Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
La seduta è aperta alle ore 11.16
RAGUSA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente, che non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo, per la seduta
odierna, gli onorevoli Lombardo, Greco Giovanni e Federico.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Invito il presidente della II Commissione, onorevole
Vinciullo, a riferire rispetto ai lavori di ieri della Commissione
visto che l'Assemblea era stata rinviata per consentire alla
Commissione Bilancio di esaminare la norma che riguardava il CAS.
VINCIULLO, presidente della Commissione Bilancio. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, assessori, ieri sera abbiamo
lungamente discusso sull'emendamento che era stato presentato dal
Governo e che era stato restituito dalla Commissione all'Assemblea.
Alla fine del lungo ragionamento durato ore, - invito un attimo
il Governo a confermare
PRESIDENTE. Invito i colleghi a prendere posto perché il Governo
deve seguire l'andamento dei lavori. In particolare l'assessore
Baccei e l'assessore Bosco, competente per ramo.
VINCIULLO, presidente della Commissione Bilancio. Alla fine, dopo
tutta una serie di ragionamenti, una serie di richieste e di
chiarimenti da parte dei componenti della Commissione, il Governo,
per bocca del suo Presidente, - però, invito l'assessore Baccei a
confermare -, si è impegnato a presentare un emendamento al ddl
collegato e di conseguenza siamo in attesa di verificare questo
emendamento che l'assessore alle infrastrutture dovrebbe concordare
con l'Assessore per l'economia in maniera tale che possa essere
presentato all'Aula in occasione appunto della discussione del ddl
collegato . Questo se i deputati lo riterranno opportuno e utile.
Se i deputati, invece, riterranno di individuare altre strade, e
l'altra strada per essere chiaro, ed è quella che io ritengo più
semplice e più lineare, è quella di presentare l'emendamento al
disegno di legge che ancora è depositato presso questa Assemblea,
credo che, se tutti i colleghi sono disponibili, potremmo iniziare
discutendo questo disegno di legge sulla fusione fra CAS e ANAS.
Forse questo potrebbe essere il metodo più semplice anche perché
sganciamo il disegno di legge sulla fusione fra CAS e ANAS dai
percorsi del collegato', percorsi del collegato' - che non
sfuggirà a nessuno - sono molto più difficili e tortuosi rispetto a
una norma che si compone solo ed esclusivamente di un articolo.
Per cui, assessore, riformulo la proposta.
Ieri sera il Presidente della Regione aveva detto presentiamo un
emendamento al ddl collegato' .
Io Le dico che presentare un emendamento al collegato' diventa
una strada difficile, impervia, irta di difficoltà anche perché il
primo è l'onorevole Milazzo che mi ricorda che il collegato' è
composto di 80 articoli.
Per cui, io sarei dell'idea di iniziare la discussione sul disegno
di legge su CAS e ANAS, se i colleghi sono d'accordo. Di presentare
questo emendamento di riscrittura dell'articolo 1. Siccome trattasi
solo ed esclusivamente di un articolo potremmo fare tutto nel breve
volgere di qualche minuto.
Poi se i deputati, il Governo, la maggioranza pensate invece che
occorra presentare un emendamento al collegato' così come ha detto
il Presidente della Regione, la Commissione Bilancio non può non
prenderne atto e di conseguenza noi ci adegueremo alla volontà del
Governo, che è quello che in questo caso ha potestà nel presentare
l'emendamento, e daremo parere favorevole o negativo secondo quello
che verrà presentato dal Governo.
Però la cosa importante è che questa mattina, secondo me, dobbiamo
stabilire un percorso che mette in salvo il disegno di legge su CAS
e ANAS e non lo espone a quelli che poi potrebbero essere i
contrasti che sul collegato' e sul disegno di legge sulle province
potrebbe da qui a qualche minuto scoppiare.
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'onorevole Giuseppe
Milazzo, io vorrei sentire il Governo su questo punto perché il
Presidente Vinciullo nel riferire l'andamento dei lavori di ieri in
Commissione ha fatto presente che il Governo, in quella sede, si
era impegnato a presentare un emendamento al cosiddetto
collegato , ma fa anche presente la seconda opzione cioè di
procedere con l'esame da parte dell'Aula del disegno di legge che
riguarda il CAS.
Questa seconda opzione è preclusa non avendo la Commissione
Bilancio reso il parere l'Aula non è nelle condizioni di
procedere nell'esame del disegno di legge sul CAS. Quindi, l'unica
via che resta è, se il Governo conferma di volere presentare un
emendamento al disegno di legge stralcio n. 1276 questo lo possiamo
fare, oppure la Commissione Bilancio deve dare il parere al
disegno di legge sul CAS.
Quindi, io vorrei sentire prima il Governo.
Do, comunque, la parola all'onorevole Giuseppe Milazzo.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, oggi che sono animato di
buona volontà, non volete farmi parlare.
Presidente Vinciullo, onorevole Panepinto, se la volontà è quella
di trattare il ddl collegato e fare un buon lavoro, cioè evitare
di incartarsi su norme inarrivabili' che ci esporrebbero a lunghi
dibattiti, se ci fermiamo un attimo e la Commissione se è in grado
di riassumere un lavoro di sintesi con un emendamento dove inserire
anche questa norma e le cose importanti, noi ce ne possiamo uscire
- diciamo - in modo spedito e se l'emendamento lo propone la
Commissione non c'è bisogno che dia il parere perché lo produce la
Commissione stessa, purché onorevole Vinciullo, io glielo dico,
tutti gli altri emendamenti aggiuntivi, al di fuori del lavoro che
predisporrebbe la Commissione Bilancio , vengano tutti scartati,
cioè la Commissione fa un lavoro di sintesi concordato con i
Capigruppo, torna in Aula col documento, l'Assemblea si esprime,
vediamo le cose che servono ai siciliani, quelle vere, li infiliamo
tutti là dentro si fa un unico dibattito e ce ne usciamo
velocemente.
Se invece, signor Presidente, il tema è proprio questo, cioè si
può accorciare un percorso parlamentare, se questo percorso è
svolto nell'interesse reale della collettività.
Se noi dobbiamo fare a ogni singolo articolo: «vediamo quando
siamo presenti in 41, vediamo quando arrivano i nostri amici che ci
votano le cose», noi di qua non ce ne usciamo e faremo un cattivo
servizio all'Aula e ai siciliani.
Quindi, io spero che il Presidente Vinciullo, la Commissione e i
Capigruppo sappiano riassumere in questa proposta della Commissione
- vedo che l'onorevole Cordaro già si è messo in movimento - se i
Capigruppo con la Commissione possono sinteticamente produrre un
unico documento per superare alcune emergenze.
PRESIDENTE. Sono iscritti a parlare gli onorevoli Di Giacinto,
Cordaro e Vullo. Ha facoltà di parlare l'onorevole Di Giacinto.
DI GIACINTO. Signor Presidente, Governo, colleghi, io mi sento un
poco così.
Ieri sera ho partecipato fino ad oltre le 21,00 alla Commissione
Bilancio e che io mi ricordi doveva essere presentato un qualcosa
in Commissione un emendamento per la copertura finanziaria rispetto
al CAS ANAS, stamattina apprendo che il percorso è completamente
cambiato cioè che qualcuno dovrebbe presentare un emendamento al
ddl collegato , guardi Presidente che non è così, nessuno si
permetta a presentare emendamenti al ddl collegato perché è da sei
mesi che la Commissione Bilancio lavora affinché si trovi una
soluzione, sei mesi e carte alla Commissione bilancio non ne sono
arrivate fino a ieri sera.
La Commissione Bilancio non è in grado fino a stamattina di
sapere quale è il capitale netto quale è il capitale che deve
andare ad essere sottoscritto e quello che abbiamo chiesto ieri
sera.
Ieri sera dice che dovevano fare una ricognizione e dirci quale
era il capitale netto per capire quale è il capitale sociale che
questa società in trasformazione deve andare a sottoscrivere. Ma
fin a quando non arrivano queste carte perché dobbiamo mettere un
emendamento aggiuntivo che addirittura dovrebbe sottoscrivere la
Commissione bilancio. Ma di che cosa stiamo parlando?
Io non ho nulla contro il CAS e l'ANAS ma voglio chiarezza, lo
fatto ieri sera in Commissione Bilancio e lo rifaccio oggi qua
fin quando non arrivano le carte che ci diano chiarezza su quale è
il percorso guardate che non è facile che questo argomento passi
neanche in Aula, ma, ripeto, non perché c'è qualcuno che è
contrario alla fusione ma vogliamo capire che cosa ci guadagna la
Regione e soprattutto che cosa ci guadagna l'ANAS e ancor di più
che cosa ci guadagnano i siciliani.
Fin quando non c'è questa chiarezza, io da componente della
Commissione Bilancio vi comunico che sono contrario per cui
nessuna operazione che si faccia così, si faccia in Aula, celata,
non celata guardate che - ripeto - è sei mesi che in Commissione
chiedo personalmente dei documenti che non mi sono stati mai
consegnati.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo, per la seduta
odierna, l'onorevole Malafarina .
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha
facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi io devo rassegnarle
tre considerazioni, che riguardano tre argomenti diversi ma,
assolutamente, collegati l'uno con l'altro.
Il primo argomento riguarda, proprio, il tema trattato fino a
questo momento. Presidente Lupo, forse i colleghi della Commissione
Bilancio non hanno avuto il coraggio di esprimersi compiutamente,
nel senso che hanno voluto utilizzare un tono, diciamo,
politicamente corretto
Siccome ho avuto modo di partecipare, anche, ad alcune sedute
della Commissione Bilancio , le devo dire - con molta franchezza -
che per quello che è stato prodotto in Commissione, se la
Commissione Bilancio dovesse essere chiamata a dare un parere sul
CAS-ANAS l'unico parere potrebbe essere un parere contrario, per
quello che, allo stato, hanno avuto possibilità di consultare.
Quindi, questo è corretto che lo si sappia perché finiremmo per
farci del male inutilmente, e perché è giusto che non ci sia una
volontà di assumersi una responsabilità politica, oltre che
amministrativa, sulla base di quel nulla che è stato prodotto, come
ha detto qualche collega che è intervenuto prima di me, su questo
tema. Vorrei che la Presidente ne prendesse atto.
Punto numero due. Abbiamo valutato, Presidente Lupo, in
Commissione Antimafia una interpretazione autentica di una norma
che riguarda l'articolo 3 della Legge n. 15 del 2008, una
interpretazione autentica proposta, fra gli altri, anche da lei,
Presidente Lupo, assolutamente apprezzabile, che la Commissione
Antimafia ha fatto propria e, dopo un'istruttoria pregevole del
collega onorevole, avvocato Stefano Pellegrino, questa norma,
questa interpretazione autentica è pronta per l'Aula.
Quindi, la Commissione Antimafia la sta inviando, perché seppur
tecnicamente si può configurare o, probabilmente, è norma non
pertinente con quelle già all'ordine del giorno, noi riteniamo che
potrebbe ben essere inserita, eccezionalmente, ma in maniera
assolutamente trasparente, nel ddl collegato perché si tratta di
una norma che sana un vulnus precedente, perché abbiamo
introdotto, in buona sostanza, oltre all'imprenditore danneggiato,
di cui all'articolo 3 della legge che ho appena citato - che
riguarda, appunto, le zone franche della legalità e i benefit di
carattere erariale e fiscale a favore degli imprenditori che
denunciano - abbiamo allargato lo spettro anche alle persone
danneggiate', in modo che anche il soggetto che dovesse ricevere,
seppur non direttamente l'imprenditore, la minaccia o la richiesta
di estorsione, consentirebbe, questo tipo di meccanismo e di
integrazione, di interpretarlo in maniera tale da dare sempre
all'imprenditore, che poi è il titolare dell'impresa, la
possibilità a seguito di un rinvio a giudizio di costituirsi parte
civile. E quindi, signor Presidente, le chiedo priorità per questa
norma prima che la sessione si chiuda.
Infine signor Presidente, noi, ieri sera, ci siamo lasciati con la
sospensione sulla trattazione del ddl collegato . Io le chiederei
di proseguire, in maniera ordinata, la Seduta. Continuiamo sul ddl
Scollegato , credo che ci siano le condizioni per esitarlo, dopo di
che passiamo al disegno di legge sulle Province, questa è
l'indicazione del mio Gruppo parlamentare, dopo di che vediamo se
ci sono altre norme trattabili', fermo restando, Presidente Lupo -
e questo per noi è una valutazione di principio -, che in ogni caso
il voto finale dovrà essere unico per tutti i disegni di legge,
così come è stato concordato ieri con la Presidenza.
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, rispetto all'emendamento di cui lei
parlava lo stesso dovrebbe essere formalizzato o dal Governo o
dalla Commissione, l'emendamento dell'interpretazione autentica.
Per quanto riguarda il CAS, io ho molti colleghi iscritti a
parlare e non ho difficoltà a dare loro la parola. Voglio solo
precisare che, al momento, il Governo non ha presentato alcun
emendamento, quindi non vorrei che aprissimo un dibattito
sull'ordine dei lavori nell'ipotesi che il Governo presentasse e
poi il Governo, magari, non formalizzerà mai l'emendamento.
Se dobbiamo proseguire con gli interventi, toccava all'onorevole
Vullo, che si era iscritto in apertura di seduta. A seguire gli
onorevoli Panarello, Picciolo, Ragusa, Panepinto, Laccoto.
E' iscritto a parlare il presidente della Commissione, onorevole
Vinciullo. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione Bilancio. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Ho ascoltato con la
dovuta attenzione, Presidente Lupo, quello che lei ha detto però
vorrei ricordare che, e mi rivolgo anche agli uffici per vedere se
gli uffici, il Segretario generale, possono aiutarci a trovare una
soluzione corretta e veloce. Decorsi dieci giorni il parere si
intende reso, e dall'ultimo emendamento presentato dal Governo,
cioè il Governo ha presentato quattro emendamenti in Commissione
Bilancio ma dall'ultimo emendamento presentato dal Governo, i
dieci giorni sono ampiamente decorsi, per cui io non credo che
questo possa essere un ostacolo il fatto che la Commissione non ha
reso parere. La Commissione non ha reso parere però sono decorsi i
dieci giorni, del resto, come vede, c'è una situazione di
difficoltà che ci impedisce di potere, alla Commissione, dare la
possibilità di pronunciarsi.
In più vorrei ricordare che nell'ultimo emendamento presentato da
parte del Governo non è previsto alcun impegno, anzi, è
espressamente negata la possibilità che vi siano impegni di nuove e
maggiori risorse per cui cade anche la possibilità per la
Commissione di esprimersi dal momento che non dobbiamo dare
copertura finanziaria su nulla. Cioè il Governo in pratica dice:
«non occorre copertura», di conseguenza, se avesse presentato
questo emendamento in IV
Commissione, non l'avreste mai mandato in II Commissione, per cui
l'ultima proposta del Governo, laddove il Governo dice non occorre
nessuna copertura' fa venire meno anche la possibilità per la
Commissione di pronunciarsi. Su cosa mi devo pronunciare se il
Governo dice non occorrono nuovi e maggiori impegni di spesa'? Lo
dice ampiamente.
Per cui veda signor Presidente, sempre nel rispetto della volontà
dei deputati, io sarei dell'idea che i termini per iniziare la
discussione di questo disegno di legge e per collegare
l'emendamento del Governo che proporrà in Aula così come ieri sera
ha detto il Presidente a questo disegno di legge, ci siano tutti.
E' anche un modo perché venga rispettata la volontà del Parlamento
che dice non ci sono emendamenti aggiuntivi, altrimenti,
giustamente ha ragione l'onorevole Milazzo, apriamo una nuova
partita in cui all'interno del collegato' potrebbe entrare tutto.
Quindi, io mi appello agli uffici e a lei Presidente per
verificare se è possibile percorrere questa strada. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Vullo. Ne ha
facoltà.
VULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo solo
ed esclusivamente per esternare le mie rimostranze nei confronti,
perché non lo vede, ieri il Presidente Ardizzone è stato di una
bravura incommensurabile, perché l'onorevole Milazzo arrivato ad
una certo punto della discussione chiede l'inversione dell'ordine
del giorno, se non erro il Presidente Ardizzone dichiara di far
parlare due a favore e due contro, mentre questi due che parlano a
favore e questi due che dovrebbero parlare contro si inseriscono in
questa discussione alcuni presidenti di Commissione. Ieri, non
facendo votare questa inversione di ordine del giorno, i deputati
di questo Parlamento si sono dimenticati di parlare solo ed
esclusivamente di quella riunione che c'è stata a Lima per
discutere la vicenda che purtroppo in questi giorni sta investendo
il Venezuela.
E allora, ieri abbiamo perso, Presidente Lupo, l'occasione per
votare un disegno di legge che era quello delle Province che,
magari a qualcuno non piacerà ma, sicuramente gran parte dei
deputati che sono presenti, - magari qualcuno che sa utilizzare
meno i social e quant'altro -, molti deputati che parlano con i
cittadini, che parlano con le scuole, che parlano con gli
imprenditori, che si rendono conto di quello che è successo in
questi quattro anni.
Ed allora, dal mio punto di vista, ieri, è stato bravo il
Presidente Ardizzone, abbiamo perso l'occasione per votare una
legge che io ritengo una legge importante, che è quella delle
Province.
Non vorrei che qualcuno pensasse che questa legge non debba essere
votata e non vorrei che qualcuno facesse in modo che questo disegno
di legge, che ritengo un disegno di legge democratica, non venisse
votata.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Zafarana, Tancredi,
Gucciardi, Di Pasquale e Cracolici hanno chiesto congedo per la
seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Panarello. Ne ha
facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, sono d'accordo con la sua proposta a
proposito del CAS, e cioè, visto che c'è stata una discussione,
ieri sera in Commissione e, come ricordava il Presidente Vinciullo,
il Governo si è impegnato a presentare un emendamento che tenesse
conto degli argomenti che ha usato la Commissione Bilancio ,
bisognerebbe sollecitare il Governo a presentare questo emendamento
e discuterlo.
Io, naturalmente, conoscendo la situazione del CAS, che essendo
un'azienda importante non può essere diretta come se fosse un
dipartimento della Regione, questo mette in discussione la
possibilità di offrire un servizio efficiente, mette in discussione
la possibilità di utilizzare efficacemente il personale, ritegno
che l'ipotesi di una società assieme all'ANAS, sia un'ipotesi
positiva perché consentirebbe al CAS di avere una prospettiva,
perché in queste condizioni, - lo dico ai colleghi che
legittimamente hanno sollevato obiezioni -, quella azienda non può
funzionare, non può erogare un servizio efficiente e non può, -
diciamo così -, soddisfare le aspirazioni di sviluppo e di mobilità
efficiente per il popolo siciliano. Questo è il tema. Questo è il
tema, dopodiché ci saranno aspetti che riguardano i bilanci,
l'operazione, e così via dicendo.
Io ho sempre immaginato che trattandosi di due enti pubblici, che
l'operazione sarà inevitabilmente trasparente, avviare le procedure
è una cosa sensata, dopodiché, ripeto, il tema adesso è trasferito
al testo dell'emendamento che il Governo si è impegnato a
presentare e che io sono per valutare ed eventualmente approvare,
se va in questa direzione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Picciolo. Ne ha
facoltà.
PICCIOLO. Signor Presidente, assessori, Governo, è ovvio che il
tema del CAS appassioni molto quest'Aula ma, anche ieri in
Commissione alla quale ho partecipato, il Presidente Vinciullo ha
dimostrato una disponibilità di massima da parte della Commissione,
avendo i documenti contabili richiesti, di poter procedere verso
questo inizio di fusione, come ieri hanno detto il Governo, il
Presidente e l'assessore.
E' ovvio, però, che il tema, - cari commissari, caro Presidente
Vinciullo, caro collega Di Giacinto -, che voi ponete ha una
rilevanza economica e contabile. E' anche vero, però, che mentre
noi discutiamo, mentre l'ANAS offre questa ciambella di
salvataggio al CAS dal punto di vista economico, perché è sotto
gli occhi di tutti che il bilancio del CAS non sia messo nelle
migliori condizioni, vuoi per anni di mala gestio, vuoi per un
depauperamento periodico del personale, vuoi per le condizioni
delle autostrade gestite dal CAS che si sono gravemente deteriorate
negli anni e, quindi, gli utili che vengono dall'incasso dei
caselli autostradali e dai pagamenti dei pedaggi non sono
sufficienti per la manutenzione straordinaria di questo ente, è
chiaro che questa fusione, da quello che diceva ieri l'assessore,
da quello che diceva il Presidente della Regione, è a costo zero
per le casse regionali e tutela i dipendenti che hanno il contratto
con le autostrade siciliane, con le autostrade nazionali, quindi un
contratto di categoria uguale per tutta Italia; tutela il sistema
infrastrutturale perché l'ANAS si è impegnata a fare ingenti
investimenti superiori a 500 milioni di euro, intervenendo con il
50% +1 del capitale sociale; tutela gli utenti che avranno
finalmente un consorzio efficiente ed una rete globale di trasporti
su base regionale.
A mio avviso è improvvido da parte nostra, come Governo e come
Commissione, come organo istituzionale, che deve dare un parere su
questa vicenda, rinviare ulteriormente e non affrontare, come si
dice, il toro per le corna .
E' impensabile questo, noi abbiamo il dovere di valutare le
ricadute economiche ma, sicuramente, cari componenti, sono vantaggi
per il bilancio della Regione. Quindi in una fusione nella quale
noi non mettiamo un euro, in cui non abbiamo alcuna responsabilità,
che è un atto tra due società pubbliche, che tutela i lavoratori,
che tutela gli utenti, che tutela le infrastrutture, secondo me
andare a ridiscutere, creare le condizioni per una difficoltà,
mettere ulteriore carne al fuoco per cercare di - legittimamente
pure - dilazionare, rinviare la soluzione di un problema o l'avvio
di un problema, come ieri in Commissione si era deciso con
l'assessore, con il Presidente della Regione, di dare un mandato
perché si avviasse questa procedura ed avendo certezza, poi,
economica di documentare l'Aula se si dovesse riesprimere, può
essere un compromesso legittimo. Però, ritengo che abbiamo il
dovere di dare risposte e che rinviare porterà soltanto ulteriore
difficoltà all'azienda CAS, ulteriori difficoltà alla Sicilia,
ulteriori difficoltà ai siciliani.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ragusa. Ne ha
facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
intervengo in merito a questa proposta di fusione tra il CAS e
l'ANAS perché, tempo fa, il nostro assessore Pistorio presentò
questa proposta che non fu accolta forse con l'approfondimento
giusto che va riversato a questo argomento.
Mentre noi parliamo di fusione di ANAS e CAS c'è un fatto molto
importante che sta avvenendo in un'arteria in costruzione, che è
l'autostrada Siracusa-Gela, dove molti addetti ai lavori e, per
essere più chiaro, alcuni operai, vengono licenziati perché le
aziende che stanno effettuando gli interventi non vengono pagati da
parte del CAS. E' un fatto importante, è un fatto molto grave,
perché è un'arteria che andrebbe a collegare il sud-est della
Regione Sicilia, è un'arteria che serve allo sviluppo, alla
crescita, ma queste cose non le dico io ma lo dicono un po' tutti
ma mi piace ribadire in questa Aula che una posizione importante
debba essere presa.
Noi veniamo da un'esperienza di incontro fatta in provincia di
Ragusa, dove i sindacati e la politica, i dirigenti politici del
provincia, si sono raccolti per discutere di questo evento. Bene,
onorevoli colleghi, è inutile raccontarvi il disagio e l'amarezza
che c'era in quell'aula perché le aspettative delle aziende che
oggi non vengono pagate dal CAS rischiano di fallire e, di
concerto, tutto l'indotto, perché chi fornisce calcestruzzo, chi
fornisce manodopera, chi fornisce mezzi meccanici, chi fa movimento
terra, oggi non ha percepito, a distanza di un anno, nessun
centesimo da parte del CAS.
Siccome qui grava una grande responsabilità politica, penso che il
Governo regionale, nella figura del Presidente della Regione e
dell'Assessore competente, debbano prendere una decisione che metta
nella condizione sia gli operai, sia l'indotto, sia le imprese, sia
i subappaltanti, tutti coloro che orbitano intorno a questa
autostrada di essere pagati, aiutati e sostenuti perché voglio
ricordare a me stesso che la prima fase basilare è l'occupazione,
la serenità delle famiglie. Poi vengono le infrastrutture che sono
importanti anch'esse, che servono alla Regione siciliana. Allora
abbandoniamo e mettiamo da parte i facili interventi, le facili
discussioni e cerchiamo di porre una risoluzione utile ed
importante.
E' chiaro poi che il CAS, che in questi anni ha dimostrato che non
può farcela da solo, non è messo nelle condizioni di aiutare e
sostenere le infrastrutture siciliane, unirlo all'ANAS, accoppiarlo
all'ANAS, potrebbe essere una soluzione ottimale.
Mi fermo qui, caro Presidente, la ringrazio, ma tenga presente che
su questo argomento sto molto attento. Volevo anche invitare
l'assessore Bosco, appena nominato assessore per le infrastrutture,
come ha già fatto, di proseguire con l'incontro che deve tenere a
Ragusa per dare possibilità a chi oggi opera all'interno della
infrastruttura di acquisire notizie e soprattutto di poter creare
quelle opportunità che molte fatture ancora non sono state evase e
di essere messe in pagamento.
PRESIDENTE. Sono iscritti a parlare l'onorevole Panepinto e a
seguire l'onorevole Laccoto. Ha facoltà di parlare l'onorevole
Panepinto.
PANEPINTO. Signor Presidente, Governo, assessore Baccei, onorevoli
colleghi, mi sembra che ieri con un dibattito che ha visto
confrontarci anche in maniera accesa, si era delineato un percorso
che poi ha avuto un seguito nella Commissione'Bilancio'.
Nella Commissione Bilancio' si è trovata la soluzione che
ricordava bene il presidente della II Commissione, onorevole
Vinciullo, ed è sostanzialmente la riscrittura della norma sul CAS
in una logica autorizzatoria per evitare di aprire ulteriori
dibattiti in termini di una copertura finanziaria che non può
essere data e non è necessaria alla luce del fatto che ad oggi si
autorizza l'avvio di una procedura di trasformazione. Peraltro
debbo dire, da quello che ho capito, che il CAS non è solo Regione,
il CAS vede pure gli enti locali, in quote minime, ma ci sono gli
enti locali che hanno procedure diverse da quelle di una società o
di un ente economico della Regione.
Per cui, presidente Lupo, per evitare, senza che questo voglia
impedire ai colleghi di parlare, proviamo a fare un'operazione. Il
Governo riproponga la riscrittura della norma in modo tale che
diventa emendamento sostitutivo di quello già incardinato in
quest'Aula, riprendiamo l'esame del collegato' e quando il Governo
è pronto su questa norma, si continua sul CAS e chiudiamo. Quello
che ci eravamo detti ieri, non vedo l'onorevole Milazzo Giuseppe,
vale a dire collegato' o CAS, a seconda di quello che è pronto, il
CAS non è pronto, quindi proseguiamo con il collegato'.
FORMICA. Sarà un emendamento al collegato'
PANEPINTO. Non so se il Governo vuole presentarlo come emendamento
al collegato' o come riscrittura del testo già incardinato.
Facciamo decidere al Governo e alla Commissione, ma soprattutto al
Governo.
Dopodiché iniziamo con il collegato', andiamo poi sulle province,
deciderà lei quando trattare il CAS, come trattarlo, perché non
pensavo che restasse il disegno di legge, così come con la
riscrittura del Governo, per quello che ieri sera, con il
Presidente della Regione, l'Assessore per le infrastrutture si è
delineato e con la presenza dell'assessore Baccei e degli uffici
dei servizi finanziari della Regione e di questa Assemblea.
Iniziamo a lavorare sul collegato , quando lei lo ritiene
trattiamo e approviamo il CAS, le province, e vediamo di dare poi
il voto finale a tutti e tre i testi legislativi, o due se saranno
due, dopo avere chiuso.
Penso che l'Aula sia in condizioni di lavorare, se iniziamo a
trattare gli argomenti, ci saranno norme approvate, norme bocciate,
ma andiamo avanti in questa direzione.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Laccoto. Ne ha
facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io penso che noi
dovremmo cercare ora di andare avanti perché anche nella giornata
odierna si potrebbero chiudere i lavori; non vedo perché dobbiamo
postargare a domani dato che c'è anche la volontà generale, da
parte di tutti di continuare con il collegato .
Io ieri ho posto la questione del Consorzio autostrade perché non
è un problema messinese, come qualcuno vuol fare comprendere. Il
problema del Consorzio autostrade è un problema che grava su tutta
la Sicilia perché il Consorzio è regionale ed ha una refluenza
importantissima su tutta la viabilità attuale e su quella che si
deve costruire. Se voi, Assessore Baccei, guardaste un attimo la
Messina-Palermo o le altre autostrade, vi accorgereste che ci sono
interruzioni a piè sospinto che impediscono il normale andamento,
con pericoli costanti in ogni tratto dell'autostrada. Sappiamo che
l'ANAS, fin quando non vi sarà questa fusione, non investirà le
somme che sono già destinate al Consorzio delle autostrade e,
quindi, con la fusione noi non facciamo un favore all'ANAS, è un
possibilità data al Consorzio, e quindi alla Sicilia, di potere
spendere quelle somme per investimenti che da lungo tempo giacciono
nelle casse dell'ANAS e che non sono state investite.
La soluzione che hanno trovato ieri in Commissione Bilancio, alla
presenza del Presidente Crocetta e dell'Assessore, può essere
percorribile. Il problema è che non bisogna più attardarsi in
questioni anche burocratiche. Se questo può essere fatto con un
emendamento che non comporta spese, nell'ambito del Collegato, e
questa è la soluzione più semplice, la si faccia, ma andiamo avanti
a sbloccare una situazione che è per tutta la Sicilia. Altrimenti
noi avremmo il fallimento del CAS, le somme non investite, le
interruzioni che restano sulle autostrade. Abbiamo anche frane
nelle autostrade che sono bloccate.
Io ritengo, Presidente, che si possa continuare col collegato ,
alla fine il Governo, se presenterà questo emendamento, che non
comporta spese, perché questa è stata la soluzione per la Regione,
può essere la soluzione che può essere fatta nell'emendamento.
D'altronde ieri si è deciso che collegato e province poi avranno un
voto finale insieme, quindi cerchiamo di sbloccare questa
situazione e di chiuderla anche oggi.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Sorbello. Ne ha
facoltà.
SORBELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ci siamo
attardati già, da qualche mese, sulla decisione del CAS Sicilia,
una decisione che ormai è estremamente delicata perché non si può
rinviare più, non si può rimandare nemmeno di qualche giorno perché
questo Consorzio è in sofferenza estrema, il contenzioso attivato
nei confronti di questo Consorzio è sotto gli occhi di tutti di
svariate centinaia o di decine di milioni, e deve sopperire solo
con il pagamento del pedaggio della Catania-Messina.
Per cui, questa sorta di rivoluzione o, se vogliamo, di
assestamento nella rete di area stradale siciliana è irrinunciabile
dal punto di vista di una eventuale ancora attardarsi nella
decisione.
Io non capisco perché, da sei mesi, si sono attardati tutti e i
miei colleghi mi scusino, si sono attardati tutti in questa
decisione, come ci si è attardati anche sul Consorzio delle
Province e si spinge, con un tempo che definirei congruo contro
ogni logica, sul collegato, dove sappiamo tutti che ogni deputato
ha portato il proprio emendamento.
Questo è salutare l'istituzione di un nuovo soggetto tra ANAS e
CAS e la soluzione dei problemi della Sicilia, alla viabilità della
Sicilia, anche perché il CAS, ormai, è al capolinea.
Non abbiamo più nessuna possibilità di salvarlo. Non c'è nessuna
possibilità e quando, assessore Baccei, tutti i miei colleghi hanno
reiterato quella che è l'ipotesi che in questa fase la Regione
Sicilia non mette un solo quattrino a disposizione di questo nuovo
soggetto, io penso, per sfruttare quelli che sono i finanziamenti
già posti in essere ed accreditati all'ANAS, dove l'ANAS,
giustamente, si è tirata un passo indietro, se prima non si
verifica questo percorso, io penso che ormai siamo ai tempi
supplementare sul problema del CAS in Sicilia.
Come penso che siamo ai tempi supplementari anche per il Consorzio
delle Province.
Vedete, anche lì, la viabilità di tutto il territorio siciliano è
abbandonata a sé stesso.
Io non so se qualcuno di voi gira per le strade provinciali, le
strade provinciali sono diventate le ex trazzere demaniali che
facevano capo alla Regione siciliana, per cui abbiamo un insieme di
trazzere, per quanto riguarda le strade provinciali ed una rete
autostradale pessima, rispetto a tutto il territorio nazionale.
Per cui, questi due provvedimenti, oltre al collegato - io non mi
attardo a criticare nei contenuti del collegato perché, lo sappiamo
tutti che chi è nella sala dei bottoni ha fatto di tutto e di più e
ha ricevuto prebende e tante marchette , così come sono state
citate, nei giorni scorsi, dalla stampa regionale.
Andare verso la soluzione di un voto finale per questi tre
provvedimenti sarebbe la cosa più giusta prima dell'apertura
feriale estiva.
PRESIDENTE. Comunico che l'assessore Gucciardi è presente,
pertanto la richiesta di congedo è nulla.
E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Cambiamo argomento, signor Presidente
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dall'Aula parte
questa voce, quasi un coro, cambiamo argomento e credo che il
collega Milazzo abbia ragione per una ragione semplice.
Ci eravamo lasciati sull'idea di invertire l'ordine dei lavori,
avevamo parlato dell'ipotesi, ieri, di passare alla province, come
primo punto all'ordine del giorno per poi dare il voto
all'assestamento di bilancio e come per incanto viene fuori di
nuovo la vicenda del CAS.
Se abbiamo detto che da parte del Governo non potevano essere
presentati emendamenti, se abbiamo detto che non ci possono essere
emendamenti aggiuntivi al collegato. Se abbiamo detto che il
percorso era stato tracciato e i binari dentro i quali dovevamo
rimanere erano gli stessi, perché adesso stiamo discutendo da due
ore del nulla?
Tra l'altro vi devo dire che io, sulla vicenda del CAS, come sulla
vicenda degli sportelli, sulla vicenda dell'aumentare le giornate
ai lavoratori della forestale, sulla questione della formazione,
sulla questione dei bacini di precariato, sulla questione dei PIP,
sulla questione delle risposte non date a tutte le categorie dei
lavoratori, sono sempre stato disponibile, come è disponibile tutta
l'opposizione, ma ora è arrivato Baccei, assessore, l'ha detto lei
o no. Ho capito male io? Ha detto che non è nelle condizioni di
fornire la documentazione a supporto di questa iniziativa?
Significa che non è possibile, assessore per le infrastrutture,
oggi determinare con un voto in Aula la cessione del CAS all'ANAS.
Abbiamo lasciato intendere, quindi, che quegli interessi che non si
capisce bene quali sono e cosa si nasconde dietro alla costruzione
delle autostrade e delle infrastrutture in Sicilia, quegli
interessi che forse l'ANAS nazionale non riesce più a mantenere ed
a portare avanti perché forse anche l'ANAS nazionale non ha più
appalti in Sicilia. E, allora, quegli appalti vogliono forse oggi
essere garantiti attraverso il CAS? Vogliamo prendere una struttura
che sta fallendo? E quali sono le politiche di questo Governo? Una
volta vuole centralizzare e portare tutto su Roma ed una volta,
invece, proprio quando si parla di appalti pubblici, quando si
parla di infrastrutture decidiamo di concentrare di nuovo tutto in
Sicilia.
E, allora, assessore, noi in questi giorni abbiamo lasciato
sospesi interventi sulla tutela dei lavoratori. Noi in questi
giorni abbiamo detto che non c'erano le risorse e non c'erano
percorsi alternativi per difendere soggetti che non lavorano da tre
anni. E, ora, sulle opere pubbliche, sulle infrastrutture, sugli
appalti milionari vogliamo, a fine legislatura, con un colpo di
mano affrontare un tema che stava lì, nascosto, che era guardingo
che aspettava di capire che fine potesse fare e ora lo vogliamo
salvare. E, allora, io sono certo che nessuno vorrà farsi tutela di
interessi che in questo momento io non comprendo. E, allora, signor
Presidente Onorevole Lupo, signor Presidente dell'Assemblea, mi
sembra di capire che gli assessori si sono già espressi. Non c'è la
documentazione a supporto per portare avanti questo provvedimento
che ha i riflettori puntati da parte di tutti. E, allora,
fermiamoci, riprendiamo la strada che avevamo tracciato ieri,
ritorniamo ai punti all'ordine del giorno, province, assestamento
di bilancio. Qualsiasi altro colpo di mano riceverà l'attenzione di
tutti noi perché le priorità devono essere tutte sullo stesso
piano. Abbiamo detto no alle tutele, abbiamo detto no ai diritti,
abbiamo detto no a lavoratori da salvaguardare, non diciamo sì di
fronte ad un provvedimento che appare quanto meno rischioso.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro.
DI MAURO. Rinuncio al mio intervento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Formica. Ne ha
facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io quasi rinuncio
nel senso che parlerò trenta secondi.
Non capisco perché quest'Aula continua ad assumere atteggiamenti
masochistici e discussioni fuorvianti che ci fanno uscire fuori dal
contesto di ciò che stiamo esaminando. Non è vero che si è cambiato
argomento.
Ieri la Commissione Bilancio ha stabilito, ed il Presidente della
Commissione oggi ha fatto la relazione, ed ha precisato
ulteriormente, che non essendoci il parere dato da parte della
Commissione Bilancio sul disegno di legge autonomo si procedeva con
un emendamento sostitutivo da parte del Governo sul collegato.
Bene, tutte le altre discussioni sono assolutamente inutili. Ieri
abbiamo stabilito di fare collegato e province con il voto finale.
Quando si arriverà e se il Governo presenterà questo emendamento ci
sarà la discussione sul CAS, quando si arriverà all'emendamento,
pertanto, la invito, signor Presidente, ad iniziare con il
collegato.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Grasso. Ne ha
facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non potevo non
intervenire su questo argomento perché da quattro anni pongo
all'attenzione dell'Aula e di questo Governo la delicata del CAS,
il rischio del fallimento, la cattiva manutenzione delle strade, la
pericolosità della circolazione.
Ho presentato una mozione che è stata discussa in questa Aula,
dove si chiedeva che il CAS, che di fatto è un ente non economico,
venisse trasformato in un ente economico.
Bene. Mi è stato risposto che il CAS era un gioiellino, che il CAS
stava funzionando bene, che il nuovo Consiglio di Amministrazione
era operativo e che vi era un parere del Consiglio di Giustizia
Amministrativa in sede consultiva che impediva che si potesse fare
qualsiasi norma o procedura perché il CAS diventasse un ente
economico.
Presento un disegno di legge come prima firmataria tre anni fa,
dove dico esattamente trasformiamo il CAS in un ente, in una
Società per Azioni, mettiamola sul mercato, ricapitalizziamo e
vediamo secondo le norme del Codice Civile chi partecipa, vediamo
chi sono, sappiamo quant'è il patrimonio e vediamo che cosa offre
ANAS.
Bene. Quel disegno di legge non è stato mai incardinato dalla IV
Commissione. E, allora, il Governo durante la finanziaria, al buio,
con una operazione non convincente, senza sapere quale ANAS
interviene e che cosa mette, necessariamente presenta un disegno di
legge che viene stralciato, viene inviato alla IV Commissione e il
Presidente della IV Commissione, mi dispiace dirlo, violando ogni
norma regolamentare non prende in esame il primo disegno di legge
sul tema che era quello di cui sono prima firmataria, senza fare
una istruttoria, l'istruttoria anziché farla in IV Commissione si
fa in Commissione Bilancio e quindi arriva con un percorso forzato
in questa Aula.
Allora, signor Presidente, se noi oggi in Aula affrontiamo solo il
tema della trasformazione del Consorzio in S.p.A. e ci fermiamo qui
siamo tutti d'accordo.
Altrimenti io vorrei capire perché norme così importanti come
finanziarie Trenitalia, io ero contraria, il contratto di servizio
chi lo ha difeso per le ferrovie lo dovrà difendere di fronte ai
siciliani, 83 milioni di euro dal 2020 in poi a Trenitalia e ieri
abbiamo scoperto che l'antitrust ha sanzionato Trenitalia perché
nascondeva i biglietti più economici. Vediamo quale vantaggio ci
sarà per i siciliani. E poi ci facciamo insultare dai lavoratori
perché questo Governo, e non è populismo carissimi colleghi, è
rabbia, non ha saputo tutelare e garantire il lavoro e noi con
tanta facilità oggi la fusione CAS-ANAS a freddo non si può fare.
Il Presidente dell'ANAS ha dichiarato al Sole 24 Ore che la
situazione economica dell'ANAS è una situazione dove ci sono dei
debiti e questi debiti pensa poi che eventualmente si possono
sanare con delle transazioni.
Il CAS ha milioni di debiti e ancora oggi ai caselli vi sono i
pignoramenti. Il contenzioso del CAS che fine farà?
Non si possono fare passi affrettati e non si può imporre a questa
Aula di votare disegni di legge senza avere prima avuto la
possibilità di presentare emendamenti. Quindi, io se effettivamente
la Commissione Bilancio ha approvato ed ha stabilito - lo stiamo
apprendendo ora - che si farà solo la trasformazione bene,
altrimenti io starò qui e mi opporrò a che l'Aula continui.
Chiederò il numero legale ogni cinque minuti perché questa norma
non si può fare e questa fusione così non si può fare. Danneggia i
lavoratori, danneggia i cittadini.
Poi non raccontiamoci la barzelletta che l'ANAS non può fare le
opere. L'ANAS è una stazione appaltante. Quali autostrade gestisce?
Solo le autostrade in costruzione, perché tutte le altre autostrade
sono gestite dalla Regione e dai privati e lo stesso faccia la
Sicilia.
VINCIULLO, presidente della Commissione Bilancio. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione Bilancio. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, il Governo ha fatto
pervenire alla Commissione una riscrittura; su questa riscrittura,
dopo aver consultato alcuni colleghi, credo che possiamo dare anche
un parere favorevole. Pertanto, lei veda di conciliare l'attività
della Commissione con l'attività del Parlamento così come ritiene
più utile per arrivare a questa soluzione.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, intanto sull'ordine dei lavori, questioni
così importanti, questioni che condizioneranno la viabilità qua in
Sicilia con foglietti volanti che arrivano all'ultimo minuto e un
Presidente che, addirittura, già prima mentre legge dice che avrà
il parere positivo, grande serietà Per non parlare che siamo
praticamente a ridosso di ferragosto e non ai tempi supplementari,
come ha detto il collega, siamo oltre la zona cesarini per
approvare qualcosa che ha più il sapore elettorale che non una vera
e propria riforma.
Guardando su internet e girando per le strade io mi chiedo,
Presidente, ma il piano industriale questi investimenti dove
stanno? Nessun piano industriale che ci dice a chiare lettere cosa
l'ANAS si impegnerà a fare che già doveva fare, perché voglio
ricordare, Presidente e colleghi, che le strade siciliane quella
che ho percorso questa mattina la Catania-Palermo fa pena,
addirittura riesce ad avere la medaglia d'oro della pena rispetto
alle strade del CAS, corsie che bisogna fare lo scambio, gallerie
al buio, buche, guard-rail che non esistono, guard-rail da topo
Gigio, direi quelli lì che sono fuori norma da un bel po' di tempo.
Questi investimenti andrebbero fatti a prescindere perché ancora
siamo in Italia mi sembra. Lo stesso la statale 113 teatro
continuamente di morti e di incidenti.
Bene, l'ANAS vuole fare beneficenza; siamo commossi, Presidente,
da questo bene che ci vogliono, ma ci chiediamo perché non fanno
quello che sarebbe già dovere fare e mi chiedo anche - e mi
rivolgo all'onorevole Vinciullo che è della provincia di Siracusa -
quei bei caselli che hanno fatto a Cassibile che li deve aver fatto
un cieco fuori norma, dei caselli, ecco onorevole Cirone lei ci
passerà di tanto in tanto ricorderete anche il Presidente Crocetta
ha avuto un incidente in quella trappola per topi Bene, l'ANAS
vuole da noi il permesso di metterci una sbarra e di fare pagare un
pedaggio.
Io vorrei dire ai colleghi che per salvare il CAS la politica
doveva stare molto lontana perché il CAS è diventato negli anni un
po' acerbo di interessi, di assunzioni, di sprechi di corruzione
solo in questo non è secondo ad ANAS se la giocano dove c'è più
corruzione non lo capiamo.
Ed allora, Presidente, quando una pietanza si guasta è inutile
aggiungere altri ingredienti cercando di modificare il sapore,
altri ingredienti rancidi perché è questo che stiamo facendo
aggiungendo rancido al rancido senza una operazione trasparenza,
senza un piano industriale di investimenti e di entrate che nel
tempo dovrebbero dare un equilibrio economico-finanziario.
Ed allora, Presidente, capisco che è estate e magari pensate che i
siciliani sono sotto gli ombrelloni perché ogni anno vi riservate
queste schifezze proprio in questo periodo, però questo veramente
mi sembra troppo Andare a cedere il nostro patrimonio a soggetti
che languono che di certo non hanno investimenti da fare qui in
Sicilia perché non fanno neppure quelli dovuti, i lavori dovuti non
vengono fatti è veramente un torto enorme
Allora, il problema del CAS l'abbiamo detto è stato troppa
attenzione della politica, lo sappiamo perfettamente, non è un
segreto. Ci sono in corso, anche, delle indagini molto delicate.
Andare ad approvare, frettolosamente, una norma di cui, è vero, si
discute da tanto tempo ma il vero testo ancora non è sui banchi
dell'Aula; un'operazione che ci legherà vita natural durante sulla
fine di una legislatura noi crediamo che spetti al prossimo
Governo. Che lo faccia all'inizio della legislatura, in maniera
chiara, trasparente e partecipata. Andarla a fare adesso è uno
sgambetto, ed è un danno che si ritorcerà contro tutti
Quindi, io invito anche la Presidenza, la Commissione, i colleghi
della maggioranza a riflettere profondamente su questa cosa. Se ne
discuta, a tempo debito, carte alla mano, non in maniera
frettolosa
LENTINI. ...la richiesta del numero legale. O cambiamo o numero
legale
PRESIDENTE. Per ora non stiamo votando, quindi non si può
chiedere. Quando sarà il momento della votazione, lei avrà il
diritto di chiedere la verifica del numero legale.
E' iscritto a parlare l'onorevole Rinaldi. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, questo
argomento è stato, più volte, trattato sia nella Commissione di
merito sia nella Commissione Bilancio e dalle ultime riunioni che
si sono svolte in Commissione Bilancio non è emerso un quadro
chiaro del futuro di questa fusione. L'unica cosa che è emersa, è
che noi stiamo cedendo l'unica, dico l'unica, società che incassa
giornalmente cash, cioè contanti, quasi 70 milioni di euro, in
cambio riceviamo dall'ANAS soltanto la certezza che acquisirà delle
tratte di autostrada e, quindi, metterà dei pedaggi facendo pagare
ai cittadini queste nuove tratte che prenderà grazie a questa
fusione, senza che ci sia anche un quadro chiaro rispetto a tutti i
debiti che in questo momento la società CAS ha
E, vivaddio, chi è che non farebbe un'operazione del genere? Cioè,
arriva una società che utilizza i finanziamenti nazionali,
acquisisce tutte le tratte che ci sono in Sicilia a costo zero, non
si fa carico dei debiti che, in questo momento, il CAS ha e che
superano abbondantemente 100 milioni. E, quindi, questo carico poi
a chi andrà se non alla Regione siciliana?
E' questa l'operazione che dovremmo autorizzare in quest'Aula?
Cioè, cedere tutte le autostrade per utilizzare i crediti e tutte
le entrate che ci saranno, con il pagamento dei pedaggi, senza
farsi carico di tutti i debiti che, in questo momento, ci sono
nella società? Senza che sia stata fatta nessuna programmazione,
senza che su questo sia stato detto niente?
Ma come si fa a cedere l'unica società che, in questo momento,
guadagna settanta milioni l'anno? L'unica società che la Regione
siciliana ha che guadagna, ogni giorno, cash, e noi la cediamo
così, con una fusione alla cieca, senza sapere quale sarà la
programmazione.
Non sarebbe stato meglio tentare di avere una programmazione di
dieci anni per risanare i debiti, e mantenere - poi parliamo di
autonomia - l'unica società che in questo momento riesce ad avere
cash e quindi dare una manutenzione ordinaria, straordinaria ma con
una programmazione seria.
Perché con settantamilioni l'anno e una programmazione su dieci,
quindici anni si riesce a risolvere i debiti che ci sono e,
contemporaneamente, a mantenere una manutenzione ordinaria e anche
straordinaria di queste autostrade.
Ecco perché il nostro Gruppo voterà contro, e le chiedo anche
ufficialmente, Presidente, a nome di Forza Italia, l'inversione
dell'ordine del giorno rispetto a quello che c'è oggi.
BOSCO, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BOSCO, assessore regionale per le infrastrutture e la mobilità.
Signor Presidente, onorevoli deputati, la proposta normativa che
era stata presentata dal Governo, che era una proposta organica
sottoposta al parere della Ragioneria e dell'Ufficio legale e
legislativo e in conseguenza di questi pareri, modificata in sede
di discussione nell'ambito della II Commissione, non ha riscontrato
un'approvazione da parte della Commissione stessa. Pertanto, in
seguito all'incontro di Commissione che è stata fatta ieri sera, la
proposta è stata rielaborata in maniera tale da potere consentire
un'unanime approvazione da parte della Commissione. Questa proposta
è stata rielaborata e tra pochi minuti sarà consegnata al
Presidente per poi poter essere discussa.
Per quanto riguarda gli aspetti se collegarla come emendamento al
collegato , scusate il bisticcio di parole, oppure considerarla
come strumento normativo a sé stante, per quello che mi riguarda,
che riguarda il Governo, credo che questo non abbia un'importanza
assoluta. Ha importanza, invece, la possibilità di approvare questa
norma che è una norma che costituisce uno start up per la
successiva elaborazione degli accordi con ANAS e questa diventa
un'autorizzazione a trasformare il CAS in una società per azioni.
PRESIDENTE. Ed allora, il Governo è invitato a presentare
l'emendamento agli uffici della Presidenza, gli uffici della
Presidenza lo trasmetteranno alla Commissione Bilancio . La
Commissione Bilancio è autorizzata a riunirsi durante la
sospensione dei lavori, quando l'Aula sarà sospesa, verificare che
l'emendamento sia accompagnato dalla relazione tecnica, dovrà dare
il parere all'emendamento, solo a quel punto l'emendamento potrà
essere esaminato dall'Aula.
Rispetto alla richiesta di inversione dell'ordine dei lavori che
anche oggi è stata fatta da più colleghi, vorrei ricordare a tutti
che la stessa ha formato oggetto di ampio dibattito ieri. Al
termine della seduta, l'Aula si è determinata a proseguire i lavori
a partire dall'esame del collegato , fermo restando che dopo
l'esame del collegato resta il fatto che esaminerà anche il
disegno di legge che riguarda le Province. Quindi, la decisione non
può essere riconsiderata.
matiche e correttive per l'anno 2017. Legge di stabilità regionale.
Stralcio I' (n. 1276 Stralcio I/A).
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Seguito della discussione del disegno di legge Disposizioni
programmatiche e correttive per l'anno 2017. Legge di stabilità
regionale. Stralcio I . (n. 1276 Stralcio I/A)
PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno
Discussione dei disegni di legge .
Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2017. Legge di
stabilità regionale. Stralcio I . (n. 1276 Stralcio I/A), posto al
numero 1).
Invito i componenti la II Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1
Finanziamento per l'Irsap
1. L'autorizzazione di spesa di cui al comma 1del presente
articolo per le finalità degli articoli 2 e 4 della legge regionale
12 gennaio 2012, n. 8 (Missione 14, Programma 1, capitolo 243301) è
incrementata, per il triennio 2017-2019 dell'importo annuo di 3.900
migliaia di euro. Al relativo onere si provvede mediante riduzione
di pari importo delle disponibilità della Missione 13, Programma 4,
capitolo 413333 per il triennio 2017-2019. L'autorizzazione di
spesa di cui al presente comma è subordinata all'accertamento da
parte dei competenti tavoli tecnici del risultato di gestione del
servizio sanitario regionale relativo ai conti consuntivi degli
anni 2016, 2017 e 2018. Qualora si accerti un risultato di
gestione negativo l'autorizzazione di spesa è ripristinata, con
decreto del Ragioniere generale, previa delibera della Giunta
regionale, in misura pari alla residua disponibilità della Missione
13, Programma 4, capitolo 413333».
Si passa all'emendamento soppressivo 1.1. E' mantenuto o è
ritirato? Manca l'onorevole Greco. Lo dichiaro decaduto.
Si passa all'emendamento soppressivo 1.3, a firma dell'onorevole
Cancelleri.
CANCELLERI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento soppressivo 1.5, a firma dell'onorevole
Di Mauro. E' decaduto.
Si passa all'emendamento A23R. E' una riscrittura, un emendamento
sostitutivo della III Commissione che produce effettivi finanziari
Quindi, inviterei, intanto, l'assessore Baccei a dare il parere.
Assessore Baccei, può dichiarare la copertura, per favore.
BACCEI, assessore per l'economia. Sì, ha copertura.
PRESIDENTE. Assessore, la copertura dov'è indicata? Perché deve
essere esplicitata nel testo. L'emendamento A23R è interamente
sostitutivo, quindi, la copertura deve essere indicata
nell'emendamento sostitutivo.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Papale ha chiesto congedo per
la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Stralcio I/A
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n. 1276
Stralcio I/A
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Avevo visto i commi aggiuntivi,
quello del trasferimento del personale. Stiamo aumentando i fondi
per pagare una serie di oneri, quindi, non potrebbe sostenere
maggior costi del personale.
PRESIDENTE. L'emendamento A23R è dichiarato inammissibile.
Si passa all'emendamento 1.2, a firma dell'onorevole Rinaldi. E'
una riduzione della copertura di spesa, se, però, la
quantificazione è stata fatta dal Governo, immagino che risponda a
qualche esigenza. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Onorevole Rinaldi, mantiene l'emendamento o lo ritira?
RINALDI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2
Trattamento pensionistico sostitutivo agli ex dipendenti
dei Consorzi Asi
1. Presso il Fondo pensioni Sicilia è costituito il "Fondo
speciale transitorio ad esaurimento del personale in quiescenza dei
Consorzi Asi in liquidazione" destinato al pagamento, con oneri a
carico della Regione, per il solo periodo di tempo strettamente
necessario al raggiungimento della decorrenza del trattamento
pensionistico dell'INPS ed in misura equivalente, del trattamento
pensionistico sostitutivo agli ex dipendenti dei Consorzi Asi in
liquidazione e dei relativi trattamenti di reversibilità,
riconosciuti con provvedimenti amministrativi i cui effetti siano
antecedenti alla data di entrata in vigore dell'articolo 8 della
legge regionale 12 agosto 2014, n. 21. Agli oneri derivanti dalle
disposizioni di cui al presente comma si provvede annualmente
mediante riduzione dell'autorizzazione di spesa prevista per la
Missione 14, Programma 1, capitolo 243301 nel limite massimo annuo
di 376 migliaia di euro. Con decreto del Ragioniere generale, su
proposta del dipartimento regionale delle attività produttive, da
adottare entro il 31 gennaio di ciascun anno, si provvede
annualmente ad effettuare le variazioni di bilancio occorrenti per
l'attuazione delle disposizioni del presente comma, nella misura
strettamente necessaria ad assicurare i trattamenti pensionistici
previsti.
Comunico che all'articolo 2 è stato presentato l'emendamento
soppressivo 2.1, a firma dell'onorevole Greco Giovanni, che
dichiaro decaduto.
Si passa all'emendamento soppressivo 2.3, a firma dell'onorevole
Cancelleri. Se nessuno lo fa proprio lo dichiaro decaduto.
Si passa all'emendamento soppressivo 2.6, a firma dell'onorevole
Di Mauro, che dichiaro decaduto.
Si passa all'emendamento 2.2, a firma degli onorevoli Rinaldi ed
altri, che prevede un incremento di spesa. Il parere del Governo?
RINALDI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 2.
MARZIANO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Signor Presidente, ma non c'era una riscrittura
collegata a questa articolo?
BACCEI, assessore per l'economia. Era collegato nella
finanziaria
MARZIANO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Allora, io dichiaro il mio voto contrario a questo
articolo.
PRESIDENTE. Gli Uffici della Presidenza mi confermano che non è
stato presentato alcun emendamento di riscrittura.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Assessore Baccei, eravamo rimasti con l'Assessore al ramo che
avremmo riscritto questo articolo. Siccome noi non possiamo
condannare a morte i lavoratori , come diceva l'Assessore, chiedo
ufficialmente di accantonare l'articolo 2 e di discuterlo, così
come era stato detto, prevedendo un provvedimento a tutela dei
pensionati, così come abbiamo detto in Commissione.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, non penso di sbagliarmi, ma questo articolo riguarda le
pensioni sostitutive non le integrative del personale ASI che, al
momento, non percepisce pensione. E' analogo a quello che avevamo
fatto con una finanziaria per i pensionati dell'EAS; cioè stiamo
dando una pensione a persone che oggi non percepiscono la pensione,
però se volete lo accantoniamo e lo discutiamo in un altro momento.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
sinceramente non apprezzo questo modo di procedere. Poc'anzi noi
abbiamo esitato l'articolo 1 sul finanziamento per l'Irsap e non vi
è stato nessuna discontinuità e nessun contrasto rispetto alle
iniziative del Governo con l'Aula. Il testo per arrivare in Aula ed
essere così scritto e numerato e rappresentato ha un dibattito
parlamentare nelle varie Commissioni e l'apprezzamento del Governo,
non ritengo che sia corretto che in quest'Aula bisogna vedere il
Governo con due opinioni totalmente diverse e contrastanti.
Allora, se su questo argomento è bene aspettare l'assessore Lo
Bello che ha la titolarità della materia, si è fatto molto male
poc'anzi ad esitare l'articolo 1 che è proprio materia
dell'Assessore per le attività produttive.
PRESIDENTE. La richiesta di accantonamento dal Presidente della
Commissione condivisa dal Governo
CIMINO. Di tutta la rubrica, Presidente
ALLORO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALLORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, volevo
dire all'assessore Baccei, se mi dà un minimo di ascolto, che vero
è che l'articolo fa riferimento ai trattamenti pensionistici
sostitutivi ma non risolviamo il problema dei trattamenti
pensionistici integrativi che sono quelli rispetto ai
(Interruzione dell'Assessore per l'Economia)
ALLORO. Sì e quelli integrativi? Quelli integrativi hanno vinto
le cause, hanno avuto la sentenza della Corte di Cassazione.
Possiamo continuare a fare finta di niente?
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, io
devo leggere, con esattezza, che cosa prevede l'articolo 2 ed ha
ragione sia l'onorevole Alloro, quando dice che il trattamento
pensionistico sostitutivo di ex dipendenti e dei relativi
trattamenti di reversibilità, riconosciuti con provvedimenti
amministrativi di cui in effetti siano antecedenti all'entrata in
vigore dell'articolo 8 della legge 12 agosto 2014, n. 21 , riguarda
il divieto di erogare trattamenti di previdenza e quiescenza
integrativi o sostitutivi in assenza di una stessa previsione
legislativa regionale o statale che ne definisce l'ambito di
applicazione, i presupposti, l'entità e la relativa copertura nei
bilanci. Significa che noi stiamo decidendo di non dare più le
pensioni a coloro che ne hanno diritto e che già hanno vinto le
cause nei vari tribunali nelle varie province della Regione
siciliana.
Quindi, stiamo facendo un articolo contro i pensionati, ecco
perché ha ragione anche l'assessore Marziano e questo articolo va
rivisto e va rivista la riscrittura che avevamo concordato in
Commissione.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, qui secondo me stiamo parlando senza sapere di cosa
parliamo. Stiamo parlando di persone che oggi non percepiscono
nessuna pensione: zero Niente
Ed allora, portiamole tutte a un milione di euro e mettiamo i
soldi così stanno tutti meglio. Ma che cosa c'entra? Affrontiamo un
problema alla volta. Non è che se mettiamo insieme quindici
problemi, li risolviamo, non risolviamo niente.
Il problema grosso che abbiamo affrontato con la finanziaria, per
quelli dell'EAS, era i cosiddetti esodati, quelli che sono rimasti
in mezzo e non percepiscono nessuna pensione. A questi cominciamo a
dargli una pensione. Poi se vogliamo parlare delle pensioni
integrative, dopo c'è un articolo, l'articolo 5 che lo tratta. E'
inutile mettere insieme cinquanta problemi sul tavolo per non
affrontarne nessuno. Allora se vogliamo dare una pensione a quelle
persone che non ce l'hanno votiamo favorevolmente, se invece li
volete lasciare senza pensione, bocciata l'articolo e non se ne
parla più. Non c'è bisogno né di assessore al ramo, né di nessuno.
L'articolo è chiaro. Non è che dobbiamo rimandare, volete rimandare
per non dare una pensione, rimandiamo, volete bocciare, lo
bocciate, siete favorevoli, votate favorevoli, ma questo è
l'articolo.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, penso che l'assessore Baccei abbia chiarito abbastanza.
Qui non si sta discutendo delle pensioni integrative, ma
semplicemente del diritto alla pensione per chi non ce l'ha.
Dopodiché quando parliamo delle pensioni integrative, ne parliamo.
Questo è il momento intanto di riconoscere. E siccome l'ottimo è
sempre nemico del bene, non vorrei che alla fine non facciamo né
quelle integrative e manco quelle sostitutive.
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
intervengo per chiedere se l'assessore Baccei può fare una
precisazione. L'articolo 5 parla di pensioni integrative, ma
dell'EAS, non dell'ASI.
BACCEI, assessore per l'economia. Parla di tutti gli enti
siciliani.
MILAZZO GIUSEPPE. L'abbiamo letto e riletto. Assessore, un giorno
l'assessore Bianchi mi sfidò e furono impugnati 38 articoli. Se ci
usa la cortesia, se ci può rassicurare. Se lei ci rassicura siamo
tutti contenti.
BACCEI, assessore per l'economia. All'articolo 5, ne parliamo dopo
altrimenti abbiamo novanta interventi e non andiamo avanti, si
parla dell'emendamento del Governo di pensioni integrative per
tutti gli enti. Poi vediamo qual è la soluzione, ne parliamo dopo.
PRESIDENTE. Se non ci sono altre richieste di intervento, possiamo
mettere in votazione l'articolo 2. Viene meno la richiesta di
accantonamento. E' stato precisato che altri aspetti saranno
esaminati nell'esame dell'articolo 5.
Pongo in votazione l'articolo 2.
RINALDI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Si procede alla verifica dei richiedenti per la
votazione a scrutinio segreto.
Poiché non c'è il quorum la richiesta risulta appoggiata a
termini di Regolamento.
Pongo in votazione l'articolo 2 per alzata e seduta. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Articolo 5
Disposizioni per l'Ente Acquedotti Siciliani in
liquidazione.
Riconoscimento di debito fuori bilancio ai sensi
dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del d.lgs. n. 118
del 2011
1. Entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, l'Ente Acquedotti Siciliani (EAS) in liquidazione provvede
alla consegna degli impianti e delle reti idriche al Comune o al
consorzio dei Comuni interessati, a seconda che gli impianti siano
a servizio di un solo Comune o di più Comuni, che ne assumono la
gestione, con oneri a carico della tariffa del servizio idrico
integrato, sino alla piena attuazione delle disposizioni di cui
all'articolo 3, comma 3, lettera f) e all'articolo 4, comma 2,
della legge regionale 11 agosto 2015, n. 19.
2. Trascorso il termine perentorio di cui al comma 1, l'Assessore
regionale per l'energia e i servizi di pubblica utilità, previa
diffida al Comune ad adempiere entro il termine di trenta giorni,
nomina un commissario ad acta per la presa in consegna degli
impianti di cui al comma 1 nel termine dei successivi trenta
giorni.
3. Scaduti i termini di cui al comma 2, cessa la residua gestione
rimasta a carico dell'Ente Acquedotti Siciliani (EAS) in
liquidazione.
4. Alla data di entrata in vigore della presente legge, il
personale di ruolo dell'Ente Acquedotti Siciliani (EAS) in
liquidazione, assunto a tempo indeterminato, ed ancora in servizio
presso l'Ente, transita, nel rispetto dell'anzianità maturata e del
trattamento normativo e contrattuale posseduto, in apposita area
speciale transitoria ad esaurimento, istituita presso l'Ente di
Sviluppo Agricolo (ESA) ed è utilizzato, nel rispetto delle
qualifiche di appartenenza, prioritariamente per le attività di
liquidazione dell'Ente Acquedotti Siciliani nonché per le finalità
di cui al comma 1. Agli oneri derivanti dal presente comma,
quantificati per gli esercizi finanziari 2017, 2018 e 2019
rispettivamente in 6.977 migliaia di euro, 6.719 migliaia di euro e
6.554 migliaia di euro, si provvede, per gli esercizi finanziari
2017 e 2018, mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione
di spesa di cui all'articolo 28, comma 1, della legge regionale 17
marzo 2016, n. 3 (Missione 1, Programma 3, Capitolo 214107). Per
l'anno 2019 è ridotto di pari importo lo specifico accantonamento
1004 del Fondo globale di parte corrente di cui all'articolo 14,
comma 1, Tabella A, capitolo 215704.
5. L'articolo 2 della legge regionale 2 agosto 1982, n. 81 è
abrogato.
6. Al fine di scongiurare interruzioni di pubblico servizio, per
l'avvio della gestione da parte dei comuni di cui al comma 1,
l'Assessorato regionale dell'energia e dei servizi di pubblica
utilità concede agli stessi comuni, che ne fanno richiesta,
un'anticipazione da restituire in dieci anni. Per le finalità di
cui al presente comma è autorizzata l'ulteriore spesa di 1.000
migliaia di euro annui per il triennio 2017-2019. Al relativo onere
si provvede a valere sulle assegnazioni di cui all'articolo 6,
comma 1, della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 e successive
modifiche ed integrazioni, da iscrivere in un apposito capitolo di
spesa del Dipartimento regionale dell'acqua e dei rifiuti. Per le
medesime finalità del presente comma è autorizzata l'ulteriore
spesa di 2.000 migliaia di euro a valere sulle assegnazioni ai
comuni per spese di investimento di cui all'articolo 4, comma 8, e
all'articolo 7, comma 22, della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3
e successive modifiche ed integrazioni.
7. All'articolo 15 della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5
sono soppresse le parole nonché per la residua gestione idrica
rimasta .
8. Per far fronte agli oneri derivanti dalla copertura della
garanzia solidale prestata dalla Regione siciliana, in forza del
comma 2 dell'articolo 23 della legge regionale 5 novembre 2004, n.
15, quale saldo delle somme riconosciute dall'Ente Acquedotti
Siciliani alla Siciliacque s.p.a. per il servizio di fornitura
idrica prestato e fatturato ad EAS per il periodo dal terzo
trimestre 2014 al quarto trimestre 2016, è autorizzata la spesa di
euro 26.389.389, suddivisa in tre annualità, ai sensi e per gli
effetti dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche e
integrazioni».
Si passa all'emendamento 5.1, a firma dell'onorevole Fazio. Lo
dichiaro decaduto.
Si passa all'emendamento 5.2, a firma degli onorevoli Greco
Giovanni ed altri. Lo dichiaro decaduto.
Si passa all'emendamento 5.14, a firma dell'onorevole Di Mauro. Lo
dichiaro decaduto. Comunico che è stato presentato un emendamento
di riscrittura da parte del Governo, il 5.27. Diamo il tempo per la
distribuzione.
DI GIACINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'altra volta
avevo chiesto di accantonare questo articolo per la questione delle
pensioni integrative. Ho visto la riscrittura presentata dal
Governo e, in parte, risolve il problema per quelli che hanno il
minimo pensionistico e, quindi, risolve in parte il problema.
Io ritengo, presidente Crocetta, che dovremmo trovare una
soluzione per tutti coloro a cui abbiamo tolto le pensioni
integrative. Abbiamo visto, nel tempo, che anche se non c'è stata
una norma ben precisa è stato fatto un recepimento con un atto
amministrativo e noi, di fatto, abbiamo fatto passare alcuni
pensionati che prendevano duemila euro a mille euro, persone che si
erano impegnate a pagare mutui, persone che con la pensione
facevano tante altre cose a cui abbiamo tolto, da quattro anni, un
diritto che ritengo vada riconosciuto e ridato a queste persone.
Presidente Crocetta - tra l'altro so che lei ha fatto un incontro
con delegati di questi pensionati e aveva preso l'impegno di
restituire l'integrazione pensionistica -, la invito a subemendare
questo emendamento affinché si possa restituire, ma non soltanto a
questi dell'EAS, perché nella stessa situazione sono quelli
dell'ASI, quindi, che per una questione di equità è necessario fare
una norma che riconosca il diritto a questi pensionati ed ai
pensionati dell'ASI.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Questa vicenda è abbastanza
complessa, per cui provo a spiegare un po' tutta la storia.
Innanzitutto, questi pensionati non hanno mai versato contributi
integrativi, hanno soltanto pagato i contributi INPS come previsto
dall'INPS e stanno prendendo una pensione commisurata ai contributi
INPS che hanno preso.
Questa è la prima verità, ci sono voluti sei mesi per capirla,
perché ci hanno portato tutte carte che non dimostravano
assolutamente nulla. La verità, dopo sei mesi e mille verifiche, è
che non hanno mai versato un euro di contributi integrativi. Hanno
versato contributi INPS e percepiscono la pensione INPS.
In forza di una delibera di Giunta, a queste persone, sia EAS che
ASI, era stato equiparato con il loro trattamento previdenziale
INPS a quello dei regionali che, come sappiamo, era molto più
favorevole dell'INPS, ma senza che versassero dei contributi per
questo.
Con una legge successiva, mi pare del 2014, si è definito che per
autorizzare quel trattamento pensionistico, occorreva una legge. I
regionali quella legge l'avevano, questi enti non l'avevano perché
percepivano questa pensione in forza di una delibera.
Per cui, non hanno più potuto percepire il trattamento
pensionistico dei dipendenti regionali perché non avevano una legge
dietro, ma avevano una delibera di Giunta, per cui è stata tolta
questa maggiorazione rispetto alla pensione INPS che loro
percepivano, commisurata ai contributi che avevano versato.
Nel frattempo, con la legge 9 del 2015, abbiamo equiparato i
trattamenti pensionistici, ovviamente per il futuro dei dipendenti
regionali, a quelli dello Stato. Quindi, per i dipendenti regionali
che vanno in pensione - a parte la parte del prepensionamento dove
abbiamo fatto un trattamento di favore -, quelli che vanno
nuovamente in pensione hanno un trattamento pensionistico che è
equiparato a quello dello Stato, quindi, equiparato anche a quello
del contratto 2 e dei lavoratori degli enti, anche quelli che
avevano la delibera e che non possono più percepirlo.
Avremmo tre possibilità: o fare un'interpretazione autentica di
una norma vecchia, ma chiaramente non si può più fare perché c'è
una delibera, non c'era neanche una norma alla base. Quindi, questa
è una strada che non si può perseguire; o fare una norma nuova in
cui andiamo a riconoscere una pensione ai dipendenti di questi enti
che non esiste più neanche per i dipendenti regionali. E' come se,
oggi, dicessimo cari dipendenti EAS e ASI, a voi è riconosciuta
una pensione che è il 20 per cento in più dell'ultimo trattamento
retributivo che abbiamo abrogato per i dipendenti regionali e,
secondo me, non ha senso perché faremmo una differenziazione di
nuovo, quella che abbiamo tolto fra contratto 1 e contratto 2 e
andremmo a creare per dei dipendenti degli enti, partendo da oggi.
Anzi, riconosceremmo a loro, ma non a quelli che sono in servizio
ora che quando andrebbero in pensione, lo farebbero con una
pensione diversa. Quindi, sarebbe un'ingiustizia.
Ciò che proponiamo qui - perché poi andando a vedere i tabulati e
noi ce li siamo visti tutti, ci sono casi di persone che,
veramente, prendono una pensione bassa e ci sono casi di persone
che prendono 3 o 4 mila euro di pensione normale e 3 o 4 mila euro
di integrativa, sono pochi, ma c'è di tutto - è un intervento di
tipo sociale, cioè diciamo ai dipendenti EAS ed ASI che
percepiscono una pensione che è inferiore a tre volte il minimo -
il minimo è 500 euro -, quindi che prendono meno di 1.500 euro, gli
viene riconosciuto il minimo fra quello che prenderebbero, compresa
l'integrativa e 1.500 euro.
Faccio un esempio, se una persona fra integrativa e normale
avrebbe preso due mila euro, ne prende 1.500 euro. Se, invece, una
persona fra integrativa e normale avrebbe preso 1.100 euro, ne
prende 1.100 euro. Questo per assicurare che tutti prendano una
pensione che, comunque, consenta loro un reddito dignitoso.
E' un intervento di tipo sociale, completamente diverso da quello
che c'era prima, ma va a colmare una necessità, cioè quelli che
hanno un'esigenza che prendono meno di 1.500 euro vengono, di
fatto, portati a 1.500 euro che, comunque, comincia ad essere una
pensione dignitosa.
Quelli che prendevano molto di più, visto che non c'è più la
legge, avranno questa, non la chiamerei neanche un'ingiustizia
perché secondo me era ingiusta come la pensione dei regionali
prima.
Questo è l'intervento che viene proposto. Secondo me, ripeto, a
parte il fatto che non c'è la copertura per dare a tutti quello che
avevano prima, ma al di là di questo non sarebbe giusto perché
andremmo a dare ad una categoria limitata di persone un privilegio
che altri non hanno
Io penso che questo sia un intervento equo che ha già la copertura
e che risolve il problema in un'ottica sociale.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Panepinto. Ne ha
facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei pregare
il Governo, assessore Baccei, dopo che con la sua esaustiva
spiegazione che vede l'Aula d'accordo sulla questione del
personale, sul fatto che sia opportuno estrapolare i commi che
riguardano altro, cioè di fatto dobbiamo trattare la questione del
personale dell'EAS e lo sommiamo a questioni di altra natura che
sono quelli di un debito di riconoscimento di un debito fuori
bilancio dell'EAS con Sicilia Acque e non c'era alcuna relazione
tecnica. Dico ciò, nel senso che ritengo - ed ho presentato un
emendamento - che non possiamo bypassare una questione che è quella
del costo dell'acqua, dei comuni che non hanno gestore e metterla
insieme. Ritengo che le due vicende, le due fattispecie vadano
tenute separate.
Oggi, si pone un problema di una Regione che aveva una legge che è
stata abrogata, che è stata cassata dalla Corte Costituzionale e,
peraltro, si va ad incidere sul Fondo delle autonomie locali,
sottraendo risorse per 2 milioni di euro per darle a quei comuni
che hanno ancora una gestione EAS e mi sembra che assottigliamo
ancora di più le risorse disponibili per gli enti locali per cui
pregherei l'Assessore di ritirare i commi, mi pare che siano, i
commi che riguardano il debito fuori bilancio e la questione del
Fondo di solidarietà di lasciare solo la materia che riguarda il
personale.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, vediamo anche gli altri aspetti dell'articolo. Premetto
che come Governo non ritiriamo niente perché lo riteniamo
assolutamente opportuno.
Nella fattispecie stiamo parlando di un debito fuori bilancio per
cui noi, come Giunta, lo abbiamo presentato perché i debiti fuori
bilancio vanno regolarizzati. Se, poi, l'Assemblea decide di non
regolarizzare un debito fuori bilancio è un aspetto che decide
l'Assemblea ma per quanto ci riguarda, come assessore al bilancio e
come Giunta e, visto che dobbiamo obbedire ad una legge, i debiti
fuori bilancio vanno regolarizzati e nulla c'entrano con il costo
dell'acqua e con tutte le altre vicende che citava l'onorevole
Panepinto. Stiamo parlando, semplicemente, di un adempimento del
decreto legislativo n. 118. Solo questo e niente c'entra con il
costo dell'acqua.
Per quanto riguarda la cessione delle reti ai comuni, la questione
è che l'EAS, ormai, è in una situazione disastrata. I soldi che
diamo all'EAS vanno pignorati e non arrivano ai comuni, per cui
l'EAS non è nelle condizioni più di gestire le reti dei comuni.
Abbiamo anche mandato diverse relazioni e non solo c'è nella
relazione ma ce ne sono n. allegate, ci sono quelle dell'Ufficio
liquidazione, c'è la relazione del Ragioniere, ci sono tutte le
relazioni che volete perché la situazione è veramente critica e va
affrontata una volta per tutte, quindi, di nuovo come Governo siamo
fermamente convinti che bisogna andare avanti nel processo di
restituire le reti ai comuni e non abbiamo alcuna intenzione di
ritirare questo articolo anzi rafforziamo il messaggio.
Onorevole Panepinto, lasciarle in mano all'EAS vuol dire non
gestirle perché l'EAS non riesce a trattenere i soldi e ad
investirli nelle reti perché gli vengono pignorati per la
situazione debitoria che ha, per cui vuol dire non rendere un
servizio ai cittadini. Per cui siamo fermamente convinti che questa
sia la cosa giusta da fare e non solo non ritiriamo ma rinforziamo
tutti e tre i messaggi che sono in questo articolo: debiti fuori
bilancio, cessione delle reti idriche e risoluzione del problema
dei pensionati.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Rinaldi. Ne ha
facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo chiedere,
dopo l'intervento dell'assessore Baccei, anche se qui l'articolo,
soprattutto il comma 9 è chiaro perché alla fine l'ultimo comma
dove dice: per le finalità di cui è presente l'Ufficio speciale a
trasferire all'ESA o altro ente per evitare che, poi, ci siano dei
disguidi anche con i dirigenti, se possiamo aggiungere con un 117
l'ASI. Assessore, possiamo aggiungere alla fine oltre l'ESA l'ASI,
visto che riguarda tutt'è due?
BACCEI, assessore per l'economia. E' già incluso.
RINALDI. Sì lo so perché c'è scritto, però, per evitare che, poi,
qualche dirigente dica che non c'è scritto l'ASI e, quindi,
riguarda solo l'ESA, se lo possiamo aggiungere con un 117. Se lei
non ha nulla in contrario, visto che riguarda tutti gli enti che
sono in liquidazione, rientra anche l'ASI.
Se lo possiamo aggiungere, altrimenti, presento un subemendamento
dove dopo le parole l'ESA dico e ASI .
Se mi dà il tempo di presentarlo? Poi, Assessore Le voglio dire
che, purtroppo, c'è una
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Quella è un'altra cosa, non
c'entra con i pensionati. Qua le somme si fanno passare dall'ESA
Se lei legge a trasferire all'ESA o ad altro ente incaricato le
somme necessarie all'erogazione agli aventi diritto .
La situazione dell'EAS è che tutto viene pignorato. Solo per
questo motivo. Non stiamo parlando di EAS qua c'è scritto ESA,
volutamente, perché se lei legge tutto l'articolo
Allora, ho dimenticato un pezzo, facciamo anche questo. Con la
legge finanziaria abbiamo approvato un articolo col quale tutto il
personale degli enti in liquidazione viene trasferito alla RESAIS,
quindi, a legislazione vigente anche il personale dell'EAS sarebbe
trasferito alla RESAIS.
Questo articolo, in realtà, viene prima perché il collegato nasce
prima, questo era un articolo che era già nella finanziaria
originale di dicembre.
Pensavamo di trasferire il personale all'ESA, e così rimane,
perché l'ESA svolge comunque una attività a favore dei comuni e
c'era una certa affinità per non mandarlo insieme agli altri alla
RESAIS vista l'attività che svolge.
Per cui le somme, i soldi, li trasferivamo all'ESA per pagare il
personale ivi trasferito. Ma non stiamo parlando dei pensionati
EAS, qui stiamo parlando di un'altra cosa.
La dizione che include tutti è all'inizio quando dice: ai
dipendenti degli enti regionali in liquidazione alla data di
entrata in vigore della presente legge e qui rientra anche l'ASI.
Vogliamo prenderli tutti senza fare i nomi. Però, in questo modo,
comprendiamo tutti.
Però, l'ultimo rigo non c'entra niente con quello sopra.
RINALDI. Siccome qua diceva: per le finalità di cui al presente
comma è come se racchiudesse tutto quello che c'è precedentemente
detto, quindi, parla di tutti gli enti.
Dice: per le finalità di cui al presente comma quindi il comma è
il comma 9.
Assessore, accetto quello che lei dice però le voglio ricordare
che sulla pensione integrativa si è pronunciata anche la Corte
Costituzionale dando ragione che hanno diritto alle pensioni
integrative. E le dico di più, tutti i tribunali, finora, a cui si
sono rivolti i pensionati dell'ASI, da Messina a Enna, Trapani e
così via, hanno avuto riconosciuto tutti questo trattamento.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Su questa questione la sentenza
dice che l'ente che ha fatto nascere il diritto deve garantire
l'obbligazione nata. L'ente, che ha fatto nascere il diritto,
stiamo parlando dell'ASI e dell'EAS, non stiamo parlando della
Regione che non c'entra niente. Stiamo parlando dell'ASI e
dell'EAS. Quindi il fatto
RINALDI. L'ASI è stata incorporata dall'IRSAP.
BACCEI, assessore per l'economia. No, no. Stiamo parlando dell'ASI
e dell'EAS. Questi sono gli enti che hanno fatto nascere
l'obbligazione.
Se fosse vero quello che dite voi non ci sarebbe bisogno di fare
la legge. Hanno le sentenze, si fanno pagare e festa finita.
Se siamo qua ed è un anno che stiamo a parlare di questa cosa è
perché sapete benissimo che non è così. Quindi, voi insieme a tutte
le persone che sono venute centinaia di volte presso l'Assessorato
portando carte che non testimoniavano quello che loro dicevano,
perché non è così, perché la sentenza dice l'ente quindi l'EAS e
l'ASI. La Regione non può entrare e dare i soldi all'ASI per far
fronte all'obbligazione nata da una cosa che ha deliberato l'ente
stesso.
Secondo me quello che dite voi non è vero. Non secondo me, ma
secondo tutti gli uffici che abbiamo interpellato.
Questo, quindi, è un intervento di tipo sociale.
RINALDI. Sbagliano i tribunali.
BACCEI, assessore per l'economia. No. La sentenza è chiarissima
quindi l'EAS e l'ASI devono pagare le pensioni. L'ASI non è stata
accorpata. Ci sono delle leggi che hanno alzato un muro tra le ASI
e l'IRSAP a tutela del patrimonio e dei soldi che riceve l'IRSAP.
Ci sono delle divisioni proprio per evitare di andare ad erodere
patrimoni non degli enti. Ma questo non lo abbiamo fatto noi perché
siamo cattivi, è la legge nazionale che è così, sono le leggi che
sono così. Sono enti autonomi che devono fare fronte alle loro
obbligazioni. Quindi, una cosa è l'ente e una cosa è la Regione.
Noi qui stiamo legiferando per la Regione, giusto? Perché lì già la
sentenza c'è, quindi, ripeto, se voi volete fare una norma che dice
da oggi questi pensionati hanno un trattamento migliorativo
rispetto a tutto il resto d'Italia o per tutto il resto della
Sicilia perché a questo punto non c'era più nessuno trovate la
copertura che ad oggi non c'è e la fate.
Ma mi sembrerebbe un'ingiustizia al di là della copertura, quindi,
a questo punto, secondo me, si fa un intervento di tipo sociale su
cui c'è la copertura, ripeto.
Se poi ci sarà una sentenza se la Regione deve pagare pagherà.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Laccoto. Ne ha
facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, ho
ascoltato con attenzione la sua relazione e le sue repliche e
ritengo che in linea di principio lei abbia ragione, in linea
generale perché stiamo appesantendo anche queste norme di collegato
con norme che sicuramente andrebbero discusse in situazioni diverse
non a fine legislatura e non in questo momento.
La cosa che, però, non comprendo è che ieri abbiamo fatto prima
del rendiconto l'approvazione di circa 200 milioni di euro di
debiti fuori bilancio e non capisco perché queste somme non siano
state praticamente previste anche ieri nel riconoscimento di debiti
fuori bilancio.
Io concordo con lei che la situazione dell'E.A.S sia una
situazione insostenibile e che quindi praticamente non può passare
tramite l'E.A.S, ma una cosa le voglio dire, Assessore, noi abbiamo
ridotto il Fondo delle autonomie locali - qui andiamo a togliere
altri 2 milioni - e non capisco perché lo dobbiamo togliere dal
Fondo delle autonomie locali perché così, praticamente, riduciamo
sempre il Fondo delle autonomie facendo delle norme di riserva,
delle norme ad hoc e diminuendo sempre quelle che sono le somme a
vantaggio di tutti i comuni che oggi versano in situazioni
particolarissime dal punto di vista economico.
Ieri sono state fatte anche nell'assestamento alcune norme
riguardanti specifici comuni che, poi, sono state sempre tolte dal
Fondo dei comuni.
Io le chiedo, se non ritenga opportuno, di non caricare questi 2
milioni sul Fondo delle autonomie locali ma trovare un'altra somma
in altro capitolo senza gravar ancor più sul Fondo delle autonomie
locali.
VINCIULLO, presidente Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente Commissione e relatore di maggioranza. Il
Governo ha presentato l'emendamento di riscrittura 5.27 che porta
come titolo: Disposizioni per l'ente acquedotti siciliani in
liquidazione, riconoscimento dei debiti fuori bilancio e così
via, per cui le parole dell'onorevole Rinaldi mi pare di capire
sono sicuramente appropriate quando l'onorevole Rinaldi chiede che
al comma 9 dopo le parole a decorrere dal primo gennaio 2018 ai
dipendenti degli enti regionali in liquidazione , lui voleva
aggiungere comprese le ex ASI.
Anche la Commissione pensa che questa richiesta, da parte
dell'onorevole, sia condivisibile e per questo motivo abbiamo
predisposto un emendamento, se la cosa può servire ad evitare di
incorrere nel futuro in errori.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Alloro. Ne ha
facoltà.
ALLORO. L'Assessore Baccei ha illustrato in maniera chiara quella
che è la problematica però omettendo una cosa, anzi due cose che il
trattamento della pensione integrativa deriva dalla legge n. 1/84
che era la legge istitutiva dei consorzi, che prevedeva la
possibilità di fare regolamenti organici e, in quella sede, furono
previste queste, ancora prima che si facesse la delibera di Giunta.
Hanno sempre percepito le pensioni integrative ed anche quelle
sostitutive, hanno vinto le cause - la Magistratura ordinaria ha
stabilito il diritto per alcuni dipendenti per le sostitutive, per
la gran parte per l'integrativa e per la sostitutiva - e, l'ultima
cosa è che la sentenza della Corte Costituzionale dice
espressamente che il transito, da un ente ad un altro, non può
pregiudicare i diritti previdenziali acquisiti .
Assessore, stiamo parlando di persone che per dieci anni hanno
preso le pensioni integrative e, ad un certo punto, si dice con
effetto retroattivo non le prendono più. Lei sa che abbiamo avuto
tante riunioni, anche con i dipendenti dell'EAS, in cui lei faceva
una differenza dicendo: No, quelli dell'ASI hanno avuto le
sentenze quindi gli spetta - ero presente io - quelli dell'EAS
hanno fatto le cause e dobbiamo aspettare le sentenze .
Ora, a me sembra un Parlamento un po' schizofrenico quello che
decide di legiferare con effetto retroattivo su fatti di natura
previdenziale e, quindi, su diritti acquisiti. Facendo, peraltro,
della norma previdenziale di carattere sociale una cosa nuova, un
po' fantasiosa, sicuramente nuova. Non ho mai sentito dire che si
può legiferare in materia previdenziale innescando dei fatti di
natura sociale. Mi perdoni, Assessore, perché lei è molto sensibile
su questa cosa. Siccome sono sensibile pure io, perché i diritti
acquisiti delle persone sono cose serie, dico che ritengo giusto
affrontare questa cosa in maniera un poco più seria.
Noi stiamo andando a legiferare, con effetto retroattivo, su
diritti acquisiti perché di questo si parla. Andiamo a fare la
verifica se i regolamenti organici prevedevano la possibilità delle
pensioni integrative. A suo tempo, ci furono dipendenti che
optarono per la pensione integrativa e dipendenti che non optarono
per la pensione integrativa. Ora, succede che chi optò, allora, per
la pensione integrativa viene fortemente penalizzato rispetto agli
altri.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lentini. Ne ha
facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho presentato un
subemendamento per cassare l'articolo 8. Però, se mi ascoltate, è
possibile trovare anche la quadra.
PRESIDENTE. Il comma 8, vero? Cassare il comma 8, non l'articolo
8
LENTINI. Il comma 8 dell'emendamento 5.27, che sarebbe la
riscrittura del Governo.
Allora, Presidente, più volte ho parlato, in quest'Aula, per
evidenziare che Sicilia Acque compra l'acqua al consorzio di
bonifica di Palermo a 6 centesimi circa, per rivenderla a 98
centesimi circa.
Ora, più volte ho manifestato dissenso su questa scelta e ho
presentato delle interrogazioni in merito, a cui materialmente
alcuno mi ha dato risposta.
Ecco, Presidente, non capisco perché quando si parla di Sicilia
Acque si rompano i telefoni, dicono a Palermo E, allora, caro
Presidente, considerato che Sicilia Acque è una società formata, al
75 per cento, da una società francese e il 25 per cento è di
proprietà regionale, considerato che la Regione siciliana non può
far nulla per cercare di portare beneficio agli agricoltori e ai
comuni, nel rivendere l'acqua, a questo punto, Presidente, chiedo
se volete veramente dare una mano ai comuni e quindi allo stesso
tempo alla Regione. Abbiamo evidenziato che nel comma 8 ci sono
circa 26 milioni di euro di debiti fuori bilancio per i pagamenti
nei confronti dell'EAS.
Signor Presidente, ho presentato un ulteriore sub-emendamento dove
diamo la possibilità, ieri ci siamo incaponiti nell'abbandonare, vi
siete incaponiti nell'abbandonare gli articolisti, noi diamo 16
milioni di euro, paghiamo questo debito fuori bilancio e 10 milioni
li trasferiamo agli sportellisti e abbiamo fatto due cose buone,
così facciamo fare pure bella figura al Presidente della Regione
che da 18 mesi accoglie gli sportellisti per dire io sono con
voi .
Considerato il fatto che ormai i 26 milioni sono dentro il
bilancio, perché se li avete evidenziati, se li avete inseriti nel
comma 8 già ci sono, 16 milioni li date come debito fuori bilancio
e pagate Sicilia Acque e poi 10 milioni li trasferiamo, col sub-
emendamento a firma di alcuni deputati, agli sportellisti.
Ringrazio anche, e su questo andiamo poi ad aiutare a confermare
la buona intenzione che aveva il collega Panepinto con altri
colleghi che hanno firmato l'emendamento, e che quindi su questo
possiamo fare finalmente un'opera buona per personale, per persone
che da tanti mesi attendono lo stipendio e che si vedono veramente
ridotta la vita al lumicino.
PRESIDENTE. Grazie. Onorevole Lentini io l'unico suo emendamento
che ho al momento è cassare il comma 8. Se ci sono altri
emendamenti vi invito a formalizzarli alla presidenza.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, intervengo su due o tre questioni che avete sollevato.
L'onorevole Laccoto diceva: perché ora e non con quelli che
abbiamo approvato ieri debiti fuori bilancio'?
Allora, il 118 prevede diverse procedure per diverse tipologie di
debiti fuori bilancio, fermo restando che uno li copre quando li
conosce, se non li conosco, non li copro.
Ieri abbiamo approvato 85 milioni, che in realtà erano già coperti
nel 2015 ed erano emersi nel 2015, copertura nel bilancio 2015,
reiscritti nel bilancio 2016, abbiamo detto 75 poi hanno avuto
impegni e 10 hanno migliorato il risultato. Poi abbiamo coperto 26
milioni e 200 mila euro emersi nel 2016 e coperti nel 2016. Stiamo
parlando di pignoramenti presso il tesoriere dove la Regione è la
terza pignorata. Quindi la fattispecie specifica che si gestisce
con questa modalità tutta insieme così come è stata gestita.
Qui stiamo parlando di un debito che è emerso nel 2017 e trova
copertura nel 2017. Quindi non è insieme agli altri, perché è
emerso dopo di una fattispecie diversa. Comunque è un debito fuori
bilancio, per cui chi prende dei soldi dal debito fuori bilancio,
ovviamente col parere contrario del Governo, sta creando un debito
fuori bilancio con tutte le responsabilità del caso. Per cui, chi
voterà questo emendamento si prendere la responsabilità davanti
alla Corte dei Conti di aver creato un debito fuori bilancio,
perché l'obbligazione esiste. Quindi, potete farlo conoscendo il
fatto che state creando il debito fuori bilancio e ve ne assumete
la responsabilità, ripeto, con il parere contrario - lo dico e lo
dichiaro fin d'ora - del Governo, perché non si può fare, e non
perché sono contrario agli sportellisti, ma perché non si può fare,
perché è contro la legge; quindi, chi lo fa, se ne assume la
responsabilità
LENTINI. Questi 10 milioni di euro, li può trasferire a Sicilia
Acque per l'anno 2018. E lo può scrivere
BACCEI, assessore per l'economia. Onorevole Lentini, sto dicendo
che queste somme coprono l'obbligazione che c'è, senza un centesimo
in più, per cui ogni centesimo tolto è un debito fuori bilancio che
viene creato da chi voterà questo emendamento. Tanto per essere
chiari. Punto
Io, quindi, non posso trasferire un bel niente
LENTINI. Dopo l'ultima porcata che ci avete fatto votare,
l'articolo 13 della legge n. 8, prendendoci in giro, perché si dava
copertura. Ora, alla copertura dovete rimediare
PRESIDENTE. Prego, assessore Baccei, completi pure.
BACCEI, assessore per l'economia. Per rispondere all'onorevole
Alloro. La legge parlava di pensioni integrative, nel senso che io
dovevo dare dei contributi integrativi, doveva crearsi un ente che
gestiva le pensioni integrative.
Benissimo Ma non è successo niente di tutto questo. Non è stato
versato un centesimo di pensione integrativa, non esiste alcun ente
che gestisce le pensioni integrative, non stiamo parlando di
pensioni integrative. Stiamo parlando di una delibera di giunta
che, senza versare alcun contributo, equiparava il trattamento
pensionistico degli enti che avevano l'INPS a quello delle Regioni,
della Regione, contratto 1, che aveva un Fondo pensioni con un
trattamento pensionistico che prevedeva di andare in pensione fino
al 20% in più dell'ultima retribuzione, senza versare contributi.
Stiamo, quindi, parlando di due cose diverse. Quando si dice che
quando vieni trasferito ad altro ente ti porti dietro il tuo
trattamento e tutti i tuoi contributi. Verissimo Di fatto si
portano dietro i tuoi contributi versati all'INPS. Tutto vero,
quindi, quello che dice. Non è vera la conclusione di quello che
dice.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Milazzo. Ne ha
facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Veda, onorevole Panepinto, oggi è il suo giorno
fortunato perché abbiamo trovato, con l'onorevole Lentini, 10
milioni per gli sportellisti. E l'assessore Baccei che, per la
prima volta, per la prima volta tuona la parola Corte dei Conti ,
con tutto quello che ci avete fatto votare in sanatoria. Assessore
Baccei, lei stesso ieri ha detto - lei è un tecnico, però, per
memoria ce la giochiamo - che il riconoscimento dei debiti fuori
bilancio di ieri sono cose emesse, addirittura la seconda parte,
nel 2016, ma sono debiti che risalgono alle guerre puniche.
Mi dica lei se, oggi, noi non possiamo rimodulare quest'articolo
dicendo: una parte la versiamo oggi ed un'altra parte la verseremo
nel 2017, nel 2018. In cinque anni lo facciamo, assessore. Non lo
facciamo?
Se è un'assemblea legislativa e non è un consiglio comunale, non è
un CDA, è perché la potestà legislativa è in capo all'Assemblea e
non in capo all'assessore per l'economia.
E' da ieri che lei si alza dicendo fate voi , persino sulle
Province.
Quando l'onorevole Panepinto ha tirato fuori quell'emendamento
sugli sportellisti, e c'è questa leggenda metropolitana che noi non
siamo a favore degli sportellisti. No, dovete trovare i soldi veri.
Lei ieri ha risposto all'onorevole Panepinto: Per me, cosa volete
fare, fate. Li volete togliere alle Province? . Li potete togliere
alle Province? Inaudito
Era il vostro assestamento, il documento politico è un documento
politico, non è il rendiconto che è la fotografia di quello che
avete fatto, tutti i danni che avete fatto. No
L'assestamento è un'impostazione che date voi. Voi. E avete fatto:
debiti fuori bilancio e Province.
Oggi, mi spieghi lei se, su una posta di 26 milioni, l'Assemblea
non può decidere di stornarne 10, con l'impegno di rimetterli nel
prossimo bilancio; perché io alla prossima finanziaria, assessore
Baccei, non lo posso fare un taglio lineare e recuperare i 10
milioni e riposizionarli con l'impegno, con la Corte dei Conti.
La Corte dei Conti? Ma con quale faccia la citate la Corte dei
Conti? Che se ieri non fossimo stati di buona volontà ci sarebbe in
piedi il ricorso del Procuratore generale della Corte dei Conti? Ma
come esce questa cosa per mettere in soggezione l'Assemblea?
Dobbiamo prendere questi 10 milioni e li dobbiamo dare agli
sportellisti Perché è un impegno vostro, non nostro Ed io le
chiederò il voto segreto
FALCONE. Palese
MILAZZO GIUSEPPE. Voto palese E se i deputati, tutti, Forza
Italia, Pd, tutti, hanno un minimo di dignità ed hanno un minimo
dignità perché l'Assemblea ha dignità, un Governo ha meno dignità
quando esce la Corte dei Conti. Come ieri ci siamo arrampicati per
tre ore su un emendamento che non aveva copertura, di questo
articolo assessore Baccei, se lei lo ritirasse non riceverebbe la
letterina la Signoria Vostra è invitata a presentarsi per
comunicazioni che la riguardano . Nessuno le scriverebbe perché è
un'assemblea legislativa. Può anche legiferare oggi di stabilire
una norma solo tecnica che troverà copertura finanziaria
successivamente. Lei oggi può anche stabilire il principio, non è
obbligato a dare copertura totale oggi. Ed, allora, ora siamo
chiamati a salvare dei disperati che chiedono alla politica un
minimo, come dire, di attenzione e penso che questo emendamento
possa essere impostato in questi termini.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, ho
apprezzato, e l'ho fatto anche pubblicamente, la sua competenza ed
il fatto che lei già anche ieri la sua attività è stata
testimonianza anche di come sono abbassate le tasse in questa
Regione. Oggi su questa norma di riscrittura, personalmente, nutro
molte perplessità in ordine al fatto, mi perdoni, senza però la
prego evocare, come dire, la Corte dei Conti.
E' una sensazione - lì ha ragione l'onorevole Milazzo - che
impedisce a questo Parlamento di essere Parlamento, diventa un
misero Consiglio comunale e, per la verità, l'onorevole Milazzo ha
riconosciuto il minimo di dignità sindacale ai deputati che ne
hanno anche tanta.
La prego, assessore, la prego per un problema di quella parte
sindacale che ognuno ha: non evochiamo la Corte dei Conti. Questo è
un Parlamento che sta approvando norme legislative non norme
regolamentari, per cui voglio pregarla di una cosa: siccome il tema
del costo dell'acqua è un grande tema che, prima o poi, questo
Governo o chi verrà dovrà affrontare, noi ci ritroviamo una norma
che riguarda questioni di quiescenza, di pensionati, ci ritroviamo
il riconoscimento di un debito fuori bilancio. Probabilmente ha
ragione quando dice che questo debito è sorto nel 2017; in realtà
questo debito è sorto molto prima e conosciuto nemmeno perché, nel
testo originale della finanziaria, questa è una di quelle norme che
sono state stralciate.
Io non mi metterò a duellare su questo tema perché è poca cosa.
Oggi la logica vorrebbe, aprendo una parentesi però: a me farebbe
piacere che il Governo e, nella fattispecie, anche l'assessore al
ramo all'energia si occupasse anche di applicare le norme residuali
che stanno nella famosa legge di ripublicizzazione del servizio
idrico. Le pongo una domanda: lei che è attento ai numeri, ma le
sembra normale che in Sicilia il fornitore di acqua all'ingrosso a
cui dovremmo riconoscere 23 milioni in provincia di Enna acquista
qui a Palermo l'acqua a 5 centesimi al metro cubo nei consorzi di
bonifica e la rivende con il 1000 per 1000 di ricarica a 0,70?
Qual'è la ragione a questo Governo che spesso sa mostrare i
muscoli ai più deboli, e parlerò ora anche degli sportellisti, e
non affrontiamo il tema? Lei ha fatto una ricognizione di un debito
fuori bilancio, io non mi rivolgo a lei, io dico oggi il buon senso
vuole che la norma venga ad essere suddivisa nelle due fattispecie
e non capisco nemmeno la soppressione del quinto comma, onestamente
non capisco perché la norma che stabilisce che va all'EAS, al
gestore, le reti comunali e sovra comunali, non capisco perché
dovremo sopprimere una norma.
C'è un dato di fatto, che questa situazione che non si è riusciti
a risolvere di avere un commissariamento dell'Ente acquedotto
siciliano che produce, mi sembra, ottomilioni di debiti l'anno più
le spese per il commissariamento; è un problema di quelli che sono
eterni, che vengono posizionati in maniera eterna.
Però, nel frattempo, a gestore unico della Sicilia, a cui questa
Regione nel 2004, ha consegnato per quarant'anni dighe, acquedotti,
impianti di sollevamento senza nulla in cambio. Questi
diecimilioni, l'avevo scritto in una prima stesura, vanno agli
sportellisti, precisando una cosa, lo dico ai colleghi, che la
questione degli sportellisti è legata ad aspetti amministrativi
perché deve essere l'Assessorato a chiudere una vicenda per la
quale sta prendendo in giro millesettecento sportellisti e novanta
deputati. Perché ora è l'ora della verità, il 15 settembre debbono
arrivare i progetti, perché altrimenti ai millesettecento si
aggiungono i novanta deputati.
Ma se l'Assessorato e il dipartimento di competenza non agiscono
solo in maniera dilatoria, anche questi diecimilioni non saranno
sufficienti.
Concludo, Assessore, pregandola di estrapolare la parte che
riguarda la questione della quiescenza, togliendo tutta la parte
relativa ad un riconoscimento di un debito fuori bilancio, a
sottrarre ai comuni altri duemilioni di euro, a un quinto comma, di
cui non capisco assolutamente la ragion e ad utilizzare questa
posta in bilancio per dieci milioni all'emendamento di Lentini e di
altri deputati.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia, Ne ha
facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, mi
sembra che finalmente - e lo leggo nelle parole dell'onorevole
Panepinto che in maniera accorata difende finalmente un
provvedimento di cui c'era esigenza grazie all'emendamento
presentato dall'onorevole Milazzo, dall'onorevole Lentini, Maggio,
e da tanti altri parlamentari che vedo stanno firmando questo
provvedimento e insieme a loro gli onorevoli Fontana, Cordaro, il
presidente Falcone. Tutti deputati che avevano già espresso una
volontà rispetto alla norma, lo avevano fatto tempo addietro quando
il provvedimento era stato votato in Parlamento, e rispetto al
quale, caro Presidente dell'Assemblea, ma soprattutto, caro
assessore Baccei, lei ha voluto continuare ad opporsi.
Però vede, la cosa più grave a cui stiamo assistendo oggi,
assessore Baccei, la cosa più grave è che lei abbia persino avuto
l'ardire e da lei non ce lo saremmo aspettati, di avere toni di
minaccia nei confronti del Parlamento.
Le voglio ricordare che il ruolo del Parlamento in questo caso è
assolutamente sovrano, è insindacabile. Non può venire in questo
Parlamento a dire che un emendamento sarà oggetto della valutazione
della Corte dei conti, perché tutte le cose che ha fatto lei, che
ha proposto lei, tante volte, passando persino sulla testa degli
atteggiamenti talvolta difficilmente, ma talvolta giusti del
Governo regionale, quelli non li ha mai sottoposti a nessun
giudizio, né degli altri componenti del Governo, né del Presidente
della Regione, né della Commissione Bilancio, né del Parlamento.
Quindi, siccome ora ci troviamo di fronte ad un caso gravissimo,
in cui l'Assessorato, addirittura, oltre ad omettere la possibilità
di stanziare quelle legittime somme, sta chiedendo l'audit
preventivo ancora una volta della Corte dei Conti, allora è chiaro
che voi ci giocate con questa cosa Assessore Baccei. Però lei è
stato smascherato, è stato smascherato dal Governo nazionale, è
stato smascherato persino dagli altri componenti del suo Governo,
il Presidente della Regione se n'è dovuto andare altrimenti avremmo
assistito ad una discussione in Aula. Perché mentre lei dice che
non c'è copertura finanziaria e che, addirittura, dovremmo
sottoporre questo provvedimento alla Corte dei Conti, il Presidente
della Regione, sommessamente, si allontana dall'Aula, quasi
vergognandosi, dico quasi perché in questo momento non lo guardo in
viso e non posso cogliere il rossore del suo volto e della sua
faccia.
Tuttavia, auspico che il Presidente della Regione possa tornare
immediatamente in Aula per smentirmi, per smentire lei e le cose
gravissime che ha detto nei confronti di un Parlamento il cui
potere legislativo che si esprime anche attraverso la presentazione
dei disegni di legge, degli articoli, degli emendamenti, le
ricordo, Assessore Baccei e, purtroppo, è una lezione veramente
minima di giurisprudenza, da lei non me lo sarei aspettato, capisco
che lei è un economista ma gli elementi minimi, venire a dire al
Parlamento - qua ci sono tanti avvocati - che un emendamento sarà
soggetto alla valutazione della Corte dei Conti e, addirittura, ha
detto che chi voterà questo emendamento ci rimetterà di tasca.
Assessore ha sfiorato il ridicolo, da lei questo non ce lo
aspettavamo. Passiamo al voto di questo emendamento e poniamo,
finalmente, la parola fine rispetto ad una vicenda che ha visto non
solo millesettecento persone soffrire per colpa vostra, non solo
millesettecento persone venire a pietire la richiesta di un lavoro
sotto questo Palazzo, con una donna che è stata in digiuno per
dieci giorni, la moglie di un carabiniere, una donna di Agrigento,
a cui avete tolto il lavoro e che adesso volete continuare a
mortificare. Questo non lo potete fare, non è giusto che lo
facciate e noi non ve lo permettiamo. E lo faremo con voto palese
questo voto perché lo chiede la gente, perché la piazza qui sotto è
piena di gente che vi dice che siete inadeguati. Non riguarda
soltanto gli sportellisti, riguarda il tema delle politiche attive
del lavoro, riguarda il tema di tanti soggetti che si rivolgono al
Centro per l'impiego per cercare risposte da un Governo che
risposte non ne dà e che oggi le riceverà dal Parlamento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Oddo. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la questione del
trattamento pensionistico degli ex dipendenti dell'EAS attiene -
qua abbiamo molti legali che sono anche parlamentari - oserei dire
alla certezza del diritto. Qua la questione è semplice, semplice,
se qualcuno non l'abbia ancora capito. C'è stato un errore, da
parte della Regione, quando l'EAS è stato, sostanzialmente,
accorpato al nostro Istituto e i dipendenti sono stati equiparati
ai dipendenti regionali. Questa operazione all'epoca ha fatto
riferimento ad una normativa nazionale preesistente, ma è stata
fatta con un atto amministrativo. È stato un errore procedurale
fatto all'epoca dalla Regione. Oggi viene il Governo e dice che
siccome non l'abbiamo recepita con norma di legge ma con atto
amministrativo, noi di questo atto amministrativo non ne teniamo
più conto, a nostro parere non è più valido, perché ci comporta
oneri e ci comporta un trattamento economico troppo favorevole,
oggi noi riteniamo, nei confronti dei dipendenti dell'EAS in
quiescenza. Questa cosa, evidentemente, prima l'onorevole Panepinto
parlava della Corte dei Conti, io oserei dire che non è solo un
problema di Corte dei Conti, ma domani potrà essere materia anche
di altra natura, dal punto di vista giudiziario. Credo che lo
spirito di questi ultimi atti che stiamo compiendo in questo
Parlamento, prima della fine della legislatura, sia quello di
sistemare le cose che possiamo sistemare, nell'interesse della
Sicilia e dei siciliani. Credo che questa questione che attiene ai
dipendenti dell'EAS in quiescenza sia una di queste.
Chiedo, a nome del gruppo parlamentare del Partito socialista, al
Governo, all'Assessore Baccei, in particolare, di recepire nella
riscrittura che il governo ha fatto dell'articolo 5, l'emendamento
che il mio capogruppo a nome del nostro gruppo parlamentare,
onorevole Di Giacinto ha posto che, sostanzialmente, rimette le
cose al proprio posto.
Noi, in applicazione ad una normativa nazionale riconosciamo a
questi dipendenti dell'EAS una retribuzione di cui hanno goduto, in
passato ai fini pensionistici e soltanto per un errore di qualcuno,
all'epoca, non fu tradotto in norma di legge, ma fu tradotto in
atto amministrativo.
E' un'operazione che può essere fatta. Io sono convinto che
l'assessore Baccei, persona assolutamente, che ha l'elasticità
mentale per comprendere le cose che ho detto, non avrà difficoltà
nel recepire nel sub emendamento, la proposta dell'onorevole Di
Giacinto che consente di dare serenità pensionistica a questi
dipendenti dell'EAS e, mi permetto di dire, di fare un'operazione
di giustizia previdenziale, chiamiamola così,
Sarebbe molto grave, qualora il Governo non recepisse questo
invito che mi pare provenga, certamente dal Partito socialista che
ha fatto l'emendamento, ma anche da ampie forze presenti in
quest'aula parlamentare.
Invito il Governo a prendere atto di questa volontà che emerge e,
quindi, niente di grave o più che a riscrivere l'emendamento
presentato dal governo, a recepire al proprio interno il contenuto
della proposta del Partito socialista italiano.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha
facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo di evitare
che lo scempio del Governo Crocetta, attraverso le parole
dell'Assessore Baccei che sta scappando fuori dall'Aula, possa
essere asseverato da questo Parlamento.
Signor Presidente, è accaduta una cosa gravissima qualche minuto
fa e io mi aspetto, per un verso che il Presidente Crocetta
smentisca il suo Assessore, ma mi aspetto soprattutto, signor
Presidente dell'Assemblea che è la massima istituzione del
Parlamento stigmatizzi le parole di un assessore che ha minacciato
il Parlamento e questa cosa io non permetterò che passi in sordina.
Questo Parlamento ha i suoi uffici che valutano se una norma possa
far parte del sistema legislativo o no.
Le ipotesi sono due o l'Assemblea, la Presidenza dispone che
quell'emendamento è inammissibile, irricevibile che non ha
copertura finanziaria, oppure l'Assessore deve essere cacciato. Non
può minacciare il Parlamento dicendo che chi voterà un articolo
finirà dinanzi la Corte dei Conti.
Questo Parlamento è insindacabile. Siamo alla frutta. Usciamone
bene, con dignità
Nessuno prende la parola. Non succede niente, ma a che punto siamo
arrivati?
L'Assessore Baccei ha minacciato i deputati, dicendo che
pagheranno con le loro tasche.
Signor Presidente, qui stiamo attentando alla democrazia, da parte
di un uomo che non sappiamo per quale ventura si trovi su quegli
scranni, da parte di un uomo che non ha mai avuto un voto perché
non si è mai candidato.
Signor Presidente, io le chiedo di sospendere l'Aula. L'Assessore
Baccei torni sui suoi passi, dica che si è confuso, che ha
sbagliato, perché quello che è accaduto è gravissimo.
Se una norma, dopo essere passata al vaglio degli organi proposti,
viene sottoposta al voto dell'Aula è una norma legittima. Non
esiste soggetto, deputato o no, assessore o no, che possa
permettersi di assumere toni, modi e parole come quelle che sono
state espresse qualche minuto fa dall'assessore Baccei. Rispetto a
questo non c'è collegato che tenga. O questo Parlamento si
riappropria della sua dignità oppure è meglio davvero che ne
andiamo a casa e che lasciamo tutto agli ascari che ci avete
regalato in questi cinque anni
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, onestamente ritengo che l'assessore Baccei abbia fatto un
intervento tecnico in cui afferma che ci sono, rispetto alla
questione dei debiti fuori bilancio, responsabilità oggettive ma
sicuramente non soggettive. Nessun parlamentare può essere
condizionato rispetto al voto. Fra l'altro, noi abbiamo apprezzato
l'autonomia del Parlamento in occasione dell'approvazione del
Rendiconto proprio perché lì, nonostante la nota che fosse
pervenuta dalla Procura della Corte dei conti, il Parlamento in
assoluta autonomia ha approvato quel consuntivo e rifacendosi sia
alla sentenza formale della Corte dei conti.
Non credo che sia in questa discussione, né, credo, onestamente
che l'assessore Baccei volesse operare una forma minima di ricatto
nei confronti del Parlamento. Credo che abbia voluto semplicemente
avvertire su possibili responsabilità oggettive e contabili che non
sono a carico sicuramente dei singoli parlamentari, ma i debiti
fuori bilancio comunque prima o poi vanno coperti. Vuol dire che,
se il Parlamento dovesse votare questo provvedimento, bisognerà
comunque pensare successivamente alla manovra di assestamento che
possa coprire quei debiti; però, credo che non abbia voluto, per
quanto conosco l'assessore Baccei, non si è mai verificata una cosa
del genere che abbia voluto porre il Parlamento di fronte ad un
ricatto. Per essere chiari, ha voluto solo avvertire che poi
rimangono scoperte quelle voci e, successivamente, bisognerà
comunque provvedere ad una manovra correttiva. Però, la libera
scelta del Parlamento rimane tutta.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ieri sono uscita
dall'Aula ed ho trovato uno spettacolo fuori che sul piano umano
pone non una riflessione ma mille, e sul tema istituzionale, del
dovere istituzionale, credo, ancora di più.
Da tre anni questi, gli sportellisti, di cui tutti ve ne siete
occupati in Commissione Lavoro , soprattutto i commissari e chi ha
meglio seguito questa vicenda, hanno fatto non so quante audizioni.
Sono state fatte tre norme, si era fatto un crono-programma e pure
abbiamo fatto una finanziaria, successivamente alla finanziaria il
collegato , ci sono inserite delle somme. Ed allora, rispetto a
quale esigenza maggiore ci può essere di fronte a 1.700 persone che
da tre anni non lavorano, non percepiscono lo stipendio, che non
hanno più ammortizzatori sociali, che non riescono più a pagare il
mutuo che penso che sia una cosa incredibile vedere e vederli
sostare, scioperare per reclamare quello che è un loro diritto cioè
il diritto al lavoro.
Questo Governo ha tolto la speranza del lavoro non solo ai giovani
purtroppo, ma anche alle famiglie e vi è una responsabilità
precisa. In quest'Aula non abbiamo visto l'Assessore per la
famiglia e per le politiche sociali, non abbiamo visto spendere una
sola parola in Commissione Bilancio per trovare una soluzione.
Non voglio difendere la mia posizione che è la posizione di un
deputato, di un deputato dell'opposizione che quando la maggioranza
viene qui e vota e contano i numeri e noi i numeri non ce li
abbiamo, ma il Governo ieri, il PD ieri, l'onorevole Panepinto, il
Capogruppo, ha presentato un emendamento.
Ed allora, o si prende in giro questa gente e non credo che nessun
parlamentare a qualsiasi forza politica appartenga che si sia
occupato di questo problema abbia mai pensato di prendere in giro
nessuno di questi lavoratori. Ma per quale motivo abbiamo dovuto
dare 7 milioni di euro per l'informatizzazione della biblioteca di
Palazzo D'Orleans, non poteva aspettare l'informatizzazione altri
tre, quattro, sette, dieci mesi? Non avrebbe potuto aspettare?
Sapete, Presidente della Regione, che cosa purtroppo dicono questi
lavoratori - ed io su questo desidero chiarezza da parte
dell'Assessore che non c'è, da parte di un direttore generale che
non si è visto -? Sostengono che oggi vi è una tattica ben precisa
- di non fare partire questi corsi e di non fare partire gli
sportellisti - che è quella di attingere ai bandi europei e
nazionali per evitare che si scorra l'albo e, quindi, la
possibilità di aprire a nuove assunzioni.
Io non ci voglio credere Io invece ritengo che il percorso si è
arenato, caro Presidente Crocetta, perché la burocrazia regionale,
in questo caso dell'Assessorato della famiglia, abbia perso
un'occasione importante e cioè quella di fare perdere e di fare
ritardare i fondi.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, la Commissione dopo aver
parlato lungamente con i funzionari dell'Assemblea - perché è
giusto che noi ci rapportiamo solo ed esclusivamente ai funzionari
dell'Assemblea regionale siciliana - avrebbe trovato una soluzione
che io sottopongo alla vostra attenzione in maniera tale da capire
se possiamo velocemente arrivare alla soluzione. Una soluzione,
Assessore Baccei, che mi permetto di dire non è assolutamente
lesiva delle prerogative di nessuno, che riconosce anche questo
debito fuori bilancio, che è una soluzione tecnica ma che merita il
vostro ragionamento.
Quant'è la somma che è stata impegnata per questo debito fuori
bilancio? 26 milioni 389 mila. Di conseguenza, la somma
disponibile, onorevoli Lentini, Milazzo, Figuccia, Maggio, che noi
possiamo utilizzare nel 2017 non è 10 milioni, ma la somma
disponibile è solo 7 milioni 796,46. Questa è la somma che noi
possiamo destinare quest'anno agli sportellisti, dopodiché rimane
questo debito.
Questo debito abbiamo visto, Assessore, che lo potremmo spalmare
per 13 milioni 694, 50 per il 2018 e per l'identica somma per il
2019.
Se per lei questa soluzione tecnicamente va bene, altrimenti la
possiamo spalmare per tre anni ed arrivare nel 2020. Possiamo
anche, simbolicamente
PANEPINTO. Sempre che questi soldi spettino
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Io non sto entrando sul fatto politico se spettano o meno, io che
sono sempre favorevole all'acqua pubblica dovrei dire che non gli
spettano.
Fra le altre cose, vorrei anche ricordare a tutti che qui non
abbiamo sentenza su questa vicenda, però io non voglio entrare sul
fatto politico, voglio entrare sul fatto tecnico.
Noi possiamo impegnare subito 7 milioni e mezzo per gli
sportellisti, fare una piccola rata quest'anno, Assessore, di 296
mila euro che gli andiamo a riconoscere e poi il rimanente lo
dividiamo. Su questo abbiamo visto che li possiamo utilizzare anche
perché li stiamo prendendo dal capitolo
PANEPINTO. Con debiti fuori bilancio C'è la sentenza.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Non è così questo, onorevole Panepinto, perché, per essere chiari,
il decreto legislativo n. 118 dice che ci sono altre cose. Qui il
problema è questo: noi riteniamo, Assessore Baccei, che li possiamo
utilizzare e che possiamo spalmare le somme che stiamo prendendo
adesso, sette e mezzo, per l'anno 2018 e 2019.
Io, se gli uffici dell'Assemblea hanno qualche altro dubbio,
salgo subito e chiarisco ulteriormente, ma ritengo che questa
operazione si possa ampiamente fare.
MAGGIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAGGIO. Signor Presidente, certamente il mio intervento è diverso
da quello che avrei fatto prima e mi pare assolutamente che sia una
soluzione buona, però ci vuole un impegno formale da parte del
Governo che si parta subito con i progetti per questi lavoratori: 6
più 7, 13. Nell'attesa che poi si possono utilizzare al più presto
possibile le risorse che ci sono con i fondi europei questo impegno
deve essere preciso; Presidente, se lo assuma nei confronti
dell'Assessorato di pertinenza.
MILAZZO ANOTONELLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO ANTONELLA. Signor Presidente, intervengo sull'emendamento
5.23 che porta anche la mia firma e su cui invito ad un ulteriore
approfondimento ed un apprezzamento da parte dell'Aula per quanto
riguarda la questione più volte trattata relativa al trattamento
integrativo dei pensionati ex EAS dell'ente acquedotti siciliani in
liquidazione.
Io credo che questa questione vada risolta in punta di diritto, ma
anche con uno sforzo di giustizia. Stiamo parlando di persone che
hanno avuto riconosciuto un diritto ad una pensione integrativa con
una legge del 1999; persone che aspettano, quindi, questa pensione
da ben 18 anni.
Credo che nel nostro ordinamento esistano dei principi
fondamentali che riguardano la certezza del diritto, che riguardano
la certezza della vita delle persone, di quello che ognuno
costruisce come progetto di vita e credo che dopo 18 anni sia
assolutamente ingiusto pretendere di cancellare con un tratto di
penna quelle che sono le aspettative basate, ripeto, su norme
giuridiche ormai approvate e in attesa di applicazione da troppo
tempo.
Credo che sia ingiusto agire su diritti quesiti di persone, di
famiglie che su questa aspettativa hanno fondato la loro vita, i
loro progetti di vita familiare e credo, quindi, che vada
apprezzato questo emendamento per far fronte con il fondo speciale
transitorio ad esaurimento anche al pagamento delle pensioni
lavorative di questi lavoratori e delle loro famiglie.
PICCIOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PICCIOLO. Signor Presidente, rapidamente per dire che il Gruppo
parlamentare Sicilia Futura, a prescindere dalle responsabilità
reali, astratte, future che l'Assessore Baccei impropriamente ha
attribuito al Parlamento, voterà compattamente a scrutinio palese a
favore dell'emendamento proposto dall'onorevole Lentini perché
riteniamo il problema degli sportellisti un problema fondamentale
che merita una risoluzione al di là delle polemiche che si sono
creati.
PRESIDENTE. Non ci sono altri interventi.
Onorevoli colleghi, siccome la seduta sarà sospesa e riprenderà
alle ore 15.30, la Commissione Bilancio , frattanto, è autorizzata
ad esaminare l'emendamento CAS e anche l'emendamento annunciato
dall'onorevole Vinciullo e non ancora presentato.
Pertanto, la seduta è sospesa e riprenderà alle ore 15.30.
(La seduta, sospesa alle ore 14.15, è ripresa alle ore 15.57)
Presidenza del Presidente ARDIZZONE
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, stanno avvenendo delle cose,
obiettivamente, che mi lasciano molto perplesso. Ad inizio
legislatura ho detto che non avrei consentito mai nessuna legge
omnibus, e non consentirò nessuna legge omnibus, per dignità del
Parlamento e del ruolo dei singoli parlamentari E' inutile
sollecitare singole stanze e poi scaricare sulla Presidenza
dell'Assemblea che non trovano accesso E' un gioco inutile
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Non c'è un riferimento particolare, onorevole Formica.
Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi ci dibattiamo,
con questo collegato alla finanziaria, da cinque mesi e il
Parlamento si è impegnato sotto tutte le sue svariate articolazioni
ad affrontare una serie di temi. Lei stesso ha stralciato una serie
di temi che erano previsti ed inseriti nella finanziaria,
destinandoli al collegato .
Ricordo a me stesso che abbiamo approvato la finanziaria perché si
era detto che, contestualmente, si sarebbe dato avvio al
collegato .
Ora, è chiaro che la complessità dei temi che si stanno addensando
rende impraticabile completare tutto l'iter del collegato e
renderà impossibile l'approvazione delle Province.
Lo sa cosa le propongo, Presidente? Chiudiamolo qua il
collegato
PRESIDENTE Sono d'accordissimo Chiudiamo e poi si riprende a
Settembre No, non sono più disponibile Per dignità del
Parlamento
FORMICA. No, no chiudiamolo qua Stralciamo le norme che ci sono e
.
PRESIDENTE. Chiudiamo qua Tutto
FORMICA. Chiudiamo qua ed esaminiamo la legge sulle Province.
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi io sono
sfascista di professione però, Presidente, dopo il lavoro che ha
fatto il Parlamento - ed io non ho emendamenti o articoli da
difendere - però, Presidente, ci sono delle persone che aspettano
delle risposte, ci sono delle persone che si sono rivolte non al
singolo deputato bensì al Parlamento.
Presidente, lei ha svolto un lavoro ineccepibile fino a questo
momento; noi dobbiamo lavorare sul collegato, su quegli emendamenti
- lei ha detto ieri ed io ho ascoltato con grande attenzione -, ai
quali le Commissioni di merito hanno dato un voto o un
apprezzamento. Basta, quello è il lavoro sul quale il Parlamento è
chiamato ad esprimersi.
Signor Presidente, mi verrebbe da dire: diamo corso a questo
attimo di estemporaneo malessere ; no, ci sono tante persone che
hanno bisogno del senso di responsabilità del Parlamento ed invito
i deputati, tutti, che presentano norme aggiuntive ad evitare ed a
non buttare al vento il buon lavoro che è stato fatto.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Comunicazione di cambio denominazione di Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Informo che, con nota pervenuta alla Presidenza
dell'Assemblea in data 8 agosto 2017 e protocollata al n.
6296/AulaPG-SGPG del 9 agosto successivo, gli onorevoli Formica,
Barbagallo Alfio e Musumeci, componenti del Gruppo parlamentare
Lista Musumeci verso Forza Italia , hanno comunicato che, a
decorrere dall'8 agosto 2017, il Gruppo parlamentare in parola ha
assunto la nuova denominazione Lista con Nello Musumeci
#DiventeràBellissima .
L'Assemblea ne prende atto.
Stralcio I/A
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n. 1276
Stralcio I/A
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, c'è una richiesta del Capogruppo
della Lista - come vi chiamate adesso - DiventeràBellissima,
l'onorevole Formica, cioè di passare al voto finale del collegato
dopo avere trattato le province. Chi parla a favore e chi parla
contro?
MILAZZO GIUSEPPE. Io parlo contro.
CLEMENTE. Io pure, signor Presidente.
PRESIDENTE. La proposta è di bloccare quello che abbiamo fatto
fino ad adesso. Per essere chiari: non era presente gran parte
della II Commissione. Ho detto che non avrei consentito leggi
omnibus e non arriverò alla fine della legislatura perché i
disastri saranno notevoli per la semplice ragione che, in piena
campagna elettorale, il Governo - sono 60 giorni - potrà impugnare
quelle norme sulle quali c'è una certa elasticità. Per cui dobbiamo
essere più rigorosi a maggior ragione che questa, sicuramente, se
non l'ultima è quasi l'ultima seduta. Su questo siamo chiari,
questo è il dato di base.
Siccome, alla fine, questa mattina, mi sono fatto carico delle
esigenze, ognuno parla, l'onorevole Milazzo diceva le esigenze del
Parlamento, le esigenze del Parlamento vengono portate in sede
parlamentare ed in Commissione prima; dobbiamo capire quello che
dobbiamo fare arrivati a questo punto.
ARANCIO. Votiamo il collegato. Lo dobbiamo ai siciliani.
PRESIDENTE. Onorevole Arancio, io non sto parlando delle province,
sto dicendo che siccome ci sono tutta una serie di emendamenti
aggiuntivi, dobbiamo capire quello che dobbiamo fare. Stanno
arrivando perché arrivano attraverso altra forma.
ARANCIO. Non prenda in considerazione gli emendamenti aggiuntivi
PRESIDENTE. Si, però, non mi posso neanche permettere le proteste
generali dal mondo del precariato il quale sostiene che il
sottoscritto avrebbe bloccato le norme sui precari. Non lo consento
ad alcuno Perché è un mondo che è stato preso in giro nel corso di
questi anni e nessuno può speculare su queste cose.
(Applausi da parte dei deputati del Gruppo parlamentare Movimento
Cinque Stelle)
FORMICA. Votiamo.
MILAZZO GIUSEPPE. Voto contro.
FALCONE. Facciamolo e basta, signor Presidente.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ho bisogno di interloquire col
Governo, per cui sospendo la seduta per cinque minuti.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 16.04, è ripresa alle ore 16.48)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, invito i deputati a non presentare
più emendamenti. Gli emendamenti aggiuntivi sono stralciati.
Ammetto solo emendamenti, quei pochissimi dove c'è una condivisione
e presentati dal Governo. Non ammetto altri emendamenti.
LENTINI. Anche il mio?
PRESIDENTE. Onorevole Lentini, può passare attraverso il Governo.
Siccome gli emendamenti presentati dal Governo, per definizione,
hanno copertura finanziaria, chi presenta gli emendamenti si assume
pure la responsabilità degli emendamenti che si presentano.
Sarò più chiaro, a scanso di equivoci: noi siamo quasi all'ultima
legge, rischiamo l'impugnativa su norme che non hanno profili di
costituzionalità certa. Questo è il dato fondamentale. Noi
rischiamo in piena campagna elettorale di fare un danno enorme alla
Sicilia sul presupposto che noi in questo momento votiamo e fra
sessanta giorni ci ritroveremo sotto processo, come ARS, perché non
avrà saputo legiferare. Questo non è ammissibile, perché sugli
emendamenti che mi ripresenta il Governo esprimerò eventuali
perplessità di carattere costituzionale e ognuno si assumerà le
proprie responsabilità. Chiaro? Leggi omnibus non se ne fanno,
quindi, eventuali emendamenti se il Governo me li presenta in tempo
saranno vagliati da questo Ufficio.
L'Ufficio, siccome vengono presentati dal Governo, dirà con la
massima chiarezza se vi sono profili di incostituzionalità, se sono
completamente evidenti è chiaro che vengono stralciati, altrimenti
ognuno si assume le proprie responsabilità sia chi l'ha presentato
sia chi lo vota. Responsabilità, ovviamente, di ordine politico
non di altra natura perché, comunque, facciamo atti legislativi e
non atti amministrativi.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, Governo, eravamo fermi
all'emendamento 5.27.1, avevamo avuto, da parte del Governo, come
Commissione l'incarico di riscrivere una parte dell'articolo 5, per
individuare le risorse.
Io ero venuto in Aula e avevo detto dove dovevamo prendere le
risorse, il Presidente della Regione ha detto che era favorevole a
questo emendamento, lo avevamo trascritto a mano adesso abbiamo la
trascrizione con il computer, per essere leggibile, riguarda
l'individuazione delle risorse per gli sportellisti'.
PRESIDENTE. Lo fa avere a questo Ufficio per una verifica?
Onorevoli colleghi è stato distribuito l'emendamento di
riscrittura sugli ex sportellisti. Io gradirei che la Commissione
lo illustrasse, e gradirei avere il parere del Governo.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi l'articolo 5 affronta tutta una
serie di problematiche legate all'acqua e in modo particolare alla
società Ente Acquedotti Siciliani in liquidazione. Al comma 8,
dell'articolo 5, vengono stanziati 26.389.389,00 suddivisi in tre
annualità per potere fare fronte alle spese che nel passato sono
state sostenute dall'EAS e che si configurano come veri e propri
debiti fuori bilancio.
Nello stesso tempo è emersa in Aula da parte di tutti i gruppi
politici, da parte di tutti i deputati la necessità di venire
incontro alle legittime attese dei lavoratori cosiddetti
sportellisti' i quali da anni non lavorano, sono in una situazione
di difficoltà, nonostante abbiamo stanziato questi sei milioni,
purtroppo, queste somme non sono state ancora utilizzate e le
risorse nazionali, europee, su cui, comunque, il garante
garantisce, l'Assessorato, non è stato nelle condizioni di poterli
impegnare.
Era stato fatto un emendamento da parte di colleghi che prevedeva
un impegno di dieci milioni di euro. Nel fare tutta una serie, per
cui toglievano questi dieci milioni di euro ai ventisei milioni.
Nel fare il riscontro, la Commissione insieme agli Uffici
dell'Assemblea, sono giunti alla conclusione che non potevamo
impegnare dieci milioni in quanto la quota destinata nel capitolo
di quest'anno non era dieci milioni di euro ma era una somma
inferiore che era pari a 8.796.463,00 per questo motivo durante il
mio intervento ho chiesto al Governo se era disponibile a traslare
le somme che dovevamo dare al 2018 e 2019 in maniera tale che la
quota già esistente, in questo momento, cioè nel 2017, potesse
essere utilizzata per i lavoratori degli sportelli.
Il Presidente della Regione finito il mio intervento
immediatamente ha detto di si e immediatamente ha dato l'o.k. del
Governo affinché la Commissione riscrivesse questo emendamento.
La Commissione, quindi, così come era emerso dal dibattito ha
deciso di impegnare otto milioni di euro degli 8.796.000,00, per
i lavoratori degli ex sportelli, in maniera tale che ai sei milioni
si aggiungono questi otto ed arriviamo a quattordici milioni di
euro che sono a disposizione.
Per quanto riguarda invece il debito che è stato riconosciuto,
ricordo sempre l'articolo 73, comma 1, e non lettera e), bensì
lettera b) del decreto legislativo 23 giugno 2011 n. 118, adesso
verrà così suddiviso: per quanto riguarda quest'anno, soltanto
796.463 anziché 8.796, e questi 8 milioni verranno spalmati 4
milioni nel 2018, 4 milioni nel 2019, ed è stata data pure la
copertura per il 2018 e 2019, in modo tale che oggi noi possiamo
approvare l'emendamento a favore dei lavoratori ex sportellisti.
Sono disponibile a dare ulteriori chiarimenti nel caso in cui non
si stato abbastanza chiaro.
PRESIDENTE. Su questo emendamento, parere favorevole o contrario?
BACCEI, assessore per l'economia. La copertura come espressa va
bene. Per quanto riguarda il parere, interviene il Presidente della
Regione.
CROCETTA, presidente della Regione. Sinceramente riterrei
inopportuno togliere soldi alle province, credo che 4 milioni
nell'economia generale dei comuni non cambiano assolutamente nulla,
ma togliere due milioni a enti completamente in difficoltà .
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Se lei vuole che mi altero, ci riesco subito Qual è il problema a
chi li stiamo togliendo i soldi? A nessuno.
PANEPINTO. Credo che la copertura per gli sportellisti arriva, per
i debiti fuori bilancio.
CROCETTA, presidente della Regione, Sì però nel 2018, scusate
togliere soldi nel 2018 alle province ..
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Presidente lo possiamo chiarire.
CROCETTA, Presidente della Regione. E lo chiarisca
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
E' triennale.
CROCETTA, Presidente della Regione. Stiamo parlando del 2018. Il
parere del Governo è favorevole.
PRESIDENTE. Onorevole Panepinto, ritira l'emendamento 5.27.3?
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, l'emendamento non riguarda carattere
finanziario; il comma 5 sopprime una norma del 1982 che riguarda le
reti interne ed esterne del servizio ad acquedotto. Se l'assessore
o chi per lui me lo spiega.
L'ho presentato perché non ne comprendo la ragione in questo
testo.
BACCEI, assessore per l'economia. Premesso che non è la mia
materia, provo a spiegarglielo.
Il comma 1 prevede il passaggio dalle reti ai comuni, il comma che
si va ad abrogare prevede che ci sia il parere preventivo del
consiglio.
PANEPINTO. Non è così
BACCEI, assessore per l'economia. Così me lo hanno spiegato: se io
gli do le reti e quelli non danno il parere, le reti rimangono in
mezzo, e rimane esattamente la situazione che abbiamo ora, quindi
non si risolve, sono in contrasto.
PRESIDENTE. Scusate l'avete maturato in Commissione. C'è un
emendamento di riscrittura.
PANEPINTO. No, l'emendamento di riscrittura è arrivato ora in
Aula, Presidente.
PRESIDENTE. Allora si considerano ritirati tutti.
Si passa all'emendamento di riscrittura 5.27.5.R, con il parere
favorevole della Commissione.
CORDARO. Chiedo di apporre la mia firma a questo emendamento.
FORMICA. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo spiegare
semplicemente per fare chiarezza, che questi otto milioni servono
per la semplice ragione che nonostante i novantamilioni stanziati
vantati dal Presidente in quest'Aula, per colpa dell'inerzia totale
degli Uffici dell'assessorato, a oggi siamo fermi, avevamo previsto
sei milioni di trasferimenti regionali per poterli fare partire
immediatamente, l'inerzia anche in questo caso ha reso inutile quel
provvedimento, con l'aggiunta di questi otto milioni di euro, si
consente a questi lavoratori di non solo partire immediatamente di
nuovo, ma di ricevere mensilmente lo stipendio, cosa che con gli
APL non avviene, ecco il motivo Presidente per cui molti lavoratori
hanno rifiutato la chiamata con gli APL, gli APL non prenderanno
gli stipendi se non a fine progetto, così saranno pagati
mensilmente.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 5.27.5 R.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E'approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 5.27, così come è emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E'approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Articolo 6
Disposizioni in materia di società partecipate
1. La Regione siciliana e gli enti pubblici sottoposti a controllo
e vigilanza applicano le disposizioni del decreto legislativo 19
agosto 2016, n. 175 e le successive modifiche ed integrazioni,
nonché i relativi provvedimenti di attuazione. Le funzioni e i
compiti ivi attribuiti ai titolari degli organi politici e
amministrativi si intendono riferite alle corrispondenti figure
istituzionali in ambito regionale. Restano confermate le
disposizioni di cui all'articolo 33 della legge regionale 7 maggio
2015, n. 9, e successive modifiche e integrazioni.
2. All'articolo 33 della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9, sono
apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 1, lettera b), dopo le parole partecipazione della
Regione sono aggiunte le seguenti: , anche indiretta, nonché
nelle società che svolgono attività in house providing, individuate
con decreto del Presidente della Regione in relazione a specifiche
ragioni di adeguatezza organizzativa, ;
b) al comma 5 le parole ridotti del trenta per cento sono
sostituite dalle parole applicati tenuto conto della diversa
complessità organizzativa .
3. Sono abrogati i commi 1 e 3 dell'articolo 20 della legge
regionale 12 maggio 2010, n. 11.
4. All'articolo 64, comma 4, della legge regionale 12 agosto 2014,
n. 21 e successive modifiche ed integrazioni le parole di cui al
comma 1 dell'articolo 20 della legge regionale 12 maggio 2010, n.
11 e successive modifiche e integrazioni sono sostituite dalle
parole partecipate dalla Regione ».
Onorevoli colleghi, assessore Baccei, stiamo attenti sull'articolo
6. Questo è un articolo che la signoria sua ha presentato anche in
ossequio alla finanziaria che noi abbiamo approvato, se non erro,
il 30 aprile, perché erano degli adeguamenti. Ora, sono stati
presentati tutta una serie di emendamenti che io dichiarerei
inammissibili, perché o l'una o l'altra, altrimenti riapriamo le
questioni.
Dichiaro inammissibili tutti gli emendamenti presentati
all'articolo 6. L'articolo 6 è una conseguenza della finanziaria
approvata il 30 aprile. Il Ministero ha fatto dei rilievi e
l'assessore Baccei ha risposto. L'articolo 6 è una conseguenza di
quello, o dico male assessore Baccei?
PICCIOLO. Signor Presidente, l'emendamento 6.14.R è soltanto un
fatto tecnico.
PRESIDENTE. Gli emendamenti sono dichiarati inammissibili. Abbiamo
quelli a firma del Governo.
TAMAJO. Chiedo di parlare sull'articolo 6.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TAMAJO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, proprio per tornare
all'articolo 6, avevo pensato di inserire il totale utilizzo del
personale interno, e con l'assessore Baccei abbiamo avuto già
diverse discussioni, proprio per far sì che questo personale
interno, personale che presta servizio presso la società SAS, passi
da 32 a 36 ore, per evitare che questi benedetti musei continuino a
rimanere chiusi i sabati e le domeniche, nelle giornate durante il
pomeriggio, e soprattutto si possa consentire la maggiore fruizione
in un momento di grande espansione turistica.
Assessore Baccei, lei è al corrente di tutta questa questione. Io
la prego di darmi un cenno e, soprattutto, di dire come siamo
messi, perché ogni qual volta si parla di musei, di attività
archeologiche e di bene museali noi andiamo ogni volta sul Giornale
di Sicilia, perché facciamo una cattiva figura perché i nostri
musei vengono regolarmente chiusi e, non solo, continuiamo a pagare
straordinario, uno straordinario che costa un milione e ottocento
mila euro l'anno, mentre abbiamo la possibilità con questo
passaggio da 32 a 36 ore a costo zero di risolvere la questione.
Quindi, assessore Baccei, la prego di intervenire per fare
chiarezza, soprattutto nei confronti di tutti quei lavoratori che
attendono da circa dieci anni questo passaggio a tempo pieno, dalle
32 alle 36 ore.
PRESIDENTE. Onorevole Tamajo, comunque l'emendamento è
inammissibile.
Quelli al testo no. Sono inammissibili tutti gli emendamenti
aggiuntivi che sono arrivati all'ultimo momento e, obiettivamente,
si allarga la maglia anche per problemi di carattere finanziario.
FIGUCCIA. Perché questo emendamento è inammissibile?
PRESIDENTE. Lei deve parlare all'esterno, così ci sarà qualcuno
che la ascolterà, onorevole Figuccia. Non si preoccupi, mi stanno
arrivando i messaggi Li conserverò questi Siamo all'approvazione
della prima finanziaria qua Stia tranquillo, mi stanno arrivando i
messaggi
Onorevole Figuccia, mi assumo la responsabilità io, però clientela
non se ne consente a nessuno Noi facciamo leggi, onorevole
Figuccia Vada là e lo dica.
Ma per cortesia Il Governo su tutti eccepirà l'incostituzionalità
e verranno bocciati. Vi rendete conto, si o no?
Mi sono preso la responsabilità io. Dite a tutti che è stato il
Presidente Ardizzone. Non vi preoccupate Lo potete dire Ma non
prendo in giro nessuno io
FALCONE. Presidente, ne prendiamo atto.
PRESIDENTE. Gli emendamenti al testo rimangono.
Gli emendamenti soppressivi 6.1 e 6.13 sono stati ritirati dai
rispettivi firmatari
L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 6.2 è decaduto.
Si passa all'emendamento 6.12, del Governo, con il parere
favorevole della Commissione.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 6.18, del Governo.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 6.3, degli onorevoli Rinaldi ed altri.
RINALDI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 6.15 è inammissibile.
Si passa all'emendamento 6.6, degli onorevoli Rinaldi ed altri.
RINALDI. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se mi permette
spiego anche gli altri emendamenti così intervengo una volta sola.
L'emendamento 6.6, al comma 2, lettera b) è soppressa. La lettera
b) non fa altro che aumentare nuovamente il Consiglio di
amministrazione o i componenti che dovranno comunque guidare le
società partecipate. Noi avevamo fatto una legge che prevedeva una
riduzione del 30 per cento. Con questo articolo, la lettera b),
aumentiamo di nuovo perché così come scritta applicate tenuto
conto della diversa complessità organizzativa non abbiamo più
limiti. Nel senso che possiamo inserire qualsiasi componente
all'interno del Consiglio di amministrazione delle società
partecipate senza definire un numero. Mi sembra una cosa assurda,
per cui chiedo la soppressione di questo articolo.
Ho presentato l'altro emendamento, soppressivo del comma 3 e
soppressivo del comma 4. Noi con una vecchia legge abbiamo
istituito l'elenco di tutte le società partecipate. Non capisco
perché lo dobbiamo abolire e non mantenere e tenere trasparente un
elenco di tutte le società partecipate che ci sono in questo
momento. Lo stesso vale per il comma 4.
Quindi mantengo tutti gli emendamenti e chiedo la votazione.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 6.6. Il parere del
Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 6.16, del Governo. Il parere della
Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 6.4 e 6.7 sono preclusi.
Si passa all'emendamento 6.8, degli onorevoli Rinaldi ed altri.
Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 6, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'articolo 7 è stralciato
Si riprende l'esame dell'articolo 18, precedentemente accantonato.
Scusate, sull'articolo 18 ce ne potremmo uscire perché abbiamo una
riscrittura del Governo e della Commissione che sono identiche.
Gli emendamenti soppressivi 18.1 e 18.16 sono stati ritirati dai
rispettivi firmatari
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione la riscrittura dell'articolo 18, 18.17 e 18.R,
di identico contenuto.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, questo fascicolo lo abbiamo concluso.
Si passa all'articolo 25. Ne do lettura:
«Articolo 25
Disposizioni in materia di demanio
1. All'articolo 1 della legge regionale 29 novembre 2005, n. 15
sono inseriti i seguenti commi:
1 bis. Al fine di promuovere un uso sostenibile delle aree del
demanio marittimo concesse per l'esercizio delle attività di cui al
precedente comma 1, lettera a) l'Assessore regionale per il
territorio e l'ambiente è autorizzato a provvedere con proprio
decreto alla classificazione degli stabilimenti balneari in
relazione alle specifiche caratteristiche ed ai requisiti
posseduti, fissando, in particolare, i criteri ed i requisiti
minimi funzionali e strutturali per l'attribuzione dei diversi
livelli di classificazione ed i relativi segni distintivi ed
istituendo apposito registro.
1 ter. Gli stabilimenti balneari, così come classificati ai sensi
del comma 1 bis, sono iscritti nel registro previo versamento alla
Regione di euro 500,00 a titolo di contributo annuale. ».
Gli emendamenti soppressivi 25.2, 25.3 e 25.5 sono stati ritirati
dai rispettivi firmatari
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 25.R ed ai subemendamenti 25.R.1 e
25.R.2.
CIANCIO. Chiedo di parlare per illustrare il subemendamento
25.R.2.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io ho
presentato un subemendamento al 25.R, che ho concordato anche con
l'assessore Croce, in quanto il comma1.ter per chi non sapesse, non
si ricordasse di cosa stiamo parlando, parla della possibilità di
rilasciare le concessioni, le nuove concessioni sul demanio
marittimo per i comuni che ancora non hanno fatto il piano, quindi
nelle more che per i comuni venga approvato il piano di utilizzo
del demanio marittimo la Regione può continuare a concedere queste
concessione.
Ora, siccome noi negli anni passati poche cose buone abbiamo fatto
ma tra le cose poche buone che abbiamo fatto c'era quella di
costringere in qualche modo i comuni a fare questo benedetto piano
di utilizzo del demanio marittimo, che ricordo a tutti è previsto
da una legge del 2005, quindi sono passati 12 anni e c'è un
rimpallo di responsabilità tra i comuni e la Regione, per dare la
colpa all'uno o all'altro per il ritardo, infatti molti comuni
l'hanno presentato ma la Regione l'ha rimandato indietro perché
mancava la VAS, insomma una serie di problemi.
Ora, quello che io chiedo con l'emendamento è di sostituire le
parole alla fine dell'emendamento in corso di adozione,
approvazione con adottati e in corso di approvazione . Cosa
significa? Che noi in questo modo ridiamo potere ai comuni che in
questo momento sono stati completamente estromessi da ogni
decisione, ovvero le nuove concessioni devono essere coerenti con i
piani che però siano già adottati perché in corso di adozione non
significa nulla, un comune può fare semplicemente una nota e dire
che sta cominciando l'iter di adozione e approvazione del piano ma
in realtà poi la cosa può fermarsi lì.
Siccome questi piani sono necessari e dobbiamo far sì che i
comuni, in qualche modo, li adottino, quello che propongo è che si
possono rilasciare nuove concessioni purché quel piano sia già
adottato dai comuni e sia già passato dai Consigli comunali in modo
tale che diamo la possibilità ai Consigli di esprimersi.
Poi è in corso di approvazione perché l'approvazione poi concerne
la Regione con i tempi della Regione però non precludiamo la
possibilità ai comuni di rilasciare queste concessioni né coerenti
con dei piano che siano realizzati se no continuiamo a rimandare
l'approvazione di questi piani all'infinito e ritorniamo a due anni
fa quando molti comuni non hanno presentato i piani e non avevano
neanche l'obbligo di presentarli, in questo modo è una via di mezzo
e cerchiamo, appunto, di dare una spinta nella direzione di
approvare i piani.
SUDANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUDANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
intervengo brevemente perché questo articolo l'abbiamo affrontato
lungamente in Commissione, mi dispiace che non è presente
l'assessore Croce proprio perché lui ci ha tenuto a presentare
questa modifica della legge che abbiamo fatto proprio perché sono
passati due anni da quando l'abbiamo esitata in realtà ci siamo
dimenticati di legiferare in un periodo di vacatio. Purtroppo per
adottare un piano demaniale tutti sappiamo che ci sono delle
procedure lunghissime a partire dalla procedura VAS, poi passa in
Consiglio comunale e poi si va alla Regione per l'approvazione.
Sappiamo che per fare una procedura di questa ci vogliono due, tre
anni. Nel frattempo i comuni che hanno presentato i piano demaniali
non sono tanti, anzi sono pochissimi, erano circa cinque comuni
oggi sono novanta ma sono stati restituiti perché non hanno fatto
le procedure VAS, e allora pensiamo che non si può bloccare la
Sicilia nel frattempo e quindi, si ritiene che nella fase in cui
ancora vi deve essere l'atto di adozione e di approvazione si
possano rilasciare le concessioni demaniali e tutto resto in capo
alla Regione. Solo nel momento finale, quindi dopo l'approvazione,
la competenza passerà al comune.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, sarò
breve, intervengo soltanto per fare alcune considerazioni.
Condividendo l'emendamento della Commissione, voglio ribadire come
quest'Aula più volte abbia voluto affrontare la tematica del
demanio in Sicilia. Però, non si è mai pensato, di fatto, di
valorizzare e di potenziare quegli uffici del demanio, che oggi
rappresentano delle unità operative di base - non sono neanche dei
servizi - e che, come bene hanno detto gli onorevoli colleghi
poc'anzi, svolgono un ruolo strategico, non soltanto per il
rilancio turistico della nostra Isola, ma anche per le casse
dell'amministrazione regionale. Al che io pregherei l'Assessore per
l'economia di tenere conto dell'esperienza che si sta svolgendo, e
si svolge, in alcune Regioni importanti, dove le politiche del
demanio creano anche ricchezza per il bilancio di quelle Regioni,
nell'ambito dell'accertamento e della riscossione degli onori
concessori.
Probabilmente, poter traslare un sistema, nello stile di quello
dell'Agenzia delle Entrate o valorizzare i dipendenti della regione
che vogliano svolgere il ruolo di dipendenti dell'ufficio del
demanio, può essere un modo per dare serenità a chi opera nelle
strutture demaniali. La volontà di potenziare con un impegno vero
di strutture ricettive ed anche riuscire a dare copertura
finanziaria nel bilancio della Regione, rispetto ad oneri
concessori che molte volte non si riesce neanche a potere
accertare.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, giusto
per precisare il subemendamento a mia firma. Io non dico di
aspettare l'approvazione dei Piani di utilizzo del demanio
marittimo, io dico che almeno debbano essere passati dal Consiglio
comunale. Poi l'approvazione è un'altra cosa, ma quanto meno che si
esprima il Consiglio comunale, perché se bisogna rilasciare delle
concessioni bisogna rilasciarle sulla base di un piano che un
minimo di dibattito, anche all'interno dell'Amministrazione
comunale, deve averlo subìto. Siccome, secondo me, per come è
scritto non significa nulla, chiedo di aggiungere questa
correzione.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, quando
la Regione siciliana legiferò in materia, scrisse che per il
rilascio delle concessioni bisognava avere prima approvato il Piano
di utilizzo del demanio marittimo; questo ha determinato il blocco
di tutte le concessioni.
L'emendamento 25.R risolve il problema, ma il subemendamento
25.R.2 dell'onorevole Ciancio di fatto lo ripropone. Delle due
l'una: o si dà la possibilità alla Regione di rilasciare le
concessioni, nelle more dell'adozione dell'approvazione del Piano,
che è un'inadempienza del Comune o si dice che invece il Piano
debba essere adottato e approvato. La via mediana non porta da
nessuna parte.
Io sono pronto a seguire l'indicazione del Governo, ma che sia una
via chiara: o rilasciamo le concessioni o non le rilasciamo.
L'adozione del Piano, che è un fatto che dipende dal Consiglio, su
cui magari poi ci sono le valutazioni di VIA-VAS, rallenta in modo
incredibile la risoluzione del problema.
Per questo ritengo il subemendamento 25.R.2 non accoglibile. Di
contro, il subemendamento 25.R.1, di iniziativa governativa, che
definisce, per la classificazione dei lidi, che venga accertato il
rispetto dei requisiti concessori, a me sembra un atto coraggioso
e di buon senso, nel senso che prima della classificazione
l'Assessorato competente provvederà a verificare se ciò che è
realizzato sia conforme per davvero a quello autorizzato.
MAGGIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAGGIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
l'emendamento di riscrittura della Commissione, che tra l'altro è
il frutto di un animato dibattito tra la stesura originaria che
parlava di Piani già adottati. Considerato che questi piani da due
anni sono pochissimi quelli adottati in Regione si è trovata la
mediazione, per non bloccare il rilascio delle nuove concessioni la
mediazione è quella: piani che abbiano riferimento ai PUDM che
siano coerenti con i principi che nei PUDM sono previsti, ma che
siano nel corso dell'approvazione perché sappiamo i tempi che
passano prima che i consigli comunali approvino i piani.
Se noi vogliamo bloccare complessivamente questa attività allora
cassiamo il punto se invece vogliamo andare verso quella mediazione
che il dibattito della Commissione ha raggiunto dobbiamo approvare
l'emendamento che è frutto del lavoro della Commissione.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
deputati, io sono molto d'accordo con le affermazioni
dell'onorevole Turano laddove dice che l'approvazione di questo
emendamento, sostanzialmente, vanificherebbe la norma, tanto vale
fare un articolo soppressivo della norma.
CIANCIO. Ma non è vero
CROCETTA, presidente della Regione. Non è vero Adesso glielo
spiego io Lo so che voi avete la verità infusa e, quindi,
qualsiasi contestazione non vi può essere fatta perché quando
presentate voi una norma siete perfetti.
Noi affideremmo nella sua ipotesi la valutazione per il rilascio o
meno di una nuova concessione allo stesso organo che è
inadempiente. L'intervento che praticamente continuerebbe ad essere
inadempiente. Per evitare l'intervento sostitutivo non è vero che
sarebbe un incentivo quello previsto dalla norma originario a non
approvare, quello diventa un incentivo perché vuol dire:
autorizzazione per autorizzazione ce la gestiamo con il potere
locale. Non possiamo andare così perché l'attività economica non è
un crimine.
Il rispetto dell'ambiente va fatto nella valorizzazione anche
economica dell'ambiente. Noi abbiamo la Regione che è bellissima,
delle risorse naturali bellissime però dove non si può realizzare
nulla perché nessuno fa il proprio dovere. Dove sono i piani delle
spiagge? Sono pochissimi i comuni. Noi dobbiamo consentire ancora
questo? Poi diciamo a quel comune che non presenta il piano
regolatore delle spiagge ogni autorizzazione .
(Interruzione dell'onorevole Ciancio)
CROCETTA, presidente della Regione. Non risolviamo il problema,
onorevole Ciancio. Siccome io ho fatto anche l'amministratore e ho
fatto anche il Sindaco e il piano delle spiagge l'ho fatto e ho
stabilito quali erano i criteri e le aree che erano alla pubblica
fruizione e quelle che potevano essere gestiti dai privati penso
anche di avere le carte.
Questi piano dovrebbero essere presentati da oltre 10 anni e
quindi non è che parliamo del nulla Ora noi vogliamo che l'ente
che non presenta il piano dovrà decidere sull'autorizzazione. Ci
deve essere un giudice a Berlino Ci deve essere un giudice a
Berlino Laddove il consiglio comunale e il comune sono omissivi il
cittadino deve avere la possibilità di decidere e di avere un ente
che decide sopra e che valuta in modo obiettivo perché molte volte,
a livello locale, alcune autorizzazioni non sempre vengono
rilasciate per finalità nobili. Certe volte non vengono rilasciate
per conflitti locali e altre cose, ma ci deve essere un'autorità
superiore che regolamenta.
Quindi, parere contrario all'emendamento.
TAMAJO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TAMAJO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io penso che lo
spirito di questa norma, di questo emendamento ha l'obiettivo di
far sì che tutti quei soggetti privati che attualmente non possono
avere nessun tipo di nuova concessione su aree demaniali, con
questo sistema la possono ottenere e per ottenerla all'interno del
Comune di competenza basta avere l'adozione del piano del PUDM che
è il piano di utilizzo del demanio marittimo.
E' questo lo spirito della norma; quindi, attualmente per come è
strutturato il percorso normativo, il soggetto privato non può
ottenere una concessione demaniale.
In questo modo noi facciamo in modo che il soggetto privato che
vuole ottenere una concessione demaniale lo può fare a patto e
condizione che ci sia stato già un passaggio e, quindi, un'adozione
in Consiglio comunale del piano utilizzo del demanio marittimo.
E' così semplice, signor Presidente, per cui noi siamo pienamente
d'accordo con l'emendamento presentato dal Movimento Cinque Stelle
che sblocchi l'iter, sblocchi quest'attività di nuova concessione
su aree demaniali marittime.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 25.R1 del Governo.
La Commissione è favorevole. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 25.R2, illustrato dall'onorevole
Ciancio. Il Governo ha espresso parere contrario. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 25R, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 26. Ne do lettura:
«Articolo 26
Contributi per la rielaborazione degli strumenti
urbanistici
1. Per le finalità di cui all'articolo 25 della legge regionale
27 dicembre 1978, n. 71 e successive modifiche e integrazioni,
l'autorizzazione di spesa è determinata nel limite massimo di 100
migliaia di euro annui per gli esercizi finanziari 2017, 2018 e
2019».
Comunico che all'articolo 26 sono stati presentati gli emendamenti
soppressivi dagli onorevoli Greco Giovanni e Falcone.
FALCONE. Li ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 26.4, a firma dell'onorevole Foti.
FOTI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, lo spiego, i colleghi
sono stanchi però se si legge si capisce. L'articolo 26 propone di
dare un sostegno economico ai Comuni in modo che sblocchino la
situazioni relative ai piani regolatori.
E' chiaro che le cifre messe a disposizione sono veramente esigue
e allora abbiamo pensato con i colleghi di dare queste risorse -
seppur esigue - solo ai Comuni che non hanno nelle loro piante
organiche le figure professionali, vedi ingegneri e quanto altro,
di modo che le risorse vengano riservate solo a quei Comuni, di
solito i piccoli Comuni, che non hanno ingegneri, geologi,
dipendenti adatti per potere fare i piani regolatori, a meno che il
Governo non voglia mettere più risorse allora lo potrei anche
ritirare.
PRESIDENTE. Onorevole Foti, ha spiegato questo emendamento che ha
una sua finalità, però credo che delegittimare i liberi
professionisti, cioè il fatto di avere in pianta organica non
significa che si abbiamo tutte le professionalità, però su questo
l'Aula è sovrana, per carità
Pongo in votazione l'emendamento 26.4. Il parere del Governo?
CROCETTA, Presidente della Regione. No, non è favorevole o
contrario, non è la pianta organica. Ha ragione il Presidente
Ardizzone perché aprendo la pianta organica non significa che si
abbia la risorsa. Chiaro?
Onorevole Foti, andrebbe corretto, non in pianta organica, che non
abbiamo al proprio interno la professionalità adeguate perché la
pianta organica può prevedere la figura, però poi non ce l'hai
dentro. Quindi, se si corregge in questi termini noi siamo
favorevoli, altrimenti è inutile, sostanzialmente.
Onorevole Foti, mi ha seguito? Dobbiamo sostituire che non
abbiamo la risorsa all'interno non la pianta organica perché la
dichiarazione di pianta organica non serve a niente.
PANEPINTO. Secondo me va riscritto tutto .
CROCETTA, Presidente della Regione. Insomma, in questi termini è
inutile, questo sto dicendo.
PRESIDENTE. Il parere del Governo è contrario.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, io porrei piuttosto l'accento invece
sulla esiguità della somma proposta. 100 migliaia di euro, ma a chi
dobbiamo far ridere Ma ci prendiamo in giro 100 migliaia di euro
Cioè 100 mila euro; ma siamo seri E' meglio tassarla. O stanziava
almeno un milione di euro oppure la cassiamo la somma. Lei è un
esperto, Presidente Ardizzone. Ci dobbiamo prendere in giro? 100
mila euro
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 26.4. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è' approvato)
L'emendamento 26.2 è inammissibile per mancanza di copertura
finanziaria.
Si passa all'emendamento 26.5 a firma del Governo. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 26, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 30. Ne do lettura:
«Articolo 30
Contributi ai comuni per la redazione del Piano amianto
1. L'Assessore regionale per l'energia e i servizi di pubblica
utilità, entro 30 giorni dalla data della delibera CIPE che
autorizza la spesa di cui al comma 2, emana un bando per la
concessione di contributi ai comuni, singoli o associati, per le
finalità di cui all'articolo l della legge regionale 29 aprile
2014, n. 10, per la redazione del Piano comunale amianto di cui
all'articolo 4 comma 1, lettera b), della legge regionale n.
10/2014, e per gli interventi di cui all'articolo 10 finalizzati
alla rimozione, trasporto e smaltimento dei manufatti in amianto
presenti nei siti, negli impianti, negli edifici e nei mezzi
pubblici e privati. I comuni provvedono di conseguenza secondo le
direttive del Dipartimento regionale della protezione civile.
2. Per le finalità del presente articolo, per l'esercizio
finanziario 2017, è autorizzata la spesa di 2.000 migliaia di euro
cui si provvede con le risorse del Fondo di sviluppo e coesione
2014-2020».
Sull'articolo la IV Commissione ha espresso parere favorevole.
Gli emendamenti 30.1, 30.2 e 30.3, degli onorevoli Greco ed altri
sono decaduti. L'emendamento 30.4 è inammissibile per mancanza di
copertura finanziaria.
Pongo in votazione l'articolo 30. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 31. Ne do lettura:
«Articolo 31
Norme in materia di Confidi
1. Ai Confidi privi di iscrizione ai sensi dell'articolo 107 del
decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385 e successive modifiche
ed integrazioni, ai fini del riconoscimento degli statuti secondo
le prescrizioni di cui al comma 5 ter dell'articolo 3 della legge
regionale 21 settembre 2005, n. 11, è assegnato un punteggio di
partenza pari a 6».
Sull'articolo la III Commissione ha espresso parere favorevole.
Poichè sono stati presentati soltanto emendamenti soppressivi,
pongo in votazione il mantenimento dell'articolo. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 32. Ne do lettura:
«Articolo 32
Albo regionale delle Cooperative sociali
1. E' istituito, ai fini dell'applicazione in Sicilia, a norma
dell'articolo 5 della legge 8 novembre 1991, n. 381 e dell'articolo
52 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e dell'articolo
112 del decreto legislativo n. 50 del 2016, L'Albo regionale delle
cooperative sociali di tipo B .
2. Entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge l'Assessore regionale per le attività produttive emana un
decreto contenente le procedure per l'istituzione dell'Albo di cui
al comma 1».
Si passa all'emendamento 32.7. Manca la copertura finanziaria.
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo 32. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 33. Ne do lettura:
«Articolo 33
Fondo di sostegno alle imprese
1. È istituito un fondo a sostegno delle imprese danneggiate
dalla presenza di cantieri per la realizzazione di opere ed
infrastrutture pubbliche, destinato al finanziamento di forme di
sostegno o di defiscalizzazione in favore delle suddette imprese.
2. Per le finalità del presente articolo, per il triennio 2017-
2019, è autorizzata la spesa di 2.000 migliaia di euro cui si
provvede con le risorse del Fondo di sviluppo e coesione (FSC) 2014-
2020.
3. La gestione del Fondo di cui al comma l è affidata
all'Assessorato regionale dell'economia il quale, entro 90 giorni
dalla data di entrata in vigore della presente legge, definisce con
decreto i parametri ed i criteri di accesso al Fondo».
Sull'articolo 33 la III Commissione ha espresso parere favorevole.
Gli emendamenti 33.1, 33.2, 33.3 e 33.4 sono soppressivi. Pongo
in votazione il mantenimento dell'articolo 32. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 34. Ne do lettura:
«Articolo 34
Modifiche alla legge regionale 22 dicembre 2005, n. 19
in materia di teleticketing
1. Il comma 22 dell'articolo 24 della legge regionale 22 dicembre
2005, n. 19 è sostituito dal seguente:
22. Al fine di realizzare la promozione dell'acquisto dei
biglietti di accesso, anche con procedure automatizzate
teleticketing, l'Assessore regionale per i beni culturali e
l'identità siciliana, per i servizi di prenotazione e biglietteria
a distanza per i siti direttamente gestiti dallo stesso Assessorato
regionale, stipula entro il 31 dicembre 2017, convenzioni con
società che offrono servizi di teleticketing, nel rispetto delle
disposizioni di cui alla lettera a), comma 3, dell'articolo 115 del
Codice dei beni culturali e del paesaggio approvato con decreto
legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, senza oneri a carico del
bilancio della Regione. ».
Si passa all'emendamento 34.3, a firma degli onorevoli D'Asero ed
altri, a cui è stasto dato parere favorevole della V Commissione.
Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 34.3, con il parere
favorevole del Governo e della Commissione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 35. Ne do lettura:
«Articolo 35
Liquidazione di Riscossione Sicilia S.p.A.
1. Ai sensi degli articoli 36 e 37 dello Statuto speciale della
Regione e dell'articolo 8 del decreto del Presidente della
Repubblica 26 luglio 1965, n. 1074 e successive modifiche ed
integrazioni, le disposizioni dell'articolo 1 del decreto legge 22
ottobre 2016, n. 193, convertito con modificazioni dalla legge 1
dicembre 2016, n. 225 e successive modifiche ed integrazioni, si
applicano nel territorio della Regione, salvo quanto previsto dalla
presente legge.
2. A decorrere dall'1 luglio 2017 la società Riscossione Sicilia
S.p.A. è posta in liquidazione.
3. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, e comunque non oltre l'1 luglio 2017, il Governo
della Regione definisce, di comune accordo con il Ministero
dell'Economia, tutti gli aspetti di natura tecnica ed
amministrativa relativi al passaggio di funzioni tra Riscossione
Sicilia S.p.A ed il nuovo ente pubblico economico previsto dal
comma 3 dell'articolo 1 del decreto legge 22 ottobre 2016, n. 193.
4. Dalla data di entrata in vigore della presente legge, è fatto
divieto a Riscossione Sicilia S.p.A. di procedere ad assunzioni di
personale a qualsiasi titolo e con qualsivoglia tipologia
contrattuale. E' fatto altresì divieto di incrementare le spese per
il personale, ad eccezione di quanto già contrattualmente previsto.
5. A decorrere dall'1 luglio 2017, il personale di Riscossione
Sicilia S.p.A. con contratto di lavoro a tempo indeterminato, in
servizio alla data di entrata in vigore della presente legge, senza
soluzione di continuità e con la garanzia della posizione giuridica
ed economica maturata alla data dell'1 luglio 2016, è trasferito
all'ente pubblico economico di cui al comma 3 dell'articolo 1 del
decreto legge n. 193/2016».
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento
soppressivo 35.11.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, ritengo che abbiamo presentato un emendamento soppressivo
dell'articolo, per un motivo estremamente semplice: Riscossione
Sicilia dopo tanti anni, per la prima volta presenta un bilancio in
attivo. Quale sarebbe la ratio legis per cui dovremmo liquidare una
società in attivo? Cioè praticamente ci manteniamo le società che
sono in negativo e invece quelle che cominciano a funzionare bene
le dobbiamo sopprimere.
Non credo che sia una norma di buon senso. Per cui, il Governo è
favorevole agli emendamenti soppressivi che sono stati presentati.
PRESIDENTE. Il Governo ha previsto la soppressione. Il parere
della Commissione?
VINCIULLO, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Quindi, contrario alla soppressione, quindi al
mantenimento.
Stiamo votando la soppressione di Riscossione Sicilia.
FALCONE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
CORDARO. Presidente, spieghi meglio l'articolo.
PRESIDENTE. Stiamo votando la soppressione dell'articolo che pone
la liquidazione. Se viene soppresso l'articolo non si voterà la
liquidazione. Quindi resterebbe tutto così com'è.
PANEPINTO. Ritiriamo l'articolo?
PRESIDENTE. L'articolo non si ritira; gli articoli appartengono
all'Aula, onorevole Panepinto.
TURANO. Che stiamo votando?
PRESIDENTE. La soppressione dell'articolo 35.
APPRENDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Può parlare solo per dichiarare l'astensione.
APPRENDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siccome
l'argomento è delicatissimo e ognuno di noi, almeno io vorrei
capire dov'è che stiamo andando. Vorrei capire dove ci porta la
liquidazione. Vorrei che qualcuno lo spiegasse Se non c'è certezza
del futuro dei lavoratori e non solo, credo che noi andiamo verso
il baratro e ci assumiamo una responsabilità enorme.
CROCETTA, presidente della Regione, Le cose restano così come
sono. Ho proposto la soppressione di questo articolo .
APPRENDI, Mi scusi, Presidente, al di là del fatto del bilancio
attivo di Riscossione, sto ponendo un problema, visto che vorrei
un'assunzione di responsabilità, piuttosto che voto segreto. Sono
contrario a questo articolo se non ho certezza per il futuro
Siccome non ho capito, sicuramente l'Aula l'avrà capito, vorrei che
qualcuno me lo spiegasse per votare con serenità.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, questo è un tema delicato che ha
interessato a sproposito l'immagine di quest'Aula. Vorrei dirlo con
la massima chiarezza.
Io proprio per questa vicenda ho chiesto di essere audìto in
Commissione Antimafia per parlare dell'antimafia di facciata, non
ho problema a dichiararlo e a dirlo. Comunque noi voteremo non ci
saranno vincitori e vinti, comunque se noi dovessimo procedere alla
liquidazione di Riscossione Sicilia noi domani finiremo sui
giornali col voto segreto, come se avessimo voluto prendere la
rivincita. Secondo me il voto deve essere aperto, palese
(Brusìo in Aula)
No, no, io sono per il voto palese, anche perché ho espresso delle
considerazioni sulla permanenza o meno, non per fatti personali, di
Riscossione Sicilia, ognuno di noi ha perplessità, per cui noi di
finti eroi non abbiamo bisogno, con la massima chiarezza. Però,
dobbiamo essere chiari su una cosa, e tra le righe l'ha detto
l'onorevole Apprendi: ma che fine farà il personale? Questo è il
punto Ce lo dobbiamo dire con la massima chiarezza
FALCONE. Lo chiede il personale
PRESIDENTE. Scusate, io questo lo accantonerei un attimo per
rimodularlo, e dico subito il perché: perché nell'articolo c'è
scritto a decorrere dal 1 luglio 2017 il personale di Riscossione
Sicilia con contratto di lavoro a tempo indeterminato in servizio
confluisce .
FALCONE. Intanto, stiamo votando sulla soppressione e lo possiamo
votare, poi rimane in campo l'articolo e poi c'è l'articolo di
riscrittura.
PRESIDENTE. Va bene, però io vi invito, dico per carità avete
chiesto il voto segreto facciamolo apertamente.
Chi chiede la votazione per appello nominale? L'onorevole Lentini
chiede la votazione per appello nominale. Verifica richiedenti
appello nominale
FALCONE. Abbiamo chiesto il voto segreto
PRESIDENTE. Parere della Commissione contrario all'emendamento del
.
FALCONE. Abbiamo chiesto il voto segreto
PRESIDENTE. La richiesta di voto segreto prevale.
(Brusìo in Aula)
Scusate, forse non sono stato chiaro. Onorevole Falcone, votando
la soppressione domani ci saranno degli eroi su questa cosa
Siccome ognuno ci deve mettere la faccia, io ripeto sono in andato
in Commissione Antimafia, io sono convinto che va liquidata, l'ho
detto chiaramente.
FALCONE. Il giudizio finale spetta agli elettori. Chiedo la
votazione per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Ma perché la votazione a scrutinio segreto? La
soppressione a voto segreto, va bene, stiamo votando la
soppressione dell'articolo, quindi resta la società così come è
(Brusìo in Aula)
Come no? Assolutamente no
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Onorevoli colleghi, vorrei aiutare tutti voi e poi me
stesso a comprendere. L'articolo 35 vede al suo interno un
emendamento soppressivo del Governo. E' corretto signor Presidente?
CROCETTA, presidente della Regione. Ma che c'entra? L'emendamento
soppressivo è alternativo all'articolo
CORDARO. Io sto parlando con il Presidente dell'Assemblea.
PRESIDENTE. Se passa l'emendamento soppressivo si chiude la
discussione. Se dovesse essere bocciato andiamo avanti e si vota
l'emendamento sostitutivo.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Onorevoli colleghi, lo dico anche per chiarirmi io le idee. Se
viene approvata la proposta del Governo non ci sarà discussione, si
chiude tutto. Se non passa la proposta del Governo continuiamo.
Chiaro? Chi vota rosso, lo fa per continuare la discussione.
FALCONE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, non lo capiscono.
PRESIDENTE. Sì, ma non capisco perché il voto segreto.
CROCETTA, presidente della Regione. Onorevole Falcone, lei vuole
fare capire che non capite cos'è un emendamento soppressivo? Dite
con chiarezza che volete consegnare la riscossione ad altri.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
PRESIDENTE. Io, personalmente, considerato che avete chiesto il
voto segreto, dichiaro l'astensione, perché sia palese.
GRASSO. Dichiaro di non partecipare alla votazione.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 35.11
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 35.11.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 62
Votanti 61
Maggioranza 31
Favorevoli 21
Contrari 34
Astenuti 6
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento sostitutivo della Commissione 35.R, al
quale sono stati presentati i subemendamenti, sempre della
Commissione, 35.R3, 35.R2, 35.R1
Si passa al subemendamento 35.R3 presentato dalla Commissione.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei richiamare
l'attenzione dei colleghi su questo articolo e sull'emendamento di
riscrittura, sostitutivo, della Commissione. Vorrei richiamare
l'attenzione sul fatto che stiamo procedendo ad una riarticolazione
dell'Agente di Riscossione in linea con la norma nazionale in virtù
della quale l'Agente di Riscossione diventa un ente dello Stato,
sostanzialmente, quindi, allineiamo il sistema della riscossione
dei tributi e delle tasse al sistema nazionale.
Con questo articolo di riscrittura, invece, si sta cercando di
fare che cosa? Si starebbe cercando di ricreare un nuovo ente, un
ente regionale, che sia analogo a quello nazionale ma così facendo
stiamo sostituendo Riscossione Sicilia con un'altra Riscossione
Sicilia bis. E non abbiamo concluso niente.
Noi perché stiamo allineando il sistema siciliano a quello
nazionale? 1) perché lo dice la legge e perché riscuotere un euro
di tassa in Lombardia, deve costare allo stesso modo che
riscuoterlo in Sicilia; 2) perché il sistema di tracciabilità deve
essere uguale a quello nazionale, cioè la Lombardia deve avere gli
stessi standard della Sicilia, e poi, ancora perché lo stesso
personale deve essere parametrato allo stesso modo così come viene
parametrato dal nuovo ente nazionale. Se, invece, accedessimo alla
tesi, presidente Vinciullo - e io la prego di ritirare questo
emendamento - ad un ente regionale rischiamo di avere creato
veramente uno stato di confusione perché sostituiremo ad una
Riscossione Sicilia una Riscossione Sicilia bis.
Non ce lo possiamo permettere
Noi come Gruppo parlamentare siamo contrari a questo emendamento.
Siamo invece favorevoli ad un emendamento che sostituisca luglio
2017 con gennaio 2018, in maniera tale che ci sia il tempo
materiale per poter attuare le procedure non soltanto di
liquidazione ma le procedure di trasferimento del personale e del
patrimonio e di tutte le poste attive e passive al nuovo ente, così
come lo vuole la legge nazionale appunto che è la 193 del 2016.
Vorrei dire l'ultima cosa per tranquillizzare l'Aula. Questa norma
ce la chiedono i dipendenti. Questa norma la chiedono i sindacati,
questa norma la chiedono i cittadini siciliani, che con questa
norma andrebbero a pagare un minore agio ed andrebbero anche ad
avere un risparmio nel pagamento dei propri tributi.
Voglio dire un'ultima cosa. Qualcuno dice che Riscossione Sicilia
è in attivo. Può essere che sia in attivo, ma lo è perché c'è stata
questa rottamazione che ha consentito lo Stato con la norma
nazionale e l'ha consentita anche nella stessa disciplina e nello
stesso provvedimento legislativo con cui ha anche proceduto allo
scioglimento di Equitalia.
Ed allora, sono due norme che vanno di pari passo e che, se da un
lato, hanno consentito a tanti italiani ed a tanti siciliani di
poter abbattere il proprio debito nei confronti dell'Erario, hanno
altrettanto - però, il legislatore nazionale ha voluto - che vi
fosse una omogeneizzazione del sistema. Omogeneizziamo il sistema,
allineiamo il sistema siciliano a quello nazionale perché avremo
una garanzia e salvaguardia dei posti di lavoro, perché avremo
l'efficientamento, la razionalizzazione e la riscossione delle
tasse ed avremo in più anche un risparmio a favore di tanti
siciliani che, oggi, si trovano in difetto col nostro Erario, con
la nostra Regione, con i nostri comuni, con i nostri enti
territoriali.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, d'accordo, stiamo attenti però nel
votare questa norma. Mi sto riferendo io, per evitare confusioni
proprio con il personale, perché ormai l'Aula si è orientata.
Quando si dice che il personale viene trasferito - scusate, sono
gli Uffici stessi a rilevarmelo ed io ho il dovere di dirlo per
evitare confusione - nella norma, non nell'emendamento sostitutivo
del Governo, nella norma base, che il personale è trasferito ad un
ente pubblico economico nazionale. Noi non possiamo decidere in
questo momento. Quindi bisogna stare attenti.
LENTINI. Lo Stato.
PRESIDENTE. Onorevole Lentini, noi non possiamo decidere in
maniera unilaterale di trasferire del personale nostro allo Stato.
Allora, onorevole Falcone, stiamo attenti, la riscrittura della
Commissione supera il problema del comma 5, perché il
trasferimento, ribadisco, di personale di Riscossione Sicilia ad un
ente pubblico statale non lo possiamo fare con nessuna legge, verrà
impugnata, per essere chiari. La riscrittura della Commissione
supera questa questione.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, la riscrittura non supera, perché
l'articolo 35 base è diverso rispetto alla riscrittura. La
riscrittura presuppone la costituzione di un nuovo ente. Quindi,
sostanzialmente, non c'è alcuna differenza fra quello esistente e
quello che facciamo con la riscrittura, perché noi, con la
scrittura dell'articolo 35 chiediamo l'abolizione e mettiamo in
liquidazione Riscossione. Con la riscrittura si abolisce quello ma
si costituisce un altro ente, quindi di fatto non c'è alcuna
differenza sostanziale.
Io sono d'accordo con lei per modificare l'articolo 35 base con il
comma 5 della riscrittura, cioè prevedere una convenzione, e sono
anche d'accordo con il 35.R1 che prevede che l'incarico di
commissario non possa essere conferito a coloro i quali abbiano
svolto, ecceteram eccetera. Quindi, sarei per mantenere l'articolo
35 base, e apportare le modifiche, che sono previste nella
riscrittura quella che riguarda il personale e quella che riguarda
l'incarico col 35R.1 se sono d'accordo.
CLEMENTE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CLEMENTE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
l'emendamento fatto dalla Commissione tende proprio a creare un
ponte. La creazione della nuova Agenzia regionale equiparando ciò
che è stato fatto a livello nazionale, tende proprio a creare un
ponte che possa accompagnare e la Convenzione futura, ma non
possiamo unilateralmente passare il personale ad un ente nazionale,
quindi, la riscrittura della Commissione tende proprio a questo,
temporaneamente di creare questa Agenzia perché a livello nazionale
si è chiamata Agenzia per la Riscossione dando mandato al Governo
di attuare tutti i procedimenti per il passaggio e delle dotazione
e del personale entro il 2018; la Commissione tendeva a cautelare
proprio questo: il personale e il servizio.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Aassessori, è vero
che siamo la Regione dei gattopardi , però non è accettabile che
sciogliamo, liquidiamo Riscossione Sicilia in seguito anche a tutti
le vicissitudini e le perfomance televisive a cui siamo stati
abituati negli ultimi anni per poi istituire un nuovo ente, perché
veramente sarebbe un'operazione gattopardesca
È veramente a quel punto do ragione al presidente Ardizzone,
veramente a quel punto, domani saremmo su tutti i giornali passando
per coloro i quali hanno liquidato quest'ente perché volevano
liquidare una persona. Noi dobbiamo liquidare, se dobbiamo
liquidare Riscossione Sicilia, non ci deve essere un'altra società.
Ora vediamo come affrontare il problema che si pone per quanto
riguarda il personale, posto che non ci può essere una decisione
unilaterale di un ente minore rispetto ad uno maggiore, rispetto
allo Stato. Ma, certamente, non può essere la soluzione quella
individuata con la riscrittura perché facendo così domani su tutti
i giornali campeggerebbero i titoli i deputati dell'Ars banditi
hanno voluto liquidare l'ente per disfarsi di un eroe . Non è
questa almeno la mia intenzione Non è questa la mia intenzione
A questo punto voto per mantenere Riscossione Sicilia, se dobbiamo
liquidare Riscossione Sicilia per fare un altro ente, annuncio qua
il mio voto per mantenere in piedi Riscossione Sicilia.
PRESIDENTE. Comunque io su questo articolo mi fermerei un
momentino perché ho capito qual è la filosofia. Approfondiamo
perché non possiamo mettere in difficoltà il personale, per essere
chiari.
APPRENDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
APPRENDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, ho
capito adesso che avevo ragione quando sono intervenuto prima
perché adesso i dubbi vengono un po' a tutti su cosa fare dopo. Per
questo avevo chiesto se era possibile che qualcuno mi spiegasse
l'articolo 35. Intanto, non so se è possibile, questo lo possono
dire i tecnici, che il comma 2 dell'articolo 35 che parla di
decorrenza 1 luglio 2017, ricordo a me stesso che siamo nel mese di
agosto, credo che oggi ne abbiamo 9.
DI GIACINTO. No, no.
CLEMENTE. C'è la riscrittura.
APPRENDI. Sì c'è la riscrittura, non lo so se c'è la riscrittura
In ogni caso, parlare di ente, uso un termine che si usa spesso in
Aula, è schizofrenia pura Perché noi sopprimiamo un ente per
crearne un altro dove ci sarà un carrozzone clientelare, di
consulenze, di amici degli amici che vengono assunti e non funziona
così; o allineiamo questo processo alla linea nazionale o veramente
la gente ci prenderà per pazzi
Io desidero che qui ci pronunciamo, il Governo deve fare un tavolo
tecnico con Roma, affinché questo personale, questo sistema di
Riscossione sia allineato al sistema nazionale, altrimenti
veramente saremo chiamati, ciascuno di noi, a risponderne, al di là
della questione dell'attuale personale. C'è un problema che nessuno
capirà. Sopprimiamo Riscossione Sicilia per un altro ente.
PRESIDENTE. Dopo l'intervento dell'onorevole Cappello però su
questo articolo ci fermiamo un momentino, pensiamo ad una
riscrittura che non crei difficoltà al personale, né crei un nuovo
ente regionale, perché la filosofia era quella che diceva
l'onorevole Apprendi.
TURANO. L'onorevole Cappello allora non può intervenire quando ci
sarà la riscrittura?
PRESIDENTE. No. Ha facoltà di parlare l'onorevole Cappello, poi,
l'onorevole Maggio.
CAPPELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
cittadini, penso che poc'anzi si sia consumato un gravissimo atto
di una grande irresponsabilità da parte di chi ha voluto il voto
segreto e da parte di chi ha votato contro la soppressione di
questo articolo, e cioè da parte di chi vuole la liquidazione di
questo ente. E' notorio, urbi et orbi, che il Movimento Cinque
Stelle sia contro gli enti di riscossione perché vorrebbe che le
tasse venissero riscosse direttamente dai comuni, ma è anche vero
che in Sicilia scontiamo un fenomeno eccezionale che è dato dalla
prerogativa dello Statuto speciale che, oggi, siamo stati in grado,
per la gravissima responsabilità di chi ha chiesto tutto questo, di
auto-picconarci.
Non bastava il governo Crocetta che si è venduto armi e bagagli al
Governo nazionale, ma oggi questo Parlamento, con un gravissimo
atto di masochismo vuole consegnarsi direttamente nelle mani dello
Stato, abolendo di fatto, in questo modo, il comma 2 dell'articolo
37 dello Statuto speciale della Regione siciliana, ed è un atto
altrettanto irresponsabile nella misura in cui chi vuole la
liquidazione di Riscossione Sicilia non sa nemmeno di che cosa sta
parlando e non sa nemmeno in quale direzione andare, perché
pretende sostanzialmente che questo Parlamento, in maniera
unilaterale, dopo avere ottenuto la liquidazione di questo ente,
metta molto probabilmente sulla strada i dipendenti, metta molto
probabilmente in crisi tutto il sistema di riscossione.
Ora, io dico, ma è possibile che in Sicilia non si riesca mai a
fare funzionare un ente e si ricorra ad una finzione giuridica,
ossia abolire quello che esiste, per sostituirlo con un altro che
non esiste e che sarà esattamente identico a quello che stiamo
abolendo? Anziché migliorare la situazione, noi la peggioriamo,
prendiamo in giro tutti coloro che ci stanno sentendo fuori.
BACCEI, assessore per l'economia. Lo avete firmato voi, questo è
uguale.
CAPPELLO. E' uguale, ma se lei guarda, dopo il vostro emendamento
soppressivo c'è il nostro. Dopo quello del Governo c'è quello del
Movimento Cinque Stelle. Ci mancherebbe Assessore, se non passa
l'emendamento soppressivo, che facciamo? Lo legga bene l'elenco
degli emendamenti, invece, di contestare. Da questo punto di vista
i siciliani devono sapere chi vuole l'applicazione dello Statuto
speciale e chi è contro di esso, e certamente il Movimento Cinque
Stelle non è contro lo Statuto speciale.
PRESIDENTE. Onestamente, onorevole Cappello, c'è un emendamento
vostro
CORDARO. Signor Presidente, deve gridare come fanno loro,
altrimenti non la sentono Hanno fatto un emendamento strumentale e
ci vengono a prendere in giro di faccia Vergogna
PRESIDENTE. Onorevole Cappello, francamente c'è un emendamento, a
parte quello soppressivo presentato da voi, che parla di
scioglimento. Io credo che quest'Aula, indipendentemente dal
livello della voce di ciascuno di noi, responsabilmente voterà su
questa vicenda, proprio per questo dopo gli interventi degli
onorevoli Maggio e Cordaro sospenderemo.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, ascolti, so che siamo in campagna
elettorale e che i colleghi del Movimento Cinque stelle, quei pochi
che vengono in Aula perché tutti gli altri, compreso il candidato
governatore, non si vede in Aula da almeno un mese, ed è legittimo
che sia in campagna elettorale, il cittadino Cancelleri, sono in
campagna elettorale.
Però, vorrei invitare, considerato che chi sta qui lo fa con
correttezza e serietà, ad essere seri fino in fondo perché non mi
pare che l'intervento del collega Cappello possa essere annoverato
tra gli interventi seri.
Quando si dice che loro sono perché si mantengano le prerogative
dello Statuto siciliano con l'ente di riscossione e poi si presenta
a firma del Movimento Cinque Stelle l'emendamento 35.8 nel quale si
parla di ente strumentale da affiancare all'Assessorato regionale
al bilancio per le riscossioni in Sicilia questo significa, cari
siciliani, quello a cui andrete incontro se voterete il Movimento
Cinque Stelle.
Io lo dico con molta nettezza perché questo è un modo di fare
assolutamente ingiustificabile. Ciò significa pensare che i
siciliani siano ignoranti e pecoroni ma siccome qui, viva Dio, c'è
qualcuno che legge le carte, io dico che questo è un modo di fare
assolutamente scorretto, noi siamo a) per salvare il livello
occupazione; b) perché i siciliani paghino un agio inferiore
rispetto a quello che hanno pagato in questi anni; c) perché la
Sicilia per una volta venga trattata allo stesso modo rispetto al
Governo centrale ed al sistema di riscossione nazionale di tutte le
altre Regioni. Se poi, presidente Ardizzone è necessario fermarsi
10 minuti per fare in modo che quello che noi vogliamo fare con
correttezza, linearità e trasparenza si possa fare meglio, sospenda
l'Aula, siamo pronti a sederci.
PRESIDENTE. Questo lo faremo.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Maggio.
MAGGIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in effetti c'è la
necessità di un approfondimento e bene ha fatto il presidente
Ardizzone a chiederlo. Qui il punto, al di là delle contraddizioni
e dei trasformismi che operano all'interno di quest'Aula, è che c'è
una volontà che si è espressa con un voto e, quindi, dobbiamo
partire da un lato che Riscossione Sicilia deve essere soppressa
perché questa è la volontà del Parlamento.
Se questa è la volontà del Parlamento non si può votare
l'emendamento della Commissione che vuole in sostituzione mettere
in atto un altro ente, quindi la cosa da fare è approfondire il
tutto e portare avanti immediatamente il tempo rispetto alla data
di scioglimento di Riscossione Sicilia perché il Governo regionale
dovrà naturalmente agire con il Governo nazionale per vedere come
fare confluire l'agenzia pubblica che sarà costituita in Sicilia
per determinare quelli che dovranno essere i livelli di garanzia
per i lavoratori sia in termini occupazionali che in termini di
trattamenti finora in vigore. Quindi, questo approfondimento dovrà
servire esclusivamente per questo, per dare tempo al Governo
regionale di andare a trattare con il Governo nazionale per fare
confluire il superamento di Riscossione Sicilia, quindi, questa
agenzia che si costituirà pubblica anche in Sicilia dove,
finalmente, i cittadini siciliani, non dovranno, così come hanno
detto i miei colleghi, pagare un euro in più per il servizio che
viene reso. Quindi, questi sono i termini degli approfondimenti,
secondo me.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intendo ribadire con
forza quello che è stato detto dal collega Cappello, ossia che
quest'Aula, in maniera irresponsabile, per fare il solito
sgambetto, specialmente i colleghi della maggioranza, al Governo di
cui evidentemente si vergognano di dargli ufficialmente, alla luce
del sole, il loro sostegno, perché hanno fatto confluire i loro
voti nel voto segreto e poi, come dei bambini sorpresi a rubare la
marmellata, non sanno che cosa fare.
CORDARO. I bambini stanno a casa.
FOTI. Il collega che ha detto, in maniera sleale e incompleta, ha
dimenticato di evidenziare - e lo sottolineo - che anche il mio
Gruppo ha presentato più emendamenti soppressivi proprio perché in
maniera assolutamente libera, sia io che il collega Cancelleri,
abbiamo presentato emendamenti soppressivi e abbiamo presentato
anche un'alternativa proprio prevedendo il ghiribizzo e gli
sgambetti che poi si sono verificati in Aula.
E non abbiamo in alcun modo consegnato il sistema della
riscossione in Sicilia a quello che è il sistema nazionale, bensì
prevediamo che il servizio venga affidato al Dipartimento economia
e finanze e successivamente, attraverso la redazione di uno statuto
regolamentato con decreto del Presidente della Regione, la nascita
di un nuovo ente più funzionale ma sempre nel rispetto dello
statuto e soprattutto dei siciliani.
Quindi non permettiamo a nessuno, nella confusione e nella
stanchezza di portare avanti delle tesi che ci accusano di
schizofrenia.
Il nostro piano A è: abolire questo articolo che avete inserito in
questo stralcio; piano B: un nuovo ente tutto siciliano. Se avete
la bontà e la capacità di leggere lo vedrete.
PRESIDENTE. Sospendo l'Aula per quindici minuti. L'Aula riprenderà
alle ore 18.45. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 18.32, è ripresa alle ore 19.18)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, com'è a vostra conoscenza, ci
sarebbe un'intesa di riscrittura sull'articolo 35, che deve essere
firmata dalla Commissione o dal Governo. Magari lo facciamo firmare
alla Commissione.
Siccome ho capito che avete difficoltà lo illustro io. Onorevoli
colleghi, gli Uffici, così ci intendiamo e non c'è il problema di
chi lo sottoscrive o meno, poi lo può sottoscrivere sia la
commissione che sarebbe la cosa più opportuna, perché comunque è un
giudizio dell'Aula, sia il Governo.
Gli Uffici sono arrivati sulla base delle indicazioni ricevute dai
vari parlamentari del dibattito d'Aula, hanno convenuto di scrivere
questo articolo: Il Governo della Regione è autorizzato ad
avviare le procedure di liquidazione di Riscossione Sicilia s.p.a.,
in attuazione delle disposizioni di cui all'art. 1 del D.L. n. 193
del 2016. Previa stipula entro il 31 dicembre del 2018 di apposita
convenzione con il Ministero dell'Economia, che si assicuri il
mantenimento dei livelli occupazionali del personale, con contratto
in tempo indeterminato, in servizio dalla data del 31 dicembre
2016, presso la stessa società. A far data dall'1 ottobre 2017 la
Società Riscossione Sicilia verrà gestita da un Consiglio di
amministrazione di tre componenti nominati dal Governo Regionale,
previo parere della commissione Affari Istituzionali dell'Assemblea
Regionale siciliana. L'incarico di componente in Consiglio di
amministrazione non può essere conferito a coloro i quali abbiano
svolto nei cinque anni antecedenti, funzioni e compiti di
amministratore nella società di cui al comma 1.'
Chi lo firma? Il Governo?
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Al di là
di chi lo firma, lei correttamente lo ha letto. Volevo dire che se
si deve procedere alla trattazione di altri articoli, visto che
questo è scritto, lo abbiamo capito, possiamo avere i deputati la
possibilità di consultarci anche con i nostri esperti per evitare
che la premura faccia fare qualche cosa di, sarà perfetto, ma se
dobbiamo fare un'altra mezz'ora di un altro articolo, ci possiamo
soffermare, approfondirlo e leggerlo con maggiore attenzione?
CORDARO. l'emendamento è scritto.
MILAZZO GIUSEPPE. Infatti, l'emendamento è scritto, se si deve
passare alla trattazione di altri articoli anche per lei
approfondirlo e approfondirlo tutti, per evitare che la premura
giochi brutti scherzi.
PRESIDENTE. Va bene l'emendamento verrà distribuito e trattato a
seguire.
Si passa all'articolo 36. Ne do lettura:
«Articolo 36
Norma di contenimento della spesa sugli affitti d'oro
1. L'Amministrazione regionale, gli enti e gli organismi di cui
all'articolo l della legge regionale 30 aprile 1991, n. 10 e
successive modifiche ed integrazioni, compresi gli enti del settore
sanitario, nonché le società a partecipazione totale o
maggioritaria della Regione e degli enti locali sono tenuti ad
applicare le disposizioni previste dall'articolo 2 bis del decreto
legge 15 ottobre 2013, n. 120 convertito, con modificazioni, dalla
legge 13 dicembre 2013, n. 137.
2. Il termine previsto dall'articolo 2 bis del decreto legge n.
120/2013 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 137/2013, è
da considerarsi perentorio ed è fissato al 31 dicembre 2020.
3. L'omesso rispetto delle disposizioni di cui al presente
articolo comporta responsabilità per danno erariale e la decadenza
dalla carica per gli organi amministrativi che hanno posto in
essere atti in violazione del presente articolo. I predetti atti
sono altresì nulli».
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo 36. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 37. Ne do lettura:
«Articolo 37
Pubblicità e trasparenza dell'azione amministrativa e dei conti
pubblici
1. I commi da l a 6 dell'articolo 14, della legge regionale 12
maggio 2010, n. 11 e il comma 2 bis dell'articolo 39 della legge
regionale 7 maggio 2015, n. 9 e successive modifiche ed
integrazioni sono abrogati.
2. All'articolo 48 della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17 è
aggiunto il seguente comma:
4 bis. L'articolo 8 della legge regionale 20 giugno 1997, n. 19
non si applica agli organi di controllo.».
C'è un emendamento soppressivo degli onorevoli Cancelleri,
Ciancio, La Rocca. L'emendamento 37.14 è inammissibile.
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo 37. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'articolo 38 è da ritenersi superato a seguito dell'approvazione
dell'articolo 7, comma 2, assestamento di bilancio.
Si passa all'articolo 39. Ne do lettura:
«Articolo 39
Modifiche alla legge regionale 8 luglio 1977, n. 47
1. L'articolo 4 della legge regionale 8 luglio 1977, n. 47 è
sostituito dal seguente:
Art. 4.
Previsione e situazione di cassa
1. Al fine di un efficace controllo sull'andamento della liquidità
della cassa regionale, il Governo regionale presenta ogni
quadrimestre all'Assemblea regionale siciliana la situazione e la
previsione di cassa e di tesoreria della Regione, predisposta
tramite il monitoraggio completo delle entrate e delle spese.».
Ci sono emendamenti. I soppressivi sono ritirati.
Si passa all'emendamento 39.3, a firma degli onorevoli Falcone ed
altri: sostituire la parola quadrimestre con semestre . Gli
emendamenti Falcone e Figuccia decadono per assenza dall'Aula dei
firmatari, Milazzo lo ritira.
L'emendamento 39.2 Rinaldi dopo la parola quadrimestre lo
stesso, lo ritira Rinaldi.
Pongo in votazione l'articolo 39. chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 40. Ne do lettura:
«Articolo 40
Controlli sugli enti regionali
1. I commi 2 ter, 2 quater, 2 quinquies e 2 sexies dell'articolo
17 della legge regionale 17 marzo 2000, n. 8 e successive modifiche
ed integrazioni sono abrogati».
Non ha emendamenti se non soppressivi. Pongo in votazione il
mantenimento dell'articolo 40. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 41. Ne do lettura:
«Articolo 41
Modifica all'articolo 1 della legge regionale 12 gennaio
2012, n. 7
1. Il comma 5 dell'articolo 1 della legge regionale 12 gennaio
2012, n. 7 è abrogato».
Non ha emendamenti se non soppressivi. Pongo in votazione il
mantenimento dell'articolo 41. chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
L'articolo 42 è accantonato.
Si passa all'articolo 43. Ne do lettura:
«Articolo 43
Modifica all'articolo 19 della legge regionale n. 24 del
2016
1. All'articolo 19, comma l, della legge regionale 5 dicembre
2016, n. 24 dopo le parole mancato ravvedimento aggiungere le
parole , per il triennio 2017-2019».
Non ha emendamenti se non soppressivi. Pongo in votazione il
mantenimento dell'articolo 43. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 44. Ne do lettura:
«Articolo 44
Programmazione triennale di dismissione beni immobili
della Regione
1. La Regione siciliana è autorizzata ad adottare con delibera di
Giunta regionale su proposta dell'Assessore regionale per
l'economia il Piano triennale delle dismissioni dei beni immobili
del patrimonio disponibile compreso quello proveniente da procedure
di demanializzazione.
2. Il programma è approvato entro il 31 maggio 2017 ed ha durata
triennale. Entro lo stesso termine annualmente può essere
modificato e/o integrato con le stesse modalità dell'approvazione.
3. Le dismissioni di cui al presente articolo sono operate
esclusivamente attraverso procedura di evidenza pubblica».
Ha pochi emendamenti. Gli emendamenti soppressivi sono ritirati.
C'è un emendamento della Commissione che corretto posticipava dal
31 maggio al 31 dicembre 2017. Pongo in votazione l'emendamento
44.3.R . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti a firma Di Mauro e Greco Giovanni decadono per
assenza dall'Aula dei firmatari.
Si passa all'emendamento 44.7 a firma dell'onorevole Foti. Il
parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Con il parere favorevole del Governo e della
Commissione, pongo in votazione l'emendamento 44.7. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, era soltanto un
chiarimento. Nel subemendamento dove dice verrà effettuata
dall'Agenzia delle entrate» chi la legge e deve interpretarlo è
come se l'Agenzia di volta in volta dovesse dare una valutazione
alla vendita dell'immobile. Se, invece, si intende che nel sito,
nella finestra appropriata dove ci sono tutte le valutazioni fatte
dall'Agenzia, si ricava il prezzo, è diverso. Cioè uno prende come
riferimento la valutazione dell'immobile prevista nel sito
dell'Agenzia, e quindi la procedura è più snella. Era solo questo.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, che io sappia le valutazioni dell'Agenzia
delle entrate non sono sine die, hanno una scadenza. Infatti, dopo
tot anni si devono rifare. E' chiaro che se sono valide si
prendono, ma se sono valutazioni di dieci anni fa, con valore di
mercato diverso da quello attuale, bisogna mantenere la regola che
la valutazione dell'Agenzia delle entrate va fatta, non ricordo se
ogni otto od ogni sei anni, perché ha una scadenza.
Non a caso, per esempio, nel caso della vendita dei capannoni
dell'IRSAP si devono fare, a volte, delle nuove valutazioni perché
la valutazione è scaduta perché troppo vecchia.
MILAZZO GIUSEPPE. E allora è da bocciare.
PRESIDENTE. No, scusate, lo abbiamo già votato. Pongo in votazione
l'articolo 44.
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, così come lo ha specificato
l'onorevole Foti, significa che di volta in volta, su ciascuna
questione, bisogna fare una valutazione ad hoc.
L'onorevole Rinaldi dice significa che sul sito ci sono i
parametri e in automatico uno si collega e ha il punto di
riferimento? . Se è così, sì. Se è come dice l'onorevole Foti,
bisogna bocciarlo, perché anziché snellire, praticamente ci siamo
incartati.
PRESIDENTE. Abbiamo già votato l'emendamento 44.7. Scriviamo un
emendamento ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento interno,
perché gli Uffici mi dicono che in effetti un problema ci sarebbe e
quindi con un 117 lo modifichiamo e specifichiamo.
FOTI. Ma ci deve essere la valutazione.
PRESIDENTE. Però, onorevole Foti, mi sostengono ancora gli Uffici,
secondo la linea dell'onorevole Rinaldi - corretta mi dicono - che
non si può fare la valutazione su ogni immobile, si può avere come
riferimento un principio pubblico.
Però siccome l'emendamento lo abbiamo votato, il suo principio è
salvo.
Pongo in votazione l'articolo 44. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
E' chiaro che ci sarà un emendamento ai sensi dell'articolo 117
del Regolamento interno sull'emendamento 44.7.
Si passa all'articolo 45. Ne do lettura:
«Articolo 45
Modifica dell'articolo 4 della legge regionale 19
ottobre 2016, n. 22
1. Al comma 1 dell'articolo 4 della legge regionale 19 ottobre
2016, n. 22 dopo le parole euro 17.052.645.793,78 sono aggiunte
le parole ivi compresa la partita di euro 434.496,46 di cui al
capitolo 742853 Interventi per la realizzazione dell'obiettivo
operativo 5.1.2 del Programma Operativo Regionale FESR 2007-2013
del bilancio dell'esercizio finanziario 2015, dichiarata irregolare
dalla Corte dei Conti con decisione delle Sezioni riunite in sede
di controllo nel giudizio sul Rendiconto generale della Regione
siciliana per l'esercizio finanziario 2015, fermo restando il
risultato del Rendiconto generale della Regione siciliana.».
Assessore Baccei, l'articolo 45 è l'approvazione di un rendiconto
già approvato, mi dicono. Questo articolo è accantonato, perché è
una questione tecnica.
Si passa all'articolo 47. Ne do lettura:
«Articolo 47
Modifiche all'articolo 26 della legge regionale 9 maggio
1986, n. 22.
1. Dopo il comma 2 dell'articolo 26 della legge regionale 9 maggio
1986, n. 22 è inserito il seguente:
2 bis. Ai fini dell'iscrizione all'Albo è sempre acquisita la
documentazione antimafia ai sensi degli articoli 83 e seguenti del
decreto legislativo n. 159/2011''.
2. Il comma 3 dell'articolo 26 della legge regionale 9 maggio
1986, n. 22 è così riscritto:
3. L'Assessore regionale per le autonomie locali e la funzione
pubblica, prima di provvedere all'iscrizione nell'Albo, effettua
opportuni accertamenti e verifiche sulla sussistenza dei requisiti
e sulla veridicità della documentazione presentata, avvalendosi
anche dei Comuni e delle Prefetture.».
C'è una riscrittura del Governo, l'emendamento 47.5, con il parere
favorevole della Commissione. Gli emendamenti soppressivi sono
ritirati.
Pongo in votazione l'emendamento 47.5. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 47. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 48. Ne do lettura:
«Articolo 48
Modifica all'articolo 14 della legge regionale 17 marzo
2016, n. 3
1.All'articolo 14, comma 9, della legge regionale 17 marzo 2016,
n. 3 è aggiunto il seguente comma:
10. I lavoratori dei Cantieri di servizio (RMI) di cui
all'articolo 1, comma 3 della legge regionale n. 5/2005, possono,
in aggiunta alle ore lavorative previste dai programmi di lavoro,
effettuare integrazioni orarie in favore dei Comuni, con onere a
carico dei bilanci comunali .».
All'articolo 48 non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 59. Ne do lettura:
«Articolo 59
Modifica all'articolo 100 della legge regionale 16
aprile 2003, n. 4
1.All'articolo 100 della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4 è
aggiunto il seguente comma:
1 bis. Per gli stabili costruiti con i contributi finanziati con
i fondi statali di cui alla legge 5 agosto 1978, n. 457 agli oneri
derivanti dalle disposizioni del comma precedente si provvede a
valere sulle risorse disponibili della medesima legge 5 agosto
1978, n. 457.».
Non ci sono emendamenti se non quelli soppressivi. Pongo in
votazione il mantenimento dell'articolo. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 68. Ne do lettura:
«Articolo 68
Personale in comando aziende sanitarie
1. Nelle more della revisione della Rete ospedaliera-territoriale
della Regione siciliana, ed al fine di evitare soluzioni di
continuità nell'erogazione dei livelli essenziali di assistenza,
gli enti del SSR, in relazione al proprio effettivo fabbisogno,
alle risorse finanziarie disponibili e al posti vacanti in
dotazione organica sono autorizzati ad avviare la stabilizzazione
del personale in comando previa richiesta del dipendente e nulla
osta delle ASP interessate».
Su questo articolo c'è il parere contrario del Governo.
Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 68. Chi è favorevole si
alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'articolo 69. Ne do lettura:
«Articolo 69
Medicina veterinaria
1. In applicazione dell'articolo 7 del decreto assessoriale n.
01799 del 4 settembre 2009 e dell'articolo 5 del decreto
assessoriale del 24 settembre 2012, al fine di implementare
l'attività di controllo, prevenzione e lotta al randagismo ed alle
malattie animali, oltre che per garantire i dovuti criteri di
sicurezza alimentare, le Aziende Sanitarie Provinciali sono
autorizzate ad incrementare le ore di incarico a tempo determinato
dei medici specialisti di medicina veterinaria impegnati nelle
azioni previste dal Piano nazionale di prevenzione 2014-2018, nei
limiti massimi stabiliti dalla vigente legislazione in materia ed
entro i limiti dei fabbisogni sanitari, cui si provvederà a valere
sulla quota capitaria del fondo sanitario regionale annualmente
assegnato alle AA.SS.PP».
MILAZZO GIUSEPPE. Faccio mio l'emendamento soppressivo 69.2 a
firma degli onorevoli Greco Giovanni ed altri.
PRESIDENTE. Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle 19,47, riprende alle ore 19,49)
La seduta è ripresa.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, ci sono disponibili 480 mila euro. Verifichi lei
e vediamo quale è la somma, presentiamo un subemendamento, un
milione e 200 lo scendiamo sotto.
Assessore Gucciardi, io che ho grande rispetto di tutti e
soprattutto dei colleghi della VI Commissione che su questa vicenda
hanno oggettiva competenza. Però, se non inseriamo le risorse, non
abbiamo concluso nulla perché in pratica si tratta di rimodulare le
risorse che abbiamo già messe, per cui io cosa dico, possiamo anche
approvare il 69.4 - che è quello fatto dalla Commissione - però,
dobbiamo inserire un comma.
GUCCIARDI, assessore per la salute. C'è il fondo di Sanità.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Ma il fondo Sanità, a quanto ammonta? Se lei ce li ha, ok,
altrimenti, siccome abbiamo la disponibilità di 400 mila Euro
intanto prendiamo queste. Anche perché Presidente Ardizzone, stiamo
parlando di una situazione. Scusate ma abbiamo finanziato solo le
ore che hanno, cioè solo le ore che hanno. Ma con le ore che hanno
non siamo riusciti a debellare ad esempio la brucellosi, dove a
Barcellona abbiamo avuto 85 casi umani. Non è che stiamo parlando,
per cui noi abbiamo la necessità di nuove risorse per cercare di
fare prevenzione anche perché.
Quindi cosa significa? Che noi siamo in grado di incrementare le
ore? Siamo nelle condizioni di incrementare le ore ai veterinari?
Perché se siamo in grado di incrementare le ore ai veterinari lo
certifichiamo.
PRESIDENTE. L'articolo 69 è accantonato.
Si passa all'articolo 70. Ne do lettura:
«Articolo 70
Nuove forme di pagamento del ticket sanitario
1. Ai fini del versamento del ticket per le prestazioni sanitarie,
entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, l'Assessore regionale per la salute predispone la stipula di
accordi con i gestori di servizi di pagamento online, e
prioritariamente con quelli già accreditati con la Regione per
l'erogazione di altri servizi, dandogli mandato all'incasso dei
ticket inerenti alle prestazioni sanitarie erogate dalle ASP.
2. I soggetti accreditali gestiranno il servizio di incasso
informatizzato dei ticket sanitari di competenza dell'azienda,
mettendo a disposizione dell'utenza la rete telematica, al fine di
effettuare il pagamento dei ticket sanitari, provvedendo a riceve
tale pagamento attraverso gli esercizi commerciali convenzionati
distribuiti nel comune in cui ha sede l'Azienda sanitaria.
3. Dall'attuazione del presente articolo non derivano nuovi o
maggiori oneri a carico della finanza regionale».
Onorevole Rinaldi, all'articolo 70 c'è un suo emendamento, il
70.5. Onorevole Rinaldi lo mantiene o lo ritira?
RINALDI. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, come nell'articolo 70. Nell'articolo
70, io dico, al comma 1, dove c'è l'assessore che predispone una
convenzione di sostituire questa con alla scadenza dei contratti
dei vari bandi bisogna fare un bando di evidenza pubblica per la
gestione dei pagamenti online . Mentre in quel modo c'è una
convenzione diretta, e quindi, diciamo, viene elusa l'evidenza
pubblica, io dico, rispetto alla convenzione che l'assessore
potrebbe fare rifare un bando ad evidenza pubblica alla scadenza
dei contratti, che mi sembra una procedura più corretta, più
trasparente. Quindi, lo mantengo e chiedo la votazione.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 70.5. Il parere del
Governo?
BACCEI, assessore all'Economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 70. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 35 in precedenza accantonato.
Si passa all'emendamento 35R.bis. di riscrittura. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 69, in precedenza accantonato.
ALLORO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALLORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
brevemente solo per sfatare un problema: i medici della
specialistica veterinaria sono dei lavoratori a tempo indeterminato
che sono impegnati presso le Asp e hanno una situazione
complicatissima, l'assessore sa che si è intervenuto con una
Commissione eccetera.
Prima dell'ultima legge che noi abbiamo fatto che abbiamo
trasformato i progetto in ore, in implementazione di ore, si
facevano dei progetti. Questi progetti però venivano fatti quando
non servivano sostanzialmente quindi si fece la scelta di
implementare le ore. Con questo ulteriore articolo, se il
Parlamento deciderà di approvarlo, noi andiamo ad implementare
qualche altra ora a questi medici specialisti che hanno pochissime
ore, chi ne ha sei, chi ne ha diciotto, ma ce ne sono tanti che ne
hanno dodici in un contesto difficilissimo soprattutto nella fascia
che va dai Nebrodi fino ad Enna.
PICCIOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PICCIOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, colgo
l'occasione dall'articolo 69 per chiedere all'assessore di non solo
di incrementare al massimo le ore per i veterinari perché
ovviamente svolgono un servizio essenziale sul territorio
soprattutto in provincia di Messina dove ancora abbiamo brucellosi
e blue tongue che sono patologie endemiche e non sono state
debellate. Ma anche di dotare, ove possibile, questi servizi di
veterinaria, caro assessore, e le aziende sanitarie dei mezzi
autonomi per il movimento dei veterinari perché non è pensabile che
il veterinario possa raggiungere località impervie dei Nebrodi o
interne della Sicilia in genere con auto proprie e mezzo proprio
senza avere alcun rimborso.
Di questo, assessore, desidero che lei rimanga traccia
parlamentare, che lei si occupi di possibilmente convocare i
Direttori generali e i responsabili dei Dipartimenti di veterinari
per dotarli dei mezzi essenziali per svolgere il loro servizio, il
loro ruolo, cioè non basta non solo l'incremento, l'incremento è
una parte, consente di bypassare il problema del programma che è
stato introdotto con un surrogato, abbiamo surrogato una norma
distribuendo i fondi dei programmi per combattere la brucellosi o
la blue tongue.
Oggi è indispensabile anche dotare i veterinari dei mezzi per
poter raggiungere i luoghi, perché se i controlli non si fanno con
periodicità, questi problemi di allevamenti non si potranno mai
debellare, la patologia della brucellosi non potrà mai essere
debellata, quindi, ci vuole controllo e capacità di coordinamento
con gli allevatori.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Rinaldi. Ne ha
facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, su
questo articolo probabilmente, in maniera involontaria, è stato
scritto a tempo determinato. Ci sono due emendamenti miei, che
prevedono la trasformazione della dicitura a tempo determinato con
a tempo indeterminato , così come aveva sottolineato il collega
Alloro e, poi, un altro emendamento dove dico di portare l'orario a
full time , se possibile, dove ci sono le esigenze.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Milazzo. Ne ha
facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
Assessori, una persona non si mette mai contro dei lavoratori e,
certamente, non lo farò io, in questa occasione, però vorrei
ricordare, intanto trovano copertura su un fondo che è già
all'interno della sanità che è quello della prevenzione, sappiamo
tutta la storia.
Ora, il tema è: poco fa l'Aula sugli ex dipendenti Spatafora - io
capisco che la brucellosi è una tematica importante, però tenere
aperti i musei non è meno importante di questo argomento - per
aumentare le ore - ed i fondi erano sempre all'interno del fondo,
c'erano le risorse, non c'era aggravio di spesa - l'emendamento è
stato dichiarato inammissibile.
Allora, Presidente, vorrei solo fare rilevare questo. Io non
voterò contro l'assessore Gucciardi, lei non deve essere
infastidito che dico questa cosa.
GUCCIARDI, assessore per la salute. Io sono d'accordo con lei.
MILAZZO GIUSEPPE. Questa è un'Assemblea che quando si apre il
cuore, il petto, così con questi emendamenti che salvano e liberano
dall'oppressione, lo deve fare per tutti. Non è perché l'onorevole
Alloro mi dice Milazzo, ti prego , ed io mi sto zitto e non parlo.
Le posso garantire una cosa, Assessore: questo articolo non avrebbe
mai visto la sua approvazione. E' un favore personale che faccio io
non a lei, ma a questi signori, però questo articolo non
meriterebbe di procedere oltre, perché poco fa, su una fattispecie
identica, in un settore diverso, si è fatto un altro tipo di
trattamento, e voi che siete giusti, questo lo dovete sapere,
tutti.
TAMAJO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TAMAJO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi associo a quello
che ha detto poc'anzi il collega Milazzo. Vorrei sentire sia
l'assessore Baccei che l'assessore Gucciardi su qual è la
differenza e perché non cerchiamo di procedere con coerenza, visto
che trattiamo due casi simili; lì si parla di nuove assunzioni,
nonostante aumentiamo le ore e qui, anche nello stesso caso
specifico cerchiamo di aumentare le ore ai medici veterinari, non
so per quale motivo, ed affrontiamo la questione in maniera
completamente diversa. Assessore, vorrei una spiegazione, perché
altrimenti non voterò questa norma.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'assessore Gucciardi. Ne ha
facoltà.
GUCCIARDI, assessore per la salute. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, questo articolo, hanno detto bene l'onorevole Picciolo e
l'onorevole Alloro, è destinato a combattere zoonosi importanti,
che sono pericolose anche per la salute dell'uomo e che interessano
gran parte del territorio della Regione.
Vorrei tranquillizzare i colleghi deputati che hanno posto
l'accento su fatti organizzativi. Il Governo non solo è stato
attento, ma è stato molto attento su questi temi che hanno
determinato, come tutti voi ricorderete, problematiche di ordine
pubblico non indifferente, problematiche relative anche alla
sicurezza di chi opera in determinati territori e mi riferisco
soprattutto alle zone dei Nebrodi. In questo senso ci sono attività
ispettive ancora in corso da parte dell'Assessorato e non solo,
ovviamente, dell'Assessorato ma, in questo momento, ci occupiamo
della tutela della salute dell'uomo e, ovviamente, della salute
animale. Per cui, condivido gli interventi dei colleghi che hanno
parlato dei musei. Ci mancherebbe altro. Sono deputato in carica
anch'io. Mi occupo, ovviamente, nella mia veste di deputato, anche
di problematiche che attengono altri aspetti.
Però, questo articolo riguarda esattamente il tema di cui abbiamo
parlato. Non è finanziato con fondi del bilancio della Regione. E'
finanziato con il Fondo sanitario regionale e vengono destinati
obbligatoriamente con questa norma e, mi riferisco onorevoli
colleghi, all'emendamento 69.4 che ha avuto il parere favorevole
della VI Commissione legislativa permanente e che è un emendamento
del Governo e che si riferisce ai lavoratori a tempo indeterminato
cui saranno aumentate le ore a tempo indeterminato. Quindi, il
problema non esiste più rispetto al testo base dell'articolo 69.
Questa norma è indispensabile perché è necessario che sui
territori ci possano essere ulteriori unità che abbiano ore
sufficienti per potere svolgere un'attività di prevenzione e di
controllo esattamente come richiesto e ci sono province, nella
nostra Regione, che hanno indici di brucellosi così elevati da
avere certamente la nostra preoccupazione. L'articolo, quindi,
necessita di essere approvato e scaricato sul Fondo sanitario
regionale e, quindi, non sui fondi del bilancio.
Il tempo indeterminato su cui si sono soffermati alcuni colleghi è
contenuto nella norma proposta dal Governo, nell'emendamento
proposto dal Governo e su cui è stato espresso parere favorevole
dalla Commissione legislativa permanente. Però, siccome nella legge
20 del 2016 abbiamo approvato un articolo analogo a questo e che
proprio perché viene finanziato con il Fondo sanitario regionale
non è stato possibile applicare perché il Fondo sanitario, sapete
che ha delle regole diverse, rispetto al bilancio ordinario, è
necessario Presidente, quindi, è pronto un subemendamento che
all'inizio dell'articolo venga scritto testualmente che questo
articolo sostituisce l'articolo 20, comma 1 della legge regionale
20 del 2016. Quindi, eliminiamo dall'ordinamento l'articolo 20
della legge 20 del 2016 perché inapplicabile e questo articolo che
è analogo a quell'articolo con la stessa finalità a tempo
indeterminato e per i lavoratori, i medici veterinari, a tempo
indeterminato ci può consentire di accrescere l'intervento e la
qualità dell'intervento sui territori.
Vorrei rassicurare l'onorevole Picciolo: le aziende sanitarie
della nostra Regione hanno fondi sufficienti per potersi
organizzare. Sapete perfettamente e sa perfettamente che questo non
è compito dell'Assessorato, quindi, i mezzi possono essere reperiti
da parte delle aziende sanitarie e evidentemente chi non lo fa, ma
credo che lo facciano tutti, credo che si porrebbe una posizione di
inadempienza. Per cui, evidentemente, questo sarà segnalato in
maniera perentoria.
Ritengo che il problema dei mezzi non sia un problema che possa
essere considerato il problema rispetto alle tematiche di cui
stiamo parlando. Rispetto alle tematiche di cui stiamo parlando
sono necessarie ore ed ore di attività di controllo da parte di
medici veterinari e proprio per questa ragione abbiamo corretto
l'articolo della legge 20 del 2016 e fatto in modo che queste somme
che sono destinate e vincolate da parte dell'Assessorato alla
prevenzione veterinaria siano spese per intero aumentando le ore a
tempo indeterminato dei veterinari in servizio a tempo
indeterminato.
PRESIDENTE. Assessore Gucciardi il 69.4.1 è un subemendamento?
GUCCIARDI, assessore per la salute. E' un subemendamento che
sostituisce l'articolo 20 della legge n. 20 del 2016.
PRESIDENTE. Mi date questo subemendamento?
MILAZZO GIUSEPPE. Lo possiamo avere questo subemendamento per
leggerlo?
PRESIDENTE. Lo stanno verificando gli Uffici.
Pongo in votazione il subemendamento 69.4.1. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi;
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 69.4.
MILAZZO GIUSEPPE. Lo possiamo avere questo emendamento?
PRESIDENTE. L'ha illustrato adesso.
MILAZZO GIUSEPPE. Ma fa riferimento alla norma ed io lo devo
leggere. Con l'aria che tira con questo Governo lo devo leggere.
Voglio una copia.
PRESIDENTE. Distribuiamo la copia del subemendamento. L'articolo è
accantonato.
Si passa all'articolo 71. Ne do lettura:
«Articolo 71
Modifiche alla legge regionale 9 maggio 2012, n. 26
1. Il comma 23 dell'articolo 6 della legge regionale 9 maggio
2012, n. 26, è abrogato.
2. I canoni ricognitori maturati dalla data di entrata in vigore
del comma 23 dell'articolo 6 della legge regionale 9 maggio 2012,
n. 26, non sono dovuti».
Assessore Baccei sull'articolo 71 gli Uffici - però si rimettono
alla sua valutazione - mi pongono un problema di copertura
finanziaria perché è un'abrogazione di norma che prevedeva una
determinata entrata. Non so come sia arrivata qui la norma.
MILAZZO GIUSEPPE. E questo cosa crea all'impianto?
PRESIDENTE. C'è il soppressivo del Governo. Si passa
all'emendamento 71.4, degli onorevoli Rinaldi ed altri. Il parere
del Governo?
BACCEI, assessore per il bilancio. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Quindi è bocciato l'articolo 71. Però, anche in Commissione
Bilancio sull'articolo 71 gli Uffici, correttamente, mi fanno
notare che era una minore entrata che saltava tutta.
Si passa all'articolo 72. Ne do lettura:
«Articolo 72
Piani Paesaggistici Territoriali
1. I Piani Paesaggistici Territoriali, nell'individuare le
specifiche aree di tutela e predisporre le correlate prescrizioni
d'uso, nel rispetto dei principi di cui all'articolo 143 del
decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, devono prevedere la
possibilità che le opere di pubblica utilità, realizzate da enti
pubblici o società concessionarie di servizi pubblici e con
esclusione dell'impiantistica di trattamento dei rifiuti comprese
le discariche, siano realizzabili, previa specifica valutazione da
effettuarsi caso per caso della concreta compatibilità con i valori
paesaggistici oggetto di protezione, considerando nel complesso del
progetto anche le possibili soluzioni in grado di ridurre,
compensare o eliminare le eventuali incompatibilità.
2. La procedura di valutazione è avviata con istanza avanzata dal
proponente l'opera all'Assessorato regionale dei beni culturali e
dell'identità siciliana. La valutazione dovrà concludersi entro
trenta giorni dalla presentazione dell'istanza ed essere espressa
con delibera di Giunta regionale, su proposta dell'Assessore
regionale per i beni culturali e l'identità siciliana.
3. Le opere di cui al comma 1 che, prima della data di adozione
dei singoli Piani Paesaggistici Territoriali, abbiano già ricevuto
nulla osta, pareri favorevoli o autorizzazioni comunque denominate
da parte di una Amministrazione regionale o locale competente in
materia di tutela paesaggistico territoriale ai sensi del decreto
legislativo n. 42/2004, ovvero per le quali la Regione abbia già
rilasciato atti di intesa allo Stato, possono essere realizzate nel
rispetto dei tempi, delle forme e delle modalità ivi previste,
senza ulteriori valutazioni. .
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO. Signor Presidente, sull'articolo 72 abbiamo sollevato
delle perplessità durante il dibattito in Commissione sia in ordine
alla tenuta costituzionale della norma che nel merito. Anzitutto la
norma è stata presentata come emendamento la prima volta ed ha
ricevuto il parere negativo della Commissione, poi misteriosamente
è riapparsa una seconda volta ed ha avuto il parere positivo.
Fondamentalmente la disposizione introduce la possibilità che, a
priori, vengano realizzate ed individuate delle grandi opere
all'interno della pianificazione paesaggistica, ma come sappiamo la
pianificazione paesaggistica già disciplinata dal codice Urbani,
quindi dal decreto legislativo 41/2014 è competenza esclusiva dello
Stato, quindi, noi andiamo ad introdurre in una disciplina di
dettaglio stabilito, in una cornice stabilita dallo Stato, una
disposizione che non è per nulla di tutela del territorio bensì
delle grandi opere e questa, appunto, è la questione principale, la
critica principale che abbiamo sollevato.
Ecco il motivo per il quale abbiamo presentato un emendamento
soppressivo che sosteniamo, chiaramente, di tutto l'articolo 72.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, l'articolo 72 conferisce soltanto la
possibilità per le società che sono concessionarie di servizi
pubblici o per le società pubbliche, di realizzare le opere che
sono di pubblica utilità. Di cosa stiamo parlando?
Lo spiego a chiare lettere. L'accordo Stato-Regione, l'accordo
quadro di programma sul trasporto locale prevede il finanziamento
di una bretella autostradale che collega la città di Mazara del
Vallo con la città di Trapani. Nelle more è intervenuto il piano
paesistico che ne bloccherebbe la realizzazione. Allora, soltanto
per le società pubbliche o per le società concessionarie di servizi
pubblici è possibile realizzare questo nel rispetto del progetto
già approvato ed in deroga agli ulteriori vincoli che sarebbero
emessi.
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO. Io capisco l'interesse preminente dell'onorevole Turano,
però c'è anche un discorso da fare. Questa disposizione si può
realizzare con l'articolo 146 del codice dei Beni Culturali che è
l'autorizzazione paesaggistica che già prevede che una grande opera
o una piccola opera o comunque altra attività all'interno del piano
paesaggistico possa essere realizzata, cioè noi andiamo a
modificare il Codice Urbani con una norma regionale quando sappiamo
che il Codice Urbani ha una cornice legislativa che stabilisce, ma
dico in ogni caso già esiste l'articolo 146 del Codice Urbani che
prevede la possibilità, con l'autorizzazione paesaggistica, di
realizzare grandi opere. Però, poi, ci assumiamo la responsabilità
di avere una norma, eventualmente, impugnata dinanzi la Corte
Costituzionale.
TURANO. Parliamo di motivi di costituzionalità, che sono stati già
vagliati dagli Uffici.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per chiarezza prima di porlo in
votazione. Gli Uffici avevano fatto un appunto. Presenta profili di
criticità. Non è chiaro, infatti, se il procedimento di
autorizzazione sia conforme a quanto prescritto dal Codice dei Beni
Culturali poiché la norma richiama solo i principi di tale articolo
e sembra eliminare dal procedimento il parere obbligatorio della
Sovraintendenza, assegnando peraltro il termine perentorio di
trenta giorni per la conclusione del procedimento.
Io ho il dovere di dirlo.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, non pensa sia inammissibile
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, non vada oltre.
MILAZZO GIUSEPPE. No, io vado oltre.
PRESIDENTE. Allora, gli Uffici mi evidenziano questi profili di
criticità, la Commissione ha espresso parere favorevole, l'Aula
vota come ritiene opportuno. I profili di criticità però ci sono,
realisticamente.
Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia, Ci rimettiamo all'Aula.
TURANO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Stiamo votando l'emendamento 72.6 dell'onorevole
Palmeri.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione per scrutinio segreto sull'emendamento 72.6
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata, a termini di
Regolamento, indìco la votazione per appello nominale
dell'emendamento 72.6.
Chiarisco il significato del voto: chi vota a favore
dell'abrogazione, vota si e prema il pulsante verde, e vota quindi
per la soppressione dell'articolo 1; chi vota no prema il pulsante
rosso; chi si astiene prema il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 47
Maggioranza 24
Favorevoli 7
Contrari 30
Astenuti 10
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 72.8, del Governo. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 72, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si torna all'articolo 69, in precedenza accantonato. C'era il
subemendamento, l'onorevole Milazzo ha avuto modo di apprezzarlo
Si passa al subemendamento 69.4.1. Lo pongo in votazione . Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 69.4, come subemendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
Con l'astensione dell'onorevole Tamajo.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 73. Ne do lettura:
«Articolo 73
Modifiche all'articolo 5 della legge regionale 10 agosto 2016,
n.16
1. Alla lettera d) del comma l dell'articolo 5 della legge
regionale 10 agosto 2016, n. 16, dopo la parola realizzati
sopprimere le parole alla data di entrata in vigore della presente
legge .
2. Per i permessi a costruire rilasciati prima della pubblicazione
della legge 10 agosto 2016, n. 16, per i quali sono stati già
comunicati l'inizio dei lavori, il termine di ultimazione degli
stessi è prorogato fino al 31 dicembre 2017».
Comunico che è stato presentato un emendamento sostitutivo dalla
IV Commissione, il 73.R ed un subemendamento della stessa, il
73.R.1.
Pongo in votazione il subemendamento 73.R.1. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 73.R. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'articolo 73 è approvato.
Si passa all'articolo 74. Ne do lettura:
«Articolo 74
Demanio marittimo
1. Le disposizioni di cui alla legge regionale 29 novembre 2005,
n. 15, non si applicano nel caso di utilizzo del demanio marittimo
per lo svolgimento di feste religiose o civili riconosciute dalla
Regione ed iscritte nel Libro delle celebrazioni, delle feste e
delle pratiche rituali del Registro delle eredità immateriali della
Regione siciliana (REIS)».
Comunico che è stato presentato un emendamento sostitutivo della
IV Commissione, il 74.R. I soppressivi sono ritirati. Pongo in
votazione l'emendamento 74.R. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 75. Ne do lettura:
«Articolo 75
Stabilimenti balneari
1. Quanto disposto dall'articolo 2 della legge regionale n. 15 del
2005, si applica anche ai lidi autorizzati su terreni privati».
Abbiamo il parere favorevole della IV Commissione. Si vota il
mantenimento. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 77. Ne do lettura:
«Articolo 77
Istituzione del Parco dei Monti Peloritani
1. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, l'Assessore regionale per il territorio e
l'ambiente, ai sensi della legge regionale 6 maggio 1981, n. 98 e
successive modifiche ed integrazioni e dell'articolo 22 della legge
6 dicembre 1991, n. 394, istituisce il Parco dei Monti Peloritani.
2. Al fine di cui al comma 1, entro novanta giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge, è costituito, con decreto
dell'Assessore per il territorio e l'ambiente, un Comitato avente
il compito di sottoporre all'Assessore per il territorio e
l'ambiente la proposta per l'istituzione del Parco dei Monti
Peloritani.
3. Dall'istituzione del Parco di cui al comma 1, non possono
essere imposti nuovi vincoli rispetto a quelli esistenti».
E' stato presentato un emendamento sostitutivo della IV
Commissione, il 77.R.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sull'articolo 77
chiaramente manterrò l'emendamento soppressivo, il 77.5, ma voglio
chiedere intanto agli Uffici: 1) se in questo articolo è necessaria
la copertura finanziaria; 2) l'istituzione del parco prevede che
sia individuato il perimetro esatto dentro cui ricadono tutti i
comuni del parco che viene istituito; 3) è necessario che i comuni
si esprimano sulla costituzione del parco, quindi è necessario che
ogni consiglio comunale venga convocato e che si esprima sul parere
per l'istituzione del parco.
Mi pare che già siano tre requisiti che non vedo in questo
articolo, quindi, chiedo intanto agli Uffici come mai l'articolo
sia stato predisposto senza copertura finanziaria e rispetto anche
agli altri punti che ho sottolineato, come mai gli Uffici non
abbiano messo in evidenza queste criticità, pertanto, chiedo agli
Uffici di pronunciarsi sia sulla copertura finanziaria, sia
sull'individuazione della perimetrazione del parco, sia sul fatto
che i comuni debbano esprimersi riunendo il consiglio comunale e
deliberando, ogni comune, sulla opportunità di aderire a questa
costituzione o meno.
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, naturalmente non
tocca a me rispondere alle osservazioni che ha fatto l'onorevole
Rinaldi, immagino che le procedure previste per la costituzione del
Parco dei Peloritani, del Parco dei Monti Elimi, perché
l'emendamento sostitutivo prevede l'istituzione di due nuovi
parchi, non possano essere che quelle previste dalla legge,
compresa l'adesione o meno dei comuni interessati.
Io per quanto riguarda il Parco dei Peloritani, vorrei ricordare
ai colleghi che siamo in presenza di una realtà dove esiste una
vasta area di terre vincolate, o perché sono del demanio forestale,
o perché sono ZPS, o perché sono SIC. Siamo nella situazione, in
questa parte della provincia di Messina, in cui ci sono gli effetti
dei vincoli che hanno certamente un valore paesaggistico, ma che
sono vissute da gran parte del territorio come una costrizione,
senza avere gli elementi di valorizzazione che può dare la
costituzione di un parco. Vorrei ricordare che, per quanto riguarda
i Monti Peloritani, siamo di fronte a studi fatti non solo dal
comitato scientifico promotore, ma anche dagli Uffici
dell'assessorato che ne hanno validato il valore paesistico,
faunistico, naturalistico e - lo dico sommessamente ai colleghi
della provincia di Messina -questa misura si pone come
un'opportunità per un territorio che potrebbe essere valorizzato,
anche attraverso attività imprenditoriali, quelle previste
nell'ambito di un parco, e che in altre realtà ha dato risultati
straordinari. Penso al Parco dei Peloritani, penso al Parco
dell'Etna e ad altri parchi che conosco meno che ci sono in
Sicilia.
Nello stesso tempo vorrei ricordare che parliamo di incendi. E'
scientificamente provato che le aree dove insistono i parchi hanno
una maggiore tutela e si sono difese meglio rispetto alla
criminalità incendiaria che ha flagellato la Sicilia e l'Italia nel
corso di questi mesi.
Quindi la ragione che porta all'istituzione del Parco dei Monti
Peloritani - immagino che la stessa cosa valga per l'altro parco -
è tutta positiva, tutta a favore del territorio. E penso che può
arricchire il territorio di Messina, e contestualmente il
territorio regionale, consentire di fare diventare risorsa e
opportunità le aree vincolate, che sono molte, che insistono nella
provincia di Messina. La popolazione di Messina altrimenti avrà i
limiti del regime vincolistico, che c'è e che continuerà, senza
poterli trasformare in opportunità.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, aggiungo -
rispetto a quello che ha detto il collega Panarello - che c'è una
sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato nulli tutti i
parchi realizzati in Sicilia. Cioè la costituzione dei parchi è
stata dichiarata nulla da una sentenza della Corte Costituzionale.
Quindi teniamo presente anche questo, che non mi pare un rilievo da
poco, perché la sentenza della Corte Costituzionale li ha
dichiarati nulli per i motivi che ho espresso precedentemente,
perché mancano di tutti quei requisiti che ho detto
precedentemente.
Quindi chiedo agli Uffici di tenere conto anche di questa
sentenza.
PALMERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, volevo intervenire a supporto della
possibilità di istituzione di questi nuovi parchi.
Per quanto riguarda, in particolare, il Parco dei Monti Peloritani
posso confermare per le notizie in mio possesso che è già arrivato
presso il CRPPN, la proposta di zonizzazione del territorio, quindi
tutta la mappatura e l'ipotesi di zonizzazione già è stata valutata
dal CRPPN.
Per quanto riguarda la proposta del Parco dei Monti Elimi, in
particolare volevo informare del fatto che è nato pure un
protocollo di intesa tra i sindaci a supporto di questo, dei GAL
territorialmente competenti, del commissario straordinario del
libero consorzio di Trapani, quindi c'è già un territorio, per
quanto riguarda le parti istituzionali, che stanno supportando
questa possibilità, oltre ovviamente ad associazioni ambientaliste.
In particolare, non si tratta dell'istituzione di una nuova area
protetta, ma nello specifico si tratta di una riorganizzazione di
tutta la moltitudine di enti e aree protette che insistono al suo
interno. Quindi, in realtà compatibilmente con l'indirizzo
nazionale di riorganizzazione legislativo si vuole portare anzi una
semplificazione di enti, si vuole portare ordine. Quindi una
governance unitaria.
Proprio nell'intendimento anche di sviluppo del territorio. Oggi
alla luce della chiara incapacità di risolvere il problema della
prevenzione degli incendi in maniera efficace, si pensa anche alla
luce del fatto che questo territorio interessato da questa nuova
proposta di parco è stato interessato da molti incendi, anche alla
luce di questa preoccupazione i sindaci si stanno muovendo. E mi
faccio testimone di questo del fatto proprio di questa incapacità
di risolvere il problema degli incendi. Quindi una maggiore
governance, una visione più unitaria di gestione del territorio di
tutte le componenti vuole anche risolvere e tutelare meglio il
territorio, controllarlo meglio, valorizzarlo per uno sviluppo
sostenibile. Non soltanto per una autotutela. Quindi non è la
volontà di istituire nuovi vincoli ma di riorganizzare i vincoli
che ci sono, secondo la legislazione che già esiste in atto,
secondo il piano paesistico che già esiste. Quindi non creare nuovi
vincoli ma portare sviluppo, possibilità di sviluppo sostenibile
che è il modello a cui dovremmo tendere noi tutti.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, puntuale e
puntualmente ogni anno, ogni legislatura, arriva la proposta di
istituire un nuovo parco in Sicilia. E per la verità, questa
richiesta di istituzione del parco sui Monti Peloritani insiste e
resiste imperterrita da almeno tre legislature.
Il territorio siciliano è il territorio con il più alto numero di
parchi del mondo. E ciò nonostante è il territorio che brucia di
più. Mah Chissà qual è il nesso causale Forse perché non si
possono più coltivare le terre o non c'è più nessuno che va in
quelle zone magari per esercitare liberamente la professione della
caccia? Forse perché mummificano un territorio in maniera tale che
essendo talmente incolto è più permeabile alla mano degli
incendiari?
La vera verità - e dobbiamo dircelo in faccia - è che si vuole
costruire un altro ente di mangiugghia . Si vuole costruire un
altro ente dove sistemare alcune persone. Nel momento in cui non
troviamo 10 milioni di euro per risolvere i problemi delle persone,
chiudiamo gli occhi sul fatto che manca pure la copertura
finanziaria.
E tentiamo ancora una volta di andare verso il 40 o il 45 per
cento di territorio vincolato. E' veramente vergognoso, signor
Presidente E' vergognoso che ancora si cerchi di portare avanti da
almeno tre legislature il tentativo di mummificare tutto Siamo già
oltre il 30 per cento. Andiamo al 50, istituiamo un parco in ogni
casa Basta Basta, signor Presidente
PICCIOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. ne ha facoltà.
PICCIOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore Baccei,
è chiaro che se siamo arrivati a discutere in Aula un articolo così
importante come questo dell'istituzione di un parco così atteso
come quello dei Peloritani, io ritengo che sia quanto meno
incredibile che non ci sia la copertura economica finanziaria per
una operazione simile. Ci siamo arrivati fino a questo punto a
discutere, ad impegnare un Parlamento, una Commissione, e lei mi
dovesse dire preliminarmente che non c'è la copertura economica per
una opera che da tanto tempo è attesa, io davvero mi sento tremare
le vene dei polsi.
Quindi, preliminarmente alla discussione e al dibattito, vorrei
che lei rispondesse alla prima domanda dell'onorevole Rinaldi,
quella sulla copertura economica, perché davvero sarebbe un fatto
increscioso ed anche mortificante per un territorio che aspetta da
troppo tempo quest'opera, al di là dei limiti, dell'istituzione dei
parchi, di cui parlavano i colleghi precedenti. Ma, è chiaro, che
dopo i parchi funzionano, la prevenzione viene fatta, se sono doti
di personale e quindi ci deve essere una adeguata copertura
economica e finanziaria perché l'istituzione di un parco in quanto
tale deve prevedere poi anche i fondi per la sua gestione e per la
prevenzione che è l'elemento essenziale del territorio. Quindi, se
noi facciamo la classica cattedrale, e non credo che assolutamente
sia questo lo scopo dell'Assessorato magistralmente diretto
dall'assessore Croce, sicuramente la copertura economica andava
concordata, sarà concordata, e sono sicuro di poter dare risposte
agli interventi degli onorevoli che mi hanno preceduto in maniera
compiuta.
GERMANA'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GERMANA'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rendo conto
che a fine legislatura ognuno di noi vuole portare a casa un
risultato legittimamente, magari di una cosa in cui si crede ed in
questo caso per chi la propone. Però, voglio ricordare a quest'Aula
ed a me stesso, che lei stesso entrando nell'Aula oggi pomeriggio,
aprendo questa seduta pomeridiana, ha detto che non avrebbe
consentito una legge omnibus.
Questo lo dico perché non vedo cosa ci azzecca l'istituzione di un
parco in un collegato alla finanziaria. Oltre tutto voglio dire,
come ha ricordato il collega Rinaldi, che c'è una sentenza della
Corte Costituzionale che è la 212/2014 che ha dichiarato
l'illegittimità costituzionale di alcuni articoli di norme per
l'istituzione di parchi. Grazie a questa sentenza, per evitare che
si possa pensare che siamo contrari soltanto per difendere il mondo
venatorio, e grazie a questa sentenza il Tar di Palermo ha
annullato l'istituzione della riserva dei pantani di Pachino,
rendendo giustizia agli agricoltori dei 1.800 ettari di terreno
destinati alla produzione di pomodoro pachino IGP.
E poi, non so se ricordate, l'inchiesta di Repubblica del 2014,
quando denunziò che i parchi siciliani, carrozzoni politici che
sono serviti soltanto a dare consulenze ed a fare negli anni
purtroppo cose che non andavano fatte. Io esclude da questo, e da
quello che è successo, quest'ultima gestione del Parco dei Nebrodi
che, corri corri, sta portando avanti il Presidente Antoci, però,
in linea di massima è sempre stato così. E' emerso che da quella
denuncia di Repubblica i parchi siciliani costano 16 milioni di
euro, e mi pare che le condizioni dei parchi siciliani siano sotto
gli occhi di tutti. E poi che evitiamo anche di strumentalizzare la
questione parlando di incendi perché basta andare su Google e
guardare cosa è successo ieri sul parco dell'Etna sugli incendi, o
in queste ore, cosa continua a succedere nel Parco dei Nebrodi e
nel Parco delle Madonie. Sono continuamente incendiati. Quindi,
dire che se si fa il parco non ci sono incendi mi sembra una
sciocchezza.
PRESIDENTE. Bene, onorevoli colleghi, per quanto riguarda i
presunti profili di incostituzionalità, non sussistono perché si fa
riferimento ad una norma nazionale, mentre la sentenza della Corte
Costituzionale - mi evidenziano gli Uffici - faceva riferimento ad
una norma esclusivamente regionale. Qua c'è un riferimento proprio
alla norma nazionale che supererebbe tutti. Quindi non ci sono
profili di incostituzionalità.
Per quanto riguarda la questione della copertura finanziaria, si
evince con riferimento alla Costituzione del Comitato. Se il
Governo e la Commissione ritengono di insistere, si può aggiungere
senza nuovi oneri a carico del bilancio regionale ; questo è il
discorso. Quindi rimane.
Io rispondo ad eventuali profili di incostituzionalità o meno. Si
è detto di tutto e di più. Guardate, io però la sentenza
francamente non l'ho vista. Gli Uffici mi dicono che è stata
richiamata una sentenza che riguardava la costituzione a Pachino di
riserve poiché non erano stati consultati i Comuni. La realtà è
una, che si fa riferimento nell'istituzione alla normativa
nazionale. La normativa nazionale prevede la consultazione dei
Comuni, quindi in ogni caso profili di incostituzionalità non ce ne
sono.
Siete tutti esperti, ognuno si innamora delle proprie idee, ho
capito perfettamente. Sono stati fatti tutta una serie di rilievi,
siccome è passata venticinque volte in Commissione, se n'è discusso
sui giornali, diciamo che non siamo d'accordo sul merito. Ma non
evidenziamo profili di incostituzionalità, non attribuiamo
responsabilità che francamente non ci sono. Uno può essere a favore
o in disaccordo legittimamente, ma - ripeto - profili di
incostituzionalità non ce ne sono.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io non
ho fatto nessun rilievo, quella sentenza sullo specifico è come
dice lei perché non avevano consultato i comuni ma quella sentenza
dice pure che la norma siciliana non è perfettamente costituzionale
in quanto per istituire un nuovo parco ci vogliono dei valori di
eccellenza di quel territorio e non è questo il caso, è il caso di
istituire un nuovo ente per promettere assunzioni in campagna
elettorale e questa è una vergogna che non possiamo permetterci.
PRESIDENTE. Ho capito, ognuno si agita, ognuno sa tutto. Allora i
profili, lasciamo stare il merito, ognuno si pronuncia sul merito.
Non ci sono profili di incostituzionalità, sono stati superati
perché nella norma riscritta dalla Commissione si fa riferimento
alla normativa statale, poi ognuno vota come ritiene più opportuno
ma non eccepiamo profili di incostituzionalità, possiamo dire se
siamo d'accordo o a sfavore. Se il Governo presenta il
subemendamento precisando che non ci sono nuovo oneri finanziari
nella costituzione del Comitato, possiamo andare avanti.
Comunico che è stato presentato dal Governo il seguente
subemendamento 77.R.1 all'emendamento 77.R: Dall'attuazione del
presente articolo non possono derivare nuovo o maggiori oneri a
carico del bilancio regionale .
Lo pongo in votazione.
FORMICA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Propongo l'accantonamento dell'articolo 77.
Non sorgendo osservazioni, così rimane stabilito.
Si passa all'articolo 78. Ne do lettura:
«Articolo 78
Oneri istruttori autorizzazioni ambientali
1. All'articolo 91 della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9 sono
apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 3, dopo le parole le tariffe dovute dai proponenti e
dalle autorità procedenti, aggiungere le parole ad esclusione
delle amministrazioni regionali ;
b) al comma 5, dopo le parole tutte le amministrazioni
competenti aggiungere le parole ad esclusione delle
amministrazioni regionali».
Onorevoli colleghi, è stato presentato un emendamento sostitutivo
della IV Commissione.
Accantoniamo l'articolo 78 in quanto gli Uffici stanno valutando
alcuni profili proprio sulla riscrittura.
Si passa all'articolo 79. Ne do lettura:
«Articolo 79
Modifiche all'articolo 6 della legge regionale siciliana 16 aprile
2003, n. 4
1. Dopo il comma 4 dell'articolo 6 della legge regionale siciliana
16 aprile 2003, n. 4 è aggiunto il seguente:
4 bis. Ove sull'area interessata non sussistano opere
consolidabili al pubblico demanio, il criterio di cui al comma
precedente è sostituito con quelli previsti dall'articolo 5 bis
della legge 1 agosto 2003, n. 212. La predetta disposizione si
applica ai rapporti in essere non ancora definiti con atti di
alienazione o transattivi. ».
Essendo stati presentati solo emendamenti soppressivi, pongo in
votazione il mantenimento dell'articolo.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 80. Ne do lettura:
«Articolo 80
Qualificazione A.R.P.A.
1. All'articolo 90 della legge regionale 3 maggio 2001, n. 6 sono
aggiunti i seguenti commi:
2 ter. L'Agenzia è definita e qualificata quale ente del settore
sanitario di cui al comma 3 dell'articolo 4 della legge regionale
14 maggio 2009, n.6 e successive modifiche ed integrazioni e di cui
alla legge regionale 29 dicembre 2008, n. 25.
2 quater. Entro 60 giorni dalla data di approvazione della
presente legge con decreto del Presidente della Regione su proposta
dell'Assessore regionale per la Salute e dell'Assessore regionale
per il territorio e per l'ambiente, sentite le Commissioni
legislative competenti, sono stabilite le modalità applicative del
disposto di cui al comma 2 ter.».
Comunico che all'articolo 80 ci sono motivi di incostituzionalità.
La qualificazione dell'A.R.P.A. come ente del settore sanitario,
confligge con la normativa statale inderogabile relativa alla
destinazione del fondo sanitario.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Considerata l'ora la seduta è tolta e l'Aula è rinviata a domani,
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
giovedì 10 agosto 2017, alle ore 11.00, con il seguente ordine del
giorno:
I- COMUNICAZIONI
II-DISCUSSIONE DEL PROGRAMMA OPERATIVO FESR SICILIA 2014/2020 -
MODIFICA
Relatore: on. Vinciullo
III-DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2017.
Legge di stabilità regionale. Stralcio I . (n. 1276 Stralcio I/A)
(Seguito)
Relatore di maggioranza: on. Vinciullo
Relatore di minoranza: on. Cancelleri
2) - Disposizioni in materia di elezione diretta del Presidente
del libero Consorzio comunale e del Consiglio del libero Consorzio
comunale nonché del Sindaco metropolitano e del Consiglio
metropolitano. Norme sulla pubblicità e sul controllo delle spese
elettorali . (nn. 1307-1282/A) (Seguito)
Relatore: on. Rinaldi
IV-DISCUSSIONE, AI SENSI DELL'ART. 68 BIS DEL REGOLAMENTO INTERNO,
DEL DISEGNO DI LEGGE:
Norme in materia di Consorzio autostrade siciliane (CAS) . (n.
1276/A Stralcio III) (Seguito)
V- DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Istituzione dei nuovi parchi archeologici in Sicilia e
modifiche alla legge regionale 3 novembre 2000, n. 20. (n.
1212/A)
Relatore: on. Greco Marcello
2) - Legge di modifica dell'articolo 8 della legge regionale 23
dicembre 2000, n. 30. Variazione di denominazione dei comuni
termali. (n. 843/A)
Relatore: on. Mangiacavallo
3) - Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento della
Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante
'Riconoscimento e tutela della minoranza linguistica gallo-italica
ai sensi della Legge 15 dicembre 1999, n. 482.' (n. 1229/A)
Relatore: on. Greco Marcello
4) - Norme per il riconoscimento e la promozione delle attività
artistiche di strada. (n. 1221/A)
Relatore: on. Greco Marcello
5) - Legge regionale 23 dicembre 2000, n. 30 e D.P. 24 marzo
2003, n. 8. Progetto di variazione territoriale finalizzato
all'aggregazione al Comune di Grammichele di parte di territorio e
di popolazione del Comune contermine di Mineo (c.da Saie). (n.
1266/A)
Relatore: on. Siragusa
6) - Interventi a sostegno dei soggetti con Disturbi Specifici di
Apprendimento (DSA). (n. 1120/A)
Relatore: on. Panarello
7) - Valorizzazione del demanio trazzerale. (n. 349/A)
Relatore: on. Laccoto
8) - Codice etico per gli eletti a cariche pubbliche, per gli
amministratori e per i dipendenti della Regione Siciliana. (n.
854/A)
Relatore: on. La Rocca Ruvolo
La seduta è tolta alle ore 20.51
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
La seduta è aperta alle ore 11.16
RAGUSA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente, che non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo, per la seduta
odierna, gli onorevoli Lombardo, Greco Giovanni e Federico.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Invito il presidente della II Commissione, onorevole
Vinciullo, a riferire rispetto ai lavori di ieri della Commissione
visto che l'Assemblea era stata rinviata per consentire alla
Commissione Bilancio di esaminare la norma che riguardava il CAS.
VINCIULLO, presidente della Commissione Bilancio. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, assessori, ieri sera abbiamo
lungamente discusso sull'emendamento che era stato presentato dal
Governo e che era stato restituito dalla Commissione all'Assemblea.
Alla fine del lungo ragionamento durato ore, - invito un attimo
il Governo a confermare
PRESIDENTE. Invito i colleghi a prendere posto perché il Governo
deve seguire l'andamento dei lavori. In particolare l'assessore
Baccei e l'assessore Bosco, competente per ramo.
VINCIULLO, presidente della Commissione Bilancio. Alla fine, dopo
tutta una serie di ragionamenti, una serie di richieste e di
chiarimenti da parte dei componenti della Commissione, il Governo,
per bocca del suo Presidente, - però, invito l'assessore Baccei a
confermare -, si è impegnato a presentare un emendamento al ddl
collegato e di conseguenza siamo in attesa di verificare questo
emendamento che l'assessore alle infrastrutture dovrebbe concordare
con l'Assessore per l'economia in maniera tale che possa essere
presentato all'Aula in occasione appunto della discussione del ddl
collegato . Questo se i deputati lo riterranno opportuno e utile.
Se i deputati, invece, riterranno di individuare altre strade, e
l'altra strada per essere chiaro, ed è quella che io ritengo più
semplice e più lineare, è quella di presentare l'emendamento al
disegno di legge che ancora è depositato presso questa Assemblea,
credo che, se tutti i colleghi sono disponibili, potremmo iniziare
discutendo questo disegno di legge sulla fusione fra CAS e ANAS.
Forse questo potrebbe essere il metodo più semplice anche perché
sganciamo il disegno di legge sulla fusione fra CAS e ANAS dai
percorsi del collegato', percorsi del collegato' - che non
sfuggirà a nessuno - sono molto più difficili e tortuosi rispetto a
una norma che si compone solo ed esclusivamente di un articolo.
Per cui, assessore, riformulo la proposta.
Ieri sera il Presidente della Regione aveva detto presentiamo un
emendamento al ddl collegato' .
Io Le dico che presentare un emendamento al collegato' diventa
una strada difficile, impervia, irta di difficoltà anche perché il
primo è l'onorevole Milazzo che mi ricorda che il collegato' è
composto di 80 articoli.
Per cui, io sarei dell'idea di iniziare la discussione sul disegno
di legge su CAS e ANAS, se i colleghi sono d'accordo. Di presentare
questo emendamento di riscrittura dell'articolo 1. Siccome trattasi
solo ed esclusivamente di un articolo potremmo fare tutto nel breve
volgere di qualche minuto.
Poi se i deputati, il Governo, la maggioranza pensate invece che
occorra presentare un emendamento al collegato' così come ha detto
il Presidente della Regione, la Commissione Bilancio non può non
prenderne atto e di conseguenza noi ci adegueremo alla volontà del
Governo, che è quello che in questo caso ha potestà nel presentare
l'emendamento, e daremo parere favorevole o negativo secondo quello
che verrà presentato dal Governo.
Però la cosa importante è che questa mattina, secondo me, dobbiamo
stabilire un percorso che mette in salvo il disegno di legge su CAS
e ANAS e non lo espone a quelli che poi potrebbero essere i
contrasti che sul collegato' e sul disegno di legge sulle province
potrebbe da qui a qualche minuto scoppiare.
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'onorevole Giuseppe
Milazzo, io vorrei sentire il Governo su questo punto perché il
Presidente Vinciullo nel riferire l'andamento dei lavori di ieri in
Commissione ha fatto presente che il Governo, in quella sede, si
era impegnato a presentare un emendamento al cosiddetto
collegato , ma fa anche presente la seconda opzione cioè di
procedere con l'esame da parte dell'Aula del disegno di legge che
riguarda il CAS.
Questa seconda opzione è preclusa non avendo la Commissione
Bilancio reso il parere l'Aula non è nelle condizioni di
procedere nell'esame del disegno di legge sul CAS. Quindi, l'unica
via che resta è, se il Governo conferma di volere presentare un
emendamento al disegno di legge stralcio n. 1276 questo lo possiamo
fare, oppure la Commissione Bilancio deve dare il parere al
disegno di legge sul CAS.
Quindi, io vorrei sentire prima il Governo.
Do, comunque, la parola all'onorevole Giuseppe Milazzo.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, oggi che sono animato di
buona volontà, non volete farmi parlare.
Presidente Vinciullo, onorevole Panepinto, se la volontà è quella
di trattare il ddl collegato e fare un buon lavoro, cioè evitare
di incartarsi su norme inarrivabili' che ci esporrebbero a lunghi
dibattiti, se ci fermiamo un attimo e la Commissione se è in grado
di riassumere un lavoro di sintesi con un emendamento dove inserire
anche questa norma e le cose importanti, noi ce ne possiamo uscire
- diciamo - in modo spedito e se l'emendamento lo propone la
Commissione non c'è bisogno che dia il parere perché lo produce la
Commissione stessa, purché onorevole Vinciullo, io glielo dico,
tutti gli altri emendamenti aggiuntivi, al di fuori del lavoro che
predisporrebbe la Commissione Bilancio , vengano tutti scartati,
cioè la Commissione fa un lavoro di sintesi concordato con i
Capigruppo, torna in Aula col documento, l'Assemblea si esprime,
vediamo le cose che servono ai siciliani, quelle vere, li infiliamo
tutti là dentro si fa un unico dibattito e ce ne usciamo
velocemente.
Se invece, signor Presidente, il tema è proprio questo, cioè si
può accorciare un percorso parlamentare, se questo percorso è
svolto nell'interesse reale della collettività.
Se noi dobbiamo fare a ogni singolo articolo: «vediamo quando
siamo presenti in 41, vediamo quando arrivano i nostri amici che ci
votano le cose», noi di qua non ce ne usciamo e faremo un cattivo
servizio all'Aula e ai siciliani.
Quindi, io spero che il Presidente Vinciullo, la Commissione e i
Capigruppo sappiano riassumere in questa proposta della Commissione
- vedo che l'onorevole Cordaro già si è messo in movimento - se i
Capigruppo con la Commissione possono sinteticamente produrre un
unico documento per superare alcune emergenze.
PRESIDENTE. Sono iscritti a parlare gli onorevoli Di Giacinto,
Cordaro e Vullo. Ha facoltà di parlare l'onorevole Di Giacinto.
DI GIACINTO. Signor Presidente, Governo, colleghi, io mi sento un
poco così.
Ieri sera ho partecipato fino ad oltre le 21,00 alla Commissione
Bilancio e che io mi ricordi doveva essere presentato un qualcosa
in Commissione un emendamento per la copertura finanziaria rispetto
al CAS ANAS, stamattina apprendo che il percorso è completamente
cambiato cioè che qualcuno dovrebbe presentare un emendamento al
ddl collegato , guardi Presidente che non è così, nessuno si
permetta a presentare emendamenti al ddl collegato perché è da sei
mesi che la Commissione Bilancio lavora affinché si trovi una
soluzione, sei mesi e carte alla Commissione bilancio non ne sono
arrivate fino a ieri sera.
La Commissione Bilancio non è in grado fino a stamattina di
sapere quale è il capitale netto quale è il capitale che deve
andare ad essere sottoscritto e quello che abbiamo chiesto ieri
sera.
Ieri sera dice che dovevano fare una ricognizione e dirci quale
era il capitale netto per capire quale è il capitale sociale che
questa società in trasformazione deve andare a sottoscrivere. Ma
fin a quando non arrivano queste carte perché dobbiamo mettere un
emendamento aggiuntivo che addirittura dovrebbe sottoscrivere la
Commissione bilancio. Ma di che cosa stiamo parlando?
Io non ho nulla contro il CAS e l'ANAS ma voglio chiarezza, lo
fatto ieri sera in Commissione Bilancio e lo rifaccio oggi qua
fin quando non arrivano le carte che ci diano chiarezza su quale è
il percorso guardate che non è facile che questo argomento passi
neanche in Aula, ma, ripeto, non perché c'è qualcuno che è
contrario alla fusione ma vogliamo capire che cosa ci guadagna la
Regione e soprattutto che cosa ci guadagna l'ANAS e ancor di più
che cosa ci guadagnano i siciliani.
Fin quando non c'è questa chiarezza, io da componente della
Commissione Bilancio vi comunico che sono contrario per cui
nessuna operazione che si faccia così, si faccia in Aula, celata,
non celata guardate che - ripeto - è sei mesi che in Commissione
chiedo personalmente dei documenti che non mi sono stati mai
consegnati.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo, per la seduta
odierna, l'onorevole Malafarina .
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha
facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi io devo rassegnarle
tre considerazioni, che riguardano tre argomenti diversi ma,
assolutamente, collegati l'uno con l'altro.
Il primo argomento riguarda, proprio, il tema trattato fino a
questo momento. Presidente Lupo, forse i colleghi della Commissione
Bilancio non hanno avuto il coraggio di esprimersi compiutamente,
nel senso che hanno voluto utilizzare un tono, diciamo,
politicamente corretto
Siccome ho avuto modo di partecipare, anche, ad alcune sedute
della Commissione Bilancio , le devo dire - con molta franchezza -
che per quello che è stato prodotto in Commissione, se la
Commissione Bilancio dovesse essere chiamata a dare un parere sul
CAS-ANAS l'unico parere potrebbe essere un parere contrario, per
quello che, allo stato, hanno avuto possibilità di consultare.
Quindi, questo è corretto che lo si sappia perché finiremmo per
farci del male inutilmente, e perché è giusto che non ci sia una
volontà di assumersi una responsabilità politica, oltre che
amministrativa, sulla base di quel nulla che è stato prodotto, come
ha detto qualche collega che è intervenuto prima di me, su questo
tema. Vorrei che la Presidente ne prendesse atto.
Punto numero due. Abbiamo valutato, Presidente Lupo, in
Commissione Antimafia una interpretazione autentica di una norma
che riguarda l'articolo 3 della Legge n. 15 del 2008, una
interpretazione autentica proposta, fra gli altri, anche da lei,
Presidente Lupo, assolutamente apprezzabile, che la Commissione
Antimafia ha fatto propria e, dopo un'istruttoria pregevole del
collega onorevole, avvocato Stefano Pellegrino, questa norma,
questa interpretazione autentica è pronta per l'Aula.
Quindi, la Commissione Antimafia la sta inviando, perché seppur
tecnicamente si può configurare o, probabilmente, è norma non
pertinente con quelle già all'ordine del giorno, noi riteniamo che
potrebbe ben essere inserita, eccezionalmente, ma in maniera
assolutamente trasparente, nel ddl collegato perché si tratta di
una norma che sana un vulnus precedente, perché abbiamo
introdotto, in buona sostanza, oltre all'imprenditore danneggiato,
di cui all'articolo 3 della legge che ho appena citato - che
riguarda, appunto, le zone franche della legalità e i benefit di
carattere erariale e fiscale a favore degli imprenditori che
denunciano - abbiamo allargato lo spettro anche alle persone
danneggiate', in modo che anche il soggetto che dovesse ricevere,
seppur non direttamente l'imprenditore, la minaccia o la richiesta
di estorsione, consentirebbe, questo tipo di meccanismo e di
integrazione, di interpretarlo in maniera tale da dare sempre
all'imprenditore, che poi è il titolare dell'impresa, la
possibilità a seguito di un rinvio a giudizio di costituirsi parte
civile. E quindi, signor Presidente, le chiedo priorità per questa
norma prima che la sessione si chiuda.
Infine signor Presidente, noi, ieri sera, ci siamo lasciati con la
sospensione sulla trattazione del ddl collegato . Io le chiederei
di proseguire, in maniera ordinata, la Seduta. Continuiamo sul ddl
Scollegato , credo che ci siano le condizioni per esitarlo, dopo di
che passiamo al disegno di legge sulle Province, questa è
l'indicazione del mio Gruppo parlamentare, dopo di che vediamo se
ci sono altre norme trattabili', fermo restando, Presidente Lupo -
e questo per noi è una valutazione di principio -, che in ogni caso
il voto finale dovrà essere unico per tutti i disegni di legge,
così come è stato concordato ieri con la Presidenza.
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, rispetto all'emendamento di cui lei
parlava lo stesso dovrebbe essere formalizzato o dal Governo o
dalla Commissione, l'emendamento dell'interpretazione autentica.
Per quanto riguarda il CAS, io ho molti colleghi iscritti a
parlare e non ho difficoltà a dare loro la parola. Voglio solo
precisare che, al momento, il Governo non ha presentato alcun
emendamento, quindi non vorrei che aprissimo un dibattito
sull'ordine dei lavori nell'ipotesi che il Governo presentasse e
poi il Governo, magari, non formalizzerà mai l'emendamento.
Se dobbiamo proseguire con gli interventi, toccava all'onorevole
Vullo, che si era iscritto in apertura di seduta. A seguire gli
onorevoli Panarello, Picciolo, Ragusa, Panepinto, Laccoto.
E' iscritto a parlare il presidente della Commissione, onorevole
Vinciullo. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione Bilancio. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Ho ascoltato con la
dovuta attenzione, Presidente Lupo, quello che lei ha detto però
vorrei ricordare che, e mi rivolgo anche agli uffici per vedere se
gli uffici, il Segretario generale, possono aiutarci a trovare una
soluzione corretta e veloce. Decorsi dieci giorni il parere si
intende reso, e dall'ultimo emendamento presentato dal Governo,
cioè il Governo ha presentato quattro emendamenti in Commissione
Bilancio ma dall'ultimo emendamento presentato dal Governo, i
dieci giorni sono ampiamente decorsi, per cui io non credo che
questo possa essere un ostacolo il fatto che la Commissione non ha
reso parere. La Commissione non ha reso parere però sono decorsi i
dieci giorni, del resto, come vede, c'è una situazione di
difficoltà che ci impedisce di potere, alla Commissione, dare la
possibilità di pronunciarsi.
In più vorrei ricordare che nell'ultimo emendamento presentato da
parte del Governo non è previsto alcun impegno, anzi, è
espressamente negata la possibilità che vi siano impegni di nuove e
maggiori risorse per cui cade anche la possibilità per la
Commissione di esprimersi dal momento che non dobbiamo dare
copertura finanziaria su nulla. Cioè il Governo in pratica dice:
«non occorre copertura», di conseguenza, se avesse presentato
questo emendamento in IV
Commissione, non l'avreste mai mandato in II Commissione, per cui
l'ultima proposta del Governo, laddove il Governo dice non occorre
nessuna copertura' fa venire meno anche la possibilità per la
Commissione di pronunciarsi. Su cosa mi devo pronunciare se il
Governo dice non occorrono nuovi e maggiori impegni di spesa'? Lo
dice ampiamente.
Per cui veda signor Presidente, sempre nel rispetto della volontà
dei deputati, io sarei dell'idea che i termini per iniziare la
discussione di questo disegno di legge e per collegare
l'emendamento del Governo che proporrà in Aula così come ieri sera
ha detto il Presidente a questo disegno di legge, ci siano tutti.
E' anche un modo perché venga rispettata la volontà del Parlamento
che dice non ci sono emendamenti aggiuntivi, altrimenti,
giustamente ha ragione l'onorevole Milazzo, apriamo una nuova
partita in cui all'interno del collegato' potrebbe entrare tutto.
Quindi, io mi appello agli uffici e a lei Presidente per
verificare se è possibile percorrere questa strada. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Vullo. Ne ha
facoltà.
VULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo solo
ed esclusivamente per esternare le mie rimostranze nei confronti,
perché non lo vede, ieri il Presidente Ardizzone è stato di una
bravura incommensurabile, perché l'onorevole Milazzo arrivato ad
una certo punto della discussione chiede l'inversione dell'ordine
del giorno, se non erro il Presidente Ardizzone dichiara di far
parlare due a favore e due contro, mentre questi due che parlano a
favore e questi due che dovrebbero parlare contro si inseriscono in
questa discussione alcuni presidenti di Commissione. Ieri, non
facendo votare questa inversione di ordine del giorno, i deputati
di questo Parlamento si sono dimenticati di parlare solo ed
esclusivamente di quella riunione che c'è stata a Lima per
discutere la vicenda che purtroppo in questi giorni sta investendo
il Venezuela.
E allora, ieri abbiamo perso, Presidente Lupo, l'occasione per
votare un disegno di legge che era quello delle Province che,
magari a qualcuno non piacerà ma, sicuramente gran parte dei
deputati che sono presenti, - magari qualcuno che sa utilizzare
meno i social e quant'altro -, molti deputati che parlano con i
cittadini, che parlano con le scuole, che parlano con gli
imprenditori, che si rendono conto di quello che è successo in
questi quattro anni.
Ed allora, dal mio punto di vista, ieri, è stato bravo il
Presidente Ardizzone, abbiamo perso l'occasione per votare una
legge che io ritengo una legge importante, che è quella delle
Province.
Non vorrei che qualcuno pensasse che questa legge non debba essere
votata e non vorrei che qualcuno facesse in modo che questo disegno
di legge, che ritengo un disegno di legge democratica, non venisse
votata.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Zafarana, Tancredi,
Gucciardi, Di Pasquale e Cracolici hanno chiesto congedo per la
seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Panarello. Ne ha
facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, sono d'accordo con la sua proposta a
proposito del CAS, e cioè, visto che c'è stata una discussione,
ieri sera in Commissione e, come ricordava il Presidente Vinciullo,
il Governo si è impegnato a presentare un emendamento che tenesse
conto degli argomenti che ha usato la Commissione Bilancio ,
bisognerebbe sollecitare il Governo a presentare questo emendamento
e discuterlo.
Io, naturalmente, conoscendo la situazione del CAS, che essendo
un'azienda importante non può essere diretta come se fosse un
dipartimento della Regione, questo mette in discussione la
possibilità di offrire un servizio efficiente, mette in discussione
la possibilità di utilizzare efficacemente il personale, ritegno
che l'ipotesi di una società assieme all'ANAS, sia un'ipotesi
positiva perché consentirebbe al CAS di avere una prospettiva,
perché in queste condizioni, - lo dico ai colleghi che
legittimamente hanno sollevato obiezioni -, quella azienda non può
funzionare, non può erogare un servizio efficiente e non può, -
diciamo così -, soddisfare le aspirazioni di sviluppo e di mobilità
efficiente per il popolo siciliano. Questo è il tema. Questo è il
tema, dopodiché ci saranno aspetti che riguardano i bilanci,
l'operazione, e così via dicendo.
Io ho sempre immaginato che trattandosi di due enti pubblici, che
l'operazione sarà inevitabilmente trasparente, avviare le procedure
è una cosa sensata, dopodiché, ripeto, il tema adesso è trasferito
al testo dell'emendamento che il Governo si è impegnato a
presentare e che io sono per valutare ed eventualmente approvare,
se va in questa direzione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Picciolo. Ne ha
facoltà.
PICCIOLO. Signor Presidente, assessori, Governo, è ovvio che il
tema del CAS appassioni molto quest'Aula ma, anche ieri in
Commissione alla quale ho partecipato, il Presidente Vinciullo ha
dimostrato una disponibilità di massima da parte della Commissione,
avendo i documenti contabili richiesti, di poter procedere verso
questo inizio di fusione, come ieri hanno detto il Governo, il
Presidente e l'assessore.
E' ovvio, però, che il tema, - cari commissari, caro Presidente
Vinciullo, caro collega Di Giacinto -, che voi ponete ha una
rilevanza economica e contabile. E' anche vero, però, che mentre
noi discutiamo, mentre l'ANAS offre questa ciambella di
salvataggio al CAS dal punto di vista economico, perché è sotto
gli occhi di tutti che il bilancio del CAS non sia messo nelle
migliori condizioni, vuoi per anni di mala gestio, vuoi per un
depauperamento periodico del personale, vuoi per le condizioni
delle autostrade gestite dal CAS che si sono gravemente deteriorate
negli anni e, quindi, gli utili che vengono dall'incasso dei
caselli autostradali e dai pagamenti dei pedaggi non sono
sufficienti per la manutenzione straordinaria di questo ente, è
chiaro che questa fusione, da quello che diceva ieri l'assessore,
da quello che diceva il Presidente della Regione, è a costo zero
per le casse regionali e tutela i dipendenti che hanno il contratto
con le autostrade siciliane, con le autostrade nazionali, quindi un
contratto di categoria uguale per tutta Italia; tutela il sistema
infrastrutturale perché l'ANAS si è impegnata a fare ingenti
investimenti superiori a 500 milioni di euro, intervenendo con il
50% +1 del capitale sociale; tutela gli utenti che avranno
finalmente un consorzio efficiente ed una rete globale di trasporti
su base regionale.
A mio avviso è improvvido da parte nostra, come Governo e come
Commissione, come organo istituzionale, che deve dare un parere su
questa vicenda, rinviare ulteriormente e non affrontare, come si
dice, il toro per le corna .
E' impensabile questo, noi abbiamo il dovere di valutare le
ricadute economiche ma, sicuramente, cari componenti, sono vantaggi
per il bilancio della Regione. Quindi in una fusione nella quale
noi non mettiamo un euro, in cui non abbiamo alcuna responsabilità,
che è un atto tra due società pubbliche, che tutela i lavoratori,
che tutela gli utenti, che tutela le infrastrutture, secondo me
andare a ridiscutere, creare le condizioni per una difficoltà,
mettere ulteriore carne al fuoco per cercare di - legittimamente
pure - dilazionare, rinviare la soluzione di un problema o l'avvio
di un problema, come ieri in Commissione si era deciso con
l'assessore, con il Presidente della Regione, di dare un mandato
perché si avviasse questa procedura ed avendo certezza, poi,
economica di documentare l'Aula se si dovesse riesprimere, può
essere un compromesso legittimo. Però, ritengo che abbiamo il
dovere di dare risposte e che rinviare porterà soltanto ulteriore
difficoltà all'azienda CAS, ulteriori difficoltà alla Sicilia,
ulteriori difficoltà ai siciliani.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ragusa. Ne ha
facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
intervengo in merito a questa proposta di fusione tra il CAS e
l'ANAS perché, tempo fa, il nostro assessore Pistorio presentò
questa proposta che non fu accolta forse con l'approfondimento
giusto che va riversato a questo argomento.
Mentre noi parliamo di fusione di ANAS e CAS c'è un fatto molto
importante che sta avvenendo in un'arteria in costruzione, che è
l'autostrada Siracusa-Gela, dove molti addetti ai lavori e, per
essere più chiaro, alcuni operai, vengono licenziati perché le
aziende che stanno effettuando gli interventi non vengono pagati da
parte del CAS. E' un fatto importante, è un fatto molto grave,
perché è un'arteria che andrebbe a collegare il sud-est della
Regione Sicilia, è un'arteria che serve allo sviluppo, alla
crescita, ma queste cose non le dico io ma lo dicono un po' tutti
ma mi piace ribadire in questa Aula che una posizione importante
debba essere presa.
Noi veniamo da un'esperienza di incontro fatta in provincia di
Ragusa, dove i sindacati e la politica, i dirigenti politici del
provincia, si sono raccolti per discutere di questo evento. Bene,
onorevoli colleghi, è inutile raccontarvi il disagio e l'amarezza
che c'era in quell'aula perché le aspettative delle aziende che
oggi non vengono pagate dal CAS rischiano di fallire e, di
concerto, tutto l'indotto, perché chi fornisce calcestruzzo, chi
fornisce manodopera, chi fornisce mezzi meccanici, chi fa movimento
terra, oggi non ha percepito, a distanza di un anno, nessun
centesimo da parte del CAS.
Siccome qui grava una grande responsabilità politica, penso che il
Governo regionale, nella figura del Presidente della Regione e
dell'Assessore competente, debbano prendere una decisione che metta
nella condizione sia gli operai, sia l'indotto, sia le imprese, sia
i subappaltanti, tutti coloro che orbitano intorno a questa
autostrada di essere pagati, aiutati e sostenuti perché voglio
ricordare a me stesso che la prima fase basilare è l'occupazione,
la serenità delle famiglie. Poi vengono le infrastrutture che sono
importanti anch'esse, che servono alla Regione siciliana. Allora
abbandoniamo e mettiamo da parte i facili interventi, le facili
discussioni e cerchiamo di porre una risoluzione utile ed
importante.
E' chiaro poi che il CAS, che in questi anni ha dimostrato che non
può farcela da solo, non è messo nelle condizioni di aiutare e
sostenere le infrastrutture siciliane, unirlo all'ANAS, accoppiarlo
all'ANAS, potrebbe essere una soluzione ottimale.
Mi fermo qui, caro Presidente, la ringrazio, ma tenga presente che
su questo argomento sto molto attento. Volevo anche invitare
l'assessore Bosco, appena nominato assessore per le infrastrutture,
come ha già fatto, di proseguire con l'incontro che deve tenere a
Ragusa per dare possibilità a chi oggi opera all'interno della
infrastruttura di acquisire notizie e soprattutto di poter creare
quelle opportunità che molte fatture ancora non sono state evase e
di essere messe in pagamento.
PRESIDENTE. Sono iscritti a parlare l'onorevole Panepinto e a
seguire l'onorevole Laccoto. Ha facoltà di parlare l'onorevole
Panepinto.
PANEPINTO. Signor Presidente, Governo, assessore Baccei, onorevoli
colleghi, mi sembra che ieri con un dibattito che ha visto
confrontarci anche in maniera accesa, si era delineato un percorso
che poi ha avuto un seguito nella Commissione'Bilancio'.
Nella Commissione Bilancio' si è trovata la soluzione che
ricordava bene il presidente della II Commissione, onorevole
Vinciullo, ed è sostanzialmente la riscrittura della norma sul CAS
in una logica autorizzatoria per evitare di aprire ulteriori
dibattiti in termini di una copertura finanziaria che non può
essere data e non è necessaria alla luce del fatto che ad oggi si
autorizza l'avvio di una procedura di trasformazione. Peraltro
debbo dire, da quello che ho capito, che il CAS non è solo Regione,
il CAS vede pure gli enti locali, in quote minime, ma ci sono gli
enti locali che hanno procedure diverse da quelle di una società o
di un ente economico della Regione.
Per cui, presidente Lupo, per evitare, senza che questo voglia
impedire ai colleghi di parlare, proviamo a fare un'operazione. Il
Governo riproponga la riscrittura della norma in modo tale che
diventa emendamento sostitutivo di quello già incardinato in
quest'Aula, riprendiamo l'esame del collegato' e quando il Governo
è pronto su questa norma, si continua sul CAS e chiudiamo. Quello
che ci eravamo detti ieri, non vedo l'onorevole Milazzo Giuseppe,
vale a dire collegato' o CAS, a seconda di quello che è pronto, il
CAS non è pronto, quindi proseguiamo con il collegato'.
FORMICA. Sarà un emendamento al collegato'
PANEPINTO. Non so se il Governo vuole presentarlo come emendamento
al collegato' o come riscrittura del testo già incardinato.
Facciamo decidere al Governo e alla Commissione, ma soprattutto al
Governo.
Dopodiché iniziamo con il collegato', andiamo poi sulle province,
deciderà lei quando trattare il CAS, come trattarlo, perché non
pensavo che restasse il disegno di legge, così come con la
riscrittura del Governo, per quello che ieri sera, con il
Presidente della Regione, l'Assessore per le infrastrutture si è
delineato e con la presenza dell'assessore Baccei e degli uffici
dei servizi finanziari della Regione e di questa Assemblea.
Iniziamo a lavorare sul collegato , quando lei lo ritiene
trattiamo e approviamo il CAS, le province, e vediamo di dare poi
il voto finale a tutti e tre i testi legislativi, o due se saranno
due, dopo avere chiuso.
Penso che l'Aula sia in condizioni di lavorare, se iniziamo a
trattare gli argomenti, ci saranno norme approvate, norme bocciate,
ma andiamo avanti in questa direzione.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Laccoto. Ne ha
facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io penso che noi
dovremmo cercare ora di andare avanti perché anche nella giornata
odierna si potrebbero chiudere i lavori; non vedo perché dobbiamo
postargare a domani dato che c'è anche la volontà generale, da
parte di tutti di continuare con il collegato .
Io ieri ho posto la questione del Consorzio autostrade perché non
è un problema messinese, come qualcuno vuol fare comprendere. Il
problema del Consorzio autostrade è un problema che grava su tutta
la Sicilia perché il Consorzio è regionale ed ha una refluenza
importantissima su tutta la viabilità attuale e su quella che si
deve costruire. Se voi, Assessore Baccei, guardaste un attimo la
Messina-Palermo o le altre autostrade, vi accorgereste che ci sono
interruzioni a piè sospinto che impediscono il normale andamento,
con pericoli costanti in ogni tratto dell'autostrada. Sappiamo che
l'ANAS, fin quando non vi sarà questa fusione, non investirà le
somme che sono già destinate al Consorzio delle autostrade e,
quindi, con la fusione noi non facciamo un favore all'ANAS, è un
possibilità data al Consorzio, e quindi alla Sicilia, di potere
spendere quelle somme per investimenti che da lungo tempo giacciono
nelle casse dell'ANAS e che non sono state investite.
La soluzione che hanno trovato ieri in Commissione Bilancio, alla
presenza del Presidente Crocetta e dell'Assessore, può essere
percorribile. Il problema è che non bisogna più attardarsi in
questioni anche burocratiche. Se questo può essere fatto con un
emendamento che non comporta spese, nell'ambito del Collegato, e
questa è la soluzione più semplice, la si faccia, ma andiamo avanti
a sbloccare una situazione che è per tutta la Sicilia. Altrimenti
noi avremmo il fallimento del CAS, le somme non investite, le
interruzioni che restano sulle autostrade. Abbiamo anche frane
nelle autostrade che sono bloccate.
Io ritengo, Presidente, che si possa continuare col collegato ,
alla fine il Governo, se presenterà questo emendamento, che non
comporta spese, perché questa è stata la soluzione per la Regione,
può essere la soluzione che può essere fatta nell'emendamento.
D'altronde ieri si è deciso che collegato e province poi avranno un
voto finale insieme, quindi cerchiamo di sbloccare questa
situazione e di chiuderla anche oggi.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Sorbello. Ne ha
facoltà.
SORBELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ci siamo
attardati già, da qualche mese, sulla decisione del CAS Sicilia,
una decisione che ormai è estremamente delicata perché non si può
rinviare più, non si può rimandare nemmeno di qualche giorno perché
questo Consorzio è in sofferenza estrema, il contenzioso attivato
nei confronti di questo Consorzio è sotto gli occhi di tutti di
svariate centinaia o di decine di milioni, e deve sopperire solo
con il pagamento del pedaggio della Catania-Messina.
Per cui, questa sorta di rivoluzione o, se vogliamo, di
assestamento nella rete di area stradale siciliana è irrinunciabile
dal punto di vista di una eventuale ancora attardarsi nella
decisione.
Io non capisco perché, da sei mesi, si sono attardati tutti e i
miei colleghi mi scusino, si sono attardati tutti in questa
decisione, come ci si è attardati anche sul Consorzio delle
Province e si spinge, con un tempo che definirei congruo contro
ogni logica, sul collegato, dove sappiamo tutti che ogni deputato
ha portato il proprio emendamento.
Questo è salutare l'istituzione di un nuovo soggetto tra ANAS e
CAS e la soluzione dei problemi della Sicilia, alla viabilità della
Sicilia, anche perché il CAS, ormai, è al capolinea.
Non abbiamo più nessuna possibilità di salvarlo. Non c'è nessuna
possibilità e quando, assessore Baccei, tutti i miei colleghi hanno
reiterato quella che è l'ipotesi che in questa fase la Regione
Sicilia non mette un solo quattrino a disposizione di questo nuovo
soggetto, io penso, per sfruttare quelli che sono i finanziamenti
già posti in essere ed accreditati all'ANAS, dove l'ANAS,
giustamente, si è tirata un passo indietro, se prima non si
verifica questo percorso, io penso che ormai siamo ai tempi
supplementare sul problema del CAS in Sicilia.
Come penso che siamo ai tempi supplementari anche per il Consorzio
delle Province.
Vedete, anche lì, la viabilità di tutto il territorio siciliano è
abbandonata a sé stesso.
Io non so se qualcuno di voi gira per le strade provinciali, le
strade provinciali sono diventate le ex trazzere demaniali che
facevano capo alla Regione siciliana, per cui abbiamo un insieme di
trazzere, per quanto riguarda le strade provinciali ed una rete
autostradale pessima, rispetto a tutto il territorio nazionale.
Per cui, questi due provvedimenti, oltre al collegato - io non mi
attardo a criticare nei contenuti del collegato perché, lo sappiamo
tutti che chi è nella sala dei bottoni ha fatto di tutto e di più e
ha ricevuto prebende e tante marchette , così come sono state
citate, nei giorni scorsi, dalla stampa regionale.
Andare verso la soluzione di un voto finale per questi tre
provvedimenti sarebbe la cosa più giusta prima dell'apertura
feriale estiva.
PRESIDENTE. Comunico che l'assessore Gucciardi è presente,
pertanto la richiesta di congedo è nulla.
E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Cambiamo argomento, signor Presidente
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dall'Aula parte
questa voce, quasi un coro, cambiamo argomento e credo che il
collega Milazzo abbia ragione per una ragione semplice.
Ci eravamo lasciati sull'idea di invertire l'ordine dei lavori,
avevamo parlato dell'ipotesi, ieri, di passare alla province, come
primo punto all'ordine del giorno per poi dare il voto
all'assestamento di bilancio e come per incanto viene fuori di
nuovo la vicenda del CAS.
Se abbiamo detto che da parte del Governo non potevano essere
presentati emendamenti, se abbiamo detto che non ci possono essere
emendamenti aggiuntivi al collegato. Se abbiamo detto che il
percorso era stato tracciato e i binari dentro i quali dovevamo
rimanere erano gli stessi, perché adesso stiamo discutendo da due
ore del nulla?
Tra l'altro vi devo dire che io, sulla vicenda del CAS, come sulla
vicenda degli sportelli, sulla vicenda dell'aumentare le giornate
ai lavoratori della forestale, sulla questione della formazione,
sulla questione dei bacini di precariato, sulla questione dei PIP,
sulla questione delle risposte non date a tutte le categorie dei
lavoratori, sono sempre stato disponibile, come è disponibile tutta
l'opposizione, ma ora è arrivato Baccei, assessore, l'ha detto lei
o no. Ho capito male io? Ha detto che non è nelle condizioni di
fornire la documentazione a supporto di questa iniziativa?
Significa che non è possibile, assessore per le infrastrutture,
oggi determinare con un voto in Aula la cessione del CAS all'ANAS.
Abbiamo lasciato intendere, quindi, che quegli interessi che non si
capisce bene quali sono e cosa si nasconde dietro alla costruzione
delle autostrade e delle infrastrutture in Sicilia, quegli
interessi che forse l'ANAS nazionale non riesce più a mantenere ed
a portare avanti perché forse anche l'ANAS nazionale non ha più
appalti in Sicilia. E, allora, quegli appalti vogliono forse oggi
essere garantiti attraverso il CAS? Vogliamo prendere una struttura
che sta fallendo? E quali sono le politiche di questo Governo? Una
volta vuole centralizzare e portare tutto su Roma ed una volta,
invece, proprio quando si parla di appalti pubblici, quando si
parla di infrastrutture decidiamo di concentrare di nuovo tutto in
Sicilia.
E, allora, assessore, noi in questi giorni abbiamo lasciato
sospesi interventi sulla tutela dei lavoratori. Noi in questi
giorni abbiamo detto che non c'erano le risorse e non c'erano
percorsi alternativi per difendere soggetti che non lavorano da tre
anni. E, ora, sulle opere pubbliche, sulle infrastrutture, sugli
appalti milionari vogliamo, a fine legislatura, con un colpo di
mano affrontare un tema che stava lì, nascosto, che era guardingo
che aspettava di capire che fine potesse fare e ora lo vogliamo
salvare. E, allora, io sono certo che nessuno vorrà farsi tutela di
interessi che in questo momento io non comprendo. E, allora, signor
Presidente Onorevole Lupo, signor Presidente dell'Assemblea, mi
sembra di capire che gli assessori si sono già espressi. Non c'è la
documentazione a supporto per portare avanti questo provvedimento
che ha i riflettori puntati da parte di tutti. E, allora,
fermiamoci, riprendiamo la strada che avevamo tracciato ieri,
ritorniamo ai punti all'ordine del giorno, province, assestamento
di bilancio. Qualsiasi altro colpo di mano riceverà l'attenzione di
tutti noi perché le priorità devono essere tutte sullo stesso
piano. Abbiamo detto no alle tutele, abbiamo detto no ai diritti,
abbiamo detto no a lavoratori da salvaguardare, non diciamo sì di
fronte ad un provvedimento che appare quanto meno rischioso.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro.
DI MAURO. Rinuncio al mio intervento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Formica. Ne ha
facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io quasi rinuncio
nel senso che parlerò trenta secondi.
Non capisco perché quest'Aula continua ad assumere atteggiamenti
masochistici e discussioni fuorvianti che ci fanno uscire fuori dal
contesto di ciò che stiamo esaminando. Non è vero che si è cambiato
argomento.
Ieri la Commissione Bilancio ha stabilito, ed il Presidente della
Commissione oggi ha fatto la relazione, ed ha precisato
ulteriormente, che non essendoci il parere dato da parte della
Commissione Bilancio sul disegno di legge autonomo si procedeva con
un emendamento sostitutivo da parte del Governo sul collegato.
Bene, tutte le altre discussioni sono assolutamente inutili. Ieri
abbiamo stabilito di fare collegato e province con il voto finale.
Quando si arriverà e se il Governo presenterà questo emendamento ci
sarà la discussione sul CAS, quando si arriverà all'emendamento,
pertanto, la invito, signor Presidente, ad iniziare con il
collegato.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Grasso. Ne ha
facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non potevo non
intervenire su questo argomento perché da quattro anni pongo
all'attenzione dell'Aula e di questo Governo la delicata del CAS,
il rischio del fallimento, la cattiva manutenzione delle strade, la
pericolosità della circolazione.
Ho presentato una mozione che è stata discussa in questa Aula,
dove si chiedeva che il CAS, che di fatto è un ente non economico,
venisse trasformato in un ente economico.
Bene. Mi è stato risposto che il CAS era un gioiellino, che il CAS
stava funzionando bene, che il nuovo Consiglio di Amministrazione
era operativo e che vi era un parere del Consiglio di Giustizia
Amministrativa in sede consultiva che impediva che si potesse fare
qualsiasi norma o procedura perché il CAS diventasse un ente
economico.
Presento un disegno di legge come prima firmataria tre anni fa,
dove dico esattamente trasformiamo il CAS in un ente, in una
Società per Azioni, mettiamola sul mercato, ricapitalizziamo e
vediamo secondo le norme del Codice Civile chi partecipa, vediamo
chi sono, sappiamo quant'è il patrimonio e vediamo che cosa offre
ANAS.
Bene. Quel disegno di legge non è stato mai incardinato dalla IV
Commissione. E, allora, il Governo durante la finanziaria, al buio,
con una operazione non convincente, senza sapere quale ANAS
interviene e che cosa mette, necessariamente presenta un disegno di
legge che viene stralciato, viene inviato alla IV Commissione e il
Presidente della IV Commissione, mi dispiace dirlo, violando ogni
norma regolamentare non prende in esame il primo disegno di legge
sul tema che era quello di cui sono prima firmataria, senza fare
una istruttoria, l'istruttoria anziché farla in IV Commissione si
fa in Commissione Bilancio e quindi arriva con un percorso forzato
in questa Aula.
Allora, signor Presidente, se noi oggi in Aula affrontiamo solo il
tema della trasformazione del Consorzio in S.p.A. e ci fermiamo qui
siamo tutti d'accordo.
Altrimenti io vorrei capire perché norme così importanti come
finanziarie Trenitalia, io ero contraria, il contratto di servizio
chi lo ha difeso per le ferrovie lo dovrà difendere di fronte ai
siciliani, 83 milioni di euro dal 2020 in poi a Trenitalia e ieri
abbiamo scoperto che l'antitrust ha sanzionato Trenitalia perché
nascondeva i biglietti più economici. Vediamo quale vantaggio ci
sarà per i siciliani. E poi ci facciamo insultare dai lavoratori
perché questo Governo, e non è populismo carissimi colleghi, è
rabbia, non ha saputo tutelare e garantire il lavoro e noi con
tanta facilità oggi la fusione CAS-ANAS a freddo non si può fare.
Il Presidente dell'ANAS ha dichiarato al Sole 24 Ore che la
situazione economica dell'ANAS è una situazione dove ci sono dei
debiti e questi debiti pensa poi che eventualmente si possono
sanare con delle transazioni.
Il CAS ha milioni di debiti e ancora oggi ai caselli vi sono i
pignoramenti. Il contenzioso del CAS che fine farà?
Non si possono fare passi affrettati e non si può imporre a questa
Aula di votare disegni di legge senza avere prima avuto la
possibilità di presentare emendamenti. Quindi, io se effettivamente
la Commissione Bilancio ha approvato ed ha stabilito - lo stiamo
apprendendo ora - che si farà solo la trasformazione bene,
altrimenti io starò qui e mi opporrò a che l'Aula continui.
Chiederò il numero legale ogni cinque minuti perché questa norma
non si può fare e questa fusione così non si può fare. Danneggia i
lavoratori, danneggia i cittadini.
Poi non raccontiamoci la barzelletta che l'ANAS non può fare le
opere. L'ANAS è una stazione appaltante. Quali autostrade gestisce?
Solo le autostrade in costruzione, perché tutte le altre autostrade
sono gestite dalla Regione e dai privati e lo stesso faccia la
Sicilia.
VINCIULLO, presidente della Commissione Bilancio. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione Bilancio. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, il Governo ha fatto
pervenire alla Commissione una riscrittura; su questa riscrittura,
dopo aver consultato alcuni colleghi, credo che possiamo dare anche
un parere favorevole. Pertanto, lei veda di conciliare l'attività
della Commissione con l'attività del Parlamento così come ritiene
più utile per arrivare a questa soluzione.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, intanto sull'ordine dei lavori, questioni
così importanti, questioni che condizioneranno la viabilità qua in
Sicilia con foglietti volanti che arrivano all'ultimo minuto e un
Presidente che, addirittura, già prima mentre legge dice che avrà
il parere positivo, grande serietà Per non parlare che siamo
praticamente a ridosso di ferragosto e non ai tempi supplementari,
come ha detto il collega, siamo oltre la zona cesarini per
approvare qualcosa che ha più il sapore elettorale che non una vera
e propria riforma.
Guardando su internet e girando per le strade io mi chiedo,
Presidente, ma il piano industriale questi investimenti dove
stanno? Nessun piano industriale che ci dice a chiare lettere cosa
l'ANAS si impegnerà a fare che già doveva fare, perché voglio
ricordare, Presidente e colleghi, che le strade siciliane quella
che ho percorso questa mattina la Catania-Palermo fa pena,
addirittura riesce ad avere la medaglia d'oro della pena rispetto
alle strade del CAS, corsie che bisogna fare lo scambio, gallerie
al buio, buche, guard-rail che non esistono, guard-rail da topo
Gigio, direi quelli lì che sono fuori norma da un bel po' di tempo.
Questi investimenti andrebbero fatti a prescindere perché ancora
siamo in Italia mi sembra. Lo stesso la statale 113 teatro
continuamente di morti e di incidenti.
Bene, l'ANAS vuole fare beneficenza; siamo commossi, Presidente,
da questo bene che ci vogliono, ma ci chiediamo perché non fanno
quello che sarebbe già dovere fare e mi chiedo anche - e mi
rivolgo all'onorevole Vinciullo che è della provincia di Siracusa -
quei bei caselli che hanno fatto a Cassibile che li deve aver fatto
un cieco fuori norma, dei caselli, ecco onorevole Cirone lei ci
passerà di tanto in tanto ricorderete anche il Presidente Crocetta
ha avuto un incidente in quella trappola per topi Bene, l'ANAS
vuole da noi il permesso di metterci una sbarra e di fare pagare un
pedaggio.
Io vorrei dire ai colleghi che per salvare il CAS la politica
doveva stare molto lontana perché il CAS è diventato negli anni un
po' acerbo di interessi, di assunzioni, di sprechi di corruzione
solo in questo non è secondo ad ANAS se la giocano dove c'è più
corruzione non lo capiamo.
Ed allora, Presidente, quando una pietanza si guasta è inutile
aggiungere altri ingredienti cercando di modificare il sapore,
altri ingredienti rancidi perché è questo che stiamo facendo
aggiungendo rancido al rancido senza una operazione trasparenza,
senza un piano industriale di investimenti e di entrate che nel
tempo dovrebbero dare un equilibrio economico-finanziario.
Ed allora, Presidente, capisco che è estate e magari pensate che i
siciliani sono sotto gli ombrelloni perché ogni anno vi riservate
queste schifezze proprio in questo periodo, però questo veramente
mi sembra troppo Andare a cedere il nostro patrimonio a soggetti
che languono che di certo non hanno investimenti da fare qui in
Sicilia perché non fanno neppure quelli dovuti, i lavori dovuti non
vengono fatti è veramente un torto enorme
Allora, il problema del CAS l'abbiamo detto è stato troppa
attenzione della politica, lo sappiamo perfettamente, non è un
segreto. Ci sono in corso, anche, delle indagini molto delicate.
Andare ad approvare, frettolosamente, una norma di cui, è vero, si
discute da tanto tempo ma il vero testo ancora non è sui banchi
dell'Aula; un'operazione che ci legherà vita natural durante sulla
fine di una legislatura noi crediamo che spetti al prossimo
Governo. Che lo faccia all'inizio della legislatura, in maniera
chiara, trasparente e partecipata. Andarla a fare adesso è uno
sgambetto, ed è un danno che si ritorcerà contro tutti
Quindi, io invito anche la Presidenza, la Commissione, i colleghi
della maggioranza a riflettere profondamente su questa cosa. Se ne
discuta, a tempo debito, carte alla mano, non in maniera
frettolosa
LENTINI. ...la richiesta del numero legale. O cambiamo o numero
legale
PRESIDENTE. Per ora non stiamo votando, quindi non si può
chiedere. Quando sarà il momento della votazione, lei avrà il
diritto di chiedere la verifica del numero legale.
E' iscritto a parlare l'onorevole Rinaldi. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, questo
argomento è stato, più volte, trattato sia nella Commissione di
merito sia nella Commissione Bilancio e dalle ultime riunioni che
si sono svolte in Commissione Bilancio non è emerso un quadro
chiaro del futuro di questa fusione. L'unica cosa che è emersa, è
che noi stiamo cedendo l'unica, dico l'unica, società che incassa
giornalmente cash, cioè contanti, quasi 70 milioni di euro, in
cambio riceviamo dall'ANAS soltanto la certezza che acquisirà delle
tratte di autostrada e, quindi, metterà dei pedaggi facendo pagare
ai cittadini queste nuove tratte che prenderà grazie a questa
fusione, senza che ci sia anche un quadro chiaro rispetto a tutti i
debiti che in questo momento la società CAS ha
E, vivaddio, chi è che non farebbe un'operazione del genere? Cioè,
arriva una società che utilizza i finanziamenti nazionali,
acquisisce tutte le tratte che ci sono in Sicilia a costo zero, non
si fa carico dei debiti che, in questo momento, il CAS ha e che
superano abbondantemente 100 milioni. E, quindi, questo carico poi
a chi andrà se non alla Regione siciliana?
E' questa l'operazione che dovremmo autorizzare in quest'Aula?
Cioè, cedere tutte le autostrade per utilizzare i crediti e tutte
le entrate che ci saranno, con il pagamento dei pedaggi, senza
farsi carico di tutti i debiti che, in questo momento, ci sono
nella società? Senza che sia stata fatta nessuna programmazione,
senza che su questo sia stato detto niente?
Ma come si fa a cedere l'unica società che, in questo momento,
guadagna settanta milioni l'anno? L'unica società che la Regione
siciliana ha che guadagna, ogni giorno, cash, e noi la cediamo
così, con una fusione alla cieca, senza sapere quale sarà la
programmazione.
Non sarebbe stato meglio tentare di avere una programmazione di
dieci anni per risanare i debiti, e mantenere - poi parliamo di
autonomia - l'unica società che in questo momento riesce ad avere
cash e quindi dare una manutenzione ordinaria, straordinaria ma con
una programmazione seria.
Perché con settantamilioni l'anno e una programmazione su dieci,
quindici anni si riesce a risolvere i debiti che ci sono e,
contemporaneamente, a mantenere una manutenzione ordinaria e anche
straordinaria di queste autostrade.
Ecco perché il nostro Gruppo voterà contro, e le chiedo anche
ufficialmente, Presidente, a nome di Forza Italia, l'inversione
dell'ordine del giorno rispetto a quello che c'è oggi.
BOSCO, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BOSCO, assessore regionale per le infrastrutture e la mobilità.
Signor Presidente, onorevoli deputati, la proposta normativa che
era stata presentata dal Governo, che era una proposta organica
sottoposta al parere della Ragioneria e dell'Ufficio legale e
legislativo e in conseguenza di questi pareri, modificata in sede
di discussione nell'ambito della II Commissione, non ha riscontrato
un'approvazione da parte della Commissione stessa. Pertanto, in
seguito all'incontro di Commissione che è stata fatta ieri sera, la
proposta è stata rielaborata in maniera tale da potere consentire
un'unanime approvazione da parte della Commissione. Questa proposta
è stata rielaborata e tra pochi minuti sarà consegnata al
Presidente per poi poter essere discussa.
Per quanto riguarda gli aspetti se collegarla come emendamento al
collegato , scusate il bisticcio di parole, oppure considerarla
come strumento normativo a sé stante, per quello che mi riguarda,
che riguarda il Governo, credo che questo non abbia un'importanza
assoluta. Ha importanza, invece, la possibilità di approvare questa
norma che è una norma che costituisce uno start up per la
successiva elaborazione degli accordi con ANAS e questa diventa
un'autorizzazione a trasformare il CAS in una società per azioni.
PRESIDENTE. Ed allora, il Governo è invitato a presentare
l'emendamento agli uffici della Presidenza, gli uffici della
Presidenza lo trasmetteranno alla Commissione Bilancio . La
Commissione Bilancio è autorizzata a riunirsi durante la
sospensione dei lavori, quando l'Aula sarà sospesa, verificare che
l'emendamento sia accompagnato dalla relazione tecnica, dovrà dare
il parere all'emendamento, solo a quel punto l'emendamento potrà
essere esaminato dall'Aula.
Rispetto alla richiesta di inversione dell'ordine dei lavori che
anche oggi è stata fatta da più colleghi, vorrei ricordare a tutti
che la stessa ha formato oggetto di ampio dibattito ieri. Al
termine della seduta, l'Aula si è determinata a proseguire i lavori
a partire dall'esame del collegato , fermo restando che dopo
l'esame del collegato resta il fatto che esaminerà anche il
disegno di legge che riguarda le Province. Quindi, la decisione non
può essere riconsiderata.
matiche e correttive per l'anno 2017. Legge di stabilità regionale.
Stralcio I'. (n. 1276 Stralcio I/A).
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Seguito della discussione del disegno di legge Disposizioni
programmatiche e correttive per l'anno 2017. Legge di stabilità
regionale. Stralcio I . (n. 1276 Stralcio I/A)
PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno
Discussione dei disegni di legge .
Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2017. Legge di
stabilità regionale. Stralcio I . (n. 1276 Stralcio I/A), posto al
numero 1).
Invito i componenti la II Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1
Finanziamento per l'Irsap
1. L'autorizzazione di spesa di cui al comma 1del presente
articolo per le finalità degli articoli 2 e 4 della legge regionale
12 gennaio 2012, n. 8 (Missione 14, Programma 1, capitolo 243301) è
incrementata, per il triennio 2017-2019 dell'importo annuo di 3.900
migliaia di euro. Al relativo onere si provvede mediante riduzione
di pari importo delle disponibilità della Missione 13, Programma 4,
capitolo 413333 per il triennio 2017-2019. L'autorizzazione di
spesa di cui al presente comma è subordinata all'accertamento da
parte dei competenti tavoli tecnici del risultato di gestione del
servizio sanitario regionale relativo ai conti consuntivi degli
anni 2016, 2017 e 2018. Qualora si accerti un risultato di
gestione negativo l'autorizzazione di spesa è ripristinata, con
decreto del Ragioniere generale, previa delibera della Giunta
regionale, in misura pari alla residua disponibilità della Missione
13, Programma 4, capitolo 413333».
Si passa all'emendamento soppressivo 1.1. E' mantenuto o è
ritirato? Manca l'onorevole Greco. Lo dichiaro decaduto.
Si passa all'emendamento soppressivo 1.3, a firma dell'onorevole
Cancelleri.
CANCELLERI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento soppressivo 1.5, a firma dell'onorevole
Di Mauro. E' decaduto.
Si passa all'emendamento A23R. E' una riscrittura, un emendamento
sostitutivo della III Commissione che produce effettivi finanziari
Quindi, inviterei, intanto, l'assessore Baccei a dare il parere.
Assessore Baccei, può dichiarare la copertura, per favore.
BACCEI, assessore per l'economia. Sì, ha copertura.
PRESIDENTE. Assessore, la copertura dov'è indicata? Perché deve
essere esplicitata nel testo. L'emendamento A23R è interamente
sostitutivo, quindi, la copertura deve essere indicata
nell'emendamento sostitutivo.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Papale ha chiesto congedo per
la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Stralcio I/A
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n. 1276
Stralcio I/A
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Avevo visto i commi aggiuntivi,
quello del trasferimento del personale. Stiamo aumentando i fondi
per pagare una serie di oneri, quindi, non potrebbe sostenere
maggior costi del personale.
PRESIDENTE. L'emendamento A23R è dichiarato inammissibile.
Si passa all'emendamento 1.2, a firma dell'onorevole Rinaldi. E'
una riduzione della copertura di spesa, se, però, la
quantificazione è stata fatta dal Governo, immagino che risponda a
qualche esigenza. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Onorevole Rinaldi, mantiene l'emendamento o lo ritira?
RINALDI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2
Trattamento pensionistico sostitutivo agli ex dipendenti
dei Consorzi Asi
1. Presso il Fondo pensioni Sicilia è costituito il "Fondo
speciale transitorio ad esaurimento del personale in quiescenza dei
Consorzi Asi in liquidazione" destinato al pagamento, con oneri a
carico della Regione, per il solo periodo di tempo strettamente
necessario al raggiungimento della decorrenza del trattamento
pensionistico dell'INPS ed in misura equivalente, del trattamento
pensionistico sostitutivo agli ex dipendenti dei Consorzi Asi in
liquidazione e dei relativi trattamenti di reversibilità,
riconosciuti con provvedimenti amministrativi i cui effetti siano
antecedenti alla data di entrata in vigore dell'articolo 8 della
legge regionale 12 agosto 2014, n. 21. Agli oneri derivanti dalle
disposizioni di cui al presente comma si provvede annualmente
mediante riduzione dell'autorizzazione di spesa prevista per la
Missione 14, Programma 1, capitolo 243301 nel limite massimo annuo
di 376 migliaia di euro. Con decreto del Ragioniere generale, su
proposta del dipartimento regionale delle attività produttive, da
adottare entro il 31 gennaio di ciascun anno, si provvede
annualmente ad effettuare le variazioni di bilancio occorrenti per
l'attuazione delle disposizioni del presente comma, nella misura
strettamente necessaria ad assicurare i trattamenti pensionistici
previsti.
Comunico che all'articolo 2 è stato presentato l'emendamento
soppressivo 2.1, a firma dell'onorevole Greco Giovanni, che
dichiaro decaduto.
Si passa all'emendamento soppressivo 2.3, a firma dell'onorevole
Cancelleri. Se nessuno lo fa proprio lo dichiaro decaduto.
Si passa all'emendamento soppressivo 2.6, a firma dell'onorevole
Di Mauro, che dichiaro decaduto.
Si passa all'emendamento 2.2, a firma degli onorevoli Rinaldi ed
altri, che prevede un incremento di spesa. Il parere del Governo?
RINALDI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 2.
MARZIANO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Signor Presidente, ma non c'era una riscrittura
collegata a questa articolo?
BACCEI, assessore per l'economia. Era collegato nella
finanziaria
MARZIANO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Allora, io dichiaro il mio voto contrario a questo
articolo.
PRESIDENTE. Gli Uffici della Presidenza mi confermano che non è
stato presentato alcun emendamento di riscrittura.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Assessore Baccei, eravamo rimasti con l'Assessore al ramo che
avremmo riscritto questo articolo. Siccome noi non possiamo
condannare a morte i lavoratori , come diceva l'Assessore, chiedo
ufficialmente di accantonare l'articolo 2 e di discuterlo, così
come era stato detto, prevedendo un provvedimento a tutela dei
pensionati, così come abbiamo detto in Commissione.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, non penso di sbagliarmi, ma questo articolo riguarda le
pensioni sostitutive non le integrative del personale ASI che, al
momento, non percepisce pensione. E' analogo a quello che avevamo
fatto con una finanziaria per i pensionati dell'EAS; cioè stiamo
dando una pensione a persone che oggi non percepiscono la pensione,
però se volete lo accantoniamo e lo discutiamo in un altro momento.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
sinceramente non apprezzo questo modo di procedere. Poc'anzi noi
abbiamo esitato l'articolo 1 sul finanziamento per l'Irsap e non vi
è stato nessuna discontinuità e nessun contrasto rispetto alle
iniziative del Governo con l'Aula. Il testo per arrivare in Aula ed
essere così scritto e numerato e rappresentato ha un dibattito
parlamentare nelle varie Commissioni e l'apprezzamento del Governo,
non ritengo che sia corretto che in quest'Aula bisogna vedere il
Governo con due opinioni totalmente diverse e contrastanti.
Allora, se su questo argomento è bene aspettare l'assessore Lo
Bello che ha la titolarità della materia, si è fatto molto male
poc'anzi ad esitare l'articolo 1 che è proprio materia
dell'Assessore per le attività produttive.
PRESIDENTE. La richiesta di accantonamento dal Presidente della
Commissione condivisa dal Governo
CIMINO. Di tutta la rubrica, Presidente
ALLORO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALLORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, volevo
dire all'assessore Baccei, se mi dà un minimo di ascolto, che vero
è che l'articolo fa riferimento ai trattamenti pensionistici
sostitutivi ma non risolviamo il problema dei trattamenti
pensionistici integrativi che sono quelli rispetto ai
(Interruzione dell'Assessore per l'Economia)
ALLORO. Sì e quelli integrativi? Quelli integrativi hanno vinto
le cause, hanno avuto la sentenza della Corte di Cassazione.
Possiamo continuare a fare finta di niente?
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, io
devo leggere, con esattezza, che cosa prevede l'articolo 2 ed ha
ragione sia l'onorevole Alloro, quando dice che il trattamento
pensionistico sostitutivo di ex dipendenti e dei relativi
trattamenti di reversibilità, riconosciuti con provvedimenti
amministrativi di cui in effetti siano antecedenti all'entrata in
vigore dell'articolo 8 della legge 12 agosto 2014, n. 21 , riguarda
il divieto di erogare trattamenti di previdenza e quiescenza
integrativi o sostitutivi in assenza di una stessa previsione
legislativa regionale o statale che ne definisce l'ambito di
applicazione, i presupposti, l'entità e la relativa copertura nei
bilanci. Significa che noi stiamo decidendo di non dare più le
pensioni a coloro che ne hanno diritto e che già hanno vinto le
cause nei vari tribunali nelle varie province della Regione
siciliana.
Quindi, stiamo facendo un articolo contro i pensionati, ecco
perché ha ragione anche l'assessore Marziano e questo articolo va
rivisto e va rivista la riscrittura che avevamo concordato in
Commissione.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, qui secondo me stiamo parlando senza sapere di cosa
parliamo. Stiamo parlando di persone che oggi non percepiscono
nessuna pensione: zero Niente
Ed allora, portiamole tutte a un milione di euro e mettiamo i
soldi così stanno tutti meglio. Ma che cosa c'entra? Affrontiamo un
problema alla volta. Non è che se mettiamo insieme quindici
problemi, li risolviamo, non risolviamo niente.
Il problema grosso che abbiamo affrontato con la finanziaria, per
quelli dell'EAS, era i cosiddetti esodati, quelli che sono rimasti
in mezzo e non percepiscono nessuna pensione. A questi cominciamo a
dargli una pensione. Poi se vogliamo parlare delle pensioni
integrative, dopo c'è un articolo, l'articolo 5 che lo tratta. E'
inutile mettere insieme cinquanta problemi sul tavolo per non
affrontarne nessuno. Allora se vogliamo dare una pensione a quelle
persone che non ce l'hanno votiamo favorevolmente, se invece li
volete lasciare senza pensione, bocciata l'articolo e non se ne
parla più. Non c'è bisogno né di assessore al ramo, né di nessuno.
L'articolo è chiaro. Non è che dobbiamo rimandare, volete rimandare
per non dare una pensione, rimandiamo, volete bocciare, lo
bocciate, siete favorevoli, votate favorevoli, ma questo è
l'articolo.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, penso che l'assessore Baccei abbia chiarito abbastanza.
Qui non si sta discutendo delle pensioni integrative, ma
semplicemente del diritto alla pensione per chi non ce l'ha.
Dopodiché quando parliamo delle pensioni integrative, ne parliamo.
Questo è il momento intanto di riconoscere. E siccome l'ottimo è
sempre nemico del bene, non vorrei che alla fine non facciamo né
quelle integrative e manco quelle sostitutive.
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
intervengo per chiedere se l'assessore Baccei può fare una
precisazione. L'articolo 5 parla di pensioni integrative, ma
dell'EAS, non dell'ASI.
BACCEI, assessore per l'economia. Parla di tutti gli enti
siciliani.
MILAZZO GIUSEPPE. L'abbiamo letto e riletto. Assessore, un giorno
l'assessore Bianchi mi sfidò e furono impugnati 38 articoli. Se ci
usa la cortesia, se ci può rassicurare. Se lei ci rassicura siamo
tutti contenti.
BACCEI, assessore per l'economia. All'articolo 5, ne parliamo dopo
altrimenti abbiamo novanta interventi e non andiamo avanti, si
parla dell'emendamento del Governo di pensioni integrative per
tutti gli enti. Poi vediamo qual è la soluzione, ne parliamo dopo.
PRESIDENTE. Se non ci sono altre richieste di intervento, possiamo
mettere in votazione l'articolo 2. Viene meno la richiesta di
accantonamento. E' stato precisato che altri aspetti saranno
esaminati nell'esame dell'articolo 5.
Pongo in votazione l'articolo 2.
RINALDI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Si procede alla verifica dei richiedenti per la
votazione a scrutinio segreto.
Poiché non c'è il quorum la richiesta risulta appoggiata a
termini di Regolamento.
Pongo in votazione l'articolo 2 per alzata e seduta. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Articolo 5
Disposizioni per l'Ente Acquedotti Siciliani in
liquidazione.
Riconoscimento di debito fuori bilancio ai sensi
dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del d.lgs. n. 118
del 2011
1. Entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, l'Ente Acquedotti Siciliani (EAS) in liquidazione provvede
alla consegna degli impianti e delle reti idriche al Comune o al
consorzio dei Comuni interessati, a seconda che gli impianti siano
a servizio di un solo Comune o di più Comuni, che ne assumono la
gestione, con oneri a carico della tariffa del servizio idrico
integrato, sino alla piena attuazione delle disposizioni di cui
all'articolo 3, comma 3, lettera f) e all'articolo 4, comma 2,
della legge regionale 11 agosto 2015, n. 19.
2. Trascorso il termine perentorio di cui al comma 1, l'Assessore
regionale per l'energia e i servizi di pubblica utilità, previa
diffida al Comune ad adempiere entro il termine di trenta giorni,
nomina un commissario ad acta per la presa in consegna degli
impianti di cui al comma 1 nel termine dei successivi trenta
giorni.
3. Scaduti i termini di cui al comma 2, cessa la residua gestione
rimasta a carico dell'Ente Acquedotti Siciliani (EAS) in
liquidazione.
4. Alla data di entrata in vigore della presente legge, il
personale di ruolo dell'Ente Acquedotti Siciliani (EAS) in
liquidazione, assunto a tempo indeterminato, ed ancora in servizio
presso l'Ente, transita, nel rispetto dell'anzianità maturata e del
trattamento normativo e contrattuale posseduto, in apposita area
speciale transitoria ad esaurimento, istituita presso l'Ente di
Sviluppo Agricolo (ESA) ed è utilizzato, nel rispetto delle
qualifiche di appartenenza, prioritariamente per le attività di
liquidazione dell'Ente Acquedotti Siciliani nonché per le finalità
di cui al comma 1. Agli oneri derivanti dal presente comma,
quantificati per gli esercizi finanziari 2017, 2018 e 2019
rispettivamente in 6.977 migliaia di euro, 6.719 migliaia di euro e
6.554 migliaia di euro, si provvede, per gli esercizi finanziari
2017 e 2018, mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione
di spesa di cui all'articolo 28, comma 1, della legge regionale 17
marzo 2016, n. 3 (Missione 1, Programma 3, Capitolo 214107). Per
l'anno 2019 è ridotto di pari importo lo specifico accantonamento
1004 del Fondo globale di parte corrente di cui all'articolo 14,
comma 1, Tabella A, capitolo 215704.
5. L'articolo 2 della legge regionale 2 agosto 1982, n. 81 è
abrogato.
6. Al fine di scongiurare interruzioni di pubblico servizio, per
l'avvio della gestione da parte dei comuni di cui al comma 1,
l'Assessorato regionale dell'energia e dei servizi di pubblica
utilità concede agli stessi comuni, che ne fanno richiesta,
un'anticipazione da restituire in dieci anni. Per le finalità di
cui al presente comma è autorizzata l'ulteriore spesa di 1.000
migliaia di euro annui per il triennio 2017-2019. Al relativo onere
si provvede a valere sulle assegnazioni di cui all'articolo 6,
comma 1, della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 e successive
modifiche ed integrazioni, da iscrivere in un apposito capitolo di
spesa del Dipartimento regionale dell'acqua e dei rifiuti. Per le
medesime finalità del presente comma è autorizzata l'ulteriore
spesa di 2.000 migliaia di euro a valere sulle assegnazioni ai
comuni per spese di investimento di cui all'articolo 4, comma 8, e
all'articolo 7, comma 22, della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3
e successive modifiche ed integrazioni.
7. All'articolo 15 della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5
sono soppresse le parole nonché per la residua gestione idrica
rimasta .
8. Per far fronte agli oneri derivanti dalla copertura della
garanzia solidale prestata dalla Regione siciliana, in forza del
comma 2 dell'articolo 23 della legge regionale 5 novembre 2004, n.
15, quale saldo delle somme riconosciute dall'Ente Acquedotti
Siciliani alla Siciliacque s.p.a. per il servizio di fornitura
idrica prestato e fatturato ad EAS per il periodo dal terzo
trimestre 2014 al quarto trimestre 2016, è autorizzata la spesa di
euro 26.389.389, suddivisa in tre annualità, ai sensi e per gli
effetti dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche e
integrazioni».
Si passa all'emendamento 5.1, a firma dell'onorevole Fazio. Lo
dichiaro decaduto.
Si passa all'emendamento 5.2, a firma degli onorevoli Greco
Giovanni ed altri. Lo dichiaro decaduto.
Si passa all'emendamento 5.14, a firma dell'onorevole Di Mauro. Lo
dichiaro decaduto. Comunico che è stato presentato un emendamento
di riscrittura da parte del Governo, il 5.27. Diamo il tempo per la
distribuzione.
DI GIACINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'altra volta
avevo chiesto di accantonare questo articolo per la questione delle
pensioni integrative. Ho visto la riscrittura presentata dal
Governo e, in parte, risolve il problema per quelli che hanno il
minimo pensionistico e, quindi, risolve in parte il problema.
Io ritengo, presidente Crocetta, che dovremmo trovare una
soluzione per tutti coloro a cui abbiamo tolto le pensioni
integrative. Abbiamo visto, nel tempo, che anche se non c'è stata
una norma ben precisa è stato fatto un recepimento con un atto
amministrativo e noi, di fatto, abbiamo fatto passare alcuni
pensionati che prendevano duemila euro a mille euro, persone che si
erano impegnate a pagare mutui, persone che con la pensione
facevano tante altre cose a cui abbiamo tolto, da quattro anni, un
diritto che ritengo vada riconosciuto e ridato a queste persone.
Presidente Crocetta - tra l'altro so che lei ha fatto un incontro
con delegati di questi pensionati e aveva preso l'impegno di
restituire l'integrazione pensionistica -, la invito a subemendare
questo emendamento affinché si possa restituire, ma non soltanto a
questi dell'EAS, perché nella stessa situazione sono quelli
dell'ASI, quindi, che per una questione di equità è necessario fare
una norma che riconosca il diritto a questi pensionati ed ai
pensionati dell'ASI.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Questa vicenda è abbastanza
complessa, per cui provo a spiegare un po' tutta la storia.
Innanzitutto, questi pensionati non hanno mai versato contributi
integrativi, hanno soltanto pagato i contributi INPS come previsto
dall'INPS e stanno prendendo una pensione commisurata ai contributi
INPS che hanno preso.
Questa è la prima verità, ci sono voluti sei mesi per capirla,
perché ci hanno portato tutte carte che non dimostravano
assolutamente nulla. La verità, dopo sei mesi e mille verifiche, è
che non hanno mai versato un euro di contributi integrativi. Hanno
versato contributi INPS e percepiscono la pensione INPS.
In forza di una delibera di Giunta, a queste persone, sia EAS che
ASI, era stato equiparato con il loro trattamento previdenziale
INPS a quello dei regionali che, come sappiamo, era molto più
favorevole dell'INPS, ma senza che versassero dei contributi per
questo.
Con una legge successiva, mi pare del 2014, si è definito che per
autorizzare quel trattamento pensionistico, occorreva una legge. I
regionali quella legge l'avevano, questi enti non l'avevano perché
percepivano questa pensione in forza di una delibera.
Per cui, non hanno più potuto percepire il trattamento
pensionistico dei dipendenti regionali perché non avevano una legge
dietro, ma avevano una delibera di Giunta, per cui è stata tolta
questa maggiorazione rispetto alla pensione INPS che loro
percepivano, commisurata ai contributi che avevano versato.
Nel frattempo, con la legge 9 del 2015, abbiamo equiparato i
trattamenti pensionistici, ovviamente per il futuro dei dipendenti
regionali, a quelli dello Stato. Quindi, per i dipendenti regionali
che vanno in pensione - a parte la parte del prepensionamento dove
abbiamo fatto un trattamento di favore -, quelli che vanno
nuovamente in pensione hanno un trattamento pensionistico che è
equiparato a quello dello Stato, quindi, equiparato anche a quello
del contratto 2 e dei lavoratori degli enti, anche quelli che
avevano la delibera e che non possono più percepirlo.
Avremmo tre possibilità: o fare un'interpretazione autentica di
una norma vecchia, ma chiaramente non si può più fare perché c'è
una delibera, non c'era neanche una norma alla base. Quindi, questa
è una strada che non si può perseguire; o fare una norma nuova in
cui andiamo a riconoscere una pensione ai dipendenti di questi enti
che non esiste più neanche per i dipendenti regionali. E' come se,
oggi, dicessimo cari dipendenti EAS e ASI, a voi è riconosciuta
una pensione che è il 20 per cento in più dell'ultimo trattamento
retributivo che abbiamo abrogato per i dipendenti regionali e,
secondo me, non ha senso perché faremmo una differenziazione di
nuovo, quella che abbiamo tolto fra contratto 1 e contratto 2 e
andremmo a creare per dei dipendenti degli enti, partendo da oggi.
Anzi, riconosceremmo a loro, ma non a quelli che sono in servizio
ora che quando andrebbero in pensione, lo farebbero con una
pensione diversa. Quindi, sarebbe un'ingiustizia.
Ciò che proponiamo qui - perché poi andando a vedere i tabulati e
noi ce li siamo visti tutti, ci sono casi di persone che,
veramente, prendono una pensione bassa e ci sono casi di persone
che prendono 3 o 4 mila euro di pensione normale e 3 o 4 mila euro
di integrativa, sono pochi, ma c'è di tutto - è un intervento di
tipo sociale, cioè diciamo ai dipendenti EAS ed ASI che
percepiscono una pensione che è inferiore a tre volte il minimo -
il minimo è 500 euro -, quindi che prendono meno di 1.500 euro, gli
viene riconosciuto il minimo fra quello che prenderebbero, compresa
l'integrativa e 1.500 euro.
Faccio un esempio, se una persona fra integrativa e normale
avrebbe preso due mila euro, ne prende 1.500 euro. Se, invece, una
persona fra integrativa e normale avrebbe preso 1.100 euro, ne
prende 1.100 euro. Questo per assicurare che tutti prendano una
pensione che, comunque, consenta loro un reddito dignitoso.
E' un intervento di tipo sociale, completamente diverso da quello
che c'era prima, ma va a colmare una necessità, cioè quelli che
hanno un'esigenza che prendono meno di 1.500 euro vengono, di
fatto, portati a 1.500 euro che, comunque, comincia ad essere una
pensione dignitosa.
Quelli che prendevano molto di più, visto che non c'è più la
legge, avranno questa, non la chiamerei neanche un'ingiustizia
perché secondo me era ingiusta come la pensione dei regionali
prima.
Questo è l'intervento che viene proposto. Secondo me, ripeto, a
parte il fatto che non c'è la copertura per dare a tutti quello che
avevano prima, ma al di là di questo non sarebbe giusto perché
andremmo a dare ad una categoria limitata di persone un privilegio
che altri non hanno
Io penso che questo sia un intervento equo che ha già la copertura
e che risolve il problema in un'ottica sociale.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Panepinto. Ne ha
facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei pregare
il Governo, assessore Baccei, dopo che con la sua esaustiva
spiegazione che vede l'Aula d'accordo sulla questione del
personale, sul fatto che sia opportuno estrapolare i commi che
riguardano altro, cioè di fatto dobbiamo trattare la questione del
personale dell'EAS e lo sommiamo a questioni di altra natura che
sono quelli di un debito di riconoscimento di un debito fuori
bilancio dell'EAS con Sicilia Acque e non c'era alcuna relazione
tecnica. Dico ciò, nel senso che ritengo - ed ho presentato un
emendamento - che non possiamo bypassare una questione che è quella
del costo dell'acqua, dei comuni che non hanno gestore e metterla
insieme. Ritengo che le due vicende, le due fattispecie vadano
tenute separate.
Oggi, si pone un problema di una Regione che aveva una legge che è
stata abrogata, che è stata cassata dalla Corte Costituzionale e,
peraltro, si va ad incidere sul Fondo delle autonomie locali,
sottraendo risorse per 2 milioni di euro per darle a quei comuni
che hanno ancora una gestione EAS e mi sembra che assottigliamo
ancora di più le risorse disponibili per gli enti locali per cui
pregherei l'Assessore di ritirare i commi, mi pare che siano, i
commi che riguardano il debito fuori bilancio e la questione del
Fondo di solidarietà di lasciare solo la materia che riguarda il
personale.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, vediamo anche gli altri aspetti dell'articolo. Premetto
che come Governo non ritiriamo niente perché lo riteniamo
assolutamente opportuno.
Nella fattispecie stiamo parlando di un debito fuori bilancio per
cui noi, come Giunta, lo abbiamo presentato perché i debiti fuori
bilancio vanno regolarizzati. Se, poi, l'Assemblea decide di non
regolarizzare un debito fuori bilancio è un aspetto che decide
l'Assemblea ma per quanto ci riguarda, come assessore al bilancio e
come Giunta e, visto che dobbiamo obbedire ad una legge, i debiti
fuori bilancio vanno regolarizzati e nulla c'entrano con il costo
dell'acqua e con tutte le altre vicende che citava l'onorevole
Panepinto. Stiamo parlando, semplicemente, di un adempimento del
decreto legislativo n. 118. Solo questo e niente c'entra con il
costo dell'acqua.
Per quanto riguarda la cessione delle reti ai comuni, la questione
è che l'EAS, ormai, è in una situazione disastrata. I soldi che
diamo all'EAS vanno pignorati e non arrivano ai comuni, per cui
l'EAS non è nelle condizioni più di gestire le reti dei comuni.
Abbiamo anche mandato diverse relazioni e non solo c'è nella
relazione ma ce ne sono n. allegate, ci sono quelle dell'Ufficio
liquidazione, c'è la relazione del Ragioniere, ci sono tutte le
relazioni che volete perché la situazione è veramente critica e va
affrontata una volta per tutte, quindi, di nuovo come Governo siamo
fermamente convinti che bisogna andare avanti nel processo di
restituire le reti ai comuni e non abbiamo alcuna intenzione di
ritirare questo articolo anzi rafforziamo il messaggio.
Onorevole Panepinto, lasciarle in mano all'EAS vuol dire non
gestirle perché l'EAS non riesce a trattenere i soldi e ad
investirli nelle reti perché gli vengono pignorati per la
situazione debitoria che ha, per cui vuol dire non rendere un
servizio ai cittadini. Per cui siamo fermamente convinti che questa
sia la cosa giusta da fare e non solo non ritiriamo ma rinforziamo
tutti e tre i messaggi che sono in questo articolo: debiti fuori
bilancio, cessione delle reti idriche e risoluzione del problema
dei pensionati.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Rinaldi. Ne ha
facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo chiedere,
dopo l'intervento dell'assessore Baccei, anche se qui l'articolo,
soprattutto il comma 9 è chiaro perché alla fine l'ultimo comma
dove dice: per le finalità di cui è presente l'Ufficio speciale a
trasferire all'ESA o altro ente per evitare che, poi, ci siano dei
disguidi anche con i dirigenti, se possiamo aggiungere con un 117
l'ASI. Assessore, possiamo aggiungere alla fine oltre l'ESA l'ASI,
visto che riguarda tutt'è due?
BACCEI, assessore per l'economia. E' già incluso.
RINALDI. Sì lo so perché c'è scritto, però, per evitare che, poi,
qualche dirigente dica che non c'è scritto l'ASI e, quindi,
riguarda solo l'ESA, se lo possiamo aggiungere con un 117. Se lei
non ha nulla in contrario, visto che riguarda tutti gli enti che
sono in liquidazione, rientra anche l'ASI.
Se lo possiamo aggiungere, altrimenti, presento un subemendamento
dove dopo le parole l'ESA dico e ASI .
Se mi dà il tempo di presentarlo? Poi, Assessore Le voglio dire
che, purtroppo, c'è una
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Quella è un'altra cosa, non
c'entra con i pensionati. Qua le somme si fanno passare dall'ESA
Se lei legge a trasferire all'ESA o ad altro ente incaricato le
somme necessarie all'erogazione agli aventi diritto .
La situazione dell'EAS è che tutto viene pignorato. Solo per
questo motivo. Non stiamo parlando di EAS qua c'è scritto ESA,
volutamente, perché se lei legge tutto l'articolo
Allora, ho dimenticato un pezzo, facciamo anche questo. Con la
legge finanziaria abbiamo approvato un articolo col quale tutto il
personale degli enti in liquidazione viene trasferito alla RESAIS,
quindi, a legislazione vigente anche il personale dell'EAS sarebbe
trasferito alla RESAIS.
Questo articolo, in realtà, viene prima perché il collegato nasce
prima, questo era un articolo che era già nella finanziaria
originale di dicembre.
Pensavamo di trasferire il personale all'ESA, e così rimane,
perché l'ESA svolge comunque una attività a favore dei comuni e
c'era una certa affinità per non mandarlo insieme agli altri alla
RESAIS vista l'attività che svolge.
Per cui le somme, i soldi, li trasferivamo all'ESA per pagare il
personale ivi trasferito. Ma non stiamo parlando dei pensionati
EAS, qui stiamo parlando di un'altra cosa.
La dizione che include tutti è all'inizio quando dice: ai
dipendenti degli enti regionali in liquidazione alla data di
entrata in vigore della presente legge e qui rientra anche l'ASI.
Vogliamo prenderli tutti senza fare i nomi. Però, in questo modo,
comprendiamo tutti.
Però, l'ultimo rigo non c'entra niente con quello sopra.
RINALDI. Siccome qua diceva: per le finalità di cui al presente
comma è come se racchiudesse tutto quello che c'è precedentemente
detto, quindi, parla di tutti gli enti.
Dice: per le finalità di cui al presente comma quindi il comma è
il comma 9.
Assessore, accetto quello che lei dice però le voglio ricordare
che sulla pensione integrativa si è pronunciata anche la Corte
Costituzionale dando ragione che hanno diritto alle pensioni
integrative. E le dico di più, tutti i tribunali, finora, a cui si
sono rivolti i pensionati dell'ASI, da Messina a Enna, Trapani e
così via, hanno avuto riconosciuto tutti questo trattamento.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Su questa questione la sentenza
dice che l'ente che ha fatto nascere il diritto deve garantire
l'obbligazione nata. L'ente, che ha fatto nascere il diritto,
stiamo parlando dell'ASI e dell'EAS, non stiamo parlando della
Regione che non c'entra niente. Stiamo parlando dell'ASI e
dell'EAS. Quindi il fatto
RINALDI. L'ASI è stata incorporata dall'IRSAP.
BACCEI, assessore per l'economia. No, no. Stiamo parlando dell'ASI
e dell'EAS. Questi sono gli enti che hanno fatto nascere
l'obbligazione.
Se fosse vero quello che dite voi non ci sarebbe bisogno di fare
la legge. Hanno le sentenze, si fanno pagare e festa finita.
Se siamo qua ed è un anno che stiamo a parlare di questa cosa è
perché sapete benissimo che non è così. Quindi, voi insieme a tutte
le persone che sono venute centinaia di volte presso l'Assessorato
portando carte che non testimoniavano quello che loro dicevano,
perché non è così, perché la sentenza dice l'ente quindi l'EAS e
l'ASI. La Regione non può entrare e dare i soldi all'ASI per far
fronte all'obbligazione nata da una cosa che ha deliberato l'ente
stesso.
Secondo me quello che dite voi non è vero. Non secondo me, ma
secondo tutti gli uffici che abbiamo interpellato.
Questo, quindi, è un intervento di tipo sociale.
RINALDI. Sbagliano i tribunali.
BACCEI, assessore per l'economia. No. La sentenza è chiarissima
quindi l'EAS e l'ASI devono pagare le pensioni. L'ASI non è stata
accorpata. Ci sono delle leggi che hanno alzato un muro tra le ASI
e l'IRSAP a tutela del patrimonio e dei soldi che riceve l'IRSAP.
Ci sono delle divisioni proprio per evitare di andare ad erodere
patrimoni non degli enti. Ma questo non lo abbiamo fatto noi perché
siamo cattivi, è la legge nazionale che è così, sono le leggi che
sono così. Sono enti autonomi che devono fare fronte alle loro
obbligazioni. Quindi, una cosa è l'ente e una cosa è la Regione.
Noi qui stiamo legiferando per la Regione, giusto? Perché lì già la
sentenza c'è, quindi, ripeto, se voi volete fare una norma che dice
da oggi questi pensionati hanno un trattamento migliorativo
rispetto a tutto il resto d'Italia o per tutto il resto della
Sicilia perché a questo punto non c'era più nessuno trovate la
copertura che ad oggi non c'è e la fate.
Ma mi sembrerebbe un'ingiustizia al di là della copertura, quindi,
a questo punto, secondo me, si fa un intervento di tipo sociale su
cui c'è la copertura, ripeto.
Se poi ci sarà una sentenza se la Regione deve pagare pagherà.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Laccoto. Ne ha
facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, ho
ascoltato con attenzione la sua relazione e le sue repliche e
ritengo che in linea di principio lei abbia ragione, in linea
generale perché stiamo appesantendo anche queste norme di collegato
con norme che sicuramente andrebbero discusse in situazioni diverse
non a fine legislatura e non in questo momento.
La cosa che, però, non comprendo è che ieri abbiamo fatto prima
del rendiconto l'approvazione di circa 200 milioni di euro di
debiti fuori bilancio e non capisco perché queste somme non siano
state praticamente previste anche ieri nel riconoscimento di debiti
fuori bilancio.
Io concordo con lei che la situazione dell'E.A.S sia una
situazione insostenibile e che quindi praticamente non può passare
tramite l'E.A.S, ma una cosa le voglio dire, Assessore, noi abbiamo
ridotto il Fondo delle autonomie locali - qui andiamo a togliere
altri 2 milioni - e non capisco perché lo dobbiamo togliere dal
Fondo delle autonomie locali perché così, praticamente, riduciamo
sempre il Fondo delle autonomie facendo delle norme di riserva,
delle norme ad hoc e diminuendo sempre quelle che sono le somme a
vantaggio di tutti i comuni che oggi versano in situazioni
particolarissime dal punto di vista economico.
Ieri sono state fatte anche nell'assestamento alcune norme
riguardanti specifici comuni che, poi, sono state sempre tolte dal
Fondo dei comuni.
Io le chiedo, se non ritenga opportuno, di non caricare questi 2
milioni sul Fondo delle autonomie locali ma trovare un'altra somma
in altro capitolo senza gravar ancor più sul Fondo delle autonomie
locali.
VINCIULLO, presidente Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente Commissione e relatore di maggioranza. Il
Governo ha presentato l'emendamento di riscrittura 5.27 che porta
come titolo: Disposizioni per l'ente acquedotti siciliani in
liquidazione, riconoscimento dei debiti fuori bilancio e così
via, per cui le parole dell'onorevole Rinaldi mi pare di capire
sono sicuramente appropriate quando l'onorevole Rinaldi chiede che
al comma 9 dopo le parole a decorrere dal primo gennaio 2018 ai
dipendenti degli enti regionali in liquidazione , lui voleva
aggiungere comprese le ex ASI.
Anche la Commissione pensa che questa richiesta, da parte
dell'onorevole, sia condivisibile e per questo motivo abbiamo
predisposto un emendamento, se la cosa può servire ad evitare di
incorrere nel futuro in errori.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Alloro. Ne ha
facoltà.
ALLORO. L'Assessore Baccei ha illustrato in maniera chiara quella
che è la problematica però omettendo una cosa, anzi due cose che il
trattamento della pensione integrativa deriva dalla legge n. 1/84
che era la legge istitutiva dei consorzi, che prevedeva la
possibilità di fare regolamenti organici e, in quella sede, furono
previste queste, ancora prima che si facesse la delibera di Giunta.
Hanno sempre percepito le pensioni integrative ed anche quelle
sostitutive, hanno vinto le cause - la Magistratura ordinaria ha
stabilito il diritto per alcuni dipendenti per le sostitutive, per
la gran parte per l'integrativa e per la sostitutiva - e, l'ultima
cosa è che la sentenza della Corte Costituzionale dice
espressamente che il transito, da un ente ad un altro, non può
pregiudicare i diritti previdenziali acquisiti .
Assessore, stiamo parlando di persone che per dieci anni hanno
preso le pensioni integrative e, ad un certo punto, si dice con
effetto retroattivo non le prendono più. Lei sa che abbiamo avuto
tante riunioni, anche con i dipendenti dell'EAS, in cui lei faceva
una differenza dicendo: No, quelli dell'ASI hanno avuto le
sentenze quindi gli spetta - ero presente io - quelli dell'EAS
hanno fatto le cause e dobbiamo aspettare le sentenze .
Ora, a me sembra un Parlamento un po' schizofrenico quello che
decide di legiferare con effetto retroattivo su fatti di natura
previdenziale e, quindi, su diritti acquisiti. Facendo, peraltro,
della norma previdenziale di carattere sociale una cosa nuova, un
po' fantasiosa, sicuramente nuova. Non ho mai sentito dire che si
può legiferare in materia previdenziale innescando dei fatti di
natura sociale. Mi perdoni, Assessore, perché lei è molto sensibile
su questa cosa. Siccome sono sensibile pure io, perché i diritti
acquisiti delle persone sono cose serie, dico che ritengo giusto
affrontare questa cosa in maniera un poco più seria.
Noi stiamo andando a legiferare, con effetto retroattivo, su
diritti acquisiti perché di questo si parla. Andiamo a fare la
verifica se i regolamenti organici prevedevano la possibilità delle
pensioni integrative. A suo tempo, ci furono dipendenti che
optarono per la pensione integrativa e dipendenti che non optarono
per la pensione integrativa. Ora, succede che chi optò, allora, per
la pensione integrativa viene fortemente penalizzato rispetto agli
altri.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lentini. Ne ha
facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho presentato un
subemendamento per cassare l'articolo 8. Però, se mi ascoltate, è
possibile trovare anche la quadra.
PRESIDENTE. Il comma 8, vero? Cassare il comma 8, non l'articolo
8
LENTINI. Il comma 8 dell'emendamento 5.27, che sarebbe la
riscrittura del Governo.
Allora, Presidente, più volte ho parlato, in quest'Aula, per
evidenziare che Sicilia Acque compra l'acqua al consorzio di
bonifica di Palermo a 6 centesimi circa, per rivenderla a 98
centesimi circa.
Ora, più volte ho manifestato dissenso su questa scelta e ho
presentato delle interrogazioni in merito, a cui materialmente
alcuno mi ha dato risposta.
Ecco, Presidente, non capisco perché quando si parla di Sicilia
Acque si rompano i telefoni, dicono a Palermo E, allora, caro
Presidente, considerato che Sicilia Acque è una società formata, al
75 per cento, da una società francese e il 25 per cento è di
proprietà regionale, considerato che la Regione siciliana non può
far nulla per cercare di portare beneficio agli agricoltori e ai
comuni, nel rivendere l'acqua, a questo punto, Presidente, chiedo
se volete veramente dare una mano ai comuni e quindi allo stesso
tempo alla Regione. Abbiamo evidenziato che nel comma 8 ci sono
circa 26 milioni di euro di debiti fuori bilancio per i pagamenti
nei confronti dell'EAS.
Signor Presidente, ho presentato un ulteriore sub-emendamento dove
diamo la possibilità, ieri ci siamo incaponiti nell'abbandonare, vi
siete incaponiti nell'abbandonare gli articolisti, noi diamo 16
milioni di euro, paghiamo questo debito fuori bilancio e 10 milioni
li trasferiamo agli sportellisti e abbiamo fatto due cose buone,
così facciamo fare pure bella figura al Presidente della Regione
che da 18 mesi accoglie gli sportellisti per dire io sono con
voi .
Considerato il fatto che ormai i 26 milioni sono dentro il
bilancio, perché se li avete evidenziati, se li avete inseriti nel
comma 8 già ci sono, 16 milioni li date come debito fuori bilancio
e pagate Sicilia Acque e poi 10 milioni li trasferiamo, col sub-
emendamento a firma di alcuni deputati, agli sportellisti.
Ringrazio anche, e su questo andiamo poi ad aiutare a confermare
la buona intenzione che aveva il collega Panepinto con altri
colleghi che hanno firmato l'emendamento, e che quindi su questo
possiamo fare finalmente un'opera buona per personale, per persone
che da tanti mesi attendono lo stipendio e che si vedono veramente
ridotta la vita al lumicino.
PRESIDENTE. Grazie. Onorevole Lentini io l'unico suo emendamento
che ho al momento è cassare il comma 8. Se ci sono altri
emendamenti vi invito a formalizzarli alla presidenza.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, intervengo su due o tre questioni che avete sollevato.
L'onorevole Laccoto diceva: perché ora e non con quelli che
abbiamo approvato ieri debiti fuori bilancio'?
Allora, il 118 prevede diverse procedure per diverse tipologie di
debiti fuori bilancio, fermo restando che uno li copre quando li
conosce, se non li conosco, non li copro.
Ieri abbiamo approvato 85 milioni, che in realtà erano già coperti
nel 2015 ed erano emersi nel 2015, copertura nel bilancio 2015,
reiscritti nel bilancio 2016, abbiamo detto 75 poi hanno avuto
impegni e 10 hanno migliorato il risultato. Poi abbiamo coperto 26
milioni e 200 mila euro emersi nel 2016 e coperti nel 2016. Stiamo
parlando di pignoramenti presso il tesoriere dove la Regione è la
terza pignorata. Quindi la fattispecie specifica che si gestisce
con questa modalità tutta insieme così come è stata gestita.
Qui stiamo parlando di un debito che è emerso nel 2017 e trova
copertura nel 2017. Quindi non è insieme agli altri, perché è
emerso dopo di una fattispecie diversa. Comunque è un debito fuori
bilancio, per cui chi prende dei soldi dal debito fuori bilancio,
ovviamente col parere contrario del Governo, sta creando un debito
fuori bilancio con tutte le responsabilità del caso. Per cui, chi
voterà questo emendamento si prendere la responsabilità davanti
alla Corte dei Conti di aver creato un debito fuori bilancio,
perché l'obbligazione esiste. Quindi, potete farlo conoscendo il
fatto che state creando il debito fuori bilancio e ve ne assumete
la responsabilità, ripeto, con il parere contrario - lo dico e lo
dichiaro fin d'ora - del Governo, perché non si può fare, e non
perché sono contrario agli sportellisti, ma perché non si può fare,
perché è contro la legge; quindi, chi lo fa, se ne assume la
responsabilità
LENTINI. Questi 10 milioni di euro, li può trasferire a Sicilia
Acque per l'anno 2018. E lo può scrivere
BACCEI, assessore per l'economia. Onorevole Lentini, sto dicendo
che queste somme coprono l'obbligazione che c'è, senza un centesimo
in più, per cui ogni centesimo tolto è un debito fuori bilancio che
viene creato da chi voterà questo emendamento. Tanto per essere
chiari. Punto
Io, quindi, non posso trasferire un bel niente
LENTINI. Dopo l'ultima porcata che ci avete fatto votare,
l'articolo 13 della legge n. 8, prendendoci in giro, perché si dava
copertura. Ora, alla copertura dovete rimediare
PRESIDENTE. Prego, assessore Baccei, completi pure.
BACCEI, assessore per l'economia. Per rispondere all'onorevole
Alloro. La legge parlava di pensioni integrative, nel senso che io
dovevo dare dei contributi integrativi, doveva crearsi un ente che
gestiva le pensioni integrative.
Benissimo Ma non è successo niente di tutto questo. Non è stato
versato un centesimo di pensione integrativa, non esiste alcun ente
che gestisce le pensioni integrative, non stiamo parlando di
pensioni integrative. Stiamo parlando di una delibera di giunta
che, senza versare alcun contributo, equiparava il trattamento
pensionistico degli enti che avevano l'INPS a quello delle Regioni,
della Regione, contratto 1, che aveva un Fondo pensioni con un
trattamento pensionistico che prevedeva di andare in pensione fino
al 20% in più dell'ultima retribuzione, senza versare contributi.
Stiamo, quindi, parlando di due cose diverse. Quando si dice che
quando vieni trasferito ad altro ente ti porti dietro il tuo
trattamento e tutti i tuoi contributi. Verissimo Di fatto si
portano dietro i tuoi contributi versati all'INPS. Tutto vero,
quindi, quello che dice. Non è vera la conclusione di quello che
dice.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Milazzo. Ne ha
facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Veda, onorevole Panepinto, oggi è il suo giorno
fortunato perché abbiamo trovato, con l'onorevole Lentini, 10
milioni per gli sportellisti. E l'assessore Baccei che, per la
prima volta, per la prima volta tuona la parola Corte dei Conti ,
con tutto quello che ci avete fatto votare in sanatoria. Assessore
Baccei, lei stesso ieri ha detto - lei è un tecnico, però, per
memoria ce la giochiamo - che il riconoscimento dei debiti fuori
bilancio di ieri sono cose emesse, addirittura la seconda parte,
nel 2016, ma sono debiti che risalgono alle guerre puniche.
Mi dica lei se, oggi, noi non possiamo rimodulare quest'articolo
dicendo: una parte la versiamo oggi ed un'altra parte la verseremo
nel 2017, nel 2018. In cinque anni lo facciamo, assessore. Non lo
facciamo?
Se è un'assemblea legislativa e non è un consiglio comunale, non è
un CDA, è perché la potestà legislativa è in capo all'Assemblea e
non in capo all'assessore per l'economia.
E' da ieri che lei si alza dicendo fate voi , persino sulle
Province.
Quando l'onorevole Panepinto ha tirato fuori quell'emendamento
sugli sportellisti, e c'è questa leggenda metropolitana che noi non
siamo a favore degli sportellisti. No, dovete trovare i soldi veri.
Lei ieri ha risposto all'onorevole Panepinto: Per me, cosa volete
fare, fate. Li volete togliere alle Province? . Li potete togliere
alle Province? Inaudito
Era il vostro assestamento, il documento politico è un documento
politico, non è il rendiconto che è la fotografia di quello che
avete fatto, tutti i danni che avete fatto. No
L'assestamento è un'impostazione che date voi. Voi. E avete fatto:
debiti fuori bilancio e Province.
Oggi, mi spieghi lei se, su una posta di 26 milioni, l'Assemblea
non può decidere di stornarne 10, con l'impegno di rimetterli nel
prossimo bilancio; perché io alla prossima finanziaria, assessore
Baccei, non lo posso fare un taglio lineare e recuperare i 10
milioni e riposizionarli con l'impegno, con la Corte dei Conti.
La Corte dei Conti? Ma con quale faccia la citate la Corte dei
Conti? Che se ieri non fossimo stati di buona volontà ci sarebbe in
piedi il ricorso del Procuratore generale della Corte dei Conti? Ma
come esce questa cosa per mettere in soggezione l'Assemblea?
Dobbiamo prendere questi 10 milioni e li dobbiamo dare agli
sportellisti Perché è un impegno vostro, non nostro Ed io le
chiederò il voto segreto
FALCONE. Palese
MILAZZO GIUSEPPE. Voto palese E se i deputati, tutti, Forza
Italia, Pd, tutti, hanno un minimo di dignità ed hanno un minimo
dignità perché l'Assemblea ha dignità, un Governo ha meno dignità
quando esce la Corte dei Conti. Come ieri ci siamo arrampicati per
tre ore su un emendamento che non aveva copertura, di questo
articolo assessore Baccei, se lei lo ritirasse non riceverebbe la
letterina la Signoria Vostra è invitata a presentarsi per
comunicazioni che la riguardano . Nessuno le scriverebbe perché è
un'assemblea legislativa. Può anche legiferare oggi di stabilire
una norma solo tecnica che troverà copertura finanziaria
successivamente. Lei oggi può anche stabilire il principio, non è
obbligato a dare copertura totale oggi. Ed, allora, ora siamo
chiamati a salvare dei disperati che chiedono alla politica un
minimo, come dire, di attenzione e penso che questo emendamento
possa essere impostato in questi termini.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, ho
apprezzato, e l'ho fatto anche pubblicamente, la sua competenza ed
il fatto che lei già anche ieri la sua attività è stata
testimonianza anche di come sono abbassate le tasse in questa
Regione. Oggi su questa norma di riscrittura, personalmente, nutro
molte perplessità in ordine al fatto, mi perdoni, senza però la
prego evocare, come dire, la Corte dei Conti.
E' una sensazione - lì ha ragione l'onorevole Milazzo - che
impedisce a questo Parlamento di essere Parlamento, diventa un
misero Consiglio comunale e, per la verità, l'onorevole Milazzo ha
riconosciuto il minimo di dignità sindacale ai deputati che ne
hanno anche tanta.
La prego, assessore, la prego per un problema di quella parte
sindacale che ognuno ha: non evochiamo la Corte dei Conti. Questo è
un Parlamento che sta approvando norme legislative non norme
regolamentari, per cui voglio pregarla di una cosa: siccome il tema
del costo dell'acqua è un grande tema che, prima o poi, questo
Governo o chi verrà dovrà affrontare, noi ci ritroviamo una norma
che riguarda questioni di quiescenza, di pensionati, ci ritroviamo
il riconoscimento di un debito fuori bilancio. Probabilmente ha
ragione quando dice che questo debito è sorto nel 2017; in realtà
questo debito è sorto molto prima e conosciuto nemmeno perché, nel
testo originale della finanziaria, questa è una di quelle norme che
sono state stralciate.
Io non mi metterò a duellare su questo tema perché è poca cosa.
Oggi la logica vorrebbe, aprendo una parentesi però: a me farebbe
piacere che il Governo e, nella fattispecie, anche l'assessore al
ramo all'energia si occupasse anche di applicare le norme residuali
che stanno nella famosa legge di ripublicizzazione del servizio
idrico. Le pongo una domanda: lei che è attento ai numeri, ma le
sembra normale che in Sicilia il fornitore di acqua all'ingrosso a
cui dovremmo riconoscere 23 milioni in provincia di Enna acquista
qui a Palermo l'acqua a 5 centesimi al metro cubo nei consorzi di
bonifica e la rivende con il 1000 per 1000 di ricarica a 0,70?
Qual'è la ragione a questo Governo che spesso sa mostrare i
muscoli ai più deboli, e parlerò ora anche degli sportellisti, e
non affrontiamo il tema? Lei ha fatto una ricognizione di un debito
fuori bilancio, io non mi rivolgo a lei, io dico oggi il buon senso
vuole che la norma venga ad essere suddivisa nelle due fattispecie
e non capisco nemmeno la soppressione del quinto comma, onestamente
non capisco perché la norma che stabilisce che va all'EAS, al
gestore, le reti comunali e sovra comunali, non capisco perché
dovremo sopprimere una norma.
C'è un dato di fatto, che questa situazione che non si è riusciti
a risolvere di avere un commissariamento dell'Ente acquedotto
siciliano che produce, mi sembra, ottomilioni di debiti l'anno più
le spese per il commissariamento; è un problema di quelli che sono
eterni, che vengono posizionati in maniera eterna.
Però, nel frattempo, a gestore unico della Sicilia, a cui questa
Regione nel 2004, ha consegnato per quarant'anni dighe, acquedotti,
impianti di sollevamento senza nulla in cambio. Questi
diecimilioni, l'avevo scritto in una prima stesura, vanno agli
sportellisti, precisando una cosa, lo dico ai colleghi, che la
questione degli sportellisti è legata ad aspetti amministrativi
perché deve essere l'Assessorato a chiudere una vicenda per la
quale sta prendendo in giro millesettecento sportellisti e novanta
deputati. Perché ora è l'ora della verità, il 15 settembre debbono
arrivare i progetti, perché altrimenti ai millesettecento si
aggiungono i novanta deputati.
Ma se l'Assessorato e il dipartimento di competenza non agiscono
solo in maniera dilatoria, anche questi diecimilioni non saranno
sufficienti.
Concludo, Assessore, pregandola di estrapolare la parte che
riguarda la questione della quiescenza, togliendo tutta la parte
relativa ad un riconoscimento di un debito fuori bilancio, a
sottrarre ai comuni altri duemilioni di euro, a un quinto comma, di
cui non capisco assolutamente la ragion e ad utilizzare questa
posta in bilancio per dieci milioni all'emendamento di Lentini e di
altri deputati.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia, Ne ha
facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, mi
sembra che finalmente - e lo leggo nelle parole dell'onorevole
Panepinto che in maniera accorata difende finalmente un
provvedimento di cui c'era esigenza grazie all'emendamento
presentato dall'onorevole Milazzo, dall'onorevole Lentini, Maggio,
e da tanti altri parlamentari che vedo stanno firmando questo
provvedimento e insieme a loro gli onorevoli Fontana, Cordaro, il
presidente Falcone. Tutti deputati che avevano già espresso una
volontà rispetto alla norma, lo avevano fatto tempo addietro quando
il provvedimento era stato votato in Parlamento, e rispetto al
quale, caro Presidente dell'Assemblea, ma soprattutto, caro
assessore Baccei, lei ha voluto continuare ad opporsi.
Però vede, la cosa più grave a cui stiamo assistendo oggi,
assessore Baccei, la cosa più grave è che lei abbia persino avuto
l'ardire e da lei non ce lo saremmo aspettati, di avere toni di
minaccia nei confronti del Parlamento.
Le voglio ricordare che il ruolo del Parlamento in questo caso è
assolutamente sovrano, è insindacabile. Non può venire in questo
Parlamento a dire che un emendamento sarà oggetto della valutazione
della Corte dei conti, perché tutte le cose che ha fatto lei, che
ha proposto lei, tante volte, passando persino sulla testa degli
atteggiamenti talvolta difficilmente, ma talvolta giusti del
Governo regionale, quelli non li ha mai sottoposti a nessun
giudizio, né degli altri componenti del Governo, né del Presidente
della Regione, né della Commissione Bilancio, né del Parlamento.
Quindi, siccome ora ci troviamo di fronte ad un caso gravissimo,
in cui l'Assessorato, addirittura, oltre ad omettere la possibilità
di stanziare quelle legittime somme, sta chiedendo l'audit
preventivo ancora una volta della Corte dei Conti, allora è chiaro
che voi ci giocate con questa cosa Assessore Baccei. Però lei è
stato smascherato, è stato smascherato dal Governo nazionale, è
stato smascherato persino dagli altri componenti del suo Governo,
il Presidente della Regione se n'è dovuto andare altrimenti avremmo
assistito ad una discussione in Aula. Perché mentre lei dice che
non c'è copertura finanziaria e che, addirittura, dovremmo
sottoporre questo provvedimento alla Corte dei Conti, il Presidente
della Regione, sommessamente, si allontana dall'Aula, quasi
vergognandosi, dico quasi perché in questo momento non lo guardo in
viso e non posso cogliere il rossore del suo volto e della sua
faccia.
Tuttavia, auspico che il Presidente della Regione possa tornare
immediatamente in Aula per smentirmi, per smentire lei e le cose
gravissime che ha detto nei confronti di un Parlamento il cui
potere legislativo che si esprime anche attraverso la presentazione
dei disegni di legge, degli articoli, degli emendamenti, le
ricordo, Assessore Baccei e, purtroppo, è una lezione veramente
minima di giurisprudenza, da lei non me lo sarei aspettato, capisco
che lei è un economista ma gli elementi minimi, venire a dire al
Parlamento - qua ci sono tanti avvocati - che un emendamento sarà
soggetto alla valutazione della Corte dei Conti e, addirittura, ha
detto che chi voterà questo emendamento ci rimetterà di tasca.
Assessore ha sfiorato il ridicolo, da lei questo non ce lo
aspettavamo. Passiamo al voto di questo emendamento e poniamo,
finalmente, la parola fine rispetto ad una vicenda che ha visto non
solo millesettecento persone soffrire per colpa vostra, non solo
millesettecento persone venire a pietire la richiesta di un lavoro
sotto questo Palazzo, con una donna che è stata in digiuno per
dieci giorni, la moglie di un carabiniere, una donna di Agrigento,
a cui avete tolto il lavoro e che adesso volete continuare a
mortificare. Questo non lo potete fare, non è giusto che lo
facciate e noi non ve lo permettiamo. E lo faremo con voto palese
questo voto perché lo chiede la gente, perché la piazza qui sotto è
piena di gente che vi dice che siete inadeguati. Non riguarda
soltanto gli sportellisti, riguarda il tema delle politiche attive
del lavoro, riguarda il tema di tanti soggetti che si rivolgono al
Centro per l'impiego per cercare risposte da un Governo che
risposte non ne dà e che oggi le riceverà dal Parlamento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Oddo. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la questione del
trattamento pensionistico degli ex dipendenti dell'EAS attiene -
qua abbiamo molti legali che sono anche parlamentari - oserei dire
alla certezza del diritto. Qua la questione è semplice, semplice,
se qualcuno non l'abbia ancora capito. C'è stato un errore, da
parte della Regione, quando l'EAS è stato, sostanzialmente,
accorpato al nostro Istituto e i dipendenti sono stati equiparati
ai dipendenti regionali. Questa operazione all'epoca ha fatto
riferimento ad una normativa nazionale preesistente, ma è stata
fatta con un atto amministrativo. È stato un errore procedurale
fatto all'epoca dalla Regione. Oggi viene il Governo e dice che
siccome non l'abbiamo recepita con norma di legge ma con atto
amministrativo, noi di questo atto amministrativo non ne teniamo
più conto, a nostro parere non è più valido, perché ci comporta
oneri e ci comporta un trattamento economico troppo favorevole,
oggi noi riteniamo, nei confronti dei dipendenti dell'EAS in
quiescenza. Questa cosa, evidentemente, prima l'onorevole Panepinto
parlava della Corte dei Conti, io oserei dire che non è solo un
problema di Corte dei Conti, ma domani potrà essere materia anche
di altra natura, dal punto di vista giudiziario. Credo che lo
spirito di questi ultimi atti che stiamo compiendo in questo
Parlamento, prima della fine della legislatura, sia quello di
sistemare le cose che possiamo sistemare, nell'interesse della
Sicilia e dei siciliani. Credo che questa questione che attiene ai
dipendenti dell'EAS in quiescenza sia una di queste.
Chiedo, a nome del gruppo parlamentare del Partito socialista, al
Governo, all'Assessore Baccei, in particolare, di recepire nella
riscrittura che il governo ha fatto dell'articolo 5, l'emendamento
che il mio capogruppo a nome del nostro gruppo parlamentare,
onorevole Di Giacinto ha posto che, sostanzialmente, rimette le
cose al proprio posto.
Noi, in applicazione ad una normativa nazionale riconosciamo a
questi dipendenti dell'EAS una retribuzione di cui hanno goduto, in
passato ai fini pensionistici e soltanto per un errore di qualcuno,
all'epoca, non fu tradotto in norma di legge, ma fu tradotto in
atto amministrativo.
E' un'operazione che può essere fatta. Io sono convinto che
l'assessore Baccei, persona assolutamente, che ha l'elasticità
mentale per comprendere le cose che ho detto, non avrà difficoltà
nel recepire nel sub emendamento, la proposta dell'onorevole Di
Giacinto che consente di dare serenità pensionistica a questi
dipendenti dell'EAS e, mi permetto di dire, di fare un'operazione
di giustizia previdenziale, chiamiamola così,
Sarebbe molto grave, qualora il Governo non recepisse questo
invito che mi pare provenga, certamente dal Partito socialista che
ha fatto l'emendamento, ma anche da ampie forze presenti in
quest'aula parlamentare.
Invito il Governo a prendere atto di questa volontà che emerge e,
quindi, niente di grave o più che a riscrivere l'emendamento
presentato dal governo, a recepire al proprio interno il contenuto
della proposta del Partito socialista italiano.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha
facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo di evitare
che lo scempio del Governo Crocetta, attraverso le parole
dell'Assessore Baccei che sta scappando fuori dall'Aula, possa
essere asseverato da questo Parlamento.
Signor Presidente, è accaduta una cosa gravissima qualche minuto
fa e io mi aspetto, per un verso che il Presidente Crocetta
smentisca il suo Assessore, ma mi aspetto soprattutto, signor
Presidente dell'Assemblea che è la massima istituzione del
Parlamento stigmatizzi le parole di un assessore che ha minacciato
il Parlamento e questa cosa io non permetterò che passi in sordina.
Questo Parlamento ha i suoi uffici che valutano se una norma possa
far parte del sistema legislativo o no.
Le ipotesi sono due o l'Assemblea, la Presidenza dispone che
quell'emendamento è inammissibile, irricevibile che non ha
copertura finanziaria, oppure l'Assessore deve essere cacciato. Non
può minacciare il Parlamento dicendo che chi voterà un articolo
finirà dinanzi la Corte dei Conti.
Questo Parlamento è insindacabile. Siamo alla frutta. Usciamone
bene, con dignità
Nessuno prende la parola. Non succede niente, ma a che punto siamo
arrivati?
L'Assessore Baccei ha minacciato i deputati, dicendo che
pagheranno con le loro tasche.
Signor Presidente, qui stiamo attentando alla democrazia, da parte
di un uomo che non sappiamo per quale ventura si trovi su quegli
scranni, da parte di un uomo che non ha mai avuto un voto perché
non si è mai candidato.
Signor Presidente, io le chiedo di sospendere l'Aula. L'Assessore
Baccei torni sui suoi passi, dica che si è confuso, che ha
sbagliato, perché quello che è accaduto è gravissimo.
Se una norma, dopo essere passata al vaglio degli organi proposti,
viene sottoposta al voto dell'Aula è una norma legittima. Non
esiste soggetto, deputato o no, assessore o no, che possa
permettersi di assumere toni, modi e parole come quelle che sono
state espresse qualche minuto fa dall'assessore Baccei. Rispetto a
questo non c'è collegato che tenga. O questo Parlamento si
riappropria della sua dignità oppure è meglio davvero che ne
andiamo a casa e che lasciamo tutto agli ascari che ci avete
regalato in questi cinque anni
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, onestamente ritengo che l'assessore Baccei abbia fatto un
intervento tecnico in cui afferma che ci sono, rispetto alla
questione dei debiti fuori bilancio, responsabilità oggettive ma
sicuramente non soggettive. Nessun parlamentare può essere
condizionato rispetto al voto. Fra l'altro, noi abbiamo apprezzato
l'autonomia del Parlamento in occasione dell'approvazione del
Rendiconto proprio perché lì, nonostante la nota che fosse
pervenuta dalla Procura della Corte dei conti, il Parlamento in
assoluta autonomia ha approvato quel consuntivo e rifacendosi sia
alla sentenza formale della Corte dei conti.
Non credo che sia in questa discussione, né, credo, onestamente
che l'assessore Baccei volesse operare una forma minima di ricatto
nei confronti del Parlamento. Credo che abbia voluto semplicemente
avvertire su possibili responsabilità oggettive e contabili che non
sono a carico sicuramente dei singoli parlamentari, ma i debiti
fuori bilancio comunque prima o poi vanno coperti. Vuol dire che,
se il Parlamento dovesse votare questo provvedimento, bisognerà
comunque pensare successivamente alla manovra di assestamento che
possa coprire quei debiti; però, credo che non abbia voluto, per
quanto conosco l'assessore Baccei, non si è mai verificata una cosa
del genere che abbia voluto porre il Parlamento di fronte ad un
ricatto. Per essere chiari, ha voluto solo avvertire che poi
rimangono scoperte quelle voci e, successivamente, bisognerà
comunque provvedere ad una manovra correttiva. Però, la libera
scelta del Parlamento rimane tutta.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ieri sono uscita
dall'Aula ed ho trovato uno spettacolo fuori che sul piano umano
pone non una riflessione ma mille, e sul tema istituzionale, del
dovere istituzionale, credo, ancora di più.
Da tre anni questi, gli sportellisti, di cui tutti ve ne siete
occupati in Commissione Lavoro , soprattutto i commissari e chi ha
meglio seguito questa vicenda, hanno fatto non so quante audizioni.
Sono state fatte tre norme, si era fatto un crono-programma e pure
abbiamo fatto una finanziaria, successivamente alla finanziaria il
collegato , ci sono inserite delle somme. Ed allora, rispetto a
quale esigenza maggiore ci può essere di fronte a 1.700 persone che
da tre anni non lavorano, non percepiscono lo stipendio, che non
hanno più ammortizzatori sociali, che non riescono più a pagare il
mutuo che penso che sia una cosa incredibile vedere e vederli
sostare, scioperare per reclamare quello che è un loro diritto cioè
il diritto al lavoro.
Questo Governo ha tolto la speranza del lavoro non solo ai giovani
purtroppo, ma anche alle famiglie e vi è una responsabilità
precisa. In quest'Aula non abbiamo visto l'Assessore per la
famiglia e per le politiche sociali, non abbiamo visto spendere una
sola parola in Commissione Bilancio per trovare una soluzione.
Non voglio difendere la mia posizione che è la posizione di un
deputato, di un deputato dell'opposizione che quando la maggioranza
viene qui e vota e contano i numeri e noi i numeri non ce li
abbiamo, ma il Governo ieri, il PD ieri, l'onorevole Panepinto, il
Capogruppo, ha presentato un emendamento.
Ed allora, o si prende in giro questa gente e non credo che nessun
parlamentare a qualsiasi forza politica appartenga che si sia
occupato di questo problema abbia mai pensato di prendere in giro
nessuno di questi lavoratori. Ma per quale motivo abbiamo dovuto
dare 7 milioni di euro per l'informatizzazione della biblioteca di
Palazzo D'Orleans, non poteva aspettare l'informatizzazione altri
tre, quattro, sette, dieci mesi? Non avrebbe potuto aspettare?
Sapete, Presidente della Regione, che cosa purtroppo dicono questi
lavoratori - ed io su questo desidero chiarezza da parte
dell'Assessore che non c'è, da parte di un direttore generale che
non si è visto -? Sostengono che oggi vi è una tattica ben precisa
- di non fare partire questi corsi e di non fare partire gli
sportellisti - che è quella di attingere ai bandi europei e
nazionali per evitare che si scorra l'albo e, quindi, la
possibilità di aprire a nuove assunzioni.
Io non ci voglio credere Io invece ritengo che il percorso si è
arenato, caro Presidente Crocetta, perché la burocrazia regionale,
in questo caso dell'Assessorato della famiglia, abbia perso
un'occasione importante e cioè quella di fare perdere e di fare
ritardare i fondi.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, la Commissione dopo aver
parlato lungamente con i funzionari dell'Assemblea - perché è
giusto che noi ci rapportiamo solo ed esclusivamente ai funzionari
dell'Assemblea regionale siciliana - avrebbe trovato una soluzione
che io sottopongo alla vostra attenzione in maniera tale da capire
se possiamo velocemente arrivare alla soluzione. Una soluzione,
Assessore Baccei, che mi permetto di dire non è assolutamente
lesiva delle prerogative di nessuno, che riconosce anche questo
debito fuori bilancio, che è una soluzione tecnica ma che merita il
vostro ragionamento.
Quant'è la somma che è stata impegnata per questo debito fuori
bilancio? 26 milioni 389 mila. Di conseguenza, la somma
disponibile, onorevoli Lentini, Milazzo, Figuccia, Maggio, che noi
possiamo utilizzare nel 2017 non è 10 milioni, ma la somma
disponibile è solo 7 milioni 796,46. Questa è la somma che noi
possiamo destinare quest'anno agli sportellisti, dopodiché rimane
questo debito.
Questo debito abbiamo visto, Assessore, che lo potremmo spalmare
per 13 milioni 694, 50 per il 2018 e per l'identica somma per il
2019.
Se per lei questa soluzione tecnicamente va bene, altrimenti la
possiamo spalmare per tre anni ed arrivare nel 2020. Possiamo
anche, simbolicamente
PANEPINTO. Sempre che questi soldi spettino
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Io non sto entrando sul fatto politico se spettano o meno, io che
sono sempre favorevole all'acqua pubblica dovrei dire che non gli
spettano.
Fra le altre cose, vorrei anche ricordare a tutti che qui non
abbiamo sentenza su questa vicenda, però io non voglio entrare sul
fatto politico, voglio entrare sul fatto tecnico.
Noi possiamo impegnare subito 7 milioni e mezzo per gli
sportellisti, fare una piccola rata quest'anno, Assessore, di 296
mila euro che gli andiamo a riconoscere e poi il rimanente lo
dividiamo. Su questo abbiamo visto che li possiamo utilizzare anche
perché li stiamo prendendo dal capitolo
PANEPINTO. Con debiti fuori bilancio C'è la sentenza.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Non è così questo, onorevole Panepinto, perché, per essere chiari,
il decreto legislativo n. 118 dice che ci sono altre cose. Qui il
problema è questo: noi riteniamo, Assessore Baccei, che li possiamo
utilizzare e che possiamo spalmare le somme che stiamo prendendo
adesso, sette e mezzo, per l'anno 2018 e 2019.
Io, se gli uffici dell'Assemblea hanno qualche altro dubbio,
salgo subito e chiarisco ulteriormente, ma ritengo che questa
operazione si possa ampiamente fare.
MAGGIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAGGIO. Signor Presidente, certamente il mio intervento è diverso
da quello che avrei fatto prima e mi pare assolutamente che sia una
soluzione buona, però ci vuole un impegno formale da parte del
Governo che si parta subito con i progetti per questi lavoratori: 6
più 7, 13. Nell'attesa che poi si possono utilizzare al più presto
possibile le risorse che ci sono con i fondi europei questo impegno
deve essere preciso; Presidente, se lo assuma nei confronti
dell'Assessorato di pertinenza.
MILAZZO ANOTONELLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO ANTONELLA. Signor Presidente, intervengo sull'emendamento
5.23 che porta anche la mia firma e su cui invito ad un ulteriore
approfondimento ed un apprezzamento da parte dell'Aula per quanto
riguarda la questione più volte trattata relativa al trattamento
integrativo dei pensionati ex EAS dell'ente acquedotti siciliani in
liquidazione.
Io credo che questa questione vada risolta in punta di diritto, ma
anche con uno sforzo di giustizia. Stiamo parlando di persone che
hanno avuto riconosciuto un diritto ad una pensione integrativa con
una legge del 1999; persone che aspettano, quindi, questa pensione
da ben 18 anni.
Credo che nel nostro ordinamento esistano dei principi
fondamentali che riguardano la certezza del diritto, che riguardano
la certezza della vita delle persone, di quello che ognuno
costruisce come progetto di vita e credo che dopo 18 anni sia
assolutamente ingiusto pretendere di cancellare con un tratto di
penna quelle che sono le aspettative basate, ripeto, su norme
giuridiche ormai approvate e in attesa di applicazione da troppo
tempo.
Credo che sia ingiusto agire su diritti quesiti di persone, di
famiglie che su questa aspettativa hanno fondato la loro vita, i
loro progetti di vita familiare e credo, quindi, che vada
apprezzato questo emendamento per far fronte con il fondo speciale
transitorio ad esaurimento anche al pagamento delle pensioni
lavorative di questi lavoratori e delle loro famiglie.
PICCIOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PICCIOLO. Signor Presidente, rapidamente per dire che il Gruppo
parlamentare Sicilia Futura, a prescindere dalle responsabilità
reali, astratte, future che l'Assessore Baccei impropriamente ha
attribuito al Parlamento, voterà compattamente a scrutinio palese a
favore dell'emendamento proposto dall'onorevole Lentini perché
riteniamo il problema degli sportellisti un problema fondamentale
che merita una risoluzione al di là delle polemiche che si sono
creati.
PRESIDENTE. Non ci sono altri interventi.
Onorevoli colleghi, siccome la seduta sarà sospesa e riprenderà
alle ore 15.30, la Commissione Bilancio , frattanto, è autorizzata
ad esaminare l'emendamento CAS e anche l'emendamento annunciato
dall'onorevole Vinciullo e non ancora presentato.
Pertanto, la seduta è sospesa e riprenderà alle ore 15.30.
(La seduta, sospesa alle ore 14.15, è ripresa alle ore 15.57)
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del Presidente ARDIZZONE
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, stanno avvenendo delle cose,
obiettivamente, che mi lasciano molto perplesso. Ad inizio
legislatura ho detto che non avrei consentito mai nessuna legge
omnibus, e non consentirò nessuna legge omnibus, per dignità del
Parlamento e del ruolo dei singoli parlamentari E' inutile
sollecitare singole stanze e poi scaricare sulla Presidenza
dell'Assemblea che non trovano accesso E' un gioco inutile
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Non c'è un riferimento particolare, onorevole Formica.
Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi ci dibattiamo,
con questo collegato alla finanziaria, da cinque mesi e il
Parlamento si è impegnato sotto tutte le sue svariate articolazioni
ad affrontare una serie di temi. Lei stesso ha stralciato una serie
di temi che erano previsti ed inseriti nella finanziaria,
destinandoli al collegato .
Ricordo a me stesso che abbiamo approvato la finanziaria perché si
era detto che, contestualmente, si sarebbe dato avvio al
collegato .
Ora, è chiaro che la complessità dei temi che si stanno addensando
rende impraticabile completare tutto l'iter del collegato e
renderà impossibile l'approvazione delle Province.
Lo sa cosa le propongo, Presidente? Chiudiamolo qua il
collegato
PRESIDENTE Sono d'accordissimo Chiudiamo e poi si riprende a
Settembre No, non sono più disponibile Per dignità del
Parlamento
FORMICA. No, no chiudiamolo qua Stralciamo le norme che ci sono e
.
PRESIDENTE. Chiudiamo qua Tutto
FORMICA. Chiudiamo qua ed esaminiamo la legge sulle Province.
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi io sono
sfascista di professione però, Presidente, dopo il lavoro che ha
fatto il Parlamento - ed io non ho emendamenti o articoli da
difendere - però, Presidente, ci sono delle persone che aspettano
delle risposte, ci sono delle persone che si sono rivolte non al
singolo deputato bensì al Parlamento.
Presidente, lei ha svolto un lavoro ineccepibile fino a questo
momento; noi dobbiamo lavorare sul collegato, su quegli emendamenti
- lei ha detto ieri ed io ho ascoltato con grande attenzione -, ai
quali le Commissioni di merito hanno dato un voto o un
apprezzamento. Basta, quello è il lavoro sul quale il Parlamento è
chiamato ad esprimersi.
Signor Presidente, mi verrebbe da dire: diamo corso a questo
attimo di estemporaneo malessere ; no, ci sono tante persone che
hanno bisogno del senso di responsabilità del Parlamento ed invito
i deputati, tutti, che presentano norme aggiuntive ad evitare ed a
non buttare al vento il buon lavoro che è stato fatto.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Comunicazione di cambio denominazione di Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Informo che, con nota pervenuta alla Presidenza
dell'Assemblea in data 8 agosto 2017 e protocollata al n.
6296/AulaPG-SGPG del 9 agosto successivo, gli onorevoli Formica,
Barbagallo Alfio e Musumeci, componenti del Gruppo parlamentare
Lista Musumeci verso Forza Italia , hanno comunicato che, a
decorrere dall'8 agosto 2017, il Gruppo parlamentare in parola ha
assunto la nuova denominazione Lista con Nello Musumeci
#DiventeràBellissima .
L'Assemblea ne prende atto.
Stralcio I/A
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n. 1276
Stralcio I/A
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, c'è una richiesta del Capogruppo
della Lista - come vi chiamate adesso - DiventeràBellissima,
l'onorevole Formica, cioè di passare al voto finale del collegato
dopo avere trattato le province. Chi parla a favore e chi parla
contro?
MILAZZO GIUSEPPE. Io parlo contro.
CLEMENTE. Io pure, signor Presidente.
PRESIDENTE. La proposta è di bloccare quello che abbiamo fatto
fino ad adesso. Per essere chiari: non era presente gran parte
della II Commissione. Ho detto che non avrei consentito leggi
omnibus e non arriverò alla fine della legislatura perché i
disastri saranno notevoli per la semplice ragione che, in piena
campagna elettorale, il Governo - sono 60 giorni - potrà impugnare
quelle norme sulle quali c'è una certa elasticità. Per cui dobbiamo
essere più rigorosi a maggior ragione che questa, sicuramente, se
non l'ultima è quasi l'ultima seduta. Su questo siamo chiari,
questo è il dato di base.
Siccome, alla fine, questa mattina, mi sono fatto carico delle
esigenze, ognuno parla, l'onorevole Milazzo diceva le esigenze del
Parlamento, le esigenze del Parlamento vengono portate in sede
parlamentare ed in Commissione prima; dobbiamo capire quello che
dobbiamo fare arrivati a questo punto.
ARANCIO. Votiamo il collegato. Lo dobbiamo ai siciliani.
PRESIDENTE. Onorevole Arancio, io non sto parlando delle province,
sto dicendo che siccome ci sono tutta una serie di emendamenti
aggiuntivi, dobbiamo capire quello che dobbiamo fare. Stanno
arrivando perché arrivano attraverso altra forma.
ARANCIO. Non prenda in considerazione gli emendamenti aggiuntivi
PRESIDENTE. Si, però, non mi posso neanche permettere le proteste
generali dal mondo del precariato il quale sostiene che il
sottoscritto avrebbe bloccato le norme sui precari. Non lo consento
ad alcuno Perché è un mondo che è stato preso in giro nel corso di
questi anni e nessuno può speculare su queste cose.
(Applausi da parte dei deputati del Gruppo parlamentare Movimento
Cinque Stelle)
FORMICA. Votiamo.
MILAZZO GIUSEPPE. Voto contro.
FALCONE. Facciamolo e basta, signor Presidente.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ho bisogno di interloquire col
Governo, per cui sospendo la seduta per cinque minuti.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 16.04, è ripresa alle ore 16.48)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, invito i deputati a non presentare
più emendamenti. Gli emendamenti aggiuntivi sono stralciati.
Ammetto solo emendamenti, quei pochissimi dove c'è una condivisione
e presentati dal Governo. Non ammetto altri emendamenti.
LENTINI. Anche il mio?
PRESIDENTE. Onorevole Lentini, può passare attraverso il Governo.
Siccome gli emendamenti presentati dal Governo, per definizione,
hanno copertura finanziaria, chi presenta gli emendamenti si assume
pure la responsabilità degli emendamenti che si presentano.
Sarò più chiaro, a scanso di equivoci: noi siamo quasi all'ultima
legge, rischiamo l'impugnativa su norme che non hanno profili di
costituzionalità certa. Questo è il dato fondamentale. Noi
rischiamo in piena campagna elettorale di fare un danno enorme alla
Sicilia sul presupposto che noi in questo momento votiamo e fra
sessanta giorni ci ritroveremo sotto processo, come ARS, perché non
avrà saputo legiferare. Questo non è ammissibile, perché sugli
emendamenti che mi ripresenta il Governo esprimerò eventuali
perplessità di carattere costituzionale e ognuno si assumerà le
proprie responsabilità. Chiaro? Leggi omnibus non se ne fanno,
quindi, eventuali emendamenti se il Governo me li presenta in tempo
saranno vagliati da questo Ufficio.
L'Ufficio, siccome vengono presentati dal Governo, dirà con la
massima chiarezza se vi sono profili di incostituzionalità, se sono
completamente evidenti è chiaro che vengono stralciati, altrimenti
ognuno si assume le proprie responsabilità sia chi l'ha presentato
sia chi lo vota. Responsabilità, ovviamente, di ordine politico
non di altra natura perché, comunque, facciamo atti legislativi e
non atti amministrativi.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, Governo, eravamo fermi
all'emendamento 5.27.1, avevamo avuto, da parte del Governo, come
Commissione l'incarico di riscrivere una parte dell'articolo 5, per
individuare le risorse.
Io ero venuto in Aula e avevo detto dove dovevamo prendere le
risorse, il Presidente della Regione ha detto che era favorevole a
questo emendamento, lo avevamo trascritto a mano adesso abbiamo la
trascrizione con il computer, per essere leggibile, riguarda
l'individuazione delle risorse per gli sportellisti'.
PRESIDENTE. Lo fa avere a questo Ufficio per una verifica?
Onorevoli colleghi è stato distribuito l'emendamento di
riscrittura sugli ex sportellisti. Io gradirei che la Commissione
lo illustrasse, e gradirei avere il parere del Governo.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi l'articolo 5 affronta tutta una
serie di problematiche legate all'acqua e in modo particolare alla
società Ente Acquedotti Siciliani in liquidazione. Al comma 8,
dell'articolo 5, vengono stanziati 26.389.389,00 suddivisi in tre
annualità per potere fare fronte alle spese che nel passato sono
state sostenute dall'EAS e che si configurano come veri e propri
debiti fuori bilancio.
Nello stesso tempo è emersa in Aula da parte di tutti i gruppi
politici, da parte di tutti i deputati la necessità di venire
incontro alle legittime attese dei lavoratori cosiddetti
sportellisti' i quali da anni non lavorano, sono in una situazione
di difficoltà, nonostante abbiamo stanziato questi sei milioni,
purtroppo, queste somme non sono state ancora utilizzate e le
risorse nazionali, europee, su cui, comunque, il garante
garantisce, l'Assessorato, non è stato nelle condizioni di poterli
impegnare.
Era stato fatto un emendamento da parte di colleghi che prevedeva
un impegno di dieci milioni di euro. Nel fare tutta una serie, per
cui toglievano questi dieci milioni di euro ai ventisei milioni.
Nel fare il riscontro, la Commissione insieme agli Uffici
dell'Assemblea, sono giunti alla conclusione che non potevamo
impegnare dieci milioni in quanto la quota destinata nel capitolo
di quest'anno non era dieci milioni di euro ma era una somma
inferiore che era pari a 8.796.463,00 per questo motivo durante il
mio intervento ho chiesto al Governo se era disponibile a traslare
le somme che dovevamo dare al 2018 e 2019 in maniera tale che la
quota già esistente, in questo momento, cioè nel 2017, potesse
essere utilizzata per i lavoratori degli sportelli.
Il Presidente della Regione finito il mio intervento
immediatamente ha detto di si e immediatamente ha dato l'o.k. del
Governo affinché la Commissione riscrivesse questo emendamento.
La Commissione, quindi, così come era emerso dal dibattito ha
deciso di impegnare otto milioni di euro degli 8.796.000,00, per
i lavoratori degli ex sportelli, in maniera tale che ai sei milioni
si aggiungono questi otto ed arriviamo a quattordici milioni di
euro che sono a disposizione.
Per quanto riguarda invece il debito che è stato riconosciuto,
ricordo sempre l'articolo 73, comma 1, e non lettera e), bensì
lettera b) del decreto legislativo 23 giugno 2011 n. 118, adesso
verrà così suddiviso: per quanto riguarda quest'anno, soltanto
796.463 anziché 8.796, e questi 8 milioni verranno spalmati 4
milioni nel 2018, 4 milioni nel 2019, ed è stata data pure la
copertura per il 2018 e 2019, in modo tale che oggi noi possiamo
approvare l'emendamento a favore dei lavoratori ex sportellisti.
Sono disponibile a dare ulteriori chiarimenti nel caso in cui non
si stato abbastanza chiaro.
PRESIDENTE. Su questo emendamento, parere favorevole o contrario?
BACCEI, assessore per l'economia. La copertura come espressa va
bene. Per quanto riguarda il parere, interviene il Presidente della
Regione.
CROCETTA, presidente della Regione. Sinceramente riterrei
inopportuno togliere soldi alle province, credo che 4 milioni
nell'economia generale dei comuni non cambiano assolutamente nulla,
ma togliere due milioni a enti completamente in difficoltà .
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Se lei vuole che mi altero, ci riesco subito Qual è il problema a
chi li stiamo togliendo i soldi? A nessuno.
PANEPINTO. Credo che la copertura per gli sportellisti arriva, per
i debiti fuori bilancio.
CROCETTA, presidente della Regione, Sì però nel 2018, scusate
togliere soldi nel 2018 alle province ..
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Presidente lo possiamo chiarire.
CROCETTA, Presidente della Regione. E lo chiarisca
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
E' triennale.
CROCETTA, Presidente della Regione. Stiamo parlando del 2018. Il
parere del Governo è favorevole.
PRESIDENTE. Onorevole Panepinto, ritira l'emendamento 5.27.3?
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, l'emendamento non riguarda carattere
finanziario; il comma 5 sopprime una norma del 1982 che riguarda le
reti interne ed esterne del servizio ad acquedotto. Se l'assessore
o chi per lui me lo spiega.
L'ho presentato perché non ne comprendo la ragione in questo
testo.
BACCEI, assessore per l'economia. Premesso che non è la mia
materia, provo a spiegarglielo.
Il comma 1 prevede il passaggio dalle reti ai comuni, il comma che
si va ad abrogare prevede che ci sia il parere preventivo del
consiglio.
PANEPINTO. Non è così
BACCEI, assessore per l'economia. Così me lo hanno spiegato: se io
gli do le reti e quelli non danno il parere, le reti rimangono in
mezzo, e rimane esattamente la situazione che abbiamo ora, quindi
non si risolve, sono in contrasto.
PRESIDENTE. Scusate l'avete maturato in Commissione. C'è un
emendamento di riscrittura.
PANEPINTO. No, l'emendamento di riscrittura è arrivato ora in
Aula, Presidente.
PRESIDENTE. Allora si considerano ritirati tutti.
Si passa all'emendamento di riscrittura 5.27.5.R, con il parere
favorevole della Commissione.
CORDARO. Chiedo di apporre la mia firma a questo emendamento.
FORMICA. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo spiegare
semplicemente per fare chiarezza, che questi otto milioni servono
per la semplice ragione che nonostante i novantamilioni stanziati
vantati dal Presidente in quest'Aula, per colpa dell'inerzia totale
degli Uffici dell'assessorato, a oggi siamo fermi, avevamo previsto
sei milioni di trasferimenti regionali per poterli fare partire
immediatamente, l'inerzia anche in questo caso ha reso inutile quel
provvedimento, con l'aggiunta di questi otto milioni di euro, si
consente a questi lavoratori di non solo partire immediatamente di
nuovo, ma di ricevere mensilmente lo stipendio, cosa che con gli
APL non avviene, ecco il motivo Presidente per cui molti lavoratori
hanno rifiutato la chiamata con gli APL, gli APL non prenderanno
gli stipendi se non a fine progetto, così saranno pagati
mensilmente.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 5.27.5 R.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E'approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 5.27, così come è emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E'approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Articolo 6
Disposizioni in materia di società partecipate
1. La Regione siciliana e gli enti pubblici sottoposti a controllo
e vigilanza applicano le disposizioni del decreto legislativo 19
agosto 2016, n. 175 e le successive modifiche ed integrazioni,
nonché i relativi provvedimenti di attuazione. Le funzioni e i
compiti ivi attribuiti ai titolari degli organi politici e
amministrativi si intendono riferite alle corrispondenti figure
istituzionali in ambito regionale. Restano confermate le
disposizioni di cui all'articolo 33 della legge regionale 7 maggio
2015, n. 9, e successive modifiche e integrazioni.
2. All'articolo 33 della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9, sono
apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 1, lettera b), dopo le parole partecipazione della
Regione sono aggiunte le seguenti: , anche indiretta, nonché
nelle società che svolgono attività in house providing, individuate
con decreto del Presidente della Regione in relazione a specifiche
ragioni di adeguatezza organizzativa, ;
b) al comma 5 le parole ridotti del trenta per cento sono
sostituite dalle parole applicati tenuto conto della diversa
complessità organizzativa .
3. Sono abrogati i commi 1 e 3 dell'articolo 20 della legge
regionale 12 maggio 2010, n. 11.
4. All'articolo 64, comma 4, della legge regionale 12 agosto 2014,
n. 21 e successive modifiche ed integrazioni le parole di cui al
comma 1 dell'articolo 20 della legge regionale 12 maggio 2010, n.
11 e successive modifiche e integrazioni sono sostituite dalle
parole partecipate dalla Regione ».
Onorevoli colleghi, assessore Baccei, stiamo attenti sull'articolo
6. Questo è un articolo che la signoria sua ha presentato anche in
ossequio alla finanziaria che noi abbiamo approvato, se non erro,
il 30 aprile, perché erano degli adeguamenti. Ora, sono stati
presentati tutta una serie di emendamenti che io dichiarerei
inammissibili, perché o l'una o l'altra, altrimenti riapriamo le
questioni.
Dichiaro inammissibili tutti gli emendamenti presentati
all'articolo 6. L'articolo 6 è una conseguenza della finanziaria
approvata il 30 aprile. Il Ministero ha fatto dei rilievi e
l'assessore Baccei ha risposto. L'articolo 6 è una conseguenza di
quello, o dico male assessore Baccei?
PICCIOLO. Signor Presidente, l'emendamento 6.14.R è soltanto un
fatto tecnico.
PRESIDENTE. Gli emendamenti sono dichiarati inammissibili. Abbiamo
quelli a firma del Governo.
TAMAJO. Chiedo di parlare sull'articolo 6.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TAMAJO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, proprio per tornare
all'articolo 6, avevo pensato di inserire il totale utilizzo del
personale interno, e con l'assessore Baccei abbiamo avuto già
diverse discussioni, proprio per far sì che questo personale
interno, personale che presta servizio presso la società SAS, passi
da 32 a 36 ore, per evitare che questi benedetti musei continuino a
rimanere chiusi i sabati e le domeniche, nelle giornate durante il
pomeriggio, e soprattutto si possa consentire la maggiore fruizione
in un momento di grande espansione turistica.
Assessore Baccei, lei è al corrente di tutta questa questione. Io
la prego di darmi un cenno e, soprattutto, di dire come siamo
messi, perché ogni qual volta si parla di musei, di attività
archeologiche e di bene museali noi andiamo ogni volta sul Giornale
di Sicilia, perché facciamo una cattiva figura perché i nostri
musei vengono regolarmente chiusi e, non solo, continuiamo a pagare
straordinario, uno straordinario che costa un milione e ottocento
mila euro l'anno, mentre abbiamo la possibilità con questo
passaggio da 32 a 36 ore a costo zero di risolvere la questione.
Quindi, assessore Baccei, la prego di intervenire per fare
chiarezza, soprattutto nei confronti di tutti quei lavoratori che
attendono da circa dieci anni questo passaggio a tempo pieno, dalle
32 alle 36 ore.
PRESIDENTE. Onorevole Tamajo, comunque l'emendamento è
inammissibile.
Quelli al testo no. Sono inammissibili tutti gli emendamenti
aggiuntivi che sono arrivati all'ultimo momento e, obiettivamente,
si allarga la maglia anche per problemi di carattere finanziario.
FIGUCCIA. Perché questo emendamento è inammissibile?
PRESIDENTE. Lei deve parlare all'esterno, così ci sarà qualcuno
che la ascolterà, onorevole Figuccia. Non si preoccupi, mi stanno
arrivando i messaggi Li conserverò questi Siamo all'approvazione
della prima finanziaria qua Stia tranquillo, mi stanno arrivando i
messaggi
Onorevole Figuccia, mi assumo la responsabilità io, però clientela
non se ne consente a nessuno Noi facciamo leggi, onorevole
Figuccia Vada là e lo dica.
Ma per cortesia Il Governo su tutti eccepirà l'incostituzionalità
e verranno bocciati. Vi rendete conto, si o no?
Mi sono preso la responsabilità io. Dite a tutti che è stato il
Presidente Ardizzone. Non vi preoccupate Lo potete dire Ma non
prendo in giro nessuno io
FALCONE. Presidente, ne prendiamo atto.
PRESIDENTE. Gli emendamenti al testo rimangono.
Gli emendamenti soppressivi 6.1 e 6.13 sono stati ritirati dai
rispettivi firmatari
L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 6.2 è decaduto.
Si passa all'emendamento 6.12, del Governo, con il parere
favorevole della Commissione.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 6.18, del Governo.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 6.3, degli onorevoli Rinaldi ed altri.
RINALDI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 6.15 è inammissibile.
Si passa all'emendamento 6.6, degli onorevoli Rinaldi ed altri.
RINALDI. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se mi permette
spiego anche gli altri emendamenti così intervengo una volta sola.
L'emendamento 6.6, al comma 2, lettera b) è soppressa. La lettera
b) non fa altro che aumentare nuovamente il Consiglio di
amministrazione o i componenti che dovranno comunque guidare le
società partecipate. Noi avevamo fatto una legge che prevedeva una
riduzione del 30 per cento. Con questo articolo, la lettera b),
aumentiamo di nuovo perché così come scritta applicate tenuto
conto della diversa complessità organizzativa non abbiamo più
limiti. Nel senso che possiamo inserire qualsiasi componente
all'interno del Consiglio di amministrazione delle società
partecipate senza definire un numero. Mi sembra una cosa assurda,
per cui chiedo la soppressione di questo articolo.
Ho presentato l'altro emendamento, soppressivo del comma 3 e
soppressivo del comma 4. Noi con una vecchia legge abbiamo
istituito l'elenco di tutte le società partecipate. Non capisco
perché lo dobbiamo abolire e non mantenere e tenere trasparente un
elenco di tutte le società partecipate che ci sono in questo
momento. Lo stesso vale per il comma 4.
Quindi mantengo tutti gli emendamenti e chiedo la votazione.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 6.6. Il parere del
Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 6.16, del Governo. Il parere della
Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 6.4 e 6.7 sono preclusi.
Si passa all'emendamento 6.8, degli onorevoli Rinaldi ed altri.
Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 6, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'articolo 7 è stralciato
Si riprende l'esame dell'articolo 18, precedentemente accantonato.
Scusate, sull'articolo 18 ce ne potremmo uscire perché abbiamo una
riscrittura del Governo e della Commissione che sono identiche.
Gli emendamenti soppressivi 18.1 e 18.16 sono stati ritirati dai
rispettivi firmatari
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione la riscrittura dell'articolo 18, 18.17 e 18.R,
di identico contenuto.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, questo fascicolo lo abbiamo concluso.
Si passa all'articolo 25. Ne do lettura:
«Articolo 25
Disposizioni in materia di demanio
1. All'articolo 1 della legge regionale 29 novembre 2005, n. 15
sono inseriti i seguenti commi:
1 bis. Al fine di promuovere un uso sostenibile delle aree del
demanio marittimo concesse per l'esercizio delle attività di cui al
precedente comma 1, lettera a) l'Assessore regionale per il
territorio e l'ambiente è autorizzato a provvedere con proprio
decreto alla classificazione degli stabilimenti balneari in
relazione alle specifiche caratteristiche ed ai requisiti
posseduti, fissando, in particolare, i criteri ed i requisiti
minimi funzionali e strutturali per l'attribuzione dei diversi
livelli di classificazione ed i relativi segni distintivi ed
istituendo apposito registro.
1 ter. Gli stabilimenti balneari, così come classificati ai sensi
del comma 1 bis, sono iscritti nel registro previo versamento alla
Regione di euro 500,00 a titolo di contributo annuale. ».
Gli emendamenti soppressivi 25.2, 25.3 e 25.5 sono stati ritirati
dai rispettivi firmatari
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 25.R ed ai subemendamenti 25.R.1 e
25.R.2.
CIANCIO. Chiedo di parlare per illustrare il subemendamento
25.R.2.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io ho
presentato un subemendamento al 25.R, che ho concordato anche con
l'assessore Croce, in quanto il comma1.ter per chi non sapesse, non
si ricordasse di cosa stiamo parlando, parla della possibilità di
rilasciare le concessioni, le nuove concessioni sul demanio
marittimo per i comuni che ancora non hanno fatto il piano, quindi
nelle more che per i comuni venga approvato il piano di utilizzo
del demanio marittimo la Regione può continuare a concedere queste
concessione.
Ora, siccome noi negli anni passati poche cose buone abbiamo fatto
ma tra le cose poche buone che abbiamo fatto c'era quella di
costringere in qualche modo i comuni a fare questo benedetto piano
di utilizzo del demanio marittimo, che ricordo a tutti è previsto
da una legge del 2005, quindi sono passati 12 anni e c'è un
rimpallo di responsabilità tra i comuni e la Regione, per dare la
colpa all'uno o all'altro per il ritardo, infatti molti comuni
l'hanno presentato ma la Regione l'ha rimandato indietro perché
mancava la VAS, insomma una serie di problemi.
Ora, quello che io chiedo con l'emendamento è di sostituire le
parole alla fine dell'emendamento in corso di adozione,
approvazione con adottati e in corso di approvazione . Cosa
significa? Che noi in questo modo ridiamo potere ai comuni che in
questo momento sono stati completamente estromessi da ogni
decisione, ovvero le nuove concessioni devono essere coerenti con i
piani che però siano già adottati perché in corso di adozione non
significa nulla, un comune può fare semplicemente una nota e dire
che sta cominciando l'iter di adozione e approvazione del piano ma
in realtà poi la cosa può fermarsi lì.
Siccome questi piani sono necessari e dobbiamo far sì che i
comuni, in qualche modo, li adottino, quello che propongo è che si
possono rilasciare nuove concessioni purché quel piano sia già
adottato dai comuni e sia già passato dai Consigli comunali in modo
tale che diamo la possibilità ai Consigli di esprimersi.
Poi è in corso di approvazione perché l'approvazione poi concerne
la Regione con i tempi della Regione però non precludiamo la
possibilità ai comuni di rilasciare queste concessioni né coerenti
con dei piano che siano realizzati se no continuiamo a rimandare
l'approvazione di questi piani all'infinito e ritorniamo a due anni
fa quando molti comuni non hanno presentato i piani e non avevano
neanche l'obbligo di presentarli, in questo modo è una via di mezzo
e cerchiamo, appunto, di dare una spinta nella direzione di
approvare i piani.
SUDANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUDANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
intervengo brevemente perché questo articolo l'abbiamo affrontato
lungamente in Commissione, mi dispiace che non è presente
l'assessore Croce proprio perché lui ci ha tenuto a presentare
questa modifica della legge che abbiamo fatto proprio perché sono
passati due anni da quando l'abbiamo esitata in realtà ci siamo
dimenticati di legiferare in un periodo di vacatio. Purtroppo per
adottare un piano demaniale tutti sappiamo che ci sono delle
procedure lunghissime a partire dalla procedura VAS, poi passa in
Consiglio comunale e poi si va alla Regione per l'approvazione.
Sappiamo che per fare una procedura di questa ci vogliono due, tre
anni. Nel frattempo i comuni che hanno presentato i piano demaniali
non sono tanti, anzi sono pochissimi, erano circa cinque comuni
oggi sono novanta ma sono stati restituiti perché non hanno fatto
le procedure VAS, e allora pensiamo che non si può bloccare la
Sicilia nel frattempo e quindi, si ritiene che nella fase in cui
ancora vi deve essere l'atto di adozione e di approvazione si
possano rilasciare le concessioni demaniali e tutto resto in capo
alla Regione. Solo nel momento finale, quindi dopo l'approvazione,
la competenza passerà al comune.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, sarò
breve, intervengo soltanto per fare alcune considerazioni.
Condividendo l'emendamento della Commissione, voglio ribadire come
quest'Aula più volte abbia voluto affrontare la tematica del
demanio in Sicilia. Però, non si è mai pensato, di fatto, di
valorizzare e di potenziare quegli uffici del demanio, che oggi
rappresentano delle unità operative di base - non sono neanche dei
servizi - e che, come bene hanno detto gli onorevoli colleghi
poc'anzi, svolgono un ruolo strategico, non soltanto per il
rilancio turistico della nostra Isola, ma anche per le casse
dell'amministrazione regionale. Al che io pregherei l'Assessore per
l'economia di tenere conto dell'esperienza che si sta svolgendo, e
si svolge, in alcune Regioni importanti, dove le politiche del
demanio creano anche ricchezza per il bilancio di quelle Regioni,
nell'ambito dell'accertamento e della riscossione degli onori
concessori.
Probabilmente, poter traslare un sistema, nello stile di quello
dell'Agenzia delle Entrate o valorizzare i dipendenti della regione
che vogliano svolgere il ruolo di dipendenti dell'ufficio del
demanio, può essere un modo per dare serenità a chi opera nelle
strutture demaniali. La volontà di potenziare con un impegno vero
di strutture ricettive ed anche riuscire a dare copertura
finanziaria nel bilancio della Regione, rispetto ad oneri
concessori che molte volte non si riesce neanche a potere
accertare.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, giusto
per precisare il subemendamento a mia firma. Io non dico di
aspettare l'approvazione dei Piani di utilizzo del demanio
marittimo, io dico che almeno debbano essere passati dal Consiglio
comunale. Poi l'approvazione è un'altra cosa, ma quanto meno che si
esprima il Consiglio comunale, perché se bisogna rilasciare delle
concessioni bisogna rilasciarle sulla base di un piano che un
minimo di dibattito, anche all'interno dell'Amministrazione
comunale, deve averlo subìto. Siccome, secondo me, per come è
scritto non significa nulla, chiedo di aggiungere questa
correzione.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, quando
la Regione siciliana legiferò in materia, scrisse che per il
rilascio delle concessioni bisognava avere prima approvato il Piano
di utilizzo del demanio marittimo; questo ha determinato il blocco
di tutte le concessioni.
L'emendamento 25.R risolve il problema, ma il subemendamento
25.R.2 dell'onorevole Ciancio di fatto lo ripropone. Delle due
l'una: o si dà la possibilità alla Regione di rilasciare le
concessioni, nelle more dell'adozione dell'approvazione del Piano,
che è un'inadempienza del Comune o si dice che invece il Piano
debba essere adottato e approvato. La via mediana non porta da
nessuna parte.
Io sono pronto a seguire l'indicazione del Governo, ma che sia una
via chiara: o rilasciamo le concessioni o non le rilasciamo.
L'adozione del Piano, che è un fatto che dipende dal Consiglio, su
cui magari poi ci sono le valutazioni di VIA-VAS, rallenta in modo
incredibile la risoluzione del problema.
Per questo ritengo il subemendamento 25.R.2 non accoglibile. Di
contro, il subemendamento 25.R.1, di iniziativa governativa, che
definisce, per la classificazione dei lidi, che venga accertato il
rispetto dei requisiti concessori, a me sembra un atto coraggioso
e di buon senso, nel senso che prima della classificazione
l'Assessorato competente provvederà a verificare se ciò che è
realizzato sia conforme per davvero a quello autorizzato.
MAGGIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAGGIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
l'emendamento di riscrittura della Commissione, che tra l'altro è
il frutto di un animato dibattito tra la stesura originaria che
parlava di Piani già adottati. Considerato che questi piani da due
anni sono pochissimi quelli adottati in Regione si è trovata la
mediazione, per non bloccare il rilascio delle nuove concessioni la
mediazione è quella: piani che abbiano riferimento ai PUDM che
siano coerenti con i principi che nei PUDM sono previsti, ma che
siano nel corso dell'approvazione perché sappiamo i tempi che
passano prima che i consigli comunali approvino i piani.
Se noi vogliamo bloccare complessivamente questa attività allora
cassiamo il punto se invece vogliamo andare verso quella mediazione
che il dibattito della Commissione ha raggiunto dobbiamo approvare
l'emendamento che è frutto del lavoro della Commissione.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
deputati, io sono molto d'accordo con le affermazioni
dell'onorevole Turano laddove dice che l'approvazione di questo
emendamento, sostanzialmente, vanificherebbe la norma, tanto vale
fare un articolo soppressivo della norma.
CIANCIO. Ma non è vero
CROCETTA, presidente della Regione. Non è vero Adesso glielo
spiego io Lo so che voi avete la verità infusa e, quindi,
qualsiasi contestazione non vi può essere fatta perché quando
presentate voi una norma siete perfetti.
Noi affideremmo nella sua ipotesi la valutazione per il rilascio o
meno di una nuova concessione allo stesso organo che è
inadempiente. L'intervento che praticamente continuerebbe ad essere
inadempiente. Per evitare l'intervento sostitutivo non è vero che
sarebbe un incentivo quello previsto dalla norma originario a non
approvare, quello diventa un incentivo perché vuol dire:
autorizzazione per autorizzazione ce la gestiamo con il potere
locale. Non possiamo andare così perché l'attività economica non è
un crimine.
Il rispetto dell'ambiente va fatto nella valorizzazione anche
economica dell'ambiente. Noi abbiamo la Regione che è bellissima,
delle risorse naturali bellissime però dove non si può realizzare
nulla perché nessuno fa il proprio dovere. Dove sono i piani delle
spiagge? Sono pochissimi i comuni. Noi dobbiamo consentire ancora
questo? Poi diciamo a quel comune che non presenta il piano
regolatore delle spiagge ogni autorizzazione .
(Interruzione dell'onorevole Ciancio)
CROCETTA, presidente della Regione. Non risolviamo il problema,
onorevole Ciancio. Siccome io ho fatto anche l'amministratore e ho
fatto anche il Sindaco e il piano delle spiagge l'ho fatto e ho
stabilito quali erano i criteri e le aree che erano alla pubblica
fruizione e quelle che potevano essere gestiti dai privati penso
anche di avere le carte.
Questi piano dovrebbero essere presentati da oltre 10 anni e
quindi non è che parliamo del nulla Ora noi vogliamo che l'ente
che non presenta il piano dovrà decidere sull'autorizzazione. Ci
deve essere un giudice a Berlino Ci deve essere un giudice a
Berlino Laddove il consiglio comunale e il comune sono omissivi il
cittadino deve avere la possibilità di decidere e di avere un ente
che decide sopra e che valuta in modo obiettivo perché molte volte,
a livello locale, alcune autorizzazioni non sempre vengono
rilasciate per finalità nobili. Certe volte non vengono rilasciate
per conflitti locali e altre cose, ma ci deve essere un'autorità
superiore che regolamenta.
Quindi, parere contrario all'emendamento.
TAMAJO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TAMAJO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io penso che lo
spirito di questa norma, di questo emendamento ha l'obiettivo di
far sì che tutti quei soggetti privati che attualmente non possono
avere nessun tipo di nuova concessione su aree demaniali, con
questo sistema la possono ottenere e per ottenerla all'interno del
Comune di competenza basta avere l'adozione del piano del PUDM che
è il piano di utilizzo del demanio marittimo.
E' questo lo spirito della norma; quindi, attualmente per come è
strutturato il percorso normativo, il soggetto privato non può
ottenere una concessione demaniale.
In questo modo noi facciamo in modo che il soggetto privato che
vuole ottenere una concessione demaniale lo può fare a patto e
condizione che ci sia stato già un passaggio e, quindi, un'adozione
in Consiglio comunale del piano utilizzo del demanio marittimo.
E' così semplice, signor Presidente, per cui noi siamo pienamente
d'accordo con l'emendamento presentato dal Movimento Cinque Stelle
che sblocchi l'iter, sblocchi quest'attività di nuova concessione
su aree demaniali marittime.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 25.R1 del Governo.
La Commissione è favorevole. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 25.R2, illustrato dall'onorevole
Ciancio. Il Governo ha espresso parere contrario. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 25R, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 26. Ne do lettura:
«Articolo 26
Contributi per la rielaborazione degli strumenti
urbanistici
1. Per le finalità di cui all'articolo 25 della legge regionale
27 dicembre 1978, n. 71 e successive modifiche e integrazioni,
l'autorizzazione di spesa è determinata nel limite massimo di 100
migliaia di euro annui per gli esercizi finanziari 2017, 2018 e
2019».
Comunico che all'articolo 26 sono stati presentati gli emendamenti
soppressivi dagli onorevoli Greco Giovanni e Falcone.
FALCONE. Li ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 26.4, a firma dell'onorevole Foti.
FOTI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, lo spiego, i colleghi
sono stanchi però se si legge si capisce. L'articolo 26 propone di
dare un sostegno economico ai Comuni in modo che sblocchino la
situazioni relative ai piani regolatori.
E' chiaro che le cifre messe a disposizione sono veramente esigue
e allora abbiamo pensato con i colleghi di dare queste risorse -
seppur esigue - solo ai Comuni che non hanno nelle loro piante
organiche le figure professionali, vedi ingegneri e quanto altro,
di modo che le risorse vengano riservate solo a quei Comuni, di
solito i piccoli Comuni, che non hanno ingegneri, geologi,
dipendenti adatti per potere fare i piani regolatori, a meno che il
Governo non voglia mettere più risorse allora lo potrei anche
ritirare.
PRESIDENTE. Onorevole Foti, ha spiegato questo emendamento che ha
una sua finalità, però credo che delegittimare i liberi
professionisti, cioè il fatto di avere in pianta organica non
significa che si abbiamo tutte le professionalità, però su questo
l'Aula è sovrana, per carità
Pongo in votazione l'emendamento 26.4. Il parere del Governo?
CROCETTA, Presidente della Regione. No, non è favorevole o
contrario, non è la pianta organica. Ha ragione il Presidente
Ardizzone perché aprendo la pianta organica non significa che si
abbia la risorsa. Chiaro?
Onorevole Foti, andrebbe corretto, non in pianta organica, che non
abbiamo al proprio interno la professionalità adeguate perché la
pianta organica può prevedere la figura, però poi non ce l'hai
dentro. Quindi, se si corregge in questi termini noi siamo
favorevoli, altrimenti è inutile, sostanzialmente.
Onorevole Foti, mi ha seguito? Dobbiamo sostituire che non
abbiamo la risorsa all'interno non la pianta organica perché la
dichiarazione di pianta organica non serve a niente.
PANEPINTO. Secondo me va riscritto tutto.
CROCETTA, Presidente della Regione. Insomma, in questi termini è
inutile, questo sto dicendo.
PRESIDENTE. Il parere del Governo è contrario.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, io porrei piuttosto l'accento invece
sulla esiguità della somma proposta. 100 migliaia di euro, ma a chi
dobbiamo far ridere Ma ci prendiamo in giro 100 migliaia di euro
Cioè 100 mila euro; ma siamo seri E' meglio tassarla. O stanziava
almeno un milione di euro oppure la cassiamo la somma. Lei è un
esperto, Presidente Ardizzone. Ci dobbiamo prendere in giro? 100
mila euro
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 26.4. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è' approvato)
L'emendamento 26.2 è inammissibile per mancanza di copertura
finanziaria.
Si passa all'emendamento 26.5 a firma del Governo. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 26, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 30. Ne do lettura:
«Articolo 30
Contributi ai comuni per la redazione del Piano amianto
1. L'Assessore regionale per l'energia e i servizi di pubblica
utilità, entro 30 giorni dalla data della delibera CIPE che
autorizza la spesa di cui al comma 2, emana un bando per la
concessione di contributi ai comuni, singoli o associati, per le
finalità di cui all'articolo l della legge regionale 29 aprile
2014, n. 10, per la redazione del Piano comunale amianto di cui
all'articolo 4 comma 1, lettera b), della legge regionale n.
10/2014, e per gli interventi di cui all'articolo 10 finalizzati
alla rimozione, trasporto e smaltimento dei manufatti in amianto
presenti nei siti, negli impianti, negli edifici e nei mezzi
pubblici e privati. I comuni provvedono di conseguenza secondo le
direttive del Dipartimento regionale della protezione civile.
2. Per le finalità del presente articolo, per l'esercizio
finanziario 2017, è autorizzata la spesa di 2.000 migliaia di euro
cui si provvede con le risorse del Fondo di sviluppo e coesione
2014-2020».
Sull'articolo la IV Commissione ha espresso parere favorevole.
Gli emendamenti 30.1, 30.2 e 30.3, degli onorevoli Greco ed altri
sono decaduti. L'emendamento 30.4 è inammissibile per mancanza di
copertura finanziaria.
Pongo in votazione l'articolo 30. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 31. Ne do lettura:
«Articolo 31
Norme in materia di Confidi
1. Ai Confidi privi di iscrizione ai sensi dell'articolo 107 del
decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385 e successive modifiche
ed integrazioni, ai fini del riconoscimento degli statuti secondo
le prescrizioni di cui al comma 5 ter dell'articolo 3 della legge
regionale 21 settembre 2005, n. 11, è assegnato un punteggio di
partenza pari a 6».
Sull'articolo la III Commissione ha espresso parere favorevole.
Poichè sono stati presentati soltanto emendamenti soppressivi,
pongo in votazione il mantenimento dell'articolo. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 32. Ne do lettura:
«Articolo 32
Albo regionale delle Cooperative sociali
1. E' istituito, ai fini dell'applicazione in Sicilia, a norma
dell'articolo 5 della legge 8 novembre 1991, n. 381 e dell'articolo
52 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e dell'articolo
112 del decreto legislativo n. 50 del 2016, L'Albo regionale delle
cooperative sociali di tipo B .
2. Entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge l'Assessore regionale per le attività produttive emana un
decreto contenente le procedure per l'istituzione dell'Albo di cui
al comma 1».
Si passa all'emendamento 32.7. Manca la copertura finanziaria.
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo 32. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 33. Ne do lettura:
«Articolo 33
Fondo di sostegno alle imprese
1. È istituito un fondo a sostegno delle imprese danneggiate
dalla presenza di cantieri per la realizzazione di opere ed
infrastrutture pubbliche, destinato al finanziamento di forme di
sostegno o di defiscalizzazione in favore delle suddette imprese.
2. Per le finalità del presente articolo, per il triennio 2017-
2019, è autorizzata la spesa di 2.000 migliaia di euro cui si
provvede con le risorse del Fondo di sviluppo e coesione (FSC) 2014-
2020.
3. La gestione del Fondo di cui al comma l è affidata
all'Assessorato regionale dell'economia il quale, entro 90 giorni
dalla data di entrata in vigore della presente legge, definisce con
decreto i parametri ed i criteri di accesso al Fondo».
Sull'articolo 33 la III Commissione ha espresso parere favorevole.
Gli emendamenti 33.1, 33.2, 33.3 e 33.4 sono soppressivi. Pongo
in votazione il mantenimento dell'articolo 32. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 34. Ne do lettura:
«Articolo 34
Modifiche alla legge regionale 22 dicembre 2005, n. 19
in materia di teleticketing
1. Il comma 22 dell'articolo 24 della legge regionale 22 dicembre
2005, n. 19 è sostituito dal seguente:
22. Al fine di realizzare la promozione dell'acquisto dei
biglietti di accesso, anche con procedure automatizzate
teleticketing, l'Assessore regionale per i beni culturali e
l'identità siciliana, per i servizi di prenotazione e biglietteria
a distanza per i siti direttamente gestiti dallo stesso Assessorato
regionale, stipula entro il 31 dicembre 2017, convenzioni con
società che offrono servizi di teleticketing, nel rispetto delle
disposizioni di cui alla lettera a), comma 3, dell'articolo 115 del
Codice dei beni culturali e del paesaggio approvato con decreto
legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, senza oneri a carico del
bilancio della Regione. ».
Si passa all'emendamento 34.3, a firma degli onorevoli D'Asero ed
altri, a cui è stasto dato parere favorevole della V Commissione.
Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 34.3, con il parere
favorevole del Governo e della Commissione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 35. Ne do lettura:
«Articolo 35
Liquidazione di Riscossione Sicilia S.p.A.
1. Ai sensi degli articoli 36 e 37 dello Statuto speciale della
Regione e dell'articolo 8 del decreto del Presidente della
Repubblica 26 luglio 1965, n. 1074 e successive modifiche ed
integrazioni, le disposizioni dell'articolo 1 del decreto legge 22
ottobre 2016, n. 193, convertito con modificazioni dalla legge 1
dicembre 2016, n. 225 e successive modifiche ed integrazioni, si
applicano nel territorio della Regione, salvo quanto previsto dalla
presente legge.
2. A decorrere dall'1 luglio 2017 la società Riscossione Sicilia
S.p.A. è posta in liquidazione.
3. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, e comunque non oltre l'1 luglio 2017, il Governo
della Regione definisce, di comune accordo con il Ministero
dell'Economia, tutti gli aspetti di natura tecnica ed
amministrativa relativi al passaggio di funzioni tra Riscossione
Sicilia S.p.A ed il nuovo ente pubblico economico previsto dal
comma 3 dell'articolo 1 del decreto legge 22 ottobre 2016, n. 193.
4. Dalla data di entrata in vigore della presente legge, è fatto
divieto a Riscossione Sicilia S.p.A. di procedere ad assunzioni di
personale a qualsiasi titolo e con qualsivoglia tipologia
contrattuale. E' fatto altresì divieto di incrementare le spese per
il personale, ad eccezione di quanto già contrattualmente previsto.
5. A decorrere dall'1 luglio 2017, il personale di Riscossione
Sicilia S.p.A. con contratto di lavoro a tempo indeterminato, in
servizio alla data di entrata in vigore della presente legge, senza
soluzione di continuità e con la garanzia della posizione giuridica
ed economica maturata alla data dell'1 luglio 2016, è trasferito
all'ente pubblico economico di cui al comma 3 dell'articolo 1 del
decreto legge n. 193/2016».
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento
soppressivo 35.11.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, ritengo che abbiamo presentato un emendamento soppressivo
dell'articolo, per un motivo estremamente semplice: Riscossione
Sicilia dopo tanti anni, per la prima volta presenta un bilancio in
attivo. Quale sarebbe la ratio legis per cui dovremmo liquidare una
società in attivo? Cioè praticamente ci manteniamo le società che
sono in negativo e invece quelle che cominciano a funzionare bene
le dobbiamo sopprimere.
Non credo che sia una norma di buon senso. Per cui, il Governo è
favorevole agli emendamenti soppressivi che sono stati presentati.
PRESIDENTE. Il Governo ha previsto la soppressione. Il parere
della Commissione?
VINCIULLO, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Quindi, contrario alla soppressione, quindi al
mantenimento.
Stiamo votando la soppressione di Riscossione Sicilia.
FALCONE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
CORDARO. Presidente, spieghi meglio l'articolo.
PRESIDENTE. Stiamo votando la soppressione dell'articolo che pone
la liquidazione. Se viene soppresso l'articolo non si voterà la
liquidazione. Quindi resterebbe tutto così com'è.
PANEPINTO. Ritiriamo l'articolo?
PRESIDENTE. L'articolo non si ritira; gli articoli appartengono
all'Aula, onorevole Panepinto.
TURANO. Che stiamo votando?
PRESIDENTE. La soppressione dell'articolo 35.
APPRENDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Può parlare solo per dichiarare l'astensione.
APPRENDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siccome
l'argomento è delicatissimo e ognuno di noi, almeno io vorrei
capire dov'è che stiamo andando. Vorrei capire dove ci porta la
liquidazione. Vorrei che qualcuno lo spiegasse Se non c'è certezza
del futuro dei lavoratori e non solo, credo che noi andiamo verso
il baratro e ci assumiamo una responsabilità enorme.
CROCETTA, presidente della Regione, Le cose restano così come
sono. Ho proposto la soppressione di questo articolo .
APPRENDI, Mi scusi, Presidente, al di là del fatto del bilancio
attivo di Riscossione, sto ponendo un problema, visto che vorrei
un'assunzione di responsabilità, piuttosto che voto segreto. Sono
contrario a questo articolo se non ho certezza per il futuro
Siccome non ho capito, sicuramente l'Aula l'avrà capito, vorrei che
qualcuno me lo spiegasse per votare con serenità.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, questo è un tema delicato che ha
interessato a sproposito l'immagine di quest'Aula. Vorrei dirlo con
la massima chiarezza.
Io proprio per questa vicenda ho chiesto di essere audìto in
Commissione Antimafia per parlare dell'antimafia di facciata, non
ho problema a dichiararlo e a dirlo. Comunque noi voteremo non ci
saranno vincitori e vinti, comunque se noi dovessimo procedere alla
liquidazione di Riscossione Sicilia noi domani finiremo sui
giornali col voto segreto, come se avessimo voluto prendere la
rivincita. Secondo me il voto deve essere aperto, palese
(Brusìo in Aula)
No, no, io sono per il voto palese, anche perché ho espresso delle
considerazioni sulla permanenza o meno, non per fatti personali, di
Riscossione Sicilia, ognuno di noi ha perplessità, per cui noi di
finti eroi non abbiamo bisogno, con la massima chiarezza. Però,
dobbiamo essere chiari su una cosa, e tra le righe l'ha detto
l'onorevole Apprendi: ma che fine farà il personale? Questo è il
punto Ce lo dobbiamo dire con la massima chiarezza
FALCONE. Lo chiede il personale
PRESIDENTE. Scusate, io questo lo accantonerei un attimo per
rimodularlo, e dico subito il perché: perché nell'articolo c'è
scritto a decorrere dal 1 luglio 2017 il personale di Riscossione
Sicilia con contratto di lavoro a tempo indeterminato in servizio
confluisce .
FALCONE. Intanto, stiamo votando sulla soppressione e lo possiamo
votare, poi rimane in campo l'articolo e poi c'è l'articolo di
riscrittura.
PRESIDENTE. Va bene, però io vi invito, dico per carità avete
chiesto il voto segreto facciamolo apertamente.
Chi chiede la votazione per appello nominale? L'onorevole Lentini
chiede la votazione per appello nominale. Verifica richiedenti
appello nominale
FALCONE. Abbiamo chiesto il voto segreto
PRESIDENTE. Parere della Commissione contrario all'emendamento del
.
FALCONE. Abbiamo chiesto il voto segreto
PRESIDENTE. La richiesta di voto segreto prevale.
(Brusìo in Aula)
Scusate, forse non sono stato chiaro. Onorevole Falcone, votando
la soppressione domani ci saranno degli eroi su questa cosa
Siccome ognuno ci deve mettere la faccia, io ripeto sono in andato
in Commissione Antimafia, io sono convinto che va liquidata, l'ho
detto chiaramente.
FALCONE. Il giudizio finale spetta agli elettori. Chiedo la
votazione per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Ma perché la votazione a scrutinio segreto? La
soppressione a voto segreto, va bene, stiamo votando la
soppressione dell'articolo, quindi resta la società così come è
(Brusìo in Aula)
Come no? Assolutamente no
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Onorevoli colleghi, vorrei aiutare tutti voi e poi me
stesso a comprendere. L'articolo 35 vede al suo interno un
emendamento soppressivo del Governo. E' corretto signor Presidente?
CROCETTA, presidente della Regione. Ma che c'entra? L'emendamento
soppressivo è alternativo all'articolo
CORDARO. Io sto parlando con il Presidente dell'Assemblea.
PRESIDENTE. Se passa l'emendamento soppressivo si chiude la
discussione. Se dovesse essere bocciato andiamo avanti e si vota
l'emendamento sostitutivo.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Onorevoli colleghi, lo dico anche per chiarirmi io le idee. Se
viene approvata la proposta del Governo non ci sarà discussione, si
chiude tutto. Se non passa la proposta del Governo continuiamo.
Chiaro? Chi vota rosso, lo fa per continuare la discussione.
FALCONE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, non lo capiscono.
PRESIDENTE. Sì, ma non capisco perché il voto segreto.
CROCETTA, presidente della Regione. Onorevole Falcone, lei vuole
fare capire che non capite cos'è un emendamento soppressivo? Dite
con chiarezza che volete consegnare la riscossione ad altri.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
PRESIDENTE. Io, personalmente, considerato che avete chiesto il
voto segreto, dichiaro l'astensione, perché sia palese.
GRASSO. Dichiaro di non partecipare alla votazione.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 35.11
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 35.11.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti . 62
Votanti 61
Maggioranza 31
Favorevoli 21
Contrari 34
Astenuti 6
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento sostitutivo della Commissione 35.R, al
quale sono stati presentati i subemendamenti, sempre della
Commissione, 35.R3, 35.R2, 35.R1
Si passa al subemendamento 35.R3 presentato dalla Commissione.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei richiamare
l'attenzione dei colleghi su questo articolo e sull'emendamento di
riscrittura, sostitutivo, della Commissione. Vorrei richiamare
l'attenzione sul fatto che stiamo procedendo ad una riarticolazione
dell'Agente di Riscossione in linea con la norma nazionale in virtù
della quale l'Agente di Riscossione diventa un ente dello Stato,
sostanzialmente, quindi, allineiamo il sistema della riscossione
dei tributi e delle tasse al sistema nazionale.
Con questo articolo di riscrittura, invece, si sta cercando di
fare che cosa? Si starebbe cercando di ricreare un nuovo ente, un
ente regionale, che sia analogo a quello nazionale ma così facendo
stiamo sostituendo Riscossione Sicilia con un'altra Riscossione
Sicilia bis. E non abbiamo concluso niente.
Noi perché stiamo allineando il sistema siciliano a quello
nazionale? 1) perché lo dice la legge e perché riscuotere un euro
di tassa in Lombardia, deve costare allo stesso modo che
riscuoterlo in Sicilia; 2) perché il sistema di tracciabilità deve
essere uguale a quello nazionale, cioè la Lombardia deve avere gli
stessi standard della Sicilia, e poi, ancora perché lo stesso
personale deve essere parametrato allo stesso modo così come viene
parametrato dal nuovo ente nazionale. Se, invece, accedessimo alla
tesi, presidente Vinciullo - e io la prego di ritirare questo
emendamento - ad un ente regionale rischiamo di avere creato
veramente uno stato di confusione perché sostituiremo ad una
Riscossione Sicilia una Riscossione Sicilia bis.
Non ce lo possiamo permettere
Noi come Gruppo parlamentare siamo contrari a questo emendamento.
Siamo invece favorevoli ad un emendamento che sostituisca luglio
2017 con gennaio 2018, in maniera tale che ci sia il tempo
materiale per poter attuare le procedure non soltanto di
liquidazione ma le procedure di trasferimento del personale e del
patrimonio e di tutte le poste attive e passive al nuovo ente, così
come lo vuole la legge nazionale appunto che è la 193 del 2016.
Vorrei dire l'ultima cosa per tranquillizzare l'Aula. Questa norma
ce la chiedono i dipendenti. Questa norma la chiedono i sindacati,
questa norma la chiedono i cittadini siciliani, che con questa
norma andrebbero a pagare un minore agio ed andrebbero anche ad
avere un risparmio nel pagamento dei propri tributi.
Voglio dire un'ultima cosa. Qualcuno dice che Riscossione Sicilia
è in attivo. Può essere che sia in attivo, ma lo è perché c'è stata
questa rottamazione che ha consentito lo Stato con la norma
nazionale e l'ha consentita anche nella stessa disciplina e nello
stesso provvedimento legislativo con cui ha anche proceduto allo
scioglimento di Equitalia.
Ed allora, sono due norme che vanno di pari passo e che, se da un
lato, hanno consentito a tanti italiani ed a tanti siciliani di
poter abbattere il proprio debito nei confronti dell'Erario, hanno
altrettanto - però, il legislatore nazionale ha voluto - che vi
fosse una omogeneizzazione del sistema. Omogeneizziamo il sistema,
allineiamo il sistema siciliano a quello nazionale perché avremo
una garanzia e salvaguardia dei posti di lavoro, perché avremo
l'efficientamento, la razionalizzazione e la riscossione delle
tasse ed avremo in più anche un risparmio a favore di tanti
siciliani che, oggi, si trovano in difetto col nostro Erario, con
la nostra Regione, con i nostri comuni, con i nostri enti
territoriali.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, d'accordo, stiamo attenti però nel
votare questa norma. Mi sto riferendo io, per evitare confusioni
proprio con il personale, perché ormai l'Aula si è orientata.
Quando si dice che il personale viene trasferito - scusate, sono
gli Uffici stessi a rilevarmelo ed io ho il dovere di dirlo per
evitare confusione - nella norma, non nell'emendamento sostitutivo
del Governo, nella norma base, che il personale è trasferito ad un
ente pubblico economico nazionale. Noi non possiamo decidere in
questo momento. Quindi bisogna stare attenti.
LENTINI. Lo Stato.
PRESIDENTE. Onorevole Lentini, noi non possiamo decidere in
maniera unilaterale di trasferire del personale nostro allo Stato.
Allora, onorevole Falcone, stiamo attenti, la riscrittura della
Commissione supera il problema del comma 5, perché il
trasferimento, ribadisco, di personale di Riscossione Sicilia ad un
ente pubblico statale non lo possiamo fare con nessuna legge, verrà
impugnata, per essere chiari. La riscrittura della Commissione
supera questa questione.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, la riscrittura non supera, perché
l'articolo 35 base è diverso rispetto alla riscrittura. La
riscrittura presuppone la costituzione di un nuovo ente. Quindi,
sostanzialmente, non c'è alcuna differenza fra quello esistente e
quello che facciamo con la riscrittura, perché noi, con la
scrittura dell'articolo 35 chiediamo l'abolizione e mettiamo in
liquidazione Riscossione. Con la riscrittura si abolisce quello ma
si costituisce un altro ente, quindi di fatto non c'è alcuna
differenza sostanziale.
Io sono d'accordo con lei per modificare l'articolo 35 base con il
comma 5 della riscrittura, cioè prevedere una convenzione, e sono
anche d'accordo con il 35.R1 che prevede che l'incarico di
commissario non possa essere conferito a coloro i quali abbiano
svolto, ecceteram eccetera. Quindi, sarei per mantenere l'articolo
35 base, e apportare le modifiche, che sono previste nella
riscrittura quella che riguarda il personale e quella che riguarda
l'incarico col 35R.1 se sono d'accordo.
CLEMENTE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CLEMENTE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
l'emendamento fatto dalla Commissione tende proprio a creare un
ponte. La creazione della nuova Agenzia regionale equiparando ciò
che è stato fatto a livello nazionale, tende proprio a creare un
ponte che possa accompagnare e la Convenzione futura, ma non
possiamo unilateralmente passare il personale ad un ente nazionale,
quindi, la riscrittura della Commissione tende proprio a questo,
temporaneamente di creare questa Agenzia perché a livello nazionale
si è chiamata Agenzia per la Riscossione dando mandato al Governo
di attuare tutti i procedimenti per il passaggio e delle dotazione
e del personale entro il 2018; la Commissione tendeva a cautelare
proprio questo: il personale e il servizio.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Aassessori, è vero
che siamo la Regione dei gattopardi , però non è accettabile che
sciogliamo, liquidiamo Riscossione Sicilia in seguito anche a tutti
le vicissitudini e le perfomance televisive a cui siamo stati
abituati negli ultimi anni per poi istituire un nuovo ente, perché
veramente sarebbe un'operazione gattopardesca
È veramente a quel punto do ragione al presidente Ardizzone,
veramente a quel punto, domani saremmo su tutti i giornali passando
per coloro i quali hanno liquidato quest'ente perché volevano
liquidare una persona. Noi dobbiamo liquidare, se dobbiamo
liquidare Riscossione Sicilia, non ci deve essere un'altra società.
Ora vediamo come affrontare il problema che si pone per quanto
riguarda il personale, posto che non ci può essere una decisione
unilaterale di un ente minore rispetto ad uno maggiore, rispetto
allo Stato. Ma, certamente, non può essere la soluzione quella
individuata con la riscrittura perché facendo così domani su tutti
i giornali campeggerebbero i titoli i deputati dell'Ars banditi
hanno voluto liquidare l'ente per disfarsi di un eroe . Non è
questa almeno la mia intenzione Non è questa la mia intenzione
A questo punto voto per mantenere Riscossione Sicilia, se dobbiamo
liquidare Riscossione Sicilia per fare un altro ente, annuncio qua
il mio voto per mantenere in piedi Riscossione Sicilia.
PRESIDENTE. Comunque io su questo articolo mi fermerei un
momentino perché ho capito qual è la filosofia. Approfondiamo
perché non possiamo mettere in difficoltà il personale, per essere
chiari.
APPRENDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
APPRENDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, ho
capito adesso che avevo ragione quando sono intervenuto prima
perché adesso i dubbi vengono un po' a tutti su cosa fare dopo. Per
questo avevo chiesto se era possibile che qualcuno mi spiegasse
l'articolo 35. Intanto, non so se è possibile, questo lo possono
dire i tecnici, che il comma 2 dell'articolo 35 che parla di
decorrenza 1 luglio 2017, ricordo a me stesso che siamo nel mese di
agosto, credo che oggi ne abbiamo 9.
DI GIACINTO. No, no.
CLEMENTE. C'è la riscrittura.
APPRENDI. Sì c'è la riscrittura, non lo so se c'è la riscrittura
In ogni caso, parlare di ente, uso un termine che si usa spesso in
Aula, è schizofrenia pura Perché noi sopprimiamo un ente per
crearne un altro dove ci sarà un carrozzone clientelare, di
consulenze, di amici degli amici che vengono assunti e non funziona
così; o allineiamo questo processo alla linea nazionale o veramente
la gente ci prenderà per pazzi
Io desidero che qui ci pronunciamo, il Governo deve fare un tavolo
tecnico con Roma, affinché questo personale, questo sistema di
Riscossione sia allineato al sistema nazionale, altrimenti
veramente saremo chiamati, ciascuno di noi, a risponderne, al di là
della questione dell'attuale personale. C'è un problema che nessuno
capirà. Sopprimiamo Riscossione Sicilia per un altro ente.
PRESIDENTE. Dopo l'intervento dell'onorevole Cappello però su
questo articolo ci fermiamo un momentino, pensiamo ad una
riscrittura che non crei difficoltà al personale, né crei un nuovo
ente regionale, perché la filosofia era quella che diceva
l'onorevole Apprendi.
TURANO. L'onorevole Cappello allora non può intervenire quando ci
sarà la riscrittura?
PRESIDENTE. No. Ha facoltà di parlare l'onorevole Cappello, poi,
l'onorevole Maggio.
CAPPELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
cittadini, penso che poc'anzi si sia consumato un gravissimo atto
di una grande irresponsabilità da parte di chi ha voluto il voto
segreto e da parte di chi ha votato contro la soppressione di
questo articolo, e cioè da parte di chi vuole la liquidazione di
questo ente. E' notorio, urbi et orbi, che il Movimento Cinque
Stelle sia contro gli enti di riscossione perché vorrebbe che le
tasse venissero riscosse direttamente dai comuni, ma è anche vero
che in Sicilia scontiamo un fenomeno eccezionale che è dato dalla
prerogativa dello Statuto speciale che, oggi, siamo stati in grado,
per la gravissima responsabilità di chi ha chiesto tutto questo, di
auto-picconarci.
Non bastava il governo Crocetta che si è venduto armi e bagagli al
Governo nazionale, ma oggi questo Parlamento, con un gravissimo
atto di masochismo vuole consegnarsi direttamente nelle mani dello
Stato, abolendo di fatto, in questo modo, il comma 2 dell'articolo
37 dello Statuto speciale della Regione siciliana, ed è un atto
altrettanto irresponsabile nella misura in cui chi vuole la
liquidazione di Riscossione Sicilia non sa nemmeno di che cosa sta
parlando e non sa nemmeno in quale direzione andare, perché
pretende sostanzialmente che questo Parlamento, in maniera
unilaterale, dopo avere ottenuto la liquidazione di questo ente,
metta molto probabilmente sulla strada i dipendenti, metta molto
probabilmente in crisi tutto il sistema di riscossione.
Ora, io dico, ma è possibile che in Sicilia non si riesca mai a
fare funzionare un ente e si ricorra ad una finzione giuridica,
ossia abolire quello che esiste, per sostituirlo con un altro che
non esiste e che sarà esattamente identico a quello che stiamo
abolendo? Anziché migliorare la situazione, noi la peggioriamo,
prendiamo in giro tutti coloro che ci stanno sentendo fuori.
BACCEI, assessore per l'economia. Lo avete firmato voi, questo è
uguale.
CAPPELLO. E' uguale, ma se lei guarda, dopo il vostro emendamento
soppressivo c'è il nostro. Dopo quello del Governo c'è quello del
Movimento Cinque Stelle. Ci mancherebbe Assessore, se non passa
l'emendamento soppressivo, che facciamo? Lo legga bene l'elenco
degli emendamenti, invece, di contestare. Da questo punto di vista
i siciliani devono sapere chi vuole l'applicazione dello Statuto
speciale e chi è contro di esso, e certamente il Movimento Cinque
Stelle non è contro lo Statuto speciale.
PRESIDENTE. Onestamente, onorevole Cappello, c'è un emendamento
vostro
CORDARO. Signor Presidente, deve gridare come fanno loro,
altrimenti non la sentono Hanno fatto un emendamento strumentale e
ci vengono a prendere in giro di faccia Vergogna
PRESIDENTE. Onorevole Cappello, francamente c'è un emendamento, a
parte quello soppressivo presentato da voi, che parla di
scioglimento. Io credo che quest'Aula, indipendentemente dal
livello della voce di ciascuno di noi, responsabilmente voterà su
questa vicenda, proprio per questo dopo gli interventi degli
onorevoli Maggio e Cordaro sospenderemo.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, ascolti, so che siamo in campagna
elettorale e che i colleghi del Movimento Cinque stelle, quei pochi
che vengono in Aula perché tutti gli altri, compreso il candidato
governatore, non si vede in Aula da almeno un mese, ed è legittimo
che sia in campagna elettorale, il cittadino Cancelleri, sono in
campagna elettorale.
Però, vorrei invitare, considerato che chi sta qui lo fa con
correttezza e serietà, ad essere seri fino in fondo perché non mi
pare che l'intervento del collega Cappello possa essere annoverato
tra gli interventi seri.
Quando si dice che loro sono perché si mantengano le prerogative
dello Statuto siciliano con l'ente di riscossione e poi si presenta
a firma del Movimento Cinque Stelle l'emendamento 35.8 nel quale si
parla di ente strumentale da affiancare all'Assessorato regionale
al bilancio per le riscossioni in Sicilia questo significa, cari
siciliani, quello a cui andrete incontro se voterete il Movimento
Cinque Stelle.
Io lo dico con molta nettezza perché questo è un modo di fare
assolutamente ingiustificabile. Ciò significa pensare che i
siciliani siano ignoranti e pecoroni ma siccome qui, viva Dio, c'è
qualcuno che legge le carte, io dico che questo è un modo di fare
assolutamente scorretto, noi siamo a) per salvare il livello
occupazione; b) perché i siciliani paghino un agio inferiore
rispetto a quello che hanno pagato in questi anni; c) perché la
Sicilia per una volta venga trattata allo stesso modo rispetto al
Governo centrale ed al sistema di riscossione nazionale di tutte le
altre Regioni. Se poi, presidente Ardizzone è necessario fermarsi
10 minuti per fare in modo che quello che noi vogliamo fare con
correttezza, linearità e trasparenza si possa fare meglio, sospenda
l'Aula, siamo pronti a sederci.
PRESIDENTE. Questo lo faremo.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Maggio.
MAGGIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in effetti c'è la
necessità di un approfondimento e bene ha fatto il presidente
Ardizzone a chiederlo. Qui il punto, al di là delle contraddizioni
e dei trasformismi che operano all'interno di quest'Aula, è che c'è
una volontà che si è espressa con un voto e, quindi, dobbiamo
partire da un lato che Riscossione Sicilia deve essere soppressa
perché questa è la volontà del Parlamento.
Se questa è la volontà del Parlamento non si può votare
l'emendamento della Commissione che vuole in sostituzione mettere
in atto un altro ente, quindi la cosa da fare è approfondire il
tutto e portare avanti immediatamente il tempo rispetto alla data
di scioglimento di Riscossione Sicilia perché il Governo regionale
dovrà naturalmente agire con il Governo nazionale per vedere come
fare confluire l'agenzia pubblica che sarà costituita in Sicilia
per determinare quelli che dovranno essere i livelli di garanzia
per i lavoratori sia in termini occupazionali che in termini di
trattamenti finora in vigore. Quindi, questo approfondimento dovrà
servire esclusivamente per questo, per dare tempo al Governo
regionale di andare a trattare con il Governo nazionale per fare
confluire il superamento di Riscossione Sicilia, quindi, questa
agenzia che si costituirà pubblica anche in Sicilia dove,
finalmente, i cittadini siciliani, non dovranno, così come hanno
detto i miei colleghi, pagare un euro in più per il servizio che
viene reso. Quindi, questi sono i termini degli approfondimenti,
secondo me.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intendo ribadire con
forza quello che è stato detto dal collega Cappello, ossia che
quest'Aula, in maniera irresponsabile, per fare il solito
sgambetto, specialmente i colleghi della maggioranza, al Governo di
cui evidentemente si vergognano di dargli ufficialmente, alla luce
del sole, il loro sostegno, perché hanno fatto confluire i loro
voti nel voto segreto e poi, come dei bambini sorpresi a rubare la
marmellata, non sanno che cosa fare.
CORDARO. I bambini stanno a casa.
FOTI. Il collega che ha detto, in maniera sleale e incompleta, ha
dimenticato di evidenziare - e lo sottolineo - che anche il mio
Gruppo ha presentato più emendamenti soppressivi proprio perché in
maniera assolutamente libera, sia io che il collega Cancelleri,
abbiamo presentato emendamenti soppressivi e abbiamo presentato
anche un'alternativa proprio prevedendo il ghiribizzo e gli
sgambetti che poi si sono verificati in Aula.
E non abbiamo in alcun modo consegnato il sistema della
riscossione in Sicilia a quello che è il sistema nazionale, bensì
prevediamo che il servizio venga affidato al Dipartimento economia
e finanze e successivamente, attraverso la redazione di uno statuto
regolamentato con decreto del Presidente della Regione, la nascita
di un nuovo ente più funzionale ma sempre nel rispetto dello
statuto e soprattutto dei siciliani.
Quindi non permettiamo a nessuno, nella confusione e nella
stanchezza di portare avanti delle tesi che ci accusano di
schizofrenia.
Il nostro piano A è: abolire questo articolo che avete inserito in
questo stralcio; piano B: un nuovo ente tutto siciliano. Se avete
la bontà e la capacità di leggere lo vedrete.
PRESIDENTE. Sospendo l'Aula per quindici minuti. L'Aula riprenderà
alle ore 18.45. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 18.32, è ripresa alle ore 19.18)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, com'è a vostra conoscenza, ci
sarebbe un'intesa di riscrittura sull'articolo 35, che deve essere
firmata dalla Commissione o dal Governo. Magari lo facciamo firmare
alla Commissione.
Siccome ho capito che avete difficoltà lo illustro io. Onorevoli
colleghi, gli Uffici, così ci intendiamo e non c'è il problema di
chi lo sottoscrive o meno, poi lo può sottoscrivere sia la
commissione che sarebbe la cosa più opportuna, perché comunque è un
giudizio dell'Aula, sia il Governo.
Gli Uffici sono arrivati sulla base delle indicazioni ricevute dai
vari parlamentari del dibattito d'Aula, hanno convenuto di scrivere
questo articolo: Il Governo della Regione è autorizzato ad
avviare le procedure di liquidazione di Riscossione Sicilia s.p.a.,
in attuazione delle disposizioni di cui all'art. 1 del D.L. n. 193
del 2016. Previa stipula entro il 31 dicembre del 2018 di apposita
convenzione con il Ministero dell'Economia, che si assicuri il
mantenimento dei livelli occupazionali del personale, con contratto
in tempo indeterminato, in servizio dalla data del 31 dicembre
2016, presso la stessa società. A far data dall'1 ottobre 2017 la
Società Riscossione Sicilia verrà gestita da un Consiglio di
amministrazione di tre componenti nominati dal Governo Regionale,
previo parere della commissione Affari Istituzionali dell'Assemblea
Regionale siciliana. L'incarico di componente in Consiglio di
amministrazione non può essere conferito a coloro i quali abbiano
svolto nei cinque anni antecedenti, funzioni e compiti di
amministratore nella società di cui al comma 1.'
Chi lo firma? Il Governo?
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Al di là
di chi lo firma, lei correttamente lo ha letto. Volevo dire che se
si deve procedere alla trattazione di altri articoli, visto che
questo è scritto, lo abbiamo capito, possiamo avere i deputati la
possibilità di consultarci anche con i nostri esperti per evitare
che la premura faccia fare qualche cosa di, sarà perfetto, ma se
dobbiamo fare un'altra mezz'ora di un altro articolo, ci possiamo
soffermare, approfondirlo e leggerlo con maggiore attenzione?
CORDARO. l'emendamento è scritto.
MILAZZO GIUSEPPE. Infatti, l'emendamento è scritto, se si deve
passare alla trattazione di altri articoli anche per lei
approfondirlo e approfondirlo tutti, per evitare che la premura
giochi brutti scherzi.
PRESIDENTE. Va bene l'emendamento verrà distribuito e trattato a
seguire.
Si passa all'articolo 36. Ne do lettura:
«Articolo 36
Norma di contenimento della spesa sugli affitti d'oro
1. L'Amministrazione regionale, gli enti e gli organismi di cui
all'articolo l della legge regionale 30 aprile 1991, n. 10 e
successive modifiche ed integrazioni, compresi gli enti del settore
sanitario, nonché le società a partecipazione totale o
maggioritaria della Regione e degli enti locali sono tenuti ad
applicare le disposizioni previste dall'articolo 2 bis del decreto
legge 15 ottobre 2013, n. 120 convertito, con modificazioni, dalla
legge 13 dicembre 2013, n. 137.
2. Il termine previsto dall'articolo 2 bis del decreto legge n.
120/2013 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 137/2013, è
da considerarsi perentorio ed è fissato al 31 dicembre 2020.
3. L'omesso rispetto delle disposizioni di cui al presente
articolo comporta responsabilità per danno erariale e la decadenza
dalla carica per gli organi amministrativi che hanno posto in
essere atti in violazione del presente articolo. I predetti atti
sono altresì nulli».
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo 36. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 37. Ne do lettura:
«Articolo 37
Pubblicità e trasparenza dell'azione amministrativa e dei conti
pubblici
1. I commi da l a 6 dell'articolo 14, della legge regionale 12
maggio 2010, n. 11 e il comma 2 bis dell'articolo 39 della legge
regionale 7 maggio 2015, n. 9 e successive modifiche ed
integrazioni sono abrogati.
2. All'articolo 48 della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17 è
aggiunto il seguente comma:
4 bis. L'articolo 8 della legge regionale 20 giugno 1997, n. 19
non si applica agli organi di controllo.».
C'è un emendamento soppressivo degli onorevoli Cancelleri,
Ciancio, La Rocca. L'emendamento 37.14 è inammissibile.
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo 37. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'articolo 38 è da ritenersi superato a seguito dell'approvazione
dell'articolo 7, comma 2, assestamento di bilancio.
Si passa all'articolo 39. Ne do lettura:
«Articolo 39
Modifiche alla legge regionale 8 luglio 1977, n. 47
1. L'articolo 4 della legge regionale 8 luglio 1977, n. 47 è
sostituito dal seguente:
Art. 4.
Previsione e situazione di cassa
1. Al fine di un efficace controllo sull'andamento della liquidità
della cassa regionale, il Governo regionale presenta ogni
quadrimestre all'Assemblea regionale siciliana la situazione e la
previsione di cassa e di tesoreria della Regione, predisposta
tramite il monitoraggio completo delle entrate e delle spese.».
Ci sono emendamenti. I soppressivi sono ritirati.
Si passa all'emendamento 39.3, a firma degli onorevoli Falcone ed
altri: sostituire la parola quadrimestre con semestre . Gli
emendamenti Falcone e Figuccia decadono per assenza dall'Aula dei
firmatari, Milazzo lo ritira.
L'emendamento 39.2 Rinaldi dopo la parola quadrimestre lo
stesso, lo ritira Rinaldi.
Pongo in votazione l'articolo 39. chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 40. Ne do lettura:
«Articolo 40
Controlli sugli enti regionali
1. I commi 2 ter, 2 quater, 2 quinquies e 2 sexies dell'articolo
17 della legge regionale 17 marzo 2000, n. 8 e successive modifiche
ed integrazioni sono abrogati».
Non ha emendamenti se non soppressivi. Pongo in votazione il
mantenimento dell'articolo 40. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 41. Ne do lettura:
«Articolo 41
Modifica all'articolo 1 della legge regionale 12 gennaio
2012, n. 7
1. Il comma 5 dell'articolo 1 della legge regionale 12 gennaio
2012, n. 7 è abrogato».
Non ha emendamenti se non soppressivi. Pongo in votazione il
mantenimento dell'articolo 41. chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
L'articolo 42 è accantonato.
Si passa all'articolo 43. Ne do lettura:
«Articolo 43
Modifica all'articolo 19 della legge regionale n. 24 del
2016
1. All'articolo 19, comma l, della legge regionale 5 dicembre
2016, n. 24 dopo le parole mancato ravvedimento aggiungere le
parole , per il triennio 2017-2019».
Non ha emendamenti se non soppressivi. Pongo in votazione il
mantenimento dell'articolo 43. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 44. Ne do lettura:
«Articolo 44
Programmazione triennale di dismissione beni immobili
della Regione
1. La Regione siciliana è autorizzata ad adottare con delibera di
Giunta regionale su proposta dell'Assessore regionale per
l'economia il Piano triennale delle dismissioni dei beni immobili
del patrimonio disponibile compreso quello proveniente da procedure
di demanializzazione.
2. Il programma è approvato entro il 31 maggio 2017 ed ha durata
triennale. Entro lo stesso termine annualmente può essere
modificato e/o integrato con le stesse modalità dell'approvazione.
3. Le dismissioni di cui al presente articolo sono operate
esclusivamente attraverso procedura di evidenza pubblica».
Ha pochi emendamenti. Gli emendamenti soppressivi sono ritirati.
C'è un emendamento della Commissione che corretto posticipava dal
31 maggio al 31 dicembre 2017. Pongo in votazione l'emendamento
44.3.R . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti a firma Di Mauro e Greco Giovanni decadono per
assenza dall'Aula dei firmatari.
Si passa all'emendamento 44.7 a firma dell'onorevole Foti. Il
parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Con il parere favorevole del Governo e della
Commissione, pongo in votazione l'emendamento 44.7. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, era soltanto un
chiarimento. Nel subemendamento dove dice verrà effettuata
dall'Agenzia delle entrate» chi la legge e deve interpretarlo è
come se l'Agenzia di volta in volta dovesse dare una valutazione
alla vendita dell'immobile. Se, invece, si intende che nel sito,
nella finestra appropriata dove ci sono tutte le valutazioni fatte
dall'Agenzia, si ricava il prezzo, è diverso. Cioè uno prende come
riferimento la valutazione dell'immobile prevista nel sito
dell'Agenzia, e quindi la procedura è più snella. Era solo questo.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, che io sappia le valutazioni dell'Agenzia
delle entrate non sono sine die, hanno una scadenza. Infatti, dopo
tot anni si devono rifare. E' chiaro che se sono valide si
prendono, ma se sono valutazioni di dieci anni fa, con valore di
mercato diverso da quello attuale, bisogna mantenere la regola che
la valutazione dell'Agenzia delle entrate va fatta, non ricordo se
ogni otto od ogni sei anni, perché ha una scadenza.
Non a caso, per esempio, nel caso della vendita dei capannoni
dell'IRSAP si devono fare, a volte, delle nuove valutazioni perché
la valutazione è scaduta perché troppo vecchia.
MILAZZO GIUSEPPE. E allora è da bocciare.
PRESIDENTE. No, scusate, lo abbiamo già votato. Pongo in votazione
l'articolo 44.
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, così come lo ha specificato
l'onorevole Foti, significa che di volta in volta, su ciascuna
questione, bisogna fare una valutazione ad hoc.
L'onorevole Rinaldi dice significa che sul sito ci sono i
parametri e in automatico uno si collega e ha il punto di
riferimento? . Se è così, sì. Se è come dice l'onorevole Foti,
bisogna bocciarlo, perché anziché snellire, praticamente ci siamo
incartati.
PRESIDENTE. Abbiamo già votato l'emendamento 44.7. Scriviamo un
emendamento ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento interno,
perché gli Uffici mi dicono che in effetti un problema ci sarebbe e
quindi con un 117 lo modifichiamo e specifichiamo.
FOTI. Ma ci deve essere la valutazione.
PRESIDENTE. Però, onorevole Foti, mi sostengono ancora gli Uffici,
secondo la linea dell'onorevole Rinaldi - corretta mi dicono - che
non si può fare la valutazione su ogni immobile, si può avere come
riferimento un principio pubblico.
Però siccome l'emendamento lo abbiamo votato, il suo principio è
salvo.
Pongo in votazione l'articolo 44. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
E' chiaro che ci sarà un emendamento ai sensi dell'articolo 117
del Regolamento interno sull'emendamento 44.7.
Si passa all'articolo 45. Ne do lettura:
«Articolo 45
Modifica dell'articolo 4 della legge regionale 19
ottobre 2016, n. 22
1. Al comma 1 dell'articolo 4 della legge regionale 19 ottobre
2016, n. 22 dopo le parole euro 17.052.645.793,78 sono aggiunte
le parole ivi compresa la partita di euro 434.496,46 di cui al
capitolo 742853 Interventi per la realizzazione dell'obiettivo
operativo 5.1.2 del Programma Operativo Regionale FESR 2007-2013
del bilancio dell'esercizio finanziario 2015, dichiarata irregolare
dalla Corte dei Conti con decisione delle Sezioni riunite in sede
di controllo nel giudizio sul Rendiconto generale della Regione
siciliana per l'esercizio finanziario 2015, fermo restando il
risultato del Rendiconto generale della Regione siciliana.».
Assessore Baccei, l'articolo 45 è l'approvazione di un rendiconto
già approvato, mi dicono. Questo articolo è accantonato, perché è
una questione tecnica.
Si passa all'articolo 47. Ne do lettura:
«Articolo 47
Modifiche all'articolo 26 della legge regionale 9 maggio
1986, n. 22.
1. Dopo il comma 2 dell'articolo 26 della legge regionale 9 maggio
1986, n. 22 è inserito il seguente:
2 bis. Ai fini dell'iscrizione all'Albo è sempre acquisita la
documentazione antimafia ai sensi degli articoli 83 e seguenti del
decreto legislativo n. 159/2011''.
2. Il comma 3 dell'articolo 26 della legge regionale 9 maggio
1986, n. 22 è così riscritto:
3. L'Assessore regionale per le autonomie locali e la funzione
pubblica, prima di provvedere all'iscrizione nell'Albo, effettua
opportuni accertamenti e verifiche sulla sussistenza dei requisiti
e sulla veridicità della documentazione presentata, avvalendosi
anche dei Comuni e delle Prefetture.».
C'è una riscrittura del Governo, l'emendamento 47.5, con il parere
favorevole della Commissione. Gli emendamenti soppressivi sono
ritirati.
Pongo in votazione l'emendamento 47.5. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 47. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 48. Ne do lettura:
«Articolo 48
Modifica all'articolo 14 della legge regionale 17 marzo
2016, n. 3
1.All'articolo 14, comma 9, della legge regionale 17 marzo 2016,
n. 3 è aggiunto il seguente comma:
10. I lavoratori dei Cantieri di servizio (RMI) di cui
all'articolo 1, comma 3 della legge regionale n. 5/2005, possono,
in aggiunta alle ore lavorative previste dai programmi di lavoro,
effettuare integrazioni orarie in favore dei Comuni, con onere a
carico dei bilanci comunali .».
All'articolo 48 non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 59. Ne do lettura:
«Articolo 59
Modifica all'articolo 100 della legge regionale 16
aprile 2003, n. 4
1.All'articolo 100 della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4 è
aggiunto il seguente comma:
1 bis. Per gli stabili costruiti con i contributi finanziati con
i fondi statali di cui alla legge 5 agosto 1978, n. 457 agli oneri
derivanti dalle disposizioni del comma precedente si provvede a
valere sulle risorse disponibili della medesima legge 5 agosto
1978, n. 457.».
Non ci sono emendamenti se non quelli soppressivi. Pongo in
votazione il mantenimento dell'articolo. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 68. Ne do lettura:
«Articolo 68
Personale in comando aziende sanitarie
1. Nelle more della revisione della Rete ospedaliera-territoriale
della Regione siciliana, ed al fine di evitare soluzioni di
continuità nell'erogazione dei livelli essenziali di assistenza,
gli enti del SSR, in relazione al proprio effettivo fabbisogno,
alle risorse finanziarie disponibili e al posti vacanti in
dotazione organica sono autorizzati ad avviare la stabilizzazione
del personale in comando previa richiesta del dipendente e nulla
osta delle ASP interessate».
Su questo articolo c'è il parere contrario del Governo.
Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 68. Chi è favorevole si
alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'articolo 69. Ne do lettura:
«Articolo 69
Medicina veterinaria
1. In applicazione dell'articolo 7 del decreto assessoriale n.
01799 del 4 settembre 2009 e dell'articolo 5 del decreto
assessoriale del 24 settembre 2012, al fine di implementare
l'attività di controllo, prevenzione e lotta al randagismo ed alle
malattie animali, oltre che per garantire i dovuti criteri di
sicurezza alimentare, le Aziende Sanitarie Provinciali sono
autorizzate ad incrementare le ore di incarico a tempo determinato
dei medici specialisti di medicina veterinaria impegnati nelle
azioni previste dal Piano nazionale di prevenzione 2014-2018, nei
limiti massimi stabiliti dalla vigente legislazione in materia ed
entro i limiti dei fabbisogni sanitari, cui si provvederà a valere
sulla quota capitaria del fondo sanitario regionale annualmente
assegnato alle AA.SS.PP».
MILAZZO GIUSEPPE. Faccio mio l'emendamento soppressivo 69.2 a
firma degli onorevoli Greco Giovanni ed altri.
PRESIDENTE. Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle 19,47, riprende alle ore 19,49)
La seduta è ripresa.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, ci sono disponibili 480 mila euro. Verifichi lei
e vediamo quale è la somma, presentiamo un subemendamento, un
milione e 200 lo scendiamo sotto.
Assessore Gucciardi, io che ho grande rispetto di tutti e
soprattutto dei colleghi della VI Commissione che su questa vicenda
hanno oggettiva competenza. Però, se non inseriamo le risorse, non
abbiamo concluso nulla perché in pratica si tratta di rimodulare le
risorse che abbiamo già messe, per cui io cosa dico, possiamo anche
approvare il 69.4 - che è quello fatto dalla Commissione - però,
dobbiamo inserire un comma.
GUCCIARDI, assessore per la salute. C'è il fondo di Sanità.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Ma il fondo Sanità, a quanto ammonta? Se lei ce li ha, ok,
altrimenti, siccome abbiamo la disponibilità di 400 mila Euro
intanto prendiamo queste. Anche perché Presidente Ardizzone, stiamo
parlando di una situazione. Scusate ma abbiamo finanziato solo le
ore che hanno, cioè solo le ore che hanno. Ma con le ore che hanno
non siamo riusciti a debellare ad esempio la brucellosi, dove a
Barcellona abbiamo avuto 85 casi umani. Non è che stiamo parlando,
per cui noi abbiamo la necessità di nuove risorse per cercare di
fare prevenzione anche perché.
Quindi cosa significa? Che noi siamo in grado di incrementare le
ore? Siamo nelle condizioni di incrementare le ore ai veterinari?
Perché se siamo in grado di incrementare le ore ai veterinari lo
certifichiamo.
PRESIDENTE. L'articolo 69 è accantonato.
Si passa all'articolo 70. Ne do lettura:
«Articolo 70
Nuove forme di pagamento del ticket sanitario
1. Ai fini del versamento del ticket per le prestazioni sanitarie,
entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, l'Assessore regionale per la salute predispone la stipula di
accordi con i gestori di servizi di pagamento online, e
prioritariamente con quelli già accreditati con la Regione per
l'erogazione di altri servizi, dandogli mandato all'incasso dei
ticket inerenti alle prestazioni sanitarie erogate dalle ASP.
2. I soggetti accreditali gestiranno il servizio di incasso
informatizzato dei ticket sanitari di competenza dell'azienda,
mettendo a disposizione dell'utenza la rete telematica, al fine di
effettuare il pagamento dei ticket sanitari, provvedendo a riceve
tale pagamento attraverso gli esercizi commerciali convenzionati
distribuiti nel comune in cui ha sede l'Azienda sanitaria.
3. Dall'attuazione del presente articolo non derivano nuovi o
maggiori oneri a carico della finanza regionale».
Onorevole Rinaldi, all'articolo 70 c'è un suo emendamento, il
70.5. Onorevole Rinaldi lo mantiene o lo ritira?
RINALDI. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, come nell'articolo 70. Nell'articolo
70, io dico, al comma 1, dove c'è l'assessore che predispone una
convenzione di sostituire questa con alla scadenza dei contratti
dei vari bandi bisogna fare un bando di evidenza pubblica per la
gestione dei pagamenti online . Mentre in quel modo c'è una
convenzione diretta, e quindi, diciamo, viene elusa l'evidenza
pubblica, io dico, rispetto alla convenzione che l'assessore
potrebbe fare rifare un bando ad evidenza pubblica alla scadenza
dei contratti, che mi sembra una procedura più corretta, più
trasparente. Quindi, lo mantengo e chiedo la votazione.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 70.5. Il parere del
Governo?
BACCEI, assessore all'Economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 70. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 35 in precedenza accantonato.
Si passa all'emendamento 35R.bis. di riscrittura. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 69, in precedenza accantonato.
ALLORO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALLORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
brevemente solo per sfatare un problema: i medici della
specialistica veterinaria sono dei lavoratori a tempo indeterminato
che sono impegnati presso le Asp e hanno una situazione
complicatissima, l'assessore sa che si è intervenuto con una
Commissione eccetera.
Prima dell'ultima legge che noi abbiamo fatto che abbiamo
trasformato i progetto in ore, in implementazione di ore, si
facevano dei progetti. Questi progetti però venivano fatti quando
non servivano sostanzialmente quindi si fece la scelta di
implementare le ore. Con questo ulteriore articolo, se il
Parlamento deciderà di approvarlo, noi andiamo ad implementare
qualche altra ora a questi medici specialisti che hanno pochissime
ore, chi ne ha sei, chi ne ha diciotto, ma ce ne sono tanti che ne
hanno dodici in un contesto difficilissimo soprattutto nella fascia
che va dai Nebrodi fino ad Enna.
PICCIOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PICCIOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, colgo
l'occasione dall'articolo 69 per chiedere all'assessore di non solo
di incrementare al massimo le ore per i veterinari perché
ovviamente svolgono un servizio essenziale sul territorio
soprattutto in provincia di Messina dove ancora abbiamo brucellosi
e blue tongue che sono patologie endemiche e non sono state
debellate. Ma anche di dotare, ove possibile, questi servizi di
veterinaria, caro assessore, e le aziende sanitarie dei mezzi
autonomi per il movimento dei veterinari perché non è pensabile che
il veterinario possa raggiungere località impervie dei Nebrodi o
interne della Sicilia in genere con auto proprie e mezzo proprio
senza avere alcun rimborso.
Di questo, assessore, desidero che lei rimanga traccia
parlamentare, che lei si occupi di possibilmente convocare i
Direttori generali e i responsabili dei Dipartimenti di veterinari
per dotarli dei mezzi essenziali per svolgere il loro servizio, il
loro ruolo, cioè non basta non solo l'incremento, l'incremento è
una parte, consente di bypassare il problema del programma che è
stato introdotto con un surrogato, abbiamo surrogato una norma
distribuendo i fondi dei programmi per combattere la brucellosi o
la blue tongue.
Oggi è indispensabile anche dotare i veterinari dei mezzi per
poter raggiungere i luoghi, perché se i controlli non si fanno con
periodicità, questi problemi di allevamenti non si potranno mai
debellare, la patologia della brucellosi non potrà mai essere
debellata, quindi, ci vuole controllo e capacità di coordinamento
con gli allevatori.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Rinaldi. Ne ha
facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, su
questo articolo probabilmente, in maniera involontaria, è stato
scritto a tempo determinato. Ci sono due emendamenti miei, che
prevedono la trasformazione della dicitura a tempo determinato con
a tempo indeterminato , così come aveva sottolineato il collega
Alloro e, poi, un altro emendamento dove dico di portare l'orario a
full time , se possibile, dove ci sono le esigenze.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Milazzo. Ne ha
facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
Assessori, una persona non si mette mai contro dei lavoratori e,
certamente, non lo farò io, in questa occasione, però vorrei
ricordare, intanto trovano copertura su un fondo che è già
all'interno della sanità che è quello della prevenzione, sappiamo
tutta la storia.
Ora, il tema è: poco fa l'Aula sugli ex dipendenti Spatafora - io
capisco che la brucellosi è una tematica importante, però tenere
aperti i musei non è meno importante di questo argomento - per
aumentare le ore - ed i fondi erano sempre all'interno del fondo,
c'erano le risorse, non c'era aggravio di spesa - l'emendamento è
stato dichiarato inammissibile.
Allora, Presidente, vorrei solo fare rilevare questo. Io non
voterò contro l'assessore Gucciardi, lei non deve essere
infastidito che dico questa cosa.
GUCCIARDI, assessore per la salute. Io sono d'accordo con lei.
MILAZZO GIUSEPPE. Questa è un'Assemblea che quando si apre il
cuore, il petto, così con questi emendamenti che salvano e liberano
dall'oppressione, lo deve fare per tutti. Non è perché l'onorevole
Alloro mi dice Milazzo, ti prego , ed io mi sto zitto e non parlo.
Le posso garantire una cosa, Assessore: questo articolo non avrebbe
mai visto la sua approvazione. E' un favore personale che faccio io
non a lei, ma a questi signori, però questo articolo non
meriterebbe di procedere oltre, perché poco fa, su una fattispecie
identica, in un settore diverso, si è fatto un altro tipo di
trattamento, e voi che siete giusti, questo lo dovete sapere,
tutti.
TAMAJO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TAMAJO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi associo a quello
che ha detto poc'anzi il collega Milazzo. Vorrei sentire sia
l'assessore Baccei che l'assessore Gucciardi su qual è la
differenza e perché non cerchiamo di procedere con coerenza, visto
che trattiamo due casi simili; lì si parla di nuove assunzioni,
nonostante aumentiamo le ore e qui, anche nello stesso caso
specifico cerchiamo di aumentare le ore ai medici veterinari, non
so per quale motivo, ed affrontiamo la questione in maniera
completamente diversa. Assessore, vorrei una spiegazione, perché
altrimenti non voterò questa norma.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'assessore Gucciardi. Ne ha
facoltà.
GUCCIARDI, assessore per la salute. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, questo articolo, hanno detto bene l'onorevole Picciolo e
l'onorevole Alloro, è destinato a combattere zoonosi importanti,
che sono pericolose anche per la salute dell'uomo e che interessano
gran parte del territorio della Regione.
Vorrei tranquillizzare i colleghi deputati che hanno posto
l'accento su fatti organizzativi. Il Governo non solo è stato
attento, ma è stato molto attento su questi temi che hanno
determinato, come tutti voi ricorderete, problematiche di ordine
pubblico non indifferente, problematiche relative anche alla
sicurezza di chi opera in determinati territori e mi riferisco
soprattutto alle zone dei Nebrodi. In questo senso ci sono attività
ispettive ancora in corso da parte dell'Assessorato e non solo,
ovviamente, dell'Assessorato ma, in questo momento, ci occupiamo
della tutela della salute dell'uomo e, ovviamente, della salute
animale. Per cui, condivido gli interventi dei colleghi che hanno
parlato dei musei. Ci mancherebbe altro. Sono deputato in carica
anch'io. Mi occupo, ovviamente, nella mia veste di deputato, anche
di problematiche che attengono altri aspetti.
Però, questo articolo riguarda esattamente il tema di cui abbiamo
parlato. Non è finanziato con fondi del bilancio della Regione. E'
finanziato con il Fondo sanitario regionale e vengono destinati
obbligatoriamente con questa norma e, mi riferisco onorevoli
colleghi, all'emendamento 69.4 che ha avuto il parere favorevole
della VI Commissione legislativa permanente e che è un emendamento
del Governo e che si riferisce ai lavoratori a tempo indeterminato
cui saranno aumentate le ore a tempo indeterminato. Quindi, il
problema non esiste più rispetto al testo base dell'articolo 69.
Questa norma è indispensabile perché è necessario che sui
territori ci possano essere ulteriori unità che abbiano ore
sufficienti per potere svolgere un'attività di prevenzione e di
controllo esattamente come richiesto e ci sono province, nella
nostra Regione, che hanno indici di brucellosi così elevati da
avere certamente la nostra preoccupazione. L'articolo, quindi,
necessita di essere approvato e scaricato sul Fondo sanitario
regionale e, quindi, non sui fondi del bilancio.
Il tempo indeterminato su cui si sono soffermati alcuni colleghi è
contenuto nella norma proposta dal Governo, nell'emendamento
proposto dal Governo e su cui è stato espresso parere favorevole
dalla Commissione legislativa permanente. Però, siccome nella legge
20 del 2016 abbiamo approvato un articolo analogo a questo e che
proprio perché viene finanziato con il Fondo sanitario regionale
non è stato possibile applicare perché il Fondo sanitario, sapete
che ha delle regole diverse, rispetto al bilancio ordinario, è
necessario Presidente, quindi, è pronto un subemendamento che
all'inizio dell'articolo venga scritto testualmente che questo
articolo sostituisce l'articolo 20, comma 1 della legge regionale
20 del 2016. Quindi, eliminiamo dall'ordinamento l'articolo 20
della legge 20 del 2016 perché inapplicabile e questo articolo che
è analogo a quell'articolo con la stessa finalità a tempo
indeterminato e per i lavoratori, i medici veterinari, a tempo
indeterminato ci può consentire di accrescere l'intervento e la
qualità dell'intervento sui territori.
Vorrei rassicurare l'onorevole Picciolo: le aziende sanitarie
della nostra Regione hanno fondi sufficienti per potersi
organizzare. Sapete perfettamente e sa perfettamente che questo non
è compito dell'Assessorato, quindi, i mezzi possono essere reperiti
da parte delle aziende sanitarie e evidentemente chi non lo fa, ma
credo che lo facciano tutti, credo che si porrebbe una posizione di
inadempienza. Per cui, evidentemente, questo sarà segnalato in
maniera perentoria.
Ritengo che il problema dei mezzi non sia un problema che possa
essere considerato il problema rispetto alle tematiche di cui
stiamo parlando. Rispetto alle tematiche di cui stiamo parlando
sono necessarie ore ed ore di attività di controllo da parte di
medici veterinari e proprio per questa ragione abbiamo corretto
l'articolo della legge 20 del 2016 e fatto in modo che queste somme
che sono destinate e vincolate da parte dell'Assessorato alla
prevenzione veterinaria siano spese per intero aumentando le ore a
tempo indeterminato dei veterinari in servizio a tempo
indeterminato.
PRESIDENTE. Assessore Gucciardi il 69.4.1 è un subemendamento?
GUCCIARDI, assessore per la salute. E' un subemendamento che
sostituisce l'articolo 20 della legge n. 20 del 2016.
PRESIDENTE. Mi date questo subemendamento?
MILAZZO GIUSEPPE. Lo possiamo avere questo subemendamento per
leggerlo?
PRESIDENTE. Lo stanno verificando gli Uffici.
Pongo in votazione il subemendamento 69.4.1. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi;
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 69.4.
MILAZZO GIUSEPPE. Lo possiamo avere questo emendamento?
PRESIDENTE. L'ha illustrato adesso.
MILAZZO GIUSEPPE. Ma fa riferimento alla norma ed io lo devo
leggere. Con l'aria che tira con questo Governo lo devo leggere.
Voglio una copia.
PRESIDENTE. Distribuiamo la copia del subemendamento. L'articolo è
accantonato.
Si passa all'articolo 71. Ne do lettura:
«Articolo 71
Modifiche alla legge regionale 9 maggio 2012, n. 26
1. Il comma 23 dell'articolo 6 della legge regionale 9 maggio
2012, n. 26, è abrogato.
2. I canoni ricognitori maturati dalla data di entrata in vigore
del comma 23 dell'articolo 6 della legge regionale 9 maggio 2012,
n. 26, non sono dovuti».
Assessore Baccei sull'articolo 71 gli Uffici - però si rimettono
alla sua valutazione - mi pongono un problema di copertura
finanziaria perché è un'abrogazione di norma che prevedeva una
determinata entrata. Non so come sia arrivata qui la norma.
MILAZZO GIUSEPPE. E questo cosa crea all'impianto?
PRESIDENTE. C'è il soppressivo del Governo. Si passa
all'emendamento 71.4, degli onorevoli Rinaldi ed altri. Il parere
del Governo?
BACCEI, assessore per il bilancio. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Quindi è bocciato l'articolo 71. Però, anche in Commissione
Bilancio sull'articolo 71 gli Uffici, correttamente, mi fanno
notare che era una minore entrata che saltava tutta.
Si passa all'articolo 72. Ne do lettura:
«Articolo 72
Piani Paesaggistici Territoriali
1. I Piani Paesaggistici Territoriali, nell'individuare le
specifiche aree di tutela e predisporre le correlate prescrizioni
d'uso, nel rispetto dei principi di cui all'articolo 143 del
decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, devono prevedere la
possibilità che le opere di pubblica utilità, realizzate da enti
pubblici o società concessionarie di servizi pubblici e con
esclusione dell'impiantistica di trattamento dei rifiuti comprese
le discariche, siano realizzabili, previa specifica valutazione da
effettuarsi caso per caso della concreta compatibilità con i valori
paesaggistici oggetto di protezione, considerando nel complesso del
progetto anche le possibili soluzioni in grado di ridurre,
compensare o eliminare le eventuali incompatibilità.
2. La procedura di valutazione è avviata con istanza avanzata dal
proponente l'opera all'Assessorato regionale dei beni culturali e
dell'identità siciliana. La valutazione dovrà concludersi entro
trenta giorni dalla presentazione dell'istanza ed essere espressa
con delibera di Giunta regionale, su proposta dell'Assessore
regionale per i beni culturali e l'identità siciliana.
3. Le opere di cui al comma 1 che, prima della data di adozione
dei singoli Piani Paesaggistici Territoriali, abbiano già ricevuto
nulla osta, pareri favorevoli o autorizzazioni comunque denominate
da parte di una Amministrazione regionale o locale competente in
materia di tutela paesaggistico territoriale ai sensi del decreto
legislativo n. 42/2004, ovvero per le quali la Regione abbia già
rilasciato atti di intesa allo Stato, possono essere realizzate nel
rispetto dei tempi, delle forme e delle modalità ivi previste,
senza ulteriori valutazioni. .
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO. Signor Presidente, sull'articolo 72 abbiamo sollevato
delle perplessità durante il dibattito in Commissione sia in ordine
alla tenuta costituzionale della norma che nel merito. Anzitutto la
norma è stata presentata come emendamento la prima volta ed ha
ricevuto il parere negativo della Commissione, poi misteriosamente
è riapparsa una seconda volta ed ha avuto il parere positivo.
Fondamentalmente la disposizione introduce la possibilità che, a
priori, vengano realizzate ed individuate delle grandi opere
all'interno della pianificazione paesaggistica, ma come sappiamo la
pianificazione paesaggistica già disciplinata dal codice Urbani,
quindi dal decreto legislativo 41/2014 è competenza esclusiva dello
Stato, quindi, noi andiamo ad introdurre in una disciplina di
dettaglio stabilito, in una cornice stabilita dallo Stato, una
disposizione che non è per nulla di tutela del territorio bensì
delle grandi opere e questa, appunto, è la questione principale, la
critica principale che abbiamo sollevato.
Ecco il motivo per il quale abbiamo presentato un emendamento
soppressivo che sosteniamo, chiaramente, di tutto l'articolo 72.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, l'articolo 72 conferisce soltanto la
possibilità per le società che sono concessionarie di servizi
pubblici o per le società pubbliche, di realizzare le opere che
sono di pubblica utilità. Di cosa stiamo parlando?
Lo spiego a chiare lettere. L'accordo Stato-Regione, l'accordo
quadro di programma sul trasporto locale prevede il finanziamento
di una bretella autostradale che collega la città di Mazara del
Vallo con la città di Trapani. Nelle more è intervenuto il piano
paesistico che ne bloccherebbe la realizzazione. Allora, soltanto
per le società pubbliche o per le società concessionarie di servizi
pubblici è possibile realizzare questo nel rispetto del progetto
già approvato ed in deroga agli ulteriori vincoli che sarebbero
emessi.
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO. Io capisco l'interesse preminente dell'onorevole Turano,
però c'è anche un discorso da fare. Questa disposizione si può
realizzare con l'articolo 146 del codice dei Beni Culturali che è
l'autorizzazione paesaggistica che già prevede che una grande opera
o una piccola opera o comunque altra attività all'interno del piano
paesaggistico possa essere realizzata, cioè noi andiamo a
modificare il Codice Urbani con una norma regionale quando sappiamo
che il Codice Urbani ha una cornice legislativa che stabilisce, ma
dico in ogni caso già esiste l'articolo 146 del Codice Urbani che
prevede la possibilità, con l'autorizzazione paesaggistica, di
realizzare grandi opere. Però, poi, ci assumiamo la responsabilità
di avere una norma, eventualmente, impugnata dinanzi la Corte
Costituzionale.
TURANO. Parliamo di motivi di costituzionalità, che sono stati già
vagliati dagli Uffici.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per chiarezza prima di porlo in
votazione. Gli Uffici avevano fatto un appunto. Presenta profili di
criticità. Non è chiaro, infatti, se il procedimento di
autorizzazione sia conforme a quanto prescritto dal Codice dei Beni
Culturali poiché la norma richiama solo i principi di tale articolo
e sembra eliminare dal procedimento il parere obbligatorio della
Sovraintendenza, assegnando peraltro il termine perentorio di
trenta giorni per la conclusione del procedimento.
Io ho il dovere di dirlo.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, non pensa sia inammissibile
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, non vada oltre.
MILAZZO GIUSEPPE. No, io vado oltre.
PRESIDENTE. Allora, gli Uffici mi evidenziano questi profili di
criticità, la Commissione ha espresso parere favorevole, l'Aula
vota come ritiene opportuno. I profili di criticità però ci sono,
realisticamente.
Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia, Ci rimettiamo all'Aula.
TURANO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Stiamo votando l'emendamento 72.6 dell'onorevole
Palmeri.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione per scrutinio segreto sull'emendamento 72.6
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata, a termini di
Regolamento, indìco la votazione per appello nominale
dell'emendamento 72.6.
Chiarisco il significato del voto: chi vota a favore
dell'abrogazione, vota si e prema il pulsante verde, e vota quindi
per la soppressione dell'articolo 1; chi vota no prema il pulsante
rosso; chi si astiene prema il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 47
Maggioranza 24
Favorevoli 7
Contrari 30
Astenuti 10
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 72.8, del Governo. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 72, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si torna all'articolo 69, in precedenza accantonato. C'era il
subemendamento, l'onorevole Milazzo ha avuto modo di apprezzarlo
Si passa al subemendamento 69.4.1. Lo pongo in votazione . Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 69.4, come subemendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
Con l'astensione dell'onorevole Tamajo.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 73. Ne do lettura:
«Articolo 73
Modifiche all'articolo 5 della legge regionale 10 agosto 2016,
n.16
1. Alla lettera d) del comma l dell'articolo 5 della legge
regionale 10 agosto 2016, n. 16, dopo la parola realizzati
sopprimere le parole alla data di entrata in vigore della presente
legge .
2. Per i permessi a costruire rilasciati prima della pubblicazione
della legge 10 agosto 2016, n. 16, per i quali sono stati già
comunicati l'inizio dei lavori, il termine di ultimazione degli
stessi è prorogato fino al 31 dicembre 2017».
Comunico che è stato presentato un emendamento sostitutivo dalla
IV Commissione, il 73.R ed un subemendamento della stessa, il
73.R.1.
Pongo in votazione il subemendamento 73.R.1. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 73.R. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'articolo 73 è approvato.
Si passa all'articolo 74. Ne do lettura:
«Articolo 74
Demanio marittimo
1. Le disposizioni di cui alla legge regionale 29 novembre 2005,
n. 15, non si applicano nel caso di utilizzo del demanio marittimo
per lo svolgimento di feste religiose o civili riconosciute dalla
Regione ed iscritte nel Libro delle celebrazioni, delle feste e
delle pratiche rituali del Registro delle eredità immateriali della
Regione siciliana (REIS)».
Comunico che è stato presentato un emendamento sostitutivo della
IV Commissione, il 74.R. I soppressivi sono ritirati. Pongo in
votazione l'emendamento 74.R. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 75. Ne do lettura:
«Articolo 75
Stabilimenti balneari
1. Quanto disposto dall'articolo 2 della legge regionale n. 15 del
2005, si applica anche ai lidi autorizzati su terreni privati».
Abbiamo il parere favorevole della IV Commissione. Si vota il
mantenimento. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 77. Ne do lettura:
«Articolo 77
Istituzione del Parco dei Monti Peloritani
1. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, l'Assessore regionale per il territorio e
l'ambiente, ai sensi della legge regionale 6 maggio 1981, n. 98 e
successive modifiche ed integrazioni e dell'articolo 22 della legge
6 dicembre 1991, n. 394, istituisce il Parco dei Monti Peloritani.
2. Al fine di cui al comma 1, entro novanta giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge, è costituito, con decreto
dell'Assessore per il territorio e l'ambiente, un Comitato avente
il compito di sottoporre all'Assessore per il territorio e
l'ambiente la proposta per l'istituzione del Parco dei Monti
Peloritani.
3. Dall'istituzione del Parco di cui al comma 1, non possono
essere imposti nuovi vincoli rispetto a quelli esistenti».
E' stato presentato un emendamento sostitutivo della IV
Commissione, il 77.R.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sull'articolo 77
chiaramente manterrò l'emendamento soppressivo, il 77.5, ma voglio
chiedere intanto agli Uffici: 1) se in questo articolo è necessaria
la copertura finanziaria; 2) l'istituzione del parco prevede che
sia individuato il perimetro esatto dentro cui ricadono tutti i
comuni del parco che viene istituito; 3) è necessario che i comuni
si esprimano sulla costituzione del parco, quindi è necessario che
ogni consiglio comunale venga convocato e che si esprima sul parere
per l'istituzione del parco.
Mi pare che già siano tre requisiti che non vedo in questo
articolo, quindi, chiedo intanto agli Uffici come mai l'articolo
sia stato predisposto senza copertura finanziaria e rispetto anche
agli altri punti che ho sottolineato, come mai gli Uffici non
abbiano messo in evidenza queste criticità, pertanto, chiedo agli
Uffici di pronunciarsi sia sulla copertura finanziaria, sia
sull'individuazione della perimetrazione del parco, sia sul fatto
che i comuni debbano esprimersi riunendo il consiglio comunale e
deliberando, ogni comune, sulla opportunità di aderire a questa
costituzione o meno.
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, naturalmente non
tocca a me rispondere alle osservazioni che ha fatto l'onorevole
Rinaldi, immagino che le procedure previste per la costituzione del
Parco dei Peloritani, del Parco dei Monti Elimi, perché
l'emendamento sostitutivo prevede l'istituzione di due nuovi
parchi, non possano essere che quelle previste dalla legge,
compresa l'adesione o meno dei comuni interessati.
Io per quanto riguarda il Parco dei Peloritani, vorrei ricordare
ai colleghi che siamo in presenza di una realtà dove esiste una
vasta area di terre vincolate, o perché sono del demanio forestale,
o perché sono ZPS, o perché sono SIC. Siamo nella situazione, in
questa parte della provincia di Messina, in cui ci sono gli effetti
dei vincoli che hanno certamente un valore paesaggistico, ma che
sono vissute da gran parte del territorio come una costrizione,
senza avere gli elementi di valorizzazione che può dare la
costituzione di un parco. Vorrei ricordare che, per quanto riguarda
i Monti Peloritani, siamo di fronte a studi fatti non solo dal
comitato scientifico promotore, ma anche dagli Uffici
dell'assessorato che ne hanno validato il valore paesistico,
faunistico, naturalistico e - lo dico sommessamente ai colleghi
della provincia di Messina -questa misura si pone come
un'opportunità per un territorio che potrebbe essere valorizzato,
anche attraverso attività imprenditoriali, quelle previste
nell'ambito di un parco, e che in altre realtà ha dato risultati
straordinari. Penso al Parco dei Peloritani, penso al Parco
dell'Etna e ad altri parchi che conosco meno che ci sono in
Sicilia.
Nello stesso tempo vorrei ricordare che parliamo di incendi. E'
scientificamente provato che le aree dove insistono i parchi hanno
una maggiore tutela e si sono difese meglio rispetto alla
criminalità incendiaria che ha flagellato la Sicilia e l'Italia nel
corso di questi mesi.
Quindi la ragione che porta all'istituzione del Parco dei Monti
Peloritani - immagino che la stessa cosa valga per l'altro parco -
è tutta positiva, tutta a favore del territorio. E penso che può
arricchire il territorio di Messina, e contestualmente il
territorio regionale, consentire di fare diventare risorsa e
opportunità le aree vincolate, che sono molte, che insistono nella
provincia di Messina. La popolazione di Messina altrimenti avrà i
limiti del regime vincolistico, che c'è e che continuerà, senza
poterli trasformare in opportunità.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, aggiungo -
rispetto a quello che ha detto il collega Panarello - che c'è una
sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato nulli tutti i
parchi realizzati in Sicilia. Cioè la costituzione dei parchi è
stata dichiarata nulla da una sentenza della Corte Costituzionale.
Quindi teniamo presente anche questo, che non mi pare un rilievo da
poco, perché la sentenza della Corte Costituzionale li ha
dichiarati nulli per i motivi che ho espresso precedentemente,
perché mancano di tutti quei requisiti che ho detto
precedentemente.
Quindi chiedo agli Uffici di tenere conto anche di questa
sentenza.
PALMERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, volevo intervenire a supporto della
possibilità di istituzione di questi nuovi parchi.
Per quanto riguarda, in particolare, il Parco dei Monti Peloritani
posso confermare per le notizie in mio possesso che è già arrivato
presso il CRPPN, la proposta di zonizzazione del territorio, quindi
tutta la mappatura e l'ipotesi di zonizzazione già è stata valutata
dal CRPPN.
Per quanto riguarda la proposta del Parco dei Monti Elimi, in
particolare volevo informare del fatto che è nato pure un
protocollo di intesa tra i sindaci a supporto di questo, dei GAL
territorialmente competenti, del commissario straordinario del
libero consorzio di Trapani, quindi c'è già un territorio, per
quanto riguarda le parti istituzionali, che stanno supportando
questa possibilità, oltre ovviamente ad associazioni ambientaliste.
In particolare, non si tratta dell'istituzione di una nuova area
protetta, ma nello specifico si tratta di una riorganizzazione di
tutta la moltitudine di enti e aree protette che insistono al suo
interno. Quindi, in realtà compatibilmente con l'indirizzo
nazionale di riorganizzazione legislativo si vuole portare anzi una
semplificazione di enti, si vuole portare ordine. Quindi una
governance unitaria.
Proprio nell'intendimento anche di sviluppo del territorio. Oggi
alla luce della chiara incapacità di risolvere il problema della
prevenzione degli incendi in maniera efficace, si pensa anche alla
luce del fatto che questo territorio interessato da questa nuova
proposta di parco è stato interessato da molti incendi, anche alla
luce di questa preoccupazione i sindaci si stanno muovendo. E mi
faccio testimone di questo del fatto proprio di questa incapacità
di risolvere il problema degli incendi. Quindi una maggiore
governance, una visione più unitaria di gestione del territorio di
tutte le componenti vuole anche risolvere e tutelare meglio il
territorio, controllarlo meglio, valorizzarlo per uno sviluppo
sostenibile. Non soltanto per una autotutela. Quindi non è la
volontà di istituire nuovi vincoli ma di riorganizzare i vincoli
che ci sono, secondo la legislazione che già esiste in atto,
secondo il piano paesistico che già esiste. Quindi non creare nuovi
vincoli ma portare sviluppo, possibilità di sviluppo sostenibile
che è il modello a cui dovremmo tendere noi tutti.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, puntuale e
puntualmente ogni anno, ogni legislatura, arriva la proposta di
istituire un nuovo parco in Sicilia. E per la verità, questa
richiesta di istituzione del parco sui Monti Peloritani insiste e
resiste imperterrita da almeno tre legislature.
Il territorio siciliano è il territorio con il più alto numero di
parchi del mondo. E ciò nonostante è il territorio che brucia di
più. Mah Chissà qual è il nesso causale Forse perché non si
possono più coltivare le terre o non c'è più nessuno che va in
quelle zone magari per esercitare liberamente la professione della
caccia? Forse perché mummificano un territorio in maniera tale che
essendo talmente incolto è più permeabile alla mano degli
incendiari?
La vera verità - e dobbiamo dircelo in faccia - è che si vuole
costruire un altro ente di mangiugghia . Si vuole costruire un
altro ente dove sistemare alcune persone. Nel momento in cui non
troviamo 10 milioni di euro per risolvere i problemi delle persone,
chiudiamo gli occhi sul fatto che manca pure la copertura
finanziaria.
E tentiamo ancora una volta di andare verso il 40 o il 45 per
cento di territorio vincolato. E' veramente vergognoso, signor
Presidente E' vergognoso che ancora si cerchi di portare avanti da
almeno tre legislature il tentativo di mummificare tutto Siamo già
oltre il 30 per cento. Andiamo al 50, istituiamo un parco in ogni
casa Basta Basta, signor Presidente
PICCIOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. ne ha facoltà.
PICCIOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore Baccei,
è chiaro che se siamo arrivati a discutere in Aula un articolo così
importante come questo dell'istituzione di un parco così atteso
come quello dei Peloritani, io ritengo che sia quanto meno
incredibile che non ci sia la copertura economica finanziaria per
una operazione simile. Ci siamo arrivati fino a questo punto a
discutere, ad impegnare un Parlamento, una Commissione, e lei mi
dovesse dire preliminarmente che non c'è la copertura economica per
una opera che da tanto tempo è attesa, io davvero mi sento tremare
le vene dei polsi.
Quindi, preliminarmente alla discussione e al dibattito, vorrei
che lei rispondesse alla prima domanda dell'onorevole Rinaldi,
quella sulla copertura economica, perché davvero sarebbe un fatto
increscioso ed anche mortificante per un territorio che aspetta da
troppo tempo quest'opera, al di là dei limiti, dell'istituzione dei
parchi, di cui parlavano i colleghi precedenti. Ma, è chiaro, che
dopo i parchi funzionano, la prevenzione viene fatta, se sono doti
di personale e quindi ci deve essere una adeguata copertura
economica e finanziaria perché l'istituzione di un parco in quanto
tale deve prevedere poi anche i fondi per la sua gestione e per la
prevenzione che è l'elemento essenziale del territorio. Quindi, se
noi facciamo la classica cattedrale, e non credo che assolutamente
sia questo lo scopo dell'Assessorato magistralmente diretto
dall'assessore Croce, sicuramente la copertura economica andava
concordata, sarà concordata, e sono sicuro di poter dare risposte
agli interventi degli onorevoli che mi hanno preceduto in maniera
compiuta.
GERMANA'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GERMANA'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rendo conto
che a fine legislatura ognuno di noi vuole portare a casa un
risultato legittimamente, magari di una cosa in cui si crede ed in
questo caso per chi la propone. Però, voglio ricordare a quest'Aula
ed a me stesso, che lei stesso entrando nell'Aula oggi pomeriggio,
aprendo questa seduta pomeridiana, ha detto che non avrebbe
consentito una legge omnibus.
Questo lo dico perché non vedo cosa ci azzecca l'istituzione di un
parco in un collegato alla finanziaria. Oltre tutto voglio dire,
come ha ricordato il collega Rinaldi, che c'è una sentenza della
Corte Costituzionale che è la 212/2014 che ha dichiarato
l'illegittimità costituzionale di alcuni articoli di norme per
l'istituzione di parchi. Grazie a questa sentenza, per evitare che
si possa pensare che siamo contrari soltanto per difendere il mondo
venatorio, e grazie a questa sentenza il Tar di Palermo ha
annullato l'istituzione della riserva dei pantani di Pachino,
rendendo giustizia agli agricoltori dei 1.800 ettari di terreno
destinati alla produzione di pomodoro pachino IGP.
E poi, non so se ricordate, l'inchiesta di Repubblica del 2014,
quando denunziò che i parchi siciliani, carrozzoni politici che
sono serviti soltanto a dare consulenze ed a fare negli anni
purtroppo cose che non andavano fatte. Io esclude da questo, e da
quello che è successo, quest'ultima gestione del Parco dei Nebrodi
che, corri corri, sta portando avanti il Presidente Antoci, però,
in linea di massima è sempre stato così. E' emerso che da quella
denuncia di Repubblica i parchi siciliani costano 16 milioni di
euro, e mi pare che le condizioni dei parchi siciliani siano sotto
gli occhi di tutti. E poi che evitiamo anche di strumentalizzare la
questione parlando di incendi perché basta andare su Google e
guardare cosa è successo ieri sul parco dell'Etna sugli incendi, o
in queste ore, cosa continua a succedere nel Parco dei Nebrodi e
nel Parco delle Madonie. Sono continuamente incendiati. Quindi,
dire che se si fa il parco non ci sono incendi mi sembra una
sciocchezza.
PRESIDENTE. Bene, onorevoli colleghi, per quanto riguarda i
presunti profili di incostituzionalità, non sussistono perché si fa
riferimento ad una norma nazionale, mentre la sentenza della Corte
Costituzionale - mi evidenziano gli Uffici - faceva riferimento ad
una norma esclusivamente regionale. Qua c'è un riferimento proprio
alla norma nazionale che supererebbe tutti. Quindi non ci sono
profili di incostituzionalità.
Per quanto riguarda la questione della copertura finanziaria, si
evince con riferimento alla Costituzione del Comitato. Se il
Governo e la Commissione ritengono di insistere, si può aggiungere
senza nuovi oneri a carico del bilancio regionale ; questo è il
discorso. Quindi rimane.
Io rispondo ad eventuali profili di incostituzionalità o meno. Si
è detto di tutto e di più. Guardate, io però la sentenza
francamente non l'ho vista. Gli Uffici mi dicono che è stata
richiamata una sentenza che riguardava la costituzione a Pachino di
riserve poiché non erano stati consultati i Comuni. La realtà è
una, che si fa riferimento nell'istituzione alla normativa
nazionale. La normativa nazionale prevede la consultazione dei
Comuni, quindi in ogni caso profili di incostituzionalità non ce ne
sono.
Siete tutti esperti, ognuno si innamora delle proprie idee, ho
capito perfettamente. Sono stati fatti tutta una serie di rilievi,
siccome è passata venticinque volte in Commissione, se n'è discusso
sui giornali, diciamo che non siamo d'accordo sul merito. Ma non
evidenziamo profili di incostituzionalità, non attribuiamo
responsabilità che francamente non ci sono. Uno può essere a favore
o in disaccordo legittimamente, ma - ripeto - profili di
incostituzionalità non ce ne sono.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io non
ho fatto nessun rilievo, quella sentenza sullo specifico è come
dice lei perché non avevano consultato i comuni ma quella sentenza
dice pure che la norma siciliana non è perfettamente costituzionale
in quanto per istituire un nuovo parco ci vogliono dei valori di
eccellenza di quel territorio e non è questo il caso, è il caso di
istituire un nuovo ente per promettere assunzioni in campagna
elettorale e questa è una vergogna che non possiamo permetterci.
PRESIDENTE. Ho capito, ognuno si agita, ognuno sa tutto. Allora i
profili, lasciamo stare il merito, ognuno si pronuncia sul merito.
Non ci sono profili di incostituzionalità, sono stati superati
perché nella norma riscritta dalla Commissione si fa riferimento
alla normativa statale, poi ognuno vota come ritiene più opportuno
ma non eccepiamo profili di incostituzionalità, possiamo dire se
siamo d'accordo o a sfavore. Se il Governo presenta il
subemendamento precisando che non ci sono nuovo oneri finanziari
nella costituzione del Comitato, possiamo andare avanti.
Comunico che è stato presentato dal Governo il seguente
subemendamento 77.R.1 all'emendamento 77.R: Dall'attuazione del
presente articolo non possono derivare nuovo o maggiori oneri a
carico del bilancio regionale .
Lo pongo in votazione.
FORMICA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Propongo l'accantonamento dell'articolo 77.
Non sorgendo osservazioni, così rimane stabilito.
Si passa all'articolo 78. Ne do lettura:
«Articolo 78
Oneri istruttori autorizzazioni ambientali
1. All'articolo 91 della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9 sono
apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 3, dopo le parole le tariffe dovute dai proponenti e
dalle autorità procedenti, aggiungere le parole ad esclusione
delle amministrazioni regionali ;
b) al comma 5, dopo le parole tutte le amministrazioni
competenti aggiungere le parole ad esclusione delle
amministrazioni regionali».
Onorevoli colleghi, è stato presentato un emendamento sostitutivo
della IV Commissione.
Accantoniamo l'articolo 78 in quanto gli Uffici stanno valutando
alcuni profili proprio sulla riscrittura.
Si passa all'articolo 79. Ne do lettura:
«Articolo 79
Modifiche all'articolo 6 della legge regionale siciliana 16 aprile
2003, n. 4
1. Dopo il comma 4 dell'articolo 6 della legge regionale siciliana
16 aprile 2003, n. 4 è aggiunto il seguente:
4 bis. Ove sull'area interessata non sussistano opere
consolidabili al pubblico demanio, il criterio di cui al comma
precedente è sostituito con quelli previsti dall'articolo 5 bis
della legge 1 agosto 2003, n. 212. La predetta disposizione si
applica ai rapporti in essere non ancora definiti con atti di
alienazione o transattivi. ».
Essendo stati presentati solo emendamenti soppressivi, pongo in
votazione il mantenimento dell'articolo.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 80. Ne do lettura:
«Articolo 80
Qualificazione A.R.P.A.
1. All'articolo 90 della legge regionale 3 maggio 2001, n. 6 sono
aggiunti i seguenti commi:
2 ter. L'Agenzia è definita e qualificata quale ente del settore
sanitario di cui al comma 3 dell'articolo 4 della legge regionale
14 maggio 2009, n.6 e successive modifiche ed integrazioni e di cui
alla legge regionale 29 dicembre 2008, n. 25.
2 quater. Entro 60 giorni dalla data di approvazione della
presente legge con decreto del Presidente della Regione su proposta
dell'Assessore regionale per la Salute e dell'Assessore regionale
per il territorio e per l'ambiente, sentite le Commissioni
legislative competenti, sono stabilite le modalità applicative del
disposto di cui al comma 2 ter.».
Comunico che all'articolo 80 ci sono motivi di incostituzionalità.
La qualificazione dell'A.R.P.A. come ente del settore sanitario,
confligge con la normativa statale inderogabile relativa alla
destinazione del fondo sanitario.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Considerata l'ora la seduta è tolta e l'Aula è rinviata a domani,
giovedì 10 agosto 2017, alle ore 11.00, con il seguente ordine del
giorno:
I- COMUNICAZIONI
II-DISCUSSIONE DEL PROGRAMMA OPERATIVO FESR SICILIA 2014/2020 -
MODIFICA
Relatore: on. Vinciullo
III-DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2017.
Legge di stabilità regionale. Stralcio I . (n. 1276 Stralcio I/A)
(Seguito)
Relatore di maggioranza: on. Vinciullo
Relatore di minoranza: on. Cancelleri
2) - Disposizioni in materia di elezione diretta del Presidente
del libero Consorzio comunale e del Consiglio del libero Consorzio
comunale nonché del Sindaco metropolitano e del Consiglio
metropolitano. Norme sulla pubblicità e sul controllo delle spese
elettorali . (nn. 1307-1282/A) (Seguito)
Relatore: on. Rinaldi
IV-DISCUSSIONE, AI SENSI DELL'ART. 68 BIS DEL REGOLAMENTO INTERNO,
DEL DISEGNO DI LEGGE:
Norme in materia di Consorzio autostrade siciliane (CAS) . (n.
1276/A Stralcio III) (Seguito)
V- DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Istituzione dei nuovi parchi archeologici in Sicilia e
modifiche alla legge regionale 3 novembre 2000, n. 20. (n.
1212/A)
Relatore: on. Greco Marcello
2) - Legge di modifica dell'articolo 8 della legge regionale 23
dicembre 2000, n. 30. Variazione di denominazione dei comuni
termali. (n. 843/A)
Relatore: on. Mangiacavallo
3) - Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento della
Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante
'Riconoscimento e tutela della minoranza linguistica gallo-italica
ai sensi della Legge 15 dicembre 1999, n. 482.' (n. 1229/A)
Relatore: on. Greco Marcello
4) - Norme per il riconoscimento e la promozione delle attività
artistiche di strada. (n. 1221/A)
Relatore: on. Greco Marcello
5) - Legge regionale 23 dicembre 2000, n. 30 e D.P. 24 marzo
2003, n. 8. Progetto di variazione territoriale finalizzato
all'aggregazione al Comune di Grammichele di parte di territorio e
di popolazione del Comune contermine di Mineo (c.da Saie). (n.
1266/A)
Relatore: on. Siragusa
6) - Interventi a sostegno dei soggetti con Disturbi Specifici di
Apprendimento (DSA). (n. 1120/A)
Relatore: on. Panarello
7) - Valorizzazione del demanio trazzerale. (n. 349/A)
Relatore: on. Laccoto
8) - Codice etico per gli eletti a cariche pubbliche, per gli
amministratori e per i dipendenti della Regione Siciliana. (n.
854/A)
Relatore: on. La Rocca Ruvolo
La seduta è tolta alle ore 20.51
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio