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Resoconto d'Aula della Seduta n. 447 di mercoledì 09 agosto 2017
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   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


                   La seduta è aperta alle ore 11.16

   RAGUSA,  segretario, dà lettura del processo verbale della  seduta
  precedente, che non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il  preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto congedo,  per  la  seduta
  odierna, gli onorevoli Lombardo, Greco Giovanni e Federico.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


                        Sull'ordine dei lavori

   PRESIDENTE.  Invito il presidente della II Commissione,  onorevole
  Vinciullo,  a riferire rispetto ai lavori di ieri della Commissione
  visto  che  l'Assemblea  era  stata rinviata  per  consentire  alla
  Commissione  Bilancio  di esaminare la norma che riguardava il CAS.

   VINCIULLO,   presidente   della   Commissione   Bilancio.   Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,  ieri  sera   abbiamo
  lungamente  discusso sull'emendamento che era stato presentato  dal
  Governo e che era stato restituito dalla Commissione all'Assemblea.
   Alla  fine del lungo ragionamento durato ore,  - invito un  attimo
  il Governo a confermare

   PRESIDENTE. Invito i colleghi a prendere posto perché  il  Governo
  deve  seguire  l'andamento dei lavori. In  particolare  l'assessore
  Baccei e l'assessore Bosco, competente per ramo.

   VINCIULLO, presidente della Commissione Bilancio. Alla fine,  dopo
  tutta  una  serie  di ragionamenti, una serie  di  richieste  e  di
  chiarimenti da parte dei componenti della Commissione, il  Governo,
  per bocca del suo Presidente,  - però, invito l'assessore Baccei  a
  confermare  -,  si è impegnato a presentare un emendamento  al  ddl
   collegato   e di conseguenza siamo in attesa di verificare  questo
  emendamento che l'assessore alle infrastrutture dovrebbe concordare
  con  l'Assessore  per l'economia in maniera tale che  possa  essere
  presentato all'Aula in occasione appunto della discussione del  ddl
   collegato . Questo se i deputati lo riterranno opportuno e utile.
   Se  i deputati, invece, riterranno di individuare altre strade,  e
  l'altra  strada per essere chiaro, ed è quella che io  ritengo  più
  semplice  e  più  lineare, è quella di presentare l'emendamento  al
  disegno  di  legge che ancora è depositato presso questa Assemblea,
  credo  che, se tutti i colleghi sono disponibili, potremmo iniziare
  discutendo  questo disegno di legge sulla fusione fra CAS  e  ANAS.
  Forse  questo  potrebbe essere il metodo più semplice anche  perché
  sganciamo  il  disegno di legge sulla fusione fra CAS  e  ANAS  dai
  percorsi  del   collegato',  percorsi del   collegato'  -  che  non
  sfuggirà a nessuno - sono molto più difficili e tortuosi rispetto a
  una norma che si compone solo ed esclusivamente di un articolo.
   Per cui, assessore, riformulo la proposta.
   Ieri sera il Presidente della Regione aveva detto  presentiamo  un
  emendamento al ddl  collegato' .
   Io  Le  dico che presentare un emendamento al  collegato'  diventa
  una strada difficile, impervia, irta di difficoltà anche perché  il
  primo  è  l'onorevole Milazzo che mi ricorda che il   collegato'  è
  composto di 80 articoli.
   Per cui, io sarei dell'idea di iniziare la discussione sul disegno
  di legge su CAS e ANAS, se i colleghi sono d'accordo. Di presentare
  questo emendamento di riscrittura dell'articolo 1. Siccome trattasi
  solo ed esclusivamente di un articolo potremmo fare tutto nel breve
  volgere di qualche minuto.
   Poi  se i deputati, il Governo, la maggioranza pensate invece  che
  occorra presentare un emendamento al  collegato' così come ha detto
  il  Presidente della Regione, la Commissione  Bilancio  non può non
  prenderne atto e di conseguenza noi ci adegueremo alla volontà  del
  Governo,  che è quello che in questo caso ha potestà nel presentare
  l'emendamento, e daremo parere favorevole o negativo secondo quello
  che verrà presentato dal Governo.
   Però la cosa importante è che questa mattina, secondo me, dobbiamo
  stabilire un percorso che mette in salvo il disegno di legge su CAS
  e  ANAS  e  non  lo  espone a quelli che poi  potrebbero  essere  i
  contrasti che sul  collegato' e sul disegno di legge sulle province
  potrebbe da qui a qualche minuto scoppiare.

   MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Prima  di  dare  la  parola  all'onorevole   Giuseppe
  Milazzo,  io  vorrei sentire il Governo su questo punto  perché  il
  Presidente Vinciullo nel riferire l'andamento dei lavori di ieri in
  Commissione  ha fatto presente che il Governo, in quella  sede,  si
  era   impegnato   a   presentare  un  emendamento   al   cosiddetto
   collegato ,  ma  fa  anche presente la  seconda  opzione  cioè  di
  procedere  con l'esame da parte dell'Aula del disegno di legge  che
  riguarda il CAS.
   Questa  seconda  opzione  è  preclusa non  avendo  la  Commissione
   Bilancio   reso  il  parere  l'Aula  non  è  nelle  condizioni  di
  procedere nell'esame del disegno di legge sul CAS. Quindi,  l'unica
  via  che  resta  è, se il Governo conferma di volere presentare  un
  emendamento al disegno di legge stralcio n. 1276 questo lo possiamo
  fare,  oppure  la  Commissione  Bilancio  deve dare  il  parere  al
  disegno di legge sul CAS.
   Quindi, io vorrei sentire prima il Governo.
   Do, comunque,  la parola all'onorevole Giuseppe Milazzo.

   MILAZZO  GIUSEPPE.  Signor Presidente, oggi che  sono  animato  di
  buona volontà, non volete farmi parlare.
   Presidente Vinciullo, onorevole Panepinto, se la volontà è  quella
  di  trattare il ddl  collegato  e fare un buon lavoro, cioè evitare
  di  incartarsi su norme  inarrivabili' che ci esporrebbero a lunghi
  dibattiti, se ci fermiamo un attimo e la Commissione  se è in grado
  di riassumere un lavoro di sintesi con un emendamento dove inserire
  anche  questa norma e le cose importanti, noi ce ne possiamo uscire
  -  diciamo  -   in modo spedito e se l'emendamento  lo  propone  la
  Commissione non c'è bisogno che dia il parere perché lo produce  la
  Commissione  stessa, purché onorevole Vinciullo,  io  glielo  dico,
  tutti gli altri emendamenti aggiuntivi, al di fuori del lavoro  che
  predisporrebbe  la Commissione  Bilancio , vengano tutti  scartati,
  cioè  la  Commissione  fa  un lavoro di sintesi  concordato  con  i
  Capigruppo,  torna in Aula col documento, l'Assemblea  si  esprime,
  vediamo le cose che servono ai siciliani, quelle vere, li infiliamo
  tutti  là  dentro  si  fa  un  unico  dibattito  e  ce  ne  usciamo
  velocemente.
   Se  invece, signor Presidente, il tema è proprio questo,  cioè  si
  può  accorciare  un  percorso parlamentare, se  questo  percorso  è
  svolto nell'interesse reale della collettività.
   Se  noi  dobbiamo  fare a ogni singolo articolo:  «vediamo  quando
  siamo presenti in 41, vediamo quando arrivano i nostri amici che ci
  votano  le cose», noi di qua non ce ne usciamo e faremo un  cattivo
  servizio all'Aula e ai siciliani.
   Quindi, io spero che il Presidente Vinciullo, la Commissione  e  i
  Capigruppo sappiano riassumere in questa proposta della Commissione
  -  vedo che l'onorevole Cordaro già si è messo in movimento - se  i
  Capigruppo  con la Commissione possono sinteticamente  produrre  un
  unico documento per superare alcune emergenze.

   PRESIDENTE.  Sono  iscritti a parlare gli onorevoli  Di  Giacinto,
  Cordaro e Vullo. Ha facoltà di parlare l'onorevole Di Giacinto.

   DI  GIACINTO. Signor Presidente, Governo, colleghi, io mi sento un
  poco così.
   Ieri  sera ho partecipato fino ad oltre le 21,00  alla Commissione
   Bilancio  e che io mi ricordi doveva essere presentato un qualcosa
  in Commissione un emendamento per la copertura finanziaria rispetto
  al  CAS  ANAS,  stamattina apprendo che il percorso è completamente
  cambiato  cioè  che qualcuno dovrebbe presentare un emendamento  al
  ddl   collegato ,  guardi Presidente che non  è  così,  nessuno  si
  permetta a presentare emendamenti al ddl  collegato perché è da sei
  mesi  che  la  Commissione Bilancio lavora affinché  si  trovi  una
  soluzione, sei mesi e carte alla Commissione bilancio non  ne  sono
  arrivate fino a ieri sera.
   La  Commissione   Bilancio  non è in grado fino  a  stamattina  di
  sapere  quale  è  il  capitale netto quale è il capitale  che  deve
  andare  ad  essere sottoscritto e quello che abbiamo  chiesto  ieri
  sera.
   Ieri  sera  dice che dovevano fare una ricognizione e dirci  quale
  era  il  capitale netto per capire quale è il capitale sociale  che
  questa  società  in trasformazione deve andare a sottoscrivere.  Ma
  fin  a quando non arrivano queste carte perché dobbiamo mettere  un
  emendamento  aggiuntivo che addirittura dovrebbe  sottoscrivere  la
  Commissione bilancio. Ma di che cosa stiamo parlando?
   Io  non  ho  nulla contro il CAS e l'ANAS ma voglio chiarezza,  lo
  fatto  ieri sera in Commissione  Bilancio  e lo rifaccio  oggi  qua
  fin quando non arrivano le carte che ci diano chiarezza su quale  è
  il  percorso  guardate che non è facile che questo argomento  passi
  neanche  in  Aula,  ma,  ripeto, non  perché  c'è  qualcuno  che  è
  contrario  alla fusione ma vogliamo capire che cosa ci guadagna  la
  Regione  e soprattutto che cosa ci guadagna l'ANAS e ancor  di  più
  che cosa ci guadagnano i siciliani.
   Fin  quando  non  c'è  questa chiarezza, io  da  componente  della
  Commissione   Bilancio    vi comunico che sono  contrario  per  cui
  nessuna  operazione che si faccia così, si faccia in Aula,  celata,
  non  celata  guardate che - ripeto - è sei mesi che in  Commissione
  chiedo  personalmente  dei documenti che  non  mi  sono  stati  mai
  consegnati.


   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  ha  chiesto  congedo,  per  la  seduta
  odierna, l'onorevole Malafarina .
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


                        Sull'ordine dei lavori

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Cordaro.  Ne  ha
  facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi io devo rassegnarle
  tre  considerazioni,  che  riguardano  tre  argomenti  diversi  ma,
  assolutamente, collegati l'uno con l'altro.
   Il  primo  argomento riguarda, proprio, il tema  trattato  fino  a
  questo momento. Presidente Lupo, forse i colleghi della Commissione
   Bilancio  non hanno avuto il coraggio di esprimersi compiutamente,
  nel   senso   che   hanno  voluto  utilizzare  un  tono,   diciamo,
  politicamente corretto
   Siccome  ho  avuto  modo di partecipare, anche, ad  alcune  sedute
  della Commissione  Bilancio , le devo dire - con molta franchezza -
  che  per  quello  che  è  stato  prodotto  in  Commissione,  se  la
  Commissione  Bilancio  dovesse essere chiamata a dare un parere sul
  CAS-ANAS  l'unico parere potrebbe essere un parere  contrario,  per
  quello che, allo stato, hanno avuto possibilità di consultare.
   Quindi,  questo è corretto che lo si sappia perché  finiremmo  per
  farci  del male inutilmente, e perché è giusto che non ci  sia  una
  volontà  di  assumersi  una  responsabilità  politica,  oltre   che
  amministrativa, sulla base di quel nulla che è stato prodotto, come
  ha  detto qualche collega che è intervenuto prima di me, su  questo
  tema. Vorrei che la Presidente ne prendesse atto.
   Punto   numero   due.  Abbiamo  valutato,  Presidente   Lupo,   in
  Commissione  Antimafia  una interpretazione autentica di una  norma
  che  riguarda   l'articolo  3  della Legge  n.  15  del  2008,  una
  interpretazione autentica proposta, fra gli altri,  anche  da  lei,
  Presidente  Lupo,  assolutamente apprezzabile, che  la  Commissione
  Antimafia  ha  fatto propria e, dopo un'istruttoria  pregevole  del
  collega  onorevole,  avvocato  Stefano  Pellegrino,  questa  norma,
  questa interpretazione autentica è pronta per l'Aula.
   Quindi, la Commissione  Antimafia  la sta inviando, perché  seppur
  tecnicamente  si  può  configurare o, probabilmente,  è  norma  non
  pertinente con quelle già all'ordine del giorno, noi riteniamo  che
  potrebbe  ben  essere  inserita,  eccezionalmente,  ma  in  maniera
  assolutamente trasparente, nel ddl  collegato  perché si tratta  di
  una   norma   che  sana  un  vulnus  precedente,   perché   abbiamo
  introdotto,  in buona sostanza, oltre all'imprenditore danneggiato,
  di  cui  all'articolo  3 della legge che ho  appena  citato  -  che
  riguarda,  appunto, le zone franche della legalità e i  benefit  di
  carattere  erariale  e  fiscale  a favore  degli  imprenditori  che
  denunciano  -  abbiamo  allargato lo spettro  anche  alle   persone
  danneggiate',  in modo che anche il soggetto che dovesse  ricevere,
  seppur  non direttamente l'imprenditore, la minaccia o la richiesta
  di  estorsione,  consentirebbe, questo  tipo  di  meccanismo  e  di
  integrazione,  di  interpretarlo in maniera  tale  da  dare  sempre
  all'imprenditore,   che   poi  è  il  titolare   dell'impresa,   la
  possibilità a seguito di un rinvio a giudizio di costituirsi  parte
  civile. E quindi, signor Presidente, le chiedo priorità per  questa
  norma prima che la sessione si chiuda.
   Infine signor Presidente, noi, ieri sera, ci siamo lasciati con la
  sospensione sulla trattazione del ddl   collegato . Io le chiederei
  di  proseguire, in maniera ordinata, la Seduta. Continuiamo sul ddl
  Scollegato , credo che ci siano le condizioni per esitarlo, dopo di
  che  passiamo  al  disegno  di  legge  sulle  Province,  questa   è
  l'indicazione del mio Gruppo parlamentare, dopo di che  vediamo  se
  ci sono altre norme  trattabili', fermo restando, Presidente Lupo -
  e questo per noi è una valutazione di principio -, che in ogni caso
  il  voto  finale dovrà essere unico per tutti i disegni  di  legge,
  così come è stato concordato ieri con la Presidenza.

   PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, rispetto all'emendamento di cui lei
  parlava  lo  stesso dovrebbe essere formalizzato o  dal  Governo  o
  dalla Commissione, l'emendamento dell'interpretazione autentica.
   Per  quanto  riguarda  il  CAS, io ho molti  colleghi  iscritti  a
  parlare  e  non  ho difficoltà a dare loro la parola.  Voglio  solo
  precisare  che,  al  momento, il Governo non  ha  presentato  alcun
  emendamento,   quindi  non  vorrei  che  aprissimo   un   dibattito
  sull'ordine  dei lavori nell'ipotesi che il Governo  presentasse  e
  poi il Governo, magari, non formalizzerà mai l'emendamento.
   Se  dobbiamo  proseguire con gli interventi, toccava all'onorevole
  Vullo,  che  si era iscritto in apertura di seduta. A  seguire  gli
  onorevoli Panarello, Picciolo, Ragusa, Panepinto, Laccoto.
   E'  iscritto a parlare il presidente della Commissione,  onorevole
  Vinciullo. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO,   presidente   della   Commissione   Bilancio.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, assessori.  Ho  ascoltato  con  la
  dovuta  attenzione, Presidente Lupo, quello che lei ha  detto  però
  vorrei ricordare che, e mi rivolgo anche agli uffici per vedere  se
  gli  uffici, il Segretario generale, possono aiutarci a trovare una
  soluzione  corretta  e veloce. Decorsi dieci giorni  il  parere  si
  intende  reso,  e dall'ultimo emendamento presentato  dal  Governo,
  cioè  il  Governo ha presentato quattro emendamenti in  Commissione
   Bilancio   ma  dall'ultimo emendamento presentato dal  Governo,  i
  dieci  giorni  sono ampiamente decorsi, per cui io  non  credo  che
  questo possa essere un ostacolo il fatto che la Commissione non  ha
  reso parere. La Commissione non ha reso parere però sono decorsi  i
  dieci  giorni,  del  resto,  come  vede,  c'è  una  situazione   di
  difficoltà  che ci impedisce di potere, alla Commissione,  dare  la
  possibilità di pronunciarsi.
   In  più vorrei ricordare che nell'ultimo emendamento presentato da
  parte   del  Governo  non  è  previsto  alcun  impegno,   anzi,   è
  espressamente negata la possibilità che vi siano impegni di nuove e
  maggiori  risorse  per  cui  cade  anche  la  possibilità  per   la
  Commissione  di  esprimersi  dal  momento  che  non  dobbiamo  dare
  copertura  finanziaria su nulla. Cioè il Governo in  pratica  dice:
  «non  occorre  copertura»,  di conseguenza,  se  avesse  presentato
  questo emendamento in IV
  Commissione, non l'avreste mai mandato in II Commissione,  per  cui
  l'ultima proposta del Governo, laddove il Governo dice  non occorre
  nessuna  copertura'  fa  venire meno anche la  possibilità  per  la
  Commissione  di  pronunciarsi. Su cosa mi devo  pronunciare  se  il
  Governo dice  non occorrono nuovi e maggiori impegni di spesa'?  Lo
  dice ampiamente.
   Per  cui veda signor Presidente, sempre nel rispetto della volontà
  dei  deputati,  io sarei dell'idea che i termini  per  iniziare  la
  discussione   di   questo  disegno  di  legge   e   per   collegare
  l'emendamento del Governo che proporrà in Aula così come ieri  sera
  ha  detto il Presidente a questo disegno di legge, ci siano  tutti.
  E'  anche un modo perché venga rispettata la volontà del Parlamento
  che   dice   non   ci  sono  emendamenti  aggiuntivi,   altrimenti,
  giustamente  ha  ragione  l'onorevole Milazzo,  apriamo  una  nuova
  partita in cui all'interno del  collegato' potrebbe entrare tutto.
   Quindi,  io  mi  appello  agli  uffici  e  a  lei  Presidente  per
  verificare se è possibile percorrere questa strada. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Vullo.  Ne  ha
  facoltà.

   VULLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo  solo
  ed  esclusivamente per esternare le mie rimostranze nei  confronti,
  perché  non  lo vede, ieri il Presidente Ardizzone è stato  di  una
  bravura  incommensurabile, perché l'onorevole Milazzo  arrivato  ad
  una  certo  punto della discussione chiede l'inversione dell'ordine
  del  giorno,  se non erro il Presidente Ardizzone dichiara  di  far
  parlare due a favore e due contro, mentre questi due che parlano  a
  favore e questi due che dovrebbero parlare contro si inseriscono in
  questa  discussione  alcuni presidenti di  Commissione.  Ieri,  non
  facendo  votare questa inversione di ordine del giorno, i  deputati
  di  questo  Parlamento  si  sono dimenticati  di  parlare  solo  ed
  esclusivamente  di  quella  riunione  che  c'è  stata  a  Lima  per
  discutere  la vicenda che purtroppo in questi giorni sta investendo
  il Venezuela.
   E  allora,  ieri  abbiamo perso, Presidente Lupo, l'occasione  per
  votare  un  disegno  di legge che era quello  delle  Province  che,
  magari  a  qualcuno  non  piacerà ma, sicuramente  gran  parte  dei
  deputati  che  sono presenti,  - magari qualcuno che sa  utilizzare
  meno  i  social e quant'altro -, molti deputati che parlano  con  i
  cittadini,  che  parlano  con  le  scuole,  che  parlano  con   gli
  imprenditori,  che  si rendono conto di quello che  è  successo  in
  questi quattro anni.
   Ed  allora,  dal  mio  punto di vista,  ieri,  è  stato  bravo  il
  Presidente  Ardizzone,  abbiamo perso l'occasione  per  votare  una
  legge  che  io  ritengo una legge importante, che  è  quella  delle
  Province.
   Non vorrei che qualcuno pensasse che questa legge non debba essere
  votata e non vorrei che qualcuno facesse in modo che questo disegno
  di  legge, che ritengo un disegno di legge democratica, non venisse
  votata.


   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


                                Congedi

   PRESIDENTE.   Comunico  che  gli  onorevoli  Zafarana,   Tancredi,
  Gucciardi,  Di  Pasquale e Cracolici hanno chiesto congedo  per  la
  seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


                        Sull'ordine dei lavori

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Panarello.  Ne  ha
  facoltà.

   PANARELLO. Signor Presidente, sono d'accordo con la sua proposta a
  proposito  del  CAS, e cioè, visto che c'è stata  una  discussione,
  ieri sera in Commissione e, come ricordava il Presidente Vinciullo,
  il  Governo si è impegnato a presentare un emendamento che  tenesse
  conto  degli  argomenti  che  ha usato la  Commissione   Bilancio ,
  bisognerebbe sollecitare il Governo a presentare questo emendamento
  e discuterlo.
   Io,  naturalmente, conoscendo la situazione del CAS,  che  essendo
  un'azienda  importante  non può essere diretta  come  se  fosse  un
  dipartimento   della  Regione,  questo  mette  in  discussione   la
  possibilità di offrire un servizio efficiente, mette in discussione
  la  possibilità  di utilizzare efficacemente il personale,  ritegno
  che  l'ipotesi  di  una  società assieme all'ANAS,  sia  un'ipotesi
  positiva  perché  consentirebbe al CAS di  avere  una  prospettiva,
  perché   in   queste  condizioni,   -  lo  dico  ai  colleghi   che
  legittimamente hanno sollevato obiezioni -, quella azienda non  può
  funzionare, non può erogare un servizio efficiente e  non  può,   -
  diciamo così -, soddisfare le aspirazioni di sviluppo e di mobilità
  efficiente per il popolo siciliano. Questo è il tema. Questo  è  il
  tema,  dopodiché  ci  saranno aspetti  che  riguardano  i  bilanci,
  l'operazione, e così via dicendo.
   Io  ho sempre immaginato che trattandosi di due enti pubblici, che
  l'operazione sarà inevitabilmente trasparente, avviare le procedure
  è  una cosa sensata, dopodiché, ripeto, il tema adesso è trasferito
  al  testo  dell'emendamento  che  il  Governo  si  è  impegnato   a
  presentare  e che io sono per valutare ed eventualmente  approvare,
  se va in questa direzione.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Picciolo.  Ne  ha
  facoltà.

   PICCIOLO.  Signor Presidente, assessori, Governo, è ovvio  che  il
  tema  del  CAS  appassioni  molto  quest'Aula  ma,  anche  ieri  in
  Commissione  alla quale ho partecipato, il Presidente Vinciullo  ha
  dimostrato una disponibilità di massima da parte della Commissione,
  avendo  i  documenti contabili richiesti, di poter procedere  verso
  questo  inizio  di fusione, come ieri hanno detto  il  Governo,  il
  Presidente e l'assessore.
   E'  ovvio,  però, che il tema,  - cari commissari, caro Presidente
  Vinciullo,  caro  collega Di Giacinto -,  che  voi  ponete  ha  una
  rilevanza  economica e contabile. E' anche vero, però,  che  mentre
  noi   discutiamo,   mentre  l'ANAS  offre  questa    ciambella   di
  salvataggio   al CAS dal punto di vista economico, perché  è  sotto
  gli  occhi  di  tutti che il bilancio del CAS non sia  messo  nelle
  migliori  condizioni, vuoi per anni di mala  gestio,  vuoi  per  un
  depauperamento  periodico del personale,  vuoi  per  le  condizioni
  delle autostrade gestite dal CAS che si sono gravemente deteriorate
  negli  anni  e,  quindi,  gli utili che  vengono  dall'incasso  dei
  caselli   autostradali  e  dai  pagamenti  dei  pedaggi  non   sono
  sufficienti  per la manutenzione straordinaria di  questo  ente,  è
  chiaro  che  questa fusione, da quello che diceva ieri l'assessore,
  da  quello  che diceva il Presidente della Regione, è a costo  zero
  per le casse regionali e tutela i dipendenti che hanno il contratto
  con le autostrade siciliane, con le autostrade nazionali, quindi un
  contratto  di categoria uguale per tutta Italia; tutela il  sistema
  infrastrutturale  perché  l'ANAS si  è  impegnata  a  fare  ingenti
  investimenti superiori a 500 milioni di euro, intervenendo  con  il
  50%  +1  del  capitale  sociale;  tutela  gli  utenti  che  avranno
  finalmente un consorzio efficiente ed una rete globale di trasporti
  su base regionale.
   A  mio  avviso è improvvido da parte nostra, come Governo  e  come
  Commissione, come organo istituzionale, che deve dare un parere  su
  questa  vicenda, rinviare ulteriormente e non affrontare,  come  si
  dice, il  toro per le corna .
   E'  impensabile  questo,  noi abbiamo il  dovere  di  valutare  le
  ricadute economiche ma, sicuramente, cari componenti, sono vantaggi
  per  il  bilancio della Regione. Quindi in una fusione nella  quale
  noi non mettiamo un euro, in cui non abbiamo alcuna responsabilità,
  che  è  un atto tra due società pubbliche, che tutela i lavoratori,
  che  tutela  gli utenti, che tutela le infrastrutture,  secondo  me
  andare  a  ridiscutere, creare le condizioni  per  una  difficoltà,
  mettere  ulteriore  carne al fuoco  per cercare di - legittimamente
  pure  - dilazionare, rinviare la soluzione di un problema o l'avvio
  di  un  problema,  come  ieri  in Commissione  si  era  deciso  con
  l'assessore,  con il Presidente della Regione, di dare  un  mandato
  perché  si  avviasse  questa procedura  ed  avendo  certezza,  poi,
  economica  di  documentare  l'Aula se si dovesse  riesprimere,  può
  essere  un  compromesso  legittimo. Però, ritengo  che  abbiamo  il
  dovere  di  dare risposte e che rinviare porterà soltanto ulteriore
  difficoltà  all'azienda  CAS, ulteriori  difficoltà  alla  Sicilia,
  ulteriori difficoltà ai siciliani.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Ragusa.  Ne  ha
  facoltà.

   RAGUSA.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   assessori,
  intervengo  in merito a questa proposta di fusione  tra  il  CAS  e
  l'ANAS  perché,  tempo  fa, il nostro assessore  Pistorio  presentò
  questa  proposta  che  non fu accolta forse  con  l'approfondimento
  giusto che va riversato a questo argomento.
   Mentre  noi  parliamo di fusione di ANAS e CAS c'è un fatto  molto
  importante  che sta avvenendo in un'arteria in costruzione,  che  è
  l'autostrada  Siracusa-Gela, dove molti addetti ai  lavori  e,  per
  essere  più  chiaro,  alcuni operai, vengono licenziati  perché  le
  aziende che stanno effettuando gli interventi non vengono pagati da
  parte  del  CAS.  E' un fatto importante, è un fatto  molto  grave,
  perché  è  un'arteria  che andrebbe a collegare  il  sud-est  della
  Regione  Sicilia,  è  un'arteria  che  serve  allo  sviluppo,  alla
  crescita,  ma queste cose non le dico io ma lo dicono un po'  tutti
  ma  mi  piace ribadire in questa Aula che una posizione  importante
  debba essere presa.
   Noi  veniamo  da un'esperienza di incontro fatta in  provincia  di
  Ragusa,  dove  i sindacati e la politica, i dirigenti politici  del
  provincia,  si sono raccolti per discutere di questo evento.  Bene,
  onorevoli  colleghi, è inutile raccontarvi il disagio e  l'amarezza
  che  c'era  in quell'aula perché le aspettative delle  aziende  che
  oggi  non  vengono  pagate  dal CAS  rischiano  di  fallire  e,  di
  concerto,  tutto  l'indotto, perché chi fornisce calcestruzzo,  chi
  fornisce manodopera, chi fornisce mezzi meccanici, chi fa movimento
  terra,  oggi  non  ha  percepito, a distanza  di  un  anno,  nessun
  centesimo da parte del CAS.
   Siccome qui grava una grande responsabilità politica, penso che il
  Governo  regionale,  nella figura del Presidente  della  Regione  e
  dell'Assessore competente, debbano prendere una decisione che metta
  nella condizione sia gli operai, sia l'indotto, sia le imprese, sia
  i  subappaltanti,  tutti  coloro  che  orbitano  intorno  a  questa
  autostrada  di  essere  pagati, aiutati e sostenuti  perché  voglio
  ricordare  a  me stesso che la prima fase basilare è l'occupazione,
  la  serenità delle famiglie. Poi vengono le infrastrutture che sono
  importanti  anch'esse, che servono alla Regione  siciliana.  Allora
  abbandoniamo  e  mettiamo da parte i facili interventi,  le  facili
  discussioni  e  cerchiamo  di  porre  una  risoluzione   utile   ed
  importante.
   E' chiaro poi che il CAS, che in questi anni ha dimostrato che non
  può  farcela  da solo, non è messo nelle condizioni  di  aiutare  e
  sostenere le infrastrutture siciliane, unirlo all'ANAS, accoppiarlo
  all'ANAS, potrebbe essere una soluzione ottimale.
   Mi fermo qui, caro Presidente, la ringrazio, ma tenga presente che
  su  questo  argomento  sto  molto attento.  Volevo  anche  invitare
  l'assessore Bosco, appena nominato assessore per le infrastrutture,
  come  ha già fatto, di proseguire con l'incontro che deve tenere  a
  Ragusa  per  dare  possibilità a chi oggi opera  all'interno  della
  infrastruttura di acquisire notizie e soprattutto di  poter  creare
  quelle opportunità che molte fatture ancora non sono state evase  e
  di essere messe in pagamento.

   PRESIDENTE.  Sono  iscritti a parlare l'onorevole  Panepinto  e  a
  seguire  l'onorevole  Laccoto. Ha facoltà  di  parlare  l'onorevole
  Panepinto.

   PANEPINTO. Signor Presidente, Governo, assessore Baccei, onorevoli
  colleghi,  mi  sembra  che  ieri con  un  dibattito  che  ha  visto
  confrontarci anche in maniera accesa, si era delineato un  percorso
  che poi ha avuto un seguito nella Commissione'Bilancio'.
   Nella  Commissione   Bilancio'  si  è  trovata  la  soluzione  che
  ricordava  bene  il  presidente  della  II  Commissione,  onorevole
  Vinciullo, ed è sostanzialmente la riscrittura della norma sul  CAS
  in  una  logica  autorizzatoria per  evitare  di  aprire  ulteriori
  dibattiti  in  termini  di una copertura finanziaria  che  non  può
  essere  data e non è necessaria alla luce del fatto che ad oggi  si
  autorizza  l'avvio  di  una  procedura di trasformazione.  Peraltro
  debbo dire, da quello che ho capito, che il CAS non è solo Regione,
  il  CAS vede pure gli enti locali, in quote minime, ma ci sono  gli
  enti locali che hanno procedure diverse da quelle di una società  o
  di un ente economico della Regione.
   Per  cui,  presidente Lupo, per evitare, senza che  questo  voglia
  impedire ai colleghi di parlare, proviamo a fare un'operazione.  Il
  Governo  riproponga la riscrittura della norma  in  modo  tale  che
  diventa  emendamento  sostitutivo  di  quello  già  incardinato  in
  quest'Aula, riprendiamo l'esame del  collegato' e quando il Governo
  è  pronto su questa norma, si continua sul CAS e chiudiamo.  Quello
  che  ci  eravamo detti ieri, non vedo l'onorevole Milazzo Giuseppe,
  vale a dire  collegato' o CAS, a seconda di quello che è pronto, il
  CAS non è pronto, quindi proseguiamo con il  collegato'.

   FORMICA. Sarà un emendamento al  collegato'

   PANEPINTO. Non so se il Governo vuole presentarlo come emendamento
  al   collegato'  o  come  riscrittura del  testo  già  incardinato.
  Facciamo decidere al Governo e alla Commissione, ma soprattutto  al
  Governo.
   Dopodiché iniziamo con il  collegato', andiamo poi sulle province,
  deciderà  lei  quando trattare il CAS, come trattarlo,  perché  non
  pensavo  che  restasse  il  disegno di  legge,  così  come  con  la
  riscrittura  del  Governo,  per  quello  che  ieri  sera,  con   il
  Presidente  della Regione, l'Assessore per le infrastrutture  si  è
  delineato  e  con la presenza dell'assessore Baccei e degli  uffici
  dei servizi finanziari della Regione e di questa Assemblea.
   Iniziamo  a  lavorare  sul   collegato ,  quando  lei  lo  ritiene
  trattiamo e approviamo il CAS, le province, e vediamo di  dare  poi
  il  voto finale a tutti e tre i testi legislativi, o due se saranno
  due, dopo avere chiuso.
   Penso  che  l'Aula sia in condizioni di lavorare,  se  iniziamo  a
  trattare gli argomenti, ci saranno norme approvate, norme bocciate,
  ma andiamo avanti in questa direzione.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a  parlare l'onorevole  Laccoto.  Ne  ha
  facoltà.

   LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io penso  che  noi
  dovremmo  cercare ora di andare avanti perché anche nella  giornata
  odierna  si potrebbero chiudere i lavori; non vedo perché  dobbiamo
  postargare  a  domani  dato che c'è anche la volontà  generale,  da
  parte di tutti di continuare con il  collegato .
   Io  ieri ho posto la questione del Consorzio autostrade perché non
  è  un  problema messinese, come qualcuno vuol fare comprendere.  Il
  problema del Consorzio autostrade è un problema che grava su  tutta
  la  Sicilia  perché il Consorzio è regionale ed  ha  una  refluenza
  importantissima su tutta la viabilità attuale e su  quella  che  si
  deve  costruire. Se voi, Assessore Baccei, guardaste un  attimo  la
  Messina-Palermo o le altre autostrade, vi accorgereste che ci  sono
  interruzioni  a piè sospinto che impediscono il normale  andamento,
  con  pericoli costanti in ogni tratto dell'autostrada. Sappiamo che
  l'ANAS,  fin  quando non vi sarà questa fusione, non  investirà  le
  somme  che  sono  già  destinate al Consorzio delle  autostrade  e,
  quindi,  con la fusione noi non facciamo un favore all'ANAS,  è  un
  possibilità  data  al Consorzio, e quindi alla Sicilia,  di  potere
  spendere quelle somme per investimenti che da lungo tempo giacciono
  nelle casse dell'ANAS e che non sono state investite.
   La  soluzione che hanno trovato ieri in Commissione Bilancio, alla
  presenza  del  Presidente  Crocetta e  dell'Assessore,  può  essere
  percorribile.  Il  problema  è che non bisogna  più  attardarsi  in
  questioni  anche burocratiche. Se questo può essere  fatto  con  un
  emendamento  che non comporta spese, nell'ambito del  Collegato,  e
  questa è la soluzione più semplice, la si faccia, ma andiamo avanti
  a  sbloccare una situazione che è per tutta la Sicilia.  Altrimenti
  noi  avremmo  il  fallimento del CAS, le somme  non  investite,  le
  interruzioni  che  restano sulle autostrade.  Abbiamo  anche  frane
  nelle autostrade che sono bloccate.
   Io  ritengo,  Presidente, che si possa continuare col  collegato ,
  alla  fine  il Governo, se presenterà questo emendamento,  che  non
  comporta  spese, perché questa è stata la soluzione per la Regione,
  può  essere  la  soluzione  che può essere fatta  nell'emendamento.
  D'altronde ieri si è deciso che collegato e province poi avranno un
  voto   finale   insieme,  quindi  cerchiamo  di  sbloccare   questa
  situazione e di chiuderla anche oggi.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a parlare l'onorevole  Sorbello.  Ne  ha
  facoltà.

   SORBELLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   ci   siamo
  attardati  già, da qualche mese, sulla decisione del  CAS  Sicilia,
  una  decisione che ormai è estremamente delicata perché non si  può
  rinviare più, non si può rimandare nemmeno di qualche giorno perché
  questo  Consorzio è in sofferenza estrema, il contenzioso  attivato
  nei  confronti di questo Consorzio è sotto gli occhi  di  tutti  di
  svariate  centinaia o di decine di milioni, e deve  sopperire  solo
  con il pagamento del pedaggio della Catania-Messina.
   Per   cui,  questa  sorta  di  rivoluzione  o,  se  vogliamo,   di
  assestamento nella rete di area stradale siciliana è irrinunciabile
  dal  punto  di  vista  di  una eventuale  ancora  attardarsi  nella
  decisione.
   Io  non capisco perché, da sei mesi, si sono attardati tutti  e  i
  miei  colleghi  mi  scusino,  si sono  attardati  tutti  in  questa
  decisione,  come  ci  si  è  attardati anche  sul  Consorzio  delle
  Province  e  si  spinge, con un tempo che definirei congruo  contro
  ogni  logica, sul collegato, dove sappiamo tutti che ogni  deputato
  ha portato il proprio emendamento.
   Questo  è salutare l'istituzione di un nuovo soggetto tra  ANAS  e
  CAS e la soluzione dei problemi della Sicilia, alla viabilità della
  Sicilia, anche perché il CAS, ormai, è al capolinea.
   Non  abbiamo più nessuna possibilità di salvarlo. Non c'è  nessuna
  possibilità e quando, assessore Baccei, tutti i miei colleghi hanno
  reiterato  quella  che è l'ipotesi che in questa  fase  la  Regione
  Sicilia non mette un solo quattrino a disposizione di questo  nuovo
  soggetto,  io  penso, per sfruttare quelli che sono i finanziamenti
  già   posti  in  essere  ed  accreditati  all'ANAS,  dove   l'ANAS,
  giustamente,  si  è  tirata  un passo indietro,  se  prima  non  si
  verifica  questo  percorso,  io penso  che  ormai  siamo  ai  tempi
  supplementare sul problema del CAS in Sicilia.
   Come penso che siamo ai tempi supplementari anche per il Consorzio
  delle Province.
   Vedete, anche lì, la viabilità di tutto il territorio siciliano  è
  abbandonata a sé stesso.
   Io  non  so se qualcuno di voi gira per le strade provinciali,  le
  strade  provinciali  sono diventate le ex  trazzere  demaniali  che
  facevano capo alla Regione siciliana, per cui abbiamo un insieme di
  trazzere,  per quanto riguarda le strade provinciali  ed  una  rete
  autostradale pessima, rispetto a tutto il territorio nazionale.
   Per cui, questi due provvedimenti, oltre al collegato - io non  mi
  attardo a criticare nei contenuti del collegato perché, lo sappiamo
  tutti che chi è nella sala dei bottoni ha fatto di tutto e di più e
  ha  ricevuto  prebende e tante  marchette , così  come  sono  state
  citate, nei giorni scorsi, dalla stampa regionale.
   Andare  verso  la  soluzione  di un voto  finale  per  questi  tre
  provvedimenti  sarebbe  la  cosa  più  giusta  prima  dell'apertura
  feriale estiva.

   PRESIDENTE.   Comunico  che  l'assessore  Gucciardi  è   presente,
  pertanto la richiesta di congedo è nulla.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha facoltà.

   MILAZZO GIUSEPPE. Cambiamo argomento, signor Presidente

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, dall'Aula  parte
  questa  voce,  quasi un coro, cambiamo argomento  e  credo  che  il
  collega Milazzo abbia ragione per una ragione semplice.
   Ci  eravamo  lasciati sull'idea di invertire l'ordine dei  lavori,
  avevamo parlato dell'ipotesi, ieri, di passare alla province,  come
  primo   punto   all'ordine  del  giorno  per  poi  dare   il   voto
  all'assestamento  di  bilancio e come per incanto  viene  fuori  di
  nuovo la vicenda del CAS.
   Se  abbiamo  detto  che da parte del Governo non  potevano  essere
  presentati emendamenti, se abbiamo detto che non ci possono  essere
  emendamenti  aggiuntivi  al collegato.  Se  abbiamo  detto  che  il
  percorso  era  stato tracciato e i binari dentro i  quali  dovevamo
  rimanere erano gli stessi, perché adesso stiamo discutendo  da  due
  ore del nulla?
   Tra l'altro vi devo dire che io, sulla vicenda del CAS, come sulla
  vicenda  degli sportelli, sulla vicenda dell'aumentare le  giornate
  ai  lavoratori  della forestale, sulla questione della  formazione,
  sulla questione dei bacini di precariato, sulla questione dei  PIP,
  sulla  questione delle risposte non date a tutte le  categorie  dei
  lavoratori, sono sempre stato disponibile, come è disponibile tutta
  l'opposizione, ma ora è arrivato Baccei, assessore, l'ha detto  lei
  o  no.  Ho  capito male io? Ha detto che non è nelle condizioni  di
  fornire la documentazione a supporto di questa iniziativa?
   Significa  che  non è possibile, assessore per le  infrastrutture,
  oggi  determinare con un voto in Aula la cessione del CAS all'ANAS.
  Abbiamo lasciato intendere, quindi, che quegli interessi che non si
  capisce  bene quali sono e cosa si nasconde dietro alla costruzione
  delle   autostrade  e  delle  infrastrutture  in  Sicilia,   quegli
  interessi che forse l'ANAS nazionale non riesce più a mantenere  ed
  a  portare  avanti perché forse anche l'ANAS nazionale non  ha  più
  appalti  in Sicilia. E, allora, quegli appalti vogliono forse  oggi
  essere garantiti attraverso il CAS? Vogliamo prendere una struttura
  che  sta fallendo? E quali sono le politiche di questo Governo? Una
  volta  vuole  centralizzare e portare tutto su Roma ed  una  volta,
  invece,  proprio  quando si parla di appalti  pubblici,  quando  si
  parla di infrastrutture decidiamo di concentrare di nuovo tutto  in
  Sicilia.
   E,  allora,  assessore,  noi  in questi  giorni  abbiamo  lasciato
  sospesi  interventi  sulla  tutela dei lavoratori.  Noi  in  questi
  giorni  abbiamo  detto  che non c'erano le risorse  e  non  c'erano
  percorsi alternativi per difendere soggetti che non lavorano da tre
  anni.  E,  ora, sulle opere pubbliche, sulle infrastrutture,  sugli
  appalti  milionari vogliamo, a fine legislatura, con  un  colpo  di
  mano  affrontare un tema che stava lì, nascosto, che era  guardingo
  che  aspettava  di capire che fine potesse fare e ora  lo  vogliamo
  salvare. E, allora, io sono certo che nessuno vorrà farsi tutela di
  interessi che in questo momento io non comprendo. E, allora, signor
  Presidente  Onorevole  Lupo, signor Presidente  dell'Assemblea,  mi
  sembra di capire che gli assessori si sono già espressi. Non c'è la
  documentazione  a supporto per portare avanti questo  provvedimento
  che  ha  i  riflettori  puntati  da  parte  di  tutti.  E,  allora,
  fermiamoci,  riprendiamo  la  strada che  avevamo  tracciato  ieri,
  ritorniamo  ai punti all'ordine del giorno, province,  assestamento
  di bilancio. Qualsiasi altro colpo di mano riceverà l'attenzione di
  tutti  noi  perché  le priorità devono essere  tutte  sullo  stesso
  piano.  Abbiamo detto no alle tutele, abbiamo detto no ai  diritti,
  abbiamo detto no a lavoratori da salvaguardare, non diciamo  sì  di
  fronte ad un provvedimento che appare quanto meno rischioso.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro.

   DI MAURO. Rinuncio al mio intervento.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Formica.  Ne  ha
  facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io quasi rinuncio
  nel senso che parlerò trenta secondi.
   Non  capisco  perché quest'Aula continua ad assumere atteggiamenti
  masochistici e discussioni fuorvianti che ci fanno uscire fuori dal
  contesto di ciò che stiamo esaminando. Non è vero che si è cambiato
  argomento.
   Ieri  la Commissione Bilancio ha stabilito, ed il Presidente della
  Commissione   oggi  ha  fatto  la  relazione,   ed   ha   precisato
  ulteriormente,  che  non essendoci il parere dato  da  parte  della
  Commissione Bilancio sul disegno di legge autonomo si procedeva con
  un emendamento sostitutivo da parte del Governo sul collegato.
   Bene, tutte le altre discussioni sono assolutamente inutili.  Ieri
  abbiamo  stabilito di fare collegato e province con il voto finale.
  Quando si arriverà e se il Governo presenterà questo emendamento ci
  sarà  la  discussione sul CAS, quando si arriverà  all'emendamento,
  pertanto,  la  invito,  signor  Presidente,  ad  iniziare  con   il
  collegato.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare l'onorevole  Grasso.  Ne  ha
  facoltà.

   GRASSO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  non  potevo  non
  intervenire  su  questo  argomento perché  da  quattro  anni  pongo
  all'attenzione dell'Aula e di questo Governo la delicata  del  CAS,
  il rischio del fallimento, la cattiva manutenzione delle strade, la
  pericolosità della circolazione.
   Ho  presentato  una mozione che è stata discussa in  questa  Aula,
  dove  si chiedeva che il CAS, che di fatto è un ente non economico,
  venisse trasformato in un ente economico.
   Bene. Mi è stato risposto che il CAS era un gioiellino, che il CAS
  stava  funzionando bene, che il nuovo Consiglio di  Amministrazione
  era  operativo  e che vi era un parere del Consiglio  di  Giustizia
  Amministrativa in sede consultiva che impediva che si potesse  fare
  qualsiasi  norma  o  procedura perché il  CAS  diventasse  un  ente
  economico.
   Presento  un disegno di legge come prima firmataria tre  anni  fa,
  dove  dico  esattamente  trasformiamo il CAS in  un  ente,  in  una
  Società  per  Azioni,  mettiamola sul mercato,  ricapitalizziamo  e
  vediamo  secondo le norme del Codice Civile chi partecipa,  vediamo
  chi  sono, sappiamo quant'è il patrimonio e vediamo che cosa  offre
  ANAS.
   Bene.  Quel disegno di legge non è stato mai incardinato dalla  IV
  Commissione. E, allora, il Governo durante la finanziaria, al buio,
  con  una  operazione  non  convincente,  senza  sapere  quale  ANAS
  interviene e che cosa mette, necessariamente presenta un disegno di
  legge che viene stralciato, viene inviato alla IV Commissione e  il
  Presidente  della IV Commissione, mi dispiace dirlo, violando  ogni
  norma  regolamentare non prende in esame il primo disegno di  legge
  sul  tema  che era quello di cui sono prima firmataria, senza  fare
  una  istruttoria, l'istruttoria anziché farla in IV Commissione  si
  fa  in Commissione Bilancio e quindi arriva con un percorso forzato
  in questa Aula.
   Allora, signor Presidente, se noi oggi in Aula affrontiamo solo il
  tema della trasformazione del Consorzio in S.p.A. e ci fermiamo qui
  siamo tutti d'accordo.
   Altrimenti  io  vorrei  capire perché norme così  importanti  come
  finanziarie Trenitalia, io ero contraria, il contratto di  servizio
  chi  lo  ha difeso per le ferrovie lo dovrà difendere di fronte  ai
  siciliani, 83 milioni di euro dal 2020 in poi a Trenitalia  e  ieri
  abbiamo  scoperto  che l'antitrust ha sanzionato Trenitalia  perché
  nascondeva  i  biglietti più economici. Vediamo quale vantaggio  ci
  sarà  per  i  siciliani. E poi ci facciamo insultare dai lavoratori
  perché  questo  Governo, e non è populismo  carissimi  colleghi,  è
  rabbia,  non  ha saputo tutelare e garantire il lavoro  e  noi  con
  tanta facilità oggi la fusione CAS-ANAS a freddo non si può fare.
   Il  Presidente  dell'ANAS ha dichiarato al  Sole  24  Ore  che  la
  situazione  economica dell'ANAS è una situazione dove ci  sono  dei
  debiti  e  questi  debiti  pensa poi che eventualmente  si  possono
  sanare con delle transazioni.
   Il  CAS  ha milioni di debiti e ancora oggi ai caselli vi  sono  i
  pignoramenti. Il contenzioso del CAS che fine farà?
   Non si possono fare passi affrettati e non si può imporre a questa
  Aula  di  votare  disegni  di  legge senza  avere  prima  avuto  la
  possibilità di presentare emendamenti. Quindi, io se effettivamente
  la  Commissione Bilancio ha approvato ed ha stabilito -  lo  stiamo
  apprendendo  ora  -  che  si  farà  solo  la  trasformazione  bene,
  altrimenti  io  starò  qui  e mi opporrò  a  che  l'Aula  continui.
  Chiederò  il  numero legale ogni cinque minuti perché questa  norma
  non si può fare e questa fusione così non si può fare. Danneggia  i
  lavoratori, danneggia i cittadini.
   Poi  non  raccontiamoci la barzelletta che l'ANAS non può fare  le
  opere. L'ANAS è una stazione appaltante. Quali autostrade gestisce?
  Solo le autostrade in costruzione, perché tutte le altre autostrade
  sono  gestite  dalla Regione e dai privati e lo  stesso  faccia  la
  Sicilia.

   VINCIULLO,  presidente  della  Commissione  Bilancio.  Chiedo   di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO,   presidente   della   Commissione   Bilancio.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, Assessori,  il  Governo  ha  fatto
  pervenire  alla Commissione una riscrittura; su questa riscrittura,
  dopo aver consultato alcuni colleghi, credo che possiamo dare anche
  un  parere  favorevole. Pertanto, lei veda di conciliare l'attività
  della  Commissione con l'attività del Parlamento così come  ritiene
  più utile per arrivare a questa soluzione.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI. Signor Presidente, intanto sull'ordine dei lavori, questioni
  così importanti, questioni che condizioneranno la viabilità qua  in
  Sicilia con foglietti volanti che arrivano all'ultimo minuto  e  un
  Presidente che, addirittura, già prima mentre legge dice  che  avrà
  il  parere  positivo,  grande serietà  Per non  parlare  che  siamo
  praticamente  a ridosso di ferragosto e non ai tempi supplementari,
  come  ha  detto  il  collega, siamo oltre la   zona  cesarini   per
  approvare qualcosa che ha più il sapore elettorale che non una vera
  e propria riforma.
   Guardando  su  internet  e girando per le  strade  io  mi  chiedo,
  Presidente,  ma  il  piano  industriale  questi  investimenti  dove
  stanno?  Nessun piano industriale che ci dice a chiare lettere cosa
  l'ANAS  si  impegnerà  a fare che già doveva  fare,  perché  voglio
  ricordare,  Presidente e colleghi, che le strade  siciliane  quella
  che   ho  percorso  questa  mattina  la  Catania-Palermo  fa  pena,
  addirittura  riesce ad avere la medaglia d'oro della pena  rispetto
  alle  strade del CAS, corsie che bisogna fare lo scambio,  gallerie
  al  buio,  buche, guard-rail che non esistono, guard-rail  da  topo
  Gigio, direi quelli lì che sono fuori norma da un bel po' di tempo.
   Questi  investimenti andrebbero fatti a prescindere perché  ancora
  siamo  in  Italia  mi  sembra.  Lo stesso  la  statale  113  teatro
  continuamente di morti e di incidenti.
   Bene,  l'ANAS vuole fare beneficenza; siamo commossi,  Presidente,
  da  questo  bene che ci vogliono, ma ci chiediamo perché non  fanno
  quello  che  sarebbe  già dovere fare e mi chiedo  anche  -   e  mi
  rivolgo all'onorevole Vinciullo che è della provincia di Siracusa -
  quei bei caselli che hanno fatto a Cassibile che li deve aver fatto
  un  cieco fuori norma, dei caselli,  ecco onorevole Cirone  lei  ci
  passerà  di tanto in tanto ricorderete anche il Presidente Crocetta
  ha  avuto  un  incidente in quella trappola per topi  Bene,  l'ANAS
  vuole da noi il permesso di metterci una sbarra e di fare pagare un
  pedaggio.
   Io  vorrei  dire ai colleghi che per salvare il CAS   la  politica
  doveva stare molto lontana perché il CAS è diventato negli anni  un
  po'  acerbo  di interessi, di assunzioni, di sprechi di  corruzione
  solo  in  questo non è secondo ad ANAS se la giocano dove  c'è  più
  corruzione non lo capiamo.
   Ed  allora,  Presidente, quando una pietanza si guasta  è  inutile
  aggiungere  altri  ingredienti cercando di  modificare  il  sapore,
  altri  ingredienti  rancidi  perché è  questo  che  stiamo  facendo
  aggiungendo  rancido  al rancido senza una operazione  trasparenza,
  senza  un  piano industriale di investimenti e di entrate  che  nel
  tempo dovrebbero dare un equilibrio economico-finanziario.
   Ed allora, Presidente, capisco che è estate e magari pensate che i
  siciliani  sono sotto gli ombrelloni perché ogni anno vi  riservate
  queste  schifezze proprio in questo periodo, però questo  veramente
  mi  sembra troppo  Andare a cedere il nostro patrimonio a  soggetti
  che  languono che di certo non hanno investimenti da  fare  qui  in
  Sicilia perché non fanno neppure quelli dovuti, i lavori dovuti non
  vengono fatti è veramente un torto enorme
     Allora,  il  problema  del CAS l'abbiamo detto  è  stato  troppa
  attenzione  della politica, lo sappiamo perfettamente,   non  è  un
  segreto.  Ci  sono in corso, anche, delle indagini molto  delicate.
  Andare ad approvare, frettolosamente, una norma di cui, è vero,  si
  discute  da  tanto tempo ma il vero testo ancora non è  sui  banchi
  dell'Aula; un'operazione che ci legherà vita natural durante  sulla
  fine  di  una  legislatura  noi crediamo  che  spetti  al  prossimo
  Governo.  Che  lo faccia all'inizio della legislatura,  in  maniera
  chiara,  trasparente e partecipata. Andarla a  fare  adesso  è  uno
  sgambetto, ed è un danno che si ritorcerà contro tutti
   Quindi,  io invito anche la Presidenza, la Commissione, i colleghi
  della maggioranza a riflettere profondamente su questa cosa. Se  ne
  discuta,   a  tempo  debito,  carte  alla  mano,  non  in   maniera
  frettolosa

   LENTINI.  ...la richiesta del numero legale. O cambiamo  o  numero
  legale

   PRESIDENTE.  Per  ora  non  stiamo  votando,  quindi  non  si  può
  chiedere.  Quando  sarà  il momento della votazione,  lei  avrà  il
  diritto di chiedere la verifica del numero legale.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Rinaldi. Ne ha facoltà.

   RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,  questo
  argomento  è  stato, più volte, trattato sia nella  Commissione  di
  merito sia nella Commissione  Bilancio  e dalle ultime riunioni che
  si  sono  svolte in Commissione  Bilancio  non è emerso  un  quadro
  chiaro  del futuro di questa fusione. L'unica cosa che è emersa,  è
  che  noi  stiamo cedendo l'unica, dico l'unica, società che incassa
  giornalmente  cash,  cioè contanti, quasi 70 milioni  di  euro,  in
  cambio riceviamo dall'ANAS soltanto la certezza che acquisirà delle
  tratte  di autostrada e, quindi, metterà dei pedaggi facendo pagare
  ai  cittadini  queste  nuove tratte che prenderà  grazie  a  questa
  fusione, senza che ci sia anche un quadro chiaro rispetto a tutti i
  debiti che in questo momento la società CAS ha
   E, vivaddio, chi è che non farebbe un'operazione del genere? Cioè,
  arriva   una   società  che  utilizza  i  finanziamenti  nazionali,
  acquisisce tutte le tratte che ci sono in Sicilia a costo zero, non
  si  fa  carico dei debiti che, in questo momento, il CAS ha  e  che
  superano abbondantemente 100  milioni. E, quindi, questo carico poi
  a chi andrà se non alla Regione siciliana?
   E'  questa  l'operazione che dovremmo autorizzare  in  quest'Aula?
  Cioè,  cedere tutte le autostrade per utilizzare i crediti e  tutte
  le  entrate  che  ci saranno, con il pagamento dei  pedaggi,  senza
  farsi  carico  di  tutti i debiti che, in questo momento,  ci  sono
  nella  società?  Senza che sia stata fatta nessuna  programmazione,
  senza che su questo sia stato detto niente?
   Ma  come  si  fa a cedere l'unica società che, in questo  momento,
  guadagna  settanta milioni l'anno?  L'unica società che la  Regione
  siciliana  ha  che guadagna, ogni giorno, cash, e  noi  la  cediamo
  così,  con  una  fusione alla cieca, senza  sapere  quale  sarà  la
  programmazione.
   Non  sarebbe  stato meglio tentare di avere una programmazione  di
  dieci  anni  per risanare i debiti, e mantenere - poi  parliamo  di
  autonomia - l'unica società che in questo momento riesce  ad  avere
  cash e quindi dare una manutenzione ordinaria, straordinaria ma con
  una programmazione seria.
   Perché  con settantamilioni l'anno e una programmazione su  dieci,
  quindici  anni  si  riesce  a risolvere i debiti  che  ci  sono  e,
  contemporaneamente, a mantenere una manutenzione ordinaria e  anche
  straordinaria di queste autostrade.
   Ecco  perché  il  nostro Gruppo voterà contro, e le  chiedo  anche
  ufficialmente,  Presidente,  a nome di Forza  Italia,  l'inversione
  dell'ordine del giorno rispetto a quello che c'è oggi.

   BOSCO,  assessore per le infrastrutture e la mobilità.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BOSCO,  assessore regionale per le infrastrutture e  la  mobilità.
  Signor  Presidente, onorevoli deputati, la proposta  normativa  che
  era  stata  presentata dal Governo, che era una  proposta  organica
  sottoposta  al  parere  della Ragioneria e  dell'Ufficio  legale  e
  legislativo e in conseguenza di questi pareri, modificata  in  sede
  di discussione nell'ambito della II Commissione, non ha riscontrato
  un'approvazione  da  parte della Commissione stessa.  Pertanto,  in
  seguito all'incontro di Commissione che è stata fatta ieri sera, la
  proposta  è  stata rielaborata in maniera tale da potere consentire
  un'unanime approvazione da parte della Commissione. Questa proposta
  è   stata  rielaborata  e  tra  pochi  minuti  sarà  consegnata  al
  Presidente per poi poter essere discussa.
   Per quanto riguarda gli aspetti se collegarla come emendamento  al
   collegato ,  scusate il bisticcio di parole,  oppure  considerarla
  come  strumento normativo a sé stante, per quello che mi  riguarda,
  che  riguarda  il Governo, credo che questo non abbia un'importanza
  assoluta. Ha importanza, invece, la possibilità di approvare questa
  norma  che  è  una  norma  che costituisce  uno  start  up  per  la
  successiva  elaborazione degli accordi con ANAS  e  questa  diventa
  un'autorizzazione a trasformare il CAS in una società per azioni.

   PRESIDENTE.  Ed  allora,  il  Governo  è  invitato  a   presentare
  l'emendamento  agli  uffici  della  Presidenza,  gli  uffici  della
  Presidenza  lo  trasmetteranno  alla  Commissione   Bilancio .   La
  Commissione   Bilancio   è  autorizzata  a  riunirsi   durante   la
  sospensione dei lavori, quando l'Aula sarà sospesa, verificare  che
  l'emendamento sia accompagnato dalla relazione tecnica, dovrà  dare
  il  parere  all'emendamento, solo a quel punto l'emendamento  potrà
  essere esaminato dall'Aula.
   Rispetto  alla richiesta di inversione dell'ordine dei lavori  che
  anche  oggi è stata fatta da più colleghi, vorrei ricordare a tutti
  che  la  stessa  ha  formato oggetto di ampio  dibattito  ieri.  Al
  termine della seduta, l'Aula si è determinata a proseguire i lavori
  a  partire  dall'esame  del  collegato , fermo  restando  che  dopo
  l'esame  del   collegato  resta il fatto  che  esaminerà  anche  il
  disegno di legge che riguarda le Province. Quindi, la decisione non
  può essere riconsiderata.

   matiche e correttive per l'anno 2017. Legge di stabilità regionale.
   Stralcio I' (n. 1276 Stralcio I/A).
   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Seguito  della  discussione del disegno  di  legge    Disposizioni
  programmatiche  e  correttive per l'anno 2017. Legge  di  stabilità
  regionale. Stralcio I . (n. 1276 Stralcio I/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto  II  dell'ordine  del  giorno
  Discussione dei disegni di legge .
   Si  procede con il seguito della discussione del disegno di  legge
   Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2017. Legge di
  stabilità regionale. Stralcio I . (n. 1276 Stralcio I/A), posto  al
  numero 1).
   Invito   i   componenti  la  II  Commissione  a   prendere   posto
  nell'apposito banco.
    Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                              «Articolo 1
                       Finanziamento per l'Irsap

   1.  L'autorizzazione  di  spesa di  cui  al  comma  1del  presente
  articolo per le finalità degli articoli 2 e 4 della legge regionale
  12 gennaio 2012, n. 8 (Missione 14, Programma 1, capitolo 243301) è
  incrementata, per il triennio 2017-2019 dell'importo annuo di 3.900
  migliaia  di euro. Al relativo onere si provvede mediante riduzione
  di pari importo delle disponibilità della Missione 13, Programma 4,
  capitolo  413333  per  il triennio 2017-2019.  L'autorizzazione  di
  spesa  di  cui al presente comma è subordinata all'accertamento  da
  parte  dei competenti tavoli tecnici del risultato di gestione  del
  servizio  sanitario  regionale relativo ai conti  consuntivi  degli
  anni  2016,  2017  e  2018.   Qualora si accerti  un  risultato  di
  gestione  negativo  l'autorizzazione di spesa è  ripristinata,  con
  decreto  del  Ragioniere  generale, previa  delibera  della  Giunta
  regionale, in misura pari alla residua disponibilità della Missione
  13, Programma 4, capitolo 413333».

   Si  passa  all'emendamento  soppressivo  1.1.  E'  mantenuto  o  è
  ritirato? Manca l'onorevole Greco. Lo dichiaro decaduto.
   Si  passa  all'emendamento soppressivo 1.3, a firma dell'onorevole
  Cancelleri.

   CANCELLERI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento soppressivo 1.5, a firma dell'onorevole
  Di Mauro. E' decaduto.
   Si  passa all'emendamento A23R. E' una riscrittura, un emendamento
  sostitutivo della III Commissione che produce effettivi  finanziari
  Quindi,  inviterei, intanto, l'assessore Baccei a dare  il  parere.
  Assessore Baccei, può dichiarare la copertura, per favore.

   BACCEI, assessore per l'economia. Sì, ha copertura.

   PRESIDENTE.  Assessore, la copertura dov'è indicata?  Perché  deve
  essere  esplicitata  nel testo. L'emendamento  A23R  è  interamente
  sostitutivo,   quindi,   la   copertura   deve   essere    indicata
  nell'emendamento sostitutivo.


   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Papale ha chiesto congedo per
  la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Stralcio I/A

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


  Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n. 1276
                             Stralcio I/A

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore per l'economia. Avevo visto i commi aggiuntivi,
  quello  del trasferimento del personale. Stiamo aumentando i  fondi
  per  pagare  una  serie  di oneri, quindi, non  potrebbe  sostenere
  maggior costi del personale.

   PRESIDENTE. L'emendamento A23R è dichiarato inammissibile.
   Si  passa all'emendamento 1.2, a firma dell'onorevole Rinaldi.  E'
  una   riduzione   della   copertura  di   spesa,   se,   però,   la
  quantificazione è stata fatta dal Governo, immagino che risponda  a
  qualche esigenza. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Onorevole Rinaldi, mantiene l'emendamento o lo ritira?

   RINALDI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'articolo 1.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                              «Articolo 2
       Trattamento pensionistico sostitutivo agli ex dipendenti
                           dei Consorzi Asi

   1.   Presso  il  Fondo  pensioni Sicilia è  costituito  il  "Fondo
  speciale transitorio ad esaurimento del personale in quiescenza dei
  Consorzi Asi in liquidazione" destinato al pagamento, con  oneri  a
  carico  della  Regione, per il solo periodo di  tempo  strettamente
  necessario  al  raggiungimento  della  decorrenza  del  trattamento
  pensionistico  dell'INPS ed in misura equivalente, del  trattamento
  pensionistico  sostitutivo agli ex dipendenti dei Consorzi  Asi  in
  liquidazione   e   dei  relativi  trattamenti   di   reversibilità,
  riconosciuti  con provvedimenti amministrativi i cui effetti  siano
  antecedenti  alla data di entrata in vigore dell'articolo  8  della
  legge  regionale 12 agosto 2014, n. 21. Agli oneri derivanti  dalle
  disposizioni  di  cui  al  presente comma si  provvede  annualmente
  mediante   riduzione dell'autorizzazione di spesa prevista  per  la
  Missione 14, Programma 1, capitolo 243301 nel limite massimo  annuo
  di  376  migliaia di euro. Con decreto del Ragioniere generale,  su
  proposta  del dipartimento regionale delle attività produttive,  da
  adottare   entro  il  31  gennaio  di  ciascun  anno,  si  provvede
  annualmente ad effettuare le variazioni di bilancio occorrenti  per
  l'attuazione  delle disposizioni del presente comma,  nella  misura
  strettamente  necessaria ad assicurare i trattamenti  pensionistici
  previsti.

   Comunico  che  all'articolo  2  è stato  presentato  l'emendamento
  soppressivo  2.1,  a  firma  dell'onorevole  Greco  Giovanni,   che
  dichiaro decaduto.
   Si  passa  all'emendamento soppressivo 2.3, a firma dell'onorevole
  Cancelleri. Se nessuno lo fa proprio lo dichiaro decaduto.
   Si  passa  all'emendamento soppressivo 2.6, a firma dell'onorevole
  Di Mauro, che dichiaro decaduto.
   Si  passa all'emendamento 2.2, a firma degli onorevoli Rinaldi  ed
  altri, che prevede un incremento di spesa.  Il parere del Governo?

   RINALDI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 2.

   MARZIANO,    assessore   per   l'istruzione   e   la    formazione
  professionale. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO,    assessore   per   l'istruzione   e   la    formazione
  professionale.  Signor  Presidente, ma non  c'era  una  riscrittura
  collegata a questa articolo?
   BACCEI,   assessore   per   l'economia.    Era   collegato   nella
  finanziaria

   MARZIANO,    assessore   per   l'istruzione   e   la    formazione
  professionale. Allora, io dichiaro il mio voto contrario  a  questo
  articolo.

   PRESIDENTE. Gli Uffici della Presidenza mi confermano  che  non  è
  stato presentato alcun emendamento di riscrittura.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Assessore  Baccei,  eravamo rimasti  con l'Assessore  al  ramo  che
  avremmo   riscritto  questo  articolo.  Siccome  noi  non  possiamo
   condannare a morte i lavoratori , come diceva l'Assessore,  chiedo
  ufficialmente  di  accantonare l'articolo 2 e di  discuterlo,  così
  come  era  stato detto, prevedendo un provvedimento  a  tutela  dei
  pensionati, così come abbiamo detto in Commissione.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  non penso di sbagliarmi, ma questo articolo riguarda  le
  pensioni sostitutive non le integrative del personale ASI  che,  al
  momento,  non percepisce pensione. E' analogo a quello che  avevamo
  fatto  con  una finanziaria per i pensionati dell'EAS; cioè  stiamo
  dando una pensione a persone che oggi non percepiscono la pensione,
  però se volete lo accantoniamo e lo discutiamo in un altro momento.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   Assessori,
  sinceramente  non apprezzo questo modo di procedere.  Poc'anzi  noi
  abbiamo esitato l'articolo 1 sul finanziamento per l'Irsap e non vi
  è  stato  nessuna  discontinuità e nessun contrasto  rispetto  alle
  iniziative del Governo con l'Aula. Il testo per arrivare in Aula ed
  essere  così  scritto e numerato e rappresentato  ha  un  dibattito
  parlamentare nelle varie Commissioni e l'apprezzamento del Governo,
  non  ritengo che sia corretto che in quest'Aula bisogna  vedere  il
  Governo con due opinioni totalmente diverse e contrastanti.
   Allora,  se  su  questo argomento è bene aspettare l'assessore  Lo
  Bello  che  ha la titolarità della materia, si è fatto  molto  male
  poc'anzi   ad   esitare  l'articolo  1  che   è   proprio   materia
  dell'Assessore per le attività produttive.

   PRESIDENTE.  La  richiesta di accantonamento dal Presidente  della
  Commissione condivisa dal Governo

   CIMINO. Di tutta la rubrica, Presidente

   ALLORO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALLORO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,  volevo
  dire  all'assessore Baccei, se mi dà un minimo di ascolto, che vero
  è  che  l'articolo  fa  riferimento  ai  trattamenti  pensionistici
  sostitutivi   ma   non  risolviamo  il  problema  dei   trattamenti
  pensionistici integrativi che sono quelli rispetto ai

             (Interruzione dell'Assessore per l'Economia)

     ALLORO. Sì e quelli integrativi? Quelli integrativi hanno  vinto
  le  cause,  hanno  avuto  la sentenza della  Corte  di  Cassazione.
  Possiamo continuare a fare finta di niente?

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Assessori,  io
  devo  leggere,  con esattezza, che cosa prevede l'articolo 2 ed  ha
  ragione  sia  l'onorevole Alloro, quando dice che   il  trattamento
  pensionistico   sostitutivo  di  ex  dipendenti  e   dei   relativi
  trattamenti   di  reversibilità,   riconosciuti  con  provvedimenti
  amministrativi  di cui in effetti siano antecedenti all'entrata  in
  vigore dell'articolo 8 della legge 12 agosto 2014, n. 21 , riguarda
  il  divieto  di  erogare  trattamenti di  previdenza  e  quiescenza
  integrativi  o  sostitutivi in assenza  di  una  stessa  previsione
  legislativa  regionale  o  statale che  ne  definisce  l'ambito  di
  applicazione,  i presupposti, l'entità e la relativa copertura  nei
  bilanci.  Significa che noi stiamo decidendo di  non  dare  più  le
  pensioni  a  coloro che ne hanno diritto e che già hanno  vinto  le
  cause  nei  vari  tribunali  nelle  varie  province  della  Regione
  siciliana.
   Quindi,  stiamo  facendo  un articolo contro  i  pensionati,  ecco
  perché  ha ragione anche l'assessore Marziano e questo articolo  va
  rivisto  e  va  rivista  la riscrittura che avevamo  concordato  in
  Commissione.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  qui  secondo me stiamo parlando  senza  sapere  di  cosa
  parliamo.  Stiamo  parlando di persone che  oggi  non  percepiscono
  nessuna pensione: zero  Niente
   Ed  allora,  portiamole tutte a un milione di euro  e  mettiamo  i
  soldi così stanno tutti meglio. Ma che cosa c'entra? Affrontiamo un
  problema  alla  volta.  Non  è  che se  mettiamo  insieme  quindici
  problemi, li risolviamo, non risolviamo niente.
   Il  problema grosso che abbiamo affrontato con la finanziaria, per
  quelli  dell'EAS, era i cosiddetti esodati, quelli che sono rimasti
  in mezzo e non percepiscono nessuna pensione. A questi cominciamo a
  dargli  una  pensione.  Poi  se  vogliamo  parlare  delle  pensioni
  integrative, dopo c'è un articolo, l'articolo 5 che lo  tratta.  E'
  inutile  mettere  insieme cinquanta problemi  sul  tavolo  per  non
  affrontarne nessuno. Allora se vogliamo dare una pensione a  quelle
  persone  che  non ce l'hanno votiamo favorevolmente, se  invece  li
  volete  lasciare senza pensione, bocciata l'articolo e  non  se  ne
  parla  più. Non c'è bisogno né di assessore al ramo, né di nessuno.
  L'articolo è chiaro. Non è che dobbiamo rimandare, volete rimandare
  per  non  dare  una  pensione,  rimandiamo,  volete  bocciare,   lo
  bocciate,  siete  favorevoli,  votate  favorevoli,  ma   questo   è
  l'articolo.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  penso che l'assessore Baccei abbia chiarito  abbastanza.
  Qui   non   si  sta  discutendo  delle  pensioni  integrative,   ma
  semplicemente  del  diritto alla pensione  per  chi  non  ce  l'ha.
  Dopodiché  quando parliamo delle pensioni integrative, ne parliamo.
  Questo  è  il momento intanto di riconoscere. E siccome l'ottimo  è
  sempre  nemico del bene, non vorrei che alla fine non  facciamo  né
  quelle integrative e manco quelle sostitutive.

   MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  GIUSEPPE. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
  intervengo  per  chiedere  se  l'assessore  Baccei  può  fare   una
  precisazione.  L'articolo  5  parla  di  pensioni  integrative,  ma
  dell'EAS, non dell'ASI.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia.  Parla  di  tutti  gli   enti
  siciliani.

   MILAZZO GIUSEPPE. L'abbiamo letto e riletto. Assessore, un  giorno
  l'assessore Bianchi mi sfidò e furono impugnati 38 articoli. Se  ci
  usa  la cortesia, se ci può rassicurare. Se lei ci rassicura  siamo
  tutti contenti.

   BACCEI, assessore per l'economia. All'articolo 5, ne parliamo dopo
  altrimenti  abbiamo  novanta interventi e non  andiamo  avanti,  si
  parla  dell'emendamento  del Governo di  pensioni  integrative  per
  tutti gli enti. Poi vediamo qual è la soluzione, ne parliamo dopo.

   PRESIDENTE. Se non ci sono altre richieste di intervento, possiamo
  mettere  in  votazione  l'articolo 2. Viene meno  la  richiesta  di
  accantonamento.  E'  stato  precisato  che  altri  aspetti  saranno
  esaminati nell'esame dell'articolo 5.
   Pongo in votazione l'articolo 2.

   RINALDI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE.  Si  procede  alla verifica  dei  richiedenti  per  la
  votazione a scrutinio segreto.
   Poiché  non  c'è  il  quorum  la richiesta  risulta  appoggiata  a
  termini di Regolamento.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 2 per  alzata  e  seduta.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                              «Articolo 5
            Disposizioni per l'Ente Acquedotti Siciliani in
                             liquidazione.
           Riconoscimento di debito fuori bilancio ai sensi
        dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del d.lgs. n. 118
                               del 2011

   1.  Entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della presente
  legge,  l'Ente Acquedotti Siciliani (EAS) in liquidazione  provvede
  alla  consegna degli impianti e delle reti idriche al Comune  o  al
  consorzio dei Comuni interessati, a seconda che gli impianti  siano
  a  servizio  di un solo Comune o di più Comuni, che ne assumono  la
  gestione,  con  oneri  a carico della tariffa del  servizio  idrico
  integrato,  sino  alla piena attuazione delle disposizioni  di  cui
  all'articolo  3,  comma 3, lettera f) e all'articolo  4,  comma  2,
  della legge regionale 11 agosto 2015, n. 19.

   2.  Trascorso il termine perentorio di cui al comma 1, l'Assessore
  regionale  per  l'energia e i servizi di pubblica  utilità,  previa
  diffida  al Comune ad adempiere entro il termine di trenta  giorni,
  nomina  un  commissario  ad acta per la  presa  in  consegna  degli
  impianti  di  cui  al  comma 1 nel termine  dei  successivi  trenta
  giorni.

   3.  Scaduti i termini di cui al comma 2, cessa la residua gestione
  rimasta   a   carico  dell'Ente  Acquedotti  Siciliani   (EAS)   in
  liquidazione.

   4.  Alla  data  di  entrata  in vigore della  presente  legge,  il
  personale  di  ruolo  dell'Ente  Acquedotti  Siciliani   (EAS)   in
  liquidazione, assunto a tempo indeterminato, ed ancora in  servizio
  presso l'Ente, transita, nel rispetto dell'anzianità maturata e del
  trattamento  normativo e contrattuale posseduto, in  apposita  area
  speciale  transitoria ad esaurimento, istituita  presso  l'Ente  di
  Sviluppo  Agricolo  (ESA)  ed  è  utilizzato,  nel  rispetto  delle
  qualifiche  di  appartenenza, prioritariamente per le  attività  di
  liquidazione dell'Ente Acquedotti Siciliani nonché per le  finalità
  di  cui  al  comma  1.  Agli oneri derivanti  dal  presente  comma,
  quantificati  per  gli  esercizi  finanziari  2017,  2018  e   2019
  rispettivamente in 6.977 migliaia di euro, 6.719 migliaia di euro e
  6.554  migliaia  di euro, si provvede, per gli esercizi  finanziari
  2017  e 2018, mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione
  di  spesa di cui all'articolo 28, comma 1, della legge regionale 17
  marzo  2016,  n. 3 (Missione 1, Programma 3, Capitolo 214107).  Per
  l'anno  2019  è ridotto di pari importo lo specifico accantonamento
  1004  del  Fondo globale di parte corrente di cui all'articolo  14,
  comma 1, Tabella A, capitolo 215704.

   5.  L'articolo  2 della legge regionale 2 agosto  1982,  n.  81  è
  abrogato.

   6.  Al fine di scongiurare interruzioni di pubblico servizio,  per
  l'avvio  della  gestione da parte dei comuni di  cui  al  comma  1,
  l'Assessorato  regionale  dell'energia e dei  servizi  di  pubblica
  utilità  concede  agli  stessi  comuni,  che  ne  fanno  richiesta,
  un'anticipazione da restituire in dieci anni. Per  le  finalità  di
  cui  al  presente comma è autorizzata l'ulteriore  spesa  di  1.000
  migliaia di euro annui per il triennio 2017-2019. Al relativo onere
  si  provvede  a  valere sulle assegnazioni di cui  all'articolo  6,
  comma  1,  della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 e successive
  modifiche ed integrazioni, da iscrivere in un apposito capitolo  di
  spesa  del Dipartimento regionale dell'acqua e dei rifiuti. Per  le
  medesime  finalità  del  presente comma è  autorizzata  l'ulteriore
  spesa  di  2.000  migliaia di euro a valere sulle  assegnazioni  ai
  comuni per spese di investimento di cui all'articolo 4, comma 8,  e
  all'articolo 7, comma 22, della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3
  e successive modifiche ed integrazioni.

   7.  All'articolo 15 della legge regionale 28 gennaio  2014,  n.  5
  sono  soppresse  le parole  nonché per la residua  gestione  idrica
  rimasta .

   8.  Per  far  fronte  agli oneri derivanti dalla  copertura  della
  garanzia  solidale prestata dalla Regione siciliana, in  forza  del
  comma 2 dell'articolo 23 della legge regionale 5 novembre 2004,  n.
  15,  quale  saldo  delle  somme riconosciute  dall'Ente  Acquedotti
  Siciliani  alla  Siciliacque s.p.a. per il  servizio  di  fornitura
  idrica  prestato  e  fatturato ad EAS  per  il  periodo  dal  terzo
  trimestre 2014 al quarto trimestre 2016, è autorizzata la spesa  di
  euro  26.389.389, suddivisa in tre annualità, ai sensi  e  per  gli
  effetti   dell'articolo  73,  comma  1,  lettera  e)  del   decreto
  legislativo  23  giugno  2011,  n. 118  e  successive  modifiche  e
  integrazioni».

   Si  passa  all'emendamento 5.1, a firma dell'onorevole  Fazio.  Lo
  dichiaro decaduto.
   Si  passa  all'emendamento  5.2, a  firma  degli  onorevoli  Greco
  Giovanni ed altri. Lo dichiaro decaduto.
   Si passa all'emendamento 5.14, a firma dell'onorevole Di Mauro. Lo
  dichiaro  decaduto. Comunico che è stato presentato un  emendamento
  di riscrittura da parte del Governo, il 5.27. Diamo il tempo per la
  distribuzione.

   DI GIACINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'altra volta
  avevo chiesto di accantonare questo articolo per la questione delle
  pensioni  integrative.  Ho  visto  la  riscrittura  presentata  dal
  Governo  e, in parte, risolve il problema per quelli che  hanno  il
  minimo pensionistico e, quindi, risolve in parte il problema.
   Io   ritengo,  presidente  Crocetta,  che  dovremmo  trovare   una
  soluzione  per  tutti  coloro  a  cui  abbiamo  tolto  le  pensioni
  integrative. Abbiamo visto, nel tempo, che anche se non  c'è  stata
  una  norma  ben precisa è stato fatto un recepimento  con  un  atto
  amministrativo  e  noi,  di  fatto, abbiamo  fatto  passare  alcuni
  pensionati che prendevano duemila euro a mille euro, persone che si
  erano  impegnate  a  pagare  mutui, persone  che  con  la  pensione
  facevano tante altre cose a cui abbiamo tolto, da quattro anni,  un
  diritto che ritengo vada riconosciuto e ridato a queste persone.
   Presidente Crocetta - tra l'altro so che lei ha fatto un  incontro
  con  delegati  di  questi  pensionati e aveva  preso  l'impegno  di
  restituire  l'integrazione pensionistica -, la invito a subemendare
  questo emendamento affinché si possa restituire, ma non soltanto  a
  questi   dell'EAS,  perché  nella  stessa  situazione  sono  quelli
  dell'ASI, quindi, che per una questione di equità è necessario fare
  una  norma  che  riconosca  il diritto a questi  pensionati  ed  ai
  pensionati dell'ASI.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore  per l'economia. Questa  vicenda  è  abbastanza
  complessa,  per  cui  provo a spiegare  un  po'  tutta  la  storia.
  Innanzitutto,  questi pensionati non hanno mai  versato  contributi
  integrativi, hanno soltanto pagato i contributi INPS come  previsto
  dall'INPS e stanno prendendo una pensione commisurata ai contributi
  INPS che hanno preso.
   Questa  è  la  prima verità, ci sono voluti sei mesi per  capirla,
  perché   ci   hanno  portato  tutte  carte  che  non   dimostravano
  assolutamente nulla. La verità, dopo sei mesi e mille verifiche,  è
  che  non hanno mai versato un euro di contributi integrativi. Hanno
  versato contributi INPS e percepiscono la pensione INPS.
   In  forza di una delibera di Giunta, a queste persone, sia EAS che
  ASI,  era  stato  equiparato con il loro trattamento  previdenziale
  INPS  a  quello  dei regionali che, come sappiamo,  era  molto  più
  favorevole  dell'INPS, ma senza che versassero dei  contributi  per
  questo.
   Con  una legge successiva, mi pare del 2014, si è definito che per
  autorizzare quel trattamento pensionistico, occorreva una legge.  I
  regionali quella legge l'avevano, questi enti non l'avevano  perché
  percepivano questa pensione in forza di una delibera.
   Per   cui,   non   hanno  più  potuto  percepire  il   trattamento
  pensionistico dei dipendenti regionali perché non avevano una legge
  dietro,  ma  avevano una delibera di Giunta, per cui è stata  tolta
  questa   maggiorazione  rispetto  alla  pensione  INPS   che   loro
  percepivano, commisurata ai contributi che avevano versato.
   Nel  frattempo,  con  la legge 9 del 2015,  abbiamo  equiparato  i
  trattamenti pensionistici, ovviamente per il futuro dei  dipendenti
  regionali, a quelli dello Stato. Quindi, per i dipendenti regionali
  che  vanno in pensione - a parte la parte del prepensionamento dove
  abbiamo  fatto  un  trattamento  di  favore  -,  quelli  che  vanno
  nuovamente  in  pensione hanno un trattamento pensionistico  che  è
  equiparato a quello dello Stato, quindi, equiparato anche a  quello
  del  contratto  2  e dei lavoratori degli enti,  anche  quelli  che
  avevano la delibera e che non possono più percepirlo.
   Avremmo  tre  possibilità: o fare un'interpretazione autentica  di
  una  norma  vecchia, ma chiaramente non si può più fare perché  c'è
  una delibera, non c'era neanche una norma alla base. Quindi, questa
  è  una strada che  non si può perseguire; o fare una norma nuova in
  cui andiamo a riconoscere una pensione ai dipendenti di questi enti
  che  non esiste più neanche per i dipendenti regionali. E' come se,
  oggi,  dicessimo  cari dipendenti EAS e ASI, a voi  è  riconosciuta
  una  pensione che è il 20 per cento in più dell'ultimo  trattamento
  retributivo  che  abbiamo  abrogato per i dipendenti  regionali  e,
  secondo  me,  non  ha senso perché faremmo una differenziazione  di
  nuovo,  quella  che abbiamo tolto fra contratto 1 e contratto  2  e
  andremmo a creare per dei dipendenti degli enti, partendo da  oggi.
  Anzi,  riconosceremmo a loro, ma non a quelli che sono in  servizio
  ora  che  quando  andrebbero  in pensione,  lo  farebbero  con  una
  pensione diversa. Quindi, sarebbe un'ingiustizia.
   Ciò che proponiamo qui - perché poi andando a vedere i tabulati  e
  noi  ce  li  siamo  visti  tutti, ci  sono  casi  di  persone  che,
  veramente,  prendono una pensione bassa e ci sono casi  di  persone
  che  prendono 3 o 4 mila euro di pensione normale e 3 o 4 mila euro
  di  integrativa, sono pochi, ma c'è di tutto -  è un intervento  di
  tipo   sociale,  cioè  diciamo  ai  dipendenti  EAS  ed   ASI   che
  percepiscono una pensione che è inferiore a tre volte il  minimo  -
  il minimo è 500 euro -, quindi che prendono meno di 1.500 euro, gli
  viene riconosciuto il minimo fra quello che prenderebbero, compresa
  l'integrativa e 1.500 euro.
   Faccio  un  esempio,  se  una persona fra  integrativa  e  normale
  avrebbe preso due mila euro, ne prende 1.500 euro. Se, invece,  una
  persona  fra  integrativa e normale avrebbe preso  1.100  euro,  ne
  prende  1.100  euro. Questo per assicurare che tutti  prendano  una
  pensione che, comunque, consenta loro un reddito dignitoso.
   E'  un intervento di tipo sociale, completamente diverso da quello
  che  c'era  prima, ma va a colmare una necessità, cioè  quelli  che
  hanno  un'esigenza  che  prendono meno di 1.500  euro  vengono,  di
  fatto,  portati a 1.500 euro che, comunque, comincia ad essere  una
  pensione dignitosa.
   Quelli  che  prendevano molto di più, visto che  non  c'è  più  la
  legge,  avranno  questa,  non la chiamerei  neanche  un'ingiustizia
  perché  secondo  me  era  ingiusta come la pensione  dei  regionali
  prima.
   Questo  è  l'intervento che viene proposto. Secondo me, ripeto,  a
  parte il fatto che non c'è la copertura per dare a tutti quello che
  avevano  prima,  ma  al di là di questo non sarebbe  giusto  perché
  andremmo  a dare ad una categoria limitata di persone un privilegio
  che altri non hanno
   Io penso che questo sia un intervento equo che ha già la copertura
  e che risolve il problema in un'ottica sociale.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Panepinto.  Ne  ha
  facoltà.

   PANEPINTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  pregare
  il  Governo,  assessore  Baccei, dopo  che  con  la  sua  esaustiva
  spiegazione   che  vede  l'Aula  d'accordo  sulla   questione   del
  personale,  sul  fatto che sia opportuno estrapolare  i  commi  che
  riguardano altro, cioè di fatto dobbiamo trattare la questione  del
  personale  dell'EAS e lo sommiamo a questioni di altra  natura  che
  sono  quelli  di  un debito di riconoscimento di  un  debito  fuori
  bilancio  dell'EAS con Sicilia Acque e non c'era  alcuna  relazione
  tecnica.  Dico  ciò, nel senso che ritengo - ed  ho  presentato  un
  emendamento - che non possiamo bypassare una questione che è quella
  del  costo dell'acqua, dei comuni che non hanno gestore e  metterla
  insieme.  Ritengo  che  le due vicende, le due  fattispecie  vadano
  tenute separate.
   Oggi, si pone un problema di una Regione che aveva una legge che è
  stata  abrogata, che è stata cassata dalla Corte Costituzionale  e,
  peraltro,  si  va  ad  incidere sul Fondo delle  autonomie  locali,
  sottraendo  risorse per 2 milioni di euro per darle a  quei  comuni
  che  hanno  ancora  una gestione EAS e mi sembra che  assottigliamo
  ancora  di più le risorse disponibili per gli enti locali  per  cui
  pregherei  l'Assessore di ritirare i commi, mi pare  che  siano,  i
  commi  che  riguardano il debito fuori bilancio e la questione  del
  Fondo  di  solidarietà di lasciare solo la materia che riguarda  il
  personale.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  vediamo anche gli altri aspetti dell'articolo.  Premetto
  che   come   Governo  non  ritiriamo  niente  perché  lo  riteniamo
  assolutamente opportuno.
   Nella fattispecie stiamo parlando di un debito fuori bilancio  per
  cui  noi, come Giunta, lo abbiamo presentato perché i debiti  fuori
  bilancio  vanno regolarizzati. Se, poi, l'Assemblea decide  di  non
  regolarizzare  un  debito fuori bilancio è un  aspetto  che  decide
  l'Assemblea ma per quanto ci riguarda, come assessore al bilancio e
  come  Giunta e, visto che dobbiamo obbedire ad una legge, i  debiti
  fuori  bilancio vanno regolarizzati e nulla c'entrano con il  costo
  dell'acqua  e  con  tutte le altre vicende che  citava  l'onorevole
  Panepinto.  Stiamo parlando, semplicemente, di un  adempimento  del
  decreto  legislativo n. 118. Solo questo e niente  c'entra  con  il
  costo dell'acqua.
   Per quanto riguarda la cessione delle reti ai comuni, la questione
  è  che  l'EAS, ormai, è in una situazione disastrata. I  soldi  che
  diamo  all'EAS  vanno pignorati e non arrivano ai comuni,  per  cui
  l'EAS  non  è  nelle condizioni più di gestire le reti dei  comuni.
  Abbiamo  anche  mandato diverse relazioni  e  non  solo  c'è  nella
  relazione  ma ce ne sono  n.  allegate, ci sono quelle dell'Ufficio
  liquidazione,  c'è la relazione del Ragioniere, ci  sono  tutte  le
  relazioni che volete perché la situazione è veramente critica e  va
  affrontata una volta per tutte, quindi, di nuovo come Governo siamo
  fermamente  convinti  che bisogna andare  avanti  nel  processo  di
  restituire  le  reti ai comuni e non abbiamo alcuna  intenzione  di
  ritirare questo articolo anzi rafforziamo il messaggio.
   Onorevole  Panepinto,  lasciarle in mano  all'EAS  vuol  dire  non
  gestirle  perché  l'EAS  non  riesce a  trattenere  i  soldi  e  ad
  investirli  nelle  reti  perché  gli  vengono  pignorati   per   la
  situazione  debitoria  che ha, per cui vuol  dire  non  rendere  un
  servizio ai cittadini. Per cui siamo fermamente convinti che questa
  sia  la cosa giusta da fare e non solo non ritiriamo ma rinforziamo
  tutti  e  tre i messaggi che sono in questo articolo: debiti  fuori
  bilancio,  cessione delle reti idriche e risoluzione  del  problema
  dei pensionati.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Rinaldi.  Ne  ha
  facoltà.

   RINALDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo  chiedere,
  dopo  l'intervento dell'assessore Baccei, anche se qui  l'articolo,
  soprattutto  il  comma 9 è chiaro perché alla fine  l'ultimo  comma
  dove dice:  per le finalità di cui è presente l'Ufficio speciale  a
  trasferire all'ESA o altro ente  per evitare che, poi, ci siano dei
  disguidi anche con i dirigenti, se possiamo aggiungere con  un  117
  l'ASI.  Assessore, possiamo aggiungere alla fine oltre l'ESA l'ASI,
  visto che riguarda tutt'è due?

   BACCEI, assessore per l'economia. E' già incluso.

   RINALDI. Sì lo so perché c'è scritto, però, per evitare che,  poi,
  qualche  dirigente  dica  che  non c'è  scritto  l'ASI  e,  quindi,
  riguarda solo l'ESA, se lo possiamo aggiungere con un 117.  Se  lei
  non  ha  nulla in contrario, visto che riguarda tutti gli enti  che
  sono in liquidazione, rientra anche l'ASI.
   Se  lo possiamo aggiungere, altrimenti, presento un subemendamento
  dove dopo le parole  l'ESA  dico  e ASI .
   Se  mi  dà il tempo di presentarlo? Poi, Assessore Le voglio  dire
  che, purtroppo, c'è una

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore  per l'economia. Quella è  un'altra  cosa,  non
  c'entra  con i pensionati. Qua le somme si fanno passare  dall'ESA
  Se  lei  legge  a trasferire all'ESA o ad altro ente incaricato  le
  somme necessarie all'erogazione agli aventi diritto .
   La  situazione  dell'EAS  è che tutto viene  pignorato.  Solo  per
  questo  motivo.  Non stiamo parlando di EAS qua  c'è  scritto  ESA,
  volutamente, perché se lei legge tutto l'articolo
   Allora,  ho  dimenticato un pezzo, facciamo anche questo.  Con  la
  legge finanziaria abbiamo approvato un articolo col quale tutto  il
  personale degli enti in liquidazione viene trasferito alla  RESAIS,
  quindi,  a legislazione vigente anche il personale dell'EAS sarebbe
  trasferito alla RESAIS.
   Questo articolo, in realtà, viene prima perché il collegato  nasce
  prima,  questo  era  un  articolo che  era  già  nella  finanziaria
  originale di dicembre.
   Pensavamo  di  trasferire  il personale all'ESA,  e  così  rimane,
  perché  l'ESA  svolge comunque una attività a favore dei  comuni  e
  c'era  una certa affinità per non mandarlo insieme agli altri  alla
  RESAIS vista l'attività che svolge.
   Per  cui le somme, i soldi, li trasferivamo all'ESA per pagare  il
  personale  ivi  trasferito. Ma non stiamo parlando  dei  pensionati
  EAS, qui stiamo parlando di un'altra cosa.
   La  dizione  che  include  tutti è  all'inizio  quando  dice:   ai
  dipendenti  degli  enti  regionali in  liquidazione  alla  data  di
  entrata in vigore della presente legge   e qui rientra anche l'ASI.
   Vogliamo prenderli tutti senza fare i nomi. Però, in questo  modo,
  comprendiamo tutti.
   Però, l'ultimo rigo non c'entra niente con quello sopra.

   RINALDI.  Siccome qua diceva:  per le finalità di cui al  presente
  comma   è come se racchiudesse tutto quello che c'è precedentemente
  detto, quindi, parla di tutti gli enti.
   Dice:  per le finalità di cui al presente comma  quindi il comma è
  il comma 9.
   Assessore,  accetto quello che lei dice però le  voglio  ricordare
  che  sulla  pensione integrativa si è pronunciata  anche  la  Corte
  Costituzionale  dando  ragione  che  hanno  diritto  alle  pensioni
  integrative. E le dico di più, tutti i tribunali, finora, a cui  si
  sono  rivolti i pensionati dell'ASI, da Messina a Enna,  Trapani  e
  così via, hanno avuto riconosciuto tutti questo trattamento.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore per l'economia. Su questa questione la sentenza
  dice  che  l'ente  che ha fatto nascere il diritto  deve  garantire
  l'obbligazione  nata.  L'ente, che ha  fatto  nascere  il  diritto,
  stiamo  parlando  dell'ASI e dell'EAS, non  stiamo  parlando  della
  Regione  che  non  c'entra  niente.  Stiamo  parlando  dell'ASI   e
  dell'EAS. Quindi il fatto

   RINALDI. L'ASI è stata incorporata dall'IRSAP.

   BACCEI, assessore per l'economia. No, no. Stiamo parlando dell'ASI
  e   dell'EAS.  Questi  sono  gli  enti  che  hanno  fatto   nascere
  l'obbligazione.
   Se  fosse vero quello che dite voi non ci sarebbe bisogno di  fare
  la legge. Hanno le sentenze, si fanno pagare e festa finita.
   Se  siamo qua ed è un anno che stiamo a parlare di questa  cosa  è
  perché sapete benissimo che non è così. Quindi, voi insieme a tutte
  le  persone che sono venute centinaia di volte presso l'Assessorato
  portando  carte  che non testimoniavano quello che  loro  dicevano,
  perché  non è così, perché la sentenza dice l'ente quindi  l'EAS  e
  l'ASI.  La Regione non può entrare e dare i soldi all'ASI  per  far
  fronte  all'obbligazione nata da una cosa che ha deliberato  l'ente
  stesso.
   Secondo  me  quello che dite voi non è vero. Non  secondo  me,  ma
  secondo tutti gli uffici che abbiamo interpellato.
   Questo,  quindi, è un intervento di tipo sociale.

   RINALDI. Sbagliano i tribunali.

   BACCEI,  assessore per l'economia. No. La sentenza  è  chiarissima
  quindi  l'EAS e l'ASI devono pagare le pensioni. L'ASI non è  stata
  accorpata. Ci sono delle leggi che hanno alzato un muro tra le  ASI
  e l'IRSAP a tutela del patrimonio e dei soldi che riceve l'IRSAP.
   Ci  sono  delle divisioni proprio per evitare di andare ad erodere
  patrimoni non degli enti. Ma questo non lo abbiamo fatto noi perché
  siamo  cattivi, è la legge nazionale che è così, sono le leggi  che
  sono  così.  Sono  enti autonomi che devono fare fronte  alle  loro
  obbligazioni.  Quindi, una cosa è l'ente e una cosa è  la  Regione.
  Noi qui stiamo legiferando per la Regione, giusto? Perché lì già la
  sentenza c'è, quindi, ripeto, se voi volete fare una norma che dice
  da   oggi  questi  pensionati  hanno  un  trattamento  migliorativo
  rispetto  a  tutto  il resto d'Italia o per tutto  il  resto  della
  Sicilia  perché  a  questo punto non c'era più nessuno  trovate  la
  copertura che ad oggi non c'è e la fate.
   Ma mi sembrerebbe un'ingiustizia al di là della copertura, quindi,
  a  questo punto, secondo me, si fa un intervento di tipo sociale su
  cui c'è la copertura, ripeto.
   Se poi ci sarà una sentenza se la Regione deve pagare pagherà.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Laccoto.  Ne  ha
  facoltà.

   LACCOTO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Assessore,  ho
  ascoltato  con  attenzione la sua relazione e  le  sue  repliche  e
  ritengo  che  in  linea di principio lei abbia  ragione,  in  linea
  generale perché stiamo appesantendo anche queste norme di collegato
  con norme che sicuramente andrebbero discusse in situazioni diverse
  non a fine legislatura e non in questo momento.
   La  cosa  che, però, non comprendo è che ieri abbiamo fatto  prima
  del  rendiconto  l'approvazione di circa 200  milioni  di  euro  di
  debiti  fuori bilancio e non capisco perché queste somme non  siano
  state praticamente previste anche ieri nel riconoscimento di debiti
  fuori bilancio.
   Io   concordo  con  lei  che  la  situazione  dell'E.A.S  sia  una
  situazione insostenibile e che quindi praticamente non può  passare
  tramite l'E.A.S, ma una cosa le voglio dire, Assessore, noi abbiamo
  ridotto  il  Fondo delle autonomie locali - qui andiamo a  togliere
  altri  2  milioni - e non capisco perché lo dobbiamo  togliere  dal
  Fondo  delle autonomie locali perché così, praticamente,  riduciamo
  sempre  il  Fondo delle autonomie facendo delle norme  di  riserva,
  delle  norme ad hoc e diminuendo sempre quelle che sono le somme  a
  vantaggio  di  tutti  i  comuni  che  oggi  versano  in  situazioni
  particolarissime dal punto di vista economico.
   Ieri   sono  state  fatte  anche  nell'assestamento  alcune  norme
  riguardanti specifici comuni che, poi, sono state sempre tolte  dal
  Fondo dei comuni.
   Io  le chiedo, se non ritenga opportuno, di non caricare questi  2
  milioni sul Fondo delle autonomie locali ma trovare un'altra  somma
  in  altro capitolo senza gravar ancor più sul Fondo delle autonomie
  locali.

   VINCIULLO,  presidente  Commissione  e  relatore  di  maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO,  presidente Commissione e relatore di maggioranza.   Il
  Governo  ha presentato l'emendamento di riscrittura 5.27 che  porta
  come  titolo:   Disposizioni  per l'ente  acquedotti  siciliani  in
  liquidazione,  riconoscimento dei debiti fuori  bilancio    e  così
  via,  per  cui le parole dell'onorevole Rinaldi mi pare  di  capire
  sono sicuramente appropriate quando l'onorevole Rinaldi chiede  che
  al  comma 9 dopo le parole  a decorrere dal primo gennaio  2018  ai
  dipendenti  degli  enti  regionali in liquidazione  ,   lui  voleva
  aggiungere comprese le ex ASI.
   Anche   la  Commissione  pensa  che  questa  richiesta,  da  parte
  dell'onorevole,  sia  condivisibile e  per  questo  motivo  abbiamo
  predisposto  un emendamento, se la cosa può servire ad  evitare  di
  incorrere nel futuro in errori.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Alloro.  Ne  ha
  facoltà.

   ALLORO. L'Assessore Baccei ha illustrato in maniera chiara  quella
  che è la problematica però omettendo una cosa, anzi due cose che il
  trattamento della pensione integrativa deriva dalla legge  n.  1/84
  che  era  la  legge  istitutiva  dei  consorzi,  che  prevedeva  la
  possibilità di fare regolamenti organici e, in quella sede,  furono
  previste queste, ancora prima che si facesse la delibera di Giunta.
  Hanno  sempre  percepito le pensioni integrative  ed  anche  quelle
  sostitutive,  hanno vinto le cause - la Magistratura  ordinaria  ha
  stabilito il diritto per alcuni dipendenti per le sostitutive,  per
  la  gran parte per l'integrativa e per la sostitutiva - e, l'ultima
  cosa   è   che   la   sentenza  della  Corte  Costituzionale   dice
  espressamente  che  il transito, da un ente ad un  altro,  non  può
  pregiudicare i diritti previdenziali acquisiti .
   Assessore,  stiamo parlando di persone che per  dieci  anni  hanno
  preso  le  pensioni integrative e, ad un certo punto, si  dice  con
  effetto  retroattivo non le prendono più. Lei sa che abbiamo  avuto
  tante  riunioni, anche con i dipendenti dell'EAS, in cui lei faceva
  una  differenza  dicendo:   No,  quelli  dell'ASI  hanno  avuto  le
  sentenze  quindi  gli spetta - ero presente io  -  quelli  dell'EAS
  hanno fatto le cause e dobbiamo aspettare le sentenze .
   Ora,  a  me  sembra un Parlamento un po' schizofrenico quello  che
  decide  di  legiferare con effetto retroattivo su fatti  di  natura
  previdenziale  e, quindi, su diritti acquisiti. Facendo,  peraltro,
  della  norma previdenziale di carattere sociale una cosa nuova,  un
  po'  fantasiosa, sicuramente nuova. Non ho mai sentito dire che  si
  può  legiferare in materia previdenziale innescando  dei  fatti  di
  natura sociale. Mi perdoni, Assessore, perché lei è molto sensibile
  su  questa  cosa. Siccome sono sensibile pure io, perché i  diritti
  acquisiti  delle persone sono cose serie, dico che  ritengo  giusto
  affrontare questa cosa in maniera un poco più seria.
   Noi  stiamo  andando  a  legiferare, con effetto  retroattivo,  su
  diritti  acquisiti  perché di questo si parla. Andiamo  a  fare  la
  verifica se i regolamenti organici prevedevano la possibilità delle
  pensioni  integrative.  A  suo  tempo,  ci  furono  dipendenti  che
  optarono  per la pensione integrativa e dipendenti che non optarono
  per la pensione integrativa. Ora, succede che chi optò, allora, per
  la  pensione integrativa viene fortemente penalizzato rispetto agli
  altri.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Lentini.  Ne  ha
  facoltà.

   LENTINI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho presentato  un
  subemendamento per cassare l'articolo 8. Però, se mi  ascoltate,  è
  possibile trovare anche la quadra.

   PRESIDENTE.  Il comma 8, vero? Cassare il comma 8, non  l'articolo
  8

   LENTINI.  Il  comma  8  dell'emendamento  5.27,  che  sarebbe   la
  riscrittura del Governo.
   Allora,  Presidente,  più  volte ho parlato,  in  quest'Aula,  per
  evidenziare  che  Sicilia  Acque compra  l'acqua  al  consorzio  di
  bonifica  di  Palermo  a 6 centesimi circa,  per  rivenderla  a  98
  centesimi circa.
   Ora,  più  volte  ho manifestato dissenso su questa  scelta  e  ho
  presentato  delle  interrogazioni in merito,  a  cui  materialmente
  alcuno mi ha dato risposta.
   Ecco,  Presidente, non capisco perché quando si parla  di  Sicilia
  Acque  si  rompano i telefoni, dicono a Palermo   E,  allora,  caro
  Presidente, considerato che Sicilia Acque è una società formata, al
  75  per  cento,  da una società francese e il 25  per  cento  è  di
  proprietà regionale, considerato che la Regione siciliana  non  può
  far  nulla per cercare di portare beneficio agli agricoltori  e  ai
  comuni,  nel rivendere l'acqua, a questo punto, Presidente,  chiedo
  se  volete  veramente dare una mano ai comuni e quindi allo  stesso
  tempo  alla Regione. Abbiamo evidenziato che nel comma  8  ci  sono
  circa  26  milioni di euro di debiti fuori bilancio per i pagamenti
  nei confronti dell'EAS.
   Signor Presidente, ho presentato un ulteriore sub-emendamento dove
  diamo la possibilità, ieri ci siamo incaponiti nell'abbandonare, vi
  siete  incaponiti nell'abbandonare gli articolisti,  noi  diamo  16
  milioni di euro, paghiamo questo debito fuori bilancio e 10 milioni
  li  trasferiamo agli sportellisti e abbiamo fatto due  cose  buone,
  così  facciamo  fare pure bella figura al Presidente della  Regione
  che  da  18  mesi accoglie gli sportellisti per dire  io  sono  con
  voi .
   Considerato  il  fatto  che  ormai i 26  milioni  sono  dentro  il
  bilancio, perché se li avete evidenziati, se li avete inseriti  nel
  comma  8 già ci sono, 16 milioni li date come debito fuori bilancio
  e  pagate  Sicilia Acque e poi 10 milioni li trasferiamo, col  sub-
  emendamento a firma di alcuni deputati, agli sportellisti.
   Ringrazio  anche, e su questo andiamo poi ad aiutare a  confermare
  la  buona  intenzione  che  aveva il collega  Panepinto  con  altri
  colleghi  che hanno firmato l'emendamento, e che quindi  su  questo
  possiamo fare finalmente un'opera buona per personale, per  persone
  che  da tanti mesi attendono lo stipendio e che si vedono veramente
  ridotta la vita al lumicino.

   PRESIDENTE.  Grazie. Onorevole Lentini io l'unico suo  emendamento
  che  ho  al  momento  è  cassare il  comma  8.  Se  ci  sono  altri
  emendamenti vi invito a formalizzarli alla presidenza.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  intervengo su due o tre questioni che  avete  sollevato.
  L'onorevole  Laccoto  diceva:  perché ora  e  non  con  quelli  che
  abbiamo approvato ieri debiti fuori bilancio'?
   Allora, il 118 prevede diverse procedure per diverse tipologie  di
  debiti  fuori bilancio, fermo restando che uno li copre  quando  li
  conosce, se non li conosco, non li copro.
   Ieri abbiamo approvato 85 milioni, che in realtà erano già coperti
  nel  2015  ed  erano emersi nel 2015, copertura nel bilancio  2015,
  reiscritti  nel  bilancio 2016, abbiamo detto 75  poi  hanno  avuto
  impegni e 10 hanno migliorato il risultato. Poi abbiamo coperto  26
  milioni e 200 mila euro emersi nel 2016 e coperti nel 2016.  Stiamo
  parlando di pignoramenti presso il tesoriere dove la Regione  è  la
  terza  pignorata. Quindi la fattispecie specifica che  si  gestisce
  con questa modalità tutta insieme così come è stata gestita.
   Qui  stiamo  parlando di un debito che è emerso nel 2017  e  trova
  copertura  nel  2017.  Quindi non è insieme agli  altri,  perché  è
  emerso dopo di una fattispecie diversa. Comunque è un debito  fuori
  bilancio,  per cui chi prende dei soldi dal debito fuori  bilancio,
  ovviamente col parere contrario del Governo, sta creando un  debito
  fuori  bilancio con tutte le responsabilità del caso. Per cui,  chi
  voterà  questo  emendamento si prendere la  responsabilità  davanti
  alla  Corte  dei  Conti  di aver creato un debito  fuori  bilancio,
  perché  l'obbligazione esiste. Quindi, potete farlo  conoscendo  il
  fatto  che state creando il debito fuori bilancio e ve ne  assumete
  la  responsabilità, ripeto, con il parere contrario - lo dico e  lo
  dichiaro  fin d'ora - del Governo, perché non si può  fare,  e  non
  perché sono contrario agli sportellisti, ma perché non si può fare,
  perché  è  contro  la legge; quindi, chi lo fa,  se  ne  assume  la
  responsabilità

   LENTINI.  Questi 10 milioni di euro, li può trasferire  a  Sicilia
  Acque per l'anno 2018. E lo può scrivere

   BACCEI,  assessore per l'economia. Onorevole Lentini, sto  dicendo
  che queste somme coprono l'obbligazione che c'è, senza un centesimo
  in più, per cui ogni centesimo tolto è un debito fuori bilancio che
  viene  creato  da chi voterà questo emendamento. Tanto  per  essere
  chiari. Punto
   Io, quindi, non posso trasferire un bel niente

   LENTINI.  Dopo  l'ultima  porcata  che  ci  avete  fatto   votare,
  l'articolo 13 della legge n. 8, prendendoci in giro, perché si dava
  copertura. Ora, alla copertura dovete rimediare

   PRESIDENTE. Prego, assessore Baccei, completi pure.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Per rispondere  all'onorevole
  Alloro. La legge parlava di pensioni integrative, nel senso che  io
  dovevo dare dei contributi integrativi, doveva crearsi un ente  che
  gestiva le pensioni integrative.
   Benissimo  Ma non è successo niente di tutto questo. Non  è  stato
  versato un centesimo di pensione integrativa, non esiste alcun ente
  che  gestisce  le  pensioni integrative,  non  stiamo  parlando  di
  pensioni  integrative. Stiamo parlando di una  delibera  di  giunta
  che,  senza  versare  alcun contributo, equiparava  il  trattamento
  pensionistico degli enti che avevano l'INPS a quello delle Regioni,
  della  Regione,  contratto 1, che aveva un Fondo  pensioni  con  un
  trattamento pensionistico che prevedeva di andare in pensione  fino
  al 20% in più dell'ultima retribuzione, senza versare contributi.
   Stiamo,  quindi, parlando di due cose diverse. Quando si dice  che
  quando  vieni  trasferito ad altro ente  ti  porti  dietro  il  tuo
  trattamento  e  tutti  i tuoi contributi. Verissimo   Di  fatto  si
  portano  dietro  i  tuoi contributi versati all'INPS.  Tutto  vero,
  quindi,  quello che dice. Non è vera la conclusione di  quello  che
  dice.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Milazzo.  Ne  ha
  facoltà.

   MILAZZO GIUSEPPE. Veda, onorevole Panepinto, oggi è il suo  giorno
  fortunato  perché  abbiamo  trovato, con  l'onorevole  Lentini,  10
  milioni  per  gli sportellisti. E l'assessore Baccei  che,  per  la
  prima  volta, per la prima volta tuona la parola  Corte dei Conti ,
  con  tutto quello che ci avete fatto votare in sanatoria. Assessore
  Baccei,  lei  stesso  ieri ha detto - lei è un tecnico,  però,  per
  memoria  ce la giochiamo  - che il riconoscimento dei debiti  fuori
  bilancio  di  ieri sono cose emesse, addirittura la seconda  parte,
  nel 2016, ma sono debiti che risalgono alle guerre puniche.
   Mi  dica  lei se, oggi, noi non possiamo rimodulare quest'articolo
  dicendo:  una parte la versiamo oggi ed un'altra parte la verseremo
  nel  2017, nel 2018. In cinque anni lo facciamo, assessore. Non  lo
  facciamo?
   Se è un'assemblea legislativa e non è un consiglio comunale, non è
  un  CDA, è perché la potestà legislativa è in capo all'Assemblea  e
  non in capo all'assessore per l'economia.
   E'  da  ieri  che lei si alza dicendo  fate voi  ,  persino  sulle
  Province.
   Quando  l'onorevole  Panepinto ha tirato  fuori  quell'emendamento
  sugli sportellisti, e c'è questa leggenda metropolitana che noi non
  siamo a favore degli sportellisti. No, dovete trovare i soldi veri.
  Lei  ieri ha risposto all'onorevole Panepinto:  Per me, cosa volete
  fare,  fate. Li volete togliere alle Province? . Li potete togliere
  alle Province? Inaudito
   Era  il  vostro assestamento, il documento politico è un documento
  politico,  non  è il rendiconto che è la fotografia di  quello  che
  avete fatto, tutti i danni che avete fatto. No
   L'assestamento è un'impostazione che date voi. Voi. E avete fatto:
  debiti fuori bilancio e Province.
   Oggi,  mi  spieghi lei se, su una posta di 26 milioni, l'Assemblea
  non  può decidere di stornarne 10, con l'impegno di rimetterli  nel
  prossimo  bilancio; perché io alla prossima finanziaria,  assessore
  Baccei,  non  lo  posso fare un taglio lineare e  recuperare  i  10
  milioni e riposizionarli con l'impegno, con la Corte dei Conti.
   La  Corte  dei Conti? Ma con quale faccia la citate la  Corte  dei
  Conti? Che se ieri non fossimo stati di buona volontà ci sarebbe in
  piedi il ricorso del Procuratore generale della Corte dei Conti? Ma
  come  esce  questa  cosa  per  mettere in  soggezione  l'Assemblea?
  Dobbiamo  prendere  questi  10 milioni  e  li  dobbiamo  dare  agli
  sportellisti   Perché è un impegno vostro, non  nostro   Ed  io  le
  chiederò il voto segreto

   FALCONE. Palese

   MILAZZO  GIUSEPPE.  Voto  palese  E se i  deputati,  tutti,  Forza
  Italia,  Pd, tutti, hanno un minimo di dignità ed hanno  un  minimo
  dignità  perché l'Assemblea ha dignità, un Governo ha meno  dignità
  quando esce la Corte dei Conti. Come ieri ci siamo arrampicati  per
  tre  ore  su  un  emendamento che non aveva  copertura,  di  questo
  articolo  assessore Baccei, se lei lo ritirasse non riceverebbe  la
  letterina   la  Signoria  Vostra  è  invitata  a  presentarsi   per
  comunicazioni che la riguardano . Nessuno le scriverebbe  perché  è
  un'assemblea  legislativa. Può anche legiferare oggi  di  stabilire
  una   norma   solo   tecnica  che  troverà  copertura   finanziaria
  successivamente. Lei oggi può anche stabilire il principio,  non  è
  obbligato  a  dare  copertura totale oggi. Ed,  allora,  ora  siamo
  chiamati  a  salvare dei disperati che chiedono  alla  politica  un
  minimo,  come  dire,  di attenzione e penso che questo  emendamento
  possa essere impostato in questi termini.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  assessori,  ho
  apprezzato, e l'ho fatto anche pubblicamente, la sua competenza  ed
  il   fatto  che  lei  già  anche  ieri  la  sua  attività  è  stata
  testimonianza  anche  di come sono abbassate  le  tasse  in  questa
  Regione. Oggi su questa norma di riscrittura, personalmente,  nutro
  molte  perplessità in ordine al fatto, mi perdoni,  senza  però  la
  prego evocare, come dire, la Corte dei Conti.
   E'  una  sensazione  -  lì ha ragione l'onorevole  Milazzo  -  che
  impedisce  a  questo  Parlamento di essere Parlamento,  diventa  un
  misero Consiglio comunale e, per la verità, l'onorevole Milazzo  ha
  riconosciuto  il  minimo di dignità sindacale ai  deputati  che  ne
  hanno anche tanta.
   La  prego,  assessore, la prego per un problema  di  quella  parte
  sindacale che ognuno ha: non evochiamo la Corte dei Conti. Questo è
  un  Parlamento  che  sta  approvando norme  legislative  non  norme
  regolamentari, per cui voglio pregarla di una cosa: siccome il tema
  del  costo  dell'acqua è un grande tema che, prima  o  poi,  questo
  Governo  o chi verrà dovrà affrontare, noi ci ritroviamo una  norma
  che  riguarda questioni di quiescenza, di pensionati, ci ritroviamo
  il  riconoscimento  di un debito fuori bilancio.  Probabilmente  ha
  ragione  quando dice che questo debito è sorto nel 2017; in  realtà
  questo debito è sorto molto prima e conosciuto nemmeno perché,  nel
  testo originale della finanziaria, questa è una di quelle norme che
  sono state stralciate.
   Io  non  mi metterò a duellare su questo tema perché è poca  cosa.
  Oggi  la  logica vorrebbe, aprendo una parentesi però: a me farebbe
  piacere  che il Governo e, nella fattispecie, anche l'assessore  al
  ramo all'energia si occupasse anche di applicare le norme residuali
  che  stanno  nella famosa legge di ripublicizzazione  del  servizio
  idrico.  Le pongo una domanda: lei che è attento ai numeri,  ma  le
  sembra normale che in Sicilia il fornitore di acqua all'ingrosso  a
  cui  dovremmo riconoscere 23 milioni in provincia di Enna  acquista
  qui  a Palermo l'acqua a 5 centesimi al metro cubo nei consorzi  di
  bonifica e la rivende con il 1000 per 1000 di ricarica a 0,70?
   Qual'è  la  ragione  a  questo Governo che spesso  sa  mostrare  i
  muscoli  ai  più deboli, e parlerò ora anche degli sportellisti,  e
  non affrontiamo il tema? Lei ha fatto una ricognizione di un debito
  fuori bilancio, io non mi rivolgo a lei, io dico oggi il buon senso
  vuole  che la norma venga ad essere suddivisa nelle due fattispecie
  e non capisco nemmeno la soppressione del quinto comma, onestamente
  non  capisco  perché  la norma che stabilisce che  va  all'EAS,  al
  gestore,  le  reti  comunali e sovra comunali, non  capisco  perché
  dovremo sopprimere una norma.
   C'è  un dato di fatto, che questa situazione che non si è riusciti
  a  risolvere  di  avere  un commissariamento  dell'Ente  acquedotto
  siciliano che produce, mi sembra, ottomilioni di debiti l'anno  più
  le  spese per il commissariamento; è un problema di quelli che sono
  eterni, che vengono posizionati in maniera eterna.
   Però,  nel frattempo, a gestore unico della Sicilia, a cui  questa
  Regione nel 2004, ha consegnato per quarant'anni dighe, acquedotti,
  impianti   di   sollevamento  senza   nulla   in   cambio.   Questi
  diecimilioni,  l'avevo  scritto in una prima  stesura,  vanno  agli
  sportellisti,  precisando una cosa, lo dico  ai  colleghi,  che  la
  questione  degli  sportellisti è legata ad  aspetti  amministrativi
  perché  deve  essere l'Assessorato a chiudere una  vicenda  per  la
  quale  sta prendendo in giro millesettecento sportellisti e novanta
  deputati. Perché ora è l'ora della verità, il 15 settembre  debbono
  arrivare  i  progetti,  perché  altrimenti  ai  millesettecento  si
  aggiungono i novanta deputati.
   Ma  se  l'Assessorato e il dipartimento di competenza non agiscono
  solo  in  maniera dilatoria, anche questi diecimilioni non  saranno
  sufficienti.
   Concludo,  Assessore,  pregandola  di  estrapolare  la  parte  che
  riguarda  la questione della quiescenza, togliendo tutta  la  parte
  relativa  ad  un  riconoscimento di un  debito  fuori  bilancio,  a
  sottrarre ai comuni altri duemilioni di euro, a un quinto comma, di
  cui  non  capisco  assolutamente la ragion e ad  utilizzare  questa
  posta in bilancio per dieci milioni all'emendamento di Lentini e di
  altri deputati.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Figuccia,  Ne  ha
  facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor  Presidente,  Governo,  onorevoli  colleghi,  mi
  sembra  che  finalmente  - e lo leggo nelle  parole  dell'onorevole
  Panepinto   che   in   maniera  accorata  difende   finalmente   un
  provvedimento   di   cui  c'era  esigenza  grazie   all'emendamento
  presentato dall'onorevole Milazzo, dall'onorevole Lentini,  Maggio,
  e  da  tanti  altri  parlamentari che vedo stanno  firmando  questo
  provvedimento e insieme a loro gli onorevoli Fontana,  Cordaro,  il
  presidente  Falcone. Tutti deputati che avevano  già  espresso  una
  volontà rispetto alla norma, lo avevano fatto tempo addietro quando
  il  provvedimento  era stato votato in Parlamento,  e  rispetto  al
  quale,   caro  Presidente  dell'Assemblea,  ma  soprattutto,   caro
  assessore Baccei, lei ha voluto continuare ad opporsi.
   Però  vede,  la  cosa  più  grave a cui  stiamo  assistendo  oggi,
  assessore  Baccei, la cosa più grave è che lei abbia persino  avuto
  l'ardire  e  da lei non ce lo saremmo aspettati, di avere  toni  di
  minaccia nei confronti del Parlamento.
   Le  voglio ricordare che il ruolo del Parlamento in questo caso  è
  assolutamente  sovrano, è insindacabile. Non può venire  in  questo
  Parlamento a dire che un emendamento sarà oggetto della valutazione
  della  Corte dei conti, perché tutte le cose che ha fatto lei,  che
  ha  proposto  lei, tante volte, passando persino sulla testa  degli
  atteggiamenti  talvolta  difficilmente,  ma  talvolta  giusti   del
  Governo  regionale,  quelli  non li  ha  mai  sottoposti  a  nessun
  giudizio,  né degli altri componenti del Governo, né del Presidente
  della Regione, né della Commissione  Bilancio, né del Parlamento.
   Quindi,  siccome ora ci troviamo di fronte ad un caso  gravissimo,
  in cui l'Assessorato, addirittura, oltre ad omettere la possibilità
  di   stanziare  quelle  legittime  somme,  sta  chiedendo   l'audit
  preventivo ancora una volta della Corte dei Conti, allora è  chiaro
  che  voi  ci giocate con questa cosa Assessore Baccei. Però  lei  è
  stato  smascherato,  è stato smascherato dal Governo  nazionale,  è
  stato  smascherato persino dagli altri componenti del suo  Governo,
  il Presidente della Regione se n'è dovuto andare altrimenti avremmo
  assistito  ad una discussione in Aula. Perché mentre lei  dice  che
  non   c'è   copertura  finanziaria  e  che,  addirittura,  dovremmo
  sottoporre questo provvedimento alla Corte dei Conti, il Presidente
  della   Regione,  sommessamente,  si  allontana  dall'Aula,   quasi
  vergognandosi, dico quasi perché in questo momento non lo guardo in
  viso  e  non  posso cogliere il rossore del suo volto e  della  sua
  faccia.
   Tuttavia,  auspico che il Presidente della Regione  possa  tornare
  immediatamente in Aula per smentirmi, per smentire lei  e  le  cose
  gravissime  che  ha  detto nei confronti di un  Parlamento  il  cui
  potere legislativo che si esprime anche attraverso la presentazione
  dei  disegni  di  legge,  degli  articoli,  degli  emendamenti,  le
  ricordo,  Assessore  Baccei e, purtroppo, è una  lezione  veramente
  minima di giurisprudenza, da lei non me lo sarei aspettato, capisco
  che  lei  è un economista ma gli elementi minimi, venire a dire  al
  Parlamento  - qua ci sono tanti avvocati - che un emendamento  sarà
  soggetto alla valutazione della Corte dei Conti e, addirittura,  ha
  detto  che  chi  voterà questo emendamento ci rimetterà  di  tasca.
  Assessore  ha  sfiorato  il ridicolo,  da  lei  questo  non  ce  lo
  aspettavamo.  Passiamo  al voto di questo  emendamento  e  poniamo,
  finalmente, la parola fine rispetto ad una vicenda che ha visto non
  solo  millesettecento persone soffrire per colpa vostra,  non  solo
  millesettecento persone venire a pietire la richiesta di un  lavoro
  sotto  questo  Palazzo, con una donna che è stata  in  digiuno  per
  dieci  giorni, la moglie di un carabiniere, una donna di Agrigento,
  a  cui  avete  tolto  il lavoro e che adesso  volete  continuare  a
  mortificare.  Questo  non  lo potete fare,  non  è  giusto  che  lo
  facciate  e noi non ve lo permettiamo. E lo faremo con voto  palese
  questo voto perché lo chiede la gente, perché la piazza qui sotto è
  piena  di  gente  che  vi dice che siete inadeguati.  Non  riguarda
  soltanto gli sportellisti, riguarda il tema delle politiche  attive
  del lavoro, riguarda il tema di tanti soggetti che si rivolgono  al
  Centro  per  l'impiego  per  cercare risposte  da  un  Governo  che
  risposte non ne dà e che oggi le riceverà dal Parlamento.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Oddo. Ne ha facoltà.

   ODDO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  la  questione  del
  trattamento  pensionistico degli ex dipendenti dell'EAS  attiene  -
  qua  abbiamo molti legali che sono anche parlamentari - oserei dire
  alla  certezza del diritto. Qua la questione è semplice,  semplice,
  se  qualcuno  non l'abbia ancora capito. C'è stato  un  errore,  da
  parte   della  Regione,  quando  l'EAS  è  stato,  sostanzialmente,
  accorpato  al nostro Istituto e i dipendenti sono stati  equiparati
  ai  dipendenti  regionali.  Questa operazione  all'epoca  ha  fatto
  riferimento  ad una normativa nazionale preesistente,  ma  è  stata
  fatta  con  un  atto amministrativo. È stato un errore  procedurale
  fatto  all'epoca dalla Regione. Oggi viene il Governo  e  dice  che
  siccome  non  l'abbiamo recepita con norma di  legge  ma  con  atto
  amministrativo, noi di questo atto amministrativo  non  ne  teniamo
  più  conto,  a nostro parere non è più valido, perché  ci  comporta
  oneri  e  ci  comporta un trattamento economico troppo  favorevole,
  oggi  noi  riteniamo,  nei  confronti dei  dipendenti  dell'EAS  in
  quiescenza. Questa cosa, evidentemente, prima l'onorevole Panepinto
  parlava  della Corte dei Conti, io oserei dire che non  è  solo  un
  problema  di Corte dei Conti, ma domani potrà essere materia  anche
  di  altra  natura,  dal punto di vista giudiziario.  Credo  che  lo
  spirito  di  questi  ultimi  atti che stiamo  compiendo  in  questo
  Parlamento,  prima  della  fine della legislatura,  sia  quello  di
  sistemare  le  cose  che possiamo sistemare,  nell'interesse  della
  Sicilia e dei siciliani. Credo che questa questione che attiene  ai
  dipendenti dell'EAS in quiescenza sia una di queste.
   Chiedo, a nome del gruppo parlamentare del Partito socialista,  al
  Governo,  all'Assessore Baccei, in particolare, di  recepire  nella
  riscrittura  che il governo ha fatto dell'articolo 5, l'emendamento
  che  il  mio  capogruppo  a  nome del nostro  gruppo  parlamentare,
  onorevole  Di  Giacinto ha posto che, sostanzialmente,  rimette  le
  cose al proprio posto.
   Noi,  in  applicazione ad una normativa nazionale  riconosciamo  a
  questi dipendenti dell'EAS una retribuzione di cui hanno goduto, in
  passato ai fini pensionistici e soltanto per un errore di qualcuno,
  all'epoca,  non  fu tradotto in norma di legge, ma fu  tradotto  in
  atto amministrativo.
   E'  un'operazione  che  può essere fatta.  Io  sono  convinto  che
  l'assessore  Baccei,  persona assolutamente,  che  ha  l'elasticità
  mentale  per comprendere le cose che ho detto, non avrà  difficoltà
  nel  recepire  nel  sub emendamento, la proposta dell'onorevole  Di
  Giacinto  che  consente  di dare serenità  pensionistica  a  questi
  dipendenti  dell'EAS e, mi permetto di dire, di fare  un'operazione
  di giustizia previdenziale, chiamiamola così,
   Sarebbe  molto  grave,  qualora il Governo  non  recepisse  questo
  invito che mi pare provenga, certamente dal Partito socialista  che
  ha  fatto  l'emendamento,  ma  anche da  ampie  forze  presenti  in
  quest'aula parlamentare.
   Invito il Governo a prendere atto di questa volontà che emerge  e,
  quindi,  niente  di  grave  o  più che a  riscrivere  l'emendamento
  presentato dal governo, a recepire al proprio interno il  contenuto
  della proposta del Partito socialista italiano.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Cordaro.  Ne  ha
  facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo di  evitare
  che   lo   scempio  del  Governo  Crocetta,  attraverso  le  parole
  dell'Assessore  Baccei  che sta scappando  fuori  dall'Aula,  possa
  essere asseverato da questo Parlamento.
   Signor  Presidente, è accaduta una cosa gravissima qualche  minuto
  fa  e  io  mi  aspetto,  per un verso che  il  Presidente  Crocetta
  smentisca  il  suo  Assessore,  ma mi aspetto  soprattutto,  signor
  Presidente   dell'Assemblea  che  è  la  massima  istituzione   del
  Parlamento  stigmatizzi le parole di un assessore che ha minacciato
  il Parlamento e questa cosa io non permetterò che passi in sordina.
   Questo Parlamento ha i suoi uffici che valutano se una norma possa
  far parte del sistema legislativo o no.
   Le  ipotesi  sono  due  o l'Assemblea, la Presidenza  dispone  che
  quell'emendamento  è  inammissibile,  irricevibile   che   non   ha
  copertura finanziaria, oppure l'Assessore deve essere cacciato. Non
  può  minacciare  il Parlamento dicendo che chi voterà  un  articolo
  finirà dinanzi la Corte dei Conti.
   Questo  Parlamento  è insindacabile. Siamo alla frutta.  Usciamone
  bene, con dignità
   Nessuno prende la parola. Non succede niente, ma a che punto siamo
  arrivati?
   L'Assessore   Baccei  ha  minacciato  i  deputati,   dicendo   che
  pagheranno con le loro tasche.
   Signor Presidente, qui stiamo attentando alla democrazia, da parte
  di  un  uomo che non sappiamo per quale ventura si trovi su  quegli
  scranni,  da  parte di un uomo che non ha mai avuto un voto  perché
  non si è mai candidato.
   Signor  Presidente, io le chiedo di sospendere l'Aula. L'Assessore
  Baccei  torni  sui  suoi  passi, dica che  si  è  confuso,  che  ha
  sbagliato, perché quello che è accaduto è gravissimo.
   Se una norma, dopo essere passata al vaglio degli organi proposti,
  viene  sottoposta  al  voto dell'Aula è una  norma  legittima.  Non
  esiste  soggetto,  deputato  o  no,  assessore  o  no,  che   possa
  permettersi  di assumere toni, modi e parole come quelle  che  sono
  state espresse qualche minuto fa dall'assessore Baccei. Rispetto  a
  questo  non  c'è  collegato  che  tenga.  O  questo  Parlamento  si
  riappropria  della  sua  dignità oppure è  meglio  davvero  che  ne
  andiamo  a  casa  e  che lasciamo tutto agli ascari  che  ci  avete
  regalato in questi cinque anni

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, onestamente ritengo che l'assessore Baccei abbia fatto un
  intervento  tecnico  in  cui afferma che  ci  sono,  rispetto  alla
  questione  dei debiti fuori bilancio, responsabilità  oggettive  ma
  sicuramente   non  soggettive.  Nessun  parlamentare   può   essere
  condizionato rispetto al voto. Fra l'altro, noi abbiamo  apprezzato
  l'autonomia  del  Parlamento  in  occasione  dell'approvazione  del
  Rendiconto  proprio  perché  lì,  nonostante  la  nota  che   fosse
  pervenuta  dalla  Procura della Corte dei conti, il  Parlamento  in
  assoluta autonomia ha approvato quel consuntivo e rifacendosi   sia
  alla sentenza formale della Corte dei conti.
   Non  credo  che sia in questa discussione, né, credo,  onestamente
  che  l'assessore Baccei volesse operare una forma minima di ricatto
  nei  confronti del Parlamento. Credo che abbia voluto semplicemente
  avvertire su possibili responsabilità oggettive e contabili che non
  sono  a  carico sicuramente dei singoli parlamentari, ma  i  debiti
  fuori  bilancio comunque prima o poi vanno coperti. Vuol dire  che,
  se  il  Parlamento  dovesse votare questo provvedimento,  bisognerà
  comunque  pensare successivamente alla manovra di assestamento  che
  possa  coprire quei debiti; però, credo che non abbia  voluto,  per
  quanto conosco l'assessore Baccei, non si è mai verificata una cosa
  del  genere  che abbia voluto porre il Parlamento di fronte  ad  un
  ricatto.  Per  essere  chiari, ha voluto  solo  avvertire  che  poi
  rimangono   scoperte  quelle  voci  e,  successivamente,  bisognerà
  comunque  provvedere  ad una manovra correttiva.  Però,  la  libera
  scelta del Parlamento rimane tutta.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ieri  sono  uscita
  dall'Aula  ed ho trovato uno spettacolo fuori che sul  piano  umano
  pone  non  una riflessione ma mille, e sul tema istituzionale,  del
  dovere istituzionale, credo, ancora di più.
   Da  tre  anni questi, gli sportellisti, di cui tutti ve  ne  siete
  occupati in Commissione  Lavoro , soprattutto i commissari e chi ha
  meglio seguito questa vicenda, hanno fatto non so quante audizioni.
  Sono  state fatte tre norme, si era fatto un crono-programma e pure
  abbiamo fatto una finanziaria, successivamente alla finanziaria  il
   collegato ,  ci sono inserite delle somme. Ed allora,  rispetto  a
  quale esigenza maggiore ci può essere di fronte a 1.700 persone che
  da  tre  anni non lavorano, non percepiscono lo stipendio, che  non
  hanno più ammortizzatori sociali, che non riescono più a pagare  il
  mutuo  che  penso  che sia una cosa incredibile  vedere  e  vederli
  sostare, scioperare per reclamare quello che è un loro diritto cioè
  il diritto al lavoro.
   Questo Governo ha tolto la speranza del lavoro non solo ai giovani
  purtroppo,  ma  anche  alle  famiglie e  vi  è  una  responsabilità
  precisa.  In  quest'Aula  non  abbiamo  visto  l'Assessore  per  la
  famiglia e per le politiche sociali, non abbiamo visto spendere una
  sola parola in Commissione  Bilancio  per trovare una soluzione.
   Non  voglio  difendere la mia posizione che è la posizione  di  un
  deputato, di un deputato dell'opposizione che quando la maggioranza
  viene  qui  e  vota e contano i numeri e noi i  numeri  non  ce  li
  abbiamo, ma il Governo ieri, il PD ieri, l'onorevole Panepinto,  il
  Capogruppo, ha presentato un emendamento.
   Ed allora, o si prende in giro questa gente e non credo che nessun
  parlamentare  a  qualsiasi forza politica  appartenga  che  si  sia
  occupato di questo problema abbia mai pensato di prendere  in  giro
  nessuno  di  questi lavoratori. Ma per quale motivo abbiamo  dovuto
  dare 7 milioni di euro per l'informatizzazione della biblioteca  di
  Palazzo  D'Orleans, non poteva aspettare l'informatizzazione  altri
  tre, quattro, sette, dieci mesi? Non avrebbe potuto aspettare?
   Sapete, Presidente della Regione, che cosa purtroppo dicono questi
  lavoratori  -  ed  io  su  questo  desidero  chiarezza   da   parte
  dell'Assessore che non c'è, da parte di un direttore  generale  che
  non si è visto -?  Sostengono che oggi vi è una tattica ben precisa
  -  di  non  fare  partire questi corsi e di non  fare  partire  gli
  sportellisti  -  che  è  quella di attingere  ai  bandi  europei  e
  nazionali   per  evitare  che  si  scorra  l'albo  e,  quindi,   la
  possibilità di aprire a nuove assunzioni.
   Io  non ci voglio credere  Io invece ritengo che il percorso si  è
  arenato,  caro Presidente Crocetta, perché la burocrazia regionale,
  in   questo  caso  dell'Assessorato  della  famiglia,  abbia  perso
  un'occasione  importante e cioè quella di fare perdere  e  di  fare
  ritardare i fondi.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, la Commissione  dopo  aver
  parlato  lungamente  con  i funzionari dell'Assemblea  -  perché  è
  giusto  che noi ci rapportiamo solo ed esclusivamente ai funzionari
  dell'Assemblea regionale siciliana - avrebbe trovato una  soluzione
  che  io sottopongo alla vostra attenzione in maniera tale da capire
  se  possiamo  velocemente arrivare alla soluzione.  Una  soluzione,
  Assessore  Baccei,  che  mi permetto di dire  non  è  assolutamente
  lesiva  delle  prerogative di nessuno, che riconosce  anche  questo
  debito fuori bilancio, che è una soluzione tecnica ma che merita il
  vostro ragionamento.
   Quant'è  la  somma che è stata impegnata per questo  debito  fuori
  bilancio?   26   milioni  389  mila.  Di  conseguenza,   la   somma
  disponibile, onorevoli Lentini, Milazzo, Figuccia, Maggio, che  noi
  possiamo  utilizzare  nel  2017 non  è  10  milioni,  ma  la  somma
  disponibile  è  solo 7 milioni 796,46. Questa è la  somma  che  noi
  possiamo  destinare quest'anno agli sportellisti, dopodiché  rimane
  questo debito.
   Questo  debito abbiamo visto, Assessore, che lo potremmo  spalmare
  per  13  milioni 694, 50 per il 2018 e per l'identica somma per  il
  2019.
   Se  per  lei questa soluzione tecnicamente va bene, altrimenti  la
  possiamo  spalmare  per  tre anni ed arrivare  nel  2020.  Possiamo
  anche, simbolicamente

   PANEPINTO. Sempre che questi soldi spettino

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Io  non sto entrando sul fatto politico se spettano o meno, io  che
  sono  sempre favorevole all'acqua pubblica dovrei dire che non  gli
  spettano.
   Fra  le  altre cose, vorrei anche ricordare a tutti  che  qui  non
  abbiamo sentenza su questa vicenda, però io non voglio entrare  sul
  fatto politico, voglio entrare sul fatto tecnico.
   Noi   possiamo  impegnare  subito  7  milioni  e  mezzo  per   gli
  sportellisti, fare una piccola rata quest'anno, Assessore,  di  296
  mila  euro  che  gli andiamo a riconoscere e poi  il  rimanente  lo
  dividiamo. Su questo abbiamo visto che li possiamo utilizzare anche
  perché li stiamo prendendo dal capitolo

   PANEPINTO. Con debiti fuori bilancio   C'è la sentenza.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Non  è così questo, onorevole Panepinto, perché, per essere chiari,
  il  decreto legislativo n. 118 dice che ci sono altre cose. Qui  il
  problema è questo: noi riteniamo, Assessore Baccei, che li possiamo
  utilizzare  e  che possiamo spalmare le somme che stiamo  prendendo
  adesso, sette e mezzo, per l'anno 2018 e 2019.
     Io,  se  gli  uffici dell'Assemblea hanno qualche altro  dubbio,
  salgo  subito  e  chiarisco ulteriormente, ma  ritengo  che  questa
  operazione si possa ampiamente fare.

   MAGGIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAGGIO.  Signor Presidente, certamente il mio intervento è diverso
  da quello che avrei fatto prima e mi pare assolutamente che sia una
  soluzione  buona,  però ci vuole un impegno formale  da  parte  del
  Governo che si parta subito con i progetti per questi lavoratori: 6
  più  7, 13. Nell'attesa che poi si possono utilizzare al più presto
  possibile le risorse che ci sono con i fondi europei questo impegno
  deve  essere  preciso;  Presidente,  se  lo  assuma  nei  confronti
  dell'Assessorato di pertinenza.

   MILAZZO ANOTONELLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  ANTONELLA. Signor Presidente, intervengo sull'emendamento
  5.23  che  porta anche la mia firma e su cui invito ad un ulteriore
  approfondimento ed un apprezzamento da parte dell'Aula  per  quanto
  riguarda  la  questione più volte trattata relativa al  trattamento
  integrativo dei pensionati ex EAS dell'ente acquedotti siciliani in
  liquidazione.
   Io credo che questa questione vada risolta in punta di diritto, ma
  anche  con uno sforzo di giustizia. Stiamo parlando di persone  che
  hanno avuto riconosciuto un diritto ad una pensione integrativa con
  una  legge del 1999; persone che aspettano, quindi, questa pensione
  da ben 18 anni.
   Credo   che   nel   nostro  ordinamento  esistano   dei   principi
  fondamentali che riguardano la certezza del diritto, che riguardano
  la  certezza  della  vita  delle  persone,  di  quello  che  ognuno
  costruisce  come  progetto di vita e credo che  dopo  18  anni  sia
  assolutamente ingiusto pretendere di cancellare con  un  tratto  di
  penna  quelle  che  sono le aspettative basate,  ripeto,  su  norme
  giuridiche  ormai approvate e in attesa di applicazione  da  troppo
  tempo.
   Credo   che  sia ingiusto agire su diritti quesiti di persone,  di
  famiglie  che su questa aspettativa hanno fondato la loro  vita,  i
  loro   progetti  di  vita  familiare  e  credo,  quindi,  che  vada
  apprezzato questo emendamento per far fronte con il fondo  speciale
  transitorio  ad  esaurimento  anche  al  pagamento  delle  pensioni
  lavorative di questi lavoratori e delle loro famiglie.

   PICCIOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PICCIOLO.  Signor Presidente, rapidamente per dire che  il  Gruppo
  parlamentare  Sicilia  Futura, a prescindere  dalle  responsabilità
  reali,  astratte,  future che l'Assessore Baccei impropriamente  ha
  attribuito al Parlamento, voterà compattamente a scrutinio palese a
  favore  dell'emendamento  proposto  dall'onorevole  Lentini  perché
  riteniamo  il  problema degli sportellisti un problema fondamentale
  che  merita  una risoluzione al di là delle polemiche che  si  sono
  creati.

   PRESIDENTE. Non ci sono altri interventi.
   Onorevoli  colleghi, siccome la seduta sarà sospesa  e  riprenderà
  alle ore 15.30, la Commissione  Bilancio , frattanto, è autorizzata
  ad  esaminare  l'emendamento CAS e anche  l'emendamento  annunciato
  dall'onorevole Vinciullo e non ancora presentato.
   Pertanto, la  seduta è sospesa e  riprenderà alle ore 15.30.

     (La seduta, sospesa alle ore 14.15, è ripresa alle ore 15.57)

                  Presidenza del Presidente ARDIZZONE

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  stanno  avvenendo  delle  cose,
  obiettivamente,  che  mi  lasciano  molto  perplesso.   Ad   inizio
  legislatura  ho  detto che non avrei consentito mai  nessuna  legge
  omnibus,  e  non consentirò nessuna legge omnibus, per dignità  del
  Parlamento  e  del  ruolo  dei  singoli  parlamentari   E'  inutile
  sollecitare  singole  stanze  e  poi  scaricare  sulla   Presidenza
  dell'Assemblea che non trovano accesso  E' un gioco inutile

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Non c'è un riferimento particolare, onorevole Formica.
  Ne ha facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi ci dibattiamo,
  con  questo   collegato  alla finanziaria,  da  cinque  mesi  e  il
  Parlamento si è impegnato sotto tutte le sue svariate articolazioni
  ad affrontare una serie di temi. Lei stesso ha stralciato una serie
  di   temi   che  erano  previsti  ed  inseriti  nella  finanziaria,
  destinandoli al  collegato .
   Ricordo a me stesso che abbiamo approvato la finanziaria perché si
  era   detto  che,  contestualmente,  si  sarebbe  dato   avvio   al
   collegato .
   Ora, è chiaro che la complessità dei temi che si stanno addensando
  rende  impraticabile  completare tutto  l'iter  del   collegato   e
  renderà impossibile l'approvazione delle Province.
   Lo   sa   cosa  le  propongo,  Presidente?  Chiudiamolo   qua   il
   collegato

   PRESIDENTE   Sono d'accordissimo  Chiudiamo e poi  si  riprende  a
  Settembre    No,  non  sono  più  disponibile   Per   dignità   del
  Parlamento

   FORMICA. No, no chiudiamolo qua  Stralciamo le norme che ci sono e
   .

   PRESIDENTE. Chiudiamo qua  Tutto

   FORMICA. Chiudiamo qua ed esaminiamo la legge sulle Province.

   MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi  io  sono
   sfascista  di professione però, Presidente, dopo il lavoro che  ha
  fatto  il  Parlamento  -  ed io non ho emendamenti  o  articoli  da
  difendere  - però, Presidente, ci sono delle persone che  aspettano
  delle  risposte, ci sono delle persone che si sono rivolte  non  al
  singolo deputato bensì al Parlamento.
   Presidente,  lei ha svolto un lavoro ineccepibile  fino  a  questo
  momento; noi dobbiamo lavorare sul collegato, su quegli emendamenti
  - lei ha detto ieri ed io ho ascoltato con grande attenzione -,  ai
  quali   le  Commissioni  di  merito  hanno  dato  un  voto   o   un
  apprezzamento. Basta, quello è il lavoro sul quale il Parlamento  è
  chiamato ad esprimersi.
   Signor  Presidente,  mi verrebbe da dire:  diamo  corso  a  questo
  attimo  di  estemporaneo malessere ; no, ci sono tante persone  che
  hanno  bisogno del senso di responsabilità del Parlamento ed invito
  i  deputati, tutti, che presentano norme aggiuntive ad evitare ed a
  non buttare al vento il buon lavoro che è stato fatto.


   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


     Comunicazione di cambio denominazione di Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE.  Informo  che,  con  nota  pervenuta  alla  Presidenza
  dell'Assemblea  in  data  8  agosto  2017  e  protocollata  al   n.
  6296/AulaPG-SGPG  del 9 agosto successivo, gli  onorevoli  Formica,
  Barbagallo  Alfio e Musumeci,  componenti del  Gruppo  parlamentare
   Lista  Musumeci  verso  Forza Italia ,  hanno  comunicato  che,  a
  decorrere  dall'8 agosto 2017, il Gruppo parlamentare in parola  ha
  assunto   la   nuova  denominazione   Lista  con   Nello   Musumeci
  #DiventeràBellissima .

   L'Assemblea ne prende atto.

                            Stralcio I/A

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


  Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n. 1276
                             Stralcio I/A

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, c'è una richiesta del  Capogruppo
  della  Lista  -  come  vi  chiamate adesso  -  DiventeràBellissima,
  l'onorevole  Formica, cioè di passare al voto finale del  collegato
  dopo  avere  trattato le province. Chi parla a favore e  chi  parla
  contro?

   MILAZZO GIUSEPPE. Io parlo contro.

   CLEMENTE. Io pure, signor Presidente.

   PRESIDENTE.  La  proposta è di bloccare quello che  abbiamo  fatto
  fino  ad  adesso.  Per essere chiari: non era presente  gran  parte
  della  II  Commissione.  Ho detto che non  avrei  consentito  leggi
  omnibus  e  non  arriverò  alla fine  della  legislatura  perché  i
  disastri  saranno notevoli per la semplice ragione  che,  in  piena
  campagna  elettorale, il Governo - sono 60 giorni - potrà impugnare
  quelle norme sulle quali c'è una certa elasticità. Per cui dobbiamo
  essere  più rigorosi a maggior ragione che questa, sicuramente,  se
  non  l'ultima  è  quasi  l'ultima seduta. Su questo  siamo  chiari,
  questo è il dato di base.
   Siccome,  alla  fine, questa mattina, mi sono fatto  carico  delle
  esigenze, ognuno parla, l'onorevole Milazzo diceva le esigenze  del
  Parlamento,  le  esigenze del Parlamento vengono  portate  in  sede
  parlamentare  ed in Commissione prima; dobbiamo capire  quello  che
  dobbiamo fare arrivati a questo punto.

   ARANCIO. Votiamo il collegato. Lo dobbiamo ai siciliani.

   PRESIDENTE. Onorevole Arancio, io non sto parlando delle province,
  sto  dicendo  che  siccome ci sono tutta una serie  di  emendamenti
  aggiuntivi,  dobbiamo  capire  quello  che  dobbiamo  fare.  Stanno
  arrivando perché arrivano attraverso altra forma.

   ARANCIO. Non prenda in considerazione gli emendamenti aggiuntivi

   PRESIDENTE. Si, però, non mi posso neanche permettere le  proteste
  generali  dal  mondo  del  precariato  il  quale  sostiene  che  il
  sottoscritto avrebbe bloccato le norme sui precari. Non lo consento
  ad alcuno  Perché è un mondo che è stato preso in giro nel corso di
  questi anni e nessuno può speculare su queste cose.

   (Applausi da parte dei deputati del Gruppo parlamentare Movimento
                            Cinque Stelle)

   FORMICA. Votiamo.

   MILAZZO GIUSEPPE. Voto contro.

    FALCONE. Facciamolo e basta, signor Presidente.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, ho bisogno  di  interloquire  col
  Governo, per cui sospendo la seduta per cinque minuti.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.04, è ripresa alle ore 16.48)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, invito i deputati a non presentare
  più   emendamenti.  Gli  emendamenti  aggiuntivi  sono  stralciati.
  Ammetto solo emendamenti, quei pochissimi dove c'è una condivisione
  e presentati dal Governo. Non ammetto altri emendamenti.

   LENTINI. Anche il mio?

   PRESIDENTE. Onorevole Lentini, può passare attraverso il  Governo.
  Siccome  gli  emendamenti presentati dal Governo, per  definizione,
  hanno copertura finanziaria, chi presenta gli emendamenti si assume
  pure la responsabilità degli emendamenti che si presentano.
   Sarò  più chiaro, a scanso di equivoci: noi siamo quasi all'ultima
  legge,  rischiamo l'impugnativa su norme che non hanno  profili  di
  costituzionalità   certa.  Questo  è  il  dato  fondamentale.   Noi
  rischiamo in piena campagna elettorale di fare un danno enorme alla
  Sicilia  sul  presupposto che noi in questo momento votiamo  e  fra
  sessanta giorni ci ritroveremo sotto processo, come ARS, perché non
  avrà  saputo  legiferare.  Questo non è ammissibile,  perché  sugli
  emendamenti  che  mi  ripresenta  il  Governo  esprimerò  eventuali
  perplessità  di  carattere costituzionale e ognuno si  assumerà  le
  proprie  responsabilità. Chiaro? Leggi omnibus  non  se  ne  fanno,
  quindi, eventuali emendamenti se il Governo me li presenta in tempo
  saranno vagliati da questo Ufficio.
   L'Ufficio,  siccome vengono presentati dal Governo,  dirà  con  la
  massima chiarezza se vi sono profili di incostituzionalità, se sono
  completamente evidenti è chiaro che vengono stralciati,  altrimenti
  ognuno  si assume le proprie responsabilità sia chi l'ha presentato
  sia  chi  lo vota.  Responsabilità, ovviamente, di ordine  politico
  non  di altra natura perché, comunque, facciamo atti legislativi  e
  non atti amministrativi.

   VINCIULLO,  presidente  della Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente,    onorevoli   colleghi,   Governo,    eravamo    fermi
  all'emendamento 5.27.1, avevamo avuto, da parte del  Governo,  come
  Commissione l'incarico di riscrivere una parte dell'articolo 5, per
  individuare le risorse.
   Io  ero  venuto  in Aula e avevo detto dove dovevamo  prendere  le
  risorse, il Presidente della Regione ha detto che era favorevole  a
  questo emendamento, lo avevamo trascritto a mano adesso abbiamo  la
  trascrizione  con  il  computer,  per  essere  leggibile,  riguarda
  l'individuazione delle risorse per gli  sportellisti'.

   PRESIDENTE. Lo fa avere a questo Ufficio per una verifica?
       Onorevoli  colleghi  è  stato  distribuito  l'emendamento   di
  riscrittura  sugli ex sportellisti. Io gradirei che la  Commissione
  lo illustrasse, e  gradirei avere il parere del Governo.

        VINCIULLO,  presidente della Commissione e relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi l'articolo  5  affronta  tutta  una
  serie di problematiche legate all'acqua e in modo particolare  alla
  società  Ente Acquedotti Siciliani in liquidazione.  Al  comma   8,
  dell'articolo 5, vengono stanziati 26.389.389,00 suddivisi  in  tre
  annualità  per potere fare fronte alle spese che nel  passato  sono
  state  sostenute dall'EAS e che si configurano come veri  e  propri
  debiti fuori bilancio.
   Nello  stesso  tempo è emersa in Aula da parte di tutti  i  gruppi
  politici,  da  parte  di tutti i deputati la  necessità  di  venire
  incontro   alle   legittime   attese  dei   lavoratori   cosiddetti
   sportellisti' i quali da anni non lavorano, sono in una situazione
  di  difficoltà,  nonostante abbiamo stanziato questi  sei  milioni,
  purtroppo,  queste  somme non sono state  ancora  utilizzate  e  le
  risorse   nazionali,   europee,  su  cui,  comunque,   il   garante
  garantisce, l'Assessorato, non è stato nelle condizioni di  poterli
  impegnare.
   Era  stato fatto un emendamento da parte di colleghi che prevedeva
  un  impegno di dieci milioni di euro. Nel fare tutta una serie, per
  cui  toglievano  questi dieci milioni di euro ai ventisei  milioni.
  Nel   fare  il  riscontro,  la  Commissione  insieme  agli   Uffici
  dell'Assemblea,  sono  giunti  alla conclusione  che  non  potevamo
  impegnare  dieci milioni in quanto la quota destinata nel  capitolo
  di  quest'anno  non  era dieci milioni di euro  ma  era  una  somma
  inferiore che era pari a 8.796.463,00 per questo motivo durante  il
  mio  intervento ho chiesto al Governo se era disponibile a traslare
  le  somme che dovevamo dare al 2018 e 2019 in maniera tale  che  la
  quota  già  esistente, in questo momento, cioè  nel  2017,  potesse
  essere utilizzata per i lavoratori degli sportelli.
   Il   Presidente   della   Regione   finito   il   mio   intervento
  immediatamente ha detto di si e immediatamente ha dato  l'o.k.  del
  Governo affinché la Commissione riscrivesse questo emendamento.
   La  Commissione,  quindi, così come era emerso  dal  dibattito  ha
  deciso di impegnare  otto milioni di euro degli 8.796.000,00,   per
  i lavoratori degli ex sportelli, in maniera tale che ai sei milioni
  si  aggiungono  questi otto ed arriviamo a quattordici  milioni  di
  euro che sono a disposizione.
   Per  quanto  riguarda  invece il debito che è stato  riconosciuto,
  ricordo  sempre  l'articolo 73, comma 1, e non  lettera  e),  bensì
  lettera  b)  del decreto legislativo 23 giugno 2011 n. 118,  adesso
  verrà  così  suddiviso:  per quanto riguarda  quest'anno,  soltanto
  796.463  anziché  8.796,  e questi 8 milioni  verranno  spalmati  4
  milioni  nel  2018,  4 milioni nel 2019, ed è stata  data  pure  la
  copertura  per il 2018 e 2019, in modo tale che oggi  noi  possiamo
  approvare l'emendamento a favore dei lavoratori ex sportellisti.
   Sono disponibile a dare ulteriori chiarimenti nel caso in cui  non
  si stato abbastanza chiaro.

   PRESIDENTE. Su questo emendamento, parere favorevole o contrario?

   BACCEI,  assessore per l'economia. La copertura come  espressa  va
  bene. Per quanto riguarda il parere, interviene il Presidente della
  Regione.

   CROCETTA,   presidente   della  Regione.   Sinceramente   riterrei
  inopportuno  togliere  soldi alle province,  credo  che  4  milioni
  nell'economia generale dei comuni non cambiano assolutamente nulla,
  ma togliere due milioni a enti completamente in difficoltà .

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Se lei vuole che mi altero, ci riesco subito  Qual è il problema  a
  chi li stiamo togliendo i soldi? A nessuno.

   PANEPINTO. Credo che la copertura per gli sportellisti arriva, per
  i debiti fuori bilancio.

   CROCETTA,  presidente  della Regione, Sì però  nel  2018,  scusate
  togliere soldi nel 2018 alle province  ..

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Presidente lo possiamo chiarire.

   CROCETTA, Presidente della Regione. E lo chiarisca

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  E' triennale.

   CROCETTA, Presidente della Regione. Stiamo parlando del  2018.  Il
  parere del Governo è favorevole.

   PRESIDENTE. Onorevole Panepinto, ritira l'emendamento 5.27.3?

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO. Signor Presidente, l'emendamento non riguarda carattere
  finanziario; il comma 5 sopprime una norma del 1982 che riguarda le
  reti  interne ed esterne del servizio ad acquedotto. Se l'assessore
  o chi per lui me lo spiega.
   L'ho  presentato  perché non ne comprendo  la  ragione  in  questo
  testo.

   BACCEI,  assessore  per l'economia. Premesso  che  non  è  la  mia
  materia, provo a spiegarglielo.
   Il comma 1 prevede il passaggio dalle reti ai comuni, il comma che
  si  va  ad  abrogare  prevede che ci sia il parere  preventivo  del
  consiglio.

   PANEPINTO. Non è così

   BACCEI, assessore per l'economia. Così me lo hanno spiegato: se io
  gli  do le reti e quelli non danno il parere, le reti rimangono  in
  mezzo,  e rimane esattamente la situazione che abbiamo ora,  quindi
  non si risolve, sono in contrasto.

   PRESIDENTE.  Scusate  l'avete  maturato  in  Commissione.  C'è  un
  emendamento di riscrittura.

   PANEPINTO.  No,  l'emendamento di riscrittura è  arrivato  ora  in
  Aula, Presidente.

   PRESIDENTE. Allora si considerano ritirati tutti.
   Si  passa  all'emendamento di riscrittura 5.27.5.R, con il  parere
  favorevole della Commissione.

   CORDARO. Chiedo di apporre la mia firma a questo emendamento.

   FORMICA. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, volevo  spiegare
  semplicemente  per fare chiarezza, che questi otto milioni  servono
  per  la  semplice ragione che nonostante i novantamilioni stanziati
  vantati dal Presidente in quest'Aula, per colpa dell'inerzia totale
  degli Uffici dell'assessorato, a oggi siamo fermi, avevamo previsto
  sei  milioni  di trasferimenti regionali per poterli  fare  partire
  immediatamente, l'inerzia anche in questo caso ha reso inutile quel
  provvedimento, con l'aggiunta di questi otto milioni  di  euro,  si
  consente a questi lavoratori di non solo partire immediatamente  di
  nuovo,  ma di ricevere mensilmente lo stipendio, cosa che  con  gli
  APL non avviene, ecco il motivo Presidente per cui molti lavoratori
  hanno  rifiutato  la chiamata con gli APL, gli APL non  prenderanno
  gli   stipendi  se  non  a  fine  progetto,  così  saranno   pagati
  mensilmente.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 5.27.5 R.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E'approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 5.27, così come è emendato.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E'approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                              «Articolo 6
            Disposizioni in materia di società partecipate

   1. La Regione siciliana e gli enti pubblici sottoposti a controllo
  e  vigilanza  applicano le disposizioni del decreto legislativo  19
  agosto  2016,  n.  175 e le successive modifiche  ed  integrazioni,
  nonché  i  relativi provvedimenti di attuazione. Le  funzioni  e  i
  compiti  ivi  attribuiti  ai  titolari  degli  organi  politici   e
  amministrativi  si  intendono riferite alle  corrispondenti  figure
  istituzionali   in   ambito  regionale.   Restano   confermate   le
  disposizioni di cui all'articolo 33 della legge regionale 7  maggio
  2015, n. 9, e successive modifiche e integrazioni.

   2. All'articolo 33 della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9, sono
  apportate le seguenti modifiche:

   a)  al  comma 1, lettera b), dopo le parole  partecipazione  della
  Regione   sono  aggiunte  le seguenti:  , anche  indiretta,  nonché
  nelle società che svolgono attività in house providing, individuate
  con  decreto del Presidente della Regione in relazione a specifiche
  ragioni di adeguatezza organizzativa, ;

   b)  al  comma  5  le parole  ridotti del trenta  per  cento   sono
  sostituite  dalle  parole   applicati tenuto  conto  della  diversa
  complessità organizzativa .

   3.  Sono  abrogati  i  commi 1 e 3 dell'articolo  20  della  legge
  regionale 12 maggio 2010, n. 11.

   4. All'articolo 64, comma 4, della legge regionale 12 agosto 2014,
  n.  21 e successive modifiche ed integrazioni le parole  di cui  al
  comma  1 dell'articolo 20 della legge regionale 12 maggio 2010,  n.
  11  e  successive  modifiche e integrazioni  sono sostituite  dalle
  parole  partecipate dalla Regione ».

   Onorevoli colleghi, assessore Baccei, stiamo attenti sull'articolo
  6.  Questo è un articolo che la signoria sua ha presentato anche in
  ossequio  alla finanziaria che noi abbiamo approvato, se non  erro,
  il  30  aprile,  perché erano degli adeguamenti.  Ora,  sono  stati
  presentati  tutta  una  serie  di emendamenti  che  io  dichiarerei
  inammissibili,  perché o l'una o l'altra, altrimenti  riapriamo  le
  questioni.
   Dichiaro    inammissibili   tutti   gli   emendamenti   presentati
  all'articolo  6.  L'articolo 6 è una conseguenza della  finanziaria
  approvata  il  30  aprile. Il Ministero  ha  fatto  dei  rilievi  e
  l'assessore  Baccei ha risposto. L'articolo 6 è una conseguenza  di
  quello, o dico male assessore Baccei?

   PICCIOLO.  Signor Presidente, l'emendamento 6.14.R è  soltanto  un
  fatto tecnico.

   PRESIDENTE. Gli emendamenti sono dichiarati inammissibili. Abbiamo
  quelli a firma del Governo.

   TAMAJO. Chiedo di parlare sull'articolo 6.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TAMAJO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, proprio per tornare
  all'articolo  6, avevo pensato di inserire il totale  utilizzo  del
  personale  interno,  e  con l'assessore Baccei  abbiamo  avuto  già
  diverse  discussioni,  proprio per  far  sì  che  questo  personale
  interno, personale che presta servizio presso la società SAS, passi
  da 32 a 36 ore, per evitare che questi benedetti musei continuino a
  rimanere chiusi i sabati e le domeniche, nelle giornate durante  il
  pomeriggio, e soprattutto si possa consentire la maggiore fruizione
  in un momento di grande espansione turistica.
   Assessore Baccei, lei è al corrente di tutta questa questione.  Io
  la  prego  di  darmi un cenno e, soprattutto, di  dire  come  siamo
  messi,  perché  ogni  qual volta si parla  di  musei,  di  attività
  archeologiche e di bene museali noi andiamo ogni volta sul Giornale
  di  Sicilia,  perché facciamo una cattiva figura  perché  i  nostri
  musei vengono regolarmente chiusi e, non solo, continuiamo a pagare
  straordinario, uno straordinario che costa un milione  e  ottocento
  mila   euro  l'anno,  mentre  abbiamo  la  possibilità  con  questo
  passaggio da 32 a 36 ore a costo zero di risolvere la questione.
   Quindi,  assessore  Baccei,  la  prego  di  intervenire  per  fare
  chiarezza,  soprattutto nei confronti di tutti quei lavoratori  che
  attendono da circa dieci anni questo passaggio a tempo pieno, dalle
  32 alle 36 ore.

   PRESIDENTE.    Onorevole   Tamajo,   comunque   l'emendamento    è
  inammissibile.
   Quelli  al  testo  no.  Sono inammissibili tutti  gli  emendamenti
  aggiuntivi  che sono arrivati all'ultimo momento e, obiettivamente,
  si allarga la maglia anche per problemi di carattere finanziario.

   FIGUCCIA. Perché questo emendamento è inammissibile?

   PRESIDENTE.  Lei deve parlare all'esterno, così ci  sarà  qualcuno
  che  la  ascolterà, onorevole Figuccia. Non si preoccupi, mi stanno
  arrivando  i messaggi  Li conserverò questi  Siamo all'approvazione
  della prima finanziaria qua  Stia tranquillo, mi stanno arrivando i
  messaggi
   Onorevole Figuccia, mi assumo la responsabilità io, però clientela
  non  se  ne  consente  a  nessuno  Noi  facciamo  leggi,  onorevole
  Figuccia  Vada là e lo dica.
   Ma per cortesia  Il Governo su tutti eccepirà l'incostituzionalità
  e verranno bocciati. Vi rendete conto, si o no?
   Mi  sono  preso la responsabilità io. Dite a tutti che è stato  il
  Presidente  Ardizzone. Non vi preoccupate  Lo potete dire   Ma  non
  prendo in giro nessuno io

   FALCONE. Presidente, ne prendiamo atto.

   PRESIDENTE. Gli emendamenti al testo rimangono.
   Gli  emendamenti  soppressivi 6.1 e 6.13 sono stati  ritirati  dai
  rispettivi firmatari
   L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento 6.2 è decaduto.
   Si   passa  all'emendamento  6.12,  del  Governo,  con  il  parere
  favorevole della Commissione.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 6.18, del Governo.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 6.3, degli onorevoli Rinaldi ed altri.

   RINALDI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento 6.15 è inammissibile.
   Si passa all'emendamento 6.6, degli onorevoli Rinaldi ed altri.

   RINALDI. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  se  mi  permette
  spiego anche gli altri emendamenti così intervengo una volta  sola.
  L'emendamento 6.6, al comma 2, lettera b) è soppressa.  La  lettera
  b)   non  fa  altro  che  aumentare  nuovamente  il  Consiglio   di
  amministrazione  o  i componenti che dovranno comunque  guidare  le
  società partecipate. Noi avevamo fatto una legge che prevedeva  una
  riduzione  del  30 per cento. Con questo articolo, la  lettera  b),
  aumentiamo  di  nuovo perché così come scritta    applicate  tenuto
  conto  della  diversa complessità organizzativa    non abbiamo  più
  limiti.  Nel  senso  che  possiamo  inserire  qualsiasi  componente
  all'interno   del  Consiglio  di  amministrazione   delle   società
  partecipate  senza definire un numero. Mi sembra una cosa  assurda,
  per cui chiedo la soppressione di questo articolo.
   Ho  presentato  l'altro emendamento, soppressivo  del  comma  3  e
  soppressivo  del  comma  4.  Noi  con  una  vecchia  legge  abbiamo
  istituito  l'elenco  di tutte le società partecipate.  Non  capisco
  perché lo dobbiamo abolire e non mantenere e tenere trasparente  un
  elenco  di  tutte  le società partecipate che  ci  sono  in  questo
  momento. Lo stesso vale per il comma 4.
   Quindi mantengo tutti gli emendamenti e chiedo la votazione.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento 6.6. Il  parere  del
  Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  6.16, del  Governo.  Il  parere  della
  Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Gli emendamenti 6.4 e 6.7 sono preclusi.
   Si passa all'emendamento 6.8, degli onorevoli Rinaldi ed altri.
   Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 6,  così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'articolo 7 è stralciato
   Si riprende l'esame dell'articolo 18, precedentemente accantonato.
   Scusate, sull'articolo 18 ce ne potremmo uscire perché abbiamo una
  riscrittura del Governo e della Commissione che sono identiche.
   Gli  emendamenti soppressivi 18.1 e 18.16 sono stati ritirati  dai
  rispettivi firmatari
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione la riscrittura dell'articolo 18, 18.17 e 18.R,
  di identico contenuto.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, questo fascicolo lo abbiamo concluso.
   Si passa all'articolo 25. Ne do lettura:

                             «Articolo 25
                  Disposizioni in materia di demanio

   1.  All'articolo 1 della legge regionale 29 novembre 2005,  n.  15
  sono inseriti i seguenti commi:

    1  bis.  Al fine di promuovere un uso sostenibile delle aree  del
  demanio marittimo concesse per l'esercizio delle attività di cui al
  precedente  comma  1,  lettera  a)  l'Assessore  regionale  per  il
  territorio  e  l'ambiente è autorizzato a  provvedere  con  proprio
  decreto   alla  classificazione  degli  stabilimenti  balneari   in
  relazione   alle   specifiche  caratteristiche  ed   ai   requisiti
  posseduti,  fissando,  in particolare, i  criteri  ed  i  requisiti
  minimi  funzionali  e  strutturali per l'attribuzione  dei  diversi
  livelli  di  classificazione  ed i  relativi  segni  distintivi  ed
  istituendo apposito registro.

   1  ter. Gli stabilimenti balneari, così come classificati ai sensi
  del  comma 1 bis, sono iscritti nel registro previo versamento alla
  Regione di euro 500,00 a titolo di contributo annuale. ».

   Gli emendamenti soppressivi 25.2, 25.3 e 25.5  sono stati ritirati
  dai rispettivi firmatari
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento  25.R ed  ai  subemendamenti  25.R.1  e
  25.R.2.

   CIANCIO.  Chiedo  di  parlare  per  illustrare  il  subemendamento
  25.R.2.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  io  ho
  presentato un subemendamento al 25.R, che ho concordato  anche  con
  l'assessore Croce, in quanto il comma1.ter per chi non sapesse, non
  si  ricordasse di cosa stiamo parlando, parla della possibilità  di
  rilasciare  le  concessioni,  le  nuove  concessioni  sul   demanio
  marittimo per i comuni che ancora non hanno fatto il piano,  quindi
  nelle  more  che per i comuni venga approvato il piano di  utilizzo
  del  demanio marittimo la Regione può continuare a concedere queste
  concessione.
   Ora, siccome noi negli anni passati poche cose buone abbiamo fatto
  ma  tra  le  cose  poche buone che abbiamo fatto  c'era  quella  di
  costringere in qualche modo i comuni a fare questo benedetto  piano
  di  utilizzo del demanio marittimo, che ricordo a tutti è  previsto
  da  una  legge  del  2005, quindi sono passati 12  anni  e  c'è  un
  rimpallo di responsabilità tra i comuni e la Regione, per  dare  la
  colpa  all'uno  o  all'altro per il ritardo, infatti  molti  comuni
  l'hanno  presentato  ma la Regione l'ha rimandato  indietro  perché
  mancava la VAS, insomma una serie di problemi.
   Ora,  quello  che io chiedo con l'emendamento è di  sostituire  le
  parole   alla   fine  dell'emendamento   in  corso   di   adozione,
  approvazione   con   adottati  e in corso  di  approvazione .  Cosa
  significa? Che noi in questo modo ridiamo potere ai comuni  che  in
  questo   momento  sono  stati  completamente  estromessi  da   ogni
  decisione, ovvero le nuove concessioni devono essere coerenti con i
  piani  che però siano già adottati perché in corso di adozione  non
  significa nulla, un comune può fare semplicemente una nota  e  dire
  che sta cominciando l'iter di adozione e approvazione del piano  ma
  in realtà poi la cosa può fermarsi lì.
   Siccome  questi  piani  sono necessari e dobbiamo  far  sì  che  i
  comuni, in qualche modo, li adottino, quello che propongo è che  si
  possono  rilasciare  nuove concessioni purché quel  piano  sia  già
  adottato dai comuni e sia già passato dai Consigli comunali in modo
  tale che diamo la possibilità ai Consigli di esprimersi.
   Poi  è in corso di approvazione perché l'approvazione poi concerne
  la  Regione  con  i  tempi della Regione però  non  precludiamo  la
  possibilità ai comuni di rilasciare queste concessioni né  coerenti
  con  dei  piano che siano realizzati se no continuiamo a  rimandare
  l'approvazione di questi piani all'infinito e ritorniamo a due anni
  fa  quando molti comuni non hanno presentato i piani e non  avevano
  neanche l'obbligo di presentarli, in questo modo è una via di mezzo
  e  cerchiamo,  appunto,  di  dare una  spinta  nella  direzione  di
  approvare i piani.

   SUDANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUDANO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   assessori,
  intervengo  brevemente perché questo articolo l'abbiamo  affrontato
  lungamente   in  Commissione,  mi  dispiace  che  non  è   presente
  l'assessore  Croce  proprio perché lui ci ha  tenuto  a  presentare
  questa  modifica della legge che abbiamo fatto proprio perché  sono
  passati  due  anni da quando l'abbiamo esitata in realtà  ci  siamo
  dimenticati  di legiferare in un periodo di vacatio. Purtroppo  per
  adottare  un  piano  demaniale tutti sappiamo  che  ci  sono  delle
  procedure lunghissime a partire dalla procedura VAS, poi  passa  in
  Consiglio comunale e poi si va alla Regione per l'approvazione.
   Sappiamo che per fare una procedura di questa ci vogliono due, tre
  anni. Nel frattempo i comuni che hanno presentato i piano demaniali
  non  sono  tanti, anzi sono pochissimi, erano circa  cinque  comuni
  oggi  sono novanta ma sono stati restituiti perché non hanno  fatto
  le  procedure  VAS, e allora pensiamo che non si  può  bloccare  la
  Sicilia  nel frattempo e quindi, si ritiene che nella fase  in  cui
  ancora  vi  deve  essere l'atto di adozione e  di  approvazione  si
  possano  rilasciare le concessioni demaniali e tutto resto in  capo
  alla  Regione. Solo nel momento finale, quindi dopo l'approvazione,
  la competenza passerà al comune.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Assessori,  sarò
  breve,   intervengo   soltanto  per  fare  alcune   considerazioni.
  Condividendo l'emendamento della Commissione, voglio ribadire  come
  quest'Aula  più  volte  abbia  voluto affrontare  la  tematica  del
  demanio  in  Sicilia.  Però, non si è mai  pensato,  di  fatto,  di
  valorizzare  e  di potenziare quegli uffici del demanio,  che  oggi
  rappresentano delle unità operative di base - non sono neanche  dei
  servizi  -  e  che,  come bene hanno detto gli  onorevoli  colleghi
  poc'anzi,  svolgono  un  ruolo  strategico,  non  soltanto  per  il
  rilancio  turistico  della nostra Isola,  ma  anche  per  le  casse
  dell'amministrazione regionale. Al che io pregherei l'Assessore per
  l'economia di tenere conto dell'esperienza che si sta svolgendo,  e
  si  svolge,  in  alcune Regioni importanti, dove le  politiche  del
  demanio  creano anche ricchezza per il bilancio di  quelle Regioni,
  nell'ambito  dell'accertamento  e  della  riscossione  degli  onori
  concessori.
   Probabilmente,  poter traslare un sistema, nello stile  di  quello
  dell'Agenzia delle Entrate o valorizzare i dipendenti della regione
  che  vogliano  svolgere  il  ruolo di dipendenti  dell'ufficio  del
  demanio,  può  essere un modo per dare serenità a chi  opera  nelle
  strutture  demaniali. La volontà di potenziare con un impegno  vero
  di   strutture  ricettive  ed  anche  riuscire  a  dare   copertura
  finanziaria   nel  bilancio  della  Regione,  rispetto   ad   oneri
  concessori  che  molte  volte  non  si  riesce  neanche  a   potere
  accertare.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,  giusto
  per  precisare  il  subemendamento a mia  firma.  Io  non  dico  di
  aspettare   l'approvazione  dei  Piani  di  utilizzo  del   demanio
  marittimo, io dico che almeno debbano essere passati dal  Consiglio
  comunale. Poi l'approvazione è un'altra cosa, ma quanto meno che si
  esprima  il Consiglio comunale, perché se bisogna rilasciare  delle
  concessioni  bisogna rilasciarle sulla base  di  un  piano  che  un
  minimo   di   dibattito,   anche  all'interno  dell'Amministrazione
  comunale,  deve  averlo subìto. Siccome, secondo  me,  per  come  è
  scritto   non   significa  nulla,  chiedo  di   aggiungere   questa
  correzione.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,  quando
  la  Regione  siciliana  legiferò in materia,  scrisse  che  per  il
  rilascio delle concessioni bisognava avere prima approvato il Piano
  di  utilizzo del demanio marittimo; questo ha determinato il blocco
  di tutte le concessioni.
   L'emendamento  25.R  risolve  il problema,  ma  il  subemendamento
  25.R.2  dell'onorevole Ciancio  di fatto lo  ripropone.  Delle  due
  l'una:  o  si  dà  la  possibilità alla Regione  di  rilasciare  le
  concessioni, nelle more dell'adozione dell'approvazione del  Piano,
  che  è  un'inadempienza del Comune o si dice che  invece  il  Piano
  debba  essere  adottato e approvato. La via mediana  non  porta  da
  nessuna parte.
   Io sono pronto a seguire l'indicazione del Governo, ma che sia una
  via  chiara:  o  rilasciamo le concessioni  o  non  le  rilasciamo.
  L'adozione del Piano, che è un fatto che dipende dal Consiglio,  su
  cui  magari poi ci sono le valutazioni di VIA-VAS, rallenta in modo
  incredibile la risoluzione del problema.
   Per  questo  ritengo il subemendamento 25.R.2 non accoglibile.  Di
  contro,  il  subemendamento 25.R.1, di iniziativa governativa,  che
  definisce, per la classificazione dei lidi, che venga accertato  il
  rispetto  dei requisiti concessori, a  me sembra un atto coraggioso
  e  di  buon  senso,  nel  senso  che  prima  della  classificazione
  l'Assessorato  competente provvederà a  verificare  se  ciò  che  è
  realizzato sia conforme per davvero a quello autorizzato.

   MAGGIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAGGIO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   Assessori,
  l'emendamento di riscrittura della Commissione, che tra  l'altro  è
  il  frutto  di  un animato dibattito tra la stesura originaria  che
  parlava di Piani già  adottati. Considerato che questi piani da due
  anni  sono  pochissimi quelli adottati in Regione si è  trovata  la
  mediazione, per non bloccare il rilascio delle nuove concessioni la
  mediazione  è  quella: piani che abbiano riferimento  ai  PUDM  che
  siano  coerenti con i principi  che nei PUDM sono previsti, ma  che
  siano  nel  corso  dell'approvazione perché sappiamo  i  tempi  che
  passano prima che i consigli comunali approvino i piani.
   Se  noi  vogliamo bloccare complessivamente questa attività allora
  cassiamo il punto se invece vogliamo andare verso quella mediazione
  che  il dibattito della Commissione ha raggiunto dobbiamo approvare
  l'emendamento che è frutto del lavoro della Commissione.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,   io   sono   molto   d'accordo   con   le   affermazioni
  dell'onorevole  Turano  laddove dice che l'approvazione  di  questo
  emendamento, sostanzialmente, vanificherebbe la norma,  tanto  vale
  fare un articolo soppressivo della norma.

   CIANCIO. Ma non è vero

   CROCETTA,  presidente  della Regione. Non è  vero   Adesso  glielo
  spiego  io   Lo  so  che  voi  avete la verità  infusa  e,  quindi,
  qualsiasi  contestazione  non vi può  essere  fatta  perché  quando
  presentate voi una norma siete perfetti.
   Noi affideremmo nella sua ipotesi la valutazione per il rilascio o
  meno   di   una  nuova  concessione  allo  stesso  organo   che   è
  inadempiente. L'intervento che praticamente continuerebbe ad essere
  inadempiente. Per evitare l'intervento sostitutivo non è  vero  che
  sarebbe un incentivo quello previsto dalla norma originario  a  non
  approvare,   quello   diventa  un  incentivo  perché   vuol   dire:
  autorizzazione  per  autorizzazione ce la gestiamo  con  il  potere
  locale. Non possiamo andare così perché l'attività economica non  è
  un crimine.
   Il  rispetto  dell'ambiente  va fatto nella  valorizzazione  anche
  economica  dell'ambiente. Noi abbiamo la Regione che è  bellissima,
  delle  risorse naturali bellissime però dove non si può  realizzare
  nulla  perché nessuno fa il proprio dovere. Dove sono i piani delle
  spiagge?  Sono pochissimi i comuni. Noi dobbiamo consentire  ancora
  questo?  Poi  diciamo  a  quel comune che  non  presenta  il  piano
  regolatore delle spiagge ogni autorizzazione  .

                 (Interruzione dell'onorevole Ciancio)

   CROCETTA,  presidente della Regione. Non risolviamo  il  problema,
  onorevole Ciancio.  Siccome io ho fatto anche l'amministratore e ho
  fatto  anche il Sindaco e il piano delle spiagge l'ho  fatto  e  ho
  stabilito  quali erano i criteri e le aree che erano alla  pubblica
  fruizione  e  quelle che potevano essere gestiti dai privati  penso
  anche di avere le carte.
   Questi  piano  dovrebbero essere presentati da  oltre  10  anni  e
  quindi  non  è che parliamo del nulla  Ora noi vogliamo che  l'ente
  che  non  presenta il piano dovrà decidere sull'autorizzazione.  Ci
  deve  essere  un  giudice a Berlino  Ci deve essere  un  giudice  a
  Berlino  Laddove il consiglio comunale e il comune sono omissivi il
  cittadino deve avere la possibilità di decidere e di avere un  ente
  che decide sopra e che valuta in modo obiettivo perché molte volte,
  a   livello  locale,  alcune  autorizzazioni  non  sempre   vengono
  rilasciate  per finalità nobili. Certe volte non vengono rilasciate
  per  conflitti  locali e altre cose, ma ci deve essere  un'autorità
  superiore che regolamenta.
   Quindi, parere contrario all'emendamento.

   TAMAJO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha  facoltà.

   TAMAJO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io  penso  che  lo
  spirito  di  questa norma, di questo emendamento ha l'obiettivo  di
  far  sì che tutti quei soggetti privati che attualmente non possono
  avere  nessun  tipo  di nuova concessione su  aree  demaniali,  con
  questo sistema la possono ottenere e per ottenerla all'interno  del
  Comune di competenza basta avere l'adozione del piano del PUDM  che
  è il piano di utilizzo del demanio marittimo.
   E'  questo lo spirito della norma; quindi, attualmente per come  è
  strutturato  il  percorso normativo, il soggetto  privato  non  può
  ottenere una concessione demaniale.
   In  questo  modo noi facciamo in modo che il soggetto privato  che
  vuole  ottenere  una concessione demaniale lo può fare  a  patto  e
  condizione che ci sia stato già un passaggio e, quindi, un'adozione
  in Consiglio comunale del piano utilizzo del demanio marittimo.
   E'  così semplice, signor Presidente, per cui noi siamo pienamente
  d'accordo con l'emendamento presentato dal Movimento Cinque  Stelle
  che  sblocchi l'iter, sblocchi quest'attività di nuova  concessione
  su aree demaniali marittime.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento 25.R1 del  Governo.
  La  Commissione è favorevole. Chi è favorevole resti seduto; chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Si   passa   all'emendamento  25.R2,  illustrato   dall'onorevole
  Ciancio.  Il  Governo  ha espresso parere contrario.  Lo  pongo  in
  votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                          (Non è  approvato)

   Pongo  in votazione l'emendamento  25R, così come emendato. Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo  26. Ne do lettura:

                             «Articolo 26
           Contributi per la rielaborazione degli strumenti
                              urbanistici

   1.  Per  le  finalità di cui all'articolo 25 della legge regionale
  27  dicembre  1978,  n. 71 e successive modifiche  e  integrazioni,
  l'autorizzazione di spesa è determinata nel limite massimo  di  100
  migliaia  di  euro annui per gli esercizi finanziari 2017,  2018  e
  2019».

   Comunico che all'articolo 26 sono stati presentati gli emendamenti
  soppressivi dagli onorevoli Greco Giovanni e Falcone.

   FALCONE. Li ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 26.4, a firma dell'onorevole Foti.

   FOTI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, lo spiego, i colleghi
  sono stanchi però se si legge si capisce. L'articolo 26 propone  di
  dare  un  sostegno  economico ai Comuni in modo che  sblocchino  la
  situazioni relative ai piani regolatori.
   E'  chiaro che le cifre messe a disposizione sono veramente esigue
  e  allora  abbiamo pensato con i colleghi di dare queste risorse  -
  seppur  esigue  -  solo ai Comuni che non hanno nelle  loro  piante
  organiche  le figure professionali, vedi ingegneri e quanto  altro,
  di  modo  che le risorse vengano riservate solo a quei  Comuni,  di
  solito   i  piccoli  Comuni,  che  non  hanno  ingegneri,  geologi,
  dipendenti adatti per potere fare i piani regolatori, a meno che il
  Governo  non  voglia  mettere più risorse allora  lo  potrei  anche
  ritirare.

   PRESIDENTE. Onorevole Foti, ha spiegato questo emendamento che  ha
  una   sua   finalità,  però  credo  che  delegittimare   i   liberi
  professionisti,  cioè  il fatto di avere  in  pianta  organica  non
  significa  che si abbiamo tutte le professionalità, però su  questo
  l'Aula è sovrana, per carità
   Pongo in votazione l'emendamento 26.4. Il parere del Governo?

   CROCETTA,  Presidente  della  Regione.  No,  non  è  favorevole  o
  contrario,  non  è  la  pianta organica. Ha ragione  il  Presidente
  Ardizzone  perché aprendo la pianta organica non significa  che  si
  abbia la risorsa. Chiaro?
   Onorevole Foti, andrebbe corretto, non in pianta organica, che non
  abbiamo  al proprio interno la professionalità adeguate  perché  la
  pianta  organica  può prevedere la figura, però poi  non  ce  l'hai
  dentro.  Quindi,  se  si  corregge  in  questi  termini  noi  siamo
  favorevoli, altrimenti è inutile, sostanzialmente.
   Onorevole  Foti,  mi  ha  seguito? Dobbiamo  sostituire   che  non
  abbiamo  la risorsa all'interno  non la pianta organica  perché  la
  dichiarazione di pianta organica non serve a niente.

   PANEPINTO. Secondo me va riscritto tutto  .

   CROCETTA,  Presidente della Regione. Insomma, in questi termini  è
  inutile, questo sto dicendo.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo è contrario.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, io porrei piuttosto l'accento  invece
  sulla esiguità della somma proposta. 100 migliaia di euro, ma a chi
  dobbiamo far ridere  Ma ci prendiamo in giro  100 migliaia di euro
  Cioè  100 mila euro; ma siamo seri  E' meglio tassarla. O stanziava
  almeno  un milione di euro oppure la cassiamo la somma.  Lei  è  un
  esperto,  Presidente Ardizzone. Ci dobbiamo prendere in  giro?  100
  mila euro

    PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  26.4.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                          (Non è' approvato)

   L'emendamento  26.2  è  inammissibile per  mancanza  di  copertura
  finanziaria.
   Si  passa  all'emendamento 26.5 a firma del Governo. Lo  pongo  in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Pongo  in  votazione l'articolo 26, nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 30. Ne do lettura:

                             «Articolo 30
        Contributi ai comuni per la redazione del Piano amianto

   1.  L'Assessore  regionale per l'energia e i servizi  di  pubblica
  utilità,  entro  30  giorni  dalla data  della  delibera  CIPE  che
  autorizza  la  spesa  di  cui al comma 2, emana  un  bando  per  la
  concessione  di contributi ai comuni, singoli o associati,  per  le
  finalità  di  cui  all'articolo l della legge regionale  29  aprile
  2014,  n.  10, per la redazione del Piano comunale amianto  di  cui
  all'articolo  4  comma  1,  lettera b), della  legge  regionale  n.
  10/2014,  e  per gli interventi di cui all'articolo 10  finalizzati
  alla  rimozione, trasporto e smaltimento dei manufatti  in  amianto
  presenti  nei  siti,  negli impianti, negli  edifici  e  nei  mezzi
  pubblici  e privati. I comuni provvedono di conseguenza secondo  le
  direttive del Dipartimento regionale della protezione civile.

   2.   Per  le  finalità  del  presente  articolo,  per  l'esercizio
  finanziario 2017, è autorizzata la spesa di 2.000 migliaia di  euro
  cui  si  provvede con le risorse del Fondo di sviluppo  e  coesione
  2014-2020».

   Sull'articolo la IV Commissione ha espresso parere favorevole.
   Gli  emendamenti 30.1, 30.2 e 30.3, degli onorevoli Greco ed altri
  sono  decaduti. L'emendamento 30.4 è inammissibile per mancanza  di
  copertura finanziaria.
   Pongo  in votazione l'articolo 30. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 31. Ne do lettura:

                             «Articolo 31
                      Norme in materia di Confidi

   1.  Ai Confidi privi di iscrizione ai sensi dell'articolo 107  del
  decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385 e successive modifiche
  ed  integrazioni, ai fini del riconoscimento degli statuti  secondo
  le  prescrizioni di cui al comma 5 ter dell'articolo 3 della  legge
  regionale  21  settembre 2005, n. 11, è assegnato un  punteggio  di
  partenza pari a 6».

   Sull'articolo la III Commissione ha espresso parere favorevole.
   Poichè  sono  stati  presentati soltanto emendamenti  soppressivi,
  pongo in votazione il mantenimento dell'articolo.  Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 32. Ne do lettura:

                             «Articolo 32
               Albo regionale delle Cooperative sociali

   1.  E'  istituito, ai fini dell'applicazione in Sicilia,  a  norma
  dell'articolo 5 della legge 8 novembre 1991, n. 381 e dell'articolo
  52  del  decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e dell'articolo
  112 del decreto legislativo n. 50 del 2016,  L'Albo regionale delle
  cooperative sociali di tipo B .

   2.  Entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente
  legge  l'Assessore  regionale per le attività produttive  emana  un
  decreto contenente le procedure per l'istituzione dell'Albo di  cui
  al comma 1».

   Si  passa  all'emendamento 32.7. Manca la  copertura  finanziaria.
  Pongo  in  votazione  il  mantenimento  dell'articolo  32.  Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 33. Ne do lettura:

                             «Articolo 33
                    Fondo di sostegno alle imprese

   1.  È  istituito  un  fondo a sostegno delle  imprese  danneggiate
  dalla  presenza  di  cantieri  per la  realizzazione  di  opere  ed
  infrastrutture pubbliche, destinato al finanziamento  di  forme  di
  sostegno o di defiscalizzazione in favore delle suddette imprese.

   2.  Per  le finalità del presente articolo, per il triennio  2017-
  2019,  è  autorizzata la spesa di 2.000 migliaia  di  euro  cui  si
  provvede con le risorse del Fondo di sviluppo e coesione (FSC) 2014-
  2020.

   3.   La   gestione  del  Fondo  di  cui  al  comma  l  è  affidata
  all'Assessorato regionale dell'economia il quale, entro  90  giorni
  dalla data di entrata in vigore della presente legge, definisce con
  decreto i parametri ed i criteri di accesso al Fondo».

   Sull'articolo 33 la III Commissione ha espresso parere favorevole.
   Gli  emendamenti 33.1, 33.2, 33.3 e 33.4 sono soppressivi.   Pongo
  in  votazione  il mantenimento dell'articolo 32. Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 34.  Ne do lettura:

                             «Articolo 34
        Modifiche alla legge regionale 22 dicembre 2005, n. 19
                      in materia di teleticketing

   1.  Il comma 22 dell'articolo 24 della legge regionale 22 dicembre
  2005, n. 19 è sostituito dal seguente:

    22.  Al  fine  di  realizzare  la  promozione  dell'acquisto  dei
  biglietti   di   accesso,   anche   con   procedure   automatizzate
  teleticketing,  l'Assessore  regionale  per  i  beni  culturali   e
  l'identità  siciliana, per i servizi di prenotazione e biglietteria
  a distanza per i siti direttamente gestiti dallo stesso Assessorato
  regionale,  stipula  entro  il 31 dicembre  2017,  convenzioni  con
  società  che  offrono servizi di teleticketing, nel rispetto  delle
  disposizioni di cui alla lettera a), comma 3, dell'articolo 115 del
  Codice  dei  beni culturali e del paesaggio approvato  con  decreto
  legislativo  22  gennaio  2004, n. 42, senza  oneri  a  carico  del
  bilancio della Regione. ».

    Si passa all'emendamento 34.3, a firma degli onorevoli D'Asero ed
  altri,  a  cui è stasto dato parere favorevole della V Commissione.
  Il parere del Governo?

    BACCEI,  assessore per l'economia.  Favorevole.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 34.3, con  il  parere
  favorevole del Governo e della Commissione. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 35. Ne do lettura:

                             «Articolo 35
              Liquidazione di Riscossione Sicilia S.p.A.

   1.  Ai  sensi degli articoli 36 e 37 dello Statuto speciale  della
  Regione  e  dell'articolo  8  del  decreto  del  Presidente   della
  Repubblica  26  luglio  1965, n. 1074  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni, le disposizioni dell'articolo 1 del decreto legge  22
  ottobre  2016, n. 193, convertito con modificazioni dalla  legge  1
  dicembre  2016,  n. 225 e successive modifiche ed integrazioni,  si
  applicano nel territorio della Regione, salvo quanto previsto dalla
  presente legge.

   2.  A  decorrere dall'1 luglio 2017 la società Riscossione Sicilia
  S.p.A. è posta in liquidazione.

   3.  Entro  sessanta giorni dalla data di entrata in  vigore  della
  presente  legge, e comunque non oltre l'1 luglio 2017,  il  Governo
  della  Regione  definisce,  di  comune  accordo  con  il  Ministero
  dell'Economia,   tutti   gli   aspetti   di   natura   tecnica   ed
  amministrativa  relativi al passaggio di funzioni  tra  Riscossione
  Sicilia  S.p.A  ed  il nuovo ente pubblico economico  previsto  dal
  comma 3 dell'articolo 1 del decreto legge 22 ottobre 2016, n. 193.

   4.  Dalla data di entrata in vigore della presente legge, è  fatto
  divieto a Riscossione Sicilia S.p.A. di procedere ad assunzioni  di
  personale   a   qualsiasi  titolo  e  con  qualsivoglia   tipologia
  contrattuale. E' fatto altresì divieto di incrementare le spese per
  il personale, ad eccezione di quanto già contrattualmente previsto.

   5.  A  decorrere  dall'1 luglio 2017, il personale di  Riscossione
  Sicilia  S.p.A.  con contratto di lavoro a tempo indeterminato,  in
  servizio alla data di entrata in vigore della presente legge, senza
  soluzione di continuità e con la garanzia della posizione giuridica
  ed  economica  maturata alla data dell'1 luglio 2016, è  trasferito
  all'ente pubblico economico di cui al comma 3 dell'articolo  1  del
  decreto legge n. 193/2016».

   Comunico   che   è  stato  presentato  dal  Governo  l'emendamento
  soppressivo 35.11.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, ritengo che abbiamo presentato un emendamento soppressivo
  dell'articolo,  per  un  motivo estremamente semplice:  Riscossione
  Sicilia dopo tanti anni, per la prima volta presenta un bilancio in
  attivo. Quale sarebbe la ratio legis per cui dovremmo liquidare una
  società  in attivo? Cioè praticamente ci manteniamo le società  che
  sono  in negativo e invece quelle che cominciano a funzionare  bene
  le dobbiamo sopprimere.
   Non  credo che sia una norma di buon senso. Per cui, il Governo  è
  favorevole agli emendamenti soppressivi che sono stati presentati.

   PRESIDENTE.  Il  Governo  ha previsto la soppressione.  Il  parere
  della Commissione?

   VINCIULLO, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Quindi,  contrario  alla  soppressione,   quindi   al
  mantenimento.
   Stiamo votando la soppressione di Riscossione Sicilia.

   FALCONE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   CORDARO. Presidente, spieghi meglio l'articolo.

   PRESIDENTE. Stiamo votando la soppressione dell'articolo che  pone
  la  liquidazione. Se viene soppresso l'articolo non  si  voterà  la
  liquidazione. Quindi resterebbe tutto così com'è.

   PANEPINTO. Ritiriamo l'articolo?

   PRESIDENTE.  L'articolo non si ritira; gli  articoli  appartengono
  all'Aula, onorevole Panepinto.

   TURANO. Che stiamo votando?

   PRESIDENTE. La soppressione dell'articolo 35.

   APPRENDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Può parlare solo per dichiarare l'astensione.

   APPRENDI.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   siccome
  l'argomento  è  delicatissimo e ognuno di  noi,  almeno  io  vorrei
  capire  dov'è che stiamo andando. Vorrei capire dove  ci  porta  la
  liquidazione. Vorrei che qualcuno lo spiegasse  Se non c'è certezza
  del  futuro dei lavoratori e non solo, credo che noi andiamo  verso
  il baratro e ci assumiamo una responsabilità enorme.

   CROCETTA,  presidente  della Regione, Le cose  restano  così  come
  sono. Ho proposto la soppressione di questo articolo .

   APPRENDI,  Mi  scusi, Presidente, al di là del fatto del  bilancio
  attivo  di  Riscossione, sto ponendo un problema, visto che  vorrei
  un'assunzione  di responsabilità, piuttosto che voto segreto.  Sono
  contrario  a  questo  articolo se non ho certezza  per  il  futuro
  Siccome non ho capito, sicuramente l'Aula l'avrà capito, vorrei che
  qualcuno me lo spiegasse per votare con serenità.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, questo è un tema delicato  che  ha
  interessato a sproposito l'immagine di quest'Aula. Vorrei dirlo con
  la massima chiarezza.
   Io  proprio  per  questa vicenda ho chiesto di  essere  audìto  in
  Commissione  Antimafia per parlare dell'antimafia di facciata,  non
  ho  problema a dichiararlo e a dirlo. Comunque noi voteremo non  ci
  saranno vincitori e vinti, comunque se noi dovessimo procedere alla
  liquidazione  di  Riscossione  Sicilia  noi  domani  finiremo   sui
  giornali  col  voto  segreto, come se avessimo voluto  prendere  la
  rivincita. Secondo me il voto deve essere aperto, palese

                           (Brusìo in Aula)

   No, no, io sono per il voto palese, anche perché ho espresso delle
  considerazioni sulla permanenza o meno, non per fatti personali, di
  Riscossione Sicilia, ognuno di noi ha perplessità, per cui  noi  di
  finti  eroi  non  abbiamo bisogno, con la massima chiarezza.  Però,
  dobbiamo  essere  chiari su una cosa, e tra  le  righe  l'ha  detto
  l'onorevole  Apprendi: ma che fine farà il personale? Questo  è  il
  punto  Ce lo dobbiamo dire con la massima chiarezza

   FALCONE. Lo chiede il personale

   PRESIDENTE.  Scusate,  io  questo lo accantonerei  un  attimo  per
  rimodularlo,  e  dico  subito il perché: perché  nell'articolo  c'è
  scritto  a decorrere dal 1  luglio 2017 il personale di Riscossione
  Sicilia con contratto di lavoro a tempo indeterminato in servizio
  confluisce .

   FALCONE.  Intanto, stiamo votando sulla soppressione e lo possiamo
  votare,  poi  rimane in campo l'articolo e poi  c'è  l'articolo  di
  riscrittura.

   PRESIDENTE.  Va  bene, però io vi invito, dico  per  carità  avete
  chiesto il voto segreto facciamolo apertamente.
   Chi  chiede la votazione per appello nominale? L'onorevole Lentini
  chiede  la  votazione  per appello nominale.  Verifica  richiedenti
  appello nominale

   FALCONE. Abbiamo chiesto il voto segreto

   PRESIDENTE. Parere della Commissione contrario all'emendamento del
   .

   FALCONE. Abbiamo chiesto il voto segreto

   PRESIDENTE. La richiesta di voto segreto prevale.

                           (Brusìo in Aula)

   Scusate,  forse non sono stato chiaro. Onorevole Falcone,  votando
  la  soppressione  domani  ci saranno degli  eroi  su  questa  cosa
  Siccome ognuno ci deve mettere la faccia, io ripeto sono in  andato
  in  Commissione Antimafia, io sono convinto che va liquidata,  l'ho
  detto chiaramente.

   FALCONE.  Il  giudizio  finale spetta  agli  elettori.  Chiedo  la
  votazione per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE.  Ma  perché  la  votazione  a  scrutinio  segreto?  La
  soppressione   a   voto  segreto,  va  bene,  stiamo   votando   la
  soppressione dell'articolo, quindi resta la società così come è

                           (Brusìo in Aula)

   Come no? Assolutamente no

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Onorevoli colleghi, vorrei aiutare tutti voi  e  poi  me
  stesso  a  comprendere.  L'articolo  35  vede  al  suo  interno  un
  emendamento soppressivo del Governo. E' corretto signor Presidente?

   CROCETTA,  presidente della Regione. Ma che c'entra? L'emendamento
  soppressivo è alternativo all'articolo

   CORDARO. Io sto parlando con il Presidente dell'Assemblea.

   PRESIDENTE.  Se  passa  l'emendamento  soppressivo  si  chiude  la
  discussione. Se dovesse essere bocciato andiamo avanti  e  si  vota
  l'emendamento sostitutivo.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Onorevoli  colleghi, lo dico anche per chiarirmi  io  le  idee.  Se
  viene approvata la proposta del Governo non ci sarà discussione, si
  chiude  tutto.  Se  non passa la proposta del Governo  continuiamo.
  Chiaro? Chi vota rosso, lo fa per continuare la discussione.

   FALCONE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Signor Presidente, non lo capiscono.

   PRESIDENTE. Sì, ma non capisco perché il voto segreto.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Onorevole Falcone, lei  vuole
  fare  capire che non capite cos'è un emendamento soppressivo?  Dite
  con chiarezza che volete consegnare la riscossione ad altri.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

   PRESIDENTE.  Io, personalmente, considerato che avete  chiesto  il
  voto segreto, dichiaro l'astensione, perché sia palese.

   GRASSO. Dichiaro di non partecipare alla votazione.


   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 35.11

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 35.11.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            62
   Votanti             61
   Maggioranza         31
   Favorevoli          21
   Contrari            34
   Astenuti            6

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento sostitutivo della Commissione 35.R,  al
  quale   sono  stati  presentati  i  subemendamenti,  sempre   della
  Commissione, 35.R3, 35.R2, 35.R1
   Si passa al subemendamento 35.R3 presentato dalla Commissione.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei richiamare
  l'attenzione dei colleghi su questo articolo  e sull'emendamento di
  riscrittura,  sostitutivo,  della  Commissione.  Vorrei  richiamare
  l'attenzione sul fatto che stiamo procedendo ad una riarticolazione
  dell'Agente di Riscossione in linea con la norma nazionale in virtù
  della  quale  l'Agente di Riscossione diventa un ente dello  Stato,
  sostanzialmente,  quindi, allineiamo il sistema  della  riscossione
  dei tributi e delle tasse al sistema nazionale.
   Con  questo  articolo di riscrittura, invece, si sta  cercando  di
  fare  che cosa? Si starebbe cercando di ricreare un nuovo ente,  un
  ente  regionale, che sia analogo a quello nazionale ma così facendo
  stiamo  sostituendo  Riscossione Sicilia con  un'altra  Riscossione
  Sicilia bis. E non abbiamo concluso niente.
   Noi  perché  stiamo  allineando  il  sistema  siciliano  a  quello
  nazionale? 1) perché lo dice la legge e perché riscuotere  un  euro
  di   tassa  in  Lombardia,  deve  costare  allo  stesso  modo   che
  riscuoterlo in Sicilia; 2) perché il sistema di tracciabilità  deve
  essere uguale a quello nazionale, cioè la Lombardia deve avere  gli
  stessi  standard  della  Sicilia, e poi, ancora  perché  lo  stesso
  personale deve essere parametrato allo stesso modo così come  viene
  parametrato dal nuovo ente nazionale. Se, invece, accedessimo  alla
  tesi,  presidente  Vinciullo - e io la  prego  di  ritirare  questo
  emendamento  -  ad  un  ente regionale rischiamo  di  avere  creato
  veramente  uno  stato  di  confusione perché  sostituiremo  ad  una
  Riscossione Sicilia una Riscossione Sicilia bis.
   Non ce lo possiamo permettere
   Noi  come Gruppo parlamentare siamo contrari a questo emendamento.
  Siamo  invece  favorevoli ad un emendamento che sostituisca  luglio
  2017  con  gennaio  2018,  in maniera tale  che  ci  sia  il  tempo
  materiale   per  poter  attuare  le  procedure  non   soltanto   di
  liquidazione ma le procedure di trasferimento del personale  e  del
  patrimonio e di tutte le poste attive e passive al nuovo ente, così
  come lo vuole la legge nazionale appunto che è la 193 del 2016.
   Vorrei dire l'ultima cosa per tranquillizzare l'Aula. Questa norma
  ce  la chiedono i dipendenti. Questa norma la chiedono i sindacati,
  questa  norma  la chiedono i cittadini siciliani,  che  con  questa
  norma  andrebbero  a pagare un minore agio ed andrebbero  anche  ad
  avere un risparmio nel pagamento dei propri tributi.
   Voglio  dire un'ultima cosa. Qualcuno dice che Riscossione Sicilia
  è in attivo. Può essere che sia in attivo, ma lo è perché c'è stata
  questa  rottamazione  che  ha consentito  lo  Stato  con  la  norma
  nazionale e l'ha consentita anche nella stessa disciplina  e  nello
  stesso  provvedimento legislativo con cui ha anche  proceduto  allo
  scioglimento di Equitalia.
   Ed  allora, sono due norme che vanno di pari passo e che, se da un
  lato,  hanno  consentito a tanti italiani ed a tanti  siciliani  di
  poter  abbattere il proprio debito nei confronti dell'Erario, hanno
  altrettanto  - però, il legislatore nazionale ha voluto  -  che  vi
  fosse  una omogeneizzazione del sistema. Omogeneizziamo il sistema,
  allineiamo  il  sistema siciliano a quello nazionale perché  avremo
  una  garanzia  e  salvaguardia dei posti di lavoro,  perché  avremo
  l'efficientamento,  la  razionalizzazione e  la  riscossione  delle
  tasse  ed  avremo  in  più anche un risparmio  a  favore  di  tanti
  siciliani  che, oggi, si trovano in difetto col nostro Erario,  con
  la  nostra  Regione,  con  i  nostri  comuni,  con  i  nostri  enti
  territoriali.

   PRESIDENTE. Onorevole Falcone, d'accordo, stiamo attenti però  nel
  votare  questa  norma. Mi sto riferendo io, per evitare  confusioni
  proprio  con  il  personale, perché ormai l'Aula  si  è  orientata.
  Quando  si  dice che il personale viene trasferito - scusate,  sono
  gli  Uffici  stessi a rilevarmelo ed io ho il dovere di  dirlo  per
  evitare  confusione - nella norma, non nell'emendamento sostitutivo
  del Governo, nella norma base, che il personale è trasferito ad  un
  ente  pubblico  economico nazionale. Noi non possiamo  decidere  in
  questo momento. Quindi bisogna stare attenti.

   LENTINI. Lo Stato.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Lentini,  noi  non  possiamo  decidere  in
  maniera unilaterale di trasferire del personale nostro allo  Stato.
  Allora,  onorevole  Falcone, stiamo attenti, la  riscrittura  della
  Commissione   supera   il  problema  del   comma   5,   perché   il
  trasferimento, ribadisco, di personale di Riscossione Sicilia ad un
  ente pubblico statale non lo possiamo fare con nessuna legge, verrà
  impugnata,  per  essere  chiari. La riscrittura  della  Commissione
  supera questa questione.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor  Presidente, la riscrittura  non  supera,  perché
  l'articolo  35  base  è  diverso  rispetto  alla  riscrittura.   La
  riscrittura  presuppone la costituzione di un nuovo  ente.  Quindi,
  sostanzialmente, non c'è alcuna differenza fra quello  esistente  e
  quello  che  facciamo  con  la  riscrittura,  perché  noi,  con  la
  scrittura  dell'articolo 35 chiediamo l'abolizione  e  mettiamo  in
  liquidazione Riscossione. Con la riscrittura si abolisce quello  ma
  si  costituisce  un  altro ente, quindi di  fatto  non  c'è  alcuna
  differenza sostanziale.
   Io sono d'accordo con lei per modificare l'articolo 35 base con il
  comma  5 della riscrittura, cioè prevedere una convenzione, e  sono
  anche  d'accordo  con  il  35.R1  che  prevede  che  l'incarico  di
  commissario  non  possa essere conferito a coloro i  quali  abbiano
  svolto,  ecceteram eccetera. Quindi, sarei per mantenere l'articolo
  35  base,  e  apportare  le  modifiche,  che  sono  previste  nella
  riscrittura quella che riguarda il personale e quella che  riguarda
  l'incarico col 35R.1 se sono d'accordo.

   CLEMENTE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CLEMENTE.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Assessori,
  l'emendamento  fatto dalla Commissione tende proprio  a  creare  un
  ponte.  La creazione della nuova Agenzia regionale equiparando  ciò
  che  è  stato fatto a livello nazionale, tende proprio a creare  un
  ponte  che  possa  accompagnare e la  Convenzione  futura,  ma  non
  possiamo unilateralmente passare il personale ad un ente nazionale,
  quindi,  la riscrittura della Commissione tende proprio  a  questo,
  temporaneamente di creare questa Agenzia perché a livello nazionale
  si  è  chiamata Agenzia per la Riscossione dando mandato al Governo
  di  attuare tutti i procedimenti per il passaggio e delle dotazione
  e  del  personale entro il 2018; la Commissione tendeva a cautelare
  proprio questo: il personale e il servizio.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Aassessori, è vero
  che  siamo la Regione dei  gattopardi , però non è accettabile  che
  sciogliamo, liquidiamo Riscossione Sicilia in seguito anche a tutti
  le  vicissitudini  e le perfomance televisive  a  cui  siamo  stati
  abituati negli ultimi anni per poi istituire un nuovo ente,  perché
  veramente sarebbe un'operazione gattopardesca
   È  veramente  a  quel  punto do ragione al  presidente  Ardizzone,
  veramente a quel punto, domani saremmo su tutti i giornali passando
  per  coloro  i  quali  hanno liquidato quest'ente  perché  volevano
  liquidare   una  persona.  Noi  dobbiamo  liquidare,  se   dobbiamo
  liquidare Riscossione Sicilia, non ci deve essere un'altra società.
   Ora  vediamo  come affrontare il problema che si pone  per  quanto
  riguarda  il  personale, posto che non ci può essere una  decisione
  unilaterale  di  un ente minore rispetto ad uno maggiore,  rispetto
  allo  Stato.  Ma,  certamente, non può essere la  soluzione  quella
  individuata con la riscrittura perché facendo così domani su  tutti
  i  giornali  campeggerebbero i titoli  i deputati dell'Ars  banditi
  hanno  voluto  liquidare l'ente per disfarsi di  un  eroe .  Non  è
  questa almeno la mia intenzione  Non è questa la mia intenzione
   A questo punto voto per mantenere Riscossione Sicilia, se dobbiamo
  liquidare Riscossione Sicilia per fare un altro ente, annuncio  qua
  il mio voto per mantenere in piedi Riscossione Sicilia.

   PRESIDENTE.  Comunque  io  su  questo  articolo  mi  fermerei   un
  momentino  perché  ho  capito  qual è la  filosofia.  Approfondiamo
  perché  non possiamo mettere in difficoltà il personale, per essere
  chiari.

   APPRENDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   APPRENDI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Assessori,  ho
  capito  adesso  che  avevo ragione quando  sono  intervenuto  prima
  perché adesso i dubbi vengono un po' a tutti su cosa fare dopo. Per
  questo  avevo  chiesto se era possibile che qualcuno  mi  spiegasse
  l'articolo  35. Intanto, non so se è possibile, questo  lo  possono
  dire  i  tecnici,  che il comma 2 dell'articolo  35  che  parla  di
  decorrenza 1 luglio 2017, ricordo a me stesso che siamo nel mese di
  agosto, credo che oggi ne abbiamo 9.

   DI GIACINTO. No, no.

   CLEMENTE. C'è la riscrittura.

   APPRENDI.  Sì c'è la riscrittura, non lo so se c'è la riscrittura
  In  ogni caso, parlare di ente, uso un termine che si usa spesso in
  Aula,  è  schizofrenia  pura  Perché noi sopprimiamo  un  ente  per
  crearne  un  altro  dove  ci  sarà un  carrozzone  clientelare,  di
  consulenze, di amici degli amici che vengono assunti e non funziona
  così; o allineiamo questo processo alla linea nazionale o veramente
  la gente ci prenderà per pazzi
   Io desidero che qui ci pronunciamo, il Governo deve fare un tavolo
  tecnico  con  Roma,  affinché questo personale, questo  sistema  di
  Riscossione   sia   allineato  al  sistema  nazionale,   altrimenti
  veramente saremo chiamati, ciascuno di noi, a risponderne, al di là
  della questione dell'attuale personale. C'è un problema che nessuno
  capirà. Sopprimiamo Riscossione Sicilia per un altro ente.

   PRESIDENTE.  Dopo  l'intervento dell'onorevole  Cappello  però  su
  questo   articolo  ci  fermiamo  un  momentino,  pensiamo  ad   una
  riscrittura che non crei difficoltà al personale, né crei un  nuovo
  ente   regionale,  perché  la  filosofia  era  quella  che   diceva
  l'onorevole Apprendi.

   TURANO. L'onorevole Cappello allora non può intervenire quando  ci
  sarà la riscrittura?

   PRESIDENTE.  No. Ha facoltà di parlare l'onorevole Cappello,  poi,
  l'onorevole Maggio.

   CAPPELLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Assessori,
  cittadini,  penso che poc'anzi si sia consumato un gravissimo  atto
  di  una  grande irresponsabilità da parte di chi ha voluto il  voto
  segreto  e  da  parte  di chi ha votato contro la  soppressione  di
  questo  articolo, e cioè da parte di chi vuole la  liquidazione  di
  questo  ente.  E'  notorio, urbi et orbi, che il  Movimento  Cinque
  Stelle  sia contro gli enti di riscossione perché vorrebbe  che  le
  tasse  venissero riscosse direttamente dai comuni, ma è anche  vero
  che  in Sicilia scontiamo un fenomeno eccezionale che è dato  dalla
  prerogativa dello Statuto speciale che, oggi, siamo stati in grado,
  per la gravissima responsabilità di chi ha chiesto tutto questo, di
  auto-picconarci.
   Non bastava il governo Crocetta che si è venduto armi e bagagli al
  Governo  nazionale, ma oggi questo Parlamento,  con  un  gravissimo
  atto  di masochismo vuole consegnarsi direttamente nelle mani dello
  Stato,  abolendo di fatto, in questo modo, il comma 2 dell'articolo
  37  dello  Statuto speciale della Regione siciliana, ed è  un  atto
  altrettanto  irresponsabile  nella  misura  in  cui  chi  vuole  la
  liquidazione di Riscossione Sicilia non sa nemmeno di che cosa  sta
  parlando  e  non  sa  nemmeno  in quale  direzione  andare,  perché
  pretende   sostanzialmente  che  questo  Parlamento,   in   maniera
  unilaterale,  dopo avere ottenuto la liquidazione di  questo  ente,
  metta  molto  probabilmente sulla strada i dipendenti, metta  molto
  probabilmente in crisi tutto il sistema di riscossione.
   Ora,  io dico, ma è possibile che in Sicilia non si riesca  mai  a
  fare  funzionare  un  ente e si ricorra ad una finzione  giuridica,
  ossia  abolire quello che esiste, per sostituirlo con un altro  che
  non  esiste  e  che sarà esattamente identico a quello  che  stiamo
  abolendo?  Anziché migliorare la situazione,  noi  la  peggioriamo,
  prendiamo in giro tutti coloro che ci stanno sentendo fuori.

   BACCEI,  assessore per l'economia. Lo avete firmato voi, questo  è
  uguale.

   CAPPELLO.  E' uguale, ma se lei guarda, dopo il vostro emendamento
  soppressivo c'è il nostro. Dopo quello del Governo c'è  quello  del
  Movimento  Cinque Stelle. Ci mancherebbe Assessore,  se  non  passa
  l'emendamento  soppressivo, che facciamo? Lo  legga  bene  l'elenco
  degli emendamenti, invece,  di contestare. Da questo punto di vista
  i  siciliani  devono sapere chi vuole l'applicazione dello  Statuto
  speciale  e chi è contro di esso, e certamente il Movimento  Cinque
  Stelle non è contro lo Statuto speciale.

   PRESIDENTE.  Onestamente, onorevole Cappello, c'è  un  emendamento
  vostro

   CORDARO.   Signor  Presidente,  deve  gridare  come  fanno   loro,
  altrimenti non la sentono  Hanno fatto un emendamento strumentale e
  ci vengono  a prendere in giro di faccia  Vergogna

   PRESIDENTE. Onorevole Cappello, francamente c'è un emendamento,  a
  parte   quello  soppressivo  presentato  da  voi,  che   parla   di
  scioglimento.  Io  credo  che  quest'Aula,  indipendentemente   dal
  livello  della voce di ciascuno di noi, responsabilmente voterà  su
  questa  vicenda,  proprio  per questo  dopo  gli  interventi  degli
  onorevoli Maggio e Cordaro sospenderemo.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente, ascolti, so che  siamo  in  campagna
  elettorale e che i colleghi del Movimento Cinque stelle, quei pochi
  che  vengono in Aula perché tutti gli altri, compreso il  candidato
  governatore, non si vede in Aula da almeno un mese, ed è  legittimo
  che  sia  in campagna elettorale, il cittadino Cancelleri, sono  in
  campagna elettorale.
   Però,  vorrei  invitare, considerato che chi sta  qui  lo  fa  con
  correttezza e serietà, ad essere seri fino in fondo perché  non  mi
  pare  che l'intervento del collega Cappello possa essere annoverato
  tra gli interventi seri.
   Quando  si  dice che loro sono perché si mantengano le prerogative
  dello Statuto siciliano con l'ente di riscossione e poi si presenta
  a firma del Movimento Cinque Stelle l'emendamento 35.8 nel quale si
  parla  di  ente strumentale da affiancare all'Assessorato regionale
  al  bilancio  per le riscossioni in Sicilia questo significa,  cari
  siciliani,  quello a cui andrete incontro se voterete il  Movimento
  Cinque Stelle.
   Io  lo  dico  con molta nettezza perché questo è un modo  di  fare
  assolutamente  ingiustificabile.  Ciò  significa  pensare   che   i
  siciliani siano ignoranti e pecoroni ma siccome qui, viva Dio,  c'è
  qualcuno che legge le carte, io dico che questo è un modo  di  fare
  assolutamente  scorretto,  noi siamo  a)  per  salvare  il  livello
  occupazione;  b)  perché  i  siciliani paghino  un  agio  inferiore
  rispetto  a  quello che hanno pagato in questi anni; c)  perché  la
  Sicilia  per una volta venga trattata allo stesso modo rispetto  al
  Governo centrale ed al sistema di riscossione nazionale di tutte le
  altre  Regioni. Se poi, presidente Ardizzone è necessario  fermarsi
  10  minuti  per fare in modo che quello che noi vogliamo  fare  con
  correttezza, linearità e trasparenza si possa fare meglio, sospenda
  l'Aula, siamo pronti a sederci.

   PRESIDENTE. Questo lo faremo.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Maggio.

   MAGGIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in effetti  c'è  la
  necessità  di  un  approfondimento e bene ha  fatto  il  presidente
  Ardizzone  a chiederlo. Qui il punto, al di là delle contraddizioni
  e dei trasformismi che operano all'interno di quest'Aula, è che c'è
  una  volontà  che  si  è espressa con un voto e,  quindi,  dobbiamo
  partire  da  un lato che Riscossione Sicilia deve essere  soppressa
  perché questa è la volontà del Parlamento.
   Se   questa  è  la  volontà  del  Parlamento  non  si  può  votare
  l'emendamento  della Commissione che vuole in sostituzione  mettere
  in  atto  un  altro ente, quindi la cosa da fare è approfondire  il
  tutto  e portare avanti immediatamente il tempo rispetto alla  data
  di  scioglimento di Riscossione Sicilia perché il Governo regionale
  dovrà  naturalmente agire con il Governo nazionale per vedere  come
  fare  confluire l'agenzia pubblica che sarà costituita  in  Sicilia
  per  determinare quelli che dovranno essere i livelli  di  garanzia
  per  i  lavoratori sia in termini occupazionali che in  termini  di
  trattamenti finora in vigore. Quindi, questo approfondimento  dovrà
  servire  esclusivamente  per questo,  per  dare  tempo  al  Governo
  regionale  di andare a trattare con il Governo nazionale  per  fare
  confluire  il  superamento  di Riscossione Sicilia, quindi,  questa
  agenzia   che  si  costituirà  pubblica  anche  in  Sicilia   dove,
  finalmente,  i cittadini siciliani, non dovranno, così  come  hanno
  detto  i  miei colleghi, pagare un euro in più per il servizio  che
  viene  reso.  Quindi, questi sono i termini degli  approfondimenti,
  secondo me.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intendo ribadire con
  forza  quello  che  è stato detto dal collega Cappello,  ossia  che
  quest'Aula,   in  maniera  irresponsabile,  per  fare   il   solito
  sgambetto, specialmente i colleghi della maggioranza, al Governo di
  cui  evidentemente si vergognano di dargli ufficialmente, alla luce
  del  sole,  il loro sostegno, perché hanno fatto confluire  i  loro
  voti nel voto segreto e poi, come dei bambini sorpresi a rubare  la
  marmellata, non sanno che cosa fare.

   CORDARO. I bambini stanno a casa.

   FOTI. Il collega che ha detto, in maniera sleale e incompleta,  ha
  dimenticato  di evidenziare - e lo sottolineo - che  anche  il  mio
  Gruppo ha presentato più  emendamenti soppressivi proprio perché in
  maniera  assolutamente  libera, sia io che il  collega  Cancelleri,
  abbiamo  presentato  emendamenti soppressivi e  abbiamo  presentato
  anche  un'alternativa  proprio  prevedendo  il  ghiribizzo  e   gli
  sgambetti che poi si sono verificati in Aula.
     E  non  abbiamo  in  alcun  modo  consegnato  il  sistema  della
  riscossione  in Sicilia a quello che è il sistema nazionale,  bensì
  prevediamo che il servizio venga affidato al Dipartimento  economia
  e finanze e successivamente, attraverso la redazione di uno statuto
  regolamentato con decreto del Presidente della Regione, la  nascita
  di  un  nuovo  ente  più funzionale ma sempre  nel  rispetto  dello
  statuto e soprattutto dei siciliani.
   Quindi  non  permettiamo  a  nessuno,  nella  confusione  e  nella
  stanchezza  di  portare  avanti  delle  tesi  che  ci  accusano  di
  schizofrenia.
   Il nostro piano A è: abolire questo articolo che avete inserito in
  questo  stralcio; piano B: un nuovo ente tutto siciliano. Se  avete
  la bontà e la capacità di leggere lo vedrete.

   PRESIDENTE. Sospendo l'Aula per quindici minuti. L'Aula riprenderà
  alle ore 18.45. La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.32, è ripresa alle ore 19.18)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, com'è a  vostra  conoscenza,  ci
  sarebbe un'intesa di riscrittura sull'articolo 35, che deve  essere
  firmata dalla Commissione o dal Governo. Magari lo facciamo firmare
  alla Commissione.
   Siccome  ho capito che avete difficoltà lo illustro io.  Onorevoli
  colleghi,  gli Uffici, così ci intendiamo e non c'è il problema  di
  chi  lo  sottoscrive  o  meno,  poi lo  può  sottoscrivere  sia  la
  commissione che sarebbe la cosa più opportuna, perché comunque è un
  giudizio dell'Aula, sia il Governo.
   Gli Uffici sono arrivati sulla base delle indicazioni ricevute dai
  vari parlamentari del dibattito d'Aula, hanno convenuto di scrivere
  questo  articolo:   Il  Governo della  Regione   è  autorizzato  ad
  avviare le procedure di liquidazione di Riscossione Sicilia s.p.a.,
  in  attuazione delle disposizioni di cui all'art. 1 del D.L. n. 193
  del  2016. Previa stipula entro il 31 dicembre del 2018 di apposita
  convenzione  con  il Ministero dell'Economia, che  si  assicuri  il
  mantenimento dei livelli occupazionali del personale, con contratto
  in  tempo  indeterminato, in servizio dalla data  del  31  dicembre
  2016,  presso la stessa società. A far data dall'1 ottobre 2017  la
  Società  Riscossione  Sicilia verrà  gestita  da  un  Consiglio  di
  amministrazione  di tre componenti nominati dal Governo  Regionale,
  previo parere della commissione Affari Istituzionali dell'Assemblea
  Regionale  siciliana.  L'incarico di  componente  in  Consiglio  di
  amministrazione non può essere conferito a coloro i  quali  abbiano
  svolto   nei  cinque  anni  antecedenti,  funzioni  e  compiti   di
  amministratore nella società di cui al comma 1.'
   Chi lo firma? Il Governo?

   MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Al di  là
  di chi lo firma,  lei correttamente lo ha letto. Volevo dire che se
  si  deve  procedere alla trattazione di altri articoli,  visto  che
  questo  è scritto, lo abbiamo capito, possiamo avere i deputati  la
  possibilità  di consultarci anche con i nostri esperti per  evitare
  che  la premura faccia fare qualche cosa di, sarà perfetto,  ma  se
  dobbiamo  fare un'altra mezz'ora di un altro articolo, ci  possiamo
  soffermare, approfondirlo e leggerlo con maggiore attenzione?

   CORDARO. l'emendamento è scritto.

   MILAZZO  GIUSEPPE. Infatti, l'emendamento è scritto,  se  si  deve
  passare   alla  trattazione  di  altri  articoli  anche   per   lei
  approfondirlo  e approfondirlo tutti, per evitare  che  la  premura
  giochi brutti scherzi.

   PRESIDENTE. Va bene l'emendamento verrà distribuito e  trattato  a
  seguire.
   Si passa all'articolo 36. Ne do lettura:

                             «Articolo 36
         Norma di contenimento della spesa sugli affitti d'oro

   1.  L'Amministrazione regionale, gli enti e gli organismi  di  cui
  all'articolo  l  della  legge regionale 30 aprile  1991,  n.  10  e
  successive modifiche ed integrazioni, compresi gli enti del settore
  sanitario,   nonché   le   società  a   partecipazione   totale   o
  maggioritaria  della  Regione e degli enti locali  sono  tenuti  ad
  applicare le disposizioni previste dall'articolo 2 bis del  decreto
  legge  15 ottobre 2013, n. 120 convertito, con modificazioni, dalla
  legge 13 dicembre 2013, n. 137.

   2.  Il  termine previsto dall'articolo 2 bis del decreto legge  n.
  120/2013 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 137/2013,  è
  da considerarsi perentorio ed è fissato al 31 dicembre 2020.

   3.  L'omesso  rispetto  delle  disposizioni  di  cui  al  presente
  articolo  comporta responsabilità per danno erariale e la decadenza
  dalla  carica  per  gli organi amministrativi che  hanno  posto  in
  essere  atti  in violazione del presente articolo. I predetti  atti
  sono altresì nulli».

   Pongo  in  votazione  il  mantenimento  dell'articolo  36.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 37. Ne do lettura:

                             «Articolo 37
    Pubblicità e trasparenza dell'azione amministrativa e dei conti
                               pubblici

   1.  I  commi  da l a 6 dell'articolo 14, della legge regionale  12
  maggio  2010, n. 11 e il comma 2 bis dell'articolo 39  della  legge
  regionale   7   maggio  2015,  n.  9  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni sono abrogati.

   2. All'articolo 48 della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17 è
  aggiunto il seguente comma:

    4  bis. L'articolo 8 della legge regionale 20 giugno 1997, n.  19
  non si applica agli organi di controllo.».

   C'è   un   emendamento  soppressivo  degli  onorevoli  Cancelleri,
  Ciancio, La Rocca. L'emendamento 37.14 è inammissibile.
     Pongo  in  votazione  il mantenimento dell'articolo  37.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'articolo  38 è da ritenersi superato a seguito dell'approvazione
  dell'articolo 7, comma 2,  assestamento di bilancio.
  Si passa all'articolo 39. Ne do lettura:

                             «Articolo 39
          Modifiche alla legge regionale 8 luglio 1977, n. 47

  1.  L'articolo  4  della legge regionale 8 luglio  1977,  n.  47  è
  sostituito dal seguente:

                                Art. 4.
                   Previsione e situazione di cassa

  1.  Al fine di un efficace controllo sull'andamento della liquidità
  della   cassa   regionale,  il  Governo  regionale  presenta   ogni
  quadrimestre all'Assemblea regionale siciliana la situazione  e  la
  previsione  di  cassa  e  di tesoreria della  Regione,  predisposta
  tramite il monitoraggio completo delle entrate e delle spese.».

   Ci sono emendamenti. I soppressivi sono ritirati.
   Si  passa all'emendamento 39.3, a firma degli onorevoli Falcone ed
  altri:   sostituire  la  parola  quadrimestre  con  semestre .  Gli
  emendamenti  Falcone e Figuccia decadono per assenza dall'Aula  dei
  firmatari, Milazzo lo ritira.
   L'emendamento  39.2  Rinaldi   dopo la  parola  quadrimestre    lo
  stesso, lo ritira Rinaldi.
   Pongo  in votazione l'articolo 39.  chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 40. Ne do lettura:

                             «Articolo 40
                    Controlli sugli enti regionali

   1.  I  commi 2 ter, 2 quater, 2 quinquies e 2 sexies dell'articolo
  17 della legge regionale 17 marzo 2000, n. 8 e successive modifiche
  ed integrazioni sono abrogati».

   Non  ha  emendamenti  se non soppressivi. Pongo  in  votazione  il
  mantenimento dell'articolo 40. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 41. Ne do lettura:

                             «Articolo 41
       Modifica all'articolo 1 della legge regionale 12 gennaio
                              2012, n. 7

   1.  Il  comma 5 dell'articolo 1 della legge regionale  12  gennaio
  2012, n. 7 è abrogato».

   Non  ha  emendamenti  se non soppressivi. Pongo  in  votazione  il
  mantenimento dell'articolo 41. chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'articolo 42 è accantonato.
   Si passa all'articolo 43. Ne do lettura:

                             «Articolo 43
       Modifica all'articolo 19 della legge regionale n. 24 del
                                 2016

   1.  All'articolo  19,  comma l, della legge regionale  5  dicembre
  2016,  n.  24  dopo le parole  mancato ravvedimento  aggiungere  le
  parole  , per il triennio 2017-2019».

   Non  ha  emendamenti  se non soppressivi. Pongo  in  votazione  il
  mantenimento dell'articolo 43. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 44. Ne do lettura:

                             «Articolo 44
         Programmazione triennale di dismissione beni immobili
                             della Regione

   1.  La Regione siciliana è autorizzata ad adottare con delibera di
  Giunta   regionale   su  proposta  dell'Assessore   regionale   per
  l'economia  il Piano triennale delle dismissioni dei beni  immobili
  del patrimonio disponibile compreso quello proveniente da procedure
  di demanializzazione.

   2.  Il  programma è approvato entro il 31 maggio 2017 ed ha durata
  triennale.   Entro  lo  stesso  termine  annualmente   può   essere
  modificato e/o integrato con le stesse modalità dell'approvazione.

   3.  Le  dismissioni  di  cui  al presente  articolo  sono  operate
  esclusivamente attraverso procedura di evidenza pubblica».

   Ha  pochi emendamenti. Gli emendamenti  soppressivi sono ritirati.
  C'è  un emendamento della Commissione che corretto posticipava  dal
  31  maggio  al  31 dicembre 2017. Pongo in votazione  l'emendamento
  44.3.R . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Gli  emendamenti  a firma Di Mauro e Greco Giovanni  decadono  per
  assenza dall'Aula dei firmatari.
   Si  passa  all'emendamento 44.7 a firma  dell'onorevole  Foti.  Il
  parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Con  il  parere  favorevole  del  Governo   e   della
  Commissione,  pongo  in  votazione  l'emendamento   44.7.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, era  soltanto  un
  chiarimento.   Nel  subemendamento  dove  dice   verrà   effettuata
  dall'Agenzia  delle  entrate» chi la legge e deve  interpretarlo  è
  come  se  l'Agenzia di volta in volta dovesse dare una  valutazione
  alla  vendita dell'immobile. Se, invece, si intende che  nel  sito,
  nella  finestra appropriata dove ci sono tutte le valutazioni fatte
  dall'Agenzia, si ricava il prezzo, è diverso. Cioè uno prende  come
  riferimento   la  valutazione  dell'immobile  prevista   nel   sito
  dell'Agenzia, e quindi la procedura è più snella. Era solo questo.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI. Signor Presidente, che io sappia le valutazioni dell'Agenzia
  delle entrate non sono sine die, hanno una scadenza. Infatti,  dopo
  tot  anni  si  devono  rifare. E' chiaro  che  se  sono  valide  si
  prendono,  ma se sono valutazioni di dieci anni fa, con  valore  di
  mercato diverso da quello attuale, bisogna mantenere la regola  che
  la  valutazione dell'Agenzia delle entrate va fatta, non ricordo se
  ogni otto od ogni sei anni, perché ha una scadenza.
   Non  a  caso,  per esempio, nel caso della vendita  dei  capannoni
  dell'IRSAP si devono fare, a volte, delle nuove valutazioni  perché
  la valutazione è scaduta perché troppo vecchia.

   MILAZZO GIUSEPPE. E allora è da bocciare.

   PRESIDENTE. No, scusate, lo abbiamo già votato. Pongo in votazione
  l'articolo 44.

   MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  GIUSEPPE. Signor Presidente, così come lo ha  specificato
  l'onorevole  Foti,  significa che di volta in  volta,  su  ciascuna
  questione, bisogna fare una valutazione ad hoc.
   L'onorevole  Rinaldi  dice  significa  che  sul  sito  ci  sono  i
  parametri  e  in  automatico  uno si  collega  e  ha  il  punto  di
  riferimento? .  Se  è  così, sì. Se è come dice  l'onorevole  Foti,
  bisogna  bocciarlo, perché anziché snellire, praticamente ci  siamo
  incartati.

   PRESIDENTE.  Abbiamo già votato l'emendamento 44.7.  Scriviamo  un
  emendamento  ai  sensi  dell'articolo 117 del Regolamento  interno,
  perché gli Uffici mi dicono che in effetti un problema ci sarebbe e
  quindi con un  117  lo modifichiamo e specifichiamo.

   FOTI. Ma ci deve essere la valutazione.

   PRESIDENTE. Però, onorevole Foti, mi sostengono ancora gli Uffici,
  secondo la linea dell'onorevole Rinaldi - corretta mi dicono -  che
  non  si può fare la valutazione su ogni immobile, si può avere come
  riferimento un principio pubblico.
   Però  siccome l'emendamento lo abbiamo votato, il suo principio  è
  salvo.
    Pongo  in votazione l'articolo 44. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   E'  chiaro  che ci sarà un emendamento ai sensi dell'articolo  117
  del Regolamento interno sull'emendamento 44.7.
   Si passa all'articolo 45. Ne do lettura:

                             «Articolo 45
           Modifica dell'articolo 4 della legge regionale 19
                          ottobre 2016, n. 22

   1.  Al  comma 1 dell'articolo 4 della legge regionale  19  ottobre
  2016,  n.  22 dopo le parole  euro 17.052.645.793,78  sono aggiunte
  le  parole   ivi compresa la partita di euro 434.496,46 di  cui  al
  capitolo  742853   Interventi  per la realizzazione  dell'obiettivo
  operativo  5.1.2 del Programma Operativo Regionale FESR  2007-2013
  del bilancio dell'esercizio finanziario 2015, dichiarata irregolare
  dalla  Corte dei Conti con decisione delle Sezioni riunite in  sede
  di  controllo  nel giudizio sul Rendiconto generale  della  Regione
  siciliana  per  l'esercizio finanziario  2015,  fermo  restando  il
  risultato del Rendiconto generale della Regione siciliana.».

   Assessore  Baccei, l'articolo 45 è l'approvazione di un rendiconto
  già  approvato, mi dicono. Questo articolo è accantonato, perché  è
  una questione tecnica.
   Si passa all'articolo 47. Ne do lettura:

                             «Articolo 47
       Modifiche all'articolo 26 della legge regionale 9 maggio
                             1986, n. 22.

   1. Dopo il comma 2 dell'articolo 26 della legge regionale 9 maggio
  1986, n. 22 è inserito il seguente:

    2  bis.  Ai  fini dell'iscrizione all'Albo è sempre acquisita  la
  documentazione antimafia ai sensi degli articoli 83 e seguenti  del
  decreto legislativo n. 159/2011''.

   2.  Il  comma  3 dell'articolo 26 della legge regionale  9  maggio
  1986, n. 22 è così riscritto:

    3.  L'Assessore regionale per le autonomie locali e  la  funzione
  pubblica,  prima  di provvedere all'iscrizione nell'Albo,  effettua
  opportuni  accertamenti e verifiche sulla sussistenza dei requisiti
  e  sulla  veridicità  della documentazione presentata,  avvalendosi
  anche dei Comuni e delle Prefetture.».

   C'è una riscrittura del Governo, l'emendamento 47.5, con il parere
  favorevole  della  Commissione. Gli  emendamenti  soppressivi  sono
  ritirati.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento 47.5. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 47. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Si passa all'articolo 48. Ne do lettura:

                             «Articolo 48
        Modifica all'articolo 14 della legge regionale 17 marzo
                              2016, n. 3

  1.All'articolo  14, comma 9, della legge regionale 17  marzo  2016,
  n. 3 è aggiunto il seguente comma:

    10.   I  lavoratori  dei  Cantieri  di  servizio  (RMI)  di   cui
  all'articolo  1, comma 3 della legge regionale n. 5/2005,  possono,
  in  aggiunta alle ore lavorative previste dai programmi di  lavoro,
  effettuare  integrazioni orarie in favore dei Comuni, con  onere  a
  carico dei bilanci comunali .».

   All'articolo 48 non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 59. Ne do lettura:

                             «Articolo 59
          Modifica all'articolo 100 della legge regionale 16
                           aprile 2003, n. 4

    1.All'articolo 100 della legge regionale 16 aprile 2003, n.  4  è
  aggiunto il seguente comma:

    1  bis. Per gli stabili costruiti con i contributi finanziati con
  i  fondi statali di cui alla legge 5 agosto 1978, n. 457 agli oneri
  derivanti  dalle disposizioni del comma precedente  si  provvede  a
  valere  sulle  risorse disponibili della medesima  legge  5  agosto
  1978, n. 457.».

   Non  ci  sono  emendamenti  se non quelli  soppressivi.  Pongo  in
  votazione  il  mantenimento dell'articolo. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 68. Ne do lettura:

                             «Articolo 68
                Personale in comando aziende sanitarie

   1.  Nelle more della revisione della Rete ospedaliera-territoriale
  della  Regione  siciliana,  ed  al fine  di  evitare  soluzioni  di
  continuità  nell'erogazione dei livelli essenziali  di  assistenza,
  gli  enti  del  SSR, in relazione al proprio effettivo  fabbisogno,
  alle  risorse  finanziarie  disponibili  e  al  posti  vacanti   in
  dotazione  organica sono autorizzati ad avviare la  stabilizzazione
  del  personale in comando previa richiesta del dipendente  e  nulla
  osta delle ASP interessate».

   Su questo articolo c'è il parere contrario del Governo.
   Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 68. Chi è favorevole  si
  alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'articolo 69. Ne do lettura:

                             «Articolo 69
                         Medicina veterinaria

   1.  In  applicazione dell'articolo 7 del decreto  assessoriale  n.
  01799   del  4  settembre  2009  e  dell'articolo  5  del   decreto
  assessoriale  del  24  settembre  2012,  al  fine  di  implementare
  l'attività di controllo, prevenzione e lotta al randagismo ed  alle
  malattie  animali,  oltre che per garantire  i  dovuti  criteri  di
  sicurezza   alimentare,  le  Aziende  Sanitarie  Provinciali   sono
  autorizzate  ad incrementare le ore di incarico a tempo determinato
  dei  medici  specialisti  di medicina veterinaria  impegnati  nelle
  azioni  previste dal Piano nazionale di prevenzione 2014-2018,  nei
  limiti  massimi stabiliti dalla vigente legislazione in materia  ed
  entro  i limiti dei fabbisogni sanitari, cui si provvederà a valere
  sulla  quota  capitaria  del fondo sanitario regionale  annualmente
  assegnato alle AA.SS.PP».

   MILAZZO  GIUSEPPE.  Faccio mio l'emendamento  soppressivo  69.2  a
  firma degli onorevoli Greco Giovanni ed altri.

   PRESIDENTE. Sospendo brevemente la seduta.

       (La seduta, sospesa alle 19,47, riprende alle ore 19,49)

   La seduta è ripresa.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Signor Presidente, ci sono disponibili 480 mila euro. Verifichi lei
  e  vediamo  quale  è  la somma, presentiamo un  subemendamento,  un
  milione e 200 lo scendiamo sotto.
   Assessore  Gucciardi,  io  che  ho  grande  rispetto  di  tutti  e
  soprattutto dei colleghi della VI Commissione che su questa vicenda
  hanno oggettiva competenza. Però, se non inseriamo le risorse,  non
  abbiamo concluso nulla perché in pratica si tratta di rimodulare le
  risorse che abbiamo già messe, per cui io cosa dico, possiamo anche
  approvare  il 69.4 - che è quello fatto dalla Commissione  -  però,
  dobbiamo inserire un comma.

   GUCCIARDI, assessore per la salute. C'è il fondo di Sanità.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Ma  il  fondo  Sanità,  a quanto ammonta? Se  lei  ce  li  ha,  ok,
  altrimenti,  siccome  abbiamo la disponibilità  di  400  mila  Euro
  intanto prendiamo queste. Anche perché Presidente Ardizzone, stiamo
  parlando di una situazione. Scusate ma abbiamo finanziato  solo  le
  ore  che hanno, cioè solo le ore che hanno. Ma con le ore che hanno
  non  siamo  riusciti a debellare ad esempio la brucellosi,  dove  a
  Barcellona abbiamo avuto 85 casi umani. Non è che stiamo  parlando,
  per  cui  noi abbiamo la necessità di nuove risorse per cercare  di
  fare prevenzione anche perché.
   Quindi  cosa significa? Che noi siamo in grado di incrementare  le
  ore?  Siamo  nelle condizioni di incrementare le ore ai veterinari?
  Perché  se  siamo in grado di incrementare le ore ai veterinari  lo
  certifichiamo.

   PRESIDENTE. L'articolo 69 è accantonato.
   Si passa all'articolo 70. Ne do lettura:

                             «Articolo 70
             Nuove forme di pagamento del ticket sanitario

   1. Ai fini del versamento del ticket per le prestazioni sanitarie,
  entro  60  giorni  dalla data di entrata in vigore  della  presente
  legge, l'Assessore regionale per la salute predispone la stipula di
  accordi   con  i  gestori  di  servizi  di  pagamento   online,   e
  prioritariamente  con quelli già accreditati  con  la  Regione  per
  l'erogazione  di  altri servizi, dandogli mandato  all'incasso  dei
  ticket inerenti alle prestazioni sanitarie erogate dalle ASP.

   2.  I  soggetti  accreditali gestiranno  il  servizio  di  incasso
  informatizzato  dei  ticket  sanitari di  competenza  dell'azienda,
  mettendo a disposizione dell'utenza la rete telematica, al fine  di
  effettuare il pagamento dei ticket sanitari, provvedendo  a  riceve
  tale  pagamento  attraverso gli esercizi commerciali  convenzionati
  distribuiti nel comune in cui ha sede l'Azienda sanitaria.

   3.  Dall'attuazione  del presente articolo non  derivano  nuovi  o
  maggiori oneri a carico della finanza regionale».

   Onorevole  Rinaldi,  all'articolo 70 c'è un  suo  emendamento,  il
  70.5. Onorevole Rinaldi lo mantiene o lo ritira?

   RINALDI. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor Presidente, come nell'articolo 70.  Nell'articolo
  70,  io  dico, al comma 1, dove c'è l'assessore che predispone  una
  convenzione  di sostituire questa con  alla scadenza dei  contratti
  dei  vari bandi bisogna fare un bando di evidenza pubblica  per  la
  gestione  dei  pagamenti  online . Mentre  in  quel  modo  c'è  una
  convenzione  diretta,  e  quindi, diciamo, viene  elusa  l'evidenza
  pubblica,  io  dico,  rispetto  alla  convenzione  che  l'assessore
  potrebbe  fare  rifare un bando ad evidenza pubblica alla  scadenza
  dei  contratti,  che  mi  sembra una procedura  più  corretta,  più
  trasparente. Quindi, lo mantengo e chiedo la votazione.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 70.5. Il  parere  del
  Governo?

   BACCEI, assessore all'Economia. Favorevole.

    PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 70. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 35 in precedenza accantonato.
   Si  passa  all'emendamento 35R.bis. di riscrittura.  Lo  pongo  in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 69, in precedenza accantonato.

   ALLORO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALLORO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   assessori,
  brevemente   solo  per  sfatare  un  problema:   i   medici   della
  specialistica veterinaria sono dei lavoratori a tempo indeterminato
  che   sono   impegnati  presso  le  Asp  e  hanno  una   situazione
  complicatissima,  l'assessore  sa che  si  è  intervenuto  con  una
  Commissione eccetera.
   Prima   dell'ultima  legge  che  noi  abbiamo  fatto  che  abbiamo
  trasformato  i  progetto  in  ore, in implementazione  di  ore,  si
  facevano  dei progetti. Questi progetti però venivano fatti  quando
  non   servivano  sostanzialmente  quindi  si  fece  la  scelta   di
  implementare  le  ore.  Con  questo  ulteriore  articolo,   se   il
  Parlamento  deciderà  di  approvarlo, noi andiamo  ad  implementare
  qualche  altra ora a questi medici specialisti che hanno pochissime
  ore, chi ne ha sei, chi ne ha diciotto, ma ce ne sono tanti che  ne
  hanno dodici in un contesto difficilissimo soprattutto nella fascia
  che va dai Nebrodi fino ad Enna.

   PICCIOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PICCIOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  colgo
  l'occasione dall'articolo 69 per chiedere all'assessore di non solo
  di   incrementare  al  massimo  le  ore  per  i  veterinari  perché
  ovviamente   svolgono   un  servizio  essenziale   sul   territorio
  soprattutto in provincia di Messina dove ancora abbiamo  brucellosi
  e  blue  tongue  che  sono patologie endemiche  e  non  sono  state
  debellate.  Ma  anche di dotare, ove possibile, questi  servizi  di
  veterinaria,  caro  assessore, e le  aziende  sanitarie  dei  mezzi
  autonomi per il movimento dei veterinari perché non è pensabile che
  il  veterinario possa raggiungere località impervie dei  Nebrodi  o
  interne  della  Sicilia in genere con auto proprie e mezzo  proprio
  senza avere alcun rimborso.
   Di   questo,   assessore,  desidero  che   lei   rimanga   traccia
  parlamentare,  che  lei  si  occupi di  possibilmente  convocare  i
  Direttori  generali e i responsabili dei Dipartimenti di veterinari
  per dotarli dei mezzi essenziali per svolgere il loro servizio,  il
  loro  ruolo,  cioè non basta non solo l'incremento, l'incremento  è
  una  parte, consente di bypassare il problema del programma  che  è
  stato  introdotto  con un surrogato, abbiamo  surrogato  una  norma
  distribuendo  i fondi dei programmi per combattere la brucellosi  o
  la blue tongue.
   Oggi  è  indispensabile anche dotare i veterinari  dei  mezzi  per
  poter raggiungere i luoghi, perché se i controlli non si fanno  con
  periodicità,  questi problemi di allevamenti non  si  potranno  mai
  debellare,  la  patologia della brucellosi  non  potrà  mai  essere
  debellata,  quindi, ci vuole controllo e capacità di  coordinamento
  con gli allevatori.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Rinaldi.  Ne  ha
  facoltà.

   RINALDI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Assessori,  su
  questo  articolo  probabilmente, in maniera involontaria,  è  stato
  scritto  a  tempo  determinato. Ci sono due emendamenti  miei,  che
  prevedono la trasformazione della dicitura a tempo determinato  con
   a  tempo  indeterminato , così come aveva sottolineato il  collega
  Alloro e, poi, un altro emendamento dove dico di portare l'orario a
   full time , se possibile, dove ci sono le esigenze.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Milazzo.  Ne  ha
  facoltà.

   MILAZZO   GIUSEPPE.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,
  Assessori,  una persona non si mette mai contro dei  lavoratori  e,
  certamente,  non  lo  farò  io, in questa  occasione,  però  vorrei
  ricordare,  intanto  trovano  copertura  su  un  fondo  che  è  già
  all'interno  della sanità che è quello della prevenzione,  sappiamo
  tutta la storia.
   Ora, il tema è: poco fa l'Aula sugli ex dipendenti Spatafora -  io
  capisco  che  la brucellosi è una tematica importante, però  tenere
  aperti  i  musei  non è meno importante di questo argomento  -  per
  aumentare  le ore - ed i fondi erano sempre all'interno del  fondo,
  c'erano  le risorse, non c'era aggravio di spesa - l'emendamento  è
  stato dichiarato inammissibile.
   Allora,  Presidente,  vorrei solo fare  rilevare  questo.  Io  non
  voterò   contro   l'assessore  Gucciardi,  lei  non   deve   essere
  infastidito che dico questa cosa.

   GUCCIARDI, assessore per la salute. Io sono d'accordo con lei.

   MILAZZO  GIUSEPPE.  Questa è un'Assemblea che quando  si  apre  il
  cuore, il petto, così con questi emendamenti che salvano e liberano
  dall'oppressione, lo deve fare per tutti. Non è perché  l'onorevole
  Alloro mi dice  Milazzo, ti prego , ed io mi sto zitto e non parlo.
  Le posso garantire una cosa, Assessore: questo articolo non avrebbe
  mai visto la sua approvazione. E' un favore personale che faccio io
  non  a  lei,  ma  a  questi  signori,  però   questo  articolo  non
  meriterebbe  di procedere oltre, perché poco fa, su una fattispecie
  identica,  in  un  settore diverso, si è fatto  un  altro  tipo  di
  trattamento,  e  voi  che siete giusti, questo  lo  dovete  sapere,
  tutti.

   TAMAJO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TAMAJO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi associo a quello
  che  ha  detto  poc'anzi  il collega Milazzo.  Vorrei  sentire  sia
  l'assessore  Baccei  che  l'assessore  Gucciardi  su  qual   è   la
  differenza e perché non cerchiamo di procedere con coerenza,  visto
  che  trattiamo  due  casi simili; lì si parla di nuove  assunzioni,
  nonostante  aumentiamo  le  ore  e qui,  anche  nello  stesso  caso
  specifico cerchiamo di aumentare le ore ai medici veterinari,   non
  so  per  quale  motivo,  ed  affrontiamo la  questione  in  maniera
  completamente  diversa. Assessore, vorrei una  spiegazione,  perché
  altrimenti non voterò questa norma.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'assessore Gucciardi.  Ne  ha
  facoltà.

   GUCCIARDI,  assessore per la salute. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, questo articolo, hanno detto bene l'onorevole Picciolo  e
  l'onorevole  Alloro,  è destinato a combattere zoonosi  importanti,
  che sono pericolose anche per la salute dell'uomo e che interessano
  gran parte del territorio della Regione.
   Vorrei  tranquillizzare  i  colleghi  deputati  che  hanno   posto
  l'accento  su  fatti organizzativi. Il Governo  non  solo  è  stato
  attento,  ma  è  stato  molto attento  su  questi  temi  che  hanno
  determinato,  come tutti voi ricorderete, problematiche  di  ordine
  pubblico  non  indifferente,  problematiche  relative  anche   alla
  sicurezza  di  chi opera in determinati territori  e  mi  riferisco
  soprattutto alle zone dei Nebrodi. In questo senso ci sono attività
  ispettive  ancora in corso da parte dell'Assessorato  e  non  solo,
  ovviamente,  dell'Assessorato ma, in questo momento,  ci  occupiamo
  della  tutela  della salute dell'uomo e, ovviamente,  della  salute
  animale.  Per cui, condivido gli interventi dei colleghi che  hanno
  parlato  dei musei. Ci mancherebbe altro. Sono deputato  in  carica
  anch'io. Mi occupo, ovviamente, nella mia veste di deputato,  anche
  di problematiche che attengono altri aspetti.
   Però,  questo articolo riguarda esattamente il tema di cui abbiamo
  parlato. Non è finanziato con fondi del bilancio della Regione.  E'
  finanziato  con  il  Fondo sanitario regionale e vengono  destinati
  obbligatoriamente  con  questa  norma  e,  mi  riferisco  onorevoli
  colleghi,  all'emendamento 69.4 che ha avuto il  parere  favorevole
  della  VI Commissione legislativa permanente e che è un emendamento
  del  Governo e che si riferisce ai lavoratori a tempo indeterminato
  cui  saranno  aumentate  le ore a tempo indeterminato.  Quindi,  il
  problema non esiste più rispetto al testo base dell'articolo 69.
   Questa  norma  è  indispensabile  perché  è  necessario  che   sui
  territori  ci  possano  essere  ulteriori  unità  che  abbiano  ore
  sufficienti  per  potere svolgere un'attività di prevenzione  e  di
  controllo  esattamente  come richiesto e ci  sono  province,  nella
  nostra  Regione,  che hanno indici di brucellosi  così  elevati  da
  avere  certamente  la  nostra preoccupazione.  L'articolo,  quindi,
  necessita  di  essere  approvato e scaricato  sul  Fondo  sanitario
  regionale e, quindi, non sui fondi del bilancio.
   Il tempo indeterminato su cui si sono soffermati alcuni colleghi è
  contenuto   nella  norma  proposta  dal  Governo,  nell'emendamento
  proposto  dal  Governo e su cui è stato espresso parere  favorevole
  dalla Commissione legislativa permanente. Però, siccome nella legge
  20  del 2016 abbiamo approvato un articolo analogo a questo  e  che
  proprio  perché  viene finanziato con il Fondo sanitario  regionale
  non  è  stato possibile applicare perché il Fondo sanitario, sapete
  che  ha  delle  regole diverse, rispetto al bilancio  ordinario,  è
  necessario  Presidente,  quindi, è  pronto  un  subemendamento  che
  all'inizio  dell'articolo  venga scritto  testualmente  che  questo
  articolo  sostituisce l'articolo 20, comma 1 della legge  regionale
  20  del  2016.  Quindi, eliminiamo dall'ordinamento  l'articolo  20
  della legge 20 del 2016 perché inapplicabile e questo articolo  che
  è   analogo  a  quell'articolo  con  la  stessa  finalità  a  tempo
  indeterminato  e  per  i lavoratori, i medici veterinari,  a  tempo
  indeterminato  ci  può consentire di accrescere l'intervento  e  la
  qualità dell'intervento sui territori.
   Vorrei  rassicurare  l'onorevole Picciolo:  le  aziende  sanitarie
  della   nostra   Regione  hanno  fondi  sufficienti   per   potersi
  organizzare. Sapete perfettamente e sa perfettamente che questo non
  è compito dell'Assessorato, quindi, i mezzi possono essere reperiti
  da  parte delle aziende sanitarie e evidentemente chi non lo fa, ma
  credo che lo facciano tutti, credo che si porrebbe una posizione di
  inadempienza.  Per  cui, evidentemente, questo  sarà  segnalato  in
  maniera perentoria.
   Ritengo  che il problema dei mezzi non sia un problema  che  possa
  essere  considerato  il  problema rispetto alle  tematiche  di  cui
  stiamo  parlando.  Rispetto alle tematiche di cui  stiamo  parlando
  sono  necessarie ore ed ore di attività di controllo  da  parte  di
  medici  veterinari  e proprio per questa ragione  abbiamo  corretto
  l'articolo della legge 20 del 2016 e fatto in modo che queste somme
  che  sono  destinate  e  vincolate da parte  dell'Assessorato  alla
  prevenzione veterinaria siano spese per intero aumentando le ore  a
  tempo   indeterminato   dei  veterinari   in   servizio   a   tempo
  indeterminato.

   PRESIDENTE. Assessore Gucciardi il 69.4.1 è un subemendamento?

   GUCCIARDI,  assessore  per la salute.  E'  un  subemendamento  che
  sostituisce l'articolo 20 della legge n. 20 del 2016.

   PRESIDENTE. Mi date questo subemendamento?

   MILAZZO  GIUSEPPE.  Lo  possiamo avere questo  subemendamento  per
  leggerlo?

   PRESIDENTE. Lo stanno verificando gli Uffici.
   Pongo  in  votazione il subemendamento 69.4.1.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi;

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 69.4.

   MILAZZO GIUSEPPE. Lo possiamo avere questo emendamento?

   PRESIDENTE. L'ha illustrato adesso.

   MILAZZO  GIUSEPPE.  Ma fa riferimento alla norma  ed  io  lo  devo
  leggere.  Con  l'aria che tira con questo Governo lo devo  leggere.
  Voglio una copia.

   PRESIDENTE. Distribuiamo la copia del subemendamento. L'articolo è
  accantonato.
   Si passa all'articolo 71. Ne do lettura:

                             «Articolo 71
          Modifiche alla legge regionale 9 maggio 2012, n. 26

   1.  Il  comma  23 dell'articolo 6 della legge regionale  9  maggio
  2012, n. 26, è abrogato.

   2.  I  canoni ricognitori maturati dalla data di entrata in vigore
  del  comma 23 dell'articolo 6 della legge regionale 9 maggio  2012,
  n. 26, non sono dovuti».

   Assessore  Baccei sull'articolo 71 gli Uffici - però si  rimettono
  alla  sua  valutazione  -  mi  pongono  un  problema  di  copertura
  finanziaria  perché  è un'abrogazione di norma  che  prevedeva  una
  determinata entrata. Non so come sia arrivata qui la norma.

   MILAZZO GIUSEPPE. E questo cosa crea all'impianto?

   PRESIDENTE.   C'è   il   soppressivo   del   Governo.   Si   passa
  all'emendamento 71.4, degli onorevoli Rinaldi ed altri.  Il  parere
  del Governo?

   BACCEI, assessore per il bilancio. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Quindi  è  bocciato  l'articolo 71.  Però,  anche  in  Commissione
  Bilancio  sull'articolo  71  gli Uffici,  correttamente,  mi  fanno
  notare che era una minore entrata che saltava tutta.
   Si passa all'articolo 72. Ne do lettura:

                             «Articolo 72
                   Piani Paesaggistici Territoriali

   1.   I  Piani  Paesaggistici  Territoriali,  nell'individuare   le
  specifiche  aree di tutela e predisporre le correlate  prescrizioni
  d'uso,  nel  rispetto  dei  principi di cui  all'articolo  143  del
  decreto  legislativo  22 gennaio 2004, n. 42, devono  prevedere  la
  possibilità  che le opere di pubblica utilità, realizzate  da  enti
  pubblici  o  società  concessionarie  di  servizi  pubblici  e  con
  esclusione  dell'impiantistica di trattamento dei rifiuti  comprese
  le  discariche, siano realizzabili, previa specifica valutazione da
  effettuarsi caso per caso della concreta compatibilità con i valori
  paesaggistici oggetto di protezione, considerando nel complesso del
  progetto   anche  le  possibili  soluzioni  in  grado  di  ridurre,
  compensare o eliminare le eventuali incompatibilità.

   2.  La procedura di valutazione è avviata con istanza avanzata dal
  proponente  l'opera all'Assessorato regionale dei beni culturali  e
  dell'identità  siciliana. La valutazione  dovrà  concludersi  entro
  trenta  giorni dalla presentazione dell'istanza ed essere  espressa
  con  delibera  di  Giunta  regionale,  su  proposta  dell'Assessore
  regionale per i beni culturali e l'identità siciliana.

   3.  Le  opere di cui al comma 1 che, prima della data di  adozione
  dei  singoli Piani Paesaggistici Territoriali, abbiano già ricevuto
  nulla  osta, pareri favorevoli o autorizzazioni comunque denominate
  da  parte  di una Amministrazione regionale o locale competente  in
  materia  di tutela paesaggistico territoriale ai sensi del  decreto
  legislativo  n. 42/2004, ovvero per le quali la Regione  abbia  già
  rilasciato atti di intesa allo Stato, possono essere realizzate nel
  rispetto  dei  tempi,  delle forme e delle modalità  ivi  previste,
  senza ulteriori valutazioni. .

   TRIZZINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRIZZINO.  Signor  Presidente, sull'articolo 72 abbiamo  sollevato
  delle perplessità durante il dibattito in Commissione sia in ordine
  alla tenuta costituzionale della norma che nel merito. Anzitutto la
  norma  è  stata presentata come emendamento la prima  volta  ed  ha
  ricevuto  il parere negativo della Commissione, poi misteriosamente
  è riapparsa una seconda volta ed ha avuto il parere  positivo.
   Fondamentalmente la disposizione introduce la possibilità  che,  a
  priori,  vengano  realizzate  ed  individuate  delle  grandi  opere
  all'interno della pianificazione paesaggistica, ma come sappiamo la
  pianificazione  paesaggistica già disciplinata dal  codice  Urbani,
  quindi dal decreto legislativo 41/2014 è competenza esclusiva dello
  Stato,  quindi,  noi  andiamo ad introdurre in  una  disciplina  di
  dettaglio  stabilito,  in una cornice stabilita  dallo  Stato,  una
  disposizione  che  non è per nulla di tutela del  territorio  bensì
  delle grandi opere e questa, appunto, è la questione principale, la
  critica principale che abbiamo sollevato.
   Ecco  il  motivo  per il quale abbiamo presentato  un  emendamento
  soppressivo che sosteniamo, chiaramente, di tutto l'articolo 72.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.  Signor Presidente, l'articolo 72 conferisce  soltanto  la
  possibilità  per  le  società che sono  concessionarie  di  servizi
  pubblici  o  per le società pubbliche, di realizzare le  opere  che
  sono di pubblica utilità. Di cosa stiamo parlando?
   Lo  spiego  a  chiare lettere. L'accordo Stato-Regione,  l'accordo
  quadro  di  programma sul trasporto locale prevede il finanziamento
  di  una  bretella autostradale che collega la città di  Mazara  del
  Vallo  con la città di Trapani. Nelle more è intervenuto  il  piano
  paesistico  che ne bloccherebbe la realizzazione. Allora,  soltanto
  per le società pubbliche o per le società concessionarie di servizi
  pubblici  è  possibile realizzare questo nel rispetto del  progetto
  già  approvato  ed in deroga agli ulteriori vincoli  che  sarebbero
  emessi.

   TRIZZINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRIZZINO. Io capisco l'interesse preminente dell'onorevole Turano,
  però  c'è  anche  un discorso da fare. Questa disposizione  si  può
  realizzare con l'articolo 146 del codice dei Beni Culturali  che  è
  l'autorizzazione paesaggistica che già prevede che una grande opera
  o una piccola opera o comunque altra attività all'interno del piano
  paesaggistico   possa  essere  realizzata,  cioè  noi   andiamo   a
  modificare il Codice Urbani con una norma regionale quando sappiamo
  che il Codice Urbani ha una cornice legislativa che stabilisce,  ma
  dico  in ogni caso già esiste l'articolo 146 del Codice Urbani  che
  prevede  la  possibilità,  con l'autorizzazione  paesaggistica,  di
  realizzare grandi opere.  Però, poi, ci assumiamo la responsabilità
  di  avere  una  norma, eventualmente, impugnata  dinanzi  la  Corte
  Costituzionale.

   TURANO. Parliamo di motivi di costituzionalità, che sono stati già
  vagliati dagli Uffici.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, per chiarezza prima di  porlo  in
  votazione. Gli Uffici avevano fatto un appunto. Presenta profili di
  criticità.   Non   è  chiaro,  infatti,  se  il   procedimento   di
  autorizzazione sia conforme a quanto prescritto dal Codice dei Beni
  Culturali poiché la norma richiama solo i principi di tale articolo
  e  sembra  eliminare dal procedimento il parere obbligatorio  della
  Sovraintendenza,  assegnando  peraltro  il  termine  perentorio  di
  trenta giorni per la conclusione del procedimento.
   Io ho il dovere di dirlo.

   MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, non pensa sia inammissibile

   PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, non vada oltre.

   MILAZZO GIUSEPPE. No, io vado oltre.

   PRESIDENTE.  Allora, gli Uffici mi evidenziano questi  profili  di
  criticità,  la  Commissione ha espresso parere  favorevole,  l'Aula
  vota  come ritiene opportuno. I profili di criticità però ci  sono,
  realisticamente.
   Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia, Ci rimettiamo all'Aula.

   TURANO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE.   Stiamo  votando  l'emendamento  72.6  dell'onorevole
  Palmeri.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


         Votazione per scrutinio segreto sull'emendamento 72.6

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata,  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per    appello    nominale
  dell'emendamento 72.6.
   Chiarisco   il   significato  del   voto:   chi   vota   a   favore
  dell'abrogazione, vota si  e prema il pulsante verde, e vota  quindi
  per  la  soppressione dell'articolo 1; chi vota no prema il pulsante
  rosso; chi si astiene prema il pulsante bianco.
    Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  47
   Maggioranza         24
   Favorevoli           7
   Contrari            30
   Astenuti            10

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 72.8, del Governo. Lo pongo in votazione.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 72, così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  torna  all'articolo  69, in precedenza accantonato.  C'era  il
  subemendamento, l'onorevole Milazzo ha avuto modo di apprezzarlo
   Si  passa al subemendamento 69.4.1. Lo pongo in votazione . Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 69.4, come subemendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
   Con l'astensione dell'onorevole Tamajo.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 73. Ne do lettura:

                             «Articolo 73
    Modifiche all'articolo 5 della legge regionale 10 agosto 2016,
                                 n.16

   1.  Alla  lettera  d)  del  comma l dell'articolo  5  della  legge
  regionale  10  agosto  2016,  n. 16, dopo  la  parola   realizzati
  sopprimere le parole  alla data di entrata in vigore della presente
  legge .

   2. Per i permessi a costruire rilasciati prima della pubblicazione
  della  legge  10  agosto 2016, n. 16, per i quali  sono  stati  già
  comunicati  l'inizio  dei lavori, il termine di  ultimazione  degli
  stessi è prorogato fino al 31 dicembre 2017».

   Comunico  che è stato presentato un emendamento sostitutivo  dalla
  IV  Commissione,  il  73.R ed un subemendamento  della  stessa,  il
  73.R.1.
   Pongo  in  votazione il subemendamento 73.R.1.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'emendamento 73.R. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'articolo 73 è approvato.
   Si passa all'articolo 74. Ne do lettura:

                             «Articolo 74
                           Demanio marittimo

   1.  Le  disposizioni di cui alla legge regionale 29 novembre 2005,
  n.  15, non si applicano nel caso di utilizzo del demanio marittimo
  per  lo svolgimento di feste religiose o civili riconosciute  dalla
  Regione  ed  iscritte nel Libro delle celebrazioni, delle  feste  e
  delle pratiche rituali del Registro delle eredità immateriali della
  Regione siciliana (REIS)».

   Comunico  che è stato presentato un emendamento sostitutivo  della
  IV  Commissione,  il  74.R. I soppressivi sono ritirati.  Pongo  in
  votazione l'emendamento 74.R. Chi è favorevole resti seduto; chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 75. Ne do lettura:

                             «Articolo 75
                         Stabilimenti balneari

   1. Quanto disposto dall'articolo 2 della legge regionale n. 15 del
  2005, si applica anche ai lidi autorizzati su terreni privati».

   Abbiamo  il  parere favorevole della IV Commissione.  Si  vota  il
  mantenimento. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 77. Ne do lettura:

                             «Articolo 77
              Istituzione del Parco dei Monti Peloritani

   1.  Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della
  presente   legge,  l'Assessore  regionale  per  il   territorio   e
  l'ambiente, ai sensi della legge regionale 6 maggio 1981, n.  98  e
  successive modifiche ed integrazioni e dell'articolo 22 della legge
  6 dicembre 1991, n. 394, istituisce il Parco dei Monti Peloritani.

   2.  Al fine di cui al comma 1, entro novanta giorni dalla data  di
  entrata  in vigore della presente legge, è costituito, con  decreto
  dell'Assessore  per il territorio e l'ambiente, un Comitato  avente
  il  compito  di  sottoporre  all'Assessore  per  il  territorio   e
  l'ambiente  la  proposta  per l'istituzione  del  Parco  dei  Monti
  Peloritani.

   3.  Dall'istituzione  del Parco di cui al  comma  1,  non  possono
  essere imposti nuovi vincoli rispetto a quelli esistenti».

   E'  stato  presentato  un emendamento sostitutivo  della  IV
  Commissione, il 77.R.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sull'articolo  77
  chiaramente manterrò l'emendamento soppressivo, il 77.5, ma  voglio
  chiedere intanto agli Uffici: 1) se in questo articolo è necessaria
  la  copertura finanziaria; 2) l'istituzione del parco  prevede  che
  sia  individuato  il perimetro esatto dentro cui ricadono  tutti  i
  comuni  del parco che viene istituito; 3) è necessario che i comuni
  si  esprimano sulla costituzione del parco, quindi è necessario che
  ogni consiglio comunale venga convocato e che si esprima sul parere
  per l'istituzione del parco.
   Mi  pare  che  già  siano tre requisiti che  non  vedo  in  questo
  articolo,  quindi, chiedo intanto agli Uffici come  mai  l'articolo
  sia  stato predisposto senza copertura finanziaria e rispetto anche
  agli  altri  punti  che ho sottolineato, come mai  gli  Uffici  non
  abbiano  messo in evidenza queste criticità, pertanto, chiedo  agli
  Uffici  di  pronunciarsi  sia  sulla  copertura  finanziaria,   sia
  sull'individuazione della perimetrazione del parco, sia  sul  fatto
  che  i  comuni debbano esprimersi riunendo il consiglio comunale  e
  deliberando,  ogni comune, sulla opportunità di  aderire  a  questa
  costituzione o meno.

   PANARELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, naturalmente non
  tocca  a  me  rispondere alle osservazioni che ha fatto l'onorevole
  Rinaldi, immagino che le procedure previste per la costituzione del
  Parco   dei   Peloritani,  del  Parco  dei  Monti   Elimi,   perché
  l'emendamento  sostitutivo  prevede  l'istituzione  di  due   nuovi
  parchi,  non  possano  essere  che  quelle  previste  dalla  legge,
  compresa l'adesione o meno dei comuni interessati.
   Io  per  quanto riguarda il Parco dei Peloritani, vorrei ricordare
  ai  colleghi  che siamo in presenza di una realtà dove  esiste  una
  vasta area di terre vincolate, o perché sono del demanio forestale,
  o  perché  sono ZPS, o perché sono SIC. Siamo nella situazione,  in
  questa parte della provincia di Messina, in cui ci sono gli effetti
  dei  vincoli che hanno certamente un valore paesaggistico,  ma  che
  sono  vissute  da  gran parte del territorio come una  costrizione,
  senza  avere  gli  elementi  di  valorizzazione  che  può  dare  la
  costituzione di un parco. Vorrei ricordare che, per quanto riguarda
  i  Monti  Peloritani, siamo di fronte a studi fatti  non  solo  dal
  comitato    scientifico   promotore,   ma   anche   dagli    Uffici
  dell'assessorato  che  ne  hanno  validato  il  valore  paesistico,
  faunistico,  naturalistico  e - lo dico sommessamente  ai  colleghi
  della   provincia   di  Messina  -questa  misura   si   pone   come
  un'opportunità  per un territorio che potrebbe essere  valorizzato,
  anche   attraverso   attività  imprenditoriali,   quelle   previste
  nell'ambito  di  un parco, e che in altre realtà ha dato  risultati
  straordinari.  Penso  al  Parco  dei  Peloritani,  penso  al  Parco
  dell'Etna  e  ad  altri parchi che conosco  meno  che  ci  sono  in
  Sicilia.
   Nello  stesso tempo vorrei ricordare che parliamo di  incendi.  E'
  scientificamente provato che le aree dove insistono i parchi  hanno
  una   maggiore  tutela  e  si  sono  difese  meglio  rispetto  alla
  criminalità incendiaria che ha flagellato la Sicilia e l'Italia nel
  corso di questi mesi.
   Quindi  la  ragione che porta all'istituzione del Parco dei  Monti
  Peloritani - immagino che la stessa cosa valga per l'altro parco  -
  è  tutta  positiva, tutta a favore del territorio. E penso che  può
  arricchire   il   territorio  di  Messina,  e  contestualmente   il
  territorio  regionale,  consentire  di  fare  diventare  risorsa  e
  opportunità le aree vincolate, che sono molte, che insistono  nella
  provincia di Messina. La popolazione di Messina altrimenti  avrà  i
  limiti  del  regime  vincolistico, che c'è e che continuerà,  senza
  poterli trasformare in opportunità.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  aggiungo   -
  rispetto a quello che ha detto il collega Panarello - che  c'è  una
  sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato nulli tutti i
  parchi  realizzati in Sicilia. Cioè la costituzione  dei  parchi  è
  stata  dichiarata nulla da una sentenza della Corte Costituzionale.
  Quindi teniamo presente anche questo, che non mi pare un rilievo da
  poco,   perché  la  sentenza  della  Corte  Costituzionale  li   ha
  dichiarati  nulli  per  i  motivi che ho espresso  precedentemente,
  perché   mancano   di   tutti   quei   requisiti   che   ho   detto
  precedentemente.
   Quindi  chiedo  agli  Uffici  di  tenere  conto  anche  di  questa
  sentenza.

   PALMERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PALMERI.  Signor Presidente, volevo intervenire a  supporto  della
  possibilità di istituzione di questi nuovi parchi.
   Per quanto riguarda, in particolare, il Parco dei Monti Peloritani
  posso  confermare per le notizie in mio possesso che è già arrivato
  presso il CRPPN, la proposta di zonizzazione del territorio, quindi
  tutta la mappatura e l'ipotesi di zonizzazione già è stata valutata
  dal CRPPN.
   Per  quanto  riguarda la proposta del Parco dei  Monti  Elimi,  in
  particolare  volevo  informare  del  fatto  che  è  nato  pure   un
  protocollo  di intesa tra i sindaci a supporto di questo,  dei  GAL
  territorialmente  competenti,  del  commissario  straordinario  del
  libero  consorzio  di Trapani, quindi c'è già  un  territorio,  per
  quanto  riguarda  le  parti istituzionali, che  stanno  supportando
  questa possibilità, oltre ovviamente ad associazioni ambientaliste.
   In  particolare, non si tratta dell'istituzione di una nuova  area
  protetta,  ma nello specifico si tratta di una riorganizzazione  di
  tutta  la moltitudine di enti e aree protette che insistono al  suo
  interno.   Quindi,  in  realtà  compatibilmente   con   l'indirizzo
  nazionale di riorganizzazione legislativo si vuole portare anzi una
  semplificazione  di  enti,  si vuole  portare  ordine.  Quindi  una
  governance unitaria.
   Proprio  nell'intendimento anche di sviluppo del territorio.  Oggi
  alla  luce  della chiara incapacità di risolvere il problema  della
  prevenzione degli incendi in maniera efficace, si pensa anche  alla
  luce  del  fatto che questo territorio interessato da questa  nuova
  proposta di parco è stato interessato da molti incendi, anche  alla
  luce  di questa preoccupazione i sindaci si stanno muovendo.  E  mi
  faccio  testimone di questo del fatto proprio di questa  incapacità
  di  risolvere  il  problema  degli  incendi.  Quindi  una  maggiore
  governance, una visione più unitaria di gestione del territorio  di
  tutte  le  componenti vuole anche risolvere e  tutelare  meglio  il
  territorio,  controllarlo  meglio, valorizzarlo  per  uno  sviluppo
  sostenibile.  Non  soltanto per una autotutela.  Quindi  non  è  la
  volontà  di istituire nuovi vincoli ma di riorganizzare  i  vincoli
  che  ci  sono,  secondo la legislazione che  già  esiste  in  atto,
  secondo il piano paesistico che già esiste. Quindi non creare nuovi
  vincoli  ma  portare sviluppo, possibilità di sviluppo  sostenibile
  che è il modello a cui dovremmo tendere noi tutti.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  puntuale   e
  puntualmente  ogni anno, ogni legislatura, arriva  la  proposta  di
  istituire  un  nuovo  parco in Sicilia. E  per  la  verità,  questa
  richiesta  di istituzione del parco sui Monti Peloritani insiste  e
  resiste imperterrita da almeno tre legislature.
   Il  territorio siciliano è il territorio con il più alto numero di
  parchi  del mondo. E ciò nonostante è il territorio che  brucia  di
  più.  Mah   Chissà  qual è il nesso causale  Forse  perché  non  si
  possono  più  coltivare le terre o non c'è più nessuno  che  va  in
  quelle zone magari per esercitare liberamente la professione  della
  caccia? Forse perché mummificano un territorio in maniera tale  che
  essendo   talmente  incolto  è  più  permeabile  alla  mano   degli
  incendiari?
   La  vera  verità - e dobbiamo dircelo in faccia - è che  si  vuole
  costruire  un  altro ente di  mangiugghia . Si vuole  costruire  un
  altro  ente dove sistemare alcune persone. Nel momento in  cui  non
  troviamo 10 milioni di euro per risolvere i problemi delle persone,
  chiudiamo   gli  occhi  sul  fatto  che  manca  pure  la  copertura
  finanziaria.
   E  tentiamo  ancora una volta di andare verso il 40 o  il  45  per
  cento  di  territorio  vincolato. E' veramente  vergognoso,  signor
  Presidente  E' vergognoso che ancora si cerchi di portare avanti da
  almeno tre legislature il tentativo di mummificare tutto  Siamo già
  oltre  il 30 per cento. Andiamo al 50, istituiamo un parco in  ogni
  casa  Basta  Basta, signor Presidente

   PICCIOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. ne ha facoltà.

   PICCIOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore Baccei,
  è chiaro che se siamo arrivati a discutere in Aula un articolo così
  importante  come  questo dell'istituzione di un parco  così  atteso
  come  quello  dei  Peloritani,  io  ritengo  che  sia  quanto  meno
  incredibile  che non ci sia la copertura economica finanziaria  per
  una  operazione  simile. Ci siamo arrivati fino a  questo  punto  a
  discutere, ad impegnare un Parlamento, una Commissione,  e  lei  mi
  dovesse dire preliminarmente che non c'è la copertura economica per
  una  opera che da tanto tempo è attesa, io davvero mi sento tremare
  le vene dei polsi.
   Quindi,  preliminarmente alla discussione e al  dibattito,  vorrei
  che  lei  rispondesse  alla prima domanda  dell'onorevole  Rinaldi,
  quella  sulla copertura economica, perché davvero sarebbe un  fatto
  increscioso ed anche mortificante per un territorio che aspetta  da
  troppo tempo quest'opera, al di là dei limiti, dell'istituzione dei
  parchi,  di cui parlavano i colleghi precedenti. Ma, è chiaro,  che
  dopo  i parchi funzionano, la prevenzione viene fatta, se sono doti
  di  personale  e  quindi  ci  deve essere  una  adeguata  copertura
  economica e finanziaria perché l'istituzione di un parco in  quanto
  tale deve prevedere poi anche i fondi per la sua gestione e per  la
  prevenzione che è l'elemento essenziale del territorio. Quindi,  se
  noi  facciamo la classica cattedrale, e non credo che assolutamente
  sia   questo  lo  scopo  dell'Assessorato  magistralmente   diretto
  dall'assessore  Croce,  sicuramente la copertura  economica  andava
  concordata,  sarà concordata, e sono sicuro di poter dare  risposte
  agli  interventi degli onorevoli che mi hanno preceduto in  maniera
  compiuta.

   GERMANA'. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GERMANA'.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi  rendo  conto
  che  a  fine  legislatura ognuno di noi vuole  portare  a  casa  un
  risultato legittimamente, magari di una cosa in cui si crede ed  in
  questo caso per chi la propone. Però, voglio ricordare a quest'Aula
  ed  a me stesso, che lei stesso entrando nell'Aula oggi pomeriggio,
  aprendo  questa  seduta  pomeridiana,  ha  detto  che  non  avrebbe
  consentito una legge omnibus.
   Questo lo dico perché non vedo cosa ci azzecca l'istituzione di un
  parco  in  un collegato alla finanziaria. Oltre tutto voglio  dire,
  come  ha  ricordato il collega Rinaldi, che c'è una sentenza  della
  Corte   Costituzionale  che  è  la  212/2014  che   ha   dichiarato
  l'illegittimità  costituzionale di alcuni  articoli  di  norme  per
  l'istituzione di parchi. Grazie a questa sentenza, per evitare  che
  si possa pensare che siamo contrari soltanto per difendere il mondo
  venatorio,  e  grazie  a  questa sentenza  il  Tar  di  Palermo  ha
  annullato  l'istituzione  della riserva  dei  pantani  di  Pachino,
  rendendo  giustizia agli agricoltori dei 1.800  ettari  di  terreno
  destinati alla produzione di pomodoro pachino IGP.
   E  poi,  non so se ricordate, l'inchiesta di Repubblica del  2014,
  quando  denunziò  che i parchi siciliani, carrozzoni  politici  che
  sono  serviti  soltanto a dare consulenze  ed  a  fare  negli  anni
  purtroppo cose che non andavano fatte. Io esclude da questo,  e  da
  quello  che è successo, quest'ultima gestione del Parco dei Nebrodi
  che,  corri corri, sta portando avanti il Presidente Antoci,  però,
  in  linea  di massima è sempre stato così. E' emerso che da  quella
  denuncia  di  Repubblica i parchi siciliani costano 16  milioni  di
  euro,  e mi pare che le condizioni dei parchi siciliani siano sotto
  gli occhi di tutti. E poi che evitiamo anche di strumentalizzare la
  questione  parlando  di incendi perché basta  andare  su  Google  e
  guardare cosa è successo ieri sul parco dell'Etna sugli incendi,  o
  in  queste  ore, cosa continua a succedere nel Parco dei Nebrodi  e
  nel  Parco  delle  Madonie. Sono continuamente incendiati.  Quindi,
  dire  che  se  si  fa il parco non ci sono incendi  mi  sembra  una
  sciocchezza.

   PRESIDENTE.  Bene,  onorevoli  colleghi,  per  quanto  riguarda  i
  presunti profili di incostituzionalità, non sussistono perché si fa
  riferimento ad una norma nazionale, mentre la sentenza della  Corte
  Costituzionale - mi evidenziano gli Uffici - faceva riferimento  ad
  una  norma esclusivamente regionale. Qua c'è un riferimento proprio
  alla  norma  nazionale che supererebbe tutti. Quindi  non  ci  sono
  profili di incostituzionalità.
   Per  quanto riguarda la questione della copertura finanziaria,  si
  evince  con  riferimento  alla Costituzione  del  Comitato.  Se  il
  Governo  e la Commissione ritengono di insistere, si può aggiungere
   senza  nuovi oneri a carico del bilancio regionale ; questo  è  il
  discorso. Quindi rimane.
   Io  rispondo ad eventuali profili di incostituzionalità o meno. Si
  è  detto  di  tutto  e  di  più.  Guardate,  io  però  la  sentenza
  francamente  non  l'ho  vista. Gli Uffici mi  dicono  che  è  stata
  richiamata una sentenza che riguardava la costituzione a Pachino di
  riserve  poiché non erano stati consultati i Comuni.  La  realtà  è
  una,   che   si  fa  riferimento  nell'istituzione  alla  normativa
  nazionale.  La  normativa nazionale prevede  la  consultazione  dei
  Comuni, quindi in ogni caso profili di incostituzionalità non ce ne
  sono.
   Siete  tutti  esperti, ognuno si innamora delle proprie  idee,  ho
  capito  perfettamente. Sono stati fatti tutta una serie di rilievi,
  siccome è passata venticinque volte in Commissione, se n'è discusso
  sui  giornali, diciamo che non siamo d'accordo sul merito.  Ma  non
  evidenziamo   profili   di  incostituzionalità,   non   attribuiamo
  responsabilità che francamente non ci sono. Uno può essere a favore
  o   in  disaccordo  legittimamente,  ma  -  ripeto  -  profili   di
  incostituzionalità non ce ne sono.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io  non
  ho  fatto  nessun rilievo, quella sentenza sullo specifico  è  come
  dice  lei perché non avevano consultato i comuni ma quella sentenza
  dice pure che la norma siciliana non è perfettamente costituzionale
  in  quanto  per istituire un nuovo parco ci vogliono dei valori  di
  eccellenza di quel territorio e non è questo il caso, è il caso  di
  istituire  un  nuovo  ente per promettere  assunzioni  in  campagna
  elettorale e questa è una vergogna che non possiamo permetterci.

   PRESIDENTE. Ho capito, ognuno si agita, ognuno sa tutto. Allora  i
  profili, lasciamo stare il merito, ognuno si pronuncia sul  merito.
  Non  ci  sono  profili di incostituzionalità, sono  stati  superati
  perché  nella  norma riscritta dalla Commissione si fa  riferimento
  alla  normativa statale, poi ognuno vota come ritiene più opportuno
  ma  non  eccepiamo profili di incostituzionalità, possiamo dire  se
  siamo   d'accordo   o  a  sfavore.  Se  il  Governo   presenta   il
  subemendamento  precisando che non ci sono nuovo  oneri  finanziari
  nella costituzione del Comitato, possiamo andare avanti.
   Comunico   che  è  stato  presentato  dal  Governo   il   seguente
  subemendamento  77.R.1 all'emendamento 77.R:   Dall'attuazione  del
  presente  articolo non possono derivare nuovo o  maggiori  oneri  a
  carico del bilancio regionale .
   Lo pongo in votazione.

   FORMICA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE. Propongo l'accantonamento dell'articolo 77.
   Non sorgendo osservazioni, così rimane stabilito.
   Si passa all'articolo 78. Ne do lettura:

                             «Articolo 78
              Oneri istruttori autorizzazioni ambientali

   1.  All'articolo 91 della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9 sono
  apportate le seguenti modifiche:

   a) al comma 3, dopo le parole  le tariffe dovute dai proponenti  e
  dalle  autorità  procedenti,  aggiungere le parole   ad  esclusione
  delle amministrazioni regionali ;

   b)   al   comma  5,  dopo  le  parole   tutte  le  amministrazioni
  competenti     aggiungere   le   parole    ad   esclusione    delle
  amministrazioni regionali».

   Onorevoli  colleghi, è stato presentato un emendamento sostitutivo
  della IV Commissione.
   Accantoniamo  l'articolo 78 in quanto gli Uffici stanno  valutando
  alcuni profili proprio sulla riscrittura.
   Si passa all'articolo 79. Ne do lettura:

                             «Articolo 79
  Modifiche all'articolo 6 della legge regionale siciliana 16 aprile
                              2003, n. 4

   1. Dopo il comma 4 dell'articolo 6 della legge regionale siciliana
  16 aprile 2003, n. 4 è aggiunto il seguente:

    4   bis.   Ove   sull'area  interessata  non   sussistano   opere
  consolidabili  al pubblico demanio, il criterio  di  cui  al  comma
  precedente  è  sostituito con quelli previsti dall'articolo  5  bis
  della  legge  1  agosto 2003, n. 212. La predetta  disposizione  si
  applica  ai  rapporti  in essere non ancora definiti  con  atti  di
  alienazione o transattivi. ».

   Essendo  stati presentati solo emendamenti soppressivi,  pongo  in
  votazione il mantenimento dell'articolo.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 80. Ne do lettura:

                             «Articolo 80
                        Qualificazione A.R.P.A.

   1.  All'articolo 90 della legge regionale 3 maggio 2001, n. 6 sono
  aggiunti i seguenti commi:

    2  ter. L'Agenzia è definita e qualificata quale ente del settore
  sanitario  di cui al comma 3 dell'articolo 4 della legge  regionale
  14 maggio 2009, n.6 e successive modifiche ed integrazioni e di cui
  alla legge regionale 29 dicembre 2008, n. 25.

   2  quater.  Entro  60  giorni  dalla data  di  approvazione  della
  presente legge con decreto del Presidente della Regione su proposta
  dell'Assessore  regionale per la Salute e dell'Assessore  regionale
  per   il  territorio  e  per  l'ambiente,  sentite  le  Commissioni
  legislative competenti, sono stabilite le modalità applicative  del
  disposto di cui al comma 2 ter.».

   Comunico che all'articolo 80 ci sono motivi di incostituzionalità.
  La  qualificazione  dell'A.R.P.A. come ente del settore  sanitario,
  confligge  con  la  normativa  statale inderogabile  relativa  alla
  destinazione del fondo sanitario.


   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Considerata l'ora la seduta è tolta e l'Aula è rinviata a  domani,


   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


  giovedì 10 agosto 2017, alle ore 11.00, con il seguente ordine  del
  giorno:

    I- COMUNICAZIONI
  II-DISCUSSIONE DEL  PROGRAMMA OPERATIVO FESR SICILIA 2014/2020 -
  MODIFICA

                Relatore: on. Vinciullo

    III-DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

  1)  -   Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2017.
     Legge di stabilità regionale. Stralcio I . (n. 1276 Stralcio I/A)
     (Seguito)

           Relatore di maggioranza: on. Vinciullo

           Relatore di minoranza: on. Cancelleri

  2)  -  Disposizioni in materia di elezione diretta del Presidente
     del libero Consorzio comunale e del Consiglio del libero Consorzio
     comunale  nonché  del Sindaco metropolitano e  del  Consiglio
     metropolitano. Norme sulla pubblicità e sul controllo delle spese
     elettorali . (nn. 1307-1282/A) (Seguito)

                Relatore: on. Rinaldi

    IV-DISCUSSIONE, AI SENSI DELL'ART. 68 BIS DEL REGOLAMENTO INTERNO,
   DEL DISEGNO DI LEGGE:

    Norme in materia di Consorzio autostrade siciliane (CAS) .  (n.
     1276/A Stralcio III) (Seguito)

    V- DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

  1)   -   Istituzione dei nuovi parchi archeologici in Sicilia  e
     modifiche alla legge regionale 3 novembre 2000, n. 20.    (n.
     1212/A)

                Relatore: on. Greco Marcello

  2)  -   Legge di modifica dell'articolo 8 della legge regionale 23
     dicembre 2000, n. 30. Variazione di denominazione dei  comuni
     termali.  (n. 843/A)

                Relatore: on. Mangiacavallo

  3)   -   Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento della
     Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto,  recante
     'Riconoscimento e tutela della minoranza linguistica gallo-italica
     ai sensi della Legge 15 dicembre 1999, n. 482.'  (n. 1229/A)

                Relatore: on. Greco Marcello

  4)  -  Norme per il riconoscimento e la promozione delle attività
     artistiche di strada.  (n. 1221/A)

                Relatore: on. Greco Marcello

  5)   -   Legge regionale 23 dicembre 2000, n. 30 e D.P. 24 marzo
     2003,  n.  8. Progetto di variazione territoriale finalizzato
     all'aggregazione al Comune di Grammichele di parte di territorio e
     di popolazione del Comune contermine di Mineo (c.da Saie).  (n.
     1266/A)

                Relatore: on. Siragusa

  6)  -  Interventi a sostegno dei soggetti con Disturbi Specifici di
     Apprendimento (DSA).  (n. 1120/A)

                Relatore: on. Panarello

  7)  -   Valorizzazione del demanio trazzerale.  (n. 349/A)

                Relatore: on. Laccoto

  8)   -  Codice etico per gli eletti a cariche pubbliche, per gli
     amministratori e per i dipendenti della Regione Siciliana.  (n.
     854/A)

                Relatore: on. La Rocca Ruvolo

                   La seduta è tolta alle ore 20.51

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio


   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


                   La seduta è aperta alle ore 11.16

   RAGUSA,  segretario, dà lettura del processo verbale della  seduta
  precedente, che non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il  preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto congedo,  per  la  seduta
  odierna, gli onorevoli Lombardo, Greco Giovanni e Federico.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


                        Sull'ordine dei lavori

   PRESIDENTE.  Invito il presidente della II Commissione,  onorevole
  Vinciullo,  a riferire rispetto ai lavori di ieri della Commissione
  visto  che  l'Assemblea  era  stata rinviata  per  consentire  alla
  Commissione  Bilancio  di esaminare la norma che riguardava il CAS.

   VINCIULLO,   presidente   della   Commissione   Bilancio.   Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,  ieri  sera   abbiamo
  lungamente  discusso sull'emendamento che era stato presentato  dal
  Governo e che era stato restituito dalla Commissione all'Assemblea.
   Alla  fine del lungo ragionamento durato ore,  - invito un  attimo
  il Governo a confermare

   PRESIDENTE. Invito i colleghi a prendere posto perché  il  Governo
  deve  seguire  l'andamento dei lavori. In  particolare  l'assessore
  Baccei e l'assessore Bosco, competente per ramo.

   VINCIULLO, presidente della Commissione Bilancio. Alla fine,  dopo
  tutta  una  serie  di ragionamenti, una serie  di  richieste  e  di
  chiarimenti da parte dei componenti della Commissione, il  Governo,
  per bocca del suo Presidente,  - però, invito l'assessore Baccei  a
  confermare  -,  si è impegnato a presentare un emendamento  al  ddl
   collegato   e di conseguenza siamo in attesa di verificare  questo
  emendamento che l'assessore alle infrastrutture dovrebbe concordare
  con  l'Assessore  per l'economia in maniera tale che  possa  essere
  presentato all'Aula in occasione appunto della discussione del  ddl
   collegato . Questo se i deputati lo riterranno opportuno e utile.
   Se  i deputati, invece, riterranno di individuare altre strade,  e
  l'altra  strada per essere chiaro, ed è quella che io  ritengo  più
  semplice  e  più  lineare, è quella di presentare l'emendamento  al
  disegno  di  legge che ancora è depositato presso questa Assemblea,
  credo  che, se tutti i colleghi sono disponibili, potremmo iniziare
  discutendo  questo disegno di legge sulla fusione fra CAS  e  ANAS.
  Forse  questo  potrebbe essere il metodo più semplice anche  perché
  sganciamo  il  disegno di legge sulla fusione fra CAS  e  ANAS  dai
  percorsi  del   collegato',  percorsi del   collegato'  -  che  non
  sfuggirà a nessuno - sono molto più difficili e tortuosi rispetto a
  una norma che si compone solo ed esclusivamente di un articolo.
   Per cui, assessore, riformulo la proposta.
   Ieri sera il Presidente della Regione aveva detto  presentiamo  un
  emendamento al ddl  collegato' .
   Io  Le  dico che presentare un emendamento al  collegato'  diventa
  una strada difficile, impervia, irta di difficoltà anche perché  il
  primo  è  l'onorevole Milazzo che mi ricorda che il   collegato'  è
  composto di 80 articoli.
   Per cui, io sarei dell'idea di iniziare la discussione sul disegno
  di legge su CAS e ANAS, se i colleghi sono d'accordo. Di presentare
  questo emendamento di riscrittura dell'articolo 1. Siccome trattasi
  solo ed esclusivamente di un articolo potremmo fare tutto nel breve
  volgere di qualche minuto.
   Poi  se i deputati, il Governo, la maggioranza pensate invece  che
  occorra presentare un emendamento al  collegato' così come ha detto
  il  Presidente della Regione, la Commissione  Bilancio  non può non
  prenderne atto e di conseguenza noi ci adegueremo alla volontà  del
  Governo,  che è quello che in questo caso ha potestà nel presentare
  l'emendamento, e daremo parere favorevole o negativo secondo quello
  che verrà presentato dal Governo.
   Però la cosa importante è che questa mattina, secondo me, dobbiamo
  stabilire un percorso che mette in salvo il disegno di legge su CAS
  e  ANAS  e  non  lo  espone a quelli che poi  potrebbero  essere  i
  contrasti che sul  collegato' e sul disegno di legge sulle province
  potrebbe da qui a qualche minuto scoppiare.

   MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Prima  di  dare  la  parola  all'onorevole   Giuseppe
  Milazzo,  io  vorrei sentire il Governo su questo punto  perché  il
  Presidente Vinciullo nel riferire l'andamento dei lavori di ieri in
  Commissione  ha fatto presente che il Governo, in quella  sede,  si
  era   impegnato   a   presentare  un  emendamento   al   cosiddetto
   collegato ,  ma  fa  anche presente la  seconda  opzione  cioè  di
  procedere  con l'esame da parte dell'Aula del disegno di legge  che
  riguarda il CAS.
   Questa  seconda  opzione  è  preclusa non  avendo  la  Commissione
   Bilancio   reso  il  parere  l'Aula  non  è  nelle  condizioni  di
  procedere nell'esame del disegno di legge sul CAS. Quindi,  l'unica
  via  che  resta  è, se il Governo conferma di volere presentare  un
  emendamento al disegno di legge stralcio n. 1276 questo lo possiamo
  fare,  oppure  la  Commissione  Bilancio  deve dare  il  parere  al
  disegno di legge sul CAS.
   Quindi, io vorrei sentire prima il Governo.
   Do, comunque,  la parola all'onorevole Giuseppe Milazzo.

   MILAZZO  GIUSEPPE.  Signor Presidente, oggi che  sono  animato  di
  buona volontà, non volete farmi parlare.
   Presidente Vinciullo, onorevole Panepinto, se la volontà è  quella
  di  trattare il ddl  collegato  e fare un buon lavoro, cioè evitare
  di  incartarsi su norme  inarrivabili' che ci esporrebbero a lunghi
  dibattiti, se ci fermiamo un attimo e la Commissione  se è in grado
  di riassumere un lavoro di sintesi con un emendamento dove inserire
  anche  questa norma e le cose importanti, noi ce ne possiamo uscire
  -  diciamo  -   in modo spedito e se l'emendamento  lo  propone  la
  Commissione non c'è bisogno che dia il parere perché lo produce  la
  Commissione  stessa, purché onorevole Vinciullo,  io  glielo  dico,
  tutti gli altri emendamenti aggiuntivi, al di fuori del lavoro  che
  predisporrebbe  la Commissione  Bilancio , vengano tutti  scartati,
  cioè  la  Commissione  fa  un lavoro di sintesi  concordato  con  i
  Capigruppo,  torna in Aula col documento, l'Assemblea  si  esprime,
  vediamo le cose che servono ai siciliani, quelle vere, li infiliamo
  tutti  là  dentro  si  fa  un  unico  dibattito  e  ce  ne  usciamo
  velocemente.
   Se  invece, signor Presidente, il tema è proprio questo,  cioè  si
  può  accorciare  un  percorso parlamentare, se  questo  percorso  è
  svolto nell'interesse reale della collettività.
   Se  noi  dobbiamo  fare a ogni singolo articolo:  «vediamo  quando
  siamo presenti in 41, vediamo quando arrivano i nostri amici che ci
  votano  le cose», noi di qua non ce ne usciamo e faremo un  cattivo
  servizio all'Aula e ai siciliani.
   Quindi, io spero che il Presidente Vinciullo, la Commissione  e  i
  Capigruppo sappiano riassumere in questa proposta della Commissione
  -  vedo che l'onorevole Cordaro già si è messo in movimento - se  i
  Capigruppo  con la Commissione possono sinteticamente  produrre  un
  unico documento per superare alcune emergenze.

   PRESIDENTE.  Sono  iscritti a parlare gli onorevoli  Di  Giacinto,
  Cordaro e Vullo. Ha facoltà di parlare l'onorevole Di Giacinto.

   DI  GIACINTO. Signor Presidente, Governo, colleghi, io mi sento un
  poco così.
   Ieri  sera ho partecipato fino ad oltre le 21,00  alla Commissione
   Bilancio  e che io mi ricordi doveva essere presentato un qualcosa
  in Commissione un emendamento per la copertura finanziaria rispetto
  al  CAS  ANAS,  stamattina apprendo che il percorso è completamente
  cambiato  cioè  che qualcuno dovrebbe presentare un emendamento  al
  ddl   collegato ,  guardi Presidente che non  è  così,  nessuno  si
  permetta a presentare emendamenti al ddl  collegato perché è da sei
  mesi  che  la  Commissione Bilancio lavora affinché  si  trovi  una
  soluzione, sei mesi e carte alla Commissione bilancio non  ne  sono
  arrivate fino a ieri sera.
   La  Commissione   Bilancio  non è in grado fino  a  stamattina  di
  sapere  quale  è  il  capitale netto quale è il capitale  che  deve
  andare  ad  essere sottoscritto e quello che abbiamo  chiesto  ieri
  sera.
   Ieri  sera  dice che dovevano fare una ricognizione e dirci  quale
  era  il  capitale netto per capire quale è il capitale sociale  che
  questa  società  in trasformazione deve andare a sottoscrivere.  Ma
  fin  a quando non arrivano queste carte perché dobbiamo mettere  un
  emendamento  aggiuntivo che addirittura dovrebbe  sottoscrivere  la
  Commissione bilancio. Ma di che cosa stiamo parlando?
   Io  non  ho  nulla contro il CAS e l'ANAS ma voglio chiarezza,  lo
  fatto  ieri sera in Commissione  Bilancio  e lo rifaccio  oggi  qua
  fin quando non arrivano le carte che ci diano chiarezza su quale  è
  il  percorso  guardate che non è facile che questo argomento  passi
  neanche  in  Aula,  ma,  ripeto, non  perché  c'è  qualcuno  che  è
  contrario  alla fusione ma vogliamo capire che cosa ci guadagna  la
  Regione  e soprattutto che cosa ci guadagna l'ANAS e ancor  di  più
  che cosa ci guadagnano i siciliani.
   Fin  quando  non  c'è  questa chiarezza, io  da  componente  della
  Commissione   Bilancio    vi comunico che sono  contrario  per  cui
  nessuna  operazione che si faccia così, si faccia in Aula,  celata,
  non  celata  guardate che - ripeto - è sei mesi che in  Commissione
  chiedo  personalmente  dei documenti che  non  mi  sono  stati  mai
  consegnati.


   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico  che  ha  chiesto  congedo,  per  la  seduta
  odierna, l'onorevole Malafarina .
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


                        Sull'ordine dei lavori

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Cordaro.  Ne  ha
  facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi io devo rassegnarle
  tre  considerazioni,  che  riguardano  tre  argomenti  diversi  ma,
  assolutamente, collegati l'uno con l'altro.
   Il  primo  argomento riguarda, proprio, il tema  trattato  fino  a
  questo momento. Presidente Lupo, forse i colleghi della Commissione
   Bilancio  non hanno avuto il coraggio di esprimersi compiutamente,
  nel   senso   che   hanno  voluto  utilizzare  un  tono,   diciamo,
  politicamente corretto
   Siccome  ho  avuto  modo di partecipare, anche, ad  alcune  sedute
  della Commissione  Bilancio , le devo dire - con molta franchezza -
  che  per  quello  che  è  stato  prodotto  in  Commissione,  se  la
  Commissione  Bilancio  dovesse essere chiamata a dare un parere sul
  CAS-ANAS  l'unico parere potrebbe essere un parere  contrario,  per
  quello che, allo stato, hanno avuto possibilità di consultare.
   Quindi,  questo è corretto che lo si sappia perché  finiremmo  per
  farci  del male inutilmente, e perché è giusto che non ci  sia  una
  volontà  di  assumersi  una  responsabilità  politica,  oltre   che
  amministrativa, sulla base di quel nulla che è stato prodotto, come
  ha  detto qualche collega che è intervenuto prima di me, su  questo
  tema. Vorrei che la Presidente ne prendesse atto.
   Punto   numero   due.  Abbiamo  valutato,  Presidente   Lupo,   in
  Commissione  Antimafia  una interpretazione autentica di una  norma
  che  riguarda   l'articolo  3  della Legge  n.  15  del  2008,  una
  interpretazione autentica proposta, fra gli altri,  anche  da  lei,
  Presidente  Lupo,  assolutamente apprezzabile, che  la  Commissione
  Antimafia  ha  fatto propria e, dopo un'istruttoria  pregevole  del
  collega  onorevole,  avvocato  Stefano  Pellegrino,  questa  norma,
  questa interpretazione autentica è pronta per l'Aula.
   Quindi, la Commissione  Antimafia  la sta inviando, perché  seppur
  tecnicamente  si  può  configurare o, probabilmente,  è  norma  non
  pertinente con quelle già all'ordine del giorno, noi riteniamo  che
  potrebbe  ben  essere  inserita,  eccezionalmente,  ma  in  maniera
  assolutamente trasparente, nel ddl  collegato  perché si tratta  di
  una   norma   che  sana  un  vulnus  precedente,   perché   abbiamo
  introdotto,  in buona sostanza, oltre all'imprenditore danneggiato,
  di  cui  all'articolo  3 della legge che ho  appena  citato  -  che
  riguarda,  appunto, le zone franche della legalità e i  benefit  di
  carattere  erariale  e  fiscale  a favore  degli  imprenditori  che
  denunciano  -  abbiamo  allargato lo spettro  anche  alle   persone
  danneggiate',  in modo che anche il soggetto che dovesse  ricevere,
  seppur  non direttamente l'imprenditore, la minaccia o la richiesta
  di  estorsione,  consentirebbe, questo  tipo  di  meccanismo  e  di
  integrazione,  di  interpretarlo in maniera  tale  da  dare  sempre
  all'imprenditore,   che   poi  è  il  titolare   dell'impresa,   la
  possibilità a seguito di un rinvio a giudizio di costituirsi  parte
  civile. E quindi, signor Presidente, le chiedo priorità per  questa
  norma prima che la sessione si chiuda.
   Infine signor Presidente, noi, ieri sera, ci siamo lasciati con la
  sospensione sulla trattazione del ddl   collegato . Io le chiederei
  di  proseguire, in maniera ordinata, la Seduta. Continuiamo sul ddl
  Scollegato , credo che ci siano le condizioni per esitarlo, dopo di
  che  passiamo  al  disegno  di  legge  sulle  Province,  questa   è
  l'indicazione del mio Gruppo parlamentare, dopo di che  vediamo  se
  ci sono altre norme  trattabili', fermo restando, Presidente Lupo -
  e questo per noi è una valutazione di principio -, che in ogni caso
  il  voto  finale dovrà essere unico per tutti i disegni  di  legge,
  così come è stato concordato ieri con la Presidenza.

   PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, rispetto all'emendamento di cui lei
  parlava  lo  stesso dovrebbe essere formalizzato o  dal  Governo  o
  dalla Commissione, l'emendamento dell'interpretazione autentica.
   Per  quanto  riguarda  il  CAS, io ho molti  colleghi  iscritti  a
  parlare  e  non  ho difficoltà a dare loro la parola.  Voglio  solo
  precisare  che,  al  momento, il Governo non  ha  presentato  alcun
  emendamento,   quindi  non  vorrei  che  aprissimo   un   dibattito
  sull'ordine  dei lavori nell'ipotesi che il Governo  presentasse  e
  poi il Governo, magari, non formalizzerà mai l'emendamento.
   Se  dobbiamo  proseguire con gli interventi, toccava all'onorevole
  Vullo,  che  si era iscritto in apertura di seduta. A  seguire  gli
  onorevoli Panarello, Picciolo, Ragusa, Panepinto, Laccoto.
   E'  iscritto a parlare il presidente della Commissione,  onorevole
  Vinciullo. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO,   presidente   della   Commissione   Bilancio.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, assessori.  Ho  ascoltato  con  la
  dovuta  attenzione, Presidente Lupo, quello che lei ha  detto  però
  vorrei ricordare che, e mi rivolgo anche agli uffici per vedere  se
  gli  uffici, il Segretario generale, possono aiutarci a trovare una
  soluzione  corretta  e veloce. Decorsi dieci giorni  il  parere  si
  intende  reso,  e dall'ultimo emendamento presentato  dal  Governo,
  cioè  il  Governo ha presentato quattro emendamenti in  Commissione
   Bilancio   ma  dall'ultimo emendamento presentato dal  Governo,  i
  dieci  giorni  sono ampiamente decorsi, per cui io  non  credo  che
  questo possa essere un ostacolo il fatto che la Commissione non  ha
  reso parere. La Commissione non ha reso parere però sono decorsi  i
  dieci  giorni,  del  resto,  come  vede,  c'è  una  situazione   di
  difficoltà  che ci impedisce di potere, alla Commissione,  dare  la
  possibilità di pronunciarsi.
   In  più vorrei ricordare che nell'ultimo emendamento presentato da
  parte   del  Governo  non  è  previsto  alcun  impegno,   anzi,   è
  espressamente negata la possibilità che vi siano impegni di nuove e
  maggiori  risorse  per  cui  cade  anche  la  possibilità  per   la
  Commissione  di  esprimersi  dal  momento  che  non  dobbiamo  dare
  copertura  finanziaria su nulla. Cioè il Governo in  pratica  dice:
  «non  occorre  copertura»,  di conseguenza,  se  avesse  presentato
  questo emendamento in IV
  Commissione, non l'avreste mai mandato in II Commissione,  per  cui
  l'ultima proposta del Governo, laddove il Governo dice  non occorre
  nessuna  copertura'  fa  venire meno anche la  possibilità  per  la
  Commissione  di  pronunciarsi. Su cosa mi devo  pronunciare  se  il
  Governo dice  non occorrono nuovi e maggiori impegni di spesa'?  Lo
  dice ampiamente.
   Per  cui veda signor Presidente, sempre nel rispetto della volontà
  dei  deputati,  io sarei dell'idea che i termini  per  iniziare  la
  discussione   di   questo  disegno  di  legge   e   per   collegare
  l'emendamento del Governo che proporrà in Aula così come ieri  sera
  ha  detto il Presidente a questo disegno di legge, ci siano  tutti.
  E'  anche un modo perché venga rispettata la volontà del Parlamento
  che   dice   non   ci  sono  emendamenti  aggiuntivi,   altrimenti,
  giustamente  ha  ragione  l'onorevole Milazzo,  apriamo  una  nuova
  partita in cui all'interno del  collegato' potrebbe entrare tutto.
   Quindi,  io  mi  appello  agli  uffici  e  a  lei  Presidente  per
  verificare se è possibile percorrere questa strada. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Vullo.  Ne  ha
  facoltà.

   VULLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo  solo
  ed  esclusivamente per esternare le mie rimostranze nei  confronti,
  perché  non  lo vede, ieri il Presidente Ardizzone è stato  di  una
  bravura  incommensurabile, perché l'onorevole Milazzo  arrivato  ad
  una  certo  punto della discussione chiede l'inversione dell'ordine
  del  giorno,  se non erro il Presidente Ardizzone dichiara  di  far
  parlare due a favore e due contro, mentre questi due che parlano  a
  favore e questi due che dovrebbero parlare contro si inseriscono in
  questa  discussione  alcuni presidenti di  Commissione.  Ieri,  non
  facendo  votare questa inversione di ordine del giorno, i  deputati
  di  questo  Parlamento  si  sono dimenticati  di  parlare  solo  ed
  esclusivamente  di  quella  riunione  che  c'è  stata  a  Lima  per
  discutere  la vicenda che purtroppo in questi giorni sta investendo
  il Venezuela.
   E  allora,  ieri  abbiamo perso, Presidente Lupo, l'occasione  per
  votare  un  disegno  di legge che era quello  delle  Province  che,
  magari  a  qualcuno  non  piacerà ma, sicuramente  gran  parte  dei
  deputati  che  sono presenti,  - magari qualcuno che sa  utilizzare
  meno  i  social e quant'altro -, molti deputati che parlano  con  i
  cittadini,  che  parlano  con  le  scuole,  che  parlano  con   gli
  imprenditori,  che  si rendono conto di quello che  è  successo  in
  questi quattro anni.
   Ed  allora,  dal  mio  punto di vista,  ieri,  è  stato  bravo  il
  Presidente  Ardizzone,  abbiamo perso l'occasione  per  votare  una
  legge  che  io  ritengo una legge importante, che  è  quella  delle
  Province.
   Non vorrei che qualcuno pensasse che questa legge non debba essere
  votata e non vorrei che qualcuno facesse in modo che questo disegno
  di  legge, che ritengo un disegno di legge democratica, non venisse
  votata.


   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


                                Congedi

   PRESIDENTE.   Comunico  che  gli  onorevoli  Zafarana,   Tancredi,
  Gucciardi,  Di  Pasquale e Cracolici hanno chiesto congedo  per  la
  seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


                        Sull'ordine dei lavori

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Panarello.  Ne  ha
  facoltà.

   PANARELLO. Signor Presidente, sono d'accordo con la sua proposta a
  proposito  del  CAS, e cioè, visto che c'è stata  una  discussione,
  ieri sera in Commissione e, come ricordava il Presidente Vinciullo,
  il  Governo si è impegnato a presentare un emendamento che  tenesse
  conto  degli  argomenti  che  ha usato la  Commissione   Bilancio ,
  bisognerebbe sollecitare il Governo a presentare questo emendamento
  e discuterlo.
   Io,  naturalmente, conoscendo la situazione del CAS,  che  essendo
  un'azienda  importante  non può essere diretta  come  se  fosse  un
  dipartimento   della  Regione,  questo  mette  in  discussione   la
  possibilità di offrire un servizio efficiente, mette in discussione
  la  possibilità  di utilizzare efficacemente il personale,  ritegno
  che  l'ipotesi  di  una  società assieme all'ANAS,  sia  un'ipotesi
  positiva  perché  consentirebbe al CAS di  avere  una  prospettiva,
  perché   in   queste  condizioni,   -  lo  dico  ai  colleghi   che
  legittimamente hanno sollevato obiezioni -, quella azienda non  può
  funzionare, non può erogare un servizio efficiente e  non  può,   -
  diciamo così -, soddisfare le aspirazioni di sviluppo e di mobilità
  efficiente per il popolo siciliano. Questo è il tema. Questo  è  il
  tema,  dopodiché  ci  saranno aspetti  che  riguardano  i  bilanci,
  l'operazione, e così via dicendo.
   Io  ho sempre immaginato che trattandosi di due enti pubblici, che
  l'operazione sarà inevitabilmente trasparente, avviare le procedure
  è  una cosa sensata, dopodiché, ripeto, il tema adesso è trasferito
  al  testo  dell'emendamento  che  il  Governo  si  è  impegnato   a
  presentare  e che io sono per valutare ed eventualmente  approvare,
  se va in questa direzione.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Picciolo.  Ne  ha
  facoltà.

   PICCIOLO.  Signor Presidente, assessori, Governo, è ovvio  che  il
  tema  del  CAS  appassioni  molto  quest'Aula  ma,  anche  ieri  in
  Commissione  alla quale ho partecipato, il Presidente Vinciullo  ha
  dimostrato una disponibilità di massima da parte della Commissione,
  avendo  i  documenti contabili richiesti, di poter procedere  verso
  questo  inizio  di fusione, come ieri hanno detto  il  Governo,  il
  Presidente e l'assessore.
   E'  ovvio,  però, che il tema,  - cari commissari, caro Presidente
  Vinciullo,  caro  collega Di Giacinto -,  che  voi  ponete  ha  una
  rilevanza  economica e contabile. E' anche vero, però,  che  mentre
  noi   discutiamo,   mentre  l'ANAS  offre  questa    ciambella   di
  salvataggio   al CAS dal punto di vista economico, perché  è  sotto
  gli  occhi  di  tutti che il bilancio del CAS non sia  messo  nelle
  migliori  condizioni, vuoi per anni di mala  gestio,  vuoi  per  un
  depauperamento  periodico del personale,  vuoi  per  le  condizioni
  delle autostrade gestite dal CAS che si sono gravemente deteriorate
  negli  anni  e,  quindi,  gli utili che  vengono  dall'incasso  dei
  caselli   autostradali  e  dai  pagamenti  dei  pedaggi  non   sono
  sufficienti  per la manutenzione straordinaria di  questo  ente,  è
  chiaro  che  questa fusione, da quello che diceva ieri l'assessore,
  da  quello  che diceva il Presidente della Regione, è a costo  zero
  per le casse regionali e tutela i dipendenti che hanno il contratto
  con le autostrade siciliane, con le autostrade nazionali, quindi un
  contratto  di categoria uguale per tutta Italia; tutela il  sistema
  infrastrutturale  perché  l'ANAS si  è  impegnata  a  fare  ingenti
  investimenti superiori a 500 milioni di euro, intervenendo  con  il
  50%  +1  del  capitale  sociale;  tutela  gli  utenti  che  avranno
  finalmente un consorzio efficiente ed una rete globale di trasporti
  su base regionale.
   A  mio  avviso è improvvido da parte nostra, come Governo  e  come
  Commissione, come organo istituzionale, che deve dare un parere  su
  questa  vicenda, rinviare ulteriormente e non affrontare,  come  si
  dice, il  toro per le corna .
   E'  impensabile  questo,  noi abbiamo il  dovere  di  valutare  le
  ricadute economiche ma, sicuramente, cari componenti, sono vantaggi
  per  il  bilancio della Regione. Quindi in una fusione nella  quale
  noi non mettiamo un euro, in cui non abbiamo alcuna responsabilità,
  che  è  un atto tra due società pubbliche, che tutela i lavoratori,
  che  tutela  gli utenti, che tutela le infrastrutture,  secondo  me
  andare  a  ridiscutere, creare le condizioni  per  una  difficoltà,
  mettere  ulteriore  carne al fuoco  per cercare di - legittimamente
  pure  - dilazionare, rinviare la soluzione di un problema o l'avvio
  di  un  problema,  come  ieri  in Commissione  si  era  deciso  con
  l'assessore,  con il Presidente della Regione, di dare  un  mandato
  perché  si  avviasse  questa procedura  ed  avendo  certezza,  poi,
  economica  di  documentare  l'Aula se si dovesse  riesprimere,  può
  essere  un  compromesso  legittimo. Però, ritengo  che  abbiamo  il
  dovere  di  dare risposte e che rinviare porterà soltanto ulteriore
  difficoltà  all'azienda  CAS, ulteriori  difficoltà  alla  Sicilia,
  ulteriori difficoltà ai siciliani.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Ragusa.  Ne  ha
  facoltà.

   RAGUSA.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   assessori,
  intervengo  in merito a questa proposta di fusione  tra  il  CAS  e
  l'ANAS  perché,  tempo  fa, il nostro assessore  Pistorio  presentò
  questa  proposta  che  non fu accolta forse  con  l'approfondimento
  giusto che va riversato a questo argomento.
   Mentre  noi  parliamo di fusione di ANAS e CAS c'è un fatto  molto
  importante  che sta avvenendo in un'arteria in costruzione,  che  è
  l'autostrada  Siracusa-Gela, dove molti addetti ai  lavori  e,  per
  essere  più  chiaro,  alcuni operai, vengono licenziati  perché  le
  aziende che stanno effettuando gli interventi non vengono pagati da
  parte  del  CAS.  E' un fatto importante, è un fatto  molto  grave,
  perché  è  un'arteria  che andrebbe a collegare  il  sud-est  della
  Regione  Sicilia,  è  un'arteria  che  serve  allo  sviluppo,  alla
  crescita,  ma queste cose non le dico io ma lo dicono un po'  tutti
  ma  mi  piace ribadire in questa Aula che una posizione  importante
  debba essere presa.
   Noi  veniamo  da un'esperienza di incontro fatta in  provincia  di
  Ragusa,  dove  i sindacati e la politica, i dirigenti politici  del
  provincia,  si sono raccolti per discutere di questo evento.  Bene,
  onorevoli  colleghi, è inutile raccontarvi il disagio e  l'amarezza
  che  c'era  in quell'aula perché le aspettative delle  aziende  che
  oggi  non  vengono  pagate  dal CAS  rischiano  di  fallire  e,  di
  concerto,  tutto  l'indotto, perché chi fornisce calcestruzzo,  chi
  fornisce manodopera, chi fornisce mezzi meccanici, chi fa movimento
  terra,  oggi  non  ha  percepito, a distanza  di  un  anno,  nessun
  centesimo da parte del CAS.
   Siccome qui grava una grande responsabilità politica, penso che il
  Governo  regionale,  nella figura del Presidente  della  Regione  e
  dell'Assessore competente, debbano prendere una decisione che metta
  nella condizione sia gli operai, sia l'indotto, sia le imprese, sia
  i  subappaltanti,  tutti  coloro  che  orbitano  intorno  a  questa
  autostrada  di  essere  pagati, aiutati e sostenuti  perché  voglio
  ricordare  a  me stesso che la prima fase basilare è l'occupazione,
  la  serenità delle famiglie. Poi vengono le infrastrutture che sono
  importanti  anch'esse, che servono alla Regione  siciliana.  Allora
  abbandoniamo  e  mettiamo da parte i facili interventi,  le  facili
  discussioni  e  cerchiamo  di  porre  una  risoluzione   utile   ed
  importante.
   E' chiaro poi che il CAS, che in questi anni ha dimostrato che non
  può  farcela  da solo, non è messo nelle condizioni  di  aiutare  e
  sostenere le infrastrutture siciliane, unirlo all'ANAS, accoppiarlo
  all'ANAS, potrebbe essere una soluzione ottimale.
   Mi fermo qui, caro Presidente, la ringrazio, ma tenga presente che
  su  questo  argomento  sto  molto attento.  Volevo  anche  invitare
  l'assessore Bosco, appena nominato assessore per le infrastrutture,
  come  ha già fatto, di proseguire con l'incontro che deve tenere  a
  Ragusa  per  dare  possibilità a chi oggi opera  all'interno  della
  infrastruttura di acquisire notizie e soprattutto di  poter  creare
  quelle opportunità che molte fatture ancora non sono state evase  e
  di essere messe in pagamento.

   PRESIDENTE.  Sono  iscritti a parlare l'onorevole  Panepinto  e  a
  seguire  l'onorevole  Laccoto. Ha facoltà  di  parlare  l'onorevole
  Panepinto.

   PANEPINTO. Signor Presidente, Governo, assessore Baccei, onorevoli
  colleghi,  mi  sembra  che  ieri con  un  dibattito  che  ha  visto
  confrontarci anche in maniera accesa, si era delineato un  percorso
  che poi ha avuto un seguito nella Commissione'Bilancio'.
   Nella  Commissione   Bilancio'  si  è  trovata  la  soluzione  che
  ricordava  bene  il  presidente  della  II  Commissione,  onorevole
  Vinciullo, ed è sostanzialmente la riscrittura della norma sul  CAS
  in  una  logica  autorizzatoria per  evitare  di  aprire  ulteriori
  dibattiti  in  termini  di una copertura finanziaria  che  non  può
  essere  data e non è necessaria alla luce del fatto che ad oggi  si
  autorizza  l'avvio  di  una  procedura di trasformazione.  Peraltro
  debbo dire, da quello che ho capito, che il CAS non è solo Regione,
  il  CAS vede pure gli enti locali, in quote minime, ma ci sono  gli
  enti locali che hanno procedure diverse da quelle di una società  o
  di un ente economico della Regione.
   Per  cui,  presidente Lupo, per evitare, senza che  questo  voglia
  impedire ai colleghi di parlare, proviamo a fare un'operazione.  Il
  Governo  riproponga la riscrittura della norma  in  modo  tale  che
  diventa  emendamento  sostitutivo  di  quello  già  incardinato  in
  quest'Aula, riprendiamo l'esame del  collegato' e quando il Governo
  è  pronto su questa norma, si continua sul CAS e chiudiamo.  Quello
  che  ci  eravamo detti ieri, non vedo l'onorevole Milazzo Giuseppe,
  vale a dire  collegato' o CAS, a seconda di quello che è pronto, il
  CAS non è pronto, quindi proseguiamo con il  collegato'.

   FORMICA. Sarà un emendamento al  collegato'

   PANEPINTO. Non so se il Governo vuole presentarlo come emendamento
  al   collegato'  o  come  riscrittura del  testo  già  incardinato.
  Facciamo decidere al Governo e alla Commissione, ma soprattutto  al
  Governo.
   Dopodiché iniziamo con il  collegato', andiamo poi sulle province,
  deciderà  lei  quando trattare il CAS, come trattarlo,  perché  non
  pensavo  che  restasse  il  disegno di  legge,  così  come  con  la
  riscrittura  del  Governo,  per  quello  che  ieri  sera,  con   il
  Presidente  della Regione, l'Assessore per le infrastrutture  si  è
  delineato  e  con la presenza dell'assessore Baccei e degli  uffici
  dei servizi finanziari della Regione e di questa Assemblea.
   Iniziamo  a  lavorare  sul   collegato ,  quando  lei  lo  ritiene
  trattiamo e approviamo il CAS, le province, e vediamo di  dare  poi
  il  voto finale a tutti e tre i testi legislativi, o due se saranno
  due, dopo avere chiuso.
   Penso  che  l'Aula sia in condizioni di lavorare,  se  iniziamo  a
  trattare gli argomenti, ci saranno norme approvate, norme bocciate,
  ma andiamo avanti in questa direzione.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a  parlare l'onorevole  Laccoto.  Ne  ha
  facoltà.

   LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io penso  che  noi
  dovremmo  cercare ora di andare avanti perché anche nella  giornata
  odierna  si potrebbero chiudere i lavori; non vedo perché  dobbiamo
  postargare  a  domani  dato che c'è anche la volontà  generale,  da
  parte di tutti di continuare con il  collegato .
   Io  ieri ho posto la questione del Consorzio autostrade perché non
  è  un  problema messinese, come qualcuno vuol fare comprendere.  Il
  problema del Consorzio autostrade è un problema che grava su  tutta
  la  Sicilia  perché il Consorzio è regionale ed  ha  una  refluenza
  importantissima su tutta la viabilità attuale e su  quella  che  si
  deve  costruire. Se voi, Assessore Baccei, guardaste un  attimo  la
  Messina-Palermo o le altre autostrade, vi accorgereste che ci  sono
  interruzioni  a piè sospinto che impediscono il normale  andamento,
  con  pericoli costanti in ogni tratto dell'autostrada. Sappiamo che
  l'ANAS,  fin  quando non vi sarà questa fusione, non  investirà  le
  somme  che  sono  già  destinate al Consorzio delle  autostrade  e,
  quindi,  con la fusione noi non facciamo un favore all'ANAS,  è  un
  possibilità  data  al Consorzio, e quindi alla Sicilia,  di  potere
  spendere quelle somme per investimenti che da lungo tempo giacciono
  nelle casse dell'ANAS e che non sono state investite.
   La  soluzione che hanno trovato ieri in Commissione Bilancio, alla
  presenza  del  Presidente  Crocetta e  dell'Assessore,  può  essere
  percorribile.  Il  problema  è che non bisogna  più  attardarsi  in
  questioni  anche burocratiche. Se questo può essere  fatto  con  un
  emendamento  che non comporta spese, nell'ambito del  Collegato,  e
  questa è la soluzione più semplice, la si faccia, ma andiamo avanti
  a  sbloccare una situazione che è per tutta la Sicilia.  Altrimenti
  noi  avremmo  il  fallimento del CAS, le somme  non  investite,  le
  interruzioni  che  restano sulle autostrade.  Abbiamo  anche  frane
  nelle autostrade che sono bloccate.
   Io  ritengo,  Presidente, che si possa continuare col  collegato ,
  alla  fine  il Governo, se presenterà questo emendamento,  che  non
  comporta  spese, perché questa è stata la soluzione per la Regione,
  può  essere  la  soluzione  che può essere fatta  nell'emendamento.
  D'altronde ieri si è deciso che collegato e province poi avranno un
  voto   finale   insieme,  quindi  cerchiamo  di  sbloccare   questa
  situazione e di chiuderla anche oggi.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a parlare l'onorevole  Sorbello.  Ne  ha
  facoltà.

   SORBELLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   ci   siamo
  attardati  già, da qualche mese, sulla decisione del  CAS  Sicilia,
  una  decisione che ormai è estremamente delicata perché non si  può
  rinviare più, non si può rimandare nemmeno di qualche giorno perché
  questo  Consorzio è in sofferenza estrema, il contenzioso  attivato
  nei  confronti di questo Consorzio è sotto gli occhi  di  tutti  di
  svariate  centinaia o di decine di milioni, e deve  sopperire  solo
  con il pagamento del pedaggio della Catania-Messina.
   Per   cui,  questa  sorta  di  rivoluzione  o,  se  vogliamo,   di
  assestamento nella rete di area stradale siciliana è irrinunciabile
  dal  punto  di  vista  di  una eventuale  ancora  attardarsi  nella
  decisione.
   Io  non capisco perché, da sei mesi, si sono attardati tutti  e  i
  miei  colleghi  mi  scusino,  si sono  attardati  tutti  in  questa
  decisione,  come  ci  si  è  attardati anche  sul  Consorzio  delle
  Province  e  si  spinge, con un tempo che definirei congruo  contro
  ogni  logica, sul collegato, dove sappiamo tutti che ogni  deputato
  ha portato il proprio emendamento.
   Questo  è salutare l'istituzione di un nuovo soggetto tra  ANAS  e
  CAS e la soluzione dei problemi della Sicilia, alla viabilità della
  Sicilia, anche perché il CAS, ormai, è al capolinea.
   Non  abbiamo più nessuna possibilità di salvarlo. Non c'è  nessuna
  possibilità e quando, assessore Baccei, tutti i miei colleghi hanno
  reiterato  quella  che è l'ipotesi che in questa  fase  la  Regione
  Sicilia non mette un solo quattrino a disposizione di questo  nuovo
  soggetto,  io  penso, per sfruttare quelli che sono i finanziamenti
  già   posti  in  essere  ed  accreditati  all'ANAS,  dove   l'ANAS,
  giustamente,  si  è  tirata  un passo indietro,  se  prima  non  si
  verifica  questo  percorso,  io penso  che  ormai  siamo  ai  tempi
  supplementare sul problema del CAS in Sicilia.
   Come penso che siamo ai tempi supplementari anche per il Consorzio
  delle Province.
   Vedete, anche lì, la viabilità di tutto il territorio siciliano  è
  abbandonata a sé stesso.
   Io  non  so se qualcuno di voi gira per le strade provinciali,  le
  strade  provinciali  sono diventate le ex  trazzere  demaniali  che
  facevano capo alla Regione siciliana, per cui abbiamo un insieme di
  trazzere,  per quanto riguarda le strade provinciali  ed  una  rete
  autostradale pessima, rispetto a tutto il territorio nazionale.
   Per cui, questi due provvedimenti, oltre al collegato - io non  mi
  attardo a criticare nei contenuti del collegato perché, lo sappiamo
  tutti che chi è nella sala dei bottoni ha fatto di tutto e di più e
  ha  ricevuto  prebende e tante  marchette , così  come  sono  state
  citate, nei giorni scorsi, dalla stampa regionale.
   Andare  verso  la  soluzione  di un voto  finale  per  questi  tre
  provvedimenti  sarebbe  la  cosa  più  giusta  prima  dell'apertura
  feriale estiva.

   PRESIDENTE.   Comunico  che  l'assessore  Gucciardi  è   presente,
  pertanto la richiesta di congedo è nulla.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha facoltà.

   MILAZZO GIUSEPPE. Cambiamo argomento, signor Presidente

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, dall'Aula  parte
  questa  voce,  quasi un coro, cambiamo argomento  e  credo  che  il
  collega Milazzo abbia ragione per una ragione semplice.
   Ci  eravamo  lasciati sull'idea di invertire l'ordine dei  lavori,
  avevamo parlato dell'ipotesi, ieri, di passare alla province,  come
  primo   punto   all'ordine  del  giorno  per  poi  dare   il   voto
  all'assestamento  di  bilancio e come per incanto  viene  fuori  di
  nuovo la vicenda del CAS.
   Se  abbiamo  detto  che da parte del Governo non  potevano  essere
  presentati emendamenti, se abbiamo detto che non ci possono  essere
  emendamenti  aggiuntivi  al collegato.  Se  abbiamo  detto  che  il
  percorso  era  stato tracciato e i binari dentro i  quali  dovevamo
  rimanere erano gli stessi, perché adesso stiamo discutendo  da  due
  ore del nulla?
   Tra l'altro vi devo dire che io, sulla vicenda del CAS, come sulla
  vicenda  degli sportelli, sulla vicenda dell'aumentare le  giornate
  ai  lavoratori  della forestale, sulla questione della  formazione,
  sulla questione dei bacini di precariato, sulla questione dei  PIP,
  sulla  questione delle risposte non date a tutte le  categorie  dei
  lavoratori, sono sempre stato disponibile, come è disponibile tutta
  l'opposizione, ma ora è arrivato Baccei, assessore, l'ha detto  lei
  o  no.  Ho  capito male io? Ha detto che non è nelle condizioni  di
  fornire la documentazione a supporto di questa iniziativa?
   Significa  che  non è possibile, assessore per le  infrastrutture,
  oggi  determinare con un voto in Aula la cessione del CAS all'ANAS.
  Abbiamo lasciato intendere, quindi, che quegli interessi che non si
  capisce  bene quali sono e cosa si nasconde dietro alla costruzione
  delle   autostrade  e  delle  infrastrutture  in  Sicilia,   quegli
  interessi che forse l'ANAS nazionale non riesce più a mantenere  ed
  a  portare  avanti perché forse anche l'ANAS nazionale non  ha  più
  appalti  in Sicilia. E, allora, quegli appalti vogliono forse  oggi
  essere garantiti attraverso il CAS? Vogliamo prendere una struttura
  che  sta fallendo? E quali sono le politiche di questo Governo? Una
  volta  vuole  centralizzare e portare tutto su Roma ed  una  volta,
  invece,  proprio  quando si parla di appalti  pubblici,  quando  si
  parla di infrastrutture decidiamo di concentrare di nuovo tutto  in
  Sicilia.
   E,  allora,  assessore,  noi  in questi  giorni  abbiamo  lasciato
  sospesi  interventi  sulla  tutela dei lavoratori.  Noi  in  questi
  giorni  abbiamo  detto  che non c'erano le risorse  e  non  c'erano
  percorsi alternativi per difendere soggetti che non lavorano da tre
  anni.  E,  ora, sulle opere pubbliche, sulle infrastrutture,  sugli
  appalti  milionari vogliamo, a fine legislatura, con  un  colpo  di
  mano  affrontare un tema che stava lì, nascosto, che era  guardingo
  che  aspettava  di capire che fine potesse fare e ora  lo  vogliamo
  salvare. E, allora, io sono certo che nessuno vorrà farsi tutela di
  interessi che in questo momento io non comprendo. E, allora, signor
  Presidente  Onorevole  Lupo, signor Presidente  dell'Assemblea,  mi
  sembra di capire che gli assessori si sono già espressi. Non c'è la
  documentazione  a supporto per portare avanti questo  provvedimento
  che  ha  i  riflettori  puntati  da  parte  di  tutti.  E,  allora,
  fermiamoci,  riprendiamo  la  strada che  avevamo  tracciato  ieri,
  ritorniamo  ai punti all'ordine del giorno, province,  assestamento
  di bilancio. Qualsiasi altro colpo di mano riceverà l'attenzione di
  tutti  noi  perché  le priorità devono essere  tutte  sullo  stesso
  piano.  Abbiamo detto no alle tutele, abbiamo detto no ai  diritti,
  abbiamo detto no a lavoratori da salvaguardare, non diciamo  sì  di
  fronte ad un provvedimento che appare quanto meno rischioso.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro.

   DI MAURO. Rinuncio al mio intervento.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Formica.  Ne  ha
  facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io quasi rinuncio
  nel senso che parlerò trenta secondi.
   Non  capisco  perché quest'Aula continua ad assumere atteggiamenti
  masochistici e discussioni fuorvianti che ci fanno uscire fuori dal
  contesto di ciò che stiamo esaminando. Non è vero che si è cambiato
  argomento.
   Ieri  la Commissione Bilancio ha stabilito, ed il Presidente della
  Commissione   oggi  ha  fatto  la  relazione,   ed   ha   precisato
  ulteriormente,  che  non essendoci il parere dato  da  parte  della
  Commissione Bilancio sul disegno di legge autonomo si procedeva con
  un emendamento sostitutivo da parte del Governo sul collegato.
   Bene, tutte le altre discussioni sono assolutamente inutili.  Ieri
  abbiamo  stabilito di fare collegato e province con il voto finale.
  Quando si arriverà e se il Governo presenterà questo emendamento ci
  sarà  la  discussione sul CAS, quando si arriverà  all'emendamento,
  pertanto,  la  invito,  signor  Presidente,  ad  iniziare  con   il
  collegato.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare l'onorevole  Grasso.  Ne  ha
  facoltà.

   GRASSO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  non  potevo  non
  intervenire  su  questo  argomento perché  da  quattro  anni  pongo
  all'attenzione dell'Aula e di questo Governo la delicata  del  CAS,
  il rischio del fallimento, la cattiva manutenzione delle strade, la
  pericolosità della circolazione.
   Ho  presentato  una mozione che è stata discussa in  questa  Aula,
  dove  si chiedeva che il CAS, che di fatto è un ente non economico,
  venisse trasformato in un ente economico.
   Bene. Mi è stato risposto che il CAS era un gioiellino, che il CAS
  stava  funzionando bene, che il nuovo Consiglio di  Amministrazione
  era  operativo  e che vi era un parere del Consiglio  di  Giustizia
  Amministrativa in sede consultiva che impediva che si potesse  fare
  qualsiasi  norma  o  procedura perché il  CAS  diventasse  un  ente
  economico.
   Presento  un disegno di legge come prima firmataria tre  anni  fa,
  dove  dico  esattamente  trasformiamo il CAS in  un  ente,  in  una
  Società  per  Azioni,  mettiamola sul mercato,  ricapitalizziamo  e
  vediamo  secondo le norme del Codice Civile chi partecipa,  vediamo
  chi  sono, sappiamo quant'è il patrimonio e vediamo che cosa  offre
  ANAS.
   Bene.  Quel disegno di legge non è stato mai incardinato dalla  IV
  Commissione. E, allora, il Governo durante la finanziaria, al buio,
  con  una  operazione  non  convincente,  senza  sapere  quale  ANAS
  interviene e che cosa mette, necessariamente presenta un disegno di
  legge che viene stralciato, viene inviato alla IV Commissione e  il
  Presidente  della IV Commissione, mi dispiace dirlo, violando  ogni
  norma  regolamentare non prende in esame il primo disegno di  legge
  sul  tema  che era quello di cui sono prima firmataria, senza  fare
  una  istruttoria, l'istruttoria anziché farla in IV Commissione  si
  fa  in Commissione Bilancio e quindi arriva con un percorso forzato
  in questa Aula.
   Allora, signor Presidente, se noi oggi in Aula affrontiamo solo il
  tema della trasformazione del Consorzio in S.p.A. e ci fermiamo qui
  siamo tutti d'accordo.
   Altrimenti  io  vorrei  capire perché norme così  importanti  come
  finanziarie Trenitalia, io ero contraria, il contratto di  servizio
  chi  lo  ha difeso per le ferrovie lo dovrà difendere di fronte  ai
  siciliani, 83 milioni di euro dal 2020 in poi a Trenitalia  e  ieri
  abbiamo  scoperto  che l'antitrust ha sanzionato Trenitalia  perché
  nascondeva  i  biglietti più economici. Vediamo quale vantaggio  ci
  sarà  per  i  siciliani. E poi ci facciamo insultare dai lavoratori
  perché  questo  Governo, e non è populismo  carissimi  colleghi,  è
  rabbia,  non  ha saputo tutelare e garantire il lavoro  e  noi  con
  tanta facilità oggi la fusione CAS-ANAS a freddo non si può fare.
   Il  Presidente  dell'ANAS ha dichiarato al  Sole  24  Ore  che  la
  situazione  economica dell'ANAS è una situazione dove ci  sono  dei
  debiti  e  questi  debiti  pensa poi che eventualmente  si  possono
  sanare con delle transazioni.
   Il  CAS  ha milioni di debiti e ancora oggi ai caselli vi  sono  i
  pignoramenti. Il contenzioso del CAS che fine farà?
   Non si possono fare passi affrettati e non si può imporre a questa
  Aula  di  votare  disegni  di  legge senza  avere  prima  avuto  la
  possibilità di presentare emendamenti. Quindi, io se effettivamente
  la  Commissione Bilancio ha approvato ed ha stabilito -  lo  stiamo
  apprendendo  ora  -  che  si  farà  solo  la  trasformazione  bene,
  altrimenti  io  starò  qui  e mi opporrò  a  che  l'Aula  continui.
  Chiederò  il  numero legale ogni cinque minuti perché questa  norma
  non si può fare e questa fusione così non si può fare. Danneggia  i
  lavoratori, danneggia i cittadini.
   Poi  non  raccontiamoci la barzelletta che l'ANAS non può fare  le
  opere. L'ANAS è una stazione appaltante. Quali autostrade gestisce?
  Solo le autostrade in costruzione, perché tutte le altre autostrade
  sono  gestite  dalla Regione e dai privati e lo  stesso  faccia  la
  Sicilia.

   VINCIULLO,  presidente  della  Commissione  Bilancio.  Chiedo   di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO,   presidente   della   Commissione   Bilancio.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, Assessori,  il  Governo  ha  fatto
  pervenire  alla Commissione una riscrittura; su questa riscrittura,
  dopo aver consultato alcuni colleghi, credo che possiamo dare anche
  un  parere  favorevole. Pertanto, lei veda di conciliare l'attività
  della  Commissione con l'attività del Parlamento così come  ritiene
  più utile per arrivare a questa soluzione.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI. Signor Presidente, intanto sull'ordine dei lavori, questioni
  così importanti, questioni che condizioneranno la viabilità qua  in
  Sicilia con foglietti volanti che arrivano all'ultimo minuto  e  un
  Presidente che, addirittura, già prima mentre legge dice  che  avrà
  il  parere  positivo,  grande serietà  Per non  parlare  che  siamo
  praticamente  a ridosso di ferragosto e non ai tempi supplementari,
  come  ha  detto  il  collega, siamo oltre la   zona  cesarini   per
  approvare qualcosa che ha più il sapore elettorale che non una vera
  e propria riforma.
   Guardando  su  internet  e girando per le  strade  io  mi  chiedo,
  Presidente,  ma  il  piano  industriale  questi  investimenti  dove
  stanno?  Nessun piano industriale che ci dice a chiare lettere cosa
  l'ANAS  si  impegnerà  a fare che già doveva  fare,  perché  voglio
  ricordare,  Presidente e colleghi, che le strade  siciliane  quella
  che   ho  percorso  questa  mattina  la  Catania-Palermo  fa  pena,
  addirittura  riesce ad avere la medaglia d'oro della pena  rispetto
  alle  strade del CAS, corsie che bisogna fare lo scambio,  gallerie
  al  buio,  buche, guard-rail che non esistono, guard-rail  da  topo
  Gigio, direi quelli lì che sono fuori norma da un bel po' di tempo.
   Questi  investimenti andrebbero fatti a prescindere perché  ancora
  siamo  in  Italia  mi  sembra.  Lo stesso  la  statale  113  teatro
  continuamente di morti e di incidenti.
   Bene,  l'ANAS vuole fare beneficenza; siamo commossi,  Presidente,
  da  questo  bene che ci vogliono, ma ci chiediamo perché non  fanno
  quello  che  sarebbe  già dovere fare e mi chiedo  anche  -   e  mi
  rivolgo all'onorevole Vinciullo che è della provincia di Siracusa -
  quei bei caselli che hanno fatto a Cassibile che li deve aver fatto
  un  cieco fuori norma, dei caselli,  ecco onorevole Cirone  lei  ci
  passerà  di tanto in tanto ricorderete anche il Presidente Crocetta
  ha  avuto  un  incidente in quella trappola per topi  Bene,  l'ANAS
  vuole da noi il permesso di metterci una sbarra e di fare pagare un
  pedaggio.
   Io  vorrei  dire ai colleghi che per salvare il CAS   la  politica
  doveva stare molto lontana perché il CAS è diventato negli anni  un
  po'  acerbo  di interessi, di assunzioni, di sprechi di  corruzione
  solo  in  questo non è secondo ad ANAS se la giocano dove  c'è  più
  corruzione non lo capiamo.
   Ed  allora,  Presidente, quando una pietanza si guasta  è  inutile
  aggiungere  altri  ingredienti cercando di  modificare  il  sapore,
  altri  ingredienti  rancidi  perché è  questo  che  stiamo  facendo
  aggiungendo  rancido  al rancido senza una operazione  trasparenza,
  senza  un  piano industriale di investimenti e di entrate  che  nel
  tempo dovrebbero dare un equilibrio economico-finanziario.
   Ed allora, Presidente, capisco che è estate e magari pensate che i
  siciliani  sono sotto gli ombrelloni perché ogni anno vi  riservate
  queste  schifezze proprio in questo periodo, però questo  veramente
  mi  sembra troppo  Andare a cedere il nostro patrimonio a  soggetti
  che  languono che di certo non hanno investimenti da  fare  qui  in
  Sicilia perché non fanno neppure quelli dovuti, i lavori dovuti non
  vengono fatti è veramente un torto enorme
     Allora,  il  problema  del CAS l'abbiamo detto  è  stato  troppa
  attenzione  della politica, lo sappiamo perfettamente,   non  è  un
  segreto.  Ci  sono in corso, anche, delle indagini molto  delicate.
  Andare ad approvare, frettolosamente, una norma di cui, è vero,  si
  discute  da  tanto tempo ma il vero testo ancora non è  sui  banchi
  dell'Aula; un'operazione che ci legherà vita natural durante  sulla
  fine  di  una  legislatura  noi crediamo  che  spetti  al  prossimo
  Governo.  Che  lo faccia all'inizio della legislatura,  in  maniera
  chiara,  trasparente e partecipata. Andarla a  fare  adesso  è  uno
  sgambetto, ed è un danno che si ritorcerà contro tutti
   Quindi,  io invito anche la Presidenza, la Commissione, i colleghi
  della maggioranza a riflettere profondamente su questa cosa. Se  ne
  discuta,   a  tempo  debito,  carte  alla  mano,  non  in   maniera
  frettolosa

   LENTINI.  ...la richiesta del numero legale. O cambiamo  o  numero
  legale

   PRESIDENTE.  Per  ora  non  stiamo  votando,  quindi  non  si  può
  chiedere.  Quando  sarà  il momento della votazione,  lei  avrà  il
  diritto di chiedere la verifica del numero legale.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Rinaldi. Ne ha facoltà.

   RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,  questo
  argomento  è  stato, più volte, trattato sia nella  Commissione  di
  merito sia nella Commissione  Bilancio  e dalle ultime riunioni che
  si  sono  svolte in Commissione  Bilancio  non è emerso  un  quadro
  chiaro  del futuro di questa fusione. L'unica cosa che è emersa,  è
  che  noi  stiamo cedendo l'unica, dico l'unica, società che incassa
  giornalmente  cash,  cioè contanti, quasi 70 milioni  di  euro,  in
  cambio riceviamo dall'ANAS soltanto la certezza che acquisirà delle
  tratte  di autostrada e, quindi, metterà dei pedaggi facendo pagare
  ai  cittadini  queste  nuove tratte che prenderà  grazie  a  questa
  fusione, senza che ci sia anche un quadro chiaro rispetto a tutti i
  debiti che in questo momento la società CAS ha
   E, vivaddio, chi è che non farebbe un'operazione del genere? Cioè,
  arriva   una   società  che  utilizza  i  finanziamenti  nazionali,
  acquisisce tutte le tratte che ci sono in Sicilia a costo zero, non
  si  fa  carico dei debiti che, in questo momento, il CAS ha  e  che
  superano abbondantemente 100  milioni. E, quindi, questo carico poi
  a chi andrà se non alla Regione siciliana?
   E'  questa  l'operazione che dovremmo autorizzare  in  quest'Aula?
  Cioè,  cedere tutte le autostrade per utilizzare i crediti e  tutte
  le  entrate  che  ci saranno, con il pagamento dei  pedaggi,  senza
  farsi  carico  di  tutti i debiti che, in questo momento,  ci  sono
  nella  società?  Senza che sia stata fatta nessuna  programmazione,
  senza che su questo sia stato detto niente?
   Ma  come  si  fa a cedere l'unica società che, in questo  momento,
  guadagna  settanta milioni l'anno?  L'unica società che la  Regione
  siciliana  ha  che guadagna, ogni giorno, cash, e  noi  la  cediamo
  così,  con  una  fusione alla cieca, senza  sapere  quale  sarà  la
  programmazione.
   Non  sarebbe  stato meglio tentare di avere una programmazione  di
  dieci  anni  per risanare i debiti, e mantenere - poi  parliamo  di
  autonomia - l'unica società che in questo momento riesce  ad  avere
  cash e quindi dare una manutenzione ordinaria, straordinaria ma con
  una programmazione seria.
   Perché  con settantamilioni l'anno e una programmazione su  dieci,
  quindici  anni  si  riesce  a risolvere i debiti  che  ci  sono  e,
  contemporaneamente, a mantenere una manutenzione ordinaria e  anche
  straordinaria di queste autostrade.
   Ecco  perché  il  nostro Gruppo voterà contro, e le  chiedo  anche
  ufficialmente,  Presidente,  a nome di Forza  Italia,  l'inversione
  dell'ordine del giorno rispetto a quello che c'è oggi.

   BOSCO,  assessore per le infrastrutture e la mobilità.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BOSCO,  assessore regionale per le infrastrutture e  la  mobilità.
  Signor  Presidente, onorevoli deputati, la proposta  normativa  che
  era  stata  presentata dal Governo, che era una  proposta  organica
  sottoposta  al  parere  della Ragioneria e  dell'Ufficio  legale  e
  legislativo e in conseguenza di questi pareri, modificata  in  sede
  di discussione nell'ambito della II Commissione, non ha riscontrato
  un'approvazione  da  parte della Commissione stessa.  Pertanto,  in
  seguito all'incontro di Commissione che è stata fatta ieri sera, la
  proposta  è  stata rielaborata in maniera tale da potere consentire
  un'unanime approvazione da parte della Commissione. Questa proposta
  è   stata  rielaborata  e  tra  pochi  minuti  sarà  consegnata  al
  Presidente per poi poter essere discussa.
   Per quanto riguarda gli aspetti se collegarla come emendamento  al
   collegato ,  scusate il bisticcio di parole,  oppure  considerarla
  come  strumento normativo a sé stante, per quello che mi  riguarda,
  che  riguarda  il Governo, credo che questo non abbia un'importanza
  assoluta. Ha importanza, invece, la possibilità di approvare questa
  norma  che  è  una  norma  che costituisce  uno  start  up  per  la
  successiva  elaborazione degli accordi con ANAS  e  questa  diventa
  un'autorizzazione a trasformare il CAS in una società per azioni.

   PRESIDENTE.  Ed  allora,  il  Governo  è  invitato  a   presentare
  l'emendamento  agli  uffici  della  Presidenza,  gli  uffici  della
  Presidenza  lo  trasmetteranno  alla  Commissione   Bilancio .   La
  Commissione   Bilancio   è  autorizzata  a  riunirsi   durante   la
  sospensione dei lavori, quando l'Aula sarà sospesa, verificare  che
  l'emendamento sia accompagnato dalla relazione tecnica, dovrà  dare
  il  parere  all'emendamento, solo a quel punto l'emendamento  potrà
  essere esaminato dall'Aula.
   Rispetto  alla richiesta di inversione dell'ordine dei lavori  che
  anche  oggi è stata fatta da più colleghi, vorrei ricordare a tutti
  che  la  stessa  ha  formato oggetto di ampio  dibattito  ieri.  Al
  termine della seduta, l'Aula si è determinata a proseguire i lavori
  a  partire  dall'esame  del  collegato , fermo  restando  che  dopo
  l'esame  del   collegato  resta il fatto  che  esaminerà  anche  il
  disegno di legge che riguarda le Province. Quindi, la decisione non
  può essere riconsiderata.

   matiche e correttive per l'anno 2017. Legge di stabilità regionale.
   Stralcio I'. (n. 1276 Stralcio I/A).
   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Seguito  della  discussione del disegno  di  legge    Disposizioni
  programmatiche  e  correttive per l'anno 2017. Legge  di  stabilità
  regionale. Stralcio I . (n. 1276 Stralcio I/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto  II  dell'ordine  del  giorno
  Discussione dei disegni di legge .
   Si  procede con il seguito della discussione del disegno di  legge
   Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2017. Legge di
  stabilità regionale. Stralcio I . (n. 1276 Stralcio I/A), posto  al
  numero 1).
   Invito   i   componenti  la  II  Commissione  a   prendere   posto
  nell'apposito banco.
    Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                              «Articolo 1
                       Finanziamento per l'Irsap

   1.  L'autorizzazione  di  spesa di  cui  al  comma  1del  presente
  articolo per le finalità degli articoli 2 e 4 della legge regionale
  12 gennaio 2012, n. 8 (Missione 14, Programma 1, capitolo 243301) è
  incrementata, per il triennio 2017-2019 dell'importo annuo di 3.900
  migliaia  di euro. Al relativo onere si provvede mediante riduzione
  di pari importo delle disponibilità della Missione 13, Programma 4,
  capitolo  413333  per  il triennio 2017-2019.  L'autorizzazione  di
  spesa  di  cui al presente comma è subordinata all'accertamento  da
  parte  dei competenti tavoli tecnici del risultato di gestione  del
  servizio  sanitario  regionale relativo ai conti  consuntivi  degli
  anni  2016,  2017  e  2018.   Qualora si accerti  un  risultato  di
  gestione  negativo  l'autorizzazione di spesa è  ripristinata,  con
  decreto  del  Ragioniere  generale, previa  delibera  della  Giunta
  regionale, in misura pari alla residua disponibilità della Missione
  13, Programma 4, capitolo 413333».

   Si  passa  all'emendamento  soppressivo  1.1.  E'  mantenuto  o  è
  ritirato? Manca l'onorevole Greco. Lo dichiaro decaduto.
   Si  passa  all'emendamento soppressivo 1.3, a firma dell'onorevole
  Cancelleri.

   CANCELLERI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento soppressivo 1.5, a firma dell'onorevole
  Di Mauro. E' decaduto.
   Si  passa all'emendamento A23R. E' una riscrittura, un emendamento
  sostitutivo della III Commissione che produce effettivi  finanziari
  Quindi,  inviterei, intanto, l'assessore Baccei a dare  il  parere.
  Assessore Baccei, può dichiarare la copertura, per favore.

   BACCEI, assessore per l'economia. Sì, ha copertura.

   PRESIDENTE.  Assessore, la copertura dov'è indicata?  Perché  deve
  essere  esplicitata  nel testo. L'emendamento  A23R  è  interamente
  sostitutivo,   quindi,   la   copertura   deve   essere    indicata
  nell'emendamento sostitutivo.


   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Papale ha chiesto congedo per
  la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

                             Stralcio I/A

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


  Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n. 1276
                             Stralcio I/A

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore per l'economia. Avevo visto i commi aggiuntivi,
  quello  del trasferimento del personale. Stiamo aumentando i  fondi
  per  pagare  una  serie  di oneri, quindi, non  potrebbe  sostenere
  maggior costi del personale.

   PRESIDENTE. L'emendamento A23R è dichiarato inammissibile.
   Si  passa all'emendamento 1.2, a firma dell'onorevole Rinaldi.  E'
  una   riduzione   della   copertura  di   spesa,   se,   però,   la
  quantificazione è stata fatta dal Governo, immagino che risponda  a
  qualche esigenza. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Onorevole Rinaldi, mantiene l'emendamento o lo ritira?

   RINALDI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'articolo 1.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                              «Articolo 2
       Trattamento pensionistico sostitutivo agli ex dipendenti
                           dei Consorzi Asi

   1.   Presso  il  Fondo  pensioni Sicilia è  costituito  il  "Fondo
  speciale transitorio ad esaurimento del personale in quiescenza dei
  Consorzi Asi in liquidazione" destinato al pagamento, con  oneri  a
  carico  della  Regione, per il solo periodo di  tempo  strettamente
  necessario  al  raggiungimento  della  decorrenza  del  trattamento
  pensionistico  dell'INPS ed in misura equivalente, del  trattamento
  pensionistico  sostitutivo agli ex dipendenti dei Consorzi  Asi  in
  liquidazione   e   dei  relativi  trattamenti   di   reversibilità,
  riconosciuti  con provvedimenti amministrativi i cui effetti  siano
  antecedenti  alla data di entrata in vigore dell'articolo  8  della
  legge  regionale 12 agosto 2014, n. 21. Agli oneri derivanti  dalle
  disposizioni  di  cui  al  presente comma si  provvede  annualmente
  mediante   riduzione dell'autorizzazione di spesa prevista  per  la
  Missione 14, Programma 1, capitolo 243301 nel limite massimo  annuo
  di  376  migliaia di euro. Con decreto del Ragioniere generale,  su
  proposta  del dipartimento regionale delle attività produttive,  da
  adottare   entro  il  31  gennaio  di  ciascun  anno,  si  provvede
  annualmente ad effettuare le variazioni di bilancio occorrenti  per
  l'attuazione  delle disposizioni del presente comma,  nella  misura
  strettamente  necessaria ad assicurare i trattamenti  pensionistici
  previsti.

   Comunico  che  all'articolo  2  è stato  presentato  l'emendamento
  soppressivo  2.1,  a  firma  dell'onorevole  Greco  Giovanni,   che
  dichiaro decaduto.
   Si  passa  all'emendamento soppressivo 2.3, a firma dell'onorevole
  Cancelleri. Se nessuno lo fa proprio lo dichiaro decaduto.
   Si  passa  all'emendamento soppressivo 2.6, a firma dell'onorevole
  Di Mauro, che dichiaro decaduto.
   Si  passa all'emendamento 2.2, a firma degli onorevoli Rinaldi  ed
  altri, che prevede un incremento di spesa.  Il parere del Governo?

   RINALDI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 2.

   MARZIANO,    assessore   per   l'istruzione   e   la    formazione
  professionale. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO,    assessore   per   l'istruzione   e   la    formazione
  professionale.  Signor  Presidente, ma non  c'era  una  riscrittura
  collegata a questa articolo?
   BACCEI,   assessore   per   l'economia.    Era   collegato   nella
  finanziaria

   MARZIANO,    assessore   per   l'istruzione   e   la    formazione
  professionale. Allora, io dichiaro il mio voto contrario  a  questo
  articolo.

   PRESIDENTE. Gli Uffici della Presidenza mi confermano  che  non  è
  stato presentato alcun emendamento di riscrittura.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Assessore  Baccei,  eravamo rimasti  con l'Assessore  al  ramo  che
  avremmo   riscritto  questo  articolo.  Siccome  noi  non  possiamo
   condannare a morte i lavoratori , come diceva l'Assessore,  chiedo
  ufficialmente  di  accantonare l'articolo 2 e di  discuterlo,  così
  come  era  stato detto, prevedendo un provvedimento  a  tutela  dei
  pensionati, così come abbiamo detto in Commissione.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  non penso di sbagliarmi, ma questo articolo riguarda  le
  pensioni sostitutive non le integrative del personale ASI  che,  al
  momento,  non percepisce pensione. E' analogo a quello che  avevamo
  fatto  con  una finanziaria per i pensionati dell'EAS; cioè  stiamo
  dando una pensione a persone che oggi non percepiscono la pensione,
  però se volete lo accantoniamo e lo discutiamo in un altro momento.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   Assessori,
  sinceramente  non apprezzo questo modo di procedere.  Poc'anzi  noi
  abbiamo esitato l'articolo 1 sul finanziamento per l'Irsap e non vi
  è  stato  nessuna  discontinuità e nessun contrasto  rispetto  alle
  iniziative del Governo con l'Aula. Il testo per arrivare in Aula ed
  essere  così  scritto e numerato e rappresentato  ha  un  dibattito
  parlamentare nelle varie Commissioni e l'apprezzamento del Governo,
  non  ritengo che sia corretto che in quest'Aula bisogna  vedere  il
  Governo con due opinioni totalmente diverse e contrastanti.
   Allora,  se  su  questo argomento è bene aspettare l'assessore  Lo
  Bello  che  ha la titolarità della materia, si è fatto  molto  male
  poc'anzi   ad   esitare  l'articolo  1  che   è   proprio   materia
  dell'Assessore per le attività produttive.

   PRESIDENTE.  La  richiesta di accantonamento dal Presidente  della
  Commissione condivisa dal Governo

   CIMINO. Di tutta la rubrica, Presidente

   ALLORO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALLORO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,  volevo
  dire  all'assessore Baccei, se mi dà un minimo di ascolto, che vero
  è  che  l'articolo  fa  riferimento  ai  trattamenti  pensionistici
  sostitutivi   ma   non  risolviamo  il  problema  dei   trattamenti
  pensionistici integrativi che sono quelli rispetto ai

             (Interruzione dell'Assessore per l'Economia)

     ALLORO. Sì e quelli integrativi? Quelli integrativi hanno  vinto
  le  cause,  hanno  avuto  la sentenza della  Corte  di  Cassazione.
  Possiamo continuare a fare finta di niente?

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Assessori,  io
  devo  leggere,  con esattezza, che cosa prevede l'articolo 2 ed  ha
  ragione  sia  l'onorevole Alloro, quando dice che   il  trattamento
  pensionistico   sostitutivo  di  ex  dipendenti  e   dei   relativi
  trattamenti   di  reversibilità,   riconosciuti  con  provvedimenti
  amministrativi  di cui in effetti siano antecedenti all'entrata  in
  vigore dell'articolo 8 della legge 12 agosto 2014, n. 21 , riguarda
  il  divieto  di  erogare  trattamenti di  previdenza  e  quiescenza
  integrativi  o  sostitutivi in assenza  di  una  stessa  previsione
  legislativa  regionale  o  statale che  ne  definisce  l'ambito  di
  applicazione,  i presupposti, l'entità e la relativa copertura  nei
  bilanci.  Significa che noi stiamo decidendo di  non  dare  più  le
  pensioni  a  coloro che ne hanno diritto e che già hanno  vinto  le
  cause  nei  vari  tribunali  nelle  varie  province  della  Regione
  siciliana.
   Quindi,  stiamo  facendo  un articolo contro  i  pensionati,  ecco
  perché  ha ragione anche l'assessore Marziano e questo articolo  va
  rivisto  e  va  rivista  la riscrittura che avevamo  concordato  in
  Commissione.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  qui  secondo me stiamo parlando  senza  sapere  di  cosa
  parliamo.  Stiamo  parlando di persone che  oggi  non  percepiscono
  nessuna pensione: zero  Niente
   Ed  allora,  portiamole tutte a un milione di euro  e  mettiamo  i
  soldi così stanno tutti meglio. Ma che cosa c'entra? Affrontiamo un
  problema  alla  volta.  Non  è  che se  mettiamo  insieme  quindici
  problemi, li risolviamo, non risolviamo niente.
   Il  problema grosso che abbiamo affrontato con la finanziaria, per
  quelli  dell'EAS, era i cosiddetti esodati, quelli che sono rimasti
  in mezzo e non percepiscono nessuna pensione. A questi cominciamo a
  dargli  una  pensione.  Poi  se  vogliamo  parlare  delle  pensioni
  integrative, dopo c'è un articolo, l'articolo 5 che lo  tratta.  E'
  inutile  mettere  insieme cinquanta problemi  sul  tavolo  per  non
  affrontarne nessuno. Allora se vogliamo dare una pensione a  quelle
  persone  che  non ce l'hanno votiamo favorevolmente, se  invece  li
  volete  lasciare senza pensione, bocciata l'articolo e  non  se  ne
  parla  più. Non c'è bisogno né di assessore al ramo, né di nessuno.
  L'articolo è chiaro. Non è che dobbiamo rimandare, volete rimandare
  per  non  dare  una  pensione,  rimandiamo,  volete  bocciare,   lo
  bocciate,  siete  favorevoli,  votate  favorevoli,  ma   questo   è
  l'articolo.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  penso che l'assessore Baccei abbia chiarito  abbastanza.
  Qui   non   si  sta  discutendo  delle  pensioni  integrative,   ma
  semplicemente  del  diritto alla pensione  per  chi  non  ce  l'ha.
  Dopodiché  quando parliamo delle pensioni integrative, ne parliamo.
  Questo  è  il momento intanto di riconoscere. E siccome l'ottimo  è
  sempre  nemico del bene, non vorrei che alla fine non  facciamo  né
  quelle integrative e manco quelle sostitutive.

   MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  GIUSEPPE. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
  intervengo  per  chiedere  se  l'assessore  Baccei  può  fare   una
  precisazione.  L'articolo  5  parla  di  pensioni  integrative,  ma
  dell'EAS, non dell'ASI.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia.  Parla  di  tutti  gli   enti
  siciliani.

   MILAZZO GIUSEPPE. L'abbiamo letto e riletto. Assessore, un  giorno
  l'assessore Bianchi mi sfidò e furono impugnati 38 articoli. Se  ci
  usa  la cortesia, se ci può rassicurare. Se lei ci rassicura  siamo
  tutti contenti.

   BACCEI, assessore per l'economia. All'articolo 5, ne parliamo dopo
  altrimenti  abbiamo  novanta interventi e non  andiamo  avanti,  si
  parla  dell'emendamento  del Governo di  pensioni  integrative  per
  tutti gli enti. Poi vediamo qual è la soluzione, ne parliamo dopo.

   PRESIDENTE. Se non ci sono altre richieste di intervento, possiamo
  mettere  in  votazione  l'articolo 2. Viene meno  la  richiesta  di
  accantonamento.  E'  stato  precisato  che  altri  aspetti  saranno
  esaminati nell'esame dell'articolo 5.
   Pongo in votazione l'articolo 2.

   RINALDI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE.  Si  procede  alla verifica  dei  richiedenti  per  la
  votazione a scrutinio segreto.
   Poiché  non  c'è  il  quorum  la richiesta  risulta  appoggiata  a
  termini di Regolamento.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 2 per  alzata  e  seduta.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                              «Articolo 5
            Disposizioni per l'Ente Acquedotti Siciliani in
                             liquidazione.
           Riconoscimento di debito fuori bilancio ai sensi
        dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del d.lgs. n. 118
                               del 2011

   1.  Entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della presente
  legge,  l'Ente Acquedotti Siciliani (EAS) in liquidazione  provvede
  alla  consegna degli impianti e delle reti idriche al Comune  o  al
  consorzio dei Comuni interessati, a seconda che gli impianti  siano
  a  servizio  di un solo Comune o di più Comuni, che ne assumono  la
  gestione,  con  oneri  a carico della tariffa del  servizio  idrico
  integrato,  sino  alla piena attuazione delle disposizioni  di  cui
  all'articolo  3,  comma 3, lettera f) e all'articolo  4,  comma  2,
  della legge regionale 11 agosto 2015, n. 19.

   2.  Trascorso il termine perentorio di cui al comma 1, l'Assessore
  regionale  per  l'energia e i servizi di pubblica  utilità,  previa
  diffida  al Comune ad adempiere entro il termine di trenta  giorni,
  nomina  un  commissario  ad acta per la  presa  in  consegna  degli
  impianti  di  cui  al  comma 1 nel termine  dei  successivi  trenta
  giorni.

   3.  Scaduti i termini di cui al comma 2, cessa la residua gestione
  rimasta   a   carico  dell'Ente  Acquedotti  Siciliani   (EAS)   in
  liquidazione.

   4.  Alla  data  di  entrata  in vigore della  presente  legge,  il
  personale  di  ruolo  dell'Ente  Acquedotti  Siciliani   (EAS)   in
  liquidazione, assunto a tempo indeterminato, ed ancora in  servizio
  presso l'Ente, transita, nel rispetto dell'anzianità maturata e del
  trattamento  normativo e contrattuale posseduto, in  apposita  area
  speciale  transitoria ad esaurimento, istituita  presso  l'Ente  di
  Sviluppo  Agricolo  (ESA)  ed  è  utilizzato,  nel  rispetto  delle
  qualifiche  di  appartenenza, prioritariamente per le  attività  di
  liquidazione dell'Ente Acquedotti Siciliani nonché per le  finalità
  di  cui  al  comma  1.  Agli oneri derivanti  dal  presente  comma,
  quantificati  per  gli  esercizi  finanziari  2017,  2018  e   2019
  rispettivamente in 6.977 migliaia di euro, 6.719 migliaia di euro e
  6.554  migliaia  di euro, si provvede, per gli esercizi  finanziari
  2017  e 2018, mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione
  di  spesa di cui all'articolo 28, comma 1, della legge regionale 17
  marzo  2016,  n. 3 (Missione 1, Programma 3, Capitolo 214107).  Per
  l'anno  2019  è ridotto di pari importo lo specifico accantonamento
  1004  del  Fondo globale di parte corrente di cui all'articolo  14,
  comma 1, Tabella A, capitolo 215704.

   5.  L'articolo  2 della legge regionale 2 agosto  1982,  n.  81  è
  abrogato.

   6.  Al fine di scongiurare interruzioni di pubblico servizio,  per
  l'avvio  della  gestione da parte dei comuni di  cui  al  comma  1,
  l'Assessorato  regionale  dell'energia e dei  servizi  di  pubblica
  utilità  concede  agli  stessi  comuni,  che  ne  fanno  richiesta,
  un'anticipazione da restituire in dieci anni. Per  le  finalità  di
  cui  al  presente comma è autorizzata l'ulteriore  spesa  di  1.000
  migliaia di euro annui per il triennio 2017-2019. Al relativo onere
  si  provvede  a  valere sulle assegnazioni di cui  all'articolo  6,
  comma  1,  della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 e successive
  modifiche ed integrazioni, da iscrivere in un apposito capitolo  di
  spesa  del Dipartimento regionale dell'acqua e dei rifiuti. Per  le
  medesime  finalità  del  presente comma è  autorizzata  l'ulteriore
  spesa  di  2.000  migliaia di euro a valere sulle  assegnazioni  ai
  comuni per spese di investimento di cui all'articolo 4, comma 8,  e
  all'articolo 7, comma 22, della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3
  e successive modifiche ed integrazioni.

   7.  All'articolo 15 della legge regionale 28 gennaio  2014,  n.  5
  sono  soppresse  le parole  nonché per la residua  gestione  idrica
  rimasta .

   8.  Per  far  fronte  agli oneri derivanti dalla  copertura  della
  garanzia  solidale prestata dalla Regione siciliana, in  forza  del
  comma 2 dell'articolo 23 della legge regionale 5 novembre 2004,  n.
  15,  quale  saldo  delle  somme riconosciute  dall'Ente  Acquedotti
  Siciliani  alla  Siciliacque s.p.a. per il  servizio  di  fornitura
  idrica  prestato  e  fatturato ad EAS  per  il  periodo  dal  terzo
  trimestre 2014 al quarto trimestre 2016, è autorizzata la spesa  di
  euro  26.389.389, suddivisa in tre annualità, ai sensi  e  per  gli
  effetti   dell'articolo  73,  comma  1,  lettera  e)  del   decreto
  legislativo  23  giugno  2011,  n. 118  e  successive  modifiche  e
  integrazioni».

   Si  passa  all'emendamento 5.1, a firma dell'onorevole  Fazio.  Lo
  dichiaro decaduto.
   Si  passa  all'emendamento  5.2, a  firma  degli  onorevoli  Greco
  Giovanni ed altri. Lo dichiaro decaduto.
   Si passa all'emendamento 5.14, a firma dell'onorevole Di Mauro. Lo
  dichiaro  decaduto. Comunico che è stato presentato un  emendamento
  di riscrittura da parte del Governo, il 5.27. Diamo il tempo per la
  distribuzione.

   DI GIACINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'altra volta
  avevo chiesto di accantonare questo articolo per la questione delle
  pensioni  integrative.  Ho  visto  la  riscrittura  presentata  dal
  Governo  e, in parte, risolve il problema per quelli che  hanno  il
  minimo pensionistico e, quindi, risolve in parte il problema.
   Io   ritengo,  presidente  Crocetta,  che  dovremmo  trovare   una
  soluzione  per  tutti  coloro  a  cui  abbiamo  tolto  le  pensioni
  integrative. Abbiamo visto, nel tempo, che anche se non  c'è  stata
  una  norma  ben precisa è stato fatto un recepimento  con  un  atto
  amministrativo  e  noi,  di  fatto, abbiamo  fatto  passare  alcuni
  pensionati che prendevano duemila euro a mille euro, persone che si
  erano  impegnate  a  pagare  mutui, persone  che  con  la  pensione
  facevano tante altre cose a cui abbiamo tolto, da quattro anni,  un
  diritto che ritengo vada riconosciuto e ridato a queste persone.
   Presidente Crocetta - tra l'altro so che lei ha fatto un  incontro
  con  delegati  di  questi  pensionati e aveva  preso  l'impegno  di
  restituire  l'integrazione pensionistica -, la invito a subemendare
  questo emendamento affinché si possa restituire, ma non soltanto  a
  questi   dell'EAS,  perché  nella  stessa  situazione  sono  quelli
  dell'ASI, quindi, che per una questione di equità è necessario fare
  una  norma  che  riconosca  il diritto a questi  pensionati  ed  ai
  pensionati dell'ASI.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore  per l'economia. Questa  vicenda  è  abbastanza
  complessa,  per  cui  provo a spiegare  un  po'  tutta  la  storia.
  Innanzitutto,  questi pensionati non hanno mai  versato  contributi
  integrativi, hanno soltanto pagato i contributi INPS come  previsto
  dall'INPS e stanno prendendo una pensione commisurata ai contributi
  INPS che hanno preso.
   Questa  è  la  prima verità, ci sono voluti sei mesi per  capirla,
  perché   ci   hanno  portato  tutte  carte  che  non   dimostravano
  assolutamente nulla. La verità, dopo sei mesi e mille verifiche,  è
  che  non hanno mai versato un euro di contributi integrativi. Hanno
  versato contributi INPS e percepiscono la pensione INPS.
   In  forza di una delibera di Giunta, a queste persone, sia EAS che
  ASI,  era  stato  equiparato con il loro trattamento  previdenziale
  INPS  a  quello  dei regionali che, come sappiamo,  era  molto  più
  favorevole  dell'INPS, ma senza che versassero dei  contributi  per
  questo.
   Con  una legge successiva, mi pare del 2014, si è definito che per
  autorizzare quel trattamento pensionistico, occorreva una legge.  I
  regionali quella legge l'avevano, questi enti non l'avevano  perché
  percepivano questa pensione in forza di una delibera.
   Per   cui,   non   hanno  più  potuto  percepire  il   trattamento
  pensionistico dei dipendenti regionali perché non avevano una legge
  dietro,  ma  avevano una delibera di Giunta, per cui è stata  tolta
  questa   maggiorazione  rispetto  alla  pensione  INPS   che   loro
  percepivano, commisurata ai contributi che avevano versato.
   Nel  frattempo,  con  la legge 9 del 2015,  abbiamo  equiparato  i
  trattamenti pensionistici, ovviamente per il futuro dei  dipendenti
  regionali, a quelli dello Stato. Quindi, per i dipendenti regionali
  che  vanno in pensione - a parte la parte del prepensionamento dove
  abbiamo  fatto  un  trattamento  di  favore  -,  quelli  che  vanno
  nuovamente  in  pensione hanno un trattamento pensionistico  che  è
  equiparato a quello dello Stato, quindi, equiparato anche a  quello
  del  contratto  2  e dei lavoratori degli enti,  anche  quelli  che
  avevano la delibera e che non possono più percepirlo.
   Avremmo  tre  possibilità: o fare un'interpretazione autentica  di
  una  norma  vecchia, ma chiaramente non si può più fare perché  c'è
  una delibera, non c'era neanche una norma alla base. Quindi, questa
  è  una strada che  non si può perseguire; o fare una norma nuova in
  cui andiamo a riconoscere una pensione ai dipendenti di questi enti
  che  non esiste più neanche per i dipendenti regionali. E' come se,
  oggi,  dicessimo  cari dipendenti EAS e ASI, a voi  è  riconosciuta
  una  pensione che è il 20 per cento in più dell'ultimo  trattamento
  retributivo  che  abbiamo  abrogato per i dipendenti  regionali  e,
  secondo  me,  non  ha senso perché faremmo una differenziazione  di
  nuovo,  quella  che abbiamo tolto fra contratto 1 e contratto  2  e
  andremmo a creare per dei dipendenti degli enti, partendo da  oggi.
  Anzi,  riconosceremmo a loro, ma non a quelli che sono in  servizio
  ora  che  quando  andrebbero  in pensione,  lo  farebbero  con  una
  pensione diversa. Quindi, sarebbe un'ingiustizia.
   Ciò che proponiamo qui - perché poi andando a vedere i tabulati  e
  noi  ce  li  siamo  visti  tutti, ci  sono  casi  di  persone  che,
  veramente,  prendono una pensione bassa e ci sono casi  di  persone
  che  prendono 3 o 4 mila euro di pensione normale e 3 o 4 mila euro
  di  integrativa, sono pochi, ma c'è di tutto -  è un intervento  di
  tipo   sociale,  cioè  diciamo  ai  dipendenti  EAS  ed   ASI   che
  percepiscono una pensione che è inferiore a tre volte il  minimo  -
  il minimo è 500 euro -, quindi che prendono meno di 1.500 euro, gli
  viene riconosciuto il minimo fra quello che prenderebbero, compresa
  l'integrativa e 1.500 euro.
   Faccio  un  esempio,  se  una persona fra  integrativa  e  normale
  avrebbe preso due mila euro, ne prende 1.500 euro. Se, invece,  una
  persona  fra  integrativa e normale avrebbe preso  1.100  euro,  ne
  prende  1.100  euro. Questo per assicurare che tutti  prendano  una
  pensione che, comunque, consenta loro un reddito dignitoso.
   E'  un intervento di tipo sociale, completamente diverso da quello
  che  c'era  prima, ma va a colmare una necessità, cioè  quelli  che
  hanno  un'esigenza  che  prendono meno di 1.500  euro  vengono,  di
  fatto,  portati a 1.500 euro che, comunque, comincia ad essere  una
  pensione dignitosa.
   Quelli  che  prendevano molto di più, visto che  non  c'è  più  la
  legge,  avranno  questa,  non la chiamerei  neanche  un'ingiustizia
  perché  secondo  me  era  ingiusta come la pensione  dei  regionali
  prima.
   Questo  è  l'intervento che viene proposto. Secondo me, ripeto,  a
  parte il fatto che non c'è la copertura per dare a tutti quello che
  avevano  prima,  ma  al di là di questo non sarebbe  giusto  perché
  andremmo  a dare ad una categoria limitata di persone un privilegio
  che altri non hanno
   Io penso che questo sia un intervento equo che ha già la copertura
  e che risolve il problema in un'ottica sociale.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Panepinto.  Ne  ha
  facoltà.

   PANEPINTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  pregare
  il  Governo,  assessore  Baccei, dopo  che  con  la  sua  esaustiva
  spiegazione   che  vede  l'Aula  d'accordo  sulla   questione   del
  personale,  sul  fatto che sia opportuno estrapolare  i  commi  che
  riguardano altro, cioè di fatto dobbiamo trattare la questione  del
  personale  dell'EAS e lo sommiamo a questioni di altra  natura  che
  sono  quelli  di  un debito di riconoscimento di  un  debito  fuori
  bilancio  dell'EAS con Sicilia Acque e non c'era  alcuna  relazione
  tecnica.  Dico  ciò, nel senso che ritengo - ed  ho  presentato  un
  emendamento - che non possiamo bypassare una questione che è quella
  del  costo dell'acqua, dei comuni che non hanno gestore e  metterla
  insieme.  Ritengo  che  le due vicende, le due  fattispecie  vadano
  tenute separate.
   Oggi, si pone un problema di una Regione che aveva una legge che è
  stata  abrogata, che è stata cassata dalla Corte Costituzionale  e,
  peraltro,  si  va  ad  incidere sul Fondo delle  autonomie  locali,
  sottraendo  risorse per 2 milioni di euro per darle a  quei  comuni
  che  hanno  ancora  una gestione EAS e mi sembra che  assottigliamo
  ancora  di più le risorse disponibili per gli enti locali  per  cui
  pregherei  l'Assessore di ritirare i commi, mi pare  che  siano,  i
  commi  che  riguardano il debito fuori bilancio e la questione  del
  Fondo  di  solidarietà di lasciare solo la materia che riguarda  il
  personale.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  vediamo anche gli altri aspetti dell'articolo.  Premetto
  che   come   Governo  non  ritiriamo  niente  perché  lo  riteniamo
  assolutamente opportuno.
   Nella fattispecie stiamo parlando di un debito fuori bilancio  per
  cui  noi, come Giunta, lo abbiamo presentato perché i debiti  fuori
  bilancio  vanno regolarizzati. Se, poi, l'Assemblea decide  di  non
  regolarizzare  un  debito fuori bilancio è un  aspetto  che  decide
  l'Assemblea ma per quanto ci riguarda, come assessore al bilancio e
  come  Giunta e, visto che dobbiamo obbedire ad una legge, i  debiti
  fuori  bilancio vanno regolarizzati e nulla c'entrano con il  costo
  dell'acqua  e  con  tutte le altre vicende che  citava  l'onorevole
  Panepinto.  Stiamo parlando, semplicemente, di un  adempimento  del
  decreto  legislativo n. 118. Solo questo e niente  c'entra  con  il
  costo dell'acqua.
   Per quanto riguarda la cessione delle reti ai comuni, la questione
  è  che  l'EAS, ormai, è in una situazione disastrata. I  soldi  che
  diamo  all'EAS  vanno pignorati e non arrivano ai comuni,  per  cui
  l'EAS  non  è  nelle condizioni più di gestire le reti dei  comuni.
  Abbiamo  anche  mandato diverse relazioni  e  non  solo  c'è  nella
  relazione  ma ce ne sono  n.  allegate, ci sono quelle dell'Ufficio
  liquidazione,  c'è la relazione del Ragioniere, ci  sono  tutte  le
  relazioni che volete perché la situazione è veramente critica e  va
  affrontata una volta per tutte, quindi, di nuovo come Governo siamo
  fermamente  convinti  che bisogna andare  avanti  nel  processo  di
  restituire  le  reti ai comuni e non abbiamo alcuna  intenzione  di
  ritirare questo articolo anzi rafforziamo il messaggio.
   Onorevole  Panepinto,  lasciarle in mano  all'EAS  vuol  dire  non
  gestirle  perché  l'EAS  non  riesce a  trattenere  i  soldi  e  ad
  investirli  nelle  reti  perché  gli  vengono  pignorati   per   la
  situazione  debitoria  che ha, per cui vuol  dire  non  rendere  un
  servizio ai cittadini. Per cui siamo fermamente convinti che questa
  sia  la cosa giusta da fare e non solo non ritiriamo ma rinforziamo
  tutti  e  tre i messaggi che sono in questo articolo: debiti  fuori
  bilancio,  cessione delle reti idriche e risoluzione  del  problema
  dei pensionati.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Rinaldi.  Ne  ha
  facoltà.

   RINALDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo  chiedere,
  dopo  l'intervento dell'assessore Baccei, anche se qui  l'articolo,
  soprattutto  il  comma 9 è chiaro perché alla fine  l'ultimo  comma
  dove dice:  per le finalità di cui è presente l'Ufficio speciale  a
  trasferire all'ESA o altro ente  per evitare che, poi, ci siano dei
  disguidi anche con i dirigenti, se possiamo aggiungere con  un  117
  l'ASI.  Assessore, possiamo aggiungere alla fine oltre l'ESA l'ASI,
  visto che riguarda tutt'è due?

   BACCEI, assessore per l'economia. E' già incluso.

   RINALDI. Sì lo so perché c'è scritto, però, per evitare che,  poi,
  qualche  dirigente  dica  che  non c'è  scritto  l'ASI  e,  quindi,
  riguarda solo l'ESA, se lo possiamo aggiungere con un 117.  Se  lei
  non  ha  nulla in contrario, visto che riguarda tutti gli enti  che
  sono in liquidazione, rientra anche l'ASI.
   Se  lo possiamo aggiungere, altrimenti, presento un subemendamento
  dove dopo le parole  l'ESA  dico  e ASI .
   Se  mi  dà il tempo di presentarlo? Poi, Assessore Le voglio  dire
  che, purtroppo, c'è una

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore  per l'economia. Quella è  un'altra  cosa,  non
  c'entra  con i pensionati. Qua le somme si fanno passare  dall'ESA
  Se  lei  legge  a trasferire all'ESA o ad altro ente incaricato  le
  somme necessarie all'erogazione agli aventi diritto .
   La  situazione  dell'EAS  è che tutto viene  pignorato.  Solo  per
  questo  motivo.  Non stiamo parlando di EAS qua  c'è  scritto  ESA,
  volutamente, perché se lei legge tutto l'articolo
   Allora,  ho  dimenticato un pezzo, facciamo anche questo.  Con  la
  legge finanziaria abbiamo approvato un articolo col quale tutto  il
  personale degli enti in liquidazione viene trasferito alla  RESAIS,
  quindi,  a legislazione vigente anche il personale dell'EAS sarebbe
  trasferito alla RESAIS.
   Questo articolo, in realtà, viene prima perché il collegato  nasce
  prima,  questo  era  un  articolo che  era  già  nella  finanziaria
  originale di dicembre.
   Pensavamo  di  trasferire  il personale all'ESA,  e  così  rimane,
  perché  l'ESA  svolge comunque una attività a favore dei  comuni  e
  c'era  una certa affinità per non mandarlo insieme agli altri  alla
  RESAIS vista l'attività che svolge.
   Per  cui le somme, i soldi, li trasferivamo all'ESA per pagare  il
  personale  ivi  trasferito. Ma non stiamo parlando  dei  pensionati
  EAS, qui stiamo parlando di un'altra cosa.
   La  dizione  che  include  tutti è  all'inizio  quando  dice:   ai
  dipendenti  degli  enti  regionali in  liquidazione  alla  data  di
  entrata in vigore della presente legge   e qui rientra anche l'ASI.
   Vogliamo prenderli tutti senza fare i nomi. Però, in questo  modo,
  comprendiamo tutti.
   Però, l'ultimo rigo non c'entra niente con quello sopra.

   RINALDI.  Siccome qua diceva:  per le finalità di cui al  presente
  comma   è come se racchiudesse tutto quello che c'è precedentemente
  detto, quindi, parla di tutti gli enti.
   Dice:  per le finalità di cui al presente comma  quindi il comma è
  il comma 9.
   Assessore,  accetto quello che lei dice però le  voglio  ricordare
  che  sulla  pensione integrativa si è pronunciata  anche  la  Corte
  Costituzionale  dando  ragione  che  hanno  diritto  alle  pensioni
  integrative. E le dico di più, tutti i tribunali, finora, a cui  si
  sono  rivolti i pensionati dell'ASI, da Messina a Enna,  Trapani  e
  così via, hanno avuto riconosciuto tutti questo trattamento.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore per l'economia. Su questa questione la sentenza
  dice  che  l'ente  che ha fatto nascere il diritto  deve  garantire
  l'obbligazione  nata.  L'ente, che ha  fatto  nascere  il  diritto,
  stiamo  parlando  dell'ASI e dell'EAS, non  stiamo  parlando  della
  Regione  che  non  c'entra  niente.  Stiamo  parlando  dell'ASI   e
  dell'EAS. Quindi il fatto

   RINALDI. L'ASI è stata incorporata dall'IRSAP.

   BACCEI, assessore per l'economia. No, no. Stiamo parlando dell'ASI
  e   dell'EAS.  Questi  sono  gli  enti  che  hanno  fatto   nascere
  l'obbligazione.
   Se  fosse vero quello che dite voi non ci sarebbe bisogno di  fare
  la legge. Hanno le sentenze, si fanno pagare e festa finita.
   Se  siamo qua ed è un anno che stiamo a parlare di questa  cosa  è
  perché sapete benissimo che non è così. Quindi, voi insieme a tutte
  le  persone che sono venute centinaia di volte presso l'Assessorato
  portando  carte  che non testimoniavano quello che  loro  dicevano,
  perché  non è così, perché la sentenza dice l'ente quindi  l'EAS  e
  l'ASI.  La Regione non può entrare e dare i soldi all'ASI  per  far
  fronte  all'obbligazione nata da una cosa che ha deliberato  l'ente
  stesso.
   Secondo  me  quello che dite voi non è vero. Non  secondo  me,  ma
  secondo tutti gli uffici che abbiamo interpellato.
   Questo,  quindi, è un intervento di tipo sociale.

   RINALDI. Sbagliano i tribunali.

   BACCEI,  assessore per l'economia. No. La sentenza  è  chiarissima
  quindi  l'EAS e l'ASI devono pagare le pensioni. L'ASI non è  stata
  accorpata. Ci sono delle leggi che hanno alzato un muro tra le  ASI
  e l'IRSAP a tutela del patrimonio e dei soldi che riceve l'IRSAP.
   Ci  sono  delle divisioni proprio per evitare di andare ad erodere
  patrimoni non degli enti. Ma questo non lo abbiamo fatto noi perché
  siamo  cattivi, è la legge nazionale che è così, sono le leggi  che
  sono  così.  Sono  enti autonomi che devono fare fronte  alle  loro
  obbligazioni.  Quindi, una cosa è l'ente e una cosa è  la  Regione.
  Noi qui stiamo legiferando per la Regione, giusto? Perché lì già la
  sentenza c'è, quindi, ripeto, se voi volete fare una norma che dice
  da   oggi  questi  pensionati  hanno  un  trattamento  migliorativo
  rispetto  a  tutto  il resto d'Italia o per tutto  il  resto  della
  Sicilia  perché  a  questo punto non c'era più nessuno  trovate  la
  copertura che ad oggi non c'è e la fate.
   Ma mi sembrerebbe un'ingiustizia al di là della copertura, quindi,
  a  questo punto, secondo me, si fa un intervento di tipo sociale su
  cui c'è la copertura, ripeto.
   Se poi ci sarà una sentenza se la Regione deve pagare pagherà.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Laccoto.  Ne  ha
  facoltà.

   LACCOTO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Assessore,  ho
  ascoltato  con  attenzione la sua relazione e  le  sue  repliche  e
  ritengo  che  in  linea di principio lei abbia  ragione,  in  linea
  generale perché stiamo appesantendo anche queste norme di collegato
  con norme che sicuramente andrebbero discusse in situazioni diverse
  non a fine legislatura e non in questo momento.
   La  cosa  che, però, non comprendo è che ieri abbiamo fatto  prima
  del  rendiconto  l'approvazione di circa 200  milioni  di  euro  di
  debiti  fuori bilancio e non capisco perché queste somme non  siano
  state praticamente previste anche ieri nel riconoscimento di debiti
  fuori bilancio.
   Io   concordo  con  lei  che  la  situazione  dell'E.A.S  sia  una
  situazione insostenibile e che quindi praticamente non può  passare
  tramite l'E.A.S, ma una cosa le voglio dire, Assessore, noi abbiamo
  ridotto  il  Fondo delle autonomie locali - qui andiamo a  togliere
  altri  2  milioni - e non capisco perché lo dobbiamo  togliere  dal
  Fondo  delle autonomie locali perché così, praticamente,  riduciamo
  sempre  il  Fondo delle autonomie facendo delle norme  di  riserva,
  delle  norme ad hoc e diminuendo sempre quelle che sono le somme  a
  vantaggio  di  tutti  i  comuni  che  oggi  versano  in  situazioni
  particolarissime dal punto di vista economico.
   Ieri   sono  state  fatte  anche  nell'assestamento  alcune  norme
  riguardanti specifici comuni che, poi, sono state sempre tolte  dal
  Fondo dei comuni.
   Io  le chiedo, se non ritenga opportuno, di non caricare questi  2
  milioni sul Fondo delle autonomie locali ma trovare un'altra  somma
  in  altro capitolo senza gravar ancor più sul Fondo delle autonomie
  locali.

   VINCIULLO,  presidente  Commissione  e  relatore  di  maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO,  presidente Commissione e relatore di maggioranza.   Il
  Governo  ha presentato l'emendamento di riscrittura 5.27 che  porta
  come  titolo:   Disposizioni  per l'ente  acquedotti  siciliani  in
  liquidazione,  riconoscimento dei debiti fuori  bilancio    e  così
  via,  per  cui le parole dell'onorevole Rinaldi mi pare  di  capire
  sono sicuramente appropriate quando l'onorevole Rinaldi chiede  che
  al  comma 9 dopo le parole  a decorrere dal primo gennaio  2018  ai
  dipendenti  degli  enti  regionali in liquidazione  ,   lui  voleva
  aggiungere comprese le ex ASI.
   Anche   la  Commissione  pensa  che  questa  richiesta,  da  parte
  dell'onorevole,  sia  condivisibile e  per  questo  motivo  abbiamo
  predisposto  un emendamento, se la cosa può servire ad  evitare  di
  incorrere nel futuro in errori.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Alloro.  Ne  ha
  facoltà.

   ALLORO. L'Assessore Baccei ha illustrato in maniera chiara  quella
  che è la problematica però omettendo una cosa, anzi due cose che il
  trattamento della pensione integrativa deriva dalla legge  n.  1/84
  che  era  la  legge  istitutiva  dei  consorzi,  che  prevedeva  la
  possibilità di fare regolamenti organici e, in quella sede,  furono
  previste queste, ancora prima che si facesse la delibera di Giunta.
  Hanno  sempre  percepito le pensioni integrative  ed  anche  quelle
  sostitutive,  hanno vinto le cause - la Magistratura  ordinaria  ha
  stabilito il diritto per alcuni dipendenti per le sostitutive,  per
  la  gran parte per l'integrativa e per la sostitutiva - e, l'ultima
  cosa   è   che   la   sentenza  della  Corte  Costituzionale   dice
  espressamente  che  il transito, da un ente ad un  altro,  non  può
  pregiudicare i diritti previdenziali acquisiti .
   Assessore,  stiamo parlando di persone che per  dieci  anni  hanno
  preso  le  pensioni integrative e, ad un certo punto, si  dice  con
  effetto  retroattivo non le prendono più. Lei sa che abbiamo  avuto
  tante  riunioni, anche con i dipendenti dell'EAS, in cui lei faceva
  una  differenza  dicendo:   No,  quelli  dell'ASI  hanno  avuto  le
  sentenze  quindi  gli spetta - ero presente io  -  quelli  dell'EAS
  hanno fatto le cause e dobbiamo aspettare le sentenze .
   Ora,  a  me  sembra un Parlamento un po' schizofrenico quello  che
  decide  di  legiferare con effetto retroattivo su fatti  di  natura
  previdenziale  e, quindi, su diritti acquisiti. Facendo,  peraltro,
  della  norma previdenziale di carattere sociale una cosa nuova,  un
  po'  fantasiosa, sicuramente nuova. Non ho mai sentito dire che  si
  può  legiferare in materia previdenziale innescando  dei  fatti  di
  natura sociale. Mi perdoni, Assessore, perché lei è molto sensibile
  su  questa  cosa. Siccome sono sensibile pure io, perché i  diritti
  acquisiti  delle persone sono cose serie, dico che  ritengo  giusto
  affrontare questa cosa in maniera un poco più seria.
   Noi  stiamo  andando  a  legiferare, con effetto  retroattivo,  su
  diritti  acquisiti  perché di questo si parla. Andiamo  a  fare  la
  verifica se i regolamenti organici prevedevano la possibilità delle
  pensioni  integrative.  A  suo  tempo,  ci  furono  dipendenti  che
  optarono  per la pensione integrativa e dipendenti che non optarono
  per la pensione integrativa. Ora, succede che chi optò, allora, per
  la  pensione integrativa viene fortemente penalizzato rispetto agli
  altri.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Lentini.  Ne  ha
  facoltà.

   LENTINI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho presentato  un
  subemendamento per cassare l'articolo 8. Però, se mi  ascoltate,  è
  possibile trovare anche la quadra.

   PRESIDENTE.  Il comma 8, vero? Cassare il comma 8, non  l'articolo
  8

   LENTINI.  Il  comma  8  dell'emendamento  5.27,  che  sarebbe   la
  riscrittura del Governo.
   Allora,  Presidente,  più  volte ho parlato,  in  quest'Aula,  per
  evidenziare  che  Sicilia  Acque compra  l'acqua  al  consorzio  di
  bonifica  di  Palermo  a 6 centesimi circa,  per  rivenderla  a  98
  centesimi circa.
   Ora,  più  volte  ho manifestato dissenso su questa  scelta  e  ho
  presentato  delle  interrogazioni in merito,  a  cui  materialmente
  alcuno mi ha dato risposta.
   Ecco,  Presidente, non capisco perché quando si parla  di  Sicilia
  Acque  si  rompano i telefoni, dicono a Palermo   E,  allora,  caro
  Presidente, considerato che Sicilia Acque è una società formata, al
  75  per  cento,  da una società francese e il 25  per  cento  è  di
  proprietà regionale, considerato che la Regione siciliana  non  può
  far  nulla per cercare di portare beneficio agli agricoltori  e  ai
  comuni,  nel rivendere l'acqua, a questo punto, Presidente,  chiedo
  se  volete  veramente dare una mano ai comuni e quindi allo  stesso
  tempo  alla Regione. Abbiamo evidenziato che nel comma  8  ci  sono
  circa  26  milioni di euro di debiti fuori bilancio per i pagamenti
  nei confronti dell'EAS.
   Signor Presidente, ho presentato un ulteriore sub-emendamento dove
  diamo la possibilità, ieri ci siamo incaponiti nell'abbandonare, vi
  siete  incaponiti nell'abbandonare gli articolisti,  noi  diamo  16
  milioni di euro, paghiamo questo debito fuori bilancio e 10 milioni
  li  trasferiamo agli sportellisti e abbiamo fatto due  cose  buone,
  così  facciamo  fare pure bella figura al Presidente della  Regione
  che  da  18  mesi accoglie gli sportellisti per dire  io  sono  con
  voi .
   Considerato  il  fatto  che  ormai i 26  milioni  sono  dentro  il
  bilancio, perché se li avete evidenziati, se li avete inseriti  nel
  comma  8 già ci sono, 16 milioni li date come debito fuori bilancio
  e  pagate  Sicilia Acque e poi 10 milioni li trasferiamo, col  sub-
  emendamento a firma di alcuni deputati, agli sportellisti.
   Ringrazio  anche, e su questo andiamo poi ad aiutare a  confermare
  la  buona  intenzione  che  aveva il collega  Panepinto  con  altri
  colleghi  che hanno firmato l'emendamento, e che quindi  su  questo
  possiamo fare finalmente un'opera buona per personale, per  persone
  che  da tanti mesi attendono lo stipendio e che si vedono veramente
  ridotta la vita al lumicino.

   PRESIDENTE.  Grazie. Onorevole Lentini io l'unico suo  emendamento
  che  ho  al  momento  è  cassare il  comma  8.  Se  ci  sono  altri
  emendamenti vi invito a formalizzarli alla presidenza.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  intervengo su due o tre questioni che  avete  sollevato.
  L'onorevole  Laccoto  diceva:  perché ora  e  non  con  quelli  che
  abbiamo approvato ieri debiti fuori bilancio'?
   Allora, il 118 prevede diverse procedure per diverse tipologie  di
  debiti  fuori bilancio, fermo restando che uno li copre  quando  li
  conosce, se non li conosco, non li copro.
   Ieri abbiamo approvato 85 milioni, che in realtà erano già coperti
  nel  2015  ed  erano emersi nel 2015, copertura nel bilancio  2015,
  reiscritti  nel  bilancio 2016, abbiamo detto 75  poi  hanno  avuto
  impegni e 10 hanno migliorato il risultato. Poi abbiamo coperto  26
  milioni e 200 mila euro emersi nel 2016 e coperti nel 2016.  Stiamo
  parlando di pignoramenti presso il tesoriere dove la Regione  è  la
  terza  pignorata. Quindi la fattispecie specifica che  si  gestisce
  con questa modalità tutta insieme così come è stata gestita.
   Qui  stiamo  parlando di un debito che è emerso nel 2017  e  trova
  copertura  nel  2017.  Quindi non è insieme agli  altri,  perché  è
  emerso dopo di una fattispecie diversa. Comunque è un debito  fuori
  bilancio,  per cui chi prende dei soldi dal debito fuori  bilancio,
  ovviamente col parere contrario del Governo, sta creando un  debito
  fuori  bilancio con tutte le responsabilità del caso. Per cui,  chi
  voterà  questo  emendamento si prendere la  responsabilità  davanti
  alla  Corte  dei  Conti  di aver creato un debito  fuori  bilancio,
  perché  l'obbligazione esiste. Quindi, potete farlo  conoscendo  il
  fatto  che state creando il debito fuori bilancio e ve ne  assumete
  la  responsabilità, ripeto, con il parere contrario - lo dico e  lo
  dichiaro  fin d'ora - del Governo, perché non si può  fare,  e  non
  perché sono contrario agli sportellisti, ma perché non si può fare,
  perché  è  contro  la legge; quindi, chi lo fa,  se  ne  assume  la
  responsabilità

   LENTINI.  Questi 10 milioni di euro, li può trasferire  a  Sicilia
  Acque per l'anno 2018. E lo può scrivere

   BACCEI,  assessore per l'economia. Onorevole Lentini, sto  dicendo
  che queste somme coprono l'obbligazione che c'è, senza un centesimo
  in più, per cui ogni centesimo tolto è un debito fuori bilancio che
  viene  creato  da chi voterà questo emendamento. Tanto  per  essere
  chiari. Punto
   Io, quindi, non posso trasferire un bel niente

   LENTINI.  Dopo  l'ultima  porcata  che  ci  avete  fatto   votare,
  l'articolo 13 della legge n. 8, prendendoci in giro, perché si dava
  copertura. Ora, alla copertura dovete rimediare

   PRESIDENTE. Prego, assessore Baccei, completi pure.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Per rispondere  all'onorevole
  Alloro. La legge parlava di pensioni integrative, nel senso che  io
  dovevo dare dei contributi integrativi, doveva crearsi un ente  che
  gestiva le pensioni integrative.
   Benissimo  Ma non è successo niente di tutto questo. Non  è  stato
  versato un centesimo di pensione integrativa, non esiste alcun ente
  che  gestisce  le  pensioni integrative,  non  stiamo  parlando  di
  pensioni  integrative. Stiamo parlando di una  delibera  di  giunta
  che,  senza  versare  alcun contributo, equiparava  il  trattamento
  pensionistico degli enti che avevano l'INPS a quello delle Regioni,
  della  Regione,  contratto 1, che aveva un Fondo  pensioni  con  un
  trattamento pensionistico che prevedeva di andare in pensione  fino
  al 20% in più dell'ultima retribuzione, senza versare contributi.
   Stiamo,  quindi, parlando di due cose diverse. Quando si dice  che
  quando  vieni  trasferito ad altro ente  ti  porti  dietro  il  tuo
  trattamento  e  tutti  i tuoi contributi. Verissimo   Di  fatto  si
  portano  dietro  i  tuoi contributi versati all'INPS.  Tutto  vero,
  quindi,  quello che dice. Non è vera la conclusione di  quello  che
  dice.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Milazzo.  Ne  ha
  facoltà.

   MILAZZO GIUSEPPE. Veda, onorevole Panepinto, oggi è il suo  giorno
  fortunato  perché  abbiamo  trovato, con  l'onorevole  Lentini,  10
  milioni  per  gli sportellisti. E l'assessore Baccei  che,  per  la
  prima  volta, per la prima volta tuona la parola  Corte dei Conti ,
  con  tutto quello che ci avete fatto votare in sanatoria. Assessore
  Baccei,  lei  stesso  ieri ha detto - lei è un tecnico,  però,  per
  memoria  ce la giochiamo  - che il riconoscimento dei debiti  fuori
  bilancio  di  ieri sono cose emesse, addirittura la seconda  parte,
  nel 2016, ma sono debiti che risalgono alle guerre puniche.
   Mi  dica  lei se, oggi, noi non possiamo rimodulare quest'articolo
  dicendo:  una parte la versiamo oggi ed un'altra parte la verseremo
  nel  2017, nel 2018. In cinque anni lo facciamo, assessore. Non  lo
  facciamo?
   Se è un'assemblea legislativa e non è un consiglio comunale, non è
  un  CDA, è perché la potestà legislativa è in capo all'Assemblea  e
  non in capo all'assessore per l'economia.
   E'  da  ieri  che lei si alza dicendo  fate voi  ,  persino  sulle
  Province.
   Quando  l'onorevole  Panepinto ha tirato  fuori  quell'emendamento
  sugli sportellisti, e c'è questa leggenda metropolitana che noi non
  siamo a favore degli sportellisti. No, dovete trovare i soldi veri.
  Lei  ieri ha risposto all'onorevole Panepinto:  Per me, cosa volete
  fare,  fate. Li volete togliere alle Province? . Li potete togliere
  alle Province? Inaudito
   Era  il  vostro assestamento, il documento politico è un documento
  politico,  non  è il rendiconto che è la fotografia di  quello  che
  avete fatto, tutti i danni che avete fatto. No
   L'assestamento è un'impostazione che date voi. Voi. E avete fatto:
  debiti fuori bilancio e Province.
   Oggi,  mi  spieghi lei se, su una posta di 26 milioni, l'Assemblea
  non  può decidere di stornarne 10, con l'impegno di rimetterli  nel
  prossimo  bilancio; perché io alla prossima finanziaria,  assessore
  Baccei,  non  lo  posso fare un taglio lineare e  recuperare  i  10
  milioni e riposizionarli con l'impegno, con la Corte dei Conti.
   La  Corte  dei Conti? Ma con quale faccia la citate la  Corte  dei
  Conti? Che se ieri non fossimo stati di buona volontà ci sarebbe in
  piedi il ricorso del Procuratore generale della Corte dei Conti? Ma
  come  esce  questa  cosa  per  mettere in  soggezione  l'Assemblea?
  Dobbiamo  prendere  questi  10 milioni  e  li  dobbiamo  dare  agli
  sportellisti   Perché è un impegno vostro, non  nostro   Ed  io  le
  chiederò il voto segreto

   FALCONE. Palese

   MILAZZO  GIUSEPPE.  Voto  palese  E se i  deputati,  tutti,  Forza
  Italia,  Pd, tutti, hanno un minimo di dignità ed hanno  un  minimo
  dignità  perché l'Assemblea ha dignità, un Governo ha meno  dignità
  quando esce la Corte dei Conti. Come ieri ci siamo arrampicati  per
  tre  ore  su  un  emendamento che non aveva  copertura,  di  questo
  articolo  assessore Baccei, se lei lo ritirasse non riceverebbe  la
  letterina   la  Signoria  Vostra  è  invitata  a  presentarsi   per
  comunicazioni che la riguardano . Nessuno le scriverebbe  perché  è
  un'assemblea  legislativa. Può anche legiferare oggi  di  stabilire
  una   norma   solo   tecnica  che  troverà  copertura   finanziaria
  successivamente. Lei oggi può anche stabilire il principio,  non  è
  obbligato  a  dare  copertura totale oggi. Ed,  allora,  ora  siamo
  chiamati  a  salvare dei disperati che chiedono  alla  politica  un
  minimo,  come  dire,  di attenzione e penso che questo  emendamento
  possa essere impostato in questi termini.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  assessori,  ho
  apprezzato, e l'ho fatto anche pubblicamente, la sua competenza  ed
  il   fatto  che  lei  già  anche  ieri  la  sua  attività  è  stata
  testimonianza  anche  di come sono abbassate  le  tasse  in  questa
  Regione. Oggi su questa norma di riscrittura, personalmente,  nutro
  molte  perplessità in ordine al fatto, mi perdoni,  senza  però  la
  prego evocare, come dire, la Corte dei Conti.
   E'  una  sensazione  -  lì ha ragione l'onorevole  Milazzo  -  che
  impedisce  a  questo  Parlamento di essere Parlamento,  diventa  un
  misero Consiglio comunale e, per la verità, l'onorevole Milazzo  ha
  riconosciuto  il  minimo di dignità sindacale ai  deputati  che  ne
  hanno anche tanta.
   La  prego,  assessore, la prego per un problema  di  quella  parte
  sindacale che ognuno ha: non evochiamo la Corte dei Conti. Questo è
  un  Parlamento  che  sta  approvando norme  legislative  non  norme
  regolamentari, per cui voglio pregarla di una cosa: siccome il tema
  del  costo  dell'acqua è un grande tema che, prima  o  poi,  questo
  Governo  o chi verrà dovrà affrontare, noi ci ritroviamo una  norma
  che  riguarda questioni di quiescenza, di pensionati, ci ritroviamo
  il  riconoscimento  di un debito fuori bilancio.  Probabilmente  ha
  ragione  quando dice che questo debito è sorto nel 2017; in  realtà
  questo debito è sorto molto prima e conosciuto nemmeno perché,  nel
  testo originale della finanziaria, questa è una di quelle norme che
  sono state stralciate.
   Io  non  mi metterò a duellare su questo tema perché è poca  cosa.
  Oggi  la  logica vorrebbe, aprendo una parentesi però: a me farebbe
  piacere  che il Governo e, nella fattispecie, anche l'assessore  al
  ramo all'energia si occupasse anche di applicare le norme residuali
  che  stanno  nella famosa legge di ripublicizzazione  del  servizio
  idrico.  Le pongo una domanda: lei che è attento ai numeri,  ma  le
  sembra normale che in Sicilia il fornitore di acqua all'ingrosso  a
  cui  dovremmo riconoscere 23 milioni in provincia di Enna  acquista
  qui  a Palermo l'acqua a 5 centesimi al metro cubo nei consorzi  di
  bonifica e la rivende con il 1000 per 1000 di ricarica a 0,70?
   Qual'è  la  ragione  a  questo Governo che spesso  sa  mostrare  i
  muscoli  ai  più deboli, e parlerò ora anche degli sportellisti,  e
  non affrontiamo il tema? Lei ha fatto una ricognizione di un debito
  fuori bilancio, io non mi rivolgo a lei, io dico oggi il buon senso
  vuole  che la norma venga ad essere suddivisa nelle due fattispecie
  e non capisco nemmeno la soppressione del quinto comma, onestamente
  non  capisco  perché  la norma che stabilisce che  va  all'EAS,  al
  gestore,  le  reti  comunali e sovra comunali, non  capisco  perché
  dovremo sopprimere una norma.
   C'è  un dato di fatto, che questa situazione che non si è riusciti
  a  risolvere  di  avere  un commissariamento  dell'Ente  acquedotto
  siciliano che produce, mi sembra, ottomilioni di debiti l'anno  più
  le  spese per il commissariamento; è un problema di quelli che sono
  eterni, che vengono posizionati in maniera eterna.
   Però,  nel frattempo, a gestore unico della Sicilia, a cui  questa
  Regione nel 2004, ha consegnato per quarant'anni dighe, acquedotti,
  impianti   di   sollevamento  senza   nulla   in   cambio.   Questi
  diecimilioni,  l'avevo  scritto in una prima  stesura,  vanno  agli
  sportellisti,  precisando una cosa, lo dico  ai  colleghi,  che  la
  questione  degli  sportellisti è legata ad  aspetti  amministrativi
  perché  deve  essere l'Assessorato a chiudere una  vicenda  per  la
  quale  sta prendendo in giro millesettecento sportellisti e novanta
  deputati. Perché ora è l'ora della verità, il 15 settembre  debbono
  arrivare  i  progetti,  perché  altrimenti  ai  millesettecento  si
  aggiungono i novanta deputati.
   Ma  se  l'Assessorato e il dipartimento di competenza non agiscono
  solo  in  maniera dilatoria, anche questi diecimilioni non  saranno
  sufficienti.
   Concludo,  Assessore,  pregandola  di  estrapolare  la  parte  che
  riguarda  la questione della quiescenza, togliendo tutta  la  parte
  relativa  ad  un  riconoscimento di un  debito  fuori  bilancio,  a
  sottrarre ai comuni altri duemilioni di euro, a un quinto comma, di
  cui  non  capisco  assolutamente la ragion e ad  utilizzare  questa
  posta in bilancio per dieci milioni all'emendamento di Lentini e di
  altri deputati.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Figuccia,  Ne  ha
  facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor  Presidente,  Governo,  onorevoli  colleghi,  mi
  sembra  che  finalmente  - e lo leggo nelle  parole  dell'onorevole
  Panepinto   che   in   maniera  accorata  difende   finalmente   un
  provvedimento   di   cui  c'era  esigenza  grazie   all'emendamento
  presentato dall'onorevole Milazzo, dall'onorevole Lentini,  Maggio,
  e  da  tanti  altri  parlamentari che vedo stanno  firmando  questo
  provvedimento e insieme a loro gli onorevoli Fontana,  Cordaro,  il
  presidente  Falcone. Tutti deputati che avevano  già  espresso  una
  volontà rispetto alla norma, lo avevano fatto tempo addietro quando
  il  provvedimento  era stato votato in Parlamento,  e  rispetto  al
  quale,   caro  Presidente  dell'Assemblea,  ma  soprattutto,   caro
  assessore Baccei, lei ha voluto continuare ad opporsi.
   Però  vede,  la  cosa  più  grave a cui  stiamo  assistendo  oggi,
  assessore  Baccei, la cosa più grave è che lei abbia persino  avuto
  l'ardire  e  da lei non ce lo saremmo aspettati, di avere  toni  di
  minaccia nei confronti del Parlamento.
   Le  voglio ricordare che il ruolo del Parlamento in questo caso  è
  assolutamente  sovrano, è insindacabile. Non può venire  in  questo
  Parlamento a dire che un emendamento sarà oggetto della valutazione
  della  Corte dei conti, perché tutte le cose che ha fatto lei,  che
  ha  proposto  lei, tante volte, passando persino sulla testa  degli
  atteggiamenti  talvolta  difficilmente,  ma  talvolta  giusti   del
  Governo  regionale,  quelli  non li  ha  mai  sottoposti  a  nessun
  giudizio,  né degli altri componenti del Governo, né del Presidente
  della Regione, né della Commissione  Bilancio, né del Parlamento.
   Quindi,  siccome ora ci troviamo di fronte ad un caso  gravissimo,
  in cui l'Assessorato, addirittura, oltre ad omettere la possibilità
  di   stanziare  quelle  legittime  somme,  sta  chiedendo   l'audit
  preventivo ancora una volta della Corte dei Conti, allora è  chiaro
  che  voi  ci giocate con questa cosa Assessore Baccei. Però  lei  è
  stato  smascherato,  è stato smascherato dal Governo  nazionale,  è
  stato  smascherato persino dagli altri componenti del suo  Governo,
  il Presidente della Regione se n'è dovuto andare altrimenti avremmo
  assistito  ad una discussione in Aula. Perché mentre lei  dice  che
  non   c'è   copertura  finanziaria  e  che,  addirittura,  dovremmo
  sottoporre questo provvedimento alla Corte dei Conti, il Presidente
  della   Regione,  sommessamente,  si  allontana  dall'Aula,   quasi
  vergognandosi, dico quasi perché in questo momento non lo guardo in
  viso  e  non  posso cogliere il rossore del suo volto e  della  sua
  faccia.
   Tuttavia,  auspico che il Presidente della Regione  possa  tornare
  immediatamente in Aula per smentirmi, per smentire lei  e  le  cose
  gravissime  che  ha  detto nei confronti di un  Parlamento  il  cui
  potere legislativo che si esprime anche attraverso la presentazione
  dei  disegni  di  legge,  degli  articoli,  degli  emendamenti,  le
  ricordo,  Assessore  Baccei e, purtroppo, è una  lezione  veramente
  minima di giurisprudenza, da lei non me lo sarei aspettato, capisco
  che  lei  è un economista ma gli elementi minimi, venire a dire  al
  Parlamento  - qua ci sono tanti avvocati - che un emendamento  sarà
  soggetto alla valutazione della Corte dei Conti e, addirittura,  ha
  detto  che  chi  voterà questo emendamento ci rimetterà  di  tasca.
  Assessore  ha  sfiorato  il ridicolo,  da  lei  questo  non  ce  lo
  aspettavamo.  Passiamo  al voto di questo  emendamento  e  poniamo,
  finalmente, la parola fine rispetto ad una vicenda che ha visto non
  solo  millesettecento persone soffrire per colpa vostra,  non  solo
  millesettecento persone venire a pietire la richiesta di un  lavoro
  sotto  questo  Palazzo, con una donna che è stata  in  digiuno  per
  dieci  giorni, la moglie di un carabiniere, una donna di Agrigento,
  a  cui  avete  tolto  il lavoro e che adesso  volete  continuare  a
  mortificare.  Questo  non  lo potete fare,  non  è  giusto  che  lo
  facciate  e noi non ve lo permettiamo. E lo faremo con voto  palese
  questo voto perché lo chiede la gente, perché la piazza qui sotto è
  piena  di  gente  che  vi dice che siete inadeguati.  Non  riguarda
  soltanto gli sportellisti, riguarda il tema delle politiche  attive
  del lavoro, riguarda il tema di tanti soggetti che si rivolgono  al
  Centro  per  l'impiego  per  cercare risposte  da  un  Governo  che
  risposte non ne dà e che oggi le riceverà dal Parlamento.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Oddo. Ne ha facoltà.

   ODDO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  la  questione  del
  trattamento  pensionistico degli ex dipendenti dell'EAS  attiene  -
  qua  abbiamo molti legali che sono anche parlamentari - oserei dire
  alla  certezza del diritto. Qua la questione è semplice,  semplice,
  se  qualcuno  non l'abbia ancora capito. C'è stato  un  errore,  da
  parte   della  Regione,  quando  l'EAS  è  stato,  sostanzialmente,
  accorpato  al nostro Istituto e i dipendenti sono stati  equiparati
  ai  dipendenti  regionali.  Questa operazione  all'epoca  ha  fatto
  riferimento  ad una normativa nazionale preesistente,  ma  è  stata
  fatta  con  un  atto amministrativo. È stato un errore  procedurale
  fatto  all'epoca dalla Regione. Oggi viene il Governo  e  dice  che
  siccome  non  l'abbiamo recepita con norma di  legge  ma  con  atto
  amministrativo, noi di questo atto amministrativo  non  ne  teniamo
  più  conto,  a nostro parere non è più valido, perché  ci  comporta
  oneri  e  ci  comporta un trattamento economico troppo  favorevole,
  oggi  noi  riteniamo,  nei  confronti dei  dipendenti  dell'EAS  in
  quiescenza. Questa cosa, evidentemente, prima l'onorevole Panepinto
  parlava  della Corte dei Conti, io oserei dire che non  è  solo  un
  problema  di Corte dei Conti, ma domani potrà essere materia  anche
  di  altra  natura,  dal punto di vista giudiziario.  Credo  che  lo
  spirito  di  questi  ultimi  atti che stiamo  compiendo  in  questo
  Parlamento,  prima  della  fine della legislatura,  sia  quello  di
  sistemare  le  cose  che possiamo sistemare,  nell'interesse  della
  Sicilia e dei siciliani. Credo che questa questione che attiene  ai
  dipendenti dell'EAS in quiescenza sia una di queste.
   Chiedo, a nome del gruppo parlamentare del Partito socialista,  al
  Governo,  all'Assessore Baccei, in particolare, di  recepire  nella
  riscrittura  che il governo ha fatto dell'articolo 5, l'emendamento
  che  il  mio  capogruppo  a  nome del nostro  gruppo  parlamentare,
  onorevole  Di  Giacinto ha posto che, sostanzialmente,  rimette  le
  cose al proprio posto.
   Noi,  in  applicazione ad una normativa nazionale  riconosciamo  a
  questi dipendenti dell'EAS una retribuzione di cui hanno goduto, in
  passato ai fini pensionistici e soltanto per un errore di qualcuno,
  all'epoca,  non  fu tradotto in norma di legge, ma fu  tradotto  in
  atto amministrativo.
   E'  un'operazione  che  può essere fatta.  Io  sono  convinto  che
  l'assessore  Baccei,  persona assolutamente,  che  ha  l'elasticità
  mentale  per comprendere le cose che ho detto, non avrà  difficoltà
  nel  recepire  nel  sub emendamento, la proposta dell'onorevole  Di
  Giacinto  che  consente  di dare serenità  pensionistica  a  questi
  dipendenti  dell'EAS e, mi permetto di dire, di fare  un'operazione
  di giustizia previdenziale, chiamiamola così,
   Sarebbe  molto  grave,  qualora il Governo  non  recepisse  questo
  invito che mi pare provenga, certamente dal Partito socialista  che
  ha  fatto  l'emendamento,  ma  anche da  ampie  forze  presenti  in
  quest'aula parlamentare.
   Invito il Governo a prendere atto di questa volontà che emerge  e,
  quindi,  niente  di  grave  o  più che a  riscrivere  l'emendamento
  presentato dal governo, a recepire al proprio interno il  contenuto
  della proposta del Partito socialista italiano.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Cordaro.  Ne  ha
  facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo di  evitare
  che   lo   scempio  del  Governo  Crocetta,  attraverso  le  parole
  dell'Assessore  Baccei  che sta scappando  fuori  dall'Aula,  possa
  essere asseverato da questo Parlamento.
   Signor  Presidente, è accaduta una cosa gravissima qualche  minuto
  fa  e  io  mi  aspetto,  per un verso che  il  Presidente  Crocetta
  smentisca  il  suo  Assessore,  ma mi aspetto  soprattutto,  signor
  Presidente   dell'Assemblea  che  è  la  massima  istituzione   del
  Parlamento  stigmatizzi le parole di un assessore che ha minacciato
  il Parlamento e questa cosa io non permetterò che passi in sordina.
   Questo Parlamento ha i suoi uffici che valutano se una norma possa
  far parte del sistema legislativo o no.
   Le  ipotesi  sono  due  o l'Assemblea, la Presidenza  dispone  che
  quell'emendamento  è  inammissibile,  irricevibile   che   non   ha
  copertura finanziaria, oppure l'Assessore deve essere cacciato. Non
  può  minacciare  il Parlamento dicendo che chi voterà  un  articolo
  finirà dinanzi la Corte dei Conti.
   Questo  Parlamento  è insindacabile. Siamo alla frutta.  Usciamone
  bene, con dignità
   Nessuno prende la parola. Non succede niente, ma a che punto siamo
  arrivati?
   L'Assessore   Baccei  ha  minacciato  i  deputati,   dicendo   che
  pagheranno con le loro tasche.
   Signor Presidente, qui stiamo attentando alla democrazia, da parte
  di  un  uomo che non sappiamo per quale ventura si trovi su  quegli
  scranni,  da  parte di un uomo che non ha mai avuto un voto  perché
  non si è mai candidato.
   Signor  Presidente, io le chiedo di sospendere l'Aula. L'Assessore
  Baccei  torni  sui  suoi  passi, dica che  si  è  confuso,  che  ha
  sbagliato, perché quello che è accaduto è gravissimo.
   Se una norma, dopo essere passata al vaglio degli organi proposti,
  viene  sottoposta  al  voto dell'Aula è una  norma  legittima.  Non
  esiste  soggetto,  deputato  o  no,  assessore  o  no,  che   possa
  permettersi  di assumere toni, modi e parole come quelle  che  sono
  state espresse qualche minuto fa dall'assessore Baccei. Rispetto  a
  questo  non  c'è  collegato  che  tenga.  O  questo  Parlamento  si
  riappropria  della  sua  dignità oppure è  meglio  davvero  che  ne
  andiamo  a  casa  e  che lasciamo tutto agli ascari  che  ci  avete
  regalato in questi cinque anni

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, onestamente ritengo che l'assessore Baccei abbia fatto un
  intervento  tecnico  in  cui afferma che  ci  sono,  rispetto  alla
  questione  dei debiti fuori bilancio, responsabilità  oggettive  ma
  sicuramente   non  soggettive.  Nessun  parlamentare   può   essere
  condizionato rispetto al voto. Fra l'altro, noi abbiamo  apprezzato
  l'autonomia  del  Parlamento  in  occasione  dell'approvazione  del
  Rendiconto  proprio  perché  lì,  nonostante  la  nota  che   fosse
  pervenuta  dalla  Procura della Corte dei conti, il  Parlamento  in
  assoluta autonomia ha approvato quel consuntivo e rifacendosi   sia
  alla sentenza formale della Corte dei conti.
   Non  credo  che sia in questa discussione, né, credo,  onestamente
  che  l'assessore Baccei volesse operare una forma minima di ricatto
  nei  confronti del Parlamento. Credo che abbia voluto semplicemente
  avvertire su possibili responsabilità oggettive e contabili che non
  sono  a  carico sicuramente dei singoli parlamentari, ma  i  debiti
  fuori  bilancio comunque prima o poi vanno coperti. Vuol dire  che,
  se  il  Parlamento  dovesse votare questo provvedimento,  bisognerà
  comunque  pensare successivamente alla manovra di assestamento  che
  possa  coprire quei debiti; però, credo che non abbia  voluto,  per
  quanto conosco l'assessore Baccei, non si è mai verificata una cosa
  del  genere  che abbia voluto porre il Parlamento di fronte  ad  un
  ricatto.  Per  essere  chiari, ha voluto  solo  avvertire  che  poi
  rimangono   scoperte  quelle  voci  e,  successivamente,  bisognerà
  comunque  provvedere  ad una manovra correttiva.  Però,  la  libera
  scelta del Parlamento rimane tutta.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ieri  sono  uscita
  dall'Aula  ed ho trovato uno spettacolo fuori che sul  piano  umano
  pone  non  una riflessione ma mille, e sul tema istituzionale,  del
  dovere istituzionale, credo, ancora di più.
   Da  tre  anni questi, gli sportellisti, di cui tutti ve  ne  siete
  occupati in Commissione  Lavoro , soprattutto i commissari e chi ha
  meglio seguito questa vicenda, hanno fatto non so quante audizioni.
  Sono  state fatte tre norme, si era fatto un crono-programma e pure
  abbiamo fatto una finanziaria, successivamente alla finanziaria  il
   collegato ,  ci sono inserite delle somme. Ed allora,  rispetto  a
  quale esigenza maggiore ci può essere di fronte a 1.700 persone che
  da  tre  anni non lavorano, non percepiscono lo stipendio, che  non
  hanno più ammortizzatori sociali, che non riescono più a pagare  il
  mutuo  che  penso  che sia una cosa incredibile  vedere  e  vederli
  sostare, scioperare per reclamare quello che è un loro diritto cioè
  il diritto al lavoro.
   Questo Governo ha tolto la speranza del lavoro non solo ai giovani
  purtroppo,  ma  anche  alle  famiglie e  vi  è  una  responsabilità
  precisa.  In  quest'Aula  non  abbiamo  visto  l'Assessore  per  la
  famiglia e per le politiche sociali, non abbiamo visto spendere una
  sola parola in Commissione  Bilancio  per trovare una soluzione.
   Non  voglio  difendere la mia posizione che è la posizione  di  un
  deputato, di un deputato dell'opposizione che quando la maggioranza
  viene  qui  e  vota e contano i numeri e noi i  numeri  non  ce  li
  abbiamo, ma il Governo ieri, il PD ieri, l'onorevole Panepinto,  il
  Capogruppo, ha presentato un emendamento.
   Ed allora, o si prende in giro questa gente e non credo che nessun
  parlamentare  a  qualsiasi forza politica  appartenga  che  si  sia
  occupato di questo problema abbia mai pensato di prendere  in  giro
  nessuno  di  questi lavoratori. Ma per quale motivo abbiamo  dovuto
  dare 7 milioni di euro per l'informatizzazione della biblioteca  di
  Palazzo  D'Orleans, non poteva aspettare l'informatizzazione  altri
  tre, quattro, sette, dieci mesi? Non avrebbe potuto aspettare?
   Sapete, Presidente della Regione, che cosa purtroppo dicono questi
  lavoratori  -  ed  io  su  questo  desidero  chiarezza   da   parte
  dell'Assessore che non c'è, da parte di un direttore  generale  che
  non si è visto -?  Sostengono che oggi vi è una tattica ben precisa
  -  di  non  fare  partire questi corsi e di non  fare  partire  gli
  sportellisti  -  che  è  quella di attingere  ai  bandi  europei  e
  nazionali   per  evitare  che  si  scorra  l'albo  e,  quindi,   la
  possibilità di aprire a nuove assunzioni.
   Io  non ci voglio credere  Io invece ritengo che il percorso si  è
  arenato,  caro Presidente Crocetta, perché la burocrazia regionale,
  in   questo  caso  dell'Assessorato  della  famiglia,  abbia  perso
  un'occasione  importante e cioè quella di fare perdere  e  di  fare
  ritardare i fondi.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, la Commissione  dopo  aver
  parlato  lungamente  con  i funzionari dell'Assemblea  -  perché  è
  giusto  che noi ci rapportiamo solo ed esclusivamente ai funzionari
  dell'Assemblea regionale siciliana - avrebbe trovato una  soluzione
  che  io sottopongo alla vostra attenzione in maniera tale da capire
  se  possiamo  velocemente arrivare alla soluzione.  Una  soluzione,
  Assessore  Baccei,  che  mi permetto di dire  non  è  assolutamente
  lesiva  delle  prerogative di nessuno, che riconosce  anche  questo
  debito fuori bilancio, che è una soluzione tecnica ma che merita il
  vostro ragionamento.
   Quant'è  la  somma che è stata impegnata per questo  debito  fuori
  bilancio?   26   milioni  389  mila.  Di  conseguenza,   la   somma
  disponibile, onorevoli Lentini, Milazzo, Figuccia, Maggio, che  noi
  possiamo  utilizzare  nel  2017 non  è  10  milioni,  ma  la  somma
  disponibile  è  solo 7 milioni 796,46. Questa è la  somma  che  noi
  possiamo  destinare quest'anno agli sportellisti, dopodiché  rimane
  questo debito.
   Questo  debito abbiamo visto, Assessore, che lo potremmo  spalmare
  per  13  milioni 694, 50 per il 2018 e per l'identica somma per  il
  2019.
   Se  per  lei questa soluzione tecnicamente va bene, altrimenti  la
  possiamo  spalmare  per  tre anni ed arrivare  nel  2020.  Possiamo
  anche, simbolicamente

   PANEPINTO. Sempre che questi soldi spettino

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Io  non sto entrando sul fatto politico se spettano o meno, io  che
  sono  sempre favorevole all'acqua pubblica dovrei dire che non  gli
  spettano.
   Fra  le  altre cose, vorrei anche ricordare a tutti  che  qui  non
  abbiamo sentenza su questa vicenda, però io non voglio entrare  sul
  fatto politico, voglio entrare sul fatto tecnico.
   Noi   possiamo  impegnare  subito  7  milioni  e  mezzo  per   gli
  sportellisti, fare una piccola rata quest'anno, Assessore,  di  296
  mila  euro  che  gli andiamo a riconoscere e poi  il  rimanente  lo
  dividiamo. Su questo abbiamo visto che li possiamo utilizzare anche
  perché li stiamo prendendo dal capitolo

   PANEPINTO. Con debiti fuori bilancio   C'è la sentenza.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Non  è così questo, onorevole Panepinto, perché, per essere chiari,
  il  decreto legislativo n. 118 dice che ci sono altre cose. Qui  il
  problema è questo: noi riteniamo, Assessore Baccei, che li possiamo
  utilizzare  e  che possiamo spalmare le somme che stiamo  prendendo
  adesso, sette e mezzo, per l'anno 2018 e 2019.
     Io,  se  gli  uffici dell'Assemblea hanno qualche altro  dubbio,
  salgo  subito  e  chiarisco ulteriormente, ma  ritengo  che  questa
  operazione si possa ampiamente fare.

   MAGGIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAGGIO.  Signor Presidente, certamente il mio intervento è diverso
  da quello che avrei fatto prima e mi pare assolutamente che sia una
  soluzione  buona,  però ci vuole un impegno formale  da  parte  del
  Governo che si parta subito con i progetti per questi lavoratori: 6
  più  7, 13. Nell'attesa che poi si possono utilizzare al più presto
  possibile le risorse che ci sono con i fondi europei questo impegno
  deve  essere  preciso;  Presidente,  se  lo  assuma  nei  confronti
  dell'Assessorato di pertinenza.

   MILAZZO ANOTONELLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  ANTONELLA. Signor Presidente, intervengo sull'emendamento
  5.23  che  porta anche la mia firma e su cui invito ad un ulteriore
  approfondimento ed un apprezzamento da parte dell'Aula  per  quanto
  riguarda  la  questione più volte trattata relativa al  trattamento
  integrativo dei pensionati ex EAS dell'ente acquedotti siciliani in
  liquidazione.
   Io credo che questa questione vada risolta in punta di diritto, ma
  anche  con uno sforzo di giustizia. Stiamo parlando di persone  che
  hanno avuto riconosciuto un diritto ad una pensione integrativa con
  una  legge del 1999; persone che aspettano, quindi, questa pensione
  da ben 18 anni.
   Credo   che   nel   nostro  ordinamento  esistano   dei   principi
  fondamentali che riguardano la certezza del diritto, che riguardano
  la  certezza  della  vita  delle  persone,  di  quello  che  ognuno
  costruisce  come  progetto di vita e credo che  dopo  18  anni  sia
  assolutamente ingiusto pretendere di cancellare con  un  tratto  di
  penna  quelle  che  sono le aspettative basate,  ripeto,  su  norme
  giuridiche  ormai approvate e in attesa di applicazione  da  troppo
  tempo.
   Credo   che  sia ingiusto agire su diritti quesiti di persone,  di
  famiglie  che su questa aspettativa hanno fondato la loro  vita,  i
  loro   progetti  di  vita  familiare  e  credo,  quindi,  che  vada
  apprezzato questo emendamento per far fronte con il fondo  speciale
  transitorio  ad  esaurimento  anche  al  pagamento  delle  pensioni
  lavorative di questi lavoratori e delle loro famiglie.

   PICCIOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PICCIOLO.  Signor Presidente, rapidamente per dire che  il  Gruppo
  parlamentare  Sicilia  Futura, a prescindere  dalle  responsabilità
  reali,  astratte,  future che l'Assessore Baccei impropriamente  ha
  attribuito al Parlamento, voterà compattamente a scrutinio palese a
  favore  dell'emendamento  proposto  dall'onorevole  Lentini  perché
  riteniamo  il  problema degli sportellisti un problema fondamentale
  che  merita  una risoluzione al di là delle polemiche che  si  sono
  creati.

   PRESIDENTE. Non ci sono altri interventi.
   Onorevoli  colleghi, siccome la seduta sarà sospesa  e  riprenderà
  alle ore 15.30, la Commissione  Bilancio , frattanto, è autorizzata
  ad  esaminare  l'emendamento CAS e anche  l'emendamento  annunciato
  dall'onorevole Vinciullo e non ancora presentato.
   Pertanto, la  seduta è sospesa e  riprenderà alle ore 15.30.

     (La seduta, sospesa alle ore 14.15, è ripresa alle ore 15.57)


   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


                  Presidenza del Presidente ARDIZZONE

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  stanno  avvenendo  delle  cose,
  obiettivamente,  che  mi  lasciano  molto  perplesso.   Ad   inizio
  legislatura  ho  detto che non avrei consentito mai  nessuna  legge
  omnibus,  e  non consentirò nessuna legge omnibus, per dignità  del
  Parlamento  e  del  ruolo  dei  singoli  parlamentari   E'  inutile
  sollecitare  singole  stanze  e  poi  scaricare  sulla   Presidenza
  dell'Assemblea che non trovano accesso  E' un gioco inutile

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Non c'è un riferimento particolare, onorevole Formica.
  Ne ha facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi ci dibattiamo,
  con  questo   collegato  alla finanziaria,  da  cinque  mesi  e  il
  Parlamento si è impegnato sotto tutte le sue svariate articolazioni
  ad affrontare una serie di temi. Lei stesso ha stralciato una serie
  di   temi   che  erano  previsti  ed  inseriti  nella  finanziaria,
  destinandoli al  collegato .
   Ricordo a me stesso che abbiamo approvato la finanziaria perché si
  era   detto  che,  contestualmente,  si  sarebbe  dato   avvio   al
   collegato .
   Ora, è chiaro che la complessità dei temi che si stanno addensando
  rende  impraticabile  completare tutto  l'iter  del   collegato   e
  renderà impossibile l'approvazione delle Province.
   Lo   sa   cosa  le  propongo,  Presidente?  Chiudiamolo   qua   il
   collegato

   PRESIDENTE   Sono d'accordissimo  Chiudiamo e poi  si  riprende  a
  Settembre    No,  non  sono  più  disponibile   Per   dignità   del
  Parlamento

   FORMICA. No, no chiudiamolo qua  Stralciamo le norme che ci sono e
   .

   PRESIDENTE. Chiudiamo qua  Tutto

   FORMICA. Chiudiamo qua ed esaminiamo la legge sulle Province.

   MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi  io  sono
   sfascista  di professione però, Presidente, dopo il lavoro che  ha
  fatto  il  Parlamento  -  ed io non ho emendamenti  o  articoli  da
  difendere  - però, Presidente, ci sono delle persone che  aspettano
  delle  risposte, ci sono delle persone che si sono rivolte  non  al
  singolo deputato bensì al Parlamento.
   Presidente,  lei ha svolto un lavoro ineccepibile  fino  a  questo
  momento; noi dobbiamo lavorare sul collegato, su quegli emendamenti
  - lei ha detto ieri ed io ho ascoltato con grande attenzione -,  ai
  quali   le  Commissioni  di  merito  hanno  dato  un  voto   o   un
  apprezzamento. Basta, quello è il lavoro sul quale il Parlamento  è
  chiamato ad esprimersi.
   Signor  Presidente,  mi verrebbe da dire:  diamo  corso  a  questo
  attimo  di  estemporaneo malessere ; no, ci sono tante persone  che
  hanno  bisogno del senso di responsabilità del Parlamento ed invito
  i  deputati, tutti, che presentano norme aggiuntive ad evitare ed a
  non buttare al vento il buon lavoro che è stato fatto.


   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


     Comunicazione di cambio denominazione di Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE.  Informo  che,  con  nota  pervenuta  alla  Presidenza
  dell'Assemblea  in  data  8  agosto  2017  e  protocollata  al   n.
  6296/AulaPG-SGPG  del 9 agosto successivo, gli  onorevoli  Formica,
  Barbagallo  Alfio e Musumeci,  componenti del  Gruppo  parlamentare
   Lista  Musumeci  verso  Forza Italia ,  hanno  comunicato  che,  a
  decorrere  dall'8 agosto 2017, il Gruppo parlamentare in parola  ha
  assunto   la   nuova  denominazione   Lista  con   Nello   Musumeci
  #DiventeràBellissima .

   L'Assemblea ne prende atto.

                             Stralcio I/A

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


  Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n. 1276
                             Stralcio I/A

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, c'è una richiesta del  Capogruppo
  della  Lista  -  come  vi  chiamate adesso  -  DiventeràBellissima,
  l'onorevole  Formica, cioè di passare al voto finale del  collegato
  dopo  avere  trattato le province. Chi parla a favore e  chi  parla
  contro?

   MILAZZO GIUSEPPE. Io parlo contro.

   CLEMENTE. Io pure, signor Presidente.

   PRESIDENTE.  La  proposta è di bloccare quello che  abbiamo  fatto
  fino  ad  adesso.  Per essere chiari: non era presente  gran  parte
  della  II  Commissione.  Ho detto che non  avrei  consentito  leggi
  omnibus  e  non  arriverò  alla fine  della  legislatura  perché  i
  disastri  saranno notevoli per la semplice ragione  che,  in  piena
  campagna  elettorale, il Governo - sono 60 giorni - potrà impugnare
  quelle norme sulle quali c'è una certa elasticità. Per cui dobbiamo
  essere  più rigorosi a maggior ragione che questa, sicuramente,  se
  non  l'ultima  è  quasi  l'ultima seduta. Su questo  siamo  chiari,
  questo è il dato di base.
   Siccome,  alla  fine, questa mattina, mi sono fatto  carico  delle
  esigenze, ognuno parla, l'onorevole Milazzo diceva le esigenze  del
  Parlamento,  le  esigenze del Parlamento vengono  portate  in  sede
  parlamentare  ed in Commissione prima; dobbiamo capire  quello  che
  dobbiamo fare arrivati a questo punto.

   ARANCIO. Votiamo il collegato. Lo dobbiamo ai siciliani.

   PRESIDENTE. Onorevole Arancio, io non sto parlando delle province,
  sto  dicendo  che  siccome ci sono tutta una serie  di  emendamenti
  aggiuntivi,  dobbiamo  capire  quello  che  dobbiamo  fare.  Stanno
  arrivando perché arrivano attraverso altra forma.

   ARANCIO. Non prenda in considerazione gli emendamenti aggiuntivi

   PRESIDENTE. Si, però, non mi posso neanche permettere le  proteste
  generali  dal  mondo  del  precariato  il  quale  sostiene  che  il
  sottoscritto avrebbe bloccato le norme sui precari. Non lo consento
  ad alcuno  Perché è un mondo che è stato preso in giro nel corso di
  questi anni e nessuno può speculare su queste cose.

   (Applausi da parte dei deputati del Gruppo parlamentare Movimento
                            Cinque Stelle)

   FORMICA. Votiamo.

   MILAZZO GIUSEPPE. Voto contro.

   FALCONE. Facciamolo e basta, signor Presidente.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, ho bisogno  di  interloquire  col
  Governo, per cui sospendo la seduta per cinque minuti.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.04, è ripresa alle ore 16.48)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, invito i deputati a non presentare
  più   emendamenti.  Gli  emendamenti  aggiuntivi  sono  stralciati.
  Ammetto solo emendamenti, quei pochissimi dove c'è una condivisione
  e presentati dal Governo. Non ammetto altri emendamenti.

   LENTINI. Anche il mio?

   PRESIDENTE. Onorevole Lentini, può passare attraverso il  Governo.
  Siccome  gli  emendamenti presentati dal Governo, per  definizione,
  hanno copertura finanziaria, chi presenta gli emendamenti si assume
  pure la responsabilità degli emendamenti che si presentano.
   Sarò  più chiaro, a scanso di equivoci: noi siamo quasi all'ultima
  legge,  rischiamo l'impugnativa su norme che non hanno  profili  di
  costituzionalità   certa.  Questo  è  il  dato  fondamentale.   Noi
  rischiamo in piena campagna elettorale di fare un danno enorme alla
  Sicilia  sul  presupposto che noi in questo momento votiamo  e  fra
  sessanta giorni ci ritroveremo sotto processo, come ARS, perché non
  avrà  saputo  legiferare.  Questo non è ammissibile,  perché  sugli
  emendamenti  che  mi  ripresenta  il  Governo  esprimerò  eventuali
  perplessità  di  carattere costituzionale e ognuno si  assumerà  le
  proprie  responsabilità. Chiaro? Leggi omnibus  non  se  ne  fanno,
  quindi, eventuali emendamenti se il Governo me li presenta in tempo
  saranno vagliati da questo Ufficio.
   L'Ufficio,  siccome vengono presentati dal Governo,  dirà  con  la
  massima chiarezza se vi sono profili di incostituzionalità, se sono
  completamente evidenti è chiaro che vengono stralciati,  altrimenti
  ognuno  si assume le proprie responsabilità sia chi l'ha presentato
  sia  chi  lo vota.  Responsabilità, ovviamente, di ordine  politico
  non  di altra natura perché, comunque, facciamo atti legislativi  e
  non atti amministrativi.

   VINCIULLO,  presidente  della Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente,    onorevoli   colleghi,   Governo,    eravamo    fermi
  all'emendamento 5.27.1, avevamo avuto, da parte del  Governo,  come
  Commissione l'incarico di riscrivere una parte dell'articolo 5, per
  individuare le risorse.
   Io  ero  venuto  in Aula e avevo detto dove dovevamo  prendere  le
  risorse, il Presidente della Regione ha detto che era favorevole  a
  questo emendamento, lo avevamo trascritto a mano adesso abbiamo  la
  trascrizione  con  il  computer,  per  essere  leggibile,  riguarda
  l'individuazione delle risorse per gli  sportellisti'.

   PRESIDENTE. Lo fa avere a questo Ufficio per una verifica?
       Onorevoli  colleghi  è  stato  distribuito  l'emendamento   di
  riscrittura  sugli ex sportellisti. Io gradirei che la  Commissione
  lo illustrasse, e  gradirei avere il parere del Governo.

        VINCIULLO,  presidente della Commissione e relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi l'articolo  5  affronta  tutta  una
  serie di problematiche legate all'acqua e in modo particolare  alla
  società  Ente Acquedotti Siciliani in liquidazione.  Al  comma   8,
  dell'articolo 5, vengono stanziati 26.389.389,00 suddivisi  in  tre
  annualità  per potere fare fronte alle spese che nel  passato  sono
  state  sostenute dall'EAS e che si configurano come veri  e  propri
  debiti fuori bilancio.
   Nello  stesso  tempo è emersa in Aula da parte di tutti  i  gruppi
  politici,  da  parte  di tutti i deputati la  necessità  di  venire
  incontro   alle   legittime   attese  dei   lavoratori   cosiddetti
   sportellisti' i quali da anni non lavorano, sono in una situazione
  di  difficoltà,  nonostante abbiamo stanziato questi  sei  milioni,
  purtroppo,  queste  somme non sono state  ancora  utilizzate  e  le
  risorse   nazionali,   europee,  su  cui,  comunque,   il   garante
  garantisce, l'Assessorato, non è stato nelle condizioni di  poterli
  impegnare.
   Era  stato fatto un emendamento da parte di colleghi che prevedeva
  un  impegno di dieci milioni di euro. Nel fare tutta una serie, per
  cui  toglievano  questi dieci milioni di euro ai ventisei  milioni.
  Nel   fare  il  riscontro,  la  Commissione  insieme  agli   Uffici
  dell'Assemblea,  sono  giunti  alla conclusione  che  non  potevamo
  impegnare  dieci milioni in quanto la quota destinata nel  capitolo
  di  quest'anno  non  era dieci milioni di euro  ma  era  una  somma
  inferiore che era pari a 8.796.463,00 per questo motivo durante  il
  mio  intervento ho chiesto al Governo se era disponibile a traslare
  le  somme che dovevamo dare al 2018 e 2019 in maniera tale  che  la
  quota  già  esistente, in questo momento, cioè  nel  2017,  potesse
  essere utilizzata per i lavoratori degli sportelli.
   Il   Presidente   della   Regione   finito   il   mio   intervento
  immediatamente ha detto di si e immediatamente ha dato  l'o.k.  del
  Governo affinché la Commissione riscrivesse questo emendamento.
   La  Commissione,  quindi, così come era emerso  dal  dibattito  ha
  deciso di impegnare  otto milioni di euro degli 8.796.000,00,   per
  i lavoratori degli ex sportelli, in maniera tale che ai sei milioni
  si  aggiungono  questi otto ed arriviamo a quattordici  milioni  di
  euro che sono a disposizione.
   Per  quanto  riguarda  invece il debito che è stato  riconosciuto,
  ricordo  sempre  l'articolo 73, comma 1, e non  lettera  e),  bensì
  lettera  b)  del decreto legislativo 23 giugno 2011 n. 118,  adesso
  verrà  così  suddiviso:  per quanto riguarda  quest'anno,  soltanto
  796.463  anziché  8.796,  e questi 8 milioni  verranno  spalmati  4
  milioni  nel  2018,  4 milioni nel 2019, ed è stata  data  pure  la
  copertura  per il 2018 e 2019, in modo tale che oggi  noi  possiamo
  approvare l'emendamento a favore dei lavoratori ex sportellisti.
   Sono disponibile a dare ulteriori chiarimenti nel caso in cui  non
  si stato abbastanza chiaro.

   PRESIDENTE. Su questo emendamento, parere favorevole o contrario?

   BACCEI,  assessore per l'economia. La copertura come  espressa  va
  bene. Per quanto riguarda il parere, interviene il Presidente della
  Regione.

   CROCETTA,   presidente   della  Regione.   Sinceramente   riterrei
  inopportuno  togliere  soldi alle province,  credo  che  4  milioni
  nell'economia generale dei comuni non cambiano assolutamente nulla,
  ma togliere due milioni a enti completamente in difficoltà .

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Se lei vuole che mi altero, ci riesco subito  Qual è il problema  a
  chi li stiamo togliendo i soldi? A nessuno.

   PANEPINTO. Credo che la copertura per gli sportellisti arriva, per
  i debiti fuori bilancio.

   CROCETTA,  presidente  della Regione, Sì però  nel  2018,  scusate
  togliere soldi nel 2018 alle province  ..

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Presidente lo possiamo chiarire.

   CROCETTA, Presidente della Regione. E lo chiarisca

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  E' triennale.

   CROCETTA, Presidente della Regione. Stiamo parlando del  2018.  Il
  parere del Governo è favorevole.

   PRESIDENTE. Onorevole Panepinto, ritira l'emendamento 5.27.3?

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO. Signor Presidente, l'emendamento non riguarda carattere
  finanziario; il comma 5 sopprime una norma del 1982 che riguarda le
  reti  interne ed esterne del servizio ad acquedotto. Se l'assessore
  o chi per lui me lo spiega.
   L'ho  presentato  perché non ne comprendo  la  ragione  in  questo
  testo.

   BACCEI,  assessore  per l'economia. Premesso  che  non  è  la  mia
  materia, provo a spiegarglielo.
   Il comma 1 prevede il passaggio dalle reti ai comuni, il comma che
  si  va  ad  abrogare  prevede che ci sia il parere  preventivo  del
  consiglio.

   PANEPINTO. Non è così

   BACCEI, assessore per l'economia. Così me lo hanno spiegato: se io
  gli  do le reti e quelli non danno il parere, le reti rimangono  in
  mezzo,  e rimane esattamente la situazione che abbiamo ora,  quindi
  non si risolve, sono in contrasto.

   PRESIDENTE.  Scusate  l'avete  maturato  in  Commissione.  C'è  un
  emendamento di riscrittura.

   PANEPINTO.  No,  l'emendamento di riscrittura è  arrivato  ora  in
  Aula, Presidente.

   PRESIDENTE. Allora si considerano ritirati tutti.
   Si  passa  all'emendamento di riscrittura 5.27.5.R, con il  parere
  favorevole della Commissione.

   CORDARO. Chiedo di apporre la mia firma a questo emendamento.

   FORMICA. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, volevo  spiegare
  semplicemente  per fare chiarezza, che questi otto milioni  servono
  per  la  semplice ragione che nonostante i novantamilioni stanziati
  vantati dal Presidente in quest'Aula, per colpa dell'inerzia totale
  degli Uffici dell'assessorato, a oggi siamo fermi, avevamo previsto
  sei  milioni  di trasferimenti regionali per poterli  fare  partire
  immediatamente, l'inerzia anche in questo caso ha reso inutile quel
  provvedimento, con l'aggiunta di questi otto milioni  di  euro,  si
  consente a questi lavoratori di non solo partire immediatamente  di
  nuovo,  ma di ricevere mensilmente lo stipendio, cosa che  con  gli
  APL non avviene, ecco il motivo Presidente per cui molti lavoratori
  hanno  rifiutato  la chiamata con gli APL, gli APL non  prenderanno
  gli   stipendi  se  non  a  fine  progetto,  così  saranno   pagati
  mensilmente.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 5.27.5 R.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E'approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 5.27, così come è emendato.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E'approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                              «Articolo 6
            Disposizioni in materia di società partecipate

   1. La Regione siciliana e gli enti pubblici sottoposti a controllo
  e  vigilanza  applicano le disposizioni del decreto legislativo  19
  agosto  2016,  n.  175 e le successive modifiche  ed  integrazioni,
  nonché  i  relativi provvedimenti di attuazione. Le  funzioni  e  i
  compiti  ivi  attribuiti  ai  titolari  degli  organi  politici   e
  amministrativi  si  intendono riferite alle  corrispondenti  figure
  istituzionali   in   ambito  regionale.   Restano   confermate   le
  disposizioni di cui all'articolo 33 della legge regionale 7  maggio
  2015, n. 9, e successive modifiche e integrazioni.

   2. All'articolo 33 della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9, sono
  apportate le seguenti modifiche:

   a)  al  comma 1, lettera b), dopo le parole  partecipazione  della
  Regione   sono  aggiunte  le seguenti:  , anche  indiretta,  nonché
  nelle società che svolgono attività in house providing, individuate
  con  decreto del Presidente della Regione in relazione a specifiche
  ragioni di adeguatezza organizzativa, ;

   b)  al  comma  5  le parole  ridotti del trenta  per  cento   sono
  sostituite  dalle  parole   applicati tenuto  conto  della  diversa
  complessità organizzativa .

   3.  Sono  abrogati  i  commi 1 e 3 dell'articolo  20  della  legge
  regionale 12 maggio 2010, n. 11.

   4. All'articolo 64, comma 4, della legge regionale 12 agosto 2014,
  n.  21 e successive modifiche ed integrazioni le parole  di cui  al
  comma  1 dell'articolo 20 della legge regionale 12 maggio 2010,  n.
  11  e  successive  modifiche e integrazioni  sono sostituite  dalle
  parole  partecipate dalla Regione ».

   Onorevoli colleghi, assessore Baccei, stiamo attenti sull'articolo
  6.  Questo è un articolo che la signoria sua ha presentato anche in
  ossequio  alla finanziaria che noi abbiamo approvato, se non  erro,
  il  30  aprile,  perché erano degli adeguamenti.  Ora,  sono  stati
  presentati  tutta  una  serie  di emendamenti  che  io  dichiarerei
  inammissibili,  perché o l'una o l'altra, altrimenti  riapriamo  le
  questioni.
   Dichiaro    inammissibili   tutti   gli   emendamenti   presentati
  all'articolo  6.  L'articolo 6 è una conseguenza della  finanziaria
  approvata  il  30  aprile. Il Ministero  ha  fatto  dei  rilievi  e
  l'assessore  Baccei ha risposto. L'articolo 6 è una conseguenza  di
  quello, o dico male assessore Baccei?

   PICCIOLO.  Signor Presidente, l'emendamento 6.14.R è  soltanto  un
  fatto tecnico.

   PRESIDENTE. Gli emendamenti sono dichiarati inammissibili. Abbiamo
  quelli a firma del Governo.

   TAMAJO. Chiedo di parlare sull'articolo 6.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TAMAJO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, proprio per tornare
  all'articolo  6, avevo pensato di inserire il totale  utilizzo  del
  personale  interno,  e  con l'assessore Baccei  abbiamo  avuto  già
  diverse  discussioni,  proprio per  far  sì  che  questo  personale
  interno, personale che presta servizio presso la società SAS, passi
  da 32 a 36 ore, per evitare che questi benedetti musei continuino a
  rimanere chiusi i sabati e le domeniche, nelle giornate durante  il
  pomeriggio, e soprattutto si possa consentire la maggiore fruizione
  in un momento di grande espansione turistica.
   Assessore Baccei, lei è al corrente di tutta questa questione.  Io
  la  prego  di  darmi un cenno e, soprattutto, di  dire  come  siamo
  messi,  perché  ogni  qual volta si parla  di  musei,  di  attività
  archeologiche e di bene museali noi andiamo ogni volta sul Giornale
  di  Sicilia,  perché facciamo una cattiva figura  perché  i  nostri
  musei vengono regolarmente chiusi e, non solo, continuiamo a pagare
  straordinario, uno straordinario che costa un milione  e  ottocento
  mila   euro  l'anno,  mentre  abbiamo  la  possibilità  con  questo
  passaggio da 32 a 36 ore a costo zero di risolvere la questione.
   Quindi,  assessore  Baccei,  la  prego  di  intervenire  per  fare
  chiarezza,  soprattutto nei confronti di tutti quei lavoratori  che
  attendono da circa dieci anni questo passaggio a tempo pieno, dalle
  32 alle 36 ore.

   PRESIDENTE.    Onorevole   Tamajo,   comunque   l'emendamento    è
  inammissibile.
   Quelli  al  testo  no.  Sono inammissibili tutti  gli  emendamenti
  aggiuntivi  che sono arrivati all'ultimo momento e, obiettivamente,
  si allarga la maglia anche per problemi di carattere finanziario.

   FIGUCCIA. Perché questo emendamento è inammissibile?

   PRESIDENTE.  Lei deve parlare all'esterno, così ci  sarà  qualcuno
  che  la  ascolterà, onorevole Figuccia. Non si preoccupi, mi stanno
  arrivando  i messaggi  Li conserverò questi  Siamo all'approvazione
  della prima finanziaria qua  Stia tranquillo, mi stanno arrivando i
  messaggi
   Onorevole Figuccia, mi assumo la responsabilità io, però clientela
  non  se  ne  consente  a  nessuno  Noi  facciamo  leggi,  onorevole
  Figuccia  Vada là e lo dica.
   Ma per cortesia  Il Governo su tutti eccepirà l'incostituzionalità
  e verranno bocciati. Vi rendete conto, si o no?
   Mi  sono  preso la responsabilità io. Dite a tutti che è stato  il
  Presidente  Ardizzone. Non vi preoccupate  Lo potete dire   Ma  non
  prendo in giro nessuno io

   FALCONE. Presidente, ne prendiamo atto.

   PRESIDENTE. Gli emendamenti al testo rimangono.
   Gli  emendamenti  soppressivi 6.1 e 6.13 sono stati  ritirati  dai
  rispettivi firmatari
   L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento 6.2 è decaduto.
   Si   passa  all'emendamento  6.12,  del  Governo,  con  il  parere
  favorevole della Commissione.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 6.18, del Governo.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 6.3, degli onorevoli Rinaldi ed altri.

   RINALDI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento 6.15 è inammissibile.
   Si passa all'emendamento 6.6, degli onorevoli Rinaldi ed altri.

   RINALDI. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  se  mi  permette
  spiego anche gli altri emendamenti così intervengo una volta  sola.
  L'emendamento 6.6, al comma 2, lettera b) è soppressa.  La  lettera
  b)   non  fa  altro  che  aumentare  nuovamente  il  Consiglio   di
  amministrazione  o  i componenti che dovranno comunque  guidare  le
  società partecipate. Noi avevamo fatto una legge che prevedeva  una
  riduzione  del  30 per cento. Con questo articolo, la  lettera  b),
  aumentiamo  di  nuovo perché così come scritta    applicate  tenuto
  conto  della  diversa complessità organizzativa    non abbiamo  più
  limiti.  Nel  senso  che  possiamo  inserire  qualsiasi  componente
  all'interno   del  Consiglio  di  amministrazione   delle   società
  partecipate  senza definire un numero. Mi sembra una cosa  assurda,
  per cui chiedo la soppressione di questo articolo.
   Ho  presentato  l'altro emendamento, soppressivo  del  comma  3  e
  soppressivo  del  comma  4.  Noi  con  una  vecchia  legge  abbiamo
  istituito  l'elenco  di tutte le società partecipate.  Non  capisco
  perché lo dobbiamo abolire e non mantenere e tenere trasparente  un
  elenco  di  tutte  le società partecipate che  ci  sono  in  questo
  momento. Lo stesso vale per il comma 4.
   Quindi mantengo tutti gli emendamenti e chiedo la votazione.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento 6.6. Il  parere  del
  Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  6.16, del  Governo.  Il  parere  della
  Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Gli emendamenti 6.4 e 6.7 sono preclusi.
   Si passa all'emendamento 6.8, degli onorevoli Rinaldi ed altri.
   Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 6,  così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'articolo 7 è stralciato
   Si riprende l'esame dell'articolo 18, precedentemente accantonato.
   Scusate, sull'articolo 18 ce ne potremmo uscire perché abbiamo una
  riscrittura del Governo e della Commissione che sono identiche.
   Gli  emendamenti soppressivi 18.1 e 18.16 sono stati ritirati  dai
  rispettivi firmatari
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione la riscrittura dell'articolo 18, 18.17 e 18.R,
  di identico contenuto.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, questo fascicolo lo abbiamo concluso.
   Si passa all'articolo 25. Ne do lettura:

                             «Articolo 25
                  Disposizioni in materia di demanio

   1.  All'articolo 1 della legge regionale 29 novembre 2005,  n.  15
  sono inseriti i seguenti commi:

    1  bis.  Al fine di promuovere un uso sostenibile delle aree  del
  demanio marittimo concesse per l'esercizio delle attività di cui al
  precedente  comma  1,  lettera  a)  l'Assessore  regionale  per  il
  territorio  e  l'ambiente è autorizzato a  provvedere  con  proprio
  decreto   alla  classificazione  degli  stabilimenti  balneari   in
  relazione   alle   specifiche  caratteristiche  ed   ai   requisiti
  posseduti,  fissando,  in particolare, i  criteri  ed  i  requisiti
  minimi  funzionali  e  strutturali per l'attribuzione  dei  diversi
  livelli  di  classificazione  ed i  relativi  segni  distintivi  ed
  istituendo apposito registro.

   1  ter. Gli stabilimenti balneari, così come classificati ai sensi
  del  comma 1 bis, sono iscritti nel registro previo versamento alla
  Regione di euro 500,00 a titolo di contributo annuale. ».

   Gli emendamenti soppressivi 25.2, 25.3 e 25.5  sono stati ritirati
  dai rispettivi firmatari
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento  25.R ed  ai  subemendamenti  25.R.1  e
  25.R.2.

   CIANCIO.  Chiedo  di  parlare  per  illustrare  il  subemendamento
  25.R.2.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  io  ho
  presentato un subemendamento al 25.R, che ho concordato  anche  con
  l'assessore Croce, in quanto il comma1.ter per chi non sapesse, non
  si  ricordasse di cosa stiamo parlando, parla della possibilità  di
  rilasciare  le  concessioni,  le  nuove  concessioni  sul   demanio
  marittimo per i comuni che ancora non hanno fatto il piano,  quindi
  nelle  more  che per i comuni venga approvato il piano di  utilizzo
  del  demanio marittimo la Regione può continuare a concedere queste
  concessione.
   Ora, siccome noi negli anni passati poche cose buone abbiamo fatto
  ma  tra  le  cose  poche buone che abbiamo fatto  c'era  quella  di
  costringere in qualche modo i comuni a fare questo benedetto  piano
  di  utilizzo del demanio marittimo, che ricordo a tutti è  previsto
  da  una  legge  del  2005, quindi sono passati 12  anni  e  c'è  un
  rimpallo di responsabilità tra i comuni e la Regione, per  dare  la
  colpa  all'uno  o  all'altro per il ritardo, infatti  molti  comuni
  l'hanno  presentato  ma la Regione l'ha rimandato  indietro  perché
  mancava la VAS, insomma una serie di problemi.
   Ora,  quello  che io chiedo con l'emendamento è di  sostituire  le
  parole   alla   fine  dell'emendamento   in  corso   di   adozione,
  approvazione   con   adottati  e in corso  di  approvazione .  Cosa
  significa? Che noi in questo modo ridiamo potere ai comuni  che  in
  questo   momento  sono  stati  completamente  estromessi  da   ogni
  decisione, ovvero le nuove concessioni devono essere coerenti con i
  piani  che però siano già adottati perché in corso di adozione  non
  significa nulla, un comune può fare semplicemente una nota  e  dire
  che sta cominciando l'iter di adozione e approvazione del piano  ma
  in realtà poi la cosa può fermarsi lì.
   Siccome  questi  piani  sono necessari e dobbiamo  far  sì  che  i
  comuni, in qualche modo, li adottino, quello che propongo è che  si
  possono  rilasciare  nuove concessioni purché quel  piano  sia  già
  adottato dai comuni e sia già passato dai Consigli comunali in modo
  tale che diamo la possibilità ai Consigli di esprimersi.
   Poi  è in corso di approvazione perché l'approvazione poi concerne
  la  Regione  con  i  tempi della Regione però  non  precludiamo  la
  possibilità ai comuni di rilasciare queste concessioni né  coerenti
  con  dei  piano che siano realizzati se no continuiamo a  rimandare
  l'approvazione di questi piani all'infinito e ritorniamo a due anni
  fa  quando molti comuni non hanno presentato i piani e non  avevano
  neanche l'obbligo di presentarli, in questo modo è una via di mezzo
  e  cerchiamo,  appunto,  di  dare una  spinta  nella  direzione  di
  approvare i piani.

   SUDANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUDANO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   assessori,
  intervengo  brevemente perché questo articolo l'abbiamo  affrontato
  lungamente   in  Commissione,  mi  dispiace  che  non  è   presente
  l'assessore  Croce  proprio perché lui ci ha  tenuto  a  presentare
  questa  modifica della legge che abbiamo fatto proprio perché  sono
  passati  due  anni da quando l'abbiamo esitata in realtà  ci  siamo
  dimenticati  di legiferare in un periodo di vacatio. Purtroppo  per
  adottare  un  piano  demaniale tutti sappiamo  che  ci  sono  delle
  procedure lunghissime a partire dalla procedura VAS, poi  passa  in
  Consiglio comunale e poi si va alla Regione per l'approvazione.
   Sappiamo che per fare una procedura di questa ci vogliono due, tre
  anni. Nel frattempo i comuni che hanno presentato i piano demaniali
  non  sono  tanti, anzi sono pochissimi, erano circa  cinque  comuni
  oggi  sono novanta ma sono stati restituiti perché non hanno  fatto
  le  procedure  VAS, e allora pensiamo che non si  può  bloccare  la
  Sicilia  nel frattempo e quindi, si ritiene che nella fase  in  cui
  ancora  vi  deve  essere l'atto di adozione e  di  approvazione  si
  possano  rilasciare le concessioni demaniali e tutto resto in  capo
  alla  Regione. Solo nel momento finale, quindi dopo l'approvazione,
  la competenza passerà al comune.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Assessori,  sarò
  breve,   intervengo   soltanto  per  fare  alcune   considerazioni.
  Condividendo l'emendamento della Commissione, voglio ribadire  come
  quest'Aula  più  volte  abbia  voluto affrontare  la  tematica  del
  demanio  in  Sicilia.  Però, non si è mai  pensato,  di  fatto,  di
  valorizzare  e  di potenziare quegli uffici del demanio,  che  oggi
  rappresentano delle unità operative di base - non sono neanche  dei
  servizi  -  e  che,  come bene hanno detto gli  onorevoli  colleghi
  poc'anzi,  svolgono  un  ruolo  strategico,  non  soltanto  per  il
  rilancio  turistico  della nostra Isola,  ma  anche  per  le  casse
  dell'amministrazione regionale. Al che io pregherei l'Assessore per
  l'economia di tenere conto dell'esperienza che si sta svolgendo,  e
  si  svolge,  in  alcune Regioni importanti, dove le  politiche  del
  demanio  creano anche ricchezza per il bilancio di  quelle Regioni,
  nell'ambito  dell'accertamento  e  della  riscossione  degli  onori
  concessori.
   Probabilmente,  poter traslare un sistema, nello stile  di  quello
  dell'Agenzia delle Entrate o valorizzare i dipendenti della regione
  che  vogliano  svolgere  il  ruolo di dipendenti  dell'ufficio  del
  demanio,  può  essere un modo per dare serenità a chi  opera  nelle
  strutture  demaniali. La volontà di potenziare con un impegno  vero
  di   strutture  ricettive  ed  anche  riuscire  a  dare   copertura
  finanziaria   nel  bilancio  della  Regione,  rispetto   ad   oneri
  concessori  che  molte  volte  non  si  riesce  neanche  a   potere
  accertare.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,  giusto
  per  precisare  il  subemendamento a mia  firma.  Io  non  dico  di
  aspettare   l'approvazione  dei  Piani  di  utilizzo  del   demanio
  marittimo, io dico che almeno debbano essere passati dal  Consiglio
  comunale. Poi l'approvazione è un'altra cosa, ma quanto meno che si
  esprima  il Consiglio comunale, perché se bisogna rilasciare  delle
  concessioni  bisogna rilasciarle sulla base  di  un  piano  che  un
  minimo   di   dibattito,   anche  all'interno  dell'Amministrazione
  comunale,  deve  averlo subìto. Siccome, secondo  me,  per  come  è
  scritto   non   significa  nulla,  chiedo  di   aggiungere   questa
  correzione.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,  quando
  la  Regione  siciliana  legiferò in materia,  scrisse  che  per  il
  rilascio delle concessioni bisognava avere prima approvato il Piano
  di  utilizzo del demanio marittimo; questo ha determinato il blocco
  di tutte le concessioni.
   L'emendamento  25.R  risolve  il problema,  ma  il  subemendamento
  25.R.2  dell'onorevole Ciancio  di fatto lo  ripropone.  Delle  due
  l'una:  o  si  dà  la  possibilità alla Regione  di  rilasciare  le
  concessioni, nelle more dell'adozione dell'approvazione del  Piano,
  che  è  un'inadempienza del Comune o si dice che  invece  il  Piano
  debba  essere  adottato e approvato. La via mediana  non  porta  da
  nessuna parte.
   Io sono pronto a seguire l'indicazione del Governo, ma che sia una
  via  chiara:  o  rilasciamo le concessioni  o  non  le  rilasciamo.
  L'adozione del Piano, che è un fatto che dipende dal Consiglio,  su
  cui  magari poi ci sono le valutazioni di VIA-VAS, rallenta in modo
  incredibile la risoluzione del problema.
   Per  questo  ritengo il subemendamento 25.R.2 non accoglibile.  Di
  contro,  il  subemendamento 25.R.1, di iniziativa governativa,  che
  definisce, per la classificazione dei lidi, che venga accertato  il
  rispetto  dei requisiti concessori, a  me sembra un atto coraggioso
  e  di  buon  senso,  nel  senso  che  prima  della  classificazione
  l'Assessorato  competente provvederà a  verificare  se  ciò  che  è
  realizzato sia conforme per davvero a quello autorizzato.

   MAGGIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAGGIO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   Assessori,
  l'emendamento di riscrittura della Commissione, che tra  l'altro  è
  il  frutto  di  un animato dibattito tra la stesura originaria  che
  parlava di Piani già  adottati. Considerato che questi piani da due
  anni  sono  pochissimi quelli adottati in Regione si è  trovata  la
  mediazione, per non bloccare il rilascio delle nuove concessioni la
  mediazione  è  quella: piani che abbiano riferimento  ai  PUDM  che
  siano  coerenti con i principi  che nei PUDM sono previsti, ma  che
  siano  nel  corso  dell'approvazione perché sappiamo  i  tempi  che
  passano prima che i consigli comunali approvino i piani.
   Se  noi  vogliamo bloccare complessivamente questa attività allora
  cassiamo il punto se invece vogliamo andare verso quella mediazione
  che  il dibattito della Commissione ha raggiunto dobbiamo approvare
  l'emendamento che è frutto del lavoro della Commissione.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,   io   sono   molto   d'accordo   con   le   affermazioni
  dell'onorevole  Turano  laddove dice che l'approvazione  di  questo
  emendamento, sostanzialmente, vanificherebbe la norma,  tanto  vale
  fare un articolo soppressivo della norma.

   CIANCIO. Ma non è vero

   CROCETTA,  presidente  della Regione. Non è  vero   Adesso  glielo
  spiego  io   Lo  so  che  voi  avete la verità  infusa  e,  quindi,
  qualsiasi  contestazione  non vi può  essere  fatta  perché  quando
  presentate voi una norma siete perfetti.
   Noi affideremmo nella sua ipotesi la valutazione per il rilascio o
  meno   di   una  nuova  concessione  allo  stesso  organo   che   è
  inadempiente. L'intervento che praticamente continuerebbe ad essere
  inadempiente. Per evitare l'intervento sostitutivo non è  vero  che
  sarebbe un incentivo quello previsto dalla norma originario  a  non
  approvare,   quello   diventa  un  incentivo  perché   vuol   dire:
  autorizzazione  per  autorizzazione ce la gestiamo  con  il  potere
  locale. Non possiamo andare così perché l'attività economica non  è
  un crimine.
   Il  rispetto  dell'ambiente  va fatto nella  valorizzazione  anche
  economica  dell'ambiente. Noi abbiamo la Regione che è  bellissima,
  delle  risorse naturali bellissime però dove non si può  realizzare
  nulla  perché nessuno fa il proprio dovere. Dove sono i piani delle
  spiagge?  Sono pochissimi i comuni. Noi dobbiamo consentire  ancora
  questo?  Poi  diciamo  a  quel comune che  non  presenta  il  piano
  regolatore delle spiagge ogni autorizzazione  .

                 (Interruzione dell'onorevole Ciancio)

   CROCETTA,  presidente della Regione. Non risolviamo  il  problema,
  onorevole Ciancio.  Siccome io ho fatto anche l'amministratore e ho
  fatto  anche il Sindaco e il piano delle spiagge l'ho  fatto  e  ho
  stabilito  quali erano i criteri e le aree che erano alla  pubblica
  fruizione  e  quelle che potevano essere gestiti dai privati  penso
  anche di avere le carte.
   Questi  piano  dovrebbero essere presentati da  oltre  10  anni  e
  quindi  non  è che parliamo del nulla  Ora noi vogliamo che  l'ente
  che  non  presenta il piano dovrà decidere sull'autorizzazione.  Ci
  deve  essere  un  giudice a Berlino  Ci deve essere  un  giudice  a
  Berlino  Laddove il consiglio comunale e il comune sono omissivi il
  cittadino deve avere la possibilità di decidere e di avere un  ente
  che decide sopra e che valuta in modo obiettivo perché molte volte,
  a   livello  locale,  alcune  autorizzazioni  non  sempre   vengono
  rilasciate  per finalità nobili. Certe volte non vengono rilasciate
  per  conflitti  locali e altre cose, ma ci deve essere  un'autorità
  superiore che regolamenta.
   Quindi, parere contrario all'emendamento.

   TAMAJO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha  facoltà.

   TAMAJO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io  penso  che  lo
  spirito  di  questa norma, di questo emendamento ha l'obiettivo  di
  far  sì che tutti quei soggetti privati che attualmente non possono
  avere  nessun  tipo  di nuova concessione su  aree  demaniali,  con
  questo sistema la possono ottenere e per ottenerla all'interno  del
  Comune di competenza basta avere l'adozione del piano del PUDM  che
  è il piano di utilizzo del demanio marittimo.
   E'  questo lo spirito della norma; quindi, attualmente per come  è
  strutturato  il  percorso normativo, il soggetto  privato  non  può
  ottenere una concessione demaniale.
   In  questo  modo noi facciamo in modo che il soggetto privato  che
  vuole  ottenere  una concessione demaniale lo può fare  a  patto  e
  condizione che ci sia stato già un passaggio e, quindi, un'adozione
  in Consiglio comunale del piano utilizzo del demanio marittimo.
   E'  così semplice, signor Presidente, per cui noi siamo pienamente
  d'accordo con l'emendamento presentato dal Movimento Cinque  Stelle
  che  sblocchi l'iter, sblocchi quest'attività di nuova  concessione
  su aree demaniali marittime.

    PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento 25.R1 del  Governo.
  La  Commissione è favorevole. Chi è favorevole resti seduto; chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Si   passa   all'emendamento  25.R2,  illustrato   dall'onorevole
  Ciancio.  Il  Governo  ha espresso parere contrario.  Lo  pongo  in
  votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                          (Non è  approvato)

   Pongo  in votazione l'emendamento  25R, così come emendato. Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo  26. Ne do lettura:

                             «Articolo 26
           Contributi per la rielaborazione degli strumenti
                              urbanistici

   1.  Per  le  finalità di cui all'articolo 25 della legge regionale
  27  dicembre  1978,  n. 71 e successive modifiche  e  integrazioni,
  l'autorizzazione di spesa è determinata nel limite massimo  di  100
  migliaia  di  euro annui per gli esercizi finanziari 2017,  2018  e
  2019».

   Comunico che all'articolo 26 sono stati presentati gli emendamenti
  soppressivi dagli onorevoli Greco Giovanni e Falcone.

   FALCONE. Li ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 26.4, a firma dell'onorevole Foti.

   FOTI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, lo spiego, i colleghi
  sono stanchi però se si legge si capisce. L'articolo 26 propone  di
  dare  un  sostegno  economico ai Comuni in modo che  sblocchino  la
  situazioni relative ai piani regolatori.
   E'  chiaro che le cifre messe a disposizione sono veramente esigue
  e  allora  abbiamo pensato con i colleghi di dare queste risorse  -
  seppur  esigue  -  solo ai Comuni che non hanno nelle  loro  piante
  organiche  le figure professionali, vedi ingegneri e quanto  altro,
  di  modo  che le risorse vengano riservate solo a quei  Comuni,  di
  solito   i  piccoli  Comuni,  che  non  hanno  ingegneri,  geologi,
  dipendenti adatti per potere fare i piani regolatori, a meno che il
  Governo  non  voglia  mettere più risorse allora  lo  potrei  anche
  ritirare.

   PRESIDENTE. Onorevole Foti, ha spiegato questo emendamento che  ha
  una   sua   finalità,  però  credo  che  delegittimare   i   liberi
  professionisti,  cioè  il fatto di avere  in  pianta  organica  non
  significa  che si abbiamo tutte le professionalità, però su  questo
  l'Aula è sovrana, per carità
   Pongo in votazione l'emendamento 26.4. Il parere del Governo?

   CROCETTA,  Presidente  della  Regione.  No,  non  è  favorevole  o
  contrario,  non  è  la  pianta organica. Ha ragione  il  Presidente
  Ardizzone  perché aprendo la pianta organica non significa  che  si
  abbia la risorsa. Chiaro?
   Onorevole Foti, andrebbe corretto, non in pianta organica, che non
  abbiamo  al proprio interno la professionalità adeguate  perché  la
  pianta  organica  può prevedere la figura, però poi  non  ce  l'hai
  dentro.  Quindi,  se  si  corregge  in  questi  termini  noi  siamo
  favorevoli, altrimenti è inutile, sostanzialmente.
   Onorevole  Foti,  mi  ha  seguito? Dobbiamo  sostituire   che  non
  abbiamo  la risorsa all'interno  non la pianta organica  perché  la
  dichiarazione di pianta organica non serve a niente.

   PANEPINTO. Secondo me va riscritto tutto.

   CROCETTA,  Presidente della Regione. Insomma, in questi termini  è
  inutile, questo sto dicendo.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo è contrario.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, io porrei piuttosto l'accento  invece
  sulla esiguità della somma proposta. 100 migliaia di euro, ma a chi
  dobbiamo far ridere  Ma ci prendiamo in giro  100 migliaia di euro
  Cioè  100 mila euro; ma siamo seri  E' meglio tassarla. O stanziava
  almeno  un milione di euro oppure la cassiamo la somma.  Lei  è  un
  esperto,  Presidente Ardizzone. Ci dobbiamo prendere in  giro?  100
  mila euro

    PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  26.4.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                          (Non è' approvato)

   L'emendamento  26.2  è  inammissibile per  mancanza  di  copertura
  finanziaria.
   Si  passa  all'emendamento 26.5 a firma del Governo. Lo  pongo  in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Pongo  in  votazione l'articolo 26, nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 30. Ne do lettura:

                             «Articolo 30
        Contributi ai comuni per la redazione del Piano amianto

   1.  L'Assessore  regionale per l'energia e i servizi  di  pubblica
  utilità,  entro  30  giorni  dalla data  della  delibera  CIPE  che
  autorizza  la  spesa  di  cui al comma 2, emana  un  bando  per  la
  concessione  di contributi ai comuni, singoli o associati,  per  le
  finalità  di  cui  all'articolo l della legge regionale  29  aprile
  2014,  n.  10, per la redazione del Piano comunale amianto  di  cui
  all'articolo  4  comma  1,  lettera b), della  legge  regionale  n.
  10/2014,  e  per gli interventi di cui all'articolo 10  finalizzati
  alla  rimozione, trasporto e smaltimento dei manufatti  in  amianto
  presenti  nei  siti,  negli impianti, negli  edifici  e  nei  mezzi
  pubblici  e privati. I comuni provvedono di conseguenza secondo  le
  direttive del Dipartimento regionale della protezione civile.

   2.   Per  le  finalità  del  presente  articolo,  per  l'esercizio
  finanziario 2017, è autorizzata la spesa di 2.000 migliaia di  euro
  cui  si  provvede con le risorse del Fondo di sviluppo  e  coesione
  2014-2020».

   Sull'articolo la IV Commissione ha espresso parere favorevole.
   Gli  emendamenti 30.1, 30.2 e 30.3, degli onorevoli Greco ed altri
  sono  decaduti. L'emendamento 30.4 è inammissibile per mancanza  di
  copertura finanziaria.
   Pongo  in votazione l'articolo 30. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 31. Ne do lettura:

                             «Articolo 31
                      Norme in materia di Confidi

   1.  Ai Confidi privi di iscrizione ai sensi dell'articolo 107  del
  decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385 e successive modifiche
  ed  integrazioni, ai fini del riconoscimento degli statuti  secondo
  le  prescrizioni di cui al comma 5 ter dell'articolo 3 della  legge
  regionale  21  settembre 2005, n. 11, è assegnato un  punteggio  di
  partenza pari a 6».

   Sull'articolo la III Commissione ha espresso parere favorevole.
   Poichè  sono  stati  presentati soltanto emendamenti  soppressivi,
  pongo in votazione il mantenimento dell'articolo.  Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 32. Ne do lettura:

                             «Articolo 32
               Albo regionale delle Cooperative sociali

   1.  E'  istituito, ai fini dell'applicazione in Sicilia,  a  norma
  dell'articolo 5 della legge 8 novembre 1991, n. 381 e dell'articolo
  52  del  decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e dell'articolo
  112 del decreto legislativo n. 50 del 2016,  L'Albo regionale delle
  cooperative sociali di tipo B .

   2.  Entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente
  legge  l'Assessore  regionale per le attività produttive  emana  un
  decreto contenente le procedure per l'istituzione dell'Albo di  cui
  al comma 1».

   Si  passa  all'emendamento 32.7. Manca la  copertura  finanziaria.
  Pongo  in  votazione  il  mantenimento  dell'articolo  32.  Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 33. Ne do lettura:

                             «Articolo 33
                    Fondo di sostegno alle imprese

   1.  È  istituito  un  fondo a sostegno delle  imprese  danneggiate
  dalla  presenza  di  cantieri  per la  realizzazione  di  opere  ed
  infrastrutture pubbliche, destinato al finanziamento  di  forme  di
  sostegno o di defiscalizzazione in favore delle suddette imprese.

   2.  Per  le finalità del presente articolo, per il triennio  2017-
  2019,  è  autorizzata la spesa di 2.000 migliaia  di  euro  cui  si
  provvede con le risorse del Fondo di sviluppo e coesione (FSC) 2014-
  2020.

   3.   La   gestione  del  Fondo  di  cui  al  comma  l  è  affidata
  all'Assessorato regionale dell'economia il quale, entro  90  giorni
  dalla data di entrata in vigore della presente legge, definisce con
  decreto i parametri ed i criteri di accesso al Fondo».

   Sull'articolo 33 la III Commissione ha espresso parere favorevole.
   Gli  emendamenti 33.1, 33.2, 33.3 e 33.4 sono soppressivi.   Pongo
  in  votazione  il mantenimento dell'articolo 32. Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 34.  Ne do lettura:

                             «Articolo 34
        Modifiche alla legge regionale 22 dicembre 2005, n. 19
                      in materia di teleticketing

   1.  Il comma 22 dell'articolo 24 della legge regionale 22 dicembre
  2005, n. 19 è sostituito dal seguente:

    22.  Al  fine  di  realizzare  la  promozione  dell'acquisto  dei
  biglietti   di   accesso,   anche   con   procedure   automatizzate
  teleticketing,  l'Assessore  regionale  per  i  beni  culturali   e
  l'identità  siciliana, per i servizi di prenotazione e biglietteria
  a distanza per i siti direttamente gestiti dallo stesso Assessorato
  regionale,  stipula  entro  il 31 dicembre  2017,  convenzioni  con
  società  che  offrono servizi di teleticketing, nel rispetto  delle
  disposizioni di cui alla lettera a), comma 3, dell'articolo 115 del
  Codice  dei  beni culturali e del paesaggio approvato  con  decreto
  legislativo  22  gennaio  2004, n. 42, senza  oneri  a  carico  del
  bilancio della Regione. ».

    Si passa all'emendamento 34.3, a firma degli onorevoli D'Asero ed
  altri,  a  cui è stasto dato parere favorevole della V Commissione.
  Il parere del Governo?

    BACCEI,  assessore per l'economia.  Favorevole.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 34.3, con  il  parere
  favorevole del Governo e della Commissione. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 35. Ne do lettura:

                             «Articolo 35
              Liquidazione di Riscossione Sicilia S.p.A.

   1.  Ai  sensi degli articoli 36 e 37 dello Statuto speciale  della
  Regione  e  dell'articolo  8  del  decreto  del  Presidente   della
  Repubblica  26  luglio  1965, n. 1074  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni, le disposizioni dell'articolo 1 del decreto legge  22
  ottobre  2016, n. 193, convertito con modificazioni dalla  legge  1
  dicembre  2016,  n. 225 e successive modifiche ed integrazioni,  si
  applicano nel territorio della Regione, salvo quanto previsto dalla
  presente legge.

   2.  A  decorrere dall'1 luglio 2017 la società Riscossione Sicilia
  S.p.A. è posta in liquidazione.

   3.  Entro  sessanta giorni dalla data di entrata in  vigore  della
  presente  legge, e comunque non oltre l'1 luglio 2017,  il  Governo
  della  Regione  definisce,  di  comune  accordo  con  il  Ministero
  dell'Economia,   tutti   gli   aspetti   di   natura   tecnica   ed
  amministrativa  relativi al passaggio di funzioni  tra  Riscossione
  Sicilia  S.p.A  ed  il nuovo ente pubblico economico  previsto  dal
  comma 3 dell'articolo 1 del decreto legge 22 ottobre 2016, n. 193.

   4.  Dalla data di entrata in vigore della presente legge, è  fatto
  divieto a Riscossione Sicilia S.p.A. di procedere ad assunzioni  di
  personale   a   qualsiasi  titolo  e  con  qualsivoglia   tipologia
  contrattuale. E' fatto altresì divieto di incrementare le spese per
  il personale, ad eccezione di quanto già contrattualmente previsto.

   5.  A  decorrere  dall'1 luglio 2017, il personale di  Riscossione
  Sicilia  S.p.A.  con contratto di lavoro a tempo indeterminato,  in
  servizio alla data di entrata in vigore della presente legge, senza
  soluzione di continuità e con la garanzia della posizione giuridica
  ed  economica  maturata alla data dell'1 luglio 2016, è  trasferito
  all'ente pubblico economico di cui al comma 3 dell'articolo  1  del
  decreto legge n. 193/2016».

   Comunico   che   è  stato  presentato  dal  Governo  l'emendamento
  soppressivo 35.11.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, ritengo che abbiamo presentato un emendamento soppressivo
  dell'articolo,  per  un  motivo estremamente semplice:  Riscossione
  Sicilia dopo tanti anni, per la prima volta presenta un bilancio in
  attivo. Quale sarebbe la ratio legis per cui dovremmo liquidare una
  società  in attivo? Cioè praticamente ci manteniamo le società  che
  sono  in negativo e invece quelle che cominciano a funzionare  bene
  le dobbiamo sopprimere.
   Non  credo che sia una norma di buon senso. Per cui, il Governo  è
  favorevole agli emendamenti soppressivi che sono stati presentati.

   PRESIDENTE.  Il  Governo  ha previsto la soppressione.  Il  parere
  della Commissione?

   VINCIULLO, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Quindi,  contrario  alla  soppressione,   quindi   al
  mantenimento.
   Stiamo votando la soppressione di Riscossione Sicilia.

   FALCONE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   CORDARO. Presidente, spieghi meglio l'articolo.

   PRESIDENTE. Stiamo votando la soppressione dell'articolo che  pone
  la  liquidazione. Se viene soppresso l'articolo non  si  voterà  la
  liquidazione. Quindi resterebbe tutto così com'è.

   PANEPINTO. Ritiriamo l'articolo?

   PRESIDENTE.  L'articolo non si ritira; gli  articoli  appartengono
  all'Aula, onorevole Panepinto.

   TURANO. Che stiamo votando?

   PRESIDENTE. La soppressione dell'articolo 35.

   APPRENDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Può parlare solo per dichiarare l'astensione.

   APPRENDI.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   siccome
  l'argomento  è  delicatissimo e ognuno di  noi,  almeno  io  vorrei
  capire  dov'è che stiamo andando. Vorrei capire dove  ci  porta  la
  liquidazione. Vorrei che qualcuno lo spiegasse  Se non c'è certezza
  del  futuro dei lavoratori e non solo, credo che noi andiamo  verso
  il baratro e ci assumiamo una responsabilità enorme.

   CROCETTA,  presidente  della Regione, Le cose  restano  così  come
  sono. Ho proposto la soppressione di questo articolo .

   APPRENDI,  Mi  scusi, Presidente, al di là del fatto del  bilancio
  attivo  di  Riscossione, sto ponendo un problema, visto che  vorrei
  un'assunzione  di responsabilità, piuttosto che voto segreto.  Sono
  contrario  a  questo  articolo se non ho certezza  per  il  futuro
  Siccome non ho capito, sicuramente l'Aula l'avrà capito, vorrei che
  qualcuno me lo spiegasse per votare con serenità.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, questo è un tema delicato  che  ha
  interessato a sproposito l'immagine di quest'Aula. Vorrei dirlo con
  la massima chiarezza.
   Io  proprio  per  questa vicenda ho chiesto di  essere  audìto  in
  Commissione  Antimafia per parlare dell'antimafia di facciata,  non
  ho  problema a dichiararlo e a dirlo. Comunque noi voteremo non  ci
  saranno vincitori e vinti, comunque se noi dovessimo procedere alla
  liquidazione  di  Riscossione  Sicilia  noi  domani  finiremo   sui
  giornali  col  voto  segreto, come se avessimo voluto  prendere  la
  rivincita. Secondo me il voto deve essere aperto, palese

                           (Brusìo in Aula)

   No, no, io sono per il voto palese, anche perché ho espresso delle
  considerazioni sulla permanenza o meno, non per fatti personali, di
  Riscossione Sicilia, ognuno di noi ha perplessità, per cui  noi  di
  finti  eroi  non  abbiamo bisogno, con la massima chiarezza.  Però,
  dobbiamo  essere  chiari su una cosa, e tra  le  righe  l'ha  detto
  l'onorevole  Apprendi: ma che fine farà il personale? Questo  è  il
  punto  Ce lo dobbiamo dire con la massima chiarezza

   FALCONE. Lo chiede il personale

   PRESIDENTE.  Scusate,  io  questo lo accantonerei  un  attimo  per
  rimodularlo,  e  dico  subito il perché: perché  nell'articolo  c'è
  scritto  a decorrere dal 1  luglio 2017 il personale di Riscossione
  Sicilia con contratto di lavoro a tempo indeterminato in servizio
  confluisce .

   FALCONE.  Intanto, stiamo votando sulla soppressione e lo possiamo
  votare,  poi  rimane in campo l'articolo e poi  c'è  l'articolo  di
  riscrittura.

   PRESIDENTE.  Va  bene, però io vi invito, dico  per  carità  avete
  chiesto il voto segreto facciamolo apertamente.
   Chi  chiede la votazione per appello nominale? L'onorevole Lentini
  chiede  la  votazione  per appello nominale.  Verifica  richiedenti
  appello nominale

   FALCONE. Abbiamo chiesto il voto segreto

   PRESIDENTE. Parere della Commissione contrario all'emendamento del
   .

   FALCONE. Abbiamo chiesto il voto segreto

   PRESIDENTE. La richiesta di voto segreto prevale.

                           (Brusìo in Aula)

   Scusate,  forse non sono stato chiaro. Onorevole Falcone,  votando
  la  soppressione  domani  ci saranno degli  eroi  su  questa  cosa
  Siccome ognuno ci deve mettere la faccia, io ripeto sono in  andato
  in  Commissione Antimafia, io sono convinto che va liquidata,  l'ho
  detto chiaramente.

   FALCONE.  Il  giudizio  finale spetta  agli  elettori.  Chiedo  la
  votazione per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE.  Ma  perché  la  votazione  a  scrutinio  segreto?  La
  soppressione   a   voto  segreto,  va  bene,  stiamo   votando   la
  soppressione dell'articolo, quindi resta la società così come è

                           (Brusìo in Aula)

   Come no? Assolutamente no

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Onorevoli colleghi, vorrei aiutare tutti voi  e  poi  me
  stesso  a  comprendere.  L'articolo  35  vede  al  suo  interno  un
  emendamento soppressivo del Governo. E' corretto signor Presidente?

   CROCETTA,  presidente della Regione. Ma che c'entra? L'emendamento
  soppressivo è alternativo all'articolo

   CORDARO. Io sto parlando con il Presidente dell'Assemblea.

   PRESIDENTE.  Se  passa  l'emendamento  soppressivo  si  chiude  la
  discussione. Se dovesse essere bocciato andiamo avanti  e  si  vota
  l'emendamento sostitutivo.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Onorevoli  colleghi, lo dico anche per chiarirmi  io  le  idee.  Se
  viene approvata la proposta del Governo non ci sarà discussione, si
  chiude  tutto.  Se  non passa la proposta del Governo  continuiamo.
  Chiaro? Chi vota rosso, lo fa per continuare la discussione.

   FALCONE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Signor Presidente, non lo capiscono.

   PRESIDENTE. Sì, ma non capisco perché il voto segreto.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Onorevole Falcone, lei  vuole
  fare  capire che non capite cos'è un emendamento soppressivo?  Dite
  con chiarezza che volete consegnare la riscossione ad altri.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

   PRESIDENTE.  Io, personalmente, considerato che avete  chiesto  il
  voto segreto, dichiaro l'astensione, perché sia palese.

   GRASSO. Dichiaro di non partecipare alla votazione.


   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 35.11

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 35.11.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti .          62
   Votanti             61
   Maggioranza         31
   Favorevoli          21
   Contrari            34
   Astenuti            6

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento sostitutivo della Commissione 35.R,  al
  quale   sono  stati  presentati  i  subemendamenti,  sempre   della
  Commissione, 35.R3, 35.R2, 35.R1
   Si passa al subemendamento 35.R3 presentato dalla Commissione.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei richiamare
  l'attenzione dei colleghi su questo articolo  e sull'emendamento di
  riscrittura,  sostitutivo,  della  Commissione.  Vorrei  richiamare
  l'attenzione sul fatto che stiamo procedendo ad una riarticolazione
  dell'Agente di Riscossione in linea con la norma nazionale in virtù
  della  quale  l'Agente di Riscossione diventa un ente dello  Stato,
  sostanzialmente,  quindi, allineiamo il sistema  della  riscossione
  dei tributi e delle tasse al sistema nazionale.
   Con  questo  articolo di riscrittura, invece, si sta  cercando  di
  fare  che cosa? Si starebbe cercando di ricreare un nuovo ente,  un
  ente  regionale, che sia analogo a quello nazionale ma così facendo
  stiamo  sostituendo  Riscossione Sicilia con  un'altra  Riscossione
  Sicilia bis. E non abbiamo concluso niente.
   Noi  perché  stiamo  allineando  il  sistema  siciliano  a  quello
  nazionale? 1) perché lo dice la legge e perché riscuotere  un  euro
  di   tassa  in  Lombardia,  deve  costare  allo  stesso  modo   che
  riscuoterlo in Sicilia; 2) perché il sistema di tracciabilità  deve
  essere uguale a quello nazionale, cioè la Lombardia deve avere  gli
  stessi  standard  della  Sicilia, e poi, ancora  perché  lo  stesso
  personale deve essere parametrato allo stesso modo così come  viene
  parametrato dal nuovo ente nazionale. Se, invece, accedessimo  alla
  tesi,  presidente  Vinciullo - e io la  prego  di  ritirare  questo
  emendamento  -  ad  un  ente regionale rischiamo  di  avere  creato
  veramente  uno  stato  di  confusione perché  sostituiremo  ad  una
  Riscossione Sicilia una Riscossione Sicilia bis.
   Non ce lo possiamo permettere
   Noi  come Gruppo parlamentare siamo contrari a questo emendamento.
  Siamo  invece  favorevoli ad un emendamento che sostituisca  luglio
  2017  con  gennaio  2018,  in maniera tale  che  ci  sia  il  tempo
  materiale   per  poter  attuare  le  procedure  non   soltanto   di
  liquidazione ma le procedure di trasferimento del personale  e  del
  patrimonio e di tutte le poste attive e passive al nuovo ente, così
  come lo vuole la legge nazionale appunto che è la 193 del 2016.
   Vorrei dire l'ultima cosa per tranquillizzare l'Aula. Questa norma
  ce  la chiedono i dipendenti. Questa norma la chiedono i sindacati,
  questa  norma  la chiedono i cittadini siciliani,  che  con  questa
  norma  andrebbero  a pagare un minore agio ed andrebbero  anche  ad
  avere un risparmio nel pagamento dei propri tributi.
   Voglio  dire un'ultima cosa. Qualcuno dice che Riscossione Sicilia
  è in attivo. Può essere che sia in attivo, ma lo è perché c'è stata
  questa  rottamazione  che  ha consentito  lo  Stato  con  la  norma
  nazionale e l'ha consentita anche nella stessa disciplina  e  nello
  stesso  provvedimento legislativo con cui ha anche  proceduto  allo
  scioglimento di Equitalia.
   Ed  allora, sono due norme che vanno di pari passo e che, se da un
  lato,  hanno  consentito a tanti italiani ed a tanti  siciliani  di
  poter  abbattere il proprio debito nei confronti dell'Erario, hanno
  altrettanto  - però, il legislatore nazionale ha voluto  -  che  vi
  fosse  una omogeneizzazione del sistema. Omogeneizziamo il sistema,
  allineiamo  il  sistema siciliano a quello nazionale perché  avremo
  una  garanzia  e  salvaguardia dei posti di lavoro,  perché  avremo
  l'efficientamento,  la  razionalizzazione e  la  riscossione  delle
  tasse  ed  avremo  in  più anche un risparmio  a  favore  di  tanti
  siciliani  che, oggi, si trovano in difetto col nostro Erario,  con
  la  nostra  Regione,  con  i  nostri  comuni,  con  i  nostri  enti
  territoriali.

   PRESIDENTE. Onorevole Falcone, d'accordo, stiamo attenti però  nel
  votare  questa  norma. Mi sto riferendo io, per evitare  confusioni
  proprio  con  il  personale, perché ormai l'Aula  si  è  orientata.
  Quando  si  dice che il personale viene trasferito - scusate,  sono
  gli  Uffici  stessi a rilevarmelo ed io ho il dovere di  dirlo  per
  evitare  confusione - nella norma, non nell'emendamento sostitutivo
  del Governo, nella norma base, che il personale è trasferito ad  un
  ente  pubblico  economico nazionale. Noi non possiamo  decidere  in
  questo momento. Quindi bisogna stare attenti.

   LENTINI. Lo Stato.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Lentini,  noi  non  possiamo  decidere  in
  maniera unilaterale di trasferire del personale nostro allo  Stato.
  Allora,  onorevole  Falcone, stiamo attenti, la  riscrittura  della
  Commissione   supera   il  problema  del   comma   5,   perché   il
  trasferimento, ribadisco, di personale di Riscossione Sicilia ad un
  ente pubblico statale non lo possiamo fare con nessuna legge, verrà
  impugnata,  per  essere  chiari. La riscrittura  della  Commissione
  supera questa questione.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor  Presidente, la riscrittura  non  supera,  perché
  l'articolo  35  base  è  diverso  rispetto  alla  riscrittura.   La
  riscrittura  presuppone la costituzione di un nuovo  ente.  Quindi,
  sostanzialmente, non c'è alcuna differenza fra quello  esistente  e
  quello  che  facciamo  con  la  riscrittura,  perché  noi,  con  la
  scrittura  dell'articolo 35 chiediamo l'abolizione  e  mettiamo  in
  liquidazione Riscossione. Con la riscrittura si abolisce quello  ma
  si  costituisce  un  altro ente, quindi di  fatto  non  c'è  alcuna
  differenza sostanziale.
   Io sono d'accordo con lei per modificare l'articolo 35 base con il
  comma  5 della riscrittura, cioè prevedere una convenzione, e  sono
  anche  d'accordo  con  il  35.R1  che  prevede  che  l'incarico  di
  commissario  non  possa essere conferito a coloro i  quali  abbiano
  svolto,  ecceteram eccetera. Quindi, sarei per mantenere l'articolo
  35  base,  e  apportare  le  modifiche,  che  sono  previste  nella
  riscrittura quella che riguarda il personale e quella che  riguarda
  l'incarico col 35R.1 se sono d'accordo.

   CLEMENTE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CLEMENTE.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Assessori,
  l'emendamento  fatto dalla Commissione tende proprio  a  creare  un
  ponte.  La creazione della nuova Agenzia regionale equiparando  ciò
  che  è  stato fatto a livello nazionale, tende proprio a creare  un
  ponte  che  possa  accompagnare e la  Convenzione  futura,  ma  non
  possiamo unilateralmente passare il personale ad un ente nazionale,
  quindi,  la riscrittura della Commissione tende proprio  a  questo,
  temporaneamente di creare questa Agenzia perché a livello nazionale
  si  è  chiamata Agenzia per la Riscossione dando mandato al Governo
  di  attuare tutti i procedimenti per il passaggio e delle dotazione
  e  del  personale entro il 2018; la Commissione tendeva a cautelare
  proprio questo: il personale e il servizio.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Aassessori, è vero
  che  siamo la Regione dei  gattopardi , però non è accettabile  che
  sciogliamo, liquidiamo Riscossione Sicilia in seguito anche a tutti
  le  vicissitudini  e le perfomance televisive  a  cui  siamo  stati
  abituati negli ultimi anni per poi istituire un nuovo ente,  perché
  veramente sarebbe un'operazione gattopardesca
   È  veramente  a  quel  punto do ragione al  presidente  Ardizzone,
  veramente a quel punto, domani saremmo su tutti i giornali passando
  per  coloro  i  quali  hanno liquidato quest'ente  perché  volevano
  liquidare   una  persona.  Noi  dobbiamo  liquidare,  se   dobbiamo
  liquidare Riscossione Sicilia, non ci deve essere un'altra società.
   Ora  vediamo  come affrontare il problema che si pone  per  quanto
  riguarda  il  personale, posto che non ci può essere una  decisione
  unilaterale  di  un ente minore rispetto ad uno maggiore,  rispetto
  allo  Stato.  Ma,  certamente, non può essere la  soluzione  quella
  individuata con la riscrittura perché facendo così domani su  tutti
  i  giornali  campeggerebbero i titoli  i deputati dell'Ars  banditi
  hanno  voluto  liquidare l'ente per disfarsi di  un  eroe .  Non  è
  questa almeno la mia intenzione  Non è questa la mia intenzione
   A questo punto voto per mantenere Riscossione Sicilia, se dobbiamo
  liquidare Riscossione Sicilia per fare un altro ente, annuncio  qua
  il mio voto per mantenere in piedi Riscossione Sicilia.

   PRESIDENTE.  Comunque  io  su  questo  articolo  mi  fermerei   un
  momentino  perché  ho  capito  qual è la  filosofia.  Approfondiamo
  perché  non possiamo mettere in difficoltà il personale, per essere
  chiari.

   APPRENDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   APPRENDI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Assessori,  ho
  capito  adesso  che  avevo ragione quando  sono  intervenuto  prima
  perché adesso i dubbi vengono un po' a tutti su cosa fare dopo. Per
  questo  avevo  chiesto se era possibile che qualcuno  mi  spiegasse
  l'articolo  35. Intanto, non so se è possibile, questo  lo  possono
  dire  i  tecnici,  che il comma 2 dell'articolo  35  che  parla  di
  decorrenza 1 luglio 2017, ricordo a me stesso che siamo nel mese di
  agosto, credo che oggi ne abbiamo 9.

   DI GIACINTO. No, no.

   CLEMENTE. C'è la riscrittura.

   APPRENDI.  Sì c'è la riscrittura, non lo so se c'è la riscrittura
  In  ogni caso, parlare di ente, uso un termine che si usa spesso in
  Aula,  è  schizofrenia  pura  Perché noi sopprimiamo  un  ente  per
  crearne  un  altro  dove  ci  sarà un  carrozzone  clientelare,  di
  consulenze, di amici degli amici che vengono assunti e non funziona
  così; o allineiamo questo processo alla linea nazionale o veramente
  la gente ci prenderà per pazzi
   Io desidero che qui ci pronunciamo, il Governo deve fare un tavolo
  tecnico  con  Roma,  affinché questo personale, questo  sistema  di
  Riscossione   sia   allineato  al  sistema  nazionale,   altrimenti
  veramente saremo chiamati, ciascuno di noi, a risponderne, al di là
  della questione dell'attuale personale. C'è un problema che nessuno
  capirà. Sopprimiamo Riscossione Sicilia per un altro ente.

   PRESIDENTE.  Dopo  l'intervento dell'onorevole  Cappello  però  su
  questo   articolo  ci  fermiamo  un  momentino,  pensiamo  ad   una
  riscrittura che non crei difficoltà al personale, né crei un  nuovo
  ente   regionale,  perché  la  filosofia  era  quella  che   diceva
  l'onorevole Apprendi.

   TURANO. L'onorevole Cappello allora non può intervenire quando  ci
  sarà la riscrittura?

   PRESIDENTE.  No. Ha facoltà di parlare l'onorevole Cappello,  poi,
  l'onorevole Maggio.

   CAPPELLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Assessori,
  cittadini,  penso che poc'anzi si sia consumato un gravissimo  atto
  di  una  grande irresponsabilità da parte di chi ha voluto il  voto
  segreto  e  da  parte  di chi ha votato contro la  soppressione  di
  questo  articolo, e cioè da parte di chi vuole la  liquidazione  di
  questo  ente.  E'  notorio, urbi et orbi, che il  Movimento  Cinque
  Stelle  sia contro gli enti di riscossione perché vorrebbe  che  le
  tasse  venissero riscosse direttamente dai comuni, ma è anche  vero
  che  in Sicilia scontiamo un fenomeno eccezionale che è dato  dalla
  prerogativa dello Statuto speciale che, oggi, siamo stati in grado,
  per la gravissima responsabilità di chi ha chiesto tutto questo, di
  auto-picconarci.
   Non bastava il governo Crocetta che si è venduto armi e bagagli al
  Governo  nazionale, ma oggi questo Parlamento,  con  un  gravissimo
  atto  di masochismo vuole consegnarsi direttamente nelle mani dello
  Stato,  abolendo di fatto, in questo modo, il comma 2 dell'articolo
  37  dello  Statuto speciale della Regione siciliana, ed è  un  atto
  altrettanto  irresponsabile  nella  misura  in  cui  chi  vuole  la
  liquidazione di Riscossione Sicilia non sa nemmeno di che cosa  sta
  parlando  e  non  sa  nemmeno  in quale  direzione  andare,  perché
  pretende   sostanzialmente  che  questo  Parlamento,   in   maniera
  unilaterale,  dopo avere ottenuto la liquidazione di  questo  ente,
  metta  molto  probabilmente sulla strada i dipendenti, metta  molto
  probabilmente in crisi tutto il sistema di riscossione.
   Ora,  io dico, ma è possibile che in Sicilia non si riesca  mai  a
  fare  funzionare  un  ente e si ricorra ad una finzione  giuridica,
  ossia  abolire quello che esiste, per sostituirlo con un altro  che
  non  esiste  e  che sarà esattamente identico a quello  che  stiamo
  abolendo?  Anziché migliorare la situazione,  noi  la  peggioriamo,
  prendiamo in giro tutti coloro che ci stanno sentendo fuori.

   BACCEI,  assessore per l'economia. Lo avete firmato voi, questo  è
  uguale.

   CAPPELLO.  E' uguale, ma se lei guarda, dopo il vostro emendamento
  soppressivo c'è il nostro. Dopo quello del Governo c'è  quello  del
  Movimento  Cinque Stelle. Ci mancherebbe Assessore,  se  non  passa
  l'emendamento  soppressivo, che facciamo? Lo  legga  bene  l'elenco
  degli emendamenti, invece,  di contestare. Da questo punto di vista
  i  siciliani  devono sapere chi vuole l'applicazione dello  Statuto
  speciale  e chi è contro di esso, e certamente il Movimento  Cinque
  Stelle non è contro lo Statuto speciale.

   PRESIDENTE.  Onestamente, onorevole Cappello, c'è  un  emendamento
  vostro

   CORDARO.   Signor  Presidente,  deve  gridare  come  fanno   loro,
  altrimenti non la sentono  Hanno fatto un emendamento strumentale e
  ci vengono  a prendere in giro di faccia  Vergogna

   PRESIDENTE. Onorevole Cappello, francamente c'è un emendamento,  a
  parte   quello  soppressivo  presentato  da  voi,  che   parla   di
  scioglimento.  Io  credo  che  quest'Aula,  indipendentemente   dal
  livello  della voce di ciascuno di noi, responsabilmente voterà  su
  questa  vicenda,  proprio  per questo  dopo  gli  interventi  degli
  onorevoli Maggio e Cordaro sospenderemo.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente, ascolti, so che  siamo  in  campagna
  elettorale e che i colleghi del Movimento Cinque stelle, quei pochi
  che  vengono in Aula perché tutti gli altri, compreso il  candidato
  governatore, non si vede in Aula da almeno un mese, ed è  legittimo
  che  sia  in campagna elettorale, il cittadino Cancelleri, sono  in
  campagna elettorale.
   Però,  vorrei  invitare, considerato che chi sta  qui  lo  fa  con
  correttezza e serietà, ad essere seri fino in fondo perché  non  mi
  pare  che l'intervento del collega Cappello possa essere annoverato
  tra gli interventi seri.
   Quando  si  dice che loro sono perché si mantengano le prerogative
  dello Statuto siciliano con l'ente di riscossione e poi si presenta
  a firma del Movimento Cinque Stelle l'emendamento 35.8 nel quale si
  parla  di  ente strumentale da affiancare all'Assessorato regionale
  al  bilancio  per le riscossioni in Sicilia questo significa,  cari
  siciliani,  quello a cui andrete incontro se voterete il  Movimento
  Cinque Stelle.
   Io  lo  dico  con molta nettezza perché questo è un modo  di  fare
  assolutamente  ingiustificabile.  Ciò  significa  pensare   che   i
  siciliani siano ignoranti e pecoroni ma siccome qui, viva Dio,  c'è
  qualcuno che legge le carte, io dico che questo è un modo  di  fare
  assolutamente  scorretto,  noi siamo  a)  per  salvare  il  livello
  occupazione;  b)  perché  i  siciliani paghino  un  agio  inferiore
  rispetto  a  quello che hanno pagato in questi anni; c)  perché  la
  Sicilia  per una volta venga trattata allo stesso modo rispetto  al
  Governo centrale ed al sistema di riscossione nazionale di tutte le
  altre  Regioni. Se poi, presidente Ardizzone è necessario  fermarsi
  10  minuti  per fare in modo che quello che noi vogliamo  fare  con
  correttezza, linearità e trasparenza si possa fare meglio, sospenda
  l'Aula, siamo pronti a sederci.

   PRESIDENTE. Questo lo faremo.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Maggio.

   MAGGIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in effetti  c'è  la
  necessità  di  un  approfondimento e bene ha  fatto  il  presidente
  Ardizzone  a chiederlo. Qui il punto, al di là delle contraddizioni
  e dei trasformismi che operano all'interno di quest'Aula, è che c'è
  una  volontà  che  si  è espressa con un voto e,  quindi,  dobbiamo
  partire  da  un lato che Riscossione Sicilia deve essere  soppressa
  perché questa è la volontà del Parlamento.
   Se   questa  è  la  volontà  del  Parlamento  non  si  può  votare
  l'emendamento  della Commissione che vuole in sostituzione  mettere
  in  atto  un  altro ente, quindi la cosa da fare è approfondire  il
  tutto  e portare avanti immediatamente il tempo rispetto alla  data
  di  scioglimento di Riscossione Sicilia perché il Governo regionale
  dovrà  naturalmente agire con il Governo nazionale per vedere  come
  fare  confluire l'agenzia pubblica che sarà costituita  in  Sicilia
  per  determinare quelli che dovranno essere i livelli  di  garanzia
  per  i  lavoratori sia in termini occupazionali che in  termini  di
  trattamenti finora in vigore. Quindi, questo approfondimento  dovrà
  servire  esclusivamente  per questo,  per  dare  tempo  al  Governo
  regionale  di andare a trattare con il Governo nazionale  per  fare
  confluire  il  superamento  di Riscossione Sicilia, quindi,  questa
  agenzia   che  si  costituirà  pubblica  anche  in  Sicilia   dove,
  finalmente,  i cittadini siciliani, non dovranno, così  come  hanno
  detto  i  miei colleghi, pagare un euro in più per il servizio  che
  viene  reso.  Quindi, questi sono i termini degli  approfondimenti,
  secondo me.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intendo ribadire con
  forza  quello  che  è stato detto dal collega Cappello,  ossia  che
  quest'Aula,   in  maniera  irresponsabile,  per  fare   il   solito
  sgambetto, specialmente i colleghi della maggioranza, al Governo di
  cui  evidentemente si vergognano di dargli ufficialmente, alla luce
  del  sole,  il loro sostegno, perché hanno fatto confluire  i  loro
  voti nel voto segreto e poi, come dei bambini sorpresi a rubare  la
  marmellata, non sanno che cosa fare.

   CORDARO. I bambini stanno a casa.

   FOTI. Il collega che ha detto, in maniera sleale e incompleta,  ha
  dimenticato  di evidenziare - e lo sottolineo - che  anche  il  mio
  Gruppo ha presentato più  emendamenti soppressivi proprio perché in
  maniera  assolutamente  libera, sia io che il  collega  Cancelleri,
  abbiamo  presentato  emendamenti soppressivi e  abbiamo  presentato
  anche  un'alternativa  proprio  prevedendo  il  ghiribizzo  e   gli
  sgambetti che poi si sono verificati in Aula.
     E  non  abbiamo  in  alcun  modo  consegnato  il  sistema  della
  riscossione  in Sicilia a quello che è il sistema nazionale,  bensì
  prevediamo che il servizio venga affidato al Dipartimento  economia
  e finanze e successivamente, attraverso la redazione di uno statuto
  regolamentato con decreto del Presidente della Regione, la  nascita
  di  un  nuovo  ente  più funzionale ma sempre  nel  rispetto  dello
  statuto e soprattutto dei siciliani.
   Quindi  non  permettiamo  a  nessuno,  nella  confusione  e  nella
  stanchezza  di  portare  avanti  delle  tesi  che  ci  accusano  di
  schizofrenia.
   Il nostro piano A è: abolire questo articolo che avete inserito in
  questo  stralcio; piano B: un nuovo ente tutto siciliano. Se  avete
  la bontà e la capacità di leggere lo vedrete.

   PRESIDENTE. Sospendo l'Aula per quindici minuti. L'Aula riprenderà
  alle ore 18.45. La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.32, è ripresa alle ore 19.18)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, com'è a  vostra  conoscenza,  ci
  sarebbe un'intesa di riscrittura sull'articolo 35, che deve  essere
  firmata dalla Commissione o dal Governo. Magari lo facciamo firmare
  alla Commissione.
   Siccome  ho capito che avete difficoltà lo illustro io.  Onorevoli
  colleghi,  gli Uffici, così ci intendiamo e non c'è il problema  di
  chi  lo  sottoscrive  o  meno,  poi lo  può  sottoscrivere  sia  la
  commissione che sarebbe la cosa più opportuna, perché comunque è un
  giudizio dell'Aula, sia il Governo.
   Gli Uffici sono arrivati sulla base delle indicazioni ricevute dai
  vari parlamentari del dibattito d'Aula, hanno convenuto di scrivere
  questo  articolo:   Il  Governo della  Regione   è  autorizzato  ad
  avviare le procedure di liquidazione di Riscossione Sicilia s.p.a.,
  in  attuazione delle disposizioni di cui all'art. 1 del D.L. n. 193
  del  2016. Previa stipula entro il 31 dicembre del 2018 di apposita
  convenzione  con  il Ministero dell'Economia, che  si  assicuri  il
  mantenimento dei livelli occupazionali del personale, con contratto
  in  tempo  indeterminato, in servizio dalla data  del  31  dicembre
  2016,  presso la stessa società. A far data dall'1 ottobre 2017  la
  Società  Riscossione  Sicilia verrà  gestita  da  un  Consiglio  di
  amministrazione  di tre componenti nominati dal Governo  Regionale,
  previo parere della commissione Affari Istituzionali dell'Assemblea
  Regionale  siciliana.  L'incarico di  componente  in  Consiglio  di
  amministrazione non può essere conferito a coloro i  quali  abbiano
  svolto   nei  cinque  anni  antecedenti,  funzioni  e  compiti   di
  amministratore nella società di cui al comma 1.'
   Chi lo firma? Il Governo?

   MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Al di  là
  di chi lo firma,  lei correttamente lo ha letto. Volevo dire che se
  si  deve  procedere alla trattazione di altri articoli,  visto  che
  questo  è scritto, lo abbiamo capito, possiamo avere i deputati  la
  possibilità  di consultarci anche con i nostri esperti per  evitare
  che  la premura faccia fare qualche cosa di, sarà perfetto,  ma  se
  dobbiamo  fare un'altra mezz'ora di un altro articolo, ci  possiamo
  soffermare, approfondirlo e leggerlo con maggiore attenzione?

   CORDARO. l'emendamento è scritto.

   MILAZZO  GIUSEPPE. Infatti, l'emendamento è scritto,  se  si  deve
  passare   alla  trattazione  di  altri  articoli  anche   per   lei
  approfondirlo  e approfondirlo tutti, per evitare  che  la  premura
  giochi brutti scherzi.

   PRESIDENTE. Va bene l'emendamento verrà distribuito e  trattato  a
  seguire.
   Si passa all'articolo 36. Ne do lettura:

                             «Articolo 36
         Norma di contenimento della spesa sugli affitti d'oro

   1.  L'Amministrazione regionale, gli enti e gli organismi  di  cui
  all'articolo  l  della  legge regionale 30 aprile  1991,  n.  10  e
  successive modifiche ed integrazioni, compresi gli enti del settore
  sanitario,   nonché   le   società  a   partecipazione   totale   o
  maggioritaria  della  Regione e degli enti locali  sono  tenuti  ad
  applicare le disposizioni previste dall'articolo 2 bis del  decreto
  legge  15 ottobre 2013, n. 120 convertito, con modificazioni, dalla
  legge 13 dicembre 2013, n. 137.

   2.  Il  termine previsto dall'articolo 2 bis del decreto legge  n.
  120/2013 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 137/2013,  è
  da considerarsi perentorio ed è fissato al 31 dicembre 2020.

   3.  L'omesso  rispetto  delle  disposizioni  di  cui  al  presente
  articolo  comporta responsabilità per danno erariale e la decadenza
  dalla  carica  per  gli organi amministrativi che  hanno  posto  in
  essere  atti  in violazione del presente articolo. I predetti  atti
  sono altresì nulli».

   Pongo  in  votazione  il  mantenimento  dell'articolo  36.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 37. Ne do lettura:

                             «Articolo 37
    Pubblicità e trasparenza dell'azione amministrativa e dei conti
                               pubblici

   1.  I  commi  da l a 6 dell'articolo 14, della legge regionale  12
  maggio  2010, n. 11 e il comma 2 bis dell'articolo 39  della  legge
  regionale   7   maggio  2015,  n.  9  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni sono abrogati.

   2. All'articolo 48 della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17 è
  aggiunto il seguente comma:

    4  bis. L'articolo 8 della legge regionale 20 giugno 1997, n.  19
  non si applica agli organi di controllo.».

   C'è   un   emendamento  soppressivo  degli  onorevoli  Cancelleri,
  Ciancio, La Rocca. L'emendamento 37.14 è inammissibile.
     Pongo  in  votazione  il mantenimento dell'articolo  37.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'articolo  38 è da ritenersi superato a seguito dell'approvazione
  dell'articolo 7, comma 2,  assestamento di bilancio.
  Si passa all'articolo 39. Ne do lettura:

                             «Articolo 39
          Modifiche alla legge regionale 8 luglio 1977, n. 47

  1.  L'articolo  4  della legge regionale 8 luglio  1977,  n.  47  è
  sostituito dal seguente:

                                Art. 4.
                   Previsione e situazione di cassa

  1.  Al fine di un efficace controllo sull'andamento della liquidità
  della   cassa   regionale,  il  Governo  regionale  presenta   ogni
  quadrimestre all'Assemblea regionale siciliana la situazione  e  la
  previsione  di  cassa  e  di tesoreria della  Regione,  predisposta
  tramite il monitoraggio completo delle entrate e delle spese.».

   Ci sono emendamenti. I soppressivi sono ritirati.
   Si  passa all'emendamento 39.3, a firma degli onorevoli Falcone ed
  altri:   sostituire  la  parola  quadrimestre  con  semestre .  Gli
  emendamenti  Falcone e Figuccia decadono per assenza dall'Aula  dei
  firmatari, Milazzo lo ritira.
   L'emendamento  39.2  Rinaldi   dopo la  parola  quadrimestre    lo
  stesso, lo ritira Rinaldi.
   Pongo  in votazione l'articolo 39.  chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 40. Ne do lettura:

                             «Articolo 40
                    Controlli sugli enti regionali

   1.  I  commi 2 ter, 2 quater, 2 quinquies e 2 sexies dell'articolo
  17 della legge regionale 17 marzo 2000, n. 8 e successive modifiche
  ed integrazioni sono abrogati».

   Non  ha  emendamenti  se non soppressivi. Pongo  in  votazione  il
  mantenimento dell'articolo 40. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 41. Ne do lettura:

                             «Articolo 41
       Modifica all'articolo 1 della legge regionale 12 gennaio
                              2012, n. 7

   1.  Il  comma 5 dell'articolo 1 della legge regionale  12  gennaio
  2012, n. 7 è abrogato».

   Non  ha  emendamenti  se non soppressivi. Pongo  in  votazione  il
  mantenimento dell'articolo 41. chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'articolo 42 è accantonato.
   Si passa all'articolo 43. Ne do lettura:

                             «Articolo 43
       Modifica all'articolo 19 della legge regionale n. 24 del
                                 2016

   1.  All'articolo  19,  comma l, della legge regionale  5  dicembre
  2016,  n.  24  dopo le parole  mancato ravvedimento  aggiungere  le
  parole  , per il triennio 2017-2019».

   Non  ha  emendamenti  se non soppressivi. Pongo  in  votazione  il
  mantenimento dell'articolo 43. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 44. Ne do lettura:

                             «Articolo 44
         Programmazione triennale di dismissione beni immobili
                             della Regione

   1.  La Regione siciliana è autorizzata ad adottare con delibera di
  Giunta   regionale   su  proposta  dell'Assessore   regionale   per
  l'economia  il Piano triennale delle dismissioni dei beni  immobili
  del patrimonio disponibile compreso quello proveniente da procedure
  di demanializzazione.

   2.  Il  programma è approvato entro il 31 maggio 2017 ed ha durata
  triennale.   Entro  lo  stesso  termine  annualmente   può   essere
  modificato e/o integrato con le stesse modalità dell'approvazione.

   3.  Le  dismissioni  di  cui  al presente  articolo  sono  operate
  esclusivamente attraverso procedura di evidenza pubblica».

   Ha  pochi emendamenti. Gli emendamenti  soppressivi sono ritirati.
  C'è  un emendamento della Commissione che corretto posticipava  dal
  31  maggio  al  31 dicembre 2017. Pongo in votazione  l'emendamento
  44.3.R . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Gli  emendamenti  a firma Di Mauro e Greco Giovanni  decadono  per
  assenza dall'Aula dei firmatari.
   Si  passa  all'emendamento 44.7 a firma  dell'onorevole  Foti.  Il
  parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Con  il  parere  favorevole  del  Governo   e   della
  Commissione,  pongo  in  votazione  l'emendamento   44.7.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, era  soltanto  un
  chiarimento.   Nel  subemendamento  dove  dice   verrà   effettuata
  dall'Agenzia  delle  entrate» chi la legge e deve  interpretarlo  è
  come  se  l'Agenzia di volta in volta dovesse dare una  valutazione
  alla  vendita dell'immobile. Se, invece, si intende che  nel  sito,
  nella  finestra appropriata dove ci sono tutte le valutazioni fatte
  dall'Agenzia, si ricava il prezzo, è diverso. Cioè uno prende  come
  riferimento   la  valutazione  dell'immobile  prevista   nel   sito
  dell'Agenzia, e quindi la procedura è più snella. Era solo questo.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI. Signor Presidente, che io sappia le valutazioni dell'Agenzia
  delle entrate non sono sine die, hanno una scadenza. Infatti,  dopo
  tot  anni  si  devono  rifare. E' chiaro  che  se  sono  valide  si
  prendono,  ma se sono valutazioni di dieci anni fa, con  valore  di
  mercato diverso da quello attuale, bisogna mantenere la regola  che
  la  valutazione dell'Agenzia delle entrate va fatta, non ricordo se
  ogni otto od ogni sei anni, perché ha una scadenza.
   Non  a  caso,  per esempio, nel caso della vendita  dei  capannoni
  dell'IRSAP si devono fare, a volte, delle nuove valutazioni  perché
  la valutazione è scaduta perché troppo vecchia.

   MILAZZO GIUSEPPE. E allora è da bocciare.

   PRESIDENTE. No, scusate, lo abbiamo già votato. Pongo in votazione
  l'articolo 44.

   MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  GIUSEPPE. Signor Presidente, così come lo ha  specificato
  l'onorevole  Foti,  significa che di volta in  volta,  su  ciascuna
  questione, bisogna fare una valutazione ad hoc.
   L'onorevole  Rinaldi  dice  significa  che  sul  sito  ci  sono  i
  parametri  e  in  automatico  uno si  collega  e  ha  il  punto  di
  riferimento? .  Se  è  così, sì. Se è come dice  l'onorevole  Foti,
  bisogna  bocciarlo, perché anziché snellire, praticamente ci  siamo
  incartati.

   PRESIDENTE.  Abbiamo già votato l'emendamento 44.7.  Scriviamo  un
  emendamento  ai  sensi  dell'articolo 117 del Regolamento  interno,
  perché gli Uffici mi dicono che in effetti un problema ci sarebbe e
  quindi con un  117  lo modifichiamo e specifichiamo.

   FOTI. Ma ci deve essere la valutazione.

   PRESIDENTE. Però, onorevole Foti, mi sostengono ancora gli Uffici,
  secondo la linea dell'onorevole Rinaldi - corretta mi dicono -  che
  non  si può fare la valutazione su ogni immobile, si può avere come
  riferimento un principio pubblico.
   Però  siccome l'emendamento lo abbiamo votato, il suo principio  è
  salvo.
    Pongo  in votazione l'articolo 44. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   E'  chiaro  che ci sarà un emendamento ai sensi dell'articolo  117
  del Regolamento interno sull'emendamento 44.7.
   Si passa all'articolo 45. Ne do lettura:

                             «Articolo 45
           Modifica dell'articolo 4 della legge regionale 19
                          ottobre 2016, n. 22

   1.  Al  comma 1 dell'articolo 4 della legge regionale  19  ottobre
  2016,  n.  22 dopo le parole  euro 17.052.645.793,78  sono aggiunte
  le  parole   ivi compresa la partita di euro 434.496,46 di  cui  al
  capitolo  742853   Interventi  per la realizzazione  dell'obiettivo
  operativo  5.1.2 del Programma Operativo Regionale FESR  2007-2013
  del bilancio dell'esercizio finanziario 2015, dichiarata irregolare
  dalla  Corte dei Conti con decisione delle Sezioni riunite in  sede
  di  controllo  nel giudizio sul Rendiconto generale  della  Regione
  siciliana  per  l'esercizio finanziario  2015,  fermo  restando  il
  risultato del Rendiconto generale della Regione siciliana.».

   Assessore  Baccei, l'articolo 45 è l'approvazione di un rendiconto
  già  approvato, mi dicono. Questo articolo è accantonato, perché  è
  una questione tecnica.
   Si passa all'articolo 47. Ne do lettura:

                             «Articolo 47
       Modifiche all'articolo 26 della legge regionale 9 maggio
                             1986, n. 22.

   1. Dopo il comma 2 dell'articolo 26 della legge regionale 9 maggio
  1986, n. 22 è inserito il seguente:

    2  bis.  Ai  fini dell'iscrizione all'Albo è sempre acquisita  la
  documentazione antimafia ai sensi degli articoli 83 e seguenti  del
  decreto legislativo n. 159/2011''.

   2.  Il  comma  3 dell'articolo 26 della legge regionale  9  maggio
  1986, n. 22 è così riscritto:

    3.  L'Assessore regionale per le autonomie locali e  la  funzione
  pubblica,  prima  di provvedere all'iscrizione nell'Albo,  effettua
  opportuni  accertamenti e verifiche sulla sussistenza dei requisiti
  e  sulla  veridicità  della documentazione presentata,  avvalendosi
  anche dei Comuni e delle Prefetture.».

   C'è una riscrittura del Governo, l'emendamento 47.5, con il parere
  favorevole  della  Commissione. Gli  emendamenti  soppressivi  sono
  ritirati.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento 47.5. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 47. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Si passa all'articolo 48. Ne do lettura:

                             «Articolo 48
        Modifica all'articolo 14 della legge regionale 17 marzo
                              2016, n. 3

  1.All'articolo  14, comma 9, della legge regionale 17  marzo  2016,
  n. 3 è aggiunto il seguente comma:

    10.   I  lavoratori  dei  Cantieri  di  servizio  (RMI)  di   cui
  all'articolo  1, comma 3 della legge regionale n. 5/2005,  possono,
  in  aggiunta alle ore lavorative previste dai programmi di  lavoro,
  effettuare  integrazioni orarie in favore dei Comuni, con  onere  a
  carico dei bilanci comunali .».

   All'articolo 48 non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 59. Ne do lettura:

                             «Articolo 59
          Modifica all'articolo 100 della legge regionale 16
                           aprile 2003, n. 4

    1.All'articolo 100 della legge regionale 16 aprile 2003, n.  4  è
  aggiunto il seguente comma:

    1  bis. Per gli stabili costruiti con i contributi finanziati con
  i  fondi statali di cui alla legge 5 agosto 1978, n. 457 agli oneri
  derivanti  dalle disposizioni del comma precedente  si  provvede  a
  valere  sulle  risorse disponibili della medesima  legge  5  agosto
  1978, n. 457.».

   Non  ci  sono  emendamenti  se non quelli  soppressivi.  Pongo  in
  votazione  il  mantenimento dell'articolo. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 68. Ne do lettura:

                             «Articolo 68
                Personale in comando aziende sanitarie

   1.  Nelle more della revisione della Rete ospedaliera-territoriale
  della  Regione  siciliana,  ed  al fine  di  evitare  soluzioni  di
  continuità  nell'erogazione dei livelli essenziali  di  assistenza,
  gli  enti  del  SSR, in relazione al proprio effettivo  fabbisogno,
  alle  risorse  finanziarie  disponibili  e  al  posti  vacanti   in
  dotazione  organica sono autorizzati ad avviare la  stabilizzazione
  del  personale in comando previa richiesta del dipendente  e  nulla
  osta delle ASP interessate».

   Su questo articolo c'è il parere contrario del Governo.
   Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 68. Chi è favorevole  si
  alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'articolo 69. Ne do lettura:

                             «Articolo 69
                         Medicina veterinaria

   1.  In  applicazione dell'articolo 7 del decreto  assessoriale  n.
  01799   del  4  settembre  2009  e  dell'articolo  5  del   decreto
  assessoriale  del  24  settembre  2012,  al  fine  di  implementare
  l'attività di controllo, prevenzione e lotta al randagismo ed  alle
  malattie  animali,  oltre che per garantire  i  dovuti  criteri  di
  sicurezza   alimentare,  le  Aziende  Sanitarie  Provinciali   sono
  autorizzate  ad incrementare le ore di incarico a tempo determinato
  dei  medici  specialisti  di medicina veterinaria  impegnati  nelle
  azioni  previste dal Piano nazionale di prevenzione 2014-2018,  nei
  limiti  massimi stabiliti dalla vigente legislazione in materia  ed
  entro  i limiti dei fabbisogni sanitari, cui si provvederà a valere
  sulla  quota  capitaria  del fondo sanitario regionale  annualmente
  assegnato alle AA.SS.PP».

   MILAZZO  GIUSEPPE.  Faccio mio l'emendamento  soppressivo  69.2  a
  firma degli onorevoli Greco Giovanni ed altri.

   PRESIDENTE. Sospendo brevemente la seduta.

       (La seduta, sospesa alle 19,47, riprende alle ore 19,49)

   La seduta è ripresa.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Signor Presidente, ci sono disponibili 480 mila euro. Verifichi lei
  e  vediamo  quale  è  la somma, presentiamo un  subemendamento,  un
  milione e 200 lo scendiamo sotto.
   Assessore  Gucciardi,  io  che  ho  grande  rispetto  di  tutti  e
  soprattutto dei colleghi della VI Commissione che su questa vicenda
  hanno oggettiva competenza. Però, se non inseriamo le risorse,  non
  abbiamo concluso nulla perché in pratica si tratta di rimodulare le
  risorse che abbiamo già messe, per cui io cosa dico, possiamo anche
  approvare  il 69.4 - che è quello fatto dalla Commissione  -  però,
  dobbiamo inserire un comma.

   GUCCIARDI, assessore per la salute. C'è il fondo di Sanità.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Ma  il  fondo  Sanità,  a quanto ammonta? Se  lei  ce  li  ha,  ok,
  altrimenti,  siccome  abbiamo la disponibilità  di  400  mila  Euro
  intanto prendiamo queste. Anche perché Presidente Ardizzone, stiamo
  parlando di una situazione. Scusate ma abbiamo finanziato  solo  le
  ore  che hanno, cioè solo le ore che hanno. Ma con le ore che hanno
  non  siamo  riusciti a debellare ad esempio la brucellosi,  dove  a
  Barcellona abbiamo avuto 85 casi umani. Non è che stiamo  parlando,
  per  cui  noi abbiamo la necessità di nuove risorse per cercare  di
  fare prevenzione anche perché.
   Quindi  cosa significa? Che noi siamo in grado di incrementare  le
  ore?  Siamo  nelle condizioni di incrementare le ore ai veterinari?
  Perché  se  siamo in grado di incrementare le ore ai veterinari  lo
  certifichiamo.

   PRESIDENTE. L'articolo 69 è accantonato.
   Si passa all'articolo 70. Ne do lettura:

                             «Articolo 70
             Nuove forme di pagamento del ticket sanitario

   1. Ai fini del versamento del ticket per le prestazioni sanitarie,
  entro  60  giorni  dalla data di entrata in vigore  della  presente
  legge, l'Assessore regionale per la salute predispone la stipula di
  accordi   con  i  gestori  di  servizi  di  pagamento   online,   e
  prioritariamente  con quelli già accreditati  con  la  Regione  per
  l'erogazione  di  altri servizi, dandogli mandato  all'incasso  dei
  ticket inerenti alle prestazioni sanitarie erogate dalle ASP.

   2.  I  soggetti  accreditali gestiranno  il  servizio  di  incasso
  informatizzato  dei  ticket  sanitari di  competenza  dell'azienda,
  mettendo a disposizione dell'utenza la rete telematica, al fine  di
  effettuare il pagamento dei ticket sanitari, provvedendo  a  riceve
  tale  pagamento  attraverso gli esercizi commerciali  convenzionati
  distribuiti nel comune in cui ha sede l'Azienda sanitaria.

   3.  Dall'attuazione  del presente articolo non  derivano  nuovi  o
  maggiori oneri a carico della finanza regionale».

   Onorevole  Rinaldi,  all'articolo 70 c'è un  suo  emendamento,  il
  70.5. Onorevole Rinaldi lo mantiene o lo ritira?

   RINALDI. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor Presidente, come nell'articolo 70.  Nell'articolo
  70,  io  dico, al comma 1, dove c'è l'assessore che predispone  una
  convenzione  di sostituire questa con  alla scadenza dei  contratti
  dei  vari bandi bisogna fare un bando di evidenza pubblica  per  la
  gestione  dei  pagamenti  online . Mentre  in  quel  modo  c'è  una
  convenzione  diretta,  e  quindi, diciamo, viene  elusa  l'evidenza
  pubblica,  io  dico,  rispetto  alla  convenzione  che  l'assessore
  potrebbe  fare  rifare un bando ad evidenza pubblica alla  scadenza
  dei  contratti,  che  mi  sembra una procedura  più  corretta,  più
  trasparente. Quindi, lo mantengo e chiedo la votazione.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 70.5. Il  parere  del
  Governo?

   BACCEI, assessore all'Economia. Favorevole.

    PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 70. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 35 in precedenza accantonato.
   Si  passa  all'emendamento 35R.bis. di riscrittura.  Lo  pongo  in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 69, in precedenza accantonato.

   ALLORO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALLORO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   assessori,
  brevemente   solo  per  sfatare  un  problema:   i   medici   della
  specialistica veterinaria sono dei lavoratori a tempo indeterminato
  che   sono   impegnati  presso  le  Asp  e  hanno  una   situazione
  complicatissima,  l'assessore  sa che  si  è  intervenuto  con  una
  Commissione eccetera.
   Prima   dell'ultima  legge  che  noi  abbiamo  fatto  che  abbiamo
  trasformato  i  progetto  in  ore, in implementazione  di  ore,  si
  facevano  dei progetti. Questi progetti però venivano fatti  quando
  non   servivano  sostanzialmente  quindi  si  fece  la  scelta   di
  implementare  le  ore.  Con  questo  ulteriore  articolo,   se   il
  Parlamento  deciderà  di  approvarlo, noi andiamo  ad  implementare
  qualche  altra ora a questi medici specialisti che hanno pochissime
  ore, chi ne ha sei, chi ne ha diciotto, ma ce ne sono tanti che  ne
  hanno dodici in un contesto difficilissimo soprattutto nella fascia
  che va dai Nebrodi fino ad Enna.

   PICCIOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PICCIOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  colgo
  l'occasione dall'articolo 69 per chiedere all'assessore di non solo
  di   incrementare  al  massimo  le  ore  per  i  veterinari  perché
  ovviamente   svolgono   un  servizio  essenziale   sul   territorio
  soprattutto in provincia di Messina dove ancora abbiamo  brucellosi
  e  blue  tongue  che  sono patologie endemiche  e  non  sono  state
  debellate.  Ma  anche di dotare, ove possibile, questi  servizi  di
  veterinaria,  caro  assessore, e le  aziende  sanitarie  dei  mezzi
  autonomi per il movimento dei veterinari perché non è pensabile che
  il  veterinario possa raggiungere località impervie dei  Nebrodi  o
  interne  della  Sicilia in genere con auto proprie e mezzo  proprio
  senza avere alcun rimborso.
   Di   questo,   assessore,  desidero  che   lei   rimanga   traccia
  parlamentare,  che  lei  si  occupi di  possibilmente  convocare  i
  Direttori  generali e i responsabili dei Dipartimenti di veterinari
  per dotarli dei mezzi essenziali per svolgere il loro servizio,  il
  loro  ruolo,  cioè non basta non solo l'incremento, l'incremento  è
  una  parte, consente di bypassare il problema del programma  che  è
  stato  introdotto  con un surrogato, abbiamo  surrogato  una  norma
  distribuendo  i fondi dei programmi per combattere la brucellosi  o
  la blue tongue.
   Oggi  è  indispensabile anche dotare i veterinari  dei  mezzi  per
  poter raggiungere i luoghi, perché se i controlli non si fanno  con
  periodicità,  questi problemi di allevamenti non  si  potranno  mai
  debellare,  la  patologia della brucellosi  non  potrà  mai  essere
  debellata,  quindi, ci vuole controllo e capacità di  coordinamento
  con gli allevatori.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Rinaldi.  Ne  ha
  facoltà.

   RINALDI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Assessori,  su
  questo  articolo  probabilmente, in maniera involontaria,  è  stato
  scritto  a  tempo  determinato. Ci sono due emendamenti  miei,  che
  prevedono la trasformazione della dicitura a tempo determinato  con
   a  tempo  indeterminato , così come aveva sottolineato il  collega
  Alloro e, poi, un altro emendamento dove dico di portare l'orario a
   full time , se possibile, dove ci sono le esigenze.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Milazzo.  Ne  ha
  facoltà.

   MILAZZO   GIUSEPPE.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,
  Assessori,  una persona non si mette mai contro dei  lavoratori  e,
  certamente,  non  lo  farò  io, in questa  occasione,  però  vorrei
  ricordare,  intanto  trovano  copertura  su  un  fondo  che  è  già
  all'interno  della sanità che è quello della prevenzione,  sappiamo
  tutta la storia.
   Ora, il tema è: poco fa l'Aula sugli ex dipendenti Spatafora -  io
  capisco  che  la brucellosi è una tematica importante, però  tenere
  aperti  i  musei  non è meno importante di questo argomento  -  per
  aumentare  le ore - ed i fondi erano sempre all'interno del  fondo,
  c'erano  le risorse, non c'era aggravio di spesa - l'emendamento  è
  stato dichiarato inammissibile.
   Allora,  Presidente,  vorrei solo fare  rilevare  questo.  Io  non
  voterò   contro   l'assessore  Gucciardi,  lei  non   deve   essere
  infastidito che dico questa cosa.

   GUCCIARDI, assessore per la salute. Io sono d'accordo con lei.

   MILAZZO  GIUSEPPE.  Questa è un'Assemblea che quando  si  apre  il
  cuore, il petto, così con questi emendamenti che salvano e liberano
  dall'oppressione, lo deve fare per tutti. Non è perché  l'onorevole
  Alloro mi dice  Milazzo, ti prego , ed io mi sto zitto e non parlo.
  Le posso garantire una cosa, Assessore: questo articolo non avrebbe
  mai visto la sua approvazione. E' un favore personale che faccio io
  non  a  lei,  ma  a  questi  signori,  però   questo  articolo  non
  meriterebbe  di procedere oltre, perché poco fa, su una fattispecie
  identica,  in  un  settore diverso, si è fatto  un  altro  tipo  di
  trattamento,  e  voi  che siete giusti, questo  lo  dovete  sapere,
  tutti.

   TAMAJO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TAMAJO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi associo a quello
  che  ha  detto  poc'anzi  il collega Milazzo.  Vorrei  sentire  sia
  l'assessore  Baccei  che  l'assessore  Gucciardi  su  qual   è   la
  differenza e perché non cerchiamo di procedere con coerenza,  visto
  che  trattiamo  due  casi simili; lì si parla di nuove  assunzioni,
  nonostante  aumentiamo  le  ore  e qui,  anche  nello  stesso  caso
  specifico cerchiamo di aumentare le ore ai medici veterinari,   non
  so  per  quale  motivo,  ed  affrontiamo la  questione  in  maniera
  completamente  diversa. Assessore, vorrei una  spiegazione,  perché
  altrimenti non voterò questa norma.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'assessore Gucciardi.  Ne  ha
  facoltà.

   GUCCIARDI,  assessore per la salute. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, questo articolo, hanno detto bene l'onorevole Picciolo  e
  l'onorevole  Alloro,  è destinato a combattere zoonosi  importanti,
  che sono pericolose anche per la salute dell'uomo e che interessano
  gran parte del territorio della Regione.
   Vorrei  tranquillizzare  i  colleghi  deputati  che  hanno   posto
  l'accento  su  fatti organizzativi. Il Governo  non  solo  è  stato
  attento,  ma  è  stato  molto attento  su  questi  temi  che  hanno
  determinato,  come tutti voi ricorderete, problematiche  di  ordine
  pubblico  non  indifferente,  problematiche  relative  anche   alla
  sicurezza  di  chi opera in determinati territori  e  mi  riferisco
  soprattutto alle zone dei Nebrodi. In questo senso ci sono attività
  ispettive  ancora in corso da parte dell'Assessorato  e  non  solo,
  ovviamente,  dell'Assessorato ma, in questo momento,  ci  occupiamo
  della  tutela  della salute dell'uomo e, ovviamente,  della  salute
  animale.  Per cui, condivido gli interventi dei colleghi che  hanno
  parlato  dei musei. Ci mancherebbe altro. Sono deputato  in  carica
  anch'io. Mi occupo, ovviamente, nella mia veste di deputato,  anche
  di problematiche che attengono altri aspetti.
   Però,  questo articolo riguarda esattamente il tema di cui abbiamo
  parlato. Non è finanziato con fondi del bilancio della Regione.  E'
  finanziato  con  il  Fondo sanitario regionale e vengono  destinati
  obbligatoriamente  con  questa  norma  e,  mi  riferisco  onorevoli
  colleghi,  all'emendamento 69.4 che ha avuto il  parere  favorevole
  della  VI Commissione legislativa permanente e che è un emendamento
  del  Governo e che si riferisce ai lavoratori a tempo indeterminato
  cui  saranno  aumentate  le ore a tempo indeterminato.  Quindi,  il
  problema non esiste più rispetto al testo base dell'articolo 69.
   Questa  norma  è  indispensabile  perché  è  necessario  che   sui
  territori  ci  possano  essere  ulteriori  unità  che  abbiano  ore
  sufficienti  per  potere svolgere un'attività di prevenzione  e  di
  controllo  esattamente  come richiesto e ci  sono  province,  nella
  nostra  Regione,  che hanno indici di brucellosi  così  elevati  da
  avere  certamente  la  nostra preoccupazione.  L'articolo,  quindi,
  necessita  di  essere  approvato e scaricato  sul  Fondo  sanitario
  regionale e, quindi, non sui fondi del bilancio.
   Il tempo indeterminato su cui si sono soffermati alcuni colleghi è
  contenuto   nella  norma  proposta  dal  Governo,  nell'emendamento
  proposto  dal  Governo e su cui è stato espresso parere  favorevole
  dalla Commissione legislativa permanente. Però, siccome nella legge
  20  del 2016 abbiamo approvato un articolo analogo a questo  e  che
  proprio  perché  viene finanziato con il Fondo sanitario  regionale
  non  è  stato possibile applicare perché il Fondo sanitario, sapete
  che  ha  delle  regole diverse, rispetto al bilancio  ordinario,  è
  necessario  Presidente,  quindi, è  pronto  un  subemendamento  che
  all'inizio  dell'articolo  venga scritto  testualmente  che  questo
  articolo  sostituisce l'articolo 20, comma 1 della legge  regionale
  20  del  2016.  Quindi, eliminiamo dall'ordinamento  l'articolo  20
  della legge 20 del 2016 perché inapplicabile e questo articolo  che
  è   analogo  a  quell'articolo  con  la  stessa  finalità  a  tempo
  indeterminato  e  per  i lavoratori, i medici veterinari,  a  tempo
  indeterminato  ci  può consentire di accrescere l'intervento  e  la
  qualità dell'intervento sui territori.
   Vorrei  rassicurare  l'onorevole Picciolo:  le  aziende  sanitarie
  della   nostra   Regione  hanno  fondi  sufficienti   per   potersi
  organizzare. Sapete perfettamente e sa perfettamente che questo non
  è compito dell'Assessorato, quindi, i mezzi possono essere reperiti
  da  parte delle aziende sanitarie e evidentemente chi non lo fa, ma
  credo che lo facciano tutti, credo che si porrebbe una posizione di
  inadempienza.  Per  cui, evidentemente, questo  sarà  segnalato  in
  maniera perentoria.
   Ritengo  che il problema dei mezzi non sia un problema  che  possa
  essere  considerato  il  problema rispetto alle  tematiche  di  cui
  stiamo  parlando.  Rispetto alle tematiche di cui  stiamo  parlando
  sono  necessarie ore ed ore di attività di controllo  da  parte  di
  medici  veterinari  e proprio per questa ragione  abbiamo  corretto
  l'articolo della legge 20 del 2016 e fatto in modo che queste somme
  che  sono  destinate  e  vincolate da parte  dell'Assessorato  alla
  prevenzione veterinaria siano spese per intero aumentando le ore  a
  tempo   indeterminato   dei  veterinari   in   servizio   a   tempo
  indeterminato.

   PRESIDENTE. Assessore Gucciardi il 69.4.1 è un subemendamento?

   GUCCIARDI,  assessore  per la salute.  E'  un  subemendamento  che
  sostituisce l'articolo 20 della legge n. 20 del 2016.

   PRESIDENTE. Mi date questo subemendamento?

   MILAZZO  GIUSEPPE.  Lo  possiamo avere questo  subemendamento  per
  leggerlo?

   PRESIDENTE. Lo stanno verificando gli Uffici.
   Pongo  in  votazione il subemendamento 69.4.1.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi;

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 69.4.

   MILAZZO GIUSEPPE. Lo possiamo avere questo emendamento?

   PRESIDENTE. L'ha illustrato adesso.

   MILAZZO  GIUSEPPE.  Ma fa riferimento alla norma  ed  io  lo  devo
  leggere.  Con  l'aria che tira con questo Governo lo devo  leggere.
  Voglio una copia.

   PRESIDENTE. Distribuiamo la copia del subemendamento. L'articolo è
  accantonato.
   Si passa all'articolo 71. Ne do lettura:

                             «Articolo 71
          Modifiche alla legge regionale 9 maggio 2012, n. 26

   1.  Il  comma  23 dell'articolo 6 della legge regionale  9  maggio
  2012, n. 26, è abrogato.

   2.  I  canoni ricognitori maturati dalla data di entrata in vigore
  del  comma 23 dell'articolo 6 della legge regionale 9 maggio  2012,
  n. 26, non sono dovuti».

   Assessore  Baccei sull'articolo 71 gli Uffici - però si  rimettono
  alla  sua  valutazione  -  mi  pongono  un  problema  di  copertura
  finanziaria  perché  è un'abrogazione di norma  che  prevedeva  una
  determinata entrata. Non so come sia arrivata qui la norma.

   MILAZZO GIUSEPPE. E questo cosa crea all'impianto?

   PRESIDENTE.   C'è   il   soppressivo   del   Governo.   Si   passa
  all'emendamento 71.4, degli onorevoli Rinaldi ed altri.  Il  parere
  del Governo?

   BACCEI, assessore per il bilancio. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Quindi  è  bocciato  l'articolo 71.  Però,  anche  in  Commissione
  Bilancio  sull'articolo  71  gli Uffici,  correttamente,  mi  fanno
  notare che era una minore entrata che saltava tutta.
   Si passa all'articolo 72. Ne do lettura:

                             «Articolo 72
                   Piani Paesaggistici Territoriali

   1.   I  Piani  Paesaggistici  Territoriali,  nell'individuare   le
  specifiche  aree di tutela e predisporre le correlate  prescrizioni
  d'uso,  nel  rispetto  dei  principi di cui  all'articolo  143  del
  decreto  legislativo  22 gennaio 2004, n. 42, devono  prevedere  la
  possibilità  che le opere di pubblica utilità, realizzate  da  enti
  pubblici  o  società  concessionarie  di  servizi  pubblici  e  con
  esclusione  dell'impiantistica di trattamento dei rifiuti  comprese
  le  discariche, siano realizzabili, previa specifica valutazione da
  effettuarsi caso per caso della concreta compatibilità con i valori
  paesaggistici oggetto di protezione, considerando nel complesso del
  progetto   anche  le  possibili  soluzioni  in  grado  di  ridurre,
  compensare o eliminare le eventuali incompatibilità.

   2.  La procedura di valutazione è avviata con istanza avanzata dal
  proponente  l'opera all'Assessorato regionale dei beni culturali  e
  dell'identità  siciliana. La valutazione  dovrà  concludersi  entro
  trenta  giorni dalla presentazione dell'istanza ed essere  espressa
  con  delibera  di  Giunta  regionale,  su  proposta  dell'Assessore
  regionale per i beni culturali e l'identità siciliana.

   3.  Le  opere di cui al comma 1 che, prima della data di  adozione
  dei  singoli Piani Paesaggistici Territoriali, abbiano già ricevuto
  nulla  osta, pareri favorevoli o autorizzazioni comunque denominate
  da  parte  di una Amministrazione regionale o locale competente  in
  materia  di tutela paesaggistico territoriale ai sensi del  decreto
  legislativo  n. 42/2004, ovvero per le quali la Regione  abbia  già
  rilasciato atti di intesa allo Stato, possono essere realizzate nel
  rispetto  dei  tempi,  delle forme e delle modalità  ivi  previste,
  senza ulteriori valutazioni. .

   TRIZZINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRIZZINO.  Signor  Presidente, sull'articolo 72 abbiamo  sollevato
  delle perplessità durante il dibattito in Commissione sia in ordine
  alla tenuta costituzionale della norma che nel merito. Anzitutto la
  norma  è  stata presentata come emendamento la prima  volta  ed  ha
  ricevuto  il parere negativo della Commissione, poi misteriosamente
  è riapparsa una seconda volta ed ha avuto il parere  positivo.
   Fondamentalmente la disposizione introduce la possibilità  che,  a
  priori,  vengano  realizzate  ed  individuate  delle  grandi  opere
  all'interno della pianificazione paesaggistica, ma come sappiamo la
  pianificazione  paesaggistica già disciplinata dal  codice  Urbani,
  quindi dal decreto legislativo 41/2014 è competenza esclusiva dello
  Stato,  quindi,  noi  andiamo ad introdurre in  una  disciplina  di
  dettaglio  stabilito,  in una cornice stabilita  dallo  Stato,  una
  disposizione  che  non è per nulla di tutela del  territorio  bensì
  delle grandi opere e questa, appunto, è la questione principale, la
  critica principale che abbiamo sollevato.
   Ecco  il  motivo  per il quale abbiamo presentato  un  emendamento
  soppressivo che sosteniamo, chiaramente, di tutto l'articolo 72.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.  Signor Presidente, l'articolo 72 conferisce  soltanto  la
  possibilità  per  le  società che sono  concessionarie  di  servizi
  pubblici  o  per le società pubbliche, di realizzare le  opere  che
  sono di pubblica utilità. Di cosa stiamo parlando?
   Lo  spiego  a  chiare lettere. L'accordo Stato-Regione,  l'accordo
  quadro  di  programma sul trasporto locale prevede il finanziamento
  di  una  bretella autostradale che collega la città di  Mazara  del
  Vallo  con la città di Trapani. Nelle more è intervenuto  il  piano
  paesistico  che ne bloccherebbe la realizzazione. Allora,  soltanto
  per le società pubbliche o per le società concessionarie di servizi
  pubblici  è  possibile realizzare questo nel rispetto del  progetto
  già  approvato  ed in deroga agli ulteriori vincoli  che  sarebbero
  emessi.

   TRIZZINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRIZZINO. Io capisco l'interesse preminente dell'onorevole Turano,
  però  c'è  anche  un discorso da fare. Questa disposizione  si  può
  realizzare con l'articolo 146 del codice dei Beni Culturali  che  è
  l'autorizzazione paesaggistica che già prevede che una grande opera
  o una piccola opera o comunque altra attività all'interno del piano
  paesaggistico   possa  essere  realizzata,  cioè  noi   andiamo   a
  modificare il Codice Urbani con una norma regionale quando sappiamo
  che il Codice Urbani ha una cornice legislativa che stabilisce,  ma
  dico  in ogni caso già esiste l'articolo 146 del Codice Urbani  che
  prevede  la  possibilità,  con l'autorizzazione  paesaggistica,  di
  realizzare grandi opere.  Però, poi, ci assumiamo la responsabilità
  di  avere  una  norma, eventualmente, impugnata  dinanzi  la  Corte
  Costituzionale.

   TURANO. Parliamo di motivi di costituzionalità, che sono stati già
  vagliati dagli Uffici.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, per chiarezza prima di  porlo  in
  votazione. Gli Uffici avevano fatto un appunto. Presenta profili di
  criticità.   Non   è  chiaro,  infatti,  se  il   procedimento   di
  autorizzazione sia conforme a quanto prescritto dal Codice dei Beni
  Culturali poiché la norma richiama solo i principi di tale articolo
  e  sembra  eliminare dal procedimento il parere obbligatorio  della
  Sovraintendenza,  assegnando  peraltro  il  termine  perentorio  di
  trenta giorni per la conclusione del procedimento.
   Io ho il dovere di dirlo.

   MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, non pensa sia inammissibile

   PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, non vada oltre.

   MILAZZO GIUSEPPE. No, io vado oltre.

   PRESIDENTE.  Allora, gli Uffici mi evidenziano questi  profili  di
  criticità,  la  Commissione ha espresso parere  favorevole,  l'Aula
  vota  come ritiene opportuno. I profili di criticità però ci  sono,
  realisticamente.
   Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia, Ci rimettiamo all'Aula.

   TURANO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE.   Stiamo  votando  l'emendamento  72.6  dell'onorevole
  Palmeri.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


         Votazione per scrutinio segreto sull'emendamento 72.6

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata,  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per    appello    nominale
  dell'emendamento 72.6.
   Chiarisco   il   significato  del   voto:   chi   vota   a   favore
  dell'abrogazione, vota si  e prema il pulsante verde, e vota  quindi
  per  la  soppressione dell'articolo 1; chi vota no prema il pulsante
  rosso; chi si astiene prema il pulsante bianco.
    Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  47
   Maggioranza         24
   Favorevoli           7
   Contrari            30
   Astenuti            10

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 72.8, del Governo. Lo pongo in votazione.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 72, così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  torna  all'articolo  69, in precedenza accantonato.  C'era  il
  subemendamento, l'onorevole Milazzo ha avuto modo di apprezzarlo
   Si  passa al subemendamento 69.4.1. Lo pongo in votazione . Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 69.4, come subemendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
   Con l'astensione dell'onorevole Tamajo.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 73. Ne do lettura:

                             «Articolo 73
    Modifiche all'articolo 5 della legge regionale 10 agosto 2016,
                                 n.16

   1.  Alla  lettera  d)  del  comma l dell'articolo  5  della  legge
  regionale  10  agosto  2016,  n. 16, dopo  la  parola   realizzati
  sopprimere le parole  alla data di entrata in vigore della presente
  legge .

   2. Per i permessi a costruire rilasciati prima della pubblicazione
  della  legge  10  agosto 2016, n. 16, per i quali  sono  stati  già
  comunicati  l'inizio  dei lavori, il termine di  ultimazione  degli
  stessi è prorogato fino al 31 dicembre 2017».

   Comunico  che è stato presentato un emendamento sostitutivo  dalla
  IV  Commissione,  il  73.R ed un subemendamento  della  stessa,  il
  73.R.1.
   Pongo  in  votazione il subemendamento 73.R.1.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'emendamento 73.R. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'articolo 73 è approvato.
   Si passa all'articolo 74. Ne do lettura:

                             «Articolo 74
                           Demanio marittimo

   1.  Le  disposizioni di cui alla legge regionale 29 novembre 2005,
  n.  15, non si applicano nel caso di utilizzo del demanio marittimo
  per  lo svolgimento di feste religiose o civili riconosciute  dalla
  Regione  ed  iscritte nel Libro delle celebrazioni, delle  feste  e
  delle pratiche rituali del Registro delle eredità immateriali della
  Regione siciliana (REIS)».

   Comunico  che è stato presentato un emendamento sostitutivo  della
  IV  Commissione,  il  74.R. I soppressivi sono ritirati.  Pongo  in
  votazione l'emendamento 74.R. Chi è favorevole resti seduto; chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 75. Ne do lettura:

                             «Articolo 75
                         Stabilimenti balneari

   1. Quanto disposto dall'articolo 2 della legge regionale n. 15 del
  2005, si applica anche ai lidi autorizzati su terreni privati».

   Abbiamo  il  parere favorevole della IV Commissione.  Si  vota  il
  mantenimento. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 77. Ne do lettura:

                             «Articolo 77
              Istituzione del Parco dei Monti Peloritani

   1.  Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della
  presente   legge,  l'Assessore  regionale  per  il   territorio   e
  l'ambiente, ai sensi della legge regionale 6 maggio 1981, n.  98  e
  successive modifiche ed integrazioni e dell'articolo 22 della legge
  6 dicembre 1991, n. 394, istituisce il Parco dei Monti Peloritani.

   2.  Al fine di cui al comma 1, entro novanta giorni dalla data  di
  entrata  in vigore della presente legge, è costituito, con  decreto
  dell'Assessore  per il territorio e l'ambiente, un Comitato  avente
  il  compito  di  sottoporre  all'Assessore  per  il  territorio   e
  l'ambiente  la  proposta  per l'istituzione  del  Parco  dei  Monti
  Peloritani.

   3.  Dall'istituzione  del Parco di cui al  comma  1,  non  possono
  essere imposti nuovi vincoli rispetto a quelli esistenti».

   E'  stato  presentato  un emendamento sostitutivo  della  IV
  Commissione, il 77.R.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sull'articolo  77
  chiaramente manterrò l'emendamento soppressivo, il 77.5, ma  voglio
  chiedere intanto agli Uffici: 1) se in questo articolo è necessaria
  la  copertura finanziaria; 2) l'istituzione del parco  prevede  che
  sia  individuato  il perimetro esatto dentro cui ricadono  tutti  i
  comuni  del parco che viene istituito; 3) è necessario che i comuni
  si  esprimano sulla costituzione del parco, quindi è necessario che
  ogni consiglio comunale venga convocato e che si esprima sul parere
  per l'istituzione del parco.
   Mi  pare  che  già  siano tre requisiti che  non  vedo  in  questo
  articolo,  quindi, chiedo intanto agli Uffici come  mai  l'articolo
  sia  stato predisposto senza copertura finanziaria e rispetto anche
  agli  altri  punti  che ho sottolineato, come mai  gli  Uffici  non
  abbiano  messo in evidenza queste criticità, pertanto, chiedo  agli
  Uffici  di  pronunciarsi  sia  sulla  copertura  finanziaria,   sia
  sull'individuazione della perimetrazione del parco, sia  sul  fatto
  che  i  comuni debbano esprimersi riunendo il consiglio comunale  e
  deliberando,  ogni comune, sulla opportunità di  aderire  a  questa
  costituzione o meno.

   PANARELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, naturalmente non
  tocca  a  me  rispondere alle osservazioni che ha fatto l'onorevole
  Rinaldi, immagino che le procedure previste per la costituzione del
  Parco   dei   Peloritani,  del  Parco  dei  Monti   Elimi,   perché
  l'emendamento  sostitutivo  prevede  l'istituzione  di  due   nuovi
  parchi,  non  possano  essere  che  quelle  previste  dalla  legge,
  compresa l'adesione o meno dei comuni interessati.
   Io  per  quanto riguarda il Parco dei Peloritani, vorrei ricordare
  ai  colleghi  che siamo in presenza di una realtà dove  esiste  una
  vasta area di terre vincolate, o perché sono del demanio forestale,
  o  perché  sono ZPS, o perché sono SIC. Siamo nella situazione,  in
  questa parte della provincia di Messina, in cui ci sono gli effetti
  dei  vincoli che hanno certamente un valore paesaggistico,  ma  che
  sono  vissute  da  gran parte del territorio come una  costrizione,
  senza  avere  gli  elementi  di  valorizzazione  che  può  dare  la
  costituzione di un parco. Vorrei ricordare che, per quanto riguarda
  i  Monti  Peloritani, siamo di fronte a studi fatti  non  solo  dal
  comitato    scientifico   promotore,   ma   anche   dagli    Uffici
  dell'assessorato  che  ne  hanno  validato  il  valore  paesistico,
  faunistico,  naturalistico  e - lo dico sommessamente  ai  colleghi
  della   provincia   di  Messina  -questa  misura   si   pone   come
  un'opportunità  per un territorio che potrebbe essere  valorizzato,
  anche   attraverso   attività  imprenditoriali,   quelle   previste
  nell'ambito  di  un parco, e che in altre realtà ha dato  risultati
  straordinari.  Penso  al  Parco  dei  Peloritani,  penso  al  Parco
  dell'Etna  e  ad  altri parchi che conosco  meno  che  ci  sono  in
  Sicilia.
   Nello  stesso tempo vorrei ricordare che parliamo di  incendi.  E'
  scientificamente provato che le aree dove insistono i parchi  hanno
  una   maggiore  tutela  e  si  sono  difese  meglio  rispetto  alla
  criminalità incendiaria che ha flagellato la Sicilia e l'Italia nel
  corso di questi mesi.
   Quindi  la  ragione che porta all'istituzione del Parco dei  Monti
  Peloritani - immagino che la stessa cosa valga per l'altro parco  -
  è  tutta  positiva, tutta a favore del territorio. E penso che  può
  arricchire   il   territorio  di  Messina,  e  contestualmente   il
  territorio  regionale,  consentire  di  fare  diventare  risorsa  e
  opportunità le aree vincolate, che sono molte, che insistono  nella
  provincia di Messina. La popolazione di Messina altrimenti  avrà  i
  limiti  del  regime  vincolistico, che c'è e che continuerà,  senza
  poterli trasformare in opportunità.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  aggiungo   -
  rispetto a quello che ha detto il collega Panarello - che  c'è  una
  sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato nulli tutti i
  parchi  realizzati in Sicilia. Cioè la costituzione  dei  parchi  è
  stata  dichiarata nulla da una sentenza della Corte Costituzionale.
  Quindi teniamo presente anche questo, che non mi pare un rilievo da
  poco,   perché  la  sentenza  della  Corte  Costituzionale  li   ha
  dichiarati  nulli  per  i  motivi che ho espresso  precedentemente,
  perché   mancano   di   tutti   quei   requisiti   che   ho   detto
  precedentemente.
   Quindi  chiedo  agli  Uffici  di  tenere  conto  anche  di  questa
  sentenza.

   PALMERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PALMERI.  Signor Presidente, volevo intervenire a  supporto  della
  possibilità di istituzione di questi nuovi parchi.
   Per quanto riguarda, in particolare, il Parco dei Monti Peloritani
  posso  confermare per le notizie in mio possesso che è già arrivato
  presso il CRPPN, la proposta di zonizzazione del territorio, quindi
  tutta la mappatura e l'ipotesi di zonizzazione già è stata valutata
  dal CRPPN.
   Per  quanto  riguarda la proposta del Parco dei  Monti  Elimi,  in
  particolare  volevo  informare  del  fatto  che  è  nato  pure   un
  protocollo  di intesa tra i sindaci a supporto di questo,  dei  GAL
  territorialmente  competenti,  del  commissario  straordinario  del
  libero  consorzio  di Trapani, quindi c'è già  un  territorio,  per
  quanto  riguarda  le  parti istituzionali, che  stanno  supportando
  questa possibilità, oltre ovviamente ad associazioni ambientaliste.
   In  particolare, non si tratta dell'istituzione di una nuova  area
  protetta,  ma nello specifico si tratta di una riorganizzazione  di
  tutta  la moltitudine di enti e aree protette che insistono al  suo
  interno.   Quindi,  in  realtà  compatibilmente   con   l'indirizzo
  nazionale di riorganizzazione legislativo si vuole portare anzi una
  semplificazione  di  enti,  si vuole  portare  ordine.  Quindi  una
  governance unitaria.
   Proprio  nell'intendimento anche di sviluppo del territorio.  Oggi
  alla  luce  della chiara incapacità di risolvere il problema  della
  prevenzione degli incendi in maniera efficace, si pensa anche  alla
  luce  del  fatto che questo territorio interessato da questa  nuova
  proposta di parco è stato interessato da molti incendi, anche  alla
  luce  di questa preoccupazione i sindaci si stanno muovendo.  E  mi
  faccio  testimone di questo del fatto proprio di questa  incapacità
  di  risolvere  il  problema  degli  incendi.  Quindi  una  maggiore
  governance, una visione più unitaria di gestione del territorio  di
  tutte  le  componenti vuole anche risolvere e  tutelare  meglio  il
  territorio,  controllarlo  meglio, valorizzarlo  per  uno  sviluppo
  sostenibile.  Non  soltanto per una autotutela.  Quindi  non  è  la
  volontà  di istituire nuovi vincoli ma di riorganizzare  i  vincoli
  che  ci  sono,  secondo la legislazione che  già  esiste  in  atto,
  secondo il piano paesistico che già esiste. Quindi non creare nuovi
  vincoli  ma  portare sviluppo, possibilità di sviluppo  sostenibile
  che è il modello a cui dovremmo tendere noi tutti.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  puntuale   e
  puntualmente  ogni anno, ogni legislatura, arriva  la  proposta  di
  istituire  un  nuovo  parco in Sicilia. E  per  la  verità,  questa
  richiesta  di istituzione del parco sui Monti Peloritani insiste  e
  resiste imperterrita da almeno tre legislature.
   Il  territorio siciliano è il territorio con il più alto numero di
  parchi  del mondo. E ciò nonostante è il territorio che  brucia  di
  più.  Mah   Chissà  qual è il nesso causale  Forse  perché  non  si
  possono  più  coltivare le terre o non c'è più nessuno  che  va  in
  quelle zone magari per esercitare liberamente la professione  della
  caccia? Forse perché mummificano un territorio in maniera tale  che
  essendo   talmente  incolto  è  più  permeabile  alla  mano   degli
  incendiari?
   La  vera  verità - e dobbiamo dircelo in faccia - è che  si  vuole
  costruire  un  altro ente di  mangiugghia . Si vuole  costruire  un
  altro  ente dove sistemare alcune persone. Nel momento in  cui  non
  troviamo 10 milioni di euro per risolvere i problemi delle persone,
  chiudiamo   gli  occhi  sul  fatto  che  manca  pure  la  copertura
  finanziaria.
   E  tentiamo  ancora una volta di andare verso il 40 o  il  45  per
  cento  di  territorio  vincolato. E' veramente  vergognoso,  signor
  Presidente  E' vergognoso che ancora si cerchi di portare avanti da
  almeno tre legislature il tentativo di mummificare tutto  Siamo già
  oltre  il 30 per cento. Andiamo al 50, istituiamo un parco in  ogni
  casa  Basta  Basta, signor Presidente

   PICCIOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. ne ha facoltà.

   PICCIOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore Baccei,
  è chiaro che se siamo arrivati a discutere in Aula un articolo così
  importante  come  questo dell'istituzione di un parco  così  atteso
  come  quello  dei  Peloritani,  io  ritengo  che  sia  quanto  meno
  incredibile  che non ci sia la copertura economica finanziaria  per
  una  operazione  simile. Ci siamo arrivati fino a  questo  punto  a
  discutere, ad impegnare un Parlamento, una Commissione,  e  lei  mi
  dovesse dire preliminarmente che non c'è la copertura economica per
  una  opera che da tanto tempo è attesa, io davvero mi sento tremare
  le vene dei polsi.
   Quindi,  preliminarmente alla discussione e al  dibattito,  vorrei
  che  lei  rispondesse  alla prima domanda  dell'onorevole  Rinaldi,
  quella  sulla copertura economica, perché davvero sarebbe un  fatto
  increscioso ed anche mortificante per un territorio che aspetta  da
  troppo tempo quest'opera, al di là dei limiti, dell'istituzione dei
  parchi,  di cui parlavano i colleghi precedenti. Ma, è chiaro,  che
  dopo  i parchi funzionano, la prevenzione viene fatta, se sono doti
  di  personale  e  quindi  ci  deve essere  una  adeguata  copertura
  economica e finanziaria perché l'istituzione di un parco in  quanto
  tale deve prevedere poi anche i fondi per la sua gestione e per  la
  prevenzione che è l'elemento essenziale del territorio. Quindi,  se
  noi  facciamo la classica cattedrale, e non credo che assolutamente
  sia   questo  lo  scopo  dell'Assessorato  magistralmente   diretto
  dall'assessore  Croce,  sicuramente la copertura  economica  andava
  concordata,  sarà concordata, e sono sicuro di poter dare  risposte
  agli  interventi degli onorevoli che mi hanno preceduto in  maniera
  compiuta.

   GERMANA'. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GERMANA'.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi  rendo  conto
  che  a  fine  legislatura ognuno di noi vuole  portare  a  casa  un
  risultato legittimamente, magari di una cosa in cui si crede ed  in
  questo caso per chi la propone. Però, voglio ricordare a quest'Aula
  ed  a me stesso, che lei stesso entrando nell'Aula oggi pomeriggio,
  aprendo  questa  seduta  pomeridiana,  ha  detto  che  non  avrebbe
  consentito una legge omnibus.
   Questo lo dico perché non vedo cosa ci azzecca l'istituzione di un
  parco  in  un collegato alla finanziaria. Oltre tutto voglio  dire,
  come  ha  ricordato il collega Rinaldi, che c'è una sentenza  della
  Corte   Costituzionale  che  è  la  212/2014  che   ha   dichiarato
  l'illegittimità  costituzionale di alcuni  articoli  di  norme  per
  l'istituzione di parchi. Grazie a questa sentenza, per evitare  che
  si possa pensare che siamo contrari soltanto per difendere il mondo
  venatorio,  e  grazie  a  questa sentenza  il  Tar  di  Palermo  ha
  annullato  l'istituzione  della riserva  dei  pantani  di  Pachino,
  rendendo  giustizia agli agricoltori dei 1.800  ettari  di  terreno
  destinati alla produzione di pomodoro pachino IGP.
   E  poi,  non so se ricordate, l'inchiesta di Repubblica del  2014,
  quando  denunziò  che i parchi siciliani, carrozzoni  politici  che
  sono  serviti  soltanto a dare consulenze  ed  a  fare  negli  anni
  purtroppo cose che non andavano fatte. Io esclude da questo,  e  da
  quello  che è successo, quest'ultima gestione del Parco dei Nebrodi
  che,  corri corri, sta portando avanti il Presidente Antoci,  però,
  in  linea  di massima è sempre stato così. E' emerso che da  quella
  denuncia  di  Repubblica i parchi siciliani costano 16  milioni  di
  euro,  e mi pare che le condizioni dei parchi siciliani siano sotto
  gli occhi di tutti. E poi che evitiamo anche di strumentalizzare la
  questione  parlando  di incendi perché basta  andare  su  Google  e
  guardare cosa è successo ieri sul parco dell'Etna sugli incendi,  o
  in  queste  ore, cosa continua a succedere nel Parco dei Nebrodi  e
  nel  Parco  delle  Madonie. Sono continuamente incendiati.  Quindi,
  dire  che  se  si  fa il parco non ci sono incendi  mi  sembra  una
  sciocchezza.

   PRESIDENTE.  Bene,  onorevoli  colleghi,  per  quanto  riguarda  i
  presunti profili di incostituzionalità, non sussistono perché si fa
  riferimento ad una norma nazionale, mentre la sentenza della  Corte
  Costituzionale - mi evidenziano gli Uffici - faceva riferimento  ad
  una  norma esclusivamente regionale. Qua c'è un riferimento proprio
  alla  norma  nazionale che supererebbe tutti. Quindi  non  ci  sono
  profili di incostituzionalità.
   Per  quanto riguarda la questione della copertura finanziaria,  si
  evince  con  riferimento  alla Costituzione  del  Comitato.  Se  il
  Governo  e la Commissione ritengono di insistere, si può aggiungere
   senza  nuovi oneri a carico del bilancio regionale ; questo  è  il
  discorso. Quindi rimane.
   Io  rispondo ad eventuali profili di incostituzionalità o meno. Si
  è  detto  di  tutto  e  di  più.  Guardate,  io  però  la  sentenza
  francamente  non  l'ho  vista. Gli Uffici mi  dicono  che  è  stata
  richiamata una sentenza che riguardava la costituzione a Pachino di
  riserve  poiché non erano stati consultati i Comuni.  La  realtà  è
  una,   che   si  fa  riferimento  nell'istituzione  alla  normativa
  nazionale.  La  normativa nazionale prevede  la  consultazione  dei
  Comuni, quindi in ogni caso profili di incostituzionalità non ce ne
  sono.
   Siete  tutti  esperti, ognuno si innamora delle proprie  idee,  ho
  capito  perfettamente. Sono stati fatti tutta una serie di rilievi,
  siccome è passata venticinque volte in Commissione, se n'è discusso
  sui  giornali, diciamo che non siamo d'accordo sul merito.  Ma  non
  evidenziamo   profili   di  incostituzionalità,   non   attribuiamo
  responsabilità che francamente non ci sono. Uno può essere a favore
  o   in  disaccordo  legittimamente,  ma  -  ripeto  -  profili   di
  incostituzionalità non ce ne sono.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io  non
  ho  fatto  nessun rilievo, quella sentenza sullo specifico  è  come
  dice  lei perché non avevano consultato i comuni ma quella sentenza
  dice pure che la norma siciliana non è perfettamente costituzionale
  in  quanto  per istituire un nuovo parco ci vogliono dei valori  di
  eccellenza di quel territorio e non è questo il caso, è il caso  di
  istituire  un  nuovo  ente per promettere  assunzioni  in  campagna
  elettorale e questa è una vergogna che non possiamo permetterci.

   PRESIDENTE. Ho capito, ognuno si agita, ognuno sa tutto. Allora  i
  profili, lasciamo stare il merito, ognuno si pronuncia sul  merito.
  Non  ci  sono  profili di incostituzionalità, sono  stati  superati
  perché  nella  norma riscritta dalla Commissione si fa  riferimento
  alla  normativa statale, poi ognuno vota come ritiene più opportuno
  ma  non  eccepiamo profili di incostituzionalità, possiamo dire  se
  siamo   d'accordo   o  a  sfavore.  Se  il  Governo   presenta   il
  subemendamento  precisando che non ci sono nuovo  oneri  finanziari
  nella costituzione del Comitato, possiamo andare avanti.
   Comunico   che  è  stato  presentato  dal  Governo   il   seguente
  subemendamento  77.R.1 all'emendamento 77.R:   Dall'attuazione  del
  presente  articolo non possono derivare nuovo o  maggiori  oneri  a
  carico del bilancio regionale .
   Lo pongo in votazione.

   FORMICA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE. Propongo l'accantonamento dell'articolo 77.
   Non sorgendo osservazioni, così rimane stabilito.
   Si passa all'articolo 78. Ne do lettura:

                             «Articolo 78
              Oneri istruttori autorizzazioni ambientali

   1.  All'articolo 91 della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9 sono
  apportate le seguenti modifiche:

   a) al comma 3, dopo le parole  le tariffe dovute dai proponenti  e
  dalle  autorità  procedenti,  aggiungere le parole   ad  esclusione
  delle amministrazioni regionali ;

   b)   al   comma  5,  dopo  le  parole   tutte  le  amministrazioni
  competenti     aggiungere   le   parole    ad   esclusione    delle
  amministrazioni regionali».

   Onorevoli  colleghi, è stato presentato un emendamento sostitutivo
  della IV Commissione.
   Accantoniamo  l'articolo 78 in quanto gli Uffici stanno  valutando
  alcuni profili proprio sulla riscrittura.
   Si passa all'articolo 79. Ne do lettura:

                             «Articolo 79
  Modifiche all'articolo 6 della legge regionale siciliana 16 aprile
                              2003, n. 4

   1. Dopo il comma 4 dell'articolo 6 della legge regionale siciliana
  16 aprile 2003, n. 4 è aggiunto il seguente:

    4   bis.   Ove   sull'area  interessata  non   sussistano   opere
  consolidabili  al pubblico demanio, il criterio  di  cui  al  comma
  precedente  è  sostituito con quelli previsti dall'articolo  5  bis
  della  legge  1  agosto 2003, n. 212. La predetta  disposizione  si
  applica  ai  rapporti  in essere non ancora definiti  con  atti  di
  alienazione o transattivi. ».

   Essendo  stati presentati solo emendamenti soppressivi,  pongo  in
  votazione il mantenimento dell'articolo.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 80. Ne do lettura:

                             «Articolo 80
                        Qualificazione A.R.P.A.

   1.  All'articolo 90 della legge regionale 3 maggio 2001, n. 6 sono
  aggiunti i seguenti commi:

    2  ter. L'Agenzia è definita e qualificata quale ente del settore
  sanitario  di cui al comma 3 dell'articolo 4 della legge  regionale
  14 maggio 2009, n.6 e successive modifiche ed integrazioni e di cui
  alla legge regionale 29 dicembre 2008, n. 25.

   2  quater.  Entro  60  giorni  dalla data  di  approvazione  della
  presente legge con decreto del Presidente della Regione su proposta
  dell'Assessore  regionale per la Salute e dell'Assessore  regionale
  per   il  territorio  e  per  l'ambiente,  sentite  le  Commissioni
  legislative competenti, sono stabilite le modalità applicative  del
  disposto di cui al comma 2 ter.».

   Comunico che all'articolo 80 ci sono motivi di incostituzionalità.
  La  qualificazione  dell'A.R.P.A. come ente del settore  sanitario,
  confligge  con  la  normativa  statale inderogabile  relativa  alla
  destinazione del fondo sanitario.


   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Considerata l'ora la seduta è tolta e l'Aula è rinviata a  domani,
  giovedì 10 agosto 2017, alle ore 11.00, con il seguente ordine  del
  giorno:

    I- COMUNICAZIONI
  II-DISCUSSIONE DEL  PROGRAMMA OPERATIVO FESR SICILIA 2014/2020 -
  MODIFICA

                Relatore: on. Vinciullo

    III-DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

  1)  -   Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2017.
     Legge di stabilità regionale. Stralcio I . (n. 1276 Stralcio I/A)
     (Seguito)

           Relatore di maggioranza: on. Vinciullo

           Relatore di minoranza: on. Cancelleri

  2)  -  Disposizioni in materia di elezione diretta del Presidente
     del libero Consorzio comunale e del Consiglio del libero Consorzio
     comunale  nonché  del Sindaco metropolitano e  del  Consiglio
     metropolitano. Norme sulla pubblicità e sul controllo delle spese
     elettorali . (nn. 1307-1282/A) (Seguito)

                Relatore: on. Rinaldi

    IV-DISCUSSIONE, AI SENSI DELL'ART. 68 BIS DEL REGOLAMENTO INTERNO,
   DEL DISEGNO DI LEGGE:

    Norme in materia di Consorzio autostrade siciliane (CAS) .  (n.
     1276/A Stralcio III) (Seguito)

    V- DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

  1)   -   Istituzione dei nuovi parchi archeologici in Sicilia  e
     modifiche alla legge regionale 3 novembre 2000, n. 20.    (n.
     1212/A)

                Relatore: on. Greco Marcello

  2)  -   Legge di modifica dell'articolo 8 della legge regionale 23
     dicembre 2000, n. 30. Variazione di denominazione dei  comuni
     termali.  (n. 843/A)

                Relatore: on. Mangiacavallo

  3)   -   Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento della
     Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto,  recante
     'Riconoscimento e tutela della minoranza linguistica gallo-italica
     ai sensi della Legge 15 dicembre 1999, n. 482.'  (n. 1229/A)

                Relatore: on. Greco Marcello

  4)  -  Norme per il riconoscimento e la promozione delle attività
     artistiche di strada.  (n. 1221/A)

                Relatore: on. Greco Marcello

  5)   -   Legge regionale 23 dicembre 2000, n. 30 e D.P. 24 marzo
     2003,  n.  8. Progetto di variazione territoriale finalizzato
     all'aggregazione al Comune di Grammichele di parte di territorio e
     di popolazione del Comune contermine di Mineo (c.da Saie).  (n.
     1266/A)

                Relatore: on. Siragusa

  6)  -  Interventi a sostegno dei soggetti con Disturbi Specifici di
     Apprendimento (DSA).  (n. 1120/A)

                Relatore: on. Panarello

  7)  -   Valorizzazione del demanio trazzerale.  (n. 349/A)

                Relatore: on. Laccoto

  8)   -  Codice etico per gli eletti a cariche pubbliche, per gli
     amministratori e per i dipendenti della Regione Siciliana.  (n.
     854/A)

                Relatore: on. La Rocca Ruvolo

                   La seduta è tolta alle ore 20.51

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio