenze in materia di trasporto ferroviario ha
anche stabilito quale era lo stanziamento, quindi c'è stato un
accordo-quadro. Dall'accordo-quadro deriva il Contratto di
servizio. Il Contratto di servizio non ha bisogno di una copertura
o di un'approvazione da parte dell'Assemblea.
Questa è l'IVA che noi dobbiamo pagare? Queste somme a cosa
servono? Volevo capire queste somme a cosa servono, perché nel
momento in cui, dicevo, c'è stato il passaggio di competenza dei
servizi ferroviari, il Ministero dell'Economia e delle Finanze che
cosa dice? Provvede al trasferimento delle risorse in conformità
degli ordinamenti finanziari delle singole Regioni e Province, nei
limiti degli stanziamenti di bilancio utilizzando risorse già
destinate a tale titolo al pagamento dei corrispettivi in favore di
Trenitalia, derivanti dal contratto di servizi in essere con lo
Stato.
Quindi, lo Stato trasferisce alle Regioni le competenze e nel
passaggio tutta la provvista finanziaria, - così come dice la
Ragioneria dello Stato -, è omnicomprensiva di ogni onere diretto e
indiretto. Quindi francamente perché si chiede l'approvazione di
questo articolo? E poi il 2019 non c'è. Partiamo per gli esercizi
2020, 2021, 2022, 2023. Se è l'IVA, l'IVA già gliel'abbiamo
riconosciuta, il passaggio nel trasferimento, a me è questo quello
che mi sfugge, nel passaggio di competenze dal servizio ferroviario
tutti gli oneri sono compresi, quindi ritengo onestamente che o c'è
un approfondimento o ho compreso male io.
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà l'onorevole Formica.
GRECO GIOVANNI. Cedo volentieri il passo all'onorevole Formica.
FORMICA. I palermitani sono d'accordo signor Presidente. Vorrei,
semplicemente, al pari di ciò che ha chiesto l'onorevole Grasso,
capire un po' meglio. Che ci siano delle somme da prevedere, -non
so se per questo contratto di servizio, oppure che dobbiamo dare
comunque a Trenitalia, a Ferrovie dello Stato, questa storia
l'abbiamo, abbondantemente, discussa in Commissione Bilancio ,
c'era la questione dell'IVA e quant'altro. Quello che io voglio
chiedere, signor Presidente - siccome vedo che c'è una intesa
cordiale da parte di molti deputati - il Contratto di servizio
penso che preveda, - può darsi che mi sbagli -, ma dovrebbe
prevedere il fatto che ci sono alcuni interventi sulle linee
ferroviarie che bisogna fare. Vorrei capire, - se è possibile -,
quali sono gli interventi, per esempio, a proposito del raddoppio
ferroviario Messina-Palermo che, secondo me, è una grande
incompiuta e di incompiute non ne dobbiamo lasciare in piedi, cosa
prevede questo Contratto di servizio? Visto che ci spingiamo fino
al 2028; onorevole Grasso fino a quale anno ci spingiamo?
GRASSO. Fino al 2028.
FORMICA. Fino al 2028, quindi ci spingiamo per i prossimi dieci,
undici, anni. A mio modo di vedere, sarebbe logico pensare che già
ora bisognerebbe prevedere quali sono gli interventi da fare con
questo Contratto di servizio, posto che, ripeto, noi stiamo
approvando, mettendoci sopra le norme e i soldini, fino al 2028.
Vorrei capire, a proposito del raddoppio Messina-Palermo, o,
meglio, da Patti fino a Cefalù cosa è previsto?
GRASSO. Non c'entra Trenitalia, è RFI.
FORMICA. RFI, Trenitalia non c'entra. Ma gli stiamo dando
ottantatre milioni di Euro? Vorrei capire se ci sono notizie in
questo senso.
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, ho dato la precedenza al
collega Formica per l'età. È un ragazzo più grande di me quindi è
giusto dargli la priorità. Per quanto riguarda l'articolo 19,
signor Presidente, sono stato uno dei deputati che ha chiesto
l'accantonamento per un approfondimento di questo tema. Questo
articolo 19 va a rinnovare il Contratto di servizio con le
Ferrovie dello Stato e tutto quello che ne comprende. Io sono
consapevole che un articolo di questo genere dovrebbe essere
approvato a inizio di legislatura e non alla fine, ma va a scadere
ora e quindi siamo costretti. La domanda che le pongo, Assessore,
nel comparto che comprende tutto il servizio che diamo alle
ferrovie, andiamo ad esaminare tutte le problematiche che ci sono
con il personale? Parlo del personale della Ferrotel, parlo del
personale come mi hanno suggerito i colleghi del Movimento Cinque
Stelle, della Ferrotel; che facciamo di questo personale in
esubero che c'è in questi servizi? L'avete affrontato? È compreso
in questo articolo? Se non è compreso io invito l'Assemblea a
presentare un subemendamento - signor Presidente, se mi ascolta è
una cosa di buon senso quella che propongo - cercare, così come
abbiamo fatto ieri con i Consorzi di bonifica di salvaguardare quel
personale che, a seguito di una sentenza favorevole, abbiamo
recuperato, dandogli la possibilità di essere rimesso a lavorare.
Lei, Assessore Bosco, questo problema lo ha esaminato o lo sta
sentendo per la prima volta da me? Io penso di no, perché se lei va
a rinnovare un contratto di servizio, è chiaro che sono comprese
tutte le problematiche in essere che ci sono per quanto riguarda i
lavoratori, come il problema sollevato dall'onorevole Formica per
il doppio binario Palermo-Messina.
Io tengo molto a questi lavoratori e prima di approvare questo
articolo, se il Presidente è d'accordo, facciamo un subemendamento
con gli Uffici per vedere di salvaguardare tutti quei lavoratori,
quindi, ex Keller, Ferrotel e così via e diamo, secondo me, un
segnale di aiuto per questi lavoratori, queste categorie.
Presidente Lupo, lei già conosce, essendo un ex sindacalista, si è
occupato anche di questo.
Grazie Presidente.
BOSCO, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Cortesemente, assessore può rispondere
in piedi? Se ritiene può stare seduto, se ci sono particolari
esigenze.
BOSCO, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, deputati, scusate, ma sono convalescente per un
problema ad una gamba e vi chiedo scusa se intervengo da seduto.
Guardate, io desidero illustrare la natura di questo articolo.
Questo articolo è una norma autorizzatoria che è stata elaborata
d'intesa con il Bilancio. A che cosa serve? C'è una differenza tra
l'accordo quadro e il contratto di servizio. L'accordo quadro, che
abbiamo firmato con le ferrovie, individua quali sono le risorse
interne di rete che possono essere utilizzare nella Regione
Sicilia. Invece, questo articolo, riguarda i contratti di servizio.
I contratti di servizio, per i quali lo Stato mette 111 milioni di
Euro l'anno, vengono integrati complessivamente nei dieci anni,
quindi, 111 milioni l'anno significa 1 miliardo 110 milioni di
euro, e vengono integrati con ottantatre milioni dalla Regione
siciliana, che sono spalmati negli anni che sono riportati. A che
cosa servono?
Sostanzialmente, il sistema ferroviario siciliano si sta
arricchendo di nuove tratte, ne cito alcune: il passante
ferroviario di Palermo, la linea Canicattì-Modica, tra qualche anno
ci sarà la Trapani-Milo, viene aperta la fermata aeroporto Catania
FORMICA. La Messina-Palermo.
BOSCO, assessore per le infrastrutture e la mobilità. La Messina-
Palermo, però, è un problema che riguarda non Trenitalia ma RFI, ci
stiamo attivando intanto per sbloccare l'inizio dei lavori per un
valore di quattrocento milioni di Euro nel tratto di Cefalù perché
sono state superate alcune difficoltà.
E' previsto un intervento, ma questo non c'entra niente con i
Contratti di servizio, ovviamente, io devo dire, da Assessore del
comune di Catania ho seguito alcune vicende, dobbiamo registrare
che, finalmente, c'è stata una inversione di tendenza della rete
ferroviaria italiana che aveva trascurato totalmente la Sicilia ed
ora ci sono delle attenzioni, vi dico che le attenzioni sono sia
sulla Palermo-Messina, sia sulla Catania-Messina e sia sulla
Catania-Palermo per la quale ci sono sei miliardi di Euro ed in
corso abbiamo una rimodulazione, però, questo esula - ripeto - che
è questo.
Guardate, io vi dico semplicemente una cosa, pensate cosa
significa avere il raddoppio del binario tra Taormina e Catania e
non potere avere la possibilità di utilizzare dei servizi di treni
per trasformarli in una sorta di servizio metropolitano; pensate
cosa significa avere la Palermo-Punta Raisi e non potere
utilizzarla perché non c'è la possibilità di integrare con queste
cose.
Quindi, questo punto, relativo al trasporto ferroviario regionale,
riguarda una integrazione che sarà attivata a partire dai prossimi
tre anni ma che comporta un impegno, da parte di Trenitalia, di
rendere i servizi fin da adesso.
GRECO GIOVANNI. Il personale coinvolto in questo settore che fine
fa?
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, andiamo con
ordine.
Prendo atto delle precisazioni del Governo e voglio precisare che
noi siamo tutti ben consapevoli dell'importanza
dell'infrastrutturazione perchè è inutile che si parli di turismo e
che si parli di altro quando mancano gli elementi base per potere
essere considerati un Paese non al top in Europa e nel mondo come
sviluppo ma addirittura con un paese da Terzo mondo. Da questo
punto di vista, Governo, noi non abbiamo difficoltà oggettive ad
approvare velocemente questo, le avevo chiesto pure, non era un
caso che glielo chiedevo, - lei giustamente ha fatto una
precisazione : pensate a quello che vuol dire avere Taormina e
Catania con la possibilità di renderla quasi una metro-ferrovia ,
nel senso che con un treno ogni mezz'ora, ogni venti minuti, che
collega l'Aeroporto con la stazione, quindi, mi rendo perfettamente
conto, volevo capire se, come giustamente ha detto lei, visto che
da parte di Trenitalia e di Ferrovie dello Stato, in generale, c'è
stato l'abbandono totale negli ultimi anni di questa regione,
nessun investimento e visto che l'unico tratto di doppio binario
esistente - che è stato fatto tempo fa è la Messina-Patti, 55
chilometri che, vi posso assicurare, prende quel territorio
all'interno, proprio lo descrive come l'ha descritto lei, un
territorio in cui c'è la possibilità, ogni mezz'ora, di avere un
treno da e per Messina, quindi, come avere una metropolitana,
dicevo non le sembra il caso di prevedere fin da oggi, - e le
chiedevo lumi in questo senso -, la progettazione per completare da
Patti a Capo d'Orlando, una località molto turistica come lei ben
conoscerà e poi da capo D'orlando fino a Sant'Agata e, quindi, il
congiungimento con Cefalù, completando finalmente un'opera, la
Dorsale Nord delle ferrovie? C'è in questo senso la previsione per
la progettazione, almeno, di questo completamento? Questo era
quello che volevo sapere. La questione Fiumefreddo-Cefalù, che era
già appaltato, si sono fermati i lavori, c'erano i soldi, quindi,
Fiumetorto-Cefalù-Ogliastrillo quella la conoscevamo assessore.
Vorrei sapere da lei, se è in grado di potercelo dire, se è già
previsto nella programmazione prossima futura, se sono già previsti
interventi per lo meno sulla progettazione del completamento da
Patti a Ogliastrillo.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Grasso, brevemente, siamo ancora al primo
articolo di oggi. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siccome, ripeto,
senza retro pensiero, leggo un articolo e l'articolo 19 recita che
per le finalità di cui all'articolo 9 ecc.. ecc.., come modificato
dal decreto legislativo e dall'articolo 48 comma 5 della legge
regionale 17 marzo 2016 e complessivi 83 milioni, migliaia di euro
in ragione di e li specifica dal 2020. Ho dato una lettura
all'articolo 48, che noi abbiamo approvato nel 2016, il comma 5.
Il comma 5 che richiama, quindi, questo stesso articolo 19. Che
cosa diceva? Al fine di assumere l'onore dell'Iva sui
corrispettivi dovuti a Trenitalia per l'esercizio dei servizi di
trasporto ferroviario è autorizzata la spesa di 8 milioni di euro
per l'esercizio 2016 e poi 11 migliaia dal 2017 al 2019 per cui,
ritengo che se noi oggi approviamo l'articolo 19, richiamando
l'articolo 48 della legge già approvata, noi oggi non parliamo né
di ammodernamento, né di lotto ordinario, né di garantire i
dipendenti delle cooperative, né di garantire nessuno, ma parliamo
di un ulteriore incremento di Iva e ritengo, altresì, che non
dobbiamo confondere. Siccome io ho le posso assicurare che quando
si tratta di Trenitalia e di RFI per mia natura, siccome in Sicilia
ci hanno fatto viaggiare da Terzo mondo, sono una persona che
diffida di Trenitalia e di RFI. Quindi, ritengo che loro dovevano
fare degli investimenti che non hanno fatto, che hanno utilizzato
risorse dello Stato che in Sicilia non hanno preso, che ancora
abbiamo tratte e linee di Terzo mondo per cui, prima di dare un
solo euro, per quel che mi riguarda, voglio capirci chiaro se devo
votare.
Quindi, ripeto, Trenitalia non fa investimenti, gli investimenti
in Sicilia li fa RFI. La Regione Sicilia con RFI non ha alcun
rapporto, così come mi è stato chiarito in una interlocuzione con
l'Assessorato.
Se noi approviamo questo articolo, prevedendo che devono fare
maggiori investimenti dagli anni agli anni, che si deve
implementare il contratto di servizio, a mio avviso non va bene, e
quindi questo articolo va modificato, perché richiama una legge, un
articolo di una norma che noi abbiamo già approvato e questo
articolo faceva riferimento solo ed esclusivamente all'IVA, quindi
io non posso sentirmi dire che c'è il doppio binario, che ci sono
ulteriori investimenti, perché non li fa Trenitalia li fa RFI.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per oggi gli oggi
l'onorevole Alfio Papale, l'onorevole Giuseppe Federico e
l'onorevole Giorgio Assenza.
L'assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Seguito della discussione del disegno di legge 1276- Stralcio I/A
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, riprendiamo la discussione.
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vengo in
soccorso dei colleghi che hanno posto più di una questione alle
quali non è stata data alcuna risposta, perché l'Assessore ha
parlato di una linea immaginaria, di un prospetto che nulla a che
fare con la legge che stiamo facendo, per cui io gradirei almeno,
Presidente, visto che in Commissione le cose vengono approfondite -
e penso che le Commissioni di merito ci sono per questo - che il
preparatissimo onorevole Vinciullo ci spieghi cosa hanno detto gli
Uffici in Commissione Bilancio su questo articolo.
Altrimenti, signor Presidente, le chiedo formalmente di
accantonare momentaneamente l'articolo 19, perché noi riteniamo di
dire la verità e di avere ragione su questo articolo e sulle tesi
che abbiamo precedentemente esposto quindi, se l'onorevole
Vinciullo, che con la Commissione ha avuto modo di confrontarsi
anche con gli Uffici, ci può dire cosa hanno raccontato in
Commissione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, però dobbiamo decidere il
percorso, perché mi era stato detto che su questo articolo c'era
una intesa.
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, capisco i
ragionamenti che hanno fatto i colleghi, però non mi piace che
l'onorevole Milazzo ironizzi su una questione che è, diciamo,
abbastanza chiara.
L'Assessore tra l'altro ha chiarito all'onorevole Formica che
giustamente ha sollevato il tema della rete ferroviaria siciliana a
partire dal completamento della Messina-Palermo, intesa come
dorsale tirrenica, che una cosa è l'accordo quadro - chiaro, chiaro
- e una cosa è il contratto di servizio, e mi pare che il contratto
di servizio è chiaro a che cosa serve.
E' un modo, è l'unico modo perché la Sicilia assieme a FS assicuri
determinati servizi per i pendolari, piuttosto che per i treni a
lunga percorrenza e così via dicendo. Dopo di che dice la collega
Grasso che ci sarebbe un problema per quanto riguarda il
riferimento normativo. Io non ho i riferimenti normativi e quindi
non sono in grado di accertarlo, però che si tratti di contratto di
servizio è fuori discussione, come peraltro anche qua l'onorevole
Grasso ha fatto un riferimento diciamo così improprio.
Io ieri mi sono permesso di dire all'onorevole Greco che è in V
Commissione al pari di me - vorrei che Milazzo mi ascoltasse perché
riguarda Palermo - che a proposito del contratto di servizio è una
delle possibilità per i lavoratori ex Keller di trovare uno sbocco
nell'ambito dei servizi che FS dovrebbe assicurare attraverso il
contratto di servizio. Tant'è che sono venute le rappresentanze
sindacali - l'onorevole Figuccia ne è testimone - dei
metalmeccanici che rappresentano i dipendenti ex Keller, per
chiedere lo stralcio dell'articolo 19 così da poterlo approvare
subito, che era propedeutico alla possibilità di impegnare le FS a
trovare una soluzione per questi lavoratori, nell'ambito del
contratto di servizio, e consentire anche la proroga delle tutele
sociali che stanno per scadere per tutti i dipendenti ex Keller.
Quindi, non si tratta di fare discendere dal destino degli operai
ex Keller la necessità di approvare questa norma ma, al contrario,
l'approvazione di questa norma, che è ineludibile perché altrimenti
la Sicilia si priverebbe della possibilità di un servizio
ferroviario più adeguato alle esigenze dei siciliani, anche il
problema degli operai ex Keller.
Non credo di avere introdotto, riportando una richiesta che viene
da questi lavoratori, un elemento di disturbo rispetto al dibattito
parlamentare.
Quindi, signor Presidente, immagino che il presidente Vinciullo
potrà approfondire ulteriormente questo tema. Chiarito il punto che
ha sollevato l'onorevole Grasso, se c'è un riferimento sbagliato
alla normativa. Ma si tratta di contratto di servizio e questo
Parlamento è stato più volte impegnato su questo terreno, anzi ha
denunciato il ritardo del Governo regionale per non avere
sottoscritto il contratto di servizio con FS.
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,
torno sull'argomento e ringrazio l'onorevole Panarello che ha messo
a nudo il problema che ho posto io. Nessuno vieta che in questo
contratto di servizio mettiamo una norma che va a salvaguardare
quei lavoratori che sono nel settore e sono disoccupati. Nessuno ce
lo nega. Perché non lo dobbiamo mettere nella legge?
Lei, ieri, ha approvato l'articolo 14, con il quale andiamo a
garantire la categoria dei giornalisti dando una riserva del 50 per
cento nella legge. Quindi, perché non lo dobbiamo andare a fare per
i lavoratori ex Keller.
PRESIDENTE. Presidente Vinciullo, cosa intende fare? Ci illumini.
VINCIULLO, presidente della Commissione. Signor Presidente, è
chiaro che alcune motivazioni esposte, a cominciare dalla collega
Grasso, sono condivisibili, cioè ne senso che il periodo
dell'articolo 48, comma 5, della legge regionale 17 marzo 2016, n.
3, lo potremmo anche cassare e non cambia proprio nulla.
Se ci fate caso, con l'articolo 48, comma 5, colleghi, avete però
sollevato una serie di problematiche, avete chiesto alla
Commissione di pronunciarsi, adesso la Commissione si sta
pronunciando anche in virtù di quello che abbiamo ascoltato durante
le numerose riunioni che abbiamo fatto con Trenitalia, e l'articolo
48, comma 5 cosa dice? Al fine di assumere l'onere dell'Iva sui
corrispettivi dovuti a Trenitalia s.p.a per l'esercizio dei servizi
di trasporto ferroviario, è autorizzata la spesa di 8 milioni 366
migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2016 e 11.150.000 euro
per gli esercizi finanziari 2017 - 2018. Qui finisce il comma 5
dell'articolo 48 della legge regionale n. 3 del 2016. Si chiude la
partita relativa all'Iva.
Poi onorevoli colleghi, a partire dal 2020, c'è un anno in cui si
ferma, non c'è nessun contributo da parte della Regione a partire
dall'anno successivo a quello dove non diamo nulla il 2019, cioè il
2020, si parte prevedendo questo contributo, che è un contributo
che deve essere dato a prescindere dal comma 5 dell'articolo 48 di
cui io, se volete, adesso predispongo di cassare il periodo in cui
dobbiamo a Trenitalia un contributo per sette esercizi finanziari.
Per essere chiari, attraverso il quale contributo Trenitalia deve
realizzare due cose: uno, il raddoppio della Catania - Messina, lo
dico in maniera generale anche se già c'è un pezzo di tratta che è
oggetto di raddoppio, e l'altro la velocizzazione, e in alcune
parti il raddoppio, della Catania - Palermo, che è l'altro
obiettivo che Trenitalia si è posto di dovere realizzare.
Onorevole Milazzo credo di aver risposto alla sua richiesta, ed
anche a quella dell'onorevole Grasso, che penso potrà essere
soddisfatta se noi andiamo a cassare questa parte, in maniera tale
che non vi siano più dubbi da parte del Parlamento. Spesso uno
mette più cose convinto di poter accontentare le esigenze di tutti;
in questo caso posso dire che si è trattato di un refuso, quindi se
i colleghi sono d'accordo presentiamo l'emendamento soppressivo e
possiamo approvarlo all'unanimità.
PRESIDENTE. Su questa proposta del Presidente della Commissione,
il Governo avrebbe trovato una soluzione presentando un emendamento
soppressivo di una parte.
BOSCO, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BOSCO, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, onorevoli deputati, su questa proposta sono d'accordo a
cassare questo, però ho il dovere di fare una precisazione che è di
natura tecnica. C'è una differenza fondamentale tra Rete
Ferroviaria Italiana e Trenitalia; Trenitalia è una struttura che,
andando anche in concorrenza con dei privati, gestisce il servizio
sulla rete. Questa problematica riguarda solo la gestione del
servizio, se noi aumentiamo le tratte in servizio e non aumentiamo
i fondi disponibili, è chiaro che diminuisce la qualità del
servizio che può essere dato.
Questi fondi servono a garantire quanto meno il mantenimento del
servizio alla luce del fatto che già a Catania c'è una nuova linea
col doppio binario che richiede una maggiore presenza, ci sarà al
più presto, non quest'anno ma al più presto, il collegamento con
l'aeroporto Palermo, voi immaginate cosa significa se di quei
fondi, di centoundicimilioni l'anno, una parte va giustamente a
finire a questo servizio, significa che il resto della Sicilia ha
una qualità inferiore.
Per quello che invece giustamente solleva l'onorevole Formica,
posso dire una cosa, che ci sarà un nostro fortissimo impegno anche
a sollecitare RFI ad attivarsi sulla linea Messina - Palermo;
tenuto conto, però, che dal punto di vista tecnico, il tratto tra
Patti e Castelbuono per le situazioni olografiche è complesso, ma
interventi si possono progettare, si può migliorare moltissimo, io
così dico - fuori sacco - che anche sulla Catania - Palermo, Rete
Ferroviarie Italiane sta proponendo un intervento sostitutivo che
garantisce comunque la qualità. Diciamo che anticipa i tempi, e
prevederà in un tratto centrale alla realizzazione di una nuova
linea totalmente indipendente, mentre per quello che riguarda la
vecchia linea ci sarà un ammodernamento e un miglioramento.
Per quello che riguarda, invece, la problematica degli operai
della Keller ed altri, c'è un impegno fortissimo
dell'Amministrazione di avviare una trattativa con Trenitalia per
consentire la risoluzione di questi problemi, ma esula da questo.
CAPPELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, cittadini, il
Gruppo del quale faccio parte ha già sollevato numerose
osservazioni e moltissime perplessità fin dalla IV Commissione
dove, ovviamente, questo articolo è stato proposto ed ha trovato la
luce perché, se non ho capito male, voi state chiedendo - cioè il
Governo regionale - a questo Parlamento di accettare a scatola
chiusa un investimento da parte della Regione rispetto al contenuto
di un contratto che fino a questo momento, tanto per il servizio e
la sua qualità, quanto per i lavoratori, è esposto solo,
semplicemente, come sempre a parole.
Per cui fino a quando nella IV Commissione sia i pendolari, sia i
Deputati che ne fanno parte e quanto altro no Presidente Maggio è
inutile che fa in questo modo perché se noi non vediamo il
contratto non è possibile fare un accordo.
Tanto più che, ricordo a me stesso, questo Governo è stato
poc'anzi delegittimato dal Procuratore della Corte dei Conti che
ha impugnato la parifica fatta dalla Corte stessa.
MARZIANO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Ha delegittimato la Sezione di Controllo della
Corte dei Conti non il Governo regionale.
CAPPELLO. Signor Presidente, siccome si tratta di un accordo
decennale, io mi chiedo sulla base di quale legittimità questo
Governo regionale ci propini questo ennesimo accordo.
Siccome il servizio che RFI ha garantito ai siciliani è stato
sempre un servizio di serie b rispetto a tutte le altre Regioni
d'Italia, con molta franchezza noi a questo gioco non possiamo
starci. Fateci conoscere il contenuto del contratto, quali sono gli
investimenti che RFI intende effettivamente fare sulle nostre
tratte e in che modo intende tutelare i lavoratori. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Cappello, al fine di non dare una visione
distorta delle cose, non c'è stata nessuna delegittimazione da
parte del Procuratore dott. Zingale, questo può servire ai fini
mediatici, i suoi interventi chiaramente, non quello del dott.
Zingale.
Il dott. Zingale, su un principio di leale collaborazione, ha
voluto comunicare che avrebbe impugnato il provvedimento. Lo stesso
dott. Zingale aggiunge che nell'auspicata ipotesi - e spero quanto
prima possibile - che quest'Aula approvi il rendiconto già
parificato, perché il dato è che il rendiconto è stato parificato
dalla Corte dei Conti, cessa la materia del contendere. Quindi non
diamo un'immagine distorta di cose che non ci sono, ognuno esercita
il proprio ruolo: il Procuratore esercita il suo ruolo, la Corte
dei Conti a sezione riunite, quella locale ha deciso, questo
Parlamento ha il dovere di prendere una decisione perché è doveroso
comunque approvare un rendiconto.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io a
prescindere dell'intervento del collega Cappello, che solitamente è
sobrio e attento a quello che dice, è chiaro che l'avvicinarsi
della campagna elettorale porta a utilizzare un argomento che è
stato sbattuto sulle prime pagine dei giornali con un risultato
diverso da quello che l'onorevole Cappello intendeva dire, cioè
oggi noi abbiamo avuto parificato il bilancio e, chiaramente, anche
le motivazioni che hanno portato nell'apposita seduta d'Aula,
convocata dal Presidente Ardizzone, quelle argomentazioni che
vennero qui illustrate sono state fatte proprie dalla stessa Corte
dei Conti. E quindi per una volta che i numeri di questa Regione
rispettano i principi fondamentali di qualunque bilancio, cioè
sostanzialmente sono veritieri, io vorrei andare avanti.
Vorrei pregare però l'Assessore Bosco, considerato che stiamo
affrontando un articolo che ci sta impegnando parecchio, non perché
si tratta di una norma che stanzia ben 83 milioni, però sarebbe
opportuno - e lo dico all'Assessore Bosco, all'Assessore Baccei e
al Presidente della Commissione bilancio - siccome ci sono due
partite, cassare, l'IVA è compresa, non è compresa, e sull'Iva era
stato fatto già un ragionamento, era stata tolta in una precedente
finanziaria e poi reintegrata. Poi non si capisce se rifinanziamo
per intero il contratto per le prestazioni che prevede, oppure ci
sono parti aggiuntive. Per cui io direi, Presidente Ardizzone,
siccome rischiamo di dare una rappresentazione quasi approssimativa
di una vicenda seria ed importante, direi di accantonare l'articolo
19. L'Assessore al bilancio, l'Assessore alle infrastrutture, il
Presidente della Commissione Bilancio riscrivono, eventualmente, la
parte che va cassata, ma anche per dare certezze sull'utilizzo di
questa somma da 83 milioni, perché dico non può essere prevista due
volte, e così come va messa la parola fine sul tema se stiamo
parlando di servizi aggiuntivi oppure siamo esattamente dentro la
novazione di un contratto già in essere.
Per cui vorrei pregare il Governo e il Presidente della II
Commissione di prodigarsi a riscrivere e a fare una riscrittura
della norma ed andare avanti in modo tale che, fra due/tre
articoli, possiamo ritornare sull'articolo 19 e chiudiamo con
certezza la partita.
APPRENDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
APPRENDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori.
Brevemente come al solito. Ricordo a me stesso che questo contratto
di servizi che andiamo ad approvare è stato più volte sollecitato
dalle organizzazioni sindacali, da tutte le organizzazione
sindacali, peraltro cercando anche più volte di incontrare il
neoassessore, e gli incontri sono andati abbastanza bene. Sono
state prospettate alcune esigenze e l'assessore se n'è fatto
carico. E' pure indiscutibile che ci sono problemi, assessore,
nessuno lo può negare.
Qualcuno l'ha detto prima di me: ci sono problemi laddove ci sono
alcune linee, che dovrebbero essere efficientate meglio, bisogna
dare risposte ai cittadini, ai pendolari e quant'altro. Vengo alla
questione Keller. Ieri è stata approvata una risoluzione in V
Commissione nei confronti di questi lavoratori che sono da parecchi
anni in cassa integrazione, una risoluzione per dare loro risposte,
intanto per continuare ad avere sostegno al reddito con gli
ammortizzatori sociali e poi l'indirizzo era quello di prospettare
ad RFI una soluzione come quella che è stata adottata per la ex
Imesi, anche questo stabilimento, ex Imesi, si trova proprio a
Carini. E lì il percorso si è completato lo scorso anno con
l'assunzione di questo personale, ex Imesi-Finmeccanica.
Ora, se noi dobbiamo dare seguito a questa risoluzione dobbiamo
produrre atti concreti, quindi io, intanto, le chiedo assessore di
intervenire in merito a questo argomento perché lei ieri, per
motivo d'ufficio, non era presente e, quindi, non abbiamo potuto
sentire dalla sua voce cosa intende fare il Governo. Io da qui a
qualche minuto presenterò un ordine del giorno proprio per
impegnare il Governo a portare a termine questa problematica,
cercando tutte le strade possibili, per far si che questo personale
possa essere, nei dovuti modi, assunto appunto da RFI.
MAGGIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAGGIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, sulla
questione relativa alle cifre che sono messe in bilancio per la
sottoscrizione del contratto di servizio, io vorrei ricordare a
tutti che in Commissione abbiamo avuto più di una audizione con
Trenitalia che è venuta a spiegare in maniera chiara quali saranno
le future implementazioni di attività, l'acquisto di nuovi mezzi e,
quindi, la possibilità che non raggiungendo le risorse loro si
ritrovino, invece, a tagliare tratte e a non espletare quei servizi
che tra l'altro le associazioni dei pendolari hanno richiesto più
volte nel momento in cui sono venuti in Commissione.
In Commissione è stato chiarito tutto, non so chi non era presente
che idea si è fatta, ma si tratta di risorse necessarie affinché si
riveda un contratto di servizio con tutte le garanzie che noi,
naturalmente, dovremo mettere in quel contratto di servizio, sulla
qualità dei servizi, sulle verifiche, sull'apertura di nuove
tratte, su mezzi che siano compatibili.
Ci è stato presentato anche un crono-programma con tutti gli
interventi che verranno fatti, cadenzati nel tempo. Se vogliamo,
pertanto, mettere, davvero, una pietra tombale anche a questo tipo
di attività nella nostra Regione, non votiamo la norma. Se
vogliamo, invece, potenziare i servizi e determinare, finalmente,
la sottoscrizione, non più di un contratto ponte, non più le
clausole che, assolutamente, sono insufficienti, ma un nuovo
contratto teso a garantire i servizi, e servizi di qualità, ritengo
che sia necessario.
Per quanto riguarda invece la questione dell'Iva, c'è una parte
che, in effetti, si riferisce alla quantità di risorse necessarie
alla copertura dei 100 milioni canonici del contratto che è stato
prorogato, l'altra parte che viene definita è semplicemente una
parte previsionale e si riferisce ad ulteriori servizi, ad
ulteriori implementazioni e, quindi, ad ulteriori risorse che
devono essere trasferite e che, naturalmente, comporteranno anche
il pagamento dell'Iva. Per cui si possono anche togliere, perché
parliamo di una previsione, parliamo di ipotesi, sapendo poi che,
così come è successo questa volta, chi sarà dovrà andare alla
rincorsa delle risorse da aggiungere per l'Iva che sarà necessaria
per tutte le ulteriori attività.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha
facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che spesso
l'ottimo rischi di diventare nemico del bene . E questo volersi a
tutti i costi intestare le meraviglie ed i percorsi virtuosi che,
da qui a quattro mesi, devono coinvolgere il sistema delle
infrastrutture che coinvolge Trenitalia, Ferrovie dello Stato,
Contrat, con mezzi, vagoni e treni, mi sembra davvero troppo.
Credo che con questa norma si riesca, finalmente, a dare un
contributo. Un contributo che andava restituito in funzione di una
serie di carenze che ci sono. Le risorse, certamente, sono poche,
le scelte non sono sempre oculate, adeguate, e da qui la
considerazione legittima di alcuni colleghi, che chiedevano al
Governo di fare di più. Ma da qui, ovviamente, a sostenere che le
risorse non devono essere pianificate per gli anni a venire,
francamente, mi sembra troppo. Mi sembra troppo, persino, da chi
vuole tenere posizioni di opposizione, ma rispetto alle quali non
possiamo negare le nostre stesse tutele ed opportunità.
Devo dire, per altro, che, come componente della Commissione
lavoro, da almeno un mese abbiamo audito prima le organizzazioni
sindacali, poi la rappresentanza degli stessi lavoratori, che a
Palermo, ad esempio, vede coinvolti gli operatori della Keller che,
ovviamente, fanno il paio con altre realtà presenti in altre
province della Sicilia e di Palermo, rispetto alle quali, categorie
di lavoratori, francamente, io non me la sento di puntare il dito
o, peggio ancora, il fucile. Perché è chiaro che prendere una
posizione contraria, in questo momento, rispetto a questa norma,
non soltanto significa togliere ossigeno alla possibilità di creare
infrastrutturazione nell'ambito del sistema della mobilità in
Sicilia, ma significa soprattutto porre un freno alla possibilità
di reinserimento di soggetti che si sono qualificati,
specializzati, professionalizzati in tanti anni, che hanno visto
poi l'intervento di un privato, ahimè, egoisticamente interessato
solo alla mission e agli obiettivi della propria azienda, che hanno
visto orrori del Governo regionale che, quando ha pensato di creare
unità di crisi, ha guardato all'area di Carini nel solo interesse
dell'imprenditore e che ha lasciato, evidentemente, quei padri di
famiglia che, al di là della dimensione umana e della tutela dei
diritti, sono professionisti difficilmente formabili, difficilmente
specializzabili, così come è accaduto in questo tempo da quando
hanno iniziato a prestare quella loro opera fino ad oggi.
Credo che oggi venga offerta un'opportunità. Certo, ripeto, le
meraviglie sono sempre la prospettiva ideale alla quale guardare,
ma questa opportunità è pur sempre un'opportunità con la quale fare
i conti, quindi io guardo a questo doppio binario per stare nella
metafora. Da una parte infrastrutture, dall'altra tutele di posti
di lavoro e di soggetti che, come nel caso degli operai dell'ex
Keller, possono finalmente tornare al lavoro.
Così come, dall'altra parte, abbiamo richiesto con la risoluzione,
che tutti i componenti della Commissione Lavoro conoscono bene,
che oltre alla possibilità del reinserimento prevede anche un
sistema di mobilità, prevede anche l'opportunità di derogare a quei
vincoli che sono posti, in modo da garantire loro un sistema di
ammortizzatori sociali che li accompagni al reinserimento tanto
auspicato dall'intera Commissione Lavoro , tanto richiesto
legittimamente dalle organizzazioni sindacali e tanto sperato e
desiderato dagli stessi lavoratori.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, io devo manifestare, rispetto a
questo articolo 19 che si occupa del trasporto ferroviario
regionale, tutte le mie perplessità in ragione di quanto è emerso
in questo dibattito in Aula.
Io mi appello a lei, Presidente Ardizzone, perché noi non possiamo
votare una norma che prevede lo stanziamento, seppur in più
esercizi finanziari, di 83 milioni. Una norma che ha alla base
numeri assolutamente incongruenti, relazioni incongruenti, e
tuttalpiù la spiegazione, così come ci è stato detto dallo stesso
Presidente della Commissione, la spiegazione in Commissione dei
funzionari e dei dirigenti di Trenitalia, perché quando poi abbiamo
cercato di tradurre quella spiegazione in una spiegazione
amministrativa da parte dei nostri dirigenti, questo purtroppo ha
determinato che quella norma che era già poco chiara, è diventata
addirittura nebulosa.
Allora, rispetto a questo dato di fatto, io non mi farò mai
artefice in un tempo in cui abbiamo sentito delle tante categorie
disagiate delle quali questa Assemblea si è occupata e si
continuerà ad occupare, Presidente Ardizzone, rebus sic stantibus,
una norma che stanzia 83 milioni così come è stata architettata,
senza che ci venga spiegato con precisione di cosa stiamo parlando,
perché più parlate, più le acque di confondono. In un tempo in cui
dai comuni alle province sono al disastro, faccio due esempi
banali, due esempi banali, dei cadeaux che ci ha regalato la
gestione Crocetta, io mi opporrò a questa norma, perché rispetto a
questo c'è anche l'ulteriore insulto di prevedere in questi 83
milioni nientepopodimeno che la previsione per i servizi
migliorativi.
Ma migliorativi di che cosa? Ed allora, Presidente Ardizzone, io
la prego, questa norma va cestinata, soprattutto in ragione del
fatto che l'Assessore Baccei, interrogato, dice di non conoscere la
norma E l'Assessore per l'economia della Regione Siciliana non può
non conoscere una norma che stanzia 83 milioni di euro Capisco che
siete il Governo delle barzellette, ma io mi ostinerò per fare in
modo che questa non diventi l'Assemblea delle barzellette
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati due emendamenti: il
19.6, presentato dalla Commissione, e il 19.5, presentato dal
Governo. Il 19.5 riguarda parte della copertura.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, non avevamo detto che se ci
fossero state delle complicanze lo avremmo messo da parte? Possiamo
avere una riflessione?
PRESIDENTE. Ci sono stati oltre 10, 12, interventi. Si boccia e
basta. Accantonare non ha più senso Se non si è convinti l'Aula
vota, in un senso o nell'altro.
Si passa all'emendamento 19.6 della Commissione. Il parere del
Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Il Governo si rimette all'Aula.
GRECO GIOVANNI. Presidente, mi costringe a chiedere la verifica
del numero legale.
PRESIDENTE. Si può votare senza registrazione del voto. Senza
bisogno di alzata e seduta. Così ognuno se non è convinto vota. È
da due ore che stiamo discutendo di questo articolo.
(Brusio in Aula)
Onorevoli colleghi, abbiamo preso un impegno ieri e, almeno fino a
ieri, l'abbiamo mantenuto, di andare avanti.
PANEPINTO. Accantoniamolo.
PRESIDENTE. Sì, però, onorevole Panepinto, accantonando,
accantonando, dopo due ore di discussione, il discorso questo è.
Perché poi mi dite che questo è uno degli articoli fondamentali.
Se non si è convinti l'Aula vota e lo boccia. Non riesco a
comprendere questo tergiversare intorno alle norme. La cosa che ci
bloccherebbe è il numero legale, di questo mi rendo conto. Ma
quelli che responsabilmente sono in Aula ognuno ha avuto la
possibilità di manifestare la propria decisione senza registrazione
del voto. Si può votare per alzata e seduta. Siccome poi lei pensa
che chissà come si possano contare i voti, dico di farla senza
registrazione di voto e chi non è convinto di votare l'articolo lo
boccia; e andiamo avanti così
FORMICA. Andiamo avanti così
PRESIDENTE. Andiamo avanti così Onorevole Figuccia, lei dice
votiamo?
Presidenza del Presidente Ardizzone
Richiesta di verifica del numero legale
GRECO GIOVANNI. Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, invito gli onorevoli deputati a registrare la loro
presenza con la scheda di votazione.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può pigiare
qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la verifica.
Risultato della verifica
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 42
L'Assemblea è in numero legale.
Si passa all'emendamento 19.6, a firma della Commissione.
Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 19.5, a firma del Governo.
Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 19.
CORDARO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 19
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto dell'articolo
19.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 47
Maggioranza 24
Favorevoli 25
Contrari 22
Astenuti 0
(E' approvato)
Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 17.43, è ripresa alle ore 17.46)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, abbiamo impegnato molto tempo
sull'articolo 19, vediamo di accelerare su alcuni articoli. Faccio
una proposta: vi sono gli articoli, dal 64 al 70, che riguardano
l'agricoltura e la sanità. Sembrerebbe che non abbiano avuto grosse
difficoltà nelle Commissioni.
GRECO GIOVANNI. Io sono per procedere in ordine.
PRESIDENTE. Li elenco Noi possiamo andare avanti anche
dall'articolo 1 in poi.
Allora, sto dicendo ve ne sono alcuni, siccome noi stasera
dobbiamo
GRECO GIOVANNI. Dobbiamo fare favori all'assessore Gucciardi
PRESIDENTE. Onorevole Greco, non stiamo facendo nessun favore Non
mi sono neanche sentito con gli Assessori. Io ho il dovere di
portare a compimento e di dirigere i lavori di quest'Aula per dare
la possibilità di esitare questo collegato che tutti a voce
dicono di volere esitare Siccome siamo stati 2 ore sull'articolo
19 e vi sono questi articoli, mi sono raccordando con la
Commissione su quelli che non hanno avuto grosse difficoltà,
esitiamo, almeno, una decina di articoli nel giro di un'ora
GRECO GIOVANNI. Andiamo per ordine
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 64. Ne do lettura:
«Articolo 64.
Agricoltura sociale
1. La Regione, in attuazione dei principi recati della legge 18
agosto 2015, n. 141, promuove l'agricoltura sociale quale esempio
della multifunzionalità delle attività agricole per lo sviluppo di
servizi sociali, socio-sanitari ed educativi nelle comunità locali,
in particolare nelle zone rurali.
2. Per agricoltura sociale si intendono le attività svolte dagli
imprenditori agricoli di cui all'articolo 2135 del codice civile e
dalle cooperative sociali di cui alla legge n. 381/1991, nei limiti
e secondo le modalità previste dall'articolo 2, comma 4, della
legge n. 141 del 2015, dirette:
a) all'inserimento socio-lavorativo dei soggetti indicati
dall'articolo 2, nn. 3 e 4 del Regolamento UE n. 65l/2014, di
persone svantaggiate come definite dall'articolo 4 della legge n.
381/1991 e di minori disabili in età lavorativa;
b) ad affiancare le terapie mediche, psicologiche e riabilitative
anche mediante l'ausilio di animali allevati e la coltivazione
delle piante;
c) alla realizzazione di progetti ed iniziative di educazione
ambientale ed alimentare, di salvaguardia della biodiversità, di
accoglienza e soggiorno di bambini in età prescolare e di soggetti
in stato di difficoltà sociale, fisica e psichica, di ospitalità di
famiglie di extracomunitari profughi;
d) allo svolgimento di prestazioni e attività sociali e di
servizio per le comunità locali mediante la utilizzazione delle
risorse materiali e immateriali dell'agricoltura per realizzare
azioni di inclusione sociale e lavorativa e di servizi utili per la
vita quotidiana.
3. Le attività esercitate dall'imprenditore agricolo di cui alle
lettere b), c) e d) del comma 2, costituiscono, conformemente a
quanto previsto dall'articolo 2, comma 3, della citata legge n.
141/2015, attività connesse ai sensi dell'articolo 2135 del codice
civile.
4. E' istituito l'elenco delle fattorie sociali presso
l'Assessorato regionale dell'agricoltura, cui sono iscritti i
soggetti che esercitano le attività di cui ai commi l e 2.
5. Le aree e i locali utilizzati per le attività di agricoltura
sociale mantengono la destinazione ad uso agricolo e sono
strumentali all'esercizio dell'attività agricola ai fini
urbanistici.
6. Con decreto dell'Assessore regionale per l'agricoltura, lo
sviluppo rurale e la pesca mediterranea, di concerto con
l'Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro e l'Assessore regionale per la salute, sono definite le
modalità attuative delle disposizioni del presente articolo.
7. La vigilanza e il controllo sull'osservanza delle disposizioni
in materia di agricoltura sociale sono esercitati dall'Assessorato
all'agricoltura, ferma restando la competenza sui controlli in
materia di igiene, sicurezza alimentare e degli ambienti di lavoro
prevista dalla normativa statale e regionale».
Assessore Cracolici, vuole spiegare brevemente l'articolo 64?
Molto brevemente possibilmente.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
l'agricoltura sociale è una norma che opera nel nostro ordinamento
nazionale che le Regioni avevano il dovere e questa legge c'è da
qualche tempo, è stata esitata dalla Commissione diverso, forse
qualche anno, ha avuto un ulteriore approfondimento dal momento in
cui sono stato nominato assessore, nel confronto con la
Commissione, inoltre l'agricoltura sociale è uno degli obiettivi
del PSR ed è una delle attività previste dalla misura 16 che
consentirà di sviluppare la rete dell'agricoltura sociale
attraverso le fattorie didattiche, attraverso l'attività che può
essere fatta anche dalle cooperative sociali ai fini
dell'integrazione del mondo agricolo delle cosiddette fasce di
fragilità, dalla disabilità ad altre fasce di cittadini
svantaggiati.
Pertanto, questa norma inserisce nel mondo agricolo anche un
profilo di reinserimento sociale e per queste finalità il nuovo
piano di sviluppo rurale ne prevede alcune premialità.
Pertanto, questa norma riporta la Sicilia ad un tema nazionale,
ricordando che questa è la Regione che in materia di cooperazione
sociale ha agito molti anni fa e per tempo e, quindi, riconoscere
quello che la Sicilia ha fatto nel corso degli anni e riconoscere
alle cooperative sociali anche il valore di imprese agricole è un
modo per recuperare quel gap che si è determinato nel corso di
questi anni.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'emendamento
soppressivo 64.1 dell'onorevole Greco che chiedo di ritirare.
Comunico altresì che è stato presentato l'emendamento interamente
sostitutivo 64.9 a firma del Movimento Cinque Stelle, che gradirei
sapere se lo mantengono o lo ritirano.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, c'era un emendamento che non è
specifico sull'agricoltura sociale ma che comunque è nella Rubrica
Agricoltura che si tratta di una semplice correzione di un lapsus
della finanziaria per la vigilanza venatoria che potevamo
agganciare qua. Presidente, serve semplicemente a sbloccare dal
punto di vista burocratico le follie a cui assistiamo, cioè
nell'ultima finanziaria se glielo volete dare è
compressibilissimo.
Quella norma ce l'abbiamo nell'ultima finanziaria vogliono
specificati gli uffici purché abbiano attivato il servizio, ci
mancherebbe altro. Mi pare che è una cosa assolutamente logica e
coerente.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Onorevole Palmeri, mi riferisco a lei che è la prima firmataria,
l'articolo 64 riferitosi all'agricoltura sociale era un articolo
che abbiamo presentato in Commissione Bilancio e che abbiamo
condiviso tutti i Gruppi parlamentari. A me dispiace che non c'è
l'onorevole Tancredi altrimenti avrebbe potuto anche lui confermare
quello che sto dicendo, di conseguenza riproporre o modificare
l'articolo venendo meno a quella che è stata una decisione che
abbiamo concordato tutti i Gruppi mi sembra una eccessiva
mortificazione della Commissione Bilancio dove - ripeto - insieme
abbiamo proposto e approvato questo articolo.
Per cui, onorevole Palmeri, proprio per far rispettare il lavoro
unitario, collegiale, di sintesi che abbiamo svolto in Commissione
Bilancio anche con i rappresentanti del suo partito le chiederei
di ritirare l'emendamento.
PRESIDENTE. L'emendamento 64.9 è ritirato.
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, l articolo è un articolo
importante però secondo me, Presidente Vinciullo mi segua, sarebbe
il caso di aggiungere al comma 6 che l'apposito decreto che
l'Assessore dovrà emanare potrebbe sottoporlo alla Commissione di
merito per un maggiore coinvolgimento; quindi, se qualcuno lo
scrive questo, perché noi conosciamo l'Assessore Cracolici che poi
si porta il pallone e non lo vediamo più.
PRESIDENTE. Allora, abbiamo due emendamenti: uno su suggerimento
corretto dell'onorevole Milazzo che sta scrivendo il Presidente
della Commissione, sentita la competente Commissione; però, ha
ragione Cracolici ci sono tre Assessorati coinvolti.
Si passa all'emendamento 64.10, dell'onorevole Formica, che aveva
già illustrato.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 64.10.1, dell'onorevole Vinciullo. Lo
pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 64, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 65. Ne do lettura.
«Articolo 65.
Vie del Vento
1. Le Vie del vento sono percorsi segnalati e pubblicizzati con
appositi cartelli, lungo i quali insistono valori naturali,
culturali e ambientali nell'ambito di territori marini e costieri
caratterizzali da attività indotte e connesse alla vela, al turismo
ed alle discipline sportive legate alle energie naturali.
2. Le Vie del Vento , su richiesta del Comitato promotore, sono
istituite e riconosciute con decreto del Presidente della Regione.
3. Il Comitato promotore è composto dai delegati del Presidente
del libero Consorzio, dai Sindaci dei comuni interessati, nonché da
rappresentanti della locale Camera di Commercio e delle aziende,
singole o associate, le cui attività economiche si svolgono nel
territorio attraversato dalle Vie del Vento .
4. Il Comitato promotore presenta al Presidente della Regione,
unitamente alla domanda, il Disciplinare della Via del vento
contenente il nome, le caratteristiche, le finalità ed il percorso
lungo il quale si sviluppa la via del vento nonché gli standard
minimi per l'adesione delle aziende. Il disciplinare detta le linee
guida per lo schema organizzativo e gestionale della Via del
Vento .
5. Il Presidente della Regione, entro 120 giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge, approva il regolamento di
attuazione».
MILAZZO ANTONELLA. Chiedo di parlare per illustrare l'articolo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO ANTONELLA. Signor Presidente, Assessori, onorevoli
colleghi, il vento è diventato una risorsa importante perché fra le
offerte turistiche - più che l'assessore Cracolici, riguardava la
III Commissione, le attività produttive - che la nostra Regione
offre, soprattutto mi riferisco alle province costiere, di Trapani,
di Ragusa, di Siracusa, hanno registrato negli ultimi anni un
aumento del turismo legato agli sport di vela.
La mia provincia, la mia città vive uno sviluppo grandissimo per
quanto riguarda per esempio l'attività del kytesurfing, per cui si
riversano verso la Sicilia, spinti anche dalle vicende che
riguardano il vicino oriente o l'Africa, molti appassionati da
tutto il mondo e dal nord Europa. Quindi, creare un circuito che
ricordi e ricalchi un po' quelle che sono le strade del vino,
quindi un brand che leghi lo sport con quelle che sono le
caratteristiche naturali, l'enograstonomia, i nostri prodotti, le
nostre aziende, il nostro sistema di accoglienza turistica, può
diventare un modo per legare e creare un marchio, un brand che
attiri e che fidelizzi questo turismo di cui in questo momento
beneficiamo ma che deve essere in qualche modo consolidato.
Ovviamente, tutto dovrà essere contenuto in un disciplinare, in
un regolamento e l'articolo non prevede alcun costo aggiuntivo per
la Regione.
PRESIDENTE. La Commissione aveva espresso parere favorevole.
Poiché sono stati presentati emendamenti soppressivi, pongo in
votazione il mantenimento dell'articolo. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 66. Ne do lettura:
«Articolo 66.
Farmacie piccoli centri
1. Fatta salva la procedura concorsuale di cui all'articolo 11
del decreto legge 24 gennaio 2012 , n.1 convertito con
modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, l'Assessorato
regionale della Salute, a seguito delle variazioni demografiche in
riduzione intervenute, e del conseguente mutato rapporto
farmacia/numero abitanti, qualora nei piccoli comuni con meno di
12.500 abitanti le sedi farmaceutiche non sussidiate risultano
essere eccedenti il quorum previsto dall'articolo l secondo comma,
della legge 2 aprile 1968 n. 475 e successive modifiche ed
integrazioni autorizza, su richiesta degli aventi titolo, il
trasferimento delle farmacie eccedenti in altro comune della
Regione siciliana, nei quali all'esito della revisione biennale di
cui all'articolo 2, comma 2, della legge 2 aprile 1968, n. 475, e
successive modifiche ed integrazioni, vi sono sedi disponibili
sulla base di una graduatoria per titoli redatta sulla base di un
apposito Decreto assessoriale che tenga conto anche dell'ordine
cronologico delle istanze di trasferimento presentate, e che si
perfezioni in data anteriore all'avvio della procedura quadriennale
del concorso ordinario, di cui all'articolo 48, comma 29, del
decreto legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito con
modificazioni dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, previo
pagamento di una tassa di concessione governativa pari a 20.000
euro».
E' stato presentato un emendamento di riscrittura
dell'emendamento presentato dall'onorevole Rinaldi, 66.6R. Gli
uffici mi dicono che è sostitutivo del suo, onorevole Rinaldi.
Il parere del Governo?
GUCCIADI, assessore per la Salute. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
CIANCIO. Chiedo ai firmatari di illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole D'Asero per
illustrare l'emendamento 66.6R.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo emendamento
prevede nella sostanza una norma che di fatto, a livello nazionale,
ha già definito queste procedure, cioè a dire le cosidette sedi
provvisorie, dove gli operatori in assegnazione provvisoria che
esercitano questa attività in funzione dei requisisti posseduti a
quella data, hanno da tempo in esercizio questa attività. Quindi,
attraverso questa norma gli si consente di continuare nella
attività e nella titolarità, così come appunto vuole e prevedeva la
norma.
Evidentemente trattasi di casi in cui chi ha la titolarità deve
avere il requisito di legge che a quella data possiede, che già da
più di cinque anni, di sette anni, di dieci anni è già presente in
quella realtà, e quindi di fatto vuole essere una definitiva
possibilità di prosecuzione dell'attività.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pongo in votazione l'emendamento
66.6R, degli onorevoli D'Asero ed altri.
CAPPELLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 66.6R
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 66.6R.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 39
L'Assemblea non è in numero legale; pertanto la seduta è rinviata
di un'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 18.05, è ripresa alle ore 19.00)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'articolo 66 è
accantonato.
Si passa all'articolo 58. Ne do lettura:
«Art. 58
Modifiche all'articolo 10 della legge regionale 17 marzo
2016, n. 3
in materia di organo di revisione
1. L'articolo 10 della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3
e successive modifiche ed integrazioni è sostituito dal
seguente:
Art. 10
Organo di revisione economico-finanziaria degli enti locali
1. Negli enti locali della Regione la revisione economico-
finanziaria è svolta da un collegio di revisori dei conti,
composto da tre membri, scelto con le modalità di cui al
presente articolo. Nei comuni con popolazione fino a 5.000
abitanti e nelle unioni di comuni la revisione economico-
finanziaria è svolta da un solo revisore dei conti.
2. In conformità alle disposizioni di cui all'articolo 16,
comma 25, del decreto legge 13 agosto 2011, n. 138,
convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre
2011, n. 148, i revisori dei conti degli enti locali sono
scelti mediante estrazione a sorte tra i professionisti
residenti in Sicilia, iscritti nel registro dei revisori
legali di cui al decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39,
nonché tra gli iscritti all'ordine dei dottori
commercialisti e degli esperti contabili, che siano iscritti
all'elenco di cui al successivo comma 10 e che abbiano
richiesto di partecipare alla procedura di scelta
dell'organo di revisione dell'ente locale e siano in
possesso dei seguenti requisiti:
a) fascia 1 - Comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti:
1) iscrizione da almeno due anni nel registro dei revisori
legali o all'ordine dei dottori commercialisti e degli
esperti contabili;
2) conseguimento, nell'anno precedente, di almeno 10
crediti formativi riconosciuti dai competenti ordini
professionali e da associazioni rappresentative dei revisori
riconosciute a livello nazionale, per aver partecipato a
corsi e/o seminari formativi in materia di contabilità
pubblica e gestione economica e finanziaria degli enti
territoriali i cui programmi di approfondimento ed i
relativi test di verifica siano stati preventivamente
condivisi con il Ministero dell'Interno;
3) avere svolto almeno un incarico di revisore dei conti
presso enti locali della durata di tre anni;
b) fascia 2 - Comuni con popolazione superiore a 5.000
abitanti e fino a 15.000 abitanti:
l) iscrizione da almeno cinque anni nel registro dei
revisori legali o all'ordine dei dottori commercialisti e
degli esperti contabili;
2) conseguimento, nell'anno precedente, di almeno 10
crediti formativi riconosciuti dai competenti ordini
professionali e da associazioni rappresentative dei revisori
riconosciute a livello nazionale, per aver partecipato a
corsi e/o seminari formativi in materia di contabilità
pubblica e gestione economica e finanziaria degli enti
territoriali i cui programmi di approfondimento ed i
relativi test di verifica siano stati preventivamente
condivisi con il Ministero dell'Interno. Nella composizione
del Collegio dei Revisori della fascia 2 un solo componente
può essere al primo incarico. Gli altri due devono aver
svolto almeno un incarico, della durata di tre anni, di
revisore dei conti presso enti locali;
c) fascia 3 - Comuni con popolazione superiore a 15 .000
abitanti:
1) iscrizione da almeno dieci anni nel registro dei
revisori legali o all'ordine dei dottori commercialisti e
degli esperti contabili;
2) avere svolto almeno due incarichi di revisore dei conti
presso enti locali, ciascuno per la durata di tre anni;
3) conseguimento, nell'anno precedente, di almeno 10
crediti formativi riconosciuti dai competenti ordini
professionali e da associazioni rappresentative dei revisori
riconosciute a livello nazionale, per aver partecipato a
corsi e/o seminari formativi in materia di contabilità
pubblica e gestione economica e finanziaria degli enti
territoriali i cui programmi di approfondimento ed i
relativi test di verifica siano stati preventivamente
condivisi con il Ministero dell'Interno.
3. Al fine della scelta del revisore o del collegio dei
revisori, ciascun comune, entro il termine di due mesi
anteriori alla scadenza dell'organo di revisione, emana un
avviso da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale della Regione
siciliana per un periodo non inferiore a 30 giorni, nel sito
istituzionale dell'ente locale ed in quello del Dipartimento
regionale delle autonomie locali. Nel caso di rinuncia o
cessazione, per qualsiasi causa, dall'incarico del revisore
o di un componente del collegio, il comune emana l'avviso di
cui al presente comma entro 15 giorni dalla cessazione
dall'incarico medesimo.
4. L'estrazione a sorte è effettuata pubblicamente, alla
presenza del segretario comunale, in una seduta del
consiglio comunale da svolgersi entro 45 giorni dalla data
di scadenza dell'organo di revisione.
5. L'inosservanza dei termini di cui ai commi 3 e 4
comporta, previa diffida con termine ad adempiere, la nomina
di un commissario ad acta ai sensi dell'articolo 24 della
legge regionale 3 dicembre 1991, n. 44 e successive
modifiche ed integrazioni.
6. Nei collegi dei revisori le funzioni di presidente sono
esercitate dal componente che ha svolto il maggior numero di
incarichi di revisore presso enti locali e, a parità di
incarichi, tali funzioni sono assunte da colui che le ha
esercitate nell'ente di maggiore dimensione demografica.
7. Ciascun revisore non può assumere complessivamente più
di otto incarichi, tra i quali non più di quattro incarichi
in comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti, non
più di tre in comuni con popolazione compresa tra i 5.000 ed
i 99.999 abitanti e non più di uno in comune con popolazione
pari o superiore a 100.000 abitanti. Le province sono
equiparate ai comuni con popolazione pari o superiore a
100.000 abitanti e le comunità montane ai comuni con
popolazione inferiore a 5.000 abitanti.
8. L'affidamento dell'incarico di revisione è subordinato
alla dichiarazione, resa nelle forme di cui alla legge 4
gennaio 1968, n. 15, e successive modifiche ed integrazioni,
con la quale il soggetto attesta il rispetto dei limiti di
cui al comma 7.
9. In sede di prima applicazione e cioè sino al 31 dicembre
2017, nelle more dell'effettivo avvio del procedimento di
cui al presente articolo, in luogo dei crediti formativi di
cui alle lettere a), b) e c) del comma 2 per tutte le fasce
di comuni, i richiedenti devono avere conseguito, nell'anno
precedente, almeno 10 crediti formativi riconosciuti dai
competenti ordini professionali e da associazioni
rappresentative dei revisori riconosciute a livello
nazionale, per aver partecipato a corsi e/o seminari
formativi in materia di contabilità pubblica e gestione
economica e finanziaria degli enti territoriali.
10. All'articolo 57 della legge 8 giugno 1990, n. 142, come
introdotto dall'articolo 1, comma 1, lettera i), della legge
regionale 11 dicembre 1991, n. 48, e successive modifiche ed
integrazioni, sono apportate le seguenti modifiche:
a) il comma 2 è soppresso;
b) al comma 3 le parole e sono rieleggibili per una sola
volta sono soppresse;
11. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore
della presente norma l'Assessorato regionale delle autonomie
locali e della funzione pubblica istituirà un elenco,
accessibile dal proprio sito internet, sul quale dovranno
essere censiti tutti i revisori dei conti che intendono
partecipare alle estrazioni. In tale elenco oltre le
generalità di ciascun revisore dovranno essere riportati i
crediti conseguiti in ciascun anno e gli incarichi già
svolti o in corso di svolgimento. L'aggiornamento di detto
elenco è operato entro il 31 gennaio di ciascun anno a cura
di ciascun revisore o al verificarsi di eventi
modificativi».
Si procede con l'emendamento 58.6.
DI GIACINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
condivido quanto fatto dal segretario con la riserva sulla lettera
d) perché, praticamente, dice salvo diversa disposizione del
Regolamento comunale .
Quindi il Regolamento può aumentare e può fare cose diverse
rispetto a quello che diciamo nella norma. Per cui, condivido
questo aspetto, fermo restando il numero degli incarichi perché,
che cosa facciamo? Noi aumentiamo in questa norma il numero degli
incarichi rispetto a quelli che sono in questo momento. Li portiamo
a 8. Sono divise per fasce: 4 fino a 5 mila abitanti, 3 da 5 mila a
100 mila abitanti ed 1 superiore a 100 mila abitanti, per cui ci
adeguiamo a quella che è una normativa nazionale. Per cui, se
possibile, approviamolo.
PRESIDENTE. Però, con un subemendamento che sopprime la lettera
d).
DI GIACINTO. Va bene, perfetto.
PRESIDENTE. Comunico che la Commissione ha presentato il
subemendamento 58.6.1 che sopprime la lettera d). Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento di riscrittura 58.6 nel testo
risultante. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 87. Ne do lettura:
«Articolo 87
Regolarizzazione istanza di pensione personale regionale
1. I dipendenti dell'amministrazione regionale, in possesso dei
requisiti previsti dall'art. 52 della legge regionale 7 maggio
2015, n. 9, che hanno presentato domanda di pensionamento entro i
termini indicati dall'art. 52, comma 3 e 5, della legge regionale 7
maggio 2015, n. 9, come modificati dall'articolo l, comma 8, della
legge regionale 10 luglio 2015, n. 12, non accolta per
irregolarità, possono regolarizzarla entro 60 giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge».
Essendo stati presentati emendamenti soppressivi, si vota il
mantenimento dell'articolo.
GRECO GIOVANNI. Chiedo la verifica del numero legale. Ora basta
PRESIDENTE. Allora onorevole Greco, sto facendo quelli dove non ci
sono difficoltà.
GRECO GIOVANNI. Chiedo la verifica del numero legale. Presidente
mi dia la possibilità di applicare il Regolamento
DI GIACINTO. Accantoniamolo.
PRESIDENTE. No, non è un problema di accantonamento, questo
articolo era senza emendamenti.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Richiesta di verifica del numero legale
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, invito gli onorevoli deputati a registrare la loro
presenza con la scheda di votazione.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può pigiare
qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la verifica.
Risultato della verifica
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 23
L'Assemblea non è in numero legale. Gli onorevoli Cordaro e
D'Asero erano presenti.
Onorevoli colleghi, non possiamo continuare con questo clima, lo
dico con la massima chiarezza
PANEPINTO. Non possiamo essere ostaggio dell'onorevole Greco
PRESIDENTE. No, no, noi siamo ostaggio degli assenti, onorevole
Panepinto Non siamo ostaggio dei presenti che chiedono il numero
legale
(Applausi)
Senza differenziazione dei Gruppi, non possiamo chiedere questo.
Così come non potremo chiedere a chi fa l'opposizione di essere
presente al momento dell'approvazione del Rendiconto, che è l'unico
vero problema in questo momento.
GRECO GIOVANNI. Sarò presente.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, così come era stato
previsto, fra cinque minuti esatti cominciano i lavori della
commissione bilancio, pertanto, vi invito a venire ad assistere.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che oggi la Commissione
Regolamento ha esitato la modifica del Regolamento interno
dell'Assemblea, l'adeguamento alla riduzione dei parlamentari. La
seduta, pertanto, sarà rinviata a martedì, 1 agosto 2017, alle ore
16.00, per riprendere con l'esame del collegato . Mercoledì
dovremmo trattare, ci siamo intesi con il Presidente della
Commissione, l'Assestamento ed il Rendiconto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
La seduta, è rinviata a martedì, 1 agosto 2017, alle ore 16.00,
con il seguente ordine del giorno:
I- COMUNICAZIONI
II-RENDICONTO DELLE ENTRATE E DELLE SPESE DELL'ASSEMBLEA REGIONALE
SICILIANA PER L'ANNO FINANZIARIO 2016 ( Doc. n. 153)
Relatori i deputati Questori
III-DISCUSSIONE DELLE PROPOSTE DI MODIFICA AL REGOLAMENTO INTERNO
DELL'ASSEMBLEA (Doc. V)
Relatore : il Presidente
IV-DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2017.
Legge di stabilità regionale. Stralcio I . (n. 1276
Stralcio I/A) (Seguito)
Relatore di maggioranza: on. Vinciullo
Relatore di minoranza: on. Cancelleri
V- DISCUSSIONE, AI SENSI DELL'ART. 68 BIS DEL REGOLAMENTO INTERNO,
DEL DISEGNO DI LEGGE:
Norme in materia di Consorzio autostrade siciliane (CAS) . (n.
1276/A Stralcio III) (Seguito)
VI-DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Istituzione dei nuovi parchi archeologici in Sicilia e
modifiche alla legge regionale 3 novembre 2000, n. 20. (n.
1212/A)
Relatore: on. Greco Marcello
2) - Legge di modifica dell'articolo 8 della legge regionale 23
dicembre 2000, n. 30. Variazione di denominazione dei comuni
termali. (n. 843/A)
Relatore: on. Mangiacavallo
3) - Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento della
Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante
'Riconoscimento e tutela della minoranza linguistica gallo-italica
ai sensi della Legge 15 dicembre 1999, n. 482.' (n. 1229/A)
Relatore: on. Greco Marcello
4) - Norme per il riconoscimento e la promozione delle attività
artistiche di strada. (n. 1221/A)
Relatore: on. Greco Marcello
5) - Legge regionale 23 dicembre 2000, n. 30 e D.P. 24 marzo
2003, n. 8. Progetto di variazione territoriale finalizzato
all'aggregazione al Comune di Grammichele di parte di territorio e
di popolazione del Comune contermine di Mineo (c.da Saie). (n.
1266/A)
Relatore: on. Siragusa
6) - Interventi a sostegno dei soggetti con Disturbi Specifici di
Apprendimento (DSA). (n. 1120/A)
Relatore: on. Panarello
7) - Valorizzazione del demanio trazzerale. (n. 349/A)
Relatore: on. Laccoto
8) - Codice etico per gli eletti a cariche pubbliche, per gli
amministratori e per i dipendenti della Regione Siciliana. (n.
854/A)
Relatore: on. La Rocca Ruvolo
La seduta è tolta alle ore 19.08
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio